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Giacomo Francesco Bussant - Nico.a HayM GIULIO CESARE IN EGITTO Londra, King’s Theatre in the Haymarket, 20 febbraio 1724 Giulio Cesare In Egitto. Drama. Da Rappresentarsi Nel Regio Teatro di Hay- Market, Per La Reale Accademia di Musica. In Londra: Per Tomaso Wood nella Piccola Bretagna, M.DCC.XXIV. Awv’AttezzA REALE DELLA PRINCIPESSA Dt GALLES. ALTEZZA REALE. Conoscen- do gli antichi Arcadi che la loro natura gl'inclinava a’ costumi aspri e rigid, istituiro- no che ciascuno dalla sua fanciullezza sin alleti di trent’anni, per rendersi docile ed amabile, dovesse aprender ed esercitare la musica; e fino a tanto che osservarono esattamente questa lor legge, furono stimati e pregiati da’ loro vicini; ma non cost tosto la neglettarono, che si attiraron lo scherno ed il disprezzo di tutte le altre nazioni.. Se tanto pud dunque la musica, che rende gli animi rozzi mansueti ed umani, qual effetto non fara mai in quelli che naturalmente sono inclinati alla benignit’ ed alla clemenza? Certo & che, infondendo in loro un certo che di divino, li rende superiori ad ogni altro vivente e fa che siano venerati come cosa che ha pit del cele- ste che del terreno. Cid si comprova evidentemente nella persona di V. A. R., ch’es- sendo escita da un ceppo i cui antenati sono sempre stati benignissimi protettori di questa scienza, e che, appena nata, i primi oggetti che per le vie dell’udito ha tramandati alla mente sono stati commisti col canto del celebratissimo Pistocco, che pud dirsi padre del buon gusto moderno, di l& ha formate quelle giuste e si fini idee, quella perfetta ¢ giudiziosa conoscenza ch’Ella ha della musica Sia dunque in gloria di questa professione lo scorgersi che, oltre le distinte quali- ta native, abbia contribuito a perfezionare nell’A. V. R. un composto da immitarsi solamente, ma da non potersi uguagliare; mentre in Essa trovansi tutte unite le virth desiderabili in una gran prineipessa, donde Le ne risulta pregio infinito e sommo contento, avendoLe questi popoli a causa di esse eretto un tempio ne’ loro cori L’A. V.R. 2 solo oggetto d’ogni sguardo: ogni afflitto, quando la vede, dimentica le sue disgrazie, ogni madre gode d’aver tigliuoli per accrescere il numero de’ Suoi devoti, ed ogntino prega il cielo per Ia Sua prosperita e conservazione. Testimoni ne sono quei numerosi applausi che si odono ogniqualvolta Ella si fa vedere in pubblico; ¢ la Britannia sembrerebbe ancor troppo angusta nelle lodi dovateLe, se non si unisse con essa il mondo tutto, Anch’io nell’universali acclamazioni non ho potuto negare a me stesso l’onore d’inchinarmi all’A. V. R. con un dono che, benché tenue, non Le sara forse discaro, per esser un drama destinato al nobile divertimento della Casa Reale. In esso si rappresentano li famosi fatti di Giulio Cesare in Egitto, adornati con Ja musica del signor Giorgio Federico Handel; ¢ se avra la fortuna d’incontrare il genio dell’A. V. K., non sapra che pia desiderare. Implorando adunque pel detto drama, 2 — 325 — GIULIO CESARE IN EGITTO (1724) che Le consacro, la protezione dell’A. V. R., supplico umilmente che a me sia perdona- to un tanto ardire se indegnamente, ma con profondo ossequio, mi dedico, di Vostr’Altezza Reale umilissi™, devot." ed oblig." servitore Nicola Francesco Haym. ARGOMENTO. Giulio Cesare dittatore, dopo aver soggiogate le Gallie, non avendo potuto per opera di Curio tribuno ottenere il consolato, si portd con tant’impeto all’eccidio della libert& latina che si dimostrd pitt nemico di Roma che cittadino ro- mano. I] Senato intimorito, per opprimer la sua potenza, opposegli il gran Pompeo, il quale con poderoso esercito incontrollo ne’ Campi Farsalici, ov’egli fu da Cesare sconfitto. Dopo la rotta, Pompeo, memore de’ benefici prestati alla corona de’ Tolo- mei, cola pensd di ricovrarsi, assieme con Cornelia sua moglie ¢ Sesto Pompeo suo figlio, in tempo che Cleopatra e Tolomeo, re giovane, tiranno ¢ lascivo, pitt crudeli nemici che germani, vicendevolmente armavano per la pretendenza dello scettro. Ci cerone rimase prigioniero, il buon Catone si svend in Utica, ¢ Scipione con le reliquie delle legioni latine exrd fugitivo per I’Arabia. Conoscendo Cesare che la sola depres- sione di Pompeo poteva stabilirlo solo imperatore di Roma, lo seguitd in Egitto Tolomeo, per obligar Cesare al suo partito contro Cleopatra, barbaro di costumi ed empio di fede, fattone scempio per consiglio di Achilla, fecegli presentare il di lui capo tronco dal busto. Pianse Giulio Cesare, vista la testa del nemico; taccid di trop- pa arditezza Tolomes, il quale, a suggestione del consigliero scelerato, violando con ordita congiura la fede dell’ospizio, necessit poco dopo Cesare istesso a gettarsi dal- la reggia nel porto. Si salvd Giulio a nuoto, mosse le armi all’espugnazion del tiran- no, il quale nel fatto d’arme restd morto, ed acceso dalle bellezze di Cleopatra la sollevd al soglio di Egitto, calcando egli il trono del mondo, primo imperator de’ Romani. Si legge questo fatto ne’ Commentari di Cesare, lib. 3 e 4, in Dione, lib. XLII, ed in Plutarco nella vita di Pompeo e di Cesare. Tutti questi autori certificano che Tolomeo, dopo essere stato vinto da Cesare, morisse nella battaglia, ma non @ ben certo come; onde si @ trovato si necessario in questo drama che Sesto Pompeo facesse la vendetta del padre, che si é fatto ch’egli abbia ucciso Tolomeo, non varian- dosi Vistoria che nelle circostanze dei tatti seguiti INTERLOCUTORI ROMANI. G1uito Cesare primo imperator de’ Ro- Signor Senesino. mani. Curio tribuno di Roma. Cornett moglie di Pompeo. Mrs. Robinson. SESTO Pompeo figlio di Pompeo ¢ Cor- Signora Durastanti. nelia. INTERLOCUTORI EGIZI. Creopatra regina d’Egitto. Signora Cuzzoni. Totomeo re d’Egitto, fratello di Cleo- Signor Berenstadt. patra, Acta duce generale dell’armi ¢ con- Signor Boschi. sigliero di Tolomeo. NireNo confidente di Cleopatra e To- Signor Bigonsi. Jomeo. — 326 — GIULIO CESARE IN EGITTO (1724) ATTO PRIMO SCENA I Campagna d’Egitto con antico ponte sopra un ramo del Nilo. Cesane. e Cunto che passa- no il ponte con seguito. Coro pr Viva, viva, il nostro Alcide, Eorzt goda il Nilo in questo di. Osgni spiaggia per lui ride, ogni affanno gid spari. 5. CRsARE Presti omai legizia terra Ie sue palme al vincitor. Curio, Cesare venne e vide e vinse: gia sconfitto, Pompeo invan ricorre, per rinforzar de’ suoi guerrier lo stuolo, 10 @'Egitto al re. Curio Tu qui, signor, giungesti a tempo appunto a prevenir le trame. Ma chi ver noi sen viene? SCENA II CorNELIA, SESTO, € detti. Cesare Questa Cornélia. =3 Curio Oh sorte! 33 Del nemico Pompeo |’alta consorte? = 34 15 Cesare, a questa un tempo sacrai la libertate. Cornetta Signor, Roma é gid tua. Teco han gli di oggi diviso il regno; ed & lor legge = 61,68 che del grand’orbe al pondo 20 Giove regoli il ciel, Cesare il mondo. Cesare Da Cesare che chiedi, gran germe de’ Scipioni, alta Cornelia? Cornetia Da? pace alParmi SEsTO Dona Pasta al tempio, ozio al fianco, ozio alla destra. 25 Cesare , Virti de’ grandi @ il perdonar Poffese: venga Pompeo, Cesare abbracci, ¢ resti Yardor di Marte estinto: sia vincitor del vincitor il vinto. — 327 — GIULIO CESARE IN EGITTO (1724) SCENA IIT Acutta con stuolo d’Egizi che portano aurei bacili, e detti. AcHILLA La reggia Tolomeo t’offre in albergo, eccelso eroe, per tuo riposo e in dono quanto pud dare un tributario trono. Cesare Cid che di Tolomeo offre alma regal, Cesare aggrada, Acumta — Accid [Italia ad adorarti impari, in pegno d’amistade e di sua fede, questa del gran Pompeo superba testa di base al regal trono offre al tuo piede. Uno degl’Egizi svela il baci- le, sopra il quale sta il capo tronco di Pompeo. 40 45 50 35 60 Crsarz Giulio, che miri? Sesto Oh dio, che veggio? Coretta Ahi lassa! Consorte! Mio tesoro! Curro — Grand’ardir! Cornenia Tolomev, * barbaro traditor! Io manco, io moro. ‘Si sviene. Cesar Curio, si, porgi aita a Cornelia che langue Cesare piange. Curto Che scorgo, o stelle! Il mio bel sole esangue! Acum1s — (Questa® Cornelia? Oh che belt’, che volto!) Sesto Padre, Pompeo, mia genitrice, oh dio! Cesare Per dar urna sublime al suo cenere illustre, serbato sia si nobil teschio. AcHILLA Oh dai! Cesare —_ E tu invélati, parti, Al tuo signore di’ che Popre de’ regi, sian di bene o di mal, son sempre esempio. Sesto Che non re chi re fellon, chi un empio. Acumia Cesare, frena lire... Cesare Vanne: verrd alla reggia pria che oggi il sole a tramontar si veggia. Empio, dird, tu sei; togliti agli occhi miei, sei tutto crudelta, Non @ di re quel core che donasi al rigore, che in sen non ha piet’. Empio ecc. — 328 — (Parte Acbilla.) Parte. 6 70 75 80 85 90 95 Curto Sesto Currto CoRNELIA Curio CorNeELIA, Curr CORNELIA Sxsto Curto SEsto CorNeLIA SEsTo CorNELIA. Sesto GIULIO CESARE IN EGITTO (1724) SCENA IV Curto, Sesto, e CorneLta che ritorna in sé. Gia torna in sé. = 132 Madre. 132 Cornelia. 132 Oh stelle! 132 Ed ancor vivo? Ah, tolg = 133 quest’omicida acciaro 134 il cor, l’alma dal sen. Vuol rapire la spada dal fian- = 135 co di Sesto per isvenarsi, e Cu- vio la frastorna. Ferma! Invan tenti tinger di sangue in quelle nevi il ferro Curio, che ancor r'adora, e sposa ti desia, se pur taggrada, vendicarti sapra con la sua spada. Sposa a te? Si. Ammutisci! Tu nemico a Pompeo, ¢ tanto ardisci? Cornelia, se m’abborri, nVinvolerd al tuo aspetto. Sol per non molestarti giurera questo cor di non amarti. Parte. Madre. Viscere mie. Or che farem tra le cesaree squadre, tu senza il caro sposo, io senza il padre? Priva son d’ogni conforto, { nein EAC e pur speme di morire : ave per me misera non v’é. R Il mio cor, da pene assorto, Lay & gia stanco di soffrire, re {0 e morir si niega a me: yeewre ee Priva son ece.\. Parte a ery Vani sono i lamenti; b & tempo, o Sesto, omai t di vendicare il padre: si svegli alla vendetta Yanima neghittosa, che offesa da un tiranno invan riposa. Svegliatevi nel core, furie d’un’alma offesa, a far d’un traditor ; aspra vendetta. A 2 L’ombra del genitore - A+) — 329 — GIULIO CESARE IN EGrrTo (1724) accorre a mia difesa e dice: a te il rigor, figlio, si aspetta. Svegliatevi ecc. Parte. SCENA V Gabinetto. Crzoparra con seguito, poi NiRENo, ¢ dopo ToLomEo com guardie. 100 Curoparra Regni Cleopatra; ed al mio seggio intotno popolo adorator arabo e siro su questo crin lu sucra benda sdovi: si, chi di voi, miei fidi, ha petto ¢ cor di sollevarmi al trono 105 giuri su questa destra eterna fede. Entra Nireno. NineNo Reina, infausti eventi. Cizorarra Che fia? che tardi? Nieno — Troncar £€ Tolomeo il capo... Cunorarra Ohime, di chi? NineNo Del gran Pompeo. 110 Crroparra Stelle, costui che apporta? Nineno Per stabilirsi al soglio a Cesare mandd fra doni involto.. Curoparra Che gli mand’? Nireno, L’esanimato volto. CLEoParRA Su, partite, 0 miei fidi; e tu qui resta. 115 Alle cesaree tende son risolta portarmi, e tu, Nireno, mi servirai di scorta. Nino Che dirt Tolomeo? Curorarra Non paventar; col guardo, 120 meglio ch’egli non fece col capo di Pompeo, Cesare obligherd. Invano aspira al trono: gli & il germano, e la regina io sono. Entra Tolomeo. 125 Toromzo Tu di regnar pretendi, donna superba e altéra? Cizorarra Io cid ch’é mio contendo, e la corona dovuta alla mia fronte giustamente pretendo. 130 ToLomeo Vanne e torna omai, folle, e, qual di donna & uso, di scettro in vece, a trattar l'ago ¢ il fuso. Curorarra Anzi, tu pur, effeminato amante, — 330 — 135 140 145; 150 155 160 165 170 ACHILLA Totomro ACHILLA ToLoMEO, ACHILLA ‘TOLOMEO. AcHILLA To.omEo AACHILLA ToLomEo ACHILLA ToLomEo. GIULIO CESARE IN EGITTO (1724) va’ dell’et& sui primi nati albori, = 238 di regno in vece, a coltivar gli amori. =239 Non disperar: chi sa? Se al regno non Pavrai, avrai sorte in amor. Mirando una belt’, in essa troverai a consolar il cor. Non ece. Parte con Nireno. SCENA VI ToLomEo ed ACHILLA. Sire, signor. Come fu il capo tronco da Cesare gradito? Sdegnd Popra. Che sento? T’accusd d’inesperto e troppo ardito. Tant’osa un vil romano? Il mio consiglio = 249 apprendi, 0 Tolomeo: = 250 verri Cesare in corte; in tua vendetta =251 cada costui come cadé Pompeo. =252 Chi condurra Pimpresa? To ti prometto darti estinto il superbo al regio piede, se di Pompeo la moglie in premio a me il tuo voler concede. E costei tanto vaga? Lega col crine e col bel volto impiaga. Amico: il tuo consiglio @ 1a mia stella. Vane, pensa e poi torna. Parte Achilla Muora Cesare, muora: ¢ il capo altéro sin del mio pit sostegno. Roma oppressa da lui libera vada, e fermezza al mio regno sia la morte di lui pit che la spada. L’empio, sleale, indegno vorra rapirmi ill regno e disturbar cos Ia pace mia. Ma perda pur la vita, prima che in me tradita dall’avido suo cor la fede sia. Lrempio ece. Parte. — 331 — GIULIO CESARE IN EGITTO (1724) SCENA VII Quartieri nel campo di Cesare, con V'urna nel mezzo, ove sono le ceneri del capo di Pompeo, sopra entinente cumtulo di trofei. Cesare, poi Cuno, CLzorarna ¢ NIRENO. Cesare Alma del gran Pompeo, Kio che al cener suo d’intorno N invisibil vaggiri, far ombra i tuoi trofei, 175 ombra la tua grandezza, e un’ombra sei: cosi termina alfine il fasto umano; ieri chi vivo occupd un mondo in guerra, oggi risolto in polve un’urna serra. Tal di ciascuno, abi lasso, 180 il principio @ di terra ¢ il fine un sasso. Misera vita! Oh quanto & fral tuo stato! {| Ti forma un soffio, e ti distrugge un fiato. _~ Entra Curio. Curio Qui nobile donzella chiede chinarsi al Cesare di Roma. 185 Czsarz Sen venga pur. Entra Cleopatra con seguito. CLEOPATRA Tra stuol di damigelle io servo a Cleopatra. Lidia m’appello, e sotto il ciel d’Egitto di nobil sangue nata; ma Tolomeo mi toglie, 190 barbaro usurpator, la mia fortuna. CESARE (Quanta bellezza un sol sembiante aduna!) Tolomeo si tiranno? Curio (Se Cornelia mi sprezza, oggi a Lidia rivolto 195 collocherd quest’alma in si bel volto.) Cleopatra s'inginocchia avanti Cesare e dice piangendo: Creoparra Avanti al tuo cospetto, avanti Roma, mesta, afflitta e piangente chieggio giustizia. Crsare (Oh dio, come innamora!) Cesare leva da tera Cleopatra Sfortunata donzella, in breve d’ora 200 deggio portarmi in corte. Oggi cola stabilird tua sorte. (Che bel crin!) Curio (Che bel sen!) CreoparRA Signor, i tuoi favori Tegan quest’alma. Cesare, E la tua chioma i cori, 205 Non @ si vago e bello il fior nel prato, — 332 — 210 Nireno 215 CLEOPATRA 220 225 Nireno 230 CLEOPATRA Coretta, ¢ poi Sesto che sopraviene; (CLnopaTRA e NinENO in disparte). CorNELIA 235 CLEOPATRA 240 CORNELIA GIULIO CESARE IN EGITTO (1724) quant’ vago e gentile il tuo bel volto. | a D’un fiore il pregio a quello ss sol vien dato, ma tutto un vago aprile 2 in te raccolto. Non @ ece. Parte (con Curio). Cleopatra, vincesti: gid di Cesare il core tributario al tuo volto amor ti rende, ¢ tutto il suo voler da te dipende. Cerchi pur Tolomeo con empieta di cor le vie del trono, ché a me d’avito regno fara il nume d’amor benigno dono. “ Tutto) pud donna vezzosa, (goes stamorosa : wf scioglie il labro o gira il guardo. = hey t gai colpo piaga il petto, 5 se difetto non v’ha (in) quel che scocca il dado. Tutto ecc. Mentre Cleopatra vuol parti- re vien ritenuta da Nireno. Ferma, Cleopatra, osserva qual femina dolente con grave passo € lacrimoso ciglio qui s’avvicina. Al portamento, al volto donna vulgar non sembra: osserviamo in disparte la cagion del suo duolo Si ritirano. 386,387 SCENA VIII Tive Nel tuo seno, amico sass, CAV“ of =389 sta sepolto il mio tesoro... =390 Ma che! vile negletta = 395 sempre starai, Cornelia? = 396 (E Cornelia costei? =397 la moglie di Pompeo?) =398 Ah no, tra questi arnesi =399 tun ferro sceglier’d: con mano ardita [= 400,4021 contro di Tolomeo, contro la reggia... = 403 — 333 — ] AX eens 245 250 255 260 265 270 215 SrsTo. CORNELIA SESTO Coretta Sesto ‘CORNELIA Sesto CLeoparRa NIRENO CLEOPATRA Cornexta CLEOPATRA CORNELIA CLEOPATRA Sesto CLEOPATRA GIULIO CESARE IN Eerrro (1724) Madre, ferma, che fai? Lascia quest’ armi; voglio contro il tiranno uccisor del mio sposo tentar la mia vendetta. Questa vendetta a Sesto sol s’aspetta. Oh dolei accenti! oh care labra! Dunque su Palba de? tuoi givsui hai tanto cor? Son Sesto, e di Pompeo erede son dell'alma. Animo, 0 figlio, ardire. Io coraggiosa ti seguird. Ma, oh dio, chi al re fellone ci scorgera? Cleopatra! (Non ti scoprir.) E Lidia ancor, perché quell’empio cada, ti saran scudo ¢ tapriran la strada, E chi ti sprona, amabile donzella, coggi in nostro soccorso offrir te stessa? La fellonia d’un re tiranno, il giusto. Sotto nome di Lidia io servo a Cleopatra; se in virti del tuo braccio ascende al trono, sarai felice, e scorgerai qual sono. Chi a noi sara di scorta? Questi, che alla regina 2 fido servo, sapri cauto condurvi all’alta impresa. Figlio non @ chi vendicar non cura del genitor la morte. ‘Armerd questa destra, ¢ al suol trafitto cadra punito il gran tiran d’Egitto. Cara speme, questo core tu cominci a lusingar. Par che il ciel presti favore i miei torti a vendicar. Cara ece. Vegli pure il germano alla propria salvezza, — 334 — \ Non s? tosto Cornelia ba pre- sauna spada fuori degli arne- si di guerra, che Sesto sopra- giunge, Sesto toglie la spada a Corne- lia. Cleopatra, ch'esce improvisa- mente: (Piano a Cleopatra.) Accennando Nireno. Partono Cornelia, [Sesto] e Nireno. = 444,446 GIULIO CESARE IN EGITTO (1724) ché gid contro gli mossi di Cesare la spada, 280 di Sesto ¢ di Cornelia il giusto sdegno. Senza un certo periglio non creda aver solo d’Egitto il regno. Tu la mia stella sei, ip prep amabile speranza, Wot ; 285 € porgi ai desir miei ee wig un grato e bel piacer. Tiere mee & Qual sia di questo core were Arbo la stabile costanza Mer © quanto possa amore, ‘ 290 sha in breve da veder. Tu la ecc. Parte. SCENA IX Atrio nel palagio de’ Tolomei. Cesare. con seguito di Romani, To.omeo ed AcHILLA con seguito d'Egizi. Toxomro Cesare, alla tua destra stende fasci di scettri generosa la sorte. Cesare — Tolomeo, a tante grazie 295 io non so dir se maggior lume apport, mentre P'uscio del giorno egli diserra, il sole in cielo, 0 Tolomeo qui in terra. Ma, sappi, una mal’opra ‘ogni gran hime oscura, 300 Acrmta (Sino al real aspetto egli t’offende.) A Tolomeo. Toromzo (Temerario latin!) CESARE, (So che m’intende.) Toromeo Alle stanze reali questi che miri t’apriran le porte ea te guida saranno. 305 (Empio, tu pur venisti in braccio a morte.) Crsarz — (Scorgo in quel volto un simulato inganno.) Va tacito e nascosto, \ quand’ avido @ di preda, | Pastuto cacciator. | 310 Cosi chi & al mal disposto non brama ch’alcun veda | Vinganno del suo cor. \ Va ec. Parte. — 335 — GIULIO CESARE IN EGITTO (1724) SCENA X CornELIA, Sesto, ToLomEo ed AcHILLA. Acuitta — Sire, con Sesto il figlio, questa @ Cornelia. ‘Totomeo (Oh che sembianze, amore!) 315 CORNELIA Ingrato! A quel Pompeo, che al tuo gran padre il diadema reale stabili sulla chioma, tu recidesti il capo in facia a Roma! Sesto Empio! Ti sfido a singolar certame. x0 Veder fard con generosa destra, aperto a questo regno, che non sei Tolomeo, che se’ un indegno. Toromro Ola, da vigil stuol sian custoditi questi romani arditi. 325 Acumta Alto signor, condona il lor cieco furor. Toromro Per or mi basta ch’abbia garzon si folle di carcere Ia reggia. Alle guardie. Costei, che baldanzosa 330 vilipese il rispetto di maesta regnante, nel giardin del serraglio abbia per pena il coltivar i fiori. (lo per te serbo Ad Ackilla, questa dellalma tua bella tiranna.) 335 Acuuta Felice me! ToLomzo (Quanto costui s'inganna!) (Da sé) Parte. SCENA XI Cornetta, Sesto ed ACHILLA. Acumta Cornelia, in quei tuoi lumi sta legato il mio cor. Se all’amor mio giti sereno il ciglio, e i talami concedi, 340 sara la madre in libert& col figlio. Cornetta Barbaro! Una romana sposa ad un vile egizio? Sesto A te consorte? ‘Ah no! pria della morte. Acuma Ola, per regal legge omai si guidi 345 prigionier nella reggia cosi audace garzon. Cornetia Seguird anch’io — 336 — 350 395 360 365 370 GIULIO CESARE IN EGITTO (1724) Pamata prole, il caro figlio mio. =538 Acumta Tu ferma il piede e pensa = 539 di non trovar pietade a cid che chiedi, se pietade al mio amor pria non concedi. Tu sei il cor di questo core, sei il mio ben, non t’adirar. Per amor io chiedo amore, pitt da te non yuo’ bramar. Tu sei ecc. Parte. Sesto Madre! CORNELIA ‘Mia vita! SEsro Addio... Mentre le guardie vogliono condur via Sesto, Comelia cor- re a ritenerlo per un braccio. Cornetta Dove, dove, inumani, Yanima mia guidate? Empi, lasciate che al mio core, al mio bene io porga almen gl'ultimi baci. Ahi pene! nato) e il dolce mio conforto, ah, sempre piangerd. Se il fato ci tradi, ¢ pt Corn.e Ses. Son ve} a lagrimar, | sereno ¢ lieto di oo al , mai pil sperar potrd. a j AL Son ecc. bie soe code Westee gent kv Pit ces ATTO SECONDO ~~ oe ent SCENA I Deliziosa di cedri con il monte Parnaso nel prospetto, il quale contiene in sé la reggia della Virtd. CLeopaTRA e NIRENO. Crnoparra Eseguisti, o Niren, quanto t'imposi? Nireno Adempito 2 il comando. Ciroparra Giunto Cesare in corte? 8* NIRENO To vel condussi, ed ei gid a queste soglie il pit rivolge. [= 636,637] [=20*,21"] Curoparra Ma dimmi, @ in pronto 22" a meditata scena? 22" Nireno Infra le nubi -23* alta reggia sfavilla. =24" Ma che far pensi? i1* CLEOPATRA Amore [=651] =11* gid suger all’idea [=651) = 12* ol 375 380 385 390 395 400 405 GIULIO CESARE IN EGITTO (1724) \ stravagante pensier: ho gid risolto sotto finte apparenze far prigionier d’amor chi ’l cor m’ha tolto. 50] [-637] [= 639) [= 638,639] =641 Nieno A lui ti scoprirai? Curorarra Non @ ancor tempo. Nieno To che far deggio? Ciroparra Attendi Cesare qui in disparte, indi lo guida in questi alberghi, e poi lo guida ancora cola nelle mie stanze, e a lui dirai che, per dargli contezza di quanto dal suo re gli si contende, pria che tramonti ’I sol Lidia Pattende. Parte Cleopatra, SCENA-IE Nineno, ¢ poi Crsare; (CLEopaTRa in veste di Virti) Nixeno Da Cleopatra apprenda, chi & seguace d’amor, astuzie e frodi. Crsarr Dov’é, Niren, dov’t l’'anima mia? Nireno In questo loco in breve verra Lidia, signor. Cesare Taci. Nireno Che fia? Qui s’ode vaga sinfo- nia di vari stromenti. Cesare — Cieli! E qual dalle sfere scende armonico suon che mi rapisce? Nineno Avra di selee il cor chi non languisce. Qui s'apre il Parna- 50, e vedesi in trono 1a Virti assstita dal- le nove Muse. Cesare Giulio, che miri? e quando, con abisso di luce, scesero i numi in terra? Crmoparra Wadoro pupille, —- saette d'amore, oe le vostre faville ; son grate nel sen, : Pietose vi brama il mesto mio core, eu? che ognora vi chiama SSS s Pamato suo ben. Cesar Non ha il cielo il Tonante melodia che pareggi un si bel canto. CiropaTrA Vadoro ecc. — 338 — GIULIO CESARE IN EGITTO (1724) Cxsare Vola, vola, mio cor, al dolce incanto. Mentre Cesare corre = 60" @ Cleopatra, si chiu- de il Parnaso, e tor- na la scena come prima, E come? Ah che del mio gioir invido é il nume! 410 NrrRENO Signor, udisti? E che ti par di Lidia? CESARE Virti cotanta Lidia possiede? Ah che, se gia piangente mi saettd tra le armi, io ben m’avveggio che bellezza si vaga 415 cantando lega e lagrimando impiaga Nireno Signor, s'amor t’accese, non taffligger, no, no. Lidia & cortese: anzi, se non v grave, ella tattende nelle sue stanze or or. (CESARE Lidia mi brama? 420 Nireno Ed ella a Cleopatra anche ti scorter’. CESARE Guidami tosto in seno al mio tesoro, acid che dolce renda il mio martoro. Se in fiorito ameno prato 425 Vaugellin tra fiori e fronde si nasconde, fa pitt grato i suo cantar. Se cosi Lidia vezzosa 430 spiega ancor note canore, pitt graziosa fa ogni core innamorar. Se in ec. Parte con Nireno. SCENA III Giardino del serraglio dove corrisponde quello delle fiere. CORNELIA con picciola zappa nelle mani che vien coltivando fiori, e poi ACHTLLA. Cornea Deh piangete, o mesti lumi, ae s 435 gid per voi non v'é pid speme. kp Ces g Acuta Bella, non lacrimare: (pete cangera il tuo destin le crude tempre. Corwetts Chi nacque a sospirar piange per sempre. ACHILLA Un consenso amoroso — 339 — : i sea GIULIO CESARE IN EGITTO (1724) 440 che tu presti ad Achilla pud sottrarti al rigor di servita. Cornett Ol! cost non mi parlar mai pi Acutta Oh dio, ascolta! Ove vai? Conewia Fuggo da te per non mirarti mai. Vuol partire. CENA IV Mentre Cornea fugge (da ACHILLA), incontra ToLOMEO che la prende per la mano. 445 Totomeo Bella, placa lo sdegno. Cornewia Lasciami, iniquo re! AcHm1A — Sire, qua mi portai per ammollir questa crudel che adoro. Totomeo Fu pietosa a’ tuoi detti? 450 Acrmra Ella mi sprezza ognor, ed io mi moro. ToLomeo —(Respiro, oh ciel!) Bella, lo sdegno ammorza. Amico, e ben? Tira da parte Acbilla, ACHILLA Signor, oggi vedrai Cesare estinto al suolo, re vendicato € regnator tu solo. 455 Toromeo Parti, eseguisci e spera: avrai ’n mercede Ia tua crudel. (Folle & costui, se ’l crede.) AcuILLA Se a me non sei crudele, A Comelia. cognor sari fedele a te questo mio cot. 460 Ma sc spictata sempre ver me non cangi tempre, attendi sol rigor. Se ame ecc. Parte. Touomzo Bella, cotanto abborti chi ti prega d’amar? Corntta Un traditore 465 degno non & d’amor. ToLomzo Tanto rigore? Ma se un re ti bramasse? Coretta Sarei una furia in agitargli il core. Totomzo Possibil che in quel volto non alberghi piet’, che in questo seno... Stende la destra al seno di Comelia, che sdegnosa si ri- tira 470 Cornewta Freni I’anima insana lo stimolo del senso; pensa che son Cornelia ¢ son romana. Parte, Totomzo Tanto ritrosa a un re, perfida donna! Forza userd, se non han luogo i prieghi, — 340 — 475 480 485 490 495 500 505 CORNELIA Sesto CorNELIA SesTO CORNELIA Sesto. CORNELIA SEsTO Nireno CORNELIA SEsTO NirEno. GIULIO CESARE IN EGITTO (1724) € involarti saprd cid che or mi nieghi. Si, spietata, il tuo rigore sveglia ’odio in questo sen. Giacché sprezzi questo core, prova, infida, il mio velen. Si spietata ece, SCENA V Cornea, che rientra, ¢ poi Szsto St, che si tarda? Or che parti ’l lascivo, tun gencroso ardir lonor mi salvir tra le fauci de? mostri mi scaglierd da queste eccelse mura; cibo sard di fiere. Non paventa il morir un'alma forte: addio Roma, addio Sesto, io corro a morte. Ferma, che fai? Chi mi trattiene il paso? Madre! Madre? che veggio? Figlio, Sesto, mio core! Come qui ne venisti? To, per sottrarti al regnator lascivo, di Niren con la scorta quivi occulto mi trassi. Troppo é certo il periglio in cui, figlio, t’esponi. Chi alla vendetta aspira vita non cura, o madre. Si, cadra Sesto, o cadera ill tiranno! SCENA VI NireEno, e detti. Cornelia, infauste nove. II re m’impone che tra le sue dilette io ti conduca. Oh dio! Numi, che sento? Non vi turbate, no. Unqua sospetto a Tolomeo non fui; ambi verrete Ia dove il re tiranno & in preda alle lascivie. Cola Sesta, nascaso, in suo potere avra l'alta vendetta; = Aes = 876 = 877 = 880 = 881 = 882 = 884 =885 = 886 = 886 = 889 = 889 890 892] = 893 [= 894] [= 895] GIULIO CESARE IN EGITTO (1724) egli, solo ed inerme, t far non potra difesa. 510 Sxsto Molto, molto ti devo. CorneLIA Assista il cielo una si giusta impresa. Cessa omai di sospirare, , awe) non @ sempre irato il cielo; contro i miseri suol fare, - 515 benché tardo, le vendette. jpn Il nochier, s’irato 2 il mare, ES LFS Sb ie sued mai non perde Ja speranza, pew onde avvien che la costanza la salute a lui promette. Cessa ece. Parte (con Nireno). 520 Sesto Figlio non @ chi vendicar non cura del genitor lo scempio. Si, dungue, alla vendetta ti prepara, alma forte, e, prima di morir, altrui da’ morte. 525 L’angue offeso mai non posa, se il veleno pria non spande % ( dentro il sangue all’offensor. Le sia Cosi alma mia non osa Oe i di mostrarsi altéra e grande, 9 - 530 se non svelle l’empio cor. 2. Langue ece. Parte. / 3 SCENA VII ~ Luogo di delizie. Cueoratra, e poi Cesare. Ciroparra Esser qui deve in breve Pidolo del mio sen, Cesare amato; ei sa che qui ’attende Lidia sua, che l'adora; 535 per discoprir se porta il sen piagato, Or 2937 fingerd di dormir, porterd meco, = 938 mascherato nel sonno, Amor ch’é cieco. Si pone a sedere. = 939 Venere bella, per un istante, 540 deh, mi concedi oi y ¢ le grazie tutte Qs \ del dio d’amor. Tu ben prevedi ape \W che il mio sembiante : : 545 dee fare amante s un iegio cor. k Venere ece. Finge di dormire. — 342 —