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Grafico della frequenza delle possibili date della Pasqua nel calendario gregoriano.

Le date si
ripetono secondo un ciclo di 5 milioni e 700 mila anni. La data pi frequente il 19 aprile, la meno
frequente il 22 marzo.
Poich nel calendario giuliano i giorni della settimana si ripetono ogni 28 anni, le date della Pasqua
si ripetono ciclicamente ogni 28x19=532 anni.
l mese sinodico il tempo che impiega la Luna per riallineare nuovamente la sua posizione con il
Sole e la Terra dopo aver compiuto una rivoluzione intorno a quest'ultima: si pu anche definire
come il tempo che intercorre tra un novilunio e quello successivo.
Il termine sinodico deriva dal latino synodicum, a sua volta ricavato dal greco synodiks,
derivazione di synodos ossia riunione: esso indica quindi l'allineamento (o congiunzione) tra due o
pi astri come avviene nel nostro caso tra Sole, Luna e Terra.
Il mese sinodico pu anche essere indicato con i termini di lunazione, rivoluzione sinodica o mese
lunare.
La durata del mese sinodico di 29 giorni 12 ore 44 minuti e 2,9 secondi. Dodici mesi sinodici
formano un anno lunare pari a 354 giorni, 9 ore e 48 minuti.

Differenza col mese siderale [modifica]


Il mese sinodico non va confuso con il mese siderale o sidereo: quest'ultimo il tempo che impiega
la Luna a ruotare di 360 intorno alla Terra. Il termine sidereo o siderale proviene dal latino
sidereum e significa stellare: infatti dire che la Luna ruota di 360 intorno alla Terra equivalente a

dire che essa torna a riallinearsi con la Terra e con una stella fissa. In altri termini, mentre il mese
sinodico considera il riallineamento della Luna con la Terra e il Sole, il mese sidereo considera il
riallineamento della Luna con la Terra e una stella fissa. La sua durata di 27 giorni 7 ore 43 minuti
e 11,5 secondi.
La differenza temporale tra il mese sinodico e quello siderale sta nel fatto che mentre la Luna ruota
intorno alla Terra, anche la coppia Terra-Luna gira intorno al Sole. Se la Terra non ruotasse intorno
al Sole ma stesse ferma rispetto ad esso, allora il mese sinodico e quello sidereo coinciderebbero.
Ma la Terra si muove intorno al Sole di quasi 1 al giorno (360/365 giorni l'anno fornisce appunto
~1 al giorno) e quindi nei 27 giorni e passa del mese siderale la Terra (e di conseguenza anche la
Luna) si sposta di circa 27. Per riallinearsi nuovamente al novilunio, la Luna deve ruotare di 360
+27 + altri 2 perch mentre essa percorre gli ulteriori 27, la Terra, anche se di poco, si
ulteriormente spostata.
In definitiva, mentre nel mese sidereo la Luna deve ruotare intorno alla Terra di 360, nel mese
sinodico essa deve ruotare di circa 389: da qui la diversa durata del mese che di 27 giorni nel
primo caso e di 29 giorni nel secondo.

Calendari [modifica]
I calendari lunari sono quei calendari che si basano sul mese sinodico: essi hanno mesi di 29 e 30
giorni alternativamente, il che comporta un anno di 354 giorni. Un esempio di calendario lunare il
calendario islamico dell'egira.
I calendari solari invece si basano sull'anno solare (o anno tropico), che ha una durata di circa 365
giorni. Esempi di calendari solari sono il calendario giuliano, elaborato su disposizione di Giulio
Cesare nel 46 a.C. e il calendario gregoriano che, voluto da Papa Gregorio XIII nel 1582, un
perfezionamento del calendario giuliano.
Esistono infine i calendari lunisolari come quello ebraico, sincroni sia con l'anno solare sia con il
mese sinodico. Si tratta di un calendario lunare con anni comuni di 354 giorni e quindi pi corto di
11 giorni rispetto a quello solare: per "allungare" il calendario lunisolare, cos da metterlo al passo
con quello solare, si effettua l'embolismo (termine di origine prima greca e poi latina con il
significato di intercalazione) di un tredicesimo mese sinodico in determinati anni denominati per
l'appunto anni embolismici (cfr. Ciclo metonico).
Le unit di tempo fondamentali su cui si basano i calendari sono ricavate dall'osservazione del Sole
e della Luna:

la settimana corrisponde alla durata di una singola fase lunare tra le quattro principali;
il mese corrisponde alla durata di un ciclo completo di fasi, cio a quattro settimane;
l'anno corrisponde alla durata di un ciclo di stagioni, cio a un periodo di rivoluzione della
Terra intorno al Sole (non esattamente a causa della precessione degli equinozi).

Poich per un anno solare non corrisponde a un numero intero di mesi lunari (il rapporto di circa
12.3683), i calendari seguono in genere o l'uno o l'altro dei due cicli. Essi si distinguono quindi in:

calendari solari: sono basati sulla durata dell'anno solare, o anno tropico, di circa 365
giorni. In questi calendari le stagioni iniziano sempre nelle stesse date (queste date tuttavia
possono spostarsi molto lentamente nell'arco dei secoli), ma i mesi non seguono esattamente

il ciclo delle fasi lunari. Esempi di calendari solari sono il calendario gregoriano e il
calendario giuliano.
calendari lunari: sono basati sulla durata del mese lunare, di circa 29 giorni e mezzo. In
questi calendari il mese inizia sempre con la Luna nuova, ma la data d'inizio delle stagioni si
sposta in avanti da un anno all'altro (in media di circa 11 giorni). Un esempio il calendario
islamico.
calendari lunisolari: sono sincronizzati sia con la durata dell'anno tropico, che con quella
del mese lunare. Per poter mantenere questa sincronia, occorre alternare anni di 12 e di 13
mesi (vedi Ciclo metonico). In questi calendari la data d'inizio delle stagioni si sposta in
avanti o indietro da un anno all'altro, ma si mantiene sempre vicina (entro 12-13 giorni) ad
una data fissa. Un esempio il calendario ebraico.

Anche la durata media di una fase lunare non esattamente di sette giorni (precisamente di circa
7.3826 giorni): per questo motivo le fasi non iniziano sempre lo stesso giorno della settimana.
Il calendario giuliano un calendario solare, cio basato sul ciclo delle stagioni. Fu elaborato
dall'astronomo greco Sosigene di Alessandria e promulgato da Giulio Cesare (da cui prende il
nome), nella sua qualit di pontefice massimo, nell'anno 46 a.C.
Esso fu da allora il calendario ufficiale di Roma e dei suoi dominii; successivamente il suo uso si
estese a tutti i Paesi d'Europa e d'America, man mano che venivano cristianizzati. Nel 1582 stato
sostituito dal calendario gregoriano per decreto di papa Gregorio XIII; diverse nazioni tuttavia
hanno continuato ad utilizzare il calendario giuliano, adeguandosi poi in tempi diversi tra il XVIII e
il XX secolo. Alcune Chiese facenti parte della Chiesa ortodossa tuttora usano il calendario giuliano
come proprio calendario liturgico.
Nel calendario giuliano si utilizzano gli anni bisestili per compensare il fatto che la durata dell'anno
tropico (o anno solare) non data da un numero intero di giorni. Il giorno in pi si aggiunge dopo il
24 febbraio (sexto die ante Kalendas Martias nella lingua latina). Va ricordato che i romani
avevano l'abitudine di contare i giorni mensili sottraendoli a determinate festivit, come le Idi e le
Calende, contando anche il giorno di partenza; quindi tra il 24 febbraio ed il 1 marzo (che coincide
con le Calende di marzo) ci sono appunto 6 giorni (24-25-26-27-28-1).
Negli anni bisestili, con febbraio di 29 giorni, il giorno 24, che era "sexto die", sarebbe diventato
"septimo die". Ma dato che "septimo die" era il giorno 23, non potendo chiamare il 24 "septimo die"
lo chiamarono "bis sexto die". Di qui il nome di "anno bisestile".
Sosigene stabil che un anno ogni quattro fosse bisestile: in questo modo la durata media dell'anno
giuliano risultava di 365 giorni e un quarto. Ne consegue che il calendario giuliano ciclico ogni 4
anni equivalenti a 365 4 + 1 = 1.461 giorni; considerando anche i giorni della settimana, allora il
calendario giuliano ciclico ogni 1.461 7 = 10.227 giorni che equivalgono a 4 7 = 28 anni
(questo perch 1.461 non divisibile per 7). La differenza con l'anno tropico risulta cos di soli 11
minuti e 14 secondi circa, una precisione molto accurata per l'epoca.
Questa differenza, pari a circa un centesimo di giorno, si accumulava per col passare dei secoli,
per cui la data d'inizio delle stagioni si spostava man mano all'indietro (si perdeva un giorno ogni
128 anni circa). Questo fenomeno era ben noto agli astronomi medievali; Dante vi accenna nella
Divina Commedia:

Ma prima che gennaio tutto si sverni

per la centesima ch' l gi negletta


(Paradiso XXVII, 142-143)

Per questo motivo nel 1582 fu introdotto il calendario gregoriano, che riduce l'errore a soli 26
secondi (un giorno ogni 3.323 anni circa). Dal 325, anno in cui il Concilio di Nicea stabil la regola
per il calcolo della Pasqua, nel 1582 si era ormai accumulata una differenza di circa 10 giorni.
Questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche, non
risultava pi iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo. Cos la Pasqua, che avrebbe dovuto cadere la
prima domenica dopo il plenilunio di primavera, veniva spesso a cadere nella data sbagliata. La
questione della progressiva regressione dell'equinozio di primavera dovuta all'imprecisione del
calendario giuliano era nota e dibattuta fin dal concilio di Nicea (325). Nel 1582 l'equinozio
astronomico cadeva oramai l'11 di marzo, con un anticipo di dieci giorni rispetto all'equinozio
convenzionale del 21 marzo, stabilito dal Concilio di Nicea quale base per il calcolo della Pasqua.
Papa Gregorio XIII si rese conto che la Pasqua, di quel passo, avrebbe finito per essere celebrata in
estate. Decise quindi che era giunto il momento di affrontare la questione. Per riformare il
calendario giuliano papa Gregorio XIII nomin una commissione di esperti, presieduta dal
matematico bavarese Cristoforo Clavio, gesuita. Ai lavori diedero un contributo decisivo il medico
calabrese Luigi Lilio e il matematico perugino Ignazio Danti.
Per sistemare il calendario giuliano furono usate le misurazioni dell'astronomo Niccol Copernico,
pubblicate nel 1543 (anno della sua morte) sotto il titolo di De Revolutionibus orbium coelestium
libri sex ("Sei libri sui movimenti circolari dei corpi celesti"), il quale era riuscito a calcolare, con
notevole accuratezza, sia l'anno tropico, che l'anno siderale.
La Pasqua cristiana segue approssimativamente quella ebraica, ma se ne discosta per due motivi: il
primo che essa si festeggia sempre di domenica, giorno della resurrezione di Ges, il secondo
che per il calcolo non viene usato il calendario ebraico.
La regola che fissa la data della Pasqua cristiana fu stabilita nel 325 dal Concilio di Nicea: la Pasqua
cade la domenica successiva alla prima luna piena dopo l'equinozio di primavera (21 marzo).
Di conseguenza essa sempre compresa nel periodo dal 22 marzo al 25 aprile. Supponendo infatti
che il primo plenilunio di primavera si verifichi il giorno dell'equinozio stesso (21 marzo) e sia un
sabato, allora Pasqua si avr il giorno immediatamente successivo, ovvero il 22 marzo. Qualora
invece il plenilunio si verificasse il 20 marzo, bisogner aspettare il plenilunio successivo (dopo 29
giorni), arrivando quindi al 18 aprile. Se infine questo giorno fosse una domenica, allora occorrer
fissare la data della Pasqua alla domenica ancora successiva, ovvero al 25 aprile.
La data calcolata utilizzando il calendario giuliano dagli ortodossi, quello gregoriano da
protestanti e cattolici. Si noti che utilizzando il calendario giuliano, l'intervallo di date
corrispondente nel calendario gregoriano va (nel XX e XXI secolo) dal 4 aprile all'8 maggio.

Calcolo [modifica]
Poich l'osservazione diretta della luna piena pu dar luogo ad errori (specie in caso di maltempo) e
non si poteva prevedere in anticipo, si decise di fissare la Pasqua secondo una regola matematica
prestabilita.
Questa regola basata sul calcolo dell'epatta, definita come l'et della Luna al 1 gennaio, vale a
dire il numero di giorni trascorsi dall'ultima Luna nuova; questo numero pu andare da 1 a 30.

La regola valida per il calendario giuliano fu elaborata dal monaco Dionigi il Piccolo intorno al 532.
Il calendario gregoriano utilizza una regola modificata, che fu promulgata da papa Gregorio XIII
nel 1582 insieme al calendario stesso.

Calendario giuliano [modifica]


Nel calendario giuliano, si assume che 19 anni corrispondano esattamente ad un numero intero
(235) di mesi lunari (vedi Ciclo metonico). Di conseguenza, i valori dell'epatta si ripetono
regolarmente secondo un ciclo di 19 anni. Ne risultano le seguenti date del plenilunio:

data

data

data

data

5
aprile

10
aprile

11

28

15
aprile

16

23

21
marzo

19

25
marzo

14

30
marzo

12

4
aprile

17

9
aprile

30

13
aprile

25

18
aprile

13

20

24
marzo

18

15

29
marzo

11

2
aprile

7
aprile

14

12
aprile

19

26

17
aprile

22

22
marzo

10

17

27
marzo

15

12

1
aprile

dove N, chiamato "numero aureo", il resto che si ottiene dividendo per 19 il numero dell'anno, pi
uno; la Pasqua cade la prima domenica successiva al giorno indicato dalla tabella. Ad esempio per
l'anno 2007, dividendo per 19 si ha il resto di 12 (19105=1995), quindi N = 13; il plenilunio cade
il 24 marzo (6 aprile nel calendario gregoriano. Si "aggiungono" 13 giorni, la differenza tra natale
"gregoriano", 25 dicembre, e "giuliano", 7 gennaio), che un venerd; la Pasqua perci la
domenica successiva, 26 marzo (8 aprile nel calendario gregoriano).
L'epatta (indicata con E nella tabella) ad ogni anno aumenta di 11 (ma se il totale supera 30, si
sottrae 30), tranne quando N passa da 19 a 1: in questo caso aumenta di 12 (in effetti diminuisce di
18, perch si deve sottrarre 30). Ci avviene perch 1911=209 non multiplo di 30 (ma lo
210=209+1). Questa eccezione era chiamata saltus lunae (salto della luna): molti chierici medievali
spesso dimenticavano di applicarla e quindi calcolavano la data sbagliata.
Poich nel calendario giuliano i giorni della settimana si ripetono ogni 28 anni, le date della Pasqua
si ripetono ciclicamente ogni 28x19=532 anni.

Le epatte sono usate per trovare la data nel calendario lunare a partire dalla data nel comune
calendario solare.

Anni solari e lunari [modifica]


Un anno (solare) di calendario ha generalmente 365 giorni (366 giorni negli anni bisestili). Un anno
lunare ha generalmente 12 mesi lunari, che durano in media 29,5 giorni (con un piccolo resto).
Quindi l'anno lunare ha mesi che iniziano con la luna nuova e possono essere di 30 o 29 giorni e
l'anno lunare ha 12 29,5 = 354 giorni. Pertanto l'anno solare dura 11 giorni in pi dell'anno lunare.
Si supponga che un anno solare e un anno lunare comincino lo stesso giorno. All'inizio del
successivo anno solare, sono gi passati 11 giorni del nuovo anno lunare. Dopo due anni la
differenza accumulata di 22 giorni: l'inizio dei mesi lunari ricorre 11 giorni prima ogni anno.
Questi giorni in eccesso dell'anno solare rispetto all'anno lunare sono chiamati epatte. necessario
aggiungerli al giorno dell'anno solare per conoscere il giorno dell'anno lunare. Ogni volta che
l'epatta arriva o supera 30, occorre aggiungere un ulteriore mese (mese embolismico) nel calendario
lunare e sottrarre 30 dall'epatta.
Come tenere in conto i giorni bisestili? Sono ignorati nel computo. I giorni bisestili si inseriscono
nel mese lunare in cui cadono, portandone la durata da 29 a 30 giorni o da 30 a 31 giorni. In questo
modo il successivo mese lunare comincia alla stessa data del calendario solare anche negli anni
bisestili.

Il ciclo di 19 anni [modifica]


L'anno tropico pi lungo di 365 giorni di circa 0,25 giorni, ma anche il mese lunare pi lungo di
29,5 giorni. Questo si corregge nel modo seguente. 19 anni solari durano quanto 235 mesi lunari
(Ciclo metonico). Un ciclo pu durare 6939 o 6940 giorni, a seconda del fatto che ci siano 4 o 5
anni bisestili in questo periodo di 19 anni.
Dopo 19 anni le lunazioni cadranno nella stessa data dell'anno solare, quindi l'epatta si ripeter dopo
19 anni. Tuttavia, se si considera la differenza tra anno solare e anno lunare in 19 anni si ottiene 19
x 11 = 209, e 209 non multiplo del ciclo di 30 numeri d'epatta (il resto di 209 : 30 29, non 0).
Quindi dopo 19 anni l'epatta deve essere corretta aggiungendo 1 perch il ciclo si ripeta ogni 19
anni. Questo il cosiddetto saltus lunae. Il numero dell'anno nella serie del ciclo di 19 anni
chiamato Numero aureo. I 209 giorni aggiuntivi formano 7 mesi embolismici, per un totale di
1912 + 7 = 235 lunazioni.

Epatte liliane (gregoriane) [modifica]


Nonostante il dettato del secondo canone della riforma gregoriana citata, le epatte in questo
calendario non possono pi essere definite precisamente come giorni. Luigi Lilio modific la
semplice relazione di Metone con le correzioni centenarie delle epatte di un'unit:

un'"equazione solare" che diminuisce l'epatta per gli anni in cui il calendario gregoriano
abolisce i giorni bisestili (3 volte ogni 400 anni)
un'"equazione lunare" che aumenta l'epatta 8 volte ogni 2500 anni.

Nel calendario gregoriano, ci sono 30 valori possibili per l'epatta. Le epatte sono sempre calcolate
con il quoziente del divisore 30, e indicano sempre la luna nuova. Pertanto le epatte sono trentesimi
di una lunazione (tithi). Una lunazione pi breve di 30 giorni, quindi l'unit dell'epatta vale meno

di un giorno.Pu essere notato che Lilio ricorse alle "equazioni solari" per riportare in sincronia il
calendario lunare con il calendario giuliano; le "equazioni lunari" servirebbero dunque a correggere
nel lungo periodo l'approssimativa relazione metonica fra l'anno giuliano e la lunazione media.
Tuttavia, le "equazioni lunari" sono usate all'inizio degli anni gregoriani e non degli anni giuliani.
L'epatta gregoriana si ripete con un periodo di 5.700.000 anni.
Intorno al 525, Dionigi il Piccolo ricevette dal cancelliere papale l'incarico di elaborare un metodo
matematico per prevedere la data della Pasqua in base alla regola adottata dal Concilio di Nicea
(chiamata anche "regola alessandrina"). Dionigi trov che nel calendario giuliano, che vigeva
all'epoca, le date della Pasqua si ripetono ciclicamente ogni 532 anni, e compil una tabella che
conteneva l'elenco delle date lungo tutta la durata di tale ciclo.
La tabella di Dionigi venne adottata ufficialmente e fu usata dalla Chiesa cattolica fino alla riforma
gregoriana del calendario nel 1582, mentre quella ortodossa, che non ha aderito alla riforma, la usa
tuttora.
Dionigi il Piccolo (in latino: Dionysius Exiguus; V secolo VI secolo) fu un dotto monaco
originario della Scizia, che visse a Roma tra la fine del V e l'inizio del VI secolo[1].
famoso per avere calcolato la data di nascita di Ges, collocandola nell'anno 753 dalla fondazione
di Roma, e per avere introdotto l'usanza di contare gli anni a partire da tale data (anno Domini).
Cos, essendo il fondatore dell'era cristiana, al giorno d'oggi congiuntamente al calendario
gregoriano (dall'anno 1582) di gran lunga il sistema cronologico pi esteso sulla terra, Dionigi
stato anche il fondatore della cronologia storica generale.
Oggi, tuttavia, la maggioranza degli studiosi ritiene che la data di nascita di Ges vada collocata, in
base all'interpretazione dei vangeli, tra il 7 e il 4 a.C., quindi alcuni anni prima della data calcolata
da Dionigi.
a riforma giuliana, in sostanza, riprendeva il calendario egizio riformato dal decreto di Canopo e
fissava l'inizio dell'anno il 1 gennaio, mentre prima era il 1 marzo (infatti i mesi di quintile - oggi
luglio -, sestile - agosto -, settembre, ottobre, novembre e dicembre derivavano i loro nomi
dall'essere rispettivamente il quinto, sesto, settimo, ottavo, nono e decimo mese dell'anno).
I nomi dei mesi del calendario giuliano sono quelli derivanti dall'antico calendario romano, con
alcune modifiche introdotte dagli imperatori:
1. Ianuarius: mese dedicato a Ianus (Giano), dio bifronte, che segnava simbolicamente il
passaggio dall'anno precedente a quello successivo. Ianua in latino significa "porta", altro
riferimento al cambiamento dell'anno.
2. Februarius: deriva dalla parola sabina februa che significa "purificazione", in questo mese
si praticava la purificazione dei campi prima che venissero coltivati.
3. Martius: mese dedicato a Marte, dio della guerra.
4. Aprilis: si pensa che derivi dalla parola etrusca Apru e si riferisce ad Afrodite, cio Venere.
5. Maius: dedicato a Maia, dea della fertilit, in questo mese si praticava un rituale mirato alla
fertilit dei campi.
6. Iunius: dedicato alla dea Iuno, cio Giunone.
7. Iulius: dedicato a Caius Iulius Caesar, Giulio Cesare.
8. Augustus: dedicato a Caius Iulius Caesar Octavianus Augustus, l'imperatore Ottaviano
Augusto.

9. September: settimo mese dell'antico calendario di Romolo che vedeva Marzo come primo
mese.
10. October: ottavo mese del calendario di Romolo.
11. November: nono mese del calendario di Romolo.
12. December: decimo mese del calendario di Romolo.
Il settimo mese (quintilis) fu dedicato a Giulio Cesare nel 44 a.C. per iniziativa di Marco Antonio,
l'ottavo (sextilis) a Ottaviano Augusto nell'8 a.C. (Lex Pacuvia de mense augusto). Alcuni testi
datano il cambiamento di nome di agosto al 26 o al 23 a.C. ma la data della Lex Pacuvia certa.
Alcuni affermano che originariamente febbraio avesse 29 giorni, e che da marzo in poi si
alternassero regolarmente mesi di 31 e 30 giorni; ma come ulteriore atto di omaggio ad Augusto, fu
decretato anche di aggiungere un giorno ad agosto (che, secondo questa tesi, aveva 30 giorni)
togliendolo a febbraio, e invertendo la durata degli ultimi quattro mesi per non avere tre mesi
consecutivi di 31 giorni.
Altri cambiamenti di nome dei mesi non sopravvissero. Caligola chiam "germanico" settembre,
Nerone chiam "claudio" maggio e "germanico" giugno, e Domiziano chiam "germanico"
settembre e "domiziano" ottobre. Anche Carlo Magno avrebbe tentato di dare nuovi nomi ai mesi:
wintarmanoth, hornung, lentzinmanoth, ostarmanoth, winemanoth, brachmanoth, heuvimanoth,
aranmanoth, witumanoth, wintumanoth, windumemanoth, herbistmanoth e heilagmanoth.
Il modo di contare i giorni continu nella tradizione romana, cio contando i giorni che mancavano
ad alcune festivit fisse (Calende, None e Idi), fino a che i Visigoti introdussero l'abitudine di
assegnare un numero progressivo ai giorni, metodo che per divenne ufficiale solo con Carlo
Magno. Con il Cristianesimo, inoltre, invalse l'abitudine popolare di indicare il giorno con il nome
del santo che in esso si venerava: questa usanza si mantenne fino all'et moderna.
Nel 321 l'Imperatore Costantino introdusse la settimana di sette giorni: luned, marted, mercoled,
gioved, venerd, sabato e domenica. Inoltre decret che fosse la domenica (dies solis) giorno di
riposo dedicato a Dio, invece del sabato, tradizionale non solo per gli Ebrei ma anche per i gentili in
quanto se Ges era morto il sesto giorno della settimana ebraica, doveva essere resuscitato la
domenica.
D'altro lato si soddisfaceva anche un'altra religione molto popolare: il culto di Mitra, dio dei patti e
dell'amicizia nella religione persiana del periodo vedico che adorava il sole.
Si ricorda infine che la settimana di sette giorni gi si trovava nel Calendario egizio.
In alcuni paesi la Chiesa ortodossa celebra le sue festivit secondo le date del calendario giuliano,
per questo motivo in questi paesi il Natale del Signore corrisponde al 7 gennaio del calendario
gregoriano. Anche la data della Pasqua differisce fra oriente e occidente.
Le dodici festivit maggiori sono:
1.
2.
3.
4.
5.
6.

Nativit di Maria Madre di Dio (8 settembre)


Esaltazione della Santa Croce (14 settembre)
Entrata di Maria al Tempio (21 novembre)
Nativit di nostro Signore e Salvatore Ges Cristo (25 dicembre)
Teofania o Epifania (visita dei Magi) (6 gennaio)
Presentazione di Ges al Tempio (2 febbraio)

7. Annunciazione di Maria (25 marzo)


8. Entrata in Gerusalemme (domenica prima di Pasqua)
9. Ascensione di Ges (40 giorni dopo Pasqua)
10. Pentecoste (50 giorni dopo Pasqua)
11. Trasfigurazione di Nostro Signore (6 agosto)
12. Assunzione di Maria (15 agosto)
Il calendario Giuliano seguito soprattutto dalla Chiesa Serba, Bulgara, Russa, Georgiana e di
Gerusalemme.