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LIBRO PRIMO

I
S, forse riesco a trovarlo, il bambino, se desidera proprio vederlo disse miss Pynsent; voleva assolutamente
assecondare ogni desiderio della visitatrice, che considerava un personaggio importante e piuttosto ostico. Per andare in
cerca del fanciullo, usc dal salottino che si era vergognata di far vedere in un simile stato di disordine, coi modelli di
carta posati sui mobili e ritagli di stoffa sparsi sul tappeto - emergendo da quel santuario un poco soffocante, dedicato
sia alle visite di convenienza che al mestiere al quale aveva votato la vita, e aperta la porta di casa dette una occhiata su
e gi per il vicolo. Fra poco sarebbe stata l'ora del t, e lei sapeva che a quell'ora solenne Hyacinth restringeva il cerchio
dei suoi vagabondaggi. Era sconvolta, in preda all'impazienza, all'eccitazione e all'ansia di compiacere la signora
Bowerbank che non voleva far aspettare (anche se quella se ne stava l, pesantemente seduta con aria comprensiva,
come se non avesse alcuna fretta); e preoccupata non poco al pensiero che l'oggetto delle sue ricerche potesse
presentarsi con la faccia sporca. La signora Bowerbank aveva dichiarato con tale fermezza di considerare assai lodevole
che miss Pynsent si fosse presa cura gratuitamente del bambino per tanti anni che l'umile sarta, pronta a fantasticare su
tutti tranne che su se stessa, e ignara fino a quel momento di poter costituire un esempio di altruismo, improvvisamente
desider di apparire completamente dedita al fanciullo cos come la grassa, seria ospite credeva che fosse, e pens come
sarebbe stato bello se egli fosse comparso tutto fresco e disinvolto e grazioso come sapeva essere a volte. Miss Pynsent,
sbattendo nervosamente le palpebre mentre guardava fuori, era agitatissima, in parte per quanto la signora Bowerbank
le aveva detto, e in parte perch, quando aveva offerto alla signora una goccia di liquore per riprendersi dalla fatica della
lunga spedizione, quella aveva risposto che non si sarebbe sognata di toccare nulla a meno che miss Pynsent non le
tenesse compagnia. Lo scifonni, come Amanda si ostinava a chiamarlo, ospitava una sola bottiglietta che un tempo
aveva contenuto eau de cologne, e che ora esibiva un quarto di un liquido dal caldo color oro. Miss Pynsent era una
creatura delicata; si nutriva di t e di crescione e teneva nello chiffonier quella bottiglietta soltanto per le grandi
occasioni. Il brandy caldo diluito con acqua e addolcito da una zolletta o due di zucchero non le piaceva ma in questa
occasione del tutto eccezionale se ne vers un mezzo bicchiere. A quell'ora il bambino si piantava davanti al negozietto
di dolci sull'altro lato della strada, una bottega che vendeva anche periodici, oltre a caramelle da succhiare e lecca-lecca,
e dove libri di canzoncine e stampe erano messi in bella mostra nella sporca vetrinetta. Aveva l'abitudine di soffermarsi
l davanti per mezz'ore intere, cercando di compitare la prima pagina dei racconti del Family Herald e del London
Journal, incantato soprattutto dall'illustrazione d'obbligo in cui venivano presentati all'occhio profano i pi nobili
personaggi (sempre di altissimo lignaggio). Quando possedeva un soldino ne spendeva una parte in una chicca di
zucchero stantia, con l'altra met comprava una filastrocca attaccata a un vivace motivo in legno intagliato. In quel
momento, comunque, non si trovava l in contemplazione, n era visibile in alcun altro luogo scrutato dall'occhio
impaziente di miss Pynsent.
Millicent Henning, su', dimmi, hai visto il mio bambino? Queste parole erano state rivolte da miss Pynsent a
una bambinetta che, seduta sulla soglia della casa vicina cullava una bambola sciupata, dalla lussureggiante chioma
castana sormontata da un cappellino di paglia tutto strappato.
La bambina alz gli occhi seguitando a cullare e lisciare il pupazzo, e con un'occhiata la cui impenetrabilit
risultava volutamente ostentata rispose: No, miodio, miss Pynsent, non lo vedo mai.
Ma se stai sempre a trafficare con lui, brutta cattiva! la rimbecc aspramente la sarta. Non sta giocando a
palline o... a fare i salti qui dietro l'angolo? continu miss Pynsent cercando di suggerirle la risposta.
Le posso assicurare che non gioca proprio per niente, afferm Millicent Henning con un fare da adulta che
accentu continuando: E non capisco poi perch dovrei essere chiamata brutta cattiva.
Se vuoi fare la brava, vai subito, per piacere, a cercarlo, e digli che c' una signora venuta apposta per
vederlo. Miss Pynsent aspett un istante per accertarsi che l'ordine sarebbe stato eseguito ma non raccolse altra
soddisfazione che di vedersi squadrata ancora una volta da uno sguardo deciso, tale da indurla a pensare che la perfidia
di quella bambina era pari alla bellezza, un po' sporca e appannata, della sua faccetta insolente. Con un gemito
d'impotenza rientr in casa e non appena scomparve, Millicent Henning salt in piedi e si precipit di corsa gi per il
vicolo verso un'altra viuzza che lo tagliava. Non credo di far torto al candore della fanciullezza dicendo che la ragione
della corsa di quella signorinella non era certo il desiderio di far piacere a miss Pynsent, ma l'acuta curiosit di sapere
chi fosse la visitatrice che voleva vedere Hyacinth Robinson. Voleva prender parte, sia pure con l'immaginazione,
all'incontro, e inoltre era mossa da un improvviso ritorno di affetto per il fanciullo dal quale si era separata appena
mezz'ora prima, con una certa asprezza. Era una creatura indipendente e nella sua cerchia domestica non c'era nessuno a
cui fosse particolarmente attaccata; le piaceva per baciare Hyacinth quando lui non la respingeva dicendole che era
odiosa: era appunto a quel gesto e a quell'epiteto che lui si era abbandonato mezz'ora prima. Ma aveva riflettuto
rapidamente (mentre si faceva gioco di miss Pynsent) che questa volta si era comportato peggio di tutte le altre.
Millicent Henning aveva solo otto anni, ma sapeva che al mondo c'erano cose pi tremende.
La signora Bowerbank si era abbandonata a un lento e prolisso racconto sulla sorella, la signora Copperfield,
che era venuta a trovare da quelle parti, e confid a miss Pynsent, sorseggiando un secondo bicchiere, il penoso calvario

dell'idropisia del marito di questa, un becchino, in possesso di un mestiere che era una vera benedizione, perch ci si
poteva sempre contare. Era una donna dalle spalle alte, torreggiante, che dava l'impressione di essere quadrata e insieme
di respirare un'aria pi rarefatta, e Amanda pens che doveva essere molto difficile farle i vestiti e si sent girare la testa
al pensiero della quantit di spilli che sarebbero occorsi nelle prove. La sorella aveva nove figli mentre lei ne aveva
sette; quando andava a lavorare, la pi grande badava agli altri. Prestava servizio nelle carceri, soltanto di giorno:
doveva trovarsi sul posto alle sette del mattino, ma la sera era libera e se ne stava comoda e tranquilla a casa sua. Miss
Pynsent trov straordinario che, con la vita che conduceva, potesse parlare di comodit, ma capiva come si potesse
essere felici di tornarsene a casa la sera, perch a quell'ora il carcere diventava certo orribile.
Non ha paura di loro... mai? chiese, alzando verso la visitatrice il viso un poco avvampato.
La signora Bowerbank, che era una donna lenta, la osserv a lungo prima di rispondere, tanto che l'altra prov
vivissima la sensazione di trovarsi sotto lo sguardo della legge; e del resto chi poteva essere pi strettamente legato alle
pratiche della giustizia di una donna-carceriera, soprattutto quando era cos grossa e imponente? Ho l'impressione che
siano loro ad aver paura di me, dichiar infine; ed era un concetto che miss Pynsent afferr senza difficolt.
Immagino che di notte facciano un baccano indiavolato, sugger la piccola sarta confondendo prigioni e manicomio.
Se ci si azzardano, li facciamo star zitti noi, rispose in tono perentorio la signora Bowerbank, mentre miss
Pynsent andava di nuovo alla porta, senza nessun risultato, per vedere se per caso comparisse il fanciullo. Fece
osservare alla sua ospite che non c'era altra espressione per definirlo se non bastian contrario dal momento che sapeva
benissimo che quasi tutti i giorni della settimana il t era pronto a quell'ora. A questa dichiarazione la signora
Bowerbank fissando di nuovo la sua compagna con l'occhio inflessibile della giustizia, disse: E prende sempre il suo
t, cos, da solo, come un piccolo gentiluomo?
Beh, cerco di darglielo ben servito, a un'ora decente, ammise con tono colpevole miss Pynsent. E quanto a
questo, qualcuno potrebbe affermare che proprio un piccolo gentiluomo aggiunse, sforzandosi di usare un tono
moderato mentre invece si rendeva conto di essere profondamente eccitata.
C' gente tanto sciocca da dire qualsiasi cosa. Se sono i genitori a determinare la nostra qualifica sociale, il
fanciullo ha molto poco di cui andar fiero, continu la signora Bowerbank col tono di chi guarda sempre le cose in
faccia.
Miss Pynsent era timidissima, ma adorava l'aristocrazia, e vi erano dei particolari, nella vita del fanciullo, a cui
non era disposta a rinunciare nemmeno per una persona che faceva pensare allo stridere di chiavistelli e al cigolio delle
catene. Non dobbiamo dimenticarci che suo padre era molto in vista, esclam con voce supplichevole, stringendosi
convulsamente le mani in grembo.
Suo padre? E chi lo sa chi era? Non risulta che abbia un padre, no?
Ma, non stato forse provato che Lord Frederick...?
Mia cara, nulla stato mai provato tranne che la donna pugnal nella schiena Sua Signoria con un lungo
coltello, provocandone la morte, e che fu condannata a scontare la pena. Cosa pu saperne una come quella, di padri?
Meno si parla degli antenati del fanciullo, e meglio !
Miss Pynsent si sent annaspare a questo giudizio che faceva crollare in un soffio tutta la bella fantastica
costruzione che, per anni, era andata innalzando. Ma anche nel momento in cui ne percepiva il crollo, non pot
trattenersi dal cercare di salvare almeno qualche frammento. Ma come... come, ansim, aveva avuto a che fare
soltanto con la nobilt!
La signora Bowerbank osserv con occhio spento la sua interlocutrice. Mia cara signorina, cosa ne sa un
esserino a modo come lei, che se ne sta tutto il giorno seduta con ago e forbici, della vita di una spregevole straniera, di
infima estrazione, una di quelle persone che vanno in giro con un coltello? Mi trovavo l quando arriv e so io fino a
che punto era caduta in basso. Aveva una conversazione proprio raffinata, glielo assicuro!
Oh, orribile, e naturalmente io non so nulla di preciso, disse miss Pynsent in tono querulo. Ma non era poi
tanto in basso quando lavoravamo nello stesso posto, e spesso mi ripeteva che non si sarebbe mai sprecata per nessuno
che non fosse altolocato.
Sarebbe stato meglio se le avesse parlato di cose pi utili per entrambe, rispose la signora Bowerbank
mentre la sarta si sentiva redarguita tanto sul passato che sul presente. Altolocato, poverina! Beh, ora ha toccato il
fondo. Se non le era capitato quando lavorava, un peccato che non si sia conservato quel posto; quanto all'orgoglio
della nascita, un argomento che il suo giovane amico far bene a lasciare ad altri. E lei, si fidi pure di quello che le
dice una donna di mondo.
E lo era senz'altro, come si rendeva ben conto miss Pynsent, per la quale tutto ci era terribile, che cio una
cara, sommessa, piccola convinzione fosse frugata dalla cruda luce del sistema penale. Si era presa cura del fanciullo
perch la maternit le era congeniale, e questa era la sola opportunit che la fortuna le aveva offerto per diventare
madre. Anche lei, come quel bimbo abbandonato, aveva avuto ben poco che potesse chiamare suo, e le sembrava che la
presenza del bambino le avrebbe conferito una qualche importanza nel ristretto mondo di Lomax Place (bastava tacere il
modo in cui ne era venuta in possesso) che sarebbe stata proporzionata alla generosit con cui avrebbe provveduto al
suo mantenimento. La sua solitudine si protendeva verso quella di lui e col passare del tempo le loro esistenze solitarie
si popolarono di centinaia di consolanti reminiscenze vagheggiate dalla mente romantica della sarta. Il fanciullo si
rivel tutt'altro che sciocco o protervo, ma quello che pi glielo rendeva caro era la convinzione che appartenesse, per
la parte sinistra, come aveva letto in un romanzo, ad una razza antica e fiera, di cui (un giorno che aveva dovuto
aspettare, col suo lavoro, nel boudoir di una nobildonna) aveva scorso in un grosso libro rosso, consultato avidamente e

con trepidazione l'elenco dei discendenti e delle parentele acquisite. Pieg il capo di fronte alla logica stringente della
signora Bowerbank ma in cuor suo decise che non avrebbe rinunciato al fanciullo soltanto perch non trovava una
risposta a qualche parola - era del resto naturale che non vi riuscisse - e che avrebbe continuato a credere in lui e nella
propria capacit di riconoscere e rispettare le qualit di chi era migliore di lei. Credere in Hyacinth, per miss Pynsent,
significava credere che lui fosse davvero figlio dell'immoralissimo Lord Frederick. Fin dalla prima infanzia aveva
insinuato nella mente del bambino che c'era qualcosa di grande nel suo passato, e poich la signora Bowerbank non
avrebbe mai e poi mai approvato simili corbellerie, si augurava che non le fossero rivolte domande in proposito. Non
che la piccola sartina si facesse scrupolo, a tempo e luogo, di usare le arti della simulazione: era una creatura mite e
innocente, ma raccontava frottole con la stessa prodigalit con la quale applicava i suoi merletti. Tuttavia, fino ad ora,
non era stata mai interrogata da un emissario della legge, e il cuore le batt forte quando la signora Bowerbank chiese in
tono grave, vagamente duro:
E mi dica, miss Pynsent, l'innocente lo sa?
Lo sa di Lord Frederick? replic palpitante miss Pynsent.
Al diavolo Lord Frederick! Lo sa di sua madre.
Oh, direi di no. Io non gliel'ho mai detto.
Ma glielo ha mai detto nessuno?
A questa domanda, la risposta di miss Pynsent suon pi sicura e fiera; con la piacevole consapevolezza di
essersi comportata con straordinaria saggezza e opportunit, replic: Chi avrebbe potuto saperlo? Non ne ho mai fatto
parola ad anima viva!
Ma la signora Bowerbank non pronunci nessuna lode; si limit a posare il bicchiere vuoto e a pulirsi la bocca
larga, con cura meticolosa. Poi, come se si trattasse dell'idea migliore che avesse avuto fino a quel momento, disse:
Ah, bene, saranno anche in troppi un giorno ad informarlo!
Voglia Dio che possa vivere e morire senza saperlo! grid con passione miss Pynsent.
La sua interlocutrice la guard con una certa condiscendenza professionale. Mi sembra che non afferri bene
l'idea. Come pu andare a trovarla, il bambino, se non deve sapere nulla?
Vuole dire che quella glielo dir? annasp, querula, miss Pynsent.
Dirglielo! Non ci sar bisogno di dirgli nulla, una volta che lei lo stringer e gli dar... quello che mi ha
detto.
Quello che ha detto...? ripet miss Pynsent sgranando gli occhi.
Il bacio di cui le sue labbra hanno avuto sete per tutti questi anni.
Povera infelice! mormor la sarta lasciando sgorgare di nuovo tutta la sua pena. Certo capir che lei lo
ama, continu con semplicit. Poi, come per ispirazione, aggiunse: Potremmo dirgli che sua zia!
Pu pure dirgli che sua nonna, se vuole. Ma si tratta sempre di una persona di famiglia.
S da quel lato, disse miss Pynsent irrimediabilmente perduta dietro le sue fantasticherie. E parler
correntemente francese? chiese, come ispirata. In tal caso non la capir.
Oh, un figlio capisce sempre sua madre, qualunque lingua parli replic la signora Bowerbank rifiutandosi di
elargire un superficiale conforto. Ma soggiunse offrendo una via d'uscita a una prospettiva irta di pericoli:
Naturalmente dipende tutto da lei. Non obbligata a condurre il fanciullo, se non lo desidera. Molte non lo farebbero.
Non c' nessun obbligo.
E non mi accadrebbe nulla se non lo portassi?: chiese la povera miss Pynsent, incapace di liberarsi della
sensazione che in qualche modo il braccio della legge era levato contro di lei.
La sola cosa che le potrebbe accadere che lui un giorno possa rinfacciarglielo fece balenare lugubremente
la signora del carcere.
S, certo, se per venisse a sapere che l'ho trattenuto.
Oh, un giorno o l'altro lo verrebbe a sapere, non c' dubbio. Succede sempre cos... Tutto viene a galla,
sentenzi la signora Bowerbank che sembrava avere una visione del mondo assai poco allegra. Non bisogna
dimenticare che si tratta del desiderio d'una morente, e lei potrebbe ritrovarselo sempre sulla coscienza.
Non lo potrei mai sopportare! esclam con grande enfasi la piccola sarta, rabbrividendo; si pieg poi a
raccogliere i ritagli sparsi di mussolina e di carta arrotolandoli meccanicamente con una fretta disperata. terribile non
sapere che fare... ma se lei proprio sicura che sta veramente morendo.
Vuole forse insinuare che finge? S, capita spesso... ma sappiamo come comportarci in quei casi.
Miodio, me lo immagino, mormor miss Pynsent mentre la visitatrice continuava a raccontare che l'infelice
donna, per conto della quale aveva intrapreso questo penoso pellegrinaggio, avrebbe potuto resistere una settimana o
due, ma che se avesse vissuto ancora un mese avrebbe violato (come la signora Bowerbank si sarebbe espressa) ogni
legge di natura, essendo ormai ridotta pelle e ossa e senza pi nulla, tranne il desiderio assillante di rivedere il suo
bambino.
Se ha paura di quel che potrebbe dire, non c' da temere: non in grado di parlare, e inoltre non vi saranno
concessi pi di otto minuti, continu la signora Bowerbank con un tono che ricordava una disciplina ferrea.
Non ne vorrei certo di pi; quegli otto minuti mi basteranno per il resto della vita, disse miss Pynsent con
tono conciliante. E poi, nuovamente ispirata, aggiunse: Non pensa che un giorno potrebbe rinfacciarmi di avercelo
portato? Anche se in avvenire qualcuno gli dovesse parlare di lei, non avendola mai vista sarebbe libero di non
crederci.

La signora Bowerbank ci pens sopra un momento, come se si trattasse di una questione complessa e poi,
coerente come sempre al suo programmatico pessimismo, rispose: Di una cosa pu star certa; qualunque decisione
prenda, una volta cresciuto le far desiderare di avere preso quella opposta. La signora Bowerbank pronunci
opposita.
Miodio, meno male che ci manca ancora molto.
Non ci mancher molto, una volta che l'idea gli sar entrata nella testa! In ogni caso, Lei deve agire come
crede meglio. Ma se decide di venire, non deve aspettare che sia tutto finito.
Non ce la faccio a decidere.
Capisco, annu la signora Bowerbank con suprema coerenza. E apparve pi seraficamente lugubre che mai
mentre, raccogliendo intorno a s lo scialle che si era allentato, aggiunse che si sentiva molto obbligata verso miss
Pynsent la cui cortesia le era stata di grande conforto: la sua visita aveva peraltro devastato la serenit di miss Pynsent
che manifest tutta la sua perplessit in questa estrema esclamazione:
Se lei volesse almeno aspettare di conoscere il bambino, sono sicura che potrebbe giudicare meglio la
situazione.
Mia cara, non ho nessuna intenzione di giudicare, non compito mio! esclam la signora Bowerbank; ma
aveva appena pronunciato queste parole che la porta della stanza si apr cigolando e la donna si trov di fronte un
bimbetto che la osservava. Pos gli occhi su di lui per un istante e poi, del tutto inaspettatamente, emise un gridolino
inconsulto. questo il bambino? Oh, Dio misericordioso, ma questo qui non pu portarcelo!
Lo dicevo io che era timido e sensibile! si lasci sfuggire miss Pynsent che gli balz incontro fermandolo
con le braccia protese, poi volgendosi ansiosamente alla visitatrice: Cos delicato e nervoso, mi si riduce uno straccio!
Ma per quanto delicato, la sartina lo scroll violentemente rimproverandogli di non essersi fatto trovare quando lo
cercava, e lo spinse verso la signora dalla faccia quadrata e dalla voce profonda, che sembrava riempire completamente
mezza stanza. Ma la signora Bowerbank non lo tocc; si limit a lasciar cadere il suo sguardo da un'altezza vertiginosa
e la sua indulgenza parve come un tributo a quella fragilit sulla quale miss Pynsent si era accalorata a insistere, cos
come l'ostentata seriet copriva forse l'imbarazzo di quella donna scrupolosa. Parla alla signora, da bravo, e chiedile
scusa per averla fatta aspettare.
Il fanciullo esit, mentre ricambiava con lo stesso interesse l'attento esame della signora Bowerbank, poi, con
fredda, calcolata indifferenza che miss Pynsent immediatamente attribu alla sua natura aristocratica, disse: Non mi
pare che abbia poi tanta fretta.
C'era dell'ironia in quelle parole, ed un fatto indubitabile che gi a dieci anni Hyacinth Robinson fosse
ironico; ma l'oggetto di quella allusione, non eccessivamente disponibile, parve non raccoglierla; reag soltanto dicendo
a miss Pynsent, al di sopra della sua testa: Ha il suo stesso viso, tranne la carnagione!
Il viso di lei? E non le ricorda affatto Lord Frederick?
Ho conosciuto qualche aristocratico e non tutti avevano tratti cos fini
Miss Pynsent aveva visto pochissimi nobili, ma ader con un'eccitazione spasmodica a questa generalizzazione;
tuttavia, controllandosi, dato che il bambino era terribilmente intelligente, si limit a dichiarare che il suo aspetto
sarebbe stato pi presentabile con la faccia un po' pi pulita.
stata probabilmente Millicent Henning che mi ha sporcato la faccia quando mi ha baciato, annunci in
tono lento e grave il fanciullo, tenendo gli occhi fissi sulla signora Bowerbank. Non c'era in lui alcun sintomo di
timidezza.
Millicent Henning una bambina molto cattiva; diventer una poco di buono disse miss Pynsent con
assoluta convinzione e anche - visto che la signorinella in questione le aveva fatto efficacemente da ambasciatrice - con
notevole ingratitudine.
Il bambino si ribell subito a quella qualifica: Perch cattiva? Per me non lo affatto e mi piace moltissimo.
Gli era venuto in mente all'improvviso che si era affrettato a gettare su di lei la colpa del suo aspetto disordinato e
desiderava rimediare al tradimento. Intuiva vagamente che soltanto la gravit dell'accusa lo aveva spinto a difenderla,
perch in effetti odiava le persone in cui le zone pulite erano sommerse da macchie e rigagnoli di sporcizia. Millicent
Henning in genere aveva almeno due o tre macchie procuratele dalla sua bambola contro la quale stropicciava in
continuazione il naso e la cui sporcizia era contagiosa. Era inevitabile che gli avesse lasciato un segno sotto il naso
quando gli aveva chiesto la ricompensa per essergli andata a dire che una signora lo stava aspettando.
Miss Pynsent teneva il fanciullo stretto contro le ginocchia, e sembrava presentarlo alla signora Bowerbank per
indurla a convenire con lei che aveva l'impronta di una creatura di razza. Era assai minuto per la sua et, e sebbene non
avesse l'aria malaticcia, la sua personcina sembrava quasi proclamare che non sarebbe divenuta mai alta n forte. Gli
occhi di un azzurro intenso erano distanti tra loro e accentuavano la bellezza e la dolcezza del volto, e la massa di
capelli ondulati, lunghi e folti, era di quel colore castano dorato destinato a sollevare esclamazioni deliziate nelle
signore che lo avrebbero contemplato. Le fattezze erano armoniose: la testa poggiava su un collo dritto e sottile;
l'espressione grave e aperta indicava una vivacit percettiva oltre a un profondo candore; nella sua tenera signorilit
appariva in tutto e per tutto una personcina interessante e attraente.
S, certamente un tipo che ricorda disse la signora Bowerbank paragonandolo mentalmente agli ottusi
membri della sua nidiata che non erano mai stati in grado di afferrare nulla ad eccezione di qualche soldo che di tanto in
tanto riuscivano a sgraffignarle. Scrut ogni particolare del suo abbigliamento: il rammendo accurato dei pantaloncini,
le lunghe calze colorate, di cui non le sfuggiva l'eleganza, come anche il fiocco sgargiante che la sarta aveva passato

intorno al colletto e che l'abbraccio della signorina Henning aveva un po' strapazzato. Certo miss Pynsent ne aveva uno
solo da accudire, ma la sua visitatrice dovette riconoscere che aveva il culto dei bottoni. un piacere vedere come lo
tiene bene continu, notando le ingegnose pezze nelle scarpe del fanciullo che le sembravano riparate esattamente
come quelle di un principino.
Lei troppo buona - esult miss Pynsent. Non l'ho mai sfiorato neppure con un ago. Sono convinta che ne
ricaverebbe un'impressione troppo forte.
soltanto per guardarmi che mi ha fatto chiamare? chiese Hyacinth con un candore che nella sua innocenza
risultava, ancora una volta, carico di sarcasmo.
La signora anche troppo gentile ad accorgersi di te url la sua protettrice, dandogli un piccolo strattone del
tutto innocuo. Non sei pi grosso di una pulce; chiss quanta gente non ti distinguerebbe da una pulce e neanche
"ammaestrata" per giunta.
Quando comincer ad andarsene per i fatti suoi, se ne accorger, se grande abbastanza, replic
tranquillamente la signora Bowerbank, e aggiunse che ora che aveva visto com'era fatto non poteva evitare di rendersi
conto che anche l'altra parte andava presa in considerazione. Nello sforzo di parlare con la massima discrezione in
presenza del bambino (cos precocemente attento) era diventata un po' enigmatica: ma miss Pynsent afferr quello che
voleva dire quanto cio fosse vero che il fanciullo avrebbe notato tutto e se lo sarebbe ricordato, ma che d'altra parte
proprio perch era un bambino cos affascinante sarebbe stata una grossa cattiveria non soddisfare il desiderio di quella
poveretta che, se avesse saputo quale aspetto aveva, non avrebbe mai perdonato, a colei che aveva preso il suo posto, di
non averglielo mostrato. Al posto suo me ne andrei pi contenta se avessi prima visto questi boccoli, dichiar la
signora Bowerbank in una fantasiosa impennata materna che la port ad alzarsi, mentre miss Pynsent sentiva che
andandosene la lasciava terribilmente scombussolata, senza che nessuno dei semi gettati avesse dato il suo frutto. La
piccola sarta sped il fanciullo al piano di sopra perch si mettesse in ordine per il t, e accompagnando la visitatrice alla
porta la supplic di avere un po' di pazienza, fra un giorno o due avrebbe deciso il da farsi e le avrebbe scritto. La
signora Bowerbank continuava a spaziare in una sfera superiore a quella tutte incertezze e timori della povera miss
Pynsent, e quel fare distaccato potenziava agli occhi della ospite il prestigio della sua irreprensibilit. Il dislivello
sembr colmarsi, quando, avendo Amanda piagnucolato sulla soglia di casa un'ultima volta, vagamente e scioccamente:
Non una disgrazia che quella sia tanto infame?, la pesante donnona delle carceri ribad con un tono di voce che
sembrava fatto apposta per rimbombare contro la pietra dei corridoi: Le assicuro, ce ne sono di ben peggiori!
II
Rimasta sola miss Pynsent si sent tutta stravolta. Non aveva calcolato questa terza terribile crisi e la natura
stessa del caso sembrava doverla precludere. Tutto ci che sapeva o che aveva voluto sapere, era che in uno di quei
luoghi orribili, appositamente costruiti, quella che un tempo era stata una sua compagna di lavoro stava scontando una
pena in cui era stata commutata la sentenza capitale. quando (orrore indicibile!) aveva gi il cappio intorno al collo. Era
per ovviamente fuori discussione che quell'atto di clemenza potesse subire ulteriori modifiche; la povera Florentine era
dunque un po' pi morta di qualsiasi defunto, senza una lapide che ne indicasse la tomba. A miss Pynsent perci non
sarebbe mai passato per la mente che lei potesse morire di nuovo, non aveva idea di dove fosse stata internata, una volta
trasferita da Newgate (aveva voluto cancellare dalla sua mente tutta la faccenda, nell'interesse del bambino) e non
avrebbe mai potuto pensare che un giorno da quella silenziosa oscurit si sarebbe levata una voce, e soprattutto una
voce che non poteva fare a meno di ascoltare. Prima della visita della signora. Bowerbank, miss Pynsent avrebbe
giurato che non doveva rendere conto a nessuno del proprio operato; che aveva raccolto il fanciullo (che altrimenti
sarebbe morto di fame in mezzo alla strada) per spirito di carit, e lo aveva allevato, nonostante le misere e precarie
condizioni economiche, senza il sussidio di un soldo da chicchessia; che la madre si era giocata ogni diritto su di lui, e
che questo era esattamente quanto avevano pattuito fra loro - se mai possibile parlare di accordi in momenti cos
spaventosi - quando si era recata a trovarla a Newgate (quell'infausto episodio, occorso alcuni anni prima, ancora oggi
offuscava completamente qualsiasi altro ricordo di miss Pynsent): era andata a trovarla perch Florentine l'aveva
mandata a chiamare (un nome, un volto, un indirizzo sgorgato dalla memoria di un passato non troppo remoto ma finito
bruscamente, di quando lavoravano insieme) come la sola amica a cui potesse rivolgersi con una qualche speranza di
ricevere una pietosa risposta. La violenza dell'emozione non aveva reso miss Pynsent n inerte n isterica; sotto quella
spinta, al contrario, si butt nelle faccende quotidiane, come una fuggiasca cerca scampo per viottoli poco battuti,
mettendosi a sforbiciare, cucire, imbastire, quasi volesse battere sul tempo la crisi nervosa. E mentre mani, forbici e ago
volavano, un'infinita successione di ipotesi fantastiche s'inseguivano nella sua piccola testa confusa: era dotata di
un'immaginazione accesa, e nel suo cervello l'azione riflessiva si tramutava sempre in una galleria d'immagini e di
situazioni. Si era dipinta a colori rosati il quadro del proprio avvenire, che aveva tenuto appeso per anni davanti agli
occhi: ma sentiva che la signora Bowerbank aveva praticato con mano pesante un foro nella tela. Va aggiunto tuttavia
che sebbene i pensieri di Amanda spesso non fossero altro che visioni fantastiche, riuscivano per talvolta a farle
prendere qualche decisione, e infatti quella particolare sera di settembre ne prese una estremamente grave. Decise
dunque di cercare consiglio, e a questo scopo si precipit gi per le scale e, costringendo Hyacinth ad interrompere il
suo pasto frugale, lo sped dall'altro lato della strada perch riferisse al signor Vetch (a meno che non si fosse gi
avviato a teatro) che lo supplicava di recarsi da lei al suo ritorno, quella sera stessa, perch doveva dirgli qualcosa di

molto importante. Se fosse rincasato tardi, non importava, poteva andare a qualsiasi ora - avrebbe visto la luce accesa
alla finestra - e le avrebbe fatto un vero favore. Miss Pynsent sapeva bene che andare a dormire non le sarebbe servito a
nulla; mai e poi mai avrebbe potuto chiudere occhio. Il signor Vetch era il suo amico pi illustre; provava
un'ammirazione sconfinata per la sua intelligenza e conoscenza del mondo, e per la limpidit del suo giudizio circa il
comportamento e le intenzioni umane; e gi si era consultata con lui per l'educazione di Hyacinth. Al fanciullo non
occorsero spinte per andare a portare il messaggio, perch anche lui aveva il suo punto di vista nei riguardi dell'umile
suonatore, secondo violino dell'orchestra del teatro di Bloomsbury. Una volta, quell'anno, il signor Vetch era riuscito ad
ottenere due biglietti per una pantomima, e l'emozione di quella serata magica l'avevano reso sacro per Hyacinth,
fissandolo per sempre nello splendore della luce dei riflettori. Vi erano alcune cose nella vita di cui il fanciullo, gi a
dieci anni, era convinto che non sarebbe stato suo destino potersi mai appagare, e una di queste era appunto quel mondo
fantastico, illuminato dalle luci della ribalta. Ma chiss, se non avesse perso di vista il signor Vetch, forse si sarebbe
presentata ancora un'altra occasione: chiss che la porta non si fosse riaperta - il violinista era uno di quei fortunati
mortali dai magici poteri, che andava a teatro tutte le sere.
Arriv a casa di miss Pynsent verso mezzanotte; non appena ud il discreto trillare del campanello, lei and alla
porta e lo fece entrare. Era un originale, nel pi vero senso della parola: un solitario ometto, deluso, amareggiato,
scettico, che aveva visto la propria carriera musicale arenarsi, sensibile ed emotivo come un aristocratico, condannato
dalla sorte a suonare da secondo violino in un teatro di second'ordine per pochi scellini alla settimana. Aveva idee
personalissime su tutto, e non sempre troppo ottimiste. Per Amanda Pynsent incarnava l'arte, la letteratura (quella dei
cartelloni), la filosofia; le dava costantemente l'impressione di appartenere ad una classe sociale molto pi elevata,
nonostante i suoi guadagni fossero ben poco superiori alle misere entrate di lei e occupasse una stanzetta nel retro di una
casa in cui non le era mai accaduto di notare una sola finestra pulita. Agli occhi della sartina emanava il fascino della
nobilt piegata dalla fortuna; aveva rilevato che parlava in modo diverso (sebbene non avrebbe saputo indicare in cosa
consistesse la differenza, tranne forse per alcuni termini troppo crudi o troppo preziosi da tutti gli altri membri di
quell'umile agglomerato periferico; e le sue mani avevano qualcosa di spiccatamente aristocratico. (Come ho gi notato
miss Pynsent nutriva un enorme interesse per quella classe sociale). Un solo aspetto della personalit del signor Vetch le
dispiaceva, cio la sua blasfema ideologia repubblicana e radicale, e la licenziosit del linguaggio con cui era solito
riferirsi alla nobilt. Da questo verso le procurava un enorme fastidio, sebbene quelle parole scandalose non facessero
che rafforzarle maggiormente l'intima certezza della nobile origine di lui, come pi o meno le accadeva per Hyacinth.
Quelle orribili teorie (espresse con tanto acume che avrebbero potuto essere davvero pericolose se miss Pynsent non
fosse stata cos saldamente aggrappata alla propria fede cristiana e di conseguenza avesse saputo bene come reagire)
non costituivano una smentita alle sue origini raffinate; potevano spiegarsi piuttosto come un legittimo risentimento per
ritrovarsi escluso dalla posizione sociale che gli spettava. Il signor Vetch era basso, grasso e calvo, sebbene non fosse
molto pi anziano di miss Pynsent, la quale a sua volta non era pi vecchia di certa gente che dice di avere
quarantacinque anni; andava a teatro in abito da sera con un fiore all'occhiello e portava il monocolo. Aveva l'aspetto
placido e gioviale di chi al massimo pu innervosirsi per la rigidit della propria camicia. Di lui si poteva pensare che
fosse un uomo meticoloso ma immune da qualsiasi problematica, certo non un rivoluzionario e neppure un accanito
critico della vita. Talvolta, quando usciva presto da teatro, andava con un amico pianista a suonare ballabili a qualche
festicciola e dopo queste spedizioni diventava particolarmente cinico e stralunato; si abbandonava a vere diatribe contro
la borghesia britannica, meschina, grottesca, snobistica. Era raro che, parlando con miss Pynsent, si astenesse dal dirle
che aveva la levatura intellettuale di un bruco; ma era una battuta che si poteva permettere per l'amicizia che li legava
ormai da sette anni, iniziata quando (un anno dopo che era andato a vivere a Lomax Place) lei, avendo appreso dalla
lattaia che se ne stava tutto solo al numero 17, con un attacco di gastrite, era corsa a curarlo. L'aveva sempre paragonata
ad un insetto, o a un uccello, ma lei non ci badava perch sapeva che in fondo gli piaceva, come del resto a lei
sembravano belle tutte le creature alate. Quale motivo aveva poi di lamentarsi, avendolo sentito definire la Regina una
formula antiquata e l'Arcivescovo di Canterbury una grottesca superstizione?
Pos l'astuccio del violino sul tavolo ingombro di modelli e puntaspilli e guard il fuoco sul quale il bollitore
dell'acqua sibilava gradevolmente. Miss Pynsent, che aveva messo su l'acqua da mezzora, segu il suo sguardo e si
rallegr al pensiero che la signora Bowerbank non si fosse completamente scolata la bottiglietta dello chiffonier. La
pos di nuovo sul tavolo questa volta con un solo bicchiere, e disse al suo ospite che, in via del tutto eccezionale, poteva
accendersi la pipa. In realt era un'eccezione che concedeva ogni volta e, invariabilmente, al grazioso discorsetto, lui
replicava se fosse davvero convinta che le mogli degli erbivendoli e le figlie dei macellai per le quali lavorava, avessero
un olfatto talmente raffinato da riconoscere negli abiti che confezionava per loro l'odore del suo tabacco. Sapeva che la
sua clientela si limitava ai bottegai ma miss Pynsent avrebbe voluto che la cosa fosse segreta e che tutti pensassero che
gli straccetti da lei fabbricati (di gusto purtroppo assai discutibile) non dovevano assolutamente turbare le narici
femminili. Non era per mai riuscita a convincerne il signor Vetch; egli captava sempre la verit, la proditoria, nuda
verit, su tutto, in un istante. Era certa che anche adesso avrebbe messo a fuoco la grave situazione che si era creata per
Hyacinth; avrebbe intuito che, sebbene gradevolmente eccitata per ritrovarsi coinvolta negli ultimi vortici di un caso
tanto celebre a suo tempo, il suo segreto desiderio sarebbe stato di sottrarsi al proprio dovere - se era poi un dovere - e
impedire che il fanciullo venisse a conoscenza della innominabile vicenda materna, dell'onta della sua nascita, e infine
dell'occasione che lei aveva avuto di fargli vedere quella miserabile donna prima che fosse troppo tardi. Sapeva che il
signor Vetch avrebbe letto i suoi pensieri turbati, ma sperava che li avrebbe trovati naturali e legittimi; pens che,
siccome aveva preso a benvolere Hyacinth, avrebbe voluto evitare al fanciullo una mortificazione che lo avrebbe

segnato per sempre e avrebbe forse potuto schiantarlo. Gli raccont della visita della signora Bowerbank mentre lui,
seduto sul sof, - nello stesso posto occupato poco prima da quella donna mastodontica, soffiava anelli di fumo nella
penombra della piccola stanza. Conosceva da anni la storia della nascita del fanciullo e non poteva aspettarsi nessuna
rivelazione sorprendente. Non si agit affatto nell'udire dell'imminente fine di Florentine e del fatto che fosse riuscita a
far pervenire ad Amanda il suo messaggio; ritenne tutto ci talmente normale che disse a miss Pynsent: Pensavate che
sarebbe vissuta in eterno, scontando la sua tremenda condanna, tanto per risparmiarvi la seccatura di un dilemma e il
ricordo della sua miseranda esistenza, che avreste preferito dimenticare?. Quelle domande erano tipiche del signor
Vetch, e come non bastasse egli chiese alla donna sgomenta se fosse certa che il messaggio della sua amica (la chiamava
sua amica quell'infelice creatura) le fosse pervenuto in modo regolare. I carcerieri senza dubbio non avevano l'autorit
di far passare chiunque desiderasse visitare i detenuti; dunque lei pensava di recarsi al carcere con la sola autorizzazione
della signora Bowerbank? La piccola sarta spieg che quella signora era venuta con l'unico scopo di interpellarla sulla
richiesta che Florentine le aveva rivolto con tanta insistenza: era stata nel braccio della signora Bowerbank prima di
essere portata in infermeria, dove ora giaceva in fin di vita, e aveva formulato il suo desiderio al cappellano cattolico,
che si era assunto l'impegno di procurarle il conforto di sapere che almeno un tentativo era stato compiuto. Aveva
creduto opportuno, per prima cosa, accertarsi che la persona che aveva preso in custodia il bambino fosse disposta ad
accompagnarlo, decisione assolutamente facoltativa, e si era consultato in proposito con la signora Bowerbank
decidendo di comune accordo che quest'ultima avrebbe preso contatto con miss Pynsent spiegandole la situazione,
lasciandola libera di decidere come meglio avesse creduto, mentre lui da parte sua si sarebbe impegnato ad ottenere dal
direttore della prigione l'eventuale permesso per quell'incontro. Miss Pynsent abitava da quattordici anni a Lomax
Place, indirizzo che Florentine non aveva mai dimenticato dal giorno in cui l'antica compagna era andata a trovarla a
Newgate (prima che la terribile sentenza venisse commutata) e le aveva promesso, in uno slancio di piet verso colei
che aveva conosciuto nei suoi giorni onesti e limpidi, che le avrebbe salvato il figlio, sottraendolo all'ospizio e al
marciapiede, preservandolo da quel destino che aveva distrutto la madre. La signora Bowerbank aveva ottenuto una
mezza giornata di permesso, e poich si riprometteva da tempo di farsi viva con una sorella che viveva nella zona
settentrionale di Londra, aveva soddisfatto questo impegno familiare e si era poi recata da miss Pynsent a esporle la
questione senza tante cerimonie. Ora la decisione dipendeva unicamente da lei. Aveva un giorno o due per riflettere, non
di pi, perch la donna era molto malata, e poi avrebbe dovuto scrivere alla signora Bowerbank al carcere. Se avesse
accettato, la signora Bowerbank lo avrebbe comunicato al cappellano e questi, ottenuta l'autorizzazione dal direttore,
l'avrebbe inviata a Lomax Place; quindi Amanda, insieme alla piccola vittima innocente, si sarebbe immediatamente
recata sul luogo. Ma era il caso - doveva - accettare? Era questo il tremendo, sconvolgente dilemma che miss Pynsent
non si sentiva di risolvere senza un consiglio.
Dopo tutto non pi suo, mio, solo e per sempre mio. Vorrei vedere che si dicesse il contrario, dopo quanto
ho fatto! si sfog Amanda Pynsent, agucchiando sempre pi velocemente una pezza che teneva appuntata sul
ginocchio.
Il signor Vetch la osserv per un poco, fumando in silenzio la pipa, col capo appoggiato all'alto, rigido
schienale dell'antiquato divano, le corte gambette incrociate alla moda dei turchi. vero che avete fatto molto per lui.
Siete una gran brava donna, dopotutto, mia cara Pinnie. Quel dopotutto faceva parte del suo modo di parlare. In
realt non aveva mai dubitato che fosse la migliore donna del quartiere.
Ho fatto quel che potevo e non me ne vanto. Ma se uno ci pensa, dispiace... doverlo portare a trovare un'altra
donna. E una donna del genere ... e in un luogo come quello! Non mi sembra giusto, per un piccolo innocente.
Non ne sono certo. C' anche chi pensa che queste cose fanno bene. Se da piccolo il luogo non gli piace, si
sforzer da grande di starne alla larga.
Miodio signor Vetch, ma che dite! Un principino come lui! esclam miss Pynsent.
Siete voi che ce lo avete fatto diventare? domand il violinista. Non mi sembrate disposta ad ammettere
che sia un tratto di famiglia.
Di famiglia? Ma cosa ne sapete voi? rispose subito aggrappandosi alla sua amatissima, unica idea fissa.
vero, chi ne sa nulla? Che cosa ne sapeva anche lei? E poi, con tono indifferente il visitatore aggiunse:
Perch ve lo siete incollato Pinnie? Perch avete voluto essere cos superlativamente buona? Nessuno vi obbligava.
Non volevo essere superlativamente buona. Voglio dire, certo che lo desidero, in un certo senso, ma non
stato quello il motivo. Capirete, non possedevo nulla di mio, non possedevo nulla al mondo tranne il mio ditale.
Molti l'avrebbero ritenuta una ragione sufficiente per non adottare il bastardo di una prostituta.
Beh, andai a trovarlo l dove stava (dove lei lo aveva lasciato con la matresse) e capii che genere di posto
fosse, e sentii che sarebbe stato un delitto far crescere un povero innocente in un luogo simile, si scherm miss Pynsent,
quasi che il suo agire emotivo fosse stato un'azione criminale. E non sarebbe cresciuto di sicuro. Quelle non si
sarebbero certo data la pena di occuparsi di un bambino indifeso. Quelle gli avrebbero giocato qualche brutto tiro, se
non altro spedendolo dritto al riformatorio. E poi, ho avuto sempre una passione per le creaturine, e a questa ho voluto
molto bene continu parlando quasi con la coscienza di avere agito ai limiti dell'eroismo. Per due o tre anni mi sono
sentita molto legata ed stata un'impresa badare a lui e ai miei impegni contemporaneamente. Ma ora diventato come
il lavoro - sembra che vada avanti da solo.
Se va a gonfie vele come il lavoro, potete stare tranquilla, comment il violinista, pronto come sempre a
ironizzare su tutto.

S, certo, ma questo non m'impedisce di pensare a quella povera donna malata, che desidera tanto sfiorare la
sua manina prima di morire. La signora Bowerbank ha detto di essere sicura che glielo porter.
Chi sicura? La signora Bowerbank?
Mi domando se esiste qualcosa di sacro per voi a questo mondo, replic miss Pynsent strappando il filo con
rabbia. Mi piacerebbe esserci, il giorno che la smetterete di scherzare.
Finch ci sarete voi, non la smetter. Che volete che vi dica? Che dovete portare il fanciullo o che dovete
lasciar piangere la madre?
Voglio che mi diciate se quando sar diventato grande mi maledir.
Dipende da voi: ma probabilmente vi maledir in ogni caso.
Non potete crederlo davvero, perch anche a voi piace e lo amate, osserv Amanda acutamente.
Certo; e infatti maledir anche me. Maledir tutti. Se ne far molto del nostro affetto! Non sar mai felice.
Mi domando come, secondo voi, lo stia educando, replic con dignit la piccola sarta.
Non siete voi ad educarlo, ma lui a educare voi.
una cosa che avete sempre detto, ma in realt non sapete nulla. Se siete convinto che fa quello che pi gli
piace, allora dovrebbe essere felice. Non bello da parte vostra dire che non sar felice, aggiunse miss Pynsent in tono
di rimprovero.
Sarei pronto a dire tutto quello che volete, se servisse a qualcosa. Ma stiamo parlando di un povero piccolo
diavolo sensibile, un po' morboso, che vive nel mondo della luna introverso, con una fantasia accesa e poca costanza,
che si aspetter sempre dalla vita molto pi di quello che trover. per questo che non sar felice.
Miss Pynsent ascolt la descrizione del suo protg con l'aria di criticarla internamente ma per la verit non
conosceva il significato della parola introverso e non voleva chiederlo. Dopo di voi la persona pi intelligente che
conosca, disse poi, perch le parole del signor Vetch rientravano in quello che pi apprezzava in lui. Che cosa
esattamente fosse, per, non avrebbe saputo dirlo.
Grazie per avermi messo al primo posto, replic il violinista dopo ripetute tirate di pipa. un ragazzo
interessante; chiaramente dotato di un cervello e perfino di un'anima, e da questo punto di vista... se non proprio unico
per lo meno del tutto particolare. Sono curioso di vedere come sar da grande. Ma non mi pentir mai di essere
rimasto un inveterato scapolo egoista - che non si mai lasciato attrarre da questo genere di mercanzia.
Beh, siete proprio consolante. Lo viziereste peggio di me, disse Amanda.
Forse, ma comunque in modo diverso. Non gli direi certo ogni tre minuti che suo padre era un duca.
Non ho mai parlato di duchi! replic con forza la piccola sarta. Non ho mai detto nulla di preciso n fatto
nessun nome in particolare. Non mi sono mai neppure sognata di nominare Sua Signoria. Posso avergli detto che se un
giorno si fosse scoperta la verit si sarebbe forse trovato che era un consanguineo - un cugino o qualcosa di simile - di
una delle persone pi in vista del paese. Mi sarei sentita in colpa se non gli avessi fatto trapelare almeno questo. Ma una
cosa ho sempre ribadito: che la verit non si sapr mai.
Siete ancora pi consolante di me! esclam il signor Vetch dopo averla guardata con quel sorriso amabile sul
viso rotondo, e poi disse: Non farete mai ci che vi dico; a che serve darvi dei consigli?
Vi prometto che lo far, se mi assicurerete di essere convinto che sia l'unica cosa giusta.
Ho mai detto qualcosa di cos sciocco? Giusta... giusta? Che cosa ne sapete voi? Se volete la cosa giusta, siete
molto esigente.
Allora come dovrei regolarmi? chiese meravigliata la sarta.
Dovete considerare tutto quello che servir a farlo scendere dal piedistallo.
Farlo scendere dal piedistallo, povero bambino mio?
Il vostro povero bambino crede di essere la perla della creazione. Non dico che ci sia qualcosa di male, in
questo: una presunzione tanto radicata e abbagliante un complemento naturale della giovinezza e dell'intelligenza.
Non dico che ci sia un gran male, ma se volete un consiglio per come trattare il ragazzo, questo ne vale un altro.
Allora volete che acconsenta all'incontro?
L'unica cosa che voglio che mi versiate un altro goccio... grazie. Dico soltanto: che conoscere il peggio
quando si ancora piccoli sempre un gran vantaggio, almeno non ci si illude di vivere nel vacuo paradiso degli stolti.
Io l'ho fatto fino all'et di quarant'anni. Poi mi sono svegliato e mi sono ritrovato a Lomax Place. Tutte le volte che il
signor Vetch diceva qualcosa interpretabile come un'allusione a una sua precedente posizione sociale spirante un vago
sentore di distinzione, miss Pynsent osservava un rispettoso, delicato silenzio, e anche questa volta non ribatt nulla,
anche se avrebbe voluto obiettare che Hyacinth non era pi presuntuoso (era questa la parola che avrebbe usata) di
quanto obiettivamente potesse permettersi, con la sua aggraziata figuretta, e le spiccate predisposizioni; e che, in quanto
a considerarsi una perla di qualche specie, sapeva anche troppo bene che abitava in una casetta dalla facciata scura, a
miglia di distanza dalle buone famiglie; una casa presa in affitto da una povera donna che teneva a pensione quel genere
di persone su cui non si poteva far troppo affidamento che pagassero settimanalmente l'affitto, e che lottava per far
quadrare il bilancio, malgrado il gratificante cartello affisso fra le due finestre:
SIGNORINA AMANDA PYNSENT
modelli e stoffe
lavori di sartoria di ogni genere:
abiti da corte, mantelli e cappellini alla moda.

Imprevedibilmente il suo visitatore, senza che lei parlasse, le lesse nel pensiero (almeno in parte) e dichiar che
forse, per quanto riguardava la reale situazione del fanciullo, miss Pynsent la riteneva sufficientemente miserabile per
non desiderare di degradarla maggiormente. Ma da qui a quando avr compiuto vent'anni, si sar convinto che Lomax
Place non stato altro che un brutto sogno, che i vostri affittacamere e il vostro lavoro da sarta erano cos immaginari
quanto volgari, e che quando un vecchio amico vi veniva a trovare a tarda ora, non era vostra abitudine preparargli
amorevolmente un bicchiere di brandy diluito con acqua. Si autodiscipliner a dimenticare tutto: trover il modo di
farlo.
Volete dire che mi dimenticher e mi ripudier? grid miss Pynsent, arrestando di colpo, per la prima volta,
il movimento dell'ago.
Dimenticher, senza dubbio, l'intestataria di quell'attraente insegna fuori della casa, e anche me, certo: il
calvo, panciuto violinista che vi considerava la donna pi perfetta di sua conoscenza. Non voglio dire che vi ripudier,
che far finta di non avervi mai conosciuto; non credo che diventer una canaglia cos abietta; forse non sar neppure un
vile; e mi d l'idea che in lui ci sia un po' di cuore e forse anche di gratitudine. Ma la sua fantasia (che piloter sempre i
suoi percorsi mentali) vi sottoporr a qualche straordinaria metamorfosi. Insomma, vi rivestir.
Mi rivestir? esclam Amanda, che aveva completamente perso il filo del discorso del signor Vetch. Volete
dire che riavr le sue propriet... che i suoi parenti lo riconosceranno?
Cara, deliziosa sciocca Pinnie, sto parlando in senso figurato. Non ho la pretesa di sapere quali saranno le sue
condizioni quando ci relegher nel dimenticatoio: ma sono sicuro che il nostro destino sar quello di essere accantonati.
Perci non lo riempite di false idee e sottili illusioni pi di quanto non gli sia necessario per poter sopravvivere. Non gli
mancher modo di raccoglierne a sufficienza strada facendo. Dategli piuttosto una buona dose di verit fin d'ora.
Miodio, certo voi vedete assai pi lontano di me, mormor Pinnie infilando l'ago.
Il signor Vetch fece una pausa, ma evidentemente non per assaporare quell'amabile interruzione. Continu
infatti con un'improvvisa emozione nella voce: Ditegli, gli servir in seguito, quali sono i conti in sospeso fra lui e la
societ, perch sappia come regolarsi. Se il figlio illegittimo di una francese corrotta che ha ucciso uno dei suoi
numerosi amanti non tenetegli celato un fatto cos importante. un'origine che considero estremamente valida.
Diomio, signor Vetch, certo che non vi mancano le parole! esclam miss Pynsent con una delle sue abituali
quanto vacue osservazioni. A starvi a sentire non so proprio cosa si dovrebbe pensare.
cos, mia cara, e per questa ragione: che quella la gente con cui la societ deve fare i conti; non con
persone come me o come voi. Miss Pynsent sospir forse per la propria incapacit di rendersi conto di quanto andava
ascoltando, forse per il terribile vizio del signor Vetch d'ingigantire le cose, specialmente quando erano gi troppo
grandi per lei, e il suo amico continu filosoficamente: Povero piccolo diavolo, fategliela vedere, portatecelo.
E se poi, pi in l, quando avr vent'anni, dovesse dirmi che se non mi fossi impicciata non avrebbe mai
saputo niente, non avrebbe provato quella vergogna, che cosa potrei rispondergli allora? questo pensiero che non
riesco a togliermi di testa.
Potrete dirgli che un uomo che si rammarica di essere andato a trovare sua madre che agonizzava nel letto di
un penitenziario, sospirando per rivederlo, merita assai di peggio della pi acuta sofferenza che potr mai provare. E il
piccolo violinista, alzatosi, and al caminetto e svuot la pipa.
Beh, naturale che si sentirebbe a disagio disse miss Pynsent riponendo il lavoro con quei movimenti
frenetici che l'avevano agitata tutta la sera.
Nessuna recriminazione sul fatto che si senta a disagio; non certo la cosa peggiore che possa capitargli. Se
un po' pi di gente si sentisse a disagio, in questa nostra razza ottusa, stolta e vana, il mondo si risveglierebbe con
qualche idea, e vedremmo l'avvio di una qualche azione. la supina acquiescenza, l'assenza di qualsiasi moto riflessivo,
l'impenetrabile nebbia... Qui il signor Vetch s'interruppe di colpo: la padrona di casa gli stava di fronte con gli occhi
minacciosi e i pugni stretti.
Anastasius Vetch, finitela, co' ste' mostruosit!, grid scivolando in cadenze popolaresche che le venivano
istintive quando era fortemente emozionata. Inforcate sempre il cavallo di Orlando. Credevo che gli foste affezionato...
a quel povero piccolo infelice.
Anastasius Vetch aveva rimesso in tasca la pipa; si mise il cappello in testa, prendendosi quella libert da
vecchio amico e abitante di Lomax Place, e si riprese l'astuccio del violino, simile a una piccola bara. Mia povera
Pinnie, ho l'impressione che non comprendiate una sola parola di quello che dico. A che serve parlare... Fate come vi
pare.
Beh, non valeva la pena che vi scomodaste a quest'ora di notte solo per dirmi questo. Non mi piace questa
faccenda... non mi piace per niente!
Il signor Vetch per quanto gli consentiva la sua bassa statura s'inchin a baciarle la mano con la galanteria di un
troubadour, come aveva visto fare sulle scene. Cara amica, noi due la pensiamo diversamente e non riuscir mai a
farvi comprendere le mie idee. proprio perch lo amo, povero piccolo diavolo, ma voi non capirete mai. Voglio che
sappia tutto, e specialmente il peggio... s, ho detto proprio il peggio. Al posto suo, non mi sentirei di ringraziarvi per
esservi fatta gioco di lui.
Farmi gioco di lui?... Ma se non penso ad altro che alla sua felicit! esclam Amanda Pynsent. Rimase a
guardarlo, ma in realt inseguiva i propri pensieri: aveva rinunciato a correre dietro alle sue bizzarrie. Ricord quello
che aveva gi notato in altre occasioni, che le sue teorie erano ancora pi straordinarie del comportamento. A giudicare

unicamente dal suo modo di vivere, non lo si sarebbe mai immaginato tanto immorale. Molto probabilmente sto dando
troppo peso a questa storia, aggiunse, ma quello che continua a tormentarmi il pensiero che quella lo vuole e
spasima per lui. Prese la lampada per far luce al signor Vetch che si avviava alla porta (la scarsa illuminazione del
corridoio era venuta meno ormai da tempo). Ma prima di lasciare la casa egli si volt all'improvviso, arrestandosi
bruscamente, il volto pacifico reso ambiguo dal bagliore enigmatico dei suoi piccoli occhi tondi.
Che importanza ha dopo tutto? Di che vi preoccupate? Che differenza pu fare quello che accadr... sia da
una parte che dall'altra... a gente cos miserabile?
III
La signora Bowerbank le aveva fatto sapere che l'avrebbe aspettata all'ingresso di quel luogo spaventoso, e
questo pensiero aveva sostenuto miss Pynsent durante il lungo, tortuoso viaggio con continui cambi di autobus
inframmezzati da tratti a piedi. Aveva anche pensato a una carrozza, ma aveva optato di usarla per il ritorno, quando,
con tutta probabilit si sarebbe ritrovata sopraffatta dall'emozione e cos sconvolta da rifugiarsi con sollievo in un
mezzo che la sottraesse agli sguardi estranei. Dubitava perfino che una volta varcata la soglia della prigione, l'avrebbero
mai pi restituita alla libert e alle sue clienti; aveva l'impressione di vivere un'avventura pericolosa e deprimente, e si
sent invadere da una profonda commozione per l'innocente entusiasmo del fanciullo che procedeva al suo fianco, tutto
allegro, come gi era accaduto in un'altra circostanza rimasta famosa negli annali di miss Pynsent, un certo afoso sabato
d'agosto in cui lo aveva accompagnato a visitare la Torre. Si era tormentata non poco, una volta presa quella decisione,
su cosa dirgli a proposito di questa visita. Aveva deciso di dirgli il meno possibile, di spiegargli soltanto che stavano
andando a visitare una povera donna che si trovava in carcere per un delitto commesso molti anni prima, che l'aveva
mandata a chiamare manifestando inoltre il desiderio, se avesse avuto qualche bambino da portare con s - poich i
bambini (quando sono buoni) sono vivaci e allegri - di essere rallegrata dalla presenza di un piccolo visitatore. Era
difficilissimo essere reticenti o misteriosi con Hyacinth. Voleva sapere tutto di tutto e puntualmente invest con la luce
penetrante delle sue domande la reclusa amica di miss Pynsent. Costei dovette ammettere che erano state amiche
(altrimenti che obbligo avrebbe avuto di andare a trovarla?) ma parl come se si trattasse di una conoscenza di poco
conto (lei era rimasta viva nella memoria della reclusa soltanto perch tutti gli altri... il mondo era cos duro!... le
avevano voltato le spalle), e si congratul con se stessa della felice ispirazione che l'aveva portata a descrivere il crimine
per il quale la donna stava scontando la pena come il furto di un orologio d'oro, sottratto in un momento di estremo
bisogno. La donna aveva avuto un marito malvagio che l'aveva maltrattata e abbandonata; era stata poverissima, quasi
sul punto di morire di fame, e duramente provata. Hyacinth ascolt la storia con avido interesse e poi disse:
E non aveva bambini... non aveva neanche un bambino piccino?
Questa domanda suon a miss Pynsent foriera di futuri turbamenti, ma, accogliendola come meglio le riusc,
rispose che le pareva infatti che la misera vittima della legge avesse avuto (tanto tempo prima) un bambino assai
piccolo, ma temeva che ne avesse completamente perso le tracce. Hyacinth doveva sapere che i bambini non avevano il
permesso di entrare nelle carceri. Il fanciullo osserv subito che naturalmente lui sarebbe potuto entrare perch era
grande. Miss Pynsent si consol pensando a quell'altro pellegrinaggio, la visita a Newgate, dieci anni prima: era uscita
sana e salva da quella esperienza e aveva avuto perfino la consolazione di sapere che la visita aveva dato buoni frutti.
Tuttavia oggi la responsabilit era tanto pi grande, e del resto non era certo per se stessa che temeva ed esitava, ma per
la tenera sensibilit del fanciullo che avrebbe potuto rimanere appannata dall'ombra di quel luogo infamante.
Percorsero l'ultimo tratto di strada a piedi, dopo essere scesi il pi vicino possibile al fiume, costeggiandolo
(secondo le istruzioni che miss Pynsent, cammin facendo, era andata raccogliendo da una mezza dozzina di poliziotti,
tramvieri e piccoli bottegai) fino a giungere a un grosso, turrito edificio, riconoscibile a prima vista. Lo riconobbero
infatti non appena videro levarsi dalle sponde del Tamigi la sua mole scura che via via sembr distendersi fino ad
occupare tutta la zona, coi suoi muri bruni e senza finestre, coi brutti pinnacoli mozzi e un'aria indicibilmente triste e
severa. Agli occhi di miss Pynsent apparve sinistro e ostile e lei si domand perch una prigione dovesse avere un'aria
tanto crudele dal momento che era stata edificata nell'interesse della giustizia e dell'ordine - l'edificazione di una
protesta, appunto, contro il vizio e la scelleratezza. Questo penitenziario in particolare la colp come un luogo cattivo e
corrotto quanto coloro che racchiudeva. Gettava un maleficio sulla luce del giorno e conferiva al fiume un aspetto
sporco e venefico, mentre la riva opposta, con la sua profusione di camini irti, di sgraziati gazometri e depositi
d'immondizie, aveva l'aspetto di una regione che avesse popolato a proprie spese la prigione stessa. Guard in su verso i
lugubri cancelli chiusi, serrando istintivamente la manina di Hyacinth; e se era difficile credere che una cosa tanto
impenetrabile, cieca e muta, si sarebbe dischiusa per lasciarla entrare, si sentiva mancare il cuore al presagio che quella
stessa cosa avrebbe mai potuto darsi la pena di lasciarla uscire. Mentre indugiava, mormorando parole sconnesse contro
l'oggetto del suo viaggio, sopraggiunse un fatto del tutto imprevisto a rinfocolare i suoi scrupoli e la sua riluttanza. Il
fanciullo all'improvviso si sciolse dalla stretta e, incrociate le mani dietro la schiena, le disse, con tono rispettoso ma
risoluto, piantandosi a una certa distanza:
Questo posto non mi piace.
Neanche a me, amore mio, proruppe in un gemito la sarta. Se sapessi quanto non mi piace!
Allora andiamocene. Non voglio entrare.

Si sarebbe aggrappata ben volentieri a questa soluzione se nell'oscillare delle sue esitazioni non le fosse
improvvisamente balenato il pensiero che, dietro quelle mura lugubri, la donna che aveva concepito quel bambino stava
contando i minuti. Era viva, in quell'immensa tomba buia, e miss Pynsent ebbe l'impressione che gi si fosse stabilito un
contatto. Le erano vicini, e lei lo sapeva; fra pochi istanti avrebbe assaporato la sola piet (ad eccezione della grazia che
l'aveva scampata dalla forca) che avesse conosciuto dal giorno della sua caduta. Ancora qualche attimo e la nostra
pellegrina cap che se le fosse venuta meno la carit le sue veglie, a Lomax Place, sarebbero state popolate dai rimorsi...
forse persino da qualcosa di pi amaro. C'era in agguato, dentro di lei, qualcosa che attendeva e ascoltava, pronta ad
esplodere con un fragore tremendo, un urlo o una maledizione, se avesse condotto via il fanciullo. Guard la sua faccina
pallida, consapevole che sarebbe stato vano da parte sua ricorrere ai modi imperativi; inoltre le sarebbe sembrato
mostruoso. Ebbe un'altra ispirazione, e disse, con una voce pacata che aveva gi usato in un'altra occasione:
L'unica ragione per cui siamo qui perch vogliamo essere buoni. Se saremo buoni, l'aspetto sgradevole della
cosa non ci toccher.
Perch dobbiamo essere gentili con lei se una donna tanto cattiva? chiese Hyacinth. Dev'essere una
persona spregevole. Non voglio conoscerla.
Ssst, ssst, gemette la povera Amanda, avvicinandoglisi con le mani giunte. Non pi cattiva, ora. stato
tutto spazzato via... espiato.
Che significa "espiato"? chiese il fanciullo mentre la donna s'inginocchiava per stringerselo al seno.
quando si sofferto terribilmente... sofferto tanto che uno ritorna buono.
E lei ha sofferto tanto?
Per molti anni. Ed ora sta morendo. Il fatto che ci voglia vedere la prova che ora diventata tanto buona.
In che modo? Forse perch siamo buoni noi? continu Hyacinth con un fare cos inquisitorio che la sua
compagna distolse lo sguardo da lui e fiss gravemente la desolata distesa di Battersea.
Siamo buoni se siamo compassionevoli, se facciamo uno sforzo, disse infine la sarta levando gli occhi verso
il bambino, come se si trovasse pi in alto di lei.
Ma se sta morendo? Non voglio vedere morire nessuno, io.
Miss Pynsent rimase di sasso, ma la forza della disperazione ebbe il sopravvento. Forse se andiamo da lei non
muore pi. Pu darsi che riusciamo a salvarla.
Egli le punt sul viso i suoi incredibili occhi - occhi che le davano sempre l'impressione di appartenere a una
persona pi adulta e pi forte di lei - e poi disse: Perch dovrei salvare un essere simile, se non mi piace?
Se lei ti vuole bene, questo basta.
Miss Pynsent si accorse che queste parole lo avevano scosso: Allora mi vuole un grande, grandissimo bene?
Grandissimo. Pi di chiunque altro...
Pi di quanto me ne vuoi tu?
Oh, disse Amanda prontamente volevo dire, pi che a chiunque altro.
Hyacinth aveva infilato le mani nelle tasche dei pantaloncini, e stando con le gambe leggermente divaricate
distolse lo sguardo dalla sua compagna per rivolgerlo all'immensa, lugubre prigione. Lei intu che tutto dipendeva da
quell'istante. Va bene, disse finalmente, ci vengo, ma per poco.
Caro, caro! mormor piano la sarta, mentre attraversavano lo squallido semicerchio che separava il cancello
d'ingresso dalla strada poco frequentata. Fece uno sforzo per tirare il filo della campanella che le sembr enorme e duro,
e mentre attendeva i risultati di questo sforzo, il fanciullo se ne usc improvvisamente con questa osservazione:
Come pu amarmi tanto se non mi ha mai visto?
Miss Pynsent si augur che il cancello si aprisse prima che fosse costretta a rispondere, ma l dentro ci
mettevano tanto ad arrivare che Hyacinth ebbe tutto il tempo di ripetere la domanda. Cos, aggrappandosi alla prima
idea che le venne in mente, disse: Perch il bambino che aveva tanto tempo fa si chiamava anche lui Hyacinth.
Che razza di motivo, mormor il bambino guardando la sponda opposta di Battersea.
Un istante dopo si ritrovarono immersi in una vasta penombra, mentre dietro di loro si udiva un gran cigolio di
chiavi e chiavistelli. Da quel momento miss Pynsent si abbandon nelle mani della provvidenza e in seguito non
conserv memoria di quanto era accaduto fin quando non vide profilarsi nell'oscurit di quel misterioso androne la
grossa sagoma della signora Bowerbank. Rammentava solo la sensazione di trovarsi circondata da alte mura nere, la cui
parete interna era pi spaventosa dell'altra, quella che guardava il fiume; di essere passata attraverso cortili di pietra
grigia, in alcuni dei quali orribili figure che non sembravano neppure femminili, rivestite di goffe uniformi marroni
guarnite di lugubri cappucci, marciavano in circolo tutt'intorno; di essersi infilata su per scalette prive d'illuminazione,
alle calcagna d'una femmina che l'aveva presa in custodia e che procedeva lanciando parole incomprensibili all'indirizzo
di altre donne dall'aspetto inebetito che vedeva spuntare all'improvviso, simili a fantasmi, nelle loro sciatte cuffie
slegate, negli angoli misteriosi dei recessi di quel labirinto percorso da gelide correnti d'aria. Se da fuori quel luogo era
sembrato crudele alla piccola sarta, potremmo ben giurare che non le apparisse un asilo di misericordia man mano che
procedeva nel tortuoso itinerario all'interno della sezione circolare delle celle, sbirciando attraverso le grate degli
spioncini le detenute e sfiorandone altre temporaneamente ambulanti nei corridoi - donne taciturne, dagli occhi fissi,
che si appiattivano contro le mura di pietra non appena sfiorate dall'abito della visitatrice, e che miss Pynsent non osava
guardare. Mai si era sentita tanto prigioniera, in trappola; le mura serravano nuove mura e gallerie sovrastavano altre
gallerie; perfino la luce del giorno scoloriva, tanto che non era possibile capire che ora fosse. Si sent abbandonata dalla
signora Bowerbank, e questo pensiero l'avvil maggiormente; fu presa dal panico pensando al bambino. Anche su di lui

si sarebbe abbattuto l'orrore della scena, e con un moto di nausea present che una volta a casa, sarebbe stato preso dalle
convulsioni. Era un luogo assolutamente disadatto per lui, e non importava pi chi lo avesse mandato a chiamare, n chi
stesse morendo. L'allucinata immobilit, l'ottusit penitenziale di quelle donne ammassate e isolate, lo avrebbero
atterrito. Strinse pi forte la sua manina e avvert che silenziosamente le si faceva pi vicino. Finalmente, oscurando con
la sua ampia mole la soglia da cui si affacciava, apparve la signora Bowerbank, e miss Pynsent pens che il prestigio e
l'autorevolezza della sua posizione la esentassero dal presentare le proprie scuse per non essere comparsa fino allora, o
dal fornire una qualche spiegazione per non aver accolto quegli impauriti pellegrini all'ingresso principale, secondo
quanto aveva promesso. Miss Pynsent non poteva far proprio lo stato d'animo di coloro che non chiedono scusa per
quanto segretamente ne provasse una certa invidia e ammirazione, dal momento che personalmente passava gran parte
del tempo a cercare scuse per mancanze che non aveva commesso. Tuttavia la signora Bowerbank non era una persona
arrogante, ma solo massiccia e meticolosa, e da quando ebbe preso in mano la sorte dei suoi titubanti amici, la sarta
riusc a consolarsi riflettendo che neppure una donna tanto imperiosa avrebbe potuto infliggere qualcosa di sgradevole a
chi si era prodigato per renderle piacevole la visita a Lomax Place.
Si era andata via via avvicinando alla zona dell'infermeria, e, ora, scort i propri ospiti dentro certe tristi stanze
riservate ai criminali malati. Queste stanze erano nude e munite di grate, come tutte le altre, e miss Pynsent osserv tra
s e s che in un luogo simile doveva essere una benedizione ammalarsi, perch guarire era impossibile, e tutto dunque
si semplificava. Comunque questa via d'uscita per il momento era stata offerta solo a poche delle compagne di sventura
di Florentine, poich soltanto tre lettini erano pieni - occupati da pallide creature coi visi serrati dalle cuffie sordide
strettamente legate, verso le quali, in quell'acre sentina, perfino la luce giallastra si mostrava spietata. La signora
Bowerbank discretamente non prest attenzione a Hyacinth disse con la sua voce rauca: La troverete molto gi, non
avrebbe potuto attendere un solo giorno. E li accompagn attraverso un'altra porta ancora, nella stanza pi piccola,
dov'erano allineati soltanto tre letti. Gli occhi inquieti di miss Pynsent, lungi dal frugare, sembrarono piuttosto esitare,
ma intu ugualmente che nel letto di mezzo giaceva una donna e che il suo viso era teso verso la porta. La signora
Bowerbank punt dritta verso costei e sprimacciandole il cuscino con mano esperta, rivolse un gesto d'invito e
d'incoraggiamento ai due visitatori rimasti sulla soglia aggrappati l'uno all'altra. La loro guida ramment che avevano a
disposizione solo pochi minuti e che avrebbero fatto bene a non sciuparli, e mentre il fanciullo continuava a tenersi a
distanza, la piccola sarta avanz da sola, guardando la malata con tutto il coraggio che le riusc di raccogliere. Ebbe
l'impressione di accostarsi a una perfetta sconosciuta, tanto i nove anni di carcere avevano trasformato Florentine.
Percep subito come cosa positiva non aver detto a Hyacinth che era stata graziosa (come in realt era stata) perch non
v'era traccia di belt nella vuota maschera esangue che le giaceva davanti, immobile. Gli aveva per detto che la donna
era buona, mentre non lo sembrava affatto, come risult eloquente dallo sguardo che le restitu attraverso lo spazio che
si era rifiutato di colmare; anche se l'espressione supplice dei suoi strani occhi fissi - unica parte che in quel corpo
distrutto conservava ancora una parvenza di vita - la tratteneva dal ritrarsi. Ad Amanda Pynsent apparve come una
creatura priva di tratti umani e terribilmente vecchia; un essere muto e inerte, stordito e atono, l dove Florentine Vivier,
nel passato di cui non serbava pi memoria, aveva impersonato il suo ideale di vivacit esente da ogni frivolezza.
Colpiva soprattutto il suo aspetto sfigurato e brutto, crudelmente alterato dalla ruvida cuffia e dai capelli corti e incolti.
Amanda, mentre le stava accanto, pens con un certo timoroso sollievo che Hyacinth non avrebbe mai e poi mai
indovinato che una persona nella quale affioravano cos poche tracce di eleganza e d'intelligenza fosse sua madre, il che
avrebbe determinato una situazione molto diversa. Al massimo avrebbe potuto immaginarsi, come aveva suggerito la
signora Bowerbank, che fosse sua nonna. La signora Bowerbank and a sedersi, simile a una monumentale sentinella,
sul letto in fondo alla stanza e intrecciando le mani osserv, col tono neutro di chi parla per puro dovere, che la povera
diavola non avrebbe ricavato gran che dalla presenza del fanciullo se questo non si mostrava un po' pi socievole.
L'osservazione evidentemente non fu raccolta dal bambino: era troppo assorbito dall'esame della detenuta. Una sedia era
stata messa presso il capezzale, e miss Pynsent l'occup senza che la malata desse segno di accorgersene. D'un tratto,
tuttavia, alz leggermente la mano, sfilandola da sotto la coperta, e la sarta vi pos sopra lievemente la propria. Il gesto
non suscit alcuna reazione, ma dopo poco, sempre guardando il fanciullo, Florentine mormor qualche parola che
nessuno dei presenti fu in grado di comprendere:
Dieu de Dieu, qu'il est donc beau!
Da quando si ammalata gravemente non ha parlato altro che francese. impossibile farle dire una parola
cristiana, disse la signora Bowerbank.
Era cos graziosa, una volta, quando parlava quel suo strano inglese.... e cos divertente, si azzard a dire
miss Pynsent, nel debole tentativo di animare un po' l'ambiente. Immagino che lo avr dimenticato.
possibile... dal momento che non ha mai esercitato troppo la lingua. Non ci ha dato mai molto da fare per
frenarle la chiacchiera, ribatt la signora Bowerbank dando un'aggiustata alla coperta della detenuta. Miss Pynsent
l'accomod dal lato opposto, e intanto pensava che questa barriera della lingua era proprio una salvezza: come sarebbe
potuto venire in mente al suo piccolo compagno di essere figlio di una persona che non sapeva neanche dirgli
buongiorno? Allo stesso tempo si rendeva conto che la scena sarebbe stata un po' meno penosa se avessero potuto
comunicare con l'oggetto della loro compassione. Cos come stavano le cose, avevano l'aria di essere tutti riuniti per
guardarsi, e la delicata posizione di Florentine contribuiva a rendere la situazione penosamente imbarazzante. Non che
lei guardasse molto la sua antica compagna: era come se si rendesse conto che miss Pynsent era l, e sarebbe stata felice
di ringraziarla... felice perfino di guardarla per farle piacere e per constatare quali cambiamenti, anche per lei, avessero
apportato quegli orribili anni, e fosse per consapevole di disporre di un estremo, troppo fievole guizzo di energia e di

non potersi distrarre per un solo istante dalla tensione per imprimersi dentro suo figlio. Lo assorb con quei vitrei occhi
supplici, rinunciando a badare alla tutrice che l'aveva sostituita e che evidentemente doveva dare per scontata la sua
gratitudine. Hyacinth, dal canto suo, dopo qualche minuto d'imbarazzato silenzio - si sentiva solo il respiro della signora
Bowerbank - si ritenne appagato da quanto aveva visto e si guard intorno in cerca di un posto dove aspettare che miss
Pynsent portasse a termine quella storia che per il momento non aveva l'aria di essere molto chiara. Sembrava
desideroso non tanto di lasciare la stanza - che sarebbe equivalso ad ammettere la propria sconfitta - ma di assumere un
atteggiamento che esprimesse tutta la sua disapprovazione per quella situazione spiacevole. Non era affatto bendisposto,
e non avrebbe potuto farlo capire meglio dal modo in cui and a sistemarsi su un basso sgabello, nell'angolo vicino alla
porta dalla quale erano entrati.
Est-il possible, mon Dieu, qu'il soit gentil comme a? bisbigli sua madre con un fil di voce.
Siamo felici che ti sei data la pena... che hanno avuto cos buona cura di te, annasp miss Pynsent parlando a
vanvera; consapevole che la freddezza di Hyacinth poteva apparire eccessiva e il suo cinismo troppo accentuato, e che
l'allusione al modo in cui la povera donna era assistita non era stata esattamente un'uscita felice. Ma le sue parole non
ebbero alcuna conseguenza perch la malata, evidentemente, non aveva udito nulla, n reag in nessun modo quando la
signora Bowerbank, col tono di chi desidera rianimare la conversazione e mostrare inoltre la propria abilit nel trattare
coi bambini, si rivolse al piccolo:
Non c' proprio nulla che il signorino voglia dire a questa sventurata? Non vuole raccontarle che venuto da
tanto lontano per vederla, dal momento che cos malata? Non capita spesso ai bambini di poter visitare questo luogo
(come capitato a questo ometto) e c' molta gente che si riterrebbe fortunata di poter fare l'esperienza che lui ha fatto.
Mon pauvre joujou, mon pauvre cheri, continu la detenuta nel suo tenero tragico bisbiglio.
Sta cercando di fare il bravo; si siede sempre cos a casa, disse miss Pynsent, allarmata che le parole della
signora Bowerbank potessero far nascere una scena.
Poteva rimanersene a casa, allora... con questa disgraziata che non ha occhi che per lui, esclam la signora
Bowerbank con una certa durezza. Era chiaro che voleva spezzare quell'atmosfera stagnante che si era andata creando e
allo stesso tempo ammonirli a non abusare della sua efficienza per sottrarsi al loro dovere.
Sono venuto perch mi ci ha portato Pinnie, se ne usci Hyacinth dal suo sgabello. Credevo che mi sarei
divertito ma non stato cos, non mi piacciono le prigioni. E pos i piccoli piedi sul piolo dello sgabello quasi volesse
ridurre al massimo il contatto con quella istituzione.
La donna dal letto continu il suo strano piagnucolio. Il ne veut pas s'approcher, il a honte de moi.
Molti cominciano proprio cos, disse con sarcasmo la signora Bowerbank, irritata dal disprezzo del fanciullo
per una delle pi belle istituzioni di Sua Maest.
La faccina bianca di Hyacinth non mostr segno d'imbarazzo; si volse di nuovo verso la detenuta, e miss
Pynsent intu che un qualche straordinario muto contatto si stava stabilendo fra loro. Era cos elegante una volta; era
proprio una persona a modo, osserv con gentilezza, sentendosi impotente.
Il a honte de moi, il a honte, Dieu le pardonne! continu Florentine Vivier senza distogliere lo sguardo.
Sta chiedendo qualcosa, nella sua lingua. Una volta ne conoscevo qualche parola, disse miss Pynsent,
accarezzando nervosamente il letto.
Chi quella donna? Cosa vuole? esplose di nuovo Hyacinth con la sua vocetta che suon squillante nella
lugubre stanza.
Vuole che ti avvicini a lei, vuole baciarti, signorino, scand la signora Bowerbank, come se parlasse di
qualcosa che non meritava affatto.
Non voglio baciarla; Pinnie dice che ha rubato un orologio! rispose il fanciullo con aria risoluta.
Brutto cattivo... come hai potuto? url Pinnie, facendosi di tutti i colori e alzandosi dalla sedia.
Forse l'agitazione di Amanda, che con il suo balzo aveva fatto sussultare l'ammalata, forse la penetrante
incisivit con cui Hyacinth aveva annunciato la propria ripugnanza: fatto sta che, del tutto inaspettatamente e
violentemente, Florentine si alz di scatto dal cuscino e sbarrando gli occhi e agitando convulsamente le mani grid:
Ah quelle infamie! Non ho mai rubato un orologio. Non ho mai rubato nulla... nulla! Ah par exemple! Poi ricadde
indietro, singhiozzando con quella stessa passione che l'aveva rinvigorita per un attimo.
Non mi pare che sia opportuno tormentarla pi del necessario, disse la signora Bowerbank con dignit alla
sarta. E pos la sua grossa mano rossiccia sulla paziente, per tenerla quieta.
Pi del necessario? Direi molto meno! grid miss Pynsent stravolta dall'imbarazzo mentre si dibatteva
spasmodicamente fra madre e figlio, quasi volesse gettarsi sull'uno per scusarsi e sull'altra per vendicarsi.
Il a honte de moi... il a honte de moi! ripeteva intanto Florentine fra singhiozzi disperati. Dieu de bont,
quelle horreur!
Miss Pynsent si butt in ginocchio vicino al letto e cercando d'impossessarsi di nuovo della mano della
sventurata, protest con passione quasi altrettanto violenta (sentiva che i suoi nervi erano stati tesi fino a spezzarsi e ora
erano in frantumi) che non aveva avuto nessuna intenzione di diffamarla col fanciullo, che lui non aveva capito, che
Florentine non capiva, che aveva detto soltanto che era stata accusata, volendo far intendere che nessuno lo aveva
creduto. La francese non le prest alcuna attenzione, e Amanda soffoc il viso e l'imbarazzo in un angolo del piccolo
duro giaciglio quando, al di sopra dei loro lamenti, si lev la voce sentenziosa della signora Bowerbank.
Il fanciullo davvero sensibile... evidente! Sono delusa di come sono andate le cose... Avevo sperato che la
sollevaste un po'. Il dottore naturalmente, mi accuser di averla ridotta in questo stato, e sar meglio che usciamo.

Mi dispiace molto di avervi fatto piangere e dovete scusare Pinnie... L'avevo tempestata di domande.
Queste parole risuonarono al fianco della sarta prostrata che rialzandosi in fretta vide che il fanciullo era
avanzato fino all'altezza del suo gomito e stava osservando da vicino la misteriosa detenuta. L'effetto che produssero fu
ben diverso dal confuso discorsetto di un momento prima. Infatti l'ammalata trov la forza di sollevarsi un po' sul letto e
di protendere le braccia senza interrompere i suoi convulsi singhiozzi. Dalle labbra le uscivano suoni sconnessi e miss
Pynsent ebbe per un attimo la percezione di un volto scavato, dagli occhi infossati sotto le ciocche disordinate dei
capelli. Amanda, con uno slancio pari a quello di Florentine, afferr il bambino e trascinandolo a capo del letto, lo
spinse nelle braccia della madre. Dalle un bacio... dalle un bel bacio, e poi ce ne andiamo a casa, mormor disperata,
mentre le braccia di Florentine si richiudevano intorno al bimbo e la povera testa disonorata si abbandonava contro la
giovane guancia. Fu un abbraccio tremendo, incontenibile, al quale Hyacinth si pieg con istantanea docilit. La signora
Bowerbank aveva in un primo momento tentato d'impedire alla misera donna affidata alla sua custodia di sollevarsi,
palesemente spinta dal desiderio di abbreviare la scena; poi, quando vide che il fanciullo era nelle sue braccia, accett la
situazione e giudiziosamente l'assecond, proponendosi di far uscire tutti non appena quello slancio si fosse spento.
Sorresse col braccio vigoroso la paziente; miss Pynsent si alz dalla sua posizione ginocchioni e rimase voltata, e vi fu
un minuto di completa immobilit durante il quale il fanciullo sostenne come meglio gli riusc quella strana prova.
Quali pensieri passassero in quell'istante nella sua testolina stupita, la sua protettrice avrebbe poi conosciuto in un altro
momento. Prima che avesse il tempo di voltarsi di nuovo verso il letto fu sospinta rapidamente fuori dalla stanza dalla
signora Bowerbank che nel frattempo aveva adagiata sul cuscino la prigioniera, esausta e con gli occhi chiusi, e con fare
professionale aveva dato una piccola spinta a Hyacinth facendolo uscire per primo. Miss Pynsent torn a casa in
carrozza... era completamente sconvolta; anche se, salendovi, ebbe il fugace pensiero che Hyacinth ne avrebbe ricavato
lo stimolo per esercitare una sua legittima curiosit. Con sua grande sorpresa per, egli non sembr affatto incuriosito:
sedette in silenzio, guardando fuori dal finestrino, fin quando non fecero ritorno a Lomax Place.
IV
Dovete indovinare come mi chiamo senza che ve lo dica io disse ridendo la ragazza mentre entrava di
prepotenza nello stretto ingresso e si appoggiava alla parete rivestita di una carta da parato sbrindellata, disegnata a
smussati rettangoli di marmo, a chiazze nere e grigie, non rinnovata ormai da anni e che sembr venirle incontro dal
passato. Quando miss Pynsent, vedendo che la sua visitatrice era cos risoluta, ebbe chiusa la porta, la luce filtr
all'interno dalla strada attraverso il piccolo polveroso vetro sopra l'uscio, e allora tutto l'odore e l'atmosfera di quel luogo
affiorarono alla coscienza di Millicent: quell'impressione di una muffita penombra che avvolgeva nel fondo la ripida
scaletta rivestita della stessa riconoscibile striscia di linoleum, ora un po' rischiarata da una finestra aperta l dove si
piegava ad angolo (visibile gi dall'ingresso) e dove poco mancava che si sbattesse la testa contro la casa di dietro. Non
era cambiato nulla, tranne miss Pynsent e, naturalmente, la fanciulla stessa. Aveva notato da fuori come l'insegna fra le
due finestre non era stata neppure aggiornata un po': recava sempre quell'assurda dicitura cappellini alla moda, come
se la povera sartina avesse la pi pallida idea del nuovo stile delle acconciature, di cui miss Henning era ormai una
perfetta conoscitrice. Si rese conto che la sartorella stava fissando il suo cappellino, una splendida composizione di fiori
e nastri; i suoi occhi avevano scrutato dalla testa ai piedi tutta la persona di Millicent, soffermandosi affascinati su quel
fastoso ornamento. La ragazza aveva dimenticato quanto la sarta fosse piccola; le arrivava a malapena alla spalla. Aveva
perso i capelli e indossava una cuffia che Millicent not a sua volta, per domandarsi se fosse un esemplare di quella che
secondo lei era la moda corrente. Miss Pynsent alzava ora lo sguardo verso la sua persona come se fosse alta due metri,
ma la ragazza era abituata a quella sorta di meravigliata ammirazione, ed era del tutto consapevole di essere una donna
molto bella.
Non mi fate entrare nel vostro laboratorio? domand. Non voglio ordinare nulla, voglio solo avere notizie
della vostra salute. Questo un posto poco adatto per parlare. S'inoltr senza chiedere permesso visto che la padrona
di casa, trasecolata, non aveva ancora indovinato chi fosse.
La sala prove a destra, disse miss Pynsent con tono professionale, teso evidentemente a rimarcare la
suddivisione. Parlava come se dall'altro lato, dove lo spazio era delimitato dal divisorio della casa accanto, si aprisse un
labirinto di stanze. Entrando dietro la sua ospite vide che la giovane si era gi sdraiata sul sof, l'eterno sof nell'angolo
destro di fronte alla finestra, ricoperto da una striminzita fodera di una strana stoffa giallina che denunciava nel colore
anni di bucati, sormontato da una stampa a colori di Rebecca al pozzo che faceva da pendant a un ritratto, sul lato
opposto, dell'imperatrice di Francia, ritagliato da una rivista illustrata e incorniciato e laccato secondo la moda del 1853.
Millicent si guard in giro, chiedendosi cosa miss Pynsent avrebbe potuto esibire, e assorbita nel ruolo della pi
splendida creatura che quel luogo avesse mai ospitato. Le vecchie cianfrusaglie erano l sul tavolo: il puntaspilli,
l'astuccio con gli aghi, il centimetro rosa col quale da piccoli lei e Hyacinth solevano misurarsi reciprocamente; e la
stessa collezione di figurini (colse tutto in un attimo) spiegazzati, ingialliti, punticchiati dalle mosche. La piccola sarta
come al solito appariva irta di aghi e spilli appuntati ovunque sul vestito - potevano quasi sembrare il pelo ispido e rado
di un animale malato, ma non c'erano stoffe fruscianti ammucchiate qua e l per la stanza - nulla tranne una gonna e un
vestituccio liso (forse il suo) che evidentemente stava riparando e aveva gettato sulla tavola per andare ad aprire. Miss
Henning concluse rapidamente che gli affari della sua vecchia amica non erano migliorati e prov un senso di

sprezzante superiorit per una persona che conosceva cos poco le allettanti offerte di Londra. Millicent era convinta di
essere perfettamente addentro alle infinite risorse della capitale.
Dite, come sta il mio vecchio Hyacinth? Vorrei tanto vederlo, disse, allungando due piedi smisuratamente
grandi e puntellandosi con le mani sul sof.
Il vecchio Hyacinth? ribatt Miss Pynsent con un'aria di sussiego, come se non lo avesse mai sentito
nominare. Capiva che la fanciulla era vestita crudelmente, terribilmente bene, e non riusciva a immaginarsi chi potesse
essere n quale motivo l'avesse indotta a venire.
Perch? Lo chiamate signor Robinson ora? - Avete sempre voluto che si considerasse importante. Per quanto
mi riguarda, continuer a chiamarlo come ho sempre fatto: potete giurarci!
Misericordia! Tu devi essere quell'orribile piccola Henning! esclam miss Pynsent piantandosi davanti alla
ragazza e squadrandola da ogni verso.
Beh, era ora che vi decideste. Credevo che mi avreste riconosciuto subito. E non c' dubbio che una volta sia
stata orribile davvero. Ma non sono poi tanto malaccio, ora, che ne dite? continu con tono confidenziale la giovinetta.
Dovevo venire da queste parti e m' venuta voglia di passare da voi. Non mi piace perdere di vista i vecchi amici.
Non ti avrei mai riconosciuta... Sei migliorata al di l di ogni aspettativa, osserv miss Pynsent con
l'innocenza della persona adulta consapevole della propria rispettabilit.
Beh, voi, di certo, non siete cambiata; mi affibbiavate sempre i pi orribili appellativi.
A quanto pare ora questo non ti pu fare n caldo n freddo, comment la sarta mentre si sedeva sentendosi
per incapace di riprendere il lavoro, tanto era allibita dalla magnificenza della sua visitatrice.
Oh, le cose mi vanno bene, ora, dichiar miss Henning con l'aria di chi non ha nulla da temere dal giudizio
dei suoi simili.
Eri una bambina graziosa - non ho mai detto di no; ma non avrei mai immaginato che ti saresti trasformata
cos. Sei troppo alta per una donna, aggiunse miss Pynsent, combattuta fra gli antichi pregiudizi e l'obiettivit di una
nuova valutazione.
Beh, scoppio di salute, disse la giovinetta; tutti mi danno almeno ventidue anni. Parlava con orgoglio,
privo di artificio, della propria statura e del proprio splendore fisico, e sembrava quasi disposta a far mostra della
propria esuberanza di crescita togliendosi la giacca e facendosi tastare i muscoli delle braccia. Era indubbiamente molto
ben fatta con occhi brillanti, fieri e buoni, l'ovale delicato ed espressivo, una massa di capelli castani e un sorriso che
metteva piacevolmente in risalto il biancore dei denti. La testa posava su un collo chiaro e forte, e la giovane figura era
ricca di curve molto femminili. I guanti non coprivano completamente i polsi e lasciavano intravedere, tra l'uno e l'altro
dei numerosi braccialetti d'argento che li adornavano, la pelle leggermente arrossata, e miss Pynsent constat che le
mani non erano pi delicate dei piedi. Non era una creatura aggraziata, e la piccola sarta, costantemente fedele alla
propria predilezione per le persone distinte, si abbandon alla considerazione che, nonostante tutto il suo splendore, si
trattava di una persona molto ordinaria, anche se aveva qualcosa di indescrivibilmente fresco, positivo e soddisfacente.
Era, fino alla radice dei capelli, una figlia di Londra delle strade affollate e del traffico frenetico della grande metropoli.
Aveva tratto la sua salute e la sua forza dagli squallidi cortili e dalle strade nebbiose, e aveva popolato i parchi, le piazze
e i giardinetti con i suoi sogni ambiziosi; la citt le si era infiltrata nel sangue e nelle ossa, nel suono della voce e nel
portamento della testa; lei la capiva d'istinto e l'amava con passione; ne impersonificava tutta l'immensa volgarit,
curiosit, brutalit, esperienza, lo spirito accondiscendente e insieme impudente; in una sfilata allegorica avrebbe potuto
raffigurare una specie di gloriosa "cittadina", una ninfa del selvaggio Middlesex, un fiore delle chiese congregate, un
genio della civilt urbana, la musa del cockneismo. Queste poco caritatevoli riflessioni avrebbero causato a miss
Pynsent meno scrupoli se avesse potuto indovinare l'impressione che a sua volta aveva prodotto su Millicent e come
quel luogo, alla prosperosa giovinetta, sembrasse impregnato di povert e di fallimenti. Da bambina, la signorina
Pynsent le era apparsa una persona linda, delicata, superiore, con le due bande di capelli fermate sulle tempie dai
pettinini, evocatrice di un mondo splendido per quel suo continuo manipolare stoffe preziose - tali almeno apparivano
all'invidiosa ammirazione di Millicent. Ma la piccola donna che ora le stava davanti era calva, scolorita e sciupata.
Appariva malaticcia, rinsecchita e malnutrita; gli occhi piccoli, acuti e sospettosi, e un'orrenda cuffietta che non riusciva
a nascondere il fatto che tutta la chioma era sparita. Miss Henning ringrazi la sua buona stella, come aveva fatto altre
volte, per non essere stata costretta a guadagnarsi la vita curva sul lavoro di cucito, un anno dopo l'altro, in quella strada
fuori mano, in una tetra stanzetta dove da tempi immemorabili tutto era rimasto uguale; l'assenza di qualsiasi
mutamento aveva un effetto esasperante sulla sua energica natura giovanile. Si compiacque della propria fortuna per
aver trovato un impiego in un settore dei tessuti tanto pi eccitante e interessante, e not che, sebbene fosse gi
novembre, non era ancora stato acceso il fuoco sulla pietra del caminetto che brillava impeccabile sotto la mensola dove
una decorazione fra l'architettonico e il botanico, eseguita con i capelli dei genitori di miss Pynsent, era collocata tra una
coppia di vasi contenenti fiori di mussolina protetti da una campana di vetro. Se gli occhi della signorina Pynsent
apparivano sospettosi, occorre dire che in effetti si era messa sulle difensive per quella visita tanto inaspettata e
indesiderata che le ricordava uno dei pi disonorevoli episodi degli annali di Lomax Place. Nella signorina Pynsent, la
stima per il prossimo era direttamente proporzionata alla capacit di fondare un solido nucleo familiare... ovviamente
quando ne esistessero le indispensabili premesse. Nel caso dei vari membri della famiglia Henning, tale capacit era
stata nulla, e le liti domestiche della casa vicina, che aveva avuto modo di seguire mentre lavorava seduta alla finestra
accostando appena l'orecchio al sottile tramezzo divisorio - quelle scene, che lasciavano udire frequentemente e
distintamente il rumore dei piatti che andavano in frantumi e le imprecazioni dei feriti, avevano costituito per lungo

tempo lo scandalo del vicinato, umile ma pacifico. Si sapeva che il signor Henning ricopriva un posto di responsabilit
in una fabbrica di spazzole, mentre la moglie, in casa, si occupava del bucato e del rammendo degli indumenti di una
considerevole nidiata, composta quasi interamente di figli maschi. Ma n il senso dell'economia n la sobriet, n una
virt ancora pi importante, avevano mai regnato in quel consesso familiare. La libert e la frequenza dei rapporti della
signora Henning con un pulisci-stufe della Euston Road, non potevano essere un segreto per uno che abitava dietro la
porta, e che alzava gli occhi dal lavoro con tanta frequenza da far sembrare miracoloso che riuscisse a portarlo a termine
cos velocemente. I piccoli Henning sporchi e abbandonati a se stessi, passavano la maggior parte del tempo a ruzzolarsi
nel fango o a correre nel pub dell'angolo per comprare un soldo di gin, mentre l'abitudine dei loro genitori a farsi
prestare denaro, era un costante motivo d'indignazione. Non c'era un solo articolo di uso personale o domestico che la
signora Henning non avesse trovato modo, in un'occasione o nell'altra, di estorcere alla sarta: a cominciare da un
materasso, una volta che era andata incontro a una lunga degenza, per finire a una sottoveste di flanella e una teiera di
peltro. Alla fine dagli spiragli di porte e finestre Lomax Place aveva assistito all'esproprio, condotto da un padrone di
casa lungamente provato, dei beni mobili di questa interessante progenie, e all'espulsione dell'intera banda insolvente
che se ne and alla spicciolata, berciando imperturbata e cinica, tra la ben scarsa simpatia degli abitanti della strada.
Millicent, la cui intimit infantile con Hyacinth Robinson miss Pynsent aveva sempre riguardato con una certa
apprensione - considerava la bambina una creatura perfida e temeva che insegnasse all'innocente orfano qualche
bassezza - Millicent, con le sue folte trecce, la precoce bellezza, lo sguardo fisso e provocatorio con cui fronteggiava il
mondo esterno dalla porta di casa, aveva allora dodici anni. Scomparve anche lei, vanificandosi insieme ai suoi
familiari; gli abitanti di Lomax Place li osservarono mentre doppiavano il capo - cio voltavano l'angolo - e tornarono
alle loro occupazioni, convinti che sarebbero naufragati sugli scogli o al largo. Ma nessun rottame d'albero maestro
torn galleggiando verso i luoghi dove avevano abitato e le impenetrabili profondit della citt li avvolsero
completamente. Miss Pynsent aveva cacciato un profondo respiro di sollievo; era certa che nessuno di loro avrebbe mai
concluso qualcosa di buono e meno che meno Millicent.
Perci, quando la giovinetta riapparve con tutte le caratteristiche di chi se l'era cavata magnificamente bene,
non pot fare a meno di chiedersi se il male non avesse semplicemente scelto quelle speciose apparenze per celebrare il
proprio trionfo. Era allarmata, ma avrebbe dato il suo ditale d'argento per conoscere la storia della fanciulla, e pass una
difficile mezz'ora divisa tra la costernazione e la curiosit. Capiva che quella creatura misteriosa e tanto familiare si
faceva gioco di lei, appagando l'antico risentimento per essere stata disprezzata e maltrattata da una piccola zitella
pettegola che oggi, vicino a lei, appariva cos insignificante. Se non proprio il trionfo del male, lo era almeno
dell'impertinenza, come anche della giovinezza, della salute, e di una perizia nell'arte del vestire maggiore di quanta
potesse vantare miss Pynsent, nonostante le sue ridicole insegne pubblicitarie. Capiva, o credeva di capire, che Millicent
la voleva spaventare facendo credere di essere venuta per Hyacinth, per impossessarsene e in qualche modo traviarlo e
tentarlo. Mi dispiacerebbe attribuire alla signorina Henning fini pi complessi del semplice desiderio di spassarsela,
quel sabato pomeriggio, con una passeggiata della quale le sue gambe vigorose non avevano motivo di pentirsi; ma
occorre dire che una volta indovinato furbescamente che miss Pynsent considerava lei una lupa affamata e il suo antico
compagno di giochi un tenero agnello, le rise in faccia, scanzonata e divertita, senza degnarsi di dare alcuna
spiegazione. Ma, in realt, perch era venuta, se non per Hyacinth? Non certo per la bella faccia di miss Pynsent. Si
ricordava del fanciullo e dei loro teneri approcci, e seguendo l'estro con la capricciosit del suo spirito totalmente
indipendente - che le suggeriva ogni pretesto per girovagare per le strade di Londra e guardare le vetrine - si era detta
che avrebbe ben potuto dedicare un pomeriggio al piacere delle rimembranze, rivisitando i luoghi della sua infanzia.
Questa, per lei, aveva avuto termine con la partenza della sua famiglia da Lomax Place. Se gli abitanti di quei mal
dissimulati bassifondi non avevano mai saputo quello che era accaduto dei loro sfrattati vicini, lei di certo aveva
conservato una profonda impressione di quegli orribili anni intermedi. La famiglia era rovinata sempre pi in basso,
fino a toccare il fondo, e nei momenti di maggiore umilt Millicent talvolta si domandava quale buona stella avesse
mitigato la propria caduta permettendole anzi di risalire la china: ho detto nei momenti di maggiore umilt perch, in
genere, si dava un'altra spiegazione della fortuna che le era capitata. Non forse pi che naturale che per una fanciulla
si compiano miracoli, quando bella e intelligente? Millicent provava compassione per quelle giovinette che un destino
avaro aveva dotato di una sola di queste due qualit. Non era cattiva, ma non aveva nessuna intenzione di appagare la
curiosit di miss Pynsent: le sembrava di fare gi abbastanza stimolandola.
Raccont alla sarta che aveva un posto importante in un grande magazzino di mode, nei dintorni di
Buckingham Palace; era nel reparto mantelli e giacche; indossava questi articoli di vestiario per mostrarli ai clienti, e
sulla sua persona facevano cos bella figura che non c'era vendita intrapresa che non andasse felicemente in porto. Miss
Pynsent disse che le sue prestazioni dovevano renderle molto. Aveva avuto un'offerta meravigliosa da un altro grande
magazzino, uno proprio immenso in Oxford Street, e stava pensando se accettarla o no. Dobbiamo vestirci benissimo,
ma questa non una difficolt, dal momento che mi piace conciarmi bene, disse alla sarta che, dopo mezz'ora di tutte
queste chiacchiere, sempre seria dietro ai goffi occhiali che aveva dovuto adottare da qualche anno, ancora non sapeva
che opinione farsi. Sull'argomento dei genitori, di quanto era loro accaduto durante tutto quel tempo, la fanciulla si
mantenne sul vago e miss Pynsent cap che il focolare domestico non aveva ai suoi occhi nessuna dimensione sacra. Si
reggeva bene sulle proprie gambe, proprio molto saldamente. Il fatto che si fermasse cos a lungo, oltre la mezzora, era
la conferma che era venuta per Hyacinth, dal momento che la povera Amanda aveva appena mormorato qualche notizia,
senza dirle nulla di incoraggiante o interessante. Aveva soltanto accennato che il signor Robinson (aveva scelto con gran

cura quel termine per nominarlo) si dedicava alla rilegatura dei libri, e aveva imparato il mestiere in una ditta che
eseguiva i migliori lavori che si potessero trovare a Londra.
Il rilegatore? Cielo! disse la signorina Henning. Volete dire quello che prepara i libri per la vendita? Beh,
l'ho sempre pensato che avrebbe avuto a che fare con i libri. Poi aggiunse: Ma non avrei mai creduto che si fosse
messo a fare un mestiere.
Un mestiere? url miss Pynsent. Dovresti sentire cosa ne dice il signor Robinson; lo considera bellissimo,
una vera arte.
Millicent sorrise come per dire che sapeva bene quali fossero le idee che la gente si faceva, e disse che, molto
verosimilmente, si trattava di un lavoro comodo, ma non riusciva a vedere cosa ci si potesse trovare di bello. Forse
volete dire che meglio di qui, continu trovando finalmente uno spunto per aggredire polemicamente e coinvolgere
la rispettabilit della sarta paziente, rimasta seduta per anni nella sua buia, piccola tana in compagnia delle nebbiose,
familiari scene di Lomax Place, al di l dei vetri. Millicent amava considerarsi forte, ma non era forte abbastanza contro
tutto questo.
L'allusione al suo lavoro tanto immiserito sembr a miss Pynsent crudelissima; ma riflett che era del tutto
normale essere insultati, parlando con una ragazza volgare. Giudicava quella signorina con la coscienza di chi, per parte
sua, non si sente affatto volgare, e se c'era una differenza fra loro, aveva ragione di pensare che questa andasse tutta a
proprio vantaggio. Il taglio di miss Pynsent, come ho gi detto, non era certo all'ultima moda, e l'applicazione delle
guarnizioni e l'accostamento dei colori non erano davvero impeccabili ma dal punto di vista della morale aveva il gusto
migliore del mondo. Non ho tutto il lavoro che avevo una volta, se questo che vuoi dire. Con gli anni mi si
indebolita la vista e la salute non pi buona.
Non so fino a qual punto Millicent rimanesse toccata dalla dignit di questa ammissione, ma rispose senza
reticenze che quello che ci voleva per miss Pynsent era un'aiutante in gamba, una brava ragazza di buon gusto che
facesse rifiorire l'azienda apportandovi idee nuove. Vedo che le vostre sono sempre le stesse; me ne sono accorta dal
modo in cui avete attaccato il cordoncino a quell'abito, e diresse il puntale del suo impeccabile ombrellino contro la
stoffa che la sarta teneva in grembo. Continu a consigliarla e ad esasperarla offrendole conforto e incoraggiamenti con
mano cos pesante quale la sensibilit epidermica di miss Pynsent non aveva mai sperimentato. La povera Amanda fin
per guardarla come se fosse stata una specie di attrice, una canzonettista o una prestigiatrice, e si spinse perfino a
domandarsi se quella creatura potesse essere (avesse intenzione di diventare) la brava ragazza che avrebbe dato
nuovo fulgore all'insegna sbiadita. Miss Pynsent, in passato, aveva avuto qualche aiutante - una volta, per pochi mesi,
perfino una direttrice; alcune di queste damigelle si erano rivelate esemplari veramente rari, e il ricordo delle loro
malefatte era ancora vivo nella sua memoria. Tuttavia neppure nei casi pi disgraziati aveva affidato i propri interessi a
un simile campione di sconvenienza. Ma si rassicur ben presto circa i progetti di Millicent rendendosi conto, ogni
istante di pi, di trovarsi di fronte a una grande arrampicatrice sociale che aveva bisogno di un campo d'azione ben pi
vasto di quell'ammuffito salottino che, chiss per quale ragione, onorava in quel momento della sua presenza. Miss
Pynsent tenne la lingua a freno come sempre quando veniva toccato il punto dolente della sua esistenza, il pensiero del
lento, inesorabile declino che era iniziato circa dieci anni prima, il giorno in cui le proprie esitazioni e i propri scrupoli
si erano risolti in uno sbaglio tremendo. L'acuta consapevolezza di aver compiuto un errore, in quell'occasione
indicibilmente importante, permaneva in lei pulsante e bruciante, come un male incurabile. Aveva inoculato nell'animo
del fanciullo il seme della vergogna e del rancore; lo aveva reso consapevole del marchio che lo segnava della piaga che
lo rendeva cos struggentemente vulnerabile e lo aveva condannato alla certezza che per lui il sole non avrebbe mai
brillato come per gli altri. Da quando Hyacinth aveva sedici anni, aveva capito - o creduto di capire - cosa pensasse di
lei, e aveva vissuto allora mesi orribili - una crisi nella quale erano morte tutte le ragioni su cui aveva edificato la sua
prosperit. Quando si era resa conto del suo errore, aveva pianto tutte le sue lacrime, e il pianto le offusc la vista
indebolendola a tale punto che per un certo tempo aveva creduto che non sarebbe stata pi in grado d'infilare un ago.
Perse interesse al lavoro e le venne anche a mancare quello spirito d'iniziativa che era sempre stato il suo orgoglio.
Contemporaneamente si dileguava anche la fama di essere l'affittacamere pi impeccabile di Lomax Place. Due
commercianti e un idraulico gallese con certe tendenze religiose, che per anni si erano sentiti da lei come a casa propria,
se ne andarono lamentando che i letti non venivano pi rifatti come una volta, e crudelmente diffusero questa voce
ingiuriosa. Smise d'interessarsi o di curarsi di come si portassero le maniche, e in quanto a pieghe e a svasature, la sua
mente divent tabula rasa. Cadde in uno stato di penosa debilitazione, in seguito a una lunga spossante febbriciattola,
nel corso della quale Hyacinth si prese cura di lei con una devozione che le faceva apparire ancora pi grave il torto che
gli aveva recato, mentre il signor Vetch, da quando le riusc di tenere la testa un po' sollevata, venne a sedersi al suo
capezzale aiutandola a trascorrere le lunghe ore della convalescenza. Dopo qualche tempo riprese pallidamente alcuni
contatti, per quanto riguardava l'affitto delle stanze (per l'altro aspetto della sua attivit, la marea sembrava essersi
ritirata per sempre), ma nessuna cosa era ritornata come prima, e aveva capito esser quello il principio della fine. Cos
infatti era stato, e adesso aspettava soltanto il sopraggiungere della morte: ne avvertiva l'imminenza, ora che una
ragazzina che aveva visto rotolarsi per strada era venuta a pavoneggiarsi davanti a lei, vestita di seta e di merletto. Un
piccolo, impercettibile sospiro di sollievo le sfugg alla fine quando Millicent si alz rimanendo l in piedi a lisciare il
lucido cilindro del suo ombrellino.
Non dimenticate di salutarmi Hyacinth, disse la fanciulla con un fare perentorio che palesava tutta la sua
sordit per quella silenziosa protesta: Non m'importa se voi pensate che mi sono fermata tanto nella speranza che
rientrasse per il t. Ditegli pure che sono rimasta apposta un'ora, se volete: non vedo che vergogna ci sia nel desiderio di

rivedere l'amore della mia infanzia. Che sappia pure che l'ho chiamato cos! continu Millicent con la sua risata
esibizionistica - tale la giudic miss Pynsent - accordando via via questi permessi come se facesse delle grandi
concessioni. Ditegli che gli lascio tutto il mio amore e che spero mi venga a trovare. Ma so bene che non gli direte
proprio niente. Non capisco cosa temiate: in ogni modo, vi lascio per lui il mio biglietto da visita. Tir fuori un piccolo
portafoglio dai colori brillanti e miss Pynsent rimase a guardarla stupefatta mentre estraeva un cartoncino stampato - le
sembrava mostruoso che uno di quegli squallidi Henning fosse sopravvissuto per poter ostentare questo simbolo di
prestigio sociale. Millicent si compiacque dell'effetto che stava producendo, mentre posava il biglietto da visita sul
tavolo, e alla vista dello sguardo cupido e incredulo della sarta si abbandon a un altro scoppio d'ilarit. Cosa pensate
che me ne voglia fare: potrei divorarmelo in un boccone! grid.
La povera Amanda non os sbirciare oltre il pezzo di carta posato sul tavolo, pur avendo notato che conteneva,
in un angolo, l'indirizzo della visitatrice, che Millicent si era divertita a tenerle accuratamente nascosto: si alz, posando
il lavoro con mano agitata, per poter accompagnare fin fuori la porta di casa la signorina Henning. Non credere che mi
sforzer minimamente per nascondergli qualcosa. Gli dir senz'altro che sei stata qui, e quel che penso di te.
E sar certo qualcosa di sgradevole... come un tempo, quando ero una bambina. Me ne dicevate di tutti i
colori, allora.
Certo, disse Miss Pynsent, infastidita dalla rievocazione della sua passata intransigenza che confrontata
all'attuale evoluzione della ragazza appariva quanto mai assurda e fuori luogo. Sei molto cambiata ora, se si pensa da
dove provieni.
Da dove vengo? Millicent gett indietro la testa e spalanc gli occhi, facendo ondeggiare tutte le sue piume e
i suoi nastri. Vi sarebbe piaciuto vedermi incollata a questo postaccio per tutta la vita? Dal momento che voi avete
dovuto restarci, potreste almeno parlarne con pi garbo. Arross, alz la voce e apparve stupenda nel suo disprezzo. E
voi, ditemi, da dove venite, e lui - il misterioso "signor Robinson" che era l'enigma di tutto il vicinato? Speravo che un
giorno sarei venuta a saperlo, ma voi non me lo avete ancora detto!.
Miss Pynsent si volt di scatto, coprendosi le orecchie con le mani. Non ho niente da dirti! Esci... esci da casa
mia! grid con voce tremante.
V
Non si era accorta, nell'agitazione del momento, che la porta si apriva cedendo ad una lenta, cauta pressione
dall'ingresso, lasciando vedere la figura di un giovanotto in piedi, con una corta pipa fra i denti. Qualcosa sul suo viso
fece repentinamente intuire a Millicent Henning che aveva udito le ultime parole fin dal corridoio. Entr come se,
nonostante la giovane et, gi sapesse che quando le donne litigano, gli uomini non sono tenuti a entrare nella mischia, e
ora, evidentemente, si stava chiedendo chi fosse l'antagonista della sarta. Lei riconobbe immediatamente il suo
vecchio compagno di giochi, e senza alcuna titubanza, timidezza o tatto, esclam, a voce decisamente alta,
profondamente sguaiata ed esuberante: Dio mio, Hyacinth Robinson, sei proprio tu?
Miss Pynsent si gir di scatto, ma rimase muta. Poi, pallidissima e tutta tremante, prese su il lavoro e and a
sedersi di nuovo alla finestra. Dal canto suo, Hyacinth rimase in piedi a guardare nel vuoto, arrossendo fino alla cima
dei capelli. Sapeva chi era, ma non lo disse; chiese soltanto con una voce che sembr alla ragazza molto diversa da
quella d'un tempo - la voce con cui usava dirle che era sgradevolmente noiosa - stavate dicendo qualcosa di me?
Quando ho chiesto da dove venivi? Certo, perch ti avevo sentito muovere nell'ingresso, rispose Millicent,
sorridendo. Immagino che vieni dal lavoro.
Tu abitavi a Lomax Place - e mi volevi sempre baciare, ribatt il giovane sforzandosi di nascondere la
sorpresa e la soddisfazione che provava. Non abitava da queste parti, Pinnie?
Pinnie, per tutta risposta, gli sgran addosso un paio d'occhi supplici e stralunati, e Millicent scoppi di nuovo
nella sua facile risata, della quale, tanto giustamente, la sarta aveva sentito la forzatura. Vuoi sapere cosa sembri? Un
francesino di gesso! Non sembra un buffo francesino, miss Pynsent? continu come se i suoi rapporti con la padrona di
casa fossero ottimi.
Hyacinth capt un bagliore negli occhi di quella povera donna; le lesse sul viso qualcosa che ben conosceva e
che sempre lo aizzava ad una strana, perversa, dissacrante volutt. Leggeva in lei la volont di prostrarsi nella polvere a
far penitenza, un invito a calpestarla a suo piacimento, a sputarle in faccia, perfino. Ovviamente non aveva mai fatto
nulla di simile, tuttavia l'offerta di lei persisteva e quella incessante prostrazione e perpetua degradazione agivano da
antidoto alla piaga che gli si era per sempre insediata nel cuore e che, di notte, nella sua stanzina sottotetto, lo aveva
fatto spesso piangere. Quell'atteggiamento di Pinnie, divenuto ormai naturale, si palesava in tutta la sua evidenza ora
che la signorina Henning aveva osservato come lui somigliasse a un francese. Sapeva bene di sembrare un francese;
glielo avevano detto in molti, e spesso s'inorgogliva di sentirsi tale - proprio come uno di quei personaggi di cui aveva
letto in Michelet e Carlyle. Aveva imparato quella lingua con estrema facilit con l'aiuto di un amico, un esule di Parigi,
mentre lavoravano, servendosi di uno sdrucito dizionario di seconda mano, acquistato per uno scellino nella Brompton
Road, in una delle sue interminabili, irrequiete, tristi, corrucciate e pur sempre educative passeggiate londinesi. Sapeva
di parlarla con disinvoltura, con l'accento giusto e con appropriati gesti e movimenti delle sopracciglia e delle spalle;
cosicch, se avesse dovuto farsi prendere per uno straniero - non si sa mai quello che pu accadere - ci sarebbe riuscito
egregiamente specie se avesse potuto rimediare un blusotto. Non aveva mai visto un blusotto in vita sua, ma ne

conosceva esattamente la forma e il colore, e sapeva come andava portato. Le complicate ragioni che avrebbero potuto
indurlo ad assumere l'aspetto di una persona di classe inferiore perfino alla propria non ve le avrebbe rivelate per tutto
l'oro del mondo; ma dal momento che erano sempre presenti nella coscienza del nostro fantasioso, geniale giovanotto,
ci sar dato di vederle balenare nel corso di una pi approfondita conoscenza. Ma poich l'attuale situazione non aveva
niente a che fare con quel travestimento, arross ancora una volta nel sentire questo tasto sfiorato da una rumorosa,
ridanciana, bella fanciulla emersa dal suo passato. Negli occhi di Pinnie ora c'era qualcosa di pi della consueta
mestizia: un muto appello quasi altrettanto patetico che, se voleva assecondarla, non trattenesse oltre la terribile
visitatrice. Non che ne avesse la minima intenzione: teneva apposta la porta aperta; e non provava nessun desiderio di
parlare alle ragazze sotto gli occhi di Pinnie, e capiva che questa qui era ben decisa a continuare a chiacchierare. Cos,
senza rispondere all'accenno del suo aspetto, chiese, non sapendo bene cosa dire: Sei tornata a vivere a Lomax Place?
Dio mi guardi! grid la signorina Henning con autentica costernazione. Devo abitare nelle vicinanze della
ditta per cui lavoro.
E di che ditta si tratta? domand il giovane, prendendo coraggio e accorgendosi quanto fosse bella in ogni
sfumatura. Non aveva girovagato inutilmente per tutta Londra, e sapeva bene che con una ragazza dotata di quegli
attributi era de rigueur adottare un tono scherzoso e un fare piacevolmente spensierato; cos aggiunse: Si tratta del Bul
and Gate o dell'Elephante and Castle?
Un pub? Beh, certo la cortesia dei francesi ti manca proprio!. Le era tornato il buonumore, e il suo
risentimento per essere stata scambiata per una barista - una bellezza formosa che distribuiva boccali di peltro - si
ammorbid a un esame pi accurato della figura di Hyacinth. Era estremamente originale, ma aveva quel nitore di
contorni di una moneta che faceva pensare gradevolmente a qualcosa di prezioso. Dal momento che si ricordava cos
bene quanto le piaceva baciarlo da piccoli, avrebbe voluto fargli capire che era disposta a ripetere quel piacevole gesto.
Ma ramment a se stessa, giusto in tempo, che doveva attenersi strettamente al ruolo di una gran dama, e si content di
esclamare con semplicit: Per me l'aspetto di un uomo non conta, purch sappia tante cose. questo che mi piace.
Miss Pynsent si era presa la soddisfazione di non prestare ulteriore attenzione alla brillante visitatrice, ma la
tentazione di metterla in cattiva luce con Hyacinth fu grande, e come per controbilanciare la sua vivacit colse
l'occasione per rimarcare sarcasticamente: La signorina Henning non tornerebbe a vivere a Lomax Place per tutto l'oro
del mondo. Lo considera troppo degradante.
E lo infatti; un buco orribile, disse il giovanotto.
La frecciatina della povera sarta era caduta nel vuoto, e Millicent esclam gaiamente: Proprio cos! mentre
volgeva all'oggetto della sua ammirazione infantile uno sguardo che lo metteva ancor pi a suo agio.
E non pensi che io sappia molte cose? le domand piantandosi davanti a lei a gambe larghe, con le mani
dietro la schiena, mentre faceva oscillare la porta avanti e indietro.
Tu? Me ne infischio di quello che sai! disse; ma, ad ogni buon conto, egli era abbastanza intelligente per
afferrare il senso di quelle parole. Se aveva inteso dire che la sua bellezza era pi che sufficiente, era una cosa che si
poteva capire, anche se molte donne avrebbero dissentito. Era rimasto di statura bassa, come gi lasciava vedere fin da
piccolo - non si era mai sviluppato completamente - e inoltre era chiaro che non era esattamente un individuo forte. Di
ossatura minuta, il torace stretto, la carnagione pallida, tutto il corpo aveva un'esilit quasi infantile; e Millicent not
anche che le mani erano delicatissime - mani, come si disse, di un signore. Quello che le piaceva era il viso un po'
spavaldo e un po' romantico, quasi istrionico, su quella piccola persona. La signorina Henning non conosceva nessun
artista di teatro, ma intuiva vagamente che era quello l'aspetto che un attore aveva nella vita privata. I lineamenti di
Hyacinth erano perfetti: gli occhi grandi e distanti esprimevano abitualmente una sorta di spiritoso candore, quasi
impertinente; e sul labbro superiore si disegnavano sottili, morbidi baffetti biondi che gli davano un'aria sorridente
anche quando aveva il cuore serrato. I capelli folti e sottili gli ricadevano ondulati sulla fronte alta ed evocatrice di
nobili gesta, e la signorina Henning aveva fatto in tempo a notare, quando era apparso, che portava il piccolo cappello,
tondo e floscio, in modo da lasciare ben visibili questi riccioli frontali. Era vestito con una vecchia giacca di velluto
marrone e portava esattamente la stessa cravatta dai colori vivaci che le agili dita di miss Pynsent solevano un tempo
fabbricare con vecchi ritagli di seta e mussola. Era trasandato e macchiato, ma un occhio esperto avrebbe subito capito
che quell'abbigliamento era del tutto intenzionale (visto che il proprio aspetto esteriore gli era tutt'altro che indifferente)
mentre a un pittore (che non prediligesse soggetti eroici) sarebbe certo piaciuto molto schizzargli il ritratto. C'era in lui
qualcosa di esotico eppure, con la sua giovane faccia spigolosa priva di freschezza ma non certo di dolcezza, e con quel
voluto cockneismo che lo pervadeva tutto, si faceva notare quanto Millicent e, proprio come lei, era il prodotto delle
strade e dell'aria di Londra. Aveva un'espressione aperta eppure leggermente dissoluta, divertita, divertente e
indefinibilmente triste. Le donne lo avevano sempre trovato commovente ma - cos gli avevano pi volte ripetuto - le
faceva morire dal ridere.
Sarebbe meglio se chiudessi la porta, disse miss Pynsent intendendo con questo che sarebbe stato bene che
facesse uscire la visitatrice.
Sei venuta apposta a trovarci? continu lui, senza tener conto dell'ingiunzione, di cui aveva compreso il
senso, e augurandosi che la fanciulla si accomiatasse permettendogli cos di uscire con lei. Voleva parlarle lontano da
Pinnie, che evidentemente mirava a punzecchiarla per ovvie ragioni. Ragioni che gli erano note da tempo, anche quando
si era trattato di ragazze neppure lontanamente attraenti come questa. Entrava sempre in una terribile agitazione
sospettando che volessero accalappiarlo e indurlo a contrarre un matrimonio indegno del suo rango. Il suo rango! Il
povero Hyacinth si era spesso domandato, e lo aveva spesso domandato a miss Pynsent, quale fosse. Ci aveva riflettuto

con grande amarezza, chiedendosi come avrebbe potuto mai sposare qualcuno inferiore a lui. Non si sarebbe mai
sposato - di questo era assolutamente certo; non avrebbe mai scaricato su altri quel fardello che aveva pesato
intollerabilmente sul suo giovane animo, quell'eredit che aveva offuscato il suo ingresso nell'et virile. Tanto pi si
sarebbe preso la sua rivincita; se era possibile godersi in altro modo la tenera compagnia femminile, non c'era motivo
perch non dovesse coltivarla senza troppi alibi.
Avevo un impegno non troppo lontano di qui e ho voluto dare un'occhiata alla vecchia bottega disse
Millicent. Ma se mi avessero detto che vi avrei ritrovato esattamente come vi avevo lasciato, non ci avrei creduto.
Ci saresti voluta tu ad aver cura di noi! esclam irrefrenabilmente miss Pynsent.
Sei cos clamorosamente in forma, tu! osserv Hyacinth senza dar retta alla sarta.
E piantala con la tua "clamorosa" sfacciataggine! Sono identica a qualsiasi altra ragazza di Londra. E a
maggior convalida di questa dichiarazione, la signorina Henning prosegu: Se mi chiedessi di accompagnarmi per un
tratto di strada ti risponderei che non mia abitudine andare in giro con gli uomini.
Ti accompagner dove vorrai, rispose con semplicit Hyacinth, quasi sapesse esattamente come andava
preso quel tipo di dichiarazione.
Beh, solo perch ti conosco dalla nascita! E uscirono insieme; Hyacinth evitando di guardare la povera
Pinnie (sentiva che lo fissava, bianca e piangente, dal suo angolo buio - s'era fatto troppo scuro nel frattempo per
lavorare senza il lume), mentre la sua compagna abbozz al di sopra della spalla un gesto di saluto crudelmente
confidenziale.
La strada da Lomax Place al quartiere dove la signorina Henning (per trovarsi vicino ai magazzini di
Buckingham Palace Road) occupava una modesta camera interna, era molto lunga, ma la suggestione dell'ora era tale da
rendere quella passeggiata estremamente gradevole per il giovane che amava le strade ad ogni ora del giorno ma
specialmente al crepuscolo d'un sabato d'autunno, quando nei quartieri bassi i negozietti e le bancarelle raddoppiavano
la loro attivit e rozze torce fumose illuminavano i carrettini e i banchetti che i venditori ambulanti si tiravano dietro
lungo i marciapiedi. Hyacinth vagabondava per la grande metropoli da quando era un ragazzino, ma la sua fantasia
seguitava ad essere perennemente stimolata dai preparativi domenicali che fervevano la sera tra gli operai e le filatrici,
suoi fratelli e sorelle, e si perdeva in tutto quell'affaccendato incalzarsi, in quello sporgersi dalle finestre illuminate, quel
mercanteggiare di pescivendoli e venditori ambulanti. Gli piacevano le persone che avevano l'aria di chi ha preso la
paga settimanale e si appresta a spenderla con parsimonia; e quelli che si accingevano chiaramente a farne uso
stravagante e dissoluto; e soprattutto quelli che palesemente non l'avevano presa affatto e che vagabondavano con aria
indifferente e svagata, le mani nelle tasche vuote, guardando gli altri che contrattavano i loro affari e si riempivano le
sporte, o sgranavano gli occhi davanti alle striate fette di pancetta, ai dorati blocchi o triangoli di formaggio, alle
aggraziate volute delle salsicce, nelle vetrine pi ricche. Amava il riflesso dei lampioni sui marciapiedi bagnati, lo
spessore e l'odore dell'umidit fuligginosa di Londra; la nebbia invernale che avvolgeva ogni cosa di una luce appannata
e soffusa, facendo sembrare tutto pi vasto e pi affollato, creando aloni e tenui irradiazioni, rigagnoli e vapori sulle
superfici dei vetri. Quella sera si muoveva fra tutte queste sensazioni assaporandole in silenzio, mentre concentrava la
sua attenzione sulla compagna, congratulandosi per aver raggiunto quel grado d'intimit con una signorina che la gente
si girava a guardare. Anche lei aveva rilevato, con disprezzo, la ressa e l'affaccendarsi del sabato sera; disse che le
piacevano le strade, ma solo quelle rispettabili; non sopportava il puzzo del pesce di cui tutto il quartiere sembrava
impregnato, e non vedeva l'ora di arrivare a Edgeware Road, dov'erano diretti, una strada pi confacente a una signora.
A Hyacinth sembr totalmente diversa dalla bambinetta dai capelli lunghi che, anni addietro, a Lomax Place, teneva
sempre stretta al petto una sudicia bambola e cercava sempre la sua compagnia; era un'estranea, una nuova conoscenza,
e l'osserv perplesso, chiedendosi attraverso quali fasi fosse giunta allo stato presente.
Su questo punto lei lo illumin soltanto un poco, pur parlando a lungo di vari argomenti; gli disse delle sue
abitudini, aspirazioni, gusti e avversioni - queste ultime erano enfatiche quanto le risate di una persona cui venga fatto il
solletico. Era tremendamente esigente, difficile da contentare, lo capiva bene; e afferm che quando una cosa perdeva
d'interesse ai suoi occhi, non la sopportava pi neanche per un istante. In modo particolare era esigente nei confronti
delle compagnie maschili, e gli fece capire chiaramente che se un giovanotto voleva avere a che fare con lei doveva
usufruire di uno stipendio di almeno cinquanta scellini settimanali. Hyacinth assicur che per il momento non
guadagnava tanto, ma lei gli rispose che il suo caso faceva eccezione, visto che sapeva tutto di lui (o, se non proprio
tutto, per lo meno molto), ed egli cap che il suo carattere reggeva il paragone con la sua bellezza. L'eccezione fu cos
cospicua che, quando si furono incamminati per Edgeware Road (che conservava ancora tutta la vita, sia pure molto
pi dignitosa, della chiusura protratta fino a tarda ora) ed egli le propose di andare in un caff a prendere qualcosa (in
seguito non riusc a spiegarsi che cosa lo avesse spinto a tanto) lei accett senza protestare - senza protestare neppure in
considerazione dei suoi magri guadagni. Per quanto magri fossero, al momento stavano tutti dentro la sua tasca (erano
destinati in parte a Pinnie) cos da farlo sentire all'altezza della situazione. Millicent si serv abbondantemente di t,
pane e burro, marmellata di lamponi, e consider quel locale molto confortevole, mentre lui, una volta accomodatosi, fu
assalito dai dubbi sul decoro dell'ambiente, dubbi che gli erano suggeriti fra l'altro dalle fotografie alle pareti che
mostravano giovani donne in combinazione. Era affamato anche lui, non aveva ancora preso il t, ma si sentiva troppo
eccitato e preoccupato per mangiare; la situazione lo rendeva irrequieto e gli dava i brividi: sembrava il principio di un
qualcosa di nuovo e raro. Non aveva ancora mai pagato neppure un bicchiere di birra a una ragazza dello stampo di
Millicent - una ragazza che frusciava e brillava e odorava di muschio - e se, come indicavano le apparenze, era
effettivamente una cos gradevole rappresentante del suo sesso, le sue ore libere avrebbero subito una profonda

trasformazione, la sera, per esempio, quando si era spesso sentito come una grande lavagna su cui non fosse stato
tracciato neanche un segno di gesso. Le possibili conseguenze per i suoi risparmi (si era impegnato solennemente con
Pinnie e col signor Vetch a mettere qualcosa da parte ogni settimana) per il momento non lo preoccupavano; infatti,
anche se giudicava odioso e insopportabile essere povero, non aveva mai fantasticato, fino ad ora, sui mezzi e i sistemi
per non esserlo pi. Sapeva press'a poco l'et di Millicent, tuttavia la considerava pi grande, molto pi grande di lui sembrava conoscere Londra e la vita cos a fondo, e questo gli dava ancor pi la sensazione di intrattenerla come se
fosse un giovane del bel mondo. Per associazione d'idee pens al tipo di locale dove si trovavano; se questo era
effettivamente quello che sembrava, se ne sarebbe accorta subito anche lei, e molto probabilmente il fatto che non vi
facesse caso, purch il t fosse forte e il pane considerevolmente imburrato, avrebbe fatto parte di quel piano di
iniziazione di cui lei aveva gi mostrato il preambolo. Gli raccont quello che era successo fra lei e miss Pynsent (non
la chiam Pinnie e lui ne fu lieto, perch la cosa non gli sarebbe piaciuta) prima del suo arrivo e gli comunic che non si
sarebbe mai pi sognata di mettere piede in quella casa perch sua madre gli avrebbe cavato gli occhi. Poi si corresse:
Ma che dico, non tua madre! Che stupida sono! Me ne dimentico sempre.
Hyacinth riteneva di aver collaudato ormai da anni il sistema per affrontare questo genere di allusioni, e aveva
avuto un'infinit di occasioni per sperimentarlo. Quindi guard fisso negli occhi la sua compagna e disse: Mia madre
morta molti anni fa. Era una grande invalida. Ma Pinnie stata meravigliosa con me.
Anche mia madre morta, rispose pronta la signorina Henning, come per "mettere una pezza". Mor
improvvisamente, forse te la ricorderai. Poi, mentre Hyacinth tentava di far emergere dal passato l'oscura figura della
signora Henning, che ricordava soprattutto corrucciata e sporca, la fanciulla aggiunse sorridendo eppure con una certa
intensit: Ma io non ho avuto una Pinnie.
Hai l'aria di sapertela cavare da sola.
Beh, me lo auguro, disse Millicent Henning. Poi gli chiese notizie del signor Vetch. Dicevamo sempre che
se miss Pynsent era la tua mamma, il signor Vetch era il tuo pap. In famiglia lo chiamavamo lo spasimante di miss
Pynsent.
E lo ancora, rispose Hyacinth, il nostro migliore amico - o per lo meno crediamo che lo sia. Mi ha
procurato il posto dove lavoro. Vive ancora del suo violino, come un tempo.
Millicent guard per un po' il suo compagno e poi osserv: Avrei creduto che ti avrebbe trovato un posto nel
suo teatro.
Nel suo teatro? Sarebbe stato impossibile. Non suono nessuno strumento.
Non dico nell'orchestra, sciocco! Saresti bellissimo in costume. Teneva i gomiti sul tavolo, con le spalle
erette - un atteggiamento estremamente confidenziale. Fu sul punto di rispondere che non gl'importava nulla dei
costumi e che voleva essere fedele alla sua parte. Ma si ferm di colpo pensando che era proprio quanto gli veniva
vistosamente negato. La propria parte? Doveva occultarla con la massima attenzione: era destinato a passare la vita con
una maschera e un mantello preso in prestito; ogni giorno e ogni ora doveva vivere come un attore. Improvvisamente, e
con la massima disinvoltura, la signorina Henning chiese: Miss Pynsent una tua parente? Perch ha dei diritti su di
te?
Hyacinth aveva la risposta pronta: era deciso a dire, come aveva fatto altre volte: Miss Pynsent una vecchia
amica di famiglia. Mia madre l'amava e lei amava mia madre. Ripet anche ora il ritornello, guardando la ragazza con
estrema tranquillit, come si era prefisso - anche se avrebbe preferito rispondere che sua madre non la riguardava
affatto. Ma lei era troppo bella per poter correre simili rischi, e il suo bel viso al di l del tavolo aveva l'aria di chiedere
tenerezza e calore. Da sempre egli portava nel cuore torture e passioni che avrebbe voluto rivelare a una donna. Pensava
che soltanto questa sarebbe stata la sua medicina: che in cambio di qualcosa che avesse lasciato cadere, sillaba a sillaba,
in un orecchio comprensivo, prossimo ad una guancia da baciare, gli sarebbero state dette in cambio parole che
avrebbero reso meno acuta la sua pena. Ma di quale donna fidarsi, quale orecchio sarebbe stato sicuro e a un tempo
adeguatamente e amorosamente interessato? Non chiedeva gi troppo? Certo non avrebbe trovato rispondenza in questa
esuberante, fresca, ridente creatura la cui comprensione avrebbe mancato di quella finezza che egli andava cercando,
poich la curiosit di lei era volgare. Hyacinth odiava la volgarit quanto la stessa miss Pynsent che da questo punto di
vista aveva scoperto da tempo quanto lui le fosse simile. Cos, aveva fatto cadere l'argomento della signora Henning; si
sentiva incapace d'indagare oltre su di lei, e non aveva nessun desiderio di conoscere i rapporti familiari di Millicent.
Inoltre si era sempre sentito male fino alla nausea ogni volta che la gente si soffermava sulla faccenda della sua origine
e sul motivo per cui Pinnie si era presa cura di lui fin dalla nascita. La signora Henning era stata una donna ripugnante,
ma per lo meno sua figlia ne poteva parlare. Il signor Vetch ha cambiato casa: venuto via dal 17 tre anni fa, disse,
per cambiare discorso. Non sopportava gli altri inquilini; ce n'era uno che suonava la fisarmonica.
Millicent non mostr molto interesse a questa storia anche se domand per quale ragione gli altri avrebbero
invece dovuto apprezzare il violino del signor Vetch. Poi aggiunse: Mi pare che, dato che ci si era messo, avrebbe
potuto trovarti qualcosa di meglio di un posto di rilegatore.
Non era obbligato a trovarmi nulla. un ottimo posto.
Non ti avrei mai immaginato in un lavoro simile, disse la fanciulla, non tanto per dargliene atto, quanto col
tono risentito di chi vede smentiti i calcoli che si era fatto.
Dove mi avresti voluto? Nella Camera dei Comuni? Peccato che tu non l'abbia detto prima, dove volevi
vedermi.

Lo guard in faccia, al di sopra della tazza, bevendo a piccoli sorsi, coma una vera signora. Sai quello che si
diceva a Lomax Place? Che tuo padre era un Lord.
Non mi stupisce. il tipo di chiacchiere che si fanno in quell'impagabile tana, disse il giovanotto senza
battere ciglio.
Beh, pu darsi che lo fosse azzard Millicent.
Per quel che me ne venuto, avrebbe potuto essere anche il primo ministro!
Figuriamoci, ne parli come se non lo sapessi! disse Millicent.
Finisci il t e non ti curare di come parlo.
Beh, non c' dubbio che hai un bel caratterino! rispose acida. Mi sarei aspettata che saresti diventato un
impiegato di banca.
Perch, li scelgono forse per il loro carattere?
Sai benissimo quello che voglio dire. Eri troppo intelligente per metterti a fare l'operaio.
Beh, non sono intelligente abbastanza per campare d'aria.
Visto il t che consumi potresti anche esserlo! Perch non hai intrapreso una qualche professione?
Come potevo? Chi mi avrebbe aiutato? replic Hyacinth con voce alquanto vibrata.
Non hai parenti? disse Millicent dopo una pausa.
Che vuoi fare? Vuoi indurmi a qualche millanteria?
Quando parlava bruscamente lei non poteva fare a meno di ridere, per nulla impermalita a giudicare dal suo
sguardo piuttosto ammirato. Beh, mi secca che tu sia soltanto un operaio, continu spingendo la tazza da un lato.
E invece lo sono, rispose Hyacinth ma chiese il conto con l'aria di un autentico impiegato. Poi, mentre
aspettavano, spieg alla sua compagna che non aveva idea di cosa fosse il suo lavoro e di quanto potesse essere
affascinante. S, confeziono i libri per la vendita, rispose alla sua obiezione di aver compreso perfettamente. Ma
l'arte del legatore un'arte squisita.
Cos mi ha detto miss Pynsent. Ha anche detto che a casa hai qualche esemplare. Mi piacerebbe vederlo.
Tu non potresti comprenderne la bellezza, sorrise lui sottilmente.
Si aspettava che lo accusasse di essere un miserabile impudente, e per un attimo sembr essere l l per farlo.
Ma le parole le si cambiarono sulle labbra e rispose quasi con tenerezza: proprio cos che mi parlavi tanti anni fa, a
Lomax Place.
Non me ne importa nulla. Detesto quel periodo della mia vita.
Oh, anch'io se devo essere sincera, disse Millicent come desiderosa di adeguarsi a qualsiasi punto di vista.
Poi ritorn all'idea che non aveva reso giustizia a se stesso: Avevi sempre per la testa un'infinit di cose. Non avrei mai
creduto che avresti finito per fare un lavoro manuale.
Queste parole parvero irritarlo, e dopo aver pagato il conto, lasciando con ostentazione tre pence alla ragazza
dalle movenze languide e i capelli di un giallo falso che li aveva serviti, disse: Puoi star certa che non lo far neppure
un minuto pi dello stretto necessario.
E che farai allora?
Un giorno lo vedrai. Per la strada, dopo che avevano ripreso a camminare, disse: Parli come se avessi avuto
la possibilit di una scelta. Cosa poteva fare un anonimo pezzente, seppellito insieme a un milione di altri idioti, in uno
squallido angolo di Londra? Senza aiuti, senza raccomandazioni, senza conoscere nessun professionista: non potevo
continuare a vivere alle spalle di Pinnie. Grazie a Dio ora l'aiuto un po'. Ho preso quello che c'era. Parlava come se
volesse difendersi dall'accusa di un tradimento.
Millicent sembr aver raccolto l'eloquenza della sua difesa quando osserv: Ti esprimi proprio come un
signore, parole che lui lasci senza risposta. Dopo un po' riprese per a parlare, e poich la sera era definitivamente
calata, la sua compagna gli prese il braccio per il resto della strada. Quando furono arrivati alla porta di casa, le aveva
confidato che segretamente scriveva, proprio come se dovesse pubblicare; era ossessionato dal sogno di farsi un nome
nel campo letterario. La cosa sembr farle una certa impressione, e con quella simpatica incoerenza che la
caratterizzava, se ne usc che per conto suo, se un uomo le piaceva, non le importava nulla delle sue origini; riteneva
che la famiglia e tutta quella robaccia fossero cose superate. Hyacinth si augur che la finisse con la sua origine, e
mentre indugiavano sulla porta, prima che lei entrasse, disse:
Sono sicuro che sei una brava ragazza, e sono felice di averti rivisto. Ma hai proprio ben poco tatto.
Poco tatto, io? Dovresti vedermi all'opera quando rivendo una vecchia giacca!
Lui rimase per un po' in silenzio, dritto di fronte a lei, le mani in tasca. La tua fortuna che sei cos bella.
Millicent non arross al complimento, n forse comprese cosa sottintendeva, ma lo guard per un istante negli
occhi con quel suo grande sorriso che le scopriva i denti, e poi rispose, pi incoerentemente che mai: Su, andiamo, chi
sei?
Chi sono? Sono un piccolo miserabile ragazzo di bottega.
Non avrei mai creduto che potesse piacermi qualcuno in quel ramo! replic lei con aria vissuta. Poi accenn
all'impossibilit d'invitarlo ad entrare dal momento che si era fermamente proposta di non ricevere nessun uomo in casa,
ma non le sarebbe dispiaciuto fare un'altra passeggiata con lui, o incontrarlo da qualche parte - sempre se fosse stato
possibile. Poich lei abitava tanto lontano da Lomax Place poteva andargli incontro a met strada. Cos, nella scura
stradina di Pimlico, prima di separarsi, fissarono con disinvoltura un appuntamento; la cosa pi interessante, pens il
giovanotto, che fino allora gli fosse stata elargita - se cos si poteva dire.

VI
Qualche tempo dopo, il suo amico Poupin un giorno non si present alla legatoria n mand spiegazioni, come
si usa fare in caso di malattia o di contrattempi familiari. C'erano due o tre persone che lavoravano nella ditta sulle cui
assenze, che coincidevano con il giorno successivo alla paga, era meglio non indagare, poich costituivano di per s
un'implicita denuncia di una debolezza ben precisa - ma in genere la ditta del signor Crook era un esempio di puntualit
e di seriet. Meno di chiunque altro, non si era mai sognato di chiedere un permesso Eustache Poupin. Hyacinth sapeva
quanto rifuggisse dal fare ricorso all'indulgenza, ed era proprio una delle ragioni della sua ammirazione per quel
francese straordinario, stoico ardente, freddo cospiratore e artista squisito, che era di gran lunga la persona pi
interessante di quante avesse mai conosciuto e la cui conversazione, a bottega, lo aiutava a dimenticare l'odore dei
pellami e della colla. Le sue conversazioni! Hyacinth ne aveva ascoltate tante, e si era fatto amare da quel profugo
ardente per la solennit e il candore dell'attenzione che gli prestava. Poupin era giunto in Inghilterra dopo la Comune
del 1871, per sfuggire alle rappresaglie del governo Thiers, e vi era rimasto nonostante le varie amnistie e riabilitazioni.
Era un repubblicano vecchio stampo, di quelli del 1848, umanitario e idealista, totalmente imbevuto dello spirito di
fraternit e di uguaglianza ed eternamente sorpreso ed esasperato dal fatto che, nella sua terra d'esilio, questi sentimenti
riscuotessero tanto poco credito. Aveva decisamente diritto alla stima e alla gratitudine di Hyacinth perch alla legatoria
era stato il suo parrain , il suo protettore. Quando Anastasius Vetch aveva trovato lavoro per il giovane protetto di miss
Pynsent, era stato tramite quel francese, di cui per caso era diventato amico.
Il ragazzo era circa sui quindici anni quando il signor Vetch gli aveva fatto dono dei saggi di Lord Bacon, e il
possesso di questo volume avrebbe avuto conseguenze importanti per Hyacinth. Anastasius Vetch era povero e il lusso
di dare gli era quasi sempre negato; ma quando, una volta ogni tanto, ne assaporava la gioia, voleva che fosse completa.
Nessuno pi di lui conosceva la differenza tra banale e raro, ed era capace di apprezzare un libro che si presentasse
bene, coi margini ben squadrati e la dicitura della costa ben chiara. Soltanto un libro cos poteva offrire, sia pure a un
povero diavolo che una sartina d'infima categoria (sapeva che Pinnie era d'infima categoria) aveva sottratto all'ospizio.
Cos, quando si tratt di far indossare al grande elisabettiano una giacchetta nuova - fatta di marocchino e dorata con
tocco discreto e delicato - and spedito col suo volumetto di tela - un Pickerind - dal signor Crookenden, noto a tutti
quelli che se ne intendevano come principe dei legatori, anche se si sapeva che il suo lavoro, molto limitato nella
quantit, era destinato tramite un'agenzia quasi esclusivamente a un solo libraio. Anastasius Vetch non aveva intenzione
di pagare la commissione al libraio e pur sapendo essere generoso (entro i suoi limiti) quando faceva un regalo, era
anche capace di qualunque cosa per risparmiare quattro soldi. Entr nella bottega del signor Crookenden, situata in una
fatiscente piazzetta di Soho, dove la richiesta di un lavoretto tanto da poco fu accolta, inizialmente, con gelida
impassibilit. Il signor Vetch comunque non si lasci impressionare: spieg con disarmante franchezza il motivo della
sua presenza: il desiderio di ottenere la migliore rilegatura possibile con la minima spesa. Chiar con tanta precisione
quella che secondo lui era una buona rilegatura, che il proprietario alla fine si lasci vincere da quella tipica corrente di
simpatia che, in condizioni favorevoli, si stabilisce fra l'artigiano e l'intenditore. Il lavoro del signor Vetch fu sentito
come un favore tutto particolare dovuto a un eccentrico gentiluomo la cui visita aveva rappresentato un distensivo
interludio (per il gruppo di operai in ascolto) in una giornata altrimenti puramente meccanica; e quando, tre settimane
dopo, ritorn alla bottega per vedere se fosse pronto, ebbe la soddisfazione di constatare che le sue istruzioni,
puntualmente seguite, erano state perfino migliorate. Il lavoro fu eseguito con tale perfezione artigianale da indurlo a
chiedere chi fosse la persona da ringraziare (gli era stato detto che era opera di un uomo solo) e fu cos che fece la
conoscenza del pi geniale artigiano della ditta, l'incorruttibile, fantasioso, infallibile Eustache Poupin.
Rispondendo a un elogio che riconobbe non stereotipo, il signor Poupin disse che aveva in casa una collezione
di campioni sperimentali in marocchino, cuoio di Russia, pergamena, coi quali, per puro e semplice amore della sua
arte, aveva occupato piacevolmente le ore libere, e che sarebbe stato lieto di mostrare al suo interlocutore se questi gli
avesse fatto l'onore di andarlo a trovare a casa sua, in Lisson Grove. Il signor Vetch si segn l'indirizzo e per amore
della cosa in s e per s, una domenica pomeriggio and a vedere gli esoterici esemplari. In quella occasione fece la
conoscenza di Madame Poupin, una signora piccola e grassa con baffi setolosi, la cuffietta bianca da ouvrire e una
competenza nell'arte del marito pari a quella di lui; ignorante della lingua inglese tranne che per la frase: What do you
think? What do you think? (Che ne pensate, che ne pensate?), che introduceva nel discorso con infaticabile frequenza.
Scopr inoltre che il suo nuovo conoscente era stato un proscritto politico e che considerava l'iniqua struttura ChiesaStato con occhio certo non pi riverente di quello del violinista. Il signor Poupin era un socialista attivista, a differenza
di Anastasius Vecth, e un democratico progressista (anzich un dileggiatore delle cose sorpassate), un teorico, un
ottimista, un collettivista, un perfezionista e un visionario; credeva che sarebbe giunto il giorno in cui tutti gli stati del
mondo avrebbero abolito le frontiere, gli eserciti e le dogane, si sarebbero baciati sulle guance e avrebbero ricoperto la
terra di una raggiera di boulevards irradiantisi da Parigi, dove l'umana famiglia si sarebbe seduta a gruppi intorno ai
tavolini, a seconda delle varie affinit, a bere caff, (non t, par exemple!) e ad ascoltare musica.
Il signor Vetch non solo non si prefiggeva, ma neppure avrebbe desiderato questa beatitudine organizzata:
amava la sua brava tazza di t e aspirava soltanto a vedere semplificata la costituzione britannica che considerava un
sistema alquanto sopravvalutato; ma le sue eresie reggevano bene quelle del piccolo rilegatore, e l'amico di Lisson
Grove divent per lui l'emblematico rappresentante dello straniero intelligente la cui conversazione fa lievitare la nostra

pedestre cultura. Lo zelo umanitario di Poupin era tanto illimitato quanto era invece limitato il suo vocabolario (inglese)
e i due nuovi amici convennero che discutere insieme quel tanto e non pi era sempre meglio di una muta armonia. Per
numerosi pomeriggi domenicali il violinista si rec a Lisson Grove, e poich nel teatro dove prestava da tanti anni la sua
fedele opera godeva di qualche occasionale privilegio, riusc ad ottenere, un giorno d'autunno, due biglietti di seconda
balconata. Madame Poupin e suo marito trascorsero una lugubre serata alla Commedia Inglese, dove non capirono una
parola e si consolarono aggrappandosi al concitato archetto dell'amico, gi nell'orchestra. Ma questo non incise su
quell'amicizia che in seguito avrebbe coinvolto anche Amanda Pynsent. A Madame Poupin mancava una compagnia
femminile fra quei freddi isolani, e il signor Vetch propose alla sua cara amica di Lomax Place di farle visita. La piccola
sarta che in vita sua non aveva conosciuto nessuna signora francese ad eccezione della sventurata Florentine (un
esemplare piacevole finch non aveva cominciato a sbandare), accett la proposta nella speranza di farsi un'idea del
buon gusto del paese che quella signora rappresentava (come gi aveva fatto un tempo con Florentine), ma invece si
accorse che il legatore e sua moglie erano un ibrido sconcertante di genialit e di dgagement e rimase per molto tempo
ossessionata dal ricordo della camicetta di quella signora a orribili disegni stampati, della sua mole strabocchevole non
sorretta da alcun busto, e delle sue pantofole da casa. L'amicizia, tuttavia, fu sancita tre mesi dopo con una cena, una
domenica sera, a Lisson Grove; il signor Vetch port il violino e Amanda present agli ospiti il suo figlio adottivo, e
scopr che se Madame Poupin riusciva egregiamente a guarnire un'oca Michaelmas non sapeva come guarnire una
grassa signora francese.
Questa signora confid al violinista che considerava miss Pynsent proprio comme il faut - dans le genre
anglais; quanto ad Amanda e Hyacinth non avevano mai passato una sera cos brillante che, nella memoria del
fanciullo, and a collocarsi accanto alla visita al teatro del signor Vetch di qualche anno prima. Hyacinth bevve
avidamente tutte le battute che il signor Vetch scambi col signor Poupin. Questi gli mostr le sue rilegature, i trofei pi
preziosi della sua arte, e lui si sent istantaneamente iniziato ad un mistero affascinante. Rimase per una mezzora a
rigirarsi i libri fra le mani, mentre Anastasius Vetch lo osservava senza farsi notare. Cos, quando qualche tempo dopo
miss Pynsent torn a consultarsi per la ventesima volta col suo amico sulla carriera di Hyacinth - parlava come se
avesse il dubbio della scelta fra la carriera diplomatica, quella militare e quella ecclesiastica - il violinista replic
prontamente: Potreste fargli fare il mestiere del francese. Alla parola mestiere la povera Pinnie assumeva sempre
un'aria solenne e distaccata e tuttavia quando il signor Vetch le chiedeva se fosse disposta a mandare il ragazzo
all'Universit o a pagare la cauzione richiesta per l'apprendistato in uno studio legale o per inserirsi nelle grazie di un
direttore di banca o di un magnate, oppure se fosse in grado di pagargli un alloggio confortevole mentre corteggiava le
Muse e attendeva gli allori della letteratura - quando, ripeto, le presentava il caso con questa cinica, ironica lucidit,
tutto quello che lei poteva fare era sospirare e dire che nella vita le era riuscito di risparmiare soltanto quelle novanta
sterline che, come sapeva bene, non avrebbe potuto ritirare dalla banca senza giocarsi per sempre la sua amicizia. Il
musicista infatti le aveva detto chiaro e tondo che se per amore del ragazzo si fosse spogliata dell'unica risorsa della sua
vecchiaia, si sarebbe lavato le mani di lei e dei suoi affari. Le sue aspirazioni per Hyacinth erano vaghe, tranne per un
punto, sul quale era fanaticamente decisa: cio che non doveva assolutamente lavorare in una botteguccia. Avrebbe
preferito vederlo fare il muratore o l'erbivendolo anzich occupato nella vendita al minuto, a incartare le candele da un
droghiere o a dare il resto di uno scellino al di l del bancone. Una volta dichiar che avrebbe preferito piuttosto che
facesse l'apprendista da un sarto o da un calzolaio. Un cartolaio di una strada vicina aveva affisso un cartello in cui si
cercava un ragazzo per le commissioni, e Pinnie, venutolo a sapere, gli aveva presentato Hyacinth. Il cartolaio era un
individuo duro e dispotico, con una pezza su un occhio, che riteneva la paga di tre scellini alla settimana pi che
generosa; una remunerazione irrisoria, secondo la sarta, per le rare capacit e virt del ragazzo. I suoi studi erano stati
discontinui, precari, ad eccezione dei primi anni quando era stato affidato a un'anziana signora che alle funzioni di
scaccina in una vicina chiesa abbinava, assistita da una sorella - una nurse volante - la manipolazione - sempre a
Lomax Place, dove risiedevano - di quegli alunni che le famiglie erano in grado di esonerare dalle pi urgenti funzioni
del badare al pupo o dell'andare a comprare la birra. In seguito, Pinnie aveva pagato cinque scellini la settimana per
mandarlo all'Accademia in una zona bene di Islington, dove c'era un istruttore di lingue straniere, una specie di
base di lancio per l'apprendistato all'arte dell'oratoria e del bel mondo, ma dove Hyacinth soffr del fatto che quasi tutti i
suoi compagni, figli di negozianti di generi alimentari, pasticceri, droghieri, pescivendoli, lo sottoponevano a
umiliazioni, a paragoni vergognosi, portando a scuola, sia per uso proprio che per scambi e baratti, svariate brioches,
arance, dolciumi da succhiare e pescetti che il bambino con le mani nelle tasche vuote e in cuore la sensazione di uscire
da una casa sconfortantemente inodore, era costretto a veder divorare sotto i suoi occhi, senza essere invitato a
favorire. Miss Pynsent non avrebbe potuto addossarsi le spese di una regolare istruzione, ma era convinta che a
quindici anni avesse gi letto tutto il leggibile. In realt le sue letture avevano subito i limiti imposti dalla necessit. Il
signor Vetch, il quale, man mano che il ragazzo cresceva aveva preso a parlare con lui sempre pi spesso, lo sapeva, e
gli prestava tutti i libri che possedeva o su cui poteva mettere le mani: la lettura era la sua unica passione e l'unico
aspetto della vita che gli apparisse deprecabile era l'assenza di qualsiasi contatto diretto con una biblioteca. Egli
attribuiva a Hyacinth un'intelligenza sottile e deplorava vivamente che non potesse essere indirizzato verso qualche
disciplina liberale, ma riteneva ancora pi ingiusto che un giovane con una simile espressione negli occhi fosse
condannato a misurare la fettuccia o ad affettare formaggi. Da parte sua non poteva far nulla, non avendo conoscenze
nel mondo della finanza o del commercio, o meglio era venuto a contatto con quel mondo e quelle istituzioni in un
momento della sua vita che a nessun costo avrebbe dimenticato. Quando il cartolaio ebbe chiarito i termini in cui era
disposto a trattare l'assunzione dei fattorini e Pinnie gli ebbe risposto che, grazie al cielo, non era ancora caduta tanto

in basso, - il signor Vetch cap che lei non aveva fatto altro che esprimere con parole pi fiorite i suoi stessi sentimenti.
Naturalmente, per far carriera Hyacinth doveva cominciare col carreggiare pacchi di libri, per poi passare alla pi
raffinata arte di legarli fino a raggiungere il posto di contabile o direttore, ma tanto il violinista che il suo amico e, in
ultima analisi, perfino Miss Pynsent, si rassegnarono ad accettare in blocco questa prospettiva. Il signor Vetch era
convinto che un mestiere affascinante fosse sempre meglio di un volgare commercio, e un giorno, quando l'amicizia
con Eustache Poupin durava ormai da qualche tempo, chiese all'ardente francese se ci fosse qualche probabilit che il
ragazzo, con una sua presentazione, potesse entrare nella bottega del signor Crookenden - non esisteva luogo migliore
per apprendere il pi elegante di tutti i mestieri: essere accettato in un posto simile e su richiesta di un simile artista
sarebbe stato un inizio veramente importante. Il signor Poupin ci pens su e quella sera stessa espose la cosa alla
compagna con la quale divideva tutti i pensieri e che lo capiva meglio di quanto egli capisse se stesso. I due non
avevano figli e ne avevano sempre sentito la mancanza; inoltre avevano saputo dal signor Vetch la storia del penoso
ingresso nella vita del ragazzo. Era un reietto, un derelitto e per tanto una creatura degna del pi straordinario interesse;
inoltre era uno dei loro, un figlio dell'immortale Francia, il virgulto di una razza sacra. Pur non essendo questo il punto
pi autentico della presente autentica storia, abbiamo buone ragioni di credere che quella notte, a Lisson Grove, siano
state versate abbondanti lacrime su Hyacinth Robinson. Dopo un paio di giorni il signor Poupin rispose al violinista che
lui si trovava ormai da parecchi anni alle dipendenze del vieux Crook, che in tutto quel tempo aveva svolto per lui un
lavoro che, fatto da un altro, gli avrebbe procurato bien du mal, e che non aveva mai sollecitato favori, permessi,
prestiti, aumenti. Era ora, non fosse altro per decoro, che chiedesse qualcosa, e l'oggetto della sua richiesta avrebbe
riguardato il loro piccolo amico. La societ lui doit bien cela sottoline in seguito dopo che il signor Crookenden col
suo fare sbrigativo si fu mostrato favorevole, e l'affare si concluse formalmente coi ringraziamenti gentili, un poco
timidi e sommessi, tipicamente inglesi, del signor Vetch. Poupin si mostr molto paterno quando Hyacinth inizi a
lavorare nei maleodoranti ambienti a Soho. Lo prese sotto la sua guida, ne fece il suo discepolo, l'erede di una preziosa
tradizione, scopr in lui una predisposizione alla filosofia, alla scienza cosmica, alla tecnologia. Gli insegn il francese e
la dottrina socialista, lo invit a passare le serate a Lisson Grove, a considerare Madame Poupin come una seconda o
meglio una terza madre e, in breve, lasci un segno profondo nell'animo del ragazzo. Sollecit e fece divampare in lui
l'innato gallicismo latente, e giunto alla soglia dei venti anni Hyacinth, saturo ormai della sua influenza, lo considerava
con un misto di venerazione e divertimento. Il signor Poupin fu la persona che pi di ogni altra lo confort nei momenti
di avvilimento, piuttosto frequenti.
Era tanto raro che si assentasse dal lavoro che, quel pomeriggio, prima di rincasare, Hyacinth si rec a Lisson
Grove per vedere cosa gli fosse successo. Lo trov a letto con un cataplasma sul petto, mentre Madame Poupin
armeggiava sui fornelli intenta a preparargli una tisana. Il francese aveva preso la sua indisposizione con tutta gravit,
ma con rassegnazione, da persona convinta che ogni malattia sia la logica conseguenza dell'imperfetta organizzazione
sociale, e giaceva nel letto, coperto fino al mento, con un fazzoletto rosso annodato intorno alla testa. Presso il letto era
seduta una persona in visita, - un giovanotto sconosciuto a Hyacinth. Ovviamente Hyacinth non era mai stato a Parigi,
ma era ugualmente convinto che l'interieur dei suoi amici di Lisson Grove rendesse abbastanza fedelmente l'idea di
quella citt. Le due stanzette di cui si componeva l'appartamento abbondavano di specchi e ritratti (stampe vecchio stile)
di eroi rivoluzionari. Il caminetto della stanza da letto era bardato con un drappo rosso che a Hyacinth sembrava
splendido; l'elemento pi decorativo del salotto era un servizio di tazzine arabescate, allineate sopra un vassoio insieme
ad alcune bottiglie dorate e bicchierini destinati alla consumazione di caff e liquori. Sul pavimento non c'erano tappeti,
soltanto stuoie e tappetini di varie forme e dimensioni disposti davanti alle sedie e ai divani. Nella stanza, dove
troneggiava uno stupendo orologio dorato stile impero, sormontato da un gruppo raffigurante la Virt che riceve una
corona d'alloro dalle mani della Fede, Madame Poupin con l'aiuto di una minuscola stufa, una manciata di carbone e
due o tre pentole si dedicava a una trionfalistica cuisine. Alle finestre c'erano tende di mussola bianca, arricciate e
ariose, legate da un nastro rosa.
VII
Soffro terribilmente, ma tanto dovremo soffrire tutti fino a che la questione sociale rimarr cos
abominevolmente e delittuosamente negletta, disse Poupin parlando in francese e girando verso Hyacinth i suoi occhi
penetranti ed eccitati che avevano sempre la stessa espressione declamatoria, reclamatoria, proclamatoria e
perennemente rivelatrice, qualunque fosse il soggetto del discorso o l'attivit del momento. Hyacinth si era seduto al
capezzale dell'amico, dalla parte opposta dello strano giovane che era stato fatto accomodare su una sedia ai piedi del
letto.
Certo, nella loro sporca politica, la situazione del pauvre monde l'ultima cosa a preoccuparli, esclam la
moglie dai fornelli. A volte mi domando quanto durer.
Durer finch non raggiungeranno il culmine della loro imbecillit ed infamia. Continuer fino al giorno del
giudizio, quando il riscatto dei derelitti e dei diseredati esploder con una forza da scuotere il mondo.
La verit che le cose continuano ad andare avanti senza cambiare mai, disse Madame Poupin agitando
allegramente un grosso mestolo nella casseruola.

Forse noi non lo vedremo ma loro s, rispose il marito. Ma che dico, figli miei, lo vedo anch'io! qui
davanti ai miei occhi in tutta la sua radiosa concretezza, specialmente ora che me ne sto prostrato - la rivendicazione, il
riscatto, la rettifica.
Hyacinth aveva smesso di prestare attenzione non tanto perch la pensasse diversamente su quello che il signor
Poupin chiamava l'avenement dei diseredati, al contrario per l'eccessiva familiarit con quell'argomento. Era il pensiero
fisso dei suoi amici francesi che, come si era accorto da tempo, avevano una specie d'infatuazione cronica. Per loro la
questione sociale era sempre d'attualit, la politica sempre disastrosa, i diseredati sempre presenti. Si stupiva del loro
zelo, della loro tenacia, vivacit, inflessibilit, della inesauribile riserva di convinzioni e profezie che avevano sempre a
portata di mano. Era convinto di essere in fondo in fondo pi amareggiato di loro, tuttavia conosceva momenti di
distrazione e di spensieratezza in cui la questione sociale lo annoiava, e dimenticava non solo i torti ricevuti, il che
sarebbe stato perdonabile, ma anche quelli degli altri in genere, dei suoi compagni di sventura. Loro invece erano
sempre sulla breccia, eternamente coerenti con se stessi e, cosa ancora pi importante, l'uno con l'altro. Hyacinth aveva
sentito dire che in Francia l'istituto matrimoniale era preso alla leggera, ma era colpito dall'unione e dall'intimit della
coppia di Lisson Grove, dalla loro appassionata identit d'interessi: era rimasto soprattutto colpito il giorno in cui il
signor Poupin, in un momento di estrema se pure non indiscreta espansivit, lo aveva informato che la signora era sua
moglie soltanto in senso spirituale e affettivo. Gli ipocriti conformismi e le meschine superstizioni trovavano questa
coppia esaltata assolutamente intollerante. Hyacinth conosceva a memoria il loro vocabolario e avrebbe potuto
anticipare con le stesse parole quello che in qualsiasi circostanza il signor Poupin avrebbe detto. Sapeva che loro,
nella sua fraseologia, indicava tutti gli esseri umani tranne il popolo, bench chi esattamente fosse il popolo nella sua
totalit era meno chiaro. Di questo sacro organismo al quale il futuro riservava le sue rivincite faceva parte la sua
persona come quella dei suoi amici francesi, Pinnie, la maggior parte degli abitanti di Lomax Place e gli operai della
bottega del vecchio Crook. Ma il vecchio Crook, che indossava un grembiule un po' pi sporco degli altri ed era un
convinto progressista e che d'altro lato viveva a Putney in una villa del tutto indipendente, con una moglie che
notoriamente coltivava il sogno di un cameriere in livrea, lui, ne faceva forse parte? E soprattutto, il signor Vetch, che
col suo violino si guadagnava uno stipendio settimanale e non certo lauto, intorno al quale aleggiavano misteriosi
agganci, reminiscenze di un tempo vissuto in altre sfere, in cui fumava sigari, possedeva una cappelliera e girava in
carrozza oltre a visitare Boulogne. Anastasius Vetch si era intromesso nella sua vita molto ruvidamente, in un momento
fortemente critico, ma Hyacinth che perseguiva con rigore un comportamento equo, credeva che avesse agito secondo
coscienza e raddoppiava la stima per il violinista in risposta all'intimo disagio di lui, che si traduceva in un
atteggiamento particolarmente benevolo nei suoi confronti. Egli riteneva, in breve, che il signor Vetch nutrisse un
profondo interessamento per lui e che se mai si fosse di nuovo intromesso nel suo destino, lo avrebbe fatto in modo
diverso: a volte aveva colto certi suoi sguardi dolcissimi. Tanto pi era importante stabilire se egli facesse o meno parte
del popolo, poich il giorno della grande rivendicazione sarebbe stato soltanto il popolo a salvarsi. Era per il popolo che
il mondo era stato fatto: chiunque non ne facesse parte era contro di lui e rientrava nella schiera degli impostori,
usurpatori, profittatori, accapareurs, come soleva dire il signor Poupin. Una volta Hyacinth aveva posto la domanda
direttamente al signor Vetch che lo aveva guardato per un po' attraverso le spirali di fumo dell'eterna pipa e gli aveva
detto: Pensi che sia un aristocratico?
Non sapevo che fosse un bourgeois, rispose il giovanotto.
N l'uno n l'altro. Sono un bohmien.
Con l'abito da societ tutte le sere?
Mio caro ragazzo, disse il violinista, quelli sono i pi autentici.
Hyacinth rimase soddisfatto soltanto a met da questa risposta, perch non gli era assolutamente chiaro se i
bohmiens fossero da salvare: se ne fosse stato certo, forse lo sarebbe diventato anche lui. Eppure non aveva mai
sospettato il signor Vetch di essere un agente governativo, anche se Eustache Poupin gli aveva detto che molti avevano
proprio il suo aspetto: non certo allo scopo d'incriminare il violinista, che fin dall'inizio gli aveva ispirato fiducia e
gliene ispirava tuttora. L'agente governativo camuffato in altra veste, il prestigioso mouchard del signor Poupin era
diventato per Hyacinth un tipo familiare, e bench non avesse mai colto in flagrante nessun membro di quell'infame
confraternita, non esitava a individuarne le caratteristiche in un'infinit di persone. In ogni caso, non c'era nulla di
bohmien nei signori Poupin, che Hyacinth conosceva ormai abbastanza per non sorprendersi di come riuscissero a
combinare la passione socialista, l'impazienza incandescente per un ripulisti generale e uno straordinario decoro insieme
al culto del lavoro ben fatto. Il francese generalmente parlava come se la grande truffa attuata ai danni del popolo fosse
troppo spudorata per essere sopportata un minuto di pi, e tuttavia trovava in s tanta pazienza per la sua arte squisita e
prendeva in mano un libro con la determinazione di chi crede che ogni cosa sia costituita in maniera immutabile.
Hyacinth sapeva bene cosa pensasse dei preti e delle teologie eppure la sua religiosit di artigiano coscienzioso era tale
da ridurre il fanciullo al suo fianco ad una specie di adoratore delle sue delicate dita miracolose. Che vuoi? J'ai la
main parisienne, replicava modestamente il signor Poupin alle esplosioni di ammirazione di Hyacinth; e con grande
bont, alle prime prove di quel che sapeva fare il nostro eroe, lo inform che anche lui aveva la stessa felice
conformazione: Non c' nessun motivo per cui tu non debba diventare un bravo operaio, il n'y a que a. E tutta la sua
vita infatti era praticamente regolata da questa condizione. Era felice di usare le proprie mani e i propri arnesi e di
esercitare il proprio gusto, davvero impeccabile, e Hyacinth poteva facilmente capire quanto lo tormentasse passare una
giornata nel fondo del letto. Giunse tuttavia alla conclusione che questa volta doveva sentirsi un po' consolato dalla

presenza del giovanotto seduto ai piedi del letto, verso il quale il signor Poupin mostrava chiari segni di amicizia, tanto
che il nostro eroe si domand come mai non lo avesse visto prima, n lo avesse mai sentito nominare.
Che intendete dire quando parlate di una forza che scuoter il mondo? chiese il giovanotto appoggiandosi
allo schienale della sedia con le braccia alzate e le dita intrecciate a sostegno della testa. Il signor Poupin aveva parlato
in francese, come amava fare, visto che la lingua insulare era sempre un gran tormento per lui; ma il suo visitatore parl
in inglese, e Hyacinth cap subito che in lui non c'era nulla di francese - il signor Poupin non avrebbe mai potuto dire di
lui che aveva la main parisienne.
Intendo una forza che spinger la borghesia a rintanarsi, pallida di paura, dietro alle sue botti di vino e ai suoi
sacchi d'oro! grid il signor Poupin roteando minacciosamente gli occhi.
E in questo paese, spero, dietro i suoi mucchi di carbone. La-la, li scoveremo anche l, ribad sua moglie.
L'89 fu una forza irresistibile, continu il signor Poupin. Avreste dovuto essere presente per
convincervene.
E lo stesso si pu dire per l'irruzione dei Versigliesi, che vi ha spediti qui dieci anni fa, disse il giovanotto.
Vide che Hyacinth lo stava osservando, e lo guard negli occhi, sorridendo leggermente, in modo da apparire ancor pi
interessante al nostro eroe.
Pardon pardon, io resisto! grid Eustache Poupin, con gli occhi accesi che spuntavano dalle lenzuola sotto
l'improvvisata berretta da notte. E Madame ripet che stavano resistendo - era indubitabile che resistevano! Il
giovanotto scoppi in una risata e il Padrone di casa dichiar con una dignit che neppure la posizione supina riusciva a
compromettere, che era proprio sciocco da parte sua fare simili domande, quando sapeva bene... quel che sapeva.
S, lo so, lo so, disse il giovanotto di buonumore, abbassando le braccia e infilandosi le mani in tasca, mentre
stendeva le lunghe gambe. Ma ancora tutto da mettere sotto processo.
Oh certo, il processo si compir su vasta scala - soyez tranquille! Sar uno di quegli esperimenti che
costituiranno una prova.
Hyacinth si chiese di cosa stessero parlando, e cap che doveva trattarsi di qualcosa d'importante, perch lo
sconosciuto non era tipo da interessarsi di cose futili. Era rimasto profondamente colpito da costui. Era evidente che si
trattava di una persona notevole, e si sent leggermente dispiaciuto che per lui fosse un estraneo, vale a dire che fosse di
casa a Lisson Grove e che tuttavia il signor Poupin non avesse ritenuto fino allora il suo giovane amico di Lomax Place
degno di essergli presentato. Non so fino a che punto il visitatore, che gli sedeva di fronte, avesse letto sul viso di
Hyacinth queste riflessioni, ma poco dopo, volgendosi verso di lui, gli disse con cordialit temperata tuttavia da una
certa diffidenza - un modo che piacque al nostro eroe - E lo sapete anche voi?.
Cosa dovrei sapere? chiese Hyacinth meravigliato.
Se sapeste cosa, vorrebbe dire che lo sapreste esclam il giovanotto, e rise di nuovo. Una simile replica, fatta
da chiunque altro, avrebbe molto irritato il nostro sensibile eroe, ma in questo caso lo rese ancor pi curioso nei riguardi
del suo interlocutore, che aveva una risata fragorosa e irresistibilmente gaia.
Mon ami, dovresti presentare ces messieurs, fece notare Madame Poupin.
Ah a, cos che scherzate con i segreti di Stato?, disse il marito senza badarle. Poi, cambiando tono,
continu:
Monsieur Hyacinthe un ragazzo dotato, un enfant trs dou, per il quale provo un tenero interesse, un
ragazzo che ha un conto in sospeso. Un conto enorme! Non cos, mon petit?
Questo fu detto con le migliori intenzioni, tuttavia Hyacinth arross, e senza sapere bene cosa dire, mormor
timidamente: Oh, quello che voglio che mi lascino in pace!
molto giovane, disse Eustache Poupin.
la persona che amiamo di pi di quante abbiamo conosciuto in questo paese, aggiunse sua moglie.
Forse siete francese, sugger lo strano giovane.
Sembr a Hyacinth che il terzetto aspettasse la sua risposta: fu come se improvvisamente fosse calata una
immobilit piena di sospensione. Gli parve un momento difficile... un po' perch c'era, nell'attenzione del visitatore,
qualcosa di eccitante e d'imbarazzante, e un po' perch fino allora non aveva mai dovuto puntualizzare quel dato
importante: non sapeva proprio se era francese o inglese, n cosa avrebbe preferito essere. Il sangue di sua madre, le sue
sofferenze in terra straniera, l'indicibile, irrimediabile miseria che l'aveva consumata in un luogo e fra gente che aveva
certamente detestato - tutto questo faceva di lui un francese; e tuttavia era consapevole di alcune altre sue
caratteristiche, che non s'identificavano con queste. In anni ormai lontani era andato tessendo fin nei pi minuti
particolari la leggenda intorno alla madre, costruendola lentamente, pezzo a pezzo, immerso in appassionate
fantasticherie e rimuginamenti, con le gote in fiamme e gli occhi gonfi; ma qualche volta la leggenda vacillava e
sbiadiva, e cessava di confortarlo, come egli cessava di credervi. Aveva avuto anche suo padre, e anche quello aveva
sofferto ed era morto sotto un colpo violento, e aveva pagato di persona; e si sentiva dentro anche lui, nelle pieghe
dell'animo e nelle fibre dei tessuti, quando lo sforzo di approdare a una qualche conclusione non si esauriva nel buio e
nello smarrimento in cui i dubbi lo tormentavano di nuovo incalzandolo e sospingendolo verso un gelido orrore. In ogni
modo gli sembrava di essere ben radicato in quel paese dove i suoi disgraziati genitori avevano espiato le loro colpe e di
altri luoghi non sapeva nulla. Cos, quando il vecchio Poupin lo chiam "Monsieur Hyacinthe", come aveva fatto altre
volte, ne rimase contrariato, pens che il suo nome, che in inglese gli piaceva tanto, in francese somigliava a quello di
un parrucchiere. Il nostro giovane amico, pur vivendo con un'ombra e un marchio, non era tuttavia disposto a subire il
ridicolo. Ah, potrei dire che non sono nulla, rispose poco dopo.

En v'l des betises! grid Madame Poupin. Vuoi dire che non vali quanto chiunque altro? Vorrei proprio
vedere!
Abbiamo tutti dei conti da regolare, non lo sapevate? disse il giovane sconosciuto.
Evidentemente voleva incoraggiare Hyacinth, del quale non gli era sfuggito il desiderio di sottrarsi alle
allusioni del signor Poupin; ma il nostro eroe capiva bene che il suo interlocutore sarebbe stato uno dei primi a
pareggiare i propri conti. Avrebbe fatto andare in malora la societ, ma si sarebbe fatto pagare. Era alto e biondo, con
un'aria bonaria, ma era difficile capire - o per lo meno Hyacinth non ci riusciva - se fosse bello o brutto, con quella testa
grossa e la fronte quadrata, i capelli folti e lisci, la bocca pesante e il naso piuttosto volgare, gli occhi mirabilmente
limpidi e fermi, chiari di colore e infossati; perch, nonostante la mancanza di finezza dei lineamenti, la sua espressione
era segnatamente intelligente e risoluta, e rivelava in certo modo una pulizia morale: sembrava quasi di cogliere il ritmo
profondo e tranquillo della sua anima. Era vestito come un operaio nei giorni di festa, evidentemente si era messo l'abito
migliore per far visita a Lisson Grove, dove avrebbe trovato una signora, e portava una cravatta da poco prezzo e allo
stesso tempo pretenziosa, e della quale Hyacinth, che notava sempre queste cose, rilev il volgare, stridulo tono di
azzurro. Aveva scarpe grosse, quasi da contadino, e parlava con un accento provinciale che Hyacinth giudic del
Lancashire. Sebbene l'insieme non suggerisse esattamente l'idea di una intelligenza vivace, tuttavia Hyacinth cap che
era tutt'altro che stupido, e che probabilmente era dotato di un grosso cervellone proprio come alcuni sono dotati di
grossi pugni. Il nostro piccolo eroe aveva un gran desiderio di conoscere esseri superiori, e immediatamente si sent
attratto da questo tranquillo estraneo, di cui una bilancia di precisione avrebbe indicato, alla pari dei metalli preziosi, il
valore specifico sia dei particolari che dell'insieme. Aveva la carnagione di un contadino e lo sguardo di un capo, e
avrebbe potuto essere benissimo un illustre giovane savant, travestito da artigiano. Il travestimento doveva essere stato
molto curato, perch sulle dita aveva parecchie macchie scure. La curiosit di Hyacinth al riguardo non tard ad essere
stimolata e soddisfatta: dopo due o tre allusioni che non comprese, a un certo luogo dove Poupin e l'amico si erano
incontrati e si sarebbero incontrati di nuovo, Madame Poupin esclam che era una vergogna non metterne a parte
Monsieur Hyacinthe che, lo poteva garantire, aveva la stoffa di un puro.
Ogni cosa a suo tempo, ogni cosa a suo tempo, ma bonne, replic l'invalido. Monsieur Hyacinth sa quanto
io mi fidi di lui, sia che lo renda un interne oggi, o che aspetti ancora un poco.
Cosa intendete con interne? chiese Hyacinth.
Mon Dieu, come dire!... Ed Eustache Poupin lo fiss gravemente dal cuscino. Capisci molte cose, ma temo
tu sia troppo giovane.
Non si mai troppo giovani per offrire il proprio obole, disse Madame Poupin.
Sapete tenere un segreto? chiese l'altro ospite, come se lo ritenesse improbabile.
Si tratta di un complotto... di una cospirazione? se ne usc Hyacinth.
Lo chiede come se volesse sapere se si tratta di un plum-pudding, disse il signor Poupin. Non un
manicaretto, e non lo facciamo per divertirci. una cosa molto seria, figlio mio.
Si tratta di un gruppo di operai al quale tanto lui che io apparteniamo, insieme a molti altri. Non c' niente di
male a dirglielo, continu il giovanotto.
Ti consiglio di non raccontarlo a Mademoiselle. una donna all'antica, sugger Madame Poupin a Hyacinth,
mentre assaggiava la sua tisane.
Hyacinth, sconcertato e stupito, guard prima il suo compagno di lavoro di Soho, poi la sua nuova conoscenza,
seduta sul lato opposto. Se avete qualche piano, qualcosa a cui si possa aderire, ritengo che me lo avreste potuto dire,
disse subito dopo a Poupin.
Quest'ultimo si limit a guardarlo per un po', come se fosse un oggetto gradevole, e poi disse al giovanotto:
un po' geloso di te, ma non c' niente di male, tipico della sua et. Devi imparare a conoscerlo e ad apprezzarlo. Un
altro giorno ti racconteremo la sua storia; ti servir a capire che uno dei nostri, per forza di cose. un puro caso che
non vi siate incontrati prima qui.
Come avrebbero potuto incontrarsi, ces messieurs, se Monsieur Paul non viene mai da noi? Non ci vizia
davvero! esclam Madame Poupin.
Ma lo sapete, c' la sorellina a casa a cui devo badare quando non sto al lavoro, spieg Paul. Oggi
pomeriggio stato un caso: una lady che conosciamo venuta a farle compagnia.
Una lady?... una vera lady?
Dalla testa ai piedi, sorrise Paul.
Forse ti piace che s'intrometta in casa tua perch hai il dsagrment di essere povero? Pare che sia
un'abitudine di questo paese, ma a me non garberebbe affatto, continu Madame Poupin. Mi piacerebbe proprio
vedere una de ces dames - quelle vere - che viene a farmi compagnia!
Ma voi non siete un'invalida; potete muovere le gambe, voi!
S, e anche le braccia grid la francese.
Questa signora si prende cura anche di altre persone nel nostro quartiere e viene da mia sorella a farle un po'
di lettura.
Mah, siete ben pazienti voi inglesi!
Non combineremmo nulla senza la pazienza, disse Paul con imperturbabile buonumore.
Hai perfettamente ragione: puoi anche ripeterlo. Sar un'impresa immane, e solo i forti avranno la meglio,
mormor il padrone di casa con aria un poco stanca, volgendo gli occhi verso Madame Poupin che si avvicinava

lentamente reggendo in mano una tazza piena fino all'orlo di tisane che continuava ad assaggiare man mano che
avanzava.
Hyacinth seguitava ad osservare con profondo interesse il suo compagno di visita e il fatto evidentemente fin
per essere notato da Monsieur Paul, perch dopo poco, accennando in direzione del letto, disse spontaneamente: Lui
dice che dobbiamo conoscerci meglio. Personalmente non ho nulla in contrario. Mi piace conoscere gente, quando ne
valga la pena.
Hyacinth fu tanto felice di questo discorso che non os riprenderlo; gli sembr per un istante che non avrebbe
saputo trattare l'argomento con sufficiente garbo. Tuttavia disse con una certa intensit: Mi parlerete del vostro
complotto?
Oh, non si tratta di un complotto. Non credo che mi piacciano neppure. E con i suoi miti, fermi, celesti occhi
da inglese, Monsieur Paul non aveva certo l'aria di un cospiratore.
Non si tratta di una nuova era? chiese Hyacinth piuttosto deluso.
Beh, non saprei; si tratta di prendere una posizione su due o tre punti.
Ah, bien, voila du propre; fra tutti quanti gli abbiamo fatto venire la febbre!, grid Madame Poupin che
aveva posato la tazza vicino al letto del marito e gli stava piegata sopra, con la mano sulla fronte. Il paziente era tutto
rosso, aveva chiuso gli occhi ed era evidente che la conversazione si era protratta eccessivamente. Madame Poupin lo
fece notare, aggiungendo che se i giovanotti desideravano fare amicizia, avrebbero dovuto andarsene; il loro amico
aveva bisogno di completo silenzio. Perci quelli si ritirarono, con scuse e promesse che sarebbero tornati l'indomani a
chiedere notizie, e due minuti dopo Hyacinth si ritrov faccia a faccia col suo compagno sul marciapiedi davanti alla
casa del signor Poupin, sotto un lampione che tentava invano di competere col buio invernale.
cos che vi chiamate: Monsieur Paul? gli chiese guardandolo da sotto in su.
No, per carit; quella soltanto la versione francese. Mi chiamo semplicemente Paul, Paul Muniment.
E che mestiere fai? chiese Hyacinth, saltando immediatamente a un tono familiare perch gli parve che
l'amico gli avesse detto molto di pi di quanto normalmente la frase potesse indicare.
Paul Muniment lo guard dall'alto delle sue ampie spalle. Lavoro per una ditta di prodotti farmaceutici
all'ingrosso, a Lambeth.
E dove abiti?
Abito al di l del fiume, nella zona meridionale di Londra.
Stai andando a casa?
Oh, s. Me la faccio a piedi.
Posso farmela a piedi con te?
Il signor Muniment lo osserv di nuovo e poi scoppi in una risata. Se vuoi, ti posso portare in braccio.
Grazie, ma credo di saper scarpinare quanto te, replic Hyacinth.
Bene, ammiro il tuo coraggio e sar lieto della tua compagnia.
C'era qualcosa sul suo volto, e pensando a quel suo impegno sulla posizione da prendere, alla mente fervida del
giovane si par dinanzi l'immagine di un plotone di luccicanti baionette che mise addosso a Hyacinth un gran desiderio
di seguirlo fino in fondo. Ben presto i due si avviarono nella direzione che Muniment aveva indicato. Camminando
parlarono e si scambiarono una quantit di idee e di notizie; tuttavia raggiunsero il quartiere sud-occidentale dove il
giovane chimico abitava insieme alla sorella malata, senza che quello avesse detto a Hyacinth nulla di preciso circa i
punti cui aveva accennato e senza che Hyacinth, da parte sua, gli avesse esposto le circostanze che, secondo il signor
Poupin, facevano di lui un diseredato. Hyacinth non aveva intenzione di fare pressioni, e per nessun motivo al mondo
avrebbe sopportato di sembrare indiscreto, e inoltre, pur essendo rimasto assai vivamente colpito da Muniment, non
voleva trovarsi costretto a parlare di s. Di conseguenza non risult ben chiaro come il suo compagno avesse conosciuto
Poupin e da quanto tempo durasse quell'amicizia. Tuttavia Paul Muniment fu abbastanza comunicativo, specialmente
sulle motivazioni per cui abitava in un quartiere poverissimo. Doveva mantenere la sorella che non era in grado di fare
nulla da sola; l'affitto basso gli permetteva di pagarle dottori e medicine e ogni genere di piccoli conforti. Spendeva per
lei uno scellino alla settimana in fiori. Per una volta arrivati in alto, la casa era meglio: si poteva vedere dalle finestre
della facciata posteriore la cupola di San Paolo. Audley Court, con il suo nome grazioso che a Hyacinth ricordava
Tennyson, risult un buco ancora pi angusto di Lomax Place; e aveva in pi lo svantaggio che per avvicinarcisi
bisognava passare per un vicolo stretto, un corridoio fra muri alti e scuri. Il giovanotto si ferm alla porta di una di
quelle case, indugi un poco e poi disse: Che ne dici di venire su? Mi sei abbastanza simpatico per invitarti, e poi
potrai conoscere mia sorella; si chiama Rosy. Parlava come se stesse facendogli una grossa concessione, e aggiunse
scherzando che Rosy apprezzava pi di ogni altra cosa la visita dei giovanotti. Hyacinth non si fece pregare e sal a
tentoni, alle calcagna del suo amico, una scala buia, che gli sembr - non si fermarono fin quando ci fu uno scalino - la
pi lunga e la pi ripida che avesse mai salito. Giunti in cima, Paul Muniment spinse la porta, e vedendo che la stanza
non era illuminata, esclam dalla soglia: Ehi, siete andati a nanna?
Miodio, no; stiamo qui al buio, rispose subito una vocetta vivace. Lady Aurora molto cara: ancora qui.
La voce proveniva da un angolo cos immerso nell'oscurit che era impossibile distinguere la persona che
parlava. Meno male! disse Paul Muniment. Cos saremo un bel gruppetto perch ho portato qualcuno con me. Siamo
poveri ma onesti e non temiamo di apparire esibizionisti affermando che possiamo permetterci una candela.
Dopo queste parole, alla luce fioca della candela, Hyacinth vide levarsi una slanciata figuretta - una figura
angolosa e sottile con in testa un cappello largo e indefinibile, ombreggiato da un velo fluente. La sconosciuta proruppe

in una strana risata e disse: Oh, le candele le ho portate; se avessimo voluto avremmo potuto accenderle. Tanto il tono
che il significato delle parole annunciarono a Hyacinth che provenivano da Lady Aurora.
VIII
Paul Muniment tir fuori dalla tasca un fiammifero e lo accese sulla suola della scarpa poi lo avvicin a una
candela di sego infilata in un barattolo sopra la bassa mensola del caminetto. Questo permise a Hyacinth di scorgere in
un angolo uno stretto lettino su cui era disteso un piccolo oggetto - un oggetto che gli si rivelava soprattutto per il
bagliore fisso di due occhi enormi, nei quali il bianco contrastava notevolmente con la pupilla nera, che lo scrutavano da
dietro una vivace coperta a patchwork. La stanza buia sembrava affollata di oggetti eterogenei, e grazie a una quantit
di piccole stampe in bianco e nero e colorate, attaccate alla parete, dava l'impressione di essere ultradecorata. La
persona nell'angolo aveva l'aria di essersi messa a letto in una galleria di quadri, e non appena Hyacinth se ne rese
conto, la sua idea che Paul Muniment e sua sorella fossero persone meravigliose si consolid ulteriormente. Lady
Aurora si aggirava davanti a lui, stranamente impettita eppure molle e fluttuante, e rise molto, in modo incerto e timido,
sulla stranezza di trovarsi ancora l. Rosy, ragazza mia, ti ho portato una visita, disse il compagno di Hyacinth.
Questo giovanotto ha fatto tutta la strada a piedi, da Lisson Grove, per venirti a conoscere. Rosy continuava a
guardare il visitatore da sopra la coperta, e lui si sent un po' imbarazzato, perch non gli era mai capitato di essere
presentato a una signorina in quella posizione. Non dovete far caso se a letto; sta sempre a letto, continu il fratello.
Sta a letto proprio come una viscida trotina sta nell'acqua.
Miodio, se non dovessi ricevere visite perch sto a letto, ci sarebbe poco da stare allegri, non vero Lady
Aurora?
Rosy fece quella domanda con un tono leggero e gaio, con un lampo dei suoi occhi brillanti verso la compagna,
che rispose subito con allegria ancora maggiore e una voce che sembr a Hyacinth strana e affettata: No, per carit,
sembra un posto proprio normale! E aggiunse: E poi, un letto cos carino, cos comodo!
Proprio cos, quando me lo rassetta Sua Signoria, disse Rosy; mentre Hyacinth meditava sullo strano
fenomeno della figlia di un pari (perch capiva che si trattava di questo) che svolgeva le mansioni di una cameriera.
Non lo avrete rifatto di nuovo anche oggi? chiese Muniment, dando un vigoroso pugno al materasso
dell'invalida.
E chi lo fa, se non provvedo io? chiese Lady Aurora. Ci si mette un minuto, basta saperlo fare. I suoi modi
erano scherzosamente contriti e sembrava che si riconoscesse colpevole di essersi comportata in maniera assurda; nella
fioca luce sembr a Hyacinth di vederla arrossire, come se fosse imbarazzatissima. Ma nonostante il rossore, tutto il suo
aspetto e i suoi modi gli ricordavano un personaggio da commedia. Pronunciava la erre come se fosse una vu.
Io lo so rifare benissimo. Lo faccio spesso quando la signora Major non viene, disse Paul Muniment,
continuando a pestare il letto della sorella con un'esuberanza piuttosto devastatrice.
Non ne dubito affatto! esclam prontamente Lady Aurora. La signora Major deve avere un cos gran da
fare.
Non per quel che riguarda i letti; ce ne sono solo due o tre laggi, per cos tante persone, replic con voce
squillante il giovanotto invaso da una specie di allegria inconsulta.
S, ci ho pensato molto, non ci sarebbe posto per altri letti, sapete, disse Lady Aurora, questa volta serissima.
In nessun posto si troverebbe molto spazio per una famiglia del genere: tredici persone di tutte le et e dimensioni,
osserv il padrone di casa. Il mondo grande ma pare che lo spazio manchi.
Anche noi siamo in tredici a casa, si affrett a dire Lady Aurora, e anche noi stiamo piuttosto stretti.
Non parlerete di Inglefield? chiese Rosy dal suo pozzo d'ombra.
A Inglefield non lo so; sto sempre in citt. Hyacinth cap che Inglefield era un tasto non gradito, infatti lei
continu subito: Anche da noi siamo di ogni et e misura.
Meno male che non sono tutti delle vostre dimensioni, dichiar Paul Muniment con una libert di linguaggio
che meravigli alquanto Hyacinth, insinuandogli il sospetto che sebbene il suo nuovo amico fosse una bravissima
persona, il tatto e la delicatezza non dovevano essere il suo forte. In seguito lo assolse riflettendo che era un rustico
provinciale, e che non aveva goduto come lui del vantaggio di vivere nella capitale; arriv anche a domandarsi che cosa
in definitiva avrebbero avuto a che fare il tatto e le buone maniere con un simile personaggio, dal momento che il tipo di
lavoro che gli competeva in questo mondo richiedeva niente di pi del semplice esercizio di una ruvida forza virile.
A quella scoperta allusione alla sua statura, Lady Aurora si gir di qua e di l un poco confusa Hyacinth vide la
sua alta figura asciutta oscillare quasi nella stanzetta buia. La sua confusione la port fino alla porta, e con esclamazioni
abbastanza sconnesse stava per accomiatarsi quando Rosy, che evidentemente era pi delicata di Paul, la ferm:
Sciocco che sei, non capisci che Sua Signoria ti sembra tanto alta perch sta in piedi? In ogni caso, noi non siamo
tredici e possediamo tutti i mobili che ci servono, e abbiamo una sedia per tutti. Sedetevi ancora un poco, Lady Aurora,
e aiutatemi a intrattenere questo signore. Non so come vi chiamate, signore; forse mio fratello me lo dir quando sar
tornato in s. Sono felice di vedervi qui, anche se non vi vedo molto bene. Chiss perch non accendiamo una delle
candele di Sua Signoria. Sono ben diverse dalle altre, di poco prezzo.
A Hyacinth, miss Muniment sembr affascinante; cominciava a poco a poco a distinguerla meglio, e osservava
il suo visetto pallido e puntuto, incorniciato sul cuscino da folti capelli neri. Era come una miniatura bruna, scolorita e

consumata da un'infermit congenita; a Hyacinth sembr che avesse maniere molto delicate, ma non gli fu possibile
stabilirne l'et. Lady Aurora si lament che avrebbe dovuto essere gi andata via da tempo; tuttavia si sedette sulla sedia
che Paul spinse verso di lei.
Non ci crederai, disse il giovanotto al suo ospite. Mi hai detto come ti chiami ma me lo sono
completamente dimenticato. Poi, dopo che Hyacinth glielo ebbe ripetuto, si rivolse alla sorella: Un nome che non
dice molto; ci sono centinaia di Robinson nel Nord. Ma ti piacer, in gamba; l'ho incontrato dai Poupin.
Pappin, sarebbe, pi esattamente, il modo in cui pronunci il nome del legatore francese, che poi era lo
stesso con cui Hyacinth lo aveva sempre sentito chiamare alla bottega di Crookenden. Hyacinth sapeva che la propria
pronuncia si avvicinava molto di pi a quella autentica.
Il vostro nome, come il mio, quello di un fiore, disse la piccola creatura dal letto. Mi chiamo Rose
Muniment, e il nome di Sua Signoria Aurora Langrish. Significa mattino o alba il pi bello di tutti, non vi pare?
Rose Muniment rivolse la domanda a Hyacinth, mentre Lady Aurora la guardava, timida e muta, piena di ammirazione
per i suoi modi disinvolti, la sua sicurezza e parlantina sciolta. Suo fratello accese una delle candele portate dalla
visitatrice, e la fanciulla continu a parlare, senza aspettare la risposta di Hyacinth: Non vi pare giusto che si chiami
Aurora dal momento che porta la luce ovunque va? I "Pappins" sono quegli adorabili stranieri di cui vi ho parlato
spieg alla sua amica.
Fa piacere conoscere gli stranieri, esclam Lady Aurora elettrizzata. Di solito sono cos vivaci!
Anche il signor Robinson un po' uno straniero ed anche molto vivace, disse Paul Muniment. Regge
bene la conversazione con il signor Pappin. Vorrei avere io il suo dono per le lingue.
Sarei felicissimo di aiutarti col francese, dato che ho il vantaggio di conoscerlo, rispose con garbo Hyacinth,
rendendosi conto che queste parole avevano attirato su di lui l'attenzione di Lady Aurora; e si chiese cos'altro potesse
dire per mantenerla viva. Era la prima volta che s'incontrava con un personaggio di quella aristocrazia cui sapeva ormai
da gran tempo di appartenere lui stesso, almeno secondo miss Pynsent; e la circostanza lo interessava anche se l'aspetto
della signora denunciava ben poche caratteristiche della sua razza. Aveva press'a poco trent'anni; un naso grosso e,
nonostante l'improvviso rientrare del mento, un viso lungo e asciutto; l'aria era di una persona miope; i denti davanti
sporgevano dalle gengive superiori, che il sorriso lasciava scoperte, e i capelli biondi, raccolti in bande setose (a Rose
Muniment sembravano bellissimi) le ricadevano sulle guance rosate. Gli abiti davano l'impressione di essere stati usati a
lungo sotto la pioggia, e nel suo aspetto c'era una nota di disordine data da un buco in uno dei guanti neri, attraverso il
quale occhieggiava un dito bianco. Era banale e diffidente, avrebbe potuto essere una povera; ma la fine qualit della
pelle, la striminzita magrezza di tutta la persona, la delicatezza delle sue fattezze strane, e un certo colto modo di
esprimersi, dolce, vago, educato, tutto suggeriva la creatura di razza, il risultato di una lunga serie di ereditariet e di
contatti privilegiati. Non era una donna qualunque: era un capriccio dell'aristocrazia. Hyacinth non la defin esattamente
in questi termini, ma ne ricav l'impressione che se lei fosse stata una creatura semplice (ma seppe in seguito che non lo
era), i prodotti aristocratici dovevano essere cose ben complicate. Lady Aurora not che i libri francesi erano deliziosi e
lui rispose che era un vero tormento sapere che esistevano (e lui lo sapeva bene) e non essere in grado di procurarseli.
Queste parole indussero Lady Aurora a dire, dopo una breve esitazione, che lei ne possedeva un buon numero e che
sarebbe stata lieta di prestarglieli. Hyacinth la ringrazi si profuse in ringraziamenti perfino eccessivi, valutando a pieno
la gentilezza e la splendida prospettiva di quell'offerta (conosceva bene la frustrazione di maneggiare volumi e curarne
la veste esterna, senza poterli portare a casa la sera: aveva provato a farlo, di nascosto, la prima settimana che lavorava
dal vecchio Crook, e per poco non era stato licenziato) e intanto si domandava come, in pratica, si sarebbe realizzato
quel progetto: se lei si aspettava che lui passasse a casa sua, e attendesse in anticamera che gli venissero consegnati i
libri. Rose Muniment esclam che era proprio tipico di Sua Signoria voler sempre compensare gli altri di essere meno
fortunati di lei: si sarebbe tolta le scarpe dai piedi se qualcuno se ne fosse incapricciato. A queste parole la visitatrice
dichiar che avrebbe smesso di venirla a trovare se la fanciulla avesse continuato a rimarcare ogni suo gesto, e Rosy,
senza dare ascolto alle proteste, spieg a Hyacinth che Lady Aurora era convinta che il meno che potesse fare era di
dare agli altri quello che aveva. Provava tanta vergogna di essere ricca che si stupiva che i poveri non irrompessero
nella stanza italiana di Inglefield e s'impossessassero di tutti quei tesori. Era una fervente socialista: pi accanita di tutti,
persino di Paul.
Mi domando se lo sia pi di me, butt l Hyacinth, non comprendendo bene l'allusione a Inglefield e alla
stanza italiana che Miss Muniment aveva lasciato cadere come se sapesse tutto di quei luoghi. In seguito, quando si fu
scaltrito sulle cose del mondo, Hyacinth doveva ricordarsi di quel tono di voce della sorella di Muniment - gli si
sarebbero presentate molte occasioni per analoghe osservazioni - come quello di chi solito frequentare i nobili nelle
loro residenze di campagna; parlava di Inglefield come se ci avesse vissuto.
Dico, non sapevo che fossi cos estremista! esclam il padrone di casa, che era rimasto silenzioso, seduto di
fianco sopra una sedia troppo stretta di cui circondava lo schienale col grosso braccio. Abbiamo forse avuto fra noi,
senza saperlo, un angelo?
Hyacinth cap che voleva provocarlo, ma sapeva che il modo migliore per cavarsela era di calcare il tono:
Come, non sapevate che ero "impegnato"? Mi meraviglio, credevo che fosse la mia principale caratteristica. So andare
fino in fondo come tutti gli altri.
Credevo che la tua principale caratteristica fosse quella di conoscere il francese, replic Paul Muniment
deridendolo cos apertamente da fargli capire che non lo avrebbe preso in giro se non avesse avuto simpatia per lui, e
nello stesso tempo mettendolo in guardia contro il pericolo di darsi delle arie.

Beh, il fatto che lo sappia conter pure qualcosa. Ora vi dir una frase che vi far rizzare i capelli in testa,
proprio di quelle che suonano cos bene in francese.
Oh s, diteci qualcosa del genere, ci piacerebbe moltissimo! grid Rosy in perfetta buona fede, torcendosi le
mani per l'impazienza.
La richiesta era imbarazzante, ma Hyacinth fu salvato da un intervento di Lady Aurora che, dopo avere
annaspato inutilmente due o tre volte, disse con un tremolio nella voce che suonava, ora che gli si rivolgeva
direttamente, come l'attestato di una notevole considerazione: Mi piacerebbe moltissimo... sarebbe cos interessante...
se non vi dispiace... sapere fino a che punto siete in grado di spingervi. Butt la testa all'indietro portando le spalle in
avanti e, se il suo mento si fosse prestato meglio allo scopo, sarebbe sembrato che voleva puntarglielo contro.
Questa sfida non era meno allarmante dell'altra, dato che Hyacinth si sentiva lontano dall'aver pronta una frase
incisiva. Rispose tuttavia con un candore tale da annullare la sua stessa vacuit: Beh, sono fortissimo. Ritengo di poter
toccare punte estreme dalle quali persino Monsieur e Madame Poupin si ritrarrebbero. Poupin, almeno, senz'altro. Sua
moglie non so.
Mi piacerebbe molto conoscere Madame, mormor Lady Aurora come se la cortesia le imponesse di
contentarsi di questa risposta.
Oh, Pappin non difficile da scavalcare! disse Muniment. Ha un bell'assortimento di frasi e alcune suonano
molto bene, ma da trent'anni non ha avuto un'idea nuova. una vecchia merce che andata invecchiandosi in vetrina
tuttavia ti riscalda perch ha in s la scintilla del sacro fuoco. Il punto essenziale per il signor Robinson aggiunse
rivolto a Lady Aurora, che vostro padre dovrebbe finire con la testa tagliata e conficcata in cima a un'asta.
Certo, la Rivoluzione Francese.
Miodio, non so nulla di vostro padre, Milady, interruppe Hyacinth.
Non avete mai sentito parlare del conte di Inglefield? , grid Rose Muniment.
uno dei migliori, disse Lady Aurora, come se stesse implorando grazia per lui.
Sia pure, ma un proprietario terriero e gode di un seggio ereditario e di un parco di cinquemila acri tutto per
lui, mentre noi qui stiamo tutti ammucchiati in questa specie di canile. Hyacinth ammir la coerenza del giovanotto,
finch non si accorse che si stava divertendo; allora lo ammir ancora di pi per come sapeva unire il divertimento alle
idee profonde che certamente aveva in testa. Nella sua mente, Hyacinth associava la passione rivoluzionaria
all'amarezza; ma il giovane perito chimico nel momento stesso in cui faceva piani per il futuro, riusciva a mettere in
ridicolo i rivoluzionari per divertire persino le future vittime della rivoluzione.
Beh, vi ho detto pi di una volta che non sono affatto d'accordo con voi, disse Rose Muniment, la cui
posizione reclina non sembrava affatto compromettere una totale partecipazione. Farete un grosso sbaglio se tenterete
di capovolgere tutto. Le differenze ci debbono essere, in tutti i sensi, e ci saranno, questo certo, come certo che io
sono qui nel letto. Ritengo che sia contro natura trascinare nella polvere chi in alto.
Tutto indica chiaramente che stanno per compiersi grandi mutamenti in questo paese, ma se la nostra Rosy
non d'accordo, come possiamo esserne sicuri? l'unica cosa che mi rende dubbioso, continu il fratello guardandola
con una tranquillit che denotava l'abitudine all'indulgenza.
Beh, sar malata, ma non sono ancora sottoterra, e se mi adatto io al mio stato - e che stato! - non vedo perch
gli altri non debbano adattarsi al loro. Sua Signoria pu pure credere che io valgo quanto lei, ma avr il suo bel da fare
per convincermene.
Penso che tu valga molto pi di me, e conosco ben poche persone buone quanto te, disse Lady Aurora
arrossendo, non delle proprie idee, ma della propria timidezza. Era palese che pur essendo una persona fuori della
norma avrebbe voluto esserlo molto di pi. Era conscia tuttavia che la sua dichiarazione poteva sembrare alquanto
grossolana, se non se ne capiva l'esatto significato; cos aggiunse, il pi rapidamente possibile, considerata la sua
perenne esitazione: C' una cosa che dovreste ricordare, propos delle rivoluzioni e dei mutamenti e simili: ne parlo
perch abbiamo menzionato alcuni fatti tremendi che sono avvenuti in Francia. Se il nostro paese dovesse subire
qualche grande sconvolgimento - e naturalmente auguriamoci che ci non accada - sono dell'idea che la gente
reagirebbe in modo totalmente diverso.
A quale gente state alludendo? si permise di indagare Hyacinth.
Oh, le classi alte, quelle che hanno tutto.
Quelli, non li chiamiamo la gente, osserv Hyacinth riconoscendo subito dopo che l'appunto era un po'
ingenuo.
Come li chiamate: miserabili, malfattori? disse Rose Muniment ridendo allegramente.
Hanno tutto, tranne il cervello! disse suo fratello.
vero che sono proprio stupidi, esclam Sua Signoria. Tuttavia non credo che se ne andrebbero tutti.
Andarsene?
Voglio dire, come i nobili francesi che emigrarono tutti. Loro rimarrebbero al loro posto e resisterebbero,
impegnandosi e combattendo duramente.
Sono contenta, e sono certa che vincerebbero! grid Rosy.
Certo non crollerebbero continu Lady Aurora. Combatterebbero fin quando non fossero sopraffatti.
E pensate che in ultimo lo sarebbero? chiese Hyacinth.
Certo, mio caro, rispose con un tono confidenziale che lo sorprese molto. Ma naturalmente si spera che ci
non accada.

Da quello che dite deduco che fra loro ne parlano per decidere la linea da seguire, disse Paul Muniment.
Ma prima che Lady Aurora potesse rispondere Rosy s'intromise: Per me parlarne uno sbaglio e ritengo che
non dobbiamo farlo neanche noi! Quando Sua Signoria dice che l'aristocrazia opporr una bella resistenza, mi piace
starla a sentire e credo che le parole che dice si convengano alla sua posizione sociale. Ma c' qualche altra cosa nel suo
atteggiamento che, se mi permesso dirlo, ritengo sbagliata. Quando le classi umili dovessero impossessarsi del potere
in quel modo deprecabile, se Sua Signoria si aspettasse di essere lasciata in pace senza fatica, in virt delle dichiarazioni
da lei rilasciate in anticipo, vorrei consigliarle di risparmiarsi la delusione. Non saranno ragionevoli, n vorranno sapere
nulla. Se sono decisi a calpestare quelli che stanno meglio, non sar certo perch lei ha voluto rinunciare a tutto per
darlo a noi, che la lasceranno andare. La calpesteranno esattamente come tutti gli altri, e diranno che dovr pagare per il
suo titolo e le sue alte parentele e i suoi modi raffinati. Perci le consiglio di non sciupare quello che ha avuto dalla
sorte, cercando di diminuirsi. Quando si cos in alto, bisogna rimanerci. E se un potere superiore vi fa nascere nobile,
la migliore cosa da fare tenere alta la testa. Vi assicuro che io lo farei!
La logica serrata del discorso e l'aggraziata sicurezza con cui la piccola invalida si era espressa colpirono
Hyacinth e ne confermarono il giudizio che fratello e sorella formavano una coppia straordinaria. La povera Lady
Aurora era rimasta profondamente colpita, non si sarebbe mai aspettata di ricevere una lezione tanto severa da una
persona cos umile, e ripar la propria confusione in una serie di invocazioni supplichevoli, mentre Paul Muniment, con
il suo pregnante umorismo sempre deliberato e penetrante, ignorando o comunque non dando peso al fatto che lei era
gi stata mortificata sufficientemente da sua sorella, le inflisse un'ulteriore umiliazione dicendo: Rosy ha ragione,
Milady. Non serve a nulla tentare di vendersi. Non c' niente che possiate fare: i vostri sacrifici sono inutili. Vi guastate
la vita ora e non potrete rifarvi, poi. Nessuno di voi si rifar mai. Mangiate finch ce n'; potreste non averne per
molto.
Lady Aurora lo ascolt tenendogli gli occhi addosso senza mai distoglierli, cos che Hyacinth non riusc a
scorgere che aria avesse. Poi gli sembr di capirlo. Lei si alz in fretta, non appena Muniment ebbe finito di parlare; dai
suoi movimenti si capiva che era offesa e Hyacinth avrebbe voluto dirle che secondo lui l'avevano trattata piuttosto
male. Ma non trov l'occasione, perch lei non lo guard neppure. Allora intu che si era sbagliato e che il suo colorito
acceso indicava il compiacimento e la gioia per quel parlare cos schietto, palese dimostrazione che i suoi amici si
sentivano finalmente liberi e a loro agio come desiderava che fossero. Siete delle persone incantevoli, vorrei che vi
potessero conoscere tutti! disse. Ma ora devo proprio andare. Si avvicin al letto, si chin su Rosy e la baci.
Paul vi accompagner fin dove vorrete, disse la giovanetta.
Lady Aurora protest, ma Paul senza aggiungere parola prese il cappello e le sorrise, come se conoscesse bene
quale fosse il suo dovere. E lei, di rimando, disse: Allora potete accompagnarmi fino in fondo alle scale, non mi ero
accorta che fosse gi cos buio.
Prendi la candela di Sua Signoria e chiama una carrozza, sugger Rosy.
Io non prendo carrozze. Vado a piedi.
Potete pure arrampicarvi sul tetto di un autobus se volete, tanto sarete sempre magnifica, dichiar Miss
Muniment, guardandola con affetto.
Magnifica, io? Signore Iddio! grid la povera, devota, grottesca signora, mentre usciva con Paul che
raccomandava a Hyacinth di aspettarlo per un po'. Lei si scord di salutarlo, e lui si chiese che mai si potesse sperare da
quella gente quando perfino i migliori - quelli che volevano essere gentili con il demos - rimanevano inevitabilmente
altezzosi. Aveva anche trascurato di accennare al prestito dei libri.
IX
Abita a Belgrave Square; e ha un sacco di fratelli e sorelle; una sorella ha sposato Lord Warmington,
cominci subito Rose Muniment, apparentemente per nulla imbarazzata di essere rimasta sola con un estraneo in una
stanza che era piombata di nuovo per met nel buio dal momento che il fratello si era portata via la seconda e pi
luminosa delle due candele. Era cos presa per il momento dal racconto della vita di Lady Aurora che sembrava aver
dimenticato quanto poco sapesse di lui. Sua Signoria aveva dedicato la propria vita e il proprio denaro ai poveri e agli
ammalati; non aveva alcun interesse per ricevimenti, corse, balli, picnic, i giochi di carte e la vita di societ, svaghi
abituali dell'aristocrazia; simile a quelle antiche sante, sembrava uscita da una leggenda. Li aveva conosciuti, lei e Paul,
circa un anno fa tramite una loro amica, una brava donna piena di coraggio che era stata ricoverata all'Ospedale SaintThomas per un'operazione. Era rimasta l parecchie settimane, durante le quali Lady Aurora, che andava sempre in cerca
di persone bisognose di aiuto, si era fermata accanto a lei per farle compagnia e leggerle qualcosa fino al momento in
cui era rimasta in corsia. Quando la povera ragazza si separ dalla sua gentile amica, le disse che conosceva un'altra
sventurata (che non poteva essere ricoverata perch incurabile) che sarebbe stata molto riconoscente di ricevere quelle
stesse attenzioni. Aveva dato a Lady Aurora il loro indirizzo di Audley Court, e il giorno seguente Sua Signoria aveva
bussato puntualmente alla porta. Non tanto perch erano poveri - bench, in coscienza, vivessero in notevoli ristrettezze
- ma perch lei, a causa della sua invalidit, aveva ben poche soddisfazioni. Lady Aurora torn spesso per parecchi
mesi, senza mai incontrare Paul che era sempre al lavoro; ma un giorno lui torn a casa prima, proprio per incontrarla e
ringraziarla della sua bont, e anche per vedere (soggiunse con un certo ritegno Miss Muniment) se lei fosse veramente
buona come l'aveva dipinta la sua stravagante sorella. Per Rosy fu un trionfo: Paul aveva dovuto ammettere che Sua

Signoria era al di l di ogni umana aspettativa. Sembrava desiderosa di rinunciare a tutto per amore di quelli che
avevano meno di lei, senza mai aspettarsi un grazie. Inoltre non faceva prediche n pretendeva di indicarti i tuoi doveri;
voleva parlarti amabilmente, a tu per tu, come a una sorella, pur avendo sorelle vere che erano fra le persone pi in vista
del paese, e il loro nome era comparso sui giornali il giorno che erano state presentate alla Regina. Anche Lady Aurora
era stata presentata, con le piume in testa e lo strascico; ma aveva voltato le spalle a tutto questo con una sorta di terrore,
un vuoto rabbrividente che aveva spesso descritto a Miss Muniment. Il giorno che incontr Paul segn l'inizio della loro
unione, di loro tre, ammesso che questa parola valesse a definire un rapporto cos eterogeneo. Quella piccola donna,
quella fanciulla l distesa (Hyacinth non sapeva bene come definirla) rivel al nostro giovanotto un grande segreto che
lo interess a tal punto da cancellare ogni possibile critica per una confidenza tanto precipitosa. Il segreto consisteva nel
fatto che Milady riteneva il Paul di Rosy essere la pi intelligente di tutte le persone che avesse mai conosciuto: e ne
aveva conosciute di famosissime, importantissime, le pi brillanti, perch venivano tutte a soggiornare a Inglefield,
perfino trenta o quaranta alla volta. Aveva parlato con tutti e li aveva uditi conversare nel modo pi affascinante (ed era
facile immaginarsi il loro impegno, in un luogo come quello dove i saloni si susseguivano per circa un miglio e dove si
accendevano tutte insieme cento candele) ma con tutto questo si era detta - e lo aveva detto anche a Rosy- che non ce
n'era uno, fra tutti quelli, che avesse la testa sulle spalle come il giovanotto di Audley Court. Rosy non avrebbe voluto
spargere questa voce nel quartiere, ma desiderava che ogni amico di suo fratello (e capiva che Hyacinth era un vero
amico dal modo in cui ascoltava) sapesse quello che pensavano di lui le persone che avevano una certa esperienza di
belle teste. Non voleva dire con questo che Sua Signoria si fosse abbassata in nessun modo al livello di uno che si
guadagnava il pane in una sudicia bottega (per intelligente che fosse), ma era chiaro che lo stava a sentire come se fosse
un vescovo, o anche di pi, quanto a questo, dal momento che non aveva una grande stima dei vescovi, come Paul del
resto, da cui aveva imparato a pensarla cos. N si ombrava quando lui tornava a casa dal lavoro prima che lei se ne
fosse andata, e quella sera Hyacinth aveva potuto constatare di persona che aveva indugiato apposta. Questa sera, ne era
certa, Sua Signoria gli avrebbe permesso di accompagnarla fino a met strada. La notizia mise Hyacinth di fronte alla
prospettiva che sarebbe rimasto a lungo con la loquace padrona di casa; ma era contento di aspettare, perch era
vagamente, stranamente eccitato dalla sua conversazione, affascinato da quel piccolo quartierino appollaiato su in alto,
impregnato di uno strano odore, stracarico di ricordi conservati e lucidati con cura, povera casa nordica, arredata con
oggetti da quattro soldi, e collegata in modo tanto inaspettato a Belgrave Square e a grandi possedimenti terrieri. Pass
una mezz'ora con la piccola, strana, acuta, invalida sorella di Paul Muniment, che lo colp per l'informazione e l'innato
umorismo (si esprimeva tanto meglio di Pinnie e di Milly Henning) e lo sorprese, incuriosendolo e allo stesso tempo
addolorandolo alquanto, per il modo in cui parlava di se stessa, come di una persona che appartenesse alla classe pi
miserabile - quella che si prostra, che si agita e si turba in presenza di persone altolocate. Naturalmente quello era anche
l'atteggiamento di Pinnie, ma Hyacinth aveva capito da tempo che nel sangue della madre adottiva stagnava da
generazioni e generazioni la pazienza plebea e che nonostante fosse di animo tenero non aveva certo uno spirito elevato.
Tuttavia sul rammarico prevalse l'interesse per il modo di esprimersi di Miss Muniment, e gio delle frequenti e
confidenziali allusioni a un tipo di vita cui lui stesso aveva pi volte pensato, era questa la prima volta che ne sentiva
parlare con una certa competenza. D'istinto era eternamente, quasi spasmodicamente consapevole che la cerchia in
mezzo a cui viveva non era che un infinitesimo, scialbo risucchio del vortice rumoroso di Londra, e la sua
immaginazione s'immergeva ripetutamente nel gorgo che la lambiva e tumultuava d'attorno, nella speranza di essere
trascinato verso una qualche visione pi luminosa e felice - la visione di una vita sociale che si svolgeva all'interno di
splendide sale, piene di sorrisi e voci sommesse, dove uomini distinti e signore altere e gentili parlavano di arte,
letteratura e storia. Una volta che ebbe completamente esaurito l'argomento di Lady Aurora, Rosy divent pi
silenziosa, n fece domande dirette al suo ospite che sembrava considerare del tutto scontate. Lui le disse che doveva
permettergli di tornare prestissimo, e aggiunse, a spiegazione del suo desiderio: Sapete che voi due mi sembrate molto
strani?
Miss Muniment non respinse affatto l'imputazione. Oh s, sono certa che dobbiamo sembrare molto strani;
credo che sia un'opinione generale su noi due; specialmente su di me, che sono tanto infelice e pure tanto piena di vita.
E rise fino a far cigolare il letto.
Forse una fortuna per voi essere malata; forse, con una salute maggiore, vi disperdereste, sugger Hyacinth
e continu candidamente: Non so come facciate ad essere cos al corrente di tutto.
Non vedo perch ve lo chiediate! Ma lo capireste, forse, se aveste conosciuto mio padre e mia madre.
Erano persone tanto eccezionali?
Lo capireste se foste mai stato in miniera. S, proprio nelle miniere, dove si estrae lo schifoso carbone. Mio
padre viene proprio da l, vi lavorava gi all'et di dieci anni. Non and a scuola neanche un giorno, ma riusc ad
emergere alla luce del sole e all'aria aperta e invent un macchinario e spos mia madre, che veniva da Durham e anche
lei, da parte dei suoi, usciva dalle miniere e dall'orrore. Mio padre non aveva un gran bell'aspetto, ma lei era stupenda, la
pi bella, coraggiosa e migliore donna di tutto il paese. Ora morta e io non potrei andare a trovarla neanche se si
trovasse nel pi vicino cimitero. Mio padre era nero come il carbone in mezzo a cui lavorava: io sono il suo ritratto, con
la differenza che lui aveva l'uso delle gambe, almeno quando l'alcool non gliele tagliava. Eppure fra lui e mia madre non
si sarebbe saputo chi scegliere per eccezionalit d'intelligenza. Ma a che serve il cervello se non si ha una spina dorsale?
Il mio povero padre ne aveva ancor meno di me, perch nel mio caso soltanto il corpo che non riesce a star dritto, nel
suo, era la sua stessa personalit. Invent, a uso dei negozi di macchine, un sistema per migliorarne il funzionamento,
una specie di stabilizzatore o quel che fosse, e lo vendette a Bradford per quindici sterline: inclusi i diritti, i profitti, e

tutte le speranze e il benessere della sua famiglia. Era sempre come alla deriva, e mia madre lo riportava a casa. Lei
aveva il suo bel da fare, con me, uno scricciolo di ragazzina malaticcia come sono sempre stata da quando ho aperto gli
occhi alla vita. Beh, una notte se ne and tanto lontano che non ritorn pi, se non come un mucchio di cenci
insanguinati. Era caduto in una cava di ghiaia, camminando senza saper dove. per questo che mio fratello non tocca
nulla, neanche quel tanto che basta a bagnarsi le dita, e io bevo un goccetto, una volta alla settimana o gi di l perch
mi d un po' di forza. Bevo quello che mi porta Sua Signoria, nient'altro. Se fosse venuta da noi prima della morte di
mia madre, sarebbe stata una salvezza. Avevo nove anni appena quando mor mio padre, e sono pi grande di Paul di tre
anni. Mia madre provvide a noi con tutte le sue forze, e ci conserv sempre decenti - se si pu chiamare decente questo
inutile disastro che sono io. In ogni modo mi tenne in vita, e questa gi una prova che era in gamba. Andava al
lavatoio come se fosse una regina, con le braccia nude, la biancheria sporca, e i capelli lunghi intrecciati sul capo. Era
terribilmente bella, ma soltanto un uomo eccezionalmente intraprendente avrebbe avuto il coraggio di dirglielo. Ed per
merito suo se abbiamo una cultura: aveva deciso che avremmo dovuto sollevarci al di sopra della massa. Nella sua
situazione tutti avrebbero pensato che non ce l'avrebbe fatta. Ma era unica nel tenerci inchiodati ai libri. Sapeva
rimanere aggrappata alle sue idee molto pi di mio padre, e la sua idea fissa era che Paul studiasse e si occupasse di me.
Come potete vedere, proprio quello che accaduto. Come sia stato possibile, non saprei, perch non abbiamo mai
avuto un centesimo, e certo la testa di mia madre non sarebbe bastata se anche lui non avesse avuto la sua. Questione di
razza. Paul era uno di quei ragazzi che imparano pi da un manifesto giallo sul muro o dall'orario ferroviario di una
stazioncina di quanto imparino molti giovani in un anno di collegio. Il suo unico collegio fu quello, povero diavolo imparare a volo quello che poteva. Mamma se ne and quando pi avremmo avuto bisogno di lei, circa cinque anni fa.
Ci fu un'epidemia di tifo, che naturalmente mi ignor - me, una piccola oca, e certo sarebbe stato un magro bottino - e
invece afferr quella gran donna. Beh, fin di rompersi la schiena, dritta e solida com'era, sopra alle sue saponate. Non
avendola mai vista, non potrete crederlo, concluse Rose Muniment, ma volevo solo farvi capire che i nostri genitori
almeno ci hanno lasciato due belle menti.
Hyacinth ascolt questo sfoggio di eloquenza - il discorso pi chiaro che avesse mai udito fare da una donna con profondo interesse, e senza avere minimamente la sensazione di trovarsi di fronte ad una esagerazione filiale: del
resto, l'opinione che aveva di quei fratelli era tale che per stupirlo sarebbe occorso un racconto ben pi meraviglioso. Il
modo stesso con cui Rose Muniment parlava delle menti gli procur una strana sensazione: pronunciava quella parola
come se da una pedana stesse distribuendo premi per un'insigne impresa intellettuale. Non c'era dubbio che il debole
inventore e la forte lavoratrice fossero stati due notevoli esemplari, ma questo non sminuiva il merito dei loro
originalissimi eredi. L'insistenza con cui la fanciulla (anche ora che la sua et era divenuta un dato preciso, continuava a
considerarla una bambina) aveva parlato delle virt della madre, aveva toccato una corda sempre pronta a vibrare, la
corda della malinconica, vana domanda su quale differenza avrebbe segnato nella sua vita una qualche calda, ricca
presenza come quella.
Volete molto bene a vostro fratello? le chiese dopo poco.
Gli occhi della sua ospite lampeggiarono: Se mai litigherete con lui vi accorgerete da che parte sto.
Prima che possa accadere, far in modo di piacervi anch'io.
possibilissimo; ma vedreste che non esiterei lo stesso a buttarvi a mare!
Allora perch siete in disaccordo con i suoi punti di vista, con le sue idee sulla ribellione del popolo?
Perch credo che le superer.
Mai. Non accadr mai! grid Hyacinth. Lo conosco solo da un'ora o due ma lo nego con tutte le mie forze.
cos che vi proponete di rendervi gradito, contraddicendomi? chiese Miss Muniment con burbera
familiarit.
A che servirebbe, dal momento che mi avete detto che sarei io ad essere sacrificato? Morire da agnello o da
pecora la stessa cosa.
Non credo proprio che siate un agnello. Non potete esserlo, se volete veder cadere tutti i grandi uomini e
perpetrare le pi orribili violenze.
Non credete nell'uguaglianza? Non volete che sia fatto nulla per i milioni di persone che gemono e si
affannano, per quelli che, dai tempi dei tempi, sono stati ingannati, schiacciati?
Hyacinth pose quella domanda con un ardore notevole, ma ottenne l'effetto di far scoppiare la sua compagna in
una risata. Lo avete detto come un tale di cui mi parl Paul tre giorni fa, un ometto coi capelli ritti, appartenente a
qualche club. Paul mi fece l'imitazione di come si accalorava e pestava i piedi. Non dico che voi l'abbiate fatto, ma le
parole che avete usato erano quasi le stesse. Hyacinth non cap a chi alludesse e non si capacit di come Paul
Muniment potesse mettere in ridicolo quelli che parlavano in nome degli oppressi. Ma prima di avere il tempo di
riflettere che evidentemente c'era ancora una quantit di cose che avrebbe dovuto imparare sul fratello, Rosy continu:
Non ho niente in contrario che siano migliorate le condizioni del popolo, ma non voglio che si abbassi la testa
all'aristocrazia neppure di un centimetro. Mi piace troppo sapere che esiste, l, in alto.
Dovreste conoscere mia zia Pinnie: un'altra idolatra ottenebrata, rispose Hyacinth.
Cominciate gi a piacermi! E chi sarebbe vostra zia Pinnie?
una sarta e una donna meravigliosa. Vorrei che venisse a trovarvi.
Temo di non essere un soggetto adatto per lei: non ho mai indossato un vestito in vita mia. Ma come donna
meravigliosa sarei lieta di conoscerla, si affrett ad aggiungere Miss Muniment.

Ve la porter un giorno di questi, disse, e continu abbastanza illogicamente, ma in realt perch era irritato
dall'ottimismo della ragazza e riteneva che fosse un peccato che la sua vivace intelligenza si fosse schierata dalla parte
sbagliata: E per voi, non vorreste un luogo migliore dove vivere?
Lei balz su, e per un istante gli sembr che volesse saltare dal letto per aggredirlo: Un luogo migliore di
questo? Dove si potrebbe trovare un luogo migliore? Tutti lo considerano adorabile; dovreste vedere, di giorno, la vista
che abbiamo; dovreste vedere tutte le cose che ho. Forse voi sarete abituato a cose bellissime, ma Lady Aurora dice che
neanche a Belgrave Square c' una camera cos accogliente. Se credete che io non sia perfettamente soddisfatta, vi
sbagliate di grosso.
Un simile atteggiamento non poteva non irritarlo, e nella sua esasperazione rimase indifferente all'errore di
tatto commesso dando l'impressione di aver storto il naso di fronte al quartierino di Miss Muniment. La stessa Pinnie,
per quanto succube, gli aveva sempre risparmiato quel tipo di contrariet: si lamentava del lugubre Lomax Place quel
tanto da far capire che non si era totalmente lasciata abbrutire dalla miseria. Ma vostro fratello, non lo fate mai
infuriare? domand sorridendo alla sua interlocutrice.
Infuriare? Non so per chi ci prendiate. Non l'ho mai visto perdere il controllo in vita sua.
Deve essere un tipo strambo! Non gl'importa nulla di... di quello di cui stavamo parlando?
Rosy rimase silenziosa per un poco, poi rispose Quello che importa veramente a mio fratello... beh, uno di
questi giorni, quando lo saprete, sarete voi a dirmelo.
Hyacinth la guard basito. Ma non disperatamente preso da... Che nome poteva dare alla cosa misteriosa?
Preso da cosa?
Beh, da quello che si sta preparando nell'ombra. Non fa parte di qualche cosa d'importante?
Vi assicuro che non so di cosa faccia parte... domandatelo a lui! grid Rosy, scoppiando ancora una volta in
un'allegra risata, mentre la porta si apriva facendo entrare l'oggetto di quella conversazione. Devi essere andato al di l
del fiume con Sua Signoria, comment. Mi domando chi dei due si sia goduto di pi la passeggiata.
una buona figliola, e ha un buon passo, disse il giovanotto.
Io credo che sia semplicemente innamorata di te, signor Muniment.
Ma che dici, mia cara; come ammiratrice dell'aristocrazia ti stai prendendo una certa libert, la schern Paul,
sorridendo a Hyacinth.
Hyacinth si alz sentendo che aveva fatto una visita molto lunga. La sua curiosit era ben lontana dall'essere
soddisfatta, ma c' un limite al tempo che lecito passare nella camera da letto di una signora. Forse lo , che c' di
male? butt l.
E sia, allora: tanto sciocca che non ci sarebbe da meravigliarsene.
sempre esistito quel tipo di persona che per averti dato una mano una volta, pretende di avere qualche
diritto su di te, disse Hyacinth. Ma lei gioca a fare una parte o sincera?
Sincera, sincerissima, amico mio! Penso che si senta un po' stretta, a casa sua.
Stretta, a Inglefield? Ma se c' posto per trecento persone! s'intromise Rosy.
Beh, visto il genere di persone che vi abitano, non c' da stupirsi che preferisca Camberwell. Dobbiamo essere
indulgenti con questa povera signora, aggiunse Paul con un tono che non sfugg a Hyacinth; gli attribu, anzi un
enorme significato: sembrava voler dire che la gente come lui aveva capito cos bene il loro gioco da potersi permettere
di essere magnanima: oppure voleva confermare l'ineluttabilit della condanna che incombeva sul capo di Sua Signoria.
Muniment chiese se Hyacinth e Rosy si fossero trovati bene insieme, e la fanciulla replic che il signor Robinson si era
reso molto gradevole. Allora mi dirai tutto di lui, dopo che se ne andato, perch come sai lo conosco poco, disse suo
fratello.
Certamente. Ti racconter tutto. Sai bene quanto mi piaccia farlo.
Hyacinth trov divertente l'osservazione della ragazza sui suoi sforzi per piacerle, quando in realt non aveva
fatto altro che ascoltare, senza aprir bocca, la sua inesorabile parlantina; ma Paul, sia che avesse o meno intuito la
verit, comment molto a proposito: meravigliosa - riesce a descrivere cose che non ha neppure lontanamente visto e sembrano proprio vere!
Non c' niente che io non abbia visto, dichiar Rosy. il vantaggio di vivere in questa maniera. Vedo
tutto.
Mi pare per che non vediate le riunioni di vostro fratello, le sue societ segrete e i suoi club rivoluzionari.
Avete detto d'ignorarli, quando ve l'ho chiesto.
Oh, non dovete chiederle quelle cose, disse Paul chinandosi verso Hyacinth con fiero cipiglio un'espressione, come cap subito, assolutamente scherzosa.
Che devo fare, allora, dal momento che non mi dite niente di chiaro?
Diventer tutto chiaro quando v'impiccheranno per questa cosa misteriosa, esclam Rosy beffandolo.
Perch vuoi ficcare il naso in questi brutti covi neri? chiese Muniment posando una mano sulle spalle di
Hyacinth e scuotendolo gentilmente.
Non appartieni forse al partito dell'azione? domand serio il nostro giovane.
Guardate come si subito impossessato di un cascame di frasi fatte! grid Paul con tono irrisorio, ma non
offensivo, alla sorella. Devi aver preso questa bella frase dai giornali, pronunciata da chiss quale buffone. quello il
partito al quale vuoi appartenere? continu, mentre i suoi occhi chiari passavano in rivista il piccolo amico.

Se mi indicherai la verit, non avr pi ragione di dar retta ai giornali, supplic candidamente Hyacinth,
assaporando la felicit di aver fatto questa nuova conoscenza. Era convinto, e non a torto, di avere un'indole che non si
sarebbe mai piegata a chiedervi favori; ma ora sentiva che nei riguardi di Paul questo imperativo non scattava. Di fronte
a quell'uomo eccezionale si sarebbe messo in ginocchio senza avvertire la minima umiliazione.
Di che cosa parli, infatuato giovane illuso? continu Paul, rifiutandosi di essere serio.
Beh, lo sai benissimo, che vai in luoghi da cui faresti meglio a stare lontano, e che spesso, mentre sto qui a
letto, sento dei passi per le scale e sono convinta che stiano venendo a cercare le tue carte, s'intromise lucidamente
Miss Muniment.
Il giorno in cui troveranno le mie carte, mia cara, sar il giorno in cui ti alzerai dal letto e ti metterai a
ballare.
Perch mi hai chiesto di venire a casa tua? domand Hyacinth rigirando il cappello fra le dita. Per un attimo
lott per ricacciare indietro le lacrime, sent che doveva dare un significato diverso all'ospitalit del suo amico. Si era
cullato nell'illusione che Muniment avesse visto in lui un probabile, prezioso adepto di una crociata clandestina contro
l'ordine vigente, mentre ora capiva che il vero scopo era stato quello di far passare un'ora a un'esuberante invalida.
Niente di male; se avesse fatto parte dei suoi doveri, si sarebbe seduto al letto di Miss Rose ogni giorno;
soltanto che in questo caso avrebbe voluto essere gratificato dalle confidenze di suo fratello. A questo punto il giovane
si trov a dover confermare pienamente l'alto giudizio che Lady Aurora aveva dato dell'intelligenza di Paul: fra tante
ovvie risposte alla domanda di Hyacinth, egli ne invent l per l una perfetta; e come a caso, sorridendo e senza
neppure aver capito che cosa il suo visitatore avesse voluto dire, rispose: Perch ti ho chiesto di venire qui? Per vedere
se avevi paura.
Di che cosa Hyacinth avrebbe dovuto avere paura rimaneva decisamente vago, ma egli rispose subito: Credo
che ti baster mettermi alla prova per rendertene conto.
Sono certa che se lo presenterai a uno dei tuoi malvagi amici di bassa lega, sar soddisfattissimo di quello che
vedr, non pot fare a meno di dire Miss Muniment.
Sono proprio quelle le persone che voglio conoscere, proruppe Hyacinth con voce squillante.
Tanta sincerit sembr commuovere il suo amico. Beh, vedo che sei uno che pu funzionare... Vediamoci una
sera di queste.
Dove, dove? chiese ansiosamente Hyacinth.
Te lo dir quando ci saremo liberati di "quella". E Muniment lo scort fuori tutto allegro.
X
Parecchi mesi dopo che Hyacinth le era diventato amico, Millicent Henning fece notare come fosse ora che il
nostro eroe la portasse a divertirsi in qualche locale di lusso. Lui le propose il Canterbury Music Hall, ma lei scosse il
capo e disse che quando una signorina aveva fatto per un giovanotto quello che lei aveva fatto per lui, il minimo per
disobbligarsi era offrirle una serata in qualche teatro dello Strand. Hyacinth si sarebbe trovato molto perplesso se avesse
dovuto dire quello che esattamente lei aveva fatto per lui, ma s'era ormai chiarito che lo considerava suo creditore. Dal
giorno che era venuta a cercarlo a Lomax Place si era accaparrata in un certo senso un qualche posto nella sua vita, ed
egli aveva visto le pallide sembianze della povera Pinnie sbiancarsi ancor di pi. Le minacciose previsioni di Amanda
Pynsent si erano avverate alla lettera; la menomante cometa era divenuta una stella fissa. Non gli aveva mai parlato di
Millicent, tranne una volta, qualche settimana dopo la visita della ragazza, e non lo aveva fatto in tono di rimprovero,
perch si era ormai spogliata per sempre di ogni prerogativa materna. L'unica sua arma, ormai, era un'indagine
lacrimosa, tremula, deferente, e nulla era pi umile e circospetto del modo in cui se ne serviva. Ora lui non stava pi in
casa neppure una sera, e passava le domeniche in un modo misterioso, che non aveva niente a che fare con l'andare in
chiesa. C'era stato un tempo in cui, dopo il t, si era seduto sotto la lampada vicino a lei e, mentre le sue dita volavano,
le aveva letto ad alta voce le opere di Dickens e di Scott: ore felici, tali da poter illuderla che avesse dimenticato il torto
che gli aveva fatto, tanto che lei stessa era riuscita a dimenticarlo. Ora invece mandava gi il t con tanta fretta che a
mala pena si toglieva il cappello per sedersi, e Pinnie, con l'occhio sempre vigile a qualsiasi fatto d'abbigliamento,
aveva notato che lo portava pi che mai sulle ventitr, con un'aria di vittoriosa esaltazione. Canticchiava, si tormentava i
baffi, guardava fuori dalla finestra quando non c'era nulla da vedere; sembrava preoccupato, immerso in speculazioni
intellettuali, met ansioso e met eccitato. Durante tutto l'inverno Miss Pynsent riassunse la situazione in quattro parole,
mormorate con un filo di voce: Quella maledetta donnaccia sfacciata! Tuttavia nell'unica occasione in cui aveva
cercato un poco di sollievo alla sua agitazione rivolgendosi direttamente a Hyacinth, non aveva osato qualificare la
ragazza con nessun epiteto.
C' una sola cosa che desidero sapere, gli disse con un tono che avrebbe potuto sembrare indifferente se,
conoscendola come la conosceva, lui non avesse gi capito quello che aveva in mente. Si aspetta che tu la sposi, mio
caro?
Chi si aspetta che io la sposi? Mi piacerebbe conoscerla, questa donna.
Sai benissimo di chi stia parlando: quella che venuta a cercarti dall'altra parte di Londra, e ti ha trovato
subito pronto. E al ricordo di quella scena insopportabile, la povera Pinnie per un attimo avvamp. Non ci sono
abbastanza uomini volgari in quell'infimo quartiere dove abita senza che ne venga a caccia qui? Vorrei sapere perch

non bazzica la gente della sua razza. Hyacinth era arrossito a quella domanda, e lei aveva scorto qualcosa sul suo viso
che le fece subito cambiar tono: Promettimi questo soltanto, figlio mio adorato, che se ti metti negli impicci con quella
femmina lo vieni subito a dire alla tua povera vecchia Pinnie.
Qualche volta la mia povera vecchia Pinnie mi d la nausea, disse per tutta risposta. In che sorta di impicci
pensi che dovrei trovarmi?
Beh, supponiamo che ti convinca che le hai promesso di sposarla.
Non sai quello che dici. Non vuole sposare nessuno... da come la pensa.
E allora, come la pensa?
Credi che andrei mai a raccontare le confidenze di una signora? rispose il giovanotto.
Che diamine, se fosse una signora non avrei alcun timore! disse Pinnie.
Ogni donna una signora quando si affida alla tua protezione, dichiar Hyacinth con le sue maniere da
uomo di mondo.
Alla tua protezione? Perbacco! grid Pinnie, sbarrando gli occhi. E chi dovrebbe proteggere te?
Non appena pronunciate quelle parole si pent, perch era proprio quello il genere di discorso che provocava le
ire di Hyacinth. Ma una delle cose che pi glielo facevano amare, era la sua eterna imprevedibilit e i suoi improvvisi
ribaltamenti di posizione, che si rivelavano sempre positivi. Indubbiamente non era sempre malleabile quando avrebbe
dovuto esserlo, ma talvolta sapeva essere impagabilmente mite, quando meno ce n'era ragione. In quelle occasioni a
Pinnie veniva voglia di baciarlo e aveva spesso cercato di far capire al signor Vetch il fascino di questi tratti che lei
stessa veniva scoprendo nel carattere del loro giovane amico. Ma era un tratto particolarmente difficile da descrivere e il
signor Vetch mai ammetteva d'aver capito o di aver osservato qualcosa che corrispondesse al quadro psicologico, un
poco confuso, che la sarta aveva abbozzato. In quei tempi era un conforto per lei, direi l'unico che avesse, sapere che
Anastasius Vetch capiva certamente molto di pi di quanto volesse ammettere. Fingeva sempre di ritenersi assai pi
intelligente di quanto occorresse, e per la sua debole, esasperata sensibilit, era una consolazione sapere che sebbene
egli parlasse del ragazzo come se fosse uno sbaglio prenderlo troppo seriamente, in realt questo non era affatto ci che
pensava. Anche lui lo prendeva seriamente e sentiva una certa dose di responsabilit nei suoi riguardi. Miss Pynsent si
era spinta perfino a pensare tra s e s che il violinista probabilmente aveva qualche risparmio, e non si era mai saputo
che avesse alcun legame. Non ne avrebbe mai, per tutto l'oro del mondo, fatto parola a Hyacinth nel timore che potesse
un giorno rimanere deluso, ma vedeva con gli occhi della fantasia un foglio protocollo ripiegato in qualche strano
cofanetto da scapolo (non riusciva a immaginarsi cosa potessero mettervi gli uomini, dentro quei cosi) sul quale il nome
del ragazzo sarebbe stato scritto a lettere enormi, alla presenza di un notaio.
Oh, nell'ordine naturale delle cose che io sia senza protezione, rispose sorridendo alla sua compagna cos
eccessivamente piena di scrupoli. Poi continu: In ogni caso, non sar certo da quella ragazza che mi verr qualche
pericolo.
Non riesco a capire perch ti piaccia, disse Pinnie, come se avesse profuso in quella domanda tesori
d'imparzialit.
divertente sentire una donna che parla di un'altra, disse Hyacinth. Tu sei buona e gentile, e tuttavia saresti
pronta...! ed emise un sospiro come da una profonda esperienza.
Beh, sarei pronta a cosa? Certo non sono pronta a vederti mangiare vivo sotto i miei occhi!
Non devi aver paura. Non mi trasciner all'altare.
Forse non ti considera degno di una rappresentante della bella famiglia Henning?
Non capisci, povera Pinnie, implor esausto. Qualche volta mi convinco che non c' una sola cosa della
vita che tu capisca. Uno di questi giorni lei sposer un funzionario.
Un funzionario, quella?
Un funzionario o un banchiere o un vescovo o qualcuno di quella razza. Non vuole finire subito la sua
carriera... La vuole iniziare.
Beh, mi auguro che a te ti riservi per dopo! replic la sarta.
Hyacinth rimase per un po' senza dir nulla, poi esplose: Di che cosa hai paura? Sar meglio chiarire questa
faccenda una volta per tutte. Temi forse che mi sposi una commessa di negozio?
Oh, non lo faresti mai, vero? grid Pinnie con ansia propiziatrice. cos che mi piace sentirti parlare.
Pensi che sposerei la prima che mi volesse sposare? continu Hyacinth. Il tipo di ragazza cui potrei
interessare proprio quello che non interessa a me. Pinnie ebbe la percezione che fossero argomenti su cui aveva gi
riflettuto e non ne fu sorpresa perch fin da quando era piccolo si era abituata a vederlo ragionare su tutto. Ma era
sempre felice quando lui, da qualche cenno, lasciava intravedere l'intima consapevolezza delle proprie qualit o
alludeva al fatto che le apparenze lo tradivano. Le apparenze lo tradivano, ma neppure con l'aiuto prezioso di Pinnie era
riuscito a capire esattamente cosa fosse. Lei aveva messo a sua disposizione un'appassionata sublimazione della sua
essenza che, ove se ne fosse servito in situazioni con probabilit di effetto si sarebbe potuta definire immorale, e che
tuttavia non le aveva mai suscitato alcuno scrupolo o perplessit.
Sono sicura che qualunque principessa potrebbe interessarsi a te, senza sentirsi sminuita, dichiar lei tutta
felice di essere stata tranquillizzata, come fino allora non era mai accaduto, che nessun pericolo lo minacciava. Tale
pericolo, per la sarta, era rappresentato dalla possibilit che lui sposasse qualcuna di umili origini, come lei. Tuttavia le
si affacci un superstite dubbio, che i suoi gusti potessero essersi deteriorati, cos, prima di far cadere il discorso, disse

che lui si era certamente reso conto di quello che mancava a una ragazza come Millicent Henning, per la quale certo
non valeva la pena di scomodarsi.
Non mi preoccupo certo di quello che le manca. Sono soddisfatto di quello che ha.
Soddisfatto, mio caro? Che vuoi dire? balbett la piccola sarta. Soddisfatto di averla come amica intima?
Non possibile discutere con te di queste cose, rispose Hyacinth con aria di superiorit.
Certo, me ne rendo conto. Ma secondo me ti dovrebbe annoiare, qualche volta, lasci cadere Miss Pynsent
con furberia.
E infatti mi annoia, te lo assicuro, fino alla morte!
E allora perch ci passi tutte le sere?
Dove vorresti che passassi le mie serate, in qualche orribile pub... o all'opera? I suoi incontri con Miss
Henning non erano cos frequenti, tuttavia non volle prendersi la pena di rettificare a Pinnie che la vedeva soltanto due o
tre volte alla settimana, e che il resto del tempo lo passava camminando per le strade (un'abitudine infantile che ancora
si portava dietro) e che di tanto in tanto aveva anche la risorsa di recarsi dai Poupin o di scambiare due parole, fumando
la pipa, sulla porta aperta di qualche casa, quando le sere non erano troppo fredde, con un amico meccanico. In seguito,
durante l'inverno, dopo che ebbe conosciuto Paul Muniment, la sua vita cambi considerevolmente, anche se Millicent
continu a farne parte in modo notevole. Odiava i liquori e ancor pi l'odore dei luoghi dove si vendevano. Inoltre le
tante forme di miseria e di vizio che si potevano trovare riuniti in quei locali lo terrorizzavano e lo tormentavano,
ponendogli domande tanto pi angosciose perch non trovavano in lui alcuna risposta. Era per lui una fortuna, ma anche
un inconveniente, che il tipo di lavoro che svolgeva nella bottega del vecchio Crook, sotto la guida di Eustache Poupin,
gli desse il gusto del bello, insegnandogli a distinguere le cose fini, a riconoscere le rare e ad odiare le volgari. Era
questo che gli rendeva odioso il brutale, violento, pesante arredo dei pubs, inondati di luce a gas, luccicanti di rami e
peltri, appesantiti da mobili massicci e dalle tinte false. Fin da giovanissimo aveva smesso di considerare il regno del
gin un locale principesco.
Ogni stonatura estetica, come ogni cosa di buon gusto, infiammava l'immaginazione di questo giovane
sfortunato ma sicuro del fatto suo; e nonostante vivesse a Pentonville e lavorasse a Soho, e fosse povero, ignorato,
frustrato nelle sue irraggiungibili aspirazioni, niente nella vita aveva maggior interesse e maggior valore delle proprie
sensazioni e riflessioni. Scaturivano da ogni cosa con cui entrava a contatto, e lo facevano vibrare, mantenendolo in uno
stato di eccitazione febbrile per una gran parte delle ore di veglia cosciente, e costituivano ancora adesso gli eventi e le
svolte cruciali della sua formazione. Fortunatamente spesso agivano anche da enorme diversivo. Tutto quanto osservava
gli suggeriva questa o quella idea; tutto lo colpiva, gli penetrava dentro, lo scuoteva; in breve, sapeva, della vita, pi
cose di quante potessero servirgli; si sentiva talvolta come un ipotetico uomo d'affari che ricevesse troppe lettere per
posta. Un uomo d'affari per poteva mantenere una segretaria, ma quale segretaria avrebbe potuto smistare per Hyacinth
tutti gli strani messaggi che gli mandava la vita? Gli piaceva parlare di queste cose, ma purtroppo erano soltanto poche
quelle di cui poteva discutere con Milly. Lasci che Miss Pynsent credesse che le sue ore libere fossero interamente
dedicate a quella signorina perch - si disse - anche se l'avesse ragguagliata su quello che faceva ogni sera della
settimana, nulla sarebbe cambiato: lei si sarebbe tenuta i suoi sospetti; e attribu la propria durezza ai pesanti pregiudizi
sotto i quali era destinato a languire in questo crudele periodo del suo maturare. Importava poco che lo capissero pi o
meno; certo, avrebbe potuto considerare che invece a Pinnie importava. Pinnie, che, dopo aver provato un poco di
sollievo nel sentirlo esprimersi cos saggiamente sulla faccenda del matrimonio con Miss Henning, aveva lasciato che la
sua faccia sbiadita, buona e debole, a poco a poco si allungasse fino a raggiungere l'austero aspetto di sempre. N
accenn a mutarlo man mano che i giorni passavano, perch non era un gran conforto sapere che non aveva intenzione
di sposare la giovane donna di Pimlico quando poi si lasciava tenere ben stretto da lei. Per il momento, comunque, si
limit a dire semplicemente: Purch tu la veda com', non m'importa altro. Un sentimento che consentiva di intuire
un certo lassismo nella moralit della buona, piccola sarta. Da parte sua era irreprensibile, ma aveva vissuto per pi di
cinquant'anni in un mondo di cattiverie; come tante londinesi del suo tipo e della sua stessa estrazione, aveva poca
tenerezza per il sesso debole, e il fio che pagavano le sembrava una logica conseguenza; le sarebbe parso un male
davvero minore se Millicent fosse stata abbandonata in lacrime, purch Hyacinth uscisse incolume dalla mischia. Fra
una giovane vita che avesse rischiato grosso, e un matrimonio prematuro, degradante, del suo adorato ragazzo, non
aveva dubbi sulla scelta. Va aggiunto che la sua opinione sull'abilit di Millicent ad autogestirsi era tale da rendere
assurdo a priori un sentimento di piet. Pinnie riteneva che Hyacinth fosse il giovanotto pi intelligente del mondo,
quanto meno del loro, ma il suo atteggiamento tradiva la convinzione che la giovanetta di Pimlico fosse ben pi
intelligente. L'ingegno di lei, in ogni caso, era tale da precluderle perfino l'idea di una qualsiasi sofferenza, mentre la
sofferenza di Hyacinth nasceva, si pu dire, dal suo stesso ingegno.
Dopo aver provato per tre mesi la gioia di frequentare i due fratelli di Audley Court, l'intera, intima struttura
della vita di Hyacinth parve mutare, sotto il dilagare di un romanticismo che lasci in ombra, senza tuttavia cancellarla
completamente, la vivace figura di Miss Henning. Si ritrov a vibrare al diapason, e a spaziare in un orizzonte arioso e
dilatato. Millicent vide dimezzato il proprio dominio, senza sapere esattamente chi le portasse via l'antico compagno di
giochi, e d'altra parte non gliene chiese ragione, non essendo lei stessa disposta a rendergli conto del proprio
comportamento. Nella cerchia in cui si muoveva, Hyacinth era definito il suo capriccio, e lei era soddisfatta di coprire,
nei confronti di lui, lo stesso ruolo, importante ma quasi esente da responsabilit. Era convinta di essere un'influenza
benefica: gli era affezionata e si occupava di lui come una sorella maggiore, mettendolo in guardia contro i pericoli
della citt, come nessun'altra, poverino, aveva saputo fare, e mettendo al servizio della sua inguaribile ingenuit quel

sicuro buon senso di cui non dubitava di possedere una scorta inesauribile. Quando considerava il misero passato del
suo amico, Millicent si faceva beffe della squallida sarta (non riteneva Pinnie niente pi di un gatto affamato) e quel
ruolo di guida e di saggia consigliera le piaceva immensamente. E mai sentiva di rendergli omaggio migliore come
quando assestandogli una robusta gomitata, lo apostrofava: Sei un tipo in gamba, tu! Quanto a s, era convinta di
appartenere alla migliore razza del mondo, e di possedere una rara bellezza e una vivacissima intelligenza e, quanto
alla bont, la miglior prova era l'affetto disinteressato che nutriva per quel moccioso di un legatore. Senza dubbio era
una creatura incredibilmente socievole, e allo stesso tempo vanitosa, grossolana, presuntuosa, avida di birra, di panini e
di ogni genere di golosit. In questo periodo rappresent per Hyacinth l'eterno femminino, cosa che ci lascia perplessi
sui suoi gusti, considerato che era tanto esigente; ci limiteremo per a commentare che non era un esemplare molto
probante.
Si pu credere che egli deplorasse la propria debolezza, pur cedendole, e che spesso si domandasse cosa lo
attraeva tanto in una ragazza che criticava sotto molti aspetti. Era volgare, goffa, ignorante fino al grottesco, e la sua
superbia andava di pari passo coi suoi difetti; mancava totalmente di tatto e di sensibilit. Tuttavia, a voler usare un
metro un poco generoso, c'era in lei un non so che di primitivo e di autentico, e il modo con cui ostentava gli attributi
che possedeva, faceva s che la sua figuretta gli fosse sempre davanti agli occhi, mescolandosi perfino a quelle visioni
che cominciarono a turbinargli intorno dopo che Paul Muniment gli ebbe spalancato una prospettiva cos ardita e
impervia. Era fiera, generosa e imprevedibile, e sebbene rozza, non era falsa n crudele. Rideva con la risata del popolo
e quando era colpita duramente piangeva con le lacrime del popolo. Quanto a lui, quando non si lasciava andare a
fantasticherie sulle dimore dei nobili e non sguinzagliava la fantasia all'ombra di un faggio ancestrale leggendo l'ultimo
numero della Revue de deux mondes, meditava su cose di natura assai diversa, si immergeva nella contemplazione delle
lotte e delle sofferenze di milioni di persone la cui vita scorreva nella stessa direzione della propria, e che, pur
suscitando in lui un disgusto che lo faceva rabbrividire e voltar loro le spalle, avevano il potere d'inchiodarlo a una
solidariet che si trasformava in passione, convincendolo, almeno per un poco, che l'unico vero successo nella vita
consisteva nell'agire con loro e per loro. Tutto questo, strano a dirsi, lo metteva a fuoco in compagnia di Millicent, prova
del suo fantasioso ed erratico procedimento mentale. Simili idee, a lei non la sfioravano affatto: erano forse le sole che
le mancassero. Non aveva alcuna teoria su come redimere o migliorare le condizioni del popolo, che odiava perch era
sporco, con la spavalda violenza di chi ha conosciuto la miseria e sa quali strani compagni di letto ti procura; e lei
l'aveva conosciuta in maniera assai diversa da Hyacinth, allevato da Pinnie (che gli metteva lo zucchero nel t e non gli
lasciava mancare mai le cravatte) come un vero signorino.
A sentirla parlare, sembrava che Millicent chiedesse soltanto di non sporcarsi le gonne e di sposare qualche
rispettabile commerciante di t. Ma per il nostro eroe, lei era splendidamente plebea, in un senso che sottintendeva il
vistoso sprezzo del pericolo e tutte le altre qualit che vengono fuori in un impatto. Racchiudeva in s il vociare
scanzonato e ignorante delle masse, e partecipava della loro capacit di nutrire passioni aggressive e difensive, e della
consapevolezza che se un giorno fosse stato necessario usare la forza, l'avevano a portata di mano. Come tutta la gente
del popolo, aspirava al comfort e al benessere, mani pulite e capelli serici, e piatti bene allineati sulle dispense, uccelli
impagliati sotto campane di vetro, foto di famiglia e altre cose del genere, simboli del successo. N si vergognava di
essere nell'intimo cos spudoratamente piccolo borghese, con l'ambizione di possedere un giardino decorato a finte
rocce, e anche sotto questo aspetto il suo carattere plebeo veniva alla luce. Conoscendo a menadito la storia della
Rivoluzione Francese, Hyacinth poteva facilmente immaginarsela (se mai si fossero alzate barricate nelle strade di
Londra) con in testa il berretto rosso della libert e la bianca gola scoperta, per poter urlare ancora pi forte la
Marseillaise del momento quale che fosse. Se mai si fossero organizzati festeggiamenti alla Dea della Ragione, nella
capitale britannica, - e Hyacinth riusciva a considerare senza un sorriso una simile eventualit, tanto era fedele al suo
credo privato che gl'imponeva di non escludere nessuna possibilit su quanto poteva accadere; se, ripeto, una tale
solenne cerimonia fosse stata ripristinata a Hyde Park, chi, meglio di Miss Henning, poteva essere scelta a figurare, in
modo imponente e statuario, come l'eroina della situazione? Era chiaro che teneva il suo irrazionale ammiratore sotto
una specie d'incantesimo, se gli riusciva di associarla a simili visioni, mentre quella consumava birra e panini a spese
sue. Se aveva un debole, era per gli scampi, e per tutto l'inverno aveva inseguito il progetto di farsi portare a Gravesend,
dove queste ghiottonerie erano pi economiche e abbondanti, non appena le giornate si fossero fatte pi lunghe e miti.
Non era mai tanto franca e spiritosa come quando si soffermava sui particolari di questo genere di progetti: e in quei
casi Hyacinth si ripeteva che era una gran fortuna che fosse cos bella. Se fosse stata brutta non avrebbe potuto
ascoltarla; ma l'eccezionale rigoglio e il portamento superbo rendevano gradevole perfino il suo accento, investendo la
sua essenza cockney di sfaccettati bagliori che le garantivano un'ampia, permanente impunit.
XI
Infine lei cominci a desiderare che i loro incontri si svolgessero su un piano pi elevato, che lui le riservasse
quello che lei chiamava un trattamento di lusso. Erano stati costretti a vedersi quasi sempre per la strada, in vie
gelide, buie nebbiose, che sembravano pi grandi e fitte immerse com'erano in quella loro perpetua oscurit, dove ogni
cosa era coperta da una patina umida e granulosa, satura di un odore estremamente piacevole per Miss Henning. Amava
quanto Hyacinth vagabondare a caso, e andava pazza pi di lui per le vetrine davanti alle quali indugiava a lungo,
scegliendo insaziabilmente gli oggetti che avrebbe voluto accaparrarsi. Invariabilmente lui dichiarava che le cose scelte

erano orrende, e non si faceva scrupolo di dirle che nessun'altra ragazza aveva gusti peggiori dei suoi. Ma queste
osservazioni non riuscivano a ferirla sul serio, protetta com'era da una sconfinata fiducia nel proprio giudizio. Non
aveva forse avuto modo di raffinare l'innato buon gusto nell'area di Buckingham Palace (c'era ben poco che non si
vendesse in quel grande magazzino di cui lei costituiva un ornamento) venendo quotidianamente a contatto con i pi
recenti prodotti dell'industria moderna? Hyacinth si faceva beffe di quel magazzino facendole notare che in tutto il
locale, da cima a fondo, non esisteva nulla che un vero artista avrebbe degnato di uno sguardo. Per tutta risposta lei gli
domand sarcasticamente se ritenesse quella definizione adatta ai pochi centimetri che costituivano la sua persona; ma
in realt era affascinata, oltre che stizzita, dal suo carattere difficile da contentare, dalla sua capacit di cogliere le pi
impercettibili differenze anche fra gli oggetti pi eleganti. Da principio si era ritenuta un'esperta, ma ora lui la rendeva
titubante. Quando, di tanto in tanto, le indicava un oggetto passabile (cosa che capitava raramente, perch i soli negozi
in cui esistesse la probabilit di trovare cose che gli piacessero chiudevano al calare della sera) lei lo guardava
meravigliata e colpendolo di gomito esclamava che se qualcuno le avesse regalato una simile porcheria se la sarebbe
rivenduta subito per quattro soldi. Una volta o due gli chiese di voler essere cos gentile da spiegarle in che cosa
consistesse la sua superiorit - non riusciva a liberarsi del dubbio che potesse esserci del giusto nei suoi apprezzamenti e
s'irritava di non essere sicura come gli altri. Allora lui le rispose che anche se glielo avesse detto non sarebbe servito a
nulla; non avrebbe capito, era meglio perci che continuasse ad ammirare i banali prodotti di un'epoca che aveva
perduto il senso della raffinatezza. Una frase che lei ricord, proponendosi perfino di servirsene appena se ne fosse
presentata l'occasione, ma che non fu in grado di interpretare.
Simili concessioni non erano dettate in lui dall'intento di rafforzare il legame che lo univa alla sua amica
d'infanzia ma si risolvevano lo stesso positivamente per Millicent, e la ragazza era fiera di tenere in pugno un giovane di
cos eccezionale cultura. Nonostante la sua vanit, non era poi cos sicura della propria perfezione da non aspirare a
qualcosa che le mancasse; era convinta che un giorno forse le poteva tornar utile ostentare come propria una parte
almeno di quella cultura; anche se accadeva che, quando, mettiamo davanti alla mostra illuminata di un gioielliere della
Great Portland Street, Hyacinth indugiasse assorto per qualche minuto, lei, lontanissima dall'immaginare i sentimenti
perversi che lo rendevano silenzioso, si abbandonava tranquillamente alle proprie fantasticherie, come era solita fare in
simili frangenti. Lei era capace di desiderare cose che non avrebbe forse mai potuto avere, di invidiare chi le possedeva
dicendo che era proprio uno scandalo; poteva elaborare disegni fantastici su come le avrebbe utilizzate, se le avesse
ottenute, e poi, improvvisamente, con la mente sgombra da ulteriori pensieri, passava ad un altro argomento altrettanto
intimo e personale. Spesso avvertiva un acuto senso di privazione, ma sapeva sempre porvi rimedio. Per lui la cosa era
diversa, e il rimedio terribilmente vago e irraggiungibile. Andava soggetto a depressioni durante le quali la sensazione
di essere escluso da tutto quanto amava di pi nella vita, si posava su di lui come un manto funebre. Erano depressioni
amare, ma non astiose, non inducevano a desideri di vendetta n di rivalse immaginarie; semplici stati di paralizzante
malinconia, di riflessioni infinitamente tristi, durante i quali si rendeva conto che in questo mondo di lotte e di
sofferenze, la vita era sopportabile, e lo spirito riusciva ad espandersi, soltanto nelle condizioni migliori; e che una
sordida lotta che portasse alla tomba senza aver concesso di assaporare quel meglio, non sarebbe valsa il prezzo pagato
con lo squallido avvilimento che comportava.
In quelle ore, il vasto, rumoroso, indifferente mondo londinese gli appariva come un'immensa organizzazione
creata per farsi gioco della sua povert e della sua impotenza, e allora, tutti i ninnoli pi volgari, le vetrine dei gioiellieri
di terz'ordine, il giovanotto in cravatta bianca e cilindro che si pavoneggiava recandosi a un pranzo importante in una
carrozza che per poco ti schiacciava... tutti questi spettacoli familiari divenivano simbolicamente insultanti, lo
sfidavano, lo maceravano nella consapevolezza che lui era soprattutto un escluso. E nessun conforto o smentita gli
veniva dal dire a se stesso che la stragrande maggioranza degli esseri umani erano esclusi come lui, e che
apparentemente accettavano di buon grado tale situazione spiacevole. Erano affari loro: non voleva saper nulla delle
loro elucubrazioni e rassegnazioni, e se preferivano non ribellarsi n far paragoni, per lo meno lui, tra i diseredati,
avrebbe tenuta alta la bandiera. Quando aveva queste crisi, i suoi fratelli scadevano molto nella sua stima; allora la loro
funzione era quella di offrire una massiccia rappresentazione proprio di quei servili interessi che accendevano il suo
disprezzo. E l'unica cosa di cui poteva render loro atto era di fornirgliene un quadro completo. Tutto quanto, in una
grande citt, potesse mobilitare la sensibilit di un giovane cui nulla sfuggiva, andava a rafforzare la convinzione che
nella vita non c'era fortuna, per sicura che fosse, che non avrebbe apprezzato, n privilegi, n facilitazioni, n lussi di
cui non si sentisse disposto a usufruire. Non agognava tanto al godimento, quanto alla conoscenza: il suo desiderio non
era tanto di essere vezzeggiato, quanto iniziato. Talvolta, di sabato, nelle lunghe sere di giugno e luglio, si dirigeva
verso Hyde Park, nell'ora in cui la folla di carrozze, cavallerizzi e persone eleganti era pi fitta, e sebbene recentemente,
in due o tre occasioni, fosse accompagnato da Miss Henning che apprezzava lo spettacolo con esuberante senso critico,
era stato assorbito dall'intimo, doloroso dramma che privatamente si svolgeva sul palcoscenico pi recondito della sua
anima. Avrebbe voluto trovarsi dentro ogni carrozza, cavalcare tutti i cavalli, sentire sul braccio la mano di tutte quelle
belle signore. E su tutte provava la vivissima sensazione di appartenere a una categoria che quei palloni gonfiati non
si degnavano di notare, al loro passaggio, neppure col pi fuggevole sguardo. Vedevano Millicent, perch ovunque si
trovasse non era mai disdicevole guardarla, ed era una delle pi belle ragazze che si potessero trovare in qualsiasi
compagnia, ma a lui tutto questo poteva solo ricordare che esistevano alte barriere umane, considerevoli abissi di
tradizioni, rive scoscese di privilegi, e dense stratificazioni di stupidit che tenevano i par suoi al di fuori di ogni
riconoscimento sociale.

Non era il frutto di una morbosa vanit, da parte sua, o di una irrazionale gelosia, il suo disagio era il risultato
di una profonda ammirazione per quanto gli era venuto a mancare. C'erano individui che seguiva con gli occhi, con i
pensieri, talvolta anche con i propri passi sembravano indicargli quel che significava appartenere ai fior fiore di una
civilt privilegiata. A volte rimaneva impietrito al pensiero che la causa che aveva segretamente abbracciato, quella
causa dalla quale Monsieur Poupin e Paul Muniment (e specialmente questi) avevano rimosso da qualche mese il velo,
si proponeva l'instaurazione di un sistema che avrebbe eliminato per sempre quel particolare tipo di spettacolo. Il
pensiero di dover fare una scelta lo faceva tremare; sapeva di non potere (senza perdere la fiducia nella propria seriet)
lavorare clandestinamente per l'insediamento della democrazia, e allo stesso tempo continuare a godere, sia pure in
modo platonico, di uno spettacolo che poggiava su un odioso sistema di sperequazione sociale. Avrebbe dovuto soffrire
col popolo, come aveva sempre fatto, o cercare alibi per i ricchi, come a volte si sorprendeva quasi a fare con se stesso;
una cosa era certa: era vicino il giorno in cui queste due forze potenti sarebbero venute a confronto. Per il momento
Hyacinth sentiva di poter giustificare i propri sentimenti con buone ragioni: la sua amicizia con Paul Muniment, che era
diventata molto profonda, gli dava un forte senso di responsabilit. Muniment rideva dei suoi ragionamenti, quando li
tirava fuori, ma tuttavia si aspettava sempre che li avesse belli e pronti, e Hyacinth era eternamente ansioso di fare
quello che lui si aspettava. A volte si ripeteva che forse il suo destino era di essere lacerato fino alla spasimo, di essere
spaccato in due da interessi che lo trascinavano in direzioni opposte; forse nel sangue non gli si mescolavano linfe
opposte e dai pi remoti tempi di cui aveva memoria, non c'era sempre stata una parte di lui che si prendeva gioco
dell'altra, o che riceveva da quella punzecchiature e dileggi?
Quanto alla tetra, orribile, confusa storia di sua madre, quello che Pinnie era stata in grado di raccontargli
quando lui aveva cominciato a fare domande, era stato insieme troppo e troppo poco: quella incredibile storia gli aveva
suggerito cento diverse teorie sulla sua possibile identit. Quello che era venuto a sapere e quello che aveva intuito, lo
avevano nauseato; quello che non era riuscito a scoprire, lo aveva tormentato; ma nella sua ignoranza illuminata era
riuscito a costruirsi un articolo di fede. Era emerso poco a poco dalle tenebre in cui si era venuto a trovare dopo la sfida
gettata a Pinnie - quand'era ancora un bambino - quel giorno memorabile che aveva cambiato completamente l'aspetto
della sua vita. Era stato un pomeriggio di gennaio, rientrando da una passeggiata. Lei era seduta sotto la lampada, come
sempre, col suo lavoro, e aveva cominciato a parlargli di una lettera di uno dei suoi inquilini che le raccontava come il
negozio del cognato, a Nottingham, era stato rapinato dai ladri. Lui aveva ascoltato la storia in piedi, di fronte a lei, e
per tutta risposta se n'era uscito all'improvviso: Chi era quell'orribile donna che mi hai portato a trovare tanto tempo
fa? L'espressione di quel pallido viso che lo guardava, il terrore per quella domanda sempre in agguato da tanti anni quello sguardo strano, spaventato, malato, era qualcosa che non riusciva a dimenticare, non meno della voce strozzata
con cui aveva ripetuto: Quella orribile donna?
Quella donna nel carcere, anni fa - quanti anni avevo? - che stava morendo e che mi baci come non sono mai
stato baciato, n lo sar mai pi! Chi era, chi ERA? La povera Pinnie, dobbiamo dargliene atto, appena ebbe ritrovato
la voce, si trov a fronteggiare una lotta: aveva retto per una settimana, e ne era uscita sfinita e dolorante ormai per
sempre, e prima che tutto fosse finito, era stato convocato Anastasius Vetch. Spronata da lui, aveva ritrattato tutte le
bugie con le quali aveva tentato di fuorviare il fanciullo, e alla fine aveva rilasciato una confessione e un resoconto che,
come fu costretto a riconoscere, costituivano tutto quello che sapeva. Hyacinth non avrebbe mai potuto dirvi perch la
crisi fosse scoppiata in quel determinato giorno n perch la sua domanda fosse esplosa in quel particolare momento. Lo
strano era che il germe della curiosit si fosse sviluppato cos lentamente, che quel mistero assillante che ora,
guardandosi indietro, sembrava avergli riempito tutta l'infanzia, fosse uscito all'aperto soltanto dopo un tempo cos
lungo. Naturalmente si era riavuto molto lentamente, da quella nuova, prepotente presa di coscienza, e solo poco a poco
era riuscito a ricostruire le proprie origini e a scandagliare per quanto possibile la propria nascita. Il coraggio di
andare a ripescare sul Times, nella sala di lettura del British Museum, la cronaca del processo di sua madre per
l'omicidio di Lord Frederick Purvis, una cronaca pi che esauriente, dal momento che l'affare era stato una cause
clbre; la determinazione con cui, seduto sotto la splendida volta, la testa abbassata per nascondere gli sguardi
infuocati, ripassava sillaba a sillaba quel maledetto rapporto, erano state conquiste relativamente recenti. Alcune delle
cose che Pinnie sapeva lo facevano inorridire, ma ve ne erano altre che avrebbe dato la mano destra per chiarire, ed era
costretto; con sofferenze indicibili, a riconoscere che lei le ignorava davvero. E non capiva neanche cosa andasse
cercando il signor Vetch (forse voleva farsi perdonare il ruolo importante che aveva avuto in quella storia anni prima)
quando si permetteva di fare apprezzamenti sulla famiglia dello sventurato nobiluomo che non aveva provveduto in
nessun modo al figlio dell'assassina. Perch avrebbero dovuto provvedere a lui, quando era chiaro che si erano sempre
decisamente rifiutati di riconoscere qualunque responsabilit da parte di Sua Signoria? Pinnie si pieg ad ammetterlo,
sotto il fuoco di fila delle domande di Hyacinth: non le risultava assolutamente che Lord Whiteroy e gli altri fratelli
(non erano meno di sette, la maggior parte tuttora viventi) avessero dato segni, in nessun momento del processo, di
credere alle asserzioni di Florentine Vivier. Quelli erano affari loro. Da gran tempo aveva deciso che i propri erano ben
diversi. Non si poteva credere a quello che si voleva, e fortunatamente, in questo caso, egli non doveva fare nessuno
sforzo, perch dal momento che cominci a vagliare i dati di fatto (non molti, e per di pi meschini e odiosi), egli si
consider senza ombra di dubbio il figlio del vile e sacrificato Lord Frederick.
Non aveva bisogno di ragionarci sopra: tutte le sue facolt nervose e sensitive lo affermavano e lo
testimoniavano. Sua madre era stata figlia di gente violenta, francese. Tutto quello che Pinnie seppe dirgli della famiglia
di lei, fu che Florentine una volta le aveva raccontato che quando era ancora giovanissima, suo padre era caduto nelle
strade insanguinate di Parigi, col fucile in mano, combattendo sulle barricate; ci voleva quindi dall'altro lato un

aristocratico inglese, per giustificare la sua essenza, anche se doveva contentarsi di un esemplare mediocre. Questa, con
le implicazioni che comportava, era divenuta la verit di Hyacinth. L'ammissione di essere un bastardo era riscattata da
quella di essere un nobile. Si rendeva conto di non odiare la figura del padre, come sarebbe stato logico, e pensava che
fosse dovuto al fatto che Lord Frederick aveva pagato a prezzo altissimo la sua colpa. La prova della sua paternit
consisteva proprio nell'aver pagato; sua madre non avrebbe armato la propria mano per un'offesa che non fosse stata
cos crudele come quella di cui il suo povero neonato era la prova vivente. Si era vendicata perch avevano abusato di
lei e la cosa pi amara di quel torto era che lui, inerme vita, stava l nel suo grembo. Era stato lui ad essere stato
sacrificato a dovere: questo il nostro giovanotto se lo ripeteva spesso. Che la sua valutazione della storia fosse
passionale e soggettiva, e si curasse ben poco delle fastidiose, contraddittorie evidenze, provato dall'importanza che
attribuiva, ad esempio, al nome che sua madre aveva detto a Pinnie (quando quell'ottima creatura aveva accettato di
prendersi cura di lui) voleva che gli fosse imposto. Hyacinth era stato il nome del padre di lei, un orologiaio di tendenze
repubblicane, martire delle sue idee, di cui lei diceva di venerare la memoria; e quando Lord Frederick si era insinuato
nella sua vita, aveva avuto le sue ragioni per farsi conoscere semplicemente come il signor Robinson - ragioni, tuttavia,
che nonostante la luce da cui nel processo erano state illuminate - era difficile reperire, dopo tanti anni.
Hyacinth non aveva mai saputo che il signor Vetch, pi di una volta, aveva detto a Pinnie: Se il suo rancore
verso quel nobile dissoluto era autentico, perch non aveva dato al bambino il suo vero nome, anzich quello falso?
Una domanda cui la sarta aveva risposto, un poco ingenuamente, che non avrebbe potuto chiamarlo col nome dell'uomo
che aveva assassinato perch era da immaginarsi che non avrebbe voluto accomunare il figlio a un delitto di cui si era
tanto parlato. Se Hyacinth fosse stato presente a questo battibecco, inutile dire che avrebbe preso le parti di Miss
Pynsent; la conferma che egli si fosse formato una sua precisa idea di tutta la storia sta nel fatto che i tentativi
spaventosamente indiscreti di Pinnie di esprimergli la propria commiserazione non erano riusciti a fargli buttare all'aria,
disgustato, la propria versione dei fatti. Soltanto dopo la rivelazione completa, gli divennero chiare le romantiche
allusioni di cui era stata circonfusa la sua infanzia, e delle quali non aveva mai colto prima il significato, perch gli
erano parse connaturate alla deformazione professionale della povera donna: tutto quel tagliare, e rifinire e modellare e
ricamare, e rivoltare e correggere e rifare. Quando scopr che per anni ne aveva fatto una creatura ridicola nei confronti
e di se stesso e degli altri, avrebbe voluto picchiarla per la rabbia e la vergogna; eppure, prima di abbandonarsi allo
sdegno, aveva dovuto ricordarsi che l'oggetto di tante chiacchiere (per quanto ora lei riconoscesse di essere stata
terribilmente sciocca) era lo stesso su cui anche lui aveva speso il novanta per cento della sua esistenza, in lugubri
rimuginii. Quando aveva tentato di consolarlo della spaventosa vicenda materna, mettendosi a decantare la gloria dei
Purvis e rammentandogli che, tramite loro, era imparentato a mezza aristocrazia inglese, gli sembr che stesse
tramutando in farsa la tragedia della sua vita; e tuttavia nonostante tutto, aveva continuato a compiacersi della
consapevolezza di essere un gentiluomo nato. Non le permise di dirgli nulla di quella famiglia, e il divieto di parlarne
era stato uno dei motivi del profondo abbattimento di Pinnie in quegli ultimi anni. Se soltanto le avesse permesso di
continuare quella sua opera di idealizzazione, Pinnie avrebbe avuto l'impressione di cancellare un poco il grande sbaglio
commesso contro di lui. Se talvolta gli capitava di vedere sul giornale il nome dei parenti di suo padre, gettava subito il
foglio. Non voleva niente da loro, e desiderava provare a se stesso che poteva benissimo ignorarli (loro, che lo
avrebbero lasciato morire come un topo) con la stessa assolutezza con cui era ignorato da loro. S, mille volte s, stava
dalla parte del popolo, e dalla parte della vendetta del popolo contro quel genere di egoismi sfacciati; ma nonostante
tutto era felice di sentire che il sangue che gli correva nelle vene era responsabile della sua sensibilit raffinatissima.
Non aveva denaro per pagare i biglietti per lo Strand, specialmente considerando che Millicent Henning aveva
fatto chiaramente capire di aspettarsi qualcosa di meglio del loggione. Che preferisci, il palco reale, o un paio di
poltrone da dieci scellini l'una? le diceva col solito tono ironico divenuto ormai abituale nel loro dialogo. Lei aveva
risposto che si sarebbe accontentata della seconda balconata, purch fosse la prima fila - e poich anche questi posti
comportavano una spesa che eccedeva le sue possibilit, si rivolse, una sera, al signor Vetch, al quale era gi ricorso pi
di una volta quando aveva avuto qualche difficolt pecuniaria. I suoi rapporti col caustico violinista erano quanto mai
singolari, e molto pi disinvolti in pratica che nella teoria. Molto tempo prima il signor Vetch gli aveva rivelato, per
coprire le spalle di Pinnie il pi possibile, il ruolo che aveva avuto in quel momento cruciale, quando si era trattato di
decidere se il suo protetto dovesse essere portato a far visita alla signora Bowerbank; e Hyacinth aveva reagito alla
notizia chiedendo con una certa superiorit che diavolo ci avesse a che fare il violinista coi suoi affari privati. Il loro
vicino gli aveva risposto che si era occupato di quella storia, non tanto perch riguardava lui, ma Pinnie; e il nostro eroe
aveva lasciato cadere la cosa anche se era mancata una riconciliazione formale con quel giudice cos poco ufficiale.
Naturalmente i suoi sentimenti per quell'uomo si erano immensamente modificati in seguito alla pena che il signor
Vetch si era dato per trovargli un posto dal vecchio Crook; e all'epoca di cui stiamo parlando egli aveva ormai capito da
tempo che l'autore di quel favore se ne infischiava altamente del suo giudizio per il consiglio dato nell'ora buia e
seguiva infatti con piacere perverso la carriera di quel giovane impastato di elementi tanto eterogenei. Hyacinth non
poteva non rendersi conto che il continuo interesse per la sua persona era dettato dalla bont; in ogni modo era certo che
niente avrebbe potuto compensarlo di non aver conosciuto la verit, per spaventosa che potesse essere. L'abbraccio della
sua disgraziata madre sembrava rinnovare inesauribilmente questa sua convinzione e, nell'attuale stato, gli era di
conforto. Il suo maggiore risentimento per il signor Vetch nasceva dall'abitudine, da costui poco dissimulata, di
considerarlo ancora un moccioso. Si sarebbero intesi molto meglio se gli avesse dato atto che ormai era diventato un
uomo di mondo. Quell'oscuro virtuoso del violino sapeva molte cose sulla societ, molte pi di quanto non sembrasse, e
di fatto non appariva mai esitante; era un aspetto che veniva fuori poco a poco; tuttavia non poteva essere una buona

ragione perch assumesse l'atteggiamento di chi si pone come unico obiettivo nella vita quello di divertirsi a rimbeccare
tutto quello che il suo giovane amico diceva. Hyacinth riteneva di dar prova di una notevole tolleranza quando, di tanto
in tanto, chiedeva al suo vicino di Lomax Place di prestargli mezza corona. In qualche modo le vicende passate li
avevano legati, e se questo da una parte infastidiva il piccolo legatore, dall'altra lo commuoveva; pi di una volta aveva
risolto (quando il violinista lo esasperava) di limitare il suo rapporto alla semplice richiesta di qualche favore. Il signor
Vetch non aveva mai risposto di no. Hyacinth se ne ricord con soddisfazione quando and a bussare, tardi, alla sua
porta, dopo avergli dato il tempo di rincasare dal teatro. Conosceva le sue abitudini, non andava mai a letto subito,
invece si sedeva vicino al camino per un'ora, fumando la pipa e preparandosi un grog e leggendo qualche vecchio
libro. Hyacinth sapeva quando era il momento per andare da lui dalla luce della finestra che poteva controllare dal
cortile retrostante.
Oh lo so che non vengo a trovarla da tanto, disse in risposta al commento con cui il vicino lo salut, ed
meglio che le dica subito la ragione che mi ha portato qui, oltre al desiderio d'informarmi della sua salute. Voglio
portare a teatro una signorina.
Il signor Vetch era paludato in una sdrucita vestaglia; l'appartamento era impregnato dall'odore del liquore che
stava bevendo. Spogliato della sua uniforme serale apparve cos spennato e triste che il nostro eroe decise di sistemare
subito la faccenda, nel caso che quello volesse liquidarlo; anche lui senza dubbio aveva i suoi crediti con la vita. Temo
che la tua signorina sia alquanto costosa.
Tutto costoso, mi pare, disse Hyacinth, come per tagliar corto.
Specialmente le tue societ segrete, immagino.
Che intende dire? chiese il giovanotto con un'occhiata penetrante.
Come, in autunno mi hai detto che ti saresti fatto socio di qualcuna di queste congreghe.
Qualcuna? Quante crede che ce ne siano? Ma il nostro amico si fren in tempo. Pensa che se avessi fatto
sul serio ve lo sarei venuto a dire?
Diomio, diomio! sospir il signor Vetch, e continu: La vuoi portare al mio teatro, eh?
Mi dispiace dire che l non ci vuole andare. Vuole qualcosa nello Strand: questo il punto. Vuole vedere la
Perla del Paraguay. Vorrei non spendere una lira, purtroppo non possiedo un centesimo. Ma dal momento che lei
conosce gente di altri teatri e ho sentito dire che vi scambiate dei piaceri, charge de revanche, ho pensato che forse
avrebbe potuto procurarmi un posto. Il lavoro su gi da tanto, e quasi tutti (tranne i poveri diavoli come me) devono
averlo visto, ormai, per cui non ci dovrebbe essere troppa ressa. Il signor Vetch ascolt in silenzio, e poi disse: Vuoi
un palco? Oh, no, qualcosa di pi modesto. Perch non un palco? chiese il violinista in un tono che il giovane
conosceva bene. Perch non ho gli abiti adatti per quel genere di posti se devo proprio dirle la ragione.
E la tua signorina, lei, gli abiti adatti ce li ha?
Direi di s. Sembra che abbia di tutto.
E da dove li prende?
Non lo so. impiegata in un grande magazzino e deve essere ben messa.
Vuoi fumarti una pipa? chiese il signor Vetch spingendo attraverso il tavolo una vecchia borsa portatabacco;
e mentre il giovanotto si serviva continu a tirare in silenzio.
Ma che se ne fa di te? chiese finalmente.
Che se ne fa chi, di me?
La tua famosa bellezza - Miss Henning. So tutto da Pinnie.
Allora sapr anche quel che se ne vuole fare di me, rispose Hyacinth con una risata piuttosto sarcastica.
S, ma dopo tutto, poco importa.
Non so di che cosa stia parlando, disse Hyacinth.
Beh, e ora per quell'altra storia... come la chiamano?... la "Clandestina"..., ci sei dentro fino al collo?
continu il musicista come se non lo avesse sentito.
Anche questo glielo ha detto Pinnie?
No, l'amico Pappin mi ha raccontato un bel po' di cose. Sa che hai le mani in pasta da qualche parte. E poi, me
ne accorgo anche da solo, disse il signor Vetch.
E in che modo, se lecito?
Ti si legge negli occhi. Guardandoti, chiunque pu capire che hai prestato qualche giuramento sopra ossa
sanguinanti, che appartieni a qualche banda terribile: sembra che tu voglia dire a tutti: "Neanche la tortura pi lenta
m'indurrebbe a rivelare dove si tengono le riunioni".
Allora non me li procurate i biglietti? disse Hyacinth dopo poco.
Caro ragazzo, ti offro un palco. Come vedi m'interesso enormemente a te.
Fumarono per un poco, e alla fine Hyacinth disse: Non ha niente a che fare con la "Clandestina".
ancora pi deleteria, pi mortalmente segreta? chiese il suo compagno con estrema seriet.
Credevo che lei sostenesse di essere un radicale, rispose Hyacinth.
Beh, lo sono, infatti... Di vecchio stampo, ligio alla Costituzione, all'acqua di rose, con la calma. Non sono
uno sterminatore.
Non possiamo sapere come saremo quando sar arrivato il momento, osserv Hyacinth con tono pi
sentenzioso di quanto volesse.
Allora, amico mio, sta forse arrivando il momento?

Non credo di avere il diritto di darle qualcosa di pi che un avvertimento, sorrise il nostro eroe.
Molto gentile da parte tua, precipitarti qui, alle ore piccole, proprio per questo. Intanto, nelle poche settimane,
mesi o anni o quelli che sono che ci rimangono, vuoi accumulare pi divertimenti possibili con le signorine:
un'aspirazione legittima. Poi il signor Vetch butt l, come per caso: Vedi molti stranieri?
S, parecchi.
E che te ne sembra?
Ogni sorta di cose. Ma preferisco gli inglesi.
Come il signor Muniment, ad esempio?
Dico, che ne sa, lei, di Muniment? chiese Hyacinth.
L'ho visto dai Pappin. So che voi due siete amici per la pelle.
Un giorno si far notare, e molto, disse Hyacinth che era perfettamente disposto, e con notevole orgoglio, a
essere considerato socio di un uomo cos eccezionale.
Probabilissimo, probabilissimo. E che se ne far lui, di te? chiese il violinista.
Hyacinth si alz: si guardarono negli occhi freddamente: Me li procura, allora, due buoni posti di seconda
balconata?
Il signor Vetch rispose che avrebbe fatto del suo meglio, e tre giorni dopo consegn al suo giovane amico i
tanto desiderati biglietti. Lo accompagn alla porta con questa raccomandazione: Divertiti il pi possibile, sai?
LIBRO SECONDO

I
Prima che il sipario si levasse su La perla del Paraguay Hyacinth e la sua amica erano gi seduti ai loro posti
con perfetta puntualit. Grazie alla smania di Millicent di non arrivare in ritardo, subirono la seccatura, che era stata
proprio il motivo principale della sua riluttanza ad andare in loggione, di restare venti minuti alla porta del teatro, in
mezzo a una folla assiepata e impassibile, in attesa dell'apertura. Millicent, a testa scoperta e tutta pizzi, era uno
spettacolo splendido e procurava a Hyacinth il piacere di un giovanile orgoglio possessivo, sotto tutti i punti di vista, se
si eccettua il fatto che, mentre erano ancora in attesa di entrare, lei si era abbandonata alla brutta abitudine di dar
gomitate e di fare ad alta voce sarcastici commenti sulla situazione. In quel momento si era convinto ancora di pi che
era una donna che in pubblico aveva bisogno di qualcuno che fosse pronto a difenderla e a presentare le scuse per il suo
comportamento. Hyacinth sapeva che quando una femmina sta appesa al vostro braccio, c' un solo modo per
scusarsi del suo comportamento, e di nuovo ramment che Miss Henning era per natura piuttosto incline ad attaccar
briga. Era quasi certo che lei lo ritenesse invece piuttosto avverso a quel genere di cose, e gi si prefigurava coinvolto in
una situazione in cui si sarebbe dovuto far valere in qualche modo: ma non sapeva bene come, e si considerava molto
pi abile a duellare con un imponente avversario usando la squisita arma della protesta verbale anzich la forza dei suoi
piccolissimi pugni.
Quando finalmente raggiunsero i posti di balconata, lei era piuttosto accaldata e in disordine, ma riusc a
ricomporsi prima che il sipario si levasse sulla farsa che precedeva il melodramma e che nessuno dei due aveva
intenzione di perdersi. Allora un diverso eccitamento, ben pi connaturale, la agit di nuovo e si abbandon al
divertimento delle schermaglie della farsa introduttiva. Hyacinth non la trovava altrettanto divertente, ma del resto il
teatro, di qualunque genere, gli riservava sempre qualche dolce delusione.
La sua immaginazione spaziava appassionatamente sulle luci della ribalta, rendeva dorate e brillanti le tele
sdrucite e gli accessori malandati, e si perdeva cos totalmente in quel mondo fittizio che la fine di ogni lavoro teatrale,
lungo o corto che fosse, gli procurava una sensazione simile a un improvviso arresto della propria vita. Nessuno pi di
lui avrebbe potuto vibrare all'unisono con l'illusione drammatica. Millicent, man mano che il pubblico aumentava, si
divertiva sempre di pi e sempre pi rumorosamente. Stava seduta come una vera signora, prendeva atto di tutto come
se si trovasse in un luogo a lei estremamente familiare, si appoggiava allo schienale, si piegava in avanti, si sventagliava
con aria maestosa, dava giudizi sulle toilettes e l'acconciatura di tutte le signore che entravano nel suo raggio visivo,
faceva un mucchio di domande e di ipotesi, e infine tir fuori dalla tasca un cartoccetto di caramelle alla menta che
costrinse Hyacinth, sotto crudeli minacce, a dividere con lei. Segu con attenzione, ma non sempre con successo, le
complicate avventure della Perla del Paraguay, attraverso lussureggianti scene tropicali, dove gli attori si muovevano
con sombrero e stiletti e le donne ballavano la cachucha oppure tentavano di sfuggire a lubrichi inseguimenti; ma di
tanto in tanto i suoi occhi si volgevano agli spettatori nei palchi o nelle poltrone, elaborando su parecchi di essi teorie
tutte personali che infliggeva a Hyacinth, mentre si andava svolgendo la commedia, procurandogli una profonda
irritazione per una cos inconcepibile esibizione di frivolezza. Pretendeva di sapere chi fossero quegli individui, pur non
conoscendo le persone o i nomi, in quanto era certa, assolutamente certa, di saperli classificare socialmente, di
conoscere il quartiere londinese in cui abitassero e quanti soldi fossero disposti a spendere nell'area di Buckingham
Palace. Aveva visto l'intera citt passare per quel negozio, e bench anche Hyacinth l'avesse osservata fin da piccolo, dal
suo particolare angolo visivo, la sua compagna gli faceva vedere ora tutto quello che a lui era sfuggito. Il punto di vista

di lei differiva dal suo perch era pi sprezzante e irriverente. Miss Henning aveva osservato il mondo londinese senza
lasciarsi impressionare da quell'aura di alta moralit, ma con un cinismo che dava da pensare. Considerava la maggior
parte delle signore ipocrite, e per le persone del suo sesso aveva, sotto ogni riguardo, una disistima che esemplificava
con le sorprendenti notazioni raccolte nel corso della sua carriera di commessa. A Hyacinth sembr perci
deliziosamente incoerente quando, al terzo atto, la vide commuoversi fino alle lacrime per la Perla del Paraguay che,
scarmigliata e fuori di s, si gettava in ginocchio implorando il duro hidalgo, suo padre, di credere, a dispetto delle
apparenze che la condannavano, alla sua innocenza a proposito di un incontro notturno con un malvagio, nel boschetto
di alberi di cocco. Ma nonostante tutto, proprio nel momento cruciale, chiese a Hyacinth chi fossero i suoi amici del
palco di proscenio, informandolo che un signore, l seduto, aveva continuato ad osservarlo ad intervalli regolari, per una
buona mezz'ora.
A osservare me? Questa buona! Quando voglio essere osservato devo portarti con me!
Naturalmente ha guardato anche me, rispose Millicent come se non avesse interesse a negarlo. Ma sei tu
quello su cui vuol mettere le mani.
Mettere le mani?
S, sciocco; non tirarti indietro. Forse potrebbe fare la tua fortuna.
Beh, se vuoi fartelo venire a sedere vicino, io posso andare a fare due passi nello Strand, disse Hyacinth
entrando nello spirito della situazione, ma senza riuscire a vedere, da dove stava seduto, nessun signore nel palco.
Millicent spieg che il misterioso osservatore proprio in quel momento aveva cambiato posto: era andato a sedersi in
fondo al palco, che doveva essere piuttosto profondo. C'erano altre persone con lui, non visibili perch lei e Hyacinth si
trovavano sul loro stesso lato. Una era una donna, seminascosta dalla tenda: di tanto in tanto si profilava un braccio
nudo, ma coperto di bracciali, posato sulla balaustra imbottita. Hyacinth di fatto lo vide riapparire, e mentre il lavoro
seguitava a svolgersi, lo guard con un certo interesse ma finch non cal la tela alla fine dell'atto non ci fu nessun'altra
indicazione che un signore volesse mettere le mani su di lui.
Vorresti dire che di me che s'interessa? chiese Millicent improvvisamente, dandogli un colpetto di fianco,
mentre i violini dell'orchestra cominciavano a grattare sulle corde.
Certo, io sono solo un pretesto, rispose Hyacinth illudendosi di apparire disinvolto. Intanto il signore
indicato dalla sua compagna era tornato al suo posto, e si sporgeva fuori, appoggiando le braccia alla balaustra.
Hyacinth vide che lo stava guardando fisso, e il nostro giovanotto gli restitu lo sguardo, uno sforzo che il fatto di averlo
riconosciuto non valse a rendere meno faticoso.
Beh, se ci conosce potrebbe anche farci un cenno, e se non ci conosce potrebbe lasciarci in pace, dichiar
Millicent scavalcando ogni precedente distinzione fra s e il suo compagno. Aveva appena finito di parlare che quel
signore gi seguiva la prima delle due alternative: sorrise a Hyacinth e gli fece un cenno indiscutibilmente amichevole
col capo. Millicent, accortasene, guard il giovanotto di Lomax Place, e vide che quel cenno lo aveva fatto avvampare.
Era rosso, confuso, non si capiva bene se di piacere o d'imbarazzo. Ehi, dico, forse una delle tue amicizie
altolocate? chiese prontamente. Beh, so guardare anch'io fisso come lui. E aggred Hyacinth che era uno scandalo
portare una signora a teatro senza neppure possedere un binocolo per farle osservare il pubblico. uno di quei nobili
di cui parlava tua zia a Lomax Place? Forse un tuo zio, tuo nonno, o un cugino di primo o secondo grado? No, troppo
giovane per essere tuo nonno. Peccato che non riesca a vedere se ti somiglia!
In qualsiasi altro momento Hyacinth avrebbe trovato queste domande di pessimo gusto, ma ora era troppo
preso da altre riflessioni. Gli faceva piacere che il signore del palco lo avesse riconosciuto e notato, perch anche un
particolare tanto irrilevante era un riconoscimento della sua esistenza sociale; tuttavia la cosa lo sorprendeva e
sconcertava, procurando al suo temperamento eccitabile un'agitazione di cui, nonostante tutti gli sforzi per controllarsi,
l'occhiata lanciata a Millicent era la prova. Si erano incontrati tre volte, lui e l'altro spettatore; ma si erano incontrati in
luoghi tali che, a giudizio di Hyacinth, sarebbe stato pi saggio scambiarsi un ammiccamento furtivo, o un palpito di
ciglia piuttosto che salutarsi cos apertamente. Il nostro amico non avrebbe mai azzardato il saluto per primo, e non
perch il signore del palco apparteneva - e molto cospicuamente anche - a una classe sociale diversa dalla sua. Aveva
l'aspetto di un quarantenne, alto, magro e sciolto, indulgeva in atteggiamenti indolenti e disimpegnati, e anche a
distanza si qualificava come un pigro. Aveva un viso allungato, divertito, soddisfatto, senza baffi n basette, e i capelli
castani con la riga da una parte gli ricadevano sulle tempie in ciocche abbondanti e ben pettinate, come nei ritratti del
1820. Millicent aveva un occhio cos acuto e penetrante che riusc a mettere a fuoco tutti i particolari del suo abito da
sera, di cui approv il taglio; ad osservargli le mani grandi, indice di carattere, e a notare che sorrideva in
continuazione, che gli occhi erano di un colore straordinariamente chiaro e che, nonostante avesse sopracciglia scure e
ben disegnate, la sua pelle delicata era tale che non avrebbe mai potuto produrre una barba che si rispettasse.
Mentalmente la nostra signorina lo defin un fuoriclasse di prima forza, e si domand pi che mai dove avesse
pescato Hyacinth. Il suo compagno sembr leggerle nel pensiero, perch esclam, con un piccolo sospiro di sorpresa,
quasi un'esalazione di sgomento: Beh, non avevo proprio idea che fosse uno di quelli!
Potresti almeno dirmi come si chiama, per sapere come devo rivolgermi a lui, in caso venga a parlarci, disse
la fanciulla, irritata dal riserbo del suo compagno. Beh, certo che se fosse stato tuo fratello non ti avrebbe fatto pi
sorrisi. Pu darsi che voglia fare la mia conoscenza, dopotutto non sarebbe il primo.
Il signore era scomparso ancora una volta, prova che aveva intenzione di fare proprio quello che lei supponeva.
Non sono sicuro di essere autorizzato a dirti il suo nome. L'intenzione di Hyacinth era di agire responsabilmente, ma

in realt gli premeva chiaramente di ingigantire la cosa, per dare maggior lustro alla serata che stava offrendo a Miss
Henning. L'ho incontrato in un luogo che egli pu desiderare non si sappia frequenti.
Vai forse in posti di cui ci si deve vergognare? Non si tratter mica di quei club politici, come li chiami tu,
dove quello schifoso giovanotto di Camberwell, il signor Muniment (come diavolo si chiama?), ti riempie la testa di
idee che non possono farti se non del male? Ma certo il tuo amico laggi non ha l'aria di stare dalla parte vostra.
Hyacinth si era abbandonato anche lui a queste riflessioni, ma l'unica cosa che disse a Millicent fu: Beh,
allora forse star dalla tua.
Diomio, spero che lei almeno, non sia una dell'aristocrazia! esclam Millicent con apparente noncuranza; e
seguendo la direzione dei suoi occhi Hyacinth vide che la sedia del palco che il suo misterioso conoscente aveva
lasciato vuota, era ora occupata da una signora che fino allora era rimasta nascosta, non la stessa che aveva fatto
intravedere la nudit di una spalla e di un braccio. Era una persona decrepita, avviluppata in un voluminoso scialle
bianco tutto gualcito, una donna forte, singolare, dall'aria straniera, con una ballonzolante parrucca bionda in testa.
Aveva un'aria placida, paziente, e un viso tondo e rugoso dove per due occhietti luminosi si muovevano senza posa. I
guanti, piuttosto sporchi, erano sproporzionatamente grandi, e intorno alla testa, che sembrava svilupparsi in senso
orizzontale quasi a far da supporto alla parrucca, portava una stretta fascia di lustrini, guarnita al centro della fronte da
un gioiello che, a giudicare dal resto del suo abbigliamento, chiunque avrebbe giudicato falso. sua madre, la
vecchia? Da dove ha tirato fuori quegli abiti? Sembrano presi in affitto per la serata. Frequenta anche lei il tuo
meraviglioso circolo? Mi sembra che se la passi male, no? Hyacinth interruppe la tiritera avanzando scherzosamente
l'ipotesi che la vecchia poteva anche non essere la madre di quel signore, ma sua moglie o un suo capriccio
momentaneo, e Millicent dichiar che in quel caso, se fosse venuto da loro, non aveva nulla da temere per s. Nessuna
meraviglia che si fosse voluto allontanare da quel palco! La persona con la parrucca - e che parrucca! - se ne stava l
seduta a guardarli, ma lei non si sentiva per niente lusingata per aver attirato l'attenzione di un simile pupazzo. Hyacinth
fece finta di ammirarne l'aspetto e lo charme personalissimo; e scommise un altro cartoccio di mentine che un'indagine
sul suo conto avrebbe rivelato che era una vecchia famosa, che si fregiava di un titolo nobiliare. Millicent rispose con
aria esperta che non aveva mai pensato che fra i nobili ci fossero delle grandi bellezze; e intanto il suo compagno si
accorse che stava lanciando occhiate furtive dietro di s per vedere se il suo strano amico stesse arrivando, e che sarebbe
rimasta delusa se non fosse comparso. Questo pensiero non lo rese geloso, perch intanto andava considerando
mentalmente un altro aspetto della faccenda, e se avanzava ipotesi scherzose in realt dipendeva dall'essere rimasto
effettivamente eccitato e lusingato da un incidente di cui il lettore non sar riuscito a comprendere ancora le pi vaste
implicazioni. Lo agitava non tanto il piacere di essere nelle grazie di un ricco, ma semplicemente la prospettiva di fare
esperienze nuove - una sensazione che lo trovava sempre pronto a barattare qualsiasi benessere presente - ed era
convinto che se il signore col quale aveva conversato in una segreta stanzetta di Bloomsbury, che si faceva chiamare
capitano Godfrey Sholto - il Capitano gli aveva dato il suo biglietto da visita - era uscito dal palco per una ragione pi
seria delle congetture di Millicent, quella d'incontrarsi con lui, ne potevano conseguire avvenimenti eccezionali. Questa
prospettiva tramutava l'attesa in una preparazione; cos, quando dopo pochi minuti si rese conto che la sua giovane
amica, col capo voltato, stava squadrando da capo a piedi colui che si trovava l dietro di loro, sent che il destino stava
operando un inaspettato mutamento nella sua vita. Si alz ma non tanto rapidamente da non accorgersi che il capitano
Sholto era rimasto un istante fermo in contemplazione di Millicent, e che lei, da parte sua, aveva scrupolosamente
celebrato il rito di esaminarlo. Il capitano aveva le mani in tasca, e portava il cilindro molto indietro sulla testa. Rivolse
il pi cordiale dei sorrisi alla giovane coppia della balconata, come se li conoscesse entrambi da anni, e Millicent, ora
che lo vedeva pi da vicino, si accorse che si trattava di un signore raffinato e distinto, affabile nei modi, alto almeno un
metro e ottanta, nonostante il vizio o vezzo di un portamento noncurante, dinoccolato e alla buona. Sulle prime
Hyacinth ebbe l'impressione che li stesse trattando un poco come due ragazzini colti in flagrante; ma la sensazione fu
rapidamente dissipata dal tono con cui, posando una mano sulla spalla del nostro eroe, ritto nella piccola corsia
d'accesso alla fila di cui i due, grazie ai biglietti del signor Vetch, avevano occupato i primi posti, disse: Mio caro, mi
sono proprio detto che dovevo venire a parlarti. Questo orrore di commedia mi ha fatto passare il buon umore. E come
sai, quei palchi sono terribilmente soffocanti, aggiunse come se Hyacinth fosse, anche lui, un esperto frequentatore di
quel settore del teatro.
Anche qui fa un gran caldo, rispose il compagno di Millicent. All'improvviso si era accorto che faceva caldo,
che stava vicino ai candelabri, e aggiunse che la trama della commedia era assurda anche se gli pareva ben recitata.
Oh, la solita grossolana tradizionale commedia britannica. l'unico teatro dove ancora la diano, e non
durer molto neanche qui. Non pu sopravvivere al vecchio Baskerville e alla signora Ruffler. Miodio, come sono
vecchi! Lei me la ricordo, e gi non era pi una ragazzina, da quando mi portavano a teatro da piccolo, nelle vacanze di
Natale. Tra tutti e due devono fare circa un centottant'anni, eh! Ho il sospetto che verso la met sar un gran
piagnisteo, continu il capitano Sholto con lo stesso tono cordiale, disinvolto, incoraggiante, rivolgendosi a Millicent,
sulla quale, in verit, i suoi occhi si erano posati fin dal principio quasi ininterrottamente. Lei sostenne quello sguardo
tranquilla, ma una certa forzatura nel suo riserbo lasciava capire (cosa verissima) che non era solita conversare con
signori sconosciuti. Volse il viso a quelle parole (aveva gi dato al visitatore modo di osservarlo a lungo) e si allontan
nella corsia mentre quello, dando le spalle al palcoscenico, si appoggiava al parapetto della balconata guardando
Hyacinth che intanto, vista la piega presa dalle cose, aveva cominciato a chiedersi perch fosse venuto. Era desideroso
di mostrarsi lusingato dalla sua cortesia, ma non sapeva cosa dire, cos su due piedi, a una persona di cui capiva
benissimo la qualit mondana, una qualit percepita, giacch non era minimamente ostentata. Cap subito che il

capitano Sholto non aveva preso sul serio quel lavoro teatrale, e prefer accantonare l'argomento su cui invece avrebbe
potuto discutere a lungo. D'altro lato, la presenza di una terza persona, rendeva inopportuno alludere a quanto avevano
discusso insieme al Sole e Luna, n riteneva che il visitatore se lo aspettasse, anche se a dire il vero era una persona
di spirito, pronto a divertirsi con niente, anche con un esoterico socialismo e con un piccolo legatore che aveva modi da
gentiluomo molto pi di quanto ci si potesse aspettare. Forse il capitano Sholto, dopo che si era prodigato per
fraternizzare con loro, si sentiva un poco imbarazzato per non essere riuscito a carpire neppure un sorriso alla rara
virtuosit di Millicent; ma non lo fece pensare a Hyacinth e continu il discorso precisando che era stata proprio la
prospettiva della fine della vecchia tradizione britannica a spingerlo ad andar l quella sera. Era in compagnia di una
signora che aveva vissuto molto all'estero e non aveva mai visto nulla di simile, e che prediligeva tutto quanto c'era di
caratteristico. Sapete, lo stile di recitazione molto diverso, all'estero, disse rivolgendosi di nuovo a Millicent, la
quale, questa volta, rispose: Oh, s, certo, osservando di nuovo la vecchia signora del palco e riflettendo che aveva
l'aria di chi aveva visto tutto quello che al mondo c' da vedere.
Non siamo mai stati all'estero, disse candidamente Hyacinth guardando l'amico nel fondo di quei suoi
singolari occhi chiari, i pi sbiaditi occhi che avesse mai visto.
Oh, beh, si dicono un mucchio di sciocchezze in proposito, rispose il capitano Sholto; una frase che lasci
Hyacinth perplesso, non sapendo a cosa si riferisse, mentre Millicent decise di lanciarsi in una sua osservazione.
Fanno un chiasso tremendo, l sul palcoscenico. Deve essere poco piacevole, in quei palchi. Si sentiva un
gran battere e pestare, dietro il sipario, il rumore di pesanti scenari che venivano spostati.
Oh s, molto meglio qui. Per me, questi sono i posti migliori, disse il visitatore. Mi piacerebbe molto
restare con voi per il resto della serata. Il guaio che ci sono le signore... ben due, continu come se stesse prendendo
la cosa in seria considerazione. Poi, posando di nuovo una mano sulla spalla di Hyacinth, gli sorrise brevemente e si
abbandon a un'ulteriore confidenza. Amico mio, anche questa una delle ragioni che mi ha portato qui su da te: una
delle mie dame ha un gran desiderio di conoscerti!
Di conoscere me? Hyacinth si sent impallidire; il primo impulso che prov a questo annuncio - un impulso
che emergeva dalle profondit dell'inconscio - fu il sospetto che si trattasse di qualcosa connessa con il suo parentado,
da parte del padre. Per un attimo la faccia liscia e luminosa del capitano Sholto, da cui s'irradiava una proposta tanto
inaspettata parve ondeggiargli davanti agli occhi. Il capitano continu dicendo che aveva parlato alla signora della loro
conversazione e che lei era immensamente interessata a quelle cose - sai a cosa alludo, lo veramente - e che, in
seguito a quanto le aveva raccontato, lo aveva supplicato di chiedere a... al suo giovane amico (Hyacinth cap all'istante
che il capitano si era dimenticato il suo nome) di andare da lei se non gli dispiaceva.
Ha un gran desiderio di conoscere una persona in possesso di una visione del mondo come la tua, capisci? E
nella sua posizione, non le capita mai d'incontrarne... con suo grande disappunto. Cos, quando ti ho visto, stasera, mi ha
detto subito che doveva conoscerti a tutti i costi: spero che non ti secchi, soltanto per un quarto d'ora. Forse meglio
che ti avverta che una persona abituata a non sentirsi mai rifiutare nulla. "Va' a prendermelo," cos, come se fosse la
cosa pi semplice del mondo. Ma in buona fede: non dico per quel che riguarda te, questo sottinteso, ma per tutta la
faccenda, tua e mia. Dovrei anche aggiungere - e non guasta di certo - che la donna pi affascinante del mondo,
proprio cos! Davvero, ragazzo mio, forse la donna pi interessante d'Europa.
Il capitano Sholto aveva parlato cos, con la massima naturalezza e semplicit, e Hyacinth, ascoltandolo, pens
che forse avrebbe dovuto offendersi all'idea di essere considerato strumento da sollazzo di quei capricciosi, per non dire
impudenti sfaccendati, ma, non si sa perch, non si sentiva offeso affatto, e, dato il ruolo che anelava a giocare nella
vita, era meglio accettare simili situazioni con calma e buone maniere piuttosto che affrontare lo sforzo di evitarle.
Certo non era possibile che la signora del palco fosse in buona fede: forse lo credeva, ma restava improbabile. D'altra
parte, anche tu, quando sei venuto a teatro in pompa magna, te ne infischiavi della causa per cui eri andato alla riunione
nella angusta, clandestina stanzetta di Bloomsbury. Lo stesso poteva dirsi del capitano Sholto, ma per Hyacinth non era
ancora affatto chiaro se quello ci credesse veramente. In ogni caso, non era quello il momento di questionare in merito
alla sincerit della signora, e in capo a sessanta secondi il nostro giovanotto aveva deciso che dopotutto poteva
accontentarla. Va per aggiunto che l'intera vicenda continu a fargli ballare il mondo davanti, a sembrargli fittizia e
fantasmagorica; cosicch, al paragone, suon confortevolmente reale la voce di Millicent che, dopo avere spostato gli
occhi dall'uno all'altro, esclam: Va bene tutto, ma chi si occuper di me? Caduta la maschera di sussiego, erompeva
il grido della natura.
Nulla avrebbe potuto essere pi elegante e affettuoso del modo in cui il capitano Sholto la rassicur: Mia cara
signorina, le pare che io potrei dimenticarmi di lei? Speravo che una volta accompagnato il nostro amico e fatte le
presentazioni, lei mi permettesse di tornare qui e prenderne il posto, in sua assenza.
Hyacinth era molto preoccupato al pensiero d'incontrarsi con la donna pi interessante d'Europa, ma a questo
punto guard Millicent Henning con una certa curiosit. Lei si mostr all'altezza della situazione. Le sono
obbligatissima, ma non so ancora chi sia.
Oh, le dir tutto! esclam con benevolenza il capitano.
Avrei dovuto presentarvi, s'intromise Hyacinth, e disse a Miss Henning il nome del suo illustre conoscente.
Dell'esercito? chiese la signorina, come se volesse essere sicura della sua classificazione.
S... non di marina! Ho lasciato l'esercito, ma ti rimane sempre appiccicato addosso.
Signor Robinson, avete forse intenzione di lasciarmi? chiese Millicent con la pi grande compitezza.

La fantasia di Hyacinth era cos sfrenatamente sguinzagliata da far dileguare ogni pensiero sui doveri verso la
fanciulla che gli si era affidata per quella sera. Le parole della ragazza lo richiamarono rapidamente alle sue
responsabilit; e tuttavia c'era qualcosa nel tono con cui le aveva pronunciate che gliela fecero osservare ancora pi
intensamente mentre replicava: Oh, cara, no... naturalmente. Rimander a un'altra occasione l'onore di conoscere la
vostra amica, aggiunse, rivolto al visitatore.
Ah, ma caro amico, tutto si pu sistemare facilmente, mormor il signore con evidente disappunto. Non
sar mai che la signorina... la signorina... rimanga sola.
A Hyacinth balen per un attimo l'idea che alla radice di tutto ci fosse il desiderio del capitano Sholto di entrare
nelle buone grazie di Millicent; poi si chiese perch la donna pi interessante d'Europa avrebbe dovuto prestarsi a quel
gioco, adattandosi a ricevere la visita di un piccolo rilegatore soltanto per assecondarlo. Forse non era poi tanto
interessante, ma, anche in quel caso, a lei cosa gliene sarebbe venuto? Con grande sorpresa di Hyacinth sul viso di
Millicent si disegn un sentimento di comprensione per la sua rinuncia, mentre, volgendosi al capitano Sholto, gli
chiedeva con riflessiva imparzialit: Si potrebbe sapere il nome della signora che vi manda?
La principessa Casamassima.
Diomio! grid Millicent Henning, e subito, per riparare il pi possibile alla volgarit commessa: E si
potrebbe sapere di che cosa vuole parlargli?
Delle classi inferiori, della nascente democrazia, della diffusione delle idee e di tutto il resto.
Le classi inferiori? Pensa forse che noi ne facciamo parte? chiese la ragazza con una strana risata
provocante.
Senza dubbio il capitano Sholto era l'uomo pi pronto del mondo: Se vi vedesse, vi riterrebbe una delle
signore pi in vista del paese.
Non mi vedr mai! rispose Millicent in modo da far capire che lei, almeno, non era una che si lasciava
chiamare con un fischio.
Farsi chiamare con un fischio da una principessa corrispondeva, per Hyacinth, a una di quelle umiliazioni
sopportate generalmente con buona grazia dagli eroi dei romanzi francesi di cui si dilettava. Ma nonostante questo, al
capitano che indugiava incombente come un Mefistofele convertito a una imperscrutabile causa benefica, disse, con
l'aria di chi non si lascia corrompere: Voi che siete stato nell'esercito, sapete bene che non si deve abbandonare mai il
proprio posto.
Per la terza volta il capitano pos una mano sulla spalla del suo giovane amico, e per un attimo il suo sorriso si
ferm in silenzio sopra Millicent Henning. Se ti dicessi semplicemente che desidero intrattenermi con la signorina non
ne ricaverei nulla: quindi ti dir tutta la verit: voglio parlare di te con lei! E, con un colpetto affettuoso a Hyacinth, gli
signific che quell'idea non poteva non renderlo gradito alla compagna del giovanotto, e nello stesso tempo quanto egli
stesso gli fosse bene accetto.
Hyacinth si era reso conto della manovra affettuosa, ma rassicur Millicent che avrebbe fatto quello che lei
desiderava. Aveva deciso che nessun membro dell'aristocrazia, giustamente destinata a soccombere, avrebbe mai dovuto
pensare che egli tenesse in poco conto una figlia del popolo. Per me vai pure, disse Miss Henning. Sbrigati... sta per
alzarsi il sipario.
Molto carino da parte sua! La raggiunger fra tre minuti! esclam il capitano Sholto.
Fece scivolare una mano sotto il braccio di Hyacinth, e mentre il nostro eroe indugiava, un poco a disagio e
guardando interrogativamente Millicent, questa rispose, con la sua vivace franchezza: Questa Principessa... Spero che
mi racconterai tutto di lei.
Oh, penser io a parlargliene, rispose il capitano perfettamente a suo agio, mentre portava via il giovanotto.
Va detto che anche Hyacinth si domandava che razza di principessa fosse, e l'attesa dell'incontro gli fece battere il
cuore, fin quando, dopo ripide scale e corridoi tortuosi raggiunsero la porticina del palco di proscenio.
II
La prima cosa che lo colp, dopo che il suo amico ebbe aperta la porta, fu la vicinanza della scena, sulla quale
si era gi alzato il sipario. La commedia era in atto, le voci degli attori penetravano nel palco ed era impossibile parlare
senza disturbarli. Questa almeno fu la sua interpretazione del modo silenzioso in cui il suo accompagnatore lo spinse
dentro e, senza annunciarlo o presentarlo, semplicemente gli indic una sedia bisbigliando: Siediti l; vedrai e sentirai
magnificamente bene. Sent la porta che si chiudeva alle spalle e cap che il capitano Sholto se ne era andato. Almeno
Millicent non sarebbe rimasta sola troppo a lungo. Due signore erano sedute nella parte anteriore del palco, cos grande
che lo spazio rimasto fra loro era ancora considerevole; mentre stava l in piedi, dove lo aveva lasciato il capitano
Sholto - sembrava che non si fossero accorte della porta che si era aperta - si voltarono e lo guardarono. I suoi occhi si
posarono dapprima su quella strana persona gi intravista da lontano; da vicino, appariva ancora pi strana, e gli fece un
piccolo cenno cordiale col capo. L'altra era in parte nascosta dalla tenda del palco, tirata apposta per ripararla dagli
occhi curiosi del pubblico; aveva un'aria giovanile e il modo pi semplice per definire l'effetto immediato che
l'accogliente espressione del bel volto produsse su Hyacinth dire che lo stord. Rimase l come lo aveva lasciato
Sholto, un poco confuso e rigido, finch la pi giovane delle due dame gli tese la mano - la sinistra, l'altra rimase
appoggiata alla balaustra del palco - in attesa, cosa che con estrema mortificazione cap, ahim troppo tardi, che lui le

porgesse la sua. Mut il gesto in un cenno d'invito, e gl'indic in silenzio, ma con grazia, di spostare in avanti la sua
sedia. Egli esegu l'ordine, e prese posto fra loro; poi, per una decina di minuti, fiss il palcoscenico, senza voltare gli
occhi neppure quel tanto da poter vedere Millicent, in balconata. Guardava lo spettacolo, senza vedere nulla; non
sentiva altro che la presenza della donna seduta l, vicino a lui, alla sua destra, cos fragrante e luminosa che gli pareva
di vederla, pur con la testa voltata. Era stata la visione di un istante, e pure continuava a rimanergli davanti, velando di
una foschia bianca quanto accadeva sulla scena. Sapeva di essere imbarazzato, sconvolto, stralunato: fece un enorme
sforzo per riprendersi e analizzare lucidamente la situazione. Si chiedeva se fosse il caso di dire qualcosa, di guardarla
ancora, di assumere un qualche atteggiamento; se lei lo considerasse un pagliaccio, uno scemo; se fosse veramente
bella, o se il suo fosse soltanto uno di quei fascini superficiali che a una seconda occhiata sarebbe svanito. Mentre era
immerso in questi pensieri passarono alcuni minuti e nessuna delle due signore parl; guardavano lo spettacolo
perfettamente immobili, e lui ne dedusse che era quella la cosa giusta da fare e che anche lui doveva rimanere muto
finch non gli si rivolgesse la parola. A poco a poco si riprese, rientr in possesso delle sue facolt, e spost gli occhi
sulla Principessa. Lei se ne accorse immediatamente e ricambi l'occhiata con uno sguardo attento e gentile. Era
inequivocabilmente una principessa: non avrebbe potuto aderire maggiormente all'idea che quella parola romantica
evoca. Era bionda, luminosa, sottile, naturalmente maestosa. La sua bellezza era qualcosa di perfetto; stupiva ed
esaltava; poterla guardare, sembrava gi un privilegio, una ricompensa. Se la prima impressione di Hyacinth era stata di
esaltazione, non dipendeva dalla sua ingenuit, era esattamente l'effetto che la principessa Casamassima produceva
anche sulle persone di pi consumata esperienza e pi esigenti. I suoi occhi scuri, azzurri o grigi - certamente non
marroni - erano dolci e splendidi, e vi era una straordinaria nobilt nel portamento del suo capo. Quel capo, dove due o
tre stelle di brillanti rilucevano tra i folti capelli delicati che ne definivano la forma, faceva pensare a qualcosa di antico
e di illustre, qualcosa che Hyacinth aveva ammirato da sempre - il ricordo era vago - in una statua, in un quadro, in un
museo. La purezza delle linee e dei volumi delle gote, del mento, del labbro e della fronte, un incarnato che sembrava
pulsare e risplendere, un irradiarsi di grazia, maest, successo: di tutte queste cose era improntato trionfalmente il volto
della Principessa, e il suo ospite, appoggiandosi tremante alla sedia sotto l'emozione della scoperta, si chiedeva se fosse
composto della stessa materia di cui era plasmata quell'umanit fino allora conosciuta. Tuttavia, quell'essere che
appariva divino, si mostrava indubbiamente sensibile alle necessit umane, desiderosa di vederlo a suo agio, contento;
nella sua benevolenza aleggiava una specie di intimit, come se lo avesse gi visto molte altre volte. Indossava un
sontuoso abito scuro, perle al collo, e reggeva in mano un antico ventaglio rococ. Egli osserv tutto e concluse infine
che anche se non avesse voluto altro da lui, sarebbe stato ugualmente contento, avrebbe voluto continuare cos, tanto gli
piaceva starsene l, con quelle belle signore, racchiuso in uno spazio buio e confortevole che sembrava delimitare la
luminosit della scena e dava l'illusione di far parte di una commedia nella commedia. L'atto era lungo, e lo stato di
abbandono nel quale le sue compagne lo avevano lasciato poteva essere una questione di calcolata bont, che gli
avrebbe dato tempo di abituarsi a loro, di capire quanto fossero innocue. Dopo un poco guard Millicent, e vide che il
capitano Sholto seduto vicino a lei non condivideva quel concetto delle buone maniere, dato che le rivolgeva la parola
ogni cinque minuti. Come lui, anche la giovinetta della balconata stava perdendo il filo della commedia, per tenere gli
occhi fissi sul suo amico di Lomax Place che controllava benissimo dal suo posto. Egli aveva completamente
dimenticato le complicazioni paraguayane: dopo mezz'ora avrebbe potuto occuparsene di nuovo, se non fosse
subentrato il pensiero di quello che la Principessa avrebbe potuto dirgli al calare del sipario - o che non avrebbe detto
affatto. Il quesito angoscioso, ora che la soluzione si avvicinava, lo mise di nuovo in agitazione. Guard la vecchia
signora alla sua sinistra, e pens essere normale che una principessa avesse una dama di compagnia - dava per scontato
che fosse una dama di compagnia - il pi diversa possibile da s.
Questa anziana signora era priva di qualsiasi regalit e grazia tutta rannicchiata, con le mani incrociate sullo
stomaco e le labbra sporgenti, seguiva austeramente lo spettacolo. Tuttavia volt spesso il capo verso Hyacinth, e allora
la sua espressione mutava; ripetendo quel cenno del capo gioviale, incoraggiante, quasi materno, sembrava volergli dire
che comprendeva pienamente l'anomalia della sua situazione meglio di quanto potesse la serena belt del lato opposto.
Era come se lo esortasse a non perdere la testa, a fare comunque affidamento sulla sua presenza, se fosse accaduto il
peggio. Quando finalmente cal il sipario, passarono alcuni istanti prima che la Principessa parlasse, mentre il suo
sorriso sembrava scrutare l'ospite come a indovinare quello che pi di ogni altra cosa egli avrebbe voluto sentirsi dire.
In quel momento sarebbe stato possibile capire ci che doveva poi scoprire in un secondo tempo, che tra i difetti cio di
questa signora (e doveva scoprirne molti) il timore esagerato del luogo comune non era il meno accentuato. Si aspettava
qualche commento sulla commedia, ma quello che disse, con estrema amabilit e gentilezza fu: Mi piace conoscere
ogni genere di persone.
Sono certo che non incontrer alcuna difficolt, rispose Hyacinth.
Oh, quando si desidera troppo una cosa, diventa difficile. Non tutti sono compiacenti come voi.
Hyacinth non riusc a trovare, l per l, una risposta adatta, ma la vecchia signora gliene tolse la pena,
esclamando con accento straniero: Siete stato molto cortese; non credevo che sareste venuto... da due persone cos
strane.
S, siamo infatti due strane persone, disse la Principessa divertita.
Non affatto vero che la Principessa incontri qualche difficolt: fa sempre fare a tutti quello che vuole,
continu la sua compagna.

La Principessa le lanci un'occhiata, e poi disse a Hyacinth: Si chiama Madame Grandoni. Il tono non era
troppo confidenziale, ma aveva un timbro allegro, come se trovasse giusto intrattenerlo, a loro spese, visto il disturbo
che si era dato. Sembrava anche implicare che Madame Grandoni era fatta apposta per procurare questo spasso.
Ma non sono italiana... ah no! url la vecchia signora. Nonostante il nome, sono una onesta, brutta,
sfortunata tedesca. Ma cela n'a pas d'importance. Anche lei, con un nome simile, non italiana. un caso; il mondo
pieno di casi. Ma non neppure tedesca, poverina. Sembrava che Madame Grandoni tenesse gioco alla Principessa, e
Hyacinth la trov estremamente buffa. Dopo poco, lei aggiunse: affascinante la persona con cui eravate.
S, molto affascinante, rispose Hyacinth, affatto dispiaciuto di aver avuto modo di dirlo.
La Principessa non disse nulla, e Hyacinth cap che dal posto che occupava nel palco non poteva aver visto
Millicent, ma che comunque non avrebbe mai raccolto una simile allusione. Come se nulla fosse, domand: Vi sembra
interessante la commedia?
Esit, poi disse la verit: Devo confessare che ho perso completamente il filo di quest'ultimo atto.
Ah, povero ragazzo molestato! grid Madame Grandoni. Lo vedi... Lo vedi?
Che c' da vedere? chiese la Principessa. Se siete seccato di trovarvi qui, ora, ci troverete di vostro
gradimento pi tardi, almeno credo. Siamo interessate alle stesse cose che interessano voi. Ci interessiamo molto al
popolo, continu la Principessa.
Oh, un momento, un momento. Parla per te! la interruppe la vecchia signora. A me non interessa affatto il
popolo, non lo capisco e non lo conosco. Un animo nobile, di qualsiasi classe sociale sia, quello, lo rispetto; ma non
simuler mai un amore per le masse ignoranti, dal momento che non lo provo. Del resto, non cosa che riguardi questo
signore.
La principessa Casamassima aveva l'abilit di ignorare completamente tutto ci che non intendeva prendere in
considerazione. Non assunse nessuna aria di superiorit, quanto di una pensosa, tranquilla, opportuna distrazione, e poi
torn al punto che voleva. Non protest per quanto aveva detto la sua compagna, ma disse a Hyacinth, quasi vagamente
consapevole di un certo suo assurdo impegno: Abita con me; tutto per me, la migliore donna del mondo.
S, per fortuna, nonostante i miei tanti difettucci, sono buona come il pane, ammise Madame Grandoni.
Pur sentendosi ormai meno imbarazzato di quando era arrivato, Hyacinth non era tuttavia meno confuso: si
domand ancora una volta se per caso non ci si stesse servendo di lui per qualche scopo misterioso: tanto gli sembrava
strano che due persone di un mondo tanto diverso dal suo volessero, di propria iniziativa, prendersi la briga di dare
spiegazione l'una dell'altra a un infimo rilegatorello. A questo pensiero si sentiva avvampare: temette improvvisamente
di essere caduto in una trappola. Si rendeva conto di apparire spaventato e cap anche che la Principessa se ne era
accorta. Fu questo, forse, che le fece dire: Se vi siete perso gran parte della commedia, dovrei forse raccontarvi quello
che accaduto.
Pensi che a te presterebbe maggiore attenzione? chiese Madame Grandoni.
Se mi diceste... se mi diceste! e Hyacinth si ferm. Avrebbe voluto dire: Se mi diceste che significa tutto ci,
e che volete da me sarebbe forse pi pertinente; ma le parole gli morirono sulle labbra e si mise a sedere con lo sguardo
fisso perch la donna alla sua destra era davvero troppo bella. Era troppo bella per chiederle qualunque cosa, e per
giudicarla secondo una logica comune; e come avrebbe mai potuto sapere quello che era naturale per una persona
avvolta da tanta grazia e splendore? Forse era nelle sue abitudini mandare a chiamare ogni sera, qualche insulso
estraneo che la divertisse; forse cos viveva l'aristocrazia straniera. Nel suo viso era assente ogni traccia di durezza - per
il momento almeno: era illuminato soltanto da un sentimento di bont, eppure sembrava penetrare ci che gli stava
passando per la mente. Lei non si prov nemmeno a rassicurarlo ma c'era tutto un mondo di tenerezza nel modo in cui
gli disse: Sapete che credo di essermi gi dimenticata cosa successo...? una storia complicatissima; qualcuno
veniva scaraventato gi da un precipizio.
Ah, siete proprio una bella coppia, comment Madame Grandoni, con una lunga, esperta risata. Vi posso
raccontare io ogni cosa. La persona buttata gi nel precipizio era l'incorruttibile eroe e lo rivedremo nel prossimo atto,
pi vivo che mai.
Non mi raccontate nulla. Ho tante domande da fare. Hyacinth aveva voltato il capo in una muta protesta
quando si era sentito paragonare alla Principessa, e ora sentiva che lei lo stava osservando. Cosa ne pensate del
capitano Sholto, continu lei all'improvviso, con suo grande stupore, se, nella situazione in cui si trovava, poteva
esserci ancora qualcosa che lo sorprendesse; e mentre lui esitava, non sapendo che dire, aggiunse: Non un tipo
singolare?
Lo conosco pochissimo. Ma non appena ebbe pronunciato queste parole, si accorse che era una risposta assai
poco intelligente, anzi, sciocca e insulsa, e non certo tale da soddisfare la Principessa. Indubbiamente non aveva detto
ancora niente che potesse metterlo in buona luce, e cos continu, a casaccio: Voglio dire che non l'ho mai incontrato a
casa sua. La frase risuon ancora pi sciocca.
A casa sua? Oh, ma lui non sta mai in casa. Viaggia per tutto il mondo. Stasera per esempio avrebbe potuto
trovarsi benissimo nel Paraguay - ma che posto, quello! - come qui. quello che si dice un cosmopolita. Non so se
conoscete questa razza: molto moderna, sempre pi comune, ed estremamente noiosa. Preferisco i cinesi. Mi ha
raccontato di aver avuto molti colloqui interessanti con voi. per questo che gli ho detto: "Per favore, chiedetegli di
venire qui da me. Un po' di conversazione interessante, questa s che sarebbe una bella novit.".
Grazie del complimento! disse Madame Grandoni.

Ah, mia cara, tu ed io, lo sai, non parliamo mai: ci capiamo benissimo lo stesso! Poi la Principessa continu,
rivolgendosi a Hyacinth: Le donne non sono ammesse?
Ammesse?
In quelle sedute... come le chiamate?... quelle riunioni di cui il capitano Sholto mi ha parlato. Mi piacerebbe
tanto parteciparvi. E perch no, poi?
Non vi ho mai visto delle signore, disse Hyacinth. Non so se sia il regolamento, certo che vi ho incontrato
soltanto uomini, sorrise, anche se quella assenza gli sembrava seria, e non riusciva a capire quale fosse il gioco del
capitano Sholto, n, vista la compagnia che frequentava, come fosse riuscito a farsi ammettere nel piccolo circolo
sovversivo di Bloomsbury. Sapete, non mi pare che dovrebbe andare in giro a raccontare i fatti nostri, aggiunse.
Capisco. Forse lo credete una spia, un agent provocateur o qualcosa di simile.
No, disse Hyacinth dopo una pausa. Penso che una spia sarebbe pi cauta... si maschererebbe meglio. E
inoltre ha udito ben poco. Parlava in tono leggermente divertito.
Volete dire che non al corrente dei retroscena? chiese la Principessa piegandosi un poco in avanti e
avvolgendo il giovanotto con lo sguardo dei suoi begli occhi profondi, come se ormai fosse gi abituato a lei e non
potesse pi turbarsi di fronte a tanto interesse. Certo che no, seguit tra s, e non li conoscer mai. Lo sa bene, ed
per questo che al di l delle sue possibilit rivelare veri segreti. Quello che mi ha raccontato interessante, ma
naturalmente mi ero accorta che non si trattava di cose tali che le autorit ignorassero. Era stata soprattutto la
conversazione con voi ad averlo colpito profondamente, come vi ho detto, e anch'io ne sono rimasta impressionata.
Forse non sospettate neppure il quadro che ha fatto di voi.
Non mi sembra molto difficile, disse Hyacinth con perfetto candore, ricordandosi che a Bloomsbury aveva
parlato con grande veemenza e aveva trovato del tutto normale che il suo cordiale amico gli avesse offerto dei sigari e
avesse dato importanza alle teorie di un giovane artigiano intelligente e originale.
Non ne sono molto sicura! Comunque voglio dirvi che non dovete avere alcun timore per quel che riguarda il
capitano Sholto. onestissimo e se anche vi foste confidato con lui pi di quanto evidentemente avete fatto, sarebbe
incapace di tradirvi. Tuttavia non vi fidate: non perch non sia una persona sicura, ma perch... Si riprese. Non
importa. Ve ne accorgerete da solo. Si interessato di quelle questioni solo per farmi piacere. Perch possiate capire,
sar meglio che vi dica che farebbe qualsiasi cosa per me. Ma sono affari suoi. Io volevo sapere, imparare, indagare su
quello che stava accadendo; e per una donna questo molto difficile, specialmente una donna della mia posizione,
conosciuta fino alla nausea e alla quale si attribuisce sempre qualche fine maligno. Cos Sholto si impegnato ad
informarsi per me. Poveretto; ha dovuto indagare su tanti fatti! Quello che volevo, in particolare, era che facesse
amicizia con qualcuno dei capi, con qualche tipo veramente rappresentativo. La Principessa parlava con voce bassa e
profonda, e tuttavia il tono era perfettamente naturale e semplice, e suggeriva cose meravigliose e affascinanti quali lui
non poteva neppure immaginare. Si esprimeva infatti in un modo completamente nuovo per il suo interlocutore; e la
pronuncia delle parole, come la costruzione delle frasi, rispondevano esattamente alle prerogative da lui attribuite alle
persone dell'alta societ - quella Societ che era deciso a distruggere.
Non possibile che il capitano Sholto mi ritenga uno dei capi! esclam, deciso a non farsi prendere in giro.
Mi ha detto che eravate una persona molto originale.
Ma non mi conosce, e - se mi permettete di dirlo - credo che neanche voi mi conosciate. Come potreste? Sono
uno qualsiasi delle tante migliaia di giovanotti della mia classe sociale - immagino che sappiate quale sia - nel cui
cervello stanno fermentando certe idee. Non c' nulla di originale in me. Sono giovane e molto ignorante; solo da
pochi mesi che ho cominciato a parlare della possibilit di una rivoluzione sociale con uomini che ci avevano pensato
molto prima di me. Non sono che una particella, concluse Hyacinth, nella grigia immensit del popolo. Tutto quello
che ho da offrire la mia buona fede e un gran desiderio che sia fatta giustizia.
La Principessa lo ascoltava attentamente, e il suo atteggiamento gli fece sentire come, rispetto a lei, egli si
esprimesse da persona poco usa a conversare: gli sembr di stare facendo sforzi ridicoli, di balbettare ed emettere suoni
volgari. Per un po' lei non disse nulla, lo guardava soltanto col suo impagabile sorriso: Vi sto forzando ad aprirvi!
esclam finalmente. Siete molto pi interessante, per me, che se foste un essere eccezionale. Queste parole turbarono
Hyacinth che trad la sua emozione abbassando gli occhi. Sappiamo bene quello che pensava della sua appartenenza al
gregge comune. Senza dubbio la Principessa comprese, perch aggiunse subito: Allo stesso tempo, vedo bene che siete
una persona notevole.
Notevole in che senso?
Beh, avete grandi idee.
Tutti ne hanno, al giorno d'oggi. A Bloomsbury in massimo grado. Ho un amico (che capisce tutta questa
faccenda molto meglio di me) che non le sopporta: secondo lui sono una follia, un pericolo, una calamit. Poche idee,
particolarissime purch siano giuste - quello che ci vuole.
Chi questo vostro amico? chiese improvvisamente la Principessa.
Ah, Cristina, Cristina! mormor Madame Grandoni dall'altro lato del palco.
Cristina non la degn d'uno sguardo, e Hyacinth, che non aveva afferrato il rimprovero e sapeva solo che le
donne personalizzano sempre tutto, replic: Un giovanotto che abita a Camberwell e lavora per una grande ditta
farmaceutica.
Se nella descrizione del suo amico aveva intenzionalmente calcato la mano quasi a sfidare i limiti della
sopportabilit della sua compagna, si era sbagliato di grosso. Lei sembr contemplare intenerita l'immagine che le

parole di lui avevano evocato, e chiese subito se il giovane fosse anche lui intelligente e che probabilit aveva
d'incontrarlo. Il capitano Sholto non lo aveva mai visto? E in tal caso, perch non le aveva parlato anche di lui? Alla
risposta di Hyacinth che probabilmente il capitano Sholto lo aveva visto ma forse senza parlarci, la Principessa, con
sorprendente spigliatezza, gli chiese se non volesse condurre da lei, un giorno, la persona cos vivacemente descritta.
Hyacinth lanci uno sguardo a Madame Grandoni, ma quella degnissima donna era intenta ad esaminare il
teatro con un vecchio occhialino fuori moda, dal lungo manico dorato. Fin dai primi contatti si era reso conto che la
principessa Casamassima non amava le frasi artificiose, e ora intu felicemente che, anche se ne avesse avuto il
desiderio, sarebbe stato fuori luogo mettersi a far complimenti con quella signora. Non so se sar disposto a venire. In
casi simili, uno uomo imprevedibile.
Ragione di pi per volerlo conoscere. Ma in tutti i casi, voi verrete, vero?
Il povero Hyacinth balbett qualcosa sull'inaspettato onore; dopotutto, aveva una ereditariet francese, e non
gli riusciva facile adeguarsi alla goffaggine che la quotidianit della sua lingua abituale sembrava imporgli. Ma
Madame Grandoni, posando la lente, quasi gli tolse la parola di bocca, esortandolo allegramente: Andate a trovarla...
andateci un paio di volte. Vi tratter come un angelo.
Mi dovete trovare molto strana, disse malinconicamente la Principessa.
Non so cosa pensare. Mi ci vorr del tempo.
Vorrei potervi ispirare confidenza, vorrei che vi fidaste di me, continu. Non dico soltanto voi,
personalmente, ma anche tutti gli altri che la pensano come voi. Vi accorgereste che sono pronta a seguirvi molto
lontano. Proprio ora stavo parlandovi del capitano Sholto; ma chi mai potr farsi garante per me? E la sua tristezza si
mescol ad un sorriso che a Hyacinth parve indescrivibilmente magnanimo e commovente.
Non certo io, mia cara, te io assicuro! esclam la sua vecchissima amica, prorompendo in una risata che fece
voltare verso il palco gli spettatori della platea.
Contagiato da quella vivacit, Hyacinth trov il coraggio di dire: Io mi fider di voi, se voi farete lo stesso!
ma un attimo dopo si rese conto che queste parole suonavano pi confidenziali di una dichiarazione di sfiducia.
Gira e rigira la cosa sempre la stessa, disse la Principessa. La mia compagna non si farebbe vedere in
pubblico insieme a me se non fossi una persona rispettabile. Se ne sapeste di pi sul mio conto, capireste che cosa ha
sollecitato la mia attenzione verso la grande questione sociale. una storia complessa, e i particolari non
v'interesserebbero; ma forse un giorno, quando avremo parlato pi a lungo, potrete mettervi al mio posto. Sono
serissima, sapete - non mi sto divertendo a curiosare. Sono convinta che viviamo nel paradiso degli illusi, e che la terra
ci si muove sotto i piedi.
Non la terra che si muove mia cara; sei tu che stai facendo le capriole s'intromise Madame Grandoni.
Ah, tu, amica mia, hai la fortuna di credere solo a quello che ti fa comodo. Io credo solo a ci che vedo.
Vuole gettarsi nella rivoluzione, guidarla, illuminarla, disse Madame Grandoni rivolgendosi a Hyacinth e
parlando, ora, con imperturbabile solennit.
Sono convinto che potrebbe guidarla in qualunque direzione le piacesse! rispose il giovanotto, incantato. La
dignit sublime, purissima, con cui la Principessa aveva parlato e che sembrava celare un fremito di contenuta passione
gli fece tremare i polsi, e nonostante il significato di quelle parole gli riuscisse abbastanza oscuro - le sue aspirazioni
sembravano essere ancora piuttosto vaghe - il tono, la voce, lo splendido viso indicavano un animo generoso.
Lei ricambi la sua appassionata dichiarazione con un sorriso serio e un melanconico scrollare del capo. Non
pretendo tanto, e la mia buona amica si sta facendo gioco di me. Naturalmente pi che logico: cosa c' infatti di pi
assurdo per una donna che abbia un titolo, gioielli, carrozza, servi e una posizione sociale, come comunemente si
chiama, che simpatizzare con la lotta per il miglioramento delle classi inferiori? "Rinunciate a tutto e vi seguiremo,"
potreste giustamente dirmi. E sono pronta infatti a rinunciare a tutto, ma soltanto quando sar utile alla causa; vi
assicuro, la difficolt minore. Non voglio sdottorare, voglio imparare; e soprattutto sapere quoi m'en tenir. Siamo
alla vigilia di grandi mutamenti o non lo siamo? E tutte queste forze che si stanno raccogliendo clandestinamente,
nell'ombra, di notte, in piccole camere segrete, celate allo sguardo dei governi dei poliziotti, di ottusi "statisti" - che Dio
li perdoni! - tutto questo forse destinato, una bella mattina, ad esplodere e a incendiare il mondo? O si risolver invece
in un fuocherello subito soffocato da cospirazioni oziose, sterili eroismi, aborti di movimenti rimasti isolati? Voglio
sapere quoi m'en tenir, ripet, fissando il suo visitatore con occhi ancor pi luminosi, quasi che lui potesse darle una
risposta l per l. Poi, con tono diverso, aggiunse: Scusatemi, ho l'impressione che conosciate il francese. Mi pare che
me lo abbia detto il capitano Sholto.
Lo conosco un po', rispose Hyacinth. Ho sangue francese nelle vene.
Lo osserv come se le avesse sottoposto un problema. S, vedo bene che non siete le premier venu. Allora, il
vostro amico, quello di cui mi avete parlato, un chimico; e voi... di che vi occupate voi?
Sono soltanto un rilegatore.
Deve essere delizioso. Mi rileghereste alcuni libri?
Dovreste portarli a bottega, e l posso fare soltanto il lavoro che mi viene assegnato. Potrei per cavarmela da
solo a casa, la rassicur Hyacinth.
Lo preferirei. E cos' che chiamate casa?
Il luogo dove abito, a nord di Londra; una stradina di cui certo non avete mai sentito parlare.
Come si chiama?
Lomax Place, per servirvi, rise.

Lei sembr rispecchiare la sua innocente allegria: non temeva affatto di mostrargli quanto le piacesse. Non
credo infatti di averla mai sentita. Ma non conosco bene Londra: non vi ho vissuto a lungo. Ho passato la maggior parte
della vita all'estero - mio marito uno straniero, dell'Italia meridionale. Non viviamo sempre insieme. Non ho
assimilato i modi del vostro paese - n di nessuna societ, non vero? Oh, questo paese - ci sarebbe tanto da dire e tanto
da fare come voi, naturalmente, sapete meglio di ogni altro. Ma voglio imparare a conoscere Londra; m'interessa pi di
quanto riesca a dire; questa immensa, popolosa, fumosa, umana citt. Intendo la vera Londra; la gente, con tutte le sue
sofferenze e le sue passioni; non Park Lane e Bond Street. Forse voi potreste aiutarmi, mi fareste un vero regalo; per
questo che desidero conoscere uomini come voi. Vedete, non cos, per capriccio, che vi ho importunato, stasera.
Sar felice di mostrarvi tutto quello che conosco. Ma non molto, e, soprattutto, non molto gradevole,
disse Hyacinth.
Con chi abitate, a Lomax Place? chiese, un po' vezzosamente, come per farsi perdonare la domanda.
Il capitano Sholto si sta congedando dalla signorina, sta tornando qui, annunci Madame Grandoni mentre
ispezionava la balconata col suo occhialino. Da qualche minuto l'orchestra aveva cominciato a suonare l'ouverture
dell'atto successivo.
Hyacinth aveva avuto un attimo di esitazione: Abito con una sarta.
Con una sarta? Intendete... intendete? ma la Principessa si arrest.
Volete dire vostra moglie? chiese con pi coraggio Madame Grandoni.
Forse vi affitta delle camere? sugger la Principessa.
E quante credete che ne abbia? Mi d tutto, o per lo meno, lo ha fatto fino ad ora. Mi ha allevato; la migliore
creatura del mondo.
Faresti bene a ordinarti un vestito da lei, butt l Madame Grandoni.
E i vostri, dove sono? continu la Principessa.
Non ho famiglia.
Proprio nessuno?
Proprio nessuno. N l'ho mai avuta.
Ma il sangue francese di cui avete parlato, perfettamente riconoscibile nei vostri lineamenti - non avete affatto
la fisionomia inglese o meglio quell'assenza di espressione tipicamente inglese - quello, deve pure esservi venuto da
qualcuno.
S, da mia madre.
Ed morta?
Da tanto.
Una grossa perdita, perch le madri francesi, in genere sono tutto per i loro figli. La Principessa guard il
ventaglio dipinto che continuava ad aprire e chiudere, e poi disse: Un giorno dovete venire da me: ci metteremo
d'accordo. Hyacinth cap che la sola risposta da dare era d'inchinarsi silenziosamente in tutta la sua lunghezza, e si alz
dalla sedia. Mentre rimaneva in piedi, consapevole di essersi fermato abbastanza, e allo stesso tempo ignaro di come
fare a ritirarsi, la Principessa, posato il ventaglio chiuso sopra un ginocchio e tenendone l'impugnatura serrata fra le
mani, alz verso di lui i suoi strani, bellissimi occhi, e disse: Pensate che succeder presto qualcosa?
Qualcosa?
Che ci sar una crisi, che vi farete sentire?
Not stupito che sul volto della bellissima donna si dipingeva un'espressione ad un tempo invitante, tentatrice,
irridente, che lo spinse a dire, un poco goffamente: Far in modo d'informarmi... come se gli avesse chiesto se la sua
carrozza fosse alla porta.
Non ho idea di che cosa stiate parlando, ma per carit non seguitate cos per un altro paio d'ore. Voglio vedere
cosa accade alla Perla, s'intromise Madame Grandoni.
Ricordatevi di ci che ho detto: rinuncerei a tutto... a tutto, e la Principessa continu a guardarlo. Poi gli tese
la mano, ma questa volta egli sapeva ci che doveva fare.
Quando augur la buona notte a Madame Grandoni, la vecchia signora gli bisbigli con un sorriso vagamente
comico: Eh s, una donna rispettabile! E fuori nell'atrio, dopo che ebbe chiuso dietro di s la porta del palco, si
sorprese a rievocare queste parole e a ripetere meccanicamente: una donna rispettabile! Erano ancora sulle sue
labbra quando si trov faccia a faccia col capitano Sholto che di nuovo gli afferr le spalle e lo scroll nel modo
confidenziale e accattivante che sembrava essere la specialit di quell'ufficiale.
Mio caro sei proprio nato sotto una buona stella.
Non l'avrei mai detto, disse Hyacinth cambiando colore.
Ma come, che cos'altro vuoi? Hai il dono, il dono prezioso di suscitare l'interesse delle donne... e che
interesse!
S, andatelo a chiedere alle signore del palco! Mi sono comportato in modo balordo, dichiar Hyacinth,
sopraffatto, ora, dal rammarico di aver perso un'occasione unica.
Non mi diranno certo questo. E la signorina di sopra, allora?
Beh, disse Hyacinth serio. E allora?
Non mi ha parlato che di te. Puoi immaginare il piacere che m'ha fatto.
Non fa piacere neanche a me. Ma devo salire.

Oh s, sta contando i minuti. Che persona affascinante! aggiunse il capitano Sholto. Mentre Hyacinth se ne
andava gli grid dietro: Non temere, andrai lontano.
Quando il giovanotto riprese il suo posto nella balconata vicino a Millicent, lei non lo salut n gli fece
domande sulla sua avventura nel settore pi privilegiato del teatro. Volt solo un attimo il suo bel viso verso di lui, ma
poich neanche Hyacinth aveva voglia di avviare una conversazione, il silenzio continu - continu fin dopo che il
sipario si fu levato sull'ultimo atto della commedia. L'attenzione di Millicent per non era pi assorbita da quanto
accadeva sul palcoscenico, e a met d'una scena violenta, con colpi di pistole e urla selvagge, disse infine al suo
compagno: Proprio un bel tipo, la tua Principessa, da quel che sento!
E si pu sapere cos' che sai di lei?
So quello che mi ha raccontato quel tale.
E sarebbe?
Beh, un tipaccio come poche. Il marito ha dovuto perfino cacciarla di casa.
Hyacinth si ricord dell'accenno fatto dalla stessa signora alla propria situazione coniugale; avrebbe voluto
ugualmente rispondere a Miss Henning che non credeva a una sola parola, ma si trattenne, e dopo un istante, disse
semplicemente: Beh, non me ne importa nulla.
Non te ne importa? A me s, invece! url Millicent, e poich la rappresentazione in corso e la spasmodica
attenzione dei vicini rendevano impossibile mantenere la conversazione su quel tono, si accontent di borbottare, in
tono pi sommesso, dopo aver seguito l'azione per cinque minuti: Cielo, che cumulo di insopportabili banalit! E
Hyacinth si chiese se avesse mutuato l'espressione dal capitano Sholto.
III
Non disse nulla, n a Pinnie n al signor Vetch, che una gran dama si era interessata a lui; lo disse invece a Paul
Muniment, al quale ora confidava molte cose. All'inizio aveva provato un certo timore per questo amico nordico,
scanzonato e onesto, che mostrava di venerare la logica e la critica a tal punto da odiare ogni tipo di conversazione
leggera. Ma pi tardi aveva scoperto che era un uomo al quale si poteva dire tutto, a patto di non aspettarsi compassione
pi che comprensione. Come rivoluzionario era stranamente moderato e indulgente anche verso l'insulto. La vista di
tutte le cose che intendeva cambiare, evidentemente non aveva l'effetto di irritarlo, e se scherzava su quanto gli stava
particolarmente a cuore, lo faceva con un umorismo scevro da cattiveria - il difetto che Hyacinth a volte gli riscontrava
era caso mai di essere innocente come un fanciullo. Il nostro eroe gli invidiava la capacit di abbinare l'insofferenza per
la diffusa miseria del genere umano alla tipica giovialit dell'onesto lavoratore che la domenica si mette la sua camicia
pulita, e non avendo dissipato la paga settimanale la sera prima, soppesa alternativamente le attrattive dell'Epping Forest
e di Gravesend per trascorrere una lieta giornata. Non parlava mai con acredine dei suoi fatti personali e della sua vita
quotidiana; sembrava che non gli fosse mai venuto in mente che, ad esempio, fosse la societ la vera responsabile
dello stato della colonna vertebrale di sua sorella, anche se Eustache Poupin e sua moglie (pur essendo anche loro
altrettanto pazienti) avevano fatto di tutto per farglielo ammettere, ritenendo, evidentemente, che se ne sarebbe sentito
sollevato. All'apparenza non aveva interesse per le donne, ne parlava raramente e sempre in termini rispettosi, e non
aveva mai mostrato di avere una fidanzata, a meno che Lady Aurora Langrish non fosse da considerare tale. Non beveva
mai birra, n fumava la pipa; la sua voce era sempre chiara, le guance fresche e l'occhio imperturbabilmente
intelligente, e una volta suscit in Hyacinth una specie di indulgenza da-fratello-maggiore per la gioia stupefatta e
l'espressione credula con cui in un luna park di Astley, dove i due si erano recati, aveva seguito lo scadente spettacolo di
una pantomima equestre. Una volta defin il giovane rilegatore un ardito furfantello e in quel caso l'opinione che
Hyacinth si era fatto di lui sal talmente che l'epiteto acquist quasi il valore di un titolo nobiliare. Il nostro eroe aveva
riposto in lui una fede sconfinata; aveva sempre sognato una grande amicizia, e questa era la migliore occasione che gli
si fosse mai presentata. Nessuno avrebbe potuto vivere quel sentimento pi nobilmente, pi validamente di Hyacinth, n
avrebbe saputo coltivare con intelligenza maggiore quel particolare rapporto privato. Talvolta si dispiaceva che le sue
confidenze non fossero ricambiate con pi slancio, e che su alcuni punti importanti del programma socialista Muniment
non si sbilanciasse e non mostrasse il fond du sac, come lo chiamava Eustache Poupin, ad un ammiratore cos
appassionato. A certi specifici interrogativi, rispondeva talvolta con molta libert, e non di rado faceva sussultare
Hyacinth come quando, a una domanda su quale fosse il suo punto di vista sulla pena capitale rispose che lungi
dall'augurarsene l'abolizione l'avrebbe estesa ulteriormente, applicandola anche a quelli che mentivano o si ubriacavano
per vizio; tuttavia il suo amico aveva la sensazione che si tenesse stretta la carta migliore e che perfino al circolo di
Bloomsbury, dove erano ammessi soltanto i migliori, covasse pensieri segreti che nessuno era degno di ricevere. Cos,
lungi dal sospettare che il suo programma fosse limitato, Hyacinth era convinto che avesse in mente cose straordinarie;
che le stesse elaborando per approdare all'estrema conclusione, qualunque essa fosse; e che il giorno in cui si fosse
deciso a rivelarle, con la porta del club guardata a vista e il consesso dei soci vincolati da un tremendo giuramento, si
sarebbero guardati tutti l'un l'altro, col fiato mozzo e pallidi in volto.
Vuole conoscerti; mi ha chiesto di portarti da lei; era serissima diceva intanto il giovanotto raccontando la
sua avventura con la signora del palco; la quale avventura, tuttavia, ora che ci ripensava, gli sembrava strana come un
sogno e poco suscettibile di avere un seguito, nelle ore di veglia.

Portarmi? portarmi dove? chiese Muniment. Parli come se fossi un campionario del tuo negozio, o un
cagnolino in vendita. Mi ha mai visto? Crede che sia pi piccolo di te? Cosa ne sa lei di me?
Beh, prima di tutto che sei mio amico, e questo le basta.
Vuoi dire che a me dovrebbe bastare che lei sia amica tua? Ho idea che ne farai di strane amicizie, nella vita:
pi di quante far in tempo a conoscere. E come potrei andare a trovare una delicata creatura, con simili zampe? disse
Muniment mostrando le dieci dita macchiate dal lavoro.
Comprati un paio di guanti... Hyacinth capiva che l'obiezione era sensata, ma poco dopo aggiunse: No,
invece non lo devi fare per niente. Lei ama vedere mani sporche.
Allora, buon dio, non c' problema! Non ha bisogno di chiamare me per questo. Ma sei sicuro che non si stia
prendendo gioco di te?
possibile, ma non vedo cosa gliene potrebbe venire.
Non sei tenuto a trovare scuse per le classi privilegiate. Il loro enorme lusso non genera che guai, e voglie
spudorate; sono capacissimi di fare del male tanto per farlo. E poi, sincera?
Se non lo fosse, dove andrebbe a finire la tua spiegazione? chiese Hyacinth.
Oh, non ha importanza. Di notte tutti i gatti sono bigi. Comunque sia, una donna frivola, oziosa, piena di
fisime, forse perfino dissoluta.
Se la conoscessi, non parleresti cos.
Dio mi salvi dal conoscerla, se deve corrompere anche me!
Allora pensi che mi corromper? chiese Hyacinth con un'espressione e un tono di voce tali da provocare
un'esplosione d'ilarit nel suo amico.
Come potrebbe, quando sei gi tutto un grumo di corruzione?
Non pensi che...? E Hyacinth prese un'espressione seria.
Vuoi dire che se lo pensassi seriamente non lo direi? Non hai notato? dico tutto quello che penso!
Non vero, neppure la met. Sei muto come un pesce. Paul Muniment guard l'amico, colpito sul vivo da
quelle parole; poi aggiunse: Allora, se ti dicessi l'altra met dell'opinione che ho di te, pensi che saresti contento?
Ti risparmio la fatica, sono un giovane intelligente, coscienzioso, che promette bene, e chiunque sarebbe fiero
di considerarsi mio amico.
questo che ti ha raccontato la tua Principessa? Deve essere proprio un bel soggetto! esclam Paul. Per
caso, non ti ha pulito le tasche, mentre parlavate?
Certo, dopo pochi attimi mi sono accorto che mi mancava il portasigari d'argento con lo stemma dei
Robinson. Ma a parte gli scherzi, continu Hyacinth non credi possibile che una donna della sua razza voglia sapere
quello che succede fra gente come noi?
Dipende da che razza si tratta.
Beh, una donna carica di gioielli, magnifici, con un profumo meraviglioso e i modi di un angelo. Mi domando
se le signorine delle profumerie abbiano maniere simili, certo non hanno simili gioielli. strano, lo so, questo suo
interesse, ma comprensibile. Perch poi non dovrebbero esistere persone altruiste e sentimenti disinteressati?
Cos come esistono signore preoccupatissime dei loro gioielli e dell'effetto che fanno. Seriamente parlando,
come dici tu, perfettamente comprensibile. Non mi stupisce minimamente che l'aristocrazia si preoccupi di sapere
cosa stiamo tramando e voglia darci un'occhiata. Al posto loro, mi sentirei molto a disagio, e se fossi una donna dai
modi angelici, molto probabilmente sarei anch'io ben contento di accaparrarmi un piccolo, tenero, sensibile rilegatore e
spremerlo ben bene, povera animuccia!
Hai paura che le racconti dei segreti? url Hyacinth facendosi rosso dall'indignazione.
Segreti? Che segreti potresti raccontarle, mio povero marmocchio?
Hyacinth gir il capo dall'altra parte. Non ti fidi di me. Non ti sei mai fidato.
Un giorno ci fideremo, non temere, disse Muniment che chiaramente non aveva nessuna intenzione di essere
duro con Hyacinth, anzi gli sarebbe riuscito impossibile. E quando lo faremo, piangerai dalla delusione.
Beh, tu certo non piangerai, rispose Hyacinth. E poi chiese all'amico se secondo lui la principessa
Casamassima fosse una spia famigerata - avrebbe dovuto essere un demonio - e perch, in tal caso, non pensasse la
stessa cosa di Sholto, e bisognava credere che non lo pensasse dal momento che lo avevano ritenuto degno di entrare e
uscire a piacer suo dal circolo di Bloomsbury. Muniment non sapeva neanche di chi parlasse, non avendo mai avuto a
che fare con quel signore. Riusc per a rammentarsene vagamente, dopo che il suo compagno gli ebbe descritto
l'aspetto del capitano. Allora, con il solito fare allegro, disse che non lo aveva preso per nient'altro che un imbecille; ma
anche se fosse riuscito a intrufolarsi fra loro con l'intenzione di tradirli, a quali elementi avrebbe potuto appigliarsi - che
cosa, di quanto aveva visto e udito, avrebbe potuto usare contro di loro? Se gli era venuto l'uzzolo di penetrare nei
circoli dei lavoratori (ora Paul si rammentava della prima sera che era venuto, portato da quello stipettaio tedesco che
aveva sempre il collo fasciato e fumava la pipa con un fornello grande come una stufa); se provava gusto ad infilarsi un
cappellaccio in testa e a fumare tabacco fetido e chiamare i propri inferiori miei cari compagni, se pensava che cos
si sarebbe fatto un'idea del popolo e gli sarebbe andato incontro a met strada per trovarsi preparato a fronteggiare
quanto sarebbe accaduto: tutto questo era affar suo, e si accomodasse pure, per quanto doveva essere un bel pezzo di
sciocco chi preferiva passare una serata in un buco come quello quando poteva starsene comodo in uno di quei
maledetti club pieni di poltrone e di lacch, nella Pall Mall. E poi, che ci trovava, a Bloomsbury? Niente altro che una
riunione sociale notevolmente stupida, con pipe di terracotta e un pavimento di terra battuta, insufficiente

riscaldamento e appena una met dei giornali pi importanti; e dove gli uomini, come tutti sapevano, erano radicali a
oltranza e, per la maggior parte, idioti a oltranza. Poteva tutt'al pi lasciar andare qualche pacca sulla schiena e
informarli che la Camera dei Lord non sarebbe arrivata neanche all'estate, ma che rivelazioni sarebbero state? Era
semplicemente sullo stesso piano della principessa di Hyacinth: nervoso, impaurito, incalzato dalla necessit di rendersi
conto coi propri occhi di quanto stava succedendo.
Oh, tutt'altro tipo rispetto alla Principessa. Sono sicuro che non sullo stesso piano! obiett Hyacinth.
Diverso, senza dubbio: lei una bella donna, e lui un uomo brutto; ma credo che n l'uno n l'altra ci
salveranno o rovineranno. La loro curiosit normale, ma io ho ben altro da fare che cercare di soddisfarla; perci puoi
dire a Sua Altezza Serenissima che le sono molto obbligato.
Hyacinth riflett un attimo, poi disse: Quando cerchi di soddisfare la curiosit di Lady Aurora e ti mostri
desideroso di darle tutte le spiegazioni che vuole, che differenza c'? Se lei ha qualche diritto a mostrare il suo
interessamento, perch non dovrebbe averlo la mia Principessa?
Se gi tua, cos'altro pu volere? chiese Muniment. Tutto ci che so e che vedo di Lady Aurora che viene
a far compagnia a Rosy, le porta il t e l'assiste. Se la Principessa disposta a fare altrettanto, vedr quello che potr
fare per lei, ma a parte questo non prover mai un briciolo d'interesse per il suo interesse per le masse, o per questa
massa particolare! E poi, col pollice macchiato, indic la propria persona. Il suo tono dispiacque a Hyacinth, stupito
che quanto era accaduto a teatro non gli apparisse un incidente interessante, emozionante. Sembrava aver preso il
racconto del suo compagno come fine a se stesso; ma quando, poco dopo, riferendosi alla signora misteriosa, us
l'espressione che stava tremando dalla paura, l'altro esplose: Mai, per nulla al mondo: non ha paura di niente, lei!
Ah, ragazzo mio, certo non di te!
Hyacinth non raccolse quell'uscita un poco rozza, ma riprese, con un candore che lo metteva al sicuro da ogni
ulteriore scherno: Pensi che potrebbe farmi del male, se il nostro incontro dovesse avere un seguito?
Probabilmente s, ma tu la dovrai colpire di rimando, e duramente anche. la tua natura, lo sai bene: prendere
quello che c' da prendere, vivere la tua vita, gratificare i sensi; io sono soltanto un selvaggio irsuto. Devo pensare alla
casa e badare alla bottega; ma tu sei uno di quegli avidi furfantelli che devono girare il mondo. Saresti un elemento
decorativo per la societ, un giovanotto da giornale illustrato. meglio per che tu lo sappia, aggiunse Muniment un
istante dopo: Se ti far del male dovr fare i conti con me.
Gi da qualche tempo Hyacinth aveva pensato di portare Pinnie a far visita alla damigella allettata di Audley
Court, alla quale aveva promesso che la sua benefattrice (aveva detto a Rose Muniment che si trattava della sua madrina
- era suonato cos bene!) sarebbe andata a renderle omaggio. Ma la cosa era stata rimandata per via di qualche debole
esitazione della sarta, che non riusciva ad immaginare che ci fossero al giorno d'oggi, a Londra, persone tanto derelitte
da poter avere bisogno di vedere la sua faccia. Aveva perso ogni interesse per la vita sociale e sapeva che ormai non
faceva pi la stessa figura in pubblico di quando poteva esibire la sua competenza in fatto di moda sulla propria
figuretta, con l'ausilio di una gran quantit di stecche di balena. Inoltre intuiva che Hyacinth aveva strani amici e idee
ancora pi strane; sentiva un suo smodato interesse per la politica e che in qualche modo non stava dalla parte giusta,
per quanto poco sapesse di partiti e di cause, ed era vagamente convinta che queste idee sovversive non facevano altro
che moltiplicare i guai dei poveri i quali, secondo teorie che Pinnie non aveva mai analizzato ma che si trovava radicate
dentro come una fede religiosa, avrebbero dovuto essere sempre della stessa opinione dei ricchi. La loro povert li
rendeva gi abbastanza diversi senza che andassero a cercarsi altre differenze, Quando finalmente accompagn
Hyacinth a Camberwell, una domenica pomeriggio di mezza estate, lo fece con atteggiamento sospiroso, scettico, e di
malavoglia; ma se lui lo avesse desiderato, lo avrebbe accompagnato a una soire a casa dello spazzino. Il pericolo che
Rose Muniment fosse uscita non era pi probabile di quello che uno dei leoni di bronzo accovacciati, di Trafalgar
Square, si fosse messo a camminare gi per Whitehall: l'aveva per avvertita, e quando apr la porta, obbedendo a un
vivace, acuto invito, vide che lei aveva avuto la felice idea di chiedere a Lady Aurora di aiutarla ad intrattenere Miss
Pynsent. Almeno cos dedusse vedendo la nota figura di Sua Signoria che si alzava. Era la prima volta che la rivedeva.
Present la sua accompagnatrice alla padrona di casa, e subito Rosy ne ripet il nome alla signora di Belgrave Square.
Pinnie si inchin fino a terra quando Lady Aurora le porse la mano, e poi si lasci scivolare silenziosamente sopra una
sedia vicino al letto. Lady Aurora rise e si dette da fare in modo cordiale, allegro e al tempo stesso piuttosto inconsulto,
e Hyacinth cap che non ricordava affatto di averlo gi conosciuto. La sua attenzione per era rivolta principalmente a
Pinnie. La osservava attentamente per vedere se in questa occasione importante avrebbe riesumato quella cortesia un
poco rigida, aggraziata, raffinata, di cui possedeva il segreto, e che gli aveva fatto paragonare la sua capacit di catturare
un sentimento delle cose al morso di un paio di mollette da zucchero d'argento. Non solo per amore di Pinnie, ma anche
per se stesso, sperava che apparisse come una piccola donna superiore; e si augurava che non perdesse la testa nel caso
Rosy avesse cominciato a parlare di Inglefield. Evidentemente Rosy le aveva fatto una profonda impressione, perch
continuava a ripetere: Cara... Cara! a mezza voce, mentre la bizzarra fanciullina le andava spiegando in fretta in fretta
dal letto che nulla al mondo le sarebbe piaciuto di pi che poter esercitare la sua deliziosa professione, ma che non
poteva stare seduta e non aveva mai tenuto un ago in mano, eccetto una volta, ma dopo tre minuti lo aveva fatto cadere
sulle lenzuola ed era entrato nel materasso, cos che da allora aveva sempre temuto che rispuntasse fuori e la pungesse:
la cosa non si era ancora verificata e forse non sarebbe accaduta mai, lei se ne stava quieta, attenta ai movimenti. Forse
avete pensato che sia stata io a ricamare la sciarpetta che porto intorno al collo, disse Miss Muniment. Forse avete
pensato che era il minimo che potessi fare, stando qui tutto il giorno a letto, padrona assoluta del mio tempo. Ma invece
non ci ho messo neanche un punto. Sono la pi grande signora di Londra. Non alzo mai un dito per me. un regalo di

Sua Signoria: un lavoro stupendo di Sua Signoria. Che ve ne pare? Avete mai conosciuto nessuno pi bravo di lei? E
guardate il ricamo - guardatelo solamente - e ditemi che ve ne pare. La fanciulla si tolse quella striscetta di mussola dal
collo e la gett a Pinnie che la guard tutta confusa balbettando: Cara, cara, cara, un poco per affetto e un poco
perch, con tutto il dovuto rispetto, quel comportamento le sembrava davvero molto strano.
un lavoro orribile; lo vedete bene, disse Lady Aurora. Era solo per scherzo.
Certo, tutto uno scherzo, url l'incontenibile invalida. Tutto, tranne il mio stato di salute. Quello, tutti
ammettono che una cosa seria. Quando Sua Signoria mi manda cinque scellini di carbone, solo per gioco; e quando
mi manda una bottiglia di Porto sopraffino, un altro scherzo, e quando sale settantasette gradini (sono settantasette, lo
so benissimo, anche se non li salgo n li scendo) per passare la serata con me, in piena stagione londinese, quello lo
scherzo pi bello di tutti. So tutto sulla stagione londinese, pur non uscendo mai, e so bene a cosa rinuncia Sua Signoria.
proprio una giocherellona, ma io, per fortuna, so come prendere gli scherzi. Vedete, non proprio il caso di essere
suscettibili, non vi pare, miss Pynsent?
Oh mia cara, sarei cos felice di poter fare anch'io qualcosa; sarebbe migliore... migliore... la povera Pinnie
s'impunt.
Sarebbe migliore del mio pessimo lavoro; io non ho la minima idea di come si facciano queste cose,
complet Lady Aurora.
Le assicuro che non volevo dire questo, signora, volevo dire soltanto che sarebbe pi comodo. Qualsiasi cosa
lei desideri, continu la sarta come se fosse in causa l'appetito dell'invalida.
Ah ma vedete, io non porto nulla, solo una giacchetta di flanella per sentirmi in ordine, rispose Miss
Muniment. Mi piacciono per le belle coperte, come potete vedere voi stessa, e appoggi le mani, compiaciuta, sulla
vivace copertina a patchwork. Ora, Miss Pynsent, non vi sembra che anche questo sia uno degli scherzi di Sua
Signoria?
O mia buona amica, come puoi? Non ho mai fatto tanto! la interruppe Lady Aurora con visibile disagio.
Beh, mi avete dato quasi tutto, tanto che a volte non lo so pi nemmeno io. Questa mi costata sei pence, per
cui lo stesso che se fosse un regalo. S, soltanto sei pence alla lotteria di un bazar, a Hackney, a beneficio della
Cappella Wesleyan, tre anni fa. Un giovanotto che lavora con mio fratello e abita da quelle parti, gli offr un paio di
biglietti, e lui ne prese uno e io l'altro. Quando dico io naturalmente voglio dire che lui ne prese due, perch come
potrei trovare (e naturalmente voglio dire come potrebbe trovare) una moneta da sei pence in quella tazzina sulla
mensola del caminetto, se non ce l'avesse messa lui stesso? Naturalmente il mio biglietto vinse, e, naturalmente, poich
il letto la mia abitazione, la vincita fu una bella coperta con tutti i colori dell'arcobaleno. Oh, chi ha mai avuto tanta
fortuna come me? Rosy chiacchierava, ammiccando furbescamente verso Hyacinth, quasi a provocarlo con le sue
ottimistiche contraddizioni.
molto carina ma se, per cambiare, vi facesse piacere averne un'altra, io ho tanti ritagli, disse Pinnie, con
una generosit che fece pensare al giovanotto stesse superando se stessa.
Rose Muniment pos la mano sul braccio della sarta e le rispose senza mezzi termini: No, nessun cambio,
nessun cambio. Quale cambio, quando qui c' gi tutto? C' tutto, qui, tutti i colori che si siano mai visti, inventati,
sognati, da quando il mondo stato creato. E con l'altra mano accarezz teneramente la sua coperta variopinta. I
vostri ritagli saranno tanti, ma non potete averne quanti ce ne sono qui. E pi ne mettereste insieme, pi la nuova
coperta assomiglierebbe a questa cara, meravigliosa, vecchia amica. Invece, mi venuta un'altra idea, molto, molto
carina, e forse Sua Signoria indovina di che si tratta. Rosy teneva le dita sul braccio di Pinnie, e sorridendo volse gli
occhi luminosi dall'una all'altra delle sue amiche, come per unirle e fonderle il pi possibile in un unico interesse per lei.
Riguardo a quello che dicevamo pochi minuti fa, non potrebbe Sua Signoria spingersi un pochino oltre su quella stessa
linea? E poich Lady Aurora appariva turbata e imbarazzata, tutta rossa per essere stata chiamata a rispondere cos
pubblicamente a un indovinello, l'amica inferma venne in suo aiuto. Rimarrete sorpresa da prima, ma poi non lo sarete
pi quando vi avr spiegato: quello che ho in testa semplicemente un'incantevole vestaglia rosa!
Un'incantevole vestaglia rosa! ripet Lady Aurora.
Con una bella guarnizione nera! Non vedete nessun rapporto con quanto stavamo dicendo prima che i nostri
buoni visitatori entrassero?
Sarebbe graziosissima! intervenne Pinnie. Ne ho confezionate, proprio cos, ai miei tempi, o anche in un
bel punto di azzurro, guarnito di bianco.
No, rosa e nero - rosa e nero, che si addicono alla mia carnagione. Forse non lo sapevate neppure che avevo
una carnagione, ma sono pochissime le cose che non ho! Tutto quello che voglio, come voi avete detto con tanta bont:
beh, ora desidero questa vestaglia! Sua Signoria, ora, capisce il rapporto, non vero?
Lady Aurora assunse un'espressione preoccupata, da una parte come se si sentisse colpevole che il senso ancora
le sfuggisse, dall'altra come se avesse valutato i probabili disagi che questa improvvisa richiesta potevano comportare
per le modeste risorse della sarta. Una vestaglia rosa ti starebbe molto bene, e Miss Pynsent cos gentile, disse,
mentre Hyacinth andava considerando fra s e s che la richiesta era un poco stravagante, dal momento che Pinnie
avrebbe dovuto ovviamente provvedere anche alle stoffe, oltre che alla confezione. L'amabile semplicit con cui
l'invalida la prendeva per sua creditrice era tuttavia, a parer suo, perfettamente in carattere, e pens che, dopo tutto,
quando si immobilizzati a quel modo, si ha diritto di allungare la mano (nel caso specifico non la si poteva allungare
neanche troppo) e afferrare tutto il possibile. Pinnie dichiar di sapere esattamente quello che Miss Muniment voleva, e
promise di darsi subito da fare per confezionarle una cosina perfetta; e Rosy continu col dire che avrebbe dovuto

spiegare a cosa serviva quell'articolo di vestiario, ma che si rendeva necessario un altro indovinello. Lo avrebbe posto a
Miss Pynsent e a Hyacinth, dando loro tutto il tempo per risolverlo: di cosa avevano parlato, lei e Lady Aurora, prima
della loro venuta? Congiunse le mani, e gli occhi le brillarono dall'entusiasmo, mentre continuava a girarli da Lady
Aurora alla sarta. Che potevano immaginarsi? Quale poteva essere, secondo loro, la cosa naturale, deliziosa, stupenda,
considerando anche che andava pensata la sua esatta collocazione? Hyacinth sugger, successivamente, una gabbia di
passeri giavanesi, un carillon e una doccia - o forse anche un ritratto a grandezza naturale di Sua Signoria, e Pinnie gli
lanci un'occhiata di traverso, un'occhiata un poco spaventata, pensando che forse stava spingendo troppo oltre lo
scherzo. Rose finalmente li liber da quello stato di suspense, e annunci: Un sof, proprio un sof, ecco! Che ne dite?
E a chi altro poteva venire l'idea se non a Sua Signoria? Il merito tutto suo; se n' uscita fuori con questa pensata
mentre stavamo chiacchierando. Mi pare che stessimo parlando di quella strana sensazione che si prova sotto le scapole
quando non si cambia mai posizione. Ne ha parlato come di un tipo di frizione pi efficace - ve ne sono di cos nocive! o di un altro cucchiaino di quella roba americana. Ci stiamo pensando su, e uno di questi giorni, senza fretta, troveremo
il posto giusto, il pi adatto e il pi accogliente. Ora spero che capirete il nesso con la vestaglia rosa, continu rivolta a
Pinnie e spero che capirete l'importanza della domanda: "che cosa possiamo eliminare?". Vorrei che vi guardaste
intorno un pochino e mi diceste la vostra risposta a un'ipotetica domanda "c' qualche cosa che pu essere eliminata?"
IV
Da parte mia non vedo nulla da cui vorrei separarmi, rispose Pinnie; e mentre osservava la stanza, Lady
Aurora, con discrezione per sollevare Amanda da quella responsabilit, si alz e si volt verso la finestra che era aperta
sulla sera estiva e lasciava entrare ancora gli ultimi raggi della luce del giorno. Hyacinth poco dopo le and vicino e
guard con lei la massa bruna dei comignoli e le piccole case nere coperte di tegole fuligginose. L'aria calda, densa del
luglio londinese stagnava sotto di loro, impregnata dall'eterno rumore della citt che sembrava talvolta vanificarsi nel
silenzio, per poi diventare di nuovo una voce possente non appena ci si fermava ad ascoltarla. Qua e l, alle povere
finestre, brillava una luce torbida, e pi in alto, in una sfera pi chiara e senza fumo, un cielo ancora limpido e
luminoso, una debole stella d'argento, guardavano in gi. Il cielo era lo stesso che si curvava in lontananza sopra campi
dorati e colline violacee e giardini dove cantavano usignoli, ma da questa visuale tutto ci che copriva la terra era brutto
e sordido e sembrava proclamare e testimoniare la fatica del lavoro. Dopo un poco, con grande stupore di Hyacinth,
Lady Aurora gli disse: Non siete mai pi venuto a prendere quei libri.
I libri che vi offriste gentilmente di prestarmi? Non sapevo che avessimo un accordo preciso.
Lei usc in una risatina imbarazzata: Li ho scelti e messi da parte: sono pronti.
Siete molto gentile, si affrett a dire il giovanotto. Li verr a prendere, uno di questi giorni, con enorme
piacere. Non era sicuro che ci sarebbe andato, ma era il minimo che potesse dire.
Ve lo dir lei dove abito, continu Lady Aurora, accennando con la testa verso il letto, come se fosse troppo
timida per dirglielo lei stessa.
Sono sicuro che conosce benissimo la strada, ogni strada e ogni angolo! rise Hyacinth.
Mi ha chiesto di descriverle pi volte il percorso che faccio per venire, aggiunse la sua compagna. Credo
che poche persone conoscano Londra meglio di lei. Non dimentica mai nulla.
una deliziosa streghetta: mi terrorizza! ammise lui.
Lady Aurora volse lo sguardo timido su di lui. Oh, cos buona, cos paziente!
S, e cos eccezionalmente saggia e terribilmente presente a se stessa.
Oh, incredibilmente intelligente, disse Sua Signoria. Chi ritenete che sia il pi intelligente?
Il pi intelligente?
Il fratello o la sorella?
Oh, io credo che lui diventer primo ministro.
Veramente? Oh, come sono contenta! grid lei, con una vampata di rossore. Mi rallegro tanto a sentire che
voi lo riteniate possibile. Perch dovrebbe essere proprio cos, se le cose andassero per il giusto verso.
Hyacinth non aveva fatto quella dichiarazione fideistica per vellicare i sentimenti di Sua Signoria, ma di fronte
allo slancio con cui lei aderiva alle sue parole, gli sembr di averla presa in giro. Eppure non alter minimamente il suo
pensiero quando aggiunse, poco dopo, che si aspettava moltissimo da Paul Muniment: era certo che il mondo avrebbe
sentito parlare di lui, che l'Inghilterra aveva bisogno di lui, e che un giorno la folla lo avrebbe acclamato. Conoscendolo,
era impossibile non rendersi conto di quanto fosse forte e del ruolo importante che gli spettava.
S, nessuno lo crederebbe; nessuno lo crederebbe, aggiunse lei, dandogli la misura del bene che le aveva
fatto. Ed anche per lui era una gioia estrinsecare l'opinione che aveva del suo amico: sentiva che il proprio giudizio
diventava sempre pi limpido e acquistava la forza dell'anelito e della profezia. Questo apparve chiaro specialmente
quando chiese perch mai la natura avrebbe dovuto dotare Paul Muniment di una cos straordinaria capacit
raziocinante, abbinata ad una grande potenza fisica - perch era forte come un mulo - se non avesse avuto l'intenzione di
destinarlo a compiere grandi cose per i suoi simili. Hyacinth confid a Sua Signoria che riteneva molto stupida la gente
della sua stessa classe sociale - anzi, avrebbe dovuto senz'altro affermare che erano cervelli di terz'ordine. Magari non
fosse cos, perch Dio solo sapeva quanto si sentisse ben disposto verso di loro, e come non chiedesse altro che
condividere la loro sorte; ma era costretto a riconoscere che secoli di miseria, di lavoro malpagato, di alimentazione

cattiva e insufficiente e di alloggi miserabili non avevano avuto un effetto favorevole sulle facolt mentali di quella
gente. A maggior ragione, un essere eccezionale come il loro amico rappresentava una forza enorme: c'era tanto da fare,
tante cose da sanare. Poi Hyacinth ripet che le persone delle classi umili come quella cui lui stesso apparteneva, non
avevano veramente la facolt di ragionare; i loro cervelli si erano come atrofizzati, e ospitavano solo due o tre concetti.
Si accorse per che queste critiche mettevano a disagio la sua compagna; si era voltata e si dimenava vagamente, come
desiderosa di protestare; ma era troppo educata per interromperlo. Lui non voleva tormentarla, ma certe volte non
poteva frenare la perversa soddisfazione di insistere sulle proprie basse origini, di rigirare il coltello nella piaga che si
andava infliggendo con questi riferimenti cos espliciti, per dimostrare che, se il posto che in questo mondo gli spettava
era incommensurabilmente infimo, almeno lui non si faceva illusioni n su se stesso n sulla propria razza. Lady Aurora
rispose, appena le riusc, che conosceva molto bene i poveri - non i poveri come Rosy, ma quelli irrimediabilmente
poveri, coi quali aveva pi dimestichezza di quanto Hyacinth potesse sospettare - e spesso le accadeva di rimanere
colpita dal loro talento e umorismo, e dalla padronanza del linguaggio che rendeva la loro conversazione tanto pi
interessante di quella ascoltata nei salotti. Spesso li trovava estremamente intelligenti.
Hyacinth le sorrise e replic: Quando si tocca il fondo della miseria pu accadere di diventare ricchi e
straordinari di nuovo. Quanto a me, temo di non essere sceso tanto in basso. Nonostante le molte occasioni che mi si
sono presentate, non ho ancora conosciuto dei poveri assoluti.
Io ne conosco moltissimi. Lady Aurora esit, come se temesse di vantarsi, poi disse: Credo di conoscerne
pi di chiunque altro. C'era qualcosa di commovente e di sublime in questa dichiarazione semplice e timida che lo
conferm nell'impressione che, in qualche modo misterioso, incongruo e perfino grottesco, lei fosse un'autentica eroina,
una creatura dai nobili ideali. Forse la donna intu che lui si stava abbandonando a riflessioni lusinghiere nei suoi
riguardi perch un istante dopo disse precipitosamente, come se non ci fosse nulla che la spaventasse pi di un
probabile complimento: Vostra zia una donna molto amabile: sono sicura che anche Rosy la pensa cos. Non appena
dette queste parole, arross di nuovo, quasi temendo che lui potesse attribuirle una volont di contraddizione nell'aver
esemplificato il caso della zia come riprova che anche fra i tipi umili, di ceto diciamo medio, non mancavano elementi
positivi. Non c'era motivo di pensare che questa non fosse stata, di fatto, la sua intenzione, per cui, senza risparmiarla,
egli replic: Intendete dire che fa eccezione a quanto ho affermato?
Lei balbett un poco, poi, visto che non era stata risparmiata, decise a sua volta di non risparmiarlo: S, e
anche voi fate eccezione; finirete per farmi credere che mancate di intelligenza. Ma i Muniment non lo pensano,
aggiunse.
E neppure io, questo per non significa che le eccezioni non siano rare. Nelle mie vene scorre sangue che non
del popolo.
Capisco, disse Lady Aurora, in tono comprensivo. E continu con un sorriso: Allora voi siete ancor pi
eccezionale, paragonato ai ceti superiori!
Il suo modo di prendere la cosa non poteva essere pi gentile, ma questo non valse a non far sentire a Hyacinth
di essere stato estremamente indiscreto. Fino a un istante prima si era ritenuto immune da ogni tentazione di alludere
mai alle sue origini misteriose perch, se avesse lasciato trapelare una certa vanit (e non aveva nessuna intenzione per
il momento, di fare esercizio di umilt) avrebbe inevitabilmente rasentato il grottesco. Non aveva mai aperto bocca con
chicchessia della sua origine, dal giorno tremendo in cui quella questione era stata trattata alla presenza del signor
Vetch, a Lomax Place - mai, n con Paul Muniment, n con Millicent Henning, n con Eustache Poupin. Aveva sempre
avuto l'impressione che la gente si fosse fatta qualche idea sul suo conto: quello che ne pensava Miss Henning gli era
ben noto, e anzi, a questo proposito, aveva il sospetto che quello che li univa non fosse altro che una segreta
determinazione, da parte di lei, di soddisfare la propria curiosit prima di liquidarlo. Ma mentre era sempre andato fiero
della sua impenetrabilit, ecco che alla prima tentazione presentatasi (se si poteva chiamare tale), aveva cominciato a
pavoneggiarsi come un idiota. Si fece di fuoco, non appena ebbe parlato, in parte pensando all'oggetto della propria
vanteria, e in parte per l'assurdit della sfida lanciata a quell'esemplare di nobilt che gli stava davanti. Sper che non
avesse dato importanza a quanto aveva sentito, e in verit lei non manifest alcuno stupore di fronte all'accenno a un
suo lignaggio, aveva troppa delicatezza per farlo; sembr soltanto notare il suo imbarazzo, ma subito lui s'inflisse una
lezione di umilt rimarcando: Vedo che passate la maggior parte del vostro tempo fra i poveri, e sono sicuro che sarete
benedetta per questo. Ma francamente non capisco perch una signora come voi debba dedicarsi, senza un obbligo
preciso, a gente come noi. Dobbiamo essere una ben miserabile compagnia, paragonata a quella che potreste avere.
Mi piace tanto... non potete capire.
proprio quello che dico. La nostra piccola amica allettata non fa altro che parlare della vostra casa, della
vostra famiglia, dello splendore dei vostri giardini e delle vostre serre; saranno certo magnifici.
Vorrei che non lo facesse. Davvero, vorrei tanto che non lo facesse. Mi fa sentire cos male! disse con foga
Lady Aurora.
Lasciatela dire: ci prova tanto gusto.
S, molto pi di noialtri, sospir Sua Signoria con aria d'impotenza.
Beh, come fate a lasciare tutte quelle belle cose per venire a respirare quest'aria irrespirabile, a circondarvi di
oggetti odiosi, accostarvi a gente il cui male minore di essere ignorante, brutale, sporca? Non parlo delle signore qui
presenti, aggiunse Hyacinth con un tono che Millicent Henning (che lo ammirava e detestava a un tempo) spesso si
chiedeva dove andasse a pescare.

Oh, vorrei tanto farvi capire! esclam Lady Aurora guardandolo con occhi turbati, imploranti, come se
inaspettatamente fosse diventato irraggiungibile.
Ma tutto considerato credo di capire! La carit fa parte della vostra natura, ed una specie di passione.
S, s, proprio una specie di passione! ripet vivacemente Sua Signoria, tutta riconoscente per quella
parola. Non so se si tratti di carit - per lo meno non rientra nelle mie intenzioni - ma qualunque cosa sia una
passione, la mia vita - tutto ci che mi preme. Si arrest come se ci fosse qualcosa d'impudico nella sua
confessione, o se non si fidasse del suo ascoltatore; ma poi, evidentemente, la gioia di potersi giustificare per una
eccentricit cos vistosa, accompagnata all'ebbrezza di scaricarsi di tante emozioni profonde che si erano accumulate
nella sua anima, ebbero il sopravvento: Gi a quindici anni volevo vendere tutto quello che possedevo per darlo ai
poveri; e da allora ho sempre desiderato di rendermi utile: sentivo che il cuore mi si sarebbe spezzato se non ci fossi
riuscita!
Il profondo rispetto da cui Hyacinth fu pervaso non gli imped tuttavia di dire, con parole che suonarono
vagamente condiscendenti alle sue stesse orecchie: Immagino che siate molto religiosa.
Lei guard l'oscurit che si andava addensando, i tetti fuligginosi delle case, l'alone sfocato dei lampioni al di
sopra delle strade: Non lo so, ciascuno ha le sue idee: alcune possono sembrare strane. Credo che ci siano molti preti
che facciano del bene, altri non mi piacciono affatto. Ne venivano sempre tanti da noi; a mio padre piacciono in modo
particolare. Credo di aver conosciuto troppi vescovi, di aver vissuto troppo all'ombra della chiesa. Non dico che nella
mia famiglia ritengano che si debba essere esattamente come si dovrebbe, per, per quanto mi riguarda, mi considerano
molto strana sotto tutti i punti di vista, ed indubbio che io lo sia. Devo aggiungere che non li metto a parte di tutto ci
che faccio: a che serve, se tanto non capiscono? Siamo in dodici, in famiglia, di cui otto femmine; e se credete che sia
tutto meraviglioso come s'immagina lei, vorrei che lo sperimentaste per un poco di tempo! Mio padre non ricco e solo
una di noi sposata, Eve, e non siamo per niente belle, e poi... ci sono tante altre cose d'ogni genere, continu la
giovane donna, alzando brevemente lo sguardo su di lui, ormai lanciata. Non mi piace la societ, e non piacerebbe
neanche a voi se conosceste quella londinese, o almeno una parte, temper Lady Aurora. Non riuscireste mai a
immaginare tutte le ipocrisie e scempiaggini che si devono sopportare: ma me ne sono liberata: ora faccio quel che
voglio, anche se ho dovuto lottare. Ho la mia libert, e questa la massima fortuna nella vita, dopo quella di essere
considerata un poco eccentrica e perfino un poco matta, che una fortuna ancora maggiore. Sapete, sono veramente un
po' pazza: non dovete stupirvene, se lo sentite dire in giro. E questo, perch rimango in citt quando gli altri vanno in
campagna: in autunno, d'inverno, quando qui non c' nessuno (salvo quei tre o quattro milioni di persone) e la pioggia
cade, cade gi dagli alberi, nel grande parco melanconico dove abitano i miei. Forse non dovrei dirvi tutte queste cose,
ma poich di fatto le dico, sar davvero matta, e allora tanto vale farsi conoscere per quello che si . Quando si fa parte
di una famiglia di otto figlie femmine con pochi soldi (pochi, se non altro perch siano abbastanza per ciascuna di noi) e
con nient'altro da fare se non uscire con l'impermeabile in compagnia di tre o quattro sorelle, facile perdere il ben
dell'intelletto. Certo c' il villaggio, che non per niente bello, e ci sono persone da accudire, e Dio sa se non ne hanno
bisogno: ma bisogna lavorare nell'ambito della parrocchia, e l ci sono altre quattro figlie, tutte zitelle, ed squallido e
deprimente, e uno ne ha fin sopra i capelli, perch non capiscono nulla di quello che dici o pensi. E poi, sono stupidi, lo
ammetto, quei poveri contadini: sono proprio ottusi, ottusissimi. Preferisco Camberwell, disse Lady Aurora sorridendo
e riprendendo fiato dopo quella tirata nervosa, affrettata, quasi incoerente cui si era abbandonata ansimando, con strani
accenti discontinui e contorti, incalzata dal timore di potersi improvvisamente pentire non tanto del suo sfogo quanto
del suo egotismo.
A Hyacinth si present sotto una luce insospettata, ed egli cap che sotto la sua goffaggine da nubile
aristocratica si celavano tumultuose passioni. Nessuno avrebbe sospettato che fosse animata da quell'ironico spirito
vendicativo. Ma pi di tutto egli vedeva in questa timorosa, scrupolosa eppure chiaramente generosa creatura, una
persona che non avrebbe trascurato nessuna occasione per infierire contro le istituzioni in mezzo alle quali era cresciuta
e a cui aveva violentemente reagito. Aveva sempre immaginato che il reazionario fosse un apostata delle dottrine
liberali, ma l'amica di Rosy dava ora a quel termine un nuovo significato; era come se a spingerla alla presente
esasperazione fossero stati il signorotto di campagna, il parroco e l'influenza conservatrice di quell'ambiente
aristocratico britannico che il nostro giovanotto aveva sempre considerato la massima espressione di civilt. Con ogni
evidenza Sua Signoria era un'originale, e un'originale piena di coraggio, ma per Hyacinth era un vero dolore sentirla
parlare con tanta indifferenza di Inglefield (specialmente del parco) e di tutte le opportunit che dovevano abbondare a
Belgrave Square. Aveva sempre creduto fermamente che in un mondo di sofferenze e ingiustizie, queste cose, anche se
non completamente giuste, erano per molto affascinanti. Se non valevano a procurare le tentazioni pi squisite, dove
mai si sarebbe potuto trovarle? Guard Lady Aurora con una espressione che voleva essere un tributo alla sua
improvvisa vivacit, e disse: Capisco, ora, perch volete fare del bene, dal momento che siete una specie di santa!
Una specie un poco curiosa, rise Sua Signoria.
Ma non capisco perch non vi debba piacere quello che vi viene dalla vostra posizione sociale.
Non voglio saper nulla della mia posizione sociale. Voglio vivere, io!
E questa la chiamate vita?
Ve lo dir, se proprio ci tenete, qual la mia posizione sociale: l'immobilit della tomba.
Hyacinth rimase sorpreso dal suo tono, ma tuttavia le replic ridendo apertamente: Ah, ho detto bene, siete
proprio una santa! Lei non rispose perch in quel momento si apr la porta, e l'alta figura di Paul Muniment usc
dall'oscurit delle scale per entrare nella luce crepuscolare, ora debolissima, della stanza. Gli occhi di Lady Aurora,

mentre si posavano su di lui, sembravano asserire che quella visione poteva essere la vita. Un'altra persona, altrettanto
alta, comparve dietro di lui, e, con suo grande stupore, Hyacinth riconobbe l'insinuante figura del capitano Sholto. Paul
lo aveva condotto con s per intrattenere Rosy, sempre propenso, pi che propenso, a presentare a quella signorina
qualunque persona, da un primo ministro a un boia, che potesse procurarle una distrazione. Dovevano essersi incontrati
al Sole e Luna, e se il capitano, colta l'occasione favorevole, aveva usato le tecniche di approccio che era solito
adoperare con tutti, non ci voleva molto a capire come Paul lo avesse strumentalizzato. Ma qual era il gioco del
capitano? Non possiamo certo sostenere che il nostro giovanotto fosse in grado di rispondere quella sera stessa alla
domanda. L'imprevisto port un'aria di festa, e la padrona di casa, anche senza alzare la testa dal cuscino, si mostr
all'altezza della situazione. Suo fratello present il capitano Sholto come un signore che anelava ardentemente a far
conoscenza di persone straordinarie, e lei lo fece sedere al suo capezzale, sulla sedia dalla quale Miss Pynsent si era
prontamente alzata, e gli chiese chi fosse e da dove venisse, e in che modo avesse conosciuto Paul, e se avesse molti
amici a Camberwell. Sholto aveva abbandonato quell'aria grandiosa che lo contraddistingueva a teatro: la studiata
trascuratezza del suo abbigliamento sortiva lo stesso effetto ottenuto da Hyacinth, anche se evidentemente era dettata da
motivi diversi. Hyacinth si chiese per come mai, con tutto il suo travestimento, egli rimanesse, inequivocabilmente, un
gentiluomo irreprensibile nonostante l'enfatico, quasi ispirato entusiasmo che gli faceva reputare affascinante e curiosa
ogni cosa. Spiccava, nella povera, stracarica stanzetta di Rosy, in mezzo a quei suoi abominevoli tentativi di
arredamento, e sembrava a Hyacinth un essere venuto da un altro emisfero, per elargire al luogo e alla compagnia un
sorriso (non si poteva definire falso n sgradevole, ma certo era decisamente studiato), divenuto ormai stereotipo per
l'uso continuo che ne faceva nell'ambiente militare e a corte. Il sorriso si fece pi intenso quando si pos sul nostro eroe,
che salut come avrebbe fatto con un caro amico dal quale fosse stato troppo a lungo e dolorosamente separato. Era
disinvolto, cordiale, squisitamente amabile e semplice; era, in tutto e per tutto, un enigma.
Rosy comunque seppe subito come trattarlo: evidentemente per lei non rappresentava un problema, e
considerava la sua visita la cosa pi naturale del mondo. Gli espresse educatamente tutta la sua gratitudine, ma con l'aria
di ritenere che la gente che saliva le sue scale fosse sempre, in fondo, ripagata del disturbo. Sottoline che il fratello
doveva averlo incontrato quel giorno per la prima volta, perch in genere il suo modo di sigillare una nuova amicizia era
di portare subito a casa con s la nuova conoscenza. E quando il capitano Sholto insinu che se a lei quei poveri diavoli
non fossero andati a genio sarebbero stati certamente liquidati subito, ammise che le cose sarebbero andate proprio cos,
se avesse negato la sua approvazione: tuttavia, fino a quel momento, non aveva mai dovuto ricorrere a tanto. In parte,
perch non le aveva ancora portato mai nessuno di quei suoi orribili compagni di banda, gente che frequentava per
motivi irriferibili. Di quelli, in genere, aveva un'opinione assai bassa, e non nascondeva al capitano Sholto che si
augurava che lui non ne facesse parte. Rosy parlava come se il fratello rappresentasse il distretto di Camberwell alla
Camera dei Comuni, e lei avesse scoperto che la carriera parlamentare provocava un rilassamento del costume. Il
capitano approv tuttavia il suo punto di vista, e le disse che il signor Muniment e lui erano venuti in contatto in quanto
amici del signor Hyacinth Robinson; gli erano entrambi cos affezionati che avevano subito trovato un motivo di
reciproca intesa. Sentendosi chiamare in causa in modo tanto elogiativo, Hyacinth Robinson si volse a guardarlo, e vide
che il capitano Sholto si dava un gran da fare a intrattenere Rosy, proprio come gli risultava che avesse fatto con Milly
Henning quella sera, a teatro. Non c'erano sedie sufficienti per tutti, e Paul prese dalla sua stanza uno sgabello a tre
gambe, poi si apprest a fare il t per tutti, con l'ausilio di una teiera di metallo e di un fornelletto a spirito, il tutto
preparato insieme a una dozzina di tazze, probabilmente in onore della piccola sarta che era venuta da tanto lontano. La
piccola sarta - osserv compiaciuto Hyacinth - si era abbandonata a un'animata conversazione con Lady Aurora che,
piegata su di lei, arrossiva, sorrideva, balbettava e appariva cos nervosa che Pinnie, paragonata a lei, sembrava
maestosa e serena. Esposero subito a Hyacinth il piano che avevano ideato, come se avessero formato una specie di
massoneria, e cio che Miss Pynsent sarebbe andata con Sua Signoria a Belgrave Square, per definire certi particolari
riguardanti la vestaglia rosa. Sua Signoria sperava, con l'approvazione di Miss Pynsent, di poter contribuire alla
confezione dell'indumento, con una pregevole pezza marrone che aveva gi fatto onorato servizio, e che avrebbe
potuto essere tinta del colore giusto. Pinnie, era evidente, si trovava in uno stato di esaltazione quasi religiosa; visitare
Belgrave Square e collaborare cos strettamente con la nobilt erano cose che non avrebbe mai apprezzato abbastanza.
Del privilegio di collaborare materialmente con Lady Aurora, cominci a fruire senza indugio quando quella insinu
che per il signor Muniment sarebbe stato alquanto complicato preparare il t, e che era meglio se si fossero occupate
loro della cosa. Paul acconsent simulando una certa compassione per la loro invadenza e facendo osservare che, in ogni
caso, ci volevano ben due donne per soppiantare un uomo, e Hyacinth lo trascin verso la finestra per chiedergli dove
avesse incontrato Sholto e cosa ne pensasse. Si erano incontrati a Bloomsbury, come Hyacinth aveva immaginato, e
Sholto aveva fatto di tutto per entrare nelle sue grazie, proprio come un curato di campagna cerca di farsi benvolere
dall'arcivescovo. Si era informato di questo e quello: della situazione della mano d'opera nella East End, della terribile
vicenda della vecchia morta di fame a Walham Green, dell'opportunit di manifestare pi sistematicamente per le strade,
e del progetto di far entrare uno di loro - uno del gruppo di Bloomsbury - alla Camera. Si comportato in modo
civilissimo, disse Muniment, e non mi sono ancora accorto che mi abbia vuotato le tasche. Mi guardava quasi
aspettandosi che io lo esortassi a rappresentarci, come membro del gruppo di Bloomsbury. Fa troppe domande, ma se le
fa perdonare non prestando alcuna attenzione alle risposte. Mi disse che avrebbe dato qualunque cosa per vedere
l'"interno" di un lavoratore. Sulle prime non capivo da che parte volesse squartarmi: voleva un esemplare adatto, uno
dei migliori; ne aveva visti un paio, che per non riteneva che fossero indicativi. Penso che si riferisse alla bella casa di
Schinkel, lo stipettaio, e volesse fare dei paragoni. Gli ho detto che non sapevo bene che razza di esemplare potesse

essere la mia casa, ma che sarebbe stato il benvenuto, se voleva darci un'occhiata, e, in ogni modo, che conteneva un
paio di rarit: immagino che se ne sia reso conto, conoscendo Rosy e la nobildonna. Volevo farlo ammirare da Rosy:
bravissimo a mettersi in mostra, anche se forse l'unica cosa in cui riesca. Gli ho detto che aspettavamo gente, questa
sera, e che perci sarebbe stata una buona occasione, perch venisse anche lui: ha assicurato che trovarsi coinvolto in
una serata del genere era stato il sogno della sua vita. Aveva l'aria di essere impaziente, come se avessi dovuto
mostrargli un tesoro nascosto, e ha insistito per accompagnarmi a casa in carrozza. Forse medita di introdurre l'uso delle
carrozze tra la classe lavoratrice; certo, mi dar da fare per rispedirlo a casa sua, se sono queste le sue intenzioni. Strada
facendo mi ha parlato di te; mi ha detto che era un tuo amico intimo.
Cosa ha detto di me? chiese ansiosamente Hyacinth.
Piccolo furfante vanitoso!
cos che mi ha chiamato? disse Hyacinth candidamente.
Ha detto che eri semplicemente sorprendente.
Semplicemente sorprendente? ripet Hyacinth.
Per una persona di cos bassa estrazione.
Beh, io sar strano, ma lui lo ancora di pi. Non ti sembra, ora che lo conosci?
Paul sbirci il suo giovane amico: Vuoi sapere quello che ? un procacciatore.
Un procacciatore? Che vuoi dire?
Beh, uno strumento, se preferisci.
Hyacinth sgran gli occhi: Uno strumento di chi?
O anche un pescatore d'alto mare, se ti piace di pi: a te la scelta, fra questi paragoni. Mi sono venuti tutti alla
mente mentre tornavamo a casa in carrozza. Lui getta le reti e tira su i pesciolini - quei graziosi, lucenti, sguscianti
pesciolini. Sono tutti per lei, che se li "inghiotte".
Per lei? Vuoi dire la Principessa?
E chi, se no? Stai attento, girino mio!
E perch dovrei stare attento? L'altro giorno mi hai detto il contrario.
S, ricordo, ma ora ho capito qualcos'altro.
Ha parlato di lei? Che ha detto? domand ansiosamente Hyacinth.
Non posso dirti quello che ha detto, ma ti dir quello che ho capito io.
E sarebbe?
Naturalmente avevano parlato a bassa voce, e le loro voci erano coperte dal chiacchiericcio di Rosy l
nell'angolo, e dalle disinvolte risate con cui il capitano Sholto le accompagnava, oltre che dalle parole, molto discrete
ma sincere, di Lady Aurora e di Miss Pynsent. Muniment per parlava ancora pi sommessamente, tanto che Hyacinth
trattenne il fiato in attesa di udire la risposta che arriv poco dopo: un mostro!
Un mostro? ripet il nostro giovanotto, da cui, quella sera, il suo amico era destinato a non ricavare altro che
esclamazione ed echi.
Paul guard il capitano che sembrava essere sempre pi preso da Rosy. Non credo che ci sia nulla da temere,
da lui, soltanto un paziente pescatore.
Bisogna ammettere che questa definizione era in un certo senso giustificata dal modo in cui il capitano Sholto
andava ripescando tutti i minimi dettagli che contribuissero a dargli una conoscenza pi approfondita dei suoi ospiti.
Quando il t fu pronto, Rosy chiese a Miss Pynsent di essere cos cortese da servirlo. Non credevano che fosse ora che
Sua Signoria si riposasse un poco? E Hyacinth comprese che nel suo innocente ma inveterato autocompiacimento
desiderava compensare e incoraggiare la sarta, offrendole la possibilit di darsi un poco da fare e di eseguire quella
piacevole incombenza. Ma Sholto salt su e pregando Pinnie di lasciarsi aiutare, le tolse la tazza di mano e la povera
Pinnie, la quale aveva capito immediatamente che altro non era se non un misterioso personaggio, allibita
dall'eterogeneit di quanto lo circondava, non abituata ad essere trattata come una duchessa (perch i modi del capitano
erano un monumento di rispettosa galanteria) si lasci cadere sopra una sedia sorridendo con occhi imploranti a Lady
Aurora, consapevole che, per quanto conoscesse a fondo le leggi del buon vivere, mai, prima di allora, si era trovata in
una situazione analoga. Quante famiglie potranno abitare in un fabbricato come questo? E cosa potete dirmi dei servizi
igienici? Per esempio, ci sono altre persone, oltre voi, su questo pianerottolo? Che piano , il terzo o il quarto? E lo
considerate un esempio tipico di casa popolare? Con domande di questo tipo il bravo gentiluomo li intrattenne durante
il t, mentre Hyacinth rifletteva che, qualunque fosse la bont delle intenzioni, la curiosit paternalistica dei suoi
interrogativi tradiva una imperdonabile mancanza di finezza e di tatto. Il capitano s'inform delle occupazioni, delle
possibilit economiche, delle abitudini degli altri inquilini, dell'affitto che pagavano, dei rapporti che avevano fra di loro
e in seno alle proprie famiglie. Direste che c' una notevole mancanza di... sobriet?
Paul Muniment che aveva mandato gi tutto d'un fiato la sua tazza di t (nessuno ne aveva avuta una seconda),
guard fuori dalla finestra il buio che ormai si era addensato e, le mani in tasca, si mise a fischiettare, certo poco
educatamente ma con grande energia. Aveva deciso che il visitatore era affare di Rosy e che qualunque cosa dicesse o
facesse era tutto grano per quell'infaticabile piccolo mulino. Lady Aurora si contorceva dall'angoscia, e il fatto che il
nostro eroe si rendesse perfettamente conto di quanto lei considerasse volgare il nuovo personaggio, la prova di come
egli possedesse l'infallibile istinto del signore. Lei, inoltre, era piuttosto seccata - Hyacinth scopr quella sera che
Lady Aurora era anche capace di seccarsi - dalle pronte risposte di Rosy: quell'esile persona distesa raccontava al
capitano tutto quello che voleva sapere, prendeva le sue domande come un doveroso tributo all'umile rispettabilit, e,

quanto agli abitanti di Audley Court, sapeva fornirgli statistiche e aneddoti che aveva misteriosamente raccolti per conto
proprio. Alla fine Lady Aurora, che Paul Muniment non si era premurato affatto d'intrattenere, si conged da lei
indicando nello stesso tempo a Hyacinth che per il rimanente della serata Miss Pynsent era affidata alle sue cure. Pinnie
avrebbe lasciato che la trascinassero nuda verso mostruosi rituali ora che stava per essere condotta proprio a Belgrave
Square, ma Hyacinth era certo che si sarebbe comportata nel modo pi dignitoso; e quando si offr di andarla a
prendere, pi tardi, lei gli ramment, a mezza voce, e con un sorrisetto triste, tutti gli anni in cui, gi a notte calata, era
solita girare l'intera Londra per consegnare il suo lavoro, avvolto in un panno.
Come d'abitudine Paul Muniment accompagn Lady Aurora in fondo alle scale, e il capitano Sholto e Hyacinth
rimasero soli con Rosy per qualche minuto, e questo forn al capitano l'occasione di dire al suo giovane amico, mentre
raccoglieva cappello e bastone: Da che parte siete diretto, dalla mia, per caso? Hyacinth cap che sperava nella sua
compagnia e si rese conto che, per quanto sembrasse strano che Paul avesse accettato la compagnia di quell'individuo, e
per invadente che questi si fosse mostrato proprio in quell'occasione, il suo modo di fare era cos cordiale che anche
questa volta, come gi a teatro, non avrebbe saputo resistergli. Il capitano si curv sul letto di Rosy come se fosse stata
una gran dama sdraiata sul sof di raso, e le promise di tornare presto e spesso; poi i due uomini se ne andarono e per le
scale incontrarono il loro ospite che saliva. Hyacinth si sent inesplicabilmente un poco a disagio che il suo amico lo
avesse incontrato insieme al procacciatore. Dopotutto, se Paul lo aveva invitato a casa sua per fargli conoscere la
sorella, perch l'ammirato discepolo di Paul non avrebbe dovuto andarci a passeggio? Ritorner, e anche molto spesso,
sapete? Finirete per considerarmi un vero seccatore! annunci il capitano mentre dava la buonanotte a Muniment.
Vostra sorella una persona interessantissima, fra le pi interessanti che abbia mai incontrato, e poi il posto, e tutto il
resto, esattamente quello che volevo conoscere, anzi molto di pi... originale e nuovo. stato proprio un diversivo
piacevole, una cosa riuscitissima!
Il capitano scese un poco a tentoni gi per la buia tromba delle scale, mentre Paul Muniment, dall'alto, gli
offriva la fioca illuminazione di una tremolante candela, e rispondeva alle sue cortesie con un Oh, beh, dovete
prenderci cos come siamo! accompagnato da uno scoppio d'ilarit schietta e tuttavia non ostile.
Mezz'ora dopo Hyacinth si trovava nell'appartamento del capitano Sholto, seduto sopra un ampio divano
ricoperto da tessuti e cuscini persiani, a fumare il sigaro pi costoso che le sue labbra avessero mai assaporato. Lasciato
Audley Court, il capitano lo aveva preso sottobraccio, e insieme si erano incamminati, chiacchierando del pi e del
meno, verso il ponte di Westminster (costeggiando il fiume, sotto l'ospedale di Saint Thomas) quando Sholto se n'era
uscito con un: A proposito, perch non venite su da me a vedere il mio appartamentino? Contiene alcuni oggetti che
potrebbero interessarvi: quadri, cose raccolte qua e l, e anche alcune rilegature sulle quali potreste darmi il vostro
parere. Hyacinth acconsent senza esitazione; aveva ancora nelle orecchie l'eco delle domande che il capitano aveva
posto a Rosy, e non vedeva perch non avrebbe dovuto, da parte sua, cogliere l'occasione per accertarsi, come avrebbe
detto il suo compagno, del modo in cui viveva un uomo del bel mondo.
Questo specifico esemplare, abitava in una casa un poco all'antica nella Queen Anne Street, di cui occupava i
piani superiori, e aveva riempito le stanze dagli alti pannelli di legno con le spoglie dei suoi viaggi e con tutti i ritrovati
del gusto moderno. Si sarebbe detto non esistesse paese che non avesse saccheggiato, e quei trofei, per Hyacinth,
significavano una borsa meravigliosamente piena. Tutto l'insieme, dal cameriere personale, dalla voce pacata e neutra il
quale, dopo avere versato il brandy in lunghi bicchieri fece saltare i tappi della soda, al delicato piatto d'argento nel
quale Hyacinth era stato invitato a depositare la cenere del suo sigaro, tutto era una tale rivelazione per il nostro
estasiato giovane, che egli si sent ad un tempo ammutolito e depresso, tanto perentoria era stata la presa di coscienza
che per fare una persona civilizzata occorrevano migliaia di cose che non avrebbe mai posseduto n conosciuto. Spesso,
nelle sue passeggiate serali, si era domandato che cosa ci fosse dietro ai muri di certi grandi dimore, dalle finestre
illuminate, nella West End, ed ora lo sapeva. E saperlo lo lasciava stordito.
Allora, ditemi, che ne pensate della nostra amica, la Principessa disse il capitano mettendo in mostra le
comode pantofole gialle che il servitore lo aveva aiutato ad indossare al posto delle scarpe. L'ansia con cui aspettava la
risposta faceva pensare che avesse atteso con impazienza il momento adatto per porre quella domanda.
bella... bella, rispose Hyacinth quasi trasognato, mentre girava gli occhi per la stanza.
L'ha molto interessata quello che avete detto; le piacerebbe tanto rivedervi. Vuole scrivervi... immagino che
vada bene l'indirizzo del "Sole e Luna", e mi auguro che andrete da lei, se ve lo propone.
Non so... non so, mi sembra tutto cos strano.
Cos' che vi sembra strano, mio buon amico?
Tutto! Il fatto che io sia seduto qui, il fatto di essere stato presentato a quella signora; che lei desideri
rivedermi e scrivermi, come voi dite; e poi, questo vostro alloggio, con tutti i suoi oggetti strani e rari appesi ai muri, o
scintillanti sotto la luce rosata di quella lampada. E voi, s anche voi: il pi strano di tutto.
Il capitano rimase a guardarlo attraverso le spirali di fumo cos fisso e muto dopo quest'ultima osservazione che
Hyacinth pens di averlo forse offeso: ma l'impressione svan ben presto perch Sholto, dopo ulteriori manifestazioni di
gentilezza e ospitalit, trov modo di lasciar cadere nel discorso l'osservazione che sapeva quanto fosse importante, coi
tempi che correvano, non limitarsi a gustare il solito goccetto - dal momento che erano destinati per quanto concerne
i rapporti fra le classi e tutto quel genere di cose, sapete - ad assistere a cambiamenti davvero rivoluzionari. Il capitano
parlava come se, da parte sua, fosse un perfetto figlio del suo tempo (e voleva conoscere tutto quello che c'era da
sapere) fino alla punta delle sue gialle ciabatte. Hyacinth si accorse di non essere stato da parte sua molto comunicativo
nei riguardi della Principessa; non appena riusc a controllare il proprio nervosismo, rifer al suo ospite quello che Milly

gli aveva detto a teatro sul conto di lei, e chiese se la giovinetta aveva capito bene, che la Principessa cio era stata
cacciata di casa dal marito.
S, l'ha messa letteralmente in mezzo alla strada... o prato che sia, visto che la scena, mi pare, ebbe luogo in
campagna. Ma forse Miss Henning non vi ha detto, o forse sono io a non averlo detto, che il Principe, adesso, darebbe
tutto quanto possiede per riaverla. Potete immaginarvi una situazione pi assurda? disse il capitano ridendo in un
modo che a Hyacinth sembr alquanto dissacratorio.
Con gli occhi sbarrati s'immagin la scena, che poteva paragonare solo all'unico incidente del genere di cui
avesse mai avuto esperienza: la violenta espulsione dai pub di donne ubriache. Quella creatura meravigliosa... che cosa
pu aver fatto?
Oh, lo aveva fatto sentire un imbecille! rispose prontamente il capitano.
Poi port la conversazione su Miss Henning, dichiarandosi felice che Hyacinth gli desse l'occasione di
parlarne. Si erano trovati magnificamente, insieme; forse lei glielo aveva detto. Erano diventati amici per la pelle - en
tout bien tout honneur, s'entend. C'era dunque un altro tipo di donna londinese, di origine plebea, ma intelligentissima; e
quanta poca giustizia le si faceva, normalmente; e che splendore! Ma lei, si capisce, era un esemplare meraviglioso.
Amico mio, ne ho viste di donne, di tutti i paesi, continu il capitano e le ho conosciute intimamente, e so quel che
dico; e quando vi dico che quella... che quella...! Poi si ferm all'improvviso, ridendo democraticamente. Ma forse mi
sto lasciando andare un po' troppo: dovete fermarmi, sapete. In ogni modo mi congratulo con voi, con tutto il cuore.
Prendete un altro sigaro. E ditemi, che stipendio pensate che le diano, in quel grande magazzino? Lo conosco, anzi ho
intenzione di andarci a comprare dei fazzoletti.
Hyacinth non capiva cosa intendesse il capitano Sholto quando diceva di essersi lasciato andare o quando si era
congratulato con lui; e affett identica ignoranza sull'argomento dei guadagni di Millicent. Inoltre non aveva voglia di
parlare n di lei n della propria vita privata. Voleva sapere dell'altro riguardo al capitano e venire a conoscenza di cose
che si armonizzassero con l'atmosfera romantica del suo appartamento che ricordava vagamente certi romanzi di
Bulwer. Il suo ospite lo accontent in pieno raccontandogli una ventina di interessanti avventure, spesso sorprendenti,
che gli erano capitate in Albania, nel Madagascar e perfino a Parigi. Hyacinth lo indusse senza nessuna fatica a parlare
di Parigi (una Parigi vista da una diversa angolazione di quella di Monsieur Poupin) e se ne rimase l seduto a bere,
completamente incantato. L'unico neo che offusc lo splendore dalla serata furono le rilegature dei libri: con tutta
consapevolezza fu costretto a rivelare al suo amico che non erano quanto di meglio si potesse trovare. Quando lasci la
Queen Anne Street, era troppo eccitato per tornarsene a casa; si mise a camminare per Londra con la testa piena di
immagini e di pensieri strani, finch le grigie strade cominciarono a schiarirsi alla luce dell'alba estiva.
V
South Street, Mayfair, non offre nelle domeniche pomeriggio d'agosto uno spettacolo allegro, eppure il
Principe era rimasto in piedi dietro ai vetri della finestra a guardare per dieci minuti la scena serenamente deserta: le
imposte chiuse delle case di fronte, il solitario poliziotto all'angolo che nascondeva uno sbadiglio con la mano guantata
di bianco, la stessa illuminazione smorzata che sembrava rispettosa del giorno sacro della settimana britannica.
Quell'atteggiamento, tuttavia, era una caratteristica del nostro personaggio, e una delle cose che pi avevano esasperato
sua moglie; egli riusciva a restare immobile, talvolta appoggiandosi dove capitava per sorreggere la sua persona alta e
magra, ad osservare pacatamente e taciturnamente qualsiasi oggetto che gli si presentasse davanti, con la testa
aristocratica piegata secondo l'inclinazione che gli riusciva pi comoda, per periodi eccezionalmente lunghi. Al primo
ingresso nella stanza aveva dedicato la sua attenzione alla ricca mobilia e all'arredamento che, aveva subito notato, era
sontuoso e vario; alcuni oggetti, li riconobbe come vecchi amici; erano cianfrusaglie a cui la Principessa era
particolarmente affezionata e che l'avevano accompagnata nei suoi straordinari vagabondaggi; altri invece gli erano
sconosciuti e denotavano chiaramente che la passione di lei per collezionare oggetti non si era smorzata. Fece due
considerazioni: la prima, che il suo tenore di vita era costoso come sempre - l'altra, che nessuno come lei amava la
mise-en-scne, e che il suo talento nell'arredare un ambiente era ineguagliabile. Ovunque aveva vissuto, i suoi
appartamenti erano sempre stati i pi affascinanti d'Europa.
Gli risultava che la casa di South Street l'avesse affittata soltanto per tre mesi, eppure, santo cielo, che cosa non
ci aveva messo dentro! Il Principe fece questa constatazione senza ira, perch non era quello il suo stato d'animo attuale.
Egli era capace d'infuriarsi al punto da far paura anche a se stesso, ma sinceramente riteneva che questo gli accadesse
soltanto quando veniva provocato al di l di ogni umana sopportazione mentre, abitualmente, era mite e conciliante
quanto i suoi modi, estremamente urbani, facevano presentire. Nulla in lui dava a vedere che fosse un gentiluomo
intrattabile o vendicativo: i suoi lineamenti erano irregolari, e il colore della pelle aveva una tonalit biliosa, ma gli
occhi marrone scuro, che riuscivano ad essere a un tempo interessanti e ottusi, esprimevano bont e malinconia; la testa
poggiava sul lungo collo, con un piglio attento, interessato, e i capelli neri, tagliati a spazzola, insieme a una barbetta
sottile e puntuta, completavano la rassomiglianza con quei vecchi ritratti di illustri personaggi napoletani vissuti al
tempo della dominazione spagnola. Oggi poi, in ogni caso, era venuto l armato di umilt e buone intenzioni e non si era
permesso il minimo brontolio per la lunga attesa alla quale era stato costretto. Sapeva anche troppo bene che se la
moglie avesse acconsentito a riprenderlo con s, glielo avrebbe fatto scontare in ben altro modo che questa piccola,

innocua attesa nel salotto. Ci volle un quarto d'ora prima che la porta si aprisse, e neppure allora si tratt della
Principessa, ma soltanto del sopraggiungere di Madame Grandoni.
Dapprima evitarono accuratamente l'uso di qualsiasi parola. Lei avanz con entrambe le mani protese, afferr
quella di lui e la trattenne per un attimo, guardandolo con grande benevolenza. La sua faccia florida e spiritosa si era
allungata in modo quasi comico, e i due, coi loro gesti silenziosi e solenni, avrebbero potuto essere scambiati per
conoscenti che s'incontrassero in una casa dove stessero per aver luogo delle esequie funebri. Era infatti una casa su cui
era discesa la morte, come apprese ben presto dall'espressione di Madame Grandoni: qualcosa era morto per sempre l
dentro, ed egli avrebbe potuto dar inizio alla cerimonia della sepoltura, se avesse voluto. Tuttavia la decrepita amica di
sua moglie non era tipo da continuare a lungo su quel tono, e dopo averlo fatto sedere accanto a s sul divano, si mise a
scuotere lentamente e ripetutamente la testa con un'espressione che lasciava gi trapelare l'inizio di una interpretazione
meno tragica dei fatti.
Mai... mai... mai? disse il Principe con una profonda voce rauca, una voce che contrastava con la sua figura
cos sottile. Il suo aspetto era quello tipico degli ultimi discendenti di famiglia antichissima, che oggi noi qualifichiamo
esangui, ma il timbro della voce avrebbe potuto benissimo servire per il grido di guerra di un qualche antenato bellicoso
dalla voce di basso.
Lei conosce sua moglie meglio di me, rispose in italiano, che evidentemente parlava con facilit, nonostante
un forte accento gutturale. Ho cercato di parlarle: questo che mi ha trattenuta. L'ho esortata ad incontrarla. Le ho
detto che non gliene poteva venire alcun danno e che non si sarebbe dovuta sentire minimamente compromessa. Ma Lei
conosce sua moglie, ripet Madame Grandoni con un tono gi un po' meno intenso.
Il Principe Casamassima abbass gli occhi verso i suoi stivali: Chi conoscer mai completamente una persona
come quella? Avevo sperato che mi concedesse almeno cinque minuti.
Ma a che scopo? Ha forse qualche proposta da farle?
A che scopo?! Ma per posare gli occhi su quello splendido viso!
questa la ragione per cui venuto in Inghilterra?
E quale altra ragione potevo avere? chiese il Principe, fissando con occhi dolenti il lato opposto della strada.
A Londra, in una giornata come questa, gi, disse la vecchia signora in tono comprensivo. Mi dispiace
proprio tanto per Lei; se avessi saputo della sua venuta le avrei scritto che poteva risparmiarsi il disturbo.
Egli emise un profondo, interminabile sospiro. Mi chiedete cosa desidero proporle. Quello che chiedo che
mia moglie non continui a uccidermi goccia a goccia.
Mi sembra che questo sarebbe pi probabile se viveste insieme! esclam Madame Grandoni.
Cara amica, non mi pare che lei sia ancora morta, rispose tristemente il nobiluomo.
Io? Oh, per me passato il tempo in cui era possibile uccidermi. Sono dura come la pietra, io. Ho superato le
mie malinconie ormai da tempo. Ho sopportato molto pi di quanto Lei, Principe, non abbia dovuto sopportare. Mi sono
augurata la morte mille volte, ma alla fine sono rimasta viva. I nostri guai non ci uccidono, principe mio. Siamo noi che
dobbiamo cercare di ammazzarli. Ne ho seppelliti parecchi, io. E poi, Cristina mi vuol bene, il perch lo sa il diavolo!
aggiunse Madame Grandoni.
E Lei cos buona con Cristina, disse il Principe, posandole la mano sul polso grassoccio e grinzoso.
Che vuole? La conosco da tanto tempo, e non le mancano grandi qualit.
A chi lo dice! e si guard di nuovo per qualche attimo, in silenzio, gli stivali. Poi riprese improvvisamente:
Che aspetto ha, ora?
sempre la stessa: sembra un angelo sceso ieri dal cielo che sia rimasto deluso della sua prima giornata sulla
terra!
Il Principe evidentemente era una persona semplice e la metafora alquanto ardita di Madame Grandoni gli
accese la fantasia. Il suo viso s'illumin un poco, e rispose con entusiasmo: Ah, l'unica donna che abbia conosciuto la
cui bellezza non si offuschi mai, neppure per un istante. Non conosce giornate nere. bellissima anche quando in
collera!
Oggi splendida, ma non andata in collera, disse la vecchia signora.
Neppure quando le sono stato annunciato?
Non mi trovavo con lei, in quel momento: ma quando mi ha mandato a chiamare e mi ha chiesto di venire a
parlarle, non lo ha fatto con veemenza. E perfino quando mi sono messa a discutere, cercando di persuaderla (e sapete
bene come questo non le piaccia affatto), anche allora rimasta perfettamente calma.
Forse perch ormai mi odia e disprezza troppo?
Cosa posso dirle, caro Principe, visto che non la nomina mai?
Mai, mai?
Mi sembra sia comunque preferibile che se inveisse e sparlasse di Lei.
Vuole dire che questo potrebbe rappresentare una speranza per il futuro? chiese rapidamente il giovane.
La sua vecchia amica fece una pausa. Volevo dire che preferibile per me, rispose con una risata che suon
cos cordiale da sdrammatizzare abbastanza bene l'equivoco.
Vedo che mi vuole ancora bene e che le sto a cuore, disse, mentre volgeva su di lei i suoi occhi tristi ma
grati.
Mi dispiace tanto per Lei. Ma che vuole?

Evidentemente il Principe non aveva alcun suggerimento da dare, e per tutta risposta si limit ad emettere un
altro lugubre lamento. Poi s'inform se sua moglie si trovasse bene in quel paese e se intendesse trascorrere l'intera
estate a Londra. Sarebbe rimasta a lungo in Inghilterra e - se gli era permesso di fare quella domanda - quali piani
aveva? Madame Grandoni spieg che la Principessa aveva trovato la capitale inglese di suo gusto, assai pi di quanto ci
si sarebbe potuto aspettare, e in quanto a piani, non ne aveva n pi n meno di quanto fosse solita. Gli risultava forse
che avesse mai portato a termine un impegno, o fatto nulla che avesse prima progettato o promesso? All'ultimo
momento faceva sempre il contrario, esattamente quello che fino allora non era stato preso neppure in considerazione;
ed era per questo che Madame Grandoni stava facendo, per proprio conto, i preparativi. Cristina, ora che tutto era finito,
avrebbe lasciato Londra da un giorno all'altro, ma senza che nessuno sapesse dove fossero diretti, fin quando non
fossero giunti a destinazione. La vecchia signora s'inform se al Principe, da parte sua, piacesse l'Inghilterra. Egli spinse
in fuori le labbra e disse: Come potrebbe piacermi qualcosa, in questo momento? E poi, c'ero gi stato: ho molti amici
qui.
La sua compagna si accorse che aveva ancora molte cose da dirle e da chiederle, ma che esitava nel timore
d'incorrere in qualche appunto o rimprovero che la sua dignit - nonostante la sua posizione di persona
irrimediabilmente sconfitta - avrebbe avuto difficolt ad accettare. Si guard intorno con aria svagata, e poi disse:
Volevo vedere coi miei occhi come vive.
Capisco, pi che naturale.
Ho sentito dire... ho sentito dire... e il principe Casamassima tacque.
Ha sentito dire un mucchio di sciocchezze, non ho dubbi. Madame Grandoni lo guardava come se
presentisse quello che stava per venir fuori.
Che spende un mucchio di denaro, disse il giovane.
Senz'altro, verissimo. La vecchia signora sapeva che, per quanto egli fosse molto cauto a spendere il
denaro che gli veniva da cospicue propriet cui un tempo erano state dedicate molte cure, non era la prodigalit di sua
moglie ad affliggerlo maggiormente in quel momento. Sapeva inoltre che per spendacciona e amante del lusso che
fosse, Cristina non si era mai fino allora sbilanciata oltre i limiti dell'appannaggio che il Principe le aveva assegnato al
momento della loro separazione, appannaggio che aveva stabilito lui personalmente in base a quello che riteneva le
fosse necessario per mantenere un tenore di vita degno del suo nome, per il quale aveva uno smodato rispetto. Lei
convinta di essere un modello di economia, di contare ogni scellino, continu Madame Grandoni. Se c' una virt di
cui si vanta il suo senso dell'economia. proprio l'unica lode di cui si considera degna.
Mi domanda se sia al corrente che io, - esit un istante, poi prosegu - non spendo quasi nulla. Ma preferirei
vivere di pan secco piuttosto di sapere che in un paese come questo, in mezzo all'alta societ inglese, lei non facesse la
sua degna figura.
La sua figura la fa. In quanto a dignit, come potrebbe essere altrimenti, con me al suo fianco?
Lei la cosa migliore che Cristina abbia, mia cara amica. Fin quando le rester vicina, mi sentir abbastanza
tranquillo, e una delle ragioni della mia venuta proprio quella di farmi promettere da lei che non la lascer mai.
Per carit, non c'invischiamo in promesse inutili, esclam Madame Grandoni. Lei, Principe, conosce bene il
valore che pu avere qualsiasi impegno con la Principessa: sarebbe come se le promettessi di rimanere in una vasca da
bagno dove scorre acqua bollente. Quando comincer a scottarmi dovr pur saltar fuori, fossi anche nuda. Rester
finch potr, ma non rimarrei mai se dovessi fare certe cose. Madame Grandoni pronunci queste ultime parole con
enfasi, e per un istante lei e il suo compagno si guardarono profondamente negli occhi.
Di quali cose sta parlando?
Non posso dirle di che cosa si tratta. assolutamente impossibile prevedere quello che Cristina far; in
qualunque situazione capace di riservarci sempre qualche grossa sorpresa. Ma le cose di cui parlo le so riconoscere
appena le vedo, e sono tali da farmi lasciare questa casa su due piedi.
E dunque, se non se n' ancora andata...? chiese lui, con ansia.
perch ho creduto di far meglio restando.
Sembr solo parzialmente soddisfatto da questa risposta. Tuttavia, dopo un istante aggiunse: Per me sarebbe
completamente diverso. E se qualcosa di quelle da voi accennate dovesse verificarsi, vedo solo un motivo in pi per
desiderare che lei rimanga. Lei potrebbe interporsi, arrestare... S'interruppe al rude ghigno germanico di lei.
Le sar capitato forse di trovarsi qualche volta a Roma, quando il Tevere ha straripato, vero? Che avrebbe
pensato se avesse udito la gente dire a quei poveracci del ghetto, di Ripetta, che se ne stavano l col fango fino alle
ginocchia, che avrebbero dovuto "interporsi", "arrestare"?
Capisco bene, disse il Principe abbassando gli occhi. Sembrava che li avesse chiusi, per un attimo, vinto da
un lento spasimo. Non so dirle neanch'io cos' che mi tormenta tanto, continu subito dopo. Questo pensiero fisso
che talvolta mi fa saltare il cuore in gola. una paura angosciosa. E infatti il suo viso pallido e il respiro affannato
avrebbero potuto appartenere a qualcuno che si fosse visto comparire davanti uno spettro.
Non c' bisogno che me lo dica. So benissimo cosa prova, povero amico mio.
Ritiene dunque che un pericolo ci sia, che lei trasciner il mio nome nel fango, far quello che nessuno ha mai
osato fare? Non glielo perdonerei mai, afferm a mezza bocca; e il suono rauco della voce rese quel bisbiglio
particolarmente intenso.
Madame Grandoni vagli la possibilit di dirgli (per prepararlo al peggio) che per la moglie il suo nome aveva
lo stesso valore dell'etichetta che s'incolla sui bagagli, ma dopo rapida riflessione decise di rimandare quella

precisazione ad altro momento. E poi, si disse, il Principe avrebbe ormai dovuto capire che Cristina non dava alcun
valore al suo malaugurato vincolo con una razza ignorante e superstiziosa, e disprezzava gli italiani per il
provincialismo, la parsimonia e la superficialit (considerava la loro conversazione il non plus ultra dell'infantilismo) e
la loro fatua convinzione di avere una preminenza nel grande mondo moderno era stata pi d'una volta oggetto della sua
pubblica derisione. Infine si limit a dire: Caro Principe, sua moglie una donna orgogliosissima.
E come potrebbe non esserlo? Ma il suo orgoglio diverso dal mio. E inoltre ha certe idee, certe opinioni!
Alcune decisamente mostruose!
Madame Grandoni sorrise: S, ma perdono d'importanza, se Lei lontana.
E allora perch mi dice di capire i miei timori, di riconoscere le storie che ho sentito?
Non so se la buona signora sotto tante pressioni, perdesse la pazienza. Certo , con una sensibile asprezza, che
proruppe in un: Cerchi di capire, cerchi di capire questo; Cristina non riconoscer mai, n a Lei n al suo nome n alle
sue illustri tradizioni un'importanza maggiore di quella che riconosce a se stessa, ma anzi molto, molto minore.
Sembr per un momento che il Principe si soffermasse ad analizzare questa frase ambigua e pur tanto
perentoria. Poi, lentamente, si alz tenendo il cappello in mano e si mise a camminare per la stanza a passi delicati e
solenni, come se i lunghi piedi sottili gli facessero male. Si ferm davanti a una finestra e lanci un'altra occhiata alla
South Street, poi si volt e chiese improvvisamente, con una voce cui evidentemente aveva cercato d'infondere un tono
di curiosit pi distaccata: Ha suscitato ammirazione, in questo paese? Vede molte persone?
La considerano molto diversa, naturalmente. Ma lei vede solo chi le piace. La maggior parte della gente
l'annoia a morte, aggiunse coscienziosamente Madame Grandoni.
Allora perch mi ha detto che questo paese le piace?
La vecchia si alz dal suo posto. Aveva promesso a Cristina, la quale detestava l'idea di trovarsi sotto lo stesso
tetto col marito, che avrebbe contenuto la visita in un tempo molto ristretto, e questa mossa era intesa a significare, col
maggior tatto possibile, che era il caso di porvi termine. la gente del popolo che le piace, rispose, incrociando le
mani sullo stomaco rivestito di raso gualcito, alzando verso di lui gli occhi decrepiti ancora arguti: Sono le classi
inferiori, il basso popolo.
Il basso popolo? Il Principe rimase pietrificato da questa notizia fantastica.
La povera gente, continu la sua amica, che si divertiva a vederlo cos stupefatto.
La plebaglia londinese... la pi orribile... la pi brutale...?
Oh, ma lei si adopera per elevarla.
Dopotutto, quello che mi avevano detto era proprio qualcosa del genere, disse il Principe con aria grave.
Che vuole? Non si preoccupi, non durer!
Madame Grandoni vide per che queste confortanti assicurazioni non venivano raccolte. Il viso di lui era
rivolto verso la porta, che era stata aperta con violenza, e tutta la sua attenzione era monopolizzata dalla persona che in
quel momento stava varcando la soglia. Anche lei guard da quella parte e riconobbe il piccolo artigiano che Cristina in
modo tanto eccentrico e cos tipicamente suo, aveva attirato nel palco quella sera a teatro - aveva informato in seguito la
sua vecchia amica che gli aveva comunicato di andare a trovarla.
Mr. Robinson! annunci in tono altisonante e impersonale un ben addestrato servitore.
Non durer molto, ripet Madame Grandoni al Principe sebbene quelle parole avessero l'aria di essere
pronunciate piuttosto per le orecchie del signor Robinson.
Mentre lei faceva cenno al cameriere di lasciare aperta la porta e di attendere, Hyacinth rimase in piedi a
guardare alternativamente la strana vecchia, che gli sembrava pi strana che mai, e l'alto signore straniero (riconobbe a
prima vista che si trattava di un forestiero) i cui occhi sembravano sfidarlo, divorarlo, e intanto si chiedeva se per caso
avesse commesso un errore, rammentando contemporaneamente a se stesso di avere in tasca il biglietto della
Principessa, con tanto di giorno e ora scritti chiarissimi, in quella sua splendida calligrafia.
Buongiorno, buongiorno, spero che stiate bene, disse Madame Grandoni con disinvolta cordialit,
voltandogli per subito le spalle per chiedere all'altro, nell'altra lingua, mentre gli porgeva la mano: Allora lei lascer
Londra... fra un giorno o due?
Il Principe non rispose: continu a squadrare dalla testa ai piedi il piccolo rilegatore, come per cercare di
scoprire chi diavolo fosse. A Hyacinth sembrava quasi che i suoi occhi andassero in cerca di un pacchettino che avrebbe
dovuto avere sotto il braccio, e senza il quale il suo aspetto era incompleto. In confidenza possiamo per dire al lettore
che, vestito con una cura prima d'allora ignota, e trasformato in un essere nuovo di zecca secondo la straordinaria
metamorfosi operata dalla domenica inglese sui lavoratori cockney salariati, con la bella testa scoperta e il viso attraente
illuminato dallo stupore, il giovanotto di Lomax Place con tutto avrebbe potuto essere scambiato tranne che con un
portapacchi. La Principessa mi ha scritto chiedendomi di venire a trovarla, Madame, disse, quasi a prevenire
un'eventuale accusa di tempestivit.
Lo credo bene, e Madame Grandoni guid il Principe verso la porta, mentre gli esprimeva l'augurio di un
ottimo viaggio di ritorno in Italia. Ma lui rimaneva immobile e rigido; sembrava aver raggiunto una conclusione nefasta
nei riguardi del signor Robinson. Devo rivederla, necessario. Non possibile che...
Va bene, ma non in questa casa, lo sa.
Vuole allora farmi l'onore d'incontrarsi con me? E poich la vecchia signora esitava, aggiunse con intensit
improvvisa: Carissima amica, la supplico in ginocchio! Dopo che lei acconsent ad incontrarlo, appena fosse stato
possibile, in un giorno e luogo che le avrebbe indicato, egli si port alle labbra quelle nocche decrepite, e senza pi

guardare Hyacinth, si volt. Lei ordin al servitore di annunciare alla Principessa l'altro visitatore, e poi si avvicin al
signor Robinson, fregandosi le mani e sorridendo, con la testa tutta piegata da una parte. Egli ricambi in modo vago il
sorriso, incerto su quanto gli avrebbe detto. Le sue parole con sua grande sorpresa, furono:
Mio povero giovane, posso prendermi la libert di chiedervi che et avete?
Certamente, Madame. Ho ventiquattro anni.
E voglio sperare che siate un bravo lavoratore, e moderato sotto tutti i punti di vista, e... come dite voi in
inglese, steady, con la testa sulle spalle.
Non credo di essere esattamente uno scavezzacollo, disse Hyacinth senza offendersi. Pensava che la vecchia
lo trattasse con eccessiva condiscendenza, ma la perdon.
Non so come si deve parlare, in questo paese, ai giovanotti come voi, senza essere prese per impiccione e
invadenti.
Il vostro modo di parlare mi piace, si affrett ad assicurare Hyacinth.
Lei lo guard fisso, e poi ostentando comicamente una gran dignit, disse: Siete molto bravo. Sono lieta che
io vi diverta. chiaro che siete intelligente e svelto, continu, e sarebbe un peccato se rimaneste deluso.
Che intendete dire, perch deluso?
Beh, ho idea che vi aspettiate grandi cose venendo in una casa come questa. Se vi sto importunando dovete
dirmelo. Sono molto all'antica e non conosco le usanze di questo paese. Parlo come negli altri paesi ci si rivolge ai
giovanotti come voi.
Non mi scompongo tanto facilmente, assicur Hyacinth con una brillante impennata. Per aspettarsi
qualcosa, bisogna prima sapere, capire, non vi pare? Ed io sono qui, e non so n capisco. Sono venuto soltanto perch
una signora che mi sembra molto bella e molto gentile, mi ha fatto l'onore di mandarmi a chiamare.
Madame Grandoni lo scrut per un istante come colpita dalla sua bellezza, e da quell'indefinibile eleganza che
gli stava appiccicata addosso. Vedo bene che siete molto svelto, molto intelligente; no, non somigliate a quei
giovanotti di cui parlavo. A maggior ragione...! e s'interruppe, con un piccolo sospiro. La sua missione si stava facendo
un poco troppo difficile. Voglio mettervi in guardia, e non so come farlo. Se foste un giovane di Roma, sarebbe
diverso.
Di Roma?
li che abito, nella citt eterna. Se vi ferisco, potete spiegarvelo cos - voi non siete come loro.
Non mi ferite affatto, vi prego, credetemi: m'interessa molto ci che dite disse Hyacinth senza accorgersi che
anche il suo poteva sembrare un tono di condiscendenza. Su cosa volete mettermi in guardia?
Ecco... voglio solo darvi un piccolo consiglio. Non rinunciate a nulla.
A cosa potrei rinunciare?
A voi stesso. Non lo fate. Lo dico nel vostro interesse. Mi pare che abbiate un piccolo, onesto mestiere, non
ricordo pi quale... Comunque, qualunque esso sia, ricordatevi che farlo bene la cosa migliore a cui possiate aspirare,
meglio che far visite eccezionali, perfino meglio che riuscire gradito alla Principessa!
Capisco quello che volete dire! rispose Hyacinth, calcando un poco il tono. Ma io amo appassionatamente
il mio lavoro, ve lo assicuro.
Sono felice di sentirvelo dire. Tenetevelo stretto e state quieto. Siate diligente e bravo e tirate avanti cos. Ho
capito, l'altra sera, che siete uno di quei giovani che vogliono vedere tutto cambiato - sono certa che ce ne sono
tantissimi anche in Italia e anche nella mia cara vecchia Germania, che ritengono giusto lanciare bombe nel bel mezzo
di masse innocenti, e scaricare le pistole contro i governanti o contro chicchessia. Ma non ne voglio parlare: potrebbe
sembrare che lo facessi nel mio interesse, e invece la verit che, a me, non me ne importa nulla. Sono cos vecchia che
tutto quello che posso sperare di trascorrere i pochi giorni che mi rimangono senza ricevere una pallottola da qualche
parte. Ma voi, prima di spingervi troppo in l, vi prego, cercate di capire se avete veramente ragione.
Non tanto il fatto che mi attribuite idee che forse non ho, disse Hyacinth facendosi tutto rosso, ma
provando tuttavia una grande simpatia per Madame Grandoni. Voi parlate senza nessuna esitazione dei nostri sistemi e
dei nostri metodi, ma se dovessimo usarne altri a voi pi graditi...! e seguitando ad arrossire, il giovanotto sorridendo
scosse due o tre volte il capo con aria intensa.
Non me ne piace nessuno! url la vecchia signora. Mi piace la gente che sopporta i propri guai come
abbiamo sempre fatto tutti. E in quanto alle ingiustizie, vedete, sono molto buona a ripetervi: non rinunciate a quello
che avete per nessuna cosa al mondo. Vi far portare del t, soggiunse, mentre si avviava fuori della stanza,
mostrandogli la rotonda, bassa, vecchia schiena e trascinandosi dietro, sul tappeto, un misero strascico che aveva perso
ogni splendore.
VI
Lo aveva messo in guardia anche il signor Vetch contro quello che le donne brillanti avrebbero potuto fare di
lui - era stata soltanto una parola sulle labbra del violinista, ma una parola molto significativa. Era stato messo in
guardia da Paul Muniment, ed ora l'avvertimento veniva da una persona perfettamente qualificata in materia; e questo
non era valso che a ingigantire l'emozione che per tutti quegli ultimi tre giorni lo aveva tenuto col fiato sospeso.
Un'emozione, tuttavia, che non gli faceva presagire future, temibili conseguenze; mentre osservava il salotto della

principessa Casamassima e respirava quell'aria che gli sembrava indicibilmente dolce e rarefatta, sperava che
quell'avventura lo avrebbe coinvolto soltanto per una minima parte rispetto a quanto sembrava aver voluto intimare la
vecchia signora. Esamin una ad una tutte le varie sedie, i divani, le ottomane sparse per la stanza, con l'intenzione di
sedersi sul pi sontuoso, e poi per ragioni note soltanto a lui, si sprofond in un sedile rivestito di broccato rosa, con le
gambe e l'intelaiatura d'oro zecchino, e vi rimase seduto immobile, col cuore che gli batteva rapidissimo, e lo sguardo
che trascorreva irrequieto da un oggetto all'altro. Lo splendore e la suggestione dell'appartamento del capitano Sholto
erano stati completamente offuscati dalla scena che gli si offriva, e poich la Principessa non si faceva scrupolo di farlo
aspettare (erano passati venti minuti, durante i quali il cameriere era entrato e aveva posato sopra un tavolinetto un
servizio da t assolutamente smagliante) Hyacinth ebbe tutto il tempo di contare gli infiniti bibelots (quasi tutti erano
addirittura impensabili per lui), tangibili concretizzazioni della personalit di una donna di gran classe, e di capire che
nella loro bellezza ed estrosit si rifletteva non solo un intero mondo artistico ma una raffinatezza di scelta da parte di
chi li possedeva; una complessit di pensieri e, perfino, angosciose profondit di carattere.
Quando finalmente la porta si apr e il servitore, nuovamente apparso, la spalanc al massimo per lasciare un
ampio spazio che agevolasse il passaggio di una persona importante come la sua padrona, l'ansia di Hyacinth si acu
spasmodicamente, come talvolta gli era accaduto a teatro aspettando l'entrata di una celebre attrice. In questo caso,
l'attrice stava per recitare per lui soltanto. Pass ancora un istante prima che entrasse, e quando arriv era vestita con
tanta semplicit - oltre al fatto che ora la vedeva per la prima volta in piedi - da sembrarle completamente diversa. Gli si
avvicin rapidamente, in modo un poco rigido e riservato, ma nella sua schietta stretta di mano era palese il desiderio di
essere spontanea e disinvolta. Poteva anche sembrare una persona diversa, ma questa persona era di una bellezza ancora
pi radiosa. Il chiarore del suo viso sembrava voler dissipare qualunque dubbio che avesse potuto insidiare o tormentare
il nostro giovanotto sulla realt dell'immagine che lei gli aveva dato di se stessa la volta precedente. E nello stato di
grazia che gli veniva dalla sua presenza, non avrebbe saputo quello che di lei lo colpiva maggiormente: se la fierezza o
l'affabilit.
Vi ho fatto aspettare tanto, ma il mio salotto ha fama di non essere poi un luogo troppo brutto; vi sono tante
cose da osservare, e forse ne avrete notata qualcuna. Ad esempio, da quella parte c' una collezione di miniature
piuttosto curiosa. Parlava a scatti, velocemente, quasi consapevole che stabilire una comunicazione per loro poteva
essere difficile, e tentasse di trovare subito la nota giusta che li mettesse a loro agio, scongiurando quel pericolo.
Sempre rapidamente si sedette davanti al vassoio del t e ne vers una tazza che gli porse senza domandargli se lo
desiderasse. Lui la prese con mano tremante, sebbene non ne sentisse affatto voglia: era troppo nervoso per bere il t,
ma non gli sembrava concepibile rifiutare. Bisbigli che infatti aveva guardato tutti quegli oggetti, ma che ci sarebbero
volute ore per rendere giustizia a tanti tesori, e lei gli chiese se amava le opere d'arte, aggiungendo subito, comunque,
che forse non aveva avuto troppe occasioni di vederle, nonostante naturalmente le collezioni pubbliche aperte a tutti.
Rispose con franchezza che alcuni dei momenti pi felici della sua vita li aveva passati al British Museum e alla
National Gallery, e questo sembr interessarla enormemente e lo preg subito di dirle la sua impressione su alcuni
quadri e oggetti antichi. Fu cos che in brevissimo tempo, almeno cos gli parve, si trov a discutere Bacco e Arianna, e
i marmi di Elgin, con una delle donne pi in vista d'Europa. vero che fu lei a sostenere la maggior parte della
conversazione, passando precipitosamente da un argomento all'altro, ponendogli domande senza poi attendere la
risposta, descrivendo e dando giudizi su oggetti, puntualizzando stati d'animo, servendosi di una fraseologia del tutto
nuova per lui ma che gli sembrava illuminante ed esatta, come quando, ad esempio, si chiese che cosa fosse l'arte se non
una sintesi intesa a suscitare piacere, o quando disse che non le piaceva affatto l'Inghilterra ma che l'amava
assurdamente. Non gli pass per la mente che queste dissertazioni potevano suonare pedanti. Improvvisamente lei butt
l: Madame Grandoni mi ha detto che avete visto mio marito.
Ah, cos quel signore era vostro marito?
Purtroppo s. Che ne pensate?
Non so cosa pensare...! supplic Hyacinth.
Vorrei non saperlo neanch'io! Non l'ho visto da quasi tre anni. Oggi ha cercato di me, ma mi sono rifiutata di
vederlo.
Ah! e il giovanotto rimase a guardarla, non sapendo come avrebbe dovuto accogliere questa inattesa
confessione. Poi, siccome l'inesperienza, talvolta, suggerisce alcune soluzioni felicissime, decise di dire,
semplicemente, quello che gli passava per la mente, e aggiunse: La cosa, naturalmente, vi ha innervosita. Pi tardi,
quando aveva gi lasciato la casa, si domand stupito come avesse trovato il coraggio, a quel punto, di esprimersi in
termini tanto familiari.
Ma lei aveva accolto le sue parole con una breve risata, piena di stupore: Come lo sapete? E prima che lui
avesse il tempo di rispondere, aveva continuato: Il fatto che voi mi abbiate detto questa frase, in questa maniera, mi fa
capire quanto avessi ragione a chiedervi di venire a trovarmi. Sapete, ho avuto qualche esitazione, ma ora so che avete
una grande sensibilit. Lo avevo capito anche l'altra sera a teatro, altrimenti non vi avrei chiesto di venire. Posso
sbagliarmi, ma a me piacciono le persone che capiscono quello che gli si dice e anche quello che non si dice.
Non crediate che capisca troppo. Potreste sbagliarvi, dichiar coscienziosamente Hyacinth.
Avete pienamente confermato la prima impressione che mi ero fatta di voi, rispose la Principessa, sorridendo
quasi a significargli che lo trovava davvero simpatico. Li scopriremo, i limiti della vostra comprensione! Sono proprio
terribilmente nervosa. Ma passer. Come sta vostra cugina, la sarta? chiese poi d'un tratto. E dopo che Hyacinth ebbe
tracciato un breve quadro della povera Pinnie - descrivendola piuttosto in gamba per la sua et e tuttavia vecchia e

stanca, triste e delusa - lei esclam con impazienza: Ah, beh, non mica la sola! e ritorn con disinvoltura al discorso
interrotto: Non stata solo la visita di mio marito - assolutamente inattesa - a rendermi cos irrequieta, ma il pensiero
che voi, dopo essere stato tanto gentile da venire qui, poteste domandarvi perch, dopotutto, io ne abbia fatto un caso
tanto importante, e ritenere anche del tutto improbabile ogni spiegazione che potessi addurre.
Non chiedo spiegazioni, disse Hyacinth con grande presenza di spirito.
molto carino da parte vostra, e vi prender in parola. Le spiegazioni, in genere, peggiorano le cose. Non
desidero per che pensiate (come avreste potuto benissimo fare l'altra sera) che voglia trattarvi come un curioso
animale.
Non m'importa, come mi trattate, disse lui con un sorriso.
Segu un lungo silenzio, poi lei continu: Tutto quello che chiedo a mio marito di lasciarmi in pace. Ma
niente. Si rifiuta di trattarmi con la mia stessa indifferenza.
Hyacinth si chiese quale fosse la giusta risposta a una simile dichiarazione, e gli sembr che il minimo che ci si
potesse aspettare da lui - cosa che riusc a fare con totale convinzione - fossero le parole: Non deve essere facile
provare indifferenza per voi.
E perch poi, quando mi comporto come una persona odiosa? E so esserlo - non c' dubbio! Devo per dire
onestamente che con il Principe mi sono comportata in modo estremamente ragionevole e che la maggior parte dei torti
- quelli grossi, che ci hanno portato a una decisione - sono stati da parte sua. Mi direte che esattamente quello che
dichiara ogni donna che ha fatto scempio del proprio matrimonio. Ma potete chiedere a Madame Grandoni.
Che mi direbbe di occuparmi dei fatti miei.
vero, direbbe proprio cos, esclam ridendo allegramente la Principessa. E non capisco neppure perch
debba importunarvi con le mie beghe domestiche; solo che volevo trovare il modo di provarvi che ho fiducia in voi,
dopo che voi me ne avete dimostrata tanta. Ho parlato della separazione da mio marito perch la sua improvvisa
apparizione in casa mia ha fatto tornare la storia alla ribalta, anche se l'argomento piuttosto noioso. Inoltre, voglio che
sappiate che non ho molto rispetto per le differenze sociali, che in questo paese sono della massima importanza. Non c'
dubbio che, per qualche verso, facciano comodo, ma quando esistono buone ragioni - ragioni affettive - per ignorarle, e
ci si lascia invece condizionare da qualche tetra superstizione che impone a ciascuno di rimanere al proprio posto, allora
mi sembrano ignobili. Che non ci siano poveri veramente un affare che riguarda tutti. Se siete socialista, immagino
che la penserete come me; ma poich la coscienza delle differenze di classe per gli inglesi una specie di religione,
potrebbe esservisi appiccicata addosso pure a voi (anche se mi rendo conto, ogni istante di pi, che siete poco pi
inglese di me), cos che se, a dispetto delle vostre teorie democratiche, resterete scandalizzato dal mio modo di metterle
in pratica (dal momento che sono anche le mie teorie) sar meglio chiarire subito che in questo caso, non sarebbe
possibile nessuna intesa fra noi e tanto varrebbe separarci prima di andar oltre. Si interruppe il tempo necessario per
dar modo a Hyacinth di dichiarare con grande enfasi che lui non si scandalizzava facilmente e poi, senza pause,
avidamente, parlando come se si liberasse da un peso e volesse con il cumulo delle parole rendere meno anormale il
loro strano rapporto, si spinse fino a dichiarare che la sua volont era di conoscere la gente del popolo, e conoscerla
intimamente - i lavoratori e quelli che lottavano e soffrivano - perch era convinta che costituivano la parte pi
interessante della societ, concludendo poi con la domanda: E portarsi dietro, in questi rapporti, l'affettazione delle
buone maniere e dei modi delicati, non sarebbe forse una cosa di pessimo gusto? Se non riesco a sbarazzarmene
meglio che li lasci in pace. Ma non posso lasciarli in pace. Quella gente mi preme, mi affascina, mi tormenta. Ecco...
dopotutto semplice: voglio conoscerla e voglio che voi mi aiutiate a farlo.
Vi aiuter molto volentieri, meglio che posso. Ma rimarrete delusa, disse Hyacinth. Gli sembrava
stranissimo che nel giro di due giorni due signore dell'alta societ avessero trovato modo di esprimergli la stessa
misteriosa aspirazione. Era vero: un vento, nato chiss dove, soffiava sull'aristocrazia. Tuttavia, anche se nelle parole
della principessa Casamassima echeggiava la stessa passione che aveva colto in quelle di Lady Aurora, e pur sentendosi
obbligato a scoraggiare la sua interlocutrice attuale come aveva fatto con l'altra, sent che la forza che animava la
Principessa era ben altra dalle timide, coscienziose, ansiose eresie dell'amica di Rose Muniment. Il carattere delle due
donne era diverso quanto il loro aspetto e il modo di parlare, e questo, forse, rendeva ancor pi significativa la loro
curiosit.
Non ne ho il minimo dubbio, rispose. Non c' una cosa nella vita che non mi abbia delusa profondamente.
Ma, delusione per delusione, questa mi piacer pi delle altre. Eppure non riuscirete a convincermi che tra la gente di
cui parlo, il carattere, le passioni e le motivazioni non siano pi genuine, totali, pi naives. La gente dell'alta societ
cos mortalmente banale. La famiglia di mio marito risale al V secolo, eppure lui l'uomo pi noioso d'Europa. E il tipo
di persone che il mio matrimonio mi obbligava a frequentare era proprio questo. Oh, se sapeste quello che ho passato,
converreste con me che qualche intelligente meccanico (naturalmente gli stupidi non m'interessano) sarebbe gi una
piacevole alternativa. Dovevo cominciare da qualcuno - non vi sembra? - cos l'altra sera ho cominciato da voi! Ma
non appena pronunciate queste parole la Principessa si affrett a precisare, mentre la consapevolezza dell'errore fatto
illuminava il suo volto rendendolo, a giudizio di Hyacinth, ancora pi nobile e pi teneramente bello: La sola
obiezione, per quanto vi riguarda, che voi non avete nulla della gente del popolo, oggi neppure l'abito. I suoi occhi lo
squadrarono dalla testa ai piedi facendolo vergognare. Avrei preferito che foste venuto con gli abiti che portate quando
andate al lavoro.
Ma allora, diventa vero che mi considerate un animale raro, ribatt lui.

Forse per confutare quell'affermazione, dopo poco lei riprese a raccontargli le sue vicende private. Doveva
sapere chi fosse, a meno che il capitano Sholto non lo avesse gi informato, e gli parl del suo parentado - americano da
parte materna, italiano da quella paterna - e come aveva passato la prima giovent vagabondando come una
bohmienne in mille luoghi diversi (sempre in Europa; non era mai stata in America e sapeva ben poco di quel paese,
anche se desiderava moltissimo attraversare l'Atlantico) abitando in massima parte a Roma. I suoi avevano voluto farla
sposare, quasi fosse un oggetto da vendere per amore di una grande fortuna e di un nome altisonante, ma il matrimonio
era riuscito male, come solo il suo peggiore nemico avrebbe potuto augurarle. I suoi genitori erano morti, fortunati loro,
e lei non aveva nessuno tranne Madame Grandoni, che le apparteneva soltanto nel senso che la conosceva da quando
era bambina; erano come vincolate, per cos dire, da quegli anni non semplici ma sostanzialmente innocenti. Non che lei
fosse stata esattamente candida; aveva avuto una pessima educazione. Aveva conosciuto per qualche brava persona,
gente degna di rispetto, ma Madame Grandoni era la sola ad esserle rimasta vicina. Comunque anche lei avrebbe potuto
andarsene, un giorno. La Principessa sembr voler sottintendere che il destino l'avrebbe obbligata a prendere iniziative
tali da mettere a dura prova la fedelt della vecchia signora. Ci sarebbe voluto troppo tempo per raccontargli tutte le fasi
attraverso cui era giunta a pensarla a quel modo: il proprio disgusto per un'infinit di organismi sociali, la ribellione
contro l'egoismo, la corruzione, la cattiveria, la crudelt, l'idiozia di coloro che, in tutta Europa, stavano al potere. Se lui
avesse conosciuto il suo modo di vivere, il milieu in cui per anni era stata condannata a rigirarsi, l'evoluzione delle
proprie idee (Hyacinth fu felice di sentirla usare quel termine) gli sarebbe apparsa un fatto perfettamente normale. Era
stata umiliata, maltrattata, torturata; era convinta di appartenere anche lei ad una delle tante classi sociali che soltanto
una rivoluzione avrebbe potuto riequilibrare. In ogni caso le rimaneva sempre il rispetto di se stessa, ma voleva
recuperarne anche dell'altro, e l'unico modo era di gettarsi in qualche iniziativa che le facesse dimenticare le proprie
vicende private e le permettesse di capire i guai e gli sforzi altrui. Hyacinth l'ascolt con uno stupore che, man mano
che lei parlava, si trasformava in una resa deliberata; appariva cos spontanea, viva, cos squisitamente generosa e
sincera. Dopo mezz'ora che stavano insieme, lei era riuscita a rendere facile e normale la loro situazione, e se una terza
persona fosse sopraggiunta in quel momento non avrebbe notato nulla per poter pensare che amichevoli scambi di visite
fra piccoli rilegatori e principesse napoletane non fossero la norma, a Londra.
Hyacinth aveva conosciuto molte donne che parlavano sempre di s e delle loro faccende private - una volgare
loquacit era, secondo lui, la principale caratteristica del gentil sesso, quale fino allora gli era accaduto di conoscere ma cap subito che la gran dama che ora si prendeva la briga di aprirgli il suo cuore non era donna dedita ai
pettegolezzi; che anzi doveva essere, in linea di massima, una persona orgogliosa, con un riserbo pieno d'ironia, cos da
risultare, per alcuni, assolutamente sfuggente. Niente di pi facile che fosse volubile, eppure l'ipotesi che le simpatie e
curiosit del momento fossero soltanto un capriccio, non suonava come presagio sinistro per il visitatore. Non sarebbe
stato, in ogni caso, un capriccio nobile e interessante? E perch sarebbe dovuto uscire da quell'argenteo raggio lunare
che in quel momento splendeva sul suo cammino? Dobbiamo aggiungere che era molto lontano dal comprendere tutto
quello che lei gli diceva: alcune allusioni e implicazioni erano cos difficili da captare che pi che altro lo costringevano
a prendere atto di quanto fosse limitata la propria conoscenza della vita. Le sue parole evocavano una quantit di
nebulose immagini che era condannato a non conoscere, e da cui si sentiva tanto pi turbato perch non ne possedeva la
chiave. Questo era vero specialmente per quegli accenni alla vita in Italia, nella propriet del marito, e ai suoi rapporti
con i familiari di lui, che ritenevano di averle fatto un grande onore accogliendola nella loro augusta cerchia (facendo
buon viso a cattivo gioco) dopo aver mosso mari e monti per tenervela fuori. Il posto che le era stato assegnato in mezzo
a quella gente e quello che aveva dovuto sopportare dalla loro boria, dalle loro idee e usanze (sebbene quali fossero, il
suo ascoltatore non aveva ben capito) le avevano evidentemente impresso nell'animo un'inestinguibile avversione e
disprezzo; e Hyacinth cap che la forza di quella vendetta o di quel disprezzo, l'avrebbe portata lontano, rendendola
moderna, democratica ed eretica outrance, l'avrebbe portata a giurare su Darwin e Spencer e tutti gli scienziati
iconoclasti, oltre che sullo spirito rivoluzionario. Indubbiamente Hyacinth non aveva ragione di lamentarsi della propria
inadeguatezza a comprendere la Principessa, se riusciva gi a realizzare che era stata una passione privata a giocare un
ruolo tanto forte nella formazione delle sue idee. Tuttavia quel preambolo, in fondo cos esente da ogni asprezza, non
l'aveva sminuita minimamente ai suoi occhi che la vedevano come una creatura ricca delle pi lusinghiere doti:
brillante, delicata, complicata, ma complicata con qualcosa di sublime.
Soltanto dopo averla lasciata si rese conto che nonostante avesse parlato tanto lei, aveva costretto a parlare
anche lui. Tir un profondo sospiro pensando che non aveva poi fatto la figura dell'imbecille, come sarebbe potuto
accadere. L'eccitazione che gli veniva dall'interesse e dall'ammirazione per lei lo avevano salvato, senza dargli alla
testa, e lo avevano spinto a dimostrarle che anche lui, a modo suo, era una persona notevole; tuttavia lo avevano anche
tenuto in uno stato d'ansia e di tensione, come se avesse partecipato a un evento solenne, a una qualche iniziazione
ancora pi formale di quelle che si diceva avessero luogo in tenebrosi circoli sotterranei. In realt, aveva detto pi di
quanto avrebbe voluto quando lei gli aveva rivolto alcune domande sulla sue affiliazioni "radicali"; aveva parlato come
si trattasse di un movimento vasto e affermato, mentre invece, almeno per il momento, per quanto poteva saperne lui
per conoscenza diretta, era ristretto nei confini di quelle quattro mura coperte dall'orribile carta da parato, del piccolo
club Sole e Luna. Si rimprover per questa leggerezza, che per non era stata originata dall'orgoglio. Era stato solo il
timore di deludere la sua ospite, di sentirla dire: Allora, perch siete venuto a trovarmi, se non avete nulla di pi
interessante da dirmi? - una domanda alla quale, naturalmente, egli avrebbe potuto replicare con prontezza, se ne
avesse avuto il coraggio, che lui non le aveva mai chiesto di venire, e che la sua visita era stata voluta da lei. Ma era
troppo ansioso di tornare, per avere l'ardire di fare quel discorsetto. Tuttavia quando lei esclam, cambiando

bruscamente argomento, come faceva sempre, Mi domando se vi vedr ancora! egli rispose, con assoluta sincerit, di
non ritenere possibile che una cosa cos deliziosa avesse probabilit di ripetersi. C'era un tipo di felicit che certe
persone non sperimentavano mai, mentre per altre era un fatto normale. E concluse: vero che ho provato questo
stesso sentimento dopo avervi salutata, l'altra sera a teatro, e invece eccomi qui!
S, eccovi qui, disse pensosamente la Principessa - come se la cosa fosse pi seria e imbarazzante di quanto
non avesse immaginato. Per quanto mi riguarda, essenzialmente non c' nulla d'inconcepibile nel fatto di rivedervi; ma
potrebbe darsi che per voi non sia mai pi cos piacevole. Forse si trattato di quella felicit che arriva una volta sola.
In ogni caso, sto per partire.
Capisco, tutti lasciano la citt...! disse Hyacinth, all'altezza della situazione.
Anche voi, signor Robinson? chiese la Principessa.
Beh, in genere, no. Pu darsi per che quest'anno riesca ad andare al mare per tre o quattro giorni. Mi
piacerebbe portarci la mia vecchia. L'ho fatto anche in passato.
E a parte questo, lavorerete sempre?
S, ma vorrei capiste che io amo il mio lavoro, e che una vera fortuna, per un ragazzo come me, averlo.
E come fareste, senza? Morireste di fame?
No, non credo che morirei di fame, rispose giudiziosamente il nostro amico.
Lei assunse un'espressione afflitta, ma poco dopo prosegu: Mi domando se verreste a trovarmi in campagna,
da qualche parte.
Accidenti! esclam Hyacinth trattenendo il respiro. Siete cos gentile che m'imbarazzate.
Non siate banal, per favore. Lasciate che lo siano gli altri. A che vale cercare qualcosa di nuovo, in altri
campi, se anche voi diventate banal? Vi ho chiesto se verreste.
Non avrebbe potuto dire se in quel momento si sentisse sprofondare nell'abisso o librare in aria. S, credo di
s, anche se non so proprio come - ci sarebbero parecchie difficolt da superare; ma verr dovunque vorrete.
Volete dire che non vi possibile lasciare il lavoro cos, su due piedi? E che potreste perderlo, ed aver bisogno
di denaro, e trovarvi a disagio?
S, ci sarebbero difficolt del genere. Come vedete, sul piano pratico, quando una persona come voi diventa
amica di uno come me si creano immediatamente ostacoli e complicazioni d'ogni genere.
cos che mi piace sentirvi parlare, disse la Principessa con una gentilezza dimessa che gli sembr quasi
sacra. Dopotutto, non so neppure dove mi trover: devo fare qualche stupida visita, da cui mi aspetto, come unico
conforto, di far trasalire un bel po' di gente. Tutti, qui, mi considerano una grande eccentrica, e non c' dubbio che lo
sia! Lo potrei essere molto di pi, col vostro aiuto. Perch, dopotutto, non dovrei avere il mio rilegatore personale?
Sempre presente, capite - sarebbe tremendamente chic. Potremmo divertirci enormemente, non credete? In ogni modo,
sar di ritorno a Londra non appena finita la corve: sar qui l'anno prossimo. Nel frattempo, non vi scordate di me,
continu, alzandosi in piedi. Anzi, ricordatevi che aspetto che voi mi accompagniate nei bassifondi,... in luoghi
malfamati. Perch mai il pensiero di quelle scene di miseria dovesse illuminarle il volto, una cosa inspiegabile; ma il
sorriso che rivolse a Hyacinth - che, pur stando in piedi era leggermente pi basso di lei - era eccezionalmente radioso.
Poi, con una voce altrettanto incantevole, aggiunse, riprendendo il discorso fatto qualche istante prima: Mi rendo
perfettamente conto degli ostacoli che esistono sul piano pratico; ma pur non essendo, per natura, una donna
perseverante, anzi, mi lascio facilmente scoraggiare, non mi sembrano insormontabili. Esistono anche per me, e se voi
mi aiuterete a superare i miei, io far lo stesso per voi.
Queste parole, che gli risuonavano continuamente nella testa sembravano dargli le ali e tenerlo sospeso e
librato in aria, quando usc, quel pomeriggio, da South Street. Aveva in casa una copia dei poemetti di Tennyson - una
raccolta completa, in un volume, stampato su due colonne e in condizioni ancora passabili nonostante il grande uso. Lo
smembr quella sera stessa, e per tutta la settimana seguente pass le ore libere nella sua stanzetta, e, munito degli
arnesi che teneva per uso personale, e con un pezzetto di cuoio di Russia di un delicato azzurro, prelevato dalla bottega
del vecchio Crook, si dedic all'opera di rilegatura del libro con tutta l'abilit di cui era capace. Lavor con religiosa
passione e riusc a produrre un capolavoro di estetica e di solidit di cui si compiacque quanto Monsieur Poupin al
quale, una settimana dopo, mostr il frutto delle sue fatiche, e che si lanci in elogi assai pi sviscerati del vecchio
Crook, che invece borbott qualche parola di approvazione, sempre troppo guardingo per voler creare dei precedenti.
Hyacinth port il volume a South Street per farne dono alla Principessa, sperando che lei non avesse ancora lasciato
Londra, nel qual caso avrebbe chiesto al domestico di consegnarglielo con un biglietto elaborato durante l'intera nottata.
Ma il maestoso maggiordomo lasciato a guardia della casa che apr la porta e guard in gi verso di lui, come se si
trovasse alla finestra del secondo piano in un attimo ribalt la sua fervida visione trasformandola in un alto muro
anonimo. La Principessa era assente gi da qualche giorno; colui che la rappresentava fu tanto gentile da informare il
giovanotto con il pacchetto che era in visita da un diuca in un angolo remoto del paese. Si offr tuttavia di prendere in
consegna e anche d'inoltrare qualunque cosa Hyacinth desiderasse affidargli; ma il nostro eroe si sent improvvisamente
male all'idea di abbandonare quel suo umile tributo nel vasto, forse impersonale, sconosciuto, ambiente diucale.
Decise, per il momento, di tenere con s il pacchetto: lo avrebbe offerto di persona quando l'avesse rivista, e si ritir
senza separarsene. Pi tardi lo vide come una specie di anello di congiunzione tra lui e la Principessa e dopo tre mesi
non gli sembrava pi che quel libretto squisito fosse un suo dono a lei, ma che, al contrario, gli fosse stato regalato dalla
pi affascinante donna d'Europa. Quasi sempre, sensazioni e impressioni rare, momenti di felicit intensa, per il nostro
giovane si tingevano, retrospettivamente, di un alone mitico e leggendario; cos quel capolavoro eseguito dopo averla

vista l'ultima volta, sotto l'impulso dell'emozione, divent la prova e la misura insieme del suo sentimento - come se uno
spettro, dileguandosi, gli avesse lasciato fra le mani una reliquia palpabile.
VII
Per quanto la faccenda lo toccasse solo indirettamente, pu interessare per il lettore sapere che prima della
visita al Duca, Madame Grandoni aveva accordato al principe Casamassima l'incontro a due promessogli quel triste
pomeriggio domenicale. Sgusci fuori da South Street subito dopo colazione - un pasto che in casa della Principessa
veniva servito, secondo le usanze straniere, alle dodici -, attravers l'afosa solitudine che in quella stagione avviluppa il
quartiere, ed entr nel Parco, dall'erba gi bruciata e calda su cui vaporava una fumosa cortina di calore, tiepido e
insipido rchauff - cos sembr almeno alla nostra vecchia amica - della tipica nebbia londinese. Il Principe, come
convenuto, l'aspettava al cancello, e insieme andarono a sedersi sotto gli alberi lungo il viale, tra il disordine delle sedie
vuote, senza nulla che distraesse la loro attenzione dallo spettacolo di uno o due cavallerizzi, superstiti di una gara
ippica di circa quindici giorni prima, le cui vane esibizioni sulla sella erano rese ancora pi squallide dalla desolazione
del luogo. Rimasero l circa un'ora, nonostante madame Grandoni, con tutta la sua tendenza ad interpretare
ottimisticamente ogni cosa, non riuscisse a capire quale conforto potesse mai rappresentare per il suo afflitto compagno.
Non aveva nulla da dirgli che potesse migliorare la sua situazione, mentre lui continuava a fantasticare su un progetto
che la circostanza che non fosse domenica non valeva a rendere meno irrealizzabile; n poteva illudersi di sentirsi pi
vicino alla moglie in compagnia di una persona che le era stata accanto. Avrebbe preferito vederlo rassegnato, ma d'altra
parte era disposta ad incoraggiarlo, a collaborare alla sua sottile illusione, pur non approvando il modo in cui si era
comportato all'epoca dell'ultima violenta crisi che aveva chiuso l'incredibile storia del suo rapporto con Cristina. Si era
comportato proprio come un ragazzo viziato, dal carattere difficile, violento; aveva fatalmente perduto tutta la dignit e
la saggezza dando alla Principessa un vantaggio che lei aveva afferrato a volo e che avrebbe tenuto stretto per sempre.
Non si era comportato da uomo; le aveva aizzato contro i propri zii (come se a lei importasse qualcosa dei suoi zii, per
quanto uno di loro fosse un illustre prelato), si era mostrato sospettoso e geloso sempre, puntualmente, al momento
sbagliato, provocando in lei un risentimento tanto pi aperto quanto pi era giusto. Non era stato n furbo n forte
abbastanza da far valere le proprie ragioni e aveva spostato tutta la polemica su un piano in cui la moglie era troppo
esperta e agguerrita per non ottenere, almeno apparentemente, la vittoria.
Inoltre venne fatto a Madame Grandoni, via via che si protraeva l'incontro con il suo affranto amico, di
riflettere sopra un'ulteriore considerazione. Le riusc tanto pi agevole in quanto, oltre ad essere svelta per natura, e
capace di stigmatizzare le situazioni, sempre, nel corso della sua vita romana, ai cari vecchi tempi (anche se per lei
erano stati misti ad amarezza) aveva vissuto con artisti, archeologi, stranieri genialoidi, gente che amava la buona
conversazione, lanciava idee e ci ricamava sopra. Le venne in mente cio che anche se le cose non fossero arrivate a
quella crisi definitiva, il temperamento di Cristina, attivo, mobile, ironico, con tutte le sue arditezze e le sue impazienze,
non avrebbe tollerato a lungo la compagnia mortalmente monotona del principe. La vecchia signora, quando si erano
incontrati, aveva esordito dicendo: Naturalmente vorr sapere subito se lei le manda un qualche messaggio. No, mio
povero amico, devo essere sincera: gliel'ho chiesto, ma lei mi ha assicurato di non avere nulla, assolutamente nulla da
dirle. Sapeva che sarei uscita per incontrarla - non l'ho fatto en cachette. Non approva, ma accetta per questa volta, dato
che lei ha fatto il grande errore di cercare di avvicinarla. Abbiamo parlato di lei per cinque minuti, ieri sera, dopo che
avevo ricevuto il suo biglietto; vale a dire che io ho detto quello che pensavo, mentre Cristina, bont sua, mi ascoltava.
Alla fine ha parlato anche lei, con perfetta calma e con l'aria di essere la persona pi ragionevole del mondo. Non mi ha
chiesto di riferirle quello che ha detto, ma lo faccio lo stesso, perch mi sembra che sia un buon surrogato di un
messaggio: "Cerco di tenere occupata la mente, di crearmi qualche interesse, nell'odiosa situazione in cui mi trovo; mi
sforzo di dimenticare me stessa, i miei guai e le mie delusioni, con l'aiuto delle poche doti che possiedo. Dopotutto al
mondo ci sono cose pi interessanti, e spero di riuscire a dedicar loro tutta la mia attenzione. Non mi sembra troppo
chiedere al Principe, da parte sua, di fare lo stesso sforzo coscienzioso, e di lasciarmi in pace", questo quanto mi ha
detto sua moglie. tutto quello che ho da offrirle.
Dopo aver parlato, Madame Grandoni si sent turbata dal rimorso: il Principe aveva un viso pallidissimo,
stupito, ferito. Aveva creduto che quelle parole sarebbero servite da saggio ammonimento, ma ora capiva che, venendo
da sua moglie, suonavano crudeli, e si sent crudele lei stessa per averle riferite. In fondo non erano altro che
un'allusione appena velata alla mediocrit di lui, una mediocrit che, dopotutto, non era criminosa n programmatica n
scelta. Di che poteva interessarsi il Principe, quali interessi poteva cercarsi, e quali doti, santo cielo, possedeva? Era
ignorante come le squallide pecore londinesi che stavano pascolando l vicino a loro, e limitato come il nastro del suo
cappello.
Aveva preso un'aria penosa: era come se stesse rimuginando su quell'insulto che riusciva a intuire pi che a
decifrare, consapevole di non poter fare appello alla propria inettitudine senza convalidare ampiamente le ragioni di sua
moglie. Guard Madame Grandoni con un viso contratto, e per un istante lei temette che si mettesse a piangere. Non
disse nulla, per, forse timoroso di commuoversi, cos che la sua sola risposta fu una sofferenza silenziosa, durante la
quale lei gentilmente pos la mano su quella di lui. Senza dubbio il Principe avrebbe potuto fare molte cose che non
fece, tanto che quando Cristina la interrog, Madame Grandoni non seppe raccontarle nulla. La vecchia signora infine
cambi argomento: comment quale strano paese fosse l'Inghilterra, da tanti punti di vista; accenn ai loro probabili

spostamenti estivi e autunnali, maturati negli ultimi giorni; ma alla fine, come se non l'avesse udita, egli se ne usc
chiedendo chi fosse il giovanotto che era entrato, proprio mentre lui stava uscendo, quel giorno della sua visita.
Madame Grandoni si arrischi a dire la verit: il rilegatore della Principessa.
Il suo rilegatore? Vuole dire uno dei suoi amanti?
Principe, come pu illudersi che Cristina potr mai pi vivere con lei, chiese, per tutta risposta, la vecchia
signora.
Allora perch lo riceve nel suo salotto, annunciato come un ambasciatore e con in mano un cappello come il
mio? Dove erano i suoi libri, le sue rilegature? A lei, questo non lo direi, aggiunse, come se questa dichiarazione
giustificasse le sue parole. Le ho spiegato l'altro giorno che sta studiando il popolo, le classi inferiori. Il giovanotto che
Lei ha visto fa parte dei suoi studi. Non pot fare a meno di ridere, mentre gli offriva questa interpretazione personale,
ma la sua ilarit non trov alcuna eco.
Ci ho pensato sopra a lungo, molto, molto a lungo; ma pi ci penso e meno riesco a capire. Lei non crede che
sia pazza? Devo dire subito che non m'importerebbe se lo fosse!
Pazzi lo siamo tutti, credo, disse Madame Grandoni; ma la Principessa non lo pi degli altri. No, vuole
provare tutto; e in questo momento sta provando a fare la democratica o meglio la radicalista ad oltranza.
Santodio, mormor il giovane. E qui che dicono, quando vedono il rilegatore?
Non lo hanno ancora visto e forse non lo vedranno mai. Ma anche se lo vedessero, importerebbe poco, perch
qui tutto permesso. Tutto quello che chiedono che un individuo sia, in un modo o nell'altro, straordinario - uomo o
donna fa lo stesso - e un rilegatore andr bene come chiunque altro.
Il Principe riflett un poco, poi disse: Come pu sopportare la sporcizia, il cattivo odore?
Non so di che stia parlando. Se intende parlare del giovanotto che ha incontrato in casa - e, per inciso, quella
era la prima volta che veniva e la Principessa l'aveva visto una sola volta - se si riferisce al piccolo rilegatore, non
certo sporco, specialmente come noi intendiamo. Le persone di quel tipo qui non sono come i nostri cari romani. Hanno
tutti una spugna grossa come la sua testa; le ho viste nei negozi.
Sono pieni di gin, con orribili facce violacee, disse il Principe. E subito dopo chiese: Se lo aveva visto
soltanto una volta, come mai entrato nel suo salotto in quel modo?
La sua amica lo guard un po' duramente: Creda almeno a quello che dico io, mio povero amico! Non si
dimentichi che proprio cos che ha rovinato tutto, trattando una persona (e che persona!) come se fosse una bugiarda.
Cristina ha molti difetti, ma non questo; la ragione per cui riesco a vivere con lei: dir sempre la verit.
Ovviamente non fu piacevole per il Principe sentirsi ricordare il suo pi grosso errore, e arross un poco alle
parole di Madame Grandoni. Ma non ammise il suo sbaglio, e lei dubit perfino che lo riconoscesse. In ogni caso egli
sottoline, con un fare importante, come se avesse ancora molto da dire a suo discapito: Ci sono cose che meglio
tenere segrete.
Tutto dipende dalla paura che si ha. Cristina non ne ha mai. Oh, le garantisco, molto pervicace, e quando il
gusto di osservarla e vedere come metter in pratica le sue ispirazioni non ha pi il sopravvento, allora anch'io perdo la
pazienza. Quando non affascina, esaspera. Ma in quanto a Lei, dal momento che qui e potrei non rivederla per molto
tempo o forse mai pi (alla mia et... ho centoventi anni!), posso ben darle la chiave di alcuni aspetti della condotta di
sua moglie. Potrebbe aiutare a considerarla un poco meno fantastica. Alla base di molte sue azioni sta il fatto che si
vergogna di averla sposato.
Meno fantastica? ripet il giovane sgranando gli occhi.
Lei pu anche obiettare che non c' niente di pi stravagante - o perfino di pi pazzo - ma sa - o se lo ignora
non certo perch Cristina non glielo ha detto - che la Principessa convinta di aver venduto se stessa, in un momento
nero della sua vita, per un titolo e per una fortuna. E la ritiene una cos terribile prova di superficialit che non le baster
un'intera vita vissuta da persona seria per cancellare quell'onta.
S, so benissimo che vuol fare intendere di esservi stata costretta. E ora, pensa di comportarsi da persona
seria?
Il giovanotto che avete visto l'altro giorno ne convinto, disse sorridendo la vecchia signora. Talvolta lei
presenta le cose in modo diverso: dice di essersi dedicata con passione alla ricerca di un atteggiamento "moderno" e
questo condensa in una sola parola tutto quello che lei e la sua famiglia non siete.
Certo, non siamo nulla di simile, grazie a Dio! Diomio diomio! gemette il Principe. Sembrava cos esausto
dalle sue riflessioni che rimase seduto sulla sedia anche dopo che la sua compagna, sollevando la mole corpulenta e
strapazzata, gli ebbe proposto di fare una passeggiatina. Non era cattiva di natura, ma aveva gi notato che ogni volta
che si trovava col marito di Cristina, il corso della conversazione la portava sempre, come diceva lei, a cozzare contro di
lui. Dopo questi scontri usava cambiare discorso, e quando il Principe finalmente si fu alzato e le ebbe offerto il braccio,
tent anche questa volta di parlargli di cose che non gli causassero amarezze. S'inform della salute e della vita dei suoi
zii, ed egli rispose con ricchezza di particolari, come gli era stato insegnato a fare in casi simili; ma quando, dietro
richiesta di lei, furono giunti al cancello pi vicino alla South Street (non gli permise di andar oltre) aveva gi pronta
una domanda che lei non aveva certo sollecitata. E chi , e che fa, questo capitano inglese? Si dicono molte cose sul
suo conto.
Il capitano inglese?
Godfrey Gerald Sholto - come vedete so molte cose di lui, disse il Principe pronunciando senza difficolt
quei nomi inglesi.

Si erano fermati vicino al cancello, al limite di Park Lane, e due carrozze da nolo si diressero precipitosamente
verso di loro da opposte direzioni. Sapevo che me ne avrebbe parlato, e in fondo quello che le stava pi a cuore
sapere! esclam Madame Grandoni con un sospiro. In realt l'ultima persona di cui si deve preoccupare; non conta
proprio niente.
Perch?
Non lo so - forse perch esistono alcune persone che non contano nulla. Neanche lui pensa di rappresentare
qualche cosa.
E come mai, se Cristina lo riceve continuamente e lascia che l'accompagni ovunque?
Forse proprio per questo. Quando la gente le d il modo di stancarla, si comporta senza preoccupazioni. In
ogni caso, non ha ragione di esserne geloso pi di quanto non lo sia di me. Sholto una comodit, un factotum, che
lavora senza paga.
Non innamorato di lei?
Certo, ma senza speranza.
Ah, poveretto! disse il Principe con aria tetra.
Ma lui accetta la situazione meglio di Lei, Principe. Si occupa - come gli ho sentito raccomandare dalla stessa
Principessa - si occupa anche di altre donne!
Oh, che mostro! esclam il Principe. Per, intanto la vede.
S, ma lei non vede lui! esclam ridendo Madame Grandoni mentre si voltava per andarsene.
VIII
La vestaglia rosa che Pinnie si era impegnata a confezionare per Rose Muniment divent un oggetto
importante a Lomax Place, un oggetto che offriva alla povera Amanda un costante spunto per parlare di uno dei grandi
avvenimenti della sua vita - la visita a Belgrave Square da Lady Aurora, dopo il loro incontro al capezzale di Rosy.
Aveva raccontato l'episodio al suo compagno in tutti i pi minuti particolari, ripetendo mille volte che la gentilezza di
Sua Signoria era stata al di l di ogni immaginazione. La grandiosit della casa di Belgrave Square figurava, nella sua
narrazione, come qualcosa di opprimente e favoloso, anche se temperata dalle fodere di tela d'Olanda marrone sui
mobili, e dalla nudit della scalinata e dei saloni dov'erano stati tolti tutti i ninnoli. Se appare gi cos sontuosa, quando
sono fuori citt, che sar mai quando ci sono tutti ed tutto esposto? chiese, con aria smarrita; si permise di criticare
soltanto due cose, una delle quali era lo stato dei guanti e dei nastri del cappello di Lady Aurora.
Se non avesse temuto di apparire indelicata rivelando di aver notato lo stato pietoso di quegli oggetti, sarebbe
stata felicissima di offrirsi per eventuali piccoli rammendi. Se soltanto venisse qui da me una o due volte alla settimana
la terrei in ordine come si addice a una persona del suo rango, comment Pinnie che gi si vedeva con l'ago in mano a
lavorare disinteressatamente e freneticamente a vantaggio dell'aristocrazia. Aggiunse che Sua Signoria si era cos
malridotta con tutti quei viaggi avanti e indietro a Camberwell; e anche se fosse arrivata a pezzi, in cima a quelle
terribili scale, era poco probabile che qualcuno, lass, potesse fare qualcosa per lei, con quella strana creatura malata
(era proprio troppo artificiosa) la cui unica attivit consisteva nel pensare al proprio abbigliamento e alla propria
carnagione. Se la voleva rosa, va bene, l'avrebbe avuta rosa; ma per Pinnie c'era qualcosa di sconsacrato, in quella
faccenda, come imbellettare un cadavere o vestire un gatto. Era questa la seconda cosa che aveva criticato; le riusciva
molto difficile comprendere l'importanza che Sua Signoria attribuiva a quelle persone cos arriviste. Certo, la ragazza
era un'infelice, messa l come un cagnolino sopra una mensola, ma forse a casa di Sua Signoria avrebbero parlato di
cose pi adatte alla maestosit di quei soffitti dorati sotto i quali si muovevano. Lady Aurora, notando la sua
ammirazione, le aveva mostrato tutta la casa, portando personalmente in mano la lampada, mentre diceva a una vecchia
l presente - una domestica di fiducia, dalla cuffia piena di nastri che avrebbe volentieri buttato fuori Pinnie, se si
potesse buttare fuori qualcuno col solo sguardo - che poteva fare a meno benissimo di lei. Se la vestaglia rosa, nelle
varie fasi del suo sviluppo, aveva riempito il salottino marrone (sul manichino sembrava terribilmente lunga)
costituendo con quel suo colore rosa una presenza invadente, un fatto che in quel luogo non si verificava da molto
tempo, era soltanto in virt della sua connessione a Lady Aurora, non gi perch appartenesse alla sua umile amica.
Un giorno, quando Hyacinth torn a casa, Pinnie gli annunci subito che Sua Signoria era venuta a vederla per dare il suo giudizio prima degli ultimi ritocchi. La sarta insinu che, nel caso specifico, i suoi gusti si erano rivelati
molto strani e quanto meno aveva idee piuttosto imbarazzanti riguardo alle tasche. Che cosa se ne doveva fare delle
tasche la povera signorina Muniment e che cosa ci avrebbe mai messo dentro? Lady Aurora per aveva trovato che
l'indumento superava ogni sua aspettativa, ed era stata pi affabile che mai, informandosi di come stavano tutti a Lomax
Place, non per impicciarsi, come faceva talvolta qualcuno di quei signoroni, con aria di condiscendenza, ma proprio
come se la gente umile fosse del tutto considerevole, e aveva perfino temuto che la propria curiosit potesse apparire
presuntuosa. Con la stessa discrezione aveva chiesto ad Amanda di raccontarle la sua storia e aveva mostrato grande
interesse per la carriera del suo giovane amico.
Ha detto che hai dei modi affascinanti, si affrett ad aggiungere Miss Pynsent, ma ti giuro sulla mia vita,
Hyacinth Robinson, che non mi sfuggito assolutamente nulla di quanto potesse dare adito a chiacchiere per te
spiacevoli. Queste parole furono un palese gesto di eroismo da parte di Pinnie che gi sapeva come Hyacinth l'avrebbe
guardata, con uno sguardo fisso, silenzioso, inesorabile, come se lei fosse ancora capace di chiacchiere disgustose (nella

speranza che le sue rivelazioni la gratificassero di un qualche prestigio) e di sciorinare poi, ad addolcire la pillola, la
vuota teoria di una sublime discrezione. Gli occhi di lui sembravano dire: Come faccio a crederti, e d'altra parte come
faccio a provare che stai mentendo? Sono impotente, perch non riuscir mai a provarlo senza informarmi dalla persona
con la quale, nella tua incorreggibile mania, sei andata a vantarti, gettando l accenni misteriosi e succulenti. Sai bene
naturalmente che non mi presterei mai al tuo gioco. Pinnie soffriva atrocemente per queste accuse, eppure vi si
esponeva spesso, perch non sapeva negarsi la gioia, ancora pi grande della pena, di far sapere a Hyacinth quanto fosse
stimato, ammirato e quanto tutti si meravigliassero, pi o meno esplicitamente, di quei modi affascinanti che erano
stati apprezzati da Lady Aurora: questo tipo d'interesse sembrava celare dei sospetti nei riguardi del suo segreto qualcosa che richiamava, quando tentava di dare un nome a quella sensazione, un bestiale attendrissement, parola che
rinnegava subito e che pure amava per la vaga dolcezza del suo suono. Quando Pinnie gli disse che Lady Aurora si era
mostrata un po' sorpresa che non fosse mai andato a Belgrave Square a ritirare i famosi libri, pens che era veramente
ora di andarci, se non voleva rovinarsi la reputazione di uomo di mondo e intanto rifletteva sulla incredibile stranezza di
questa nuova fase della vita che gli si era aperta davanti, da un giorno all'altro: una fase in cui la sua compagnia
sembrava essere diventata indispensabile alle signore dell'alta societ, e le sue oscure origini una fonte di attrazione. Lo
stavano accalappiando, una dopo l'altra, e coinvolgevano perfino la povera Pinnie, usandola come intermediaria per
raggiungerlo; e si domand, con divertita ironia, se questo non significasse che il suo destino lo stava tradendo - che gli
aristocratici, riconoscendolo misteriosamente affine a loro (con quel raffinato flair per il quale andavano famosi) non
andassero da lui per risparmiargli il disturbo di andare lui da loro.
Era gi tardi (l'inizio di una sera di autunno) e Lady Aurora era in casa. Hyacinth aveva calcolato mentalmente
a che ora si sarebbe alzata da tavola; per qualche strano motivo questa operazione di alzarsi da tavola era stata sempre
strettamente legata, nella sua mente, con la nobilt. Non sapeva che il pasto principale di Lady Aurora consisteva in una
piccola porzione di pesce e una tazza di t servita su un piccolo vassoio, nel tinello-salotto, ora spoglio. Apr la porta a
Hyacinth la stessa sprezzante vecchia di cui Pinnie gli aveva parlato, la quale ascolt la sua richiesta e lo accompagn,
attraverso tutta la casa alla presenza della signora, senza che le sue labbra sigillate si aprissero per un solo istante. La
brava padrona di casa stava seduta nel tinello-salotto, illuminato da un paio di candele, e sembrava sommersa da una
quantit di carte spiegazzate e di libri mastri. Stava facendo dei conti, consultando alcune note e prendendo appunti; si
era presa la testa fra le mani e le onde di seta dei suoi capelli si opposero al tentativo di rassettarsi, che lei fece non
appena vide entrare il piccolo rilegatore. La pressione delle dita aveva lasciato piccole strisce rosse sulla pelle rosata.
Esclam subito: Oh, siete venuto per i libri, siete molto gentile; e lo fece passare in fretta in un'altra stanza dove, gli
spieg, li aveva fatti portare perch lui li scegliesse. Quella fretta, sulle prime, gli fece supporre che lei desiderasse
sbrigare quell'incombenza nel minor tempo possibile e che se ne andasse, ma poi si rese conto che il suo nervosismo e
la sua timidezza erano tali da offrire di lei sempre un'immagine sbagliata. Voleva che si fermasse, desiderava parlargli, e
se gli aveva fatto fretta con i libri, era solo perch avessero il tempo poi per occuparsi di cose meno pratiche. Hyacinth,
dopo mezz'ora, si convinse ancora di pi che Sua Signoria, come si era avventurato a dirle nel corso del loro ultimo
incontro, era una vera santa. Personalmente rimase un poco deluso dei libri, pur scegliendone tre o quattro, tutti quelli
che poteva portare, e promettendo di tornare a prendere gli altri. Denunciavano la scarsa dimestichezza di Lady Aurora
con la letteratura francese, e un gusto un poco puerile. C'erano parecchi volumi di Lamartine, e una collezione delle
memorie spurie del Marquise de Crequi; ma per il resto la piccola raccolta consisteva principalmente in Marmontel,
Madame de Genlis, Le rcit d'une soeur, e nei racconti di M.J.T. de Saint Germain. Ma gli scrittori della scuola moderna
pi rappresentativi, quei realisti spinti e convinti di cui Hyacinth aveva sentito parlare e sui quali desiderava da tempo
mettere le mani, evidentemente non erano riusciti a farsi strada nella candida collezione di Lady Aurora, anche se
vantava un paio di romanzi di Balzac, che sfortunatamente erano proprio gli stessi che il nostro giovanotto aveva gi
letto pi volte.
Una sensazione molto piacevole tuttavia perme quei momenti passati nella grande, scura, fredda casa vuota,
dove, qua e l, occhieggiavano e brillavano mobili monumentali - non affollati e casuali come in casa della Principessa mentre le fantastiche modulazioni della voce di Lady Aurora svegliavano echi che lo facevano sentire un privilegiato, a
godersela cos, con decoro, libero da presenze limitatrici. Lei parl ancora dei poveri del Sud londinese, e in particolare
dei Muniment, che, pareva, avessero l'unico difetto di non essere poveri abbastanza per i suoi gusti, e non
sufficientemente esposti a pericoli e privazioni perch lei potesse aiutarli. A Hyacinth piacque per questo, anche se
avrebbe preferito che parlasse d'altro - non sapeva neppure lui di cosa - a meno che, come Rose Muniment, non
desiderasse anche lui sentirla parlare di Inglefield. In compagnia della povera gente, non lo infastidiva parlare delle loro
tristi condizioni, talvolta ne ricavava perfino una strana, selvaggia soddisfazione; ma si accorse che parlandone con i
ricchi cadeva ogni interesse; i ricchi non avevano lo strumento dell'esperienza personale per poter capire la povert. I
loro errori e le loro illusioni, e la presunzione di aver capito cosa volesse dire necessit e sporcizia quando non lo
sapevano affatto, gli avrebbe sempre provocato una irritazione pi o meno imprecisata. A Hyacinth venne in mente che
se considerava manchevole di questa capacit intuitiva perfino la coscienziosissima Lady Aurora, sarebbe stato poi
molto strano farsi paladino del gioco della principessa Casamassima.
La padrona di casa non fece la minima menzione di Pinnie, ed egli intu che Lady Aurora aveva voluto
metterlo sul piano in cui la gente non esprime n sorpresa n approvazione per le buone maniere dei rispettivi parenti.
Cap che lo avrebbe sempre trattato da gentiluomo e che anche una sua eventuale, lieve ingratitudine verso di lei, non
gli sarebbe mai stata rinfacciata. Da parte sua non avrebbe avuto occasione di dirle - come era accaduto con la
Principessa - che si sentiva considerato un curioso animale; e prov quella sensazione, sempre cos gradevole, di

imparare qualcosa di nuovo, di prendere cio atto dell'esistenza di tanti modi diversi (e chiss quanti ce n'erano ancora
che non conosceva) per essere una donna di classe. Il modo che Lady Aurora sembrava aver preferito per conversare
con lui sui grandi problemi della povert e delle riforme era lo stesso che avrebbe usato se lui fosse stato un affabile
aristocratico (del tipo di Lord Shaftesbury) sovvenzionatore di molte opere di beneficenza, e noto per la larghezza di
vedute nei confronti delle imprese filantropiche. Gli torn alla mente pi che mai la possibilit che Pinnie avesse
chiacchierato, avanzando i suoi diritti di nobile; lo sospett pi vivamente di quando la sarta gli aveva riferito gli
apprezzamenti di Sua Signoria, ma si ramment che lui stesso era stato l l per comportarsi da imbecille, i giorni prima,
lasciandosi sfuggire un accenno alla sua dannata origine. In ogni modo, si sent lusingato dalla delicatezza della figlia
del pari che aveva dato semplicemente per scontato che fosse uno di loro; e pens che avesse o meno conosciuto la
sua storia (ed era certo che neanche dopo vent'anni in sua compagnia avrebbe scoperto se la conosceva o no), quella
sfumata cortesia, quel tatto innato, che riusciva a coesistere perfino con la sua estrema goffaggine, erano le stigmate di
quella razza superiore alla quale i romanzieri alludono quando parlano dell'aristocrazia. Le uniche parole ad avere
una sfumatura di superiorit, furono quelle che Lady Aurora, guardandolo un poco dall'alto, gli disse in tono allegro e
incoraggiante: Immagino che da un giorno all'altro vi metterete a lavorare in proprio. Gli parve di una
condiscendenza cos crudele che non riusc a ricambiarle un sorriso adeguatamente privo di malizia: Oh miodio, no,
non lo far mai. Qualunque tentativo di mandare avanti un'azienda fallirebbe miseramente, non sono affatto portato per
quel genere di cose.
Lady Aurora assunse un'aria sorpresa: Oh, capisco, non vi piace... non vi piace...! Esit. Egli cap che stava
per dire se non gli piacesse l'idea di dedicarsi completamente a un mestiere; ma la ferm in tempo per impedirle di
attribuirgli dei sentimenti tanto sciocchi e precis che aveva inteso dire semplicemente questo: l'unica sua vocazione era
di fare il suo lavoro, qualunque esso fosse, con abilit e buon gusto, e ancor pi, di essere pagato per il lavoro fatto. Il
suo concetto degli affari, della riuscita, non andava oltre. Oh certo, me lo immagino! esclam Milady lanciandogli
tuttavia uno sguardo che denunciava come in realt non lo capiva e fosse rimasta perplessa. Prima che se ne andasse, gli
chiese improvvisamente (non era stato detto nulla che giustificasse la domanda) che cosa pensasse del capitano Sholto
che aveva incontrato l'altra sera a Audley Court. Non gli sembrava una persona molto strana? Hyacinth confess di s, e
subito Lady Aurora incalz con ansia: Non vi sembra decisamente volgare?
Come potrei giudicarlo io?
Lo potete, e come... proprio come chiunque altro! Poi aggiunse: Mi sembra un vero peccato che loro
stringano rapporti con gente di quel genere.
Loro, naturalmente, erano Paul Muniment e sua sorella. Con una persona forse un poco volgare? Hyacinth giudic squisita questa preoccupazione. Ma pensate alla gente che conoscono - a tutti quelli che li
circondano - pensate a tutta Audley Court!
I poveri, gli infelici, le classi operaie? Oh, quelle non le chiamo volgari! grid Milady con occhi raggianti. Il
giovanotto, quella sera, rimasto a lungo con gli occhi aperti prima di addormentarsi, rise fra s e s, ma senza cattiveria,
di quel timore che lui e i suoi amici potessero essere contaminati da un amico intimo di una Principessa. Si domand se
non avrebbe trovato perfino la Principessa un tantino volgare.
IX
Non bisogna pensare che i suoi rapporti con Millicent fossero rimasti indenni dall'eccezionale incidente che
l'aveva sfiorata con la sua ala, a teatro. Tutta la vicenda aveva prodotto una forte impressione sulla giovinetta di
Pimlico; per settimane, ogni volta che si vedevano, lei tir fuori una quantit di osservazioni sull'argomento e bench le
facesse comodo conservare un atteggiamento scandalizzato per la villania del modo di procedere della Principessa e di
qualificarla una sfacciata straniera del tipo da cui chiunque fosse al corrente di come andavano le cose a Londra si
sarebbe tenuto alla larga, era chiaro quanto fosse felice di essersi trovata gomito a gomito con una persona cos brillante
e di aver visto confermata, in cos alte sfere, la stima che portava al suo amico. Lo assicur che le critiche che muoveva
alla signora del palco posavano tutte sulle informazioni ricevute dal capitano Sholto, quando era andato a sedersi vicino
a lei - informazioni che variavano a seconda del momento; mantenendo per la costante caratteristica di essere tutte
indifferentemente negative per la Principessa. Hyacinth aveva i suoi dubbi che il capitano si fosse espresso in termini
poco discreti, sarebbe stata una cosa del tutto innaturale per lui. Era, vero, una persona artificiosa - e forse aveva detto
a Millicent, che molto probabilmente lo aveva bombardato di domande, che quella sua illustre amica era separata dal
marito, ma per il resto, era molto pi verosimile che la ragazza avesse dato libero sfogo alle sue facolt inventive di cui
lui, ogni tanto, aveva avuto modo di accorgersi, stimolate da quello spirito distruttivo, per met infantile e per met
plebeo, teso a far crollare tutto quello che fosse pi grande di lei; da quell'energia sfrenata che ne avrebbe fatto un'eroina
nel contesto di una rivoluzione. Hyacinth (lo abbiamo gi detto) non riteneva Millicent falsa, e gli sembr prova di un
candore assoluto che lei inventasse storie assurde, oltraggiose, contro una persona che sapeva soltanto di detestare e
dalla quale non poteva sperare in cambio n stima n qualsiasi apprezzamento. Con le persone intimamente insincere
impossibile sapere come la pensano, ma da questo punto di vista Miss Henning non avrebbe mai potuto esser accusata
di lasciarvi nel dubbio. Sul capitano invece fu molto sbrigativa e non ritenne di dover riferire il resto della
conversazione e ostent la sua aria pi indifferente, con Hyacinth, il quale, per ripagarla delle critiche fatte alla sua
nuova amica, alluse con notevole ironia alla nuova conoscenza quella che a sua volta lei aveva fatto.

Secondo lui, l'ammirazione di Sholto per la bella donna dai colori sgargianti della seconda balconata, era alla
base di tutta la storia: aveva persuaso la Principessa a vestirsi dei panni della rivoluzionaria e di voler pertanto conferire
con il piccolo agitatore, lass, in modo da potersi sedere al posto di quel giovincello facilmente ingannabile. Al tempo
stesso, non sarebbe mai venuto in mente al nostro giovanotto di nascondere che la signora del palco aveva dato seguito
alla cosa: si content di dire che questo non faceva parte del complotto originario, ma era il semplice risultato - non del
tutto assurdo - del fatto che lui si era mostrato molto pi affascinante di quanto la Principessa potesse aspettarsi.
Descrisse con qualche variante la sua visita a South Street, ben sapendo che non avrebbe mai sentito il bisogno, con la
sua amica d'infanzia, di mistificare quel genere di esperienza. Non tanto per la probabile scena di gelosia e di trionfo
che avrebbe potuto scatenare - erano altre le cose che gli facevano paura; la sua gelosia, con tutta la violenza, la
temerariet e perfino un certo illogico humour di cui si condiva, lo divertiva e metteva in risalto la franchezza, la
passionalit, il piglio che gliela facevano tanto amare. Non si sarebbe mai curato di risparmiare la suscettibilit di Miss
Henning; quanto gli fosse affezionata non avrebbe saputo dire, ma il suo non avrebbe mai potuto essere un affetto
delicato, e il loro rapporto era chiaramente destinato a essere nient'altro che uno scambio di scontri e ammaccature, di
uscite sarcastiche e scambievoli dfis. Lei gli piaceva, in modo strano, assurdo; ma dopotutto tormentarla - lei sapeva
incassare - era meglio che risparmiarla. Non pensava che la fanciulla potesse avere qualche serio motivo di essere
gelosa della Principessa; non gli veniva in mente di porre a confronto i sentimenti che poteva suscitare in cuori tanto
diversi, n quelli che gli si potevano accendere in reazione a quelli provocati nell'una o nell'altra. Senza dubbio non era
esente da una certa leggerezza, ma non riusciva ad associare mentalmente una gran dama con una commessa
esuberante, intente a contenderselo come l'ambito premio di una gara. Come avrebbero potuto mai aver qualcosa in
comune - per trascurabile che fosse il desiderio di accaparrarsi Hyacinth Robinson? Una cosa che non disse a Millicent
e che non aveva alcun desiderio di dirle, era la faccenda del tutto diversa del suo pellegrinaggio a Belgrave Square. Pu
darsi che si fosse innamorato della Principessa (era troppo presto per definire l'emozione e lo smarrimento che lei gli
aveva procurato) ma certamente non avrebbe mai provato un trasporto per Lady Aurora; e tuttavia gli avrebbe procurato
un dolore molto pi grande di quello provato nell'altro caso sentire Millicent sparlare dell'angelo consolatore di Audley
Court. Forse la differenza stava nel fatto che era difficile per Millicent arrivare a scalfire la Principessa, mentre Lady
Aurora era pi alla sua portata.
Dopo la visita al suo appartamento, Hyacinth aveva perso di vista il capitano Sholto, che non si era pi fatto
vedere al Sole e Luna, la piccola taverna che mostrava al mondo la sua faccia comune e normale, mentre offriva, nel
retro, un insospettato, segreto rifugio a macchinazioni impegnate a fondo. Nulla di pi naturale che il capitano in questa
stagione fosse assorbito dagli svaghi abituali della societ cui apparteneva; e il nostro giovanotto dava per scontato, a
meno che non viaggiasse al seguito della Principessa, nell'eterna speranza di essere notato un giorno da lei, che si
trovasse con ogni probabilit impegnato ad affrontare i mari ventosi del Nord sopra uno yacht o acquattato sugli
Altipiani scozzesi a caccia di cervi; la conoscenza che il nostro eroe aveva delle notizie d'attualit del suo paese gli dava
la certezza che la gente ricca in autunno fosse dedita inevitabilmente all'una o all'altra di queste occupazioni. Se invece
il capitano non era intento a nessuna delle due cose, allora era sicuramente in viaggio per l'Albania, o almeno per Parigi.
Beato lui, riflett Hyacinth, mentre con la fantasia lo vedeva immerso in avventure esotiche, intanto che i suoi giovani
piedi irrequieti continuavano a percorrere, durante quelle stagnanti settimane di settembre e ottobre, i noti marciapiedi
di Soho, Islington e Pentonville, e le squallide strade tortuose che collegano quei quartieri di operai. Aveva detto alla
Principessa che talvolta, in quel periodo, si prendeva una vacanza, e che c'era la probabilit che avrebbe accompagnato
al mare la sua veneranda compagna; tuttavia per il momento gliene mancavano i mezzi. Hyacinth stava passando un
periodo in cui sentiva acutamente la mancanza del denaro, e pensava continuamente che la piacevole compagnia
femminile comportava un continuo ricorrere alla tasca. Non soltanto era senza un soldo, ma aveva anche debiti: doveva
pence e scellini a questo e a quello, come avrebbe detto lui stesso, e la ragione del suo abbattimento era fatta per met
di rimorso e per met di rassegnazione al pensiero delle molte volte in cui non aveva potuto fare a meno di fondi per
non deludere qualche signorina dalle pretese ben precise, e risaliva essenzialmente a una certa crisi (che cos poteva
chiamarsi) della sua vita, quando cio si era reso conto che non ci si poteva recare in visita da una principessa nudo e
crudo. Cos, quest'anno non aveva chiesto, come tutti gli altri operai, il permesso annuale di una settimana al vecchio
Crook - Eustache-Poupin, che non aveva mai lasciato Londra dal suo arrivo, proprio quell'estate, assecondato dalla sua
coraggiosa moglie, si lanci alla scoperta dell'ignota Inghilterra, con la scusa di un biglietto di andata e ritorno per
Worthing che non sapeva come utilizzare. Il modo migliore per non spendere, anche se non certo il migliore per far
denaro, era pur sempre quello di continuare a recarsi giornalmente alla vecchia, nota, squallida bottega dove, man mano
che le giornate si accorciavano e l'aria di novembre s'ispessiva in un color giallo livido, la fiammella scoperta del gas
che spesso bruciava dalla mattina alla sera illuminava le brutture dalle quali mani esperte si sforzavano di cavar fuori
qualcosa di bello - e le brutture di quell'ambiente squallido e disordinato, di quelle malconce pareti prive di parati, dei
tavoli da lavoro macchiati e tagliuzzati, delle finestre che guardavano su una sporca viuzza piovigginosa, di quelle
braccia scoperte, delle sordide schiene strette nei panciotti, dei grembiuli chiazzati di macchie, degli odori del corpo,
delle spalle pazienti, ostinate, irritanti, e delle inevitabili facce segnate e volgari dei suoi compagni di lavoro. I rapporti
del nostro giovane amico coi suoi colleghi potrebbero essere raccontati in un capitolo a parte, ma tutto quello che qui si
pu dire a riguardo che il bravo, piccolo artigiano di Lomax Place aveva in un certo senso una doppia personalit, e
per quanto vivesse nella bottega del signor Crookenden, ancor pi ne viveva fuori. In quel piccolo mondo affaccendato,
che sapeva di colle, di resine, di pellami, dove la paga e la birra erano i principali argomenti di conversazione, era stato
bollato per il suo modo di fare come uno straniero, ma capace di stranezze anche in fatto d'imparzialit. Non si era fatto

strada in quel posto senza aver prima scoperto che l'operaio inglese, quando animato ed allegro, diventa alquanto
greve, e ne aveva fatto le spese anche in modo pesante. Per tutto il primo anno aveva sognato, reprimendo l'ira e
inghiottendo le lacrime, il giorno beato in cui lo avrebbero lasciato in pace, giorno che col tempo era arrivato, poich
essere abili ha sempre i suoi vantaggi, a patto di esserlo notevolmente, e Hyacinth lo era stato tanto da crearsi un modus
vivendi che aveva fatto esclamare al signor Poupin: Enfin, vous voila ferme! (il francese, lui pure terribilmente
prouv all'inizio, aveva sempre mostrato una irsuta fermezza e contrapposto alla volgarit insulare una dignitosa
finezza). Da allora le scene di Soho erano diventate una quotidiana, oscura, fantomatica proiezione di ombre relegata
nel passivo della vita, incapace del minimo apporto alla realt, o quanto meno alla ambizione, tranne per un
insufficiente numero di scellini, il sabato sera, e sporadici, spasmodici ricordi per qualche lavoro delicato che avrebbe
potuto essere ancora pi delicato, o di altri segreti del mestiere nel quale si vantava di essere insuperabile tranne che dal
sublime Eustache.
Una sera di novembre, dopo aver saldato un debito considerevole con Pinnie, gli restava ancora una corona in
tasca, una corona che sembrava roteare come una banderuola incalzata dal soffio di una dozzina di probabili usi, tutti
validi. Era andato a fare una passeggiata, pensando vagamente di spingersi fino a Audley Court. E nel profondo di
questo piano nebuloso, sul quale il respiro umido delle strade, che quella sera in particolare sembrava rendere le cose e i
luoghi notevolmente distanti, aveva soffiato un certo gelo, si era insinuata l'idea di come sarebbe stato bello portare
qualcosa a Rose Muniment, che si deliziava di regaletti da sei pence e alla quale, da qualche tempo, non aveva portato
nulla. Finalmente, dopo aver vagabondato qua e l, incerto fra una visita a Lambeth e la possibilit che quelle due o tre
ore che aveva davanti trovassero Millicent Henning disponibile, decise che, se bisognava dilapidare una corona, la cosa
pi semplice era cercare di cambiarla. Si era ritrovato dalle parti di Mayfair, un po' per accorciare la strada e un po' per
istintiva autodifesa; quando si sta correndo il rischio di spendere avventatamente i propri soldi, c' tutto da guadagnare a
immettersi in un quartiere dove, specialmente a quell'ora, non c'erano negozi alla portata di piccoli rilegatori. Ma
evidentemente Hyacinth aveva cantato vittoria troppo presto, perch gli venne in mente di cambiare a un pub la sua
moneta d'oro in pi agevoli pezzi d'argento. Quando decideva di entrare in quei locali, la scelta, di preferenza, era per il
pi decoroso; non si sapeva mai che gente ci fosse al di l della porta a vento. I pub che scintillano qua e l in mezzo al
grigiore residenziale del vasto quartiere che ruota intorno a Grosvenor Square, risentono della raffinatezza della zona,
cos che il nostro amico non fu minimamente sorpreso (era entrato in quella sezione del locale contrassegnata bar
privato) di trovare un solo cliente appoggiato al bancone sul quale, dopo aver educatamente enunciato la sua richiesta,
Hyacinth pos la moneta. Rimase per molto sorpreso quando, guardando meglio, si accorse che quel bevitore solitario
era il capitano Godfrey Sholto.
Mio caro ragazzo, che straordinaria coincidenza! esclam il capitano. Per una volta ogni cent'anni che entro
in un locale come questo!
Neanch'io ci vengo spesso. Credevo foste nel Madagascar, disse Hyacinth.
Perch non sono pi venuto al "Sole e Luna"? Beh, sono stato sempre fuori citt, sapete. E poi, - mi capite? voglio stare molto attento. il modo migliore per farsi strada, no? Ma ho l'idea che voi non crediate alla mia
discrezione! disse ridendo Sholto. Che devo fare per farvi capire? A proposito, volete un brandy e soda? continu,
come se questo avrebbe aiutato Hyacinth a capire. Sembrava un poco agitato e, se fosse stato possibile attribuire un
sentimento simile a un individuo cos indipendente e stravagante, anche leggermente confuso e vergognoso di essere
stato visto in un locale cos plebeo. Eppure, non lo era pi del Sole e Luna. Questa volta era vestito in modo consono
alla sua posizione sociale, senza la bombetta e la giacca trasandata, e Hyacinth lo guard con invidia pensando al
fascino che un sarto poteva conferire alla vita. Pi che mai il nostro eroe ebbe la sensazione che fosse proprio uno di
quelli che spesso, mentre passeggiava osservando la gente, aveva guardato con stupore ed invidia, quel tipo d'uomo di
cui uno diceva trattarsi d'un fuori classe volendo cos indicare che lui, e i par suoi, avevano il mondo in tasca. Sholto
esort la barista a non gingillars e a preparare subito il brandy e soda che Hyacinth, per semplificare le cose, aveva
deciso di accettare: forse era proprio cos che si comportavano i fuori classe. E quando il giovanotto ebbe preso il
bicchiere non aveva forse l'aria di esortarlo a non indugiare oltre a bere, e di sorridergli con aria divertita come se la
combinazione di un rilegatore cos piccolo con un bicchiere cos grosso fosse piuttosto comica? Tuttavia il capitano si
dette la briga di chiedergli come aveva passato l'autunno e che nuove aveva di Bloomsbury e anche d'informarsi di
quella brava gente al di l del fiume. Non potete credere l'impressione di quella sera, sapete. Poi continu, con fare
disinvolto: E cos adesso avete intenzione di rimanervene tranquillo, per tutto l'inverno? Il nostro eroe lo guard
stupefatto: si domandava quale altra importante alternativa potesse avere; non pens l per l che fosse quel genere di
domande che i fuori-classe si scambiano incontrandosi dopo l'elegante parentesi estiva, e che il suo amico era caduto
vittima di una momentanea distrazione. In realt il capitano si riprese subito: Oh ma certo, voi avete il vostro lavoro, e
cose simili; e poich Hyacinth non era riuscito a mandar gi tutto d'un fiato il contenuto del grosso bicchiere, gli
chiese se aveva notizie della Principessa. Il nostro giovane rispose che le uniche notizie potevano essere quelle che il
capitano forse avrebbe avuto la bont di dargli, ma aggiunse che era stato a trovarla il giorno prima della sua partenza.
Ah, ci siete andato? Avete fatto bene, proprio bene.
Ci sono andato perch lei gentilmente mi aveva scritto di andare.
Ah, vi aveva scritto di andare? Il capitano lo fiss per un attimo coi suoi strani occhi incolori: Lo sapete che
siete un essere dannatamente privilegiato?
Lo so bene. Hyacinth arross e si sent alquanto sciocco. La barista, che aveva sentito quella strana coppia
parlare di una principessa, si mise a fissarlo anche lei, appoggiando i gomiti sul bancone.

Lo sapete che c' gente che darebbe la testa per ricevere un invito da lei?
Non ne ho alcun dubbio! - e si rifugi in una risata che suon meno spontanea di quanto avrebbe voluto,
mentre si chiedeva se il suo interlocutore non appartenesse a quella categoria. In quel caso la barista avrebbe avuto
ragione di guardarlo stupefatta, perch per quanto Hyacinth fosse convinto di essere figlio di Frederick Purvis, era
sempre incredibile che la Principessa lo preferisse al capitano Sholto. E la sensazione d'incredibilit era rafforzata dal
modo impeccabile con cui il suo compagno continu a parlare, un modo che presupponeva una lunga scuola.
Ah, vedo che sapete come prendere la cosa! E se siete in contatto con lei, perch dite di poter avere sue
notizie per mezzo mio? Mio caro amico, io non ricevo sue missive. Forse vi sembrerebbe naturale, ma non cos. E, a
una nuova risata di Hyacinth che poteva sembrare ambigua, aggiunse: Tanto peggio per me - questo che volete
dire? Hyacinth rispose che soltanto una volta aveva avuto l'onore di ricevere un biglietto e gli raccont di aver saputo
da lei stessa che le sue lettere erano sempre dettate dal capriccio del momento: a volte scriveva moltissimo, mentre altre
faceva passare mesi senza toccare la penna. Oh, immagino benissimo quello che avr potuto dirvi! rispose il capitano
con l'aria di saperla lunga. Allora, aspettate il prossimo capriccio! Sta facendo visite, sapete, a un bel po' di famiglie
illustri. una gran cosa trovarsi con lei da qualche parte, una grandiosa commedia. Specific, ora che se ne ricordava,
di aver sentito dire che aveva preso, o aveva intenzione di prendere, per qualche mese, una casa in campagna, e
concluse dicendo che se Hyacinth non aveva intenzione di finire il suo brandy e soda, potevano pure andare. Hyacinth
non aveva in realt molta sete, e mentre uscivano, il capitano, per spiegare la sua presenza nel pub (fu l'unico accenno)
osserv che tutti i suoi amici sapevano bene quanto amasse quelle baracche fuori mano. Avrete certo notato, disse,
quanto ami esplorare. Se non avessi esplorato, non vi avrei mai conosciuto, non vi pare? Quella ragazza era piuttosto
carina, avete notato che bella figura? Peccato che abbiano sempre mani cos orribili. Istintivamente Hyacinth si era
diretto verso sud, ma Sholto, infilandogli una mano sotto il braccio, lo pilot nella direzione opposta. Il pub da dove
venivano si trovava quasi all'angolo della strada. Appena svoltato il capitano acceler l'andatura come se avesse una
ragione precisa per affrettarsi. Rallent per il passo alla vista di una giovane donna che, venendo dalla direzione
opposta, girava l'angolo altrettanto velocemente, e dette uno strattone a Hyacinth che da parte sua aveva gi intravisto il
viso della ragazza - come una luce che illuminasse l'oscurit - e si era messo a gridare:
Ciao, Millicent! gli usc spontaneamente dalle labbra, mentre il capitano, riprendendo a camminare, gli
diceva: Che succede, chi , la tua graziosa amica? Hyacinth si rifiut di proseguire e ripet il nome di battesimo di
Miss Henning cos forte che la ragazza, che li aveva gi superati senza voltarsi, fu costretta a fermarsi. Allora fu certo di
non essersi sbagliato, anche se Millicent rimase muta. Si ferm e lo guard con la testa alta, mentre lui si avvicinava,
districandosi da Sholto, che rimase indietro ancora un istante prima di unirsi a loro. Il cuore di Hyacinth si era messo a
battere forte; l'incontro con la ragazza in quel luogo, a quell'ora, lo aveva fortemente sorpreso. Ma quando lei si mise a
ridere di gusto e gli chiese perch la stesse guardando come se fosse una cavalla imbizzarrita, dovette riconoscere che
non c'era nulla di cos straordinario, dopotutto, nell'incontro casuale fra due persone che giravano con tanta frequenza
per le strade di Londra. Millicent non aveva mai nascosto che di sera doveva trotterellare per varie commissioni; e
quando, una volta, le aveva obiettato che per una giovane donna rispettabile, meno andava in giro da sola tanto meglio
era per la sua rispettabilit, gli aveva chiesto quanto, secondo lui, le stesse a cuore la rispettabilit e aveva aggiunto che
se le avesse regalato una carrozza, o la fosse andata a prendere con un mezzo tre o quattro volte alla settimana, avrebbe
indubbiamente conservato illibata la reputazione. Con la sua straordinaria abilit a cambiare le carte in tavola, ostent a
sua volta una grande meraviglia ed esclam:
Che diavolo stai facendo da queste parti? Sono certa che stai andando a far danno da qualche parte!
Buonasera Miss Henning; che piacevole incontro! disse il capitano scappellandosi con un allegro svolazzo.
Oh, come va? rispose Millicent, come se l per l non l'avesse riconosciuto.
Dove andavi cos di fretta, che stai facendo? domand Hyacinth guardando dall'uno all'altra.
Dico, non ho mai visto dei modi simili, per uno che gironzola come te! grid Miss Henning. Sto andando a
trovare un'amica - una domestica - in Curzon Street. Hai qualcosa da ridire?
Non vogliamo saperlo, non vogliamo saperlo! s'intromise Sholto dopo che lei aveva parlato senza la minima
esitazione. Da parte mia, odio l'indiscrezione. Dov' che non pu andare una donna affascinante quando incede con
passo leggero nel buio che si addensa?
Ehi, che state dicendo? chiese con fare sussiegoso la ragazza al compagno di Hyacinth. Era risentita,
sospettando che avesse voluto insinuare che in effetti il suo piede non era affatto leggero.
Verso quale missione pietosa, quale segreto impegno? rise il capitano.
Segreto un corno! url Millicent. Voi due, piuttosto, girate sempre in coppia?
D'accordo, cambieremo strada e ti accompagneremo fino alla casa della tua amica disse Hyacinth.
Va bene, replic Millicent.
Va bene, aggiunse il capitano; e i tre si diressero insieme verso Curzon Street. Camminarono per un po' in
silenzio, mentre il capitano fischiettava. Poi Millicent si volt improvvisamente verso Hyacinth.
Non mi hai ancora detto dove stai andando, sai?
Ci siamo incontrati in quel pub, disse il capitano, ed eravamo entrambi cos imbarazzati di esserci scoperti
in un luogo simile che ce ne siamo venuti via insieme senza pensare a dove saremmo andati.
Quando esce con me ostenta di non poter soffrire quei locali, dichiar Miss Henning. Avrei dovuto dare
un'occhiata l dentro per vedere chi c'era.
Beh, piuttosto carina, continu il capitano. Mi ha detto di chiamarsi Giorgiana.

Ci sono andato per farmi cambiare una corona, disse Hyacinth, fiutando una certa aria di disonest in giro e
ben felice di poter, da parte sua, dire tranquillamente la verit.
Per farti cambiare la cuffia di tua nonna, vuoi dire! E poi ti consiglierei di tenerti stretto il tuo denaro; per
quanto ce n'hai! esclam Millicent.
per questo che mi stai dicendo un mucchio di bugie? butt l Hyacinth. Mentre camminavano si era
concentrato tutto su un pensiero, nel tentativo di alimentare e soffocare a un tempo un suo sospetto. Era livido all'idea di
essere stato preso in giro; tuttavia riusc a dire a se stesso che nella vita, grazie a Dio, bisognava sempre far posto al
caso, e che avrebbe potuto mettersi completamente dalla parte del torto con un'accusa infondata. Solo pi tardi,
raccogliendo le impressioni cap - almeno cos gli parve - che i suoi sospetti erano fondati; per il momento, non appena
l'ebbe formulata, si vergogn della vivace risposta data a Millicent. Avrebbe potuto per lo meno aspettare e vedere cosa
gli riservava Curzon Street.
La ragazza lo aggred immediatamente: Bugie? bugie? chiedendogli se era quello il modo di trattare in
pubblico una signora. Si era fermata di colpo a un incrocio e continu, con una voce cos acuta che Hyacinth si rallegr
al pensiero che la strada a quell'ora era deserta: Hai un bel coraggio a parlare di falsit, quando ti basta che una donna
ti faccia gli occhi dolci da un palco!
Ti proibisco di parlare di lei, la interruppe il giovanotto tremando.
E perch poi non di "lei"? Non crederai che sia una donna perbene, spero! La risata di Millicent risuon nel
quartiere silenzioso.
Mio caro amico, tu lo devi sapere, visto che sei stato a casa sua, disse con un magnifico sorriso il capitano.
Hyacinth lo guard stupefatto, irritato e sorpreso a un tempo della parte ambigua che quello stava giocando in un
incidente che senza dubbio poteva diventare serio, ma che comunque non era da prendersi alla leggera. Certo che ci
sono stato dalla principessa Casamassima, grazie a voi. Dopo che siete stato voi ad insistere che ci andassi, dopo che mi
trascinaste voi da lei, me ne fareste una colpa, ora? E poi voi, chi diavolo siete, che volete da me? grid il nostro eroe,
mentre, in un attimo, gli si affollavano nella mente tutte le perplessit e le preoccupazioni che il capitano gli aveva
suscitato e che non era riuscito a mettere bene a fuoco. L'improvvisa ondata di rancore cancell all'istante ogni altra
seduzione.
Amico mio, qualunque cosa io sia non sono un imbecille, rispose quel gentiluomo con imperturbabile
serenit. Non vi rimprovero nulla. Volevo solo mettere pace fra voi. Amici miei... amici miei, e col suo fare consueto
pos una mano sulla spalla di Hyacinth mentre portando l'altra sul cuore s'inchinava verso la fanciulla con un gesto
galante che aveva qualcosa di paterno: Questo assurdo malinteso deve assolutamente finire, come si conviene a tutte le
liti fra innamorati.
Hyacinth si ritrasse dal contatto del capitano e disse a Millicent: Tu non sei realmente gelosa... di nessuno. Fai
solo finta tanto per gettarmi la polvere negli occhi.
A questa uscita Miss Henning reag con parole decisamente pesanti, ma il capitano, con le sue ripetute proteste,
le spazz via: non erano altro che una cara, deliziosa, terribile coppia era veramente interessante vedere come nelle
persone pari loro le primitive passioni sonnecchiassero a fior di pelle. Giunse quasi a spingerli nelle braccia l'uno
dell'altra e concluse che per fugare quel malumore dovevano andare tutti insieme al cabaret del Pavillon, il pi vicino
locale del genere nel quartiere, lasciando che la domestica di Curzon Street pettinasse da sola la parrucca della sua
padrona. Il lettore lo ha gi conosciuto come un uomo di grande disinvoltura, e senza dubbio ora si sar reso conto di
quanto fosse giustificata quella definizione: avanz la sua proposta con tanta amabilit che i suoi compagni salirono
senza protestare su una carrozza che si diresse, rotolando rumorosamente, verso il locale scelto, con Hyacinth
schiacciato in mezzo agli altri due, sull'orlo del sedile. Due o tre volte il nostro giovanotto si sent salire il sangue alla
testa pensando che se fra quei due c'era un'intesa, ora, dietro le sue spalle, avevano tutto l'agio di metterla a punto. Se
quella intesa si fosse consolidata a suo danno, quella serata sarebbe stata un'occasione d'oro, e quel pensiero gl'imped
di distrarsi anche quando, al Pavillon, il capitano riserv un grosso palco privato e ordin dei gelati. A Hyacinth
interessava cos poco quella sua piccola piramide rosata che lasci la consumasse Millicent, che aveva finito la propria.
Si rese conto per che, se aveva preso una cantonata, sarebbe stata molto grossolana, e si astenne dunque dal formulare
la domanda che gli veniva continuamente alle labbra, frenando l'impulso di chiedere al loro ospite perch diavolo gli
avesse fatto tanta fretta nel pub se non si trovava l apposta ad aspettare Millicent. Sappiamo che agli occhi di Hyacinth
uno dei meriti di quella signorina era l'incapacit di ingannare, e si chiese se fosse possibile, per una fanciulla, cambiare
cos da un mese all'altro. Era un pensiero consolante; ma, nonostante tutto, prima di lasciare il Pavillon, decise, con
una delle sue geniali intuizioni, di aver capito benissimo quello che intendeva Lady Aurora quando aveva detto che il
capitano Sholto era una persona volgare.
X
Paul Muniment era solito piombare in silenzi improvvisi, mentre gli altri parlavano, ma questa volta non aveva
aperto bocca da mezz'ora. Quando parlava, Hyacinth lo ascoltava quasi col fiato sospeso e quando non diceva nulla, lo
guardava fisso ascoltando gli altri attraverso la mediazione del suo viso limpido. Al Sole e Luna per Muniment si
curava pochissimo del suo giovane amico, e non faceva nulla che desse a vedere una loro intima amicizia; Hyacinth a
volte capiva come si seccasse dell'incapacit del piccolo, ansioso rilegatore a nascondere la stima che gli portava. Si

chiedeva se si trattasse di un atteggiamento deliberato, di una calcolata misura prudenziale da parte di Muniment o, se
pi semplicemente, fosse una manifestazione di una certa bruschezza, insita nel suo carattere, che senza essere duro era
per natura insofferente di ogni smanceria. Al Sole e Luna le smancerie erano ridondanti, certe sere, l'eccesso di
idiozie sembrava far scoppiare il locale e ci si vergognava di trovarsi mescolati a tanta ovvia fatuit e sfacciata
ambizione. Tutti, ad eccezione di una o due persone, si coprivano di ridicolo dando colpi sul tavolo e ripetendo di
continuo frasi vuote in cui sembravano assommare in quel momento l'intero patrimonio mentale. Alcuni blateravano
incessantemente: L'ho gi detto nel febbraio scorso, e una volta per tutte, quello che ho detto ho detto; altri
chiedevano eternamente: E che diavolo me ne faccio di diciassette scellini, di diciassette dannati scellini? Che me ne
faccio, me lo dite? una domanda che, a dire il vero, finiva sempre per ricevere una risposta breve. E altri ancora
ripetevano a saziet che se non oggi era domani, e molti ribadivano di continuo che l'unico modo di rimettere in piedi le
cancellate del parco era di ritirarle su. Un piccolo calzolaio dagli occhi rossi e la faccia grigiastra, il cui aspetto non
piaceva a Hyacinth, raramente cambiava il suo ritornello. Beh, siamo o non siamo in buona fede? quello che vorrei
sapere. Per conto suo era terribilmente in buona fede, ma sembrava che non avesse altro modo per dimostrarlo; era
molto legato (anche se stavano sempre a litigare) a un omaccione non meglio identificato, dal viso paonazzo e il respiro
affannoso, che passava per un esperto di cani, aveva mani grassocce e portava all'anulare un grosso anello d'argento con
certi capelli incastonati. Hyacinth sosteneva trattarsi del pelo di un terrier che da vivo era stato alquanto aggressivo.
Aveva sempre in bocca lo stesso ritornello: Beh, siamo o non siamo arrivati al punto in cui moriamo di fame? Mi
piacerebbe sentire l'opinione dei presenti, su questo argomento.
Quando il tono scadeva a questi livelli, Paul Muniment rimaneva assolutamente zitto, contentandosi di
fischiettare, poggiato all'indietro, con le mani in tasca e gli occhi fissi sul tavolo. Hyacinth spesso credeva fosse sul
punto di esplodere e di cantare ai presenti tutto quello che pensava di loro - gli era perfettamente chiaro quello che gli
passava nella testa: ma Muniment non mise mai a repentaglio la propria popolarit fino a quel punto; la considerava cos disse una volta al suo giovane camerata - un'arma troppo preziosa per cui si era munito di santa pazienza dando al
tempo stesso una dimostrazione di come bisognasse sempre usare la propria testa. Hyacinth non era a dire il vero troppo
sicuro di quanto Paul fosse popolare, e l'unico rimprovero che muoveva all'amico era proprio la tendenza a ritenersi pi
popolare di quanto in realt fosse. Muniment considerava la maggior parte dei suoi colleghi dei perfetti imbecilli, ma
Hyacinth era convinto di sapere meglio di lui fino a che punto lo fossero; ed era proprio l'imprecisione di questo
giudizio a determinare, in un certo senso, l'erronea valutazione di Muniment sulla propria influenza - un'influenza che
sarebbe stata pi forte di qualsiasi altra il giorno in cui avesse deciso di esercitarla. Hyacinth si augurava l'avvento di
quel giorno. Soltanto allora avrebbero saputo tutti dove stessero realmente, e quel benessere per cui si stavano battendo
ciecamente, faticosamente, impigliati in una sorta di torbida nebbia intellettualistica sarebbe passato dallo stadio della
mera discussione e di doloroso, acuto spasmodico anelito, a quello di una solida, inamovibile realt. Muniment era
unanimemente approvato, quando parlava, mentre, quando non era presente, era messo in discussione con allusiva
saccenteria. Tutti erano d'accordo che egli sapesse vedere pi lontano di qualunque altro, ma era sospettato di voler
spingere le sue previsioni pi lontano di quanto fosse necessario; come disse una sera uno dei pi inveterati
frequentatori del club, sarebbe stato sufficiente che questo individuo avesse calibrato la propria lungimiranza alla
distanza di un lancio di pietra. Si diceva inoltre che non avesse nulla, personalmente, di che lamentarsi, o che, pur
avendolo, non si lamentasse mai - un atteggiamento che non poteva non recare insito, latente, il seme di un eventuale
disinteresse. Hyacinth si rendeva conto di essere passibile della stessa imputazione, ma non poteva farci nulla; gli
sarebbe stato impossibile esibire a prova dell'autenticit dei suoi sentimenti, al Sole e Luna, lo stato del suo
guardaroba o denunciare che da sei mesi non metteva in bocca un pezzetto di bacon. Alcuni membri del club costretti a
una forzata disoccupazione, si dilungavano sulle vane peregrinazioni in cerca di lavoro, le crudeli rispostacce subite, gli
aneddoti vivaci sull'insolenza che circola negli uffici, racconti che davano a volte a Hyacinth la spiacevole sensazione
che se fosse toccato a lui di ritrovarsi senza lavoro, sarebbe stata tutta colpa sua, visto che aveva in mano un mestiere
sicuro su cui poter decisamente contare. Non si rendeva conto, comunque, che in quella piccola banda di esseri
malcontenti (piccola soltanto se si contavano le persone che si riunivano di volta in volta; amava fantasticare sulla sua
potenziale vastit, densa di misteriose ramificazioni e affiliazioni), il suo ruolo era preciso e inequivocabile: sarebbe
stato meraviglioso riuscire a trovare tanta energia e sicurezza da renderlo operante. Era convinto - e la prova era
nell'aria, nella facilit con cui era riuscito a metter piede nel Sole e Luna - che Eustache Poupin si fosse preso la briga
di divulgare la storia della sua origine, della tragedia di sua madre; per cui, in qualit di vittima di una societ infame e
di leggi inique, gli avevano riconosciuto un conto da saldare pi grave di quelli di quasi tutti loro. Era un rivoluzionario
ab ovo, e questo faceva dimenticare le sue cravatte eleganti, quella tranquillit economica di incerta natura che si
sospettava lo tenesse con le spalle al coperto, l'uso dell'h (fin da piccolissimo era riuscito a pronunciarla perfettamente)
e il fatto di possedere una mano felice - un particolare che in un sistema egualitario poteva diventare pericoloso. Non ne
aveva mai chiesto conto a Poupin perch doveva troppo al francese per poterlo rimproverare di aver preso un'iniziativa
promossa unicamente dalla premura. Inoltre, il suo collega della bottega del vecchio Crook, gli aveva detto, quasi a
premunirsi contro l'accusa d'indiscrezione: Ricordati, figlio mio, che sono incapace di sollevare il velo che hai voluto
stendere sopra la tua tormentata individualit. La tua dignit morale non avr mai nulla da temere da me. Ma ricordati
che fra i diseredati esiste un linguaggio mistico che fa a meno di prove, una massoneria, una divinazione; si
comprendono fra loro anche a mezze parole. Era dunque con una mezza parola che Hyacinth era stato capito a
Bloomsbury; ma un'innata delicatezza gl'impediva di valersi della propria posizione di vantaggio e di servirsi della
commiserazione altrui, - che sebbene strana e oscura non per questo era meno concreta, - per la scalata al successo. Non

aveva nessun desiderio di diventare un capopopolo solo perch sua madre aveva ucciso il proprio amante ed era morta
scontando la condanna: queste circostanze esigevano impegno, ma anche una certa umilt. Quando la riunione al Sole
e Luna andava a gonfie vele e splendeva di quell'onest che era il fondamento di tutto il suo pensiero speculativo
dimostrando come la massa popolare non fosse altro se non un leone assopito che gi respirava pi rapidamente e
cominciava a sgranchirsi e ad arrotare le unghie, in quei momenti, talvolta perfino eccitanti, Hyacinth aspettava quasi di
sentirsi assegnare da una voce il compito particolare che doveva svolgere. La sua ambizione era di svolgerlo
brillantemente, di offrire un esempio - magari un esempio per i posteri - di dedizione pura, giovanile, quasi fanciullesca.
Si rendeva conto di non avere l'autorit per fare promesse o assumersi le responsabilit del salvatore, e non invidiava
colui su cui avrebbe gravato questo fardello. Muniment s, era in grado di portarlo, e il primo credo di Hyacinth era il
proprio impegno ad aiutarlo, a costo di qualsiasi sacrificio. Era allora, in quelle sere di pi intense vibrazioni, che
aspettava il sacro segno.
Quei segni si fecero pi frequenti in quel secondo inverno, perch il momento era difficilissimo; in quel mondo
sotterraneo in cui si viveva con le orecchie attaccate al suolo, il profondo, eterno gemito della miseria di Londra sembr
ingigantirsi fino a fare da sottofondo all'intera vita. L'aria putrida giungeva laggi appiccicata ai soprabiti umidi di
uomini silenziosi, e rimaneva l, sospesa, finch fermentava in un calore nauseante attraverso il quale brutte facce si
squadravano serie, e pipe dall'aroma penetrante emettevano da parte loro sbuffi di fumo con ostinata fierezza, quasi a
proclamare che ormai non rimaneva pi altro: n pane, n carne, n birra, n scarpe, n coperte, n le povere cose al
monte di piet, n il focolare spento, a casa. Allora Hyacinth restava colpito dalla saggezza dei suoi compagni, dalle
loro intenzioni gravi che non lasciavano presagire nulla di buono per le classi danarose; e se ancora accadeva che
l'autore del monotono quanto vano ritornello Che diavolo me ne faccio di mezza sterlina? riscuotesse larghi consensi,
il nostro eroe tuttavia pi di una volta percep che finalmente si era maturi per la rivoluzione. La sensazione fu
particolarmente acuta quella sera, cui avevo cominciato ad accennare quando Eustache Poupin si fece strada a fatica
attraverso gli altri e annunci, come se si trattasse di una grande notizia, che nell'Est di Londra, quella sera, c'erano
quarantamila uomini senza lavoro. Si guard tutt'intorno con gli occhi dilatati, mentre prendeva posto. Sembrava volersi
rivolgere a tutti e a ciascuno, per responsabilizzare tutti i presenti in ascolto. Doveva la sua posizione di prestigio al
Sole e Luna, al modo brillante con cui personificava la figura del rifugiato politico, il magnanimo cittadino illibato
buttato fuori dal letto nel cuore della notte, strappato a forza dal focolare domestico, dai suoi cari e dalla sua
professione, e scaraventato al di l del confine con addosso soltanto un pastrano. Poupin si esibiva in questo ruolo ormai
da molti anni, ma non aveva mai perso il fascino del proscritto oltraggiato; e il quadro appassionato da lui dipinto
dell'amarezza dell'esilio, commuoveva perfino coloro che sapevano con quanto successo avesse trasferito i suoi penati a
Lisson Grove. Era opinione generale che avesse subito ogni traversia per amore delle proprie opinioni; e i suoi
ascoltatori di Bloomsbury, che anche nei momenti di rabbia pi feroce si sentivano pur sempre inglesi, non sembravano
rendersi conto, anche se capivano tante altre cose, che il suo appello a simpatizzare con lui perch lo accogliessero
come uno di loro, mancava decisamente di tatto. La forza del suo discorso aveva imposto l'enunciato che al di fuori
della bella, suprema Francia, non esisteva altro luogo degno di essere nominato, e aveva lasciato l'impressione che quel
paese fosse dotato di uno charme sovrannaturale. Muniment una volta confid a Hyacinth la sua certezza che se gli
fosse stato permesso di tornare in Francia (cosa che poteva verificarsi da un giorno all'altro visto che la Repubblica era
tanto indulgente da estendere continuamente le amnistie ai comunards) ci sarebbe restato molto male, perch l non
avrebbe potuto fare il rifugiato, e in ogni modo era convinto che a Londra fosse rifiorito proprio in virt delle sue
sofferenze.
Perch ci dite questo come se si trattasse di una notizia sensazionale? Forse non lo sappiamo e non lo
abbiamo sempre saputo? Ma avete ragione, ci comportiamo come se non ne sapessimo nulla, disse il signor Schinkel,
lo stipettaio tedesco che aveva introdotto il capitano Sholto al Sole e Luna. Aveva un viso lungo, macilento, bonario, i
capelli unti, e portava perennemente una sciatta benda intorno al collo, che sembrava coprire qualche malattia: Voi ce
lo ricordate - il che va benissimo; ma noi lo dimenticheremo fra mezz'ora. Non siamo persone serie.
Pardon, pardon; per quel che mi riguarda, non sono d'accordo! rispose Poupin tamburellando sul tavolo con
la punta delle dita: Se non sono una persona seria, non sono niente.
Oh no, voi siete qualcuno, disse il tedesco fumando, con aria assorta, la sua pipa monumentale. Siamo tutti
qualcuno, ma temo che non serva a nulla.
Beh, le cose potrebbero andar peggio senza di noi. Preferisco di gran lunga trovarmi qui, in questo letamaio,
che altrove, sottoline il grassone che s'intendeva di cani.
Certo, piacevolissimo, specialmente se avete davanti la vostra birra, ma non lo altrettanto ai "docks", dove
cinquantamila anime muoiono di fame. una serata molto brutta, continu lo stipettaio.
Non potrebbe essere peggiore, disse Eustache Poupin guardando il tedesco quasi lo ritenesse responsabile
delle parole del grassone. tanto orribile che l'immaginazione si ritrae, si rifiuta...!
Oh, che c'importa dell'immaginazione! dichiar il grassone. Vogliamo un corpo compatto, in assetto di
marcia.
Cosa intendete per corpo compatto? chiese il piccolo calzolaio dalla faccia grigia. Spero che non vi riferiate
al vostro.
Lo so io che voglio dire, disse il grassone in tono severo.
Bravo! Forse ce lo direte anche a noi un giorno o l'altro.

Forse lo capirete da soli, anche prima che scocchi l'ora, s'intromise l'uomo dall'anello d'argento. Forse
allora vi ricorderete.
Beh, sapete, Schinkel la pensa diversamente, disse il calzolaio accennando col capo al tedesco che fumava
come una ciminiera.
Non me ne importa niente di quello che si dice! esclam il cinofilo guardando fisso davanti a s.
Si dice che sia un anno brutto... I titoli dei giornali, continu il signor Schinkel rivolgendosi ai presenti. Lo
dicono apposta... per dare l'impressione che ci siano anche anni buoni. Ora, chiedo: qualcuno qui li ha mai visti questi
anni buoni? Sono ancora da venire: potrebbero iniziare anche stasera se lo volessimo: tutto sta a vedere se siamo capaci
di comportarci seriamente per qualche ora. Ma sarebbe chiedere troppo. Il signor Muniment ha l'aria molto grave;
sembra che stia aspettando il segnale, ma non parla... non parla mai quando vorrei sentire la sua voce. Medita soltanto...
oh, ne sono certo. Ma pensare senza parlare quasi peggio che parlare senza pensare.
Hyacinth aveva sempre ammirato l'aria distaccata, indifferente che Muniment assumeva ogni qualvolta
l'attenzione del pubblico si spostava su di lui. Personalmente quelle manifestazioni di curiosit o di ostilit lo avrebbero
sconcertato terribilmente. Quando parecchie persone riunite, e specialmente gli accoliti del Sole e Luna, lo
guardavano o lo ascoltavano, arrossiva e balbettava, ritenendo che se non poteva parlare a un milione di ascoltatori
(cosa decisamente eccitante) tanto valeva rivolgersi a due o tre: venti erano un numero tremendo.
Muniment sorrise per un istante, di buonumore; poi, dopo un attimo di esitazione, guardando il tedesco e lui
soltanto, come se le parole da lui dette fossero degne d'attenzione ma la risposta che stava per dare potesse anche essere
ignorata da tutti gli altri, disse semplicemente: Hoffendahl a Londra.
Hoffendahl? Gott in Himmel! esclam lo stipettaio togliendosi la pipa di bocca. E i due si scambiarono una
lunga occhiata. Poi il signor Schinkel disse: La cosa mi sorprende, sehr. Ne siete proprio certo?
Muniment continu a guardarlo. Se me ne sto zitto per una mezz'ora mentre tutt'intorno turbinano tanti
preziosi suggerimenti, pensate che parli troppo poco. Poi quando apro bocca per dire tre parole, dite che parlo troppo.
Oh no, non vero... Voglio che ne diciate altre tre di parole. Mi baster sentirvi dire che lo avete visto.
Lo credo bene! Pensate che sia uno di quegli uomini di cui si pu affermare impunemente di averlo visto?
S, quando non lo si visto! intervenne Eustache Poupin, che era restato in ascolto. Ora tutti erano attenti.
Dipende dalla persona a cui si parla. Ma qui? chiese il tedesco.
Oh, qui! esclam Paul Muniment in tono strano, mentre riprendeva a fischiettare in sordina.
Attento... attento; mi farete credere di non averlo visto, grid Poupin con il suo tono eccitato.
esattamente quello che voglio, disse Muniment.
Nun, ho capito, disse lo stipettaio riportandosi la pipa alle labbra dopo un intervallo impressionante quasi
quanto l'arresto di una vaporiera in mezzo all'oceano.
Qui? qui? ripet indignato il piccolo calzolaio. Questo luogo vale quanto quello da cui viene lui. Potrebbe
darci un'occhiata e vedere che gliene pare.
un luogo di cui potreste dirci qualcosa, sugger il grassone come se non avesse atteso che quell'occasione
per aprir bocca.
Prima che il calzolaio avesse il tempo di capire l'insinuazione qualcuno domand con voce petulante e rauca di
chi diavolo stessero parlando; e il signor Schinkel rispose che stavano parlando di un uomo che non aveva fatto ci che
aveva fatto semplicemente scambiando con gli amici idee astratte, anche se preziose, in una bettola rispettabile.
Che diavolo ha fatto allora? chiese qualcun altro. E Muniment rispose che aveva passato dodici anni in una
prigione prussiana e che la polizia seguitava a tenerlo sott'occhio.
Beh, se lo chiamate qualcosa di utile, devo dire che preferisco la bettola! grid il calzolaio, rivolto a tutti i
presenti e con una faccia, secondo Hyacinth, particolarmente ripugnante.
Doch, doch, doch, utile! rispose filosoficamente il tedesco, avvolto dalle sue nuvole giallognole.
Volete dire che voi non siete pronto a tanto? chiese Muniment al calzolaio.
Pronto a cosa? Credevo che quel genere di luoghi li avremmo fatti saltare per aria; credevo che fosse proprio
quello l'obbiettivo pi importante del nostro lavoro.
Li faranno saltare per aria ancora meglio quelli che ci sono stati rinchiusi, disse il tedesco; a meno che non
siano diventati marci, come il pesce catturato da troppo tempo. Ma Hoffendahl ancora tutto d'un pezzo.
Ah no, non si deve far saltare per aria nessuna propriet di valore, continu Muniment. Non sono i luoghi
ad essere sbagliati, ma l'uso che se ne fa. Vogliamo tenerli in piedi e costruirne perfino degli altri. Ma la differenza sar
che ci metteremo dentro la gente giusta.
Da quanto dite... Griffin apparterrebbe alla gente giusta, disse il grasso indicando il calzolaio.
Credevo che avremmo beccato le loro capocce... di tutta quella maledetta banda, protest il signor Griffin,
mentre Eustache Poupin andava spiegando ai presenti come il grande Hoffendahl fosse uno dei martiri della causa, un
uomo che ne aveva passate di tutti i colori... uno dei pi puri... che era stato sfregiato, marchiato a fuoco, torturato,
quasi spellato vivo, e non aveva mai rivelato ai suoi aguzzini i nomi che quelli cercavano. Era mai possibile che non si
ricordassero di quella massiccia offensiva concertata all'inizio del Sessanta, fatta scoppiare contemporaneamente in
quattro citt del continente, e che, nonostante tutti gli sforzi per soffocarla (alcuni editori e giornalisti erano stati
allontanati solo per averne fatto cenno) aveva aiutato la questione sociale pi di qualsiasi altra cosa mai tentata prima.
Per via di quel trattamento che gli hanno propinato, di cui ci avete parlato? chiese qualcuno ingenuamente; al che
Poupin rispose che si era trattato di uno di quegli insuccessi che finiscono con l'essere pi gloriosi di qualsiasi successo.

Muniment disse che era stata soltanto una fiammata, ma il suo pregio consisteva nel fatto che, pur essendovi coinvolte
una quarantina di persone (di ambo i sessi), soltanto uno era stato catturato e aveva pagato. Era stato proprio Hoffendahl
ad essere arrestato. Certo, aveva sofferto molto, aveva sofferto per tutti; ma dal loro punto di vista - quello di fare
economia di materia prima - la cosa si era risolta in un successo.
Volete sapere quello che penso di tutti quegli altri? Li considero dei maledetti vigliacchi! grid il grassone;
ed Eustache Poupin, rivolgendosi a Muniment, espresse la speranza che in effetti egli non approvasse una simile
soluzione, non considerasse l'economia di eroi un vantaggio per nessuna causa. Da parte sua apprezzava il tentativo di
Hoffendahl perch, pi di ogni altra cosa - tranne, naturalmente, la Comune - aveva scosso dal tempo della Rivoluzione
Francese, il marcio apparato dell'attuale ordinamento sociale, e perch proprio quell'impunit - quella inafferrabilit
degli individui coinvolti - aveva infuso nelle classi rapaci, in tutta l'Europa, un brivido che non si era ancora spento. Per
parte sua, per, si rammaricava che nessun compagno della vittima si fosse fatto avanti e avesse chiesto di dividere con
lui torture e prigionia.
C'aurait t d'un bel exemple! disse il francese con un tono cos pacato che anche quelli che non lo capivano
compresero che stava dicendo qualcosa di bello. Lo stipettaio osserv invece che chiunque di loro al posto di
Hoffendahl si sarebbe comportato esattamente allo stesso modo. Potevano pure tacciarlo di essere un vanaglorioso (il
signor Schinkel disse fanaglorioso); rimaneva certo che avrebbe fatto altrettanto se si fossero fidati di lui e se gli altri
lo avessero preso.
Prima voglio sapere esattamente qual il piano, poi accetter, disse il grassone, il quale sembrava pensare
che ci si aspettasse una qualche assicurazione da lui.
Beh, e chi lo deve fare, il piano, eh? proprio di questo che stiamo parlando, rispose il suo antagonista
calzolaio.
Un bell'esempio, dite, vecchio mio? E lo chiamate un bell'esempio? chiese Muniment a Poupin con aria
divertita. Un bell'esempio d'imbecillit! C' poi tanta gente capace, in giro?
Capace di grandezza di spirito, certamente no.
La grandezza di spirito di solito finisce per far commettere errori grossolani. Il primo dovere di un individuo
quello di non farsi arrestare. il solo modo di dimostrare di essere capaci.
A queste parole Hyacinth sent il bisogno di parlare. Ma qualcuno deve pur pagare, no? Non sempre stato
cos?
Sono certo che tu saresti pronto! rispose Muniment senza guardarlo. Se mai riusciranno a prenderti, fa'
come Hoffendahl, e fallo come se fosse una cosa naturale. Ma se non ti prendono, sentilo come un dovere supremo,
come una religione, di conservarti immune per un'altra occasione. La terra piena di bestie immonde che sarei ben
felice di vedere spazzate via a migliaia; ma quando si tratta di uomini onesti e coraggiosi, protesto contro il concetto che
se ne debbano sacrificare due quando ne basta uno solo.
Trop d'arithmetique... trop d'arithmetique!... Tipicamente inglese! grid Poupin.
Senza dubbio; e come potrebbe essere altrimenti? Non condividerete mai la mia sorte, se ne avr una, e se lo
potr evitare! rise Muniment.
Poupin lo guard esterrefatto per quella ruvida allegria come se considerasse l'inglese frivolo, oltre che
calcolatore, poi riprese: Se devo soffrire, mi auguro di farlo per la causa dell'umanit sofferente, ma anche per quella
della Francia.
Oh, spero che non dobbiate pi soffrire per la Francia, disse il signor Griffin. Non gli bastato, a
quell'insaziabile paese, tutto quello che avete dovuto sopportare?
Bene, vorrei sapere cosa venuto a fare qui, Hoffendahl: certo un gesto molto amichevole. Ma cosa intende
fare per noi?... quello che vorrei sapere, disse in tono polemico un individuo seduto dall'altra parte del tavolo,
opposto a Muniment. Si chiamava Delancey e si era presentato come lavorante in una fabbrica di acqua brillante; ma
Hyacinth segretamente pensava che fosse un parrucchiere - un'idea suggerita dalla cresta di capelli lucidissima che gli si
arricciava sul capo, oltre che dal modo in cui usava mettersi dietro l'orecchio, come se fosse un pettine, la matita che gli
serviva per prendere appunti durante le discussioni al Sole e Luna. Nutriva opinioni personali che esponeva di
frequente; aveva occhi acquosi (Muniment una volta li aveva definiti occhi d'acqua-brillante) e un odio personale per
un lord. Voleva sovvertire tutto, tranne la religione che invece riscuoteva la sua approvazione.
Muniment rispose che non era ancora in grado di dire perch il rivoluzionario tedesco fosse venuto in
Inghilterra, ma che sperava di poter avere qualche notizia in proposito per la prossima riunione. Una cosa era certa:
Hoffendahl non era venuto cos, senza motivo, e si sentiva di affermare che in breve tutti loro si sarebbero resi conto
che avrebbe dato un contributo alla causa per loro pi importante. Era dotato di grande esperienza, dalla quale tutti
avrebbero tratto vantaggio. Se esisteva una qualche probabilit di riuscita, Hoffendahl certo avrebbe saputo
indicargliela. Sono perfettamente d'accordo con i pi di voi - o almeno mi pare, continu Muniment con il suo fare
vivace, allegro, ragionevole. Sono d'accordo con voi che venuto il momento di decidere e di agire. Sono d'accordo
con voi che lo stato attuale ... si ferm un istante, poi continu con lo stesso tono amabile: infame e diabolico.
Queste parole non furono salutate da un consenso unanime: alcuni dissero che se quell'olandese voleva venire a
farsi una fumata di pipa con loro, sarebbero stati contenti di vederlo... avrebbe potuto individuare per loro i punti
nevralgici; altri erano dell'avviso che avevano avuto consigli da stomacare un maiale e che non avevano bisogno di
riceverne ancora. Tutto quello che volevano era dar prova della loro forza senz'altre ciance; agire per una causa o per
qualcuno; uscire allo scoperto e fracassare subito qualcosa - e perch no? - quella stessa notte. Mentre se ne stavano l a

parlare, c'era mezzo milione di persone a Londra che non sapeva come procurarsi un pasto per l'indomani - quello che
avrebbero dovuto fare, a meno che non fossero un'accozzaglia di donnette inconcludenti era indicare a quella gente
dove procurarselo, offrirglielo anzi, con le loro stesse mani. Hyacinth ascoltava, con animo contrastato,
quell'accavallarsi d'iterazioni, quell'alternarsi di ventate calde e fredde; quella sera, nel retrobottega del Sole e Luna,
circolava un eccitamento autentico, una pulsante concitazione da cui si sentiva contagiato. Ma nello stesso tempo
inseguiva un suo pensiero; si chiedeva cosa avesse in serbo Muniment (perch era sicuro che Paul non fosse sincero) e
la sua fantasia, che si era accesa al pensiero dell'imminente incontro con l'eroico Hoffendahl e che seguitava a
rimuginare sull'alternativa se sfuggire o affrontare il proprio destino, era tesa verso la prospettiva di probabili pericoli e si domandava in che modo, in una determinata situazione, avrebbe risolto il problema del sacrificarsi per tutti. Il
chiacchiericcio rumoroso, contraddittorio, vano, teorico, continuava ma la sola cosa che gli riusc di mettere a fuoco era
che si stava discutendo il progetto di irrompere nei panifici, e che gi si parlava di macellerie e drogherie, e perfino di
rivendite di pesce. Era in uno stato di esaltazione, tutto preso da un acuto desiderio di trovarsi faccia a faccia col
sublime Hoffendahl, udirne la voce e toccare la sua mano mutilata. Era pronto a tutto: vero che, da parte sua, era
ancora in condizioni di mangiare a sufficienza a pranzo e a colazione, anche se poveramente, e che i suoi compagni
probabilmente si stavano comportando in modo ancora pi brutale e goffo del solito; tuttavia, una vampata di passione
popolare gli aveva infiammato le guance e il cuore, e gli pareva che tutto l'orrore delle piaghe e delle ferite di Londra gli
si parasse davanti mostruosamente dilatato, le malattie, l'eterna miseria invano ululante nel buio, e per contrasto, granai,
depositi di tesori e luoghi di delizie dove regnava la saziet pi sfacciata. In tale stato d'animo capiva che non c'era
bisogno n di pensare n di ragionare: parlavano i fatti, in modo imperioso, come l'urlo dell'annegato; e infatti era ormai
vero che mentre la pedanteria temporeggiava, la carestia e l'angoscia si erano accampate stabilmente. Sapeva che
Muniment disapprovava quegli indugi e riteneva che fosse arrivato il giorno della resa dei conti. L'ultima volta che
avevano parlato, il suo saggio amico gli aveva dato pi che mai l'impressione di potersi annoverare fra gl'interventisti,
anche se in quella occasione aveva ripetuto ancora una volta che quella particolare formula alla quale il piccolo
rilegatore era tanto affezionato non era altro che un ammasso di sillabe insensate. Odiava quell'etichetta pretenziosa,
buona per i politicanti e i dilettanti. Tuttavia era stato chiarissimo su un punto: che il loro gioco ora doveva essere quello
di spaventare l'opinione pubblica, e spaventarla efficacemente; far credere che tutti i turlupinati avevano formato una
lega, avevano realizzato che con l'unione sarebbero diventati imbattibili. In realt non l'avevano formata n avevano
acquisito una coscienza di classe - anche su questo punto Muniment era stato chiarissimo. Ma nonostante ci l'opinione
pubblica era facile da spaventare e quanto pi grave la minaccia, tanto pi il popolo ci guadagnava. Se Hyacinth avesse
cercato una prova che la fede pu trascendere la logica, l'avrebbe trovata, quella sera, in quella pacata dichiarazione; ma
le parole dell'amico gli tornavano alla mente soprattutto per pungolare la sua ansia di capire cosa stesse pensando in
quel momento. Muniment non prendeva parte alle chiacchiere generali; aveva fatto sedere Schinkel vicino a s, e i due
sembravano discorrere a loro agio mentre l'aria gi fumosa si faceva pi densa, l'andirivieni degli agitatori pi concitato
e il rossore dei visi pi acceso. Hyacinth si chiedeva soprattutto perch Muniment non lo aveva detto prima a lui, che
Hoffendahl era a Londra e che lo aveva visto, perch lo aveva certamente visto anche se aveva eluso la domanda di
Schinkel - Hyacinth lo aveva capito immediatamente. Gli avrebbe chiesto dopo altre informazioni; e nel frattempo si
augurava senza rancore, ma con rammarico paziente e consapevole, che Muniment lo trattasse con un po' pi di fiducia.
Se intorno a Hoffendahl c'era un qualche segreto - ed evidentemente c'era: era giusto che Muniment, pur avendo
annunciato il suo arrivo con una certa drammaticit, non volesse dividere con la gente rozza che gremiva la stanza tutto
ci che sapeva - se c'era qualche segreto da custodire gelosamente Hyacinth sperava che fosse data proprio a lui
l'occasione di dimostrare che sapeva comportarsi responsabilmente. Si sentiva accaldato e nervoso; si alz
improvvisamente e, passando attraverso un corridoio buio, tortuoso, bisunto, che comunicava col mondo esterno, usc
sulla strada. La temperatura rigida e gelida lo rinfranc, e rimase l davanti al pub a fumarsi una pipa. Figure
inzaccherate entravano e uscivano, un pover'uomo zuppo e stracciato, con una faccia spugnosa e bluastra, che era stato
scaraventato fuori, si mise a fiottare nella luce abbagliante dei lampioni. Le pozzanghere luccicavano tutt'intorno, e la
strada silenziosa, affiancata da case basse e nere, si stendeva a perdita d'occhio, a destra e sinistra, sotto quel nevischio
da pieno inverno, andando a sparire nel cuore dell'immensa, tragica citt dove sotto lo sporco cielo notturno stava in
agguato, minacciosa, mostruosamente immobile un'incommensurabile povert che urlava il suo dolore soltanto nella
surriscaldata arena che si era lasciato alle spalle. Che fare? Quali possibilit si sarebbero presentate? La discordanza dei
pareri che aveva ascoltato rendeva pi disperata l'impotenza di tutti. L'unico vero desiderio che nutriva, mentre se ne
stava l in piedi, era di vedere quel gruppo esaltato ed illuso, con Muniment in testa, sollevarsi dal torpore e, raccolta dai
tuguri e dalle tane la miriade dei miseri, riversarsi nelle piazze dei ricchi e far udire la propria voce possente e affamata
iniettando nei benpasciuti indifferenti un terrore che li avrebbe fatti crollare. Indugi ancora un quarto d'ora, ma la
grande minaccia non dava segni di esplosione, e alla fine torn alla stanza rumorosa con un senso di smarrimento,
domandandosi quale idea migliore della sua (che al nostro giovanotto sembrava avere almeno il pregio di essere
un'idea) Muniment stesse rimuginando in quella sua mente lungimirante.
Rientrando, vide che la riunione si stava sciogliendo disordinatamente, o almeno confusamente, e che, certo,
per quella sera non si sarebbe verificato nessun tentativo di portare aiuto a qualche vittima. Erano tutti in piedi e se ne
andavano fra uno stropiccio di panche e di sedie, schiene curve e il parsimonioso abbassarsi della fiammella del gas, in
una gamma svariata di disgusti e rassegnazioni. Un attimo dopo che Hyacinth era entrato, il signor Delancey, il presunto
parrucchiere, salt sopra una sedia in fondo alla stanza e inve, facendoli fermare tutti esterrefatti:

Bene: prima di lasciarci voglio che sappiate tutti quello che mi colpisce. Non c' un solo uomo fra tutti voi
che non abbia paura per la sua dannata pelle... Paura, paura, paura! Io sono pronto ad andare dovunque con chiunque,
ma per D..., a quanto vedo, sono il solo. Non c' un figlio di madre fra voi che voglia mettere a repentaglio la sua
preziosa carcassa!
Il discorsetto colp Hyacinth come un pugno sul viso: si sent direttamente apostrofato, come se gli fosse stato
gettato addosso uno sgabello a tre gambe o qualche orribile scarpone chiodato. Gli parve che la stanza si sollevasse e
oscillasse su e gi, mentre prendeva coscienza della fragorosa esplosione di risate, proteste, grida di Ordine, ordine!
insieme a qualche chiara parola detta da Muniment: Ehi, Delancey, scendi subito gi - e alla voce di Eustache Poupin
che urlava: Vous insultez le peuple - Vous insultez le peuple ed altri apprezzamenti non troppo eleganti. Un istante
dopo si ritrov issato anche lui su una sedia davanti al barbiere mentre a quella vista l'eccitazione di tutti si mutava in
una divertita suspense. Era la prima volta che chiedeva la parola, subito accordata. Era convinto di essere impallidito forse si sarebbero anche accorti che stava tremando. Si augur solo di non rendersi ridicolo, poi disse: Non mi par
giusto quello che va dicendo. Ci sono anche altri, oltre a lui. Ma in ogni modo io parlo per me; e ritengo di far bene: non
posso farne a meno. Io non ho paura; di questo sono sicurissimo. Sono pronto a fare tutto quanto possa approdare a
qualcosa di buono - qualsiasi cosa... qualsiasi cosa... non me ne importa nulla. In una causa come questa amo il pericolo
che pu comportare. Non considero affatto preziose le mie ossa, quando si tratta di cose pi importanti. Quando si
sicuri di non aver paura e si accusati ingiustamente, non c' ragione di star zitti.
Gli sembr di aver parlato per un tempo interminabile, e quando ebbe finito si rese a malapena conto di quello
che era accaduto. Gli sembr quasi di trovarsi sotto ai piedi di quegli uomini che lo calpestavano con l'intenzione di
applaudirlo e di trattarlo benevolmente, di essere deriso e beffato, urtato e pungolato fra le costole. Si sent spinto contro
il petto di Eustache Poupin che sembrava singhiozzare, mentre qualcuno diceva: Hai sentito questo dannato
furfantello, fiero come un leone? Fu proposto un confronto fra lui e il signor Delancey per vedere chi fosse pi forte,
che per qualche ragione non ebbe luogo, e dopo cinque minuti la folla aveva lasciato la sala non certo per ricostituirsi
all'esterno in un corteo rivoluzionario. Paul Muniment lo aveva afferrato e diceva: Ti prego di restare, piccolo
desperado. Mi prenda un colpo se mi sarei mai aspettato di vedere te sulla tribuna! Muniment si ferm e il signor
Poupin e Schinkel si attardarono, coi loro cappotti, sotto la superstite fioca lampada a gas in quel locale privo di
ventilazione dove il club di Bloomsbury pareva ricostituirsi ad ogni riunione.
Sul mio onore, hai del coraggio! disse Muniment guardandolo dall'alto, con la faccia seria.
Naturalmente penserai che si tratta di una bravata, "una spacconata", come dice Schinkel, ma non lo . Poi
Hyacinth chiese: In nome di Dio, perch noi non facciamo qualcosa?
Ah, ragazzo mio, a chi lo dici! esclam Eustache Poupin, incrociando le braccia con aria disperata.
Chi intendi, quando dici "noi"?, disse Muniment.
Tutti noi. Siamo in molti ad essere pronti.
Pronti per cosa? Non c' nulla da fare, qui.
Hyacinth lo guard stupefatto: Allora perch diavolo ci vieni?
Non credo che ci verr ancora molto. un posto dove quello che vedi pure troppo.
Mi domando se io non abbia visto troppo in te, si arrischi a dire Hyacinth guardando l'amico.
Non dovete dir questo... Sta per presentarci a Hoffendahl! esclam Schinkel, mettendo via la pipa in un
astuccio grande quasi quanto quello di un violino.
Ti piacerebbe vedere "l'uomo-chiave", Robinson? chiese Muniment con lo stesso tono grave e insolito.
L'uomo-chiave? e Hyacinth gir gli occhi dall'uno all'altro dei suoi compagni.
Non lo hai ancora visto... anche se tu lo credi.
E perch non me lo hai mostrato prima?
Perch non ti avevo mai visto prima sulla tribuna, disse con un tono un po' pi leggero.
Al diavolo la tribuna! Mi fidavo di te.
Proprio cos. Ho voluto prender tempo.
Non venire, a meno che tu non abbia deciso, mon petit, disse Poupin.
State andando ora a... vedere Hoffendahl? lui l'uomo-chiave grid Hyacinth.
Non lo strillare ai quattro venti, adesso. Lui vuole conoscere un perfetto piccolo gentiluomo, e se tu non lo
sei...! continu Muniment.
proprio vero? Ci stiamo andando tutti? continu ansiosamente Hyacinth.
S, questi due sono addentro alla cosa. Non sono due luminari, ma possono andare, disse Muniment
guardando Poupin e Schinkel.
Anche tu sei un uomo-chiave, Muniment? chiese Hyacinth, intercettando quello sguardo.
Muniment abbass lo sguardo su di lui: S, e tu sei l'agnello sacrificale che lui vuole. Sta all'altro estremo di
Londra. Dobbiamo prendere una carrozza.
Calmo, figliolo; me voici! e Poupin condusse fuori il giovane amico.
Si allontanarono dal Sole e Luna e soltanto dopo cinque minuti incontrarono la carrozza che confer
importanza e dignit al loro viaggio. Quando furono seduti, Hyacinth apprese che l'uomo-chiave si fermava a Londra
solo per tre giorni, ma poteva anche partire l'indomani, ed era uso ricevere visite nelle ore pi impensate. Stava per
scoccare la mezzanotte; il percorso sembr interminabile a Hyacinth divorato dall'impazienza e dalla curiosit. Si era
seduto vicino a Muniment che lo circond col suo braccio forte reggendolo per tutta la strada, quasi a segnare un tacito

accordo. La cosa piacque a Hyacinth fin quando non gli balen il pensiero che non si trattasse per caso di un gesto
istintivo per trattenerlo da eventuali ripensamenti. Alla fine, nessuno parl pi, e la carrozza continu a sobbalzare nel
buio fitto, e quando si ferm il nostro giovanotto, in quella oscurit piovigginosa, aveva completamente perso il senso
dell'orientamento.
LIBRO TERZO

I
Hyacinth si alz presto, cosa che gli cost poco sforzo visto che non aveva chiuso occhio tutta la notte. Si vest
rapidamente, augurandosi che la sua comparsa non facesse sorgere strane idee su di lui - stimolato dallo spettacolo che
si apriva al di l dalla finestra: un vecchio giardino con parterres dalle strane figurazioni, intervallate da prati che agli
occhi cockney del nostro eroe sembrarono verdissimi. A un'estremit del giardino, un muretto in mattoni, ricoperto di
muschio, che dall'altra parte dava su un canale, fossato o grazioso vecchio stagno che fosse (non sapeva neppure lui che
nome dargli), e da questa fronteggiava una vasta porzione del corpo principale della casa - la camera di Hyacinth si
trovava in un'ala che guardava la facciata posteriore, vasta e irregolare - di un colore sontuosamente grigio laddove
l'edera e gli altri fitti rampicanti lasciavano intravederlo. Ogni suo angolo era come un quadro: dal tetto rosso spiovente,
interrotto da enormi comignoli e curiosi abbaini e da ogni sorta di frontoni e finestre a vari livelli, alle innumerevoli
toppe e spunzoni, fino all'escrescenza architettonica particolarmente affascinante dov'era situato uno stupendo quadrante
d'orologio, un quadrante coperto di dorature e stemmi ma che mostrava i segni degli anni e delle intemperie. Non era
mai stato in campagna in vita sua - la campagna vera, come la chiamava lui, una campagna che non fosse
semplicemente una sfrangiatura di Londra - e l, dalla finestra aperta, entrava il respiro di un mondo stupendamente
nuovo e indicibilmente refrigerante, dopo le ultime ore febbrili; la sensazione di un'aria dolce, assolata e carica di aromi
stranamente puri e gradevoli, e di un silenzio pieno di armonie provenienti in gran parte dalla voce dei numerosi uccelli.
Prossimi o remoti, sparsi dovunque, si alzavano altissimi pacifici alberi; e tutto quanto il suo sguardo incontrava era
soltanto un dettaglio di spazi pi grandi e di pi complessi scenari. Era un mondo in attesa di rivelarglisi e che lo stava
aspettando coperto di rugiada, sotto la sua finestra. Bisognava quindi scendere e prenderne possesso, per quanto
possibile.
Quando era arrivato, la sera prima alle dieci, aveva avuto l'impressione che il parco si stendesse per un miglio,
una volta varcato il cancello; aveva sentito l'acciottolio della ghiaia sotto le ruote della carrozza, aveva visto il bagliore
di molte finestre suggerire una situazione di allegria, dentro la casa, mentre la facciata alzava verso il cielo stellato una
miriade di effetti conturbanti. Si sent sollevato quando lo informarono che la Principessa, data l'ora avanzata, lo
pregava di scusarla; lo avrebbe visto l'indomani; il rinvio gli avrebbe dato modo di riprendersi e di guardarsi intorno.
Aveva cominciato a farlo subito, da quando si era seduto a tavola in un ampio, alto salone, con il domestico, che aveva
gi conosciuto a South Street, in piedi dietro la sedia. Non si era chiesto come sarebbe stato trattato: non aveva idea se
in una residenza di campagna avrebbero fatto distinzioni sociali e sottolineato i vari gradi d'importanza; ma fu evidente
che per lui era stato ordinato il meglio. L'accoglienza ricevuta lo lasci pi che soddisfatto e accrebbe la sua
eccitazione. Il pasto era squisito - anche se tutti gli altri sensi erano cos tesi da far sparire la fame, e mangi senza
sapere quello che mangiava - e il grave servitore gli riemp come un automa il bicchiere di un liquore che gli ricord
alcuni versi di Keats dell'Ode a un usignolo. Si chiese se a Medley avrebbe udito l'usignolo (non era certo della stagione
in cui cantava) e anche se il domestico avrebbe cercato di parlargli, se avesse idea di chi era, conoscesse o sospettasse la
sua identit, per quanto, dopo tutto, non ne avesse nessun motivo tranne, forse, la modestia del bagaglio che
accompagnava il visitatore di Lomax Place. Il signor Withers, tuttavia (era quello il nome che Hyacinth aveva udito
pronunciare dal vetturino della carrozza), non aveva dato alcun segno di socievolezza se non quello di chiedergli a che
ora volesse essere chiamato al mattino; alla quale domanda il nostro giovanotto aveva risposto che preferiva non essere
chiamato affatto, si sarebbe svegliato da solo. Il domestico replic Benissimo, mentre Hyacinth pensava che
probabilmente la sua presenza l lo lasciava molto perplesso, e prendeva in considerazione la possibilit di dargli
prudentemente un'idea della sua identit prima che potesse scoprirla da solo in modo meno piacevole. Una simile
iniziativa, oltre tutto, lo avrebbe liberato dal peso e dall'imbarazzo di attenzioni cui non era avvezzo; ma non ne fece
nulla, per il semplice fatto che prima ancora di parlare scopr di desiderare proprio quello che aveva temuto. L'intima
avversione al concetto di essere servito, svan: si era gi reso conto che non avrebbe voluto perdersi nessuna attenzione
e che non c'era nulla a cui non fosse preparato. Era conscio di avere probabilmente ringraziato eccessivamente il signor
Whiters, ma questo non poteva evitarlo, era una sua abitudine incontrollabile e un errore che senza dubbio avrebbe
commesso sempre.
Aveva dormito in un letto fatto apposta per garantire un riposo perfetto, tale per da vietargli, in qualche modo,
ogni abbandono in una stanza larga e alta, con lunghe specchiere che rimandavano sguardi spettrali anche dopo che la
luce era stata spenta. Alle pareti c'erano numerose stampe, mezzetinte, e vecchie incisioni che, forse a torto, ritenne di
rara e finissima esecuzione. Durante la notte si alz parecchie volte, accese la candela e and a guardarle. Si vide in uno
dei lunghi specchi e in quel luogo dove ogni cosa assumeva proporzioni eccezionali, gli sembr pi che mai che il figlio

di Mademoiselle Vivier, privo di una sua dimensione sociale, fosse quasi impercettibile. Per le scale incontr cameriere
armate di piumini e scope, ne vide altre, attraverso porte aperte, inginocchiate davanti ai caminetti; e si convinse che lo
guardavano con pi sfacciataggine che se fosse stato il tipo di ospite abituale. Ma queste riflessioni cessarono di
tormentarlo non appena usc all'aperto e cominci a vagare per il parco, dapprima lasciandosi andare un po' ovunque,
restringendo poi il raggio dei movimenti alle immediate vicinanze. Per un'ora vag estatico, trattenendo il fiato,
scrollando la rugiada dalle fitte felci e dalle ricche siepi di confine del giardino, assaporando l'aria fragrante, sostando
continuamente, sopraffatto da sensazioni sublimi che gli strappavano mormorii rapiti. Tutta la passeggiata fu un
continuo riconoscere cose gi note: per tutta la vita aveva sognato un luogo simile, pieno di quelle stesse cose, una
simile mattinata e un'occasione simile. Era l'ultimo giorno di aprile e tutto era fresco e luminoso; i grandi alberi,
nell'aria mattutina, erano tutto un tremolio di teneri germogli. Gir e rigir intorno alla mirabile casa, cogliendone ogni
particolare e assimilandone i pregi, godendo tutto l'insieme e domandandosi se la Principessa non stesse osservando i
suoi movimenti dalla finestra e se per caso non le riuscissero sgraditi. La casa non le apparteneva, l'aveva
semplicemente affittata per tre mesi; il fatto che egli ne fosse cos preso non poteva certo lusingare l'orgoglio
principesco. C'era qualcosa in quei muri grigi che si drizzavano sul prato verde, che lo commuoveva fino alle lacrime:
l'idea del duraturo che per la prima volta gli si presentava dissociata dalla miseria e dalla sordida infermit; aveva
vissuto fra gente che considerava la vecchiaia soprattutto una sopravvivenza da condannare e vilipendere. La solidit
privilegiata di Medley proclamava un sereno successo sociale, una fusione di dignit e di lustro.
Un servitore lo venne a cercare in giardino per annunciargli che la colazione era servita. Non ci aveva neanche
pensato, alla colazione, e camminando verso casa seguito dall'impassibile lacch, quell'offerta gli parve un dono
stravagante, inatteso e romantico. Cap che avrebbe fatto colazione da solo, e non fece domande. Ma quando ebbe finito
il cameriere entr per comunicargli che la Principessa lo avrebbe ricevuto dopo il pranzo e intanto gli faceva sapere che
la biblioteca era a sua completa disposizione. Dopo il pranzo. Quelle parole sembrarono allontanare sempre pi il
momento per il quale era arrivato fin l, e rimase sbalordito che per lei fosse valsa la pena invitarlo da un sabato sera a
un luned mattina, quando lasciava passare tanto tempo senza che s'incontrassero. Ma non si sentiva n trascurato n
impaziente; le tante emozioni che provava erano gi di per s una cospicua ricompensa, e cosa poteva esserci di meglio
dell'aspettare in una casa simile una signora meravigliosa? Il signor Withers lo scort fino alla biblioteca e lo lasci l,
impalato in mezzo alla stanza, a guardare sbalordito i tesori con cui avidamente e rapidamente and prendendo
confidenza. Era una vecchia stanza marrone di grandi dimensioni - anche il soffitto era marrone, sebbene istoriato da
raffigurazioni pallidamente dorate - dove file su file di coste finemente impresse reclamavano imperiosamente
l'attenzione. Un fuoco di legna crepitava in un ampio camino e alle finestre c'erano nicchie con profondi sedili, e
poltrone quali non aveva mai visto prima, lussuose, ricoperte in pelle, con un leggio per sostenere il libro; e davanti a
una delle finestre, una grande scrivania, fornita di un vasto assortimento di carta e penne, calamai e tamponi,
francobolli, candelieri, gomitoli di spago, fermacarte, tagliacarte. Non avrebbe mai immaginato che esistessero tanti
accessori da corrispondenza, e prima di allontanarsi scrisse un biglietto a Millicent, con una scrittura perfino pi
aristocratica del solito - la sua era una grafia molto minuta, ma al tempo stesso meravigliosamente sciolta e bella - in
massima parte per il piacere di vedere le parole Medley Hall stampate a caratteri rossi di tipo araldico in cima al
foglio. Dopo un'ora aveva esplorato tutta la collezione, rimuovendo quasi ogni volume col desiderio di poterselo tenere
una settimana, per rimetterlo rapidamente a posto non appena il suo sguardo si posava sopra un altro dall'aspetto ancora
pi ricco di attrattive. Si imbatt in rilegature rare, dalle quali ricav qualche idea - idee che si sentiva perfettamente in
grado di realizzare. In quel momento la vera felicit s'indentific per lui nell'essere rinchiuso per un mese o due nella
casa del tesoro di Medley. Si dimentic del mondo esterno e la mattinata sfum - quella bella domenica primaverile mentre indugiava nella stanza.
Stava inerpicato sulla scaletta quando ud una voce che diceva: Temo che siano polverosissimi; in questa casa,
sapete, c' una polvere secolare, e guardando in gi vide, in mezzo alla stanza, Madame Grandoni. Si dispose subito a
scendere per salutarla, ma lei esclam: Restate, restate, se non soffrite di vertigini possiamo parlare anche cos! Sono
venuta semplicemente a dirvi che siamo in casa, e a pregarvi di portare pazienza. La Principessa vi ricever
probabilmente fra qualche ora.
Lo spero proprio, replic Hyacinth dal suo piolo, piuttosto deluso da quel probabilmente.
Naturlich, disse la vecchia signora, ma talvolta c' stato chi venuto e se ne andato senza averla vista.
Dipende dal suo stato d'animo.
Anche quando lei ad avere invitato?
Oh, e chi lo sa quando lei ad invitare?
Ma a me, sapete, mi ha mandato a chiamare, dichiar Hyacinth guardando in gi, colpito dal modo in cui
spiccava, vista dall'alto, la parrucca di Madame Grandoni.
Oh s, vi ha mandato a chiamare, povero il mio giovanotto! La vecchia signora lo guard da sotto in su con
un sorriso, e per un poco rimasero cos, in silenzio. Poi aggiunse: Anche il capitano Sholto venuto, nello stesso
modo, pi di una volta, e se n' andato con le pive nel sacco.
Il capitano Sholto? ripet Hyacinth.
Sicuro; se continuiamo a parlarci cos a distanza dovr chiudere la porta. Torn indietro, mentre lui la
seguiva con gli occhi, e chiuse la porta; poi avanz nella stanza, col suo decrepito passo strascicato, camminando come
se calzasse scarpe troppo grandi per il suo piede. Hyacinth scese dalla scaletta. cos, una capricciosa.

Non capisco il vostro modo di parlare di lei, comment Hyacinth grave; siete la sua amica e tuttavia ne
parlate in termini non troppo lusinghieri.
Caro giovanotto a lei dico cose assai peggiori, sul suo conto, di quelle che direi mai a voi. Sono villana,
vero, anche verso di voi, che dovrei trattare con particolare cortesia. Ma non sono falsa. Non fa parte della natura dei
tedeschi. Un giorno mi sentirete. Io sono amica della Principessa; possa non averne mai una peggiore! Ma vorrei essere
anche amica vostra. Che volete? Forse non serve a nulla. In ogni modo, eccovi qui.
S, decisamente eccomi qui! rispose Hyacinth con un sorriso forzato.
E quanto vi tratterrete? Perdonate la domanda: fa parte della mia villania.
Rimarr fino a domattina. Devo essere al lavoro a mezzogiorno.
Perfetto. Ricordate che l'altra volta vi ho esortato a rimanere fedele al vostro lavoro?
Un buon consiglio. Ma temo che esageriate credendomi in pericolo.
Meglio cos disse Madame Grandoni. Anche se, guardandovi bene, ho i miei dubbi. chiaro che siete uno
di quegli individui che piacciono alle donne. Ne sono certa, piacete anche a me. Alla mia et - centoventi anni - posso
ben dirlo, no? Se ve lo dicesse la Principessa sarebbe diverso; ricordatevi che... che un complimento sulle sue labbra
sarebbe meno discreto. Ma forse non ne avr mai l'occasione: potreste non tornare mai pi. Alcuni sono venuti una sola
volta. Vedremo bene. Devo precisare che non ho nulla contro un giovanotto che si prende una vacanza, un piccolo svago
tranquillo, una volta ogni tanto, continu Madame Grandoni col suo fare incoerente, discorsivo, familiare. A Roma se
la prendono ogni cinque giorni: decisamente, troppo spesso. In Germania, meno. In questo paese mi sembra che la
vacanza sia quasi una fatica in pi: le domeniche inglesi sono cos complicate! In ogni modo, questa sar bellissima per
voi. Siate felice, sentitevi a vostro agio; ma andatevene domani! E con questa ingiunzione Madame Grandoni si avvi
alla porta, mentre lui si affrettava ad aprirgliela. Posso dirlo, perch non casa mia. Sono anch'io un ospite come voi.
E talvolta anch'io penso che me ne andr l'indomani!
Non credo che voi dobbiate guadagnarvi ogni giorno da vivere, come me. E questa una ragione per me
ineccepibile, disse Hyacinth.
Lei si arrest sulla soglia, puntandogli in faccia i suoi occhi espressivi, brutti e dolci. Sono povera quasi
quanto voi, credo. E non emano, come voi, un'aria di nobilt. E tuttavia sono una nobildonna, disse la vecchia signora
scuotendo la parrucca.
Mentre io non lo sono! disse Hyacinth con un profondo sorriso.
Sempre meglio che diventarlo, come la nostra amica. Non se ne ricava nessuna felicit.
Non per noi, forse; ma per gli altri! Da dove si trovava guard l'atrio ampio, foderato di legno, decorato,
illuminato dall'alto e chiuso da un lontano soffitto affrescato e tutta quella grandiosit si specchi nei suoi occhi pieni di
ammirazione.
Vi piace tanto, qui... Vi d tanto piacere? chiese Madame Grandoni.
Oh, moltissimo... moltissimo!
Lo osserv ancora per un istante. Poverino! mormor mentre si allontanava.
Un paio d'ore pi tardi la Principessa lo mand a chiamare e, scortato al piano di sopra attraverso corridoi
ricoperti da tappeti cremisi e tappezzati di quadri, fu introdotto in un ampio salone luminoso che, come seppe in seguito,
fungeva da boudoir. Attraverso la porta gli era giunto il suono di una musica ed era quindi preparato a trovarla seduta al
piano, e magari che continuasse a suonare anche dopo il suo ingresso. Volse il viso verso di lui, e gli sorrise senza alzare
le dita dai tasti, mentre il domestico pronunciava solennemente il nome di Hyacinth, come se fosse arrivato in quel
momento. La stanza, situata in angolo e illuminata da due lati, era larga e assolata, con le imbottiture di cinz dai colori
freschi e gai, arredata con sof di ogni tipo e sedili bassi e confortevoli, tavolinetti a portata di mano, con grossi vasi
colmi di fiori primaverili; dappertutto libri, giornali, riviste, fotografie con autografi di personaggi celebri, e l'impronta
del lusso e di un ritmo piuttosto indolente di vita. Hyacinth rimase l, senza avvicinarsi troppo, e la Principessa,
continuando a suonare accenn, sorridente, a un sedile vicino al pianoforte. Mettevi l e ascoltatemi. Hyacinth esegu
e lei suon a lungo senza guardarlo, lasciandogli cos la possibilit di posare gli occhi sul suo viso e sul corpo, mentre
lei errava con lo sguardo, svagata, assente, con un'espressione di felicit serena, come rapita nella musica, da cui era
blandita e pacificata. Una finestra vicina era socchiusa, e la tenera luminosit del giorno, e tutti gli aromi della
primavera effondevano nella stanza innocenza e allegria. La Principessa gli sembr meravigliosamente giovane e bella,
cos esile e semplice, e anche cos cordiale, nonostante non si fosse interrotta e non gli avesse teso la mano, che si
rilass nella poltrona e cap che ogni impaccio e nervosismo stavano dileguandosi e che poteva abbandonarsi fiducioso
alla sua bont, alla disinvolta spregiudicatezza con la quale lei evidentemente lo avrebbe sempre trattato. In quel suo
fare, deferente e cameratesco insieme, sembrava animata da buone e sagge intenzioni. Suonava con molto sentimento,
un pezzo dopo l'altro; Hyacinth non aveva mai udito una musica n una interpretazione di cos alto livello. Due o tre
volte volse gli occhi verso di lui, occhi illuminati da quella incantevole espressione che costituiva l'essenza della sua
bellezza: una luce soffusa che sembrava partecipare di un'estate perenne e che d'altra parte suggeriva il pensiero di
stagioni ed esperienze passate che avevano lasciato un sublime ricordo. Gli chiese se amava la musica e aggiunse,
ridendo, che avrebbe dovuto domandarglielo prima, mentre lui rispondeva - glielo aveva gi detto a South Street ma
sembrava che se ne fosse dimenticata - che ne era appassionatissimo.
Il nostro giovane apprezzava in massimo grado la bellezza femminile, adorava tutti gli stimoli del suo grande
potere, i recessi del suo mistero, ogni suo elemento, ogni delicatezza di forme, ogni sfumatura che operasse
quell'incantesimo. Cos, anche se avesse apprezzato meno le strane armonie che la Principessa traeva dallo strumento e

il suo talento, l'interesse che provava per lei non ne avrebbe sofferto n gli sarebbe stato meno gradito osservarne il
profilo e i movimenti, il nobile contorno della testa e del viso, il raccolto splendore dei capelli, la freschezza pari a
quella di un fiore palpitante che non aveva bisogno di sottrarsi alla luce. Era vestita di colori chiari, semplicemente,
come una fanciulla. Continuando a suonare, gli chiese che cosa gli sarebbe piaciuto fare quel pomeriggio: aveva nulla in
contrario a una gita in carrozza con lei? Era quasi certa che la campagna gli sarebbe piaciuta. Sembr non prestare
attenzione alla risposta, che fu sommersa dal suono del pianoforte; ma se lo avesse fatto, non avrebbe avuto dubbi sui
desideri di lui. Avvolse con uno sguardo l'insieme della stanza, mentre le sue mani percorrevano su e gi la tastiera; poi,
improvvisamente, si ferm, si alz e and verso di lui. Forse non vi seccher mai pi cos. Ora avete conosciuto il
peggio. Volete chiudere il piano, per favore? Egli esegu l'ordine e lei and dall'altro lato della stanza, dove sprofond
in una poltrona. Quando lui si fu avvicinato gli disse: proprio vero che non avete mai visto un parco o un giardino n
altre bellezze naturali? Stava alludendo alla dichiarazione della sua lettera di risposta al biglietto col quale lei gli aveva
proposto di fare una corsa a Medley. E quando le ebbe assicurato che era verissimo, esclam: Che gioia... che gioia!
Non sono mai riuscita a mostrare qualcosa di nuovo a nessuno e l'ho sempre desiderato... specialmente con una persona
sensibile e fine. Allora verrete con me per una scarrozzata? Parlava come se gli chiedesse una grande concessione.
Cos ebbe inizio quel rapporto - tanto strano, considerata la loro rispettiva posizione sociale - che lo aveva
portato a Medley e che avrebbe attraversato fasi singolari. La Principessa aveva la straordinaria abitudine di dare tutto
per scontato, di non ammettere difficolt, di presupporre che i suoi desideri venissero senz'altro esauditi. Intrattenne il
suo ospite per altri dieci minuti - tempo principalmente occupato dalle esclamazioni di gioia di lei per il fatto che
Hyacinth aveva visto cos poche cose di quelle che costituivano Medley - (dove avrebbe potuto vederle, santocielo, si
chiedeva lui); e quando si fu riposata un poco dallo sforzo di suonare, gli propose di andar fuori insieme. Era una grande
camminatrice, e aveva bisogno della sua passeggiata quotidiana. Lo lasci per un poco dandogli da guardare l'ultimo
numero della Revue de deux mondes, richiamando la sua attenzione su un racconto di Monsieur Octave Feuillet (era
curiosa di sapere cosa ne pensasse); per ricomparire con un cappello scuro e un parasole chiaro, calzando un paio di
guanti leggeri e presentandosi in quell'attimo come l'incarnazione dell'eroina della novella di Monsieur Feuillet nella
quale Hyacinth si era immediatamente immerso. Scendendo le scale, le venne in mente che lui non aveva ancora visto la
casa e che sarebbe stato divertente mostrargliela; cos torn sui suoi passi e se lo port su e gi un po' da per tutto,
persino in quella grande cucina all'antica dove trovarono un ometto rosso in viso, con giacca bianca, grembiulone e
berretto bianco (che si tolse, per salutare il piccolo rilegatore) con il quale la sua compagna parl in italiano, lingua che
Hyacinth conosceva abbastanza per capire che si rivolgeva al cuoco con la seconda persona singolare, come se fosse
stato un suo vassallo. Si ricord che i tre moschettieri erano soliti parlare allo stesso modo ai loro lacch. La Principessa
spieg che l'uomo dal berretto bianco era un essere delizioso (non poteva soffrire i domestici inglesi, pur essendo
costretta a tenerne due o tre), che le preparava una serie di risotti e polente - lei aveva i gusti proprio di una contadina.
Mostr a Hyacinth ogni particolare: il caratteristico angolino restaurato che era stato una cappella; la scala segreta che
era servita ai cattolici al tempo delle persecuzioni (i proprietari di Medley come la Principessa, erano osservanti della
vecchia credenza). La galleria dei musicanti, sopra l'atrio; la stanza tappezzata di parati che i visitatori venivano ad
ammirare, da lontano; e quella degli spettri (queste due camere, che a volte venivano confuse fra loro, erano di fatto ben
distinte) dove una figura orribile faceva di tanto in tanto la sua apparizione - uno spettro nano dalla testa enorme, il
primogenito spodestato, in tempi antichissimi, reputato da tutti un idiota mentre non lo era affatto, e che era finito
soppresso in qualche modo. La Principessa offr al suo ospite il privilegio di dormire in questa stanza, dichiarando per
che nulla al mondo l'avrebbe indotta a entrarci da sola, perch lei era una creatura sciocca, preda di abiette superstizioni.
Non so se posso definirmi una persona religiosa e, nel caso, se la mia sia una religione superstiziosa; ma sono molto
attaccata ai miei tab. Fece attraversare in fretta il salotto al suo giovane amico, dicendo che ci sarebbero tornati poi;
era una stanza piuttosto banale, come tutti i salotti delle case di campagna inglesi; ma se gli faceva piacere, sarebbero
andati a sedervi dopo cena. Lei e Madame Grandoni, di solito si fermavano al piano di sopra, ma avrebbero fatto tutto
quello che lui avesse desiderato.
Finalmente uscirono all'aperto e cammin facendo lei spieg - per premunirsi contro qualsiasi imputazione di
stravaganza - che, bench la casa dovesse indubbiamente apparire eccessivamente grande per due donne tranquille, e
sebbene non fosse quella che avrebbe voluto, era tuttavia molto pi economica di quanto forse immaginava; non
l'avrebbe neppure presa in considerazione, se non fosse stata economica. Doveva sembrargli assurdo che una persona
che si schierava per il popolo vivesse in una dimora sfarzosa, di quaranta o cinquanta stanze. Fu questa una delle due
volte in cui alluse alla sua infatuazione per la causa; ma fu un'uscita opportuna, perch Hyacinth aveva infatti rilevato
la contraddittoriet della situazione. Ci aveva pensato per tutta la giornata, abbandonandosi anche a qualche
considerazione su quel modo tragicomico della Principessa di ritirarsi in un suo paradiso privato per risolvere il
problema dei bassifondi. L'ascolt perci con grande attenzione mentre lei, coscienziosamente, gli spiegava come
avesse preso la casa soltanto per tre mesi, perch voleva riposarsi di un inverno trascorso in visite e comparse in
pubblico (che era poi il modo in cui gli inglesi, nonostante idolatrassero il focolare domestico passavano la vita) ma
non desiderava tornare in citt troppo presto; doveva per confessare che aveva sempre la casa di South Street che
all'ultimo momento aveva preferito tenere, piuttosto che traslocare. Uno doveva pur metterle da qualche parte, le
proprie cose, e quello non era forse un dpot come un altro? La casa di Medley non era esattamente quanto lei avrebbe
scelto, se avesse agito a modo suo. Ma non era stato cos. Non agiva mai a modo suo; era stata costretta a prenderla dai
proprietari, che l'avevano incontrata da qualche parte e le si erano messi alle costole, persuadendola che l'avrebbe potuta
avere per una sciocchezza, non pi di quanto avrebbe pagato il piccolo cottage coperto di caprifoglio, la vecchia

canonica dal pergolato di glicine, il tipo di casa cio di cui era andata in cerca. Per di pi era una di quelle vecchie
dimore un po' ammuffite, tanto lontane dalla citt, difficili da affittare a buon prezzo; senza contare che, in quanto a
comodit, era proprio una casaccia. Per Hyacinth le tre ore di treno erano state un susseguirsi di palpiti lieti e non era
certo la distanza ad averlo impressionato; quanto alla casaccia, chiese alla Principessa perch la chiamasse cos. Lei
replic che cascava a pezzi, era impossibile sotto tutti i punti di vista, piena di spettri e di cattivi odori. l'unica
ragione per cui l'ho presa. Non voglio che m'immaginiate sprofondata nel lusso o incurante di gettar via il mio denaro.
Mai pi. Hyacinth non aveva modo di misurare fino a qual punto il suo parere potesse premerle, e capiva che
nonostante lo ritenesse una creatura da iniziare e fosse divertita dalla sua naivet, amava tuttavia trattarlo come un
vecchio amico, a cui si raccontano i propri problemi. Senza dubbio stava recitando alla perfezione la parte che si era
imposta, e tutto era chiaro a Hyacinth tranne il motivo per cui la recitasse.
Uno soprattutto dei giardini di Medley gli rap il cuore; era circondato da alti muri di mattoni, con alberi di
albicocchi e prugni nella parte pi assolata, vialetti dritti bordati da bei fiori all'antica, spiazzi immensi dove sorgevano
dritti, alberi da frutta, mentre la mentuccia e la lavanda impregnavano l'aria del loro odore. Nel lato sud si affacciava su
un piccolo canale abbandonato e l era stato rialzato un terrapieno lungo e largo, coperto di tenera erbetta, che nel punto
pi alto formava una splendida terrazza verde. In una giornata estiva non c'era niente di pi incantevole che
passeggiarvi con qualcuno avanti e indietro, tanto pi che ad una delle estremit c'era un curioso padiglione, una specie
di sala da t, che coronava la scena con la sua aria vecchiotta e offriva riposo e riparo, un rifugio dal sole e dalla
pioggia; mentre dal lato opposto una costruzione gemella era adibita alla custodia di arnesi da giardiniere e vasi vuoti. Il
primo padiglione era tappezzato con una curiosa carta cinese su cui erano disegnati gruppetti di persone simili nei visi a
gattini ciechi, che bevevano il t a gruppi, accosciati sul pavimento. Conteneva anche un traballante mobiletto
intarsiato, dalle vetrine verdastre, attraverso le quali si potevano vedere tazze e piatti di valore, oltre a una noce di cocco
intagliata e a due idoli esotici. Nella mensola sopra un sof non troppo comodo, nonostante i cuscini di una sbiadita
tappezzeria che sembrava un'ingenua esercitazione di ricamo, si allineavano romanzi fuori moda e fuori commercio romanzi impossibili a reperirsi altrove, e che sembravano non poter avere altra ubicazione. Sulla mensola del camino
c'era una ciotola piena di petali di rosa disseccati misti a spezie aromatiche, e il tutto dava l'impressione di una certa
umidit.
Hyacinth passeggi avanti e indietro sulla terrazza con la Principessa finch questa, di colpo, si ricord che lui
non aveva pranzato. Hyacinth protest dicendo che quello era l'ultimo dei suoi pensieri, ma lei dichiar che non lo
aveva fatto venire fino a Medley per vederlo morire di fame, e che dovevano rientrare per mangiare. Tornarono facendo
per un gran giro attraverso il parco, cos da disporre ancora di una mezzora per parlare. Gli spieg che lei faceva
colazione alle dodici, secondo la moda straniera, e prendeva il t nel pomeriggio; visto che anche lui era forestiero,
forse gli sarebbe piaciuta quell'usanza, e in tal caso, il mattino seguente, avrebbero fatto colazione insieme. Poteva farsi
portare in camera, al risveglio, caff o qualunque cosa volesse. Dopo essersi abbondantemente figurato la scena di un
domestico che gli metteva vicino al letto un vassoio d'argento, Hyacinth disse che veramente, per quel che riguardava
l'indomani, avrebbe dovuto far ritorno a Londra.
C'era un treno alle nove - sperava che non le dispiacesse se lo prendeva. Lei lo guard, seria e dolce come se
stesse inseguendo un'idea astratta, e poi disse: S, mi dispiace moltissimo. Non domani... un altro giorno. Lui non
replic e la Principessa cambi discorso; o meglio, la sua replica fu silenziosa e consisteva nella riflessione che avrebbe
lasciato Medley al mattino, qualunque cosa lei dicesse. Non poteva permettersi di restare: non poteva ritrovarsi
disoccupato. Anche Madame Grandoni lo giudicava importante: pur apparendo a volte enigmatica, la vecchia signora
era inequivocabilmente incisiva nelle sue dichiarazioni. Tuttavia, non poteva ignorare la protesta della Principessa; una
protesta che temeva potesse degenerare in qualcosa di meno disinvolto delle parole pronunciate, tradursi in una
situazione imbarazzante. Era stata meno solenne, meno esplicita di Madame Grandoni, ma nella leggera pressione
esercitata su di lui e nel modo in cui aveva dichiarato la propria preferenza, colse come un avvertimento che la sua
libert stava sfumando - quella libert che era riuscito a conservare (almeno fino all'altro giorno, quando Hoffendahl vi
aveva acceso un'ipoteca sopra) e il cui possesso lo aveva in certo senso consolato di altre privazioni. Tali riflessioni lo
turbavano. Che sarebbe stato di lui se avesse dovuto aggiungere una nuova servit a quella gi accettata al termine della
lunga, trepidante scarrozzata sotto la pioggia, nella camera da letto di una casa che neppure ora sapeva bene dove si
trovasse, mentre Muniment, Poupin e Schinkel, tutti visibilmente pallidi, ascoltavano e accoglievano la promessa?
Muniment, Poupin, Schinkel... come si sentiva distaccato da loro in quel momento; quanto poco era rimasto del
giovanotto che li aveva seguiti in carrozza; e con quanta meraviglia - almeno gli ultimi due - se lo avessero visto ora, si
sarebbero chiesti cosa mai stesse facendo!
A dire la verit anche Hyacinth se lo chiedeva, mentre la Principessa accennava ai luoghi e alle persone
conosciute, alle impressioni e conclusioni raccolte dal loro ultimo incontro. Si atteneva unicamente a questo genere di
argomenti; sembrava volerlo distrarre da ogni preoccupazione, e lui si sorprese della cura con cui evitava la questione
dei bassi fondi e dei sacrifici che aveva intenzione di fare. La Principessa, senza far nessun nome, parl poi dei propri
amici, del loro temperamento, delle loro case, modi di fare, dando per scontato, come prima, che Hyacinth la seguisse.
Per quel tanto che la segu, Hyacinth s'interess del racconto, ma con se stesso fu costretto a riconoscere che met del
tempo non sapeva neppure di cosa stesse parlando. In tutti i casi, se fosse capitato a lui di stare in compagnia di duchi lei non li chiam duchi, ma era sicuro che si trattasse di qualcosa del genere - ne avrebbe ricavato soddisfazioni
maggiori. In complesso gli sembrava che la Principessa giudicasse severamente il mondo inglese - ne stimava assai
poco l'umorismo e ancor meno la moralit. Sapete, gli uomini non dovrebbero mai essere corrotti e tetri allo stesso

tempo, disse; e Hyacinth, ripensandoci, decise che non concordava affatto con quell'interpretazione dell'aristocrazia,
vista unicamente come un'accozzaglia di gente noiosa. A volte, provava un certo piacere a sentirla definire dissoluta, ma
gli dispiacque il malevolo resoconto che la Principessa ne fece. Quanto a s, lasci cadere, lei non aveva una moralit
convenzionale - avrebbe dovuto premetterlo - ma non era mai stata accusata di stupidit. Forse lui non se ne sarebbe
accorto, ma la maggior parte delle persone con cui aveva avuto a che fare, la ritenevano fin troppo acuta. La seconda
allusione ai loro futuri progetti (i suoi e di Hyacinth) fu quando disse: Avevo deciso di conoscerla - stava ancora
parlando della societ inglese - sperimentarne personalmente la fisionomia prima di buttarla a mare. Ho vissuto qui un
anno e mezzo, ormai, e ritengo di averla capita. Si tratta ancora e sempre del vecchio rgime, della corruzione e della
stravaganza irte di iniquit e abusi, su cui la Rivoluzione Francese passata come un turbine; o forse anche di una
replica del mondo romano, nella sua decadenza, gottoso, apoplettico, depravato, sazio, infarcito di ricchezze e di
spoglie, egoista e cinico, che attende ormai la venuta dei barbari. Voi ed io siamo i barbari, sapete. La Principessa era
per molto vaga nelle sue critiche, e non gli rifer nessun aneddoto - cosa che gli dispiacque un poco - rivelatore sulle
persone che le avevano offerto ospitalit. Ma non poteva trattarlo proprio come se fosse stato un ambasciatore. Cos, in
difesa dell'aristocrazia, rispose che non era possibile che fossero tutti una manica di lazzaroni (si espresse in questi
termini: lei gli aveva fatto capire quanto le piaceva che parlasse come la gente del popolo) perch lui conosceva una
persona - una nobildonna - che era uno degli esseri pi puri, gentili, coscienziosi che si potessero immaginare. A queste
parole lei si ferm di scatto e lo guard. Poi gli chiese: Di chi parlate...una nobildonna?
Non credo ci sia nulla di male a dirlo: Lady Aurora Langrish.
Non la conosco. Che persona ?
Mi piace moltissimo.
carina, intelligente?
Non carina ma molto fuori del comune, disse Hyacinth.
Come l'avete conosciuta? E poich lui esitava, aggiunse: Le avete rilegato qualche libro?
No, l'ho incontrata in un posto che si chiama Audley Court.
E dov'?
A Camberwell.
E chi ci abita?
Una giovane donna cui faccio visita, perch immobilizzata a letto.
E la signora di cui parlate... come si chiama... Lady Lydia Languish... ci va anche lei?
S, spessissimo.
La Principessa, gli occhi fissi su di lui, fece una pausa. Mi ci porterete?
Con grande piacere. La giovane donna di cui parlo, la sorella dell'uomo... quello che lavora per una grande
ditta di prodotti chimici... che, forse ricorderete, vi ho gi nominato.
S, me lo ricordo. Sar uno dei primi posti dove andremo. Sapete, mi dispiace, aggiunse la Principessa
riprendendo a camminare. Hyacinth le chiese cose le dispiacesse, ma lei non tenne conto della domanda e continu:
Forse va a trovare lui.
Lui chi?
Il giovane chimico... il fratello, disse con aria serissima.
Pu darsi, rispose Hyacinth ridendo. Ma una donna veramente a posto.
La Principessa ripet che le dispiaceva, e di nuovo lui chiese perch - forse perch Lady Aurora era cos? Ma
lei rispose: No; per non essere la prima... come l'avete chiamata... nobildonna, che avete incontrato.
Non vedo che differenza faccia. Non dovete certo temere di non farmi effetto.
Non pensavo a questo. Pensavo che forse siete meno intatto di quello che avevo supposto.
Ma io non lo so quello che voi avevate supposto, disse Hyacinth con un sorriso.
No, come potreste saperlo? rispose con uno strano sospiro la Principessa.
II
Era in biblioteca, dopo il pranzo, quando gli fu annunciato che la carrozza era alla porta. Entrando nell'ingresso
trov Madame Grandoni con cuffia e mantello in attesa che la sua amica scendesse. Vedete, vengo con voi. Sono
sempre presente, disse in tono gioviale. La Principessa mi vuole con s perch mi prenda cura di lei, ed io eseguo. E
poi, non mi lascio mai sfuggire l'occasione di una scarrozzata.
In questo siamo diversi: questa sar la prima della mia vita. Riusc a sottolineare questa differenza senza
amarezza, era troppo felice della prospettiva che lo attendeva per pensare che la presenza della vecchia signora potesse
guastargli il piacere. Non aveva niente da dire alla Principessa che l'altra non potesse udire. Non si rammaric della sua
presenza neanche dopo che lei, rispondendo alla sua dichiarazione, ebbe osservato, parlando in tono pi sentenzioso del
necessario: Non mi sorprende affatto che non abbiate passato la vita in carrozza: le carrozze non hanno nulla a che fare
col vostro mestiere.
Per fortuna! rispose lui. Sarei stato un cocchiere alquanto ridicolo.
La Principessa comparve e salirono tutti su un grande calesse quadrato, un veicolo all'antica, molto alto dalla
carrozzeria verde, una gualdrappa sbiadita e un sedile posteriore dove era sistemato il lacch (la Principessa aveva detto

che era tutto incluso nella casa), calesse che rotol vigoroso e leggero per i viali tortuosi e attraverso i cancelli dorati del
parco, sormontati da un enorme stemma. Il procedere di questo terzetto apparentemente male assortito, emanava una
non so quale rispettabilit, e tale percezione contribu a far sentire a Hyacinth che stava vivendo un avvenimento
decisamente memorabile della sua vita. Potevano anche esserci in serbo per lui gioie pi grandi - a questo punto aveva
perso la bussola e non sapeva dove sarebbe approdato - ma mai pi nella vita si sarebbe sentito una persona cos
rispettabile. La scarrozzata dur a lungo e fu esauriente, ma poche parole furono scambiate durante il tragitto. Vi
mostrer tutta la campagna: squisitamente bella, parla al cuore, aveva annunciato la sua ospite quando si erano
mossi; e aveva aggiunto, con tutta la sua aria forestiera, accennando con un piccolo movimento del capo al ricco,
civilissimo paesaggio Voila ce que j'aime en Engleterre.
Per il resto, rimase seduta davanti a lui nella sua silenziosa bellezza, sotto il parasole di pizzo che oscillava
dolcemente, seguendo il suo sguardo, cercando i suoi occhi ogni volta che la carrozza passava vicino a qualcosa
particolarmente affascinante; sorridente come se condividesse totalmente il piacere di lui; e di tanto in tanto
richiamando la sua attenzione su qualche scorcio, su qualche particolare pittoresco, con tre parole dalla cadenza dolce
come una carezza. Madame Grandoni sonnecchi per quasi tutto il tempo, il mento posato sulla pellegrina di
spelacchiato ermellino nella quale si era avvolta, tornando in s, di tanto in tanto, per salutare il paesaggio con piccole
grida di gioia, un poco confuse e articolate nella prima lingua che le veniva in mente. Pur nell'estasi di quelle ore
incantevoli, Hyacinth non smarr mai la coscienza di una vertiginosa purezza e rimase solennemente immobile come se
una mossa falsa potesse spezzare l'incantesimo, lasciando calare il sipario sullo spettacolo. Lo percepiva, in particolare,
quando il suo sguardo si spostava dagli oggetti che gli si paravano davanti strada facendo (ciascuno dei quali non era
altro che la ricca immagine di qualcosa cui aveva sempre anelato) alla donna pi bella d'Inghilterra seduta l, proprio
davanti a lui, a suo totale beneficio, quasi fosse stato un pittore incaricato di farle il ritratto. Pi di una volta gli si
appann la vista e gli occhi gli si riempirono di lacrime.
La sera dopo cena, sedettero in salotto, come la Principessa aveva promesso, o piuttosto minacciato, di fare. La
minaccia consisteva, per lui, nel fatto che le signore si sarebbero fatte belle mentre lui si sarebbe sentito pi misero che
mai in quella compagnia e in quell'ambiente avendo gi indosso l'unico indumento che si avvicinasse a una giacca di
buon taglio in suo possesso e che non poteva cambiare con quel tipo di abito che la gente civile (questo almeno lo
sapeva, anche se non era in grado di emularla) indossava intorno alle otto. E infatti le signore, quando scesero per la
cena, erano tutte parate; tuttavia egli riflett che era pi contento di essere vestito in quel modo - per disadatto che fosse
il suo abbigliamento - anzich offrire come Madame Grandoni uno spettacolo alquanto comico. Sempre pi si
convinceva che se alla Principessa non importava nulla che fosse povero, non doveva importargliene neanche a lui. Non
se l'era andata cercando, quella situazione, vi ci era stato spinto; n era il frutto di una segreta aspirazione a farsi strada.
Quanto poco importasse alla Principessa - anzi quanto la divertisse giocare un tiro alla societ accettando Hyacinth cos
com'era - quella societ falsa e convenzionale che lei aveva voluto conoscere a fondo per disprezzarla con cognizione di
causa - era risultato chiaro da come lo aveva presentato al gruppetto che avevano trovato ad aspettarli nell'atrio, al
ritorno dalla passeggiata in carrozza: quattro signore, una madre e tre figlie, venute in visita da Broome, una localit che
distava di l un cinque miglia. Da quel che cap anche Broome era una grande dimora, e Lady Marchant, la madre,
moglie di un grosso possidente terriero. Spieg che si erano fermate perch il domestico aveva assicurato che la
Principessa sarebbe tornata presto, servendo poi il t senza aspettare il suo arrivo. La sera s'era fatta piuttosto fresca; nel
salone era acceso il fuoco e tutti vi si accostarono sedendo intorno alla tavola da t, sotto un soffitto altissimo che
arrivava fino al tetto della casa. Hyacinth s'intrattenne soprattutto con una delle figlie, una ragazza molto fine, dalla
schiena dritta, lunghe braccia, con il collo avvolto in un boa di pelliccia cos stretto che per guardarsi di lato doveva
ruotare l'intero corpo. Aveva un bel viso privo di espressione sul quale la fiamma scherzava senza animarlo, una bella
voce e, di tanto in tanto, la padronanza di poche, brevi parole. Chiese a Hyacinth con quale muta amasse cacciare e se
fosse appassionato di tennis, e mangi tre pasticcini.
Il nostro giovanotto comprese che Lady Marchant e le figlie erano gi state a Medley e cap anche che
l'accoglienza della Principessa, la quale probabilmente le considerava noiose, non era stata entusiastica, la sua fantasia
si lanci perfino ad approfondire i reconditi motivi che, malgrado tanta freddezza, le aveva spinte - le principesse erano
rare in quel paese - a tornare una seconda volta. La conversazione al lume della fiamma - mentre il nostro giovane si
sforzava con una certa impazienza di intrattenere la bella divoratrice di paste (forse lo aveva contagiato lo stato d'animo
della Principessa nei confronti di quello stato di cose) - la conversazione, intramezzata dal lieve tintinnio delle delicate
tazzine da t, si mantenne il pi educata possibile, considerato il chiarissimo parti-pris della Principessa di mettere in
fuga, come si suol dire, la povera Lady Marchant. Chiedeva con garbo spiegazioni su tutto, specialmente su quel che
intendeva dire Sua Signoria con i suoi sottili accenni, tanto che Hyacinth non riusciva a capire quale interesse potesse
avere a sembrare tanto ottusa. Soltanto in seguito seppe che la famiglia Marchant agiva sui suoi nervi in modo tutto
particolare, irritandola fino alla follia. Hyacinth si domand cosa sarebbe accaduto se la persona con la quale stava
intrattenendo una conversazione (sia pure modesta) fosse venuta a sapere che il suo interlocutore era un pezzente
artigiano londinese; e pur essendo contento che la fanciulla non avesse scoperto la sua identit (n attribuiva la
laconicit delle sue frasi a questo motivo) si domand per un attimo se non fosse suo dovere rivelargliela, per non farsi
bello sotto false spoglie. Chi poteva pensare che fosse - o meglio, chi non pensava che fosse - quando gli aveva chiesto
se andava a caccia e se era appassionato di tennis? Forse era il buio; se la penombra del grande salone fosse stata pi
chiara avrebbe capito subito che non era uno di loro. Pensava che si era gi trovato molte volte in compagnia dei ricchi,
ma avevano sempre saputo chi era e avevano avuto il tempo di decidere come trattarlo. Per la prima volta una giovane

gentildonna non sapeva, ma la prova era andata bene. Decise di non smascherarsi per non tradire al tempo stesso la
Principessa. Stava a lei piegarsi verso Miss Marchant e dirle: Sapete, un piccolo, misero rilegatore che si guadagna
pochi scellini alla settimana in una orrida strada di Soho. Ci sono tante storie meschine, e alcune, temo, persino orribili,
collegate con la sua nascita. Penso di avere il dovere di dirvelo. Si augur quasi che lo dicesse davvero, per godersi la
reazione violenta che la notizia avrebbe suscitato e fantasticava, incuriosito al massimo, su cosa avrebbe fatto Miss
Marchant in un caso simile e quante esclamazioni - o che completo silenzio denso di stupore - sarebbero saliti al soffitto
affrescato. Ma non spettava a lui prendere iniziative, era entrato in un vicolo cieco dove le responsabilit erano cadute.
Il t aveva svegliato Madame Grandoni; e ad ogni pausa della conversazione interveniva e salvava la situazione
parlando di Roma, dove avevano passato un inverno, descrivendo in modo molto divertente come alcune famiglie
inglesi (che conosceva da quasi mezzo secolo e aveva ritrovato una sera a Roma) ispezionassero rovine e monumenti
intrufolandosi perfino nelle grandi cerimonie della Chiesa. Era chiaro che le quattro signore non sapevano cosa pensare
della Principessa; ma anche nell'incertezza che Madame Grandoni fosse una dama di compagnia prezzolata, si sentivano
paghe al pensiero che la buffa, semplice, grassa signora avesse conosciuto i Millington, i Bunbury e i Tripp.
Dopo la cena (durante la quale la Principessa si abbandon a qualche osservazione scherzosa sui loro ospiti
dichiarando che Hyacinth doveva assolutamente andare con lei a ricambiare la visita per conoscere la loro casa e il loro
andamento di vita) Madame Grandoni sedette al piano, su preghiera di Cristina, e suon per un'ora. C'era tanto spazio
nell'ampio salotto, e i nostri amici si erano seduti lontano l'uno dall'altra. La musica della vecchia signora filtrava
discreta attraverso la tenue luce di numerose candele, conosceva dozzine di arie italiane, che sapevano di canti popolari
dimenticati, cui fece seguire una serie di dolci, lamentosi Lieder tedeschi, che risvegliarono, senza violenza, gli echi
dell'alta, sfarzosa sala. Era la musica di una vecchia signora e sembr tremolare un poco, come avrebbe potuto fare la
sua voce. La Principessa, sprofondata in una comoda poltrona, ascoltava dietro lo schermo di un ventaglio. Almeno,
Hyacinth pens che stesse ascoltando, poich non fece alcun movimento. Poi Madame Grandoni si allontan dal piano e
si diresse verso il giovanotto. Aveva preso con s un libro francese dalla copertina rosa che teneva stretto sotto il
braccio, mentre lo guardava.
Mio povero piccolo amico, devo darvi la buonanotte. Non vi rivedr per qualche tempo poich, se prendete
un treno del mattino, avrete lasciato la casa prima che mi sia messa la parrucca, e non mi mostro mai a un uomo senza.
Mi sono occupata tutto il giorno della Principessa per tenerla lontana dai pericoli, e ora per un poco l'affido a voi.
Abbiatene buona cura, ve ne supplico. Ho bisogno di mettermi in libert; alla mia et, a quest'ora non c' niente di
meglio. Che volete? Odio sentirmi stringere, continu Madame Grandoni che tuttavia sembrava essere riuscita ad
evitare ogni costrizione, pur indossando l'abito da cerimonia. Non rimanete alzati fino a tardi, aggiunse, e tu, non lo
trattenere, Cristina. Ricordati che per un giovanotto attivo come il signor Robinson, che si reca tutti i giorni al lavoro,
non c' niente di pi stancante che una vita oziosa come la nostra. Perch, dopotutto, che facciamo? Ha gli occhi
stanchi. Basta!
Durante il discorsetto la Principessa, che non aveva replicato neanche alle parole rivolte direttamente a lei,
rimase nascosta dietro il ventaglio; ma dopo che Madame Grandoni se ne fu andata, abbass quello scudo blasonato, e
pos gli occhi su Hyacinth. Infine disse: Non state l seduto, lontano mezzo miglio. Venitemi vicino. Voglio dirvi
qualcosa che non posso urlare da un capo all'altro della stanza. Egli si alz subito e contemporaneamente anche lei si
alz cos che, muovendosi incontro, si trovarono di fronte, a met strada, davanti al grande camino di marmo. Lei
rimase l, aprendo e chiudendo il ventaglio, e poi cominci: Dovete essere sorpreso che non vi abbia ancora parlato
della nostra grande causa.
No davvero: non mi stupisco pi di nulla.
Quando usate quel tono, sento che non diventeremo mai amici, disse la Principessa.
Speravo che lo fossimo gi. Dopo tutte le gentilezze che mi avete usato, non c' nulla che possiate chiedermi
che...
Che non fareste volentieri? So quello che state per dire, e non dubito che siate sincero. Ma cosa me ne faccio
del vostro zelo se continuate a considerarmi una donna frivola, vuota, senza cuore, che si comporta senza un minimo di
buon gusto e vi opprime con goffe attenzioni? Forse mi considerate una spaventosa, sfacciata, famelica civetta.
Che vuole civettare con me? disse Hyacinth con modestia. Sarei un bel presuntuoso!
Avete il diritto di essere presuntuoso quanto vi pare dopo tutte le avances che ho fatto! Chi pi di voi! Ma
insistete nel volervi sentire umile, e questo molto esasperante.
Non sono io ad essere esasperante; la vita, la societ, e tutte le difficolt che ci attorniano.
Sono esattamente dello stesso parere... che sono esasperanti; che quando io mi rivolgo a voi con franchezza,
con candore, disinteressatamente... solo perch mi piacete, e per nessun altro motivo al mondo... perch mi aiutiate a
ignorare e scavalcare queste convenzioni e assurdit, trattandole col disprezzo che meritano, voi abbassate gli occhi,
arrossite perfino un po', vi fate piccolo piccolo e tentate di sgusciar via, parlando di generica devozione e della vostra
insignificanza. Ricordatevi bene: voi cessate di essere insignificante dal momento che io ho a che fare con voi. Mio
caro, continu la Principessa, con quel suo tono disinvolto, spregiudicato, familiare, che riceveva nobilt dalla sua
bellezza, c' gente che sarebbe felice di essere oscura come voi.
Che volete che faccia, allora? chiese Hyacinth con la maggior calma possibile.
Se avesse supposto con questa domanda che, partendo da lui ed essendo pronunciata con sensibile impazienza,
poteva risultare alquanto imprevedibile, di procurarle un imbarazzo momentaneo, si sarebbe sbagliato di grosso. Lei
rispose immediatamente: Voglio che mi diate tempo! tutto quello che chiedo ai miei amici in genere, tutto quello che

ho chiesto ai migliori amici che abbia mai avuto. Ma nessuno di loro lo ha fatto; nessuno, tranne l'ottima creatura che
uscita or ora. Lei mi ha capito da sempre.
quello che vi chiedo anch'io, da parte mia, disse Hyacinth con un sorriso, ostentando la stessa presenza di
spirito di un giovane prigioniero sottoposto a un processo in cui sia in palio la sua vita. Datemi tempo, datemi tempo!
mormor, guardando lo splendore di lei.
Mio caro Hyacinth, vi ho dato dei mesi! - Dei mesi, da quando ci siamo incontrati la prima volta. E anche
adesso, non vi ho forse dato l'intera giornata? L'ho fatto apposta, a non parlare dei nostri piani. S proprio i nostri piani...
so quello che dico. Non vi mettete a fare lo stupido, con la vostra bella faccia intelligente non ci riuscireste. Volevo
lasciarvi libero di godervela a modo vostro.
Oh, me la sono goduta infatti, disse Hyacinth.
Bisognerebbe essere molto esigenti per non godersi questo posto. Ho desiderato principalmente per questo di
avervi qui: volevo osservare l'impressione che una casa come questa, vista per la prima volta, avrebbe fatto su una
natura sensibile come la vostra e, vi assicuro, ne valsa la pena. Vi ho gi accennato come consideri straordinario che
voi siate quello che siete pur non avendo mai visto... come chiamarle?... cose belle, deliziose, antiche. Vi ho osservato; e
sono assolutamente sincera. Voglio che ne vediate ancora... ancora...! esclam la Principessa con improvvisa enfasi
che, se rivolta a qualcun altro, sarebbe stata scambiata da Hyacinth per appassionata tenerezza. E voglio parlarvi, tra
l'altro, anche di questo. Sar per domani.
Domani?
Ho notato che Madame Grandoni, poco fa, dava per scontato che sareste partito. Ma lei non ha niente a che
fare con questa faccenda. E poi, cos poco intuitiva!
Hyacinth scosse il capo sorridendo debolmente e pensando che ormai la sua decisione era presa. Non posso
restare.
Lei ricambi il sorriso, ma c'era qualcosa di stranamente commovente - come un rimprovero triste e gentile nel tono in cui replic: Non dovreste rattristarmi cos, non carino.
Hyacinth aveva fatto i suoi conti senza quel tono di voce; di colpo, gli sembr che tutti i ragionamenti
crollassero, e andassero in frantumi. Per un attimo rimase immobile a occhi bassi, poi disse: Principessa, voi non
potete immaginare... e come potreste?... in quale marea di misere, penose preoccupazioni siete andata a incappare. Non
ho denaro... non ho abiti.
Che dovete farvene del denaro? Non siete mica in albergo.
Ma ogni giorno che passo qui un giorno di paga che va in fumo. Io campo della mia paga giornaliera.
Lasciate che vi dia io una paga. Lavorerete per me.
Che significa... lavorare per voi?
Rilegherete i miei libri. Ne ho moltissimi, stranieri, in brossura.
Parlate come se mi fossi portato dietro i miei arnesi!
No, non penso che lo abbiate fatto. Ma vi dar la vostra paga ora, e mi farete il lavoro dopo, con comodo. Se
poi vi occorre qualcosa, potrete andare a Bonchester a far spese. Ci sono ottimi negozi, me ne sono servita anch'io.
Sotto l'effetto stimolante della sua presenza, Hyacinth stava inseguendo una quantit di pensieri: inseguiva
soprattutto queste due riflessioni: primo, che non era bello accettare denaro da una donna (anche se tale opinione non
trovava molto seguito n a Pentoville n a Soho) e secondo che era ancor meno bello lasciare che una donna come
quella vi si mettesse davanti in ginocchio. Ma occorse pi di un minuto perch un'opinione prendesse il sopravvento
sull'altra, e prima che questo accadesse ud la sua amica dire in tono pacato, distaccato: Se crediamo nell'avvento della
democrazia, se ci sembra giusto e se sosteniamo che la grande marea, riversandosi sul mondo, spazzer via una miriade
d'iniquit e di crudelt, perch non tentare, coi nostri poveri mezzi - bisogna pur cominciare, no? - di introdurre lo
stesso spirito nella nostra vita pi privata e nel nostro modo di essere? Io voglio farlo, cerco di farlo, nei miei rapporti
con voi, per esempio. Ma voi vi ritraete; non siete democratico neanche un po'!
L'accusa di razzismo patrizio era una mossa molto astuta da parte di lei; tuttavia Hyacinth rimase abbastanza
lucido (pur esitando un poco nel timore che le sue parole potessero offenderla) da dire con franchezza: Sono stato
messo in guardia contro di voi.
Lei non sembr raccogliere l'offesa. Non mi difficile capire perch. Certo il mio comportamento - anche se
ho fatto ben poco fino ad ora - deve apparire molto strano. Che vuole? come dice Madame Grandoni.
Una specie di nocca di seta celeste, che faceva parte della guarnizione del suo abito, le ricadeva lungo il fianco,
fra le pieghe. Gli occhi di Hyacinth si erano soffermati per un attimo su quei lucidi cappi, ed ora ne afferr uno e se lo
port alle labbra. Eseguir qualunque lavoro mi darete da fare. Se me lo darete di proposito, e tanto per essere
generosa, affar vostro. Io stesso stabilir il prezzo. Mi ha indotto ad accettare la consapevolezza che far un buon
lavoro; meglio di chiunque altro; almeno avrete questa ragione, per impiegarmi. Vi ho portato un libro... servir a farvi
un'idea. L'ho fatto per voi l'anno scorso e venni a South Street per offrirvelo, ma eravate gi partita.
Me lo darete domani. Queste parole contenevano un tale senso di sollievo nel trovarlo cos ragionevole, oltre
al cordiale desiderio di ammirare la testimonianza del suo talento, che rimase sorpreso quando, un minuto dopo, lei
disse con aria noncurante: Chi stato a mettervi in guardia contro di me?.
Temendo che pensasse a Madame Grandoni, scelse la risposta pi facile, non avendo alcun desiderio di tradire
la vecchia signora e considerando come la scarsa probabilit che il suo amico di Camberwell acconsentisse ad

incontrare la Principessa (nonostante lei si proponesse di andare a casa loro) scongiurava ogni danno per tutti. Un mio
amico di Londra... Paul Muniment.
Paul Muniment?
Credo di avervi fatto il suo nome la prima volta che ci siamo incontrati.
La persona che aveva detto qualche cosa d'interessante? Ho dimenticato cosa.
Sar stata sicuramente interessante, se l'ha detto lui. una persona molto equilibrata.
Il suo ammonimento mi lusinga, allora! Ma cosa sa di me?
Nulla, naturalmente, tranne quel poco che gli ho detto io. Ma parlava soltanto in senso generale.
Mi piace il suo strano nome... Paul Muniment, disse la Principessa. Se rassomiglia al suo nome, dovrebbe
piacermi.
Vi piacerebbe molto pi di me.
Che ne sapete voi quanto... o quanto poco mi piacete? Sono decisa a tenervi stretto soltanto per quello che
potrete farmi vedere. S'interruppe un attimo mentre i suoi splendidi occhi profondi sembravano accendersi, a causa di
pensieri reconditi che lo confondevano e lo sfidavano insieme. Poi di nuovo, con la sua voce incantevole, torn
all'argomento. In linea di massima, bien entendu, il vostro amico aveva ragione ad ammonirvi. Ora, quella linea di
massima proprio quanto mi sono impegnata a rendere pi insignificante possibile. proprio per ridurla a zero che
parlo, che mi comporto cos, con voi. Cos'altro pensate che stia facendo? Voglio usare ogni immaginabile astuzia per
colmare quel vuoto assurdo che sta l aperto, fra me e voi. Sapete quanto poco mi curi delle "posizioni sociali" - ve lo
dissi a Londra. Per amor del cielo, fatemi sentire che ci sono riuscita almeno un poco. La rassicur sufficientemente,
giacch cinque minuti dopo lei non si preoccupava minimamente che potesse partire. Tutt'altro! Scoppi in
un'improvvisa risata e invece di insistere sull'argomento, se ne usc in una delle sue singolari battute: Dovete
assolutamente venire con me dai Marchant. Sar bellissimo vedervi l.
Passeggiando avanti e indietro per il salotto vuoto, dopo che lei se ne fu andata un po' bruscamente e, gli parve,
senza nessuna cerimonia e come se nulla fosse, gli venne in mente se non fosse quella la ragione principale per cui lei
voleva tenerlo l, per farsi aiutare a giocare uno dei suoi tiri alla brava gente di Broome. Continu a camminare cos, a
lume di candela, pi di quanto non si rendesse conto, finch venne il cameriere, che si ferm sulla soglia ad osservarlo
attentamente, in silenzio, come per fargli capire che stava scombussolando le usanze della casa. Aveva detto alla
Principessa che la sua decisione di restare era dovuta alla sicurezza con cui sapeva di poter esercitare il suo mestiere al
servizio di lei; ma questa era soltanto una parte delle ragioni che lo spingevano a dimenticare quanto si era detto a
Lomax Place, analizzandosi come mai gli era accaduto prima, quando le aveva scritto la lettera con la quale accettava
l'invito a Medley. Ci sarebbe andato, aveva ragionato, solo perch un uomo deve essere sempre galante, specialmente se
soltanto un povero piccolo rilegatore; ma una volta l, avrebbe insistito per sapere che cosa ci si aspettava da lui. Il
repentino cambiamento che ora si era operato nasceva dall'aver cessato di chiedersi quale fosse il mistero. Tutti gli
ammonimenti, le riflessioni, le congetture su quanto ci fosse di verosimile, di delicato, di naturale, di probabile, e anche
sul valore della sua indipendenza, erano diventati irrisori per lui. Il calice di un'esperienza sublime - una settimana in
quel luogo incantato, una settimana di assenza da Lomax Place e dal vecchio Crook come non aveva mai neppure
sognato - era l pronto per essere bevuto, colmo del vino purpureo dell'amore, della realt, della civilt, e non poteva
respingerlo. Anche se doveva tornarsene a casa pieno di vergogna, gli sarebbe per rimasto per sempre nella bocca il
sapore del nettare. Sal le scale sotto lo sguardo del domestico, e girando l'angolo del corridoio per recarsi nella sua
stanza, si trov faccia a faccia con Madame Grandoni. Evidentemente era uscita allora dalla sua stanza, la cui porta era
rimasta aperta; forse aveva aspettato di udire i suoi passi. Indossava una vestaglia che doveva assicurarle la possibilit
di respirare a suo agio, ma non si era separata dalla parrucca. Aveva ancora sotto il braccio il libriccino rosa francese, e
le sue mani grassocce incrociate davanti, facevano come da fibbia alla vita generosa.
Datemi una notizia positiva, signor Robinson! disse arrestandosi bruscamente.
Quale notizia positiva, Madame Grandoni?
Che prenderete il treno del mattino.
Non posso, perch sarebbe falso. Al contrario, stato stabilito che rester. Mi dispiace molto che la cosa vi
addolori, ma, che vuole?, ud la sua voce che osava quasi essere sfacciata.
Madame Grandoni era una donna di spirito, ma non ricambi il sorriso; lo guard per un attimo, con durezza e
poi, scrollando in silenzio ma in modo eloquente le spalle, se ne torn in camera strascicando i piedi.
III
Posso indovinare il nome del vostro amico al primo colpo. Diedrich Hoffendahl! Avevano passeggiato
sempre pi lentamente, la mattina seguente, e una volta pronunciate queste parole la Principessa si ferm del tutto,
rimanendo l in piedi, sotto un grande faggio, con gli occhi posati su Hyacinth e le mani piene di primule. Hyacinth
aveva fatto colazione a mezzogiorno con la sua ospite e con Madame Grandoni; ma per fortuna la vecchia signora non
si era unita a loro quando la Principessa, pi tardi, gli aveva proposto di accompagnarla in una passeggiata nel parco.
Gli raccont che la sua veneranda amica le aveva detto, di primo mattino, quanto fosse stato di pessimo gusto non aver
fatto partire in pace il loro compagno; ma lei aveva replicato che sui gusti c' poco da discutere e che, gi in passato,
avevano avuto divergenze di opinione in proposito senza che per questo succedesse nulla di male. Hyacinth comment

che fra tanti argomenti ingrati, si augurava che non scegliessero proprio lui per litigare, e la Principessa lo rassicur che
lei non litigava mai su nessun argomento: riteneva che ci fossero sistemi diversi per regolare i rapporti con gli altri; e lui
si chiese se non intendesse dire che quando le differenze di opinioni si facevano troppo acute troncava completamente il
rapporto. Da parte di lei, perci, esistevano le stesse, scarse probabilit che avrebbero mai litigato di quante ce ne
fossero per lui: la loro sarebbe stata una grande amicizia, o niente. Di ora in ora la Principessa la consolidava, ed facile
immaginare quanto il suo ospite si sentisse al sicuro con lei, se ben presto cominci a raccontarle quello che gli era
accaduto tre mesi prima, a Londra, di notte, o meglio alle prime ore del mattino, un avvenimento che aveva
completamente mutato la sua vita... anzi, poteva dire che aveva mutato i termini sui quali quella si reggeva. Si rendeva
conto dell'oscurit di quest'ultima frase, ma essa esprimeva sufficientemente il nuovo sentimento che lo aveva assalito,
da quella interminabile, snervante scarrozzata sotto la pioggia.
La Principessa aveva aperto il discorso non appena lasciata la casa, per farsi perdonare di averlo evitato il
giorno prima, dicendo all'improvviso: Ora ditemi cosa sta accadendo fra i vostri amici. Non parlo delle amicizie di
convenienza, ma dei vostri colleghi, i vostri fratelli. O en etez-vous al momento? Non c' niente di nuovo? Sta per
accadere qualcosa? Mi pare che non facciate altro che gingillarvi e ciondolare. Hyacinth sapeva che, di recente, si era
tutt'altro che gingillato, ma prima che si prendesse la pena di contestare l'accusa, lei se ne usc con tutt'altro tono: Che
rabbia non poter chiedere nulla senza che a buon diritto chiediate a voi stesso: "Dopotutto, cosa ne so? Potrebbe anche
darsi che sia stata assoldata dalla polizia..."
Non mi mai venuto in mente, protest galantemente Hyacinth.
Potrebbe accadere, per, da un momento all'altro. Anzi, penso proprio che dovrebbe accadere.
Se foste pagata dalla polizia non vi preoccupereste certo di me.
Ve lo farei credere di sicuro! Sarebbe il mio primo pensiero. Comunque, se non avete questi noiosi sospetti,
tanto meglio, disse la Principessa; e si mise di nuovo a fargli domande su quanto stava accadendo dietro le quinte.
Nonostante la totale mancanza di dubbi sulla sua onest - era certo che non avrebbe mai covato il pensiero che
potesse agire per la parte avversa - non si abbandon subito alle confidenze; ma al termine di una buona mezz'ora, le
confess che si era compiuto l'avvenimento pi importante della sua vita, non pi tardi dell'altro giorno, nel modo pi
inatteso. E per spiegare di cosa si trattasse, aggiunse: Ho giurato su quanto c' di pi sacro.
E che cosa avete giurato?
Ho fatto un voto, un voto solenne, alla presenza di quattro testimoni, continu Hyacinth.
E di che cosa si tratta?
Ho impegnato la mia vita, disse, sorridendo volutamente.
Lo guard sbalordita, come se cercasse di capire in che modo avrebbe realizzato quell'impegno; ma non fece
trapelare il minimo atteggiamento critico, la sua faccia rimase ineccepibilmente seria. Camminarono ancora un poco,
scambiandosi occhiate silenziose. Poi lei disse: Adesso, sono ancora pi contenta che siate rimasto!
stato infatti uno dei motivi per rimanere.
Avrei preferito che aveste aspettato... fin dopo che eravate stato qui, volle tuttavia aggiungere.
E perch fin dopo essere stato qui?
Perch allora, forse, non avreste impegnata la vostra vita. Avreste potuto trovare dei motivi per non farlo. E
con questo si arrese, come Hyacinth, di fronte all'assolutezza della scelta. Hyacinth rispose di non avere il minimo
dubbio che la sua influenza lo avrebbe indebolito; ma senza prestare attenzione alle sue parole, lei continu: Abbiate la
bont di dirmi di che cosa state parlando.
Non vi temo, ma non far alcun nome, disse Hyacinth, e le raccont quanto era accaduto in quel locale di
Bloomsbury, durante quella notte cui ho gi accennato. La Principessa ascoltava con grande interesse, mentre
passeggiavano interrompendosi spesso sotto gli alberi ingemmati. Le vecchie querce e i vecchi faggi che, come oggi, si
rinnovavano al sole, e che nel grigio novembre sarebbero stati nudi, non avevano mai fatto da testimoni a una cos
straordinaria serie di confidenze da quando la prima coppia aveva camminato, in cerca di un luogo isolato, su quei
declivi erbosi e per le vallette ammantate di felci. Fra le altre cose, il nostro giovanotto menzion che non andava pi al
Sole e Luna perch capiva, ora, - ma avrebbe dovuto farlo da tempo - che quel privilegiato tempio della loro fede in
cui si ribadiva che tutto dovesse maturare l - altro non era che una mistificazione. Era stato un bell'ingenuo ad averlo
preso in un primo tempo sul serio. Lo aveva fatto essenzialmente sull'esempio di un suo amico, del quale si fidava; ora
si scopriva che l'amico (per inciso, si trattava anche questa volta di Paul Muniment) aveva sempre considerato tutti i
convenuti una massa di tergiversatori e andava l per averne conferma. Non ce n'era uno che si potesse definire un uomo
di prim'ordine, se si escludeva un altro suo amico, un francese chiamato Poupin - e anche Poupin era magnifico, ma non
era di prim'ordine. Da quando Hyacinth aveva conosciuto l'uomo che era l'incarnazione del progetto decisivo, poteva
dirlo. Aveva sentito che era grande, dall'istante in cui lo aveva visto.
Avete visto chi, signor Robinson? chiese la Principessa.
Non so se posso dirvelo, anche se credo in voi! Sto parlando dell'uomo straordinario col quale mi sono
impegnato.
A dare la vita?
A fare una certa cosa che, in una particolare circostanza, lui mi richieder. E chieder appunto la mia povera,
piccola carcassa.
Questi progetti "decisivi" sono destinati a fallire... sfortunatamente mormor la Principessa, aggiungendo in
fretta quell'ultima parola.

Lo dite con sollievo o con rimpianto? chiese Hyacinth. Questo non fallir... per quanto sta in me. Volevano
un giovane disposto a tanto: beh, il posto era vacante e l'ho preso io.
Senza dubbio avete ragione. Dobbiamo pagare per tutto quello che facciamo. Enunci con placida freddezza
questa dura legge e poi disse: Credo di conoscere la persona di cui vi siete messo in bala.
Pu darsi, ma ne dubito.
Pensate che non abbia potuto andare tanto lontano? E perch no? Vi ho dato parecchie prove che non sono il
tipo che si tira indietro.
Beh, se vero che conoscete il mio amico, allora siete andata veramente lontano.
Sembr che la Principessa stesse l l per pronunciare un nome, ma si ferm in tempo e invece disse, con
subitaneo ardore: Non vorrebbero per caso anche una giovane donna disposta a tanto?
Mi risulta che non abbia molta stima delle donne, il mio uomo di prim'ordine. Non si fida di loro.
E per questo che lo chiamate di prim'ordine? Vi siete quasi tradito, per.
Credete che ce ne sia soltanto uno ad avere quest'opinione? riprese Hyacinth.
Uno soltanto che, pur sostenendola, rimanga un essere superiore. un'opinione ben difficile da conciliare con
altre assai pi importanti.
Schopenhauer c' riuscito brillantemente, disse Hyacinth.
Che cosa deliziosa, che voi conosciate il vecchio Schopenhauer! esclam la Principessa. Anche la persona
a cui penso un tedesco. Hyacinth lasci passare questa frase senza provocarla per timore di essere a sua volta
provocato, e lei continu: Certo, un impegno come il vostro deve cambiare tutto, drasticamente.
Ha cambiato questo: che ora ho acquistato una nuova dimensione della realt, della consistenza di quello che
stiamo preparando. Prima me ne stavo fuori, sui gradini del tempio, insieme ai fannulloni e ai perdigiorno; ora sono
entrato all'interno del santuario. S, ho visto il sancta sanctorum.
E lo trovate sbalorditivo?
Ah, Principessa! sospir il giovanotto.
Allora proprio una cosa reale, solida? prosegu. proprio questo che ho cercato di stabilire, da tempo.
al di l di ogni immaginazione. A prima vista non trapela nulla, ma in realt c' un immenso mondo
sotterraneo brulicante d'infiniti impulsi diversi, di passione e dedizione rivoluzionaria. Mi sorprende soprattutto il modo
in cui organizzato. Lo sapevo gi, o almeno credevo di saperlo. Ma quando ne ho preso contatto, stato come una
rivelazione. Sopra questo mondo si muove tutta la societ: gente che va e viene, che compra e vende, che beve, che
balla, che fa soldi e che fa all'amore, e che non sembra sapere niente, sospettare niente, pensare niente; e la cattiveria
impazza, e la miseria di met del mondo viene qualificata "un male necessario", e in mezzo a tutto questo, intere
generazioni marciscono e muoiono di fame, e un giorno segue l'altro, e tutto va per il meglio in un mondo perfetto. Ma
questa soltanto una faccia della realt: l'altra che tutto ci destinato alla rovina! Nel silenzio, nell'ombra, sotto i
piedi di ciascuno di noi, vive e opera la rivoluzione. una trappola meravigliosa, gigantesca, sul cui portello la societ
celebra i suoi riti. Una volta che il meccanismo sar messo a punto si far una prova generale. proprio per questa
prova generale che hanno bisogno di me. Fili invisibili, impalpabili sono sparsi ovunque, si snodano dappertutto, si
attorcigliano l dove nessuno penserebbe mai di cercarli. Non assolutamente strano e incredibile, ad esempio, che
esistano proprio qui?
Me lo fate credere, disse, pensosa, la Principessa.
Importa poco che ci si creda o meno!
Avete avuto una visione, continu lei.
Pardieu! Ho avuto proprio una visione! L'avreste avuta anche voi, se foste stata l.
Quanto vorrei esserci stata! dichiar lei con un tono carico di cos ambigue implicazioni che Hyacinth,
cogliendole a volo, nell'attimo in cui aveva finito di parlare, rispose con una breve, incongrua risata...
No, avreste rovinato tutto. Lui mi ha fatto capire sentire, fare tutto ci che ha voluto.
E perch avrebbe voluto proprio voi?
Semplicemente perch gli sono sembrato la persona adatta. affar suo; io non lo so. Quando incontra la
persona adatta, fa una crocetta col gesso. Io mi sono seduto sul letto. C'erano soltanto due sedie nella piccola stanza
sporca, e il suo palt faceva da tenda davanti alla finestra. Lui rimase in piedi, si appoggi al muro proprio davanti a
me, con le mani dietro la schiena. Mi disse qualcosa in modo estremamente pacato. Anch'io ero tranquillo, almeno
penso; e in verit c'era solo il povero Poupin che strepitava, per amor mio: secondo lui, non sapevamo cosa stessimo
facendo; voleva richiamare l'attenzione sulla mia esigenza d'immolarmi. Ma non si trattava di questo - la verit che la
cosa era pi forte di me. Lui, e l'altro tedesco, occupavano le due sedie e Muniment si era seduto su un vecchio, curioso
baule imbottito di crine, che cascava a pezzi, un oggetto dall'aspetto insolito. Hyacinth non aveva fatto caso alla
piccola esclamazione con la quale la sua compagna aveva accolto, nella sua ultima frase, la parola altro.
E Muniment, che ha detto? chiese.
Oh, lui ha detto che andava bene. chiaro che se n'era convinto dal momento in cui aveva deciso di portarmi
con s. Sapeva cosa voleva, l'altro.
Capisco. Poi la Principessa aggiunse: Abbiamo uno strano modo di amarvi.
Chi intendete, quando dite "noi"?
I vostri amici. Il signor Muniment e io, per esempio.
Per me va bene comunque, ma voi due non provate gli stessi sentimenti. Ho il sospetto che a voi dispiaccia.

Che cosa dovrebbe dispiacermi?


Che abbia messo la testa in un cappio.
Ah, siete scortese... credevo di essere riuscita a mascherarlo cos bene! grid la Principessa. Hyacinth
riconobbe che la sua discriminazione era stata odiosa, e gli sembr per un istante di percepire un accenno di pianto nella
voce di lei. La Principessa distolse lo sguardo, e poi, fermandosi di colpo, disse, come ho gi riferito prima: Il vostro
uomo Diedrich Hoffendahl.
A queste parole Hyacinth sgran gli occhi e rimase a bocca spalancata. Allora ci siete dentro veramente... pi
di quanto supponessi.
Sapete che non si fida delle donne, disse con un sorriso la sua compagna.
Perch mai vi siete data la pena di sapere da me certe cose, se siete stata in contatto con lui?
Lei esit un poco: Oh, voi siete molto diverso. Mi piacete di pi, aggiunse.
Ah, se per questo! mormor Hyacinth.
Vide la Principessa arrossire, come gi un'altra volta, e questa sua vulnerabilit, anche se riscoperta, aveva in s
qualcosa d'inatteso e di tremendamente toccante. Non tentate d'inchiodarmi alle mie incoerenze, disse con un'umilt
che si accordava bene col suo rossore. Certo, sono molte, ma dovete essere buono e lasciarle passare inosservate. E
poi, in questo caso, non sono cos serie come sembrano. In quanto prodotto del "popolo" e di quello strano mondo
clandestino in fermento ( cos vero quello che ne dite) voi m'interessate di pi, mi intrigate pi perfino di Hoffendahl,
per straordinario che lui sia.
Vi dispiacerebbe dirmi come e dove vi capitato d'incontrarlo? le chiese.
A Vienna, tramite due amici, due adepti rivoluzionari appassionati e menti di prim'ordine; napoletani,
originariamente poveretti, come voi emigrarono anni fa in cerca di fortuna. Uno di loro maestro di canto, la persona
pi preparata e dotata, in questo campo, che abbia mai conosciuto. L'altro, niente meno, un pasticciere! Confeziona la
pi squisita patisserie fine. Ci vorrebbe troppo tempo per raccontarvi come abbia fatto la loro conoscenza e in che modo
mi abbiano messo in contatto col maestro, come lo chiamavano, di cui parlavano trattenendo il fiato. Non da ieri anche se vi pare impossibile - che m'interesso di queste cose. Ho scritto a Hoffendahl e ne ho ricevuto parecchie lettere;
il maestro di canto e il pasticciere garantivano per me. L'anno dopo m'incontrai con lui a Wiesbaden; ma non posso
raccontarvi i particolari di quell'incontro senza implicare un'altra persona di cui, per ora almeno, non ho alcun diritto di
parlare. Naturalmente Hoffendahl mi fece un'enorme impressione; mi colp proprio come un Maestro, come l'autentico
genio di un nuovo ordine sociale, e capisco perfettamente quanto anche voi possiate esserne rimasto colpito. Quando,
tre mesi fa, si rec a Londra, venni a saperlo, e seppi anche dove gli si poteva scrivere. Lo feci, e gli chiesi di potermi
incontrare da qualche parte. Gli dissi che l'avrei raggiunto in qualunque luogo, per oscuro che fosse, se lo riteneva
necessario. Mi rispose con una lettera affascinante che vi mostrer - non contiene nulla di compromettente - ma declin
la mia offerta, appellandosi alla brevit del suo soggiorno e a impegni pressanti: mi scriveva, ma non si fidava. Un
giorno si fider!
Hyacinth era stato preso alla sprovvista sentendo quanta strada la Principessa aveva gi fatto, e la risposta di lei
quando le chiese perch non avesse scoperto subito le sue carte, lo rassicur solo parzialmente: Pensavo che il mio
silenzio fosse il modo migliore per far parlare voi. Non era arduo farlo parlare, ora, e prima che la passeggiata fosse
terminata le aveva esposto, in modo pi esplicito, quello che Hoffendahl richiedeva da lui. Si trattava semplicemente di
questo: avrebbe dovuto tenersi pronto, nei prossimi cinque anni, all'esecuzione, a un dato momento, di un'azione che, in
tutta probabilit, gli sarebbe costata la vita. Non era chiaro, per il momento, di quale azione si trattasse, ma dalla pena
che comportava, che sarebbe certamente stata capitale, era possibile farsene un'idea. Sapeva con certezza soltanto che
andava eseguita all'istante, e senza mezzi termini, senza far domande, porre condizioni, senza scrupoli, nel modo che
sarebbe stato prescritto al momento giusto dal quartier generale. Probabilmente si sarebbe trattato di sparare su
qualcuno... qualche sfacciato impostore delle alte sfere; ma se poi l'individuo meritasse o meno di morire, non era affare
di nessuno. Una volta riconosciuta la saggezza di Hoffendahl - e in quella notte era sembrata risplendere come una
grande, fredda, luminosa aurora boreale - non era ammissibile metterla in discussione in quel caso particolare. Aveva
fatto voto di ubbidire ciecamente, il voto che i padri gesuiti rendono al capo del loro ordine. Proprio perch i gesuiti
erano stati fedeli al loro voto (ma, in primo luogo, avevano direttori di prim'ordine) la loro organizzazione era divenuta
potente, di quella particolare potenza che chiunque pensasse come Hyacinth e come la Principessa doveva perseguire.
Non era poi certo che sarebbe stato catturato, dopo il coup, come non era certo che sarebbe riuscito ad abbattere il suo
uomo; ma era qualcosa a cui anelare, qualcosa che aveva accentrato la sua attesa e la sua passione. Probabilmente non si
sarebbe preoccupato di salvare la pelle perch non sopportava il pensiero di sottrarsi, di nascondersi, di sconfessarsi.
Nel caso che avesse dovuto sparare, la sorte che gli sarebbe toccata era naturalmente meritata. Quando si accetta di
compiere un gesto simile bisogna anche essere pronti a pagare di persona, e lui era pronto. Non sarebbe stato un
giudice, ma semplicemente un esecutore. Non pretendeva di sapere le benefiche conseguenze o la porte della sua
piccola azione; non aveva gli estremi per vagliarla e semplicemente era fiducioso che, al quartier generale, sapevano
quel che facevano. L'importante era appartenere a un grande organismo di cui non riusciva a misurare la vastit - a
qualcosa che sarebbe scoppiato simultaneamente in una dozzina di paesi diversi. Bisognava sentirsi partecipe di questa
immensa simultaneit. C'era da sperare che il piano non fallisse, e in tutti i casi lui non avrebbe fallito,
indipendentemente dagli altri. Non lo diceva solo perch Hoffendahl gli aveva fatto l'onore di affidare a lui l'incarico,
ma perch riteneva che il Maestro sapeva scegliersi i suoi uomini. A dire il vero nessuno lo aveva preavvisato; il suo
nome era stato fatto, da un momento all'altro, da chi sta sempre all'erta. Rimaneva per il fatto che quando si trov

Hyacinth di fronte, riconobbe in lui quel tipo di piccoletto che aveva in mente - uno di quelli che riuscivano a passare
tra le fessure. L'umanit, secondo lo schema di Hoffendahl, era classificata e suddivisa con rigore tipicamente
germanico ed esclusivamente dal punto di vista della rivoluzione - a seconda, cio, se servisse a far avanzare quella
causa o la intralciasse. Il lavoretto affidato a Hyacinth era una piccolissima parte di quanto Hoffendahl era venuto a fare
in Inghilterra, dove manovrava altri innumerevoli fili che Hyacinth non conosceva n aveva interesse a conoscere, solo
si stupiva della portentosa abilit con cui Hoffendahl riusciva a districarli. Li muoveva con la stessa padronanza con cui
un grande musicista - la stessa Principessa - dominava la tastiera; trattava ogni cosa, ogni persona, istituzione, idea,
come altrettante note del suo grande massacro sinfonico. Un giorno, laggi nella scala dei soprani, il dito mignolo del
compositore avrebbe premuto un tasto e si sarebbe udito per un istante un piccolo acuto crack.
Era impossibile che dopo dieci minuti al nostro giovanotto sfuggisse di avere monopolizzato, soggiogandola,
l'attenzione della Principessa: lo ascoltava come non aveva mai ascoltato nessuno, prima. Era felice dell'effetto che
aveva su di lei, e la consapevolezza di quanto fosse tenue il filo a cui era appeso il proprio futuro, consapevolezza ora
rinnovata dal suono della sua voce che ne parlava, lo fece riflettere che qualunque cosa gli portasse gioia, qualunque
briciola rubata al banchetto della vita, oggi era tutto di guadagnato per la sua giovane bramosia di esperienze. Il lettore
avr compreso come avesse vissuto anelante e trepido da quando si era impegnato a rendere un servigio all'umanit; ma
la primitiva emozione si era, alla fine, spenta, lasciando posto a cento irrequietezze e vane congetture - a un'esaltazione
cui si alternava la disperazione e che, insieme alla disperazione, riusciva a nascondere meglio di quanto lui stesso non
supponesse. Sarebbe inorridito al pensiero che la sua compagna potesse aver colto un'incertezza nella voce, mentre le
raccontava la sua storia; ma per quanto ormai assuefatto all'idea del pericolo e rassegnato ad averlo sposato, e sebbene
non insensibile al fascino che sentiva di emanare, come un qualche famoso personaggio da romanzo, non poteva
tuttavia immaginare quanto la Principessa considerasse eccezionale, sotto questo punto di vista, la sua lucidit, la
compostezza e il buonumore. Comunque lei tent di celare la propria meraviglia, persuasa che la dignit le imponesse
di mostrarsi a sua volta pronta a un sacrificio cos totale. Aveva l'aria - o si sforzava di averla - di accettare per amor suo
tutto quanto egli accettava; ma c'era qualcosa di forzato nel sorriso (anche se amabile) che gli rivolse mentre diceva:
una cosa molto seria... proprio molto seria, non vero? Rispose che il serio doveva ancora venire... non era certo
particolarmente triste (in paragone) passeggiare in quel bel parco e parlare con lei della cosa, e in quel momento a lei
venne in mente che forse Hoffendahl non gli avrebbe fatto sapere pi nulla, lasciandolo cos ad aspettare tutto quel
tempo sur les dents, in uno stato d'inutile attesa. Hyacinth ammise che sarebbe stata una grossa turlupinatura, ma
dichiar che ormai, in un modo o nell'altro, anche se in maniera diversa, era fatta e che, in ogni caso, si sarebbe
adeguato alla grande regola religiosa: vivere ogni ora come se dovesse essere l'ultima.
Volete dire in santit? - in grande recueillement? chiese la Principessa.
No, per amor di dio: semplicemente con un senso di totale gratitudine per ogni bel momento in pi.
Se per questo ci saranno molti bei momenti.
Tanto meglio... se saranno belli come questo.
Non sar la stessa cosa a Lomax Place.
Vi assicuro che da quella notte, Lomax Place migliorata. Hyacinth se ne stava l, sorridente, con le mani in
tasca e il cappello all'indietro.
La Principessa sembr considerare attentamente e con estrema curiosit tanto le sue parole che il suo
affascinante aspetto e atteggiamento. Cos, se dopotutto non verrete chiamato, sarete stato completamente felice.
Avr avuto dei bei momenti. Forse il complotto di Hoffendahl ha soltanto questo scopo: forse Muniment
glielo avr suggerito.
Chi lo sa? Comunque, con me, dovete continuare come se nulla fosse cambiato.
Cambiato da quando ?
Dal giorno del nostro primo incontro, a teatro.
Continuer come vorrete voi, disse Hyacinth. Ma una differenza sostanziale ci sar sempre, sapete.
Quale differenza?
Che io avr cessato di avere a cuore quello che a voi preme tanto.
Non capisco, confess con tutto il candore della sua bellezza.
Non giudicate sufficiente che io dia la vita per la maledetta causa, proruppe il giovane, senza doverla anche
amare?
La maledetta causa? mormor la Principessa, spalancando i suoi occhi stupendi.
Certo, rimane sacra come sempre, soltanto che a farmi pena ora sono i ricchi, i fortunati.
Capisco. Siete straordinario. Siete meraviglioso. Forse vi fa pena mio marito, aggiunse dopo un attimo.
Lo considerate un fortunato? chiese Hyacinth riprendendo a camminare.
Ma lei ripet soltanto: Siete straordinario. S, siete proprio meraviglioso.
Beh, proprio quello che voglio essere! fu la sua risposta.
Ho riferito per intero la conversazione perch rappresenta un capitolo estremamente importante nella storia di
Hyacinth. Non ci dilungheremo invece a rintracciare e riferire tutte le fasi attraverso le quali si consolid l'amicizia
della principessa Casamassima con il giovanotto da lei scelto per suo rilegatore personale. Al termine di una settimana
aveva improntato la sua natura esplosiva a una paradigmatica compostezza, cos da apparire la personificazione della
giustizia e del rispetto sociale; e durante questo periodo - un periodo di strane scoperte per il nostro giovanotto accaddero molte altre cose. Una di queste fu che si rec a Broome con la sua compagna per ricambiare la visita di Lady

Marchant e delle figlie. L'episodio sembr suscitare nella Principessa una gaiezza ironica. Quando vennero via,
Hyacinth le chiese perch non avesse detto alle signore chi fosse: altrimenti, che gusto c'era? E lei rispose:
Semplicemente perch non mi avrebbero creduto. Ed tutta colpa vostra! Era la stessa osservazione fatta dopo tre
giorni che si trovava l (il tempo era cambiato e il pomeriggio piovoso li aveva costretti a restare in casa) quando
improvvisamente e come di sfuggita se ne era uscita con un: straordinario davvero che voi conosciate il povero,
caro, vecchio "Schop". Aveva risposto che sembrava le riuscisse impossibile abituarsi alle sue piccole virt, e poi si era
lanciato in una lunga conversazione, pi lunga di quella che ho gi narrato, abbandonandosi ad altre confidenze. Mai
prima di allora aveva potuto assaporare le gioie del dialogo - le pi grandi che conoscesse - con altrettanta facilit. La
Principessa ammise che meritava ogni riconoscimento, ma osserv che mentre lui, senza dubbio, si conosceva bene,
doveva dare agli altri, meno edotti, il tempo di capirlo. Vi ho osservato continuamente da quando siete qui - tutti i
particolari del vostro comportamento - e ogni giorno sono pi intrigue. Non c' in voi una sola intonazione volgare, n
un gesto poco fine, non fate mai sbagli, fate e dite sempre tutto in modo perfetto. Venite da quella misera tana angusta
che mi avete descritto, e sembra che abbiate vissuto da sempre in una villa di campagna. Anzi, siete molto meglio!
Jugez donc, dal modo in cui vi parlo! Non devo mai concedervi neanche la minima attenuante. Ho conosciuto degli
italiani che avevano un tatto e una disinvoltura innati, ma non sapevo che tali doti fossero reperibili anche tra gli
anglosassoni nei quali vengono invece inculcate con moneta sonante; qualche volta si trovano anche in certe orribili
americane "raffinate".
Intendete dire che sono un gentiluomo? chiese Hyacinth con uno strano tono, mentre guardava fuori il
giardino bagnato.
Lei esit, poi disse: Sono io che faccio degli sbagli! Cinque minuti dopo se ne usc con un'osservazione che
lo commosse quasi pi di qualunque altra gli avesse mai rivolta, una osservazione che sublim l'idea che si era fatta
della delicatezza e della bont di lei e lo pose di fronte a se stesso come se le sue parole lo ritraessero in una sorta di
conciso ritratto: Quanto strano e amaro il destino: essere cos come siete, essere cosciente delle vostre possibilit, ed
essere costretto a guardare tutte le cose belle che offre la vita aldil di una vetrina di pasticciere.
Ogni classe sociale ha i suoi svaghi, rispose lui sentenziosamente perverso, a dispetto della sua emozione.
Ma la battuta non guast il muto accordo di raggiungere mete ancora pi alte di reciproca comprensione e prima che si
separassero quella sera egli le raccont cose che non erano mai uscite dalle sue labbra - cose che gli ribollivano dentro
dal giorno che si era fatto spiegare da Pinnie il perch della visita alle carceri. In breve, le raccont chi era.
IV
Fece molte passeggiate solitarie, al di l dei cancelli del parco, per la campagna circostante - passeggiate in cui,
bench assorto nelle riflessioni sulla "stramberia" del suo destino, riusciva tuttavia a prestare una stupefatta attenzione
alla verde penombra di viali fittamente fronzuti, ai verdi sentieri che portavano da un recinto all'altro e sembravano
suggerire una felicit pastorale, un qualche segreto campestre; le siepi fitte di fiori incredibilmente comuni e dei quali
non conosceva i nomi, il pittoresco prestigio dei cottages dai tetti di paglia, il mistero e la dolcezza delle azzurre
lontananze, le fiorenti carnagioni dei contadini, la squisita delicatezza delle bambine che facevano piccole riverenze dai
bordi della strada (un tipo di omaggio che gi aveva immaginato); la morbida sensazione della zolla erbosa sotto piedi
che avevano calcato penosamente le sole pietre dei marciapiedi. Una mattina, mentre si dirigeva verso casa, dopo una
lunga camminata, ud dietro di s il rumore degli zoccoli di un cavallo, e girandosi vide un signore che stava per
sorpassarlo, diretto verso i cancelli di Medley. Continu per la sua strada e quando il cavallo gli pass vicino si accorse
che il cavaliere aveva rallentato l'andatura. Allora si volt di nuovo e riconobbe in quell'individuo il suo florido,
occasionale amico, il capitano Sholto. Il capitano lo affianc, salutandolo con un sorriso e con un cenno del frustino.
Hyacinth lo guard sorpreso, perch non aveva sentito dire dalla Principessa che lo stesse aspettando. Cap per subito
dopo che non era cos; e intanto not il perfetto equipaggiamento di Sholto, composto di affusolati pantaloni, speroni,
un frustino da caccia e un curioso panciotto; realizzando di trovarsi di fronte ad un ennesimo aspetto della multiforme
natura di Sholto, ancora non sperimentato. Sembrava altissimo, incombente, arroccato sul suo grande sauro, e Hyacinth
not che se il cavallo era accaldato, il cavaliere era fresco come una rosa.
Buongiorno mio caro amico. Immaginavo che vi avrei trovato qui! esclam il capitano. Meno male che vi
ho incontrato, cos non devo arrivare fino alla casa.
Che motivo avevate per credere che fossi qui? chiese Hyacinth un po' preoccupato dell'opportunit di quella
domanda, mentre intanto pensava, guardando quel bell'uomo sopra un animale non meno bello, che doveva essere
molto piacevole saper montare a cavallo. Durante i pochi giorni passati a Medley aveva gi avuto occasione di notare
che il contatto con il lusso e con una gamma infinita di sensazioni, aveva accresciuto il suo desiderio di assaporare
piaceri ancora pi irraggiungibili.
Perch sapevo che la Principessa era capace d'invitarvi, disse Sholto. E poi, al "Sole e Luna" m'hanno detto
che non eravate passato da molto tempo, mentre sapevo che in genere ci andate spesso, non vero? Cos, ho messo
insieme tutte queste cose e ho concluso che dovevate essere fuori citt.
Era una risposta chiara e franca, e anche soddisfacente se non fosse stato per quell'irritante accenno alla
Principessa capace d'invitarlo. Sapeva meglio del capitano quanto fosse stata eccentrica, da parte di lei, quella
richiesta, ma un mutamento recentemente avvenuto nel suo animo gli rendeva sgradevole sentirselo dire da un altro, e in

particolare da un tale che, un certo giorno, parecchi mesi prima, gli aveva dato seri motivi per essere giudicato
sfavorevolmente. Non aveva pi visto Sholto dalla sera in cui, per una serie di strane combinazioni aveva dovuto
rimanersene immobile ad ascoltare buffe canzonette in compagnia di Millicent Henning e del suo ammiratore. Il
capitano non aveva dissimulato la sua ammirazione: Hyacinth si era fatto l'idea che usasse quella tattica per apparire
innocente. Quando aveva accompagnato a casa Millicent, quella sera (con Sholto si erano salutati all'uscita del
Pavillon) c'era una certa tensione fra la giovanetta e il suo amico d'infanzia. Se ne era sentite dire quattro, per dirla
alla Millicent; gli aveva dato una lavata di capo con la palese speranza che rimanesse memorabile, per averla sospettata,
per averla insultata davanti a un ufficiale. Il suo tono e la sua superba spavalderia lo avevano reso assolutamente inerme
infine, si era messo ad osservarla con l'eccitamento con cui avrebbe guardato un'esperta ma incolta attrice che si
sforzasse di dar vita a una passionalit a parer suo fittizia. Riconosceva pi attendibile la propria gelosia e il sospetto
che quella faccenda gli ispirava che non le acute rimostranze di lei vivacizzate da violente mosse del capo e scrollate di
gonna. Ma si sentiva frustrato e messo in ridicolo e ripar nel sarcasmo che and a spuntarsi contro il feroce scherno di
lei, tentando alla fine di darsi un contegno facendo quelle orribili spallucce alla francese, come le chiamava Millicent,
con le quali lo aveva gi accusato di condire la sua conversazione.
L'atmosfera non si era pi rasserenata, anche se alla fine l'argomento della lite era stato lasciato cadere e
Hyacinth si ripromise di controllare i movimenti della sua compagna di giochi, come non aveva mai fatto prima. Lei gli
aveva fatto capire che lo teneva d'occhio, com' facile immaginare, e va detto che da quella sera a teatro lui si era sentito
in una posizione di svantaggio, relativamente al diritto di controllarla. Poco contava che fosse stata lei ad averlo quasi
spinto nel palco della Principessa (perch fino allora non era mai stata gelosa neanche lei, e inoltre era divorata dalla
curiosit di sapere cosa tramasse una persona come quella e solleticata dalla speranza di poterle rubare qualche idea),
n aveva pi valore il fatto che i suoi rapporti con quella gran dama si basassero sul comune interesse per le sofferenze
dell'umanit. In ogni modo, quali ne fossero le ragioni, rimase vero che per parecchie settimane l'atmosfera si mantenne
carica d'elettricit, e poco poteva contare da che parte sarebbero scoppiati tuoni e fulmini. Hyacinth si sorprese molto
quando scopr che il tradimento o meno di Millicent era importante, per lui, e cerc di convincersi che di fatto non lo
era; ma sentiva che fra loro esisteva un'affinit ben pi profonda di qualunque contrasto, e il non vederla affatto gli dava
maggior tormento che vederla dare in escandescenze pur di nascondere le proprie scappatelle. Una voce interiore gli
diceva che quel suo miscuglio di bellezza e di rozzezza, la sua volgare vitalit, quello spirito di contraddizione e di
possesso insieme, tutto ci che le era proprio, avevano finito per rendergliela indispensabile. Lo annoiava e lo irritava,
ma se da un lato aveva gusti abominevoli, era per anche piena di vita, e il suo frusciare e ciarlare, le sue storie
fantastiche, la pessima grammatica e la salute florida, la sete insaziabile, l'acutezza delle sue percezioni e le opinioni
paradossali, i suoi errori e i suoi trionfi, facevano ormai tutti parte del familiare, umano brusio del piccolo mondo di
Hyacinth. Poteva consolarsi dicendo che era lei a cercare di rappacificarsi con lui molto pi di quanto egli tentasse con
lei, e gli piaceva credere, anche se la logica zoppicava, che non se la spassava a sue spese. Inoltre, se veramente
avesse avuto dei rapporti con un signorone non vedeva perch avrebbe voluto tenersi un rilegatore. Va aggiunto che,
recentemente, aveva cessato di pensare all'ambiguit di Millicent perch, sebbene si fosse fermato a Medley per amore
delle sofferenze dell'umanit si rendeva conto che dichiararlo (ove lei gliene avesse chiesto conto) avrebbe avuto un
valore altrettanto risibile dei discorsi di lei. Quanto a Sholto, si trovava nella delicata posizione di averlo assolto,
accettandone l'ospitalit, la generosit. Non poteva perci litigare con lui se non con un nuovo pretesto. Tale pretesto il
capitano era stato molto attento a non fornirglielo e Millicent gli aveva detto che dopo l'incontro a tre, per la strada,
Hyacinth aveva costretto quel povero gentiluomo a lasciare l'Inghilterra, dopo essere stato insultato dalle sue volgari
insinuazioni ancora pi (perch pi?, si domand Hyacinth) di quanto non lo fosse stata lei. Quando le chiese cosa ne
sapesse, lei, degli spostamenti del capitano, non si fece scrupolo di rivelargli che quest'ultimo era andato a trovarla nel
grande magazzino per una piccola compera (un paio di bretelle di seta, se ricordava bene, e ammise senza remore che si
trattava di una debole scusa) e le aveva chiesto, tutto preoccupato, se il suo degnissimo amico (era cos che lo aveva
chiamato - per cui, come Hyacinth poteva vedere, era animato da buone intenzioni) era ancora arrabbiato. Millicent gli
aveva risposto che s, lo era - tanto peggio per lui; e allora il capitano le aveva detto che non importava, dal momento
che era in procinto di lasciare l'Inghilterra per parecchie settimane (Hyacinth - lo aveva chiamato Hyacinth, questa volta
- non poteva mettersi in testa delle idee su un uomo che stava all'estero, no?) e sperava che di l al suo ritorno la piccola
nube sarebbe stata fugata. Sholto aveva aggiunto che era meglio che lei avesse raccontato francamente a Hyacinth raccomandandole al tempo stesso di essere gentile col loro sensibile amico - la sua visita al negozio. Il loro candore,
quelle sollecitudini, potevano anche essere vere; ma due o tre sere dopo quel discorso, Hyacinth pass e ripass davanti
all'abitazione del capitano nella Queen Anne Street, per riscontrare qualche segno della sua presenza a Londra. Tutto era
buio, decise per di suonare il campanello per chiedere notizie del padrone di casa, e fu solo quando il gi noto
maggiordomo, che, con il puro fatto d'indossare una giacca del padrone confermava eloquentemente la propria
dichiarazione, lo inform che il capitano era a Montecarlo, si consol un poco.
Siete ancora in collera? chiese senza rancore il capitano, e un istante dopo aveva fatto passare sopra la sella
una lunga gamba ed era sceso da cavallo, incamminandosi a fianco del suo giovane amico tenendo l'animale per le
redini. Hyacinth fece finta di non capire perch gli venne in mente che dopotutto, anche se non aveva a suo tempo
perdonato al capitano il tradimento di cui lo sospettava, nella posizione in cui si trovava, ai piedi della Principessa, non
poteva mostrarsi risentito, e geloso di un'altra donna. Riflett che la Principessa, in un certo senso, era stata un tempo
propriet di Sholto, e se desiderava en fin de compte litigare con lui per via di Millicent, avrebbe dovuto evitare di
cacciare di frodo nella riserva del capitano. Per la prima volta gli venne l'idea che quest'ultimo forse aveva voluto

praticare uno scambio; bench vada aggiunto che la Principessa, alludendo di sfuggita un paio di volte al suo amico
ufficiale, non gli aveva dato nessun motivo di credere che avallasse i diritti del capitano su di lei. Sholto lo inform che
si trovava a Bonchester, a sette miglia di distanza da l. Era arrivato da Londra e si era sistemato nella locanda. Quella
mattina aveva preso a nolo un cavallo (Hyacinth aveva creduto che si trattasse di un bell'animale, ma Sholto ne parlava
come di un infernale ronzino) perch aveva provato l'improvviso desiderio di vedere come se la passava il suo giovane
amico.
Me la passo benissimo, grazie, disse Hyacinth breve breve, non capendo cosa potesse importargliene.
Spero che comprendiate il mio interessamento. Mi sento responsabile - sono io che le ho parlato di voi.
Ci sono moltissime cose che non comprendo, ma quella che capisco meno di tutte il vostro interessamento
per me. Perch diavolo...? e Hyacinth s'interruppe, esterrefatto dalla violenza della sua domanda. Poi continu: Se
fossi in voi, non darei un soldo per una persona come me.
Il che prova quanto sia diversa la mia natura dalla vostra. Ma non lo credo, mio caro ragazzo: voi siete troppo
generoso per questo. La imperturbabilit di Sholto sembrava andare di pari passo con l'irritazione che produceva sugli
altri e lo proteggeva perfino dal brusco risentimento che la sua mancanza di tatto suscitava. Mancanza di tatto che si
manifest ancor pi marcatamente quando continu: Volevo vedervi qui, proprio con i miei occhi. Volevo vedere che
aspetto avevate da addomesticato - ed uno spettacolo buffo! Naturalmente capite cosa voglio dire, anche se esigete
sempre una spiegazione. Io non so dare spiegazioni, in nessuna situazione. Ed per questo che mi piace la gente
intelligente, che ne fa a meno. stato un gesto decisamente grandioso, da parte di lei, avervi invitato qui.
Grandioso, senza dubbio, ma non certo sorprendente, visto che, come dite, le sono stato presentato da voi.
Oh, quella una cosa che ha valore per me, ma non per lei! rispose Sholto. Alla Principessa possono stare a
cuore alcune cose, ma la mia opinione non fra queste. Una buona azione merita una ricompensa. Vorrei che voi, ora, le
parlaste di me!
Non vi capisco n, credo, voglio capirvi, disse Hyacinth, mentre il suo compagno gli camminava a fianco.
Questi gli mise una mano sul braccio, obbligandolo ad arrestarsi, e rimasero per un momento faccia a faccia.
Dico, caro Robinson, non vi sarete per caso gi guastato, dopo solo una settimana? Non possibile che siate geloso!
Geloso di chi? chiese Hyacinth il quale, in quella strana situazione, non aveva ben capito l'allusione.
Sholto lo guard per un poco, poi, con una risata, disse: Non parlo di Miss Henning. Hyacinth si volt, e il
capitano riprese a camminare, infilando un braccio sotto al suo e l'altro fra le redini del cavallo. Che coraggio, che
insolenza, che cranerie! Non esiste in tutta Europa un'altra donna che l'avrebbe fatto!.
Hyacinth rimase zitto per un poco, poi disse: E questo niente. Avreste dovuto vedermi l'altro giorno a
Broome, da Lady Marchant.
No! Vi ha portato anche li? Darei dieci sterline per essercimi trovato! Non c' n' un'altra come lei grid il
capitano allegramente, con entusiasmo.
Non ce n' un altro come me... per esserci andato.
Perch, non vi piaciuto?
Anche troppo... anche troppo. Ma sono eccessi pericolosi.
Oh, vi sosterr io, disse il capitano. Poi, rallentando il passo. C' la possibilit d'incontrarla? chiese. Non
voglio entrare nel parco.
Non volete entrare in casa? chiese stupito Hyacinth.
Oh no, non finch ci siete voi.
Allora chieder alla Principessa di voi e cos si chiarir questa storia una volta per tutte.
Fortunato furfante, voi e le vostre chiacchiere accanto al fuoco! mugol il capitano. Dove si siede, ora, la
sera? Non vi dir nulla, tranne che sono un maledetto seccatore; ma anche se fosse disposta a spendere qualche parola
su di me, non vi servirebbe a niente, perch neanche lei mi conosce.
Siete l'unico essere al mondo di cui si possa dire una cosa simile, replic Hyacinth.
Lo sono, e me ne vanto. L'intelligenza non c'entra: la Principessa ne ha da vendere. Ve lo dissi quando vi
presentai, che era la donna pi intelligente d'Europa, e non ho cambiato opinione. Ma certe pieghe misteriose non si
penetrano a meno di non possedere sentimenti umani, quello che comunemente si dice un po' di cuore. La Principessa,
non sa di cosa si tratti, anche se ora, indubbiamente, penserete che ne sia ricolma. Ma un giorno ve ne accorgerete. Per
me, non m'importa un'acca quanto cuore abbia. Mi ha gi ferito talmente che ormai non pu farmi del male e il mio
interesse per lei prescinde dai suoi sentimenti. Osservarla, adorarla, contemplarla, vederla vivere la sua vita, estrinsecare
la sua straordinaria natura mentre l'attenzione che mi concede la stessa che si concede a un postino intento a bussare
ad altre porte, decisamente la sola cosa che desidero. Non me ne viene nulla, ma rimane pur sempre la mia
occupazione prediletta. Potete credermi o no, non ha nessuna importanza, ma sono l'individuo pi disinteressato che
esista. Lei potr giudicarla una perfetta idiozia, e naturalmente lo , ma non del tutto.
Fu Hyacinth, questa volta, a fermarsi allibito dalla naturalezza del suo compagno, e dalla semplicit di
sentimenti che gli giungeva nuova e del tutto insospettata. Rimase a guardarlo per un momento, immobile, pensando
ancora una volta alla stranezza di ritrovarsi destinato a ricevere le pi imprevedibili confidenze dalla gente del bel
mondo. Quali doti possedeva per ricevere tale tributo? L'onore era una qualit facilmente eliminabile, sebbene,
guardando Sholto attentamente, scoprisse nei suoi occhi chiari qualcosa di strano - una specie di sconfinata plaga di
fedelt che riduceva l'aspetto fantastico di un eventuale consenso alla sua amicizia. Vi prego, continuate, disse subito
dopo.

Quello che vi ho detto or ora il mio solo ed unico scopo nella vita. Tutto il resto non altro che l'astuzia con
cui il giocoliere cerca di nascondere il trucco per far riuscire il gioco.
Che significa "tutto il resto"? domand Hyacinth pensando a Millicent Henning.
Oh, tutta la paglia che mastichiamo per ingannare l'appetito, tutto il marciume in cui sguazziamo nella vana
speranza di approdare a qualcosa di positivo: tutte le idiozie (e voi lo sapete) che voi ed io abbiamo sentito a
Bloomsbury e che io stesso ho affermato, maledizione, con una sicurezza degna di miglior causa. Non ricordate le mie
parole - un'opinione personale - sulla trasformazione in atto dei rapporti tra le classi? L'imminente crollo della crosta
terrestre! Sono convinto che quelli che stanno in cima al mucchio sono migliori di quelli che stanno sotto che sono
decisi a restarci e che, a meno di non essere una massa di buoni a nulla, ci resteranno.
Allora, non ve ne importa nulla della questione sociale? chiese Hyacinth con un'aria smarrita.
Me ne sono interessato perch interessava a lei. Ma non mi servito a nulla, sorrise Sholto. Mio caro
Robinson, continu, c' una sola cosa al mondo che m'interessi: dare uno sguardo a quella donna, quando mi
possibile - e quando non lo , avvicinarmi a lei, come sto facendo ora.
Un modo molto strano.
Senza dubbio. Ma se va bene a me, dovrebbe andar bene anche a voi. Desidero da voi soltanto questo: che la
convinciate ad invitarmi a pranzo.
Convincerla?... gli fece eco Hyacinth.
Ditele che mi trovo a Bonchester e che sarebbe un innocuo gesto di bont.
Continuarono a camminare finch giunsero al cancello, quando Hyacinth disse improvvisamente: Allora,
avete abbracciato la causa sociale perch l'aveva abbracciata lei. Ma sapete, per caso, perch lei lo abbia fatto?
Amico mio, lo dovete scoprire da solo. Io vi ho messo sulla strada giusta, ma non posso camminare per voi!
Capisco... capisco. Ma potete almeno dirmi questo: se un anno fa eravate ammesso in casa sua,
l'accompagnavate a teatro e cos via, perch ora non pi?
Gli occhi gialli di Sholto si fecero di nuovo strani: Ora il vostro turno, amico caro, ma ci non significa
necessariamente che da qui a un anno lo sar ancora. Era gi stanca di me, allora, e naturalmente lo ancor di pi oggi,
per la semplice ragione che sono diventato pi seccante. Mi ha mandato a quel paese, e io voglio ritornarne, per qualche
ora. Vedete quanto sono discreto... non passo neppure i cancelli.
Le dir che vi ho incontrato, disse Hyacinth. Poi, in tono leggero, aggiunse: Intendevate questo, quando
dicevate che non aveva cuore?
Il suo modo di trattarmi? No! no! parlavo di come tratta voi.
Queste parole ebbero un effetto enorme su Hyacinth ma non gl'impedirono di accompagnare l'amico - l'aspetto
pi straordinario di quell'incontro era che la speranza di una breve conversazione con lui, se la sorte lo avesse assistito,
aveva motivato non solo la cavalcata di Sholto, ma la sua stessa presenza nelle vicinanze di Medley, in una ammuffita
locanda di una noiosa cittadina-mercato - non gl'impedirono, ripeto, di sopportare la compagnia del capitano ancora per
un miglio, tornando indietro con lui. Il nostro giovanotto si sofferm ancora un poco sull'argomento, ma scopr un altro
paio di ragioni per ammirare la disinvolta semplicit con cui il suo compagno si era tolto la maschera (oltre alle
motivazioni del suo interessamento per la causa rivoluzionaria), dopo che gli ebbe chiesto all'improvviso che cosa
avesse avuto in mente quella sera della precedente estate, quando era andato - non aveva ripetuto la visita con la stessa
frequenza promessa - a causa di Paul Muniment, a Camberwell. Che voleva? Chi era andato a cercare?
Cercavo la prima cosa che mi fosse capitata, che avrebbe potuto colpire la sua fantasia. Non capite che sto
sempre in cerca di qualcosa? C' stato un tempo in cui andavo a caccia di messali miniati, e un altro in cui collezionavo
orribili storie di spiriti (lei voleva alimentare la sua credenza negli spiriti), e tutto questo per lei. Il giorno in cui mi
accorsi che stava rivolgendo la propria attenzione alla democrazia nascente, incominciai a collezionare piccoli
democratici. Fu cos che collezionai anche voi.
Muniment cap subito il vostro piano. E cosa avete trovato ad Audley Court che servisse al vostro scopo?
Beh, penso che la donnetta dagli occhi sporgenti - mi fa pensare a una cavalletta allettata - possa andare. E ho
anche preso nota dell'altra, la vergine matura dal naso aquilino, l'aristocratica suora di carit. Le tengo in serbo per
future offerte propiziatorie.
Hyacinth si ferm. E di Muniment, non potete farvene nulla?
Oh mio caro amico, in confronto a voi un povero diavolo!
Questa l'unica cosa stupida che abbiate detto. Ma non ha importanza, dal momento che ha tanta antipatia per
la Principessa - per quel che ne sa di lei - che non si presterebbe mai ad incontrarla.
Ah, cos che dice? Allora la incontrer! grid Sholto.
V
Ma certo che pu venire, e fermarsi quanto vuole! esclam la Principessa quando Hyacinth, quel
pomeriggio, le ebbe detto del suo incontro. Parlava con quel tono dolce, con quell'espressione di allegra sorpresa che
assumeva quando qualcuno chiedeva formalmente (sembrava considerarlo superfluo) il suo permesso. La noncuranza
con cui accolse la preghiera di Sholto - intesa a minimizzare la cosa, come se non fosse degna di essere vagliata - faceva
apparire il resoconto fatto da Sholto a Hyacinth del loro rapporto, uno scherzo arzigogolato e non pertanto meno

sciocco. Mand a Bonchester un messaggero con un biglietto, e il capitano arriv appena in tempo per vestirsi per il
pranzo. La Principessa era sempre in ritardo, e la toletta di Hyacinth, in queste occasioni, richiedeva un tempo
considerevole (era profondamente cosciente delle manchevolezze del proprio abbigliamento e tuttavia cercava di
convincere se stesso che erano onorevolissime, e che l'unico abito dignitoso che potesse indossare fosse quello
professionale); perci, quando il quarto componente del gruppetto scese in salotto, Madame Grandoni era l'unica che
gi si trovasse l.
Santissima Vergine! Che piacere vedervi! Qual buon vento vi porta? esclam non appena Sholto fu entrato
nella stanza.
Non sapevate della mia venuta? chiese lui. Dunque, la notizia del mio arrivo non ha fatto scalpore?
Io non so mai niente di quel che accade in questa casa. Ho rinunciato a saperlo, ed era ora. Me ne rimango
nella mia stanza. Nel viso della vecchia signora era sparita ogni traccia della abituale allegria: esprimeva soltanto ansia
e perfino una certa durezza, e quell'ottima donna, in quel momento, aveva assunto, forse, come mai prima, l'aria di una
duenna che prendesse seriamente il proprio compito. Appariva quasi maestosa. Ora che siete qui, va meglio. Ma le
cose vanno molto male.
Molto male, mia cara?
Forse voi siete in grado di dirmi dove veut en venir Cristina. Le sono stata sempre fedele - sempre devota. Ma
oggi ho perso la pazienza. Non ha senso.
Credo di non capire del tutto cosa vogliate dire, disse Sholto. Ma se vi conosco bene, debbo dirvi che mi
sembra che tutto vada a meraviglia.
S, s, conosco la vostra musica: siete peggio di lei perch siete un cinico. Ma la faccenda ha passato i limiti.
pi che grave. Sto pensando a quello che devo fare.
Precisamente. Io so quello che probabilmente farete.
Oh, ma questa volta non torner indietro! dichiar la vecchia signora. uno scandalo troppo grande.
Intollerabile. E temo di renderlo peggiore.
Cara Madame Grandoni, voi non potete n peggiorarlo n migliorarlo, replic Sholto, sedendosi vicino a lei,
sul sof. In realt non c' nessuna probabilit che si possa parlare di scandalo, per la nostra amica. Lei al di sopra e al
di fuori di simili considerazioni, di simili pericoli. Le scivolano sopra; tiene tutto in cos poco conto, non si cura di
nulla. E inoltre dispone di una forza notevole: non fa mai nulla di male.
E allora, ditemi, come lo chiamate quando una signora invita un rilegatore a venire a stare da lei?
E che differenza c' tra un rilegatore e un vescovo? Dipende tutto da chi la signora, e che tipo di donna sia.
Per prima cosa avrebbe dovuto preoccuparsi di non separarsi da suo marito con cento pretesti! url Madame
Grandoni.
Ma alla Principessa permesso anche questo. insolito, eccentrico, fantastico se volete. Ma non
necessariamente una cattiveria. Dal suo punto di vista, la nostra amica si comporta bene. E poi, ha le sue idee.
Le sue idee sono la cattiveria fatta persona.
E che importa? chiese Sholto dal momento che la tengono tranquilla?
Tranquilla? E la chiamate tranquillit, questa?
Naturalmente, se foste tranquilla anche voi. E poi, anche guardando la cosa nel peggiore dei modi chi
potrebbe dire che lui il suo rilegatore? l'ultima cosa che si potrebbe pensare.
Ah, per questo, se l' scelto con cura, mormor la vecchia signora, con aria accigliata.
Se lo scelto? Ma sono stato io a sceglierglielo, mia cara! grid il capitano con una risata che dimostrava
quanto poco condividesse la sua preoccupazione.
Gi lo avevo dimenticato, a teatro, disse Madame Grandoni, guardandolo come se le si confondessero le idee
e parallelamente si facesse strada nella sua testa una certa avversione per il suo interlocutore. Gli avete fatto proprio un
buon servizio, a quel povero diavolo!
Sicuramente dovr essere sacrificato. Ma perch avrei dovuto preoccuparmi tanto di lui? Non sono stato forse
sacrificato anch'io?.
Oh, se lui se la prendesse come ve la siete presa voi...! e gli sbuff quasi in faccia il suo scherno.
Che ne sapete voi, come l'ho presa? Si fa quel che si pu, disse il capitano sistemandosi lo sparato. In ogni
modo, ricordatevi una cosa: lei non dir a nessuno chi , per amor suo, cos come lui non lo dir per amore di lei. E,
visto che sembra pi un poeta, o un pianista, o un pittore, non accadr nulla di quel che temete.
Anche cos non va bene, disse Madame Grandoni. E poi quello, magari, capace di lasciarselo scappare di
bocca da un momento all'altro.
Se a lui non importa, non importer neanche a lei! Del resto, affar suo.
orribile che lo rovini cos, continu la vecchia signora. Come riuscir mai a tornare indietro?
Se volete che se lo tenga a tempo indeterminato, non siete coerente. E poi, se dovr pagare, se lo sar
meritato. Non che un ignobile, piccolo cospiratore contro la societ.
Madame Grandoni rimase muta per un poco: poi guard il capitano con un'espressione grave che avrebbe
dovuto colpirlo se la sua raffinata spavalderia non lo avesse reso immune da quel tipo di suggestione. E allora Cristina,
cosa dovrebbe meritarsi? chiese con solennit.
Quello che le accadr: tutto ci che in futuro la far soffrire. Ma non sar certo la perdita della reputazione.
troppo raffinata per questo.

Voi inglesi siete strani tipi. Forse perch una Principessa? riflett ad alta voce Madame Grandoni.
Oh no di certo, il suo casato non vale nulla, qui da noi. Possiamo batterla tranquillamente. Ma quello che
imbattibile... e s'interruppe.
Che cos'? chiese la sua compagna.
Ma, la perfezione della sua indifferenza per le opinioni degli altri e la naturalezza della sua eccentricit:
quello che mi ha fatto perdere la testa.
Oh voi, poi! esclam Madame Grandoni, con una scrollata di spalle.
Se avete una cos bassa opinione di me, perch mi avete detto, or ora, che eravate contenta di vedermi?
replic subito Sholto.
Perch siete una persona in pi, e, che pi conta, un frequentatore abituale della casa, cos la situazione
meno... come l'avete chiamata?... eccentrica. Nun, continu subito dopo finch ci sarete voi io non me ne andr.
Contateci. Non mi muover di qui finch non mi cacceranno.
Lei lo fiss con i suoi piccoli occhi turbati che non lasciavano trapelare nessun particolare entusiasmo a
quest'annuncio. Non capisco perch dovrebbe piacervi restare, in tale circostanza.
Cara Madame Grandoni, il cuore di un uomo, pur non essendo quel labirinto senza uscita che il cuore di una
donna, pur sempre complicato. Pensate che non sappia cosa accadr a quel povero disgraziato?
Siete spaventoso! disse la vecchia signora. Poi aggiunse, con voce mutata: troppo buono, per una sorte
simile.
E io? Non lo ero anch'io, per la mia? chiese il capitano.
Niente affatto! replic Madame Grandoni, alzandosi e allontanandosi da lui.
La Principessa era entrata, accompagnata da Hyacinth.
Poich l'ora del pranzo era passata da un pezzo, la vecchia signora pens che la coppia si fosse incontrata
trattenendosi in conversazione nell'atrio. Hyacinth osserv con vivissimo interesse il modo in cui la Principessa salutava
il capitano - un modo semplice, disinvolto, cordiale. A tavola non lo tratt come un estraneo, lo rese al contrario
partecipe di tutto, come se fosse di famiglia, una madame Grandoni, solo un po' meno venerabile, e al tempo stesso non
gli prest nessuna particolare attenzione che obbligasse i loro occhi ad incontrarsi. Aveva detto a Hyacinth che non le
piacevano gli occhi del capitano, come del resto nessun'altra parte della sua persona. Naturalmente l'ammirazione, da
qualunque parte venisse, non poteva non essere gradita, in qualche modo, ad una donna sensibile, ma di tutte le
impressioni che lei aveva mai potuto lasciarsi sfuggire, quella che Sholto aveva captato, un disgraziato giorno, meno
confortava l'ipotesi che lei fosse lusingata. Indubbiamente il capitano le era tornato utile, a volte, ma per il resto era
stato come un ronzio nelle sue orecchie. Era cos poco interessante, cos superficiale, cos poco impegnato e tanto futile,
e davvero cos frivolo nonostante le sue pretese (delle quali lei era indicibilmente satura) di essere completamente preso
da un unico pensiero. Il fatto che un uomo la amasse non era mai stato di per s un motivo sufficiente a suscitarle
qualche interesse, ma doveva ammettere onestamente che la maggior parte di coloro che l'avevano amata avevano
sempre avuto qualcosa, nella personalit e nella situazione, che le aveva dato da pensare. Non fino al punto da far
danno, salvo, forse, uno o due casi, ma pur sempre un qualche tratto personale.
Sholto era un inglese strano e non particolarmente edificante, secondo le descrizioni della Principessa; una di
quelle strane figure uscite da una societ in disfacimento, prodotto di civilt corrotte e logore. Era un peso - un perfetto
egoista, nonostante la sua aria devota e disinteressata. Non valeva nulla in s e per s, non aveva personalit n meriti
tranne quelli derivatigli dalla tradizione, per riflesso, per spirito d'imitazione e per superstizione. Aveva un albero
genealogico piuttosto lungo - veniva da una avvizzita, fatiscente famiglia di signorotti, gente che aveva un certo
prestigio locale ma mancava assolutamente d'importanza in un ambito pi vasto; si era preso la massima cura del suo
piccolo patrimonio. Aveva viaggiato spesso in tutto il mondo per il gusto di cacciare, con quel crudele, selvaggio
modo che hanno gli inglesi di distruggere, eliminare creature pi belle, pi elevate, pi agili di loro. Aveva un po' di
buon gusto, un po' d'intelligenza, s'intendeva un po' di libri, aveva un po' di mobilio, parlava un po' di francese e
d'italiano (ma ne esagerava la conoscenza) e possedeva una quantit immensa di sicurezza e d'ignavia. In fondo,
riusciva a rappresentare proprio questo - un ozio inutile, fatuo, lussurioso, e al tempo stesso pretenzioso, quel genere di
ozio che porta la gente a inventarsi occupazioni fittizie in mancanza delle reali. La grande fissazione di Sholto, dopo
quella di essere il suo schiavo, era di sentirsi un cosmopolita, immune da ogni pregiudizio. Quanto ai pregiudizi, la
Principessa non poteva dir niente, n le importava; ma lo aveva visto all'estero, lo aveva visto in Italia, e doveva dire
che lui non aveva capito nulla di quella gente. La prima volta che lo aveva incontrato era stato parecchi anni fa, poco
dopo il suo matrimonio. Lui non l'aveva adorata di primo acchito - era accaduto poco a poco. Era stato soltanto dopo la
separazione dal marito che aveva preso a girarle attorno, proprio nel periodo in cui quello l'aveva fatta molto soffrire.
Ma doveva dargli credito di una cosa: mai, per quanto ne sapesse, aveva avuto l'impudenza di presentarsi sotto altra
veste che quella dell'innamorato senza speranze e senza armi. Era proprio su questo che puntava - erigersi come un
luminoso esempio di costanza non premiata. Lei non riusciva a capire cosa stesse aspettando - forse la morte del
Principe. Ma il Principe non sarebbe morto, n lei lo desiderava. Non voleva mostrarsi spietata, e dopo tutto si trattava
pur sempre di una figura che solleticava la sua vanit; ma certo, qualunque fossero i sentimenti del povero Sholto, per
quattro quinti erano riducibili a pure declamazioni. Non era affatto un individuo semplice, tranquillo, era impastato di
centinaia di affettazioni e pose, conseguenza di una vita che non gli aveva imposto compiti o scelte e di una nascita
privilegiata. La Principessa rilev la propria felicit che Hyacinth non avesse una posizione privilegiata, e che fosse
stato costretto a fare qualcos'altro nella vita oltre al solo divertirsi; erano questi gli amici che voleva avere, ora. Aveva

detto pi volte a Sholto: Vi sono tante persone che gradirebbero la vostra compagnia; perch non andate da loro?
una perdita di tempo, la vostra. Era convinta che avesse seguito il suo consiglio e che non fosse affatto quella creatura
tutta presa di lei, annichilita, come amava definirsi. Una volta le aveva detto che si stava sforzando d'interessarsi ad altre
donne - pur aggiungendo che non serviva a nulla. Come poteva allora pensare che servisse a qualcosa quello che
faceva? A questo punto Hyacinth non disse alla Principessa che aveva buone ragioni per credere che gli sforzi del
capitano, in quel senso, non fossero stati completamente vani; ma lo rimugin in silenzio, convincendosene sempre pi.
Riconobbe un'altra nota di vero nell'osservazione della sua compagna, che il povero Sholto usciva fuori da tutte le sue
descrizioni come uno strano miscuglio. Per quanto frivolo, c'era per in lui anche qualcosa di sinistro; e confess di
aver provato a volte l'impercettibile sensazione che un giorno avrebbe potuto farle del male. Fu un'osservazione che
fece arrestare il nostro giovanotto sulla soglia del salotto, per chiederle a bassa voce: Avete paura di lui?
La Principessa sorrise come non gli aveva mai sorriso prima. Dio mio, in che modo lo dite! Vorreste ucciderlo
per me?.
Dovr uccidere qualcuno, lo sapete; perch non lui, giacch ci sono, se v'importuna?
Ah, amico mio, se doveste uccidere tutti quelli che mi hanno dato fastidio! gemette divinamente, mentre
entravano nella stanza.
VI
Cap subito che c'era qualcosa di strano dall'espressione del viso di Lady Aurora che rimase a guardarlo sulla
porta della stanza, aperta in risposta al suo bussare. Che faceva nella camera da letto di Pinnie? - Un luogo miserrimo,
dove la sarta, nel suo deferente ritegno, non avrebbe mai fatto entrare una persona cos importante, almeno che non vi
fosse spinta da una ragione grave. Aveva un'aria solenne, e non rideva con la sua abituale risata incoerente; si era tolta il
grande cappello antiquato, dal velo cascante, e si port un dito alle labbra. Hyacinth aveva avuto un primo allarme
subito dopo aver aperto, come faceva sempre, la porta con la chiave e aver trovato che nella stanzetta a destra del
corridoio dove Pinnie aveva sempre vissuto da tempi immemorabili, il fuoco era spento e non c'era nessuno. Non
appena pagato il vetturino che gli aveva portato il bagaglio fin nell'ingresso - non aveva l'abitudine di pagare vetturini e
si rese conto di avergli dato troppo, ma era troppo impaziente per curarsene, in quella sua improvvisa ansia, si era
precipitato su per la misera scala che, nonostante la preoccupazione gli sembr pi misera che mai, aveva bussato
chiamando con voce tremante e gli era stato subito aperto da Lady Aurora. Lei si era ritirata un istante nella stanza,
lasciandolo a fissare il vuoto, sgomento, poi ne usc di nuovo, chiudendosi dietro la porta - il tutto con l'aria di
ordinargli di non fare alcun rumore. Hyacinth si sent talmente male all'idea di essersi indugiato a Medley mentre nella
casetta alla quale doveva tanto regnava il dolore, che non riusc a trovare la forza di articolare parola e ubbid
meccanicamente a quel muto, imperioso gesto col quale la nobile visitatrice lo pregava di seguirla al piano di sotto.
Soltanto quando si trovarono nel salotto deserto - per la prima volta not l'odore poco elegante che vi stagnava - chiese:
Sta morendo... gi morta?. Era il minimo che si potesse dedurre dal mesto sguardo di Lady Aurora.
Caro signor Robinson, mi dispiace tanto per voi. Volevo scrivervi, ma le avevo promesso che non lo avrei
fatto. molto malata, povera cara... stiamo molto in pensiero. cominciato dieci giorni fa, e credo sia mio dovere dirvi
che molto peggiorata. Lady Aurora parlava con un imbarazzo e una reticenza maggiori del solito - con foga, e
tuttavia con evidente pena, fermandosi di tanto in tanto per vedere come lui reagiva, e poi continuando a parlare, con un
piccolo sorriso propiziatorio. Apprese cos quanto era accaduto, quale dottore era stato mandato a chiamare e che forse
era opportuno attendere un poco prima di entrare, dal momento che da una mezz'ora la malata si era assopita in un
sonno meno agitato del solito e sarebbe stato un peccato correre il rischio di svegliarla. Il dottore, cos almeno era
sembrato a Sua Signoria, aveva prescritto la cura giusta, ma aveva constatato che le erano rimaste poche risorse. Non
era naturalmente un medico di gran fama, il dottor Buffery che viveva l all'angolo, tuttavia sembrava molto esperto; lei
stessa si era presa la libert (mentre lo confessava le sfugg una delle sue curiose risate e si color in viso) di mandare a
chiamare una persona anziana, rispettabile - una brava infermiera conosciuta da molti medici. Al momento era uscita,
doveva prendere un poco d'aria, una volta al giorno - soltanto quando vengo io, naturalmente si era affrettata a dire
Lady Aurora. La cara Miss Pynsent si era portata addosso un raffreddore senza curarlo. Hyacinth sapeva certo quanto
fosse trascurata, in quel senso: si prendeva cos poca pena di s. Naturalmente un raffreddore un raffreddore, per
tutti, non vero? chiese la sua amica, come se volesse criticare la vecchia teoria secondo cui gli umili non sono in
grado di avere la meglio contro le aggressioni del male. Dieci giorni prima aveva preso di nuovo freddo,
addormentandosi di sera sulla sedia l in salotto, lasciando spegnere il fuoco. Non sarebbe stato nulla se fosse stata
bene come noi, naturalmente continu la benefattrice, ma nello stato in cui era, le cose sono andate diversamente. Era
stata una giornata umidissima - il freddo preso attacc i polmoni, procurandole un'infiammazione. Il dottor Buffery dice
che era deperita, sapete... cos debole e gi, l'organismo non poteva reagire. Il giorno dopo aveva avuto forti dolori e
febbre alta, ma si era alzata lo stesso. La gentile amica della povera Pinnie non disse a Hyacinth quanto tempo fosse
passato prima che lei fosse accorsa in aiuto, n con quale mezzo l'avessero avvertita, e cap che sorvolava su quel punto
spinta dal nobile intento di non fargli sentire che la loro paziente aveva sofferto per la sua assenza, o che lo aveva
chiamato invano. Quest'ultima supposizione non sembrava propriamente esatta, dal momento che Pinnie si era opposta
all'idea che gli scrivessero. Sono venuta subito, disse solamente Lady Aurora. Sono stata felice dell'occasione. Da

allora ha avuto tutto - se non fosse stato cos triste vedere una persona aver bisogno di tanto poco. Voleva assolutamente
che voi restaste dove eravate: si era aggrappata a quell'idea. Vi dico la pura verit, signor Robinson.
Sono io che non so cosa dirvi... siete cos straordinariamente buona, cos angelica, replic Hyacinth,
scombussolato e amareggiato da una strana, insospettata vergogna. La vicenda che aveva appena vissuta, lo splendore
che lo aveva ravvolto e a cui aveva attinto cos abbondantemente, quel rapporto innaturale al quale si era abbandonato
mentre la sua povera, misera madre putativa lottava da sola contro la morte - capiva che era questo; tutta la casa era
colma del presentimento di quell'estremo, rigido orrore - l'enormit del contrasto lo trafisse come una lama mentre il
brutto incidente della sua assenza si trasformava in una perversit tutta sua. Non posso biasimarvi, quando siete cos
gentile, ma Dio avesse voluto che fossi stato informato! proruppe.
Lady Aurora, a mani giunte, lo supplic di non giudicarla ingiustamente. Certo era una grande responsabilit,
per noi, ma credevamo giusto agire come lei ci aveva scongiurato. Lo ripeteva continuamente che la vostra visita non
doveva essere abbreviata. Quando sareste arrivato sareste stato ancora in tempo. Io non so bene dove siate stato, ma
diceva che era una cosa cos piacevole. Continuava a ripetere che vi avrebbe fatto un gran bene.
Hyacinth sent riempirsi gli occhi di lacrime. Sta morendo... sta morendo! Come pu sopravvivere nello stato
in cui ?
Si gett sul vecchio sof giallo, il sof della sua vita e di tanti anni che l'avevano preceduta, e nascose il capo
sullo sdrucito bracciolo. Lunghi singhiozzi gli uscirono dalle labbra - singhiozzi nei quali tante emozioni accumulate di
recente e lo strano, acuto conflitto di sentimenti che lo aveva assediato per tre settimane, trovarono uno sbocco e una
sorta di soluzione. Lady Aurora gli si sedette vicino e gli pos sul capo, delicatamente, la punta delle dita. Cos, per un
minuto, mentre le lacrime scorrevano e lei rimaneva in silenzio, egli sent il loro timido tocco consolatorio. Dopo un
minuto sollev il capo: gli era tornato alla mente quel noi detto da lei poco prima, e le chiese di chi avesse inteso
parlare.
Oh, del signor Vetch, non lo sapete? Ho avuto il piacere di fare la sua conoscenza; non c' una persona pi
gentile di lui. Poi, mentre Hyacinth rimaneva silenzioso, fremente, ferito al pensiero che Pinnie fosse rimasta affidata
al violinista mentre lui faceva il pagliaccio nell'alta societ, Lady Aurora aggiunse: un musicista valente. Pinnie
all'inizio, gli aveva chiesto di portare il suo violino: pensava che l'avrebbe sollevata.
Gli sono molto obbligato, ma ora che sono qui non c' bisogno che si disturbi, disse Hyacinth.
Evidentemente c'era stata una certa freddezza nel suo tono, perch Sua Signoria si azzard a replicare, dopo un
attimo di esitazione: Lasciatelo venire, signor Robinson; lasciate che vi stia vicino! Mi domando se sapete quanto...
quanto affetto nutra per voi.
Ancora pi sciocco: l'ho sempre trattato come un bruto! dichiar Hyacinth facendosi rosso.
Da come aveva parlato cap pi tardi che Lady Aurora conosceva ormai decisamente il suo segreto, o meglio,
uno dei suoi segreti, visto che, da come si erano messe le cose negli ultimi mesi, ne stava facendo una vera e propria
collezione. Lei conosceva il segreto pi piccolo - non certo il pi importante; doveva averlo captato dalle dichiarazioni
di Pinnie. Ma nel momento in cui faceva quella riflessione rimase colpito dalla completa caduta di ogni suo
risentimento per quei tradimenti, dell'indifferenza improvvisa per l'inaridirsi di quella sua piccola, intima fonte. La
coscienza di possedere un vasto tesoro di esperienze sommergeva del tutto quella particolare angoscia, e dato il poco
tempo che gli era rimasto non poteva poi avere tutta quest'importanza che la gente si scambiasse a bassa voce qualche
allusione sul suo marchio segreto. Venne presto il giorno in cui si convinse - senza affliggersene punto - che di quel
marchio si era parlato molto.
Dopo che Lady Aurora lo ebbe lasciato, promettendogli di chiamarlo al momento opportuno, si mise a
camminare su e gi per il freddo salotto irrancidito, assorto nei suoi pensieri. Il trauma di perdere Pinnie si era gi
dileguato; di recente aveva imparato ad accettare l'idea della morte, cos che la piccola sarta, nel prendere commiato
dalla vita, sembrava gi beneficiare di questa singolare disciplina. Di vivo, in quel desolato centro dell'improduttiva
attivit di Pinnie, restavano ora i diversi occhi con cui era tornato fra quegli oggetti che per venti anni gli erano stati cos
familiari. Il quadro era lo stesso, e tutti i suoi orribili elementi, ricoperti dalla speciale patina oleosa dell'aria mefitica di
Lomax Place, formavano, attraverso i miseri vetri della finestra, un triste chiaroscuro - attestavano, nella loro povert
tirata a lustro, l'attrito della sua breve vita; eppure gli occhi coi quali guardava l'insieme avevano nuovi termini di
paragone. Aveva sempre considerato quello spettacolo brutto e sordido, ma il suo aspetto oggi era penoso quasi fino al
disgusto; non poteva pensare di averlo per anni accettato e perfino, un poco, rispettato. Era atterrito al pensiero del
terribile servizio che gli aveva reso la sua esperienza di grandezze. Niente di male averla assimilata con una rapidit di
cui si era meravigliato per primo; ma ora che la sua sensibilit si era cos acuita, quale nuovo rapporto avrebbe potuto
stabilire con i pi umili, rapporto che per sua natura non tollerava compromessi? Bench fosse ormai primavera
inoltrata c'era una pioggerella nera nell'aria e la stanza emanava una putredine consumata, una umidit trasudante dalle
strade fangose dove le apparecchiature protettive erano ridotte a una stretta fessura. Non c'era da stupirsi che a lungo
andare Pinnie ne avesse risentito, nessuna meraviglia che il suo denutrito organismo avesse perduto ogni difesa e
cessato di reagire. Al pensiero della sua angusta vita di stenti, della paziente, tediosa fatica dell'ago e delle forbici che
trovava il suo esito l, in una sala-prove dove non c'era nulla da provare e che faceva solo pensare a quel taglio di
maniche che non andava pi, le lacrime gli salirono nuovamente agli occhi; ma le ricacci indietro quando ud un
timido scampanellio alla porta che fu subito aperta dalla piccola, sudicia serva, assoldata per assistere la solitaria
abitante della casa - una domestica facilmente impressionabile, strabica in modo notevolmente sgradevole, e che irrit
Hyacinth perch calzava scarpe male appaiate che avevano in comune soltanto la vecchiaia e si emulavano nella corsa

allo slabbramento. Non aveva udito la voce del signor Vetch nell'ingresso, forse perch aveva soltanto bisbigliato,
tuttavia il giovanotto non si sorprese quando, usando tutte le precauzioni per non far cigolare la porta, lo vide entrare nel
salotto. Sulle prime il musicista non disse nulla; si guardarono soltanto per un lungo minuto. Hyacinth cap cosa il
signor Vetch voleva sapere da lui - se era al corrente di quanto era accaduto a Pinnie; ma il resto, quello che aveva
dentro gli occhi, che avevano assunto un'espressione diversa, finora mai vista, il nostro eroe lo scopr poco a poco.
Non credete che avreste potuto scrivermi un rigo? disse alfine Hyacinth. Il risentimento per essere stato
lasciato all'oscuro di tutto lo aveva ormai abbandonato, tuttavia ritenne che la domanda fosse lecita. Si aspettava per
una risposta sarcastica e rimase sorpreso dal tono mite e ragionevole con cui il signor Vetch disse:
Ti assicuro che non sono mai stato, in tutta la vita, pi tormentato delle mie responsabilit. C'erano ovvie
ragioni per richiamarti a casa, e tuttavia non ho potuto fare a meno di desiderare che portassi a termine la tua visita. Ho
soppesato le due cose: stato molto difficile,
Non so immaginarmi nulla di pi semplice: quando i propri cari, le persone pi vicine stanno morendo,
generalmente si mandati a chiamare.
Il visitatore sorrise in modo stranamente polemico. Se Lomax Place e la sofisticata abitazione di Miss Pynsent
avevano assunto agli occhi di Hyacinth un nuovo aspetto di volgarit, si pu bene immaginare come la mancanza di un
abbigliamento gradevole e la rassegnata trasandatezza che caratterizzavano la vecchiaia del signor Vetch potessero
reggere al confronto dei suoi nuovi modelli. Il domestico di Medley, tirato a lucido, portava su di s, a profusione, le
impronte del suo successo nella vita. Mio caro ragazzo, questo era un caso eccezionale, rispose il violinista. La tua
visita aveva una sua importanza.
Non so cosa possiate saperne voi; non ricordo di avervi mai detto niente al riguardo.
No, vero, non mi hai mai detto un gran che. Ma se, come probabile, hai visto la gentile signora che sta di
sopra, avrai saputo che Pinnie ha insistito perch tu non venissi disturbato. Ci ha minacciato di odiarci, se ti avessimo
fatto tornare all'improvviso. E sai cosa significa questo! Poich Hyacinth, a queste parole, si gir con un gesto irritato,
il signor Vetch continu: Senza dubbio una creatura piena di assurde fantasie, povera cara; ma non ti azzardare a
mancarle di rispetto. Ti posso assicurare che se anche si fosse trovata qui sola, sofferente, morente, senza un essere
umano ad accudirla e con nessun'altra alternativa che morire in un angolo, come un gatto affamato, avrebbe preferito
affrontare la sua sorte piuttosto che abbreviare di una sola ora la tua esperienza di nuovi orizzonti.
Hyacinth sembr rimuginare con aria lugubre. Certo, capisco quel che volete dire. Ma ha sempre fabbricato le
sue illusioni - tutte - sul nulla. Non riesco a immaginare cosa ne sappia delle mie esperienze, dei miei orizzonti.
Quando sono partito le ho detto poco pi di quanto abbia detto a voi.
Le bastato quello che ha cercato di indovinare, di capire. Si messa in testa che ti eri creata una relazione
che ti avrebbe, in un modo o nell'altro, reintrodotto nel tuo ambiente. Non ha fatto che parlare della tua importante
parentela. Nella sua mente, lo sai, gli aristocratici sono tutti una cosa sola e nulla di pi semplice che la persona - che lei
immagina molto infatuata di te - di cui sei stato ospite, parlasse della cosa ai suoi amici.
Oh beh, disse Hyacinth sono felice di non avervi fatto mancare questo diversivo.
Ti assicuro che stato uno spettacolo meraviglioso. Poi il musicista aggiunse: Mio caro, ti prego, lasciale
quell'illusione.
Lasciargliela? Far molto di pi! rispose Hyacinth. Le dir che i miei importanti amici mi hanno adottato e
che sono tornato qui in qualit di Lord Robinson.
Non avr bisogno d'altro per morire felice, disse il signor Vetch.
Cinque minuti dopo, quando il vecchio amico ebbe confermato a Hyacinth quanto gi gli aveva detto Lady
Aurora circa le condizioni di Miss Pynsent, di cui il brav'uomo era venuto a chiedere notizie una mezza dozzina di volte
al giorno - cinque minuti dopo, sulla coppia era calato un grande silenzio, mentre il nostro giovane attendeva da Lady
Aurora il segnale per salire. Il violinista, che aveva acceso la pipa, guard fuori dalla finestra, come se quella veduta
fosse un diagramma di tutto il grigio passato; e Hyacinth, a passi discreti, si mise a camminare per la stanza con le mani
in tasca. Finalmente il signor Vetch, senza togliersi la pipa di bocca e senza voltarsi, osserv: Penso che potresti essere
un po' pi franco, con me, in quest'ora, e in queste condizioni cos critiche.
Hyacinth si ferm, chiedendosi in tutta onest cosa intendesse il suo compagno, perch, per il momento, non
aveva coscienza di essersi sforzato di nascondergli qualcosa - a parte quello che non poteva dirgli: al contrario, gli
sembrava che la sua vita fosse particolarmente sciorinata davanti a tutti ed esposta ai commenti pi spiacevoli. Ma in
quel momento si accorse che qualcosa era mutato; la voce del signor Vetch aveva un tono che non aveva mai udito
prima - mancava di quell'inflessione sarcastica che, in altri tempi, lo aveva indotto a credere che l'impenetrabile vecchio
si stava divertendo a sue spese. Era come se il suo atteggiamento fosse cambiato, fosse diventato pi palesemente
deferente, conseguenza di un nuovo, rispettoso riguardo verso Hyacinth per essere cresciuto e divenuto pi importante,
o per essere semplicemente diventato indicibilmente enigmatico. Se la prima reazione nei confronti del vecchio vicino
di Miss Pynsent, su cui poco prima era stato perplesso circa il posto da assegnargli nella lista delle persone da
sacrificare (essendo un gentiluomo ed una delle persone pi degne); se il sentimento che il signor Vetch aveva fatto
sorgere nel suo animo ormai abituato, dopo un mese circa, a forme di indubbia signorilit, non era stato certo il piacere
di fraternizzare con lui, l'intima insofferenza che si era maturata nel cuore di Hyacinth fu repentinamente corretta da una
di quelle subitanee reazioni o rapide conversioni di cui il giovanotto rimaneva spesso vittima. Di fronte all'appello del
violinista, denso evidentemente di significati maggiori di quelli espressi, di fronte alla sua appassita vecchiaia, ai suoi
abiti che suggerivano un'annosa, univoca, minima destinazione e portavano impresse tutte le gualciture e i segni

dell'uso, di fronte al suo aspetto fisico che testimoniava un'estrema parsimonia, e un disinteresse per la piega dei calzoni
a vantaggio di qualcosa d'altro - tutte queste cose si trasformarono in altrettanti impulsi che lo spinsero a voltarsi e a
muovergli incontro in una resa commossa a quella invincibile fedelt, quella umile, costante, unidirezionale pratica del
dovere quotidiano e di un'arte, dopotutto, molto suggestiva; laddove quel tipo di gente con cui il nostro figliol prodigo si
era di recente intrattenuto, passava freneticamente da una forma di egoismo all'altra, e non riusciva neppure a vivere
nello stesso luogo per pi di tre mesi di seguito.
Che volete che faccia, che dica, che vi racconti? Volete sapere cosa ho fatto in campagna? Vorrei saperlo io
per primo, disse Hyacinth senza arroganza.
Ti sei divertito tanto?
S, certo... dal momento che non sapevo di Pinnie. Sono stato in una bella casa, con una bella donna.
Il signor Vetch si era voltato; appariva molto imparziale, attraverso il fumo della pipa. proprio una
Principessa?
Non so cosa intendiate con "proprio": suppongo che tutti i titoli siano assurdi; comunque, erano unanimi nel
chiamarla cos.
Sai quanto abbia sempre desiderato far parte della tua vita, ma oggi questo desiderio diventato pi forte che
mai, disse il vecchio fissando il suo compagno negli occhi.
Hyacinth ricambi lo sguardo per un istante. Che cosa ve lo fa dire, proprio ora?
Sembr che il violinista ci riflettesse un poco sopra, e alla fine rispose: Perch stai per perdere la migliore
amica che abbia mai avuto.
Potete star certo che lo so. Ma se ho voi...! aggiunse il suo compagno.
Oh, io! Io sono un vecchio stanco della vita.
Penso che sia la sorte di tutti. Ma se credete che possa esservi di qualche aiuto, dovete appoggiarvi a me,
utilizzarmi.
proprio quello che stavo per dire io a te, disse il signor Vetch. Vorresti un po' di denaro?
Certo che ne vorrei! Ma perch lo dovreste offrire proprio a me!
Perch mentre lo mettevo da parte, un poco alla volta, avevo te nel cuore.
Caro signor Vetch, replic il nostro giovane; mi avete fatto troppo posto nel cuore. Non lo merito,
credetemi, e per molti motivi. Potrei guadagnare denaro a sufficienza per i miei bisogni, o per lo meno quel tanto che mi
dovuto, se me ne stessi tranquillamente a Londra a fare il mio lavoro. Come sapete, sono in grado di guadagnarmi di
che vivere decorosamente.
S, s lo so. Ma se te ne stessi tranquillo a Londra che ne sarebbe della tua Principessa?
Oh, si arrangiano sempre, le signore della sua razza.
Che io possa essere impiccato se capisco di che razza si tratta! grid il signor Vetch senza ridere. Sei stato
tre settimane senza lavorare, eppure hai un'aria insolitamente florida.
Grazie, il mio sostentamento non mi costato nulla. Quando si va ospiti di persone del bel mondo, non si
paga la propria quota, spieg Hyacinth con garbo. Inoltre, la signora che mi ha ospitato, mi ha fatto una splendida
proposta di lavoro.
Che genere di lavoro?
L'unico che sappia fare. Mi mander un mucchio di libri da rilegarle.
E li pagher un prezzo stravagante?
Oh no, sar io a stabilire il prezzo.
Ma non ti pare che questo genere di affari sia piuttosto sgradevole... trattandosi di una signora di cui hai
accettato l'ospitalit, chiese il signor Vetch.
Sgradevolissimo! per questo che far il lavoro e non accetter alcuna ricompensa.
La tua Principessa piuttosto scaltra! rise freddamente il violinista.
Sar, ma non potr obbligarmi ad accettare soldi, se io non voglio, disse Hyacinth.
No, ma da me li dovrai accettare.
Avete strane idee sul mio conto, dichiar il giovanotto.
Il signor Vetch si volse di nuovo verso la finestra, mormorando che aveva idee strane un po' su tutto. Poi, dopo
una pausa, soggiunse: E ci hai fatto l'amore, con la tua gran dama?
Si era aspettato un moto d'impazienza, in risposta, e rimase alquanto sorpreso nel sentire Hyacinth dire: Come
spiegarvi? una cosa diversa.
Allora forse lei che ha fatto l'amore con te.
Se la vedeste, capireste quanto sia assurda questa supposizione.
E quando potrei mai vederla? rispose il signor Vetch. In mancanza di tanto onore, penso che ci sia del vero
nelle mie supposizioni.
Lei guarda pi lontano, disse Hyacinth semplicemente. Non affatto improbabile che voi la vediate: vuole
conoscere i miei amici, la gente che abita nel quartiere. E voi la interessereste particolarmente per le vostre idee.
Ah, io non ho pi idee ormai... pi nessuna! se ne usc tristemente il vecchio. Le avevo solo per spaventare
Pinnie.
Era facile spaventarla, disse Hyacinth.

S, e anche facile rassicurarla. Beh, sono contento di conoscere qualcosa della tua vita, sospir lievemente il
suo vicino. Ma stai attento che la tua signora non ti conduca troppo lontano.
Che significa "troppo lontano"?
Non forse una cospiratrice socialista, una che sguazza in mezzo a complotti e tradimenti? Non vuole forse
una rettifica generale, come la chiama Eustache?
Hyacinth lasci cadere una pausa di silenzio. Dovreste vedere la casa, cosa indossa, come mangia e beve.
Vuoi dire che non coerente con le sue teorie? Mio caro ragazzo, sarebbe una strana donna se lo fosse; in
ogni modo, ne sono lieto.
Lieto? ripet Hyacinth.
Voglio dire per te, quando stai con lei; almeno assapori il lusso! esclam il signor Vetch, voltandosi con un
sorriso.
In quel momento un colpetto dato da Lady Aurora sul pavimento del piano di sopra annunci che finalmente
Hyacinth poteva salire da Pinnie. Il signor Vetch ud il rumore e lo riconobbe, e fu spinto a dire con notevole enfasi:
Quella s che una donna in cui teoria e pratica vanno di pari passo.
Hyacinth, dalla soglia, mentre lasciava la stanza, si ferm il tempo sufficiente per replicare: Beh, quando
verr il giorno di abbandonare tutto, la mia amica... vedrete!
S, non dubito che ci saranno cose che accetter di sacrificare, rispose il vecchio. Ma Hyacinth ormai non era
pi a portata d'orecchio.
VII
Il signor Vetch aspett al piano di sopra che Lady Aurora scendesse a dargli le notizie che attendeva con ansia.
Aveva idee ben precise, riguardo a Pinnie. La sera prima gli era sembrato che avesse la morte in volto e, nel complesso,
riteneva che fosse un momento ottimo per abbandonare il suo fardello terrestre. Aveva buone ragioni per credere che il
futuro non le riservasse niente di buono. Nei riguardi di Hyacinth invece era tutt'altro che tranquillo perch, anche se
sapeva che si era messo con strani compagni, e anche se da un pezzo aveva approvato e caldeggiato che il ragazzo si
disimpegnasse da solo e risolvesse da solo il problema delle sue origini, la mancanza di una pi vasta conoscenza della
situazione lo teneva preoccupato. Aveva spento la pipa prevedendo l'arrivo di Lady Aurora e, privato di quel sostegno,
cadde maggiormente in preda di certi timori che lo avevano assalito in seguito a una recente conversazione, o meglio,
un tentativo di conversazione, avuta con Eustache Poupin. Era stato per mezzo del francese che aveva saputo quel poco
che sapeva sulla strana avventura di Hyacinth nell'alta societ. Con Pinnie infatti Hyacinth aveva fatto mistero della sua
destinazione, limitandosi a dirle che c'era di mezzo una signora e che, n il bagaglio migliore che avesse potuto mettere
insieme, n le camicie pi impeccabilmente piegate sarebbero stati all'altezza della situazione. Poupin che aveva visto
Godfrey Sholto al Sole e Luna, era venuto a sapere da Hyacinth che la presenza del capitano a Bloomsbury era
dovuta all'influenza nella sua vita di una donna straordinaria - influenza che ora, per il meglio o per il peggio, stava
rischiando di coinvolgere lo stesso Hyacinth. Sholto era l'anello che univa il giovanotto a una societ per la quale
l'importanza di Lisson Grove, sul piano universale, era unicamente quella di servire da scorciatoia - troppo scomoda per
essere usata di frequente - per raggiungere Bayswater; per cui, se Hyacinth aveva lasciato la citt con un cappello nuovo
e guanti di capretto, doveva averlo fatto per dirigersi verso quella sfera superiore, in seguito a una qualche
sollecitazione della summenzionata influenza femminile. Il francese rifer tutto questo in termini piuttosto espliciti,
com'era sua abitudine, al vecchio violinista; ma il suo modo di parlare era forzato e rinviava ad altri pi importanti
retroscena, cos che la curiosit del signor Vetch ne era rimasta pi eccitata che soddisfatta. Le sue parole contenevano
implicazioni misteriose; evidentemente dolorose per il narratore; e apparivano confuse e incerte, del tutto prive di quella
forbita qualit che caratterizzava le allusioni meno serie del signor Poupin. Il violinista s'era fatto l'idea che il suo amico
avesse in mente qualcosa che non era libero di svelare, qualcosa che riguardava Hyacinth e che, per quanti avessero a
cuore il singolare giovanotto, poteva costituire una fonte non lieve di ansiet. Il signor Vetch per conto suo, si coccol
quest'ansia in una forma definitiva: persuase se stesso che il francese aveva condotto Hyacinth troppo lontano sulla
strada della critica sociale, lo aveva spinto per qualche sentiero pericoloso dove la pi piccola svista avrebbe potuto
riuscirgli fatale. Quando, in una successiva occasione, si lasci sfuggire la natura dei suoi sospetti, Poupin si fece tutto
rosso e dichiar di avere la coscienza a posto. Era una delle sue caratteristiche sembrare adirato, quando si faceva rosso,
e il signor Vetch ne dedusse che, nonostante le rimostranze, il suo disappunto fosse la prova di un agire sconsiderato.
Ma prima che i due si separassero, Eustache trad ancora la sua emotivit versando lacrime la cui origine non era chiara
e che, in un certo senso, avevano l'aria di essere dedicate a Hyacinth. Quell'incontro si era svolto a Lisson Grove senza
per che Madame Poupin si facesse vedere.
Nel complesso il vecchio si sentiva in balia di supposizioni che lo indussero a misurare quanto fossero ormai
lontani i guizzi democratici della sua giovent. Aveva finito per accettare tutto - anche se a dire il vero non riusciva a
mandar gi l'idea che qualcuno avesse giocato un brutto tiro a Hyacinth - per interessarsi perfino alla politica corrente,
anche se fin dai tempi antichi aveva sempre ritenuto - opinione radicata nei Poupin di oggi - che fosse inventata apposta
per gettar polvere agli occhi dei riformatori disinteressati e per impedire una soluzione socialista. Aveva rinunciato da
tempo a quel problema: non c'era modo di risolverlo senza complicare ulteriormente l'intricata matassa degli affari
umani che, una volta raggiunti i sessantacinque anni, cessano per lo pi di esasperare. Il signor Vetch provava ancora

una certa ostilit verso i libri di preghiere e i vescovi, e se a volte si vergognava un poco di aver accettato questo
mondo, poteva per consolarsi riflettendo che in ogni caso continuava a ripudiare quell'altro. L'idea di grandi
cambiamenti, tuttavia, fin relegata tra i sogni giovanili; perch un cambiamento nei rapporti tra gli uomini cos'altro se
non una combinazione diversa degli stessi elementi? Se gli elementi potessero essere trasformati, allora varrebbe la
pena di prendere in considerazione la cosa; invece, non soltanto impossibile introdurne di nuovi - ma non si neppure
trovato il sistema di liberarsi dei vecchi. I pezzi sulla scacchiera sono pur sempre le passioni, le gelosie, le superstizioni
e l'umana stupidit, e la loro posizione, nei confronti reciproci, pu servire soltanto alle tetre, invisibili Parche che
giocano la partita rimanendo sedute, ricurve sul tavolo, per secoli. Tale indifferenza si era impossessata del nostro
suonatore di violino a misura che aumentava la dimensione della sua pancia e il piccolo mucchio di mezze corone e
sovrane che aveva accumulato in una scatola di latta chiusa da un solido lucchetto, riposta sotto il letto, e i vincoli
commisti di affetto e consuetudini che lo legavano alla sarta e al suo figlio adottivo. Se il bisogno di esigere dalla
societ una risposta alla quale riteneva di avere diritto non era pi un'esigenza imperiosa come in passato, quando la sua
conversazione scandalizzava Pinnie, tanto meno si sentiva di esigerla da Hyacinth, e, nell'ipotesi che il potere costituito
si trovasse a fare i conti con lui, non era di buon gusto importunarlo con le donazioni che aveva progettato. Temeva
invece che quel giovane interessante potesse essere spinto, da gente senza scrupoli, ad eccessi ad un tempo deplorevoli
e ridicoli. Va anche detto che il signor Vetch si era segretamente riproposto di lasciargli qualcosa.
Lady Aurora fece capolino nella stanza, senza far rumore, dopo circa mezz'ora che Hyacinth ne era uscito, per
dire al violinista che altri doveri la reclamavano ma che l'infermiera era venuta e il dottore aveva promesso di affacciarsi
verso le cinque. Sarebbe tornata la sera stessa, ma nel frattempo c'era Hyacinth dalla zia, che lo aveva riconosciuto
senza recriminazioni, anzi era apparsa felicissima di vederselo di nuovo vicino, e se ne stava l, ad occhi chiusi,
debolissima e muta, tenendogli la mano. L'irrequietezza si era placata, e la febbre era caduta, ma il polso quasi non si
sentiva pi e Lady Aurora non gli nascose che si stava spegnendo lentamente. Il signor Vetch era ormai rassegnato al
fatto, e dopo che Sua Signoria lo ebbe lasciato solo si accese un'altra filosofica pipa, rimanendo l fin quando non giunse
il dottore che tante volte in passato era venuto nel lugubre salottino deserto a trascorrere una serata allietata da caldi
bicchierini. Sembrava quasi di sentire ancora, nell'aria, l'eco delle piccole semplici esclamazioni di sorpresa e vacue
contraddizioni, delle trepide reazioni ai loro paradossali ragionamenti; tuttavia quella stanza aveva assunto un'aria di
abbandono e di morte come se lei fosse gi sottoterra. Pinnie era stata sempre una fautrice del pensiero di mettere tutto
da parte; la quantit immensa d'impicci accumulati ne era la prova, ma ancor di pi si era accanita a mantenere il
tappeto in uno stato impeccabile; e anche in quell'occasione, prima di ammalarsi, aveva trovato la forza di spazzare e di
mettere in ordine la stanza quasi presaga che non avrebbe mai pi ricevuto le sue cure. Perfino il vecchio violinista che
certo non possedeva la sensibilit estetica di Hyacinth, aveva notato come la stanza avesse assunto il freddo decoro di
un luogo predisposto a un funerale. Dopo che il dottore ebbe visitato Pinnie quel pomeriggio, non rimasero dubbi che il
salotto sarebbe stato presto teatro di tristi preparativi.
Miss Pynsent, tuttavia, resse agli attacchi del male per altri quindici giorni circa, e durante quel periodo
Hyacinth rimase costantemente nella stanza di lei. Non torn pi dal vecchio Crook, e a causa di forza maggiore i suoi
rapporti con quella ditta sembrarono sospesi a tempo indeterminato. Per tutto il periodo che Pinnie ebbe bisogno di lui,
soltanto due volte si assent per pi di due minuti da Lomax Place. Una volta and fino ad Audley Court, dove rimase
un'ora; un'altra s'incontr con Millicent Henning, con cui aveva preso un appuntamento, e fece una passeggiata con lei
sull'embankment. Cerc di trovare un'ora di tempo per andare a ringraziare Madame Poupin che aveva offerto
affettuosamente e ripetutamente una tisane preparata secondo una ricetta che la coppia di Lisson Grove riteneva
insuperabile (per poco apprezzata, in genere, dai loro amici), ma fu costretto a ringraziarla della gentilezza con un
rispettoso biglietto redatto con una certa fatica, ma anche con molta soddisfazione, in francese, una lingua estremamente
adatta, secondo lui, a quel tipo di convenevoli. Lady Aurora torn ripetutamente nella casa buia, dove esplic la sua
opera benefica con veglie, con suggerimenti di moderne misure d'igiene, ingegnandosi, pi di quanto il suo imbarazzo
potesse mai far supporre, a tenere con Hyacinth una conversazione intesa a distrarlo, e preparando il t (durante la
malattia di Pinnie se ne consum una gran quantit, in quella casa) con un sistema molto pi pratico di quello
abitualmente adottato a Pentonville. Si fece messaggera di svariate comunicazioni e di una quantit di consigli medici
per conto di Rose Muniment, che, per quanto gli arrivassero di seconda mano, finirono con l'irritare Hyacinth
apparendogli dettati da un interessamento troppo coraggioso per non sembrare stravagante: si aveva l'impressione che
Rose fosse rassegnata ai guai degli altri quasi quanto ai propri.
Il giorno dopo il suo ritorno da Medley, Hyacinth era stato preso dall'acuto bisogno di fare qualcosa di concreto
e di grande per amore di Pinnie. Si sentiva assalire dalla rabbia al pensiero che lei morisse logorata dalla sua povera
professione e dall'incancellabile rimorso per il tiro che gli aveva giocato da bambino - come se lui non l'avesse da tempo
perdonata, e anzi lo considerasse un gesto di altissima saggezza - schiacciata dall'atteggiamento inflessibile del suo
protetto. Voleva fare qualcosa per provare a se stesso la propria totale disponibilit nei riguardi dell'inferma: e fece
pressioni col dottor Buffery perch chiamasse a consulto un dottore della West End, sempre che il dottore della West
End acconsentisse a incontrarsi col dottor Buffery. Per mezzo di Lady Aurora si riusc a trovare un luminare che non fu
contrario al gesto condiscendente - lei non lo aveva fatto venire di sua iniziativa perch da una parte aveva esitato ad
imporre al piccolo menage di Lomax Place la spesa di una simile visita, e dall'altra, nonostante le sue strette economie
per amore dei poveri, non aveva i mezzi per affrontarla da sola. In previsione della parcella del grande personaggio,
Hyacinth ricorse al signor Vetch per un prestito, come aveva gi fatto altre volte. Il grand'uomo arriv e si mostr
estremamente cortese verso il dottor Buffery, apprezzandone la prestazione, che giudic assennata, nel caso specifico;

si ferm qualche minuto guardando Hyacinth di sopra le lenti - sembrava pi interessato a lui che alla paziente - mentre
quasi tutta la popolazione di Lomax Place usciva in strada per guardare il suo cocchio. E per concludere, non volle
nessuna remunerazione. Liquid la faccenda con un gesto educato - fatto che contrari e deluse Hyacinth che si vide
sfumare la soddisfazione di fare qualcosa per Pinnie; sebbene, quando rifer la cosa, pi o meno, al signor Vetch, il
caustico musicista accolse l'osservazione con un'espressione divertita che, in quella circostanza, rischi di essere poco
opportuna.
Hyacinth in ogni modo aveva fatto tutto quello che poteva, e il dottore alla moda aveva prescritto delle
medicine che implicavano una visita a una costosa farmacia di Bond Street, prospettiva che, in un certo senso, riusc a
consolare il nostro giovanotto. Il declinare di Pinnie tuttavia non si arrest, e dopo una settimana o gi di l dal suo
ritorno da Medley, una sera, mentre era seduto solo con lei, gli sembr che quel mite spirito fosse gi volato via. La
valida infermiera era scesa per la cena e, per le scale, il potente odore del guanciale in frittura, annunciava che, al piano
inferiore, regnava una maggiore allegria. Hyacinth non riusciva a capire se la sua vecchia amica fosse sveglia o
dormisse. Non riteneva che avesse perso conoscenza, anche se per pi di un'ora non aveva dato segni di vita.
Finalmente la malata gli tese una mano, come se sapesse che egli era l vicino e desiderasse toccarlo, e mormor:
Perch venuta? Non volevo vederla. Poco dopo, poich continuava a parlare, Hyacinth comprese a chi stesse
alludendo; la sua mente era tornata indietro di anni, fino a quel terribile giorno - gli aveva raccontato tutti i terribili
particolari - quando la signora Bowerbank aveva fatto irruzione nella sua pacifica esistenza e aveva scosso la sua
sensibile coscienza con un messaggio dal carcere. Rimase seduta cos a lungo... cos a lungo. Era cos enorme, ed io
cos spaventata... si lamentava... si lamentava e urlava... una cosa spaventosa... non potevo impedirlo! I suoi pensieri
vagavano dalla signora Bowerbank, che nel salottino tutto in disordine troneggiava sul sof giallo, alla tragica creatura
di Millbank, la cui voce, da un'ora, si stava ripercuotendo nelle sue orecchie e mescolata a queste confuse visioni,
l'eterna angosciosa sensazione che avrebbe potuto agire diversamente. Erano tutte cose gi chiarite, per quel che
riguardava Hyacinth ma in quel momento ad agitare cos tormentosamente Pinnie era il bisogno di pentirsi, di espiare
ancora. Lo nauseava constatare che per lei tutto questo fosse ancora una necessit, e chinandosi le mormor
teneramente tutto quanto gli veniva alle labbra che potesse confortarla. Le disse di non pensare pi a quel triste periodo,
cos lontano ormai, che da tempo aveva cessato di avere qualunque incidenza per entrambi; di concentrarsi solo sul
futuro quando sarebbe ritornata sana e forte, e lui avrebbe avuto cura di lei e se la sarebbe tenuta con s e l'avrebbe
accudita meglio - molto meglio di quanto non avesse fatto prima. Aveva pensato a tante cose, standosene l accanto a
Pinnie, a guardare le ombre proiettate dalla lampada da notte - ombre alte, imponenti, di oggetti piccoli e bassi - e
seduto in mezzo ad esse, con la fantasia sbrigliata pi che mai, aveva inseguito il pensiero delle probabili conseguenze
che lo avrebbero coinvolto se la sarta non lo avesse adottato da piccolo: il riformatorio, e il marciapiede, l'ignoranza e il
freddo, la sporcizia e l'accattonaggio, notti passate rannicchiato sotto i ponti o negli androni, i parassiti, la fame e le
percosse, forse anche il riaffiorare prepotente di una predisposizione ereditaria al delitto - queste cose che vedeva con
una lucidit senza precedenti gli si affollavano alla mente quasi fossero un suo corredo naturale. In tal caso, i rapporti
intimi con una principessa, le visite a belle, antiche dimore di campagna, perfino il meditato proposito dell'atto
terroristico contro le classi privilegiate, sarebbero stati ben lungi dalla sua portata; e l'intervento di Pinnie che lo aveva
salvato da quel destino mettendogli questi lussi a portata di mano assumeva l'aspetto del privilegio, non pi del danno,
quando si avesse la magnanimit di riconoscerlo.
Gli occhi di lei erano aperti e lo fissavano, ma quel lampo penetrante che la piccola sarta aveva diretto verso
Lomax Place mentre, seduta alla finestra, lavorava d'ago, li aveva abbandonati completamente. L no... che ci farei, io,
l? chiese a voce bassissima. Con i nobili no, ... i nobili... e le manc la voce.
Che vuoi dire? I nobili cosa?.
Lo sai... lo sai... continu, facendo un altro sforzo. Non sei stato con loro? Non ti hanno ricevuto?
Ah, non saranno loro ad allontanarci, Pinnie. Non s'intrometteranno fra noi fino a quel punto, disse Hyacinth
cadendo in ginocchio presso il suo letto.
Tu devi allontanarti... ne sarei felice. Lo sapevo che alla fine ti avrebbero trovato.
Povera Pinnie, povera Pinnie, mormor il giovane.
stato solo per questo... ora me ne vado, sospir.
Se resterai con me non avrai ragione di temere, le sorrise.
Oh, che cosa penserebbero? disse in tono querulo.
Ma io preferisco te, insistette lui.
Mi hai avuta da sempre. Ora il loro turno; hanno aspettato.
S, hanno proprio aspettato! disse Hyacinth.
Ma si faranno perdonare; si faranno perdonare ogni cosa! ansim la poveretta. Poi, con un ultimo sprazzo di
energia aggiunse: Non potevo... non potevo fare altrimenti... Non dette pi segni di conoscenza e quattro giorni dopo
cess di vivere. Hyacinth e Lady Aurora erano con lei, ma nessuno dei due se ne accorse, quando accadde.
Hyacinth e il signor Vetch sorressero la bara con l'aiuto di Eustache Poupin e di Paul Muniment. Al funerale
c'erano Lady Aurora e Madame Poupin e una ventina di vicini di Lomax Place, ma la persona pi distinta - per lo meno
all'apparenza - tra tutti i presenti, fu Millicent Henning, che con la sua espressione grave e bella, il comportamento
dignitoso e la sobria eleganza del ricco tailleur nero, richiam l'attenzione di tutti. Il signor Vetch che da quando
Hyacinth era tornato da Medley era andato perfezionando una sua idea fissa, tre giorni dopo la sepoltura di Pinnie si
decise ad esporla al suo giovane amico. Il funerale aveva avuto luogo un venerd, e Hyacinth aveva detto che il luned

mattina sarebbe tornato dal vecchio Crook. Era la sera di domenica e Hyacinth era andato a fare una passeggiata tutto
solo, come ai vecchi tempi, senza n Millicent Henning, n Paul Muniment. Quando rincas trov il violinista che lo
aspettava e intanto smoccolava una candela di sego nella triste sala di prova. Aveva tre o quattro cartuccelle in mano,
che rivelavano i segni della sua scrittura, e Hyacinth indovin, cosa vera ma non completamente, che era venuto a
parlargli d'affari. Pinnie aveva lasciato un piccolo testamento, e aveva incaricato il suo vecchio amico di farsene
esecutore; questo fatto era gi noto al nostro eroe, che lo aveva considerato del tutto naturale. Il signor Vetch lo inform
del contenuto del semplice, assennato documento, e disse di aver dato un'occhiata agli affari della sarta.
Consistevano, gli affari della povera Pinnie, nella mobilia della casa di Lomax Place, nell'impegno di pagare il restante
quarto dell'affitto, e in una somma di denaro custodita nella Cassa di Risparmio. Hyacinth si sorprese nel sentire che le
economie di Pinnie fruttavano ancora dopo tanto tempo (le cose erano andate cos male, per lei, negli ultimi anni, e
spesso erano rimasti senza denaro in casa) finch il signor Vetch gli ebbe spiegato con inequivoca chiarezza che si era
personalmente occupato di quel piccolo gruzzolo che lei aveva accumulato in tempi relativamente prosperi, decisa a
sacrificarlo soltanto in casi estremi. Il lavoro era diminuito, ma, quando arrivava, poteva ancora eseguirlo, e il denaro
doveva essere tenuto da parte nell'eventualit che rimanesse impedita. Provvidenzialmente era morta prima che quel
giorno arrivasse, e la sommetta in banca le era sopravvissuta, anche se ridotta a una met. Gli unici debiti che lasciava
erano l'affitto di casa e le spese della malattia. Naturalmente il violinista era certo - si affrett ad assicurare al suo
giovane amico - che qualora Pinnie fosse diventata invalida, avrebbe potuto contare completamente su di lui, in cambio
dell'assistenza che lei gli aveva dato in passato. Ma cosa sarebbe accaduto se a Hyacinth fosse successo qualcosa? Se
fosse incorso in qualche grave sanzione penale a causa delle sue mire rivoluzionarie che, per quanto poco dannose per
la societ, in un paese dove l'autorit, anche se temperata, preferiva a volte dare punizioni esemplari, avrebbero potuto
farlo finire fra le mura di una prigione? Ad ogni modo, buona o cattiva che sarebbe stata la sua sorte, a furia di
economizzare, un po' qua e un po' l, era riuscita a metter via qualche risparmio, di cui una piccola parte, una volta
pagati tutti i conti, si sarebbe salvata. Lasciava tutto a Hyacinth - tutto, eccetto una coppia di candelabri placcati e il
vecchio chiffonnier che un tempo era stato cos grazioso; queste cose Pinnie pregava il signor Vetch di accettarle in
segno di riconoscenza per tutti i preziosi servigi che le aveva reso. La mobilia, e tutto quello che non voleva conservare,
Hyacinth avrebbe potuto venderla in blocco, e col ricavato cancellare i vecchi rancori. Il denaro sarebbe rimasto a lui;
ammontava, una volta pagati i debiti, a circa trentasette sterline. Nel menzionare questa cifra il signor Vetch sembrava
sottintendere che Hyacinth sarebbe rimasto padrone di una bella sommetta. E anche al giovanotto - nonostante le sue
recenti esperienze, questo denaro piovuto dal cielo sembr tutt'altro che disprezzabile; gli offriva, inaspettatamente, la
possibilit di non tornare subito a lavorare dal vecchio Crook. Questo, fin quando non si ricord dei ripetuti prestiti del
violinista, e non si rese conto che, una volta saldate le pendenze, gli sarebbero rimaste a mala pena venti sterline. Anche
quella somma, comunque era molto di pi di quanto avesse mai avuto in tasca tutto in una volta. Ringrazi il vecchio
per quanto gli aveva comunicato e comment - e non c'era alcuna ipocrisia nelle sue parole - che si rammaricava che
Pinnie non si fosse goduta quella piccola fortuna, quando era ancora in vita. Ma il violinista replic che quel pensiero le
aveva reso pi di qualsiasi altro investimento; era certo infatti che non sarebbe vissuta abbastanza per goderla, e la
certezza della sua consistenza l'aveva fatta sognare riguardo all'effetto che avrebbe prodotto sul suo splendido ragazzo
quando fosse sopraggiunto per lui qualcosa di bello.
Ma di che effetto parlava... che intendete? chiese Hyacinth. Ma appena pronunciate quelle parole si accorse
di sapere gi quello che il vecchio avrebbe detto - era stato un accenno alla convinzione di Pinnie che un giorno si
sarebbe riunito ai suoi parenti e le trentasette sterline gli avrebbero permesso di far bella figura e per un attimo il
signor Vetch lo guard come se avesse sulle labbra quella precisa frase. Tuttavia, dopo un istante rispose in modo del
tutto diverso.
Sperava che saresti andato all'estero per conoscere il mondo. Il violinista guard il suo giovane amico e
aggiunse: Desiderava in modo particolare che andassi a Parigi.
Hyacinth si era fatto pallido a quell'idea e per un poco non disse nulla. Ah, Parigi! gemette infine.
Avrebbe voluto che facessi anche una scappata fino in Italia.
Sarebbe bello, senza dubbio, ma c' un limite a quello che si pu fare con venti sterline.
Che vuoi dire con venti sterline? chiese il vecchio, sollevando le sopracciglia mentre le rughe della fronte, al
lume della candela, scavavano ombre profonde.
quanto rimane dopo che avr regolato i conti con voi.
Che vuoi dire: i conti con me? Non prender certo il tuo denaro.
Gli occhi di Hyacinth si soffermarono sulla eloquente trasandatezza del suo interlocutore. Non vorrei essere
troppo scortese, ma supponiamo che tocchi a voi di rimanere senza risorse.
Mio caro ragazzo, mi rimarr l'unica risorsa che restava a Pinnie: pretender che tu mi assista nella
vecchiaia.
Potrete farlo senza timore, tranne per il pericolo che avete menzionato poco fa - che venga messo in prigione
o finisca impiccato.
proprio perch ritengo che, se vai all'estero, ci sia meno pericolo, che ti esorto a cogliere questa occasione.
Vedrai il mondo e ti piacer di pi. Capirai che la societ, anche cos com', ha qualche buona qualit, disse il signor
Vetch.
Non l'ho mai amata tanto quanto in questi ultimi mesi.
Ah, aspetta a vedere Parigi!

O Parigi Parigi, ripet Hyacinth stralunato, mentre guardava la fiammella torbida della candela quasi a
rintracciarvi splendide visioni: atteggiamento, voce ed espressione che il violinista interpret come la vibrazione di una
segreta corda ereditaria e insieme il sintomo di un acuto senso opportunistico.
LIBRO QUARTO

I
Il boulevard era tutto animato, splendente di luci, popolato di gente disparata e allegra, coi suoi splendidi
negozi e caff che si potevano vedere attraverso porte aperte o immensi cristalli lucidi, con gli sfarzosi atrii dei teatri e
le luci lampeggianti delle carrozze, il rumoreggiare compatto delle voci e dei passi, il fragore del piacere e della
prosperit, tutta la magnificenza di Parigi, in un perfetto pomeriggio di giugno. Hyacinth aveva camminato tutto il
giorno - aveva camminato dall'alba al tramonto tutti i giorni di quella settimana, da quando era arrivato - e ora era
assalito da una profonda stanchezza, da una tremenda apatia, che tuttavia non mancava di procurargli un senso di
piacere, per quella dolce saziet; si sistem allora su una sedia, a un tavolino del caff Tortoni, non tanto per riposarsi
quanto per assaporare quella estenuata sensazione. Aveva tanto veduto, provato tante emozioni, imparato tanto, aveva
goduto, vibrato, riso e sospirato tanto durante quegli ultimi giorni che era cosciente del pericolo che minacciava il suo
equilibrio e della necessit di controllare le proprie finanze.
Questa sera si sarebbe fermato; si sarebbe semplicemente seduto all'aperto nel pi elegante caff di Parigi, a
tastarsi il polso e passare in rassegna le proprie impressioni. Aveva pensato di recarsi al Varits che luccicava di luci
intermittenti attraverso il rado fogliame degli alberi cui poco giovava l'asfalto, dal lato opposto della grande arteria. Ma
l'impressione ricevuta a Chaumont - per il momento la accanton; provava un senso di benessere pensando che gli
restava ancora tempo per vedere il succs du jour. Analoga sensazione gli venne dalla decisione di ordinarsi un
marquise, quando il cameriere con l'impeccabile sparato e le fedine che emergevano dal lungo cilindro bianco del
grembiule, venne a prendere l'ordinazione. Sapeva che si trattava di una bevanda costosa - lo aveva appreso quando
l'aveva sentita nominare per la prima volta la sera precedente, mentre sedeva in poltrona durante un entr'acte della
Comdie Franaise. Un signore vicino, un giovane in abito da sera, parlando con un conoscente della fila di dietro, gli
aveva consigliato di rinfrescarsi con quella bevanda di lusso, dopo lo spettacolo: non c'era nulla di meglio che si potesse
bere in una serata afosa, all'aria aperta. Il cameriere port a Hyacinth un lungo calice di champagne, dove si scioglieva
un gelato di ananas, e il nostro eroe pens che non si era aspettato di pi, quando aveva cercato un tavolo libero sulla
terrazza del Tortoni. Pochissimi tavoli erano vuoti, ed era convinto che gli altri fossero tutti occupati da celebrit; ad
ogni modo era esattamente il genere di persone che si aspettava e che aveva sperato d'incontrare quando, a Lomax
Place, la straordinaria occasione (ancor pi straordinaria del suo primo incontro con la Principessa) di andare all'estero
con le tasche piene di quattrini, era diventata una realt. Conosceva l'esistenza del caff Tortoni dallo studio della
narrativa francese, e mentre era seduto l, prov la vaga sensazione di trovarsi a fraternizzare con Balzac e Alfred de
Musset: l'aria era piena di echi e reminiscenze delle loro opere, che si mescolavano alle indefinibili esalazioni, a quello
strano odore composito, met gradevole met mefitico, del boulevard. Splendida Parigi, affascinante Parigi - quel
ritornello, frammento di un'invocazione, preludio senza epilogo, risuonava, all'infinito, nelle orecchie di Hyacinth.
Uniche parole articolate a trovar sfogo in quell'inno di ammirazione tacitamente indirizzate alla capitale francese dal
primo momento del suo soggiorno. Riconobbe, salut con mille e mille palpiti la citt dei suoi antenati materni - era
fiero di far parte di tutta quella grandezza, di una tangibile civilt che all'apparenza non aveva alcuna ruvidezza.
Provava, certo, anche qualche perplessit, o perfino, di tanto in tanto, una repulsione che non aveva previsto, come, ad
esempio, quando mise a fuoco che la citt pi brillante del mondo era anche la pi macchiata di sangue; ma la
percezione di comprenderla e di amarla ebbe il sopravvento, e gli dette le ali... sembr trasportarlo verso pi vasti campi
del sapere, verso sensazioni ancora pi sublimi.
In passato, a Londra, aveva ripetutamente pensato al padre di sua madre: l'orologiaio rivoluzionario che aveva
conosciuto l'estasi delle barricate e l'aveva pagata con la vita; e i suoi sogni ad occhi aperti non erano stati turbati
dall'esiguit delle sue informazioni. Se lo raffigurava, nella mente, questo mistico antenato, basso come lui e coi capelli
ricci, immensamente abile nel suo lavoro, e con un'innata disposizione all'eloquenza, oltre alle molteplici, affascinanti
caratteristiche dei Francesi. Ma era irrequieto e un po' pazzo, forse anche immorale; pieno di guai e debiti e passioni
incontrollabili; la sua vita era stata bruciata da una febbre incurabile e la tragica fine ne era stata la logica conseguenza.
Sarebbe stato per un incanto udirlo parlare, subire il contagio di un'allegria che neppure la follia politica poteva
smorzare perch suo nipote era convinto che parlasse un francese antico, delizioso e amabile nell'accento come nella
fraseologia, scevro dalle volgarit della lingua d'uso. Questo vago eppur vivido personaggio divenne il compagno
abituale del nostro giovane amico dal momento del suo arrivo. Si aggirava per le strade per mano al figlio di Florentine,
gli si sedeva di fronte, a pranzo, al tavolino del ristorante, scolava con lui la bottiglia, allungava un po' il conto... e gli
forniva un'infinit di notizie e consigli. Conosceva il segreto del giovanotto senza bisogno che gli fosse raccontato, e lo
guardava da sopra la minuscola tovaglia dove il grosso cubo di pane, spinto un poco da un lato, lasciava appena spazio
ai suoi gomiti - Hyacinth si meravigliava che la gente, a Parigi, avesse mai patito i morsi della fame quando le pagnotte

erano cos grandi; lo scrutava con occhi colmi di profonda, gentile, luminosa comprensione, mentre le labbra
sembravano mormorare che se si deve morire domani meglio mangiare e bere e gratificare tutti i sensi, il pi possibile,
subito. Nulla di venerabile nessun'aria autorevole o inquisitoria in questa edificante, impalpabile presenza; il giovanotto
considerava Hyacinth e Vivier come se fosse partecipe della vita del proprio tempo, cos da condividere agevolmente le
sue gioie e i suoi dolori. Dopo essersi ripetutamente chiesto dove poteva essere stata eretta la barricata sulla quale era
caduto il nonno, finalmente riusc a soddisfare la propria curiosit - sebbene non mi sia possibile risalire il corso delle
sue induzioni - e a localizzarla nella Rue Saint-Honor, vicinissima alla chiesa di Saint-Roch. I due avevano
vagabondato insieme per tutti i musei, i giardini e le principali chiese - il martire repubblicano si mostr molto
condiscendente in proposito; per arcate e gallerie, su e gi per i grandi viali, attraverso ponti e soprattutto, spessissimo,
lungo il fiume, le cui banchine rappresentavano un divertimento senza fine per Hyacinth che indugiava per mezze ore
vicino alle cassette dei libri usati, poggiate sul parapetto, riempendosi le tasche di volumi da cinque soldi, mentre le
luminose fabbriche sulla Senna mandavano lampi e bagliori sotto di lui, e sulla riva opposta il glorioso Louvre si
protendeva sui due lati per un miglio. Il nostro giovanotto ricav dal Louvre un piacere analogo a quello di un ospite
privilegiato, lo stesso che aveva provato nella povera Medley ormai dimenticata; s'ingolf nel Museo per tutta una
giornata; non si saziava di guardare certi quadri, di ammirare lo splendore dei grandi pavimenti in cui si specchiavano i
soffitti affrescati. Tutta Parigi lo colp come una citt estremamente artistica e decorativa; gli sembr di aver vissuto
fino allora in un mondo buio sciatto, filisteo, un mondo dove imperava il gusto del Little Peddlington, e dove il senso di
un ordinamento estetico non aveva mai avuto favore. Nella sua citt ancestrale invece era esistito da sempre, e la sua
spiccata sensibilit lo raccoglieva e gli faceva mormorare costantemente quel ritornello, ogni volta che i grandi
monumenti lo obbligavano ad arrestarsi di colpo, annegati in quella luce argentea, perlacea, o quando li vedeva
trascolorare in delicate tonalit bluastre, nello sfondo di panorami monumentali. Gli sembrava che la citt affermasse la
propria personalit e lo facesse con sommo stile, mentre Londra rimaneva incerta e sfocata, indefinita, opaca e anonima.
Davvero splendida Parigi, affascinante Parigi!
Eustache Poupin gli aveva dato lettere di presentazione per tre o quattro amici democratici, ardenti sostenitori
della questione sociale che in parte, per qualche miracolo, erano sfuggiti alla crudelt dell'esilio, in parte avevano patito
l'oltraggio del condono: essi, a dispetto dei mouchards repubblicani, non meno infami di quelli imperiali, e nonostante i
periodici rigurgiti di un despotismo che aveva soltanto mutato i propri bottoni e sostituito i francobolli tenevano viva la
sacra scintilla che un giorno sarebbe divampata in una fiammata. Hyacinth per non aveva alcuna intenzione di
consegnare quelle lettere; le aveva accettate soltanto perch Poupin aveva provato una gioia solenne a scriverle e anche
perch non aveva avuto il coraggio di dire alla coppia di Lisson Grove che da quella terribile notte da Hoffendahl aveva
mutato animo nei confronti del suo sogno. Invece di concentrarsi maggiormente, si sentiva pi disimpegnato, ed era
perci insensato con questo disimpegno, andare ad eccitare gli amici di Poupin - uno dei quali abitava a Batignolles e
gli altri nel Faubourg Saint-Antoine - illudendoli di avere a cuore ci che stava loro a cuore, e in pari misura. Per il
momento, gl'importava, sopra ogni altra cosa, non gi il pensiero di come bisognasse distruggere la societ che lo
circondava ma ben pi quello delle cose eccellenti e preziose che aveva prodotto, dei monumenti pieni di bellezza e di
forza che aveva eretto. Che la distruzione l'attendesse era un'evidenza tangibile che sarebbe spettato a lui e agli altri
rendere manifesta; ma da quando la verit gli si era parata di fronte in tutta la sua grandezza, aveva avvertito il
mutamento, almeno parziale, dei suoi sentimenti; una reazione violenta, identica a quando aveva rivelato alla
Principessa di provare piet per i ricchi, per coloro che erano considerati felici. Le ore trascorrevano mentre indugiava
ancora da Tortoni e per un attimo prov rimorso per non essersi messo in contatto con gli amici del povero Poupin, di
aver trascurato l'occasione di far conoscenza con persone leali.
E chi al mondo, pensandoci bene, era leale come lui, e aveva dato prova, sia pure segreta, di esserlo? Quel
pensiero bastava a farlo assolvere, di fronte a se stesso, anche se aveva passato il suo tempo cinicamente divertendosi,
fra teatri, musei e amene passeggiate. Non gli era venuto meno il sentimento che gli aveva fatto accettare
l'incoraggiamento del signor Vetch - quella sensazione per cui dal momento che era destinato a morire nel fiore degli
anni, era giusto si gettasse a capofitto nel meraviglioso, orribile mondo. Era una considerazione pi che normale: strano,
invece, era il gesto del violinista, quel desiderio di far qualcosa per lui, spedirlo lontano. Pi strano di tutto era che il
signor Vetch sembrava voler ignorare che il suo giovane amico, quell'anno, aveva gi dissipato sufficientemente il suo
tempo - fatto certo assai raro nella vita degli artigiani londinesi. Questa fu una delle tante cose cui pens Hyacinth; poi
pens anche alle altre, in ordine e alla rinfusa; era forse la prima volta che era rimasto seduto tanto a lungo da aver
tempo di raccogliere le proprie idee. Centinaia di ricordi del recente passato gli si affollarono nella mente, e cap che in
quegli ultimi sei mesi aveva vissuto pi intensamente che in tutto il resto della sua vita. Finalmente riusc a metter
ordine nella successione degli avvenimenti e a riassaporare alcuni di quei rari, incomparabili momenti. Specialmente
l'ultima settimana a Medley aveva assunto ormai colori fiabeschi, era diventata l'eco di una canzone; la poteva rileggere
come una novella rilegata in pergamena e oro, osservarla come avrebbe guardato un quadro di squisita fattura. Il
soggiorno era stato perfetto, fino all'ultimo, e neppure i tre giorni compromessi dalla presenza di Sholto erano riusciti a
romperne l'incanto, perch i tre che seguirono prima della sua partenza - la Principessa stessa ne aveva dato il segnale furono i pi importanti. Allora aveva compreso chiaramente che lei era sincera, pronta all'estremo sacrificio. Sent che
era ormai la propria pietra di paragone, guida, metro di misura, eterno riferimento; e prendendo possesso della sua
mente in cos alto grado, lei l'aveva totalmente rinnovata. Era una dimensione del tutto nuova, ed ora che si trovava in
un paese straniero not quanto la conversazione di lei, straniera anch'essa, lo avesse preparato a comprenderlo. A Parigi
vide moltissime donne, e le not quasi tutte - specialmente le attrici; internamente paragonando i loro movimenti,

linguaggio, abbigliamento, con quelli della sua eccezionale amica. La consider al di sopra di loro sotto tutti i punti di
vista, anche se una o due attrici sembravano aver l'aria di copiarla.
Il ricordo di quegli ultimi giorni trascorsi con lei lo toccava ora come il contatto di una guancia bagnata di
lacrime. Negli ultimi momenti d'intimit, straordinariamente ricchi di rivelazioni, aveva versato lacrime per lui, ed egli
sospettava che si proponesse di impedire il compimento del voto fatto a Hoffendhal e alla sconfinata organizzazione che
Hoffendahl rappresentava. Aveva finto di accettarlo, e si era limitata ad affermare che quando egli avesse recitato la sua
parte si sarebbe prodigata per salvarlo - avvolgendolo con una nube come la dea madre dell'eroe troiano era solita
escamoter Enea, nel poema di Virgilio. La sua intenzione era, invece, d'impedirgli di recitare la parte. Era sincera per
quanto riguardava se stessa, non lui. La conseguenza pi importante del loro legame in cui lei, senza mai abbassarsi, lo
aveva portato in qualche modo sempre pi in alto, fino al culmine massimo, era stata l'acquisizione della
consapevolezza di essere all'altezza di qualunque cosa. Quando, l'ultimo giorno, le aveva chiesto se avrebbe potuto
scriverle, gli aveva risposto di s, fra due o tre settimane. Le aveva scritto della morte di Pinnie e poi, di nuovo, poco
prima di partire; e lo aveva fatto tenendo conto dei suoi desideri, a proposito della loro corrispondenza - non voleva n
frasi vaghe n proteste d'affetto n complimenti; voleva sapere tutto della sua vita, fino ai minimi, pi gelosi dettagli.
Cos le aveva raccontato tutta la storia dello smantellamento di Lomax Place, compresa la vendita della mobilia e di
altri oggetti similmente orribili. Le aveva detto quanto ne aveva ricavato - una cifra miserabile, ma sufficiente per
cominciare a pagare qualche debito, e le aveva inoltre raccontato che uno dei sistemi adottati dal signor Vetch per
spedirlo in tutta fretta a Parigi era stato di mettergli in mano trenta sterline attinte alla sua piccola scorta, per arrotondare
la somma ereditata da Pinnie - somma destinata unicamente a quella escursione, anche se nessuno degli amici di
Hyacinth l'avrebbe considerata misera, e neppure rispettabile. Le fece osservare inoltre che aveva finito per accettare le
trenta sterline perch purtroppo la sua particolare situazione - lei avrebbe capito a cosa alludeva - portava a un
rilassamento del senso della dignit, e tentava gli individui ad afferrare quanto pi potevano rendendoli tolleranti verso i
propri capricci quando si presentavano come conforti.
Quello che non disse alla sua luminosa amica fu il modo in cui Paul Muniment e Millicent Henning lo avevano
accolto al suo ritorno da Medley. L'accoglienza di Millicent era stata delle pi strane, inaspettatamente calma, non gli
aveva fatto scenate e sembrava aver perso l'abitudine di coprire il proprio agire equivoco con aggressive rimostranze.
Sembrava contenta che si fosse introdotto fra i ricchi, apprezzava tanto il successo che era portata a trattarlo con
maggiore tenerezza, ora che egli lo aveva raggiunto. Tent di farsi raccontare il tenore di vita che si conduceva in una
casa dove s'invitava la gente senza richiesta di pagamento, e lo sorprese e consol che non si abbandonasse alle sue
vecchie punzecchiature contro la Principessa. Si lasci andare invece a una quantit di esclamazioni quando rispose ad
alcune domande - esclamazioni che avevano tutto il sapore di Pimlico: To', guarda un po'! e Oh, per la miseria! - e
incorse pi che mai nell'odioso intercalare. Gi, proprio cos, surrogato consueto di una risposta intelligente e solidale
a quello che lui diceva. Ma non ironizz sulle prerogative della Principessa; anzi, tenne a freno il suo scherno anche
quando se ne presentava l'occasione. Hyacinth valut che era stata una mossa felice, da parte sua, non l'avrebbe
sopportata (nervoso e preoccupato com'era per Pinnie) se avesse avuto il cattivo gusto di comportarsi volgarmente e con
impertinenza, in un momento simile. In quello stato di tensione avrebbe rotto ogni rapporto con lei per sempre - ne
sarebbe rimasto disgustato. Gli dava gi abbastanza fastidio la volgarit del suo modo di parlare. Due o tre strafalcioni
in particolare gliela rendevano pi sgradita di quanto ne valesse la pena - come quando diceva "ripieno" invece di
"pieno" "svenduto" invece di "venduto" o quando osserv che lui ormai avrebbe "dato un calcio" al suo lavoro da
Crook. Era come se si aspettasse di sentirla parlare meglio delle signore bene. In ogni caso, queste frasi le aveva
sentite molte volte in passato, eppure oggi riteneva che valesse la pena litigarci sopra, tanto gli sembravano
imperdonabili. Non che avesse voglia di litigare, perch se qualcuno glielo avesse chiesto, avrebbe dovuto ammettere
che la sua relazione intima con la Principessa faceva ormai cadere qualsiasi possibile rivendicazione su Millicent.
Millicent fu, comunque, un modello di discrezione; era evidente che mirava a convincerlo della reciproca opportunit di
rispettare ognuno la libert dell'altro. Miss Henning desiderava essenzialmente arrivare a un accordo su questo punto, e
Hyacinth s'imped d'indagare sull'uso che lei intendeva fare della sua libert. L'aveva vista spesso, dopo la morte di
Pinnie, nel mese che aveva preceduto la sua partenza per Parigi, perch il rispetto della reciproca indipendenza, in
qualche modo, non aveva significato la fine del loro rapporto, e del resto era normale che in quel momento doloroso lei
fosse tenera. I sentimenti di Hyacinth nei confronti di Pinnie erano molto profondi, e Millicent fu cos intelligente da
capirlo; per conseguenza in quell'occasione si mostr decisamente dolce. Gli parl quasi come fosse stata una madre, e
lui un bambino convalescente: lo chiamava il suo carissimo caro, il suo prezioso piccolo mascalzone, il suo vecchio
ragazzo; moraleggi abbondantemente, si astenne dal bere birra (finch seppe che aveva ereditato una fortuna); e
quando una volta lui le disse (moraleggiando un poco a sua volta) che dopo la morte di una persona amata siamo assaliti
dal ricordo di tutte le volte in cui abbiamo mancato di gentilezza, di generosit, lei replic, con una dignit che rese le
parole quasi complementari all'atteggiamento filosofico: Gi, proprio cos!
C'era qualcosa nel comportamento di lei, in quel periodo, che indusse Hyacinth a chiedersi perfino se nel
proprio aspetto non ci fosse qualche mistica emanazione, o anche se qualche segno sul suo viso non tradisse per caso la
situazione in cui si trovava grazie a Diedrich Hoffendahl; cominci a sospettare di nuovo l'operato di quel dannato
attendrissement che da tempo aveva notato in coloro che avevano usufruito delle allusioni di Miss Pynsent. La piet
che Millicent gli riservava non rientrava nelle ragioni della sua simpatia per lei; e per di pi era stata sempre mitigata
dalla propria abilit a renderla furibonda. Quella sera, sul boulevard, mentre guardava gli infiniti volti che gli si
susseguivano davanti, gli balen fra gli altri il pensiero che era strano come lei potesse piacergli, perfino ora, perch,

dio solo sapeva se gli piaceva tanto di pi la Principessa, e finora aveva sempre creduto che quando un sentimento del
genere ti si metteva dentro, scacciava via ogni altro interesse minore. Ma si rendeva conto che lei esisteva ancora come
una presenza prepotentemente femminile, e che non si sentiva di averla liquidata, come del resto era accaduto a lei, e
che nonostante tutte le cose che ora aveva da ammirare, era sempre un conforto ricordare la sua robusta bellezza e la sua
notevole intemperanza. Hyacinth pensava a lei allo stesso modo di un giovane barbaro dei tempi antichi che avesse fatto
un viaggio a Roma pensando alla sua amante dacia o iberica in attesa del suo ritorno su qualche frastagliata costa della
provincia. Se Millicent considerava la visita di Hyacinth a una lussuosa dimora la prova del successo che lo attendeva
- Hyacinth avrebbe avuto qualche difficolt a spiegare in che modo riuscisse a conciliare questo atteggiamento di
Millicent con l'altro da lui attribuitole: che cio avesse intravisto tra i suoi capelli ricciuti una corona spettrale, quasi un
sinistro segno del destino, l'aureola del martirio - se Miss Henning, al suo ritorno da Medley aveva pensato che fosse
passato dalla parte vincente, era logico che il viaggio le apparisse come un ulteriore fatto prestigioso; e infatti quando
Hyacinth stava per partire, parl di questo suo fruire di una prerogativa delle classi ricche, come se avesse ideato lei il
viaggio, e vi avesse contribuito materialmente con i fondi necessari. Fin dall'inizio aveva affermato che le piaceva solo
la gente di spirito, e Hyacinth non ne aveva mostrato mai tanto come quando se ne and all'estero munito, secondo la
moda dei bei tempi del signor Vetch, di una cappelliera. Hyacinth si ripeteva senza amarezza che naturalmente in sua
assenza la relazione con Sholto avrebbe prosperato sopra un terreno pi facile; e tuttavia in quel momento il suo remoto
volto inglese che trionfava sulle livide facce parigine l attorno, inspiegabilmente non era offuscato dall'ombra di quel
gentiluomo. Era forse la luce luminosa di Parigi che gli faceva vedere le cose con pi chiarezza, ad ogni modo si ricord
intenerito di qualcosa detta da lei l'ultima volta che si erano visti, che lo aveva profondamente commosso. Hyacinth le
aveva fatto affettuosamente osservare che ora che Miss Pynsent non c'era pi, lei era, ad eccezione del signor Vetch, la
persona che lo aveva conosciuto da pi tempo tra tutte quelle della sua cerchia. E Millicent aveva replicato che il signor
Vetch non sarebbe vissuto in eterno, e che allora lei avrebbe avuto la soddisfazione di essere la sua pi vecchia amica.
Oh, per questo, neanch'io vivr in eterno, aveva detto Hyacinth, e lei gli aveva chiesto se per caso non fosse debole di
polmoni. No, per quanto mi risulta, no; ma potrei essere fatto a pezzi in un disordine; e quando lei prese a beffarlo per
la sua stupida mania di mandar tutto all'aria - come se importassero a qualcuno le richieste dei venditori ambulanti o di
gente tipo quella della East End! - lui si mise a chiederle se fosse soddisfatta di come andava il mondo e se ritenesse che
non si doveva far nulla per quelli che, al termine di una vita di sfruttamento, come unica ricompensa finivano all'ospizio
e nella fossa comune.
Non m'importerebbe niente di tutto ci se dovessi essere tu il capro espiatorio, aveva risposto con semplicit
guardandolo col suo bellissimo sguardo fiero. Poi aveva aggiunto: Posso dirti soltanto, signor Robinson, che se mai
qualcuno dovesse farti qualche torto...! e si era interrotta di nuovo, gettando la testa all'indietro, come l'avesse cinta
dalle piume di una capotrib, mentre Hyacinth le chiedeva cosa avrebbe fatto in un caso simile. Beh, una resterebbe a
prendere la cosa nelle sue mani, aveva annunciato e il tono era stato chiaro e spavaldo. Gli sembr uno strano destino sebbene non pi strano delle circostanze della sua nascita, che il proprio ricordo dovesse venire perpetuato da una
commessa, carica di braccialetti di finto argento, ma poi ramment che Millicent era uno splendido esemplare di donna,
agli antipodi delle femminucce querule, e che il suo temperamento esuberante e indipendente, annullava molte disparit.
II
D'altro lato neppure l'intensa vita parigina ebbe il potere di trasfigurare l'impressione lasciatagli dagli scambi
d'idee con Paul Muniment, durante le settimane che seguirono la morte di Pinnie - una impressione molto pi grave di
qualsiasi desiderio di rinuncia o di oblio che potesse collegare a Millicent. Non era affatto chiaro perch fossero stati
improntati a tanta tristezza. La voce di Muniment era stata pi che mai chiara nell'associarsi all'approvazione generale
per il progetto del giovane di concedersi il pi caratteristico svago della gente ricca - un incoraggiamento talmente
unanime da rendere quasi ridicolo quel suo viaggio a Parigi. Che mai gli era preso, a tutti... pensavano che non fosse
capace d'altro che di divertirsi? Il signor Vetch era stato il pi entusiasta, ma anche gli altri gli avevano dato pacche
sulle spalle, proprio come aveva visto fare ai compagni di Soho quando si veniva a sapere che la loro signora li aveva
resi ancora una volta padri. Poupin aveva usato lo stesso tono, e cos pure sua moglie, e perfino il povero Schinkel, con
la sua eterna benda, aveva sentito il bisogno, quando si erano incontrati a Lisson Grove, di osservare che una piccola
puntata al di l del Reno, giacch c'era, gli avrebbe aperto gli occhi su grandi meraviglie. I Poupin versarono lacrime di
gioia, e le lettere che ho gi menzionato e che erano rimaste sulla mensola del caminetto della stanzetta occupata dal
nostro eroe, in un hotel-garn altissimo e un po' sbilenco nella rue Jacob (un indirizzo fornito anche quello da Lisson
Grove, perch il garn era retto da un cugino in secondo grado di Madame Eustache), questi preziosi documenti erano
stati approntati dal servizievole esiliato, giorni e giorni prima che il suo giovane amico fosse pronto a partire. Fu quasi
un sollievo per Hyacinth sentirsi dire dal vecchio Crook - l'unico sincero dissenziente - che era un cretino a regalare i
soldi a quegli schifosi francesi. Il degno datore di lavoro era rimasto disgustato da quella novit; se aveva voglia di una
vacanza, perch non se la prendeva, come si era sempre fatto a Soho, da tempi immemorabili, facendo una gita a
Brighton o prendendosi una sbornia di due o tre giorni? Il vecchio Crook aveva ragione. Hyacinth ammise di essere un
cretino e prov un po' di disagio a non saper spiegare perch non cercasse di non esserlo, e perch si ritenesse in diritto
di richiedere quella vacanza.

Paul, naturalmente, ne aveva capito il motivo; e il suo sorriso di approvazione era di un candore che provoc a
Hyacinth una strana, inesprimibile stretta al cuore. Sapeva gi che il suo amico l'aveva sempre considerato un
personaggio decorativo, capace solo di blande manifestazioni dell'impegno sovversivo, in una parola buono unicamente
a dimostrare che la rivoluzione non era, necessariamente, una prerogativa dei violenti e degli ignoranti; ma di fronte
all'allegro stoicismo con il quale Muniment accettava il sacrificio cui si era votato il nostro eroe questi aveva ritenuto
necessario rivedere completamente la primitiva opinione che si era fatta del carattere del suo vigoroso amico. Il risultato
non fu una perdita dell'ammirazione ma l'insorgere di una sorta di terrore. Fin dall'inizio aveva apprezzato Muniment
anche per l'inflessibilit del suo carattere, ma ora gli sembrava che sotto il peso di quel che sapeva, mostrasse una
coerenza sublime. Hyacinth sentiva che, personalmente, non sarebbe mai stato capace di tanto. Era in grado di accettare
il duro incarico di Hoffendahl e di mandarlo in porto; ma non avrebbe mai provato la stessa fermezza nei riguardi di un
altro, non si sarebbe mai potuto svincolare dai propri sentimenti al punto da spingere verso quel terribile lavoro un
esserino a cui apparentemente fosse affezionato. Che Muniment avesse dell'affetto per lui non aveva mai pensato di
metterlo in dubbio. Ne aveva tutta l'aria anche quel giorno; non era stato mai tanto amabile, pi serenamente loquace; si
comportava come un fratello maggiore consapevole che il pi piccolo un ragazzo intelligente, e si compiace della
cosa anche se non c' nessuno, l intorno, ad ammirarlo. Quella momentanea tendenza ad interrompere il loro rapporto,
quando si trovavano al Sole e Luna, non si ripeteva mai altrove; ad Audley Court, talvolta si limitava a rimproverare
il suo giovane amico di prenderlo troppo sul serio. Ma oggi, quel suo fedele ammiratore, non sapeva proprio cosa
pensare: l'episodio che aveva al centro la figura di Hoffendahl, per quanto se ne poteva giudicare, aveva inciso ben poco
nel suo atteggiamento. Per essere un servitore leale - un agente efficiente - era straordinariamente limpido, la
deplorazione e l'accusa si posavano molto raramente sulle sue labbra. La critica di tutto - dal momento che tutto era
sbagliato - gli assorbiva un tempo ben irrilevante. Sembrava quasi vergognoso di lamentarsi, e infatti, quanto a s, col
passare dei mesi gli restavano ben poche ragioni di lamentele. Aveva avuto un aumento alla fabbrica di prodotti chimici
e stava prendendo in seria considerazione l'eventualit di cercare una stanza pi ampia per Rosy. Quando parlava in
difesa degli altri, non assumeva mai un tono patetico - lo considerava poco professionale. E la sua massima denuncia
dei guai dell'umanit era l'allusione, di tanto in tanto, a certe statistiche, certi dati che riguardavano le paghe, le
domande di assunzione e la riduzione della mano d'opera. Era particolarmente versato in quel settore, e si muoveva
agilmente nell'aria rarefatta delle cifre e dei dati scientifici dove Hyacinth aveva difficolt a seguirlo, tanto gli sembrava
asfittica. Per quanto semplice e buono, sensibile alla sofferenza degli animali, pietoso e rispettoso verso gli insetti, e
maniaco di sbaciucchiare gli sporchi ragazzini di Audley Court, il bagliore fulmineo e sarcastico degli occhi tradiva
talvolta la scarsa stima che nutriva per i poveri, rivelando come, senza farsi illusioni su chi si accaparrava ogni cosa, ne
coltivava ancor meno su quelli che non lo facevano. Era dotato di un enorme buon senso, ed era questa la ragione
principale dell'ammirazione di Hyacinth, che pur aspirando al possesso di quella qualit, trovava difficile conquistarla.
L'assenza di passionalit nel carattere di Muniment, la sua smagliante freddezza, la sua competenza disinvolta
e precisa, quel suo mantenersi lindo (tranne per quelle tenui macchie di medicinali sulle mani) anche in ambienti
sporchi, rappresentavano un insieme di qualit che al suo ammiratore erano sempre sembrate particolarmente
invidiabili. La pi invidiabile di tutte era la forza d'animo che gli permetteva di mettere da parte i propri sentimenti a
vantaggio del bene pubblico, pur dando l'impressione di avere a cuore anche quelli. Il nostro amico pensava che se fosse
stato lui a presentare a Hoffendahl un giovane adatto al suo scopo, e Hoffendahl lo avesse accettato fidandosi di lui e
sistemando cos la faccenda, personalmente avrebbe preferito non rivedere pi quel giovanotto. Era questa la sua
debolezza, mentre Paul si era comportato ben diversamente. Va aggiunto che non aveva fatto nessun accenno alla loro
visita al grande organizzatore cos che anche Hyacinth, per puro orgoglio, aveva tenuto la lingua a freno sull'argomento.
Se il suo amico, di proposito, rifiutava di angustiarsi per lui, non sarebbe andato certamente a sollecitarlo (tanto pi che
non lo avrebbe neanche voluto), riportandolo impazientemente sulla questione. Dapprima rimase sorpreso della
disponibilit di Muniment a prendere in considerazione l'ipotesi di un assassinio; ma dopo tutto era un uomo dalle
ampie vedute (si aveva quasi l'impressione che maturasse in continuazione nuove idee) e se un colpo di pistola era
quello che ci voleva, non era certo tipo da sollevare pedanti obiezioni. vero che, per quanto riguardava la sua
tranquilla accettazione di quanto poteva accadere a Hyacinth, il nostro giovanotto gli aveva accordato il beneficio del
dubbio pensando che forse Muniment aveva buone ragioni di credere che non si sarebbe mai arrivati a quegli estremi e
che si stava soltanto prendendo lo sfizio di vedere fino a che punto il coraggio del piccolo rilegatore avrebbe retto. Ma
allora perch si era tanto interessato al viaggio a Parigi del piccolo rilegatore? Paul non se ne sarebbe curato affatto se
fosse stato convinto che non c'era nulla da temere. Disprezzava l'ozio, e nonostante l'indulgenza che pi di una volta
aveva generosamente mostrata verso il serpeggiante amore per gli agi dell'amico, il massimo che avrebbe detto, in
questa circostanza sarebbe stato: A Parigi? Al diavolo! Non ti sei gi pasciuto abbastanza, non te la sei spassata
abbastanza l in campagna con la tua nobildonna, non ti pare che faresti meglio a riprendere in mano i tuoi arnesi prima
di scordarti come si usano? Rosy aveva avuto un'uscita simile apostrofandolo con disinvolta familiarit - qualunque
fossero le sue intenzioni era stata solo un poco meno caustica di Crook. Aveva detto che il signor Robinson amava la
vita comoda, lussuosa, proprio come lei, e si congratulava di vedere che aveva i mezzi e il tempo per concedersela. Oh,
il tempo... quella s era una cosa grande! Parlava con conoscenza di causa, perch ne aveva personalmente goduto i
vantaggi. E fece intendere - o si sbagliava? - che la fortuna di Hyacinth emulava la propria anche nel fatto di avere una
illustre, benefica amica (una vera benedizione per lui, ora che aveva perso la cara Miss Pynsent) che lo ricopriva di
piccole attenzioni. Rose Muniment, in una parola, era stata pi esasperante che mai.

Col passare delle ore il boulevard era divenuto ancora pi animato e Hyacinth si domand se non fosse
sconveniente occupare per tante ore il tavolo. Sul lato opposto, il teatro rovesciava la sua folla; la gente si infitt sulla
larga area asfaltata e sulla terrazza del caff; signori distinti accompagnati da signore che sapeva gi come catalogare des femmes trs chic - entravano dalle portiere del Tortoni. Il profumo notturno di Parigi sembrava farsi pi intenso, e si
librava nell'aria rimanendovi sospeso, mescolato alle luci infinite e ai molteplici suoni, fino a dissolversi sotto forma di
mille diverse sollecitazioni e opportunit, rivolte, tuttavia, in prevalenza, a coloro nelle cui tasche tintinnava un poco
d'oro spiccio. Le elucubrazioni avevano reso Hyacinth tutt'altro che torpido, al contrario: si ritrov irrequieto ed
eccitato, e una specie di dolce strazio del luogo e dell'ora gli penetr nelle vene. Ma era circa mezzanotte e si alz per
avviarsi verso casa, in direzione della Madeleine. Pass per la rue Royale, dove, al confronto, regnava una certa quiete;
e quando raggiunse place de la Concorde per traversare il ponte di fronte al Corps Lgislatif si ritrov quasi solo. Si era
lasciato dietro quello sciame umano e gli affollati marciapiedi, e la splendida piazza era l, silenziosa, sotto le stelle
d'estate, in tutta la sua ampiezza. Si poteva udire lo scroscio delle grandi fontane e il fruscio del boschetto delle
Tuileries mosso dal vento, da un lato, e della indistinta distesa degli Champs Elyses, dall'altro. Tutto quel quartiere - la
place Louis Quinze, la place de la Rvolution - gli aveva procurato dal giorno del suo arrivo una forte emozione; subito
aveva ritrovato il suo imperioso senso storico. In rapida visione gli era sembrato di vedere la ghigliottina al centro, dalla
parte dell'indecifrabile obelisco; le carrette dei condannati, con le vittime in attesa, erano situate intorno al cerchio oggi
reso maestoso dai monumenti delle citt di Francia. La grande leggenda della rivoluzione francese, un sole che si leva
da un mare di sangue era pi reale qui che in qualunque altro luogo; e stranamente non erano presenti turpitudini n
orrori, ma la sua meravigliosa forza, il suo spirito rigeneratore, non distruttivo. L'ombra del passato era cancellata dalla
moderna bellezza della fontana e della statua, dalla maestosa prospettiva e dalla composizione; e mentre indugiava,
prima di traversare la Senna, lo invase una strana sensazione che gli fece battere il cuore fino a sentirsi mancare... la
sensazione di tutte le cose che lo tenevano legato alla terra, la dolcezza del non morire, il fascino delle grandi citt, la
gioia del viaggiare e della scoperta, la magnanimit dell'ammirazione. Le lacrime gli salirono agli occhi, come era
accaduto pi volte negli ultimi sei mesi, e una domanda profonda ma urgente gli corse alle labbra, per concludersi nel
nulla: Come aveva potuto... come aveva potuto?. Forse questo aveva era rivolto a Paul Muniment; nasceva da
quell'aver vagheggiato la santit dell'amicizia.
Tre settimane dopo si trovava a Venezia, e inviava alla principessa Casamassima una lettera di cui riproduco i
punti pi importanti:
Questa forse l'ultima volta che vi scrivo prima di tornare a Londra. Naturalmente voi siete stata in questo
luogo e potete facilmente comprendere perch qui, e soprattutto qui mi senta spinto a scrivervi. Cara Principessa, che
citt incantevole, che impressioni ineffabili, che scoperta del sublime! Ho una stanza in un campiello davanti a una
vecchia chiesetta, con la facciata ricoperta di lastre di marmo incrinate e fra le incrinature crescono piccoli delicati fiori
selvatici di cui non conosco il nome. Sulla porta della chiesa c' una vecchia tenda di pelle malandata, lucida e scura,
erta come un materasso e impunturata coi bottoni, come un sof, e sbatte di qua e di l pesantemente, quando le donne e
le fanciulle, con gli scialli in testa e zoccoletti ai piedi, entrano ed escono. In mezzo al campo, una fontana che sembra
ancora pi vecchia della chiesa, con un'aria primitiva, barbarica; ho idea che sia stata messa l dai primi coloni - giunti a
Venezia dalla terraferma, da Aquileia. Notate quante notizie storiche ho gi assorbito? Ma non vi sorprender, perch
non vi stupite pi di nulla da quando avete scoperto che conosco un po' di Schopenhauer. Vi assicuro che di questi tempi
non penso affatto a quel tetro misogino, anzi, rivolgo sguardi interessati alle donne e alle fanciulle di cui vi ho detto,
che, con le loro brocche di rame antiche scivolano con un piccolo scalpitio verso la fontana. Il volto delle veneziane
meravigliosamente dolce, e quando il loro pallido, mesto ovale (sembrano tutte malnutrite) incorniciato dal vecchio
scialle scolorito, l'effetto suggestivo. Hanno anche capelli incredibilmente attraenti, senza l'ombra di un ricciolo, e
sgusciano via a braccetto, a coppie o a gruppi di tre, senza mai guardarti negli occhi - cos che gli sguardi interessati
vanno a vuoto - vestite di abiti leggeri di cotonina da poco prezzo, le cui pieghe lente formano quelle stesse incantevoli
linee che si ritrovano ovunque, in Italia. Il tempo splendido e mi sento rosolato, ma mi piace; evidentemente ero fatto
per essere messo allo spiedo e ben cotto e scopro che ho avuto freddo per tutta la vita, anche quando credevo di sentir
caldo. Non ho visto nessuna di quelle bellezze patrizie che posavano per i grandi pittori - creature stupende dai capelli
d'oro intrecciati di perle - ma sto studiando l'italiano per poter parlare con le ciabattanti, scalpitanti donzelle che
lavorano nelle fabbriche di collane - sono deciso a farmi guardare in faccia per lo meno da una o due di loro. Quando
hanno riempito le vecchie brocche alla fontana, divertente vedere come se le mettono in bilico sulla testa e
sgambettano via sopra le lustre pietre veneziane. stupendo ritrovarsi in un paese dove le donne non portano quelle
odiose cuffiette inglesi. Perfino fra la gente della mia razza - perdonate l'espressione, ricordo che vi offendeva - non ho
mai conosciuto a Londra una giovane donna che mettesse il naso fuori di casa senza indossarne una; e se aveste
frequentato quel tipo di donne, come ho fatto io, sapreste a quali abissi di degradazione estetica possa condurle quella
malinconica consuetudine. Il pavimento della mia stanza fatto di piccole mattonelle, e per rinfrescare l'aria, in questa
calura, lo si spruzza d'acqua, cosa che saprete di certo. A furia di spruzzarlo, finir per nuotarci dentro. Le imposte verdi
sono chiuse e la stanza sembra un acquario. Dalle stecche entra la calda luce del campo. Interrompo ogni tanto la
scrittura per fumarmi una sigaretta e stendermi sul divano cremisi sbiadito. A portata di mano, le opere di Leopardi e un
dizionario usato. Sono molto felice - felice come non sono mai stato in vita mia, ad eccezione di Medley - e non mi curo
d'altro che del presente. Non durer molto, perch sto spendendo tutto. Quando avr terminato di scrivervi, me ne andr
a vagabondare in questo splendido pomeriggio veneziano; e passer la sera nell'incantevole piazza San Marco che
assomiglia a un immenso salotto all'aperto, ascoltando la musica e sentendo la brezza marina sfiorare le due strane,

vecchie colonne della piazzetta che sembrano farle da portale. difficile credere che di me che sto parlando. Mi ripeto
una dozzina di volte al giorno che Hyacinth Robinson non c'entra in tutto questo, e mi pizzico la gamba per accertarmi
che non sto sognando. Ma di qui a poco, quando avr ripreso ad esercitare la mia professione nella dolce Soho, allora
toccher con mano che si trattava proprio di me: lo capir all'impatto con la dura realt quotidiana e con la penitenza
che mi aspetta.
Questo, senza dubbio, equivale ad ammettere che sono profondamente demoralizzato. Ma in questo caso non
sarete voi a tirarmi la pietra addosso; perch la mia depressione ha avuto inizio dal primo momento che vi ho incontrata.
Pu darsi che io vi abbia fatto del bene, ma voi non me ne avete fatto molto. Mi auguro che non travisiate il significato
delle mie parole e non vi suonino audaci e impertinenti. Pu darsi che io vi abbia aiutata a capire e a compenetrarvi
delle miserie della povera gente - sebbene dichiari di saperne poco io stesso - ; ma voi avete guidato la mia
immaginazione per un binario assai diverso. Non pretendo con questo di dire che sia tutta colpa vostra se nelle mie
recenti avventure ho perso completamente di vista la sacra causa. E non posso neppure dire che non fosse l presente,
perch forse questo il risultato ovvio cui approdiamo quando si allarghi il nostro orizzonte - la constatazione, sempre
pi vasta man mano che andiamo avanti, che l'indigenza, i travagli e le sofferenze sono il costante bagaglio della
stragrande maggioranza degli esseri umani. Li ho trovati ovunque, ma non ci ho dato peso. Perdonate il cinismo di
questa confessione. Quello che mi ha colpito sono le grandi conquiste di cui l'uomo stato capace - splendidi retaggi di
pochi privilegiati, ai quali, senza dubbio, hanno contribuito in parte i molti miserabili. Il volto dell'Europa ne appare
coperto, e hanno attratto tutta la mia attenzione. Mi sembrano preziose e indicibilmente belle, ma ho preso pi che mai
coscienza di quanto poco sappia di ci che voi e Poupin intendiate farne, nell'ambito della grande rettifica.
Cara Principessa, ci sono cose che mi dispiacerebbe che perfino voi toccaste, s, perfino voi, con le vostre mani
divine; e, se posso rivelarvi le fond de ma pense, come solevate dire - mi sento capace di difenderle con le mie stesse
mani. Non dovete definirmi un traditore, perch sapete che considero il mio impegno assolutamente immutabile. I
monumenti e i tesori d'arte, i grandi palazzi e le grandi tenute, le conquiste della scienza e dell'estetica, tutta la vasta
fabbrica della civilt quale noi la conosciamo, basata, se volete, sul despotismo, sulla crudelt, le discriminazioni, i
monopoli e la rapacit del passato, ma grazie ai quali il mondo non soltanto una dannata turlupinatura e la vita
meno triste - mi sembra che il nostro amico Hoffendahl la consideri di poco conto e voglia sostituirla con qualcosa in
cui, non so perch, non riesco a credere, mentre credo in tutto quello che costato lacrime e sacrifici a intere
generazioni. Sapete bene che grande stima abbia di Hoffendahl - per non parlare di altri; ma una cosa soprattutto certa;
che non proverebbe nulla per questa incomparabile, abominevole vecchia Venezia. Taglierebbe a striscioline i soffitti
del Veronese, perch ognuno ne potesse avere un pezzo. Io voglio che nessuno abbia un pezzo di niente, e ho un vero
orrore per quel genere d'irritante gelosia che alla base del sistema di ridistribuzione. Direte che vi parlo cos perch me
ne sto qui in ozio a fumare sigarette su un divano cremisi; e vi autorizzo a farvi beffe di me se quando torno a Londra
senza un soldo in tasca, dovessi cambiare linguaggio. Non so come sia accaduto, ma durante questi tre mesi si
insinuato in me un grande scetticismo per le rivalse invidiose - l'intolleranza verso la posizione e il denaro di chi pi in
alto e pi in vista di noi; e allo stesso tempo il timore che in passato possa aver agito mosso da questi motivi, e coltivo
la religiosa speranza che se devo morire giovane, non mi rimanga sulla coscienza quella macchia odiosa.
III
Pass i primi giorni del suo ritorno a Londra convincendosi che doveva cercarsi un alloggio: in realt si
sforzava di riadattarsi al mestiere di vivere, uno sforzo che non gli riusciva n facile n gradevole. Come aveva detto
alla Principessa era demoralizzato, e la prospettiva di risalire le sudicie scale della bottega di Crook non gli era mai
sembrata pi ardua. E prima di sprofondare nuovamente dentro Soho, oscillava: non voleva tornare a bottega prima di
essersi sistemato, e ritardava la sistemazione per non tornare a bottega. In questo periodo non vide nessuno, neppure il
signor Vetch; aspettava ad andare a trovare il violinista per non dargli l'impressione di essere tornato come un accattone
- voleva prima riprendere la sua occupazione ed essere in grado d'indicargli il proprio recapito - come aveva sentito
esprimersi una volta il capitano Sholto. And a South Street - senza l'intenzione di entrare, ma solo per dare uno
sguardo alla casa - ed ebbe la sorpresa di trovare, affisso alle finestre della residenza della Principessa, l'avviso di
un'asta. Non si era aspettato che fosse in citt - l'ultima volta che aveva avuto sue notizie - tre settimane prima, non gli
aveva detto nulla dei suoi progetti; ma rimase perplesso nel vedere che si era trasferita del tutto. C'era tuttavia qualcosa
in questa faccenda che sentiva di aver sempre intuito; la concretizzazione del sospetto, sempre provato, ogni istante del
suo rapporto con la Principessa - la vaga apprensione che un giorno, stendendo la mano, non l'avrebbe pi trovata al suo
fianco. Decise di suonare il campanello per avere notizie; ma nessuno rispose: l'immobilit di un pomeriggio d'agosto era trascorso un anno dalla sua prima visita - incombeva sul luogo, le persiane erano abbassate e il guardiano sembrava
essere assente. Di fronte a questa realt si sent perduto, a meno d'inviarle una lettera a Medley. Senza dubbio sarebbe
stata inoltrata, anche se il breve contratto d'affitto della casa di campagna era scaduto, come sapeva bene, gi da qualche
settimana. Il capitano Sholto poteva essere un buon informatore, una probabile fonte di notizie: ma nulla poteva indurre
Hyacinth a ricorrere al suo aiuto.
Lasci South Street con uno strano vuoto nel cuore; quel non saper nulla lo colpiva profondamente, con tutta la
forza di un fenomeno estremamente inquietante. Non and dal vecchio Vetch fin quando non si ritrov con l'ultimo
centesimo - cosa che accadde molto presto. Era sceso al London Bridge con soli diciassette centesimi in tasca e aveva

vissuto di quelli per tre giorni. Il vecchio violinista di Lomax Place stava mangiando la sua bistecca prima di andare a
teatro, e invit Hyacinth a dividerla con lui, mentre mandava subi