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primo water closet (in inglese) fu inventato da Joseph Bramah nel 1778.

Un water closet di ispirazione inglese fu realizzato prima del 1799 nella Reggia di
Caserta, nel "Gabbinetto del Retrette" di Maria Carolina, regina di Napoli. Costruito in
una nicchia con sedile in legno scuro, doveva avere certamente un coperchio d'ottone,
tuttora esistente, e un sistema di scarico.

Un moderno gabinetto
Allo stato attuale, la denominazione di latrina attribuita prevalentemente ai
primordiali servizi igienici sprovvisti di acqua corrente e non allacciati ad una rete
fognaria, ancora in uso nei villaggi rurali del terzo mondo, ma un tempo comuni nella
civilt contadina di qualsiasi Paese. Queste sono conosciute come latrine "a secco",
per l'assenza del dispositivo di lavaggio (sciacquone) e, in generale, per la mancanza
di un vero e proprio vaso.

Le latrine a secco sono costituite da un semplice sedile con un foro tipicamente


circolare, o dall'equivalente di un vaso alla turca, privo di sifone e provvisto di
eventuale conduttura verticale facente capo in un pozzo nero o altro luogo di
smaltimento dei liquami. L'assenza di risciacquamento implica la mancata diluizione
dei liquami, e quindi l'impossibilit di convogliarli attraverso un sifone e/o all'interno di
condotte con percorso non verticale, altrimenti si produrrebbero intasamenti. Per
questo motivo, le latrine a secco erano costruite direttamente al di sopra di pozzi neri
o letamai, mentre le latrine dei castelli potevano essere ricavate nelle mura di cinta
dell'edificio e scaricare direttamente nel terreno sottostante.

Nei luoghi dove esisteva sufficiente dotazione idrica, era possibile realizzare le pi
igieniche latrine con chiusura idraulica (sifone) e opportuno sistema di
risciacquamento, la cui evoluzione finale rappresentata dal moderno wc provvisto di
sciacquone. Il sifone ostacola la propagazione di esalazioni provenienti dalle
condutture fognarie, e la diluizione dei liquami permette di convogliarli all'interno di
una rete fognaria.