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Francesco

De Nobili

SEO Google
Guida al web marketing
con gli strumenti di Google

2014 Area 51 s.r.l., San Lazzaro di Savena (Bologna)


Prima edizione e-book Area51 Publishing: marzo 2014
Cover: Valerio Monego
Redazione e sviluppo ebook: Enrico De Benedictis
Se intendi condividere questo ebook con unaltra persona, ti chiediamo cortesemente di scaricare una copia a pagamento
per ciascuna delle persone a cui lo vuoi destinare. Se stai leggendo questo ebook e non lo hai acquistato, ti chiediamo, se
ti piace, di acquistarne anche una copia a pagamento, al fine di poterci permettere di far crescere il nostro lavoro e di
offrirti sempre pi titoli e una qualit sempre maggiore. Grazie per il tuo aiuto e per aver rispettato il lavoro dellautore e
delleditore di questo libro.
Data la rapidit con cui i tool di sviluppo e i linguaggi vengono aggiornati, i contenuti di questo ebook si intendono
fedeli allo stato dellarte al momento della pubblicazione.

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Introduzione
In questi ultimi anni si finalmente sviluppata anche in Italia la consapevolezza che il web
pu rappresentare unenorme opportunit per la promozione e la crescita di unazienda o
di un singolo professionista.
Ma non solo. Il web sta creando nuove opportunit di lavoro grazie alle nuove
professionalit che sono nate in quei Paesi che per primi hanno investito sulla rete e che
gi ora beneficiano di un netto vantaggio nei confronti di chi rimasto indietro su questi
argomenti.
La prima regola del web farsi trovare facilmente dai navigatori o dai potenziali clienti,
ecco perch questo libro dedicato soprattutto a chi vuol diventare professionista in
questo campo o vuole semplicemente saperne di pi sulla tecnica che permette di dare
visibilit a un sito web: la Search Engine Optimization (SEO).
Dopo aver compreso e analizzato il funzionamento di Google, il motore di ricerca pi
utilizzato al mondo, verranno approfonditi gli aspetti tecnici e teorici della SEO.
Inoltre verr insegnato un vero metodo di lavoro per gestire queste attivit e soprattutto
come utilizzare gli strumenti gratuiti forniti da Google per sfruttare efficacemente queste
tecnica e diventare, ad esempio, SEO specialist o SEO manager.
Lapproccio di questo libro legato pi agli aspetti comunicativi rispetto ad altri testi
dello stesso ambito, perch il reale valore della SEO dato soprattutto dai contenuti
testuali: per questo verranno approfondite anche tecniche di copywriting e comunicazione
persuasiva.
Nella seconda parte del libro verr dato spazio a tutte le attivit legate al web marketing
e alla SEO off page, che comprende tutte le azioni di posizionamento sui motori di ricerca
effettuate allesterno del sito.
Anche in questo caso vedremo come utilizzare in maniera efficace gli strumenti offerti
da Google e come monitorare le nostre attivit di web marketing grazie allanalisi dei
visitatori del sito, attraverso Google Analytics.
Un intero capitolo dedicato alla comunicazione e alla gestione della promozione
attraverso i social network, il cosiddetto social media marketing, con un occhio di riguardo
allottimizzazione SEO per ogni singolo social network e soprattutto allimpatto sempre
maggiore che avr Google Plus sui motori di ricerca.
Lultimo capitolo dedicato alle ultimissime novit di Google: dai nuovi servizi
MyAnswers e Google Now, fino ad arrivare allanalisi del recente algoritmo
Hummingbird, le nuove penalizzazioni e un sguardo verso il futuro che gi iniziato, con
il cosiddetto web semantico.
Il libro si chiude infine con due appendici: la prima dedicata ad unanalisi degli
strumenti e dei tool gratuiti utili alla SEO che non sono forniti direttamente da Google, ma
che utilizzano i suoi dati.
La seconda invece dedicata agli operatori di ricerca di Google e a come sfruttarli al
meglio per le diverse attivit SEO.

I box di approfondimento
Allinterno del testo sono stati inseriti due tipi di box che identificano due sezioni
differenti:

Glossario: raccoglie le definizioni dei termini tecnici citati nel testo per favorire la
comprensione dei contenuti.


Approfondimento sul web: in cui vengono consigliati articoli, guide e link per
approfondire largomento trattato, in modo dettagliato sul web.

Sommario
1 - Comunicazione e marketing online: la svolta
Il manifesto Cluetrain
Capire il motore di ricerca Google
SEO on page e SEO off page
Levoluzione dellalgoritmo di Google
Professione SEO: perch non se ne pu fare a meno

2 - Gestione SEO on page


Pianificare le attivit
Diario di bordo con Google Calendar
La scelta del dominio
Densit e prossimit delle parole chiave
I tag HTML
Il tag title
Il meta tag description
I tag di intestazione
URL parlante
Ottimizzare il nome dei file pdf
Ottimizzare le immagini
Ottimizzare i link

3 - SEO on page: gli strumenti di Google


Prima di tutto: quali parole chiave scegliere?
La long tail strategy
Scoprire la concorrenza con Google
Google AdWords: i volumi di ricerca
Google Trends: scegliere le parole del momento
Sfruttare i consigli di Google Suggest
Creare i testi con WordPress SEO

4 - Web copywriter
Scrivere per il web: le basi
La piramide rovesciata e la regola delle 5w

La revisione finale del testo


Creare contenuti di qualit
Tecniche di copywriting
Tecniche di persuasione: i principi
Creare un piano editoriale

5 - Tecniche di web marketing


Tra SEO off page e web marketing
Backlink e link popularity
Lattributo Nofollow
Promuoversi sui forum
Promuoversi attraverso i blog
Promuoversi con i guest post
Article marketing e comunicati stampa
Landing Page: da navigatori a consumatori
Lemail marketing
Advertising online: tipologie
Il pay per click advertising

6 - Web Marketing: gli strumenti di Google


Google Webmaster Tools
Inviare la Sitemap e creare il file robots.txt
Verificare le Query di ricerca
Verificare i backlink
Gestione dei sitelink
Lindicizzazione con Google Webmaster Tools
Google Analytics: conoscere il pubblico
Le estensioni SEO per Chrome
Google Scraper Report
Google Alert

7 - Lauthorship di Google e gli altri social


Come condividere sui profili social
Promuoversi con Facebook
Twitter SEO

YouTube: fare SEO con i video


Google Plus e la rivoluzione dellauthorship

8 - Verso una nuova SEO tra social e mobile


Da Search Plus Your World a MyAnswers e Google Now
Limpatto di Hummingbird
Verso una SEO semantica
Le penalizzazioni: automatiche o manuali?
Come evitare le penalizzazioni

Appendice 1
Altri Strumenti utili per la SEO

Appendice 2
Operatori di ricerca per la SEO

APITOLO 1

Comunicazione e marketing online:


la svolta

Il manifesto Cluetrain
Per capire e comprendere a fondo tutte le potenzialit offerte dalla comunicazione online e
conseguentemente dal web marketing, obbligatorio fare un salto indietro di qualche anno
e atterrare nel 1999 quando alcuni studiosi ed esperti di comunicazione lanciarono sul web
un vero e proprio manifesto che racchiude 95 tesi per riformare il linguaggio e le tecniche
di comunicazione e promozione in funzione del web.
Il manifesto Cluetrain che in seguito diventato anche un libro (pubblicato da Perseus
Books nel 2000), stato oggetto di molti dibattiti e critiche soprattutto nei primi anni del
nuovo millennio, a causa delle sue prospettive apparentemente visionarie che invece oggi
risultano attuali e propedeutiche per nuove scenari.
Tutte le 95 tesi si possono leggere gratuitamente sul sito ufficiale del manifesto
(http://cluetrain.com/), ma utile commentare alcuni punti che dimostrano come chi ha
saputo concretizzare queste tesi, allepoca visionarie, oggi viaggia con qualche anno di
vantaggio rispetto alla concorrenza e per questo alcuni punti possono essere di spunto
anche in prospettiva futura.
Tra gli assunti che offrono indicazioni su come comunicare e promuoversi online, non
si pu evitare di segnalare:
Gli iperlink sovvertono la gerarchie.
Per raggiungere la camera da letto di una casa si deve necessariamente entrare dal
cancello, poi dalla porta dingresso, attraversare il corridoio e trovare la porta giusta per
accedere alla camera desiderata. Nel web non pi cos, poich grazie ai motori di ricerca
non sempre si raggiunge direttamente lhome page del sito e pertanto il percorso di visita
potr sicuramente essere differente da come stato immaginato, soprattutto se chi lo ha
organizzato i contenuti de sito si basato esclusivamente sullhome page.
Appare dunque evidente come diventer sempre pi fondamentale curare testi e
architettura del sito in funzione di questo assunto, oltre a comunicare al visitatore la sua
esatta posizione allinterno del sito, (attraverso ad esempio lutilizzo delle briciole di
pane).

Le briciole di pane o Breadcrumbs, indicano la gerarchia di navigazione del sito
allinterno di una pagina (ad esempio Home > Ricette > Primi Piatti). Generalmente
si suddividono in 3 tipologie:

Location breadcrumbs, in cui viene indicata esclusivamente la posizione gerarchica
della pagina consultata, senza considerare il percorso fatto dal visitatore.
Path breadcrumbs, in cui viene invece mostrano tutto il percorso che il visitatore ha
fatto una volta entrato nel sito.
Attribute breadcrumbs, in cui sono veicolate meta informazioni o categorie, come ad
esempio il prezzo, lautore di un libro, il marchio di un prodotto etc.

Se qualcosa buono o cattivo, comunque lo sapranno tutti.


Sul web non si pu bluffare, prima o poi se si nasconde qualcosa, verr fuori. Quindi
nella comunicazione e nella promozione online bene mantenere la massima trasparenza
ed eventualmente anche presentare gli errori fatti come incentivo a migliorarsi.
I mercati sono fatti di esseri umani.
La caratteristica del web che nascono interazioni e condivisioni direttamente da
persone e individui reali, non da variabili demografiche o da categorie socio-economiche.
Questo significa che per la promozione o la reputazione online fondamentale saper
ascoltare e comunicare direttamente con i nostri lettori/clienti/utenti.
Sia che fornisca informazioni, opinioni, scenari, argomenti contro o divertenti
digressioni, la voce umana sostanzialmente aperta, naturale, non artificiosa.
Questo significa che soprattutto attraverso il web possibile essere realmente presenti
nelle conversazioni che si svolgono tra le persone. Quindi diventa fondamentale esserci e
nel modo corretto, sia che si voglia promuovere la propria attivit, i propri prodotti o
servizi o pi semplicemente promuovere s stessi per cercare o crearsi un lavoro.
Per essere presenti in queste conversazioni in modo attivo occorre pertanto comunicare
utilizzando in qualche modo la stessa lingua di chi utilizza il web. Tuttavia bene sapere
che per entrare realmente in contatto con queste conversazioni non occorre utilizzare
tecnicismi o strategie artificiali, ma come vedremo nel corso del libro, il centro della
comunicazione deve rimanere la persona cercando il pi possibile di evitare di creare
contenuti esclusivamente per un motore di ricerca!
Anche se lassunto numero 4, lho volutamente inserito per ultimo perch racchiude
passato, presente e futuro della principale tecnica di promozione sui motori di ricerca, la
SEO (Search Engine Optimization).
Infatti, solo qualche anno fa questo assunto poteva essere visto come utopia, poich
tecniche informatiche pi o meno lecite, permettevano attraverso linserimento di parole
chiave nascoste, di posizionare siti web di dubbio contenuto in cima alle liste di motori di
ricerca.
Oggi questo non pi possibile poich Google, il motore di ricerca pi utilizzato al
mondo, penalizza queste tecniche rendendo invisibili nelle liste di ricerca i siti web che
utilizzano questi espedienti o che allinterno dei loro testi ripetono pi volte parole chiave
senza alcuna logica semantica.
Non solo, i recenti aggiornamenti degli algoritmi di Google stanno andando tutti verso
la direzione di premiare contenuti originali e che vengono apprezzati dagli utenti, non dai
computer!
Appare quindi necessario per sfruttare appieno le tecniche di web marketing e della
SEO in particolare, analizzare la principale variabile di questo campo: il motore di ricerca
Google.

Interessanti approfondimenti e riflessioni sul manifesto Cluetrain, si possono trovare

in questo articolo: http://carlosway.it/mktg/riflessioni-sul-cluetrain-manifesto/

Capire il motore di ricerca Google


Spesso per spiegare le tecniche di marketing online o pi in generale servizi e prodotti del
web, si usano metafore riferite ad esempi di vita reale.
Pu essere daiuto quindi pensare al motore di ricerca come ad una grande libreria dove
i libri sono i milioni di siti web che popolano la rete.
Alcuni libri sono catalogati secondo categorie dinteresse, ma alcuni sono inseriti in una
categoria sbagliata; altri libri sono posizionati con la copertina ben visibile, altri sono
inseriti di taglio ed possibile leggere solo il titolo; alcuni sono presenti nella vetrina
principale oppure accanto alle casse in modo che ogni cliente veda il libro.
Ovviamente i libri che avranno pi possibilit di essere letti sono quelli in vetrina o
accanto alla cassa che rappresentano nella metafora, i siti che si posizionano nei primi 5
posti nella pagina dei risultati di ricerca, la cosiddetta SERP (Search Engine Results Page).

Figura 1 Un esempio di SERP (Search Engine Results Page).

Queste posizioni di prestigio si possono comprare attraverso la pubblicit a pagamento,


oppure si possono raggiungere utilizzando le tecniche SEO.
Inserire il proprio libro nella giusta categoria, pu invece rappresentare lequivalente
inserimento del proprio sito web allinterno della giusta Directory: portali allinterno dei
quali i siti web vengono inseriti (su segnalazione degli amministratori del sito) secondo
strutture gerarchiche o ad albero che li suddividono in categorie in base allargomento.
Tuttavia questo lavoro di categorizzazione viene ormai effettuato direttamente da
Google in base ai contenuti del sito.

In poche parole, se non attuiamo le giuste tecniche di posizionamento, il nostro libro


(sito web) potrebbe rimanere nascosto nella libreria (motore di ricerca).
Ma quali sono le regole della libreria e qual il criterio che il nostro libraio (Google)
utilizza per posizionare sugli scaffali il nostro libro/sito?
Usciamo ora dalla metafora per capire meglio come funziona un motore di ricerca e
soprattutto quali sono i fattori che influenzano il posizionamento di determinate parole
chiave al suo interno.
Fondamentalmente il motore di ricerca un programma che utilizza congiuntamente
database, software e algoritmi matematici per trovare informazioni sul web legate alla
parola chiave richiesta dallutente.
Google si affermato tra i motori di ricerca proprio per la qualit del suo mix di
strumenti utilizzati: un potentissimo algoritmo capace di effettuare ricerche veloci nei
database e soprattutto lutilizzo di strumenti software che permettono di analizzare
velocemente le informazioni sul web.
Tra gli strumenti software utilizzati, il pi importante sicuramente quello che viene
definito Spider: un programma che gestisce un insieme di componenti che analizzano gli
indirizzi delle pagine web e integrando le categorie presenti nei database, raccolgono e
memorizzano le informazioni da utilizzare per il motore di ricerca.
Quindi il primo concetto fondamentale da tenere ben presente quando si vuole sfruttare
la potenzialit di un motore di ricerca avere pi informazioni possibili sullo Spider
utilizzato: quando farlo passare dal nostro sito, quali indicazioni fornire e come aiutarlo
nella ricerca di informazioni allinterno del nostro sito.
Google fornisce molte indicazioni su come utilizzare il suo Spider chiamato Googlebot,
ad esempio quali sono le modalit di accesso al proprio sito o eventualmente come
impedire allo Spider laccesso ad alcune pagine.
Per facilitare il lavoro dello Spider, la prima operazione fondamentale da compiere
quella di inviare a Google la Sitemap del proprio sito. Ma che cos la Sitemap e perch
cos importante?
La Sitemap, come si intuisce dal nome, non altro che la mappa del sito web,
generalmente sotto forma di file xml (quindi equivale ad una pagina web) che facilita ai
motori di ricerca la scansione del sito, favorendo la sua indicizzazione.
Inoltre la Sitemap consente di fornire allo Spider informazioni supplementari, come la
frequenza di aggiornamento delle notizie, la data dellultimo aggiornamento del sito, dati
specifici legati ai contenuti, ad esempio la durata di un video o le dimensioni di
unimmagine.
Le modalit di creazione della Sitemap seguono un protocollo ufficiale (Protocollo
Sitemap 0.9) a cui aderiscono sia Google che Yahoo e Microsoft: in questo modo la stessa
Sitemap compatibile anche su altri motori di ricerca.
Vedremo in seguito e nel dettaglio come inviare la Sitemap a Google per indicizzare in
modo corretto il nostro sito.

SEO on page e SEO off page


Linvio della Sitemap consente dunque di agevolare il lavoro dei software legati al motore
di ricerca per indicizzare il proprio sito. Queste azioni sono ancora pi importanti se il sito
o il dominio di recente costituzione, poich velocizzano il processo di riconoscimento da
parte dei motori di ricerca.
Una volta indicizzato il sito, occorre iniziare il lavoro che riguarda il suo
posizionamento, ovvero la posizione allinterno della pagina dei risultati di ricerca (SERP)
di parole chiave legate al sito.
Dopo lo Spider, entra in gioco unaltra componente fondamentale del motore di ricerca:
lalgoritmo. Ma qual il suo funzionamento e quali sono i fattori che lo influenzano per
posizionare una parola chiave allinterno di un motore di ricerca?
la famosa domanda da un milione di dollari (anzi il suo valore sicuramente
maggiore), poich non tutte le leggi che regolano il funzionamento dellalgoritmo di un
motore di ricerca, Google in primis, sono state svelate.
Pertanto possibile solo ipotizzare, grazie a prove empiriche, quali fattori sono
maggiormente impattanti sul posizionamento di determinate parole di ricerca, anche se
alcuni di questi fattori sono comunque forniti direttamente da Google perch migliorano la
qualit dei siti web, con lobiettivo di fornire risultati sempre pi corrispondenti alle
informazioni richieste.
Ad oggi i principali fattori che influenzano il posizionamento, possono essere suddivisi
in fattori on page, ovvero che riguardano le caratteristiche tecniche delle pagine del sito
web e fattori off page, in cui rientrano invece tutte le caratteristiche che derivano da
attivit effettuate allesterno del sito.
Attualmente i principali fattori on page sono:

ottimizzazione delle parole chiave nei tag HTML, in particolare il tag title e il meta
tag description;
ottimizzazione dei tag di intestazione;
utilizzo di URL parlanti;
densit delle parole chiave nei contenuti.

Figura 2 Esempio di ottimizzazione delle parole chiave nel tag title HTML.

Poich i motori di ricerca considerano anche altri fattori, come ad esempio la popolarit
del sito o la sua reputazione online, importante considerare bene anche le azioni da
effettuare allesterno del sito che servono non solo per i motori di ricerca, ma per
promuovere e far conoscere direttamente il proprio sito.

I principali fattori off page che possono influenzare in modo positivo anche i motori di
ricerca sono:

numero e qualit dei backlink;
utilizzo di landing page;
article marketing e comunicati stampa;
interviste sul proprio sito con altri blogger o siti web dello stesso argomento.
social media marketing;

I backlink, chiamati anche link di ritorno, non sono altro che link che puntano a un
determinato sito. Questo termine non definisce solo i siti presenti nel blogroll, ovvero
la lista di link di siti o blog che il gestore del sito segue per interessi comuni o per
scambio reciproco di link, ma in realt qualsiasi link che punta al nostro sito che
provenga da forum, siti web o social network.
Analizzeremo nel dettaglio allinterno dei prossimi capitoli come gestire questi fattori on
page e off page per migliorare reputazione e posizionamento sui motori di ricerca, in
particolare su Google.

Levoluzione dellalgoritmo di Google


Abbiamo visto come alcuni fattori che influenzano il posizionamento sui motori di ricerca
sono pubblici e in alcuni casi come ad esempio per Google, lo stesso motore di ricerca
che fornisce informazioni per ottimizzare i propri siti web in funzione anche dei
cambiamenti e delle evoluzioni dellalgoritmo.
Ecco perch importante vedere come evoluto lalgoritmo di Google in questi anni,
sia per smentire alcune indicazioni molto in voga sul web che per capire quali saranno in
futuro i fattori che avranno maggior peso per il posizionamento.
Dal 2003 al 2007 Google si concentrato soprattutto sulle modifiche di algoritmo per
penalizzare tecniche innaturali di ottimizzazione delle pagine web.
Gli algoritmi chiamati da Google Dance e Florida colpiscono nel 2003 i siti web
che utilizzano la tecnica di keyword stuffing, ovvero la ripetizione innaturale di parole
chiave allinterno di una pagina web.
Il 2004, attraverso il nuovo algoritmo denominato Austin, dedicato alla
penalizzazione delle tecniche di Black Hat SEO, come ad esempio nascondere parole
chiave allinterno delle pagine web utilizzando font di dimensioni minime o utilizzando
per le parole chiave lo stesso colore dello sfondo, per poterle ripetere pi volte nel testo
senza disturbare la lettura del visitatore.
Lalgoritmo NoFollow del 2005 come si evince dal nome, introduce lattributo
NoFollow che indica al motore di ricerca quali link non indicizzare (ad esempio nei
commenti di un blog) per favorire la qualit dei link in entrata.

Ma la vera rivoluzione del 2005 laggiornamento algoritmico Local Maps che incide
sui risultati di ricerca in funzione e in relazione alla localizzazione: si inizia a parlare di
Local SEO.
Interessanti anche i successivi cambiamenti algoritmici che tra il 2005 e 2006 cercano
di fare pulizia sui link in entrata, penalizzando soprattutto link reciproci o acquistati da siti
specializzati.
Dal 2007 oltre agli aggiornamenti di algoritmo, entrano in gioco una serie di
cambiamenti nella struttura di ricerca di Google (lato utente) che modificano in modo
significativo anche le SERP.
Queste modifiche arrivano nel 2007 attraverso lUniversal Search, con cui Google
aggiunge nei risultati di ricerca le opzioni notizie, immagini, video e nel 2008 con
linserimento nel box di ricerca, dei suggerimenti in tempo reale, mentre lutente sta
digitando la parola ricercata.
Rimanendo sul fronte degli algoritmi, la prima grande rivoluzione arriva con
lalgoritmo Caffeine del 2009 che permette di accelerare lindicizzazione e
posizionamento quasi in tempo reale. Da questo momento si inizia a parlare di SEO in real
time e per molti si aprono orizzonti nuovi soprattutto per pubblicizzare eventi o contest
che prima necessitavano di molto tempo di preparazione per essere promossi sul web.
Dalla fine del 2010 entrano invece in gioco tutti i fattori legati allutilizzo dei social
network come ad esempio il Social Signal del 2010 con cui Google inizia ad utilizzare i
riscontri sui social media per aumentare il ranking di posizionamento o il +1 Button che
anticipa larrivo di Google Plus e il suo impatto sui motori di ricerca.
Oltre ai social network, Google raffina sempre pi i risultati di ricerca cercando di
premiare contenuti di qualit e non duplicati. Per questo motivo con larrivo
dellalgoritmo Panda nel 2011, vengono penalizzati siti con contenuti di bassa qualit o
con troppi spazi pubblicitari e con un nuovo aggiornamento algoritmico chiamato
Freshness, sempre nel 2011, vengono premiati i siti con contenuti aggiornati
frequentemente.
Nel 2012 le grandi novit sono il nuovo aggiornamento algoritmico Penguin che ha
penalizzato ancora di pi il keyword stuffing e i backlink di dubbia provenienza o
collegati a pagamento oltre allintroduzione di Google Search Plus Your World, con cui i
risultati di ricerca vengono determinati dal grado di autorit e connessioni sociali con il
social network Google Plus.
Questultima integrazione legata a doppio filo con il futuro di Google che va verso
una ricerca sempre pi legata al cosiddetto web semantico fatto di contenuti reali e non di
tecniche informatiche, come dimostra laggiornamento Knowledge Graph che aggiunge
informazioni aggiuntive nei risultati come immagini collegate, data di nascita dellautore,
video collegati etc.
In questo modo Google vuole integrare e comprendere le reali dinamiche che nascono e
si evolvono tra le persone nella vita di tutti i giorni, penalizzando ed escludendo sempre di
pi contenuti nati in maniera artificiale o fittizia per scopi commerciali.
Levoluzione di questi concetti stata integrata totalmente dallalgoritmo Hummingbird

(Colibr) che a Settembre 2013 ha portato una nuova rivoluzione nelle SERP di Google
perch, pur utilizzando alcuni componenti dai precedenti algoritmi (come lanalisi dei
backlink di Penguin o dei contenuti duplicati e di bassa qualit con Panda) concepito
come un algoritmo totalmente nuovo che reinterpreta i dati a disposizione cercando di
fornire una risposta sempre pi precisa alle richieste dellutente.
Nellultimo capitolo vedremo limpatto e il funzionamento specifico di questo
algoritmo anche se importante stare molto attenti anche ai continui esperimenti che
Google attua sulle SERP.

Per rimanere costantemente aggiornati sui continui aggiornamenti dellalgoritmo di
Google: http://www.seomoz.org/google-algorithm-change
Il nuovo algoritmo Hummingbird (Colibr) insieme al nuovo servizio My Answers
amplifica ancor di pi una delle caratteristiche principali di Google: la personalizzazione
dei risultati in base alle ricerche del singolo utente. Infatti Google non effettua una ricerca
globale in tutto il suo database, ma estrapola i risultati a seconda dellargomento e delle
intenzioni di chi sta effettuando la ricerca, personalizzando i risultati che ha elaborato in
relazione ad aspetti connessi allutente.

Figura 3 My Answers: il nuovo tasto per i risultati privati attivo nelle SERP.

Diventa quindi molto importante capire in che modo una persona effettua una ricerca su
Google e la prima discriminante fondamentale consiste nel comprendere se questa ricerca
viene effettuata essendo gi collegati al proprio account Google, oppure no (in termine
tecnico questultima opzione si definisce senza accesso eseguito).

Laccount Google un sistema di accesso unificato che consente di accedere a tutti i
prodotti Google gratuiti (Gmail, Google Gruppi, Picasa etc.) Per ottenere un account
Google sufficiente inserire i propri dati allinterno di questo link:
https://accounts.google.com/signup
Per avere maggiori informazioni sullutilizzo e le funzionalit dellaccount Google
questo il link della guida ufficiale: https://support.google.com/accounts/?
hl=it#topic=3382296
In questo modo chi effettua una ricerca con il proprio account Google, fa s che tutte le
ricerche e le attivit web effettuate possano essere salvate da quella che Google definisce
Cronologia web.
Per chi ha un account Google possibile verificare la propria Cronologia web
semplicemente attraverso questo link: https://history.google.com/history/
La cronologia web privata, ma utilizzata da Google per personalizzare le ricerche
dellutente nel tentativo di migliorare la risposta.

Lobiettivo di Google infatti quello di anticipare i bisogni dellutente per fornire una
risposta in base allutilizzo storico del motore di ricerca. Significa che se effettuiamo
una ricerca su Google digitando per la prima volta la parola Pesca e successivamente
clicchiamo in corrispondenza di una pagina web che si riferisce al frutto, le volte
successive Google inserir nelle prime posizioni della nostra SERP le pagine web che si
riferiscono al frutto del pesco e non alla cattura di animali che vivono in ambiente
acquatico o ad un a lotteria in cui vengono estratti da unurna i biglietti vincenti!
Google oltre a personalizzare la pagina dei risultati in base alle ricerche effettuate con
un account Google, le modifica in funzione della localit da dove vengono effettuate,
rilevando la posizione geografica dallindirizzo IP da cui si accede al web.

Lindirizzo IP (Internet Protocol address) unetichetta numerica che permette di
identificare univocamente uno specifico computer o un qualsiasi altro dispositivo di
rete o una rete, riconoscendone la provenienza geografica.
A questo punto la domanda di chi si approccia alla SEO potrebbe essere: come possiamo
verificare la vera posizione del nostro sito per verificare nelle SERP se le ricerche
dipendono dalla localit e dalla cronologia web o dalle ricerche precedentemente
effettuate?
La soluzione c ed molto semplice: sufficiente aggiungere il parametro &pws=0
allindirizzo URL dei risultati dei risultati dei motori di ricerca per far apparire i risultati
senza personalizzazioni.
Essendo in Italia, per evitare personalizzazioni relative alla localit sempre bene
effettuare questa ricerca dallestensione .com di Google.
Quindi se volessimo verificare la SERP relativa alle parole chiave SEO Google senza
alcuna personalizzazione scriveremo nellindirizzo URL:
https://www.google.com/search?q=seo+google&pws=0

Figura 4 Esempio di ricerca con il parametro &pws=0.

Questo metodo pu risultare utile non solo a chi fa SEO, ma anche agli utenti che possono
capire come cambiano le loro ricerche a seconda dellaggiunta di personalizzazioni o
meno, e in certi casi aiuta a smascherare chi promuove i propri risultati SEO in modo
poco onesto, ad esempio portando il proprio computer durante i colloqui con lazienda
che gli ha affidato il lavoro SEO. Infatti, avendo gi effettuate molte ricerche sullazienda
sul proprio computer, ovviamente sar molto pi probabile trovare il sito oggetto
dellattivit SEO nelle prime posizioni delle SERP.

Professione SEO: perch non se ne pu fare a meno


Una volta preso atto di queste personalizzazioni, ci si potrebbe chiedere se vale davvero la
pena di lavorare alla cosiddetta SEO organica o non sia meglio pagare per essere
posizionati su Google, attraverso lapposito servizio Google AdWords.

Per SEO organica detta anche SEO naturale, si intende il posizionamento delle
pagine del nostro sito web dovuto esclusivamente delle tecniche SEO utilizzate senza
investire in forme pubblicitarie.
In realt, anche se i tempi del posizionamento organico possono non essere brevi e a volte
difficoltoso raggiungere gli obiettivi prefissati, a differenza delle campagne a pagamento
possono durare nel tempo, poich un annuncio promozionale appena terminer la
campagna far sparire completamente dalle SERP il nostro sito.
Inoltre la maggior parte degli utenti naturalmente predisposta a visionare e cliccare sui
risultati organici perch ormai inizia a riconoscere i link che deviano dagli annunci
pubblicitari a pagamento e tende a evitarli.
Ecco perch qualsiasi tipo di attivit (imprenditoriale, promozionale, a carattere sociale

etc.) non pu ormai prescindere da utilizzare una figura professionale legata alla SEO, che
generalmente viene definita Search Engine Optimizer o SEO Specialist o Search Engine
Expert.

Search Engine Expert: figura professionale che, gestendo e supportando lo
sviluppo di servizi Web e di marketing digitale, si occupa del raggiungimento del
miglior ritorno sullinvestimento (ROI) dato dalla visibilit allinterno di motori di
ricerca e servizi a loro afferenti.
Definizione contenuta nel documento ufficiale, realizzato dal Gruppo Web Skills
Profiles, con lo scopo di definire i profili professionali europei ICT di terza
generazione che siano maggiormente aderenti al settore del Web.
Link al documento completo: http://www.skillprofiles.eu/stable/g3/profiles/WSP-G3007.pdf
Il SEO dunque, se ci riferiamo al professionista che utilizza queste tecniche per
ottimizzare i siti web, diventa la chiave per essere presenti in modo efficace online
soprattutto per chi attraverso il web vuole promuoversi, offrire i propri servizi, vedere i
propri prodotti.
Abbiamo iniziato a intravedere qualche caratteristica che ogni Seo Specialist dovrebbe
avere anche se, in apparenza, queste caratteristiche potrebbero sembrare esclusivamente
tecniche o comunque legate al mondo dellinformatica: software, database, algoritmi
matematici, modifica di linguaggi di programmazione come lHTML etc.
In realt questo libro vuole approcciarsi alla SEO con uno sguardo pi umanistico,
avvicinandosi sempre pi a quella SEO semantica che Google sta portando avanti ormai
da tempo e che sta iniziando a concretizzarsi dopo lavvento dellalgoritmo Hummingbird
(Colibr).
Ecco perch cercheremo di affrontare la parte pi tecnica, quella dedicata alla SEO On
page, con una particolare attenzione rivolta a chi conosce poco o nulla di programmazione
HTML, utilizzando i tanti strumenti che ci offre il web per superare qualsiasi barriera
informatica.

APITOLO 2

Gestione SEO on page

Pianificare le attivit
Per promuovere un sito nuovo o gi esistente attraverso le tecniche SEO e di web
marketing, i primi passi fondamentali da compiere consistono nel preparare un piano di
azioni in cui possano essere verificati i dati e in base ai risultati raggiunti, sia possibile
proporre nuove azioni o modifiche per raggiungere gli obiettivi prestabiliti in fase di
programmazione.
Per questo motivo occorre pianificare una strategia precisa e crearsi un metodo di
lavoro efficace, utilizzando i giusti strumenti a nostra disposizione che fortunatamente
sono forniti gratuitamente proprio dal motore di ricerca per cui concentriamo i nostri
sforzi, ovvero Google.

La prima cosa da fare per utilizzare tutti questi strumenti offerti, creare un account
di Google inserendo un indirizzo mail valido e una password, da questo link:
accounts.google.com/NewAccount?hl=it
Anche se, come abbiamo visto, i recenti cambiamenti algoritmici di Google permettono
posizionamenti molto pi veloci rispetto a qualche anno fa, sempre bene pianificare una
strategia che permetta di programmare i propri obiettivi e monitorare le azioni intraprese e
i risultati ottenuti.
Ovviamente tutto questo deve essere impostato tenendo conto della variabile tempo e
deve essere sempre possibile poter modificare i propri obbiettivi in meglio o in peggio, a
seconda dei risultati.
La variabile tempo da considerare secondo due aspetti differenti. Il primo aspetto
riguarda il tempo che occorre pianificare per le varie attivit di SEO e web marketing.
ovvero entro quanto tempo posizionare le parole chiave tra i primi 10 risultati o quanti
nuovi visitatori al sito deve portare unazione di web marketing, ad esempio entro 1
settimana.
Il secondo aspetto riguarda il tempo necessario a svolgere tutte queste attivit che
quindi strettamente legato alle risorse che si hanno a disposizione, in quanto unefficace
attivit di web marketing ha comunque bisogno di risorse continue, soprattutto se si decide
di utilizzare i social network a supporto di queste azioni.
Per pianificare queste attivit possibile utilizzare il diagramma di Gantt integrato con
listogramma delle risorse.

Diagramma di Gantt
Per la realizzazione del diagramma di Gantt (dal nome dellingegnere americano che
lo introdusse allinizio del XX secolo), necessario associare alle attivit di
promozione la loro durata stimata. Questa tecnica consente di descrivere il
programma di realizzazione di un progetto, nel nostro caso di promozione, attraverso
la rappresentazione della durata delle sue attivit su un grafico (istogramma)

utilizzando lasse delle ascisse come scala temporale. Sullasse verticale, non
orientato, sono indicate le attivit di cui si compone il progetto. La collocazione delle
barre di attivit lungo lasse temporale consente di evidenziare non solo la durata,
ma anche lepoca di realizzazione di ogni attivit. Spesso a questo diagramma si
affianca listogramma delle risorse perch il diagramma di Gantt ha il difetto di non
essere ottimizzato per lutilizzo delle risorse. Listogramma delle risorse viene
costruito indicando, per ogni periodo, la quantit di risorse complessivamente
necessarie in base al tempo stimato.


Per realizzare un diagramma di Gantt delle attivit, possibile utilizzare Gantt
Project, software gratuito scaricabile dal sito www.ganttproject.biz/. Per creare un
diagramma di Gantt in cui possibile associare le attivit alla risorse, esiste un altro
software gratuito chiamato Open Proj scaricabile dallindirizzo:
http://sourceforge.net/projects/openproj/

Diario di bordo con Google Calendar


Anche se il diagramma di Gantt un ottimo strumento di lavoro soprattutto per la
pianificazione, Google Calendar, strumento gratuito offerto da Google, permette di creare
une vero e proprio diario di bordo con avvisi, per gestire tutte le attivit legate alla SEO e
al web marketing.
Soprattutto per quanto riguarda la gestione delle azioni legate alla SEO, infatti
necessario crearsi un diario di tutte le attivit effettuate per capire quali incidono in modo
positivo o negativo sui motori di ricerca o se, ad esempio, si riscontrano fluttuazioni nei
posizionamenti di determinate parole chiave, in corrispondenza con aggiornamenti
dellalgoritmo di Google.
Google Calendar un ottimo strumento per gestire un diario di bordo SEO perch oltre
a tener traccia di tutte le azioni trascritte, permette anche di inviare promemoria, utili ad
esempio a verificare i risultati delle azioni intraprese tempo prima.
Per utilizzare questo strumento sufficiente collegarsi con il proprio account di Google
a questo link: https://www.google.com/calendar?hl=it
possibile nominare calendari diversi a seconda delle attivit, quindi volendo possiamo
anche creare due calendari differenti: uno legato alle azioni SEO on page e laltro dedicato
alle attivit di web marketing.
Una buona metodologia di lavoro potrebbe essere la seguente:

in data 02/07/2013 fissiamo lobiettivo di essere presenti con il nostro sito web nelle
prime due pagine di Google, con una determinata parola chiave (ad esempio
booktrailer);
creiamo su Google Calendar levento come riportato dalla figura 5, avendo cura di

personalizzarlo compilando la form dedicata al nome (ad esempio Posizionamento


prime 2 pagine booktrailer);
scegliamo il calendario utilizzato (nel nostro caso Diario_SEO);
inseriamo eventualmente inseriamo una descrizione dettagliata;
scegliamo un colore dellevento per differenziarlo dalle azioni intraprese e
dallanalisi dei risultati (ad esempio blu);
lasciamo le altri opzioni come indicato nella figura 5.

Figura 5 Esempio di utilizzo di Google Calendar.

Allo stesso modo tracciamo le azioni SEO intraprese, nominandole in modo descrittivo
(ad esempio Modifica meta tag description) e colorandole con un colore diverso per
differenziarle dagli obiettivi (ad esempio utilizziamo il colore rosso).
Infine, impostiamo levento di analisi dei risultati, utilizzando la stesse modalit sopra
descritte, ma in questo caso impostiamo anche il promemoria, via mail o tramite pop-up
per ricordarci quando effettuare il controllo.
In questo modo sar sempre possibile verificare le azioni svolte ed eventualmente
effettuare modifiche nel caso in cui gli obiettivi non vengano rispettati.

La scelta del dominio


Una delle prime scelte da compiere, in parte legate alle tecniche SEO, la scelta del nome
di dominio del sito web, soprattutto nel caso di nuovi siti o progetti, ma anche nel caso in
cui occorra migliorare il posizionamento di siti gi esistenti.
Ecco qualche caratteristica che pu esser utile per scegliere il giusto nome di dominio:

utilizzare un nome non troppo lungo (mai pi di 3 parole chiave) e facile da

ricordare;
scegliere parole comuni utilizzate dalla maggior parte delle persone (ad esempio
meglio il termine assistenza computer che assistenza videoterminali);
scegliere un nome di dominio unico e non confondibile con altri;
evitare di utilizzare caratteri speciali o trattini tra due parole. Ad esempio
magliecalciointernazionali.com meglio di maglie-calcio-internazionali.com, perch
pi facile comunicarlo anche oralmente, mentre per i motori di ricerca non fa
differenza perch capiscono la divisione tra le 3 parole chiave;
corrispondenza delle parole chiave utilizzate nel dominio con gli argomenti trattati
dal sito.
Risulta ormai meno fondamentale, soprattutto a livello SEO, la scelta dellestensione del
dominio (.it, .com, .net, .org etc.) che pu dipendere invece dal pubblico di riferimento.
Se il pubblico sar esclusivamente italiano preferibile unestensione .it, ma bene
ricordare che unestensione .com anche a livello di brand, pu essere molto significativa,
perch riconosciuta in tutto il mondo ed anche tra le pi antiche estensioni disponibili,
essendo nata nel 1985, anche se il suo boom legato alla diffusione di Internet nel 1997.
Tra le caratteristiche che possono incidere soprattutto a livello di SEO c anche
lanzianit del dominio che pi alta, pi favorisce il posizionamento sui motori di
ricerca, anche se ovviamente il sito web deve comunque rispondere a determinate
caratteristiche di contenuti: un sito non aggiornato da anni verr comunque penalizzato da
Google, rispetto ad un sito pi recente, ma aggiornato frequentemente.

Densit e prossimit delle parole chiave


Se per la scelta del dominio occorre solo concentrarsi su quali parole chiave scegliere, per
tutte le altre pagine del sito web entrano in gioco altre variabili, ad esempio quante volte
ripetere una parola chiave che vogliamo posizionare o come comportarsi nel caso di pi
parole chiave da utilizzare.
Entriamo allora nel cuore della SEO, introducendo due caratteristiche fondamentali per
lutilizzo della parole chiave in un testo: la densit e la prossimit.
possibile quantificare la densit come risultato del rapporto tra il numero di volte che
compare una parola chiave da utilizzare per il posizionamento sui motori di ricerca e tutte
le altre parole presenti in una pagina web. Questo rapporto generalmente si esprime in
percentuale, pertanto va moltiplicato il risultato per 100.
Ad esempio se ripetiamo 6 volte una parola chiave in un testo con 150 parole totali, la
densit sar pari al 4% (6/150 x 100= 4%).
Tuttavia per far s che queste parole chiave scelte, portino ad un miglior posizionamento
della pagina web sui motori di ricerca, occorre equilibrarle con il resto del testo della
pagina, poich uno sbilanciamento eccessivo di parole chiave pu essere visto in modo
negativo dai motori di ricerca, Google in primis, che tendono a penalizzare chi utilizza
questa tecnica in modo eccessivo.
Non esistono numeri o formule precise, ma solamente un lavoro di equilibrio per

riuscire a ripetere le parole chiave in modo da farsi notare da Google e allo stesso tempo
mantenere il testo naturale e leggibile, curando qualitativamente i contenuti testuali.
Proprio per questo, ultimamente, accanto al concetto di Keywords density si fatto strada
il concetto di Keywords rank: non conta solo la densit di parole chiave, ma conta molto
anche la posizione allinterno del testo.
Unaltra caratteristica legata alle parole chiave che riveste una notevole importanza per
il posizionamento sui motori di ricerca, la cosiddetta prossimit delle parole chiave che
altro non che la distanza delle parole chiave allinterno di un testo.
Google tende a posizionare tra i primi posti nelle SERP le pagine in cui due parole
chiave sono riportate senza alcuna congiunzione o altra parola in mezzo. Ad esempio se si
cerca lavoro web verr posizionata meglio una pagina che utilizza come parole chiave
nel titolo e nella pagina lavoro web, rispetto ad una che utilizza lavoro sul web.
Ovviamente pi due termini ricercati sono distanti, pi verranno posizionati in basso
nelle SERP, per questo se si vogliono posizionare due parole chiave, sempre meglio
evitare qualsiasi elemento tra i due termini scelti e concentrare questa tecnica soprattutto
sul titolo della pagina poich il primo elemento che Google considera per la prossimit
delle parole chiave, anche se sarebbe meglio mantenere la stessa prossimit anche
allinterno dei contenuti del testo della pagina.

I tag HTML
Una volta assimilati i concetti di densit e prossimit, il momento di applicarli dal punto
di vista tecnico, attraverso lottimizzazione dei tag HTML.
Come gi detto uno dei concetti chiave delle tecniche SEO quello di favorire lo Spider
ad accedere al nostro sito, cercando di fornire tutte le informazioni possibili in merito ai
suoi contenuti.
I tag HTML, altrimenti detti meta tag, sono informazioni nascoste allocchio del
visitatore, ma contenute allinterno del codice HTML che permettono di comunicare agli
Spider, informazioni aggiuntive su una pagina web o su un documento multimediale
collegato.
Per modificare o inserire questi tag, sufficiente salvare la propria pagina web e
modificare il codice html attraverso un semplice editor di testo come ad esempio Block
notes.
Oppure nel caso di utilizzo di un CMS, come ad esempio WordPress, sufficiente
installare ed impostare correttamente un plugin dedicato, come vedremo dettagliatamente
nel corso del libro.

Un CMS (Content management system) un software che serve per gestire
interamente i contenuti di un sito web una volta installato su un server. I CMS gratuiti
pi utilizzati al mondo sono WordPress (http://wordpress.org/), Drupal
(http://drupal.org) e Joomla (http://www.joomla.org/).
La scelta del CMS dipende da molti fattori, ma pur essendo tutti e tre sistemi Open source

- ovvero in cui il software libero e pu essere sviluppato gratuitamente - per la facilit di


installazione, di utilizzo e di aggiornamento, consigliamo sicuramente WordPress. Inoltre
il CMS che cresciuto pi velocemente creando unenorme comunit di appassionati
che facilita il suo sviluppo e permette di aggiungere numerose funzionalit, nella maggior
parte dei casi gratuitamente.

Il tag title
Ovviamente uno dei codici che pi influenzano i motori di ricerca il tag legato al titolo
della nostra pagina web, ovvero il tag title.
Ecco perch diventa fondamentale anche per chi deve curare la scrittura di un testo web,
iniziare fin da subito a pensare ai contenuti testuali in ottica SEO, in modo da
automatizzare questi processi, evitando di modificare direttamente il codice HTML ogni
volta che si pubblica un nuovo contenuto.

Per visualizzare il codice HTML di una pagina web sufficiente cliccare con il tasto
destro del mouse mentre si sta navigando su un sito web e a seconda del browser
utilizzato seguire le seguenti istruzioni.
Per PC (con sistema operativo Windows)
Se si utilizza come browser Chrome o Firefox una volta cliccato con il tasto destro del
mouse, scegliere lopzione Visualizza sorgente pagina. anche possibile utilizzare i
comandi da tastiera tenendo premuti contemporaneamente i tasti CTRL e lettera U.
Nel caso si preferisse come browser Internet Explorer, sufficiente scegliere lopzione
HTML. Anche in questo caso possibile utilizzare il comando veloce premendo
contemporaneamente i tasti CTRL e lettera U.
Per Mac
Se si utilizza il browser Safari occorre rendere visibile il men Sviluppo, scegliendo la
voce Avanzate dal men Preferenze e spuntando la voce Mostra men Sviluppo nella
barra dei men. A questo punto sufficiente selezionare Mostra Sorgente pagina.
possibile anche utilizzare il comando rapido da tastiera, cliccando
contemporaneamente i tasti , Command, Option e lettera U.
Per Firefox e Chrome lopzione da selezionare sempre Visualizza sorgente pagina
oppure anche in questo caso possibile attivare il comando da tastiera tenendo premuti
contemporaneamente i tasti Command, Option e lettera U.
La figura sottostante mostra un esempio di come posizionato il tag title allinterno del
codice HTML (sottolineato in blu) e soprattutto evidenzia come il titolo dellarticolo verr
automaticamente visualizzato allinterno della pagina di ricerca di Google.

Figura 6 Posizionamento del title nel codice HTML e visualizzazione su Google.

In questo esempio sono inoltre riportate due tecniche SEO molto interessanti legate al
titolo e che possono portare risultati di posizionamento eccellenti.
La prima regola riguarda lutilizzo dei due punti allinterno del titolo, in questo caso
App marketing: il nostro nuovo ebook.
Google da grande importanza alle prime parole del titolo e premia una forma di
contenuti formata da due parti: una parte sintetica + una parte descrittiva.
In questo caso la prima parte App marketing volutamente sintetica e legata alle
parole chiave che si vogliono indicizzare, mentre la seconda parte entra maggiormente nel
dettaglio, specificando che il titolo di un ebook (altra parola chiave) e che appena
uscito (nuovo).
Unaltra tecnica utilizzata quella dellinserimento nel title del separatore pipe | che
rappresenta un elemento molto interessante perch Google lo riconosce come un elemento
separatore che divide il tag title in due blocchi.
Se non si ha necessit di dividere in due blocchi il titolo perch si vogliono
comprendere nel posizionamento anche le parole chiave del dominio del sito web, il pipe
pu essere sostituito dal trattino - (carattere ASCII 45).
In ogni caso questi simboli vengono utilizzati per includere nel titolo il nome del
proprio sito web, in modo da fornire al visitatore la provenienza dellarticolo sin dal titolo,
quindi in modo automatico fin dal risultato dei motori di ricerca.
Unaltra caratteristica fondamentale riguarda la lunghezza del titolo che deve comunque
mantenersi sintetico, poich Google tende ad indicizzare un massimo di 12 parole inserite
nel title e soprattutto mostra al massimo 70 caratteri (spazi inclusi) nel campo titolo delle
SERP.
Tuttavia, poich Google ultimamente sta facendo alcuni esperimenti sul nuovo layout
delle SERP, adattandolo sempre di pi alla visualizzazione mobile, consigliabile
mantenersi comunque sotto i 58 caratteri (spazi inclusi) per non rischiare di avere il titolo
tagliato nelle SERP dopo i prossimi aggiornamenti grafici.

Il meta tag description


Sempre guardando lesempio della figura 6, appare evidente come la descrizione della
pagina che appare subito dopo la data, sia molto importante, soprattutto per far capire al
lettore il contenuto dellarticolo.

La parte di codice HTML che gestisce il campo descrizione chiamata description e


oltre a curarla dal punto di vista comunicativo, poich rappresenta lanteprima
dellarticolo, bene prestare attenzione ad alcuni dettagli, poich questo tag ha una grande
importanza per i motori di ricerca.
Utilizzando lesempio della figura 6, vediamo come appare il meta tag description nel
codice HTML:
<meta name=description content= disponibile il nostro nuovo ebook App
marketing, una guida per promuovere app e per sfruttare il loro potenziale
comunicativo./>

Anzitutto occorre prestare attenzione alle lunghezza della description, sia per il numero
di parole da utilizzare - generalmente meglio non superare le 15 parole - sia per il
numero di caratteri (spazi inclusi) che per indicazione di Google non dovrebbero mai
essere superiori a 158 per essere presenti integralmente nelle SERP.
Il meta tag description molto importante per il posizionamento perch Google cerca
proprio in questa porzione di codice HTML le informazioni da mostrare in anteprima nel
campo snippet, nel caso non le trovasse nel contenuto del testo.

Figura 7 Esempio di snippet nelle SERP.


Lo snippet, quando si riferisce ai motori di ricerca, un breve estratto di una pagina
web indicizzata, che in Google equivale a: titolo della pagina, indirizzo URL e
descrizione dellarticolo.
Ecco perch occorre sempre compilare il meta tag description: in questo modo: Google
non riempir la descrizione cercando i contenuti nella pagina, ma trover il contenuto
corretto direttamente dal codice HTML.
Appare quindi evidente come sia fondamentale lavorare molto su questo campo,
cercando di riempirlo di contenuti persuasivi per attirare il visitatore ad entrare nella
nostro sito e mettendo in correlazione le parole chiave presenti nel titolo e nel testo della
pagina web.

I tag di intestazione
I tag di intestazione come si evince dal nome, riguardano il tipo di intestazione da dare al
testo e possono considerarsi lequivalente degli stili di testo utilizzati dai principali
programmi di scrittura.
Tuttavia il loro utilizzo non solo quello di indicare una formattazione del testo diversa

esclusivamente a livello visivo, bens consentono di attribuire una maggior importanza


alle parole scelte allinterno di questi tag, anche agli occhi dei motori di ricerca.
possibile organizzare un testo di una pagina web assegnando fino a 6 tag di
intestazione in ordine dimportanza, dal tag H1 che generalmente viene collegato al titolo
della pagina, fino ad arrivare al tag H7 assegnando via via minor importanza ad altre parti
del testo.
quindi possibile assegnare 7 diversi livelli di importanza ai contenuti testuali, anche
se logicamente i pi importanti e i pi utilizzati sul web sono i primi 3 tag: H1, H2 e H3,
da utilizzare rispettando sempre lordine gerarchico decrescente, senza saltare alcun livello
in modo che dopo lH1, vada sempre lH2, senza saltare direttamente allH3.
Il tag H1, lunico obbligatorio, quello che avr la maggior importanza per il motore di
ricerca, quindi generalmente viene utilizzato per il titolo, dovendo indicare sinteticamente
largomento della pagina web o dellarticolo ed ovviamente come gi detto, deve
contenere al suo interno le stesse parole chiave inserite nel tag title e nel meta tag
description.
Il tag H1 deve inoltre essere utilizzato solamente una volta per pagina ed consigliabile
posizionarlo il pi in alto possibile poich gli Spider leggono la pagina web dallalto verso
il basso.
I tag H2 possono invece essere ripetuti (il consiglio comunque di non ripeterli pi di 3
volte) e generalmente vengono utilizzati per frammentare il testo in sottotitoli, sezioni o
paragrafi, cercando di fornire un ordine alle pagine web che devono comunque mantenere
un contenuto testuale sintetico.
I tag H3 possono essere utilizzati per sotto paragrafi, per link testuali, per elenchi o per
liste di link o altri contenuti.
Gli altri tag fino al tag H7, vengono solitamente utilizzati per testi aggiuntivi, note,
approfondimenti, informazioni di contatto o di diritti, legati alla pagina web.
Ecco un breve esempio di come utilizzare questi tag nel codice HTML:
<h1>App marketing: il nostro nuovo ebook</h1>
<p> disponibile il nostro nuovo ebook: una guida per promuovere la tua
app</p>
<h2>Come promuovere la tua app online</h2>
<p>le principali tecniche di web marketing</p>
<h2>Come promuovere la tua app allinterno degli store</h2>
<p>Le regole specifiche di promozione a seconda dello store utilizzato</p>
<h3>Disponibile sui principali store</h3>

URL parlante
Tra le ottimizzazioni SEO on page, rientra tra le principali tecniche da utilizzare, la
denominazione degli indirizzi URL del proprio sito web.


Lindirizzo URL (Uniform Resource Locator) lindirizzo con cui viene identificata
non solo una pagina web (ad. esempio chisiamo.html), ma anche una risorsa
multimediale ad esso collegata come file, immagini, o altri contenuti multimediali.
Pertanto la prima azione da compiere, controllare che gli indirizzi URL delle pagine
HTML generate dal sito web, siano modificabili, in quanto alcuni software per gestire siti
web generano pagine numeriche, o legate alla data di pubblicazione della pagina (es.
www.sito.com/?id=4126&idlivello=3 o www.sito.com//2012/01/12/titolo.html).
Se possibile modificare gli indirizzi URL o impostarli automaticamente, bene che
questi contengano sempre le parole chiave rilevanti per title, meta tag description e
contenuti testuali. Per questo motivo perch vengono definiti in gergo URL parlanti.
Sempre utilizzando lesempio della figura 6 che riguarda il lancio di un nuovo ebook,
lindirizzo URL legato allarticolo http://www.comunicazionelavoro.com/appmarketing-il-nostro-nuovo-ebook
Come si pu vedere dallesempio sempre preferibile utilizzare il simbolo - per
separare le parole, evitando accuratamente caratteri accentati o speciali che alcuni browser
non accettano, rendendo non usufruibile la pagina.
Un altro elemento importante da considerare, soprattutto per siti aziendali o che hanno
allinterno diverse categorie, la denominazione delle cartelle. Infatti, opportuno
organizzare i contenuti per categorie creando specifiche cartelle, in modo tale da ordinare i
contenuti del sito e aumentare la possibilit di posizionamento.
Ad esempio, un sito di un negozio di abbigliamento potrebbe dividere i suoi prodotti per
cartelle, sfruttando anche le parole chiave: www.sito.com/scarpe/scarpe-sportive-nike, in
modo da attirare i visitatori che cercano come parole chiave scarpe sportive o scarpe
sportive nike.

Ottimizzare il nome dei file pdf


Come gi detto, lindirizzo URL non legato esclusivamente alla pagina web, bens a tutte
le risorse multimediali ad essa collegate, come ad esempio documenti da scaricare,
immagini, link etc.
Ecco perch importante ottimizzare dal punto di vista della SEO anche queste risorse,
iniziando a lavorare sul loro nome e utilizzando le stesse regole che sono state applicate
per il nome della pagina.
Tuttavia possibile ottimizzare a fondo anche gli attributi di queste risorse, ad
esempio i file con estensione pdf, attraverso numerosi tool gratuiti (uno di questi Debenu
pdf Tool scaricabile da questo indirizzo http://www.debenu.com/products/desktop/debenupdf-tools/free/).
Gli attributi del file con estensione pdf da ottimizzare, oltre al nome del file, sono:

Title: attributo fondamentale perch viene utilizzato anche come titolo nei risultati

dei motori di ricerca;


Author: indica lautore del documento. Pu avere importanza anche per i motori
soprattutto se legato allauthorship dellautore.
Subject: rappresenta fondamentalmente la descrizione del nostro documento che
apparir sui motori di ricerca. Quindi vanno utilizzate le stesse tecniche di
ottimizzazione utilizzate per il meta tag description.

Ottimizzare le immagini
Anche per le immagini esistono attributi che possono favorire il posizionamento di una
pagina web sui motori di ricerca, ma per ottimizzarli occorre agire lato codice HTML.
Prima di tutto, sempre bene nominare il file legato allimmagine con le regole che
abbiamo gi visto: ripetizione delle parole chiave separate dal - (es. cover-ebook-appmarketing.jpg).
Per quanto riguarda il codice HTML invece, occorre intervenire sugli attributi alt e title
(nel codice HTML rispettivamente <alt> e <title>).
Lattributo alt nasce per permettere di leggere i contenuti di una pagina web a persone
con disabilit e nello specifico per comunicare il contenuto di unimmagine. Inoltre,
fornisce le informazioni sullimmagine qualora questa non fosse presente per problemi
legati al caricamento o al browser. Quindi occorre prestare molta attenzione ad utilizzare
questo attributo, equilibrando le parole chiave con laccessibilit.
Lattributo title permette invece di mostrare un testo descrittivo al passare del mouse
sopra limmagine e per questo pu essere liberamente sfruttato dal punto di vista SEO,
utilizzando le parole chiave da indicizzare, purch coerenti con i contenuti dellimmagine.
Ecco come utilizzare questi attributi nel codice HTML utilizzando il solito esempio:
<body>
<img src=immagini/cover-ebook-app-marketing.jpg alt=copertina ebook
app marketing title=app marketing ebook/>
</body>


Le immagini di un sito web devono sempre essere molto leggere come dimensioni,
per permettere alla pagina di caricarsi velocemente, qualit che viene premiata da
Google per il posizionamento nelle SERP. bene quindi comprimere il peso dei file
di tutte le immagini prima di pubblicarle sul sito utilizzando programma di editing di
immagini.
Ad esempio Gimp, scaricabile da questo link http://gimp.linux.it/www/downloadhome.html, un ottimo programma di editing gratuito che permette di ottimizzare le
immagini per il web grazie al plugin Save for web (per scaricarlo:
http://registry.gimp.org/node/33).

Ottimizzare i link
Anche i link inseriti allinterno del sito web possono essere ottimizzati in maniera simile
alle immagini, poich anchessi possono utilizzare lattributo title, con la differenza che il
testo descrittivo apparir quando il mouse si posiziona sulle parole scelte per essere
linkate.
Proprio le parole da linkare, vanno scelte in modo approfondito, poich anche queste
possono essere molto importanti per il posizionamento della pagina web.
Ecco perch assolutamente da evitare collegare il link a frasi del tipo clicca sul link
o clicca qui per saperne di pi, poich sono termini talmente generici da non portare
nessun informazione aggiuntiva.
Molto meglio ottimizzare il collegamento ai link, aggiungendo le informazioni
specifiche correlate alle parole chiave scelte per la pagina web, ad esempio link
allanteprima dellebook app marketing.
Generalmente una buona strategia da utilizzare, quella di inserire nellattributo title
del codice HTML, lo stesso testo scelto per essere linkato, ad esempio:
<p><a
title=scarica
gratis
ebook
app
marketing
href=http://www.comunicazionelavoro.com/scarica-gratis-ebook-appmarketing target=_blank> Link (scarica gratis ebook app marketing)</a>.
</p>


Anchor Text
Il testo che viene utilizzato per rimandare attraverso un link a un altro sito web viene
chiamato tecnicamente Anchor Text, ossia testo di ancoraggio. Nellesempio di
codice HTML sopra riportato equivale a Link (scarica gratis ebook app marketing).

APITOLO 3

SEO on page: gli strumenti di Google

Prima di tutto: quali parole chiave scegliere?


Abbiamo visto come la SEO si basa essenzialmente sullottimizzazione delle parole
chiave da posizionare sui motori di ricerca: dominio, tag HTML, immagini, documenti
etc.
Ma come si identificano le giuste parole chiave per far s che il nostro sito web sia
posizionato in modo efficace sui motori di ricerca?
Questa forse la fase pi delicata, determinante e complessa di un progetto SEO: per
questo dedicheremo un approfondimento specifico, soprattutto per imparare a creare una
metodologia che permetta di scegliere in modo strategico le giuste parole chiave per
raggiunger lobiettivo che ci siamo prefissati.
Ed proprio dallobiettivo che dobbiamo partire: pu sembrare scontato ma bisogna
imparare anche a crearsi obbiettivi concreti, realistici, raggiungibili.
La prima domanda legata agli obbiettivi per chi si approccia ad un ottimizzazione SEO
per unazienda o per un progetto, potrebbe essere: quali sono le parole chiave che i nostri
potenziali visitatori/clienti utilizzano per trovare i prodotti o servizi offerti?
Questa in realt potrebbe non essere la domanda corretta per partire, perch
generalmente, quando le aziende si trovano nella condizione di dover decidere per quali
parole chiave posizionarsi, i criteri per la scelta sono abbastanza superficiali, limitandosi
in molti casi ai prodotti, servizi offerti o a generici argomenti che riguardano il brand o
lattivit svolta.
Inoltre soprattutto se stiamo lavorando per unazienda, potrebbero essere scelti termini
molto tecnici pensati esclusivamente per gli addetti ai lavori (colleghi, fornitori,
competitor etc.) che tuttavia vengono utilizzati poco o niente da chi effettua una ricerca sul
web cercando quello specifico prodotto o servizio.
Pensiamo ad esempio ad unazienda che vende finestre che vuole essere posizionata su
Google per i propri prodotti: se fate scegliere allazienda quale parole chiave posizionare
la risposta potrebbe essere Infissi in vetro camera. Nulla da eccepire, il termine tecnico
quello corretto, ma la domanda che ogni SEO dovrebbe sempre porsi : se un utente
volesse questo prodotto come lo cercherebbe su Google?
In questo caso, utilizzando gli strumenti che verranno ampiamente descritti allinterno
di questo capitolo, scopriremo presto che le persone o meglio i potenziali clienti, quando
effettuano una ricerca su Google in questo caso digiterebbero finestre in doppio vetro
utilizzando 2 termini sinonimi per descrivere lo stesso prodotto, sostituendo finestre al
posto di infissi e doppio vetro al posto di vetro camera.
Quindi proviamo a stilare alcune domande preliminari che dobbiamo utilizzare prima di
scegliere le giuste parole chiave o di partire con qualsiasi tipo di progetto SEO:

1. Qual il reale obiettivo e quali risultati vogliamo raggiungere a seguito della
presenza della pagine del sito web aziendale (o del nostro progetto) su Google?
2. Qual il target di utenza a cui ci rivolgiamo (clienti fidelizzati, nuovi clienti,

diffusione del brand etc.)?


3. Abbiamo necessit di essere presenti su Google per ampliare il nostro target? Se s, in
quali settori (o argomenti) correlati alla nostra attivit?
4. Quali sono i servizi o i prodotti offerti dallazienda o dal sito web oggetto del
progetto SEO?
5. Tra i prodotti e i servizi offerti, quali sono i termini che vengono utilizzati dagli utenti
per ricercarli su Google?
6. Attraverso unanalisi SWOT riusciamo ad analizzare e individuare i punti di forza e
di debolezza dellazienda, dei prodotti/servizi correlati o del progetto?
7. Quali sono i nostri competitor e con quali parole chiave sono posizionati su Google?

Lanalisi SWOT o SWOT Analysis, uno degli strumenti maggiormente utilizzati
per lanalisi preliminare dei piani di marketing o comunicazione di un azienda o di un
progetto.
Il nome deriva dallacronimo formato dalle quattro parole in lingua inglese Strengths
(punti di forza), Weaknesses (punti di debolezza), Opportunities (opportunit) e
Threats (minacce).
Lanalisi SWOT interpreta in chiave di minacce e opportunit le tendenze evolutive
espresse dallambiente esterno e analizza i punti di forza e di debolezza interni
allazienda o al progetto che vogliamo promuovere. In questo modo possiamo
ottenere informazioni utili preliminari per rendere pi efficaci le azioni di
comunicazione rispetto al contesto nel quale si andranno a inserire.
Una volta ricevute le risposte a queste domande dobbiamo impostare un metodo che ci
permetta di pianificare in modo adeguato la scelta delle parole chiave.
Pertanto in relazione alle risposte avute, proviamo a individuare:

frasi, combinazioni, sinonimi di parole chiave che un utente potrebbe cercare in
relazione ai bisogni legati alla nostra azienda o al nostro progetto;
una categoria di parole chiave suddivise per tipologia (riguardanti un prodotto, un
brand, unazione da svolgere etc.);
un elenco di termini e sinonimi che possono essere in qualche modo associati al
nostro brand, magari prendendo ispirazione da altri competitor o aziende di
riferimento legate ad altri settori.
Abbiamo gi capito quanto sia importante scegliere le giuste parole chiave in base al
significato semantico e al loro reale utilizzo da parte dellutenza.
Ma dal punto di vista quantitativo? Quante parole chiave dobbiamo utilizzare?
Anche in questo caso partiamo dagli utenti: quante parole chiave vengono utilizzate
solitamente quando effettuano una ricerca?

Le statistiche in questo caso affermano che in media:



tra il 30 e il 40% degli utenti effettuano una ricerca utilizzando una sola parola
chiave;
tra il 10 e il 30% utilizzano una combinazione di 2 o 3 parole chiave;
il 10% utilizza pi di 3 parole chiave.
Visti i dati, istintivamente saremo portati a scegliere sempre una sola parola chiave e
invece il consiglio quello di utilizzarne pi di una: il momento di introdurre il concetto
di long tail strategy, la strategia della coda lunga.

La long tail strategy


Prima di capire in cosa consiste questa strategia bene focalizzare bene lobiettivo
comune a ogni progetto SEO: creare contenuti di qualit che sappiano rispondere ai reali
bisogni degli utenti, portandoli a compiere lazione di cliccare sul link del nostro sito web,
quando effettuano una ricerca su Google.
Questo significa che se sappiamo intercettare in modo esatto i bisogni dellutente,
abbiamo molte pi possibilit di ricevere una visita al sito web da parte sua.
A confermare questa tesi ci viene in soccorso Chris Anderson che afferma che una
strategia di marketing molto pi efficace se predilige la promozione di prodotti che
hanno un basso volume di vendita o una bassa richiesta da parte dellutente (prodotti di
nicchia).
Infatti questi prodotti specifici possono portare collettivamente a costituire una quota
di mercato ben superiore rispetto a prodotti competitor di grande popolarit, ma che sono
quantitativamente in numero esiguo.
Riferita allambito SEO e nello specifico alla scelta delle parole chiave, possiamo
quindi affermare che preferibile utilizzare pi parole chiave (3 o 4) combinate fra loro
con un volume di ricerca inferiore, rispetto a scegliere singole o poche parole chiave (1 o
2) con un alto volume di ricerca.
Facciamo un esempio concreto per comprendere meglio questa strategia.
Dobbiamo lavorare a un progetto SEO per unazienda di Firenze che vende vini di tutti i
tipi, ma con una predisposizione per i vini rossi del territorio. A intuito, il termine vino
rosso otterr elevati volumi di ricerche su Google ogni mese, tuttavia sar molto meglio
lavorare per posizionarsi su qualcosa di pi specifico come ad esempio vini rossi toscani
o ancor meglio vini rossi toscani pregiati.
Il motivo molto semplice: chi sta cercando informazioni su Google e digita vino
rosso probabilmente non ha le idee molto chiare su cosa sta cercando e vuole
verosimilmente solo dare unocchiata alle varie possibilit offerte. Chi invece digita vini
rossi toscani pregiati ha gi deciso che sta cercando un vino con determinate
caratteristiche (in questo caso rosso, toscano e pregiato) ed pertanto molto pi
propenso a cliccare sul sito web o addirittura ad acquistare online il prodotto.

Per questo motivo quel 10% di utenti che utilizza pi di 3 parole chiave per una ricerca,
rappresenta in realt il nostro vero target a cui dobbiamo mirare, poich quello che ha
le maggiori possibilit di effettuare una conversione.
Infatti, lipotetica parola chiave ideale, non quella che raccoglie il maggior numero di
visitatori, ma quella che raccoglie il maggior numero di risultati/conversioni.

Figura 8 Rappresentazione grafica della long tail strategy applicata alla SEO.

Tuttavia, anche se la combinazione di pi parole chiave legata alla long tail strategy pu
risultare pi semplice ed efficace da attuare, la strategia di scelta delle parole chiave
corretta, dovr essere impostata creando una sapiente amalgama delle tre tipologie di
parole chiave che possiamo brevemente riassumere in:

1. 1 o 2 parole chiave generiche, cercando di utilizzare parole chiave con concorrenza
abbastanza bassa, per aumentare le possibilit di permanenza prolungata nelle SERP
e soprattutto ottenere un discreto volume di traffico verso il nostro sito web;
2. 2 o 3 parole chiave specifiche, cercando di utilizzare parole utilizzate espressamente
dal nostro target di riferimento o dagli argomenti trattati. In questo modo porteremo
un discreto traffico al nostro sito formato da utenti che sono interessati ai nostri
argomenti e potenzialmente intenzionati ad approfondire;
3. pi di 3 parole chiave legate a frasi o azioni che un utente vorrebbe compiere, in
modo da intercettare i bisogni di alcune nicchie di mercato che ci interessano
particolarmente. Probabilmente i volumi di traffico al sito risulteranno molto pi
bassi rispetto alle altre 2 scelte di utilizzo delle parole chiave, ma la possibilit che
questa tipologia di visitatori compia unazione come acquistare sul nostro ecommerce decisamente pi alta rispetto alle altre due strategie proposte.
Se volessimo quantificare lutilizzo di queste tecniche, allinterno del nostro piano di
scelta delle parole chiave in riferimento al numero totale di articoli pubblicati, potremmo
seguire queste percentuali:


50% di articoli con pi di 3 parole chiave legate a frasi o azioni che un utente
vorrebbe compiere;
30% di articoli con 2 o 3 parole chiave specifiche;
20% di articoli utilizzando 1 o 2 parole chiave generiche.
Soprattutto per quanto riguarda le parole chiave generiche, dovremmo prestare molta
attenzione alla concorrenza, o meglio al livello di competizione riferito ad una determinata
parola chiave che non dipende esclusivamente da quante sono le pagine dei nostri
competitor posizionate nelle SERP, ma deve tener conto anche delle azioni effettuate per
posizionarsi.

Scoprire la concorrenza con Google


Abbiamo visto che il livello di competizione, una delle caratteristiche fondamentali per
la scelta della giusta parola chiave, quindi per prima cosa dobbiamo essere in grado di
analizzarlo, attraverso il primo strumento a nostra disposizione: ovvero Google, il motore
di ricerca stesso, poich ci fornisce nella maschera di ricerca il numero di risultati presenti
sul web e quanto tempo ha impiegato per la ricerca.
Ad esempio la ricerca delle parole corso seo al momento in cui viene scritto questo
libro produce 1.310.000 risultati.
Molto probabilmente riuscire a posizionarsi nelle prima 5 posizioni delle SERP con
queste parole chiave, pu risultare quasi impossibile, tuttavia il vero lavoro di ricerca delle
giuste parole chiave inizia da questo momento.
Se infatti iniziamo a modificare leggermente le parole chiave, magari aggiungendo dei
dettagli, possiamo riuscire a giocarcela, soprattutto se sappiamo lavorare bene con le
tecniche SEO descritte nel capitolo precedente.
Proviamo infatti ad aggiungere che il corso SEO per CMS WordPress, il risultato della
ricerca corso seo wordpress diminuisce a 386.000. E se aggiungessimo anche che il
corso offre reali opportunit per chi vuole lavorare nella comunicazione? Proviamo a
effettuare la ricerca con le parole chiave corso seo wordpress comunicazione: solo
94.000 risultati, tutta unaltra concorrenza
Ma possiamo anche andare oltre e provare ad analizzare nello specifico le loro strategie
SEO: digitiamo le parole chiave di nostro interesse su Google e clicchiamo su una delle
prime pagine della SERP per capire quali parole chiave utilizzano e soprattutto dove
vengono posizionate allinterno delle loro pagine web: titolo, descrizione, altri meta tag
etc.
Per ottenere queste informazioni sufficiente accedere al codice sorgente della pagina
web che ci interessa, utilizzando le indicazioni contenute nel capitolo precedente,
premendo contemporaneamente sulla tastiera il tasto CTRL e la lettera U (per chi utilizza
Mac i tasti da premere in contemporanea sono Option, Command e lettera U).
Google ci offre anche la possibilit di andare direttamente a cercare informazioni sulla
concorrenza aggiungendo alle nostre ricerche, comandi specifici chiamati in termine

tecnico operatori di ricerca.


Per sapere ad esempio quante pagine nellindice di Google hanno utilizzato la parola
corso social marketing nellattributo tag title, sufficiente scrivere nella barra di ricerca
di Google:
allintitle:corso social marketing

Figura 9 Esempio di utilizzo delloperatore allintitle.

Google mostrer nelle SERP lelenco di tutte le pagine web che hanno inserito questa
parola chiave nel tag title e una stima quantitativa sotto la voce risultati che indicher il
numero di pagine web indicizzate con queste caratteristiche.
In modo analogo potremmo conoscere quali pagine web hanno inserito le parole chiave
che ci interessano allinterno dellindirizzo URL, utilizzando loperatore di ricerca
allinurl.
Utilizziamo le stesse parole chiave di prima:
allinurl:corso social marketing

In Appendice analizzeremo i principali operatori di ricerca e il loro utilizzo per trovare


altre interessanti informazioni.
Ora che abbiamo capito come analizzare la concorrenza o meglio il livello di
competizione legato alle nostre parole chiave, vediamo come riuscire a conoscere il
numero di ricerche effettuate dagli utenti in riferimento alle parole chiave che ci
interessano.

Google AdWords: i volumi di ricerca


Anche in questo caso Google offre un ottimo servizio gratuito attraverso lo strumento per
gestire le campagne di Google AdWords.
Per utilizzare questo strumento sufficiente attivare un account AdWords gratuitamente

(https://adwords.google.it/) utilizzando mail e password del proprio account Google.


Questo tool che nasce con lobiettivo primario di gestire il sistema per lacquisto di
pubblicit online di Google, pu essere utilizzato in maniera molto efficace anche per
lanalisi e la scelta delle parole chiave, vediamo come.
Una volta entrati nella pagina principale del tool di Google Adwords sufficiente
cliccare su Strumenti e analisi e dal menu a tendina scegliere Strumento di
pianificazione delle parole chiave.

Figura 10 La pagina di scelta dello Strumento di pianificazione delle parole chiave.

A questo punto alla domanda Cosa Vuoi fare? scegliamo come risposta Cerca idee per
le parole chiave e i gruppi di annunci.
In questo modo avremo la possibilit di inserire le parole chiave che abbiamo pensato di
utilizzare per il posizionamento allinterno del form Opzione 1: inserisci le parole
chiave.

Figura 11 Il form di ricerca per le parole chiave.

Sotto il campo Targeting scegliamo la localit da dove vengono effettuate le ricerche


che ci interessano (es. Italia) e la lingua utilizzata (es. Italiano o Tutte le lingue, in caso di
termini utilizzati anche da lingue straniere). Possiamo anche scegliere se effettuare la
ricerca solo sul motore di ricerca Google o se estenderle anche ai partner di ricerca,
ovvero i siti della rete di ricerca che collaborano con Google per pubblicare annunci.
Nel campo Targeting presente anche unaltra opzione Mostra parole chiave a
corrispondenza inversa che indifferente per la nostra ricerca, perch riguarda
esclusivamente gli inserzionisti che non vedranno pubblicati i propri annunci quando una
ricerca contiene uno qualsiasi di questi termini.
A questo punto possiamo cliccare sul bottone Trova idee e cliccando sulla linguetta
idee per le parole chiave, avremo la possibilit di visualizzare la stima del numero di
ricerche mensili legate a quella parola chiave sotto la voce Termini di ricerca.

Figura 12 I risultati di una ricerca effettuata con lo Strumento di pianificazione delle parole chiave.

Ma non solo, Google fornisce informazioni anche sulle parole chiave correlate, sotto la
voce Parole chiave (per pertinenza) e possiamo anche ordinarle iniziando da quelle
maggiormente cercate, cliccando sul men a tendina Media delle ricerche mensili che ci
permette di effettuare una classifica sullutilizzo di queste parole in Italia (se abbiamo
attivato il filtro Italia come localit).
Questo strumento fornisce anche un altro dato legato alla concorrenza (bassa, media,
alta), ma attenzione ad utilizzare questa indicazione, poich riferita alla competizione
relativa agli inserzionisti di Google AdWords che stanno investendo sul circuito
pubblicitario legato a quella parola chiave, quindi non coincide direttamente con quanti
siti sono presenti sul web con quella parole chiave!
Tornando alla pagina di scelta dello Strumento di pianificazione delle parole chiave,
riportata nella figura 10, alla domanda Cosa Vuoi fare? scegliamo come risposta:
Ottieni il volume di ricerca per un elenco di parole chiave o raggruppale in gruppi di
annunci.
In questo modo possiamo inserire le parole chiave che abbiamo pensato di utilizzare per
il posizionamento allinterno del form Opzione 1: inserisci le parole chiave per
verificare attraverso le opzioni di punteggiatura il tipo di corrispondenza che ci interessa.

Figura 13 Il form Ottieni il volume di ricerca per un elenco di parole chiave o raggruppale in gruppi di annunci.

Prima di inserire le parole chiave allinterno del form Opzione 1: inserisci le parole
chiave opportuno saper digitare correttamente i termini ricercati in base al tipo di
corrispondenza:

Corrispondenza generica: riporta volumi di ricerca contenenti le parole chiave
scelte, per sinonimi, comuni errori di digitazione e anche per altre parole chiave che
Google considera correlate. In questo caso sufficiente scrivere direttamente ad
esempio: corso seo.
Corrispondenza Esatta: verranno restituite solo le ricerche che corrispondono
esattamente, lettera per lettera, alla parole chiave inserite. Per conoscere questo dato
sufficiente scrivere le parole chiave tra parentesi quadre: [corso seo].
Frase: Google restituir tutte le ricerche che contengono esattamente le parole
chiave, anche in combinazione con altre parole. In questo caso occorre scrivere le
parole chiave dinteresse tra virgolette: corso seo.

Google Trends: scegliere le parole del momento


Un altro strumento molto utile per la scelta delle giuste parole chiave in funzione dei
volumi di ricerca Google Trends (http://www.google.com/trends/?hl=it) che dopo la sua
fusione con il servizio Google Insight for Search, permette di capire che andamento hanno
le parole digitate su Google, confrontando i volumi di ricerca tra varie parole chiave a
seconda delle aree geografiche, degli intervalli di tempo e delle categorie di argomenti.
Tuttavia possibile sfruttare questo strumento anche per altri scopi, ad esempio nel caso

di indecisione su 2 termini simili da utilizzare come parola chiave, scegliendo quello pi


utilizzato e scoprendo landamento di quella parola nel tempo o il suo utilizzo a seconda
del pubblico di una determinata zona geografica.
Facciamo un esempio concreto: dobbiamo scrivere un articolo sul web marketing
dedicato al pubblico statunitense e siamo indecisi sul titolo da utilizzare poich sul web
abbiamo trovato come sinonimo molto utilizzato digital marketing. Una volta digitati i
due termini separati da virgola, selezioniamo come filtro Stati Uniti e avremo come
risultato lo screen che appare nella figura.

Figura 14 Utilizzo di Google Trends per il confronto tra 2 termini simili.

Possiamo vedere come nel corso degli anni il termine digital marketing indicato con il
colore blu, abbia superato come utilizzo il termine web marketing, sia dai risultati totali
di ricerca che dal trend, a dimostrazione che due parole chiave molto simili, possono avere
performance di ricerca molto diverse, anche a seconda della zona geografica utilizzata,
poich se si prova lo stesso raffronto utilizzando come filtro Italia, il risultato
lopposto!
Per questo motivo, prima di scrivere, altamente consigliato effettuare questa indagine
preliminare per evitare di scegliere parole chiave poco utilizzate dai potenziali visitatori
del sito, con una conseguente diminuzione delle possibilit di ricevere traffico per mezzo
delle ricerche effettuate sui motori di ricerca.
Un altro utilizzo molto interessante di Google Trends, sfruttarlo per conoscere le
parole pi cercate del momento in tutto il web o per specifici argomenti (Finanza, Libri e
letteratura, Hobby e tempo libero, Viaggi etc.).
Il procedimento molto semplice: basta effettuare la ricerca non inserendo alcuna
parola chiave, impostare un determinato periodo di tempo (per sapere i trend del
momento, consigliamo di scegliere gli ultimi 30 o 7 giorni), la nazione specifica e se
vogliamo largomento specifico.
Nellesempio sotto riportato (Figura 15) abbiamo avuto la necessit di scrivere per un
sito web alcune biografie legate a campioni dello sport, per questo abbiamo cercato di
capire i termini pi utilizzati negli ultimi 30 giorni nella categoria sport in Italia. Ecco che

nei risultati In crescita troviamo alcune parole chiave che coincidono con nomi di
campioni dello sport o di societ sportive.

Figura 15 Utilizzo di Google Trend per verificare le parole chiave del momento.

Quindi se scriviamo articoli utilizzando correttamente queste parole chiave, abbiamo


molte pi possibilit di ricevere visite direttamente da Google.
Inoltre questo strumento pu essere utilizzato anche per monitorare le parole chiave pi
in crescita nel nostro settore di riferimento o collegare quando possibile le parole chiave
del momento ai nostri articoli.

Sfruttare i consigli di Google Suggest


Google Suggest il software utilizzato da Google per aiutare lutente nella ricerca mentre
sta digitando una parola chiave, attraverso il suggerimento di una serie di parole chiave
correlate per completare una ricerca in base alle richieste degli utenti.
Se ad esempio scriviamo comunicazione, Google ci suggerisce 10 parole chiave in
questo ordine: comunicazione non verbale, comunicazione black list, comunicazione
lavoro, comunicazione cessione fabbricato etc.
quindi possibile scegliere i contenuti e le parole chiave partendo dai suggerimenti di
Google, oppure utilizzare i suggerimenti in base alla lettera che viene utilizzata dopo la
prima parola chiave.
Infatti se cerchiamo comunicazione w la tendina ci suggerisce altre 10 parole chiave
in questo ordine: comunicazione web, comunicazione wikipedia, comunicazione web 2.0
etc.
In questo modo possiamo abbinare tante parole chiave diverse a seconda della lettera
che utilizziamo dopo il primo termine di ricerca, ovviamente confrontando i suggerimenti
anche con la concorrenza presente sul web.
Per utilizzare in modo corretto Google Suggest bene effettuare le ricerche senza

utilizzare il nostro account e nel caso in cui fosse attivo il servizio Google Instant - che
limita Google Suggest a soli quattro risultati - occorre disattivarlo, entrando nella pagina
preferenze (http://www.google.it/preferences) e selezionando nella categoria Previsioni
Google Instant, la voce Non mostrare mai i risultati di instant.
Per scoprire la classifica delle parole chiave pi cercate abbinate a una determinata
lettera (es. comunicazione a, comunicazione b etc.) esiste uno strumento online che
utilizzando i dati di Google Suggest, ci presenta i risultati di tutte le lettere (e numeri)
correlati a una parola chiave: Ubersuggest (http://ubersuggest.org).
Per ottenere i risultati sufficiente impostare la parola chiave che ci interessa, scegliere
la lingua e il tipo di ricerca che vogliamo fare (ed es. web, immagini, news, video etc.).

Figura 16 Esempio dei risultati di Ubersuggest.

Ubersuggest pertanto lo strumento ideale per la creazione di contenuti specifici e


soprattutto per lavorare sulle parole chiave legate alla long tail strategy.

Creare i testi con WordPress SEO


Se gli strumenti appena descritti possono essere utilizzati con qualsiasi sistema di gestione
di siti web, esistono alcuni strumenti specifici per CMS che aiutano in maniera completa
ed efficiente a scrivere correttamente testi in funzione della SEO.
Premesso che uno dei CMS pi utilizzati proprio per le sue caratteristiche SEO
oriented WordPress, possiamo avere uno strumento altamente professionale installando
il plugin gratuito WordPress SEO creato da uno dei maggiori esperti di applicazioni per
WordPress: Yoast de Valk.
I plugin non sono altro che piccoli programmi o applicazioni che permettono di
modificare o estendere le funzionalit di WordPress e di conseguenza del tuo sito.
Questo plugin permette di gestire numerose attivit di SEO e web marketing per il
proprio sito, tuttavia una delle sue funzioni principali quella relativa alla corretta
impostazione del testo degli articoli o delle pagine dal punto di vista SEO.
Una volta attivato il plugin, ogni volta che creiamo un nuovo articolo o una nuova
pagina, nella Bacheca di WordPress, apparir una nuova finestra sotto i contenuti
dellarticolo o pagina, come riportato nella Figura 17.

Figura 17 Finestra generale di WordPress SEO per ogni articolo o pagina.

Da questa finestra possibile avere accesso alle funzionalit principali del plugin:

Anteprima Snippet: lanteprima di come larticolo o la pagina apparir sui motori
di ricerca, in questo caso su Google;
Parola Chiave Principale: la parola chiave su cui focalizzare lattenzione
dellarticolo o della pagina. sempre meglio inserirla manualmente per effettuare la
verifica sul testo, anche se il plugin suggerisce automaticamente le parole chiave pi
ricercate su Google in base allargomento dellarticolo. Appena salvato larticolo, il
plugin effettua unanalisi per verificare se larticolo ottimizzato dal punto di vista
SEO. Nellesempio della figura, la parola chiave compare 1 volta nel titolo
dellarticolo, 1 volta nellURL, 4 volte nei contenuti dellarticolo, 1 volta nel SEO
title e 1 volta nella Meta description.
Titolo SEO: permette di inserire il testo del tag title ed possibile inserire lo stesso
titolo dellarticolo cliccando sul tasto Genera un titolo SEO.
Meta description: permette di inserire il testo del tag meta description, con la
possibilit di visualizzare lanteprima nelle SERP.
Inoltre cliccando sulla scheda Analisi della pagina nel men superiore, possibile
analizzare larticolo o la pagina dal punto di vista SEO, con consigli dettagliati
sullottimizzazione del testo, in modo da poterlo perfezionare in seguito, come riportato
dalla figura 18.

Figura 18 I consigli SEO della scheda Analisi della pagina.


Nel sito ufficiale dellautore di questo plugin, Yoast de Valk, viene spiegato nel
dettaglio come configurare il plugin WordPress SEO e come attivare le sue numerose
funzionalit, oltre ad alcuni componenti aggiuntivi, installabili per a pagamento:
https://yoast.com/wordpress/plugins/seo/

APITOLO 4

Web copywriter

Scrivere per il web: le basi


Abbiamo visto quali sono le tecniche e quali sono gli strumenti da utilizzare per
ottimizzare i testi per gli algoritmi che gestiscono i motori di ricerca, specificatamente
Google, ma poich come gi detto la tecnica pi importante quella di scrivere per le
persone, vediamo come si scrive sul web e come si possono attirare lettori a seconda degli
obbiettivi che ci siamo prefissati.
Infatti, lo scopo principale, quello di creare contenuti di qualit, unendo le classiche
tecniche di scrittura con il mezzo a nostra disposizione, il web, che presenta caratteristiche
specifiche anche in funzione del pubblico e della modalit di fruizione dei contenuti.
Quindi per prima cosa, bene conoscere lo strumento utilizzato, poich sia che si legga
da monitor, sia che si legga da dispositivi mobile come smartphone o tablet, la velocit per
attirare lattenzione dellutente molto differente rispetto alla lettura su carta.
Appare quindi evidente come la prima caratteristica per la scrittura sul web sia
rappresentata dalla capacit di creare contenuti che saltino allocchio del visitatore, in
modo da focalizzare lattenzione sui contenuti principali, rimandando lapprofondimento a
parti di contenuto raggiungibili con link o altre tecniche.
Proprio per questo motivo i testi non devono essere troppo lunghi e devono privilegiare
un linguaggio semplice e immediatamente comprensibile, poich il lettore potrebbe essere
assolutamente a digiuno dellargomento che stiamo trattando.
Questo approccio pu essere molto utile, anche nel caso di articoli contenuti allinterno
di siti specialistici, perch possibile utilizzare link di approfondimento (collegando ad
esempio una sorta di glossario per i neofiti dellargomento trattato) o descrivendo
sinteticamente tra parentesi il termine non conosciuto.
I link di approfondimento possono portare a pagine interne o a risorse esterne, in ogni
caso molto importante curare con attenzione il testo descrittivo che apparir quando il
mouse si posiziona sulle parole scelte per essere linkate, sia per i motori di ricerca, sia
per il lettore che deve capire cosa sta cliccando.
Dal punto di vista tecnico occorre utilizzare uno stile di scrittura molto essenziale,
eliminando i contenuti superflui, utilizzando frasi brevi e le forme attive dei verbi, anzich
le forme passive.
Anche laspetto del testo importante perch permette al lettore di focalizzare
lattenzione in modo efficace.
Per far questo opportuno dividere il testo in paragrafi, sviluppando un solo concetto
per ogni singolo paragrafo, avvalendosi anche di elenchi puntati o numerati e utilizzando
il grassetto per le parole o i termini pi importanti.

La piramide rovesciata e la regola delle 5w


Un interessante metodo di scrittura che pu fare ottenere ottimi risultati sul web la
cosiddetta piramide rovesciata.
Questo metodo che deriva direttamente dal mondo del giornalismo, consiste
fondamentalmente nelliniziare il testo dalla conclusione del nostro contenuto per poi

scendere nel dettaglio durante la prosecuzione dellarticolo che stiamo scrivendo.


La piramide rovesciata particolarmente adatta al web perch la lettura online, come
abbiamo visto, molto veloce e i nostri lettori spesso hanno poco tempo per decidere se
leggere o meno una pagina web, a causa della quantit di informazioni che si possono
ottenere: per prima cosa verranno attratti dalla conclusione dellarticolo che noi
presenteremo nelle prime righe, poi se vorranno approfondire, continueranno a leggere il
resto del nostro testo.
Questa metodologia consigliata per strutturare i nostri contenuti ed
fondamentalmente lopposto di quello che viene insegnato in ambito accademico, sia per
le tesi di laurea che per le pubblicazioni. In quel caso si parte sempre da unintroduzione,
mentre la parte centrale riguarda il ragionamento o eventualmente i contenuti empirici e
sollo alla fine si riportano le conclusioni.
Un esempio di piramide rovesciata rappresentato proprio da questi ultimi paragrafi.
Nel primo paragrafo infatti spiego brevemente di cosa parler il testo: un metodo di
scrittura sul web che si chiama piramide rovesciata.
Il secondo e terzo paragrafo sono invece dedicati alla spiegazione pi dettagliata del
metodo di scrittura: spiego da dove deriva e perch adatta al web. Pur essendo
importanti, sono comunque dettagli secondari che servono per completare la spiegazione
di questa tecnica di scrittura.
Il quarto paragrafo scende ancora di pi nel dettaglio proponendo la differenza tra
questo metodo e le abituali tecniche di scrittura che vengono insegnate nel mondo
accademico.
Il presente paragrafo pur essendo quello conclusivo, in realt illustra lesempio
utilizzato e rappresenta pertanto esclusivamente un commento ad un dettaglio ancora
meno importante.
Per aiutarci a sintetizzare nelle prime righe il concetto principale dei contenuti
dellarticolo, possibile utilizzare una delle pi utilizzate tecniche giornalistiche, la regola
delle 5 w (who, what, where, when, why): ovvero indicare nelle prime righe del nostro
articolo, le risposte alle domande chi, cosa, dove, come, quando, perch.
incredibile pensare come questa tecnica sia stata utilizzata per qualsiasi mezzo di
comunicazione: dal telegrafo ieri, fino al web oggi.
Infatti secondo diversi studiosi la regola delle 5w risale proprio allepoca del telegrafo
quando i giornalisti che utilizzavano questo strumento di comunicazione, avevano
numerosi problemi perch le infrastrutture non erano ancora perfettamente ottimizzate e
pertanto la linea cadeva molto spesso.
Per risolvere questo inconveniente ed essere certi che la notizia arrivasse al giornale
completa e prima degli altri, il primo contatto della comunicazione effettuato via telegrafo,
racchiudeva tutti gli elementi essenziali della notizia utilizzando proprio la regola delle
5W: in questo modo anche in caso di problemi il giornale avrebbe comunque potuto
pubblicare larticolo per primo e i dettagli sarebbero stati aggiunti solamente in seguito o
magari romanzati e immaginati dalla redazione stessa.

La revisione finale del testo


Naturalmente anche sul web, non si pu prescindere dallevitare errori ortografici o
grammaticali, quindi sempre meglio rileggere il testo pi volte prima di pubblicarlo,
ancor meglio dopo qualche ora se il tempo lo consente, in modo da non aver pi in testa
i contenuti dellarticolo.
La rilettura del testo serve a verificare anche se il contenuto realmente attraente e
inoltre pu anche essere utilizzata in funzione SEO. Dopo aver scritto larticolo in maniera
naturale, possiamo quindi arricchire e ottimizzare ancora di pi il testo, aggiungendo nei
punti giusti le parole chiave scelte per lobiettivo.
Per la revisione finale del testo esistono moltissimi metodi efficaci che dipendono
principalmente dalle abitudini o dalle proprie attitudini: c chi legge il testo al contrario
per verificare ogni singolo termine, chi aspetta il giorno dopo per leggere a mente fredda
e in maniera pi critica il testo precedentemente scritto, c chi preferisce la lettura a voce
alta.
Qualsiasi sia la modalit utilizzata possiamo elencare questi aspetti da controllare:

la chiarezza nellesposizione, leggendo il testo come un utente medio che potrebbe
non conoscere a fondo largomento trattato;
la verifica strutturale del testo, controllando se scorre bene e se i contenuti seguono
un percorso logico strutturato;
l assenza di qualsiasi tipo di errori ortografici, grammaticali, di sintassi;
la coerenza del tono della struttura e della tipologia di linguaggio (tecnico, formale,
informale etc.);
la presenza delle parole chiave scelte (soprattutto per quanto riguarda titolo e
sottotitolo);
la correttezza dei link collegati soprattutto in caso di link esterni.
Questi consigli riguardano alcuni aspetti tecnici nella maggior parte dei casi oggettivi: ma
come si pu verificare che il nostro testo pronto per la pubblicazione, sia realmente
interessante per il nostro potenziale pubblico?

Creare contenuti di qualit


Apriamo allora una piccola parentesi partendo da uno degli assiomi tanto cari a Google e
ai web copywriter di tutto il mondo: Content is the king, ovvero sono i contenuti
laspetto pi importante per ogni testo sul web. Il motivo molto semplice: scrivere
contenuti di qualit permette di sfruttare al meglio le opportunit offerte dal web grazie
alla sua velocit di condivisione delle informazioni in maniera virale.

Anche se viene spesso utilizzata dagli sviluppatori di Google per invitare i SEO
copywriter a scrivere contenuti di qualit e non legati a formule informatiche-

matematiche, la frase Content is the King stata formulata per la prima volta da
Bill Gates nel 1996. possibile consultare la traduzione dellarticolo da questo link
del blog Pennamontata: http://www.pennamontata.com/news-copywriter/contentking-bill-gates-e-la-sfera-di-cristallo
Partendo proprio dalla grande quantit di informazioni presente sul web, dobbiamo
chiederci come riuscire a creare davvero un valore ai nostri contenuti, visto che spesso
ci troviamo di fronte a molti contenuti di bassa qualit o che magari sono copiature con
parole simili di altri articoli che magari hanno avuto un buon seguito.
Come sempre dobbiamo metterci nei panni delle persone che stanno navigando sul web
in cerca di notizie su un determinato argomento: quali caratteristiche dovrebbe avere il
nostro testo per fornire una risposta chiara ed esaustiva a chi sta cercando queste
informazioni?
La prima caratteristica deriva direttamente dalla necessit di ottenere visibilit rispetto
ai tanti contenuti presenti sul web: loriginalit.
Creare un contenuto realmente originale significa che attraverso il nostro testo possiamo
fornire informazioni che un utente difficilmente potrebbe trovare sugli altri siti web.
Questo non significa che il nostro contenuto debba per forza essere unico: infatti
possibile rendere originale un contenuto, magari gi dibattuto sulla rete, presentandolo in
maniera differente rispetto ad altri siti web che trattano lo stesso argomento. Ad esempio
utilizzando infografiche, approfondimenti, esempi reali, prove empiriche, casi studio etc.
Tuttavia le caratteristiche essenziali per riuscire a risponder realmente alle richieste e ai
bisogni dellutenza, sono senza dubbio la pertinenza e lautorevolezza che ogni contenuto
deve avere per avere successo sull web.
La pertinenza un concetto che sicuramente va a braccetto con la SEO perch grazie
allutilizzo di parole chiave correlate con largomento del sito web, lutente riconosce un
determinato codice linguistico pur trovando termini diversi che ruotano attorno a un unica
parola chiave.
Se ad esempio abbiamo un sito web che parla di comunicazione, cercheremo di creare
contenuti in qualche modo attinenti con il nostro argomento principale: scrittura,
giornalismo, pubblicit, linguaggio, semantica, web, televisione, social network etc.
In questo modo il nostro sito web, non parler esclusivamente di comunicazione, ma si
potr ampliare ad altri argomenti perch largomento che trattiamo, in questo caso la
comunicazione, implica ad esempio la conoscenza di tecniche di scrittura che sono
collegate con la conoscenza del linguaggio, fino a estendersi alla semantica e via dicendo.
Appare evidente come sia possibile a questo punto creare testi per approfondire
largomento principale, andando maggiormente nel dettaglio ed esplorando contenuti
che seppur apparentemente lontani dal nostro argomento principale, sono in realt
collegati da un filo logico e, appunto, pertinente.
Questa caratteristica permette inoltre di attirare lettori/visitatori differenziati,
permettendo inoltre di ampliare il nostro bacino di utenza. Sempre facendo riferimento
allesempio sopra proposto, pensiamo a un articolo, magari tecnico, legato alla semantica

del testo che pu interessare docenti o studenti di comunicazione. Oppure pensiamo a un


articolo legato allanalisi della comunicazione allinterno di un programma televisivo, ad
esempio una sit-com: potremmo attirare gli appassionati di quel programma, ma anche
pubblicitari o operatori di marketing che sono interessati alle dinamiche interne al
programma per fini promozionali.
Se la pertinenza una caratteristica che si pu impostare in qualche modo a tavolino,
pianificando i contenuti da pubblicare e dipende esclusivamente da chi crea i contenuti,
lautorevolezza una caratteristica che un sito web o un autore acquisiscono col tempo,
perch un sorta di giudizio di qualit fornito dai lettori.
Ma come si pu riuscire a conquistare questa autorevolezza?
Prima di tutto occorre riuscire a fornire contenuti realmente utili ai nostri lettori
cercando ad esempio di risolvere problemi (ad esempio: Come fare per) senza
dimenticare di rivolgersi a tutta la potenziale utenza interessata, addetti ai lavori e non,
specificando ad esempio tutti i passi operativi da compiere per risolvere unesigenza (es.
Come installare un componente aggiuntivo sul proprio browser).
A questo punto facile intuire che un contenuto di qualit, per essere davvero tale, oltre
alle caratteristiche che abbiamo gi elencato, deve possederne una in particolare per far s
che sia realmente rispondente alle aspettative e alle esigenze di un lettore: lutilit.
Quindi il vero contenuto di qualit quello che, da lettori, non vediamo lora di
commentare, di condividere su un social network o sul web, di linkare sul nostro sito
perch lo riteniamo davvero utile anche per i nostri lettori.

Tecniche di copywriting
Come gi detto, qualunque sia largomento del nostro sito, tutte le tecniche di scrittura sul
web hanno come obiettivo principale quello di raggiungere un utente e convincerlo che il
contenuto dellarticolo o della pagina ha caratteristiche e qualit che in qualche modo
soddisfano un suo bisogno o una sua esigenza.
Abbiamo visto varie caratteristiche che un testo deve avere per ottenere curiosit prima
e successivamente fiducia, da parte del potenziale lettore.
Tuttavia per scrivere contenuti che attirino lattenzione dei lettori esistono anche
numerose tecniche originate da studi ed esempi derivanti dal mondo della pubblicit, del
marketing e della comunicazione.
Abbiamo visto nelle pagine precedenti come la scelta del titolo di un testo, sia questo
una pagina web o un articolo del sito/blog, un elemento fondamentale in ottica SEO,
poich la prima informazione che un utente trova nelle SERP una volta che ha effettuato
una ricerca.
Ecco perch il titolo rappresenta il singolo elemento in grado di determinare leventuale
azione di conversione dellutente che si tramuta in un click verso il nostro sito web: infatti
se non colpito dal titolo molto probabilmente non legger il resto dellarticolo o, ancor
peggio, cercher un altro sito per soddisfare la sua richiesta di informazioni.
Cerchiamo allora di appropriarci delle tecniche efficaci per creare un titolo persuasivo,
partendo dalla storia della pubblicit e analizzando uno dei titoli che ha avuto maggior

successo, portando lazienda che ha beneficiato di questo titolo a ottenere un significativo


incremento di vendite.
Lazienda di cui stiamo parlando la Rolls-Royce che nel 1959 affid a David Ogilvy i
contenuti pubblicitari del suo nuovo modello di auto in commercio.
Il titolo ideato da David Ogilvy recitava: A 60 miglia orarie il rumore pi forte nella
nuova Rolls-Royce viene dallorologio elettrico.
Questo titolo aveva un approccio molto differente rispetto agli altri annunci pubblicitari
dellepoca, perch per la prima volta, invece che mettere al centro loggetto di vendita o
promozione, in questo caso le caratteristiche di velocit ed eleganza tipiche della Rolls
Royce, veniva focalizzata lattenzione sullesperienza che i passeggeri avrebbero vissuto
durante la guida: la sensazione di comfort derivante dalla silenziosit dellautovettura che
dimostrava lalta tecnologia con cui era stata progettata allepoca.
Da questo titolo nata una tecnica che consiglia di utilizzare alcuni principi per creare
un titolo che possa portare, per quanto riguarda il web, ad alti numeri in termini di
conversioni e conseguentemente anche di condivisioni dellarticolo su social e web.
Il primo principio da sfruttare quello dellautomazione: riuscire a trovare un motivo
per cui i contenuti del nostro titolo possano in qualche modo migliorare qualsiasi tipo di
attivit al nostro lettore, diminuendo magari utilizzo di tempo ed energie.
Facciamo un esempio concreto: dobbiamo promuovere un software che permette di
gestire pi social network contemporaneamente.
Meglio utilizzare un titolo come questo?
Utilizza questo software per gestire pi social network contemporaneamente.
Oppure sarebbe meglio un titolo cos?
Gestisci i tuoi social network con un click.
Sicuramente il secondo titolo avrebbe maggior possibilit di successo, portando un
lettore a cliccare sul contenuto dellarticolo, perch il primo titolo potrebbe far sembrare
che chi utilizza questo software debba comunque eseguire la maggioranza del lavoro.
Invece, se analizzato attentamente, il secondo titolo sembra intendere che ci sia appunto
unautomazione, quasi che il lavoro da eseguire per chi utilizza questo prodotto sia
esclusivamente quello di cliccare un bottone, perch il resto del lavoro effettuato dal
software stesso: in questo modo lutilizzatore non praticamente coinvolto nel lavoro che
deve eseguire!
questo che si intende per automazione: far credere a chi ci sta leggendo che il nostro
prodotto o servizio talmente automatico che permette di raggiungere i risultati con il
minimo sforzo, perch implica che il prodotto stesso riesca autonomamente a risolvere il
problema di chi lo sta utilizzando.
logico che questa tecnica pu essere utilizzata esclusivamente con prodotti che hanno
queste caratteristiche, ma un buon approccio a ogni argomento potrebbe essere proprio
questo: in che modo il nostro contenuto pu portare a unautomazione per chi sta
leggendo?

Da qui possiamo continuare la creazione del nostro titolo perfetto con unaltra domanda
fondamentale che aiuta a introdurre un nuovo principio: qual il beneficio che pu portare
al lettore il nostro prodotto, servizio o, direttamente, i contenuti dellarticolo stesso?
Lidea che dobbiamo tenere in mente mentre stiamo preparando un titolo, quella di far
comprendere immediatamente al lettore quali sono i benefici che pu ricevere dal
prodotto, servizio o dal contenuto dellarticolo, se intender leggerlo completamente.
Sembra abbastanza semplice riconoscere questi benefici, ma in realt molto facile
confonderli con le caratteristiche legate a un dato prodotto.
Facendo un esempio pratico, se vogliamo scrivere un articolo o una recensione che
riguarda un tablet con un tastiera universale collegabile, non dovremo concentrare le
nostre attenzioni sulla tastiera, ma sottolineeremo il fatto che in questo modo sar
possibile scrivere in maniera molto pi rapida, grazie alla possibilit di utilizzare una
tastiera fisica.
Anche in questo caso la miglior tecnica quella di mettersi dei panni del potenziale
lettore facendosi la domanda che si farebbe lui: perch dovrebbe interessarmi?
Questa domanda potrebbe essere utilizzata proprio mentre si prepara un titolo o magari
il sottotitolo che dal punto di vista della SEO equivale alla description, per riuscire a
focalizzare lobiettivo sui reali benefici che conterr il nostro articolo o che si riferiscono
al nostro prodotto/servizio.
Proviamo a fare un esempio pratico e vediamo come possibile arrivare alla creazione
di un titolo efficace con questa tecnica.
Il titolo Nuova estensione per Chrome: programma i tuoi post di Google Plus per la
prima volta anche dai profili privati.
Ora proviamo a ricreare lipotetico dialogo che porterebbe alla creazione di questo
titolo:
Interlocutore 1) C una nuova estensione per Chrome!
Interlocutore 2) Quindi? Perch dovrebbe interessarmi, quali sono i suoi benefici?
Interlocutore 1) Perch permette di programmare i posti di Google Plus.
Interlocutore 2) Quindi? Perch dovrebbe interessarmi, quali sono i suoi benefici?
Interlocutore 1) Per la prima volta puoi programmare anche i post del tuo profilo
privato (fino a ora era possibile solo per i profili business).
Interlocutore 2) Effettivamente mi sembra qualcosa di utile per il mio utilizzo di Google
Plus, mi attira, voglio saperne di pi!
Questo esempio, se pur in modo sottile e discreto, contiene un termine, la prima volta,
che svolge un ruolo duplice.
Questo termine infatti, essendo collegato a un variabile temporale, ci fa capire che
stiamo assistendo a qualcosa di unico che sta accadendo in questo momento, portando il
lettore a volerne saperne di pi: se aspetta troppo tempo a leggere i contenuti dellarticolo
potrebbe non avere pi questa sorta di esclusiva rispetto ad altri lettori.

Inoltre, probabilmente, il lettore pu essere spinto dalla curiosit di capire meglio a cosa
si riferisce esattamente questa unicit: riferendoci al nostro esempio spiegheremo nel testo
che fino a ora era stato possibile programmare i post su Google Plus solo per le pagine
business aziendali o le pagine Local legate a negozi o attivit locali.
Quindi, utilizzare riferimenti temporali come gli ultimi posti disponili o ancora per
poco permette di invitare il potenziale lettore a velocizzare la sua azione perch lo porta a
essere quasi in competizione con gli altri lettori e viene pertanto attirato da un senso di
urgenza, sia che si tratti di un interessante articolo sul suo argomento proferito che di un
articolo promozionale per vendere un prodotto o un servizio, ad esempio un corso con
posti limitati.
Laltro sentimento che deve scaturire dalla lettura dal nostro testo e che pu
favorirne la lettura la curiosit.
In questo caso potremmo anche lavorare molto con la fantasia e provare a creare titoli
che potrebbero anche essere fuori contesto: La SEO in realt non esiste. E ti spiego
perch, potrebbe esser un ottimo titolo per promuovere un corso dedicato alla SEO,
anche se a prima vista potrebbe sembrare il contrario.
Pensiamo a un utente che sta cercando informazioni sulla SEO e sarebbe anche
interessato a frequentare un corso per riuscire a comprendere meglio queste tecniche. Se si
trova di fronte a un titolo del genere, potrebbe pensare: cosa significa questo titolo? E io
che sto cercando da giorni informazioni su questo argomento? Allora sto perdendo tempo?
Qualunque sia la sua domanda, sar comunque spinto dalla curiosit che lo porter a
volerne sapere di pi su questargomento. A questo punto nel testo potremmo
tranquillizzarlo, affermando ad esempio che anche se ha speso tempo per cercare
informazioni, ha finalmente trovato quello che cercava e che solo un certo tipo di SEO
che non esiste: quella che in pochi click automatici permette di posizionarsi nelle SERP,
mentre quella che viene insegnata nel corso permette risultati pi duraturi con un lavoro
costante nel tempo.
Tornando alla storia della pubblicit, se David Ogilvy diventato famoso per il titolo
promozionale creato per la Rolls Royce, il pubblicitario statunitense Rosser Reeves
diventato famoso per lannuncio promozionale creato per le M&Ms nel 1952: Si
sciolgono in bocca, non in mano.
Questa slogan, ancora utilizzato oggi nelle pubblicit delle M&Ms, ha portato allo
sviluppo di un vero e proprio modello teorico pubblicitario tra i pi utilizzati dai principali
copywriter e pubblicitari: la Unique Selling Proposition.
Creare una Unique Selling Proposition significa sostanzialmente comunicare attraverso
una sola frase, lunicit del proprio contenuto, in modo da renderlo riconoscibile, unico e
persuasivo nei confronti dei lettori.
Tuttavia, non semplice creare una Unique Selling Proposition, sia per la difficolt a
rendere unico un contenuto o un prodotto, sia perch per riuscire a comunicare aspetti
spesso complessi di un determinato argomento, pu essere pi indicato utilizzare un testo
pur sintetico, ma descrittivo.
Proviamo ad applicare questa tecnica attraverso un esempio concreto.

Dobbiamo pubblicare un articolo online per pubblicizzare unapplicazione che permette


di trovare gli eventi e i locali per passare la serata in citt. In questo caso una Unique
Selling Proposition come Lapp che non fa mai venire lalba oltre a renderla subito
riconoscibile, pu scatenare meccanismi psicologici e di viralit che legano i potenziali
utenti (che sognano realmente di divertirsi tutta la notte) al reale servizio che questapp
fornisce.
Questo esempio fa capire esattamente come utilizzare le diverse tecniche di persuasione
quando si vuole vendere un qualsiasi prodotto o si vuole attirare lattenzione di potenziali
lettori, perch lattenzione va posta sulle principali caratteristiche del prodotto o
dellarticolo al fine di creare una comunicazione promozionale in funzione dei nostri
obiettivi.
Infatti prima di tutto occorre conoscere in modo approfondito il prodotto o largomento,
in questo caso lapplicazione che permette di trovare eventi e locali per la serata in citt:
conosciamo il servizio che offre e le funzionalit che la possono rendere unica rispetto ad
altre app.
Inoltre conosciamo il target a cui dedicata questapp che risponde a un bisogno
concreto dellutenza: trovare qualcosa da fare per passare la serata.
Questi bisogni sono strettamente legati alla sfera emotiva delle persone e permettono di
giustificare eventuali acquisti, nel nostro esempio il download di unapplicazione.
Appare quindi evidente come le tecniche di scrittura persuasiva non consistono solo nel
voler convincere qualcuno a effettuare unazione, ma arrivano ben pi nel profondo del
lettore, poich il vero obiettivo quello di riuscire attraverso queste tecniche di
comunicazione a influenzare i suoi comportamenti fino a portarlo in modo naturale a
cambiare convinzioni e azioni.

Tecniche di persuasione: i principi


I pi importanti esperti di marketing e di pubblicit hanno imparato a includere nelle loro
tecniche comunicative gli studi di psicologia legati allinfluenza sociale che dimostrano
come la persuasione sia legata essenzialmente a 6 principi fondamentali: reciprocit,
impegno e coerenza, testimonianza sociale, simpatia, autorit, scarsit.
Alcuni di questi sono stati legati ad azioni e tecniche concrete di marketing o
copywriting persuasivo, vediamo quindi come possiamo utilizzarle.
Il primo principio quello della reciprocit e si basa sul fatto che le persone sentono il
bisogno di ricambiare in qualche modo un favore o un dono (materiale o immateriale)
ricevuto. Questo bisogno agisce generalmente in modo importante su chi lo riceve,
portandolo a essere quasi obbligato a rendere in qualche maniera il favore ricevuto.
Pertanto quando si scrive qualsiasi testo promozionale occorre focalizzare lattenzione a
quello che si offre subito e magari gratuitamente, per poi, solo in seguito, focalizzare
lattenzione su ci che potr essere pi completo o a pagamento.
Sempre mantenendo lesempio concreto sopra descritto, in caso di promozione di
unapplicazione in 3 formati diversi (gratuita, a pagamento con prezzo basso, a pagamento
con prezzo medio) sarebbe meglio far visualizzare da subito tutte le offerte

contemporaneamente, in modo da permettere al potenziale cliente di scegliere


liberamente. Se sar soddisfatto dellapplicazione gratuita non esiter a provare la prima a
pagamento anche in funzione di un atto di ringraziamento per il fatto di essere stati
trasparenti.
Il secondo principio definito Della testimonianza sociale. La sostanza di questo
principio che ognuno apprende ed influenzato da quello che le altre persone ritengono
giusto e che magari riescono a fare. Per questo la testimonianza sociale permette di
superare barriere psicologiche grazie al fatto che possiamo visualizzare i risultati di
unazione effettuata da unaltra persona che per vari motivi noi non abbiamo avuto la
forza di compiere.
Per molti prodotti, le recensioni sono un esempio di come sfruttare questo principio, ma
per poter gestire questo atteggiamento emotivo sarebbe interessante proporre sul proprio
sito delle recensioni approfondite di utenti che hanno ricevuto in regalo un determinato
prodotto e che quindi ci mettono la faccia volentieri, legando il principio della
testimonianza a quello della reciprocit.
Unaltra modalit legata alla comunicazione persuasiva potrebbe essere quella di creare
testi promozionali dove vengono comunicati quanti e quali altri utenti o aziende utilizzano
il nostro prodotto. Sempre facendo riferimento allesempio dellapp sui locali, una buona
frase che sfrutta questo principio potrebbe essere: la maggior parte degli universitari
della tua citt usa la nostra app.
Cos come nei rapporti sociali siamo pi portati a frequentare persone simpatiche e
comunicare costantemente con loro, anche nei rapporti con i potenziali lettori questa
caratteristica pu essere sfruttata a nostro favore per produrre un rapporto che nel nostro
caso si traduce in fidelizzazione: ecco perch pu esser utile utilizzare un terzo principio
di persuasione quello della simpatia.
Lobiettivo principale dal punto di vista dei contenuti testuali, quello di riproporre le
caratteristiche fondamentali che possono renderci simpatici nella vita di tutti i giorni:
familiarit, affinit, cooperazione, utilizzo di complimenti, credibilit, interesse,
associazionismo etc.
Un buon utilizzo di questa tecnica quello di complimentarsi spesso con i propri lettori,
avendo cura di ringraziare in misura maggiore chi ci segue da pi tempo, ad esempio
ringraziandolo a un anno dalliscrizione alla newsletter o comunque a ogni sua
partecipazione ad attivit promozionali o a offerte.
Abbiamo gi visto nelle tecniche di copywriting come il valore di qualsiasi contenuto
aumenta in modo esponenziale tanto pi la sua disponibilit ridotta: su questo concetto si
basa il principio della scarsit.
La scarsit si pu esprimere sia a livello quantitativo che a livello temporale, indicando
che un prodotto sar disponibile per breve tempo, oppure legandolo alla poca concorrenza
su quellargomento.
Esempi di tecniche di copywriter persuasivo possono essere utilizzati confrontando il
prodotto con altri concorrenti (tra i prodotti pi preformanti che esistono in
circolazione), rendendolo particolarmente vantaggioso (il prodotto con il miglior

rapporto qualit/prezzo), sfruttando la sua unicit (lunico prodotto che riesce davvero a
fare questo), o legandolo al poco tempo a disposizione (ancora per pochi giorni il tuo
prodotto a un prezzo mai visto).

Creare un piano editoriale


Abbiamo appreso diverse tecniche per scrivere un testo efficace attingendo da diverse
scienze e ambiti di applicazione: pubblicit, marketing, psicologia etc.
Tuttavia, queste tecniche, pur risultando fondamentali per la creazione di contenuti di
qualit che sono centrali in ottica SEO, hanno bisogno di una strategia per poterle attuare
in modo efficace.
Ecco perch diventa fondamentale creare un vero e proprio piano editoriale per
organizzare la pubblicazione dei propri contenuti online. Attenzione per a non
considerarlo come una gabbia che imprigiona la creativit, anzi semmai il contrario,
deve essere uno strumento dinamico sempre pronto a raccogliere idee e ad applicarle entro
uno schema che possiamo comunque gestire con una buona dose di elasticit.
Ma come si crea un piano editoriale per un sito web? Anche in questo caso dobbiamo
partire dai reali obiettivi che attraverso questo strumento, ci spingono a pianificare i
contenuti da pubblicare sul nostro blog o sito web.
Prima di partire con la vera e propria creazione del piano editoriale, occorre quindi
differenziare i diversi obiettivi per argomenti, in base alle variabili temporali (breve,
medio, lungo periodo).
Ad esempio, uno degli obiettivi potrebbe essere quello di promuovere un evento che si
terr tra tre mesi. Ovviamente la frequenza di pubblicazione di articoli di promozione
dellevento sar maggiore con lavvicinarsi dellevento stesso, mentre nei primi giorni
pubblicheremo con una minor frequenza, perch il rischio che le persone si dimentichino
della data o non sappiano ancora se possono parteciparvi, ancora molto alto.
Diversamente, un obiettivo di lungo termine, come ad esempio il rafforzamento del
brand aziendale, comporta invece una programmazione costante con strategie di contenuti
differenti da diluire nel tempo, anche in diversi mesi.
Prima di analizzare nello specifico la pianificazione dei contenuti, bene valutare in
corrispondenza degli obiettivi scelti, quale sia il target di riferimento a cui ci vogliamo
rivolgere.
In molti casi si creano veri e propri profili tipo per identificare il nostro pubblico e di
conseguenza differenziare i vari contenuti.
Se attiviamo la possibilit di commentare i nostri articoli sul blog, potremmo iniziare a
creare alcuni profili tipo, ricavando le informazioni sia dalle modalit di interazione che
dai profili social network integrati con il sito (inserendo ad esempio lobbligatoriet di
connettersi da un social network per commentare).
Potremmo dunque creare vere e proprie schede dedicate ai lettori dei nostri articoli,
indicando le caratteristiche fondamentali per conoscere in modo approfondito chi ci segue
(genere, et, passioni, interessi etc.).

Ad esempio: donna sposata, tra i 30 e i 40 anni, lavoratrice, interessata al benessere e


alla cura del corpo oppure uomo single, under 30, studente, appassionato di tecnologia e
musica, etc.
Definiti gli obiettivi e il pubblico di riferimento possiamo finalmente impostare la
tipologia di contenuti da utilizzare.
Le tipologie di contenuti sono davvero innumerevoli, ma bene conoscere a fondo la
diversa tipologia per poter differenziare il nostro piano editoriale in maniera funzionale
agli obiettivi e al target di riferimento.
Ecco allora alcune tipologie di contenuti da utilizzare:

infografiche, grafici esplicativi;
sondaggi, ricerche originali o statistiche su argomenti interessanti;
saggi, articoli, pubblicazioni da commentare;
esperienze, storie personali, case history;
resoconti di eventi a cui si partecipato;
indicazioni o strumenti utili da utilizzare inerenti gli argomenti dinteresse;
contenuti ludici o divertenti (o che comunque distraggono dallargomento
principale);
test o quiz;
contenuti fortemente interattivi o con video o immagini dimpatto.
A questo punto occorre trovare una modalit per creare un piano editoriale dividendo i
contenuti in base alla frequenza di pubblicazione, ad esempio nellarco di un anno.
questo il modello ideato da Russell Sparkman di Fusionspark Media che permette di
creare il proprio piano editoriale secondo uno schema chiamato 1-7-30-4-2-1, dividendo
la pubblicazione dei contenuti in base alla frequenza nellarco di un anno dove:

il numero 1 sta per contenuti da pubblicare tutti i giorni (ad esempio una rassegna
stampa quotidiana su argomenti dinteresse);
7 si riferisce alle pubblicazioni settimanali (es. approfondimenti o notizie che
riepilogano la settimana);
il numero 30 riguarda quei contenuti che vengono pubblicati con cadenza mensile
(es. unintervista a un influencer o a qualche esperto del settore);
4 indica quei contenuti da pubblicare ogni 3 mesi (magari recensioni di eventi o
articoli promozionali legati allinizio delle stagioni);
gli ultimi numeri 2 e 1, come ormai chiaro, indicano quei contenuti che devono
essere pubblicati rispettivamente 2 volte e 1 volta lanno e sono pertanto legati, ad
esempio, ad approfondimenti o report annuali che richiedono un elevato lavoro di
approfondimento.


possibile costruire il proprio piano editoriale in maniera efficace e facilmente
condivisibile utilizzando Google docs o, per chi utilizza il CMS WordPress,
attraverso alcuni plugin che permettono di organizzare il proprio piano editoriale
pubblicando in modo automatico gli articoli.
A questo link tutte le informazioni per sfruttare al meglio Google Docs e WordPress:
http://unbounce.com/content-marketing/blog-editorial-calendar/

APITOLO 5

Tecniche di web marketing

Tra SEO off page e web marketing


Se fino ad ora abbiamo visto come ottimizzare le pagine del nostro sito in funzione della
SEO, ora bene focalizzare lattenzione su tutte le azioni che riguardano lesterno del sito
sia per favorire un miglior posizionamento del nostro sito sui motori di ricerca (SEO off
page) che per promuoverlo e farlo conoscere nel mare del web (web marketing).
Spesso le tecniche SEO off page e di web marketing vanno a braccetto perch
lobiettivo principale comune: creare popolarit e autorit al nostro sito web, allacciando
collaborazioni, relazioni e legami online.
Dal punto di vista tecnico-informatico questa serie di tecniche potrebbe risultare molto
pi semplice rispetto alle gi descritte tecniche SEO on page, tuttavia per queste attivit,
entrano in gioco altri fattori, come la capacit di interazione e collaborazione con gli altri
che, proprio per questo, possono creare maggiori difficolt se non sappiamo interagire in
modo corretto ed efficace.

Backlink e link popularity


Come gi detto il posizionamento sui motori di ricerca oltre che dalle tecniche SEO on
page, dipende essenzialmente dalla link popularity del nostro sito, ovvero dalla quantit e
qualit dei backlink.
Tuttavia prima di fare incetta di link di ritorno verso il nostro sito, bene conoscere in
che modo Google valuta i link.
Per capire il metro di valutazione di Google dobbiamo tornare a pensare alle persone e
non agli algoritmi: saranno premiati con un buon posizionamento nelle SERP, i siti che
hanno backlink che portano un reale valore aggiunto al sito, di approfondimento o di
autorevolezza.
Ad esempio avere un backlink da un sito istituzionale o governativo pu favorire la
credibilit dei nostri contenuti, cos come accade se riceviamo un link da un sito che tratta
e approfondisce argomenti simili ai nostri.
Lidea di base e lobiettivo teorico sarebbero quelli di ricevere tanti link in modo
spontaneo perch i nostri contenuti sono di qualit e in questo modo dobbiamo ragionare
quando creiamo questi ultimi.
Proprio perch questi link dovrebbero essere spontanei, Google tende a premiare nel
tempo i siti che ricevono backlink in modo costante, senza picchi di link concentrati in un
determinato lasso di tempo che potrebbero significare acquisto di link o attivit di scambio
di link innaturale.
Ovviamente diverso il caso in cui in concomitanza con un evento promosso,
riceviamo backlink perch levento viene pubblicizzato su altri siti; in questo caso
avremmo comunque un picco di popolarit riscontrabile sulle SERP che potr durare solo
poco tempo in funzione della data dellevento stesso.
bene quindi crearsi in modo naturale una potenziale rete di backlink, analizzando i siti
o i blog che in qualche modo potrebbero essere utili per approfondire i nostri contenuti, in
modo da creare un reale valore aggiunto per i nostri lettori. Una volta pubblicati contenuti

che contengono link a siti esterni, sar possibile contattare i gestori dei siti o dei blog
linkati per creare collaborazioni ed eventualmente per fare utilizzare i nostri contenuti
nel medesimo modo.
Attenzione a quali pagine del sito fare puntare i link, soprattutto dopo lavvento
dellalgoritmo Google Penguin, poich potrebbe risultare penalizzante collegarli sempre
alla home page.
Quindi oltre a diversificare i backlink ad articoli o pagine diverse bene evitare
backlink da siti che contengono malware, siti per giochi dazzardo o con contenuti
pornografici.

I malware sono software che attraverso la semplice navigazione di un sito web o a
seguito di download dal sito stesso o dalla posta elettronica, possono mettere a
rischio la privacy del proprio computer o il suo funzionamento.
Vedremo in seguito quale strumento utilizzare per analizzare i backlink in entrata e come
eventualmente rimuoverli per evitare penalizzazioni.
Unulteriore accortezza da indicare ai siti che accettano di linkare al nostro sito quella
di utilizzare sempre parole o elementi differenti per inserire il link: ovvero una volta
faremo puntare il nostro sito dallimmagine del logo, una volta dalla URL, unaltra volta
da una frase (Per saperne di pi sullargomento X clicca qui). Differenziare gli elementi
di provenienza dei link rende infatti i backlink molto pi naturali agli occhi di Google.

Lattributo Nofollow
Abbiamo visto quanto sia importante creare una solida struttura di backlink per aumentare
la nostra link popularity e di conseguenza ottenere benefici in termini di posizionamento
nelle SERP.
Prima di partire a caccia di link per, importante conoscere un attributo fondamentale
che stato ideato per impedire ai motori di ricerca, Google in primis, di seguire il link,
rendendo di fatto inefficace per i benefici SEO il backlink tanto agognato.
Questo attributo si chiama Nofollow e pu essere attivato modificando direttamente il
codice HTML manualmente o utilizzando i CMS pi comuni (WordPress, Joomla, Drupal)
che permettono inoltre di attivare una modalit automatica.
Nello specifico, se il codice HTML di un link standard questo:
<a href=http://www.comunicazionelavoro.com>Link al sito Comunicazione
Lavoro</a>

Con lattributo Nofollow il codice HTML diventer:


<a href=http://www.comunicazionelavoro.com rel=nofollow>Link al sito

Comunicazione Lavoro</a>.

Quindi non tutti i link possono contribuire a migliorare il posizionamento del nostro sito
web: i nostri link che saranno utilizzati da altri siti con il codice (rel=nofollow) che
abbiamo visto sopra, non porteranno nessun beneficio in termini di link popularity.
Ma quando e perch nato questo attributo?
Il motivo, come spesso accade in questi casi, legato alla sicurezza: nel 2005 i
principali servizi di blogging (Google, Yahoo, Microsoft) inserirono questo attributo per
prevenire lo spam derivante soprattutto dai commenti ai singoli articoli.
Google ha poi voluto utilizzare questo attributo per indicare i link a pagamento: in
questo modo ha tentato di separare i link naturali da quelli nati per esigenze
commerciali.
Ecco perch se veniamo pagati per promuovere un link allinterno del nostro sito, siamo
in qualche modo obbligati da Google a utilizzare questo attributo per indicare che il link
non naturale: in questo modo non rischieremo penalizzazioni che potrebbero portare a
una perdita di posizioni consistente nelle SERP.
Un altro caso in cui dobbiamo assolutamente usare lattributo Nofollow in
corrispondenza di articoli che forniscono la possibilit agli utenti di lasciare commenti.
Questo infatti uno dei terreni pi fertili per i cosiddetti cercatori di backlink che
spesso si limitano a inserire nello spazio riservato ai commenti il loro link, senza neanche
commentare larticolo che abbiamo pubblicato, danneggiando in questo modo non solo la
qualit del sito, ma rischiando di inquinare il nostro sito essendo questi link collegati a
siti spam che possono anche contenere malware.
Quindi, prima di attivare i commenti ai nostri articoli, occorre impostare in modo
automatico lattivazione dellattributo Nofollow per evitare questo rischio, soprattutto se
gli utenti possono inserire contenuti senza avere la possibilit di essere filtrati da un
moderatore.
Se utilizziamo il CMS WordPress, per aggiungere in maniera automatica lattributo
Nofollow ogni volta che un utente inserisce un link nella casella dei commenti,
sufficiente modificare il file functions.php.
Si pu modificare questo file direttamente dalla Bacheca di WordPress accedendo al
men Aspetto, poi cliccando su Editor e infine sul tasto Funzioni tema (functions.php),
nellelenco dei file presenti sulla destra della schermata.

Figura 19 Il men Editor di WordPress per il file functions.php.

Per attivare lattributo Nofollow in automatico nei commenti sufficiente inserire questo
codice prima dellultimo tag ?>:
/************
* Add a rel=Nofollow to the comment reply links
************/
function add_Nofollow_to_reply_link( $link ) {
return str_replace( )\>, )\ rel=\Nofollow\>, $link );
}
add_filter( comment_reply_link, add_Nofollow_to_reply_link );

Questo codice diventa valido anche se sono gi stati pubblicati link nei commenti
precedenti, quindi da questo momento in poi, Google riconoscer lattributo Nofollow
anche se i commenti sono stati pubblicati prima della modifica.

possibile approfondire in modo dettagliato la procedura di inserimento manuale
dellattributo Nofollow ai commenti per chi utilizza come CMS WordPress,
attraverso questo link: http://www.paulund.co.uk/add-relNofollow-to-wordpresscomment-reply-links
Un altro motivo valido per utilizzare lattributo Nofollow nel caso di utilizzo di
infografiche o indirizzi URL legati a immagini provenienti direttamente da altri siti.
Il motivo molto semplice: spesso le infografiche e alcune immagini di impatto
vengono utilizzate perch sono unottima strategia per ottenere backlink, essendo
facilmente condivisibili.
Tuttavia per lo stesso motivo, sono molto esposti al rischio di usi illeciti di link perch

potrebbero essere utilizzati per far puntare i link a parti terze o non specificare la vera
origine del contenuto.
In questo caso bene valutare il link di provenienza dellinfografica o dellimmagine,
perch rimane corretto mantenere una sorta di autorevolezza in riferimento a chi ha
realmente fornito un contributo valido, quindi va valutato con attenzione caso per caso: se
succedesse a noi di avere un attributo Nofollow per un contenuto che riteniamo valido,
non ci rimarremmo bene, no?

Promuoversi sui forum


Una tecnica molto utile sul web per promuovere il proprio sito quella di interagire sui
forum. Anche in questo caso vanno cercati i forum che trattano gli argomenti del nostro
sito e, in maniera molto naturale, solamente quando il regolamento del forum lo
consente, possibile citare o inserire il link a pagine del nostro sito.
Sempre se il regolamento del forum lo consente, possibile inserire una firma
automatica ogni volta che si inserisce un post. La firma sostanzialmente un breve testo
che viene inserito in modo automatico alla fine di ogni post dellutente e generalmente
permette di utilizzare codice HTML, con conseguente possibilit di inserire un link.
In questo caso pu risultare unottima strategia promozionale inserire allinterno della
propria firma un link al sito, magari con un messaggio che attiri lattenzione su un articolo
interessante o su un evento di particolare rilevanza legato al sito.
Il miglior utilizzo dei forum per quello che ci permette di aumentare la nostra
reputazione, facendo capire che siamo esperti in un determinato argomento e fornendo
risposte agli altri utenti del forum. Quella dei forum una delle attivit pi importanti di
promozione anche perch ha un notevole risvolto dal punto di vista della link popularity,
in quanto i post dei forum importanti sono molto ben posizionati sui motori di ricerca.
La miglior strategia in riferimento alle risorse a disposizione, avere una presenza
costante nei forum, quindi meglio frequentare i nostri forum di riferimento 15-30 minuti
tutti i giorni che dedicarci anche 2 ore, ma solo una volta a settimana.

Promuoversi attraverso i blog


I blog rappresentano un altro valido strumento soprattutto per aumentare la propria
reputazione e ottenere collaborazioni.
Il concetto simile a quello dei forum, ma per inserire commenti a un post pubblicato
su un blog, occorre una maggior disciplina poich stiamo entrando davvero in casa di
qualcunaltro: pertanto bene agire con la massima cura soprattutto per quanto riguarda i
contenuti.
Fermo restando che dovremmo cercare blog che trattino totalmente o in parte gli
argomenti del nostro sito, una buona tecnica quella di commentare un post dimostrando
di conoscere la materia in oggetto ed evitando di inserire link al proprio sito, anche perch
ormai i link che derivano dai commenti non vengono considerati dai motori di ricerca.

Per capire quali blog scegliere in base agli argomenti, pu essere utile visitare il sito

http://www.blogitalia.it/ dove sono riportati i blog italiani suddivisi per categoria.


Inoltre pu essere utile verificare i profili social (Facebook, Twitter e Google Plus)
legati al blog, per capire il livello di popolarit e quante persone seguono il blog
stesso.
Pertanto i link al nostro sito inseriti allinterno dei commenti di un blog, possono servire
esclusivamente ad approfondire argomentazioni, ad esempio in un articolo che parla di
viaggi in Francia, possiamo inserire il link al nostro articolo che parla di un viaggio a
Parigi.
La maggior parte dei blog sono gestiti da persone che cercano altri blogger per
condividere e far conoscere il loro sito, quindi il pi delle volte sono molto contenti se
qualcun altro scrive per loro allinterno del loro blog per aumentare poi la diffusione
dellarticolo e conseguentemente del proprio blog, attraverso i canali o i profili social del
blogger ospite.
Per questo motivo, molti blogger permettono ai lettori di scrivere sulle cosiddette
colonne degli ospiti o attraverso i guest post.
Le colonne degli ospiti offrono lopportunit di scrivere su un argomento di interesse e
generalmente, allinizio o alla fine del post, il proprietario del blog fornisce la possibilit
di inserire una breve biografia dellautore, lindirizzo del sito web/blog e uno o due link a
piacere.
Per poter scrivere su una colonna ospiti, il pi delle volte sufficiente iscriversi al blog
e verificare se i blogger ospiti sono autorizzati a contribuire, ricordandosi comunque di
scrivere un articolo in qualche modo attinente ai contenuti del blog e al suo pubblico.
Alcuni blogger richiedono invece contenuti specifici su determinati argomenti e hanno
generalmente allinterno del blog una sezione dedicata a questa forma di promozione
chiamata guest post o guest blogger.

Promuoversi con i guest post


Proprio sui guest post occorre soffermarci con maggiore attenzione perch una delle
tecniche pi utilizzate e dibattute dai professionisti della SEO.
Ma perch la tecnica dei guest post cos interessante? Fondamentalmente perch con
ununica azione possibile:

accrescere il valore della nostra reputazione online o nel caso di azienda, della brand
reputation;
aumentare il numero di backlink verso il nostro sito;
attivare forme di collaborazione con esperti del settore che ci interessa o con blogger
che hanno un certo seguito di lettori.
In molti casi il blogger o il gestore del sito web ha allinterno del sito, una pagina dedicata
che definisce le modalit di guest post o guest blogging. Allinterno di questa pagina
vengono definite le linee guida che descrivono generalmente quali argomenti si devono

trattare per ottenere una pubblicazione allinterno del blog. Alcuni blogger inoltre,
accettano articoli solo da lettori che hanno gi scritto commenti in relazione agli articoli
precedentemente pubblicati nel blog.
Dal punto di vista tecnico, ogni blogger che accetta la pubblicazione di guest post
allinterno del proprio blog, fornisce le guide redazionali e le specifiche richieste:
lunghezza dellarticolo, impaginazione e formattazione, gestione dei link (con
generalmente indicato il numero massimo di backlink proposti), gestione e ottimizzazione
delle immagini, stile del linguaggio utilizzato etc.
Alcuni blogger inoltre preparano gi dei modelli preimpostati per creare larticolo con
uno schema simile a questo:

Presentazione: in cui spieghiamo le nostre competenze e perch siamo interessati a
scrivere per uno degli argomenti richiesti dal guest post. Spesso in questa parte
possibile inserire il link al proprio sito o blog.
Titolo e sottotitoli: in alcuni casi sono anche riportati dei limiti al numero dei
caratteri, proprio per creare testi ottimizzati dal punto di vista della SEO, come
abbiamo visto nei capitoli precedenti.
Elenco a scaletta: per creare una formattazione facilmente leggibile, dove elencare
gli approfondimenti dellarticolo.
Esempi e approfondimenti: questa parte dedicata ai link di approfondimento che
punteranno agli articoli del nostro sito o magari ad altri blog in cui abbiamo creato
articoli sfruttando il guest blog.
In altri casi i blogger che accettano di pubblicare i nostri post, richiedono la pubblicazione
di loro articoli sul nostro sito egualmente validi, in modo da permetterci di
contraccambiare larticolo pubblicato.
Quindi per cercare i siti web e i blog che mettono a disposizione una sezione per la
pubblicazione di guest post, occorre cercare in maniera scrupolosa su Google utilizzando
come termini di ricerca ad esempio: guest post, guest blogging, guest blogger etc.
Poich questa modalit di articoli promozionali molto utilizzata soprattutto negli Stati
Uniti, pu essere utile effettuare queste ricerche anche utilizzando termini in lingua
inglese come guest contributor, guest post author: ovviamente per il nostro sito
dovr contenere articoli scritti anche in questa lingua.
Esistono inoltre molti blogger o gestori di siti web che pubblicano guest post in qualche
modo mascherati, da contributi di esperti del settore o blogger esterni.
Una volta notati questi articoli particolari, occorre mettersi in contatto direttamente
con il blogger o il gestore del sito web, ovviamente cercando blog e siti web che trattano
argomenti affini a quello di nostro interesse.
Inoltre, prima di contattare il blogger (generalmente dalla pagina Contatti), cerchiamo
di farci notare sul blog creando commenti interessanti volti a dimostrare la nostra effettiva
competenza sugli argomenti trattati.

Dal punto di vista tecnico per quanto riguarda la creazione dei contenuti, altamente
consigliato seguire alcune semplici regole per creare un guest post realmente efficace.
Oltre naturalmente a evitare di proporre articoli non originali o pubblicare lo stesso
guest post su altri blog, altamente consigliato ottimizzare i contenuti in base al target di
riferimento dei blog sui quali verranno ospitati. Cresceranno in questo modo le probabilit
che i nostri contenuti siano considerati validi e interessanti dai lettori abituali del blog, con
una conseguente possibilit di condivisione. Per conoscere bene i lettori di un blog
bene studiare gli articoli pubblicati in precedenza e soprattutto i commenti dei lettori.
Un fatto da non sottovalutare riguarda inoltre lottimizzazione lato SEO anche di questi
post. Infatti, anche se larticolo che vogliamo ottimizzare per i motori di ricerca sar
ospitato su altri siti non di nostra propriet, dobbiamo considerarlo totalmente come un
nostro articolo e quindi sfruttarne tutte le tecniche SEO che possiamo utilizzare.
Non dobbiamo infatti dimenticare che ottimizzando larticolo per essere ben posizionati
sulle SERP, non solo aiuteremo ad aumentare la popolarit del blog o sito web che lo
ospita, ma soprattutto aumenteremo le possibilit che questo elevato numero di visite
possano arrivare verso il sito linkato, ovvero il nostro!
Tuttavia non dobbiamo pensare che la pubblicazione sia fine a se stessa, riponendo
lattenzione esclusivamente sui nostri link, ma dobbiamo comunque fare in modo che il
maggior numero di persone condivida larticolo.
Ovviamente in caso di eventuali link esterni che vogliamo aggiungere al nostro articolo,
occorre valutare attentamente se questi siti sono attendibili o che non siano a rischio di
penalizzazione da parte di Google, altrimenti rischieremmo di perdere la fiducia da parte
del blogger che incorrerebbe a sua volta in un rischio di penalizzazione a cascata.
Oltre a queste indicazioni, dobbiamo fare attenzione alla tipologia di blog che ospita il
guest post: stiamo alla larga da blog o siti web che pubblicano esclusivamente contenuti
pieni di link, poich Google potrebbe considerarli artificiosi con un alto rischio di
penalizzazione.
Per lo stesso motivo consigliato inoltre preferire quei blog che ospitano guest post con
una frequenza non eccessiva, ad esempio una volta a settimana, rispetto a quelli che
pubblicano questa tipologia di articoli molto pi spesso e che potrebbero essere poco
credibili agli occhi di Google.
Recentemente Google ha dichiarato che lattivit di guest blogging valutata in
maniera negativa se abusata, perch come ormai di consuetudine lazienda di Mountain
View tenta di scoraggiare i professionisti SEO dalla creazione di contenuti di bassa qualit
o in qualche modo artificiosi (ad esempio, con un elevato numero di link provenienti da un
solo sito) nel tentativo di ingannare il suo algoritmo.
Pertanto, se si continueranno a utilizzare i consigli sopra riportati, soprattutto in merito
alla stessa tipologia di argomenti e alla ricerca comunque di un contenuto di qualit, il
guest blogging rimarr sempre una delle tante frecce a disposizione dellarco dei SEO,
limportante che non sia lunica!

Ecco un esempio di blog che offre la possibilit di diventare guest blogger


pubblicando
articoli
in
tema
con
largomento
trattato:
http://www.mysocialweb.it/guest-blogger/

Article marketing e comunicati stampa


Per far conoscere e promuovere articoli importanti pu essere molto utile pubblicare i
nostri articoli su siti specializzati attraverso larticle marketing.
Larticle marketing consiste nello scrivere un articolo in siti specializzati che possono
portare backlink per aumentare la nostra link popularity o che semplicemente possono fare
conoscere a un diverso pubblico i contenuti del nostro sito.
Laspetto fondamentale che larticolo da pubblicare su questi siti deve essere originale
e non duplicato, quindi pu essere ad esempio un lancio di un determinato argomento
che invita ad approfondire attraverso un link sul nostro sito.
Esistono molti siti o portali che si occupano di ricevere articoli di questo tipo anche se
ormai molti di questi sono stati penalizzati da Google dopo lavvento dellalgoritmo
Penguin, quindi sempre bene verificare la reale autorevolezza di questi siti:
generalmente questi portali hanno delle regole molto rigide per la pubblicazione degli
articoli che richiedono espressamente che larticolo proposto sia inedito, altrimenti non
verr pubblicato.
Unaltra modalit che spesso viene confusa con larticle marketing la possibilit di
ricorrere a comunicati stampa.
Tuttavia questa modalit di divulgazione molto diversa dallarticle marketing, anche
perch nasce originariamente molto prima del web: nel 1906 infatti Ivy Lee ide questo
testo per fornire ai giornalisti le informazioni corrette in merito a un incidente che aveva
coinvolto la compagnia ferroviaria della Pennsylvania.
Da quel giorno cambieranno per sempre i rapporti tra aziende e giornalisti, poich il
comunicato stampa verr utilizzato proprio come strumento principale per le relazioni
pubbliche, con lobiettivo di informare i media su novit, iniziative, eventi legati al
proprio brand.
Con lavvento della posta elettronica, il comunicato stampa ha cambiato molto il suo
ruolo primario e si dovuto in qualche modo adattare alle nuove tecnologie. Infatti oltre a
poterlo inviare immediatamente a un enorme numero di giornalisti e redazioni, il bacino di
utenza si ampliato notevolmente perch va mandato anche a blogger, influencer, esperti
del settore e a servizi di distribuzione online.
Con lesplosione del web e dei social network il comunicato stampa si ulteriormente
evoluto e soprattutto negli Stati Uniti ha cambiato anche nome in Social media news
release.
Il sito statunitense Shiftcomm (www.shitfcomm.com) ha addirittura creato un modello
per la creazione dei questi nuovi comunicati stampa 2.0. scaricabile dal seguente link:
http://www.shiftcomm.com/downloads/smprtemplate.pdf

Figura 20 Modello di Social media news release.

Oltre alla parte dedicata ai riferimenti (Contact information) che deve sempre riportare
nome, mail e sito web di chi sta scrivendo il comunicato, occorre prestare attenzione alla
parte dedicata alla News Release Headline.
Questa parte corrisponde al titolo del nostro comunicato che, come gi scritto nel
capitolo precedente, deve racchiudere tutte le informazioni necessarie atte ad attrarre il
potenziale lettore.
Per la versione online non necessario ripetere nel titolo che quello che stiamo
inviando un comunicato stampa perch i portali a cui viene inviato, sono gi
specializzati nella ricezione di questa tipologia di testi, quindi se evitiamo di specificarlo,
risparmieremo un prezioso numeri di caratteri che ci potrebbe far comodo dal punto di
vista della SEO.
Il core news che vediamo nel template il cuore della notizia, preparato secondo la
regola delle 5W che abbiamo gi trattato nel capitolo precedente: deve essere sintetico, ma
allo stesso tempo esaustivo.
Abbiamo poi tutta la parte dedicata alle funzionalit aggiuntive che possiamo utilizzare
esclusivamente online:

lRSS Feed che permette di ricevere in automatico laggiornamento della pagina web;
ogni tipologia di collegamento multimediale (file audio, video, infografiche) relativo
allargomento o al prodotto che stiamo promuovendo;
la possibilit di scaricare documenti o programmi (More multimedia available by
request);
i link per collegare altre pagine di approfondimento o in caso di e-commerce per
prodotti o pagine analoghe;
eventualmente linserimento di commenti o recensioni sul prodotto o servizio di cui
stiamo parlando (Pre-approved quotes from corporate executives, analysts, custome
and/or partners);
eventuali collegamenti a social network (nellesempio vediamo Delicio.us) o
parole chiave per portali di aggregazione notizie (in questo caso Technorati).
Pertanto, anche se parliamo di comunicato stampa online dobbiamo sempre tener presente
che lobiettivo diverso da quello dellarticle marketing, perch come abbiamo visto il
comunicato stampa non nasce per aumentare la nostra link popularity, ma il suo scopo
fondamentalmente quello di creare una notizia per diffondere informazioni sul nostro
brand, in modo da restare sempre visibili sui portali Web del settore e aumentare di
conseguenza la nostra notoriet.
Sia che si tratti di article marketing che di comunicati stampa, abbiamo bisogno di
conoscere su quali portali web pubblicare i nostri testi, anche in funzione degli argomenti
che trattiamo.
Per trovare i portali web o i circuiti di notizie legate la nostro settore possibile
utilizzare laggregatore di notizie per eccellenza: Google News.
Google News il servizio offerto da Google per raccogliere le notizie di qualit offerte
dalla rete. La specificit di questo servizio dovuta al fatto che non vengono inseriti
articoli di scarso valore, contenenti istruzioni pratiche, rubriche di consigli, blog personali.
Per essere inseriti allinterno del servizio di Google News occorre inoltre offrire
contenuti costantemente aggiornati e di interesse per il pubblico: questo significa che i siti
che sono presenti su Google News sono automaticamente autorevoli e sono soprattutto
immediatamente indicizzati.
Significa inoltre che avere i nostri contenuti pubblicati in questo servizio direttamente o
indirettamente (utilizzando altri portali Web) ci permetter immediatamente di ricevere un
considerevole aumento di visite al nostro sito.
Poich i maggiori utilizzatori di questo servizio sono proprio siti e portali web che
pubblicano comunicati stampa o gestiscono testi di article marketing, per scoprire i portali
pi autorevoli che offrono questo tipo di servizi, sar sufficiente accedere a Google News
e cercare le parole chiave legate agli argomenti oggetto del nostro comunicato stampa o
del nostro testo nel caso di utilizzo di portali di article marketing.
Per quanto riguarda i siti che offrono un servizio di pubblicazione di comunicati stampa
troveremo gi nelle SERP lindicazione Comunicati stampa tra parentesi accanto alla
data.

Figura 21 Esempio di snippet in Google News, di un articolo legato ad un portale che offre servizi per comunicati
stampa.

Per i portali di article marketing dovremmo invece cliccare allinterno del link
corrispondente allarticolo e verificare che tipo di servizi offre il sito che ha pubblicato
quel post su Google News.

Landing Page: da navigatori a consumatori


Unefficace campagna di marketing online, non si concretizza solamente con laumento di
visibilit del proprio sito allinterno dei motori di ricerca, ma deve indurre i semplici
lettori o navigatori della rete a compiere azioni legate al nostro sito che in gergo tecnico
vengono definite conversioni.
Per questo motivo, uno degli aspetti fondamentali nel momento in cui qualcuno visita
una pagina del sito web, che esso riesca a individuare immediatamente e in maniera
semplice, le informazioni ricercate e soprattutto che le informazioni stesse lo inducano, ad
esempio, ad effettuare immediatamente il download di un nostro prodotto multimediale o
eventualmente la compilazione di un form per richiedere liscrizione alla newsletter.
Per raggiungere questi obiettivi, esiste una tecnica precisa nel marketing online legato ai
siti web: la realizzazione efficace delle cosiddette Landing Page.
In gergo, una Landing Page (in italiano, pagina di atterraggio) viene definita come la
pagina web che un utente raggiunge dopo aver cliccato su uno dei risultati forniti dalla
SERP (in questo caso, la pagina dovrebbe risultare pertinente rispetto alla descrizione
fornita dal motore di ricerca immediatamente sotto al titolo cliccabile) oppure dopo aver
cliccato su un annuncio pubblicitario in cui il testo contenuto nella pagina risulta
ottimizzato intorno a una parola chiave o una frase specifica.
Pertanto una Landing Page una pagina web creata appositamente per la campagna
pubblicitaria che si intende lanciare. Tuttavia non possibile fornire, allinterno di un
banner pubblicitario, tutti i dettagli e le specifiche per effettuare lacquisto, per questo
motivo viene sviluppata una Landing Page in cui vengono indirizzati tutti i click
provenienti dal banner.
Fondamentalmente, la funzione principale della Landing Page consiste nel condurre un
navigatore allinterno nel nostro sito web e nelloffrire allutente delle indicazioni precise
legate ai servizi specifici, veicolando la visita mediante un tragitto predefinito.
Le modalit secondo cui viene sviluppata questa pagina, derivano ovviamente dagli
obiettivi che si intendono perseguire, dal target di mercato e anche dalla propria offerta,
ma lelemento fondamentale focalizzato sulla conversione degli utenti da semplici
navigatori a consumatori di un prodotto o servizio, come ad esempio liscrizione ad una
newsletter o il download di un e-book.


Una newsletter una mail che viene inviata a intervalli di tempo prestabiliti a tutti
coloro che hanno richiesto questo servizio. La newsletter pu riguardare uno
specifico argomento relativo a un sito web o semplicemente avvisa ogni qual volta
stato pubblicato un nuovo articolo.
Serve fondamentalmente per far rimanere aggiornati gli utenti di un sito e soprattutto
per creare un legame di fidelizzazione con loro.
Per creare una landing page efficace esistono molte tecniche, ma possiamo semplicemente
seguire alcuni accorgimenti per impostarla correttamente e creare testi realmente attraenti.
Prima di tutto dobbiamo utilizzare un linguaggio allinterno del testo della landing page,
orientato allazione e al vantaggio: se un utente arriva sulla nostra landing page e non
capisce entro 3 secondi cosa fare sulla pagina, la abbandona immediatamente. Per
evidenziare i vantaggi di un prodotto, possiamo ad esempio scrivere Con il
prodotto/servizio X, tu puoi invece che elencare tutte le fredde caratteristiche
tecniche.
Dobbiamo inoltre stare attenti ad utilizzare le stesse parole chiave in corrispondenza del
nostro argomento. Quindi allinterno della nostra landing page utilizzeremo le stesse
parole chiave nella headline (la frase/titolo che apre la pagina), nel form, nella call to
action, in modo tale che locchio dellutente possa orientarsi immediatamente dal punto di
vista semantico.

La call to action generalmente assume laspetto di un bottone comprensivo di testo
che una volta cliccato, rimanda il navigatore a concludere unazione ben precisa (il
download di un prodotto multimediale, linserimento di dati in un form, liscrizione
alla newsletter etc.)
Inoltre, per porre lattenzione sul nostro lettore mettendolo al centro del discorso,
dobbiamo dare del tu a chi ci sta leggendo: in questo modo ridurremo anche la distanza
tra lui e la nostra offerta.
Sempre per cercare di ottenere immediatamente la fiducia del nostro lettore, un utile
stratagemma utilizzato spesso nelle landing page, quello di inserire qualche
testimonianza sui nostri prodotti o servizi, in modo da far identificare il visitatore con i
testimonial.
Per quanto riguarda i contenuti testuali dobbiamo sempre ricordarci di comunicare nel
modo pi diretto e chiaro possibile, andando immediatamente dritti al punto: se abbiamo 3
secondi per catturare lattenzione del lettore, togliamo ogni parola superflua che rischia di
non apportare nessun valore.
Per facilitare la velocit di lettura dobbiamo anche tener conto della formattazione,
ricorrendo a grassetti, elenchi puntati, icone, immagini, per dare pi risalto ad alcune
informazioni e contribuire alla conversione.
Una volta creata e pubblicata la nostra landing page, dobbiamo analizzare i risultati e

ritoccarla continuamente per vedere quali modifiche rispondono meglio in base al target
dei nostri lettori, al tipo di prodotto/servizio, allofferta, etc.
Ecco un esempio di unottima landing page italiana collegata al sito Suonare chitarra
che utilizza tutte le tecniche e i consigli sopra descritti:

Figura 22 Esempio di landing page visualizzabile integralmente dal seguente link:


http://suonarechitarra.com/gratis/lezionichitarra/

Lemail marketing
Tra le tecniche pi utilizzate e redditizie di marketing online, lemail marketing
rappresenta sicuramente un mondo da esplorare e da valutare attentamente per saper
scegliere quali varianti di questa tecnica utilizzare, soprattutto se lobiettivo principale del
nostro sito fidelizzare lutente o come nelle Landing Page portarlo a effettuare
unazione.
Una delle tecniche pi utilizzate nel settore dellemail marketing sono le cosiddette mail
transazionali o transactional email.
Sono fondamentalmente email strutturate che vengono inviate, generalmente in modo
automatico, in seguito a unazione ben precisa dellutente, come ad esempio liscrizione
alla newsletter o il riepilogo di un determinato acquisto effettuato online.
Una variante delle mail transazionali sono le cosiddette mail event trigged che sono
invece legate o a una precisa scadenza (ad esempio la fine del periodo di utilizzo di un
servizio di prova gratuito) oppure sono legate a particolari azioni effettuate dallutente in
occasione di eventi o azioni particolari: dal compleanno dallutente, allinvio di una mail
in caso di procedura di acquisto non terminata correttamente, per tentare di convincere
lutente a concludere lacquisto.
Queste due tipologie di tecniche sono tra le pi utilizzate grazie alle alte probabilit di
lettura perch nella maggior parte dei casi, il destinatario della mail sa che la ricever e
quindi ben propenso ad accettarla.
Altre caratteristiche positive di questa tecnica derivano dalla possibilit offerta alle
aziende di personalizzare i propri messaggi poich possibile conoscere in modo

specifico il mittente del contenuto, pur rimanendo correttamente attuabili in riferimento


alle leggi sulla privacy.
Dal punto di vista comunicativo molto importante curare i testi delle mail di questa
specifica tecnica anche in funzione della modalit con cui viene utilizzata.
Se ad esempio stiamo scrivendo un messaggio di conferma di iscrizione alla newsletter
o di conferma di registrazione, importante utilizzare un linguaggio che promuove
lutilizzo del nostro sito e anche le informazioni per le potenziali offerte.
Sempre dal punto di vista comunicativo sempre bene coccolare gli utenti che
seguono da pi tempo il sito, ringraziandoli e cercando di intercettare le loro esigenze o i
loro consigli, poich sono gli utenti che meglio conoscono i servizi e le notizie provenienti
dal sito.
Per capire chi ci sta seguendo da tempo sufficiente verificare la data di iscrizione alla
newsletter, oppure le date dei commenti, nel caso in cui fossero abilitati per gli articoli o le
pagine.

Advertising online: tipologie


Il web permette di ricercare e combinare facilmente tra loro le informazioni che ci
occorrono, per questo necessario coinvolgere i potenziali lettori o utenti del nostro sito,
attraverso lutilizzo di una tipologia di linguaggio in grado di catturarli, poich non sono
pi soggetti tempestati dai messaggi pubblicitari in modo passivo, bens diventano
soggetti attivi che devono essere convinti con metodi di coinvolgimento emozionale
appositi, fornendo informazioni specifiche sui prodotti e i servizi.
anche per questo motivo che il cosiddetto advertising online risulta essere uno
strumento che permette unefficacia considerevolmente superiore rispetto ai cosiddetti
strumenti di comunicazione che si avvalgono dei media tradizionali, inoltre poich solo
recentemente in fase di crescita e sviluppo, non ancora abbastanza conosciuto dalla
maggior parte di imprese e allo stesso tempo anche dai potenziali concorrenti del nostro
sito.
Vediamo nel dettaglio quali sono le tipologie delladvertising online iniziando dal
formato pi diffuso sul web ovvero il banner.
Questa tipologia di messaggio promozionale consiste in una piccola immagine grafica
(che pu essere anche unapplicazione multimediale con animazioni e suoni) che viene
inserita allinterno di una pagina web e che costituisce un collegamento diretto tra la
pagina in cui si trova e un altro sito. Quindi lobiettivo principale di questo strumento
pubblicitario indirizzare il visitatore a un determinato sito web, inserendo un link diretto
nella pagina dellinserzionista.
I banner online si contraddistinguono rispetto ai classici modelli promozionali, perch
permettono di esaminare gli effetti della campagna pubblicitaria in tempo reale, in modo
tale da poter essere indirizzati a un pubblico effettivamente interessato.
A seconda delle caratteristiche del layout del sito, della tipologia di promozione o delle
scelte comunicative, possibile utilizzare diverse tipologie di banner.
Il Vertical Banner (in italiano Banner verticale e Banner grattacielo) un banner di

forma lunga e stretta, generalmente inserito lungo la colonna di destra o di sinistra di un


sito web che permette di essere visualizzato anche durante lo scrolling della pagina,
oltre a offrire un maggior spazio di esposizione per i contenuti promozionali.
Il Floating Banner (in italiano Banner fluttuante) invece una tipologia di Banner che
come caratteristica principale ha la possibilit di utilizzare il movimento per catturare la
curiosit del navigatore, spostandosi allinterno del sito web sopra gli elementi statici che
lo compongono.
La caratteristica principale di questo tipo di formato quindi quella di sfruttare le
molteplici modalit di movimento che permettono inoltre di comparire con una maggiore
frequenza sullo schermo rispetto ad esempio ai Vertical Banner.
Esiste anche una variante a queste tipologie di banner, molto utilizzata sul web fino a
poco tempo fa, ovvero il cosiddetto Pop-up. Consiste in una nuova finestra che si apre
automaticamente, sovrapponendosi a quella correntemente caricata, permettendo di
visualizzare il messaggio pubblicitario, oppure in alternativa anche unintera pagina Web.
Pur essendo stati considerati molto profittevoli da parte degli inserzionisti, oggi i
navigatori li reputano alquanto seccanti e spiacevoli, poich, proprio per via della loro
caratteristica di sovrapporsi alle altre finestre, devono essere chiuse per poter continuare a
visualizzare il contenuto della pagina web sottostante. Per questo motivo attualmente, la
maggior parte dei browser contengono unapplicazione che consente di bloccare
preventivamente ogni genere di pop-up, azzerando sul nascere qualsiasi potenzialit
derivante da questo strumento.

Il pay per click advertising


Negli ultimi anni la maturazione dei naviganti della rete derivata dallaumento delle
competenze informatiche, anche per evitare pubblicit troppo invasive, ha portato come
conseguenza un minor utilizzo dei banner pubblicitari da parte degli inserzionisti che si
stanno ormai sempre pi spostando verso una nuova forma pubblicitaria: il cosiddetto pay
per click advertising.
Il pay per click advertising una tipologia di pubblicit generalmente legata ai motori
di ricerca che permette allinserzionista di pianificare i propri annunci pubblicitari
acquistando alcune parole chiave legate allesposizione di un banner che viene esposto
solamente quando lutente digita le stesse keywords scelte dallinserzionista, allinterno
del motore di ricerca.
Se ad esempio il nostro sito propone ricette vegetariane, possiamo creare un banner
legato alle parole chiave ricette vegetariane che ovviamente contiene un link al sito web,
in modo che ogni qualvolta un utente digita queste parole nel motore di ricerca, appare un
banner che lo porta direttamente al sito.
Questo modello pubblicitario caratterizzato dal fatto che chi investe in questa
tipologia di pubblicit paga solamente per i click che vengono effettuati sul proprio banner
e quindi solo quando il sito web di riferimento legato al banner, viene realmente visitato:
ecco perch diventa fondamentale catturare il potenziale cliente sul proprio sito web,
utilizzando tutte le tecniche di marketing persuasive gi in parte analizzate,
concentrandosi sulle parole chiave in cui il nostro sito meno posizionato.

Un fattore molto importante riguarda il posizionamento del banner allinterno del


motore di ricerca, dovuto al fatto che non tutti i motori di ricerca assicurano la prima
posizione nei risultati, poich soprattutto i motori di ricerca pi utilizzati, inseriscono il
banner pubblicitario a pagamento a seconda di fattori come il Click-Through Rate di
Google.

Il Click-Through Rate (spesso abbreviato in CTR) un rapporto tra il numero di
visualizzazioni dellannuncio (le cosiddette Impression) e il numero di click che le
persone effettuano una volta visualizzato. Il CTR quindi un importantissima
variabile che permette di misurare se le parole chiave scelte hanno attinenza o meno
con il nostro annuncio.
Avere un CTR elevato significa che gli utenti trovano il nostro annuncio utile e
rispondente a quello che stavano cercando, diversamente un CTR basso indica che il
messaggio dellannuncio o le parole chiave utilizzate non sono strettamente o direttamente
collegate con la ricerca dellutente.
Il CTR caratterizzato da un punteggio di qualit che pu influenzare i costi e, come
anticipato, la posizione dellannuncio allinterno del motore di ricerca.
Pertanto una volta attivato un servizio di pay per click advertising necessario
monitorare costantemente il CTR per verificare il ritorno di investimento pubblicitario e
per scegliere annunci e banner legati a parole chiave che hanno maggior visibilit.
Un servizio che permette tutto questo naturalmente AdWords, il sistema di pay per
click advertising di Google che ovviamente il pi consigliato al mondo, anche perch nel
solo territorio italiano viene utilizzato dal 92% degli inserzionisti.
Tra i vantaggi di questo sistema oltre alla semplicit di gestione, sono da segnalare la
possibilit di trovare facilmente supporto per le opzioni e funzionalit avanzate, grazie alla
numerosa comunit di utilizzatori, oltre ovviamente al servizio di supporto sempre di
grande qualit, fornito dalla societ di Mountain View.
Inoltre, essendo il servizio pi utilizzato in Italia, possibile sfruttare la visibilit dei
banner anche su network e portali collegati con questo sistema, come ad esempio gli
italiani Virgilio, Libero, Arianna etc.

APITOLO 6

Web Marketing: gli strumenti di Google

Google Webmaster Tools


Dopo aver visto le principali tecniche di web marketing da utilizzare per pubblicizzare il
nostro sito vediamo quali strumenti possono essere utili per la gestione delle attivit di
promozione online.
Lo strumento principale che ogni gestore di sito web dovrebbe utilizzare Google
Webmaster Tools (in italiano Strumenti per webmaster di Google) che permette di
monitorare e ottimizzare qualsiasi attivit del nostro sito.
Per poter accedere a questo strumento basta accedere a Google Webmaster Tools
(www.google.com/webmasters/tools/?hl=it) con il nostro account di Google e fare
verificare il sito.
Per verificare il proprio sito, una volta entrati nel proprio account Google Webmaster
Tools, sufficiente cliccare il pulsante rosso in alto a destra Aggiungi un sito, inserire
lindirizzo del sito (senza il prefisso http:// quindi www.nomesito.com) ed entrare nella
pagina Verifica propriet.
A questo punto possiamo scegliere due modalit di verifica: metodo consigliato o
metodo alternativo.

Figura 23 Schermata del metodo consigliato per la verifica del sito con Google Webmaster Tools.

Se scegliamo il metodo consigliato ci apparir una finestra con indicata questa procedura:

scaricare il file di verifica HTML creato da Google Webmaster Tools;
caricare il file con un client FTP, allinterno della cartella httpdocs oppure
www.nomesito.com;
confermare di aver eseguito correttamente il caricamento del file attraverso
lindirizzo che viene fornito al punto 3 della procedura;
Un client FTP un programma che permette di caricare i file del sito
direttamente sul server scelto.

Una volta installato il client FTP, per collegarlo al server sufficiente utilizzare i dati
forniti via mail dal servizio di hosting: nel campo Host scriveremo ftp.nomesito.com,
dove al posto di nomesito andremo a scrivere il nome del dominio e la sua estensione (ad
esempio .com o .it). Mentre nei campi Nome Utente e Password inseriremo quelli
ricevuti via mail dallhosting per la gestione del servizio.
Tra i client FTP pi utilizzati e che funzionano su qualsiasi sistema operativo
consigliamo Filezilla, scaricabile gratuitamente da qui: http://filezillaproject.org/download.php
Per chi utilizza WordPress e il plugin WordPress SEO di cui abbiamo parlato nel
capitolo 3, sufficiente scegliere metodo alternativo dalla pagina verifica propriet e
selezionare lopzione Aggiungi un metatag alla home page del tuo sito. In questo modo
verr creato automaticamente un codice metatag come quello della figura 24.

Figura 24 Codice metatag di Google Webmaster Tool da inserire nel sito.

A questo punto sar sufficiente accedere alla Dashboard del plugin SEO attraverso il
pannello di controllo di WordPress, incollare il codice nel campo Strumenti per i
webmaster di Google, come riportato nelle figura 9 e cliccare sul pulsante Salva le
impostazioni.

Figura 25 Inserimento del metatag allinterno del plugin WordPress SEO.

Al termine delle due procedure sar sufficiente tornare sulla Home di Google Webmaster
Tools per controllare che non compaia pi la scritta Verifica questo sito, sotto il nome di
dominio del nostro sito.
Google Webmaster Tools offre innumerevoli strumenti per gestire il proprio sito,
tuttavia ci concentreremo esclusivamente su quelli che ci possono interessare
principalmente per gestire le attivit di SEO e web marketing.

Inviare la Sitemap e creare il file robots.txt


Nel capitolo 1 abbiamo parlato dellimportanza della Sitemap ai fini dellindicizzazione
del nostro sito web: vediamo quindi come inviarla con Google Webmaster Tool al nostro
motore di ricerca preferito.
Per prima cosa creiamo la nostra Sitemap utilizzando un sitemap generator online, come
ad esempio quello accessibile allindirizzo http://www.xml-sitemaps.com/
sufficiente inserire lURL del nostro sito allinterno del form Starting URL e
decidere la frequenza di aggiornamento del nostro sito attraverso le opzioni nel men a
tendina Change frequency, scegliendo Daily se il sito viene aggiornato giornalmente,
Weekly settimanalmente, Mounthly mensilmente etc.
Dopo aver cliccato il tasto Start possibile scaricare la nostra Sitemap in formato
XML e caricarla via FTP nella cartella principale del nostro sito in modo da visualizzarla
allindirizzo http://www.nomesito.com/sitemap.xml.
Per inviare la Sitemap a Google, sufficiente accedere allinterno della pagina
principale di Google Webmaster Tools, alla sezione Ottimizzazione, quindi su Sitemap e
cliccare sul pulsante AGGIUNGI/TESTA SITEMAP.
Nella casella di testo che apparir, sufficiente inserire il percorso alla Sitemap (ad
esempio, se la Sitemap si trova allindirizzo http://www.nomesito.com/sitemap.xml,
sufficiente digitare sitemap.xml) e cliccare sul tasto Invia Sitemap.

Una volta creata la sitemap, possiamo compiere unaltra importante operazione per
favorire la corretta indicizzazione del sito: la creazione del file robots.txt.
Il file robots.txt serve a comunicare ai motori di ricerca quali sezioni del sito devono
indicizzare. Questo file molto utile perch non tutte le pagine del sito vanno indicizzate e
soprattutto sono da evitare contenuti duplicati che possono portare a penalizzazioni per il
posizionamento dei motori di ricerca.
Vediamo le indicazioni passo passo per scrivere questo file con estensione .txt che
possiamo creare con un semplice programma di editing di testo (ad esempio Blocco Note).
Il comando principale Disallow: serve a indicare qual il contenuto da bloccare,
deve iniziare con il simbolo / e pu essere usato anche con alcune combinazioni di
caratteri speciali.
Tuttavia il primo comando da utilizzare per iniziare a creare il file robots.txt User
Agent e serve a indicare a quale robot dei motori di ricerca ci riferiamo (ad esempio
Googlebot). sempre consigliabile applicarlo a tutti i motori di ricerca inserendo il valore
* (asterisco) per specificare che tale comando viene applicato a tutti i robots.
Quindi la prima riga del nostro file robots.txt sar:
User-agent: *

Le prossime righe del file saranno invece dedicate a quelle cartelle che non sono
caricate manualmente, ma potrebbero produrre contenuti duplicati come ad esempio i feed
rss, i commenti o i trackback. In questo caso utilizzeremo il comando Disallow,
indicando questo tipo di cartelle attivate in automatico:
Disallow: /trackback/
Disallow: /feed/
Disallow: /comments/
Disallow: */trackback/
Disallow: */feed/
Disallow: */comments/


Il Trackback una funzionalit per scrivere una risposta a un post pubblicato su un
altro blog che fa comparire in modo automatico sul nostro sito o blog, un indirizzo
URL per gestire la comunicazione tra i due blog.
Se utilizziamo un motore di ricerca interno, a ogni risposta verranno generati indirizzi
URL che corrisponderanno a contenuti gi presenti sul sito e quindi potrebbero essere
considerati da Google contenuti duplicati, con il conseguente rischio di penalizzazione

nelle SERP. Per evitare questo problema sufficiente bloccare lindicizzazione di tutti gli
indirizzi URL creati dallesecuzione della Query del motore di ricerca interno, scrivendo:
Disallow: /*?*
Disallow: /*?

Per lo stesso motivo dovremo bloccare lindicizzazione proveniente dagli archivi delle
categorie e/o dei tag se utilizzati, bloccandoli attraverso il comando:
Disallow: /tag/
Disallow: /category/

Se utilizziamo un CMS come WordPress importante impedire lindicizzazione dei file


e delle cartelle di installazione e gestione di WordPress che sono comuni a tutti i siti che
utilizzano questo CMS. Baster quindi scrivere nel file:
Disallow: /wpDisallow: /cgi-bin/
Disallow: /wp-admin/
Disallow: /wp-includes/
Disallow: /wp-content/

Sempre in caso di utilizzo di WordPress dovremmo invece indicare che le immagini e i


media contenuti nei nostri articoli o pagine vengano correttamente indicizzati da Google,
andando ad indicare la cartella di provenienza ed utilizzando per la prima volta il comando
Allow:
Allow: /wp-content/uploads/

A questo punto dobbiamo indicare nel nostro file robots.txt lindirizzo della nostra
Sitemap utilizzando la forma classica sitemap.xml o la versione compressasitemap.xml.gz:
Sitemap: http://www.nomesito.it/sitemap.xml

oppure

Sitemap: http://www.nomesito.it/sitemap.xml.gz

Ecco come apparir il nostro file robots.txt per un sito non gestito con WordPress:
User-agent: *
Disallow: /trackback/
Disallow: /feed/
Disallow: /comments/
Disallow: */trackback/
Disallow: */feed/
Disallow: */comments/
Disallow: /*?*
Disallow: /*?
Disallow: /tag/
Disallow: /category/
Allow: /wp-content/uploads/
Sitemap: http://www.nomesito.it/sitemap.xml

Se invece utilizziamo WordPress aggiungeremo i comandi specifici per questo CMS:


User-agent: *
Disallow: /trackback/
Disallow: /feed/
Disallow: /comments/
Disallow: */trackback/
Disallow: */feed/
Disallow: */comments/
Disallow: /*?*
Disallow: /*?
Disallow: /tag/
Disallow: /category/
Disallow: /wpDisallow: /cgi-bin/
Disallow: /wp-admin/
Disallow: /wp-includes/
Disallow: /wp-content/

Allow: /wp-content/uploads/
Sitemap: http://www.nomesito.it/sitemap.xml

A questo punto possiamo salvare il file con estensione txt nominandolo robots (nome
completo con estensione: robots.txt) e lo andremo a caricare nel root principale del nostro
spazio web, ovvero nella cartella principale.
A seconda del servizio di hosting utilizzato, questa cartella potrebbe essere
www.nomesito.it, httpdocs o public_html; riconoscibile anche perch allinterno
della cartella c il file sitemap.xml o sitemap.xml.gz (se compressa).

Verificare le Query di ricerca


Dal men principale di Google Webmaster Tools, allinterno della sezione Traffico
possibile accedere ad uno degli strumenti pi interessanti offerti da questo tool: lanalisi
delle Query di ricerca in un periodo compreso tra gli ultimi 30 giorni (preimpostato) fino
ad arrivare ad un massimo di 90 giorni.

La Query di ricerca consiste in uno o pi termini che vengono digitati dallutente
allinterno della casella di ricerca di Google o in qualsiasi motore di ricerca.
Questanalisi fondamentale per capire se realmente il nostro sito ottimizzato lato SEO,
poich ci permette di verificare se nellelenco delle Query sono presenti le parole chiave
che abbiamo impostato negli articoli o nelle pagine del sito.

Figura 26 Grafico e tabella dellanalisi delle Query in Google Webmaster Tools.

La tabella dei risultati, come si vede dalla Figura 26, oltre a riportare lelenco e il numero
complessivo delle Query ci offre anche:

il numero delle volte in cui le nostre pagine sono comparse in Google (Impressioni);
il numero di volte che gli utenti hanno cliccato nella SERP in relazione alla Query
(Clic);
il rapporto tra numero di clic ricevuti e impressioni generate da una specifica Query
(espresso dal CTR);
la posizione media nel ranking dei risultati di ricerca di Google relativa a una
specifica parola chiave (sotto la dicitura Posizione media).
Quello che vediamo nella figura 26 il grafico di base che ci permette di valutare i dati
del nostro sito nel periodo temporale che abbiamo scelto. Tuttavia per analizzare le nostre
strategie SEO e verificarne i risultati, molto pi utile il grafico avanzato attivabile
cliccando il tasto Con modifica che permette di valutare i dati sopra riportati in rapporto
ai cambiamenti nel corso del tempo ed evidenziando con il colore verde i risultati positivi
e con il colore rosso i risultati negativi.
Oltre ad analizzare le nostre strategie SEO o limpatto degli algoritmi di Google,
possiamo anche verificare quali Query hanno avuto pi incremento di posizione poich
possibile visualizzare i dati in base alla miglior percentuale di crescita o indice di
incremento, semplicemente cliccando sulla parola Modifica accanto allindicatore di
riferimento. Nellesempio della figura sottostante vediamo quali parole chiave legate al
nostro sito hanno avuto il maggior incremento di posizione nelle SERP.

Figura 27 Tabella che illustra le parole chiave con maggiore incremento.

Sempre dalla tabella dedicata alle Query pu risultare molto interessante ottenere
informazioni e dati aggiuntivi sulle singole parole chiave. Per ottenere questi dati
sufficiente cliccare sulla parola chiave che ci interessa, allinterno della colonna Query di
ricerca. Possiamo in questo modo conoscere quali pagine sono collegate alla parola
chiave e landamento delle posizioni allinterno delle SERP.
In questo modo, oltre a verificare i singoli contenti che stanno funzionando meglio in

termini di posizionamento, possiamo anche scoprire collegamenti o connessioni magari


non previsti in precedenza e che possono quindi aiutare a sviluppare e ideare nuovi
contenuti di successo.

Figura 28 Esempio di analisi delle Query di ricerca.

Grazie a questo strumento, quindi possibile verificare lefficacia dei nostri articoli o
delle pagine del nostro sito, poich nel caso in cui una determinata parola chiave ha
portato una diminuzione di click effettivi da parte degli utenti, possiamo agire variando
title o meta description (che come gi detto sono gli elementi presenti nelle SERP) e
verificare dopo 2 o 3 giorni il risultato di questa modifica, poich i dati dellanalisi delle
Query di ricerca si aggiornano dopo circa 72 ore.

Verificare i backlink
Sempre allinterno della sezione Traffico dal men principale di Google Webmaster Tools,
attraverso la voce Link che rimandano al tuo sito possibile verificare i backlink per ogni
singola URL presente sul nostro sito.

Figura 29 La tabella dei backlink in Google Web Master Tools.

quindi possibile sapere quali siti ci hanno linkato (sotto la voce Chi utilizza pi link),
quali pagine o articoli hanno ricevuto pi link (I tuoi contenuti con pi link) e quali sono i
principali termini utilizzati per realizzare i collegamenti al nostro sito da parte degli altri
siti (Come sono collegati i tuoi dati).
Inoltre se utilizziamo lopzione Scarica ultimi link, cliccando su Altro dalla tabella

Chi utilizza pi link, possiamo scaricare in formato CSV gli ultimi backlink in ordine di
tempo, in modo da poter ad esempio contattare lautore del blog o sito che ci ha linkato
per ringraziarlo e magari proporre una collaborazione.
Possiamo utilizzare questo file anche per rimuovere i backlink che contengono
malware, siti per giochi dazzardo o con contenuti pornografici che possono portare
penalizzazioni del nostro sito da parte di Google, come descritto nel capitolo 5.
Per far questo, dopo aver analizzato attentamente quali siti collegati possono essere
sospetti, sufficiente preparare un file in txt (ad esempio con leditor di testo Block notes)
elencando i link da rimuovere e avendo cura di posizionarli uno per riga. Una volta
completato lelenco, sufficiente caricare il file attraverso questo link:
https://www.google.com/webmasters/tools/disavow-links-main
Attraverso questo link https://www.google.com/webmasters/tools/disavow-links-main
possibile attivare la procedura da eseguire per rimuovere i link che possono portare
penalizzazioni al nostro sito.
Per far questo, sufficiente creare un file .txt in cui sono presenti gli indirizzi URL dei
link da escludere (scrivendo un link per ogni riga).
Una volta caricato il file sufficiente inviarlo tramite il form denominato Rinnega
link.

Gestione dei sitelink


Tra le tante opzioni fornite da Google Webmaster Tools c la possibilit di verificare i
sitelink assegnati al nostro sito ed eventualmente di declassarli, quando ci rendiamo conto
che non sono utili ai potenziali visitatori, in modo che quel determinato sitelink non venga
pi visualizzato nei risultati.

Figura 30 Esempio di sitelink: sotto al risultato di ricerca, compaiono link alle pagine pi rilevanti del sito.

I sitelink sono link posizionati sotto il risultato di ricerca nella SERP e vengono attivati da
Google quando il sito rispetta determinati requisiti in base alla struttura del sito, alle visite,
ai contenuti, al numero e alla qualit dei backlink etc. Non tutti i siti hanno il privilegio di

avere lassegnazione dei sitelink e anche per i siti che rispondono ai requisiti, il processo
di assegnazione da parte di Google abbastanza lungo (fino a 4 mesi).
Per andare a declassare un sitelink che non riteniamo utile a chi sta effettuando una
ricerca sufficiente accedere alla sezione Configurazione dal men principale di Google
Webmaster Tools e cliccare su Sitelink.
A questo punto inseriamo lindirizzo URL che non vogliamo che appaia pi nei sitelink
allinterno del campo Declassa e clicchiamo sul tasto DECLASSA.

Lindicizzazione con Google Webmaster Tools


Per quanto riguarda lindicizzazione del nostro sito, Google Webmaster Tools offre due
strumenti molto utili.
Il primo permette di vedere una pagina del nostro sito come la vede Google attraverso la
sezione Visualizza come Google, accessibile dal men Salute.
Per far questo basta inserire lURL che ci interessa, cliccare il pulsante RECUPERA e
cliccare sul link Riuscita appena loperazione di recupero conclusa.
A questo punto possiamo sfruttare unaltra opportunit offerta da questo strumento: se
clicchiamo infatti sul pulsante INVIA ALLINDICE accanto al link Riuscita,
possiamo suggerire velocemente a Google lindicizzazione della pagina scelta, senza per
forza dover aspettare i tempi della scansione.
Laltro strumento utile per lindicizzazione del nostro sito accessibile sempre dal
men Salute alla voce Stato dellindicizzazione e permette di controllare grazie a un
grafico, la quantit di pagine del nostro sito che Google ha indicizzato nel tempo.
Questi dati sono molto interessati perch il numero di URL indicizzate pu essere
confrontato con il numero di pagine web indicizzate dalla nostra sitemap (accessibile dalla
voce Sitemap sotto il men Ottimizzazione) in modo da intervenire sulle URL che la
sitemap non indicizza.
Unaltra interessante opportunit offerta da Google Webmaster Tools quella di
verificare tutti gli eventuali problemi del nostro sito legati al codice HTML e nello
specifico ai tag title e meta description, fondamentali per la SEO.
Infatti dal men Aspetto nella ricerca scegliendo la voce Miglioramenti HTML
possiamo identificare in un unico report la presenza di problemi relativi a questi due
attributi HTML sopratutto in merito ai contenuti interni duplicati.
Nel caso si riscontrassero tag title o tag meta description duplicati, sufficiente cliccare
sulla voce corrispondente e procedere alla correzione.

Figura 31 La schermata Miglioramenti HTML.

Google Analytics: conoscere il pubblico


Essere in grado di tenere traccia di ogni singola azione realizzata da un visitatore sul
nostro sito non ha prezzo, soprattutto quando questa azione pu indicare la direzione da
seguire nelle strategie legate alle attivit di web marketing.
Per questo motivo importante conoscere a fondo il nostro pubblico attraverso uno dei
principali strumenti offerti dal web, ovvero la cosiddetta web analytics, che permette
attraverso il monitoraggio delle statistiche di accesso, di tracciare e analizzare i dati di
navigazione su un sito web e soprattutto di poter interpretare le attivit online dellutente,
in corrispondenza delle nostre attivit di web marketing.
Ma quali sono le azioni da compiere per analizzare in maniera efficace le statistiche di
accesso al sito?
La prima regola consiste nellaffiancare unattivit di controllo periodico (prefissata
generalmente una volta a settimana) a un attivit puntuale, in funzione di particolari
attivit di web marketing o di comunicazione persuasiva. In questo modo possibile
individuare facilmente una serie di informazioni legate a eventuali problemi relativi alla
visibilit o allusabilit di alcune pagine, oppure legate ai motivi di una mancata
indicizzazione da parte dei motori di ricerca o, ancora, di intere sezioni del sito che per
motivi diversi non vengono prese in considerazione dai visitatori.
Avere la possibilit di disporre e analizzare questi dati permette come gi detto, di
conoscere i visitatori del sito in profondit, soprattutto in riferimento ai contenuti pi
graditi, nellottica di rimodulare continuamente offerta e servizi del nostro sito web.
Esistono ormai molti software per effettuare lanalisi degli accessi al proprio sito,
tuttavia secondo una ricerca effettuata nel giugno del 2012 da Pingdom utilizzando i dati
del sito Alexa (uno dei portali di riferimento per le statistiche dei siti web), Google
Analytics il servizio pi utilizzato sul web, infatti il 62% dei migliori 10.000 siti presenti
sul web utilizzano questo strumento di analisi, offerto gratuitamente da Google.
Per utilizzarlo sufficiente creare un account Google Analytics dalla seguente pagina:
http://www.google.com/intl/it/analytics/ inserendo lindirizzo mail e la password con i dati
del nostro account di Google.
Una volta terminata liscrizione ad Analytics, verr fornito un codice javascript, da
inserire nelle pagine del sito per permettere a Google di rilevare i dati di traffico dei
visitatori.


possibile inserire il codice allinterno del nostro sito seguendo le istruzioni fornite
dal servizio di assistenza di Google Analytics accessibile dal seguente link:
https://support.google.com/analytics/
Oppure, se utilizziamo WordPress come CMS, possiamo inserire il codice attraverso
un plugin, come ad esempio Google Analytics for WordPress di Yoast che permette
di
installare
il
codice
in
modo
semplice
e
automatico:
http://wordpress.org/extend/plugins/google-analytics-for-wordpress/
Ma quali sono i dati essenziali che consentono di ottenere un quadro concreto dei visitatori
che ci stanno seguendo?

Figura 32 La schermata principale del men Pubblico > Panoramica.

Pur essendo potenzialmente infiniti, i primi dati da monitorare per utilizzare efficacemente
Google Analytics sono quelli accessibili dal macro men Pubblico, ovvero:

Dati demografici (Et, Sesso): possono essere attivati con un codice aggiuntivo e
permettono di conoscere oltre al genere sessuale, la composizione per categorie di et
del nostro pubblico.
Interessi (Categorie di affinit, Altre categorie, Segmenti in-market): anche questa
opzione viene attivata con un codice aggiuntivo ed molto interessante per scoprire
informazioni relative agli interessi dei nostri utenti. Questi dati sono rintracciabili dal
servizio pubblicitario AdWords di Google.
Dati Geografici (Lingua, Localit): importante capire da dove arriva il nostro
traffico dal punto di vista geografico e se abbiamo un sito multilingua, ancora pi
utile perch potremo scoprire lingue o paesi emergenti interessati ai nostri contenuti.
Comportamento (Frequenza e Recency, Nuovi e di ritorno, Coinvolgimento):
questi dati sono molto importanti perch ci offrono un indice di appetibilit del
nostro sito, soprattutto legato alla SEO poich la percentuali dei nuovi visitatori
rappresenta il nostro termometro delle azioni SEO e di web marketing legate al
sito.
Tecnologia (Browser e sistema operativo, Rete): questi dati sono molto importanti
per lusabilit del sito, perch ci offrono la possibilit di conoscere le tecnologie che

utilizzano i visitatori per accedere alle nostre pagine. Infatti dobbiamo sempre essere
sicuri che il nostro sito sia completamente funzionante nei browser correnti e
soprattutto verificare il comportamento dei nuovi browser per dispositivi mobili, in
modo da pianificare eventuali sviluppi grafici del sito adatti a questo tipo di
dispositivi.
Mobile (Panoramica, Dispositivi): strettamente correlato a i dati precedenti questo
men ci offre la possibilit di approfondire nello specifico i dati sullutilizzo del
mobile arrivando nel dettaglio sino al tipo di dispositivo utilizzato per permettere di
modificare contenuti e grafica in funzione delle dimensioni dello schermo. Quando i
tuoi utenti passano ai dispositivi mobili, conoscere i dispositivi che utilizzano, i
metodi di immissione che usano per interagire con i tuoi contenuti e le dimensioni
dello schermo su cui visualizzano i tuoi contenuti ti permette di modificare le
versioni correnti e pianificare sviluppi futuri.
Personalizzato (Variabili personalizzate, Definito dallutente): da questo men
possibile utilizzare variabili personalizzate per analizzare il comportamento globale
dei visitatori in un intervallo di date, anzich le diverse interazioni con il nostro sito a
ogni sessione, come impostato di default.
Il macro men Acquisizione uno dei pi interessanti per capire il comportamento dei
nostri visitatori e soprattutto per capire da dove sono generate queste visite.

Figura 33 La schermata principale del men Acquisizione > Panoramica.

Anche questo macro men si divide in sezioni per ogni tipologia di dati, la prima delle
quali nominata Canali e ci consente di avere un rapporto unico in merito alla
provenienza dei nostri visitatori, raggruppando i dati in funzione delle risorse utilizzate:

Organic Search, indica il traffico che deriva dai i motori di ricerca;
Referral, specifica i domini dai quali hanno origine le nostre visite;
Email, indica il traffico che deriva dalle mail, molto utile ad esempio per capire le
visite proveniente da una newsletter;

Social, indica tutto il traffico proveniente dai social network;


Direct, ci dovrebbe fornire i dati relativi ai visitatori che hanno digitato direttamente
nel browser un URL legato al nostro sito. In realt la maggior parte di questi dati si
riferisce a quelle visite in cui non possibile stabilirne la provenienza (come ad
esempio le visite provenienti da chi utilizza Gmail come servizio di posta
elettronica).
Tutto il traffico e Tutti referral, sono i nomi dei men che riguardano la sorgente e il
mezzo da dove provengono le nostre visite. Per sorgente viene indicato il sito web da cui
ha origine la visita: pu essere un motore di ricerca, uno specifico social network, un sito
che fa parte della nostra rete di backlink o che semplicemente ha fatto un link a un nostro
articolo etc.
Per mezzo si intende, invece, la modalit con cui un visitatore arrivato al sito: tramite
newsletter, da una ricerca organica, da social network etc.
Il menu Tutto il traffico offre una visione dinsieme, indicando il traffico ricevuto sia
dalla sorgente che dal mezzo utilizzato, mentre il men Tutti referral specializzato
nelle singole sorgenti da cui proviene il traffico.
Il men Campagne (Parole chiave, Risultati organici) sarebbe dedicato a chi ha attive
campagne pubblicitarie AdWords, ma offre a tutti uninteressante possibilit di verificare
quali parole chiave utilizzate hanno portato traffico al sito. Purtroppo per circa l80% di
questi dati nascosto per ragioni di sicurezza da Google, come dichiarato nelle
comunicazioni ufficiali e in questo caso alle parole chiave viene dato il valore di (not
provided).
Sociale il men dedicato alle interazioni del nostro sito con i social network e
viceversa. Allinterno di questo men la voce principale da monitorare Referral dei
social network dove possiamo visualizzare tutte le metriche (Visualizzazioni di pagina,
Durata media visita, Pagine/Visita) per il traffico proveniente da ogni singolo social
network.
Interessanti anche le voci Plug-in e Flusso dei visitatori. La prima voce permette di
conoscere i dati relativi allutilizzo dei pulsanti di condivisione presenti nel nostro sito
(Mi piace per Facebook, +1 per Google Plus, Tweet per Twitter etc.), mentre Il
Flusso dei visitatori, mostra i percorsi che i nostri visitatori provenienti dai social network
hanno intrapreso allinterno del nostro sito ed possibile verificare il percorso per ogni
diverso social network di provenienza.
Se abbiamo gi collegato il nostro sito a Google Webmaster Tools possiamo usufruire di
una serie di dati molto interessanti per avere sotto controllo tutte le nostre attivit SEO.
Il macro men Ottimizzazione per i motori di ricerca ci fornisce le informazioni sulle
Query di ricerca di Google che hanno portato visite al nostro sito.
Per attivare questi dati sufficiente accedere alla pagina principale di Google
Webmaster Tools, cliccare sul tasto Gestisci sito, scegliere Propriet di Google
Analytics, indicare il sito che si vuole associare e quindi cliccare sul tasto Salva.
In questo modo potremmo visualizzare i dati relativi alla voce Query che ci mostra le

Query di ricerca che hanno generato la maggior parte delle visualizzazioni degli indirizzi
URL del nostro sito web.
Possiamo anche ordinare i dati in base al numero di click ricevuti, identificare le Query
di ricerca per le quali il nostro sito ha una buona posizione nelle SERP e soprattutto
rapportare questi dati ai click effettivi (CTR).
Unaltra voce interessate Pagine di destinazione che ci mostra gli indirizzi URL del
nostro sito web che hanno generato la maggior parte di visualizzazioni delle SERP di
Google.
In questo modo possibile studiare le stesse metriche precedentemente descritte in
funzione dei singoli indirizzi URL.
Ma perch collegare Google Webmaster Tools a Google Analytics se abbiamo gli stessi
identici dati?
In realt questi due strumenti definiscono le parole chiave in maniera diversa poich la
pagina delle parole chiave in Google Webmaster Tools mostra esclusivamente le parole
pi significative che Google ha trovato sul nostro sito.
In Google Analytics invece le parole chiave vergogno indicate sia per descrivere
entrambe le Query del motore di ricerca provenienti dai risultati organici che quelle
provenienti da campagne pubblicitarie AdWords, pur differenziandole.
Google Webmaster Tools inoltre non consente di effettuare analisi nel passato oltre al
trimestre attuale e inoltre non offre tutti servizi di reportistica e salvataggio dei dati che
rappresentano la vera peculiarit di Goole Analytics.
Se vogliamo invece analizzare a fondo i comportamenti dei nostri visitatori dobbiamo
visitare il macro men Comportamento.

Figura 34 La schermata principale del men Comportamento > Panoramica.

Una delle voci pi interessanti di questo macro men sicuramente Contenuti del sito
che ci offre tantissimi dati per capire in che modo i visitatori interagiscono con i contenuti
del nostro sito. Infatti possiamo accedere ai seguenti dati:

tempo medio sulla pagina: indica il tempo di permanenza dei visitatori su una
determinata pagina o un determinato insieme di pagine, mediato con il tempo di
permanenza totale;
frequenza di rimbalzo: rappresenta la percentuale di visite di una sola pagina, quelle

in cui la persona esce dal nostro sito dalla stessa pagina in cui entrata senza
interagire con essa. Ovviamente pi questa percentuale bassa meglio , altrimenti
significa che il nostro sito non interessante agli occhi del visitatore che lo ha appena
scoperto.
le pagine in cui i nostri visitatori entrano e quelle da cui escono dal nostro sito.
Molto utile ai fini SEO, soprattutto per la parte legata alla struttura del sito web, la voce
Velocit sito che ci permette di visualizzare sia il tempo medio di caricamento del sito in
funzione del browser utilizzato o del Paese/zona da cui avviene laccesso, oltre a fornire
analisi dettagliate dei rendimenti di velocit per ogni singola pagina.
La funzione pi interessante tuttavia Suggerimenti velocit sito che, sia per la
versione Desktop del nostro sito che per quella mobile, fornisce indicazioni dettagliate su
come migliorare la velocit del sito e delle singole pagine.
molto importante tenere monitorata questa caratteristica, perch un sito web che si
carica lentamente, oltre a incidere negativamente sul posizionamento nelle SERP di
Google, pu diventare frustrante per la navigazione e diminuire lusabilit del sito stesso
da parte degli utenti.
Lultimo macro men da analizzare approfonditamente Analisi dati In Page che ci
permette di effettuare una valutazione visiva di come gli utenti interagiscono con le pagine
del nostro sito, indicando attraverso una piccola finestra la percentuale di utenti che ha
cliccato su ogni singolo elemento presente nella pagina: utilissimo per verificare ad
esempio lefficacia della nostra landing page, le pagine di e-commerce, le pagine dove
sono presenti call-to action etc.
Quando iniziamo ad avere dimestichezza con i principali parametri di Google
Analytics, bene fissare pochi indicatori o variabili da analizzare, focalizzandosi ad
esempio solo sullanalisi settimanale delle sorgenti di traffico, dei nuovi accessi al sito o
sul numero di visitatori che visitano le pagine che pi ci interessano.
Una delle funzioni pi interessanti di Google Analytics la possibilit di personalizzare
le dashboard con soluzioni personalizzate per ogni obiettivo.
Non solo possiamo creare le nostre dashboard con i dati che ci interessano ma possiamo
importare allinterno del nostro Google Analytics i report personalizzati da utenti.
Una volta effettuato laccesso a Google Analytics sufficiente accedere alla gallery che
contiene tutti i rapporti personalizzati da importare sul nostro sito attraverso questo link:
www.google.com/analytics/gallery/#landing/start/
possibile scegliere i report in base alle classifiche (sotto le voci Recommended,
Most popular, Top contributors) oppure digitando nel motore di ricerca interno le
parole chiave che riguardano i report adatti alle nostre esigenze (ad es. SEO).
Per la scelta finale sicuramente possibile farsi unidea in base alle valutazioni degli
altri utenti, ma sicuramente la soluzione migliore importare il singolo report, provarlo e
verificare se adatto alle nostre esigenze.
Analizzare landamento di un sito web, le visite, la performance, lusabilit, il percorso
interno di un utente, oltre a essere unattivit interessante, tra le pi importanti per il

settore SEO e non solo e occorre quindi saper sfruttare tutte le potenzialit di Google
Analytics.
Una volta scelti i parametri fondamentali da analizzare, importante confrontarli in
funzione del tempo e delle azioni intraprese, ad esempio confrontando i dati prima e dopo
una campagna promozionale online. In questo modo possibile dare un maggior valore al
dato misurato, oltre naturalmente a farsi guidare anche in fase di eventuali azioni di web
marketing da modificare o rivedere in futuro.
Avere la possibilit di monitorare il traffico del sito permette di verificare non solo le
attivit on line di marketing, ma anche quelle off line. Se ad esempio abbiamo appena
presentato il nostro sito a un incontro pubblico, a qualche fiera del settore o stato
pubblicato un articolo che parla di noi sulla stampa, possiamo valutare immediatamente
lefficacia di queste azioni grazie al traffico generato sul sito. Inoltre questa analisi diventa
significativa anche per la scelta dei partner pubblicitari confrontando i risultati raggiunti a
parit di investimento.

Le estensioni SEO per Chrome


Oltre ai vari strumenti di supporto alla SEO che abbiamo visto in questo capitolo, Google
offre la possibilit di supportare la gestione di ogni attivit volta a migliorare il
posizionamento del proprio sito allinterno delle SERP, attraverso il suo browser: Google
Chrome.
Il browser Google Chrome pu essere infatti arricchito con nuove funzionalit
scaricando e installando software aggiuntivi gratuiti che vengono definiti estensioni.
Tutte le estensione validate da Google sono scaricabili dal webstore di Chrome
allindirizzo: http://chrome.google.com/webstore
Una volta scelta lestensione da installare, sufficiente cliccare sul pulsante Gratis e
se richiesto, confermare laccesso ai vari dati cui potr accedere lestensione cliccando sul
pulsante Aggiungi nella finestra di dialogo.
Da quel momento in poi, ogni volta che apriremo Google Chrome avremo la possibilit
di sfruttare le potenzialit offerte dallestensione appena installata.
Proprio perch si riferiscono esclusivamente al browser di Google, esistono molte
estensioni dedicate alla SEO che sfruttano i dati del motore di ricerca.
Una delle estensioni dedicate alla SEO pi utilizzate sicuramente MozBar, installabile
direttamente dallo store Chrome attraverso questo link:
https://chrome.google.com/webstore/detail/mozbar/eakacpaijcpapndcfffdgphdiccmpknp
Una volta installata, questa estensione ci permette di accedere ad alcuni dati interessanti
mentre stiamo navigando: attraverso un box laterale ci fornisce punteggi SEO e dati
relativi alla pagina web che stiamo visitando come ad esempio il meta tag title, il meta tag
description, lindividuazione delle parole chiave utilizzate, il riconoscimento dei tag
dintestazione, i backlink interni ed esterni e quelli con attributo Follow e NoFollow.
Inoltre permette di creare ricerche personalizzate in funzione dei diversi motori di
ricerca (Google, Bing e Yahoo), del paese di appartenenza, della regione o citt.

Unaltra estensione molto completa sia per la SEO on-page che per quella off-page
Sorezki
SEO
Plus
(https://chrome.google.com/webstore/detail/sorezki-seoplus/fppbohabnbkicdpaggehhpaadklacacj).
Questa estensione ci fornisce molte informazioni in merito al ranking di popolarit del
sito in base a diverse caratteristiche fornite dai portali specializzati che si occupano di
questo tipo di servizi (Alexa, Majestic SEO etc.). Mentre la parte dedicata alla SEO onpage offre diverse analisi dei tag HTML, i dettagli del server utilizzato, la densit delle
parole chiave utilizzate, oltre a offrire suggerimenti per ottimizzare il posizionamento
nelle SERP dei motori di ricerca.
Per verificare in ogni momento quali link hanno lattributo NoFollow, sicuramente
lestensione pi efficace NoFollow Simple che permette di visualizzare immediatamente
i link con attributo NoFollow evidenziandoli con un rettangolo tratteggiato rosso mentre si
sta navigando, in modo da scegliere con cura il sito web o blog con cui sviluppare
collaborazioni.
Lestensione attivabile dal seguente link:
https://chrome.google.com/webstore/detail/noFollowsimple/apkcjkicpemmmakhhpbglcdlgphcjpae
Infine chiudiamo con unestensione molto interessante che pu esserci utile quando
troviamo qualche sito web che ci piace particolarmente per come strutturato, oppure
quando incontriamo una landing page accattivante che magari collegata a un ecommerce particolare, o ancora qualche nuova funzionalit che vorremmo integrare nel
nostro sito.
Spesso la prima domanda che ci facciamo in questi casi : chiss che piattaforma o
CMS utilizzato per questo sito e, se fosse lo stesso che utilizziamo noi, quale
funzionalit aggiuntiva o plugin stato installato?
A tutte queste domande ci pu fornire immediatamente una risposta lestensione
Wappalyzer che non solo identifica il CMS utilizzato, ma elenca anche eventuali plugin
installati, widget utilizzati, strumenti di Google collegati, tipologie di forum o chat,
piattaforme di e-commerce o di blogging, framework, JavaScript e altri dettagli legati al
sito che stiamo vistando.
Questa estensione molto utile anche per analizzare i competitor che si occupano di
argomenti simili al nostro o i siti web che sono meglio posizionati di noi nelle SERP, in
modo da carpirne i segreti, magari installando gli stessi plugin se utilizziamo il medesimo
CMS.

Google Scraper Report


possibile che durante le nostre attivit di promozione del sito possiamo incorrere in
spiacevoli esperienze come quella di scoprire che non solo i nostri contenuti sono stati
copiati, ma addirittura che il sito web che ha sfruttato questa pratica poco corretta, si
ritrova con un posizionamento migliore del nostro, rispetto alle parole chiave che anche
noi volevamo ben posizionare.
Infatti, non sempre Google riesce a verificare la paternit dei contenuti, penalizzando
immediatamente chi ha duplicato testi gi esistenti sul web.

Ecco perch Google ha creato uno strumento che permette di segnalare queste pratiche
scorrette e tutelare chi opera in modo corretto sul web: questo strumento si chiama Google
Scraper Report ed fondamentalmente un form da compilare per segnalare al motore di
ricerca eventuali contenuti duplicati.

Il suo funzionamento molto semplice: una volta entrati nel form (attraverso il seguente
link
https://docs.google.com/forms/d/1Pw1KVOVRyr4a7ezj_6SHghnX1Y6bp1SOVmy60QjkF0Y/vie
sufficiente inserire lindirizzo URL del sito web da cui proviene il contenuto originale,
lindirizzo URL del sito Web che ha copiato i contenuti e lindirizzo URL relativo alla
pagina dei risultati del motore di ricerca che dimostra il miglior posizionamento del sito
web che ha duplicato i contenuti.

Figura 35 Il form di Google Scraper Report.

Per terminare la procedura di segnalazione sufficiente dichiarare che il nostro sito web
segue le linee guida per i webmaster create da Google e infine cliccare sul tasto Invia.
Google, una volta ricevuta la richiesta, non garantisce la risoluzione immediata del
problema nelle SERP e neppure la penalizzazione del sito web segnalato. comunque
probabile che i dati raccolti da questo form servano a migliorare il funzionamento
dellalgoritmo nellottica di non penalizzare i siti web che offrono contenuti originali,
inoltre in qualche modo utilizzando questo form stiamo segnalando a Google che siamo
attenti alle sue linee guida e vogliamo migliorare il suo servizio di motore di ricerca.

Google ha creato delle Linee Guida ufficiali per aiutare i gestori di siti web e i SEO a
far trovare il loro sito web dal motore di ricerca in modo corretto, eseguirne la
scansione e indicizzarlo, offrendo inoltre alcuni consigli e suggerimenti pratici per

migliorare il posizionamento nelle SERP, oltre a fornire le risoluzioni dei problemi


pi comuni.
possibile scaricare la guida in italiano in formato pdf da questo indirizzo:
https://www.google.com/intl/it/webmasters/docs/search-engine-optimization-starterguide-it.pdf

Google Alert
Un utile strumento offerto da Google che qualsiasi SEO deve saper utilizzare nel migliore
dei modi senza dubbio Google Alert.
Fondamentalmente questo strumento serve per monitorare nuovi contenuti e
informazioni provenienti dal web e dai social network in riferimento a una o pi parole
chiave.
Ma la vera specificit di questo servizio consiste nella possibilit di inviare tutti i
risultati automaticamente via e-mail o attraverso feed RSS a intervalli di tempo stabiliti da
noi.

Feed RSS un metodo che serve per notificare laggiornamento di un sito web o un
blog. Generalmente prevista unicona con un link che indica come rimanere in
qualche modo abbonati al contenuti di quel sito. Per attivarlo sufficiente cliccare
sul link o sullicona e scegliere il lettore RSS preferito con il relativo account
collegato.
Questo strumento quindi permette una molteplicit di utilizzi perch pu essere utilizzato
ad esempio per verificare la nostra reputazione online, quali siti web o blog hanno
pubblicato link al nostro sito, come gli utenti parlano dei nostri articoli o, nel caso di
aziende o brand, dei nostri prodotti e servizi. Inoltre possibile utilizzarlo per verificare le
reputazione online dei nostri competitor e cercare nuovi siti web o blog che si occupano di
argomenti simili ai nostri per creare collaborazioni.
Vediamo come utilizzare al meglio questo strumento, anzitutto entrando nella pagina
principale allindirizzo: https://www.google.com/alerts?hl=it

Figura 36 La pagina di configurazione di Google Alert.

A parte la barra di ricerca che vedremo in seguito come sfruttare al meglio nel dettaglio
per ottenere i dati di cui abbiamo bisogno, possibile decidere la tipologia di fonte dei
contenuti offerti da Google tra Tutto (in cui si intende tutto il web) o solo dalle categorie
News, blog, video, discussioni o libri.

Possiamo poi indicare la frequenza di ricezione dellavviso via mail (occasionale, una
volta giorno o una volta a settimana) e se ricevere tutti i risultati trovati o solo quelli
ritenuti da Google pi pertinenti in base alla Query di ricerca inserita.
Lultimo campo ovviamente dedicato allindirizzo mail a cui inviare gli avvisi oppure
possibile utilizzare un servizio di feed RSS.
Per configurare al meglio queste informazioni utile impostare la fonte delle
informazioni allinterno della quale attivare lavviso su Tutto. Per quanto riguarda la
frequenza, dipende in base alle proprie necessit anche se quella giornaliera la pi
efficace, mentre per la quantit di risultati sicuramente bene impostarla su Tutti.
Ma veniamo alla barra di ricerca di Google Alert e vediamo come sfruttarla al meglio
utilizzando gli operatori di ricerca.
La modalit pi semplice quella di inserire una parola chiave in riferimento agli
argomenti che vogliamo monitorare. In questo caso necessario inserire le parole chiave
tra virgolette: parole chiave, ad esempio Corso SEO.
Se vogliamo invece monitorare i siti che hanno citato il nostro sito web, possiamo
inserire questa Query di ricerca:
nome sito o brand -site:nomesito.com (ad esempio Comunicazione Lavoro site:comunicazionelavoro.com).
In questo modo, possiamo verificare se chi ci ha citato ha inserito un link al nostro sito
e, nel caso non lo avesse fatto, contattarlo per provvedere a farlo. Non dimentichiamo
naturalmente in ogni caso di ringraziarlo per la citazione, potrebbe diventare un nostro
prezioso collaboratore!
Con la stessa tecnica di ricerca possiamo verificare le menzioni relative ai nostri
competitor, magari proponendo il nostro sito come contenuto alternativo sullo stesso
argomento al sito web o blog che ha citato il nostro competitor.
Se vogliamo invece verificare chi sta linkando una pagina del nostro sito o fare la stessa
cosa per le pagine dei competitor, dobbiamo inserire nella barra di ricerca:
nomesito.com -site:nomesito.com
site:comunicazionelavoro.com)

(ad

esempio

comunicazionelavoro.com

Possiamo inoltre farci segnalare periodicamente da Google Alert la nostra presenza sui
social network o quella dei nostri competitor, inserendo come Query di ricerca:
http://nomesito.com site:urlsocialnetwork (ad esempio http://comunicazionelavoro.com
site:facebook.com)
Si possono inoltre impostare tantissime segnalazioni differenziate in base alle diverse
parole chiave che ci interessano ed eventualmente cancellare gli alert che non ci
interessano pi o che portano segnalazioni errate o di poco interesse.

Figura 37 La pagina di gestione di Google Alert.

Per gestire le diverse segnalazioni ed eventualmente cancellare quelle che non ci


interessano pi, sufficiente cliccare sul pulsante Gestisci i tuoi avvisi e sul tasto
Elimina nella riga corrispondente alla segnalazione che vogliamo eliminare.
Possiamo anche modificare le diverse impostazioni su frequenza, tipologia di contenuti
e quantit di risultati, cliccando sul tasto Modifica in corrispondenza della segnalazione
che vogliamo modificare.

APITOLO 7

Lauthorship di Google e gli altri social

Come condividere sui profili social


La maggior parte delle tecniche di web marketing finora presentate permettono, in alcuni
casi automaticamente, di promuovere il proprio sito con un tipo di comunicazione
prettamente monodirezionale, soprattutto se scegliamo di non abilitare i commenti ai
nostri articoli: noi comunichiamo un messaggio senza aver possibilit di interagire con il
nostro lettore.
Diverso invece il discorso per tutti gli strumenti del cosiddetto web 2.0, in primis fra
tutti i social network, dove il vero valore aggiunto anche dal punto di vista promozionale,
il rapporto costante con i nostri visitatori che si basa su un approccio comunicativo
bidirezionale: dallinterazione con gli utenti possono nascere fidelizzazione, autorevolezza
del nostro sito, collaborazioni etc.
dal contributo dato da ogni utente attraverso informazioni, opinioni, commenti ed
esperienze che nasce in rete una nuova cultura condivisa. Il web non rappresenta come i
media tradizionali unemittente di contenuti, ma uno spazio di generazione di contenuti e
significati.
Prima di valutare quale attivit effettuare sui social network, importante capire che
proprio la tipologia di comunicazione bidirezionale necessita di tempo, energie e tecniche
ben precise, poich in caso di errori gravi, i danni sono maggiori delle opportunit offerte
e in alcuni casi sono difficilmente rimediabili.
Quindi, prima di lanciarsi a capofitto nel social media marketing (cos viene definita
lattivit di promozione attraverso i social network), occorre prestare molta attenzione
sulle reali risorse a nostra disposizione per gestire questa attivit.
Tuttavia, anche nel caso decidessimo di non creare un profilo sui social network legato
al nostro sito, potremmo beneficiare delleffetto virale dei social inserendo a ogni
articolo o pagina, i bottoni di condivisione (vedere esempio figura 38) per permettere a
ogni utente di condividere, attraverso i propri profili social, i contenuti del nostro sito.

Figura 38 Esempio della presenza dei tasti di condivisione sui social network.


Per aggiungere i tasti di condivisione ai social network esistono diversi plugin per
WordPress, ma uno dei pi utilizzati il plugin 1-click Retweet/Share/Like che oltre
a consentire di aggiungere allinterno di articoli o pagine una barra che permette la

condivisione sui social network, permette anche di pubblicare automaticamente i post


nelle pagine dei profili social network associati al nostro sito.

Promuoversi con Facebook


Il social network pi utilizzato al mondo Facebook, pertanto partiamo da questo social
che permette di condividere informazioni personali e creare gruppi o Fan Page.
Facebook un social utilizzato soprattutto per il suo carattere informale, divertente e
spontaneo, quindi queste caratteristiche obbligano a usare una tipologia di comunicazione
molto friendly e lontana dalla classiche tecniche promozionali.
Il primo passo da compiere per fare marketing su Facebook quello di creare una Fan
Page che permette di promuovere il nostro sito, la nostra azienda o il nostro brand. Per
creare la nostra Fan Page sufficiente scegliere tra le tante categorie messe a disposizione
da Facebook attraverso questo link: http://www.facebook.com/pages/create.php
Il principale obiettivo della nostra Fan Page dare priorit e spazio ai commenti dei fan,
proponendo contenuti interessanti legati agli argomenti del nostro sito.
La forza virale della Fan Page che ogni post pubblicato sar visibile da un nostro fan
che potr condividerlo sulla bacheca di tutti suoi amici, con un potenziale di visibilit
enorme. Se per esempio abbiamo 100 fan con una media di 400 amici a testa, il nostro
post condiviso potr essere visto da 40.000 persone.
Ma come mai consigliato effettuare attivit di social media marketing creando una
Fan Page, invece che utilizzare il nostro profilo privato su Facebook?
Il motivo principale perch Facebook stesso ha creato le Fan Page per effettuare
attivit di promozione pubblicitaria che invece sarebbe vietata dai profili privati (pena la
cancellazione da Facebook con conseguente perdita di tutti i dati).
Ma esistono anche motivi di utilit e di opportunit, anzitutto perch la Fan Page
visibile a tutti gli utenti, poich anche i non iscritti o quelli che non hanno effettuato
laccesso a Facebook possono visualizzare la pagina. Il nostro profilo privato, invece,
visibile solo dai nostri amici o in alcuni casi, solo dalla rete discritti.
Una Fan Page pu avere inoltre un numero illimitato di fan, mentre i profili privati
possono avere fino a 5000 amici, inoltre possibile iscriversi automaticamente a una Fan
Page poich non necessaria la conferma, come invece accade per le richieste di amicizia
dei profili privati.
Unaltra possibilit di interazione offerta da Facebook per raggiungere potenziali nuovi
visitatori del nostro sito la creazione di un Gruppo che, se rispetto alle Fan Page pi
semplice da creare e da gestire, ha tuttavia maggiori limitazioni, come ad esempio
limpossibilit di aggiungere applicazioni o la possibilit di interagire esclusivamente
attraverso la bacheca.
Pertanto se le risorse lo consentono, per promuovere il nostro sito sempre consigliato
preferire le Fan Page rispetto alla modalit appena descritta che invece pu essere
utilizzata partecipando attivamente (magari attraverso il profilo privato) allinterno dei
Gruppi creati da altri utenti che trattano gli stessi argomenti del nostro sito, al fine di
conoscere e contattare nuove persone potenzialmente interessate ai nostri contenuti.


Facebook ha dedicato un servizio di supporto per fornire informazioni a chiunque
voglia promuoversi con questo social network, accessibile attraverso questo link:
https://www.facebook.com/business

Twitter SEO
Il secondo social network attualmente pi utilizzato in Italia Twitter, un sito di microblogging in cui i messaggi sono limitati a soli 140 caratteri.
Per capire bene come funziona Twitter occorre analizzare il sistema sul quale si basano
tutte le interazioni del social network, ovvero il Following che rappresenta la possibilit
di seguire un utente o di essere seguiti da altri utenti.
Se si decide di seguire un utente ed essere aggiornati sui suoi tweet pubblicati, bisogna
andare sul profilo di quellutente e cliccare la voce Segui presente sotto il suo nome.
Da quel momento, tutti i tweet pubblicati da quellutente saranno mostrati nella bacheca
della homepage personale. Inoltre, nella colonna di sinistra della propria pagina personale
possibile visualizzare il numero dei following (le persone seguite) e dei follower (le
persone da cui invece si seguiti). In qualsiasi momento si pu decidere liberamente di
eliminare un utente dai propri following con un semplice click.
Twitter permette di creare un breve profilo per fare in modo che i follower sappiano
dove andare per saperne di pi su di te. Per creare un profilo sufficiente seguire le
istruzioni di iscrizione da questo link: www.twitter.com
Il profilo consente di inserire un link verso una pagina web: quindi il primo consiglio
quello di inserire il link alla pagina del nostro sito web sia che si decida di aprire un
profilo privato, sia nel caso si decidesse di creare un profilo Twitter legato direttamente al
nostro sito.
Occorre inoltre prestare molta attenzione alla scelta del nome del profilo che deve
essere breve e senza caratteri speciali, poich deve essere digitato dagli utenti che
vogliono in qualche modo entrare in contatto con il nostro profilo, attraverso la cosiddetta
menzione.
La menzione un modo per fare riferimento in un tweet a un altro utente attraverso il
suo nome (es. @nomeutente). Gli utenti menzionati ricevono una notifica e possono a loro
volta rispondere al messaggio e continuare la discussione.
Un retweet invece una possibilit offerta dal pulsante omonimo in Twitter per
decidere di ri-condividere un tweet particolarmente interessante con i nostri follower
(coloro che ci seguono su Twitter). In questo modo gli utenti possono condividere
velocemente e nuovamente il messaggio, inserendo il nome dellutente che lo ha condiviso
originariamente.
Non esiste ununica modalit per utilizzare Twitter dal punto di vista del social media
marketing, il consiglio quello di utilizzarlo per aggiornarsi, partecipare, seguire altri
utenti, condividere e ogni tanto promuovere, cercando di seguire e farsi seguire dagli
utenti a cui interessano argomenti affini ai contenuti del nostro sito.

Tuttavia poich su Twitter gi da tempo sono attivi numerosi brand, blogger e


probabilmente anche i nostri competitor che pubblicano numerosi contenuti per catturare
lattenzione del numero pi alto di utenti, dobbiamo essere in grado di sviluppare una
strategia per integrare Twitter nelle nostre attivit di promozione.
Essendo Twitter un social network da utilizzare quotidianamente per le sue
caratteristiche di micro blogging che lo rendono estremamente veloce, dobbiamo
pianificare a tavolino una strategia che tenga conto anche del tempo che possiamo
dedicare questa attivit e soprattutto delle risorse utilizzate.
Anche in questo caso bene fissare i reali obiettivi per cui utilizziamo Twitter tenendo
presente che, come per Facebook, il numero di utenti che ci seguono (in questo caso i
nostri follower) non una metrica totalmente attendibile, perch quello che conta
realmente linterazione e il coinvolgimento legato ai tweet che pubblichiamo.
Anche se lobiettivo esclusivamente quello di promuovere i contenuti del nostro sito
dobbiamo sempre aver chiare le caratteristiche del nostro pubblico di riferimento, tenendo
presente che in Twitter c una differenza sostanziale rispetto a Facebook: non presente
la divisione tra profili aziendali e profili privati, il profilo unico.
Da questo punto di vista Twitter facilita molto la ricerca del pubblico che ci interessa
poich stato il primo social network a utilizzare un sistema di codifica per aggregare gli
argomenti: lhashtag.
Infatti utilizzando il simbolo # prima della parola chiave correlata che ci interessa,
possiamo indicare che il nostro tweet si riferisce a uno specifico argomento, ad esempio
#SEO.
Inoltre lhashtag diventa un vero e proprio link, perch cliccando su di esso possibile
visualizzare tutti i tweet pubblicati con quello specifico argomento.
Quindi per cercare persone, blogger, aziende che effettuano conversazioni allinterno di
Twitter legati agli argomenti del nostro sito, sufficiente digitare nella barra di ricerca il
simbolo # seguito dalla parola chiave che ci interessa.
Gli hashtag possono essere anche utilizzati per eventi, congressi, fiere. Generalmente
lorganizzatore dellevento comunica lhashtag ufficiale e chiunque pu utilizzare
lhashtag per parlare dellevento, segnalare la sua presenza a una fiera o magari seguire
qualche diretta Twitter legata a un congresso: in questo modo potremmo seguire le
persone o le aziende che seguono eventi legati ai nostri argomenti.
Prima di andare alla ricerca di pubblico o persone da seguire, bene per che il nostro
profilo abbia pubblicato qualche tweet, magari comprensivo di link al nostro sito, in modo
da far capire di cosa parliamo e per suscitare interesse nel caso qualcuno visiti il nostro
profilo Twitter.
Una volta creata una base minima di contenuti possiamo iniziare a seguire altri utenti
che trattano argomenti di nostro interesse, premendo il tasto Segui. Spesso molti utenti
che iniziamo a seguire, se notano contenuti interessanti nel nostro profilo, cominceranno a
seguire il nostro account di conseguenza, effettuando il cosiddetto follow-back. Attenzione
per a non abusarne, poich Twitter ha delle regole molto restrittive per il following
aggressivo degli altri account, quindi consigliato non seguire pi di 20 utenti al giorno

soprattutto se il nostro account online da poco tempo.


Tuttavia, bene sapere che tutti i link del nostro sito presenti su Twitter, possono
aumentare la nostra link popularity, perch sono da considerarsi backlink come se
provenissero da qualsiasi altre pagina web. Pertanto riuscire ad avere presenza e
autorevolezza su Twitter (ad esempio con un elevato numero di retweet) pu portare un
vantaggio diretto anche in termini di SEO.
Ecco perch diventa fondamentale nella scrittura di un tweet inserire sempre il link al
nostro sito, oltre naturalmente a uno o pi hashtag correlati ai nostri argomenti.
Per sfruttare questa potenzialit anche in termini di SEO utile inoltre, curare in modo
particolare la nostra biografia utilizzando le parole chiave correlate agli argomenti o ai
nostri contenuti e se riusciamo, anche i principali hashtag utilizzati, tenendo presente che
abbiamo a disposizione solamente 160 caratteri.
Per completare al meglio tutte le informazioni relative al nostro profilo Twitter occorre
anche inserire il nostro sito web, in modo che appaia ogni volta che un utente accede al
nostro profilo. Fortunatamente i caratteri utilizzati per inserire lindirizzo del nostro sito
web non rientrano nel limite dei 160 caratteri, infatti possiamo inserirlo direttamente nella
sezione Impostazioni, scegliendo la voce Profilo e inserendo lindirizzo nel form
denominato Sito Web.

Figura 39 La sezione Impostazioni di Twitter.

YouTube: fare SEO con i video


Continuiamo ad approfondire opportunit e possibilit offerte dal web per promuovere il
nostro sito, analizzando uno degli strumenti pi potenti per aumentare la nostra visibilit e
di conseguenza il numero dei potenziali visitatori, soprattutto se i nostri contenuti sono
multimediali: stiamo parlando di YouTube, il portale di condivisione video pi diffuso al
mondo.
Il suo funzionamento molto semplice e immediato: dopo liscrizione (possiamo
utilizzare il nostro account di Google) dovremo creare un canale personalizzato in cui
inserire i video legati al nostro sito, che potremo inoltre incorporare direttamente nelle

nostre pagine utilizzando il codice embedded fornito da YouTube.



Il codice embedded un codice HTML fornito da YouTube (cliccando su Condividi
> Codice da incorporare) che permette di inserire il video, compreso di immagine di
anteprima, allinterno delle pagine web del nostro sito.
YouTube efficacemente indicizzato sui motori di ricerca, quindi anche in questo caso
importante curare il nome del video per far s che contenga almeno una parola chiave per
la
quale
vogliamo
essere
indicizzati,
utilizzando
questo
link
(https://ads.youtube.com/keyword_tool) per analizzare le migliori keywords e ottimizzare
il target di ricerca.
La potenza di YouTube data anche dai risultati nelle SERP, in quanto Google
evidenzia il risultato attraverso una piccola anteprima, la data di inserimento, il canale
YouTube di provenienza e la solita descrizione presa dal meta tag di YouTube. In questo
modo, anche se il risultato non tra i primi 5, lattenzione del visitatore molto pi
elevata, grazie allanteprima del video che lo distingue dagli altri risultati.
Ma come riuscire a fare SEO e soprattutto trovare visibilit, considerata linnumerevole
quantit di video presenti su YouTube?
Anche se lalgoritmo di YouTube leggermente diverso dal motore di ricerca, alcuni
elementi e fattori di posizionamento sono molto simili, infatti anche in questo caso
fondamentale ad esempio che il titolo e la descrizione del video contengano tutte le parole
chiave correlate ai nostri argomenti.
Si aggiungono poi altri fattori tipici di questo strumento per condividere video, come ad
esempio la durata del video che generalmente favorisce nel posizionamento i video con un
minutaggio maggiore. Inoltre, come nella maggior parte dei social, viene premiato il
coinvolgimento e il seguito del video su YouTube, quindi: numero di commenti, numero
di mi piace, numero totale delle visualizzazioni del video ed eventualmente numero di
persone iscritte al canale YouTube.
Dopo aver creato il nostro video per ottimizzarlo dal punto di vista della SEO sia
interna a YouTube che di conseguenza nelle SERP di Google, dovremo inserire le parole
chiave scelte nel titolo e nella descrizione del video cercando di includerle tra le prime
parole utilizzate, perch YouTube utilizza ancora un motore di ricerca che posiziona al
meglio i primi termini che appaiono, soprattutto nel titolo.
YouTube offre inoltre un campo tag espressamente dedicato alle parole chiave, dove
possiamo inserire sinonimi o eventualmente termini correlati, utili al nostro
posizionamento.
Rimangono valide anche per i video di YouTube le stesse regole che abbiamo utilizzato
per lottimizzazione delle immagini ai fini del posizionamento sulle SERP, quindi
dobbiamo inserire le parole chiave scelte anche nel nome del file che verr caricato sul
nostro canale YouTube.

Google Plus e la rivoluzione dellauthorship

Alla fine del 2009 Google introduce una novit che impatter notevolmente sul rapporto
tra Google e i social network: la Google Social Search.
Fondamentalmente si tratta di un modifica che porter nel 2012, grazie allavvento della
funzionalit Search Plus Your World, un impatto diretto sul motore di ricerca che inizier
a fornire i risultati di ricerca in base alle condivisioni della nostra cerchia di amici.
Per far questo, viene utilizzato Google Social Circle che Google sfrutta per creare un
database contenente tutti i nostri collegamenti che provengono dal mondo Google: ad
esempio la rubrica in Gmail, le connessioni che abbiamo sui nostri profili social (indicati
nella sezione Informazioni del nostro profilo Google Plus), ogni tipo di interazione avuta
utilizzando uno strumento di Google e naturalmente le nostre connessioni provenienti dal
profilo di Google Plus, il social network di Google.
Questa funzionalit rimasta a lungo attiva esclusivamente negli Stati Uniti ed
arrivata in Italia solo nel dicembre 2013 con il nuovo servizio MyAnswers che integra
questo sistema di ricerca. Di questa nuova funzionalit e del suo meccanismo, parleremo
specificamente nel prossimo capitolo.
Il motivo del ritardo di attivazione anche nel nostro paese di questo nuovo sistema,
probabilmente legato al fatto che negli Stati Uniti i numeri di Google Plus erano gi
abbastanza elevati nel 2012, mentre in Italia si sta assistendo a una rapida crescita di utenti
attivi solo negli ultimi mesi, anche se il trend in crescita esponenziale.
Uno dei motivi di questo successo dovuto anche alla grande crescita nellutilizzo dei
dispositivi mobili (smartphone e tablet) che utilizzano sistemi operativi Android, poich
per utilizzare tutti i servizi proposti, occorre accedere con un account di Google che in
automatico crea un profilo personale su Google Plus.
Queste premesse servono per far capire limpatto di Google Plus e le concrete
conseguenze sempre maggiori che porter questo social sul motore di ricerca pi utilizzato
al mondo.
Ma facciamo ordine e spieghiamo brevemente il funzionamento di Google Plus, che
possiamo gi definire molto pi simile a Twitter che a Facebook.
Una volta attivato il nostro profilo personale (https://plus.google.com/?hl=it) con le
credenziali di accesso dellaccount Google, la gestione molto simile a Twitter, in quanto
possiamo seguire le persone che ci interessano senza richieste di amicizia, ma inserendole
in cerchie che possiamo creare e organizzare in base agli argomenti (ad esempio esperti
SEO, amici, colleghi di lavoro, etc.)
Ogni post che scriviamo pu essere condiviso con tutti (Pubblico), con un singolo
utente, con le nostre cerchie, con le cerchie estese (che comprendono le persone che
seguono un profilo inserito nelle nostre cerchie) e nelle community che seguiamo
(lequivalente dei Gruppi di Facebook).
Google Plus, oltre ai profili personali, permette di creare una pagina definita Business
anche per le aziende o per altri tipi di progetti (onlus, progetti Web, associazioni, etc.).
Inoltre per le attivit locali come ad esempio negozi o ristoranti, permette di creare
profili personalizzati definiti Google Plus Local che sostituiscono il vecchio servizio

Google Places con la possibilit di ottenere una visibilit dedicata allinterno delle
SERP.
Appare evidente come la possibilit di promozione attraverso questo strumento sia
notevole soprattutto se si inizia a partecipare attivamente alle discussioni, inserire post
legati al sito, o utilizzare linnovativa funziona Hangout che permette di organizzare
video-ritrovi attraverso la propria webcam o il proprio desktop, registrabili e condivisibili
su YouTube.
Google Plus quindi molto pi di un social network, poich integra al suo interno tutti i
servizi di Google. Ad esempio possibile condividere i nostri contenuti presenti su
Google Drive, direttamente dal nostro profilo su Google Plus. Oppure, se vogliamo
lasciare commenti e recensioni su YouTube o Google Play, siamo obbligati a farlo
attraverso il nostro profilo Google Plus.
Ma il vero valore aggiunto di Google Plus rispetto agli altri social la sua influenza
diretta nei risultati delle SERP, attraverso alcuni fattori che indicano popolarit ed
engagement di un autore di contenuti di un sito web:

il numero di +1 e condivisioni ricevute per ogni post pubblicato;
il numero di cerchie in cui lautore inserito;
il numero dei commenti per ogni post pubblicato;
il numero e lautorit dei siti collegati al proprio profilo Google Plus (alla voce Altri
profili).
Per riconoscere la corrispondenza tra un profilo Google Plus e lautore dei contenuti di un
sito web, Google utilizza la cosiddetta authorship autore che viene evidenziata nelle
SERP con laggiunta della foto, il link al profilo Google Plus e il numero di persone che ci
hanno inserito nelle proprie cerchie (vedere lesempio nella figura 40).

Figura 40 Esempio di authorship nelle SERP, riconoscibile dallimmagine dellautore.

Per collegare il nostro sito al profilo Google Plus, se disponiamo di un indirizzo mail con
lo stesso dominio del nostro sito (es. nomeautore@nomesito.com), sufficiente inviare il
nostro
indirizzo
mail
tramite
Google
attraverso
questo
link:
https://plus.google.com/authorship
Dopodich il nostro indirizzo di posta elettronica sar aggiunto automaticamente al
nostro profilo, analogamente al link del sito web a cui lo abbiamo collegato.
Se non abbiamo questa tipologia di indirizzo di posta, possiamo utilizzare la modalit
legata allaggiunta di un codice HTML a ogni articolo a cui vogliamo attribuire la
cosiddetta authorship autore.
Il codice da inserire il seguente:
<ahref=[profile_url]?rel=author>Nome e cognome autore</a>

Ovviamente dovremo sostituire [profile_url] con lindirizzo URL del nostro profilo
Google Plus e inserire il nome e cognome dellautore nello spazio successivo dedicato.
Ad esempio:
<a href=https://plus.google.com/+FrancescoDeNobili?rel=author>Francesco
De Nobili</a>

Se non siamo pratici di HTML e utilizziamo il CMS WordPress, sufficiente entrare


dalla Bacheca in Utenti > Il tuo profilo e inserire lindirizzo URL del proprio profilo
Google Plus come riportato nella figura 41.

Figura 41 Inserimento dellindirizzo URL del profilo Google Plus dal men Utenti > Il tuo profilo.


Nella figura 41 vediamo un indirizzo URL formato da numeri
(https://plus.google.com/100223936862381166888) mentre nellesempio precedente
in cui si indicava il codice HTML da implementare manualmente, lindirizzo URL
della pagina personale Google Plus era riportato diversamente
(https://plus.google.com/+FrancescoDeNobili).
Questa differenza dovuta al fatto che abbiamo avuto la possibilit di personalizzare
il nostro indirizzo URL con il nome e cognome, la cosiddetta Vanity URL.
La Vanity URL molto utile soprattutto se si vuole comunicare lindirizzo del nostro
profilo personale su Google Plus anche in forme diverse rispetto al link, ad esempio
in forma cartacea.
Per poter ottenere un indirizzo URL personalizzato, dobbiamo avere almeno 10
persone che ci seguono, il nostro profilo deve essere attivo da pi di 30 giorni, la foto
del profilo deve riferirsi a una sola una persona e il volto deve essere ben
riconoscibile (sono da evitare quindi simboli, loghi o altre tipologie di immagini che
non identificano il volto di una persona).
Una volta fatto questo, sar sufficiente inserire nel nostro profilo Google Plus lindirizzo
del nostro sito alla voce Autore, nella scheda Link accessibile dal men Informazioni.
Nellesempio della figura 42 ho aggiunto il link al sito di cui sono autore e responsabile,
Comunicazione Lavoro.

Figura 42 Inserimento del sito Comunicazione Lavoro visibile sotto la voce Autore.

A questo punto possiamo controllare se Google ha verificato lauthorship delle pagine del
nostro sito inserendo lindirizzo URL e cliccando sul tasto ANTEPRIMA dal seguente

indirizzo: http://www.google.com/webmasters/tools/richsnippets
Oltre allautorship autore, Google Plus offre la possibilit di associare il nostro sito web
non solo allautore dei contenuti, ma a quello che si potrebbe definire editore, ovvero il
brand, il nome dellazienda, un progetto Web, unassociazione etc.
Questa tipologia di collegamento viene definita authorship publisher perch
rappresenta la propriet dei contenuti, ad esempio di un brand o di unazienda al sito
stesso, indipendentemente dallautore che ha pubblicato gli articoli.
Il risultato nelle SERP sar per diverso rispetto agli articoli pubblicati con lautorship
autore, che sono identificati con limmagine e il nome dellautore e sono collegati al
profilo personale su Google Plus.
Nel caso dellautorship publisher, apparir nelle SERP un box a destra dove troveremo
limmagine collegata al profilo della pagina Google Plus business o local, eventuali dati di
contatto, post recenti e possibilit tramite il bottone Segui di inserire direttamente nelle
nostre cerchie il profilo che abbiamo trovato nella pagina dei risultati del motore di
ricerca.

Figura 43 Esempio di autorship publisher nelle SERP.

Per rendere attiva lauthorship publisher del nostro sito web dovremo inserire questa
stringa di codice nella nostra home page:
<a href=https://plus.google.com/[ID della nostra pagina business o
local]rel=publisher>Trovaci su Google+</a>

Il numero ID quello che appare nella barra degli indirizzi del browser una volta entrati
nella Pagina Google Plus Business o Local, ovviamente in caso di vanity URL gi attivata,
va inserito il nome della pagina come riportato sulla barra del browser.
Per chi utilizza il CMS Wordpress, possibile implementare lauthorship publisher
attraverso il plugin WordPress SEO by Yoast.
infatti sufficiente accedere al men SEO attraverso la Bacheca di WordPress,
scegliere la voce Social e in corrispondenza della scheda Google Plus, inserire

lindirizzo URL della pagina business Google Plus nel form dedicato.

Figura 44 Men del plugin WordPress SEO by Yoast per linserimento dellauthorship publisher.

In questo modo, anche se il nostro sito multi autore o vogliamo che lauthorship autore
sia divisa dallauthorship publisher, possiamo decidere di aggiungere il link alla pagina
personale di Google Plus per ogni utente.
A questo punto necessario collegare il nostro sito web dal profilo della pagina Google
Plus Business, entrando nella scheda Link accessibile dal men Informazioni e
digitando lindirizzo URL della nostra home page nellapposita sezione denominata Sito
web.
Google ha attivato uno strumento molto interessante per scaricare in un unico file tutti i
dati di condivisione, i post e le informazioni del nostro profilo Google Plus, attraverso
questo indirizzo https://www.google.com/takeout/ accessibile con le credenziali
dellaccount Google.
La questione dellautorship ha sicuramente un grande impatto per chi si occupa di SEO,
tuttavia Google negli ultimi mesi, nel tentativo di mantenere alta la qualit delle proprie
ricerche, sta iniziando un lavoro di rimozione nelle SERP di alcuni autori o publisher.
Infatti Google vuole che questa funzionalit sia riconosciuta esclusivamente ad autori
ed editori che hanno un certo seguito di pubblico e che in qualche modo hanno una vera
autorevolezza nellargomento di cui parlano nel loro sito web.
Esistono tuttavia alcuni semplici accorgimenti tecnici che non dobbiamo mai
dimenticare per evitare fin da subito di perdere lautorship nelle SERP, fermo restando che

dobbiamo comunque avere un certo seguito di pubblico sia nel nostro sito web che nel
nostro profilo Google Plus.
Prima di tutto dobbiamo utilizzare il nostro vero nome e cognome evitando soprannomi
o nickname, poich Google preferisce nomi reali ritenendoli pi professionali. Inoltre
dobbiamo evitare di ripetere pi volte nella stesso articolo la dicitura scritto da o by,
poich la paternit dellarticolo che riporta nome e cognome deve essere presente solo una
volta.

Ruth Burr presenta in questo articolo un caso concreto in riferimento al
riconoscimento dellautorship autore per gli articoli del sito Moz.org:
http://moz.com/blog/getting-authorship-to-work
Abbiamo visto come Google sta rinnovando tutta la gestione del suo motore di ricerca
proprio in funzione di Google Plus, analizzando a fondo tutte le possibili connessioni e
condivisioni sul web dei vari profili collegati. Per questo motivo, visti gli ingenti
investimenti sullo sviluppo di Google Plus e la velocit di aggiornamenti e funzionalit,
altamente consigliabile entrare il prima possibile in questo social (che alla fine del 2012
diventato il secondo social pi utilizzato al mondo), poich limpatto sulla ricerca tra
pochi anni sar ancora pi potente e determinante.
Per essere aggiornati su questi sviluppi e sulle possibilit lavorative offerte dal mondo
web,
consiglio
di
seguirmi
sul
mio
profilo
Google
Plus:
https://plus.google.com/u/0/+FrancescoDeNobili
Inoltre con Comunicazione Lavoro sono docente di diversi corsi dedicati al Social
media marketing e ad argomenti per promuoversi sul web. Per conoscere date e dettagli
dei corsi organizzati visitate la pagina: http://www.comunicazionelavoro.com/corsi

APITOLO 8

Verso una nuova SEO tra social e mobile

Da Search Plus Your World a MyAnswers e Google Now


Per comprendere a fondo il grande impatto che Google Plus sta avendo nelle SERP di
Google, dobbiamo fare un passo indietro nel tempo e pi precisamente tornare al 10
gennaio 2012 e spostarci oltreoceano.
il giorno in cui Google lancia per la prima volta i risultati personalizzati collegati a
Google Plus, esclusivamente su Google.com o per chi aveva impostato la lingua inglese
(US) come lingua predefinita.
Era la prima volta che le SERP si modificavano in base alla nostra attivit su Google
Plus, con laggiunta di due bottoni presenti sotto la barra di ricerca che ci permettevano di
mostrare o nascondere i risultati personalizzati.
Ma cosa significava visualizzare i risultati personalizzati? Fondamentalmente nei
risultati personalizzati veniva data la priorit di posizionamento ai post, alle migliori
pagine, ai migliori profili personali di Google Plus in funzione della parola chiave cercata.
Questa funzionalit veniva chiamata Search Plus Your World e tutti si aspettavano
lestensione del suo utilizzo per le altre lingue e gli altri paesi.
Invece, forse per problemi legati alla privacy, Google nellagosto del 2013 ha sostituito
questa funzionalit con il nuovo servizio MyAnswers che in breve tempo, pi
precisamente il 4 dicembre 2013, arrivato anche in Italia.
Proprio per venire incontro ai problemi di privacy, questo nuovo servizio ci permette di
avere dei risultati privati e sicuri, in base agli strumenti di Google che gi utilizziamo.
Infatti MyAnswers integra al suo interno tutti i dati provenienti dalle relazioni che
abbiamo creato attraverso i diversi servizi di Google: da Google Plus a Google Calendar,
da Gmail a Google Drive, etc.
Anche con questa nuova funzionalit per Google Plus protagonista assoluto, poich
ogni ricerca influenzata e condizionata dai contatti che abbiamo attraverso Google Plus,
vediamo come.
Per prima cosa, mentre stiamo per effettuare una ricerca, Google come impostazione
predefinita ci mostra i risultati privati e solamente dopo aver cliccato sullapposito
pulsante a forma di mappamondo, possiamo tornare ai risultati classici.

Figura 45 I due bottoni per la gestione della visualizzazione dei risultati privati.

Ma se lasciamo limpostazione predefinita che impatto hanno questi risultati privati sulle
SERP? Fondamentalmente Google, oltre ai classici risultati organici, ci mostrer tutti gli
articoli provenienti dai profili privati o dalle pagine business che seguiamo su Google
Plus, ovvero che fanno parte della nostre cerchie.
Ovviamente tutto questo accade quando gli articoli contengono in qualche modo delle

informazioni pertinenti alla parola chiave ricercata su Google. Appare quindi evidente
come questa rivoluzione porter sempre di pi a creare contenuti legati alla SEO, anche
direttamente sulle nostre pagine Google Plus che paradossalmente potrebbero addirittura
diventare concorrenti delle pagine provenienti dal nostro sito web.
MyAnswers molto di pi e rientra in quella logica di integrazione totale tra web e
mobile che Google sta ormai attivando da anni. Infatti lidea di Google quella di
trasformare il motore di ricerca, soprattutto se utilizzato da dispositivi mobili come
smartphone o tablet, in una sorta di risponditore automatico, in base alle domande
effettuate.
La vera potenzialit di questa nuova funzione deriva al fatto che non vengono integrati
esclusivamente con i nostri dati provenienti dai servizi Google utilizzati, ma anche con
tutte le interazioni e le richieste che effettuiamo allinterno di siti web o servizi, come ad
esempio compagnie aeree, hotel, portali dedicati ai viaggi, prenotazioni per ristoranti, o
acquisti di biglietti per eventi.

Attraverso questo link (http://www.google.com/landing/now/integrations.html)
possibile visualizzare gli attuali servizi e i brand che sono integrati in MyAnswers.
Sempre per mantenere questa logica che come punto di partenza si basa sulle domande e
sulle specifiche esigenze degli utenti, nata lapplicazione Google Now, disponibile per i
dispositivi mobili.
Questa applicazione ci permette di attivare sui nostri dispositivi, una serie di schede che
ci forniscono in modalit notifica, integrandosi con la nostra agenda, le informazioni
relative ad alcuni servizi come ad esempio il traffico, il meteo, i trasporti pubblici etc.

Figura 46 Una scheda di esempio di Google Now.

Ad esempio, la scheda traffico ci informa sul tempo di percorrenza stimato in base al


traffico o ai lavori in corso, riferendosi allitinerario di viaggio che dovremmo seguire
magari in funzione degli appuntamenti della nostra giornata. Anche questa diventa una
funzionalit da studiare a fondo soprattutto per chi ha attivit locali o servizi che possono

essere integrati in questapplicazione.


Tuttavia appare evidente come limpatto di queste funzionalit obbliga a essere presenti
in modo professionale su ogni piattaforma fornita da Google e ad applicare le tecniche
della SEO in ogni singolo testo che stiamo per realizzare: da Google Plus alle
informazioni contenute nelle schede di Google Now.

Limpatto di Hummingbird
Se Google ha aumentato le proprie funzionalit per venire incontro alle nuove modalit di
fruizione dei contenuti soprattutto da dispositivi mobili, non poteva essere da meno il
nuovo algoritmo Hummingbird che sta rivoluzionando le SERP, come hanno fatto in
passato gli algoritmi Panda e Penguin.
In realt questo algoritmo ancora pi rivoluzionario dei precedenti perch dal punto di
vista funzionale un algoritmo completamente nuovo che tuttavia sfrutta alcuni dati
provenienti dagli algoritmi precedenti, nello specifico per lanalisi dei backlink, sfruttando
lalgoritmo Penguin, e per la verifica dei contenuti duplicati o di bassa qualit, individuati
allalgoritmo Panda.
La vera rivoluzione rispetto a prima, consiste nel fatto che mentre i precedenti algoritmi
lavoravano dividendo le frasi in singole parole, ora questo algoritmo cerca di interpretare
frasi complete e pi lunghe, confrontandole con i dati precedentemente archiviati, per
fornire risultati sempre pi precisi e personalizzati in funzione delle richieste dellutente.
Quindi il principio di base su cui si basa Hummingbird quello di riuscire ad aumentare
la capacit di interazione tra Google e lutente che sta effettuando una ricerca. In questo
modo le SERP mostreranno risultati sempre meno legati a parametri semiautomatici
dipendenti principalmente dalla densit di parole chiave, ma, pur tenendo conto di tutti gli
attributi legati alla SEO da cui formata una pagina web, forniranno i risultati con un
approccio maggiormente semantico in riferimento ai contenuti.
Facciamo un esempio concreto: effettuiamo una ricerca su Google con le parole chiave
quando nato Francesco Totti.
Prima dellavvento di Hummingbird, probabilmente nelle SERP avremmo trovato molti
forum o blog dove veniva espressamente fatta questa domanda.
Oggi invece, oltre ad avere un risultato come quello della figura sottostante, abbiamo
anzitutto unindicazione di argomenti correlati: Google ci fornisce immediatamente nomi
e date di nascita di giocatori di calcio italiani con unet simile a quella di Francesco Totti.

Figura 47 Dettaglio della SERP con ricerca quando nato Francesco Totti.

Inoltre nei primissimi risultati della SERP, a differenza di un tempo, non troviamo una
pagina che contiene le parole chiave inserite come nellordine della barra di ricerca, ma
siti di statistica o che si basano su un concetto domanda/risposta come ad esempio il
servizio Yahoo Answers.
Certamente questo solo un primo passo verso una risposta da parte di Google
minuziosamente precisa, ma in questo modo possiamo capire che la strada che mette al
bando trucchi e modifiche artificiose al codice HTML, sia gi stata intrapresa, favorendo
quindi la qualit dei contenuti e la correttezza delle informazioni.

Verso una SEO semantica


Cambia in questo modo anche il funzionamento di Google nel momento in cui un utente
sta effettuando una ricerca.
Infatti dopo aver effettuato una ricerca, lalgoritmo interpreta la parola chiave
associandola a una serie di parole chiave in qualche modo sinonime, verificando le frasi
che contengono parole simili a quelle ricercate.
A questo punto prima di restituire la risposta, Google interrogher vari database
verificando la corrispondenza tra le frasi generate dietro le chiavi utilizzate.
Pertanto rispetto a prima, linterpretazione del testo viene analizzata considerando
lintera frase e non le singole parole, in modo da fornire risultati pi pertinenti.
Questo sicuramente favorir chi si abituato a creare contenuti utilizzando la strategia
della coda lunga, ampiamente spiegata nelle pagine precedenti, ma ancora di pi chi ha da
sempre messo al centro dei propri contenuti il lettore, evitando magari di ripetere in modo
innaturale le parole chiave scelte ai fini del posizionamento, ma utilizzando parole
correlate o sinonimi, come previsto dalle regole classiche delle lingua italiana.
In questo modo le competenze di un SEO devono ampliarsi necessariamente alla
semantica delle parole, utilizzando le tecniche di copywriting gi descritte nel capitolo 4 e
cercando di creare contenuti partendo proprio dalle ipotetiche domande dei potenziali
lettori.
Appare evidente, per, come questo nuovo algoritmo porti a strutturare in maniera
leggermente differente i nostri siti web indirizzandoli verso unottica sempre pi
conversazionale integrata con i social network e con il mondo dei dispositivi mobili.

Probabilmente dovremmo sempre di pi riflettere sui contenuti generati dagli utenti che
leggono il nostro sito, quindi dovremo predisporre men o sezioni del sito dedicate
proprio allinterazione con i lettori: commenti, forum, sezioni che riepilogano domande
frequenti con relative riposte etc.
In conclusione, larrivo di Hummingbird che secondo molti esperti la pi grande
rivoluzione algoritmica dal 2001, sta a significare che ci stiamo avvicinando sempre di pi
al cosiddetto Web semantico. Questo comporta anche un diverso approccio strategico
per quanto riguarda le attivit di web marketing o di promozione del nostro sito web.
Pensiamo ad esempio a cosa potrebbe diventare una strategia di backlink, quando i motori
di ricerca saranno in grado di associare il nostro nome o il nome della nostra azienda, ai
contenuti prodotti o ai servizi che offriamo senza lutilizzo di link.
Pensiamo, ad esempio, a una pagina di un altro sito web che riporta esclusivamente nel
testo un commento positivo a una nostra attivit svolta, ad esempio un corso:
Ho frequentato il corso di Comunicazione Lavoro tenuto da Francesco De Nobili
dedicato alla SEO e ne sono uscito entusiasta!.
Lalgoritmo, pur non essendo presente alcun link, potrebbe associare, in base ad
esempio allauthorship di Google Plus, che Francesco De Nobili autorevole in un
argomento specifico, in questo caso a insegnare la SEO. Inoltre potrebbe associare questa
attivit a un sito (in questo caso Comunicazione Lavoro), stabilendo una connessione tra
questi dati e presentando a chi sta effettuando la ricerca, un risultato coerente con le parole
chiave utilizzate.

Le penalizzazioni: automatiche o manuali?


Lavvento di Hummingbird, oltre a modificare le funzionalit del motore di ricerca e
soprattutto i risultati nelle SERP, ha portato alcune modifiche anche per quanto riguarda le
cosiddette penalizzazioni che fondamentalmente comportano la perdita di posizioni del
nostro sito allinterno delle SERP.
Prima di analizzare il quadro delle penalizzazioni esistenti dopo le ultime modifiche
dovute allalgoritmo Hummingbird, bene sapere che esistono due tipologie differenti di
penalizzazioni.
Il primo tipo riguarda le penalizzazioni cosiddette manuali, in cui la perdita di posizioni
allinterno delle SERP, deriva da unazione manuale effettuata generalmente dal team di
esperti di Google, in base a segnalazioni da parte di altri utenti o a seguito di unanalisi
programmata di una determinata SERP che non coincide con le reali richieste dellutenza.
Il secondo tipo di penalizzazioni invece definito automatico e deriva direttamente
dagli algoritmi che individuano eventuali criticit e portano a una perdita di posizioni per
il nostro sito allinterno delle SERP in relazione a determinate parole chiave.
Nel caso di penalizzazioni manuali riceveremo una notifica in Google Webmaster
Tools, visibile sotto la voce Azioni manuali nel menu Traffico di ricerca.
In questi casi possiamo rispondere direttamente effettuando la cosiddetta richiesta di
riconsiderazione, in cui nella maggior parte dei casi, dovremmo specificare a Google che
i problemi riscontrati sono relativi ad attivit che non si ripresenteranno, comunicando

eventualmente gli accorgimenti tecnici adottati per non ricorrere in questo tipo di
problema.
Se non riceviamo risposte da parte di Google in breve tempo, aspettiamo almeno altri
tre mesi per inviare di nuovo la nostra richiesta di riconsiderazione. Generalmente i tempi
in cui si recupera il posizionamento del nostro sito web possono variare in questo caso da
un paio di settimane a due mesi.
Per verificare invece le penalizzazioni automatiche, visto che non ci viene fornita
alcuna comunicazione o notifica, possiamo sempre utilizzare gli strumenti forniti da
Google.
Ad esempio attraverso Google Webmaster Tools possiamo verificare se i link in entrata
sono in qualche modo provenienti da siti di spam, se ad esempio lo spider di Google non
riesce a trovare alcune nostre pagine o se addirittura sono presenti errori nella Sitemap.
Anche Google Analytics molto utile da questo punto di vista, perch ci permette di
verificare landamento del traffico proveniente dai motori di ricerca: se notiamo
significativi diminuzioni di traffico provenienti dalla ricerca organica, evidente che
stiamo incappando in una penalizzazione automatica.
In questo caso i tempi per risolvere la penalizzazione e tornare a posizionare il nostro
sito nelle posizioni precedenti allinterno delle SERP, possono variare da 24 ore a 30
giorni, a seconda degli aggiornamenti dellalgoritmo.
bene quindi riassumere brevemente quali azioni compiere o evitare, per non incorrere
in penalizzazioni alla luce anche delle ultime novit relative allalgoritmo.

Come evitare le penalizzazioni


Alcune semplici regole che sono rimaste invariate con lavvento di Hummingbird
riguardano ad esempio la velocit o, meglio, le performance del sito.
Il nostro sito infatti deve essere funzionante in tutte le sue parti, avere una buona
velocit di caricamento delle pagine ed essere organizzato con una struttura semplice e
ordinata: in questo modo, oltre a evitare le penalizzazioni di Google, favoriremo anche
lesperienza di navigazione dei nostri lettori.
Altri fattori legati al corretto funzionamento del nostro sito web, sui cui dobbiamo
concentrarci, sono gli errori delle pagine non pi esistenti (Errore 404) o a cui abbiamo
cambiato nome o destinazione (redirect): vanno assolutamente messe a posto perch
Google non gradisce pagine di questo tipo.
Uno dei pilastri SEO per non incorrere in penalizzazioni evitare in modo assoluto
contenuti duplicati: avere blocchi di testo identici o simili allinterno del nostro sito
(contenuti duplicati interni) o presi da altri siti (contenuti duplicati esterni) sinonimo di
scarsa qualit per Google. I contenuti devono essere presenti una sola volta sul web e, a
parte le citazioni esplicite e il plagio (che sfugge al nostro controllo), bene verificare che
nel nostro sito web non ci siano doppioni e copie di contenuti.
Un altro aspetto che pu portare a penalizzazioni la sovra-ottimizzazione: un uso
smodato delle tecniche di ottimizzazione per un buon posizionamento (che in gergo
tecnico viene definito keyword stuffing) viene interpretato da Google come un tentativo di

forzare il posizionamento naturale e viene perci penalizzato.


Se questi consigli erano validi anche prima dellavvento di Hummingbird, questo
algoritmo nel tentativo di migliorare lesperienza dellutente e la risposta del motore di
ricerca, ha cercato di colpire alcune tecniche che se estremizzate, potevano in qualche
modo ingannare non solo Google, ma gli utenti stessi.
Ecco perch ad esempio altamente sconsigliato ottenere dei link dallo stesso network
o aggregatore di siti perch, se diversi siti sono collegati allo stesso aggregatore,
evidente che con molta probabilit questi link sono innaturali perch sono poche le
possibilit che tutti quei siti trovino realmente interessante il sito web aggregatore, tanto
da linkarlo naturalmente allinterno dei propri contenuti.
In passato alcune tecniche per creare una solida struttura di backlink si basavano sulla
pubblicazione di link a siti web o blog che si occupavano di argomenti correlati. Questi
link, collegati sempre alla homepage del sito di destinazione, venivano inseriti nel
cosiddetto footer, il pi di pagina di un sito web o nel blogroll, spesso posizionato nella
barra laterale, in modo che fossero mostrati in tutte le pagine del sito web che li ospitava.
Ecco perch questa tecnica adesso viene penalizzata da Google: significa in qualche
modo moltiplicare questi link per tutte le pagine presenti allinterno del nostro sito e
questa attivit molto simile allo spam.
Pertanto nel caso di siti web o aziende con cui collaboriamo o per cui abbiamo lavorato
e che vogliamo comunque inserire allinterno del nostro sito attraverso un link,
altamente consigliato creare una sezione nel men espressamente dedicata a questa
funzione (collaborazioni, portfolio etc.) in modo che i link non vengano replicati nelle
altre pagine del nostro sito web.
Concludendo, anche se arriveranno nuovi algoritmi e cambieranno le modalit di
risposta da parte di Google in funzione di una ricerca sul suo motore di ricerca, potremmo
sempre considerare quanto scritto nelle linee guida fornite ufficialmente da Google.
Progetta le tue pagine per gli utenti, non per i motori di ricerca.
Non ingannare i tuoi utenti.
Evita i trucchi per migliorare il posizionamento nei motori di ricerca. Una buona
regola generale chiederti se ti sentiresti a tuo agio nello spiegare il tuo comportamento a
un sito web concorrente o a un dipendente di Google. Un altro test utile consiste nel
chiederti se quanto stai facendo sar daiuto ai tuoi utenti e se lo faresti ugualmente se i
motori di ricerca non esistessero.
Pensa a ci che rende il tuo sito web unico, prezioso o coinvolgente. Fai in modo che il
tuo sito web si distingua dagli altri nel tuo campo.
Partiamo sempre da questi consigli prima di iniziare con qualsiasi progetto SEO e
ricordiamoci che il primo strumento da utilizzare come per molte cose sempre lo stesso:
il cervello, usato insieme a una buona dose di buon senso.

Appendice 1
Altri strumenti utili per la SEO
Di seguito vediamo altri strumenti gratuiti utili alla attivit SEO e web marketing che non
sono forniti direttamente da Google ma che utilizzano i suoi dati.
Screaming Frog
Screaming Frog probabilmente il programma pi completo per fornire informazioni
dettagliate sul funzionamento corretto del nostro sito web. Questo programma permette
infatti di controllare errori nel codice HTML, problematiche strutturali del sito e
tantissime altre attivit molto tecniche che potrebbero essere oltre che un po noiose,
abbastanza complesse da effettuare per chi non conosce a fondo la struttura di un sito web.
Screaming Frog si installa sul proprio desktop ed disponibile per sistemi operativi
Windows, iOS, Linux. Esiste una versione gratuita che ha alcune limitazioni che
riguardano le opzioni di configurazione e un limite di 500 indirizzi URL da analizzare.
Tuttavia la versione gratuita permette comunque di effettuare una completa analisi del
nostro sito, simulando il comportamento degli spider dei motori di ricerca.
Attraverso questo programma infatti possibile:

verificare gli errori del client o del server;
controllare i link esterni e il loro corretto funzionamento;
ottenere informazioni sui meta tag description e tag dintestazione duplicati, mancanti
o che superano i limiti di carattere consigliati da Google;
verificare il corretto funzionamento dei link interni;
analizzare gli attributi SEO delle immagini e dei documenti come ad esempio il
riconoscimento del testo alternativo mancante o superiore ai limiti di caratteri
consigliati da Google;
generare una Sitemap in formato XML;
verificare che il codice di Google Analytics sia realmente presente e funzionate in
tutte le pagine.
Questo programma permette inoltre di effettuare attivit di web marketing e di costruire la
propria rete di backlink, infatti possibile:

sapere quali sono le pagine pi importanti dei nostri competitor;
sapere quali anchor text usano i competitor nei link interni;
verificare lappartenenza di un sito ad un network di link;
verificare i backlink e gli anchor text del nostro sito e confrontarli con quelli dei
nostri competitor.

Link ufficiale dal sito ufficiale per il download di Screaming Frog e tutte le informazioni:
http://www.screamingfrog.co.uk/seo-spider/

Figura 48 La pagina ufficiale per il download di Screaming Frog.

Ahrefs Site Explorer


Ahrefs Site Explorer uno strumento completo online per lanalisi dei backlink e non
solo.
Per utilizzarlo sufficiente entrare nel sito e inserire il nome di un dominio che
vogliamo analizzare, quindi eventualmente anche i nostri competitor, e cliccare sul
pulsante Search links.
A questo punto come risultato finale avremo un report completo con alcuni dati molto
significativi come il numero di backlink totali del sito che abbiamo analizzato, il numero
dei domini e di IP che che hanno link verso il sito analizzato.
Viene inoltre rappresentata in maniera differenziata la distribuzione dei link in base ai
diversi attributi Follow o NoFollow.
Inoltre questi dati sono anche rappresentati graficamente con lindicazione temporale
per offrirci immediatamente informazioni relativamente ai link che stiamo analizzando per
verificare se sono diminuiti o sono aumentati nel tempo.
Sotto ai grafici, abbiamo nel dettaglio le specifiche dei diversi backlink con dati che
riguardano:

numero totale e tipologia dei domini che si collegano al sito analizzato;
numero delle pagine di riferimento e numero dei domini per i testi utilizzati nei link
(come frasi);
numero delle pagine di riferimento e numero dei domini per le singole parole chiave
utilizzate nei link;
lista della maggior parte di ancora test utilizzati dai domini rappresentata sottoforma

di tag cloud.
Sia nella sezione backlink che nella sezione dedicata ai domini inoltre presente una
funzione molto interessante che permette di verificare gli ultimi link in ordine di tempo.
Da segnalare anche lanalisi dellimpatto del sito sui social network che ci descrive
numericamente il numero di condivisioni su Facebook, Google plus e Twitter.
Questo tool gratuito, ma con molte limitazioni che riguardano il numero di backlink e
di report da visualizzare al giorno o lanalisi a ritroso nel tempo.
Esistono ovviamente diversi pacchetti a pagamento per aumentare le funzionalit di
questo strumento, tuttavia la versione gratuita permette comunque di avere un interessante
quadro dinsieme sia per quanto riguarda il nostro sito che per unanalisi delle strategie dei
nostri competitor.
Link diretto alla pagina principale di Ahrefs Site Explorer: https://ahrefs.com/siteexplorer/

Figura 49 La pagina report di Ahrefs Site Explorer.

Majestic SEO
Majestic SEO uno dei tool pi utilizzati da chi si occupa di SEO, probabilmente perch
da un unico sito offre tantissimi men e strumenti per gestire un progetto SEO a 360 gradi,
oltre a offrire una versione in molte lingue, italiano compreso.
Pur offrendo diversi strumenti al suo interno, il punto di forza di questo sito
sicuramente il menu Site Explorer (http://it.majesticseo.com/reports/site-explorer) a cui
collegata anche la home page di Majestic SEO: http://it.majesticseo.com/
infatti sufficiente inserire sulla barra di ricerca principale il dominio del sito web che
ci interessa e il software inizier a fornirci tutti i dati riguardanti lanalisi dei backlink e i
dati che riguardano il funzionamento del sito, come la velocit di caricamento delle pagine
o eventuali indirizzi URL non funzionanti. Anche in questo caso viene offerta una
panoramica molto vasta: domini di provenienza, backlink nuovi o che abbiamo perso,
anchor text utilizzati, una visualizzazione grafica della provenienza dei backlink e la

classifica delle singole pagine pi linkate.

Figura 50 Un dettaglio del report creato dal men Site Explorer.

Attraverso il menu Link map tools possibile accedere ad una serie interessante di
strumenti come ad esempio Keyword checker (http://it.majesticseo.com/reports/keywordchecker).
Digitando o inserendo tramite copia incolla fino a 50 parole chiave, questo tool mostra
la frequenza con cui le parole chiave vengono visualizzate nei nostri indici.
Sempre dal menu Link map tools possibile accedere a un altro strumento
interessante
cliccando
sulla
voce
Bulk
backlink
checker
(https://it.majesticseo.com/reports/bulk-backlink-checker) che permette di analizzare i
numeri di backlink per ogni singolo indirizzo URL mostrando inoltre la tipologia dei
domini di riferimento, ad esempio se provengono da siti web educativi o governativi.
possibile inoltre, tramite il menu denominato nella versione italiana Comparatore
(https://it.majesticseo.com/reports/comparator) confrontare le statistiche principali tra
domini differenti (al massimo 5): uno strumento molto utile soprattutto se vogliamo fare
analisi sui competitor allinterno del nostro settore.
Tutti gli strumenti di Majestic SEO possono essere utilizzati gratuitamente con poche
limitazioni numeriche, creando una account direttamente dal seguente link:
https://www.majesticseo.com/account/register
Anchor Text Over Optimization
Questo strumento on-line permette di effettuare unanalisi del sito specifica per gli anchor
text utilizzati, molto utile per verificare le aree in cui abbiamo utilizzato con
sovrabbondanza lo stesso testo collegato a un link.
bene ricordare infatti che anche se tutte le parole chiave che abbiamo utilizzato come
anchor text hanno la stessa importanza, un eccesso di backlink con lo stesso anchor text
viene penalizzato da Google: ecco perch pu essere utile avere un report che possa
immediatamente riassumere le percentuali di utilizzo e le quantit dei nostri anchor text.
Questo tool ci fornisce infatti un report dove vengono riassunti il numero di domini

principali e il numero totale di backlink da cui provengono i nostri link, associati agli
anchor text utilizzati. Il report presenta inoltre i numeri evidenziati con colore differente a
seconda del pericolo di sovra-ottimizzazione: in rosso gli elementi fortemente ottimizzati,
in rosa moderatamente ottimizzati e in verde gli anchor text che non sono in pericolo di
sovra-ottimizzazione.

Figura 51 Il report creato da Anchor Text Over Optimization.

possibile creare velocemente il report sopra descritto accedendo ad Anchor Text Over
Optimization allindirizzo URL: http://www.removeem.com/ratios.php
SEMRush
Uno dei tool online che da diverso tempo viene utilizzato da molti SEO senza dubbio
SEMRush, perch stato uno dei primi a fornire dati in relazione ai volumi di ricerca, in
corrispondenza delle parole chiave ricercate.
Il suo funzionamento molto semplice: una volta entrati nella home page (anche in
questo caso come per Majestic SEO prevista la versione in lingua italiana) sufficiente
digitare nella barra di ricerca la parola chiave di cui vogliamo ottenere dati e selezionare
su quale versione di Google effettuare la ricerca, ad esempio Google.it.
Avremo immediatamente una panoramica dei dati pi interessanti come ad esempio:

il volume di ricerca mensile;
il livello di competitivit della parola chiave analizzata (espresso con un valore che
va da 0,1 a 1);
la tendenza delle ricerche nel corso del tempo (espressa in mesi);
il rapporto della parola chiave rispetto ad altre ricerche effettuate, sia per quanto
riguarda frasi simili che per parole chiave correlate;
la classifica nelle SERP dei domini meglio posizionati in base alla parola chiave
ricercata.

Figura 52 Esempio di report di analisi di una parola chiave.

Se nella stessa barra di ricerca usata precedentemente decidiamo di inserire il nome di un


dominio, avremo informazioni dettagliate sul traffico di quel sito web, con la possibilit
anche di visualizzare landamento nel tempo delle visite e, nel caso di utilizzo di
pubblicit a pagamento, potremo vedere anche il traffico derivante da questo tipo di
campagne pubblicitarie.

Figura 53 Esempio di report di analisi di un dominio.

Proprio il confronto tra SEO organica e SEO a pagamento molto interessante perch ci
offre anche la possibilit di verificare quali sono i nostri concorrenti per quanto riguarda la
SEO organica e, se eseguiamo una ricerca basandoci sul nostro dominio, anche quali
potrebbero essere i principali concorrenti che utilizzano campagne pubblicitarie a
pagamento in funzione dei nostri temi.
Tuttavia questo strumento utilissimo proprio per studiare le strategie operate dai nostri
competitor in riferimento alle parole chiave utilizzate da loro, poich possiamo anche
verificare quali sono le parole chiave meglio posizionate, sia per la ricerca organica che
per gli investimenti effettuati in campagne pubblicitarie a pagamento.

Anche questo strumento ha una modalit gratuita con alcune limitazioni, come ad
esempio la possibilit di estrarre un massimo di 10 report al giorno o la visualizzazione
limitata ai primi 10 risultati per quanto riguarda la versione non a pagamento.
Per avere accesso ai dati di questo interessante tool consigliato creare un account
gratuito attraverso il seguente link: http://it.semrush.com/it/
Keyword Spy
Un utile strumento gratuito per effettuare lanalisi sulla competitivit delle parole chiave e
per scoprire quelle utilizzate dei nostri competitor, senza dubbio Keyword Spy.
Per effettuare questa analisi, sufficiente accedere alla home page di Keyword Spy,
impostare come paese Italia accanto al pulsante Search (se vogliamo effettuare una
ricerca in lingua italiana) e digitare la parola chiave che ci interessa nel box di ricerca.

Figura 54 Il report di Keyword Spy.

Avremo immediatamente un report che ci indicher una panoramica dei volumi e degli
andamenti di ricerca, il numero degli inserzionisti per la parola chiave ricercata e il
numero dei competitor per quanto riguarda il posizionamento organico.
possibile inoltre scoprire quanto investono su una determinata parola chiave i nostri
competitor e quanto stanno spingendo per posizionarla nella ricerca organica. Questa
funzione a pagamento, ma possibile provarlo gratuitamente fornendo i nostri dati per
30 giorni.
Per utilizzare questo strumento sufficiente collegarsi al seguente link:
http://www.keywordspy.com/
Cute Rank
Se ci rivolgiamo a un pubblico internazionale, utilizzando magari un sito multilingua o
pubblicando contenuti esclusivamente in lingua inglese, potremmo avere necessit di
verificare il posizionamento del nostro sito in base alla versione locale di Google, ad

esempio Google.fr Google.de, Google.br etc.


Per aiutarci in questo controllo esiste uno strumento gratuito installabile sul nostro PC
(disponibile in versione Windows e Mac) che ci permette di controllare non solo il
posizionamento delle parole chiave che ci interessano nelle diverse versioni locali di
Google, ma anche di tutti gli altri motori di ricerca (Yahoo, Bing, Ask etc.).
Questo tool si chiama Cute Rank ed scaricabile in versione gratuita da questo sito:
http://cuterank.net/
Una volta installato il programma sul nostro PC il funzionamento molto semplice:
sufficiente infatti inserire il nostro indirizzo URL e aggiungere le parole chiave che
vogliamo analizzare, anche a gruppi di parole chiave.
A questo punto sufficiente selezionare il motore di ricerca che desideriamo monitorare
e per ognuno di questi possibile selezionare la versione locale dedicata. Possiamo anche
effettuare unaltra interessante ricerca selezionando, ad esempio, tutti motori di ricerca
diversi nello stesso paese. Ad esempio, se stiamo svolgendo attivit SEO per unazienda
che esporta in Brasile, potremmo selezionare tutti motori di ricerca brasiliani.

Figura 55 Esempio analisi impostando i motori di ricerca brasiliani.

possibile inoltre aggiornare automaticamente lanalisi del posizionamento delle parole


chiave che ci interessano in base a una frequenza predefinita, quindi creare e scaricare un
report in diversi formati (tra cui CSV per Excel, HTML e PDF).
TalkWalker Alerts
Abbiamo gi visto che Google fornisce un servizio per creare segnalazioni in base agli
articoli che vengono pubblicati in rete legati alle parole chiave che ci interessano: Google
Alert.
Tuttavia in alcuni casi Google Alert non fornisce tutti i risultati richiesti, soprattutto se
vengono effettuate molte segnalazioni i dati sono poco precisi. Inoltre, come molti
strumenti di Google, un servizio che potrebbe sparire tra poco tempo se non verr
aggiornato come successo a Google Reader, se Google stessa decider di eliminarlo in
attesa di un integrazione futura sin Google Plus.
Ecco perch pu essere molto utile utilizzare unalternativa a Google Alert per svolgere
lo stesso lavoro, ma in maniera pi completa. Questo strumento si chiama TalkWalker
Alerts ed accessibile gratuitamente attraverso il seguente link:

http://www.talkwalker.com/alerts

Figura 56 La pagina di configurazione di TalkWalker Alerts.

La pagina di configurazione delle segnalazioni molto simile a quella di Google Alert:


allinterno del form SEARCH QUERY, abbiamo la possibilit di inserire le parole chiave
che vogliamo monitorare, mentre la finestra RESULT TYPE, ci permette di scegliere se
visualizzare tutti i contenuti trovati sul web (scegliendo Everything), oppure solo quelli
provenienti dai blog, dalle News o dalle discussioni. Inoltre possibile scegliere anche la
lingua utilizzata attraverso le opzioni della finestra LANGUAGE, impostare la frequenza
di ricevimento delle segnalazioni (giornaliero Once a day o settimanale Once a week)
e infine se farsi segnalare tutti i risultati trovati All results o solamente quelli pi
pertinenti con le parole chiave scelte Only the best results.
A differenza di Google Alert che prevede anche linvio delle segnalazioni tramite Feed
RSS, TalkWalker Alerts fornisce gli alert esclusivamente via mail, da indicare nellultima
casella YOUR EMAIL.
Dopo aver creato le segnalazioni, di nostro interesse, possibile gestirle modificando le
impostazioni o eliminandole attraverso il men MANAGE, accessibile direttamente dal
link: http://www.talkwalker.com/alerts/manage
Inoltre possibile importare gli alert gi creati per Google Alert utilizzando un file in
formato csv attraverso il men IMPORT accessibile direttamente dal link:
http://www.talkwalker.com/alerts/import

Appendice 2
Operatori di ricerca per la SEO
Google come altri motori di ricerca permette di effettuare ricerche specifiche attraverso
appositi comandi e simboli da utilizzare nella barra di ricerca, che vengono denominati
operatori di ricerca.
Questi comandi possono esserci molto utili per le nostre attivit SEO sia per verificare
la corretta indicizzazione del nostro sito web che per trovare informazioni per la creazione
di nuovi contenuti interessanti per i nostri lettori.
Loperatore virgolette ( )
Partiamo dai comandi pi semplici e utilizzati come ad esempio il comando virgolette (
) che indica a Google che stiamo cercando un gruppo di parole chiave preciso o una frase
esattamente come stata formulata. Ad esempio offerte lavoro in comunicazione.
Loperatore meno (-)
Come abbiamo visto nellutilizzo di Google Alert nel capitolo dedicato agli strumenti per
il web marketing, pu essere molto interessante escludere dai risultati di ricerca
determinati siti web in relazione alle parole chiave ricercate. Per far questo sufficiente
usare la seguente sintassi:
parole

chiave

-site:nomesito.estensione

(ad

esempio

seo

google

site:wikipedia.org)

Figura 57 Esempio di inserimento delloperatore meno (-).

Loperatore asterisco (*)


Ricercare la prossimit delle parole chiave pu invece risultare utile nelle circostanze in
cui non sappiamo esattamente cosa cercare, in riferimento a un argomento preciso. Se ad
esempio digitiamo nella barra di ricerca:

come * su Facebook

avremo probabilmente come risultato nelle SERP, articoli che descrivono come
promuoversi su Facebook, come dedicare un link su Facebook, come taggare gli amici su
Facebook etc.
Gli operatori Allintext, Allintitle, Allintitle, Allinurl
Allintext un comando molto interessante che serve per trovare contenuti specifici che
riguardano un determinato argomento o parola chiave e serve inoltre per verificare le
pagine del nostro sito indicizzate, corrispondenti alle parole chiave che abbiamo voluto
ottimizzare per il posizionamento su Google. La sintassi di questo comando molto
semplice:
allintext: parola chiave (ad esempio allintext: comunicazione seo)
Potremmo anche sfruttare loperatore virgolette in maniera pi avanzata, al fine di
effettuare una ricerca pi avanzata. Ad esempio se abbiamo bisogno di cercare un corso
sul CMS WordPress a Bologna che contenga per anche la parola Stazione, perch
probabilmente si riferir al fatto che la sede del corso sar vicino alla stazione dei treni o
indicher come arrivare al corso una volta arrivati con il treno, il comando da utilizzare
sar:
allintext: corso wordpress bologna stazione

In modo analogo potremmo effettuare una ricerca approfondita sugli attributi SEO
maggiormente utilizzati, come ad esempio le parole chiave presenti nel tag title,
utilizzando il comando Allintitle, ad esempio:
allintitle: corso inglese

Oppure potremo effettuare una ricerca allinterno dellanchor text utilizzando il


comando Allinanchor, seguito dalla parola chiave specifica da ricercare allinterno del
testo collegato al link. Ad esempio:
allinanchor: sito lavoro

Allo stesso modo potremmo ricercare parole chiave specifiche allinterno dellindirizzo
URL utilizzando il comando Allinurl, come ad esempio:

allinurl: hotel siena

Loperatore site
Loperatore site uno dei pi utilizzati, in quanto permette di determinare in modo
immediato e preciso la corretta indicizzazione di un sito web allinterno di Google.
Per vedere lelenco di tutte le pagine indicizzate sufficiente utilizzare questo
comando:
site:www.nomedelsito.estensione ad esempio site:www.comunicazionelavoro.com
Non sempre loperatore site visualizza correttamente tutti gli indirizzi URL indicizzati
da Google, anche nel caso in cui clicchiamo sullopzione Ripeti la ricerca con risultati
omessi che ci viene proposta nella prima pagina delle SERP per estendere la
visualizzazione anche a tutte le altre pagine e ottenere lelenco completo.
Ma se oltre ai risultati che ci mostrano tutte le pagine indicizzate da Google del nostro
sito (o quello di un nostro competitor) volessimo verificare anche le pagine che non sono
indicizzate, perch lo abbiamo indicato attraverso il file robots.txt?
Potrebbe essere molto utile per verificare se abbiamo correttamente impostato le
limitazioni al file robots.txt e scoprire se qualche pagina non indicizzata, magari a causa
di un errore che abbiamo fatto nella creazione del file dedicato allindicizzazione.
Per ottenere questi risultati completi, che comprendono tutte le pagine indicizzate e
quelle non indicizzate dal file robots.txt, sufficiente procedere in questo modo.
Dopo che abbiamo effettuato la nostra ricerca utilizzando loperatore site (ad esempio
site:www.comunicazionelavoro.com) e visualizzati i risultati, inseriamo nellindirizzo
URL del browser appena generato da Google questo comando:
&start=990&filter=0

A questo punto Google ci fornir tutti i risultati partendo dallultima pagina disponile
(in questo caso abbiamo indicato a Google di iniziare dal 990 risultato) che corrisponde
allultima pagina, poich Google limita il numero di risultati a 1.000.

Figura 58 Esempio di SERP dopo aver aggiunto il comando &start=990&filter=0.

In questo modo le prime pagine che vedremo nelle SERP potrebbero essere proprio quelle
non indicizzate a causa del file robots.txt e saranno facilmente riconoscibili proprio dalla
dicitura Non disponibile una descrizione per questo risultato a causa del file robots.txt
del sito.

Possiamo inoltre ricercare tutte le pagine che contengono determinate parole chiave
allinterno di uno specifico sito web facendo precedere il termine che ci interessa, al
comando site ad esempio:
roma site:www.comunicazionelavoro.com

In questo modo, ad esempio, avremo nelle SERP una lista di tutte le pagine del sito
Comunicazione Lavoro che contengono la parola Roma, utile in questo caso per conoscere
tutti gli annunci di lavoro pubblicati che si riferiscono alla citt di Roma.
Il comando link
Un modo rapido per verificare i link che rimandano al nostro sito web, i gi citati
backlink, quello di utilizzare loperatore link inserendo il nome del sito web (senza
www) immediatamente dopo questo comando, ad esempio:
link:comunicazionelavoro.com

comunque consigliato utilizzare gli strumenti precedentemente descritti, poich


ultimamente Google ha ristretto molto il risultato di questa ricerca inserendo solo
determinati backlink in base alla tipologia del sito, ad esempio istituzionale o governativo.
Il comando Related
Questo comando molto utile quando stiamo cercando siti web per collaborazioni o
vogliamo conoscere eventuali nuovi competitor, perch permette di trovare siti web che
hanno affinit con le parole chiave dellindirizzo URL ricercato.
La sintassi molto semplice, poich sufficiente inserire il nome del sito (sempre senza
www) dopo il comando related, ad esempio:
related:larepubblica.it

In questo caso avremo una lista di siti web simili come contenuti a La Repubblica
(quindi quotidiani, giornali online, siti dinformazione etc.).
Il comando legato al tempo
Spesso per scrivere articoli accattivanti e attuali per il nostro potenziale pubblico abbiamo
bisogno di cercare contenuti che tengano conto delle discussioni e degli articoli pi recenti
in riferimento a un determinato argomento perch magari probabile che le persone
aumentino le ricerche per un tema fortemente dibattuto.
per questo che diventa fondamentale saper effettuare in modo corretto e preciso una
ricerca su Google, impostando la dinamica temporale.

Per far questo, una volta effettuata la ricerca della parola chiave che ci interessa,
possiamo andare sulla voce Strumenti di ricerca presente accanto alla voce Altro,
subito sotto la barra dove abbiamo inserito la parola chiave.
A questo punto ci apparir un nuovo sottomenu formato da tre voci: Qualsiasi lingua,
Qualsiasi Data, Tutti risultati.
Ovviamente andremo a scegliere il men Qualsiasi Data e potremmo impostare la
ricerca per un arco temporale definito, selezionando le opzioni che ci vengono fornite da
Google: Ultima ora, Ultime 24 ore, Ultima settimana, Ultimo mese, Ultimo
anno.
Possiamo inoltre scegliere un periodo di date ben definito utilizzando lultima voce
Intervallo di date attraverso il calendario che ci viene fornito da Google.
Ma se dobbiamo creare contenuti di un evento o di un fatto che sta avvenendo nel
momento stesso o a poche ore da quando abbiamo fatto la ricerca? Potrebbe essere infatti
molto utile anche per il posizionamento, essere tra i primi a fornire contenuti validi e
comunque, nel caso di un evento o un accadimento importante, non sarebbe bello creare
una diretta web basandoci sulle informazioni presenti su Google?
Anche in questo caso possiamo avvalerci di un utilissimo comando che ci permette di
visualizzare i risultati con tempistiche inferiori agli ultimi 60 minuti. Per attivarlo, dopo
che abbiamo effettuato una ricerca, sufficiente aggiungere alla fine dellindirizzo URL
generato da Google, questo comando:
&tbs=qdr:

Dovremmo per completarlo specificando il tempo che vogliamo definire per la


visualizzazione dei risultati, tenendo presente che il numero di ore si identifica con la
lettera h, il numero di minuti con la lettera n e il numero di secondi con la lettera s.
Quindi, facendo un esempio concreto, se vogliamo visualizzare i risultati di ricerca di
Google relativi a una determinata parola chiave negli ultimi 15 minuti il comando da
aggiungere allindirizzo URL sar:
&tbs=qdr:n15

Figura 59 Esempio dellutilizzo del comando &tbs=qdr riferito agli ultimi 15 minuti.

Se vogliamo invece avere i risultati nelle ultime 12 ore, aggiungeremo allindirizzo URL
la scritta:
&tbs=qdr:h12

Possiamo anche impostare ricerche per tempistiche inferiori, magari per eventi sportivi,
impostando la ricerca agli ultimi 30 secondi ad esempio. In questo caso aggiungeremo il
seguente codice allindirizzo URL generato da Google:
&tbs=qdr:s30

Un modo semplice ed efficace per creare contenuti attuali soprattutto per chi crea
contenuti informativi.

Lautore
Francesco De Nobili insegna Comunicazione e Web presso lUniversit di Bologna
(Corso di Laurea magistrale in Scienze della Comunicazione Pubblica e sociale).

responsabile
del
progetto
web
Comunicazione
Lavoro
(www.comunicazionelavoro.com), rivolto a chi cerca lavoro nel campo della
comunicazione e nelle professioni del web, con annunci di lavoro pubblicati
quotidianamente e corsi di formazione di cui docente, legati al web marketing, alla
comunicazione online e ai nuovi media.

Ringraziamenti
Il primo ringraziamento per mia moglie e mia figlia che mi hanno sopportato in questi
mesi di creazione e scritturaora che il libro terminato sar pi tranquillo e rilassato,
prometto!
Grazie Iris per la tua amicizia e professionalit, non solo hai rivisto il testo, ma mi hai
fornito utili consigli per aggiunte e approfondimenti. E grazie naturalmente ai tuoi colleghi
di Smart.it che credono e lavorano sul web dal 1995: grazie per la vostra competenza e per
il supporto ai miei progetti!
Un grazie speciale va ai lettori di Comunicazione Lavoro a cui dedicato questo libro, ho
cercato di prepararlo in base alle vostre necessit e alle richieste di lavoro che ricevo dalle
aziende per cercare di fornirvi uno strumento utile per trovare il lavoro che sognate.
Grazie inoltre ai miei studenti universitari e a quelli dei miei corsi, ognuno di voi mi ha
fornito spunti utili per cercare di rispondere ai vostri bisogni, spero di esserci riuscito!
Ultimo ma non meno importante (anzi!) il mio ringraziamento a Simone, Silvia, Valentina,
Mirco, Enrico di Area51 Publishing: grazie per la grande fiducia e la splendida avventura
che stiamo vivendoe siamo solo allinizio!

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