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Il libro

Spagna, 1902. Una dama elegante affronta il sentiero accidentato e polveroso che conduce a Puente Viejo.
Il suo nome donna gueda e ha viaggiato a lungo per arrivare a quel piccolo villaggio. Sa che l si trova la
persona che da tempo sta cercando: Pepa, la giovane levatrice. C qualcosa che deve raccontarle, una storia
che risale a ventanni prima, quando un uomo dal passato misterioso e dalle intenzioni inafferrabili torn
dallAmerica, dove si era distinto come eroe nella Guerra dei dieci anni, a Cuba. Il suo nome, Salvador Castro,
sarebbe rimasto impresso per sempre nella mente di coloro che incrociarono il suo cammino, perch
quelluomo enigmatico cambi il corso dellesistenza di molte persone. Tra queste, una giovanissima e ingenua
gueda, che a causa sua avrebbe provato per la prima volta la dolorosa amarezza del disincanto. Quella che
ora la donna narra a Pepa una storia di passione, tradimento e segreti inconfessabili. Una storia che tocca la
stessa Pepa molto da vicino: la verit sconvolgente sulle sue origini.
Un appassionante romanzo che regala ai fan de Il Segreto qualcosa di nuovo e assolutamente inedito.
Unoccasione unica per conoscere retroscena mai svelati nella serie tv.

Lautore

Benjamn Zafra uno scrittore e sceneggiatore che ha legato il suo nome a famose serie tv spagnole,
come El secreto de Puente Viejo. Dopo lo straordinario successo in patria, la soap ha conquistato anche
lItalia, dove va in onda su Canale 5 (e in replica su Rete 4) con il titolo Il Segreto e un pubblico fedelissimo di
oltre tre milioni di spettatori ogni giorno.

I romanzi della serie TV Il Segreto

IL SEGRETO

BENJAMN ZAFRA

IL SEGRETO
LA VERIT DI PEPA
Traduzione di Maxima Service
A cura di Raffaella Vittori

PARTE PRIMA

ERA unimmagine sconcertante e senza dubbio strana. Non tanto perch apparisse fuori luogo,
quanto perch era davvero insolito imbattersi in una figura femminile cos elegante su un sentiero
talmente inospitale. Il portamento aggraziato e labbigliamento impeccabile la rendevano quasi una
figura irreale, in un simile contesto. Lei, invece, si muoveva con una naturalezza straordinaria.
Sembrava una di quelle persone in grado di comportarsi con disinvoltura in ogni luogo e circostanza.
Non incespicava sui sassi, ma appoggiava sicura gli stivali sul terreno, con piede fermo, tra i
ciottoli aguzzi e i resti scivolosi delle prime nevi. Sebbene fosse immersa in un quadro inusuale, il suo
profilo delicato dava un senso armonioso a quellangolo di campagna, tanto che la sua presenza non
sembrava frutto del caso, ma piuttosto il prodotto della mano di un artista dalla squisita sensibilit
che, con una combinazione perfetta, aveva introdotto le nitide pennellate blu zaffiro del suo vestito in
contrasto con lo sfocato paesaggio ocra.
Nulla sembrava trattenerla. Saliva pazientemente verso la sommit del pendio, a piccoli passi ma
senza segni di stanchezza. Una volta in cima si ferm, prese fiato e contempl il freddo paesaggio
che si stendeva davanti ai suoi occhi.
Era unimmagine incerta, che tentava di delinearsi attraverso il fumo degli innumerevoli camini di
quella caotica scacchiera di tetti. Proprio l, davanti a lei, nascosto tra le montagne scure, riparato
grazie alloblio del mondo, si ergeva Puente Viejo, immutabile e pietrificato, come non fosse cambiato
nulla dalla prima e unica volta in cui, molti anni prima, lei laveva visitato.
Donna gueda! Ehi, signora!
Impieg un attimo a capire che si riferivano a lei. Il fascino delle pietre, luna diversa dallaltra, che
coprivano quelle case primitive laveva trasportata in un altro tempo, in un altro viaggio. Si ferm
alcuni istanti prima di voltarsi e vedere che il suo domestico Jeromo la stava chiamando,
sbracciandosi, dai piedi del pendio.
Donna gueda, torni indietro! Il cocchiere dice che ci vorr parecchio tempo per la riparazione.
In basso, inclinata in modo grottesco, unelegante carrozza le ricord da dove veniva. Accanto alla
vettura, il cocchiere si stava dando da fare per tentare di rimettere in asse la ruota, mentre Jeromo,
che fino ad allora lo aveva aiutato, lasci perdere il faticoso compito per avvicinarsi alla sua padrona e
aggiornarla sulla situazione.
Donna gueda, disse il domestico ansimando, se me lo permettete, prendo un cavallo e vado
verso il paese a chiedere aiuto. Sar alquanto improbabile riuscire a riparare la ruota prima di sera. Vi
suggerisco di tornare alla carrozza e aspettare l il mio ritorno.
Si avvicin a lei un po di pi per sussurrarle con discrezione: Considerate che questo non il
luogo adeguato dove una signora della vostra posizione possa passeggiare da sola. Vi consiglio di
riposare, non sappiamo quali conseguenze abbia recato lincidente alla vostra salute.
Lei assent, non voleva discutere. Si limit a osservare Jeromo che scendeva il pendio e toglieva
poi il giogo al cavallo. Volse il suo sguardo con calma verso il lontano villaggio e diede voce ai suoi
pensieri. Ti fai desiderare, come sempre. Sapevo che non mi avresti reso facile il ritorno da te. Non
lo hai fatto in passato e non sar diverso ora. Ma ormai ci sono quasi e lo sai. Questa volta non
potrai scappare.

OLMO Mesa girava le pagine stropicciate di un giornale, seduto al tavolo di un locale che, a suo
parere, non era altro che un tugurio malfamato. Guardava di tanto in tanto fuori, cercando di non
perdere nessun dettaglio delle attivit del villaggio. Attraverso la sudicia finestra di vetro si
intravedeva la polverosa piazza di Puente Viejo.
Non essendoci il mercato quel giorno, cosa piuttosto inusuale, il viavai era minore rispetto al
solito. Cerano solo alcuni paesani dagli abiti neri e consunti, che camminavano senza fretta
godendosi le ultime ore del pomeriggio prima di rientrare nelle loro case.
Olmo si rimise a leggere, soffermandosi su un breve annuncio che segnalava la grande novit del
momento: un orologio da tasca con segnalatore acustico. A chi sarebbe potuto servire un oggetto del
genere a Puente Viejo, un villaggio della Castiglia dove il tempo era immobile? Non aveva senso.
Nessuno aveva il minimo rispetto per la puntualit e gli unici riferimenti temporali per gli abitanti
erano il canto del gallo e i rintocchi stanchi delle campane.
Chiuse il giornale ed estrasse il suo orologio. Non era dotato di segnalatore acustico. Non ne ho
proprio bisogno, pens lui. Chi avrebbe dovuto comprarsene uno era Salazar, gi in ritardo di pi di
unora. La mancanza di interesse dei proprietari terrieri della zona per gli affari esasperava Olmo. Il
mondo procedeva su una locomotiva a vapore mentre gli abitanti di quel paesino sembravano ancora
spostarsi a dorso di mulo. Un mulo vecchio e stanco, per giunta.
Solo una persona sembrava sfuggire a questa regola, per gli era vietato concludere affari con lei.
Ma non sono qui per fare commenti, pens, mentre terminava il caff misto a cicoria. Altra delizia
locale da cui Olmo si sarebbe volentieri dispensato. Tuttavia, se avesse chiamato la ragazza che glielo
aveva servito e le avesse detto che lui era solito prendere il caff puro, avrebbe probabilmente
sollevato una curiosit indesiderata negli altri avventori, per non parlare della quasi inevitabile
irritazione della giovane cameriera. Inoltre, il sapore non gli dispiaceva. Perfino per adulterare
correttamente bisogna avere buon gusto, concluse.
Voleva punire il signor Salazar per il suo ritardo e non gli venne in mente modo migliore che
ordinare un altro caff, non senza aver prima spiegato alla cameriera che desiderava non portasse via
la precedente tazza. Nel mondo severo da cui proveniva Olmo, la presenza di due tazze con tracce di
caff su un tavolo avrebbe fatto s che il ritardatario si sentisse umiliato, nel vedere apertamente
sottolineata la sua negligenza. La richiesta per non doveva essere stata abbastanza chiara, perch la
ragazza sparecchi il tavolo rassicurandolo che non era un problema farlo.
Sebbene Olmo si considerasse un uomo molto risoluto, in quellistante non trov nulla da dire alla
cameriera, che se ne and con la tazza; quella tazza che per lui era la testimonianza della sua lunga
attesa.
La sua frustrazione, per, non dur molto. Dalla finestra vide attraversare la piazza non laffannato
signor Salazar, ma qualcuno che, al contrario di questi, si presentava molto in anticipo rispetto a
quanto sperato. Olmo si alz in fretta e, sotto lo sguardo attento dei pochi avventori del locale, usc
deciso verso lelegante signora vestita di blu zaffiro che era appena comparsa a Puente Viejo. Riusc
ad avvicinarla prima che la sua vistosa presenza richiamasse lattenzione. La prese per il braccio e la
condusse in fretta verso una via limitrofa, pi discreta, dove cerc di nascondere la propria
apprensione. Si pu sapere cosa fate qui? Eravamo daccordo che non vi sareste fatta vedere in

paese fino a che io non avessi giudicato che era il momento giusto. Vi avevo detto che vi avrei
inviato un messaggio, quando fosse arrivato quel momento.
Mi spiace che la mia visita sia cos inaspettata, ma la tua ultima lettera non era per nulla
tranquillizzante, cos ho deciso di cambiare programma. Mi scuso per averlo fatto senza consultarti,
ma converrai con me che le circostanze rendono necessaria la mia presenza.
Cambiare programma?
I piani di Olmo stavano andando in fumo. Non capiva come una leggera inquietudine potesse
essere motivo sufficiente per presentarsi a Puente Viejo in quel modo. Erano mesi che misurava le
parole, muovendosi con estrema discrezione, formando intorno alla propria persona unimmagine
solida e riservata, e linopportuna presenza di donna gueda minacciava di rovinarla.
E la vostra carrozza? I vostri domestici?
Olmo sembrava veramente in collera. Se quello che voleva era passare inosservato, il suo
comportamento stava ottenendo esattamente il risultato opposto. Pi di un passante si era voltato
per seguire la discussione di quella strana coppia di forestieri. Tra questi Emilia Ulloa, la locandiera,
che li guardava dalla finestra della taverna con una tazza di caff bollente in mano.
Perbacco, non era nemmeno nei miei programmi venire fin qui a piedi, si difese donna gueda.
La nostra carrozza ha avuto un piccolo contrattempo. Ho mandato Jeromo a chiedere aiuto ma,
dopo un po, visto che non tornava, non ho voluto perdere altro tempo rimanendo con le mani in
mano e ho deciso di farmela a piedi fino a qui.
Olmo non credeva alle sue orecchie. Quanto aveva camminato? E perch aveva lasciato la
sicurezza di una carrozza per inoltrarsi su strade inospitali dove, senza dubbio, il minore dei pericoli
era quello di perdersi?
Inoltre il cocchiere non mi sembrava una persona fidata. Donna gueda sembrava avere una
risposta per tutto. Credo francamente di essere pi al sicuro qui, con te.
Il cocchiere? Olmo non capiva. Perch non siete venuta fin qui con la vostra carrozza?
Proprio come hai detto tu, volevo fare le cose con la massima discrezione. Inoltre, la nostra
carrozza non sarebbe riuscita a passare attraverso queste strade cos strette. Sono tutti cos impervi
gli accessi al paese? Non so come faremo a far portare il resto del nostro bagaglio. Senza dubbio,
donna gueda sapeva come cambiare discorso per evitare discussioni pesanti. In vita mia non ho
mai visto un terreno cos irregolare e pieno di buche. Le autorit dovrebbero occuparsene quanto
prima.
Olmo era tentato di ribattere, ma subito si rese conto che, una volta ancora, donna gueda si
stava comportando come una bambina che cerca di sviare lattenzione dalle proprie marachelle.
Mantenne il sangue freddo.
Non vi sareste dovuta presentare al villaggio E tanto meno cos, senza carrozza e vestita in
questo modo. La festa di Ognissanti passata soltanto da due giorni. Non so se lo avete capito, ma
Puente Viejo un luogo estremamente allantica. Olmo cominci a parlare a voce molto bassa, visti
gli sguardi curiosi dei paesani che stavano loro intorno. In questi posti la gente abbastanza
attaccata alle tradizioni e senza dubbio considereranno il vostro aspetto come una provocazione. Ho
capito che la popolazione qui molto osservante e non mi meraviglierei se ritenessero il vostro abito
una mancanza di rispetto per i loro morti.
Questa lugubre allusione fece s che donna gueda cambiasse espressione. Se fino a quel
momento si era mantenuta sulla difensiva, quasi divertita dalla ricerca di argomenti per giustificare il
proprio comportamento, ora il tempo delle scuse sembrava essere finito. Fiss Olmo con sguardo
penetrante e serio e gli parl molto lentamente, senza muoversi di un centimetro.
Ti consiglio di non alterarti tanto, caro. Se sono arrivata in un giorno come questo, non certo
per assaggiare il pane dei morti. Non sono una persona frivola e tu dovresti saperlo pi di chiunque
altro. Capisco questa gente molto pi di quanto tu possa immaginare. Di fatto, se sono qui proprio
per incontrare una persona che credevo morta.

Olmo serr le mascelle e si guard intorno. Dopo tanti anni, a volte gli era ancora difficile capire
quando donna gueda scherzava o parlava sul serio. Ma la sua espressione sembrava non dare adito
a dubbi: in quel momento le sue intenzioni erano serissime. Lo irritava che mettesse in dubbio il suo
impegno e che gli rammentasse i motivi per i quali si erano recati in quel luogo. Proprio a lui, che era
stato il suo segugio per anni e aveva trascurato aspetti essenziali della propria vita per aiutarla in
questa ricerca spasmodica. E gli sembrava strano che ora, a un passo dal traguardo, lei rischiasse di
perdere lobiettivo tanto desiderato, esponendosi in quel modo.
E invece donna gueda sembrava convinta di avere mille buone ragioni per essere l.
Neanche a me piace perdere tempo. Dimmi dov e smettiamola di discutere qui, davanti a tutti.
Olmo torn a innervosirsi. Se cera una cosa che gli dava fastidio, era essere ripreso per aver detto
o fatto qualcosa di sbagliato. Ed era esattamente ci che stava per succedere.
Il fatto che mi dispiace, signora, disse incerto, ma la verit che, da qualche giorno, non
in paese.
Cosa? ora donna gueda era veramente furiosa. Non capiva come mai Olmo non lavesse
informata in proposito. Le conseguenze potevano essere gravissime.
Non lavremo persa, dopo tanti anni?
Olmo fece cenno di no con la testa.
So perfettamente dove si trova. E se non siamo intervenuti fino a ora, perch prima di farlo
dobbiamo studiare la situazione e valutare se convenga o meno presentarci a lei.
Le parole di Olmo non tranquillizzarono assolutamente donna gueda. Quando parlava al plurale
lo faceva senza dubbio perch voleva rifuggire dalle proprie responsabilit. Stava succedendo
qualcosa di grave, visto che gli costava tanto rivelarlo.
Niente di serio, aggiunse lui sulla difensiva. Sembra che le sia capitato qualcosa. Nulla che
metta in pericolo la sua vita, di sicuro, per pare che a causa di questa fatalit abbiamo fatto dei
passi indietro col nostro progetto.
Smettila di fare giri di parole e raccontami una volta per tutte quello che accaduto.
Olmo deglut e si convinse finalmente a parlare.
Sembra che sia rimasta molto sconvolta da un parto finito tragicamente. Secondo alcune
informazioni che ho raccolto, sia la madre sia il neonato sono morti.
Santo Cielo. E lei dov, ora?
Donna gueda era veramente angosciata. Lui fece il possibile per tranquillizzarla. Ma non voleva
attirare lattenzione.
sparita per qualche giorno. Ma ho svolto le mie indagini, naturalmente.
Olmo sembrava davvero preoccupato per come la signora avrebbe reagito alle novit. Dopo aver
sentito queste voci, ho chiesto in giro e proprio oggi ho avuto la conferma che si trova sulle
montagne.
Hai perso le sue tracce! Pretendi che io abbia fiducia in te ma, appena mi volto, te la fai sparire
da sotto il naso! La dolce signora che pochi minuti prima si era presentata sorridente a Puente Viejo
sembrava ora trasfigurata dalla rabbia. Cosa ti hanno confermato queste voci dosteria? Dov lei?
Un pastore lha vista in mezzo a un sentiero, vicino al bosco. Olmo era un fascio di nervi.
Quelluomo, che si chiama Marcial, lha portata in uno dei capanni dove questa gente si protegge dal
freddo dellinverno. un luogo inospitale, di difficile accesso, come ce ne sono tanti in queste terre.
Mi stai dicendo che finita in un luogo disperso tra le montagne in compagnia di un misero
zotico? Come puoi pensare che questo mi tranquillizzi? Santo cielo, la devo trovare. Donna gueda
era disposta a partire immediatamente per cercarla. Guardava desolata da un lato allaltro della piazza,
senza sapere quale direzione prendere.
Dimmi che sai dov Pepa!
Per un istante, Olmo si dimentic dei suoi modi impeccabili e la zitt con un forte shhh!
Entrambi realizzarono che era quella la prima volta che donna gueda ne pronunciava il nome da

quando era arrivata. Negli ultimi mesi, Pepa era stata praticamente il suo unico tema di
conversazione, ma nominarla l, dove tutti potevano conoscerla, sembrava tremendamente rischioso
per i suoi obiettivi. Anche donna gueda si rese conto che non avrebbe dovuto farlo. Questa pausa
nella conversazione fu una benedizione per Olmo, che finalmente pot riorganizzare le proprie idee.
S, certo che so dove si trova, spieg con pi calma. Ho dato del denaro a quel pastore perch
mi conducesse al suo rifugio. Ed effettivamente cera Pepa. Lui sussurr il nome. Da quanto mi
ha raccontato il pastore, era in uno stato pietoso da parecchi giorni. Mi ha assicurato che le ha dato
da bere latte da uno straccio inzuppato, ogni volta che passato di l, e quando sono andato l non
aveva un brutto aspetto. Sembrava mezza addormentata. Ma non era incosciente. Semplicemente,
dava limpressione di non volersi svegliare.
Oh, cielo. Donna gueda si sent mancare la terra sotto i piedi. Olmo la afferr per non farla
cadere, era un capogiro causato dallo scoramento che il racconto le aveva provocato.
La situazione non mi sembrata tanto grave da richiedere un intervento. Per questo vi ho scritto
allertandovi, ma non presumevo di vedervi arrivare cos in fretta. Mi sarei aspettato una risposta per
lettera, con dei consigli su come muovermi. Se la nostra nuova casa fosse pronta, forse lavrei
trasferita l, ma quel detestabile Salazar sono giorni che non si fa vedere, e portarla in paese sarebbe
stato tremendamente indiscreto.
Al diavolo la discrezione, accompagnami l subito! ordin la signora.

LA donna camminava lungo la montagna con passo leggero. Come le aveva anticipato Olmo, si
trattava di un luogo di difficile accesso, ma n la neve n la pendenza sembravano contrastare il suo
incedere veloce. Lo sforzo di trovare Pepa quanto prima imperlava la sua fronte di sudore e,
nonostante la febbre che sentiva dentro di s, le pareva che quel vento pulito e gelido le tagliasse il
viso come tante lame affilate. Lurgenza di arrivare da lei le faceva sopportare il fatto che a ogni
passo i suoi stivali sprofondavano sempre pi nella neve. Dietro a donna gueda, Olmo e Marcial, il
pastore, cercavano con fatica di starle dietro.
La signora non star pensando che le abbia fatto del male, vero? Perch mi sono preso cura di
lei come meglio ho potuto, disse Marcial. Di fatto, se non fosse stato per me, sarebbe ancora sul
sentiero dove lho trovata distesa a terra, magari irrigidita dal freddo o coperta di brina, o peggio
ancora divorata dai lupi.
Olmo sopportava con pazienza le chiacchiere del pastore. Cercava di non allontanarsene, non
tanto perch apprezzasse la sua compagnia, ma perch sapeva che era lui, non donna gueda, a
conoscere la strada che portava al bivacco.
Mi darete qualche moneta quando arriveremo, vero? Marcial cercava di non perdere loccasione
di trarre beneficio dalla buona azione fatta giorni prima. Una cosa era essersi comportato bene con
Pepa, che era sempre stata gentile con lui, unaltra era lasciarsi sfuggire lopportunit di alleggerire un
po le borse di quegli eleganti signori. Estranea alla conversazione, donna gueda si guardava intorno
senza perdere di vista la sua meta. Si ferm e si volt ansimante, gridando a uno dei due uomini che
la stavano seguendo: questo il bivacco, signor pastore?
Marcial, mi chiamo Marcial, per servirvi, signora. Il pastore complet la sua galante
presentazione con un grande sorriso sdentato. Il vostro domestico mi ha assicurato che mi darete
una ricompensa, una volta che saremo arrivati. cos, vero, signora?
Marcial corse verso di lei, lasciando indietro Olmo che, perplesso, si stava domandando che cosa
avesse detto o fatto per essere scambiato per un semplice servitore.
Donna gueda giunse alla soglia del capanno, preoccupata. Quel luogo non le piaceva affatto. Era
poco pi di una macchia in mezzo alla neve. Due enormi massi di pietra servivano da entrata alla
piccola costruzione e un tetto di rami era il suo unico riparo. Si trattava di una montagnola artificiale
che sarebbe passata inosservata a chiunque non la stesse cercando attentamente.
Non appena Marcial vide che la signora si apprestava a entrare, le si mise davanti sbarrando la
strada, preoccupato di veder svanire la sua ricompensa una volta che donna gueda avesse visto lo
stato deprecabile dellinterno.
tutto sporco e puzzolente, signora. Anche la ragazza lo , perch non nemmeno voluta uscire
per i suoi bisogni.
Donna gueda ignor le sue parole e mosse un passo. Una volta dentro, si irrigid per lodore
penetrante. Il pastore aveva mentito: quellodore non lo aveva provocato Pepa in qualche giorno, ma
era l da anni. Era un odore rancido di putridume, una miscela intensa di sudore umano e animale
rafforzata dallaroma acido dei formaggi che erano stati l a stagionare. Era quasi un sollievo respirare
il fumo asfissiante delle braci che si trovavano al centro. Almeno non morta di freddo, pens donna
gueda.

Nonostante lo spazio ristretto, ci mise un po prima di localizzare la sua figura. Le si inginocchi


davanti rapidamente, osservandola preoccupata. Quello che aveva davanti a s era un fragile corpo
femminile mal coperto, sporco e denutrito. La respirazione, rapida e ansimante, riusciva a malapena a
sollevare il petto della giovane.
Donna gueda temette il peggio. Santo cielo, sta morendo. Sta morendo davanti ai miei occhi e io
non posso fare nulla per evitarlo. Si avvicin e le scost i capelli dal viso. Erano umidi, appiccicati al
viso bollente. Era difficile identificare il viso sotto quello strato di fango, fuliggine e cenere; ma,
nonostante lo sporco, si intravedevano i tratti fini, scolpiti con una delicatezza che donna gueda non
aveva ancora visto in nessun volto da quando era arrivata a Puente Viejo.
Era lei, senza nessun dubbio. Pepa. La sua Pepa. Ma la felicit della scoperta non poteva distrarla
dallestrema urgenza. Le mise la mano sopra la fronte e si rese conto che, per fortuna, la febbre non
era alta come pensava. Era chiaramente una ragazza molto forte. Fu in quel momento che donna
gueda riprese a respirare tranquillamente e a esaminare con attenzione il volto smunto. Che
disastro, pens, notando le labbra screpolate, con il sangue scuro e rappreso ancora da pulire, e
guardando gli occhi a mandorla coperti di sporche cispe che tradivano, insieme con le guance
scavate, linimmaginabile quantit di lacrime che la poveretta aveva versato.
Ma come hanno potuto tenerti cos? a donna gueda si spezzava il cuore nel vederla ridotta in
quello stato, in mezzo a tutta quella sporcizia, vicino a recipienti con latte inacidito, bucce di patate e
quel ridicolo corno di mucca usato come oliera.
Avrei voluto trattarla meglio signora, cerc di giustificarsi il pastore, non avrei desiderato altro,
ma
Non sto parlando con voi, signor pastore! donna gueda cercava di controllare il filo di voce
che le usciva dalla gola pieno di rabbia e di pena, ma non riusciva a nascondere di essere sul punto di
scoppiare in lacrime.
Marcial, signora, mi chiamo Marcial.
State zitto, per favore, disse Olmo, sicuro di essere il destinatario dei rimproveri. Mi dispiace
molto, madre.
Il pastore si volt verso di lui, sconcertato nel venire a conoscenza del vincolo famigliare che
univa quei due signori eleganti. Non lo avrebbe mai sospettato. La signora sembrava troppo giovane
per essere la madre del signore altero che lui aveva scambiato per un domestico.
Vi assicuro che ho cercato di mantenere la situazione sotto controllo, disse Olmo per
giustificarsi, ma le sue scuse erano timorose. Vi ho gi spiegato perch non lho portata via di qui.
Voi avete insistito perch le cose fossero fatte a modo vostro e si trovasse il momento ideale per
presentarsi.
Di sicuro Olmo aveva molto da dire, a tale proposito, ma la presenza del pastore lo infastidiva.
Per favore, se non vi dispiace lo invit ad andarsene.
Come fa a non dispiacermi? Vivo qui.
Non hai nessun diritto di mandarlo via. Se non fosse per lui, ora sarebbe morta, disse donna
gueda. Tienilo a mente la prossima volta che i tuoi eccessivi scrupoli ti impediranno di agire
correttamente. La sua vita poteva essere in serio pericolo e tu ti sei limitato a inviare un messaggio.
Olmo accett la critica senza ribattere. Avrebbe voluto dirle che, in fondo, il suo compito era
sempre stato quello di obbedire ai suoi ordini con tutto lo scrupolo possibile e che la sua facolt
dazione era sempre stata alquanto limitata. Glielo avrebbe voluto spiegare con tutto il cuore, ma in
quel momento era impossibile far ragionare donna gueda.
A volte ho la sensazione, figlio mio, concluse con crudelt, che in realt tu non abbia mai
veramente voluto trovarla.
Mi spiace molto, signora.
Olmo ribolliva di rabbia. Perch lo trattava cos? Perch non voleva credere che aveva mosso mari
e monti per trovarla? Non sapeva che, nonostante la provvidenziale presenza del pastore, se non

fosse stato per i suoi innumerevoli sforzi, lei non sarebbe mai riuscita a sapere dove si trovasse la
ragazza? Lunica spiegazione possibile era, una volta ancora, che donna gueda non lo tenesse in
grande considerazione.
Indifferente allangoscia di Olmo, donna gueda cerc nella borsa una fiaschetta di peltro e
lavvicin alle labbra livide di Pepa, perch cercasse di bere almeno un sorso di liquore. Aveva i suoi
rimedi casalinghi e in quel momento la sua intenzione era di farle riprendere un po di calore.
Dai, bambina, dai!
Lodore di alcol provoc una reazione rapida: Pepa si tapp il naso e chiuse la bocca, cos che
gran parte del liquido si rivers sulla guancia. Si inarc con unespressione di disgusto e donna
gueda cap che almeno una piccola parte del liquore la stava riscaldando.
Bambina mia, reagisci, per favore. Prese le mani della ragazza, le strinse tra le sue e cominci a
strofinarle energicamente. Il freddo nelle membra di Pepa sembrava preoccuparla. Si volt verso
Olmo disperata: Deve riprendere subito calore. Per favore, da dei soldi a questo pastore Marcial, e
che vada al paese a cercare aiuto.
Non vorr uscire, signora, disse Marcial. Ho gi provato ma stato tutto inutile.
Donna gueda insistette.
Allora prendi della legna per scaldare questo luogo. Non pu rimanere cos. Da dove viene
questo odore tanto sgradevole?
La signora si guard intorno per cercare di capire lorigine del fetore. Veniva da una specie di
budello imbrattato di cenere che pendeva da un gancio appeso al tetto.
Cos quello?
lo stomaco di un capretto da latte, rispose Marcial. Ho venduto la carne agli Ulloa, ho
approfittato del fatto che era ancora lattante e ho preso il caglio per il formaggio.
Il caglio per il formaggio? per Olmo era come se parlasse cinese.
S, signore, vedrete che buon formaggio far con questo.
Spero di no. Per favore, toglietelo di qui e fate quello che vi ha ordinato la signora, disse Olmo.
Vi dar del denaro per il disturbo.
Ma signore, se lo lascio fuori verranno le mosche.
Vi ripeto che vi dar il denaro necessario. Uscite, per cortesia.
La promessa di denaro fatta da Olmo calm le inquietudini di Marcial, che cominci a sganciare il
budello per portarlo fuori.
Donna gueda non smetteva di strofinare freneticamente le mani di Pepa, come se il movimento
costante potesse da solo garantirle la vita. Prese le dita magre della ragazza e le baci. Mentre lo
faceva, una lacrima le scese sulle guance.
Mio Dio, Alba, cosa ti successo?
Questo sent il pastore, uscendo dal capanno. Non capiva perch la signora la chiamasse cos: lei
era Pepa, la levatrice del villaggio. Era tentato di intervenire, ma per paura di perdere la ricompensa
tanto desiderata si comport con insolita cautela e non fece nessun commento.
Quando Olmo rimase solo con le due donne, si rese conto che anche lui era di troppo. Limmagine
di donna gueda che strofinava le mani e le braccia della ragazza, cercando disperatamente di
rianimarla e farle riprendere calore, gli sembr una scena cos intima da non poterne fare parte.
Sapeva che donna gueda aveva sognato questo momento per anni e che, come spesso succede
con le cose che uno desidera con tanto fervore, non era avvenuto nel modo sperato. Tuttavia la
ragazza era ancora viva. Era il suo momento e lui era di troppo.

DONNA gueda non avrebbe saputo precisare quanto tempo fosse passato prima che le sue
attenzioni sortissero leffetto sperato e che Pepa si svegliasse. Non furono momenti angosciosi, tutto
il contrario. Quando Olmo se ne fu andato e lei si trov sola con la ragazza, sent che si stava
tranquillizzando e cominciava a respirare con una cadenza pi rilassata. Non sembrava in punto di
morte. La sua respirazione, per quanto debole, si manteneva costante e senza affanno.
Era forte. Ce lavrebbe fatta.
Cos, quando Pepa inizi a stiracchiarsi lentamente, girandosi da un lato allaltro ma senza aprire
gli occhi, donna gueda comprese non tanto che il pericolo era passato, ma che quel pericolo non era
stato tanto grave quanto lei aveva immaginato.
Lasciatemi, non voglio uscire
Pepa non poteva aver gi capito le intenzioni di donna gueda, men che meno addormentata
comera. Era ancora in uno stato di dormiveglia, aggrappata a un sogno cui si mischiava quellultimo
frammento di coscienza, quello in cui aveva lottato, a detta del pastore, per non essere portata via
dal capanno.
Lasciatemi in pace! Alz ancor di pi la voce, senza rendersi conto che erano solo in due e
quindi non cera nessun bisogno di urlare.
Shhh, replic donna gueda, dolcemente. Nessuno ti porta via di qui.
La voce sconosciuta allarm Pepa. Smise di muovere la testa e si calm, battendo le palpebre
perplessa, mentre cercava di mettere a fuoco limmagine della persona che aveva di fronte.
Chi siete? Cosa volete?
Shhh. riposa, sorrise donna gueda. Non voglio nulla. Solo aiutarti.
Pepa si rilass. Il volto della signora che aveva davanti le sembrava benevolo. La pelle chiara e
lentigginosa indicava chiaramente che non era della zona, mentre i suoi occhi, grandi e circondati da
piccole rughe, le davano limpressione che si trattasse di una persona alla quale piaceva sorridere. Il
suo istinto le diceva che non aveva nulla da temere, ma la sua esperienza le consigliava di non
aspettarsi mai nulla di buono.
Non ho bisogno dellaiuto di nessuno, andatevene.
Aveva la voce impastata. Girandosi e raggomitolandosi di nuovo, diede a intendere che il suo
unico desiderio era quello di ricadere in un sonno liberatorio, senza pensare a nulla.
Tuttavia, prima di riaddormentarsi, alz un sopracciglio e fece il possibile per guardare unultima
volta la donna, di sbieco. Non voleva ripiombare nel sonno senza aver prima colto qualche indizio,
anche minimo, sulla persona che la vegliava. Labbigliamento della donna la insospett.
Tra laltro, disse mezza addormentata, io non mi fido delle dame di carit.
Shhh, sei ancora troppo debole per parlare.
Essere stata scambiata per una di quelle donne da feuilleton fece sorridere donna gueda. Era
chiaro che la poveretta non si fidava di loro; e, nonostante ci, sicuramente non ne aveva mai
incontrata una in vita sua.
Sorrise nel vederla assopirsi di nuovo. Quello che, in un primo momento, le era sembrato il
preambolo di un male imminente ora pareva piuttosto unimmagine tranquillizzante: alla giovane
faceva bene il riposo. Per questo si fece seria quando sent dei rumori provenienti da fuori. Era Olmo

che dava istruzioni a Jeromo e ad altri giovani, che doveva aver reclutato in piazza. Donna gueda
stava per uscire e chiedere di far silenzio, quando vide spuntare il gruppo allentrata del capanno.
questa la ragazza che dobbiamo far scendere?
I due giovani che Olmo aveva condotto fin l avevano un aspetto rude. Il corpo del primo era cos
grosso che praticamente riempiva luscio impedendo alla luce di entrare. Persino nella penombra, la
dimensione delle sue mani attirava lattenzione: aveva grandi dita secche e logore come un manico di
zappa.
Con il vostro permesso, signora
Cosa? donna gueda era sconcertata.
Il sogno di Pepa si era interrotto del tutto. Il suo incubo era diventato realt e, per evitare che la
portassero via dal bivacco, si era accucciata contro la parete, disposta a tirar calci a chiunque le si
fosse avvicinato. Ora aveva gli occhi sbarrati e lo sguardo terrorizzato.
Donna gueda si frappose tra lei e i rozzi giovani per proteggerla.
Indietro, fuori!
Ci hanno detto solo di venire qui, signora, e di portare questa ragazza sul carro.
Quando fecero un passo avanti, Pepa cominci a scalciare freneticamente, lanciando un urlo
acuto. I due giovani si immobilizzarono, perplessi di fronte alla reazione della ragazza. Ma fu solo un
attimo, appena il tempo necessario per recuperare la volont e lenergia necessarie per scostare la
signora e afferrare quella belva dalle fattezze femminili.
Non avete sentito? Andatevene di qui una volta per tutte!
La voce di donna gueda si perdeva tra le urla di Pepa, che sbatteva la testa da una parte allaltra
in preda a un attacco di nervi.
I due giovani allargarono le enormi braccia, formando una barriera dalla quale la ragazza
difficilmente avrebbe potuto scappare.
Prima che donna gueda se ne rendesse conto, si lanciarono su di lei e la presero per i polsi
cercando di domarla. Pepa si ribellava come un uccellino incastrato in una rete.
Per favore, no, lasciatela!
A donna gueda si spezzava il cuore nel vederla soffrire in quel modo. Non poteva sopportare che
quei bruti le facessero del male. Non si rendevano conto che di l non si sarebbe mossa se non di sua
spontanea volont?
Olmo, ferma tutto questo! Subito!
Da quando era entrato nella baracca, Olmo aveva capito che, una volta ancora, le cose gli erano
sfuggite di mano. Corse dagli uomini e ordin loro di lasciar stare la ragazza. I giovani obbedirono.
Come avevano detto prima, erano l soltanto perch erano stati chiamati.
Pepa, sebbene fosse stata liberata, si dibatteva ancora. Donna gueda non sapeva se per calmarla
fosse meglio abbracciarla o lasciarla in pace. Intuiva che qualsiasi contatto fisico potesse sembrarle
unaggressione. Cominci allora a sussurrarle che il pericolo era passato.
Shhh, tranquilla. Nessuno ti obbligher a uscire di qui.
Lanci unocchiata di biasimo a Olmo. Non era il momento di rimproverarlo, ma era chiaro che
avrebbero dovuto parlare a fondo di questo suo nuovo grave errore. Se prima il giovane aveva
sbagliato con la sua temeraria passivit, ora la sua iniziativa si era dimostrata frutto di
unimperdonabile mancanza di sensibilit.
Vai via, vattene! mormor tra i denti.
Mentre lui faceva uscire i due braccianti dal capanno, donna gueda non pot evitare di
considerare che, se Olmo era stato molto utile nel cercare e trovare la levatrice, ora si stava
dimostrando un vero disastro. Si chiese se fosse stato cos efficiente in passato perch sapeva quanto
fosse complicato trovare Pepa, poi arriv alla conclusione che ci che creava grande ansia in lui era il
doversi confrontare con la ragazza, ora che ce laveva davanti veramente.
Non voglio che mi portino via di nuovo. Non voglio separarmi ancora da mio figlio.

Anche se ora la ragazza sembrava vigile, le sue parole non avevano senso. Donna gueda si
riavvicin a lei preoccupata.
Qui non c nessun bambino, Pepa
Lei batt le palpebre e sembr dun tratto riconoscere le pareti sporche del capanno.
Non so chi siate, disse scrutando il volto della donna, ma se quello che volete portarmi fuori
di qui, vi posso assicurare che non ve lo permetter. Vi avverto, piuttosto mi ammazzo.
Nessuno tenter di portarti via di qui. Te lo prometto. Quanto successo ora stato solo un
errore, per io io scusa, non mi sono presentata: mi chiamo gueda, gueda de Mesa y Molero
de Aguamansas e ti assicuro che non voglio farti del male. Cercava di essere il pi dolce possibile.
Sapeva che la fiducia della ragazza dipendeva da quei primi istanti.
Ora mi ricordo di voi. Siete la dama di carit che venuta prima. Era ovvio che la mente di
Pepa confondeva il sogno con la realt. Vi ho gi spiegato che non ho bisogno della vostra
beneficenza. Qui ho tutto quello di cui ho bisogno.
Lo so, lo so. Donna gueda le dava corda, misurando le parole per non essere troppo
invadente e conquistare la sua fiducia. Qui si sta bene. Cos bene che, se non ti d fastidio, rimango
un momento a riposarmi. Ho fatto parecchia fatica a venire fin qui e se non mi rimetto un attimo non
credo di riuscire a tornare da sola al villaggio.
Donna gueda sapeva che il suo discorso era inverosimile, ma Pepa non sembrava ancora tanto
lucida da rendersene conto; quello che realmente la preoccupava era come avrebbe reagito una volta
che si fosse ripresa dallo stato di torpore. Forse per questo tir fuori ancora una volta la fiaschetta
dalla borsa e gliela offr, non prima di aver bevuto lei stessa un sorso, per dimostrarle che il
contenuto non era nocivo.
Non pretenderete di ubriacarmi per allontanarmi da qui, vero?
Non credo di poter far ubriacare una donna adulta come te solo con il contenuto di questa
bottiglietta. Ma almeno questo ti riscalder un po. Fuori fa un freddo tremendo. Anchio sto gelando,
sebbene sia ben coperta: non riesco a immaginare come possa stare tu.
Per rendere pi evidente la situazione, cominci a sfregarsi le braccia per difendersi dal freddo. Il
suo unico obiettivo in quel momento era guadagnarsi la fiducia della giovane, che la guardava con
circospezione. Ciononostante, Pepa prese la bottiglietta e bevve un piccolo sorso.
Cosa ha condotto fin qui una signora come voi? Questo un posto ben lontano per venirci a
fare la carit.
Non sono venuta a fare beneficenza.
Donna gueda maledisse la propria sorte. Aveva immaginato cos a lungo quel momento, eppure
adesso la situazione la obbligava a improvvisare.
In verit, sto cercando una levatrice e ho sentito che il tuo lavoro.
Pepa si sollev con fatica. La guard da capo a piedi e si schiar la voce prima di rispondere.
chiaro che non la state cercando per voi. Se avete bisogno di una levatrice per una delle vostre
domestiche, dovrete andare alla Puebla e chiedere di Lupe. Lei vi aiuter volentieri.
Non ho nulla contro questa Lupe, per ho sentito che tu sei la migliore della zona. Magari hanno
esagerato un po. Stava cercando di colpirla nellorgoglio per tirarle fuori qualche parola.
Pi che esagerare, vi hanno proprio mentito. Io non sono una levatrice. Pepa fece una pausa
per convincersi di quello che stava dicendo. Lo ero, vero. Ma ora non pi. Mai pi.
Donna gueda la guard sorpresa. Che cosa le era successo? Perch diceva questo, rinnegando
se stessa? Forse era per lincidente a cui aveva accennato Olmo? Non cera dubbio che, nonostante le
condizioni in cui si trovava, conservasse la forza della quale il figliastro le aveva parlato, una forza che
un corpo tanto fragile sembrava quasi non riuscire a contenere.
un peccato che tu non lo sia, perch io cercavo la migliore. Se avessi potuto far conto sulla
mia, non sarei venuta fin qui a cercarti. Ma disgraziatamente morta anni fa, almeno credo. Era
veramente brava.

E di certo la trattavano a pesci in faccia, comment Pepa, ironicamente. Tutte le levatrici sono
brave, ma nessuna fa cos bene il proprio lavoro da essere accolta in una casa per sempre. Per questo
trascorrono la vita spostandosi di luogo in luogo e cos passano i loro giorni. O forse quella donna di
cui mi ha parlato morta in un letto caldo ricevendo lestrema unzione?
Le parole amare di Pepa avevano colpito donna gueda, che decise di non rispondere a quella
domanda. Invece disse: Quello che posso assicurarti che in verit le volevamo bene e che il suo
arrivo alla nostra tenuta era sempre accolto con gioia dai bambini.
Pepa, a quella frase, ebbe la tentazione di mettersi a ridere. Tuttavia not che lo sguardo di
gueda si era illuminato nel ricordare quel momento. Era chiaro che credeva fermamente in ci che
diceva. Questo le sembr strano. Di quale tenuta parlate? Se come sostenete, mi piacerebbe
visitarla prima o poi.
Donna gueda dopo un attimo continu. a Sud, in Andalusia, in un luogo molto pi caldo e
soleggiato di questo. La mente di donna gueda vol verso quel luogo, allontanandosi per un
istante dal capanno sporco e dallodore della neve che lo circondava. L i bambini giocano nei campi
anche in un autunno freddo come questo.
Pepa si sofferm a guardare il lussuoso abito della signora. Quella macchia azzurra in mezzo a
tutti i marroni spenti del capanno non le faceva venire in mente limmagine di una bimba che gioca
nei campi e fa le giravolte, con i capelli pieni di erba. Donna gueda colse lo scetticismo.
Non credere che io sia sempre stata una signora superba che fa opere di carit, spieg con un
mezzo sorriso. Quando ero alta un metro, giocavo esattamente come tutti gli altri bambini. Giocavo
con chiunque, senza badare alla classe sociale e al lavoro dei loro genitori. Sai, quando arrivava
questa levatrice, disse scrutando la reazione di Pepa di fronte a quella parola, mi sedevo accanto a
lei e lei, allombra, sempre con la sua borsa piena di tesori luccicanti, guardava i bambini che
facevano il bagno nel fiume. E quelli giocavano ad avvicinarsi a lei alzando le camicie e mostrando la
pancia nel modo in cui solo i bambini sanno fare. A uno a uno, lei li passava in rassegna: Questo
mio, questo no, anche questo mio.
Dopo unaltra pausa, donna gueda chiese: Sai come li riconosceva?
Dallombelico, rispose prontamente Pepa. Aveva un suo modo particolare di fare il nodo al
cordone ombelicale.
In quel momento la ragazza si mise comoda e donna gueda prosegu: Immagino che non sia
una cosa nuova per te. In fondo sar cos per tutte le levatrici. Sicuramente anche tu riconosci
dallombelico i bambini che hai fatto nascere.
Pepa, turbata, neg e allung la mano verso la fiaschetta della donna, in una supplica muta,
cercando qualcosa che le facesse mantenere la calma che stava cominciando a perdere. Donna
gueda sapeva di essere molto vicina al suo obiettivo e, allungando la bottiglietta verso la mano
tremante, continu: Dopo aver riconosciuto tutti i bambini, la levatrice si girava verso di me e io
alzavo la mia camicia allaltezza della pancia. Lei, indicando il mio ombelico, diceva: Vedi? Questo
non mio. Era cos. Il mio ombelico non era suo. Quella levatrice era davvero brava.
Come si chiamava? chiese Pepa, non del tutto sicura di voler sapere la risposta.
Josefa Balmes, la Candelaria, rispose donna gueda. Quelle parole fecero incurvare Pepa che si
raggomitol nellangolino pi lontano come se avessero occupato tutto lo spazio del fetido capanno
di Marcial. Donna gueda sapeva di aver fatto centro. Alla fine aveva conquistato Pepa. E chiese, con
apparente innocenza: La conoscevi?
Pepa abbass lo sguardo e, rannicchiandosi ancor di pi, come per sparire, rispose: Quella
levatrice era mia madre.
La porta del capanno si apr improvvisamente e unaria gelida ma vivificante invase lambiente.
Nelloscurit, Olmo batteva i piedi a terra per togliersi la neve dagli stivali, mentre, ignaro di tutto ci
che era successo prima del suo arrivo, si lamentava che il carro non fosse riuscito a spingersi fin l.
Senza preoccuparsi per quei dettagli, donna gueda chiese: Hai portato quello che ti ho chiesto?

Senza rispondere, Olmo si volt verso Jeromo, ordinandogli di scaricare quello che avevano
portato. Qualche coperta, una lampada a olio, miele, pane, formaggio e alcune mele.
Sarebbe stato pi facile far scendere Pepa prima, quando sono venuti i due braccianti.
Visto che il giovane non cessava di lamentarsi, donna gueda fece un respiro profondo e con
pazienza gli spieg: Olmo, non tradir Pepa. Le ho promesso che non lavrei portata via di qui e non
lo far. Non vedi che non ha abbastanza forze per affrontare il mondo?
Limmagine di Pepa febbricitante, in posizione fetale con le spalle contro il muro, lo confermava.
Veramente non so se potete lasciarla qui, fece notare Olmo.
Ho pagato il pastore perch la lasciasse stare in questo capanno.
Pagato? si indign Olmo. Questa baracca non appartiene a nessuno! su terre comunali.
Sono settimane che studio questa zona e so che cosa si pu comprare e che cosa no. In questa
stagione il capanno del pastore, la prossima sar di un altro. Avete pagato inutilmente.
Gli ho dato del denaro anche perch ci porti ogni due giorni del latte fresco, formaggio e legna,
ribatt donna gueda.
Ci porti?
Finch Pepa non si rimetter, rester con lei. Qui, disse convinta e consapevole di quale
sarebbe stata la reazione di Olmo.
Dormire qui? chiese il giovane incredulo. Si accorse della presenza di Jeromo e, allontanandosi
con la donna in un angolo, mormor: Una signora della vostra posizione non pu dormire su un
pagliericcio, in questo capanno, in queste condizioni. Madre, santo cielo! Riflettete!
Ho dormito in posti peggiori, ti assicuro, rispose donna gueda con calma.
Lo so. Conosceva le pene che aveva passato sua madre, tuttavia non desistette dal farla
ragionare. assurdo. Potreste dormire tutte due in un luogo caldo e comodo.
Ho mandato a prendere delle coperte, ricordi?
E se Pepa peggiorasse?
Una donna della mia posizione pu prendere le sue decisioni, Olmo, e senza fare pause
domand: Hai parlato con Salazar della questione di El Jaral?
Olmo comprese che la questione era ormai chiusa e rispose: Lo stavo aspettando quando siete
arrivata. Lo vedr dopo.
E quindi?
Gli sto mettendo fretta. Voglio ottenere un buon prezzo per la casa, visto che dovremo farci dei
lavori quando entreremo.
Spero che la questione sia risolta prima che io esca di qui. Quello, evidentemente, non era un
desiderio ma un ordine. Stai tirando troppo per le lunghe. Dopo averlo spinto verso la porta, donna
gueda si gir verso Pepa, sprofondata in un sogno che ora era diventato inquieto. Olmo la osserv
mentre prendeva una delle coperte e lappoggiava sul corpo della ragazza. Quando si volt, una sola
idea gli ronzava in testa: non sarebbe venuto nulla di buono da tutto ci.

AL risveglio, tutti i sensi di Pepa, alcuni pi chiaramente di altri, percepirono dei cambiamenti. Il
color marrone del capanno aveva lasciato posto a un giallo oro intenso: veniva da un fuoco che
crepitava allegro nel focolare. Le sue mani non toccavano pi un suolo freddo e duro, ma coperte
morbide dal profumo di mele che, insieme con laroma del latte caldo e miele, quasi aveva dissipato
lodore acre di caglio. Stava sognando, forse? Osserv donna gueda. Protesa verso il camino, stava
guardando le fiamme.
Siete una contessa? chiese senza alzarsi. Non voleva perdere il conforto di quelle coperte calde.
La donna si gir verso di lei e, sorridendo dolcemente, rispose: Solo marchesa per due quarti.
Prese una tazza di porcellana e la avvicin a Pepa. Lei si alz lentamente e la afferr con
entrambe le mani. Donna gueda la tenne mentre la ragazza beveva. Sapeva che aveva trascorso una
brutta notte e non era sicura che riuscisse a reggere la tazza, anche se pian piano, a ogni sorso,
riprendeva le forze.
Come avete conosciuto mia madre?
Donna gueda avvicin uno sgabello e si sedette accanto a Pepa.
Fu molto prima che tu nascessi. A quel tempo vivevo con mio padre nella tenuta di Aguamansas.
Josefa veniva l soprattutto in primavera, quando le gestanti da assistere erano sempre almeno sei o
sette. Era una donna volonterosa e piena di energia, molto brava nel suo lavoro. Mio padre
lapprezzava, le permetteva di fermarsi quanto voleva e le dava alloggio e un salario. Ma la Candelaria
era orgogliosa e inquieta e non si fermava mai pi dello stretto necessario.
Le levatrici non sono trattate bene, se non come uccelli migratori, ripet Pepa.
Non lo credere, la interruppe gueda. Aguamansas, acque placide, faceva onore al suo nome.
Non era per nulla un luogo di patimenti. Mio padre si sforzava di trattare bene la gente e in special
modo coloro che vivevano con noi ed erano a nostro servizio. Per lui era una questione di principio,
non di carit.
Pepa non sembrava credere allesistenza del paradiso terrestre descritto dalla signora. Un luogo
dove i bambini giocavano felici, tutti godevano di un equo trattamento e il padrone era un uomo
buono.
Ovviamente tutti i bambini hanno unimmagine idealizzata dei propri genitori e pensano che
siano le persone migliori e pi giuste al mondo. Anchio, da bambina, consideravo mio padre un vero
eroe. E anche oggi continuo a pensarlo. Donna gueda fece una piccola pausa e aggiunse: Credo
che fosse quello che mia madre aveva visto in lui. Ma non posso esserne certa, perch mor dandomi
alla luce. Se Josefa fosse stata la mia levatrice, forse il mio primo giorno di vita non sarebbe stato
lultimo di mia madre. Forse avrei di mia madre qualcosa in pi del semplice ritratto appeso nel nostro
salone.
Mi dispiace, sussurr Pepa.
Parli da amica o da levatrice che si rincresce per un errore professionale?
Vi ho gi detto che non sono una levatrice, tagli corto Pepa. E nemmeno unamica.
Donna gueda incass il colpo. La giovane le stava sfuggendo di nuovo, a mano a mano che
recuperava le forze. Si riprese e prosegu con calma: Come ti stavo dicendo, mio padre era
generoso. Trattava bene i suoi sottoposti.

Questa volta Pepa espresse ci che prima aveva solo pensato.


Mi piacerebbe credervi, ma non ho mai conosciuto un signore o una signora che si siano
comportati come lei sostiene con i propri lavoratori. E questi piedi hanno calpestato i pavimenti di
ogni tipo di dimora.
Beh, per mio padre non era come tutti gli altri signori. Te lo assicuro. E proprio per questo
motivo and in rovina. E gli successero cose terribili.
Forse non avrebbe dovuto dirlo. Guardando Pepa, si rese conto che non aveva avuto una vita
facile, di certo molto pi dura della sua. E, senza dubbio, era stato questo che laveva portata a
rispondere in maniera cos severa.
Se fossimo amiche, in tutta confidenza, vi racconterei che brava persona fosse mio padre, ma
disgraziatamente non lho mai conosciuto e mia madre non mi ha mai parlato molto di lui. Pepa
voleva ancora una volta mettere in chiaro come la parola amica, in questo contesto, non fosse
pertinente.
Josefa Balmes non era una persona che amasse perder tempo in chiacchiere. Donna gueda
stava tentando di calmare il ciclone che si approssimava, ma Pepa glielo impediva.
Da lei devo aver ereditato il carattere, senza dubbio. Non mi piacciono n le chiacchiere n le
confidenze. Ma sono una persona riconoscente e non intendo andarmene senza ringraziarvi per le
vostre attenzioni di questi giorni.
Pepa cerc di alzarsi, ma era evidentemente ancora molto debole, tant che donna gueda
dovette sostenerla per evitare che cadesse.
Sei ancora debole, disse aiutandola a sedersi sul pagliericcio. Non so in quale stato fossi
quando sei arrivata in questo posto, ma ti assicuro che ieri non stavi affatto bene ed molto
improbabile che tu ti sia ripresa del tutto. Devi riposarti. Dopo, potrai andare dove vorrai.
Qualcosa nei modi di donna gueda sorprendeva Pepa.
Perch vi preoccupate cos tanto per me, mezza marchesa? Pepa recuperava sicurezza.
Rimaneva seduta cos da non dover utilizzare le sue scarse forze per tenersi in piedi e potersi
difendere meglio.
Chiamami gueda, lo preferisco.
E io preferisco donna gueda, che non sta male a una mezza marchesa, scherz la giovane.
Voi potete continuare a chiamarmi Pepa, anche se mi chiamo Josefa, Josefa Balmes.
Ogni volta che pronunciava il suo vero cognome, provava sempre la stessa sensazione. Certo,
erano passati i tempi in cui temeva di farlo per paura di essere picchiata ma, come succede a tutte le
persone che mentono a lungo, le costava dire la verit e si sentiva unimbrogliona quando
pronunciava quel cognome. Non ne sentiva nostalgia. Per molti anni si era presentata come Pepa
Aguirre.
Bene, donna gueda. Ora sappiamo tutte e due il nome dellaltra, ma continuo a non capire il
motivo di tante attenzioni. Una volta ancora us lironia come difesa, rivolgendole di nuovo la
domanda che le aveva fatto allinizio. Siete una di quelle mezze marchese che aiutano i poveri?
Perch, se cos, vi avverto che mi sono sempre guadagnata il denaro con il sudore della mia fronte
e torner a farlo. Non ho mai chiesto lelemosina e non lo far mai. Non sono una povera
mendicante.
vero che collaboro con alcune opere di beneficenza, ma scovare levatrici in capanni dispersi
nella neve non rientra tra quelle.
Donna gueda, in realt, cominciava a essere stanca di ricevere solo attacchi. Nemmeno lei era un
agnellino e Pepa laveva capito, anche se non voleva abbassare la guardia.
Il vostro aiuto ha a che fare con mia madre? Con il fatto che lavete conosciuta?
una storia lunga e tu non mi sembri in vena di chiacchiere.
Pepa desiderava andarsene di l con tutte le sue forze. Ma non ne aveva a sufficienza. Se anche
fosse riuscita a uscire, sarebbe nuovamente caduta, subito fuori del capanno.

Non ho altro da fare, donna gueda. Non sono una di quelle pettegole donne di casa che si
dedicano a parlar male dei vicini, questo certo. Ma non mi dispiacerebbe sentire la vostra storia.
Donna gueda la ascoltava e pensava a quanto fosse orgogliosa quella giovane. Per quanto in
quel momento fosse vulnerabile, continuava a essere incapace di riconoscere che si era sbagliata.
Poteva distorcere una conversazione fino ad avere ragione. E questo, a donna gueda, ricordava
molto se stessa. Esistono donne che, piuttosto che consegnare larma, consegnano la vita. Lei e Pepa
appartenevano a questo genere. Ma almeno stavolta lei aveva raggiunto il suo obiettivo.
Mettiti comoda, le disse, mentre si sedeva.

PARTE SECONDA

ALONSO Molero, il padre di donna gueda, era un uomo dal temperamento artistico. Amava la
lettura e la politica e sicuramente, se le cose fossero andate in modo diverso, si sarebbe dedicato a
queste. Da giovane era attraente, un ragazzo promettente e pieno di sogni, di quelli che trasmettono
passione quando parlano. Influenzato dal pensiero di Rousseau, era convinto che lessere umano
fosse venuto al mondo per renderlo migliore, e parlando riusciva a convincere chiunque di questa
tesi.
Fu sicuramente quella capacit oratoria a fare innamorare mia madre di lui. Doveva essere una
donna felice, al suo fianco, e lo incoraggiava sempre a cercare di diventare uno scrittore di successo o
un politico di peso, come Martnez de la Rosa o lvarez Mendizbal.
Donna gueda raccontava tranquillamente i sentimenti di una madre che non aveva mai
conosciuto.
Ma tutto fin con la sua morte durante il parto. Mio padre faceva molta fatica ad andare avanti.
Passava da uno stato di allegria a uno di profonda depressione. In seguito mi disse che io gliela
ricordavo troppo.
Pepa percep la tristezza negli occhi della donna, ma la considerava fortunata per aver comunque
avuto un padre che le parlava della sua defunta madre.
Tuttavia, la madre di donna gueda non era stata solo lappoggio spirituale di don Alonso. Mara
Antonia, cos si chiamava, era cresciuta nella tenuta di Aguamansas. E gi da piccola aveva aiutato
suo padre negli affari: sapeva trattare con gli operai, i fornitori, teneva i conti. Don Alonso, come tutti
i sognatori, non era un buon amministratore e il suo impegno per un mondo pi giusto faceva s che
fosse un uomo dolce con tutti.
Essere buoni non rende e, dopo la morte della marchesa di Aguamansas, le casse della tenuta
cominciarono a svuotarsi.
Non c bisogno che mi dica da dove le vengono i due quarti del suo titolo, afferm Pepa.
Effettivamente, mia madre era lerede del titolo del marchesato di Aguamansas. Il suo
matrimonio con mio padre non era ununione di persone della stessa classe sociale. La sua famiglia si
oppose a questunione, ma mia madre insistette. Anche lei aveva un carattere deciso. Sapeva che
sarebbe stata felice accanto ad Alonso e lo fu fino allultimo dei suoi giorni.
Il volto di donna gueda si rattrist di nuovo. La famiglia di mia madre, superiore per condizione
sociale ed economica, fece venir meno il proprio appoggio e mio padre non aveva i mezzi per lottare
per il titolo di marchesato che, come ripeteva sempre, apparteneva legalmente a me.
Quindi non laveva ereditato vostro padre? indag Pepa, senza capire bene gli intrecci
dellaristocrazia e dei suoi titoli.
Lui non poteva ereditarlo. N io fino al compimento del mio diciassettesimo anno. Cos pass a
dei cugini di mia madre, i Molero Menca, che avevano una villa sontuosa a La Media Legua, vicino
Murcia. Mio padre spese una fortuna in avvocati per reclamarlo. Aveva ereditato la tenuta di
Aguamansas ma voleva che io avessi il titolo di mia madre. Da parte mia, io non lavevo mai chiesto e
non capivo quella disputa. A me bastava stare con lui.
Agli occhi del resto del mondo, don Alonso era unanima candida che sprecava la propria vita e la
vista in biblioteca. Ignoravano che in realt passasse gran parte del proprio tempo con la figlia.

Entrambi avevano un proprio angolo preferito in biblioteca. Era un mondo privato in cui don Alonso
insegnava ad gueda a leggere e dove lei apprendeva le prime nozioni di matematica, di storia e
quellangolo sarebbe diventato anche il rifugio di gueda nei momenti difficili.
Per lei, quel luogo dove aveva vissuto con suo padre era intriso di magia, una magia in grado di
guarire qualsiasi ferita che il mondo esterno potesse infliggerle.
Quando la giovane si stava per avvicinare alla maggiore et, don Alonso raddoppi gli sforzi per
recuperare il titolo nobiliare che le spettava di diritto. E questo fece s che prestasse pi attenzione
alla propriet e meno a lei. Quellangolo divent soltanto di gueda, suo malgrado.
La smania di mio padre per un titolo a cui io non tenevo per nulla si trasform in un pozzo
senza fondo, che inghiott i nostri averi. Vendemmo la casa nel villaggio di Acatucia e andammo a
vivere in una fattoria. Una volta l, il vortice si port via, poco a poco, la compagnia di mio padre. Lui
non era pi in grado di istruirmi e nelle vicinanze non cera una scuola: decise quindi di assumere un
maestro. Io stavo per compiere tredici anni quando arriv don Andrs.
Don Andrs non era solo linsegnante di gueda. Incoraggiato da don Alonso, aveva messo una
lavagna nel granaio, che era stato trasformato in aula per i numerosi bambini della fattoria. In effetti,
a quelle lezioni si presentavano di solito dieci o quindici bimbi, che spesso erano costretti a vincere la
diffidenza dei genitori, i quali non capivano che valore pratico avesse per dei contadini imparare a
leggere e scrivere. Il padre, forse perch non riteneva opportuno che gueda studiasse da sola o
forse perch aveva la testa piena di libri che inneggiavano alla giustizia sociale, era il principale
promotore di quella scuola rurale.
Anche se non lo comprendevano, tutti apprezzavano quel gesto e si consideravano fortunati di
lavorare per Alonso de Aguamansas, invece che per Rafael, il figlio di quello delle tenute, o per
Luciano negli Alanos.
Faccio fatica a immaginarmi un posto cos. Sembra quasi una favola. Sicuramente il maestro
aveva un atteggiamento diverso con voi. E anche il signore! interruppe Pepa, poco incline a credere
alle uguaglianze sociali.
Ti sbagli. Mio padre mi voleva bene e si faceva in quattro per farmi felice, ma non era la persona
pi adatta a curare il mio aspetto e il mio abbigliamento. Io ne approfittavo per vestirmi come pi mi
piaceva. Era Sara, la domestica, che mi rincorreva per i corridoi, e soprattutto nellorto, per soffiarmi il
naso o per convincermi a mettere abiti adatti a una signorina del mio rango. Tuttavia, non poteva
starmi sempre dietro e quindi, alla fine, in estate andavo in giro scalza come il resto dei bambini e in
inverno avevo la faccia piena di fango come loro. Ero una bambina come unaltra, in unaula piena di
mocciosi.
Andavate a lavorare nei campi? Aiutavate vostro padre come facevano gli altri bambini di quella
scuola? Pepa voleva trovare, anche in quel luogo di cui stava ascoltando la storia, un segno
dellingiustizia del mondo.
Su questo hai ragione. Il mio grande privilegio era il tempo. Non dovevo aiutare i genitori nei
loro doveri. Gli altri bambini venivano in classe dopo aver trasportato sacchi nei campi o aver sparso il
fieno. Certi giorni erano molto faticosi, i lavori da svolgere molto duri e loro dovevano aiutare. In quei
casi, don Andrs era a mia completa disposizione.
Il maestro era un grande appassionato di storia. E il tempo libero di gueda gli permetteva di
portarla con s in quelle che lui chiamava visite archeologiche. Don Andrs sosteneva che la zona
nella quale si trovavano fosse stata abitata dagli antichi romani e che fosse piena di resti di villaggi.
Proprio il paese di Acatucia questo era noto a tutti era stato in passato un insediamento romano
chiamato Acatucci, e di l era venuto il suo nome. Accanto a don Andrs, gueda girava per le colline
dei dintorni, cercando piccoli frammenti di vasellame che poi tentava di classificare.
Il monte Saquer, a dieci chilometri dalla tenuta, era il suo santuario privato, ricord gueda.
Don Andrs sapeva che la maggior parte dei resti erano privi di valore, ma continuava a cercare; nei
giorni in cui gli aratri trainati dai buoi solcavano la terra, si alzava allalba per vedere se potesse

trovare qualche oggetto interessante.


E avete mai trovato qualcosa di abbastanza grande? volle sapere Pepa.
Donna gueda sorrise di fronte a quellaggettivo, che metteva in relazione le dimensioni con
limportanza del reperto archeologico.
I suoi tesori pi preziosi erano una piccola scultura con una scritta in una lingua che lui chiamava
osco e la minuscola testa di un idolo, che lui sosteneva rappresentasse un dio dei sogni. Quello che
don Andrs non sopportava era non essere presente nel momento in cui veniva scoperto qualcosa di
importante. Era successo anni prima, quando era stata trovata una scultura di un togato romano in
condizioni abbastanza buone.
Un togato? Pepa non conosceva quel termine.
Una scultura di bronzo alla quale mancava la mano destra. Probabilmente era di qualche
imperatore romano, vestito con una toga. Di qui il nome. Don Andrs diceva che poteva essere una
delle principali figure di bronzo scoperte in Spagna. Misurava circa un metro e mezzo, disse donna
gueda, mettendo la mano a quellaltezza, e aveva un valore storico incalcolabile. Don Andrs
raccontava che il proprietario fin per metterla tra i vasi del suo giardino, piegandosi al volere della
moglie.
Era alta come un uomo? chiese Pepa, sorpresa dalle dimensioni notevoli della statua. Se era
cos grande, doveva essere una statua importante.
Era una statua di uomo quasi a grandezza naturale. Donna gueda evit di spiegarle che non
sempre le dimensioni di una scultura sono ci che la rendono importante.
E prosegu: Ancora oggi ignoro se tutto ci che raccontava fosse vero o se lo dicesse per
stimolare nel mio cuore di bambina la voglia di imparare.
Il maestro era una figura molto particolare. Non era della zona e non parlava quasi mai del
proprio passato. Alto, distinto e di bellaspetto, aveva molte ragazze che sospiravano per lui, ma non
ci faceva caso.
In alcune occasioni anche mio padre era venuto con noi a fare delle ricerche. Si assomigliavano.
Sembravano nascondere un dolore nel passato di cui non amavano parlare. Per questo tutte due
guardavano alla disciplina storica con grande interesse e rigore. Meno frequentemente di quanto avrei
voluto, mio padre invitava don Andrs a cenare con noi. In quei casi, la serata proseguiva in
biblioteca fino alle ore piccole. Mio padre, poco abituato a proibirmi qualcosa, mi lasciava stare con
loro, sicuro che mi sarei addormentata, con la cantilena della loro conversazione a cullarmi.
Prima di piombare nel sonno, nella dimensione confusa del dormiveglia, gueda li sentiva parlare
di temi affascinanti: dellantica Roma, di mitologia, delle ultime teorie sulla selezione naturale, di
letteratura, politica e dellagognata giustizia sociale, nella quale sembravano sperare entrambi allo
stesso modo. Tutte quelle conversazioni aumentavano la magia del cantuccio di gueda in biblioteca.
Con don Andrs mio padre aveva una specie di complicit che non trov mai con il suo alleato
naturale, la persona pi vicina a lui: don Rafael Hernndez de Valderrama.
Tutto il racconto, fino ad allora, era ammantato di una nostalgia e una tenerezza che avevano
ammaliato Pepa, ma donna gueda pronunci questultimo nome come se la sua voce fosse gesso
stridente sulla lavagna.
Chi era? chiese la giovane, incuriosita dallimprovvisa angoscia della donna.
Gli Hernndez de Valderrama controllavano tutta la regione. Erano i padroni di Acatucia.
Come donna Francisca di Puente Viejo. Pepa se ne intendeva di padroni.
In modo diverso. Donna gueda riflett un istante. Anche se s, ripensandoci bene, Rafael
Hernndez era esattamente uguale a donna Francisca Montenegro.

LA primavera era un periodo di attivit speciale nei campi e le tenute di don Rafael non facevano
eccezione. Gli Hernndez de Valderrama lasciavano in quel periodo la loro lussuosa casa di citt per
trasferirsi in quella di campagna a El Sotillo. Quella residenza restava chiusa per la maggior parte
dellanno e quindi, prima che i signori tornassero ad abitarci, venivano fatti dei lavori e si intonacava;
il tutto non durava mai pi di una settimana.
Don Rafael gestiva personalmente queste faccende e, dato che non era certo opportuno che lui e
la sua famiglia dormissero allaperto in quei giorni, mio padre li ospitava volentieri a casa nostra,
raccont donna gueda. Don Rafael faceva spesso affari con mio padre, e sua figlia Catalina era la
mia compagna di giochi nei bei mesi estivi.
Se gueda conviveva senza nessun problema con bimbi di classe inferiore, Catalina era il perfetto
esempio di come doveva comportarsi una piccola dama.
Contrariamente a me, lei rappresentava la vita borghese. Ed era felice di farlo. I suoi capelli
biondi erano sempre ben pettinati, i suoi vestiti eleganti, e non si sporcava mai. Donna gueda fece
una pausa e aggiunse: Ciononostante era mia amica.
Pepa sorrise, capendo che la donna le aveva letto nel pensiero.
Quando Catalina arrivava, sembrava sempre felice di vedermi. Ci abbracciavamo immediatamente
e prendendomi per il braccio lei cominciava raccontarmi tanti pettegolezzi, mentre camminavamo
verso casa. Tutte quelle notizie provenivano da una cassa piena di riviste come La Ilustracin
Espaola e altre, che lei si portava sempre dietro. Devi leggermi tutto, diceva appena mi vedeva. Le
piaceva parlare del duello di Alfonso XII per la morte di Mara de las Mercedes o delle voci che
circolavano sulla sue prossime nozze con una principessa dAustria. Me lo raccontava mostrandomi la
rivista in questione e mi chiedeva di leggerle la pagina che, sul lato opposto, portava lillustrazione di
un cardinale che celebrava il matrimonio del re Alfonso e della sua sposa, sotto lo sguardo attento di
suo padre, don Francisco di Borbone.
Ma come, una signorina cos raffinata non sapeva leggere? domand Pepa, sorpresa. Che una
morta di fame come me non abbia imparato a leggere e scrivere normale, ma una bambina di
buona famiglia
S, lo sapeva fare, la interruppe donna gueda. Durante la sua infanzia era andata in collegio
dagli Scolopi, il suo percorso di formazione comprendeva anche lezioni di pianoforte, ricamo e cos
via. La solita istruzione prevista per una signorina della sua posizione.
E quindi? domand ancora Pepa.
Un giorno, quando aveva tredici anni in classe stava leggendo un salmo della Bibbia a voce alta,
le sue compagne videro che la sua mascella sembrava dislocarsi e i denti battevano, continu donna
gueda. Quindi fu presa da tremiti, la testa cominci ad agitarsi con movimenti nervosi e repentini
che si estesero alle braccia, mentre le povera ragazzina tentava di continuare a leggere. La suora che
stava facendo lezione non fece nulla per contrastare la prima impressione delle altre alunne: Catalina
era posseduta dal diavolo. Al termine dellepisodio ci furono orazioni e veglie in collegio, ma di l a
pochi giorni ebbe un altro attacco, questa volta mentre leggeva a voce alta una lezione di storia. Le
monache smisero di pensare in termini di possessioni demoniache e compresero che, evidentemente,
la ragazza era malata. I medici conclusero, anche se i sintomi erano fuorvianti, che si trattava di

attacchi di epilessia con la strana particolarit che si verificavano solo quando leggeva, e soprattutto
quando lo faceva a voce alta. Tuttavia, col tempo cominciarono a venirle questi attacchi anche
quando leggeva in silenzio. Cos, sebbene non ci fosse una diagnosi precisa e i medici non si fossero
fatti unidea certa sulla sua malattia, decisero di usare su di lei gli stessi metodi utilizzati contro
lepilessia. Bagni freddi e scarificazioni. I chirurghi amano usare i loro ferri del mestiere per tagliare la
pelle, con o senza motivo.
Pepa conosceva bene questi metodi. Ho visto i resti di mutilazioni di quel tipo, ma questa pratica
non fa cessare gli attacchi.
Effettivamente no, non servono a nulla. Donna gueda le diede ragione. Ma la goccia che fece
traboccare il vaso, per gli Hernndez de Valderrama, fu larrivo di un chirurgo francese che voleva
trapanare il cranio di Catalina. Quando don Rafael comprese in cosa consistesse loperazione, and su
tutte le furie e cacci il chirurgo gridandogli che era un selvaggio, che non si permettesse di toccare il
viso grazioso di sua figlia. Se non leggeva, poteva comunque maritarla, ma non ci sarebbe riuscito
con una cicatrice che le deturpasse il viso.
E cos fecero. Da allora Catalina smise di leggere.
Don Rafael aveva intenzioni chiare. La giovane era la minore di quattro fratelli che avevano pi o
meno il doppio della sua et. Una volta che fosse diventata maggiorenne, il padre avrebbe diviso
leredit in vita, per evitare problemi successivamente. Ciascuno dei suoi figli avrebbe avuto una
porzione considerevole di terra, ognuna con la sua imponente casa di campagna.
Tutto questo patrimonio era stato accumulato da un nonno di Catalina, don Saturnino, noto come
quello delle tenute perch in vita era riuscito a conquistare mezza regione grazie alle sue capacit
commerciali. Lampliamento delle terre da parte di don Rafael era stato irrisorio, rispetto a ci che
aveva ottenuto il padre, e cos Rafael era stato soprannominato il figlio di quello delle tenute.
Qualsiasi fosse la divisione del patrimonio famigliare, don Rafael aveva previsto una dote per le
nozze di sua figlia, inclusa la propriet di El Sotillo, confidando che Catalina, con la sua bellezza,
avesse la possibilit di sposare un uomo ricco. Magari un nobile. Le nozze di mio padre con la
marchesa di Aguamansas non avevano fatto che rafforzare in lui la convinzione che, con un viso
attraente e belle maniere, chiunque potesse ottenere un titolo nobiliare. Don Rafael, intanto, aveva in
mente un candidato, Gonzalo Mesa. Non era nobile, ma pi ricco di lui. Era vedovo e nonostante la
sua et, o proprio per quella, desiderava risposarsi. Il fatto che Catalina avesse diciassette anni non
gli sembrava un problema. Ovviamente, per, don Rafael doveva nascondere il difetto di sua figlia. E
lo fece. Si prese cura della sua bellezza. Si impegn nel rifinire i suoi modi e la trasform nella
perfetta compagna di un nobiluomo. Per fortuna la malattia non le impediva la lettura degli spartiti
musicali n la pratica del pianoforte. Catalina educ la sua voce; suonava e cantava abbastanza bene,
era gradevole e dolce. Il suo unico difetto era che non poteva leggere libri n riviste.
In realt molte persone non sanno leggere e non per questo la loro esistenza triste,
comment Pepa.
No, no. Catalina non era per nulla triste, anzi era vivacissima. Ed era contenta di non dover
leggere. Credo che allinizio della malattia avesse finto anche qualche attacco, pur di evitare la
possibilit di tornare a leggere in futuro. In quel momento pareva pensare che fosse meglio non
sfidare la sorte. Per questo veniva da noi con le riviste accumulate durante tutto lanno, di cui aveva
visto solo le foto e alcune brevi parti scritte. Portava con s anche alcuni romanzi damore ai quali era
pi o meno affezionata e che nutrivano il suo lato sognatore.
Donna gueda abbozz un mezzo sorriso mentre raccontava: Dormivamo nella stessa camera e
passavamo le notti parlando fin quasi allalba. Beh, a dire il vero era Catalina quella che parlava e io
mi addormentavo al suono della sua voce. Lei fantasticava sulle sue nozze con Gonzalo e le piaceva
confrontarle con altre nozze altolocate. In particolare con quelle di don Alfonso XII e della futura
sposa Mara Cristina, perch al pari del re, Gonzalo, che non aveva mai visto, era vedovo.
Questo quello che si definisce: avere molti grilli per la testa, scherz Pepa, che si sentiva

parecchio lontana da quei sogni da ragazzina borghese.


Si esercitavano insieme al pianoforte. La madre di gueda era stata una grande amante della
musica, motivo per il quale avevano un bel pianoforte a coda rard con la cassa di risonanza in
palissandro. Suo padre le raccontava quanto gli piacesse ascoltare la moglie suonare e cantare.
Purtroppo io non possedevo quel dono, disse donna gueda.
Nemmeno io, in questo ci assomigliamo. La donna pens che in realt si assomigliavano pi di
quanto Pepa potesse immaginare.
Catalina suonava il piano molto meglio di me e cantava come un angelo, riconobbe con
modestia. Preferiva esercitarsi in casa nostra perch le piaceva il nostro strumento, decisamente
migliore del suo pianoforte verticale. Mio padre aveva ancora gran parte degli spartiti di mia madre e
noi passavamo ore intere a suonare e a cantare romanze dalle zarzuelas, le operette, di Asenjo
Barbieri, Emilio Arrieta e Joaqun Gaztambide. Ricordo che Catalina cantava laria Un tiempo fu que
en dulce calma, della duchessa di Jugar con fuego. Era come laria della regina della notte di Mozart,
ma accessibile dal punto di vista vocale e in una lingua comprensibile.
Pepa non capiva a quale musica si riferisse donna gueda, ma ascoltava attentamente il suo
racconto.
Certe volte provavamo anche con lopera. In particolare con Regnava nel silenzio dalla Lucia di
Lammermoor di Donizetti. Ma un giorno arriv mio padre e, molto addolorato, ci requis gli spartiti.
Non tardai a comprendere che mia madre cantava quellaria, immagino meglio di me, e che quella
melodia rinfocolava in lui il suo ricordo. Cantavamo anche ballate medievali che erano tra le preferite
di mia madre. Le piacevano le canzoni dellalba. Questa espressione non significa nulla per te?
chiese donna gueda a Pepa, che neg con un cenno del capo.
Sono canzoni dei trovatori che ricreano il momento in cui gli amanti si salutano, allarrivo dei
primi raggi del giorno.
Donna gueda ne canticchi una.
Ay, luna que reluces,
toda la noche malumbres!
Ay, luna tan bella! 1

Conosco poche canzoni, la interruppe Pepa, tagliente.


Oltre a essere la sua lettrice, ero anche la sua scrivana. Fin da piccola, la mia amica
fantasticava su relazioni inesistenti. La visita di un ricco commerciante accompagnato da suo figlio
adolescente si trasformava, nella sua testa, in una relazione romantica per la quale voleva scrivere
lettere damore che toccava a me redigere.
E voi non vi lasciavate influenzare da questo ambiente tanto ozioso?
Io avevo i piedi ben piantati per terra. Donna gueda fece una pausa. Ma non ti nego che mi
presi una cotta per un ragazzo. Si chiamava Joaqun ed era il figlio pi giovane dei Pasiego, una
famiglia che lavorava da anni nella nostra azienda agricola. Sara, sua madre, si era occupata di me
quando ero piccola.
Joaqun era uno di quei bambini con i quali gueda andava a scuola e con i quali faceva
scorribande nei campi. I due erano cresciuti assieme e, giunto ai diciotto anni, il suo compagno di
giochi si era trasformato in un ragazzo alto e slanciato.
Lo amavate? quella storia incuriosiva Pepa.
Non esattamente. Per me Joaqun era pi che altro un amico, confess donna gueda, ma
Catalina, con le sue aspirazioni romantiche, mi diceva che dovevo innamorarmi. Mi sentivo obbligata a
prendermi una cotta per qualcuno e scelsi lui, anche se nei suoi confronti non provavo altro che un
grande affetto; non posso negare, per, che quellaffetto si trasform in una certa attrazione quando
entrambi fummo un po cresciuti.

Catalina rideva della sua attrazione per una persona di estrazione sociale cos differente. Era in
quei momenti che gueda ricorreva alle idee egualitarie ascoltate nelle conversazioni di suo padre con
don Andrs o lette nei libri del suo cantuccio in biblioteca.
Pepa, da parte sua, vedeva con scetticismo le relazioni di quel tipo. Le tornava in mente troppo
spesso il suo rapporto fallito.
Catalina, certo, viveva le emozioni con pi passione e intensit di me. Io non avrei mai scritto
una lettera per Joaqun. Sarei morta di vergogna piuttosto che mettere per iscritto dei sentimenti che
neppure comprendevo. Invece mi risultava estremamente facile scrivere per lei. Donna gueda
confess il suo trucco: In realt, mi limitavo a riproporre quanto avevo imparato nei romanzi
romantici che leggevo per la mia amica. Quellestate, le lettere che dovevo scrivere erano destinate a
Gonzalo Mesa. Ma, per la prima volta, il destinatario era reale. Il padre di Catalina nutriva un chiaro
desiderio di unire la propria famiglia a quella dei Mesa e non gli importava la differenza di et dei
promessi sposi.
Certamente la lettera sarebbe potuta finire nelle mani sbagliate e quindi alle due ragazze venne in
mente di scrivere una poesia, che Catalina avrebbe potuto memorizzare e non leggere, per recitarla in
presenza di Mesa quando lo avesse conosciuto. Entrambe dedicarono molte ore a questo impegno,
ma la giovane memorizz solo i primi versi. E il poema fin in un cassetto insieme agli spartiti delle
arie di Les Indes galantes. In ogni caso, la relazione tra gueda e Catalina era qualcosa di pi di
quella solita tra ragazzine che giocano a fantasticare su amori possibili o convenienti. Cerano altri
interessi tra gli Hernndez de Valderrama e gli Aguamansas.
1

Ahi, luna che brilli, / tutta la notte millumini! / Ahi, luna tanto bella!

COME ti ho detto, la smania di mio padre di ottenere il titolo nobiliare era un pozzo senza fondo.
Gli avvocati stavano pignorando la nostra azienda agricola e don Rafael lo aiutava. Donna gueda
tacque un momento e pens. In realt quello che faceva don Rafael non era precisamente prestare
aiuto. Comprava le propriet di mio padre a basso costo per fargli finanziare con quel denaro la lotta
per il marchesato. Aveva trovato il modo di trarre vantaggio dai prestiti che gli faceva per far fronte
agli avvocati, che lavoravano per farmi avere il titolo.
I ricchi, sempre a trarre vantaggio, sospir Pepa.
S, alcuni s. La donna decise di non includersi in quella categoria di ricchi di cui parlava la
giovane e prefer continuare con il suo racconto. Don Rafael fu una delle cause determinanti nella
perdita dei possedimenti di Aguamansas. Ma camuffava la sua truffa come aiuto. E rafforzava questa
messa in scena dando dei consigli a mio padre sulla gestione dellazienda agricola. Lui aveva dei
dubbi e ricorreva frequentemente a don Rafael per chiedergli consigli in proposito.
Questa fiducia nelle opinioni di Hernndez de Valderrama non era del tutto mal riposta. Nei
possedimenti di don Rafael e dei suoi figli, la situazione era molto differente da quella degli
Aguamansas. I loro capomastri trattavano in maniera spietata i contadini, le giornate erano
interminabili e, come conseguenza di tutto questo, le entrate erano pi che accettabili.
Mio padre era disposto a seguire tutti i consigli di don Rafael in quanto a prodotti da piantare.
Donna gueda cominci a enumerare sulle dita: Cambi i ceci con la barbabietola quando aprirono
gli zuccherifici, il frumento con la segale per poter fare una maggiore rotazione delle colture.
Introdusse le viti con dubbio successo e organizz molto seriamente un incremento progressivo del
numero di ulivi a spese dei campi di girasoli, che producevano un olio di qualit peggiore. Ma quello
che non tollerava era trattare male i propri contadini.
Se era un uomo di principi, era questo il modo in cui lo dimostrava, fece notare Pepa.
La gran parte dei consigli parevano sinceri, ma certo che i benefici, non cos numerosi come li
stimava don Rafael, finivano nelle mani degli avvocati della capitale.
Donna gueda aveva unespressione cupa, nel raccontare questa parte di storia.
Quando mio padre aveva bisogno di soldi, compariva don Rafael che gli offriva del denaro
contante in cambio di qualche crinale, solitamente quelli confinanti con le sue terre. Don Alonso era
poco portato a guardare le cartine; ma se lo avesse fatto si sarebbe reso conto che in pochi anni don
Rafael si era portato via pi di un terzo delle sue propriet. Non per niente era chiamato figlio di
quello delle tenute. In varie occasioni dissi a mio padre che a me non importava nulla del titolo
nobiliare. Lo dicevo ogni volta che sentivo le conversazioni tra lui e don Rafael, e gli avvocati lo
avvertivano quanto sarebbe costata quella battaglia, poich lui non era lerede legittimo e io ero
minorenne. Mio padre rispondeva sempre la stessa cosa, che quel titolo mi apparteneva e che non
avrebbe permesso a nessuno di appropriarsene. Quindi si rivolgeva come sempre a don Rafael a
cercare sostegno e questi glielo dava: Fate bene, don Alonso. Non solo un diritto, ma un preciso
dovere, che otteniate per vostra figlia il titolo che le spetta. Gli diceva cos e alzava il bicchiere di
cognac per brindare al buon esito dellimpresa. Tutto ci avveniva mentre la servit preparava la casa
di campagna degli Hernndez de Valderrama per don Rafael e sua figlia, concluse la donna. Il
giorno della loro partenza verso casa, Catalina mi prendeva sottobraccio esattamente come aveva

fatto al suo arrivo e mi raccontava lultimo pettegolezzo. Quellultimo anno, mi chiese di andare a
trovarla a El Sotillo perch suo padre aveva invitato un uomo col quale voleva fare affari. E dopo,
ovviamente, incominci a fantasticare, dicendo che quel tipo era un eroe della Grande guerra, l a
Cuba; avvicinandosi al mio orecchio, mi disse che si era sposato in seconde nozze, dopo essere
rimasto vedovo, e che aveva cresciuto un figlio da solo.
Pepa ricord di nuovo il suo amore perduto, la cui ombra stranamente continuava ad aleggiare
sulla conversazione. Da come lo raccontate, questo personaggio sembra affascinante, no? chiese a
donna gueda.
A quanto pare questo signore una persona molto nota a Puente Viejo, sussurr donna
gueda, e la giovane si irrigid alla sola idea del nome che stava per sentire: Era il tenente Salvador
Castro.
Pepa non riusc a sciogliere la tensione, anzi. Quel nome cadde su di lei come una pietra in un
lago allinizio della primavera. E, allo stesso modo in cui la pietra spacca la lamina sottile di ghiaccio
che il sole inizia a sciogliere, lei si agit. Donna gueda se ne accorse e chiese: Lhai conosciuto?
No, quando sono arrivata qui era solo un nome con una cattiva reputazione, ment Pepa.
Salvador Castro era infatti la causa di tutta la sofferenza di Pepa: lui era il marito della temuta
Francisca Montenegro. Molto tempo prima di sapere di chi si trattasse, a poco pi di sedici anni, Pepa
aveva avuto una relazione con suo figlio, Carlos Castro, persona che ora odiava profondamente per
averle portato via ci che lei amava di pi.
So bene chi era Salvador a Puente Viejo, disse donna gueda interrompendo i pensieri della
ragazza. So che era un tipo ambiguo e oscuro, che stabil un clima di oppressione nei campi della
zona e torment la sua stessa famiglia, rendendo la vita impossibile a tutti.
Donna gueda aveva anche saputo che Tristn, laltro figlio, non aveva esitato a offrirsi volontario
per la guerra di Cuba solo per fuggire da suo padre.
So anche che nessuno parla bene di lui, ma io lho conosciuto prima che diventasse un mostro.
O, almeno, prima che ce ne rendessimo conto.
Le labbra strette di Pepa la convinsero a continuare.
La sera in cui mio padre e io arrivammo a El Sotillo fu la stessa in cui si pensava che si sarebbe
presentato anche Salvador. Come sempre, Catalina mi prese sottobraccio, ansiosa di raccontarmi le
ultime novit sullospite tanto atteso. Era stata in cucina a origliare e aveva scoperto delle cose
interessanti su di lui. Ma, proprio quando me le stava per raccontare, un rumore di zoccoli che si
stavano avvicinando rapidamente interruppe le sue confidenze.

PER prima cosa le due ragazze videro uno splendido cavallo nero che, una volta vicino alla casa, si
impenn. Con la camicia e la casacca militare aperte, la chioma al vento e quel controllo sulla bestia
che nitriva, scalciante con le zampe anteriori in aria, Salvador non ebbe bisogno di fare molto altro
per risvegliare linteresse di Catalina. In nessun romanzo damore si poteva leggere di unentrata in
scena altrettanto epica. E quella era reale.
Ma larrivo di una carrozza piena di regali distolse lattenzione da Salvador. Non erano tanto i doni
a richiamare linteresse, quanto il cocchiere. Si trattava di Kairaba Kumoo, lesotico schiavo nero di
Salvador. Se questi impression Catalina, la muscolatura e la pelle dello schiavo attirarono gli sguardi
di gueda: era la prima volta che vedeva una persona di colore. Li aveva solo visti in disegni o figure,
ma il contrasto con la propria carnagione le sembr stupefacente. E non solo quello, anche i modi, lo
sguardo e il portamento; anche il fazzoletto marrone che gli copriva la testa le sembr
tremendamente esotico.
Tuttavia, quando Salvador si avvicin, la sua maniera di presentarsi a noi, il modo in cui ci fece il
baciamano e quello sguardo seducente fecero s che tutta la nostra curiosit tornasse a lui. Donna
gueda stava descrivendo un vero conquistatore.
Pepa ricordava lo stesso comportamento affascinante nel figlio di lui, Carlos Castro, la prima volta
che gli si era presentata quale membro del personale di servizio. Carlos non le avrebbe mai baciato la
mano, ma la giovane aveva avvertito quello sguardo seducente che le aveva tolto il respiro e fermato
il cuore.
Questo nero che vi incuriosisce tanto, signorine, Kumoo, spieg Salvador alle ragazze,
cosciente degli sguardi che il suo schiavo provocava. Appartiene alla trib dei malinke. I suoi nonni
correvano nella savana a caccia di leoni. Quanto a lui, sebbene abbia trascorso la vita nelle
piantagioni di Cuba, parla appena la nostra lingua ed cresciuto con i suoi simili, ed quindi un
completo selvaggio e un pagano.
Ma non battezzato? chiese Catalina.
No, signorina, precis Salvador, ha deciso di andare direttamente allinferno.
Catalina, spaventata, si port una mano alla bocca. Quello che interessava ad gueda non era la
salvezza dellanima di Kumoo, ma la sua solennit mentre ascoltava quello che si diceva di lui.
Veramente non capiva nulla? Perch tutto faceva pensare cos.
un pagano che adora i suoi idoli, prosegu Salvador, avvicinandosi a Kumoo, un mezzo
stregone capace di fare iettature. In ogni caso, ora il mio schiavo.
E sar sicuro avere qui un selvaggio? chiese don Rafael.
Non dar nessun problema, ve lo garantisco, afferm Salvador, beffardo. Dormir con i
cavalli.
Non avete paura che scappi? domand gueda, senza capire bene perch quellessere, che
senza dubbio possedeva una forza fisica tremenda, sembrasse tanto sottomesso al suo padrone.
Non ha dove andare, li tranquillizz Salvador. Un malinke in questi campi non passerebbe
certo inosservato. Inoltre, gli schiavi sono codardi per indole.
Salvador lo defin come una specie di bottino di guerra degli anni passati a combattere a Cuba,
aggiunse gueda.

Ma la guerra di Cuba non pi recente? Pepa non capiva questo sfasamento temporale.
Donna gueda spieg di aver vissuto tre guerre di Cuba durante la sua vita. La prima era stata
quella in cui aveva combattuto Salvador: la guerra dei Dieci anni o Grande guerra, tra il 1868 e il
1878, che era iniziata quando lei era bambina; poi la Piccola guerra, che era durata solo un anno, e
la Guerra necessaria alla quale faceva riferimento la giovane.
quella che ricordi sicuramente tu, Pepa. Ed quella che, per le sue conseguenze, presumo far
dimenticare le guerre precedenti.
Donna gueda continu il racconto. I militari della Grande guerra tornarono in Spagna come
eroi, nulla a che vedere con i poveri e laceri soldati che senza dubbio hai visto arrivare al termine
della guerra del 95.
S, una volta ne ho scorto un gruppo, ricord con tristezza la giovane. Erano tornati dal fronte
famelici e stavano facendo il bagno nel fiume, dopo chiss quanti giorni a cavallo. Uno di loro aveva
uno sguardo che sembrava aver assistito a molti orrori. Lo ricordo ancora, aggiunse Pepa, triste,
evitando di dire che quello era lo sguardo di Tristn. Era stata la prima volta che si erano incontrati.
gueda aveva sentito suo padre discutere con don Rafael sulla guerra dei Dieci anni. Da una
distanza pi che considerevole, don Alonso considerava legittime le proteste degli insorti. Riteneva
spaventosamente arretrata una societ schiavista, mentre don Rafael era dellopinione che bisognasse
sopprimere qualsiasi tentativo di insurrezione delle colonie e incolpava di tutti i mali del Paese la
Rivoluzione del 68, che, secondo lui, non aveva nulla di glorioso.
Prima di entrare, Salvador mostr loro i regali che aveva portato con s. Dato che sapeva della
passione di Catalina per la musica, le aveva portato un tamburo bat che a tutti sembr piuttosto un
lungo portafiori. A don Rafael offr una strana giara piuttosto larga decorata con colori vistosi. Port
inoltre alcuni alimenti esotici, come per esempio i semi di cacao, che l nessuno aveva mai visto prima
bench se ne conoscesse bene lessenza, il cioccolato. Salvador sapeva come affascinarle. Questa
mercanzia offriva profumi nuovi e sconosciuti
Gli adulti si spostarono allinterno della casa per bere e ci lasciarono sole, disse donna gueda,
e la mia amica esplose in una girandola di emozioni, infervorata dallaspetto di Salvador: alto, forte,
pelle candida, naso fine, un bel profilo che contrastava con baffi e pizzo scuri e brillanti. E una voce
profonda, cos virile la mia amica gi sognava.
Sembrava essersi dimenticata del suo Gonzalo Mesa, fece notare Pepa.
Quasi. Ma sapeva che Salvador era sposato. Questo era quello che la affascinava di pi. Era
sposato in seconde nozze come Alfonso XII e come Gonzalo. Questa casualit le sembrava
tremendamente eccitante.
Questo era quello che Catalina aveva sentito nelle cucine. Salvador Castro era stato sposato anni
prima con unasturiana dalla quale aveva avuto un figlio, Carlos, che doveva avere la stessa et di
gueda.
Ti immagini se bello come lui? Sarebbe un buon partito per te, se ti scordi del tuo Joaqun,
diceva Catalina. Quella testona non riusciva a smettere di architettare storie damore. E,
sventagliandosi accaldata, aveva aggiunto: Con tutti questi pensieri, sar meglio che vada prima del
previsto alla chiesa de los Remedios per confessarmi da padre Julio.
Per quel che gueda sapeva di padre Julio, il parroco del villaggio, Catalina aveva un certo
interesse a raccontargli le sue fantasie e lui a farla parlare per ascoltarla. Lei stessa era stata assalita
dalle insistenze del prete perch gli raccontasse i suoi pensieri intimi. Naturalmente gueda aveva
smesso di visitare la chiesa de los Remedios e suo padre non glielo aveva rimproverato. Inoltre,
aveva ben poco da raccontare al prete. Fino ad allora non aveva mai provato nessun desiderio fisico
nei confronti di Joaqun.
Avete incontrato Carlos, il figlio di Salvador? volle sapere Pepa.
No, non ho mai avuto il piacere. E tu? chiese gueda, conoscendo gi la risposta.
Pepa non sapeva se mentire o rimanere in silenzio. Perch avrebbe dovuto raccontare la propria

vita a una che fino a poco prima era una completa sconosciuta? Laveva aiutata e le aveva detto cose
del suo passato, ma questo non significava che anche lei dovesse farlo. Tuttavia, guardando donna
gueda, seppe con certezza che si sarebbe liberata di quel peso, se ne avesse parlato.
Quando mia madre mor, cominciai a lavorare con Tefila, una levatrice molto giovane alla quale
mia madre aveva insegnato il mestiere, cominci a raccontare Pepa. Poco dopo and a servizio in
una casa nelle Asturie e io la seguii. Il proprietario di quella casa era Carlos Castro. Casualit della
vita!
Non esistono casualit, afferm donna gueda. Che a due persone succedano cose simili si
spiega solo in un modo: la forza del destino. quella che stabilisce tali legami.
Pepa non credeva fino in fondo a quello che donna gueda stava sostenendo, ma tacque.
Allora non un caso che voi siate venuta qui, vero? in realt non chiedeva, cercava delle
risposte a cui stava pensando da un po. Smetter di accettare le vostre attenzioni, donna gueda,
se non mi dite cosa volete e cosa abbia a che fare con me tutto questo.
No, non un caso che io sia arrivata fino a te, rivel la donna senza smettere di guardarla. Non
voleva perdersi nulla delle reazioni di Pepa di fronte a ci che le stava per riferire. In realt so molte
cose su di te. Di fatto, ti stavo cercando.
Mi stava cercando? E perch?
Ti ho detto prima che conobbi la Candelaria quello che non ti ho detto ancora che n io n
te saremmo qui, oggi, se non fosse per lei. Pepa tacque e la donna continu: Josefa e io
passavamo molte notti insieme a dormire allaperto. E mentre con Catalina le conversazioni vertevano
su grandi amori romantici, quelle con lei erano sulla vita reale e dura. La sua. Finimmo per conoscerci
molto bene, la Candelaria e io. Come gi sai, fece nascere molti bambini, andava per i campi di
villaggio in villaggio e ovunque si fermasse si lasciava dietro la fama di una che porta a buon fine i
parti pi complicati.
La ragazza assent. Lo sapeva perch da bambina laveva seguita in ogni suo spostamento. Quello
che per ignorava era che, disgraziatamente, quando era molto giovane, aveva perso il suo primo
figlio.
Pepa fu sorpresa da questa rivelazione. Donna gueda fece un lungo respiro: quella non sarebbe
stata lunica rivelazione.
Era solo una ragazzina, una levatrice alle prime armi, quando si innamor di un uomo: un
venditore ambulante che viaggiava su un carro con un gruppo di burattinai. Fu molti, molti anni fa,
Pepa. E so anche che, quando quel venditore ottenne da lei quello che voleva, la abbandon alla sua
sorte. Ma lei lo segu, forse per amore o forse per rivelargli che aspettava un bimbo da lui. Quando il
venditore seppe che era incinta, la picchi quasi a morte: Josefa ebbe emorragie per giorni, ma mise
in pratica tutto quello che sapeva per non perdere il bimbo. In un capanno, non molto diverso da
questo nel quale siamo noi ora, si ripar dal freddo e si prepar una bevanda con vino bianco e foglie
di cipresso, uno dei rimedi segreti che aveva in borsa, che sapeva poter arrestare un aborto. Bevve,
ma lemorragia non cessava. Nel giro di qualche giorno il sangue fluido si coagul e Josefa cap che,
a quel punto, non cera pi nulla da fare. Era la fine di tutto.
Pepa pensava alle coincidenze. Sua madre e lei avevano affrontato da sole, nel rifugio di un
capanno, una un aborto e laltra un parto e, per una ragione o per laltra, nessuna delle due era
riuscita ad abbracciare il proprio bambino. Non era una pazzia? La vita non aveva un senso
dellumorismo un po troppo crudele?
Josefa aveva salvato la vita a molti bambini, ma la sua abilit non serv a salvare il suo, dichiar
donna gueda. Quellaborto la port a non fidarsi pi degli uomini. Non riusc mai a curare la ferita
profonda che le lacerava lanima, cos come non riusc a far cicatrizzare la ferita nellutero, e da quel
momento divent sterile.
Sterile? sbott Pepa. Ma assurdo! Allora io da dove vengo? Dallaria? La gente parla. Le
levatrici sono sempre sulla bocca di tutti. Dicono, parlano, chiacchierano, ma sono tutte bugie.

Questo un racconto da vecchie comari. Un pettegolezzo come tanti altri che nascono intorno alle
fontane dei paesi e diventano pi grandi di bocca in bocca.
Tuttavia, mentre pronunciava queste parole la giovane ricord di aver sempre pensato che sua
madre era molto in l con gli anni, per averla partorita, e che non si assomigliavano per nulla.
Lei stessa mi raccont tutto questo con le lacrime agli occhi, Pepa. Non sono pettegolezzi da
cortile, afferm donna gueda, sicura. Josefa non era tua madre, credimi.
E siete venuta fin qui per rivelarmelo? Come potete esserne tanto sicura? Pepa, furiosa, stava
quasi gridando, ma era atterrita. Vedeva quella sconosciuta distruggere pezzo per pezzo il suo
mondo, facendole dubitare delle poche certezze che aveva avuto fino ad allora.
Donna gueda la prese per le braccia e la scosse, per calmarla e obbligarla a guardarla negli occhi.
La giovane cap prima che la donna aprisse bocca.
Pepa, sono io tua madre.

10

SENZA sapere n come n da dove le venissero le forze, Pepa si liber dalla stretta di donna
gueda e usc dal capanno. Voleva fuggire da tutte quelle parole che le stavano facendo perdere la
ragione. Pensava che, se si fosse allontanata da l, quella verit non lavrebbe seguita e non lavrebbe
schiacciata. Corse o credette di correre, ma la forza della rabbia che covava dentro non bastava. Le
sue ginocchia cedettero e cadde sulla neve. Esausta. Sent una mano sul braccio, tent di liberarsene,
ma la mano era pi forte di quella di donna gueda.
Si gir e vide Olmo. Lui la sollev come se fosse una piuma e la fece sedere sopra un tronco
caduto. Suppongo che tu non voglia ritornare al capanno, vero?
Non voglio vederla, disse Pepa scuotendo la testa.
Aspetta qui, allora. Vado a prendere qualcosa per coprirti. Si volt e and al capanno, sulla cui
soglia cera donna gueda. Il giovane entr per prendere una coperta.
Lhai lasciata sola? Se ne andr, Olmo. Sparir di nuovo, incalz la donna.
Non ha le forze per stare in piedi. Non andr da nessuna parte.
Lo far, se non la trattieni. Donna gueda si sedette sul pagliericcio dove prima stava Pepa.
Devi convincerla. In questo momento mi odia, non mi ascolter.
Senza dire nulla, Olmo usc con la coperta in mano alla ricerca di Pepa. Quando le fu vicino, la
copr e tent di abbracciarla senza altre intenzioni se non quella di scaldarla, ma lei lo allontan.
Per quanto bene tu mi possa trattare, non mi convincerai delle menzogne della tua signora,
disse in maniera scontrosa.
Non la mia signora, rispose Olmo con calma. la mia matrigna. Credo che questo, in
qualche modo, faccia di noi due fratelli.
Altra menzogna. Io non ho fratelli.
Donna gueda si spos con mio padre dopo la morte di mia madre. Tu e io non abbiamo una
goccia di sangue in comune, ma siamo qualcosa di simile a fratelli.
Te ne vai, per favore? Mi lasci sola? Mi lasciate in pace, tu e la tua matrigna?
Pepa grid fino a che un colpo di tosse le mozz la voce e la fece piegare su se stessa. Olmo
prosegu con calma: Non so cosa ti abbia raccontato in quel capanno, ma c una cosa di cui ti
posso assicurare: ti sta cercando da molto tempo. E quando dico molto tempo intendo anni.
Beh, state sbagliando persona. Io so benissimo chi sono. Non perdete altro tempo con me.
In questo caso, torna dentro e spiegaglielo. Spiegalo alla donna che in questi giorni ti stata
accanto curandoti quando avevi la febbre ed eri incosciente. Alla persona che ha dormito accanto a te
per terra vegliandoti. A chi ti ha salvato la vita. Credo che almeno questo tu glielo debba.
Un altro attacco di tosse imped a Pepa di rispondere e Olmo prosegu.
Lei non sopporterebbe che ti succedesse qualcosa. E inoltre, aggiunse realmente preoccupato,
questa tua tosse preoccupante.
Preferisco morire piuttosto che rivederla! Non voglio ascoltare altre menzogne.
Va bene. Ma almeno fallo per me. Lascia che ti tolga di qui e che ti porti in un luogo pi
adeguato. Non vedrai nessuno che tu non voglia vedere. E te ne andrai quando ti riprenderai.
Pepa lo guard scettica.
Se muori qui, il senso di colpa non mi far dormire la notte.

Questa unaltra messinscena delle sue. Continuava a non credergli.


Ti do la mia parola, ribatt Olmo.
Quella donna manipola tutto il mondo. Manipola te e ti manda per manipolare me.
Ti assicuro che non accetterebbe mai queste condizioni, disse il giovane in maniera
confidenziale. Cercher di convincerla che questa la cosa pi opportuna. E lei accetter solo perch
ti preferisce viva lontano da lei, piuttosto che vicina ma morta.
Un vento freddo annunci un abbassamento della temperatura e la tosse si fece nuovamente
sentire, rendendo pi acuto il dolore nel petto di Pepa. Non sapeva se per la malattia o per la
pressione di un passato appena svelato, ma lidea di un luogo caldo e accogliente la attirava.
Probabilmente perch in quel momento cedere era lunica possibilit di rimanere in vita. E quello che
sua madre, quella madre che ora le stavano negando, le aveva insegnato, era la sopravvivenza.
Sei venuto a cavallo? domand la giovane tremando e con lo sguardo vinto.

11

PER molti giorni, Olmo fu lunico autorizzato a entrare nella camera di Pepa a El Jaral. Con laiuto
di una domestica che la lavava e la pettinava al risveglio, era lui che si occupava di tutto. Le portava
persino i pasti in camera. Si sedeva con lei a controllare che mangiasse, perch allinizio la giovane si
rifiutava.
Donna gueda lo interrogava ogni volta che usciva dalla camera, facendo domande su tutto. Se
Pepa avesse mangiato, se stesse migliorando, se avesse detto qualcosa di importante. Ma al di l
della notizia che giorno dopo giorno il suo stato di salute andava migliorando, Olmo aveva ben poco
da riferire. Pepa quasi non parlava. Era molto triste, ma sarebbe morta piuttosto che confessarlo.
Faticava a credere a tutte quelle novit sulle sue origini.
Quella mattina non fu diversa dalle altre. Sotto lo sguardo attento di Olmo, la ragazza mangi in
silenzio un po di pane con il latte. Poi lui usc dalla camera portando via il vassoio vuoto. Lunica
buona notizia era che Pepa si era nutrita, senza dire una parola, di tutto quello che le avevano
servito. Tuttavia Olmo, quando stava per chiudere la porta, sent la sua voce: Tra non molto me ne
potr andare, vero?
Stai guarendo, s, rispose lui dalla soglia della camera.
Pepa non disse nulla. Volt il viso verso il debole sole di quella mattina dinverno, dando per
terminata la conversazione.
Scendendo, Olmo si imbatt in Donna gueda nel cortile. Stava rimproverando dei muratori che
erano arrivati con degli aiutanti per demolire un muro.
Non vi ha avvisato il vostro capomastro che non voglio rumore? chiese con un tono di voce
estremamente basso.
E allora come pensate che possiamo ampliare il ripostiglio, signora? le rispose laltro in modo
beffardo, guardando il suo compagno.
Beh, non farete nulla finch non ve lo ordiner io. Non voglio rumori! Sono stata chiara? non
aveva parlato ad alta voce, ma in modo autoritario.
Olmo si avvicin ai muratori e li mand via.
Dite al vostro capo che vi chiameremo quando potremo iniziare i lavori. Penser io ad avvisarvi.
Questo succede perch non ti sei dato da fare velocemente con lacquisto della casa, sbott
donna gueda una volta che i muratori si furono allontanati.
vero, per sapete com Salazar.
Sciocchezze, Olmo! Se ti fossi svegliato prima, la casa sarebbe gi a posto e non saremmo
costretti a stare in poche stanze ancora da terminare. Donna gueda non si faceva problemi quando
cera da rimproverare. Meno male che almeno Pepa in una stanza decente.
Credo che voglia andarsene. Ha chiesto se potr farlo presto.
Non potr fino a che non scopriremo come mai sia finita in quel capanno e in quelle condizioni.
Dobbiamo sapere da cosa sta fuggendo questa ragazza. Lo sguardo di donna gueda si illumin e
Olmo rimase fermo mentre lei si voltava per rientrare in casa.
Cosa aspetti? si gir verso di lui. Non rimanere l impalato. Io devo fare molte cose. E, dopo
tanto tempo, non ci penso proprio a perdere mia figlia a causa della tua indolenza.
Il giovane non disse nulla, ma in realt cominciava a stancarsi dellatteggiamento che la matrigna

aveva nei suoi confronti. Lo trattava pi come un fattorino che come un figliastro.
Certamente donna gueda doveva badare a molte faccende, ma ci che maggiormente le
importava era parlare con Pepa. Quando entr nella stanza, la giovane era in piedi e vestita. Stava
prendendo le sue cose per partire.
Non credo che tu sia abbastanza in forze per farlo, Pepa.
Lei si gir verso la voce e guard in direzione della porta come per cercare aiuto. Olmo non c,
andato in paese, disse donna gueda leggendole nel pensiero.
La mia condizione era di non vederla pi, mezza marchesa. Trattarla cos tranquillizzava Pepa,
perch metteva una certa distanza tra loro.
Devo raccontarti una cosa prima che tu te ne vada e so che ti interesser. Ti assicuro che non ha
nulla a che vedere con quella sciocchezza riguardo il nostro essere madre e figlia, disse con ironia.
Dando le spalle a donna gueda, la giovane guard verso il cielo pensando: santo cielo, un altro
pettegolezzo di paese. Ascolter mentre raduno le mie cose, quindi vi prego di essere breve.
Ti interesser, anche se fosse una storia lunga comunque non lo sar, replic donna gueda
sedendosi sulla stessa poltrona blu dalla quale Olmo controllava Pepa.
Come io mi ero presa una cotta per Joaqun, Asuncin Surez, erede di una considerevole
fortuna in un villaggio delle Asturie, si era invaghita di un ragazzo che lavorava a servizio nella casa di
famiglia. Ma andarono oltre gli sguardi. I due ragazzi ebbero una relazione fino a quando il padre,
sospettoso, irruppe armato nella camera da letto della figlia, una mattina allalba, e scopr i due
amanti al risveglio.
Pepa continuava a riordinare senza prestare nessuna attenzione, in apparenza, a quello che donna
gueda stava raccontando.
Il giovane scapp dal balcone, ma, spaventato dalla presenza del padrone di casa, cerc di
saltare dalla finestra e cadde nel vuoto. Si spezz losso del collo. Molti dissero che il colpo non era
mortale, ma il giovane si spense lo stesso due giorni dopo e i famigliari non poterono reclamarne il
corpo. Per molto tempo si and dicendo che il padre di Asuncin aveva fatto in modo che il ragazzo
non guarisse e, anzi, che era stato proprio lui a ucciderlo con le sue mani.
Fece una pausa, ma non vide reazioni nella giovane.
Asuncin quasi impazz quendo lo venne a sapere. Incolp suo padre della disgrazia e smise di
mangiare. Pareva destinata a consumarsi nel dolore per punire chi aveva provocato la morte
dellamato.
Perch dovrebbe interessarmi questa storia? interruppe Pepa che nel frattempo aveva terminato
di sistemare. Questo tipo di relazione finisce sempre male. Non diversa dalle altre.
Non sei troppo dura?
Pu essere, ma arrivato per me il momento di andarmene, sentenzi dirigendosi verso la
porta.
Donna gueda le si mise davanti ostacolandole il passo e continu.
Asuncin ricominci a mangiare quando scopr di essere incinta. I problemi li aveva quindi il
genitore, che doveva far fronte allumiliazione di trovare un padre per il futuro nipote, quando tutto il
mondo era gi a conoscenza della relazione di sua figlia con il ragazzo.
Dato che Pepa si spazientiva, donna gueda acceler il suo racconto.
La soluzione arriv con un giovane ufficiale che aveva partecipato attivamente allultima battaglia
di Somorrostro. Questo alfiere di cavalleria aveva mostrato uno speciale valore in battaglia e fu
promosso rapidamente a tenente. Era ovviamente Salvador Castro e il bimbo fu battezzato con il
nome di Carlos.
Pepa ascolt sorpresa questo nome. Quindi non era figlio di Salvador?
Per tua fortuna no, non lo era.
Per mia fortuna? Cosa intendete dire?
So bene ci che successo nella casa nelle Asturie, disse donna gueda con aria conciliante.

Ricorda che ti ho cercato per anni. Pepa decise di non negarlo: Io ero solo una bimba. E Carlos
era splendido, come il suo Salvador quando arriv su quel cavallo nero, si giustific.
Era la prima volta che parlava della sua relazione con Carlos e si sorprese nel farlo. E forse aveva
gli stessi modi nel fare il baciamano.
Non devi giustificarti, bambina mia. Quel che successo successo.
Carlos giurava di amarmi, che avrebbe lasciato sua moglie perch non era felice con lei
Pepa esponeva ogni frase come fosse una giustificazione pi per se stessa che per altri. E io mi
innamorai di lui
E avete concepito Martn.
La giovane la guard a bocca aperta.
So tutto, Pepa.
Cosaltro sapete?
So che sei una ragazza molto intelligente. Quando ti ho detto di essere tua madre e poi ho fatto
il nome di Salvador Castro, immagino tu abbia pensato che fosse lui tuo padre.
E non cos?
La donna assent e la giovane, sconvolta dalla rivelazione, prefer stare in silenzio. Donna gueda
prosegu.
Salvador Castro tuo padre, s. Per questo era importante che tu sapessi che Carlos non tuo
fratello. E che pertanto vostro figlio non frutto di una relazione incestuosa.
La giovane non sapeva se credere a donna gueda, ma in fondo al cuore qualcosa le diceva che
non stava mentendo. Perch mai avrebbe dovuto farlo? Pepa non aveva nulla che lei potesse
desiderare. Ciononostante, cerc di ribellarsi per lultima volta.
Credete per caso, mezza marchesa, che le vostre storie mi rendano pi felice? sbott piena di
rabbia. Riuscite a immaginare quello che ho sofferto pensando che Martn fosse maledetto dal
momento in cui fu concepito? Che io e solo io ero responsabile della sua morte, non avendo
rispettato quanto c di pi sacro?
Almeno adesso sai la verit, afferm donna gueda. Povera piccola, hai sofferto tanto. Il tuo
incontro con Carlos Castro stato un errore e che tu, pi tardi, abbia conosciuto Tristn quasi una
beffa del destino.
Tristn non stato assolutamente un errore. Pepa non permetteva che si parlasse di lui in
questi termini. Non avete nessun diritto di dire cos.
Ma Tristn
Quello che cera tra noi finito, disse quasi urlando con rabbia. Ma questo non vi autorizza a
parlare di lui in quel modo.
Prese la borsa con le sue cose e si diresse verso la porta. Donna gueda le sbarrava il passo e per
pochi interminabili secondi Pepa la guard, fredda e decisa. La donna cedette e si fece da parte.
Quando la ragazza se ne fu andata, donna gueda si sedette sulla poltrona e abbass il capo,
afflitta.
Ha tutta la vita davanti, mormorava come una cantilena tra s e s. Pu ricominciare da capo.
E io potrei aiutarla.
Pepa scese le scale come un turbine e si trov faccia a faccia con Olmo, seduto in veranda.
Ma tu non eri andato in paese? gli chiese sorpresa mentre gli passava accanto.
Ho preferito aspettarti. Sapevo che avresti avuto bisogno di un mezzo di trasporto.

12

OLMO guidava il calesse che la stava portando lontano da quel posto dove non doveva tornare pi.
Restarono in silenzio per un po, ma lui sentiva il bisogno di dirle qualcosa. In un certo qual modo, si
sentiva responsabile di tutto quello che stava accadendo negli ultimi giorni.
Credo di doverti delle scuse. Fu Pepa a cominciare, ma Olmo la interruppe.
No per favore. Lascia che te lo dica o non trover pi modo di farlo. Ti ho trovata io. Per ordine
della mia matrigna, certo, ma sono io che ti ho fatto passare tutto questo.
Fai sempre tutto quello che ti chiede, vero? Lui non rispose. Chi tace acconsente. Ma sai pi di
quello che dici, non cos?
So molte cose, s.
Che cosa ha trovato la tua matrigna in Salvador? Come potuta cadere tra le braccia di una
persona cos spregevole? domand lei.
Non mi ha mai raccontato nulla in proposito. E io non glielho chiesto.
Cosaltro sai, allora, Olmo?
Ti ha raccontato come Carlos Castro venuto al mondo, vero? chiese e lei fece cenno di s col
capo. Salvador lo crebbe come figlio suo, modellandolo a sua immagine e somiglianza. Quel ragazzo
ebbe il migliore dei maestri e Salvador trov in lui il migliore degli alunni: seguiva in tutto lo stile del
suo patrigno.
Salvador era riuscito a sistemarsi grazie al suo primo matrimonio con donna Asuncin e poi a
quello con donna Francisca. Carlos Castro segu lo stesso stile, unendosi agli Orellana attraverso il
matrimonio con la figlia Elvira.
Probabilmente la mia matrigna trov in Salvador quello che tu trovasti in Carlos. In realt voi
due non siete molto diverse, concluse Olmo, che comunque le stava ribadendo quel che lei aveva
gi pensato in cuor suo. Se le rinfacci la sua relazione con Salvador, forse dovresti rimproverarti la
tua con Carlos.
Non sono orgogliosa di quella storia. Lo sono stata del frutto, di quella relazione, che purtroppo
ho perso.
Probabilmente, anche lei si vergogna per lo stesso tuo motivo, ed orgogliosa dello stesso
frutto. La differenza che lei ha lottato per trovare quello che aveva perduto. E lo ha fatto per tutta
la vita.
Anchio ho dedicato la mia vita a cercare mio figlio, ma
Ma cosa, Pepa?
Ma non ho mai avuto il coraggio di dirgli che ero sua madre. Per paura di un suo rifiuto. Mi si
sarebbe spezzato il cuore. Le lacrime affiorarono negli occhi di Pepa. Per questo non lho fatto. E
ora mio figlio morto.
E ora tu fai quello che temevi tuo figlio avrebbe potuto fare a te.
Quel discorso non faceva una piega e Pepa non pot ribattere.
Era stata ingiusta verso una donna molto pi coraggiosa di lei. Forse tutte e due avevano
commesso gli stessi errori in passato, ma donna gueda aveva avuto il coraggio di cercare quello che
tanto desiderava avere. Un coraggio che a lei purtroppo era mancato. E per la prima volta cap come
si dovesse sentire. E seppe che non poteva rimproverarle nulla e che era stata crudele con la donna

che le aveva dato la vita.

13

DONNA gueda sent una carrozza sul selciato e pens che era troppo presto perch Olmo fosse
tornato a casa. Guard dalla finestra della stanza di Pepa e come un fulmine corse verso la porta.
Ines! grid per la tromba delle scale. Prepara un bagno ben caldo. E prepara la cena. Saremo
in tre.
Dopo cena Olmo si ritir presto e le due donne rimasero sedute di fronte al camino con un infuso
di valeriana.
Mi fa piacere che tu sia qui, Pepa. Non speravo che tornassi.
Sono tornata per sapere tutta la verit. Se, chiaramente, me la volete raccontare. Diciamo che
un modo di ripagarvi. Per Pepa non era ancora arrivato il momento di ammettere ad alta voce il
valore di donna gueda.
Cosa successe con Salvador?
Salvador, Salvador, sospir la donna. Salvador voleva proporre degli affari a don Rafael e a
mio padre e, dapprima, si diede da fare per accecarli con i suoi modi incantevoli come farebbe un
illusionista prima di mettere in scena un trucco. Nelle serate che si organizzavano a El Sotillo,
Salvador sapeva dare a ciascuno quello che cercava. Cos a mio padre parlava della guerra di Cuba
Don Alonso era effettivamente molto interessato a sapere come stessero le cose a Cuba e
soprattutto come era stata la guerra, in cui gli insorti erano stati presi a colpi di machete.
Non fu una guerra come le altre, diceva Salvador, come per esempio quella alla quale
partecipai pi tardi. Fu piuttosto una guerriglia contro i mambise e i palenquero.
Un po come le scaramucce che gli spagnoli mantennero contro i francesi in Sierra Morena,
osservava don Alonso. Si ribellarono contro linvasore. Solo che questa volta non riuscirono a
mandarlo via.
In realt quello che successe, don Alonso, fu che quel nano indecente di Cspedes ard
proclamare lindipendenza dellisola con il Grido di Yara. Lunica cosa che sanno fare gridare. Ed
ebbe anche lindecenza di issare una bandiera di Cuba dove aveva ricamato la sua sgualdrina mulatta,
la Cambula, con la quale si sposato e ha fatto quattro figli. Salvador aveva in viso un sorriso
sardonico. Ma se non sono riusciti a mettersi daccordo nemmeno sulla bandiera! Quelli della
Demajuagua, come vengono chiamati quelli di Cspedes, si battevano contro quelli dellaltro traditore,
Narciso Lpez. Entrambi con delle bandiere orribili. Ma i due iniziarono ad accaparrarsi le piantagioni
per la loro Cuba libera e indipendente. Era necessario soffocare quei movimenti e quindi mi unii al
contingente di Martnez Campos nel suo secondo viaggio a Cuba.
Caspita, quello che stato recentemente nominato presidente del consiglio dei ministri di
Canovas! disse don Rafael con ammirazione. Lo conoscete?
Abbiamo lottato fianco a fianco, a Cuba, disse tronfio. Eravamo daccordo su una cosa:
qualsiasi destino ci sembrava migliore di questa Spagna avvelenata dalla Repubblica Federale.
Tuttavia, vero che quel primo contingente era disorganizzato e ci odiava. Io contrassi la febbre in
quella maledetta giungla e dovetti ritornare in patria. Sono sopravvissuto al viaggio per miracolo.
Pensavo che non avrei mai pi indossato ununiforme, ma una volta qui mi ripresi e fui in grado di
lottare nella terza guerra carlista, dove ritrovai me stesso. Dopo alcuni fatti eroici a Bilbao fui
promosso capitano. Pensavo che non sarei tornato a Cuba, ero sposato con Asuncin, pace allanima

sua, e avevo un figlio, ma il ritorno di Martnez Campos mi fece rivedere le mie posizioni. Forse
cerano nuove possibilit per me sullisola.
Ma siete tornato a Cuba a combattere gli insorti o fare affari? chiese gueda, sorpresa
dallultima frase di Salvador.
Campos seppe sistemare quel subbuglio che durava da molti anni. Salvador prefer non
rispondere alla domanda compromettente. Le malattie, per noi, erano il pericolo principale. Le febbri.
Gli indigeni si proteggevano nella giungla.
gueda guardava ogni tanto Kumoo, in piedi, fermo e impassibile. Sempre in secondo piano.
Cosa vorrebbe questa gente? chiese.
Desiderano essere una nazione indipendente dalla Spagna, le spieg Salvador.
Questo non ha senso, disse don Alonso, la Spagna li protegge.
Da chi? gueda voleva sapere.
Dagli Stati Uniti, da Portorico
La Spagna li protegge da se stessi, tagli corto Salvador. Una delle pretese degli insorti
labolizione della schiavit. Cuba senza schiavi non unisola proficua. Smetter di esserlo, con il
tempo, per colpa di questo Moret. Moret ce lha fatta con Portorico e finir per farcela anche con
Cuba con la sua Ley de Vientres Libres.
Che legge ? la giovane era affascinata dallargomento.
una legge secondo la quale i figli nati dagli schiavi verranno considerati uomini liberi. Qualcosa
di assurdo che dovr cambiare. Mai prima dora si stati cos permissivi sul tema dellabolizionismo.
Sono stati liberati gli schiavi dipendenti dallo stato, quelli che parteciparono alla guerra. Tutto ci da
attribuire alla Societ Abolizionista Spagnola, Salvador guard Kumoo. Grazie a loro, Kumoo tra
poco sar uneccezione.
Lui non partecip alla guerra? gueda non capiva.
S, lo fece, rise Salvador, ma dalla parte sbagliata. E questo il colmo. Solo gli schiavi che
lottarono accanto agli insorti furono liberati.
Ma questo assurdo, protest gueda. Questuomo ha lottato affinch Cuba continuasse a
essere spagnola. Per quale motivo premiano gli altri e castigano lui?
Andate a parlare con quelli che firmarono il patto, fu la risposta di Salvador. In ogni caso,
Kumoo non un uomo, uno schiavo, e fortunatamente non abolizionista. Sa qual il suo posto
nel mondo.
Kumoo non era intervenuto, ma gueda aveva la chiara sensazione che avesse sentito tutto
quello che si era detto di lui e del suo Paese. Come gli animali che, anche senza comprendere, sanno
quando si parla di loro. Salvador voleva che fosse chiaro che Kumoo era contento della sua
condizione. Si volt verso di lui: A chi appartieni, Kumoo? Chi il tuo padrone?
Batufaa Salvador padrone Salvador, rispose il nero.
Cosa succederebbe se tu scappassi?
Alamaniyo Hani kana, hani kanoo. Kairaba Kumoo hani foroo.
Capite quello che dice? gueda aveva gli occhi spalancati.
Ha detto che Kumoo non accetta unofferta di libert. Lui non scappa. Non un uomo libero,
tradusse Salvador, soddisfatto dellobbedienza della sua propriet.
Allora, volle sapere don Alonso, voi non disponete di nuovi schiavi per la vostra impresa.
Fino ai diciotto anni i figli degli schiavi sono considerati schiavi anchessi, ma dopo bisogna
liberarli. Con un po di fortuna si possono trattenere i pi bravi fino ai ventidue, ma bisogna pagarli.
Finiremo per dovergli togliere le catene.
Catalina era rimasta in silenzio durante tutta la conversazione. Il tema della schiavit la annoiava
mortalmente, quindi fece alluomo una domanda di carattere pi personale.
Avete mai partecipato a qualche battaglia interessante?
Non erano battaglie. Erano lotte nella giungla. Era la giungla il peggior nemico, torn a spiegare

Salvador, ben contento di avere la possibilit di raccontare le sue imprese. In unoccasione, la mia
compagnia si trov in campo aperto. I ribelli ci sparavano dallalto della fortezza della Jagua. Ci
stavano decimando e ostacolavano il passaggio del battaglione che veniva dietro.
Catalina appoggi la testa sulla mano e lo guard attentamente.
Quello stallo avrebbe potuto comportare conseguenze terribili, ma scalare le mura non era
fattibile se non sotto i loro colpi.
E voi cosa avete fatto?
Era necessario abbattere il muro. Feci avanti e indietro con vari carichi di polvere da sparo e mi
resi disponibile a muovermi da solo per piazzarla alla base. Il mio piano era salire senza essere notato
e aprire una breccia per chi restava.
Rischiando la vita! si meravigli Catalina affascinata.
Non pens a sua moglie e a suo figlio? indag don Alonso.
Pensai alla patria, esclam Salvador con un tono quasi militare. E quelle frasi coronarono
leffetto che aveva prodotto sullemozionata figlia di Rafael Hernndez de Valderrama.
Pepa interruppe il racconto di donna gueda.
E voi cosa pensavate di tutto questo?
Aveva ascoltato attentamente e cominciava a farsi unidea di come fosse in realt Salvador Castro.
Quelluomo era un personaggio magnetico. Ci che lo rendeva interessante era lentusiasmo con
cui raccontava le cose, spieg la donna. Mentre parlava, aveva fatto una ricostruzione sopra il
tavolo da pranzo utilizzando tutto ci che aveva a portata di mano. Kumoo era lunico che non si
avvicinava, sicuramente perch la conosceva gi.
Suo figlio Carlos era come lui, afferm Pepa. Quello che non disse ma pens fu che quel
seduttore era per sua disgrazia anche il padre di Tristn.
Anche se quella storia non aveva laria di essere vera, dichiar donna gueda. Uno che si
presenta con uno schiavo non rischia la vita per i propri uomini: manda un subalterno. Ma quello che
certo che Catalina ascoltava affascinata il racconto. E ammetto che lo facevo anchio. Cos, a
causa sua, nacque una competizione tra la mia amica e me.
Lasciamo stare le guerre, interruppe Salvador. Catalina, ho sentito che tu e gueda siete
virtuose di pianoforte e di canto. troppo chiedervi di deliziarci con un pezzo?
Le due ragazze, messe alle strette, si diressero verso il pianoforte verticale e si sedettero insieme
sul seggiolino, dando le spalle ai loro spettatori. Catalina era consapevole che si stavano contendendo
linteresse di Salvador. Cos tese un tranello allamica e la obblig a cantare, cosa che, come sapevano
bene tutte e due, non era sicuramente il suo forte.
Dai, sciocca, disse a bassa voce, dando ad gueda una spinta con la spalla affinch si alzasse in
piedi e cantasse. Un pezzo facile, la romanza di Mara nel Juramento di Joaqum Gaztambide. una
canzone di benvenuto. Bisogna essere cortesi, lincoraggi con aria manipolatrice. E iniziarono.
Gurdeos Dios, noble caballero; albergue y mesa los dos tendrn.
En buena hora llegad, pues aqu siempre fue un deber la hospitalidad.
Vens de la guerra?
Su imagen me aterra. Fortuna os d Dios! 1

Proprio come immaginava gueda ancor prima di iniziare, fu un totale disastro; si trasform in
unesibizione del talento di Catalina nel suonare il pianoforte, mentre lamica si blocc prima di
terminare la terza strofa per non protrarre oltre quella ridicola messa in scena. Don Alonso cominci
ad applaudire e fu seguito anche dagli altri presenti, ma solo per cortesia.
Era giusto quindi un cambio di ruoli e che gueda suonasse il piano per compensare la sua
prestazione vocale, ma Catalina non voleva e si intestard a suonare e cantare laria della duchessa di
Medina di Jugar con fuego, quella sulla quale si erano esercitate tanto tutte e due.

Un tiempo fu que en dulce calma,


libre de mgica ilusin,
ni se agitaba inquieta el alma,
ni palpitaba el corazn.
Cun presto, ay!, msera!
Cun presto huy,
como un relmpago
desapareci,
Tirano amor, rapaz vendado,
vengose al fin como deidad:
de mis desdenes irritado,
postr a sus pies mi vanidad.
T de mis lgrimas
nico autor,
salva tu vctima,
tirano amor! 2

Catalina suonava e cantava perfettamente ed era ovvio che i suoi gorgheggi suscitassero
lammirazione di Salvador; ma, insperatamente, lui distolse la sua attenzione dal pianoforte e guard
la figlia di don Alonso Molero. E lei si rese conto quindi che, nonostante la pessima esibizione canora,
era lei la preferita. Sapeva che quelluomo era sposato in seconde nozze e che aveva dei figli, uno per
matrimonio, ma la competizione con Catalina laccecava e non difficile capire la gelosia che prov
quando dovette lasciare El Sotillo per tornare a casa con suo padre.
Per tutto il tragitto di ritorno in carrozza, gueda non smise di pensare a lui e, a dispetto di
quellistante di successo silenzioso, si sentiva sconfitta; solamente il ricordo dello sguardo di Salvador
le diceva che i giochi non erano conclusi e che la vittoria apparente di Catalina era momentanea. Don
Alonso si rese conto che entrambe le ragazze erano affascinate da quelluomo quando gueda gli
chiese di invitarlo a casa loro. In un certo senso le capiva: era il primo eroe di guerra che
conoscevano, cosa che sulle donne aveva sempre un certo fascino. Soprattutto su due adolescenti
come loro.
Questa guerra, gueda, non giusta, le spieg don Alonso. Una delle cause principali che
lhanno scatenata labolizione della schiavit. Tutti i Paesi lhanno abolita. Solo la Spagna e il Brasile
mantengono questa atroce condizione. E temo molto che il nostro sar anche lultimo Paese ad
abolirla.
gueda si rese conto che Salvador rappresentava tutto ci che suo padre combatteva. E gli eroi
dei quali mi avete parlato, padre? cercava di trovare argomenti per giustificare Salvador: Juan Martn
Dez, lintrepido, Francisco Abad, il giubbetto, Jos Antonio Muoz Snchez, il prete di Riogordo,
o Juan Fernndez Caas, il sindaco di Otvar.
Quella guerra scoppi per liberare la Spagna dai francesi. Chiaramente oggi mi chiedo se non
fosse meglio non liberarla, scherz don Alonso. Forse saremmo stati meglio con loro, veramente.
Ma se ti interessa sapere pi dettagli sulla guerra di Cuba, chiedili a don Andrs. Anche il tuo maestro
vi ha combattuto. Magari ti fornir una versione differente, ed sempre meglio sentire pi campane
prima di giudicare i fatti.
La mattina seguente molto presto, gueda and a trovare il professore. Lo trov in biblioteca che
stava guardando un quadro di Correggio riprodotto su La Ilustracin Espaola. Al piede del dipinto
una frase: Noli me tangere.
Cosa significa? chiese don Andrs. Vedendo che gueda scuoteva la testa in segno negativo,
spieg: Noli: seconda persona singolare, tempo imperativo del verbo nolo. Che significa gueda
continuava a non saper rispondere. Viene da volo, volere, ed la forma negativa. Non voglio.

Tangere: infinito.
Questo s che lo so, disse gueda contenta. Toccare. Non voglio che mi tocchi.
O non toccarmi, disse don Andrs. Si trattava di un Cristo con le sembianze di Giovanni
apostolo, insieme con una Maria Maddalena genuflessa. Don Andrs spieg che era un motivo
ricorrente nella pittura: Cristo che diceva a Maria Maddalena di non toccarlo. La giovane assent,
impaziente: aveva un obiettivo preciso con il maestro quella mattina.
Don Andrs, vero che avete combattuto a Cuba?
Non sono sempre stato un insegnante, rispose lui, senza riuscire a nascondere una certa
irritazione.
E perch non ne parlate mai?
Non sono molto orgoglioso di quel periodo. Ero un ragazzo la guerra di Cuba stava per
cominciare pensavo potesse essere unopportunit, ma quando arrivai l mi resi conto che non era
cos.
Don Andrs voleva nascondere di essere stato un disertore, cosa della quale non andava fiero. Per
questo tremava al ricordo di quei fatti.
Salvador Castro ha detto che la maggior parte degli spagnoli morirono di febbre. vero?
domand gueda, estranea al dramma che il suo maestro nascondeva.
Chi Salvador Castro?
Un ospite degli Hernndez de Valderrama. Un tenente. Magari lo conoscete.
Ne dubito. Non sapevo che don Rafael avesse un ospite. Di cosa si occupa?
venuto per affari. un eroe della guerra di Cuba, da quello che ha raccontato. Magari vi siete
incontrati.
Cerano molti soldati. poco probabile. Don Andrs voleva interrompere quella conversazione.
Magari potrete conoscerlo a una merenda a cui ci hanno invitato. Cos potrete parlare della
guerra.
Ho molte cose da sbrigare e lezioni da preparare e voi, signorina, dovreste fare lo stesso,
concluse il maestro. Visto che non siete nemmeno riuscita a tradurre dal latino una frase cos
semplice. Questa mattina ripasserete i verbi irregolari della terza coniugazione volo, nolo e malo, che
significano
E cos quella mattina prese una piega ben diversa da quella che gueda si era prefigurata.
1

Vigilate, Dei, sul nobile cavaliere; alloggio e pasto avranno i due. Venite di buonora perch qui sempre lospitalit fu un dovere.
Venite dalla guerra? La sua immagine mi atterrisce. Fortuna a voi! In nome degli Dei!
2 Ci fu un tempo di dolce calma, libero da magica illusione, in cui n si agitava inquieta lanima n palpitava il cuore. Quanto presto
se ne and. Ahim, me misera, quanto presto spar come un fulmine. Amor tiranno, rapace bendato, vieni infine come una deit
irritata dalla mia indifferenza, mise ai tuoi piedi la mia vanit. Tu delle mie lacrime unico autore, salva la tua vittima, tiranno amore.

14

IL giorno della merenda in campagna inizi con una leggera brezza che mitigava il caldo estivo.
Cos Salvador port con s un aquilone e le ragazze si divertirono a farlo volare e a mettersi in
mostra agli occhi del militare. Dal gioco si pass alla competizione per chi dovesse far volare
laquilone assieme a lui, cos Salvador fin per andarsi a sedere con gli uomini.
Con Kumoo sempre vicino come un guardiano di pietra, Salvador cominci a spiegare i suoi
progetti: Ho avuto limmensa fortuna di impossessarmi di uno zuccherificio confiscato ai ribelli,
disse, sedendosi al tavolo e interrompendo la conversazione. abbastanza moderno e utilizza dei
macchinari a vapore in grado di produrre sette tonnellate di zucchero lanno.
Quellinformazione cattur subito lattenzione di don Rafael.
Gran parte dello zucchero di Cuba viene esportato negli Stati Uniti dAmerica. un buon mercato
ed vicino, ma i dazi sono molto alti. Salvador sorrideva: cominciava la sua melodia da incantatore
di serpenti. Le cassaforti dello Stato si riempiono cos. Non hanno voluto ridurli per arricchirsi.
una buona politica del ministro Orovio Echage, comment don Alonso. Questi dazi
contribuiscono a pagare i contributi alle vedove e agli orfani e a creare un sistema di Tesoro
moderno, simile a quello anglosassone.
Per questo motivo, prosegu Salvador senza permettere che digressioni di natura politicofilosofica lo sviassero dai suoi obiettivi, vorrei importare lo zucchero in Spagna. Lo zucchero di canna
migliore di quello di barbabietola. un affare sicuro. E, trattandosi di commercio nazionale, le
imposte sarebbero pi basse.
Ma maggiore il costo di trasporto.
No, se la barca torna carica, fece notare don Rafael, gi molto interessato a quellaffare.
Abbiamo previsto tutto, li tranquillizz Salvador. La mia idea di farlo con una nave
mercantile. Ho interpellato un armatore che vorrei coinvolgere nellaffare.
E cosa pensate di trasportare a Cuba? voleva sapere don Alonso.
Venendo qui ho visto tantissimi giovani ulivi.
quello che va per la maggiore adesso, spieg don Rafael. Togliere le coltivazioni di
barbabietola e grano e piantare ulivi. un investimento molto impegnativo.
Olio doliva. Voglio trasportare olio doliva in America. L non c e sono sicuro che si vender.
Gli italiani hanno iniziato a importarlo e si stanno arricchendo. E io voglio una fetta di quella torta.
Perch il viaggio abbia un senso economico ci vorr molto olio.
Per questo conto su di voi, don Rafael.
Io ho solo dieci ettari di terreno e pochi ulivi.
Pensavo che mezza regione fosse vostra. Ho fatto male i calcoli?
Non solo mia. Al figlio di quello delle tenute non piaceva perdere un affare. Dovrei riunire
tutti i miei figli e parlarne con loro. Ma credo che anche cos non otterreste una quantit sufficiente di
olive per quello che avete in mente.
un peccato. Questo rovina i miei piani. Salvador era molto contrariato da questa
complicazione. Dovr parlare con altri produttori.
E don Alonso? sugger rapidamente don Rafael. Questi era stato in silenzio ascoltando a mala
pena la conversazione. Certamente le sue propriet non superano i venti ettari, per sono quasi tutti

a ulivi. Probabilmente li avete notati venendo qui.


Temo che non sia possibile. Il padre di gueda faceva segno di no con la testa. Molti di questi
alberi sono giovani. Credo anchio che le olive siano il futuro di questa zona, ma ci vorranno anni
prima di trarne un profitto.
Sono consapevole che si tratta di un affare a lungo termine, cerc di tranquillizzarlo Salvador.
Non possibile, ripeto. Questi terreni e le loro rendite sono destinati ad altro fine. Mi spiace non
potervi aiutare. Inoltre non possiedo neppure un frantoio.
Questo non sarebbe un problema, mi occuperei io di trovarne uno, con la relativa mano dopera.
In fin dei conti, gli schiavi rendono di pi dei braccianti.
gueda, che stava facendo volare laquilone con Catalina abbastanza vicino da non perdere
neppure una parola, reag di fronte a quel progetto, vedendo che suo padre non lo faceva.
Schiavi? Mai! Vero, pap? poi, girandosi verso Salvador, dichiar: La schiavit disumana. Gli
uomini nascono liberi e uguali per dignit e nessuno ha il diritto di renderli schiavi. Si era avvicinata
a loro e stava ritta in piedi davanti a Salvador, che si mise a ridere tanto per le argomentazioni
quanto per la veemenza con la quale la ragazza le aveva esposte.
Chi ha scritto quanto tu dici, gueda, non conosce gli schiavi. Kumoo non un uomo. Se
conoscessi la sua storia, lo capiresti. Questuomo nato a Santa Elena di Tuinucu, in una
piantagione. Santa Elena tradizionalmente crudele. Il capomastro di allora non faceva eccezione e
aveva ricevuto ordine di usare in abbondanza la frusta.
Salvador non era contrario alle punizioni corporali, ma quelluomo era un vero sadico e non si
faceva problemi a infliggere mutilazioni, il che rendeva il materiale invendibile. Mentre Salvador
parlava, gueda non perdeva di vista Kumoo, che non sembrava reagire.
Laspirazione di tutti gli schiavi di Santa Elena era scappare e vivere alla macchia nei terreni
montuosi. L immaginavano di poter stare in pace, nei loro accampamenti, in un paradiso terrestre.
Era la leggenda che li spingeva a scappare da quella maledetta frusta.
Il militare raccont che, quando uno schiavo fuggiva, il padrone poteva reclamarlo vivo o morto,
ma quello di Santa Elena lo chiedeva sempre morto. E offriva una buona ricompensa. Questo per
evitare che diventasse un esempio da seguire. La prova del fatto che uno schiavo era stato ritrovato
era il suo cadavere, ma Santa Elena si trovava in una zona cos scoscesa che trasportare il corpo non
era semplice. Si cominci quindi a chiedere la testa, poi si concluse che le orecchie erano una prova
sufficiente per ricevere la ricompensa.
Kumoo scapp dallorrore di Santa Elena in una notte di tempesta. Stava vagando per il bosco in
cerca del suo Eden, quando si rese conto che quel luogo non esisteva se non nelle leggende e nei
canti che gli schiavi intonavano mentre tagliavano le canne. Lo schiavo continuava a rimanere
impassibile, mentre Salvador raccontava la sua storia. Un cacciatore di fuggiaschi gli stava dietro e
seguiva le sue tracce. Kumoo si vedeva morto. Aspettava il momento in cui i cani gli avrebbero dato
la caccia e lo avrebbero ucciso, sapeva anche che a quel punto gli avrebbero tagliato le orecchie e
avrebbero lasciato il suo corpo alla merc delle bestie. Sapete che cosa fece?
Si gir verso il nero e gli ordin con un gesto della mano: Kumoo, togliti il turbante.
Questi obbed e mostr ai presenti la sua testa senza orecchie.
Se le tagli lui stesso e le lanci al cacciatore di taglie che lo stava inseguendo. Cos il cacciatore
avrebbe ricevuto la sua ricompensa e lo avrebbe lasciato vivere libero, spieg.
E che cosa successe? gueda era atterrita dalla storia.
Che cosa successe? Che ci fu una carneficina. Il cacciatore tenne le orecchie al sicuro e segu le
tracce di sangue. Lo insegu per un paio dore e poi lo raggiunse, trovandolo debilitato per la perdita
di sangue e per linfezione. Trattenne i cani affinch non lo divorassero e gli leg le mani per
riportarlo a Santa Elena.
gueda guard le orecchie dello schiavo. Pi che amputate erano mozzate. La cicatrice sembrava
aver sofferto di una grave infezione. Probabilmente non sentiva nulla, nemmeno quello che si

raccontava di lui, e per questo Salvador comunicava con lui a segni.


Durante la strada del ritorno, Kumoo pianse e preg il cacciatore di lasciarlo libero.
E voi come lo sapete? volle sapere gueda.
Gli adulti sorrisero. Tutti tranne don Alonso. Solo allora la giovane si accorse che le era sfuggita
una parte della storia.
Noi soldati cercavamo delle attivit per tirar su qualche soldo duranti i giorni di permesso. Io
approfittavo della mia buona vista per cacciare schiavi.
Ammazzavate schiavi e gli tagliavate le orecchie per prendere una ricompensa? Come potevate
fare una cosa simile? gueda era disgustata da quel racconto.
Bisogna avere mille occhi, usare dei cani forti e con poco pelo, perch quelli da acqua rimangono
impigliati nella vegetazione e si ammalano con facilit. Ma soprattutto bisogna affinare la vista. Il
fuggiasco maldestro, si fa prendere dalla paura ed esce allo scoperto quando sente i latrati dei cani.
I loro antenati africani devono essersi mossi nella giungla con agilit, ma gli anni di schiavit hanno
trasformato i neri in esseri goffi.
Ma evidente che voi avete avuto piet di lui. Non lo avete riportato al suo padrone, altrimenti
non sarebbe qui, disse Catalina che, come lamica, si era scordata dellaquilone e cercava di trovare
una traccia di bont in Salvador dopo quel racconto.
Mi era piaciuto il coraggio con il quale Kumoo si era tagliato le orecchie. In qualche modo,
facendolo, mi aveva facilitato le cose: non avrei dovuto n ammazzarlo n riportarlo indietro. Decisi
cos che sarebbe stato il mio schiavo. Lo legai a un albero vicino a Santa Elena e andai a prendermi la
ricompensa, spacciandolo per morto. Ricordo ancora la faccia del capo nel vedere le orecchie. Lo hai
fatto a pezzetti? mi disse ridendo. Nessuno ebbe sospetti. Io presi i soldi e me ne andai con lo
schiavo.
Che furbo! esclam Catalina, gi totalmente dedita alla sua causa.
Che crudele! comment invece gueda.
Non ha mai cercato di scappare? chiese don Alonso.
Kumoo sa che non ci sono luoghi dove possa andare e sa che non se la pu cavare da solo.
Tenerlo al mio servizio quasi una forma di carit. Si rivolse a Kumoo. Il padrone buono con te,
Kumoo?
S, batufaa Salvador kaati. Padrone Salvador buono.
Cos funzionano gli schiavi. Sono mezzi uomini, concluse. Ma rappresentano la soluzione pi
economica per mandare avanti unazienda. E ora, s, sto pianificando seriamente di importare diversi
di questi schiavi. Non contento di questa dichiarazione aberrante, continu: Inoltre, il loro esempio
sar da stimolo ai braccianti liberi.
gueda e suo padre si guardavano in silenzio, quasi domandandosi come tutta quella ferocia
potesse essere concentrata in una sola persona.
E tagliereste le orecchie a quelli che dovessero scappare? lintervento di Catalina ruppe la
seriet del momento. Il militare e don Rafael scoppiarono a ridere, ma quando gueda la guard si
rese conto che lo stava chiedendo sul serio.
Credo, Salvador, che non potremmo mai essere soci. Continuer a produrre le mie piccole
quantit di olio e
E che cosa ci farete? Lo svenderete per friggere il pesce? Io sto progettando un affare molto
grande.
Parlate con i figli di don Rafael o rivolgetevi ad altri produttori, concluse don Alonso.
Come volete. Una volta che sar pieno di denaro, mi spiacer ricordare che non avete voluto
collaborare con me e arricchirvi. Salvador si diede per vinto. Vogliate scusarmi, vado a caccia.
Kumoo, vieni con me.
gueda vide lo schiavo prendere le armi e seguire il suo padrone. Non riesco proprio a capire
perch un uomo non scoppi da chi lo sottomette e lo umilia, disse a Salvador, prima che il militare

se ne andasse. Mi sorprende la tranquillit con la quale vi esprimete.


Se tu fossi Kumoo mi ammazzeresti. cos?
gueda sent in quel momento il magnetismo di Salvador, come un fulmine che le percorreva le
vene. La sua sicurezza lo rendeva forte, sembrava invincibile. Forse Kumoo non lo attaccava perch
aveva paura, perch si sentiva inferiore a lui, anche quando era armato.
Una volta che Salvador si fu allontanato, don Alonso e don Rafael analizzarono la proposta di
Salvador.
Ho la sensazione che vi stiate facendo scappare un buon affare. Io stesso mi pento di aver dato
le mie terre ai miei figli e di non poterci pi fare nulla, disse don Rafael. Perch non lo fate voi?
Quel Salvador non mi convince. Con tutto il rispetto.
Capisco i vostri dubbi, amico. un personaggio strano. Senza dubbio un presuntuoso e
probabilmente un abbindolatore. E quasi certamente un bugiardo. Si dice, di fatto, che i suoi due
matrimoni siano stati celebrati solo per interesse.
Don Alonso non voleva che le ragazze ascoltassero il resto di quella conversazione e quindi le
mand via, ma loro fecero in modo di giocare con laquilone abbastanza vicino ai genitori, per poter
cogliere almeno qualche sprazzo della conversazione.
Il termine opportunista definirebbe correttamente Salvador. Anche cacciatore di dote gli
cadrebbe a pennello. comparso dal nulla senza un soldo e si trasformato nel padrone di gran
parte dei terreni della famiglia Surez nelle Asturie, oltre a tutto quello che avr ottenuto con il suo
nuovo matrimonio con lerede dei Montenegro. Per non parlare dello zuccherificio che sostiene di
possedere a Cuba.
Tenente ritirato con onore, la sua partecipazione nella battaglia di Somorrostro non era del tutto
chiara. Si mormorava che potesse essere un carlista che aveva disertato dalle truppe con informazioni
importanti sulle posizioni dellartiglieria, e che questo fosse stato il motivo della sua rapida carriera. Si
diceva anche che fosse un massone. Ma quello che lo definiva in modo molto pertinente era lo
stemma fatto intagliare sulla porta di casa: CHI PRENDE NON PREGA.
Non c da fidarsi, ma ho avuto comunque a che fare con uomini peggiori, afferm don Rafael.
Se le cose si chiariscono bene sulla carta, non c nulla di cui aver paura.
Non mi preoccupa quello che nasconde Salvador. Mi preoccupa quello che non nasconde.
Importare schiavi da Cuba? Santo cielo don Alonso aveva le idee chiare su quel punto. Il mondo
si muove nel senso opposto. Si tratterebbe solo di raccogliere le ultime pepite doro da una miniera
gi esaurita.
Sarebbe unottima opportunit per destinare ad gueda una buona dote. Don Rafael si avvicin
a don Alonso. Io potrei coprire i costi per piantare gli alberi ancora necessari per affrontare questa
impresa e voi entrereste in possesso delluliveto pi grande mai visto in questa zona.
Rafael, questuomo un truffatore.
Facciamo qualcosa al di l di Salvador. Lui ci ha fornito solo una buona idea. Forse lolio pu dar
vita a unattivit florida e forse si pu esportare in America. Voi trasformerete i vostri campi di cereali
in uliveti e avranno un valore maggiore. Questo campo di grano diventer, nel giro di qualche anno,
luliveto di Aguamansas.
Don Alonso si guard intorno e fantastic. Sogn uno sterminato uliveto e si vide padrone di una
fortuna sufficiente a pagare la causa per il titolo di sua figlia.
Pu darsi che i tempi cambino, Rafael. A breve ci saranno le elezioni.
S, rise laltro. Il ministero sta terminando proprio ora di preparare lo schema.
Lo schema era un sistema secondo il quale, una volta decisa la suddivisione dei seggi, i funzionari
facevano i propri calcoli e intrighi, decidendo a priori chi li avrebbe occupati. Era un gioco di incastri.
La corruzione funzionava in entrambe le direzioni. Da un lato il governo voleva che la spartizione dei
seggi fosse il pi possibile equa, dallaltro i potenti cercavano di collocare quei deputati che
difendevano al meglio i loro interessi particolari nelle Cortes.

Don Alonso non vi aveva mai partecipato, ma a volte aveva sentito dire che don Rafael prendeva
parte a riunioni di alto livello tra diversi possidenti della regione, che decidevano chi di loro potesse
essere il candidato pi opportuno. A don Alonso ripugnava questo sistema. Lui sognava i
cambiamenti, ma, dopo ventanni, non erano ancora avvenuti.
Don Rafael non si preoccupava per le elezioni perch sapeva che, una volta stabilito lo schema, le
autorit locali avrebbero dichiarato il nome della persona che avrebbe ottenuto un seggio. Era
compito dei proprietari terrieri della zona fare in modo che quel nome fosse di un candidato
selezionato.
Il padre di Catalina impieg qualche giorno a catturare nella sua rete don Alonso. Riusc a
convincerlo argomentando che loro due, don Alonso come proprietario terriero e lui stesso con il suo
contributo in denaro, sarebbero stati soci nel progetto del grande uliveto di Aguamansas. Salvador,
nel migliore dei casi, sarebbe stato solo un collaboratore, se necessario. Un esportatore al quale
vendere il prodotto finito. Il piano prevedeva anche un frantoio privato, che sarebbe stato costruito
col capitale di don Rafael. Senza schiavi, ovviamente. A Salvador avrebbero dato tutto lolio che gli
americani avessero richiesto.
Disgraziatamente, le cose non andarono come loro avevano progettato.

15

DON Rafael impieg tutta la sua capacit di persuasione per convincere mio padre, disse donna
gueda a Pepa. Non si fece problemi a chiedere a Catalina che mi parlasse della bont dei suoi
piani, tant che, a un certo punto, anchio finii per far pressioni su mio padre perch accettasse.
Con la storia del titolo nobiliare, vero? chiese la giovane.
Ovviamente. Quelluliveto gli avrebbe permesso di ottenere un potere sufficiente per confrontarsi
con i miei cugini e recuperare per me il titolo di marchesa di Aguamansas appartenuto a mia madre,
come sempre aveva desiderato. Tuttavia, alla fine, Salvador si impegn per mandare a fondo mio
padre e noi perdemmo quasi tutti i terreni.
Lo immagino. I Castro non rispettano la parola data e riescono a danneggiare chiunque stia loro
intorno.
Mio padre quasi impazz. Sia lui sia Rafael sarebbero dovuti essere molto pi cauti. Molti indizi
deponevano a sfavore di Salvador, alcuni molto gravi.
Ce ne sono altri? domand Pepa.
Una sera, arrivando a casa dopo una delle nostre ormai abituali merende in campagna,
incontrammo al cancello di casa una carrozza con dentro un uomo adulto e un ragazzo di quattordici
anni. E quella visita provoc una serie di cambiamenti nella nostra routine
Quello sconosciuto si era presentato come don Silverio Lpez de Montcada, marchese di Alb, e
aveva chiesto informazioni sulla presenza, nella tenuta di campagna, di un certo Salvador Castro. Non
lo trovarono, perch in quel momento era fuori a caccia, come ogni pomeriggio.
Con il suo indiavolato schiavo nero, immagino, disse il marchese. Questo incubo duomo non
cambia abitudini. Si diresse verso il padrone della tenuta. Non sono venuto qui per avvertirvi che
Salvador un essere abominevole.
Fate bene, perch mio ospite, tagli corto don Rafael.
Sono venuto a sfidare quelluomo a un duello allultimo sangue per laffronto fatto alla mia
famiglia. Spero che Dio mi dia la forza per mandarlo allinferno e che mio figlio impari unimportante
lezione su come un Alb deve difendere il proprio onore.
Perdonate, signor marchese, tent di mediare don Rafael, capirete che non posso acconsentire
a un duello nelle mie propriet. Mi permettete di suggerirvi una soluzione civile?
Niente potr convincermi a stare sotto lo stesso tetto di quellessere infame, signore mio.
Lasciate che mi presenti, don Silverio, lo interruppe il padre di gueda, mi chiamo Alonso
Molero, marchese vedovo di Aguamansas.
Il marchese di Alb si stup del titolo del suo interlocutore e cambi atteggiamento. Don Alonso
continu a parlare e alla fine riusc a convincere il nuovo arrivato che non avrebbe violato il suo
codice donore accettando linvito di don Rafael Hernndez de Valderrama e che El Sotillo poteva
essere considerato terreno neutro. Tuttavia, se avesse preferito, avrebbe potuto alloggiare nella sua
tenuta di campagna dove si sarebbe potuto riposare in vista di un ipotetico duello.
Prima che lui e il figlio entrassero in casa, Catalina fece notare ad gueda il ragazzo.
Sar lerede del marchesato? scherz. Se avesse qualche anno in pi sarebbe proprio un buon
partito.
In biblioteca, di fronte a due bicchieri di acquavite, don Alonso cerc di farsi raccontare dal

marchese lorigine di tanto astio. Lintenzione era di farlo ragionare e di fargli abbandonare lidea del
duello. gueda, invece, si fece carico di intrattenere il giovane Ignasi, portandolo al pianoforte.
Sai suonare? chiese la giovane.
Io non suono zarzuelas, rispose lui.
Quel ragazzino era altezzoso e gueda trov la sua presenza poco piacevole. Si chiese se questo
fosse il tipo di persona che avrebbe frequentato, una volta recuperato il titolo. Mentre decideva di
cambiare registro e di esercitarsi con il suo ospite su una riduzione per pianoforte dellouverture di
Ildegonda, lopera di Arrieta, il marchese di Alb inizi il suo racconto.
Salvador Castro si present a casa mia sei anni fa. Era appena rimasto vedovo della moglie
Asuncin Surez. Godeva di una buona posizione economica, ma diceva di sentirsi in affanno perch
doveva occuparsi delleducazione di suo figlio Carlos. Si present con intenzioni oneste. Mia figlia
Eugenia era una giovinetta virtuosa e ne ebbe piet sentendolo parlare come un cristiano sopraffatto
dalla morte della moglie. Rimase affascinata e si abbandon a lui. Salvador la sedusse e le promise di
sposarla. Mentre raccontava questa storia, Silverio Lpez de Montcada sembrava molto pi anziano
di quanto in realt non fosse. Le lacrime gli velavano gli occhi e il marchese non tard a rivelarne il
motivo.
Mentre prometteva amore a mia figlia, lo prometteva anche allereditiera della fortuna dei
Montenegro. Senza ombra di dubbio, il denaro che quel matrimonio poteva portargli lo attirava pi
del titolo nobiliare di Alb e soprattutto pi della bont di mia figlia. Salvador era andato a trovare
questa donna, Francisca, tempo prima, e laveva corteggiata senza rivelarcelo. Stavamo preparando le
nozze tra Eugenia e questo demonio, quando venimmo a conoscenza della notizia. Salvador era
sparito.
Il marchese, alterato, bevve un sorso di liquore per riprendere il respiro e continuare nel suo
racconto.
Lo cercammo dappertutto, temendo che la sua sparizione avesse a che fare con qualche
vendetta per il suo comportamento nella battaglia di Somorrostro. Potete immaginare la nostra
sorpresa quando scoprimmo che si era sposato con donna Francisca Montenegro.
Di fronte a quella rivelazione, gueda smise di suonare il pianoforte e non prest pi attenzione a
Ignasi. Non aveva orecchie che per la storia del marchese di Alb.
Tentai di tutto per far dimenticare quelluomo a mia figlia, prosegu questi con voce fioca, ma
la mancanza di una spiegazione la consumava dentro. Disobbedendo ai miei consigli, and a Puente
Viejo a chiedergli chiarimenti. Voleva solo sapere se avesse mai provato qualcosa per lei. Fu umiliata
e cacciata in malo modo, come un cane. E donna Francisca non fu estranea a questo trattamento.
Eugenia si sentiva disonorata da quelluomo e per di pi giravano voci sulla loro relazione in tutta la
zona. Il marchese scoppi in lacrime. Si impicc due anni fa. Si appese allo stesso albero sul quale
un tempo si faceva dondolare da quella canaglia.
Una storia terribile, senza dubbio, mormor don Alonso dopo qualche secondo di rispettoso
silenzio. Ma voi dovete farvene una ragione e dimenticare Salvador. Sapeva che le sue parole erano
dure, poteva immaginare il dolore di quel povero padre, ciononostante continu: Non potete
attribuirgli la morte di vostra figlia, dato che stata lei a decidere di togliersi la vita.
Non avrebbe certo convinto il marchese con quel discorso.
Voi non conoscete Salvador come lo conosco io. Le aveva avvelenato la mente con una pozione
che non perse mai il suo effetto. Dopo aver seppellito la mia piccola Eugenia, feci sellare il suo cavallo
e attraversai tutta la Spagna per battermi con lui. Quando arrivai a Puente Viejo, venni a sapere che il
destino si burlava di me una volta ancora. Era appena partito per la guerra di Cuba, alla quale
sapevamo che aveva gi preso parte. Pensai di seguirlo fin l e pregai perch non fosse colpito da
una pallottola, dato che volevo essere io a ammazzarlo.
E ora, dopo tutte queste pene, sapete che qui e progettate di ucciderlo concluse don
Alonso.

S, intendo finirla con quel mostro una volta per tutte.


Don Silverio, anche se comprendo il vostro caso, non so se sia una buona idea confrontarsi con
lui. Salvador pare essere un tiratore esperto.
Non mimporta! Voglio un duello a morte!
Vi chiedo almeno che sia con la pistola, preg don Alonso. In questo modo, una volta sparato
entrambi un proiettile, il conflitto sar risolto.
Il marchese assent e il padre di gueda continu: Mi date il permesso di trasmettere
personalmente la vostra sfida a Salvador Castro e le condizioni del duello? E di essere suo padrino, se
la cosa non vi crea problemi?
Naturalmente, don Alonso. Certo, certo. Intanto, se me lo consentite, mi piacerebbe vedere le
stanze nelle quali potr riposare un po.
Dal pianoforte, gueda guard come quellessere debole e scarno camminava tremante verso le
camere. Non aveva nessuna possibilit di cavarsela con Salvador.

16

IL giorno seguente, di buon mattino, don Alonso and a parlare con don Rafael per convincerlo
ad aiutarlo a evitare quella pazzia.
Non c nulla da fare, afferm il padrone di El Sotillo. Salvador al corrente dellarrivo di don
Silverio. Considera la sua presenza qui un affronto personale, dato che, assicura, influisce
negativamente sui suoi progetti economici nella zona. Anche lui pensa che un duello allultimo sangue
sia la scelta migliore per risolvere il problema.
Rafael, per carit. una persona anziana! Probabilmente anche malato. Ma laltro faceva
segno di no con la testa. Fate in modo almeno che il duello sia con le pistole.
Gli parler, anche se sappiamo gi com fatto. un uomo senza scrupoli.
Don Alonso sapeva che don Rafael non avrebbe fatto nulla. In realt, gli Hernndez de
Valderrama stavano sfruttando la situazione. Quante volte capita di essere testimoni di un duello a
morte che coinvolga un marchese?
Quel pomeriggio non ci furono merende. Sarebbe stato inopportuno. Il signore di Alb pass il
pomeriggio a pregare e a mettere la propria anima in pace con Dio. Non sembrava neanche in grado
di recarsi alla chiesa de los Remedios, che si trovava in paese, a poca distanza da l, cos don Alonso
fece in modo che padre Julio andasse a incontrarlo nella cappella della tenuta.
Quando vidi il sacerdote che gli dava leucarestia, non riuscii a non pensare che gli stava in realt
amministrando lestrema unzione, raccontava donna gueda. Suo figlio Ignasi non si staccava mai
da lui ma non sembrava capire tutta quella cerimonia. Doveva essere abituato a questo tipo di prassi
religiose e le considerava normali.
Cosa stava facendo Salvador nel frattempo? volle sapere Pepa.
Si dedicava a far sfogare il suo cavallo. Aveva rinunciato alla caccia, quel pomeriggio, e si
limitava ad andare al galoppo, rispose donna gueda. La zona non era molto grande e Salvador lo
sapeva. Pass davanti a casa nostra. Carmelo, il marito della nostra domestica Sara, ci fece notare la
sua presenza. Senza dubbio desiderava che il resto dei bambini vedesse Salvador in azione. Il suo
nome gi cominciava a rappresentare qualcosa e le sue passeggiate con uno schiavo nero avevano
offerto molto di cui parlare. Io mi unii ai piccoli, che salivano nella colombaia per vederlo. Nessuno
desiderava avvicinarsi a quelluomo che, nellimmaginazione dei pi piccoli, era pi o meno un orco,
rifer donna gueda a Pepa. Dov il suo schiavo? chiedevano i bambini. Non sempre lo
accompagna, risposi anche se non era vero, e intanto mi domandavo io stessa dove fosse Kumoo.
Don Andrs, tornando da uno dei suoi giri archeologici, simbatt in Salvador ed ebbe con lui uno
scontro. Dal punto in cui mi trovavo, non riuscivo a sentire quello che si stavano dicendo. Si notava
comunque una forte tensione: Salvador arriv a far impennare il cavallo davanti a don Andrs, che
cadde allindietro disperdendo cos le carte che portava sempre con s. Ha attaccato il maestro!
gridavano i bambini. Io uscii come un fulmine per capire che cosa fosse successo. Arrivai ansimando
e aiutai don Andrs a raccogliere le sue carte.
Donna gueda si alz e avvicin le mani al calore delle braci.
Mi chinai accanto a lui e gli chiesi che cosa fosse accaduto. Alcune persone sono troppo
superbe, mi disse. Tutto qui. Ma vidi qualcosa di insolito. N la reazione di Salvador n quella di
don Andrs mi sembravano normali. Me ne andai da l convinta che quei due si conoscessero da

prima, e tutto lasciava pensare che quella conoscenza risalisse alla guerra di Cuba. Quindi mi trattenni
dal commentare qualcosa.
gueda non riusc a prendere sonno la notte prima del duello. Era tanto terrorizzata quanto
affascinata da quello che sarebbe potuto succedere il giorno seguente. Pass quelle ore interminabili
ascoltando i grilli e i gufi. Ricord che, quando era piccola, suo padre le raccontava che quei gufi
dormivano allAlhambra e lei credeva a ogni parola, bench sapesse che Granada era molto distante
da casa loro.
Da tempo non sentiva quella melodia. Probabilmente era la prima notte, da quando non era pi
una bambina, che non riusciva a dormire. Improvvisamente il rumore di zoccoli di un cavallo
interruppe il canto degli uccelli. gueda si alz e si sporse dalla finestra. Vide Salvador Castro. Un
suono venuto dal nulla. Significava che non era arrivato l al trotto, ma che era venuto con lunico
scopo di intimorire il suo avversario e di marcare il territorio, come lanimale selvatico che quella sera
sembrava essere.
Faceva dei giri intorno alla casa e, ogni volta che passava davanti alle finestre delle camere da
letto, lanciava un grido da far rizzare i capelli in testa.
E allora gueda lo scorse. Di fronte alla casa, nascosto nella notte, si trovava Kumoo, che
osservava la sua finestra.
La giovane si spavent e chiuse le tende. Si sent nuda nonostante la camicia da notte bianca. La
prima sensazione fu di ripugnanza per quella sfacciataggine. Poi pens che, da quella distanza, non
era possibile che la stesse guardando. Nessuno sarebbe riuscito a vedere nulla. Se non un selvaggio
abituato a scrutare da grandi distanze. La giovane torn ad affacciarsi con prudenza. Prov
nuovamente paura quando not che la stava fissando ancora. Non cera dubbio. La guardava.
Perch?
Con gli occhi rossi per la mancanza di sonno, gueda si alz presto la mattina seguente. Si vest,
nervosa, e scese correndo in sala. Quando suo padre la vide arrivare, cap che cosa la agitava in quel
modo.
gueda, non assisterai al duello, le comunic mentre si stava sedendo.
Perch no? protest lei.
Non uno spettacolo per nessuno e tantomeno per una bambina.
Una bambina! Questo quello che desidereresti, no? si alz da tavola. Ma non sono pi una
bambina. Tanto perch tu lo sappia! e come un lampo, senza far colazione, si rinchiuse nel suo
angolino in biblioteca.
Don Alonso si rese conto che effettivamente gueda non era pi una bambina e che non avrebbe
potuto controllarla ancora per molto. Pens che sua madre, se fosse stata viva, lo avrebbe potuto
fare. Le bambine vedevano il padre come un eroe, ma le adolescenti avevano bisogno della madre.
Avevano bisogno di rispecchiarsi in quello che stavano diventando, in una donna. Da anni era
convinto di essersi comportato male con gueda. Che diritto aveva, rifletteva, di proibirle qualcosa,
quando non poteva darle ci che le apparteneva di diritto? Non aveva risorse per recuperare il suo
titolo e questo lo faceva soffrire.
Don Andrs entr nella biblioteca entusiasta. Aveva in mano un articolo su una scoperta
incredibile avvenuta in alcune grotte nei paraggi di Santander, in Altamira. Un uomo e sua figlia
avevano scoperto quelle che sembravano pitture risalenti allet della pietra.
Assurdo! Come possono essere autentiche? Gli uomini delle caverne dipingevano? gueda era
convinta che suo padre glielo avesse mandato appositamente per intrattenerla con qualche scusa. A
chi potuta venire unidea simile?
Molta gente la pensava come me su quella scoperta, disse donna gueda a Pepa. Anni dopo,
se ne parlava ancora e si prendeva in giro luomo che laveva fatta, Marcelino Sanz de Sautuola, che
sarebbe morto con laccusa di aver dipinto lui stesso quei disegni. Qualche mese fa ho letto in una
rivista che alcuni scienziati francesi avallavano lautenticit delle pitture di Altamira.

Ma cosha a che fare tutto questo con la storia di Salvador? chiese la giovane spazientita.
Solo il tempo svela la verit. Devi avere pazienza se vuoi conoscerla Anche se io non ne ebbi
per sapere come si erano sviluppati gli eventi durante il duello di Salvador Castro e del marchese di
Alb.
gueda non seppe nulla fino al ritorno di Catalina, che le rivel di essere stata testimone del
duello. Pareva raggiante con i suoi capelli sciolti, sorridente e con le guance arrossate dai raggi del
sole.
Quando la vide arrivare, gueda si sent divorata dalla gelosia. Attacc lamica con lintenzione di
ferirla, con quella precisione che solo le persone intelligenti possono dimostrare in certe situazioni.
Tuttavia, lira annebbi lintelligenza e gueda non calcol le conseguenze, sottovalutando la forza di
Catalina.
Che tonta sei stata ad andare! Ti poteva venire uno dei tuoi attacchi. Non ti rendi conto?
Non parlarmi cos, disse Catalina adirata. Innanzitutto mi vengono solo quando leggo.
Non sai se ti possano capitare anche in altre circostanze. Non hai mai assistito a un duello.
gueda aveva trovato terreno fertile per attaccare lamica. una situazione eccezionale. Ti sarebbe
potuto succedere.
Ti proibisco di toccare questo argomento! Catalina si scagli contro di lei. E soprattutto ti
proibisco di parlarne davanti a Salvador.
Come dici? ribatt laltra. Tu non puoi proprio proibirmi nulla.
Vedremo A questo punto non ti racconto un bel niente del duello.
Cosa stava succedendo a quelle due? Prima che giungesse Salvador erano sempre andate damore
e daccordo. Certo, gueda aveva lasciato correre parecchie volte; Catalina era una ragazzina
capricciosa che bisognava sempre accontentare. Ma mai, prima di allora, si erano scontrate in questo
modo.
gueda non capiva perch Salvador avesse questo potere su di loro.
Come potevano essere gelose luna dellaltra? Oltrettutto, quello era un uomo sposato. Due volte.
Con due figli. A che cosa stavano pensando? Fino a una settimana prima scrivevano poesie per
Gonzalo Mesa. Catalina non lo aveva mai visto e, nonostante questo, era convinta che si sarebbe
maritata con lui. In quanto ad gueda, aveva difeso con grande impeto la possibilit di una relazione
tra lei e Joaqun, il figlio di Sara e Carmelo, bench non provasse nulla di speciale per lui.
Tuttavia, qualcosa si era rotto definitivamente tra di loro. gueda si alz, irritata.
Dove vai? chiese Catalina.
A trovare Joaqun, rispose secca.
Desiderava che Catalina fosse invidiosa. Ma se andava a parlare con Joaqun, era perch lui le
raccontasse cosera accaduto al duello. Sicuramente anche lui vi aveva assistito. Il giovane si stup nel
vederla entrare in cucina, dove stava scaricando il carbone. Era passato molto tempo dallultima volta
che gueda era passata da quelle parti. Una volta trascorreva i pomeriggi tra i fornelli, guardando
Sara cucinare e giocando con lui, ma gi da parecchi anni Catalina e don Andrs erano diventati i suoi
compagni preferiti, sostituendo Sara. Joaqun cominci il suo racconto con la lista dei presenti.
Don Alonso e don Rafael come padrini dei duellanti. Il marchesino e i testimoni di don Silverio
e Catalina, aggiunse.
Quel nome innervos gueda.
Lei cera fin dallinizio? chiese.
S, fin dallinizio. Castro si avvicinato a lei per chiederle un pegno. Le ha detto che i duelli erano
cos e che gli avrebbe portato fortuna nel combattimento.
E lei glielha dato? gueda non sapeva se volesse ascoltare la risposta.
S, certo. Si tolta dal collo il nastro blu con il quale aveva chiuso il fazzoletto e glielo ha legato
al braccio.
Come Ivanhoe, mormor la ragazza.

Come chi? chiese Joaqun.


Nulla, nulla, continua. gueda metteva insieme i pezzi. Per quello Catalina aveva i capelli sciolti.
Per quello il sorriso smagliante. Joaqun alz le spalle e prosegu.
A me sembrava una scena ridicola. E quel fiocco non gli stava neppure bene, ribatt con
pragmatismo. Il militare non sembrava aver dormito molto e puzzava di vino, per questo ho creduto
che il marchese lo avrebbe ammazzato.
gueda non sapeva cosa pensare. Si era ubriacato prima di andare a battersi? Per nervosismo?
Eccesso di sicurezza?
I padrini hanno esposto le regole: duello al primo sangue.
gueda si sent sollevata da quelle parole.
Significa che cominci a spiegare Joaqun.
So quello che significa! replic lei adirata.
Hanno parlato dei passi e hanno aperto la scatola con le pistole. Joaqun prefer non dare peso
al tono di gueda. Erano di don Rafael, che non aveva bisogno di esaminarle. Quindi lha fatto tuo
padre.
Mio padre non ha mai sparato in vita sua.
Si notava, infatti. Quindi hanno dato inizio al duello. Sembrava che Castro stesse ridendo mentre
i due padrini contavano i passi. Ha guardato il suo schiavo e ha toccato qualcosa che aveva al collo.
E Kumoo cosa faceva?
Chi?
Lo schiavo, cosa faceva?
Sembrava concentrato. Mormorava qualcosa.
E cos successo? Il marchese ha ferito Salvador?
No, quando hanno terminato di contare si sono voltati. Castro si messo tranquillo, ma il
marchese di Alb ha puntato con mano tremante. Sudava. Sgranava gli occhi. Sembrava che non
riuscisse a prendere la mira. Ha sparato a Castro, ma il colpo finito abbastanza lontano e ha mosso
le fronde di un albero.
gueda respir sollevata. Joaqun continu il racconto.
Toccava a Castro. Ha steso il braccio fermo, ha socchiuso un occhio e ha puntato con destrezza.
Beh, non possiamo saperlo, ma dava quellimpressione. Sicuramente non gli tremava il polso.
Sembrava una statua.
Quindi morto il marchese di Alb?
No, sebbene tremasse come una foglia. Castro ha sparato. Il marchese ha sollevato la mano
verso il viso. Sembrava che lavesse preso in pieno e che stesse dissanguandosi, ma non stato cos.
Gli aveva sfiorato una guancia. Quanto bastava per provocare una piccola ferita che ha cominciato a
sanguinare.
Ed finita cos?
S, questo ci che successo, ma Joaqun prosegu a raccontare. Dopo, Castro ha abbassato
larma ed tornato a sorridere. Era assolutamente sereno. Lunico segno dellubriacatura era che
continuava a puzzare di vino. A tutti era chiaro che avrebbe potuto ammazzare don Silverio senza
nessuna difficolt.
successo qualcosaltro, Joaqun?
Nonostante tutto quello che si dice in giro, questo Castro sembra un bravuomo. O per lo meno
uno che sa comportarsi a modo, quando necessario. E non come il marchese. Quando si reso
conto che il duello era terminato e che era stato sconfitto, crollato e ha cominciato a piagnucolare.
Suo figlio corso a consolarlo. Lo ha abbracciato l davanti a tutti e ha cominciato a piangere con lui.
una famiglia strana, su questo non c dubbio. Alcuni sono scoppiati a ridere, ma io lho
considerato una mancanza di rispetto. Poi arrivata la loro carrozza e, dopo che si sono ripresi, se ne
sono andati.

gueda immagin come lumiliazione ricevuta avesse ferito il marchese di Alb, anche se capiva
che in un certo senso il suo onore era salvo. Quando il marchese aveva raccontato la sua storia a don
Alonso, aveva dato limpressione di sapere che non aveva nessuna possibilit di battere Salvador. Ma
un uomo che cercasse di riparare una macchia sul suo onore, e che fosse ossessionato dal dover dare
il buon esempio al proprio figlio per il futuro, si sacrificherebbe senza nessun problema.
In ogni caso, presentandosi apparentemente ubriaco o, chiss, forse davvero ubriaco, Salvador
non aveva fatto che alimentare le speranze di Silverio, quando in realt sapeva fin dallinizio cosa
sarebbe successo. Aveva manipolato la situazione a suo vantaggio e probabilmente il numero con
Kumoo faceva parte della sua strategia. Lunica cosa un po estranea alla situazione era il pegno di
Catalina. Che senso aveva?
Salvador se n andato con il nastro sul braccio? chiese gueda a Joaqun.
Il suo schiavo gli ha portato il cavallo e una volta in sella lui ha fatto un nuovo inchino a
Catalina. Lei era sul punto di svenire, si mise a ridere. Per un istante ho pensato che le venisse il
ballo di San Vito, uno di quegli attacchi che si mormora abbia ogni tanto, ma che non ho mai visto.
gueda si zitt di fronte alla piccola cattiveria del suo amico. Sicuramente non vedremo Castro per
tutto il giorno. Dopo aver passato la notte cavalcando, avr bisogno di un po di riposo. Non lhai
sentito la notte scorsa?
No, ho dormito, ment gueda.
Posso chiederti una cosa? domand Joaqun, guardando il pavimento, timidamente. So che
sono cose da signori, ma tu mi daresti un tuo pegno? Non lo direi a nessuno e potrei usarlo come
amuleto. Sembra che portino fortuna. A Castro ne ha portata.
gueda era molto arrabbiata per tutto il racconto di Joaqun, soprattutto per la parte che
riguardava il pegno, cos, quando lui le fece quella domanda, non riusc a evitare di essere crudele.
Ti credi mio? chiese furente.
Nemmeno Catalina di Salvador. E lui se ne andato con il suo nastro.
Vuoi che lo dica a mio padre? gueda minacciava Joaqun. O, meglio, lo dir a tua madre.
Riferir che suo figlio si trasformato in uno sfacciato che non sa stare al suo posto.
Il ragazzo divent rosso come un pomodoro e si allontan chiedendo scusa, ma molto ferito. Lira
e la gelosia lavevano trasformata, una volta ancora, in una stupida.
A volte, la famiglia Castro genera questo tipo di sentimenti. Pepa non si riferiva ovviamente a
Tristn. Stava pensando a Carlos. Quando era entrata al suo servizio nella casa nelle Asturie, in realt
nella casa degli Orellana, la famiglia della moglie Elvira, lei era una ragazzina semplice. Ricordava che
la relazione con Carlos la faceva sentire speciale e di essersi comportata male con Tefila, che pi
tardi le salv la vita. Aveva trattato con disdegno anche il resto delle sue compagne di servizio, ma
queste se lerano presa anche pi del dovuto e lavevano quasi ammazzata a bastonate. Anche lei
aveva perso la testa per un Castro.
Direi che per oggi basta con i brutti ricordi. Sai cosa facciamo? Ce ne andiamo a dormire e
domani scendiamo in paese. Donna gueda voleva trasmettere il proprio entusiasmo a Pepa. Ho
alcuni vestiti che credo potranno esserti utili. Ce n uno bordeaux che ti star stupendamente.
Non ho nulla in paese.
Vorrei conoscere alcune cose della tua vita l, Pepa. So che hai alloggiato nella locanda degli
Ulloa, ma non ho ancora mai visto queste persone, se non da lontano. Mi farebbe molto piacere
conoscerli. Pepa rimase zitta e neg con la testa.
Non voglio tornare a Puente Viejo, dichiar Pepa, secca.
Perch?
Non voglio parlarne.
Donna gueda fece un passo in avanti: avrebbe messo alla prova Pepa con linformazione che
aveva sin dal primo giorno.
La morte di una partoriente qualcosa che pu capitare a una levatrice, spieg con voce dolce

e not che la giovane ebbe un sussulto. Era la prima volta che ti succedeva?
Preferisco non parlarne.
Se stata la prima volta significa solo che sei una levatrice straordinaria. Sono sicura che gran
parte delle levatrici ha avuto questo tipo di esperienze con maggiore frequenza di quanto tu
immagini.
Ho detto che preferisco non parlarne!
La donna tent di consolare Pepa, ma questa si divincol dal suo abbraccio e se ne and,
lasciando donna gueda afflitta.

PARTE TERZA

17

DONNA gueda era consapevole che era meglio non tormentare un animale ferito e Pepa in quel
momento lo era. Non le avrebbe domandato pi del parto, anche perch aveva gi avuto le sue
risposte attraverso le ricerche di Olmo e le voci di piazza in un giorno di mercato. Grazie a Olmo e alla
sua domestica Ines, che come gazzetta del popolo non aveva uguali, era gi informata di tutto.
Sapeva, per esempio, che la donna incinta a cui Pepa aveva dato assistenza, e della quale non era
riuscita a evitare la morte, si chiamava Gloria. Venne anche a sapere che del padre del neonato non si
avevano notizie: aveva lasciato laltro figlio per qualche giorno in casa di parenti, mentre sbrigava gli
incartamenti della defunta a La Puebla, ma non era ancora ritornato. Doveva essere spaventato
allidea di crescere da solo un bambino orfano di madre. I parenti pensavano che non sarebbe
ritornato e stavano cercando il modo di sbarazzarsi del piccolo. Puente Viejo un luogo abitato da
gente dura.
Nei giorni che seguirono, donna gueda decise di essere dolce con Pepa. Gli animali feriti
rispondono alla tenerezza. Accett il fatto che Pepa non volesse farsi vedere in giro a Puente Viejo.
Ignorava se fosse per paura di ci che avrebbe detto la gente su di lei o per evitare un possibile
incontro con Tristn, ma era disposta a concederle il beneficio del dubbio. Pensava alla sua teoria sul
destino e perch questo avesse deciso di far incrociare la strada di Pepa con quella del suo
fratellastro. Forse desiderava solo che si conoscessero e non sperava in un futuro amore. In ogni
caso, aveva preferito non portarla a questo estremo e ritenuto pi opportuno renderle il cammino
facile e lasciarla decidere del suo futuro.
Ti sentiresti meglio se non fossimo a Puente Viejo, Pepa? domand un giorno donna gueda.
Ostacolerebbe un po i miei progetti perch ho appena acquistato questa casa, ma posso venderla o
semplicemente tenerla in caso tu cambiassi opinione.
Ma la ragazza non aveva le idee chiare sul suo futuro. Non immaginava nulla in proposito. Ad
gueda, invece, sarebbe piaciuto costruirgliene uno. Le avrebbe insegnato il galateo. Le avrebbe
detto come abbandonare quel modo poco garbato di muoversi e come comportarsi nei salotti.
Sognava di fare tutto questo, ma sapeva che ogni cambiamento nel suo stile di vita avrebbe
provocato in lei una reazione di rifiuto. Cos, quel pomeriggio, donna gueda, invece di continuare a
metterle pressione, si dedic al ricamo. Pepa usc dal salotto e percorse le gallerie e i giardini di El
Jaral esaminando le piante. Erano tutte decorative e fu delusa di non trovare nessuna erba selvatica
da raccogliere per creare i suoi rimedi.
Quando rientr in casa, Pepa si avvicin alla donna.
Non ho mai ricamato. Mi sempre sembrata una perdita di tempo. Non ho mai ritenuto di avere
sufficiente pazienza. Per questo non so farlo, disse improvvisamente.
Ma almeno saprai se ti piace il risultato o no. Donna gueda le parl con dolcezza. Le mostr il
telaio con il ricamo a punto croce che stava facendo. Era linizio della lettera A decorata con gusto.
I ricami mi sono sempre piaciuti, ma non ho mai potuto permettermene uno. Sono costosi.
Ti insegner a farli. Vuoi?
Non appena Pepa accenn di s, donna gueda cerc nel suo cestino da cucito in vimini. Dal terzo
scomparto tir fuori un pezzo di tela di Panama e un altro telaio e li porse a Pepa. Selezion una
matassa di filo blu e con una pazienza infinita le insegn ad attraversare la trama per formare dei

disegni. Dapprima semplici e con un filo di un solo colore. Le complicazioni sarebbero arrivate pi
avanti, se Pepa gliene avesse dato il tempo. Quella era la sua prima lezione da madre: per donna
gueda linizio della felicit.
E poi? chiese Pepa quando cominci ad acquistare sicurezza col ricamo, non avendo pi
bisogno di stare completamente concentrata. Cosa successe dopo il duello?

18

IL comportamento rispettabile di Salvador con il marchese di Alb era valso a guadagnargli la


simpatia di don Alonso. Forse si era reso conto che, nonostante le sue stravaganze, non era lessere
spregevole che aveva creduto in principio. O forse aveva capito che, se non voleva continuare a veder
sfumare le sue propriet, doveva fare qualcosa.
Era scettico sullaccettare di associarsi al militare, ma in qualche modo cercava di avvicinarsi a lui o
meglio di farlo avvicinare a s, provando a convincersi che si sarebbe potuto fidare di lui. Cos
iniziarono a organizzare delle riunioni nella tenuta di Aguamansas. Il pianoforte a coda rard sostitu
quello verticale di Catalina, anche se continuava a essere lei quella che lo suonava meglio. Tra le due
ragazze proseguiva una competizione feroce. In quelle occasioni, tra un bicchierino di sherry e laltro,
don Alonso cominciava a lasciarsi andare e a fidarsi di Salvador. A don Rafael a volte sembrava
troppo diretto o indiscreto.
Siete sicuro di aver fatto parte del gruppo carlista? chiese don Alonso un pomeriggio a
Salvador.
Carlista? Che sciocchezza. Si potevano dire molte cose sul conto del militare, ma indubbiamente
poteva vantare una buona dose di cinismo. Certo, durante la guerra ne conobbi alcuni che tentarono
di farmi unire a loro. Ma non mi ha mai convinto del tutto ci che ho visto.
Gli uomini risero di gusto per il modo in cui aveva finito la frase. Sapeva certamente gestire con
precisione le storie che gli nascevano intorno. Oltre al suo ciondolo, che gueda non era ancora
riuscita a vedere, possedeva un orologio sulla cui chiusura erano incisi una squadra e un compasso.
Non laveva mai indossato in casa degli Hernndez de Valderrama, ma, dopo aver visitato gli
Aguamansas e aver buttato locchio in biblioteca, si rese conto che don Alonso nutriva un certo
interesse per la massoneria.
In realt il padre di gueda non era mai stato massone. Si interessava a quelle teorie da un punto
di vista pratico. Era affascinato dal loro coinvolgimento nei progressi politici, nella costituzione
americana o nelle successive costituzioni spagnole. Ma ogni volta che aveva tentato di avvicinarsi a
quella societ segreta, gli era sorto il dubbio che le persone che avrebbero potuto introdurlo non
fossero per nulla degne della sua attenzione. Trovava interessante la massoneria, ma non i massoni.
In ogni caso, dopo aver visto alcuni volumi sulla materia, in pi di unoccasione Salvador si era
presentato con lorologio, lasciando vedere lo stemma massonico solo per attirare su di s
lattenzione di don Alonso.
Agli occhi di questi, Salvador era il tipico arrivista che sapeva approfittare della massoneria per
fare affari e, nonostante quel dubbio sui carlisti, decise di affrontarlo direttamente, nonostante le
obiezioni di don Rafael.
Siete massone?
Massone? No, per carit. In realt ero molto vicino a diventarlo ma non mi ha mai convinto del
tutto ci che ho visto.
Salvador sembrava essere stato in tutti i gruppi che in qualche momento avevano lottato per
conquistare il potere. Si era avvicinato a tutti o, come raccontava, era stato tentato di unirsi a loro,
ma sempre rispondeva nello stesso modo: Non mi ha mai convinto del tutto ci che ho visto.
Il suo interessamento al marchesato di Aguamansas fu la mossa finale per guadagnarsi la

simpatia di don Alonso. Fecero molte chiacchierate sui fatti passati della famiglia della defunta
marchesa e sullorigine del titolo, che risaliva ai tempi di re Alfonso VI e che nella propria storia
includeva una gloriosa partecipazione alla presa di Toledo del 1085. Salvador si mostr
particolarmente sensibile nei confronti della disputa con i cugini della marchesa. La situazione gli
sembrava indegna e si offr persino di fare da mediatore.
Per carit, cosa pretendete di fare? Sfidarli a duello?
una possibilit, rispose il militare con ironia.
Ma lunica via possibile, per don Alonso, era quella legale. Sapeva che con denaro e pazienza
avrebbe recuperato il titolo per sua figlia. Quello che Salvador gli stava offrendo era precisamente
denaro a lungo termine.
Gli accordi non avrebbero tardato a concretizzarsi. Non avrebbero creato una societ, ma
avrebbero avuto gli stessi risultati. In questo modo, don Alonso si sarebbe sentito pi tranquillo,
mantenendo la sua indipendenza e non vincolandosi in maniera definitiva con Salvador Castro. Si
impegnava a vendergli lolio dei suoi ulivi: lo avrebbe fatto con quelli che aveva ora e con il frantoio
che pianificava di costruire, il frantoio di Aguamansas. Da parte sua, Salvador si sarebbe impegnato a
dargli il cinquanta per cento di ci che avrebbe ottenuto con la vendita del suddetto olio in America,
facendosi carico per conto suo del trasporto.
Il padre di gueda ci riflett a lungo con don Rafael. Sia il beneficio sia il rischio erano alti.
Salvador avrebbe portato via lolio e non avrebbe dato denaro fino al momento della vendita.
Daltro canto, don Alonso fece un compromesso pi che vincolante con don Rafael. Per affrontare
la semina dei nuovi uliveti, cos come per la costruzione del frantoio, avrebbe sottoscritto un nuovo
prestito con lui, il debito pi alto che avesse mai avuto fino ad allora. Don Rafael, il vero beneficiario
di questa operazione, aveva la premura di richiedere il denaro in forma progressiva con rate molto
ridotte nei primi anni. Col passare degli anni avrebbe richiesto il pagamento dellintero prestito con
alti interessi. Cos, anche lui si sarebbe praticamente trasformato in terzo socio, quale finanziatore di
questavventura transoceanica.
Don Alonso guardava tutti questi cambiamenti con una certa illusione, pensando pi che altro al
futuro di sua figlia, che gi immaginava in possesso del titolo del marchesato di Aguamansas, in una
tenuta piena di grandi ulivi e con un proprio frantoio disponibile anche per gli uliveti del circondario.
E oltretutto cera anche la parte emotiva: vedeva come imminente un viaggio in America per
conoscere il destino delle sue importazioni. E magari l gueda avrebbe potuto trovare un marito
ricco e cosmopolita, lontano dallarretratezza volgare del Paese della quale si lamentava.
gueda, da parte sua, gi pregustava questa trasferta volgare. E sapeva chi sarebbe stato il suo
cicerone ideale: Salvador Castro. Lavrebbe portata nei boschi tropicali, accanto a lui avrebbe sentito i
profumi del fiore di cannella, avrebbe visto gli alberi del tamarindo, ascoltato il canto del tucano e di
altri uccelli esotici. Lui lavrebbe accompagnata ad ammirare i colibr posarsi sulle sue mani mentre
succhiavano lidromele, cos leggeri da non farsi quasi sentire sulla pelle.
Tutti questi piani erano una chimera. Non ci fu nessuna partenza per lAmerica, nessun profumo,
n uccelli esotici. Nessun marito americano, sospir gueda mentre continuava a ricamare.
Siete stata comunque in America? chiese Pepa.
Mio marito me lo propose molte volte, ma non volli mai andare. Sarebbe stato come venir meno
al mio desiderio di trovare la bambina che avevo perduto. Tu. La verit che la maggior parte delle
illusioni che mi animavano quando ero adolescente non ebbero pi significato quando ti persi.

19

ALCUNI giorni pi tardi, donna gueda decise di andare alla taverna degli Ulloa. Chiese a Olmo di
accompagnarla.
Se avessi saputo di dover prendere contatto con gli Ulloa, sarei stato pi gentile con la
locandiera, disse lui mentre arrivavano.
Bisogna essere sempre gentili, Olmo, ribatt donna gueda.
Ma presuppone un grande sforzo. gi abbastanza complicato verificare se una persona possa
essere interessante ai nostri fini.
Sei fin troppo pragmatico Mi piacerebbe che per una volta ti godessi la vita.
Il giovane non rispose, nervoso. Stavano per entrare nel locale. Una volta seduti, la donna chiam
loste e lo fece venire al loro tavolo.
Buonasera. Sono donna gueda de Mesa, si present la marchesa.
Raimundo Ulloa, proprietario della taverna, per servirvi. So chi siete, aggiunse sorprendendo
donna gueda. A Puente Viejo si parla parecchio dellelegante signora che ha comprato El Jaral.
Sappiamo quello che si dice in paese, interruppe Olmo. La moglie del sindaco, proprietaria del
negozio di fronte, si data da fare per diffondere le voci.
Non sono pettegolezzi. Si parla solo per la curiosit che crea la presenza di un nuovo vicino di
cui non si sa nulla, spieg Raimundo, cercando di non dare peso alla piega che aveva preso la
conversazione.
Beh, allora molto facile risolvere la questione. Olmo voleva metter fine ai pettegolezzi. Siamo
dei vicini normali con esigenze normali.
Portateci per favore un paio di bicchierini di anice, Raimundo. E bevetene uno con noi, tent di
calmare gli animi donna gueda.
Vi ringrazio per linvito, signora, e sar felice di parlare con voi di ci che pi vi aggrada, ma se
non vi dispiace io berr un po dacqua. Dopo aver pronunciato queste parole, luomo and dietro il
bancone dove si trovava sua figlia e gueda e Olmo li videro parlare tra loro sottovoce.
Quella Emilia, conferm Olmo, e c un altro figlio che non viene spesso da queste parti.
Quindi la giovane si diresse verso il loro tavolo con una bottiglia di anice e due bicchieri decorati
di rosso. Appoggi la bottiglia sul tavolo con un colpo secco e, con la stessa energia, i due bicchieri
luno dopo laltro. Fece per andarsene, ma torn indietro.
Mio padre pu essere stato molto diplomatico con voi, ma io non so stare zitta, disse con fare
insolente. So che Pepa con voi. Me lha detto Marcial, il pastore.
Voi sapevate che Pepa si trovava in quel capanno? chiese donna gueda.
Lo sapevano tutti, ma lei non voleva farsi aiutare. Abbiamo provato a farla tornare in paese, ma
lei non ha voluto. Per divincolarsi da lei, Julian si ritrovato con un occhio nero. Pepa una tosta.
Vi assicuro Emilia, vero? chiese donna gueda educatamente. Sapersi comportare la aiutava
sempre in questi casi. La giovane assent appena. Vi assicuro, Emilia, che Pepa venuta a El Jaral di
sua spontanea volont. State tranquilla, vi posso giurare che non lavrei mai forzata. Quello che per
riconosco che avrei fatto tutto il possibile per toglierla da quel bivacco. Non dubitate. Era lunico
modo per evitarle una morte sicura. Non capisco come sia stato possibile che coloro che si reputano
suoi amici labbiano lasciata l. Donna gueda fece una lieve pausa e concluse: Come vedete,

nemmeno io so stare zitta, vero?


E come sta Pepa? Emilia voleva cambiare argomento per vergogna e perch non desiderava che
le rinfacciassero di non essere corsa in aiuto della ragazza.
Sta bene. Potete venire a trovarla quando volete. O meglio, quando vorr lei.
Cosa intendete dire?
Non vuole vedere nessuno. molto colpita per la morte di quella partoriente, Gloria, e teme che
la gente del paese non glielo perdoni.
Ma questa una sciocchezza. Tutti a Puente Viejo sanno che lei ha fatto quello che poteva per
salvare Gloria. Io stessa ho visto come si adoperata per salvarla. Non ci riuscita, ma se qualcuno
si permette di rinfacciarglielo se la dovr vedere con me, disse dandosi un sonoro pugno sul petto.
Raimundo Ulloa si avvicin al tavolo. A ogni modo, donna gueda, voi dovreste spiegarci il
motivo per cui state proteggendo la ragazza, afferm. State per metter su una specie di centro di
carit o qualcosa del genere?
Diciamo che siamo qualcosa di simile a dei famigliari, rispose.
Non sapevamo che Pepa avesse qualche famigliare. E non speravamo che fosse una come voi,
tra laltro, aggiunse Ulloa dopo aver guardato la figlia, incuriosita quanto lui.
Vi assicuro che il mio unico interesse aiutarla. E questo non pu essere motivo di
risentimento.
Signora, Pepa ha sofferto molto. Non si pi ripresa completamente dalla morte del figlio
Martn. Raimundo cerc di zittire la figlia, ma donna gueda alle sue parole si agit molto.
So che aveva un bambino, ma non conosco le circostanze che ne hanno causato la morte.
Non le conosce nessuno, disse Emilia. Carlos Castro lo port con s e non si seppe pi nulla.
Probabilmente lo avr trascinato via lo stesso fiume nel quale trovarono la carrozza con il corpo
del maggiore dei Castro.
Acqua. Donna gueda guardava Olmo, turbata.
Lui poteva capire il perch. Olmo era solo un bambino, allepoca, ma quello lavrebbe ricordato per
sempre.
Era su una barca con suo padre che gli chiedeva di tenersi forte. Intorno a loro si trovavano altre
barche In mezzo a una citt inondata! Le acque fluivano piene di tronchi e rami, pezzi di stoffa e
vestiti, e in mezzo a quella fiumana uno spettacolo agghiacciante: i corpi dei morti. Erano
completamente circondati dai cadaveri che il fiume portava via attraversando il centro della citt. Una
signora cercava di avanzare con lacqua che le arrivava alla vita. Gridava disperatamente Alba, Alba
e intanto lottava perch la corrente non se la portasse via. Immergeva le braccia nellacqua cercando
di trovare qualcosa. Tirava fuori teli, tirava fuori un sacco, tirava su fango
Per un momento lacqua la sommerse e la donna spar dalla loro vista. Il padre di Olmo gridava
come un pazzo gueda! e cercava di gettarsi su di lei. Il bambino si aggrappava alle sue gambe e
gli chiedeva di non farlo. Lo supplicava piangendo, ma lui non sembrava ascoltarlo. Luomo riusc ad
afferrare la mano della donna e a evitare che la corrente la portasse via. La tir su e riusc a farla
salire con met del corpo nella barca. gueda aveva il viso coperto di fango. Si intuivano appena i
suoi tratti graziosi. Andava ripetendo: Devo trovarla!
Non c. Non qui, diceva luomo, sono tutti morti.
Lei lo guardava con il viso stravolto. Non dire cos. Non dirlo mai pi, gridava con veemenza.
Alba viva!
Olmo taceva, aggrappato a suo padre, che stava aiutando gueda a salire in barca e le
prometteva che avrebbero continuato a cercare fino a che non lavessero trovata.
Il resto della notte lo trascorsero in barca. gueda non si sedette mai; con una torcia in una mano
e un palo nellaltra, spingeva i resti che incontrava sulla superficie cercando sua figlia. Non cercava
solo i corpi piccoli. Quando vedeva il corpo di una donna adulta, lo girava per vedere se non fosse la
Candelaria. Non parl per tutta la notte. Gridava, con voce ormai roca, solo quando il padre di Olmo

cercava di convincerla che dovevano smettere. Si fece giorno e Olmo vide finalmente il viso di
gueda sotto i primi raggi di sole. Il volto era ancora pieno di fango. Non aveva pianto una sola
lacrima.
Non avete pianto, le disse il bambino passandole un dito sulla guancia.
Si piange per i morti, Olmo. Ma mia figlia non morta. Tuttavia, il fondo dei suoi occhi era
pieno di lacrime trattenute.
Adesso quegli stessi occhi erano coperti da un velo di tristezza e la voce di donna gueda aveva
un tono simile a quello che aveva avuto quella mattina.
Non si pu dire che Martn sia morto se non se ne ha conferma, se non si ritrovato il suo
corpo, disse gueda.
Rivangare questo non ha senso. Ogni volta che lo si fa, Pepa soffre e ha una ricaduta, replic
Raimundo.
Se avete una sola prova che sia vivo, dovreste comunicarlo alle autorit. Se fate soffrire Pepa
dandole speranze vane, di certo le farete del male, sentenzi Emilia.
Cercare quel bambino lunica cosa che pu dare un senso alla sua vita. Donna gueda sapeva
di che cosa stava parlando.

20

TORN da Puente Viejo piena di cose da raccontare a Pepa nei loro pomeriggi di ricamo. Sapeva
che non era sensato parlarle della sua visita agli Ulloa e cos non le disse niente, ma le rifer del suo
incontro col parroco. Era molto interessato a lei e alla sua presenza nella comunit.
pi evoluto di quanto potessi sperare di trovare in un villaggio come questo, disse donna
gueda. molto interessato alla Rerum Novarum, unenciclica papale nella quale si cerca di
sensibilizzare i sacerdoti sul loro dovere di difendere i lavoratori dagli abusi, affinch non vengano
considerati come i nuovi schiavi, spieg in risposta alla silenziosa domanda di Pepa. Una
dichiarazione di intenti contro certe persone. Salvador e donna Francisca Montenegro, per esempio.
Non strano, tra laltro, che mantenga il suo cognome da nubile?
A lei non far piacere sapere di chi sono figlia, replic Pepa.
A lei non far piacere sapere molte cose che conosco su tuo padre.
Poi la donna cambi discorso, ben consapevole di che cosa volesse essere informata Pepa.
Ho ben presente quello che vuoi sapere e che non chiedi, disse mentre ricamava. Non ho visto
Tristn.
Pepa si punse leggermente al suono di quel nome.
Non necessario.
A ogni modo, se vuoi vederlo, la cosa migliore sarebbe che tu scendessi con me, la prossima
volta.
La giovane non rispose e donna gueda riprese le sue chiacchiere.
Molto curiosa la famiglia del sindaco. Questi Miraar volevano autoinvitarsi a El Jaral. Pepa
sollev la testa. Tranquilla, ho detto che non sarebbe stato possibile per ora. Hanno cercato di fare
campagna elettorale con me, ma ho ricordato loro che manca ancora un anno alle prossime elezioni e
che, sebbene io sia ricca e potente, sono una donna e quindi non ho diritto di voto.
Nemmeno donna Francisca ne ha diritto, per lei a fare e disfare per il sindaco.
Le cose sono sempre state cos, cominci a raccontare donna gueda. Da quando ero piccola.
Ricordo lillusione di mio padre, prima delle prime elezioni del regno di Alfonso XII. Pensava che la
situazione sarebbe cambiata e sper che il suffragio fosse universale, anche se le donne non
potevano votare. Purtroppo, per, quella speranza fu tradita. Il broglio fu ancora pi clamoroso, visto
che votavano pi persone. Anche alle successive non poterono votare tutti i maschi maggiorenni, solo
alcuni con potere economico e quelli laureati. Cio, in pratica, come adesso. S le cose allora erano
pi nascoste. Durante quelle elezioni, don Rafael e il resto dei proprietari terrieri della provincia si
riunirono con i sindaci dei paesi e il governatore civile, per gestire tutta la procedura della
messinscena elettorale. Il governatore aveva lo schema con i nomi dei deputati che sarebbero stati
eletti. Don Rafael e gli altri possidenti sarebbero tornati da quella riunione con il nome del deputato
che avrebbe vinto le elezioni, manipolate dai sindaci e da loro stessi. Cos, ogni paese doveva
elaborare una strategia per ottenere il risultato necessario.
Donna gueda spieg a Pepa che non tutte le province dovevano garantire lo stesso risultato. Si
potevano equilibrare le une con le altre. In alcune si poteva lasciare spazio al libero arbitrio, ma quelle
designate a ottenere una maggioranza dovevano rispettare il patto o tutto lo schema sarebbe saltato.
In qualche caso, quelle decisioni non trascendevano la pianificazione che si faceva a partire dallo

schema.
Mio padre, che, invitato da don Rafael a quelle riunioni, aveva sempre rifiutato di andare, non
sapeva molto pi di quello che don Rafael gli raccontava al suo ritorno. Ed era in genere una
semplice frase: Questa volta vincer don Roque Ochoa de Quesada. Questo tale don Roque era gi
stato eletto nel 1876 e sarebbe stato rieletto nel 1881. Infatti, nonostante i cambiamenti nelle Cortes
di Madrid, in gran parte delle province i movimenti politici erano quasi inesistenti. Ma, al di l del
broglio elettorale, lassenza di don Rafael per i tre giorni che ci vollero per quelle delibere comport il
trasloco temporaneo di Catalina da casa sua.
Nessuno disse nulla, ma non le fu permesso di rimanere l senza suo padre, con un amico di
famiglia come Salvador in casa. Non cera scusa che tenesse: n che Salvador era sposato n che la
servit non lavrebbe lasciata sola neppure un istante. Lepisodio del nastro durante il duello con il
marchese di Alb aveva fatto correre delle voci e molti si erano chiesti per quale motivo Salvador
avesse chiesto quel pegno.
Quindi Catalina trascorse alcuni giorni ad Aguamansas con noi, mentre il militare e il suo schiavo
rimasero nella tenuta di don Rafael.
E come and con lei?
Fu strano.
Larrivo di Catalina non fu allegro come nel passato. Nessuna delle due ragazze sembrava felice di
vivere sotto lo stesso tetto dellaltra, cos decisero di non condividere la medesima stanza e, men che
meno, le confidenze. Quando erano insieme nel salone, non parlavano mai di Salvador, ma molte
erano le frecciate. La vendetta di gueda fu riprendere i versi per Gonzalo Mesa. Era come marcare il
territorio, un modo per ricordare a chi fosse destinata la sua amica. Quella di Catalina era parlare di
Joaqun, cosa che irritava non poco gueda. Ignorava se Gonzalo Mesa continuasse a essere una
figura attraente per Catalina, ma a questa Joaqun era molto antipatico e naturalmente le allusioni
facevano soffrire gueda.
Salvador si recava spesso a casa Aguamansas. Limpresa che stava pianificando con don Alonso
procedeva e cerano parecchie cose da far quadrare e verificare. Anche se non era un esperto,
Salvador prendeva decisioni su quali terreni fossero da trasformare in uliveti. Usciva con il padre di
gueda a vedere i campi e le due ragazze li accompagnavano. Il gruppo, come sempre, era vigilato a
distanza dal silenzioso Kumoo.
Come far Salvador a tirare il suo schiavo per le orecchie? scherz Catalina.
Catalina! Sei crudele! tagli corto gueda.
Credi? Non mi fa sentire a mio agio. Sospetto che mi controlli.
S, d la sensazione di osservare tutto e tutti.
Per almeno utile a qualcosa, non come la mia servit. La mia governante Carmen una
fannullona e la ragazza, ngeles, mi guarda storto quando le ordino qualcosa. Mio padre mi ha
spiegato che meglio non punirla e lasciar correre. Ma perch dovrei lasciar correre?
Perch probabilmente meglio cos.
Salvador ha ragione. Gli schiavi sono i migliori servitori. Non so se sar quando andr a vivere
con Gonzalo Mesa o meno, ma ti assicuro che la mia casa sar servita da schiavi. Latteggiamento
capriccioso di Catalina diventava sempre pi evidente.
Sei impazzita? chiese gueda, infastidita da tanta superficialit.
Per tutta risposta, la sua amica acceler il passo e cavalc verso Salvador, approfittando che don
Alonso stava controllando delle piantagioni.
gueda si volt verso Kumoo e le parve di vedere che questi stesse facendo segno a Catalina di
non avvicinarsi al suo padrone. Ebbe paura, ma al tempo stesso non riusciva a evitare di provare
invidia per la sua amica: avrebbe voluto avere i suoi riccioli doro, le sue forme snelle, la sua risata
frivola. Le sarebbe piaciuto essere meno prodiga di quei suoi commenti taglienti ed essere invece
capace di battutine sciocche ma che facevano sorridere Salvador. Come quella che stava

pronunciando in quel preciso istante: A volte mi ricordate padre Julio. Non sarete per caso un prete
spretato?
Un prete spretato? Ma no, cosa dite Una volta ho messo piede in un monastero, ma non mi ha
mai convinto del tutto ci che ho visto.

21

GUEDA non capiva il comportamento di Salvador con Catalina. In fondo, non gli sembrava
interessato a lei dal punto di vista puramente fisico, ma si faceva in quattro per la giovane e
sembrava sopportare tutti i suoi capricci. Per questo, e per tentare di comprendere qualcosa di pi su
di un uomo cos misterioso, cerc don Andrs. Ma il maestro continuava a mantenere un
atteggiamento schivo.
Non so di lui pi di quanto sappia tu, rispose alle domande di gueda.
Cos successo il giorno in cui vi siete trovato con Salvador?
Nulla.
Qualcosa successo. Lui ha fatto impennare il cavallo di fronte a voi e vi ha fatto cadere a
terra.
Ero inciampato.
Non mi starete mentendo, vero, don Andrs? apparendo insolitamente adulta, gueda gli tocc
il braccio e non spost la mano da l. In quel momento si sent una manipolatrice. Era cosciente del
potere che Catalina esercitava sugli uomini e probabilmente anche lei lo avrebbe avuto, se avesse
saputo come usarlo. O forse cercava semplicemente un contatto con lui. In ogni caso, non fu un
gesto innocente. Senza guardare la mano sul braccio, gueda not limbarazzo di don Andrs. Non le
sembrava che volesse rifiutare il suo contatto. Piuttosto, il fatto era che non sapeva bene come
reagire. Era la prima volta che lo toccava cos. Almeno consapevolmente.
Se sapeste qualcosa di pi, me lo direste, vero?
Certo, rispose il maestro, eludendo il suo sguardo. Ma cosa fa Catalina con lui?
un amico di famiglia e in questo momento sta concludendo affari con loro.
Lei si sta facendo notare. Cavalca da sola con quelluomo. E corre un pericolo, esclam con una
veemenza che sorprese gueda. Cosa direbbe padre Julio di quello che sta succedendo tra quei
due?
Tra quei due non sta succedendo nulla. Catalina non altro che una ragazzina maleducata che
fa la stupida con Salvador e si fa illusioni su qualcosa di impossibile. solo un gioco per lei. Tutto
per lei un gioco.
Per fortuna, tu non sei cos. Don Andrs si mostrava tranquillo di fronte alla maturit di
gueda, ma lei si sentiva una bugiarda. Assomigliava alla sua amica pi di quanto don Andrs
pensasse. A quel punto, la questione della vicinanza tra Catalina e Salvador si sarebbe conclusa se
non fosse stato per il comportamento di Kumoo. Sembrava preoccupato e questo, a sua volta,
preoccupava gueda. Se cera una persona che sembrava conoscere leroe della guerra di Cuba,
quello era Kumoo, la sua ombra, il suo collaboratore silenzioso. Fino a che punto arrivava la sua
fedelt? Era incapace di rispondere al suo padrone, ma poteva ostacolarne i piani? gueda era
convinta che, in fondo, luomo fosse pi indipendente di quanto Salvador sperasse. E lei pareva
lunica capace di percepire il suo disagio lontano dallo sguardo del suo padrone. Cos decise di agire.
Il militare e don Alonso stavano facendo i loro piani per il futuro. Il primo valutava il modo per
ridurre i dazi di esportazione dellolio dalla Spagna, cercava il modo di eludere le imposte e non
scartava lidea di dedicare parte dei guadagni a corrompere i funzionari. In quel momento, ad gueda
venne in mente di invitare Catalina a visitare i resti romani del monte Saquer. Non fu facile

convincerla, perch alla sua amica non era mai interessato largomento, ma alla fine accett.
Permettete che Kumoo venga con noi a sellare i nostri cavalli? chiese gueda a Salvador con
voce innocente.
Perch lo vuoi? don Alonso la guardava sorpreso. Abbiamo i nostri servitori, chiedilo a uno di
loro.
La giovane guard Kumoo e ment.
I servitori ci servono tutti i giorni. Quante volte possiamo essere assistite da uno schiavo
negro?
gueda! si indign il padre. Non riconosceva la figlia. Ma quellespressione da ragazzina
maleducata sembr divertire Salvador.
Obbedisci a queste dame e fai tutto quello che ti dicono. Spero di non ricevere nessuna
lamentela da parte loro o pagherai con la frusta, ordin al suo schiavo. Kumoo annu.
Dopo pochi istanti arrivarono alle stalle. gueda ordin ai servitori di uscire e anche Joaqun, pur
protestando, dovette cedere di fronte alla durezza dei suoi modi. Una volta soli, la giovane mise luno
di fronte allaltro Catalina e Kumoo.
Dille quello che volevi dirle, dai! incit lo schiavo.
La sua amica non sapeva che cosa stesse succedendo e il nero tardava a reagire. gueda
insistette con voce dolce, pacificatrice.
Spiegaglielo, diglielo, su!
Futoo Salvador! Koridaatiyo Faasikoo!
Catalina non capiva nulla di quello che diceva Kumoo.
Futoo Salvador!
E questo la innervosiva sempre di pi.
Koridaatiyo Faasikoo!
Irritata, la figlia di don Rafael aveva preso una frusta proprio come avrebbe fatto Castro e,
quando la sollev per picchiare lo schiavo, lui la trattenne nellaria.
Lontano da Salvador! Padrone pericoloso!
Catalina si blocc, non sapeva come reagire. Era pi di quanto potesse sopportare.
Improvvisamente le sue mascelle cominciarono a spostarsi in modo strano e il corpo prese ad agitarsi
in sussulti.
Fino ad allora, gueda non aveva mai assistito a un attacco della sua amica. Tutto quello che
sapeva glielaveva raccontato lei; ora ne stava vedendo uno vero e proprio, e probabilmente per colpa
sua. La ragazza, presa dagli spasmi dellepilessia, cadde a terra e le convulsioni aumentarono.
Kumoo, vai a chiedere aiuto! gli ordin la figlia di don Alonso, spaventata dalla violenza dellattacco
dellamica.
Si stava lasciando prendere dal panico, ma si accucci accanto a lei e grid con forza, chiedendo
aiuto. Improvvisamente si ammutol: lo schiavo aveva cominciato a mormorare un rituale
sconosciuto, del tutto incomprensibile. Alzava la testa con gli occhi chiusi e continuava a mormorare
senza sosta, mentre poneva le mani sulla fronte di Catalina tentando di contenerne gli spasmi. Alzava
la testa, la muoveva in tondo. In uno di questi giri, Aguda vide come i suoi occhi, in quel momento
socchiusi, fossero bianchi. Si rese conto di che cosa stesse cercando di fare: stava tentando di
salvarla o curarla con le sue preghiere. Retrocedette quasi senza accorgersene. Si trovava davanti a
un antico rituale che, senza sapere il perch, le stava imponendo rispetto.
Kumoo proseguiva il rito. Prese la mano di Catalina, la apr e ci mise dentro una statuetta, un
idolo di legno che aveva con s. Dove lavesse tenuta fino a quel momento era un mistero: non
aveva n una sacca n altro di simile Per quale motivo uno schiavo doveva avere un posto dove
tenere le proprie cose?
Il nero strinse la mano con forza e prosegu con la sua litania. Quei momenti sembravano eterni,
mentre Catalina continuava ad avere spasmi, inarcandosi e stirandosi come se fosse veramente

posseduta dal demonio. E lui stava tentando di espellere quel demonio in un modo simile a quello
che usava Ges, secondo gli Evangelisti.
Luomo cerc di allentarle il collo della camicetta, ma i vestiti di Catalina non lo permisero. Decise
di strapparglielo e la ragazza sembr sollevata, anche se le convulsioni non cessarono. Kumoo le
prese lidolo dalla mano e cominci a strofinarlo sul collo e sulla clavicola della giovane, facendo con
questo una specie di segno della croce. gueda era cos presa da quel rituale che non si rese conto di
ci che stava succedendo intorno a lei. Don Alonso, Salvador e una squadra di servitori si
avvicinavano correndo. Non ci fu il tempo di dare spiegazioni. Qualcuno si avvent addosso a
Kumoo, allontanandolo da Catalina.
Vattene, maiale! grid Salvador.
Gli aveva dato un calcio in faccia. Il tacco duro del suo stivale gli aveva rotto il labbro, ma, prima
che cominciasse a sanguinare, Salvador si lanci contro Kumoo e inizi a colpirlo con la sua frusta,
davanti e dietro, pi e pi volte. Ognuno dei suoi colpi procurava una ferita sul volto dello schiavo,
fino a che questi non se lo copr e si mise in un angolo per proteggersi dallira di quella bestia.
Non lo picchiate! Lui la stava aiutando! Non ha fatto nulla! ma Salvador era impazzito e la sua
frusta aveva strappato la camicia di Kumoo: il cuoio ora gli colpiva direttamente le spalle. Alle vecchie
cicatrici di antiche frustate si aggiunsero le nuove ferite sanguinanti. Don Alonso and in aiuto di
Catalina e cerc di capire che cosa le fosse successo.
Non ha fatto nulla di male! ripeteva gueda. Catalina ha avuto uno dei suoi attacchi e lui la
stava soccorrendo!
Suo padre comprese rapidamente la situazione. Se fosse stato unaggressione da parte di uno
schiavo selvaggio, come gli altri pensavano, la cosa sarebbe gi stata risolta. Invece si trovava
davanti a un problema che non sapeva affrontare. Quindi ordin, con autorit inusitata: Salvador,
datemi la vostra cinghia.
Quella frase ferm la furia. Don Alonso prese il frustino dalla mano del militare, mentre gli spasmi
di Catalina proseguivano, e lo mise tra i denti della giovane per evitare che si mordesse la lingua o
che questa, ancor peggio, la soffocasse. Le sollev il mento e le spinse indietro la testa. E a poco a
poco la frequenza degli spasmi and diminuendo finch la ragazza si calm completamente.
Quando la sua bocca si rilass, don Alonso tolse la cinghia. Vicino a loro, Kumoo era ancora
accucciato al suolo, sanguinante e incosciente. In quel luogo rimasero i corpi devastati dalla stupidit
di gueda: due vittime dellira e della gelosia.
Portarono Catalina in camera da letto, luogo che non lasci fino a quando suo padre non torn a
prenderla. Prefer portarla via di notte, in carrozza. Pass molti giorni senza uscire dalle sue stanze.
Quando lo fece era pallida ed emaciata e da allora la sua relazione con Salvador non fu pi la stessa.
Lui smise di invitarla, di ridere delle sue frivolezze. E lei si vergognava di aver mostrato di fronte a lui
quello che riteneva fosse un difetto. Gli sguardi di Salvador nascondevano la ripugnanza verso la
ragazza dai ricci biondi che poco prima gli risultava attraente. Non cavalcarono pi assieme. Cerc di
evitare di rimanere solo con lei e si teneva a distanza quando erano insieme in compagnia.
Un giorno, mentre erano a passeggio, le due giovani trovarono il pegno che Catalina aveva dato a
Salvador per il duello: era legato al palo di uno steccato, consumato e pieno di fango. La ragazza
pianse amaramente. In quelloccasione, la sua amica non la consol.
Kumoo era riuscito a proteggerla da Salvador. Forse il metodo non era quello che si era prefissato,
ma ci era riuscito lo stesso. Da quel momento, lo si vide sempre con le catene alle mani e ai piedi. Il
suo padrone lo port ad Acatucia a fargliele mettere da un fabbro, dando a questultimo lincarico pi
strano che gli fosse capitato in vita sua. La catena che univa i ferri era abbastanza lunga e
permetteva a Kumoo di muoversi con agio e luomo riusciva persino, anche se non senza difficolt, a
salire a cavallo e a cavalcare. Il grande castigo era il peso delle catene e il fatto che lui fosse lunica
persona da quella parte delloceano a portarle. Da allora, gueda non lo guard pi allo stesso modo.
Era cosciente di non poter comunicare con lui, ma saperlo vicino le dava sicurezza.

22

GUEDA non era lunica a sentirsi confusa n lunica ad aver tradito i propri ideali, i propri principi.
Tutto inizi ad andare storto durante le elezioni dei deputati delle Cortes. Don Alonso si stava
preparando per recarsi a votare quando ricevette la visita di don Rafael.
Sta succedendo qualcosa in Comune, disse questi molto teso. Stanno votando laspirante!
Con questo intendeva che il candidato previsto dallo schema, don Roque Ochoa de Quesada, non era
il pi votato. Stava accadendo qualcosa, la situazione stava scappando loro di mano, non avevano
fatto le cose come avrebbero dovuto.
Quando arrivarono in Comune trovarono, allingresso, un tafferuglio. Gli uomini di don Rafael non
lasciavano entrare un gruppo di votanti che si affollava davanti alla porta.
Che cosa succede qui? grid.
Succede che questo un broglio, alz la voce un giovane.
Chi siete?
Sono don Miguel Senz de Leciana, avvocato, e sono qui accompagnato da molte persone alle
quali si sta negando di votare.
Chi sono?
Altri avvocati, un gruppo di ufficiali dellesercito, funzionari vari, due medici, un farmacista e un
maestro, elenc laltro.
Un maestro?
Questa parola scosse don Alonso, che si fece avanti per vederlo. Effettivamente, cera don Andrs
che cercava di entrare per votare insieme con il resto delle persone.
Che cosa fate voi qui? gli chiese.
Sono venuto a votare, rispose con decisione don Andrs.
Legalmente possono farlo, disse don Miguel. Hanno i documenti che li accreditano e lo
faranno se questi scagnozzi permetteranno loro di entrare.
Don Rafael cominci a innervosirsi.
Che cosa succede? gli domand don Alonso prendendolo da parte.
Mia figlia. Pensando alla sua convalescenza non ho fatto i calcoli a dovere.
Che cosa intendi dire?
Che non so se devono farlo. Non ho la sicurezza del fatto che don Roque venga eletto.
Ma come mai non avete i dati? Non avete mobilitato tutti i vostri votanti?
Vi ho appena detto di no!
I due amici erano molto nervosi.
Non possiamo permettere che votino, mormor don Rafael.
Beh, amico mio, non possiamo impedire loro di entrare, replic don Alonso.
Andiamo! Non fate linnocente. Il permesso per la costruzione del vostro frantoio, perch credete
che lo abbiamo avuto cos in fretta? Penso che ci dobbiate un paio di favori.
Don Alonso aveva in viso unespressione di sconcerto: non sapeva assolutamente di che cosa gli
stesse parlando. Quando le sue fortune stavano andando in malora, a nessuno importava che cosa
stesse facendo o chi fosse. Ora, con i suoi importanti progetti commerciali per le mani, faceva parte
di quel selezionato gruppo nel quale non aveva deciso di entrare. Comprese che, quando don Rafael

lo aveva invitato alla riunione con il governatore civile, non si era trattato solo di un gesto di cortesia,
ma di un invito formale. Era uno di loro e, se desiderava portar avanti i suoi progetti con Salvador
Castro, doveva mettersi dalla loro parte.
Don Alonso soffriva. Sentiva che ormai non poteva tirarsi indietro. Aveva firmato troppi
documenti. Il suo futuro e soprattutto quello di sua figlia dipendevano dal successo delloleificio.
Va bene, parler con loro. E si diresse da don Andrs per chiedergli che cosa volessero.
Che cosa si chiede in una elezione? gli rispose altezzoso il suo amico.
Avevano passato insieme tante nottate, parlando di come sarebbero dovute cambiare le cose
Ora doveva ritrattare tutto.
Anche se vi faranno entrare a esercitare il vostro diritto di voto, non cambier nulla.
Probabilmente i voti di don Roque sono gi la maggioranza in questurna, tent di farlo ragionare.
E anche se non fosse cos, ci sono altre urne nella regione. Don Roque vincer. E se non vincer
legalmente, faranno dei brogli per manipolare il voto. Alla fine sar lui a sedersi su quel seggio. Non
riuscirete a evitarlo e, se non sar lui, saranno altri come lui.
Mi sorprendete. Non stiamo parlando di don Roque, obiett don Andrs in tono fermo. Non
so nemmeno chi voglio votare. Parliamo precisamente di questo, di poter votare. Del fatto che gli
Hernndez de Valderrama non decidano il nostro destino. Siamo qui perch le cose stanno
cambiando. Tempora mutantur et nos mutamur in illis: i tempi stanno mutando e noi con loro. Vostra
figlia conosce questa frase e lei il simbolo del fatto che le cose non si mantengono sempre uguali e
immutabili, don Alonso.
Le cose, vero, stanno cambiando. Don Alonso si offese perch era stata chiamata in causa
sua figlia. O, per dirla meglio, molte cose stanno cambiando. Sono stato accondiscendente con voi.
Vi ho trattato troppo bene e ora ne approfittate. Andate con la vostra gente o
Non la mia gente. Ognuno di loro ha i suoi buoni motivi.
Va bene. Se volete, sistemeremo la faccenda in altri modi.
Chiamerete Salvador Castro perch mi dia delle bastonate?
Questo luogo ha bisogno di gente come lui. Con il suo aiuto, questa regione si svilupper. Tutti
trarranno vantaggi da questi affari.
Lunico che trarr vantaggio da questi affari Salvador Castro. Sembra impossibile che non lo
abbiate ancora compreso. Quanto pi tardi lo capirete, tanto peggio sar per voi.
In cuor suo, don Alonso sapeva che era vero. Era rosso in viso per lira ma, in realt, lunica
persona con la quale era arrabbiato era se stesso, per essere giunto a un punto di non ritorno.
Non c modo di convincerli. Sapete gi quello che dovete fare, disse a don Rafael.
Come, non c modo? laltro non capiva che cosa volesse intendere.
Disperderli, in questo momento, sarebbe uno scandalo che non ci possiamo permettere. Non
sarebbe proficuo far parlare di noi i giornali di domani.
Dato che don Rafael non diceva nulla, don Alonso prese liniziativa. Lasciamo che entrino e che
infilino il voto nellurna. Quando se ne saranno andati, faremo lo spoglio delle schede e
considereremo nulli i loro voti. Il sindaco dalla nostra parte, no?
S, s, assent don Rafael, nervoso.
Resteremo qui fino alla chiusura dei seggi elettorali.
Ma i sostenitori dellaspirante, come lo chiamava don Rafael, non se ne andarono cos tranquilli
dopo aver esercitato il loro diritto di voto. Intuendo che gli uomini di Hernndez de Valderrama non
sarebbero rimasti a braccia conserte, decisero di essere presenti durante lo spoglio. Nessuno sapeva
se potessero o meno farlo. Quella norma non era contemplata nelle ordinanze, dove non era scritto
nulla che lo impedisse, ma nemmeno che lo permettesse.
Don Rafael e don Alonso si aggrapparono a questo per mandarli via. Secondo loro stavano
interferendo nel conteggio dei voti. La tensione aument e si arriv alle mani. E fu per quello scoppio
di violenza che si mandarono via tutti dal Comune e si mise fine ai litigi.

Don Andrs si mostr particolarmente aggressivo e apostrof don Alonso come despota.
Scontrandosi con il suo padrone aveva intrapreso una via senza ritorno: sapeva che non sarebbe
potuto tornare indietro. Che la sua vita, come laveva intesa negli ultimi anni, era giunta al termine.
Don Alonso permise a don Andrs di entrare in casa per prendere le sue cose, senza dargli un
carro o una cavalcatura che lo aiutasse a trasportarle. Il maestro infil ci che pot nella sua valigia e
se ne and. Nel frattempo, gli uomini di Hernndez de Valderrama lo stavano aspettando proprio
dietro langolo: fu picchiato a sangue, gli ruppero alcune costole e, una volta arrivato ad Acatucia,
dovette farsi assistere nella chiesa de los Remedios.
gueda, sorpresa per il ritardo del maestro alla lezione del mattino, lo cerc nella sua stanza ma
non lo trov. N una nota n una lettera per lei. Aveva lasciato solo dei piccoli resti romani a forma di
rombo. Perch se nera andato? La giovane corse in cucina. Sara e Carmelo le raccontarono i fatti.
E gueda corse. Corse fino a quellangolo maledetto dove cap che don Andrs era stato
picchiato. L non cera nessuno. Si sporse sul dirupo e allora le vide: le valigie di don Andrs erano
state lanciate gi dal precipizio. Non solo i suoi vestiti. Le sue riviste, i suoi libri, i quaderni con i quali
aveva insegnato latino, scienze o geografia a lei e ai bambini della casa.
Per terra trov larticolo di giornale che parlava della scoperta delle pitture di Altamira. La notizia
era evidenziata da una nota a matita: INSEGNARE AD GUEDA. Si pent di non averci fatto caso quando
glielaveva mostrata. Triste, guard il dirupo con tutta quella roba sparpagliata.

23

STAVA per cadere nel burrone. La gente le urlava contro. La insultava. La chiamava ladra di
bambini, strega, ma linsulto pi ricorrente era puttana.
Quegli sguardi erano carichi di odio. Occhi iniettati di sangue, denti gialli e gengive pallide. Era
linvidia che si accaniva contro di lei. Persone che prima le avevano sorriso ora le sputavano in faccia.
La spingevano, la trascinavano verso labisso. Lei guardava verso il precipizio e si limitava a negare,
come se una parola potesse impedire ci che stava succedendo.
Fece un passo falso.
Posso ancora recuperare lequilibrio, pens, con laltro piede. Ma non teneva conto degli spintoni
della donna coi capelli aggrovigliati.
La ricordava perch una volta lei e Tefila le avevano prestato assistenza: da settimane aveva una
piaga sulle labbra che non sembrava guarire.
Ora quelle labbra erano guarite, poteva usarle senza problemi per gridarle contro mentre la
spingeva.
Ci siamo, pens. Ecco come morirai, Pepa. Non sembra tanto brutto. Sicuramente la tua testa
batter contro una roccia e perderai conoscenza, cos non sentirai il resto della caduta. Ma no, non
doveva perdere conoscenza. Doveva rimanere sveglia. Era fondamentale che rimanesse cosciente.
Non addormentarti! Se ti addormenti non riuscir a salvarti.
Salvarla era importante, ma, al tempo stesso, doveva tirar fuori vivo il bimbo. Ora Pepa era in
unumile casa dalle pareti umide e oscure. Un fazzoletto sulla testa evitava che il sudore della fronte
le offuscasse la vista, ma quel parto si stava prolungando cos tanto che, nonostante il fazzoletto, gli
occhi le bruciavano per il sudore. La sua biancheria intima era completamente bagnata. Non ricordava
di aver mai sudato tanto. Di fronte a lei, con le gambe aperte, una donna incinta, pallida come una
morta, reclinava la testa di lato con gli occhi socchiusi e le pupille vitree.
Non morirai! Devi dare alla luce questo bambino!
Ma il piccolo non usciva. Non era in posizione. Quella donna stava morendo e il figlio sarebbe
morto con lei.
Quale bambino? gridava Pepa mentre palpava il ventre della partoriente. La sua mano
affondava dentro di lei e in un attimo un fiotto di sangue macchi il suo grembiule.
Ma dov il bambino?
Sentiva il calore del sangue mentre le scorreva sulle caviglie. Ascolt il rumore che faceva cadendo
al suolo. Non capiva da dove venisse tutto quel sangue n quello che stava accadendo in quel
momento.
E il bambino? Dov il bambino? Dov il bambino?
Si svegli zuppa di sudore. Donna gueda le era di fronte, e stava cercando di farla tornare alla
realt. Pepa impieg un po di tempo per capire dove fosse e chi fosse quella donna che si rivolgeva
a lei con voce soave.
Parlavi di un bambino, disse.
Il dirupo, le botte, balbett. Mi successo quando Carlos mi ha cacciato da casa sua. Mi
hanno picchiata. Volevano buttarmi gi da un dirupo. Mi ha cacciato dopo avermi rubato mio figlio.
Donna gueda si sedette sul bordo del letto e abbracci Pepa. E per la prima volta lei non sfugg

allaffetto di sua madre.

24

SALVADOR stava sfoderando tutto il suo fascino per ammaliare gueda. Tutte le attenzioni che
prima rivolgeva alla sua amica erano ora rivolte a lei, anche se la giovane non ne capiva il motivo:
Catalina era una ragazza dalla bellezza classica, lei no. Catalina rideva sempre, lei invece faceva
spesso domande scomode. Qualche volta pensava che Catalina fosse stata un capriccio passeggero,
per lui, e che lei stessa potesse rappresentare una compagnia pi sostanziosa, ma poi scacciava quei
pensieri, vergognandosi di averli fatti.
Se quello che cercava Salvador era una distrazione femminile fuori del matrimonio, poteva trovarla
senza problemi in paese. Non sarebbe stato il primo. gueda concludeva perci che ad attrarlo fosse
leccitazione della trasgressione e nientaltro. Era tutto un gioco: quando le dava la mano per aiutarla
a scendere da cavallo, quando le si avvicinava mentre stava leggendo e le chiedeva quali fossero i
suoi libri preferiti.
gueda era convinta che a Salvador piacesse farla arrossire. Lui sapeva che tanto Catalina quanto
lei si sentivano turbate dalla sua presenza. Tuttavia, la sua amica era capace di nasconderlo dietro un
sorriso, mentre lei diventava rossa, stringeva le labbra in una smorfia forzata e impiegava secoli a
rispondere anche alle domande pi semplici. Quelluomo era un gatto e lei era il topo. E parte del suo
gioco consisteva nel fatto che tutto questo sembrava qualcosa di innocente agli occhi di don Alonso.
Catalina moriva di gelosia: il disprezzo evidente di Salvador la portava a odiare lui e la sua amica,
rafforzava in lei la convinzione di dover mantenere nascosta la sua malattia a Gonzalo Mesa, che a
poco a poco stava tornando il suo argomento di conversazione pi ricorrente; anche se,
naturalmente, con gueda ne parlava sempre meno. Si vedevano di rado. Le questioni relative alla
futura collaborazione tra Salvador, don Rafael e don Alonso erano affrontate sempre meno e le
riunioni tra i tre erano diventate meno frequenti.
Per questo gueda si sorprese quando vide arrivare Catalina quel pomeriggio. Le sembr corretto
uscire a passeggio con lei; mantennero modi formali fino a che la figlia di don Rafael non affront il
tema proibito.
Sembra che ora tu sia la sua favorita. Ora sei tu quella che esce a passeggio con lui e quella che
passer serate in sua compagnia. Molto astuta, gueda.
Non era questa la mia intenzione, almeno non consapevole, si scus lei, sapendo per che i
fatti dimostravano il contrario. Catalina tir fuori tutto il suo veleno.
un uomo sposato. Ha una moglie e un figlio piccolo che lo aspettano a Puente Viejo. In
quella frecciatina la ragazza mise parte del veleno che le stava intossicando il cuore. Accusando
gueda, rivelava le intenzioni che lei stessa aveva avuto e che erano state distrutte.
Non mi sono mai aspettata nulla da Salvador, Catalina, replic lamica, sapendo di non essere
totalmente sincera.
Nessuna delle due se ne rendeva conto in quel momento, ma Salvador le aveva cambiate. Non
solo perch le aveva messe luna contro laltra, ma perch era riuscito a far s che due adolescenti di
diciassette anni discutessero per lui, per avere una relazione con un uomo che aveva almeno il doppio
della loro et.
A ogni modo non mi piace che tu vada in giro a raccontare queste cose su me e Salvador.
Temi che Joaqun lo venga a sapere?

Cosa vuoi che mimporti di questo?


gueda non capiva che cosa avesse a che fare Joaqun con quella situazione. Non era stato che
un capriccio infantile, unattrazione poco consistente di cui non le restava pi nulla.
Mi fa piacere che timporti cos poco. Cos non soffrirai quando morir a Cuba. So che ha
ricevuto una notifica dal ministero della Guerra. Si arruola.
Con quellultima stoccata, rigurgit lultimo veleno che le era rimasto dentro e se ne and,
lasciando la sua amica nel dubbio se quel che le aveva detto fosse vero o se avesse voluto solo farle
del male.
gueda corse in cucina per verificare. Trov Sara che piangeva avvilita, insieme con Carmelo e il
povero Joaqun che cercava di darsi un contegno. Tra le mani rugose della donna, la lettera del
ministero con la chiamata alle armi. La presenza della giovane sembr sollevarli. Volevano la
conferma che nella lettera non ci fosse scritto quello che temevano, che fosse tutto un equivoco e
che si potesse eventualmente fare qualcosa per evitarlo. Nessuno di loro sapeva leggere bene:
sebbene don Andrs avesse insegnato a tutti in egual modo, in momenti come quelli era chiaro che
aver saltato le lezioni a causa del lavoro, o non aver potuto disporre di un libro sul quale ripassare,
aveva fatto la differenza tra il saper leggere o no.
La lettera del ministero sollecitava limmediato reclutamento di Joaqun nellesercito. Cuba, di
nuovo. Cera stata una nuova insurrezione di ribelli nella citt di Santiago e il presidente Martnez
Campos, che sapeva molto bene quanto gli fosse costato in passato dover battere in ritirata per
mancanza di soldati, si preparava a mandare un contingente tale da far tremare lisola.
gueda pens rapidamente a una via di uscita: chiese a suo padre la possibilit di pagare per
evitare larruolamento di Joaqun.
Se Catalina o io fossimo stati maschi ci avrebbero comunque richiamato. Cercava di
guadagnarsi le grazie di suo padre suscitandone lempatia. E sarebbe stato normale, in quel caso,
pagare le duemila pesetas per evitarci i tre anni di servizio militare. In tempo di guerra, ovviamente,
pagare sembrava la cosa migliore, ma don Alonso non era daccordo con questo ragionamento.
Sarebbe inopportuno, figlia mia.
Pap, ma Joaqun. Lui e la sua famiglia ci hanno servito per anni, protest. Non giusto
fare qualcosa per loro?
Quello che giusto non sempre corrisponde a ci che corretto, gueda. In questa azienda
agricola ci sono quasi un centinaio di braccianti, dei quali non meno di venti sicuramente riceveranno
anchessi una lettera dal Ministero. Vuoi che paghi per Joaqun e non per gli altri?
Sar un prestito, insistette gueda senza darsi per vinta. Sara sta facendo i conti per
affrontare la spesa. Pensa di vendere quel poco che hanno, i ricordi di famiglia, di chiedere prestiti ad
alcuni famigliari Nella sua disperazione, sta anche vaneggiando di mettersi nelle mani di qualche
strozzino senza scrupoli. Ma anche cos, non ce la faranno mai a radunare il denaro necessario.
Se facessi loro questo prestito, li condannerei a essere eternamente in debito con me, bloccati in
questa casa per sempre, per sempre nostri dipendenti allo scopo di restituire la somma.
Ma loro sono gi in questa condizione!
gueda vedeva limmagine di suo padre come uomo progressista crollarle davanti agli occhi. Da
qualche tempo lo aveva visto tradire le idee in cui sembrava credere; tutti quei volumi di Proudhon e
Thoreau, quelli che occultava nella parte nascosta della libreria perch erano nella lista dei libri
proibiti non sembravano significare pi nulla per lui.
Delusa, la giovane si rifugi nel suo cantuccio della biblioteca. In quel momento, quei testi proibiti
le sembravano pi autentici di tutte le persone che aveva conosciuto. Almeno loro non tradivano,
forse per il solo motivo che non avevano modo di farlo.
La porta della biblioteca si apr lentamente e apparve Salvador. Sapeva che aveva discusso con
suo padre. Si sedette di fronte a lei.
Cosa significa Joaqun per te, gueda? le chiese dolcemente.

Per la prima volta lei si ferm ad analizzare i propri sentimenti. Sapeva che molti ragazzi sarebbero
partiti per quella guerra. Sapeva di non avere tante cose in comune con Joaqun, anche se si sentiva
molto legata a Sara e a Carmelo. Dunque, perch era cos importante che Joaqun non andasse a
Cuba?
Joaqun una parte importante della mia infanzia, ment. Taceva i motivi reali: immaginava
che, se avesse lottato per evitare larruolamento di Joaqun, avrebbe smentito le accuse di Catalina
sulla sua attrazione per Salvador Castro.
Guardalo da questo punto di vista: lesercito pu essere unopportunit per lui. Non negargliela.
Luomo parlava con tono convincente. Anchio non ero gran cosa prima di diventare un soldato.
No! Non voglio che muoia in guerra! gueda si inginocchi di fronte a lui. Per favore,
aiutatelo. Vi supplico. Voi avete i contatti giusti, ne sono certa.
Quella situazione cambi latteggiamento di Salvador. Si rese conto che, se avesse fatto qualcosa
per lei, gueda gli sarebbe stata eternamente riconoscente.
E allora smise di considerarla una ragazzina. Davanti a lui aveva una donna capace di supplicare
per ottenere quello che voleva, capace di lottare con tutte le sue armi. Anche lei si accorse del
cambiamento negli occhi delluomo che si ergeva imponente sopra di lei e arross. Voleva fuggire,
imbarazzata, ma lui la trattenne.
Giuro sul mio onore che protegger Joaqun, le disse senza distogliere lo sguardo da lei. Mentre
le afferrava il braccio, aggiunse: Ho effettivamente dei contatti a Cuba. Non posso garantirgli la vita,
ma ti assicuro che ci sar sempre qualcuno che lo protegger.
Per la prima volta, gueda ebbe la sensazione di essere stata trattata da persona adulta. Non da
bambina, come facevano suo padre o don Andrs, non da compagna di giochi, come facevano
Catalina o Joaqun. Salvador la fece sentire, in quel momento, la donna che desiderava essere e per
un secondo lidea di baciarlo pass come un fulmine nella sua mente.

25

UNO dei giorni seguenti, Joaqun part con varie raccomandazioni sotto il braccio. Salvador si
apprestava a tornare a Puente Viejo senza che ci fosse stato nessun ulteriore avvicinamento con
gueda, quando tutto cambi.
Una notte, la ragazza si svegli sentendo le grida di suo padre e di Carmelo. Si sporse alla finestra
e vide un gruppo di almeno dieci uomini incappucciati. Due di loro erano armati di fucili da caccia e
uno di questi spinton suo padre, facendolo cadere a terra. La giovane, allarmata, si mise la vestaglia
e usc dalla sua camera in tutta fretta. Era gi alla fine delle scale quando il suono di uno sparo la
blocc, in preda al panico. Uno degli incappucciati era entrato in casa.
Dove credi di andare? disse prendendola per il braccio.
gueda era sgomenta. Terrorizzata che fosse successo qualcosa a suo padre, senza riflettere
morse la mano che la tratteneva e corse verso luscita. Furente, lassaltatore le and dietro. Don
Alonso era a terra, protetto da Carmelo. Questi, armato di un forcone, si frapponeva tra gli assalitori
e il padrone. gueda corse da suo padre e si inginocchi accanto a lui, spaventata.
Che cos successo? Che cosa vi hanno fatto? gueda toccava il corpo di suo padre cercando
qualche ferita. Vi hanno sparato, padre?
Calma, bambina mia, non successo nulla. stato uno sparo in aria, la tranquillizz don
Alonso.
Quando cap che lui era fuori pericolo, la giovane si guard intorno. Sara e il resto della servit
erano testimoni impotenti di fronte al furto di cavalli dalle stalle che si stava perpetrando. Qualche
ragazzo tent di opporsi, ma, di fronte alla minaccia di morte sicura, si fece indietro. Un altro degli
incappucciati usciva dal pollaio con un paio di galline che agitavano le ali e starnazzavano spaventate.
Il vetro di una finestra che si rompeva in mille pezzi fece sussultare gueda. Una sedia cadde
proprio accanto a lei dal secondo piano e, guardarlo cadere, le parve di veder crepitare delle fiamme
dallaltra parte della casa. Un nuovo rumore attir la sua attenzione: un suono sgradevole che si
prolungava con una cadenza monotona e a poco a poco svaniva, per riproporsi nuovamente.
Hanno distrutto il pianoforte, sospir don Alonso con tristezza.
Libri e documenti vennero buttati fuori dalle finestre rotte. Thoreau, Cartesio, Platone giacquero
squinternati a terra. Con essi, met del quadro Noli me tangere di Correggio. Quegli uomini non
avevano fatto caso al messaggio.
Padre, stanno distruggendo tutto. Ci ammazzeranno.
Shhh, non succeder nulla.
Uno degli incappucciati si avvicin. Se anche non lo avesse capito prima, non gli sarebbe stato
difficile dedurre ora che don Alonso, quelluomo pi anziano degli altri che tutti proteggevano, era il
padrone della tenuta. Era armato di schioppo e gueda temette il peggio. La sua respirazione
sinterruppe quando lo vide avvicinarsi e riprese solo quando osserv che larma si abbassava.
Quelluomo si avvicin a don Alonso e sollev il cappuccio fino al naso per assicurarsi che tutti
comprendessero correttamente il suo messaggio. Era un volto giovane, pi di quanto gueda avesse
immaginato, con labbra carnose e nitidamente disegnate: un tratto che lei non riusc ad associare a
nessun viso familiare.
I tempi stanno cambiando, signorino.

Prendete quello che volete, ma non fateci del male. In quel momento ancora per terra, don
Alonso era un uomo debole e disorientato. gueda temette il peggio. Perch lo fate? Io non vi ho
fatto nulla di male, si difendeva il padre.
E cosa vi fa pensare che noi ve ne stiamo facendo? chiese lincappucciato. Quindi lanci il suo
messaggio: Andremo in tutte le tenute e faremo lo stesso! Bruceranno, tanto che la notte sembrer
giorno! grid, mentre alzava lo schioppo. Non volle perdere altro tempo esponendosi troppo. Torn
a coprirsi il volto e quindi si gir per contemplare la sua opera, lassalto alla tenuta di Aguamansas.
Era impossibile dire se sorridesse o meno sotto quella tela spessa, ma sembrava molto orgoglioso di
quello che aveva fatto. gueda era sul punto di piangere. La sua casa, la sua vita, tutto ridotto in
frantumi e cenere.
Sent alcuni spari rimbombare da lontano, da un punto imprecisato. E, subito dopo, il rumore di
cavalli che correvano furiosamente. Gli assalitori si diressero sorpresi verso il loro capo; nervosi,
cominciarono a guardare in ogni direzione.
La Guardia Civile!
Nuovi spari, provenienti da due punti distinti, parvero confermare i suoi sospetti.
Vengono da tutti i lati. Ci stanno accerchiando. Il capo era contrariato, ma stranamente calmo.
Non aprite il fuoco se non necessario.
gueda fu colpita da questa calma, dalla voce che trasmetteva una sicurezza inaudita in quella
situazione di crisi. Il resto degli assalitori si avvicin al capo.
Ritirata! grid lui. E, avvicinandosi a Carmelo che si stava tenendo al forcone mentre cercava di
mantenere la calma, disse: Non sar lultima visita che vi far la Mano Negra.
Il gruppo se ne and portando via solo uno dei cavalli, un puledro che don Alonso aveva
acquistato recentemente, e lasciando tre parole sospese nellaria: la Mano Negra.
Su quel nome si sentivano in giro delle voci che venivano prese in poca considerazione; anche
gueda aveva creduto che fossero niente pi di un racconto di vecchie comari, inventato per
spaventarla. Purtroppo era tutto vero.
Adesso bisognava solo riempire secchi dacqua e portarli di corsa nel salone, dove andava
aumentando sempre pi il crepitio delle fiamme. Fu Sara a prendere liniziativa: cominci a dare ordini
come se fosse stata da sempre la responsabile della tenuta e rapidamente tutti si misero in
movimento.
Prendi un secchio e corri al pozzo! ordin alla giovane. anche casa tua quella che sta
bruciando. Lei obbed senza fermarsi a considerare che uninserviente stava dando ordini a una
padrona. In quel momento, la cosa importante era evitare che il fuoco si propagasse per la casa.
Allora lui apparve, Salvador, in sella al suo cavallo nero e armato di fucile. Dallingresso del
cancello, con un rapido sguardo si fece unidea dei danni, forte dellesperienza di numerosi anni
nellesercito. Prima di smontare, port due dita alle labbra e lanci un poderoso fischio che risuon in
tutta la tenuta. Improvvisamente gueda vide comparire Kumoo in sella a un altro cavallo, con le
catene e gli anelli ma armato anchegli di schioppo.
La ragazza impieg un istante a capire cosera successo. Non era stata la Guardia Civile ad aver
messo in fuga gli assalitori. Non sarebbero potuti arrivare in tempo dal loro quartier generale in
paese. Quella ritirata era stata opera del soldato e del suo schiavo nero e quegli spari, da diversi punti
della tenuta, rivelavano un congegno perfettamente oliato da tanti anni di collaborazione.
gueda seppe che Kumoo era qualcosa di pi di uno schiavo per Salvador. Probabilmente era una
persona di fiducia; per questo, sebbene lo tenesse incatenato, gli aveva permesso di avere con s
delle armi. Quella sincronia nei movimenti e quella complicit li facevano somigliare a compagni di
avventura; che Kumoo fosse in catene o meno, era chiaro che in quel momento il militare aveva
bisogno di lui. Daltro canto, la lealt di Kumoo nei confronti di Salvador sembrava totale. Si sarebbe
potuto scontrare con lui, ma non lo faceva; e non era sicuramente per timore, al contrario di quanto
aveva detto il suo padrone. Quelluomo non era un codardo. Un uomo pauroso avrebbe affrontato

una dozzina di briganti come aveva appena fatto lui?


Era gi lalba quando infine arriv la Guardia Civile.
Don Rafael li aveva allertati e veniva con loro. Nel frattempo, i cavalli erano stati riportati nelle
stalle e lincendio del salone era stato spento. Don Alonso, infreddolito bench coperto da un
mantello, li mise al corrente dellaccaduto.
Non erano della zona, su questo non ho dubbi. Sembravano banditi ma, prima di andarsene, si
sono identificati come membri della Mano Negra, raccont.
Gli anarchici e la loro azione diretta! sbott Salvador. Stanno mandando in rovina il Paese.
Lesercito non sta gestendo la situazione come dovrebbe e permette la loro diffusione.
Dovremmo stabilire dei turni di vigilanza, con uomini armati, propose don Rafael. Bisogna
prendere delle precauzioni. Mai mi sarei aspettato una cosa simile in questa regione.
Il capo ha promesso che torner, disse don Alonso. Ma cosa abbiamo fatto a questa gente?
si chiedeva ossessivamente. Il comandante della Guardia Civile spieg che, in base alle notizie che
avevano raccolto, gli attacchi venivano fatti in zone dove i raccolti scarsi e la fame avevano spinto
molti braccianti al saccheggio. Pensava alla possibilit che questo fosse accaduto anche l.
senza dubbio per le elezioni, corresse don Rafael. Ho visto come si sono comportati
lavvocato Miguel Senz e i suoi seguaci, incluso quel suo maestrino. Non mi meraviglierei per nulla
se si trattasse di una vendetta.
Il capo ha detto che i tempi stanno cambiando, don Alonso riprese il racconto, ed ci che
aveva dichiarato anche don Andrs durante le elezioni. Ma non possibile, non lo vedo capace di
simili atrocit.
Port le mani alla testa e si guard intorno alla ricerca di sua figlia.
Ma se tornano, cosa faranno ad gueda?
Venite a stare a casa mia, don Alonso, propose don Rafael.
Non possibile. Chi difender Aguamansas?
Permettete che almeno accolga gueda fino a che non si saranno capiti gli sviluppi di questi
attacchi.
No, padre. Io non vado via. Non vi lascer da solo, protest gueda, che si era avvicinata
notando che suo padre la stava cercando.
Non sar solo, piccola. Carmelo e Sara veglieranno su di me. Don Alonso aveva gi preso la sua
decisione.
gueda, ascoltate quello che dice vostro padre: dovete mettervi al riparo da questi selvaggi e la
tenuta degli Hernndez de Valderrama il luogo ideale, intervenne Salvador.
Lopposizione di gueda perdeva forza a mano a mano che si faceva strada dentro di lei il
pensiero che essere accolta a El Sotillo avrebbe significato stare sotto lo stesso tetto di Salvador
Castro.

26

SALVADOR ritard il ritorno a Puente Viejo. In realt, il suo era un gesto galante, anche se laveva
camuffato con una scusa legata agli affari: i suoi interessi si concentravano ora sul futuro uliveto di
Aguamansas e quindi doveva difenderlo. Non pensava di abbandonare il luogo fino a che i
responsabili dellattacco non fossero stati catturati.
La Guardia Civile non faceva grandi progressi, anche se la sparizione di don Andrs e di quel
Miguel Senz era molto sospetta. La stessa madre del giovane avvocato temeva che gli fosse
successo qualcosa, ma daltro canto negava la sua partecipazione a qualsiasi organizzazione
pericolosa come la Mano Negra.
Dal canto suo, Salvador si dichiarava convinto che ci fosse Senz dietro tutti quegli avvenimenti.
Senza dubbio, quel giovane aveva idee anarchiche e si sarebbe dovuto agire prima nei suoi confronti.
Ora sarebbe stato molto difficile trovarlo, anche se, promise, avrebbe messo tutto il suo impegno nel
farlo: avrebbe girato per le montagne dei dintorni, quella gente non poteva aver percorso molta
strada.
Ciononostante, latteggiamento di Salvador non era molto chiaro. Prendere quegli uomini
sembrava fondamentale per i suoi interessi economici, ma, mentre lo diceva, guardava gueda e le
sorrideva come se lo stesse facendo per lei. Allo stesso modo, quando ricevette una lettera
dallaccampamento militare al quale era stato destinato Joaqun, corse a informare la giovane delle
novit. Secondo le informazioni ricevute dai suoi contatti, il ragazzo sembrava adattarsi bene ed era
molto efficiente; gli auguravano un futuro militare ed erano riconoscenti a Castro per averlo
segnalato.
Se davvero cos valido come dicono, forse potrei prenderlo a mio servizio, afferm il soldato.
Anche se questo ragazzo dovrebbe scrivere di tanto in tanto per far sapere che sta bene. Non
credi?
Temo che il genere epistolare non sia il suo forte, obiett gueda senza malignit.
Senza rendersene conto, stava facendo quello che prima rimproverava a Catalina: usciva a
passeggio a cavallo con Salvador e si interessava a tutti i dettagli della sua vita, tanto che non si
meravigli di notare gli sguardi di rimprovero della sua amica, non pi partecipe di quei momenti: di
fatto preferiva mantenersi lontana da entrambi. gueda sopportava quegli sguardi con stoicismo,
anche se di tanto in tanto soffriva perch Catalina, quando aveva occasione di ferirla, non lasciava
correre.
Le malelingue non riposano mai. Chiss cosa sarebbe successo, se fosse arrivato allorecchio di
Gonzalo Mesa che uscivo a passeggio con Salvador e che rimanevo sola con lui? le disse un
pomeriggio. Mi avrebbe preso per una donna leggera e non avrebbe voluto avere pi nulla a che
fare con me. Sai, gueda, una donna di quel tipo rimane macchiata per tutta la vita e non trova pi
un marito adeguato.
Tuttavia, quelle malignit non facevano che rafforzare il desiderio di gueda di condividere quei
momenti con Salvador. Era il suo modo di ribellarsi ai principi stabiliti, proprio quando le idee pi
progressiste di suo padre sembravano vacillare. La giovane si credeva responsabile di mantenere
accesa la fiamma della ribellione e il suo modo di farlo era lottare contro i pregiudizi e i pettegolezzi.
Aveva lassoluta certezza di non commettere nulla di male.

Un giorno, invece, in una delle passeggiate a cavallo con suo padre e don Rafael successe
qualcosa che la fece pensare. Guardandosi alle spalle, vide che Kumoo la stava osservando con
sguardo preoccupato. E non solo: le sembr che lo schiavo indirizzasse a lei gli stessi segnali che un
giorno aveva lanciato a Catalina, quando riteneva che questa si stesse avvicinando pericolosamente al
suo padrone. gueda rimase perplessa. Perch quello che le era sembrato rischioso e inadeguato per
la sua amica non sarebbe dovuto esserlo per lei?

27

IL racconto di donna gueda fu interrotto da una visita improvvisa, forse la prima da quando si
erano insediati a El Jaral. La donna, e ancor di pi Pepa, rimase stupita quando Ins entr nella sala
ad annunciare loro larrivo di un certo don Tristn Castro.
Pepa cominci a camminare con passo sostenuto per i corridoi del palazzo. Anche se non si
sapeva orientare ancora bene in quel labirinto di passaggi e saloni, la sua ansia di rivedere Tristn le
permise di trovare la strada pi breve per raggiungerlo. Dietro di lei, cercando di stare al suo passo,
donna gueda tentava di convincerla che non fosse opportuno incontrarlo. E perch non dovrebbe
essere opportuno? chiese Pepa. La donna sospir.
Perch quello che sei venuta a sapere in questi giorni sulla tua origine ti ha colpito molto e
perch forse n tu n lui siete pronti ad accettare il fatto di essere fratelli.
La ragionevolezza degli argomenti avanzati da gueda bloccarono Pepa in mezzo a quel corridoio.
Fratellastri. E non sono obbligata a dirglielo, ribatt. Almeno non proprio ora.
Donna gueda riusc a raggiungerla e a fermarla, pregandola di reagire.
Ma non capisci che non potrete mai stare assieme? Questa relazione impossibile. Inoltre tu
stessa mi hai raccontato che il tuo amore per lui era finito.
No, questo mai! Abbiamo avuto i nostri momenti difficili, ribatt Pepa, ma non mi sentirete
dire che non lo voglio, che non lo amo in ogni istante come se la mia vita dipendesse da lui.
Ma questo amore tanto travagliato deve terminare, figlia mia.
Pepa, che non voleva ascoltare donna gueda, le pass di fianco e continu il suo percorso fino
alle scale principali. E, una volta l, finalmente lo vide.
Donna gueda, che arrivava subito dietro di lei, riusc solo a essere testimone di quellincontro:
Tristn si volt nelludire i passi e il suo volto si illumin nel notare Pepa, quindi le and incontro con
la spontanea intenzione di abbracciarla e baciarla. Per un istante, anche lei cerc le sue labbra in
modo istintivo, ma reag un secondo prima che le loro bocche si toccassero, schivando il bacio e
abbracciandolo forte. Stando vicino a lui, la cruda realt laveva colpita con tutta la forza di un
martello sullincudine.
Tristn si sorprese del gesto, ma lo attribu allultima delle loro discussioni. Pepa, senza lasciare il
contatto fisico con quelluomo il cui amore le veniva negato, alz gli occhi al soffitto, sofferente e
supplicante. Per tutta risposta, in cima alle scale incroci lo sguardo di sua madre.
Con uno sforzo indicibile, si stacc da Tristn.
Gli Ulloa mi hanno detto che eri qui, ma non so se sia per tua volont. Pepa svi lo sguardo
cercando di evitare i suoi baci e Tristn, che non poteva sapere quello che in realt li teneva lontani,
arriv alle sue conclusioni: Abbiamo fatto di tutto per portarti via da quel capanno, ma impazzivi
ogni volta che provavamo a spostarti di l. Non mi permettevi nemmeno di toccarti, Pepa
Invece noi siamo riusciti a convincerla a venire qui, gli rinfacci donna gueda.
Il giovane non pot evitare di sentirsi minacciato da quella signora. Dal loro arrivo a Puente Viejo,
infatti, i Mesa si ostinavano a rovinare lesistenza dei Montenegro. Si domand se il tenere Pepa l
non facesse parte dello stesso piano.
Non capisco come avete fatto, ma ve ne sono grato, in ogni caso Sempre che le vostre
intenzioni nei confronti di Pepa siano buone, chiaramente. Aveva tentato di essere compassato, ma

aveva molti pensieri in testa. Ma come possiamo esserne sicuri? Da quando avete messo piede in
questo paese non avete fatto altro che rendere la vita impossibile a me e alla mia famiglia. Avete
soffocato le nostre terre, boicottato le nostre imprese, rubato i nostri operai
Gli affari sono affari, signor Castro, chiar donna gueda, e non hanno nulla a che fare con il
fatto che Pepa si trovi con noi. A Tristn, tutto questo sembrava molto strano. Non poteva evitare
di pensare che Pepa fosse in qualche modo obbligata a rimanere l. Lei stessa si preoccup di
dissipare qualsiasi dubbio.
Non c nessuna ragione strana o occulta perch io mi trovi qui. Anche se ti devo dire una cosa
molto importante.
Donna gueda si innervos. Sarebbe stata capace di svelargli tutto? Tristn, dal canto suo,
sembrava impaziente.
Tristn, annunci infine la giovane, questa donna mia madre.
Lui rimase sconcertato.
Ma io pensavo che tua madre fosse una levatrice, una donna di umili origini, come mi avevi
raccontato.
Anchio ne ero convinta, ma non cos.
Tristn scosse il capo.
No mi spiace, Pepa, ma non posso crederti. Questa donna sta cercando di metterci i bastoni
tra le ruote. Non c da fidarsi di lei. Lascia che ti parli da solo. Voglio essere sicuro che tu non dica
queste cose perch sei costretta a farlo.
Non sono oggetto di pressioni n di minacce. Devi credermi, lei dice la verit. Mi conosci bene.
Sai che non facile farmi dire qualcosa che non penso.
Ma come puoi esserne tanto sicura? Ti ha portato delle prove?
No, Tristn, ma queste cose si sanno.
Lui non capiva perch si fidasse ciecamente di quella donna.
Inoltre, continu Pepa, che senso avrebbe farmi credere che sono sua figlia? Che vantaggio
ne avrebbe?
Il giovane non aveva risposta a questa domanda.
In realt, Pepa si mostrava molto pi ferma di quanto si sentisse davvero: vagliava le parole di
Tristn e considerava la possibilit che avesse ragione. Si era sempre fidata del proprio istinto, al
momento di riconoscere le persone che potevano farle del male, anche se senza ombra di dubbio si
era sbagliata con Carlos Castro; da quel momento aveva deciso di chiudere il suo cuore ed essere
cauta. Le sarebbe piaciuto raccontare a Tristn tutti i suoi pensieri, ma, se lo avesse fatto, avrebbe
dovuto anche parlargli della disgraziata parentela che li univa. Quei baci non sarebbero dovuti
esistere, tra fratelli. Anche a lei costava crederlo. Si sent obbligata a evitare il suo sguardo una volta
ancora.
Non capisco cosa ti stia succedendo, protestava lui. Ti rifugi qui perch non vuoi vedermi?
Pepa, se in passato non ho saputo sostenerti nel tuo dolore per la morte di Martn, ti prego di
perdonarmi. Anche per me non stato facile, ti assicuro. Vedere che ti disperavi in quel modo
Basta! Pepa voleva che non si parlasse di quella parte della sua vita. Vattene ora, per favore.
Mi piacerebbe spiegarti quello che provo, ma non possibile. Ti posso solo dire che tu e io non
possiamo stare insieme. Mi spiace
Tristn impieg qualche istante ad assimilare le parole e trarne le conseguenze.
Annu, deluso, e prima di andarsene lanci unultima occhiata a donna gueda che, dalle scale,
non aveva perso nessun dettaglio di quel momento cos importante e doloroso per Pepa.
La giovane non fece nulla per trattenerlo. Soffr in silenzio perch non poteva raccontargli di pi,
ma lo lasci andare. Solo quando ebbe la sicurezza che Tristn fosse abbastanza distante per non
sentirla, scoppi in singhiozzi.
Bambina mia

La donna scese le scale e corse ad assisterla, ma Pepa rifiut il suo abbraccio, arrabbiata per tutte
le notizie atroci che le aveva dato, e si allontan con gli occhi colmi di lacrime.

28

CON il tempo, Pepa si rese conto di non poter incolpare donna gueda delle proprie sventure. Fu
lei stessa, di sua spontanea volont, a decidere di tornare a parlare con lei, per dirle che cosa pensava
della relazione con Tristn.
Mi spiace di essere ossessionata in questo modo, ma al mio cuore costa moltissimo dimenticare i
momenti meravigliosi trascorsi in sua compagnia.
La donna la comprendeva benissimo. Era molto dispiaciuta per il suo dolore e in un certo qual
modo si sentiva colpevole.
Se ti avessi trovato cinque, dieci anni fa
Ma, se fosse stato cos, Pepa non avrebbe conosciuto Tristn. Non avrebbe dato alla luce Martn.
No, le costava molto credere che quello fosse stato un errore. Un deprecabile errore del destino.
Pepa ricord la teoria di gueda secondo cui il destino ha le sue ragioni perch le cose accadano.
Una teoria che non funzionava in questo caso: Tristn non sarebbe dovuto essere suo fratello, il
destino nel loro caso si era sbagliato.
Donna gueda la corresse. Il destino ha sempre le sue ragioni, che fanno s che le cose
succedano in un certo modo e non in un altro, ma questo non significa che non faccia vittime.
Don Andrs, per esempio, stata una vittima.
Pochi giorni dopo lattacco, la Guardia Civile aveva catturato il maestro. Apparentemente stava
fuggendo dalla zona, anche se non cera nessun indizio che lo mettesse in relazione con gli eventi
della tenuta di Aguamansas. In ogni caso, la Guardia Civile si fece carico di sorvegliarlo e trattenerlo
da quel momento. Non permisero che n gueda n suo padre si avvicinassero alla caserma per
parlare con lui e collaborare alle indagini.
Don Alonso continuava a essere convinto dellestraneit di don Andrs rispetto allattacco e la
ragazza, da parte sua, non sapeva cosa pensare. Quello che fondamentalmente voleva capire era il
motivo per cui stavano succedendo quelle cose. Sapere che il suo maestro aveva partecipato o
collaborato allattacco le avrebbe spezzato il cuore, ma molti dei principi sui quali aveva basato la
propria vita ora stavano vacillando.
Padre e figlia, comunque, erano daccordo sul fatto che le autorit non stessero lavorando
adeguatamente. Le voci che metteva in giro Sara, ferita nel vedere vilipeso un uomo cos buono,
dicevano che la Guardia Civile aveva picchiato crudelmente don Andrs, strappandogli in quel modo
una confessione. Sua cugina era stata incaricata di dargli da mangiare dopo quellepisodio e
raccontava che il poveretto era stato conciato per le feste.
La Guardia Civile si present alla tenuta per dare informazioni sui progressi fatti. Esattamente
come sospettavano, don Andrs aveva confessato il suo coinvolgimento con gli anarchici, scontenti
del risultato delle elezioni.
Il capo del vostro attacco era un tale Miguel Senz che si suppone abbia contatti con
lorganizzazione Mano Negra, conferm la guardia, e quello stato solo un esempio di ci che loro
intendono per azione diretta contro gli uomini perbene.
Non conoscevano il rifugio di quelluomo n gli altri partecipanti allattacco, che sicuramente erano
scappati o si erano nascosti da qualche parte sperando di tornare a compiere altre scorribande.
La prospettiva di un nuovo colpo pendeva come una spada di Damocle sulla testa di don Alonso e

gli toglieva il sonno. Volle che gueda rimanesse con gli Hernndez de Valderrama e si sentiva pi
sicuro sapendo che qualcuno di esperto come Salvador era con loro, ma la giovane si chiedeva, come
peraltro anche Sara o Carmelo, se quello che aveva confessato don Andrs non fosse frutto della
tortura.
Lattacco della Mano Negra serv alla Guardia Civile come scusa per preparare un registro delle
probabili abitazioni degli anarchici e dei loro supposti simpatizzanti.
Un giorno, gueda vide che suo padre nascondeva in un baule quei libri che aveva sistemato nella
parte nascosta della libreria e che erano sopravvissuti allincendio nella notte dellattacco. Mentre lo
faceva, mormorava tra s che era stata una fortuna che la Guardia Civile non li avesse trovati. Don
Rafael, intanto, aument la protezione a El Sotillo. Era normale vedere uomini armati in giro e in tutta
Acatucia si guardava con diffidenza ai forestieri.
Sebbene suo padre continuasse a essere spaventato, dopo due settimane la permanenza di
gueda in casa degli Hernndez de Valderrama termin. In quel periodo era stata quasi sempre in
compagnia di Salvador e del silenzioso Kumoo al quale, dopo limboscata della Mano Negra, il suo
padrone aveva tolto le catene. Il fabbro di Acatucia le aveva rimosse con la stessa perplessit con la
quale le aveva applicate e, da quel momento, invece di riutilizzarle le aveva esposte sulla parete del
suo negozio, assicurando con un certo orgoglio che erano servite per incatenare uno schiavo.
Ora linteresse di tutti era che le cose tornassero alla normalit. Il processo di piantagione dei
giovani ulivi era quasi concluso, lasciando in compenso i campi senza cereali, e gi erano iniziati i
lavori per la costruzione di quello che sarebbe stato battezzato Frantoio di Aguamansas.
Salvador stava ritardando troppo il suo ritorno a Puente Viejo e, anche se considerava la propria
presenza l necessaria per questioni di sicurezza, era certo che non si sarebbe potuto fermare molto
pi a lungo. Cos almeno raccont a don Rafael e a don Alonso. Spieg che la gestione della sua
azienda lo richiamava e che, per il bene di tutti, doveva riprendere i suoi contatti con il ministero per
abbassare il pi possibile i dazi.
Propose a don Alonso di inviare alcuni dei suoi uomini di fiducia, gente addestrata nellesercito
come lui, a proteggere la sua casa; come don Rafael, che aveva la sua piccola milizia, anche lui
doveva averne una propria. Sarebbe stata la migliore protezione contro un attacco. Don Rafael
applaud a questa decisione, convinto che, se avevano attaccato il suo amico, era perch sapevano
che in quella casa non erano armati.
Uomini armati ad Aguamansas? Mai! protest gueda. Non siamo in guerra!
Figlia mia, per favore.
Se mando degli uomini qui non unicamente per la necessit di proteggere voi e vostra figlia,
medi Salvador, ma anche per preservare quella che sar la mia prossima fonte di guadagno.
No! ripet lei, decisa.
Basta con questi capricci, gueda! la riprese suo padre.
In realt, spieg il militare, questo ci che pi si avvicina allinizio di una guerra e a questo
punto la vigilanza pi che necessaria. Lattacco della Mano Negra stato un esempio di qualcosa
che si pu riprodurre su vasta scala. I braccianti chiederanno un trattamento migliore, faranno
sciopero come nelle fabbriche e qualcuno deve bloccarli sul nascere.
E come? Con percosse? Con estorsioni? Con la tortura? chiese seccamente lei.
User i mezzi che riterr adeguati e il risultato andr a vantaggio di tutti. Non conosco nessuna
fortuna che sia stata fatta con parole amorevoli. Bisogna avere il pugno di ferro.
Quando Salvador e don Rafael se ne andarono, don Alonso si sedette di fronte a quello che
rimaneva del pianoforte mezzo distrutto. Accarezzandone i tasti mormorava, come fosse una
cantilena: Tempora mutantur, et nos mutamur in illis . Si era arreso e gueda cominciava a non
riconoscerlo pi.

29

SENZA dubbio, don Alonso era un uomo stretto tra due mondi. Da un lato, parte delle sue antiche
idee erano state vicine ai concetti del corporativismo e delleguaglianza sociale; ora incolpava quelle
stesse idee del male e dellangoscia che lo attanagliavano. Daltro canto, sembrava temere che
qualcuno scoprisse la sua simpatia verso gli ideali progressisti e che potesse mettere in dubbio la sua
appartenenza allaltra parte, quella dei legittimi proprietari terrieri. Per lui il futuro non si prospettava
pi come una volta e per questo una notte bruci il baule con tutti i libri citati nellIndex librorum
prohibitorum, gli stessi dei quali era andato tanto orgoglioso in passato. I tempi stavano decisamente
cambiando per lui.
Subito dopo and nella camera di gueda e la svegli. Era pallido e preoccupato. Non riusciva a
dormire dal giorno dellattacco e sua figlia se nera accorta. Ma quella notte stava peggio delle altre:
aveva gli occhi sgranati dal panico e cerchiati.
gueda, figlia mia, si sedette sul suo letto. Ho paura per te. Salvador Castro parte domani per
Puente Viejo e, fino a che non torner, Aguamansas sar priva di protezione. Gli uomini di don Rafael
proteggono solo El Sotillo e la Guardia Civile lontana.
Cosa volete dirmi, padre?
Questo non un luogo sicuro per te, prosegu lui senza guardarla. Il fatto che abbiano
arrestato don Andrs ci espone ancora di pi. Temo imminenti rappresaglie.
E quindi? La giovane lo seguiva, senza capire cosa le stesse proponendo.
Salvador va con lui, disse alla fine. lunico che possa proteggerti. Io non posso, figlia
mia.
La richiesta di don Alonso lasci gueda di sasso. Suo padre si stava facendo prendere dal
panico? Lei sapeva perfettamente che non si temevano nuovi attacchi o almeno lo intuiva. Con un
uomo tra le sbarre e il resto del gruppo in fuga, non sembrava probabile. Tuttavia era confusa: quel
viaggio le avrebbe dato loccasione di uscire dai luoghi angusti in cui aveva trascorso tutta la sua vita.
Era unopportunit unica. E anche quella di stare con Salvador. Anche se il destino era lontano
dallessere perfetto, perch a Puente Viejo sarebbe stata ospite non solo di Salvador ma anche della
sua giovane sposa, donna Francisca Montenegro.
Da un lato era gelosa di quella donna e non voleva saperne nulla. Dallaltro, era curiosa. Si sentiva
stranamente incuriosita su come fosse la donna che aveva rubato il cuore al militare. E cera dellaltro.
Non riusciva a evitare di pensare a un possibile incontro passionale con Salvador, ma riteneva che la
sua fosse solo una fantasia. Conoscere donna Francisca sarebbe stato un motivo in pi, forse il pi
solido, perch ci non accadesse. Era convinta che, una volta arrivata alla sua tenuta e visto Salvador
circondato dalla sua famiglia, la sua stupida ossessione sarebbe cessata. Quello che ignorava era che
Salvador non lavrebbe mai portata a Puente Viejo.

PARTE QUARTA

30

STAVA albeggiando. Da parecchi giorni Olmo non riusciva a dormire bene e attribuiva il fastidio
allagitazione causata dallaver finalmente trovato Pepa e averla portata da sua madre, e al fatto
sorprendente che la ragazza non fosse scappata di corsa dopo aver conosciuto la verit sulla sua
origine. La sensazione che tutto stesse procedendo troppo bene lo preoccupava. E adesso? Come
sarebbe andata con gueda dora in poi? Che cosa fa una persona quando finalmente realizza ci per
cui ha lottato una vita intera?
Scese in cucina. Un bicchiere di latte caldo poteva essere un rimedio contro linsonnia. La trov l
che stava terminando di fare colazione.
Cosa fai in piedi cos presto, Pepa?
Mi alzo sempre allalba. unabitudine. Inoltre, cos la servit non mi deve preparare il pasto.
un problema per te essere servita?
Me la sono sempre cavata da sola, afferm lei. Non mi sembra corretto che altre persone
facciano per qualcuno quello che lui stesso pu fare da s.
Da quanto tempo non esci da El Jaral, Pepa? volle sapere Olmo.
Da qualche giorno.
E non dovresti fare una passeggiata, respirare un po daria? sugger lui.
Non ne ho ancora molta voglia, in verit. Non che non avesse voglia di una passeggiata
allaria aperta o di godersi un po di sole invernale. Quello che in realt la spaventava era doversi
confrontare con la propria colpa e con gli sguardi accusatori di Puente Viejo per il parto fallito di
Gloria.
Olmo not che Pepa continuava a essere reticente, quindi decise di cambiare discorso.
Ieri pomeriggio, io e la mia matrigna siamo scesi in paese. Abbiamo visto Tristn Castro. Lei ti
ha raccontato qualcosa?
No, nulla. Ieri non ci siamo quasi parlate, disse Pepa. C qualcosa che devo sapere in
proposito?
Non stato un incontro gradevole, la avvert lui. Tristn lha accusata di tenerti segregata.
Pensa che ci sia sotto qualche ricatto nei tuoi confronti. Donna gueda lha negato, ma lui lha
trattata in maniera poco cavalleresca. Almeno, per come io ritengo che un cavaliere debba
comportarsi.
Che cos successo?
In verit un peccato che coloro che devono dare il buon esempio si comportino come zotici, e
Tristn lo ha fatto offendendo una signora nella piazza di Puente Viejo.
Smettila di parlare male di lui e raccontami senza giri di parole quello che accaduto, si
spazient Pepa.
Donna gueda e io stavamo passeggiando per le vie, quando abbiamo incontrato il signor
Montenegro che, considerato il mondo in cui si comportava, probabilmente era appena uscito dalla
taverna degli Ulloa, cominci a raccontare Olmo. Si piantato di fronte a noi e ha chiesto alla mia
matrigna che la smettesse di avvelenarti.
Pepa aggrott la fronte.
Lei gli ha spiegato nuovamente che ti trovi a casa nostra per tua volont, che sei sua figlia e che

intende riconoscerti come tale.


E cosaltro?
Preferisco evitarti gli insulti che Montenegro ci ha indirizzato. Olmo fece una pausa. Certo, non
gli ho chiesto soddisfazione immediata perch sembrava essere sotto leffetto dellalcol e sarebbe
stato un duello impari.
Tristn un soldato esperto, ha molte battaglie alle spalle, Pepa cominci la sua difesa, e,
anche se avesse bevuto un barile, sicuramente sarebbe stato capace di batterti in qualsiasi tipo di
duello, fatta eccezione per uno di composizioni poetiche. Il bersaglio questa volta era il
comportamento borioso del giovane Mesa.
Dimmi una cosa, disse Pepa dopo qualche secondo di silenzio, come ha fatto donna gueda a
sapere dovero?
Lei non ha mai accettato la morte di sua figlia e ha fatto s che mio padre, Gonzalo Mesa,
dedicasse sforzi e denaro alla tua ricerca. Alla sua morte, io ho proseguito la missione. Quello che
Olmo avrebbe voluto aggiungere che laveva fatto a costo di sacrificare la propria vita, ma, in linea
con il suo modo di essere, non lo disse. Invece, animato dal silenzio attento di Pepa, prosegu con
tutta la storia.
Trovai dei testimoni che mi dissero che Josefa Balmes, la Candelaria, per un po era stata
accompagnata da una bambina mentre prestava servizio come levatrice e che, stranamente, non si
avvicinava mai ad Acatucia per assistere a dei parti. Io fui incaricato di seguire questa pista fino al
momento della sua morte. Pi tardi scoprirono che unaltra levatrice, Tefila, viaggiava accompagnata
da una bambina di nome Pepa. E scoprirono cos che Alba era ancora viva.
Chi Alba? chiese Pepa.
Prima di lasciarti con la Candelaria, gueda aveva dato il nome a sua figlia Alba.
Io avevo un altro nome?
Olmo assent e continu.
gueda cominci a parlare di te poco dopo essersi sposata con mio padre e non ha ancora
smesso. Sei sempre stata il suo desiderio, la sua chimera. Non smetteva di chiedersi cosa fosse stato
di te e dove potessi essere. Io ho pensato che trovarti sarebbe stato il modo migliore di renderla
felice.
Olmo aveva trascorso tutta la giovinezza in viaggio, chiedendo in ogni dove di una levatrice di
nome Josefa Balmes, la Candelaria, poi di unaltra chiamata Tefila. Venne a sapere quello che era
successo nella casa di Carlos Castro nelle Asturie, di come Pepa era stata cacciata, e parl alla
giovane delle lacrime amare di donna gueda, sia perch aveva perso le tracce di sua figlia sia per il
dolore che quelle persone le avevano causato.
La mia matrigna e io in pratica abbiamo dedicato la nostra vita a cercarti.
Ma io non lho chiesto, disse lei sorpresa dalla rivelazione. Felice o no, comunque mi sono
fatta la mia vita. Anche se adesso risulta essere tutta una menzogna.
Cercarti ha dato un senso alla vita di donna gueda, Pepa.
Beh, deve essere molto delusa da ci che ha trovato.
Ti sbagli. Da quando ti ha incontrato, pi luminosa che mai.

31

DON Alonso non sembrava rendersi conto dellattrazione di sua figlia per Salvador. Non sapeva
che, in realt, colui che aveva scelto come guardiano era con ogni probabilit il male dal quale
avrebbe dovuto proteggere sua figlia. Tuttavia, dal giorno dellattacco era ossessionato dal pensiero
della sicurezza di gueda e molto concentrato nel progetto degli uliveti e del frantoio. Era ottimista
rispetto ai calcoli fatti dal militare sulla produzione e lesportazione di olio e confidava di dare nuovo
splendore alla tenuta di Aguamansas. Lo considerava un modo per compensare gueda di tutto ci
che aveva perso dopo la morte della madre, perch pensava che alla fine, con quellimpresa, avrebbe
recuperato il marchesato.
La partenza tard pi del previsto. Molto di pi. Per cominciare, gueda aveva una cosa da fare:
non poteva andarsene da l senza vedere qualcuno che era stato molto importante per lei. Doveva
verificare se era vero che il suo maestro aveva partecipato allattacco della Mano Negra. Anche se la
Guardia Civile lo teneva in isolamento, non fu difficile per la giovane convincere uno degli incaricati
della sua vigilanza.
Sapeva che i loro stipendi erano molto bassi e quindi erano soliti cadere nella tentazione della
corruzione. Cosicch prepar alcuni piccoli ciondoli, ricordo di sua madre. Arriv alla prigione nascosta
da un mantello che aveva preso in prestito in cucina, probabilmente di Sara. Quando si present
davanti al capo, questi la riconobbe.
Non vi ricordate di me, signorina? le disse sorpreso dalla sua presenza in quel luogo. Sono
Josete.
Da ragazzo, quel soldato era stato bracciante da suo padre e se nera andato dalla tenuta per
cercare fortuna, piuttosto che lavorare tutti i giorni dallalba al tramonto. Ciononostante, manteneva
un buon ricordo della famiglia e, soprattutto, considerava ingiusto che stessero trattando cos don
Andrs. Anche lui, le spieg, aveva imparato a leggere grazie al maestro.
Potete fargli visita, ma voglio avvertirvi, signorina gueda: non credo che vi piacer quello che
vedrete.
Effettivamente don Andrs si trovava al centro di una cella fredda, torturato e spossato. Colpita
nel trovare il suo precettore in quelle condizioni, vinto e a pezzi, la ragazza scoppi a piangere in
silenzio. Il maestro impieg qualche istante per capire che cera unaltra presenza nella cella.
gueda! pronunci quasi senza voce, quando riusc a mettere a fuoco la figura che si
presentava davanti a lui. Come mai ti hanno lasciato passare? Sar meglio che tu te ne vada.
Don Andrs, non colpa di mio padre, replic lei immediatamente: pens che non volesse
incontrarla a causa del rancore. Ma non era quello che luomo aveva in mente.
Non devi vedermi cos. Si vergognava del suo stato, delle contusioni, delle ferite aperte e della
sporcizia della sua pelle e dei suoi abiti. Non posso sopportarlo.
gueda avvicin una luce e nello scorgere il suo volto, quasi sfigurato dai colpi e dalle ferite, si
port la mano alla bocca, allibita.
Mio Dio, sembrate molto malconcio.
Noli me tangere, disse lui, sorridendo quel poco che la tumefazione del viso gli permetteva. Poi
gli scesero le lacrime. Perdonami, gueda. Come un codardo, ho detto quello che volevano sentirsi
dire.

So che non vero. Il viso di don Andrs rivelava una prolungata tortura. Dovevano avergli
fatto veramente male prima che parlasse. Ma come poteva sentirsi responsabile?
Mi sono sbagliato. Ho confessato e cos ho chiuso la questione, disse lui. N io n Miguel
Senz centravamo con lattacco. Non so cosa possa essere successo a quel giovane avvocato. Forse
sar morto e sepolto da qualche parte.
Non vi capisco, don Andrs.
I veri responsabili dellattacco sono ancora liberi e salvi. Nessuno li sta cercando, rivel, e
quindi siete ancora in pericolo. Per me non c salvezza in ogni caso. Presto o tardi mi giustizieranno,
ma mi preoccupa quello che pu succedere a voi, a te. Mi preoccupa Salvador Castro, gueda.
Salvador? Cosa gli possono fare?
A lui? Temo piuttosto quello che lui potr fare a voi.
gueda cominciava a essere veramente disorientata.
Cosa pu fare? Cosa devo temere? Parlate, per carit!
una persona priva di principi, gueda, capace di tutto. disposto a qualsiasi cosa pur di
ottenere ci che vuole. gi successo in passato.
La giovane aveva sempre sospettato che il suo maestro conoscesse Salvador. E ora voleva sapere
perch lo avesse nascosto per tutto quel tempo. I primi mesi della guerra di Cuba, quella dalla quale
Salvador raccontava di essere uscito da eroe, erano stati molto confusi. Le autorit spagnole erano
dellopinione che sarebbe durata poco e avevano mandato al fronte giovani inesperti, perch erano
convinte che la sola presenza delle truppe spagnole sarebbe bastata a far deporre le armi agli insorti
e a soffocare la rivolta. L don Andrs aveva conosciuto Salvador, un soldato come lui, un morto di
fame che aveva accettato il proprio destino come un modo per farsi una fortuna.
Le autorit spagnole si stupirono nello scoprire che non si aveva a che fare solo con un gruppo di
esaltati. Cuba intera reclamava la libert. Lo aveva fatto per dieci anni e tornava a farlo allora. Quel
popolo non era disposto ad arrendersi. La guerra stava costando troppo alle truppe spagnole, cos si
decise di cambiare strategia. Si doveva dimostrare ai ribelli che lesercito spagnolo li avrebbe
annientati. Bisognava essere crudeli, senza piet.
Salvador, don Andrs e altri soldati erano partiti dal villaggio di Manzanillo e per parecchi giorni
avevano camminato, sfiniti, per raggiungere un paese chiamato Cabagan. Si aveva notizia che alcuni
abitanti del paese collaboravano con i ribelli, ma non si riusciva a sapere chi fossero. Allora Salvador
prese liniziativa. Entr in una casa e accus i suoi occupanti di essere traditori della nazione
spagnola. I padri stavano lavorando nei campi, quindi cerano solo due anziani e due bambini e a
Salvador non venne in mente nulla di pi crudele che legarli mani e piedi come maiali e portarli in una
cantina vicina per ucciderli. Voleva lasciare in quel paese un segnale che durasse pi di qualche
cadavere putrefatto attaccato a una corda. Ordin di farli morire dissanguati e conserv il loro sangue
in alcuni fiaschi. Quel sangue sarebbe stato il simbolo di ci che le truppe spagnole avrebbero fatto a
Cuba, se i ribelli non si fossero arresi.
E non feci nulla per evitarlo, nessuno di noi fece nulla. Don Andrs scoppi a piangere. Io,
come il resto dei soldati, trattenni i corpi di quella povera gente mentre Salvador mozzava loro il
collo. Quelluomo una canaglia. Un diavolo in terra.
gueda era rimasta senza parole di fronte allorrore di quel racconto.
I soldati che avevano partecipato a quel massacro si pentirono dellaccaduto. Molti si
impiccarono nel bosco, altri si tagliarono le vene nel tentativo di espiare il proprio peccato e quelli che
ebbero fortuna, come me, furono solo vittima di incubi e allucinazioni, e quindi rimpatriati. Soltanto
Salvador sembrava immune a quanto era accaduto e rimase sullisola, dove fu rapidamente
promosso.
Divenne un cacciatore di teste? chiese gueda.
Fu allora che divenne un torturatore. La sua totale mancanza di scrupoli lo trasform in una
persona ideale per quel tipo di incarichi. Molti piani dei ribelli andarono a monte per colpa sua. I

ribelli, istigati da questo, continuarono la lotta. Pi si era crudeli con loro e pi cittadini si levavano
caparbiamente contro gli spagnoli. La guerra si trasform in un conflitto interminabile e solo il patto
con i ribelli permise di concludere una tregua momentanea. Per quanto riguarda Salvador, fu la febbre
a farlo sparire dalla circolazione.
Come aveva raccontato ad gueda, torn in Spagna in punto di morte, ma con un buon numero
di contatti importanti nellesercito che gli facilitarono poi la vita nella madrepatria.
Perch non ce lavete raccontato prima? Perch non ne avete mai parlato con mio padre?
Pensai che Castro fosse cambiato e vidi don Alonso cos entusiasta che Pensavo che sarebbe
bastato tenermi a distanza. Mi sono sbagliato e ora troppo tardi.
Devo parlargli e raccontargli tutto, disse gueda.
Ho la sensazione che lattacco della Mano Negra sia opera sua, di Castro, e che labbia
organizzato per darmene la colpa. Non vuole che riveli chi lui sia in realt.
gueda croll. Quellattacco avrebbe avuto altre conseguenze.
Don Andrs, mio padre vuole che vada con Salvador a Puente Viejo, confess angosciata.
No! Non puoi restare sola con quel mostro!
Sapeva che don Andrs le stava dicendo la verit. Doveva allontanarsi da quelluomo. Si era
lasciata abbindolare da un assassino sanguinario dal quale ora doveva fuggire, se teneva
minimamente alla propria vita.

32

SAREBBE stato facile rinunciare a quel viaggio con Salvador, se le cose non fossero state
comerano. Se gueda avesse potuto raccontare a suo padre apertamente la storia crudele che le
aveva svelato don Andrs. Se don Andrs avesse continuato a essere il suo maestro tutto sarebbe
stato migliore. Ma nessuna di queste condizioni era possibile. La giovane pensava che, se avesse
riferito la storia a suo padre, lui avrebbe pensato che il maestro si era inventato tutto per discolparsi.
Daltra parte, don Alonso era troppo entusiasta del progetto di collaborazione con Salvador.
Inoltre, una volta ammortizzato il primo impatto della storia, pur senza dubitare della veridicit
delle parole del suo maestro, gueda cominciava a chiedersi se Salvador continuasse a essere
quelluomo mostruoso che aveva dissanguato e sgozzato bambini e vecchi a Cuba. I tempi stavano
cambiando e anche le persone potevano farlo. Sembrava poco probabile che avrebbe attaccato la
figlia del suo nuovo socio. Lei non era una ribelle.
Per confermare la sua decisione, gueda si disse che non poteva evitare di andare con Salvador
senza sembrare una bimba capricciosa. Si convinse che, nonostante le parole di don Andrs, quel
viaggio non avrebbe comportato nessun rischio per lei e la vicinanza di Kumoo la tranquillizzava. Lui
era stato il protettore di Catalina, sarebbe stato anche il suo. Inoltre, viaggiando insieme con Salvador
forse sarebbe riuscita a capire se avesse qualcosa a che fare con lattacco della Mano Negra e, nel
caso, avrebbe potuto parlare con le autorit in qualit di testimone. Quando lessere umano trova
troppe motivazioni per fare qualcosa, la realt che ce n una sola valida. Molte ragioni non sono
che pretesti e lunico motivo reale di gueda, anche se le costava ammetterlo, era che continuava a
sentirsi allettata dallidea di un viaggio con Salvador. Come poteva essere sicura che la colpa di don
Andrs non lo avesse portato ad accusare Salvador di qualcosa che aveva fatto non come istigatore,
ma soltanto, esattamente come lui, come esecutore forzato?

33

IL giorno della partenza, Salvador si avvicin a don Alonso.


Vi assicuro che gueda sar in buone mani, lo rassicur sottovoce. La protegger e ve la
riporter sana e salva.
Don Alonso gli strinse la mano e gli fece vedere che in quelle era riposto il suo destino. Gli aveva
affidato il suo passato, con le terre che sua moglie aveva ereditato, e il suo futuro, con i suoi sogni di
creare un uliveto unico nel Paese. Ora gli affidava la cosa pi importante, il suo presente: sua figlia.
Apprezzo molto quello che fate. Qui non sicura, confido che lo sia con voi, gli disse.
Questo sar il primo di molti viaggi, credetemi. Oltre che con i miei uomini, torner con mia
moglie e i miei figli, assicur sorridendo. Li porter a vedere i campi che convertiremo in
ricchezza.
gueda sal sulla stessa carrozza che aveva portato tempo prima i regali dalle Americhe e,
accompagnata da Kumoo, che conduceva, e da Salvador, che cavalcava accanto a lei, inizi un
viaggio che la colmava di eccitazione. Qualcosa le diceva che non sarebbe pi stata la stessa dopo
aver visitato Puente Viejo.
Dalla finestra, suo padre la salut con gli occhi umidi. Quella visione fragile, debole, le strinse il
cuore: partiva molto preoccupata per lo stato nel quale lo lasciava.
Il percorso che la comitiva prese li obbligava a passare davanti alla tenuta degli Hernndez de
Valderrama. Anche l le cose erano cambiate molto. Alcuni uomini armati li scortarono lungo il
cammino che dava accesso alla casa. Da l si vedeva la facciata di El Sotillo, da dove don Rafael li
salut con la mano. Salvador ricambi il saluto. Tra di loro si era creata una complicit di cui ad
gueda sfuggivano i dettagli.
E allora sent un suono. Era il pianoforte. Catalina stava suonando un pezzo che gueda
riconobbe immediatamente quando la sua amica si mise a cantare. Si trattava di unaria della zarzuela
di Barbieri Los diamantes de la corona, che molte volte avevano cantato insieme seguendo lo
spartito. Tuttavia, fino ad allora non si era resa conto del messaggio che conteneva:
Nias que a vender flores vais a Granada,
no pasis por la sierra de la Alpujarra.
Hay un bandido que con todas las nias tiene partido 1

Non pot evitare di leggere tra le righe e non le sfugg il fatto che la sua amica avesse preferito
cantarle un addio piuttosto che uscire a salutarla sulle scale di casa sua. Le stava dicendo che anche
lei sapeva che Salvador rappresentava un pericolo, che sapeva quali erano i desideri occulti che
albergavano in gueda nelliniziare quel viaggio, per quante scuse si fosse data per farlo.
Nella carrozza, la ragazza si chiese se anche Salvador fosse attratto da lei. La portava con s per il
sincero desiderio di proteggerla o per qualche motivo di convenienza, per fare buona impressione con
don Alonso che aveva tanto insistito perch lo facesse?
Mentre gueda era assorta in questi pensieri, il militare si avvicin alla finestrella della carrozza in
sella al suo cavallo nero.
Nervosa per il viaggio, gueda? le chiese in maniera galante.

La giovane mise da parte i dubbi e rispose entusiasta: In verit s. Mi pare tutto cos nuovo
Salvador sorrise di fronte alla sua innocenza.
Puente Viejo un luogo davvero molto interessante. Credo che vi piacer. La sua popolazione fa
onore al nome e sembra lontana dai grandi cambiamenti che il mondo sta vivendo.
Le cose stanno cambiando ovunque e probabilmente succeder anche l.
Lasciate che ne dubiti. Quello che mi piace di quel posto proprio che le cose non cambiano, i
valori sono solidi e una persona sa sempre come si deve comportare.
Penso che se vi piace Puente Viejo e perch l c vostra moglie, disse gueda, cercando di
trovare la verit nella menzogna. Tuttavia Salvador non rispose a quel commento; invece fece un
cenno e spron il cavallo.
Non capiva i cambi di umore di quelluomo. A tratti si comportava in maniera incantevole e subito
dopo sembrava brusco, quasi violento.
Forse don Andrs aveva ragione, era meglio non abbassare la guardia con lui. Improvvisamente si
rese conto che non sapeva nulla dellitinerario che avrebbero percorso. Suppose che avrebbero
attraversato la Sierra Morena, ma non sapeva nulla dei luoghi in cui si sarebbero fermati. Nulla,
tranne che si trattava di un viaggio di vari giorni. Decise di fare una domanda diretta.
Salvador, chiam, ci sono programmi su dove ci fermeremo lungo la strada?
Avete qualche preferenza in proposito? domand lui sorridente e con sguardo seduttivo.
Non mi piacciono questi scherzi. Una signora ha diritto di sapere in che tipo di luoghi
pernotter, rispose lei.
Certo che s, ma non preoccupatevi, conosco tutti i luoghi di posta della zona e mi assicurer che
una signora come voi conosca solo quelli pi adeguati al suo rango. Avrete lenzuola pulite, senza
cimici e, ci che pi importante, disporrerete di una stanza tutta per voi, cos nessuno vi potr
infastidire. Questo tipo di locali sono solitamente molto rumorosi di notte.
Kumoo tapatoo sunkutoo, disse improvvisamente Kumoo.
gueda e Salvador rimasero di sasso. Lo schiavo non interveniva mai a meno che non gli venisse
ordinato di farlo. Il suo padrone sorrise per quanto accaduto.
Cosha detto? domand la ragazza.
Kumoo ha detto che veglier sul vostro sonno tutta la notte, tradusse il militare, mentre lo
fustigava per scherzo per la sua sfrontatezza. Ti dico io quando puoi parlare e quando no. Poi,
girandosi verso gueda, aggiunse: Non scandalizzatevi. Kumoo intende dire che veglier fuori della
vostra stanza. Per nulla al mondo lo lascerei in camera vostra mentre state dormendo. Con questi
selvaggi non si mai sicuri, anche se di fatto lui un mezzo uomo.
La giovane non seppe come interpretare lultima battuta, se per la sua condizione di schiavo o
perch aveva anche altre parti del corpo mutilate, oltre le orecchie. Da quanto le aveva raccontato
don Andrs, la crudelt di Salvador non aveva limiti. Ma, se era cos, perch Kumoo gli restava fedele
in questo modo?
gueda era stata testimone di quella specie di rituale che aveva fatto per cercare di curare
Catalina durante il suo attacco. Intu che lo schiavo era in qualche modo un guaritore e interrog a
tal proposito Salvador. Faceva queste domande a voce sufficientemente alta perch Kumoo sentisse:
continuava a essere convinta che potesse capirli.
Salvador ebbe una conversazione con Kumoo in una lingua a lei sconosciuta. Poi si avvicin ad
gueda per raccontarle divertito quello che il suo schiavo gli aveva detto.
Kumoo assicura di non essere uno stregone, ma dice che, quando sua madre rimase incinta, si
avvicin a suo nonno morente: lui s era stregone. Lanziano esal lultimo respiro in presenza della
madre di Kumoo e ora lui dice di portare dentro lanima di uno stregone. Che cosa divertente: lui non
un autentico stregone ma dice di portarne uno dentro.
gueda pens a Kumoo e le sembr ancora pi muscoloso e forte del solito. Era sicura che
avrebbe potuto ammazzare il padrone con le sue sole mani e nonostante questo non si ribellava mai

ai maltrattamenti. Sembrava tollerarli con pazienza. La ragazza non capiva il perch.


Il viaggio si interruppe e Kumoo prepar qualcosa da mangiare. Cucin delle patate e delle erbe
mentre Salvador andava a cacciare qualcosa da preparare su un piccolo fuoco.
gueda aiutava lo schiavo nero e pens che quello fosse un buon momento per cercare di tirargli
fuori qualche parola lontano dal suo padrone. Avrebbe avuto poche occasioni per farlo.
Perch accetti di continuare a essere suo schiavo? chiese. Lui fece cenno di no col capo e
rapidamente abbass gli occhi. Non vuole che parli con me, vero?
Kumoo dooto maariyo. Kumoo non pi una persona. Si trattenne qualche secondo, ma alla
fine inizi a parlare e, nonostante il linguaggio irregolare e difficile da comprendere, gueda scopr ci
che realmente pensava lo schiavo. Aveva smesso di essere una persona molto tempo fa, per
diventare propriet del suo padrone.
Ma siamo lontani da Cuba. Qui non ci sono schiavi.
Kumoo lo schiavo del padrone. Lontano e qui. Sempre. Luomo stava facendo uno sforzo per
comunicare nella lingua di gueda.
Ma questo pu cambiare. Molta gente qui non daccordo con il fatto che ci siano schiavi
lontano, a Cuba. Accompagnava il discorso con gesti, pensando che cos sarebbe stato pi facile per
lui comprenderla. Gli parl delle persone che manifestavano e raccoglievano firme, quelli della Societ
Abolizionista, ma alla fine si rese conto che era quasi impossibile che uno schiavo comprendesse che
delle persone benestanti dedicavano i propri sforzi a combattere contro la sua condizione.
Se cercate di svegliare lo spirito libero di Kumoo, vi dir che impossibile.
Salvador era apparso con un coniglio appena cacciato e lo gett vicino a loro. Quello spirito non
esiste e se esiste trattenuto da una forza molto potente.
E fu allora che Salvador distolse da me lo sguardo e lo fiss su Kumoo, mentre cominciava a
giocare con il suo pendente blu, ricord donna gueda. Lo stesso che, secondo il racconto di
Joaqun, aveva usato per fare una segnalazione prima del duello con il marchese di Alb. E vidi come
tutti i muscoli dello schiavo si tesero.
Anche Pepa si innervos. Comera quel pendente?
Un quadrato argentato con unambra dominicana di color azzurro, cominci a descrivere.
Ricordo che aveva una libellula allinterno.
Pepa addusse la scusa di un malore improvviso e se ne and correndo in camera sua. Donna
gueda, sorpresa, la lasci andare.
Una volta nella sua camera, la giovane apr un baule e tir fuori i suoi abiti e le sue vecchie cose,
quelle che aveva con s al capanno. Dal suo zaino estrasse un pendente e incuriosita ne verific la
forma: non aveva dubbi, era lo stesso di cui le aveva parlato la donna. Tra le sue mani aveva il
pendente di Salvador Castro.
1

Bimbe che andate a vendere i fiori a Granada, non passate per la sierra della Alpujarra. C un bandito che ha fortuna con tutte
le bambine

34

IL viaggio prosegu senza troppe sorprese. Esattamente come aveva detto Salvador, le locande
nelle quali si fermarono erano il meglio che offriva la zona: lenzuola pulite e ottimo trattamento.
gueda suppose che tutti quei privilegi fossero conseguenza della generosit del militare verso gli
osti. Esattamente come nella tenuta degli Hernndez de Valderrama, Kumoo invece dormiva sempre
fuori, nelle stalle, lontano dai molti altri viaggiatori che, non avendo soldi per pagare una stanza,
passavano la notte tra gli animali.
Si trattava dei mulattieri che ogni tanto incrociavano la loro carrozza. Viaggiavano in gruppi di
venti o trenta persone, a volte accompagnati da un paio di muli carichi dei loro arnesi. In altre
occasioni, poche, i pi fortunati avevano un carro sul quale stavano alcuni bambini. Chiss quante
giornate trascorrevano camminando quei lavoratori itineranti, alla ricerca di unazienda agricola nella
quale lavorare. Nonostante la durezza delle loro condizioni, in quelle carovane regnava lallegria. A
volte erano accompagnati da un suonatore ambulante o da un piccolo gruppo di studenti diretti da
casa al luogo di studio.
Le serate con Salvador erano gradevoli. Al suo fianco, gueda si sentiva speciale. Era galante con
lei di fronte agli altri e le dava la sensazione che alcuni dei presenti li scambiassero per una coppia
sposata. Alla giovane piaceva quando qualche locandiere chiedeva loro se volessero dormire nella
stessa camera. Salvador rispondeva sempre che non erano sposati, ma mai senza prima aver lanciato
ad gueda unocchiata che la faceva arrossire. La conversazione con lui era sempre piacevole.
Durante la cena beveva e le offriva da bere, e poi la conversazione si incentrava sulla vita e le
inquietudini di gueda. Parlavano spesso del titolo di marchesa. Salvador era solidale con la
situazione della sua famiglia, voleva sapere che tipo di persone fossero quei cugini che si erano presi
il titolo e pi di una volta, rallegrato dal vino, aveva detto chiaramente che, se lei e suo padre gli
avessero lasciato mettere mano a quella faccenda, i Molero Menca avrebbero restituito il marchesato
chiedendo perdono in ginocchio. Ad gueda, rallegrata anche lei da qualche bicchiere di vino,
sembrava andare a genio questo tipo di soluzione. Se suo padre avesse avuto prima quella
possibilit, probabilmente avrebbe risparmiato molti soldi in avvocati. Tuttavia, si rendeva conto che
questa non era che una sciocchezza e preferiva non prenderla troppo sul serio.
La prima notte Salvador laveva accompagnata fino alla porta della sua camera e le aveva baciato
la mano. La seconda fece lo stesso, anche se per un momento, prima che se ne andasse, lei ebbe la
sensazione che fosse sul punto di avvicinarsi di pi per baciarla sulle labbra. Fu un momento
sconcertante per gueda, che in quel caso non avrebbe saputo come comportarsi. Quando rimaneva
da sola in quelle camere per lei nuove e disorientanti, piene del chiasso dei viaggiatori, cos differenti
da quelle silenziose di casa sua, si sentiva speciale. Andava a letto ricordando i momenti vissuti e le
conversazioni avute con Kumoo e Salvador.
La sensazione che il militare avesse desiderato baciarla la lasci pensierosa quasi per tutta la
notte. E se lo avesse invitato a entrare? Fece uno sforzo e si tolse quei pensieri dalla testa. Ma era
difficile E se glielo avesse permesso? Chi glielo avrebbe potuto rimproverare? Salvador sembrava
rendere le cose molto facili. Forse parlava seriamente quando suggeriva di recuperare il suo titolo con
la forza. Come aveva detto don Andrs, era un uomo senza scrupoli. Ma tu s, gli scrupoli li hai e devi
mantenerli. Quello, ricordava, era il motivo per il quale non lo aveva invitato a entrare Tuttavia,

prima di addormentarsi non riusc a evitare di immaginare per lennesima volta che cosa sarebbe
successo se gli avesse aperto la porta.
Trascorse il resto del viaggio in carrozza, assopita tra il susseguirsi delle buche e il canto delle
cicale eccitate dal calore. Le strade della Sierra Morena erano sinuose e gueda aveva perso da tempo
lorientamento. Le era sembrato di intuire qualche discussione tra Salvador e Kumoo circa la direzione
da prendere di fronte a un bivio, ma alla fine, ovviamente, era prevalsa la decisione del padrone. La
discussione era stata accesa e Kumoo aveva alzato abbastanza la voce, anche se, per gueda, era
impossibile capire se fosse veramente arrabbiato o se il tono dipendesse dalla sua lingua
profondamente gutturale.
La sorprese il modo in cui lo schiavo pareva tener testa al padrone, ma lo attribu alla loro
particolare relazione. Kumoo si lamentava e gridava, ma accettava la scelta di Salvador, anche se
piuttosto contrariato.
Lultima discussione avvenne il terzo giorno del viaggio e riguard la scelta della locanda. Lo
schiavo non sembrava comprendere perch si fossero fermati in quel posto e cos presto, quando
secondo lui sarebbero potuti arrivare a Puente Viejo allalba per dormire nelle loro camere. Ma
Salvador non raccolse il suggerimento.
E svegliare tutti presto? No.
Apparentemente, il viaggio verso Puente Viejo stava giungendo al termine. Forse per quel motivo,
latteggiamento di Salvador cambi quella notte. Bevve pi di quanto avrebbe dovuto e la invit a
fare lo stesso. Il giorno seguente le cose sarebbero cambiate. Sarebbero arrivati a casa sua e
sarebbero stati circondati da tanta gente. Quella notte era lultima a loro disposizione.
Le piccole e velate insinuazioni che erano risultate piacevoli ad gueda in passato ora le davano
fastidio, perch erano diventate insistenti. Salvador iniziava ad avvicinarsi troppo a lei. Kumoo, che in
generale prendeva la sua razione di cibo e se ne andava lontano dagli sguardi curiosi del resto dei
commensali, in quelloccasione rest vicino a loro senza perdere un dettaglio di quello che stava
succedendo. Ogni tanto lanciava sguardi di sostegno ad gueda. Le faceva capire che lui era l e che
doveva essere forte e attenta. Lei lo capiva. Dopo la cena e come tutte le altre notti, Salvador la
accompagn alla sua camera. Ma, prima di salutarla, le sugger di passare con lei la notte.
No! Assolutamente! disse gueda sorpresa dallaudacia della proposta. Lo dici solo perch hai
bevuto, Salvador, altrimenti non ti saresti permesso.
Avevo bevuto di pi quando ho affrontato a duello il marchese di Alb e non ho sbagliato il tiro,
disse lui divertito.
Lasciami sola, per favore!
gueda, questo viaggio potrebbe non finire qui, potrebbe durare tutta la vita.
Ma sei sposato. Di cosa parli? gueda non capiva.
Potrebbe cambiare, gueda. Dipende da te. Entrambi avevano dimenticato le buone maniere e
si stavano dando del tu per la prima volta.
Mi stai dicendo che lasceresti tua moglie per me? Ma che pazzia mai questa? disse
scandalizzata di fronte a una simile possibilit.
Il mio matrimonio una finzione. La famiglia di mia moglie mi ha fatto pressione. Volevano
separarla da un pretendente, lerede degli Ulloa, i loro nemici.
gueda rimase di sasso.
Ma che razza di uomo sei? Sei incapace di sentire dellaffetto?
Sono cambiato, in verit. Tu mi hai fatto cambiare. Salvador stava tessendo la sua ragnatela.
Prima ero un essere rude, insensibile, ma tu hai messo in luce alcuni miei aspetti che non
conoscevo. Credo che solo tu saresti in grado di trasformarmi in una persona nobile.
La giovane si commosse. Era tentata di credergli. Aveva bisogno di credergli. E ci casc. Abbass
la guardia e Salvador la baci. Lei lo lasci fare.
Trover il modo di annullare il mio matrimonio, le sussurr.

Come farai? si fidava sempre pi di lui.


Non lo so, ma ti assicuro che lo far. Lei stava cedendo. Lui stava guadagnando sicurezza.
Recuperer il titolo per te. Saremo i marchesi di Aguamansas e disporremo di unazienda
prospera, disse accarezzandole i capelli. gueda, ti offro tutto: amore, posizione e denaro.
Parli seriamente? si innervos la ragazza. Improvvisamente le cadde la benda dagli occhi e tutto
cominci a trovare gli incastri giusti, come facevano le parole nelle traduzioni dal latino con don
Andrs.
Era chiaro che Salvador parlava seriamente rispetto alle sue intenzioni con lei. Non voleva una
relazione di passione. Semplicemente, voleva tutto. Lei conosceva il suo passato: Salvador era un
uomo che aveva scalato le gerarchie sociali attraverso i matrimoni, si era assicurato una posizione
economica con il primo e laveva consolidata con il secondo. Ora doveva fare un ulteriore passo nella
scalata sociale. Aveva bisogno di un titolo. Senza dubbio, non si era presentato con questidea a casa
degli Hernndez de Valderrama. Ma aveva maturato la decisione una volta arrivato.
La giovane si sent abbindolata. Per la prima volta si pent di aver iniziato quel viaggio. Salvador
era molto pi pericoloso di quanto avesse pensato. Non solo la desiderava, ma era disposto a
eliminare ci che gli impediva di conseguire i suoi obiettivi, a minacciare o forse anche ammazzare i
suoi cugini, a trovare il modo di disfarsi di Francisca Montenegro. Quando Salvador insistette nel voler
entrare in camera sua, gueda si vide obbligata a sbarrargli la strada. Fortunatamente, larrivo di altri
ospiti che si stavano dirigendo nelle loro stanze le diede lopportunit di liberarsi della presa e di
chiudere la porta.
gueda, disse Salvador dallaltro lato della porta, una volta che quelle persone se ne furono
andate, sai che ti desidero. Sai che saremo felici. Perch mi fai questo? e prosegu: Non lasciarmi
qui, per favore. Lasciami stare al tuo fianco.
Appoggiata al muro, gueda pianse lacrime amare e si maledisse per essersi avvicinata troppo a
lui, per aver avuto larroganza di pensare di poterne uscire indenne.
Non ricevendo risposta, la supplica si fece minaccia e, spinto dallalcol, dallira e dalla superbia,
Salvador cominci a gridare e a battere colpi alla porta. Lei non sapeva se dovesse scappare di l e
tornare alla tenuta di Aguamansas. Pensava agli affari di suo padre. Aveva un contratto con Salvador
e quanto successo avrebbe potuto portare alla rottura dellaccordo. Doveva essere forte. Tutto si
sarebbe sistemato una volta che fossero arrivati a Puente Viejo e dopo che lei avesse trovato il modo
di tornare da suo padre con i propri mezzi.
Pepa sembr sorpresa nel sapere che Salvador non aveva sedotto gueda come immaginava. Lei
stessa lo conferm.
Disgraziatamente, non fu cos.
Mi dispiace, disse Pepa imbarazzata. Pensavo che la vostra storia con Salvador fosse stata
come la mia con Carlos.
Tu s sei caduta nella sua rete di menzogne, vero?

35

SALVADOR trascorse la notte da solo e ubriaco. E gueda rimase vigile, temendo che entrasse nella
sua stanza.
Quando ripresero il viaggio, la mattina successiva, erano entrambi molto assonnati. La giovane si
sedette con Kumoo in cassetta, alle redini della carrozza, mentre il padrone smaltiva la sbornia
dormendo allinterno. Puente Viejo non era lontano e con un po di fortuna sarebbero arrivati prima
che Salvador si svegliasse. gueda non riusciva a smettere di pensare alle parole delluomo sul
trovare la soluzione al suo problema con donna Francisca.
Kumoo, come morta la prima moglie di Salvador? si decise a domandare.
Lei triste, affog. Quella morte era stata considerata frutto della depressione, un suicidio.
Ma Puente Viejo era pi lontano del previsto e Salvador si svegli prima che arrivassero a
destinazione.
Kumoo, dove ci stai portando? disse con voce impastata da dentro la carrozza.
Da questa parte pi breve, padrone. Puente Viejo pi vicino di qui.
Maledetto negro! Torna indietro! Il cammino attraverso Betera migliore.
Pi lontano padrone, pi monte.
Obbedisci, maledetto! Vuoi perdere il naso oltre alle orecchie? Salvador sembrava veramente
alterato. Era sudato e pallido e aveva lodore dolciastro del vino bevuto la notte precedente.
Si mostrava schivo con gueda, forse pentito del suo comportamento inopportuno. O, magari,
deluso per aver scoperto le sue carte e aver perso il vantaggio della sorpresa.
Kumoo, fermiamoci e mangiamo! grid da dentro la carrozza.
Cos presto? gueda parl per lo schiavo che preferiva mantenere il silenzio di fronte alla
possibilit di una nuova cicatrice in volto.
Ho fame, accidenti! Un uomo non pu mangiare quando ha fame? Fermati!
Scesero e Salvador mand Kumoo a caccia. Lo schiavo non sapeva che cosa fare, non sapeva se
lasciare la ragazza sola con il padrone e anche lei era atterrita alla sola idea. Ma, dopo una terribile
occhiata di Salvador, il negro prese lo schioppo e si inoltr nel bosco.
Io veramente non ho fame, perch non andiamo avanti? chiese gueda atterrita.
Anche tu ti metti a discutere i miei ordini?
Io non ricevo ordini da te! Chi ti credi di essere?
Per tutta risposta, Salvador alz la mano. Non sapeva perch, ma gueda non fece il gesto di
coprirsi il volto di fronte alla manata che si avvicinava. Tenne il viso in alto e lo guard negli occhi in
segno di sfida. Lui abbass il braccio.
Tuo padre mi ha incaricato di vegliare su di te. mia responsabilit, ricordi?
E per proteggermi mi minacci? gueda non sapeva da dove le arrivasse tutto quel coraggio,
perch in realt era terrorizzata.
Mi dispiace. Mi dispiace per questo e per il mio comportamento di ieri notte. Sono un uomo con
troppe responsabilit, ma quello che ho detto sui miei sentimenti autentico, gueda. Solo, lho fatto
male.
Lei era sempre pi nervosa. Anche la scena della notte precedente era iniziata con parole tenere,
ma a un certo punto cera stata una svolta. gueda attendeva di nuovo il momento in cui lui si

sarebbe rivelato.
stato il vino che mi ha fatto perdere i miei modi e me ne pento. Molto. Ma il messaggio Dal
primo momento in cui ti ho visto, mi sono innamorato di te.
Dal primo momento in cui ti ho visto, ecco la menzogna.
Dal primo momento? gueda lo fiss. Ascoltami, Salvador. So quello che vuoi da me. Non da
quando mi hai visto. Il tuo primo obiettivo era Catalina. La credevi ricca, ma sei venuto a sapere che
leredit era ripartita tra i fratelli. E allora ti sei fissato su di me, parlava cos rapidamente che
Salvador non riusciva a interromperla, per ottenere un titolo. Ecco il tuo dal primo momento. Io
non sar il terzo scalino che ti porter a prosperare. Perch non ti voglio.
Il militare rimase impietrito, immobile. Lei non sapeva che cosa gli passasse per la testa in quel
momento. Continu, pensando che confondendolo sarebbe stata pi sicura.
Mi porterai a Puente Viejo e da l prender una diligenza per casa mia, disse decisa. La
minaccia della Mano Negra, se esiste, in realt non nulla se paragonata alla tua.
Va bene, se vuoi questo, si far cos, disse lui con una strana calma. Prendi le cose e sali in
carrozza.
E Kumoo? chiese gueda, dubbiosa.
Trover il modo per seguirci. un selvaggio. Sa trovare le tracce, afferm mentre saliva in
cassetta e prendeva le redini.
Viaggiarono per unora su un percorso solitario. La carrozza andava lentamente. Pi lenta del
solito. Forse Salvador sta aspettando Kumoo, pens gueda. Era molto spaventata e le tremavano
le gambe. Dopo la tensione, i muscoli si stavano rilassando. Cominci ad avere paura. Unaltra volta
la paura. Non sapeva se avesse fatto bene a disprezzare e a rifiutare una persona cos pericolosa.
La carrozza si ferm. gueda mise fuori il capo dal finestrino e domand: Perch ci siamo
fermati?
Non ottenne nessuna risposta. Sentiva solo il suono delle cicale, la manifestazione sonora del
calore, e alcuni uccelli cantare. Quella pace era finta.
Un rumore in cassetta. gueda si ritrasse. Una mano invisibile, attraverso il finestrino, la prese per
il collo. Con una brutale spinta, la fece cadere per terra, prona.
Quando si gir si vide tra le gambe di Salvador. Enorme, sopra di lei. La stava trattenendo. Lui le
pieg le ginocchia e si sedette sul suo ventre. Le prese le mani e le immobilizz sopra la testa. Le
teneva solo con la sinistra, mentre con la destra le palpava il seno, stringendolo talmente forte da
farle male.
Chi comanda, ora? le sussurr allorecchio. Chi, marchesina? disse digrignando i denti.
gueda non oppose pi resistenza e Salvador si fid. Lasci la mano con la quale bloccava le sue.
Quel tanto che bastava perch lei riuscisse a conficcargli le unghie nelle guance. Fu inutile. Per tutta
risposta, Salvador le diede un pugno.
Sta buona, zoccola!
La ragazza sent il sapore metallico del sangue in bocca. Era sfinita, senza forze. Un dolore acuto e
costante le strazi le viscere. Grid. Il dolore diminu lievemente. Guard il cielo. Cercava di portare la
mente lontana, in un altro luogo. Le foglie degli alberi si muovevano alla brezza leggera dellestate.
E poi cominci a mormorare.
Che dici, puttana? Ne vuoi ancora? Salvador si interruppe nel suo affanno animale, ma gueda
non lo ascoltava. Come una preghiera andava ripetendo: Noli me tangere, noli me tangere
Le foglie degli alberi erano seghettate. Non le piacevano. Non le piacevano quegli alberi. Odiava
gli olmi. Da allora in poi avrebbe odiato gli olmi e i seghetti delle loro foglie che avevano raccolto il
suo grido di dolore.
Noli me tangere, noli me tangere
E tutto spar nellacquosa amarezza delle sue lacrime.

PARTE QUINTA

36

NON so se avrei dovuto raccontarti tutto questo, Pepa, disse donna gueda, pentita. Non
credo tu sia contenta di sapere che non sei venuta al mondo grazie a un atto damore. Ma ti posso
assicurare che, anche se non c stato amore nel concepirti, io ti ho amata per tutta la mia vita.
Mi spiace di pi sentire la sofferenza che state provando nel rivivere quel momento, cerc di
consolarla Pepa. Josefa non mi ha mai raccontato nulla su mio padre. La mia infanzia trascorsa tra
donne e parti e gli uomini erano marginali. La porta si chiudeva e loro rimanevano fuori. Per lei erano
grezzi e brutali, cos io non ho mai avuto nessun tipo di aspettativa su mio padre. Josefa era aspra e
non cercava di trasfigurare la realt, un aspetto del carattere che probabilmente ho preso da lei.
Donna gueda la accarezz e Pepa prosegu. Il silenzio era la risposta alle domande su mio
padre e, quando ero bambina, non mi ha mai raccontato favole a lieto fine, cos trovo che la realt
non sia molto diversa da quello che mi ha sempre raccontato.
Quando si svegli, gueda sent le grandi mani di Kumoo che pulivano le ferite. Non sapeva da
quanto tempo fosse l. Salvador non cera. Quando finalmente apparve, ordin solamente: Occupati
di lei e fai in modo che sia in condizioni di proseguire.
Nessun riferimento a quanto era successo. Il resto del viaggio fu un inferno. Si sentiva presa dalla
febbre e aveva il viso gonfio a causa dei colpi. Non aveva idea di quando sarebbero arrivati a Puente
Viejo.
La carrozza si ferm, non a destinazione ma nel bel mezzo di una strada.
Aiutala a scendere, ordin a Kumoo.
La giovane vide arrivata la sua ora. Era facile farlo l. Era facile non lasciare nessuna traccia. La
fece camminare per un bosco, sicuramente cercando il luogo adatto per commettere il suo crimine.
Atterrita, guard Kumoo nella speranza che lui la aiutasse. Lui indovin quello che pensava e la
tranquillizz.
Non pi male, mormor.
Silenzio! impose Salvador.
gueda la vide. Una piccola baracca nascosta tra le rocce, in una zona scoscesa e abbastanza
inaccessibile. Il luogo perfetto per nascondere materiale di contrabbando.
Siamo arrivati, dichiar luomo. Questa sar la tua nuova casa. Kumoo ti sorveglier, disse
mentre la legava.
Quanto tempo signora qui? chiese lo schiavo.
Sempre, disse gueda.
Zitta!
A Salvador non piaceva che una vittima, una persona che con la sua forza aveva ridotto a un
essere inferiore, gli rispondesse e lo guardasse in faccia. I loro sguardi si incrociarono per la prima
volta, carichi dodio.
Non finir qui. Mio padre romper il patto con te, finirai in carcere rovinato. Tutto il mondo sapr
che razza di uomo sei. Tua moglie e tutta Puente Viejo
Prima che gueda potesse continuare, il militare la colp di nuovo, facendola tacere. Kumoo non
se la sent di intervenire.
Tuo padre non sapr di questo, visto che dovrai passare il resto dei tuoi giorni qui.

Kaaloo haramuu jonyaa, protest Kumoo, lei no schiava.


Salvador nemmeno rispose.
Torner a portarvi delle provviste, disse mentre se ne andava.
Quando furono soli, gueda supplic Kumoo di liberarla.
Tu non sei come Salvador. Tu non sei daccordo con tutto questo.
Il nero soffriva di fronte alle richieste di gueda, ma non mosse un dito per liberarla. Si limit a
guardare davanti a s, immobile, cercando di fingere che le sue suppliche non lo toccassero.
Non succeder male, jenke. Non sar come prima moglie di padrone Salvador.
Fu una notte lunga
La mattina seguente, Kumoo le prepar una specie di pastella.
Non aveva toccato cibo dal momento in cui era partita dalla locanda e quello che Kumoo le aveva
preparato non le fece ribrezzo.
Kumoo colpevole padrone fatto male jenke.
Non eri l, lo tranquillizz gueda.
S cero, jenke. Kumoo paura.
Lei seppe in quel momento che nonostante la sua forza non avrebbe mai affrontato il suo
padrone. Era il suo destino essere schiavo.
Kumoo port jenke Asuncin con padrone.
Con quel linguaggio impreciso le fece intendere che Salvador aveva assassinato la sua prima
moglie, la madre di Carlos, e poi aveva gettato il suo corpo in mare per simulare un suicidio.
Perch gli obbedisci?
Lo schiavo, colpevole e senza emozione, spieg ad gueda che non gli restava altro che farlo.
Non ho niyo.
Niyo?
Lui sollev la mano al petto e le spieg che tutto il mondo ha niyo: lei, Salvador, gli animali, le
piante, persino il sole. Questo ci che fa s che le cose si muovano e succedano. Quando moriamo,
il nostro niyo persiste e consiglia i viventi.
Anima? Intendi lanima.
Padrone ha niyo Kumoo.
Le spieg che prima era un uomo forte. Come le aveva detto durante il viaggio, sentiva di avere
dentro di s lanima di suo nonno, un uomo capace di guarire. Quello che non aveva raccontato allora
era che Kumoo doveva portare quellanima a Fatafinduu, a casa sua, in Africa, da dove veniva, e che
solo allora sarebbe riuscito a trasformarsi in un uomo santo, un uomo che cura. La sua ossessione
era scappare dalle piantagioni, ma non per unirsi ai disperati delle montagne, come facevano gli altri
schiavi liberi. Lui sapeva di doversi imbarcare per lAfrica.
Lo avevano preso pi di una volta mentre cercava di nascondersi in una nave; per questo, alla
terza fuga, mandarono Salvador a inseguirlo perch lo riportasse indietro vivo o morto. E a lui venne
in mente lo stratagemma di mandare le sue orecchie e raccontare che era morto.
Era comunque disposto ad andare in Africa anche mutilato e scapp da Salvador Castro. Il suo
niyo sarebbe stato felice l, anche dentro un corpo senza orecchie. Ma il militare lo prese e decise di
darci un taglio: sapeva che il problema di Kumoo era la sua anima e cos gliela rub. Pag uno
stregone abakua e questi lo tenne legato cinque giorni e cinque notti dandogli solo acqua avvelenata.
Lui cerc di resistere alla magia, ma la sua anima non era molto forte, cos, dopo cinque giorni,
lanima mor e lo stregone la conserv in una boccetta.
Unanima non si pu conservare in una boccetta, Kumoo, disse gueda.
Niyo di Kumoo s. Yo Kairaba Kumoo.
Kumoo nella sua lingua significava libellula, era quello il suo animale. Quando non ce la fece
pi esal la sua anima sotto forma di libellula. Lo stregone abakua diede a Salvador la boccetta con la
sua anima, che ancora volava, e gli diede il compito di conservarla in un gioiello blu, dalla quale non

si separava mai.
gueda allora comprese tutto: Kumoo era convinto che il suo padrone tenesse imprigionata la sua
anima in quel pendente e per questo gli obbediva ciecamente. Il pendente blu al collo di Salvador
rappresentava per lo schiavo la prigione della sua anima.

37

KUMOO poteva trattarla bene, ma non lavrebbe lasciata scappare. Anche cos, lei non poteva
permettersi di non convincerlo. Mantenne con il nero un atteggiamento cordiale e riusc a farsi
slegare. Non dovette fare molti sforzi, quelluomo le ispirava fiducia. Ma, simpatia a parte, tutto era
parte di un piano.
Quando vide Kumoo addormentato la notte successiva, si alz. Lo fece con molta attenzione,
molto piano. Sapeva che era un uomo sempre allerta e che, sebbene non avesse pi le orecchie,
conservava intatto ludito. Per questo, i movimenti di gueda furono lenti, tanto che la poveretta
credette che sarebbe arrivata lalba prima di essersi allontanata abbastanza da lui. Fece comunque
rumore nonostante lattenzione, un rumore quasi impercettibile per altri, ma non per Kumoo.
Quando si rese conto di averlo svegliato, gueda cominci a correre, cercando di allontanarsi il pi
possibile, ma lo schiavo sembrava volare dietro di lei. Non aveva mai visto una tale agilit. Era un
cacciatore africano, un uomo libero, sebbene la sua anima fosse intrappolata nellambra blu di un
pendente.
Lunico alleato della giovane era loscurit: Kumoo poteva saltare e correre molto pi di lei, ma
prima doveva capire dove fosse. Improvvisamente luomo si ferm e lei ne approfitt per riprendere
la corsa. Doveva solo scendere e lanciarsi tra gli alberi. Se fosse riuscita ad avanzare in linea retta da
dove era venuta, avrebbe trovato la strada. Questo fu il suo ultimo pensiero prima di cadere tra le
rocce.
Si svegli la mattina seguente e una volta ancora, come la mattina in cui Salvador aveva abusato
di lei, la prima cosa che vide fu Kumoo che le puliva e bendava con cura le ferite. Laveva riportata al
rifugio, lei non sapeva ancora come.
A Kumoo dispiace. Kumoo non pu lasciare scappare, jenke. Anche se muoio
gueda vide la ferita sulla gamba dello schiavo, il dolore doveva essere molto intenso ma non si
era lamentato minimamente; sembrava pi preoccupato di curare le sue piccole ferite, le sue
sbucciature. Lei si offr di curarlo, ma Kumoo rifiut.
Come mi hai preso?
Famiglia di cacciatori.
Kumoo le spieg che bisogna aspettare che la preda venga da te. Attendere nascosti, protetti
dalla natura. Silenziosi. In genere la preda ha fame. Arriva dal cacciatore e questi la prende, a meno
che il cacciatore non si spaventi e la sua paura lo renda visibile.
Dopo averla curata, lo schiavo fece un rituale di saluto al giorno. Kumoo le spieg che quelle
montagne erano come quelle del suo villaggio. Lanziano che gli aveva dato lanima era vissuto nel
continente nero, ma lui non lo aveva mai visto.
Sai che ora sei molto vicino allAfrica? gli rivel gueda. Potresti scappare e andare l. La
magia di Salvador non arriverebbe cos lontano.
Kumoo sapeva di non poterlo fare.
Il viaggio lungo per uomo senza anima, disse, giusto prima di tendersi e girarsi verso la
porta, con tutti i sensi allertati: Il padrone Salvador si avvicina, jenke, capanna!
Come promesso, il militare torn con viveri per parecchi giorni. Qualcosa era cambiato in lui.
Sembrava preso da uno strano nervosismo. gueda lo ricevette con odio, nello sguardo e nelle

parole.
Come avete potuto baciare vostra moglie e vostro figlio dopo quello che avete fatto? Aveva
ristabilito una certa distanza tornando a dargli del voi. Non cera alcun rispetto per in quella formula
di cortesia, solo lincolmabile abisso tra loro.
Su, marchesina! Ti aspettavi un altro comportamento! sorrise cinico. chiaro che ancora non
posso portarti via da qui. Mi deludi. Sei veramente in uno stato orribile. Non piaceresti neppure a un
pastore.
gueda si sentiva sollevata. Almeno cos non si sarebbe riavvicinato a lei. Fortunatamente,
Salvador non si accorse della ferita di Kumoo. Non era solito osservare il suo schiavo, lo guardava
appena, solo per dargli ordini.
Kumoo, andiamo fuori. Devo parlarti, comand.
gueda cerc di ascoltare, ma riusciva solo a sentire i rumori del bosco.
Se fosse riuscita a liberarsi, non sarebbe fuggita. Avrebbe ammazzato Salvador.
Kumoo torn da solo e la sleg. Laltro se nera gi andato.
Padrone Salvador star via qualche giorno. Se padrone non viene, Kumoo andr a prendere cibo.
Jenke legata se Kumoo fuori, dice padrone. Ha detto lui pu vedere nel pendente quello che Kumoo
fa e che lo punir se disobbedisce.
Ma Se non torna? Se torna tra mesi?
Ha detto io distruggo la tua anima se Kumoo lascia scappare jenke, e questa era la cosa
peggiore che potesse succedergli. Il nero non era neppure padrone della propria anima.
Una mattina gueda si svegli e vide Kumoo assorto. Sembrava che stesse pregando. Dopo,
luomo si diresse alla capanna.
Kumoo parla con spirito. Kumoo schiavo, jenke no schiava Kumoo. Kumoo non pu tenere
schiavi. Spirito dice jenke libera. Jenke andare.
tutto qui? pens gueda. Cos facile?
Kumoo, vieni a casa con me. Mio padre ti protegger, gli disse. Ma lo schiavo temeva che
Salvador fosse ad Aguamansas. Doveva essere cos e lei doveva stare attenta.
Kumoo non scapp, la lasci scappare. Le disse che avrebbe finto che fosse successo per suo
errore. Salvador lo avrebbe picchiato molto, ma, se non fosse fuggito e si fosse mostrato sottomesso,
non lo avrebbe ammazzato. Forse il padrone avrebbe creduto che lei era scappata senza il suo aiuto.
Dopo tutto, un uomo senzanima non poteva disobbedire.
Lo schiavo laccompagn fino alla strada. gueda lo abbracci riconoscente e lui ricambi
labbraccio.

38

PER fortuna non pass molto tempo prima che gueda incontrasse qualcuno sulla strada. Aveva
camminato tutto il giorno e parte della notte. Era molto stanca. Lacqua della borraccia che Kumoo le
aveva dato era finita da tempo. Pensava di morire perduta tra quei monti quando sent un canto in
lontananza. Erano voci giovani che cantavano allegre.
Por honra de Sant Antruejo, parmonos hoy bien anchos,
embutamos estos panchos, recalquemos el pellejo:
que costumbre es de concejo que todos hoy nos hartemos 1

gueda segu il suono dei canti e si avvicin al fulgore di una luce. E allora li vide: un gruppo di
una ventina di mulattieri con carri e bestie, moglie e figli, accompagnati da una comitiva che ne
approfittava per condividere la strada e viaggiare protetta Una carovana simile a quella che aveva
visto in alcune delle locande.
Si avvicin loro senza essere vista e li osserv. Loscurit sembrava averli colti lontano da una
qualsiasi locanda e si stavano organizzando per pernottare l, avevano acceso dei fuochi e stavano
scaldando qualcosa da mangiare, mentre un gruppo di giovani studenti li rallegrava con delle canzoni.
Bebe, Bras! Ms t, Beneito! Beba Pedruelo y Lloriente!
Bebe t primeramente; quitarnos has dese preito!
En beber bien me delito: daca, daca, beberemos, que maana ayunaremos. 2

gueda, stravolta, si diresse verso di loro interrompendo il canto. Uno degli studenti che stavano
cantando, si avvicin a lei e si present come Pablo, con movenze seducenti. Pretendeva di
affascinarla approfittando della sua debolezza. gueda si lasci irretire e lo accompagn al fuoco,
dove lo studente le offr la sua bottiglia di vino.
Una mano ossuta afferr la giovane, che si spavent.
Lasciala, studentello miserabile!
Si gir e vide la Candelaria, Josefa Balmes. La riconobbe subito. Le due donne si abbracciarono e
gueda, sentendosi finalmente salva, scoppi in singhiozzi di fronte allo sguardo perplesso dei
mulattieri.
Josefa la port in un luogo sicuro, lontano dagli altri, per confortarla e farla riposare dopo il lungo
viaggio.
Josefa, vieni a casa con me. Ti supplico, la preg gueda.
No, bambina, rispose lei dolcemente, meglio che una levatrice si muova per conto suo e non
dipenda da nessuno. Ad Aguamansas sono sempre stata trattata bene, vi sono affezionata e, anche
se non ti ho fatto nascere io, ti voglio molto bene. Ti accompagner per un pezzo, ma poi dovrai
proseguire da sola.
Non fu necessario che le dicesse nulla. Josefa la cur e comprese in un attimo quello che Salvador
le aveva fatto: conferm la sua promessa di non separarsi dal gruppo e di portarla a casa del padre.
Inizi cos un periodo di breve tranquillit per gueda, che viaggi come un altro membro di quella

comitiva di vagabondi.
Era una piccola comunit che viveva con quello che aveva, dormendo nelle stalle o nei pagliai
delle locande, e dove veniva condiviso quasi tutto. gueda non smetteva di ringraziare il cielo per
aver incontrato sul suo cammino, in quelle circostanze cos drammatiche, una di quelle societ
egualitarie che avevano tanto affascinato suo padre. Don Alonso rimaneva una delle sue principali
preoccupazioni. gueda lo aveva visto molto peggiorato, prima di partire, e temeva che le novit che
portava con s lo avrebbero allarmato ancora di pi. Pensava di nascondergli laccaduto, non per
proteggere Salvador, ma per non fare male a suo padre.
Daltro canto, si era sviluppato dentro di lei un sentimento che non aveva mai sperimentato con
tale intensit: lodio feroce verso Salvador. Per prendere sonno pensava alla sua morte. E non a una
morte qualsiasi, ma a una lenta e dolorosa.
Si diceva che erano solo fantasie motivate dal suo rancore, ma, se in quei giorni avesse avuto la
possibilit di farla finita con lui, sicuramente lo avrebbe fatto. In una di quelle notti, nel calore della
sua tenda, Josefa disse ad gueda che presto avrebbe dovuto separarsi dal gruppo: la giovane
avrebbe dovuto prendere la propria strada che lavrebbe riportata alla tenuta di Aguamansas.
gueda sapeva gi che si stavano avvicinando: riconosceva i campi coltivati, erano terre simili a
quelle della sua azienda agricola.
Prima di arrivare voglio visitarti, bambina, le disse la levatrice. Sento che qualcosa non va, ho
un brutto presentimento.
Quel presentimento si rivel corretto. Come sospettava Josefa, gueda era incinta.
Alla ragazza manc il terreno sotto i piedi. E che cosa dico ora a mio padre?
Mi spiace molto, bambina mia, ma in questo non posso esserti di aiuto, rispose la levatrice.
Per ti prometto una cosa. Quando avrai bisogno, la Candelaria sar con te.
1

Per festeggiare onorando il carnevale, fermiamoci oggi soddisfatti, imbottiamoci la pancia, riempiamo bene gli otri: bene
seguire il consiglio che dice che oggi bisogna soddisfare lappetito.
2 Bevi, Bras! Tu di pi, Beneito! Bevete Pedruelo e Lloriente! Bevi tu per primo; sollevaci da questa incombenza! Bere per me un
diletto: dai, dai, beviamo, che domani dovremo digiunare.

39

A MANO a mano che si avvicinava ai monti della sua infanzia, nei dintorni della tenuta di
Aguamansas, gueda si rese conto che provava un sentimento da tempo dimenticato. Si chiamava
allegria. Certamente quel paesaggio era cambiato dallultima volta che lo aveva visto: quelli che una
volta erano stati campi di cereali e barbabietole ora erano pieni di ulivi di differenti altezze, che si
stavano trasformando in alberi che prima o poi avrebbero dato frutti. Anche cos, quello era il suo
focolare e lei ci stava tornando.
Tuttavia, arrivando presso casa, avvert dei cambiamenti preoccupanti. Mancava qualcosa. Cera
troppo silenzio, tutto era troppo calmo, i giardini erano trascurati e la facciata della casa, da lontano,
non sembrava pitturata a nuovo. Mancava la vita. Lunica attivit che percep fu quella degli uomini
che caricavano dei libri su un carro. Quando si avvicin a loro, Carmelo si sorprese di vederla.
gueda! Sei tornata! le disse prendendole il viso tra le ruvide mani. Pensavamo che quella
canaglia ti avesse fatto qualcosa. Quel disgraziato di Castro.
Disgraziato? Quel commento non se lo aspettava.
Cosha fatto? gueda temette che la notizia della violenza che aveva subito e del suo sequestro
fosse giunta, per una spacconata di Salvador, alle orecchie di suo padre.
Don Alonso andato in rovina per colpa sua, disse tristemente.
Bambina mia!
La giovane si gir e vide suo padre. Rimase allibita. Era pi magro, con tutti i capelli bianchi, e la
sua postura, un tempo maestosa, era cambiata; ora era leggermente curvo. Anche lo sguardo non era
pi quello di una volta. Era indubbiamente felice di vedere sua figlia, ma sembrava guardare un luogo
molto lontano e, intorno alliride, i suoi occhi avevano un velo grigiastro che iniziava a prendere il
posto del colore nocciola.
Padre! lo abbracci e si addolor nel sentire su di lui lodore della vecchiaia.
Cosha fatto Salvador? Cosa dice Carmelo?
Stai bene, figlia mia? Durante tutto questo tempo Castro ci ha assicurato che eri in salvo,
accudita dalla sua famiglia, disse compunto, ma io non sapevo cosa pensare dopo che aveva rotto
il contratto. Perch ti ho lasciato andare con lui? Perch? si torturava.
Ma perch avete rotto il contratto, padre?
Non ti sono arrivate notizie alla Villa di Puente Viejo, bambina mia? domand sorpreso. gueda
prefer evitare di parlare della sua permanenza nella capanna. Suo padre era disorientato e lei non
sapeva bene come avrebbe potuto prendere quella notizia, cos come raccontargli della gravidanza lo
avrebbe destabilizzato.
Cnovas ha presto il posto di Martnez Campos, le disse.
E questo che cosha a che fare con noi?
Salvador basava la riuscita dei suoi affari su appoggi e sconti fiscali che pensava di ottenere dai
suoi contatti al governo. Le cose sono peggiorate per lui. Si dice che con questo cambio avr inizio il
processo di abolizione della schiavit.
Ora comprendeva il nervosismo di Salvador durante la sua ultima visita al rifugio.
Non so cosa pensare. Paranoico o forse lucido, don Alonso spiegava i suoi sospetti. Pu
essere che non possegga neppure uno zuccherificio a Cuba. Credo che tutto quello che aveva in

mente fosse fungere da intermediario e portarsi a casa una percentuale indecente da entrambe le
parti. E io ho ipotecato tutto quello che avevamo per intraprendere questo affare.
Lacquisto dei nuovi ulivi e la costruzione del frantoio, ora interrotta, aveva comportato una spesa
enorme e don Rafael reclamava il denaro prestato, sebbene fosse stato proprio lui a spingere don
Alonso a fare affari con Salvador. Alla fine, Hernndez de Valderrama era il grande beneficiario di
tutta quella situazione.
Padre, bisogner parlare con don Rafael per alleviare i pagamenti delle rate.
Ma don Alonso non voleva uscire di casa. gueda chiese aiuto a Sara, ma non ebbero successo.
Non pi uscito da qui da quando te ne sei andata via con quelluomo, bambina, le confess
Sara. Non si cambia quasi mai dabito. Faccio una fatica tremenda per farglielo fare e altrettanta
perch si lavi. Si sta lasciando andare, gueda.
E la giovane decise di prendere le redini della casa. Qualcuno doveva farlo.
Padre, dovete alzarvi e accompagnarmi! ordin decisa.
Dove, Mara Antonia? Dove vuoi che andiamo? per un momento don Alonso confuse sua figlia
con la moglie defunta e la ragazza accus il colpo. Suo padre stava cos male? Nonostante tutto riusc
a portarlo via da casa e il suo arrivo a El Sotillo cre un certo scompiglio. Catalina in persona usc a
riceverla e la condusse nel salone con una cordialit che gueda sapeva forzata, visto il loro
allontanamento. Fu sorpresa di vedere che il suo pianoforte a coda rard era l, perfettamente
aggiustato dopo lattacco della Mano Negra. Era parte del materiale sequestrato da don Rafael come
ricompensa dei debiti di suo padre, insieme con i libri e una parte dei mobili che erano appartenuti
alla famiglia di sua madre da generazioni.
Siediti e fa come se fossi a casa tua, le disse Catalina cinicamente.
Colpita da questo schiaffo morale, gueda decise di ignorare le parole di quella ragazzina
maleducata che una volta era stata sua amica e di concentrare i suoi sforzi per parlare con don
Rafael, rimproverandogli la pressione alla quale stava sottoponendo suo padre.
Sono affari, disse lui, senza un briciolo di piet.
Prima degli affari c lamicizia, protest lei. Voi avete gi denaro a sufficienza. Non capisco
perch assilliate mio padre con le vostre richieste e i vostri sequestri.
Una fortuna non si mantiene perdonando i debiti.
Lo so. Si fa rubando agli altri. La rabbia la rendeva forte e matura. La responsabilit dei debiti
contratti da mio padre da attribuire anche a Salvador. lui quello che ha rotto il vostro patto
rendendo impossibile tutta loperazione. Ed a lui che dovreste chiedere il denaro.
Io non sono responsabile di questo. Non siamo neppure soci. Salvador Castro stato solo un
collaboratore necessario, ma gli ulivi che ha piantato tuo padre cresceranno e daranno buoni ricavi,
come il nuovo frantoio, che sar proficuo se mai finiranno di costruirlo, rise crudelmente.
Don Alonso non reag di fronte a quel disprezzo.
Voi avete trovato il modo di approfittare di tutto questo. Sapevate che di quelluomo non ci si
poteva fidare e nonostante questo avete spinto mio padre a fare affari con lui.
gueda doveva gestire la questione da sola e lo faceva con le unghie e con i denti.
Tuo padre non ha pi ambizione. Voleva del denaro per recuperare il tuo titolo a ogni costo e
non ha valutato i rischi.
Basta! Per Dio! disse improvvisamente don Alonso. Ho solo bisogno di un po di tempo. Non
ci pu essere pace tra queste due famiglie?
Finalmente unidea sensata! disse Catalina. Padre, mettiamo insieme tutti questi buoni
desideri. Lasciate che li inviti alla prossima festa. Probabilmente Gonzalo Mesa chieder la mia mano
e mi piacerebbe che fossero presenti in quel momento cos importante.
Era evidente che voleva mettere in evidenza di fronte ad gueda la fortuna della propria famiglia,
rispetto alla sua che stava andando in rovina.
Con molto piacere, Catalina, disse gueda sorridendo. Sar un piacere conoscere adesso il tuo

promesso sposo, non vorrei mai che morisse prima di vecchiaia.

40

VENNE il giorno della festa. gueda indoss uno degli abiti di sua madre: li conservava ancora,
erano pi ampi dei suoi e quindi avrebbero nascosto le prime rotondit del ventre. Suo padre
laspettava ai piedi della scala.
Questa sera sei bellissima, Mara Antonia
Sono io, padre! gueda! Era sempre pi lontano da lei. Ma aveva proprio ragione: la giovane
era uno spettacolo. Non appena giunse alla festa a El Sotillo, un signore di una quarantina danni,
abbastanza di bella presenza, le si avvicin.
Permettetemi di elogiare la vostra bellezza, signorina, disse in modo galante. Siete incantevole.
Il vostro portamento si adatta alla perfezione alle meraviglie di questa notte e di tutto ci che ci
circonda.
gueda si sent lusingata dalle attenzioni del cavaliere e rise tra s e s. Come no! I mobili che la
circondavano erano di sua madre. E lei, in effetti, non poteva che starci in mezzo alla perfezione.
Mentre stava per rispondere, comparve con una certa fretta Catalina, che indossava uno dei vestiti un
tempo appartenuti ad gueda. Non aveva limiti, quellarpia, pens.
gueda, ho il piacere di presentarti Gonzalo Mesa, disse appoggiando la mano sul braccio del
cavaliere che le aveva fatto i complimenti poco prima.
un piacere, signor Mesa.
Tese la mano e lui la baci con una lieve riverenza. Gonzalo Mesa non era cos anziano come si
era immaginata. Dopo tutto, Catalina sarebbe stata fortunata a sposarsi con lui. Lei non avrebbe
avuto quella fortuna. Una volta che si fosse saputo del suo stato di gravidanza, sarebbero arrivate
anche le maldicenze e non avrebbe avuto modo di trovare un marito adeguato. Doveva affrontare
questa realt.
Amico Mesa, vedo che vi hanno gi presentato al mio socio e a suo figlia. Don Rafael si
avvicin con le braccia aperte, dirigendosi verso il suo futuro genero. Le cose non vanno loro molto
bene ultimamente, vi confesso, ma lamicizia lamicizia e le buone persone fanno opere di carit,
disse in confidenza allorecchio del cavaliere. gueda pens che, se la figlia era sfrontata
evidentemente era perch aveva avuto un buon maestro.
Don Rafael, sapete molto bene quello che la mia famiglia ha perso durante tutti questi anni ve
lo siete preso voi, disse gueda con tutto il veleno che poteva mettere in quelle parole, ma senza
perdere il suo sorriso.
Gonzalo Mesa rise di gusto di fronte alla sfacciataggine e al coraggio di quella graziosa fanciulla, e
don Rafael dovette far buon viso a cattivo gioco e tenere lei e suo padre alla festa, anche se avrebbe
desiderato sbatterli fuori. Per evitare che salisse ulteriormente il livello di recriminazioni, Hernndez de
Valderrama port via il suo ospite donore.
Hai ragione. E non mi dispiace che tu la pensi cos, sussurr Catalina. In questo modo soffrirai
di pi quando, prima o poi, riuscir a possedere tutto quello che una volta era tuo. Si gir e, mentre
stava per andarsene, si volt di nuovo: Certamente un peccato ci che successo a don Andrs,
vero? Mi riferisco al fatto che tu non eri presente quando lhanno giustiziato. Riesci sempre a perderti
le cose pi interessanti
Mostro! pens gueda. Si guard intorno: i mobili, il pianoforte, il vestito, i quadri Riconobbe

persino il vasellame di sua madre sul tavolo degli aperitivi. Tutto il suo passato si ritrovava tra le mani
degli Hernndez de Valderrama. Non rispettavano neppure la memoria del suo maestro. Era infuriata
e inizi a tramare una vendetta.
Catalina si sedette al pianoforte e inizi a suonare. Voleva sorprendere Gonzalo Mesa con le
proprie virt.
La mia defunta moglie era una virtuosa, confess malinconico Gonzalo Mesa, che era scappato
dalla presa di don Rafael ed era riuscito ad avvicinarsi di nuovo ad gueda. Anche voi sapete
suonare il piano? le chiese. Ci vorreste dilettare con un pezzo?
Avrei preferenza di no, rispose lei umilmente.
Suvvia! Voi leggete Melville, vero? dedusse Gonzalo.
Bartleby lo scrivano era uno dei libri della biblioteca di suo padre, ed effettivamente lei lo aveva
letto, ma non sperava che Mesa riconoscesse la citazione. E fu allora che le venne unidea.
Catalina si dedica anche alla poesia, disse con fare astuto. Permettete un momento, signor
Mesa. Sono sicura che le far un gran piacere dilettarvi. Un po di tempo fa scrisse una poesia per
voi.
Si diresse verso il pianoforte e cerc tra gli spartiti mentre diceva: Catalina, Gonzalo mi ha detto
che gli piacerebbe molto sentirti recitare. Quella che era stata la sua amica impallid. Era qui
Dammi solo un secondo.
Cosa stai cercando di fare? mormor laltra tra i denti, nervosa.
Eccolo! gueda mise lo spartito di Les Indes galantes nel leggio. Dai, leggi! Il signor Mesa
vuole ascoltare ci che un giorno hai scritto per lui. Non gli puoi dire di no, vero? Sarebbe molto
scortese da parte tua.
La figlia di don Rafael si rese conto del tranello che laltra le stava tendendo. Guard il testo:
erano appena dodici versi. Poteva leggerli senza problema. Doveva farlo per tener testa ad gueda e
dimostrarle la propria superiorit. E lo avrebbe fatto alla grande. Chiese silenzio e si mise a
declamare. Lesse un verso, due, tre Al quarto cominci a venirle un tic allocchio, ma continu.
gueda si allontan da lei. Sapeva che cosa sarebbe successo.
Laltra continu a leggere. Al sesto verso, la sua bocca cominci a torcersi, stupefacendo Gonzalo.
Allottavo verso si blocc e la sua testa si agit con violenza, ma ormai ne aveva fatto una questione
di orgoglio: avrebbe finito di leggere quel testo a voce alta. Don Rafael e il resto degli invitati si
avvicinarono a lei quando cominci a sbattere il braccio che sosteneva il pezzo di carta. In un ultimo
sforzo, Catalina lesse i versi finali della poesia, che non riusc a completare. Prima di farlo, cadde al
suolo vittima di uno dei suoi attacchi. Don Rafael, terrorizzato per limmagine che stavano dando,
ordin alla servit di portare la figlia nelle sue stanze e tent di giustificarsi di fronte a Gonzalo Mesa,
sminuendo limportanza dellaccaduto. Tuttavia sapeva che era cambiato tutto, che i suoi piani di
nozze sarebbero andati a monte.
Per Don Rafael cera una sola colpevole. Si avvicin ad gueda e fu tagliente: esigeva il suo
denaro o avrebbe sequestrato tutto.
Limminente perdita della tenuta di Aguamansas distrusse suo padre. Non voleva pi alzarsi dal
letto e sempre pi spesso la confondeva con la madre. Durante i suoi scarsi momenti di lucidit,
insisteva nel dire che i tempi non erano cambiati come avrebbe voluto.
Vedo che questo mondo comincia ad appartenere a gente come Salvador Castro e continuer
sicuramente a essere dei suoi eredi, disse un giorno. E io non ho la forza per vivere in una mondo
cos. Sono troppo stanco.
Nel sentire queste parole, gueda si port la mano al ventre. Si sarebbe accorto? Don Alonso si
limit a guardarla negli occhi e poggi una mano sopra quella di lei, sulla pancia: Quello che pi mi
preoccupa in che mondo faremo vivere gueda, disse, calando di nuovo nella nebbia della sua
mente malata.
Emozionata, lei non lo corresse per il suo errore. Suo padre stava perdendo il contatto con la

realt e in parte lei si sentiva colpevole di questo: doveva fare qualcosa. Doveva affrontare il vero
responsabile della loro situazione, doveva obbligarlo a farsi carico dei debiti che lui stesso aveva
causato e la conseguente deprecabile situazione economica nella quale li avevi messi.
Almeno posso fargli pagare parte del male che mi ha fatto, pens, carica di rancore. Era decisa a
rivelare pubblicamente il danno che le aveva inflitto e a esigere che pagasse per quello. Una vendetta
pubblica, come le aveva spiegato il povero don Andrs riferendosi ai suoi tanto ammirati antichi
romani.

41

PEPA, le cose possono cambiare molto, in ventanni, disse donna gueda a sua figlia. La piazza
di Puente Viejo non pi come quella che ho attraversato quella prima volta, quando nascondevo
come potevo una gravidanza ormai pi che evidente.
Sono cambiate molte cose? chiese Pepa.
Certo! Quella che oggi la taverna degli Ulloa, per esempio, non era che un tugurio malfamato.
Donna gueda ricord come, di fronte alla porta, un gruppo di soldati stesse bevendo del vino e
come tra loro le fosse parso di riconoscere una persona che aveva conosciuto anni prima
Joaqun, sei tu?
Il ragazzo era cambiato molto. Alcuni mesi di esercito lo avevano plasmato pi di tanti anni di
lavoro nella tenuta. Tra laltro, ne aveva guadagnato nellaspetto. Si era trasformato in un uomo. Lui
fu sorpreso di vederla.
Ti sei persa a Puente Viejo, gueda? le domand in modo sfrontato.
Sono venuta a chiarire alcune faccende con Salvador Castro.
Salvador! Che uomo! Pensavo che mi mandassero a Cuba ma lui si fatto in quattro per farmi
restare qui, in un distaccamento sotto la sua responsabilit.
Quelle parole lasciavano trapelare unammirazione malriposta verso il responsabile di tutte le
disgrazie di gueda. La ragazza prefer tacere il male che quellindividuo aveva fatto alla sua famiglia
e in particolare a lei.
Gli fece domande per informarsi sulle attivit di Castro.
tornato da poco da un viaggio. Daffari, suppongo, le rivel Joaqun. Ora sta preparando la
festa per il quarto compleanno di suo figlio Tristn.
Una festa magnifica, senza dubbio, gli diede corda lei, interessata.
S, con tantissimi invitati. Sai com I Castro Montenegro approfittano di questo tipo di eventi
per esibire il proprio potere alle altre famiglie importanti della zona.
gueda decise di presentarsi alla festa, alcuni giorni dopo.
Prima di attraversare la porta che dava accesso alla tenuta, si ferm demoralizzata nel vedere il
motto che si trovava allentrata, forgiato in ferro. Esattamente come don Rafael e suo padre avevano
raccontato, la frase CHI PRENDE NON PREGA dava il benvenuto e descriveva alla perfezione il carattere di
Salvador. Un brivido gelido attravers la schiena di gueda, mentre lo oltrepassava.
Effettivamente cerano proprio tutti e il trambusto per il compleanno del piccolo Tristn rese pi
facile lingresso, in incognito, di gueda. Ma, doveva ancora superare un ultimo scoglio prima di
entrare nella casa padronale. Il guardiano dei cavalli delle carrozze era Kumoo, vestito con
ununiforme che gli dava un aspetto pi sottomesso del solito.
Nel vederlo, la giovane nascose il volto per non essere scoperta. Non dubitava dellaffetto dello
schiavo nei suoi confronti e proprio per questo non voleva procurargli dei problemi. Il cappello di sua
madre ormai si vestiva solo con i suoi abiti le permise di nascondere il viso, ma, mentre gli
passava vicino, luomo si gir come se quella presenza femminile avesse risvegliato il suo spirito di
cacciatore.
gueda raggiunse la festa che si teneva nel grande salone principale. Non pot soffermarsi sui
dettagli delle decorazioni perch qualcosa richiam la sua attenzione.

Eccola: la famosa donna Francisca Montenegro, una donna imponente, senza dubbio. Di una
bellezza serena, ma con una forza evidente. gueda si sent in colpa per quanto stava per fare, ma
non le restava nessun altro rimedio che rivelare che razza di uomo fosse Salvador a quanti pi
testimoni possibili. Inoltre, conoscendo il modo di fare del militare, forse stava per salvare la vita a
quella donna.
A un certo punto, ebbe la sensazione che lo sguardo di Francisca incrociasse il suo. Aveva
sicuramente individuato unestranea nella sua festa. gueda doveva farsi forza e procedere. Quando
era ormai pronta a intervenire, una mano le tapp la bocca e la trattenne. Senza che gli altri invitati si
rendessero conto di quanto stava succedendo, due braccia forti la condussero in un angolo pi
discreto.
Joaqun, cosa stai? chiese con il cuore che ancora palpitava forte nel petto, ma, prima che
potesse terminare la frase, lui le diede un ceffone che quasi le fece perdere i sensi. Turbata, not
come colui che un tempo era stato suo amico ora la stesse stringendo per il braccio e portando via a
forza da quella casa. Quasi in stato di semincoscienza, gueda si preoccup per la prima volta del
figlio che portava in grembo e si pent di aver messo in pericolo la sua vita. Quando si riprese, si rese
conto che doveva trovarsi nelle stalle. Joaqun le stava di fronte; camminava nervoso da un lato
allaltro. Insieme con lui, un altro soldato sembrava controllare che lei non si muovesse. Il volto le era
familiare: quelle labbra, estremamente ben disegnate, le ricordavano qualcuno.
Joaqun balbett.
Non parlare, zoccola! Volevi venire qui per cercare di rovinarlo, vero? le grid.
Si era trasformato in un servile delinquente in uniforme, al servizio di Salvador Castro.
Ho sospettato di te quando ti ho visto a Puente Viejo. Ci aveva avvertiti che sarebbe potuto
succedere, vero, Salazar? chiese allaltro soldato.
Perch fai questo? La mia famiglia ha sempre trattato bene te e i tuoi genitori. gueda non
capiva quel tradimento.
Bene? Mi ero stancato di pulire il tavolo di altri, di sopportare quellaria di superiorit e accettare
la menzogna che tu e tuo padre ci avevate aiutato, le sput in faccia tutto il suo odio.
E credi che Salvador ti aiuter?
Lui mi ha insegnato a combattere.
Mio padre aveva preso qualcuno che ti insegnasse a leggere.
Come sei arrivata qui? una voce che conosceva e che odiava interruppe il discorso. Salvador
Castro si avvicin a lei con lo sguardo carico dodio. Hai tanta voglia di rovinarmi? Hai peccato di
audacia. Ormai la tua vita non ha pi valore. Il patto con tuo padre disgraziatamente si rotto.
gueda lo sapeva: quelluomo si era preso dai Molero de Aguamansas tutto quello che gli
interessava. Non aveva pi nessun interesse a tenerla in vita; di fatto, la sua esistenza rappresentava
per lui una minaccia.
Porco! la giovane gli diede un sonoro ceffone. Si sentiva dentro una forza rinnovata dallodio,
dalla disperazione, ma Joaqun la colp e si trov di nuovo a terra. Spost la faccia quando sent sul
viso la mano di Salvador, accovacciato vicino a lei.
Volevo che Joaqun si occupasse di te. E invece lo far io stesso.
La prese per un braccio e, anche se lei lottava per liberarsi, riusc a caricarla in sella al suo cavallo
nero. A quel punto, per la prima volta, la ragazza vide negli occhi di Joaqun qualcosa che le ricordava
il ragazzo di un tempo.
Cosa farete di lei? Nella sua voce si notava il dubbio, la paura. Salvador si volt verso di lui e
sput a terra prima di rispondergli.
La faccio finita con quel bastardo.

42

QUANDO arrivarono a destinazione, nel profondo di un bosco vicino a Puente Viejo, Salvador la
gett a terra dallalto della sella. Era unatrocit, ma, se voleva far fuori quello che gueda aveva in
grembo, era meglio iniziare subito.
La giovane reag rapidamente. Raccolse le forze, si riprese tra i gemiti e si mise a correre a pi
non posso, il pi rapidamente possibile.
Non lo ucciderai, lo giuro, continuava a ripetersi la ragazza mentre fuggiva, volando tra gli alberi e
voltandosi indietro di tanto in tanto.
La disperazione le mise le ali e sorprendentemente riusc a fuggire da Salvador e a nascondersi
dietro un albero. Forse glielo aveva permesso lui, forse stava giocando con lei come il cacciatore con
la preda. Cercando di controllare la respirazione, gueda si accarezz il ventre. Fino ad allora, aveva
considerato la sua gravidanza come conseguenza del suo peccato, dellarroganza e dellimprudenza
che lavevano fatta avvicinare a quel demonio. Ora non le importava. Era disposta a lottare fino alla
morte per quel bambino.
Salvador la stava cercando, sicuro della propria superiorit, quasi divertito da quel gioco tanto
infantile. Ma non lavrebbe presa. Lei avrebbe fatto limpossibile per sopravvivere. A un tratto, ricord
le parole di Kumoo. Non doveva avere paura. Doveva lasciare che la preda arrivasse a lei, che
tranquilla si confondeva nella natura. E quando fosse arrivata
gueda prese un grosso ramo che la sorte le aveva messo accanto. Lo sollev con forza e si mise
in ascolto. Quando intu che il suo persecutore si stava avvicinando, usc allo scoperto e guard
Salvador negli occhi: sembrava sicuro di s, sorrideva. Lo trovava assurdo: impossibile che quella
donna fosse capace di colpirlo. Gli occhi di gueda risplendevano di un odio lungo secoli.
E lo colp. Con tutte le sue forze. Lira accumulata la rese piena di sicurezza e quasi invincibile. Lo
colp sulla testa. Sent lo scricchiolio del cranio che si scheggiava e qualcosa, non vide che cosa, vol
nellaria. Turbato, Salvador si pieg e del sangue scuro e viscoso inizi a colare sulle foglie che
coprivano il terreno. Prima alcune gocce, poi un po di pi. E gueda torn a colpire. Accanto a lui, il
pendente blu con lanima di Kumoo. Salvador cerc di raccoglierlo, ma gueda fu pi rapida di lui e
con un calcio lo spinse lontano. Lui si alz e si riprese. La sua camicia bianca si macchi di rosso e lui
sorrise di nuovo, sicuro che quanto era accaduto fosse stato solo un piccolo incidente.
Muori una volta per tutte! Vai allinferno! la rabbia la infuocava e dalla bocca di gueda usc
una voce che fece fatica a riconoscere come sua.
Sono gi stato in quel luogo. E non mi ha mai convinto del tutto ci che ho visto. Aveva il
coraggio di tirar fuori una delle sue battute. Questa volta con una voce che ribolliva di sangue.
Avanz verso di lei, la prese per il braccio e tir fuori il pugnale. Era un mostro imbrattato dal suo
stesso sangue, pronto a fare una nuova vittima. Tuttavia, il pugnale non trafisse il petto di gueda.
Salvador, perplesso, apr gli occhi sorpreso da una forza che lo separava dalla donna e gli tirava
indietro il braccio.
Kumoo si stava ribellando a lui.
Lasciami. Non sai quello che fai, disse incredulo.
Ho la mia anima. Nna niyo! Aveva in mano il pendente blu e lo teneva con forza. Libero dalla
schiavit, Kumoo non esit un attimo a buttare Salvador gi dalla scarpata.

Quindi prese gueda per mano e la port lontano, lasciando indietro tutto ci che era stato del
suo padrone. Lei riusciva a malapena a camminare. Le doleva il ventre. E sollev la sua mano verso di
lui. Kumoo la guard e cap subito quello che le stava succedendo.
Pronunci una parola incomprensibile mentre toccava la sua pancia.
S, sono incinta.
La guard con tenerezza.
Grazie, jenke! Padrone Salvador cattivo. Jenke preso niyo Kumoo.
Il tuo niyo adesso solo tuo, Kumoo, gli disse. Sei libero. Puoi fare quello che vuoi.
Kumoo si avvicin e mise il pendente intorno al collo di gueda.
No, non posso prenderlo! Sapeva ci che significava quel gesto. la tua anima. tua.
Kumoo le spieg, o lei credette di capire, che, una volta persa, lanima non poteva essere
recuperata e rimessa nel corpo. La sua anima era uscita da lui per sempre. Ma se una persona buona
come lei lavesse conservata, la sua anima non sarebbe andata allinferno.
Ora jenke fugge. Se jenke dice, Kumoo ferma padrone Salvador. Kumoo protegge jenke.
Cosa? gueda non capiva che cosa volesse dirle.
Jenke ora padrona di Kumoo. Kumoo ferma Salvador. Protegge jenke e suo figlio.
Non posso, Kumoo. Non sei uno schiavo.
Per la vita dentro di te. Luomo tocc la sua pancia. Ordina a Kumoo, e lui protegge quella
vita.
Proteggi questa vita, Kairaba Kumoo, ti ordino che tu la protegga Sempre, disse gueda con
le lacrime agli occhi.
Kumoo la guard attentamente e fece cenno di s in silenzio.

43

DONNA gueda cerc di continuare il racconto, ma non riusc. Pepa le stava mostrando un
pendente blu con la figura di una libellula. Lanima di Kumoo.
Mio dio! il pendente di Kumoo. Come lhai avuto?
Per me questo sempre stato il pendente di Flora.
Chi Flora?
La prima volta che la vidi eravamo in una cella. Fu l che mi diede il pendente. Non sono sicura di
chi sia veramente. So solo che, da quel momento, Flora apparsa nella mia vita proprio quando ne
avevo pi bisogno. Donna gueda non aveva il coraggio di interromperla. Se non fosse per il fatto
che posso toccare questo pendente con le mie stesse mani, penserei che Flora frutto della mia
immaginazione. Ma sono sicura di una cosa: questo pendente mi ha sempre protetto.
Kumoo mi sta obbedendo da allora. La donna cominci a piangere in silenzio. Ha mantenuto
la parola. Non sai come mi sono sentita in colpa quando ho perso il pendente. Fu dai cugini di mia
madre, i Molero Menca, nella Media Legua, quando venni a cercarti. La piena del fiume si era portata
via mezzo paese e in quelloccasione spar lintera famiglia nella quale pensavo ti trovassi tu Alba.
Mi hanno raccontato di quelle inondazioni, disse Pepa, senza reagire di fronte a quel nome.
Furono devastanti.
Camminavo disperata per le strade, con lacqua che mi arrivava alla vita, senza trovare nulla. Ma
continuavo a cercare. Non ricordo esattamente quello che successe, ma a un certo punto feci un
passo falso e tutto il mio corpo si inabiss. Quando Gonzalo e suo figlio Olmo mi tirarono fuori di l,
io non avevo pi il pendente. Lo avevo perso. Ma la cosa peggiore era aver perso la speranza di
trovarti viva.
vostro. Pepa le porse il pendente.
No Pepa. Ora tuo. Kumoo sarebbe felice che lo tenessi tu, disse rifiutandolo. Il povero
Kumoo
Kumoo si gir per assicurarsi che gueda prendesse la strada giusta per andare al paese. Quando
fu sicuro che non si sarebbe persa, and ad affrontare Salvador e i suoi uomini. Joaqun e Salazar
erano gi arrivati da lui e lo stavano soccorrendo.
Voglio quella puttana e quel negro! Portatemeli qui! ordin, con un grido soffocato
dallemorragia. Vide Kumoo schivare i due uomini a cavallo, tra gli alberi. Le sue giravolte e i suoi salti
li tennero impegnati il tempo necessario perch gueda fuggisse, ma, quando lo schiavo si rese conto
che lei era in salvo, si arrese e venne circondato.
Preoccupata per la sorte del suo liberatore, gueda continu ad allontanarsi sempre pi dai suoi
inseguitori; ciononostante sentiva le grida dei soldati, gli spari Strinse gli occhi, convinta che Kumoo
fosse stato ammazzato. Si sentiva una codarda per averlo lasciato da solo a morire, ma ora aveva un
buon motivo per sopravvivere.
Arriv in cima e si volt: lo schiavo era ancora vivo, in groppa a uno dei cavalli, con le mani
legate. Gli misero una corda intorno al collo. Erano pronti ad appenderlo al ramo di un albero.
un peccato che tu non sopravviva qualche altro mese, gli disse Salvador. Da lontano, gueda
non riusciva a sentirlo. Il tempo sufficiente perch i liberali proibiscano la schiavit. Peggio per te.
Niyo di Kumoo non vostro. di jenke. Vita di Kumoo nemmeno. Non potete ammazzare

Kumoo. Con un sorriso crudele tra le labbra, il soldato Salazar tir la corda e lo schiavo poco dopo
esal lultimo respiro. Sereno. In silenzio. Senza la minima paura.

44

E IO non potei fare nulla per evitarlo, disse donna gueda.


Una morte sulla coscienza pesa come il piombo. E ti soffoca, ti tira verso il basso, rispose Pepa.
Gloria, vero?
Le chiesi fino allo sfinimento che mi avvisasse ai primi dolori. Era di sette mesi e, quando
finalmente mand laltro figlio a cercarmi, i dolori del parto erano gi molto intensi. Quando arrivai a
casa sua era gi estenuata e la prima cosa che mi disse fu che non aveva soldi per pagarmi. Replicai
che non mimportava, che limportante era far venire al mondo quel bambino. E allora li vidi: i lividi
sulle braccia.
E Pepa ricord. Ricord tutto di nuovo, con donna gueda come testimone del dolore, della
paura.
Gloria non sapeva perch avesse quei lividi, ma la levatrice aveva un brutto presagio a riguardo.
Con calma esamin la posizione del bambino e conferm che era corretta, ma la partoriente non si
era dilatata. Il suo polso era molto accelerato e stava sanguinando: quella donna stava partorendo
senza dilatazione e i dolori sarebbero stati insopportabili. Mentre Pepa ragionava su questa possibilit,
Gloria cominci a gridare e si temette il peggio. Sapeva che sarebbe potuto succedere, quella strana
sensazione laccompagnava da quando era venuta a sapere di quella gravidanza, gi al primo
trimestre; per questo aveva insistito tanto che la mandassero a chiamare.
Glielavevo detto, ripet a donna gueda. Le avevo detto di chiamarmi ai primi dolori.
Pepa aveva avuto fortuna, come levatrice, sebbene sapesse che prima o poi una donna sarebbe
morta tra le sue braccia. La Candelaria laveva avvertita; Tefila laveva avvertita. Per questo
bisognava essere pronte a tutto, persino a tagliare la pancia per tirar fuori il bambino, se fosse stato
necessario, e lei lo sapeva fare. Solo che quasi sempre era una condanna a morte per la madre. Pepa
sapeva che Gloria non ce lavrebbe fatta. Quasi tutte le partorienti morivano in quelle circostanze e
con un polso cos accelerato, e lei non avrebbe fatto eccezione. Sarebbe morta dissanguata. Ma il
bambino che era venuto a chiamarla, laltro figlio, stava aspettando fuori e aveva let di Martn. Non
poteva lasciarlo senza madre. Doveva salvarla, salvare entrambi: lei e il bimbo che stava per nascere.
Tuttavia, con quella dilatazione, non sarebbe stata in grado di farlo uscire.
Le avevo detto di ascoltarmi, rivisse la scena di fronte a donna gueda, che doveva spingere.
Lunica cosa che potevo fare in quel momento era darle coraggio.
Il sangue cominciava a macchiare tutto e, quando vide che aveva bisogno di panni in pi, Pepa
strapp le lenzuola. Doveva evitare che Gloria si rendesse conto di quanto stava succedendo. Doveva
tentare di far nascere il bambino prima che lei si debilitasse completamente, prima di perdere la
speranza. Da parte sua, Gloria faceva quello che poteva ma era stremata. Spingeva, piangeva, ma
non riusciva a fare nulla per farlo uscire. Si stava dissanguando.
Pepa, inzuppata di sangue, decise di verificare una cosa. Prese lo stetoscopio e lo pose sopra il
ventre della madre. Sent il polso del bimbo, molto accelerato: stava soffrendo e doveva tirarlo fuori
subito. Gloria era pallida. Aveva gli occhi socchiusi e Pepa non credeva nemmeno pi che fosse in
grado di sentirla; prov a tirare fuori la creatura con le due mani.
Ripetevo: Uscirai, Martn Uscirai. Pepa aveva gli occhi pieni di lacrime. Ma non cera
speranza e io non sapevo che cosa fare

Gloria aveva perso i sensi e non spingeva pi, anche se continuava a sanguinare. Stava morendo.
Il bimbo era in posizione sbagliata. Pepa non poteva pi fare un cesareo, doveva cercare di tirarlo
fuori con il forcipe. Avrei dovuto usarlo prima, si disse; avrebbe dato maggiori possibilit al bambino.
Afferr la testa. Sperava solo che non succedesse qualcosaltro a peggiorare ulteriormente le cose.
Come per esempio il cordone ombelicale attorcigliato intorno al collo. Pepa non pensava pi alla
madre, non poteva perdere tempo verificando se fosse viva o morta. Certo era che se avesse
continuato a perdere sangue, non sarebbe sopravvissuta.
Avrebbe pensato a come raccontarlo a Martn.
Ma quel bambino l fuori non era Martn. E il bambino che stava cercando di far nascere neppure.
Il parto di Martn era stato semplice. Questo no. La testa usc, non aveva il cordone intorno al collo,
grazie a Dio, ma non lo sentiva respirare. Non importava, doveva continuare. Non era determinante.
Doveva tirarlo fuori del tutto e pulirgli le vie respiratorie.
E alla fine sono riuscita a tirarlo fuori.
Era come Martn, ma privo di vita. Tutti i bambini che aveva fatto nascere erano stati come
Martn, ma in maggioranza erano vivi e Martn no. Forse il figlio di Gloria lo era. Doveva rianimarlo!
Doveva salvarlo! Pepa port la bocca al naso del bimbo e aspir. Sput a terra il liquido scuro che
usciva dai suoi piccoli polmoni. Ripet la manovra con forza, ma facendo attenzione, fino a che i
polmoni non furono puliti. Lo gir e gli diede due colpetti sul sederino, ma il bimbo non pianse. Lo
mise di nuovo sul letto e prov a rianimarlo. Lo aveva fatto altre volte con altri neonati. Ignorava che
la madre non respirava e per alcuni secondi le sembr di sentirla accanto: Dovete salvarlo, dovete
salvare Martn. Dovete salvarlo!
Non riesco a salvarlo! Non riesco! Pepa piangeva tra le braccia di donna gueda che la lasci
sfogare.
Tiralo fuori, bambina mia. Tira fuori tutto quel dolore, le ripeteva dolcemente, come una
cantilena. Pepa si calm e, quando la donna le chiese se preferiva fermarsi, si limit a negare con la
testa.
Ora so che ero come impazzita, ricordo che dicevo cose senza senso: Questa volta non me lo
porteranno via. Non porteranno via il suo corpo. Forse per questo non mi venne in mente altro che
avvolgere il bimbo in una coperta e nasconderlo tra i miei abiti. E uscire. Uscire di l, correndo per
sparire dal mondo, con il corpo del bambino Con il corpo del mio bambino.
Pepa corse per le vie di Puente Viejo piangendo, tenendo stretto quel corpicino contro il suo
perch nessuno lo vedesse. Corse fino al bosco. Non sapeva quanto tempo avesse corso, n da
quanto tempo fosse ferma, appoggiata contro quellalbero, abbracciata al cadaverino. Quel corpo era
lunica cosa di cui avesse bisogno. Non desiderava n mangiare n bere. Trascorse parecchi giorni
abbracciata al bimbo, fino a che, a un certo punto, si rese conto che doveva sotterrarlo. Scav la
terra con le mani. Il piccolo aveva bisogno di una tomba vera, nella terra, un luogo dove potergli
andare a parlare. Pepa lo sotterr e pianse sulla sua tomba. Abbracci la montagnola e rimase a
riposare l, in pace. Dopo diversi giorni, quando non era nemmeno pi capace di distinguere il giorno
dalla notte n il sogno dalla realt, pass di l quel pastore.
Il resto potete immaginarlo. Pepa si volt verso sua madre. Non voglio vivere senza Martn,
disse piangendo. questo quello che mi sta succedendo: non voglio vivere se mio figlio non
vivo. Donna gueda labbracci.
Lo so. Nemmeno io vorrei vivere senza di te Ma almeno ho avuto la fortuna di poterti
incontrare.

45

GUEDA arriv finalmente a casa, sana e salva. Le condizioni di don Alonso non smettevano di
peggiorare e ormai con lui erano rimasti solo Sara e Carmelo, fedelmente pronti a prestare assistenza
al padrone. Il resto del personale aveva abbandonato la tenuta. La ragazza non ebbe il coraggio di
raccontare loro di Joaqun e di come lo avesse trasformato Salvador. Quel nome la terrorizzava.
Sapeva che, se gli fossero arrivate notizie sullo stato di debolezza di suo padre e sulla carenza di
protezione della casa, lui sarebbe venuto a cercarla. Don Rafael, don Julio, la Guardia Civile e tutti
quanti sembravano aver voltato le spalle alla loro famiglia, condannata alla rovina e alla distruzione.
Non potevano contare su nessuna protezione se non su quella di Carmelo, che a sua volta aveva
bisogno di aiuto: certe notti gueda si svegliava prima dellalba per dargli il cambio. Seduta su uno
sgabello, allentrata di casa, teneva in mano il fucile, pronta a far fronte a Salvador nel caso in cui si
fosse presentato. Ma non fu lui che vide arrivare un giorno nella bruma mattutina. Bens una figura
piccola e curva. Josefa Balmes sapeva che gueda aveva bisogno di lei in quel momento. La
Candelaria allevi i dolori di don Alonso e lo fece migliorare con le sue erbe, ma assicur di essere
venuta per una cosa pi importante: aveva sempre dimostrato unabilit unica nel presentarsi nelle
case quando le donne gravide erano sul punto di partorire.
Il parto fu semplice. Josefa diceva che tutto il dolore che avrebbe dovuto provare per dare alla
luce il bambino, gueda lo aveva gi sofferto in abbondanza prima. La creatura che nacque era
graziosa e rosea. Non aveva dubbi sul nome che desiderava darle.
Si chiamer Alba, disse gueda quando vide il suo viso.
Questa s che sar mia, rispose la levatrice, in maniera complice, mentre annodava il cordone
ombelicale. Tuttavia, unombra si aggirava sulla bambina: gueda sapeva che quel luogo non era
sicuro e che Salvador non avrebbe tollerato lesistenza al mondo di un suo bastardo. Una volta
ancora, gueda aveva bisogno dellaiuto di Josefa.
Non pu rimanere qui. Lui la trover e la uccider. Devi portarla via, disse alla levatrice.
Dove?
Dai miei cugini nella Media Legua, i Molero Menca. Non mi vogliono bene ma non la
rifiuteranno. Sanno di essere in debito con me. Scriver loro una lettera per spiegare tutto.
Josefa accett a denti stretti, come faceva sempre.
Non mi piace avere dei pesi, disse la levatrice. Ma cedette subito: lavrebbe fatto come favore
personale.
Il contenuto della lettera ai Molero Menca era chiaro e semplice. gueda simpegnava a mettere
fine alle sue rivendicazioni del titolo di marchesato di Aguamansas se avessero tenuto sua figlia fino a
che lei non lo ritenesse prudente, fino a che la minaccia di Salvador non fosse terminata. La bambina
intu la prossima separazione e cominci a piangere, mentre sua madre lavvicinava al petto per
cantarle una vecchia canzone che aveva imparato molti anni prima.
Duerme en mi pecho, mi pequea.
Son los brazos de tu madre,
cobijndote con amor,
un nido para tu sueo.

No temas el silbido del viento,


son las hojas golpeando la puerta.
No temas al rugir del mar,
son las olas que besan la orilla. 1

La levatrice guardava tutte e due. Sorrideva.


Donna gueda aveva cominciato a cantare per Pepa. Non con la migliore delle voci, ma con una
voce tenera, molto pi giovane di quanto avrebbe potuto sperare, e Pepa si emozion nel sentirla.
Quella melodia sembrava risvegliare qualcosa nei suoi ricordi, era una chiave nella sua memoria, la
conferma che il racconto di quella donna era assolutamente vero.
Guard donna gueda e la sua memoria le dettava le parole.
Duerme, cario mo, no hay nada que temer aqu,
mientras descansas sobre mi pecho,
los ngeles sonren, no tengas miedo.
Los ngeles te protegen hasta el alba. 2

Cant le ultime strofe con donna gueda, che la guardava sorpresa con gli occhi umidi di pianto.
Dopo averti portato al mondo, Josefa ti port via. E io ti persi.
Lultima frase fu appena un sussurro.
1

Dormi sul mio petto, piccola mia. Sono le braccia di tua madre che ti cullano con amore, un nido per il tuo sonno. Non temere il
sibilo del vento, sono le foglie che battono alla porta. Non temere il ruggito del mare, sono le onde che baciano la riva.
2 Dormi, mio tesoro, non ce nulla da temere qui, mentre riposi sul mio petto, gli angeli sorridono, non avere paura. Gli angeli ti
proteggono fino allalba.

46

DAL momento in cui si separ da sua figlia, la vita di gueda fu una lunga attesa.
Aspett larrivo di Salvador per settimane, forse per mesi, e sebbene alcune notti, durante il suo
turno di guardia, avesse visto un uomo a cavallo che vagava per la tenuta, quellattacco non arriv
mai. Forse anche Salvador aveva paura: temeva che lei tornasse a Puente Viejo, temeva il frutto del
suo peccato.
Forse non averla pi vista gli fece pensare che avesse perso il bimbo. Certo che quella figura,
che lei vedeva a malapena nella nebbia della notte, smise di apparire quando una nuova persona
cominci a visitare la tenuta di Aguamansas.
Era Gonzalo Mesa. Cera ancora qualcosa che gli interessava ad Acatucia, e non era Catalina
Hernndez de Valderrama. ovvio che, dopo lattacco provocato alla sua amica, gueda non era
persona gradita a El Sotillo e non fu pi invitata in quella casa. N lei n suo padre. N tanto meno
Gonzalo. Non che a questi importasse molto: almeno, alla festa aveva conosciuto quella ragazza cos
ribelle in cui lui inizi a riporre tutte le sue aspettative. gueda cominci a trovare Gonzalo una
persona gradevole e piena di attenzioni. Luomo perfetto che si faceva in quattro per farla felice e il
cui amore lei ricambiava. Ma, anche cos, una parte del suo cuore era morta il giorno in cui Alba era
sparita.
Le sue condizioni per sposarlo furono chiare: doveva accettare Alba come fosse propria figlia e
assicurarle protezione contro Salvador.
La donna era ansiosa di riabbracciare sua figlia. Aveva scritto ai suoi cugini annunciando la sua
imminente visita per recuperare la piccola e obblig Gonzalo a intraprendere il viaggio subito,
accompagnati anche da Olmo. Tuttavia, arrivati l, scoprirono che lacqua si era portata via tutto: la
casa dei Molero Menca, come tante altre, era sparita nella piena di Santa Teresa.
Lacqua sommerse qualcosa di pi del pendente di Kumoo, sommerse la speranza di trovarti, le
disse donna gueda. Se non fosse stato per quel meraviglioso testone di Olmo, ora non staremmo
parlando. E se non fosse stato per Josefa Balmes, ovviamente, aggiunse.
Come fin con lei? chiese Pepa.
Per tutti questi anni ho avuto un sospetto: la Candelaria si present a casa dei Molero Menca
come mia inviata. Dovette intuire qualcosa e ti port via. Forse percepiva un pericolo o forse pensava
che con lei saresti stata pi al sicuro. O, semplicemente, pensava che tu fossi pi sua che di quelle
persone e che, dopo aver aiutato a mettere al mondo tanti bambini, lei se ne meritasse almeno uno
tutto suo. Il destino volle che ti portasse via, e cos ti salv la vita: se non fosse stato cos, saresti
morta annegata. So che a volte dovrei odiarla, dovrei essere arrabbiata con lei perch sarebbe dovuta
venirmi a cercare per ridarmi mia figlia Ma oggi credo che non ci sarebbe stato altro modo e che il
destino ha le sue ragioni. strano, ma per lei provo solo gratitudine. Il destino! Se il destino ci ha
separato, ci sar stata una ragione.
E se ci ha riunito, anche per questo ci sar una ragione, concluse Pepa.
S, ora ho mia figlia.
La giovane labbracci a lungo, quindi improvvisamente prese la mano di sua madre e la guard
negli occhi.
Madre, disse per la prima volta, devo andarmene. Voi avete fatto il vostro viaggio, mi avete

cercato e trovato. Ora devo fare il mio. Devo trovare Martn. Devo aver fiducia nel destino e credere
che qualcosa o qualcuno abbia potuto attraversare il suo cammino e abbia potuto salvarlo.
Ma io ho trascorso la vita cercandoti. Speravo di poter godere il tempo che mi rimaneva stando
con te.
Donna gueda era contrariata. Era tentata di chiederle di rimanere, ma dun tratto si rivide
giovane, determinata a intraprendere un viaggio per recuperare sua figlia. Poteva ora impedirle di fare
lo stesso?
Cercalo o vivi con la speranza di trovarlo, ma non vivere con lamarezza di averlo perso. O di non
aver fatto tutto il possibile per trovarlo. Va. Io ti aspetter.
E io ritorner, madre, torner con lui.
Donna gueda la guard negli occhi. Sorrise.
Lo so Alba, lo so.

47

UN pomeriggio, in un paesaggio bianco di neve, gueda guard la figura insolita di una donna che
camminava da sola su un sentiero in salita, lenta ma sicura. Osserv orgogliosa la partenza di sua
figlia Alba. O, come preferiva chiamarla, Pepa. Andava per il mondo a fare quello che sapeva fare:
avrebbe fatto nascere altri bambini, mentre cercava suo figlio Martn.
Era il suo destino. Doveva seguirlo.

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Traduzione di Maxima Serv ice La cancin de Alba
Romanzo basato su El secreto de Puente Viejo,
una serie telev isiv a creata e prodotta
da Ida y Vuelta per Antena 3.
Creato da Aurora Guerra
Superv isione dei contenuti del libro: Josep Cister Rubio
Scritto da Benjamn Zafra, da unidea di Aurora Guerra
Antena 3 Telev isin, 2011
Ediciones Planeta Madrid, S.A., 2011
2014 Sperling & Kupfer Editori S.p.A.
Ebook ISBN 9788820091002
COPERTINA || ART DIRECTOR: FRANCESCO MARANGON | GRAPHIC DESIGNER: SABRINA VENETO || PER GENTILE
CONCESSIONE UFFICIO STAMPA MEDIASET

Realizzazione editoriale a cura di Studio Dispari.

Indice

Il libro
Lautore
I romanzi della serie TV Il Segreto
Il segreto. La verit di Pepa
PARTE PRIMA
1
2
3
4
5
PARTE SECONDA
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
PARTE TERZA
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
PARTE QUARTA
30
31
32
33
34
35
PARTE QUINTA
36
37
38
39
40
41
42
43
44
45
46
47
Copyright