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RIVISTA INTERNAZIONALE

DI ARREDAMENTO
DESIGN
ARCHITETTURA

N.415 - DICEMBRE 2015


5,00
Poste Italiane Spa - Sped. A.P.
D.L. 353/03 Art. 1, Cm. 1, DCB MI
EDIZIONE ITALIANA
with ENGLISH TEXTS

ARCHITECTURAL DIGEST. LE PI BELLE CASE DEL MONDO


Da Cortina e Gstaad
ai Monti della Luna,
da St. Moritz
a Courmayeur,
un Eccezionale Viaggio
nei pi Spettacolari Chalet
a due Passi dal Cielo.

LINVERNO
FUORI
Tutto
Oro!
Tavolini
Sedie
Lampade
Poltrone

LE STORIE

Tendenze 2016

Nel Villaggio delle Fiabe


Il Castello delle Principesse
Il Pap degli Angioletti

Guida alle Novit del Design


e ai Suoi Prossimi Protagonisti
EDIZIONI COND NAST

Collezione Gioielli.
Scopra di piu.

EDITORIALE.
C una storia che, pi di ogni altra, racconta il senso di questo numero,
e in generale del nostro giornale.
la storia di un esame scolastico di qualche anno fa. Liceo artistico.
Lo studente disegna UNO CHALET, immaginando che ci viva
una guardia forestale canadese. Lo fa tutto di vetro perch vuole
che il confine tra dentro e fuori, tra salotto e montagna, tra tepore
e gelo, sia sottile, pi sottile che si pu. Poi con la tempera bianca
lo sommerge di neve. un trucco, perch cos i difetti di progettazione
risultano meno evidenti.
Flash forward, salto in avanti di tre decenni. Esterno notte, Monti
della Luna. In cima a un pendio, sotto a una montagna di neve,
c uno chalet tutto di vetro che brilla nel buio. Lo ha costruito lo studente
(obiettivamente agevolato, va detto, dal fatto di chiamarsi Giugiaro),
realizzando quellantico SOGNO .
La pubblichiamo a p.94 perch una casa meravigliosa, che sfrutta
le potenzialit dei nuovi materiali portando vista e luce dove fino
a pochi anni fa ci sarebbero stati muri spessi e piccole finestre.
Ma la raccontiamo qui perch la sua storia UNA STORIA UNIVERSALE :
chi non ha sognato, almeno una volta, di trasformare in realt
la casa della fantasia, sia essa villa in collina, cabana sulla spiaggia,
appartamento nel Quadrilatero della moda o mansarda sotto i tetti
di Parigi. Chi non ha dedicato alla casa un pensiero destinato
a diventare progetto di vita. (Casa, daltronde, da dove veniamo,
ma soprattutto dove stiamo andando).
strano quel mondo in cui i sogni dei bambini un giorno diventano
REALT . Succede, a volte, e su giornali come AD bello raccontarlo.

EMANUELE FARNETI

direttore.ad@condenast.it

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

N 415 DICEMBRE 2015

SOMMARIO.
La casa il vostro corpo pi grande. Vive nel sole e si addormenta nella notte. E non senza sogni.
KHALIL GIBR AN

26

30

34

38

FOCUS.

25

SPECIALE 2016 Oggetti, materiali, designer, eventi:


una guida alle TENDENZE del prossimo anno.

34

MINIMAL CHIC La rilettura dello stile funzionale


regala agli ambienti uninedita LEGGEREZZA.

26

METAL Tra high-tech e ispirazioni vintage,


ACCIAIO, OTTONE , R AME esaltano i mobili e le luci.

38

PIETR A

30

TECHNICOLOR

I progettisti scelgono il marmo:


per creazioni dalla sorprendente forza SCULTOREA.

La decorazione si accende
di nuove cromie, con TINTE VIVACI E PALETTE SFUMATE.

Le case del mese.


94
106
118

10

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

UN SOGNO DI MEZZO INVERNO In Alta


Val di Susa, una baita di vetro immersa nelle
nevi porta la firma di un grande designer.

Questa dimora del 600


a Gstaad, dominata dal legno naturale, accosta
pezzi di recupero e arte contemporanea.

NIENTE DI DOLCE

AMORE IN QUOTA Ricavata da un antico


granaio, una casa a Cortina in cui regnano
il calore della montagna e larmonia dello stile.

126

1.735 M/S.L .M.

134

NUOVO CINEMA MONTE BIANCO

A Celerina, una chesa


accogliente, immersa nella natura,
alterna design e arredi tipici engadinesi.

Preziosi
materiali di recupero e pezzi dantiquariato
dellA lta Savoia per uno chalet a Courmayeur.

STORIE .

146
150

NATALE CHILOMETRO ZERO Viaggio nello charme


di Megve, la raffinata localit alpina, luogo
simbolo, secondo AD, di queste festivit 2015.
IO E GLI ANGELI Matteo Thun, re del legno
e delle nevi, il pi natalizio degli architetti italiani.
Anche per via di certe celebri statuine.

154

DISEGNAVAMO ALLA MILANESE Vico Magistretti


e il capoluogo lombardo: una nuova biografia
per la serie che AD dedica ai giganti del Novecento.

158

MA CHE BEL CASTELLO La favola damore


della principessa Mariae Gloria Thurn und Taxis,
e un libro dedicato al celebre palazzo bavarese.

PORT FOL IO.

48

TEMPI DORO Pezzi di design bagnati


dal metallo pi prezioso, per unatmosfera
scintillante, tra euforia e tocchi luxury.

BACK STAGE .
DIG E S T.

55

12

Dai musei
pi innovativi alle creazioni artistiche
di progettisti internazionali, dai concorsi
di design ai materiali per la casa
allavanguardia, una ricognizione
delle principali novit del momento.

LE NOTIZIE DEL MESE

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

163

DENTRO AD Curiosit, approfondimenti, novit,


commenti: dietro le quinte del numero di Dicembre.

FINALE.

176

UN OGGETTO, UNA CASA, UNA STORIA

La maschera parigina di Patrick Tuttofuoco.

MAX ROMMEL. MERAVIGLIA PAPER. LUCA DE SANTIS. DIVANO BOCCA DI STUDIO 65, GUFRAM. TESSUTO DROPS DI PAOLA NAVONE PER DOMINIQUE KIEFFER BY RUBELLI. OGGETTI TAVOLA DELLA COLLEZIONE UNTITLED HOMEWARE DI MASSIMILIANO LOCATELLI. IPA. TODD EBERLE

SOMMARIO.

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Nel prossimo
numero.

La copertina
del mese.
RIVISTA INTERNAZIONALE
DI ARREDAMENTO
DESIGN
ARCHITETTURA
ISSN

N.415 - DICEMBRE 2015


5,00
Poste Italiane Spa - Sped. A.P.
D.L. 353/03 Art. 1, Cm. 1, DCB MI
EDIZIONE ITALIANA
with ENGLISH TEXTS

1123-9719

50415

9 771123 971003

ARCHITECTURAL DIGEST. LE PI BELLE CASE DEL MONDO

EDIZIONI COND NAST

La camera padronale, con finestra


a tutto vetro, dello chalet del 600
a Gstaad scelto per la copertina di AD
(il servizio a pag. 106). La dimora
stata ristrutturata dalla proprietaria,
unarredatrice dinterni parigina,
mantenendo il legno originario ovunque
e accostando a pezzi antichi icone del design.

Il numero di gennaio, in edicola


al termine delle festivit natalizie, celebrer
la quintessenza degli interni di AD:
caldi, ricchi, accoglienti, cosmopoliti,
con una spiccata dose di eccentricit,
sono un gioiello dedicato a tutti i lettori del
magazine. Da non perdere anche lo Speciale
Tessuti e le sorprese nella sezione Storie.
IN EDICOLA A PARTIRE DAL 7 GENNAIO

16

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

LUCI DAMERICA

La lampada da terra
realizzata negli anni
Sessanta dal marchio
doltreoceano Laurel:
si pu trovare, come il
modello di Harvey Guzzini
per Laurel (a sinistra)
sul sito di arredi vintage e
collezionismo: 1stdibs.com
RELAX DAUTORE

La Barcelona Chair
(1929-31) disegnata
da Ludwig Mies van der
Rohe, prodotta da Knoll.
Struttura in acciaio,
lucidato con effetto
specchio, rivestita con
riquadri di cuoio. 5.929 .
www.knoll-int.com

GIORGIO BARONI. KNOLL BARCELONA CHAIR COURTESY KNOLL. SANTI CALECA

A Gennaio, tutto il meglio


delle case di AD

CONTRIBUTORS.

La sua citt darte contemporanea per le feste?


Londra dove i miei pensieri entrano in sintonia
con lenergia degli artisti, delle opere, delle mostre.

FABRIZIA CARACCIOLO
Specializzata in storia dellarte
al Courtauld Institute of Art
di Londra, consulente
per Sothebys. Appassionata
di tessuti antichi ed etnici, viaggia
spesso, in cerca di novit.
Le piacerebbe scrivere un libro
sullarte della tavola.

Un locale da non perdere a Cortina dAmpezzo?


Ce ne sono due: Laltro Vissani, il ristorante dellHotel
Bellevue, e la Baita Pie Tofana: adoro la sua tarte tatin.

JULIAN HARGREAVES
Il suo obiettivo di fotografo spazia
dalla moda agli interni. Ha una grande
passione per il Marocco e ha
in programma una sua mostra a Fez.

A cosa pensa se dico Natale?


Alle feste nella villa di Alviero
Martini: era il salotto di Natale
di Milano. E poi alle vetrine
giocose di Dolce & Gabbana.

GUIDO TARONI
Fotografo, fin da piccolo ha
respirato il gusto per larte. Della
sua famiglia fanno parte il regista
Luchino Visconti e il fotografo
Giovanni Gastel. Sta lavorando
a una mostra di ritratti femminili,
che si terr in primavera.

Una meta per il Natale?


In genere il Natale lo passo
sempre in famiglia. Se dovessi
cambiare, andrei al caldo: farei
un giro inedito in Indonesia.

SILVIA PAOLI
Giornalista, stata
caporedattore Style di
Vanity Fair e ha fondato
il sito Lost in Fashion, che
porta il nome di un suo
romanzo. Scrive per vari
periodici femminili.

Un consiglio per una tavola di Natale alla moda?


Non pu mancare il panettone di Marchesi
(Prada) o quello di Cova (LVMH). E come
segnaposto il charger nei tre ori dell iPhone 6.

FRANCESCA MOLTENI
Laureata in filosofia, ha fondato
Muse Factory of Projects, una casa
di produzione che realizza progetti
editoriali, video e mostre.

Regalare un oggetto come


quelli di Vico Magistretti?
Lombrello. perfetto:
loggetto che Magistretti
avrebbe voluto disegnare.

MATTEO SARTORI
Scrittore, ha lavorato in campo cinematografico
e pubblicitario, tra Milano, New York e Venezia.
Il suo ultimo libro La roccia viva. Nel prossimo
racconter una storia di ambientazione lacustre.

Un passo di montagna per una gita invernale in auto?


Il Passo del Forno, che dalla Val Venosta attraversa
la Val Monastero e porta a scollinare a pi di 2.000 metri
di quota, attraversando il Parco nazionale svizzero.

18

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

ALESSANDRO TROVATI. GIOVANNI GASTEL

PATRIZIA SANDRETTO
RE REBAUDENGO
tra le 100 donne pi
influenti del mondo dellarte
contemporanea secondo
artnet.com. Dopo aver esordito
come collezionista, ha creato
la Fondazione Sandretto Re
Rebaudengo, con sede a Torino.

C O S T R U T T O R I D I E T E R N I T D A L 1 755
260 anni di storia ininterrotta racchiusi nella collezione Harmony.
nata una nuova leggenda

Harmony
d ua l t i m e

Certificazione orologiera
ufficiale di Ginevra

Direttore Responsabile

EMANUELE FARNETI
direttore.ad@condenast.it

Creative Director
CHRISTOPH RADL

23--31 JANUARY 2016

BRUSSELS

Redazione: GIOVANNI AUDIFFREDI (caporedattore), MARIO GEROSA (caporedattore),


RUBEN MODIGLIANI (caporedattore); ELENA DALLORSO (caposervizio),
ALESSANDRA VALLI (caposervizio).
Impaginazione: FRANCESCA MARINO (vice caposervizio), ELISA BOZZARELLI,
MICHELA BUZZONI, MARGHERITA CARRARA.
Segreteria di Redazione: SILVANA SACCHETTI (responsabile), FEDERICA CLARI (photo editing)
New York: Segreteria e Redazione CHRISTINA NICASTRI
Parigi: Segreteria e Redazione FRANOISE GUITTARD (responsabile di produzione)
Creative Consultant MARCO VELARDI

Interiors Consultant FABRIZIA CARACCIOLO

Hanno collaborato a questo numero: Ilaria Bacciocchi, Benedetta Bagni, Carla Bardelli, Ferdinando Cotugno, Sonia S. Braga,
Paola Corini, Paolo Matteo Cozzi, Nicoletta del Buono, Alessia Delisi, Maria Cristina Didero, Marta Galli, Umberta Genta,
Luca Molinari, Francesca Molteni, Michele Neri, Raffaele Panizza, Gloria Pasquinelli, Gaia Passi, Valentina Raggi, Laura Taccari.
Studio Diwa (revisione testi); Stephen Piccolo (traduzioni).
Fotografie di: Giorgio Baroni, Fabrizio Cicconi/Living Inside, Luca De Santis, Julian Hargreaves, Max Rommel,
Valentina Sommariva, Guido Taroni.

Editorial Advisor ETTORE MOCCHETTI


Editorial Director FRANCA SOZZANI

Publisher CARLO CLERICI


Advertising Manager CRISTINA RONCAROLO
Vice President Special Interest Media PAOLA CASTELLI
Agenzie e Centri Media Off line FRANCESCA GUICCIARDI,
ALESSANDRA MANENTI, RAFFAELLA SPREAFICO, MARCO ZERBINI
Digital Advertising ELIA BLEI Direttore
Centri Media Digital Lombardia CARLO CARRETTONI Responsabile,
MANUELA BONDIOLI, SIMONA DI LIDDO, LETIZIA MORELLI, GIOVANNI SCIBETTA
Uffici Pubblicit Italia Informazioni - Tel. 02 85612836 - Fax 02 85612698
Liguria, Lombardia, Piemonte, Valle DAosta
ALESSANDRA ACTIS, DANIELA DAL POZZO, ANGELA DAMORE,
GIOVANNI LOMBARDI, LAURA MILANO, SILVIA MONTESSORI, MASSIMO PALMARIELLO
Tre Venezie, Emilia SABRINA GRIMALDI Responsabile,
PAOLA BANDINI, ROSA LO CASCIO, RICCARDO MARCASSA
Tel. 049 8455777 - Fax 049 8455700
Toscana, Umbria SERENA MIAZZO, GIULIANA MONTAGNONI
Tel. 055 2638526 - Fax 055 2268654
Romagna e Marche ALESSANDRA ROSSI - Cell. 339 8698894, ELISABETTA ARENA - Cell. 335 8134146
Lazio SILVIA BOCHICCHIO - Tel. 06 84046411 - Fax 06 8079249
Campania SALVATORE FASOLO - Cell. 320 6219168
Abruzzo, Molise e Sud FRANCESCO SEMERARO - Cell. 348 3212118
Uffici Pubblicit Estero:
Parigi/Londra ANGELA NEUMANN, ADELINE ENCONTRE
Tel. 0033 1 44117885 - Fax 0033 1 45569213
New York ALESSANDRO CREMONA - Tel. 001 212 380 8236 - Fax 001 212 786 7572
Barcellona SILVIA FAUR - Tel. 0034 93 2160161 - Fax 0034 93 3427041
Monaco di Baviera FILIPPO LAMI - Tel. 0049 89 21578970 - Fax 0049 89 21578973

EDIZIONI COND NAST S.p.A.


Piazza Castello, 27 - 20121 Milano

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fisso (Italia) 11,88 centesimi di euro al min. + IVA senza scatto alla risposta, da cellulare il costo legato alloperatore utilizzato.

O N E O F T H E M O S T I N S P I R I N G FA I R S
IN THE WORLD

Direttore Responsabile: Emanuele Farneti. Copyright 2015 per le Edizioni Cond Nast. Registrazione del Tribunale di Milano n. 98 del 7.3.1981. La Edizioni Cond
Nast S.p.A. iscritta nel Registro degli Operatori di Comunicazione con il numero 6571. Tutti i diritti riservati. Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/03 Art.
1, Cm. 1, DCB - MI. Distribuzione per lItalia: SO.DI.P. Angelo Patuzzi S.p.A. via Bettola 18, 20092 Cinisello Balsamo (Mi), tel. 02660301, fax 0266030320. Stampa:
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L'energia al suo apice.

FOCUS.

2016 / THE DESIGN YEAR


QUATTRO CHIAVI DI STILE CHE DEFINIRANNO LE NUOVE PROPOSTE NELLARREDAMENTO E OTTO INTERVISTE
A PROGETTISTI CHE LE METTERANNO IN PRATICA. LE ARCHITETTURE DI CUI TUTTI PARLERANNO. E ANCORA:
GLI EVENTI CLOU E I TERRITORI DI SPERIMENTAZIONE PI INTERESSANTI, DALLA BIENNALE ALLA STAMPA 3D.
interviste di GAIA PASSI ritratti di JULIAN HARGREAVES

FOCUS.2016

1. METAL
ACCIAIO, OTTONE, RAME. LUCIDATI A SPECCHIO, SATINATI, ANCHE SOLO EVOCATI DA TESSUTI
E PELLAMI METALLIZZATI. LA LORO BRILLANTEZZA PROTAGONISTA NEL DESIGN CONTEMPORANEO.
TRA LUSSO FUTURIBILE E HI-TECH E CITAZIONI DI MODERNISMO VINTAGE, ANNI 60/70.

1 Lineare. Lampada a led Yari, di Spalvieridelciotto per Lexon, in alluminio con base in ABS effetto gomma. 119 . 2 Leggero. Celata, di Giulio
Iacchetti per Alessi, un cestino in lastra dacciaio tagliata e piegata. Il nome quello dalla visiera mobile degli antichi elmi, che rievoca in forma
stilizzata. 90 . 3 Archetipi. Naked Desk e Naked Chair in ottone lucidato, di Nika Zupanc per la Galleria Rossana Orlandi di Milano. Prezzo su
richiesta. 4 Grafico. Orologio a parete in PMMA Time Less di Philippe Starck e Jonathan Bui Quang Da per Kartell, prezzo da definire. 5 Riflessi.
Lampada da terra Pom Pom, finitura rame, di Matteo Cibic per Calligaris Code. La base in cemento, i diffusori in vetro soffiato acidato. 895 .

26

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

FOCUS.SEGRETI

Idee brillanti
PAULINE DELTOUR , FRANCESE, 32 ANNI, LAVORA CON
GRANDI NOMI DEL DESIGN COME MUJI, ALESSI E BOFFI.

SFUMATURE. Speaker
Bluetooth Fine,
disegnato per Lexon.
Fa parte di una serie
di oggetti hi-tech
al femminile, tutti
in alluminio anodizzato
dai colori pastello.

Il metallo il suo materiale preferito?


Lho usato in molti dei miei oggetti, in varie occasioni.
interessante come spesso sia proprio il materiale a influenzare
la forma di una collezione. Ogni nuova materia rappresenta
una sfida: ora sto lavorando anche con vetro e ceramica. Ho
appena realizzato un servizio da t con la porcellana di Arita,
in Giappone, per il progetto 2016/, che coinvolge 16 designer
provenienti da tutto il mondo e sar presentato durante il Salone del Mobile di Milano. Se ne sentir parlare.
Molti suoi oggetti sono dedicati alle donne. C un motivo?
Nel mondo ci sono gi molti prodotti maschili, anche se le
donne sono la maggioranza: per questo trovo interessante immaginare oggetti dedicati alluniverso femminile. Per me, come
donna, si tratta di un processo semplice, intuitivo, basato sulle
affinit reciproche.
Una destinazione interessante per il design nel 2016?
Ho sentito parlare molto bene di Seoul, ci sono molti eventi
e opportunit per chi ama il design. l che vorrei andare il
prossimo anno.

Materia lucente
ENRICA CAVARZAN E MARCO ZAVAGNO, IN ARTE ZAVEN :
UNO STUDIO CREATIVO CHE CONTAMINA DISCIPLINE DIVERSE.

Tra i vostri progetti pi recenti c una lampada in lastre di metallo. un materiale che vi affascina?
Ci piace la sua estetica, la sua lucentezza. Spesso lo utilizziamo per
donare ad altri materiali un effetto metallizzato, che impreziosisce.
Nuovi progetti per il 2016?
Stiamo sperimentando: presenteremo i primi progetti in pelle (dei
portafogli), degli imbottiti in schiuma e tessuto e uninstallazione
di luce e fili sintetici. Ci piace pensare agli oggetti partendo dalla
materia, anzich dalla forma.
Arte, comunicazione, design: in quale ambito vi trovate meglio?
Ogni progetto frutto di un percorso, di un dialogo: le idee pi
innovative arrivano adottando pi punti di vista.

ASSEMBLAGE. Lampada
da tavolo Olimpia in placche
di metallo e vetro borosilicato.
Un oggetto asimmetrico,
spiegano i designer, che si eleva
come una scalinata e spinge in
alto la luce. Progetto realizzato
per Secondome nel 2015.

28

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Montblanc M
and Hugh Jackman
Crafted for New Heights
Questo nuovo e iconico strumento da scrittura
esprime la rafnata cultura Montblanc
grazie al peculiare linguaggio decorativo
di Marc Newson. La preziosa resina nera
e la sobriet essenziale celano dettagli
affascinanti. Leccezionale meccanismo
automatico della chiusura magnetica
permette di allineare il cappuccio con
lemblema Montblanc sul plateau
perfettamente piatto. Il pennino
in oro Au585 porta lincisione
delle iniziali del designer. Visit
and shop at Montblanc.com

FOCUS.2016

2. TECHNICOLOR
UN ARCOBALENO ACCENDE ARREDI E COMPLEMENTI. IN TANTE DECLINAZIONI DI STILE:
DAL CLASSICO RIVISITATO IN CHIAVE POP AL DESIGN PI LINEARE. SONO TINTE IN CAMPITURA PIENA
OPPURE PALETTE IN GRADAZIONE PER REGALARE AGLI SPAZI NUOVE VIBRAZIONI CROMATICHE.

1 In blu. Poltrona Bruxelles con struttura in metallo e cuscini rivestiti in nabuk, firmata da Paola Navone per Baxter, 3.600 . 2 Tropical. Il vaso
Natura Morta with Parrot di Giorgia Zanellato, dal progetto One and Only Collection prodotto da LArcoBaleno in collaborazione con Fabrica.
1.000 . 3 In & outdoor. Seduta in polipropilene Ara Lounge, design di Jorge Pensi Design Studio per Pedrali, 120 . 4 Comfort. Chaise-longue
in materiale plastico Nova di Bogliato Traverso per Myyour, 850 . 5 Accogliente. Divano Zeus di Antonio Citterio per Flexform, rivestito in tessuto
con piedi in alluminio. Da 6.379 . 6 Dgrad. Tappeto in lana annodata a mano Bizo, disegnato da Cdric Ragot per Roche Bobois. Costa 2.970 .

30

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

FOCUS.SEGRETI

Questioni di sfumature
INGLESE, CLASSE 1984, BENJAMIN HUBERT HA FONDATO
LAGENZIA LAYER, CHE PUNTA SU INNOVAZIONE E TECNOLOGIA.

Nei suoi oggetti usa spesso il rosso. Come sceglie i colori?


Il colore non fine a se stesso, ma deve esaltare la qualit del materiale: ci sono sfumature che funzionano meglio con il legno, altre con la
ceramica e cos via. Lo studio del colore importante in ogni progetto,
che si tratti di oggetti, mobili, o nuove tecnologie.
Come sta cambiando il design?
Loggetto (hardware) sempre pi spesso accompagnato da una piattaforma digitale che ne migliora le performance.
La sua parola chiave per il 2016?
Accessibilit. Il buon design pu essere di nicchia, ma il grande design
deve essere per tutti.

ALTA VISIBILIT. Inlay, disegnato per lazienda belga Indera,


un divano modulare con sedute di varie dimensioni.
I piedini sono in metallo verniciato e si inseriscono nei braccioli.

Il potere del colore


VALENTINA CAMER ANESI SGROI , ROMANA. MOLTE LE SUE
COLLABORAZIONI: DA CASSINA A DIESEL HOME COLLECTION.
Il colore ha un ruolo chiave nei suoi progetti. Quali sono le nuance
del 2016?
Il colore per me fondamentale, spesso la sua scelta determinante
per la riuscita del progetto nel suo insieme. Per il 2016 ho in mente un
color corda, ma lucido, e un ruggine polveroso, molto opaco.
La ceramica il suo materiale delezione. Perch?
un materiale caldo, naturale, mutevole: cresce e si modella tra le
tue mani e infine si trasforma con la cottura, diventando scultoreo,
perfetto. Attraverso la ceramica posso esplorare tutte le possibilit di
una forma, di un volume.
TEXTURE. A sinistra:
dettaglio del vaso
Anfora, impreziosito da
una finitura craquel;
a destra: oggetto
contenitore
Vite 1 in ceramica con
smalto applicato a
mano. Entrambi sono di
produzione artigianale.

32

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

MILANO
Corso Magenta 10
Bologna | Lecce | Napoli | Palermo | Parma | Roma

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PARIS | LONDON | HAMBURG | ZRICH | VIENNA | NICE | DUBAI | SO PAULO | PANAMA

FOCUS.2016

3. MINIMAL CHIC
NERO PROTAGONISTA, ASSENZA DI DECORO: MOBILI E OGGETTI RISCOPRONO LESSENZIALIT.
MA NON C NULLA DI IMPERSONALE IN QUESTA RILETTURA DELLO STILE FUNZIONALE.
CHE ANZI D ORIGINE A PEZZI DI GRANDE IMPATTO. PER UNA NUOVA LEGGEREZZA DOMESTICA.

1 Fluida. Console Inari interamente in lamiera dacciaio, disegnata da Mist-o per Living Divani. Finitura con polveri epossidiche nero opaco.
Il prezzo 1.709 . 2 Multifunzione. Tavolino Vicino di Foster+Partners per Molteni & C, con piani girevoli in marmo nero marquina. Costa
1.167 . 3 Silos. Forme ispirate dalle architetture industriali per il set da caff Subsea di Vera & Kyte, in porcellana e metallo laccato. Prezzo
a richiesta. 4 Fum. Struttura in alluminio e vetro, cassetti in rovere per la madia Alambra, di Giuseppe Bavuso per Rimadesio. Il prezzo
10.886 . 5 Trapezio. Specchio Flag 190 in frassino tinto moka, da parete o da appoggio: progetto di Umberto Asnago per Porada. 1.698 .

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

FOCUS.SEGRETI

Pi che semplice
IL NEWYORKESE LEON R ANSMEIER DISEGNA OGGETTI
DA RREDO PER MATTIAZZI, HERMAN MILLER E HAY.

Si riconosce nella definizione minimalista?


Trovo sia una parola fuorviante: solo perch
qualcosa appare semplice non significa che sia
ben disegnato. Voglio che i miei oggetti comunichino la loro funzione e creino unesperienza
eccezionale per lutente.
C un oggetto che le piacerebbe reinventare?
Il mondo ha bisogno di unaltra sedia? La mia
risposta s. Gli oggetti cambiano con la cultura: senza questa reinvenzione non sapremmo
da dove veniamo, n dove stiamo andando.
Quali sono oggi i trend da seguire nel design?
Sono pi importanti quelli della tecnologia,
come il mobile computing, i servizi di database
e la robotica. Sar bello vedere dove porter
tutto questo tra 50 anni.
IN LINEA. Gym un attrezzo per lattivit fisica dal
design leggerissimo, realizzato per compiere esercizi
usando come peso quello del proprio corpo.

Pura forma
BRODIE NEILL , AUSTRALIANO, FONDATORE E DIRETTORE
CREATIVO DEL MARCHIO DI DESIGN MADE IN RATIO.

In che modo la natura influenza il suo lavoro?


Sono cresciuto in Tasmania, la sua bellezza selvaggia ha
sempre ispirato la mia estetica. La natura ci offre un catalogo
illimitato di soluzioni di design, quasi sempre molto efficaci:
le forme dei miei oggetti cercano di riflettere la sua purezza.
Cosa significa, per un designer, innovare?
Significa essere pionieri, avere spirito creativo e nessuna paura
di sbagliare.
Il 2016 sar lanno del suo ritorno a casa.
S, nel 2016 inauguro la mia prima opera pubblica di grandi
dimensioni a Hobart: The Portal un anello circolare in bronzo
alto 8 metri allingresso del Brooke Street Pier, lo storico molo
dei traghetti, dove gi si trovano le mie sedute Wishbone.

ORGANICO. Approccio scultoreo


per la seduta in fibra di vetro Wishbone,
ispirata alle sagome delle balene.

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

CIAO NICOLA DA CORTINA


brevetto Mascheroni
La perfetta armonia tra eleganza, innovazione
e abilit manifatturiera artigianale Italiana
ne fanno un oggetto unico al mondo.
Stando comodamente seduti e sfiorando
i due pulsanti incorporati sotto la seduta,
si regola linclinazione fino al raggiungimento
del massimo comfort.

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FOCUS.2016

4. PIETRA
IL NUOVO MUST? IL MARMO, CHE CON LE SUE VENATURE FA ENTRARE LA NATURA NEL DESIGN.
UN MATERIALE USATO DA SOLO O ACCOSTATO AD ALTRI, CHE SA ESSERE MASSICCIO O DIVENTARE
LEGGERO IN SPESSORI SUPERSOTTILI. RIGORE E MORBIDEZZA, TRA NUOVI PROGETTI E RIEDIZIONI.

5
4

1 Black & white. Panca Closer in marmo bianco di Carrara e nero marquina. Lawrence Steele per Marsotto. Da 10.580 . 2 Su misura. Tavolo
della serie Plinto in marmo marquina e ottone bronzato, di Andrea Parisio per Meridiani Editions. Da 4.454 . 3 Storico. Tavolo Rio di Charlotte
Perriand (1962) in rovere con inserti in marmo, collezione I Maestri di Cassina. Da 6.900 . 4 In tondo. Iko, di Rodolfo Dordoni per Flou, con
piano di marmo. Da 740 . 5 Dalla Norvegia. Lampada da tavolo Core di Runa Klock in marmo e Led. Prezzo a richiesta. 6 Combinazioni.
Vasi Combine di Elena Salmistraro, in marmo e vetro borosilicato. 300 . 7 Prezioso. Tavolino Elliott di Rodolfo Dordoni per Minotti. 7.880 .

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

giovanniraspini.com

MILANO ROMA FIRENZE MONTECARLO VENEZIA

FOCUS.2016

Il passato ritorna
IL LONDINESE LEE BROOM , 40 ANNI, HA UNO STILE
RTRO-CHIC CHE PIACE MOLTO ALLE STAR.

Trae maggiore ispirazione dal passato o dal


futuro?
Dal passato, soprattutto dalle tecniche di
manifattura. Ho avuto la fortuna di lavorare
con Vivienne Westwood: lei mi ha insegnato a
citare il passato in ogni nuovo lavoro. Ma amo
anche guardare avanti.
Cosa la affascina del marmo?
Amo lavorare con materiali che hanno una
storia, come ottone, marmo, cristallo e legno.
Mi piace utilizzarli in modi inaspettati, combinandoli con altre materie e creando qualcosa
di diverso.
Nel 2015 ha realizzato due installazioni eccezionali per esporre i suoi lavori: a Milano
un grande magazzino anni 50, a Londra un
negozio di fiori. Cosa ci aspetta nel 2016?
Per il Salone del Mobile punter su uno spazio pi piccolo, in stile boutique, ma spero che
avr lo stesso impatto dirompente.

CONTROLUCE. Nella lampada Chamber Large la materia


del diffusore in marmo viene sottolineata dalla luce.

Materiali eterni
Pietra e marmo ricorrono nei vostri progetti. Perch?
Hanno un valore intrinseco legato alla loro storia: non invecchiano, continuano a rinnovarsi. Gli oggetti realizzati con questi
materiali durano nel tempo senza perdere le loro qualit.
Il vostro ultimo progetto ispirato a una tenda yurta. State
andando verso un design pi democratico?
Ci piace il concetto di open source, che punta al miglioramento
di cose e idee. un principio costruttivo.
In che modo il design pu soddisfare i bisogni delle persone?
Oggi le persone hanno bisogno di un ambiente sano e di lavori
equi. Quello che noi progettisti possiamo fare realizzare prodotti che sopravvivano a lungo e invecchino senza rovinarsi. O
che almeno possano essere riciclati facilmente.
SCULTOREI. Negli
sgabelli della serie
Too hard to be true
il pattern naturale
del materiale, usato
in diversi colori,
diventa motivo
decorativo.

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

WWW.SUTERCAPUTO.CH, COURTESY SALON 94 NEW YORK

SARAH KUENG E LOVIS CAPUTO, IN ARTE KUENG-CAPUTO ,


REALIZZANO PEZZI UNICI DALLE FORME SCULTOREE.

FOCUS.2016

DISPACCI
VENEZIANI
IL 28 MAGGIO TORNA IN LAGUNA LA BIENNALE DI ARCHITETTUR A .
TRE DOMANDE AL DIRETTORE ARTISTICO ALEJANDRO ARAVENA.

Dal 28 maggio al 27 novembre 2016


Venezia ospita la 15esima Biennale
di Architettura. Il tema scelto dal direttore artistico di questa edizione, il
cileno Alejandro Aravena (noto per i
suoi progetti di architettura sociale)
Reporting from the front.
Perch questo titolo?
Sempre pi persone sul nostro pianeta
cercano un luogo decente in cui poter
vivere, e le condizioni per raggiungere
questo scopo sono sempre pi ardue.
Vogliamo mostrare al pubblico quel che
significa lavorare al limite.

Da dove comincia la sua Biennale?


Da storie di successo, casi esemplari
che vale la pena condividere e in cui
larchitettura ha fatto, sta facendo e far
la differenza.
Cosa ci sar in mostra?
Progetti che, bilanciando intelligenza
e intuizione, sono in grado di scostarsi
dallo status quo. Ma non solo. Presenteremo anche casi in cui comunit o
cittadini, spontaneamente e a volte
senza alcuna formazione specifica,
sono riusciti a migliorare il loro contesto architettonico.
B.B.

GIRO DEL MONDO IN SEI PROGETTI


NEI PROSSIMI DODICI MESI INAUGURANO MOLTI, IMPORTANTI E AVVENIRISTICI EDIFICI
FIRMATI DALLE PRINCIPALI ARCHISTAR . QUI UNA PREVIEW DEI PI INTERESSANTI. V.R.

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CUPERTINO, USA. Hi Norman. I need a


help: cos Steve Jobs commission a Foster +
Partners la seconda sede di Apple. Un anello
in acciaio e vetro (e tanto verde) con uffici,
auditorium, centro di ricerca e palestra.

SAADIYAT ISLAND, ABU DHABI. Per il primo


Louvre del Medio Oriente Jean Nouvel
disegna volumi asimmetrici, come una
medina, e una grande cupola con tagli che
danno luce alle sale interne, minimal e ampie.

MILANO, ITALIA. Per la Fondazione


Giangiacomo Feltrinelli, Herzog & de Meuron
rivisitano la forma delle cascine lombarde
in un complesso hi-tech in vetro. Intorno,
un parco con boulevard e piste ciclabili.

DOHA, QATAR. Una rosa del deserto


monumentale, realizzata in acciaio, vetro
e cemento, per i musei della cultura locale
e marittimo. Un complesso, firmato
da Jean Nouvel, con auditorium e parco.

LONDRA, GRAN BRETAGNA. Lampliamento


della Tate Modern un edificio sfaccettato
di 10 piani in mattoni. Il progetto: Herzog &
de Meuron (insieme a Jasper Morrison)
e Gnther Vogt per la parte di verde pubblico.

TAIPEI, TAIWAN. Per il Taipei Performing


Arts Center, Rem Koolhaas lega insieme
tre scatole, ciascuna contenente un teatro, e
le riveste in vetro. Una delle platee una sfera
sospesa sulla facciata, gi diventata icona.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

FOCUS.2016

LANNO
DEL
DRAGONE
OCCHI PUNTATI SU TAIPEI ,
WORLD DESIGN CAPITAL 2016.
ECCO I MIGLIORI TALENTI
AL LAVORO NELLA METROPOLI.

Per decenni Taiwan stata lisola dellelettronica (l hanno sede Acer, Asus, BenQ e
Htc, per citare i maggiori). Oggi il Paese
vive un periodo di fermento creativo, con
giovani progettisti che si stanno affermando utilizzando materiali e lavorazioni
tradizionali, dal bamb al legno intrecciato, con unestetica tutta contemporanea. I nomi da tenere docchio: Pili Wu,
Studio Scope, Sally Lin, Hsiao-Ying Lin
e Chin-Tuan Chiu. Una scena nazionale

emergente che si concentra nella capitale,


Taipei, che stata scelta come World Design Capital 2016, con un calendario di
manifestazioni che abbraccia tutto lanno
e un tema principale dedicato allevoluzione urbana. Tra gli appuntamenti pi
importanti: a marzo il Design Gala con
la premiazione dei vincitori di due premi
(il Taipei International Design Award,
dedicato al miglioramento della qualit
della vita nelle citt, e il Golden Pin Design Award, riconoscimento che premia
leccellenza in diversi ambiti, dalla grafica
allarredamento); a giugno il nuovissimo
Taipei Performing Arts Center di Rem
Koolhaas ospiter lInternational Design
Policy Conference, dal titolo 2026: The
Next Decade. Mentre a ottobre in citt
c lInternational Design Week Forum,
con mostre e convegni.
B.B.

Visto?
Si stampa
ARCHITETTURA, MODA, ARREDO:
NON SI ARRESTA IL BOOM DEL
3D PRINT. SEMPRE PI DIFFUSO,
ED ECONOMICAMENTE ACCESSIBILE.

FUTURO. Tiko
una stampante
3D super
economica:
costa solo 179 $.

44

Fino a oggi la stampa tridimensionale si limitata alla produzione di oggetti di piccole dimensioni. Ma questa tecnologia gi
si inizia ad applicare anche allarchitettura. Ad Amsterdam, per
esempio, saranno delle braccia robotiche a stampare, su uno dei
canali della citt, un ponte in acciaio perfettamente calpestabile
(foto a sinistra), firmato dallolandese Joris Laarman. Sar ultimato nel 2017. E mentre ogni settimana nuove stampanti 3D
vengono lanciate su Kickstarter come la economicissima Tiko
al Met di New York la mostra dal titolo Manus x Machina (dal
5/5/2016) esplora le nuove frontiere di questa tecnica applicata
alla moda. Esperimento guidato dalla designer Iris van Herpen
(a destra un suo abito), pioniera della tech-couture.
A.D.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

CRAIG FERGUSON/GETTY IMAGES. JEAN-BAPTISTE MONDINO, COURTESY THE METROPOLITAN MUSEUM OF ART

Fermento. Lampada
del designer Pili Wu.
In alto: sgabello in
bamb firmato dallo
studio Scope Design.

FOCUS.2016

DI PRIMA MANO
VOGLIA DI FISICIT IN UNEPOCA DIGITALE. NOSTALGIA E FUTURO.
COSA DICE DI NOI, E DEI NOSTRI TEMPI, IL BOOM DELLARTIGIANATO ?
PICCOLA GUIDA ALLA GRANDE TENDENZA DELLA NNO CHE COMINCIA.

IL DESIGN
CHE VERR
3 DOMANDE A DOMITILLA DARDI,
CURATRICE PER IL MAXXI DI ROMA.

HANDMADE 2.0. La libreria Nepi


di Internoitaliano; una ceramica di Segno
Italiano; i mobili della designer Meike Harde.

In una societ globale, dominata dalla produzione in serie, il lavoro artigiano


un ingrediente essenziale. Non solo di qualit ma anche di innovazione, come
dimostra il progetto Internoitaliano: ideato da Giulio Iacchetti nel 2012 con
lintento di creare una fabbrica diffusa, a oggi ha messo a frutto circa 40 oggetti, mobilitato una decina di designer e una compagine di oltre 20 artigiani,
sparsi per lItalia, che realizzano i pezzi. La cultura del prodotto artigianale
anche il cuore di Segno Italiano, editore contemporaneo di manufatti deccellenza recuperati in archivi storici o produzioni tradizionali (per esempio i
vetri di Empoli o le sedie chiavarine). I progettisti pi giovani, poi, trovano
nella manualit il modo per creare pezzi unici, tra arte e design. Come quelli
della tedesca Meike Harde, mobili in legno dalle linee minimal che sembrano
acquerelli grazie a una speciale tecnica di pigmentazione.
A.D.

Domitilla Dardi a capo del


dipartimento design al MAXXI di Roma.
Qui parla delle ultime tendenze nella ricerca.
Quali sono le nuove frontiere?
Molti giovani designer sperimentali
lavorano con virus, batteri, funghi,
per capire come la natura sia in grado
di generare materiali biologici,
alternativi alla plastica.
una ricerca influenzata
dalle nuove tecnologie?
Con la stampa 3D si ottengono risultati
promettenti. Le nuove macchine
utilizzano fango, creta e bioplastiche
per realizzare sia piccoli oggetti
sia grandi strutture.
Un design sostenibile, quindi?
S. I nuovi progettisti cercano di pensare
anche alla seconda vita delle cose,
al momento in cui loggetto non funzioner
pi e dovr trovare un nuovo utilizzo.
Andiamo verso progetti a lungo termine:
l invecchiamento della materia non
un handicap ma unopportunit. G.P.

Triennale, chi si rivede


MANIFESTI. A sinistra: un allestimento della
Triennale del 1996. Qui sotto: unimmaginesimbolo della nuova edizione, il fatto a mano
come tendenza del design contemporaneo.

Servizio a cura di Ruben Modigliani, Alessandra Valli e Ilaria Bacciocchi. Hanno collaborato Benedetta Bagni, Alessia Delisi, Gaia Passi, Valentina Raggi.

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

GIANLUCA MIANO

Lultima edizione stata nel 1996. Il tema di questo


nuovo atteso appuntamento della rinata Triennale di Milano, in calendario dal 2/4 al 12/9 2016,
21st Century. Design After Design. Tecnologie,
frontiere della produzione e della comunicazione:
come cambia la figura del designer? Proveranno
a rispondere mostre, spettacoli, laboratori e convegni. Oltre alla storica sede al Parco Sempione
saranno coinvolti molti altri spazi, in citt e fuori.
Subito prima del Salone del Mobile, un altro evento
di grande richiamo internazionale.
A.D.

MERITALIA CELEBRA I 10 ANNI DE LA MICHETTA CON IL MUSEO POLDI PEZZOLI

Silhouette. Sopra: la piantana Oompa-Loompa di Gino Carollo per Arketipo Firenze. in lamelle di vetro e stelo di metallo, costa 1.700 ; la sedia Etah
di Paola Navone per Baxter. Prezzo a richiesta. Pagina accanto: il celebre divano Bocca di Studio 65 per Gufram. Edizione limitata color oro realizzata per
i 50 anni del marchio. Prezzo a richiesta. Sullo sfondo, il tessuto Drops, della collezione Dominique Kieffer by Rubelli, design Paola Navone, 188 al metro.

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

PORTFOLIO.

Tempi doro
Razionali, iconici, pop. Bagnati nel metallo prezioso nove pezzi
di design riflettono un diverso spirito, euforico e festoso.

MERAVIGLIAPAPER.COM: FOTO LUCA DE SANTIS. STYLING LAURA TACCARI. HA COLLABORATO ILARIA BACCIOCCHI

servizio di MER AVIGLIA PAPER

Riflessi. Poggia sul tessuto Terrazzo, della collezione Rubelli Venezia (115 al metro), il tavolino Traccia di Meret Oppenheim (1939) con piano rivestito
in foglia doro, della collezione Simon by Cassina, 1.950 . Pagina accanto: tavolino Elliott di Rodolfo Dordoni per Minotti, 3.840 , e portacandele in alluminio
Abbracciaio di Philippe Starck con Ambroise Maggiar per Kartell, da 139 . Sullo sfondo, il tessuto Atlas Pliss di Christian Fischbacher, 110 al metro.

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Rilievi. un progetto di Leonardo Dainelli per Cattelan Italia lo specchio da parete Egypt, con cornice in legno lavorato e rivestito in foglia oro o argento.
Prezzo da 886 . Nella pagina accanto: decoro prezioso e leggero per la lampada a sospensione Skygarden 2 di Marcel Wanders per Flos, in vetro, metallo
e gesso, 2.570 . Il tavolo Sfera di Ron Gilad per Molteni & C ha la struttura in acciaio ed disponibile nelle finiture peltro e ottone. Costa 3.608 .

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

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Noor ColleCtioN 2015: Design: SCrapeD, wool and silk and silk relief, 400 x 300 cm

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Milano I Via A. Manzoni, 45 I Via G. Verdi, 5 I info@sahrai.com | +39 02 86 905 70

ARTE. DESIGN. ICONE. PERCORSI. ASTE. OGGETTI. IDEE. TALENTI.

DIGEST.
ANNI
DI PLASTICA
A Bruxelles nasce un MUSEO dedicato
a mobili, oggetti e opere darte realizzati
con il materiale pi amato del 900.

ART & DESIGN ATOMIUM MUSEUM, ADAM, BRUXELLES

di SONIA S. BR AGA
Dopo aver sedotto limmaginario estetico della rivoluzione Pop e il design della Space Age, la plastica diventa oggi protagonista di ambiziosi progetti
espositivi. Non lontano dallAtomium, lavveniristico padiglione nel Parco Heysel, a Bruxelles, il nuovo
Art & Design Atomium Museum (ADAM) ospiter
a partire dall11 dicembre il Plasticarium, la raccolta di opere darte, arredi e oggetti in plastica appartenuti al collezionista Philippe Decelle.
Abbiamo acquisito duemila pezzi, spiega Arnaud
Bozzini, direttore artistico del museo. Tra i pi curiosi, la P.-D.G. desk, la scrivania di Maurice Calka
acquistata da Georges Pompidou per rinnovare gli
interni del Palais de llyse, o le creazioni di Casati
e Ponzio per il Grifoncino di Bolzano, il futuristico night club al quale lavor anche lo scultore Gino
Marotta. Qui si pu scoprire, tra laltro, che unicona dei Sixties come la Garden Egg Chair di Peter
Ghyczy stata rieditata negli anni Duemila; o che
Csar realizz alcune compressioni in plexiglas
colorato proprio quando si affermava la moda dei
mobili trasparenti e gonfiabili.
Culti. Compressione, una scultura in plastica del 1970
di Csar, maestro del Nouveau Ralisme. Nel Plasticarium
si spazia dalle opere di Arman a quelle di Victor Vasarely.

D I G E S T.

LO SPETTACOLO
DOPO IL BIG BANG

I vincitori. Dietro alle maschere, Augustin Scott de Martinville,


Gregoire Jeanmonod ed Elric Petit sono i Big-Game, vincitori ex quo
dell Hublot Design Prize 2015. Qui in alto e a fianco, nella pagina accanto:
due installazioni dellaltro premiato, Daniel Rybakken (inginocchiato
nella foto a destra), realizzate a Parigi per la Notte Bianca e a Stoccolma.

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Daniel Rybakken ha 31 anni, viene da Oslo e disegna lampade: il suo lavoro consiste nel creare in ambienti chiusi lillusione della luce di un sole che non c, con magie di riflessi al
Led che fanno sembrare gli spazi pi larghi, cascate di sfere
luccicanti, bulbi sotto campane di vetro o proiezioni notturne su facciate di palazzi che sembrano versioni postmoderne dellImpero della Luce di Magritte. I suoi prodotti per
Luceplan sono gi dei best seller.
I Big-Game sono tre ragazzi franco-svizzeri che disegnano
a Losanna oggetti che loro stessi definiscono semplici, funzionali, ottimistici: sedie, portacose, appendiabiti ma anche
giocattoli galleggianti e teste di animali assemblabili e coloratissime penne Usb.
Brynjar nato in Islanda, compone oggetti misteriosi e poetici che sembrano creature antiche, eppure modernissime,
appena uscite dal mare del Nord. Federico Santa Maria disegna barche che hanno la linea guizzante dei pesci. Bethan
Laura Wood inglese eppure i suoi oggetti hanno tutti i colori del Sud del mondo. Sono loro i cinque talenti selezionati per

KALLE SANNER & DANIEL RYBAKKEN (2)

Per festeggiare il suo orologio icona, Hublot si regala


un PREMIO DI DESIGN destinato a diventare un classico.

I finalisti. Qui sopra: unopera dellislandese Brynjar,


cui andata una menzione speciale da parte della giuria.
A fianco: tavolini di Bethan Laura Wood e, sotto, un render
di unimbarcazione disegnata da Federico Santa Maria,
entrambi insigniti di un premio speciale da Jean-Claude
Biver, presidente di Hublot e della divisione orologi LVMH
(il quarto da destra nella foto in basso con giurati e finalisti).

il primo Hublot Design Prize, nato questanno per celebrare


il decennale del Big Bang, modello iconico del brand svizzero
dorologeria. La giuria, composta tra gli altri da Lapo Elkann
e Marva Griffin Wilshire e presieduta da Pierre Keller, ha
premiato a Tokyo lo scorso 27 ottobre con un ex quo Rybakken e Big-Game. Quando penso alla mia storia personale,
mi tornano in mente tutte le persone che ho incontrato, che
hanno contribuito a fare di me quello che sono oggi, che hanno dato un impulso alla mia carriera. A volte il talento ha solo
bisogno di un piccolo aiuto dal destino per trasformarsi in
successo, ha spiegato Jean-Claude Biver, presidente di Hublot e della divisione orologi del gruppo LVMH. Per questo, il
premio non richiedeva nessuna produzione specifica ai partecipanti, e tantomeno il disegno di un nuovo orologio. Solo
un riconoscimento al talento, non propriamente simbolico, di
50mila euro a testa ai due vincitori, a cui si sono aggiunti tre
premi minori da 10mila euro per gli altri finalisti. Gi fissato
lappuntamento con la prossima edizione: nel dicembre 2016,
a Miami, in occasione di Art Basel.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

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ARTE COSMICA
Entrano nelle collezioni, diventano elementi
di arredo. I pi rari vanno persino in asta. Tutti pazzi
per i METEORITI , da Olafur Eliasson a James Bond.
di CARLA BARDELLI

Linfinito, lunico, leterno: gli aggettivi si sprecano per descrivere i meteoriti, ultimi oggetti del desiderio per collezionisti darte.
I faraoni dEgitto e gli antichi romani li consideravano magici oggetti preziosi e alcuni hanno trovato posto nei cabinet de curiosits del
XVII secolo, prima di essere relegati a semplici oggetti di studio per
astrofisici. I meteoriti incontrano lo spirito del tempo, perch sono
oggetti di rara bellezza, impossibili da riprodurre o da copiare, dice
Lucien Christophe, battitore dasta, allHotel Drouot, a Parigi, che ha
organizzato la prima vendita di meteoriti al mondo. Prevista per il 7
dicembre, disperder la collezione di Pierre Delpuech, 250 pezzi riuniti
nel corso di una vita da questo ingegnere-trader, che li ha scelti, selezionandoli soprattutto per la loro estetica e rarit. Unoccasione unica
per potersi aggiudicare a prezzi ragionevoli (alcuni vengono proposti a

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

poche centinaia di euro) oggetti che negli ultimi tempi si ritrovano nelle
collezioni pi prestigiose, come quella della Fondation Louis Vuitton,
che ne ha esposto recentemente uno, vecchio 4,5 miliardi di anni, in
mezzo alle tele di Sigmar Polke. Dal canto suo, il danese Olafur Eliasson,
ha aperto il percorso dellesposizione Contact con Touch, un meteorite
che il visitatore poteva toccare per impregnarsi dei suoi benefici influssi.
Questi frammenti di roccia, mista a metalli, strappati dagli impatti da
corpi celesti del sistema solare, possono provenire da pianeti, comete,
asteroidi e sono gli oggetti pi antichi che luomo abbia mai potuto
toccare, aggiunge Lucien Christophe. Alcuni, quelli detti primitivi,
vecchi di miliardi di anni, non hanno avuto nessuna evoluzione, sono
come il sole li ha concepiti allinizio della creazione.
E, nellattesa di scomparire, come probabilmente successo ai dinosauri e a molte specie viventi, in seguito alla caduta di un asteroide
di 15 chilometri di diametro, nella penisola dello Yucatn, godiamoci
il piacere di possedere, toccare e guardare questi oggetti che molti
hanno considerato diabolici: lo fa anche James Bond, nella scena cult
di Spectre, da poco arrivato nelle sale.
Presenze. Dallalto: uninstallazione di Olafur Eliasson, che faceva parte della
mostra Contact, il cui percorso si apriva con un meteorite. In un montaggio
fotografico il grand foyer dellOpra fa da sfondo a un meteorite proposto
nella vendita allasta organizzata dallHotel Drouot per il 7 dicembre a Parigi.

JENS ZIEHE. CATHY SPECHT

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Mix. Quattro servizi di Untitled, la linea Homeware di Massimiliano


Locatelli (sotto, nel tondo) in vendita nel nuovo spazio
di corso di Porta Vigentina 12 a Milano e online su Yoox.

ARREDARE TAVOLA
Nel segno del lusso accessibile, e della versatilit, ha aperto a Milano un nuovo spazio HOMEWARE
con la firma di Massimiliano Locatelli, architetto con la passione per le porcellane: di ieri e di domani.
di GIOVANNI AUDIFFREDI

Flessibile. Perch segue regole di gusto personale e si adatta


facilmente alle esigenze, compresa quella di far rivivere
anche solo un paio di piatti spaiati, ricordi di un vecchio
servizio di famiglia. Prezioso. Perch anche se affordable
ha forte contenuto e qualit: con bicchieri e caraffe bagnati nel platino, nelloro e nellargento; ma anche 11 mani
di lacca vietnamita per le piccole ciotole di cocco o il vetro
soffiato a Murano per saladier che sembrano patchwork di
conchiglie. Arredante. Perch non solo cambia lestetica di una tavola,
ma molti dei pezzi possono trovare giusta collocazione ben oltre i confini delle madie. Senza contare che i servizi, incartati in vecchie ricette
milanesi, vengono venduti in un packaging a volume, con tanto di dor-

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

so decorato, dove si possono riporre per finire in libreria.


Tutto questo Untitled Homeware (U iniziale come uno
you di personalit infinitamente declinabile), il nuovo
progetto di Massimiliano Locatelli, architetto raffinato, che ha saputo trasferire nel contemporaneo il buon
gusto tradizionale, selezionando lartigianalit adeguata.
un non-design di qualit che affronta il mercato con un
lusso accessibile. Si pu anche venire in negozio con un vecchio
servizio alla ricerca di un modo per farlo rinascere, racconta. Daltra
parte la cultura di Locatelli per le porcellane, che gli ha consentito in
passato di lavorare per la Manifattura Herend; suggerendo proprio la
versatilit della mise en place in chiave di composizione e alternanze.

PLUS KITCHEN

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DIG E S T.

IN UN SOFFIO
I collezionisti le conoscono per mobili e oggetti in bronzo.
Ma la nuova sfida di OSANNA E MADINA VISCONTI il vetro.

Lultimo progetto di Osanna Visconti si chiama Bubble Lamp e gioca


sul contrasto tra la purezza della base in bronzo e la natura volutamente imperfetta, quasi grezza, della boccia in vetro soffiato.
Come nata lidea di queste lampade?
Frequento spesso Venezia e ho avuto la fortuna di entrare in contatto con alcuni maestri soffiatori. Da l nata lidea di queste bolle
irregolari e scabre, tutte diverse tra loro.
Lavori molto con il bronzo. I tuoi oggetti sono pezzi unici trattati
a mano con la tecnica della fusione a cera persa. Ti definiresti pi
designer o artigiana?
Uno e laltro. La cera persa il processo che uso di pi. Latto creativo viene generato dal gesto delle mani, e si traduce poi in bronzo.
Quali sono i tuoi riferimenti creativi?
Pi che guardare a correnti artistiche mi lascio suggestionare dalla
natura, dalle sue forme organiche, dalle figure che genera.
Un altro elemento ricorrente la pianta di bamb. Lo stelo come
le foglie, replicate in bronzo, diventano gambe di tavoli e console.
Nellimperfezione del bamb c una bellezza che si accorda perfettamente con le lastre di bronzo dei miei mobili. Rami e foglie invece
si trasformano in candele e centrotavola.
osannavisconti.it

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Atelier. In alto: alcune Bubble Lamp. Le lampade hanno base in bronzo


e sono proposte con vetro bianco o ambrato. Qui sopra: Madina
e Osanna Visconti Di Modrone ritratte da Giovanni Gastel. Madre
e figlia lavorano insieme nellatelier OMV, in via Santa Marta 13, Milano.

GIOVANNI GASTEL. SAVERIO LOMBARDI VALLAURI

di FABRIZIA CAR ACCIOLO

Maison&Objet January 22-26, 2016 | Hall 8


sahrai.com

Design: Phoenix - Handknotted in silk and silk relief - 400x300 cm

DIGE S T.

CAMBIO DI SCENA
Arrivano nuovi materiali per vestire gli spazi con estrema facilit, unendo
STILE E TECNOLOGIA . E far diventare la ristrutturazione unoperazione leggera.

La ricerca sui materiali permette di fare cose un tempo impossibili. Per esempio trasformare un pavimento con la stessa
facilit con cui si ridipinge una parete. Magari coordinandolo
con le altre superfici della casa, compresi corpi riscaldanti e
infissi. pensando a lavori di questo tipo che nata la collezione
Kerakoll Design House, catalogo di materie innovative cementi, resine, legni lavorati a mano, microrivestimenti, pitture
e smalti coordinate in ununica palette colori: dal bianco al
nero, passando per una serie di neutri, con la regia di Piero Lissoni. un progetto completo di interior design, spiega Gian
Luca Sghedoni, Ceo di Kerakoll. Uno dei suoi punti chiave

linnovazione tecnologica. Che permette, con le microresine, di


cambiare un pavimento aggiungendo solo 3 mm di spessore:
vuol dire non dover rialzare le porte, per esempio, ma anche
aggiungere carichi di peso ridottissimi alle strutture e non avere
macerie da smaltire. il modo ideale per ristrutturare. E il
risultato garantisce elevate prestazioni nel tempo. Con questi
materiali, inoltre, si pu creare uninfinit di effetti materici.
Il lavoro dellartigiano fondamentale, prosegue Sghedoni.
Noi creiamo gli standard, lapplicatore segue le norme. Semplifichiamo al massimo il lavoro del cantiere. Cos cambiare
la casa diventa facile quasi come indossare un vestito nuovo.

Versatili. In questo spazio tutte le superfici sono realizzate con i materiali della linea Kerakoll Design House: cementi, resine, legni lavorati, smalti
e pitture. Si tratta di materie innovative che offrono molte possibilit ai progettisti e che riducono notevolmente limpatto dei lavori di ristrutturazione.

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

TOMMASO SARTORI

di RUBEN MODIGLIANI

DIG E S T.

IL LEGAME DELLE COSE


Una coppia di designer italo-danesi riflette sulla connessione
emotiva che si crea con gli oggetti di USO QUOTIDIANO .
di GAIA PASSI

Progetti. Sopra: Stine Gam, 40 anni, di Copenhagen,


ed Enrico Fratesi, 37, di Pesaro. Architetti, sono i fondatori
dello studio GamFratesi, che ha sede nella capitale danese.
Tra i progetti recenti, un divano per Thonet e un daybed per Porro.
In alto: vassoi Karui in metallo e pelle di GamFratesi per Skultuna.

66

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Sono anni questi in cui sembra obbligatorio avere in casa (almeno) un oggetto
di design danese: che siano le sedie di Hans J. Wegner o le lampade di Poul
Henningsen, le tazze di Royal Copenhagen o i giocattoli Lego. A Copenhagen,
chilometro zero di un certo pensiero dominante destetica e funzione, vivono
Enrico Fratesi e Stine Gam: italiano lui, danese lei, entrambi architetti, nel
2006 hanno fondato GamFratesi, studio creativo pluripremiato. Il loro ultimo
progetto li vede in veste di curatori dellesposizione MindCraft15, che ha vinto
il Milano Design Award al Salone del Mobile 2015 ed ora in mostra, fino al
31 gennaio, al Designmuseum di Copenhagen.
Italia e Danimarca: due Paesi, due culture, due modi di intendere il design.
Vi siete incontrati a met strada?
La condivisione dei nostri due mondi un percorso nato in modo naturale.
Dalluniverso scandinavo prendiamo lestetica semplice e lutilizzo di materiali
naturali, come legno e tessuto. La componente italiana data dalla ricerca di
un concetto di partenza che faccia da filo conduttore per il progetto.
Perch il design del Nord Europa cos diffuso oggi?
Dopo tanti anni di sfarzo e apparenze, le persone cercano prodotti pi umani,
di qualit, oggetti davvero utili. Il design scandinavo risponde a tali esigenze.
Nel vostro lavoro c una costante ricerca di soluzioni pensate per lintimit
e il comfort. Possiamo parlare di un design del benessere?
Nella vita di tutti i giorni, gli oggetti intorno a noi, nella loro semplicit, possono aiutare le persone a sentirsi bene. Noi suggeriamo forme, materiali, microarchitetture che trasmettano sensazioni positive. Non ci interessa seguire
un certo stile: limportante il legame che si crea con chi utilizza loggetto.
Per scoprire i gioielli danesi di design, vedi Backstage p.166.

DIG E S T.

LA STANZA RITROVATA
Durante il restauro del Colosseo Quadrato allEur sono ricomparsi i disegni di alcuni straordinari arredi firmati
GUGLIELMO ULRICH . Che ora Fendi ha deciso di produrre. E portare in giro per il mondo, prima tappa Miami.
di UMBERTA GENTA

le forme moderne, da marzo arricchir gli ambienti del nuovo


headquarter di Fendi. Uno o due pezzi entreranno a far parte
della Fendi Casa Icons Collection. Sono creazioni che declinano
il gusto di Guglielmo Ulrich (1904-1977), anticipatore del lusso
moderno i cui progetti si distinguono per il rigore e i materiali di
prima scelta. Nato a Milano da una famiglia di origine danese,
nel 1937 fu chiamato a progettare gli arredi del Palazzo della
Civilt Italiana. Ma a causa della guerra il cantiere delledificio fu
chiuso, e i lavori ripresero soltanto anni dopo. Nel 1953 la celebre
architettura dellE42 fu inaugurata, ma i mobili di Ulrich non
entrarono in produzione. Ora il cerchio si chiude.

Dagli archivi. In alto: divano a doppio affaccio in rovere e pelle blu ortensia. uno degli arredi presentati in anteprima a Design Miami/. Sopra, disegno
di una poltrona in pelle di Guglielmo Ulrich, riproposta da Fendi (a destra). Sono stati rieditati anche un tavolino e una sedia in rovere e una poltrona in pelle.

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

COURTESY FENDI

A Design Miami/, in programma dal 2 al 6 dicembre, si parler


molto degli arredi anni 30 di Guglielmo Ulrich. In particolare
di due poltrone, un divano, un tavolo e una sedia di cui si erano
perse le tracce. Mobili prodotti per la prima volta da Fendi, ed
esposti in anteprima a Miami nello stand della Maison.
Riemersi durante i restauri del Palazzo della Civilt Italiana la
nuova sede di Fendi , quei progetti non erano mai stati tradotti
in arredi. Ora, nella fiera di design pi famosa del mondo, vedranno finalmente la luce; il padiglione, tutto bianco e intitolato
Laltra Met del Sogno, evocher le luminosit della pietra e del
marmo della Roma dellEur. La collezione, che si distingue per

CREDENZA CUBRIC
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PHOTO A. PANCINO

IDEE
PER LA MIA
CASA

D I G E S T.

BELLO BUONO BELLO


Veste la tecnologia pi avanzata con forme moderatamente futuribili. Ed convinto che il design
possa e debba avere anche una funzione sociale. Va a YVES BHAR il premio 2015 di Design Miami/.

Yves Bhar il vincitore del Design Visionary Award 2015, il premio istituito nel 2014 da Design Miami/ (dal 2 al 6 dicembre), la
fiera internazionale dove confluiscono creativi e gallerie da tutto il
mondo, per decretare nuove tendenze. Anche il premio, che nel dicembre scorso era stato assegnato a Peter Marino, offre indicazioni
sui nuovi trend del mondo del disegno industriale.
Quarantotto anni, svizzero naturalizzato americano, grande appassionato di surf, Yves Bhar vive a San Francisco, dove ha stabilito il quartier generale di Fuseproject, il suo studio. Vanta un
ricco portfolio di creazioni: dalla Sayl Chair, una seduta per ufficio
ergonomica e dal basso costo di produzione ideata per la Herman
Miller, fino al SodaStream, un gasatore per acqua che gi diventato un oggetto di culto per la casa. Come ha commentato Rodman Primack, direttore esecutivo di Design Miami/, Yves Bhar

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

non soltanto il perfetto esempio dei contenuti che il premio vuole


rappresentare, ma dimostra anche ci che lindustria pu fare per
rendere migliore il mondo del design. La scelta motivata dal
particolare approccio di Bhar, che oltre a saper coniugare in modo
originale estetica e tecnologia, sensibile a importanti cause umanitarie, come quella promossa nel 2009 da Nicholas Negroponte,
fondatore del Mit Media Lab, e legata al One Laptop Per Child, un
computer portatile distribuito a pi di un milione di bambini di
Paesi in via di sviluppo.
Multitasking. Dallalto a sinistra, in senso orario: il gasatore SodaStream.
Yves Bhar (Losanna, 1967) mette a punto alcuni dettagli della Sayl Chair
di Herman Miller. Braccialetti Up di Jawbone, per monitorare il sonno e
lattivit fisica. Il 2 dicembre Bhar ricever il Design Miami/Design Visionary
Award sponsorizzato per la prima volta da Officine Panerai.

COURTESY FUSEPROJECT

di MARIA CRISTINA DIDERO

D I G E S T.

UN TUFFO IN COSTIERA
Arredi dal forte richiamo mediterraneo con citazioni anni 60, tra maioliche e Gio Ponti. E poi agrumi e ulivi.
Per la sua BOUTIQUE parigina, un brand made in Italy ha preso casa nel palazzo in cui nacquero gli Impressionisti.

Per aprire il primo negozio in Francia, Harmont & Blaine ha scelto


un indirizzo suggestivo: il 35 di boulevard des Capucines, nel cuore
di Parigi, tra place de lOpra e place de la Madeleine, dove nel 1874
Claude Monet organizz la prima mostra degli Impressionisti. Il
bassotto di Harmont & Blaine, azienda fondata a Caivano (NA) nel
1986, ha numeri allaltezza della sfida, che ne fanno uno dei brand in
ascesa della moda upper casual italiana: 130 boutique nel mondo,
500 dipendenti, 75 milioni di euro di fatturato. Nel 2017 prevista la
quotazione in Borsa, e il negozio di Parigi, aperto da poco, il primo
di quello che deve diventare per Harmont & Blaine il secondo mercato dopo lItalia: 400 metri quadrati su due piani, un investimento
a sei zeri. Per svilupparlo, il nuovo amministratore delegato Giulio
Guasco ha chiamato gli architetti Lorenzo Perini e Lino Losanno
dello studio fiorentino PLS Design, che ha progettato gli interni del
Teatro dellOpera di Firenze. La missione era portare latmosfera del
Mediterraneo su un boulevard di Parigi. Volevamo una boutique
semplice, non siamo un marchio di lusso, non abbiamo bisogno di
creare una distanza tra noi e chi compra, vogliamo al contrario farlo
sentire a casa, ha spiegato Guasco durante linaugurazione. Allingresso si viene accolti da un ulivo secolare sardo e da vasi pieni di
limoni e arance. Vegetazione, colori e luce: questa la strategia per

trasmettere lestetica mediterranea di H&B. Il pavimento di pietra di


Brera e i mobili in legno rovere creano un effetto che ricorda la sabbia
chiara. La palette di colori oscilla dal blu oltremare allazzurro chiaro,
sempre abbinati al bianco. Il design della luce valorizza quella che
arriva dallesterno, attraverso centinaia di led strip, che illuminano
i prodotti senza disperdere la luce naturale. Come modello e ispirazione, Losanno e Perini hanno portato ai fratelli Menniti, i fondatori
di Harmont & Blaine, un luogo non lontano da dove nata la loro
azienda: lalbergo Parco dei Principi di Sorrento, progettato da Gio
Ponti e inaugurato nel 1962. Chi avr visitato entrambi riconoscer
nel negozio di boulevard des Capucines latmosfera anni 60 e i riferimenti stilistici dellhotel in costiera, in particolare le maioliche.
Quelle del nuovo negozio sono ispirate alla tradizione di Vietri sul
Mare (SA) ma cotte e colorate a mano dagli artigiani di Montelupo
Fiorentino. C anche la tecnologia, ma discreta, pensata per essere
centrale ma non protagonista, con un ledwall di 30 metri quadrati
che trasmette immagini evocative di quel mondo mediterraneo dal
quale, in questa boutique, tutto parte e al quale tutto ritorna. Questo
spazio parigino sar il format degli altri negozi che saranno aperti in
Francia (il prossimo a Cannes, in Costa Azzurra) e del ripensamento
di quelli gi esistenti, tra cui Portofino e Ischia.

Memorie. In alto da sinistra: il negozio parigino di Harmont & Blaine e limmobile al 35 di boulevard des Capucines in cui ospitata la boutique in uno scatto del
1865. Limmagine di Nadar, uno dei grandi maestri della fotografia, che aveva al secondo piano il suo atelier e che qui realizz alcuni dei suoi pi celebri ritratti.

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

PHOTO BY PHOTOSEARCH/GETTY IMAGES

di FERDINANDO COTUGNO

D I G E S T.

INTERNO MOBILE
Unauto tutta progettata all insegna dellABITABILIT .
Dove ogni passeggero pu crearsi il proprio spazio
comfort. E rilassarsi sotto le stelle di un cielo al led.
di PAOLO MATTEO COZZI

Come a casa. Il sedile anteriore avanza configurando una comoda


postazione per il lavoro e lintrattenimento. In alto: la Bmw Serie 7. Al centro,
un quaderno con i bozzetti degli interni realizzati in fase di progetto.

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Con la nuova Serie 7, Bmw ridefinisce lesperienza di viaggio


attraverso lauto manifesto del nuovo modo di concepire le
ammiraglie di lusso. Larchitettura fa largo impiego di materiale sintetico rinforzato con fibra di carbonio (Cfrp), le proporzioni sono equilibrate, la precisione dellandamento delle
linee segnala una presenza forte, stile sofisticato, eleganza
esclusiva e dinamismo. Spetta tuttavia agli interni trasportare
i passeggeri verso una nuova dimensione. A bordo salgono le
pi moderne tecnologie, come i comandi gestuali per le principali funzioni infotainment e la possibilit di parcheggiare
in remoto, agendo sulla chiave-telecomando. La generosa abitabilit della carrozzeria a passo allungato incontra la massima espressione del comfort con loptional Executive Lounge
Seating: il sedile del passeggero anteriore avanza ulteriori 90
millimetri, ha il poggiapiedi ad azionamento elettrico integrato nello schienale per creare, in armonia con la poltrona
posteriore ampliamente inclinabile in orizzontale, uno spazio
personale, unico. Il pacchetto Ambient Air provvede alla ionizzazione dellaria, diffondendo una fragranza profumata a
scelta fra otto aromi differenti. E quando fa buio, il design
delle luci completa latmosfera dellabitacolo: il Welcome Light
Carpet accende la zona di accesso e di uscita sotto le portiere,
il tetto panoramico in vetro Sky Lounge proietta uniformemente la luce prodotta da moduli led applicati lateralmente
sulla superficie vetrata, illuminando un grafico stampato per
formare un suggestivo motivo di cielo stellato.

DIG E S T.

DESTINAZIONE DESIGN
Una base pre e post shopping, proprio dove lo shopping di casa: il quadrilatero della moda di Milano.
Apre la MONTENAPOLEONE VIP LOUNGE , luogo di accoglienza arredato con le grandi firme dellarredo italiano.
di GAIA PASSI foto di VALENTINA SOMMARIVA

Nella scintillante Milano post-Expo arriva


un nuovo servizio dedicato a chi, in giro per
shopping nel Quadrilatero della moda, cercasse
qualche minuto di quiete e accoglienza. Apre
in questi giorni infatti la MonteNapoleone Vip
Lounge, spazio di lusso curato dallo studio di
architetti Galante+Menichini: un omaggio
a quei pezzi del design italiano che hanno arredato, negli anni, le pi belle case del mondo.

Nel salottino Gio Ponti, Molteni & C ha ricreato


un angolo di vecchia Milano con le poltroneicona disegnate dallarchitetto negli anni 50.
Gli ospiti possono indugiare sui divani (sempre Molteni), oppure sorseggiare un caff a uno
dei tavoli in marmo di Angelo Mangiarotti per
Agape, vere e proprie sculture dellarchitettura
dinterni. Le luci, firmate da Flos, contribuiscono a quellatmosfera di rilassata eleganza che

pervade da sempre i salotti di Monte Napoleone. Allingresso, un grande chandelier cita gli
stupefacenti lampadari di hotel e transatlantici
dinizio Novecento. Chi sceglie Milano deve
sentirsi coccolato, spiega Guglielmo Miani,
presidente dellAssociazione MonteNapoleone,
che ha realizzato il progetto insieme al gruppo
Ferrari Spa, leader mondiale per il trasporto
di gioielli e beni di lusso. Offriamo anche un

servizio di assistenza vip negli aeroporti, che


permette agli ospiti di evitare le code per il
rimborso Iva/Tax Free: non esiste al mondo
unaltra lounge con questi privilegi. Laccesso,
per il momento, riservato a clienti selezionati
delle boutique e degli hotel cinque stelle lusso
del Quadrilatero della moda. I milanesi non
si sentano esclusi: presto questo salotto sar
aperto anche a loro.
Italiana. Sopra: lingresso della MonteNapoleone
Vip Lounge. A sinistra: poltrone Chelsea
e D.153.1 di Molteni & C, tavolino Eros
di AgapeCasa (in primo piano) e coffee table
D.555.1 di Molteni & C. A destra: al piano terra,
tavoli Eros di AgapeCasa, lampada Taccia di Flos,
divani Breeze di Molteni & C; al primo piano,
chandelier custom g+m e lampade IC Lights F1
e F2 di Flos, poltroncina Fantasia di Molteni & C.

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

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DIG E S T.

LARCHITETTURA UN LUSSO
Storia di una famiglia e della sua espansione attraverso gli spazi pi fashion del Nord-Est. Da Dobbiaco
a Cortina, i Kraler hanno progettato luoghi dove la SHOPPING EXPERIENCE un rito davvero contemporaneo.
di GIOVANNI AUDIFFREDI

Per godersi il lusso c bisogno di spazio. Quello temporale, ovviet. Ma anche spazio fisico e architettonico. Perch il vuoto non
assicura il concetto di esperienza, mentre lidea di strutturato,
meglio ancora se arredato, presuppone un pensiero. Che pi facilmente entra in sintonia con lesclusivit, che genera piacere.
E la shopping experience questo dovrebbe essere. Cos, non
affatto banale ragionare su una casa per il lusso. Negli ultimi 15
anni questa idea ha tenuto impegnati Daniela e Franz Kraler,
che hanno sperimentato, investito ingenti capitali e poi trovato
diverse soluzioni. Perch le mode cambiano per definizione e gli

ambienti che le ospitano devono saper tenere il passo. Solo cos


restano attraenti, capaci di trasmettere il senso dellabitare un
luogo anche se solo di passaggio, spiega Daniela Kraler. nato
cos un insieme di architetture con un ruolo fondamentale nella
definizione dei criteri dello spazio commerciale: i negozi Franz
Kraler a Dobbiaco con nascente Fondazione culturale annessa
e a Cortina, in tre spazi lungo lasse di corso Italia.
Nelle sue lezioni al Politecnico di Milano, il grande Achille Castiglioni insegnava, parlando di design, che non si progettano
prodotti ma comportamenti. Nel senso che ogni progetto

Tempi che cambiano. Il disegno del nuovo spazio di magazzini interrati del Franz Kraler di Dobbiaco che si fonde con la forza della natura circostante.
Parlano le montagne attorno, mentre il progetto che prevede nuove vetrine di uno spazio polifunzionale vive la sua bellezza sotto un mantello di erba.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

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DIG E S T.

Dinastia. A sinistra: Franz e Daniela Kraler con il figlio


Alexander, nuovo Ad, allultimo piano del castelletto,
dove c la loro abitazione, sopra il maxistore multibrand.
In alto: foto storica della struttura. Nella pagina accanto,
sotto: il profilo dellimmobile nel 1910; dallalto: la boutique
di Cortina, Dobbiaco e il nuovo Franz Kraler che ha fatto
risorgere lo spazio ex Ritz Saddler in corso Italia a Cortina.

genera una reazione da parte di chi ne fruisce. Una lezione di


cui i Kraler hanno fatto tesoro, quando hanno deciso che il loro
primo negozio a Dobbiaco, lA lexanders, era diventato stretto
per comunicare la loro idea di lusso. Era il 1989, quella boutique
aveva giornate dincasso da 100 milioni di lire, vendendo valigeria
e mocassini in coccodrillo realizzati ad hoc, o i primi pezzi di abbigliamento che Loro Piana e Prada immettevano sul mercato. Mi
ricordo la fatica che feci per farmi mandare da Burberry cinque
trench. Chiamavo le Maison che nemmeno sapevano dove fosse
la Val Pusteria. Eppure eravamo gli unici e fuori avevamo la fila
per Ralph Lauren e Timberland, ricorda la signora Kraler. Poi
arrivato Il castello di luce. Ovvero lidea di trasformare le ex
scuderie antistanti alla residenza estiva di Francesco Giuseppe
dAustria a Dobbiaco in un concept store dedicato alle pi importanti griffe internazionali. Quella che oggi per numeri e qualit la
pi forte realt rivolta al consumatore fashion, non solo per larea
delle Dolomiti e del Nord-Est ma compreso il Sud dellAustria.
Un progetto molto ambizioso che inizialmente avevamo pensato
in ferro e ghisa, reinterpretando i disegni originali del 1910. Poi
ci siamo resi conto della difficolt di esecuzione: avevamo tempi

80

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

molto stretti e i Kraler non permettevano la sospensione della


vendita durante i lavori. Erano scatenati, racconta larchitetto Andrea Marastoni. Cos abbiamo virato sul legno di larice
flesso e modellato in ogni modo. Con Stoll & Bachmann stata
ridisegnata la struttura, lavorando su un modellino in scala per
creare i pezzi da adattare poi alla realt. Grazie al pragmatismo
di Franz avevamo gi realizzato i magazzini interrati. L abbiamo steso la moquette e creato uno spazio di design industriale
dove trasferire il negozio. Fu anche un successo di pubblico. E
intanto con il positivismo e il cuore di Daniela elaboravamo gli
arredi del piano terra e del primo piano firmati dal maestro della
falegnameria Ivo Barth. Allultimo piano infine labitazione della
famiglia: Lho voluta completamente diversa, perch entrando
devo sentirmi in vacanza. Il lavoro resta sotto di noi, anche se sono
anni che non ci concediamo un viaggio di relax, racconta ancora
Daniela. Ma sempre la reazione del pubblico era al centro dellinteresse dei Kraler. Poter creare una relazione tra chi mostra oggetti
del desiderio e chi ambisce a possederli. Gli ambienti diventano
cos pi voyeuristici e ordinati quando devono parlare alla donna.
Pi labirintici, silenziosi, quasi timidi, quando devono suscitare

la scelta maschile. Esplosioni di fiabe e giochi per intrattenere i


bambini, in un piano dedicato a loro come un paese delle meraviglie, dove vestirsi, ma anche solo farsi coccolare. Nasce cos la
capacit di creare spazi che non si sovrappongono, confondendo
la scala dellallestimento e della comunicazione di prodotto. Non
ci sono ambiguit, perch larchitettura con i suoi temi non
mai sovrastante gli oggetti di consumo. Sono i materiali poveri
che diventano importanti, perch versatili. Ma non distraggono.
Semmai al contrario sono scelte forti, ma al servizio dellimpresa.
Un esempio? Le pavimentazioni in rovere, che in montagna si
sporcano diventando pi estetiche. Oppure i tondini fresati con
linserimento dei led nella boutique di Cortina (ristrutturata in
chiave international-rock nel 2013) dove il soffitto una trama di
reticolato da cantiere, le vetrine sono vere finestre per dialogare
con la piazzetta tecnologica. E poi, nella perla delle Dolomiti, dal 5
dicembre, arriva la nuova tradizione. Lultimo nato in casa Kraler
il negozio di c. Italia 92, ex Ritz Saddler, un angolo di storia del
costume, dove prezioso il tempo, lussuoso perch si fermato.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

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Ogni mese, indiscrezioni, spigolature da insider, RUMORS esclusivi su arredamento, design, architettura.

per sostenere la Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica) pu festeggiare


il successo ottenuto a Dubai dove si
celebrato il Middle East Gems &
Jewellery Forum 2015 con VicenzaOro partner.

CASA DOLCE CASA nato a Milano il primo apiario dartista. Il progetto a cura di
Claudia Zanfi/Atelier del paesaggio. Vicino
alla Stazione Centrale, in una zona
di riqualificazione urbana, creativi e designer come Bee Collective,
Judith Cowan, Simone
Berti, Lois Weinberger
hanno realizzato delle arnie dautore per il
primo miele urbano, il
Mi-Mi (Miele Milano).
GUSTI DA LEADER
Ha alzato la paletta per ultima allA sta Kim di The Don
Galler y, dove andavano
allincanto 20 opere di Max Papeschi per
finanziare il nuovo progetto dellirriverente
artista che sta collaborando con Amnesty
International sul tema della Corea del Nord.
Cos Nathalie Domp, fresca di nomina (su
indicazione della Regione) come presidente
del Teatro Stabile dAbruzzo, si aggiudicata
il quadro Concetto Spaziale con Leader. Uno
dei pi ambiti tra quelli battuti. I pezzi sono
stati tutti aggiudicati.

MARZOTTO METTE RADICI Stanno lavorando a interni, esterni e


interior design i ragazzi dello Studio On_Office Architettura, per
terminare entro lestate la nuova
casa a Valdagno (VI) di Matteo
Marzotto. Intanto, il presidente di
Fiera di Vicenza (sempre sui pedali

Chi larchitetto
e designer che ha perso
loccasione di fare una
bella figura, sbottando
in pubblico nei confronti
dellormai ex moglie?
Ha lasciato cos, in
un mondo di plastica,
tutti di stucco.

H COME HOME Sar felice Donna Lavinia


Elkann. Dopo sei mesi in cui le madamin di
Torino avevano perso uno dei loro luoghi di
rendez-vous preferiti, torna a nuova vita su
progetto di RDAI di Parigi (con 300 metri
quadrati di spazio alla vendita) il negozio di
Herms. Nuove vetrine su via Roma, oltre
a quelle storiche che si affacciano, come le
finestre a mezzaluna dco del primo piano,
su piazza San Carlo. E per le feste lallestimento cartaceo opera dellartista Matteo
Capobianco che ha curato la scenografia
ispirata alla natura con taglio liberty.

VENTO DEL NORD A CAPRI


Colazione a Villa Paradiso, in onore del norvegese Karl Ove Knausgrd, vincitore della
XVIII edizione del Premio Curzio Malaparte (riconoscimento letterario risorto grazie al
contributo di Ferrarelle). Antonella e Bruno
Pisaturo hanno aperto la loro dimora con contrafforti da fortezza e vista incantata. Ma gli
sguardi erano tutti per le oniriche e utopiche
tele del tedesco Karl Wilhelm Diefenbach
ispirate dallisola di Tiberio. Fanno un effetto
strano in controluce con i colori mediterranei
che avvolgono la collezione.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

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D I G E S T.
CHARITY SHOPPING Dall11 al 13 dicembre, alla Fabbrica del Vapore di Milano, il
momento di Love Design, levento benefico
a sostegno della ricerca oncologica italiana,
in collaborazione con le maggiori aziende del
settore. Saranno esposti prodotti e accessori
donati da Kartell, Molteni & C, Zanotta,
Flos e tanti altri, disponibili a prezzi molto
vantaggiosi.

PIERRE YVES
WECKSTEEN

MATITA E SESTANTE il primo esperimento e si messo completamente in gioco. Larchistar Frank Owen Gehry, lo yacht
(capolavoro di legni chiari e lacche speciali
per gli interni) lo ha disegnato per se stesso. Varato nelle acque di Cape Cod, lo ha
battezzato Foggy, acronimo del suo nome.
invece firmato da Konstantin Grcic il nuovo IMOCA 60 di Hugo Boss, un pezzo di
industrial design costruito per gareggiare
nei cantieri Green Marine nellHampshire.

EMMANUELLE E HERV
MARTIN

MARTA SALA

COCKTAIL & RELAX


GIULIA MASLA, PATRIZIA BELTRAMI,
HERV MARTIN;E RAFFAELLA BONGIASCA

PAOLA CASTELLI

ILARIA DIOTALLEVI
E MAURIZIO CORBETTA

Uno speciale allestimento realizzato con lo stile


di AD ha aperto la stagione autunno-inverno
di FRETTE a Milano. Un brindisi a una boutique
speciale. Dove la cifra il su misura.

LAURA TACCARI,
LUCA DE SANTIS E PAOLA CORINI

DONATELLA E GIUSEPPE
COLOMBO

LUCA BARABINO, ARIANNA LEONE


E EMANUELE FARNETI

ROBERTA RAGGIO FARNETI,


STEFANO CASTAGNA
E LAURA CIVININI

SGP Stefano Guindani Photo. ALFONSO CATALANO/SGP. GETTY IMAGES. ALBERTO ZANETTI

FORNASETTI GIRLS Giochi di stile a casa di


Barnaba Fornasetti, versione 007 eclettico,
spalleggiato da Caroline Corbetta, curatrice, e Vanna Quattrini, designer di moda. A
piedi nudi con vestaglie di seta e piume di
marab hanno posato per LaDoubleJ., sito
web ideato da J.J. Martin.

Forse non sar per


terminare la carriera in
una squadra meneghina,
ma Andrea Pirlo
ha preso casa a Milano.
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zona corso
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PAOLA CASTELLI, LINDA CHENIT, ENRICA PONZELLINI, GEOFFREY MEDINGER,


PHILIPPE ISHAKIAN, GUY CHATILLON, EMANUELE FARNETI.

NOTTE A PALAZZO
Due serate firmate AD per celebrare
le meraviglie dellalta orologeria
Van Cleef & Arpels. Prima tappa a Milano...

ANDREA E GINEVRA BASSETTI.

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

GUIDO E CATERINA FOLONARI.

BENEDETTO CAMERANA,
GIBERTO ARRIVABENE.

EMANUELE FARNETI,
MARTA BRIVIO SFORZA.

SGP STEFANOGUINDANIPHOTO

FABRIZIA CARACCIOLO
E SAVA BISAZZA VISCONTI DI MODRONE.

Gli stipiti di granito del portone nel settecentesco Palazzo Trivulzio osservano gentili lingresso degli ospiti,
che lungo lo scalone, cosparso di foglie di castagno (preludio allallestimento da fiaba autunnale sapientemente
organizzato da Tearose) si dirigevano verso il calice di
benvenuto. Musica darchi dalla tribuna rococ che tanti
gala ha visto sfilare. Oggi una cena per pochi, a casa dei
marchesi Annibale e Marta Brivio Sforza. Una festa per
il palato, deliziato dallo chef Enrico Cerea, e per gli occhi. Impossibile non farsi rapire dalla presentazione dei
gioielli Van Cleef & Arpels, protagonisti della serata.

GIUSEPPE MONDANI.

CHIARA BERIA
DI ARGENTINE.

FEDERICA FILIPPI GABARDI E


ALESSANDRO VALLARINO GANCIA.
ISABEL CLAVARINO, VIVIANA BONIPERTI,
NATALIA AVOGADRO DI COLLOBIANO.

GAIA CHAILLET, ROBERTA POSS, CARLO POSS.

CLEMENTINA RADICE FOSSATI.

CAROLINA NERI, BERENGERE LUX.

VIVIANA E ALESSANDRO BONIPERTI.


ROBERTA RAGGIO FARNETI.

NATALIA E VITTORIO AVOGADRO


DI COLLOBIANO.

VIRGINIE DROULERS,
ANNAMARIA RUFFO.

IENT HAT. IG
EN CABARROCAS
MARTA E ANNIBALE
BRIVIO SFORZA.

ILARIA RUGGERI DURSO,


GIOVANNI AUDIFFREDI.

MARTA E MARCO CERRATO.

EUGENIO RADICE FOSSATI.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

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GUY CHATILLON, PAOLA CASTELLI,


FABRIZIA CARACCIOLO, EMANUELE FARNETI.

LUCI DAUTUNNO
... e seconda a Roma, dove a due passi
dal QUIRINALE i gioielli Van Cleef & Arpels
risplendevano tra cristalli e orchidee.

GEOFFREY MEDINGER, SUMI JO.

I lecci secolari facevano da quinte per il passaggio


degli invitati della festa allestita al Casino dellAurora Pallavicini, scrigno architettonico che custodisce
un celebrato affresco di Guido Reni. Tuttintorno, le
composizioni floreali di Tearose, a colorare una calda
serata dellautunno romano. E sulle tavole imbandite,
tra cristalli e orchidee, i gioielli di Van Cleef & Arpels.
In sottofondo, nei saloni secenteschi, risuonava una
musica lieve di violini, mentre tintinnavano i calici di
champagne. A seguire, le delizie della cena, ideata dallo
chef Roberto Cerea del ristorante Da Vittorio.

NICOLA E EMANUELA
MALASPINA.

87

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

JACARANDA
CARACCIOLO.

CARLOTTA DIAZ DELLA VITTORIA PALLAVICINI,


ALESSANDRA CRAVETTO, COSTANZA DAMELIO.

DIAMARA E GIANCARLO LEONE.

GUGLIELMO CALABRESI, ANGELICA


DI BAGNO, CARLOTTA DIAZ DELLA
VITTORIA PALLAVICINI,CHIARA REALE.

FABIO BORGHESE.

GABRIELLA E ALBERTO
MONCADA DI PATERN.

ISABELLA BORROMEO.

FABIO E ANNALISA GALLIA.

UGO BRACHETTI PERETTI, ALBERTO DI BAGNO,


MOROELLO DIAZ DELLA VITTORIA PALLAVICINI.

GUIDO TORLONIA E ANTONELLA


RODRIGUEZ.

ENRICA PONZELLINI,
FRANOIS-XAVIER DERRIKS, LINDA CHENIT.

OLIVIA MONTI ARDUINI.

CLAUDIO E ALESSIA
MARIANTI DI PERGOLA.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

88

SGP STEFANOGUINDANIPHOTO

EUGENIA GAMBARARA,
ANDREA AMATO.

There is a garden for each of us,


made up of emotions, words,
perfumes and sounds,
sprouting from year to year
in our heart.
Per ognuno di noi c un giardino,
fatto di emozioni, parole, profumi e suoni,
che germoglia di anno in anno
nel nostro cuore.

Merry Christmas and a Happy New Year


Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo

CHAMBRE CLOSE
DESIGN ROBERTO LAZZERONI
SHOWROOM
VIA GASTONE PISONI 2
MILANO
14A DEMPSEY ROAD
SINGAPORE
CECCOTTICOLLEZIONI.IT

HOMES.

MAX ROMMEL.

Questo mese AD celebra linverno con un viaggio lungo


tutto larco alpino. Si parte in ALTA VAL DI SUSA con una glass
house tra le nevi. A GSTAAD c uno chalet che cela emozioni
forti dietro unapparente dolcezza. A CORTINA lispirazione
arriva dalle dacie russe dellOttocento. In una dimora
nel cuore dellENGADINA si incontrano design e tradizione.
E a COUR MAYEUR una casa tra le nevi ospita piccole
sorprese: per cominciare, un cinema domestico.
Hi-tech. In alto: una suggestiva immagine della residenza Giugiaro sui Monti della Luna, in Alta Val di Susa (TO).

Un sogno di mezzo inverno

C uno chalet di vetro sui Monti della Luna. L ha costruito FABRIZIO GIUGIARO , nome simbolo del design
italiano. Che ha voluto trasformare in realt un luogo immaginato su un pezzo di carta, molti anni fa.
servizio di FABRIZIA CAR ACCIOLO testo di LUCA MOLINARI fotografie di MAX ROMMEL

he cosa significa dare forma al


silenzio, alla luce cristallina e ai
colori intensi che invadono una
casa costruita in alta montagna?
I montanari, quando realizzavano
le loro case, avevano come primo
obiettivo quello di ripararsi dai
pericoli che potevano derivare da
questi luoghi che rispettavano
e temevano. Le loro case erano perfettamente realizzate, ogni cosa a incastro, ogni dettaglio asciutto e limato
allessenziale, lesposizione comandata unicamente dalla
conoscenza dei venti e del posto, le aperture poche e dove
necessarie. Poi sono arrivati gli uomini di valle, i cittadini,
che hanno una relazione diversa con gli stessi luoghi, con i
sentimenti che la natura assoluta delle montagne riesce a
trasmettere, e grazie a loro e a un secolo di grande architettura moderna alpina si cominciato a dare forma a spazi
capaci di trasformare in maniera differente questo bisogno
di luce, ozio e piacere. Quando si osserva con attenzione la
casa che Fabrizio Giugiaro ha realizzato per s e la propria

tazione architettonica in cui una cura maniacale per il


particolare si sposata con la semplice visione del corpo
di fabbrica. Il Comune ci aveva imposto la stessa sagoma e
forma per vincoli paesaggistici e il tempo passato a discutere con lamministrazione ci ha consentito di disegnare ogni
singolo dettaglio, racconta Giugiaro quasi a giustificare
un risultato che andato oltre le previsioni, prendendo una
strada che lha sorpreso a posteriori.
E infatti dice: Mi sono trovato cos ad avere una casa
con una forma tradizionale e un corpo moderno comandato
da unasciutta funzionalit. Nel frattempo ho lavorato con
lA lbe Costruzioni, che ha prodotto la casa in azienda con
grandi elementi prefabbricati in legno preassemblati. La
vecchia casa stata abbattuta in agosto. Il cantiere cominciato il 19 settembre e gi a met novembre la struttura
era completata. La sera del 20 dicembre abbiamo potuto
passare la nostra prima notte in casa senza che mancasse
nulla! Tutto stato fatto con una rapidit sorprendente,
dallarchitettura agli arredi, che ho prodotto e spostato in
pochissime settimane.
Le grandi vetrate, che coprono tre delle quattro pareti di

Nellesame finale al liceo artistico, disegnai uno chalet


per un guardiano di un parco in Canada. Lo avevo pensato cos:
del tutto trasparente, e completamente immerso nella neve.
famiglia sopra Claviere, in mezzo ai Monti della Luna tra
Piemonte e Francia, non si pu che riflettere sul grande
balzo in avanti che le architetture di montagna hanno fatto
in questi ultimi centanni: da resistenti scatole di pietra e
legno a leggeri e preziosi scrigni di vetro.
Dietro ogni progetto ben congegnato esiste un potente
desiderio, la forza magnetica di un pensiero anche elementare che diventa il motore di tutto il processo creativo e
costruttivo che alla fine porta a un risultato convincente. In
questo caso, il pensiero fisso di Giugiaro era di far entrare
pi luce e pi paesaggio possibile nella propria casa, lultima
della valle, posta a 2.268 metri di altezza; voleva accogliere
tra le mura la bellezza struggente delle catene montuose,
consentendo alle nevi di lambire le pareti domestiche senza
per questo subirne gli effetti negativi.
Nellesame finale al liceo artistico disegnai uno chalet
per un guardiano di un parco in Canada, mi racconta
divertito il designer torinese. Il progetto era del tutto
trasparente e nelle tavole finali, grazie alla tempera bianca,
immersi completamente lo chalet nella neve, anche per
nascondere qualche difetto di esecuzione!.
In seguito, a distanza di quasi trentanni quel sogno
da studente si trasformato curiosamente in realt, diventando un piccolo laboratorio sperimentale di proget-

questa casa costruita su tre livelli, sono realizzate con una


doppia camera daria che consente un importante risparmio
energetico che sintegra con il riscaldamento a gas a pavimento. La sfida per me stata quella di evitare la riflessione
e invece portare la luce direttamente dallesterno. Per questo
motivo ho mantenuto gli interni rivestiti di abete e ho scelto
tinte scure per il pavimento e per gli arredi che popolano
la casa, continua Giugiaro in un racconto che tradisce il
piacere di abitare un luogo che continua a regalare grandi
emozioni e di godere un silenzio assoluto conquistato con la
semplicit calcolata di un progettista navigato.
FINE

Custom made. Nella foto di apertura del servizio: la casa come


una perfetta bolla di vetro immersa nel paesaggio dellAlta Val
di Susa. Nella pagina precedente: i divani sono stati realizzati
con un telaio in acciaio di Busnelli, in seguito imbottiti. Riprende
il disegno dei divani anche il tavolino basso, pensato con un vano
centrale dove tenere gli oggetti, con il bordo rialzato e imbottito
per appoggiare i piedi godendo del panorama esterno. Questi
pezzi sono stati realizzati su disegno del padrone di casa, Fabrizio
Giugiaro. A sinistra: il tavolo con il piano in grafite nel soggiorno
al piano terra, anchesso su disegno del proprietario. La fisionomia
molto contemporanea stemperata dai soffitti con listelli in legno.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

99

Total relax. Gli arredi della zona living interpretano in chiave moderna e hi-tech lidea di casa di montagna. Il camino in ghisa dalle linee squadrate affiancato
dalla classica chaise-longue, LC4, disegnata da Le Corbusier, Charlotte Perriand e Pierre Jeanneret, e prodotta da Cassina. Linvolucro architettonico essenziale,
con la struttura in ferro a vista a incorniciare le ampie vetrate che offrono uno sguardo a 360 gradi sulla valle.

Con vista. Particolare della stanza dei figli nel sottotetto. A destra: anche il bagno cerca la massima trasparenza in continuit con le vetrate.
Nella pagina precedente, a sinistra: la cucina che in ambiente separato anche se mantiene la stessa relazione visiva con lesterno.
A destra: particolare della veranda esterna e delle mensole in carbonio, tagliate al laser e integrate alle travi per scaricare il peso della neve.

NIENTE
DI DOLCE
Questo chalet UN INGANNO: perch dietro allapparenza soffice, spiega la sua
proprietaria, si nascondono carattere e forza bruta. Ieri, di uno strappo di fede.
Oggi di metallo e legno che tengono lontana la chiassosa mondanit di Gstaad.
testo di MICHELE NERI fotografie di GIORGIO BARONI

uesto grande chalet sulla strada


per Chalberhni, appena fuori
Gstaad, e quel che basta per farne
unoasi di silenzio, nacque da una
protesta religiosa. Nel 1607, un
notabile cattolico, non tollerando
la Riforma protestante che aveva
conquistato il vicino villaggio di
Saanen, dove viveva, lo costru qui, ai piedi dei boschi, per
vivere indisturbato la propria fede.
Quattro secoli dopo, dello spirito indomito del suo primo
inquilino rimasto molto pi dei simboli cattolici sulla facciata. Cos questedificio diventato un caso a parte rispetto
agli sfarzosi e ricercatissimi chalet che mantengono vivo lo
charme atavico della blasonata localit dellOberland Bernese. Una rarit in un luogo esclusivo che fa leffetto di una
palla di vetro con i fiocchi che si posano cautamente, dove
i passi non possono che essere felpati, le luci del tramonto
attenuarsi in modo struggente.
La grande nave del Palace Hotel, cos come il cuore della
vita di attori, rockstar, principi ottantenni e miliardari nuovi
di zecca, scuole private da 110mila euro lanno, tutto questo

Il legno, quella difesa viva, naturale, eretta quattro secoli fa, e


ancora trionfante. Bisogna averne grande rispetto, nota la
proprietaria. Ha conservato la sua condizione originaria, con
assi larghe mezzo metro, che ti seguono ovunque.
Chi si occupato della ristrutturazione? Io, con laiuto di
un architetto locale, perch essendo un edificio classificato
occorreva chiedere unautorizzazione per tutto. Lidea era
comunque di non cambiare molto; volevamo restare fedeli alla sua storia. Cos il nostro chalet diverso dagli altri:
ha finestre piccole, non apre verso il panorama. Ho avuto
maggior libert con il fienile, dai soffitti pi alti, e con meno
vincoli; qui gli ambienti respirano di pi.
Lo chalet, che ingloba anche la scuderia, uno dei pi
grandi della valle, ma non dei pi mondani. Per noi una
casa di famiglia: un bel regalo poter essere in questa regione
in qualsiasi momento dellanno. In inverno, si pu fare fuoripista appena usciti da casa, lautunno ha colori magnifici.
Gstaad un gran luccichio soltanto se si vuole; qui c il
silenzio della notte, alla porta si avvicinano volpi e caprioli.
Quando siamo a cena, in trenta, davanti al camino e a una
grande bourguignonne, o alla raclette: allora che il nostro
chalet rivela il suo animo. un luogo generoso.

Nel 1607 un notabile cattolico, non tollerando la Riforma


protestante che aveva conquistato il villaggio vicino, lo costru qui,
ai piedi dei boschi, per vivere indisturbato la propria fede.
a dieci minuti dauto. Ma gi un altro mondo rispetto
allo chalet sulle piste di sci scoperto ventanni fa, nel corso
di una passeggiata, dagli attuali proprietari, una coppia di
parigini trasferiti a Ginevra, lei arredatrice dinterni, il marito industriale. Decisero di chiamarlo Charlix in onore di
Charles e Alix, i loro due figli, ora grandi.
Quando le parlo dellincanto da fiaba che trasmette il luogo, la padrona di casa, sorella dellarchitetto francese Thierry
Lemaire, di cui sono qui presenti diversi mobili, mi corregge.
Questa casa non ha niente di dolce, un termine da bandire.
In questo chalet c piuttosto della violenza, la forza bruta del
passato ancora presente. Lo si avverte appena entrati, il suo
scopo proteggerci. un effetto che ho cercato di sottolineare,
con luso del nero, del metallo, con la mescolanza decisa tra
arredo locale e arte contemporanea (tra cui numerose fotografie, come il grande formato di Candida Hfer in salone,
ndr), tra il legno onnipresente e mobili anni 70. Un misto di
modernariato e oggetti recuperati dalle vendite di alberghi.
Il risultato un ambiente dalle emozioni forti. Qui non
esiste niente di leggero, spiega. Niente di anodino, neutrale
o di chiaro. Toccando il legno delle pareti, si percepisce ancora il lavoro del taglio, la ferita inferta dalla mano ruvida
delluomo. Ovunque, lodore persistente di legno antico.

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Penso alla neve che tra poco cadr, circondando ledificio di


bianchi e soffici cuscini da Grand Hotel. Che cosa manca a
tanta bellezza? Un quadro di Picasso.
Questo rifugio plurisecolare da insidie religiose, naturali
e mondane (chalet deriva dal pre-latino cala, riparo sotto
la roccia), sarebbe forse riuscito a proteggere anche due eroi
infelici della localit montana: Dick e Nicole Diver di Tenera
la notte. Rinviando cos la loro fuga, e il saluto nostalgico:
Arrivederci Gstaad! Arrivederci visi freschi, dolci fiori freddi, fiocchi di neve nel buio. Arrivederci Gstaad, arrivederci!,
gridato sopra i passi di trotto, per forza ovattati, dei cavalli
che tiravano la slitta sulla neve.
FINE

Internazionale. Pagina accanto, dallalto a sinistra, in senso orario:


poltrona P40 di Osvaldo Borsani per Tecno e lampada di Paul Evans
nel soggiorno; un divanetto francese del 700 nellingresso. Tavolo
in quercia di Thierry Lemaire e sedie Bellmann di Hans Bellmann
nella sala da pranzo. Cucina di La Cornue e sedia Treillis di Michel
Cadestin. Doppia pagina precedente: una poltrona Barcelona
di Mies van der Rohe per Knoll International, scrivania laccata
di Thierry Lemaire e Eames Soft Pad Lounge Chair di Herman Miller.
In apertura: alcune immagini dellesterno dello chalet.

A confronto. Nel soggiorno si coniugano diversi stili. La tipica fisionomia dello chalet, con le pareti e i soffitti in legno, viene ravvivata dai mobili moderni.
In primo piano, accanto a una fotografia di Candida Hfer, due poltrone di Christian Liaigre, che creano un piacevole contrasto con la sedia del 700
vicino allo scrittoio della stessa epoca. Sulla destra, una poltrona P40 di Osvaldo Borsani per Tecno e, sul fondo, una sedia stile Horns and Antlers.

Ligneo. Dallalto a sinistra, in senso orario: comodino di Willy Rizzo e poltrona Barcelona di Knoll International nella stanza padronale. Un lampadario con palchi
di corna di cervo. La sala da bagno. Nel soggiorno al primo piano, Plywood Chair di Charles e Ray Eames per Vitra, lampada di Christian Liaigre, sgabello di India
Mahdavi. A destra: lo chalet. Doppia pagina precedente: tavolo su disegno e sedie Treillis di Michel Cadestin. Una lampada anni 70 nella stanza padronale.

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

A
AMORE IN QUOTA

Un tempo questa casa, che oggi con le sue atmosfere prive di dj-vu rivaleggia
con la naturale bellezza di Cortina, era UN GRANAIO . Legni recuperati, lampade
geometriche, la stufa di maiolica, le stoffe floreali: tutto dolce equilibrio.
testo di FABRIZIA CAR ACCIOLO fotografie di GUIDO TARONI

ui la vista spettacolare. A
tu per tu con le cime rosate,
il traffico del turismo mondano pare lontano: si vedono i
campanili dalle cupole tonde
e si sentono le campane che
non spaventano i caprioli sui
pratoni ai margini del bosco, e tuttintorno odori dalpeggio, di fiori e di aghi di pino.
Il ct architettonico e il layout di questa casa di
montagna a Cortina sono frutto dellingegno dellarchitetto Natalia Bianchi. Ai tre tradizionali piani fuori
terra ne stato aggiunto un quarto, quasi invisibile
dallesterno, tutto dedicato allo sci e alla pletora di attivit preparatorie che presiedono ai piaceri e alle fatiche
degli sport invernali: locali tecnici, sofisticati ammennicoli per il dopo sci, palestra e sauna incluse.
Dellinterno e del sapiente impianto decorativo si
occupata la padrona di casa con il rigore fantasioso che
merita questo luogo di delizie: una dimora dantan conservata con ogni cura nel rispetto di vecchie tradizioni,
ma che, varcata la soglia, sorprende e regala allospite

e la sala tv. Mentre la cucina, anchessa concepita come


un living per tutte le ore, si trova al piano inferiore e si
affaccia direttamente sul giardino.
Il salotto combina divani e poltrone tradizionali con
stoffe colorate a disegni di fiori di Arjumand con effetto
che varia dalletnico al piccolo punto. Un sacco di farina
grezzo incorniciato ci ricorda che la funzione originaria
della casa era quella del granaio. Mentre la magnifica
stufa bianca di maiolica austriaca rappresenta, qui, uno
dei molti esemplari antichi intrisi dello spirito settecentesco che ancora si respira nella valle. Pavimenti, rivestimenti e porte di legno a stento si immaginano di
recupero, tanto pare non abbiano mai lasciato queste
stanze. Lilluminazione ha un che di veneziano, le applique di Paola Napoleone, di forme geometriche sfaccettate come diamanti multicolor, regalano luce soffusa e
vagamente fiabesca. In sala da pranzo i rami essenziali
che si inerpicano sulle pareti contribuiscono a rendere
latmosfera sontuosa ma fantastica e leggera. Come la
console di bronzo, con gambe agili come fuscelli, ideata da Osanna e Madina Visconti. E quella campana di
metallo dai riflessi dorati che illumina il tavolo la sera.

Il progetto architettonico firmato da Natalia Bianchi, mentre


del sapiente impianto decorativo si occupata la padrona di casa,
con il rigore fantasioso che merita questo luogo di delizie.
unacuta sensazione di benessere, priva di quel connotato tipico delle case di montagna che il dj-vu.
Obiettivo primario era dunque quello di fare a gara
(e vincerla, se possibile) con la naturale bellezza che
finestre e terrazzi gi regalano a tutto campo, e con gli
armonici scorci che avviluppano come un salvagente,
qualunque sia langolo dosservazione prescelto.
Allo spirito libero della proprietaria molto si deve.
Eclettismo contemporaneo e calore sono le parole
dordine fin dallingresso, che introduce i temi ricorrenti in ogni stanza. Innanzitutto lintonaco grezzo,
rivoluzionato da inediti motivi floreali dipinti, ispirati
alle vecchie dacie russe, o da fasce di colore leggero
e steli di grano stilizzati che ricordano vecchi disegni
stile Bauhaus o Art Nouveau. E poi il legno naturale
e a taglio grosso, a ricordarci che le foreste di larici e
abeti crescono a un passo dalla porta. Dunque materiali essenziali, che si accompagnano a unintelligente
disposizione degli spazi, che porta locchio del visitatore
a seguire percorsi e prospettive sapientemente illuminati: dallingresso si procede in automatico verso i tre
principali poli dattrazione, il salotto, la sala da pranzo

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

La cucina, tutta vecchi mobili colorati e piastrelle a


rombi bordeaux e neri, ci porta in un magico mondo di
case rurali di montagna, la camera principale riprende
il motivo di fiori dipinti e stoffe in accordo coi mobili e
le lampade di vetro soffiato da country house inglese. La
medesima linea decorativa alligna nelle camere minori,
allegre, confortevoli e mai sopra le righe, come esige il
filo conduttore che le lega. Speciale nota di merito finale
va alle sale da bagno, che si tingono di sfumature rosa e
rosse lungo le pareti di rovere: qui gli elegantissimi lavabi di vecchia tradizione sono inseriti in una boiserie che
ricorda le case di legno russe della fine dellOttocento.
Ogni cosa ne richiama unaltra, e le diverse ispirazioni
si fondono con grazia.
FINE
Texture. A destra: una stufa del 700 nel soggiorno. Il divano
rivestito con un tessuto in lana che ricorda le stoffe popolari
russe, la poltrona con una fantasia di Arjumand. Alla parete,
unopera di arte povera e unapplique di Paola Napoleone.
In apertura: a sinistra, i rivestimenti delle pareti e il parquet
della sala da pranzo sono in legno di recupero; a destra,
nel corridoio si intravede un pouf di Osanna e Madina Visconti.

Assonanze. Il grande tavolo della sala da pranzo, in legno di recupero, contrasta con la delicatezza delle console in bronzo e legno laccato di Osanna
e Madina Visconti. Il lampadario in metallo ricorda le pentole in rame che tradizionalmente venivano appese alle pareti delle cucine delle case
di montagna. Langoliera di legno dipinto del Settecento. Le applique sono di Paola Napoleone. Le sedie sono rivestite con stoffe di Arjumand.

Tradizioni. Dallalto in senso orario: due angoli della cucina, arredata con una stufa in maiolica, cui si affiancano cassettiere e credenze dipinte e porte
di recupero; il pavimento stato rivestito con vecchie piastrelle di cotto, mentre il soffitto caratterizzato dalle massicce travi lignee. Due immagini delle sale
da bagno, che hanno le pareti in rovere dipinte di rosso acceso, come nelle dacie russe. I rubinetti in ottone naturale risaltano tra gli arredi in legno.

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Citazioni. In alto: la stanza padronale. I motivi floreali dipinti sulle pareti riprendono i disegni di un vestito popolare russo. La testiera del letto rivestita
con un tessuto di Andrew Martin, le tende sono in lino grezzo, le lenzuola in lino ricamate sono di Once. Sui comodini, lampade inglesi dell800 con abat-jour
in tessuto di Arjumand. Sopra: le Dolomiti sovrastano la casa, la cui facciata rivestita con legno di recupero. Al livello pi basso ci sono la palestra e la sauna.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

125

1.735
m/s.l.m.
A CELERINA, IN UNA CASA RICCA DI SEGNI DEL PASSATO, UN ARCHITETTO RAFFINATO
HA CREATO UN AVVOLGENTE EFFETTO COCOON. RISPETTANDO LO STILE ENGADINESE,
MA INSERENDO ELEMENTI DI DESIGN. E AMPLIANDO AL MASSIMO GLI ORIZZONTI.
testo di NICOLETTA DEL BUONO fotografie di FABRIZIO CICCONI
servizio di FR ANCESCA DAVOLI

ramonto dinverno in Engadina.


In fondo alla via Maistra di Celerina, dove la strada simpenna verso
Sankt Moritz, la luce disegna scacchi dorati sul buio, un chiarore che
allenta lincalzante oscurit come
in una tela di Segantini. Musica e
voci, provenienti da una casa tutta aggetti che pare una
nave rompighiaccio sospesa sul bianco, increspano il
silenzio di neve, trasgredendo i pigri costumi del borgo.
Come tutti i sabati sera, Chesa Cromer, un tempo
luminoso atelier dellartista da cui prende il nome,
aperta agli amici per laperitivo. Francesca Neri, con il
marito Giulio, accoglie gli ospiti oltre lingresso profumato di resina, foderato di pannelli lignei che dissimulano nicchie e armadi. La casa calda, accogliente,
svela qua e l piccole alcove e angoli intimi: ci si pu
sedere dappertutto, persino sui gradini della scala.
Francesca, che architetto e interior designer, ha curato la ristrutturazione delledificio. Ho cercato di creare
una specie di cocoon, avvolgente, funzionale, capace di

alla quale tutto gira, un totem che distingue le aree


funzionali della casa e ne collega i tre piani, la raccolta
stube seminterrata, la zona giorno con lampio living
affacciato sul giardino e, al primo piano, gli spazi del
riposo per i proprietari e i loro figli, Claudia e Filippo.
Scultoreo pure, nella camera da letto padronale, il
bovindo o sporto, tipico dellarchitettura engadinese,
seppure riletto in lingua Jugendstil. Spiega la proprietaria: Ne ho enfatizzato la presenza, mi piaceva lidea
di farne una sorta di prua, una tolda di nave, o meglio un osservatorio sul paese, sul paesaggio incantato
della piana di San Gian. Quasi un faro, come fosse
un lascito dello spirito marinaro dei precedenti proprietari olandesi. Le travi antiche, in qualche punto
incise profondamente dal trascorrere degli anni, sono
lasciate a vista come per un omaggio alle origini delledificio, mentre al pavimento, realizzato in uno speciale
microcemento molto elastico che non teme gli sbalzi
di temperatura, affidato il compito di testimoniare
la contemporaneit. Salti di epoca e di ispirazione,
presenti anche nella composizione dellarredamento,

Tutto ruota attorno alla scala elicoidale dallaspetto scultoreo.


Fa leffetto di un totem e collega i tre piani di quella che fu
la dimora di Carlo Maximilian Cromer, allievo di Gustav Klimt.
trasmettere emozione, spiega. Un nido dove si vive
con piacere e con piacere si riceve. Quando labbiamo
acquistata da una famiglia di olandesi, labitazione era
in uno stato di abbandono totale. Immediatamente
mi sono resa conto che riportarla allo stato originale
non aveva senso, considerando le nostre esigenze. Allo
stesso tempo cera una storia da rispettare. Una storia
che andava oltre gli olandesi e che stato affascinante
ricostruire. Questa, un tempo, era la casa-studio di un
artista austriaco di una certa fama, Carlo Maximilian
Cromer. Un allievo di Gustav Klimt, il grande interprete della pittura Art Nouveau, che visse a lungo a Davos
e poi si trasfer a Celerina, dove mor a 75 anni, nel
1964. La sua specialit, oltre ai paesaggi, erano gli ex
libris, per clienti ebbe addirittura Winston Churchill e
Papa Pio XII. Cromer amava molto anche la scultura e
il fatto mi ha suggerito di dare al progetto unimpronta
plastica, che tuttavia non cancellasse tracce e sedimenti
del passato.
Frutto di tali considerazioni la nuova scala elicoidale, una vera e propria scultura cinetica intorno

128

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

che iniettano ritmo e movimento al dcor, e trovano


lelemento che ne armonizza le differenze nelluso pervasivo del legno massello, in particolare nelle scabre
boiserie in larice eseguite con essenze di recupero da
ebanisti valtellinesi.
Il buio intanto si infittito, gli amici dellaperitivo
si allontanano sciamando nella neve, il silenzio si riappropria della notte. Ma il senso di festa resta vivo,
come facesse parte del dna della casa, come fosse la
ragione nascosta del progetto. Questo un luogo di
memorie, con unanima ben radicata nel passato, che
ora per si come svegliata al presente.
FINE

Naturale. Pagine precedenti: nella zona pranzo e living, tavolo


di Francesca Neri, sedie Askia di Baxter, lampade Aplomb
di Foscarini. La piana di San Gian. Pagina accanto: dallalto
a sinistra in senso orario: Francesca Neri sulla scala in ferro
e microcemento realizzata su suo progetto; una poltrona anni
30 nel living; la cucina, con lampada di Le Corbusier per Nemo
e sgabelli industriali; ancora la cucina, in abete tinto a mano.

Materiali. Un dipinto del 700 nel living. A destra: una sedia in lamiera zincata di gusto vintage nella stanza della figlia. Nella doppia pagina seguente:
a sinistra, facciata di una casa nel vecchio borgo di Celerina. A destra, alcuni particolari degli interni. Dallalto a sinistra, in senso orario: borse di Francesca Neri;
la stanza del figlio; una maniglia rustica engadinese; sul letto della stanza padronale una coperta simile a quelle in dotazione allesercito svizzero.

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Nuovo
cinema
Monte
Bianco
Diciotto poltrone di velluto rosso sono solo una delle SORPRESE
di questo chalet a Courmayeur. Che ancora oggi, reso moderno
e accogliente, rimane per tutti la casa della Madonnina.

testo di ELENA DALLORSO fotografie di MAX ROMMEL

Calore. A sinistra del camino, una Madonna lignea del 700 e, sul davanzale, bugie che la proprietaria raccoglie nei mercatini del mondo. Divano Chester
acquistato a Megve e poltrona a dondolo olandese rivestita in panno. Il lampadario di piccoli tronchi arriva da Chamonix. In apertura: a sinistra, il cinema,
con le poltroncine del Regio di Torino e le locandine delle pubblicit Campari anni 60. A destra, lo chalet in pietra ha vista sulla catena del Bianco.

lle finestre, vicinissime, le cime del


Bianco e delle Grandes Jorasses.
Dentro, quattro file di poltroncine,
18 posti a sedere. Rosso il leitmotiv
cromatico di questo inaspettato cinema casalingo: quello del vellutino
delle sedute, che arrivano dal Teatro
Regio di Torino, e quello dei tendoni. Poi caramelle gommose, pop corn, e alle pareti le foto di Peter Lik acquistate
durante un viaggio a Las Vegas: New York in uno chalet
valdostano. Ho un figlio regista e attore che vive negli Usa
e ho sempre pensato che un giorno mi piacerebbe poter
festeggiare il suo successo proprio qui, nel nostro rifugio
di montagna, dice la padrona di casa Anna Campari,
che ammiccando allomonimia del cognome ha riempito
le stanze di oggetti e affiche vintage del famoso liquore da
aperitivo, regalo dei molti amici che frequentano lo chalet.
La vocazione allospitalit, del resto, chiarissima: cinque
le camere doppie con altrettanti bagni che portano il nome
ognuna di una vetta della catena del Bianco e un acquerello
che la ritrae, un divano-letto nel cinema, pi un sottotetto,
collegato alla stanza padronale, dove dormono i bambini. E
poi, al livello -1, c la spa, riscaldata da un grande camino

rior dcor dellarchitetto Antonella Cesarei. Fin dallinizio


abbiamo saputo che volevamo che questa fosse una casa di
montagna, non una villa, dice ancora Anna Campari, e
una casa di montagna che riflettesse perfettamente la sua
appartenenza geografica. Nessuno oggi, entrando, potrebbe
pensare di essere in un luogo diverso da Courmayeur.
Certo, il ruolo principale lo gioca la vista frontale al Monte
Bianco. Ma altrettanto fondamentale lincessante attivit
di ricerca degli arredi e dei materiali da parte dei padroni di
casa, basata su una vera passione per i mercatini dellantiquariato, soprattutto quello di Annecy, unita a unindole da
segugi, e su unefficientissima rete di contatti in Valle dAosta
e in Alta Savoia. cos, per esempio, che abbiamo trovato il
legno e gli sportelli per la libreria del salotto: il primo, di larice, arriva da una chiesa diroccata della valle di Courchevel, i
secondi sono antiche finestrelle valdostane adattate al nuovo
utilizzo. Il bel candelabro a tredici bracci in ferro battuto di
fianco al camino, invece, lha scovato un nostro antiquario
di fiducia a Cogne. della fine del Seicento. Linventario
degli arredi, nella costanza del materiale legno grezzo di
montagna e della filosofia del dcor di recupero, continua
con i mobili della sala da pranzo, tipicamente contadini, e
con le statue e i fregi che punteggiano lintera casa, tutti

Fondamentale stata lincessante ricerca di arredi e materiali


da parte dei padroni di casa, basata su una passione per i mercatini
dantiquariato e la rete di contatti in Val dAosta e Alta Savoia.
a bioetanolo, dove un lavandino in pietra scavata a mano
denuncia la propria origine di lavatoio locale e un vecchio
mobile portapane viene utilizzato come bancone per le tisane che i padroni di casa comprano durante i loro frequenti
viaggi per il mondo. Abbiamo voluto che lo chalet, pur
conservando lintimit di una casa, avesse anche le comodit
di un hotel visto che accoglie sempre tanta gente: i nostri
quattro figli, le loro famiglie, i loro amici e i nostri. Per questo
gli spazi comuni sono concepiti per offrire piacevolissime
alternative nelle giornate fredde o piovose. E per questo, ogni
unit di camera pi bagno un po unisola a s. Il piacere
della convivenza senza limbarazzo di inutili incontri negli
spazi pi privati, ecco, spiega.
Da fuori non si immagina tanta concentrazione estetica negli interni. Per tutti, nella frazione di Verrand sopra
Courmayeur, questa rimane la casa della Madonnina, con
le sue pietre, il suo doppio tetto spiovente e la statuina di
Maria della Guarigione che protegge gli abitanti da una
nicchia illuminata. Ma oggi, dopo una lunghissima, meticolosa ristrutturazione (per scavare il piano sotterraneo e il
box abbiamo perfino dovuto parificare la montagna per non
rischiare che la casa cadesse), dentro ha acquistato nuovi
volumi e nuove funzionalit grazie allintervento di inte-

provenienti dallAlta Savoia. Come il tavolino del salotto,


acquistato da un antiquario di Courmayeur, che un antico
deschetto, cio il tavolo di lavoro sul quale il ciabattino
deponeva tutti i suoi arnesi.
Unico cambio di latitudine quello delle lampade, realizzate da un artigiano (un vero artista) del ferro battuto
di Roma che per ha utilizzato pezzi di antichi strumenti
contadini valdostani (di aratri, ringhiere, rastrelli), e li ha
piegati ad arte in forma di foglie e fiori, spiega la padrona
di casa. In questo modo, ladattamento allambiente che le
ospita praticamente mimetico.
FINE
Atmosfera. Pagina accanto: Babbi Natale della collezione della
proprietaria su una madia del 700. Lo specchio in legno policromo
dellAlta Savoia. Alle pareti, unapplique del 700 in foglia doro
e una punta daratro trasformata in lume. Doppia precedente:
a sinistra, lingresso al cinema. Sullo sfondo una grande foto
di panorama americano di Peter Lik. A destra, la libreria con sportelli
a finestrella di recupero. Trave di coronamento intagliato proveniente
dalla demolizione di un rustico nella valle del Gran San Bernardo.
Antica misura per il grano utilizzata come portabottiglie. Sul tavolino,
che lantico deschetto di un ciabattino, serie di portacenere
Campari, appartenenti alla collezione della famiglia.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

141

Spazi privati. Dallalto: nella spa, antico lavatoio. A terra lanterne marocchine e una misura per grano utilizzata come porta-asciugamani. Il bagno Mont Blanc, con
una collezione di foto locali dell800. La spa, con le pareti rivestite di listelli di pietra grigio-verde della Valle DAosta e Jacuzzi con cromoterapia. Camino a bioetanolo
e mobile del 700 utilizzato come tisaneria e porta-asciugamani. Samovar acquistato in Turchia. A destra, la camera padronale: sulla parete di testata del letto, coppia
di angeli in legno policromi depoca 600. Ai lati, applique 800 in foglia doro. Tavole di larice per pavimento e pareti. I comodini sono di provenienza Alta Savoia.

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STORIE.

Dicembre, tempo di fiabe e di racconti. Tempo di viaggi:


in paesi alpini dove, davanti a un camino acceso, il Natale
dura tutto lanno; o in tre piccole stanze dense di storia
e affacciate su una chiesa. Tempo di angeli che allietano le case,
di principesse che arredano castelli. Tempo di benessere
profondo e placido, e delle parole giuste per dirlo.
ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

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Natale
chilometro zero
di R AFFAELE PANIZZA

scesa durante la notte, con violenza e tutta assieme,


mica canticchiando come accade allinterno delle
boule de neige. Al mattino, per, quello che si vede
intorno solo una spolverata bianca sulle siepi che
recintano gli chalet, oltre allo spessore regolare e
geometrico, da intercapedine estetica, della neve depositata sui
tetti. Non ce n traccia ai bordi delle strade, stranamente. Niente
sullerba. Qualcosa sui camini, al limite. Come se tutta la tempesta si fosse fermata sulle cime distanti, a favor di panorama. A
Megve, quando fa troppo freddo, riescono a riscaldare persino
il vento, dicono i francesi invidiosi della perfezione quasi ontologica di questo villaggio dellA lta Savoia, la Saint-Tropez delle
nevi, dove tutto il bel mondo si sposta da met dicembre in poi,
quando nella place de lglise viene inaugurato il grande abete
rosso che indica ufficialmente linizio della stagione.

tembre 1202 sulla via per il priorato di Chamonix, primo essere


umano ad apparire in un registro ufficiale con lindicazione
topografica di Megve (dal celtico Mag e Eve: abitato tra le
acque). Un ricordo lontano il mercato ottocentesco dei cavalli,
incrocio tra i puledri locali e gli stalloni da guerra spagnoli
lasciati in dote dai militari borbonici acquartierati qui durante la guerra di successione austriaca. Dimenticato Adolphe
Ren Jean Capr, conte di Megve e paggio di Carlo Alberto di
Savoia, ultimo discendente nel diciannovesimo secolo di una
casata, ormai estinta, che ha regalato lo stemma alla citt. E
derubricato a semplice fattuccio di cronaca larresto nel 1961
di Pierre Larcher e Raymond Rolland, catturati in uno chalet
da 11 stanze proprio di fianco a quello di ric Peugeot, giovane
rampollo che avevano sequestrato un anno prima ottenendo
un riscatto di centomila dollari.

INTERNI SOFISTICATI E ESTERNI BOREALI, QUIETE E CHAMPAGNE, LUCI SOFFUSE


E LUNGHISSIME NOTTI: VIAGGIO A MEGVE, LA SAINT-TROPEZ DELLE NEVI.
Il paragone con Saint-Tropez ci sta: anche noi abbiamo una
storia antica, non siamo mica nati con le piste da sci, rivendica
Edith Allard, che lavora per lassessorato alla cultura e al patrimonio del comune. Con una differenza: il paese frequentato
da unlite di industriali meno appariscente di quella che va in
Costa Azzurra racconta Stefano Forever, titolare dellomonimo cabaret con sede estiva a St.Trop e invernale quass, ci
sono i Campari, i Brembo, i Plassat di Carrefour, poi politici
e diplomatici. Gente che ama il basso profilo. Unidentit
antica, quindi. A sentir in giro, per, tutto quanto accaduto
prima che la baronessa Maurice de Rothschild decidesse di
fondare tra i torrenti Glapet e Nant des Cordes una St. Moritz
francese non conta. Prima della Baronne Nomi, come la
chiamano in Savoia, il nulla. Solo letteratura gli archi e frecce
mesolitici ritrovati su questo terreno di caccia preistorico. Un
parvenu, quel Guillaume de Faucigny passato di qui il 18 set-

146

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Per tutti, Megve nata nel 1920, quando la nobildonna,


appassionata sciatrice, ha piantato sul Mont DArbois la sua
bandiera. la nipote Nadine a raccontare la versione ufficiale
tramandata in famiglia: Durante la Prima guerra mondiale
nonna sera rifugiata a Parigi sotto legida della Croce Rossa,
racconta la scrittrice e socialite, discendente di una famiglia
che attraverso il gruppo bancario Edmond de Rothschild
detiene un patrimonio mobiliare e immobiliare calcolato in
centosessanta miliardi di franchi svizzeri. Dopo la guerra,
decise di andare a St. Moritz per riposarsi, finch un giorno
si imbatt nel barone Krupp, industriale che aveva in odio per
aver rifornito dacciaio lesercito tedesco. Indignata, chiede
al suo istruttore di sci di trovarle una nuova localit per
Superstar. A lato: grafica vintage per una scatola di biscotti. A Megve
sono stati girati anche vari film, tra cui la sequenza iniziale di Sciarada.

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

to il cui fondatore, Armand Allard, nel 1930 invent i primi


fuseau da neve su richiesta dellamico discesista mile Allais.
Per volont del nipote Antoine, li riproponiamo questanno
in chiave contemporanea e da portare tutti i giorni: arancioni
e fucsia e neri e viola, racconta una commessa. Poi le sciate
discrete di Alberto di Monaco e gli elicotteri al seguito di
Vladimir Putin, spesso ospite del magnate del potassio Sulejman Kerimov nello chalet con eliporto da 36 milioni di euro.
Quando ho cominciato, nel 2005, gli chalet grandi trecento
metri quadrati si contavano sulla punta delle dita. Adesso, si
va dai seicento ai mille, minimo, racconta Laurent Allard, titolare di una quotata agenzia di real estate in paese. Parla con
una fascia elastica a cingergli i lobi, monsieur Allard, postumi
di una settimana folle al telefono a gestire le infinite richieste
dacquisto che stanno piombando nel suo ufficio. Da quando
Tradizioni. Dallalto, in senso orario: lhotel Les Fermes de Marie
a Megve. Una spilla. Una camera de Les Fermes de Marie. Uno chalet.
Un ciondolo dal disegno tradizionale. La Maison Allard, in place
de lglise. Un piatto decorato con stelle alpine. La piscina della spa
dellhotel Les Fermes de Marie, ospitata in una antica fattoria della
Savoia. Orsetti decorativi a Les Fermes de Marie. I massicci montuosi
che fanno da sfondo a Megve. Prodotti tipici a Les Fermes de Marie.

VALENTIN CHRISTOPHE. GUILLAUME DE LAUBIER. YANNICK LABROUSSE. MARIE-PIERRE MOREL

trascorrere le vacanze invernali. Si chiamava Thygue Smith,


un norvegese che conosceva Megve grazie alla descrizione
entusiastica del luogo pubblicata nel 1913 dalla giornalista
francese Mathilde Maige-Lefournier sulla rivista La Montagne, racconta David Rossogni, che ha appena terminato di
scrivere la prima storia completa del villaggio con lintento di
pubblicarla lanno prossimo. Cos, nel 1920, tra il massiccio
dellAravis e il Monte Bianco, nellalta valle del fiume Arly,
nasce le Domaine du Mont DArbois, chalet dei Rothschild
inaugurato alla presenza di re Alberto del Belgio. Un hotel a
cinque stelle ancora oggi parte del patrimonio familiare, in
cui tornano regolarmente Benjamin e Ariane de Rothschild
con le loro quattro figlie. Oltre alla stessa Nadine, che lo scorso
luglio ha inaugurato (avendolo finanziato) il nuovo osservatorio astronomico in cima al Mont DArbois.
Storie dallure in bianco e nero che si sovrappongono in
continuazione a un contemporaneo a colori. Miscela che fa di
Megve lincarnazione perfetta degli equilibri e delle energie
che volano sulla cometa di questo inverno 2015: interni sofisticati ed esterni boreali, raccoglimento e champagne, romanticismo e aspirazione, luci suffuse e lunghe notti. Ci sono le
vetrine di Aallard per esempio, storico negozio dabbigliamen-

gli svizzeri si son messi a vendere in massa le loro propriet


di lusso, spaventati dalla tassa di successione al 40 per cento
introdotta dal governo Hollande, il mercato ripartito alla
grande, racconta. Uomini daffari europei con figli sparsi in
tutto il mondo che cercano un luogo per riunire la famiglia,
almeno a Natale. E che ogni mattina saltano su un elicottero
e sorvolano il Monte Bianco per andare a sciare in Italia,
dove il fuoripista permesso. una generazione strana, di

di brocantage di Montpellier e Avignone, insieme a tessuti


firmati Arpin 1817, suggerisce Jocelyne Sibuet, proprietaria
del meraviglioso hotel Les Fermes de Marie che ogni inverno ospita personaggi come Tom Cruise, Guillaume Canet,
Marion Cotillard, Carla Bruni e Nicolas Sarkozy. Poi coltelli
a scatto da avventura nei boschi da mettere in tavola per
tagliare la carne e trofei di caccia in plexiglas, sdrammatizzati e un po Damien Hirst, da appendere sopra il camino.

JULIEN OPPENHEIM/MARIE CLAIRE/IPA

ALLE PARETI STAMPE DEL FOTOGRAFO PATRICK BLIN E QUADRI A OLIO.


POI PELLI DI VOLPI COME COPRILETTO, TESSUTI ARPIN 1817, LEGNO, FERRO.
milionari dalle vite professionali estremamente stressanti, che
a Megve amano stare in casa e organizzare le feste e le cene
private, racconta Catherine Navarro, proprietaria dellomonimo negozio darredo e decoratrice tra le pi richieste in citt
insieme a Olivier Chetail e Astrid Maillet-Contoz. Miscelare
legno e ferro, questo il trend. Appendere alle pareti dabete
stampe del fotografo naturalista Patrick Blin prese nella terra
dei lupi in Siberia e quadri a olio di placidi montoni. Poi
pelli di volpe come copriletto e antichit trovate nei mercati

Un luogo alla moda e di contaminazioni, dove per ci sono


ancora 38 fattorie che producono il latte da trasformare in
toma savoiarda, in reblochon e Beaufort (per degustazioni con
champagne: Laiterie Gaiddon). E dove Emmanuel Renaut,
chef del tristellato ristorante Flocons de Sel, ogni mattina va
nellorto a cogliere fior di cipolla, daglio, dachillea e cerfoglio
per i suoi piatti pluripremiati. Megve est simple et naturelle,
scriveva centanni fa nel suo articolo Mathilde Maige-Lefournier, perch in grado di completare se stessa.
FINE

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Io e gli angeli
di RAFFAELE PANIZZA

atteo Thun
di umore
r a g g i a nt e .
Stato che si
traduce in
una postura d animo
gentilmente sorniona, sardonica qua e l
ma senza spigoli, da adulto sazio sdraiato davanti a un camino, con brandy sul
tavolino, e conversazione soddisfacente a
portata di mano.
Il suo lungo nome di battesimo gli gira intorno rivelandolo a intermittenza,
come fa una luminaria col suo abete

non confezionato a dovere, suggerisce


per esempio, pregustandosi una gag da
realizzare alla sartoria Larusmiani di via
Montenapoleone a Milano, allestita per le
settimane che precedono le feste coi suoi
iconici uccellini di cristallo.
Artista del legno e delle nevi, sessantatr
anni, nato nel castello gotico di SantA ntonio a Bolzano, figlio dellinventrice degli
angioletti Thun e di una dinastia che risale
fino a San Vigilio, il pi natalizio, e caldo,
degli architetti italiani. Creatore di luoghi-rifugio come gli hotel Vigilius e Pergola in Alto Adige, che sembrano tronchi
di legno adagiati in un bosco, spazi cavi

tello che gestisce lazienda. Che tra laltro


continua a crescere in modo prodigioso,
producendo oggetti inutili.
Che per compiono un gesto che ha
qualcosa di metafisico, intuito persino
da chi li snobba. Con la bocca, flautano lanima.
Bella espressione, non ci avevo mai
pensato. Anche se dietro in realt ci sono scelte tecniche per produrre ceramica
seriale: gli occhi son chiusi per evitare
di dover disegnare le pupille ad esempio,
col rischio di strabismo e inespressivit.
Il naso a patata perch mamma usava
un legnetto per bucarlo, creando cos le

ARTISTA DEL LEGNO E DELLE NEVI, NATO IN UN CASTELLO GOTICO, FIGLIO


DELLINVENTRICE DEI CELEBRI PUTTI E DISCENDENTE DI UNA DINASTIA CHE RISALE
A SAN VIGILIO, MATTEO THUN IL PI NATALIZIO DEGLI ARCHITETTI ITALIANI.
addobbato: Matthus Antonius Maria
Graf von Thun und Hohenstein. Thun
da parte di padre. Von Grabmayr da parte di madre. Genealogia di giuristi i cui
membri di sesso femminile, tirannizzati
nella gestione dellhotel Scala di Bolzano,
per decenni non avevano potuto n innamorarsi n prendere marito. Una discendenza nobile che dopo trentacinque anni
vissuti a Milano emerge solo a tratti, in
alcuni vorrei che suonano come ordini,
se non addirittura capricci. Le chiedo
un favore: al cocktail di domani si avvicini a Philippe Daverio e, toccandogli
il revers, gli faccia notare che il suo abito

allinterno dei quali famiglie di scoiattoli


hanno raccolto le provviste e, chiss come,
acceso un lumino che si vede in lontananza. Una ricerca di pienezza polisensoriale
che lui indica con un parola tedesca, intraducibile in italiano, ma che Matteo Thun
ritiene invece pienamente traducibile in
architettura.
Casa sua era tappezzata di angioletti?
Ma no! Nelle stanze di Castel SantAntonio, sinceramente, non sono mai entrati.
Come spiegavate il loro successo planetario, in famiglia?
Le ragioni sfuggono a chiunque, a mia
madre che li ha inventati come a mio fra-

narici. E a quel punto ne usava un altro


pi grande, per realizzare il foro della
bocca, che sembra cantare. Un lavoro
che tra laltro ho fatto anchio, tra i dieci
e i quattordici anni: mi pagavano cinquecento lire al giorno.
Il volto del puttino archetipo, lAngelo
di Bolzano, di chi ?
Nessuno lo sa veramente. Mamma ha lasciato intendere di essersi ispirata al mio
viso, intorno ai 13 mesi, quando ero ciccione coi capelli ricci e la bocca sempre pronta
a succhiare. Ma non lha mai confermato
davvero, tant che qualcun altro sospetta
che si tratti di mio fratello Peter.

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bambini, le donne di casa lo addobbavano, con candele vere e oggetti tramandati


dai bisnonni: sfere di vetro di Boemia,
uccellini di cristallo oppure palle doro
antiche, le stesse che vengono messe nei
giardini di rose per tenere lontani i volatili. Non cera limite alla fantasia della
padrona di casa. Poi, appena diventava
buio, prima di cena, qualcuno faceva tintinnare un campanello che indicava larrivo di Ges Bambino: la porta della sala
si apriva e tutti ci si raccoglieva intorno
allalbero, in semicerchio, a cantare Stille
Nacht, Heilige Nacht. Di solito cerano
dei fili doro appoggiati al davanzale, i
capelli persi da Ges mentre fuggiva volando fuori dalla finestra. E quindi, ci si
lanciava sui regali.
Oggi che i suoi figli hanno quasi
trentanni tutto uguale?
S. Trascorriamo il Natale a Sankt
Moritz, perch il connubio con la neve

La sua opinione?
Diciamo che la data di realizzazione del
primo angioletto, il 1954, pi coerente
con la mia venuta al mondo, nel 1952.
Perch non avevate ceramiche Thun, in
casa vostra?
Per lo stesso motivo per cui oggi evito di
possedere oggetti disegnati da me: una
questione di principio. Ho creato decine di
tazzine ma non ci penso proprio a usarne
una mia, per bere un caff. Amo le cose di
lunga durata, gli oggetti di antiquariato o
le porcellane di famiglia. Vedere e utilizzare se stessi, non aiuta a pensare al futuro.
Non si rimane un po sospesi, senza terra sotto i piedi, facendo cos?
Al contrario. Si ha molta pi terra quando
si sta seduti sulla sedia della nonna.
Quali sono le sue porcellane preferite?
Quelle realizzate da Josef Hoffmann

152

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

negli anni Venti e Trenta per le Wiener


Werksttte ad esempio, cos sottili da
essere traslucenti. Amo molto quelle di
Augarten, poi. Mentre mia moglie predilige Meissen.
Comera la tavola di Natale, al castello?
Si festeggiava solo la notte del 24, mentre il 25 era una giornata normale, in cui
fare una passeggiata o andare a sciare.
Era una tavola semplice, con porcellane
a fiori dellOttocento. Come del resto
era semplice il cibo: lopulenza, la gran
mangiata, va in direzione contraria alla
nostra percezione del Natale. Con tutto
il rispetto verso lItalia pi mediterranea, ovviamente.
Lalbero, invece?
Lalbero doveva arrivare al soffitto, che
in casa nostra era alto quasi otto metri.
Mentre gli uomini tenevano occupati i

per noi imprescindibile. Lalbero lo


compriamo il 23, sempre dallo stesso
contadino, nella piazza del paese. Un
abete che per essere quello giusto deve
avere i rami perfettamente ortogonali e
scaturire alla stessa altezza del tronco, in
modo che gli aghi facciano piattaforma
e le candele stiano ben dritte. Anche per
evitare incidenti spiacevoli, che pur capitano. Dopo il 25 lo si pianta nella neve,
in giardino. E quando inizia a sfiorire,
si taglia per il camino.

Sostenibili. In alto: larchitetto Matteo Thun.


Pagina a lato, dallalto: tre progetti ideati
dallo studio Matteo Thun & Partners.
Lhotel Pergola a Lagundo, presso Merano.
LHugo Boss Business Unit a Coldrerio,
in Svizzera. Il Vigilius Mountain
Resort a Lana (BZ). Pagina precedente:
un angioletto in legno della Thun.

NACHO ALEGRE. PERGOLA RESIDENCE. ENRICO CANO. VIGILIUS MOUNTAIN RESORT

CI CHE CERCO LO SPIRITO DI UNA PAROLA BELLISSIMA, INTRADUCIBILE:


GEMTLICHKEIT, CHE INDICA UNA PERCEZIONE DI BENESSERE PROFONDO
E PLACIDO. IL CONTRARIO DI UN CERTO DESIGN CONTEMPORANEO.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

153

Progettando edifici, quanto le utile richiamare alla


memoria queste sensazioni?
Molto. Perch ci che cerco di incarnare lo spirito
di una parola bellissima, non traducibile in italiano:
Gemtlichkeit, che indica una percezione di benessere profondo e placido legato alla polisensorialit. Se
questo ufficio per esempio fosse una Stube rivestita
di legno, con un lumino acceso sul tavolo e una stufa
allangolo che emanasse un certo tipo di calore, allora
la pelle, il naso e il cervello proverebbero nello stesso
istante un benessere completo, e molto intenso.
Non da hotel a cinque stelle, parrebbe.
Lo vivi pienamente nelle case umili dei contadini. E
pi sono umili, pi intensamente lo percepisci. Luoghi
dove i sensi si scambiano di posto, tocchi con gli occhi e
guardi con le mani. Dove lo spazio ha una patina antica.
Nei masi di Sankt Martin im Kofel in Val Venosta, o nelle case Walser, si sperimenta in modo inequivocabile.
E nelle sue creazioni?
C una casa che costruir ad Appenzell, in Svizzera,
uno degli ultimi luoghi al mondo dove una volta lanno
il popolo vota in piazza per alzata di mano, soltanto gli
uomini per. Il mio committente ha accettato che gliela
costruissi senza mobili, una casa dove le esigenze dello
star seduti, o dello stare a letto e del cucinare saranno
incorporate in un guscio architettonico fisso, senza
ingerenze estetiche di altro tipo.
E del design cosa resta, in tutto ci?
Rovina tutto, strilla. Provi ad andare in uno showroom di via Durini o via Turati a Milano e mi dica se
sente la Gemtlichkeit, in luoghi cos. Il design un
deterrente al benessere, per come lo intendo io. Quando
creo, cerco di infastidire il meno possibile con la sua
presenza. E questo un messaggio piuttosto polemico,
in caso non si fosse capito.
FINE
Alpine. In alto: le residenze edel:weiss, Katschberg,
in Austria, progetto di Matteo Thun. A destra: regesto
figurato delle opere di Vico Magistretti dal 1953 al 1980.

154

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Disegnavamo
alla milanese
di FR ANCESCA MOLTENI

JENS WEBER. FONDAZIONE STUDIO MUSEO VICO MAGISTRETTI

a voce, roca e seducente, con la erre francese, tanto lombarda. I calzini rossi, il loden,
la bicicletta, il telefono e la finestra. Tanti
lo ricordano cos, Vico. Le sue ossessioni, il
suo modo di essere, senza fronzoli, un po
british, essenziale nella vita e nel lavoro. In
bicicletta, per le strade del centro di Milano,
al telefono a raccontare i suoi progetti, o alla finestra dello
studio in via Conservatorio, davanti alla chiesa di Santa Maria
della Passione. Per Patricia Urquiola, che gli deve molto, la
voce. Vico e la sua voce. Per Stefano Boeri, che lo ha conosciuto
davvero da direttore di Domus, la finestra. Quanto mondo
entrato, in quella finestra, quanta Milano ha guardato, attra-

versandola come se non ci fossero confini. Da l, Vico osservava


lopera del suo bisnonno, larchitetto Gaetano Besia, autore di
Palazzo Archinto nel 1837, poi Collegio Reale delle Fanciulle.
Continuit nella tradizione, una passione di famiglia. Magistretti lo ricordano cos, Patricia Urquiola e Stefano Boeri, con
affetto e riconoscenza, nei video che accompagnano la mostra
Ho girato il mondo Magistretti Viaggi Progetti, aperta fino al
29 dicembre 2015 alla Fondazione Magistretti. Un luogo incantato, tre piccole stanze dense di storie, lo studio museo dove
Vico ha lavorato per sessantanni, dal 1946 al 2006. Lo aveva
ereditato dal padre, Pier Giulio, architetto anche lui, che negli
anni 20 costruisce ledificio allangolo tra via Conservatorio
e via Bellini. Sar poi Vico a progettare, nel 1966, la casa

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

155

Dallalbum dei ricordi. Alcune foto dallarchivio


della Fondazione studio museo Vico Magistretti.
A Zermatt, nel 1955. A pesca. Con la moglie,
Paola Rejna Magistretti a Ischia, nel 1949.

dabitazione a ridosso delledificio del padre, una preesistenza


importante, un rapporto ancora da indagare. Tre generazioni
di architetti, la professione come destino.
Ludovico, per tutti Vico, nato a Milano nel 1920, il padre
lo aveva conosciuto poco. Nel 39, dopo il liceo classico al Parini, si iscrive al Politecnico. Pier Giulio a Napoli, sta per
imbarcarsi per lAfrica ma, durante la visita medica di leva,
gli viene scoperta una malattia che di l a pochi anni se lo
porter via. Vico, nellottobre del 43, si rifugia in Svizzera,
dove segue i corsi del Champ Universitaire Italien di Losanna.
E l incontra il suo maestro, Ernesto Nathan Rogers, fondatore dello studio BBPR. Tornato in Italia nel 45, si laurea al

ricostruzione, di fratture con il passato. Vico tra i promotori del Movimento Studi Architettura (MSA), un gruppo di
giovani architetti che si incontrano per discutere del lavoro,
si impegnano per larchitettura moderna, vogliono riformare
la societ e la cultura, partecipano alle Triennali e ai concorsi,
come quello per il nuovo quartiere QT8. Per Magistretti, i
progetti per lINA-Casa, le case prefabbricate e le costruzioni
per il popolo, cui si dedica per una decina danni, sono anche
uneducazione al progetto. un Magistretti prima di Magistretti, come lo conosciamo oggi. un modo per imparare
lattenzione al dettaglio, lesecuzione accurata, la semplicit
e il buon senso. E, insieme, un esercizio per trovare lo scarto,

Politecnico e condivide per pochi mesi lo studio con il padre,


che aveva partecipato con Portaluppi, Griffini e Muzio alla
progettazione dellArengario di piazza Duomo. Pier Giulio
uno degli architetti pi raffinati del Novecento milanese,
secondo Virgilio Vercelloni, fra i meno noti proprio per la
difficolt della sua architettura e per lassenza sistematica di
ogni compiacenza didascalica nella sua ricerca. Un padre
che aveva contribuito, come i maestri della sua generazione,
a ridefinire limmagine della nuova borghesia metropolitana,
disegnando, per esempio, la facciata su piazza Beccaria della
Galleria del Corso. Nel dopoguerra tutto cambia, tempo di

156

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

il segno dellarchitetto, lespressivit con pochi mezzi. Ben


presto, con questi strumenti, affronta due progetti importanti
per Milano, la Torre al Parco in via Revere del 1953-56, con
Franco Longoni, e il palazzo per uffici in corso Europa (195557). La prima ancora oggi, uno degli edifici alti che pi
caratterizzano lo skyline della citt. Lavevo fatto marrone,
color tronco dalbero, racconta Vico, ma nessuno comprava
gli appartamenti e allora labbiamo sbiancato. Ecco un esempio del suo pragmatismo lombardo che, negli anni a venire,
sar tanto apprezzato dalla committenza, insieme alla capacit
di sintesi tra la nuova architettura e la tradizione classica, tra

FONDAZIONE STUDIO MUSEO VICO MAGISTRETTI

IL DOPOGUERRA, UN NUOVO SKYLINE PER LA CITT, LALBA DEL DESIGN:


CON VICO MAGISTRETTI, IL PALLADIO DELLA BRIANZA, CONTINUA
IL PERCORSO DI AD TRA LE VITE FORMIDABILI DEI MAESTRI DEL 900.

Figlio darte. Sopra: Pier Giulio Magistretti,


padre di Vico. Architetto, partecip tra laltro
alla progettazione dellArengario di Milano,
con Giovanni Muzio e Piero Portaluppi.
A destra: Vico Magistretti impegnato in
una partita di golf a Madonna di Campiglio.

memoria e moderno. Due elementi in parte mutuati dal padre


Pier Giulio. Dagli anni 60, infatti, Vico progetta soprattutto
per i privati. Labitare diventa il suo tema privilegiato, come
dimostra la piccola casa Arosio ad Arenzano (1956-59).
Il Palladio della Brianza, cos lo ha definito Fulvio Irace, diventa larchitetto della villeggiatura dellaristocrazia lombarda,
con la Club House del Golf Club di Carimate, le case Bassetti ad
Azzate, Schubert a Ello, Muggia a Barzate, Cassina a Carimate.
Si ispira al paesaggio locale, lo modella, con libert. venuto
da me Cesare Cassina, racconta con ironia, e mi ha detto:
Ma architetto, potremo mica farla noi questa sedia?. Cos
nata una lunga storia di collaborazione. Ma devo dire che io non

tanti e cose superflue. Come nei suoi lavori per Artemide, Flou,
Oluce, De Padova, Schiffini, e tante altre aziende, oltre alla nota
collaborazione con Cassina. Gli interessa la necessit, il bisogno
di oggetti per le nuove case, non disegnare per il salotto della
contessa, ma lindustria che raccoglie questa necessit, quando
il progetto diventa prodotto, e chiunque pu entrare in un negozio e comprarlo. Il contatto con le persone e la riproducibilit
lo affascinano e lo portano, da architetto, verso il design. Come
nascono i progetti? Parlando, discutendo. A me piace il concept design, quello che talmente chiaro che puoi anche non
disegnarlo. Molti dei miei progetti li ho trasmessi al telefono,
dice Vico. Niente disegni tecnici, qualche schizzo e via, verso

LINSEGNAMENTO CRUCIALE, PI CHE DALLUNIVERSIT, GLI VIENE


DAL LATINO: IMPARA INFATTI A DISTINGUERE CHE CI SONO COSE
FONDAMENTALI, COSE POCO IMPORTANTI, COSE SUPERFLUE.
ho iniziato quella storia per danaro. Negli anni Cinquanta io
ho progettato quasi unicamente architetture. Ricordo benissimo che nel 1960 dovevo progettare una casa e mi venuto un
esaurimento nervoso. E ricordo che ho pensato: be, facendo il
design, mi pago il gioco del golf. Cos nasce la celebre sedia
Carimate del 1960, con understatement e consapevolezza del
proprio mestiere. la svolta che lo porter lontano, verso lindustrial design. Un insegnamento cruciale, pi del suo percorso
universitario, ricorda la nipote Margherita, responsabile della
Fondazione Magistretti, gli viene dal latino. Per imparare a
distinguere che ci sono cose fondamentali, cose poco impor-

la Brianza, dove ci sono i produttori, gli artigiani, gli inventori


di prototipi. Le icone del nostro industrial design sono figlie di
questa visione, si sono impresse nella nostra memoria e hanno
contagiato il mondo, fino a conquistare la regina dInghilterra
che lo chiama, alla fine degli anni 70, al Royal College of Art
di Londra come visiting professor. Perch, se ti chiama The
Queen vai, anche se chi sa fare fa, chi non sa fare, insegna.
Pragmatismo del Palladio della Brianza.
FINE
Sulla mostra Ho girato il mondo... Magistretti Viaggi Progetti
alla Fondazione Magistretti, vedi Backstage p.163

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

157

Ma che bel
castello
di MARIAE GLORIA THURN UND TAXIS fotografie di TODD EBERLE

a prima volta che


entrai nella corte
di St. Emmeram
fui travolta dalle
dimensioni e dalla
grandeur del palazzo. Non riuscivo
a credere che era
la casa delluomo con cui dovevo uscire,
Johannes il principe Johannes Thurn
und Taxis, per essere precisi undicesi-

rabili. E poi mi chiese di accompagnarlo


a Regensburg. Avevo ventanni. Lui cinquantatr. Il guardiano mi port in giro
per la casa, un tour che dur circa tre ore.
Poi incontrai suo padre un anziano e
minuto signore di circa 85 anni. Mi ricevette nel suo salotto privato, che era pieno
di uccelli, compresi pappagalli e un corvo
che continu a gracchiare durante la nostra conversazione. Il padre di Johannes
parlava fluentemente otto lingue, e a me si

matrimonio da favola fu un sogno e gli


anni trascorsero meravigliosi, senza un
problema n una preoccupazione, solo
divertimento e avventure.
Johannes era un uomo generoso. Era
felice del mio entusiasmo quando incontrai per la prima volta Keith Haring. I
suoi lavori furono la mia prima acquisizione. Comprai il mio primo Basquiat alla
galleria di Tony Shafrazi. E cos cominciai
la mia collezione, sponsorizzata da mio

mo principe della casata. Johannes e io


ci eravamo incontrati la prima volta un
paio di settimane prima a Monaco. Era
il 1979. Lui dava un lunch al Bratwurst
Glckl, tipico ristorante bavarese, e suo
nipote mi ci aveva portata insieme ad altri
amici. Qualche giorno dopo Johannes si
era fatto vedere al Caf Reitschule. Avevo
dei biglietti per un concerto, quella sera,
ma Johannes mi aveva invitato a cena,
cos andai con lui. Diventammo insepa-

158

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

rivolse in ungherese, la mia lingua madre.


Io ero cresciuta senza soldi perch entrambi i miei genitori avevano lasciato le
loro propriet per sfuggire ai bolscevichi.
Mio padre era partito con un cavallo e
un carretto insieme alla madre e ai fratelli e aveva poi trovato da lavorare in un
obitorio per pagarsi gli studi di politica e
diventare giornalista. (...)
Capii immediatamente che Johannes era lamore della mia vita. Il nostro

marito. Amava molto sia Andy (Warhol)


sia Keith (Haring) e li invit a palazzo.
Vennero entrambi e Keith conquist i
miei figli. Prese il suo pennarello e gli disegn tutta la stanza dei giochi. (...)
Quando Johannes si ammal, mi resi
conto che i suoi amministratori se ne
A palazzo. A destra: la principessa Mariae
Gloria Ferdinanda Joachima Josephine
Wilhelmine Huberta Thurn und Taxis.

COURTESY SKIRA RIZZOLI

LA FAVOLA (VERA, PER) DI UNA PRINCIPESSA E DELLA SUA GLORIOSA


MAGIONE, RACCONTATA DA LEI MEDESIMA: UN LIBRO RIPERCORRE PER PAROLE
E IMMAGINI LEPOPEA DEI THURN UND TAXIS. ECCONE UNANTEPRIMA.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

159

AVEVO VENTANNI,
LUI CINQUANTATR.
MI FECE FARE
IL TOUR DELLA CASA.
DUR CIRCA TRE ORE.
stavano approfittando. E proprio nel mezzo di tempi difficili, Johannes mor. Io e i
miei figli, che erano ancora molto giovani, rimanemmo tutti soli nellenorme St.
Emmeram. Quando i miei figli andarono
a studiare allestero, cominciai a pensare
a come rendere attraente per il pubblico
il palazzo. (...)
Oggi le facciate sono state completamente restaurate e il palazzo ha un nuovo tetto di ventimila metri quadrati. Abbiamo inventato un festival allaperto, il
Thurn und Taxis Schloss Festival. E per
quattro settimane nel cortile e nei giardini del palazzo c il nostro mercatino
di Natale. La maggior parte delle stanze
sono aperte al pubblico. (...)
Quando ero piccola, vivevamo in una
meravigliosa, piccola casa prefabbricata
ma ognuno di noi quattro figli aveva la
sua stanza. Certo, avevo le mie fantasie
e i miei desideri di bambina e mi vedevo
sposata a un principe. Ma se devo essere
onesta, ero cos impegnata a lavorare, a
cogliere mele e ciliegie in una fattoria o
a fare ceramiche per guadagnare qualche
soldo, che mi rimaneva ben poco tempo
per sognare. Quando arriv il mio principe, mi ero dimenticata del mio sogno di
bambina. Finch, quando divenne realt,
me ne ricordai.
FINE
Sul libro House of Thurn und Taxis, vedi
anche Backstage p.166

Generazioni. In alto: la principessa Elisabeth


Margarethe Maria Anna Beatriz Thurn und Taxis.
A sinistra: un ritratto del principe Johannes
Thurn und Taxis di Gottfried Helnwein, 1988.
La residenza di St. Emmeram ricca di opere
di maestri dellarte contemporanea.

160 ARCHITECTURAL
ARCHITECTURAL DIGEST
DIGEST ITALIA
ITALIA

SUGGERIMENTI, INDIRIZZI, CURIOSIT, DETTAGLI: DIETRO LE QUINTE DI QUESTO NUMERO DI AD.

BACKSTAGE.
PAG. 134
Drink serale. Il set in acciaio
e cuoio Polaris di Santa Design
Studio per De Vecchi Milano 1935,
per degustare distillati, 435 .

PAG. 94

PAG. 106
Inedite cromie. La macchina di cottura in acciaio
ad alto spessore di Officine Gullo Firenze, con
4 fuochi e maxiforno professionali, da 25.620 .

Sedute soft. Il divano


Land di Giuseppe
Bavuso per Alivar, qui
nella versione in pelle,
disponibile anche
in tessuto: il prezzo
parte da 4.320 .

PAG. 94
Icona del relax. La chaise-longue
LC4 di Le Corbusier, Charlotte Perriand
e Pierre Jeanneret: collezione I Maestri
di Cassina, prezzo a richiesta.

PAG. 94

DOPPIA IDENTIT

Caldo dautore. una vera scultura,


il camino a legna Htrofocus 1400,
numerato e firmato da Dominique Imbert
per Focus. Viene realizzato in acciaio grezzo,
cerato, e costa circa 8.390 .

PAG. 106
Dentro il paesaggio. Il massimo della luce,
con finestre e portefinestre di Essenza,
adatte agli stili pi vari. Scorrevoli, come
il modello sotto, oppure a battente, o con
cornice ridotta al minimo. Prezzo a richiesta.

Nelle case di montagna di AD


CLASSICO E CONTEMPOR ANEO

dialogano con intense suggestioni.


Lanima delle dimore dalta quota ha due facce:
questo raccontano gli interni delle case selezionate per il numero di dicembre di AD. I dettami
costruttivi e lo spirito della tradizione montanara
incontrano gli stili architettonici e le esigenze contemporanei, offrendo molti spunti dispirazione.
Per rivestimenti e arredi, il legno, con la sua calda,
insostituibile accoglienza, trionfa sempre: e ci sono
interessanti proposte dal mondo dellarredamento,
in alternativa agli elementi depoca, da scovare tra
rustici diroccati e mercatini dellantiquariato.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

163

BACKSTAGE.
PAG. 94
Animalier. Il pouf Limbo
in legno, rivestito in seta
maculata chocolate, della
collezione Silk Satin: una
proposta di Roberto Cavalli
Home. Costa 1.790 .

PAG. 106

PAG. 94

Lidea del comfort. Unaltra icona dellarredo:


la poltrona inclinabile P40, progettata da Osvaldo
Borsani per Tecno nel 1955. Il prezzo parte da 6.110 .

Di rigore. Essenziale il tavolo LessLess disegnato


da Jean Nouvel per Molteni & C. In metallo, disponibile
anche in versione colorata, prezzo a richiesta.

PAG. 126
Cromia shocking. La credenza
in abete spazzolato di Scandola
composta dalla base Ariette, con 2 ante
e 2 cassetti, e dallalzata con frontali
modello Karen, 2.448 .

PAG. 134
Nuance delicate. Plaid
(599 ) e cuscino (59 )
in pelliccia ecologica,
della collezione Pernula.
Di La Perla Home
Collection by Fazzini.

PAG. 94
Evergreen. La forma
rigorosa del lavabo
Acquagrande (1997)
di Ceramica Flaminia,
in varie soluzioni, misure,
finiture, da 666 .

PAG. 118
Dettagli neoclassici.
Allure depoca per la
vasca della collezione
Magnifica di Gianni
Pareschi, Scavolini
Bathrooms.
Prezzo a richiesta.

164

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Per i pavimenti, tra i marchi del settore c una


vasta scelta di essenze, anche di recupero, per
un effetto antico. O, per cucine e living, le madie in abete, per dipinte con cromie vivaci,
come il color fragola. Nuance inedite, del resto,
caratterizzano persino le macchine di cottura
pi classiche, come quelle firmate La Cornue:
adatte a case alpine che vogliano mantenere il
sapore della tradizione, miscelato per allo stile
contemporaneo. Con risultati estetici forti.
il caso dello chalet, a Gstaad, di unarredatrice
dinterni parigina: in questa dimora seicentesca

PAG. 126
PAG. 134

Trasformabile. Di Team 7,
il letto medio mobile
a soppalco (questo modello
pu diventare anche
a castello) con tenda
coordinata. Costa 1.741 .

Capitonn. La forma classica e confortevole


della poltrona Iulius C. in pelle verde
impunturata, realizzata da Mascheroni.
Il prezzo a richiesta.

PAG. 126
Fascio luminoso. Lampada
a sospensione Projecteur 365:
da un progetto di Le Corbusier
del 1954, rimasto inedito fino
al 2012. Di Nemo Lighting, 793 .

PAG. 106
Per lo studio. Scrivania Avatar
di Umberto Asnago per I 4
Mariani: piano in finitura ebano,
bordi e gambe in pelle. 9.595 .

PAG. 126
French Touch. Ha gi festeggiato
gli 80 anni, ma la sedia in metallo di Tolix,
creata da Xavier Pauchard, unicona per
chi sa guardare avanti. Prezzo a richiesta.

PAG. 106
Allessenza. Tavolino
sfaccettato in legno
di pino vecchio,
di Dialma Brown,
costa 975 .

non mancano icone del design, come la poltrona


P40, ideata da Osvaldo Borsani per Tecno nel
1955, inclinabile e rivoluzionaria per lepoca; da
riscoprire. Altre citazioni, per il relax fra le nevi:
la chaise-longue LC4 di Le Corbusier, Charlotte
Perriand e Pierre Jeanneret (ideata nel 1928, ma
prodotta da Cassina dal 1965) della casa nellA lta
Val di Susa ristrutturata da Fabrizio Giugiaro:
questo chalet, pur conservando la forma esterna
originaria, esprime, con grandi vetrate, e funzionalit e rigore allinterno, i concetti dellarchitettura moderna. A.V.

PAG. 118

PAG. 118

Fiori da montagna. Il tessuto in lino Les


Colonies del marchio Braqueni di Pierre
Frey, con motivi floreali ricamati, nello stile
della seconda met dellOttocento.
Il prezzo circa 275 al metro.

Pavimenti datmosfera. Parquet Castagno


del Tempo, della collezione Listoni dEpoca
di Cadorin: il marchio offre unampia selezione
di essenze, lavorazioni e sfumature, e anche
legni di recupero. Prezzo a richiesta.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

165

B A CK S TA G E.
DA AD CHRISTMAS PAG. 74
DA PAG. 64

GIOIELLI
DEL NORD

FIOR DI MUSICA
Un incredibile LOCALE GREEN a Milano il set del Portfolio di AD Christmas.
Un luogo dalle molte vocazioni, il Potafiori, aperto
di recente a Milano. Lidea di Rosalba Piccinni,
flower designer ma anche affermata cantante jazz.
In questo spazio, progettato da Storage Associati,
e accogliente come una casa, ci si immerge innanzitutto nella vegetazione: dalle orchidee alle alzate
di verdure variopinte. Ci si pu poi dedicare a varie
attivit: acquistare fiori, ma anche seguire corsi per
apprendere tutti i segreti di una perfetta composizio-

Multifunzionale. Il segno ornamentale del verde domina


il negozio floreale-bistrot Potafiori, arredato con pareti
grigie, tavoli e sedie neri, tocchi di oro.

DA PAG. 154

Scatti darchitetto
intorno al mondo
Una mostra racconta, con foto e disegni,
i viaggi e i progetti di VICO MAGISTRETTI ,
protagonista del ritratto di questo mese.

CASA DI FAVOLA
Nel volume (Skira Rizzoli, 240
pagine, 85 $), la principessa
Mariae Gloria Thurn und Taxis
si racconta a Sir John Richardson
e a Martin Mosebach,
sullo sfondo del palazzo
bavarese di Sankt Emmeram.
www.rizzoliusa.com

166 ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Lo sguardo di un grande architetto sul pianeta Terra:


nella mostra, curata da Rosanna Pavoni Ho girato
il mondo... Magistretti Viaggi Progetti (a Milano,
fino al 29 dicembre), suoi scatti nei vari continenti
del periodo che va dal 1947 al 1960. Esposti anche
tre progetti (1959 -1986) in Argentina, Francia,
Giappone: molti concetti e ispirazioni di Magistretti
sono nati dai viaggi, passione di tutta la vita.
vicomagistretti.it; fondazione@vicomagistretti.it
Universo creativo. Sopra: il letto Nathalie, disegnato per Flou. In alto: Magistretti in unillustrazione di Emanuela Ligabue.

PAOLA PANSINI. TODD EBERLE. ARCHIVIO STUDIO MAGISTRETTI-FONDAZIONE MAGISTRETTI

DA PAG. 158

ne decorativa. Non tutto. Aperto dalle 8 alle 24, il


negozio concepito anche come ristorante, con specialit per i vari momenti. E in alcune sere, si trasforma in un ritrovo deccezione per gli appassionati
di musica, con esibizioni della proprietaria.
www.potafiori.com

Copenhagen, culla del design


nordico e base operativa di
GamFratesi. Qui, nel 1976, lorafo
Sren Nielsen crea un ciondolo
dargento ispirato ai troll,
esseri della mitologia nordica.
Oggi Trollbeads unazienda
internazionale, ma realizza ancora
a mano i bracciali in materiali
preziosi, con tanti beads diversi,
ognuno con una storia.
www.trollbeads.com

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LARCHITETTURA UN LUSSO
Storia di una famiglia e della sua espansione attraverso gli spazi pi fashion del Nord-Est. Da Dobbiaco
a Cortina, i Kraler hanno progettato luoghi dove la SHOPPING EXPERIENCE un rito davvero contemporaneo.
di GIOVANNI AUDIFFREDI

p.79
Architecture is luxury
Per godersi il lusso c bisogno di spazio. Quello temporale, ovviet. Ma anche spazio fisico e architettonico. Perch il vuoto non
assicura il concetto di esperienza, mentre lidea di strutturato,
meglio ancora se arredato, presuppone un pensiero. Che pi facilmente entra in sintonia con lesclusivit, che genera piacere.
E la shopping experience questo dovrebbe essere. Cos, non
affatto banale ragionare su una casa per il lusso. Negli ultimi 15
anni questa idea ha tenuto impegnati Daniela e Franz Kraler,
che hanno sperimentato, investito ingenti capitali e poi trovato
diverse soluzioni. Perch le mode cambiano per definizione e gli

ambienti che le ospitano devono saper tenere il passo. Solo cos


restano attraenti, capaci di trasmettere il senso dellabitare un
luogo anche se solo di passaggio, spiega Daniela Kraler. nato
cos un insieme di architetture con un ruolo fondamentale nella
definizione dei criteri dello spazio commerciale: i negozi Franz
Kraler a Dobbiaco con nascente Fondazione culturale annessa
e a Cortina, in tre spazi lungo lasse di corso Italia.
Nelle sue lezioni al Politecnico di Milano, il grande Achille Castiglioni insegnava, parlando di design, che non si progettano
prodotti ma comportamenti. Nel senso che ogni progetto

Tempi che cambiano. Il disegno del nuovo spazio di magazzini interrati del Franz Kraler di Dobbiaco che si fonde con la forza della natura circostante.
Parlano le montagne attorno, mentre il progetto che prevede nuove vetrine di uno spazio polifunzionale vive la sua bellezza sotto un mantello di erba.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

79

floor is like a wonderland, where they can dress up, or be simply pampered.
The themes of the architecture never put themselves above the objects
on sale. It is the poor materials that become important, because they are
versatile, while not being distracting. The oak walkways, that become more
aesthetically pleasing as they get dirtier. The milled rods with insertion of
LEDs in the boutique in Cortina (restructured in 2013) where the ceiling is
a criss-cross of grid construction. And then, in the pearl of the Dolomites,
the new tradition will arrive; the newest release from the Kralers, the shop
on c. Italia 92, ex Ritz Saddler, where time will be precious, and luxurious,
because it is there that it is stopped.

words GIOVANNI AUDIFFREDI

FROM DOBBIACO TO CORTINA, THE KRALERS


HAVE DESIGNED PLACES WHERE THE SHOPPING
EXPERIENCE IS A TRULY CONTEMPORARY RITUAL.

Io e gli angeli
di RAFFAELE PANIZZA

atteo Thun
di umore
r a g g i a nt e .
Stato che si
traduce in
una postura d animo
gentilmente sorniona, sardonica qua e l
ma senza spigoli, da adulto sazio sdraiato davanti a un camino, con brandy sul
tavolino, e conversazione soddisfacente a
portata di mano.
Il suo lungo nome di battesimo gli gira intorno rivelandolo a intermittenza,
come fa una luminaria col suo abete

non confezionato a dovere, suggerisce


per esempio, pregustandosi una gag da
realizzare alla sartoria Larusmiani di via
Montenapoleone a Milano, allestita per le
settimane che precedono le feste coi suoi
iconici uccellini di cristallo.
Artista del legno e delle nevi, sessantatr
anni, nato nel castello gotico di SantA ntonio a Bolzano, figlio dellinventrice degli
angioletti Thun e di una dinastia che risale
fino a San Vigilio, il pi natalizio, e caldo,
degli architetti italiani. Creatore di luoghi-rifugio come gli hotel Vigilius e Pergola in Alto Adige, che sembrano tronchi
di legno adagiati in un bosco, spazi cavi

tello che gestisce lazienda. Che tra laltro


continua a crescere in modo prodigioso,
producendo oggetti inutili.
Che per compiono un gesto che ha
qualcosa di metafisico, intuito persino
da chi li snobba. Con la bocca, flautano lanima.
Bella espressione, non ci avevo mai
pensato. Anche se dietro in realt ci sono scelte tecniche per produrre ceramica
seriale: gli occhi son chiusi per evitare
di dover disegnare le pupille ad esempio,
col rischio di strabismo e inespressivit.
Il naso a patata perch mamma usava
un legnetto per bucarlo, creando cos le

ARTISTA DEL LEGNO E DELLE NEVI, NATO IN UN CASTELLO GOTICO, FIGLIO


DELLINVENTRICE DEI CELEBRI PUTTI E DISCENDENTE DI UNA DINASTIA CHE RISALE
A SAN VIGILIO, MATTEO THUN IL PI NATALIZIO DEGLI ARCHITETTI ITALIANI.

To enjoy luxury, it requires space. Space of time. But also space that is physical and architectural. In the last 15 years this idea has occupied Daniela
and Franz Kraler. Fashions change, and the environments that host them
must always keep up. Only in doing so can they remain attractive , capable
of transmitting the feeling of living in a place even if its only a fleeting visit, says Daniela Kraler. Hence a collective of architecture was born whose
fundamental role was to address the definition of commercial space, as seen
in Franz Kralers shops in Dobbiaco and their cultural foundation, and in
Cortina, in their three spaces throughout Corso Italia. Achille Castiglioni
pointed out that you dont design a product, but you design a behaviour,
thus ensuring that it always generates a reaction from the person it was
intended to please. This was to come a lesson that the Kralers treasured
when they decided that their first shop in Dobbiaco (lA lexanders) would
become strictly dedicated to communicating the idea of luxury. In 1989
this boutique was selling crocodile skin bags and the first items of clothing that Loro Piana and Prada were putting out into the market. Then
came The castle of light, the idea to transform old stables into a concept
store dedicated to the most important international brands. It was a
very ambitious project which initially we thought of in iron and cast iron,
reinterpreting the original design of 1910. Then we became aware of the
difficulty of executing this; we had a very strict timeframe and the Kralers
would not allow suspending sales during the period of construction. They
were reckless, explains the architect Andrea Marastoni. So for this we
deviated to wood and flexed larch and modelled it in every way possible.
Thanks to the pragmatism of Franz we had already created the basement
storage, and there we laid the moquette and created an industrial design
space for where the shop would be transferred. It was a public success. At
the same time, with Danielas positivity and heart we elaborated upon
the furniture on the first and ground floor, which had been designed by
the master of woodwork, Ivo Barth. The family lives on the top floor: I
wanted it to be completely different, as whenever I enter I have to feel as if I
am on holiday continued Daniela. In the store, the environments are more
voyeuristic and ordered when they must communicate to a woman, and
more labyrinthine, silent, almost shy, in the male selection. The childrens

addobbato: Matthus Antonius Maria


Graf von Thun und Hohenstein. Thun
da parte di padre. Von Grabmayr da parte di madre. Genealogia di giuristi i cui
membri di sesso femminile, tirannizzati
nella gestione dellhotel Scala di Bolzano,
per decenni non avevano potuto n innamorarsi n prendere marito. Una discendenza nobile che dopo trentacinque anni
vissuti a Milano emerge solo a tratti, in
alcuni vorrei che suonano come ordini,
se non addirittura capricci. Le chiedo
un favore: al cocktail di domani si avvicini a Philippe Daverio e, toccandogli
il revers, gli faccia notare che il suo abito

allinterno dei quali famiglie di scoiattoli


hanno raccolto le provviste e, chiss come,
acceso un lumino che si vede in lontananza. Una ricerca di pienezza polisensoriale
che lui indica con un parola tedesca, intraducibile in italiano, ma che Matteo Thun
ritiene invece pienamente traducibile in
architettura.
Casa sua era tappezzata di angioletti?
Ma no! Nelle stanze di Castel SantAntonio, sinceramente, non sono mai entrati.
Come spiegavate il loro successo planetario, in famiglia?
Le ragioni sfuggono a chiunque, a mia
madre che li ha inventati come a mio fra-

narici. E a quel punto ne usava un altro


pi grande, per realizzare il foro della
bocca, che sembra cantare. Un lavoro
che tra laltro ho fatto anchio, tra i dieci
e i quattordici anni: mi pagavano cinquecento lire al giorno.
Il volto del puttino archetipo, lAngelo
di Bolzano, di chi ?
Nessuno lo sa veramente. Mamma ha lasciato intendere di essersi ispirata al mio
viso, intorno ai 13 mesi, quando ero ciccione coi capelli ricci e la bocca sempre pronta
a succhiare. Ma non lha mai confermato
davvero, tant che qualcun altro sospetta
che si tratti di mio fratello Peter.

p.150
The angels and I
150

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

151

words R AFFAELE PANIZZA

BORN IN A CASTLE, SON OF THE INVENTOR OF


THE FAMOUS CHERUBS, MATTEO THUN IS THE
MOST CHRISTMASSY OF ITALIAN ARCHITECTS.
Matteo Thun is in a radiant mood. A state which comes out in a politely
mischievous manner, sardonic here and there but not sharp, of a sated
adult lying in front of a fireplace, with brandy on the table, and satisfactory conversation at hand. His full name is Matthus Antonius Maria Graf
von Thun und Hohenstein: artist of the wood and snow, sixty-three, born
in the Gothic castle of SantA ntonio in Bolzano, son of Thun the inventor
of the little angels and a dynasty that dates back to St. Vigilius, he is the
most christmassy and warm of the Italian architects. Creator of places
of refuge like the Hotels Vigilius and Pergola in Alto Adige, that seem
like wooden logs lying in a forest, hollow spaces within which families
of squirrels have collected supplies and, somehow, lit a candle that you
see in the distance. A search for multi-sensory fullness that he indicates
with a German word, untranslatable into Italian, but that Matteo Thun
believes is fully translated into the architecture instead.
Was your house filled with little angels?
Not at all! In the rooms of Castel SantAntonio we never had any.
How do you explain their global success, in the family?
The reasons defy anyone, from my mother who invented them to my brother who runs the business. A business that continues to grow prodigiously,
producing useless little objects.
Why were there no Thun ceramics, in your house?
For the same reason that I avoid having objects designed by myself

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

169

today: its a matter of principle. I have created dozens of cups but i do not
think to use one my own, to drink a coffee. I love things that last, the antiques or the porcelains of the family. Viewing and using the same things,
does not help to think about the future.
Does it not keep you a bit suspended, without the ground beneath your
feet, being like that?
On the contrary. One has much more ground when seated in the chair of
his grandmother.
Which are your favourite porcelains?
Those made by Josef Hoffmann in the twenties and thirties for the Wiener
Werksttte, for example, so thin that they are translucent. Then I love those
by Augarten. While my wife prefers Meissen.
How was the Christmas table, in the castle?
We celebrated only on the night of the 24th. It was a simple table, with
porcelain flowers from the nineteenth century. The food was just as simple:
opulence, the big feast, goes against our idea of Christmas. With all due
respect to the more Mediterranean Italy, of course.
How about the tree?
The tree had to reach the ceiling, which in our house was almost eight
meters high. While the men kept the kids occupied, the women of the
house decked the tree, with real candles and decorations passed down from
great-grandparents: Czech glass beads, crystal birds or antique gold balls,
the same ones that were put in the rose gardens to keep away the birds.
There was no limit to the imagination of the hostess.
Designing buildings, how useful is it to recall these feelings?
Very. Because that which I try to embody is the spirit of a beautiful word:
Gemtlichkeit, indicating a perception of profound and placid well-being
linked to polysensoriality. If this office for example was a wood-panelled
parlour, with a lit lamp on the table and a corner stove that emanated a
certain type of heat, then the skin, the nose and the brain all at the same
time would conjure a complete and intense sense of well-being.
No five-star hotel, it would seem.
They live richly in the humble homes of peasants. And the more humble
they are, the more intensely they are perceived. Places where the senses
switch places, touch with the eyes and sight with the hands. Where space
has an old patina. The farms of St. Martin im Kofel in Val Venosta, or the
Walser houses, one can experience unequivocally.
And your creations?
There is a house that i will build in Appenzell, Switzerland, one of the last
places on earth where once a year the people vote in the square by a show
of hands, only men, however. My client has agreed that I will build it for
him without furniture, a house where the needs of sitting, or of being in
bed and cooking will be incorporated into an architecturally fixed shell,
without otherwise aesthetic interference.
And what is left of design, in all this?
Design ruins everything. Try to go into a showroom in Via Durini or Via
Turati in Milan and tell me if you feel the Gemtlichkeit, in places like this.
Design is a deterrent to well-being, for as I understand it. When I create,
I try to disturb as little as possible with its presence. And this is a rather
controversial message, in case it hadnt been understood.

170

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Progettando edifici, quanto le utile richiamare alla


memoria queste sensazioni?
Molto. Perch ci che cerco di incarnare lo spirito
di una parola bellissima, non traducibile in italiano:
Gemtlichkeit, che indica una percezione di benessere profondo e placido legato alla polisensorialit. Se
questo ufficio per esempio fosse una Stube rivestita
di legno, con un lumino acceso sul tavolo e una stufa
allangolo che emanasse un certo tipo di calore, allora
la pelle, il naso e il cervello proverebbero nello stesso
istante un benessere completo, e molto intenso.
Non da hotel a cinque stelle, parrebbe.
Lo vivi pienamente nelle case umili dei contadini. E
pi sono umili, pi intensamente lo percepisci. Luoghi
dove i sensi si scambiano di posto, tocchi con gli occhi e
guardi con le mani. Dove lo spazio ha una patina antica.
Nei masi di Sankt Martin im Kofel in Val Venosta, o nelle case Walser, si sperimenta in modo inequivocabile.
E nelle sue creazioni?
C una casa che costruir ad Appenzell, in Svizzera,
uno degli ultimi luoghi al mondo dove una volta lanno
il popolo vota in piazza per alzata di mano, soltanto gli
uomini per. Il mio committente ha accettato che gliela
costruissi senza mobili, una casa dove le esigenze dello
star seduti, o dello stare a letto e del cucinare saranno
incorporate in un guscio architettonico fisso, senza
ingerenze estetiche di altro tipo.
E del design cosa resta, in tutto ci?
Rovina tutto, strilla. Provi ad andare in uno showroom di via Durini o via Turati a Milano e mi dica se
sente la Gemtlichkeit, in luoghi cos. Il design un
deterrente al benessere, per come lo intendo io. Quando
creo, cerco di infastidire il meno possibile con la sua
presenza. E questo un messaggio piuttosto polemico,
in caso non si fosse capito.
FINE

JENS WEBER. FONDAZIONE STUDIO MUSEO VICO MAGISTRETTI

ENGLISHTEXTS.

p.154
We designed
in the Milanese way
Alpine. In alto: le residenze edel:weiss, Katschberg,
in Austria, progetto di Matteo Thun. A destra: regesto
figurato delle opere di Vico Magistretti dal 1953 al 1980.

154

Disegnavamo
alla milanese
di FR ANCESCA MOLTENI

a voce, roca e seducente, con la erre francese, tanto lombarda. I calzini rossi, il loden,
la bicicletta, il telefono e la finestra. Tanti
lo ricordano cos, Vico. Le sue ossessioni, il
suo modo di essere, senza fronzoli, un po
british, essenziale nella vita e nel lavoro. In
bicicletta, per le strade del centro di Milano,
al telefono a raccontare i suoi progetti, o alla finestra dello
studio in via Conservatorio, davanti alla chiesa di Santa Maria
della Passione. Per Patricia Urquiola, che gli deve molto, la
voce. Vico e la sua voce. Per Stefano Boeri, che lo ha conosciuto
davvero da direttore di Domus, la finestra. Quanto mondo
entrato, in quella finestra, quanta Milano ha guardato, attra-

versandola come se non ci fossero confini. Da l, Vico osservava


lopera del suo bisnonno, larchitetto Gaetano Besia, autore di
Palazzo Archinto nel 1867, poi Collegio Reale delle Fanciulle.
Continuit nella tradizione, una passione di famiglia. Magistretti lo ricordano cos, Patricia Urquiola e Stefano Boeri, con
affetto e riconoscenza, nei video che accompagnano la mostra
Ho girato il mondo Magistretti Viaggi Progetti, aperta fino al
29 dicembre 2015 alla Fondazione Magistretti. Un luogo incantato, tre piccole stanze dense di storie, lo studio museo dove
Vico ha lavorato per sessantanni, dal 1946 al 2006. Lo aveva
ereditato dal padre, Pier Giulio, architetto anche lui, che negli
anni 20 costruisce ledificio allangolo tra via Conservatorio
e via Bellini. Sar poi Vico a progettare, nel 1966, la casa

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

155

words FR ANCESCA MOLTENI

VICO MAGISTRETTI, THE POSTWAR ERA, A NEW


MILAN SKYLINE: AD CONTINUES TO EXPLORE
THE LIVES OF THE 20TH-CENTURY MASTERS.
His voice, hoarse and seductive, with the r as much French as Lombard.
The red socks, the loden, the bicycle, the phone and the window. Vico, many
people remember him like this. His obsessions, his way of being that was
without finery, a bit British, simple and essential in both life and work.
On his bicycle on the streets of Milan, on his phone recounting one of his
projects, or at the window of his studio on Via Conservatorio, behind the
church of Santa Maria della Passione. An enchanted place, three small
rooms packed with history, now a museum. Here Vico worked for 60 years,
from 1946 until 2006. He had inherited it from his father Pier Giulio, also
an architect himself. Ludovico, Vico to everyone, was born in Milan in 1920.
In 1939, after classical school, he applied to the Politecnico. In October 1943,
he took refuge in Switzerland, where he followed the course of the Champ
Universitaire Italien di Losanna. And it was there he met his mentor, Ernest
Nathan Rogers, the founder of the studio BBPR. He returned to Italy in
1945, graduated at the Politecnico, and for a few months shared the studio
with his father. Pier Giulio was one of the most refined architects of the
Milanese 20th century according to Virgilio Vercelloni. A father who had
contributed to redefining the images of the new metropolitan bourgeoisie.
After the war, everything changed, the time of reconstruction, of fracturing
from the past. Vico was a part of the the promoters of the Movimento Studi
Architettura (MSA), a group of young architects who met to discuss work,
who wanted to reform society and culture. For Magistretti, the projects
and the constructions for the people, which he dedicated himself to for
decades, were also an educational project. It was a way to learn attention
to detail, simplicity and common sense. And at the same time, an exercise
to pinpoint the waste, the sign of the architect; expressiveness with few
means. Very soon after, with these instruments , he confronted two important projects for Milan, the tower in the park at Via Revere between 195356, with Franco Longoni, and the palace for the offices on Corso Europa
(1955-57). I made it brown, the colour of the trunk of the tree, recounted
Vico, but no-one bought the apartments and so we bleached it.

ENGLISHTEXTS.
Here we have an example of his Lombardo pragmatism which, in the years
to come, would be appreciated both for the commission, and the capability
to synthesize new architecture with classical tradition. The Palladio della Brianza, defined so by critic Fulvio Irace, became the architect of the
holidays of the Lombardy aristocracy, with the Golf Club of Carimate, the
house of Bassetti in Azzate, Schubert in Ello, Muggia in Barzate, Cassina
in Carimate. Cesare Cassina came to me Vico said with irony and he
said to me: but architect, couldnt we just make this chair?. And with this
a long story of collaboration was born. In the 50s I designed almost exclusively architecture. I remember well that in 1960 I was supposed to design
a house and I had a nervous breakdown. And I remember I thought: well,
doing design, I get paid a game of golf. And so was born the celebrated
Carimate chair of the 1960s, with understatement and awareness of his own
craft. It was the turning point that would take him further afield, towards
industrial design. He was interested by necessity, the needed objects for
new houses, not designing the living rooms of countesses. Contact with
people and reproducibility entranced him. How were his designs born?
Through talking, through discussion. I like the design concept which is
completely clear to the extent that you cannot even design it. Many of my
projects I have described on the telephone, said Vico. No technical designs,
only some sketches and off he went, towards la Brianza, where there are the
producers, the artisans, the inventors and the prototypes. The icons of our
industrial design are children of this vision, they have ingrained themselves
in our memory, getting as far as conquering the queen of England who
name him, at the end of the 70s, in the Royal College of Art in London, as
visiting professor. Because, if you are titled by the Queen you accept, even if
he who knows how to do, does, he who does not know how to do, teaches.
Pragmatism from the Palladio della Brianza.

Ma che bel
castello
di MARIAE GLORIA THURN UND TAXIS fotografie di TODD EBERLE

a prima volta che


entrai nella corte
di St. Emmeram
fui travolta dalle
dimensioni e dalla
grandeur del palazzo. Non riuscivo
a credere che era
la casa delluomo con cui dovevo uscire,
Johannes il principe Johannes Thurn
und Taxis, per essere precisi undicesi-

rabili. E poi mi chiese di accompagnarlo


a Regensburg. Avevo ventanni. Lui cinquantatr. Il guardiano mi port in giro
per la casa, un tour che dur circa tre ore.
Poi incontrai suo padre un anziano e
minuto signore di circa 85 anni. Mi ricevette nel suo salotto privato, che era pieno
di uccelli, compresi pappagalli e un corvo
che continu a gracchiare durante la nostra conversazione. Il padre di Johannes
parlava fluentemente otto lingue, e a me si

matrimonio da favola fu un sogno e gli


anni trascorsero meravigliosi, senza un
problema n una preoccupazione, solo
divertimento e avventure.
Johannes era un uomo generoso. Era
felice del mio entusiasmo quando incontrai per la prima volta Keith Haring. I
suoi lavori furono la mia prima acquisizione. Comprai il mio primo Basquiat alla
galleria di Tony Shafrazi. E cos cominciai
la mia collezione, sponsorizzata da mio

LA FAVOLA (VERA, PER) DI UNA PRINCIPESSA E DELLA SUA GLORIOSA


MAGIONE, RACCONTATA DA LEI MEDESIMA: UN LIBRO RIPERCORRE PER PAROLE
E IMMAGINI LEPOPEA DEI THURN UND TAXIS. ECCONE UNANTEPRIMA.

158

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

rivolse in ungherese, la mia lingua madre.


Io ero cresciuta senza soldi perch entrambi i miei genitori avevano lasciato le
loro propriet per sfuggire ai bolscevichi.
Mio padre era partito con un cavallo e
un carretto insieme alla madre e ai fratelli e aveva poi trovato da lavorare in un
obitorio per pagarsi gli studi di politica e
diventare giornalista. (...)
Capii immediatamente che Johannes era lamore della mia vita. Il nostro

marito. Amava molto sia Andy (Warhol)


sia Keith (Haring) e li invit a palazzo.
Vennero entrambi e Keith conquist i
miei figli. Prese il suo pennarello e gli disegn tutta la stanza dei giochi. (...)
Quando Johannes si ammal, mi resi
conto che i suoi amministratori se ne
A palazzo. A destra: la principessa Mariae
Gloria Ferdinanda Joachima Josephine
Wilhelmine Huberta Thurn und Taxis.

COURTESY SKIRA RIZZOLI

p.158
Quite a castle
mo principe della casata. Johannes e io
ci eravamo incontrati la prima volta un
paio di settimane prima a Monaco. Era
il 1979. Lui dava un lunch al Bratwurst
Glckl, tipico ristorante bavarese, e suo
nipote mi ci aveva portata insieme ad altri
amici. Qualche giorno dopo Johannes si
era fatto vedere al Caf Reitschule. Avevo
dei biglietti per un concerto, quella sera,
ma Johannes mi aveva invitato a cena,
cos andai con lui. Diventammo insepa-

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

159

words MARIAE GLORIA THURN UND TAXIS photos TODD EBERLE

THE (TRUE) FABLE OF A PRINCESS AND HER


MANSION: A BOOK RETRACES THE EPIC
OF THURN AND TAXIS. HERES A PREVIEW.
The first time I drove into the courtyard of St. Emmeram, I was totally overwhelmed by the size and grandeur of the palace. I could
hardly imagine that this was the home of my date, JohannesPrince
Johannes Thurn und Taxis, to be precisethe eleventh Prince of the

172

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

House of Thurn und Taxis. Johannes, my late husband, and I had


met just a couple weeks before in Munich in 1979. He had given a
luncheon at Bratwurst Glckl, a typical Bavarian restaurant, and his
nephew Johannes Schoenborn brought me there, along with other
friends. A few days later, Johannes walked into Caf Reitschule, an
afternoon hangout. My friends and I had concert tickets that night,
but Johannes asked me to dinner, and so instead I decided to go with
him. We had a wonderful time together and from that evening on,
we were inseparable. One day he asked me to drive to Regensburg.
He was fifty-three; I was twenty. The palace guardian showed me
around the house, a tour that took about three hours. Then I met his
father a skinny, short gentleman with a huge nose who was about
eighty-five years old. He welcomed me in his drawing room, which
was filled with birds, including parrots and a crow who screamed and
croaked while we conversed. He spoke about eight languages fluently,
and so we talked in Hungarian, my mother tongue. I grew up with
no money at all because both of my parents had fled their families
estates to escape the Russian Bolsheviks. My father left in a horse
and carriage with his mother and very young brothers and sisters.
Later, my father worked in a morgue to finance his political studies
and then he became a journalist. I knew instantly that Johannes was
the love of my life. Our fairy-tale wedding passed by like in a dream.
The years went by in our wonderfully pampered life. No worries, no
problemsjust fun and adventure. My husband was very generous.
He was amused by my enthusiasm when we first met Keith Haring.
Keith Harings works were my first art acquisitions. I bought my first
Basquiat at Tony Shafrazis gallery. This is how I started to collect. He
sponsored my new passion.
He was very fond of Andy and Keith and invited them to visit Regensburg Palace. They both came and Keith got a real kick out of my
kidshe loved to play with them and, of course, to paint with them.
He took his Edding marker and drew all over the door of the playroom.
One day, Johannes started to feel ill. It was at this time that I realized
that his administration was taking advantage of him. In the midst of
this rough patch, my darling Johannes passed away. My children, who
were still very young, and I were left in the huge St. Emmeram all by
ourselves. And when my children went abroad to study, I remained
in my east wing apartment thinking about the future, including how
to make the palace more attractive for the public. Today, the palace
has fully renovated facades and a new twenty-thousand-square-meter
roof. We founded an open-air summer festival, the Thurn und Taxis
Schlossfestival. We also established a Christmas market, which is held
in the palaces courtyard and gardens for four weeks before Christmas.
Most of the rooms in the palace are open to the public. We lived in
a very wonderful, small, prefabricated house, and we four children
all had our own rooms. Of course, I had my fantasies and dreams as
a little girl and I always saw myself married to a prince. But to be
honest, I was so busy trying to work, by picking apples and cherries
at a farm or making pottery for a little bit of money, that I had little
time to dream. By the time my real prince came, I had forgotten my
childhood dream. After it had come true, I remembered.
THE END

PARIS / 22-26 GENNAIO 2016 / 2-6 SETTEMBRE 2016


PARIS NORD VILLEPINTE

PARIGI,
FONTE
DISPIRAZIONE
UNIVERSALE

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Precisazione. A pagina 22 del numero 414 di AD, nellimmagine che illustrava la


rubrica Portfolio era mostrato il modulo per librerie a parete Side Shelf di Lago.

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32,00
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AFRICA/AMERICA
ASIA/AUSTRALIA
(AIR MAIL)

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35,00
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112,00
38,00
70,00
49,00
57,00
235,00
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174

EDIZIONI COND NAST S.p.A.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

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Vanity Fair, Vogue Travel in France, GQ Le Manuel du Style

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Ukraine: Vogue, Vogue Caf Kiev

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LA CUCINA ITALIANA
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corsi di cucina, cene in ristoranti stellati. Ma anche prodotti di bellezza,
gioielli e bijoux, viaggi e soggiorni benessere...
N12 - DICEMBRE 2015 4,50

LA CUCINA
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eventuali premi non
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e inviando il coupon
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della rivista alla casella
postale indicata
nel coupon stesso.

FINALE.

UN OGGETTO,
UNA CASA,
UNA STORIA.

.
PATRICK TUTTOFUOCO:
LA MISTERIOSA RAGAZZA DELLA SENNA
La trovai in un mercatino, lInconnue de la Seine. Mi dissero che si
chiamava cos, la Sconosciuta della Senna, e gi sembrava linizio di un
film. una storia nota: secondo la leggenda si tratta della MASCHERA
MORTUARIA di una ragazza rinvenuta senza vita nel fiume, che un
dipendente dellobitorio trov talmente bella da volerne fare un calco.
Limmagine cominci a circolare fino a diventare una specie di archetipo.
In realt, molto probabilmente, questa giovane dai tratti angelici era una
prostituta, una donna di strada, poich nessuno era venuto a reclamarne
il corpo. Ma proprio il contrasto tra la serena delicatezza dei suoi tratti e
del sorriso sembra stia dormendo e la sua fine violenta ad affascinarmi
tanto. Ora la sculturina installata sulla parete del salotto e io, che spesso
nel mio lavoro riproduco volti umani, mi sono sorpreso pi volte a studiarne
la fisionomia e a ripensare a quella vicenda dolce e truce.

PATRICK TUTTOFUOCO, 1974, un artista italiano di casa a Berlino. Ha appena inaugurato lopera Welcome allHangarBicocca di Milano. Pagina a cura di Marta Galli.

176

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Cottura ventilata

Cottura a vapore

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Quanto selvatica,
lo decidi tu.
Cottura ventilata? A vapore? O la perfetta combinazione di entrambe?
In Electrolux abbiamo oltre 90 anni di esperienza nel creare apparecchiature
per i migliori chef dEuropa. E adesso stiamo portando nella tua cucina le
stesse innovazioni che consentono a questi chef di realizzare le loro creazioni,
croccanti fuori e morbide dentro. Con il nuovo forno CombiSteam Pro di
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esaltare il sapore dei tuoi piatti preferiti. E aprirti un mondo di possibilit.
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ARCHITECTURAL DIGEST. LE PI BELLE CASE DEL MONDO

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OMAGGIO ALLALTO ARTIGIANATO
E ALLE ECCELLENZE ITALIANE

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IN FOTO: APPLIQUE IN VETRO DI PEPPINO CAMPANELLA

EDIZIONI COND NAST

N.1 - DICEMBRE 2015

II

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

EDITORIALE.
Da quando abbiamo deciso di dedicare su AD
uno spazio fisso ai GIOIELLI NASCOSTI
del patrimonio architettonico e artistico italiano,
i nostri cassetti scoppiano di bellezza: un continuo
flusso di segnalazioni e proposte, un inesauribile
carrellata di piccoli musei, chiese, case, nuove
strutture e angoli solo apparentemente dismessi.
Sono luoghi che, pur lontani dai riflettori, celano
il senso autentico del nostro Paese, e ne sanciscono
un ruolo nel mondo. Impossibile trovare spazio per
tutti nel nostro mensile. Cos nasce AD Collection.
Questo Speciale, dunque, solo linizio di un viaggio
potenzialmente lunghissimo. Contiene foto dautore
e racconti su alcuni di questi gioielli, e una prima
selezione di CREATORI DI BELLEZZA : artigiani
e aziende che, con il loro lavoro, riempiono di
significato - ciascuno secondo il proprio stile - la
promessa di copertina. Qui c un pezzo del meglio
dItalia, almeno secondo AD. Buon divertimento.
Ever since we decided to create
a regular space in AD for
THE HIDDEN GEMS of Italian
architectural and artistic
heritage, our desktops have
been cluttered with beauty:
an endless flow of indications
and proposals, a treasure trove
of small museums, churches,
houses, new structures and
corners only apparently
forgotten. Places far from the
spotlights that conceal the
authentic meaning of our
country, and ratify its role in
the world. It is impossible to find
room for them all in our monthly

magazine. So we have come up


with AD Collection.
This special issue, then, is only
the beginning of a potentially
very long journey. It contains
fascinating photographs and
narrations of some of these gems,
and an initial selection
of CREATORS OF BEAUTY :
artisans and companies that
with their work bring meaning
each with their own style to
the promise on our cover. Heres
a piece of the best of Italy, at
least according to AD. Enjoy.

SOMMARIO.
PRIMO PI A NO.

02

ARTIGIANI DITALIA

Diversi per stili e provenienza, uniti dalla ricerca


delleccellenza: dodici interpreti della migliore
manifattura artistica selezionati e raccontati da AD.
CRAFTSMEN OF ITALY. Different in style and
background, united by the pursuit of excellence:
twelve exponents of the finest crafts,
selected and narrated by AD.

STORIE .

14

I GIOIELLI DI CASA NOSTRA

Quattro meraviglie di architettura e design,


dal Museo del Vetro di Venezia alla chiesa
di San Lorenzo a Porto Rotondo; dal labirinto
della Masone a Fontanellato al Museo Alfa ad Arese.
OUR VERY OWN JEWELS. Four wonders of

architecture and design, from the Venice Glass


Museum to the church of San Lorenzo
at Porto Rotondo, the Masone Labyrinth
at Fontanellato to the Alfa Romeo Museum in Arese.

DOSSIER .

40

VIAGGIO NEL MADE IN ITALY

Un percorso alla scoperta di aziende prestigiose,


nei mondi pi vari, dagli arredi ai gioielli,
fra tradizioni secolari e sapienze produttive.
VOYAGE IN MADE IN ITALY. A path in search
of prestigious companies, in a wide range
of worlds, from furniture to jewelry, amidst
age-old traditions and productive know-how.

EMANUELE FARNETI

direttore.ad@condenast.it
Direttore Responsabile
EMANUELE FARNETI
direttore.ad@condenast.it

In copertina. Unapplique di Peppino Campanella, foto di Stefania Giorgi.


Nella seconda e terza di copertina, due fasi della lavorazione del vetro nella
fornace Ferro & Lazzarini di Murano, foto di Isabella De Maddalena. Quarta
di copertina: una creazione di Costanza Algranti, foto di Denise Bonenti.
On the cover. Applique by Peppino Campanella, Ph. Stefania Giorgi. Front/
back inside covers, phases of glassmaking at Ferro & Lazzarini, Murano,
ph. Isabella De Maddalena. Back cover: creation by Costanza Algranti, ph.
Denise Bonenti.

Creative Director CHRISTOPH RADL


Hanno collaborato a AD Collection:
Denise Bonenti, Ferdinando Cotugno, Mario Davoli, Nicoletta del Buono,
Isabella De Maddalena, Luigi Fiano, Marta Galli, Stefania Giorgi, Alessandra Ianniello,
Giovanni Montanaro, Gloria Pasquinelli, Filippo Romano, Franca Rottola,
Antonio Saba, Matteo Sartori, Barbara Vergnano;
Stephen Piccolo e Richard Peace (traduzioni); Studio Diwa (revisione testi).
Direttore Responsabile: Emanuele Farneti. Copyright 2015 per le Edizioni Cond Nast. Registrazione
del Tribunale di Milano n. 98 del 7.3.1981. La Edizioni Cond Nast S.p.A. iscritta nel Registro degli
Operatori di Comunicazione con il numero 6571. Stampa: Elcograf S.p.A. Beverate (Lc) - Printed in Italy.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

ART
IGIANI DITALIA
testi di BARBAR A VERGNANO

In queste pagine AD ha selezionato dodici interpreti della pi


sofisticata manifattura artistica nel settore dellarredamento. il
racconto di una produzione orgogliosamente di nicchia, che sposa
eccellenza tecnica, qualit progettuale e sensibilit contemporanea
con le nobili tradizioni del nostro savoir-faire.
An itinerary through a selection of exponents of the most sophisticated
artistry in the furnishings sector. Niche production that combines
technical excellence, design prowess and contemporary sensibilities
with the noble traditions of our national savoir-faire.

Una lastra, usata per il piano di un tavolo, realizzata con grondaie di recupero da Costanza Algranti.
A plate, used for a table top, made with gutters recovery from Constanza Algranti.

Laboratorio. Gennaro Avallone


nel suo atelier nella vecchia Milano
(a sinistra). Al centro: pannello
con decorazione a trame. In basso
a destra: unopera recente.

Workshop. Gennaro Avallone


in his atelier on a courtyard
of old Milan (left). To his right:
a panel with a decorative pattern.
Right, below: a recent work.

RESTANDO DI STUCCO
ispirazione dal passato
per rivestire oggetti duso con una patina di magia.

ALESSANDRA IANNIELLO

GENNARO AVALLONE trae

Da 25 anni lavora nel suo loft di Milano. Gennaro Avallone tra


gli artigiani-artisti italiani pi celebrati a livello internazionale.
Realizza arredi con la tecnica dello stucco, di seicentesca memoria. Questarte consiste nellapplicazione di una sottile patina di
calce e gesso su delle armature lignee e fili metallici tenuti insieme da un impasto di calce e sabbia. La difficolt accentuata
dalla rapida essiccazione dellimpasto di grassello che non lascia
margini derrore. Il laboratorio Avallone rinnova questo materiale
nelle patine, finiture, forme e modelli.
gennaroavallone.com

PLASTERED Renaissance inspiration prompts Gennaro Avallone to coat useful objects with archaic surfaces. For 25 years, he
has worked in his loft in Milan. Gennaro Avallone is one of the most
famous Italian artisan-artists, on an international level. He makes
furnishings with the stucco technique, dating back to the 1600s. This
art involves the application of a thin layer of lime and plaster on
wooden framework and metal wires held together by a mixture of
lime and sand. The difficulty lies in the rapid drying of the slaked lime,
which leaves no margin of error. The Avallone workshop renews this
material in terms of finishes, forms and models.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

ANIMA FRAGILE
Scultore di luce, PEPPINO CAMPANELLA
crea oggetti luminosi con vetri
riciclati e materiali poveri
in un laboratorio affacciato sul mare.

Miscele. Dallalto in senso orario:


Peppino Campanella; un particolare
della lavorazione di una lampada; lampada
Cuore in vetro e lega di stagno;
Polignano dalla terrazza del laboratorio.

Lantico frantoio di famiglia, a Polignano (BA), diventato il


luogo della creazione di sculture luminose dalle forme ispirate
a elementi della natura. qui che i vetri di riciclo, usati per
crearle, vengono sfaccettati e smussati a mano, assemblati con
lo stagno, alternati a pietre locali e ad altri elementi poveri
come le conchiglie. Questa lavorazione esalta la naturale luminescenza, dando una nuova vita al vetro. Il risultato una
serie di pezzi unici: plafoniere, lampadari, appliques e luci da
tavolo e da terra.
peppinocampanella.it

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

FRAGILE SOUL A sculptor of light, Peppino Campanella creates luminous objects with recycled glass and humble materials
in a workshop facing the sea, an inspiration for his work. An
old family olive oil mill in Polignano (BA) has become the place of
creation of luminous sculptures with forms based on nature. This
is where recycled glass is shaped and polished by hand, assembled
with tin, alternated with local stones and other humble parts like
seashells. The work brings out the natural glow, giving new life
to the glass. The pieces are one-offs: ceiling lamps, chandeliers,
appliques, table and floor lamps.

STEFANIA GIORGI

Mixtures. Clockwise from top: Peppino


Campanella; close-up of the making
of a lamp; the Cuore lamp in glass and tin
alloy; Polignano seen from the workshop.

Sabbie. Ritratto di Giorgia Brunelli.


Sopra: piattini da dolce, ciotoline
e una foglia per la marmellata.
Sotto: caraffe, tazze e bottiglie.
Sands. Portrait of Giorgia Brunelli.
Above: dessert plates, bowls
and a leaf for jam. Below: carafes,
cups and bottles.

LA TAVOLA NEL BOSCO

DENISE BONENTI. ITALIAN STORIES

Ceramiche per addolcire il quotidiano: sono le poesie di GIORGIA BRUNELLI .


Un maso in Trentino il laboratorio dove Giorgia Brunelli sperimenta cotture a temperature elevate, ottenendo una
materia speciale molto simile alla porcellana. Produce cos
una collezione di oggetti duso con un impasto di terra finissima, usando una tecnica che affonda le sue radici nella
storia dellarte applicata del Nord Italia. Il bosco ispira le sue
creazioni, di stagione in stagione. Ma permane negli oggetti,
che mutano forma e uso, unidentit fortissima fatta dallo
speciale colore blanc cass e dalla materia sabbiosa, che trasmette autenticit.
giovelab.it

THE HOUSEHOLD TABLE CONCEIVED IN THE WOODS Ceramics to sweeten everyday life. The poetry of Giorgia Brunelli.
A farmstead in Trentino is the workshop where Giorgia Brunelli experiments with high-temperature firing, obtaining a special
material that is very similar to porcelain. She makes a collection
of useful objects with very fine clay, using a technique with deep
roots in the history of crafts in Northern Italy. She looks to the
forest for inspiration, season after season. The objects change
their forms and uses, but a very strong identity remains, made of
the special blanc cass color and the sandy material that conveys
a sense of authenticity.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Riconversione. A sinistra: ritratto di Davide Grosso, nel suo


laboratorio (qui sopra). In alto: tavolo in lamiera accostato
a una lampada di ferro, ingentilita da un cappello di paglia.
Sotto: scrivania oversize, citazione dellantiquariato francese.
Conversion. Left: portrait of Davide Grosso in his workshop
(above). Top: a sheet metal table combined with an iron lamp,
enhanced by a straw hat. Oversized desk, a French antique.

MACCHINA DI FERRO

Loriginalit delle creazioni di Davide Grosso parte dalla conoscenza del ferro e della tradizione del mobile. Il progetto
frutto di un serrato confronto con la storia, dice Davide, che
nel 1998 ha aperto il laboratorio GLab, a Milano. Ai materiali
ferrosi, addomesticati da macchine laser a controllo numerico
nate per la produzione seriale di pezzi per lindotto dellauto, nel
lavoro di Grosso si accoppiano la laccatura veneta settecentesca
e la doratura a guazzo. Oggi propone una collezione di arredi
arricchiti da ossidazioni o interventi pittorici.
glab.it

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

IRON MACHINE Laser-turned sheet metal meets lacquer and


gilding. And then painting and oxidizing... The furniture of Davide
Grosso. The originality of the creations of Davide Grosso starts with
knowledge of iron, and the tradition of furniture. The project is the
result of constant research on history, says Davide, who opened
the GLab in Milan in 1998. Ferrous materials tamed by numerically
controlled laser machinery invented for mass production of automotive parts are combined, in Grossos work, with 18th-century
Venetian lacquer and gouache gilding. Today he offers a collection
of furnishings enhanced by oxidizing and painting.

DENISE BONENTI

Lamiere tornite dal laser si fondono con lacche


e dorature. E poi la pittura, lossidazione...
Nascono cos i mobili di DAVIDE GROSSO.

VECCHIE
RUGGINI
Cere, patine, segni del tempo
nelle mani di NICOLA FRIGNANI
danno nuova forma alla materia.
Fin dalla sua comparsa sul palcoscenico dellarte applicata italiana Nicola Frignani brilla per originalit
di forme e di materiali. Siamo negli anni 90 quando la prima collezione di Wunderkammer Studio, il
marchio di Nicola e dei suoi fratelli Claudia e Mattia,
stupisce con forme zoomorfe, fusioni in alluminio,
uso di legni con patine ricercate, superfici trattate con
ripetuti passaggi, perch gli ossidi e le cere diano il
risultato desiderato. E anche la ruggine viene piegata
ai desideri del maker. Oggi Nicola propone una nuova
linea, NB Milano.
nbmilano.com
OLD RUST Waxes, patinas, signs of time, in the
hands of Nicola Frignani. Since his debut on the Italian
crafts scene Nicola Frignani has stood out for originality
of forms and materials. The first collection of Wunderkammer Studio, the brand of Nicola and his siblings Claudia and Mattia, dates back to the 1990s, with its amazing
zoomorphic forms, aluminium castings, the use of wood
with refined patina, surfaces treated in repeated steps to
achieve the desired results from oxides and waxes. Even
rust is placed at the service of the makers urges. Today
Nicola offers a new line, NB Milano.
Interni. Nicola Frignani nella sua casa milanese. Sotto:
oggetti e mobili di Frignani nelle stanze dellabitazione.

DENISE BONENTI

Interiors. Nicola Frignani in his home in Milan.


Below: objects and furnishings by Frignani.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Animals. A sinistra: Massimo Lunardon.


Sopra e sotto: tre pezzi della sua collezione
in vetro soffiato.
Animals. Left: Massimo Lunardon.
Above and below: three pieces
from his collection in blown glass.

SOTTO VETRO SPINTO

La mia necessit di sperimentazione, spiega Lunardon,


lo stimolo a vivere, raccogliere le sfide delle aziende con cui
collaboro, e superare i limiti della materia, il vetro. Apre nel
1996 un suo laboratorio, oggi factory, a San Giorgio di Perlena
(VI), dove si sperimenta per portare le capacit plastiche del
vetro fino al limite costituito dal materiale. Il risultato una
collezione di bicchieri, tazze, caraffe, ciotole, alzate, cupole vasi
e centrotavola, piatti e altri oggetti duso di vetro soffiato. Nel
2015 nasce la collezione Poets.
massimolunardon.it

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

UNDER GLASS Nails, flatware, sheaths, the most curious forms,


become cages and guardians of transparencies taken to extremes
in the work of Massimo Lunardon. My need to experiment is a
stimulus to live, says Massimo, approaching the challenges posed
by companies, and surpassing the limits of the material, glass. In
1996 he opened his workshop, now a factory, at San Giorgio di Perlena (VI), where he conducts research to take the plastic possibilities
of glass to new extremes. The result is a collection of glasses, cups,
carafes, bowls, bell jars, vases and centerpieces, plates and other
useful objects in blown glass. The Poets collection begins in 2015.

MARCO ZANIN/fabrica

Nellopera di MASSIMO LUNARDON chiodi, posate, guaine


diventano gabbie e guardiani di inedite trasparenze.

ARTE ETN(IC)A
Nella sartoria di EUGENIO VAZZANO, dove stoffe introvabili sono cucite allamericana.
Eugenio Vazzano, siciliano, racconta: Dopo gli studi a Firenze
e una lunga permanenza a Miami, sono tornato a Melilli, e qui,
in provincia di Siracusa, ha dato vita a una collezione tra fashion
e home collection con la tecnica quilt propria dei nativi americani. I tessuti sono di recupero, sete italiane e lane con trame
spesse. Colore dominante il nero Etna e il maltinto, pittura
schizzata a mano con un occhio rivolto allarte contemporanea.
Copriletti, plaid e tovaglie fatte in Sicilia con le mani e con il
cuore partono per il mondo con eleganza italiana.
eugeniovazzano.it

ETNA ART The tailor shop of Eugenio Vazzano where the rarest
fabrics are sewn in American style. Eugenio Vazzano, from Sicily,
recalls: After studying in Florence and a long stay in Miami, I came
back to Melilli (SR), where he created a fashion and home collection
using the quilting technique borrowed from the Native Americans.
The fabrics are recycled, Italian silks and wools with thick weaves.
The dominant color is Etna black and maltinto, paint daubed by
hand with an eye on contemporary art. Bedspreads, blankets and
throw cushions, tablecloths made in Sicily with hands and heart
set forth to fill the world with Italian elegance.

Handmade. A destra: Eugenio Vazzano


nel giardino del suo laboratorio di Melilli (SR).
In alto: sciarpe di velluto. Sopra: larchivio
delle pezze. Sotto: un cuscino cucito
con tecnica quilt.

STEFANIA GIORGI

Handmade. Right: Eugenio Vazzano


in the garden of his workshop in Melilli (SR).
Top: velvet scarves. Above: the remnants
archive. Below: a quilted cushion.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

CUORE
DI PIETRA
estrae
la natura del design.

RENZO BUTTAZZO

Renzo Buttazzo, artista leccese di fama internazionale, scultore e designer, autore di una
collezione di lampade pezzi unici e una di sedute e complementi di arredo: fermalibri e vasi.
Interprete, sempre, la pietra. E lui racconta: La
materia va trattata con amore e rispetto. Prima
conosci il suo respiro, poi la puoi ascoltare. Il suo
atelier Petre a Lecce. Buttazzo collabora con i
pi importanti brand italiani del living, da B&B
Italia ad Armani Casa, da Boffi a Poltronova.
renzobuttazzo.it
HEART OF STONE In his works, Renzo Buttazzo
extracts the nature of design. Renzo Buttazzo, the
internationally acclaimed artist from Lecce, sculptor
and designer, is the maker of a collection of one-off
lamps, and another of seating and furnishing accessories: bookends and vases. He always works with
stone. In his words: Material, treated with love and
respect. First you have to know how it breathes, then
you can listen. His atelier is Petre, in Lecce. Buttazzo
works with leading Italian brands, from B&B Italia to
Armani Casa, Boffi to Poltronova.
Ottico. A sinistra: Renzo Buttazzo. Sotto da sinistra:
linterno del suo laboratorio, un antico arco
nel centro storico di Lecce, vasi decorati
e un particolare della lavorazione della pietra.

STEFANIA GIORGI

Optical. Left: Renzo Buttazzo. Below from left: the


interior of his workshop, an old arch in the historical
center of Lecce, decorated vases and a detail
of the working of stone.

10

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Camouflage. Sopra: Costanza Algranti. In alto a sinistra: fasi di


lavorazione. A sinistra: armadio a parete e scrivania di legni riciclati.
Camouflage. Above: Costanza Algranti. Upper left: phases
of workmanship. Left: wardrobe and desk in recycled wood.

TUTTO SI TRASFORMA

DENISE BONENTI

Bancali, grondaie, botti: raccoglie materiali di ogni genere COSTANZA ALGRANTI .


E con arte applica lestetica del riciclo per mobili, lampade, specchi, pavimenti.
Dice di lei Michele De Lucchi: E poi c la mano, la mente,
la filosofia, il gusto, la poesia della toscanaccia che tutto questo
combina insieme nella maniera apparentemente pi naturale
in forma di mobili, sculture, arte, design e di cose che servono
nelle case. Dunque il plus dei manufatti di Costanza Algranti
non il riciclo, ma i risultati che ottiene, ai loro massimi livelli
nei lavori su commissione: le lamiere, le lastre di rame e i legni
usati e rovinati dalluso vengono riprogettati con scrupolo e
riadattati a nuovi spazi e a nuove esigenze. Raccontano una
storia, hanno gi avuto una vita, sono sopravvissuti.
costanzaalgranti.it

EVERYTHING IS TRANSFORMED Pallets, gutters, barrels, materials of all kinds, gathered by Costanza Algranti. With art, she
applies the aesthetic of recycling. Michele De Lucchi says: Then
there is the hand, the mind, the philosophy, the taste, the poetry
who puts all this together in the apparently most natural way, in the
form of furniture, sculptures, art, design, things that are useful in the
home. What is prized about the creations of Costanza Algranti is
not the fact that they are recycled, but the results she achieves, at
the highest levels in the commissioned works: sheet metal, plates of
copper, wood used and ruined by use, redesigned with great care
and adapted to new spaces.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

11

NUOVE STRADE PER ANTICHI IMPASTI


Dallarte sacra a trame tessute, FRANCESCA CARALLO fa rivivere la via della cartapesta.
Nascono in Salento le opere manufatte di Francesca Carallo, che
dal 1995 crea una collezione di complementi darredo, sculture
da casa, luci e oggetti con la cartapesta, materiale adottato
per quattro secoli dagli artisti leccesi, che la utilizzavano per
realizzare arte sacra salvo poi abbandonarla perch considerata
poco nobile. Nelle mani di Carallo questo impasto assume la
matericit del tessuto e veste quindi gli oggetti con forme, intrecci, frange, pliss e ricci. I colori usati sono vivacissimi e leffetto
scenografico. La pi nota delle sue opere la Bola luminosa,
una grande palla traforata dallinterno della quale filtra la luce,
creando sul muro ombre teatrali.
francescacarallo.it

NEW PATHS FOR ANCIENT MIXTURES From religious art to


woven patterns, Francesca Carallo brings the art of papier
mch back to life. In Salento, since 1995 Francesca Carallo has
created a collection of furnishings, home sculptures, lights and
objects in papier mch, a material used for four centuries by artists
from Lecce, mostly for religious art. It was later considered insufficiently noble, and abandoned. This mixture takes on the materic
virtues of fabric and clothes the objects created by Francesca with
forms, weaves, fringes, pleats, ruffles. The colors are very lively, the
effect theatrical. Her most famous work is the Bola luminosa, a big
ball perforated from the inside through which light filters, creating
striking shadows on the wall.

Merletti. A sinistra: Francesca Carallo ritratta


nel suo studio sotto la sua Bola luminosa.
Sopra e in basso: vasi di cartapesta. Sotto:
particolare della materia.

STEFANIA GIORGI

Lace. Left: Francesca Carallo in her studio, beneath


the Bola luminosa. Above and bottom: vases
in papier mch. Below: detail of the material.

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Materici. Sopra: i fratelli Francesco e


Giuseppe Emblema. A sinistra dallalto:
il giardino espositivo del laboratorio, pannelli
luminosi, un tavolo dellultima collezione.

Materice. Above: the brothers Francesco


and Giuseppe Emblema. Left, from top:
the garden of the workshop, luminous
panels, a table from the latest collection.

CREATIVIT VULCANICA

DENISE BONENTI

Lapilli e pomici nella colata lavica che forgia i mobili di FRANCESCO E GIUSEPPE EMBLEMA.
Francesco e Giuseppe Emblema, ideatori del marchio Emblema
Opificio di Terzigno (NA), progettano e costruiscono mobili e
complementi. Il loro lavoro parte dallessenza del territorio vesuviano: la pietra lavica. Con questa materia ostile e malleabile
sin dal 1987 toccano orizzonti davanguardia per immagine e
per approccio creativo. Limpasto lavico, costituito da lapilli,
pomici, pozzolane, schiume e sabbie, viene modernizzato nelle
possibilit espressive: laccento dai barocchi rigorismi formali
della tradizione napoletana si pone sul gusto contemporaneo.
opificioemblema.it

VOLCANIC CREATIVITY Lapilli and pumice, in the lavic pour that


forms the furnishings. Francesco and Giuseppe Emblema, creators
of the brand Emblema Opificio of Terzigno (NA), design and make
furniture and accessories. Their work starts with the essence of the
Vesuvian territory: lavic stone. With this hostile and malleable material, since 1987 they have been in the vanguard in terms of imagery and
creative approach. The lavic mixture composed of lapilli, pumices,
pozzolanas, foams and sands, gets modernized in terms of expressive potential: the accent of Baroque formality of the Neapolitan
tradition meets with contemporary taste.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

13

LU
CE
La sabbia, il mare, il calore
della fornace, il bolo:
cos, da secoli, prende forma
il prodigio del VETRO .
Uno scrittore visita il museo
dedicato a questarte antica, fatta
di leggerezze e infinite trasparenze.
testo di GIOVANNI MONTANARO
fotografie di ISABELLA DE MADDALENA

Translation: see page 92.

i stupisco sempre a guardarle, nella prima sala del museo, nera, con
tutta questa luce chiara che viene
dalle teche. Sono bottiglie, ampolle,
brocche. Sono piccole; ce ne sono
di bizantine, di medievali, ma altre
di romane, ancora pi antiche. Non
hanno fregi n decorazioni, talvolta sono storte, al massimo con
colli lunghi, o basi larghe, o sono blu, o gialle. Sembrano essersi
incurvate, rimpicciolite. Hanno la fragilit e la strana grazia della
vecchiaia. Sono belle. Stupisce che siano ancora qui, cos delicate,
che basterebbe niente per romperle, eppure non mai successo,
in centinaia e centinaia di anni, anche se sono state magari sottoterra, o di casa in casa, tra eredit e furti, doni e compravendite.
A vederle, si capisce che il vetro umano, creato.
stata forse uninvenzione, o un dono. La leggenda vuole che
alcuni mercanti fenici, in riva al fiume Nahr-Halu, in Siria,
una sera fredda, senza legno, per scaldarsi e cuocere abbiano
infuocato dei blocchi di salnitro; al risveglio, si accorsero che
la sabbia sotto il fal si era fatta di tante scaglie di un materiale nuovo, trasparente, inspiegabile. una reazione chimica,

che la presiede; sparse in mezzo allacqua cerano isole per far


crescere frutta e verdura, come SantErasmo, o per aspettare e
immagazzinare il sale, come Torcello, e poi anche isole per pregare,
come San Francesco o San Lazzaro, o per tenere i malati e i marinai in quarantena, come le due isole chiamate Lazzaretto, Vecchio
e Nuovo. A Murano, invece, si produce. E si protegge il vetro.
Anche qui, in questo Palazzo Giustinian (Fondamenta Giustinian,
8), bianco, gotico fiorito, leggero, che ha riaperto a febbraio con
un nuovo allestimento. Era una dimora patrizia, e mi immagino
qui dentro, e fuori nel giardino antico, le feste, e lampadari dove
ardevano candele, labbra che cercavano bicchieri, mani salde sui
manici di caraffe piene di vini pastosi. Nel 1689, questo palazzo
diventa la sede della Diocesi di Torcello, che poi stata abolita, e
quindi la sede del Comune di Murano, abolito anchesso. Era una
casa, e ancora oggi si entra in una casa, con lo scalone e gli affreschi
settecenteschi di Francesco Zugno, gli ambienti dove un tempo si
dormiva e si aspettava, si piangeva e si mangiava, e tutte le finestre
che danno sul canale. DallOttocento, Palazzo Giustinian diventa
il baricentro del vetro di Murano. il periodo pi buio, caduta la Serenissima. Ma c un gruppo di muranesi, in particolare
un religioso, labate Vincenzo Zanetti, convinti che il vetro non

Stupisce che siano ancora qui, cos delicate, che basterebbe niente
per romperle, eppure non mai successo, in centinaia danni, anche
se magari sono state sottoterra, o di casa in casa, tra eredit e furti.
in fondo, niente di pi. Ma come una poesia. Il vetro nasce
per impazzimento, perch la sabbia silicea, resa incandescente,
viene raffreddata cos velocemente che non ritrova la struttura
originaria, e gli atomi si dispongono dove capita, creando una
struttura fragilissima, come se si fossero arresi alla luce.
La sabbia, il mare. Qui c lAdriatico che sa di sale, e la laguna
che lo accoglie. Murano, per, non fragile; i canali, il sapore di
Venezia, le logge dellantica basilica di Santa Maria e Donato stanno vicine alle fornaci, solide, che sanno di industria, con i mattoni
rossi, i fumi, i tubi, i forni. Non un caso, che il vetro sia qui. I
fiolari, i soffiatori di fiole, ossia di bottiglie con un lungo collo
e un corpo arrotondato, erano a Rivoalto, il primo insediamento
veneziano. Ma, nel 1295, la Serenissima dispose il trasferimento
di tutte le fornaci a Murano. Cera il rischio degli incendi, prima di
tutto, in citt fatte di legno. Cera linquinamento. Ma cera anche
la furbizia; confinare i maestri vetrai significava proteggere i loro
segreti. Ai maestri la Serenissima dava privilegi, tra cui la possibilit di sposarsi con i patrizi. Ma comminava severe punizioni per
chi esportava allume e sabbia o espatriava, proibendone anche il
rientro. E c, soprattutto, da considerare che Venezia non si capisce senza la sua laguna, e lorganizzazione sociale ed economica

16

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

ancora finito. Cos si rivolgono al Comune, che d loro luso di


una stanzetta, qui, per raccogliere un archivio, e fare una piccola
esposizione, per ricordare, ritrovare quello che stato Murano, e
che nessuno vede pi da secoli, chiuso nelle case private. I donatori
sono numerosi, capiscono limportanza che tutti vedano cosera,
leccellenza, cosera, Murano; presto lo spazio non basta pi, e ci
si allarga, di stanza in stanza fino a tutto il palazzo. E allora non
solo si fonda un vero e proprio museo, ma si decide anche di fare
una scuola, perch il vetro non muoia, perch il vetro ricominci.
Qui dentro, nel museo, uno dei musei civici veneziani, oggi si fa
un viaggio nel tempo, e si capisce che il vetro sempre lo stesso,
ma sempre diverso. Dalle prime, umili, utili creazioni medievali
(segue a pagina 20)
Virtuosismi. A destra: nella Sala del 700, un trionfo da tavola del 1760 in
cristallo e vetro raffigurante un giardino allitaliana. In apertura: nel Salone
centrale, un lampadario in cristallo con 60 bracci, Murano, 1864.
Virtuosity. Right: in the Hall of the 1700s, a centerpiece from 1760 in crystal
and glass showing an Italian garden. Opening page: in the central Hall,
a crystal chandelier with 60 arms, Murano, 1864.

Forme. Particolari di vasi e sculture nella Sala ex Conterie. Dallalto a sinistra, in senso orario: Ondina di Luciano Vistosi, 1982; Incisi in vetro blu di Paolo Venini
per Venini, 1956; Baboke bianco di Luciano Vistosi, 1983; Incisi in vetro acquamarina di Paolo Venini per Venini, 1956. A destra: Ghost di Luciano Vistosi, 2009.
Forms. Details of vases and sculptures in the Ex Conterie Hall. Clockwise from upper left: Ondina by Luciano Vistosi, 1982; Incisi in blue glass by Paolo Venini
for Venini, 1956; Baboke bianco by Luciano Vistosi, 1983; Incisi in aquamarine glass by Paolo Venini for Venini, 1956. Right: Ghost by Luciano Vistosi, 2009.

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

si passa al Quattrocento, al Rinascimento, e sembra che il vetro


diventi diverso, che qualcosa succeda, che, allimprovviso, si possa
fare tutto, come in una giovent che esplode vigorosa, senza pi
infanzia. Bisanzio caduta, nel 1453, e il meglio si concentra a
Murano, e tutti, anche fuori da qui, cominciano a soffiare a la
faon de Venise. Il pezzo pi bello del periodo, e forse dellintero
museo, di Angelo Barovier, una coppa blu, probabile dono nuziale, con decorazioni di cavalcate e boschi, e foglie, a celebrare
lamore di due sposi. Ma tutto un tripudio di piatti, di stemmi,
di coppe e lampadari, di bottiglie a corpo a forma di cipolla, le
inghistere, e poi brocche di cristallo piene di smalti policromi,
racemi floreali, vezzose decorazioni sul bordo, dette rosette.
Ma non solo la bellezza; lepoca delle invenzioni tecniche,
quelle che durano, con poche eccezioni, ancora oggi. Proprio quel
Barovier trova un vetro cristallino, trasparente. Ma poi viene
inventata anche la filigrana, con la quale si creano delle composizioni a reticello, di tanti colori e materiali affiancati o intrecciati;
al museo ci sono coppe, caraffe e una splendida compostiera,
tutte percorse da questa rete sottile, leggiadra. E poi c il vetro
ghiaccio, e allora bacili, secchielli, di questo materiale che sem-

cosa sono le crisi; quando non si capisce pi dove va il mondo,


quando si perde la leggerezza, la grazia. Il primo Ottocento
cupo, la gente si impoverita, lAustria un governo opprimente.
Si salva il lavoro di Bigaglia: le sue bottiglie e coppe policrome
hanno dentro il futuro. E il futuro arriva, di l a poco. Non solo
lA rchivio, il Museo, la Scuola. Nel 1864 viene indetta la prima
Esposizione Vetraria Muranese, e un premio lo vince il gigantesco
lampadario, di Toso e Santi, a 60 braccia, pi di 360 pezzi, 330
chili. Anche se enorme, non pesa pi, chiaro, lieve.
L vicino, passando per i calici di Salviati e i vasi di vetro mosaico di Vincenzo Moretti, c il Novecento, il secolo gigantesco.
Un secolo che comincia da una lastra in vetro mosaico di Zecchin
per Artisti Barovier, di vago sapore klimtiano, del tutto inusitata,
ma ha lesplosione con il lavoro di Cappellin e Venini, prima in
coppia, poi separati; da l non ci si ferma pi, i piatti di Carlo
Scarpa, i colori di Tomaso Buzzi, le bottiglie di Bianconi, le forme
e gli animali di Martinuzzi. Ma non solo quello, tutta lisola
che rinasce; lincessante succedersi di generazioni di Seguso,
Nason, Moretti, Ferro, oltre agli infiniti Toso e Barovier e tanti
altri. Il vetro, tra Biennali e Triennali, esposizioni e mostre, di-

Il Seicento maestoso, carico, spesso soffocato, di virtuosismo.


Il Settecento lezioso, anche se monumentale.
Il primo Ottocento cupo. E poi c il Novecento, il secolo gigantesco.
bra davvero ghiaccio, che sembra proprio la materia, che non
domabile, come si pu vedere solo in certe creazioni artistiche del
900. E poi c il calcedonio, verdissimo come un sasso di mare, e
irreale. E il lattimo, pi smunto, fatto per le decorazioni, ma cos
utile nei secoli a venire per il dilagare della moda delle porcellane
cinesi. E in questepoca si riscoprono le perle e le murrine, che saranno anchesse necessarie, per sopravvivere nelle crisi successive.
, in fondo, let della grazia, di una stupefacente modernit, e
lo si vede anche da alcuni calici semplici, solo con un bordo blu
applicato a caldo, come immortali. Il Seicento simile, maestoso,
ma facile da distinguere perch diventa, ovviamente, barocco,
carico, spesso soffocato, di virtuosismo. Cominciano creste sui
manici, nuove forme stravaganti, decorazioni complesse. L, si
vede linizio di una crisi, di uno smarrimento, pur nella strepitosa
avanzata della tecnica. Si perde lessenza. E, anche, la ricerca sui
materiali. Cos, si soffre la spietata concorrenza della Boemia, che
si inventa un cristallo pi nitido, fatto con il potassio, e dellInghilterra, che elabora il vetro piombato. Venezia, lentamente,
appassisce. Il Settecento lezioso, anche se monumentale. Spicca
il lavoro di Briati, di cui al museo c un bel reliquiario con fiori
in paste vitree. E resta indimenticabile un gigantesco trionfo
da tavola a forma di giardino allitaliana in vetro e lattimo. Al
di l delle eccellenze, per, Murano si salva soprattutto con gli
specchi, industria sempre fiorente. A percorrere questi corridoi,
a perdersi in queste sale, facile distinguere le epoche, e capire

20

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

venta non solo oggetto darte ma anche arte e basta, una forma
pura, scultura, materia in s che rimane tale, non nemmeno
da plasmare, da lasciare a vivere.
Uscendo da qui, si solo ansiosi di sapere cosa aggiungeranno i prossimi secoli. Perch Murano continuer. Perch ci
sono le fornaci che, da secoli, sono sempre le stesse, sempre con
la piazza dove lavorano il maestro, il servente, il serventin e i
garzoni, tra canne da soffio, borselle per modellare il vetro, compasso tondo per le misure, palette per rendere le superfici piane,
tagianti per asportare il vetro in eccesso. E perch non finir
la sabbia, il mare, e non finir il bolo, sempre da levare, quella
massa arancione, informe, che esce dalla fornace, che luce, e
calore, e pu sempre, in ogni momento, diventare tutto. FINE
Trasparenze. Pagina seguente: particolari di vasi e sculture nella Sala vetri
del 900. Dallalto a sinistra in senso orario: vaso di Napoleone Martinuzzi
per V.S.M. Venini & C., 1926; vasi Goccia alto e Goccia basso di Alfredo
Barbini, 1962; scultura con murrine iridescenti di Alfredo Barbini, 1996;
pesci stilizzati in vetro ambra e cristallo di Alfredo Barbini, 1960.
Transparencies. Following page: details of vases and sculptures in the Hall
of the 1900s. Clockwise from upper left: vase by Napoleone Martinuzzi
for V.S.M. Venini & C., 1926; Goccia alto and Goccia basso vases by Alfredo
Barbini, 1962; sculpture with iridescent murrines by Alfredo Barbini, 1996;
stylized fish in amber glass and crystal by Alfredo Barbini, 1960.

PER CHI SUONA


testo di ELENA DALLORSO fotografie di ANTONIO SABA

Translation: see page 92.

IL CAMPANILE

La carena di una nave rovesciata, centinaia di figure lignee e poi pietra e vetro
nella chiesa in cui due grandi artisti hanno reso omaggio alla MAESTRIA ARTIGIANALE .

n paesaggio di rocce, spiagge e f lora


spettacolari. Poi, un giorno di ormai
cinquantanni fa, in questo paesaggio
ancestrale spunta una polis: un porto,
lagor e il teatro. E infine, dato che si
tratta di Italia, una chiesa. La genesi di
San Lorenzo a Porto Rotondo affonda
le radici nel sogno immobiliare realizzato dai conti Luigi e
Nicol Don dalle Rose nel 1964 ispirandosi alle linee delle
case povere che si affacciano sulla rete dei canali di Venezia:
porto, ponti e banchine a pelo dacqua. Edificata su progetto
dello scultore Andrea Cascella, con gli interni di Mario Ceroli,
San Lorenzo unarchitettura piuttosto avveniristica, con una
facciata rivolta al mare e laltra alla montagna in modo da legarsi da una parte al porto e alla piazza, dallaltra al teatro. La
chiesa, con la sua croce antistante, opera di Andrea Cascella,
che aveva gi realizzato la cosiddetta piazzetta San Marco,

versale, rimandi allappartenenza geografica delledificio e alla


sua funzione. Ceroli la ide come un gozzo rovesciato e a noi
piacque molto. Siamo al mare, in pi la chiesa vagamente
gotica ed essendo il soffitto a volta permette delle tridimensionalit che non sarebbero state possibili altrimenti, dice
Don dalle Rose. Linterno della chiesa, realizzato in legno
di pino russo, teatrale e opulento, ma contemporaneamente
suggerisce anche unidea di semplicit, quasi di povert. Il
rimando pauperista nei materiali, pino, vetro e pietra, ma
ledificio in s una ricca e certo non minimale opera teatrale,
in continua evoluzione. Esempio perfetto lA lbero della vita
nella parete sinistra dellabside, una sorta di albero genealogico
della famiglia Don dalle Rose, quasi una versione contemporanea delle rappresentazioni dei committenti negli affreschi
rinascimentali. Ma non solo: Tutte le figure lignee, incluse
lUltima Cena e il Giudizio Universale, corrispondono a soggetti che gravitavano al tempo a Porto Rotondo (OT): famiglia,

LULTIMA ARRIVATA LA TORRE CAMPANARIA, 24 METRI IN LEGNO DI PINO


CON SCALA ELICOIDALE CHE NE RAGGIUNGE LA CIMA: PER REALIZZARLA CI
SONO VOLUTI 40 ANNI, TRA TEMPESTE DI VITA E LENTEZZE BUROCRATICHE.

26

unispirazione del tutto unica. La piazza unita alla chiesa da


una lunga scalinata che ne esalta la prospettiva. Ceroli allora
era un giovanissimo artista amico di Cascella che lo chiam
a completare la sua opera. Insieme, spesso, progettavano e
disegnavano con un bastoncino sulla spiaggia. Non bisogna
dimenticare che quelli erano gli anni delle grandi biennali di
Venezia. Il fermento artistico italiano era di alto spessore,
racconta Luigi Don dalle Rose. E Mario Ceroli a mio giudizio
uno dei migliori artisti italiani viventi, per la maestosit delle
sue opere, per la variet dei materiali, la grande immaginazione e modernit, sempre legate ai canoni della proporzione
classica. La cooperazione di questi due artisti ha creato la pi
bella chiesa moderna degli ultimi cinquantanni. Che oggi,
come allepoca della sua costruzione, provoca stupore non appena se ne varca il portale: la navata una carena rovesciata,
affollata di sagome umane che compongono il Giudizio Uni-

amici, semplici collaboratori e personaggi famosi. Per fare un


esempio la Madonna della Deposizione ha il volto di Stefania
Sandrelli, il centurione in cima alla scala della croce Marco
Ferreri e colui che indica Cristo, ai suoi piedi, Guttuso. E la
forte radice che sostiene lalbero lomaggio dellartista a mia
madre che fortemente volle e rese economicamente possibile
la realizzazione di San Lorenzo, spiega il conte.
Ultima arrivata nel 2008, nonostante ne fosse stata prevista
lesistenza fin dallinizio, la torre campanaria, 24 metri in legno di pino con una scala elicoidale che ne raggiunge la cima.
Ogni piazza, borgo, villaggio, agglomerato di case italiane ha
una chiesa e un campanile che ne indica il centro della vita. La
torre ora visibile da ogni prospettiva, anche da chi arriva dal
mare, dice Don dalle Rose. Mi mancata per quarantanni,
il tempo che mi stato necessario a realizzarla attraverso tempeste di vita e lentezze burocratiche. Ne sono molto fiero. FINE

Profili lignei. Pagina accanto: la torre campanaria alta 24 metri, stata


realizzata in Austria e assemblata in loco. Doppia precedente, a destra:
la Deposizione di Cristo e tre rappresentazioni stilizzate del villaggio
sormontate dalla stella cometa e dal rosone di vetro di Murano, con
i profili di personaggi illustri del nostro tempo. A sinistra, in senso orario
dallalto: il soffitto della chiesa con il Giudizio Universale. Il profilo
di Madre Teresa di Calcutta, opera in vetro di recente realizzazione.
La Scala di Giacobbe il simbolo elicoidale dellascesa delluomo verso
Dio. Otto colonne di granito formano il prnao. La seduta di Giuda
irta dei cunei del tradimento. In apertura: lUltima Cena. I profili lignei
ritraggono i fondatori di Porto Rotondo Luigi e Nicol Don dalle Rose
e personaggi famosi vicini a loro e allartista.

Wooden profiles. Facing page: the bell tower, 24 meters high, was made
in Austria and assembled at the site. Previous two pages, right: the
Deposition of Christ and three stylized representations of the village
overlooked by the guiding star and the rose window in Murano glass,
with profiles of celebrities of our time. Left, clockwise from top: the
ceiling of the church with the Universal Judgment. The profile of Mother
Teresa of Calcutta, a recently made work in glass. Jacobs Ladder is the
helical symbol of mans ascent towards God. Eight granite columns
form the pronaos. The seat of Judah bristling with the wedges
of betrayal. Opening page: the Last Supper. The wooden profiles
depict the founders of Porto Rotondo, Luigi and Nicol Don
dalle Rose, and famous personalities close to them and to the artist.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

L AB
I R I
N TO

A Fontanellato ha appena aperto IL LABIRINTO DELLA MASONE .


Il pi grande (e green) del mondo. Lo ha creato Franco Maria Ricci,
per mantenere una promessa fatta ad un certo amico argentino.

testo di NICOLETTA DEL BUONO fotografie di MARIO DAVOLI

Translation: see page 92.

reato da Franco Maria Ricci nella campagna di


Fontanellato, presso Parma, il labirinto della
Masone il pi grande del mondo. Progettato in collaborazione con larchitetto Davide
Dutto, che per lui aveva curato le ricostruzioni
virtuali del giardino di Polifilo, occupa unarea di otto ettari, il suo percorso misura tre
virgola due chilometri di lunghezza, e per delineare vie, incroci,
cul de sac, si affida a oltre 200.000 piante di bamb di venti

suo centro prevedeva licona della Gerusalemme celeste; e pure


la visione degli antichi che, come nel labirinto di Cnosso architettato da Dedalo, voleva, al cuore del manufatto, un Male da
sconfiggere. C, come in tutti i labirinti, un intento formativo
(se ne esce altri da come si entrati), c la metafora della vita,
c il valore iniziatico ricordato dal filosofo e mitografo Mircea
Eliade (A mio avviso il labirinto per eccellenza limmagine
di una iniziazione), ma soprattutto, e pi che in ogni altro suo
analogo, c qui un intento laico, ludico e di acculturazione che

La gestazione durata decenni. Alla fine scaturita una vera


eccellenza che arricchisce di una pagina importante la gi gloriosa
tradizione italiana del labirinto e, in qualche modo, la supera.
specie differenti, dalle nane alle giganti. Pi che un labirinto in
senso stretto, con una sola entrata e un unico gomitolo di strade
che conduce ineluttabilmente al centro, un dedalo, detto anche, tecnicamente, Irrweg: uninestricabile ragnatela di scelte
alternative e vicoli ciechi, un divertissement quasi enigmistico
tra essoterico ed esoterico, tra ragione ed emozione, unallusione
alla contraddittoria e instabile psicologia delluomo postmoderno. Una continua tensione tra stupore e angoscia, insomma, che
soppianta la simbologia salvifica del labirinto medievale che al

30

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

si manifesta concretamente nella piazza centrale perimetrata da


edifici echeggianti le forme architettoniche dellA ntico Egitto e
le settecentesche fantasie costruttive di tienne-Louis Boulle:
spazi e volumi dedicati alla cultura materiale e immateriale,
luoghi, scanditi da grandi sale colonnate, da cortili, porticati,
persino da una cappella piramidale, dove trovano collocazione
le collezioni darte di Franco Maria Ricci e la sua biblioteca di
capolavori bodoniani, dove si allestiscono mostre, si celebrano
eventi, concerti, spettacoli teatrali, performance e feste, dove si

mangia e si beve coccolati da chef stellati, dove si acquistano


specialit gourmet oppure libri.
Nasce tutto questo dalla mente visionaria di Franco Maria Ricci, designer e raffinato editore di volumi e riviste di eccezionale
qualit (quante scoperte ci ha regalato...). Nasce soprattutto da
una promessa fatta a Jorge Louis Borges, geniale autore argentino
ossessionato dal mito del labirinto a cui dedica racconti capolavori
come Il giardino dei sentieri che si biforcano e Il filo della favola.
Ha raccontato Ricci allinaugurazione del suo dedalo padano: Sognai per la prima volta di costruire un labirinto qualche decennio
fa, nel periodo in cui fu spesso ospite, nella mia casa di campagna
vicino a Parma, un amico, oltrech collaboratore importantissimo
della mia casa editrice: Jorge Louis Borges. Credo che, parlando
con lui degli strani percorsi degli uomini, si sia formato lembrione
del progetto. La gestazione durata decenni, cera la forma stellata, nuova per un labirinto, da impostare nel verde incolto della
pianura, cerano i tracciati da disegnare senza perdere il filo della
loro soluzione, cerano da piantumare e far crescere fino a farne
compatte e insieme ariose pareti vegetali, i bamb, una passione
botanica sviluppata da Ricci in seguito allincontro casuale con
un giardiniere giapponese.
Alla fine scaturito un manufatto che merita, senza tema di
retorica, laggettivo straordinario. Una vera eccellenza che arricchisce di una pagina importante la gi lunga e gloriosa tradizione
italiana del labirinto, e, in qualche misura, la supera. I capisaldi che

si trovano nei giardini di Villa Pisani a Stra (VE), di Villa Barbarigo


a Valsanzibio (PD), di Palazzo Giusti a Verona, di Villa Garzoni a
Collodi (PT), per citarne qualcuno, testimonianze irripetibili di
quella grande stagione labirintica che dal Manierismo arriva al
Secolo dei Lumi, passando per le vertigini barocche, erano in effetti
elemento semplicemente esornativo del complesso architettonico:
nel caso della Masone il labirinto in s a farsi monumento. Una
esuberante scenografia tridimensionale che con le sue alte e fitte
cortine di bamb suggerisce, tra laltro, una maniera discreta e
intelligente per ridare dignit al paesaggio italiano.
FINE

Unico. A sinistra: il labirinto copre


8 ettari. Qui sopra: laccesso alla
piazza centrale. Pagina a fianco: la
cappella e la piazza nel cuore del
dedalo. Le architetture sono di Pier
Carlo Bontempi.
Unique. The maze covers 8 hectares.
Above: the access to the central
square. Previous page: the chapel
and the square at the core of the
maze. The architectures are by Pier
Carlo Bontempi.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

31

UNA
PENNELLATA
ROSSO
ALFA
Abbiamo chiesto a uno scrittore di famiglia di guidarci
nella casa di un mito, il rinnovato MUSEO ALFA ROMEO di Arese.
Dove si racconta unepopea di bellezza, design e velocit.

testo di MATTEO SARTORI* fotografie di FILIPPO ROMANO

Translation: see page 92.

e palazzine brutaliste di quella che fu la mitologica Alfa Romeo di Arese mi accolgono, si


fa per dire, senza cerimonie nella tarda mattina di settembre. Sotto a una pioggia sottile
sono arrivato a quello che fu uno dei fuochi
pi vividi e caldi della storia industriale
dItalia, un luogo apparentemente svanito
con il chiudersi del Novecento, oggi definito principalmente
dai circuiti chiusi delle villette e delle filiali bancarie. Giro lo
sguardo intorno al piazzale sgocciolante. Quasi vuoto. Mi esorto
a non recriminare sulle potenzialit della messa in mostra del
mito Alfa Romeo in un luogo pi accessibile. Quante volte lo
si sentito dire nei circoli eruditi.
Ah! Se il museo si trovasse in citt! Che gran disco volante incantato si sarebbe potuto creare al Portello al posto di
quellennesimo centro commerciale.
Bene, rassegniamoci perch non cos. Non c un museo
dellA lfa Romeo al Portello e in nessunaltra area cittadina toccata da recente, sacra coolness.
No. Il Museo Storico ad Arese, compresso tra lAutostrada dei Laghi e le macerie vagamente minacciose dei vecchi
stabilimenti industriali, dunque chi vuole bersi dun fiato la
rinnovata leggenda meccanica e sportiva dellA lfa Romeo deve
avventurarsi fino a l.

Quindi, incassato un sorriso chiaro dalla ragazza alla cassa, mi rilasso e gironzolo tra gli scaffali minimali del bookshop. un luned di ugge personali e meteorologiche e sono
contento di essere in pratica lunico visitatore in vista, se si
esclude un piccolo gruppo di aficionados inglesi. Bevo un bel
bicchier dacqua e sono pronto a lasciarmi assorbire dal bagaglio
dingegni che qui stato raccolto e lucidato, dal tesoro che si
nasconde nella pancia del museo.
La struttura si svela a poco a poco, in crescendo. Il primo
ambiente riserva impressioni di una certa freschezza, dire freddo
pare brutto. Ditemi di pi!, viene da pensare, raccontatela bene
questa timeline, questo marchio da pi di centanni sempre
uguale e sempre diverso a se stesso. Invece finisce che la gloriosa
storia di croce, biscione e allori vari sfila via un po in superficie
e si portati a passare svelti, anche se l ci sono dei motori per
aviazione abbastanza sensazionali.
Un tubo ombroso che ricorda una galleria del vento proietta
nella prima area propriamente dedicata alle automobili.
Qui i materiali si fanno pi ricchi, ma dopo le vetrate
asettiche e i cromi delle prime stanze che il rosso cuore, quel
tono di rosso per cui molti verranno qui da tutto il mondo,
prende il sopravvento.
Nella sala che racconta la nascita della leggenda della velocit
a quattro ruote vengo sbilanciato da un accenno di sindrome

Nel museo le forme aerodinamiche progettate da Bertone e Pininfarina


evocano lestetica utopistica degli anni 60, che celebrava anche
sulla terra lentusiasmo per la corsa alla conquista dello spazio.
Ho sete. La sera che precede la mia escursione un vecchio
amico, noto architetto non compromesso dal successo ma carico
di finezze, da me grezzamente interrogato mi annuncia che il
progetto del nuovo museo non pu essere definito rivoluzionario. Lo guardo dubbioso e prima che io possa parlare aggiunge
che data la struttura preesistente, muta e sorda, lintervento di
Arese rappresenta comunque un soffio daria fresca.
Benvenuta aria fresca, dico io allora. Credo che alla prova del
tempo si riveler corretto, aggiunge larchitetto, versando due
generosi bicchieri di whisky.
Sar il liquore, ma al risveglio sento che la parola corretto
mi sta ancora rimbalzando tra le tempie.
Ho lasciato la mia Giulia Sprint Veloce nel parcheggio. La
pensilina che conduce allingresso un bel biscione rosso e sinuoso, pieno di promesse. Comunque, la misura del contrasto
tra il piazzale umido e latmosfera rarefatta che si schiude dietro
alle vetrate brunite si fa da subito spessa, palpabile, con sensazioni da salto dimensionale. Lo stile degli addetti al museo
non delude. Non ci credevo troppo, ma un po ci speravo. Anglosassone, discreto, le informazioni vengono date con gentilezza
ma senza zelo, il contrario di quanto avviene presso certi musei
pretenziosi e senza storia visti di recente in citt.

34

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

di Stendhal. I pannelli luminosi dicono 8C 2300 Monza, RL


Targa Florio, 8C 2900 Tipo Speciale Le Mans. Gira la testa,
locchio colpito dallo sfrecciare delle immagini sulle pareti
arcuate contro le silhouette impeccabili. A questo punto posso
dire che il curatore del museo ha disposto le opere darte in
modo competente, come una nella scia dellaltra sul rettifilo
centrale. In testa la regina, la P2 imbattuta che affronta gi
lultima curva e si prepara a piombare sul traguardo.
nel fantasticare di questa sala che dopo qualche minuto
noto un gentiluomo dallaspetto curioso e antico. Sorride
appena quando i nostri sguardi sincontrano. Istintivamente
(segue a pagina 38)
Immortali. A destra: lAlfa Romeo Bertone Carabo, del 1968. Deve il suo
nome a un coleottero dalla corazza di un verde luminoso. A destra in
alto: la 33/2 Pininfarina Speciale, 1969. In apertura: la scala mobile
nellingresso del Museo Storico Alfa Romeo ad Arese (Milano).
Immortal. Right: the Alfa Romeo Bertone Carabo, 1968. The name refers
to a beetle with an iridescent green shell. Upper right: the 33/2 Pininfarina
Speciale, 1969. Previous pages: the escalator in the hall of the Museo Storico
Alfa Romeo in Arese (Milan).

alzo una mano in segno di saluto e durante il breve scambio


ho il tempo di accorgermi che i suoi occhi in apparenza
sornioni emanano dal fondo un luccichio febbrile. Sta seduto
composto su un divano sistemato in prossimit di un prototipo
imponente, porta baffi leggermente asimmetrici e ha laria di
essere angustiato da questioni importanti.
Ho limpressione di averlo gi visto, ma non saprei cerco di
non farmi distrarre dal suo quadernetto, dal movimento delle

creativo. Ripete il gesto due volte. Mi avvicino di qualche passo


per sentire cosabbia infine da dire. Le interessa la meccanica,
la matematica?, mi domanda fissandomi. Abbastanza, ma
pi che altro le corse, rispondo io.
Si guarda intorno. Le corse, mormora tra s e s. Sono un
affare di estrema durezza, le corse, e cos dicendo unespressione
di granito arriva sul suo viso con chiss quale lontano pensiero. Poi
torna a incrociare il mio sguardo e senza particolare inflessione mi

Al rosso, il colore distintivo della casa automobilistica lombarda,


si affiancano altre tonalit. Soprattutto quelle sgargianti dei prototipi,
pezzi unici che hanno una vita a s e seguono regole proprie.
labbra e da un annotare esitante. A pi riprese strizza gli occhi
verso un punto indistinto e sembra che conti.
Torno alle automobili. Avverto che il signore di tanto in tanto
si distrae e mi osserva, come se a sua volta si chiedesse dove mi
possa aver conosciuto prima, ma questa sensazione singolare
non mimpedisce di perdermi dentro i dettagli dellabitacolo
della Grand Prix Tipo C, le mie braccia esauste di vibrazioni
sulla curva sopraelevata di Montlhry. Quando sollevo la testa
dal contagiri della C il signore mi sta apertamente osservando.
A quel punto mi fa un cenno con la mano, uno svolazzo da

38

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

prega di scusarlo che ora sta cercando di risolvere questo piccolo


calcolo. Picchietta con la matita sul quaderno. Lo scuso, certo, ben
volentieri, che tipo! Ho comunque da scendere ancora un mezzo
piano IO, dove mi attende altra Storia ben allineata, forse la parte
pi spettacolare del museo, con le Formula 1 e le vetture Sport e i
filmati interattivi. Guardo lorologio mentre mi scorre davanti agli
occhi la grande proiezione circolare che racconta le gesta dellA lfa
Romeo e dei grandi piloti. Due ore. A fatica mi strappo al viaggio.
tempo che io visiti la caffetteria e che poi prosegua per la mia
strada. Bevo un caff con calma, alla mia destra va tranquilla la

conversazione di una coppia di signori tedeschi, felici, entrambi in


elegante polo marchiata Alfa Romeo Club Koblenz. Attraverso la
vetrata ammiriamo insieme la curva avveniristica del tubo rosso
che visto dallesterno spiazza e risveglia le finestre attonite della
costruzione anonima. Be! Intervento corretto penso io con soddisfazione, prima di tornare alla mia macchina punteggiata di
foglie bagnate.
Non piove pi. Appoggiato a una canna da passeggio il gentiluomo coi baffi sta osservando con gravit un dettaglio della
Sprint Veloce, una ghiera nella zona frontale. Questa stata
fatta ancora con la tecnica artigianale dei miei tempi, mi dice.
Ancora buonasera, dico io. E lei che Alfa Romeo guida?,
domando cos, un po per scherzo. Io non guido, mi risponde
lui. uscito un bel pomeriggio limpido e decido di aprire la
capote della Giulia. Mi potrebbe accompagnare?, mi chiede
mentre metto in moto.
Avrei la necessit di raggiungere entro sera la mia dimora.
Esito. Dovrei tornare in citt, ho da lavorare, ho da riposare.
Ma il signore dallaria familiare mi guarda incoraggiante. Non
saprei come fare altrimenti, mi dice con aria furba. Crollo
due volte la testa in segno di resa e apro un braccio invitante.
Grazie, vedr che un bel viaggio, mi dice il gentiluomo
accomodandosi sul sedile del passeggero.
Poco dopo, seguendo sue precise indicazioni, sto guidando

verso Magreglio, un villaggio tra i boschi a picco sul lago di


Como. Il motore della mia Giulia riposa ticchettando sotto gli
alberi secolari di un giardino silenzioso; il tramonto sorprende
i miei pensieri mentre fumo da solo, seduto sulla scalinata liberty dellantica villa Romeo. Sulle montagne del lago si stende
un riflesso di sole scuro, una pennellata rosso Alfa, mentre da
lontano mi giunge leco sommessa di colpi e rimbombi. Un
nuovo temporale. O forse solo quel signore baffuto, lingegnoso
Nicola Romeo, che mi saluta giocando a bocce.
FINE
* Matteo Sartori, scrittore. discendente di Nicola Romeo.
Museo Storico Alfa Romeo, v.le Alfa Romeo, 20020 Arese (MI).
tel 02 44425511. info@museoalfaromeo.com
Da record. In alto: l8C 2900 B Lungo con carrozzeria Touring Superleggera,
1938. Pagine precedenti, dallalto a sinistra, in senso orario: la RL Targa
Florio, 1923. LIguana, 1969. La Bimotore, del 1935, con cui Tazio Nuvolari
batt il record sul chilometro e sul miglio lanciato, toccando i 321,426
km/h sullautostrada Firenze-Mare. LAlfa Romeo Carabo, del 1968.
Records. Top: the 8C 2900 B Lungo with Touring Superleggera body, 1938.
Previous pages, clockwise from top: the RL Targa Florio, 1923. The Iguana,
1969. The Bimotore, 1935, with which Tazio Nuvolari broke the flying mile
and km records, reaching 321.426 km/h. The Alfa Romeo Carabo, 1968.

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Italys Best.

Dallartigianalit pi classica alla customizzazione contemporanea.


Dallarredamento in stile alla creativit del design dinterni e di
allestimento, fino ai gioielli e allhigh-tech. Prima tappa del viaggio di
AD tra le aziende deccellenza che dialogano con la casa e la persona.
From the most classic craftsmanship to custom contemporary. From
period styles to the creativity of todays interior design. All the way to
jewelry and high-tech. The first step of a voyage with AD through the
best companies, in dialogue with people and their homes.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

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DOSSIER .

A FIOR
DI PELLE
NEL CORSO DEL TEMPO POLTRONA FRAU
HA ARRICCHITO IL SUO REPERTORIO CON UNA SERIE
DI ARREDI ICONICI, CHE SI DISTINGUONO
PER LA QUALIT DELLE LAVORAZIONI E DEI MATERIALI.
CREAZIONI NATE DALLESTRO DI GRANDI DESIGNER
E DA UNANTICA MAESTRIA ARTIGIANALE.
di FR ANCA ROTTOLA

Da oltre un secolo nascono da mani di


esperti artigiani le icone che hanno reso famosa Poltrona Frau in Italia e nel mondo. Arredi
storici e contemporanei progettati da architetti
e designer di fama internazionale, nati da una
continua ricerca della perfezione, del dettaglio
e dei materiali. Prodotti che appartengono alla storia del design come il divano Chester e
la poltrona Vanity Fair, ideate dal fondatore
Renzo Frau, la poltrona Dezza di Gio Ponti, la
chaise-longue Antropovarius di Ferdinand A.
Porsche e il tavolo Titanio, progetto di Pierluigi
Cerri, primo Compasso dOro per lazienda,
fino ai successi attuali come Archibald firmata
da Jean-Marie Massaud e Ginger di Roberto
Lazzeroni. Talenti del design contemporaneo,
che si affiancano ai designer spesso inediti della collezione Icone. Pezzi storici ed eccellenze
riportate alla luce e a nuova vita attraverso un
attento lavoro di ricostruzione filologica. Una
visione dello stile che si evolve nel tempo ma
che rimane legata alle origini. Dal 1912 un
patrimonio di conoscenza che ha il suo fulcro
nella pelle. Labito elegante e distintivo della
produzione, lavorata con trattamenti esclusivi,
sviluppati insieme a concerie storiche italiane, tecnologie e processi di lavorazione che ne
esaltano la morbidezza e la stabilit dei colori.
A Tolentino (MC), allinterno dellazienda,
possibile visitare il Poltrona Frau Museum,
uno spazio progettato da Michele De Lucchi,
con suggestioni scenografiche e percorsi tra
arredi, disegni, immagini, che permettono una
lettura dinamica e contemporanea della storia
e della produzione del marchio.
poltronafrau.com

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Nuovi classici. In alto:


alcuni colori della
collezione Pelle Frau
Color System che
conta 96 nuance.
Realizzazione
della plissettatura
del divano Chester.
Poltrona Archibald.
Libreria Albero.
A sinistra: un artigiano
copre il Chester col
mantello di pelle gi
cucito che sar lavorato
per la creazione
del capitonn.
New classics. Top: hues
from the Pelle Frau
Color System
of 96 tones. Pleating
of the Chester sofa.
Archibald armchair.
Albero bookcase.
Left, an artisan covers
the Chester with
its cloak of already
stitched leather,
which is then worked
to create the
capitonn finish.

SKIN TALES Over time, Poltrona Frau has


expanded its range with a series of iconic pieces that stand out for the high quality of their
workmanship and materials. For over a century,
the expert hands of craftsmen have produced
the icons that make Poltrona Frau famous in Italy and the world. Historic and contemporary
furnishings created by internationally acclaimed
architects and designers, based on ongoing pursuit of perfection, and research on details and
materials. Products that belong to design history, like the Chester sofa and the Vanity Fair armchair, designed by the founder Renzo Frau, the
Dezza armchair by Gio Ponti, the Antropovarius
chaise longue by Ferdinand A. Porsche and the
Titanio table by Pierluigi Cerri, the companys first
Compasso dOro winner, all the way to current
successes like Archibald by Jean-Marie Massaud
and Ginger by Roberto Lazzeroni. Contemporary
design talents, alongside the original signatures
of the Icone collection. Historic, excellent pieces
brought back to life through research and philological reconstruction. A vision of style that
evolves over time but remains firmly connected to
its roots. Since 1912, a heritage of knowledge whose
fulcrum is leather. The elegant, distinctive raiment
of the production, crafted with exclusive treatments developed in collaboration with historic
Italian tanneries, technologies and working processes that bring out softness and stabilize colors.
At Tolentino, inside the company, visitors can visit
the Poltrona Frau Museum, a space designed by
Michele De Lucchi, presenting furnishings, drawings and images for a contemporary interpretation of the brands history and products.
poltronafrau.com

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

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DOSSIER .

SENZA TEMPO
REINVENTARE IL CONCETTO DI CLASSICO,
RILEGGENDO LA TRADIZIONE IN CHIAVE
CONTEMPORANEA. QUESTA LA MISSIONE CHE SI
DATA MAXALTO, MARCHIO DI B&B ITALIA NATO 40
ANNI FA. CHE OGGI CONTINUA A RACCONTARE NEL
MONDO UNA STORIA FATTA DI STILE E DI ELEGANZA.
di RUBEN MODIGLIANI

Quarantanni sono un traguardo importante, e Maxalto lo ha appena superato. il


1975, infatti, quando Afra e Tobia Scarpa propongono a Piero Ambrogio Busnelli di creare
una nuova collezione di mobili di pregio. Il
nome Maxalto, suggerito da Scarpa stesso,
una contrazione del veneto massa alto: il
meglio, qualcosa di qualit superlativa. una
scelta controcorrente per allora, periodo ancora di grande entusiasmo verso le plastiche.
Gli Scarpa invece si rifanno alle tradizioni
dellebanisteria, della liuteria. Il legno il
grande protagonista e lobiettivo, centrato con

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

tanti prodotti (uno per tutti: la sedia Africa),


creare oggetti iconici. Nel 1993 per Maxalto
si apre una nuova fase: Antonio Citterio entra
nella progettazione delle nuove collezioni, diventandone lunico autore. C un filo che ho
seguito nel disegnarle, afferma Citterio, il
senso della stanza borghese e della tradizione
del secolo scorso. La memoria da cui nasce
Maxalto si ritrova nelle proporzioni serene,
nel valore tattile dei materiali, sia esso legno,
oppure lacca o marmo, ma una memoria
attraversata da un vento contemporaneo che
si riconosce nella lezione dei pi grandi inte-

Progetti. In questa pagina, dallalto: sgabelli Lithos;


tavolo Pathos e sedie Musa; una suite del
Mandarin Oriental Milano arredata da Maxalto.
Pagina accanto: divano Solatium, tavolo basso
Pathos, sedia e sgabello Febo, lampade Leukon,
tavolino Elios, tutti firmati da Antonio Citterio.
In basso: la sedia Africa di Afra e Tobia Scarpa.
Projects. On this page, from top: Lithos stools,
Pathos table and Musa chairs. Below, a suite
of the Mandarin Oriental in Milan furnished
by Maxalto. Facing page: Solatium divan, low
Pathos table, Febo chair and stool, Leukon
lamps, Elios table, all by Antonio Citterio.
Below, the Africa chair by Afra & Tobia Scarpa.

rior decorator del Novecento. Il senso borghese di cui parla Citterio si traduce quindi
nella preziosit dei materiali, nella ricerca dei
dettagli. Nel saper creare unatmosfera calda,
avvolgente, capace di valorizzare ogni tipo di
architettura, dalla pi moderna alla pi tradizionale. Nascono cos cinque collezioni ben
distinte, ma estremamente coerenti tra loro
e coordinabili: Apta (1996), Simplice (2000),
AC (2002), Acro (2010), Lux (2012). Quella
che Citterio mette in opera una rivisitazione
del concetto di classico, che evolve nel corso
degli anni interpretando le tendenze estetiche
contemporanee. Al legno si affiancano altri
materiali, la proposta si allarga comprendendo anche elementi imbottiti. Quello di
Maxalto diventa un mondo sempre pi completo. Che oggi, a quarantanni dalla sua nascita, diventato un interlocutore ideale per
i progettisti di interni, ai quali viene offerta
una grande capacit di personalizzazione sul
prodotto. Sono nati cos progetti contract di
altissimo prestigio internazionale, di cui molti nel campo dellhtellerie: hanno unanima
Maxalto lA man Canal Grande di Venezia, il
W di San Pietroburgo, il Barvikha a Mosca,
a Milano il Mandarin Oriental e lExcelsior
Hotel Gallia. Il motto massa alto pi che
mai dattualit. 40.maxalto.it

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

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DOSSIER .

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Eleganza contemporanea. In alto: divano Dives con


tavolini Lithos; qui sopra e nel dettaglio a destra,
letto Erik. Pagina accanto, in alto il tavolo Pathos
con poltroncine Febo; in alto a destra
il tavolino Recipio; in basso la console Alcor
(tutti progetti di Antonio Citterio). Nelle altre
immagini: la cucitura a punto cavallo, segno
caratteristico di Maxalto, e una fase di lavorazione.
Contemporary elegance. From top: Dives sofa with
Lithos tables and Erik bed (right, headboard detail).
Facing page, from top left: Pathos table, Febo chairs,
Recipio small table and Alcor console. All designed
by Antonio Citterio. In the other images,
special blanket stitching, a characteristic Maxalto
feature, and a workmanship phase.

TIMELESS. To reinvent the concept of the


classic, reading tradition in a contemporary
way. This is the mission of Maxalto, the brand
of B&B Italia founded 40 years ago, as it continues to narrate a history made of style and
elegance. It was in 1975 that Afra & Tobia Scarpa
suggested that Piero Ambrogio Busnelli create
a new collection of fine furniture. The name
Maxalto, suggested by Scarpa himself, is a contraction of the Venetian term massa alto which
means the best, something of superlative quality.
The Scarpa duo wanted to get back to the tradition of cabinet and instrument making. Wood
was the leading player and the goal, achieved
in so many products (one example will suffice:
the Africa chair), was to create iconic objects. A
new phase began for Maxalto in 1993: Antonio
Citterio became the sole designer of the new
collections. I have followed a thread in their
design, Citterio says, namely the sense of the
bourgeois room, the tradition of the last century.
The memory behind Maxalto is reflected in serene proportions, the tactile value of materials,
wood, lacquer or marble. But it is a memory
crossed by a contemporary breeze that identifies
with the example of the greatest interior decorators of the 20th century. The bourgeois sense
of which Citterio speaks translates into precious
materials and attention to detail. Knowing how
to create a warm, enveloping atmosphere to enhance any type of architecture, modern or traditional. The results are five collections, distinct
but also very consistent and easy to coordinate:
Apta (1996), Simplice (2000), AC (2002), Acro (2010),
and Lux (2012). Citterio activates a reinterpretation of the concept of classic, which evolves
over the years, adapting to contemporary aesthetic trends. Wood is joined by other materials,
the offerings expand. And today the firm has
become the ideal counterpart for interior designers, thanks to its great ability to customize
products. This has led to contract projects of
great international prestige: Maxalto creations
are now found in the Aman Canal Grande in
Venice, the W in St. Petersburg, the Barvikha in
Moscow, and the Mandarin Oriental and Excelsior Hotel Gallia in Milan. The motto massa alto
is more timely than ever today.
40.maxalto.it

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

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DOSSIER .

IL CAPITALE UMANO
LA CAPACIT DI ASCOLTARE, RISOLVERE,
FARE SQUADRA. LE COMPETENZE, LA TRADIZIONE,
LA VISIONE PROGETTUALE. TUTTO QUESTO
HA FATTO DI POLIFORM UN DISTRETTO
NEL DISTRETTO. DOVE I LAVORATORI SONO
UNA FAMIGLIA, CHE GARANTISCE LA QUALIT.
di GIOVANNI AUDIFFREDI

Da 30 a 598. Non sono numeri. Sono persone. Professionisti con identit preziose.
la dimensione artigiana che dal 1942 si trasforma in fabbrica nel 1970, fino ad assumere
le dimensioni contemporanee di un microindustrial district. I confini si allargano fino
a creare unenclave con 7 sedi, che abbraccia
quattro comuni, in 5 chilometri di Brianza,
nel prestigioso distretto del mobile italiano.

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Eppure tutto questo continua a volersi fregiare del sostantivo di famiglia. Poliform,
che ha la sua eccellenza nel capitale umano:
quello che valorizza lazienda con il lavoro.
La differenza la fanno le persone, che prendono e restituiscono valore, che contano per il
loro sapere che diventa struttura della qualit, per lingegno creativo nel saper applicare le
linee e gli stili che ci rendono inconfondibili,

per la capacit di ascoltare linguaggi diversi,


dagli architetti ai consumatori, e tradurli in
arredamenti. Si pu automatizzare, innovare
e velocizzare un processo produttivo, ma se
manca la ricerca su materiali, volumi, proporzioni, tutto si disperde, racconta Marta
Anzani, corporate manager di Poliform. Carlo
Colombo, Rodolfo Dordoni, Daniel Libeskind,
Paola Navone, Marcel Wanders, sono tanti gli

Accoglienza. In questa pagina, da sinistra in senso orario:


la sede Poliform di Arosio (CO), una fase di lavorazione,
dettaglio del divano Bristol. Al centro: zona giorno
Poliform con libreria Wall System, divani e pouf Tribeca,
poltrone blu Santa Monica Home. Nella pagina accanto
dallalto: poltrone Mad Chair e Mad King.
Welcome. On this page, clockwise from left: the Poliform
headquarters in Arosio (CO), a workmanship phase,
and a detail of the Bristol sofa. Center: a Poliform living
area with the Wall System bookcase, Tribeca sofa
and ottoman, Santa Monica Home armchairs. Facing
page, from top: Mad Chair and Mad King armchairs.

architetti e designer che hanno collaborato con


Poliform. Ma lazienda non ha mai avuto una
firma di riferimento. Proprio perch la capacit di dialogare e fare squadra c sempre stata, ma lidentit e il patrimonio culturale sono
considerati prioritari. Come quando nel 2008
nata la divisione imbottiti con lo scopo di non
disperdere, anzi di acquisire conoscenze. Ma
soprattutto di poterne controllare la qualit.

E diventare sempre pi versatili e completi.


Capaci di passare con agilit da unidea proporzionata e confortevole a una dritta e armoniosa, continua Anzani. forti di questo stile
che si fatto metodo e poi azione, che Poliform
ha affrontato lavvento della customizzazione,
che nel suo caso offre possibilit vastissime.
Cos come lattenzione al dettaglio sostanziale, che diventa soluzione pratica: dal vetro

frontale di un cassetto a un portaborse per un


armadio, fino alle lavorazioni e alla selezione
dei materiali su commessa del cliente. Dietro i
mobili e gli arredi ci sono competenze infinite,
saperle riunire e valorizzare ha determinato il
successo di Poliform nel mercato del contract,
ma anche nel mondo degli esigenti consumatori anglosassoni e nei mercati come Malesia,
Singapore, Filippine. poliform.it

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

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DOSSIER .

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

HUMAN CAPITAL. The ability to listen, to


solve problems, to work as a team. Expertise,
tradition, design vision. All this makes Poliform
a district in a district, where employees are a
family that guarantees quality. From 30 to 598.
Not just numbers, but people. Precious professional resources. This is the artisanal dimension
starting in 1942, transformed into a factory in
1970, and now having the dimensions of a micro-industrial district. Yet all this continues to
belong to the category of the family firm. The
excellence of Poliform lies in its human capital:
a resource that brings value to the company.
People make the difference, taking and restoring value, bringing knowledge that becomes the
structure of quality, creative ingenuity to apply
lines and styles that make us unique and recognizable, for the capacity to listen to different
languages, those of architects and consumers,
and to translate them into furnishings. You can
automate, innovate and speed up a production
process, but if the research on materials, volumes

and proportions is missing, then all is lost, says


Marta Anzani, corporate manager of Poliform.
Colombo, Libeskind, Paola Navone, Wanders are
just some of the many architects and designers
who have worked with Poliform. But the company has never had one name of reference. Because
the ability to establish dialogue and work as a
team has always been there, and the cultural
heritage and identity as seen as main priorities.
As in the case of the creation of the upholstered
furniture division, in 2008, seen as a way of acquiring rather than squandering knowledge. And
above all, as a way of maintaining control over
quality. Always becoming more versatile, more
complete, Anzani explains. Relying on this style,
Poliform has approached the era of customization. Substantial attention to detail becomes a
practical solution. Behind the furnishings there
are infinite zones of expertise, and the ability to
combine and apply them has been the key to the
success of Poliform on the contract market.
poliform.it

Abitabilit. In questa pagina: tavolo da pranzo


Opra, poltroncine Guest, pouf Onda.
Nella pagina accanto, dallalto in senso orario:
cabina armadio Senzafine, cucina Phoenix
e una fase di lavorazione.
Liveability. On this page: Opra dining table,
Guest chairs, Onda ottoman. On the facing page,
clockwise from top: Senzafine wardrobe,
Phoenix kitchen, and a phase of workmanship.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

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DOSSIER .
Modulari. A sinistra: cassettiera a isola Gliss
Master. Qui sotto: griglia portamaglioni
e camicie Gliss Master. Al centro, fasi della
lavorazione. In basso, dettaglio dellanta Strip.
Pagina accanto: armadio Gliss Master
con ante battenti Plaster. Poltrona D.154.2.
Modular. Left: Gliss Master dresser island. Below:
Gliss Master sweater and shirt grid.
Workmanship phases. Detail of the Strip
door. Right page: Gliss Master wardrobe
with Plaster hinged doors. D.154.2 armchair.

NIGHT & DAY. The story of Molteni & C


crosses the entire home. From the first steps
as a crafts workshop, many things have changed
over the 80 years of our history, says Giulia
Molteni, director of marketing and communication of Molteni & C and Dada. Today we have
industrial production, international distribution,
an ability to innovate thanks to constant R+D
investments. One thing hasnt changed: quality,
the fil rouge that joins three generations in the
evolution of a group whose four companies
(Molteni&C, Dada, Unifor and Citterio) make it
one of the world leaders in the sector of furniture
and design. Since the 1960s Molteni & C has paid
close attention to the design of wardrobes for
the bedroom zone, offering innovative modular
systems. The new Gliss Master system designed

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

by Vincent Van Duysen features avant-garde


overlapping and coplanar sliding devices, silent
magnetic buffers, with LED lighting built into the
structure. A system that combines advanced
technologies and refined stylistic and ergonomic research. A flexible, functional project where
the visual and tactile aspects are important, a
game of visible and invisible spaces, of glass and
transparencies with architectural details, materials and solutions that permit production of nine
different types of doors, with recessed or built-in
handles. Molteni&C also updates its focus on the
living area, expanding the collection of furnishings design from 1935 to 1970 by Gio Ponti, with
the reissue in collaboration with the Gio Ponti
Archives of the D.154.2 armchair from 1954.
molteni.it

NIGHT
& DAY
SINONIMO DI PEZZI ICONICI.
MA ANCHE DI SOLUZIONI EFFICACI E VERSATILI.
IL BELLO MA ANCHE LUTILE. LA STORIA
DI MOLTENI & C ATTRAVERSA TUTTA LA CASA.
VERTICALMENTE CON I SUOI ARMADI,
ORIZZONTALMENTE CON LE SUE POLTRONE.
di FR ANCA ROTTOLA
Dai primi passi di impresa artigianale, tante cose sono cambiate nel corso degli
80 anni della nostra storia, spiega Giulia
Molteni, responsabile marketing e comunicazione Molteni & C e Dada. La produzione, oggi industriale. La distribuzione, oggi
internazionale. La capacit dinnovazione,
con investimenti costanti in ricerca e sviluppo. Una cosa rimasta invariata: la qualit, fil rouge che unisce da tre generazioni
levoluzione di un Gruppo che, con le sue
quattro aziende (Molteni & C, Dada, Unifor
e Citterio), fra i leader mondiali nel settore
dellarredo di design.

dagli anni 60 che Molteni & C pone una


particolare attenzione alla progettazione di
armadi per la zona notte offrendo innovativi sistemi modulari e componibili per le
differenti esigenze del vivere contemporaneo. Il nuovo sistema Gliss Master, firmato
Vincent Van Duysen, propone dispositivi
di scorrimento sovrapposti e complanari
allavanguardia, silenziosi ammortizzatori
magnetici e nuove soluzioni di contenitori
e accessori con illuminazione a led integrata nella struttura. Un sistema che coniuga
tecnologie avanzate e una raffinata ricerca
stilistica ed ergonomica. Un progetto fles-

sibile e funzionale dove laspetto visivo e


tattile ricopre una posizione di rilievo, un
gioco di spazi visibili e invisibili, di vetri
e trasparenze con dettagli architettonici,
materiali e soluzioni che hanno permesso
di realizzare nove tipologie di ante differenti
con finiture e maniglie incassate o integrate. Molteni & C rinnova anche lattenzione
per la zona living ampliando la collezione
di mobili e arredi progettati tra il 1935 e
il 1970 da Gio Ponti, con la riedizione, in
collaborazione con Gio Ponti Archives, della
poltrona D.154.2 del 1954, progettata per
Villa Planchart a Caracas. molteni.it

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

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ECCELLENZE.

IL SUCCESSO
DEI VALORI
PRIMA IL DESIGN, ORA LARTE:
A MIAMI ART BASEL LA PROSSIMA
TAPPA DEL PROGETTO NATUZZI.
ECCO IL PERCORSO DI UNAZIENDA,
CON FORTI RADICI PUGLIESI, CHE HA FATTO
DEL DIVANO UN SIMBOLO PER TUTTI.
di FERDINANDO COTUGNO

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

A dicembre, con lapertura del nuovo store


di Miami e in contemporanea con Art Basel,
Natuzzi Italia presenta per la prima volta in
America il progetto Open Art, che prevede
la collaborazione con artisti contemporanei
a cui viene chiesto di realizzare opere darte
site-specific da far vivere allinterno degli
store Natuzzi.
Unidea che, come tutte le attivit progettate
dallazienda, prende forma in Puglia, la regione
in cui ha sede il quartier generale del pi grande produttore italiano di arredamento.
A Pasquale Natuzzi piace pensare allazienda
che ha fondato 56 anni fa come a un grande
albero, con le radici in Puglia e i rami che ar-

DOSSIER .

Comfort. Sopra: Pasquale Natuzzi al lavoro


nel Centro Stile di Santeramo in Colle (BA).
In alto a destra: il flagship store di Natuzzi
Italia, in Madison Avenue a New York.
Nella pagina accanto: il divano Long Beach,
fotografato a Polignano a Mare in Puglia.

rivano in tutto il mondo, con uffici commerciali in 12 Paesi e 1.155 punti vendita sparsi
in ogni continente. Visto che il quartier generale di Natuzzi a Santeramo in Colle (BA),
quellalbero sarebbe sicuramente un ulivo.
Anche gli altri simboli di Natuzzi richiamano
la Puglia, musa e casa per lazienda: il riccio
di mare e il sole. Ma in fondo tutto quello che
Puglia, i muretti a secco, la calce bianca, il
focolare domestico delle masserie e dei trulli,
la magnificenza dei castelli e leleganza senza
tempo delle cattedrali romaniche, la linfa
vitale di Natuzzi. Essere diventata il leader
mondiale dei divani in pelle, senza aver mai
smesso di essere fortemente pugliese, uno dei

Comfort. Top: Pasquale Natuzzi at work


in the Design Center of Santeramo in Colle
(Bari). Upper right: the Natuzzi Italia flagship
store on Madison Avenue in New York.
Facing page: the Long Beach divan,
photographed at Polignano a Mare.

suoi motivi di eccellenza. Una Puglia che viene


anche profondamente rispettata da Natuzzi:
sugli stabilimenti produttivi, dove lavorano
1.700 persone, sono installati 21mila moduli
fotovoltaici e lintera produzione in Italia viene
realizzata grazie allenergia solare. La storia del
primo produttore italiano nel settore dellarredamento comincia quando Pasquale, figlio
di un ebanista, apre il suo primo laboratorio
artigianale a Taranto. La svolta negli anni
80 quando, durante un viaggio negli Stati
Uniti, Pasquale Natuzzi capisce che il futuro
sar democratizzare il divano in pelle, allepoca
un prodotto per pochi, per venderlo in tutto il
mondo. Grazie a quellintuizione, oggi lofferta

si ampliata, si va dal living ai letti, dal dining


ai complementi darredo.
La scelta dei prodotti che entrano a far parte
della collezione viene fatta sulla base di un
unico principio, ovvero larmonia che rappresenta larchetipo su cui si sviluppa il dna
del brand. Unarmonia tra oggetti, unarmonia da vivere in casa, che fa di Natuzzi un
Harmony Maker.
Per raccontare il suo dna, Natuzzi ha scelto
la lingua dellarte contemporanea, la prima
scintilla stata la collaborazione con Arnaldo
Pomodoro, partita nel 2007, che ha dato vita
al progetto Natuzzi Open Art, inaugurato ufficialmente per il Salone del Mobile del 2009.
Open perch lidea di Natuzzi era portare
larte contemporanea nei negozi, renderla
accessibile a tutti, democratizzarla come era
stato fatto anni prima proprio con i divani.
Il primo protagonista di Natuzzi Open Art
stato Giacomo Benevelli, dopo di lui, Nicola
Del Verme, Gianni Basso e Fabrizio Plessi.
Tutti con il compito di trasformare larmonia
Natuzzi in opere darte. Questanno la voce artistica dellazienda sar Missika, che durante
la sua residenza artistica entrato nei laboratori di Santeramo in Colle, dove ha visto la
produzione artigianale e la sperimentazione
tecnologica, partendo dal Centro Stile, il luogo
dove ogni prodotto Natuzzi viene concepito.
Nel Centro Stile 120 tra architetti, interior
designer, coloristi, specialisti nella pelle, nei
tessuti e nel legno elaborano oltre 6.000 bozzetti ogni anno. Di queste idee soltanto una
piccola parte diventeranno prodotti che

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

55

DOSSIER .

entreranno a far parte del total harmony Natuzzi Italia. Per realizzare questo ideale estetico, fatto di armonie delicate, di forme eleganti
e smussate, di accostamenti morbidi e mai urlati, spesso Natuzzi ha collaborato con importanti designer esterni: Manzoni e Tapinassi,
Studio Dror, Claudio Bellini, Bernhardt-Vella,
Michelangelo Sciuto, Paola Navone e Formway
Design Studio. Proprio dal lavoro fatto insieme a Kent Parker, capo designer del Formway
Design Studio, nata Re-vive, poltrona reclinabile ad alte prestazioni, prodotto di punta
Natuzzi, pluripremiato nel mondo, ultimo il
Design Award del Designers Institute of New
Zealand. Re-vive figlia della capacit di innovazione di Natuzzi: tre anni di ricerca, due

56

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

brevetti e oltre 200 componenti individuali.


Gli otto modelli di Re-vive rappresentano alla
perfezione la capacit di Natuzzi nel coniugare
design e funzione: basti pensare al suo nuovo
rivestimento manopesca, che supera il concetto tradizionale di pelle o tessuto. Un materiale
forte e resistente e al tempo stesso soffice al
tatto. La cura quasi ossessiva del dettaglio e
la continua ricerca della qualit, con oltre 200
test di qualit per ogni singolo pezzo e con il
92% delle materie prime acquistate sui mercati
dorigine, fanno di Natuzzi il brand Made in
Italy del settore arredamento pi conosciuto
a livello globale tra i consumatori di beni di
lusso, secondo un sondaggio Ipsos. Oggi il
futuro sviluppare sempre pi globalmente il

marchio, gi conosciuto e amato in ogni continente: nei primi mesi del 2015 il gruppo
cresciuto del 22,4% sui mercati asiatici e del
20,2% negli Stati Uniti. A ottobre stato aperto il negozio di Hong Kong, in uno spazio di
4.000 metri quadrati affacciato sulla Horizon
Plaza: il settimo aperto in Estremo Oriente
solo questanno. In Cina i punti vendita Natuzzi sono arrivati a 60, in Nord America a
252. Merito della qualit e anche dello sforzo,
come spiegano in Natuzzi, di rendere percepibile il valore aggiunto del design e della
lavorazione made in Italy. Uno sforzo che non
solo produttivo ma anche di comunicazione,
marketing, racconto e arte contemporanea.
natuzzi.it

Sapienza artigianale. In queste pagine: alcune fasi


del taglio del rivestimento e dellassemblaggio
di poltrone e divani Natuzzi, che vantano sempre
pelli molto morbide al tatto. Il Gruppo Natuzzi
proprietario di una conceria (Natco) a Udine,
in Friuli, terra di antica tradizione conciaria.

Skilled craftmanship. On these pages: phases


of the cutting of the covers and assembly of the
Natuzzi armchairs and sofas, always in leather
that is soft to the touch. Gruppo Natuzzi owns
a tannery (Natco) in Udine, Friuli, a region with
an ancient tradition of fine leather.

THE SUCCESS OF VALUES. First design, now


art. The path of a company with deep roots
in Apulia, which has made the sofa a symbol
for all. During Art Basel Miami, with the new
phase of the Natuzzi project. In December, with
the opening of the new store in Miami, and at
the time of Art Basel, Natuzzi Italia presents
for the first time in America the project Open
Art, involving collaboration with contemporary
artists, asked to make site-specific works for the
interiors of Natuzzi stores. An idea that like all
the companys activities takes form in Apulia,
the region of the headquarters of Italys largest
furniture manufacturer. Pasquale Natuzzi likes to
think of the firm he founded 56 years ago as a
big tree, with roots in Apulia and branches that
stretch all over the world, thanks to sales offices
in 12 countries and 1,155 points of sale scattered
on all continents. Given the fact that the Natuzzi
headquarters is in Santeramo in Colle (BA), the
tree must be an olive tree. The other Natuzzi symbols are also reminders of Apulia, the muse and
home of the company: the sea urchin and the
sun. But in the end everything that is Apulia, the
stone walls, the white lime, the domestic hearth
of farmhouses and trulli, the magnificence of
castles and the timeless elegance of Romanesque cathedrals, is the lifes blood of Natuzzi.
Having become a world leader in leather sofas,
without ever ceasing to nurture local roots, is a
reason behind its excellence. And this homeland
is also fully respected by Natuzzi: its production
plants, employing 1,700 persons, have 21,000

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

57

ECCELLENZE.

58

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

DOSSIER .

Internazionale. In questa pagina, a sinistra: il flagship


store di Natuzzi Italia a Dubai. Sotto: la poltrona
reclinabile Re-vive. Nella pagina accanto: la sede
di Natuzzi Americas a High Point (North Carolina),
progettata dallarchitetto Mario Bellini.
International. On this page, left: the flagship store
of Natuzzi Italia in Dubai. Below: the Re-vive
recliner. Facing page: the Natuzzi Americas
headquarters at High Point (North Carolina),
designed by the architect Mario Bellini.

photovoltaic modules, and all the production in


Italy is done with solar energy. The history of the
leading Italian producer in the furnishings sector
began when Pasquale, son of a cabinet maker,
opened his first crafts workshop in Taranto. The
breakthrough came in the 1980s, when during
a trip to the United States Natuzzi understood
that the future lays in making leather sofas more
democratic, though they were elite products at
the time. Today the product range has expanded
from living rooms to beds, dining rooms to accessories. The products selected to become part
of the collection are based on a single principle:
harmony. This is the archetype in the brands
dna. To narrate its genetic make-up, Natuzzi has
chosen the language of contemporary art. The
first spark was the collaboration with Arnaldo
Pomodoro, which gave rise to the Natuzzi Open

Art project. Open because the idea of Natuzzi


was to bring contemporary art into stores, to
make it accessible to all, to democratize it, just as
the company had done years earlier with sofas.
This year the artistic voice of the company will
be Missika, who during his residency entered the
workshops at Santeramo in Colle, observing the
craftsmanship and technological experimentation, starting with the Design Center. In the Design Center 120 architects, interior designers, color
experts, specialists in leather, fabrics and wood,
develop over 6,000 draft projects every year.
Natuzzi has often worked with important external designers: Manzoni e Tapinassi, Studio Dror,
Claudio Bellini, Bernhardt-Vella, Michelangelo Sciuto, Paola Navone and Formway Design Studio.
From the work done together with Kent Parker,
head designer of Formway Design Studio, Re-

vive was created, a high-performance reclining


armchair and one of Natuzzis top products. The
eight Re-vive models perfectly represent Natuzzis
talent for combining design and function. The
almost obsessive attention to detail and ongoing
pursuit of quality, with over 200 tests for each
piece, and 92% of raw materials purchased at
their markets of origin, make Natuzzi the best
known brand on a global level of Made in Italy
in the furnishings sector. The future calls for increasing global growth of the brand: in the first
months of 2015 the group grew 22.4% on Asian
markets and 20.2% in the Usa. In October a store
was opened in Hong Kong: this is the seventh unit
opened in the Far East in this year alone. In China
the Natuzzi points of sale are now 60 in number,
while in North America there are 252.
natuzzi.it

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

59

DOSSIER .

Forma e funzione. Nella foto


in alto il Technogym Village
a Cesena. Sopra: Kinesis
permette di eseguire 200 diversi
esercizi. In basso: la cyclette
Recline. Pagina seguente: unaltra
immagine del Technogym Village
e alcuni schizzi di progetto
per attrezzi Technogym.
Form and function. Top: the
Technogym Village in Cesena.
Above: Kinesis offers 200
different exercises. Below:
the Recline exercycle.
Following page: another image
of the Technogym Village
and design sketches
for Technogym equipment.

60

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

HOME COLLECTION. Technogym has


turned to the architect Antonio Citterio to create its Personal Line. A series of refined equipment for a home fitness space of haute design.
Fitness gear can be as beautiful as a Porsche or
a smartphone. This sums up the thoughts of the
designer Antonio Citterio on the creation of the
Personal Line, a series of apartment products
by Technogym, the Italian wellness multinational founded in Cesena in 1983, which has supplied equipment for 65,000 fitness centers and
100,000 homes around the world. Ten years ago
Technogym decided to focus on beauty, to save
exercise gear from its reputation as something to
be hidden. For the mission of beautifying the machinery we use to sweat, company owner Nerio
Alessandri called on Antonio Citterio, who had
designed the new headquarters of Technogym.
Since 2005 Citterio has worked with physicians
and biomechanical engineers: the first result was
Kinesis, the compact gym that in just one device,
and one square meter of space, provides 200 different exercises, thanks to the Fullgravity patent,
a system of rotating pulleys permitting fluid 360
movement without adjustments. After Kinesis
came Run (the treadmill), Cross and Recline, the
exercycle whose back is that of a Vitra chair. The
Personal Line look does not come just from form,
but also from the materials. Injection-moulded
plastic tubes, die-cast aluminium frames and micro-polished mirror-finish steel allow the design
of the equipment to shift from one material to
another without sacrificing elegance.
technogym.com

HOME COLLECTION
AL TRATTO DELLARCHITETTO ANTONIO CITTERIO
TECHNOGYM HA AFFIDATO LA CREAZIONE DELLA SUA
PERSONAL LINE. UNA SERIE DI RAFFINATI ATTREZZI PER
ARREDARE UNA PALESTRA DOMESTICA CON ALTO DESIGN.
NON SOLO FORME, MA ANCHE MATERIALI INNOVATIVI.
di FERDINANDO COTUGNO

Gli attrezzi da palestra possono essere belli


come una Porsche o uno smartphone. solo
una sintesi, quella del designer Antonio Citterio, ma racconta bene la creazione di Personal
Line, la serie di prodotti da appartamento
Technogym, la multinazionale Made in Italy
del wellness nata a Cesena nel 1983, presente
in 65mila centri benessere e 100mila abitazioni
nel mondo. Dieci anni fa Technogym ha deciso
di puntare sulla bellezza, di innovare unendo
forma e funzione, di togliere allattrezzo per allenarsi la reputazione di oggetto da nascondere,
il pudore della macchina. Per la missione di
ingentilire il macchinario che usiamo per sudare, il patron Nerio Alessandri ha chiamato
larchitetto-designer Antonio Citterio, che di
Technogym aveva gi progettato la nuova sede,
la fabbrica del benessere da 150mila metri
quadrati. Dal 2005 Citterio lavora con medici
e ingegneri biomeccanici: il primo risultato

stato Kinesis, la palestra compatta che in un


solo strumento e occupando un solo metro
quadrato di spazio permette 200 esercizi diversi, grazie al brevetto Fullgravity, un sistema
di pulegge rotanti che consente di eseguire movimenti a 360 con fluidit e senza cambiare
regolazione. Dopo Kinesis, sono arrivati Run
(il tapis roulant), Cross e Recline, la cyclette i
cui schienali sono quelli delle sedie Vitra, con
la sola aggiunta di microfibra per renderli lavabili. Lestetica di Personal Line non deriva
per solo dalla forma, ma anche dai materiali.
I tubi in plastica stampata a iniezione, i telai in
alluminio pressofuso, lacciaio a specchio microlucidato permettono al disegno della macchina di passare da un materiale allaltro senza
perdere leleganza del tratto: La bellezza oggi
questo, spiega il designer di Technogym, il
massimo della tecnologia nel massimo della
semplicit nel disegno. technogym.com

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

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CREATIVIT
NATURALE

LA NATURA COME RIFERIMENTO DI STILE. IL VALORE


DELLARTIGIANALIT COME PUNTO DORGOGLIO.
LA TECNICA, QUELLA DEL BULINO, TRAMANDATA
IN FAMIGLIA COME TRATTO DI DISTINZIONE
DELLAZIENDA. SU QUESTI CARDINI MARCO BICEGO
HA COSTRUITO LA SUA CREATURA.
di FERDINANDO COTUGNO

Nascono sempre da uno sguardo che osserva la natura: il profilo di un fiore, il colore di
una pietra. il momento in cui Marco Bicego,
che nel 2000 ha fondato il marchio che porta il suo nome (ereditando lesperienza orafa
dellazienda di famiglia, fondata dal padre),
nota una forma e decide che quella forma diventer un gioiello con la sua firma. Come
Lunaria, la collezione pi venduta degli ultimi due anni, ispirata alle foglie della pianta
che cambiano colore quando seccano, da verdi
a bianco argento, e prendono un aspetto che
racchiude la leggerezza, la delicatezza e leleganza di Marco Bicego. O Marrakech, con
le sue onde irregolari e sinuose, forse quella
a cui Marco pi affezionato: la collezione
ha compiuto 15 anni, un successo timeless
che stato da poco celebrato insieme alla
cantante Malika Ayane nella boutique di via

62

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

della Spiga a Milano. Lispirazione naturale


pu venirmi da un viaggio, da un paesaggio,
da unesperienza, racconta Bicego. Le idee
prendono forma nella mia testa: ne parlo con
il mio ufficio stile, con il quale cerco di trasferirle su carta, ma spesso diventano anche
direttamente prototipo.
In mezzo, tra lispirazione iniziale e loggetto, ci sono una lavorazione artigianale e
una cura per i dettagli maniacale, spiega.
I gioielli passano attraverso molti passaggi di perfezionamento, non solo estetico ma
anche funzionale. Finch non mi convincono
in ogni aspetto non escono dalla prototipazione. Perch la creativit e limmaginazione
da sole non bastano: la firma Marco Bicego
anche nelle tecniche di lavorazione esclusive
dei suoi artigiani, tramandate a Bicego dal
padre. Come quella del bulino, unincisione

eseguita interamente a mano, che conferisce


al suo tipico oro giallo a 18 carati un effetto
setoso e non lucido, e quella a corda di chitarra, fatta di fili doro che si avvolgono.
Una produzione interamente italiana, nelle
sede di Trissino (VI), dove lavorano gli 80
dipendenti. La vera sfida non stata tanto
trovare degli artigiani che fossero giovani e
bravi, quanto piuttosto riportarli al lavoro
artigianale con orgoglio, cercando di trasmettere loro la nobilt e lunicit dellattivit
che svolgono e dellarte antica che rappresentano. I risultati si vedono: i gioielli Marco
Bicego sono uneccellenza italiana, indossata e amata ovunque nel mondo, lultimo
dei sette negozi monomarca stato aperto
lo scorso luglio a Istanbul, in tutto i punti
vendita globali sono circa 1.000.
marcobicego.com

DOSSIER .

Orafi. Sopra: lartigianalit


del bulino. A sinistra: una
fase di lavorazione. A destra:
in alto orecchini Diamond
Lunaria, qui a fianco
bracciale della storica
collezione Marrakech.
Pagina accanto: collier
Diamond Lunaria.
Goldsmiths. Above:
craftsmanship with the
burin. Left: a workmanship
phase. Upper right: Diamond
Lunaria earrings; lower right:
bracelet from the Marrakech
collection. Opposite page:
Diamond Lunaria necklace.

NATURAL CREATIVITY. Nature as a stylistic reference. The value of craftsmanship


as a point of pride. Technique that of the
burin passed down through a family, a
distinctive trait of the firm. These are the
principles around which Marco Bicego has
built his creation. They always come from
a gaze that observes nature: the profile of a
flower, the color of a stone. The moment in
which their creator, who founded the brand
that bears his name in 2000 (inheriting the
goldsmithery experience of the family company created by his father), notices a form and
decides that it will become a piece of jewelry
signed by Marco Bicego. Like Lunaria, the best
selling collection of the last two years, inspired
by the leaves of a plant that when they dry
take on an appearance that sums up the lightness, delicacy and elegance of Marco Bicego.

Or Marrakech, with its irregular, sinuous waves,


perhaps the collection Marco is most fond of:
it is now in its 15th year, a timeless success recently celebrated with the singer Malika Ayane
in the boutique on via della Spiga in Milan.
Inspiration from nature can happen on a trip,
from a landscape, an experience, Marco says.
Ideas take form in my mind: I talk it over with
the in-house design division, trying to get the
idea onto paper, but often it directly becomes
a prototype. Between the initial inspiration
and the object come craftsmanship and maniacal attention to detail, he explains. The
jewelry goes through many phases of refinement, not just aesthetic but also functional.
Until I am finally convinced that every aspect
is perfect. Because creativity and imagination
cannot suffice on their own: the signature
of Marco Bicego also lies in the exclusive tech-

niques of his artisans, passed down to Marco


by his father. Like the burin technique, engraving done entirely by hand, that gives his
typical yellow 18k gold a silky, not shiny effect,
and the guitar string technique, with gold
threads that wrap the piece. Entirely Italian
production, in the headquarters at Trissino
(VI), with 80 employees. The real challenge
was not to find talented young craftsmen,
but to restore their pride in what they do,
transmitting the nobility and uniqueness of
their work and the ancient art they represent.
The results are visible: the jewelry of Marco
Bicego represents an Italian excellence, worn
and loved all over the world. The latest of
seven monobrand stores was opened in July in
Istanbul, and today the firm has about 1,000
points of sale around the planet.
marcobicego.com

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

63

DOSSIER .

A GENTLE SOUL. After having furnished


the most refined events, the delicate elegance
of Tearose takes on a spirit of welcome. For
guests and friends, a hotel in Monza. Ephemeral comes from Greek, meaning: that which lasts
one day. Like flowers and events, arts in which
Tearose is an exponent of excellence. It all started
in 1994 when Alessandra Rovati Vitali opened
her botanical workshop. Around the first boutique, lifestyle shops and installations in Italys
most beautiful buildings, she developed a design
approach for special days. Clients come to us
for baptisms or weddings, important moments
of their lives. We accompany them with delicacy. Starting in the summer, Tearose will also be
a hotel, The Albergo Casa Tearose, facing the
cathedral of Monza. There will be fifteen rooms,
a restaurant, a boutique and a wellness store,
with juices prepared by Alessandras daughter,

64

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

a detox expert. We are opening a hotel to expand the Tearose experience, to open it to the
world, according to our guidelines: democratic
and sustainable luxury, without any need to
show off. This is the Tearose Way created by
Alessandra Rovati Vitali, who works on events
and installations like a dressmaker: We want
everything to be made to measure, tailored to
the dreams of the person, the client. Actually,
rather than client I prefer the word guest, or
even the word friend. The Tearose Hotel will
be halfway between a hotel and a home, and
those who stay there will feel pampered and
protected. It will also be designed for women.
Every room will have a buffer space, to leave or
receive room service trays without getting out
of bed. Butler service will be optional, and the
rooms will be modular, built to become larger or
smaller, depending on needs. tearose.it

Gusto. A sinistra: la suite Library (vista sul Duomo di Monza)


del nuovo Hotel di Tearose che nascer nellestate 2016.
Pi a sinistra: il giardino dinverno e la reception.
Al centro: unimmagine evocativa del mondo
di Tearose, fatto di flower design, fashion, fairytale.
Taste. Left: the Library suite, with a view
of the Cathedral of Monza, in the new Tearose Hotel.
Further left: the winter garden and the reception.
Center: an evocative image of the world of Tearose,
composed of flower design, fashion and fairytales.

ANIMA GENTILE
DOPO AVER ALLESTITO GLI EVENTI PI RAFFINATI
E GLI ATTIMI DI VITA PI PREZIOSI,
ORA LA DELICATA ELEGANZA DI TEAROSE
HA SCELTO DI ACCOGLIERE: OSPITI COME AMICI.
IN UN HOTEL A MONZA DOVE SENTIRSI PROTETTI.
E COCCOLATI DA UN INSIEME DI DOLCEZZE.
di FERDINANDO COTUGNO

Effimero viene dal greco, vuol dire: ci che


dura un giorno. Come i fiori o come gli eventi,
entrambe arti in cui Tearose uneccellenza.
Tutto comincia nel 1994, quando Alessandra
Rovati Vitali apre la sua officina botanica.
Intorno alla prima boutique si sono sviluppati
i negozi di lifestyle, gli allestimenti nei palazzi
pi belli dItalia, gli eventi pi glamour negli
ultimi anni e il design per giorni speciali. I
clienti ci affidano il battesimo o le nozze, sono
i momenti pi importanti della loro vita. Noi
li accompagniamo con delicatezza. Dalla
prossima estate, Tearose sar anche Albergo
Casa Tearose, di fronte al Duomo di Monza:
Sar un resort in citt, secondo lo spirito di
Monza, citt che vive su due velocit, quella
frenetica di Milano e quella pi compassata della Villa Reale, sede di campagna delle
aristocrazie europee. Ci saranno quindici
camere, un ristorante, una boutique e un negozio di wellness, con i succhi preparati dalla
figlia di Alessandra, esperta in detox. Apriamo lalbergo per allargare lesperienza Tearo-

se, aprirla al mondo secondo le nostre linee


guida: lusso democratico e sostenibile, senza
alcun bisogno di ostentare. il Tearose way
creato da Alessandra Rovati Vitali, che sugli
eventi e sugli allestimenti lavora come una
sarta, con la stessa dedizione al dettaglio che
si respirer nel suo hotel: Vogliamo che tutto
sia su misura, cucito sui sogni della persona
che nostra cliente. E poi, a cliente io preferisco la parola ospite, e a ospite la parola
amico. Sar una via di mezzo tra un hotel
e una casa, chi ci dormir si sentir accolto,
protetto. Sar anche a misura di donna, ogni
camera avr uno spazio franco che consentir
di lasciare o ricevere i vassoi del servizio in camera senza alzarsi dal letto, si potr scegliere
di avere il servizio di maggiordomo, le stanze
saranno modulari, costruite per diventare pi
grandi o pi raccolte a seconda delle esigenze. Sono piccole gentilezze, manifestazioni
di empatia. Se c un valore aziendale in cui
crediamo sopra tutti trattare con le persone
partendo dalla loro anima. tearose.it

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

65

DOSSIER .

Inside. In queste immagini


vedute interne del
nuovo spazio Fantini in
via Solferino 18 a Milano.
Inside. Interior views
of the new Fantini space at
via Solferino 18 in Milan.

66

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

HOUSE OF WATER. There is a new island of


serendipity in the center of Milan. A meeting
point for architects, designers and clients. The
new Fantini space has a domestic identity.
From water by water is the constant theme of
the history of Fantini. Founded at the end of the
1940s on the shores of Lake Orta, at Pella (NO),
Fantini makes faucets and accessories for the
bath environment with high quality, design, technology and passion. Innovative products that
have become international reference points for
design in this sector, thanks to collaboration with
famous Italian and foreign designers and a strategy of research and development to give the
best form to water. In Brera, at the historical
and artistic center of Milan, in a courtyard with
cobblestones of a 19th century building, Fantini
Milano greets visitors with a large window display. A new comfortable, welcoming domestic
space, a gathering place for designers, clients and
sector professionals, with theme areas and evocating atmospheres where water is the protagonist. Designed by the Studio Lissoni Associati as
a residential space, the subdivision of the spaces
takes certain elements of memory of the site
into account, including the original architectural
structure and materials. The white of the walls
and furnishings, the dark Avola stone and pastel
gray of the drapes, and the balanced use of natural and artificial materials, enhance each space
through contrast, in a gallery of products displayed like collectibles in vitrines. Luminous walls
and technological screens with home furnishings,
a dialogue between contemporary style and tradition, allegories that underscore the evolution
of products and the company. Fantini, a factory
of Italian design, combining fine craftsmanship
with the most advanced industrial processes.
fantini.it

LA CASA DELLACQUA
C UNA ISOLA FELICE NEL CENTRO DI MILANO.
PUNTO DINCONTRO DI ARCHITETTI,
PROGETTISTI E COMMITTENTI.
IL NUOVO SPAZIO DI FANTINI.
UN LUOGO DALLIDENTIT DOMESTICA,
PENSATO COME UNABITAZIONE PER RICEVERE.
di FR ANCA ROTTOLA

Dallacqua per lacqua il tema costante


della storia di Fantini. Nata sul finire degli
anni 40, sulle rive del lago dOrta a Pella
(NO), Fantini realizza rubinetti, accessori e
complementi per lambiente bagno con qualit, design, tecnologia e passione. Prodotti
innovativi che sono diventati punti di riferimento internazionali per il design di settore, grazie alla collaborazione con famosi
progettisti italiani ed esteri e una strategia
di sviluppo e ricerca per dare la forma migliore allacqua. A Brera, nel centro storico
e artistico di Milano, in un cortile acciotto-

lato di un palazzo ottocentesco, attraverso


unampia vetrata si accede a Fantini Milano.
Uno nuovo spazio domestico confortevole
e accogliente, punto dincontro per progettisti, committenti e addetti ai lavori, con
aree tematiche e suggestive atmosfere dove
lacqua protagonista.
Progettato dallo Studio Lissoni Associati
come uno spazio abitativo, una suddivisione
di ambienti che tiene conto di alcuni elementi della memoria del luogo, dei materiali
e della struttura architettonica originaria.
Il bianco delle pareti e degli arredi, la scura

pietra dAvola e il grigio pastello delle tende e un bilanciato utilizzo di luci naturali e
artificiali esaltano ed evidenziano per contrasto ogni spazio e la galleria dei prodotti
con le teche che li custodiscono come oggetti da collezione. Pareti luminose e schermi
tecnologici con arredi domestici, un dialogo
tra contemporaneit e tradizione, allegorie
che evidenziano e segnano levoluzione dei
prodotti e dellazienda. Fantini, una fabbrica
del design italiano, che coniuga la propria
capacit produttiva artigianale con i processi industriali pi attuali. fantini.it

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

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DOSSIER .

COME ON IN. If the home is a coordinated whole, the entrance door should establish
a dialogue with the garage door. Founded over
50 years ago to develop age-old woodworking
methods, Silvelox has formulated a perfect blend
of passion for wood, traditional craftsmanship,
technological research and continuous innovation. The brand offers exceptional collections of
garage doors and entrance doors. Wood is the
raw material with which every door is made. Silvelox is flexible and sensitive to the requirements

68

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

of the most demanding clients, offering the opportunity to create doors in collaboration with
their own designers or the in-house technical
staff, in keeping with the technical-constructive
characteristics and modular sizes of the panel
components, for garage doors or entrance doors.
In the Silvelox garage doors the focus on details
is also evident in the view from the inside, thanks
to the lack of tracks mounted on the ceiling. The
motor, in the case of motorized doors, is inserted
in the upper crossbeam of the doorframe. The in-

ternal design of the garage door brings clean lines


and rigor to an important space in the home, the
garage, often used as a second entrance. Further
specialization has allowed Silvelox to expand its
range of offerings to include security entrance
doors. The latest Silvelox creation is the Medea
3T armored entrance door, which combines high
security standards, advanced technological solutions and electronic locks with numerical keypads
or biometric fingerprint sensors.
silvelox.it

VOGLIA DI ENTRARE
SE LA CASA UN INSIEME COORDINATO,
ALLORA LA PORTA DINGRESSO
DEVE DIALOGARE CON QUELLA PER IL GARAGE:
IL KNOW-HOW TECNOLOGICO
DELLE COLLEZIONI FIRMATE SILVELOX.

di FR ANCA ROTTOLA
Alta sicurezza. Sopra: una fase
di lavorazione. A sinistra: porta
per garage blindata Secur
con finestre personalizzate.
Sotto, da sinistra: il sistema
W_Concept progettato
su misura; porta per garage
blindata Secur Plus e porta
dingresso coordinata;
porta blindata dingresso.
In basso: vista interna della
porta per garage di Silvelox.

High security. Top, a phase


of workmanship; top left, Secur
garage security door
with custom windows. Above,
from left: the W_Concept
system, made to measure;
Secur Plus garage security door
and coordinated entrance door;
armored entrance door.
Right: interior view
of the Silvelox garage door.

Nata oltre 50 anni fa sviluppando i pi antichi metodi di lavorazione del legno, Silvelox
ha saputo fondere in un perfetto legame la
passione per il legno, la maestria tradizionale,
la ricerca tecnologica e la continua innovazione, creando prodotti originali e curati in ogni
dettaglio, ponendo la stessa attenzione che
contraddistingue il mobile dalto artigianato.
Questo marchio d vita a particolari collezioni di porte per garage e porte dingresso. Linnovazione, la ricerca del particolare e la cura
nei dettagli di alta falegnameria costituiscono
il successo di una strategia aziendale che sa
unire tecnica e design, garantendo una vasta
scelta fra diversi modelli personalizzabili in
ogni minimo dettaglio. Il legno, da sempre
parte integrante della vita umana, la materia prima con cui ogni porta viene realizzata.
Viene utilizzato con sapienza e profondo rispetto per la natura, fornendo tutto il calore
e la qualit di rifinitura che garantiscono
leccellenza in ogni prodotto. Silvelox, dutti-

le e sensibile alle richieste della clientela pi


esigente, offre lopportunit di creare porte
su disegno del progettista, del cliente finale
o dello staff tecnico interno, compatibilmente
con le caratteristiche tecnico-costruttive e le
modularit dei pannelli componibili che siano
porte per garage o porte dingresso. Nelle porte per garage Silvelox lattenzione al particolare viene coniugata in modo eccellente anche
nella vista interna grazie alla mancanza delle
guide di scorrimento a soffitto e al minimalismo del pannello interno. La motorizzazione,
nel caso di porta motorizzata, inserita nella
traversa superiore del telaio perimetrale della
porta garantendo funzionalit e mancanza
di scomodi ingombri. Il design interno della
porta per garage sinonimo di pulizia e rigore
e trasferisce a un ambiente importante della
casa come il garage, utilizzato spesso come
secondo ingresso o come accesso diretto a
spazi di convivialit.
Una successiva specializzazione, forte di un
solido know-how, ha permesso a Silvelox di
ampliare la propria offerta con la porta dingresso blindata. Un prodotto davanguardia
che sposa la tecnologia antieffrazione con la
cura del dettaglio. Le porte dingresso Silvelox
si presentano con unampia gamma di modelli
e in infinite possibilit di personalizzazione.
Ultima nata in casa Silvelox la porta dingresso blindata Medea 3T che coniuga i pi
alti standard di sicurezza, soluzioni tecnologiche avanzate e lutilizzo di innovative serrature elettroniche a tastiera numerica o lettore
biometrico di impronte digitali. silvelox.it

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69

DOSSIER .

Lavorazioni. In questa pagina, dallalto in senso


orario: fase di lavorazione con bordatrice;
progetti per tappeti; tappeto della collezione
New Feelings; rocche di filati. Nella pagina
accanto: pavimentazione verde Silk Line
collezione Prestige; tappeto Bond Street.
Workmanship. On this page, clockwise from
top: work phase with binding machine; designs
for carpets; carpet from the New Feelings
collection; spools of yarn. Facing page: Silk Line
carpet, Prestige collection; Bond Street rug.

HORIZONTAL WEAVES. New custom collections reveal the evolution of Besana Moquette, based on extensive experience with
fine yarns for the creation of carpeting. The
company now brings its innovative approach
to the world of tailor-made rugs. Soft carpets
made by hand in Italy, with passion, care and
expertise, by Besana Moquette. Furnishing complements for the various spaces of the home,
indoors and outdoors, from the living room to
the bedroom, from the winter garden to the terrace, bringing character to any space with their
forms, decorations and colors. A company with

70

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

almost 30 years of experience in the world of


decor textiles, based in the heart of Brianza, with
passion and an artisan approach passed down
through generations. The extensive knowledge of
treatments and transformations of fine yarns
to make soft, sturdy, natural and non-allergenic
wall-to-wall carpeting and runners, has led to
an evolution of the product line in recent years,
with the creation of new custom rug collections,
personalized decor pieces offering limitless design
solutions based on multiple forms, chromatic
effects and shadings, juxtapositions of different
weaves, piles and textures. The essence of every

carpet by Besana Moquette lies in craftsmanship,


in a tailor-made approach where every product
is done by hand, totally Made in Italy. The rugs
are also made with advanced technologies and
subjected to selective quality testing to guarantee durability and flameproofing certification,
with treatments to prevent allergies. A balance of
tradition and innovation, where the production
of carpeting and runners, used in homes, hotels
and offices, and the manufacture of decor rugs
alternate in synergy, always with a focus on high
quality of raw materials and finished products.
besanamoquette.com

TRAME ORIZZONTALI
NUOVE COLLEZIONI CUSTOM MADE SEGNANO
LEVOLUZIONE DI BESANA MOQUETTE.
FORTE DELLESPERIENZA NELLA LAVORAZIONE
ARTIGIANALE DI FILATI PREGIATI PER RIVESTIMENTI,
LAZIENDA CONSOLIDA LA SUA POSIZIONE NEL
MONDO DEI TAPPETI DARREDO PERSONALIZZATI.
di FR ANCA ROTTOLA

Soffici tappeti realizzati artigianalmente in


Italia con passione, cura e competenza da Besana Moquette, complementi darredo dedicati
ai vari ambienti della casa, interni ed esterni,
dal soggiorno alla camera da letto e per giardini dinverno o terrazzi, capaci di caratterizzare
con le loro forme, decori, colori gli spazi in cui
vengono vissuti. Unazienda con unesperienza
di quasi 30 anni acquisita nel mondo dei filati
per arredamento, nata nel cuore della Brianza,
con unattenzione e una sapienza artigianali
tramandate da generazioni. Lampia conoscenza di trattamenti e trasformazioni di pregiati

filati in morbide e resistenti moquette naturali


e anallergiche, oltre alla storica produzione e
commercializzazione di moquette e passatoie,
ha portato negli ultimi anni a una evoluzione
della produzione e alla realizzazione di nuove
collezioni custom made dedicate alla realizzazione di tappeti darredo personalizzati, con illimitate soluzioni creative progettate su disegno
con molteplici forme, effetti cromatici e gradazioni, accostamenti di differenti trame, spessori e morbidezze. Lessenza di ogni tappeto di
Besana Moquette sono lartigianalit, il lavoro
manuale e la sartorialit dove ogni prodotto

realizzato a mano e totalmente Made in Italy.


I tappeti sono inoltre creati con tecnologie
avanzate e sottoposti a selettivi test di qualit
e resistenza allusura anche con certificazioni
ignifughe e trattamenti anallergici.
Un equilibrio tra tradizione e innovazione, dove
la produzione di moquette e passatoie, utilizzate negli ambienti residenziali, nei progetti
di alberghi e uffici, e la produzione di tappeti
darredo si alternano in modo sinergico, con un
occhio sempre attento alla ricerca della qualit delle materie prime e del prodotto finito.
besanamoquette.com

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71

DOSSIER .

DENTRO
LA STORIA
OGNI AMBIENTE PU DIVENTARE UN CLASSICO: QUESTA
LIDEA DI PROVASI. SINONIMO DI MOBILE IN STILE, ORA
LELEGANZA PROGETTUALE DELLAZIENDA RAGGIUNGE TUTTA
LA CASA. E POI SI TRASFERISCE DAGLI YACHT AGLI HOTEL.
CON ESTETICA E ARTIGIANALIT SU MISURA.
di FR ANCA ROTTOLA

La storia di Provasi quella di una famiglia


che si tramanda da generazioni la creazione di
mobili e complementi darredo classici.
I fratelli Provasi, Enrico, Roberto, Paolo e
Giovanni, allinizio degli anni 70 iniziano la
produzione a Cabiate, distretto industriale del
mobile lombardo, con realizzazioni ispirate a
epoche stilistiche, dal 500 all800 italiano ed
europeo. Lazienda affianca stili diversi reinterpretando i canoni tradizionali con eleganti
suggestioni e atmosfere inusuali.
Ogni collezione caratterizzata da una particolare cura per il dettaglio, proporzioni e
cromatismi realizzati da artigiani specializzati, maestri di intaglio e intarsio, custodi di
una tradizione di alta ebanisteria radicata
da oltre due secoli. Ogni prodotto unico e
non seriale, realizzato manualmente e riconoscibile in ogni dettaglio dove la passione
per lartigianalit risalta in ogni elemento e
dove il gusto per la qualit si fonde con la
raffinatezza dei particolari.
Negli ultimi anni la creativit della produzione di Provasi si evoluta percorrendo le
varie trasformazioni delle tendenze dellarredamento classico, mantenendo la tradizione
delle lavorazioni e delle geometrie come riferimento di ogni realizzazione.
Le collezioni sono coordinate tra loro, con
unampia selezione e ricerca di materiali, di
essenze, combinazioni di colori e abbinamenti, produzione di boiserie e tessuti di pregio.
Unofferta di arredamenti e complementi di
arredo di lusso per tutti gli spazi dellabitare, per yacht, per hotel e anche per i grandi

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progetti internazionali tra cui diversi palazzi


presidenziali nel mondo.
Ogni spazio curato e personalizzato per
ricreare atmosfere e ambienti, dalla tenda al
lampadario, dalla boiserie ai tessili. Le texture, le fantasie e i colori dei tessuti donano
unimpronta distintiva a ogni singolo elemento
dellampia collezione di Provasi.
Lazienda vanta un dipartimento di progettazione capace di offrire al cliente unassistenza
qualificata e personalizzata e che attinge, nella
creazione di ambienti esclusivi, alla divisione
Provasi Home Collection di complementi e
accessori: lampadari, vasellame, cristalleria,
posate, biancheria e tappeti.
Ultima nata la nuova divisione Kitchen Line

dedicata alla cucina, che sviluppa e realizza


soluzioni su misura attraverso tecnici e designer specializzati. Lo spazio cucina richiama
un concetto di arredamento che si adatta a
diverse soluzioni progettuali con un inconfondibile appeal classico rivisitato. Racconta
Roberto Provasi, amministratore unico: Gli
obiettivi futuri consistono nellallargare sempre pi lofferta, per soddisfare le esigenze di
mercato e le richieste dei nostri clienti. I settori
delle cucine, dei grandi progetti e la Home Collection verranno arricchiti e saranno sviluppati
maggiormente. Provasi presente da Mosca a
Pechino, da Kiev a Los Angeles, con showroom
monobrand e le prossime sfide coinvolgono
nuovi Paesi e mercati. provasi.com

Eleganza. Qui sopra a sinistra: letto Alexander


Sopra: la poltrona Antigua. In piccolo a sinistra:
una fase di lavorazione. Nella pagina accanto,
in alto: la credenza in acero con la specchiera oro
e argento patinato. In basso: divanetto Matisse
con struttura intagliata a mano, rivestito di velluto.
Elegance. Upper left: the Alexander bed.
Upper right: the Antigua armchair. Further left:
a phase of workmanship. Facing page, top:
the maple credenza with gold and silver
patina. Below: Matisse sofa with handcarved
structure, covered in velvet.

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73

DOSSIER .

Classico. In alto: sala da pranzo con pannelli


di alta qualit in rovere tinto scuro e, al centro, tavolo
in ebano con piano intarsiato in radica di betulla.
Sotto: cabina armadio in sicomoro.
Classic. Top: dining room with high-quality paneling in
dark stained oak, and (at the center) ebony table with
birch briar inlaid top. Below: wardrobe in sycamore.

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Finiture. Sopra: elegante salotto dai colori chiari con divani


Emerald in capitonn, rivestiti in velluto con cuscini in velluto
e seta; al centro, il pouf-tavolino in ottone con pelle ricamata.
A lato: una fase della lavorazione.
Finishes. Above: an elegant living room in pale tones, with
Emerald capitonn sofas covered in velvet, and velvet-silk
cushions; at the center, ottoman-table in brass with
embroidered leather. To the side: a phase of workmanship.

INSIDE HISTORY A synonym for style, now


the design elegance of Provasi extends throughout the home and travels on yachts and in hotels. The story of Provasi is that of a family that
passes down, across generations, the skills for
making classic furnishings. At the start of the 1970s
the Provasi brothers Enrico, Roberto, Paolo and
Giovanni began production in Cabiate, the Lombard furniture district, with creations inspired by
different stylistic epochs. Each collection is marked
by particular attention to detail, proportions and
color effects, done by specialized artisans, masters of carving and inlay work, standard bearers
of a tradition of cabinet making stretching back
for over two centuries. Every product is unique,
made by hand, recognizable in each detail, where
the passion for craftsmanship enhances every

feature, and the taste for quality blends with the


refinement of every touch. The collections are
coordinated, with a fine selection of materials,
types of wood, color combinations, boiseries
and precious fabrics. A range of furnishings and
accessories for all the spaces of life, from yachts
to hotels and major international projects, including several presidential palaces around the
world. Every space is crafted and personalized
to generate atmospheres and settings, from the
drapes to the chandeliers, from the paneling to
the fabrics. The textures, patterns and colors
of the fabrics add a distinctive touch to every
product. The company has an in-house design
division ready to offer customers qualified and
personalized assistance, creating exclusive spaces with the help of the Provasi Home Collection

division, for the complements and accessories:


chandeliers, tableware, vases, crystal, flatware,
linens and carpets. The latest development is
the new Kitchen Line division, which develops
and produces custom solutions with specialized
technicians and designers. The kitchen space calls
for a furnishing concept that adapts to different
design solutions with unmistakable reinterpreted classic appeal. Roberto Provasi, Ceo, explains:
Our future objective is to offer an increasingly
wide range of products, to respond to the needs
of the market and the requests of our clients.
The kitchen, major projects and Home Collection
divisions will be reinforced and developed. Provasi
is a presence from Moscow to Beijing, from Kiev
to Los Angeles, with monobrand showrooms.
provasi.com

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75

DOSSIER .

Thirties. Clockwise from


top: Paris sofa with
matelass work; detail
of the Prestige bed,
designed by Carlo
Colombo; Kenya bed,
designed by Carlo
Colombo; detail of the
Empire sofa; Flamb
fireplace by Rugiano
Design Lab. The creations
of Rugiano often
reinterpret Art Deco style
in a contemporary way.

76

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

NOI ABITIAMO QUI


LE FORME DELLART DCO HANNO SEGNATO
LA SUA STORIA. METALLI, PIETRE, LEGNI HANNO
SAGOMATO UNIDEA DI DESIGN SIGNORILE.
OGGI, SU PROGETTO DI CARLO COLOMBO,
RUGIANO ARREDA LA SUA CASA: UN NUOVO
CONCEPT ABITATIVO E COMMERCIALE.
di FR ANCA ROTTOLA

Anni Trenta. Dallalto a sinistra in senso orario:


divano Paris con lavorazione matelass;
particolare del letto Prestige, design Carlo
Colombo; Letto Kenya, design Carlo
Colombo; particolare del divano Empire;
camino Flamb Rugiano Design Lab.
Spesso i mobili di Rugiano reinterpretano
in chiave contemporanea il gusto
degli arredi del tempo dellArt Dco.

Passione e artigianalit italiana, creazioni


fatte su misura, a mano, cura dei dettagli e
della qualit, sono i valori che da 35 anni
Luigi Rugiano trasmette alla sua azienda.
Inizia la produzione a Mariano Comense
(CO), realizzando arredi in metallo e fusioni
in bronzo affiancati a collezioni esclusive e
crea un nuovo marchio di mobili raffinati
ispirati allArt Dco e alle suggestioni degli anni 40. Manifatture di lusso per i vari
ambienti della casa, preziosi arredi da collezionare e tramandare, realizzati su disegno
e distribuiti in tutto il mondo. Lavorazioni
sartoriali e artigianali: trapuntature, ricami e
decorazioni particolari, pellami impreziositi

da texture, abbinati a metalli, pietre e legni


di pregiate essenze.
Le recenti collezioni, progettate da Carlo
Colombo e dallo Studio Vigan, uniscono
la conoscenza artigianale alle pi moderne
tecnologie produttive.
Da qualche anno Rugiano si trasformata da
azienda di complementi in metallo lavorato
a manifattura di lusso con proposte coordinate dedicate agli spazi living, sala da pranzo e alla zona notte. Una realt produttiva,
di 10.000 metri quadrati, con specializzate
aree operative: falegnameria, decorazione,
tappezzeria e pelletteria, reparti per la lavorazione dei metalli e lassemblaggio dove tutti

i prodotti vengono creati da abili artigiani.


Lazienda dispone al suo interno di un ufficio stile che collabora con designer interni
e professionisti esterni seguendo i processi
dinnovazione e ricerca.
Rugiano sta realizzando, su progetto di Carlo Colombo, un nuovo edificio che sorger
a fianco della sede principale, su tre piani
con al suo interno: un centro ricerche, uno
showroom di 1.400 metri quadrati e Casa
Rugiano, dove sar possibile immergersi in
ambienti domestici ideali, spazi in cui verranno esposti anche arredi per il bagno e la
cucina. Ricreando cos una vera e propria
abitazione di lusso. rugiano.com

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77

DOSSIER .
Versatili. In questa pagina: fasi
della lavorazione. In basso
a sinistra: due sedie Aria. Nella
pagina seguente: la console Zoe,
disegnata da Carlo Colombo.
La base in bronzo, il piano
disponibile in vari materiali,
dal legno al marmo, al cuoio.
Versatile. On this page: phases of
workmanship. Lower left: two Aria
chairs. On the following page: the
Zoe console by Carlo Colombo.
The base is in bronze, while the
top comes in different materials,
from wood to marble or cowhide.

78

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

WE LIVE HERE. Its history is marked by the


forms of Art Deco. Metals, stones, woods
shape an idea of refined design. Today, in
a project by Carlo Colombo, Rugiano decorates its own home. A new approach to living
and commerce. Passion and Italian skills, custom creations, made by hand, with a focus on
details and quality: these are the values Luigi
Rugiano has transmitted to his company for
35 years. At Mariano Comense (CO), production began with metal furnishings and bronze
castings, in exclusive collections, to create a
new brand of refined furnishings inspired by
Art Deco and the atmospheres of the 1940s.
Luxurious items for the various spaces of the

home, precious furnishings to collect and pass


down through generations, custom-made and
distributed all over the world. Tailor-made
craftsmanship: quilting, embroidery, particular
decorations, leathers enhanced by textures,
combined with metals, stones, the finest
woods. The recent collections, designed by
Carlo Colombo and Studio Vigan, combine
manufacturing skills with the latest production
technologies. Rugiano has been transformed
from a maker of crafted metal accessories
to a luxury manufacturer with coordinated
offerings for the living, dining and bedroom
zones. A production facility of 10,000 square
meters, featuring specialized operative areas:

woodworking, decoration, upholstery and


leather, metalwork and assembly, where all the
products are created by skilled craftsmen. The
company has an in-house design division that
collaborates with external designers, monitoring processes of innovation and research. Rugiano, based on a project by Carlo Colombo,
is making a new building next to the headquarters, a three-story facility containing a
research center, a showroom with an area of
1.400 square meters, and Casa Rugiano, where
visitors can enter ideal domestic spaces, also
displaying bathroom and kitchen furnishings.
A truly luxurious home.
rugiano.com

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

79

DOSSIER .

Estro da virtuosi. A sinistra: unambientazione


dove spiccano i divani Amalfi e una vetrina
realizzata in ebano e legno intagliato finito
in foglia oro. In basso: fasi della lavorazione
di una poltrona interamente eseguita a mano.
Tutti i mobili e i complementi in legno
vengono decorati a mano da maestri artigiani.
Virtuoso verve. Left: a setting featuring Amalfi
sofas and a display case in ebony and carved
wood, finished in gold leaf. Below: phases
of workmanship of an armchair, made entirely
by hand. All the wooden furniture and
complements are decorated by hand.

TRA CLASSICO
E MODERNO
GLI ABBINAMENTI ESCLUSIVI, LE INEDITE INTERPRETAZIONI
DEGLI STILI, UNA CONTINUA RICERCA SUI MATERIALI
CARATTERIZZANO LE CREAZIONI DI ZANABONI, CHE NON
HA MAI SMESSO DI SPERIMENTARE, VALORIZZANDO
LE INFINITE POTENZIALIT DEL MOBILE DALTA GAMMA.
di FR ANCA ROTTOLA
Mobili e complementi di arredo senza
tempo, pensati per ambienti eclettici ed
esclusivi per una casa dove classico e moderno si armonizzano in una nuova sintesi
di elementi e linee reinterpretate. Zanaboni, dagli anni 60, riedita e realizza mobili
coniugando qualit e sofisticate lavorazioni
artigianali, un ricercato lavoro sui dettagli
fatto dinsoliti abbinamenti, esclusivi tessuti, essenze pregiate e intarsi in madreperla,
metalli e legni. Sete, cashmere e preziosi
filati rivestono i divani con soffici cuscini
in piuma ricamati, pietre levigate, oro zecchino e passamanerie fatte a mano, morbidi
e pregiati pellami esaltano il carattere delle
collezioni, risultato di una continua ricerca
su decoro e texture come elementi primari
per una originale interpretazione di stile.
Le nostre collezioni abbracciano diversi

80

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

stili: classico, neoclassico e transitional, lo


stile che rappresenta la transizione tra il
classico e il moderno, racconta Massimo
Zanaboni. Abbiamo una variet di prodotti molto ampia e trasversale, siamo in grado
di soddisfare le esigenze abitative pi diverse, sempre con un prodotto di alta gamma
che esportiamo in tutto il mondo. I divani
Eden, Epoca, realizzati tra gli anni 80 e 90 e
Atlantique del 2000, dalla forma squadrata
e con lavorazione capitonn, rappresentano
levoluzione dellazienda in un continuo studio e sviluppo stilistico e formale di elementi
classici e contemporanei.
Nel centro di Milano, a pochi passi dal quartiere Brera, Zanaboni ha aperto un nuovo
flagship store, dove professionisti e clienti
possono visionare una selezione di prodotti.
zanaboni.it

Per intenditori. In alto: una boiserie neoclassica


in un appartamento parigino sugli Champs-lyses.
Una realizzazione in stile contemporaneo in una
penthouse di New York. Al centro: divano Lara,
con schienale capitonn. Qui sopra: credenza della
collezione Masterpiece in radica e madreperla.

For connoisseurs. Top: neoclassical paneling for


a Parisian apartment on the Champs-lyses.
Contemporary style for a penthouse in New
York City. Center: the Lara sofa with capitonn
back. Above: credenza from the Masterpiece
collection in briar and mother-of-pearl.

BETWEEN CLASSIC AND MODERN. Exclusive combinations, original stylistic interpretations, ongoing research on materials, in
the creations of Zanaboni. Timeless furniture
and accessories, conceived for eclectic, exclusive settings, in a home where classic and
modern harmoniously blend. Zanaboni, since
the 1960s, produces and reissues furniture,
combining quality and sophisticated workmanship, great attention to detail based on
unusual combinations, exclusive fabrics, fine
woods and inlays in mother-of-pearl, metal
and wood. Silk, cashmere and precious fibers
cover sofas with soft embroidered down-filled
cushions, along with polished stones, pure
gold, handmade trim and the finest soft
leathers to bring out the character of the
collections, based on continuous research
on decoration and textures as the basic ingredients of an original take on style. Our
collections embrace a range of styles: classical, neoclassical and transitional, the style that
represents the link between classic and modern, says Massimo Zanaboni. We have a very
wide variety of versatile products, to satisfy the
widest range of habitat needs, always with the
highest quality, exported around the world.
The Eden and Epoca sofas, covering the 1980s
and 1990s, and the Atlantique model of the
2000s, with its squared form and capitonn
workmanship, represent the companys evolution in the ongoing stylistic and formal study of
classic and contemporary pieces. In the center
of Milan Zanaboni has opened a new flagship
store where professionals and clients can experience a selection of products.
zanaboni.it

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

81

DOSSIER .
Prima fila. A sinistra: la camera Versailles
in decoro Antico Veneziano. Sotto:
Roberto Giovannini allopera con il suo
assistente modellista Fabrizio. In basso:
una fase della lavorazione di un mobile.
Front row. Left: the Versailles bedroom
with Antico Veneziano decoration. Below:
Roberto Giovannini at work with his assistant
Fabrizio. Below: the crafting of a detail.

IN LEGNO
VERITAS
DA OLTRE MEZZO SECOLO LARTE DELLINTAGLIO E
DEL DECORO DI ESSENZE CARATTERIZZA LUNICIT DELLE
OLTRE 1.200 CREAZIONI FIRMATE ROBERTO GIOVANNINI.
A FIRENZE, CULLA DELLANTIQUARIATO,
VIENE TRAMANDATA UNESPERIENZA DI GUSTO.
di FR ANCA ROTTOLA

Dalla passione, dalla manualit, dalla ricerca


e cura dei particolari prendono vita gli elementi di arredo di Roberto Giovannini, Maestro
dintaglio ed erede naturale della tradizione
fiorentina dellarte del legno dal 1958. Una produzione di mobili classici esclusivi, conosciuti
in tutto il mondo, realizzati in legno su scala
semiartigianale e decorati a mano. Repliche
fedeli di manufatti storici dal Rinascimento
fino allArt dco. Pezzi unici che poche realt
artigianali possono realizzare con armonia di
forme e composizioni e innumerevoli decori, da
motivi floreali e vegetali a ornamenti statuari.
Lazienda si estende su una superficie di 7.000
metri quadrati con una collezione composta da
pi di 1.200 prodotti, pensata per soddisfare
e ispirare progetti residenziali e hotel di lusso,
per ricreare atmosfere cariche di contenuti,
suggestioni e memorie classiche. Ho dedicato

82

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

pi di mezzo secolo a realizzare mobili e complementi in legno massello dando vita a una
realt unica nel settore dellarredamento classico di lusso; ho fatto dellarte dellintaglio la mia
ragione dessere tramandando nel tempo una
tradizione tipica della mia terra. Firenze, citt
da sempre sinonimo di cultura e arte, patria
dellantiquariato, ancora oggi il luogo dove disegno e realizzo le mie collezioni, orgoglioso di
appartenere al mondo delleccellenza italiana,
racconta Giovannini. La ricerca di dettagli, materiali e qualit, il rigore tecnico-progettuale
con i vantaggi delle tecnologie attuali, sommati
allesperienza e alla tradizione, danno luogo a
una realt produttiva raffinata. Elementi e
accessori in equilibrio tra la creativit e il rigore dei canoni classici, arredi senza tempo che
possono essere inseriti in ogni contesto anche
contemporaneo. robertogiovannini.com

Particolari. Nelle immagini di questa pagina,


particolari dellimpeccabile lavorazione
artigianale. In basso, scorcio dellelegante
e raffinato Salone Augustus.
Particulars. In this page: details of the
craftsmanship. Bottom: the Salone Augustus,
view of the elegant and refined living area.

IN LIGNO VERITAS. For over half a century the art of carving and decoration with
fine woods has been the unique feature of
the over 1.200 creations signed by Roberto
Giovannini. In Florence, the cradle of antiquarian excellence, a legacy of taste. Manual skills, passion, research and attention to
detail are the ingredients of the furnishings
by Roberto Giovannini, master carver and
natural heir to the Florentine tradition of the
art of wood since 1958. A producer of exclusive classic furniture, renowned all over the
world, made in wood on a semi-artisan scale
and decorated by hand. Accurate replicas of
historic pieces, from the Renaissance to Art
Deco. One-of-a-kind creations few workshops
can produce with such harmony of form and
composition, and countless decorations, from
floral and botanical motifs to statuary ornaments. The production facility has an area
of 7.000 square meters, for a collection composed of over 1.200 products conceived for
projects of luxurious residences and hotels, to
create atmospheres charged with contents,
suggestions and classical memories. I have
devoted over half a century to making furniture and accessories in solid wood, creating
a company that is unique in the sector of
classic luxury furnishings; I have made the art
of carving my reason for being, passing on a
tradition typical of my homeland. Florence, a
city that has always been synonymous with
culture and art, the home of antiquarianism,
is still the place where I design and produce
my collections, proud to belong to the world
of Italian excellence, Roberto Giovannini says.
Ongoing research on details, materials and
quality, technical and design rigor, with the
advantages of todays technologies, combine
with experience and the crafts tradition to
generate a refined approach to manufacturing. Pieces and accessories balanced between
creativity and respect for classical canons,
timeless furnishings that can be inserted in
any context, even in contemporary decors.
robertogiovannini.com

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

83

DOSSIER .

Eclettico. In alto: una fase della decorazione


a mano. A fianco: vetrinetta Claridges Hotel
realizzata in ebano e palissandro con
decorazione in foglia argento lucida. Sotto:
porta Carracci con finitura gesso e argento.

84

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Eclectic. Above: a phase of workmanship.


To the side: Claridges Hotel armoire
in ebony and rosewood with glossy
silver leaf decoration. Below:
Carracci door with plaster and silver finish.

GATEWAYS TO STYLE. Essential or lavishly


decorated, always finely crafted, the creations of New Design Porte open a new world.
Doors created not just as functional elements
of separation between rooms, but as true
works of craftsmanship from the skilled hands
of Tuscan master cabinet makers. Lorenzo and
Cinzia Cortigiani, the founders of New Design
Porte in 1996, entrepreneurs with solid experience in the furniture and decor sector, have put
all their passion into this company. Constant
pursuit of a balance between tradition and innovation, technology and age-old crafts techniques, to achieve greater productive flexibility
and personalization of products. Attention to
detail, decorations packed with detail, patinas,
carving, the use of gold leaf and noble types
of wood are the earmarks of the various New
Design Porte collections, which combine the
ease of reproduction of industrial processes
with the uniqueness of handmade finishes. The
doors in classical style reproduce motifs of historical reference without contaminations, while
the modern lines welcome the influences and
dynamics of Italian and international trends.
Lorenzo Cortigiani explains: The creation of a
unique object starts with careful research on
aesthetics and materials, lines and workmanship, finishes and details. The main difference
between an exclusive creation and an industrial
product is the indispensable added value of
skillful handiwork, which cannot be replaced
even by the most innovative machinery. Over
the years the company has expanded its production, also creating decor accessories, coordinated panels and doors, custom furnishings
and complete settings in traditional or modern
style, with consulting services for design, supply
and installation.
newdesignporte.com

PORTATORI DI STILE
LE ATTRAVERSI MA NON PUOI NON GUARDARLE.
HANNO UNARIA STATUARIA. PI ESSENZIALI
O RICCHE DI DECORI, HANNO SEMPRE
UN CONTENUTO ARTIGIANALE: LE CREAZIONI
NEW DESIGN PORTE APRONO UN MONDO.
di FR ANCA ROTTOLA

Soluzioni. Dallalto in senso orario: boiserie


attrezzata con libreria e parete Carracci; parete
con boiserie, armadio a muro e porta Twist;
porta Expo 1925 in mogano e radica lucida.
Qui sopra: una fase della lavorazione del legno.
Solutions. Clockwise from top: paneling
accessorized with the Carracci wall-mounted
bookcase; wall with paneling, cabinets and Twist
door; Exp 1925 door in mahogany and glossy
briar. Above: a woodworking phase.

Porte create non solo come elementi funzionali di separazione tra gli ambienti ma
come vere e proprie opere di artigianato nate
dalle abili mani di maestri ebanisti toscani.
Lorenzo e Cinzia Cortigiani, fondatori della
New Design Porte nel 1996, imprenditori
con maturata esperienza nel settore dellarredamento e del mobile, trasferiscono la loro
passione nellazienda. Una continua ricerca di
equilibri tra tradizione e innovazione, tecnologia e antiche tecniche artigianali, per una
maggiore flessibilit produttiva e personalizzazione dei prodotti. Cura del dettaglio, decori
di pregio ricchi di particolari, patine, intagli,
luso della foglia oro e lutilizzo di essenze nobili sono le peculiarit delle varie collezioni
di New Design Porte che coniugano la riproducibilit della realizzazione industriale con
lunicit delle finiture manuali. Le porte in

stile classico riproducono gli stilemi di riferimento storico senza contaminazioni mentre le
linee moderne colgono le influenze e le dinamiche delle tendenze italiane e internazionali.
Lorenzo Cortigiani racconta: La creazione
di un oggetto unico parte dallattenta ricerca estetica e dei materiali, delle linee e delle
lavorazioni, delle finiture e dei dettagli. La
differenza principale tra il prodotto esclusivo
e quello industriale lindispensabile valore
aggiunto conferito dal sapiente lavoro manuale, che non potr mai essere sostituito neppure
dal macchinario pi innovativo. Lazienda nel
corso degli anni ha ampliato la sua produzione realizzando anche complementi darredo,
boiserie e pareti coordinate, arredi su misura
e ambienti completi in stile o di design con
servizi di consulenza progettuale, fornitura e
installazione. newdesignporte.com

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

85

DOSSIER .

THE ART OF INLAY. The Florentine mosaic


by Baldi, where craftmanship meets history. Since 1867 Baldi, the prestigious Florentine
brand of furniture and accessories, has been
the heir to the 16th century Medicean cesello
technique, lost-wax bronze casting and the inlay
work called pietre dure, also known as Florentine mosaic. In the most highly evolved and
refined mosaic procedure, starting from a basic
figure, a design is formed in stone, featuring many
portions of multicolored natural stones, including marble (black Portoro, Sicilian yellow, Siena
yellow, Arno green, red Collemandina, Volterra
chalcedony), and gemstones (lapis lazuli, malachite, amethyst, jasper, tigers eye), with decorative
motifs of flowers, animals, traditional or invented
landscapes. Baldi has operated for some time as
a sponsor for the restoration of artworks with
Galleria Palatina of Palazzo Pitti, the home of
timeless masterpieces, with the historic, inter-

86

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

nationally renowned Opificio delle Pietre Dure


of Florence, and in a specific collaboration for
commesso fiorentino. Every element of the
production of furniture and accessories of the
exclusive Home Jewels collection stands out for
the painstaking precision of the inlay work. Baldi
is famous around the world for iconic works
like the Rock Crystal bathtub, the pianoforte in
malachite or lapis lazuli, and the monumental
clocks, and for its talent in approaching new,
complex creative challenges.
baldi.biz

Ricerca. A sinistra: dettaglio del tavolo in mosaico


di occhio di tigre, commesso di marmo giallo
di Sicilia. In alto: tavolo in mosaico di occhio di tigre
e commesso di calcedonio di Volterra. Sopra:
fasi di lavorazione e vaso monumentale in mosaico
di lapislazzuli. A destra: tavolino in mosaico di
lapislazzuli e commesso di calcedonio di Volterra.
Research. Left: detail of the tigers eye mosaic table,
with Sicilian yellow marble inlays. Above: the tigers
eye mosaic table with inlays of Volterra chalcedony.
Above: phases of workmanship and monumental
vase in lapis lazuli mosaic. Right: lapis lazuli mosaic
table with inlays of Volterra chalcedony.

LARTE DEL COMMESSO


GIALLO DI SICILIA E VERDE ARNO: MARMI POLICROMI
SI RITAGLIANO IL LORO SPAZIO CREATIVO
TRA LAPISLAZZULI E AMETISTE.
E INSIEME DANNO VITA A DISEGNI RARI, PEZZI UNICI
DEL MOSAICO FIORENTINO FIRMATI BALDI.
DOVE LARTIGIANATO INCONTRA LA STORIA.

di FR ANCA ROTTOLA

Firenze, culla del Rinascimento e di antiche


e preziose tecniche dellantiquariato italiano,
custode di segreti e tradizioni delle pi raffinate arti dellintarsio e dellintaglio di pietre
e legni. Dal 1867 Baldi, prestigioso marchio
fiorentino di mobili e complementi darredo,
lerede delle antiche tecniche cinquecentesche
medicee del cesello, fusione del bronzo a cera persa e del commesso fiorentino di pietre
dure, arte conosciuta anche come mosaico

fiorentino. Procedimento pi evoluto e raffinato del mosaico, partendo da una figura di


base si realizza un disegno in pietra, formato
da tanti porzioni di pietre dure naturali policrome, come marmi (nero portoro, giallo di
Sicilia, giallo Siena, verde Arno, rosso Collemandina, calcedonio di Volterra), e come
gemme (lapislazzuli, malachite, ametista,
diaspro, occhio di tigre) con motivi e decorazioni floreali, animali, paesaggi tradizionali o
su disegno. Il maestro artigiano durante la
lavorazione dei decori deve tenere conto delle
tonalit, venature e sfumature naturali delle
pietre, accostandole luna allaltra, per ricreare leffetto pittorico voluto. Baldi collabora
da tempo come sponsor nel restauro di opere darte con la Galleria Palatina di Palazzo
Pitti, dimora di molte intramontabili opere
artistiche, con lo storico e internazionale
Opificio delle Pietre Dure di Firenze, laboratorio, museo e scuola di restauro, e con una
specifica collaborazione per il commesso
fiorentino. Ogni elemento della produzione
di mobili e complementi darredo dellesclusiva collezione Home Jewels caratterizzato
da una meticolosa accuratezza nei dettagli
degli intarsi e dalluso sapiente di materiali
preziosi. Baldi conosciuta nel mondo anche
per alcune opere iconiche come la vasca di
cristallo di Rocca, il pianoforte in malachite
o lapislazzuli e gli orologi monumentali, e
per la sua inclinazione ad affrontare nuove e
complesse sfide creative. baldi.biz

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

87

DOSSIER .

GRAZIE AI SUOI ARTIGIANI OFFRE UNA NUOVA VITA,


A VOLTE LA SECONDA, A VOLTE LA QUARTA,
AI PEZZI DAUTORE DI CUI SI INNAMORA. CHE POI
CONQUISTANO CLIENTI CURIOSI E SET DA OSCAR.
LA PASSIONE CHE SI RESPIRA DA ROBERTAEBASTA.
di FERDINANDO COTUGNO

Dire che Robertaebasta una galleria di


arte e arredamento del XX secolo sarebbe
come dire che gli Uffizi sono un museo di
Firenze o che Miles Davis era un suonatore di tromba. Vero, ma molto riduttivo. Nei
cinque negozi di Milano, e in ciascuno degli
ottomila oggetti in vendita, ci sono la storia
e lestetica del Novecento. Pezzi dautore, da
Alighiero Boetti a Gio Ponti, ma anche cassettiere, lampade, angoliere, armadi di unepoca
che va dallA rt Dco al design degli anni 80.
Roberta Tagliavini, la fondatrice, e Mattia
Martinelli, suo figlio, li comprano personalmente nei loro viaggi per i mercati dEuropa,
o li valutano quando sono proposti da svuotatori e intermediari, che arrivano ogni mat-

88

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

tina da loro con i camion pieni: Sembra una


scena da mercato del pesce, ma quando va
bene ne scegliamo uno a settimana, racconta Mattia. Non seguiamo il gusto collettivo
o la moda, ma solo i nostri innamoramenti.
Perch se non ti innamori non puoi raccontare, e se non puoi raccontare non puoi vendere, spiega Roberta, accarezzando i suoi
due Jack Russell. Ha aperto il primo negozio
nel 1967, in San Babila, perch aveva passione e occhio per larredamento. Era una
figlia di operai del Bolognese, poco pi che
ventenne, ma aveva gi disegnato una sua
linea di mobili.
Oggi, molti anni dopo, non smette di essere
elettrizzata quando racconta le sue scoperte.
Alcune sono notevoli e rubano lo sguardo,
come lEagle Man gigante nel negozio di via
Fiori Chiari: viene dal primo Air Terminal di
New York, del 1940, scolpito da Rene Paul
Chambellan, un Icaro di alluminio proteso
verso il volo, in unaltra epoca dellaviazione.
Ma ogni tavolo e ogni armadio qui hanno
una storia da raccontare. Per rimettersi in
viaggio verso il futuro ed essere pronti per
gli acquirenti, possono subire fino a 50 trat-

LUIGI FIANO

TIME TO TIME

Affinit. Sopra: nella galleria spiccano Emotta-2 di Victor Vasarely


(1983) e due poltrone anni 50 di Gio Ponti. A sinistra: alla parete,
Paesaggio occidentale di Emilio Tadini (1982). In alto: un particolare
di un tavolo di Jacques Duval Brasseur. Pagina precedente, dallalto:
Perrier di Andy Warhol (1987) sopra un mobile di Eugne Printz e Jean
Dunand; Les connaissances humaines di Raymond Delamarre (1937).
Affinities. Above: Emotta-2 by Victor Vasarely and two 1950s
armchairs by Gio Ponti. Left: on the wall, Paesaggio occidentale
by Emilio Tadini. Top: detail of a table by Duval Brasseur.
Previous page, from top: Perrier by Andy Warhol on a cabinet by Printz
and Dunand; Les connaissances humaines by Raymond Delamarre.

tamenti diversi. Per Robertaebasta lavorano


in esclusiva decine di artigiani specializzati
in tutta la Lombardia: restauratori, lucidatori, vetrai, falegnami, esperti nel restauro di
carta o pergamene. Limportante che alla
fine loggetto mantenga le sensazioni originali, il senso di avere un passato, spiega
Mattia, che dagli anni 90 ha collaborato con
sua madre allespansione della galleria.
Per i milanesi del centro, queste sono le vetrine pi belle di Brera. Per gli stranieri sono
invece tappa necessaria delle visite in citt.
Tom Cruise, George Clooney, Cate Blanchett
sono stati clienti: questultima arrivata con
una referenza importante, Giorgio Armani.
Lattrice gli aveva chiesto cosa ci fosse da ve-

dere a Milano e nella lista del re della moda


cera anche Robertaebasta.
Clooney arrivato perch molti arredi del
film Oceans Twelve, di cui era il protagonista, venivano da qui, ed era in cerca di pezzi unici per la sua villa sul Lago di Como.
Anche alcune delle scenografie da Oscar di
The Aviator sono state noleggiate da Robertaebasta. I film e il passaparola dlite hanno portato lontano le scoperte di Roberta
e Mattia: oggi il primo mercato la Cina,
il secondo la Russia. I nostri clienti sono
in fuga dalla banalit e cercano due cose:
il gusto e il piacere, spiegano. Capita che
abbiano bisogno di arredamenti per il locale
bar di un Boeing 787 o la sala giochi di uno

yacht da 50 metri, dove ora c un tavolo di


Willy Rizzo del 1970 scovato da Roberta in
un castello francese. O ancora: un miliardario londinese ha comprato un camino, realizzato da un artigiano di Cortina e pescato
da Roberta Tagliavini in una replica della
Casa Bianca nella campagna francese. Ora
nel salone di un castello dello Yorkshire, in
Inghilterra. In piccolo, nella storia di questo
camino c tutta la passione che si respira
in questa galleria: Il nostro lavoro ha due
picchi di gioia: quello in cui compriamo e
quello in cui vendiamo. Non c niente di pi
bello che dare una seconda, terza o quarta
vita a oggetti cos belli.
robertaebasta.com

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

89

DOSSIER .

Insoliti. Sopra: una delle sculture del gruppo


Connaissances humaines di Raymond
Delamarre (1937) e un altro ambiente della
galleria, con un divano anni 30 di Guglielmo
Ulrich. Qui a destra: lampada in bronzo e
pietre dure anni 70 di Jacques Duval Brasseur.
Unusual. Above, one of the sculptures of the
group Connaissances humaines by Raymond
Delamarre (1937) and another space in the gallery
with a 1930s sofa designed by Guglielmo Ulrich.
Right: lamp in bronze and precious stones from
the 1970s by Jacques Duval Brasseur.

90

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Passione di famiglia. A sinistra: un angolo


della galleria. Sul fondo, una console
con specchiera di Carlo Bugatti con struttura
a castello di gusto moresco. Sotto: Roberta
Tagliavini e il figlio, Mattia Maurizio Martinelli.
Family passion. Left: a corner of the gallery.
In the background, a console with mirror
by Carlo Bugatti with a moorish inspiration.
Below: Roberta Tagliavini and her son,
Mattia Maurizio Martinelli.

TIME TO TIME. Thanks to her craftsmen, she


offers a new life to the signature pieces that
seduce her. And the conquer curious clients and
Oscar-winning sets. The excitment of Robertaebasta. Saying that Robertaebasta is a gallery
of art and furnishings of the 20th century is like
saying that the Uffizi is a museum in Florence or
that Miles Davis was a trumpeter. True, but very
limited. The five stores in Milan, and each of the
8.000 objects on sale, represent a concentrate of
the history and aesthetics of the last century. Signature pieces, from Alighiero Boetti to Gio Ponti,
but also chests of drawers, lamps, corner units,
wardrobes, from Art Deco to Eighties design. Roberta Tagliavini, the founder, and Mattia Martinelli,
her son, buy the items personally during their
travels through markets in Europe, or from the
offerings of house clearers and middlemen, who
drop by every morning with truckloads of stuff:
It looks like a fish market, but if were lucky we
find one good item in a week, Mattia says. We
dont think about widespread tastes or fashion.
We have to fall in love with things. Because if you
dont, you can never tell a story, and without a
story you cant sell things, Roberta explains. She

opened the first store in 1967, at San Babila, because she had a passion and an eye for furnishings. From a working class family in Bologna, just
into her twenties, she had already designed a line
of furniture. Today, many years later, she still gets
excited talking about her discoveries. Some are
remarkable indeed, like the giant Eagle Man in the
shop on via Fiori Chiari: he comes from the first
Air Terminal of New York, 1940, sculpted by Rene
Paul Chambellan, an aluminium Icarus poised for
flight, from another era of aviation. Every table,
every wardrobe has a tale to tell. To make their
voyage into the future, ready for purchase, the
pieces can go through up to 50 different treatments. Robertaebasta employs specialized craftsmen from all over Lombardy: restorers, polishers,
carpenters, experts on restoration of paper or
parchment. The important thing is to conserve
the original sensations, the sense of having a
past, Mattia, who has worked with his mother
since the 1990s on the expansion of the gallery,
explains. For residents of the center of Milan,
these are the most beautiful shop windows in
Brera. For foreigners, they are a must-visit location. Tom Cruise, George Clooney, Cate Blanchett

have been clients: the latter showed up with an


important introduction, from Giorgio Armani.
The actress had asked what she should see in
Milan, and the king of fashion put Robertaebasta
on his list. Clooney arrived because many of the
furnishings for the sets of his film Oceans Twelve
came from here, and he was looking for unique
items for his villa on Lake Como. Some of the
Oscar-winning props of The Aviator were also
supplied by Robertaebasta. The films and elite
word of mouth have taken the discoveries of
Roberta and Mattia on long journeys: today the
main market is China, followed by Russia. Our
clients are trying to escape from banality, and
they want two things: taste and pleasure, they
explain. They might need furnishings for the bar
on a Boeing 787 or the game room on a 50-meter
yacht, which now hosts a table by Willy Rizzo
from 1970, found by Roberta in French chteau.
A London billionaire purchased a fireplace made
by a craftsman in Cortina and dug up by Roberta
in a replica of the White House in the French
countryside. Today it stands in the living area of
a castle in Yorkshire.
robertaebasta.com

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

91

ENGLISHTEXTS.
LU
CE
La sabbia, il mare, il calore
della fornace, il bolo:
cos, da secoli, prende forma
il prodigio del VETRO .
Uno scrittore visita il museo
dedicato a questarte antica, fatta
di leggerezze e infinite trasparenze.
testo di GIOVANNI MONTANARO
fotografie di ISABELLA DE MADDALENA

Translation: see page 92.

p.14

Light!
words GIOVANNI MONTANARO photos ISABELLA DE MADDALENA

SAND, SEA, THE HEAT OF THE FURNACE, THE BOLUS:


FOR CENTURIES THE WONDER OF GLASS
HAS TAKEN FORM IN JUST THIS WAY.
A WRITER VISITS THE MUSEUM OF THIS ANCIENT
ART OF LIGHTNESS AND INFINITE TRANSPARENCIES.
I am always amazed when I see them, in the museums first room, a black
space with all this light glowing from the display cases. Bottles, vials,
pitchers. They are small. Some are Byzantine, others medieval, others still
Roman, or even more ancient. They have no friezes or decorations. At
times they are crooked, with long necks, or they have wide bases. They are
blue or yellow. They seem almost hunched, shrunken, with the fragility
and strange grace of old age. They are lovely. It is amazing that they are
still here, so delicate that it would take nothing to break them, yet it has
never happened, in hundreds and hundreds of years, though they might
have been buried, taken from home to home, inherited or pilfered, traded
or given as gifts. Looking at them, you understand that glass is human,
it is created. Its a chemical reaction, in the end. But its like poetry. Glass
comes from something akin to derangement, when silica sand is made
incandescent and then cooled so quickly that it can no longer find its
original structure, and the atoms position themselves here and there to
create a very fragile structure, as if they had surrendered to the light. Sand,
the sea. Here we have the Adriatic, that tastes of salt, and the lagoon that
welcomes it. Murano, however, is far from fragile; the canals, the flavor of
Venice, the loggias of the old basilica of San Donato, are close to the
glassworks, which are solid, with an industrial air, all red brick, smoke,
pipes, ovens. It is no coincidence that glass lives here. The fiolari, the
blowers of fiole, namely bottles with a long neck and a rounded body,
were at Rivoalto, the first Venetian settlement. But in 1295, the Most
Serene Republic ordered the transfer of all the glassworks to Murano. The
Republic granted them privileges, including the possibility of marriage
into patrician families. But it also levied harsh punishments on those who
exported alum and sand, and glassmakers who emigrated were not allowed
to return. Above all, we should remember that Venice cannot be understood without its lagoon, and the social and economic organization of the
place; scattered across its waters there were islands for growing fruit and
vegetables, like SantErasmo, or for extracting and storage of salt, like
Torcello, and then also islands for prayer, like San Francesco or San Lazzaro, or for keeping sick people and sailors in quarantine, like the two

92

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

islands called Lazzaretto, Vecchio and Nuovo. Murano, on the other hand,
is a place of production. And the glass is protected. Here too, in Palazzo
Giustinian (Fondamenta Giustinian, 8), white, High Gothic, light, which
reopened in February with a new arrangement of the interiors. This was
a patrician dwelling. In 1689 this palace became the headquarters of the
Diocese of Torcello, since abolished, and then of the municipality of Murano, abolished as well. Starting in the 1800s, Palazzo Giustinian became
the center of gravity of Murano glass. It was the darkest period, after the
fall of the Republic. But a group of inhabitants of Murano were convinced
that glass was still alive. They turned to the municipal government, which
offered them the use of a small room here to contain an Archive, and to
make a small exhibition, to remember, to rediscover what Murano had
been in the past, thanks to articles no one had seen for centuries, since
they were closed off in private homes. Many donations arrived. Soon the
space no longer sufficed, and it expanded from room to room, until it
occupied the whole Palazzo. Not only was a true Museum created, but it
was also decided to found a School. Here inside the Museum, one of the
Venetian Civic Museums, today you can travel back in time. From the first
humble, useful medieval creations you proceed to the Quattrocento, the
Renaissance, and the glass does seem to change. Something happens, and
suddenly it seems to be possible to do anything, like an explosion of youth,
vigorous, no longer mere childhood. Byzantium falls in 1453, and the best
is concentrated in Murano, and everyone, even elsewhere, starts to blow
glass la faon de Venise. The most beautiful piece from this period,
and perhaps of the entire Museum, is by Angelo Barovier, one of his blue
cups, probably a wedding present, with decorations showing riders, woods
and leaves, a tribute to the love of the newlyweds. But the whole place is
a jubilee of delightful plates, blazonry, cups and chandeliers, onion-shaped
bottles, inghistere with flattened sides, crystal pitchers with multicolored
enamel, floral racemes, charming border decorations known as rosettes.
But it is not only about beauty; this was also the era of technical inventions,
which with few exceptions have survived all the way to the present. Precisely Barovier found a crystalline, transparent glass. Then filigree was
also invented, with which to create reticello compositions, with many
colors and material juxtaposed or interwoven; at the Museum there are
cups, carafes and a splendid compotier, all crossed by this thin, light web.
Then there is the ice glass, basins, buckets in this material that truly
looks like ice, and seems to insist that it cannot be tamed, a sensation
conveyed later only by certain artistic creations of the 20th century. Followed by chalcedony, green as a stone in the sea, unreal. And milk glass,
more waxen, made for decorations, but very useful in the centuries to
follow due to the spreading vogue for Chinese porcelain. This was also the
period of the rediscovery of pearls and murrines, other necessary features
to survive the crises of the centuries to come. Basically this is the age of
grace, of astonishing modernity, as can also be seen in certain simple
chalices, but with a blue bordered applied hot, like immortals. The 17th
century is similar, majestic, but easy to distinguish because it becomes
obviously Baroque, laden with and often suffocated by virtuoso workmanship. Crests appear on handles, along with new, outlandish forms and
complex decorations. We can see the start of a crisis, a bewilderment, in
spite of the dazzling advances of technique. The essence gets lost. Along
with the research on materials. This opens the way for the ruthless com-

petition of Bohemia, where they invent a clearer crystal made with potassium, and of England, where lead crystal is invented. Venice slowly wilts.
The 18th century is affected, though monumental. The work of Briati
stands out, represented in the Museum by a fine reliquary with glass paste
flowers. And the gigantic centerpiece in the form of an Italian garden, in
glass and milk glass, is still unforgettable. Beyond such peaks of excellence,
however, Murano was saved above all by mirrors, an always flourishing
industry. The early 19th century is gloomy; people were poorer, the Austrian rule was oppressive. The work of Bigaglia rises above the rest: his
multicolored bottles and cups contain the seeds of the future. And the
future arrives, shortly thereafter. In 1864 the first Esposizione Vetraria
Muranese is organized, with a prize won by the gigantic chandelier of
Toso & Santi, with sixty arms, over 360 pieces, weighing 330 kilos. Nearby, passing through the goblets of Salviati and the glass mosaic vases of
Vincenzo Moretti, we reach the 20th century, that begins with a sheet of
glass mosaic by Zecchin for Artisti Barovier, and then explodes with the
work of Cappellin and Venini, first as a duo, then separately. After this the
flood begins, the plates of Carlo Scarpa, the colors of Tomaso Buzzi, the
bottles of Bianconi, the forms and animals of Martinuzzi. Not just glass
is reborn, but the entire island itself, in an incessant succession of generations of the Seguso, Nason, Moretti and Ferro families, the infinite Tosos
and Baroviers and many others. Glass, in Biennials and Triennials, expositions and exhibitions, becomes not just an art object but art pure and
simple, sculpture, a material in its own right that remains such, not even
requiring shaping, but simply allowed to live its own life.

PER CHI SUONA


testo di ELENA DALLORSO fotografie di ANTONIO SABA

IL CAMPANILE

La carena di una nave rovesciata, centinaia di figure lignee e poi pietra e vetro
nella chiesa in cui due grandi artisti hanno reso omaggio alla MAESTRIA ARTIGIANALE .

p.22
For whom the bell
(tower) tolls
Translation: see page 92.

words ELENA DALLORSO photos ANTONIO SABA

THE OVERTURNED HULL OF A BOAT, HUNDREDS


OF WOODEN FIGURES, THEN STONE AND GLASS
IN A CHURCH WHERE TWO GREAT ARTISTS
PAY HOMAGE TO FINE CRAFTSMANSHIP.
A rocky landscape, spectacular beaches and flora. Then, one fine day,
fifty years ago, a polis sprouted up in this ancestral landscape: a port,
the agora, the theater. And finally, since were in Italy, a church. The
genesis of San Lorenzo at Porto Rotondo has roots in the development

dream come true of the counts Luigi and Nicol Don dalle Rose
in 1964, inspired by the lines of humble homes facing the network
of canals in Venice: a port, decks and wharfs, right on the water.
Designed by the sculptor Andrea Cascella, with interiors by Mario
Ceroli, San Lorenzo is a rather futuristic work of architecture, with
one facade that looks to the sea, the other towards the hills, connected
on one side to the port and the plaza, on the other to the theater. The
church, with its cross in front, is a work by Andrea Cascella, who had
already made Piazzetta San Marco, so the overall inspiration is the
same. The plaza is connected to the church by a long flight of steps to
enhance the perspective. Ceroli was a very young artist at the time, a
friend of Cascella, who asked him to complete the work. They often
made drawings in the sand on the beach, with a stick.
We should remember that those were the years of the great Venice
Biennale exhibitions. The artistic ferment in Italy had great depth,
says Luigi Don dalle Rose. And Mario Ceroli, in my view, is one of
the best living Italian artists, for the majestic quality of his works,
the variety of materials, the great imagination and modernity, always
connected to the canons of classical proportion. The cooperation between these two artists led to the most beautiful modern church of
the last fifty years. Which today, as at the time of its construction,
amazes visitors as soon as they enter: the nave is an overturned hull,
crowded with human figures of the Last Judgment, reminders of the
geographical identity of the building and its function. Ceroli thought
of it as an overturned skiff, and we liked the idea very much. Were by
the sea, and furthermore the church is vaguely Gothic. The vaulted
ceiling permits three-dimensional effects that would not have been
possible otherwise, says Don dalle Rose.
The church interior, made with Russian pine, is theatrical and opulent,
but at the same time it also suggests an idea of simplicity, almost of
poverty. The reminder of humility is in the materials, pine, glass and
stone, but in itself the building is a rich and certainly not minimal
theatrical work, in constant evolution. One perfect example is the
Tree of Life in the left wall of the apse, a sort of genealogical tree
of the Don dalle Rose family, almost a contemporary version of the
representations of patrons in Renaissance frescoes.
And theres more: All the wooden figures, including the Last Supper
and the Last Judgment, correspond to subjects who gravitated around
Porto Rotondo at the time: family, friends, collaborators, celebrities.
For example, the Madonna of the Deposition has the face of Stefania
Sandrelli, the centurion at the top of the steps of the cross is Marco
Ferreri, and the figure indicating Christ, at his feet, is Guttuso. The
strong root that supports the tree is a tribute by the artist to my mother,
who strongly urged and supported the creation of San Lorenzo, the
count explains. The last part to arrive, in 2008, though it had been
planned from the outset, is the bell tower, 25 meters in pine with a
helical staircase leading to the top. Every square, village, settlement,
gathering of houses in Italy has a church and a steeple to indicate the
focal point of its life. The tower can be seen from any angle, also by
those arriving by sea, says Don dalle Rose. Ive waited forty years
to see it, the time required to make it in the midst of the tempests of

life and bureaucratic delays. I am very proud of it.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

93

ENGLISHTEXTS.
L AB
I R I
N TO

A Fontanellato ha appena aperto IL LABIRINTO DELLA MASONE .


Il pi grande (e green) del mondo. Lo ha creato Franco Maria Ricci,
per mantenere una promessa fatta ad un certo amico argentino.

testo di NICOLETTA DEL BUONO fotografie di MARIO DAVOL

Translation: see page 92

p.28

Labyrinth
words NICOLETTA DEL BUONO photos MARIO DAVOLI

AT FONTANELLATO, THE MASONE LABYRINTH IS THE


BIGGEST (AND GREENEST) IN THE WORLD. CREATED
BY FRANCO MARIA RICCI, TO KEEP A PROMISE MADE
TO HIS FRIEND, JORGE LUIS BORGES.
Created by Franco Maria Ricci in the countryside at Fontanellato, near
Parma, Labirinto della Masone is the largest maze in the world. Designed
in collaboration with the architect Davide Dutto, who also worked on the
virtual reconstructions of the garden of Poliphilus for Ricci, it covers an
area of 8 hectares, with a path 3.2 kilometers long. The straightaways, intersections and dead ends are bordered by over 200,000 bamboo plants
of 20 different species, from dwarf to giant. More than a labyrinth in the
strict sense of the term, with a single entrance and a single though possibly
intricate path leading inevitably to the center, it is a maze, also known in
technical terms as an Irrweg: a complex tangle of alternative choices and
dead ends, a puzzling divertissement between exoteric and esoteric, reason
and emotion, an allusion to the contradictory and unstable psychology of
post-modern man. An ongoing tension between wonder and anguish, in
short, that supersedes the redemptive symbolism of the medieval labyrinth
whose center harbored the icon of Heavenly Jerusalem, as well as the vision
of the ancients, epitomized by the labyrinth of Knossos designed by Daedalus, whose innermost space contained a force of Evil to be vanquished. All
labyrinths have an educational intent (one emerges other than one was
upon entering). There is the metaphor of life, the value of initiation evoked
by the philosopher and mythographer Mircea Eliade (the labyrinth is the
image of an initiation, par excellence), but above all, and more than in any
other version, here there is a secular, playful intent of acculturation that is
concretely manifested in the central plaza bordered by buildings that echo
the architectural forms of ancient Egypt and the 18th century constructive
fantasies of tienne-Louis Boulle: spaces and volumes devoted to material
and immaterial culture, places paced by large colonnades, courtyards, porticos, even a pyramid-shaped chapel, containing the art collections of Franco
Maria Ricci and his library of Bodoni masterpieces, places for exhibitions,
events, concerts, theater, performances and celebrations, where one dines
and drinks, pampered by award-winning chefs, before purchasing gourmet
specialties or books.
All this springs from the visionary mind of Franco Maria Ricci, designer
and refined publisher of books and magazines of exceptional quality (who
has helped us to discover so many things). And it springs above all from
a promise he made to Jorge Luis Borges, the brilliant Argentine writer

94

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

obsessed by the myth of the labyrinth, to which he devoted exceptional


stories like The Garden of Forking Paths and The Thread of the Fable. At
the opening of his Po Valley maze Ricci recalled: I dreamt for the first time
of building a labyrinth several decades ago, in the period in which I often
welcomed to my country house near Parma a friend and very important
figure for my publishing house: Jorge Luis Borges. Talking with him about
the strange paths of men, I think the embryo of the project was already
born, back then. The gestation took decades. There was the star-shaped
design, new for a labyrinth, to insert in the unkempt greenery of the plain.
There were the paths to design, without losing track of the solution to the
puzzle. Planting had to be done, and it took time for the plants to grow, to
form compact yet airy botanical walls in bamboo, a passion of Riccis after
a chance encounter with a Japanese gardener.
In the end, without exaggerating, this creation can be said to be extraordinary. A true feat that adds yet another important chapter to the already
long and glorious Italian tradition of the labyrinth, and to some extent tops
it all. The forerunners are found in the gardens of Villa Pisani in Stra, Villa
Barbarigo at Valsanzibio, Palazzo Giusti in Verona, Villa Garzoni at Collodi, just to name a few, irreplicable examples of that great age of labyrinths
that extends from Mannerism to the Enlightenment, by way of dizzying
Baroque, when such creations were, effectively, simply ornamental adjuncts
to the architectural complex: in the case of the Masone, on the other hand,
the labyrinth is a monument in its own right. An extravagant three-dimensional set whose tall, dense curtains of bamboo suggest, en passant, a
discreet and intelligent way of restoring dignity to the Italian landscape.

UNA
PENNELLATA
ROSSO
ALFA
Abbiamo chiesto a uno scrittore di famiglia di guidarci
nella casa di un mito, il rinnovato MUSEO ALFA ROMEO di Arese.
Dove si racconta unepopea di bellezza, design e velocit.

p.32
Alfa red glow
testo di MATTEO SARTORI* fotografie di FILIPPO ROMANO

Translation: see page 92.

words MATTEO SARTORI photos FILIPPO ROMANO

WE ASKED A WRITER TO GUIDE US


THROUGH THE HOUSE OF A MYTH,
THE UPDATED ALFA ROMEO MUSEUM IN ARESE.
AN EPIC OF BEAUTY, DESIGN AND SPEED.
The brutalist buildings of what was the legendary Alfa Romeo plant in Arese
welcome me, so to speak, without ceremony, late on a September morning.
Braving drizzle, I have reached what was one of the liveliest and brightest
flames of Italian industrial history, a flame apparently extinguished by the
closing in the 20th century. Today the place is mainly embodied by the
closed circuits of suburban homes and bank branches. I look around the
puddled plaza. Nearly empty. I promise myself not to complain about the

potential benefits of displaying the myth of Alfa Romeo in a more accessible


place. Its been said often enough, already, in erudite circles.
If only the museum were in the city! They could have made a magical flying
saucer at Portello instead of the umpteenth shopping center.
We might as well resign ourselves to the fact that that is not the case. There is
no Alfa Romeo museum at Portello, or in any other area of the city impacted
by recent, sacred coolness.
No. The historical museum at Arese is squeezed between the highway to
the lakes and the vaguely menacing ruins of old factories, so anyone hoping
to quaff a good draught of the renewed mechanical and sporting legend of
Alfa Romeo had better make the pilgrimage.
Which reminds me, Im thirsty. On the evening prior to my excursion an old
friend, a well-known architect not tarnished by success but full of subtleties,
coarsely prompted by my questions, informs me that the design of the new
museum cannot be defined as revolutionary. I look doubtful, but before I
can say anything he adds that given the existing deaf and dumb structure,
the project at Arese in any case represents a breath of fresh air. Well, Im
all for fresh air, I say.
I believe that the test of time will show that the project is correct, the
architect concludes, pouring two abundant glasses of whisky.
Maybe its the drink, but when I wake up that word correct is still buzzing
between my temples.
I leave my Giulia Sprint Veloce in the parking lot. The canopy leading to
the entrance is sinuous, full of promise, in vivid Alfa red. Someone, somewhere, however, has lavished little affection on the canopy, I see, since the
late summer rain is seeping right through it. Which is not correct, I think
to myself. The style of the museum staff is not disappointing. I wasnt really
expecting it, but I had nurtured some faint hopes.
The first space offers impressions of a certain freshness, since to say coldness
might be too brutish. Tell me more!, one thinks, give me a proper narrative
of this timeline, this trademark always equal for over one hundred years,
yet always different from itself. Instead the glorious tale of the cross, the
serpent and the laurels winds up sliding somewhat over the surface, and Im
inclined to stride past it rather fast, though there are some quite sensational
motors for aviation.
A shady tube that reminds me of a wind tunnel blasts me into the first area
set aside for the automobiles. Here the materials get richer, but it is after the
aseptic glass and chrome of the first rooms that the red heart, that shade
of red that will attract people here from all over the world, gets the upper
hand. In the room that narrates the birth of the legend of four-wheeled
speed I am knocked off balance by a slight attack of Stendhal syndrome.
The luminous panels say 8C 2300 Monza, RL Targa Florio, 8C 2900 Tipo
Speciale Le Mans. My head is spinning, eyes struck by the hurtling images
on the walls bent against the impeccable silhouettes. At this point I can say
that the curator of the museum has arranged the works of art in a competent
way, as if he were in the wake of others, on the main straightaway. Leading
the pack, the undefeated P2 is already approaching the final curve, ready
to flash across the finish line.
Fantasizing in this room, after a few minutes I notice a gentleman with
a curious, antique appearance. He smiles as soon as our gazes cross. I instinctively raise a hand in greeting, and during this quick exchange I have
time to realize that his apparently benevolent eyes are actually emitting

a feverish gleam from their depths. He is seated on a sofa placed near an


impressive prototype. He has a slightly asymmetrical moustache and the
air of someone troubled by important interrogatives. I have the impression
of having already seen him somewhere, but I cant be certain I try not to
get distracted by his little notebook, the movement of his lips, the hesitant
notes he is making. He squints to peer repeatedly at an unknown point,
and he seems to be counting.
I concentrate on the cars. I sense that every so often the gentleman shifts
his focus, and observes me, as if he too were wondering where he has seen
me before. But this singular sensation doesnt prevent me from getting lost
in the details of the interior of the Grand Prix Tipo C, imagining my arms
exhausted by the vibrations of the elevated curve of Montlhry.
When I raise my head from the tachometer of the C the man is openly staring
at me. At that point there is a movement of his hand, the flourish of a creative
person. He repeats the gesture twice. I approach him to find out whats on
his mind. You are interested in mechanical things, in mathematics, he
asks, staring at me. To some extent, but mostly Im interested in racing, I
reply. He looks around. Racing, he murmurs, almost to himself. Racing
is a very tough business and as he speaks, a stony expression takes over
his face, as if gripped by some distant thought.
He looks back at me, and without any particular inflection asks me to
excuse him, since he is trying to make a little calculation. Why of course I
will excuse him; what a character! In any case, I still have to go down to the
next level, where another well-ordered History awaits me, perhaps the most
spectacular part of the museum, with the Formula 1 racers and the Sport
models and the interactive films. I look at my watch as the large circular
projections flash before my eyes, narrating the feats of Alfa Romeo and its
great drivers. Two hours. I tear myself away from the spectacle, with effort.
Its time for a visit to the cafe, then Ill be on my way. I sip a coffee slowly.
The rain has stopped. Leaning on a walking stick, the gentleman with the
moustache is gravely observing a detail of my Sprint Veloce, a ferrule in the
frontal zone. This was still done with the crafts technique of my day, he
tells me. Good day to you again, sir, I say. Which Alfa Romeo model
do you drive?, I ask, a bit in jest. I dont drive, he replies.
It is now a fine afternoon, so I decide to put the top down on the Giulia.
Could you give me a lift?, he asks, as I start the engine. It would be
best if I could reach my abode before nightfall.
I hesitate. I should really get back to town, I have to get some work done,
and I need my rest. But the gentleman who seems familiar has an encouraging look on his face. Otherwise I dont know how I can get there,
he says slyly.
I nod twice, a sign of surrender, and wave an arm to invite him to join me
in the car. Thanks youll see, its a lovely trip, the gentleman says as he
settles into the passenger seat. Following his precise directions, I am soon
driving towards Magreglio, a village in the woods, overlooking Lake Como.
The motor of my Giulia is resting, emitting ticking sounds under the ageold trees in a quiet garden; sunset surprises me, lost in thought as I smoke,
alone, seated on the Liberty steps of venerable Villa Romeo.
A dark glow of the sun extends over the mountains by the lake, an Alfa red
brushstroke, while from afar the mumbling echo of thunder reaches my ears.
Another rainstorm. Or perhaps it is only that man with the moustache, inTHE END
genious Nicola Romeo, bidding me farewell while playing bowls.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

95

FINALE.

BUON
COMPLEANNO,
ARNALDO.

.
DI GIUSEPPE MARANIELLO

HAPPY BIRTHDAY, ARNALDO. In 2001 Arnaldo


Pomodoro asked me to collaborate with him on a work
for the Milwaukee Cathedral, which was a chance to get
to know him better in professional and human terms. He
insisted in setting the alarms for eight in the morning,
with a temperature of 20 below outside: he was strict,
but courteous with everyone, just like his work, gentle
and fierce at the same time. ARNALDO LOVES ART
AND THOSE WHO MAKE IT, and his Foundation
proves it, hosting artists of all generations. His sculpture
lives in the squares of the entire world. He is versatile,
and has also done set designs and works of architecture,
gaining honors and acclaim. Thanks for everything, my
friend, and best wishes for your 90th birthday.

ARNALDO POMODORO, qui ritratto nel 1961 a Milano di fronte al suo studio di via Orti, compir 90 anni il prossimo 23 giugno.
GIUSEPPE MARANIELLO (1945) con Pomodoro collabor allopera Corona radiante nella Cattedrale St. John the Evangelist di Milwaukee.
ARNALDO POMODORO, shown here in 1961 in Milan in front of his studio on Via Orti, celebrates his 90th on June 23rd next year.
GIUSEPPE MARANIELLO (1945) collaborated with Pomodoro on the work Radiant Crown for the Cathedral of St. John the Evangelist in Milwaukee.
(Pagina a cura di Marta Galli)

96

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

MARIO DONDERO

Arnaldo Pomodoro nel 2001 mi chiam per realizzare


unopera a quattro mani per la Cattedrale di Milwaukee, fu occasione di conoscerlo meglio da un punto
di vista professionale e umano. La sveglia alle otto
del mattino con una temperatura di 20 gradi sotto
zero fu indiscutibile: era severo, ma gentile con tutti, proprio come il suo lavoro, dolce e graffiante nello
stesso tempo. ARNALDO AMA LARTE E CHI LA FA,
la sua Fondazione lo dimostra ospitando artisti di
tutte le generazioni. La sua scultura vive nelle piazze
in tutto il mondo. Artista poliedrico, ha realizzato
anche opere per la scenografia e larchitettura con
importanti riconoscimenti. Grazie di tutto amico mio
e auguri per i tuoi 90 anni.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

97

ARCHITECTURAL DIGEST. LE PI BELLE CASE DEL MONDO

98

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

ARCHITECTURAL DIGEST. LE PI BELLE CASE DEL MONDO

Christmas

EDIZIONI COND NAST

Feste. Sopra, dettaglio di un carillon dellassortimento di EclissHome&Decor, foto di Luigi Fiano. In copertina, foto di Luca De Santis, Meraviglia Paper.

EDITORIALE.

SOMMARIO.

C un tempo per VIAGGIARE . Un tempo


per uscire la sera. Un tempo per passeggiare
senza meta per le strade della citt.
Un tempo per tirare tardi in ufficio.
Un tempo per lo shopping in centro, le corse
al parco, le passeggiate sulla spiaggia.
E poi c un giorno che fatto apposta per
STARE A CASA , goderne tutto il calore, lasciare
che il mondo resti fuori. AD , si sa,
il giornale delle case, e questo primo
Quaderno Christmas ne celebra proprio
il momento in cui esse festeggiano
la loro essenza: il giorno di Natale.
Lo facciamo certo con la consueta guida
ai REGALI (associati allo stile di sette interni
che abbiamo pubblicato nel 2015, piccolo
ricordo di un anno pieno di bellezza);
ma soprattutto con un viaggio a tappe tra
le luci, i luoghi, le tradizioni, le tendenze,
gli oggetti che rendono cos speciali le nostre
case durante LE FESTE . A tutti i lettori,
auguri di cuore dalla redazione di AD.
EMANUELE FARNETI

Direttore di AD

IN COPERTINA .

01

ADDOBBI DAUTORE

Una ghirlanda creata per AD da Rosalba


Piccinni, con cardi, mele, fiori di rosa e
damaranto, foglie di cineraria e alocasia.

NEWS.

05

VARIAZIONI SU UN SOGNO

Lincanto del Natale: alberi, luci, palline,


oggetti, vetrine, mercatini, hotel e tutte
le tendenze per viverlo. Dentro e fuori casa.

STORIE .

42

LA PAROLA AGLI ESPERTI

I nuovi stili darredo delle case di montagna;


gli hotel pi cool dellarco alpino; e qualche idea
dautore su come allestire la tavola delle feste.

G I F T.

83

NATALE A CASA AD

Eclettici, esotici, minimal, barocchi, invernali,


contemporanei o semplicemente... rossi, come
le feste: ecco la guida ai regali firmata AD.

Direttore Responsabile
EMANUELE FARNETI
direttore.ad@condenast.it
Creative Director CHRISTOPH RADL
Hanno collaborato al Quaderno:
Micol Bozino-Resmini, Alessandro Colombini, Paola Corini,
Nicoletta del Buono, Fiammetta Fadda, Massimo Leonardelli,
Lulu* (illustrazioni), Raffaele Panizza, Silvia Paoli, Gloria Pasquinelli,
Laura Taccari, Valeria Vantaggi; Studio Diwa (revisione testi).
Fotografie per AD di Luca De Santis e Luigi Fiano.

D i r e t t o r e R e s p o n s a b i l e : E m a n u e l e Fa r n e t i . C o p y r i g h t 2 0 1 5 p e r l e E d i z i o n i C o n d N a s t . R e g i s t r a z i o n e d e l Tr i b u n a l e d i M i l a n o n . 9 8 d e l 7 . 3 . 1 9 8 1 . L a E d i z i o n i
C o n d N a s t S . p . A . i s c r i t t a n e l R e g i s t r o d e g l i O p e r a t o r i d i C o m u n i c a z i o n e c o n i l n u m e r o 6 5 7 1 . S t a m p a : E l c o g r a f S . p . a B e v e r a t e ( L c ) - P r i n t e d i n I t a l y.

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UNA PICCOLA GUIDA A RITI, TRADIZIONI E TENDENZE DELLE FESTE.

XMAS.

VARIAZIONI SU UN SOGNO
Suggestioni, consigli, curiosit e racconti per vivere UN MAGICO NATALE in stile AD.
A partire da qualche idea per allestire casa come un decoratore professionista.

di NICOLETTA DEL BUONO

Ricercato. In apertura: ghirlanda e albero dorato con gioielli


americani anni 40, fiori e nastri di ispirazione rtro. In alto a sinistra:
una composizione da console con vasi in ceramica artigianali.
A lato: particolare di un albero decorato con gorgonie cristallizzate.

MARCO PITTALUGA

un mese durante il quale la casa si


fa teatro. In dicembre, dallAvvento
in poi, come scenografiche quinte
gli interni di tutto lOccidente e del
Grande Nord si vestono di luce e di
promesse, una ola di festa e di attese irrompe con magica irruenza nel
paesaggio domestico, accendendolo di fiaba e di emozione.
Nastri doro, dargento, rossi e verdi, ghirlande di pigne e pungitopo, candele e pendenti di vetro, profumi di mandarini,
cannella e cera calda; e poi labete, luccicante, vero, che sparge
aghi dappertutto ma stilla sentori resinosi. Si tratta di una
tradizione senza tempo, risale addirittura ai saturnali degli
antichi romani, alle feste del raccolto, ai riti egizi e babilonesi
che celebravano il solstizio dinverno, racconta Alessandra
Rovati Vitali, interior e set designer, cool hunter, anticipatrice
di stili, di gusto e di tendenze, fondatrice di quelledonistico
microcosmo di natura che Tearose (www.tearose.it). In
realt, il decoro natalizio nellaccezione moderna, come lo
intendiamo noi oggi, seppure carico di leggende e di valenze
simboliche, un retaggio del Romanticismo germanico, della
consuetudine di decorare lalbero e labitazione per festeggiare
in famiglia la Nativit e Santa Claus, scambiandosi doni con
sentimenti di amicizia, simboleggiata dallagrifoglio, e auguri
di prosperit e longevit, rappresentati dal vischio. Una tradizione nordica quindi: Johann Wolfgang Goethe, in effetti,
ne scrive ne I dolori del giovane Werther, dove, oltre una porta
apertasi inaspettatamente, vede un abete vestito con candele,
dolci e mele, mentre E.T.A. Hoffmann nella favola Schiaccianoci e il re dei topi del 1816 parla di un albero di Natale
scintillante di luci e traboccante di caramelle e mele doro. In
quello stesso anno labete addobbato compare a Vienna nella
suite della principessa Henriette von Nassau-Weilburg, mentre
in Francia lusanza di ornare la casa per le feste introdotta
dalla duchessa di Orlans nel 1840, e in Italia dalla regina
Margherita nella seconda met dellOttocento.
E oggi? Tutto come allora. Forse per con simbologie pi sottese e con progetti decorativi pi articolati che ben misurano
la temperatura estetica del Natale. Spiega Alessandra Rovati:
Questanno non lo sfarzo, un po alla Russia degli zar, a
essere protagonista del dcor natalizio. I tempi chiedono pi

attenzione a varie problematiche, lo spirito del Natale significa anche rispettare i valori etici della natura, del mondo,
dellambiente e dellaltro. Per il 2015 individuerei due grandi
tematiche: anzitutto una nuova sorta di lusso che scaturisce
dalla natura, dal sublime, e che dura nel tempo, pochi oggetti
preziosi che portano luce come un raggio di sole e ci regalano
un potere magico e poetico. Poi il mito del rtro contemporary,
ossia colori e materie iconiche che ricordano altri tempi. Un
Natale quindi pi pensato, rispettoso, allinsegna dellusa e
non getta? Ogni famiglia custodisce con cura i propri addobbi natalizi da riciclare, aggiungendo qualcosa ogni anno per
arricchirli di emozione. Oltre allalbero, suggerisco di decorare
angoli topici della casa, come una scala, un camino, se si ha
la fortuna di possederli. Ogni dimora un caso a s, esige un
lifestyle personalizzato, quello che conta larmonia, lequilibrio di forme, colori, suoni, profumi; tutti i sensi devono essere
sollecitati, un lavoro sottile e delicato, che richiede grande
attenzione allambiente e a mille aspetti creativi e compositivi:
la luce, i punti focali, i pieni e i vuoti. In fondo non esiste una
regola, mi piace avere una visione dinsieme ma mi lascio poi
condurre dallistinto. La scintilla scaturisce da una passeggiata nel bosco, una visita a un mercatino vintage, una mostra
darte. In definitiva: da una reazione chimica.

Poetico. Per le feste natalizie, la natura pu diventare


ispirazione per dar vita ad atmosfere magiche
e preziose. Al centro di questa stanza, arredata in stile
classico contemporaneo, spicca un albero di Natale
cristallizzato, pezzo unico di Alessandra Rovati Vitali.
Mobile bar di Paul Evans, candelabri in stile, lampada
di modernariato. Sopra: Alessandra Rovati Vitali, interior
e set designer, fondatrice e direttore artistico di Tearose.

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STORIA DI UNA PALLINA


Dalle ORIGINI , 200 anni fa, alla produzione di massa cinese, senza perdere la magia.
di ELENA DALLORSO

MONDADORI PORTFOLIO/RUE DES ARCHIVES

on sono sempre esistite: le palline che


ornano gli abeti stanno per compiere
200 anni di vita. E prima? A Natale dagli alberi pendevano frutta secca, fiori,
candele, praticamente ci che la natura
pu offrire nel momento dellanno in cui comincia a rinnovarsi. Le prime palline storicamente attestate fecero la
loro apparizione a Vienna nel 1816, grazie alla principessa
Henriette von Nassau-Weilburg, che lanci la moda in
Austria da dove, in protestante contrapposizione con gli
alberi della vita di origine cattolica, si diffuse in tutto il
mondo germanico (e poco dopo anche in Gran Bretagna, a
sottolineare le origini teutoniche di Alberto, principe consorte della regina Vittoria). Poi, nella seconda met del XIX
secolo, approd in Italia, con la regina Margherita. Fu
grazie a lei che la piazza del Quirinale ebbe il suo primo
abete addobbato, racconta Marco Romani, giornalista
e fondatore di Sempre Natale Roma, il primo Christmas
shop aperto in Italia. Le palline di vetro pi belle continuano ad arrivare dagli stessi produttori ottocenteschi, e
vengono fatte con le stesse tecniche: a soffiatura libera e
a soffiatura negli stampi. Il processo di argentatura d la
lucidit e poi arriva la colorazione a mano. Il costo, ovviamente, non dato dal materiale, ma dalla decorazione. Il

miglior vetro di Natale continua ad arrivare dal Glassware Art Studio di Czestochowa (il pi grande fornitore del
mercato americano e australiano) e da Komozja, azienda
famigliare (polacca anche lei) che da generazioni fabbrica
le Ferrari delle palline, con pezzi da 400 euro. Certo, la
produzione di massa cinese ha invaso anche questo settore,
ma resistono i pezzi di altissimo artigianato, continua
Romani. Come quelli che escono dalla soffieria De Carlini
di Macherio (MB), che dal 1947 ha un enorme catalogo di
personaggi natalizi a soffiatura libera, ognuno unopera a
s, con serie limitate da 200 pezzi: Hanno anche i vestiti
fatti a mano. Le palline alimentano un collezionismo furibondo. Conosco persone che ne possiedono oltre 6.000.
Io stesso ne ho 2.300, dice Romani. La ricerca prende
due strade: quella degli addobbi pi assurdi e quella dei
pi antichi. Il valore, per, meramente virtuale. Del resto
basta trovare il rigattiere giusto e appostarsi verso le 6
del mattino a Porta Portese per conquistarsi blocchi da
30 vecchie palline a meno di 20 . Quelle che valgono
lalzataccia? Al massimo due o tre. Ma la caccia che
conta. E la differenziazione. Oggi, dopo anni di alberi
monocolore spersonalizzati, si tende al mix. Anche un
po pacchiano, s, commenta Romani, ma che trasforma
labete in albero della memoria personale e famigliare.

Vintage. In alto: decorazioni per lalbero del 1900, due versioni di Babbo Natale con slitta. A sinistra: una foto depoca (anni Cinquanta).

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

TUTTI
FRUTTI
Romantiche o naturali, nordiche
o gourmet. Ispirazioni e tendenze
per le DECOR AZIONI del 2015.
di RUBEN MODIGLIANI
foto LUIGI FIANO

er questanno il Natale
trae ispirazione dagli
elementi della natura.
Con uno sguardo rivolto
alla tradizione nordica.
A parlare Vincenzo Dascanio, flower
designer (suoi, per esempio, gli allestimenti degli Hotel Four Seasons di
Milano e di Firenze) che ha appena
aperto uno spazio nel cuore di Milano
(piazza Velasca 6). Il legno protagonista assoluto, insieme ai materiali di riciclo: rametti, alberi e fiori si
trasformano in elementi decorativi
perfetti, anche per realizzare decorazioni fai da te, prosegue. Per evocare
il grande Nord ci sono fiocchi di neve,
sfere vestite di maglia o pelliccia, ornamenti fatti di sonagli. Ma c anche
una tendenza food, con frutti coperti
di brina scintillante o effetto zucchero
candito. Per un albero da gourmet.

Boules. Dai cristalli di neve alle palline


con slogan, dai sonagli al pi classico vetro
a specchio: lalbero oggi si decora cos.

10

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TESSUTI E COMPLEMENTI DARREDO ALZATE BRIANZA (COMO) TEL. +39 031 557801 INFO@FISCHBACHER.IT WWW.FISCHBACHER.COM

PI VERO
DEL VERO
Teoria e pratica dell ABETE ARTIFICIALE:
iper-realistico, grazie ai nuovi materiali.
Ecco come trovare quello pi adatto.
di VALERIA VANTAGGI
foto LUIGI FIANO

into, certo, meno scenografico, ma


sembra che ormai vinca su quello
vero: perch pi ecologically-correct, pi facile da riporre e non perde aghi dappertutto. E cos, oggi, si
preferisce lalbero di Natale in pvc: Leffetto pi
o meno realistico dipende da quanto sono fitti
i rami. Adesso ci sono anche gli alberi in pe, il
polipropilene stampato, un materiale bellissimo
da vedere e da toccare. Il difetto: costa il doppio
degli altri, spiega Carlo Teruzzi di Agri Brianza,
oltre 30mila articoli natalizi venduti tra novembre e dicembre. Per trovare un compromesso
tra estetica e prezzo, molti fanno le punte in pe
e linterno in pvc. Quanto al colore: verde scuro,
sempre. Da Ecliss, luxury shop milanese di riferimento durante il periodo natalizio, lalbero pi
venduto per ora rimane quello con la floccatura,
che sembra innevato di fresco. Ha unaria molto
delicata, ma le apparenze ingannano: pu stare
anche allesterno, purch non sotto la pioggia, e
in caso di incidenti sono comunque previsti trattamenti per la rimessa a punto. Secondo Marco
Pangallo, direttore di Ecliss, la vera novit di
questanno per labete argentato, con gli aghi
cangianti. Elegantissimo.

Fitto e morbido. Il colore pi amato resta quello


classico, ma spesso impreziosito dalla floccatura che
evoca la neve. Alternative di grande effetto: lalbero
ghiacciato, con gli aghi di brina, e quello minimal,
solo un gioco di rami illuminati da microluci.

TI ILLUMINO
DIMMENSO
Pi chiare, pi sicure: cos cambiano LE LUMINARIE ai tempi dei led
di ultima generazione. Qualche consiglio per la scelta e il montaggio.
di VALERIA VANTAGGI foto LUIGI FIANO

stata davvero una rivoluzione, in tema


di luci. Intanto: ormai si usano solo versione led. Se una volta davano unilluminazione fredda, che virava sullazzurro,
oggi sono calde, identiche nellaspetto a
quelle dantan, ma consumano molto meno, durano di
pi e non si scaldano. Qualit tecniche ed estetiche le
rendono cos interessanti che vengono proposte perlopi
in bianco o comunque monocolore, e alla luce alternata
si preferisce quella fissa: Il movimento d allegria per i
primi cinque minuti, poi crea irritazione, spiega Marco
Pangallo, direttore dello store milanese Ecliss. Altro effetto della rivoluzione led: i fili si sono fatti molto pi lunghi,
sui 36 metri di media. Per illuminare bene un albero di
due metri, sono necessarie almeno 700 luci. Un aspetto
importante anche quello di evitare lerrore comune di

passare il filo tuttintorno perch cos non si ottiene la


giusta omogeneit: bisognerebbe invece andare lungo il
ramo, dentro e fuori, dentro e fuori. Un lavorone. Anche
per questo vengono proposti gli abeti preilluminati, con
funzione easy-plug: una fatica in meno, con risultato finale garantito. E se si brucia una lampadina, salta tutto?
No, assicurano da Ecliss, basta solo cambiarla. Sono
agganciate con delle clip: facilissimo.

Monocromatiche. La luce bianca (con sfumature pi o meno


calde) resta la base pi semplice, ma tinte accese possono
ravvivare lo spazio. Non intermittente stanca meno: i fili sempre
pi lunghi aiutano a ottenere il massimo effetto scenografico.

14

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Foto: Luigi Cirio. Stylist: Paola Citterio Thanks to

PICCADILLY
Custom Made - New Dreams
+39.031.860113-874437
besanamoquette.com

UNA CANDELA NON BASTA


Come utilizzare LA LUCE per creare scenografie di festa: esaltandola, moltiplicandola, amplificandola.
di ALESSANDRO COLOMBINI
uce come colore; luce
come emozione e pathos; luce come atmosfera: nella festa sia
religiosa sia laica che
la componente luministica acquista
un ruolo essenziale e si rende capace
di regalare allo spazio quella suggestione che inevitabilmente viene
percepita da chi in esso si muove.
Da sempre, in ogni epoca, la luce
traslata negli ambienti con infiniti stratagemmi che la esaltano, la
moltiplicano e la amplificano. Le
dimore di sovrani e aristocratici di
un tempo ne sono ancora oggi un

JEANETTE STEVENSON/GALLERY STOCK

esempio eloquente. Nel percorrere


le sale delle regge e delle residenze
aristocratiche di tutta Europa, da
Versailles allAmalienburg, dai palazzi in citt alle ville in campagna,
facile immaginare quale dovesse
essere il fascino di questi ambienti
illuminati in occasione di feste e
banchetti da centinaia di candele,
riflesse allinfinito da specchi, cristalli e vetri, moltiplicate dagli stucchi dorati e argentati che si arrampicavano sulle pareti e sulle volte,
esaltando al massimo il contributo
luministico di ogni singola fiamma.
In contesti e in spazi differenti, lo

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stesso approccio si pu rintracciare


ai nostri giorni nel momento in cui
labitazione diventa il fondale di momenti particolarmente significativi
quali, per esempio, le celebrazioni
natalizie, in cui la ricerca di una
dimensione intima e coinvolgente
pu essere massimizzata con la luce.
Allaspetto pi tradizionale, che
ancora si pu ricreare facilmente
con lutilizzo di candele e luminarie, oggi si abbinano le infinite
Riflessi. In occasioni speciali, come
il Natale, la luce permette di aumentare
lo spazio e sottolineare la personalit,
regalando calore ed emozione.

Contrasti. Sopra:
lilluminazione molto
teatrale dellAsian
Civilisations Museum
di Singapore (progetto
di GSM Design in
collaborazione con
Lightemotion e Franois
Roupinian). A destra: la luce
delle candele replicata
e amplificata da quella
dambiente creata dalla
piantana con fonti indirette
e dirette di Artemide.

stanza, una dimensione luminosa di


profonda suggestione. La possibilit
di miscelare differenti tonalit di
luce da quelle pi fredde a quelle
pi morbide, fino a quelle colorate
consente quindi di impostare per
ogni situazione latmosfera luminosa pi adatta e desiderata.
A lampadari a sospensione nei materiali pi classici, della tradizione,
possono cos abbinarsi sistemi di
cambia-colore a led, che riplasmano completamente la dimensione
dello spazio in cui si inseriscono.
Allo stesso modo la pi tradizionale
delle tavole, imbandita con vasellame di metalli preziosi, porcellane e
cristalli e illuminata da candele, si

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

pu corredare di lampade tecnologiche che replicano la tonalit prodotta


dalle fiamme dei ceri.
Unaltra possibilit lutilizzo di
strumenti remotati, miniaturizzati
e, aspetto molto interessante, resi
invisibili, che saturano lo spazio di
colore e di toni accattivanti, costruendo unidentit inedita e sorprendente. Senza dimenticare la magia che
pu derivare dallutilizzo di corpi
illuminanti realizzati con materiali
traforati, in cui inserire fonti di luce
di ultima generazione: i riflessi che si
proiettano su pareti e soffitti, virati in
colori e quantit regolabili, riescono
a trasformare lo spazio in un infinito
caleidoscopio emozionale.

GETTY. ALESSANDRO COLOMBINI

possibilit consentite da una luce ad altissima tecnologia: contesti luminosi di


ogni genere e atmosfera possono essere
creati e pianificati ad hoc, per essere
declinati in differenti situazioni e in
ambienti sia pubblici che privati, replicando e originando uno spettro infinito di scenografie. Fonti allavanguardia, apparecchi elettronici e sistemi di
gestione sono i nuovi strumenti che
consentono di plasmare la luce secondo
i nostri desideri, di dosarla e caratterizzarla con diverse sfumature di colore e
di bianco. Dimmer, Rgb, sistemi Dmx
e Dali, per esempio, possono rimpiazzare ceri e candele o a essi coniugarsi
al fine di ottenere, anche nello spazio
abitativo e in una determinata circo-

Memorie. Reggia di Versailles: specchi, cristalli, stucchi


e intagli dorati e argentati sono i trucchi da sempre utilizzati
per moltiplicare la luce. In alto: a Milano, nel ristorante
Acanto, applique di stoffa e sospensioni in vetro di Murano
sono abbinate a led bianchi e Rgb (progetto Celeste DellAnna;
illuminotecnica Studio Corelli; fari Simes; moduli a led Osram).

MINI
MONDI
Nuovi feticci: I CARILLON in stile
anni 50 invadono i negozi.
Protagonisti, a sorpresa, i pap.
di R AFFAELE PANIZZA
foto LUIGI FIANO

molto conservatore il mondo dei carillon musicali,


elettronici o meccanici che
siano. Sono perennemente
gli anni Cinquanta, laggi.
I ruoli son chiari. Le eccezioni pure. Basta guardare le scene rappresentate dai
piccoli mondi creati da aziende come
Mr. Christmas e Lemax, per rendersene
conto. Dove in giro son sempre pi numerosi i pap, e fanno le cose pi divertenti: la partita a hockey, il tiro alla fune
sulla neve, la discesa in bob. I bambini si
uniscono al gioco oppure ne rimangono ai
bordi, mano per mano con mamma, che
incita il marito mentre si scalmana. Sono gli uomini che pagano allo stand della
cioccolata. E sempre loro che lavorano alla
fabbrica dei giocattoli illuminata, al piano
terra di una casetta edoardiana. Che salgono sulla ruota panoramica vittoriana e
persino sulla giostrina dei cavalli fatta sul
modello di quella comparsa a New York
City, nel 1939, durante lEsposizione universale. Perch un pap che lavora, e sta
serio col giornale tutto lanno, e fuma la
pipa, fa pi tenerezza quando si lascia andare. Comprando un carillon ci si porta
in casa un mondo scomparso. Un presepe
della famiglia laica, da mettere di fianco
al presepe di quella santa.
Multisoggetto. Alcuni carillon animati
prodotti da Mr. Christmas e Lemax.

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RICORDANDO MONTALE
Chiesa di San Pietro, Porto
Venere (Sp). il cristiano
tempio citato da Eugenio
Montale. Salire le scale in
pietra che portano alla chiesa,
a strapiombo sul mare,
come una processione.
La sacralit del posto inizia
fuori, con la facciata in bianco
e nero a strisce, decorazione
che si ripete allinterno. Sulla
destra, di fronte allaltare,
molto particolare il terrazzino
da cui si gode un panorama
incredibile. Affacciatevi
ed esprimete un desiderio
(santo), poi accendete
la candela a San Pietro.

A MEZZANOTTE
Tra canti e tradizioni, in montagna, in riva al lago, su un isola: sei luoghi
dove architettura e paesaggio rendono indimenticabile LA MESSA DELLA VIGILIA .
di MASSIMO LEONARDELLI illustrazioni di LULU *

2DM MANAGEMENT

STORIA E MISTERI SUL MARE


Abbazia di San Michele Arcangelo,
Procida (Na). A picco sul mare a 90 metri
di altezza, un luogo magico e misterioso,
con atmosfere da Codice da Vinci.
La chiesa si sviluppa su tre livelli, di cui
lultimo ospita lossario (attenzione: si
possono ancora vedere resti mummificati).
Tra teschi e bare, ma anche affreschi
e splendidi sedili lignei del Settecento,
si apre invece il luogo di preghiera
detto della Segreta, un tempo cappella
di culto della confraternita dei Rossi. Nel
prezioso pavimento, una lastra tombale
permette laccesso alla sala sottostante,
luogo di sepoltura dei fratelli Rossi.
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PORTICATO CON VISTA


Eremo di Santa Caterina del Sasso, Leggiuno (Va).
Il complesso, a picco sul lago Maggiore, molto
scenografico e ogni angolo ha una sua storia. Assistere
alla messa guardando fuori dagli archi del porticato
rinascimentale come viaggiare nel tempo. Altre
possibili occasioni di distrazione: le bellissime vetrate
istoriate e, sulla destra, lorgano napoletano del 700.

INNI GREGORIANI E FINESTRE DALABASTRO


Abbazia di Casamari (Fr). Questo uno degli esempi
pi importanti di architettura gotica cistercense, con
lastre di alabastro alle finestre al posto dei vetri, che danno
una luce molto suggestiva. La notte di Natale la messa
accompagnata dai canti gregoriani eseguiti dai frati vestiti
di bianco. In unabbazia non pu mancare la farmacia:
vista la stagione, miele e Gocce imperiali sono un toccasana.
SOTTO LE STELLE, SOTTO LA NEVE
Santuario di San Romedio (Tn). Arrivare nellatmosfera natalizia
in Val di Non e vedere le cinque chiese (collegate da una ripida
scalinata) arroccate sotto la neve, come entrare in una favola. Per
la messa di Natale il santuario apre eccezionalmente al pubblico;
al termine vengono offerti vin brl e cioccolata calda nel refettorio.

E POI LA NENIA PER LE STRADE


Cattedrale di Cefal (Pa). Visitando Kephaloidion,
nome della citt siciliana in greco, si ha limpressione
di tornare indietro negli anni della classicit ellenica.
Se poi il periodo quello di Natale, la notte della vigilia
si ha anche loccasione di assistere alla nenia festiva
Ninnariedda, che viene eseguita per le strade di Cefal
da tempi immemorabili. La cattedrale, luogo di una
bellezza unica con gli splendidi mosaici bizantini come
quello del Cristo Pantocratore, ha sempre il suo fascino
misterioso. Osservate attentamente il fonte battesimale,
ricavato da un unico grande blocco di lumachella.
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ROSS & RHEAL MILANO Ph. GUIDO PEDRON

Capriccio
Designer Luca Moscariello

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LARCHITETTO
La bozza. Poi un prototipo 3D, una scultura in creta, uno stampo in silicone. E solo allora la colata
di cioccolato. italiano IL RE DEI PASTICCIERI . Il suo lavoro ha molto a che fare con design e decorazione.
di FIAMMETTA FADDA

iente esprime meglio la natura operosa e frugale dei


milanesi che il loro
dolce natalizio: il
panettone. Un pane grande, reso
ghiotto per loccasione straordinaria
da uova, burro, uvette e canditi; ma
sempre semplice, concreto, con i piedi
per terra. Eppure, o forse proprio per
questo, il panettone sceso lungo la
Penisola passando da dolce lombardo
a dolce nazionale, meritevole di almeno un paio di leggende sulla sua ori-

gine, fino alla prima, blasonata certezza storica: durante loccupazione


austriaca Ficquelmont, governatore
di Milano, a Natale lo offriva come
dono personale al principe di Metternich. Ma era ancora lui, il panetn,
senza smanie decorative.
Daltra parte allora, e ancora per pi
di un secolo, la protagonista indiscussa dellalta pasticceria era la Francia.
Solo l, allinterno delle grandi brigate di cucina, esisteva lalto ruolo del
ptissier, dotato del gusto estetico del
dcorateur. E, allinterno di questa

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nicchia, la specializzazione pi preziosa e rarefatta: il chocolatier.


Trasformare la massa del cacao in lucide lastre, in sculture, in paesaggi,
unarte che discende in linea diretta da
Carme, il codificatore della Grande
Cuisine, che aveva perfezionato il suo
stile riproducendo in pasta di zucchero e cioccolato i disegni dei fregi, delle
sculture e delle architetture conservati
alla Bibliothque Nationale di Parigi.
Una tradizione che continua anche
oggi perch la gastromania porta
molti studenti dellAccademia

di Belle Arti a passare dal design o dalla moda allarte del dolce.
Cos fino a una decina di anni fa. Perch poi la pasticceria italiana, da Cenerentola che era, ha fatto un balzo arrivando a portare a casa nel 2013 il trofeo
di miglior ptissier et chocolatier del
mondo al World Chocolate Masters,
la competizione biennale che si svolge a Parigi, dove si confronta il meglio
del meglio mondiale. Protagonista
dellexploit Davide Comaschi, solo 35
anni, al lavoro a Milano da quando ne
aveva 13 sotto il tetto della pasticceria
Martesana dove, dal 1966, il panettone
si fa con la ricetta originale. Vincenzo
Santoro, il proprietario, si complimenta ancora adesso con se stesso per aver
capito che quel ragazzino arrivato da
Vignate, tra Pioltello e Melzo, aveva le
mani doro e unautentica vena artistica. Sei bravo?, gli chiese. Risposta di
Davide: Me lo dir lei. Come a dire,
umilt e voglia di lavorare.

La mattina andavo a scuola, il pomeriggio aiutavo in pasticceria, di


notte provavo a trasformare i disegni di carta in figure con lo zucchero
e il cioccolato. Soggetto prediletto
il panettone festosamente decorato
e farcito di ganache al cioccolato,
obbligatorio sulle tavole delle agiate famiglie meneghine degli anni
Settanta. Deus ex machina del
salto di qualit Iginio Massari, che
dal suo laboratorio/negozio Veneto
a Brescia stato per la pasticceria
italiana quello che Gualtiero Marchesi stato per la cucina. Ed ecco
la meraviglia dei panettoni kitsch
e fiabeschi, tutti in cioccolato modellato e dipinto a mano. Stile cake
design? Ah, no, se per cake design
sintende una struttura in legno coperta da impasti immangiabili. Ma
dico s alla decorazione in stile italiano: bella e buona, dichiara Davide al timone della squadra che ha

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lavorato un anno con lui per il World


Chocolate Masters. Lopera premiata
una sorta di sirenetta formato reale
in cioccolato bianco sospesa al vertice
di una spirale a incastro di cioccolato:
Una volta creata la bozza, labbiamo
realizzata in 3D e scolpita in creta. Il
passo successivo stato realizzare lo
stampo in silicone alimentare, dove
colare il cioccolato. Tolto lo stampo labbiamo lisciata con le mani e
spruzzata di altro cioccolato. Banale
decorare panettoni dopo avventure
cos? No, io e i ragazzi ci divertiamo
a creare soggetti nuovi ogni anno per
far fare oh ai piccoli e ai grandi,
dice il metro e novanta di uomo con le
mani pi delicate del mondo.

Nelle foto, alcune creazioni di Davide


Comaschi per Pasticceria Martesana,
via Cardinale Cagliero 14, Milano.
martesanamilano.com

MILANO, AMERICA
A Milano, Ecliss Home&Decor da ottobre
a met gennaio si dedica completamente
al Natale, con allestimenti spettacolari (questanno
domina lo stile americano). In caso di dubbi
si pu chiedere aiuto a un personal shopper,
prenotabile sul sito o in negozio. ecliss.it

TRE VOLTE QUBEC


Nol Eternel a Montral, in Canada,
specializzato in addobbi e dintorni. Dopo 20 anni
di grandi soddisfazioni (turisti e locali apprezzano
in egual modo), ha traslocato in uno spazio tre
volte pi grande. noeleternel.com

SEMPRE
FESTA
C la boutique, il mall, il magazzino specializzato.
Da Berlino a Hollywood, passando per Montral,
qui addobbi e presepi si comprano TUTTO LANNO.
di ALESSANDR A VALLI

GIRO DITALIA
Con 8 negozi tra Lombardia, Piemonte e Veneto,
Viridea Garden Center un punto di riferimento
per il verde. Da ottobre a met gennaio apre il
villaggio di Natale, che offre anche corsi a tema:
dal presepe al dcor della tavola. viridea.it

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LUIGI FIANO. SERGE GUNETTE

i sono posti dove ogni giorno il 25 dicembre:


negozi scintillanti di luci e decori natalizi tutto lanno, come in un interminabile Avvento.
Lusanza viene naturalmente dal Nord, ma si
diffusa con grande rapidit a latitudini impensate e con un successo che non conosce crisi. Il caso pi clamoroso quello del gruppo tedesco Kthe Wohlfahrt, che solo in
Germania ha aperto sette store a tema. Catene specializzate
in addobbi e presepi si trovano anche oltreoceano, persino in
Stati assolati come la California. E in Italia gli specializzati si
moltiplicano: eclatante a Milano il caso di Ecliss, gran bazaar
sui Navigli adorato dalle signore milanesi che gi a novembre
affrontano pazienti code chilometriche.

SURFANDO CON SANTA CLAUS


Christmas and City una catena americana con Temporary Shop e
nove negozi dedicati al Natale tutto lanno: da New York (dove c anche
lHoliday Shop al Bryant Park, dal 30 ottobre al 3 gennaio) alle Cascate
del Niagara. In quello di Hollywood, ci sono anche addobbi e gadget
ispirati alla solare California. christmasandcity.com/our-stores

GRANDE GERMANIA
Kthe Wohlfahrt , dal 1963, il simbolo della decorazione
natalizia tedesca (ma il gruppo presente anche in Belgio,
Francia e Stati Uniti), con negozi dove il calendario fermo
sul 25 dicembre. Quello pi straordinario si trova a
Rothenburg, cittadina medioevale sulla Strada Romantica
che ospita anche la sede principale del marchio (a destra).
Nel 2011 stato inaugurato lo store di Berlino (a destra,
sotto) sulla Kurfrstendamm, la via dello shopping. Fil rouge
dei negozi: oggetti artigianali, in esclusiva, in legno, vetro,
latta, paglia: lemozione delle feste celebrate con il calore
della tradizione. wohlfahrt.com/en/christmas-stores

LE LUCI DELLA VILLE LUMIRE


Dal 2008 anche la capitale francese ha il suo store, Christmas
Paris. Lassortimento prevede tre scelte: Natale religioso,
tradizionale e parigino, con un trionfo di Tour Eiffel addobbate,
in palle di vetro e con Babbo Natale. christmas-a-paris.com

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NON SONO IN VENDITA


C chi si ispira al cinema, chi cerca giochi speciali: le VETRINE DELLAVVENTO, spettacolo nello spettacolo.

alcoscenico sul quale mettere in scena il grande spettacolo del Natale o strumento di metaforici negozianti-burattinai per muovere i fili
degli acquisti? Sebbene molti ritengano che
ci sia un legame diretto tra il tempo passato
da una persona a osservarle e la probabilit che alla fine
decida di comprare, le vetrine natalizie restano prima di
tutto un regalo fatto ai clienti (anche futuri) di quel determinato negozio.
Il primo a mettere nero su bianco le regole della vetrina
perfetta stato L. Frank Baum, noto ai pi come lautore
del Mervavglioso Mago di Oz, che gi nel 1900, nel suo

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libro The Art of Decorating Dry Goods Windows and Interiors, spiegava limportanza dellutilizzo di effetti teatrali,
raccomandando luso di oggetti animati meccanicamente.
Un consiglio ancora valido visto che Harrods, presentando il nuovo allestimento, ha sottolineato con orgoglio il
fatto che ognuna delle vetrine del department store inglese mette in mostra da anni questa caratteristica.
Se lobiettivo trasportare losservatore in una nuova realt, chi meglio del cinema pu fare da spunto per scegliere
il tema da trattare? Cos, per il Natale 2014, Barneys New
York si affidato al regista de Il grande Gatsby, Baz Luhrmann, mentre questanno la tradizionale parata del giorno

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LUIGI FIANO. RAY TANG/REX/SHUTTERSTOCK

di MICOL BOZINO-RESMINI

del Ringraziamento, con cui Macys svela le sue vetrine


natalizie, vede in prima fila i Peanuts. Il vero protagonista
dellanno per Star Wars, nelle sale dal 16 dicembre
ma gi in mostra nelle parigine Galeries Lafayette, che
sul boulevard Haussmann rileggono con ironia lidea di
un paesaggio intergalattico con lobiettivo di risvegliare
la forza (dacquisto) dei consumatori. Porta nello spazio
anche Selfridges, a Londra, con dodici vetrine dedicate
ai segni zodiacali: Per realizzarle lo staff che ha lavorato a questo progetto ha partecipato a corsi di astrologia
dellosservatorio di Greenwich, spiega Hannah Emslie,
senior creative manager della catena britannica. Volevamo creare qualcosa che rimandasse pi a uninstallazione
artistica che a un prodotto commerciale.

A Milano, alla galleria


darte antiquaria
Robertaebasta di via Fiori
Chiari 2 si comincia
a pensare alla vetrina gi
da gennaio. In questo
modo siamo riusciti
ad avere ancora dei pezzi
di Fao Schwarz,
il leggendario negozio
newyorkese di giocattoli
che ha chiuso i battenti
dopo 153 anni, spiega
Mattia Martinelli, general
manager del negozio.

Stellari. Pagina a lato: Selfridges, a Londra, reinterpreta i segni


dello zodiaco. I vetrinisti hanno seguito un corso di astrologia
a Greenwich. In questa pagina in alto: due foto di Harrods, a Londra,
che ha scelto il tema Once Upon a Christmas, dove ogni vetrina
diventa un palcoscenico con pupazzi animati; sotto: le Galeries
Lafayette, a Parigi, puntano sul film del 2015, il nuovo Star Wars.

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METTI UNA SERA DINVERNO


Giro dEuropa per MERCATINI : in cerca di stranezze, artigianato colto e popolare, sapori della festa.
di ELENA DALLORSO
BERLINO Eccentrico il Voodoo
Market sulla Sprea: una selezione di
designer e creativi indipendenti che
vendono dcor, prodotti alimentari e cosmetici eco. Voodoo Market,
Warschauerstr/Revalerstr (dal 29
novembre). Invece il Weihnachtsrodeo si svolge da 7 anni in un vecchio
magazzino del Mitte: 170 espositori
di design, arte, moda e street food.
Un mercatino del design che occupa i
tre piani del Kaufhaus Jandorf, gemma architettonica. Weihnachtsrodeo,
Brunnenstrasse 19 (5-6 dicembre)

COPENHAGEN Il mercatino dei


Giardini di Tivoli una tradizione
per la Danimarca, sia tra gli abitanti
sia tra i turisti. Bancarelle di addobbi
in legno, luci, dolci e un intero parco
dei divertimenti dedicato alla magia
natalizia, un musical e il lago trasformato da installazioni luminose.
Vesterbrogade 3 (dal 15 novembre al
4 gennaio)
GTEBORG Il parco divertimenti
Liseberg (le montagne russe sono in
legno), invece, sede del mercatino
pi grande e spettacolare della Svezia,

illuminato da cinque milioni di lucine. Circa unottantina le bancarelle,


che vendono gnomi tomtar, specialit gourmet, caramelle, artigianato,
pelli di renna. E, nella torre, c un
mercatino di design. rgrytevgen 5
(dal 20 novembre). Nellex sala caldaie del centro darte Rda Sten nel
weekend di santa Lucia viene organizzato un mercatino di oggetti di
design e artigianato. Rda Sten konsthall, Rda Sten 1 (11-13 dicembre)
STOCCOLMA Pezzi unici di artigianato di alta qualit a prezzi modici
nei mercatini degli alunni dellAccademia di design Beckmans.
Brahegatan 10 (12 e 13 dicembre)
DORDRECHT A poca distanza da
Rotterdam, il pi grande dOlanda

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con le sue 200 bancarelle e un percorso di 2,5 chilometri che conduce


fino nel centro della citt e nel porto
antico. Ha unintera sezione dedicata
al design e allantiquariato natalizio.
Dordrecht Christmas Market (dall11
al 13 dicembre)
LONDRA Dura un weekend il Monocle Christmas Market che trasforma limmacolata sede del magazine
in un set festivo, con tanto di renne
(vere) e Babbi Natale. Curioso il parterre, divertenti gli acquisti di marchi di design (Marimekko, Trunk
Clothiers, Norway, Hentsch Man e
MagCulture). Lingresso gratuito,
ma gradita unofferta per il Comitato di protezione dei giornalisti.
Monocle Christmas Market, Midori
House, 1 Dorset Street (5-6 dicembre)

TIM GRAHAM/GETTY IMAGES

DRESDA Punto focale dello Striezelmark, il mercatino pi antico della


Germania, la piramide di Natale,
che con i suoi 14 metri anche la pi
alta del mondo. Tradizionale la scelta
(giocattoli in legno, addobbi in vetro
soffiato di Lauscha, schiaccianoci,
stelle dellAvvento di Herrnhut), storica e centralissima la location.
Striezelmarkt, Altmarkt (dal 26
novembre al 24 dicembre)

Il nuovo gioiello
per la pulizia
della tua casa
ERGORAPIDO LIMITED EDITION
IMPREZIOSITO DA PI DI
20.000 CRISTALLI SWAROVSKI

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PARIGI POP
Nel 2014 Jeff Leatham,
art director dellHotel
George V, ha tenuto fede
al suo nome di rocknroll
florist piazzando nella
hall due giganteschi orsi
di specchi rossi. Anche
questanno celebrer le
feste con uninstallazione
pop: enormi pinguini blu.
Per ammirarli, prenotare
il pacchetto Romance.
Da 1.365 con fiori,
champagne e ovviamente
colazione a letto.
(fourseasonshotels.com)

MERRY
HALL
Quindici milioni di italiani passano le feste
in una grande citt. E gli HOTEL DI LUSSO creano
latmosfera di casa. A partire dallalbero.
di ELENA DALLORSO

pesso il momento migliore: mentre tutti


gli altri restano a casa, a festeggiare in famiglia, o vanno in montagna, da una ricerca di
eDreams spicca un 24 per cento di italiani
che approfitta delle feste per concedersi un
lungo weekend urbano, preferibilmente nelle capitali.
Due giorni soli, magari, ma in strutture di lusso dove
sono garantite anteprima assoluta sui saldi e atmosfera natalizia, grazie ad allestimenti spettacolari. Come
quello del George V di Parigi, tema il grande freddo:
statue alte 13 metri, completamente coperte di specchi, accoglieranno gli ospiti in una versione artica del
Natale. Iconica la scelta dellHotel de Russie di Roma,
dove lalbero allestito anche questanno dalla Maison
Fendi, che alle palline preferisce, ovviamente, le borsette. Tradizionale ma fashion quello del Claridges di
Londra, che da tempo chiede ai suoi clienti pi famosi
un layout per lalbero della lobby.
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NELLA MAGIA DI LONDRA


Lalbero del Claridges, negli ultimi tre anni firmato
Dolce&Gabbana, sar addobbato con 9.000 luci e 3.000
palline. Due notti da 2.420 : ci si sveglia a Natale con
coro, doni e giro in calesse per Mayfair. (claridges.co.uk)

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FOOD AND FASHION A ROMA


Anche questanno Fendi a decorare lalbero nel giardino
dellHotel de Russie. Che per il suo Festive City Break
(da 595 ) organizza un brunch di Natale (85 ) firmato
da Fulvio Pierangelini. (roccofortehotels.com)

SENTIRSI DEL CLAN A EDIMBURGO


AllHogmanay Gala Ball dellHotel The Balmoral si festeggia
il vero Capodanno scozzese con musica e danze. E menu
dello chef Jeff Bland. Da 1.000 . (roccofortehotels.com)

IN PRIMA FILA A NEW YORK


Il Plaza unistituzione. Per le feste, il pacchetto Radio
City Christmas Spectacular offre due ottimi biglietti
(centrali, davanti allorchestra) per le matine e una notte
a partire da 1.000 . (fairmont.com/the-plaza-new-york)
BOBOLI STYLE
A FIRENZE
Come una favola:
lallestimento
di Palazzo Scala della
Gherardesca, sede
del Four Seasons
Hotel, si deve anche
questanno al genio
di Vincenzo Dascanio.
Il Christmas Package
comprende colazione,
cena della Vigilia e
pranzo o cena di Natale.
Da 864 , minimo due
notti. (fourseasons.com)

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A
QUALCUNO
PIACE
CALDO
Architetture sostenibili, servizi personalizzati,
menu gourmet. Se proprio la neve non fa per voi,
ecco qualche idea per una vacanza ai TROPICI .
di ELENA DALLORSO

P
TURKS & CAICOS CON I BAMBINI
19 km di spiaggia, un parco acquatico di 4.100 metri
quadrati e i protagonisti di Sesamo apriti per i pi
piccoli. Al resort, che poi sono tre, di Turks & Caicos
si festeggia in famiglia (suite fino a 5 persone) da 9.000
a settimana, trattamento Luxury incluso (beachesresorts.it).
38

i che di una tendenza si pu parlare di abitudine: secondo lIsnart (Istituto nazionale


ricerche turistiche) oltre 10 milioni di italiani scelgono di spezzare linverno con una
vacanza e il 12 per cento vola allestero. Non
solo il clima perfetto (gli operatori del settore lo chiamano fattore +20) a piacere: sabbia candida e acque
cristalline a parte, quello che aspetta il turista invernale
una serie di servizi speciali. Cene per due a lume di
candela sulla spiaggia, esperienze enogastronomiche di
altissimo livello a latitudini insolite, attivit fisiche che
spaziano dallo yoga al diving, percorsi Spa: il tutto in
resort tropicali con il dono dellesclusivit e dellarmonia
architettonica, con ampio uso di materiali locali e unattenzione particolare alla sostenibilit. Questi paradisi
sono abitati da concierge, butler, chef privati che hanno
un unico obiettivo, assicurare la soddisfazione degli ospiti.
A partire dallalta gastronomia: nel resort vietnamita di
Con Dao (Six Senses) il matre ptissier Chris Long ha
studiato la lista dei dessert di una cena natalizia che si
preannuncia indimenticabile. Anche per chi viaggia con
i bambini esistono soluzioni luxury mirate. Per esempio
al Turks & Caicos Beachresort, che mette a disposizione
delle famiglie tre villaggi, un parco acquatico e perfino i
personaggi di un famosissimo programma tv.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

VIETNAM PRIVATO
Sullisola di Con Dao si festeggia
con sessioni di yoga direttamente
sulla spiaggia chilometrica,
degustazioni di liquori locali
e il pi grande tartufo (dolce) del
mondo, opera dello chef Chris Long.
Da 1.100 a notte (sixsenses.com).
MAURITIUS DI LUSSO
Sulla costa protetta a nord-ovest,
il Royal Palm ha il pallino
delleccellenza, dai menu stellati
alla Spa Clarins. Da 860 a testa
per notte (beachcomber-hotels.it).

CARAIBI CON LO CHEF


LaSource di Grenada con il Natale
Discovery Dining punta sul menu.
Da unire al pacchetto Luxury,
una settimana da 4.040 a coppia
(sandalsresorts.it).
PARADISO PER DUE
ALLE MALDIVE
Cena a lume di candela
in spiaggia e lo
champagne in fresco
allarrivo sono solo
alcuni dei benefit del
pacchetto Romance
Escape Island nel resort
maldiviano di Kuda
Huraa, dove i bungalow
sono tutti immersi in
un giardino tropicale.
Da 1.000 a notte
(fourseasons.com).

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

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A.D. Sintony - Ph. Paolo Golumelli

Living area
La qualit, lo stile e la creativit Twils anche nel living.
Twils quality, style and creativity in the living area too.
Set collection: design Studio Vigan

CHALET 2016

Che forme e decori hanno le case


di montagna contemporanee?
Cosa chiedono oggi i committenti?
Risponde larchitetto autore
di alcuni dei pi prestigiosi
progetti alpini degli ultimi anni.
una conversazione con NATALIA BIANCHI
di RUBEN MODIGLIANI

egno, tanto, sempre. Anche antico, recuperato da vecchie costruzioni montane ammodernate. Poi pietra, tappeti,
tessuti usati spesso per rivestire pareti,
pezzi di design moderno oppure mobili antichi, arte contemporanea. E spazi
speciali: palestre, piscine, spa. Le case
di montagna progettate da Natalia Bianchi, architetto
che con lalta quota ha una lunga storia di frequentazione
e di passione (Vado a St. Moritz da quando avevo un
anno), sono diverse tra loro. Ma, viste tutte insieme,
raccontano una storia di stile molto coerente.
Qual il filo conduttore dei suoi progetti?
Il taglio degli spazi, che considero fondamentale. E la
qualit, alta anche dal punto di vista formale, dei servizi offerti dalla casa. Per me larchitettura ha muri ben
isolati, angoli perfettamente a 90, impianti nascosti,

salto nelleccentricit. Tessuti particolari, rivestimenti


che rievocano gli anni 70: la moquette a nodo grosso
oppure il cavallino (come nella casa che Gunter Sachs
aveva in quegli anni proprio a St. Moritz). Per un camino, a Gstaad, ho fatto realizzare una quinta in bronzo
martellato che sembra una vecchia campana. Ho cercato
di creare interni eleganti, senza tempo. Dove lo charme
dato dai dettagli: un quadro, un tessuto, un oggetto.
importante saper mescolare: per esempio accostare un
tappeto grezzo, povero, a un divano in cashmere. Oppure
mettere una coperta peruviana o scozzese su un letto di
linea contemporanea. Ci vuole un pizzico di curiosit,
riconoscere il valore aggiunto delle cose.
Come si evoluto il modo di vivere la casa sulla neve?
Molte cose sono cambiate negli ultimi ventanni. Le
nuove tecnologie, per esempio, hanno permesso di trasformare cantine o sottotetti, spazi magari utilizzati poco

LA TRADIZIONE VA RISPETTATA. LA MODERNIT, POI, PU ESSERE


UN PAVIMENTO IN TEAK E GOMMA CHIARA: MATERIALI MARINI,
DA BARCA, IN CONTRASTO CON UN SOFFITTO IN LEGNO ANTICO.
interruttori invisibili. Tutto deve essere disegnato con
attenzione. A livello estetico ho sempre scelto di lavorare
seguendo i canoni costruttivi del luogo: la tradizione va
rispettata.
Quali elementi contemporanei predilige?
La modernit pu essere un pavimento in teak e gomma
chiara, materiali marini, da barca, in contrasto con un
soffitto in legno montano antico.
Racconti alcune delle case che ha disegnato.
C quella a St. Moritz presa in societ da due amici e
pensata con tante camere per gli ospiti; il grande appartamento a Gstaad su pi livelli, in un edificio di nuova
costruzione, per una coppia che aveva deciso di trasferirsi
l; un vecchio chalet, sempre a St. Moritz, dove in passato
soggiornavano i bambini di una grande famiglia, riconvertito in casa, rivedendo gli ambienti.
C una linea comune anche a livello decorativo?
Sui materiali mi allineo alla tradizione, con qualche

o niente, in media room dove guardare un film su grande


schermo. In tanti, poi, scelgono di avere una piccola spa/
palestra: oggi la cura della persona centrale; una casa
attrezzata permette anche di risparmiare tempo.
Su quali altri ambienti si concentra la sua attenzione?
Molto rivalutata la cucina: in passato era un locale
destinato alle persone di servizio, oggi un luogo dove
il padrone di casa spesso trascorre volentieri del tempo.
E quindi , sempre di pi, messa in relazione con gli ambienti della zona giorno, primo tra tutti il living. Unaltra
tendenza importante, a livello di taglio, riguarda i bagni.
Molto spesso davano sui corridoi, oggi trovo pi logico
e rispettoso della privacy crearli con accesso diretto
dalle camere. Nelle case tradizionali, poi, le finestre sono
sempre state piccole: limportante era tenere fuori il freddo, non far vedere il paesaggio. Oggi invece possibile
realizzare grandi vetrate perfettamente isolanti: cos la
natura diventa parte integrante di questi spazi.
FINE

Atmosfera. Dettagli di una casa a Gstaad. A destra, dallalto in senso orario: per la camera pareti e soffitto in legno antico, alle spalle
del letto una coperta di pelliccia; bagno con lavello in pietra scolpita; specchio in legni di recupero; sulla scala, travi in legno, pareti
con patina bronzo e applique su disegno. In apertura: per la zona giorno, soffitto in abete e pavimenti in teak o in pietra depoca.
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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Relax. Nel living di questo progetto (a St. Moritz) il tradizionale soffitto a travi accostato a pezzi di design moderno e a una moquette
a nodo grosso, stile anni 70. Accanto, echi Seventies anche per la piscina asimmetrica in marmo, sempre a St. Moritz: pavimenti
in pietra o in larice sbiancato per la zona relax, con area conversazione ribassata, divani in muratura e camino dalla forma morbida.

LE FOTOGRAFIE DEL SERVIZIO SONO DI STUDIO SANCASSANI E ALESSANDRO BELGIOJOSO

Materiali. Dallalto in senso orario: a St. Moritz, una media room attrezzata con bar; a Gstaad, legno di recupero, pietra e acciaio
per la cucina; vasca di ispirazione giapponese per un bagno a Megve; sempre a St. Moritz, la grande doccia dai volumi architettonici
al piano interrato di una torre. Accanto, pareti in tessuto e mix di epoche diverse per larredo di una camera da letto (St. Moritz).

Cerano una volta


gli chalet delle favole.
Che un giorno
tentarono di
trasformarsi in castelli.
Ma alla fine
trionfarono
le autentiche case
di montagna.
testo di MARIO GEROSA

Boiserie. Sopra: in questo chalet di Mribel gli interni sono realizzati in legno di larice, che stato usato anche per la testiera
del letto. Pi in alto: in una casa di Megve, legno e pietra declinano le varie tonalit del grigio; sedie Harry Bertoia per Knoll.
In apertura: completamente in legno la struttura portante di una residenza di Megve, che punta sullautenticit dei materiali.
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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Contrasti. Sopra: ad Alagna, in Valsesia, il progettista ha voluto dare un tocco contemporaneo alla classica architettura alpina.
Lidea di modernit riservata soprattutto al camino, tradizionalmente a vista ma con una struttura in legno dalla geometria inedita.
Pi in alto: pareti con pietre a vista, grandi travi in legno e arredi di design in una casa di Saint-Christophe, in Valle dAosta.
ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

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Benessere. Nelle case in alta quota da tempo si tende a riservare uno spazio importante alla spa. Qui, nella zona wellness
di uno chalet di Megve, la piscina, rivestita in pietra di Vals, contrasta con le travi in larice antico del soffitto.

e avete sempre pensato che uno chalet sia


un incrocio tra le architetture degli orologi a
cuc e la casetta di Heidi, dovrete ricredervi.
I nuovi diktat dellarchitettura contemporanea sono arrivati anche in vetta: minimalismo chic, domotica allultimo grido, geometrie ardite, contrasti netti tra materiali
semplici e preziosi. questo quanto emerge dalle pagine
di Images, la rivista consacrata alle case di montagna, che
compie 18 anni. La dirige Marinella Vaula, che da allora continua a contrastare i luoghi comuni dei progetti dalta quota.
Tutti pensano che nelle case di montagna siano fondamentali le scale, esordisce. E invece se ne vedono sempre
meno: la gente tende a far installare lascensore. In una casa
con 14 livelli ho visto addirittura la funicolare. E lungo tutto
il percorso si passava in rassegna una galleria di animali imbalsamati. Torinese, 51 anni, Vaula ha trascorso met della
sua vita in Valle dAosta, viaggiando in lungo e in largo per

pi vero, che assume diverse forme a seconda della latitudine. In Valle dAosta chi arreda la propria casa tende a
ricreare la semplicit delle dimore dei contadini e cerca un
pezzo di storia, come la vecchia cassapanca o larmadio
antico mostrato con orgoglio. Invece nellarea dolomitica
prevale il senso della decorazione: l c la tradizione della
Stube, il soggiorno di gusto austro-ungarico, con i mobili
dipinti. Il compito di unificare il gusto in tutto larco alpino
riservato alle porte antiche. In montagna c un vero e
proprio culto della porta depoca, spiega Vaula. Sia per
il significato intrinseco che per le decorazioni. Qualcuno
poi predilige uninterpretazione pi libera, accostando una
sedia di plexiglas a una madia restaurata oppure un pezzo
di design scandinavo (si vedono molti oggetti di Eva Solo e
di Normann Copenhagen) alla classica collezione di orsetti
in legno intagliato. Non si discute invece sulla scelta dei
colori degli interni. Per tanti anni la gente ha privilegiato
case con legni tutti bianchi. Col tempo questo approccio ha

DA 18 ANNI UNA RIVISTA RACCONTA COME CAMBIA IL GUSTO


DARREDO SULLE ALPI. QUI IL DIRETTORE SPIEGA LE NUOVE SENSIBILIT.
E LE DIFFERENZE CULTURALI TRA VAL DAOSTA E DOLOMITI.

56

QUOI DE NEUF
AUTOUR DU FEU?

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Meraviglie alpine. A sinistra:


la copertina del numero 36
della rivista Images diretta
da Marinella Vaula, che
da 18 anni racconta le nuove
tendenze dellarchitettura
alpina. A destra: il tipico
soggiorno di uno chalet,
a Mribel. I pavimenti,
la libreria, le boiserie sono
in larice, il lampadario
realizzato con palchi
di cervo, e il divano in pelle
un classico Chesterfield.

ANTEPRIMA SRL - WWW.IMAGES.IT

dimostrato i suoi limiti, anche perch in montagna il legno


ingiallisce. Cos si passati al grigio. Adesso vanno di moda
i colori naturali, con pietre in grandi formati tagliate al laser,
legni con venature in evidenza non impregnati, doghe a contrasto chiare e scure. Il punto darrivo di questo profondo
rinnovamento dellarchitettura di montagna probabilmente
sar un iperminimalismo quasi monastico. Il mio ideale
una baita di pietra semplicissima, con una madia con sopra
una candela, un tavolo, tre sedie e una finestrina. quello
il lusso pi sfrenato.
FINE

ANNO 18 N 36 INVERNO 2015/16 9,00


CONTIENE I.P. POSTE ITALIANE SPA
SPED. A. P. D.L. 353/2003 (CONV. IN L.
27/02/2004 N. 46) ART. 1 COMM. 1 DCB AO

le Alpi, da Megve a Cortina, in cerca di interni di tendenza.


Da quando ho iniziato questa avventura editoriale, ho
pubblicato pi di 500 case. Ho assistito a cambiamenti radicali, e se rivedo adesso quello che pubblicavo nei primi
numeri, inorridisco. Oggi sono protagoniste le case dalla
forte personalit che hanno rinunciato alla dimensione caramellosa di una volta. Niente pi fronzoli. cambiato
il modo di esibire lagio: non va pi di moda latmosfera
fiabesca, quella tutta cuoricini, decori leziosi e tovagliette
rosse e oro. La fase romantica ormai dmod. Prima lha
soppiantata leccentricit sfrenata degli chalet con piscine
in onice, statue rinascimentali e pianoforti in vetro. Adesso
si va verso un nuovo lusso minimalista, che ha il sapore
dellautenticit. Prima di tutto, per, bisogna fare una
precisazione, spiega. Non rientrano in questo discorso
le case in affitto. Sono fuori dagli schemi, pensate solo per
colpire limmaginario e non hanno nessun riferimento:
potrebbero tranquillamente essere ad Aspen, in Colorado,
come a Mribel, in Alta Savoia. Le case di propriet invece
generalmente rispecchiano lo spirito del luogo. Queste residenze mi raccomando, si dice case, non chalet, a meno
che non ci si riferisca alle dimore costruite in Francia ora
stanno vivendo la fase della riscoperta dellinterior design

pieni di gioielli design, MAISON DHTES centenarie appena


rivoluzionate, VILLE in Jugendstil con il camino sempre acceso.
Un itinerario tra i nuovi CONCEPT MOUNTAIN HOTEL . Che, a due passi
dal cielo, reinterpretano la tradizione in chiave contemporanea.
RIFUGI

di MER AVIGLIA PAPER

TESTI LAURA TACCARI E PAOLA CORINI. FOTO MARTIN MORRELL. REFUGIO LAUDEGG E FLORIAN KLOTZ. MANOLO YLLERA. IMAGE COURTESY DESIGN HOTELS (TM). TERMINAL NEIGE TOTEM / C. ARNAL & DR

Alpine Nights

er una volta partiamo dalla fine.


Ci met tiamo in
ma cchina verso
le nostre citt e il
pensiero uno:
torneremo presto.
Per la neve, certo. Ma anche per una
colazione condivisa tra le mura di una
dimora patrizia, per la beatitudine di
una Spa ricavata in una vecchia stalla,
per una cioccolata calda al chartreuse sorseggiata di fronte al camino.
DallAlta Savoia al Salisburghese,
attraverso il Trentino-Alto Adige, ecco i migliori lodge alpini 2.0. Dove a
cambiare non sono i rituali e neppure
le location, ma il design e latmosfera.
CHALET 1864. La meraviglia dei
piccoli numeri, dei riti dellinverno savoiardo. Il villaggio di Le Grand-Bornand (Francia) un manifesto di vita
pastorale. Qui si trova lo Chalet 1864,
gi fattoria operosa e residenza di famiglia. Un luogo che viene subito voglia di chiamare casa. chalet1864.com
BRCKE 49. A Vals, Svizzera, una
villa primi 900 dove si riuniscono per
affinit elettiva piccole trib di viaggiatori moderni. Una casa di montagna arredata con design vintage, che
traduce gli elementi naturali locali
il granito grigio, il legno in un linguaggio moderno. brucke49.ch

Rigeneranti. Da sinistra in senso orario:


una delle stanze di Le Chalet Zannier,
a Megve; alcuni interni del San Luis,
vicino a Merano: chalet di vari tagli
e superfici e case sullalbero, articolati
su pi livelli. Nella pagina precedente,
dallalto in senso orario: Le Chalet Zannier,
Brcke 49, Chalet 1864, Refugio Laudegg,
Villa Flor, Wiesergut, Villa Bergmann,
Terminal Neige. Al centro, San Luis.

MANOLO YLLERA. TERMINAL NEIGE TOTEM / C. ARNAL & DR

LE CHALET ZANNIER. A Megve,


in Francia, una maison dhtes stellata ed esclusiva, che questinverno
festeggia i suoi primi cinque anni.
Fuoco acceso in ogni stanza, cucina
alpina gourmet. E il fascino di una
dimora privata. lechaletzannier.com
VILLA BERGMANN. Cinque suite
in una villa con giardino nel cuore
di Merano. Atmosfere Belle poque
con stufe di maiolica, porte e finestre
belle come gioielli, delizie di carte da
parati. villabergmann-meran.it
SAN LUIS. Nuovissimo (inaugurazione il 3/12), un rifugio incastonato
in una foresta di larici che si specchia
su un grande lago, vicino a Merano.
Chalet di legno e case sullalbero per
riscoprire lemozione del contatto con
la natura. La cucina raw dello chef
Arturo Spicocchi. Lorto di casa curato da Harald Gasser, coltivatore di
verdure rare. sanluis-hotel.com
TERMINAL NEIGE. Monte Bianco,
versante francese. La bellezza incondizionata dellarchitettura Bauhaus,
la montagna, lo stupore del paesaggio, lessenza della vera vacanza
sportiva dinverno. Terminal Neige,
posato sulle piste di Flaine, lesempio della nuova generazione di
careless ski resorts, un concept hotel
costruito attorno allelemento neve.
terminal-neige.com
VILLA FLOR. In Engadina, Svizzera,
una dimora fascinosa e inusuale. Sette stanze dove si inseguono boiserie
e decori Jugendstil, stile alpino e design del Novecento, canzoni folk

Eclettici. In questa pagina: il legno


della tradizione convive con lampadari
design e arte doggi a Villa Flor, a S-chanf.
Pagina accanto: tessuti neofolk e design
nordico al Terminal Neige, in Alta Savoia.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

63

REFUGIO LAUDEGG. Dalla collezione di Urlaubsarchitektur.com, un


lodge in Tirolo (Austria) che reinterpreta lestetica alpina senza perdere il
dialogo con natura e tradizione. Nato
dallidea di due fratelli appassionati di montagna: Florian, musicista

e guida alpina a disposizione degli


ospiti, e Thomas, che rifornisce la
cucina del ristorante Raut Hof con
delizie raccolte nei boschi circostanti.
urlaubsarchitektur.de/en/refugiolaudegg

to, modernit versus carattere rustico


regionale. In ambienti dove il panorama austriaco, attraverso le vetrate,
il vero protagonista degli ambienti.
designhotels.com/hotels/austria/hinFINE
terglemm/wiesergut

WIESERGUT. Santuario di luce, aria


e natura, Wiesergut un ensemble
armonico di edifici minimalisti. Dove
vengono proposti contrasti stimolanti: erbe selvatiche e pane di fattoria
accanto a candelabri di vetro soffia-

Minimal. In alto: una delle stanze


del Refugio Laudegg, a Ladis. Pagina
accanto: un angolo del Wiesergut,
design hotel realizzato con pietre locali
e legni naturali. Entrambi in Austria.

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ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

IMAGE COURTESY DESIGN HOTELS (TM).


REFUGIO LAUDEGG E FLORIAN KLOTZ

e incursioni artistiche: gli spazi comuni sono una galleria darte contemporanea, curata da Ladina Florineth, che cambia in continuazione
a beneficio degli ospiti. villaflor.ch

HAUTE
COUTURE
Curare cromie e dettagli, in sintonia con la storia
della casa. Giocare con oggetti, forme, materiali.
festa: la DECORAZIONE non pu essere minimal.
Unesperta racconta larte della tavola.
di SILVIA PAOLI

68

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

a 10 anni Nan Bottazzi entra nelle


case pi belle del mondo e le fotografa per il suo giornale, Hola. Visita
principesse europee, jet setter messicane, nobildonne delle pi prestigiose famiglie del pianeta e, col suo
tocco discreto ma emozionante (in
pochi hanno questo talento) e la complicit di abiti haute
couture, rende case e signore ancora pi sfolgoranti.
Figurarsi che cosa pu fare per le tavole del momento pi
magico dellanno, il Natale: i suoi consigli in 4 passi.
Prima di cominciare. Il decoro natalizio deve essere
coerente con la casa, rispettarne i colori e il mood. Una
casa di montagna, una rustica, un loft in una metropoli hanno esigenze diverse, tranne una: sorprendere e far
sognare. Bisogna anche considerare se i padroni di casa
hanno bambini o sono single: il decoro come un abito su
misura, si crea ad hoc. Non bisogna fare lerrore di decorare a profusione solo la tavola: perch diventi veramente il
gioiello del tema natalizio ha bisogno di avere un contesto

tovaglia, i sottopiatti, i bicchieri (almeno uno particolare),


le candele, e un segnaposto originale che dimostri la personalit della padrona di casa. Quanto pi scintillante e
luminosa sar la tavola, tanto pi sar bella. I panettoncini
monodose, le piccole corone brillantate, le renne, i biscotti
Christmas, i campanelli sono dettagli che dimostrano la
cura e lamore che si sono messi nel decorarla. I dettagli
sono infiniti messaggi e sorprese che suscitano emozioni e
raccontano storie, e quante storie si raccontano a tavola! Si
pu anche scegliere un tema: dolci natalizi, oppure candele
e lucine, e dare al decoro un mood nuovo e personale. Per
aggiungere qualcosa di contemporaneo si possono usare le
lucine a batteria, anche per decorare i piatti da portata. E
le tovaglie che si illuminano con le fibre ottiche, che danno
magia brillando nel buio.
Mise en place. Il sottopiatto lo scelgo quasi sempre
trasparente, magari con un bordo ricamato argento ma non
troppo evidente; a volte lo appoggio su una decorazione,
per definirlo meglio. I bicchieri li preferisco grandi, mai
flte. Anche questi trasparenti, perch il Natale riflette le

studiato per enfatizzarla, intorno deve crearsi latmosfera


giusta. Fiori, candele, lanterne, ghirlande completano e
focalizzano lattenzione sulla tavola. Il modo pi semplice
per renderla il centro dellinteresse? Posizionare lalbero di
Natale proprio accanto, meglio due se la casa lo consente.
Colori in pendant. Sono importantissimi, mai sceglierne uno che non si accordi con la palette di quelli della
casa. Si possono considerare differenti sfumature, che sono
molto importanti nei decori sofisticati (come le rose di tre
nuance diverse nella tavola rosa). Io amo molto il Natale
rosso: mi regala sempre emozione, ma pu capitare che non
si intoni con latmosfera di una casa e quindi opto per il
bianco, che d un effetto neve, o il rosa, come in una fiaba
moderna. Mai usare il blu, il nero e il viola scuro. Pur amando il nero, anche nellarredo, non lo posso pensare come
colore di Natale. Nemmeno se coperto da mille diamanti
(che invece amo per un importante ricevimento black tie).
Gusto da favola. Il Natale pu essere pi o meno elegante o romantico, mai troppo minimalista. Gli elementi
irrinunciabili del decoro sono quelli della tradizione: la bella

70

sue lucine per tutta la casa. Se il tema della tavola molto


speciale, come quello rosa, si pu optare anche per un bicchiere colorato, ma solo uno. Questa anche loccasione per
usare gli argenti: posate, brocche e vassoi, schiariti con fiori
bianchi o accesi con fiori rossi. Uso sempre fiori freschi e
invernali. Non amo i verdi, rendono la tavola pesante, antica. Mi piace mettere in tavola piccole brocche, coppette,
zuppiere con amaryllis, bucaneve, narcisi, mughetti, bacche di rose, elleboro. E mi piace metterli tutti: una tavola
monotematica noiosa e impersonale.
FINE

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Cosmopolita. Un ritratto di Nan


Bottazzi. Nella pagina precedente,
a sinistra: un dettaglio della tavola
rosa (fotografata anche
in apertura), che riprende
la palette di colori di una casa
in Svizzera. Nellimmagine a destra:
in unantica dimora italiana,
la brillantezza degli argenti si sposa
con il bianco dei fiori dinverno.

LE FOTOGRAFIE DEL SERVIZIO SONO DI GIORGIO BARONI PER HOLA

MI PIACE METTERE IN TAVOLA BROCCHE, COPPETTE, ZUPPIERE CON


AMARYLLIS, BUCANEVE, BACCHE DI ROSE, ELLEBORO: AMO MESCOLARLI
TUTTI, UNA TAVOLA MONOTEMATICA NOIOSA E IMPERSONALE.

PORTFOLIO.

Tartan. Piatti Duke in porcellana, Ralph Lauren Home, da 110 ; bicchieri in acrilico Milly (trasparenti, 14 )
e Victoria and Albert (rossi, da 12 ), Mario Luca Giusti; tovaglioli in lino, Merci. Come tovaglia, tessuto della collezione

Xmas
Dinner
Leuforia del folk, leleganza
formale, il lusso metropolitano,
il classico spirito nordico,
la fiaba cangiante, il minimal
rurale: 6 PROPOSTE DI STILE
per la tavola delle feste.
servizio di MER AVIGLIA PAPER

Refuge de LOpificio (102,48 /metro). Portasale/pepe anni 30, da Robertaebasta (prezzo su richiesta). Posate Yonah,
Flamant (da 6,90 ). Champagne Diamant Brut, con astuccio deluxe, 47,90 . Servizio realizzato da Potafiori, Milano.

MERAVIGLIAPAPER.COM: FOTO LUCA DE SANTIS. STYLING LAURA TACCARI. HA COLLABORATO ANNA BERNASCONI

Candore. Piatti Oriente Italiano (da 45 ) e decorazioni Les Merveilles: stella con fiocco (29 ) e foglie dulivo intrecciate (32 ), tutto Richard Ginori;
bicchieri in cristallo Harcourt di Baccarat (175 il calice, 200 la flte); servizio di posate Cheron con stemma punzonato, Visionnaire (da 22 ).
Tovaglia e tovaglioli in lino ricamato all-over della linea Quintessential di Mastro Raphal, disponibile in quattro colori (122 /metro).

Preziosa. Bicchieri Harcourt Darkside di Bacarat in cristallo nero (cofanetto da 6, 2.830 ); minicocotte in grs smaltato di Le Creuset (21,90 ); stelle
e lettere da appendere in ceramica smaltata e dorata, MV% Ceramics Design (da 25 ); candelabro in bronzo anni 70, da Robertaebasta (prezzo su richiesta);
posate Cheron, Visionnaire (da 22 ); tessuto Gelo in misto lino, Christian Fischbacher (h 300 cm, 95 /metro). Casetta stilizzata in ottone, e15 (195,20 ).

Classico. Piatti in porcellana bianca con decoro a rilievo (da 17,50 ), bicchieri in vetro cristallino (da 23 ), posate
in acciaio inox con decoro a rilievo (a partire da 8 al pezzo): la collezione Dressed, disegnata da Marcel Wanders

per Alessi, un progetto completo per la tavola. Casetta Haus realizzata in ottone lucido, e15 (195,20 ); tovaglioli
in lino Mastro Raphal; sul tavolo, tessuto in cotone/lino della collezione Paris Texas di Casamance (54,70 /metro).

Riflessi. Piatti Jellies Family in acrilico colorato in massa, disegnati da Patricia Urquiola per Kartell (set da 4 pezzi, da 64 ); bicchieri Polaris a sezione
ovale, realizzati con la tecnica tradizionale balloton, Carlo Moretti (68 ); tessuto Barchester Plaid, disponibile in 4 varianti colore, Zimmer + Rohde
(108,75 /metro); stelle fatte a mano in ceramica smaltata e dorata, con foro sul retro per essere appese a parete, MV% Ceramics Design (25 ).

Essenziale. Versione rivisitata in chiave moderna per la flte, senza stelo: il bicchiere da champagne in cristallo O di Riedel (19,90 per la confezione
da due calici); candela Vintage in cera effetto satinato, Bitossi Home (26,70 ); vassoio circolare (esiste anche in forma ellittica) Copernico di Alberto
Meda in Pietra di Stazzema, materiale proveniente dalle Alpi Apuane di colore grigio scuro tendente al turchino, Luce di Carrara (296 ).

AD PER BIRRA FORST

Mentre fuori nevica


DEGUSTARE PRELIBATEZZE DI UNO CHEF STELLATO NELLE STORICHE CANTINE: QUESTA LIDEA
PER UNA MAGICA SERATA DINVERNO NEL FELSENKELLER, IL TEMPORARY RESTAURANT FIRMATO FORST.

naugurato il 26 novembre 2014,


il Felsenkeller il temporary
restaurant di Birra Forst che
questanno apre le sue porte
dal 25 novembre 2015 al 6 gennaio
2016. Dare nuova vita alle antiche
cantine laddove nel 19 secolo venivano
conservati blocchi di ghiaccio per
il raffreddamento del mosto: questo
stato il pensiero che ha spinto Cellina
von Mannstein a trasformarle
nel Felsenkeller, un luogo allinterno
del quale si respira la storia e la
tradizione della Spezialbier-Brauerei
Forst e in cui gli ospiti possono ora
degustare prelibatezze gastronomiche.
Il progetto di Cellina von Mannstein
stato realizzato in tempo record
da artigiani e imprese altoatesine.
Le antiche cantine e la pi antica
Sala Cottura di Birra Forst ancora
esistente (costruita nel 1959) sono state

completamente ristrutturate e adibite a


ristorante allinterno del quale vengono
serviti piatti di alta gastronomia.
Linterior design stato curato da Cellina
von Mannstein che ha arredato con
molto gusto e allo stesso tempo con
semplicit il nuovo locale. I colori, che
spaziano dai diversi toni di grigio al rosso
vivo, dominano gli spazi. Nonostante
la linearit degli ambienti, latmosfera
percepita calda e invitante. I materiali
utilizzati sono legno di quercia, legno di
noce, zinco e pesanti stoffe di lino con
peltro Jacquard. Dei sentieri di ghiaia
chiaramente tracciati, come si trovano
solitamente nei giardini allinglese,
conducono attraverso le antiche arcate.
Il desiderio di Cellina von Mannstein
era di integrare la natura allinterno
della struttura, per questo motivo
il sentiero costeggia molti alberi.
Centinaia di lanterne trasmettono calore
e invitano il visitatore a soffermarsi per
ammirarle. Gli antichi specchi riflettono
allinfinito le luci e gli spazi, valorizzando
in modo particolare la roccia.
Durante le sei settimane di apertura
del ristorante, lo chef stellato Michelin
Luis Haller preparer particolari piatti
partendo dalle caratteristiche
delle specialit birrarie Forst.
Ma per ogni appassionato di birra
il culmine il banco spillatura forgiato
nel granito, fissato al soffitto da quattro
cavi in acciaio. Una delle cinque colonne
di spillatura riservata alla novit
birraria creata appositamente per

il nuovo locale: la Felsenkellerbier.


Questa specialit birraria, naturalmente
torbida e non pastorizzata, sorprende
con il suo sapore pieno, corposo e con
un retrogusto morbido che invita a berne
un altro sorso. Coloro che volessero
assaggiarla, possono farlo solamente
presso il Felsenkeller, dal momento
che questa birra sar disponibile solo
ed esclusivamente in questa particolare
location. Di grande impatto anche
la palla di Natale appesa al soffitto alto
otto metri. Questo oggetto del diametro
di 4,58 metri e un peso totale di 481
chilogrammi stato realizzato in legno
e plexiglas; allinterno della gigantesca
palla di Natale si trovano altre 24
piccole sfere. Nel 2014 Birra Forst
ha ottenuto lomologazione del Guinness
World Record per la palla di Natale
pi grande al mondo.

Nelle immagini, alcuni degli interni di Felsenkeller,


il temporary restaurant di Birra Forst nato da un'idea
di Cellina von Mannstein (nella foto qui sopra).
Il ristorante si trova in Via Venosta 9, 39022
Foresta/Lagundo (BZ). Orari di apertura dalle ore 18.00
alle ore 24.00; inoltre di domenica anche dalle ore 11.00
alle ore 15.30. Giorni di riposo: 30/11, 1/12, 14-15/12 e 24/12.

GIFT.
NATALE
A CASA AD
SETTE APPARTAMENTI, SETTE COPERTINE DEL 2015,
SETTE DIVERSI STILI DI VITA E DA RREDO:
QUESTA LISPIRAZIONE PER LO SPECIALE REGALI.
a cura di MICOL BOZINO RESMINI
83

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

DOVE SI ELOGIA LA FUSIONE: DI STILI, DI EPOCHE, DI GUSTI.

ECLECTIC.

Febbraio. In alto: la copertina di AD n.405: lappartamento dellarchitetto Piero Castellini a Milano. Foto di Olimpia Castellini.

opo il Bosco Verticale di Milano, larchitetto Stefano Boeri


presenta la nuova Torre dei
Cedri, costruzione di 36 piani che
sorger a Losanna, in Svizzera, primo
edificio al mondo di soli sempreverdi:
sono tempi questi in cui i palazzi diventano giardini, negli appartamenti si

mescolano stimoli, epoche, estetiche.


il gusto della fusione e delleclettico.
Sulle passerelle Alessandro Michele,
nuovo designer di Gucci, intreccia
maschile e femminile, lusso contemporaneo ed estetica da mercatino delle
pulci: ber-chic, ovviamente, come i
prodotti qui selezionati.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

85

CONTO ALLA ROVESCIA


Il calendario dellavvento
di Christian Lacroix Shaman Night
Advent per Libretto disponibile
presso laRinascente. 51,50 .

ECLECTIC.
ARIA BUONA

Larcobaleno
Il tavolino Shimmer di Patricia
Urquiola per Glas Italia ha
finitura cangiante. Da 1.088 .

Il decanter Evchen
di Riedel, in fine cristallo
soffiato a bocca, evoca
le linee sinuose
del serpente e presenta
una doppia camera
dossigenazione
per il vino. 275 .

DIFFERENZE PREZIOSE
Anelli in oro bianco con diamanti, zaffiri
e smeraldi di Verdi. Prezzo a richiesta.

ANIMA DOPPIA
Il divano Auto-Reverse di Arketipo Firenze ha doppio rivestimento: tessuto da un lato, pelle dallaltro. Delicato ed elegante. Da 3.675 .

Stellato

ITALIAN STYLE
Liconica cintura Nobuckle di Orciani
senza fibbia e senza taglia. Per la versione
in pelle e tessuto, prezzi a partire da 118 .

Movimento scheletrato automatico


e quadrante con diamanti per lRM 07-01
Brown Ceramic di Richard Mille. 109.000 .

BELLE
POQUE
La leggendaria bottiglia
Perrier-Jout ridisegnata
dallo studio mischertraxler:
un Belle Epoque 2007
da collezione. Circa 200 .
86

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Effervescente e naturale

VINTAGE RIVISITATO

Gommino Tods realizzato in morbida pelle di vitello con bubble


in metallo sulla parte frontale e suola in gomma. 390 .

La lampada da terra Copper di Tom Dixon ispirata


agli oggetti di design della fine degli anni 50. Da 495 .

IN CIRCOLO
Set di coffee table Constellation di Fendi Casa.
Il ripiano specchiato, coordinato alla struttura,
anche in blu, rosso o nero. Da 4.170 .

BATTICUORE
Lorologio Heart
Beat di Frederique
Constant ha cassa in
acciaio placcato oro
rosa e movimento
automatico. 3.950 .

Bolla su bolle
Mot & Chandon veste il suo Mot Imprial con
So Bubbly Bath gift bag in edizione limitata. 65 .

COME UN TESSUTO
Anello Bar en Corolle della collezione
Archi Dior di Dior Joaillerie realizzato
in oro rosa e diamanti. Prezzo a richiesta.
ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

87

ECLECTIC.
Sbocciato
Misura 27 cm di altezza il vaso Falda
in porcellana di Rosenthal. 460,50 .

BRILLANTEMENTE
GIALLO
Fascia pav multimisura
in oro giallo e diamanti gialli:
parte della collezione
Giallo 121 di Crieri. 3.270 .

Combinazioni
Bracciale Aida
di Veschetti Gioielli
con turchesi, smeraldi,
zaffiri e brillanti.
Prezzo a richiesta.

IN NATURA
Farfalla in micromosaico
per lanello Butterfly
di Sicis in oro rosa.
Prezzo a richiesta.

DARTISTA
Il visual artist
Ryan McGinness firma
la nuova edizione
limitata di Hennessy Very
Special. Da 50 .

UNA LUCE
TIRA LA LTRA
La lampada Black Cherry,
Gold Edition di La femme
et la maison firmata
da Nika Zupanc. Circa 2.135 .

SENTI CHE SWING


La sedia a dondolo con scocca in tecnopolimero
Gliss Swing di Pedrali. Sul telaio in tondino sono
montati i due pattini in essenza di frassino. 319 .

88

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

PRENDENDO IL VOLO
Piantana Volire con paralume a gabbia
in rame intrecciato con uccellini:
ogni pezzo fatto a mano e unico.
Su babybottega.com a 485 .

LANCETTE REALI

ASIMMETRIE

Una penna in oro bianco e diamanti


decora il modello Rve de Plume
Haute Joaillerie di Breguet con
movimento automatico. 138.700 .

Gli orecchini Regalina di Lebole


Gioielli sono creati con antichi
tessuti giapponesi. 100 .

STAMPE
ROCK
Il portafogli Pgase Pop
di Herms decorato
con un disegno di Dimitri
Rybaltchenko. 2.800 .

GIOCHI
DA GRANDI
Assouline ripercorre la storia
di un colosso del giocattolo
con Mattel: 70 Years
of Innovation and Play. 115 .

Multirighe
realizzato in Pvc ed disponibile in cinque diverse taglie
il tappeto della collezione Lisa di Pappelina. Da 68 .

Il divano Cloud di Rugiano


disegnato dallo Studio
Vigan avvolto da una
lavorazione capitonn.
Prezzo a richiesta.

SULLE NUVOLE

Gusto Italiano
Lapit ec l i nnov ati v a pi etra si nterizz ata a tutta massa:
un materiale unico, dalle qualit eccezionali e dal forte appeal estetico. Design
e performance allinsegna del Made in Italy, garanzia di libert e tranquillit
in ogni gesto: per una cucina bella da guardare e piacevole da vivere.

NON RILASCIA
SOSTANZE CHIMICHE

LAPITEC :
- ALTAMENTE RESISTENTE AI GRAFFI
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- 100% MINERALI NATURALI - NON RILASCIA SOSTANZE CHIMICHE
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- RESISTENTE ALLE ALTE TEMPERATURE
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- RESISTENTE AD ACIDI E DETERGENTI
- INOSPITALE PER I BATTERI
- DISPONIBILE IN SPESSORI FINO A 3 CENTIMETRI
IN QUESTA PAGINA: EBANO - SATIN

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DOVE SI FA PULIZIA DEL SUPERFLUO, PER RISCOPRIRE LESSENZA DELLA FORMA.

DESIGN.

Aprile. In alto: la copertina di AD n.407: lappartamento del designer Jacopo Foggini a Milano. Foto di Max Rommel.

a forma al servizio della funzione. distinguendo gli elementi


costitutivi da quelli accessori che
prende anima la moderna concezione di
design. Non un caso che, negli anni
60, appena arrivato a New York, Massimo Vignelli costringesse tutti i creativi
dellagenzia da lui diretta a indossare un
camice bianco: per non alterare la pulizia costruttiva delledificio. Un inno alla
semplicit che trova oggi nuovi e diversi
sviluppi e nel quale, come scrive Donald
Norman nel suo Emotional Design, il
minimalismo cede il posto al piacere di
possedere un oggetto.

PI IN ALTO
Heaven, piccola scala in alluminio
per libreria, firmata da Thomas
Bernstrand per Swedese. Circa 650 .

Colazione a letto
Il tavolino Ics di Porada ha il vassoio
separabile e la base posizionabile
in verticale o in orizzontale. Da 725 .
ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

91

DESIGN.
FAI DA TE

QUESTIONE
DI OLFATTO

alimentata da una pila la Wood Pull Cord


Light Bulb di Kikkerland, perfetta
per armadi, sgabuzzini o garage. 15 .

Profuma del legno di cedro


che riveste gli interni la madia
Linea di Riflessi. Con struttura
in rovere, disponibile
a 2, 3 o 4 ante. Da 2.380 .

Tra parentesi
La lampada da lettura
Aireen di Nahoor ideata
da William Pianta.
Prezzo a richiesta.

A MANO
Sono rifinite a mano le boules
del bracciale Perle in oro rosa
di Van Cleef & Arpels. 4.550 .

SULLA STRADA
Tra fotografia e street art
JR: Can Art Change the World?
edito da Phaidon. 49,95 .

Oro&Ceramica
coperta da brevetto la laminatura in oro rosa
su ceramica con trattamento antigraffio
del bracciale Aura di Roberto Demeglio. 398 .

92

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

STOP
Liris protagonista
del profumo
La Pausa,
della collezione
Les Exclusifs
di Chanel. 255 .

C di Champagne
Si porta a mano
o a spalla grazie
a una tracolla
retrattile la borsa
C de Cartier.
1.990 .

SOLO PER NOI DUE


Si pu personalizzare incidendo le proprie
iniziali su una targhetta dorata
The Sharing Set di Krug. 230 .

ESTENSIONI
Il tavolo allungabile Zeus di Cattelan Italia ha base e binario in acciaio verniciato
goffrato graphite. Piano e prolunghe sono in ceramica Fokos. 4.067 .

Chiaro di luna
Bracciale Lunaria di Marco Bicego
in oro giallo inciso a mano con
lantica tecnica del bulino. 1.360 .

CUORE DACCIAIO
Cassa da 41 mm in acciaio, carrure
in magnesio e Peek e lunetta
in ceramica per il Diagono
Magnesium di Bulgari. 3.900 .

ARTE ORAFA
Bangle Geometrico
di Vendorafa in oro giallo
martellato con profili lucidi.
19.000 .

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

93

DESIGN.

Semplicit formale
realizzata da un unico elemento
con sottili gambe metalliche
la Liubis Chair di Trussardi Casa. Da 1.250 .

IN BELLA VISTA

UN BUON NATALE

Pentola KnPro di KnIndustrie in vetro


trasparente resistente alla fiamma, per
vedere i movimenti della bollitura. 145 .

Cuscino della Unique Collection


di Christian Fischbacher Italia, realizzato
da persone con disabilit. 60 .

Lui per lei


Ispirazione maschile
per lorologio
da donna BOY.FRIEND
di Chanel con cassa
ottagonale e movimento
meccanico. 13.200 .

COMPLICATO
Il Geophysic True Second di Jaeger-LeCoultre
ha la lancetta dei secondi saltante esattamente
a ogni secondo. 14.700 .

LINCANTATORE DI SERPENTI
Alluminio piegato a servizio della forma per la lampada PizzaKobra
di iGuzzini dalla forma regolabile. Circa 1.300 .
94

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Mattone
su mattone
corredato da una guida
di 272 pagine sui lavori
dei pi famosi architetti
Lego Architecture Studio.
199,99 .

BLACK&WHITE
Diamanti bianchi e neri per lanello in oro bianco
di Davite&Delucchi Gioielli. 2.080 .

AGENTE SEGRETO
Dedicata a James Bond la Belvedere
007 Spectre limited edition
di Belvedere Vodka. Circa 50 .

PERMETTE UN TWIST?
Si pu usare anche per lo champagne il decanter
Twist 1586 delle cristallerie Saint-Louis. 450 .

Cocoon

Antonio Citterio disegna per Flexform


la poltrona Guscioalto, rivestita
in tessuto o pelle. Da 2.645 .

CHIAVE
DI (S)VOLTA
Deve il suo nome alla particolare
forma della corona di carica
lorologio Cl de Cartier con cassa
in oro bianco. Prezzo a richiesta.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

95

DOVE SI RACCONTANO OGGETTI E IDEE CHE GUARDANO AL FUTURO.

MODERN.

Aprile. In alto: la copertina di AD n.407: lattico di casa Terragni in corso Sempione a Milano. Foto di Santi Caleca.

Baudelaire, nel suo saggio del


1863 Le peintre de la vie moderne, a introdurre il concetto di modernit, concepita come una
qualit della vita di citt in costante
mutamento. Ma cosa si intende con
questo aggettivo oggi? certo moderna, e non destinata a invecchiare
prematuramente, la tecnologia, ma
solo se capace di rispondere in modo
semplice e immediato a reali esigenze
dellindividuo. E lo sono anche oggetti pi tradizionali, quando capaci
di dare una risposta attuale ai nostri
bisogni pi profondi.

BLACK TIE
Si veste di nero la poltrona
400, meglio nota come
la sedia Tank di Artek,
progettata da Alvar Aalto
nel 1936. Da 4.717 .

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

97

MODERN.
TUTTO IN UNA
Rafforza i muscoli e aumenta flessibilit
ed equilibrio la Wellness Ball Active Sitting
di TechnoGym. 245 .

Vapore buono
Il forno a vapore con microonde DGM
6800 di Miele ha tre programmi automatici
intelligenti e vano cottura da 40 litri. 4.514 .

LONTANO DA SGUARDI INDISCRETI


Paravento Scaletta di Fornasetti in legno stampato e laccato a mano.
200x205 cm. 8.400 .

Idea depoca
ispirato ai bauli
in alluminio del tardo
Ottocento LV Fifty Five,
il nuovo orologio
di Louis Vuitton. 3.900 .

CAMBIA
MATERIA
Si veste con una cassa
in acciaio il GirardPerregaux 1966. 7.850 .
98

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

NUOVE
TECNOLOGIE
Quarzo Uhf ad alta frequenza per
il Lobster di Bulova Accutron II. 635 .

CADDIE AL POLSO
Il braccialetto GPS Golf
Buddy BB5 precaricato
con oltre 37.000 campi
e riconosce percorso
e buca. 249 .

Indian summer
Borsa in vitello stampa alce
con borchie, pietre e tracolla
removibile in tessuto
di Valentino Garavani. 2.550 .

LA NOTTE, I ROBOT
Il minidrone Jumping Night di Parrot ha una videocamera
grandangolare e visione notturna. 199,90 .

PULITO E
SCINTILLANTE
impreziosito da cristalli
di Swarovski Ergorapido
di Electrolux. 299 .

SENTIRSI
BENE
Le cuffie Over-Ear MH40
di Master & Dynamic
hanno cuscinetti
in pelle dagnello. 399 .

CIAK, SI GIRA
Lampada Cinem di Antonangeli
Illuminazione. Da 387 .

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

99

Obiettivamente
The Sartorialist - X
il 3 volume della trilogia
dello street photographer Scott
Schuman. 25,41 .

MODERN.
Tavola, tavolozza
Sono realizzati in ceramica e combinabili tra loro
i variopinti piatti Pantone di Serax. Da 11,05 .

UGUALE MA DIVERSO
Nuova generazione di multi-touch e nuovi
colori per gli iPhone 6s di Apple. Da 779 .

STORIA SU STORIA
Misura 48 cm di altezza il tavolino Fairy Tales di Valsecchi
1918. In vendita sul sito lovethedesign.com a 280 .

TECHNO-ATMOSFERA
Philips Hue Go la prima lampada portatile connessa
in grado di creare la luce desiderata. 99,95 .

RICORDI
Foto in mano
in pochi secondi
con Instax mini 8
di Fujifilm. 84,90 .

GEOMETRIE
Tappeto Mayfair della
collezione New Dreams
di Besana. 402,60 /m.

100 ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

PROVA DARTISTA
Gift box per un ritratto a scelta
su commissione dellartista Jo Fabbri.
Le opere sono realizzate in acrilico
su tela. Da 500 a 5.000 .

PRONTO?
UN CAFF
Si comanda
da smartphone
la macchina
per caff e bevande
TopBrewer
di Scanomat.
Prezzo a richiesta.

Acquagym

Al fresco

Speaker waterproof Aquatunes


a forma di doccino creato
in collaborazione da Grohe
e Philips Sound. 89 .

Frigorifero Crystal
modello FCB 4001
di Franke con funzione
superfreeze
e supercooling. 1.640 .

AL CHIARORE
Lampadina a incandescenza dorata con filamento
in carbonio Goldline Goccia di Calex. Circa 5 .

BUON
CALDO
Funziona a gas
ed al vertice
della classificazione
energetica la pompa
di calore K18
di Robur. Prezzo
a richiesta.

UNALTRA MUSICA
Wireless Audio 360 di Samsung
in grado di riprodurre la musica
a 360 gradi, offrendo la stessa qualit
in qualsiasi punto della stanza. 299 .
ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA 101

DOVE SI METTONO IN FILA I RICORDI DI PAESI LONTANI.

EXOTIC.

Maggio. In alto: la copertina di AD n.408: lincredibile casa di Serge Lutens a Marrakech. Foto di Patrice Nagel.

attrazione per lOriente non


certo un fenomeno nuovo nella
cultura europea. Lo si riscontra
gi a partire dal XVI secolo, quando
con lesplosione del colonialismo cresce
la curiosit per le terre lontane, e continua fino a oggi, come sottolineato nel
numero di maggio di AD in cui fa da fil
rouge il gusto dellesotismo nellarredo.
Molti i modi per viaggiare simbolicamente in luoghi remoti: per esempio
visitare la mostra Gauguin. Racconti
dal paradiso, al MUDEC di Milano
fino al 21/2; o regalarsi uno degli oggetti presentati in queste pagine.

Solo per i tuoi occhi


La scatola portagioielli nera lucida
con lastre di malachite di Agresti
contiene vassoio estraibile
e portacollane. Prezzo a richiesta.

PORTAFORTUNA
Elefantino in porcellana con decoro
Fine Paisley Black e dettagli in oro
di Stefano Ricci. Prezzo a richiesta.
ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA 103

EXOTIC.

COME
UN TROFEO
Edizione limitata in collaborazione
con Baccarat per Caviar
Spectaculaire di La Prairie. 1.860 .

Mano al colore
Cristalli colorati a contrasto con il nero
della base per lanello Dark di Swarovski. 249 .

RUM
IN THE ROOM
Uno scrigno contiene
la nuova bottiglia
di Zacapa 23. 63,90 .

FASHIONISTA
Grafica animalier
per ledizione limitata
Disaronno wears
Cavalli. 11,99 .

DATMOSFERA
Lampada della collezione
Rosier di Annamaria Alois
in porcellana. 1.230 .

PASSATO
FRIZZANTE

SCATTI IMMOBILI
Dai monasteri ai centri in citt: Michael ONeill. On Yoga:
The Architecture of Peace di Taschen. 49,99 .

Perle di bellezza
Bracciali incisi con perle di Rivire Gioielli.
Prezzo a richiesta.
104 ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Champagne Palmes dOr


Brut Vintage di Nicolas
Feuillatte. 130 .

Il segno del leone


Manchette Lion Arty in oro giallo, parte della collezione
Sous le signe du Lion di Chanel. 24.200 .

GIRO TONDO
rivestito con tessuto Stimulation il pouf Ball
di Zimmer+Rohde. Base 61 cm, alto 46 cm. 1.110 .

UNO DOPO LALTRO


Sono venduti singolarmente gli orecchini Eden
di Damiani in ceramica nera e oro rosa. 1.190 luno.

DRINK TROPICALI
Il Palawan Bar Cabinet di Visionnaire in legno laccato lucido
ha ante in specchio curvato. Prezzo a richiesta.

MOVIMENTO IN VISTA
Ha una cassa in oro bianco e diamanti
il Millenary Tourbillon
di Audemars Piguet. 342.300 .

ARTE ANTICA
Omaggio ai ricami di San Gallo con pizzo
in filo doro il Big Bang Broderie Yellow
Gold Diamonds di Hublot. 35.200 .

EXOTIC.

IN FIORE
Anello Pasquale Bruni della collezione
Giardini Segreti Haute Couture. 17.660 .

MAGIE
DORIENTE
Annodato a mano
in seta e seta
in rilievo, il tappeto
Sahrai Milano
misura 300x250 cm.
13.500 .

LET
DEL
RAME
Nuovo colore
rame lucido per
i vasi Evan e Bluma
in ceramica
di Calligaris.
Da 86,50 .

Lartista e designer
Adeline Roussel
veste lo champagne
Ultime Boizel. 80 .

Notturno
indiano
106 ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

CHEZ COCO
Clutch Chanel in plexi effetto tartarugato
con logo e chiusura in metallo. Prezzo a richiesta.

Equilibri Zen

SOTTO GLI OCCHI


DEL SERPENTE

Plaid Julia in cashmere e lino


con logo GA di Armani/Casa.
Dimensioni 135x200 cm. 950 .

Borsa Serpenti Forever


di Bulgari in pelliccia di visone
nera a pelo lungo e pelliccia
di visone bianca a pelo corto
con chiusura gioiello. 4.800 .

La pietra
mobile
Anelli Faraone in oro bianco
brunito e pav di paraiba
o zaffiri blu. Da 6.000 .

EST EST EST


tutta artigianale
la poltroncina Pitoloi
di Ranjan Bordoloi
per Cappellini.
Prezzo a richiesta.

A PALAZZO
Su misura il tappeto Persepoli
di Illulian della Palace Collection.
Prezzo a richiesta.

RIFLESSI DI VIAGGIO
In acciaio e filo di alluminio laccato
le lampade Coco Maxi di Matthias
Bader per Roche Bobois. 1.330 .

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA 107

Imperiali
I centrotavola Tiberius in rame o silver-plated
di Paola C. sono disponibili in tre misure. Da 360 .

DOVE SI DECLINA IN MOLTI MODI DIVERSI IL COLORE SIMBOLO DEL NATALE.

RED.

Giugno. In alto, la casa di copertina di AD n.409: un appartamento a Milano firmato Droulers Architecture. Foto di Luis Ridao.

anale associarlo alle feste, perch il rosso rappresenta prima


di tutto il pi studiato e fascinoso di tutti i colori. Lo dice la psicologia e lo dimostrano le creazioni di
architetti come Jean Nouvel, che lo ha
recentemente scelto per la cantina di
Chteau La Dominique a Saint-milion, in Francia. Un tocco di esuberanza cromatica come affermazione del s
e dei propri spazi. Perch, come dice
Valentino, stilista al quale si deve la
creazione di un esatto punto di questo colore, leleganza lequilibrio tra
proporzioni, emozione e sorpresa.

Flower Power
Il centrotavola della collezione Velvet
di VG ispirato alla tradizione dei velluti
veneziani del 300. Gioca sui materiali
e sui colori accesi. Prezzo su richiesta.
ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA 109

RED.

Principeschi
Rubini tagliati a goccia e diamanti
per gli orecchini chandelier in oro bianco
di Jovane Milano. 15.200 .

NUOVA MUSA

E ORA ROSSO

Rose mature e un tocco


cremoso e vellutato
per Modern Muse Le Rouge
di Este Lauder. Da 55 .

Orologio Happy Sport


di Chopard con cassa
in acciaio e diamanti
mobili. 5.620 .

GOURMET

PARIS IN LOVE

Anche a casa una birra


perfettamente spillata
con The Sub Red Edition
di Heineken. 169 .

Rende omaggio
alla capitale francese
ledizione Le Caf
Parisien di Grand
Marnier. 16,95 .

IERI, OGGI
Marcel Wanders firma per Baccarat il vaso New
Antique in cristallo con base in marmo. Edizione
limitata e numerata di 99 pezzi. 30.400 .
110 ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

BON TON

Oriental

Si ispira allo spirito bon ton


e seducente degli anni 20 la giacca
rossa in vera pelliccia di TWIN-SET
Simona Barbieri. 650 .

dipinta a mano la tazza


in porcellana con coperchio
Labirinto Scarlatto
della Mug Collection
di Richard Ginori. . 104.

A TUTTO TONDO
Sistema audio multizona wireless
per il modello Large del sistema AeroSphre
di Geneva Lab. Da 500 .

ACCENDE LA NOTTE
BACI RUBATI

Luce diretta da lettura


e soffusa dambiente
con La Petite di Artemide. 159 .

Cremoso e idratante, il rossetto


Joli Rouge di Clarins con estratto
di salicornia bio e olio di mango si veste
di una nuova confezione. 23 .

FIOCCHI DI NEVE

In coppia

Cuscino carr in tessuto ispirato a una nevicata


invernale de LOpificio. Da 43x43 cm. 71 .

Set di lenzuola in satin di seta con cuscini abbinabili


di Frette. Trapuntino a 1.300 , federa a 190 .
ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

111

RED.

ANIMALESCA

OSSESSIONE DESIGN
Unintera sezione del catalogo Kartell dedicata al rosso, con pezzi di maestri
quali Philippe Starck, Ettore Sottsass e Anna Castelli Ferrieri. Prezzi su richiesta.

Caffettiera Pulcina disegnata


da Michele De Lucchi per Alessi. Da 48 .

Effetto gocce di rugiada


per la coppa della linea
Kastehelmi di Iittala. 42.90 .

COME PIOGGIA

Star system
ORA SOLARE

realizzata in pelle con profilo in frange


la Hollywood Bag di Max Mara. 545 .

Orologio da tavolo Cifra 3 di Solari Lineadesign a lettura diretta


con il sistema a rulli di palette creato e brevettato nel 1966. 390 .

112

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

UN FILO
LONTANO
realizzata a Lalitpur,
un distretto della valle
di Kathmandu,
la morbida maglia
in cashmere
di Happy Sheep. 340 .

SFUMATURE
Piero Lissoni disegna per Porro
la madia Ipercolore, giocata
sul contrasto tra disegno pulito
e colori accesi a contrasto. 7.506 .

Scarlet&Green
Prada dedica agli appassionati di golf
una minicollezione di oggetti a tema:
dal trick al portachiavi. Da 140 .

Bicchiere Polaris
di Carlo Moretti
a sezione ovale creato
con la tecnica
del Balloton e rifinito
a mano. 78 .

ARTIGIANALI

OMAGGIO A SNOOPY
Agenda annuale di Moleskine dedicata
ai Peanuts, la striscia a fumetti
creata da Charles M. Schulz. 15.99 .

Piccoli riposi
Panchetta Luxembourg Kid di Fermob
in alluminio per bimbi dai 3 ai 6 anni. 157 .
ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

113

DOVE IL PASSATO FA GERMOGLIARE LA VOGLIA DI FUTURO.

CLASSIC.

Ottobre. In alto: la copertina di AD n.413: un appartamento a Roma firmato da Piero Castellini. Foto di Massimo Listri.

talo Calvino defin il classico come


un libro che non ha mai finito di
dire quel che ha da dire. Ma cosa
trasforma un oggetto di oggi in un
bene al riparo dellusura del tempo?
Si direbbe: classico ci che sa parlare
contemporaneamente sia del passato
sia del futuro del gusto. la risposta
che tradizioni estetiche, manifatturiere e stilistiche danno alla domanda
circa ci di cui avremo bisogno domani. Una rilettura dove non manca una
certa dose di ironia bonaria e la voglia
di circondarci di cose che raccontino
a noi e al mondo delle nostre radici.

PEZZI DI STORIA
Coppia di console realizzate con frammenti
architettonici italiani del XVIII secolo.
Allasta su 1stdibs.com

PRESIDENZIALE
In oro bianco il bracciale
President e la cassa da 40 mm
del Day-Date Rolex. 33.350 .
ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

115

CLASSIC.

DOCTOR BAG
Bauletto in vitello palmellato di Giorgio Armani
con tasca frontale e chiusura in metallo color oro. 1.390 .

PARTITA DOPPIA
Piatti in porcellana Bone China
della linea Hybrid di Seletti:
un giocoso mix di stili. Da 44 .

A NASO

Rtro oggi

Il bergamotto di Calabria
protagonista in Sauvage
di Dior. Da 67,48 .

Poltroncina Tentazione di Erba Italia con basamento


in cromo e rivestimento in tessuto o pelle. Da 2.335 .

PROFONDO
BLU
Gondolo Ref.5124
di Patek Philippe ha cassa
in oro bianco e movimento
a carica manuale. 25.100 .

STILE MEDITERRANEO
Cappello in tessuto e feltro con cinturino
in pelle di Harmont & Blaine. A partire da 129 .
116 ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

Punta alla creativit


In un unico oggetto tutto lessenziale per scrivere,
cancellare e temperare con la Matita Perfetta
della collezione Graf von Faber-Castell. 200 .

AVVOLGENTE
La Collezione Murano di candele
profumate firmate Acqua
di Parma si arricchisce di una nuova
fragranza al benzoino.
Il bicchiere fatto a mano. 123 .

INTRECCI
Midollino, cuoio, corda,
legno e metallo si combinano
nella sedia Georges
di Living Divani. Da 740 .

TOUT
LHEURE
Must-have di stagione,
lApple Watch Herms
combina la classica cassa
in acciaio inossidabile
con cinturini in pelle
della Maison francese.
Da 1.330 .

SUA MAEST
Anelli della Princess
Collection
di Roberto Coin
in oro giallo realizzati
con tecnica a filo
ritorto. Da 1.100 .

CELEBRAZIONE
Vacheron Constantin
festeggia il suo 260
anniversario con
la collezione Harmony
ispirata a un cronografo
del 1928. 44.000 .

OLD
AMERICA
Talisker Skye invecchiato
in botti di rovere
americano refill. 35 .

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

117

CLASSIC.
TRASPARENZE POLARI
Bracciale in bronzo della collezione
Boreale di Ippocampo con maxipietre
quadrate color zaffiro. 49 .

PER SEMPRE
Il simbolo dellinfinito
protagonista dei braccialetti
della collezione Infinity
di Tiffany & Co. Da 5.750 .

IL NUMERO PERFETTO

COME MATRIOSKE
Con la King Edison Pendant Lamp Young & Battaglia
racchiude un lampadario in una semplice lampadina. 593 .

Anello Trilogy Eternity 10th Special


Edition in oro bianco e diamanti
di Recarlo. 7.373 .

CROCE E DELIZIA
Collana con pendaglio in oro rosso, smalto
e diamanti di Leo Pizzo. Prezzo a richiesta.

ATTESO A LUNGO
Il Palazzo Lana Extrme Riserva 2006
di Berlucchi un Franciacorta
da uve Pinot Nero affinato 6 anni
sui lieviti. 45 circa.

MUST-HAVE
Bauletto Gucci in tessuto GG supreme
con stampa blooms, dettagli in pelle rosa antico
e finiture in argento anticato. Prezzo a richiesta.

Luovo di Colombo
Mood di Christofle cela al suo interno un servizio
di posate per sei persone in metallo argentato. 950 .
118 ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

AD ARTE
The Elusive Otter crea per Via Bo una
collezione di sciarpe utilizzabili anche
come teli decorativi. Da 120 .

S, VIAGGIARE
Cover per passaporto
personalizzabile
Mon Monogram
di Louis Vuitton. 335 .

Millesimato
Cofanetto prestige
per la Cuve Louise Grand Cru
Millsime di Pommery. 147 .

CHE COMBINAZIONE
possibile scegliere un rivestimento
di diverso materiale tra interno e esterno
della scocca per la poltroncina
Mad Queen di Poliform. 1.702 .

Businessman
Dettagli in nappa intrecciata
per la borsa di Bottega Veneta
con tracolla rimovibile. 3.200 .

NUOVO IMPERO
Si pu scegliere tra quattro
differenti colori la coppa
da champagne in acrilico
Paolina Bonaparte
di Marioluca Giusti. 17 .

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA 119

DOVE SI SENTE TUTTO IL CALORE DI CASA MENTRE FUORI FA FREDDO.

WINTER.

Dicembre. In alto, la copertina di AD n.415: panorama innevato dalla finestra di una grande casa a Gstaad. Foto di Giorgio Baroni.

opo mesi di lavori ai limiti


del possibile, questestate
stato finalmente inaugurato
il nuovo Messner Mountain Museum
progettato dallo studio di Zaha Hadid.
Un architettura straordinaria a Plan de
Corones, sulla cima del Kronplatz, in
Alto Adige. un luogo che vale la pena
visitare nei mesi freddi: perch inverno
e montagna, pi che unassociazione di
idee, diventano quasi sinonimi. Agli
amanti della vita alpina sono dedicate
le proposte di molte Maison: oggetti
capaci di parlare di calore anche nella
stagione pi fredda.

Montagne rocciose
Il secchiello per il ghiaccio Huntley:
vetro e dettagli a forma di corna
in peltro di Ralph Lauren Home. 435 .

NATURALMENTE
Paola Navone ha disegnato per Baxter
la poltrona Bruxelles in montone bianco
con struttura naturale. Prezzo a richiesta.

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

121

WINTER.

TRA I LARICI

NIENTE
SANGUE

Gilet reversibile Woolrich


di ispirazione outdoor in lana
con pattern darchivio. 359 .

Come la neve
Motivo floreale per gli orecchini
in diamanti della collezione Lotus Cluster
di Harry Winston. Prezzo a richiesta.

RELAX

SENZA ATTENDERE
LA BEFANA
Disponibili sia da uomo
sia da donna le calze in cotone
con alberi di Natale di Gallo. 23 .

122 ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

I tre designer franco-svizzeri


Big-Game disegnano Moose
per Moustache, unironica
testa di cervo in legno
componibile. 140 .

Il pouf Notch di Lema


ha una seduta in tessuto
e cinghie in cuoio naturale.
Prezzo a richiesta.

Coccole
Morbida coperta di Hstens in 100% lana
baby Alpaca blue check 130x200 cm. 310 .

A Capodanno/1

MESSI A FUOCO

Lardini rivisita la classica giacca


da smoking grazie alla lana boucl
con fantasia check. 690 .

Gli sci diventano lampada: Fire Walk With


Me di Antonio Cagianelli, parte del progetto
World Champion Glass Ski. 4.000 .

MAREMONTI
Costume ricamato
della collezione Aspen, omaggio
di Vilebrequin agli amanti
dello sci. 450 .

AVVOLGENTE
Febo uno dei pezzi simbolo
della collaborazione tra Antonio
Citterio e Maxalto. 1.056 .

A Capodanno/2
Dom Prignon Vintage 2006:
il brindisi per antonomasia. Da 130 .

ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA 123

Filati preziosi

WINTER.

Giacca in supercashmere con cappuccio


in volpe e giacchino in baby cashmere
di Monique Lecerf. Da 950 .

LABC
Per personalizzare
qualsiasi borsa
con la propria
iniziale
gli ABCharms
in pelliccia
di Fendi. 470 .

LABBRACCIO
Tappeto Altamarea di Sitap in seta vegetale annodato
a mano. Da 120x240 cm o 200x300 cm. Da 890 .

IDEA IMMACOLATA
Luna Bag di Borbonese:
soffice e soave.
In mongolia e pelle. 990 .

REGINA
DEI
GHIACCIAI

BAGLIORI POLARI

Piumino Moncler imbottito


in lurex broccato
con applicazioni. 1.650 .

Lanello a fascia incrociata


in oro bianco e diamanti di Crivelli
ha diversi tagli. Prezzo a richiesta.

124 ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

PI MORBIDO
DI COS
Il cuscino firmato Brunello
Cucinelli in pelliccia
e felpa di cashmere. 2.090 .

In quota
Il poggiapiedi Oraz in pelle
di mucca di Flamant ha gambe
in legno riciclato. 145 .

Legno
al sole
Pesano solo 13 grammi
gli occhiali da sole
in legno, modello Berlin
di MyWoodi. 219 .

SCULTOREA
La limited edition
di Ruinart Blanc de Blancs
firmata da Hubert
Le Gall. Da 130 .

WOOD POWER

INNESTI
Piantama un tronco dalbero che si trasforma
in comodino con luce annessa. Di Marcantonio
Raimondi Malerba per Mogg. Da 685 .

Suono dantan
Max LP di ION Audio permette
di ascoltare e convertire in file Mp3
vinili e audio-cassette.
120,98 su amazon.it
ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA 125

Cuffia stereo Music Maniac di Denon


con sistema chiuso e altoparlante
in composito carbonio/carta. 429 .

Spirits. Un focolare Sunny Fire di Palazzetti,


realizzato in thermofix, un particolare
cemento che migliora la combustione.

INDIRIZZI
ACQUA DI PARMA, www.acquadiparma.com; AGRESTI, www.agresti.com; ALESSI,
www.alessi.com; ANNAMARIA ALOIS, www.annamariaalois.it; ANTONANGELI,
www.antonangeli.it; APPLE, www.apple.com; APPLE WATCH HERMS, www.apple.
com/it/apple-watch-hermes; ARKETIPO FIRENZE, www.arketipo.com; ARMANI
CASA, www.armanicasa.com; ARTEK www.artek.fi; ARTEMIDE, www.artemide.com;
AUDEMARS PIGUET, www.audemarspiguet.com; BACCARAT, www.baccarat.it;
BAXTERr www.baxter.it; BELVEDERE VODKA, www.belvederevodka.com; BERLUCCHI,
www.berlucchi.it; BESANA, www.besanamoquette.com; BOIZEL, www.boizel.com;
BORBONESE, www.borbonese.com; BOTTEGA VENETA, www.bottegaveneta.com;
BREGUET, www.breguet.com; BRUNELLO CUCINELLI, www.brunellocucinelli.com;
BULGARI, www.bulgari.com; BULOVA, www.bulova.it; CALEX, www.electrocirkel.
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MORETTI, www.carlomoretti.com; CARTIER, www.cartier.com; CATTELAN ITALIA,
www.cattelanitalia.com; CHANEL, www.chanel.com; CHOPARD, www.chopard.it;
CHRISTIAN FISCHBACHER, www.fischbacher.com; CHRISTOFLE, www.christofle.
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DAVITE&DELUCCHI, www.davitedelucchi.it; DAMIANI, www.damiani.com; DENON,
www.denon.it; DIOR, www.dior.com; DIOR JOAILLERIE, www.dior.com; DISARONNO,
www.disaronno.com; DOM PRIGNON, www.domperignon.com; ECLISS, www.ecliss.
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www.fornasetti.com; FREDERIQUE CONSTANT, www.frederiqueconstant.com;
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krug.com; LA PRAIRIE, www.laprairie.com; LARDINI, www.lardini.it; LA RINASCENTE,
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MAX MARA, www.maxmara.com; MIELE, www.miele.com; MOET & CHANDON,
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MONCLER, www.moncler.com; MONIQUE LECERF, tel 04363447; MOUSTACHE,
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mywoodi.com; NAHOOR, www.nahoor.com; NIKA ZUPANC, www.nikazupanc.
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PERRIER-JOUET, www.perrier-jouet.com; PHAIDON, www.phaidon.com; PHILIPS,
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PORADA, www.porada.it; PORRO, www.porro.com; PRADA, www.prada.com; RALPH
LAUREN HOME, www.ralphlaurenhome.com; RECUPERANDO, www.recuperando.
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RICHARD MILLE, www.richardmille.com; RIEDEL, www.riedel.com; RIFLESSI, www.
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robertodemeglio.it; ROBUR, www.robur.it; ROCHE BOBOIS, www.roche-bobois.
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rugiano.com; RUINART, www.ruinart.com; SAHRAI, www.sahrai.com; SAINT
LOUIS, www.saint-louis.com; SAMSUNG, www.samsung.com; SELETTI, www.
seletti.it; SERAX, www.serax.com; SICIS, www.sicis.com; SIMES, www.simes.it;
SITAP, www.sitap.it; SOLARI LINEADESIGN, www.solarilineadesign.com; STEFANO
RICCI, www.stefanoricci.com; SWAROVSKI, www.swarovski.com; SWEDESE, www.
swedese.com; TALISKER SKYE, www.skye.taliskerwhisky.com; TECHNOGYM,
www.technogym.com; TIFFANY, www.tiffany.com; TODS, www.tods.com; Tom
Dixon, www.tomdixon.net; TRUSSARDI CASA, www.trussardi.com; TWIN-SET,
www.twin-set.com; VACHERON CONSTANTIN, www.vacheron-constantin.com;
VALENTINO GARAVANI, www.valentino.com; VALSECCHI1918, www.valsecchi1918.
it; VAN CLEEF & ARPELS, www.vancleefarpels.com; VENDORAFA, www.vendorafa.
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com; WOOLRICH, www.woolrich.eu; YOUNG & BATTAGLIA, www.archiproducts.
com; VISIONNAIRE, www.visionnaire-home.com; ZACAPA, www.zacaparum.com;
ZIMMER+ROHDE, www.zimmer-rohde.com

126 ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

AD PER MORET

La Libert Arte
ORO, BRONZO E RIFLESSI DARGENTO. SONO TRATTEGGIATI DAI METALLI
I TAPPETI DELLA NUOVA COLLEZIONE FREEDOM DI MORET FIRMATA SAMUELE
MAZZA: ELEMENTI DI DESIGN ISPIRATI ALLE FASTOSE DIMORE ART DCO.

otham e Rosenthal sono i nuovi modelli di


Freedom, la collezione di tappeti disegnata da
Samuele Mazza per Moret. Freedom si distingue per il suo appeal new art dco, che segna
linizio di una nuova avventura nel percorso creativo del
designer. Per Mazza un tappeto fa parte di unidea di
lifestyle completo, e pu essere la base attorno a cui si
sviluppa lo stile di una casa. stata lopulenta linearit
dellArt Dco a guidare Mazza nella ricerca dellelemento
chiave attorno al quale sono declinati i nuovi tappeti: la
catena esagonale, motivo ricorrente nelle inferriate, negli
androni dei palazzi e nei gioielli del primo ventennio del
1900. Dal suo intrecciarsi nascono magiche geometrie, ritrovabili nelle architetture delle eccellenze italiane di quel
periodo, come Buzzi e Portaluppi, i maestri che hanno
ispirato le nuove creazioni. Percorso da preziose catene di oro brunito che si ripetono serialmente, Gotham
fonde nella sua superficie rigore progettuale e potere
scenografico. Il modello disponibile in due versioni:
Gotham Light, pensato per chi predilige le tonalit calde
declinate nelle nuance pi chiare, e Gotham Dark, di
Dettagli preziosi. Particolari di tappeti della collezione Gotham (1)
e Rosenthal (2). Sotto, un tappeto della collezione Gotham.

impatto nettamente drammatico, dove la catena dorata


risalta grazie ai toni scuri dello sfondo.
Il modello Rosenthal propone invece ununica grande
cornice esagonale. Loro brunito della geometria impreziosisce i diversi sfondi del tappeto; opzione Light per la
versione color ambra, e Black per quella a sfondo nero.
I nuovi modelli di Moret esprimono una teatralit che
non mai leziosa, un valore estetico molto caro ai riferimenti culturali e alla cifra stilistica del design di Samuele Mazza. Che oltre a essere arredatore, scenografo
e autore di libri di moda, nel 2001 ha creato il marchio
Visionnaire Home Philosophy. www.moret.it

FINALE.

UN OGGETTO,

UN NATALE,
UNA STORIA.

.
PATRIZIA SANDRETTO: I MIEI ALBERI DA REVERS
La mia passione per i costume jewelry nata alla fine
degli anni 80: unamica li collezionava e un giorno mi
appunt una spilla sul revers della giacca. Lemozione che
ho provato grazie a quella prima spilla mi ha spinta a studiarne la storia. I COSTUME JEWELRY hanno assunto
un ruolo fondamentale nellA merica anni 30, quando la
crisi economica port alla creazione di ornamenti poveri
ma belli. Sono bijoux in qualche modo democratici e addirittura femministi perch, per la prima volta, le donne
se li potevano regalare da sole. Loriginalit dei designer
che li crearono rende i gioielli fantasia pezzi unici in edizione illimitata. Ne indosso sempre uno diverso e mi piace
scegliere quello che ha attinenza con la giornata che mi
attende. Allinizio ho trovato molti gioielli fantasia nei
mercatini specializzati: ancora oggi i venditori mi contattano quando trovano dei pezzi particolari. Oltre che

nei market statunitensi, qualche volta acquisto anche via


internet. Ho delle spille alle quali sono molto affezionata
perch sono limmagine di un momento sociale e storico
particolare. Come i CHRISTMAS TREE creati negli anni
della guerra di Corea per i soldati che erano al fronte , di
cui possiedo una piccola foresta. Questi alberelli sono
in metallo dorato rivestito in smalto, con vetri colorati
a simulare gli addobbi e strass tagliati a baguette per le
candele: mi piace indossarli durante le feste natalizie. Una
volta ho fatto anche una follia: allinizio degli anni 90
volevo ampliare la collezione degli alberi, in Italia introvabili. Ero al mercato di Coconut Grove, lA ntique Market
di Miami. Uno dei venditori esponeva alcuni Christmas
Tree e mi disse che ne aveva altri a Sarasota, dove abitava.
Dopo qualche minuto ero gi in auto, direzione nord della
Florida. Quel giorno ne ho comprati 25.

PATRIZIA SANDRETTO RE REBAUDENGO presidente dellomonima Fondazione darte contemporanea di Torino.


128 ARCHITECTURAL DIGEST ITALIA

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