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Architettura

dell’informazione

Andrea Crevola
andrea.crevola@3juice.com
http://webdesign.3juice.com
Sommario

 In questa lezione:

 Un po’ di teoria: la ricerca dell’informazione;


 Schemi e strutture di organizzazione;
 Progettare un’IA: analisi degli utenti
 Gli elementi dell’IA:
 La navigazione;
 La ricerca;
 Attività e deliverables.

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Che cos’è l’architettura
dell’informazione?
 L’arte e la scienza di organizzare e strutturare
l’informazione contenuta e prevista all’interno di uno
spazio informativo;

 La struttura, l’organizzazione, il design


dell’informazione di un sistema informativo;

 Un’insieme di tecniche, concetti e pratiche per


favorire la trovabilità (findability) dell’informazione
da parte dei nostri utenti;
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Trovabilità
 La trovabilità è:
 La qualità di elemento di essere rintracciabile e identificabile;
 Il grado di facilità con cui un elemento può essere trovato / scoperto;
 Il grado di navigabilità e ricercabilità di un sistema di informazioni;

 Sul web è indispensabile che tutto sia “trovabile”, sia in una prospettiva
macroscopica che microscopica;

 Significa occuparsi di rendere la mia informazione reperibile sia dall’esterno (es.


motori di ricerca) sia dall’interno del sistema (navigazione, ricerca) sia nella
singola unità informativa (Information design);

 La trovabilità è il grado zero dell’interazione nel web: non posso usare / fruire
ciò che non riesco a trovare…

 Qualcosa è sempre “trovabile” in rapporto a qualcuno che sta cercando: la


trovabilità non è una qualità fine a se stessa.
 Dobbiamo chiederci come gli utenti fanno ricerca.

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La ricerca dell’informazione
 Per il progettista:

Team di progetto e
Utente pone L’utente sviluppo
Il sistema provvede
domanda riceve una
(scatola magica)
precisa risposta

 Per l’utente: Utente

 A volte si cerca una risposta esatta;


 A volte si cerca un gruppo di risposte;
 A volte l’utente vuole accumulare risposte su un argomento;

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Comportamenti di ricerca
 Possiamo distinguere tra:

 Ricerca dell’oggetto conosciuto


(es. “trova il numero di telefono di Andrea Crevola”);

 Ricerca esplorativa
(es. “Cerca informazioni sulla città di Praga”);

 Ricerca esaustiva
(es. “Cerca tutto il possibile a proposito di Mobile communication”);

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Aspettative della ricerca
 In base al tipo di ricerca, l’utente si aspetta di trovare:
 Ricerca dell’oggetto conosciuto
=> una sola risposta, molto precisa;
 Ricerca esplorativa
=> un gruppo di risposte, abbastanza attinenti;
 Ricerca esaustiva
=> molte risposte, anche poco precise;

 Flessibilità di impiego:
 Un buon sistema interattivo si presta ad essere ta
utilizzato secondo differenti esigenze, No e
n
Be
sia da utenti esperti che da utenti alle prime armi
(Usabilità, Universal Design)

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Metodi di ricerca
Gli utenti possono trovare risposte:

 Interrogando un motore (ricerca in senso stretto)

 Navigando di pagina in pagina;

 Domandando / chiedendo aiuto

NOTA BENE:
spesso il comportamento effettivo è un mix
(berrypicking model: http://www.gseis.ucla.edu/faculty/bates/berrypicking.html)

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Gli elementi dell’IA

 Organizzare l’informazione richiede di


occuparsi di:

 Navigazione
 Ricerca
 Contenuti
 Metadati e algoritmi

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I problemi dell’organizzazione
dell’informazione
 Raramente è un’operazione semplice:

 Ambiguità del linguaggio naturale;


 Eterogeneità delle collezioni di elementi;
 Prospettive differenti;
 Politiche interne
(es. come organizzare un sito web aziendale?);

 Cominciamo dal chiederci cosa significa


“organizzare”…

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Schemi di classificazione

 Il nostro sistema cognitivo è naturalmente portato ad individuare relazioni tra


gli oggetti della realtà;
 Una delle nostre principali attività quotidiane consiste proprio nel definire e
classificare quello che entra in contatto con noi;
 In questo modo costruiamo schemi interpretativi che applichiamo anche a
contesti inediti;
 Dato un insieme di elementi, è compito del designer conoscere queste
strutture e utilizzarle per organizzare l’informazione all’interno di un sistema;

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Organizzare l’informazione
 Uno “Schema di organizzazione” è un punto di vista sui contenuti,
che individua le caratteristiche comuni agli elementi di un insieme e le
utilizza per effettuare una suddivisione logica.

 Organizzare significa:
1. Suddividere;
2. Assegnare etichette alle classi;

 Uno schema di organizzazione efficiente cerca di rendere rapido il


reperimento dell’informazione in funzione degli obiettivi del proprio
utente;

 Il punto di partenza di questo lavoro è la conoscenza del punto di vista


dell’utente stesso (vedi lezione 01):
 Dati i contenuti, qual è lo schema di organizzazione più frequente nei miei
utenti?
 Date le classi di suddivisione, quale nome attribuiscono ad esse i miei utenti?

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Schemi di organizzazione

Schemi esatti Schemi ambigui

• Nessuna ambiguità; • Non sempre sappiamo quel che


+ • Semplici da progettare;
stiamo cercando…

• Supportano il piacere della


• Semplici da mantenere; scoperta;

• Semplici da utilizzare; • Favoriscono apprendimento


associativo;

• Richiedono attenzione nella


• Richiedono che l’utente già
progettazione;
- sappia (almeno in parte) quel
che sta cercando
• Meno semplici da
aggiornare;

• Sono soggettivi;
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Strutture di organizzazione
Sequenza ordinata
 Controllo sulla navigazione;
 Semplicità;
 Facilità di orientamento;

Ipertesto
 Link associativi
 NB: per l’utente è difficile costruire
un modello mentale

Gerarchie
 Ampiezza Vs Profondità;
 Strutture
monodimensionali Vs multidimensionali;
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La classificazione a faccette
 La classificazione a faccette parte dal presupposto che spesso ciascun
elemento di una realtà di riferimento si presta ad essere inserito in
categorie diverse in funzione della prospettiva che si assume nei suoi
confronti.

 È una forma di classificazione multidimensionale: il suo punto di forza sta


nel consentire una ricerca dell’informazione partendo da differenti punti di
vista.

 Applicazione dei campi di un database a contenuti e applicazioni di un


sito;

 Esempi:
 http://www.wine.com/
 http://newyork.citysearch.com/section/restaurants/

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Folksonomie & User Generated Contents
 I sistemi di organizzazione visti finora privilegiano il punto
di vista “autoriale” del progettista

 La diffusione di siti web che consentono la creazione di


contenuti da parte degli utenti ha richiesto nuovi approcci
al problema della classificazione:
 Blog: es. http://blog.html.it/;
 Social softwares: es. http://del.icio.us/,
http://www.flickr.com/, http://www.rememberthemilk.com

 Il problema è sentito soprattutto per quei contenuti che


non possono essere ancora trattati in modo automatico
(video, audio ecc.):
 in prospettiva potranno essere utili le applicazioni di
Semantic Web

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Folksonomie
 Diventa vantaggioso delegare all’utente stesso parte del lavoro di
classificazione:
 è lui l’esperto: ha visionato / prodotto la risorsa e quindi è il più indicato per
fornirne una descrizione e una collocazione;
 è necessario che l’utente avverta questa richiesta come un vantaggio e non
come un onere: deve essere funzionale, per esempio, a facilitare il recupero
o la segnalazione della risorsa;
 inoltre è importante che i metadati inseriti siano poi ricercabili tramite un
algoritmo.

 Folksonomy (folk + taxonomy): sistema di classificazione emergente


a partire dalle azioni di catalogazione svolte dai singoli che, in modo più
o meno consapevole, vanno a vantaggio della collettività.

 L’azione di classificazione avviene solitamente mediante l’apposizione di


parole-chiave o “tag”. Il tagging è un sistema testuale molto
economico, semplice e naturale per descrivere una risorsa.

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Pregi delle folksonomie
 Sono attuali, inclusive e aggiornate

 Flessibili e non mutuamente esclusive

 Democratiche e auto-moderate

 Sono semplici

 Supportanto la serendipity e la ricerca esplorativa;

 Sfruttano il principio della competenza relativa;

 Permettono di osservare l’evoluzione di un gruppo di interesse (tag clouds:


http://www.flickr.com/photos/tags/);

 Sfruttano la forza del gruppo per affrontare una mole di lavoro altrimenti non
gestibile

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Limiti delle folksonomie
 I tag sono per natura imprecisi, ambigui, ridondanti e prestano il fianco a
problemi di omonimia;

 Il tagging deve essere supportato con meccanismi di rinforzo che incentivino il


riutilizzo degli stessi tag e che ne correggano gli eventuali errori ortografici;

 Le folksonomie sono piatte: non esiste una gerarchia tra i tag (ma sono i corso
esperimenti di vario tipo per ottenere forme di clustering);

 In caso di recupero di risorse, non sempre l’utente si ricorda come ha


classificato i suoi elementi...

 Le tag clouds non sono sempre ancora così familiari agli utenti da essere
pienamente comprese e utilizzate;

 Inoltre, per loro natura, le tag clouds non sono un elemento stabile
dell’interfaccia e quindi - come strumenti di navigazione - non sono affidabili nel
tempo.
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Analisi degli utenti
 Metodi senza il coinvolgimento di utenti:
 Analisi dei log-file;
 Analisi delle query di ricerca;
 Analisi dei clickstream;
 Metodo degli scenari;

 Metodi con il coinvolgimento di utenti:


 Indagini sul campo;
 Focus group;
 Interviste;
 Card sorting;

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Card Sorting (1)

 Il card sorting è una metodologia che prevede il coinvolgimento di utenti


(10/15) rappresentativi per scoprire come essi organizzano i concetti /
contenuti proposti da un sito web;

 Agli utenti viene dato un mazzo di schede su ciascuna delle quali è scritto il
titolo di un contenuto o di un gruppo di contenuti;

 Viene chiesto di formare dei gruppi a partire da queste schede:


 Variante aperta: creazione dei gruppi + attribuzione di nomi ai gruppi formati;
 Variante chiusa: i nomi gruppi esistono già e gli utenti li devono “riempire” con le
schede fornite;

 Semplici analisi statistiche consentono di individuare pattern comuni nelle


modalità di organizzazione dell’insieme di contenuti proposto;

21
Card Sorting (2)

 Di uno stesso set di elementi è possibile dare più di una organizzazione…

22
Card Sorting (3)

 Sul web sono spesso adatti sistemi di


classificazione multidimensionale,
che consentano agli utenti di
“guardare” al mondo di riferimento
secondo il proprio modello mentale
dei contenuti;

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Ecologia dell’informazione
 Il punto di vista dell’utente è molto
importante ma non possiamo dimenticare
che l’organizzazione dell’informazione è
fortemente influenzata anche dagli altri
elementi dell’ecologia dell’informazione:

 Contesto: quali sono le strategie


comunicative del committente? A quali Contesto
contenuti si preferisce dare risalto?
Quale terminologia è necessario
adottare?

 Contenuti: quali e quanti contenuti ho


necessità di gestire? Come sono
strutturati? Possiedono caratteristiche Utenti
omogenee?
Contenuti
 Tecnologia: ho a disposizione un
database? Ho a disposizione un motore Tecnologia
di ricerca? Posso sfruttare sistemi di
content management?

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Sistemi di navigazione
 Un sistema di navigazione è uno strumento di organizzazione dello spazio
informativo: è la sintassi delle unità di informazione;
 I sistemi di navigazione offrono un intreccio di percorsi che l’utente può
utilizzare per avvicinarsi all’informazione desiderata;
 Sono anche una bussola che l’utente utilizza per collocare se stesso nello spazio
informativo;
 Un buon sistema di navigazione offre all’utente strumenti per:
 Scegliere dove andare;
 Essere consapevoli di dove si trovano;
 Ritornare sui propri passi;

 Non solo: il progettista deve sfruttare il modello mentale dell’utente per


avvicinarsi al suo modo di organizzare e ricercare l’informazione, e quindi
rendere la navigazione stessa in linea con le aspettative e/o di facile
apprendimento;

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SUPPLEMENTARE

GLOBALE

CONTESTUALE
LOCALE

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Navigazione globale e locale
 La navigazione globale consente all’utente di spostarsi all’interno di differenti
sezioni del sito: ciascuna alternativa proposta consente di accedere ad un
gruppo di contenuti / servizi fortemente omogenei e dotati di una propria
identità definita;
 La navigazione globale è presente in tutte le pagine del sito ed è spesso il più
forte elemento di coerenza e consistenza del sito (tabbed navigation);
 Il sistema di navigazione globale fornisce all’utilizzatore una matrice concettuale
per apprendere l’organizzazione interna del sistema informativo: offre un
contributo importante nell’aiutare l’utente a formarsi un modello mentale
dell’organizzazione interna del sistema, necessario per interagire efficacemente;
 I sistemi di navigazione locali, invece, sono interni ad una delle sezioni
identificate dal sistema globale e offrono alternative che, passo dopo passo,
avvicinano l’utente all’informazione;
 L’architetto dell’informazione dovrebbe riflettere su come mantenere legate
navigazione globale e locale, facilitando nell’utente la comprensione della sua
posizione all’interno del sistema informativo;

27
Navigazione contestuale
 Sono strumenti di navigazione che collegano unità informative accomunate da
una relazione di pertinenza; esempi:
 Link sulle parole di un testo;
 Link di una bibliografia;
 Box dei contenuti dello stesso autore o sullo stesso argomento

 Sono elementi dell’architettura di un sito che sfruttano la natura ipertestuale del


web per mantenere vivo il dialogo tra l’utente e il sistema, rilanciando nuove
opportunità di informazione contestualmente alla fruizione dell’informazione
consultata;
 Supportano:
 Navigazione per associazione (“vedi anche”);
 Navigazione per approfondimento (“more info”);
 Navigazione correttiva;

 È uno strumento assai utile per scoprire nuovi contenuti: il progettista può utilizzarlo
per orientare la navigazione verso determinati contenuti e quindi incanalare il traffico
delle visite sulle pagine cruciali per il successo del sito; Ma l’utente deve giudicare la
navigazione contestuale utile e pertinente ed essere messo in condizione di poter
valutare l’opportunità di seguire questi percorsi: la navigazione contestuale,
proprio perché avulsa da una gerarchia o da un altro modello organizzativo, deve
essere sufficientemente ricca da preludere alla destinazione; 28
Navigazione supplementare
 Navigazione supplementare: sezioni del sito che
forniscono altre strade per accedere ai contenuti:
 Mappa del sito: presentazione schematica dei primi livelli
della gerarchia dei contenuti;
 Indice del sito: presentazione dei contenuti in ordine
alfabetico, senza gerarchia;
 Guide / tutorial: brevi percorsi di navigazione lineare che
strutturano i contenuti in un determinato ordine;
 Profilazione per utenti modello, per parole chiave, per
argomenti ecc.
 Georeferenziazione;
 Ricerca in senso stretto;

29
Social Navigation
 I sistemi di navigazione finora considerati sono accomunati da una
prospettiva top-down: è il progettista che, seppur al corrente del
modello mentale degli utenti, impone un proprio sistema di
organizzazione ai contenuti;
 Si stanno diffondendo, tuttavia, prospettive di tipo bottom-up, nelle
quali sono gli utenti stessi a classificare e a costruire percorsi di
navigazione tra i contenuti;
 Il sito può offrire degli spazi in cui i contenuti sono organizzati sulla base
delle preferenze degli utenti (folksonomie):
 Risorse più popolari;
 Collaborative filtering (Amazon.com: “customer who boughts…”);
 Social tagging (http://del.icio.us);
 In quanto costruite dagli utenti finali stessi hanno il pregio di costruire
percorsi di navigazione molto vicini all’esperienza d’uso; d’altra parte
sono spesso sistemi mutevoli, ambigui e soggettivi (in alcuni casi, però,
sono caratteristiche utili) 30
Sistemi di ricerca
 Un sistema di ricerca è uno strumento di interazione diretta tra l’utente
e la base di contenuti a disposizione in un sito web: il visitatore
abbandona il sistema organizzativo propostogli e si orienta verso una
ricerca mirata:
 Ricerca dell’oggetto conosciuto;
 Ricerca semplice & Ricerca avanzata;

 Questa procedura ha necessità di diverse componenti:


 Maschere di ricerca (input, selezioni per restringere, checkboxes…)
 Query language (sintassi, operatori, reserved terms…)
 Algoritmi di recupero = il software che compie per noi la ricerca;
 Definizione di aree di ricerca = porzioni del sito indicizzate separatamente;
 Risultati della ricerca (Quanti e quanto? Come?)

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Zone di ricerca di un sito
 Per ragioni di efficienza e precisione non sempre è vantaggioso
indicizzare completamente i contenuti (es. solo titolo e abstract);

 Ripartire i contenuti consente all’utente di operare una discriminazione


e, quindi, di migliorare la performance del motore (es.
http://www.amazon.com/);

 Pagine di navigazione VS pagine di destinazione;

 Si ottengono per mezzo di un processo di indicizzazione;

32
Indicizzazione dei contenuti
 Zone di ricerca possono riproporre lo schema organizzativo;
 Indicizzazione per utenze specifiche;
 Indicizzazione orientata all’oggetto;
 Indicizzazione time-sensitive;

 Possibile creare zone di ricerca anche su porzioni di contenuto:


 Titoli;
 Link;
 Didascalie alle immagini (ALT);
 Keyword;
 Abstract;
 Testo completo;
 …
(es. http://www.imdb.com)

33
L’algoritmo: recall Vs precision
 La base di contenuti viene ispezionata sulla base dell’input
dell’utente da parte di un modulo software che identifica e
raccoglie tutte quelle informazioni pertinenti rispetto alla ricerca
formulata;

 La quantità e la qualità dei risultati è influenzata da due


parametri:
 Recall = n° risultati trovati / n° elementi totali;
 Precision = n° risultati rilevanti / n° elementi rilevanti

 Osservazioni:
 Recall e Precision sono inversamente correlati;
 E’ necessario trovare il corretto equilibrio considerando i bisogni
degli utenti;

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Metadati e algoritmi
 L’efficacia di un sistema di ricerca può essere incrementata dalla
presenza di meta-informazioni sui contenuti, tali da esprimere le
relazioni semantiche interne alla base informativa.

 Vocabolari controllati = elenco dei termini che descrivono uno


specifico settore, sinonimi e varianti compresi;
 Thesaurus = glossario controllato che include anche le relazioni
semantiche tra i termini;
 Regole = espressioni logiche che possono aiutare il recupero delle
informazioni;

35
Presentazione dei risultati
 I risultati di un’operazione di ricerca sono un contenuto di passaggio tra l’utente
e la soddisfazione del suo bisogno informativo: il progettista ha il compito di
ideare una presentazione dei risultati tale da garantire una rapida e affidabile
decisione in merito alla risorsa da consultare in dettaglio.

 Quali componenti di contenuto mostrare?


 Quanti risultati mostrare?
 Quale criterio di ordinamento?
 Ranking di rilevanza;
 Ranking di popolarità (es. Google.com);
 Ranking sulle valutazioni di esperti / utenti (es. Slashdot.org);
 Ranking a pagamento;

 Quali operazioni sui risultati?


 Sorting alfabetico;
 Sorting cronologico;

 Esportare i risultati: favorire la stampa, il salvataggio dei risultati e delle


ricerche;

 Information Scent (“profumo dell’informazione”).

36
Alcuni esempi:
 Amazon.com:
 Imdb.com
 Nytimes.com
 Ebay.com
 Microsoft.com
 Google.com

37
Progettazione e deliverables
Coincidono,
 Information architecture; sostanzialmente,
con la redazione
 Information design; dei deliverables

38
Information architecture:
Infogrammi
 Rappresentazioni di diverso dettaglio della struttura informativa:

 Mappe di alto livello;


 Mappe di dettaglio; La scelta dipende da
 Schemi dei flussi informativi; chi è l’interlocutore
(e dal tempo a
 Flowchart dei task;
disposizione…)

 È d’uso avvalersi di un vocabolario visuale condiviso e relativamente


standard (http://www.jjg.net/)

 Software in supporto: Microsoft Visio, Powerpoint, Freehand…

 Evitare eccessiva complessità: sono anche strumenti di comunicazione!

39
Contatti

Ricerca

Esempio: Mappa del sito

Versione inglese

Home

L’azienda I nostri servizi I nostri prodotti


Login

Chi siamo Mission Dove siamo


Area riservata

Rassegna stampa
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40
Wireframes (bozzetti)
 Rappresentazione della griglia di pagina (ancora priva di grafica);

 Suggerisce la posizione di menu, bottoni, box e contenuti;

 Sono uno strumento di lavoro sia verso l’esterno (rapporto con il


cliente) che all’interno del team di lavoro;

 Da concretezza e visibilità all’architettura del sito;

 Permette di eseguire già alcune valutazioni di usabilità;

 Strumenti software: Powerpoint, Photoshop, Fireworks, Dreamweaver…

41
Il logo è un collegamento
Utilizzare immagini di sfondo Utilizzare immagini di
all’home page
collegate all’idea di… bandiere?

ENG | ESP | ITA


Il menu si deve
aprire fino al terzo Titolo del sito
livello ricerca
Home page | Contatti | Mappa del sito

• Il Progetto Titolo pagina Eventi


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Siti web di riferimento
 Boxes & Arrows
http://www.boxesandarrows.com/

 Information Architecture
http://www.informationarchitecture.it/

 Trovabile
http://www.trovabile.org/

 Jesse James Garret’s visual vocabolary


http://www.jjg.net/ia/visvocab/italian.html

 IA-Wiki
http://www.iawiki.net/

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Bibliografia di base
 L. Caprio, B. Ghiglione, “Information Architecture”, Tecniche Nuove
2003;

 C. Gnoli, V. Marino, L. Rosati, “Organizzare la conoscenza. Dalle


biblioteche all'architettura dell'informazione per il web”, Hops 2006

 K. Goto, E. Cotler, “Web ReDesign”, Apogeo 2002;

 D. Norman, “La caffettiera del masochista”, Giunti 1997;

 P. Rosenfeld, P. Morville, “Architettura dell’informazione per il World


Wide Web – II edizione”, HOPS 2002;

 P. Morville, “Ambient Findability”, O’Really 2005;

44