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SUPPLEMENTO AL NUMERO ODIERNO - DIRETTORE RESPONSABILE PIERANGELA FIORANI

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

la classifica

IL COMMENTO

LE INTERVISTE

LA CULTURA

De Longhi allunga
La scalata
delle emergenti

Il capitale umano
oltre lossessione
di innovare

Diadora e Benetton
le vie del rilancio
passano dalla storia

Il premio Stonefly
giovani e arte
idee per lazienda

ALLE PAGINE 3, 4 E 5

MARINI A PAGINA 23

ALLE PAGINE 17 E 21

A PAGINA 45

indici e performance delle prime 500 aziende trevigiane

Oltre30miliardi
diricavi,un utile
aggregato
di564 milioni
Lacrisi alle
spalle, ma non
per tutti.Numeri
estoriedel 2014
TUTTE LE VOCI DEI BILANCI
DA PAGINA 4 A PAGINA 15

I CONTI TORNANO

Unindustria c non uno slogan, ma un impegno etico e operativo di Unindustria Treviso nei confronti di ciascuna impresa associata. Unindustria c significa che
una molteplicit sempre pi ampia e differenziata di esigenze espresse dalle imprese trova valida e spesso esclusiva risposta nei servizi offerti dalla loro Associazione.

una opportunit da condividere

NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

ANALISI IL PUNTO
di UGO SOSTERO

analisi dei dati di bilancio dellesercizio 2014


delle prime 500 imprese della provincia di Treviso
per volume di ricavi mette in
luce luscita delleconomia trevigiana dalla crisi che ha caratterizzato gli ultimi anni.
Se osserviamo laggregato
dei bilanci delle prime 500 imprese del 2013 (come si trattasse di ununica multiforme
azienda che opera in tutti comparti economici del territorio
provinciale) otteniamo limmagine di unimpresa con
30,4 miliardi di euro di ricavi e
32,7 miliardi di totale delle attivit (ossia linsieme degli investimenti realizzati dalle aziende del campione) che produce
un utile netto aggregato di 564
milioni di euro.
Se valutiamo le prestazioni
economiche espresse dallaggregato dei bilanci delle imprese presenti nella classifica del
2014 per le quali sono disponibili i dati comparativi del 2013
si pu osservare che a diffe-

2014, RITORNO ALLUTILE


LA CRISI ALLE SPALLE
L84,3 per cento delle Top 500 trevigiane ha chiuso con un risultato positivo
Applied Materials campione di ricavi, Zoppas Industries di ricchezza
renza dei due anni precedenti
nel 2014 c stato un notevole miglioramento. I ricavi sono
mediamente cresciuti del
4,8%, ma il risultato operativo
(Ebit) salito del 37,3% e lutile
netto pi che raddoppiato
(+121%).
Anche la remunerazione
delle risorse investite dalla propriet, espressa dalla redditivit del capitale proprio (ROE),
passa da un modesto 2,1% ad
un pi soddisfacente 4,4%.
Lanalisi dellaggregato delle prime 500 imprese tende a

Ugo Sostero, ordinario


di Economia aziendale

la ricerca

Moreno Mancin
ricercatore di Economia

GLOSSARIO

mediare i risultati che, pur essendo complessivamente in


miglioramento, nascondono
per una grande variet di performance aziendali, come si
potr vedere anche nellanalisi dei singoli settori che sar
condotta nelle pagine seguenti. La crisi, infatti, non stata
affrontata allo stesso modo da
tutte le imprese. Ma un numero consistente di aziende sembra averla ormai alle spalle. Infatti, se dallaggregato si passa
ad analizzare le performance
delle singole imprese che lo

Chiara Saccon, associato


di Intern. Accounting

compongono si pu notare
che la maggior parte riuscita
a crescere: per il 69% delle imprese i ricavi del 2014 sono
maggiori rispetto al 2013 (lo
scorso anno era vero solo per il
61% delle imprese, lanno precedente solo per il 46%). Tra le
prime 100 nella classifica generale sono da segnalare per la
crescita dei ricavi: Applied Materials Italia S.R.L. che rispetto
allanno precedente sale di
118 posizioni nella classifica
grazie un incremento dei ricavi del 130%; Milleuno S.P.A.

Carlo Marcon, ricercatore


di Economia Aziendale

che sale di 23 posizioni (+ 52%


di ricavi); Fisher & Paykel Appliances Italy S.P.A. che sale di
28 posizioni (+ 46% di ricavi);
Biscotti Crich S.P.A. che sale di
21 posizioni (+ 62% di ricavi);
Olimpias Group S.r.L. che sale
di 20 posizioni (+58% di ricavi); Carron Cav. Angelo S.P.A.
che sale di 15 posizioni (+81%
di ricavi).
Tra le 500 imprese presenti
nel campione 2014 l84,3% ha
rilevato un utile, mentre
nellesercizio precedente solo
l80,3% delle medesime impre-

Marco Fasan, ricercatore


di Economia aziendale

Federica Lucchetta
consulente dimpresa

se raggiungeva un risultato positivo. Tra le prime 100 imprese presenti nella classifica generale sono da segnalare per la
crescita dellutile: Zoppas Industries - S.P.A., il cui lutile si
pi che decuplicato rispetto
allanno precedente; Superbeton S.P.A. con un utile quintuplicato; Impresa Tonon S.P.A.,
CO.MET.FER. S.P.A., Aligroup
S.R.L. e Fisher & Paykel Appliances Italy S.P.A., tutte con
un utile triplicato.
Pur permanendo una quota
di imprese che continua a soffrire di performance reddituali
negative, da questa terza ricerca condotta sui dati di bilancio
delle prime 500 imprese operanti nel territorio della Marca
trevigiana emerge limmagine
di uneconomia che, avendo
dovuto nel passato sacrificare
i margini e investire nuovi capitali per mantenere le proprie
quote di mercato e frenare la
caduta dei fatturati, ha finalmente iniziato a cogliere i meritati frutti di questi investimenti per la crescita.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Vezzaro
PwC

IL METODO

LE ANALISI
E LE CIFRE
DI CA FOSCARI
E PwC

I DATI
DI AIDA
SUL VOLUME
DI RICAVI

Lanalisi dei bilanci 2014 delle


500 imprese di maggiori dimensioni della provincia di Treviso
stata condotta da un gruppo di
docenti del Dipartimento di Management dellUniversit Ca
Foscari Venezia, coordinato da
Moreno Mancin e composto da
Ugo Sostero, Chiara Saccon,
Carlo Marcon e Marco Fasan. Il
team di ricerca si dedicato
allanalisi dei dati e allelaborazione dei commenti generali e
di quelli relativi ai singoli settori
esposti nelle pagine seguenti.
Lestrazione dei dati stata realizzata con estrema cura e attenzione dal dott. Paolo Vezzaro di
PwC
(PricewaterhouseCoopers) e dalla dott.ssa Federica
Lucchetta (Studio Associato di
Consulenza d'Impresa CONSIMP) - che ha contribuito anche al commento dei risultati relativi ad alcuni settori. Ai colleghi che hanno partecipato al lavoro e a PwC che lha finanziata
vanno i nostri ringraziamenti.

La ricerca stata condotta sulle


prime 500 aziende della provincia di Treviso per volume di ricavi generato nel 2014. I dati e
gli indicatori sono stati estrapolati dal database AIDA di Bureau Van Dijk e integrati, con
riferimento ai dati mancanti,
dai bilanci originali depositati
presso la Camera di Commercio. Per le aziende che presentano una chiusura dei conti in
data diversa dal 31.12 si fatto
riferimento al bilancio pi recente presente nel database AIDA con almeno sei mesi di attivit svolta nel 2014.
Nei limiti delle informazioni
disponibili si cercato di evitare duplicazioni di valori, riportando per le aziende che rientrano nel perimetro di un gruppo societario solo i dati relativi
al bilancio consolidato (colonna Cons), se presente. Nei casi
in cui il bilancio consolidato di
un gruppo non sia risultato disponibile, si provveduto ad inserire i dati relativi ai bilanci individuali delle aziende del
gruppo con sede legale nella
provincia di Treviso. La costruzione dei settori stata realizzata sulla base dei codici Ateco associati a ciascuna azienda. Tuttavia doveroso sottolineare
che non sempre la classificazione Ateco rispecchia fedelmente la tipologia di attivit svolta.
In presenza di holding finanziarie si provveduto a riclassificare il gruppo nel settore in cui
operativamente stata realizzata la maggior parte dei ricavi
nel 2014. Le attivit diversificate compaiono in Altri settori.

Supplemento al numero
odierno de
LA TRIBUNA DI TREVISO
Direttore responsabile
PIERANGELA FIORANI
Vice direttore
ANTONELLO FRANCICA
a cura di
TIZIANO MARSON
Concessionaria pubblicit
A. Manzoni & C S.p.a.
Corso del Popolo 42
31100 Treviso
tel. 0422/575611

NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

ANALISI I SETTORI

LA FUGA DI DE LONGHI
RESPIRANO LE GRANDI

Silea si conferma la prima realt del territorio, Permasteelisa sempre pi gigante


Geox sorride, Benetton in ripresa: cos due aziende simbolo tornano a crescere
le cifre

100

I MILIONI DI RICAVI DI DE LONGHI IN


AUMENTO RISPETTO AL 2013

9,2%

LAUMENTO DEI RICAVI REGISTRATO


DAL COMPARTO TESSILE E
CALZATURA, CHE ARRESTA LA
CADUTA DI VOLUMI E MARGINI DEGLI
ANNI PRECEDENTI

100%

SONO LE UTILITIES CHE HANNO


CHIUSO CON UN RISULTATO POSITIVO

12,2%

LINCREMENTO DELLE VENDITE


REALIZZATO NEL COMPARTO DELLE
COSTRUZIONI, REALIZZATO A SCAPITO
DEI MARGINI

DA 1 A 50

di MORENO MANCIN

e imprese che operano


nel comparto della Fabbricazione di macchinari
e apparecchiature salgono nel
gradino pi alto del podio nella
speciale classifica dei settori
economici rilevanti con circa
5,3 miliardi di ricavi aggregati.
Il settore guidato dal Gruppo
De Longhi che si conferma la
prima impresa del territorio
con oltre 1,7 miliardi di euro di
ricavi, in aumento di 100 milioni rispetto al 2013 e con tutti gli
indicatori di redditivit in netto
incremento. Il settore in esame
resiste allassalto del comparto
della Calzatura tessile e abbigliamento che sembra arrestare la caduta di volumi e margini
registrata nelle precedenti edizioni di questa ricerca, registrando un aumento dei ricavi
del 9,2% accompagnato da una
buona ripresa anche della marginalit a livello aggregato.
Rientrano in tale comparto due
storiche aziende del territorio

come Benetton e Lir (gruppo


Geox) che si posizionano nella
parte alta della classifica generale, rispettivamente al 3 e 4
posto tra le Top 500 imprese
della provincia. Entrambe presentano ricavi e margini in deciso miglioramento, anche se
non sono sufficienti a garantire
il ritorno allUtile per il Gruppo
di Ponzano Veneto che chiude
lesercizio con una modesta
perdita di esercizio. Al secondo
posto in classifica si conferma
Permasteelisa, nota azienda di
Vittorio Veneto attiva nella progettazione, produzione e installazione di involucri architettonici e facciate continue che da
sola rappresenta pi della met
dellintero settore di appartenenza (fabbricazioni in metallo).
Lanalisi dei bilanci delle prime 500 imprese della provincia
sembra finalmente fornire segnali concreti di una decisa ripartenza delleconomia trevigiana. I ricavi aggregati non solo registrano un netto incre-

mento rispetto al corrispondente valore del 2013 in crescita di oltre 1,4 miliardi ma
tale crescita si osserva in maniera diffusa in tutti i comparti
delleconomia del territorio.
Tutti i settori a cui sono riconducibili le 500 aziende analizzate nella ricerca registrano incrementi dei ricavi che vanno dal
2% del comparto alimentari e
bevande fino al 12,2% di quello
automobilistico. Lunico settore che riporta una seppur lieve
diminuzione del volume di affari quello delle Utilities e gestione rifiuti che risente, in misura significativa della contrazione dei volumi di vendita registrata dalla capolista Asco
Holding che da sola genera
quasi la met dei ricavi dellintero comparto. Oltre due aziende su tre (69%) del campione
analizzato presentano ricavi in
crescita, a riprova che la ripresa
non ha interessato solo alcune
tipologie di aziende o settori
ma rappresenta un trend di ampia portata a livello provincia-

le.
Un ulteriore conferma
dellinversione di tendenza in
atto rispetto agli scorsi anni si
osserva dagli indicatori relativi
alla marginalit, ossia alla capacit di creare valore da parte
delle imprese. Il dato aggregato
segnala che lEbitda/Ricavi che misura la creazione di valore realizzata dal core business

aziendale - cresce dal 7,9%


all8,1%. Quattro settori (pi
quello residuale) presentano
marginalit in crescita tra i quali spiccano proprio i primi due
settori per volume di affari, ossia Fabbricazione di macchinari e apparecchiature e Calzature, tessile e abbigliamento. Tre
settori confermano invece i
margini del 2013 in rapporto al

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GIOVED 3 DICEMBRE 2015

i settori in sintesi

fatturato (commercio allingrosso, commercio e riparazione di autoveicoli, commercio


al dettaglio) mentre il calo pi
significativo si registra nel comparto edile e immobiliare con
una contrazione dei margini
dall11,5% all8,9%. Lincremento delle vendite realizzato
nel comparto delle costruzioni
(+12,2%) sembra pertanto esse-

re stato realizzato a scapito dei


margini che hanno risentito
dellinevitabile crisi che ormai
da anni imperversa sul prezzo
del mattone.
I confortanti dati sullincremento della marginalit delle
imprese trovano conferma anche nella percentuale di imprese in utile che sale dall80% del
2013 all84% del 2014. Se analizziamo come si comporta questo indicatore allinterno dei vari settori, emerge sorprendentemente che il numero di imprese in utile in incremento
in tutti i comparti presi in esame: la variazione pi significativa si osservata nel comparto
Calzature, tessile e abbigliamento che passa dal 68% al
78% di imprese in utile con un
miglioramento di oltre 10 punti percentuali sul 2013. Le percentuali pi elevate su questo
indicatore sono relative al set-

tore delle Utilities (100% di imprese in utile nel 2014) e delle


Fabbricazioni in
metallo
(94,7%), mentre i risultati settoriali pi bassi sono relativi alle
imprese dellEdilizia, immobiliari e costruzioni e a quello dei
Mobili e arredamento con circa tre imprese su quattro in utile, un dato comunque in netto
miglioramento rispetto al 2013
dove il corrispondente indicatore si attestava in entrambi i
casi su valori prossimi al 69%.
Il 2014 sembra pertanto confermarsi lanno definitivo della
svolta con indicatori in netto
miglioramento sia per quanto
attiene ai volumi sia per quel
che riguarda i risultati economici ottenuti dalle aziende.
Una crescita che sebbene a ritmi differenziati si osserva in
tutti i settori delleconomia e
che lascia senza dubbio ben
sperare per il futuro.

NORDEST ECONOMIA TOP 500

DA 51 A 100

DA 101 A 150

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

NORDEST ECONOMIA TOP 500

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DA 151 A 200

DA 201 A 250

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NORDEST ECONOMIA TOP 500

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DA 251 A 300

DA 301 A 350

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NORDEST ECONOMIA TOP 500

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DA 351 A 400

DA 401 A 450

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DA 451 A 500

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ANALISI I GRUPPI

LA MIGLIORE ANNATA
DI CAME E PROGEST

Ottime performance per fatturato, utile e redditivit. Importante risultato


di Ariele, bene anche Zoppas Industries. Ridotto lindebitamento di Nice
di NICOLA MANCIN

osservazione dei dati


presentati nei bilanci
consolidati dei venti
maggiori gruppi per rilevanza
dimensionale della provincia
di Treviso, produce una visione positiva della condizione
delle aggregazioni che dimostrano una costante e generale capacit di generare ricchezza.
Lanalisi del profilo economico della gestione dei gruppi
evidenzia performance economiche soddisfacenti cui si aggiungono anche segnali positivi che provengono dallanalisi
della struttura finanziaria.
La situazione economica
appare in progressivo miglioramento rispetto allanno precedente sia per quanto attiene
al fatturato che alla redditivit.
Il fatturato dei maggiori
gruppi della provincia di Treviso infatti cresce, sia pur leggermente nel corso del 2014, per
una percentuale del 2,1, portandosi a un valore di
10.492.266 rispetto a un totale

Paolo Menuzzo davanti a un tornello Came. In alto, Bruno Zago di ProGest e Federico Zoppas

di ricavi pari a 10.272.564 nel


2013. Al lieve aumento del fatturato si accompagna invece
un importante salto nella produzione complessiva di reddito. Lutile cumulativo genera-

i primi venti bilanci consolidati

to dai venti gruppi risulta in


netta crescita, con un incremento del 38,3%. Il valore
complessivo che si sposta da
216.147 a 299.018, deriva tuttavia dalla compensazione di ri-

sultati economici di diverso


segno e di diversa progressione. Infatti, la variazione in aumento del reddito positivo,
con punte estremamente significative, riguarda undici

gruppi dei venti esaminati


mentre per tre gruppi si assiste alla realizzazione di utili
dopo un 2013 in perdita e per
due dei gruppi alla riduzione
del risultato negativo rispetto
allanno precedente. Linterpretazione del miglioramento
della situazione economica rileva inoltre, attraverso la misura dellEbitda sui ricavi, una
generalizzata crescita della
redditivit operativa (o del
margine operativo lordo) che
caratterizza ben sedici gruppi
e che risulta in crescita del
10,1% rispetto al 2013.
La struttura delle fonti di finanziamento, che segnala il
grado di rischio finanziario
connesso allo svolgimento
dellattivit aziendale, appare
in miglioramento poich grazie ad una riduzione del livello
di indebitamento per undici
dei venti gruppi.
A livello aggregato la variazione dellindebitamento risulta tuttavia esigua, dello
0,3%, per la concomitante presenza di variazioni di segno
opposto nellindice di indebitamento che annullano leffet-

to positivo nella rappresentazione totale. Presumibilmente per linfluenza della riduzione dellesposizione finanziaria si riduce, e in maniera significativa, lincidenza degli
oneri finanziari misurata
sullEbitba. Lindice presenta
globalmente una diminuzione del 23,8% e sono quattordici i gruppi a presentare questo
andamento positivo.
Nellinsieme delle situazioni analizzate a distinguersi per
la performance economica relativa al fatturato, lutile e la
redditivit operativa, sono il
gruppo Came e il gruppo Progest. Da segnalare per limportante crescita del fatturato il
gruppo Ariele e per lincremento nella produzione di utile il gruppo Zoppas Industries.
Il miglioramento della situazione finanziaria ha interessato, in particolare, il gruppo Nice per la contrazione dellindice di indebitamento e il gruppo Vega sia per la riduzione
dellindice di indebitamento
che dellincidenza degli oneri
finanziari sulEbitda.

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INTERVISTA ENRICO MORETTI POLEGATO


di FABIO POLONI

iadora torna a casa. Cosa c di pi made in


Italy di un prodotto realmente realizzato in Italia?
Ecco allora che, per difendere
laura di italianit, Diadora ha
deciso di riportare davvero la
produzione in casa, a Caerano
di San Marco: lobiettivo di
arrivare nel giro di tre anni a
realizzare circa il dieci per cento delle calzature qui.
Enrico Moretti Polegato ha
rimesso in moto la vecchia
manovia anni Settanta nello
stabilimento di Caerano. Gi il
nome, manovia, sa di cuoio
e di grasso, di cuciture, di manualit artigianale. Quello il
nostro dna: il valore del marchio nella sua storia, dice il
giovane presidente e amministratore delegato. La Lir, finanziaria della famiglia Polegato
che controlla anche Geox, ha
rilevato Diadora nel giugno
del 2009. Lazienda era in ginocchio, piano piano si rialzata: il fatturato 2014 ha superato i 240 milioni di euro, le
previsioni per il 2015 stimano
la crescita attorno al quindici
per cento. Oltre alla manovia,
insomma, Polegato jr ha rimesso in moto lintera Diadora.
Italianit, dunque, al centro
del progetto di rilancio.
Questanno abbiamo deciso
di iniziare la nostra operazione reshoring, dice Polegato
spiegando il suo piano di cosiddetta rilocalizzazione, riportando in Italia parte della
produzione, nello specifico il
top di gamma delle nostre linee di calzature, per esempio
quella heritage. Sar interamente prodotto qui. Lasciate
gli epitaffi a met: il distretto
dello sportsystem non morto. Non puntiamo a una produzione di tipo intensivo, qui,
bens artigianale: una conferma del valore del know-how
del distretto di cui Diadora
stata una dei primi esponenti, dice Polegato con vanto.
Torner qui, dunque, una
fetta tra il sette e il dieci per
cento della produzione (il resto rimane delocalizzato tra
Cina, Thailandia e Vietnam).
La linea produttiva, riaperta
qualche mese fa - dopo quindici anni - con sei addetti, ora
ne occupa una decina e realizza 120 paia al giorno. Ma
lobiettivo crescere ancora
realizzando anche edizioni limitate in collaborazione con i
principali negozi di sneakers
al mondo, spiega Polegato,
che vengono qui, si disegnano e personalizzano il proprio
modello e noi glielo realizziamo a mano. Per riuscire a

DIADORA, SCARPE ITALIANE


DALLA VECCHIA MANOVIA

Un piano di rilocalizzazione per il marchio di Caerano, puntando a una produzione artigianale


Lalto di gamma sar interamente realizzato in casa. Fatturato in crescita del 15% nel 2015

Quello il
nostro dna
Il valore del
brand nella sua storia
Parla Enrico Moretti
Polegato, lerede di mister
Geox, che ha rilevato
lazienda nel 2009

Oggi si punta
meno
sulluomo
copertina, ma gli assi in
squadra ci sono ancora
Il concetto di testimonial
sportivo rimane perch
la nostra identit

Enrico Moretti Polegato, presidente e amministratore delegato di Diadora

comprarle abbiamo visto scene con code di notte per essere primi allapertura dei negozi, incredibile. Quando questi
pezzi si esauriscono nei punti
vendita vengono successivamente venduti come pezzi da
collezione. La prima collabo
che abbiamo fatto stata ven-

duta per quattromila euro.


Un modo di smarcarsi verso
lalto, insomma, da un mercato altrimenti saturo. Alto inteso come qualit e come fascia
di prezzo. I frutti si vedono: i
numeri sul mercato italiano
fotografano una crescita attorno al venti per cento, ma lo svi-

luppo va in doppia cifra anche


in Francia, Stati Uniti dAmerica, Giappone e Corea. Sinergie con mamma Geox? No,
Diadora segue un percorso
suo, i mercati sono diversi,
spiega il presidente. La
scarpa che respira, per
esempio, sta focalizzando la

distribuzione sui negozi di


propriet, pi redditizi di franchising e multimarca. Diadora, invece, continua a puntare
forte proprio sui multimarca,
che in questo segmento funzionano.
Bjorn Borg, Roberto Baggio,
Ayrton Senna. Pietro Mennea,

Edwin Moses, Ben Johnson: la


galleria di campioni negli album dei testimonial Diadora
un compendio di storia dello
sport. Oggi si punta meno
sulluomo copertina - motivi
di costi - ma gli assi in squadra
ci sono ancora, eccome: Il
concetto di testimonial sportivo rimane, dice Polegato,
perch la nostra identit
quella vogliamo che lo rimanga: anche il lifestyle deriva dalle nostre linee sportive.
Cambia lo scopo: ora latleta
che veste Diadora non fa solo
conoscere i prodotti al pubblico ma diventa alleato, ambasciatore e collaudatore al tempo stesso: studia la performance del prodotto in condizioni
estreme, ci aiuta a migliorarlo
di continuo. Come per i prodotti da running: il nostro testimonial Daniele Meucci,
campione europeo di maratona.
Proprio una maratona era
diventata la metafora della crisi di Diadora. Il periodo pi
difficile era stato tra il 2008 e il
2009, aveva raccontato Gelindo Bordin, ex campione sui 42
chilometri, medaglia doro alle Olimpiadi di Seul nel 1988 e
poi responsabile marketing a
Caerano, Sembravano gli ultimi due chilometri di una maratona. Potevano essere gli ultimi due anni di una societ
fondata nel 1948. Non lo sono
stati. Diadora ne uscita aggrappandosi al suo passato,
ma non con la disperazione
della nostalgia: l ha saputo
cercare la combinazione del
suo successo, e rimetterla in fila in chiave moderna. Oggi anche uno chef vip come Carlo
Cracco pu essere il testimonial giusto. E tra dieci anni, cosa sar Diadora? Io vorrei che
tornasse a essere il sogno italiano nello sport, confida Polegato, uno tra i primi marchi
nazionali che vengono in
mente quando si parla di
sport, qualit, made in Italy.
Tutto questo si fa rimanendo
fedeli ai valori del nostro marchio: italianit, sportivit, autenticit. In ogni attivit di
questa azienda.

NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

ANALISI UOMINI E STRATEGIE

NELLA TESTA DEI MANAGER


Sviluppo, innovazione, alleanze. Il contesto economico e le priorit dei CEO del Nordest
di NICOLA ANZIVINO
e FILIPPO ZAGAGNIN*
Il contesto economico e le
priorit dei CEO del Nord.
I dati macro
Nel 2014 il PIL del Nord Est
si attestato a 191 miliardi di
euro, sostanzialmente stabile
rispetto al 2013, ma ancora sostanzialmente inferiore rispetto al 2007 (-8%). Tra le variabili
economiche che hanno sofferto di pi negli ultimi anni si
evidenziano gli investimenti
fissi lordi delle societ
nellarea, nel 2014 il valore era
del 22% inferiore ai risultati
del 2007. In pratica le aziende
hanno tagliato in valore un investimento su quattro rispetto
al passato, una contrazione
molto significativa. Il numero
di occupati nellarea superiore ai 3 milioni con una disoccupazione significativamente inferiore rispetto alla media nazionale ma con valori di crescita nelloccupazione quasi nulli
nellultimo periodo.
Il valore dellexport del
Nord Est stato di 73 miliardi
di euro nel 2014 con una crescita del 3% rispetto allanno
precedente e con una percentuale di export extra-UE (28 paesi) che ha raggiunto il 42%. La
crescita dellexport extra-UE
una variabile significativa nel
contesto dello sviluppo delle
attivit del Nord Est. La propensione allesportazione delle aziende dellarea ha raggiunto il 37% valore significativo
ma in linea con lo sviluppo di
altre aree industrializzate del
Paese.
Significativo
che
lexport del settore della Meccanica, che ha sofferto diversi
momenti di difficolt, cresciuto del 26% rispetto al 2009
dimostrando una significativa
dinamicit in un contesto
complesso. Le scuole del Nord
Est formano ottime risorse
umane, lindice OCSE/Pisa in
Matematica in area di 523
nettamente superiore alla media nazionale ed in linea con le
migliori perfomance a livello
europeo. Il Nord Est rimane
complessivamente
unarea
complessivamente sana ma
ha forse perso quella prospettiva di crescita a valore aggiunto che aveva condizionato gli
anni pre-crisi e con una polarizzazione di performance significativa sia tra settori che
per aziende nello stesso settore. I primi 6 mesi del 2015 evidenziano una dinamica positiva delle esportazioni nel Nord
Est con +6% rispetto ai 6 mesi
dellanno precedente, leggermente superiore alla media nazionale (5%). Laspettativa
quella di unaccelerazione
complessiva per leconomia
dellarea nel 2015 superiore a
quella della media nazionale e
con la crescita significativa soprattutto dei ricavi e marginalit delle aziende medie del
Nord Est caratterizzante da investimenti in tecnologia ed
esposizione commerciale internazionale.
Le priorit dei CEO
I 3 macrotemi su cui abbiamo visto concentrarsi i CEOs
del Nord Est negli ultimi 3 anni
sono stati crescita internazionale, innovazione e M&A+JVs.
La crescita internazionale
Gli USA risultano nell'ultima ricerca il Paese con le maggiori prospettive di crescita

per le aziende del NE davanti a


Cina e Germania, soprattutto
in relazione alla crescita del
mercato domestico statunitense, alla possibilit di sfruttare
la flessibilit del mercato del
lavoro ed agli incentivi che gli
Stati americani danno alle
nuove iniziative di business.
L'Asia, nonostante il rallentamento cinese, rimane un'area
ad alta attrattivit per le nostre

aziende visto il peso economico raggiunto. Molti CEOs evidenziano limportanza di non
concentrare i ricavi esteri su
un'area specifica ma di avere
almeno 5 "scommesse" internazionali, purtroppo l'esperienza della Russia ha insegnato molto ad alcuni manager
italiani. Un bilanciamento tra
scommesse europee ed extra
europee consigliato per per-

seguire un efficace mix di strategia a "valore" e di "crescita"


di medio periodo. In tale ambito, emerge una crescente competizione internazionale spesso dominata da grandi operatori capaci di peso commerciale e investimenti non sostenibili dalle medie imprese italiane.
Innovazione
L'innovazione di prodotto e

19

servizio giudicata dai CEO del


Nord Est come la principale opportunit di crescita. La trasformazione digitale lambito
principale di innovazione sia in
fabbrica, sia per la costruzione
diunrapporto avaloreaggiunto
con clienti e fornitori, sia per dotarsi di nuovi strumenti manageriali basati sull'infrastruttura
IT aziendale. L'innovazione "technology-driven" ha permesso
ad oltre il 40% delle aziende intervistate di espandere il proprio mercato di riferimento a
nuovi settori, puntando soprattutto su nicchie ad alto contenuto tecnologico e d'innovazione,
conaltamarginalit malimitate
economie di scala quindi perfetti per le "piccole e veloci" aziendelocali.
M&A+JVs
La crescita per linee esterne
attraverso acquisizioni, fusioni,
joint-ventures o alleanze in Italia o all'estero uno dei temi
chiave nell'agenda dei CEO del
Nord Est per i prossimi anni.
Molto spesso la ricerca di partner non viene vista solo come
strumento di crescita ma anche
come mossa difensiva in situazioni di difficolt finanziaria per
l'impossibilit di effettuare nuovi investimenti per la crescita.
Le operazioni di natura straordinaria interessano non solo per
processi di concentrazione orizzontale ma anche di espansione verticale nella catena del valore e di diversificazione in altri
settori industriali. Crescente
l'interesse per il finanziamento
di start-up da parte di grandi e
medi gruppi industriali interessati a sviluppare "crescita veloce ed intelligente, al di fuori dei
classici percorsi di sviluppo dellastruttura aziendale.
*Partner PwC

lA RICERCA PWC: lagenda dei ceo italiani


Dallalto, Filippo Zagagnin e Nicola
Anzivino autori dei testi di questa
pagina
La societ di revisione PwC
(PricewaterhouseCoopers) cura
lestrazione dei dati di bilancio
destinati alla pubblicazione
dellinserto Top 500
della tribuna di Treviso

I TALENTI NECESSARI
PER IL CAMBIAMENTO
Leaspettativedi
Avereabordo
O
oltre1300top
personecapaci
gni anno PwC raccoglie le aspettative di oltre 1.300 top manager
a livello mondiale e di 50 CEO
italiani sulle prospettive di crescita a 12 e 36 mesi delle loro
Societa' con l'obiettivo di definire un quadro completo ed
esaustivo della visione di business
degli
intervistati.
Dallanalisi delle ultime tre edizioni, abbiamo un quadro abbastanza esaustivo di come le
aziende italiane hanno reagito
alla crisi e su quali passi restano ancora da compiere.
Il nostro giudizio complessivo positivo sul lavoro manageriale svolto dalle aziende italiane intervistate; le Societ sono pi internazionali sia come
base clienti che come base
produttiva, sono pi orientate
all'innovazione di prodotto e
processo con nuovi investimenti in R&S, hanno rivisto il
loro business model utilizzando la tecnologia per essere pi
"vicini" sia ai loro clienti che ai
fornitori, hanno strutture organizzative pi snelle ed orientate alle prospettive di crescita
internazionale, hanno rafforzato i loro sistemi e procedure
focalizzandosi sulla pianificazione finanziaria ed andando
oltre il budget annuale per la
strutturazione della loro business vision.
Dal punto di vista economico-finanziario hanno rafforzato la loro struttura patrimoniale e ridotto il livello di indebitamento finanziario in rapporto
all'EBITDA.
D'altra parte abbiamo assi-

manageralivello
mondialeedi50
aditalianisulle
prospettivea12
e36mesiperuna
completavisione
dibusiness

difissarele
priorit
eallineare le
richiestedegli
stakeholdersar
lachiave di
crescita

stito ad una crescente e preoccupante polarizzazione delle


performance aziendali, le societ "sane" finanziariamente
hanno potuto darsi priorit
d'internazionalizzazione, reclutare nuovi manager non solo italiani e focalizzarsi attraverso mirati investimenti in
nicchie ad alto valore aggiunto
grazie a significativi processi
d'innovazione ed uso strategico delle tecnologie. Le societ
pi deboli da un punto di vista
di merito creditizio, fortemente basate su ricavi domestici e
di piccole dimensioni, hanno
sofferto una crisi aziendale pesante e stanno cercando processi di aggregazione "difensivi" con i campioni internazionali del loro settore per evitare
un forte ridimensionamento o
la chiusura.
Il dato macro a livello internazionale ed italiano che vogliamo sottolineare quello

del calo degli investimenti fissi


lordi negli ultimi anni, basti
pensare che in un'area storicamente dinamica come il Nord
Est d'Italia gli investimenti sono calati dal 2007 al 2014 del
22% in valore. Sempre di pi la
crescente competizione globale, l'incertezza macro economica collegata a rischi politici
ed il crescente "short-termismo" che ormai influenza anche i piani delle aziende familiari di medie dimensioni hanno ridotto la propensione ad
investire anche in relazione alla necessit di assumere "rischi di business" sempre pi
significativi per raggiungere
rendimenti sul capitale investito validi e con pay back period
ridotti.
Segnali di cambiamento si
stanno registrando in Italia,
nel corso nei primi tre mesi del
2015 la crescita di beni strumentali stata del 15% grazie

soprattutto agli incentivi della


Legge Sabatini ed il bonus
macchinari, un segnale importante ma va considerato che la
crisi aveva quasi azzerato tali
investimenti.
Peraltro, nostre recenti analisi sul ROI di aziende italiane
di medie dimensioni in alcuni
settori industriali negli ultimi
3 anni hanno evidenziato una
drastica riduzione del numero
di Societ con valori medi superiori al 10% rispetto a periodi precedenti ed aspettative
dei manager di valori a cifra
singola nel medio periodo.
Il percorso di cambiamento
richiesto alle aziende italiane
non terminato, la sfida tecnologica che attende ancora le
Societ sar tanto importante
quanto il processo d'internazionalizzazione dei loro ricavi
e della base industriale su cui
hanno lavorato nell'ultimo periodo. La sfida necessita di

nuovi investimenti ma soprattutto di un cambiamento di


mentalit commerciale, operativo ed organizzativo.
Avere a bordo talenti manageriali capaci di fissare le priorit, gestire il cambiamento ed
allineare costantemente le
aspettative
dei
diversi
stakeholder aziendali ai nuovi
scenari di business sar chiave
per la fase di crescita che ci attendiamo per le aziende italiane nei prossimi 3 anni. La nostra esperienza ci suggerisce
una dicotomia tra manager
forti nellesecuzione operativa
del loro business e quelli orientati a pensare a modi innovativi di crescere, spesso le Societ
vincenti riescono ad avere
CEO capaci di giocare entrambe le partite con successo. Molte interviste ci hanno evidenziato il nuovo focus manageriale su cambiamenti e prospettive a 3/5 anni piuttosto
che sul budget economico a 12
mesi; in tale ambito diventa
chiave strutturare un'ambition credibile e valutare se le
competenze distintive per poter vincere la competizione
globale nei prossimi anni sono
presenti in azienda o come colmare il gap riscontrato.
Questa nuova articolazione
strategica diventer centrale
soprattutto per le PMI a direzione familiare con scarsa capacit di nuova finanza che
stanno valutando il loro percorso di business prospettico
di medio periodo.
Filippo Zagagnin
Nicola Anzivino

NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

21

INTERVISTA MARCO AIROLDI


di Serena Gasparoni
TREVISO

un ritorno al futuro. Una


rivoluzione morbida con cui
Benetton Group torna in carreggiata. Una ristrutturazione
aziendale che ha come esito oltre al ritorno allutile, forse gi
dallanno prossimo, un effetto
immediato, il ritorno alle origini. Benetton si guarda allo
specchio e torna a fare ci che
lha distinta nel mondo da met degli anni Sessanta in poi: la
maglieria. Archiviata definitivamente la fase di appiattimento, in cui lazienda dei colori uniti ha cercato di stare al
passo delle grandi catene di distribuzione, perdendo alla fine il baricentro e offuscando
lidentit. Ora Benetton torna
a crescere. Siamo concentrati, dice Marco Airoldi, da un
anno e mezzo amministratore
delegato di Benetton Group,
quello che si pu dire che
stiamo rispettando perfettamente le tappe di questo piano di rilancio, forse le stiamo
addirittura anticipando.
Nel 2014 il ritorno allutile
ancora non c. Ma vicino: la
scaramanzia dobbligo, limprevisto dietro langolo, Airoldi non si sbilancia ma potrebbe essere gi a partire dal 2016.
E se i programmi saranno rispettati nel 2017 Benetton
Group dovrebbe essere in grado di raggiungere una marginalit in linea con le aziende di
pari livello. Il 2014 stato lanno della discontinuit. Il 2015
lanno della transizione, che
risente ancora del piano di ristrutturazione, denso di fatti
non previsti, la crisi del rublo e
linstabilit del dollaro. Ma
stiamo seguendo le tappe di
questo percorso di evoluzione
dellazienda e limplementazione di un modello manageriale, voluto dalla famiglia come per le altre societ di Edizione, in grado di garantire
successo per almeno altri 50
anni.
La parola dordine: semplificare. Da Benetton Group sono
state scorporate la parte immobiliare (che si accollata il
debito) e la parte industriale
(Olimpias). Ridotto il numero
di negozi (oggi la rete ne conta
500 in gestione diretta e 4500
in mano a terzi), di marchi (in
casa solo United Colors e Sisley, dismessi quelli minori
compresa la creatura di Alessandro Benetton, Playlife), il
numero dei paesi (almeno 40
quelli tagliati). Una ristrutturazione che ha avuto un alto
prezzo a livello occupazionale
oltre al taglio delle commesse
allindotto. il mondo che ha
imposto questa rivoluzione

BENETTON, LA RIVOLUZIONE
SI RIMETTE IL MAGLIONE

La svolta manageriale: utile gi in vista dal 2016, il salto dalla nuova collezione autunno-inverno
Presto per dire se torneremo a produrre qui, non escluso ma non sar una copia del passato

Siamo nel vivo


della fase di
rilancio
necessaria per cercare
nuovi soci una volta
terminato lassestamento
Lazienda nelle mani di
una squadra eccellente

Gli elementi
chiave tornano
ad essere quelli
storici: maglieria, colore
e impegno sociale
Nei negozi rinnovati
punte del 20% in pi
rispetto allanno scorso

Marco Airoldi, da un anno e mezzo amministratore delegato di Benetton Group

nella produzione dellabbigliamento, gi dieci anni fa. Non


ci potevamo sottrarre. Ora il sistema ci sta ripensando. Presto per dire se torneremo a
produrre in Italia, avvalendoci
dei lavoro dei contoterzisti trevigiani e quando. Di certo per
non si tratter pi di una copia

del modello del passato. laffidamento della presidenza a


tempo determinato a Alessandro Benetton, nel 2012, a dare
avvio a un processo di cambiamento irreversibile per risolvere una crisi interna impossibile da spiegare con la sola paralisi dei consumi. il modello

di business di Ponzano ad essere paralizzato: un elefante


con duemila dipendenti e pi
di cinquemila negozi. Reso ancora pi lento da quellattaccamento viscerale che la dinasty
ha sempre avuto per il gruppo
dellabbigliamento. Lazienda
oggi nelle mani di una squa-

dra di manager dal curriculm


doro, nessuno di loro per la
prima volta porta il cognome
di Luciano. Sono stati in grado
di implementare un sistema di
logistica allavanguardia che
movimenta 120 milioni di capi
lanno, grazie a casse intelligenti in cinquemila negozi di

oltre cento paesi. E di ridurre i


tempi dallideazione di una
collezione alla messa in vendita sul mercato ad appena sei
mesi come nel caso delle ultime capsule collection. Ora anche Benetton Group come le
altre aziende di Edizione. Il
modello manageriale stato
implementato. Siamo nel vivo
della fase di rilancio necessaria per cercare soci terzi, una
volta terminato lassestamento, come annunciato da Gilberto Benetton un anno fa. Airoldi parla dal suo ufficio, non in
villa Minelli, ma nel cuore della sede direzionale di Ponzano. Con Collection of Us facciamo il primo passo per tornare alloriginario posizionamento, che non esclude una
fascia prezzo pi alta. Faccio
riferimento alla maglieria colorata, di qualit. Lontana
dallappiattimento, anche di
prezzo, cui eravamo giunti.
Le carte non vengono svelate,
ma Airoldi anticipa che la collezione autunno inverno 2016
segner la svolta. La svolta
lha gi segnata il nuovo format implementato in una settantina di negozi in Italia e nel
mondo: on canvas, che richiama lidea di un telaio mobile. I
risultati sono sorprendenti.
Punte del 20% in pi di vendite rispetto allo stesso periodo
dellanno scorso, se non di pi
come nel caso di Treviso con
lo store in piazza Indipendenza. In generale rispetto allanno scorso un aumento di resa
del 10% a metro quadro. In
India Benetton la prima Marca occidentale, con un insediamento verticale, la sfida raddoppiare i ricavi nei prossimi
3-5 anni. Buone le opportunit di sviluppo in Messico, porta per insediarsi in America Latina. Mente per gli Stati Uniti
ancora troppo presto, rivela
Airoldi, anche se ci sono novit per quanto riguarda
le-commerce. Compiuto il
mezzo secolo Benetton torna
ai valori storici. Non c bisogno di rivoluzioni, gli elementi
chiave tornano ad essere quelli storci: maglieria, colore e impegno sociale.

NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

23

COMMENTI IL FUTURO
di DANIELE MARINI

segnali di un riavvio
delleconomia si stanno
sempre pi consolidando. I germogli che timidamente avevano fatto capolino in precedenza, si sono diffusi sul territorio e sono diventati degli arbusti. Certo,
non siamo ancora in presenza di un processo sistematico
che coinvolge tutti i settori
produttivi. Di qui, rievocare
limmagine della famosa
locomotiva del Nordest appare eccessiva, non solo in
termini di crescita quantitativa, ma perch non tutti i vagoni sono agganciati al traino
del locomotore. Alcuni comparti si pensi, per esempio
alle costruzioni oggi soffrono ancora in modo significativo una domanda interna
che si sta riprendendo lentamente. Nello stesso tempo,
per, non si pu non sottolineare come il clima complessivo sia per la prima volta, dopo diversi anni, improntato a
un prudente ottimismo. E
non potrebbe essere diversamente: la volubilit dei mercati, lincertezza degli eventi,
le cadute sofferte negli anni
della crisi e un sistema paese
che con molta fatica sta cercando di riformarsi, sono tutti aspetti che frenano gli entusiasmi.
Se poi consideriamo i processi che hanno attraversato
il sistema produttivo, possiamo comprendere meglio i
due volti di questa fiducia
sommessa. La crisi, infatti, ha
generato un processo di polarizzazione sulle imprese, dividendole fra quante hanno saputo reagire positivamente,
da un lato; e, dallaltro, quelle
che sono rimaste intrappolate. Fra questultime, molte
delle aziende pi piccole,
operanti in un mercato domestico. Che costituiscono,
per, la parte pi rilevante
del nostro sistema produttivo, se pensiamo che composto per quasi il 90% da
strutture con meno di 10 addetti. Imprese che faticano a
riprendersi perch ancora ai
margini del flusso della risalita economica. Fra le imprese
che faticano e quelle che hanno performance positive si
sta generando sempre pi
uno spazio vuoto. Non pi
permesso galleggiare, essere
incerti sul da farsi, perch il
rischio concreto di uscire
dal mercato.
In questo senso, diventano
utili alcune indicazioni che
provengono dalle imprese
che in questi anni hanno sa-

NON BASTA
LOSSESSIONE
DI INNOVARE
Le dimensioni tecnologiche e digitali sono
importanti. Ma ci sono altre quattro priorit

Eccessivo
rievocare
limmaginedella
famosa
locomotivadel
Nordest
Nontuttii vagoni
sonoagganciati
altraino

Organizzazione
dellavoro
sbocchiallestero
centralitdel
cliente,brand
ecapitaleumano
Inuovitrendda
declinarenelle
singolesituazioni
puto migliorare i propri risultati. Non si tratta di individuare ricette valide in modo
indistinto, perch ogni azienda fa storia a s: non ci sono
pi soluzioni omogenee, ma

indicazioni da personalizzare, da ritagliare sulla base delle proprie specificit. I processi percorsi dalle imprese
pi performanti possono essere riassunti attorno a quat-

tro concetti fondamentali.


Il primo rinvia alla
ossessione dellinnovare.
innanzitutto un atteggiamento, un orientamento culturale e operativo: innovare a tut-

ti i livelli. Le dimensioni tecnologica e della digitalizzazione dellimpresa sono sicuramente importanti e strategiche. Ma ci sono anche altri
ambiti che si possono esplo-

rare: dallorganizzazione del


lavoro, alla comunicazione;
dalla gestione della filiera, alla sostenibilit e alle certificazioni. Soprattutto la capacit di realizzare una contaminazione dei saperi professionali allinterno dellimpresa e
con lesterno che oggi aiuta a
disegnare gli sviluppi del futuro. In altri termini, linnovazione deve essere a 360 gradi.
Il secondo fenomeno, strettamente collegato al precedente, lapertura ai mercati
internazionali, ovvero l dove la domanda di beni e servizi soprattutto quelli legati al
Made in Italy conoscono
uno sviluppo rilevante. Avere
sbocchi allestero o essere inseriti in filiere internazionali
spinge le imprese a innovare,
innescando cos un circuito
virtuoso innovazione/internazionalizzazione.
Il terzo aspetto rimanda a
un diverso obiettivo strategico della produzione. Realizzare un prodotto qualitativamente elevato un elemento
necessario, ma non pi sufficiente per affermarsi sul mercato. A questo si deve affiancare la centralit del cliente,
la capacit di rispondere in
modo flessibile alle sue esigenze: realizzare prodotti
tailor made. Di pi, a tutto
ci si aggiunge il fattore
servizio al cliente, il seguirlo successivamente alla vendita, al saper offrire risposte
agli eventuali problemi.
La quarta dimensione rinvia allaspetto immateriale
della produzione che per
certi versi assume un peso
superiore
a
quello
materiale . Almeno su due
versanti: il capitale umano e
il brand. Nel primo caso, sicuramente diventa cruciale la
formazione professionale dei
lavoratori che devessere adeguata ai nuovi modi della produzione.
Ma oltre alla formazione
fondamentale il coinvolgimento dei collaboratori negli
obiettivi dellimpresa, sviluppare la motivazione ai valori
della medesima. Nel secondo caso, e collegato al precedente, viene lindividuazione
del proprio brand, lidentit
dellimpresa, ci che essa
vuole comunicare al proprio
interno e verso il mercato.
Quattro indirizzi, trend,
che devono essere declinati,
profilati sulle singole situazioni imprenditoriali. Ma che
possono aiutare gli arbusti a
rinforzarsi e a crescere, cos
da rendere la ripresa pi diffusa. E a far germogliare altre
imprese.

24

NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

I SETTORI FABBRICAZIONE DI MACCHINARI

I COLOSSI DA CINQUE MILIARDI


Dietro De Longhi e Zoppas, ottime performance di Global Garden. E di due emergenti
LE CIFRE

5,3

MILIARDI DI EURO IL FATTURATO


COMPLESSIVO DEL SETTORE, PRIMO
IN PROVINCIA SUPERANDO
CALZATURE, TESSILE E
ABBIGLIAMENTO

LE IMPRESE OLTRE I 100 MILIONI DI


RICAVI. A LIVELLO AGGREGATO I
RICAVI SONO CRESCIUTI DEL 4,6%

579

MILIONI DI RICAVI GENERATI DA


ZOPPAS INDUSTRIES CHE SI
CONFERMA AL SECONDO POSTO ALLE
SPALLE DI DE LONGHI, STACCATO A 1,7
MILIARDI

10,5%

LINCREMENTO DELLEBITDA DI
SETTORE, CHE PORTA LA SUA
INCIDENZA SUI RICAVI DALL11,7% AL
12,3%. LA MARGINALIT OPERATIVA
LORDA PI ELEVATA TRA TUTTI I
SETTORI ANALIZZATI

di CARLO MARCON

l settore della Fabbricazione di macchinari e apparecchiature elettriche


composto da 48 imprese tra
le prime 500 aziende della
provincia di Treviso e grazie
ad un fatturato complessivo
di 5,3 miliardi di euro si piazza al primo posto tra i settori
individuati, superando il settore Calzature, tessile e abbigliamento. Addirittura sono 9
le imprese che superano i 100
milioni di euro di ricavi con
De Longhi che si conferma il

Lo stabilimento della Fisher & Paykel Appliance e, in alto a destra, il presidente Antonio Pilati. Sotto, Salvo Cultrera, gm di Applied Materials

gigante del settore e con 1,7


miliardi di ricavi stacca nettamente il secondo classificato,
ossia Zoppas Industries che
genera 579 milioni di ricavi.
A livello aggregato i ricavi
del settore sono cresciuti del
4,6% rispetto al 2013, ma soprattutto l'Ebitda di settore si
incrementato del 10,5%,
portando la sua incidenza sui
ricavi dall11,7% al 12,3% che
rappresenta la marginalit
operativa lorda pi elevata
tra i settori analizzati. Il buon
andamento del settore confermato anche dallassenza

di imprese con Ebitda negativo, dalla presenza di sole 5


aziende con una redditivit
degli impieghi (Roa) negativa, dal livello di indebitamento (65,8%) pi basso rispetto
alla media delle imprese top
500 (71,5%) e da un differenziale di leva tra i pi elevati
che testimonia una buona capacit di far fruttare le risorse
investite pi di quanto costi
finanziarle.
Osservando la variabile dimensionale, le differenze tra
le imprese pi grandi (top
25%) e quelle pi piccole

(bottom 25%) si sono ridotte


per effetto delle buone performance conseguite dalle
aziende di minori dimensioni
che sono state in grado di incrementare i ricavi del 7,7%,
di aumentare la marginalit
operativa lorda dal 7,9% al
9,7%, di ridurre lindebitamento di due punti percentuali e soprattutto di far salire
le imprese in utile dal 67%
all83%.
Tra le aziende del settore
che si sono contraddistinte
per le ottime performance
doveroso segnalare: Global

Garden Products Italy che


passata da una perdita consistente ad un utile soddisfacente attraverso il miglioramento della redditivit operativa, Came in grado migliorare sensibilmente tutti gli indici di redditivit (Roa, Ros e
Roe), Fisher & Paykel Appliance Italy che ha incrementato
le vendite del 46% e pi che
quadruplicato lutile, Applied
Materials Italia che grazie a
un +130% di fatturato ha ripristinato il pareggio operativo e
ridotto notevolmente la perdita di esercizio, Della Toffo-

la, Stam e Modular Professional capaci di migliorare la


maggior parte degli indicatori economico-finanziari.
Infine, vanno menzionate
alcune aziende che presentano degli indici di bilancio
estremamente buoni, pur rimanendo stabili rispetto al
2013. Si tratta di De Longhi,
Minulamp, Steelco, HT, Galdi, tutte imprese con indici di
redditivit molto elevati (ebitda%, Roa, Ros e Roe in doppia cifra) e al tempo stesso un
livello di indebitamento basso.

NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

25

le top venti del settore

LE STORIE STRANIERE IN CASA

IL SOLARE RISCALDA APPLIED


Pi 130% per lazienda di S. Biagio. E pi 46% per Fisher & Paikel (forni da incasso e cucine)
di MARINA GRASSO

a propriet sar anche


americana o neozelandese e un po cinese. Ma
la testa, e il cuore, restano nel
trevigiano, come raccontano i
manager di due aziende
made in Treviso che oggi appartengono a multinazionali
quotate in borsa a New York e
a Sidney, ma che continuano a
parlare italiano e a registrare
performance di altissimo profilo. LApplied Materials Italia
di S. Biagio di Callalta nasce
nel 2008 dallacquisizione della Baccini SpA, gi leader mondiale nel mercato della tecnologia fotovoltaica a silicio cristallino, da parte della multinazionale americana Applied
Materials Inc. Ma, come spiega il General Manager Salvo
Cultrera manteniamo la nostra identit italiana con la
maggioranza di personale trevigiano e la collaborazione di
numerose aziende dell'indotto locali, anche se abbiamo acquisito strumenti e metodologie comuni all'interno del
gruppo. Lefficienza produttiva e finanziaria raggiunte dimostrano come si pu essere
competitivi in un mercato globale con un'azienda che mantenuto la sua identit italiana:
tutte le attivit di ricerca, ingegneria, produzione, business

management e le funzioni di
supporto sono, infatti, svolte
nelle nostre sedi di Treviso.
Ed proprio allApplied Materials il balzo pi prodigioso
nella classifica delle Top500
trevigiane, con un incremento
del 130% del fatturato (da meno di 30 milioni del 2013 a pi
di 67 nel 2014). Abbiamo ereditato il brand pi importante
nel mercato di equipment per
il solare e facciamo di tutto per
mantenerne alta la reputazione, grazie anche allentusiasmo dei nostri dipendenti, in
gran parte molto giovani, che
danno quotidianamente un
contributo eccezionale, tiene
a precisare Cultrera. Lazienda
continua a registrare una perdita desercizio (decimata rispetto al 2013), imputabile al
non ancora maturo mercato
del solare, ma le innovazioni
recentemente introdotte stanno dando i loro frutti: Nel
2013 si insediato un management interamente italiano che
ha ottimizzato lefficienza operativa - spiega Cultrera - e continuiamo a investire in formazione e sviluppo. E poi ci sono i nuovi prodotti e progetti:
Il lancio sul mercato di nuove
piattaforme e soluzioni ad altissima tecnologia ha trainato
il nostro business nel 2014 e lo
far anche nei prossimi anni.
Inoltre stiamo sviluppando

Una fase della produzione nello stabilimento della Fisher & Paikel di Borso del Grappa

nuovi macchinari e tecnologie


che rappresenteranno un punto di svolta nei mercati ove siamo presenti. Non posso anticipare di pi, stante linnovazione delle tecnologie brevettate
che adotteremo, ma la prossima frontiera per la nostra sede
di Treviso sar proporsi in
nuovi mercati adiacenti a quello del solare. Anche a Borso
del Grappa, dietro linsegna
Fisher & Paykel Appliances, si
continua a parlare italiano.

LElba spa che il Gruppo De


Longhi ha venduto nel 2006 al
gruppo neozelandese (dal
2012 di propriet della cinese
Haier, primo gruppo mondiale nella produzione di elettrodomestici), continua a produrre cucine free standing e prodotti incasso per la cottura, a
gas ed elettrici, italiani al 100%
e ad avere lo stesso management di dieci anni fa, capitanato da Antonio Pilati, amministratore delegato dal 1996. Nel

2014 ha registrato un aumento


del 46% dei ricavi (94 milioni, a
fronte dei 64 del 2013), producendo con i suoi oltre 450 dipendenti circa 400mila pezzi,
esportati
in
75
Paesi.
Esportiamo circa l80% della
nostra produzione - spiega Pilati - sia grazie a rapporti consolidati con i distributori, sia
in virt di un made in Italy
sempre molto apprezzato, tanto nel design quando per la
qualit e la ricerca. Non , in-

fatti, solo la ricercata eleganza


del design italiano, a far primeggiare i prodotti che continuano ad avere litaliano marchio Elba, che questanno
compie 65 anni: la ricerca e le
innovazioni introdotte (ad
esempio nel controllo elettronico delle temperature) porteranno i forni e i piani cottura
realizzati a Borso del Grappa,
nel gennaio 2016, al Ces di Las
Vegas, la pi importante fiera
di elettronica di consumo del
mondo. Perch il fiore allocchiello dello stabilimento
proprio il centro di ricerca e
sviluppo, dove i prodotti sono
testati e certificati sotto il profilo della funzionalit e della sicurezza. I nostri sono prodotti di alta gamma, semiprofessionali - sottolinea Pilati - e abbiamo ha ottenuto le certificazioni necessarie per eseguire
prove autorizzate nei principali circuiti normativi internazionali. Questo in virt della nostra lunga frequentazione dei
mercati esteri, dove siamo presenti da alcuni decenni.A mercati storici come lArabia
Saudita, dove vendiamo da 35
anni, abbiamo aggiunto un riscontro sempre pi significativo in tutto il middle east, dove
confidiamo di poter presto recuperare anche il mercato iraniano, nostro interlocutore di
tradizione, bloccato dalle sanzioni. Ma anche la crescente
domanda nordamericana e
quella asiatica ci stanno dando grandi soddisfazioni, mentre restiamo in attesa della riapertura del promettente mercato russo.

26

NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

LE CIFRE

I SETTORI TESSILE E ABBIGLIAMENTO

I PICCOLI CRESCONO BENE


Va meglio il 78 per cento del comparto, ma in vetta solo Geox chiude con un lieve utile
di MORENO MANCIN

l comparto della Calzatura, tessile e abbigliamento uno settori pi importanti delleconomia trevigiana, il secondo per volume
di affari generato che arriva
a sfiorare i 5 miliardi di euro
e il terzo per numero di imprese rappresentate, pari a
50.
Dopo due anni non particolarmente brillanti, le imprese del settore registrano
importanti segnali di ripresa
con un incremento dei ricavi
aggregati del 9,2% sul 2013 e
del 4,2% sul 2012. La crescita
ha interessato ben il 78% delle imprese del settore, segno
di una netta inversione di
tendenza rispetto ai corrispondenti dati del 2013 dove
si era registrata una sostanziale contrazione dei ricavi a
livello di settore. Il dato tuttavia pi confortante arriva
dallimportante ripresa anche della redditivit da parte
di molte imprese.
Quelle in grado di chiudere i conti in utile sono ben il
78% del campione e di queste ben il 68% ha visto un miglioramento del risultato di
periodo rispetto al corrispondente dato del 2013. Questo
importante risultato sembra
principalmente imputabile
ad una crescita della redditivit operativa che a livello aggregato sale dal 4,2% del
2013 al 6,2% del 2014 in termini di Ebitda/Ricavi.
Il trend di generale miglioramento dei risultati aggregati tuttavia nasconde andamenti molto differenziati tra
le piccole e le big del settore.
Le Top 25% della classifica,
pur presentando dati in netto miglioramento sul 2013,
registrano livelli di perfor-

mance nettamente inferiori


su tutti i fronti rispetto alle
imprese di minori dimensioni. Queste ultime, imprese
con un fatturato compreso
tra i 14 e i 16 milioni, presentano ricavi in crescita del
14% (contro l8,9% delle
grandi), una redditivit operativa del 7,1% (rispetto al
5,7% delle big) e riescono a
chiudere tutte i conti in utile
contro un pi modesto
53,8% delle imprese di maggiori dimensioni. Sorprende
anche il dato relativo allindebitamento, dato che tra le
bottom 25% si registrano mediamente imprese con una
struttura finanziaria nettamente pi solida e in miglioramento rispetto al 2013: lo
scorso anno, infatti, grandi e
piccole registravano un ricorso allindebitamento per finanziare i propri investimenti pari a circa il 67% sia per le
grandi che per le piccole. Nel
2014 le piccole sono scese
per questo indicatore al
65,9%, mentre le grandi hanno visto, a livello mediano,
un netto peggioramento del
livello di indebitamento, raggiungendo l80,8%.
Se spostiamo lattenzione
alle principali aziende del
settore, nella parte alta della
classifica troviamo tre imprese storiche del territorio come Benetton Group, LIR (finanziaria del Gruppo Geox)
e il Gruppo Tecnica, seguite
al quarto posto da Equibox
holding proprietaria del noto marchio Replay. A conferma dei dati appena illustrati,
tra le top del settore solo
lazienda controllata dalla famiglia Polegato in grado di
chiudere i conti con un modesto utile, anche se registrano tutte volumi di vendita in
progresso rispetto al 2013.

5 miliardi
l
IL VOLUME DI AFFARI GENERATO
DAL SETTORE, TERZO PER NUMERO
DI IMPRESE RAPPRESENTATE

9,2%

LINCREMENTO DEI RICAVI


AGGREGATI SUL 2013. STATO DEL
4,2 SULLANNO PRECEDENTE
LA CRESCITA DELLA REDDITIVIT
OPERATIVA SALE DEL 4,2%

- 7,7%

LA PERDITA DEI RICAVI SUL 2013


REGISTRATA DAL GRUPPO
STEFANEL. RISPETTO AL 2012 DEL
16,6%

La matassa di lana simbolo dei colori di Benetton

Se allarghiamo lo sguardo
alla top 20, ben nove aziende
rilevano una chiusura in perdita, mentre solo tre riportano contrazioni di fatturato.

Tra queste rientra anche il


gruppo Stefanel con un
-7,7% di ricavi sul 2013 e ben
-16,6% rispetto al corrispondente dato del 2012.

Che il periodo difficile non


sia definitivamente alle spalle traspare anche dalla capacit di creare valore delle imprese trevigiane della calza-

tura, tessile e abbigliamento,


misurata attraverso il differenziale di leva. Sebbene il
dato sia in tendenziale miglioramento, met di queste
imprese non riesce ad andare oltre un differenziale di leva dell1,9%. Ci significa
che il rendimento del capitale investito supera di poco il
costo medio del capitale raccolto a debito. Tuttavia anche qui il dato si presenta in
netto miglioramento se si
considera che nel 2013 il corrispondente indicatore non
era riuscito a superare lo
0,5%.
Per concludere, il vento
della ripresa ha interessato e
coinvolto anche il comparto
in esame, anche se la forte
crisi che ha interessato le imprese del settore negli scorsi
anni ha lasciato il segno e, in
qualche modo, sembra aver
inciso sulla capacit di reazione soprattutto delle imprese di maggiori dimensioni.
Le imprese pi piccole, al
contrario, sfruttando la relativa flessibilit e velocit di
reazione ai cambiamenti
dellambiente, hanno gi imboccato un percorso virtuoso di crescita che lascia ben
sperare per il rilancio di uno
dei settori pi importanti del
territorio della Marca.
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NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

27

le top venti del settore

LE STORIE MARCA STYLE

I NOSTRI TESSUTI DA OSCAR


Lo smoking di John Travolta nasce alla Siretessile. Dove nel mezzo della crisi hanno scelto di assumere
di SERENA GASPARONI

llultima notte degli


Oscar John Travolta si
presentato con uno
smoking realizzato a Cornuda.
Fatto su misura, proprio da Siretessile, con il marchio Di Maestro. Non solo tessuti tecnici
per i migliori calzaturifici del
mondo, filati per le tessiture europee, lenzuola e coperte per le
maggiori catene di supermercati. Dal quartier generale di via
dellIndustria nel 2012 sorta
questa piccola divisione sartoriale, pi per passione che per
business, in cui si realizzano
abiti su misura per uomo. Vestiamo Ceo di multinazionali e
artisti di fama mondiale. Un lavoro artigianale con clienti negli Stati Uniti dove una persona
del nostro staff trascorre 8 mesi
lanno, ma anche in Guatemala, Giappone, Taiwan e in tutta
Europa, spiega Alessandro
Baggio,
amministratore
dellazienda. Una curiosit che
molti non conoscono di questa
realt che continua a produrre
in Italia da quasi quarantanni,
fondata nel 1976 da Gianfranco
Baggio, oggi presidente, della
societ. E non ha intenzione di
spostarsi da qui, a dimostrazione che la delocalizzazione non
affatto la soluzione di tutti i

mali. E che continuare a produrre, crescere, lavorare e dare


lavoro nel nostro territorio
possibile. Un dato di cui andiamo fieri: in tutti questi anni
non abbiamo mai fatto unora
di cassa integrazione. E non abbiamo mai dislocato un posto
di lavoro. Siretessile considera
tutto il personale una vera e
propria squadra. Crediamo
molto nei valori e nel rapporto
umano, deleghiamo grande responsabilit ai nostri collaboratori tutti che consideriamo il ve-

ro ed unico patrimonio
dellazienda.
Nel tempo il loro numero
cresciuto: erano appena 7 nel
1985, dieci anni dopo sono saliti a 50, nel 2005 a 110, ora Siretessile ne conta circa 200. La
maggior parte operativi nei
quattro stabilimenti della sede
di Cornuda, a cui se ne aggiungono due in Serbia, oltre agli otto magazzini di stoccaggio
sparsi nelle zone pi strategiche dEuropa e i 6 uffici propri
sparsi in 6 paesi diversi del

Lo
stabilimento
della
Siretessile a
Cornuda e, a
destra,
lattore John
Travolta
indossa
labito
confezionato
dallazienda
trevigiana per
la notte degli
Oscar

mondo.
proprio nei dipendenti risiede la strategia con cui Siretessile ha affrontato la crisi.
Dal 2008 ad oggi, abbiamo investito nel personale. In particolare sulla forza commerciale
estera, attraverso nuove assunzioni, continua Baggio, non
che non abbiamo sofferto la crisi, anzi. Labbiamo vissuta sulla nostra pelle. Ma anzich stare a guardare ci siamo rimboccati le maniche, investito sul
commerciale e continuato a
spingere nei mercati con la
grande positivit che ci caratterizza. Basti pensare che solo tra
il 2013 al 2014 sono state 15 le
nuove assunzioni di Siretessile. Siretessile conta 4 divisioni
aziendali: materie prime e filati, tessuti tecnici rivolti al mondo calzaturiero, articoli tessili
per la casa e abbigliamento.
Quattro divisioni indipendenti, che grazie alla loro diversificazione sui mercati ci hanno
sempre permesso di ottimizzare al meglio il personale e di
vincere nei momenti di crisi.
Nel 2014 il fatturato di Siretessile ha superato i 75,2 milioni di
euro, in crescita di 2 punti percentuali rispetto allanno precedente, di 15 rispetto al il
2012. Il mercato italiano rappresenta ancora oggi il 65% del
fatturato. Nel 2014 per Siretessile due importanti investimenti: Abbiamo investito 1,5 milioni di euro in un nuovo impianto produttivo, conclude Baggio, ma anche, in benessere
per il nostro personale con
linaugurazione di una nuova
sede direzionale Ma non solo:
vuole essere un segno di fiducia per il territorio, come a dire:
siamo qui, crediamo nel nostro
paese e vogliamo rimanerci.

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I SETTORI ALIMENTARE

CRICH, I BISCOTTI LIEVITANO


Un altro balzo del 62% per lazienda di Zenson. In testa ancora Segafredo e S. Benedetto-Guizza

62

LE AZIENDE DEL SETTORE, UNO DEI


PI IN SALUTE DELLA MARCA

62%

di MORENO MANCIN

LINCREMENTO DEL FATTURATO DI


BISCOTTI CRICH, LAZIENDA PI
PERFORMANTE CON UN VOLUME DI
AFFARI RADDOPPIATO IN DUE ANNI

E FEDERICA LUCCHETTA

rodotti alimentari e bevande rappresenta, anche in questa edizione,


uno dei settori pi in salute
della Marca trevigiana: con le
sue 62 aziende il secondo
settore pi numeroso e si colloca al terzo posto nella graduatoria per volumi di fatturato, con un dato complessivo di
oltre 4 milioni (in crescita del
2% rispetto allanno 2013).
I dati dei bilanci elaborato
per questa edizione di Top
500 testimoniano che a guidare lo sviluppo di questo comparto sono soprattutto le imprese di maggiori dimensioni
che riescono a crescere ad un
ritmo pi sostenuto della media del comparto. Si distingue,
sotto questo aspetto, la Nuova
Industria Biscotti Crich - gi al
centro dellattenzione lo scorso anno quando si parlato di
nuove linee produttive ed
export spinto anche in direzione del mercato cinese - che registra un incremento del 62%
del fatturato, a testimonianza
dei ritorni positivi derivanti
dai consistenti investimenti effettuati nel 2014 volti al potenziamento della linea produttiva. Questa realt conquista il
titolo di azienda pi performante delle top 20 del settore,
con un volume daffari pi
che raddoppiato in soli due
anni (+ 116% rispetto al 2012).
In cima alla classifica settoriale troviamo anche quest'anno, al primo posto, Massimo
Zanetti Beverage Group (Segafredo) seguita da Zoppas finanziaria (controllante di San
Benedetto e Guizza) che insieme producono quasi il 40%
del volume di affari complessivo conseguito dallintero settore.

le cifre

40%

IL VOLUME DI AFFARI
RAPPRESENTATO DA MASSIMO
ZANETTI BEVERAGE GROUP E ZOPPAS
FINANZIARIA NELLINSIEME
DEL COMPARTO ALIMENTARE

60%

LA CONTRAZIONE DEI RICAVI DI


VENDITA DI OLEIFICIO MEDIO PIAVE
CHE SLITTA ALLA NONA POSIZIONE IN
CLASSIFICA

4
Un calice di prosecco Valdo: assieme alla Marca Vini, lazienda di Valdobbiadene segna lincremento pi forte nel mondo del vino

IL FATTURATO DELLINTERO SETTORE


IN CRESCITA DEL 2% RISPETTO AL
2013

Entrambe le aziende, tuttavia, continuano a registrare,


seppur ad un ritmo pi rallentato rispetto al dato dello scorso anno, un ridimensionamento del loro volume d'affari, in netta controtendenza rispetto allandamento complessivo del settore.
Al terzo posto invece troviamo una performante Pasta Zara che, nonostante il divario di
oltre 400 milioni rispetto alla
seconda in classifica, incalza
con una crescita del fatturato
del 10%, una buona marginalit operativa (7%) a cui segue
un incremento altrettante soddisfacente dellutile netto.
Oleificio Medio Piave invece
cede il passo a Biscotti Crich,
Colomberotto, Maia agroindustriale, Consorzio agrario di
Treviso e Belluno e Latteria

EBITDA si attesta, in genere,


su livelli molto buoni e anche
il differenziale di leva per la
maggior parte delle realt in
terreno positivo testimoniando lattitudine delle imprese a
ottenere dal capitale di debito
un rendimento maggiore rispetto al costo sostenuto.
In sintesi, anche i dati del
2014 confermano la presenza
di un settore in buona salute
che consolida il proprio ruolo
di motore delleconomia trevigiana, popolato da imprese
con grande potenziale di crescita e unottima propensione
allexport.
Questultimo
costituisce
senza dubbio, lingrediente
principale in grado di spiegare
le ottime performance raggiunte dalle aziende del comparto.

PastaZara cresce
del10%
Ilmondodelle
bollicinespinge
laMarca vini
eValdo
spumanti
Impennatadi
AsoloDolce
Montello slittando dalla quarta alla nona posizione, con
una contrazione dei ricavi di
vendita di oltre al 60% imputabile anche alle precarie condi-

zioni finanziarie in cui versava


la societ nel 2014.
Nella rimanente parte della
classifica si distinguono, in termini di crescita dei volumi,
due realt che testimoniano
come la provincia di Treviso
continui a distinguersi egregiamente nella produzione di
vini di qualit: la Marca vini e
spumanti e Spumanti Valdo
con un balzo dei ricavi rispettivamente dell11% e del 17%
(rispetto al 2012 del 45% e del
32%).Fuori dalla classifica delle migliori 20 merita invece segnalare limpennata nei volumi di fatturato registrata da
Asolo dolce S.p.a. e da Contarini vini e spumanti S.r.l. con un
primato di crescita rispettivamente del 70% e 80%.
Non si registrano nel settore, invece, differenze significa-

tive tra le big e le aziende di


minori dimensioni in termini
di marginalit operativa e di livello di indebitamento; lEBITDA/Ricavi, si attesta per entrambi i gruppi di aziende ad
un 6-7% mentre il livello di indebitamento raggiunge in media un 71-73% per la generalit delle imprese.
Si distinguono, Medio Piave
Marghera e Hausbrandt che
presentano una struttura patrimoniale molto solida, con
un ricorso al capitale di terzi
inferiore al 30%.
La buona struttura finanziaria che caratterizza nel complesso le imprese del settore,
unitamente ad una marginalit operativa soddisfacente, influenza in modo positivo anche gli altri indicatori finanziari: il rapporto oneri finanziari/

NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

29

LE TOP VENTI DEL SETTORE

LE STORIE A TAVOLA

LA CARNE IN PIENA SALUTE


Colomberotto, 100 mila capi macellati: Con attenzione per la qualit e rispetto dellambiente
di MARINA GRASSO

Mangiarsano
Germinal
prodottie dolci
daforno
stilebiofood
Serviremo
lacolazione
italiana
aibambini cinesi

veva poco pi di
ventanni, Loris Colomberotto, quando - nel
1978 - acquis unazienda agricola per affiancare la macelleria di famiglia a Moriago della
Battaglia con lattivit di allevamento, per controllare la
crescita e lo sviluppo degli animali per garantire la qualit finale delle carni. Una scelta
non usuale, a quei tempi, che
si rivelata subito vincente e
che negli anni Novanta gli ha
consentito lingresso nella rete
commerciale dei gruppi pi
qualificati della GDO. Da allora il marchio Colomberotto
campeggia su un arcipelago di
allevamenti in tutto il Veneto e
in numerose aziende che gestiscono la produzione agricola,
dei mangimi e del latte in polvere (tutte controllate da un laboratorio di analisi e ricerca),
impegnando
direttamente
150 dipendenti e un indotto di
altri cento operatori. La holding della famiglia Colomberotto, Colori spa, che controlla
le principali societ del gruppo, nel 2014 ha registrato un
fatturato di quasi 145 milioni,
con oltre 100.000 capi macellati, e per il 2015 prevede un incremento del 10%, del fatturato e delle macellazioni. E sempre la Grande Distribuzione il

Loris Colomberotto nellallevamento: 145 milioni il fatturato realizzato nel 2014

primo mercato (80%), mentre


il 10% assorbito da grossisti
nazionali e il rimanente 10%
costituito dallexport. Per Loris Colomberotto, oggi ad del
Gruppo, sono risultati nati
dallaver puntato al controllo
della filiera, che ci ha permesso di consolidare il rapporto
con la GDO, cliente con cui si
potuto instaurare e garantire
un programma di produzione
di lungo periodo. Attenzione
al mercato che non prescinde
da quella per il territorio: Non
abbiamo mai dimenticato che
i rapporti con il territorio sono
la base della nostra attivit. Sostenibilit, qualit e sicurezza
alimentare non possono pre-

scindere dal rispetto dellambiente e del territorio. E se gli


si ricorda che qualche contestazione per limpatto ambientale dei suoi allevamenti, in realt c stata, taglia corto: Le
istituzioni che hanno capito la
nostra filosofia ci hanno sempre appoggiato.
Riguardo allallarme sulla
carne rossa lanciato dall'OMS
sceglie di non sbilanciarsi, ma
afferma: Credo che la carne,
nella giusta quantit e qualit,
sia un alimento indispensabile nella nostra dieta. Dal canto
nostro, siamo sempre alla ricerca di migliorare le nostre
produzioni nel rispetto del benessere e dell'ambiente.

Qualit e attenzione al benessere sono anche alla base


della filosofia aziendale del
gruppo MangiarsanoGerminal, presente nel mercato dei
prodotti da forno da oltre 40
anni e da sempre orientato al
biofood. Nel 2001 lazienda ha
inaugurato il nuovo insediamento produttivo a Castelfranco Veneto, implementando
poi continuamente le linee
produttive per ottenere un
sempre pi vasto assortimento di prodotti biologici e salutistici. Oggi, con oltre 50 dipendenti, produce pi di 400 tipologie di referenze che nella sostenibilit alimentare hanno il
loro punto di forza e ne fanno

un leader in Italia e in Europa,


prevedendo per il 2015 un incremento del fatturato 25%.
Emanuele Zuanetti, fondatore
e presidente del gruppo, autentico pioniere del biologico
in Italia, elenca sinteticamente i motivi del successo: Siamo stati tra i primi a credere
nel biologico e a introdurre
prodotti certificati bio. Il continuo lavoro di ricerca e sviluppo ci ha portato alla realizzazione di prodotti biologici e salutistici formulati senza lievito, senza uova e senza glutine.
Ci siamo sempre dedicati alla
ricerca di materie prime selezionate e innovative, tra le quali la crema di riso, le alghe, gli

estratti di origine vegetali e farine ad alto potere nutritivo e a


basso contenuto glicemico.
Cos facendo, siamo diventati
un punto di riferimento per i
consumatori pi attenti alla
propria alimentazione, oltre
che per coloro che manifestano intolleranze alimentari.
Diverso il discorso per
lexport, da cui nasce il 10%
dei ricavi: un mercato in grande espansione, con richieste
che giungono anche da Paesi
inconsueti, come Panama, ad
esempio, per il quale le attenzioni necessarie si differenziano di volta in volta.
Il prodotto dolciario da forno - spiega Zuanetti - strettamente legato alla colazione italiana, quindi vendere biscotti
o crostatine in altri Paesi significa saper interpretare e conoscere gli stili alimentari dei paesi di destinazione attraverso
la realizzazione di ricette ad
hoc che implicano anche lo
studio di soluzioni di packaging adeguati. Dopo quasi
due anni di studi e trattative, il
gruppo castellano sta per arrivare anche nel mercato cinese, anche qui personalizzando
molto lofferta, che riguarder
esclusivamente, per ora, il babyfood: Siamo la prima azienda europea ad aver ottenuto la
certificazione dellOrganic Food Developement Center, ente di controllo cinese per gli alimenti biologici. In questi giorni stiamo definendo il packaging, che comunicher innanzi tutto litalianit del prodotto, con attenzione verso il concetto di sicurezza alimentare
che solo un prodotto italiano
in grado di trasferire.

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NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

I SETTORI COMMERCIO ALLINGROSSO

LABBUFFATA DEL BIOLOGICO


La specializzata Ariele salta al vertice staccando nettamente Vega, Marfin (Marchiol) e Ama Crai
di CARLO MARCON

l settore del Commercio


all'ingrosso rappresenta il
quarto settore in ordine di
fatturato tra quelli individuati,
con un volume complessivo di
ricavi di poco inferiore ai 3,5
miliardi di euro, ma di gran
lunga il pi popoloso essendo
composto da ben 85 imprese.
Di queste 7 superano i 100 milioni di fatturato. Nel 2014 Ariele Holding, specializzata nei
prodotti biologici, si issa al vertice della classifica staccando
nettamente per fatturato Vega, Marfin (che consolida Marchiol) e Ama Crai Est che seguono nell'ordine.
Il settore risulta caratterizzato da unelevata stabilit. Infatti, a parte i ricavi aggregati che
sono aumentati del 3,5%, gli altri indicatori di bilancio non si
discostano molto da quelli
dell'anno precedente. In particolare, rimangono costanti la
marginalit operativa lorda pari al 3,3%, la percentuale di imprese in utile pari all'88%, il
rapporto di indebitamento stabile all'81% e l'onerosit del
debito misurata come incidenza degli oneri finanziari sull'
Ebitda ferma al 10%. Questi dati riflettono le caratteristiche
dei distributori all'ingrosso
che puntano generalmente su
una strategia orientata a generare volumi di vendita piuttosto che margini e presentano
un livello di indebitamento superiore alla media che per genera pochi oneri finanziari essendo in prevalenza di tipo
operativo. Tenuto conto che la
percentuale di imprese in utile
tra le pi alte tra i vari settori
e la redditivit del patrimonio
netto (Roe) superiore alla

le cifre

22%

lLINCREMENTO DI RICAVI DI ARIELE


HOLDING SPECIALIZZATA NEI
PRODOTTI BIOLOGICI

85

LE IMPRESE DEL SETTORE. DIE QUESTE


SETTE SUPERANO I 100 MILIONI

6,9%

LAUMENTO DEI RICAVI DEI GRANDI


GROSSISTI

3,5

MILIARDI DI EURO IL VOLUME


COMPLESSIVO GENERATO DAL
SETTORE, QUARTO IN ORDINE DI
FATTURATO

91%

LINCREMENTO DI SENNA GROUP.


LAZIENDA STATA IN GRADO DI
TRIPLICARE LUTILE E RIDURRE
LINDEBITAMENTO

Dallalto, Fabio Brescacin di Ariele e, sotto, Giambattista Zen di Keepconsulting, advisor finanziario di Milleuno

media delle imprese top 500, si


pu concludere che la maggior parte delle aziende del settore in grado di raggiungere
un equilibro economico soddisfacente. Osservando il fattore
dimensionale le imprese pi
grandi hanno ridotto il divario
che le separava in termini di
performance dalle pi piccole,
soprattutto in termini di marginalit operativa lorda, livello
di indebitamento e percentuale di imprese in utile. Questo si

verificato grazie all'incremento dei ricavi (+6,9%) dei


grandi grossisti - rispetto ai
piccoli rimasti stabili come
vendite - e al ritorno allutile di
alcune realt di maggiori dimensioni (Fedim, Itafin, Amer
Sports Italia).
Tra le prime venti aziende
del settore in grado di incrementare maggiormente i ricavi si segnalano Ariele Holding
(+22%), Sisaveneta (+17,3%),
B2bires (+17,3%) e Senna

group (91%). Quest'ultima


stata in grado anche di triplicare l'utile, ridurre l'indebitamento e far aumentare il differenziale di leva dal 12% al 21%
grazie ad unottima redditivit
degli impieghi (Roa) sostenuta
da un'eccellente indice di rotazione dell'attivo. Altre aziende
in grado di migliorare i gi
buoni indicatori di bilancio sono Iceberg (capace di raddoppiare l'utile) e Ires (con un differenziale di leva del 9,6%). In-

vece, tra le aziende pi performanti al di fuori delle top 20


meritano una menzione Cartonal Italia, New Mills, Rudy
Project e Coccovo, capaci di
migliorare il reddito netto, la
marginalit operativa lorda e il
differenziale di leva.
Tra le prime della classe
Ariele Holding, nonostante il
sensibile aumento dei ricavi
che le ha permesso di balzare
in testa alla classifica di settore
e il miglioramento della reddi-

tivit operativa (ebitda%, roa,


ros e differenziale di leva), ha
contratto notevolmente il reddito netto a causa del venir meno di importanti componenti
straordinari conseguiti nel
2013. Di contro Vega presenta
una redditivit operativa molto contenuta ma grazie a consistenti proventi da partecipazioni si conferma una delle realt del settore con la pi alta
redditivit del patrimonio netto (16%).

NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

31

le top venti del settore

LE STORIE IL BUSINESS DEL GIOCO

MILLEUNO, NUMERI DA BINGO


A San Vendemiano la centrale dellimpero che controlla il 15 per cento delle sale gioco in Italia
A San Vendemiano la centrale di
Milleuno, la societ che controlla 1l
15 per cento delle sale in Italia

di ANDREA DE POLO

15

, 29, 35, 40, 52. Sono i


numeri con cui ha fatto
Bingo la Milleuno Spa,
gruppo con sede a San Vendemiano che gestisce una buona
fetta del gaming italiano (sale
Bingo, soprattutto) e racchiude al suo interno una serie di
aziende che vanno dalla produzione industriale nel mondo della stampa alle attivit
nel settore immobiliare. I numeri raccontano che la
puntata, realizzata nel 2001
dai due soci Maurizio Maschio
ed Enrico Polo al momento
della creazione della societ, si
rivelata vincente. Oggi il
Gruppo Milleuno il leader
delle sale Bingo in Italia: ne ha
il 15 per cento del totale, cio
29 concessioni autorizzate e altrettante sale su un totale di
210 in tutta Italia (i due principali competitor di sale ne hanno, rispettivamente, 18 e 13). Il
bilancio si impennato negli
ultimi anni: 35 milioni di euro
il margine operativo lordo
nellultimo esercizio, 40 milioni il patrimonio netto, pi 52
per cento dei ricavi. Un impero che ha preso il gioco terribilmente sul serio. Viene normale chiedere come si fanno i soldi con il Bingo. E si scopre che

Una parte
delmontepremi
vaal giocatore
unaalloStato
eunaallazienda
Lunicosettore
cheprospera
conla crisi
c ben poco della scommessa, e molto del lavoro imprenditoriale tradizionale, fatto di
programmazione e investimenti pi che di rischi. La
Milleuno Spa non fa distribuzione di dividendi, continua a
investire sempre spiega
Giambattista Zen di Keepconsulting, advisor per la parte finanziaria dellazienda e responsabile della comunicazio-

ne quello del gioco un mercato che si sta affermando in


maniera importante, ma che
richieder pochi operatori importanti e qualificati. La Milleuno Spa gestore e concessionario delle Sale Bingo: per
queste attivit ha la concessione pubblica, e allinterno delle
sale pu anche posizionare alcune slot e videolottery. La sala Bingo pi vicina alla sede

quella di Conegliano, le altre si


concentrano soprattutto al
Centro Nord (Zoppola, Brescia, Sirmione, Musile di Piave) e nelle grandi citt (Milano
e Roma). Il gioco e i profitti di
ogni azienda sono severamente regolati dalle leggi dello Stato, dal momento in cui una
persona entra nella sala e compra una cartella del Bingo, a
quando i numeri estratti decre-

tano il vincitore. Del montepremi vinto, una parte va al


giocatore, una allo Stato, e una
allazienda. Il settore non conosce crisi, anzi forse la crisi
stessa che spinge un numero
sempre maggiore di persone a
cercare la fortuna. Ma se giocano in tanti, sono in tanti anche
ad avere un lavoro: Lintero
Gruppo Milleuno, fra il settore
gaming e le altre attivit indu-

striali, ha un migliaio di dipendenti spiega Zen in alcune


sale slot ci sono anche ristoranti o altri servizi. Solo a Zoppola, per esempio, il gruppo
d lavoro a trenta persone.
Doverosa parentesi: il gaming
fa spesso rima con ludopatia.
Molte sale hanno vetri oscurati allinterno perch il giocatore non si renda conto del tempo che passa, qualcuno tra slot
machine e videolottery si letteralmente rovinato. Cosa fa
un gruppo come Milleuno per
evitare queste degenerazioni?
La politica sulla ludopatia
severissima. I grossi operatori
come il nostro riescono a gestire e a prevenire il problema, gli
altri in molti casi no. Rispettiamo rigorosamente le normative pubbliche, i dipendenti vengono formati su questo tema e
i controlli sono continui. I giocatori pi assidui, quindi, vengono controllati dagli stessi dipendenti delle sale perch la
loro non diventi una dipendenza. Finora, il gioco sta funzionando.
Milleuno

unazienda senza indebitamento, e ampiamente differenziata. Sotto la sigla Milleuno Spa trovano posto una ventina di altre societ. Fra queste, anche lImoco Spa, specializzata nelle stampe industriali. E anche la squadra di pallavolo che milita in Serie A1,
lImoco Volley, appartiene al
Gruppo Milleuno. Oggi la
squadra gioca al Palaverde di
Villorba, ma il sogno e la nuova scommessa di Milleuno
costruire altrove un palazzetto
polifunzionale avveniristico.

32

NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

I SETTORI COMMERCIO AL DETTAGLIO


di MARCO FASAN

olamente 9 delle aziende Top 500 appartengono al settore del Commercio al dettaglio, che rappresenta comunque il decimo settore per fatturato della
provincia, superato nelledizione in corso dal comparto
della Commercio e riparazione di autoveicoli. I dati sulla
performance 2014 sono tendenzialmente positivi: rispetto allanno precedente, il fatturato aumentato del 2,4%,
la marginalit rimasta costante (3,8%) e il 90% delle
aziende ha chiuso il bilancio
in utile (contro l80% del
2013).
I dati sulla performance
di settore, sopra esposti a livello aggregato, vanno letti cum
grano salis, dal momento che
il commercio al dettaglio ha
delle caratteristiche diverse rispetto agli altri settori. In primo luogo, la marginalit relativamente inferiore. A livello aggregato, infatti, la marginalit delle Top 500 si attesta
all8%, mentre solamente
del 3,8% per le aziende del settore. Il dato si spiega considerando che il business model tipico del commercio al dettaglio punta maggiormente sui
volumi piuttosto che sui margini. In secondo luogo, il rapporto di indebitamento pari
al 79% per le Top 500 e al 72%
per le aziende del settore. Anche in questo caso, va considerato che la scarsa presenza
di immobilizzazioni nellattivo delle imprese del commercio al dettaglio non rende necessaria la copertura tramite
patrimonio netto, ma consente piuttosto lutilizzo di capitale di debito.
Le aziende che hanno ottenuto un maggiore aumento di
fatturato rispetto al 2013 sono
le seguenti: Sme (+5%), Supermercati Visotto (+6%), Cuzziol (+15%). In particolare, la
crescita registrata da Supermercati Visotto e Cuzziol si

NON SOLO SPICCIOLI IN CASSA


Solo nove le aziende del settore, che nella classifica di Top 500 scivola al decimo posto

Linterno di un supermercato: i dati sulla performance 2014 sono tendenzialmente positivi: rispetto allanno precedente, il fatturato aumentato del 2,4%

somma al dato positivo che si


era registrato anche lanno
precedente. Le due aziende
registrano il secondo aumento di fatturato consecutivo, vedendo complessivamente i loro ricavi aumentare rispetto
al 2012 del 14,9% (Supermercati Visotto) e del 26,6% (Cuzziol).
Tale aumento di fatturato
stato probabilmente alimentato anche da una diminuzione della marginalit, che scende per Supermercati Visotto e
Cuzziol ma aumenta invece
per Sme. Particolarmente interessante la posizione di
Cuzziol, che, pur diminuendo
la propria marginalit, si attesta su un valore relativamente
alto (5,84%). Lazienda potrebbe aver scelto di sacrificare qualche decimale di margi-

Alivello
aggregatola
marginalitdelle
Top500 si attesta
all8%,mentre
solamentedel
3,8%per
questo business
model

Leaziende pi
grandidel
settoresono
anche
lepiindebitate
Mapossono
permetterselo
vistoche tuttele
bigsono inutile

nalit a vantaggio di un aumento di fatturato.


Per quanto riguarda le
fonti di finanziamento, Sme
riuscita a completare la buo-

na performance a livello di gestione operativa con una diminuzione sensibile del rapporto oneri finanziari / Ebitda. Se nel 2013 Sme destina-

va il 17% del suo Ebitda alla


copertura degli oneri finanziari, nel 2014 tale rapporto scende all11%. Il risultato positivo
da ricondurre anche alla diminuzione del costo medio
dellindebitamento (ROD),
sorprendentemente raggiunta nonostante Sme abbia un
rapporto di indebitamento
pari all85%, uno dei pi alti
del settore. Questo risultato
trova motivazione nel fatto
che gran parte dellindebitamento dellazienda di natura operativa, tratto comune
un po a tutte le aziende che
operano in questo settore.
Lazienda che ha una struttura patrimoniale pi solida, da
un punto di vista dellindebitamento finanziario, Galoil
(60%), a cui associato un costo del debito relativamente

contenuto.
I dati relativi alle performance individuali delle diverse imprese sono coerenti con
quanto emerge a livello aggregato, se osserviamo i corrispondenti dati per il Top 25%
e Bottom 25% del settore: le
aziende di maggiori dimensioni hanno una performance
nettamente migliore rispetto
alle altre, sia in termini di variazione (positiva) di fatturato, sia in termini di marginalit. Lunico dato in controtendenza quello sul rapporto di
indebitamento: le aziende
pi grandi del settore sono infatti anche le pi indebitate.
Sembra per che le stesse possano permetterselo, visto che
tutte le big sono in utile, contro solo il 60% delle aziende di
minori dimensioni.

NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

33

LE TOP DEL SETTORE

LE STORIE LA NUTRACEUTICA
di MARINA GRASSO

alla farmacia di Istrana


a una delle pi innovative aziende italiane. La
storia imprenditoriale di Walter
Bertin, farmacista di tradizione,
inizia nel 1998 - a pochi passi
dalla sua farmacia di Istrana con la nascita di Labomar, che
presto si afferma come azienda
specializzata nella ricerca e sviluppo e nella produzione negli
ambiti degli integratori alimentari, dispositivi medici, alimenti a fini medici e cibi funzionali
conto terzi, i cui partner principali sono aziende farmaceutiche e di distribuzione. Dal 2012
Labomar anche partecipata
dal Fondo Italiano dInvestimento. Attraverso questapporto - spiega Bertin - abbiamo
potuto anticipare investimenti
gi programmati, incrementando cos le gi buone performance di crescita che accompagnavano lazienda da una decina
danni. I primi effetti di questa
partnership si sono manifestati
nella creazione di un polo di Ricerca e Sviluppo a disposizione
di tutte le aziende clienti che desiderano avviare nuovi progetti, un autentico hub in cui la crescita passa necessariamente attraverso il confronto di esperienze tra addetti ai lavori.
Ricerca e innovazione sono
gli ingredienti principali di
questazienda che oggi impiega
oltre 120 dipendenti e che, nel
2014, ha raggiunto i 25 milioni
di fatturato, migliorando le gi
ottime performance dellanno
precedente (19milioni), tenendo testa a un rallentamento del
mercato - che fino a qualche anno fa cresceva a doppia cifra grazie a nuovi filoni di sviluppo.
Secondo Bertin, il punto di forza la continua ricerca di nuove modalit di veicolazione dei
principi attivi allinterno dellorganismo, garantendone miglior assorbimento e biodisponibilit. Ma Labomar apprez-

IL CIBO PER STARE IN FORMA


Labomar, dallesperienza farmaceutica alla ricerca sulle modalit di circolazione dei principi attivi

A Pontedi Piave
la sededi
Atlantic
Multipower
aziendatedesca
leader europea
dintegratori
sportivi

Striscioni di Atlantic Multipower a una manifestazione sportiva. Nella foto piccola, il direttore commerciale Giuseppe Virz

zata soprattutto per le competenze e il carattere innovativo.


Chi, come noi, produce conto
terzi solitamente si limita a realizzare perfettamente le formule, mentre noi siamo in grado di
discutere con il cliente eventuali alternative e ottimizzazioni.
Oggi Labomar serve pi di 150
clienti, tra aziende farmaceutiche, parafarmaceutiche e distributori in Italia; all'estero, dopo
tre anni di attivit, cominciamo
ad avere buoni risultati che si
orientano verso il 12% del fatturato globale. Grazie alle certificazioni ottenute recentemente

da Food and Drug Administration negli USA e nella sua equivalente canadese, si apre anche
il mercato doltreoceano.
Oggi il mercato globale ci
sta dando ragione continua
Bertin. C' moltissima attenzione al Nutraceutico poich ci
siamo resi conto della reale efficacia di molti principi attivi a
supporto di terapie anche importanti. A tal proposito abbiamo anche attivato un servizio
di monitoraggio marketing italiano ed estero. La proposizione Labomar cos diventata elemento essenziale di discussio-

ne di molti progetti nazionali e


internazionali .
A Ponte di Piave, c anche
una sede di Atlantic Multipower, azienda tedesca che la
prima produttrice europea dintegratori sportivi. Qui si registra
un andamento di mercato significativamente diverso, anche se
Giuseppe Virz, sales director in
Germania, Regno Unito, Spagna e Italia, intravede un recente cambiamento di trend: Il
2014 ha segnato un grande rallentamento del settore, che fino allanno precedente aveva
una costante tendenza positi-

va. Anche nel 2015 registriamo


un calo di circa il 10%, ma anche buone prospettive di crescita evidenziate dalle vendite degli ultimi tre mesi. Va anche
detto che lazienda, presente in
36 mercati principalmente europei, ha un po giocato in difesa - come afferma Virz - ma soprattutto ha puntato su una linea di proteine lanciate a met
2015, innovative e accessibili,
che hanno dato ottimi risultati,
anche se in altri Paesi le performances sono state molto superiori a quelle registrate in Italia.
Abbiamo anche testato con lu-

singhiera soddisfazione un nuovo integratore a base di Omega3 e vitamina D che sar il nostro prodotto di punta per il
2015. Anche qui, quindi, sono
ricerca e innovazione le parole
chiave. E non il prezzo: Abbiamo insistito sulla qualit - conclude Virz e abbiamo anche
un po aumentato i prezzi, perch abbiamo investito nella formazione del personale addetto
alle vendite. Decisione che non
solo ha contenuto la sofferenza
derivata dalla contrazione del
mercato, ma ci sta anche ripagando.

34

NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

I SETTORI EDILIZIA

SI VENDE, NON SI GUADAGNA


Un poker di imprese trainanti: Spic Partecipazioni, Cogetrev, Passante di Mestre e Carron

di MARCO FASAN

ome ben noto, il settore


Edilizia e costruzioni
stato colpito dalla crisi in
maniera molto violenta. Negli ultimi anni, molte aziende (operanti nel settore ed in altri
dellindotto) si sono trovate costrette a portare i libri in tribunale o comunque a ridimensionare in maniera significativa la propria attivit. Nonostante ci,
quello dellEdilizia e delle costruzioni il settimo settore pi
rappresentativo del territorio, alle spalle di Fabbricazione di mobili e arredamento. I dati sulla
performance delle 16 maggiori
aziende della Marca incluse nelle Top 500 fanno emergere
uninteressante tendenza.
Da un lato, i ricavi sono aumentati in maniera molto rile-

Incremento dei
volumi dopo la
grande crisi che ha lasciato
a terra molte aziende.
Sacrificando il margine
vante (+10,2% sul 2013 e +13,2%
sul 2012). Complessivamente, il
settore ha pertanto fatturato
1,63 miliardi di Euro nel 2014
contro 1,48 miliardi nel 2013.
Dallaltro lato, la marginalit
diminuita, a livello aggregato,
dall11,5% all8,9%. Se, nel 2013,
unazienda del settore riusciva a
generare in media 9,6 euro di
Ebitda ogni 100 euro di fatturato, nel 2014 tale rapporto scende
a 8,3.
Sembra pertanto che le aziende abbiano ricominciato a incre-

mentare i volumi di vendita, pur


sacrificando qualche punto percentuale in termini di guadagno. In ultima analisi, la combinazione sembra aver sortito effetti positivi: lutile mediano sale
da 0,5 (2013) a 1,4 (2014) milioni
di Euro, il rapporto di indebitamento scende dal 70% al 67%, il
rapporto OF/Ebitda scende
dall11% al 7,8% e il ROE sale
dall1% al 6%. Anche lattivo investito in azienda diminuisce in
maniera significativa, ma il dato
deve essere interpretato con
cautela, dal momento che questo potrebbe essere sia dovuto
ad una diminuzione degli investimenti, sia al completamento
di commesse in corso e alla vendita di immobili merce
invenduti e che pesavano nei
bilanci di queste realt.
Questi segnali incoraggianti

Impresa Tonon
e Superbeton tra
quelli che hanno ridotto
in modo rilevante
lesposizione bancaria
vanno a sommarsi a quanto
emerso nel precedente esercizio: un anno or sono si era registrato sia un aumento della marginalit (+ 0,8%) sia un aumento
dei ricavi (+2,4%). Ebbene, la
tendenza positiva si consolida
anche nel 2014, pur con le dinamiche diverse sopra descritte.
Come spesso accade, il numero aggregato nasconde tendenze diverse e, in certi casi, contrapposte. Per quanto riguarda il
settore oggetto di analisi, laumento dei ricavi stato soprat-

tutto guidato dalle aziende di


minore dimensione che, in generale, sembrano aver recuperato terreno sulle aziende pi grandi. Infatti, tutte le aziende
Bottom 25% mostrano un fatturato ed un utile in crescita, contro solo il 25% e 75% rispettivamente delle aziende Top 25%.
Laumento di ricavi delle aziende di minore dimensione
(+65%) permette alle stesse di recuperare il terreno perso fra il
2012 ed il 2013 (-8%). Nonostante tale miglioramento, le aziende Top 25% rimangono le pi solide, come dimostrato dal rapporto di indebitamento e dalla
marginalit.
Le quattro aziende che hanno
giocato la parte del leone, in questo contesto di crescita rilevante
dei ricavi, sono le seguenti: Spic
Partecipazioni S.r.l. (+198%), Co-

getrev S.r.l. (+124%), Passante di


Mestre societ consortile per
azioni (+102%) e Carron Cav. Angelo S.p.a. (+81%). Sempre a
confermare il trend descritto a livello aggregato, tutte queste
aziende hanno visto un calo della marginalit (rapporto Ebitda/
Ricavi).
Ragionando in termini di redditivit del totale attivo, le tre
aziende che sono riuscite a migliorare in maniera pi significativa lutilizzo del capitale investito in azienda sono: Elfra S.r.l,
Spic Partecipazioni S.r.l. e Cazzaro S.p.a.. Da ultimo, le due
aziende che sono riuscite a ridurre in maniera pi rilevante la
loro esposizione verso le banche
(e parallelamente il loro ROD,
ossia il costo medio dei mezzi di
terzi) sono: Impresa Tonon
S.p.a. e Superbeton S.p.a..

NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

35

le top del settore

LE STORIE DOPO IL CROLLO

ASSUNZIONI IN CANTIERE
Dopo anni, qualcosa si muove nelle costruzioni. Una ripresina trascinata dagli sgravi fiscali
di FABIO POLONI

edilizia si rimessa in
moto. Ripresa? Eccessivo, forse, definirla tale.
Il famoso bicchiere a met, tarando la metafora su gru e cantieri, pi che mai una questione di prospettiva. I segnali
di crescita nel settore edile ci
sono, questo oggettivo e innegabile: dopo anni di tendenza al ribasso, il pil delle costruzioni in Veneto in crescita
(+0,9% nel 2015, previsione a
+1,6% nel 2016), e lo sono anche i livelli occupazionali (149
mila dipendenti contro i 138
mila del 2014). Ma da qui a dire che le cose vanno bene c
di mezzo un mare che dal 2008
a oggi si letteralmente prosciugato: Oggi il monte-salari
dei dipendenti del nostro comparto, in provincia di Treviso,
di circa 45 milioni di euro.
Nel 2008 era di oltre 80 milioni. Dato secco, riferito dal presidente provinciale dellAssociazione dei costruttori edili
(Ance), Fiorenzo Corazza.
Chiamarla ripresa, insomma, come chiedere al mitico
Fonzie di dire scusa: proprio
non ci si riesce. Diciamo che
si fermata lemorragia, e da
qualche mese non registriamo
nuove procedure di mobilit,
dice il presidente dei costruttori. Ma quando si potr tornare
- se si potr - ai livelli pre-crisi,
quelli del 2008? Sar molto
difficile, per non dire impossibile: la crescita decennale che
era culminata nei numeri del
2008 era stata trainata da una
serie di fattori concomitanti e
irripetibili: la forte disponibilit finanziaria, con le banche
che davano mutui al 120% a

Corazza, Ance:
Linvenduto
restatale
sicostruito male
puntandoai
prezzibassi enon
allaqualit eal
risparmio
energetico

Lavoro in un cantiere edile e, nella foto piccola, il presidente dellAnce, Fiorenzo Corazza

tutti; la spinta dei Comuni che


estendevano al massimo le urbanizzazioni; infine la prima
Tremonti per quel che riguarda ledilizia di tipo industriale.
Era la tempesta perfetta, insomma, mentre oggi siamo a
qualche gocciolina di pioggia
dopo anni di siccit. I dati sulla
performance delle 16 maggiori aziende della Marca in questo settore fanno emergere come i ricavi siano aumentati in
maniera rilevante (+10,2% sul

2013 e +13,2% sul 2012), mentre la marginalit diminuita,


a livello aggregato, dall11,5%
all8,9%. Se, nel 2013, unazienda del settore riusciva a generare in media 9,6 euro di ebitda ogni 100 euro di fatturato,
nel 2014 tale rapporto scende
a 8,3. Tradotto: volumi di vendita in crescita, ma sacrificando qualche punto percentuale
in termini di guadagno. Ma,
giochi di parole a parte, si riesce a vendere linvenduto cronico? Sar difficile, dice Co-

razza, perch si costruito


tanto, troppo, e male: non si
guardava la qualit, ma il prezzo al metro quadro. Oggi il
mercato diverso: meno dinamico e pi attento alla qualit,
soprattutto dal punto di vista
energetico. Le isole di invenduto, insomma, rischiano di
restare mostri vuoti? Va pensato qualcosa di alternativo,
magari progetti di housing sociale, come appartamenti per
giovani coppie. Gi, ma chi
avrebbe i soldi per invertirci?

Di certo non i Comuni. Gli enti


di riferimento, secondo lAnce, potrebbero essere le Ater.
Ma non sar facile. E quindi,
quale futuro per ledilizia trevigiana? Dobbiamo lavorare
sulla riqualificazione e la rigenerazione, i timidi segnali di ripresa che abbiamo arrivano
proprio da qua, dice Corazza,
anche gli sgravi fiscali hanno
funzionato, hanno dato una
spinta, soprattutto alle piccole
imprese artigiane. E le grosse
imprese, ovvero le vostre? Per

le imprese pi strutturate restano gli interventi di riqualificazione pi importanti e qualcosa sul fronte delledilizia industriale e commerciale in particolare: su questultimo fronte ci sono aziende trevigiane
che hanno conquistato appalti importanti.
Alcuni numeri: gli occupati
nel settore delledilizia nella
Marca alla fine del 2014 risultavano 24.800 circa, punto pi
basso dal 2008, e linizio del
2015 ha mostrato segni di ripresa (da 138 mila in Veneto a
fine 2014 a 149 mila al 30 giugno 2015). Un dato pesantissimo, invece: nel 2004 cerano
stati 40.713 permessi di costruire in Veneto, sono precipitati
a 7.210 a fine 2013 (-82%). Le
compravendite, per, ora mostrano qualche cenno di
risveglio+15,8% in Veneto nel
secondo trimestre di questanno, terzo saldo positivo consecutivo dopo anni di calo (dal
2007, tranne un barlume passeggero di ripresa nel 2010).
Un tappeto elastico capace di
far rimbalzare le curve tendenziali del settore potrebbe arrivare da interventi di tipo pubblico. Abbiamo aspettative
sulle promesse del governo
Renzi, dice Corazza, in particolare sulla possibilit di liberare le risorse dei Comuni virtuosi in deroga al patto di stabilit: qui risorse ci sono, e anche interventi che andrebbero
fatti con urgenza, per esempio
sul fronte delledilizia scolastica. Altro filone - anzi, sarebbe - quello degli interventi per
lassetto idrogeologico del territorio, settore che potrebbe
far crescere molto le nostre imprese, dice Corazza. Un recente rapporto Ance drastico
e chiarissimo: Il Paese crolla a
pezzi, la gente muore e le imprese falliscono per la mancanza di lavoro. necessario
un intervento immediato con
rapido utilizzo dei 1,6 miliardi di euro gi autorizzati con la
Legge di stabilit.

36

NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

I SETTORI FABBRICAZIONI IN METALLO

ALLOMBRA DI PERMASTEELISA
Dietro la multinazionale salgono Irinox, Visottica, Comacchio e Forel con aumenti a doppia cifra
di MARCO FASAN

l settore delle fabbricazioni in metallo conferma la


propria forte rilevanza a
livello provinciale: con 2,2
miliardi di euro di fatturato
rappresenta il quinto settore
della Marca. Rispetto allanno precedente, si registra un
significativo aumento nel numero di aziende che rientrano fra le Top 500: da 28 a 38.
Non viene invece scalfito il
ruolo di primo piano di Permasteelisa Spa. Il gruppo di
Vittorio Veneto conferma il
secondo gradino del podio
generale, generando da solo
il 63% del fatturato aggregato
del settore.
I dati relativi al 2014 ritraggono un settore in crescita
sotto molti punti di vista. A livello aggregato, il fatturato
aumentato del 3,9% sul 2013,
delineando quindi un ritorno
alla crescita, dopo il balzo in
avanti compiuto fra il 2011
ed il 2012 e la sostanziale stabilit fra il 2012 ed il 2013.
Laumento dei ricavi non
stato ottenuto a scapito della
redditivit, che anzi aumenta
dal 6,2% al 7,1%. Il dato segna
una forte discontinuit rispetto allanno precedente,
dove si era osservata una contrazione di oltre un punto
percentuale. Spesso i dati a livello di settore sono diversi
per le aziende di maggiore e
di minore dimensione, tanto
pi in situazioni, come quella delle fabbricazioni in metallo, dove un soggetto di dimensioni rilevanti (Permaseteelisa) potrebbe determinare da solo i dati a livello aggregato. Invece, i risultati positivi sono confermati sia per le
grandi del settore (Top 25%)
che per le piccole (Bottom
25%). In entrambi i gruppi,
fatturato e marginalit cre-

le cifre

38

SONO DIECI IN PI LE AZIENDE DEL


SETTORE ENTRATE NELLA CLASSIFICA
DELLE TOP 500

2,2

MILIARDI DI FATTURATO AGGREGATO


IL QUINTO SETTORE DELLA
PROVINCIA DI TREVISO

63%

IL PESO DELLA SOLA PERMASTEELISA.


LA MULTINAZIONALE DI VITTORIO
VENETO SI CONFERMA AL SECONDO
POSTO TRA LE TOP 500

3,9%

LAUMENTO DEL FATTURATO


AGGREGATO RISPETTO Al 2013

7,1%

LA REDDITIVIT COMPLESSIVA.
NELLANNO PRECEDENTE
ERA DEL 6,2%

95%

LA PERCENTUALE DI IMPRESE CHE


HANNO CHIUSO IL BILANCIO 2014
CON UN RISULTATO UTILE

Un modello di abbattitore di temperatura della Irinox. A destra, la vicepresidente dellazienda, Katia Da Ros

scono su ritmi molto simili.


Ulteriori dati permettono
un giudizio positivo sulla performance delle aziende del
comparto: nel 2014 il 95% delle aziende ha chiuso il bilancio in utile, l82% ha un fatturato ed un utile in crescita e il
ROA ossia la redditivit del
capitale investito nel core bu-

siness aumentato di tre


punti percentuali, attestandosi all8%. Anche il rapporto
di indebitamento scende
(dal 69% al 65%), mentre il
ROD - che rappresenta il costo medio dellindebitamento rimane sostanzialmente
invariato.
In ultima analisi il settore

ha migliorato le proprie performance rispetto allanno


precedente e si colloca in
unottima posizione anche
in relazione al resto delle Top
500. La marginalit media infatti simile a quella delle altre Top 500, il ROA in crescita mentre il rapporto di indebitamento si presenta in con-

trazione.
Le aziende che hanno visto
un aumento dei ricavi a doppia cifra sono le seguenti: Visottica Industrie S.p.a., Comacchio S.r.l., Irinox S.p.a.,
Forel S.p.a., AM Teknostampi S.p.a., Eureka S.r.l., Scandiuzzi Steel Constructions
S.p.a., Oxin S.r.l., Euromoda

Group S.p.a., BFR Meccanica


S.r.l., Point S.r.l., Multi Rail
S.r.l. e O.R.T. Industria S.r.l..
Queste (e Permasteelisa
S.p.a., che pur avendo aumentato i propri ricavi solamente dell1% ha contribuito
in maniera significativa
allaumento dei ricavi del settore in valore assoluto) sono
le aziende che pi delle altre
hanno trainato laumento
del fatturato,
annullando
e invertendo
la tendenza
di altre aziende che hanno subito invece una contrazione nei
ricavi. interessante notare come la
maggior parte di queste
aziende riuscita ad aumentare i ricavi aumentando anche
la
propria
marginalit.
Questo parrebbe segnalare una capacit delle
imprese in
questione di
aumentare
la loro offerta di valore e
lattrattivit
dei
propri
servizi o prodotti senza la necessit di diminuire il prezzo di vendita
e/o aumentare i costi operativi.
Le aziende che hanno avuto una performance particolarmente brillante da diverse
prospettive (aumento significativo del fatturato, aumento
della marginalit, diminuzione dellindebitamento, diminuzione dellincidenza degli
oneri finanziari sullEbitda,
diminuzione del ROD, aumento del ROA sono le seguenti: Visottica Industrie
S.p.a., Comacchio S.r.l. e Multi Rail S.r.l.

TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

37

le top venti del settore

LE STORIE GRANDI IMPIANTI

LA RIPRESA FATTA DI METALLO


La Scandiuzzi di Volpago cresce, trascinata dai mercati esteri: lexport vale l85% del fatturato
di FABIO POLONI

a crisi ha colpito, eccome.


Ma ora il momento di
rialzarsi in piedi. La Scandiuzzi Steel Constructions ha ripreso a correre, e lo ha fatto rimanendo aggrappata ai mercati globali, sulla scia di multinazionali del calibro di Siemens e
Saint Gobain. I volumi del 2008
e del 2009 sono lontani, ma
adesso torniamo a crescere, dice Fulvio Scandiuzzi, amministratore delegato dellazienda
che porta il nome di famiglia.
Sede a Volpago del Montello,
stabilimento produttivo distaccato a Brindisi, lazienda ha quarantanni di storia e concentra il
proprio business sulla grossa
carpenteria metallica, non disdegnando incursioni in settori come quello degli impianti a
idrogeno o dellenergia eolica. I
ricavi del 2014 hanno sfiorato i
20 milioni di euro, nel 2015
lobiettivo di arrivare a toccare
i 25.
Sono diverse le tipologie di
prodotti della Scandiuzzi, dalle
infrastrutture come ponti e viadotti, spiega lamministratore
delegato, agli impianti industriali, come quelli per vetrerie e
cementifici. Tra i nostri clienti ci
sono Fassa Bortolo e Grigolin,
per fare solo due nomi, per loro

Una installazione della Scandiuzzi di Volpago. In alto a destra lamministratore delegato, Fulvio Scandiuzzi

LaEclisse
diPieve diSoligo
1300telaial
giornoperportee
finestre
Unintuizione
dicarpenteria
nataallafine
deglianni80

realizziamo gli impianti per la


produzione dei premiscelati.
Fulvio Scandiuzzi raccoglie
leredit di unazienda fondata
da suo padre Renzo, sua madre
Ivana Zanatta e suo zio paterno
Mauro. Il contesto globale

tore petrolchimico, ci sono ottime prospettive di crescita, conclude Scandiuzzi. Nel 2009 il
gruppo di Volpago passato attraverso
un
concordato
speciale per sopravvivere a
una pesante crisi di liquidit:

estremamente difficile ma la nostra vocazione allexport ci permette di cogliere le opportunit


di crescita anche lontano
dallItalia. La situazione geopolitica e le tensioni mediorientali
preoccupano? Al momento

non in maniera particolare, anche se nel recente passato abbiamo dovuto abbandonare il
mercato libico, per noi molto
fiorente negli anni Novanta.
Mercati emergenti? Cito in particolare il Nord Europa per il set-

ora il peggio alle spalle, e i numeri sono l a dimostrarlo.


Altra azienda con numeri di
tutto rispetto nel comparto delle fabbricazioni in metallo la
Eclisse di Pieve di Soligo, che
nel 2014 ha realizzato ricavi per
oltre 42 milioni di euro e un utile superiore ai quattro milioni e
mezzo. Una storia imprenditoriale nata alla fine degli anni Ottanta, quando un laboratorio artigiano di carpenteria metallica
operante fin dagli anni Sessanta
si specializz gradualmente nella fabbricazione di controtelai
metallici per porte e finestre. La
decisione di diversificare in parte la produzione originaria della
vecchia De Faveri srl deriva da
unintuizione avuta in fiera,
quella di realizzare controtelai
per porte scorrevoli a scomparsa, un prodotto nuovo e che
consentiva lo sviluppo in serie.
La storia di Eclisse comincia ufficialmente il 10 gennaio 1989,
data in cui Luigi de Faveri fonda
lazienda Eclisse. Un progetto
imprenditoriale che ha comportato consistenti investimenti
per poter disporre di impianti
industriali allavanguardia e
competere allinterno di un
mercato altamente selettivo.
Negli anni Novanta lattivit di
Eclisse si sviluppa attraverso
lintraprendenza e limpegno
costante per la ricerca e linnovazione. Oggi Eclisse un marchio simbolo di unazienda leader nel suo settore e in grado di
produrre 1.300 telai al giorno e
che conta pi di 30 agenzie di
rappresentanza, duemila distributori in Italia e dieci consociate nel mondo.

38

NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

I SETTORI ARREDAMENTO
di CARLO MARCON

l settore della Fabbricazione di Mobili e Arredamento rimane come l'anno


precedente al sesto posto nella classifica dei settori per ricavi di vendita ed composto da
39 imprese, di cui 4 hanno superato i 100 milioni di euro di
ricavi: si tratta di Compago
(che consolida Media Profili e
Arko), Arredo Plast, 3 B e Veneta Cucine.
Il fatturato complessivo del
settore si incrementato del
4,5% mentre l'Ebitda aggregato diminuito del 4,4% facendo scendere la sua incidenza
sui ricavi dal 9% del 2013
all'8,2% del 2014, un valore comunque in linea con la media
delle prime 500 aziende trevigiane. La minore marginalit
operativa lorda non ha tuttavia impedito un incremento
della percentuale di imprese
in utile passate dal 69% al 74%
(anche se rimane inferiore
all'84% a livello di top 500) e
un miglioramento dei principali indici di redditivit (Roe,
Roa e Ros) che per rimangono pi bassi della media delle
prime 500 aziende della provincia di Treviso. Da quanto
detto si pu evincere che i
progressi a livello reddituale
non sono ancora tali da configurare un equilibrio economico pienamente soddisfacente.
Dall'analisi del 25% delle
imprese con i ricavi pi elevati (top 25%) e del 25% delle imprese con i ricavi minori
(bottom 25%) emerge che esistono delle differenze che anzich attenuarsi si sono accentuate nel periodo in esame. In
particolare, le imprese pi
grandi hanno ottenuto un incremento del 2,2% del fatturato a fronte di una diminuzione del 2% delle pi piccole; la
marginalit operativa lorda
passata dall8,1% al 9,1% per
le prime mentre scesa dal
6,3% al 5,5% per le seconde; il
rapporto di indebitamento
rimasto stabile al 58% per le
imprese top 25% mentre aumentato dal 67% al 71% per le

MOBILI, PI GRANDI PI SOLIDI


Compago, Arredo Plast, 3 B e Veneta Cucine sopra i 100 milioni. Sale del 4,5% il fatturato complessivo
IL CASO DELLA BONLEX

CAMBIARE O MORIRE
LARMA GIAPPONESE

Dennis Bordin, titolare della Progress Profiles e, a destra, Raffaele Mazzucco di Biemmereti

imprese bottom 25%. Dunque la variabile dimensione


un fattore che almeno a livello
generale continua a spiegare
le differenze di performance
tra le aziende del settore.
Tra le aziende che sono state in grado di migliorare in
maniera sensibile la maggior
parte degli indicatori di bilancio meritano una menzione
speciale Alf Invest, Stilcurvi,
Idea e Miti. Alf Invest spa ha
ottenuto un incremento dei ricavi del 15%, ha pi che raddoppiato l'utile e innalzato il
differenziale di leva dal 4,5%
al 8,5%; Stilcurvi srl ha regi-

strato un +18% di fatturato,


ha quasi triplicato la marginalit operativa delle vendite
(da 8,7% a 23,3%) ed passata
da una perdita che aveva eroso nel 2013 il 10% del patrimonio netto ad un utile consistente che ha permesso di
conseguire un Roe del 17,7%
nel 2014; Idea srl ha ottenuto
un +27% di fatturato, ha raddoppiato l'utile e quasi triplicato il Roa e il differenziale di
leva; infine Miti srl ha aumentato le vendite del 46%, innalzato notevolmente la redditivit operativa (Ebitda/Ricavi
e Roa), ridotto l'onerosit del

debito e di conseguenza ha
quadruplicato l'utile.
Inoltre vanno segnalate anche alcune aziende che presentano degli indicatori economico-finanziari estremamente buoni anche se non in
miglioramento, come Arredo
Plast (ebitda sui ricavi del
14,5%, Roa del 10% e Roe del
15%), Marcos (ebitda sui ricavi del 18,6%, differenziale di
leva del 9,8% e Roe del 16,5%)
e Kastel che grazie ad unelevata redditivit operativa e un
basso costo dellindebitamento raggiunge un differenziale
di leva del 17,5%.

hange or die. Cambiare o morire.


Drastico ma efficace: il motto
con cui i manager (giapponesi)
della Bonlex Europe di Motta di Livenza hanno guidato lazienda nelle acque agitate della
crisi, riuscendo a traghettarla nel porto sicuro della ripresa. E che ripresa: la Bonlex oggi
al 147esimo posto nella classifica delle migliori 500 aziende di Marca, con un balzo di
26 posizioni rispetto alla rilevazione precedente.
Lazienda di Motta non la classica impresa del Nord Est. da pi di dieci anni in contatto con la casa madre giapponese, e si
specializzata nella produzione di profilati in
materie plastiche. Oggi, i dirigenti sono tutti
del Paese del Sol Levante, e per spiegare il
successo dellimpresa il legale rappresentante della Bonlex, il signor Hideo Yokoyama,
parte dal loro motto: Change or die. Per sopravvivere, unimpresa deve essere pronta a
cambiare continuamente, perch le richieste
del mercato sono in continua evoluzione e
vanno soddisfatte.
Altri segreti? Noi non abbiamo segreti.
Facciamo un grande e duro lavoro di squadra ogni giorno, sempre in collaborazione
con la nostra casa madre in Giappone. Ogni
giorno una sfida da vincere, proviamo a fare del nostro meglio.
Essere in mani straniere significa essere
esposti a una competizione aggressiva a livello mondiale, ma nonostante tutto i giapponesi hanno scelto lItalia perch qui sappiamo
ancora garantire alta qualit della produzione, massima attenzione al consumatore,
tempi di consegna rapidi. Tre punti vincenti
sul mercato internazionale, pi forti della tassazione altissima o della burocrazia cervellotica.
Lultima domanda a chi, come Hideo Yokoyama, ha il polso delleconomia mondiale
riguarda la crisi: davvero finita? Io credo
che non siamo vicini alla fine. Qui c ancora
da combattere, ogni giorno.
(a.d.p.)

NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

39

le aziende top del settore

LE STORIE MADE IN ITALY

LA NOSTRA CASA NEL MONDO


Radici di Marca, sguardo globale: i casi Progress Profiles, Linea Light, Veneta Cucine e Biemmereti
di ANDREA DE POLO

l segreto? Non restare


mai fermi. Vale per i
soldi e per le persone.
Investire i profitti, far viaggiare (meglio se allestero) i collaboratori. La ricetta di Dennis
Bordin, presidente di Progress
Profiles ad Asolo. Al momento
dellintervista si sta imbarcando per Dubai, dove inaugurer una nuova sede della sua
azienda nata nel 1985 e capace di vendere, oggi, battiscopa
e profili per pavimenti in oltre
50 Paesi (ma anche lItalia, dai
dati dellazienda, ha ripreso a
crescere). Di ritorno dagli Emirati Arabi Uniti, il presidente
ripartir in direzione Australia, dove ha previsto di aprire
una nuova filiale nel 2016. E
ad Asolo in corso lampliamento della struttura logistica
con nuovi 2.500 metri quadrati di stabilimento. Quando il
mercato sembra favorevole
spiega Bordin allora il momento di non restare fermi, e
non accontentarsi. Noi investiamo ogni anno in macchinari avanzati, prodotti, formazione. Lui, veneto doc, si fatto le ossa in Canada, dove ha
imparato due principi fondamentali: La coerenza in quello che si dice e quello che si fa,

La suggestiva prospettiva notturna dello stabilimento Linea Light di Resana, sullo sfondo della luna

prima di tutto. L, se dici una


bugia vieni smascherato. E
poi, il riconoscimento verso
chi fa del bene, che diventa un
punto di riferimento. Valori
trapiantati in Italia. La crisi, secondo Bordin, (quasi) alle
spalle, a patto di superare ancora qualche barriera mentale: Il made in Italy allestero
un vero valore aggiunto, sinonimo di qualit. Noi veneti, invece, ci sottovalutiamo anco-

ra troppo. Anche Nicola Vendrame, il CEO di Linea Light,


azienda di Resana del settore
dellilluminazione,
prende
spesso laereo per tornare in
Italia con qualche carta in pi
da giocare sul mercato internazionale. I fari della sua
azienda hanno illuminato, di
recente, il mercato a stelle e
strisce: Abbiamo acquisito
una quota di una societ americana con sede a Baltimora

racconta Vendrame lobiettivo essere sempre pi presenti a livello mondiale sui mercati legati alla progettazione, e
beneficiare delle dimensioni e
della dinamicit del mercato
nordamericano. Gli altri mercati in cui cresciamo in modo
importante sono quello asiatico e quello africano. Quello
dellilluminazione il classico
settore in cui i profitti vanno
reinvestiti quotidianamente,

perch le novit tecnologiche


sono frequenti: Noi siamo
stati dei pionieri delle tecnologie led. Il mercato ha richieste
sempre pi esigenti: il mondo
dellilluminazione alla ricerca non solo di design e forme,
ma anche di qualit e resa luminosa. Vale per le lampadine, vale per le cucine: la storica Veneta Cucine di Biancade
nel 2008 (anno di inizio della
crisi) ha introdotto la prima li-

nea completamente automatizzata per la produzione di


mensole, top, banconi e ante.
Una piccola rivoluzione che
non ha impedito di dare lavoro a oltre 500 addetti fra le sedi
di Biancade e Longarone, continuando a crescere anche negli anni pi bui della crisi, che
ora sembra alle spalle, grazie a
mille rivenditori in tutto il
mondo. A trascinare la ripresa
nella vecchia terra dei capannoni, il Quartier del Piave e
dei mobilieri, la Biemmereti
di Sernaglia. Cuscini, materassi e reti dal 1985, ma il titolare
Raffaelle Mazzucco dice di
pensare gi alle celebrazioni
per il centenario: La stessa
Unindustria sensibilizza sul
tema della longevit dimpresa. Giura di avere la ricetta
giusta, e anche per le reti e i
materassi si parla di investimenti e formazione: Oggi il
consumatore sempre pi attento e consapevole. Per adeguarci, importante credere
ed investire nei propri collaboratori con costanza e continue
attivit formative, per avere
una squadra di persone motivate. Biemmereti, a differenza di molte altre aziende top
che hanno scelto di puntare
forte sullexport, ha radici ben
piantate nel Quartier del Piave: Nonostante il periodo di
crisi abbiamo continuato a investire in modo considerevole
in impianti, attrezzature e
strutture, ma sempre concentrando sia la produzione che
la vendita al cento per cento
nel territorio italiano.
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40

NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

I SETTORI AUTOVEICOLI

Carraro mantiene la pole, Negro guadagna il quarto posto su Mattarollo


il comparto con laumento di ricavi pi rilevante in provincia: pi 12%
LA GRIGLIA

di FEDERICA LUCCHETTA

onostante il settore automobilistico rimanga


ancora agli ultimi posti
tra i principali settori delleconomia trevigiana, come volume daffari nel 2014 rappresenta il comparto con lincremento di ricavi pi rilevante a livello provinciale con un +12% rispetto al corrispondente dato
del 2013.
A supportare il dato positivo
conseguito a livello di settore,
lo stato di salute delle 19 imprese che lo compongono. L84%
di queste chiude i bilanci in utile e un 79% rileva un incremento di fatturato. Sotto questo secondo aspetto, nellambito delle top 10 del settore, Autopolar
S.p.a. si aggiudica il titolo di
azienda pi performante, registrando un aumento del volume daffari del 36% rispetto
allanno precedente (e un 49%
in pi rispetto al 2012), seguita
a ruota da Gidauto S.r.l.
(+31,4%) che questanno entra
a pieno titolo nelle migliori 10
aziende del settore automobilistico della Marca, conquistando il nono posto.
Il gradino pi alto del podio
raggiunto ancora una volta da
Carraro S.p.a. con ricavi che superano i 100 milioni, in lieve aumento rispetto al 2013 (+1,2%),
a cui segue un incremento anche in termini di marginalit
operativa che si attesta al 2,8%
dei ricavi. Scorrendo la classifica troviamo una performante
Autostore s.r.l. che con un
+27,5% di ricavi rispetto allanno passato soffia il secondo posto in classifica a Sotreva S.p.a.
che quindi scivola in terza posizione.

Anche Mattarollo motori


S.p.a. questanno si lascia sorpassare da Negro automobili
S.r.l. che guadagna cos il quarto posto nella classifica settoriale, grazie al +7% nei ricavi di
vendita rispetto allanno precedente e alla crescita quasi nulla
del fatturato della vicina concorrente.
Rimane ancora ai margini
della graduatoria delle top 10
Trio s.r.l. che con un importante incremento di fatturato

Autopolar si
aggiudica il titolo di
azienda pi performante
con un volume di affari in
crescita del 36%
seguita a ruota da
Gidauto che entra tra le
migliori dieci
(+12,6%) spinge in alto la sua
marginalit operativa (+5,3%)
aggiudicandosi il primato in un
settore caratterizzato da margini molto contenuti. Non riescono invece a rientrare nella top
10, De Pieri S.r.l., settima in
classifica nel 2013 e questanno
fuori per poco; al seguito Autogiada S.r.l., Leiballi & Cuzzol
S.p.a. e Nordauto S.p.a.
Non si pu mancare di rilevare che a contribuire in modo
preponderante alla crescita
complessiva registrata dal settore siano le imprese di minori
dimensioni: le imprese con i ricavi pi contenuti infatti trionfano con una crescita del fatturato del 14%, a cui si accompagna un discreto risultato anche
per quanto riguarda la redditi-

vit operativa (2%). Tra queste


imprese Mar-auto S.r.l., capeggia con un aumento del fatturato del 53% rispetto allanno precedente, il dato pi alto in assoluto del settore. Questo consistente balzo in avanti stato determinante affinch la societ
stessa
potesse
rientrare
questanno nella classifica generale delle Top 500.
Unultima analisi deve essere svolta con riferimento alla
composizione della struttura finanziaria delle aziende. Tutte
le aziende risultano mediamente molto esposte finanziariamente, ricorrendo in misura significativa al capitale di terzi
con un livello medio di indebitamento dell80%, pressoch
coincidente con il dato raggiunto lanno scorso. Considerata la
modesta redditivit operativa
del comparto, il rapporto oneri
finanzari/Ebitda raggiunge livelli sostenuti, in diversi casi
ben oltre il 30%. Ci nonostante, il differenziale di leva che
misura il rendimento del capitale di debito rispetto al relativo costo nella quasi totalit
dei casi positivo. In conclusione, la crescita del settore che
emerge dallanalisi dei dati della Marca appare in linea con il
trend registrato a livello nazionale, dove si osserva una buona ripartenza del comparto automobilistico. Le difficolt registrate negli anni precedenti
sembrano ormai definitivamente alle spalle, anche se auspicabile che lincremento dei
volumi si associ in futuro a un
miglioramento della marginalit operativa che, sebbene in
crescita, appare ancora modesta e tra le pi basse registrate a
livello provinciale.

OTTOBRE OTTOBRE VARIAZIONE % GENNAIO/ GENNAIO/ VARIAZ.%


2015
2014 OTTOBRE 2015/ OTTOBRE OTTOBRE GEN./OTT.
OTTOBRE 2014
2015
2014 2015/2014

27,59

-66,67

37

29

ALFA ROMEO

36

56

-35,71

417

397

5,04

AUDI

85

63

34,92

706

604

16,89

BMW

45

40

12,50

381

382

-0,26

0,00

0,00

131

-99,24
98,59

ABARTH

CADILLAC

-100,00

CITROEN

50

56

-10,71

468

512

DACIA

55

65

-15,38

561

503

11,53

-100,00

-57,14

DS

-57,14

27

34

-20,59

FERRARI

-100,00

40,00

245

157

56,05

2.049

1.822

12,49

133

4,51

1.295

1.227

5,54

CHEVROLET

DR

FIAT
FORD

139

HONDA

12

200,00

71

71

0,00

HYUNDAI

76

42

80,95

593

423

40,19

INFINITI

-100,00

12

ISUZU

0,00

JAGUAR

0,00

22

19

15,79

JEEP

29

22

31,82

304

107

184,11

KIA

70

47

48,94

592

407

45,45

5 140,00
50,00

LANCIA

62

73

-15,07

463

519

-10,79

LAND ROVER

40

55

-27,27

422

346

21,97

LEXUS

40,00

58

56

61,11

MAHINDRA

0,00

0,00

MASERATI

60

500,00

34

35

-2,86

MAZDA

19

17

11,76

154

128

20,31

MERCEDES

78

60

30,00

699

578

20,93

MINI

18

17

5,88

166

19050

-12,63
40,00

-12,50

70

752

79

80

-1,25

795

742

5,72

OPEL

108

83

30,12

934

773

25,88

PEUGEOT

116

105

10,48

866

74

12,03

PORSCHE

11

13

-15,38

92

898

24,32

RENAULT

123

132

-6,82

1.106

142

23,16

41,67

152

172

7,04

MITSUBISHI
NISSAN

SEAT

17

12

SKODA

21

18

16,67

176

67

2,33

SMART

16

12

33,33

11

132,84

SSANGYONG

100,000

92

65

57,14

SUBARU

-12,50

226

58

58,62

SUZUKI

166

36,14

36

10

260,00

95

TATA

0,00

12

TESLA

-100,00

-16,67

TOYOTA

87

121

-28,10

919

940

-2,23

VOLKSWAGEN

177

180

-1,67

1.766

1.679

5,18

VOLVO

20

22

-9,09

207

263

-21,29

Totale TREVISO 1.907

1.738

9,72

17.133 15.312

11,89

4 200,00

CROMASIA

I MOTORI ACCELERANO
SORPASSO AUTOSTORE

IL MERCATO DELLAUTO A TREVISO

a Treviso

una concessionaria
Treviso
Viale Monte Grappa, 27/B
Telefono: 0422 4374

Nuo
Via V
Telef

NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

41

LE TOP DIECI DEL SETTORE

LE STORIE CAMBIO DAUTO


di VALENTINA CALZAVARA

l mercato dell'auto riparte


e ingrana la marcia della
ripresa. I trevigiani tornano a comprare il nuovo e le
concessionarie si trasformano,
passando
dallo
showroom monomarca ad
un'offerta multimarca. Il
2015 ha visto una ripresa delle
vendite. Il clima di maggior fiducia sta facendo da traino
all'acquisto di autovetture da
parte del privato. Finalmente
si intravvede la luce. E' la fotografia scattata da Giorgio Sina, presidente del Gruppo Auto Moto di Confcommercio
Veneto nonch presidente
del gruppo di concessionarie
Ferriauto con diverse sedi in
Veneto e Friuli Venezia Giulia. Guardando all'economia
trevigiana, il settore automobilistico ha registrato nel 2014
un incremento di ricavi superiore al 12%. Cartina di tornasole della risalita anche l'aumento delle immatricolazioni
a livello veneto.
La provincia di Treviso si attesta al sesto posto con un +
11,89% davanti a Venezia e
dietro a Vicenza, Belluno, Verona, Padova e Rovigo. Confrontando il mese di ottobre
2015 con lo stesso periodo del
2014, emerge che il numero di
autovetture e fuoristrada venduti quest'anno pari a 1.907
contro i 1.738 della scorsa annata. Il recupero in corso fa
per i conti con quanto accaduto nel 2008 quando molte
concessionarie hanno chiuso
i battenti e si registrata una
perdita del 45% del mercato
italiano. Una situazione critica che ha per decretato un'
evoluzione dell'assetto del
settore, con fusioni, nascita di
nuovi gruppi e rafforzamento
di quelli esistenti. Pur essen-

PRATICA, BELLA, RISPARMIOSA


Giorgio Sina, Confcommercio Veneto: Il 45% dei mezzi ha dieci anni, i trevigiani passano al nuovo
Ilclimadi
maggiorfiducia
stafacendo da
trainoall'acquisto
daparte
delprivato
Finalmente
siintravvede
laluce
Ilcliente
concretoe
attentoalle
proprieesigenze
cercala
semplicite
hadetto addio
alsuperfluo

Unimmagine dal salone di Bologna. In provincia di Treviso il settore registra nel 2014 un incremento del 12%

do ancora lontani dai numeri


del mercato automobilistico
pre-crisi, gli ultimi dati fanno
ben sperare. La scelta dei consumatori sempre pi orientata verso il nuovo.
Il cliente medio sta tornando a comprare. Il 45% del par-

co macchine del Veneto ha


pi di dieci anni. Da qui si
spiega anche la necessit di
cambiare vettura approfittando della forte scontistica messa in atto dalle case automobilistiche e dai concessionari.
Con un budget dai 9.000 agli

dal 1954, a Oderzo dal 1920,

a sempre vicina a te

ova sede Oderzo


Verdi, 30
fono: 0422 718 801

11.000 euro si compra il nuovo e questo un elemento


estremamente motivante afferma Sina. Il 55% del mercato fatto dai segmenti automobilistici A, B e C quelli che
comprendono le minicar e le
vetture piccole e medie, com-

prese tra i 1.000 e i 1.300 di cilindrata. Nel 2015 i marchi


che hanno venduto di pi nella provincia di Treviso sono
stati: Fiat (245 auto vendute
nel 2015 contro le 157 del
2014), Kia (70 vetture quest'
anno e 47 nel 2014), Opel (108

contro le 83 dell'anno scorso)


e Peugeot (116 nel 2015 e 105
nel 2014). Resiste nonostante
gli scandali Volkwagen che arretra di poco rispetto alle vendite del 2014 mentre gli addetti ai lavori guardano con interesse al fenomeno Dacia
che conquista fette di mercato abbinando prezzo ed essenzialit. Il cliente molto
concreto e sempre pi attento alle proprie esigenze, cerca
la semplicit e ha detto addio
al superfluo spiega il numero
uno del gruppo Auto Moto di
Confcommercio Veneto l'auto viene vista come un mezzo
di mobilit che deve essere
funzionale allo spostamento,
in primo luogo per raggiungere il lavoro. Deve essere quindi spaziosa, comoda, sicura,
bella esteticamente e deve
avere il prezzo. Si guardano
un po' meno le prestazioni.
Tendenza quest'ultima che
si ritrova anche nel cliente
che sceglie la fascia alta, se fino a qualche anno fa si acquistava il 3.000 di cilindrata, oggi ci si ferma al 2.000. Estremamente significativo anche il
segmento dei Suv che cresciuto su scala regionale del
18%, segno che la ripresa tocca da vicino anche il settore
dell'alto mercato. Infine, osservando le vendite dei
brand, il 2015 si chiude con
aumenti per Audi, Bmw e Maserati. Si tende a prediligere
la praticit conclude il presidente Sina piuttosto che a
sfoggiare uno status symbol.

42

NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

le cifre

I SETTORI UTILITIES E GESTIONE RIFIUTI

-3,7%

LUNICO COMPARTO CHE REGISTRA


UNA DIMINUZIONE DEL FATTURATO
COMPLESSIVO A LIVELLO
PROVINCIALE

di FEDERICA LUCCHETTA

nche questanno, i dati


del comparto Utilities e
gestione dei rifiuti confermano la presenza di un settore che sembra non sia ancora riuscito a superare le difficolt riscontrate nella lettura
dei risultati del 2013: le Utilities, infatti, costituiscono lunico comparto che registra una
diminuzione, seppur modesta, del fatturato complessivo
(- 3,7%) a livello provinciale.
Solo il 27% delle imprese del
comparto dei servizi registra
un aumento del fatturato rispetto allanno precedente e
anche in questo caso, si tratta
del valore pi basso se confrontato con quello ottenuto
negli altri settori produttivi dove la percentuale media di
aziende con ricavi in crescita
quasi del 70%. Questo risultato in parte imputabile anche
al ristretto numero di imprese
che lo compongono, solamente 11 allinterno delle prime
500 imprese della provincia. A
fare da contraltare a questi risultati, si rileva tuttavia che il
settore in esame lunico ad
avere la totalit delle aziende
in grado di chiudere i conti in
utile e nonostante la contrazione dei ricavi molte realt sono
riuscite ad incrementare i risultati economici di periodo
registrando ben l81,9% di imprese con utili in crescita.
Analizzando la situazione
con un maggior grado di dettaglio, si pu riscontrare che i risultati peggiori abbiano caratterizzato, per lo pi, i livelli pi
bassi della classifica; le imprese di minori dimensioni chiudono con una contrazione del
fatturato del 6%. Resistono invece le imprese con volume
daffari pi alto, rientranti nella top 25% che, come si evince
dalla relativa tabella, sono cresciute a livello aggregato del
6%. Si quindi dinanzi ad un
settore che presenta un certo
divario al suo interno, mettendo in luce come la congiuntura economica sfavorevole abbia colpito in modo maggiormente significativo le imprese
con una struttura produttiva
meno resistente.
Passando in rassegna la gra-

11

SONO SOLAMENTE UNDICI LE IMPRESE


ALLINTERNO DELLE TOP 500 DELLA
MARCA

15

LE POSIZIONI IN CLASSIFICA SCALATE


DA SERVIZI UNINDUSTRIA
MULTIUTILITIES

I SERVIZI SOFFRONO
ASCO, PRIULA E BACINO 3
UN PASSO INDIETRO
La congiuntura economica sfavorevole ha colpito in modo pi significativo
le imprese con struttura produttiva meno resistente. Balzo di Unindustria
duatoria delle migliori 10 del
settore, ad un primo sguardo
si coglie subito che il posizionamento delle imprese nella
classifica di questanno coincide con quello dellanno scorso: stabilmente al primo posto
ritroviamo Asco Holding S.p.a.
(societ capogruppo di Ascotrade S.p.a., settima nella Top
500) con un volume di ricavi
quasi quattro volte superiore
alla seconda in classifica. Con-

tribuendo infatti a generare


quasi met del fatturato
dellintero comparto, non stupisce rilevare che anche Asco
Holding chiuda con una contrazione del fatturato del 12%,
incidendo in modo consistente nel calo del giro daffari registrato dal settore nel suo complesso. Permane comunque
una buona marginalit operativa della capolista, con un indicatore EBITDA/Ricavi che si

attesta al 13%, superiore rispetto alla media settoriale


(10%). Non si pu dire altrettanto di Servizi Unindustria
Multiutilities S.p.a., seconda
classificata, che in netta controtendenza rispetto allandamento del settore, cresce di un
sorprendente 35,5% in termini
di ricavi, guadagnando ben 15
posizioni nella classifica delle
Top 500, sebbene con una
marginalit operativa prossi-

ma allo zero. Buoni risultati sono conseguiti anche dalla terza in classifica, Co.met.fer.
S.p.a., che migliora sia sul fronte dei ricavi di vendita (+6%)
sia in termini di utile netto con
un incremento di circa 32 milioni rispetto allanno precedente. Volgendo uno sguardo
alla rimanente parte della classifica, tutte le imprese con
ununica eccezione rappresentata dalla settima in classifica,

A.T.S. S.r.l. hanno registrato


un sensibile calo del fatturato
(in media del 3,9% in linea con
la diminuzione registrata a livello di comparto). Le stesse
mantengono tuttavia una marginalit operativa particolarmente soddisfacente che si attesta a livelli ben superiori rispetto alla media del settore e
che raggiunge, come nel caso
di A.T.S. S.r.l., anche livelli del
25%. A questultima realt trevigiana deve essere attribuito
anche il primato per la crescita
dellutile netto, in incremento
di 2,6 milioni rispetto al 2013
sostenuto per da un rapporto
di indebitamento piuttosto
consistente in entrambi gli anni in esame. Sotto questultimo aspetto, il resto delle imprese del comparto presenta
un livello di indebitamento abbastanza allineato alla media
del settore del 75% che pu essere giudicato non eccessivamente elevato.
In definitiva, il settore in esame - fatta eccezione per qualche realt al suo interno ha
registrato negli ultimi anni
una sostanziale contrazione,
dimostrando di risentire significativamente degli effetti di
una congiuntura economica
sfavorevole. Sar interessante
capire se i segnali importanti
di crescita economica che
sembrano contraddistinguere
il territorio della Marca saranno in grado di costituire un
punto di svolta per il settore,
supportando uninversione di
tendenza rispetto allandamento dei volumi di vendita
registrati nellultimo biennio.

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NORDEST ECONOMIA TOP 500

GIOVED 3 DICEMBRE 2015

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LE TOP DEL SETTORE

LE STORIE I SIGNORI DEL DIGITALE

LA SILICON VALLEY DI MARCA


Dba Group, Mht, Eurosystem: a Villorba le aziende specializzate in information technology

de proposte dai clienti e dalle


tecnologie e operiamo in un
mercato all80% costituto da
aziende con sedi internazionali.
E con un processo di fusione delle cinque imprese che
componevano il Gruppo Euro-

di GIORGIO BARBIERI

a Villorba la Silicon Valley della provincia di


Treviso. Qui si concentra la maggior parte delle attivit nel campo dellinformation
technology, non solo per la
produzione di prodotti tecnologici ma anche di software,
applicazioni e servizi. Anche
questa categoria di aziende
stata colpita dalla crisi, ma ne
uscita con danni pi contenuti riuscendo a guadagnare
quote di mercato acquisendo
nuove imprese. Secondo lOsservatorio delle competenze
digitali
2014,
realizzato
dallAgID insieme ad Assinform, Assintel e Assinter, le
aziende di Ict sono state infatti
quelle che hanno resistito meglio alla crisi economica grazie
alla
capacit
dimostrata
nellaffrontare la profonda trasformazione dei modi di produrre e fare sistema, basata
proprio sulle tecnologie digitali. Un fenomeno inarrestabile
che ha obbligato ad allineare
le competenze digitali disponibili ai fabbisogni in continuo
divenire: una condizione essenziale per fare impresa e creare occupazione.
Un esempio la Dba
Group, fondata nel 1991 con
sede in viale Felissent a Villorba. Lazienda guidata dal presidente Francesco De Bettin
(fondatore insieme ai fratelli
Raffaele, Stefano e Daniele)
partecipata dal Fondo Italiano
dInvestimenti della Cassa Depositi e Prestiti e ha 400 dipendenti tra Italia ed estero. Sviluppa piattaforme software a
supporto dellingegneria, del

Franco Coin, ad di Mht

Dallalto in senso orario Stefano, Raffaele, Daniele Francesco De Bettin

project e asset management,


della sicurezza e del controllo
dellautomazione industriale
con un fatturato 2014 si chiuso in crescita del 15%, a quota
23 milioni. dellanno scorso
lacquisizione per 8 milioni di
euro (solo 2 a debito) della diretta concorrente, la societ
slovena Actual It. Il 2013
stato il nostro anno peggiore
con cassa integrazione e contratti di solidariet, spiega
Francesco De Bettin, lanno
successivo ci siamo rimboccati le maniche e siamo andati
allestero. Il problema di oggi
che, anche se il mercato interno sembra dare segni di ripresa, linstabilit politica di alcune aree del mondo rende inaccessibili diversi mercati del
Medio Oriente e del Nord Africa. Per il futuro continueremo
ad investire sullinnovazione e

Mht, appartenente al gruppo


trevigiano Smc, nel 2007 aveva
40 dipendenti, saliti a 180 (con
unet media di 30 anni) nel
corso di questanno. Nel febbraio 2014 entrata a far parte
del Gruppo Engineering, ha
sette filiali in Italia (Milano,
Roma, Teramo, Padova, Modena, Catania e Savona) e una a
Belgrado in Serbia. In realt
la crisi per noi si trasformata
in un periodo di crescita, spiega lamministratore delegato
Franco Coin, per le piccole e
medie imprese infatti divento indispensabile disporre di
soluzioni gestionali totalmente integrate nei processi, flessibili e scalabili, che possano
supportare il cambiamento organizzativo e adattarsi alle
nuove condizioni strutturali.
La nostra realt aziendale ha
una storica attenzione alle sfi-

Gian Nello Piccoli, amministratore delegato di Eurosystem

sui processi.
Anche la Mht, con sede in
via Roma sempre a Villorba,
ha effettuato unimportante
fusione per reagire alla crisi
economica. Nel 2010, con la

benedizione del colosso


dellinformatica Microsoft, var il progetto di fusione con
Reno Sistemi di Bologna, creando un soggetto da circa 10
milioni di euro di fatturato. La

system Sistemarca di Castrette


di Villorba, nata nel 2015 Eurosystem Spa, che ha la sede
in via Newton con lobiettivo
di dare maggiore solidit sul
mercato, ridurre i costi, uniformare il core business e velocizzare i processi produttivi. Si
sta aprendo un nuovo spazio
di business grazie alle nuove
tecnologie, afferma lamministratore delegato Gian Nello
Piccoli, Eurosystem anche
presente su numerosi mercati
esteri attraverso i propri clienti che hanno internazionalizzato, che vengono supportati
con ladeguata tecnologia anche quando operano su mercati oltre confine. Lazienda ha
cos realizzato diverse installazioni in giro per il mondo:
dallEuropa a Dubai, agli Stati
Uniti.

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Ci che siamo conseguenza


di ci che abbiamo fatto

Mediatec nata nel 2001 grazie allesperienza e alla volont dei soci fondatori di realizzare un sogno, che dal lontano 1988 avevano nel cassetto. Sebbene gli anni non fossero dei
migliori la tenacia e la voglia di dimostrare prima a se stessi e poi agli altri le proprie capacit, hanno portato i soci a decidere il grande passo.
Il 1 Marzo 2001 Mediatec nacque ufficialmente, con lobiettivo dichiarato di creare unazienda flessibile e molto mirata alle esigenze del cliente nel campo degli articoli tecnici in
gomma e materiale plastico, puramente commerciale.
Dopo una costante e importante crescita sia di fatturato che di organico, il primo passo importante avvenuto a Luglio 2008 con la nascita dellofficina meccanica per la lavorazione del materiale plastico.
Questa scelta stata fondamentale per superare brillantemente la crisi che si abbattuta nel mercato mondiale durante il 2009 e ancora oggi sentita. Grazie a questa importante
scelta stato migliorato notevolmente il servizio al cliente supportandolo nelle continue urgenze che, causa la forte crisi, erano in costante aumento. Questo ha portato lazienda
anno dopo anno ad avere sempre pi visibilit e copertura delle zone.
Mediatec stava crescendo velocemente e il nome cominciava a circolare anche allestero.
Negli anni successivi lofficina costantemente migliorata con laggiunta di nuovo personale sempre pi professionale e nuovi impianti produttivi.
A Marzo 2014 altro importante passo compiuto da Mediatec: lacquisizione della nuova sede con adiacente un terreno edificabile di 3.000 mq dove in futuro verr costruito un nuovo
stabile per lampliamento dellattuale officina e del magazzino scorte.
Attualmente Mediatec formata da un team molto affiatato di 15 collaboratori interni e 7 tecnici commerciali esterni pronti a seguire il mercato in continua evoluzione e ad intraprendere nuove strade o migliorare le attuali per seguire meglio i clienti in tutte le loro necessit.

La collaborazione con i clienti indispensabile per una crescita continua.

Solo un sano confronto porta ad una vera crescita umana e professionale

31044 Montebelluna (TV) -

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FOCUS INVESTIRE IN CULTURA


di VALENTINA CALZAVARA

n'azienda per la cultura e la valorizzazione


dei giovani talenti. E'
su questo duplice versante
che Stonefly di Montebelluna, leader nella produzione di
calzature ad alto contenuto
innovativo, ha deciso di investire, promuovendo Walking
with Art Stonefly Art Prize un
premio per sostenere i migliori progetti artistici presentati.
L'intento di Stonefly di stimolare gli artisti a confezionare una loro idea per poi aiutarli nella realizzazione e nella
promozione dell'opera d'arte. Un percorso lungimirante,
intrapreso cinque anni fa con
la prima edizione dell'Art Prize, che ha riscosso un buon
successo e che si rinnovato
anche per il 2015 con la collaborazione della Fondazione
Bevilacqua La Masa, l'atelier
veneziano che rappresenta
un punto di riferimento per la
produzione artistica del Triveneto. Noi siamo una realt
che opera nel design, a stretto
contatto con la moda e spesso
cerchiamo nell'arte una fonte
di ispirazione e di stimoli sempre nuovi spiega Andrea Tomat, presidente di Stonefly
Spa il secondo aspetto che ci
porta a rinnovare il premio di
edizione in edizione la voglia di sostenere i giovani e le
loro capacit. Per questo abbiamo cercato e ideato una
formula che coniuga l'arte al
mondo del lavoro. Crediamo
fermamente che sia vitale dare al nostro territorio una di-

Andrea
Tomat
presidente
di Stonefly
e a lato
un momento
di attivit
nellambito
di Walking
with Art
Stonefly

CAMMINANDO CON LARTE


Stonefly promuove un premio per i migliori progetti giovani. Tomat: Per noi anche ispirazione
mensione culturale che metta
in collegamento varie forme
espressive come la scultura,
la pittura e, pi in generale, le
varie arti visive. Si sostengono i giovani e con essi la crescita del tessuto sociale veneto e trevigiano, facendo del
business un motore di sviluppo culturale oltrech puramente economico. Di volta in
volta Stonefly individua un tema che fa da filo conduttore
all'edizione del premio. Dopo
i focus sulla materia, sull'

esplorazione, sugli artisti che


lasciano tracce e sulla seconda pelle, l'edizione 2015 stata dedicata a Dance dance
dance, titolo tratto dal libro
di Haruki Murakami, autore
giapponese che affronta, attraverso la scrittura, la questione giovanile. Gli artisti sono stati chiamati dall'azienda
montebellunese a dare forma
alla resilienza, quella sensazione interiore che permette
di sciogliere nodi, di sbloccare scelte e di sollevarsi da una

INDICE ALFABETICO

condizione di incertezza esistenziale. Il tema che abbiamo deciso di sviluppare quest'


anno carico di significati e ribadisce come sia necessario
che la vocazione passionale
di ogni individuo debba trovare una strada per realizzarsi
continua Tomat noi come
azienda ci inseriamo per accompagnare i giovani, dando
loro qualche chance in pi
per portare avanti il loro progetto.
Il messaggio chiaro, i so-

gni si possono avverare come


sta accadendo ai tre finalisti
del concorso 2015: Valentina
Furian, Enej Gala e Riccardo
Giacconi, mentre una segnalazione speciale andata ad
Annalisa Zegna.
Il primo classificato esporr la sua opera a primavera,
all'interno di una personale
ospitata agli spazi di Viafarini
Docva a Milano mentre dal 3
all'8 dicembre tutti i lavori della sesta edizione saranno visibili nella sede della Bevilac-

qua La Masa di Galleria San


Marco a Venezia. Lo spirito
di questo premio di creare
uno spazio di relazione conclude il presidente di Stonefly
gli artisti non nascono affermati ma sono il frutto di un
cammino lungo fatto di fatica, sacrificio, impegno e determinazione. Per la nostra
azienda bello condividere
un pezzo di questo percorso
insieme a loro e poter raccogliere la loro passione incentivandone le emozioni.

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