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Mase 11272 Ge 173.72 Pubbltainerare a 70% Tu ar ero oe shar 68 Centralina antifurto Abbiumo provato per vot il kit Anion URSR2, r Ma il computer che cos’é? Dal codice binario all esadecimate, ecco la a ersttreaoncirs roa Seconda puntata del nostro rapidissimo corso. Fra tre Nene arte ter tacos puntate saremo in grado di costruire un diagramma di Son est flusso edi programmare in Basic 78 eer Rubriche | La posta, pag. 11 ~ Caro lenore, pag. 13 ~ Servizio circuit sumpati e seatole di monuagsio, | pag. 14 Annunci dei letori, pag. 81 | Sip rains som ceraafenin | | tmperenouisposivoaniladr, Becol 72 ie Paella cy reset sa FES (feat tana Eton Sara) RadioELETTRONICA 3 TECNICO TV A COLORI: UN NUOVO, GRANDE CORSO PER CORRISPONDENZA. uy ry va We ham ‘DA SCUOLA. RADIO ELETTRA, NATURALMENTE! Solo Scuola Radio Elettra, la pla grande organizzazione europea di Studi per corrispondenza, poteva assumersi |'impegno di realizzare un corso teorico - pratico per tecni: ci TV a colori. 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V Fiduttora ol tensione per auto 800 mA 8 Veo Riduttore oi ter 75 Veo isuttore oi te 9 Veo Lue! 8 frequenza variabite 2.000 W Luci “psichedliche 2000 W canall medi lone per auto 800 mA ne per auto 600 mA Psichedeliche 2.000 W canall psichedeliche 2.000 W_ canali Antiturto automatico per automobile Variatore ot tensione alternate "@.000 W uct psichedatiche eanall modi 8.000 W ue! Plenedelicne eanall Bassi 8.000 We Liuet bslchedetiche canal alti 8.000 W. 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Anastasia (NA} Caro Domenico, abbiamo giusto in arezione qualcosa che doyrebbe sod- disfare le tue esigenze. Do- vrai perd pazientare an- cora per uno o due nu- * ‘Onde evitare spiacevoli delusioni ai realizzatori del varistore di velocita eae fra il Triac, Ie resistenze R, e usc ta del variatore. Questo per evitare il surriscal- damento delle stesse ¢ {a loro rottura dovuta all'elevato assorbimento delteventsale, trepene, soprattutto in caso uso prolungato. Cordiali saluti e con- Ia nuo- va forma della rivista, Caro Alessandro, ‘Angelo Caoduro Civitavecchia Alessandro Mattei Palombara (Roma) tenteremmo yolentieri, ma non ti_renderemmo™ un buon servizio. Sulla gam- ma delle trasmissioni ra diofoniche in modulazione i frequenza 10 es sere in tollerati radio- microfoni di piccola po- tenza, come quello da noi pubblicato, ma sono certa- mente yietati _apparecchi del potenza che tu chie- Un chlarimento Un problema? Un'idea Perego rang prenirs Pereisac Coie ed Montorte 30 Non riesco a trovare quia Torino alcuni iti del. micro- trasmettitore Hi-Fi che avete pubblicato sul nu- mero di febbraio della vostra rivista. Ve ne al- ego. Velenco. Potreste Caro Luciano, non sei il solo che a Torino ha avu- to difficolta nel reperimen- to del inateriale pet crotrasmettitore, Puoi or- dinare tutto cid che ti ser ve alla ditta AZ Elettroni ca, Via Varesina 202, Mi- Jano, che da noi interpel- lata ‘si 2 dichiarata dispo- nibile a fornirti quel che fi occorre per corrispon- denza. ERRATA CORRIGE Un piccolo chiarimen- to: a 35 di Re digELETTRONICA di febbraio, nell’elenco dei omponént per equa stone Ry Rey Rory Re R, indicate un valore di 33 tnt pero. olel seritti ‘accanto (rosso, Vorrei sapere al pit pre- sto quale dei due yalori & quello correito. Raffaele Invidia Margherita di Savoia(FG) 11 yalore corretto & quello di 33 kO, e naturalmente avremmo ‘dovuto indicare, ‘come colori, arancio, aran- cio arancio, Ma per Yarancio e qualche altro colore cominciamo a teme- re di avere come un’anti- Patia_personale: er anche a pagina 67 (Rs, e Ry) e a pagina 73 (Ry) del numero di marzo. I valori corretti sono quelli indica- ti in cifre, sono sbagliati yuelli indicati con i colori. i scusiamo di queste svi- ste con i lettori * YVorrei lo schema delle connessioni interne del- TLF356, che ho recupe- rato da un montaggio di un amico, per capire che uso posso farne, pices ee ae Caro Annibale, lo schema che chiedi 1o sbbiamo git pubblicato sul numero di marzo, nel progetto della camera di riverberazione. Comungue, rieccotelo. See Se ee Pe S| Caro lettore, ti avevamo promesso una sorpresa. Grossa. Eccone due: il con- corso Vinei computer Atari, aperto a tutti i lettori (basta solo compi- lare © spedire il tagliando di pagina 44); e il formidabile modulo gratis per tutti i nostri lettori (vedi a pag. 30). Atari non ha bisogno di presentazioni: la societd di Sunneyale, in California, @ leader mondiale in fatto di giochi videoelettronici. Ma l’Atari 400 che mettiamo in palio fra tutti i nostri lettori (e gli altri due che estrarremo a sorte fra tutti i lettori che si abboneranno nell’arco dei prossimi tre mesi) non @ un gioco, anche se consente di videogiocarne molti: & un personal computer programmabile in Basic, fornito di un’ampia biblioteca di programmi gestionali, hobbistici ¢ di videogames (vedi articolo a pag. 40). Vorremmo poterne regalare uno a tutti i nostri lettori. Naturalmente non é possibile, ma almeno ci piacerebbe che fossi tu, si proprio tu che leggi in questo momento, ad assicurartene uno. Allora: spedisci subito il tagliando di pag. 44. E, se vuoi triplicare le possibilita di vincere, abbonati o rinnova adesso il tuo abbonamento a RadioELETTRONICA. C ‘invece di qualche introduzione ha bisogno: @ una noviti assoluta che RadioRLETTRONICA presenta in esclusiva ai suoi lettori. E che RadioELETTRONICA @ lieta, questa volta si, di poter regalare a tutti i suoi lettori seriamente intenzionati a provare questo formidabile modulo universale (vedi a pag. 54). Cos’t_IDEAIBASE? E’ un circuito stampato universale (pen- sa: niente pit acidi, o niente pit attese postali). Bastera tenerne sem- pre in casa quattro o cinque, e appena RadioKELETTRONICA esce potrai realizzare subito i tuoi progetti preferiti. Se poi qualche mon- taggio non ti servira pit, o I’hai realizzato solo a titolo sperimentale, potrai sempre dissaldare il tutto e riutilizzare [IDEA e com- ponenti per alire realizzazioni. In pratica dunque | IDEA BASE & un modulo multipurpose multiuse, come dicono gli americani, utilizzabile pit di una volta e per i circuiti pit diversi, brevettato, e realizzato su vetronite di ottima qualita, con le tracce ramate trattate in modo da non provo- care fastidiosi riflessi al momento della saldatura, ¢ con le connes- sioni riportate in serigrafia anche sul lato componenti, per poter ve- dere immediatamente quale componente si sta collegando a quale altro. In pid sul lato componenti la foratura (a passo standard: ci si possono montare su tutti i componenti gia previsti per circuito stam- pato con piedini distanti 2,54 mm o multipli) & accompagnata da let- tere e numeri che permettono, con il sistema della battaglia navale, di individuare senza possibilita di errori il foro che interessa per I’in- serimento di un particolare componente. Ma é pitt semplice da usare che da descrivere. Approfitta subito dell’offerta di RadioELETTRONICA (a pag. 54). Avrai gratis tanti moduli IDEA SBASE quanti saranno quelli che ordinerai e paghe- rai a prezzo pieno. E’ dunque il momento migliore per approvvigio- narti. Potrai realizzare subito i venti progetti (vedi a pag. 56) che proponiamo gid da questo numero sul nuovo e formidabile modulo universale, Ed essere gia pronto, con saldatore e { IDEA “BASE in mano, per i nuovi progetti del prossimo numero. Arrivederci in edicola fra un mese. Con una nuova sorpresa che, puoi contarci, ti promettiamo fin d’ora... LA REDAZIONE RadioELETTRONICA 13 Si! per mia maggiore comodita, inviatemi a casa i Seguenti circuiti stampati: Sil per mia maggiore comodita, inviatemi a casa i seguenti kit: Prezzo Qua cotice Te ie Uae ee RE 40/06 ‘Alimentatore per autoradio estraibile pag. 16 Equalizzatore Hi-Fi pag. 20 Preamplificatore stereo universale ag, 25 ‘Alimentatore per t'ampli Simatzo pi ‘Alimentator per il pre i marzo pag. 20, ‘Mixer modulo RIAA pag. 34 Mixer modulo ‘micro pag. 34 Fotointerruttore temparizzato ag. 46 $800 nn en RE 41/04 RE 42/08 RE 49/08 Pe FOO Saree RE 44/08 RE 45/04 RE 46/08 RE 47/04 RE 48/04 Mint (0607) singolo 500 Mini Mint $Opozed 20000 ‘Maxi (6,6x10,7) singolo 4500 Maxi Sipezzi Maxi 10 pezzi Pid contributo fisso per spese postall L. 1.000 a 96.000 so TOTALE LIRE . Prezzo Quan codice arto “ut Tipo Lire REK 03/04 Alimentatore per autoradio estvaiblle pag. 16 19.800 REK 04/04 14500 REK 05/04 Alimentatore per il pre di marzo pag. 30 Mixer modulo RIAA pag. 34 REK07/04 Mixer modulo micro pag. 34 13.500 Sono inoltre disponibili i seguenti kit EK 01/03/A 10.000 REK 06/04 13.500 REK01/03/B Preamplificatore versione stereo ‘Amplificatore 45 W completo Amplificatore versione stereo REK 02/03/A EK 02/03/68 Trasformatori Por alimentatore autoradio 12.000 Per alimentatore dell'ampi 18500... TRS Per alimentatore del pre 4.800 Pia contributo fisso per spese postali L. 1.500 TOTALE LIRE Cognome Via Prov. -» Data... Scelgo fa seguente formula di pagamento: Gallego assegno di L. . 1D pago fin dora Vimporto di L. .. ficard N... seadenza diltalia ad addebitarne limporto sul mio conto BankAmericard. — Firma non trasferibile intestato a Editronica sri, C allego ricevuta versamento di L. sul co/p n. 19740208 intestato a Editro- nica srl - Corso Monforte 39 - 20122 Milano Nome Cap. con la mia carta di credito BankAme- autorizzando la Banca d’America € Compilare e spedire questo tagliando a: Editronica sri Servizio circuiti stampati e kit di RadioELETTRONICA - Corso Monforte 39 - 20122 Milano Il servizio circulti stampati REK 01/03/A REK 02/03/A Distratti e fel i Nel numero di marzo di RadioELETTRONICA abbiamo indicato erroneamente il prezzo del kit amplificatore 45 W in Tire 19.000 e del kit dopplo amplificatore versione stereo in lire 24.500. In realta, questi kit costano Tispettivamente 24.000 & 45.000 lire uno. Ge ne scusiamo con i lettori, comungue ci dichiariamo distratti e felici, perché — senza volerlo — abbiamo «creato » un’operazione promozionale in occasione del nuovo servizio kit i RadioELETTRONICA. ‘Abbiamo infattl evaso io stesso gli ordini ricevuti, pur rimettendoct, Naturaimente questo fino a esaurimento delle scorte. Adesso le scorte sono esaurite: chiunque volesse icevere a casa | due kit in questione dovra pagar, aimé, al prezzo corretto. Per facilitare il lavoro di realizzazione dei progetti proposti, RadioELETTRONICA offre la possibilita di acquistare i circuiti stampati gia realizzati e, per alcuni progetti, i kit completi di tutti i componenti Ottenerli é semplicissimo: basta compilare il tagliando quia sinistra e spedirlo a: RadioELETTRONICA, Corso Monforte 39, 20122 Milano, scegliendo la formula di pagamento preferita. 'Fs : REK 03/04 REK 06/04 Alimentatore stabilizzato12 VV 3A Estraibile? Alimentabile! L’autoradio @ diventata una schiaviti. Per non farsela rubare bisogna toglierla dalla macchin: E a casa non serve a nulla. A meno che... reni, accosti, schiacci la fri- F zione, togli la marcia, spe- gni il contatto. Estrai ’auto- radio, scendi e chiudi Ia portiera. Con T'autoradio sotto il braccio. Ma a casa, dell’autoradio, cosa te ne fai? £ appunto per risolvere in ma- niera efliciente e allo stesso tempo economica questo problema che & stato progettato T’alimentatore qui presentato, che, pur non avendo la pretesa di adottare soluzioni tecni- che originali, si dimostrera utile in ‘una miriade di occasioni. Tanto per citarne una, esso si dimostrer’ uti- le per tutti coloro che, disponendo di un’autoradio o di un mangiana- stri di qualit&, vorranno sfruttarli anche in casa collegandoli allim- pianto stereo o anche da soli. Le caratteristiche sonore e tecni- che dei migliori di questi apparec- chi sono ormai tali da renderli pa- ragonabili.se non addirittura supe- riori a molte apparecchiature Hi-Fi di uso domestico. Inutile dire co- mungue che un aliitentatore come quello che presentianio pud essere utile anche per apparati ricetrasmi tenti, amplificatori di piccola e me- dia potenza funzionanti a tensione singola, alimentazioni ausiliarie nei plastici ferroviari, per qualsiasi ap- parecchio insomma che necessiti per i suo funzionamento di una ten- sione continua. Lo schema elettrico Chi tralasciando questa breve presentazione sari corso a vedere lo schema elettrico sara rimasto stupito di non vedere qui uno dei tanti integrati stabilizzatori serie WA 78 oggi tanto di moda. Le ragioni di tale scelta sono tre: innanzitutto la necessita di ot- tenere in uscita una corrente eroga- le di almeno 2-3 A. Tali stabi lizzatori invece possiedono una It mitazione interna, non modificabi- le in sede di progetto, che va, se- condo i tipi, da t A fino a un massimo di circa 1,8 A, Qualcuno @ questo punto obiet- teri che si sarebbe potuto ricor- rere a uno di quegli schemi che prevedono un transistor esterno di potenza, ma a questo punto sareb- bero venute a cadere le caratteri- stiche di collegamento e di econo- micitt peculiari degli wA 78. Sempre per motivi economici so- no stati scartati tutti quei regolato- ri serie wA 78 H che pur soddi sfacendo le nostre esigenze non sod- disfacevano di certo quelle del por- tafoglio. Secondo motivo che ha spinto alla scelta di tale circuito & che esso permette, a differenza dei famosi uA 78 tarati per tensioni di 5-8.9-12-15-18-24 V, di ottenere (semplicemente variando lo zener e ricalcolando una resistenza) qualsia- si tensione compresa tra un minimo di circa 4 V e un massimo intorno ai 40-45 V. Terzo € ultimo punto a favore dei transistor 2 Ta loro maggior re- sistenza ai ritorni di radiofrequen- za che si possono yerificare quan- 18 RadioELETTRONICA Figura 1 220VuH TRI do questi sono utilizzati per appa- rati di trasmissione, Analizzando il circuito di fig. 1 vediamo come la tensione alternata di rete, portata al giusto valore me- diante il trasformatore di alimenta- zione, vert raddrizzata dal ponte composto da 4 diodi da 200 V 3 A cadauno: gli IN5401. Ottenuta que- sta tensione pulsante la si filtrera con i condensatori C; e C: (il cui valore si @ dimostrato sufficiente per oftenere un ronzio trascurabile alla cofrente tichiesta) e la si appliche- FA ai capi del circuito di stabilizza- zione, Per questa applicazione, una volta deciso di ottenere in uscita uuna tensione fissa si & pensato di adottare un regolatore di tipo ze- ner + darlington. T; eT: costitui- scono infatti il darlington, sulla cui base yerr& applicata la tensione di riferimento, generata appunto dallo zener. La caduta necessaria per portare Ja tensione dal valore presente ai capi di C; e di C; al valore di zener vyerra provocata dalla resistenza Ri, La corrente erogata dallo zener ver- 7A moltiplicata per il 6 (guada- gno in corrente) del darlington, ed erogata sul suo emettitore. Di tale inctemento godra anche la capacita posta in base (C,), anch’essa mol- tplicata per il 8, cosa che, oltre a migliorare naturalmente il filtrag- gio, ci permettera di usare una ca- duscita di valore relativa- mente Tasso (C; da 100 uF). Precedentemente abbiamo parla to della possibilitd di variare 1a ten- sione di semplicemente va. riando fo zener, Ricordiamo infatti dhe Ia iensione d'uscita @ sempre pari alla tensione dello zener di- minuita di 1,4 V dovuti alla caduta sulla giunzione base-emettitore dei finali. Con uno zener da 27 V per ‘esempio si otterranno in uscita cir- ca 25,6 V. Fermo restando il limite massimo di 40°V, in funzione dello zener ¢ della tensione presente ai capi di C; andra ricalcolata anche Rj. Sapendo che la tensione su C, ® pari, a pieno carico, a circa la tensione del secondario del trasfor- matore moltiplicata per 1,3 e detta Vi questa tensione, la resistenza Ry sar uguale a Vi- Vzener % 1000 15 I valore ottenuto sard arrotonda to al valore commerciale pid vici- ; la resistenza dovra essere al- meno da % W e lo zener da 1 W. Qualora Ri tendesse a scaldare, mentatene il wattaggio, qualora in- vece a sealdare fosse lo zener, au- mentate il valore ohmico di Ry. La protezione che, in caso di cortocir- cuito, limita la tensione d'uscita a circa 0,6 V é quella classica a tran- sistor ¢ resistenza, ove la soglia di intervento in corrente & determina- ta dalla seguente formula: 07 R dove IC @ la corrente d’intervento eR. & la resistenza di limitazione, Sostituendo i valori utilizzati nel nostro kit avremo che 07 IC = —— = appunto circa 3 A. 0,22 Per un corretto impiego del mo- dulo si ricorda che ia massima ten- sione perfettamente filtrata e stabi- lizzata ottenibile in uscita ¢ minore di quella fornita in ingresso dal se- condario del trasformatore. Esem- pio: con un trasformatore provvisto di un secondario a 26 V la massima tensione continua perfettamente sta- bilizzata erogabile sara di circa 20- 21 V. Si sconsiglia di effettuare mo- difiche senza l’adeguata esperienza strumentazione. Ricordiamo inol- tre che, allo scopo di timitare la dissipazione termica del transistor finale, & perfettamente inutile entra- re con tensioni molto alte (es: 30 V ca) quando in uscita yerranno ri- chieste tensioni basse (es: massimo Mo RadioELETTRONICA 17 > vs ~_ , elena” ot Allmentatore stabilizzato 12V-3A 15 V), in tal caso per le considera- zioni pit sopra riportate sara suffi ciente un trasformatore con tensio- ne sul secondario di circa 20 V ca. Sconsigliamo caldamente di ten- tare di superare il limite di corren- te da noi indicato impiegando un solo transistor finale. Qualora si ve- tificasse un cortocircuito sul carico sari bene spegnere 'alimentatore, ricercare la causa che V’ha provoca- to indi alimentare il circuito sotto prova. Ricordiamo infatti che qual- siasi protezione di questo tipo prov- yede si a limitare la corrente, a por- tare a 0 la tensione e a salvaguar- dare i transistor dell’alimentatore nonché del circuito sotto prova, ma & pur sempre fonte di alte dissipa- zioni, con conseguente riscaldamen- to del transistor finale, riscaldamen- to che per ovvi limiti costruttivi del transistor stesso deve essere conte- nuto in temperatura e limitato nel tempo. Allo scopo sara bene anche in condizioni normali di funziore. mento fissare Maletta di cui prev. visto {1 nostro modulo su un’ul e- riore Superficie metallica, Montaggio pratico Di questo semplice_ma efficace alimentatore RadioELETTRONICA offre il kit completo di tutti i com- ponenti (con in dotazione lo zener adatto a fornire una tensione di usci- ta di 12 V), per facilitare tutti i lettori che hanno problemi di repe- ribilita del materiale. L’unico com- ponente non compreso & il trasfor- Tatore, che molti possono avere gil in casa. Si inizierA saldando sul circuito stampato (in fig 2 il lato rame) le resistenze, seguite dai diodi (atten- zione alle polarita) e dai condensa- tori clettrolitici (anche qui, rispet- tando le polarita), Infine i transi- stor, da saldare come indicato dal- Jo schema pratico di montaggio di fig. 3. Su quest’ultimo, gli ancorag- gi contrassegnati con le lettere 'S’ sono quelli da collegare al seconda- rio del trasformatore, mentre i 12 V erogati si preleveranno dai pun- ti indicati con + e —. a 18 RadloELETTRONICA OFFERTA ECCEZIONALE! =e Tutti i componenti necessari alla realizzazione dell‘alimentatore ‘utoradio (escluso il trasformatore), direttamente a casa tua a lire 13.800. II solo circuito stampato a lire 5.800. Il trasformatore (15V 5A) a@ lire 12,000. Utilizza il buono dordine di pag. 14. Componenti Ryi220-A-{rosso, rosso, nero) & Posy R:0,22.0.3W (vedi articolo) (rosso, rosso, argento) Re: 470.0% W Giallo, viola, nero) Cy: 1000 uF 63 V etettrolitico C.: 1000 jxF 63 Velettroitico C:; 100 uF 50 V elettrolitico Cx: 100 uF 50 V elettrolitico Dg IN5401 Dg zener 13 V 1 W (vedi articola) Figura 3 a 2 Tj: 80337 Ts: BO237 Te: 2N3055 ‘Ancoraggicircuito stampato ‘Aletta raffreddamento anodizeata ¢ forata Kit isolamento per T; (miche, rondelle e viti) TR): Trasformatore primario 220 V Trasformatore secondario 15 V 3A (per tensioni d'uscita diverse da 12 V vedi articolo) RE 40/04 17 FIERA NAZIONALE DEL RADIOAMATORE, ELETTRONICA, HI- FL STRUMENTI MUSICALI FIERA DI PORDENONE 30 ae Ole magico Take ree RT Per i musicofili pit esigenti che non vogliono @ nessun costo accontentarsi dell’equalizzatore a filtri passivi pubblicato due numeri fa, eccone uno piit sofisticato... S ul numero 2 di RadioELET- TRONICA abbiamo pubbli- cato il progetto di un equa- lizzatore per Hi-Fi con un ottimo rapporto costo/prestazioni, ma che non aveva la pretesa d’essere qua- si professionale. Volevate invece qualcosa di decisamente meglio? Ecco il progetto per la realizzazione di un correttore di tonalita pitt ef- ficace del classico « Baxandall » che viene usato quasi ovunque, anche negli impianti Hi-Fi pitt rinomati. ‘Questo montaggio, inserito tra il preamplificatore e l'amplificatore, permettera di avere non soltanto le normali curve di tonalita, ma in pitt delle variazioni di frequenze pre~ ferenziali, Potremo dunque adatta- re ciascun tipo di musica ad ogni esigenza dell'ascoltatore. Principio di funzionamento Per ottenere un risultato eccel- lente, noi abbiamo suddiviso la ban- da delle frequenze audio (da 20 a 20.000 Hz) in varie fete. La rego- lazione dell’amplificazione di_cia- scuna di queste fette sar indipen- dente dalle altre. Ci troviamo perd di fronte a un compromesso. tra la precisione che noi vogliamo ot- tenere e il prezzo di. realizzazione del montaggio. Effettivamente, pid noi desideriamo una grande preci- sione nelle regolazioni, pit abbiamo bisogno di filtri per selezionare que- ste frequenze, pid: noi avremo biso- gno di potenziometti. per regolare il Toro livello ecc. (vedere fig. 1). Nella realizzazione che vi propo- iamo, abbiamo optato per sei fil- Abbiamo ottenuto cosi una se- lettivita di 0,79. Questo valore superiore a quello che pud fornire un classico Wien (0,3) 0 qualsiasi altro circuito passivo con un nume- ro di componenti ragionevole, D'al tra parte l'impiego di grosse bobi- ne & disagevole, generano ronzio ¢ sono diffcili da trovarsi. Ecco ché abbiamo preferito i filtri attivi. 1 filtri_attivi Lo schema di questi filtri & rap- presentato in fig. 2. L‘impiego di 20 RadioELETTRONICA amplificatore operazionale & giusti- ficato dal raggiungimento di buone caratteristiche. I guadagno in ten- sione alla frequenza di risonanza di circa 10 dB con inversione del segnale tra V'entrata e I'uscita ne di assicurare una buona stabili- ‘18 al montaggio, La funzione di tra- sferimento di questo filtro & la se- guente: Vs Kap Ve pt tdpet Ri//Rs con K= R a= RG Ra Cr+ Co (Ri // Ry) d = (Ri// Rs) (C+ C) p & una variabile complessa pari a 2-fenj I criter} di scelta di un filtro se- lettivo sono, nel nostro caso, la pul- sazione della risonanza (w.), la se- Iettivit (Q) ¢ il guadagno in ten- sione alla frequenza di risonanza (v). Calcoliamo gli elementi del fil- tro, come segue, ponendo C:=nC: Qb+n We Con n+ Re (+n)¥ da 20 Hz a 20 kHz, yttengono i valor dicati sulla tavola di fig. 3. Notate come essi differiscono di poco... Cid 2 dovuto al fatto che abbiamo scel- to una progressione tra le varie fre- quenze di risonanza che corrispon- da ad una progressione tra i vari valori normalizzati delle resistenze € dei condensatori. Studio teorico Lo schema a blocchi @ riportato in fig. 4. All'ingresso troviamo uno Futro 4 Fito 2 (eee) Figura 1 Figure da 1a 3. 1 fitri attivi sono costruiti usando il classico 741. La banda delle jrequenze udibili verrd suddivisa in 6 filtri. a e. me Figura 4. Schema a blocchi dell'equatizzatore. Si noterd che i filtri sono collegati in parallelo per ottenere da ciascuno di essi un responso indipendente dagli altri. THT f Figura 4 Equalizzatore Hi-Fi Faro Ry= Ry por clascun filtro) (Cellule da riprodurre 6 voite) di im con il suo collegamento Figure 5 © 6. Schema elettrico. IL transistor assicura Vadattamento a collettore comune. Lamplificatore wA 741 lavora come sommatore. He ge g] yw Figura 6 " p Stadio adattatore d’impedenza che permette di alimentare i sei filtri, nelle migliori condizioni. Quest fil tri sono collegati in parallelo per ottenere, per ciascuno di essi, un responso indipendente dagli altri Essi_ sono immediatamente seguiti dai loro regolatori di guadagno. Quindi i sei segnali cosi ottenuti Vengono miscelati per poter rico- struire il nuovo spettro sonoro. 22 RadioELETTRONICA a yy Studio elettronico Lo schema elettrico & rappresen- tato in fig. 5. All’entrata troviamo il transistor T montato a collettore comune. La polarizzazione della base, ottenuta per mezzo delle re- sistenze ReR,, fornisce un'impe denza d’entrata di una yentina di kohm. Il condensatore C di 4,7 uF permette di amplificare le fre- quenze basse fino a 15 Hz senza attenuazione. La polarizzazione del- Yemettitore @ assicurata da una re- sistenza di 3,3 k®. La corrente Te 2 di 2 mA: cid & importante poiché il valore di questa corrente deter- mina limpedenza d'uscita del tran- sistor. In questo caso & di cirea una quindicina di ohm. Essa ci permet- te di evitare interazione di un filtro con un altro. Guardando pit attentamente Io schema del filtro attivo (fig. 2), ve diamo che V'impedenza d’entrata & superiore 0, al minimo, uguale a R,. Dunque, nel caso pid. sfavore- vole, il transistor vedra un carico pari ai sei valori di Ry (tabella di fig. 3) messi in parallelo; vale a dire 2,5 k. Questo valore, con- frontato con i 15 2 dell'impedenza d’uscita del transistor, garantisce un buon adattamento. Vediamo ora i sei filtri attivi pas- sa-banda. Sull’uscita di ciascuno di ssi, troviamo un potenziometro da 4,7'kQ, a variazione logaritmica. Quindi abbiamo Cl; che & anch’es- so un amplificatore, operazionale ti- po 1A 741 collegato come somma- tore. Questa proprieti interessante @ illustrata in fig. 6, € ct permette or ye nie aladgt ie oe eye rrr RadioELETTRONICA, Equalizzatore HL-FI Foto 2. I circuiti adattatori d'impedenza in versione stereofonica. Figure 4. Utilizeazione del 741, Figure 5. La versione stereofonica ma di una ditia diversa. esige potenziometri doppi coassial. 24 RadioELETTRONICA di, realizzare la miscelazione delle sei uscite dei filtri. Un punto molto interessante da notare ® il seguente: prendendo Ra = Re = Rc ece. i segnali sa- anno miscelati nello stesso rappor- to senza preferenze per alcuno. Ma se noi modifichiamo il rapporto di queste tesistenze, potremo esagerare Volutamente Ia riproduzione di cer- te frequenze, indipendentemente dall'azione del potenziometro che ‘PotrA ancora aumentare lui stesso questo effetto. Noi abbiamo prefe- Tito realizzare questo circuito nella sua versione lineare, vale a dire con tutte le resistenze del sommatore di ‘gual valore, al fine di non snatu- rare eccessivamente il suono origi- nale. Il circuito & previsto per es- sere alimentato con una tensione singola 4 12 V. La trasformazione da alimentazione singola a doppia, ® assicurata da R, e D. “D2 un diodo zener da 5,6 Vo 6,2 V (non critico). La sua debole resistenza dinamica, disaccoppiata per sicurezza da Cs, una garanzia sufficiente per il funzionamento degli amplificatori operazionali. Questo correttore di tonalitA ste- reofonico ® stato realizzato su tre basette in yetronite a facia sem- plice da 155 mm x 50 mm. Le sue dimensioni sono adatte a una sca- tola Teko P/3, La disposizione dei componenti e il disegno del o cuito stampata sono riprodotti in fig. 7 8, La basetta dei filtri atti © utile realizzarla im due esemplari per una versione stereofonica, men- ttre quella del circuito di adattamen- to va bene in un solo esemplare. Su quest'ultima basetta, noterete la disposizione particolare dei punti da E a V. Questi hanno lo scopo di. collegare i fili provenienti dai potenziometri. Non esistono problemi e nem- meno un ponticello! I circuiti in- tegrati sono tutti orientati nello stes- 80 senso, Occorre fare attenzione in due soli punti: C: di 50 F/6 V do- ra essere il pid piccolo possibile, per il filtro attivo che risuona a 42 Hz, l'inserimento di C; (1 F) sara un po’ difficoltoso. Per ragio- ni di spazio, abbiamo lasciato solo un centimetro per questo condensa- tore: occorre ripiegare leggermente i suoi piedini. Attenzione al senso di cablaggio dei diodi zener... Per le entrate ¢ le uscite del se- gnale BF, occorre usare del cavo schermato. Delle spine volanti a norme DIN permetteranno un col- Iegamento facile tra preamplificato- re e amplificatore, sulle entrate au- siliarie. Per il collegamento dei po- tenziometri doppi, potrete usare del cavo schermato bipolare. Tutte le masse sono comuni, quindi possono essere collegate direttamente ai po- tenziometri stessi. Quindi, un solo filo servira a collegare questi al cir- cuito stampato. Collegate I’alimen- tazione a tutte le schede. Importante: nel caso di una re- lizzazione stereofonica, 8 inutile in- serire D ed Rp sulle due schede perché, essendo i due diodi zener in parallelo, invece di migliorare le cose, potranno produrre instabilita degli amplifica- Componenti (per un solo canale) RESISTENZE 1, Rx 3x 10 KO (marr, nero, aran.) Ry, Re 3 x 33 KO (eran, aran,aran.) } Rx: 3x33 ka (arancia arancio, aran) Re: 3x 100 KO (marrone, nero, gallo) ‘Re 3x68 KO (blu, grgio, rosso) | Rs: 3 x 22 KO (rosso, rosso, arancio) [Re 47 KO (Giallo, viola, arancio) LR: 47 KO giao, vila, arancio) 1 Ry: 3.3 kA (arancio, arancio, rosso) Re: 6,8 KO (blu, grigio, rosso) \« Ru: 47 KO (gialla, viola, srancio) * Ry: 680 © (blu, grigio, marrone) * Rig 100 k2 (marrone, nero, giallo) *“P: potenziometro log. 6 x 4,7 K (pot. doppio per {a realizzazione stereo) CONDENSATORI ,, Cz vedere tabella fig. 3 ‘47/12 eiettrolitico Cz: 50 F/6V elettrolitica SEMICONDUTTORI Da Ch, a Olx A741 mini DIP. T: 2N2222 O: zener 5,60 6,2V (Seeds tte ave geet Q= Segnale entrat Eas = Uscita \ of X-= Entrata (O1N) Y= Uscita (OIN) KP = Collegamento superiore dei potenziometri QV = Collegamanto intermedia (cursors) (Scheds miscelazione) Figure 9. Piano di collegamento dei potenziometri sui circuiti stampati. RadioELETTRONICA 25 E stereo, ma usa un solo integrato: il prezioso, previdente, prestigioso LM 381 G 1i amplificatori Hi-Fi si com- pongono di un certo nume- ro di unit) di cui la princi- pale & quella di amplificazione. Que: st'ultima & destinata a produrre, come indica il suo nome, la poten- za necessaria per azionare gli alto- parlanti. Per avere questa potenza, ‘occorre un segnale d’ingresso di am- piezza sufficiente fornito a sua vol- ta da una sorgente BF, un pick-up ec, Purtroppo le sorgenti BF danno un segnale basso per cui necessita- no di uno stadio. di preamplifiea- zione. Nella maggior parte dei casi un canale Hi-Fi comporta un di spositivo di dosaggio dei toni gra- vi, acuti e anche dei medi che per- meta all'amatore di modellare a suo gusto la curva di risposta, Que- sto dispositivo agisce riducendo la ampiezza dei segnali in cui le fre- quenze si situano in questa parte di spettro udibile, Ha dunque Iuo- go per compensare Ia perdita di potenza uno stadio di preamplifica- zione. RadioELETTRONICA _propone in queste pagine un preamplificato- re stereofonico composto da un solo circuito integrato, 'LM 381. Schema di principio La fig. 1 presenta la struttura interna di un LM 381 per un canale di amplificazione. Si pud intuire il vantaggio di avere un circuito di questo tipo per realizzare, il pid semplicemente possibile, un pream- plificatore a debole soffio. Lo schema di principio generale della fig. 2 riproduce i due can: Si precisa che I'LM 381 si caratte- rizza principalmente per un debo- lissimo soffio o rumore, nell’ordine da 0,5 V a 10 kHz, percid al disot- to della maggior parte delle sorgen- ti BF. L’LM 851 8 montato in pre- amplificatore fonografico e Vingres- so & destinato a essere collegato con una testina magnetica. Quest'ultima libera una tensione dell’ordine di qualche millivolt ¢ la sua curva si approssima a una curva lineare, ma ci sono dischi registrati secondo le norme RIAA, che implicano segna- li alle alte frequenze. In questo caso la curva da adottare per il preamplificatore deve essere senz’al- tro la RIAA, inversa di quella di registrazione. I PU magnetico si collega al- Ventrata su cui si trova una resi- 28 RadioELETTRONICA > 3 fe ser (scr) ms2an ig .sun retain carte OP24MO carrane ar t- t Vers zane OPs47n @ cirz 906 RadioELETTRONICA 27 ‘corrente © compatibile con la mag- gior parte delle testine fonocapta- trici, Come tutti i circuiti integr Te uscite sono usate conformemen- te alle indicazioni di carico date dal fabbricante. I piedini 4 e 9 servono per I’ali- mentazione del circuito, in com- penso i piedini 2-7 © 13-8 permet- ono di introdurre le controreazioni necessarie al buon funzionamento del montaggio. Per soddisfare a curva di rispo- sta, cinque elementi (Rs, Rs, Re, Cs eC) sono necessari e collegati ai piedini indicati. Si parla allora di anelli controreazione. I! valore e il numero degli elementi di questi anelli variano seguendo Ia curva di risposta desiderata destinata a un preamplificatore microfonico. I preamplificatori Hi-Fi compor- tano allora un commutatore di fun- ni che permetta d'introdurre, per mezzo del circuito elettrico, diversi anelli di controreazione secondo Tuso di pick-up cristallo, pick-up magnetico, microfono ec. L'uscita’ si realizza sul piedino 70 8: i segnali cosi corretti e am- plificati sono di livello sufficiente per essere variati in tonalita Si tratta di un classico ma mol- to efiicace Baxandall, che in que- sto caso presenta il vantaggio di non essere attivo e di conseguenza di_non essere soggetto ad auto- oseillazioni. In uscita abbiamo il potenzio- metro di controflo del livello 0 vo- lume cui fa seguito l'amplificatore di potenza. Per ottenere un'amplificazione co- stante il preamplificatore 2 dotato di un regolatore di tensione equi- aggiato con un transistor NPN che permette Valimentazione del modu- To con diverse tensioni di alimen- tazione Per la realizzazione pratica si @ fatto ricorso a un circuito stam- ato che in questo caso @ indispen- sabile. Componenti RESISTENZE. CONDENSATOR! Ry, Rist 47 KO (all, viola, arancio) 0, Cy: 0,1 uF Ra, Ris 100 KO (marrone, nero, giallo) Cy, Cyt da 22.8 25 pF Ry, Ry 240.0 (rosso, allo, marrone} Cs, Gy 3,3 0F Ru, Ris: 24 KO (r0350, giao, rosso) G. Ce LF R, Ris L5.MOi (marr, verde, verde) Cy 1 R,, Rix 100 KC (marrone, nero, giallo) —_C, Cag: 68 nF Ry, Rye 5,6 KO (verde, blu, £0880) G, Cr 680 nF R, Ris: 560 02 (verde, blu, marrone) Cy Cry: 2,2 0F Re, Reo: 10 KO (marr, nero, arancio) Cs, Cy: 22 nF icy Ras 82 KAD (iglo, rosso, arancio) Cy: 6,8 uF/35 V Ris» Rex: 8,2 KO (Grigio, rosso, rosso) Ris: 1 KO {marrone, nero, rosso) SEMICONDUTTORI Pi, Pa Pay Pe potenziometri 22 ko. log, Ps: potenziometri 22 KO log. La fig. 5 d& la traccia del cir- stampato in scala 1 e in ne- Si devono allora considerare i tratti neri come dei canali isolan- ti e non come bande conduttrici. Al contrario le parti bianche costitui- scono la superficie ramata. La fig. 4 descrive |'installazione pratica dei componenti. Non esisto- no problemi particolari ‘occorre, i LM 3B N'S Q); 2NIGI3 0 2NI711 0 2N2218 come al solito, fare bene attenzione all'orientamento dei componenti po- larizzati. Tutti i collegamenti dovranno es- sere realizzati con V’ausilio di un filo. schermato flessibile salvo per Valimentazione. Per i raccordi ai potenziometri si fara riferimento al- Ie diverse lettere che corrispondono agli attacchi degli stessi. Primo piano del componente principale: il circuito integrato LM 381 NS. RadioELETTRONICA 29 Alimentatori per pre e ampli Hi-Fi del numero scorso Se avete realizzato 0 volete realizzare Vimpianto Hi-Fi proposto un mese fa, vi fara comodo completarlo con questi alimentatori, offerti in scatola di montaggio.. vete costruito il pre e V'ampli Hi-Fi presentati sul n. 3 di ‘adio0ELETTRONICA? Ave- te intenzione di realizzarli? Se n disponete gid di alimentatori adatti ‘eco due progettini, offerti a prez- zo interessante in scatola di mon- taggio, che completeranno ottima- mente il yostro impianto. Alimentatore duale per il finale Il finale da 40 W richiede per il suo perfetto funzionamento una tensione duale non stabilizzata com- presa fra i + 30€ i + 35 volt rispetto a massa, In fig. 1 lo sche- ma elettrico: un trasformatore da 120-150 W provvisto di un secon- dario da 24+24 V (circa, l'im- portante & che non si superino i 28+28 V) e in grado di erogare tuna corrente di 3-+ ampere, & se- guito da un ponte da 80 V 4A tipo B80C5000 0 KBLO2 0 equivalen- te, che provvede a fornire una ten- sione pulsante, A proposito del ponte sari bene ricordare che & sconsigliabile porne due in paral- elo come spesso viene suggerito, in quanto per le inevitabili tolle- ranze costruttive uno finirebbe per lavorare meno a tutto discapito del- Valtro. Meglio quindi un solo pon- te magari raffreddato tramite una opportuna aletta ricavata da un ri- taglio di alluminio. Utilizzando co- munque il ponte fornito nel nostro kit non vi saranno problemi di raf- freddamento nemmeno nella ver- ne stereo. La tensione pulsante cost otte- nuta viene poi filtrata e resa conti- nua dai quattro condensatori elet- trolitici presenti in circuito, il cui valore ® bene non scenda al di sot- to dei 2000 juF consigliati per non compromettere i! perfetto funziona- mento del finale con indesiderati ronzii d’alternata. L’alimentatore del pre In fig. 2 troviamo invece I mentatore relativo al preamplifi- catore. Va detto per inciso che tale pre pud essere benissimo alimenta- to con lo stesso alimentatore del finale semplicemente derivando la tensione necessaria mediante una resistenza da 820 ohm (come peral- 20 Figura 1 ‘90 RadioELETTRONICA ‘ro ® detto nell’articolo pubblicato sul numero scorso) ottenendo co- mungue le prestazioni rate. er i puristi comunque o per tutti coloro che hanno la necessita di alimentare con la stessa_tensione altri apparecchi, presentiamo qui un apposito alimentatore stabiliz- zato dotato di proprio trasforma- tore. Lo stesso circuito, dotato di uno i questi integrati stabilizzatori or- mai ben noti, potra essere usato, cambiando lo stabilizzatore ed even- tualmente il trasformatore, per oF tenere le seguenti tensioni: 5 V, 8V,9V, 12 V, 15 V, 18 V, 24 V. Unica precauzione sar quella di Jimitare a 1 A la corrente massima erogata. Un eventuale superamento di tale limite non sara comunque distruttivo per questo integrato, un gioiello della microelettronica ‘do- tato di limitazione delle sovracor- enti e di blocco con ripristino au- tomatico in caso di sovratempera ture raggiunte dal chip. Per il resto il circuito rientra nella pid completa normalita: un elettrolitico di filtro all'ingresso e uno di yalore pitt basso all’uscita. Per il ponte, date le basse cor enti in giuoco, & stata adottata la soluzione, peraltro pitt economica, dei quattro diodi separati. Nelle figg. 3-4 € 5-6 trovate Jato rame ¢ il lato componenti ti- spettivamente delfalimentatore del finale, e di quello del preamplifi- catore. Data la presenza di molti elemen- ti polarizzati, quali elettrolitici e diodi, sarA bene prestare attenzione al verso d’inserzione di tali com- ponenti, pena fa loro immediata distruzione. ‘Altra cosa molto importante & Yesatto posizionamento con riferi- mento alla fig. 6 dell'aletta me- Figura 2 tallica dell’ integrato_stabilizzatore contrassegnata sullo schema prati- co da una fascia scura, Tale aletta & collegata elettricamente al termi- nale di massa ¢ ad essa pud essere ancorata un’ulteriore aletta di raf- freddamento in alluminio, possibil- mente anodizzato, qualora all'inte- grato si richieda di erogare conti- nuativamente la massima corrente. Va precisato che essendo richiesta per il nostro preamplificatore una tensione di 24 V l’integrato da noi fornito nel kit sard un uA 7824 in contenitore T0220. Questo stesso @ adatto all’alimentazione del mi- xer modulare presentato su que- sto stesso numero, a pag. 58. Particolare attenzione bisogner’d prestare al fatto che i due termi- nali centrali del trasformatore, nor- malmente racchiusi dalla stessa guaina, siano collegati fra loro, di- versamente si otterranno tensioni ben diverse da quelle richieste. Pud OFFERTA ECCEZIONALE! Tutti i componenti necessari alia realizzazione dell’alimen- tatore duale per ampli (esclu- so i trasformatore), direttamen te a casa tua a lire 16.000. I solo cireuito stampato a 7.000. Il trasformatore @ 18.500. Tutti i componenti necessari alla realizzazione delValimen- tatore per il pre (utilizeabile anche per it mixer di pag. 58), escluso il trasformatore, diretta- ‘mente a casa tua a lire 10.000. Il solo circuito stampato a lire 4.500. Il trasformatore @ lire 4.200. Utilizza il buono Wordi- ne di pag. 14, inolthe capitare che i terminali dei trasformatori siano ricoperti di smalto isolante, che va accurata- ‘mente grattato via per un perfetto collegamento elettrico. Ultima rac- comandazione, importantissima, & quella di controllare che gli mentatori forniscano le tensioni ri chieste prima di collegarli agli’ ap- parecchi che devono alimentare, ¢ di differenziare, tramite opportuni colori (solitamente rosso, nero ¢ verde) le linee di alimentazione po- sitive, negative e le masse. Componenti alimentatore duale per finale da 40 W :: Trastormatore, primario 220 V secondario 2424 V4 A RS;: Ponte raddrizzatore da 80V4A ©): 200 pF 50 Ce: 2200 uF 50V Cy: 2200 jsF 50.V Ce: 2200 uF 50 V Componenti alimentatore da 24 V per preampli Trasformatore primario 220 V secondario 30 V Dj: 1N4O04 0 equivalente D.: 1N4004 o equivalente D,: 1N4004 o equivalente Dg 1N4004 0 equivalente G: 1000 uF 35.V Gz 100 uF 25 Cl: UA7824 RadioELETTRONICA 31 ° ee | ct c2 cs c4 30 dl te | <2» Ou ° << wan 04 05 82. RadioELETTRONICA SIGMA PLC G seri€) Antenna per automez zi. * Frequenza 27 MHz (CB) | * Impedenza 52.2. R.O.S. 1,1 (canale 1) 1,2 (canale 23). * Potenza massima 150 W RF. j * Stilo @ 7 alto metri 1,65 con bobina di carico a distribuzione omogenea, dall'alto rendimento. immersa nella fibra di vetro (Brevetto Sigma) munito di grondaietta, sidabile brunita con * Molla in acciaio ino: ‘ = sda leronae. cen inaee ele eaten mera eee id il montaggio a qualsiasi inclinazione. ax * La leva in acciaio inossidabile per il ‘ Ge — rapido seontaggio, Finane untta a1 senisnodo | | | (lll R\ eliminando un eventuale smarrimento . A tela * Base isolante di colore nero con tubetto di Ee ies rinforzo per impedire la deformazione della | , alto solamente 12 mm, che permette il montaggio a tetto anche dentro 1a plafoniera ———., "CAnaurztmia” pos che illumina 1*abitacolo. —— ae oe * 5 mt. di cavo RG 58 in dotazione aoc nem an soli 8 mm. sti ilas atvdrkestungheate’s fiiqudace: * Ogni antenna viene tarata singolarmente. Attenzione! Alcuni concornenti hanno imitato Ja nostra antenna PLC. Anche se cid ci dusinga, dal momento che ovvianente si tenta di copiare solo i prodotti ; vere di awertinVi che tali contaaffazioni possono taarre in inganno solo nella for- ma, in quanto de carattenistiche elettaiche e meccaniche sono nettamente inferioni. Verificate quindi che sulla base e sul cavo sia impresso il marchio SIGMA. hk velidi, abbiano it do- CATALOGO A RICHIESTA INVIANDO L. 500 IN FRANCOBOLLI SIGMA ANTENNE di E. FERRARI 46047 S. ANTONIO DI PORTO MANTOVANO - via Leopardi 33 - tel. (0376) 398667 Mixer modulare Vieni, Con questo apparecchio, che nulla ha da invidiare a quelli professionali, e che ciascuno pud adattare esattamente alle sue esigenze, In regia delle vostre registrazioni © sonorizzazioni diventera insuperabile. E alla seconda puntata, sul prossimo numero... (1 parte) utti prima o poi desiderano Tee un mixer, pitt o me- no complesso, per esigenze musicali, 0 per sonorizzare film e diapositive. Beco allora un mixer che presenta una caraite damentale: Ia modulari sono stati approntati quattro di- versi tipi di moduli un modulo preamplificatore e qualizzatore Rina per testine ma- gnetiche di giradischi * un modulo preamplificatore per mictofoni * un modulo per ingressi ausiliari (sintonizzatori, registratori o qualsiasi alta sorgente ad alto livello) ‘© un modulo base comprendente a sua volta: controllo dei bassi degli acuti, controllo di volume principale, preascolto in cuffia con relative controllo di volume, indicatore di sovraccarico a tre Led, dispositivo di evanescenza tra le sorgenti microfoniche una delle altre sorgenti presenti. Altra caratteristica peculiare del- Ja nostra realizzazione & la asso- uta assenza di fili in quanto sia le prese d’ingresso, sia i deviatori pre- senti in circuito sia i controlli (tut- ti realizzati con potenziometri a slitta) sono interamente su circuito stampato. Inoltre, ben sapendo a quali difficolta va incontro colui che privo di una qualsiasi zatura meccanica si accinge a fare un pannello provvisto di forature per tali potenziometri, metteremo a disposi com: preso quello base, i relativi pan- nelli frontali gia forati e serigra- fati. La modularita del progetto deri- va dal fatto che, partendo da una piastra base unica, gli altri moduli d'ingresso potranno essere collegati in qualsiasi configurazione: per ¢- sempio, 4 microfoni e 1 aux; 3 3 ausiliari 3 Risa 3 micro; tutti Riea e cosl vi 34 RadioELETTRONICA Il collegamento fra tutti i mo- uli (compreso il modulo base) & effettuato, sia per cid che riguarda i bus dei segnali sia per cid che riguarda le alimentazioni, median- te semplici ponticelli su 'stampato fra un modulo e quello immedia- tamente successivo, Dato V’elevato numero di basette da des. Varticolo ® stato suddiviso in due parti: una, questa, in cui tratte- remo due moduli d'ingresso, e una seconda, il mese prossimo, in cui oltre a parlare del terzo ‘modulo € dei pannelli frontali, parleremo del modulo base © det montaggio finale. Per quanto concerne invece Yalimentatore, lo trovate nell’arti- colo di pag. 54, figg. 5 © 6. E’ lo stesso che serve ad alimentare i iplificatore Hi-Fi dello scorso numero. Lo schema elettrico viene fcomungue riportato anche qui (i gura 6). Prima di inoltrarci nella descri- ione dello schema elettrico del mi- xer @ perd necessaria una piccola precisazione per tutti color che vogliono limitare le spese 0 arriva- re al completamento del mixer per gradi: il modulo base, ideale com- plewento della catena per Totte- nimento di ottimi risultati, non & indispensabile ai fini della misce- lazione. Infatti una prima misce- Iazione, seppur passiva, la si ottic- ne all'uscita dell'ultimo modulo di ‘un'eventuale catena. & chiaro perd che cosi facendo si dovra rinun- ciare ad un’ulteriore preamplifica- zone e a tutte le possibilita offer- te da tale modulo. Schemi elettrici Tutti i circuiti ruotano attorno all’ormai noto LM387, lo stesso u- tilizzato per la realizzazione del preamplificatore Hi-Fi del numero scorso. Tralasceremo quindi di oc- cuparci in dettaglio delle caratteri- stiche dell'integrato (che sommaria- mente si pud definire un chip a basso rumore-bassa distorsione © alta banda passante) per entrare su- bito nei dettagli delle soluzioni cir- cuitali adottate. In fig. 1 ecco lo schema dell’ingresso Riaa il cui no- me deriva appunto dalla partico- lare rete di equalizzazione posta tra ingresso ¢ uscita per corregge- re Ja curva d'incisione dei dischi. Liingresso presenta subito un gruppo resistenza-capacita atto a fornire il carico adeguato alla te- stina magnetica, e a prevenire e- ventuali disturbi e inneschi a radio- frequenza. Da qui poi il segnale passa, attraverso un condensatore seelto in modo da non compromet- tere la risposta alle basse frequen- ze, al piedino d'ingresso dellinte- grato. Sull’altro piedino d’ingresso {non dimentichiamo che 1'LM387 ha una configurazione simile a quel- la di un op-amp) sono collegat tuna resistenza che ha il compito di determinare il punto di lavoro in continua dell'integrato (in altri ter- mini fissa la tensione sulla sua uscita a un valore prossimo alla meta dellalimentazione per otte- ere una saturazione simmetrica), un gruppo RC che determina il guadagno dell’intero circuito e Vat- fenuazione delle basse frequenze, e infine un capo della rete ingres- so-uscita di equalizzazione. ‘Questa rete serve a compensare Caratteristiche del Mixer impedenza d’ingresso istorsione banda passante Ingresso. microfoni sensibilita per uscita nominale: impedenza d'ingresso impedenza microfono distorsione banda passante Ingresso ausiliario: sensibilit’ per uscita nominale: impedenza d’ingresso distorsione ¢ banda passante Alimentazione: 24V CC. Consumo: it per uscita nominale: Ja‘curva di incisione dei dischi: ma cosa yuol dire? Ecco: in fase di incisione per evitare dannose vibr nj della testina, appunto d’inci- me, i costruttori di dischi ridu- cono'le frequenze basse presenti secondo un diagramma ben preci- so, Tale diagramma & appunto la curva Riaa che prende jl nome dalle parole «Record Industry Associa. tion of America». E stato cio’ convenuto che rispetto a una fre- quenza di riferimento di 500 Hz a cui & stato posto lo. di 0 dB, tutte le frequenze inferiori vengono attenuate progressivamen- te in fase di registrazione fino ad arrivare a —19,3 dB a 20 Hz, men- tre quelle alte vengono esaltate fi- no ad un massimo di 19,6 dB a 20 kHz. E quindi chiaro che per ottenere una riproduzione fedele al- la realti si deve applicare una « controcutva » esattamente spect lare rispetto a quella d’incisione, dove le attenuazioni diventino e- saltazioni di corrispondente valore € lo stesso avvenga per le esalta- zioni. A tutto questo provvede nel nostro caso la rete, apparentemen- te complicata, fatta di resistenze jore dello 0.19% da 10 Hz a 40 kHz imv 200 kohm. indifferentemente bassa 0 alta minore dello 0,1% da 10 Hz a 40 kHz 150 mV 50 kohm pari alla sorgente 10 mA per telaio RadioELETTRONICA 35 Figura 1 IN RIAA R1 Figura 2 s1 R10 GNO P-condensatori porta tra ingresso © vuscita. Subita questa elaborazione, il se- gnale viene trasferito all’uscita e da qui prende due strade. La pri- ‘ma obbligatoria lo porta al poten- Ziometro che funge da controllo di volume della singola unita e da qui alla cosiddetta « barra di mixag- dove con tale termine si @ definire quella linea sulla quale confluiscono mediante appo- site reti resistive tutti i segnali pro- venienti dai vari ingressi. Ed & appunto su tale linea che sara di- sponibile il segnale miscelato qua- ora non si voptia utilizzare I’uni- 18 base. I collegamenti tra le basette dei vari ingressi e la barra di mixag- gio avvengono automaticamente ef- fettuando i ponticelli tra una baset- ta e la successiva come indicato in figura. Resta ovivamente inteso che trattandosi di un mixer stereo e barre sono due: una pe nale destro e una per il sinistro. Infatti mezzo integrato viene uti- Jizzato per un canale e mezzo per altro. Laltra strada che pud prendere i segnale 8 quella che lo porta, at- traverso il doppio deviatore di mo- nitor, alla cosiddetta «barra di preascolto », per Ja quale valgono i concetti suesposti ma che ha la so- la funzione di portare i segnali al- Vamplificatore per la cuffia di mo- nitor. Naturalmente alla barra di ppreascolto arriveranno solo i segna- Ii dei telai i cui deviatori di pre- ascolto_saranno in posizione mo- nitor. Tale modo di operare per- mette, a differenza di altri mixer dove il preascolto avviene obbli- gatoriamente attraverso un com- mutatore rotativo, di preascoltare gli ingressi in qual ‘combina- Zione fra loro, Se inseriremo infatti un solo de- viatore ascolteremo solo il segnale proveniente doll’ ingresso relativo ma nulla ci vieter’ di inserire al- tri due, di togliere il precedente, 36 RadioELETTRONICA - di sentire le sorgenti una si e una "no, © cosi via. Solo I'uso potra co- ‘mungue far capire e apprezzare a -pieno Ia versatilita di tale solu- zione, “IL telaio microfonico Il telaio microfonico (fig. 2) non si discosta molto da quello Risa, se non per l'ovvia mancanza della ‘rete di equalizzazione canza del gruppo RC iatimercatO! -operando infat a chi si diletta di registrazioni mi- crofoniche stereo di collegare en- trambi i microfoni acquistando un solo telaio, mentre chi, vuoi per canto o pet altri scopi, utilizza un “solo microfono potra’’sempre far udire la sua voce su entrambi i ca- ali semplicemente collegando gli ingress in perallelo © non su. uno solo come avviene su parecchi mi- xer commerciali. Realizzazione pratica Tl montaggio non presenta alcu- na difficoltd anche grazie alle solu- zioni «a stampato» adottate per tutti i componenti dove altrimenti sarebbe stata necessaria un’accura- ta filatura, Rumori ed errori ridotti al minimo dunque. Basta eseguire il montaggio come indicato in fig. 3 per Vingresso RI AA, ¢ in fig. 4 per Vingresso mi- fonico. I circuiti stampati o i completi vanno richiesti a Ra- dioELETTRONICA con il modu- i attenzione, al solito, al codice dei colori delle resistenze, controllandole con un ohmetro nei casi dubbi, alle po- Jarita degli elettrolitici e alle tacche di riferimento degli integrati ('in- versione ne provoca l’immediata di- struzione). Per il resto nessun pro- ‘blema, mentre per i ponticelli di collegamento tra basetta e basetta, basta far riferimento allo schema di fig. 5 ricordando che cid che nei disegni viene riferito a tre soli telai vale per tutti, quali e in Figura 4 RadioELETTRONICA 37 Fig. 5. Riporta (in tratto collegamento di tre unita di miscelazione qualsiasi. |. Lo scherva @ valido per un mumero qualsiasi di unita, Sull'unita terminale (a destra visti dal lato componenti) i terminali rappresenteranno: 1) positivo di alimentazione; 2) preascolto canale destro; 3) preascolto 5) segnale canale destro; 6) segnale canale sinistro. 70550) i ponticelli da effettuare per il Figura 6 qualsiasi numero essi siano, che i ponticelli vanno sempre effettuati tra il pfecedente e il successivo (a- vremo quindi il primo telaio che nella sua parte sinistra, vedendolo dal lato componenti, sara privo di ponticelli mentre T'ultimo ne sara privo sulla parte desira), che i terminali liberi delt'ultimo telaio costituiranno i collegamenti per le alimentazioni (nella parte alta) € Te uscite del segnale gia premisce- lato o da mandare al telaio base nel caso. dottti una o I’altra del- le sotuzioni proposte, infine che nessun altro collegamento andra fatto all'infuori di quelli specifi- cati. ht -n- Coe 4 ~oan-°? OFFERTA ECCEZIONALE! Tutti i componenti necessari alla realizzazione del mixer di- rettamente a casa tua: * Modulo RIAA a lire 13.500 * Modulo microjonico a tire 13.500 I soli circuiti stampati a lire 7.500. Utilizza il buono d’ordi- ne di pag. 14. Elenco componenti Ingresso RIAA Ri: 2x47 kO (gall, viol, arancio) Rs 2x100 kod (marron, nero, gallo) Ry: 2830.0, (erancio, arancio, marrone) 233009 farancio, arancia, rosso) Ry: 2x820 kN (grigio, rosso, giallo) Re: 2x100 kQ2 (marrone, nero, giallo) R,: Lx potenziometro doppio siaider logaritmico da 47 ko. oppure 22k oppure 100k. 2x22 kA (r0ss0, rosso, arancio) 2 2x22 kOe (rosso, rosso, arancio} Ri: 2x22 kod (ross0, rosso, arancio) C.:2x100 pF Ge: 23100 nF Cx 2x22 uF 16 V elettrolitico Gis 24680 pe Cy 2x3300 pF Cy: 2x] pF 16V elettrolitice Cy: 1x10 uF 25 V elettrolitico Cl: LM387 ‘S,: Doppio deviatore a levetta Elenco componenti Ingresso microfonico 2100 kod (marrone, nero, gallo) Ry: 2330.0 (arancio, arancio, marrone) R,: 2x180 ke (marrone, grigio, giallo) Re: 2x22 kA (rosso, rosso, arancio) Ru: Ix potenziometra doppio slaider logaritmico da 22 ko oppure 47 KO. oppure 100 ko. Re: 2x22 KO (rosso, rosso, arancio} Ry: 2x22 kA (rosso, ross9, arancio) Cy: 2x100 pF Cy: 2x100 nF Ci: 2x22 uF 16 V elettrotitico Ci: 1x100 uF 25 V eletrofitico C: 2x1 uF 16 Velettroitica hy: IXL M387 $\: Lxdopplo deviatore a levetta 38 RadioELETTRONICA C.E.M. eertronica L ELETTRON ICA VIA IV NOVEMBRE, 33 - TEL. 095/951522 d t t tt 95019 ZAFFERANA ETNEA (CATANIA) edentro a tutto Costruzione apparecchiature altafrequenza (F.M.- ULH.F), Trasmettitori FM, 88 +108». compl. Tran- sistor, Alimentazione 220 vac Impedenza out 52 Q 2 Armonica~60 dB, Sensibilita ingresso 100 mV, Modulatore varicap F.M.-Bandapassante BF 40KHz_ LISTINO PREZZI TRASMETTITORI FM. MoD. 001 POUT 1.2 Ww MoD. 002 P. OUT 4:5 W. MoD. 013 P: OUT 12W MOD. O24 P: OUT 26 W MOD. 135 POUT 40 W MOD. 136 P: OUT 100 W 027 P, OUT 200 W TLINEARI FIM, COMPLET ALIMEN, 220 Vac MOD-003 INT WP. OUT 12W LL 485:000 004 PIN WE OUT 26 W © 210.000 005 PIN4 WP. OUT 40 W 310.000 (006 PIN 4 WP. OUT 100 W 530.000 007 PIN WP. OUT 200 W 4.000.000 LINEARI UF. LARGA BANDA (IV.¥) COMPLETI WOD. 010 P.INOSWP oUT12W MOD: 020 P. IN 0,4 WP. OUT 22 W ‘MOD: 030 P.INO.7 WP.OUT 4” W MODULATOR! AUDIO-VIDEO B-N E COLORE GON USGTA EL MOD, 008 00.000 PrESCALER DMMSORE x19 COMPL. LETTURA FINO S60 Mie 'SENSIBILITA LIMITE 50 my AL. 220 Yae MOD. 009. PAGAMENTO CONTRASSEGNO E ANTICIPO 20%. Imparala: subito.E pecesoadg? Tut tans Wlogeate, "ae Soe piele ones soc LE INDUSTRIE ANGLO-AMERICANE IN ITALIA VI ASSICURANO —— UN AVVENIRE BRILLANTE | “3S erat Poem a gr mn ahr Al wt» co Imparare V'elettronica é ta: | = 7 cile col metodo “dal vivo” { Kitsaes ginietans sts Pgortipandenza. comerense ‘® Richiedi subito Il fascicola fagge (ole eespermmenpranc), in prova gratuita! Sparmeniandoh ienonenl saa: che Ga metas “ask vne or 6 un posto da INGEGNERE anche per Vo Gorst POLITECNIC! 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E per avere molte probabilita in pid di assicurartelo non occorre rinunciare a un regno... 40 RadioELETTRONICA anni venti furono quelli del- Giseosti. ES quelli della radio, € gli anni cinquanta quelli della’ televisione. E gli anni ottanta? Non possono esserci dubbi: sono gli anni del computer. Ma del computer senza sacerdoti in camice bianco. Sono gli anni del computer. accessibile, facile, pratico, amichevole, piccolo, e addirittura ‘casalingo. Quasi un giocattolo, ma che giocattolo! Un giocattolo grande quanto una macchina da scrivere (a proposito, anche questo articolo & stato scritto, riletto e corretto sul video di un Personal computer prima d’essere bathitoida una stampentina ¢ man- dato in tipografia), e di prezzo or- mai accessibilissimo, che pud fare esattamente quel che facevano i grossi computer degli anni sessan- ta, che occupavano lo spazio di un salone da ballo e scaldavano e con- sumavano come locomotive a va- por fun giocattolo che fra tutti quelli mai esistiti 8 di gran Junga il pid divertente, il pid affascinante e il pid produttivo. Lavori che ri- chiedevano settimane grazie a lui si possono compiere in pochi se- impegni faticosi e ripetitivi si tisolvono in un attimo. Con un simile potenziale sembra quasi uno spreco usare un computer per com- battere una partita contro gli inva- sori stellari, 0 disputarne una di seacchi... E sembra un peceato mor- tale lasciarlo acceso fra le mani di un bambino. Errore. Giocare con il computer 2 il modo migliore per impadronir- si della machina, per carpimne i fi cili_ segreti divertendosi. E i bam- bini sono quelli che imparano me- alio e prima, e che certamente dan- ni al computer non ne faranno. Non possono farne. Soprattutto se si tratta di uno Home computer ideato © costruito anche a prova di bambino. Come I'Atari 400 di cui i tre pid fortunati lettori di RadioELETTRONICA stanno per entrare in possesso (€ uno puoi es- sere tu, sl, proprio tu che stai leg- gendo: basta compilare e spedire il tagliando di pagina 44. Se poi vuoi avere molte probabilita di vin- cere in pitt, abbonati con ill ta gliando delle pagine 42-43), Perché RadioELETTRONICA, per il regalo che voleva fare ad almeno tre dei suoi amici lettori (e come sceglierli fra tanti se non affidandosi alla dea bendata?) ha optato proprio per I’Atari 400? Perché Atari, storicamente, vuol dire il meglio nel campo dei giochi computerizzati, in cui da sempre fa casa di Sunnyvale, in California, ® leader incontrastata. Quasi tutti i videogames dei bar sono infatti originali Atari, oppure copie pit 0 meno autorizzate e pi o meno modificate. E abbiamo visto pri- ma che giocare con il computer & sicuramente il modo migliore per prender confidenza. Esperienza, dunque, e program- mi gioco a non finire. Poi, estrema praticita, robustezza, facilita d’uso. Basta pensare che per collegare un Atari 400 a un televisore a colori (ma va benissimo anche quello in bianco € nero) non occorre nient’al- tro che un cavetto, ovviamente for- nito assieme al computer. Basta pensare che per conservare i pro- grammi 2 sufficiente un comuni simo registratore a cassetta.... Cer- to, il registratore Atari 410 offre qualcosa in pid: una pista digitale per i programmi e una sonora di tipo tradizionale, in modo da po- ter automaticamente sentire voci © suoni registrati in parallel ai programmi, al semplice tocco di un tasto sul computer. Ecco: pensate a cosa & possibile fare sfruttando queste opportunita! Per esempio & possibile studiare una lingua in modo programmato, vedendone le frasi scritte sul video e sentendo- ne Ja pronuncia corretta attraverso Valtoparlante del televisore. Atari ci ha pensato, ¢ ha prepa rato formidabili corsi di francese, Came RA on " L’Atari 400 dispone di 16K bytes di memoria Ram, ha una ta stiera costituita da un monopannello in plastica sensibile senza tasti sporgenti (piti facile da pulire e meno facile da rompere) di uso semplicissimo, e offre la possibilita di utilizzare programmi su cartucce preregistrate, oltre a quelli acquistabili su normali cassette da registratore. Imparare a usarlo © a programmare in Basic 8 un gioco da ragazzi, grazie ai manuali pitt che esaurienti. Per il colle- gamento con il televisore in bianco ¢ nero o meglio a colori non occorrono adattatori di sorta, basta il cavetto fornito dalla casa Le sue dimensioni sono 33,75 x 28,75 x 12,25 cm. Il peso: 2,76 chili, I microprocessore utilizzato 2 il 6502, I collegamento con eventuale stampante assicurato dal modulo di interfacciamento Atari 850 fino la psicologia e la sociologia. Ma I'Atari 400, giocattolo idea- Je degli anni ottanta, non serve so- oa giocare o a imparare, Come i computer pitt grossi, pud essere col- legato a un modem, per dialogare con altri computer via telefono, pud accedere alle grandi banche dati, pud calcolare i bioritmi ma anche gli ammortamenti e i ratei di_un prestito, analizzare le mosse sulla scacchiera ma anche i valori di borsa... Insomma, ® il trampoli- no ideale, ad un prezzo altamente competitivo, verso il nuovo mondo che si dischiude. Un mondo in cui, tempo cinque o dieci aftni, chi non sapra usare il computer tanto vale che come firma faccia una croce: sara T’analfabeta degli anni no- vanta. di tedesco e di spagnolo, che fanno uso proprio del sistema talk and teach, parla e insegna: @ come ave- re tuito per sé un maestro pazien- tissimo, sempre a disposizione, pronto a ripetere all'infinito se oc- corre, a correggere, ad aiutare. Con fo stesso metodo Si pud imparare la matematica o economia, e per- ABBONATI E VINCI CON CETTE TTT TTT 1400 \ STREPITOSI 4 REGALI are) i : Beeson _ un computer Atari 400 comple- to di una stampante, di un pro- gram recorder, di una coppia di Paddle, di un joystick e di due magnifici programmi, uno di di- vertimento (gli invasori spaziali) e uno didattico (stati e capitali). Per un valore complessivo di li- re 1.942.000, un computer Atari 400 prowvisto di un program recorder e di un Programma per realizzare una vastissima gamma di grafici Valore complessivo: lire 1 mi- lione 179,000. una confezione di 10 modul IDEA "BASE formato 66x 10,7. Valore di lire 36,000. una contezione da 5 moduli DEA “BASE formato 66x 10,7. Valore di lire 20.400. una confezione da 10 moduli IDEA "BASE formato 6,6 x 6,1. Valore di lire 20.000. una confezione da 5 moduli [DEAMBASE formato 6,6 x 6,1. Valore di lire 11.500. Tutti sanno che vincere al lotto é pili facile che vincere al toto- calcio. E allora ecco un’occasione per te che non hai tentato la fortuna con la precedente offerta di RadioELETTRONICA. Abbonandoti_a RadicELETTRONICA entro il 12-7-82 avrai in- fatti la possibilita di vincere uno dei CENTO premi in palio. 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Il progetto che vi presentiamo risolve questo problema ritardando lo spegnimento da 15 minuti a 12 ore. vari modelli di interruttori fo- I tosensibili disponib mercio provocano I’accensione di una fonte luminosa al calare del- la notte e lo spegnimento al sor- gere del sole. Eppure in numerose applicazioni si ha la necessit’ che lo spegnimento si effettui molto dopo la fine della notte. La ree lizzazione oggetto di questo arti- colo, proprio per dare una risposta a queste esigenze, consente di ave- re una durata di accensione rego- labile a volonta, a partire dal tra- monto; e per di pitt questa durata potra variare da un quarto d’ora a tna dozzina d’ore. E facile a que- sto punto immaginare come si po- tra sfruttare questo dispositivo. Un’applicazione interessante ri- guarda per esempio il comando dell‘illuminazione di una vetrina di negozio oppure Vingresso di un condominio che ha bisogno di luce anche nelle ore diurne. Inoltre il montaggio non presenta grandi dif- ficolt’ e i componenti, che hanno un prezzo di costo abbordabile, si possono trovare senza difficolta, presso tutti i negozianti di mate- riale elettronico Il principio Lo schema a blocchi del funzio- namento & pubblicato alla fig. 1. Una fotoresistenza riceve la luce del sole. Questa resistenza, molto debole di giorno, diventa importan- te quando la luce naturale scom- pare. La variazione di corrente che ne 48 RadioELETTRONICA Comando “dol rele Regolazione delta temporizzazione ‘di spegnimente © ‘scale oh temporizza ‘Se tr Figura 1. Schema a blocchi del dispositive: una fotoresistenza LDR 03 assicura la rivelazione; un amplificatore seguito da un temporizzatore basato su un UJC, assicura un’ottima utilizzazione della fotoresistenza. Eventuaie ‘scaturisce trova_un’amplificazione ‘nella chiusura di un rele che ® ali- ‘mentato direttamente da una fon- sal disotto di 220 V. La chiusu- di questo rel® alimenta un tran- sistor unigiunzione che fornisce de- sli impulsi periodici che rappresen- tano «i tempi elementari ». Que- ‘sti tempi elementari sono integra- ‘ti in un tempo totale che alla fine foca una nuova apertura del rel, Un interruttore consente la -soppressione di questa temporizza- ‘rione. Lo stesso, un altro interrut- tore permette di avere due zone di ‘regolazione. Infine un commutato- re da la possibilit’ di simulare ar- -ificialmente 1a posizione giorno o notte. Funzionamento elettronico ‘Alimentazione, Tenuto conto del: Yutilizzazione & evidente che la fonte di energia necessaria al fun- ‘tionamento ® la rete 220 V. Un ‘trasformatore 220/12 V (fig. 2) ¢ la bassa tensione che vie~ ‘ne raddrizzata ad onda intera da ‘quattro diodi montati in. ponte wheatstone. Una prima capacit’ C; assicura il filtraggio di questa tensione raddrizzata. II transistor Ts, montato come regolatore di ten- sione, fornisce, sul suo emettitore, una tensione stabilizzata dell’ordi- ne da 9 a 9,5 V, fiftrata una se- conda volta dalla capacita C:. Que- sto transistor 2 polarizzato da Ri e dal diodo zener Z. La fotoresistenza LDR 03. In piena luce Ia resistenza ohmica di tuna cellula di questo tipo @ del- Vordine di qualche ohm o decine d’ohm. Al contrario, nell’oscurita, questa resistenza raggiunge parec- chie centinaia di kohm. La foto- resistenza si trova inserita nel cir- cuito, in serie con una resistenza di polarizzazione Ry ¢ un trimmer ‘A: il cui ruolo & Ia regolazione del- la soglia di scatto. Un commuta- tore da Ia possibilita di avere tre * posizione 1, la fotoresistenza si trova shuntata: & la simulazione giorno * posizione 2, la fotoresistenza & inserita normalmente nel circui- to: & il servizio normale (SN) * posizione 3, la fotoresistenza non si trova pitt collegata al circuit ® 1a simulazione notte. Amplificazione. Due transistor NPN Ty e Tz, montati in emetti- tore comune, assicurano l'amplifi- cazione della variazione di corren- te che risulta dal variare della re- sistenza ohmica della fotoresistenza. Durante il giorno, la cellula of- fre pochissima resistenza, il livel- lo di polarizzazione della base di T, non 2 sufficiente per garantire la sua conduttivita. Di conseguen- za il transistor Ts ha la sua base ali- mentata da Rs; per cui sul suo col- lettore appare un livello logico 0. Di notte la cellula aumenta la sua resistenza, il livello della base di Tz assicura la conduttivita di quest’ultimo. Ne deriva il blocco collettore diventa uguale a 1. Due porte NAND montate a invertitore ano sulle loro uscite i livelli uscita 3 della 1 notte = 0 uscita 4 della Il = giorno = 0, notte = 1. giomo = 1, > RadioELETTRONICA 47 Interuttore fotoelettrico # spegnimento temporizato Figura 2. L’alimentazione risulta assai semplice: un raddrizzatore a diodi ‘seguito da un raddrizzatore zener. Un punto delicato, Vintegratore, che utilizza due contatori decodificatori CD 4017 collezati in serie. RLIMENTAZIONE > Lafig. 4 mostra il funzionamento € Ia disposizione del C-MOS CD 4011 che prevede quattro. porte NAND a due entrate. L'uscita + della porta II & collegata alla base di'Ts, attraverso la resistenza Re, introduce nel montaggio una rea. Zione positive che garantisce ung commutazione sicura degli stati dei transistor T; € Ts. Quando cade 1a notte il. transi- stor T; passa in realtt dall'inter- dizione alla saturazione progressiva e lenta, Senza alcuna precauzione Ie porte NAND commuteranno al momento stabilito ma il loro nuo- vo stato rischiera di non restare definitivo, In effetti quando il sole si trova sulle linea dell’orizzonte, ma resta escurato anche per breve tempo da una nube, c’ il pericolo che il sistema ritorni alla posizione giorno quando la nuvola scompare. Un inconveniente di questo tipo viene superato grazie alla presenza della resistenza di reazione Rs che consente un livello logico 1. all'u- scita della porta NAND II e fin dal calare della notte ha I'efetto di rin- forzare la conduttivita di T: attra- verso una polarizzazione supple- mentare della sua base. La reazione si produce allo stesso modo al le- vare del giorno e dura sino a quan- do volontariamente si elimina la temporizzazione. Cosi quando ap- pare un livello logico 0 all'uscita ‘Scala 2 Figura 3. Grafico delle due aree di temporizzazione, in funzione dei prodotti RC. della porta NAND II, al levar dei giorno s‘indebolisce immediatamen- fe Ia polarizzazione di T; che com- muta verso lo stato di interdizione, Comando del rele ¢ uso. Si con- sideri, per fare un esempio pratico, che Ientrata 9 della porta NAND. III si trovi a un livello 1. Di con- seguenza, in posizione giomno, Pen- trata 8 sara a livello 0 e l'uscita 10 a un livello 1. Ne risulta la conduttivita di Ts € quindi il blocco di Ts dato che la tensione sulla sua base 2 pratica- mente nulla, Il rel dunque si tro- va in posizione di riposo. Al contrario, nella posizione not- te, essendo l’entrata 8 al livello 1 e Vuscita 10 a livello 0, si verifica il bloceo di Ts e ovviamente la sa- turazione di Ts che assicura I’ali- mentazione del rel. Quest'ultimo, a questo punto, passa in posizione di chiusura. Ii diodo Ds protegge il transistor Ts dagli effetti di extra- tensione autoprodotta dall’avvolgi- mento del relé. I contatti C;, T; & R; del rele sono collegati in ‘modo da ottenere due effetti: 48 RadioELETTRONICA ostzion! det ‘Simulazione gioma (1) SN: Servizio normale (2) Simulazione notte (3) (60 4011: 4 porte NAND a 2 entrate ao Figura 4. Disposizione dei due CI utilizzati e « tayola della veritd » di una porta NAND. Funzionamento I © Vaccensione d'una lampada di notte (CT) Vaccensione di una lampada di giorno (CR). Perd quando la potenza della ampada @ superiore a 100 W é in- spensabile poter disporre di un secondo rele 220 V che abbia un potere di rottura sufficiente. » La posizione del Se enza dai due diodi clettrolumine- scenti (Led) Li e Li: ‘* posizione giorno: L; (verde) ac- 50 ‘© posizione notte: L: (rosso) ac- eso. I diodi D; e Ds evitano le possi- bili interferenze con un sistema che ‘verra spiegato pid avanti. La resi stenza Ry limita la corrente nei Led. Il diodo Ds ha invece il com- pito di evitare 1a circolazione di una tensione proveniente dai Led verso la capaciti di temporizza- zione. —_ Tempi elementari. Poiché l'obiet- tivo 8 di avere la possibilita progrummare per il lasso di tempo di una quindicina di ore, va da sé che un dispositive di temporizza- zione di tipo classic (caricato da una capacit’ con una resistenza) con una costante di tempo di que- sto ordine non trova applicazione. La soluzione consiste allora nel to- talizzare un grande numero di tem- pi elementari relativamente deboli per giungere alla temporizzazione desiderata. 11 cuore dello schema di un di- spositive di temporizzazione @ il transistor unigiunzione Ts. A ti- poso la resistenza ohmica delle ba- si bi e b: di questo transistor nell'ordine di parecchie centinaia di ohm. Questa grande resistenza sussiste fino a quando la tensione all’emettitore non ha raggiunto il suo valore chiamato « tensione di picco o di cresta » che & una carat- teristica del transistor unigiunzio- ne. La capacita C; si carica dunque progressivamente attraverso la ‘tesi- stenza di polarizzazione Rw ¢ il po- tenziometro P. La durata di que- sto carieo & proporzionule al pro- dotto di: (Ris + P) x Cs. Quando la tensione di picco & raggiunta, la capacita si scarica di colpo attr verso la giunzione emettitore —b, che satura in un tempo brevissimo il transistor T; e di conseguenza blocea, nello stesso periodo di tem- po, il transistor Ts. In definitiva sul collettore di Ts appariranno, a intervalli regolari, brevi segnali di Iiyello logica 1. Si noterd che se Vinterruttore Ty si trova in posizione di chiusura la capacit che interviene nella co- stante di tempo sard uguale alla somma delle capacita di C; ¢ Cy. Grazie a questa disposizione e con il medesimo potenziometro @ pos- sibile avere due spazi di temporiz- zazione (vedere grafico della fig. 3). Infine se Vinterruttore 1 si trova chiuso le capaciti sono shuntate e la temporizzazione & fuori servizio. ‘Quando poi il rel® @ in posizione di riposo il transistor unigiunzione non pud funzionare poiché ’emet- titore T, si trova collegato a mas- Sa attraverso Ro ¢ Dy. RadioELETTRONICA 49 » Interruttore fotoelettrico a spegnimento temporizzato >» Figure 5 € 6. Tracciato ¢ installazione det circuito stampato in grandezza naturale. Attenzione a non dimenticare i 2 ‘condensatori esterni fissati sulle prese Jack e « banane ». ITRASFOR MATORE ow PRESE - BANANA « 60 RadloELETTRONICA ‘LORO3) Ics| PRESA « JACK - TEMPORIZZATORE ©) + = / F q ¢: 2 ee , "7 / (GY) aes 7 4 ~ jg COMMUTATORE p SPINA MASCHIO = JACK ~ FILO SCHERMATO Il complesso dei valori elemen- stabiliti con il transistor uni- unzione T, & realizzato grazie a ‘contatori decodificatori (CMOS C4017 montati in serie. ‘Nella fig. 4 sono illustrati ta di- zione ¢ il collegamento di que- tipo di contatore. I] contatore Cl; scandisce le unit mentre Cls Te decine. Soltanto le uscite dei due contatori yengono uti- In questo modo per avere mente un livello 1 su te due uscite occorre che I'en- ta E (14) di Cl abbia riceyuto impulsi clementari provenienti dal dispositivo di temporizzazione. ‘Quando questa condizione @ rag- giunta I'uscita 11 della porta NAND passa a un livello logico 0. Di guenza qualunque sia il D Ill Tuscita di questa por al livello 1, quindi con Til relb si i temporizzazione si sgan- cia; quindi quando { contatori arri- no nella posizione 99 il relé si apre di nuovo e il dispositive di orizzazione cessa. Al contra- rio al levare del giorno Iuscita 3 della porta NAND I, che di notte Bi trova al livello O, passa al livel 1 che assicura il ritorno a 0 dei contatori. Il dispositivo si tro- vva.cosi pronto per il tramonto del sole seguente. Circuito stampato. E pubblicato nella fig. 5 in grandezza naturale. a sua Tealizzazione non presenta una messa in opera particola- Si raccomanda perd di usare io. disponibili in commercio osto che quello stilo, poiché i sultati di quest'ultimo ‘sono tal- ri compromettere ‘pulizia dell'incisione. I differenti circondati dalle piccole pa- sono fatti con una punta da ‘mm di @; le pastiglie pitt gros- elt eee) sono fate FACCIA ANTERIORE Passegsio_) el flo z [i Potenziometro 45 = In plexiglass, Araldite (impermeabile a'acqua) Tubo in plastica 3) ‘Saldature dat cavo schermato—1 ‘suglielettrodi Node (evita tension! meceaniche sugil elettrodi) Bacholite o plastica/ Vista dal basso Figure 7 © 8. Le misure indicate facilitano ta messa in scatola del sistema, qui un TEKO P/3. La sonda necessita di un piccolo montaggio meceanico di cui ci si dovrit occupare a parte. Interruttore fotoelettrico # spegnimento temporizrato stra epossidica & di gran lunga pre- feribile alla bachelite ramata. Inserimento dei componenti (fig. 6). Si monteranno in primo luogo 1e resistenze, i supporti per i CI, i ponticelli (che possono essere in tame nudo oppure stagnato) © i diodi seguendo il loro orientamen- to. Sari quindi la volta delle capa- cita, dei transistor e del rel’. A que- sto riguardo conviene procurarsi il relé 2 RT necessario prima di pas- sare alla realizzazione del circuito stampato. Nel caso la disposizione ¢ Ia foratura siano differenti dal- Vesemplare utilizzato. da Radio- ELETTRONICA occorre modifica- re il circuito su misura, Come sempre non bisogna ave- re fretta al fine di conseguire real- mente dei buoni risultati. I 2 Led sono montati su trampoli allo sco- po di uscire fuori dalla superficie del coperchio della scatola. Le trac- ce di yernice conseguenti alle sal- dature possono essere eliminate pu- Tendo il lato ramato del circuito stampato con I’ajuto di un tampo- ne imbevuto di acetone. ‘Mesa in scatola (fig. 7). L’e- sempio della fig. 7 illustra un tipo di realizzazione possibile. Beninte- so che questo non sari il solo che I'amatore potra realizzare poi- ché se lo desidera potra lavorare Ia scatola TEKO seguendo il suo gusto. Date le diverse iscri e graduazioni da riportare sul coper- chio della scatola si raccomanda di incollare su] coperchio un cartonci- no di colore chiaro. La confezione della sonda. L'e- sempio della realizzazione illustra- ta nella fig. 8 rappresenta una son- da destinata a essere montata al- Testerno, quindi eventualmente e- sposta alle intemperie, per cui oc- corre una buona stagnatura al li yello della scatola. Poiché questa sonda viene installata all'esterno & ‘ovvio che bisogner’ montarla in modo tale che Ia luce che illumi- nera la fotoresistenza non venga ostacolata: questo & molto impor- tante per ottenerne un buon funzio- namento. ‘Messa a punto e graduazione, 1 regolatore A in posizione inter- media permette Ia regolazione della soglia di scatto del rel. Aumen- 52 RadioELETTRONICA tando la sua resistenza, il relé per entrare in funzione avra bisogno di un livello. di oscuriti pitt alto viceversa. & sufficiente percid rego- lare questo regolatore sulla posi- zione desiderata, Per graduare Ia scala di tempo- rizzazione, con T’ausilio di una cal- colatrice comune & possibile proce- dere a una velocita... 99 volte su- periore a quella che occorrereb- Componenti RESISTENZE Rj: 820.0 (grigo, sso, marrone) Re: 10 kot (marrone, nero, arancio) (7080, rosso, arancio) Re: 10 ke marrone, nero, arancio) Re: 560 kor (verde, blu, gillo) Ry: 22 9 (rosso, rosso, arancio) Re: 2.2 kO (rosso, rosso, rosso) 80 0 (verde, blu, marrone) Ry: 100 9 (marrone, nero, marrone) Rix 47 KO (Giallo, viola, arancio) Ry: 470 00 gallo, viola, marrone) Riz: 100 62 (marrane, nero, marrone) Ry: 10 KO (marrone, nero, arancio) Rig 10 kO (marrone, nero, arancio) 0k (marrone, nero, arancio) trimmer 470 ko, orizzontale P: potenziometroa 470 koe lineare-+_manopola indice Z:diodo zener 10 V Ls led S 3 verde Led @ 3 rosso INTEGRATI Cl: C4011 (4 porte NAND a 2 ingressi) Cl: C4017 (contatore ‘decodificatore decimale) ly: CD4017 (contatore decodificatore decimale) Oo BS be se la si calcolasse su tempi reali. Cosi per avere, per esempio, la graduazione 20 minuti si cal- colera che la durata de! tempo ele- mentare dovra essere di: 22 x 60 99 Bastera puntare un voltmetro sul collettore di Ts e mettere il poten- = 12,1 secondi. CONDENSATOR! C2200 xF/25 V elettralitica Cx: 100 yF/16 V elettrolitico Cy: 100 F/16 V elettrolitica Cx 470 F/16V elettralitico Cy: 0,22 uF /400 ¥ mylar Cs 47 /16 V eletirolitico T, BLOB NPN Te 2NI711 NPN 2N2646 (unigiunzione) T: BC108 NPN 108 NPN Trasformatore 220 V/12 V 0,15 A Rela 6/12 V 2 RT Siemens, (R=300 9) Spina rete |): interruttore unipolare ts interruttore unipolare S-commutatore a tre direzioni una via Jack femmina Jack maschio PHR: fotoresistenza LOR 03 3 prese per banane Filo per rete e per collegamenti Cayo schermato (conduttore-+ schermature) Scatola Teko P3 4 ponticeli orizzontatt tiometro su una posizione tale per ¢ei la durata di un tempo elemen- fare, tra due impulsi positivi, sia Gi 12 secondi circa. Si controller’ quindi prima la ‘scala 1 poi la scala 2 chiudendo Tinterruttore ‘th. Nonostante tutto tuna buona dose di pazienza 8 ne- cessaria perché il tempo elemen- tare che corrisponde a 15 ore & 9 mingti, 5 secondi e 4 decimi. La tisposizione della cellula, RADIORICEVITORE OL, OM, FM UK 573 reine te prearion’ sonst, Siete e federta La eostruzion: Giicols. Estetica solr ‘Alimantsxiono: 4 patate da 1/5 Ve. ‘Frequenaa® FI 8 + 108 MMe ‘OM 520); 160 kite St 180: 270 eHe Senattind: OM 150-aV im Fagan 00380 4 /m Forenza audios 3 Un aspetto dell’apparecchio a montaggio ultimato. TRASMETTITORE PER APRICANCELLO UK 943 ae ‘Questo epparvechio in unione al rcavitore UK 948 forma un dispositive indispensable ‘per onunere un comanda Papertura del cancel saracinesche, porte, IT sistome di trumissione con egnots ‘odifcato, ha 4085 combinazion! diverse ‘predaponii a sett dau Alimantazione a batteria Frequenza di avoro: 250 MHZ Porta: 3050 >! DISTRIBUITI IN ITALIA DALLA GBC: RICEVITORE PER APRICANCELLO UK 948 ‘Questo ricevitare in unjone a trasmettitore UK. 943 forma un dispositive di comando ‘distin apoleabie s cancel, porte, iaistame dl ietione con segnae cositicato on 4008 combinasion diverse rende scare ITeaposttve dh comando, Fraquansa di favora: 250 Mii RadioELETTRONICA 53 i_ IDEA “BASE gratis _ per tutti i lettori inalmente qualcosa di vera- Fe nuovo per Vhobbista, qualcosa di veramente utile, € un prezzo decisamente interessan- te. RadioELETTRONICA ® lieta di presentare ai suoi lettori, va mondiale, i moduli di cui inizia in questi giorni il lan- cio in Itai Di cosa si tratta? Del classico uovo di Colombo di cui gli ameri- canj sembrano essere maestri: un circuito stampato universale di con- cezione brevettata e dal marchio re- gistrato, che si presta ad essere riu- tilizzato pit volte e praticamente per qualsiasi montaggio (salvo sol- fanto i circuiti ad alta frequenza, dove la disposizione dei componen- 11 pud essere critica). In redazione lo abbiamo provato e riprovato, ci abbiamo realizzato su decine e de- cine di progettini diversi. Ebene, all'inizio qualcuno era scettico, ma si 8 dovuto ricredere: tradurre gli schemi elettrici su I*DEA*base 2 cosi semplice che quasi quasi, si discuteva, potremmo evitare’ di pubblicare gli schemi pratici di montaggio. Pensate quanto lavoro potremmo risparmiare ai disegna- tori! E? prevalsa naturalmente la tesi che, se fatica c'® da fare, per piccola che sia, dobbiamo essere noi di RadioELETTRONICA ad affrontar- Ja, per offrire ai nostri lettori la massima garanzia di riuscita nei lo- ro montaggi. Dungue si, adottando I*DEA*base, avremmo continuato 4 pubblicare anche gli schemi pra- tici di realizzazione... E cosi, senza ‘neanche accorgercene, avevamo de- ciso, In pratica, che cos’é I*DEA*ba- se? Diciamo innanzitutto che esiste in due formati (ma presto ne sa- ranno disponibili anche di pitt gran- di): 66x 10,7 ¢ 6,6x6,1 cm. E’ un circuito stampato in’ vetronite percorso al centro da una lunga traccia predisposta per ospitare ci integrati. A ciascun piedino di questi ultimi si possono collegare fino a 4 altti componenti, mentre altre tracce verticali 0 orizzontali a due, tre, nove, diciotto contatti as- sicurano i collegamenti fra i vari componenti. Ma di tutto questo chiunque non sia proprio digiuno di elettronica pud rendersi conto fin dalla prima occhiata al lato rame (il tracciato comunque & ripetuto in serigrafia anche sul lato componenti, per fa- cilitare la visualizzazione dei con- tatti). Quel che & interessante sotto- fineare invece @ che per la foratura 8 stato adottato il passo standard, 2.54 mm, col risultato che tutti i romponenti da circuito stampato possono esservi installati: trimmer, potenziometri, rel2, condensatori Habili, jack, prese’din, interruttori, accetera. Basta disporli in modo che Ja piedinatura coincida con tracce i contatto utili al fine dei collega- ment. 54 RadioELETTRONICA Come averlo Poi si salda, né pitt né meno che come su qualsias} altro circuito "stampato. Con alcuni grossissimi ‘vantaggi, perd. Per esempio la pos- ibilita di riutilizzare 1*DEA*base, dissaldando { montaggi che non ser ‘vono pill. Per esempio la possibil "th di tradurre rapidamente su cir- cuito stampato anche i disegni elet- __trici non accompagnati da schema di Un prodotto nuovo e ancora ignoto al grande pubblico ha biso- gno di essere conosciuto per potersi fare apprezzare. Per it lancio di I“DEA*base, invece di una costosa’ campagna pubblicitaria, stata decisa un’operazione forse ancora pitt costosa per la casa pro- duttrice. Ma sicuramente molto pitt gradita ai nostri lettori, A tutti loro infatti i moduli I"DEA*base per questo primo mese verranno regalati. Gratis, Anche pit di uno: quanti ne vorranno. E noi di RadioELETTRONICA siamo orgogliosi di essere riusciti aad assicurare ai nostri lettori, e non ad altri, un simile regalo. L'unica condizione posta (si tratta di decine di migliaia di pezzi che atten- dono solo di essere richiesti), @ che non vadano sprecati, che non finiscano in mano a chi in realtd non saprebbe cosa farsene. Cosa che poteva benissimo succedere allegandone uno a ogni numero della rivista: le vendite di RadioELETTRONICA sarebbero sicura- mente aumentate, ma magari qualche massaia in edicola avrebbe chiesto: « Cos’8?, una nuova paglietta per pavimenti’ Ecco perché abbiamo deciso di regalare uno 0 pi I*DEA*base formato 6,6 x 10,7 0 6,6 x 6,1 a chi ne acquisterd uno o pitt dello stesso formato. In sostanza: chi me comprerd uno grande ne pa- gherd uno sol iceverh un secondo gratis; chi ne ordinerd dieci piccoli e cinque grandi, ne riceverd venti piccoli e dieci grandi, pagando solo quelli ordinati. 11 tagliando di ordinazione @ a pagina 14, ed 2 indispensabile utilizzare quello, e non wna fotocopia, per cottenere il regalo. cablaggio. Per esempio, tenendone sempre qualcuno pronto in casa, la possibilita di realizzare immediata- mente i progetti appena R ELETTRONICA esce in edicola, senza dover perdere tempo a prepa- rare con Vacido i circuiti stampati, © senza attendere che le Poste reca- pitino le basette ordinate. Ecco perché noi di RadioBLET- TRONICA siamo certi di offrfre un ‘buon servizio ai letiori mettendo a disposizione, grazie agli accordi che siamo riusciti a stipulare, 1 moduli I*DEA*base (a1 REGALANDO- LI almeno per questo numero: leg- gete subito il riquadro qui a fian- co), © pubblicando progeiti che ne prevedono uso. Nelle pagine che seguono ce ne sono venti. RadioELETTRONICA 55 Venti idee base per te I 1 cireuito integrato LM 3909 & particolarmente adatto al pilo- taggio di componenti emettito- ri di luce o di infrarosso, in parti- colare i Led. Tl CI presenta il van- taggio di funzionaro corroltamente con un’alimentazione di soli 15 volt ma ® ugualmente utilizzabile con tensioni pit alte. Pud anche co- mandare lampade di i!luminazione, triac e diodi laser. Ecco le sue principali caratteristi- che: Caratteristiche di funzionamento Parametri Tensione alim, Corrente funz, Frequenza dei flash Alta frequenza del fash Caduta di tensione del Led Corrente di punta del Led Latghezza impulso Condizioni 300 uF 5% 0,5 nF 5% 1 mA corr, dir. Min Tip Max Unita 1,15 6 v 055 0,75 mA 065 1 13° Hz i kHz 1,35 Bile 1 ¥ 5 mA 6 ms Ecco la struttura interna del C.J. con i collegamenti ai piedini, '* Basso consumo: una pila pud du- rare un anno, in un citcuito lam- peggiatore a concezione econo- mica © Impulso a forte corrente e mol- to breve. © Pochissimi componenti esterni. * Economico, + Funzionamento eccellente da 1 a 5 volt. © Corrente media 0,5 mA. @ Vasta gamma di temperature. Ed ecco alcune tra le sue nume- rose possibili applicazioni: Ricerca di oggetti nell’oscurit& (in- delf'ubicazione di oggeti) gadget. Trigger, generator di tensione dente di sega, sirene elettroniche di bassa potenza. Gli utilizzatori possono essere ali- mentati con una tensione da 1,4 a 200 volt. Il CI LM 3909 @ montato in contenitore plastico « dual in Ii ne» a 8 piedini * Dissipazione 500 mW ‘* Tensione positiva d’alimentazio- ne al pieding 5 (V+): 6,4 V. ® Temperatura di funzionamento: ds —25" a + 70°C L'LM 3909 si presta egregiamen- te a dimostrare le formidabili_ pos- sibilita di impiego del_modulo 1- DEA-BASE, che RadioELETTRO- NICA @ lieta di poter offrire gratis a tutti j suoi lettori. Utilizzando un solo LM 3909 (e solo in alcuni ca- si_due), abbiamo predisposto ben 20 progetti realizzabili su questo eccezionale circuito stampato uni versale, con l'acquisto di pochissi mi componenti. In tutti e 20 i progetti sip usare il modulo LDEA-BASE pii piccolo, anche se foto e illustrazio- rij mostrano che nei nostri montaggi di prova, in redazione, abbiamo im- piegato quello pid) grande. Nulla impedisce, eventualmente, di mon- tare due o pitt progetti sullo stesso modulo (come nel caso di foto 1). Consigliabile sempre, invece, im- piego di zoccoli per CI, onde poter sfruttare appieno le caratteristiche 58. RadioELETTRONICA mniversalith riutilizeabilita di “BASE. Raccomandiamo di tun saldatore con punte da di prestare attenzione a “In questo circuito (fig. 2) il Led ‘trova in serie alla resistenza in- di 12 © (Ry in fig. 1). Lrali- ; di 330 uF & collegato tra dini 8 ¢ 2, il Led tra i piedini ¢ 6 ¢ la resistenza da 1 KO tra 4 e8 (vedi fig. 2). circuito ha un consumo sperattre indicate, ‘Lo schema eletirico 2 indicato in 4, Notiamo la batteria da 6 V rie al Led. Consultando la fig. 1, possiamo che questa resisténza si tro- in serie alla resistenza interna 12, montata tra i) piedino 6 $ del CI, ed abbiamo cosi una tenza totale di 87 Q. La fre- del lampeggiatore 2 di 1 Hz. L5V __ Questo indicatore funziona a 1,5 "Ve oxilla alla frequenza dl.2 kHz, condensatore @ di 2.2 uk/3V ed collegato tra i piedini 2 e 8 del Cl (vedi fig. 5). A causa dea fre- . il Led sembrerd continua- e illuminato. ~ IH -consumo 2 tuttavia di 12 mA. la batteria non dura molto a lun- In« ie cirouito abbiamo lue resistenze da 68 che 0 collegate in parallelo alle Riterimento Figura 2. Lampeggiatore 1,5V. fal ae ‘Gonsuina d corenie (A) T 1 l 1 a eo elsone Batra) resistenze da 400 9 del CI ¢ per- mettono di ottenere il funziona- mento desiderato. alternativo a2Led Il circuito della fig. 6 utilizza Yalimentazione fornita da una bat- zeuravee ee oy Figura 5, Indicatore continuo 15 V. teria di 12 V. E’ un oscillatore a rilassamento che fornisce un segna- le di 2,5 Hz, quindi a frequenza molto bassa. C; @ la capacita di ca- rica e scarica ed illumina, alterna- tivamente, l'uno e Valtro dei Led, montati in antiparallelo. Si possono inserire due Led di > RAGIoELETTRONICA 57 70 uF Figura 6. Lampeggiatore alter- nativo a2 Led, colore diverso, per esempio uno ros- s0 ed uno verde. In questo caso si raccomanda di collegare I’anodo del Led verde al piedino 5 (+ alimen- tazione) e I'anodo del Led rosso al- la resistenza da 300 ©, collegata al- Valimentazione da 10 a 12 V. Lampeggiatore alimentato in alta tensione Se si dispone di una sorgente di alimentazione elevata, da 85 a 200 V, si potra utilizzare lo schema di fig, 7. La resistenza da 43 k0 ridu- ce la tensione a 7 V, valore limite massimo applicabile al catodo del Led e agli altri componenti del CI. La capaciti di temporizzazione di 220 uF/8 V collegata tra i pie- dini 5 e 4, si carica attraverso la resistenza interna di 12 0 (fig. 1), il Led © le resistenze da 400 0. Quando 1a tensione ai capi del condensatore, durante Ia sua cari- ca, raggiunge i 5 V, attraverso la resistenza da 1 KM (piedino 8) vie- ne reso conduttore j) transistor Qy (fig. 1). Tl condensatore pud quindi scaricarsi attraverso il Led. Questo montaggio & di media dif- ficoltR. La tensione limite pud es- sere inferiore a 7 V, valore massi- ‘mo raggiungibile con una alimen- tazione di 200 V. Circuito con 4 Led in parallelo Il cireuito di fig. 8 2 realizzabile in due versioni. La prima @ quella Figura 7. Lampeggiatore ali- mentato in alta tensione. Figura 8. Circuito con 4 Led in paralleto. indicata nello schema pratico e tea- Tizzata in foto 2 ¢ 3, ed alimentata da 1,5 V, Il consumo @ di 2 mA e la frequenza di lampeggio & di 1,3 Hz corrispondente al valore di Fote 2. Circuito con ¢ Led in parallelo di fig. 8. Foto 3, Circuito con 4 Led in paralieio. Si nota la disposizio- ne dei Led e delle resistenze, 1000 j:F/3V del condensatore col- legato tra i piedini 2 e 8 del Cl. 1 quattro Led sono montati in pa- rallelo con in serie a ciascun ano- do una resistenza da 39 2. La seconda versione differisce dalla prima per due modifiche: i punti ae b sono collegati insieme ed un condensatore da 47 wF/3V ® montato in x con il + al piedino 8 ed il — ai catodi dei quattro Led. Questo circuito Iampeggia meglio del precedente, oscilla a una fre- quenza di 1,5 Hz e consuma sol tanto 1.5 mA. Oscillatore adonde rettangolari Il circuito & indicato in fig. 9. Fornisce onde rettangolari quasi simmetriche alla frequenza di 1_ kHz da cui il periodo = 1/1000 sec. = 1 ms, Questo valore si ri- scontra esaminando l'oscillogramma di fig. 10. La tensione d’uscita & di circa 1,1 V. Tl montaggio non pos- siede alcun indicatore Visuale 0 so- noro, La simmetria del segnale & regolata con il potenziometro da 10 KS (P)) collegato ai piedini 8,1 © 2. L’uscita & sul cursore di questo. Per poter regolare la tensione in pud collegare un poten- ziometro da 10 k9 (P3) tra T'uscita e la massa. La tensione picco-picco d'uscita pud essere regolata da O a 1,1 V circa (vedi fig. 9). 58 RadioELETTRONICA > oS Same ome ee ome He eseitieiesseeeteti Huo voenedorutepere ene sooreogranpesns 2B83999 233893888385, oSS3S98 838893308383. | HIE i obRRR RE SEER 328383386 Resosse sosses pec eeon BREVETTATO Figura 9, Oscillatore a onde J | 4 Tenalone ol vaca (¥) ettangolari. Tempo ine 1 te 6 Me Figura 10 Lampeggiatore afrequenza variabil Pud essere utile far variare la frequenza (f) del segnale luminoso del Iampeggiatore. Il circuito di fig. 11 permette di variarla da 0 a 20 Hz. Il lampeggiamento del Led servira da guida per regolare f. La determinazione di f dipende dalla Foto 4, Lampegsiatore a fre- ‘quenza variabile di fig. 11. capacita collegata tra i piedini 8 2. Essa @ di 220 uF/3V. La tensio- ne di alimentazione & di 1,5 V colle- 45 del Cl. jone della frequenza avyiene tramite il potenziometro da 2,5 kA in serie a una resistenza fissa da 2,4 kA. TI cursore & collega- to alla resistenza da 75M per limi- tare la gamma di frequenza verso il basso (f=0). Foto 4. Comando dilLed Il cireuito & indicato in fig. 12. Per il funzionamento di questo di- spositivo @ necessaria un‘alimenta- Zione di 1,5 V. Sono utilizzati due condensatori: C; da 47 wF/3V e C2 da 0,1 uP. 11 Led @ collegato tra il conden- satore C; il piedino 6 del CI. Si ottiene un segnale alla frequenza di circa 2 KHz e, grazie agli impulsi applicati al diodo Led, la tensione & superiore a quella di alimentazione. Il Led emettera una luce pitt forte. Prova circuiti Si tratta del circuito indicato in fig, 15 dove troviamo un altoparlan- te collegato ai piedini 5 e 2, come indicatore sonoro (vedi foto 5). Sono previsti due puntali di pro- va, Se ae b non sono uniti, Ia recchio non @ alimentato © I’ parlante resta muto. Per verificare Ja continuita di una bobina isolata, si tocchera con i due punti di pro- va i suoi estremi, Se esiste conti- Foto 5. Provacireuiti di fig. 15. Figura 11. Lampeggiatore a fre- quenza variabile, Figura 12. Comando di un Led. al Figura 13. Provacireuiti, ap says ala prove 60 RadioELETTRONICA si avr un suono. Se la bo @geilletore due persone. Per questo, nel cit- # interrotta, Yaltoparlante non. cuito sono indicati due manipola- alcun suono. L’apparec- tori e due altoparlanti. un oscillatore BF alimentato perlo studio Tl manipolatore MAN 1 V'alto- dell’alfabeto parlante AP 1 di 8 & sono vicini all’apparecchio, mentre MAN 2 € Morse AP 2 possono essere distanti anche 60 metri in modo che i due opera- Con il circuito di fig. 14 si potra tori non si disturbino. studiare il codice morse in una 0 Il montaggio in parallelo dei due a: fo .DEA™BASE a] ecerere BESS ESSE REET es “< is Vedi fig. 12 Boe Besse Sooo —eooe mores Bosco, seed — Ses Sooo Boo Per Sao NEES BREVETTATO. REVETTATO RadicELETTRONICA 61 manipolatori_comporta laudizione contemporanea nei due altoparlan- ti, Questo apparecchio & molto eco- nomico e presenta il vantaggio di poter funzionare con uno o due coperatori cid che facilita I’apprendi- ‘mento del morse per « conversazio- ne » invece che per « monologo ». Lalimentazione & sempre a bassa tensione, 1,5 V. AP 1 & collegato ai piedini 6 e 2 mentre AP 2 al piedino 4 e al manipolatore MAN 2. Ricordiamo che se la distanza & grande, questo montaggio pud costi- tuire un eccellente mezzo di comu- nnicazione per mezzo dell’alfabeto morse. Trombone elettronico In fig. 15 abbiamo uno schema cche pud interessare gli appassionati i musica elettronica. E” un circui- to semplice, economico ¢ funziona con tensione di 1,5 V. Ben inteso che con questo trombone non si rischia di svegliare tutti gli abitanti def condominio, né di poter fare il «piccolo Mozart ». L’apparecchio possiede un, alto- parlante e due comandi. 11 primo & un pulsante che, quando & a ripo- so, stacea Valimentazione dal lato positivo. Tl secondo & un potenzio- metro da 1 k® (Pj) che regola la frequenza del suono. Questo po- tenziometro & in serie ad una resi- stenza da 100 ©. La frequenza del sucno dipende dalla regolazione di Pie dalla capacitd che & di 100 LP. Si possono ottenere suoni a fre- quenza bassa e molto bassa. Que- sta frequenza dipende anche da co- me & sistemato I'altoparlante, se in aria libera o in un mobile risonante. Per ottenere un suono occorre pre- mere il pulsante e, contemporanea- mente, regolare P; per la nota desi- derata. Si raccomanda di usare un Foto 6. Trombone elettronico di fig. 15. altoparlante di 8 cm di diametro ma per frequenze molto basse. Un alto- parlante di grande diametro, ma di bassa potenza, & pitt indicato in que- sta realizzazione dal punto di vista dell’..arte musicale (foto 6). Lo schema della prima sirena @ in fig. 16. Lalimentazione & di 15 V ed & collegata con il — al piedino 4 ¢ il + all'interrut- tore Si che serve per accende- re e spegnere. L’altoparlante da 25 © (0 due piccoli da 15 Q in serie) ® collegato tra iT piedino 5 ed il pledino 2 del CLM 3908. Per azionare la sirena occorre pre- mere parecchie volte il pulsante S), 11 suono avyiene_ immediatamente alla pressione di S; ¢ si riduce len- Foto 7. Trombone elettronico. Si nota il montaggio del trim- mer. Foto 8. Sirena elettronica a un integrato di fig. 16. studio dell‘alfabeto Morse. Figura 15. Trombone elettro- nico. 104 un integrato, 62 RadioELETTRONICA oy pea st “By spa Vedi fig. 16 Co Vedi fig. 17 Figura 17, Sirena elettronica due integrat. Figura 18, Montaggi anaes per misure. tamente al rilascio del pulsante stesso. Se si desidera l’arresto im- mediato del suono al rilasci occorre collegare una resistenza da 18 KO tra i piedini 8 e 6 del Cl. Tl suono assomiglia a una sirena azionata da un motore, L’oscillazio- ne a impulsi @ prodotta da C, (1 uF) ed Ri (200 9). La frequenza dogli impulsi ¢ determinata dal vo lore di C; (470 wF/3V) ed R: G,3 KO). Il suono nella gamma delle frequenze molto basse (foto 8 e 9). Un'altra sirena a due LM 3909, ® rappresentata in fig. 17. 1! suono prodotto da questo apparecchio as- somiglia a quella della polizia, am- bulanza, VV.FF., etc. Il modulato con rapidita. Abbiamo uutilizzato un generato- re di segnali di BF con un montag- gio analogo al precedente (CI-1) ma, al posto del pulsante abbiamo Foto 9. Sirena elettronica a due integrati di fig. 17. a disposizione un segnale prodotto da CI-2 che modula il primo facen- done variare il suono. La frequen- za di modulazione molto bassa& data dal condensatore C: di 470 HE/3V. I transistor Qs, NPN tipo 2N 1304 & montato a diodo. Esso fun- ziona come un diodo al germanio ‘a basta tensione. Grazie a Q, © alla resistenza Ry da 300 9, il se- gnale di modulazione ha un perio- do parzialmente pitt Iungo dell’al- tro. Montaggi per misure Un oscilloscopio & spesso usato come voltmetro, ma la sua precisio- ne ® buona solo se si dispone di una tensione di comparazione mol- to precisa. Il CI LM 3909 pud for- nire una tensione regolabile, a par- tire da una frazione di 1 V piceo- picco, caratteristica molto interes- sante per alcuni tipi di misura che saranno utili nella valutazione del guadagno di tutti i tipi di amplifi- ivi compresi quelli Hi-Fi e quelli di potenza, Il dispositive proposto 2 in fig. 18 ed 2 alimentato da una pila da 1,5 V. Cid lo rende autonomo da qualsiasi sorgente fissa. La tensione d'uscita @ rettangolare ¢ pud essere regolata esattamente mediante il po- tenziometro P; da 1 kQ, a 1 V picco-picco per confronto ‘con una sorgente calibrata. [1 periodo della tensione rettangolare ¢ di 7 ms ed & composto da due periodi parziali di 1,5 ms e 5,5 ms corrispondenti allo Stato conduttore e bloccato, Grazie allo zener LM 113, la tonsione ai capi della rete formata da Rs, Ps, Reé di 1,2 V. Liimpeden- za, in conduzione, & di 0,2 9; essa & dovuta al diodo zener da 1,2 V che ha un coefficiente di temperatu- ta di 0,01% che lo rende pratica- mente insensibile in un locale a temperatura normale, Dialtra parte, se la tensione del- Ja batteria scende fino a 1,2 V, la carica di C: di 100 uF agisce in maniera che il collettore di Qs rag- giunga una tensione superiore a 1,6 V durante il periodo in cui bloceato. Oscillatore L.C. In fig. 19 abbiamo lo schema di un oscillatore la cui frequenza 2 de- terminata dalla formula di Thom- son: 2nLG 54 RadloELETTRONICA es 1 I=! C ic | eal i Fig. 19 | Figura 19, Oscillatore L. C. ita ai circuiti accordati in pa- o: Li — Gi, fl montaggio proposto & estrema- rapido da provare perché n comporta che qualche collega- ¢ tre componenti. Se si vuo- Je realizzare un oscillatore per una quenza da 500 kHz con un con- tore C; da 300 pF, quale sara il coefficiente di autoinduzione della bobina L; a presa intermedia? ‘La formula pud essere scritta co- ‘ | IDEA“BASE Sc estecee | soe h hs Sesee te PT A TORS never = 15 = a PE ECKL YUP PERS TY Se WORSR ATO + 4PP Sostituendo: 4 7 con 40, che un’ approssimazione valida perché C: 2 variabile, f con (5-10? = 25- 10” in Hz? e C; con 36-10" in farad, troveremo L = 277 uH. Loscillazione & mantenuta da una reazione positiva tra i piedini 8 ¢ 6. Radioricevitore L'apparecchio rappresentato in fig. 20 &, evidentemente, un sempli- ce dispositivo sperimentale e di mo- deste prestazioni. Tuttavia & molto economico © non necessita che di tre condensatori dei quali uno va- riabile, o trimmer se si vuole rice- vere una sola emissione locale, un altoparlante da 40 9, una bobina La che, accordata da Cy, sari calcolata come indicato precedentemente per il circuito dell’oscillatore. L’altopar- lante deve essere collegato tra i pie- dini 5 ¢ 2, il condensatore C, da 0,1 uF determina Ia sua tonalith. Se si ha un altoparlante di im- pedenza inferiore, per es. 15 Q, si pud arrivare a 40 2 mettendo in serie una resistenza da 25 9. La potenza sari inferiore ma T'espe- rienza molto interessante. microfonico Si tratta del montaggio di fig. 21. Il mierofono si collega al primario di un trasformatore elevatore di tensione TR. Come microfona si pud utilizeare un piccolo altoparlante dinamico di bassa impedenza (da 2,5 a 3,5 9) collegato al primario con del filo attorcigliato della’ lun- ghezza massima di 18 m. II secondario sari di impedenza clevata (per es. 15 k®). In pratica si pud utilizzare un trasformatore EFGH LLM WO POR beoswee BRSTIERIIE 2 O00 002 C00 200 SOE eotestesioctestoeh SesosaeeSeaN, BET aip Seas oon an. BESS LS ATI RAR EIS ese ttey: a ao Vedi fig. 20 p00 Figura 21. Amplifcatore micro- Jonico. ‘da altoparlante, La tonalitd e la sta- ‘illt€ saranno assicurare dal con- densatore da 1 nF montato in pa- Bie al secondario ad alta impe- csreniama di avere un _prima- tio di 3,2 9. Il rapporto di impe- denza sara 15.000/3,2=4.687, © quello del numero delle spi ns 1=—— V4687 = 68 spire np ‘Questo rapporto non é crit “ rapporto da 50 a 80 va ugualmente bene. Ministrob 1 La fig. 22 indica un circuito che utiliza il CI LM 3909 con tensio- 3 soliti 1,5 V. In so: ‘ne d’alimentazione di 3 V invece tuzione del Led viene usata una piccola lampa- dina da 3.0 4 V pilotata da un transistor NPN tipo BC 300. Essa E collegata al + dell’alimentazione i — Costo medio (per progetto) da L. 3.000 a 7.500 tramite T'interruttore Si, ¢ al cok lettore del transistor. Questo mon- taggio, chiamato Ministrob, com- prende un oscillatore che pud fun- zionare a frequenza molto bassa agendo sul potenziometro P di 5 kQ collegato tra il + ¢ il — del V'alimentazione. Tl dispositivo fun- zioneri in una larga banda di fre- quenza; da un lampeggio ui continuo a un lampeggio al se- condo. Questo Ministrob pud essere montato in una Ianterna con la lampadina posta in un riflettore. Si potra utilizzare il montaggio co- me dispositive pubblicitario, come accompagnamento luminoso della musica 0 come giccattolo, Lampeggiatore da auto Il cireuito rappresentato in fig. 25 funziona con tensione pitt al da 10 a 12 Ve pud essere prele- yata da una batteria d'auto, La lampadina @ da 12 V/600 mA, quindi pid potente e pud rendere un ottimo servizio agli automobi- listi come segnalatore (foto 11). La frequenza di lampeggio & di circa 1 Hz, vale a dire un periodo di 1 s. Il condensatore elettrolitico C, di 3300 pF/10 VL determina Ta frequenza ed agisce anche da protettore del CI contro le punte sovratensione provenienti dalla batteria dell’auto = Figura 22, Ministrob. Figura 25. Lampeggiatore per | auto. bo sae WIR Via Oberdan NW. 24 88045 LAMEZIA TERME Tel. (0968) 23580 SS UNIVERSAL - STEREO - MIXER universal stereo mixer MIXER STEREO UNIVERSALE fdaale per radio lbere, discoteche, club, CARATTERISTICHE, TECNICHE ‘sclta peril controlio i pla MIXER fino a 9 ingressi MAX + sognsle cuscita = 2 Volt sett L 33.000 SOUND LUX LUC! 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Il tester che vi proponiamo ha il vantaggio di essere di facile costruzione ed economico. Principio di funzionamento Contrariamente ai prova transi stor classici, il nostro controlla il transistor in regime saturo-inter- detto. Per saturare un transistor occor- re che la sua corrente di base sia sufficientemente elevata. in modo che la tensione collettore-emettito- re sia 0,2 V. Quando il transistor lavora in queste condizioni, la giun- zione collettore-emettitore & pra camente in corto-circuito, Tl tran- sistor si dice passante. La corrente di collettore dipende esclusivamen- te dalla sua resistenza di carico. In saturazione, & praticamente il contrario. La corrente di base & nulla, come se la base fosse @ « mas- sa». La corrente di collettore (I.) @ uguale a zero. In questo caso Ia giunzione colletiore-emettitore pud essere paragonata a un circuit a perto. Generalmente, quando un transistor @ difettoso, questa giun- zione & in permanenza o in corto- circuito oppure isolata. Il nostro tester, per controllare le due possi- bilita, effettua di seguito una mi sura in saturazione e una misura in interdizione. Cost ogni dubbio sara eliminato, durante il controllo del transistor. Il risultato della misu- raé visualizzato su diodi Led. Schema a blocchi £ riprodotto in fig. 1. Il cuore del circuito 2 formato da un multi- 88 RadioELETTRONICA . | 2 formato multivibratore astabile realizzato con due porte AND. Le uscite (1) Temettitore e il collettore traccia del circuito stampato pud essere riprodotta molto facilmente 4 feribili. Per l'inserimento dei componenti, occorre riferirsi al piano qui sopra riprodotto. Figure 5 e 4. La RadioELETTRONICA ° Provatransistor vibratore astabile. E realizzato con due porte NAND. Questo oscilla- tore ha due uscite in opposizione di fase e fornisce un segnale a on- da quadra. Le uscite 1 © 2 alimen- tano rispettivamente V'emettitore € il collettore del transistor in prova. La corrente di base (Ik) & for nita dall'uscita attraverso Ia resi- stenza Rs. Il pulsante Kz permette di « interrompere » I, per verificare Vintegriti della giunzione emet tore-collettore. Secondo lo stato del transistor, il potenziale emettitore-collettore varia. Questa tensione & applicata a due porte NAND le cui uscite riportano lo stato del transistor. & sulficiente collegare due diodi Led su di esse per identificare rapida- mente il risultato della misura. Tuttavia, 1a corrente d’uscita di una operazione C-MOS 2 troppo debo- le per illuminare efficacemente un Led, Viene allora usato uno stadio amplificatore a collettore comune. Sia cost un’illuminazione pit neta. Schema elettrico E illustrato in fig. 2. 1 mult vibratore @ formato da due porte NAND C-MOS e da Ci, R:, Re. Li frequenza di funzionamento & di circa 2 Hz, L'utilizzazione della tecnologia C-MOS ci permette di utilizzare dei condensatori di bas- sa capacita, per oscillare a frequen- za molto bassa. R: e Rs limitano, rispettivamen- te, la corrente di base 1a corrente di collettore, T guadagno minimo misurato da questo tester di 10. Al di sotto di questo valore, il transistor & considerato « difetto- so» Rs e R, limitano la corrente in Dy e Ds. Il tester @ alimentato da una pila a 9 V. Un pulsante permette di metterlo sotto tensione durante il tempo necessaric per la misura. La realizzazione del circuito, es- sendo costituito soltanto da quattro porte NAND, richiede I'utilizzazio- ne di un solo circuito integrato: il eD4ort. Realizzazione pratica Si comincera con la realizzazio- ne del circuito stampato. La trac- cia & molto semplice © pud essere riprodotta con V'aiuto dei trasfe- ribili e per jone diretta (ve dere fig. 3). La posizione dei di- versi componenti dovra essere se- fuita serupolosamente. Una volta realizzato il circuito stampato, si pud iniziare V'inserimento dei com- ponenti, Occorre fare particolare attenzione per alcuni di essi: si sal- dera il supporto per il circuito in-_ tegrato, le resistenze, i condensa- tori e i transistor. Si passa quindi a saldare, dal lato rame, i due Led, i pulsanti e il supporto per ifransstor da collaudare. (Wedere figg. 5 ¢ 6). Fate attenzione alla centratura Figura 5 Create (GLI coir @ Figura? ire da 5 a 8. L’autore ha sperimentato con sucesso dei tasti da colatrice. 1 diodi Led e i pulsar vanno saldati dal lato rame. A sites, nel ‘montaggio qui descritto, alcuni ‘componenti vanno saldati dal lato « saldature ». A destra, il circuito stampato realizzato perfettamente. Le piste conduttrici ‘appaiono in tras (vetronite). 70 RadioELATTRONICA éei diodi. La foratura della parte “anteriore del contenitore andra fat- ‘ta seguendo la fig. 8. Questa & la ‘parte viii delicata di tutta la rea- lizzazione. A lavoro terminato, si fissera il circuito stampato sul fondo del contenitore mediante viti © distan- isle (vedere fig. 7). Non resta che fnserire Ja pila e collegarla al cir- alto, I fori di fissaggio nel circuito stampato possono essere abbastan- “za grandi (B 4 0 pid) per permet- fere un miglior centraggio degli lementi con la parte anteriore del Collaudo I montaggio deve funzionare im- mediatamente. In caso di funziona- mento difettoso, verificate [a po- larit& dei Led o det transistor. Ve- rifieate che non esista qualche er- rore di cablaggio. Per controllare i transistor, oc- corre far riferimento alla tabella di fig. 9. Ogni indicazione diversa da essa deve essere interpretata co- me ¢ transistor difettoso ». Si_po- tr& quindi stabilire molto rapida- mente Jo stato e la polariti del contenitore. transistor sotto controllo, a Figura 9 ky APERTO kz CHIUSO TRANSISTOR |__D, Dy D, D NPN illuminato | Tampeg- | illuminato | illuminato ante PNP iMluminato | lampeg- | lampeggiante | lampeggiante giante | alternativa- | alternativa- mente mente Sequenza di illuminazione dei Led in funzione del transistor in prova. é In tutti questi casi il transistor & buono (fig. 9), | s s es INDUSTRIA YT] ] bi k Tt ELettronica VIA OBERDAN 24 - 88046 LAMEZIA TERME - tel. (0968) 23580 : LASER 5 mW 12 V 2 A SUPPLY Alimentatore stabilizzato da 12 ‘volt particolarmente ido- neo per il funzionamento di radiotelefoni. Circuito a basso livello di ripple ed elevata stabilita anche nelle condi ‘ni di massimo carico (2 a Costruisci un generatore laser da 5 mW di potenza. Una sca- fola di montaggio per preparare un laser a luce rossa adatta per esperimenti scientifici ed effetti psichedelici. La contezio- ne comprende il circuito stampato inciso e serigratato; | com- Ponenti necessari al montaggio ed il tubo laser da applicare direttamente sulla basetta. Il kit & reperibile presso i distribu- tori dei nostri prodotti oppure direttamente per corrispondenza. Kit 104-L. 320.000 pere). Le dimensioni partico- larmente ridotte consentono luna facile sistemazione nel laboratorio 0 nella stazione radio. L'apparecchio @ dispo- nibile esclusivamente mont to e collaudato, L. 21.000 RadioELETTRONICA 71 Se ci provi ti sireno | Un allarme che scatta al primo tentativo di effrazione. Abbiamo provato a montare la centralina UK 882 dell’Amtron. I risultati? Ottimi. montaggio dal prezzo non proprio trascurabile, norma- le che of si chieda: ma poi, funzio- ner? e, se per caso si @ alle prime armi in fatto di elettronica, anche: ma poi, sard capace di effettuare ‘un montaggio decente? Ecco perché RadioELETTRONICA ha istituit la sezione « Banco prova ‘mo noi per voi le scaole di montag- gio in commercio, ne verifichiamo il corretto funzionamento, valuti mo le difficolt& di cablaggio, indi- chiamo eventuali difetti o suggeria- mo come procedere in casi dubbi. E’ un servizio per il lettore: se il kit supera la nostra prova vuol dire che pud essere acquistato a occhi P rima di acquistare scatole di chiusi. E questo @ tanto pitt impor- tante quando si tratta di kit ak quanto costosi. Il kit di questo me- se @ I’UK 882, una centralina an- tifurto elettronica della Amtron, in vendita a 59.000 lire. 4 In pratica si tratta del cuore di un impianto antifurto: a questa cen- fralina vanno collegati gli interrut- tori (meccanici o magnetici) da in- stallare sulle porte d’ingresso © sul le finestre. E in caso di effrazione, quando cio’ uno di questi interrut- tori viene aperto, il segnale arriva alla centralina, provocando alla proprictario dell’abitazione, senza che si scatenino le sirene. 72 RadioELETTRONICA Il cireuito (fig. 1) si articola su ‘una serie di porte NOR C-MOS. La ‘porta NOR funziona nel seguente ‘modo: se almeno uno degli ingressi Balivello logico «1 », ossia alimen- fato de una certa tensione positiva, non collegato, I'uscita sara livello « 0 », ossia collegata con Ta massa. In caso di allarme inse- “tito ma non attivato, tutti gli ingres- Si (INPUT 1, 2 ¢ 3) saranno al li- ‘ello logico « 0 » ossia collegati con il filo COM che, come si vede, 2 a massa, Una serie di contatti normalmen- aperti stabilira a continuita elet- trica tra gli ingressi INPUT ed il COM solo quando saranno aziona- fi, ossia quando tutte le aperture saranno chiuse. Questi in- i potrebbero essere dei nor- "tai microswitch, o meglio degli in- _temuttori REED’ i quali vengono mantenuti chiusi quando si trovano fronte ad un magnetino. Questo } tt magnete va montato sull’elemento mobile della chiusura, in quanto non necessita di fili di alimentazio- ne che potrebbero essere danneg- giati dal seguito di aperture e chiu- sure. Per vedere come funziona que- sto circuito & conveniente procedere all'indietro dall’uscita verso Ventra- ta. I rel RLi che aziona Vavvisa- tore acustico viene eccitato quando Tr, & in conduzione. Questo avvie- ne allorché la sua base & a massa (trattandosi di un PNP) ossia se i piedini 4 10 di Cl, collegati in pa- rallelo, sono al livello logico « 0 » Se permangono al livello « 1 », Tr sara interdetto, il relé diseccitato Ja sirena tacera. Perché le uscite delle porte NOR siano ad 1, occorre che ambedue gli ingressi siano a livello « 0 ». Gli Centraling ‘antiturto ingressi dei piedini 6-8 ¢ 5-9 di Ch, disposti in. parallelo hanno parec- chie possibilita di stato logico. I pie- dinj 6-8 possono ricevere un segna- le 1 dall'ingresso Input 3, nel qual caso la sirena comincia subito a suonare, e smette quando 2 ristabi lita 1a continuta del circuito di IN- PUT 3. Se tutto & in ordine il piedino 11 di Ch rimane allo stato «<0» e mantiene scarico il condensatore Cy, attrayerso il diodo Dy. Se per una qualsiasi ragione il piedino 11 va ad 1, per un certo numero di secondi’ non succede niente, cio’ fin quando C; non & ab- bastanza carico da aumentare con- siderevolmente la sua resistenza. In questo momento, alla presa del par- titore, formato da C; eda Ru-Ps ap- pare tn livello « 1 » e la sirena co- mincia a suonare, fintanto che non viene rimossa la causa di allarme (apertura INPUT 3), se uno o tutti € due gli ingressi 12 ¢ 13 di Cl: so- no a livello « 1 », saremo in stato di tranquillita cid avviene quando vanno ad « 1» I'ingresso 11 di Ch; oppure Muscita 1 com Ventrata 12. La prima condizione si verifica quando C; & carico, e quindi il par- titore formato da PrR, e da Ci ha la sua presa a livello « 1». Se V'allarme viene azionato subito riportato alle condizioni ziali, C, ha fatto in tempo a cari carsi e perché la sirena smetta di suonare si deve attendere che si sca- richi_ nuovamente PR. Vediamo ora il conduttore al piedino 13 di Ch. Questo diventerd «1» quando passera ad « 1 » il piedino 1 di Ch, ossia quando tutte le sue entrate sa ranno © 0 » (allarme disattivato). 1 piedini 2, 3 € 4 di Cl: sono a «0» quando & chiuso il circuito di allarme, il piedino 5 sara « 0 > sin- ché 13 sarh mantenuto a « 0» op- pure in caso di commutazione a questo piedino esso rimarri a « 0» (Stato di allarme disinserito) fintan- to che C, si sara completamente ca- ricato attraverso R-P2. ‘Questo ritardo permette di uscire di casa, chiudere la porta ed even- tualmente riaprirla per un altro i istante se si & dimenticato qualcosa all’interno. 1 pulsante SW: permet- te di controllare V'intero circuito dellingresso di intervento istanta- neo prima di inserire V'interruttore a chiave SWs. In seguito al suo azio-_ namento si accendera il Led Ds per indicare che tutti i dispositivi inse- riti al circuito di intervento istan- taneo siano idonei. Tl microinterruttore SW, & azio- nato dal coperchio del quadro ¢ manda in funzione l'allarme non ap pena si tenti di forzarlo. Liinterruttore a chiave 8 ins risce o disinserisce Valimentazione all'intero dispositivo. Le prese ++ e — 12 Vee. per metiono di alimentare dall’impian- to un sistema a saturazione d’am- biente (ultrasuoni o microonde), Quest’allarme avra il suo contatto inserito in una catena ad una del- le uscite a intervento ritardato. Lalimentazione avviene dalla re- te oppure a mezzo di batteria tam- pone (prese + e — Battery), cl viene mantenuta costantemente ca~ rica finché dura la tensione di rete Figura 2 74 RadioELETTRONICA, . raddrizzata dal ponte ), Ds e livellata da Cs. Vialimentazione del citcuito dell'an- furto avviene tramite il regolatore i tensione Cl, il quale permette il funzionamento sicuro anche senza Ja batteria tampone, se non si han- no interruzioni di rete. Meccanica dell’antifurto Tutti gli elementi attivi sono di- sposti entro un robusto mobile, che 2 difficile forzare. In caso di tenta- ‘tivo di effrazione del quadro inter- viene la sicurezza SW;. Il mobile 8 predisposto per ’at- taoco a muro con tasselli di fissag- gio accessibili solo dall'interno del mobile. Anche i fili di collegamento al circuito di allarme ¢ di alimen- tazione possono essere fatti uscire in questo modo, dimodoché @ im- “possibile staccatlo dai fissaggi e “manomettere i circuiti senza aprirlo, Sul pannello anteriore appaiono ‘Vipterruttore di attivazione o disat- tivazione a chiave; il pulsante di “provae il Led di segnalazione. /Montaggio Montare sul circuito stampato (fig. 2) le resistenze R;, Ra, Rs, Ra, Rs Re, Ro, Rs, Ro, Rio, Ru, Ra. “Montare i diodi Ds, Dy (IN 4148), Di, Ds, Ds, Ds, Ds (IN 4002), far “cendo attenzione alla polarita (foro “marcato + sul circuito stampato) Montare gli zoccoli per gti grati Cly © Cl, orientandi do che il contrassegno per il piedino 1 corrisponda a quello serigrafato sul citeuito stampato. Montare il transistor Tr in modo che i terminali di emettitore, base collettore vadano correttamente ad inserirsi nei fori marcati e, b, sul citeuito stampato. Il corpo del transistor deve rimanere distanziato “di circa 5 mm dalla superficie de! cireuito stampato. _ Montare in posizione verticale i condensatori ceramici a disco Cs, GC. ‘Montare i sette pins per connes- 6. sioni esterne marcati A, B, C, D, E, G, H. Montare in posizione yerticale i condensatori elettrolitici Ci, Cs, Ce, Cy, Cs. Trattandosi di componenti polarizzati, la polarit’ dei termina- Ii si ricava dalle stampigliature sul- Vinvolucro, ¢ il terminale positivo deve inserirsi nel foro marcato + sul circuito stampato. Montare i tre potenziometri se- mifissi P; da 470 kO P; da 1 MO e P; da 470 kQ. Eseguire con filo nudo i due pon- ticelli in prossimita di Ru e Cr. Montare nei rispettivi zoccoli i due circuiti integrati Cl; e Cla, fi endo in modo che la posizione del- la tacca di orientamento corrispon- da con il contrassegno serigrafato sul cireuito stampato. Sul circuito stampato montare © saldare la morsettiera a 12 morsetti Montare e saldare sul circuito stampato il porta fusibile e in que- sto inserire il fusibile Unire e fissare i! dissipatore ter- mico al regolatore di tensione usan- do la vite misura 3 MAx8 e rela- tivo dado. Tra elemento e il dissi- patore occorre spalmare del grasso al silicone Saldare i piedini dell'integrato Cs alle piazzole del circuito stam- pato mantenendo Vorientamento in- dicato in figura. Sulla staffa di supporto dei com- ponenti del pannello anteriore mon- tare il diodo Led mantenendo Vorientamento indicato in figura. Sulla staffa di supporto dei com- ponenti del pannello anteriore mon- tare il diodo Led mantenendo lo orientemento dei terminali indicato in figura e fissarlo con une goccia di colla. [1 terminale positivo si trova in cortispondenza dello smusso pra- ticato sull'involucro del diodo. Montare suila staffa 'interruttore a chiave fissandolo con it dado. Fissare Ja staffa e i distanziatori bloccandoli con le due viti misura 5 MAx6. Ai distanziatori fissare 1a pulsan- ticra mediante fe due viti misura 3 MAx6. L’orientamento della pul- santiera deve essere come in figura, in modo che il pulsante senza bot- tone corrisponda al lato cieco del pannello anteriore. Montaggio del mobiletto Tutte le fasi precedeniemente de- seritte, come quella di montaggio del mobiletto e di cablaggio (fig. 3) sono ampiamente illustrate da dise- gni esaurienti, Effettuati tutti i col- legamenti si passa al collaudo. Collaudo e messa in funzione Dopo aver fissato con nastro iso: Tante il pulsante SW: in posizione abbassata si procede al collaudo del- Vimpianto, Per semplificare questa operazione ¢ non dipendere da even- tuali difetti della rete di allarme, si sistemano dei ponticelli di filo tra icontatti INPUT 1 e COM, INPUT 2.¢ COM, ed INPUT 3 e COM. Per prima cosa collegare la rete a 220 V ai morsetti 220 V, leven: tuale conduttore di massa ‘al mor- setto L . Non occorre interruttore gencrale, in quanto I'spparecchio deve stare costantemente collegato alla rete. Collegare T'avvisatore acustico, oppure per non recar disturbo una lampadina da 12 V ai morsetti « si- ren». Regolazione del tempo d’uscita Posizionare P) nella posi tenza girando i re verso sinistra, Posizionare P; e Ps nella posizio- ne di massima resistenza. Staccare uno dei ponticelli dei 3 ingressi. At- il dispositivo girando inter ruttore a chiave, Da questo momen- to incomincia il tempo d'uscita EXIT DELAY, dopo circa 45 secon- di il dispositivo andra in allarme, Al tempo sar massimo essendo P, al massimo, per avere tempi minori regolare di conseguenza Pi, a meta corsa si avra il tempo ottimale di circa 20 secondi, Per il controllo spegnere ¢ riac- cendere con I'interruttore a chiave. RadioELETTRONICA 75 76 RaclioELETTRONICA Regolazione del tempo di entrata Posizionare Ps nella posizione di massima resistenza, P, e P3 rimango- no nella posizione regolata prece- dentemente. Assicurarsi che i tre ponticelli ai tispettivi ingressi siano collegati, € il dispositivo inserito, staccare tun ponticello da uno dei 2 ingressi ritardati (INPUT 1 0 INPUT 2). ae questo momento inizia il tem- entrata (INCOME TIME) do- po. clrea 15 second! 4 dlspeatisa andra in allarme per la durata mas- sima di circa 3 minuti essendo P: al massimo, Per diminuire il tempo di entra- ta regolare di conseguenza Ps, a me- 1& corsa si avra un tempo oitimale di 7-10 secondi. (Per tempi superio- 15 secondi sostituire C> con uno di maggior capacita, ad esem- pio con 100 HF si avra cosi un rad- doppio del tempo). Regolazione del tempo di allarme La durata dell’allarme si effettua agendo su P: ALARM TIME SET a meta corsa si avra un tempo di circa 100 secondi. ATTENZIONE: Il tempo di al- larme non deve mai essere inferiore ai temp! di entrata ¢ uscita. In pratica con 3 trimmer regolati a meta corsa si hanno le condizioni migliori. Controllo dell'ingresso a interven- to rapido INPUT 5 (usato in genere per proteggere le finestre). Assicurarsi che i 3 ponticelli no regolarmente inseriti e il dispo- sitivo attivato. Staccare il ponticello da INPUT 3; il dispositivo andra immediata- mente in allarme ¢ vi rimarra fin- tanto che vi rimarra staccato (in pratica finché qualcuno non vada a chiudere la finestra), se il ponticel- Jo viene subito riattivato, ovvero la finestra subito chiusa, la sirena 0 al- tro awi8atore smettera subito di funzionare, per riprendere a fun- zionare dopo un tempo pari a quel- 10 impostato per il tempo di entrata, ¢ la durata sara pari al tempo im- postato quale tempo di allarme. NB. La durata dell'allarme sa- ra itata lasciando la porta o una delle finestre aperte obbligando cosi I'utilizzatore o il personale di sorveglianza a ripristinare 1a chiu- sura del contatto. Mentre, se attiva- to Vallarme si richiude la porta, ta durata dell'allarme sara quella pre- disposta, e automaticamente il di spositive @ riabilitato © pronto a intervenire nuovamente. Togliendo il ponticello C-D sul cireuito stampato e collegando at- traverso due conduttori un interrut- tore, & possibile realizzare un_co- mando a distanza di disattivazione dell'avvisatore acustico per il perso- nale di sorveglianza. 1 céntralino pud funzionare an- che senza la baiteria in tampone, purché si usi una sirena o altro di- spositivo funzionante a 12 Ve la corrente assorbita non superi 1 A. (consigliamo il modello UK 1 della AMTRON), Ovviamente se vi sard un’inter- ruzione dell’erogazione dell’energia lettrica proprio durante la visita del ladro il dispositive non potra funzionare. Per evitare anche questa possibi- lita consigliamo di usare una bat- teria ricaricabile, ad esempio colo 11/0907-14 della GBC che pud fornire 4,5 Ah a 12 volt. Occorre ora prevedere Ia linea di erruttori in serie della protezione igresso rapido. Una precauzione da tenere pre- sente 2 di non rendere i fili di col- legamento facilmente accessibili dal- Vesterno. Impiegando interruttori magnetici REED occorre disporli all'interno delle porte in modo da non essere influenzati con oggetti magnetici. Sulla morsettiera ® prevista un’ uscita a 12 V.c.c. per Veventuale alimentazione di dispositivi quali rivelatori a raggi infrarossi o a mi- croonde. I contatti chiusi dovranno essere stabili, in quanto contatti_ incerti provocano falsi allarmi. . RegioELETTRONICA 77 Ma il computer che cos’é? all’esadecimale Ecco la seconda delle cinque rapidissime e facilissime puntate introduttive. E alla fine saremo in grado costruire un diagramma di flusso, e di programmare in Basic su qualsiasi personal computer. Abbiamo visto nella prima puntata tutto quel che c’é da sapere sul sistema numerazione binario. Analizziamo ora le operazioni col sistema binario, e il sistema esadecimale. Carlo Santini, autore di questo ar- ticolo, & professore di matematica ¢ fisica’in un liceo scientifico di Lati na. E’ un appassionato dei compu- ter, ¢ su questo argomento ha scritto un libro (A scuola con il PET) di prossima pubblicazione presso Vedi- tore Franco Muzzio ed il programma «Corso di Basic » per il PET /CMB pubblicato dalla Completo Software. Ha inoltre scritto libri di quiz e ‘enigmi matematici per la Longanesi e per la Mondadori. 2* parte quattro operazioni possono S essere eseguite sui numeri bi- nari, applicando gli stessi pro- cedimenti (0 « algoritmi » se voglia- mo parlare difficile) validi per i numeri decimali. Esaminiamo le operazioni dirette di somma e prodotto, e cerchiamo di calcolare jl risultato immagis do di conoscere solo I numerazio- ne binaria. Si voglia per esempio eseguire Ia somma 10010 + 1011 11101 Tl ragionamento da fare (comin- ciando al solito da destra) per otte- nere il risultato, & il seguente: * zero pitt uno & uguale ad uno; * uno pit uno & uguale ad uno-zero (infatti nel sistema binario 2 cor- risponde a 10), quindi scrivo zero € riporto uno; * zero pitt zero & uguale a zero, uno di riporto & uguale a i uno & uguale a un zero (sottinteso) & ugua- Je a uno. I risultato & dunque 111013. che sso sia esatto lo possiamo facilmen- te controllare « traducendo » i nu- meri binari in forma decimale. Si ha infat Passiamo al prodotto e cerchia- mo di calcolare il risultato della se- 78 RadloELETTRONICA guente moltiplicazione: ‘primo fattore 11001 X secondo fattore 110 11001 00000 11001 42001 101000101 t Prima di iniziare i procedimen- fo osserviamo che in ogni sistema ‘di numerazione (e percid anche nel sistema binario), quando un aume- ‘70 moltiplicato per uno esso rima- ‘me invatiato e quando & moltiplica- ‘to per zero il risultato 8 sempre ero. A questo punto ragioniamo cos ¢ moltiplichiamo ogni cifra del se- conda fattore (cominciando da destra) per il primo fattore: te- nendo presente l’osservazione precedente, senza fare calcoli, cid cauivale a scrivere righe identi- che al primo fattore 0 righe di eri a seconda che fa cifra del secondo fattore presa in conside- tazione sia 1 0 0. Se si preferisce al posto della i- ‘gadi zeri si pud sostituire lo scor- rimento verso sinistra della riga successiva, "+ si tratta ora di fare semplicemen- te la somma delle varie righe. # si osseryi che nel punto indicato con Ia freccia si ha: uno pit uno i riporto & uguate a tre. Ma in forma binaria tre equivale 2 11, quindi scrivo uno e ripor- to uno. Itrisultato @ dunque 101000101», infatti rasformando j numeri in For- ma decimale si ha: 25x 5 325 Anche se al primo impatto (vedi “puntaia precedente) a molti di voi il sistema binario pud essere sem- ‘brato una curiosa o stravagante va- riazione del sistema decimale, ri “noscerete ora che le operazioni in “binario sono molto semplificate dal fatto che il riporto 0 c’ (ed 2 1) ‘non c’é (ed é 0). E’ proprio questa particolarita a rendere il sistema binario il pit adatto ad un computer. L'unico inconveniente consiste in- vece nel fatto che il sistema bina- rio richiede un numero di cifte maggiore di quello necessario per scrivere Io stesso numero in forma decimale. Bit & byte I numeri manipolati all’interno di un computer sono dunque bina- fi, ¢ ciascuna cifra di un numero binario viene detta bit (forma con- tratta di binary digit = cifra bina- ria). Per varie ragioni di convenienza (una delle quali 1a vedremo tra po- co), i bit vengono raggruppati in sruppi di otto, e clascun gruppo prende il nome di byte. Il byte costituisce ormai anche Yunita di capienza defla memoria di_un calcolatore: un computer da 8 K avra la posstbilita di manipol re « grosso modo» numeri fino a riempire ottomila byte. Prima di passare al sistema esa- decimale vediamo un attimo come il calco)atore risoive le operazioni inverse, per esempio la sottrazione. Si voglia calcolare H— 2 La sottrazione pud essere trasfor- mata in una sornma se le cifre def secondo addendo (27) vengono so- ite con il loro complemento a Tt complemento a 10 di un nu- mero si ottiene sostituendo ogni sua cifra con cid che manca per arriva- re a 9, © aggiungendo 1 al risulta to (per esempio il complemento di 3528 8 6471 + t = 6472). Infatti la sottrazione precedente diviene 35+ B 108 Il risultato della sottrazione @ 08 cio’ 8) e la cifra 1 pud essere in- ‘terpretata come un segnale che il risultato & un numero positivo. Questo trucchetto di trasformare Ie sottrazioni in somme con il com- plemento a 10 non risulter’ nuovo a chi conosce i logaritmi. Con i nu- meri binari il procedimento & lo stesso, con I'unica differenza che invece del complemento a 10 do- yremo calcolare il complemento a 2. Esso si trova semplicemente pren- dendo il byte che contiene il nume- ro, scambiando ogni cifra 1 con unia cifra 0 ¢ viceversa, e aggiungendo 1, Cosi il complemento di 1101; 8 byte con il numero iniziale scambio degli 1 con 0 ‘complemento del numero iniziale 11110011 00001101 11110010 Dopo aver eseguita la sottrazione con il metodo del complemento, Yeventuale nona cifra 1 a sinistra (che ci segnala che il risultato & po- sitivo) non entra nel byte, ma viene memorizzata ugualmente ¢ prende il nome di carry (riporto), Ma non addentriamoci troppo in spiegazioni di termini tecnici ines- per capire in modo gene- rico il funzionamento di un calco- latore. la virgola, periodici, irrazionali, ec. Un ultimo particolare interessant i numeri non sono espressi sotto la forma 31260,47 detta fixed point (cio? a punto fisso, in quanto nei paesi di lingua anglosassone il punto viene adope- rato al posto della virgola e vice- versa); ma sotto la forma 0,5126047- 10° detta floating point (cio? a punto mobile, fluttuante) costituita da un numero compreso fra 0 e 1 detto mantissa, moltiplicato per una po- tenza di 10 (o una potenza di 2) detta caratteristica. I numeri espressi in floating point permettono di rappresentare (a pe- rita di bif o byte) numeri molto pid sgrandi di quelli che & possibile rap- presentare in fixed point. Per esempio con 4 byte il nume- ro massimo che pud essere rappre- sentato in fixed point @ poco meno RadioELETTRONICA 79 di 5 miliardi, mentre in floating point (immaginando di riservare 2 byte alla mantissa ¢ 2 alla caratte- ristica) i] numero é piii di otto volte pitt grande, La numerazione esadecimale Un piccolo inconveniente della numerazione binaria 8, come si & detto, il gran numero di cifre neces- sario er rappresentare un numero. Cid rende difficile per I'uomo cerca- re di seguire il calcolatore nei suoi caleoli: ® allucinante pensare di aver da trattare sfilze di numeri costitui- te da cifre Oe 1 alternate, e dove basta sbagliare una sola cifra per avere un risultato errato. Il sistema binario 2 decisamente poco adatto alla mente umana. Del resto Ia trasformazione da decima- le in binario o viceversa 8 a lungo andare un pochino antipatica. Escogitiamo allora un terzo siste- ‘ma di numerazione: quello esadect- male, ¢ vedremo poi come e quan- 10 ess0 potra esserci d’aiuto. I no- me stesso ci dice che @ un sistema di numerazione basato su 16 cifre. Le prime dieci di esse sono co- stituite dalle tradizionali cifre ara- be del sistema decimale, mentre le rimanenti sei cifre sono indicate dalle prime lettere maiuscole del- Valfabeto. Percid le cifre fondamentali del sistema esadecimale sono: ‘zero o ‘otto 8 uno if 9 due 2 A tre 3 B quattro 4 é cinque = «5—stredich. Ss sei 6 quattordici E Sette: 7 quindici F I numeri si formano con Io stesso fdentico criterio gid visto per i st- stemi decimale e binario. ‘Questa volta avremo bisogno di scatole che contengano 16 palline. Anche per la trasformazione di un numero dalla forma esadecimale in decimale, da binario in esadecimale e viceversa, valgono le stesse regole gid esposte precedentemente. BFis = 19110 11012 = 13) = Dis Ev = 14 = 1110) 625y0 = 2716 infatti 625 | 16 1 39 [16 * 2 2BC). = 700. infatti svituppando in forma polinomiale si ha 2x 256 + 11 X 16 + 2BC = 2 x 16°+B x 18'+C x 16 = 12x1= = 512 + 176 + 12 = 700 Facciamo alcuni esempi nella tab. L Si osservi che il massimo mume- ro ottenibile con quattro cifre bi- narie & 15 ¢ percid qualsiasi numero binario di quattro cifre ® esprimibile sempre con una sola cifra esadecimale, co- me si pud osservare nella tab. 2. Ora osserviamo una interessante patticolarifa: consideriamo un nu- mero decimale qualsiasi, per esem- Tab. 2 ‘numerazion: decimale 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 A B Cc D E F pio 172, © trasformiamolo sia in forma binaria che esadecimale, Si ha 1729 = 10101100; 1720 = ACs Ebbene, se dividiamo un numero binario in gruppi di quattro cifre a partire dalla virgola (nel nostro ca- so essa 2 ovviamente sottintesa do- po l'ultima cifra a destra) e trasfor- miamo ogni gruppo separatamente in forma esadecimale (utilizzando per esempio la tabella 2 che del re- sto pud facilmente essere memoriz- zata), si ottiene direttamente i] nu- mero iniziale in forma esadecimale. 10191100, AB Questa particolaritd ® utilissima perché permette di trasformare mol- to rapidamente i numeri binari in una forma facilmente ‘memorizza- bile per I'vomo, Per esempio il. numero 1101001 10101 100 corrisponde a aes 69 AC che indubbiamente @ pid facile da ricordare. Nel prossimo numero vedremo come organizzare una semplice ta- bellina che ci permetterd di trasfor- mare rapidamente un qualsiasi nu- mero decimale in esadecimale o vi- ceversa, E ci occuperemo anche dei diagrammi di flusso. (2. continua) 80 RegioELETTRONICA a i i eal ANNUNCI | @ YENDO preamplifcaiore | ore seosound 2 Telefur- CasooyLxsd 1 120000 0 | ken 13-419 W stereo 7 L. an contenitore ++ 3 VUME. | 100,000, piastra registrazione TER LED + amplicutia L. | Remco 981 L. 10000, finale 200000. (montetg © funzio: | 200W, Vecchietti Mark 200 fants), Ampli‘Wibikit n. | i, 60:00, Tel ore past 053- $5 35+35WRMS + rasfor: | 850470 - Rivi Orlando, Via rs ee Une | Cosna 15, Castellarano (RE). rundig SOW RMS 2 vie 1,°30.000. Alimentatore 025 | @ VENDESI espansions di V2A con strumento L, 4) | Memoria per ZX80 © 7X81 mila. 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