Sei sulla pagina 1di 186

ANNA GUGLIELMI

IL LINGUAGGIO
SEGRETO
DEL CORPO

NOTA BIO-BIBLIOGRAFICA

Giornalista e scrittrice, psicosintetista di formazione, Anna Guglielmi tiene corsi e workshop di comunicazione verbale, non verbale e fisiognomica, a cui si rivolgono spesso
grandi aziende, uomini politici e personaggi televisivi. Dopo una prima laurea in Lingue e
Letterature Straniere e un breve periodo di insegnamento universitario, ha conseguito
una seconda laurea con relativo master americano in Psicosintesi.
Docente presso il Centro di Milano dellIstituto di Psicosintesi fondato da Roberto
Assagioli, vive e lavora a Milano.

INTRODUZIONE

Se vi chiedessero come tenete di solito le mani mentre vi rivolgete ad altri, che cosa
rispondereste?
E quando andate a una conferenza, dove siete soliti sedervi? Vi mettete in fondo per
non essere notati, anche se rischiate di non sentire molto bene, oppure scegliete
direttamente un posto nelle prime file, dove tutti vi vedono?
Se dovete entrare nellufficio del vostro capo, esitate timorosi aspettando che lui vi
inviti a entrare o, senza bussare, prendete possesso della sua stanza?
A quale distanza vi tenete dalle persone per sentirvi a vostro agio? Avete bisogno di
restare loro appiccicati o vi mantenete a una certa distanza?
In ascensore o in autobus, fianco a fianco con degli estranei, quale atteggiamento
assumete?
Quando siete seduti a uninterminabile riunione e il discorso vi annoia, sapreste dire
quale posizione assumono, a vostra insaputa, le vostre gambe e le vostre braccia?
Quella volta, infine, che avete dovuto mentire, vi siete accorti che mentre lo facevate la
vostra mano sfiorava in un certo modo il viso?
Siete insomma coscienti di come vi muovete e del significato che i vostri gesti e
atteggiamenti possono svelare? Di come cio vi presentate agli altri?
Ricordatevi che c solo una prima volta in cui una persona pu incontrarvi, e sembra
che siano solo i primi quattro minuti di quel primo incontro quelli che lasciano nellaltro un
ricordo permanente, che pu essere positivo o negativo. Difficilmente poi si potr
correggere quella prima impressione.
Il re nudo
Cera una volta un re che sfilava nudo tra la folla, pavoneggiandosi in uno splendido ma
invisibile abito tessuto con fili doro. La gente non vedeva quellabito sontuoso, ma
credeva di non riuscire a capire una tale magnificenza; solo un bimbo ebbe il coraggio di
gridare: Ma il re nudo!.
Solo i bambini vedono la verit e si fidano di ci che vedono: essi distinguono i gesti di
accettazione da quelli di rifiuto, quelli di apertura da quelli di chiusura.
Essi sono ancora in contatto con la parte naturale, istintiva della comunicazione e
sentono fortemente la discordanza tra i due messaggi che ricevono, quello del corpo e
quello verbale, e possono restare spiazzati da questo doppio messaggio. Crescendo
vengono condizionati da noi adulti, che insegniamo loro che luso delle parole, del

linguaggio verbale, lunica espressione alla quale si deve credere. Lunica anche che ci
permette di mentire.
La parola stata data alluomo per nascondere il suo pensiero, scriveva Mirabeau.
Anche la gestualit un linguaggio
Se il nostro gatto scodinzola nervosamente, subito comprendiamo che preferisce essere
lasciato in pace, ma se un nostro amico, dondolando nervosamente un piede, ci dice va
tutto bene, noi crediamo alle sue parole.
Abbiamo del tutto dimenticato il significato della gestualit del corpo, e soprattutto che
il corpo non mente.
Esso in contatto diretto con le nostre emozioni pi profonde, le nostre paure, le
nostre ansie, la nostra gioia, e le trasmette direttamente ai gesti della mano, delle
gambe, ai muscoli del viso.
La nostra mente pu decidere se esprimere o meno verbalmente tali sensazioni o
emozioni, ma sappiamo che a volte meglio tacere. E allora non ammettiamo di essere
infastiditi, ma lo dice per noi un piccolo gesto compiuto involontariamente dal nostro
corpo al quale, di solito, nessuno presta attenzione.
Il sesto senso
Ci sono persone che vengono considerate intuitive o dotate di un incredibile sesto
senso perch riescono sempre, come per magia, a cogliere al volo la vera identit degli
altri: forse sanno solo leggere bene i messaggi trasmessi dal corpo e sanno osservare se
essi sono in sintonia o meno con le parole che vengono pronunciate.
Lempatia
Il corpo parla un linguaggio che pu essere compreso solo da un altro corpo: per
questo necessario imparare ad essere in contatto con il proprio corpo e a riconoscere le
sue espressioni e la sua gestualit. Solo cos infatti possiamo immedesimarci con chi ci
sta di fronte, provare addirittura a compiere gli stessi gesti, per sentire che cosa si prova,
ad esempio, ripiegati su se stessi a spalle curve.
Questo modo di sentire si chiama empatia.
Entrare in empatia con una persona vuol dire cercare di identificarsi con le sue
espressioni corporee per arrivare a sentire sulla nostra pelle e nel nostro cuore che cosa
laltro sta provando.
Il filosofo tedesco R. Kassner ha scritto che gli uomini moderni non sono pi in grado di
capire il tempo, di sentire le nuvole e il vento sul proprio corpo, e sono cos miseri da
dover consultare un barometro per sapere che tempo far. E non sanno nemmeno
collegarsi con lintima essenza delle piante, delle quali conoscono per i nomi scientifici
pi complessi.

Hanno perso lintima essenza che permette loro di sentire gli animali e soprattutto di
sentire gli uomini, i loro volti i loro gesti e ci che si cela dietro di essi.
Non sanno pi entrare in empatia con gli esseri viventi e devono imparare nuovamente
a conoscere e a riconoscere gli altri esseri umani.
Le leggi psicologiche
Una delle leggi psicologiche di Roberto Assagioli, fondatore della psicosintesi, afferma:
Gli atteggiamenti, i movimenti e le azioni tendono a evocare le immagini e le idee
corrispondenti. Questo vuol dire che se parliamo con voce aspra e ci comportiamo come
se fossimo arrabbiati finiamo per diventarlo realmente. Avete presente i bambini che
giocano alla guerra, e fingono di essere nemici e che a un certo punto finiscono per
picchiarsi davvero?
Al contrario, se compiamo gesti distensivi o di apertura finiamo per diventare
mentalmente pi aperti verso gli altri. Se, ad esempio, si vuole sviluppare in se stessi il
coraggio, poich con un semplice atto di volont difficile controllare unemozione di
paura, mentre invece pi facile intervenire sul corpo, si pu iniziare con lassumere un
atteggiamento fisico che evochi questa qualit. Si crea cos un feedback positivo, che
porta la persona a compiere davvero unazione coraggiosa.
Due linguaggi
Esistono due linguaggi fondamentali che permettono la relazione tra le persone: il
linguaggio verbale, quello cio costituito dalle parole, e che serve soprattutto a
trasmettere informazioni e dati e, contemporaneamente, un linguaggio non verbale, con
il quale si colorano le parole pronunciate, ma soprattutto si esprimono le emozioni pi
profonde e pi vere, e che fatto di gesti, di atteggiamenti, di silenzi.
Anche il silenzio comunicazione.
Non si pu non comunicare: qualsiasi interazione tra due persone comunicazione,
anche se avviene solo a gesti o nellimmobilit pi assoluta.
Studi molto approfonditi hanno calcolato che in una comunicazione interpersonale il
messaggio viene trasmesso solo per il 7% dalle parole, per il 38% dal tono della voce e
addirittura per il 55% viene comunicato attraverso il linguaggio del corpo.
Imparare a interpretare il significato segreto di ogni singolo gesto non un modo per
violare lintimit degli altri, per giudicarli o analizzarli; ritengo invece, poich dovrebbe
trattarsi di una conoscenza reciproca, che possa essere un inizio per una maggiore
comprensione, che poi la base per una migliore comunicazione: proporrei infatti lo
studio del linguaggio del corpo come materia obbligatoria nelle scuole superiori.
Conoscersi meglio
Spero quindi che questo libro possa diventare uno strumento in pi per aiutarvi a

conoscervi meglio, perch anche dallesterno, dalla manifestazione fisica di uno stato
danimo, si pu partire per arrivare allinterno di se stessi, per individuare dentro di noi
lemozione che ha creato una determinata reazione fisica.
Se di fronte a una persona che crediamo amica scopriamo di disporci con un
atteggiamento di chiusura, ad esempio a braccia conserte, possiamo incominciare a
chiederci quale pu essere il motivo, magari rimasto ancora inconscio, che spinge il
nostro corpo a reagire con un gesto di difesa, invece che di apertura.
Un viaggio immaginario attorno al nostro corpo
Ho cercato di guidare il lettore in un viaggio immaginario attorno al corpo umano,
partendo dal modo in cui ci poniamo nello spazio, come lo occupiamo, come stiamo in
piedi, come camminiamo. E poi ancora come ci sediamo, quali gesti facciamo con le
mani, con la testa, con gli sguardi.
Per esigenze di chiarezza spesso ogni singolo piccolo gesto stato sminuzzato e
analizzato. Ma sento necessario chiarire, e lo far spesso nel corso del libro, che ognuno
di questi gesti del linguaggio non verbale ha lo stesso valore di una singola parola che
venga estrapolata da un discorso: se non si conosce lintera frase difficile darle un
significato preciso. Cos ogni gesto deve poi essere collocato nel suo contesto pi ampio e
si deve osservare la gestualit di tutta la persona.
Saper vedere con il cuore
Per comprendere il linguaggio del corpo bisogna avere testa, ma soprattutto bisogna
usare il cuore.
Ecco il mio segreto, un segreto molto semplice: solo con il cuore che si pu
veramente vedere. Ci che essenziale invisibile agli occhi, scriveva Saint-Exupry ne
Il piccolo principe.

1
IL CORPO E LO SPAZIO

IL SENSO DEL TERRITORIO


Gli animali si ritraggono distinto quando cerchiamo di avvicinarci troppo, quando cio
tentiamo inconsapevolmente di varcare il loro territorio personale.
Si spostano un po pi in l, per poi fermarsi nuovamente, non appena la distanza tra
noi e loro si ristabilita.
Anche noi abbiamo bisogno di uno spazio personale, di un nostro territorio, nel quale ci
sentiamo protetti e che difendiamo dallintrusione degli altri.
Si tratta di uno spazio ideale, ben definito, che include unarea pi o meno vasta
attorno al nostro corpo.
Anche la dimensione tempo fa parte del nostro territorio personale: se qualcuno ci fa
perdere tempo inutilmente ci sentiamo invasi, perch sentiamo che quella persona sta
occupando uno spazio/tempo che non le appartiene.
Lampiezza del nostro spazio personale
Lampiezza dello spazio personale di cui abbiamo bisogno pu variare molto, perch
dipende:
dalla razza cui apparteniamo;
dallambiente in cui siamo vissuti;
dalla classe sociale di appartenenza.
Fattori razziali
I giapponesi, ad esempio, hanno imparato a vivere, da diverse generazioni, in uno
spazio personale molto ristretto, a causa della sovrappopolazione delle loro citt. Mentre
noi occidentali riteniamo che lo spazio sia solo un vuoto che ci divide dagli altri, per loro
esiste una realt quasi palpabile in questo spazio. E cos, anche se normalmente stanno
molto vicini gli uni agli altri, riescono a mantenere nei contatti ravvicinati dei precisi
confini.
Anche gli arabi si mantengono in pubblico a una distanza molto esigua e nei luoghi
affollati non hanno problemi se i loro corpi si sfiorano, si toccano, si urtano; invece le loro

case sono spesso molto ampie e con grandi spazi vuoti. Per larabo non esistono confini
fisici: il confine interno; se vuole chiudersi in se stesso lo fa semplicemente abbassando
gli occhi e non guardando pi gli altri. Questo il modo di esprimere il bisogno di privacy
e nessuno andr a disturbarlo, anche se lo toccher fisicamente.
Da un po di anni nel nostro paese siamo venuti sempre pi in contatto con popolazioni
di diverse etnie. Uno degli approcci pi frequenti che possiamo avere con una persona di
razza araba al semaforo, quando ci chiede di lavarci il parabrezza della nostra auto.
Conoscendo quanto appena detto, se desideriamo instaurare un dialogo o solo
accettare lofferta, sar sufficiente alzare gli occhi verso luomo in piedi accanto al nostro
finestrino e questi incomincer a lavarci il vetro. Gesti di diniego eseguiti con la mano o
parole del tipo no, grazie non saranno presi in considerazione. Per non essere disturbati
baster non alzare gli occhi e restare assorti: la nostra privacy sar rispettata e il nostro
vetro rester sporco.
Noi europei abbiamo un senso dello spazio vitale pi ampio rispetto ad altre
popolazioni. Per noi sgradevole essere toccati quando si in mezzo alla gente e nelle
conversazioni manteniamo sempre una determinata distanza. Se poi abbiamo bisogno di
privacy, ci rintaniamo in una stanza e chiudiamo la porta alle nostre spalle.
Quando due persone di nazioni diverse sincontrano, possono quindi nascere dei
malintesi sgradevoli per entrambe. Proviamo a immaginare il balletto che verrebbe a
crearsi, ad esempio, tra un europeo e un giapponese che stessero parlando. Leuropeo
mantiene una certa distanza, ma il giapponese, ritenendosi troppo lontano, si avvicina ai
limiti del proprio spazio vitale; allora il primo, sentendo invasa la sua zona personale, fa
un piccolo passo indietro; laltro allora avanza per recuperare la posizione. Entrambi sono
a disagio: il primo pensa che laltro troppo invadente; il secondo che leuropeo troppo
freddo e vuole mantenere le distanze.
Lo stesso balletto si pu comunque verificare anche tra due persone, non solo della
stessa razza, ma anche di ambiente e classe sociale simile, giacch il nostro spazio vitale
soggettivo e dipende da molti fattori.
Fattori ambientali
Anche lambiente in cui si cresciuti pu influenzare il nostro comportamento in termini
di bisogno di spazio. Le persone cresciute in citt in piccoli appartamenti, abituate a
recarsi al lavoro stipate nei mezzi pubblici, hanno man mano ridotto il loro spazio
personale e quindi si sentono a loro agio anche relativamente vicini alle altre persone.
Tendono, invece, a mantenere una distanza maggiore le une dalle altre le persone
cresciute in campagna o in montagna, dove gli spazi sono ampi e dove spesso tra una
casa e laltra ci sono parecchi chilometri.
Fattori sociali
Anche la diversa classe sociale pu generare distinzioni. Spazio significa potere;

quindi, di pi spazio dispongo intorno a me, e pi sono potente.


Le case dei ricchi sono grandi, hanno un gran terreno attorno e una recinzione che
tiene lontani gli estranei.
La reggia ne lesempio pi alto: di fronte al re ci si tiene a una debita distanza e le
uniche persone che possono avvicinarsi a lui sono quelle che egli considera non-persone, i
domestici, ad esempio.
Una persona potente si sposta anche in unautomobile molto grande e tutta per s; una
famiglia di citt in unutilitaria trasporta, oltre ai figli, la zia e il canarino.
C UNO SPAZIO PER OGNI PERSONA
Negli anni Sessanta, lantropologo americano Edward Hall, dopo aver a lungo studiato il
comportamento territoriale degli animali e aver rapportato questo alle modalit di
interazione degli esseri umani, ha elaborato una nuova disciplina, alla quale ha dato il
nome di prossemica.
Come dice la parola stessa (dal latino proximus = vicinissimo, prossimo), la
prossemica si occupa del modo in cui luomo usa lo spazio attorno a s, di come reagisce
ad esso, e di come, usandolo, pu comunicare certi messaggi in linguaggio non verbale.
Hall pu essere considerato uno dei primi studiosi ad aver scoperto che lo spazio
attorno alluomo non vuoto, ma diviso in precise zone, o bolle, invisibili e concentriche,
entro le quali luomo si muove e nelle quali fa penetrare gli altri, con un preciso rapporto:
pi aumenta lintimit, pi diminuisce la superficie della zona occupata.
Quattro sono le aree in cui, normalmente, possiamo agire:
una zona intima;
una personale;
una sociale;
una pubblica.
Zona intima
La zona intima si estende allincirca da 20 a 50 cm, distanza fino alla quale possiamo
arrivare con le mani, se si tengono i gomiti vicino al corpo. la distanza che si mantiene
con le persone con le quali si in confidenza, gli amici pi cari, i nostri familiari.
Siamo cos vicini che possibile il contatto fisico e labbraccio; dellaltra persona non
solo si sentono le parole, che saranno pronunciate a un tono di voce pi basso, ma
possibile avvertirne lodore e osservare le variazioni del respiro o del colore della pelle, ad
esempio limpallidire o larrossire. I volti sono cos vicini che si pu cogliere ogni minima
espressione ed emozione (fig. 1 a pagina seguente).
Per eccesso di cordialit sarebbe meglio evitare di avvicinarci troppo a una persona che

non ancora diventata intima, magari prendendola sottobraccio. La sua reazione di


irrigidimento pu farci capire immediatamente che abbiamo voluto spostare il rapporto a
un livello pi personale e abbiamo invaso, senza chiedere il permesso o esservi stati
invitati, lo spazio altrui.
Se vogliamo che la gente sia a proprio agio in nostra compagnia, cerchiamo di
mantenere le giuste distanze. Pi lasciamo avvicinare una persona, pi il nostro rapporto
diventa intimo.
Lentrare di una donna nella zona ravvicinata di un uomo viene sentito invece come
tentativo di seduzione. Ci sono persone che per loro natura, avendo di base grande
insicurezza e bisogno di affetto, cercano sempre e con chiunque di spostare il rapporto in
questo spazio intimo; costoro non si possono lamentare poi se vengono costantemente
fraintese.
Qual il rapporto tra due persone che si avvicinano per scambiarsi un bacio? Se i loro
corpi restano relativamente lontani e solo le guance si avvicinano, il bacio formale,
niente di pi di un saluto o di un augurio; quanto pi i loro fianchi si avvicinano, tanto pi
stretto invece il loro legame affettivo.

Fig. 1

Vedremo in seguito come si reagisce al disagio per linvasione collettiva della zona
intima, per esempio quando ci si trova in luoghi affollati o sui mezzi pubblici.
Zona personale
La zona personale si estende da 50 fino a poco pi di 120 cm, cio lo spazio
corrispondente al nostro braccio disteso, fino al limite di ci che possiamo toccare e
afferrare. Quando due conoscenti si incontrano per strada e si fermano a parlare, di solito
si tengono a questa distanza (fig. 2 a pagina seguente).
Si fanno entrare in questa zona, infatti, le persone con le quali abbiamo rapporti di
conoscenza, con le quali ci stringiamo la mano e avviamo conversazioni di cortesia, a una
festa o a una riunione.
A questa distanza il tono della voce sempre moderato, si colgono ancora le variazioni
del respiro e i cambiamenti del colorito della pelle, mentre le espressioni del viso
assumono molta importanza.
Questa la zona nella quale non si avvertono pi gli odori personali o il profumo, a
meno che questultimo non sia molto intenso. Anche il profumo, infatti, pu essere usato
come mezzo per invadere la zona altrui anche se, formalmente, ci si mantiene a una
distanza corretta.

Fig. 2

Zona sociale
La zona sociale arriva fino a 240 cm. la distanza doppia della precedente, quella cio
di due persone con il braccio teso (fig. 3 a pagina 19).
Stiamo a questa distanza dagli estranei e dalle persone che non conosciamo bene; dal
negoziante che ci vende qualcosa, dal tecnico che ci sta riparando un elettrodomestico in
casa, dallimpiegato di un ufficio pubblico al quale ci rivolgiamo.
Questa la zona della neutralit affettiva ed emozionale e genericamente dei rapporti
di lavoro.

Fig. 3

A questa distanza non pi possibile toccarsi, cogliere il respiro o il profumo dellaltra


persona; per farsi sentire la voce ha un tono pi elevato e i gesti e le espressioni sono pi
evidenti e costituiscono la modalit di comunicazione privilegiata. Lo sguardo ha molta
importanza, perch il contatto solo di natura visiva; quindi meglio non distogliere gli
occhi dalla persona con la quale si sta parlando, perch farlo da questa distanza equivale
a escluderla dalla conversazione.
Zona pubblica
Per zona pubblica si intende lo spazio che va da 240 cm fino a circa 8 metri;
generalmente oltre questa distanza non esiste pi alcun rapporto diretto tra le persone.
Nella zona pubblica si colloca chi decide di parlare a un gruppo: il professore che parla
agli studenti, lattore rivolto al pubblico o il politico che tiene un discorso (fig. 4).
In questa zona la comunicazione verbale, essendo grande la distanza tra chi parla e chi
ascolta, assume unimportanza capitale e il tono di voce deve essere sensibilmente
aumentato. Anche i gesti devono farsi pi ampi e le espressioni pi marcate e riconoscibili

per poter essere visti e rinforzare, cos, il contenuto verbale.


Questa infatti anche la distanza alla quale ci teniamo dalle persone di riguardo.
Un esercizio
Nei miei corsi, quando viene affrontato il tema dello spazio individuale, invito le
persone presenti ad avvicinarsi a due a due, come per iniziare una conversazione; poi
viene misurata a terra la distanza tra i loro piedi. Questo per individuare la zona nella
quale ogni persona si istintivamente collocata per rapportarsi con laltra.
Questo esercizio rivela la modalit di relazione che si usa di preferenza: cio, se si
tende a instaurare preferibilmente un rapporto amichevole, sentendosi pi a proprio agio
nel relazionarsi allinterno della zona intima, degli affetti e delle emozioni o se si tende
invece a tenersi a una certa distanza dallaltro, magari pi della norma. Nel qual caso
chiaro che si preferisce portare il rapporto, e quindi il discorso, a un livello pi mentale e
formale, escludendo il pi coinvolgente piano emotivo (fig. 5).

Fig. 4

Fig. 5

E laura che cosa centra?


Mi sembra interessante osservare come la scoperta delle zone individuali non faccia in
pratica che codificare e misurare quanto da sempre le antiche scienze esoteriche e i
sensitivi conoscono dellaura delluomo, dei corpi sottili che lo avvolgono.
Laura una specie di nuvola energetica, un ampio uovo che interpenetra e circonda il
nostro corpo fisico. Essa ci accompagna sempre, noi camminiamo con essa, dormiamo
con essa, e da essa veniamo sostenuti (Douglas Baker).
Luomo avvolto da un primo strato sottile di materia invisibile, il corpo eterico.
Attorno a questo c una bolla pi estesa: quella del corpo astrale, quella cio delle
emozioni, dei sentimenti e dellaffettivit.
Far entrare una persona nella propria zona intima pu forse voler dire permetterle di
compenetrare il nostro corpo astrale?
Pi esterna al corpo astrale c una bolla di energia pi rarefatta: quella del corpo
mentale, nel quale si sviluppano i pensieri, le idee, le attivit della mente. Essa potrebbe
corrispondere alle zone nelle quali si fanno avvicinare le persone con le quali abbiamo un
rapporto di stima, di amicizia o di ammirazione, ma nessun rapporto affettivo.
Nella zona pubblica le aure delle persone, visualizzate dai sensitivi come tante bolle, o
uova di energia, non si toccano e quindi non si influenzano pi.
Ma allora, quando noi diciamo che una persona ha un grande carisma e riesce a
soggiogare il pubblico intendiamo forse dire che la sua carica energetica, la dimensione
della sua aura, cos estesa da arrivare fino a compenetrare e influenzare quella del
pubblico?
COME REAGIAMO
ALLINVASIONE DEL NOSTRO TERRITORIO
Alcuni decenni fa Julius Fast raccontava in maniera divertente in che modo un suo
amico psichiatra avesse deliberatamente invaso il suo spazio personale, mentre si
trovavano seduti a un piccolo tavolo di ristorante.
Si mangiava, lui continuava a parlare, io lo ascoltavo, ma cera qualcosa che non mi
andava e che non sapevo definire, e questo malessere aument quando lui prese le
posate e le alline accanto al pacchetto delle sigarette, spingendo il tutto sempre pi

dalla mia parte.


Come se questo non bastasse, per cercare di spiegarmi meglio il suo punto di vista si
sporse in avanti con tutto il corpo invadendo quasi tutto il tavolo. Io mi sentivo cos a
disagio che non stavo nemmeno a sentire quello che diceva.
Alla fine, ebbe piet di me e mi disse: Ti ho voluto offrire una dimostrazione di uno dei
punti fondamentali del linguaggio del corpo, la comunicazione non verbale. Io fui
incuriosito e gli chiesi di spiegarsi meglio Io ti ho minacciato in modo aggressivo, io ti ho
sfidato. Ti ho messo nella posizione di doverti difendere, e questo ti ha dato fastidio.
Non avendo ancora ben capito, gli chiesi che cosa avesse fatto di preciso. Tanto per
cominciare, ho spinto avanti le mie sigarette. Ora, in base a una regola che non abbiamo
avuto bisogno di enunciare, noi abbiamo diviso la tavola in due parti, met a te e met a
me. Ma io non ho mai pensato a una divisione del genere.
naturale che tu non ci abbia pensato. Per la regola rimane. In base a tale regola
abbiamo delimitato il nostro territorio, una delimitazione che di solito si mantiene in base
a un principio non detto e a una norma di educazione. Per io ho voluto deliberatamente
mettere le mie sigarette nella tua area in violazione di ogni buona maniera. Non
essendoti reso conto di quello che avevo fatto, tu hai incominciato a sentirti a disagio,
minacciato, e quando io alla prima violazione del tuo territorio ho fatto seguire la
seconda, spostando in avanti il mio piatto e le mie posate fino ad arrivare ad allungarmi
io stesso verso di te, il tuo disagio aumentato ancor di pi e tuttavia non ti rendevi
conto del perch.
Proviamo a ricordare le volte in cui qualcuno si allargato oltre il dovuto invadendo il
nostro spazio. Forse anche a noi successo, senza capire quanto stesse accadendo, di
esserci sentiti a disagio, senza riuscire a trovare una spiegazione apparente. Perch il
corpo che avverte linvasione, mentre noi spesso non ci accorgiamo del messaggio che
esso ci lancia.
Quando ci si sente invasi, si hanno fisicamente alcune reazioni abbastanza tipiche e che
si susseguono con un determinato ordine:
a livello fisiologico il nostro corpo aumenta i battiti del cuore, nel sangue viene
immessa adrenalina, i muscoli si contraggono e si preparano a un possibile attacco;
a questo punto iniziamo a trasmettere una serie di segnali preliminari per indicare il
nostro disagio, quali dondolare una gamba, o muoverci sulla sedia, come se questa fosse
improvvisamente divenuta scomoda;
subito dopo il nostro corpo assume una posizione di chiusura nei confronti dellintruso
e allora abbassiamo il mento, piegando in avanti le spalle o addirittura chiudiamo gli
occhi, per cercare di non vedere quanto sta accadendo;
se tutti questi segnali del corpo non vengono riconosciuti e linvasione altrui, con il
conseguente nostro fastidio, continua, allora ci allontaniamo dal luogo in cui ci troviamo e
cambiamo di posto.
La reazione di fronte allinvasione del territorio personale pu addirittura provocare
scoppi di violenza incontrollata in persone particolarmente reattive.

In automobile
Alla guida di unautomobile spesso reagiamo in modo diverso dal solito quando
sentiamo che il nostro territorio stato invaso, perch viene stabilito un rapporto di
distanza molto particolare. come se, restando seduti in un veicolo, il nostro spazio
personale si espandesse e si ingrandisse notevolmente. Cos, se siamo alla guida,
rivendichiamo per noi una zona che arriva anche a una decina di metri davanti e dietro di
noi.
Se unaltra auto si inserisce in questo nostro spazio, reagiamo con irritazione, cosa
che non ci succederebbe se una persona ci tagliasse la strada mentre stiamo
camminando per strada (fig. 6). Questo avviene, forse, perch nel contatto interpersonale
il nostro corpo compie una determinata serie di gesti, spesso in maniera inconscia, per
chiedere il permesso di avvicinarci e per scusarci dellintrusione.

Fig. 6

Il corpo metallico della nostra auto non ha invece la capacit di fare dei cenni per
dichiarare le sue intenzioni pacifiche e non aggressive.
COME DIFENDIAMO IL NOSTRO SPAZIO
In autobus
Nella vita quotidiana esistono molte situazioni in cui il nostro spazio personale viene
invaso. Ad esempio, lessere stipati in autobus o in una metropolitana implica
uninevitabile intrusione reciproca. E allora in un mezzo pubblico non si dovrebbe mai
parlare con nessuno, n guardare le altre persone, ma mantenere uno sguardo assente o
inespressivo, senza manifestare le proprie emozioni, anche lievi, quali disappunto o
buonumore.
In ascensore
Le persone in ascensore si comportano come se gli altri non esistessero o non fossero
persone. Entrando, per prima cosa si fanno dei cenni leggeri col capo per chiedere scusa
ai presenti e poi ognuno si chiude in s.
Durante il tragitto si fissa la luce sul soffitto e si legge con molta attenzione la

targhetta indicante la portata massima delle persone. Poi si pu controllare


ripetutamente se le nostre chiavi sono ancora al loro posto in tasca; infine, lo sguardo
resta come ipnotizzato dallaccendersi e spegnersi della luce dei pulsanti dei piani.
Uno di fianco allaltro diventiamo rigidi e praticamente immobili e, se per caso
sfioriamo involontariamente il nostro vicino, emettiamo alcuni segnali muti per chiedere
scusa. Contemporaneamente i muscoli della parte del nostro corpo che venuta in
contatto con laltro si contraggono, come per una reazione di difesa.
Se avessimo il coraggio di alzare gli occhi e osservare le espressioni dei presenti,
vedremmo tante persone che sembrano trattenere il fiato, per ricominciare a respirare
solo nel momento in cui le porte finalmente si aprono ed possibile scendere.
La folla
La resistenza che opponiamo alla violazione dello spazio individuale cos forte che,
anche in mezzo a una folla, ricerchiamo un minimo di territorio personale.
Durante una manifestazione pubblica ci sentiamo tutti molto invasi ma, se siamo
riusciti a guadagnare intorno a noi uno spazio anche minimo, allora possiamo essere pi
rilassati.
Se la folla ingrossa e diminuisce la distanza tra le persone, allora possono sorgere
disordini, causati proprio dalleccessiva irritabilit dei singoli individui, sottoposti loro
malgrado a uno stress da deprivazione dello spazio vitale.
Le forze dellordine conoscono bene questo meccanismo ed per questo che cercano di
diradare la folla quando si fa troppo numerosa, in modo che la gente, non pi cos
oppressa, possa ritornare a uno stato danimo di maggior calma.
Le non-persone
La capacit di riconoscere la persona in un essere umano estremamente importante
per capire come noi agiamo e reagiamo, sia con il linguaggio del corpo sia verbalmente.
Due medici che discutono della gravit del caso clinico del paziente di fianco al suo letto
lo trattano da non-persona. Allo stesso modo viene considerata, e pu cos lavorare
liberamente, laddetta alle pulizie che entra nellufficio durante una riunione per svuotare
il cestino; non disturba nessuno, nessuno la vede, come non-persona non pu ascoltare
quanto viene detto.
Una non-persona non pu invadere il nostro spazio individuale, cos come non potrebbe
farlo una sedia o un gatto. Allo stesso modo non possiamo invadere lo spazio personale
di una non-persona.
In una situazione di affollamento sui mezzi pubblici ci trattiamo reciprocamente da nonpersone, ma al di fuori da queste situazioni pu risultare offensivo non essere visti e non
essere considerati.

A un tavolo
Se vogliamo restare soli ed evitare che qualcuno invada il nostro territorio, di solito
mettiamo in pratica alcuni accorgimenti.
Avete mai pensato a come ci comportiamo quando, entrando in una mensa o in una
biblioteca, ci sediamo a un tavolo e desideriamo che nessun altro venga a sedersi vicino a
noi? Le azioni che compiamo variano a seconda del nostro stato danimo.
Per prima cosa andiamo a sederci a un tavolo il pi lontano possibile dallingresso; poi,
se abbiamo una modalit di espressione aggressiva, occupiamo il posto centrale, spalle al
muro e il viso verso la porta e quindi verso un possibile avventore. Latteggiamento del
nostro corpo e il posto scelto per sederci dicono chiaramente: non venite a disturbarmi,
andate a sedervi da unaltra parte.
Se invece siamo pi introversi, allora ci sediamo sempre allo stesso tavolo, ma con le
spalle alla porta, segnalando cos il nostro bisogno di restare soli: lasciatemi da solo; se
volete sedervi, fatelo pure, ma non disturbatemi.
Se non comprendiamo questi messaggi, possiamo commettere lerrore di forzare la
situazione e di sedere, magari con il desiderio di scambiare due chiacchiere, vicino a una
di queste persone. Nella migliore delle ipotesi non otterremo che laconiche risposte e
lunghi silenzi carichi di tensione.
Ai giardini
Anche seduti sulla panchina di un parco possiamo desiderare di restare da soli. Per
segnalare ai possibili intrusi il nostro bisogno di solitudine dobbiamo scegliere con cura il
posto da occupare:
se ci sediamo al centro della panchina, in modo aggressivo comunichiamo non
verbalmente il nostro desiderio di occupare quella panchina da soli (fig. 7);

Fig. 7

se ci sediamo completamente sul bordo esterno, con una modalit passiva affermiamo
di non voler essere disturbati, ma che comunque c spazio anche per altre persone (fig.
8);
se desideriamo invece, osservando nostro figlio che gioca o il nostro cane che annusa il

prato, conversare con altre persone, ci sediamo nella nostra met. Il messaggio :
chiacchiero volentieri; accomodatevi pure, vi lascio invadere il mio spazio (fig. 9). Avete
presente come seduto il protagonista del film Forrest Gump intento a raccontare a una
sconosciuta la storia della sua vita, seduto su di una panchina pubblica?

Fig. 8

Fig. 9

In treno
La prossima volta che avrete occasione di entrare nello scompartimento di un treno
ancora vuoto, osservate dove decidete di sedervi (fig. 10).

Fig. 10

Vi sedete nellangolo interno, girandovi verso il finestrino e magari occupando il posto


di fianco a voi con degli oggetti che vi appartengono?
Oppure vi girate sorridenti verso la porta e quindi verso possibili compagni di viaggio?
Chiedetevi invece che stato danimo avete se vi capita di occupare il posto al centro,
magari sistemando la borsa a sinistra e dei giornali alla vostra destra.
Dintuito un passeggero che avesse voglia di fare conversazione durante il viaggio
eviterebbe di entrare nel vostro scompartimento, a meno che non ci siano altri posti
liberi altrove.
altres molto improbabile che una persona, entrando in uno scompartimento libero,
decida di sedersi nel primo posto, subito accanto alla porta dingresso.
In famiglia
I nostri oggetti personali possono, dunque, diventare emanazioni del nostro spazio e,
sparsi tuttintorno, possono allargare la nostra zona di influenza e quindi, in qualche
modo, proteggerci dallinvasione altrui.
Nella vita quotidiana in famiglia ogni membro ha dei propri spazi personali che
rivendica; per il padre pu trattarsi della poltrona preferita, vicino alla quale lascia il suo
libro o gli occhiali, quasi a segnare questo posto occupato.
Per la madre pu essere il territorio della cucina. Vi siete mai chiesti perch le suocere
o le nonne, quando sono ospiti, creano dopo un po scontento e disagio?
Uno dei motivi da ricercare, anche, nel fatto che inevitabilmente queste signore, nel
desiderio di rendersi utili, spostano gli oggetti dal loro posto abituale e occupano spazi
che, per tacita regola, appartengono alla padrona di casa.
Se il bambino semina i suoi giochi in cucina, la madre reagisce invitando il figlio a
riportarli nella sua stanza in nome di un principio di educazione allordine, ma in realt lo
fa per difendersi dallinvasione del suo territorio personale.
Territorio e propriet
Quando ci appoggiamo a una persona o a una cosa, nel linguaggio del corpo
indichiamo apertamente che ci appartengono, che sono di nostra esclusiva propriet o,
anche, che ne siamo fieri.
Quando riceviamo una persona sulla porta di casa, anche se siamo sorridenti e
pronunciamo parole di benvenuto, evitiamo di tenere ostentatamente una mano sullo
stipite della nostra porta dingresso (fig. 11).
Il messaggio che inviamo al nostro ospite a questo punto doppio: con le parole lo
invitiamo a entrare; con il corpo, invece, gli mostriamo di essere gelosi della nostra
tana e di non avere troppo piacere che venga invasa da estranei.
Sprofondati nella poltrona dirigenziale, i piedi sulla scrivania, ribadiamo a chiunque

entri che non solo quello il nostro territorio, ma anche che meritiamo a buon diritto la
carica che ricopriamo (fig. 12).

Fig. 11

Fig. 12

Al cinema
Se il cinema non affollato, e quindi non siamo costretti a sederci in un posto qualsiasi,
anche in questa occasione effettuiamo istintivamente delle scelte per rispettare non solo
la nostra privacy, ma anche quella delle persone gi sedute.
La persona che si siede in una fila libera sceglie di solito il posto con la visuale che
ritiene migliore; la persona che arriva dopo di lei si colloca abbastanza lontana dalla
prima, perch i rispettivi spazi personali vengano rispettati.
Si studiato che normalmente non ci si mette dalla parte opposta, cio troppo lontano,
perch tale atteggiamento potrebbe sembrare offensivo.
Una terza persona che prendesse posto nella stessa fila sceglierebbe la posizione
intermedia, equidistante dalle altre due (fig. 13).
La prossima volta che andiamo ad assistere a uno spettacolo, osserviamo anche in
quale settore istintivamente preferiamo collocarci. Nelle prime file, come per catturare
avidamente pi immagini possibili? Lungo il corridoio o prossimi alluscita per sentirci pi
liberi e non disturbare?

Fig. 13

COME INVADIAMO IL TERRITORIO ALTRUI


I simboli dellautorit
Cos come noi bussiamo prima di entrare, altrettanto dovremmo fare, in maniera
simbolica, prima di invadere la bolla di qualcuno. Rispettare lo spazio non sempre facile
e non sempre viene fatto.
Le persone potenti cercano di occupare uno spazio notevolmente superiore agli altri,
perch sono ben consapevoli che questo fatto conferisce loro maggior prestigio.
Il grado di autorit di una persona viene messo in evidenza non solo dalla grandezza
del suo ufficio e della sua poltrona, ma anche dal tempo che questa lascia passare prima
di darvi il permesso di entrare nel suo ufficio e da come, invece, possa liberamente
invadere il vostro.
Posizione e grandezza degli uffici
Se unazienda dispone di pi piani di uffici, chi lavora ai piani pi alti ricopre una carica
gerarchicamente superiore. A parit di piano, lufficio ad angolo pi importante di uno
collocato in posizione centrale, anzi si pu dire che il potere diminuisce pi aumenta la
distanza dalla posizione ad angolo.
Open space
La regola angolo = potere vale anche per gli spazi di lavoro aperti, gli open spaces,
quelli nei quali, per agevolare la comunicazione e snellire le procedure, molte persone si
trovano a lavorare assieme nello stesso grande locale e dove tutti sono sotto gli occhi di
tutti; cosa che a lungo pu diventare motivo di stress.
Quindi, se riuscite a ottenere un posto ad angolo, con le spalle al muro, avete
raggiunto una posizione dominante. Il posto peggiore in un open space, quanto ad
autorit, sembra rivelarsi quello al centro della stanza, poich si disturbati dal continuo
passaggio. Si pu cercare di difendere la postazione centrale, proteggendola con oggetti
da usare come barriera, e allora si possono collocare, per fare quadrato intorno a noi,
delle piante, un mobiletto o al limite un paio di sedie, da tenere, per, costantemente
piene di pile di scartoffie.
Dimensioni dellufficio e arredamento
Naturalmente, pi lufficio ampio e ben arredato, pi rispecchia il ruolo e limportanza
del suo occupante. Senza arrivare a misurare al centimetro le dimensioni della scrivania e
la qualit del materiale con cui realizzata, che pu variare da una essenza di legno
pregiato a semplice laminato, o lesistenza o meno di tappeti, quadri, piante e grandi

finestre, lufficio anche lespressione della personalit di chi lo occupa.


Tutto ci che viene appeso dietro alla scrivania, e che quindi pu essere visto solo dai
visitatori, stato collocato l per fare impressione su di loro. Di solito ci sono diplomi,
premi e onorificenze ricevute.
Tutti gli oggetti che invece sono visibili solo da chi seduto alla scrivania appartengono
alla sua sfera privata: si pu trattare di ritratti di persone care o di oggetti attinenti ad
attivit di cui appassionato.
Sembra, invece, che ci che viene appeso alle pareti laterali abbia una funzione
puramente decorativa e non rivesta alcun significato preciso.
La scrivania
Come viene infine usato il piano della scrivania? Affermare che pi pieno di carte e
pi la persona ha da lavorare sembra ovvio, ma lo solo parzialmente.
Una scrivania totalmente vuota indica che la persona realmente non deve svolgere
alcun lavoro; probabilmente si limita a decidere e il lavoro lo svolgono gli altri. Se sul
piano c un solo fascicolo comprendiamo che la persona in quel momento sta
affrontando un solo problema specifico, per poi evaderlo e passare ad altro; se invece ci
sono tante carte ordinate e divise per argomento, probabilmente ha lincarico di
coordinare e controllare diverse attivit.
Tante carte e documenti accatastati alla rinfusa, tanto da occupare quasi tutto lo
spazio del piano di lavoro, non rivelano un individuo super indaffarato, ma al contrario:
chi siede a quella scrivania non riesce ad avere la giusta efficienza e metodo di lavoro
(fig. 14).

Fig. 14

Pi alta la sedia
Nel regno animale si domina lavversario con laltezza; alcuni di voi ricordano la favola
di Fedro del lupo e dellagnello (Superior stabat lupus, inferior agnus): il lupo beveva
lacqua dal ruscello in una posizione pi alta rispetto a quella in cui si trovava lagnello.
Lanimale pi debole dichiara la sua inferiorit sdraiandosi a terra e lanimale pi forte gli
sale sopra.
Anche gli uomini seguono nella tradizione un simile comportamento ancestrale e si

inchinano di fronte a un idolo, a una divinit o a un re.


Latto di genuflettersi, di inchinarsi, addirittura di prostrarsi a terra sottolinea la
riconosciuta importanza e superiorit della persona o del simbolo dinanzi al quale ci si
pone.
Da sempre riconosciuto valido il principio che pi alta la sedia e pi alto il rango e
il potere di chi vi seduto. Il trono dei re era non solo pi grande e sontuoso degli altri
posti a sedere dei cortigiani, ma era anche posto pi in alto, in modo che le persone
ammesse al suo cospetto non potessero arrivare allaltezza degli occhi del sovrano. Carlo
Magno si fece costruire nella cattedrale di Aquisgrana un trono divenuto famoso per la
sua altezza. Il suo intento era di rendere simbolicamente evidente la sua importanza,
anche di fronte al papa.
Nel film di Chaplin Il dittatore c una sequenza che porta al paradosso questo
meccanismo. Dal barbiere si incontrano, seduti di fianco, Hitler e Mussolini: con il volto
insaponato e senza potersi sfilare dalle rispettive poltroncine, hanno una sola possibilit
per cercare di affermare la loro reciproca superiorit, e cio cercare di alzare la sedia
sulla quale si trovano seduti. Cos, a turno, in maniera molto umoristica, azionano la
levetta che fa sollevare il sedile, arrivando alla fine a sfiorare il soffitto.
Quindi, se in azienda si vuole ulteriormente sottolineare la nostra superiorit e far
sentire alle persone chiamate a colloquio la loro dipendenza e metterle in imbarazzo,
sar sufficiente restarsene seduti dietro alla scrivania su una grande poltrona dirigenziale
e collocare dinanzi a noi, per chi deve sedersi, una poltroncina pi bassa, pi scomoda e
senza braccioli. La persona a colloquio con noi sar in difficolt, non sapendo dove
appoggiare le braccia; se poi la sedia abbastanza bassa, diventer per lei disagevole
laccesso alla scrivania e, cos sprofondata, automaticamente sar costretta a farsi
trattare dallalto in basso. Questa posizione sminuisce in partenza la sicurezza di una
persona e quindi il suo potere durante un colloquio.
Il massimo della perfidia lo si pu raggiungere lasciando volutamente, se lospite fuma,
un portacenere a una certa distanza, in modo da obbligarlo a compiere strane evoluzioni
per poterlo raggiungere.
Un altro diffuso gioco di potere quello di collocare la poltroncina riservata al visitatore
il pi lontano possibile dalla scrivania, e questo sottolineare la distanza rende ancora pi
impotente lospite (fig. 15). Vi ricordate dove veniva fatto sedere Fantozzi, il personaggio
di tanti celebri film, quando veniva ricevuto dal suo grande capo?
Un dirigente che abbia rispetto per gli altri, indipendentemente dalle dimensioni della
sua poltrona, quando riceve una persona per un colloquio, si sposter dallaltra parte
della scrivania, per sedersi allo stesso livello e senza frapporre barriere.
C da chiedersi perch, invece, troppo spesso certe figure professionali, ad esempio i
medici, amino restare altolocati e barricati dietro alla scrivania, dichiarando, con il
linguaggio non verbale, la loro assoluta superiorit e non disponibilit, quando a parole
stanno cercando di instaurare un dialogo personale e magari intimo con il paziente, che
cos intimorito ha molte pi difficolt ad aprirsi e a esporre i suoi problemi.

Fig. 15

Quindi, se avete occasione di presentarvi a un colloquio di lavoro, fate attenzione alla


sedia che vi viene offerta: da questo potete capire le intenzioni del vostro interlocutore e
lopinione che egli ha di se stesso e di voi (fig. 16).

Fig. 16

Il tempo dattesa
Far attendere una persona una tecnica ben conosciuta per mettere in risalto la
propria autorit e importanza, che possono essere quantificate contando i minuti che
intercorrono tra quando bussate alla porta di qualcuno e il momento in cui vi viene dato il
permesso di entrare. Se, dopo aver regolarmente fissato un appuntamento, vi recate
nello studio di un noto professionista e dovete attendere in sala daspetto per parecchio
tempo, probabilmente pensate che, poich egli talmente importante e impegnato,
quasi un onore riuscire ad essere ricevuti e quindi il vostro tempo e il vostro denaro sono
ben spesi.

Siamo cos abituati a subire queste attese che, se ci capita di essere ricevuti
immediatamente, possiamo dubitare della capacit del professionista e pensiamo di
essere lunico cliente della giornata.
Entrare senza bussare
Un capo, invece, non deve attendere di essere ricevuto, n tantomeno chiedere il
permesso prima di entrare, o almeno cos ritiene di doversi comportare per sottolineare
ulteriormente la sua autorit.
Da come ci comportiamo entrando in una stanza che non ci appartiene si pu stabilire
quindi il nostro grado di autorit. Perch noi possiamo:
bussare e attendere pazientemente di essere invitati a entrare, che equivale a dire:
il capo non sono io e la mia autorit praticamente nulla;
non bussare ed entrare direttamente: autorit massima e anche grande mancanza di
sensibilit e di tatto. Con una simile azione come se, con il linguaggio del corpo,
stessimo affermando: qui comando io; qui tutto mio, e quindi entro dove e quando
voglio. In questo modo inoltre chi nella stanza viene trattato da non-persona, da
semplice esecutore di una funzione specifica, poco pi di una fotocopiatrice.
Una volta aperta la porta, la nostra maggiore o minore autorit si misura da quanto
spazio invadiamo del territorio altrui. E qui abbiamo tre possibilit:
possiamo fermarci sulla porta e comunicare rispettosamente quanto necessario:
autorit minima;
possiamo avanzare fino al centro della stanza: in linguaggio non verbale comunico di
ricoprire un certo ruolo che mi d lautorit sufficiente per fare questo;
possiamo entrare e dirigerci con passo deciso fino alla scrivania della persona seduta:
autorit massima.
Pi veloce lentrata nella stanza, cio quanto meno tempo si impiega a entrare,
maggiore il grado di autorit di cui si gode.
Anche la scrivania di una persona uno spazio personale da non invadere. Spesso non
ci si pensa e allora arrivando al tavolo di un collega ci appoggiamo le mani o la nostra
borsa o ci sediamo addirittura sopra per sembrare pi disinvolti. Cos facendo possiamo
provocare una reazione di grande risentimento e perdere per lungo tempo la
collaborazione di quella persona.
Spesso il capo autoritario ritiene di poter entrare senza bussare e arriva difilato alla
scrivania del suo dipendente invadendola con le mani o sbattendoci sopra il fascicolo che
ha portato (fig. 17).
Un superiore avveduto eviter di fare questo, per non provocare sentimenti ostili, ma
cercher di darglielo direttamente in mano.
Se, comunque, si vuole entrare senza bussare, si pu farsi sentire con un colpo di tosse
o con la voce, per preavvisare della nostra entrata ed evitare cos di mettere in imbarazzo
chi forse in quel momento non pronto e non desidera essere colto alla sprovvista.

Fig. 17

Linterrogatorio
Se una moglie volesse assolutamente ottenere una piena confessione dal marito che le
sta di fronte, potrebbe cercare di usare le tecniche specifiche di invasione del territorio
delle quali abbiamo parlato, e ritornare con la memoria ai tanti film polizieschi visti in
televisione. E allora, per prima cosa, dovr farlo sedere in un posto fisso, ad esempio
langolo del divano, e poi incalzarlo fisicamente, sedendosi sempre pi vicina, man mano
che diventano pi pressanti e specifiche le domande (fig. 18). Nei film di solito, a questo
punto, linterrogato, di fronte alla doppia aggressione verbale e territoriale, avendo
precluse le uniche due possibilit, cio quella di fuga o quella di attacco, si sente
impotente e questo stato genera in lui una forte frustrazione che prelude alla
confessione.
Anche la moglie a questo punto, se avr usato bene questo meccanismo psicologico,
sar riuscita a indebolire le difese del marito al punto da farlo crollare e confessare la
verit. Ma se lui, sentendosi invaso, si alza e si allontana, a lei non resta che una
possibilit, quella di andare a leggere al capitolo 9 quali sono i gesti che di solito compie
una persona quando mente.

Fig. 18

LO SPAZIO ATTORNO A UN TAVOLO

Attorno a un tavolo rettangolare si svolgono di solito la maggior parte dei rapporti di


lavoro, sia esso una scrivania o un tavolo da riunione. Anche il posto che si occupa,
sedendo con altre persone, significativo dei rapporti che intercorrono e del clima che
inevitabilmente verr a instaurarsi. La distanza alla quale ci si mantiene esprime anche la
reciproca distanza interiore. Vediamo alcuni esempi.
Se il nostro capo seduto dietro alla sua scrivania e noi dobbiamo sederci con lui per
svolgere un lavoro, rispetto alla sua posizione noi abbiamo tre possibilit: sederci di
fronte, di fianco a lui o a lato del tavolo, in posizione angolare.
La posizione frontale
Questa posizione, che vede le due persone sedute una di fronte allaltra, pu rivelarsi
anche la pi pericolosa perch porta inconsciamente a dividere il tavolo in due parti
eguali, come per unideale partita: il rischio che le persone tendano ad assumere un
atteggiamento competitivo e quasi di sfida (fig. 19).

Fig. 19

Perci assolutamente da evitare, potendolo fare, se si desidera instaurare un


rapporto di amichevole collaborazione; pu essere, invece, la situazione ideale per un
capo che debba redarguire un suo dipendente o impartire degli ordini. purtroppo la pi
usata nei colloqui di lavoro.
La posizione angolare
Sedersi ad angolo si rivela la posizione ideale quando si deve intrattenere un colloquio,
perch entrambe le persone possono guardarsi in faccia e parlare e, allo stesso tempo,
avere una parte di campo libera per il movimento e per lasciar spaziare lo sguardo.
quindi una posizione pi rilassante, che crea minor tensione e nella quale possibile
lavorare pi serenamente (fig. 20).
Langolo del tavolo funge, inoltre, da barriera parziale e questo consente un minimo di
protezione. Questo anche il posto migliore per la segretaria alla quale si debbano

dettare delle lettere: lei abbastanza vicina da permetterci di usare un normale tono di
voce e, nel contempo, si ha il campo libero innanzi a s per potersi concentrare su quanto
si va via via dettando. Se, convocati per un colloquio di lavoro o per una vendita,
riusciamo a sederci in questa posizione, abbiamo molte pi probabilit di successo.

Fig. 20

La posizione di fianco
Se ci viene concesso di sederci dalla stessa parte della barricata il significato appare
subito molto evidente: la persona con la quale lavoriamo ritiene che tra di noi esista un
pari livello di mansioni, e che le nostre idee sono abbastanza affini circa la risoluzione di
un determinato problema che ci riguarda entrambi (fig. 21).
Un venditore, quando riesce a sedersi a fianco di un potenziale cliente, sar molto pi
facilitato nel trasmettergli che faranno entrambi un ottimo affare se concluderanno quella
trattativa.

Fig. 21

La posizione distanziata
Esiste, infine, unultima possibilit di sedersi rispetto a una persona, e cio il pi
lontano possibile, dallaltro lato del tavolo: questo modo di comportarsi significa prendere
le distanze, per timidezza, soggezione o disinteresse, da quanto dovr essere detto.
Questa la posizione dellaccompagnatore, di colui che sta accanto a chi seduto di
fronte alla scrivania, senza intervenire nel colloquio.

anche la posizione che normalmente si sceglie sedendosi a un tavolo di biblioteca o


di consultazione, per cercare di non disturbarsi reciprocamente (fig. 22).

Fig. 22

Un piccolo trucco
Supponiamo che dobbiate sottoporre dei documenti a qualcuno che, da dietro la sua
scrivania, vi invita a sedervi di fronte a lui.
La scrivania larga e voi avete poca possibilit di successo dalla posizione in cui vi
trovate: lideale per voi sarebbe di riuscire a passare dalla sua parte, per poter meglio
illustrare il vostro progetto.
Provate questo piccolo trucco: disponete il fascicolo in mezzo alla scrivania. Se la
persona non minimamente interessata ad approfondire largomento, non si muover
dalla sua posizione; allora restate al vostro posto e senza tante speranze iniziate a
parlare.
Pu anche darsi che egli si sporga in avanti per vedere meglio quanto gli esponete: il
messaggio non verbale mi interessa, ma resti al suo posto.
Se invece la persona con cui state parlando attira dalla sua parte il fascicolo, vi viene
tacitamente offerta la possibilit di seguirne il percorso; chiedete a questo punto se
potete avvicinarvi per illustrarlo e poi rapidamente spostatevi al suo fianco (fig. 23).

Fig. 23

Il tavolo da riunione

Se alcune persone di pari grado sono sedute attorno a un tavolo da riunione (fig. 24),
la persona seduta nel posto indicato con il numero 1 si trova automaticamente ad avere
pi autorit per il fatto di essere a capotavola e di dominare, oltre al tavolo, la porta
dingresso.

Fig. 24

Segue per importanza la persona seduta allaltro capo del tavolo, poich volge le spalle
alla porta, e infine chi siede di fianco a 1, a partire da 2 e 3. Le persone dallaltro lato del
tavolo, spalle alla porta, sono leggermente svantaggiate.
Il tavolo quadrato
Un tavolo quadrato ha delle valenze precise, poich si creano contemporaneamente
situazioni di competizione e di collaborazione tra le persone.
Vediamo invece le dinamiche che possono instaurarsi inconsciamente, a livello del
linguaggio del corpo, quando si decide di mettersi a tavolino per risolvere un qualsiasi
problema.
Di solito collabora di pi con noi chi ci seduto di fianco, soprattutto la persona alla
nostra destra. Chi si trova di fronte a noi, in posizione tacitamente competitiva, opporr
maggiori difficolt e magari far resistenza.
La prossima volta che ci capita, proviamo a fare attenzione se questo avviene e, se ci
possibile, cerchiamo di tenere lincontro seduti attorno a un tavolo rotondo, che crea
immediatamente unatmosfera meno competitiva.
Sedersi in cerchio
Re Art e i Cavalieri della Tavola Rotonda vengono citati spesso nei libri di linguaggio
del corpo, perch ha colpito la nostra immaginazione lidea di un re cos saggio da
desiderare che i suoi cavalieri fossero seduti assieme a lui attorno a un tavolo che,
proprio per la sua forma, potesse garantire a tutti una parit di rango e di importanza.
Questo in effetti ci che succede, a patto che allo stesso tavolo rotondo non sieda
una persona pi importante, re Art o il capo di turno, perch allora tutto cambia e
limportanza delle persone viene sancita in base alla maggiore o minore lontananza dal

capo.
La stessa regola pu valere naturalmente anche per le persone sedute in cerchio per
un gruppo di lavoro (fig. 25).
Se la persona seduta a sinistra, accanto alla lavagna, e indicata con il numero 1
conduce il gruppo, il suo braccio destro il numero 12, e laltro suo assistente il numero
2.

Fig. 25

Il numero 7, seduto di fronte a lui, il suo antagonista o, se la sua seduta casuale,


quello che potr in seguito opporre pi resistenza e critiche.
Le persone numero 8 e numero 6 hanno, per simpatia e somiglianza di vedute, scelto
di sedersi di fianco allopposizione, o comunque potrebbero diventarne degli alleati.
Chi ha scelto di sedersi nei posti 4 o 10 non molto interessato a quanto viene detto e
da quella posizione pu nascondersi abbastanza alla vista del capo e dellantagonista, e
nello stesso tempo pu controllare tutti gli altri.
Pi complesso e sottile lo stato danimo degli altri quattro che sono seduti nelle
posizioni intermedie.
Il capogruppo deve prestare molta attenzione a 3 e 11 perch dipende magari da loro
lesito di una votazione: essendo persone deluse, perch ritengono di non avere
abbastanza potere, se si sentono escluse potrebbero venire meno agli impegni presi.
Pi facile, forse, trattare con 5 e 9: per portarle dalla sua parte deve con pazienza
stimolarle a esporre le loro idee e, se ci riesce, alla riunione successiva, potrebbero,
istintivamente, scegliere unaltra posizione.
Importante ricordare che la scelta del posto equivale, a livello inconscio, a
unaffermazione con la quale indichiamo con quale stato danimo ci accingiamo ad
assistere alla riunione e a chi intendiamo rivolgere le nostre simpatie o antipatie.
Uno stesso gruppo di persone, che si incontra abitualmente nello stesso luogo, tende a
conservare il posto scelto la prima volta.
Se vogliamo comprendere il mutare delle dinamiche interne al gruppo pu essere
interessante osservare se qualcuno cambia posizione.
In famiglia: il tavolo da pranzo

Che tipo di tavolo da pranzo abbiamo in casa? La famiglia aperta preferisce riunirsi
attorno a un tavolo rotondo, la famiglia chiusa sceglie un tavolo quadrato o rettangolare.
Per famiglia aperta si intende un nucleo in cui le persone sono libere e poco formali, e i
posti a sedere possono essere tranquillamente scambiati a seconda delle esigenze del
momento.
Rigida e formale invece una famiglia chiusa, nella quale non c spontaneit o libert
e dove a tavola ognuno ha il suo posto fisso, la sua sedia intoccabile. Chi invitato a
casa di amici pu gi avere una prima importante indicazione circa latmosfera che regna
nella famiglia che lo ospita, facendo attenzione alla distribuzione dei posti attorno alla
tavola.
Altra indicazione per comprendere lordinamento interno della famiglia stessa, per
capire cio chi comanda, ci viene fornita dal posto occupato dal padre e dalla madre. Se il
padre siede a capotavola e la madre alla sua destra, ognuno dei due rispetta il ruolo
tradizionale: lui il capofamiglia, lei non in competizione, ma gli molto unita.
Se i genitori siedono ognuno a un capo del tavolo, questo indica che fra di loro esiste
un conflitto, magari inconscio, su chi deve portare i pantaloni in casa; pu essere il caso
della madre che chiede formalmente ai figli di rispettare il padre perch lui che
comanda, ma che poi in realt lei a dirigere con il suo umore la quotidianit.
Anche attorno al tavolo di casa vale quanto detto fin qui riguardo al significato dei posti
occupati; pu essere quindi utile osservare dove si siedono i figli e gli altri membri della
famiglia, perch ognuno occupa inconsciamente il posto che riflette il suo ruolo allinterno
dei rapporti interfamiliari.
Se il figlio maschio si siede di fronte al padre, in atteggiamento di sfida-competizione,
forse nellet adolescenziale della ribellione e della ricerca di una propria identit. Se
invece la figlia che, sedendosi a sinistra del padre, si pone di fronte alla madre, forse
nella fase in cui si sente in competizione con lei.
Abbastanza defilato e neutrale potr essere il posto scelto dal figlio minore, che ancora
non riveste alcun ruolo particolare in famiglia.
Dai posti occupati si rilevano, infine, anche le alleanze che vengono a costituirsi tra i
fratelli o i membri della famiglia.
Al ristorante
Anche nel sedersi a un tavolo di ristorante si seguono inconsciamente gli stessi principi
fin qui esposti e cos si pu scegliere il posto di maggior predominio, quello pi defilato e
con le spalle alla sala e allingresso, oppure pi o meno vicino alle persone a noi pi
affini.
Quanto detto, naturalmente, non tiene conto delle normali regole di galateo e cortesia
che tutti noi conosciamo e che prevedono certi rituali e certe posizioni che, in quanto
imposti, non sono segnali inconsci del linguaggio del corpo.
Che cosa dire di un piccolo tavolo a cui una coppia non pu che prendere posto
sedendosi uno di fronte allaltra?
Se le persone sono innamorate e il tavolo molto piccolo, possibile unintimit

maggiore, in quanto le ridotte dimensioni del tavolo permettono il contatto delle mani e il
guardarsi profondamente negli occhi, per dedicarsi completamente allaltro.
Una coppia con qualche dissapore nellaria, che scelga di andare al ristorante per
parlarne, dovrebbe invece evitare la posizione frontale e quindi combattiva.
Si vedono spesso coppie che discutono al ristorante sedute uno di fronte allaltra (fig.
26).

Fig. 26

2
CHE TIPO SEI?

Uno sconosciuto si avvicina


Uno sconosciuto prende appuntamento per venire a parlare con noi. Lo vediamo
entrare dal portone principale e chiedere come fare per raggiungerci.
Sincammina infine lungo il corridoio, in fondo al quale lo stiamo aspettando. Nei pochi
istanti che intercorrono tra il momento del suo ingresso e quello nel quale ci stringer la
mano, possiamo osservarlo attentamente e capire gi molte cose: il suo carattere, le sue
propensioni, il suo stile di vita, il suo umore e, perch no, se possiamo fidarci o meno.
Osserviamo per prima cosa la sua corporatura: se atletica o massiccia, se alta o bassa,
se ha le spalle diritte o ricurve.
Prestiamo poi attenzione alla sua andatura e al suo portamento, a come cammina
mentre si avvicina: a passo spedito e deciso o a passo lento e calmo; a come appoggia i
piedi e li tiene allineati. Ora pi vicino e possiamo distinguere i gesti delle braccia e
delle mani; riconosciamo la forma del volto e lespressione che assume. I nostri sguardi si
incrociano.
Quando, infine, a un passo da noi e ci saluta, notiamo il tono della voce, la pelle,
lodore; mentre rispondiamo con un Buongiorno, laspettavo. Prego, si accomodi, la
persona che riceviamo non pi cos sconosciuta per noi (fig. 1 a pagina seguente). Non
dimentichiamo che ci che notiamo degli altri, gli altri lo notano di noi. Potremmo essere
noi lo sconosciuto che compie quegli interminabili passi che dallingresso lo separano da
chi sicuramente lo sta osservando e al quale vuole fare una bella impressione. Ci siamo
infatti preparati molto bene tutto il discorso da fare, ma ricordiamoci che il nostro corpo
ha gi parlato tanto per noi e che il 93% dellimpressione gi stata data.

Fig. 1

Partiamo anche noi da lontano nellosservazione del linguaggio del corpo e per prima
cosa esaminiamo la corporatura di una persona per individuarne le caratteristiche
principali.
Rispetto a un corpo pragmatico, quello di un manichino perfetto, ma irreale, possiamo
essere un po pi grassi o magri, un po pi curvi o rigidi e, naturalmente, volendo
ipotizzare una divisione tipologica degli esseri umani, dovremmo tener conto delle
diversit di razza, di sesso e di quelle apportate dellet; ricordandoci anche delle
condizioni e dei periodi storici in cui vivono e del loro temperamento.
I TEMPERAMENTI
Una volta si riteneva che il temperamento non fosse costante, ma cambiasse come il
tempo, e rivelasse quindi il momentaneo stato danimo di una persona, non il suo
carattere.
Esso tendeva comunque a conferire unimpronta ai suoi muscoli, ai suoi movimenti,
allespressione e alle pieghe del viso, perch in base alla loro costituzione certi tipi hanno
la tendenza a vivere pi di frequente in un determinato temperamento.
La classificazione degli antichi
Secondo lantica medicina greca, poi estesa al mondo romano e allOccidente fino al
Medioevo, il corpo umano la sede di quattro umori vitali: il sangue, la bile gialla, la bile
nera e il flegma, lumore freddo proveniente dal cervello. Lesistenza dei vari tipi umani si
spiegava con la diversa mescolanza (temperamentum per i latini) di questi quattro umori.
Secondo la prevalenza di uno di essi, si potevano avere i seguenti temperamenti:
il sanguigno, in cui lumore dominante era il sangue;
il collerico, in cui predominava la bile gialla (chol in greco);
il malinconico, pieno di bile nera (mlaina chol in greco);
il flemmatico, in cui lumore fondamentale era il flegma.
Il sanguigno
Una persona dal temperamento sanguigno la si riconosce perch vivace, attiva,
allegra e con voglia di vivere. Cammina in modo disinvolto, i suoi muscoli sono sciolti. Il
suo modo di parlare vivace e caldo, e lo sguardo aperto. I sentimenti rivestono nella
sua vita una parte importante (fig. 2).

Fig. 2

Il collerico
una persona brusca, energica, irritabile, che disprezza tutto quello che delicato e
sensibile.
Anche il suo portamento energico e i muscoli sono molto tirati; il viso teso, lo
sguardo piuttosto fisso e le labbra chiuse.
Il suo modo di parlare veloce, sintetico e il tono di voce generalmente un po alto.
una persona che privilegia il movimento ai sentimenti (fig. 3).

Fig. 3

Il malinconico
Il malinconico, al contrario, preferisce talmente restare immerso nei sentimenti, da
reprimere quasi completamente il movimento (fig. 4). un sofisticato, un sognatore
pensieroso, che non trova gioia nella vita e che quindi tende a cercare la solitudine.

Fig. 4

Il suo camminare lento e trascinato, cos come monotono il suo modo di parlare.
I muscoli non hanno tensione; la pelle del suo viso non ha colore e la fronte solcata
da rughe di preoccupazione. La bocca costantemente atteggiata in una smorfia amara e
lo sguardo triste.
Il flemmatico
Come il malinconico, anche una persona dal temperamento flemmatico lenta,
pesante e sovente maldestra, ma si differenzia per la sua passivit.
Il suo sguardo senza espressione e il suo modo di parlare lento e incerto.
La persona lenta sia negli affetti che nel movimento; potremmo dire che calma e
indifferente; quindi difficile smuoverla o farle prendere delle decisioni, senza che prima
ci abbia pensato molto a lungo (fig. 5).

Fig. 5

Il lavoro ideale
Se in una persona uno dei temperamenti prevale in maniera molto forte sugli altri, sar
naturalmente pi portata a ricoprire certi ruoli o a svolgere certe attivit.

Se ci riconosciamo nel temperamento malinconico, sarebbe molto difficile, addirittura


straziante, cercare di proporsi quale addetto alle vendite o rappresentante.
Un lavoro da svolgere in casa o in un locale chiuso, in cui ci sia possibilit di leggere, di
pensare, di scrivere, sarebbe lideale. Un malinconico lo possiamo trovare tra i pensatori, i
filosofi, gli scrittori, gli archivisti.
Un sanguigno pu svolgere al meglio tutte quelle attivit dinamiche e a contatto con gli
altri, come commerciante, rappresentante, attore, operaio, dirigente. Si sentirebbe
oppresso da un lavoro sedentario, da svolgere al chiuso e da solo.
Anche il collerico, splendido capo reparto o ufficiale, diventerebbe insopportabile,
nervoso e scontento, se dovesse svolgere un lavoro chiuso in un ufficio.
Per il flemmatico, lideale unattivit che richiede calma, ad esempio amministratore o
consigliere; collocato in un posto dove necessario essere attivi, dinamici e di rapida
decisione, risulterebbe ridicolo.
Le affinit
Gli antichi avevano anche studiato che cosa accade se si forma una coppia di persone
dello stesso temperamento.
Essendo molto simili, avrebbero finito inconsciamente col respingersi e una vera e
propria attrazione non ci sarebbe mai stata.
Pensate ai poli di una calamita: quelli simili si respingono.
La coppia ideale, dicevano, quella nella quale agisce unalternanza di temperamenti:
cos, quando in uno dei due entra in azione il temperamento attivo, la passivit dellaltro
pu neutralizzarlo.
LE TIPOLOGIE
A seconda della costituzione fisica quindi della struttura ossea, del tipo di pelle, ecc.
e in base a un pi o meno accentuato sviluppo di determinati organi, si possono
distinguere negli esseri umani varie tipologie. Noi esamineremo le tre tipologie pi
comuni e pi semplici da individuare:
il tipo muscolare;
il tipo digestivo;
il tipo cerebrale.
Naturalmente questi tipi puri nella realt non esistono, perch ogni corpo, cos come
ogni volto, un insieme di vari tipi.
Il tipo muscolare
Il suo aspetto fisico caratterizzato da: testa dallossatura squadrata e volto dai

lineamenti marcati; collo muscoloso, braccia massicce e dita robuste, gambe potenti e
piedi lunghi.
Il suo sguardo reale e sobrio dimostra grande volont ed energia. Duro come il ferro,
non si lascia piegare facilmente e agisce seguendo non il sentimento ma i suoi principi o
le direttive ricevute. Ama la libert e lindipendenza, sfida i pericoli e lavora duramente,
dimenticando spesso il riposo. Preferisce le attivit allaria aperta che richiedono
movimento e forza muscolare, come il lavoro nei campi, nelledilizia, la vita per mare o
nellesercito: tutti lavori che necessitano di energia, decisione e capacit di azione (fig.
6).

Fig. 6

Avendo meno sviluppata la sensibilit, non dimostra mai apertamente i suoi sentimenti
e di solito non sopporta le persone che lo fanno. Le sue labbra strette, e tenute
abitualmente serrate, indicano il suo scarso interesse per il cibo, che semplice e
monotono: egli si nutre solo per sfamarsi.
Il tipo digestivo
La sua testa larga, come il viso; il collo corto, quasi inesistente e spesso sovrastato
dal doppio mento. La bocca carnosa e gli occhi piccoli, come il suo orizzonte, piuttosto
ristretto e rivolto alle cose vicine e reali. una persona pratica e solida con uno
sviluppato senso per il commercio. Poich ha poca forza muscolare e poco desiderio di
spiritualit e di attivit culturale, tende a lavorare e ad accumulare molto denaro per
procurarsi le comodit di cui ha bisogno: la buona tavola e una bella casa (fig. 7). Se
volete ottenere qualcosa da lui, chiedeteglielo mentre sta mangiando, mai quando
digiuno, e in ogni caso fatelo sedere, perch non ama restare in piedi e nemmeno parlare
di concetti astratti. I lavori adatti a lui sono nella piccola industria o nellartigianato:
lideale sono tutti quei lavori legati in qualche modo al settore alimentare.

Fig. 7

Il tipo digestivo d il meglio di s come ristoratore o cuoco.


attirato soprattutto dai tipi muscolari, dai quali pu facilmente venire influenzato;
tende invece, appena pu, a opprimere i tipi cerebrali, poich realmente non li
comprende e in fondo li considera inferiori.
Il tipo cerebrale
Il suo sistema nervoso, sviluppato al massimo rispetto allapparato muscolare e al
sistema digestivo, crea una costituzione tenera, gracile e delicata (fig. 8).

Fig. 8

La sua testa sembra avere la forma di un uovo, con la fronte che diventa la parte
predominante del viso; gli occhi sono grandi e pieni di anima; il collo sottile e le mani
hanno dita lunghe e delicate. I movimenti del corpo non sono bruschi, ma leggeri e
armoniosi. La bocca piccola indica che anche il suo appetito piccolo e pi rivolto alla
qualit che alla quantit del cibo: questo tipo mangia con gli occhi.
Amando larte, la musica, la letteratura, se svolge un lavoro manuale, sceglier
unattivit che richieda pazienza, delicatezza, senso estetico e una fine abilit tecnica,
come lorologiaio o lottico.
Ma il tipo puro non esiste
Quanto detto fin qui pu considerarsi come un gioco, perch la natura umana molto

pi complessa e sarebbe sbagliato voler far entrare le persone in categorie troppo


definite. Questi schemi tipologici nella realt non esistono, perch ogni corpo, cos come
ogni volto, un insieme di varie caratteristiche.
Pu essere per importante ricordare, solo in linea di massima, che indicativamente
una persona che come tipo fisico si avvicina a una determinata tipologia pu in qualche
modo avere dei tratti che si rifanno a questa. Sta poi a voi verificarne le somiglianze.
Una domanda che spesso mi viene posta : Ma se una persona gracile si dedica per
anni allo sviluppo dei suoi muscoli per diventare grossa e potente, a che tipologia
apparterr?.
Io risponderei: Psicologicamente a quella alla quale con tutti i mezzi ha cercato di
assomigliare.
Ora, se ne avete voglia, mettetevi davanti a un grande specchio e guardatevi con
attenzione (fig. 9).

Fig. 9

Proporzione testa/corpo
Per prima cosa osservate le dimensioni della vostra testa in rapporto al resto del corpo;
la testa va misurata dalla sommit del capo al mento. La proporzione standard di circa
1 a 8 (fig. 10).
Se, ad esempio, una persona alta 160 cm, la misura della sua testa di 20 cm: se
pi piccola, la sua costituzione fisica e mentale sar pi debole della media; se la testa
pi grande, la persona si presenta pi solida della media e sar pi attiva sia
mentalmente che socialmente.

Fig. 10

Laltezza
Secondo la medicina orientale, le persone pi alte tendono a sviluppare maggiormente
le capacit mentali e intellettuali e sono pi soggette a disturbi respiratori e nervosi.
Quelle pi basse tendono invece a condurre una vita molto attiva e possono essere pi
facilmente soggette a problemi digestivi e circolatori.
La forma delle spalle
Osservate ora com langolo delle vostre spalle (fig. 11).

Fig. 11

Chi ha le spalle squadrate una persona pi intellettuale o muscolare e preferisce


lattivit fisica e sociale; le spalle cadenti, invece, si ritrovano in persone che hanno un
carattere pi dolce e femminile e che sanno meglio apprezzare il lato estetico della vita.
Le spalle di forma arrotondata sono lideale: la persona che le possiede ha un carattere
pi equilibrato, in grado di svolgere al meglio sia le attivit fisiche che quelle mentali.
Mettetevi ora di profilo, piedi paralleli e ben appoggiati a terra, e cercate di essere il
pi naturale possibile, senza barare tirando in dentro la pancia o raddrizzando le spalle.
Quello che importa osservare la posizione abituale che il vostro corpo assume, o che sta
assumendo in questo periodo della vostra vita.

LE POSTURE DI LOWEN
Dipende dallambiente in cui siamo cresciuti e dalle vicende subite nella nostra vita il
costituirsi di certi meccanismi che vengono poi a fissarsi nel corpo generando specifiche
contrazioni dei muscoli, che danno luogo a determinate posizioni fisse o posture.
E allora, indipendentemente dal fatto di essere di costituzione gracile o muscolosa, se il
nostro corpo ha imparato a dissociarsi dai sentimenti o a negarli, noteremo che questo
riconoscibile da una caratteristica divisione tra la sua parte superiore e quella inferiore o
da un netto ingrossamento della parte alta del tronco. Se ci portiamo dietro un continuo
bisogno di affetto, il nostro corpo si ricurva; si ingrossa e si abbassa, invece, se trattiene
tanta rabbia e ostilit, oppure si irrigidisce per paura di cedere.
Lo psichiatra Alexander Lowen, fondatore della bioenergetica, ha studiato i caratteri
che si manifestano nelle posture che il corpo assume e anche come alcune di queste
possono essere indice di grossi conflitti interni, fissati nella struttura fisica.
I cinque disegni che seguono illustrano altrettante posizioni tipiche studiate da Lowen:
provate a imitarle, cercando di contrarre i glutei e far rientrare il bacino, o di piegare la
testa o le spalle. Mettetevi in contatto con le vostre sensazioni pi profonde, cercate di
capire come si sente una persona che abitualmente mantiene quella certa postura. Per
capirla bisogna imitarla, per percepire come ci si sente nei suoi panni, per arrivare cos a
cogliere il significato di quel tipo di espressione corporea. E se magari, imitando una
persona con petto gonfio e spalle rialzate, trattenendo il fiato provate un senso di paura,
forse pu capitarvi di rimanere stupiti nel sentire che a parole si dimostra invece
coraggiosa e prepotente. Questo significa che quella persona non in contatto con
lespressione di paura trasmessa inconsciamente dal suo corpo e che per compensazione
si sforza di dimostrare il contrario.
Postura ripiegata
Questa postura si osserva con frequenza nelle persone dal corpo lungo e sottile, con il
bacino pi stretto del normale e un aspetto da eterni adolescenti, spesso con gli occhiali
perch miopi (fig. 12).

Fig. 12

Il loro corpo come ripiegato, le spalle sono curve, il petto incavato, la testa china in
avanti.
Le gambe sottili danno limpressione di non essere in grado di sorreggere il corpo e
allora le ginocchia sono rigide, proprio per sostenerlo meglio, mentre i piedi sembra
abbiano poco contatto con il suolo.
Queste persone hanno difficolt a stare in piedi da sole nella vita e tendono ad
appoggiarsi agli altri, anche se magari mascherano questa debolezza con una esagerata
indipendenza. Essendosi sentite deprivate in tenera et dellaffetto materno, ritengono
che tutto sia loro dovuto, e che il mondo sia tenuto a mantenerli; ma, nonostante questo,
nessuno riuscir mai a riempire il loro senso di bisogno e di vuoto interiore.
Postura divisa in due
La persona, che appare come spezzata a met, ha di solito un corpo magro con i
muscoli molto contratti, e pu tenere abitualmente i piedi rivolti verso lesterno, mentre
le braccia sembrano lasciate cadere senza vita e il viso sembra fissato in una maschera
statica (fig. 13 a pagina seguente).

Fig. 13

Questa persona si dissociata, fin dalla tenera et, dai suoi sentimenti, perch si
sentita rifiutata come essere umano, e a questo rifiuto ha imparato a rispondere
considerandosi superiore e ritirandosi allinterno, per non entrare in contatto con le
sensazioni del corpo e la realt esterna che esso trasmette. Una persona cos tende a
evitare le relazioni sentimentali, e se le affronta cercher di comportarsi come se
provasse dei sentimenti. Il suo corpo, spaccato in due allaltezza della vita, non pu
integrare la parte superiore con quella inferiore: anche la sua personalit sar quindi
spaccata in atteggiamenti opposti, che possono andare dallarroganza allabbattimento,
dal considerarsi un santo al credersi un poco di buono.
Postura gonfiata
Questa postura si riconosce facilmente perch la persona ha le due parti del corpo

notevolmente sproporzionate: quella superiore di dimensioni maggiori (fig. 14). Il petto


gonfio, il collo teso, il bacino rigido e le gambe contratte appaiono troppo magre
rispetto al corpo. Gli occhi hanno unespressione diffidente, perch non sono aperti alla
comprensione degli altri.
Alla base c la negazione dei sentimenti, non semplicemente un prenderne le distanze,
come nella posizione precedente. Questa persona ostile al suo corpo e alle sensazioni
che da esso riceve, e investe quindi molto nella propria immagine.

Fig. 14

Ha bisogno di potere, di dominio e di controllo non solo sugli altri, ma anche su di s,


per non perdere mai la testa, e di solito raggiunge nella societ una posizione molto
elevata e di successo. Controlla gli altri o prevaricandoli e rendendoli vittime o
seducendoli. In ogni caso, malgrado le apparenze, egli sar anche dipendente dalle
persone che crede di tenere sotto controllo.
Questo suo bisogno di controllare, infine, strettamente legato alla paura di essere
controllati e quindi usati. Egli ha intimamente bisogno degli altri, ma negando i
sentimenti nega di dover esprimere questo bisogno, facendo in modo che siano gli altri a
ricorrere a lui.
Postura sottomessa
Il sottomesso come una cariatide, una di quelle statue che sorreggono i balconi dei
palazzi (fig. 15).
Il suo corpo appare schiacciato, di conseguenza risulta pi basso, grosso e tarchiato. Il
collo corto e grosso e la testa sembra quasi nascondersi dentro le spalle, che sono
girate in avanti. Il bacino rientrato e i glutei contratti: laspetto quello di un cane con
la coda fra le gambe. Il corpo nel complesso molto muscoloso e spesso ricoperto da una
folta peluria.

Fig. 15

Apparentemente questa persona con il suo atteggiamento sottomesso cerca di


compiacere gli altri per continuare ad essere il bravo bambino, perch solo cos crede di
poter essere amato, ma dentro di s prova rabbia e ostilit. Questi sentimenti vengono
energicamente bloccati per paura che esplodano in un comportamento violento; per
questo sviluppa dei muscoli grossi e potenti che li trattengono e lasciano passare solo il
lamento e i piagnistei. Infatti, per il controllo esercitato, laggressivit ridotta, come
pure il desiderio di autoaffermazione, e allora il comportamento caratteristico diventa
latteggiamento di sottomissione e di compiacenza.
Si sente sempre inferiore perch da bambino stato umiliato, ma dentro di s si
considera superiore agli altri. Nella vita frequente che persone con simile postura
arrivino a odiare profondamente il loro capo, o chiunque occupi una posizione superiore
alla loro.
Postura irrigidita
Di solito il corpo ben proporzionato, la testa alta, il collo rigido, la schiena diritta e il
petto gonfio (fig. 16). Il ventre appiattito e le gambe contratte sembrano tirare la figura
allindietro, nella tipica posizione petto in fuori, pancia in dentro! tenuta dal soldato
sullattenti. Una persona cos tende ad avere un carattere inflessibile e orgoglioso; ha
paura di cedere perch ci equivarrebbe alla sottomissione e quindi al crollo.

Fig. 16

La sua circospezione si manifesta nellabitudine di frenare qualsiasi impulso ad aprirsi


verso lesterno. Trattenersi significa anche tener controllata la schiena: dunque appare
rigido.
Questo controllo ha avuto origine nellinfanzia, quando si sentito tradito perch i
genitori rifiutavano il suo amore; da allora si corazzato e ha imparato a non esprimere
troppo apertamente questo amore per paura di non essere apprezzato. La frustrazione
per questa impossibilit ad esprimerlo genera una profonda tristezza che viene trattenuta
dal petto gonfio.
LE FISSAZIONI IN BIOENERGETICA
necessario avere alcune nozioni base di un punto importante trattato da Lowen:
quello delle fissazioni che determinano nel corpo specifiche strutture.
Lowen dice che una persona fissata, cio bloccata, quando impigliata in un
conflitto emotivo che la immobilizza e impedisce qualsiasi azione efficace per cambiare la
situazione.
In questi conflitti lottano due sentimenti opposti che si bloccano a vicenda, ad esempio:
In famiglia sto male, vorrei tanto andarmene; ma, se me ne vado, non so come
mantenermi. Sogno di andarmene e ho paura di farlo, di rischiare. E si rimane quindi
bloccati, sospesi a mezzaria tra due scelte. In questo caso si pu dire che si sta vivendo
una fissazione di cui si perfettamente coscienti, perch si consapevoli del conflitto che
si sta vivendo, anche se ci si sente bloccati e non si riesce a risolverlo.
Ma possono esistere anche dei conflitti inconsci, che ci hanno bloccato fin dallinfanzia,
e di cui ora non abbiamo pi alcun ricordo. Tutte le fissazioni, come tutti i conflitti
emotivi irrisolti, diventano strutturate nel corpo sotto forma di tensioni muscolari
croniche, che bloccano il corpo in maniere particolari e che si riconoscono osservando la
postura della met superiore del corpo.
Per la bioenergetica una persona fissata come se fosse appesa, cio avesse perso il
contatto con la realt, e allora, con tecniche specifiche chiamate di radicamento
(grounding), si cerca di riportare la persona con i piedi per terra.
Vediamo alcune delle fissazioni pi comuni.
Lappendiabiti
Una delle posture fissate che si riscontrano pi di frequente, soprattutto tra il sesso
maschile, quella definita lappendiabiti, perch con le spalle sollevate, la testa piegata
in avanti e i piedi appena appoggiati a terra, la persona sembra una marionetta appesa a
una gruccia (fig. 17).
Le spalle rialzate trattengono la paura. Qui le spalle portate sempre sollevate rivelano
che la persona rimasta bloccata in una posizione di paura, che non sa pi sciogliere
perch non consapevole di essere spaventata.

Fig. 17

Questa postura non si sviluppa vivendo un singolo episodio, ma si instaura dopo


prolungati periodi di continue situazioni paurose. Con il passare del tempo poi quelle si
dimenticano e si reprime addirittura lemozione stessa della paura.
Il conflitto di questa posizione tra lessere spaventati e, contemporaneamente,
negare di esserlo, tenendo la testa in avanti in segno di sfida coraggiosa.
La gobba
Questa fissazione si somatizzata a livello delle spalle creando, soprattutto nelle
donne non pi giovani, una caratteristica gobba, che nasce da un accumulo di collera
bloccata in quella posizione, dopo unintera vita di frustrazioni. Il nostro gatto manifesta
la sua collera curvando la schiena e rizzando il pelo (fig. 18).

Fig. 18

Lowen ritiene che la gobba implichi un conflitto fra un atteggiamento di sottomissione


cio fare la brava ragazza per compiacere il padre e la famiglia e violenti sentimenti
di rabbia per la frustrazione sessuale che un simile atteggiamento comporta.

Una donna che debba quindi sottomettersi alla richiesta di essere sempre una brava
bambina sar costretta ad assumere un atteggiamento passivo, e la sua collera sar
visibile solo dalla protuberanza concentrata sul dorso.
Il mezzobusto
Lo stesso tipo di conflitto pu generare una postura facilmente riconoscibile nelle
donne che appaiono vive e vitali nella parte superiore, mentre la parte inferiore, dal
bacino in gi, rigida e bloccata. Leffetto che si ha di un mezzobusto appoggiato a un
piedistallo di marmo (fig. 19).

Fig. 19

Essere stata collocata dai genitori sopra un piedistallo per rispettare la morale corrente
e il dover continuare a recitare il ruolo di brava figlia e poi di moglie modello e madre
perfetta finisce per immobilizzare la parte inferiore del corpo, quella degli istinti, delle
passioni, della sessualit.

3
COME SI STA IN PIEDI

Avete mai pensato che ci sono diversi modi di stare in piedi anche se apparentemente
teniamo tutti le due piante appoggiate a terra?
Prima di esaminare che cosa significa nel linguaggio del corpo un determinato appoggio
del piede sul terreno, o una particolare posizione delle gambe, osserviamo pi da vicino i
piedi.
LA DIAGNOSI DEL PIEDE
Per la medicina orientale i piedi non sono solo il nostro supporto, ma possono rivelare
di una persona molto pi di quanto si possa pensare.
Perch tante persone soffrono di disturbi ai piedi che impediscono loro di camminare
comodamente? Di solito, vi rispondono che colpa di certe scarpe troppo strette; ma
perch si formano delle callosit in certi punti?
I meridiani
Come dice un maestro della diagnosi orientale, il giapponese Ohashi, il cielo riversa
energia elettromagnetica sulla Terra sotto forma di raggi solari e di altre radiazioni
stellari o planetarie, mentre la Terra circondata dallenergia elettromagnetica generata
dai due poli Nord e Sud.
Quindi il nostro ambiente, la stessa aria che respiriamo carica di energia, cio di forza
vitale. Ognuno di noi, appoggiando i piedi sulla terra, funziona da antenna per le forze
elettromagnetiche terrestri e celesti, che caricano il nostro corpo dallalto e dal basso.
Questa energia vitale che anima ciascuno di noi, e che viene chiamata Ki in Giappone,
Chi o Qi in Cina e Prana in India, scorre nel nostro corpo lungo dodici percorsi ben
definiti, che vengono chiamati meridiani.
Ognuno di essi pu essere paragonato a un fiume di energia che parte da un punto
specifico e poi fluisce fino a un altro punto, portando la forza vitale in ogni cellula del
corpo umano.
Quando uno di questi fiumi subisce un blocco, la forza vitale non pu arrivare a una
precisa regione, e allora le relative cellule, i tessuti e tutti gli organi ne risentono
negativamente, dando origine a sintomi, e in seguito a patologie, di vario tipo.

I meridiani dei piedi


I piedi sono il punto di arrivo di ben sei meridiani che, dopo aver percorso il corpo,
terminano allestremit delle dita e sotto la pianta. Ognuno di essi rappresenta un
organo.
I disturbi dei piedi rivelano quindi un disturbo in atto nellorgano corrispondente.
La riflessologia plantare quella speciale tecnica che permette, stimolando zone
specifiche del piede, di attivare lenergia che, scorrendo nei vari meridiani, permette di
equilibrare i diversi organi interni.
MILZA - Il meridiano della milza parte dallascella e, percorrendo tutto il corpo, termina
sul lato esterno dellalluce, vicino allunghia (fig. 1, punto a).
importante ricordare che il nostro corpo speculare, e quindi ci sono sempre due
meridiani, uno per lato. Quella grossa callosit ossea che si forma in molte persone nella
parte esterna dellalluce e che viene comunemente chiamata cipolla indica la presenza
di una milza molto affaticata (fig. 2).

Fig. 1

Di conseguenza si pu pensare che in quella persona esista una tendenza alla rigidit,
non solo fisica, ma anche mentale, che sia quindi molto ostinata e tenda a dominare, a
giudicare e a discriminare. Questa forma mentale la pu portare ad allontanarsi dagli
amici e dalla famiglia.
FEGATO - Sullalluce, nella sua parte interna, arriva anche un altro meridiano, quello del
fegato (fig. 1, punto b).
Esso legato ai processi di immagazzinamento delle sostanze nutritive e dellenergia.

Fig. 2

Chi abusa costantemente del proprio fegato diventa progressivamente pi iroso e ostile
verso gli altri e soggetto a esplosioni emotive difficilmente controllabili.
STOMACO - Il meridiano dello stomaco dal viso scende lungo la parte anteriore del corpo
e termina sul secondo dito del piede (fig. 1, punto c), che per questo motivo pu rivelare
molto delle abitudini alimentari di una persona.
Se, ad esempio, questo dito gonfio, vuol dire che lo stomaco appesantito; se invece
costituzionalmente pi lungo degli altri (fig. 3 a pagina seguente), la persona ha uno
stomaco molto forte e un appetito robusto, che la porta ad accumulare nello stomaco
alimenti che il fegato non in grado di elaborare.
Di conseguenza, come abbiamo detto, con un fegato molto provato si diventa pi ostili
verso gli altri e soggetti a improvvisi scatti dira.

Fig. 3

CISTIFELLEA - Questo meridiano parte dalle tempie, percorre il fianco del corpo e arriva
alla punta del quarto dito (fig. 1, punto d).
Un grosso callo, spesso presente su questo dito, indica che le condizioni della cistifellea
non sono buone, e la persona pu manifestare un temperamento piuttosto violento e
iroso.
VESCICA - Il meridiano della vescica parte dallangolo interno dellocchio e, passando
sopra la testa, percorre la parte posteriore del corpo, scendendo dal tallone al quinto dito
(fig. 1, punto e). Si dice quindi che se questo dito ben sviluppato e flessibile altrettanto
lo sar la schiena nella zona lombare e, se si tratta di una donna incinta, avr un parto
senza problemi.

RENI - Il meridiano del rene da sotto la clavicola arriva al centro della pianta del piede
(fig. 4) in un punto molto importante, che viene chiamato sorgente zampillante, perch
se questa regione sana la persona avr lunga vita e godr di ottima salute.

Fig. 4

Pu essere molto utile massaggiare con una leggera pressione questo punto per
rinforzare i reni, che sono la fonte dellenergia primaria di corpo e spirito.
Tra laltro, poich i reni sono legati come emozione alla paura, e noi diciamo dalla
paura gli sono venuti i capelli bianchi, questo massaggio pu anche servire per prevenire
la caduta dei capelli.
Sarebbe anzi una buona abitudine per mantenersi in salute massaggiare sempre i piedi
e i punti di arrivo dei meridiani, per tenere in equilibrio lenergia dei nostri organi interni
ed eliminare molta energia repressa.
bene ricordare che i piedi sono le basi del corpo: pertanto non si pu essere felici se
si ha male ai piedi.
Dita accavallate
In generale si dice che, se un dito si sovrappone a un altro, lorgano corrispondente a
quel dito pi forte e robusto di quello rappresentato dal dito che rimane sotto.
Cos, se lalluce che si accavalla al secondo dito, il meridiano dello stomaco pi
debole di quello del fegato.

Fig. 5

possibile quindi che la persona che presenta simili dita soffra di disturbi gastrici (fig.
5).

Grandezza
La dimensione dei piedi varia da persona a persona e in genere proporzionata alla
taglia del corpo stesso. Piedi pi grandi del normale indicano che gli organi della parte
centrale del corpo, e rappresentati nei piedi dai relativi meridiani, sono pi sani e attivi.
In generale si pu dire che una persona con i piedi grandi pi portata per lattivit
mentale, mentre chi ha piedi piccoli ha una maggiore vitalit fisica.
Altezza
significativo, inoltre, per la nostra diagnosi osservare laltezza del piede: se il dorso
del piede pi alto, la persona pi attiva fisicamente.
Un arco del piede alto essenziale per i professionisti del movimento, quali atleti o
ballerini. Con un piede pi basso e appiattito, che di solito presenta anche una pianta pi
larga, c una tendenza a essere meno attivi fisicamente, ma pi portati allattivit
mentale e intellettuale.
CHE COSA POSSIAMO CAPIRE DALLE SCARPE
Se, come abbiamo visto, i piedi sono il punto darrivo, lo scalo ferroviario di numerosi
meridiani corrispondenti ai vari organi del corpo umano, una loro disfunzione pu
modificare il peso del corpo in un determinato punto e di conseguenza consumare le
suole delle scarpe in maniera non uniforme. Sollevate il piede, giratelo e guardate con
attenzione le suole delle scarpe che indossate: di solito voi le consumate sempre sul
tacco, di fianco o al centro?
Cerchiamo di capirne un po di pi, perch anche le scarpe possono rivelare molti
particolari della vita di una persona, soprattutto lo stato di salute, il carattere e la
condizione economica. Le suole delle scarpe sono di solito nascoste, ma sono proprio le
cose pi nascoste quelle pi rivelatrici. Inoltre labbigliamento, cio ci che noi scegliamo
per coprirci, indica ci che noi vorremmo essere o apparire; le scarpe, invece, mostrano
come siamo in realt.
Spesso le scarpe sono la parte meno curata di un abbigliamento. Una persona cerca di
vestirsi con attenzione e non penserebbe mai di uscire con un abito sporco o macchiato,
mentre pu ritenere meno importante calzare una scarpa sporca.
E allora: chi ha le scarpe sempre ben pulite una persona che con altrettanta cura si
occupa di tutti i minimi dettagli della sua vita, prestando molta attenzione ai particolari.
Se le scarpe sono abbastanza curate, si d maggiore importanza nella vita alla
sostanza piuttosto che allapparenza.
Scarpe molto sporche e rovinate, se non sono segno di grande difficolt economica,
indicano che la persona ha una grande confusione nella sua testa e nella sua vita. Alcuni
si affezionano alle loro scarpe vecchie, dalle quali non riescono a separarsi, cos come

soffrirebbero a separarsi dalle persone care e dalle vecchie abitudini consolidate.

Fig. 6

E allora in una persona ben vestita, con un paio di scarpe vecchie e comode ai piedi, si
nota la contraddizione tra il dover rivestire un ruolo che gli altri si aspettano e il sentire
che in fondo quel compito troppo impegnativo e che ne farebbe volentieri a meno (fig.
6).
Condizioni economiche
Le scarpe inoltre rivelano le possibilit economiche di una persona, perch pare
dimostrato che raramente si spenda per un paio di scarpe pi di quanto possiamo
permetterci.
Se non si hanno molte possibilit, si preferisce spendere i soldi per un bel vestito,
piuttosto che per un paio di scarpe di valore.
Chi porta dabitudine scarpe costose , o vuole apparire, una persona agiata.
Le suole
Se la punta della suola consumata (fig. 7, punto b), il meridiano dello stomaco
molto attivo, quindi la persona ha sempre fame, non solo di cibo, ma anche
metaforicamente: quindi sempre impaziente, piena di voglia di vivere e di fare.
La suola della scarpa si consuma anteriormente perch la persona cammina portando il
peso spostato, proiettato in avanti.
Se la zona consumata corrisponde a quella dellalluce (fig. 7, punto a), la persona, con
un eccesso di energia nel meridiano del fegato, molto determinata nel lavoro e nel
raggiungimento dei suoi obiettivi.
Lemozione legata al fegato la rabbia, e questa infatti potr sempre far capolino.

Fig. 7

Se invece la parte pi consumata il tacco (fig. 8), la persona ha i reni affaticati e pu


soffrire di dolori lombari, per la sua abitudine a camminare con il peso del corpo spostato
allindietro. Anche psicologicamente quindi lenta, alla continua ricerca di sicurezza ed
esitante nellaffrontare il futuro e le novit.

Fig. 8

La parte interna della suola rivela le condizioni del fegato e della milza (fig. 9). Per
consumare le scarpe in questo modo probabilmente la persona ha le ginocchia valghe e
poggia molto peso sulla parte interna del piede. Si tratta di una persona abbastanza
schiva, timida e forse frustrata sessualmente. Per la posizione squilibrata del corpo soffre
di dolori al collo e alle spalle.

Fig. 9

Si consuma invece la parte esterna della suola (fig. 10) se il peso del corpo poggia
prevalentemente sulla parte esterna del piede, in corrispondenza dei meridiani della
vescica e della cistifellea. La persona pu avere le gambe un po arcuate ed essere
sovrappeso; avere uno sviluppato senso pratico, ma la tendenza ad essere piuttosto
paurosa, ostile e collerica.
Lo squilibrio dellappoggio sui piedi pu causarle dolori cronici alle spalle.

Fig. 10

Odore
Con un olfatto molto raffinato si pu addirittura arrivare a distinguere il tipo di odore
emanato dalle scarpe. Sempre che abbiate voglia di cimentarvi in un compito cos
sgradevole e che abbiate sensibilit olfattiva, potete provare a riconoscere che tipo di
odore emana un paio di scarpe, perch da questo si possono individuare le disfunzioni di
cui soffre una persona.
Se le scarpe emanano un odore molto forte, aspro ed estremamente sgradevole, forse
il proprietario di quelle scarpe una persona grossa, che suda molto perch ha i reni
affaticati e magari soffre di ipertensione arteriosa.
Se invece riuscite a cogliere un odore dolciastro, la persona forse soffre di diabete, o in
ogni caso ha disturbi legati alla milza e al pancreas. Anche un odore salato indica che i
reni sono affaticati, mentre se pungente ci possono essere disturbi allintestino crasso.
PESO A DESTRA O A SINISTRA
Una persona equilibrata sta ben bilanciata anche sui due piedi, distribuendo il peso in
modo uniforme tra la punta e il tallone: la sensazione che se ne ricava di stabilit.
Alzatevi in piedi, andate di fronte allo specchio, fermatevi e osservate se il peso del
vostro corpo distribuito uniformemente o se poggiate di pi su un piede. Sul destro o
sul sinistro?
Lemisfero sinistro del nostro cervello la sede del pensiero logico e razionale, quello
destro delle emozioni e delle intuizioni (fig. 11).

Fig. 11

La met destra del nostro corpo guidata dallemisfero sinistro, la met sinistra da
quello destro. Se stando in piedi poggiamo il peso maggiormente a destra, con la
modalit razionale che in quel momento siamo in relazione e, mentre facciamo questo,
stiamo controllando le emozioni. Chi si appoggia prevalentemente sul piede sinistro
preferisce entrare in contatto con la sua emotivit e intuizione, usando poco il pensiero
razionale.
Quando stiamo parlando con una persona in piedi di fronte a noi, osserviamo dove
poggia il peso e come sposta il baricentro da una parte allaltra nel corso della
conversazione. Questo ci serve per capire con quale modalit in quel momento ci sta
ascoltando: se sta portando il discorso sullemotivo, o se vira verso il mentale. Se, ad
esempio, ha il peso sul piede sinistro e poi si sposta sul destro, forse passata da uno
stato interno emotivo a un atteggiamento razionale, dalla simpatia alla logica.
Se avviene il contrario, forse la persona non vuole pi seguirvi sul piano mentale, ma
sta entrando in contatto con le sue emozioni e forse vuole instaurare con voi un rapporto
pi amichevole e meno formale. Prima di dedurre questo, accertatevi per che non le
dolgano le scarpe.
CAMBIARE POSIZIONE
Si usa dire non mi smuovo dalla mia posizione oppure sto fermo sui miei passi.
Se una persona non si sposta, ma resta ferma con i piedi in una posizione, fermo
anche il suo punto di vista. Se volete provare a farle accettare la vostra idea e cercare di
smuoverla, dovrete riuscire a farla spostare fisicamente. Metaforicamente noi diciamo
perch non provi a vedere le cose da un altro punto di vista?.
Con il movimento cambia lo stato mentale.

Ce ne accorgiamo quando ci sentiamo bloccati e non riusciamo ad andare avanti con un


lavoro, come se il nostro cervello girasse a vuoto. Distinto ci alziamo e facciamo due
passi: a volte sufficiente per vedere il problema in unottica diversa.
LA DIREZIONE DEI PIEDI
I piedi indicano sempre il senso verso il quale la nostra testa rivolta e verso quale
direzione vogliamo andare.
Se ci stiamo dirigendo in un luogo e una persona ci ferma per parlarci, probabilmente ci
arrestiamo, giriamo la testa per guardarla, le rispondiamo e sorridiamo, ma forse i nostri
piedi continuano a restare rivolti verso il luogo ove eravamo diretti.
Laltro, a livello istintivo, forse si sentir a disagio, in quanto star avvertendo il doppio
messaggio che gli stiamo inviando: sembriamo intenti ad ascoltarlo, ma siamo
mentalmente altrove e in realt non siamo affatto interessati. I nostri piedi lo rivelano
(fig. 12).
Quando in una trattativa uno dei due gira i piedi verso la porta, significa che per lui il
discorso finito e desidera andarsene. Le punte dei piedi, come vere e proprie frecce,
indicano anche linteresse che una persona prova per unaltra.

Fig. 12

Quindi, in un gruppo di persone ferme in piedi a parlare, osservate verso chi puntano
lun laltro i piedi; se tra di esse c una ragazza carina, magari verso di lei che si
ritrovano puntati dei piedi (fig. 13). Se lei se ne accorge, pu decidere di tenere i piedi
allineati in posizione neutrale, oppure ricambiare, girando la punta di uno dei suoi piedi
verso la persona che le interessa.

Fig. 13

Tutto questo, importante ricordarlo, avviene a livello inconscio: in questa fase solo
il corpo che sta parlando, mentre le persone intente a conversare non sono ancora
coscienti della dinamica che si sta instaurando. Di solito, si nota se due persone che
stanno in piedi permettono ad altri di unirsi alla loro conversazione dalla posizione
assunta dai loro corpi.
Se sono disposte una di fronte allaltra formano una posizione chiusa: si stanno
dedicando interamente luna allaltra. Se una terza persona cerca di avvicinarsi, per unirsi
alla conversazione, potr capire se ben accetta o meno, osservando se ci sono dei
movimenti nelle posizioni del busto e dei piedi delle due persone. Se restano ferme,
girando solamente la testa verso il nuovo venuto, lo stanno ascoltando per cortesia, ma
lo considerano un intruso: il cerchio non si apre (fig. 14).

Fig. 14

Se invece i due ruotano i piedi e si girano verso la terza persona, quasi a formare un
triangolo, ella sar accolta nella conversazione (fig. 15).

Fig. 15

Quindi, quando desideriamo che altre persone si uniscano alla nostra conversazione a
due, non restiamo di fronte uno allaltro, ma scopriamo che inconsapevolmente i nostri
corpi incominciano a ruotare leggermente di fianco, fino a porsi sui lati di un invisibile
angolo di 90.
Questa posizione trasmette automaticamente alle persone presenti la nostra apertura
e disponibilit (fig. 16).

Fig. 16

POSIZIONI DELLE GAMBE


Gambe incrociate
Come dicevamo, quando una persona si ferma in piedi pu restare tranquillamente
appoggiata su due piedi, o con il peso spostato da un lato, ma tenendo le gambe
normalmente ravvicinate; se invece le incrocia segno che si sta proteggendo: forse a
disagio in un ambiente che non conosce e allora si chiude, cercando magari di fingersi
disinvolta (fig. 17). Vedremo pi avanti il significato e lorigine di questi gesti chiamati

barriere.
Gambe larghe
Se si resta minacciosamente in piedi con le gambe larghe, il messaggio che il corpo
invia piuttosto eloquente: come lanimale che rizza il pelo per sembrare pi grosso per
riuscire a intimorire lavversario, cos due gambe divaricate e piantate saldamente per
terra sfidano chiunque e tendono a far apparire la persona pi forte o pi importante (fig.
18). Molto dipende, a questo punto, dalla gestualit delle braccia.
Gambe strette
Chi si trova fermo in piedi con le gambe serrate e le ginocchia rigide d limpressione di
non farcela a stare in piedi per lemozione o linsicurezza e sembra stia puntellando le
gambe con delle stampelle, perch ha bisogno di appoggio (fig. 19).

Fig. 17

Fig. 18

Fig. 19

4
COME SI CAMMINA

LE ANDATURE
Il nostro modo di camminare, cos come limpatto visivo del nostro corpo, parla per noi.
la prima cosa che viene notata dagli altri quando ci troviamo in pubblico.
Come camminate di solito?
Qual la vostra andatura?
Forse non lo sapete con esattezza e a questa domanda rispondereste: io cammino
normalmente, come tutti.
Per rendersi conto di questo, durante i miei corsi, gli allievi vengono invitati a
camminare mentre una cinepresa li riprende di fronte, di schiena e di fianco.
Anche voi chiedete a qualcuno di riprendervi mentre camminate; osservando il filmato
sicuramente vi stupirete nel riscontrare nella vostra andatura tanti piccoli particolari ai
quali non avevate prestato attenzione, un certo modo di appoggiare i piedi per terra o di
tenere la testa.
Se voi foste quello sconosciuto che sta ancora percorrendo il corridoio per presentarsi a
un colloquio di lavoro, come camminereste?
La vostra andatura a quale delle quattro immagini della figura 1 (a pagina seguente)
sarebbe pi simile?

Fig. 1

Facciamo un piccolo gioco: sapreste attribuire ai quattro personaggi della figura 1 i


pensieri elencati qui sotto?
a) Non ho nessuna voglia di andarci. Potevo fare a meno di prendere lappuntamento:
immagine n.
b) Vado subito a vedere di che cosa si tratta. Poi decider il da farsi: immagine n.
c) Sar sicuramente scartato. Essere venuto fin qui non servir a niente: immagine n.

d) So che cosa mi aspetta. Ho ben chiaro il problema: immagine n.


Sicuramente avrete individuato, dal portamento diritto, testa alta, piedi ben piantati
per terra, che la persona dellimmagine n. 1 concreta, appare sicura, ben cosciente dei
suoi mezzi e ancorata al presente (risposta d).
La persona dellimmagine n. 2 procede con la schiena ricurva e le spalle piegate, da
eterno sconfitto; i suoi piedi si trascinano a piccoli passi, con la triste certezza del sicuro
ennesimo fallimento (risposta c).
Landatura del terzo personaggio (immagine n. 3) la vediamo di frequente di prima
mattina tra gli studenti che devono, loro malgrado, recarsi a scuola, sapendo di non
essere preparati per il compito in classe. I piedi avanzano, ma la testa, la parte pensante,

resta indietro come a voler arrivare sul posto il pi tardi possibile, manifestando cos a
livello non verbale di andare contro voglia (risposta a).
Lultima immagine (n. 4) raffigura una persona che cammina con una posizione
contraria alla precedente. Qui la testa che, senza riflettere, si protende in avanti perch
curiosa di arrivare subito per sapere. landatura della persona molto attiva, decisa,
che spesso agisce prima ancora di riflettere (risposta b).
Stati danimo
La nostra andatura varia quindi a seconda degli stati danimo, e finisce cos per
influenzare involontariamente gli altri, prima ancora che noi iniziamo a parlare.
Immaginate di essere entrati in un negozio e di aver deciso, dopo una lunga scelta, di
acquistare un capo costoso. Arrivati a casa e aperta la confezione, vi rendete conto che vi
invece stato rifilato un abito sbagliato. Vi sentite imbrogliati e siete infuriati: decidete
allora di ritornare nel negozio. Provate a immaginare quale sarebbe la vostra andatura
mentre avanzate verso la commessa.
I vostri passi sarebbero rapidi e decisi, il corpo rigido, i pugni serrati, il tono di voce pi
alto del solito. La persona che vi vedesse entrare in quel modo si sentirebbe subito
irritata e potrebbe nascere uno spiacevole alterco, oppure potrebbe restare intimorita
dalla vostra determinazione a non andarvene senza prima aver ottenuto quello che
desiderate.
Immaginate ora la stessa scena ma con una variante.
Quando ritornate a casa e vi provate labito, vi accorgete che non vi piace pi o che vi
sta male e temete che non vi venga sostituito, perch avete aperto la confezione. Voi
rimettete tutto nel sacchetto e decidete di ritornare per scusarvi dellacquisto sbagliato e
chiedere gentilmente se sia possibile sostituirlo.
Vi sentite in colpa e sapete di essere in una posizione di debolezza: quale sarebbe in
questo caso la vostra andatura rientrando nel negozio?
Passo lento ed esitante, testa un po china, mano con il palmo aperto, tono di voce
basso e cortese.
In una bella giornata di sole sedetevi a un tavolino di un bar, in una strada affollata, e
osservate le persone che passeggiano davanti a voi (fig. 2). Osservate il loro modo di
camminare: c chi cammina con passo affrettato e nervoso perch ha sempre tante cose
da sbrigare e, se non le ha, fa in modo di trovarle.
C la persona che con passo trascinato percorre tristemente e faticosamente la sua
vita. C la giovane donna che dallalto dei suoi tacchi vertiginosi avanza saltellando:
sembra uneterna bambina insicura.
Poi vediamo la donna consapevole del suo fascino che si muove con passo sensuale, da
felino, e quella invece che, scarpe basse e abbigliamento sportivo, cammina con passo
elastico. La persona che avanza lentamente con la testa tra le nuvole e quella che
osserva con cura meticolosa e diffidente dove mette i piedi.

Fig. 2

Il tempo
Il nostro modo di camminare inoltre in stretto rapporto con lidea che noi abbiamo del
tempo.
Ci rivela se siamo ben ancorati nel presente, nel qui e ora, o se siamo tutti protesi
attivamente in avanti verso il futuro, verso ci che faremo. Oppure, la ritrosia che appare
dai nostri passi quella che ci fa affrontare con timore la vita e le novit e ci tiene come
piegati allindietro, a ci che pi sicuro in quanto conosciuto. Lambizione spinge in
avanti, la paura trattiene indietro.
Luscita
Siamo sempre coscienti, quando entriamo in una stanza, dello sguardo delle persone
rivolto nella nostra direzione: sappiamo di essere guardati e, di solito, cerchiamo di
atteggiarci nel modo che a noi sembra migliore.
Spesso per ci dimentichiamo di una verit fondamentale: soprattutto quando
lasciamo una stanza che veniamo osservati, valutati, giudicati. Ed proprio allora che la
nostra schiena curva e il passo trascurato firmano in maniera pi o meno positiva il nostro
intervento.
Ricordiamoci quindi che lasciare un posto e allontanarsi girando le spalle a una persona
forse pi importante dellandare incontro a qualcuno, perch la nostra schiena non ha
da offrire come diversivo un bel sorriso o uno sguardo aperto (fig. 3).

Fig. 3

IL PASSO
Abbiamo tutti un modo caratteristico di camminare che ci rende riconoscibili da
lontano, e naturalmente questo diverso modo di muoverci dipende, oltre che dal nostro
umore, come abbiamo visto, anche dal sesso, dallet e dallo stato di salute. Sembra
ovvio, ma importante ricordarlo prima di mettersi a valutare landatura di una persona.
Possiamo muoverci per raggiungere un luogo percorrendo la distanza che ci separa a
una certa andatura.
Chi fa grandi passi pensa alla grande, non solo in senso metaforico: quindi una
persona con molte ambizioni e grandiosi obiettivi, per il raggiungimento dei quali
disposta a rischiare tutto.
E allora, per la legge degli opposti possiamo dire: piccoli passi, piccole idee, e questo
alla fine vero. Chi avanza un piccolo passo dopo laltro una persona pedante, che
cerca prima di verificare tutto meticolosamente, che non vuole rischiare e deve prima
essere sicura.
Lappoggio a terra
Per la sua stessa conformazione, il piede per camminare effettua in sequenza tre tipi di
appoggio.
Prima tocca il suolo il tallone, poi il peso del corpo si distribuisce uniformemente sulla
pianta del piede e, infine, il tallone si solleva e il corpo poggia tutto sulla punta per dare
lo slancio e sollevarsi nuovamente.
Osservando per il modo in cui le persone appoggiano i piedi a terra quando
camminano, vediamo che, rispetto a questa andatura ideale e corretta, possiamo notare
delle differenze.
Il modo in cui appoggiamo, pi o meno pesantemente, il piede al suolo indica il nostro
rapporto con la realt. E allora una persona che si appoggia solo sulle punte e cammina
come saltellando leggera, anche fisicamente, sembra che non abbia molto desiderio di

essere in contatto con la realt.

Fig. 4

lappoggio tipico della persona insicura, idealista e sognatrice (fig. 4).


Ne consegue che, invece, chi poggia bene a terra i piedi, come per controllare la
solidit del terreno ed esservi il pi aderente possibile, non una persona dinamica ed
energica (fig. 5). Lo invece se il piede arcuato e sembra agganciarsi al terreno, dando
limpressione di stabilit ed equilibrio (fig. 6).

Fig. 5

Chi invece quando poggia i piedi a terra sembra marciare pesantemente battendo al
suolo i talloni, e di conseguenza facendo rumore, un po arrogante ed egocentrico, vuole
che gli altri si accorgano della sua presenza (fig. 7).

Fig. 6

Fig. 7

LA DIREZIONE DEI PIEDI


Teoricamente, quando si cammina, i piedi dovrebbero avanzare paralleli lungo un
binario invisibile.
Riguardate il filmino del vostro modo di camminare. Le punte dei piedi mentre
avanzate possono essere:
parallele;
girate un po in dentro;
girate un po in fuori.
Se le nostre scarpe fossero due lunghi sci, sapremmo che per avanzare velocemente

necessario tenerli paralleli.


Se allarghiamo le code in modo che le punte siano rientranti, freniamo la velocit; se
invece le punte si girano in fuori, lenergia della discesa, canalizzata in due opposte
direzioni, ci fa cadere.
In dentro
Chi cammina con le punte dei piedi rivolte allinterno come frenato nel suo avanzare,
e verso linterno rivolge anche i suoi pensieri e le sue emozioni.
una persona introversa, chiusa in se stessa, e anche la posizione del suo corpo,
probabilmente con le spalle ricurve e la testa piegata, indica un atteggiamento mentale
di chiusura (fig. 8).

Fig. 8

In fuori
Il personaggio di Charlot era un sognatore, non certo un uomo dazione (fig. 9). Avete
presente la sua andatura con i piedi girati in fuori?

Fig. 9

Chi avanza con le punte girate verso lesterno vorrebbe andare avanti, ma nello stesso
tempo si disperde a destra e a sinistra. una persona che, magari dandosi tono, cerca di
mostrarsi sicura e determinata, ma i suoi piedi ci segnalano invece che ha tendenza a
distrarsi. O meglio ancora, se il piede destro a puntare in fuori, egli tende a usare pi
del necessario la sua parte mentale; se il sinistro a estroflettersi, invece influenzabile
emotivamente.
Allineati
Che cosa dire di chi cammina allineando i piedi uno dietro laltro, come se stesse
muovendosi su unasse dequilibrio? Vi ricordate come si muoveva Marilyn Monroe (fig.
10)?

Fig. 10

Spesso le donne per essere seducenti camminano in questo modo, ma la difficolt di


appoggio rende landatura oscillante e apparentemente insicura, e ci la rende attraente
agli occhi degli uomini.

Il messaggio che il corpo della donna trasmette : sono debole, fragile e non pongo
alcuna difesa. Tu puoi proteggermi. Questo modo di camminare viene insegnato alle
indossatrici per sfilare in passerella.
C inoltre unandatura caratteristica che, come questa, fa portare alternativamente il
peso del corpo da una parte e dallaltra, e la persona sembra oscillare continuamente tra
ragione e sentimento, non riuscendo mai a decidersi.
Una persona sempre indecisa avanza con questo passo dondolante da grossa anatra.

5
COME SI STA SEDUTI

DIRITTI SULLA SEDIA?


Prendete una sedia normale, sedetevi davanti a uno specchio, nel modo a voi pi
naturale, e poi guardatevi: come sono messe le vostre gambe? La vostra schiena
diritta, appoggiata allindietro sullo schienale o piegata in avanti?
Ora, per il principio dellimitazione, provate a sedervi proprio sullorlo della sedia,
piegate la schiena in avanti, abbassate la testa, appoggiate le braccia alle ginocchia o
lasciatele scivolare verso il basso (fig. 1). Che cosa provate stando seduti in questo
modo?
Forse vi accorgete di essere a disagio, sulle spine, e magari vi sentite pronti ad
andarvene.

Fig. 1

Oppure vi ricordate di un vostro conoscente che abitualmente nei momenti di disagio,


quando messo alle strette, si siede in questo modo e poi con un pretesto si alza e si
allontana.
importante osservare bene questa posizione perch, se la persona chinata in avanti
afferra i bordi della sedia, come se fosse ai blocchi di partenza: sta per porre fine al
discorso (fig. 2). Nel caso fossimo noi a parlare e ci accorgessimo che il nostro
interlocutore assume questa posizione, possiamo cercare di concludere rapidamente
quanto stiamo dicendo e alzarci per primi, soprattutto se soffriamo nel sentirci piantati in
asso.
Ora, restando seduti nella stessa posizione, appoggiate la schiena allindietro contro lo
schienale. Forse in questo modo vi sentite pi comodi e rilassati e allora

automaticamente le vostre gambe si spostano e magari si accavallano o si allungano.


Una persona che a suo agio e sa, o presuntuosamente crede di saperne pi degli
altri, pu assumere di frequente questa posizione rilassata nel corso di una conversazione
(fig. 3).

Fig. 2

Fig. 3

Tornate adesso a sedervi normalmente al centro della sedia, non pi sul bordo, e
tenete la schiena diritta e le gambe appoggiate a terra, ma non accavallate. In questa
posizione ci si sente pi attenti e interessati a quanto pu venire detto e a quanto ci
circonda (fig. 4).

Fig. 4

Con questo semplice esercizio abbiamo sperimentato che quando una persona
interessata si raddrizza sulla sedia, mentre si abbandona quando stanca o
disinteressata. Se non vuole perdere nemmeno una parola di quello che si sta dicendo si
piega in avanti, se invece vuole prendere le distanze resta con la schiena appoggiata allo
schienale. Occupa tutta la sedia per manifestare la sua intenzione di esserci
completamente, o si siede sul bordo perch si sente provvisoria, perch ha poco tempo
e vuole andarsene presto o, forse, si aspetta che le venga ordinato di alzarsi.
LIMITAZIONE

Due persone si siedono una di fronte allaltra quando tra di esse c un rapporto, uno
scambio di sentimenti o di informazioni. Di solito ci si siede invece di fianco quando si
compie una qualsiasi attivit che si potrebbe tranquillamente svolgere da soli, come
guardare la televisione o ascoltare un concerto. Dal modo in cui due persone stanno
sedute di fianco si pu capire che genere di rapporti intercorrono tra di loro.
Se sono sedute girando le gambe luna verso laltra, si crea un circolo chiuso, una certa
intimit, che pu essere accentuata se la loro posizione speculare. Imitare la stessa
posizione infatti un segno di approvazione, indica che si daccordo e in sintonia con la
persona che si copia. Un dipendente che si trova daccordo con quanto dice il suo capo
inconsciamente imiter la sua posizione, accavallando le gambe allo stesso modo. Allora,
se volete far capire a una persona che siete daccordo con lei, copiate i suoi gesti. Si
riconosce il leader allinterno di un gruppo, o di una famiglia, perch quello che cambia
posizione per primo e gli altri lo imitano.
Indicativamente si pu inoltre dire che: finch perdura limitazione della posizione, le
persone sono daccordo; quando le loro gambe si spostano, e i piedi vengono puntati in
direzione opposta, il momento di armonia pu essersi esaurito.
Angoli e triangoli
Vi ricordate il discorso dei triangoli che si possono creare stando in piedi? La stessa
dinamica si pu osservare anche quando si seduti. Due persone sedute sullo stesso
divano e girate luna verso laltra nella stessa posizione creano un cerchio chiuso che pu
anche superare ed escludere uneventuale terza persona seduta nel mezzo (fig. 5).
Questultima pu venire ammessa nella conversazione solo se si sposta e si colloca con
una sedia di fronte ai due, cercando di trasformare la posizione chiusa in un triangolo.

Fig. 5

LE GAMBE COME DIFESA


Quando ci sentiamo minacciati cerchiamo di proteggerci nascondendoci dietro a un
oggetto o a una persona. Da bambini, quando ci sentivamo intimoriti, cercavamo

protezione rifugiandoci dietro alle gonne della mamma o dietro a una sedia (fig. 6).

Fig. 6

Crescendo comprendiamo che questo sistema non pi praticabile; allora impariamo


un poco alla volta a dissimulare il nostro bisogno di rifugio, dapprima incrociando le
braccia.
Poich anche questo un gesto evidente, pi o meno durante ladolescenza lo
mascheriamo e ci limitiamo ad accavallare le gambe per proteggerci. Con le braccia
incrociate istintivamente si protegge il cuore; con le gambe accavallate, invece, si
difendono i genitali.
Gambe accavallate
Il gesto di accavallare le gambe indica quindi un moto di chiusura, di difesa, perch una
persona totalmente a proprio agio tiene le gambe pi sciolte.
Le gambe in questa posizione, come abbiamo visto, possono inoltre escludere o
includere altre persone e diventare un gesto concordante, cio di imitazione della
persona con la quale si daccordo.
interessante comunque notare se, mentre stiamo parlando, le persone che ci
ascoltano accavallano le gambe: possono farlo per abitudine o comodit, ma se questo
gesto si accompagna anche a braccia conserte, allora sicuro che non ci stanno pi
ascoltando, hanno delle grosse riserve o si sentono attaccate (fig. 7).

Fig. 7

Gambe a quattro
Una variante pi aggressiva della posizione a gambe accavallate quella detta a
quattro, perch la caviglia si appoggia sul ginocchio dellaltra gamba (fig. 8).
La persona cos seduta disapprova quanto sta succedendo, ma resta per il momento in
silenzio; pronta ad attaccare e lo far al pi presto, uscendo dalla posizione di difesa.

Fig. 8

Il blocco pu essere accentuato se con una o entrambe le mani si cerca di tenere


bloccata la caviglia, quasi a impedirle di sferrare un calcio. La persona cos seduta si
presenta quindi ostinata e irremovibile (fig. 9). Anche la posizione delle gambe pu
esprimere quindi lo stato emotivo presente, in un certo momento, in una persona.

Fig. 9

Ma bisogna sempre essere molto cauti nel trarre conclusioni, perch un singolo gesto
da solo pu anche non indicare nulla. Conosco un relatore che quando tiene i suoi corsi
ha sempre le gambe nella posizione a quattro: poich non fa uso di tavoli o di altri
supporti, per lui comodo usare la gamba, tenuta sollevata, come sostegno per i suoi
appunti.
Caviglie incrociate

Anche incrociare le caviglie segnala lesistenza di un atteggiamento negativo o


difensivo. Questo gesto spesso si accompagna a una posizione rigida del corpo, con le
mani strette a pugno, che forse stringono i braccioli della sedia, e i denti che mordono il
labbro inferiore. Cos seduti si manifesta forte nervosismo e paura; serrando le caviglie si
cerca di controllare una possibile reazione emotiva, o si cerca di non farsi uscire di bocca
uninformazione (fig. 10). Se pensiamo di restare seduti con le gambe o le caviglie
incrociate perch per noi una posizione comoda, ricordiamoci che forse lo quando ci
troviamo in un momento di chiusura o di riservatezza.

Fig. 10

Se ogni volta che ci sorprendiamo in una simile posizione provassimo a cambiarla,


sciogliendo la chiusura, anche il nostro stato danimo potrebbe lentamente cambiare e
aprirsi di pi agli altri.
ALTRI MODI DI SEDERSI
A gambe larghe
Luomo che si siede con le gambe divaricate inconsciamente mette in mostra i genitali,
la sua virilit. E questo gesto, come lo per gli animali, indica desiderio di dominio sugli
altri; in questo modo si sfidano gli altri maschi del branco o si manifesta la propria
intenzione di corteggiare una femmina (fig. 11). Come gi abbiamo visto, mentre siamo
seduti il piede indica le nostre intenzioni: la nostra simpatia se rivolto dalla parte della
persona verso la quale siamo girati; la nostra aggressivit se invece oscilla, con leggeri
movimenti che sembrano calci trattenuti, indirizzati magari verso chi, seduto di fronte a
noi, ci prevarica con una posizione a gambe larghe. Il nostro corpo avverte laggressivit
nascosta in quella posizione e da essa si difende scalciando simbolicamente contro gli
attributi di quella virilit dominante.

Fig. 11

A cavalcioni
Chi si siede a cavalcioni, girando la sedia e appoggiandosi con le braccia sullo
schienale, vuole sembrare rilassato e amichevole e in questa posizione si sente
coraggioso e, nello stesso tempo, protetto (fig. 12). La sedia diventa un cavallo e lo
schienale il suo scudo per difendersi. Forse si tratta di una persona che desidera
dominare, ma la sua insicurezza di fondo le impedisce di farlo in maniera diretta; cos,
girata la sedia, cerca di prendere il comando del gruppo o della situazione.

Fig. 12

Per disarcionare questa persona aggressiva una volta che sia riuscita a monopolizzare
la conversazione, cercate di spostarvi in modo da trovarvi seduti di fianco o leggermente
dietro. La vostra posizione la metter a disagio, costringendola a girarsi spesso verso di
voi, sentendosi attaccata da un lato non protetto.
Un altro modo quello di stare in piedi di fronte a lei e di avvicinarvi molto fino a
invadere il suo spazio personale, obbligandola, se vuole parlarvi, ad assumere una
posizione non naturale con il mento molto sollevato.
In ogni caso correte ai ripari, o una persona che solita sedersi in questo modo, una
volta guadagnata la posizione a cavalcioni, vi sfinir tenendo il discorso tutta la serata.
Se poi la invitate nuovamente, abbiate laccortezza di far sparire tutte le sedie normali.
Su uno sgabello, una sedia con braccioli o una poltrona impossibile montare a cavallo.

Dondolarsi
Ci sono poi le persone, magari un po leggere e superficiali, che amano, nelle pause di
un discorso, dondolarsi allindietro sulla sedia (fig. 13). Se in quel momento voi state
parlando, un simile gesto impaziente vi pu mettere un po in ansia e spingervi a
concludere in fretta, perch vi sentite osservati e vi aspettate che da un momento
allaltro quella persona smetta di dondolarsi e si chini bruscamente in avanti
interrompendovi, per far quasi cadere dallalto la sua opinione. Mentre si dondola come
se stesse dicendo: io ho gi trovato la soluzione, sbrigati a parlare che te la dico.

Fig. 13

Gamba appoggiata

Fig. 14

Il gesto di appoggiare una gamba sul bracciolo della sedia costituisce un modo
piuttosto rilassato e informale di sedersi quando si tra amici. Pu, invece, rivelarsi
sgradevole se lo si mantiene mentre chi seduto di fronte a noi ci sta parlando di cose
importanti, perch allora questo atteggiamento sta a significare: non mi interessa
minimamente quanto stai dicendo, sono tutte sciocchezze (fig. 14). Questa posizione di
indifferenza pu creare ostilit se viene prolungata. Porgere alla persona cos seduta un
oggetto, per afferrare il quale debba cambiare posizione, potrebbe essere sufficiente a
farle abbassare la gamba.
Sul bracciolo

Fig. 15

Chi si siede sul bracciolo di una poltrona vuole sembrare a proprio agio e disinvolto, ma
un simile gesto nasconde una certa insicurezza (fig. 15).
Se poi quella poltrona occupata, in questo modo si cerca di dominare dallalto chi vi
sta seduto, forse anche per sottolineare il proprio grado di confidenza o di possesso.
Come nella posizione a cavalcioni, questo un altro modo di sedersi un po pi in alto
degli altri e, con finta disinvoltura, cercare di dominarli.
Sollevarsi
Avete mai notato che a volte capita di sollevarsi un attimo dalla sedia, per poi sedersi
nuovamente?
In quel frangente, magari, ci si aggiusta la piega della giacca o si dice che la sedia
scomoda.

Fig. 16

Questo movimento inconscio, in realt, viene compiuto quando siamo colti da una
sensazione sgradevole e allora come se non volessimo restare pi l ad ascoltare.
Quando ci si trova in una situazione spiacevole si come sulle spine.
Un bambino, quando si sente a disagio, si agita sulla sedia desiderando andarsene; un
adulto maschera questa gestualit troppo evidente, manifestando il suo malessere con
leggerissimi cambiamenti della posizione seduta, che altro non sono che tentativi repressi

di fuga (fig. 16).


COME SI SIEDONO LE DONNE
Non vi siete mai accorti che le donne hanno dei modi particolari e abbastanza tipici di
sedersi?
Esistono posizioni delle gambe e modi di stare seduti che si riscontrano soprattutto
nelle donne vestite in modo tradizionale, non tanto quando indossano pantaloni e si
sentono pi libere nei movimenti.
Alcune posizioni a gambe unite possono essere infatti, oltre che il frutto di una buona
educazione, le uniche possibili se si indossano gonne molto strette o corte.
Punte in fuori
Una donna che siede con le punte dei piedi girate in fuori dimostra di possedere un
carattere piuttosto istintivo e spontaneo.

Fig. 17

Molto attiva e dinamica, pu anche arrivare a dimenticare le buone maniere pur di


raggiungere il suo scopo.
Nella vita sociale anche le sue antipatie o simpatie sono violente e senza mezzi termini
(fig. 17).
Punte in dentro
la posizione della brava bambina coscienziosa, che fa tutto per bene, curando i
minimi dettagli.

Fig. 18

Per il suo atteggiamento timido e la sua pignoleria diventa sempre molto faticoso
riuscire a convincerla a modificare il suo comportamento abitudinario (fig. 18).
Piedi uniti
Seduta in questa posizione rigida, con le mani contratte in grembo e le gambe serrate,
dimostra di essere insicura, perfezionista e rigorosa.

Fig. 19

incapace di esternare i propri sentimenti in pubblico e, con questo atteggiamento


freddo e controllato, difficilmente viene avvicinata dagli altri (fig. 19).
Caviglie incrociate
Le caviglie tenute incrociate sembrano incatenare la persona e bloccarla in questa
posizione negativa di sfiducia in se stessa. Probabilmente non approva, o ritiene
eccessivo e volgare quanto sta avvenendo, ma non ha il coraggio di manifestare
apertamente la sua disapprovazione (fig. 20).

Fig. 20

Gambe avvitate
Per sedersi in questo modo piuttosto scomodo, la donna attorciglia un piede attorno al
polpaccio dellaltra gamba, come per sottolineare una sua maggiore chiusura e
riservatezza: forse sta pensando ad altro o molto timida (fig. 21).

Fig. 21

Gamba ripiegata
Un altro modo di sedersi tipico delle donne quello di piegare una gamba sotto laltra.
Questo gesto, che ha la stessa valenza della posizione a gambe accavallate degli uomini,
offre per il vantaggio di mascherare la chiusura con unapparente disinvoltura. Cos
seduta la ragazza pu scoprire un ginocchio e mettere in mostra il busto, ma le sue mani
tenute ben nascoste dietro la schiena dimostrano il suo desiderio di mascherare la
timidezza e rivelano una finta disponibilit (fig. 22).

Fig. 22

La seduzione
In posizione seduta, luomo per indicare il suo interesse nei confronti di una donna
divarica le gambe per mettere in mostra i genitali; la donna dichiara il suo desiderio di
sedurre un uomo accavallando le gambe in una posizione ben riconoscibile. Una gamba
sovrasta laltra in modo che il polpaccio, premuto contro il ginocchio sottostante,
conferisca alla gamba un aspetto pi turgido; una mano finge di controllare lorlo della
gonna, laltra sottolinea la rotondit del fianco.
La stessa posizione permette al busto di restare eretto e spinto in fuori (fig. 23).
Una variante di questo gesto di seduzione pu essere eseguita dalla donna facendo
dondolare e scivolare il piede dentro e fuori dalla scarpa.
Il piede infatti da sempre considerato dagli uomini una parte anatomica dotata di
forte simbolismo erotico (fig. 24).

Fig. 23

Fig. 24

6
COME SI DORME

LE POSIZIONI DEL SONNO


Nella posizione seduta il corpo si rilassa, almeno parzialmente; ma, per avere un
rilassamento completo di tutta la muscolatura, bisogna sdraiarsi.
E allora quando si dorme, e non pi possibile avere alcun controllo cosciente sul
nostro corpo, linconscio influenza liberamente la posizione che noi assumiamo, rivelando
alcuni tratti del nostro carattere.
Voi come dormite di solito? Sul dorso o di fianco? Con la testa normalmente appoggiata
sopra il cuscino o nascosta sotto di esso? Con le coperte rimboccate?
COPERTE FINO AL NASO
Con le coperte tirate su fino a coprire il naso (fig. 1 a pagina seguente), una persona
timida e insicura si pu sentire pi protetta e pu abbandonare il suo continuo stato di
preoccupazione, non solo per se stessa, ma anche per il benessere degli altri.
Anche chi si avvolge stretto nelle lenzuola vuole sentirsi protetto; pu trattarsi di una
persona poco espansiva e abbastanza infantile, che fa i capricci per ottenere quello che
desidera.

Fig. 1

Se poi la persona sente il bisogno di rimboccare con cura le coperte prima di dormire,
probabilmente cos timida che si tiene dentro sempre tutto e limpressione che d agli
altri di essere senza energia e vitalit.
RANNICCHIATO DI FIANCO

Chi dorme rannicchiato di fianco (fig. 2) una persona che vive rinchiusa in se stessa e
rimpiange il tempo della sua infanzia felice, in cui non aveva problemi; introversa e
talvolta molto inquieta, ha grande senso di responsabilit.
Anche parlando di come ci si sdraia, pu esserci daiuto ricordare il comportamento
degli animali: se il nostro gatto dorme beato, magari a pancia in su, tranquillo e si
sente sicuro; se si nasconde, teme qualcosa.

Fig. 2

BRACCIA ALZATE
Chi dorme sul dorso con le braccia alzate (fig. 3) molto sicuro di s e attivo; sa
controllarsi e si conosce bene. Il non rimboccare le coperte segno di indipendenza e
dinamismo, propri di chi ha una forte personalit e ama comandare.

Fig. 3

PIEDI FUORI
Anche chi dorme con i piedi fuori dal letto (fig. 4) dimostra di amare la libert e di non
sopportare le costrizioni, ma si tratta forse di una persona troppo impetuosa e
disordinata, che maschera i suoi complessi con una grande carica di simpatia e vivacit.

Fig. 4

Un altro elemento importante da prendere in considerazione quando si dorme il


cuscino, con il quale si possono instaurare vere e proprie lotte, e che pu addirittura

condizionare la possibilit stessa di riuscire a prendere sonno.


ABBRACCIARE IL CUSCINO
Chi dorme abbracciando il cuscino ha bisogno di affetto e di protezione; una persona
immatura e fragile in amore, anche se appare agli altri come un individuo libero e
indipendente (fig. 5).

Fig. 5

SOTTO IL CUSCINO
invece un esagerato in tutto chi dorme con la testa sotto il cuscino: non conosce la
via di mezzo, tutto bello o tutto brutto, vi ama o vi odia. Fondamentalmente si tratta di
una persona molto sensibile e rigorosa, che predilige la solitudine (fig. 6).

Fig. 6

SOPRA TANTI CUSCINI


C poi chi pu dormire solo con la testa ben sollevata da grossi e morbidi guanciali.
sicuramente una persona intelligente, vivace e attiva mentalmente, mentre
fisicamente piuttosto pigra, preferisce il riposo e d molta importanza al benessere
materiale e al lusso (fig. 7).

Fig. 7

SENZA CUSCINO
Al contrario, dorme senza cuscino una persona idealista, sobria, essenziale e
organizzata.
Non ammette debolezze e non cerca di piacere: desidera essere accettata per quello
che .

7
I GESTI DELLE BRACCIA

I GESTI
I gesti, i movimenti compiuti con la parte superiore del corpo, con le braccia e le mani,
costituiscono la parte pi rilevante della comunicazione tra gli esseri umani.
Con i gesti fin dalla nascita siamo abituati a esprimere tutte le sfumature delle nostre
emozioni; e con essi possiamo sottolineare o alleggerire il significato di quanto andiamo
dicendo.
Gesti-azione
Esistono, naturalmente, dei gesti-azione, quelli cio compiuti volontariamente per
comunicare unintenzione, unemozione, come ad esempio indicare o salutare. Alcuni di
questi gesti sono abbastanza universali; altri dipendono dalle culture, dalle razze,
dallambiente sociale, per cui possono essere riconoscibili solo in un determinato paese e
creare sconcerto se usati in un altro contesto.
Gesti-atteggiamento
Ci sono poi, e di questi ci occuperemo, gesti compiuti in modo abbastanza inconscio,
che potremmo chiamare gesti-atteggiamento, e che rivelano parti profonde di noi e
contenuti che spesso verbalmente non vengono espressi. Ad esempio, tutti porgono la
mano per salutare, ma lo fanno con modalit diverse, ognuna delle quali sottende un
preciso modo di intendere il rapporto che sta per instaurarsi.
Freud ha detto: Nessuna persona pu mantenere un segreto: se le labbra restano
mute, parlano le sue dita.
Potere ed et riducono i gesti
significativo notare anche che pi in alto si trova una persona nella scala sociale o del
potere e pi sono ridotti e misurati i suoi gesti. Questo pu essere spiegato dal fatto che
a un certo livello anche il vocabolario pi ricco, si hanno cio a disposizione pi parole
per esprimere concetti ed emozioni, mentre, laddove il linguaggio ristretto a poche

espressioni di base, luso dei gesti serve a colorire il discorso, facendo cos diventare pi
espressivo e ricco il linguaggio del corpo (fig. 1).
Inoltre pi si invecchia pi si tende a ridurre sia la gestualit del corpo che la mimica
facciale. Possiamo allora dire che potere ed et condizionano e riducono i gesti.

Fig. 1

Il contesto
In questo capitolo osserveremo pi da vicino i gesti pi comuni, cercando di scorgere in
questi il significato espresso con la comunicazione non verbale.
Voglio per ricordare ancora che questo mio modo di procedere, che tende a scomporre
i singoli gesti e movimenti, dovuto solo a unesigenza metodologica.
Limportante non dimenticare mai di considerare che ogni singolo gesto o movimento
non ha di per s, in assoluto, un significato preciso e inequivocabile, ma deve invece
venire interpretato e inserito nel contesto dellintero comportamento di una persona.
Si deve, cio, fare attenzione se altri gesti rinforzano quello specifico atteggiamento o
se, invece, notiamo unevidente contraddizione tra due segnali emessi dal corpo.
In questo caso a quale credere?
Al sorriso e alle mani aperte che dichiarano disponibilit o alle caviglie serrate che
rivelano il contrario?
Scala delle priorit
Si pu in questo caso cercare di stabilire una scala delle priorit: in linea di massima
dobbiamo ritenere pi veri i gesti eseguiti dalle parti del corpo pi lontane dalla nostra
testa, ad esempio piedi e gambe.
Questo perch tutti noi siamo abituati, oltre che a gestire il nostro linguaggio e quindi a
pronunciare con cura le parole che riteniamo giusto dire, anche a controllare le
espressioni del viso.
Il nostro volto ci familiare, lo controlliamo spesso allo specchio e sappiamo, se serve,

impostare un sorriso.
Sappiamo anche, pi o meno coscientemente, che le nostre mani possono parlare a
nostra insaputa, magari tradirci e trasmettere emozioni che non vorremmo esprimere,
quindi ci abbastanza facile controllarle.
Cos spesso dimentichiamo che, oltre alle braccia e alle mani, disponiamo di tutto il
resto del corpo che a nostra insaputa parla per noi o contro di noi. In cima alla scala delle
priorit va comunque posta losservazione, prima ancora che dei gesti, di quei segnali
inconsci emessi dal corpo che si rivelano attraverso la pelle e che possono tradursi in
pallore, rossore, sudorazione improvvisa; in quanto assolutamente inconsci e
imprevedibili, non possono essere camuffati o controllati coscientemente dalla persona.
Non va poi scordato il contesto nel quale quella tale sequenza di gesti viene notata. Se
una persona rabbrividisce, si stringe nelle spalle e serra le gambe, non necessariamente
sta provando una terribile emozione e si chiude a riccio per non manifestarla; se si trova
a parlare con noi alla fermata dellautobus in una gelida giornata invernale, forse ha
solamente molto freddo.
Per riassumere, quindi, questa potrebbe essere la sequenza degli aspetti da prendere
in esame:

contesto della situazione;


segnali automatici della pelle;
gestualit dei piedi e delle gambe;
posizione di schiena, tronco e spalle;
gesti delle braccia e delle mani;
espressioni e mimica del viso;
tono della voce;
infine, quello che la persona dice.

Due livelli di comunicazione


I nostri gesti comunicano a due livelli diversi: da un lato informano gli altri sulle nostre
intenzioni e sui sentimenti che noi proviamo nei loro confronti, dallaltro influenzano e
condizionano il loro comportamento. Questo per quel fenomeno che a ogni azione
corrisponde una reazione: se lazione automatica, altrettanto lo sar la reazione.
Feedback
il feedback (ritorno, risposta): unazione o un gesto positivo influenzano
positivamente chi ci sta di fronte, che reagir favorevolmente. Lo stesso avviene nel caso
contrario. Per questo molto importante sapere come ci si muove, come ci si pone di
fronte agli altri, che gesti si compiono; ma soprattutto bisogna imparare a compierli con
una modalit positiva, per avere un feedback positivo da parte degli altri. Suscitare un
iniziale rifiuto o una barriera crea poi una situazione difficile da recuperare.

Soprattutto i gesti delle braccia possono creare inconsciamente una barriera e indicare
chiusura e rifiuto, oppure possono dimostrare apertura e disponibilit.
Provate questo semplice gioco, per verificare quanto andiamo dicendo, alla prima
occasione mondana in cui vi sia possibile avvicinarvi a un gruppo di persone sconosciute
che stanno tranquillamente parlando in atteggiamento rilassato, gambe sciolte, braccia e
mani che gesticolano. Unitevi al gruppo incrociando le gambe e soprattutto incrociate le
braccia.
Osservate ora quasi sorprendente, ma succede che le persone, per il fenomeno
del feedback, di fronte alla vostra chiusura, una alla volta inizieranno ad assumere delle
posizioni chiuse incrociando le braccia. Tutto questo pu avvenire a loro insaputa, perch
apparentemente la conversazione tra di loro sta continuando.
Voi allora allontanatevi dal gruppo, mettetevi in disparte e osservate che cosa succede:
noterete che lentamente le persone riaprono le braccia e sciolgono la posizione di difesa
che avevano assunto, continuando allegramente la loro conversazione. Solamente i loro
corpi si erano accorti, a livello inconscio, dellintrusione minacciosa, o almeno negativa,
che era avvenuta da parte di un altro corpo e per reazione si erano atteggiati in posizione
di chiusura.
BRACCIA INCROCIATE
Incrociare le braccia il gesto pi evidente di barriera e di chiusura. La sua origine,
come abbiamo gi visto, risale allinfanzia.
Crescendo il nostro desiderio di difenderci si restringe al movimento delle braccia, che
pu essere dissimulato e reso meno riconoscibile se incrociamo solo un braccio davanti al
corpo o se teniamo in mano, davanti a noi, un oggetto.
Braccia che chiudono
Il gesto comune di incrociare le braccia, detto anche braccia conserte, viene eseguito
spesso quando si da soli tra estranei, nel caso in cui ci si vuole chiudere o difendere,
quando non si daccordo e si prendono le distanze da chi ci sta parlando (fig. 2).

Fig. 2

Quando notiamo che il nostro interlocutore improvvisamente incrocia le braccia e si

chiude, probabile che qualcosa non vada e, finch rester in questa posizione, sar
impossibile che ci ascolti o che accetti senza riserve quanto stiamo dicendo.
Se ci possibile, proviamo allora a dire: Vedo che vorresti dire qualcosa e che forse
non sei pienamente daccordo, oppure: Vedo che qualcosa di quello che ho detto ti ha
disturbato, ne vuoi parlare?.
Questo pu sbloccare la situazione.
Un altro sistema per farlo quello di indurre la persona a sciogliere la sua posizione
chiusa, semplicemente porgendole un foglio da consultare o un altro oggetto che la
obblighi, per poterlo afferrare, ad aprire le braccia.
A questo proposito, dei ricercatori statunitensi hanno condotto un esperimento per
stabilire se vi fosse un nesso tra il grado di apprendimento e determinate posture
mantenute dal corpo durante le lezioni. Hanno quindi suddiviso un certo numero di
studenti in due gruppi.
A entrambi stato chiesto di frequentare le stesse lezioni, ma al primo gruppo si
raccomandato di tenere costantemente una posizione del corpo aperta, con la schiena
diritta e senza incrociare gambe e braccia.
Il secondo gruppo, al contrario, doveva assumere latteggiamento opposto di chiusura,
con gambe e braccia incrociate. Interrogati alla fine del ciclo di lezioni, si rilevato che il
primo gruppo aveva superato di gran lunga laltro quanto ad apprendimento e a votazioni
ottenute, e aveva inoltre espresso giudizi meno critici nei confronti delle lezioni.

Fig. 3

Braccia che afferrano


Il gesto di incrociare le braccia pu avere delle varianti. La pi significativa quella di
afferrare con forza le braccia (fig. 3). Questo gesto indica chiaramente la forte tensione
avvertita dalla persona che forse prova frustrazione e rabbia, ma ha deciso di non
parlarne.
BRACCIA APERTE
Mantenere le braccia in posizione aperta, mentre si sta ascoltando, dimostra che siamo

rilassati, che non ci difendiamo e siamo disponibili a recepire quanto ci viene detto.
Mantenere questo gesto mentre si sta parlando, con le palme bene in vista, segnala la
nostra onest: scopriamo il petto perch non abbiamo niente da nascondere (fig. 4).

Fig. 4

Quando parlano in pubblico, oratori e politici dovrebbero ricordarsi di tenere le braccia


in questo modo se vogliono dare agli altri limpressione di essere sinceri e credibili.
Molto spesso questo non succede: basta osservare le foto di personaggi famosi ripresi
mentre tengono un discorso, o guardare la televisione, per rendersi conto che invece
molte persone, mentre pronunciano parole tipo libert, effettuano dei gesti di
significato contrario.
Braccia che coprono
Un gesto assolutamente da evitare e al quale prestare molta attenzione quello
compiuto aprendo le braccia, ma girando le palme delle mani verso linterno (fig. 5).
In questo modo si vuole sembrare aperti e sinceri, ma in realt si sta coprendo
qualcosa, anche il nostro corpo.

Fig. 5

Spesso, una persona che parla cos tiene anche la giacca abbottonata.
Con questo atteggiamento come se non volesse esporsi pi di tanto e non ritenesse
necessario farlo.
Braccia che tagliano

Le braccia possono anche muoversi nello spazio fendendo laria dallalto in basso, con
le mani tenute in posizione verticale (fig. 6).

Fig. 6

Leffetto quello di due lame che tagliano e, nello stesso tempo, le mani in quella
posizione sembrano contenere e delimitare, ponendo dei confini molto precisi dai quali
chi parla non disposto a uscire. E, magari, proprio in quel momento sta professando le
sue idee di totale apertura e disponibilit.
Braccia che schiacciano
Spesso un oratore quando parla, nel tentativo di dare pi enfasi e pi vigore a quanto
sta dicendo, mentre alza il tono della voce, batte le mani, a volte anche pesantemente,
sul tavolo
che ha davanti a s (fig. 7).
Questo movimento delle braccia che scendono dallalto, con le palme rivolte in basso,
rivela invece un malcelato tentativo di sottomettere chi ascolta o un desiderio di
prevaricare.

Fig. 7

In ogni caso, chi parla cerca di tenere sotto controllo la situazione o le persone.
BARRIERE PARZIALI
Tutti quei gesti delle braccia che in qualche modo tendono a proteggerci, ma che per

convenzione sociale o per dimostrare una finta disinvoltura sono mascherati, vengono
ritenuti barriere parziali.

Fig. 8

Allora solo un braccio pu attraversare e proteggere il corpo (fig. 8).


Braccio che controlla
Oppure si pu evitare di incrociare le braccia e creare ugualmente una barriera
simbolica: il pretesto ci viene fornito, ad esempio, dal bisogno di sistemare il polsino della
camicia o controllare la chiusura dellorologio (fig. 9).

Fig. 9

Questo gesto lo possiamo notare di frequente nelle occasioni mondane quando una
persona, entrando in un ambiente affollato, si sente leggermente a disagio e in qualche
modo cerca di mascherare il proprio nervosismo con un gesto rassicurante.
Braccio che sorregge

Fig. 10

Le signore sono pi facilitate in questo perch con eleganza possono incrociare i polsi
tenendo in mano una piccola borsa, oppure possono tenere sollevato un braccio dinanzi a
loro per reggere un soprabito o uno scialle (fig. 10). Ma con due mani si pu sostenere
anche un bicchiere. Il bicchiere un oggetto leggero che pu essere sorretto da due sole
dita: chi lo pone dinanzi a s lo usa come piccolo scudo protettivo che permette di
acquistare la disinvoltura necessaria per muoversi in una festa tra sconosciuti.
Si crea una barriera anche reggendo davanti a s una cartella o un fascicolo. Gli uomini
tendono a porre questo oggetto in basso a coprire i genitali.
Osserviamo la posizione della persona della fig. 19, a pag. 89. In piedi, con le gambe
rigide, chiaramente nervoso e insicuro; forse si trova in una situazione nella quale
costretto ad avere un contatto con il pubblico che lo mette a disagio e allora, giacca
abbottonata e sorriso di circostanza, si prepara a ricevere i possibili clienti, riparandosi
dietro alla cartella.

Fig. 11

Se non si ha niente in mano, si pu cercare un po di conforto e di rassicurazione


afferrandosi da soli le mani (fig. 11). Se da bambini vivevamo una situazione nella quale
venivamo messi in mostra, intimoriti salivamo sul palco tenendo per mano la mamma.
Ora siamo cresciuti e la mano non possiamo che stringercela da soli per rassicurarci.
Barriere mascherate
Tutti gli abiti portati abbottonati sono quindi barriere mascherate che tendono, magari
a nostra insaputa, a tenere lontani gli altri: una persona aperta apre anche la giacca,
scopre il petto; una persona abbottonata si rinchiude anche nei suoi vestiti. E poi
ancora gli occhiali da sole, o gli occhiali da vista scuri, portati fuori dal contesto normale
di una giornata assolata allaperto.
Estremamente insospettabile come barriera il trucco troppo accentuato sul viso di
una donna, che crea come una maschera. La maschera nasconde, protegge, cos come la
barba nasconde parzialmente il viso di un uomo e le sue insicurezze.

Fig. 12
La persona rappresentata nella figura 12 pu essere considerata un piccolo riassunto di
tutto ci che possibile mettere in atto per nascondersi o difendersi.
Braccia incrociate a barriera e mani nascoste; giacca abbottonata, sciarpa che copre il
collo e impermeabile-scudo appoggiato al braccio che nasconde parte del corpo. Altra
protezione costituita dalle riviste che tiene ben strette sul petto; notiamo infine il viso
coperto dalla folta barba e dagli occhiali scuri.
O si tratta di un personaggio famoso che non vuole farsi riconoscere, o forse molto
insicuro o ha parecchio da nascondere, e la cosa pu suscitare una giusta diffidenza in chi
lo incontra.
Voi trattereste un affare con una persona che si presenta in questo modo?
BRACCIA DIETRO LA SCHIENA
Perch in certi momenti ci si afferra le mani tenendo le braccia dietro la schiena?
Provate a passeggiare su e gi per la stanza con le braccia in questa posizione.
Avete notato che il vostro passo tende a diventare pi lungo e cadenzato e che, se vi
fermate, tendete a dondolare leggermente sulle gambe tenute un po aperte? Forse vi
siete ricordati di un vostro vecchio professore di scuola quando con passo sicuro girava
tra i banchi a controllare i vostri quaderni. Chi si afferra le mani dietro la schiena si sente
rilassato e sicuro di s ed cosciente della sua autorit.
Poich le braccia e le mani inducono allattivit, tenerle a riposo indica anche una
disposizione mentale di riposo, il desiderio di non fare nulla in quel momento, ma di stare
solo a guardare o a riflettere (fig. 13).
Cambia lo stato danimo se una mano afferra saldamente il polso dellaltra, magari
chiusa a pugno. Questo un chiaro gesto di frustrazione: si cerca di controllarsi, come se
a livello inconscio si cercasse di trattenersi dallo sferrare un pugno.
Pi la mano afferra in alto il braccio dietro la schiena, pi la persona arrabbiata.
Se la parte superiore del braccio a essere trattenuta, la rabbia e il nervosismo sono
tali che si teme di non riuscire a dominarli (fig. 14). Allentare la posizione tornando ad
afferrare laltra mano potrebbe rasserenarci e farci sentire pi tranquilli.

Fig. 13

Fig. 14

I GOMITI
Gomiti in fuori
Con le braccia in fuori e le mani appoggiate sui fianchi, i gomiti sporgono lateralmente,
conferendo alla figura una dimensione maggiore.
Un piccolo animale rizzando il pelo cerca di apparire allavversario pi grosso e quindi
pi temibile.

Fig. 15

Un bambino che vuole dimostrare il suo disappunto e imporsi, cercando di farsi


ascoltare dagli altri, si piazza a gambe larghe e gomiti in fuori (fig. 15).
Gomiti in alto
Da grandi possiamo assumere la stessa posizione aggressiva di sfida, pronti a estrarre
le pistole dalle fondine, come in uno scontro tra cow-boy, o possiamo addolcirla tenendo
le gambe in posizione normale, ma i gomiti sparati in fuori sono sempre due armi pronte
ad attaccare lavversario e a difenderci lateralmente (fig. 16).

Fig. 16

Anche le braccia tenute incrociate in alto dietro la testa la incorniciano aumentandone


limpatto visivo e ribadiscono con arroganza agli altri: io sono pi bravo; superiore a te;
io ho capito tutto (fig. 17).
Questo gesto piuttosto indisponente e chi lo compie suscita di solito reazioni negative
nei presenti.
Se una persona con la quale parlate a un certo punto solleva le braccia, come per dirvi
povero piccolo, io ho gi capito tutto, provate a imitarlo.

Fig. 17

La vostra risposta nel linguaggio del corpo dir: siamo pari, anchio ho capito tutto.
Poi state a vedere la reazione dellaltro; probabile che si senta infastidito e si alzi di
scatto per superarvi in altezza oppure che ponga fine al colloquio con un pretesto
qualsiasi. Se invece volete fargli abbassare i gomiti e fare in modo che il colloquio
continui, avvicinatevi a lui con un gesto di apertura e sottomissione: a braccia aperte e
palme delle mani in vista.

8
LA MANO E I SUOI GESTI

LE MANI
Le mani e il cervello
Le mani sono strettamente collegate al cervello: Aristotele diceva che ne sono una
diramazione.
Con le mani realizziamo ci che immaginiamo con la mente. Per questo cervello e mani
sono considerati complementari.
Se teniamo sotto controllo una situazione affermiamo di averla in mano; se poi
facciamo delle concessioni diciamo che siamo stati larghi di mano perch, invece di
restare con le mani in mano, abbiamo posto mano al problema, lo abbiamo toccato
con mano per arrivare a una soluzione.
I bambini che fin dalla tenera et usano molto le dita, ad esempio studiando strumenti
musicali che richiedono grande agilit delle dita quali il pianoforte o il violino, hanno un
pi rapido sviluppo del cervello e un potenziamento del sistema nervoso.
Una ridotta funzionalit cerebrale tende, invece, a ridurre le abilit manuali; per questo
sarebbe utile che tutte le persone anziane si dilettassero con attivit manuali, proprio per
combattere linvecchiamento e conservare la lucidit mentale.
Avete presente limmagine, a noi cos conosciuta e ormai cos lontana, della nonnina
che lavora a maglia cullandosi su una sedia a dondolo?

Fig. 1

Alcuni studi recentissimi hanno scoperto che il dondolo non solo calma, ma si rivelato

un ottimo sostituto di molti farmaci contro il dolore, perch le oscillazioni prolungate


stimolano il cervello a produrre endorfine, soppressori naturali del dolore (fig. 1).
Il linguaggio del tatto
Con le mani noi salutiamo, tocchiamo, accarezziamo, soppesiamo, esprimiamo i nostri
sentimenti e le pi piccole emozioni. Esse sono i nostri piccoli radar proiettati verso
lambiente esterno.
Quando vediamo un oggetto, ne percepiamo le dimensioni e il colore, ma solo
toccandolo abbiamo unidea precisa delle sue reali caratteristiche fisiche, del suo peso,
del suo calore, della sua morbidezza.
La comunicazione attraverso il tatto costituisce infatti la forma pi primitiva e
fondamentale di comunicazione. quella che intercorre tra il neonato e la madre che lo
culla tra le sue braccia e lo accarezza dolcemente.
Imparare a toccare, a riconoscere gli oggetti con le mani, una tappa basilare nel
processo di crescita di un bambino. Se la sensazione tattile piacevole la prolunghiamo,
se fastidiosa o dolorosa ritraiamo la mano, cos come da adulti ci ritraiamo da una
persona o da una situazione.
Toccare gli altri
Ci sono persone che hanno la brutta abitudine di toccare sempre gli altri, di mettere
loro le mani addosso, di accarezzarli: questo indica che hanno un forte desiderio di
entrare in relazione e di essere accettati.
Spesso per le loro richieste affettive cadono nel vuoto, con silenzi o disagio da parte
degli altri: questo tipo di gesti va fatto solo se si sicuri di poterlo fare e se ci si trova nel
contesto giusto, perch possono facilmente venire scambiati per tentativi di aggressione.
A volte comunque una carezza o un tocco della mano riescono a esprimere, molto pi
di tante parole, laffetto e lempatia che proviamo per una persona.
Toccare se stessi
Tutti i gesti con i quali accarezziamo noi stessi indicano un bisogno di tenerezza e
rassicurazione, quasi volessimo, per pochi istanti, ritornare a una situazione di
regressione infantile, in braccio alla mamma che ci accarezzava e cullava.
Toccare gli oggetti
Accarezzare e toccare ripetutamente degli oggetti un segnale molto chiaro che indica,
nel linguaggio del corpo, che si ha bisogno di essere compresi, di essere capiti e accettati,
che si soli e si desidera compagnia.

E se ci tocchiamo e giochiamo con la collana che portiamo al collo? Questo significa, a


livello simbolico, che ci stiamo gratificando per qualche cosa di piacevole che riteniamo di
avere fatto, oppure che siamo coinvolti emotivamente con la persona che ci sta di fronte
o alla quale stiamo pensando.
Chi invece sente il bisogno di toccare i gioielli indossati da unamica o addirittura chiede
di provarli probabile che in cuor suo pensi, con un po di invidia, che forse sarebbero
stati meglio indossati da lei (fig. 2 a pagina seguente).

Fig. 2

In generale, toccare gli oggetti, la cravatta o anche gli abiti di unaltra persona
dimostra che di lei si sta invidiando lo stato sociale, la ricchezza o il lavoro, ma
soprattutto che si ritiene che si sarebbe pi adatti a svolgere il suo lavoro o a ricoprire il
suo ruolo.
LA DIAGNOSI DELLA MANO
Un medico orientale vi prende la mano tra le sue, la osserva, la stringe, la rigira e alla
fine pu dirvi in quale condizione il vostro organismo, che cosa mangiate, se siete pi
intellettuali, spirituali o materiali, quali sono i vostri gusti e il vostro stato psichico. Anche
una brava chiromante, prima ancora di iniziare a leggere le linee della mano, pu avere
questa abilit, facilmente scambiata per capacit paranormale.
Osserviamo un po pi da vicino la mano, come abbiamo fatto nel capitolo 3 per quanto
riguardava i piedi, perch anche per noi pu essere facile entrare in contatto con il suo
colore, la sua umidit, la sua forza e le sue dimensioni. Ci basta una stretta di mano.
I meridiani
I meridiani che percorrono il braccio e le mani, fino ad arrivare alla punta delle dita,
sono sei. Lenergia fluisce lungo le braccia e le mani ed esce dalle dita, che vengono
quindi considerate dalla medicina cinese i punti di emissione dellenergia del corpo.
Stendete una mano aperta con il palmo rivolto verso lalto (fig. 3).
POLMONE - Allinterno del braccio scorre il meridiano del polmone, che arriva al pollice
(fig. 3, punto a).

Fig. 3

I disturbi che compaiono su questo dito possono indicare lesistenza di un problema di


natura polmonare.
Se il muscolo del pollice (fig. 3, punto m) assume una colorazione blu, la persona
forse molto depressa o soffre per un grave lutto; pu inoltre fare uso, o averlo fatto in un
passato recente, di sostanze stupefacenti o di grandi quantit di medicinali.
Se invece questo muscolo si presenta di colore rosso, la persona forse ansiosa,
stressata; sta comunque vivendo un periodo di forte tensione e frustrazione, per superare
il quale magari abusa di superalcolici.
MASTRO DEL CUORE - Nella parte interna del braccio scorre il meridiano del Mastro del
cuore, che controlla la circolazione e il flusso di energia sessuale e che arriva alla punta
del dito medio (fig. 3, punto b).
Per favorire la circolazione del sangue e rinforzare gli organi sessuali eseguite questo
semplice esercizio: afferrate il dito medio prima di una mano, poi dellaltra, ruotatelo per
alcuni minuti in senso orario e poi in senso antiorario, quindi tiratelo delicatamente
alcune volte.
CUORE - Nella parte interna del braccio scorre il meridiano del cuore, che arriva fino al
lato interno del mignolo, vicino allunghia (fig. 3, punto c).
Se la punta di questo dito rossa, forse il cuore troppo stimolato da un eccesso di
caff e di cibi piccanti; una certa rigidit del mignolo pu indicare inoltre disturbi cardiaci
in atto. Ora girate il braccio in modo da avere il dorso della mano rivolto verso lalto (fig.
4).

Fig. 4

INTESTINO CRASSO - Il meridiano dellintestino crasso dal lato del naso scende lungo la
parte interna del braccio e, passando sopra il muscolo sporgente situato tra pollice e
indice, arriva al lato esterno dellunghia del dito indice (fig. 4, punto d).
Lungo questo meridiano vi un punto, indicato con la lettera M, che considerato
quasi miracoloso per favorire la peristalsi intestinale. Bisogna massaggiare questo punto,
sempre in entrambe le mani, affondandovi la punta del pollice e ruotandola con forza,
quando avete necessit di stimolare lintestino, o anche semplicemente quando state
male o vi sentite deboli.
TRIPLICE RISCALDATORE - Lungo la parte superiore del braccio scorre il meridiano del triplice
riscaldatore, che dalla tempia arriva fino al dito anulare (fig. 4, punto e).
Esso mette in comunicazione i tre sistemi di riscaldamento del corpo, che servono a
mantenere costante la temperatura corporea; inoltre associato al cuore e allunione di
corpo, mente e spirito.
Se c uno squilibrio in questo meridiano, i tre centri di energia mancano di
coordinamento e allora, magari, una persona pu dondolare la testa mentre parla.
INTESTINO TENUE - Al mignolo arriva il meridiano dellintestino tenue, che percorrendo il
dorso del braccio, da un punto vicino allorecchio, arriva al lato esterno dellunghia di
questo dito (fig. 4, punto f).
Se il muscolo sul lato esterno della mano si presenta rosso, lintestino della persona
pu essere ostacolato nellassimilazione delle sostanze nutritive: ci sar quindi, a livello
simbolico, difficolt nel trarre ladeguato nutrimento nel corso della vita.
La forma
A seconda delle caratteristiche pi comuni di una mano e cio: la grandezza del palmo,
le dimensioni e la lunghezza delle dita e la forma delle unghie, possiamo individuare a
grandi linee cinque diverse forme di mano, ognuna delle quali pu rispecchiare un diverso
modo di affrontare la vita.
MANO

SEMPLICE

- Questo tipo di mano, molto comune e propria di una persona dal

carattere piuttosto semplice, si presenta abbastanza tozza e materiale (fig. 5).

Fig. 5

Il palmo largo e ruvido al contatto, mentre il polso troppo sottile crea una
sproporzione. Anche le dita sono grosse in tutta la lunghezza e tozze e le unghie di solito
sono poco curate.
Questa mano appartiene a un individuo dalla personalit molto semplice e onesta, che
vive con monotonia e rassegnazione, che si occupa del proprio lavoro e della propria
famiglia, accontentandosi della vita, spesso non facile, che conduce.
MANO ARTISTICA - Assomiglia alla mano precedente, con il polso sottile e il palmo
sviluppato, ma le unghie sono lunghe e le dita pi esili e a punta. Il pollice pi lungo
conferisce forza di volont a questa mano che tipica di artisti, poeti e inventori,
equilibrando in loro impulsivit e indolenza (fig. 6).

Fig. 6

MANO PRATICA - In questa mano si nota la sproporzione tra le dita lunghe e la punta che
termina a spatola, cio con lultima falange appiattita e larga (fig. 7). Chi ha questo tipo
di mano tende a portare le unghie cortissime, perch una persona molto pratica,
organizzata e decisa, che concede poco tempo ai sentimenti e alla fantasia.

Fig. 7

la mano di chi ama i numeri e i calcoli, come contabili, studiosi di scienze esatte o, al
contrario, tecnici e meccanici. Se in questa mano il mignolo si presenta nodoso e
appuntito, questa persona pu essere un uomo daffari.
MANO INTELLETTUALE - La mano dellintellettuale si riconosce dal palmo piuttosto largo,
con dita lunghe, ossute e nodose, e unghie grandi e quadrate; chi la possiede una
persona che sa pensare e riflettere bene prima di prendere decisioni (fig. 8).
La caratteristica pi evidente di questa mano la presenza di nodi e, in base alla
posizione di questi, si pu stabilire la propensione e le qualit di un individuo. Se ad
esempio sono pi sviluppati i nodi tra la prima e la seconda falange, egli ha grandi qualit
spirituali e filosofiche; se invece sono pi sviluppati quelli tra la seconda e la terza
falange, sar pi portato per le attivit pratiche, scientifiche, organizzative.

Fig. 8

Se, infine, sono maggiormente visibili i nodi situati alla base delle dita, tipici di una
mano femminile, la persona amer molto occuparsi dei lavori domestici, curare le proprie
cose e i propri interessi.
Per la tradizione orientale, se in questa mano, tenuta in alto a dita serrate, si notano
delle fessure tra le dita da cui filtra la luce, la persona presenta degli squilibri nella
costituzione generale e questo considerato un segno infausto che indica che non
capace di trattenere ci che riceve. Di un tipo cos noi diremmo che ha le mani bucate.
MANO SPIRITUALE - Questa mano, dalla forma armonica, ha il palmo ovale, le dita lunghe
e affusolate e le unghie lunghe (fig. 9). Possono essere le mani di una persona molto
spirituale o di chi studia a fondo lanimo umano, ma possono anche appartenere a

persone troppo sentimentali e poco realistiche, che si interessano solo in maniera


superficiale di argomenti spirituali.

Fig. 9

MANO CON CARATTERISTICHE MISTE - Infine, chi ha mani con caratteristiche miste ha
molteplici interessi e magari si occupa di diverse attivit, senza per essere un esperto in
alcuna di esse.
Il palmo riflette la predisposizione per lattivit fisica, mentre le dita esprimono la
qualit del nostro modo di pensare. Se le dita sono sottili e delicate, anche i nostri
pensieri lo saranno.
La mano di una persona equilibrata ha il palmo lungo quanto le dita.
Se la lunghezza delle dita prevale su quella del palmo, la persona pi mentale che
pratica.
Sar inoltre sufficiente ricordare che le dita lisce indicano emotivit e intuizione, ma
anche superficialit e leggerezza; le dita a spatola richiamano la concentrazione,
lintelligenza e a volte anche laggressivit; mentre quelle nodose sono un segno di
autocontrollo e disciplina.
Il colore
Un altro aspetto da osservare in una mano il colore della pelle.
BIANCO - Una pelle bianchissima, quasi diafana, dalla quale traspaiono vene azzurre,
indice di grande freddezza, severit e anche egoismo.
ROSA - La pelle rosea, con le vene che si vedono appena, indica invece una persona
buona, calma e riflessiva.
ROSSO - Al contrario, chi presenta mani dalla pelle rossa, sanguigna, avr un carattere
passionale, inquieto e collerico. Se poi le vene sono molto evidenti e scure, tender a
prendere decisioni in modo superficiale e avventato.
PALLIDO - Mani pallide, fragili e umide al tatto, rivelano una salute fragile e una

personalit indecisa e tormentata.


La flessibilit
La flessibilit delle articolazioni delle mani e delle dita indica il grado di flessibilit
mentale e fisica.
Provate a congiungere le mani e, con le dita saldamente unite, cercate di piegarle di 90
gradi, come nella figura 10.
Se siete in grado di eseguire questo esercizio, avete una buona flessibilit di mani,
corpo e mente.
Quanto pi grande la flessibilit, tanto maggiore la capacit di adattarsi alle
condizioni fisiche e mentali dellambiente. Siete, allora, una persona creativa e aperta a
opinioni diverse, che riesce a superare gli ostacoli della vita senza troppe difficolt.
Se, invece, questo esercizio vi risultato impossibile, vi trovate in una condizione di
inflessibilit, che indica non solo un possibile indurimento di arterie, nervi e muscoli, ma
anche una personalit rigida, concettuale e forse testarda.
Se le mani sono rigide e robuste, tanto che, tenute aperte e tese, le dita restano
curvate in avanti, non riuscendo a distendersi completamente (fig. 11), la persona
affronta gli ostacoli direttamente e lotta per affermare i propri principi e tende ad essere
competitiva ogni volta che lo ritiene necessario, cio quasi sempre.

Fig. 10

Fig. 11

Le unghie
Sempre secondo la medicina orientale, le unghie dure e spesse indicano forza e vitalit
fisica e mentale; mentre quelle pi sottili di solito appartengono a un corpo pi flessibile,
ma debole, con una mente molto vivace.
COLORE - Il colore delle unghie, come il colore delle labbra, indica la qualit del sangue
e pu presentarsi di diverse sfumature a seconda dei cambiamenti delle condizioni fisiche
o del tipo di attivit che si svolge.
Questo il motivo per cui quando una donna viene ricoverata in ospedale per un
intervento chirurgico deve togliersi lo smalto dalle unghie.

Unghie di colore rosa indicano una sana costituzione del sangue e quindi condizioni
fisiche e mentali equilibrate.
Le unghie bianche sono invece segno di anemia e di malattie: chi in buona salute non
ha unghie di colore bianco.
Se le unghie si presentano di colore pi scuro, rosa-viola, ci sono dei problemi che si
manifestano con insonnia, depressione e disordini mentali.
Il colore rosso scuro indica che nel sangue presente una quantit elevata di
colesterolo e che cuore, circolazione e reni sono sovraffaticati. Una persona con queste
unghie si presenta rigida e inflessibile mentalmente.
SEGNI PARTICOLARI - Chi presenta righe verticali sulle unghie mangia in maniera
disordinata, ha disturbi di fegato ed continuamente stanco (fig. 12, punto a).

Fig. 12

Le unghie concave, a cucchiaio, sono un segno di anemia (fig. 12, punto b), mentre
quelle arrotondate che si ripiegano in dentro indicano disturbi dei polmoni e della
respirazione (fig. 12, punto c).
Le piccole macchie bianche compaiono sulle unghie quando si mangiato troppo
zucchero, mentre un avvallamento orizzontale (fig. 12, punto d), segnala che la persona
ha forse digiunato o cambiato bruscamente il suo sistema di vita. Poich ununghia si
riforma completamente nellarco di sei mesi, possibile calcolare allincirca quanti mesi
prima avvenuto questo episodio. Chi ha le unghie che si sfaldano ha una grave carenza
di sali minerali e soffre di digestione difficoltosa, stanchezza, nervosismo e insonnia.
I GESTI DELLE MANI
Aperte o coperte
Come abbiamo visto parlando delle braccia, la mano aperta, in vista, un segno di
onest, di disponibilit e anche di sottomissione. Chi chiede un favore o lelemosina
allunga la mano aperta, nellatto di ricevere con umilt; ma con la mano aperta si pu
anche offrire.
Le popolazioni antiche e quelle nomadi quando si incontravano esponevano le palme
delle mani per mostrare che non nascondevano armi e che dunque si avvicinavano in
pace.

Fig. 13

Se un vostro amico si scusa con voi perch allultimo momento non pu venire per un
suo impegno improvviso, se lo comunica con le palme aperte e in vista probabile che
quanto afferma sia vero. Se mentre lo fa incrocia le braccia o nasconde le mani nelle
tasche (fig. 13), avrete fondati motivi per dubitare di lui e pensare che forse sta
inventando delle scuse. Il bambino che dice una bugia o vuole nascondere qualcosa vi
parla tenendo le mani nascoste dietro la schiena.
Anche chi nasconde le mani sotto il tavolo o le tiene saldamente avvinghiate ai
braccioli rivela la stessa tendenza a voler nascondere qualcosa.
Mani a cuneo
Questo gesto, che si effettua congiungendo i polpastrelli delle dita, come per formare il
tetto di una casetta, ha un preciso significato anche estrapolato dal contesto e dalle altre
eventuali posture del corpo (fig. 14).

Fig. 14

Chi lo compie rivela di essere una persona molto sicura di s e desiderosa di


manifestare agli altri la sua superiorit e, se sta parlando, tende a effettuare questo
gesto con le dita rivolte in alto.
Anche lascoltatore, che ritiene di avere pi conoscenze ed essere pi qualificato di chi
sta parlando, pu ricorrere a questo gesto, eseguito per con le mani rivolte verso il
basso. Questa postura ricorda un poco il pollice verso degli antichi romani (fig. 15).
Se la punta del cuneo viene girata in avanti, quasi a imitare la prua di una nave
rompighiaccio, questo gesto di superiorit assume anche un significato pi aggressivo, in

quanto la persona sta inconsciamente tentando di respingere o minacciare chi le sta di


fronte (fig. 16).
Quando si sta riflettendo con le mani a cuneo e i polpastrelli che tamburellano
leggermente, forse si sta cercando una soluzione, un modo per arrivare a un punto di
contatto che possa mediare interessi diversi.

Fig. 15

Fig. 16

Mani a freccia
Questo modo di intrecciare le mani, che espone solo gli indici, come a formare una
punta, una variante pi nascosta e meno evidente del gesto precedente (fig. 17).

Fig. 17

Rivela sempre sicurezza e una certa presunzione, ma la persona che lo compie in quel
momento sta vivendo con fastidio il non potersi esprimere liberamente e dire
chiaramente come la pensa.
Mani a pistola
Se gli indici vengono tenuti accostati e puntati in fuori, mentre le altre dita sono
intrecciate e i pollici sollevati, la posizione delle mani imita una pistola puntata.

Fig. 18

Inconsciamente proprio quella limmagine che si vuole esprimere (fig. 18).


Il pugno
Se una posizione delle braccia termina con una mano stretta a pugno, si capisce che c
nella persona grande rabbia o ostilit; forse si sente profondamente offesa ed pronta a
uno scontro verbale (fig. 19).

Fig. 19

Se si trova da sola, probabile che stia ripensando a una grossa frustrazione subita e
stia ancora rivivendo lemozione e la rabbia collegate a quellepisodio.
Ricordiamoci comunque che, quando in presenza di altri stringiamo i pugni, mandiamo
a livello non verbale un segnale aggressivo che provoca nel prossimo una reazione
inconscia dello stesso tipo.
Mani intrecciate

Le mani strette con le dita intrecciate sono sempre un segno di chiusura e hanno
valenza diversa pi si allontanano dalla testa e scendono verso il basso.
La frustrazione e il malumore diminuiscono se le mani, invece di essere intrecciate
davanti al viso, si appoggiano sul tavolo o sulla pancia.
Una persona seduta a tavola di fronte a noi, che magari ci sorride, con i gomiti
appoggiati e le mani intrecciate davanti al mento, nasconde un forte nervosismo e una
forte tensione: come se le sue mani stessero trattenendo le emozioni negative (fig. 20).

Fig. 20

C invece quasi un senso di impotenza e di mesta rassegnazione nella frustrazione


espressa nella figura 21.
Se poi le mani restano intrecciate ma le dita si drizzano in fuori come a creare un
effetto di filo spinato, la persona cerca, anche visivamente, di difendersi (fig. 22).

Fig. 21

Fig. 22

Mani composte

Fig. 23

Provate a ricordare la volta in cui avevate un grosso problema burocratico da risolvere


e alla fine siete riusciti a farvi ricevere da un personaggio importante, che forse avrebbe
potuto darvi una mano a venirne a capo. Voi parlavate e spiegavate la gravit del vostro
caso, sapendo che probabilmente a lui sarebbe bastata una telefonata per risolvere il
problema, ma il vostro interlocutore si limitava ad ascoltarvi con cortesia, tenendo ferme
le mani leggermente sovrapposte (fig. 23).
Alla fine, sempre cortesemente e senza la minima partecipazione emotiva, vi diceva
capisco, vedr che cosa posso fare per lei. Le sue mani per tutto il tempo del vostro
monologo continuavano a ripetere non muover un dito per lei, buon uomo, ma la sto
ascoltando, fingendo di mostrarmi disponibile.
Sfregarsi le mani
Questo gesto, piuttosto conosciuto e di evidente comprensione, compiuto tenendo le
mani accostate e sfregandole velocemente, indica soddisfazione e gioia: in questo modo
si dichiara allaltro che stiamo entrambi per fare un affare.
Il gesto, per, deve essere compiuto molto velocemente e con le mani tenute in alto.
Lavarsi le mani
Se il movimento rallenta, fino a sembrare che ci si lavi figuratamente le mani, perch
siamo indecisi sul da farsi, assume subito una connotazione pi negativa e sospetta e pu
significare ti sto raggirando e sto per concludere un affare a tuo danno.
Spolverarsi
Mentre qualcuno ci sta parlando e magari ci chiede di esprimere la nostra opinione o di
dare il nostro assenso, ci pu capitare che, prima di rispondere, noi abbassiamo lo
sguardo e sentiamo un irrefrenabile bisogno di spolverare con molta cura la manica della
giacca per scacciare una macchiolina inesistente, della polvere invisibile.
Dopo questa operazione rialziamo gli occhi e diamo la risposta che laltro si aspetta da
noi.
Distogliere gli occhi da chi parla, con un pretesto qualsiasi, segno che si sta
mentendo (come vedremo in seguito). Quindi chi compie questo gesto indica che non
daccordo, ma non pu dirlo apertamente.
Se, dopo aver impartito le vostre disposizioni ai collaboratori riuniti, essi, prima di
rispondervi va bene, iniziano a ripulirsi o a togliere polvere immaginaria dal piano del
tavolo, non vuol dire che il vostro ufficio stato invaso da una nuvola di polvere, ma che
forse avete chiesto loro di fare qualcosa che essi disapprovano, ma che non hanno il
coraggio di dirvi.
Se a questo punto non fate marcia indietro, chiedendo loro che cosa ne pensano,
rischiate di trovarvi lindomani con il lavoro non fatto e per questo verranno addotte le

scuse pi disparate.
Allontanare un oggetto
Il senso di rifiuto che si prova verso una persona, o verso quanto sta dicendo, si
traduce in uno stimolo a livello corporeo che porta al bisogno di eliminare anche
fisicamente dalla nostra vista quella persona; se questo non possibile, quellimpulso di
rimozione dirottato verso loggetto a noi pi vicino.
E allora, come se avessimo bisogno di uno spazio maggiore, allontaniamo le carte che
abbiamo davanti, il portacenere o semplicemente la penna. In questo modo si respinge
anche una proposta o un incarico che riteniamo magari troppo gravoso per noi.
Se poi, allontanando loggetto, lo spingiamo deliberatamente con un gesto brusco verso
il nostro interlocutore, ancora pi chiaro che lui che stiamo rifiutando, non quello che
dice (fig. 24).

Fig. 24

Tamburellare le dita
Di solito si pensa che chi tamburella le dita sul tavolo sia nervoso e gli si chiede di
stare calmo e aspettare: ma proprio quello che la persona non pu pi fare. Questo
gesto rivela la sua impazienza: egli si stancato e non vede lora che il discorso venga
chiuso o, meglio, che voi smettiate di parlare e diate un po di spazio anche a lui.
Su le mani
Alzare una mano con il palmo aperto rivolto verso una persona equivale a dire stop,
non ti lascio andare oltre: non passare questo confine.

Fig. 25

Alzare improvvisamente due mani nel momento in cui ci viene chiesto qualcosa,
imitando il gesto del chirurgo che, prima di entrare in sala operatoria, solleva le mani per
non toccare nulla, equivale a dire mi impossibile prendere in mano la cosa, non ne
voglio sapere niente (fig. 25).
Mostrare il polso
C infine un altro gesto, tipicamente femminile, che si compie come segno di
arrendevolezza e disponibilit. Quando una donna vuole dimostrare o ricambiare
linteresse che una persona dimostra nei suoi confronti, tende a esporre il polso, magari
per reggere una sigaretta oppure solo per accarezzarsi i capelli.
LE STRETTE DI MANO
Quando diamo la mano a qualcuno, non facciamolo in modo superficiale, ma
fermiamoci un istante a pensare alla sensazione che ne riceviamo: questo pu aiutarci
molto in futuro a comprendere meglio la persona appena conosciuta.
Stretta forte
Ci sono persone che vi stringono la mano con tale forza che sembra vogliano
stritolarvela: vi subito chiaro che si tratta di una persona decisa, abituata al comando o
forse di uno sportivo non consapevole della propria forza. Una stretta di mano solida e
ferma appartiene a una persona altrettanto solida e attiva.
Stretta molle
Al contrario, una mano molle, scivolosa, che sembra liquefarsi nella vostra, vi fa capire
che avete di fronte una persona molto timorosa, insicura e, forse, anche pigra, che tende
ad essere troppo idealista e sognatrice.

Stretta sfuggente
Chi vi d la mano in punta di dita o offre una presa sfuggente, ritirando la mano nel
momento stesso in cui avviene il contatto, dichiara di non aver fiducia in se stesso e,
forse, neanche in voi che siete degli estranei e usa questo stratagemma per tenervi a una
certa distanza. Considerate, per, che vi sono persone che tengono molto allincolumit
stessa delle loro dita, in quanto esse costituiscono lo strumento del loro lavoro, come
chirurghi e pianisti; costoro infatti possono evitare una stretta di mano troppo forte al fine
di proteggere le loro dita.
Stretta umida
Se stringete nella vostra una mano paffuta, e probabilmente un po sudata, con le
fossette visibili sul dorso, capite che la persona che state salutando preferisce i piaceri
fisici a quelli spirituali ed , forse, anche molto golosa.
Stretta che respinge
Vi pu capitare invece di sentirvi come respingere, mentre stringete la mano di
qualcuno: il suo braccio resta infatti rigido e vi impedisce di avvicinarvi.
una sensazione sgradevole, ma in questo modo laltro vi sta tenendo a una certa
distanza, non necessariamente perch prova antipatia nei vostri confronti: forse solo
riservato o abituato a vivere in spazi pi ampi.
Quando una persona vi tende il braccio per darvi la mano vi trasmette anche
uninformazione riguardo al luogo in cui cresciuta o solita vivere: e cio se proviene
dalla citt o dalla campagna.
Chi cresciuto in zone non densamente abitate, come gi abbiamo visto, ha bisogno di
pi spazio intorno a s, e si mantiene a distanza maggiore degli altri, ed da quella
distanza che preferisce salutarvi con un gesto. Se, invece, deve formalmente stringervi la
mano, probabile che resti fermo sul posto e per poter afferrare la vostra mano si pieghi
in avanti con il braccio rigido e teso (fig. 26).
Una persona cresciuta in citt farebbe automaticamente un piccolo passo in avanti per
poter agevolare una simile presa, giudicata troppo lontana.

Fig. 26

Stretta che avvicina


Capita per anche lopposto, e allora quando si d la mano ci si sente tirare troppo
vicino allaltra persona.
Chi tira il braccio vicino a s, in modo da farci avvicinare, molto insicuro e vuole
spostare il rapporto, qualsiasi rapporto, dal piano relazionale e sociale al piano affettivo e
pi personale.
Esercizio
Ogni stretta di mano pu rivelare qualcosa di una persona. La vostra com? Chiedete
ad alcuni amici cari di dirvi con onest quale sensazione ricevono dalla vostra stretta di
mano. Se la loro risposta non vi piace, cercate di porvi rimedio.
Nei miei corsi le persone vengono filmate anche quando si presentano e si stringono la
mano, per valutare insieme quale sia la loro stretta abituale e quale ne sia il significato.
Dal modo in cui una persona ci tende la mano possibile capire anche in che modo
intende relazionarsi con noi: se da persona alla pari, se desidera dominarci e tenerci in
pugno o se si dichiara gi a priori sottomessa.
Questo lo si pu capire dalla posizione del palmo, che pu essere presentato rivolto in
su, di fianco o in gi.
Stretta del perdente
Una mano tesa con il palmo rivolto verso lalto rivela un atteggiamento di debolezza: la
persona pronta ad essere sottomessa e lo sar realmente nel momento in cui, per
afferrare la sua mano, ci ritroveremo a dover appoggiare la nostra sopra la sua.
Stretta alla pari

La stretta tra due persone che si rispettano, si stimano e tra le quali non esiste alcun
bisogno di dominare o di essere dominate avviene tendendo i palmi verticalmente.

Fig. 27

Se questo non il vostro modo abituale di stringere la mano, necessario che lo


impariate al pi presto (fig. 27).
Stretta dominante
Ci sono poi le persone che hanno labitudine di porgere la mano con il palmo rivolto
verso il basso: per poterla afferrare siete costretti a porre la vostra in posizione di
sudditanza, che lo vogliate o meno.
Questa stretta di mano tipica delle persone che hanno labitudine di comandare e che
desiderano dominare gli altri. In ogni caso quello che cercheranno di fare con voi, se
accettate di sottomettervi a questo tipo di presa.
Alcuni testi sul linguaggio del corpo suggeriscono alcune tecniche da attuare per
cercare di neutralizzare una simile sgradevole stretta.
Ritengo che non sia necessario ricorrere ad esse: in fondo sufficiente raggiungere la
consapevolezza che chi ci ha stretto la mano in questo modo cercher in seguito di
prevaricarci, di manipolarci e di trattarci dallalto in basso, perch ci considera inferiori a
lui, o quanto meno ritiene che lo diventeremo presto.
Tre modi per neutralizzarla
Se invece volete evitare di sottostare a una simile presa, queste sono le tre tecniche da
attuare.
PASSO LATERALE - Il primo modo, che richiede per molta preparazione, ha il vantaggio, se
ben eseguito, di non essere visibile: la persona che vi porge la mano in posizione
dominante si ritrova alla fine a stringere la vostra in maniera paritaria senza essersi reso
conto di come ci sia avvenuto, n che voi avete smascherato la sua intenzione.
A presa avvenuta, voi dovete semplicemente avanzare con un piccolo passo verso
sinistra, in modo che, spostandovi di lato, vi sbilanciate leggermente e
involontariamente ruotate la presa in posizione verticale.
Sarete voi a quel punto a intimorire laltro, in quanto cos facendo gli sarete finiti
piuttosto vicini, tanto da invadere il suo spazio.

PRESA DEL POLSO - Se invece volete dichiarare che il capo siete voi e certi tentativi di
predominio con voi non funzionano, quando una persona vi porge la mano con il palmo in
basso, afferrate il suo polso. Se decidete di ricorrere a questa seconda tattica, dovete
essere pronti anche ad accettare le conseguenze che una simile dichiarazione di guerra
pu comportare (fig. 28).

Fig. 28

STRETTA A DUE MANI - Un altro sistema utile per neutralizzare un tentativo di stretta di
mano dominante quello di afferrare con due mani la mano che ci viene tesa. Leffetto
che se ne ricava di estrema cordialit; il fatto per che una simile stretta venga spesso
compiuta da politici o personaggi importanti quando incontrano la gente, indica anche
che si tratta di un saluto effettuato dallalto in basso.
Questa stretta a due mani ha realmente un senso se fatta tra persone che si conoscono
bene e tra le quali esiste un profondo legame: in questo caso dimostra che si
totalmente con laltra persona, e che gode di tutta la nostra stima e del nostro affetto
(fig. 29).

Fig. 29

Sono sempre riservate a rapporti amichevoli e cordiali le strette di mano che si


eseguono posando laltra mano sul braccio o sulla spalla.
Per fare questo gesto ci si avvicina molto di pi allaltro e gli si pu cos manifestare la
nostra solidariet. Questo comunque un gesto protettivo e, come tale, tende a
sottomettere. Lo pu fare un padre nei confronti di un figlio, mentre gli dice: Mi
raccomando, abbi cura di te; raramente succede il contrario (fig. 30).

Fig. 30

LE DITA
Anche le dita hanno un loro linguaggio: lo sanno bene i direttori dorchestra che, con
impercettibili movimenti delle dita, riescono a comunicare le pi piccole sfumature
allintero gruppo dei musicisti.
Ogni dito ha un suo significato ed esprime emozioni diverse.
Il pollice
Il pollice il dito pi forte dal punto di vista fisico, poich opponendosi agli altri
permette di afferrare. il simbolo dellego: ostentarlo significa affermare il proprio
dominio sugli altri, la propria superiorit. Si dice che gli antichi romani usassero indicare
con il pollice alzato se il gladiatore doveva essere graziato e con il pollice verso se
doveva invece morire (fig. 31).

Fig. 31

Indicare una persona usando il pollice considerato un gesto piuttosto offensivo per il
destinatario di tale attenzione, perch viene vissuto come una mancanza di rispetto e una
presa in giro (fig. 32).

Fig. 32

Avete presenti quelle persone che iniziano a parlare di s, di quanto sono state brave
e, con un gesto di autocompiacimento, si afferrano il bavero della giacca ostentando il
pollice (fig. 33). Ogni volta che qualcuno cerca di portare il discorso e lattenzione su di s
i pollici vengono messi in mostra.
Se si cerca, invece, di trattenersi, perch le circostanze non consentono di esprimere
quanto si vorrebbe, ecco allora apparire il tipico gesto delle braccia incrociate, dalle quali
sbucano due pollici puntati in alto (fig. 34).
A volte le mani vengono infilate nelle tasche, dalle quali i pollici escono imperiosi,
rivelando desiderio di dominio e grande sicurezza di s. Chi invece infila le mani nelle
tasche posteriori tenendo i pollici in vista come se cercasse di mascherare il suo
desiderio di dominare la situazione o i presenti (fig. 35).

Fig. 33

Fig. 34

Se ostentando i pollici si cerca di portare lattenzione su di s, nascondendoli tra le


altre dita si afferma esattamente il contrario, e cio il bisogno di non essere osservati
(fig. 36).
Valenza molto pi forte hanno i pollici infilati in cintura o nelle tasche anteriori dei
pantaloni: con le altre dita aperte, e rivolte in basso, si sottolinea la propria virilit.
Questo gesto, associato a gomiti allargati, anche un segnale, quasi animale, di
interesse sessuale nei confronti di una donna (fig. 37).

Fig. 35

Fig. 36

Fig. 37

Lindice
Il dito pi espressivo e pi usato lindice. Da tutti brandito, spesso a sproposito, come
un bastone di comando o come la clava con la quale i nostri antenati si difendevano
dallintrusione di un aggressore.
Lindice il dito del potere e del comando: lo si espone infatti per impartire degli
ordini; ma anche il dito che sa e infatti lo si usa per indicare, sottolineare, ammonire.
Chi sa molte cose pu fare anche molto, perch sapere potere.
Il gesto di comando
Di solito si usa mostrare a qualcuno il lavoro che deve eseguire segnalandolo con
lindice (cio, appunto, indicandolo).
Sospendete per pochi istanti questa lettura e fate una prova: chiedete a chi vi vicino
di portarvi un oggetto che si trovi piuttosto lontano dal luogo in cui siete. Usate una frase
neutra e senza particolari inflessioni, del tipo: Per favore, mi porti quella cosa l?.
Osservate infine in che modo avete girato la mano mentre stavate formulando questa
richiesta.
Ci sono due modalit di base per comandare: quella di farlo con la mano rivolta verso
lalto e quella con il palmo girato verso il basso.
Impartire un ordine puntando lindice, ma tenendo il palmo girato verso lalto, non
viene vissuto da chi deve eseguirlo come una prevaricazione; egli non si sente minacciato
ed eseguir volentieri quanto gli viene richiesto (fig. 38).

Fig. 38

Se si ordina, invece, con il palmo rivolto verso il basso e magari con le dita serrate, in
modo che emerga solo lindice puntato, la nostra richiesta assume subito un tono pi
autoritario, anche se sono state pronunciate le stesse parole e con lo stesso tono di voce
(fig. 39).

Fig. 39

Potete ricorrere volutamente a questo gesto se necessario imporre la vostra autorit,


per dichiarare, anche non verbalmente, che un ordine da eseguire subito e che il capo
siete voi.
C il rischio per che laltra persona si senta minacciata e, posta ingiustamente in un
ruolo di sudditanza, accetti malvolentieri di eseguirlo, o addirittura si rifiuti.
Chiedere qualcosa puntando il dito un gesto irritante che non aiuta di certo a creare
un rapporto armonioso.
Il medio
Chi evidenzia o si strofina il dito medio ha bisogno di essere riconosciuto e apprezzato
e, se nessuno lo far, probabile che di l a poco inizier ad autoincensarsi e a parlare
dei suoi successi.
Lanulare
Lanulare considerato il dito del cuore: in questo dito che si infila lanello di
fidanzamento o la fede nuziale. Non essendo un dito dotato di una mobilit indipendente,
con esso non si possono compiere gesti specifici, tranne quello di toccarlo nervosamente
mentre si rigira o si sfila un anello (fig. 40).

Fig. 40

Giocare con lanello


Giocare con un anello, rigirandolo nel dito, indica che si attratti da una persona o da
quello che ci sta dicendo. Questo gesto, per, pu avere anche unaltra valenza e rivelare
pensieri nascosti se, ad esempio, si continua a sfilarsi e a rimettersi la fede.
Un uomo, mentre sta parlando di lavoro con un suo collega, vede passare una ragazza
attraente: questo fatto lo distoglie un attimo dalla conversazione, che viene ripresa
subito dopo.
Ora per egli giocherella tirando su e gi la fede. Cos facendo come se raccontasse
quello che gli sta passando per la mente: Bella ragazza, quasi quasi, e sfila lanello.
No, si tratterebbe di tradire mia moglie e lanello ritorna al suo posto. Per la ragazza
mi piace e lanello viene sfilato nuovamente
Il mignolo
Il dito mignolo quello dellapparenza: indica come vogliamo apparire socialmente. C
chi, ad esempio, pensando di sembrare socialmente pi elevato e di buone maniere,
afferra la tazzina del caff con il dito mignolo ben sollevato e in vista, assumendo una
posa affettata (fig. 41).

Fig. 41

Gli inglesi per questo tipo di persone avevano coniato un termine, ora usato spesso nel
modo sbagliato, snob (s-nob: deriva dal latino sine nobilitate, cio senza nobilt), per
indicare quelle persone che posano per apparire diverse e socialmente pi elevate di
quanto non siano.
In certi paesi c ancora labitudine tra gli uomini di tenere lunghia del mignolo molto
lunga: viene fatto per dimostrare che ci si elevati nella scala sociale e non si deve pi
fare un umile lavoro manuale.

Dita in bocca
Quando una persona molto tesa e ha bisogno di essere rassicurata, si mette le dita in
bocca. Da bambini ci si tranquillizzava attaccandosi al succhiotto o al seno materno; da
grandi si ripete questo stesso gesto portandosi alla bocca un dito, lestremit della penna
che teniamo in mano, la stanghetta degli occhiali, una sigaretta, oppure ci mordicchiamo
le unghie o le pellicine che le circondano.

Fig. 42

Se la persona con la quale stiamo parlando compie questo gesto, prima di proseguire la
conversazione cerchiamo di rassicurarla, perch un momento in cui ha bisogno di essere
tranquillizzata (fig. 42).

9
MANI AL VISO

PER MENTIRE
Avete presente limmagine delle tre scimmiette, una delle quali si chiude gli occhi,
laltra le orecchie, la terza la bocca, e che stanno a significare io non vedo, io non sento,
io non parlo (fig. 1)?

Fig. 1

Quando un bambino deve assistere a una scena che lo spaventa o, semplicemente, che
non vuol vedere, si copre con le due manine gli occhi e allora quella situazione, cos come
sparisce dalla sua vista, viene eliminata dalla sua vita.
Se poi voi lo rimproverate, o gli chiedete ripetutamente di svolgere un compito per lui
sgradevole, egli si copre le orecchie per non sentirvi.
Resta, invece, immobile davanti a voi, lo sguardo fisso e la bocca tappata dalle due
mani, nel tentativo di impedire alle parole di uscire, se vi ha detto una bugia. Ma il suo
gesto cos evidente che ladulto se ne accorge immediatamente.
Crescendo, questi gesti diventano via via pi mascherati e meno appariscenti e allora ci
si limita a sfiorare il viso, ma il significato resta lo stesso.
Cio, quando vediamo, sentiamo o pronunciamo cose non vere istintivamente la mano
si avvicina agli occhi, alle orecchie o alla bocca.
Non necessariamente chi compie uno di questi gesti, che ora vedremo nel dettaglio, sta
mentendo; con la parola mentire intendo anche che la persona pu avere dei dubbi o non
essere sicura di quanto si sta dicendo o forse sta solo esagerando o nascondendo la
realt.
In ogni caso queste azioni rivelano sempre un conflitto tra ci che si sta realmente
pensando e ci che si vuole far credere agli altri.

Come si fa allora a capire se una persona non ci sta dicendo la verit? Una delle pi
importanti capacit di osservazione da imparare proprio quella di saper riconoscere i
gesti compiuti dalle mani che toccano il viso.
Coprirsi la bocca
Portarsi una mano davanti alla bocca forse il gesto pi evidente effettuato dagli adulti
e che si pu presentare identico a quello eseguito dai bambini (fig. 2).

Fig. 2

Il cervello ordina alla mano di bloccare luscita delle parole che non corrispondono a
quanto si sta pensando; la mano allora si appoggia alle labbra, le sfiora, magari solo con
un dito, o strofina il mento oppure, raccolta a pugno, si porta per un istante davanti alla
bocca, con il pretesto di coprire un improvviso colpetto di tosse (fig. 3).

Fig. 3

Se, mentre voi state parlando, il vostro interlocutore compie uno di questi gesti di
avvicinamento di una mano alla bocca, forse non vi crede e pensa che stiate mentendo;
se invece lo fa mentre lui che sta parlando, sta nascondendo qualcosa.
Sfiorarsi il naso
Mentre diciamo una bugia linconscio, come abbiamo visto, ordina alla mano di coprire
la bocca, ma, poich questo gesto appare troppo evidente, la destinazione finale pu
essere leggermente deviata e allora la mano sfiora per poco il naso prima di ritrarsi (fig.
4).

Fig. 4

Il significato quindi simile al precedente, e le varianti possono essere tante: dal


piccolo improvviso prurito alla punta del naso, al passare un dito di fianco alle narici, allo
stringerle per un istante, quasi per trattenere il fiato.
Anche questi gesti possono essere compiuti sia da chi parla, e vuole nascondere
qualcosa, sia da chi ascolta, e non crede a ci che sente.
Strofinarsi gli occhi
Ricordatevi sempre che chi vi sta mentendo eviter di guardarvi in faccia e sposter lo
sguardo altrove, anche solo per pochi istanti. Il gesto di stropicciarsi un occhio permette
di distogliere lo sguardo (fig. 5).
Quello, pi tipicamente femminile, di guardare in alto e strofinare delicatamente un
angolo dellocchio per non rovinare il trucco rivela la stessa intenzione (fig. 6).

Fig. 5

Fig. 6

Toccarsi un orecchio
Il bambino che non vuole sentire una cosa sgradevole si copre le orecchie. Noi adulti
limitiamo il gesto tirandoci un lobo o ripiegandolo in avanti in modo da chiudere
lapertura; ci grattiamo dietro lorecchio o ci infiliamo un dito dentro. Tutti questi gesti
stanno a indicare che non si ha pi voglia di stare ad ascoltare e che magari vorremmo
noi, ora, dire qualcosa in proposito (fig. 7). Strofinarsi la pelle dietro lorecchio un modo
pi specifico per esprimere dubbi sulla verit di quanto ci viene detto. Secondo certi studi,
sembra che tale gesto venga quasi sempre compiuto un certo numero di volte
consecutivamente.

Fig. 7

Allentare il colletto
Provate a pensare se vi mai capitato, in un momento di particolare stress, di infilarvi
un dito nel colletto della camicia come per allentarne la pressione attorno al collo. Questo
gesto, oltre a rivelare che in un particolare stato di oppressione si sta cercando di
allentare unarrabbiatura, rivela anche che si ha bisogno daria: si sta vivendo un conflitto
tra ci che ci viene richiesto e quello che non desideriamo dire.

Fig. 8

In altre parole, colui che sta mentendo e teme di non poter reggere le domande
incalzanti pu ricorrere a questo gesto; tra laltro, per scostare il colletto, si deve
forzatamente abbassare lo sguardo (fig. 8).
Battersi la fronte o la nuca
Infine, anche il gesto di battersi la nuca, con la sua variante di battersi una mano sulla
fronte, pu per qualche verso rientrare nei gesti che rivelano una difformit tra ci che si
fa e quello che si pensa.

Fig. 9

Avete chiesto a un vostro amico di farvi un favore: lo incontrate e gli chiedete se si

ricordato. Lui come risposta si d una pacca sulla fronte. Voi avete capito il senso di
questo gesto: accidenti, scusami. Me ne sono proprio scordato; ma dove ho la testa?
(fig. 9).
Se invece lui rispondesse alla vostra richiesta dandosi una botta sulla nuca, il risultato
per voi sarebbe lo stesso: non avreste ricevuto quel favore, ma diverso il suo stato
danimo nei vostri confronti. Un simile gesto denota infatti che egli probabilmente vi
considera una persona petulante, un seccatore che gli fa perdere del tempo, e gli fa
pesare la dimenticanza.

Fig. 10

Chi si d a mano aperta una botta sulla fronte come facesse mea culpa e
ammettesse il suo errore; una persona pi aperta, sincera e positiva di chi, invece,
abbassa lo sguardo e si picchia la nuca, rivelando implicitamente sentimenti di fastidio,
critica, rancore (fig. 10).
possibile imparare a mentire?
Ora che sappiamo quali sono i segnali pi evidenti che rivelano una menzogna,
possibile imparare a mentire?
In linea di massima, fino a un certo punto e per un breve periodo, s.
Le persone che per lavoro devono parlare in pubblico, come presentatori televisivi,
attori o politici, possono esercitarsi a controllare la gestualit in modo che nulla trapeli di
quanto realmente pensano. Ma difficile contraffare il linguaggio del corpo per un lungo
periodo di tempo: ci si obbliga a tenere ferme le mani perch non ci tradiscano, ma prima
o poi altri gesti e micro-segnali compaiono.
Sono rimasti celebri gli esperimenti condotti da alcuni studiosi americani di
comportamento e descritti da Desmond Morris. Al fine di studiare la gestualit inconscia
del corpo durante una situazione di stress causata dallessere obbligati a mentire, sono
stati filmati i comportamenti di alcune allieve di una scuola di infermiere. Era stato
chiesto loro di assistere ad alcune proiezioni, pi o meno cruente, e poi di riferire a volte
il vero, a volte il falso.
La motivazione che doveva indurle a mentire bene era la necessit di imparare a
nascondere ai pazienti molto gravi il loro reale stato di salute, per rassicurarli. Lanalisi

comparata di tutti i filmati ha portato alle seguenti conclusioni. Quando le ragazze


mentivano:
i loro gesti risultavano notevolmente rallentati, come se inconsciamente esse
sapessero che la loro gestualit avrebbe potuto tradirle e cercassero di sopprimerla;
invece diventava frequente il gesto di scrollarsi dalle mani un invisibile disagio;
avvicinavano le mani al viso o lo toccavano con una frequenza maggiore del normale;
sembravano come sulle spine e, se erano sedute, compivano dei piccoli
spostamenti irrequieti sulla sedia;
le espressioni e la mimica del loro viso era identica a quando dicevano il vero, ma
apparivano delle piccole e rapide contrazioni dei muscoli facciali, dei micro-segnali quasi
impercettibili ad occhio nudo.
Come smascherare una bugia
Proviamo qui a riassumere quanto esposto finora, per riunire in pochi punti essenziali le
gestualit che possono rivelare che chi ci parla non sta dicendo la verit.
Se il vostro partner rientra molto pi tardi del previsto, giustificandosi con un
improbabile impegno di lavoro, e voi avete dei dubbi, mentre risponde alle vostre
domande osservatelo con attenzione.
Se tiene le mani piuttosto ferme o infilate in tasca, se il suo sguardo evita il vostro o, al
contrario, rimane inespressivo e fisso su di voi, se si sfiora ripetutamente il viso, se
allenta il colletto della camicia o irrequieto sulla sedia, avete fondati motivi per credere
che vi stia mentendo.
PER GIUDICARE E DECIDERE
utile, mentre si sta parlando oppure vendendo qualcosa, conoscere qual lopinione
della persona alla quale il nostro messaggio diretto. Osserviamo quindi con attenzione
se, e in che modo, il nostro interlocutore avvicina una mano alla guancia o al mento.
Mano contro la guancia
Chi sta ascoltando e valutando con interesse quanto gli stiamo dicendo tiene la mano
chiusa contro la guancia, con lindice puntato in alto verso la tempia (fig. 11).

Fig. 11

Mano che regge la testa


Se largomento perde improvvisamente di interesse e il vostro ascoltatore si sta
annoiando, la sua mano non pi accostata alla guancia, bens viene usata per sostenere
la testa (fig. 12).

Fig. 12

Questo un segno evidente che la persona si sta annoiando e fa fatica a continuare ad


ascoltarvi. Se ve ne accorgete, modificate subito qualcosa: cambiate tono di voce,
proponete una pausa e magari offrite un caff.
Pollice sotto il mento
Ora, se la persona che vi ascolta con attenzione, mano alla guancia e indice in alto,
sposta il pollice sotto il mento, quasi a sorreggerlo, mentre lindice arriva fino ad
abbassare il bordo dellocchio, qualcosa nel suo modo di pensare cambiato (fig. 13).

Fig. 13

Attenzione: ora egli vi sta giudicando, vi sta valutando criticamente e negativamente. Il


pollice fa dunque la differenza tra un gesto di ascolto interessato e uno di giudizio
negativo. Fintanto che rimane questa posizione della mano, non cambia il suo
atteggiamento mentale: ma ormai voi sapete come correre ai ripari e fargli modificare il
gesto.
Toccarsi il mento
Signore, le piacciono queste cravatte? Quale sceglie?. Voi vi strofinate il mento e
dite: Dunque, vediamo un po. Accarezzarsi o toccarsi il mento rivela che la nostra
mente sta valutando una certa situazione per arrivare a prendere una decisione (fig. 14).

Fig. 14

Quando proponiamo una cosa a qualcuno, prima egli ci ascolta, valutando con interesse
pi o meno positivo quanto stiamo dicendo (vedi figg. 11 e 13); poi, quando viene
sollecitato a dare una risposta e a dire che cosa ne pensa, il gesto cambia e la mano
passa al mento. Mentre mantiene questa posizione meglio non interrompere il flusso
dei suoi pensieri e aspettare il gesto successivo, che pu essere rivelatore della decisione
che sta per comunicarvi.
Se si sporge verso di voi, sar affermativa; se invece si ritrae indietro sulla sedia e
incrocia le braccia, sta per dirvi di no. Se siete rapidi, avete i pochi istanti che
intercorrono tra questo gesto e la frase che sta per pronunciare per correre ai ripari e
cercare di modificare la vostra proposta.

10
GIOCARE CON GLI OCCHIALI

Non solamente gli occhiali scuri, ma anche qualsiasi tipo di occhiale portato sempre
incollato al viso costituisce una barriera che ostacola la comunicazione tra noi e gli altri.
Inoltre, molti gesti che inconsciamente eseguiamo con gli occhiali possono essere
rivelatori di particolari stati danimo.
TOGLIERLI
Quando parliamo con qualcuno, cerchiamo di toglierli ogni tanto: forse noi non
vedremo nulla, ma daremo allinterlocutore la possibilit di osservare il nostro viso, la cui
espressione viene inevitabilmente modificata dagli occhiali. Se poi usiamo i piccoli
occhiali a mezza luna per leggere, sfiliamoli quando stiamo parlando.

Fig. 1

Venire guardati al di sopra di un paio di occhiali ci fa sentire giudicati, scrutati, ed


facile che tendiamo a porci sulla difensiva (fig. 1).
Mentre chi sposta per praticit gli occhiali sulla fronte quando non li usa rivela di essere
una persona molto pratica e riflessiva.

Fig. 2

Mordicchiare una stanghetta degli occhiali denota insicurezza, ma anche bisogno di


prendere tempo per riflettere prima di rispondere: non si pu parlare a bocca piena (fig.
2). meglio aspettare che la persona si rimetta gli occhiali prima di continuare la
conversazione: rispettiamo il segnale (ci sto riflettendo) che sta emettendo.
LE MONTATURE

Fig. 3

Oltre agli occhiali con la montatura a mezza luna che, se indossati mentre si parla,
conferiscono unimmagine sospettosa e critica, tutte le montature possono modificare,
sottolineare o alleggerire alcune nostre caratteristiche. Chi vuole apparire freddo,
autoritario, tecnico e professionale sceglier una montatura piccola e metallica; leffetto
contrario si ottiene, per non essere presi troppo sul serio, indossando montature di
plastica colorata: avete presente lassortimento di occhiali di Elton John? Per cercare di
rafforzare la propria immagine autoritaria si possono portare occhiali dalla montatura
grande e pesante che scendano a coprire parte delle guance. Questo tipo di occhiali, oltre
che a incutere soggezione, rende per triste la nostra espressione e ci invecchia (fig. 3).
GESTI CON GLI OCCHIALI
Da questo momento incominciate a osservare le persone che portano gli occhiali:
vedrete quanti gesti si possono fare. Ognuno di essi rivela un sentire profondo, fatto di
dubbi o di certezze e di pause di riflessione, che a livello gestuale si manifestano con
bruschi movimenti che tendono a sfilare e a rimettere gli occhiali.

Voi siete a colloquio con un uomo che porta gli occhiali. Mentre state esponendo un
problema, egli se li sfila e guarda altrove: non vuole vedervi ed essere costretto ad
affrontare quellargomento.
Poi porta una stanghetta alla bocca e la mordicchia, oppure fa dondolare locchiale
reggendolo con due dita: ha trovato un pretesto per ritardare il momento in cui deve
darvi una risposta e cos pu avere pi tempo per riflettere (fig. 4).
Quando si rimette gli occhiali, pronto per cominciare a parlare. Fate attenzione, per,
che non li spinga troppo contro gli occhi: questo gesto significa che vuole vedere meglio,
perch quanto gli state dicendo non lo convince e non desidera essere interrotto.

Fig. 4

Peggio ancora se li sfila e inizia a pulirli con cura: ritiene che gli stiate dicendo delle
sciocchezze e vorrebbe eliminare i vostri discorsi con la stessa facilit con la quale toglie
la polvere dai suoi occhiali.
A questo punto, se voi non ponete la questione in una maniera totalmente diversa, pu
darsi che il colloquio si concluda non appena si toglie definitivamente gli occhiali dal viso
e li ripone: ha preso una decisione e voi ormai non potete pi aggiungere altro.

11
COME SI FUMA

PERCH SI FUMA?
Molto si detto sul fumo, sullinsicurezza di fondo che spinge una persona a dover
ricorrere frequentemente al gesto di accendere una sigaretta e sul piacere orale di tenere
qualcosa tra le labbra per compensare antiche mancanze di affetto.
Qualunque sia la motivazione profonda, anche chi fuma pu rivelarci qualcosa di quello
che gli si sta muovendo dentro, a seconda dei gesti che compie e di che cosa fuma.
Una persona tesa e imbarazzata fa dei piccoli gesti rassicuranti, quali mordicchiarsi le
unghie, tamburellare con le dita, far tintinnare le monetine in tasca: un fumatore si
accende una sigaretta.
IL FUMO: DIREZIONE E VELOCIT
Osserviamo la nuvola di fumo che viene emessa: la sua direzione e la sua velocit ci
dicono alcune cose.
Chi fuma soffiando verso lalto sicuro di s e di buon umore; probabilmente ha avuto
una buona idea oppure ben disposto nei riguardi degli altri.
Chi soffia il fumo verso il basso sembra un toro infuriato: arrabbiato, nervoso; meglio
lasciarlo stare in quel momento.
C un rapporto diretto tra lintensit dello stato danimo e la velocit con cui si soffia il
fumo: pi il fumo viene emesso lentamente, pi si tranquilli e sereni; pi viene soffiato
fuori con forza, pi grande la tensione interna.
Chi emette il fumo dalle narici molto sicuro di s, ha molta grinta e autocontrollo,
tiene la situazione in pugno.
Invece chi tende a soffiare il fumo di lato, da un angolo della bocca, se non per
evitare di soffiarlo in faccia a qualcuno, probabile che non sia una persona molto
corretta e leale.
LA PIPA
Chi fuma la pipa ha unalta opinione di se stesso e ci tiene a farlo vedere.
Durante il complesso rituale di preparazione e di accensione della pipa il fumatore pu

concedersi una lunga pausa di riflessione prima di rispondere e, nel frattempo, questa
gestualit lo aiuta a scaricare la tensione.
LA SIGARETTA
Il fumatore di sigarette una persona, invece, dalle decisioni pi rapide e per la quale
sarebbe impensabile perdere cos tanti minuti preziosi: si pu infatti tenere in bocca una
sigaretta anche mentre si sta facendo qualcosaltro.
IL SIGARO
Chi decide di fumare il sigaro come se andasse sempre in giro con i pollici ostentati:
fiero di s, ma anche di buon umore. Avete mai visto un fumatore di sigaro che soffia
nervosamente il fumo verso il basso?
MODI DI FUMARE
Chi fuma tenendo la sigaretta nascosta nella mano (fig. 1) ha un diverso modo di
rapportarsi con gli altri rispetto a chi la tiene normalmente in vista. Chi fuma in questo
modo una persona piuttosto chiusa e prudente, che tende a isolarsi dagli altri: non
desidera comunicare i suoi pensieri o forse li vuole nascondere.

Fig. 1

Se poi la sigaretta viene tenuta nascosta nel cavo della mano e rivolta verso il basso,
forse poco incline alle confidenze, perch angustiato da un complesso di inferiorit.
Chi invece fuma mostrando la sigaretta tenuta distesa sulla punta delle dita, ostenta
anche un atteggiamento elegante e raffinato, e una ricerca del lato estetico delle cose.
Il rischio per quello di apparire diversi da ci che si realmente (fig. 2).

Fig. 2

Chi fuma guardando la sigaretta che tiene in bocca rivela di essere una persona
ostinata e poco elastica, cos concentrata su quanto sta facendo o pensando, da curarsi
poco dellopinione degli altri (fig. 3).

Fig. 3

Stringe con forza una sigaretta tra i denti la persona energica e molto attiva che non
ama i preamboli e, cos come stringe la sigaretta, chieder a voi di stringere e di arrivare
subito al dunque.
In ogni caso, chi morde una sigaretta aggressivo e sotto pressione e potrebbe
mordere anche voi (fig. 4).

Fig. 4

Avete osservato che c chi fuma tenendo la sigaretta stretta tra pollice e indice?
Questo gesto caratterizza le persone frenetiche, espansive e un po ansiose. C chi
invece la tiene tra lindice e il medio: in questo caso il fumatore rivela di essere una
persona che per debolezza e mancanza di fiducia in s pu arrivare a compiere azioni
superiori alle sue reali capacit, senza prima riflettere.
C, infine, chi regge la sigaretta tra il medio e lanulare: pu essere un individuo

superficiale, capace di commettere imprudenze pur di appagare il suo orgoglio e la sua


vanit.
Se una persona particolarmente nervosa, nonostante la sua calma apparente, pu
tradirsi nel momento in cui, reggendo una sigaretta, lunghia del suo pollice ne
punzecchia il bocchino, oppure quando, continuando a parlare, la fissa con insistenza
picchiettendola per far cadere nel portacenere della cenere inesistente.
Chi la spegne improvvisamente con un gesto sbrigativo rivela di voler bruscamente
interrompere lincontro e sta per comunicarvelo. Se volete spiazzarlo, alzatevi per primi.
Osservate il portacenere di un fumatore: se pieno di lunghi mozziconi di sigarette
spente dopo poche boccate, forse quella persona un po troppo superficiale, distratta o
anche nervosa (fig. 5).
Se le sigarette sembrano essersi consumate da sole, dimenticate nel portacenere,
allora pu trattarsi di persona discontinua e lenta, perch fa fatica a concentrarsi.
Al contrario, mozziconi schiacciati con forza appartengono a una persona che, sotto un
aspetto serio e disciplinato, nasconde molta aggressivit e bisogno di affermazione (fig.
6).

Fig. 5

Fig. 6

12
COME SI COMUNICA
CON LA TESTA

CENNI DEL CAPO


Come abbiamo visto, a seconda dello stato emotivo in cui si trova immersa, una
persona pu assumere abbastanza costantemente un determinato portamento, con la
testa piegata in avanti, tenuta diritta o incassata nelle spalle.
Certe posizioni della testa e cenni del capo possono per manifestare alcuni nostri
atteggiamenti sociali inconsci e rivelare qual il tipo di rapporto che vogliamo instaurare
con gli altri: in ultima analisi, rivelano lopinione che abbiamo di noi stessi e del prossimo.
Annuire e negare
I gesti pi comuni che vengono compiuti con la testa sono quelli di annuire o di
dissentire.
interessante notare che a volte si possono osservare, anche in questo caso, dei doppi
messaggi: la persona ci sta dicendo che far sicuramente quella cosa e intanto con il
capo compie un gesto di diniego.
Se non ce ne accorgiamo, in seguito ci dir, scusandosi, che si dimenticata di farlo.
Quel gesto contraddittorio stava a indicare che inconsciamente era contraria, anche se
pensava di dover dire di s.
Testa eretta
Chi mantiene la testa eretta conserva anche la massima attenzione: presente,
cosciente a se stesso e partecipa attivamente.
Testa in avanti
Chi piega la testa in avanti indica che prova ostilit e che il suo stato danimo
negativo e critico; probabile che questo gesto si accompagni a braccia e gambe
incrociate (fig. 1).

Fig. 1

Testa allindietro
Il collo sorregge la testa, ne garantisce la mobilit e le permette di guardarsi attorno;
ma il collo un punto debole e pu essere necessario proteggerlo.
Gli animali da preda attaccano i nemici azzannando loro la giugulare, il cucciolo si
dichiara inerme e arrendevole mostrando la gola.
Luomo per mostrare la gola deve piegare la testa allindietro e alzare il mento: questo
un segnale arrogante di superiorit e di sfida. come dichiarare: io non ti temo, tanto
che ti mostro la mia gola. In questo modo, inoltre, si guardano gli altri dallalto in basso
(fig. 2).

Fig. 2

La donna, che scostandosi i capelli mostra il collo e magari lo accarezza, dichiara


invece la sua arrendevolezza e disponibilit.
Ella dimostra di avere piena fiducia nellaltro, tanto da offrirgli il collo, la sua parte pi
fragile (fig. 3).

Fig. 3

Testa inclinata
Un cane, quando ascolta attentamente gli ordini del padrone, piega la testa di lato
come per sentire meglio. Anche un bambino che assorto dalla narrazione della fiaba che
gli state leggendo inclina la testa da un lato. Quindi, una persona che ci ascolta,
inclinando leggermente la testa di lato, rivela che ci sta ascoltando con molta attenzione,
ammirazione e anche fiducia, perch in quella posizione espone il suo collo scoperto (fig.
4).
Le donne possono usare questa gestualit e inclinare la testa per apparire bambine
fragili e indifese, e in questo modo farsi perdonare qualche loro colpa (fig. 5).

Fig. 4

Testa che ascolta

Fig. 5

Fig. 6

A proposito di ascolto, sapevate che ognuno di noi usa maggiormente un orecchio


rispetto allaltro quando deve ascoltare? Per sapere di quale si tratta, basta guardare da
che parte del capo si trova la rosetta dei capelli, cio quel punto in cui i capelli si girano
come a spirale (fig. 6). Lorecchio pi attivo quello situato dalla stessa parte, mentre il
capo si trova cos leggermente inclinato dal lato opposto. Se la rosetta centrale,
lascolto uniforme e la testa resta diritta.
LE ESPRESSIONI DEL VISO
Le espressioni del viso dipendono direttamente dai nostri stati danimo, sono i
movimenti del nostro corpo che pi conosciamo, che pi sappiamo controllare e che con
facilit riconosciamo negli altri. Sotto la pelle del nostro viso ci sono pi di centocinquanta
muscoli, chiamati pellicciai, che reagiscono ai vari stimoli emotivi contraendosi e creando
cos le varie maschere espressive. Tutti noi conosciamo il volto triste, lespressione
furbetta, quella sorridente o la mimica della paura, se non quella del terrore. E allora si
corruga la fronte se si molto preoccupati, la si solleva in segno di stupore. Se siamo
concentrati stringiamo le sopracciglia, le abbassiamo invece, con cipiglio torvo, se
diventiamo sospettosi; mentre ne solleviamo una sola se abbiamo dei dubbi.
Quando proviamo un forte desiderio o impulso le narici si dilatano, mentre il nostro
orecchio vibra e siamo in preda a una forte emotivit, che a stento riusciamo a
controllare.
La fisiognomica
Di tutto il viso, dei suoi singoli tratti, delle sue proporzioni e delle sue espressioni si
occuper un mio prossimo libro dedicato espressamente alla fisiognomica. La
fisiognomica (detta in greco fysiognomona, da fysis = natura, aspetto esteriore e
gnmon = interprete, conoscitore) larte di riconoscere il carattere di una persona,
le sue disposizioni naturali, le sue capacit e il suo modo di pensare dai tratti del volto.
Gi gli antichi avevano intuito che esiste un rapporto molto stretto tra laspetto visivo,
esteriore di una persona e il suo modo di essere interno: tra il dentro e il fuori. I greci
scolpivano le statue degli dei o degli eroi con tratti bellissimi, perch ritenevano che
unanima bella potesse abitare solo in un corpo bello e non potesse esprimersi che
attraverso lineamenti del volto altrettanto belli, ma soprattutto armonici.
LA BOCCA
La bocca la parte pi importante da osservare in un volto, perch un suo movimento
pu influenzare lintera espressione.
Gli angoli della bocca si sollevano se siamo felici, si abbassano se siamo in preda a una

forte tristezza o disperazione.


Nella figura 7 i due volti appaiono molto diversi, ma provate a coprire con un foglio le
due met inferiori: vedrete che le due parti superiori sono identiche.

Fig. 7

Fate ora il contrario e coprite le due parti superiori: appaiono ora due fisionomie e due
espressioni diverse.
Bocca aperta
La bocca riceve non solo il nutrimento: una bocca aperta o socchiusa indica che si
disposti a ricevere, ad ascoltare, a bere quello che ci viene detto.
Si resta a bocca aperta dallo stupore. Mantenendo la bocca aperta si dunque pi
ricettivi emozionalmente, ma meno a livello mentale. Finch una persona non chiude la
bocca estasiata, con la quale vi sta ascoltando, e ritorna con i piedi per terra, sar difficile
collegarsi razionalmente con lei (fig. 8).

Fig. 8

Bocca chiusa
Le labbra serrate chiudono ed escludono. Quando il bambino non vuole pi la pappa
stringe la bocca. Le labbra strette comunicano, dunque, che non si vuole mangiare
qualcosa, che la si rifiuta. Se chi ci ascolta serra la bocca, si chiude nei nostri confronti,
rifiutandosi di capire quanto gli stiamo proponendo. Ci dobbiamo allora aspettare che,
non appena potr, ci attaccher giudicandoci o criticando la nostra iniziativa.
Anche chi abituato a non esprimere i propri sentimenti e le proprie emozioni, la
cosiddetta persona chiusa, resta a bocca serrata. Le labbra si stringono, infine, per non
far uscire nulla, bugie comprese.

Labbro inferiore
Quando una persona si tormenta il labbro inferiore, lo tira in fuori, lo strizza, non
limitatevi a pensare che semplicemente a disagio.
Se siete di sesso opposto, forse siete voi la causa del suo disagio. Questo gesto rivela
infatti la sua voglia di darvi un bacio, di protendere le sue labbra sino a voi. E questo
moto dellanima pu creargli dei problemi, non potendolo esprimere a parole e nemmeno
attuare.
Labbro superiore
Ci si lecca i baffi di fronte a qualcosa che ci piace molto e che gi pregustiamo.
Una persona che si passa la lingua sul labbro superiore dimostra di gradire quanto
viene detto, perch largomento lattrae e le stimola associazioni mentali piacevoli.

Fig. 9

Parimenti, chi protende le labbra in fuori, quasi a mandare un bacio, concentrato e


sta pensando a qualcosa di gradevole che conta di realizzare quanto prima (fig. 9).
Ha lo stesso significato passarsi sulle labbra un dito o una penna.
Esercizio
Provate ora a mettervi in bocca qualcosa dal sapore aspro e sgradevole, ad esempio un
limone molto acido: immediatamente i muscoli del viso si contraggono e la bocca si serra
in una smorfia.
Se introducete una sostanza molto amara, la bocca si stringe e i suoi lati si abbassano:
lespressione del vostro viso prende una piega amara.
Succhiate infine dello zucchero: senza averlo deciso volontariamente, la vostra bocca
assume unespressione dolce, si solleva e si socchiude.
Dimmi come mangi
A proposito di bocca, avete mai prestato attenzione a come mangiano le persone
sedute con voi a un tavolo? Non intendo far riferimento al fatto che conoscano o meno il
galateo, bens al modo in cui portano il cibo alla bocca e lo mangiano pi o meno

voracemente.
Questa osservazione ci pu insegnare parecchie cose riguardo alla propensione ad
assimilare tutto ci che proviene dallesterno, senza andare molto per il sottile. O, al
contrario, si tende a vagliare, giudicare, scegliere ogni cosa, idea, persona. Ma non solo:
il modo in cui si affronta e si risolve, pi o meno velocemente, lo stimolo della fame rivela
anche qualcosa dellatteggiamento di una persona nei confronti del sesso.
Alcuni mangiano in fretta e di tutto, senza nemmeno sentire il sapore dei cibi: di loro si
dice che sono di bocca buona. Non danno niente di loro al cibo che stanno
introducendo, e lo stesso faranno con le cose ascoltate, che tenderanno a ripetere senza
masticarle, senza elaborarle con la propria testa (fig. 10).

Fig. 10

Ci possono essere, allopposto, persone schizzinose che osservano con cura ogni
boccone prima di portarlo alla bocca e che scartano con pignoleria ogni pezzetto a loro
non gradito: sono molto critiche e selettive anche con le persone e le idee.
E poi ci sono le persone che si appagano pi con gli occhi che con i sapori di un cibo e
per le quali lambiente e la presentazione di un piatto altrettanto importante di quanto
contiene.
Ci sono, infine, quelle alle quali non piace mai nulla e hanno sempre da criticare: un
partner cos avr sempre qualcosa da rimproverarvi.
LA VOCE RIVELA
Ogni sensazione, ogni pi piccola emozione si trasmette alla voce, che ne viene
modulata; per questo essa il pi ricco mezzo espressivo delluomo, e anche lo
strumento pi facile per comprendere lo stato di salute e danimo di una persona.
Il volume
Quando si parla, la voce deve alzarsi e abbassarsi per esprimere le emozioni che si
stanno comunicando. Quando la voce si alza alla fine di una domanda, anche il gesto che

stiamo compiendo con la mano si alza. Il volume cala e la nostra mano si abbassa
quando si pronti a cedere la parola ad altri. Se invece si sta facendo solo una pausa,
per poi riprendere a parlare, il tono della voce non scende, mentre la testa e gli eventuali
gesti della mano restano alti.
Se volete che tutti vi ascoltino con attenzione, abbassate improvvisamente il volume
della vostra voce, fino ad essere a malapena percepiti. Per potervi ascoltare, i presenti
saranno costretti a zittirsi e a concentrarsi completamente su quanto state dicendo.
Un livello di voce troppo alto, invece, usato in un contesto ravvicinato, viene
considerato come uninvasione di territorio e pu creare reazioni difensive.
Il tono
Una persona fredda e imperturbabile, che non prova emozioni, avr una voce fredda e
monotona, senza alti e bassi, inespressiva. Con la parola Golem nella tradizione ebraica
si indica un essere che non ha alcuna espressione e non prova alcuna emozione.
Se una voce ricca di modulazioni denota una fiorente vita interiore, chi parla con un
solo tono di voce viene identificato come un individuo dalla personalit limitata, o forse
gravemente disturbato a livello psichico.
Per riuscire ad essere ascoltati, molto pi importante del contenuto del discorso il
modo in cui lo si dice, il modo in cui la nostra voce colora le varie affermazioni.
Se si dichiara, mantenendo lo stesso tono privo di accenti, di essere felici,
linformazione che diamo non viene recepita correttamente: non suona convincente,
perch il contenuto verbale nega di fatto il linguaggio del corpo, che attraverso la voce
comunica altro.
Quando si sta dicendo una bugia, la voce, che deve controllare lemozione provocata
dal mentire, diventa improvvisamente monotona, e questo si nota facilmente perch
assume un tono diverso da quello abituale.
Ogni volta che si blocca un sentimento o unemozione, la voce ne viene influenzata.
Il doppio messaggio
La voce permette inoltre di lanciare un messaggio sottile che volutamente contraddice
lazione che stiamo compiendo, in modo da permetterci di non fare brutta figura in caso di
rifiuto.
Una donna corteggiata, per esempio, va ascoltata non per quello che dice, ma per
come lo dice; il suo No pronunciato sottovoce e in tono carezzevole svela la sua reale
intenzione.
Lo stesso pu dirsi per chi, parlando di bilanci con una collega, la guarda negli occhi e
pronuncia in tono morbido e seduttivo le cifre. come trasmettere due messaggi allo
stesso tempo: lei una mia collega e stiamo lavorando e ti trovo attraente, ma temo
di fare una figuraccia se te lo dico apertamente, perch non so come la puoi prendere.
Se la collega capisce questo secondo messaggio e dice: Ma, ragioniere, stia al suo

posto!, egli pu sempre rispondere di essere stato frainteso, perch non ha detto o fatto
nulla di pi che corretto.
Diagnosi della voce
Per la medicina orientale la modulazione e il tono di voce sono regolati dai polmoni e
dai reni, mentre la sua speditezza e la cadenza dipendono dal cuore.
ACUTA - Una voce che arriva dai reni ricca e risonante; se invece, soprattutto in un
uomo, acuta, rivela che la persona ha i reni deboli e, specie se sono presenti vistose
occhiaie, anche triste intimamente.
GRAVE - Una voce debole e grave, che fa fatica a parlare, rivela disturbi ai polmoni e agli
intestini: lemozione legata ai polmoni la paura e questa si pu riconoscere nella
tristezza e nel profondo dolore che la persona prova. La pena , per, anche in stretto
rapporto con la rabbia trattenuta e con la negazione della sua esistenza.
IRATA - Un tono di voce irato facilmente riconoscibile e ci rimanda immediatamente a
uno squilibrio del fegato.
TRISTE - Se invece la voce eccessivamente triste e compassionevole e la persona dice
abitualmente frasi come: Oh, poverino, forse ha la milza in disordine.
NASALE - Un tono di voce che parte dal naso indica un perenne stato di ansia e la
presenza di parecchi conflitti emotivi bloccati nel corpo.
probabile che anche le spalle siano bloccate e il torace non si dilati correttamente per
ricevere la quantit di ossigeno necessaria.
Il respiro
Anche il nostro respiro, cos come ogni altro nostro movimento, pu influenzare il
nostro prossimo.
Una persona che respira affannosamente, in preda allansia, render ansiosi i presenti,
cos come un oratore che parla in modo calmo e monotono indurr in un sonno ipnotico i
suoi ascoltatori.
Le tre fasi della respirazione: inspirazione, pausa ed espirazione, hanno tre valenze
diverse.
In condizioni emotive normali il ritmo respiratorio armonico; in situazioni di
particolare emotivit si nota invece uno squilibrio con la predominanza di una di queste
tre fasi sulle altre.
La persona agitata, in conflitto tra due situazioni inaccettabili, tender infatti a
respirare affannosamente, cio a inspirare rapidamente e poi altrettanto rapidamente
espirare, perch non si sente bene in nessuna delle due fasi.

INSPIRAZIONE - Durante la fase dellinspirazione il corpo, introducendo ossigeno,


acquisisce forza e vitalit.
Quando una persona solleva in modo visibile il torace segno che pronta ad agire o
ad andarsene, poich ogni azione inizia sempre con uninspirazione.
PAUSA - il momento in cui si trattiene il fiato, ci si concentra e si prende tempo, prima
di passare alla fase successiva.
Come abbiamo visto, chi smette di parlare e resta immobile anche in apnea, mentre
sta pensando alle prossime parole da dire.
ESPIRAZIONE - Soffiando fuori laria viziata si ha un calo di vitalit, quindi ci si trova in uno
stato passivo e rassegnato.
Una persona depressa tende a inspirare brevemente e il meno possibile, per poi
dedicare pi tempo a lunghe e lente espirazioni o sospiri.
Il riso
Dedichiamo un accenno, infine, ai vari modi di ridere, cio al suono delle varie risate.
Un attore conosce bene quanto sto per dire: provate a ridere ripetendo le cinque vocali
(fig. 11).
Scandite anzitutto un ha ha ha. Che cosa vi fa pensare? Forse a una persona un
po grossa di corporatura, godereccia e felice di vivere.

Fig. 11

Provate ora a ridere con la vocale e: he he he; questa risata sembra un po pi


falsa e subdola.
E ancora: hi hi hi; si tratta di quelle risate isteriche che a volte interrompono
bruscamente la quiete di una conversazione.
Adesso con la vocale o: ho ho ho; lo stesso tipo grassoccio di prima, ma ora
la sua risata meno spontanea.
Vi ricordate la coppia formata da Stanlio e Ollio?
Uno rideva con hi hi, laltro con ho ho, ma nessuno dei due sembrava
realmente felice.
Infine proviamo la vocale u: hu hu. Si fa fatica a farla apparire spontanea e non
sarcastica, non vero?

CON GLI SGUARDI DICIAMO


Con lo sguardo si pu parlare. Si crea un rapporto con una persona se la si guarda,
altrimenti come se per noi non esistesse.
Con lo sguardo si pu aggredire, investire e fulminare qualcuno, per si pu anche
accarezzare la persona amata. Si pu influenzare un pubblico che ci ascolta o annoiarlo,
se il nostro sguardo spento o assente.
Si soliti dire che gli occhi sono la finestra dellanima; in realt il bulbo oculare di per
s non esprime nulla. Si riescono a esprimere le pi piccole emozioni con le parti del viso
che stanno attorno agli occhi, palpebre e sopracciglia, e con i movimenti che facciamo
fare loro.
Lowen definisce gli occhi finestra del corpo: come tali essi permettono a tutto ci che
proviene dallesterno di entrare. Anche per questo quando si capita una cosa si usa
dire che la si vista.
Essendo delle finestre, oltre a permetterci di vedere chi abita allinterno, gli occhi
possono anche essere aperti oppure chiusi.
E allora vediamo degli occhi spenti che danno la sensazione che dentro non ci abiti
nessuno, o degli occhi distanti, come se la persona fosse andata altrove.
Ma ci sono anche occhi presenti e luminosi che trasmettono, e che si illuminano di una
luce particolare, se sono eccitati e gioiosi, e che si spengono solo quando perdono la
speranza.
Le pupille
La pupilla ha una parte importante nellimpressione che noi riceviamo dellocchio di una
persona.
Una volta le donne usavano mettere alcune gocce di Belladonna negli occhi per dilatare
le pupille e rendere il loro sguardo pi invitante.
Si sono fatti parecchi studi, sottoponendo alcune persone alla visione di immagini pi o
meno gradevoli e, contemporaneamente, filmando il dilatarsi oppure il restringersi delle
loro pupille.
A parte lovvia influenza della luce che, con la sua maggiore o minore intensit, fa
stringere o allargare le pupille, si pu dire che esse si dilatano quando si vede qualcosa di
molto piacevole e si in uno stato di eccitazione; ma anche luso di certe droghe provoca
questo fenomeno.
Al contrario, in situazioni sgradevoli, negative o di rabbia trattenuta, le pupille si
restringono fino ad assomigliare a quelle di un serpente; e allora si dice che una persona
ha gli occhi a punta di spillo.
Si pu, allora, fingere di essere allegri o tristi, buoni o cattivi, ma credo sia quasi
impossibile riuscire a controllare le dimensioni delle nostre pupille: forse per questo che
chi ha qualcosa da nascondere si copre gli occhi con degli occhiali scuri.

I linguaggi visivi
Ognuno di noi, mentre sta ascoltando un racconto o esponendo una situazione, ha una
modalit precisa di rappresentare mentalmente, e quindi di vedere e di sentire, quanto
viene raccontato.
Cio, ognuno di noi ha un suo linguaggio visivo preferenziale.
Per poter avere una migliore comunicazione con il prossimo, pu essere importante
riuscire a capire qual il sistema di rappresentazione preferito dallaltro, e sintonizzarsi
su quello.
Se, ad esempio, vogliamo convincere un amico o il nostro partner a portarci a fare una
gita in montagna per lui estenuante e per noi entusiasmante inizieremo con il
descrivere tutte le cose belle che si potrebbero fare o vedere in quei luoghi (fig. 12 a
pagina seguente).

Fig. 12

Se, osservando il movimento laterale delle sue pupille, vi accorgete che egli vi sta
ascoltando privilegiando il canale uditivo come modalit di rappresentazione, sarete sicuri
di essere ascoltati decantando il rumore dellacqua della sorgente o il canto degli
uccellini.
Questo il tipo di descrizione che a lui dice molto (canale uditivo).
Se le sue pupille si spostano con frequenza in basso a destra, segnalandovi che si
sintonizzato sul canale cinestetico, egli sta ascoltando le sensazioni che il vostro racconto

gli suscita e allora vi risponder che sente che la cosa si pu fare o meno (canale
cinestetico).
Se, infine, sta vedendo le immagini di ci che dite, scegliete di usare un linguaggio
descrittivo e intercalate la vostra descrizione con vedi che meraviglia (canale visivo).
Quando si parla
Quando si parla a una riunione, distogliendo lo sguardo si fa intendere che la nostra
pausa nel discorso costituisce solo un momento di riflessione e che poi si continuer a
tenere la parola.
Alzando invece lo sguardo verso gli altri, in modo tacito si comunica che ora il turno
di qualcun altro di prendere la parola.
Un conferenziere che vuole tenere desto linteresse del pubblico deve parlare
preoccupandosi anche che il suo sguardo sia vivo e brillante, in modo da trasmettere che
egli crede in quello che dice.
Per ottenere questo risultato, di solito si consiglia di guardare il pubblico, o meglio di
scegliere una o due persone e su di loro puntare lo sguardo. Se si parla a un pubblico
generico, lo sguardo sar generico, e cio vuoto, e non riuscir quindi ad essere
coinvolgente e dar inoltre una sensazione di finzione e di insicurezza.
Parlare guardando in faccia una persona dimostra che si sicuri di quanto si dice;
evitare il suo sguardo, come gi abbiamo visto, insinua il dubbio che si stia mentendo o
almeno che si stia affermando qualcosa ancora tutta da verificare.
Diciamo infatti: quando mi incontra evita sempre il mio sguardo; forse si sente in
colpa o ha qualcosa da nascondere.
Dove guardare
Mentre parliamo, su quale parte del viso dellaltro dobbiamo posare gli occhi?

Fig. 13

Se si tratta di un rapporto di lavoro, nel quale necessario mantenere un certo ruolo


formale, lo sguardo deve spaziare dagli occhi alla fronte (fig. 13).
Se lo sguardo si dirige, invece, pi in gi fino alle labbra, immediatamente la nostra
autorit diminuisce e il colloquio viene portato su un piano pi amichevole (fig. 14).
Se con questo tipo di sguardo doveste dare una disposizione a un vostro dipendente, lo

autorizzereste a pensare che, nonostante le parole dure che state usando, non poi cos
tassativo che egli esegua quanto gli state chiedendo.

Fig. 14

Se aveste usato laltro sguardo, avrebbe capito che stavate dicendo sul serio.
Esistono poi le persone che, non sapendo padroneggiare gli occhi, quando parlano con
gli altri lasciano vagare lo sguardo dalla testa al corpo della persona che hanno di fronte
(fig. 15).
Sentirsi guardare e soppesare in questo modo abbastanza irritante e pu mettere a
disagio.
A meno che non si tratti di un segnale di corteggiamento che, se viene accettato,
provoca di rimando unocchiata simile.

Fig. 15

Oppure, come risposta, la persona cos guardata riporta gli occhi nella zona alta, quella
formale, come per dare del lei e dire come si permette?.
Chiudere gli occhi
Un altro modo per neutralizzare gli sguardi invadenti quello di chiudere gli occhi per
alcuni istanti (fig. 16). Chiudere gli occhi davanti a una persona che ci sta guardando
considerato uno dei gesti pi offensivi che si possano fare, perch significa che,
inconsciamente, si desidera togliersi dalla vista quella persona, perch non ci interessa o
ci annoia.
Ci sono persone che quando parlano chiudono con superiorit gli occhi. Non si deve
scambiare questo gesto per un momentaneo tentativo di concentrazione; si tratta invece
di un impulso inconscio che trasmette mi sento superiore a voi e mi sto beando delle
belle cose che riesco a dire e che voi nemmeno riuscite a capire.

Fig. 16

Abbiamo tutti presente loratore borioso che guarda, anzi non guarda, il pubblico
dallalto in basso e con tono declamatorio e pieno di autocompiacimento regala le sue
verit, d le perle ai porci. Chi solito parlare chiudendo spesso gli occhi di solito tiene
anche le mani a cuneo.
Soppesare con gli occhi
Un altro modo per difenderci quando ci sentiamo aggrediti quello di soppesare con gli
occhi una persona e, in qualche modo, umiliarla. Questo gesto si compie sollevando
leggermente il mento, socchiudendo gli occhi e oscillando in su e in gi la testa, come se
stessimo, appunto, soppesando lo spessore minimo di chi si permesso di fissarci (fig.
17).

Fig. 17

Con la coda dellocchio


Si pu poi guardare furtivamente, con la coda dellocchio, la collega che lavora di
fianco a noi e, se il nostro viso sorridente e le sopracciglia sollevate, forse si tratta di un
tentativo di corteggiamento; in ogni caso questo sguardo esprime interesse e
ammirazione (fig. 18).

Fig. 18

Ma se lo stesso sguardo si accompagna a sopracciglia aggrottate e bocca serrata, con


gli angoli piegati verso il basso, diventa un guardare di traverso, e rivela che si provano
nei confronti dellaltra sentimenti di ostilit, invidia o critica (fig. 19).

Fig. 19

Per strada
Camminando per strada sappiamo, per tacita intesa, che non bisogna fissare negli
occhi le persone che si incrociano e che non si conoscono, e lo stesso vale per i mezzi
pubblici, lascensore o la sala daspetto.
Non possiamo per nemmeno ignorare gli altri, perch questo equivarrebbe a trattarli
da non-persone, cio a comportarsi come se non esistessero.
Di solito, quando due persone si incrociano alzano gli occhi luna verso laltra per
qualche istante, il tempo di dichiararsi reciprocamente ti ho visto, io passo da questa
parte e poi subito lo sguardo si abbassa nuovamente.
Continuare a fissare una persona che avanza potrebbe essere considerato insultante,
invadente o provocatorio.
Al mare pu essere divertente osservare le persone che passeggiano sul bagnasciuga.
Ci pu capitare di vedere un uomo e una donna che camminano in direzioni opposte,
immersi nei loro pensieri e in atteggiamento rilassato. Per istintiva e naturale civetteria,
sempre per cercare di indossare allultimo minuto una maschera, anzi un costume in
questo caso, e dare unimpressione migliore di s, nel momento in cui si scambiano una
rapida occhiata prima di incrociarsi, assumono per qualche istante una posizione diritta,
petto in fuori e pancia in dentro, per poi riprendere subito dopo latteggiamento rilassato
che avevano in precedenza (fig. 20).
CAPELLI, BARBA E BAFFI
Anche i capelli, la barba e i baffi hanno un loro linguaggio. La capigliatura da sempre
stata associata a unidea di forza e di virilit, ed evoca tutto il mondo delle pulsioni. Gli
eroi mitici avevano i capelli lunghi.
La scimmia nuda, il leone ha una folta criniera.

I capelli
Potremmo paragonare i capelli alle piante che spuntano e crescono sulla superficie
della terra. Il loro aspetto, ruvido o morbido, chiaro o scuro, grosso o sottile, indica la
condizione fisica e mentale del proprietario.
Abitando in climi diversi si hanno tipi diversi di alimentazione e di conseguenza
differenti tipi di capelli.

Fig. 20

Chi vive, ad esempio, in un paese nordico, dal clima freddo e poco assolato, avr in
genere capelli e peli pi chiari e sottili di chi abita in un paese mediterraneo, che avr
invece capelli pi scuri e duri.
Non solo lalimentazione, ma anche i turbamenti emotivi possono indebolire i capelli,
favorirne la caduta o modificarne il colore.
Questo perch lo stress e le emozioni negative, quali tristezza, rabbia e paura,
danneggiano i reni e, per la medicina orientale, tutti i peli che ricoprono il nostro corpo,
capelli compresi, sono collegati alle funzioni dei reni.
Poich lenergia dei reni nutre anche gli organi sessuali, i capelli vengono associati al

buon funzionamento di questi organi: gli uomini con una capigliatura robusta avranno
anche gli organi sessuali in buona salute.
Lanalisi dei capelli
Guardare i capelli di una persona un ottimo modo per riconoscere, oltre al suo stato
di salute, anche certi suoi atteggiamenti mentali.
Prendete un vostro capello e osservatelo. Su di esso rimasta impressa la vostra storia
recente: la zona vicina alla radice indica le vostre condizioni presenti, mentre la punta
mostra quelle passate.
Osservate se vi sono variazioni di spessore, di ondulazione e se, infine, il capello
termina con doppie punte.
DOPPIE PUNTE - Lesistenza di queste piccole ramificazioni pu rivelare la presenza di
qualche disfunzione allapparato sessuale o la persona sta forse assumendo troppi
preparati chimici.
CAPELLI BIANCHI - Con let i capelli diventano naturalmente prima grigi e poi bianchi.
Questo processo pu essere accelerato se si ingeriscono troppi cibi di origine animale e
poche verdure fresche; lo stesso tipo di alimentazione pu contribuire a rendere i capelli
particolarmente grassi.
La canizie, inoltre, viene messa in relazione con lo stress eccessivo: diciamo infatti ha
avuto un problema cos grave che gli sono venuti i capelli bianchi e anche la paura fa
diventare i capelli bianchi, e sappiamo che la paura danneggia i reni.

Fig. 21

Anni fa una guaritrice del deserto sahariano mi ha rivelato che cosa fare per impedire
ai capelli di diventare bianchi: bisogna strofinarsi spesso le unghie di una mano contro
quelle dellaltra (fig. 21).
Forse una sciocchezza; non posso infatti addurre alcuna spiegazione scientifica che in
qualche modo possa avvalorare questa affermazione, ma se volete potete provare,
perch sembra funzioni veramente.

LA FORFORA - Piccole scagliette di forfora sulla giacca del vostro interlocutore vi


segnalano che egli soffre di disordini renali e intestinali e che, psicologicamente, una
persona mutevole e indecisa, facilmente eccitabile e tendenzialmente piuttosto irascibile.
CADUTA DEI CAPELLI - Sempre per la medicina orientale, la caduta dei capelli dovuta a un
eccessivo consumo di liquidi e di sale.
La calvizie, di solito, si manifesta in zone particolari della testa: sulla parte anteriore e
laterale o sulla sommit del cuoio capelluto (fig. 22 a pagina seguente).
La calvizie nella zona della fronte e delle tempie (fig. 22, zona a) rivela che parecchie
funzioni vitali dellorganismo sono indebolite; di conseguenza questo tipo di persona
tende ad essere pi intellettuale, e a prediligere lattivit mentale a quella fisica.

Fig. 22

Quando invece i capelli cadono nella parte alta del capo (fig. 22, zona b), la persona ha
cuore, fegato e pancreas appesantiti e di conseguenza pu essere aggressiva, decisa e
pi portata alle soluzioni pratiche e ai valori materiali.
Barba e baffi
Poich larea intorno alla bocca collegata al tratto digerente e agli organi sessuali, la
qualit di barba e baffi strettamente connessa con lo stato di salute di questi organi.
FOLTI - Barba e baffi folti indicano che la persona pi portata per lattivit fisica, che
robusta, pratica e poco interessata alle attivit mentali.
RADI - Se la peluria pi rada, la persona tende maggiormente allattivit mentale,
pi delicata e apprezza le cose belle (fig. 23).
Chi vuole mostrarsi molto virile e dominatore sfoggia grossi baffi per sottolineare
questa sua prestanza.
Ricordiamoci, per, che tutto ci che copre il viso, baffi e barba compresi, costituisce
una barriera, un modo per proteggerci dagli altri e mascherare cos i nostri stati danimo e
le nostre insicurezze.

Fig. 23

Per la fisiognomica la zona che va tra la punta del naso e il labbro superiore quella
che rivela il modo di considerare se stessi e il mondo che ci circonda.
Pi ampia, pi la persona vuole essere al centro dellattenzione, ed alla continua
ricerca di fama e consensi, che invece non interessano assolutamente a chi ha questa
zona pi ristretta, ed invece pi modesto, attento agli altri e incline alla bont.
I baffi si lasciano crescere per accentuare o ridimensionare questa caratteristica fisica.
Per questo pu essere piuttosto interessante prestare attenzione alla loro forma e alla
loro grandezza.
Incominciate a osservare tutte le persone con i baffi che incontrate e domandatevi
quale atteggiamento assumono nella vita.
La pettinatura
Una capigliatura lucida e sana rivela una persona sana fisicamente e anche curata,
mentre il modo in cui pettiniamo i capelli rivela anche due atteggiamenti fondamentali: di
apertura o di chiusura.
SCIOLTA - Una persona aperta, esuberante, giovane, che ama la sfida e le emozioni,
insomma la vita, porter i capelli curati, ma sciolti e naturali (fig. 24).
LEGATA - Segno di chiusura, ritegno, disciplina, controllo e vecchiaia sono invece i capelli
portati tirati, raccolti o trattenuti (fig. 25).
CORTA - Una donna pu dichiarare di rinunciare a parte della sua femminilit e
disponibilit portando i capelli cortissimi, con un taglio molto squadrato, aggressivo e
mascolino (fig. 26).

Fig. 24

Fig. 25

Fig. 26

Nella letteratura linnamorata scioglie i capelli per lincontro con il suo amante. Se li
taglia perch va alla guerra. Al giorno doggi molte donne portano i capelli tagliati corti:
a chi o a che cosa abbiamo deciso di fare la guerra?
Gesti con i capelli
I capelli possono essere usati, infine, anche per lanciare involontariamente dei segnali
e trasmettere delle emozioni.
Osservate queste due persone sedute a due tavolini di un caff (fig. 27): stanno
parlando e dai loro gesti evidente che si sono appena conosciute.
Noi, come se fossimo seduti a un tavolo vicino, osserviamo quanto sta succedendo,
focalizzando la nostra attenzione, questa volta, solo sui loro capelli. Proviamo.

Fig. 27

SCOSTARE I CAPELLI - La ragazza, con un movimento della mano, si scosta i capelli: questo
un gesto di seduzione, un modo per rendersi pi belli agli occhi degli altri; inoltre, cos
facendo, si scopre il collo, zona considerata molto vulnerabile ed erogena.
chiaramente attratta dal bel ragazzo seduto al tavolo accanto e lusingata dalle sue
attenzioni.
RAVVIARLI - Ora lui si ravvia con alcuni gesti rapidi i capelli: c un noto personaggio
televisivo che ha questo vezzo di passarsi continuamente la mano tra i capelli per
rimettere a posto il ciuffo, che sempre gli ricade sugli occhiali.
Questo gesto, come quello di lisciarsi la cravatta, viene compiuto quando ci si sente
guardati con interesse e questo ci lusinga. Compiendolo si dichiara che la cosa ci fa
piacere e che vorremmo che linteresse, suscitato nellaltro, continuasse ancora.
Quando, tra amici, voi lodate una persona presente, questi, raddrizzando la schiena e
gonfiando il petto come un pavone, si ravvia i capelli come a dire: s, sono stato proprio
io, continua pure a magnificarmi.
TORMENTARSI UNA CIOCCA - Il nostro ragazzo quindi lusingato dallinteresse suscitato, ed
probabile che a questo punto si lanci con qualche frase di invito o con qualche proposta
poco indovinata, a giudicare dallatteggiamento di lei, che ora si sta tormentando una

ciocca di capelli.
BUTTARLI ALLINDIETRO - Forse lui andato oltre e lei molto tesa e combattuta: ora tocca
a lei rispondere.
Toglie la mano dai capelli, sorseggia con cura la sua spremuta per prendere tempo e
poi butta allindietro i capelli, scuotendo leggermente la testa. Ha ripreso il controllo della
situazione; sicuramente gli sta raccontando una bugia, del tipo: Uscirei volentieri con te,
ma.
Per buttare i capelli allindietro bisogna scuotere la testa, come quando si fa un segno
di diniego, e tenerla leggermente reclinata allindietro, in atteggiamento di superiorit.
Con questo gesto, allapparenza gentile, si buttata dietro le spalle linvito e il ragazzo.
Lui continua a parlare perch ancora non ha capito, ma lei compie un gesto risolutivo:
estrae un fermaglio, si raccoglie i capelli e gli dice: Scusa, devo andare.
RACCOGLIERSI I CAPELLI - Quando una donna con la quale si sta parlando allimprovviso si
lega i capelli, vuol dire che dentro di s ha chiuso la sua disponibilit: cos come si
raccoglie i capelli, raccoglie e ritira le occhiate seduttive che aveva lanciato.
LE MASCHERE CHE INDOSSIAMO
Lo psicologo americano William James ha scritto che un uomo ha tanti Io quante sono
le persone della cui opinione egli si preoccupa, e anche Pirandello ha ripreso questa idea
in parecchi lavori.
Assagioli chiama le varie maschere che noi indossiamo sub-personalit e scrive: Ci
sono tanti Io, tanti esseri contraddittori in noi quante sono le apparenze, le immagini che
si riflettono negli altri e che sono costruite dagli altri. Non solo abbiamo una molteplicit
di elementi disparati in noi, ma gli altri, rapportandosi con noi, ci proiettano una serie di
immagini; ci vedono e ci sentono in modi diversi da quelli che siamo e questi modi spesso
contrastano sia con noi sia tra di loro.
Provate a pensare alla molteplicit delle maschere che indossate fin dal mattino,
quando uscite di casa.
Il nostro volto in un solo giorno deve adattarsi e assumere varie espressioni, a seconda
dei ruoli che stiamo svolgendo o delle persone che incontriamo.
Quante volte, nonostante fossimo stanchi o infastiditi, abbiamo messo una maschera
sorridente perch questo era ci che ci si aspettava da noi?
Anche la maschera che ci mettiamo, con la sua finzione, pu essere una difesa, pu
proteggerci dal dover rivelare i nostri veri sentimenti.
Per questo sorridiamo sempre, magari a labbra tirate, anche quando non ne abbiamo
voglia.
Spesso il sorriso solo una maschera (fig. 28).

Fig. 28

Poich conosciamo bene il nostro viso, sappiamo indossare una maschera per ogni
occasione: conosciamo la faccia adatta a una cerimonia importante, quella contrita da
indossare se ci ferma un vigile, quella di circostanza per una situazione dolorosa.
Solo invecchiando, quando i muscoli facciali diventano meno elastici, diventa pi
difficile cambiare faccia.
La prima o la seconda impressione?
Siamo tutti cos abituati a mascherarci che difficilmente le persone riescono a mostrarsi
per quello che sono.
Ma c una piccola astuzia per riuscire a scoprire il vero volto di una persona: richiede
molta perspicacia e prontezza di riflessi.
Quando si incontra una persona c un istante brevissimo di verit: il momento che
precede latto di indossare una maschera e di entrare in un ruolo, prima di porgersi la
mano e salutarsi. In quellattimo, i due volti sono nudi e si mostrano per quello che
realmente sono. Subito dopo, dal modo in cui vi sarete stretti la mano e dalle prime frasi
pronunciate, vi sarete fatti unopinione dellaltro. Lavrete giudicato simpatico o
antipatico, arrogante o frivolo; ma attenzione: questa la seconda impressione.
Un istante prima, se siete stati attenti, il vostro cervello ha registrato unaltra
immagine della persona che avanzava a viso scoperto: quella impressione che bisogna
cercare di recuperare, a quella bisogna credere e di quella ci si pu fidare.
Non vi mai capitato di sentire che di una persona non dovevate fidarvi, ma poi vi si
presentata cos gentile e disponibile che vi siete ricreduti e le avete dato fiducia? Poi,
quando tra di voi successo qualcosa e colui che credevate amico vi ha giocato un brutto
tiro, solo allora vi siete ricordati che era giusta la sensazione iniziale, non il giudizio
espresso in un secondo tempo.

13
NOI E GLI ALTRI

Nel nostro libro abbiamo esaminato ogni particolare dello sconosciuto che si avvicinava
a noi.
Per cercare di capire il linguaggio segreto del corpo stato necessario compiere un
lavoro di frammentazione, che ci ha portato ad analizzare separatamente le varie parti
del corpo e i singoli gesti.
Ma poich lessere umano vive e si rapporta con gli altri nella sua totalit, in questo
capitolo finale esamineremo alcune situazioni collettive, che in qualche modo possano
riassumere i vari aspetti reali del vissuto quotidiano.
Se mi avete letto con attenzione fin qui, a questo punto siete in grado di interpretare le
dinamiche che sono in atto nelle situazioni rappresentate qui di seguito, prima ancora di
leggere le relative spiegazioni.
Provate a farlo come se osservaste delle immagini sullo schermo televisivo, dopo aver
tolto laudio.
UN TAMPONAMENTO
Osservate la fig. 1 a pagina seguente. Siamo di fronte a una scena che si verifica
purtroppo abbastanza di frequente in citt: un taxi fermo a un semaforo viene tamponato
da unauto.
Il conducente dellauto (fig. 1, a) scende e con atteggiamento aperto, palme in vista,
dichiara la sua disponibilit: si sta scusando e apertamente spiega le ragioni
dellaccaduto.
Il tassista, al centro (fig. 1, b), sta fermo con le gambe ben piantate e larghe: come un
pistolero che sfida il rivale. chiaramente aggressivo e le mani sui fianchi, che
contribuiscono ad aumentare il suo impatto visivo, lo dimostrano.
Il signore a sinistra (fig. 1, c) chiaramente il passeggero trasportato dal taxi; forse si
sta recando a una riunione importante lo vediamo dalla borsa di lavoro saldamente
afferrata ed anche molto contrariato.
La sua mano destra afferra in alto il braccio sinistro: sta cercando di trattenersi
nellinevitabile discussione che sta per aver luogo tra i due. Egli pensa irritato: cerchiamo
di restare calmi, speriamo che la faccenda si risolva in fretta e io possa arrivare in tempo

alla riunione.

Fig. 1

ALLA FERMATA DELLAUTOBUS


Nel capitolo 3 abbiamo gi incontrato i nostri tre protagonisti, che si trovano qui (fig. 2)
a vivere una situazione reale.
La ragazza (fig. 2, a) e il signore (fig. 2, c) stanno chiacchierando in attesa
dellautobus: i loro piedi e i loro corpi si trovano di fronte.
Laltro signore ( fig. 2, b) arriva e, magari con il pretesto di chiedere se il bus in
ritardo, cerca di unirsi a loro. Egli fa per lo sbaglio, forse perch a disagio tra due
sconosciuti, di cercare di intromettersi nel circolo chiuso formato dagli altri due tenendo le
braccia serrate. In questo modo manifesta di voler partecipare alla conversazione senza
dare, o dire, nulla di s. La reazione dei due immediata: lei chiude le braccia, lui infila
le mani in tasca, mentre solo la loro testa si gira verso lintruso.
Conclusione: il signore sopraggiunto (fig. 2, b) non gradito; forse con una risposta
secca e formale otterr linformazione richiesta, ma niente di pi.

Fig. 2

AI GIARDINI
Osservate ora questi ragazzi ai giardini pubblici (fig. 3). Lo studente a sinistra (fig. 3, a)
si sta rivolgendo alla ragazza (fig. 3, b) in modo piuttosto aggressivo. Con il braccio
appoggiato allalbero sembra rivendicare il suo possesso su di lei e pare anche compiere
un tentativo di trattenerla: forse la sua ragazza.
Con il dito puntato, con fare minaccioso, le sta chiedendo delle spiegazioni. Forse lei gli
aveva detto di non poter uscire perch avrebbe dovuto studiare, invece egli la incontra ai
giardini in compagnia di un altro ragazzo.
La ragazza, con il braccio destro che le protegge il corpo, si difende, mentre la mano
che afferra laltro braccio indica che piuttosto irritata da questa scenata di gelosia. Le
sue gambe incrociate rivelano la sua non disponibilit, mentre il ginocchio puntato
costituisce una barriera eretta contro la sua invadenza e, nello stesso tempo, anche un
modo per essere egualmente seduttiva. Comunque, la sua mano in tasca ci dice che, non
appena lui avr finito linterrogatorio, lei molto probabilmente gli mentir.

Fig. 3

Il ragazzo seduto (fig. 3, c) aspetta che laltro ragazzo la finisca e se ne vada:


tranquillo, le sue gambe aperte sono un segno di sfida nei confronti dellaltro e,
contemporaneamente, anche un modo di dichiarare che egli non ha nulla da nascondere.
Noi notiamo il libro di lei rimasto sulla panchina e il cagnolino di c che scodinzola alla
ragazza, che evidentemente conosce bene.
LA COLAZIONE DI LAVORO
Questi tre signori si trovano seduti in un ristorante per una colazione di lavoro, ma
latmosfera appare molto pesante (fig. 4).
Forse sono tre soci. Luomo seduto al centro ( fig. 4, b) deve spiegare agli altri due il
suo operato: si sente impotente e rassegnato. Tiene gli occhi bassi: forse non pu dire
tutta la verit riguardo alle reali motivazioni che lo hanno spinto ad agire in un certo
modo.

Fig. 4

frustrato anche dal fatto che luomo alla sua sinistra (fig. 4, c), con la mano sulla
bocca, dimostra di non credere alle sue parole, mentre con le gambe a quattro
trattenute dalla mano sta solo aspettando che finisca la pacata esposizione per aggredirlo
verbalmente.
Luomo alla sua destra ( fig. 4, a), a testa bassa, e senza guardarlo negli occhi, sembra
interessarsi ai pelucchi apparsi sul polso della sua giacca e che bisogna assolutamente
rimuovere. Egli, in realt, vorrebbe rimuovere tutta la situazione. Conoscendo bene
luomo alla sua sinistra (fig. 4, b), non pu dire le cose come stanno: cio che la
situazione sbagliata, creata da questultimo, stata risolta solo per merito suo.
Amerebbe per che il suo operato venisse riconosciuto.
LA RIUNIONE

Luomo di fronte ( fig. 5, a) chiaramente il grande capo, anche visibilmente molto


presuntuoso e pieno di s: con le mani a cuneo dimostra di sentirsi notevolmente al di
sopra degli altri, ai quali deve concedere la sua presenza.
In questo momento sta addirittura parlando con gli occhi chiusi, per bearsi delle belle
cose che ritiene stiano uscendo dalla sua bocca e, nello stesso tempo, col desiderio di
escludere gli altri dalla sua vista.
un comportamento arrogante e offensivo, tanto che la pesona in primo piano (fig. 5,
c) ha latteggiamento di chi sta per andarsene e lasciare la riunione.
La signorina (fig. 5, b), molto probabilmente la segretaria, o il braccio destro del capo,
non pu permettersi un gesto cos plateale e si limita a stringere le mani davanti a s:
nervosa e infastidita, ma non lo dir mai.

Fig. 5

IN SALA DASPETTO
La sala daspetto di una grande azienda il giorno dei colloqui di assunzione (fig. 6 a
pagina seguente).
Tre persone aspettano il loro turno. Le gambe accavallate e le braccia serrate rivelano
la loro tensione e il loro stato danimo di chiusura.
Chiusura anche nei confronti dei vicini di divano: un qualsiasi scambio di informazioni
che trapelasse dalla loro bocca potrebbe compromettere la loro eventuale assunzione.
E cos anche le bocche sono cucite, mentre tutti e tre guardano davanti, fisso nel vuoto.
Forse luomo in centro (fig. 6, b) e la ragazza (fig. 6, c) hanno pi grinta del ragazzo
alla loro destra (fig. 6, a), che si protegge con le braccia, perch il suo tenerle
leggermente abbandonate sulle gambe denota un carattere un po rinunciatario.
probabile che stia pensando: non ce la far mai; siamo in tre e i miei avversari

sembrano troppo decisi.

Fig. 6

QUANDO ENTRA IL CAPO


Il capo entra nella stanza dei collaboratori, anzi resta sulla porta (fig. 7): la distanza
che intercorre tra lui e le tre persone in piedi sottolinea la sua autorit. Egli si rivolge a
loro con una mano in tasca, quindi non in modo aperto, mentre con laltra mano sembra
sollecitare una pronta esecuzione delle sue disposizioni.
Anche questo gesto per piuttosto arrogante e autoritario: la sua mano, sebbene
girata verso lalto, appare chiusa e rivolta verso se stesso pi che verso gli altri. Il
risultato evidente.
La segretaria fidata (fig. 7, a) sembra sugli attenti come in caserma: sa che il suo capo
prepotente e, con le braccia dietro la schiena, si trattiene dal fare commenti e assume
latteggiamento di chi pronto a ubbidire.

Fig. 7

Il signore al centro (fig. 7, b) si afferra le braccia: non ammette simili imposizioni;


probabile che si rifiuti di eseguire quanto gli viene richiesto.

Lultimo collaboratore ( fig. 6, c) forse il pi diplomatico: non apre bocca, o forse pu


anche dire S, va bene, ma la sua mano in tasca rivela che nasconde ben altri pensieri.
UN PICCOLO LITIGIO
Ecco di nuovo la nostra coppietta seduta di fronte a un piccolo tavolo di ristorante (fig.
8 a pagina seguente).
Appare subito evidente che stanno avendo una piccola discussione e a questo punto
siamo abilissimi nellesaminare ci che trasmette il linguaggio del loro corpo.
Lui, seduto normalmente, tiene le mani aperte di fronte a lei: sta cercando di spiegare
le sue ragioni e con il gesto delle mani verticali sta ponendo dei limiti concreti al suo
discorso. sincero e vorrebbe essere creduto.

Fig. 8

Lei chiusa, molto chiusa: accavalla le gambe, incrocia le braccia, si afferra addirittura
un braccio.
Quelle spiegazioni che lui le sta fornendo non sono ancora sufficienti a farla rilassare e
aprire.
Inoltre, con la testa piegata di lato e un sopracciglio sollevato, la donna assume
lespressione sospettosa tipica di chi non crede a quanto gli viene raccontato e ne sta
soppesando la veridicit.
UNA PARTITA A CARTE O A SCACCHI
Poich la pupilla si dilata quando vede qualcosa di piacevole, se riusciste a guardare
negli occhi il vostro avversario a carte, forse potreste scoprire se, nonostante quanto va
dichiarando con finti gesti di disperazione, le sue pupille si stanno posando su delle carte
vincenti. Sappiamo anche che si di buon umore se si soffia il fumo verso lalto: e allora il
giocatore a destra (fig. 9, b), che adagiato allindietro sullo schienale, e sta gettando
boccate di fumo soddisfatte, vi fa subito capire che ha buone carte in mano.

Fig. 9

Esaminando la posizione dellaltro giocatore, ci appare molto chiaramente che si trova


in difficolt.
Se la partita , invece, a scacchi, avete una possibilit in pi di decifrare le intenzioni
dellaltro, oltre a osservare le pupille e la direzione del fumo.
Quando il vostro turno di muovere, avvicinate la mano a un pezzo e, mentre riflettete
se sia la mossa giusta da farsi, osservate la reazione dellaltro: se si china in avanti, con
le mani sulla fronte, forse sta pensando che se voi realmente effettuerete quella mossa,
egli potrebbe trovarsi in difficolt. Allora davvero il caso di farla.
Se invece, alla vostra intenzione, reagisce tirandosi indietro e usando gesti positivi, egli
spera vivamente che voi la facciate, perch ha gi previsto come mettervi in difficolt.
Allora, voi dovete togliere le mani da quel pezzo e muoverne un altro.
UN PARTY
C una festa in un grande salone (fig. 10).
Luomo a sinistra ( fig. 10, a) sta indicando alle altre persone, riunite in gruppo a
chiacchierare, il tavolo del buffet.
Le persone che gli stanno di fronte sembrano piuttosto spaesate e a disagio in una
simile situazione. Una parte del disagio per i due personaggi al centro (fig. 10, b e c) pu
essere stata provocata dallintrusione dellospite (fig. 10, a).
La signora, infatti, con le mani serrate davanti, finge disinvoltura, ma cerca
rassicurazione; nello stesso tempo il suo piede sinistro puntato verso lamico (fig. 10,
c), il quale ricambia linteresse, tenendo a sua volta un piede rivolto verso di lei e le mani
in tasca per nascondere agli altri questo interesse.
Luomo allestrema destra ( fig. 10, d), rivolto verso lospite, con le dita in tasca e i
gomiti sporgenti, sembra quasi sfidarlo, come farebbe un capo-branco nei confronti di un

intruso. Che cosa staranno mai dicendo che lospite non deve sentire?

Fig. 10

QUATTRO CHIACCHIERE CON SIMPATIA


La prima cosa che si pu notare in questa riunione da salotto la simpatia che esiste
tra i due giovani (fig. 11, a e c): la loro posizione identica e speculare lo rivela.
Se si in sintonia, anche i gesti e le posizioni tendono a diventare simili.
Il personaggio al centro contrariato, forse a disagio per essere seduto in mezzo ai
due giovani. La sua testa, girata verso laltro ragazzo, sembra esprimere interesse nei
suoi confronti, ma in realt, poich la ragazza a parlare, egli gira la testa da lei, perch
non vuole sentirla. Con il mento leggermente abbassato disapprova tutta la situazione.

Fig. 11

Se si trattasse della scena di un vecchio film, potremmo pensare che lui il padre
piuttosto seccato dellinteresse che la figlia dimostra per quel ragazzo che a lui non piace.

IN VISITA DA AMICI
Una coppia arriva a una riunione che si tiene in casa di amici (fig. 12, a e b).
Il marito ha contratto i muscoli delladdome e con portamento eretto si sta sistemando
il nodo della cravatta.
Egli ha notato la ragazza (fig. 12, d), seduta sul divano, che ricambia il suo sguardo, e
assumendo questo atteggiamento si pavoneggia e cerca di mettersi in mostra.
La moglie (fig. 12, a) se ne accorge e appare piuttosto indispettita, tanto che serra le
braccia e la bocca.
Anche il giovanotto (fig. 12, c) si accorge della cosa e con il gesto di afferrare il divano
sul quale la ragazza seduta vuole dimostrare che lei un suo possesso.
Poich fa questo solo con un gesto e non a parole, si rinchiude, incrociando le gambe.

Fig. 12

La persona pi sciolta del gruppo sembra la ragazza, che con apparente sicurezza
ricambia locchiata di ammirazione del giovane signore (fig. 12, b): lei seduta in una
posizione che la fa apparire disinvolta e le scopre le gambe, che per sono incrociate,
mentre le sue mani sono trattenute dietro il corpo.
Si tratta solo di un atteggiamento usato per apparire pi seducente e mascherare,
invece, la sua timidezza.
Forse, se il giovane pretendente (fig. 12, c) non fosse seduto vicino a lei, non si
sarebbe permessa una posa cos libera.

CONCLUSIONE

Questo libro pu avervi offerto uno spunto per continuare questa ricerca, per prima
cosa alla scoperta di voi stessi e poi della meravigliosa e varia umanit che vi circonda.
Ora che possedete alcuni strumenti in pi, uscite al mattino e in autobus, in ascensore,
per strada, in ufficio, osservatevi mentre vi relazionate con gli altri, e osservate gli altri,
per capirli sempre meglio: in ultima analisi, per capire sempre meglio voi stessi.

Indice

Il Linguaggio Segretodel Corpo


Introduzione
Il re nudo
Anche la gestualit un linguaggio
Il sesto senso
Lempatia
Le leggi psicologiche
Due linguaggi
Conoscersi meglio
Un viaggio immaginario attorno al nostro corpo
Saper vedere con il cuore
Capitolo 1 - Il Corpo E Lo Spazio
Il senso del territorio
Lampiezza del nostro spazio personale
Fattori razziali
Fattori ambientali
Fattori sociali
C uno spazio per ogni persona
Zona intima
Zona personale
Zona sociale
Zona pubblica
Un esercizio
E laura che cosa centra?
Come reagiamo allinvasione del nostro territorio
In automobile
Come difendiamo il nostro spazio
In autobus
In ascensore
La folla
Le non-persone
A un tavolo
Ai giardini
In treno
In famiglia
Territorio e propriet
Al cinema
Come invadiamo il territorio altrui
I simboli dellautorit
Posizione e grandezza degli uffici
Open space
Dimensioni dellufficio e arredamento
La scrivania
Pi alta la sedia
Il tempo dattesa
Entrare senza bussare
Linterrogatorio
Lo spazio attorno a un tavolo
La posizione frontale

La posizione angolare
La posizione di fianco
La posizione distanziata
Un piccolo trucco
Il tavolo da riunione
Il tavolo quadrato
Sedersi in cerchio
In famiglia: il tavolo da pranzo
Al ristorante
Capitolo 2 - Che Tipo Sei?
Uno sconosciuto si avvicina
I temperamenti
La classificazione degli antichi
Il sanguigno
Il collerico
Il malinconico
Il flemmatico
Il lavoro ideale
Le affinit
Le tipologie
Il tipo muscolare
Il tipo digestivo
Il tipo cerebrale
Ma il tipo puro non esiste
Proporzione testa/corpo
Laltezza
La forma delle spalle
Le posture di Lowen
Postura ripiegata
Postura divisa in due
Postura gonfiata
Postura sottomessa
Postura irrigidita
Le fissazioni in bioenergetica
Lappendiabiti
La gobba
Il mezzobusto
Capitolo 3 - Come Si Sta In Piedi
La diagnosi del piede
I meridiani
I meridiani dei piedi
Dita accavallate
Grandezza
Altezza
Che cosa possiamo capire dalle scarpe
Condizioni economiche
Le suole
Odore
Peso a destra o a sinistra
Cambiare posizione
La direzione dei piedi
Posizioni delle gambe
Gambe incrociate
Gambe larghe
Gambe strette
Capitolo 4 - Come Si Cammina
Le andature
Stati danimo

Il tempo
Luscita
Il passo
Lappoggio a terra
La direzione dei piedi
In dentro
In fuori
Allineati
Capitolo 5 - Come Si Sta Seduti
Diritti sulla sedia?
Limitazione
Angoli e triangoli
Le gambe come difesa
Gambe accavallate
Gambe a quattro
Caviglie incrociate
Altri modi di sedersi
A gambe larghe
A cavalcioni
Dondolarsi
Gamba appoggiata
Sul bracciolo
Sollevarsi
Come si siedono le donne
Punte in fuori
Punte in dentro
Piedi uniti
Caviglie incrociate
Gambe avvitate
Gamba ripiegata
La seduzione
Capitolo 6 - Come Si Dorme
Le posizioni del sonno
Coperte fino al naso
Rannicchiato di fianco
Braccia alzate
Piedi fuori
Abbracciare il cuscino
Sotto il cuscino
Sopra tanti cuscini
Senza cuscino
Capitolo 7 - I Gesti Delle Braccia
I gesti
Gesti-azione
Gesti-atteggiamento
Potere ed et riducono i gesti
Il contesto
Scala delle priorit
Due livelli di comunicazione
Feedback
Braccia incrociate
Braccia che chiudono
Braccia che afferrano
Braccia aperte
Braccia che coprono
Braccia che tagliano
Braccia che schiacciano
Barriere parziali

Braccio che controlla


Braccio che sorregge
Barriere mascherate
Braccia dietro la schiena
I gomiti
Gomiti in fuori
Gomiti in alto
Capitolo 8 - La Mano E I Suoi Gesti
Le mani
Le mani e il cervello
Il linguaggio del tatto
Toccare gli altri
Toccare se stessi
Toccare gli oggetti
La diagnosi della mano
I meridiani
La forma
Il colore
La flessibilit
Le unghie
I gesti delle mani
Aperte o coperte
Mani a cuneo
Mani a freccia
Mani a pistola
Il pugno
Mani intrecciate
Mani composte
Sfregarsi le mani
Lavarsi le mani
Spolverarsi
Allontanare un oggetto
Tamburellare le dita
Su le mani
Mostrare il polso
Le strette di mano
Stretta forte
Stretta molle
Stretta sfuggente
Stretta umida
Stretta che respinge
Stretta che avvicina
Esercizio
Stretta del perdente
Stretta alla pari
Stretta dominante
Tre modi per neutralizzarla
Le dita
Il pollice
Lindice
Il gesto di comando
Il medio
Lanulare
Giocare con lanello
Il mignolo
Dita in bocca
Capitolo 9 - Mani Al Viso
per mentire

Coprirsi la bocca
Sfiorarsi il naso
Strofinarsi gli occhi
Toccarsi un orecchio
Allentare il colletto
Battersi la fronte o la nuca
possibile imparare a mentire?
Come smascherare una bugia
per giudicare e decidere
Mano contro la guancia
Mano che regge la testa
Pollice sotto il mento
Toccarsi il mento
Capitolo 10 - Giocare Con Gli Occhiali
Toglierli
Le montature
Gesti con gli occhiali
Capitolo 11 - Come Si Fuma
Perch si fuma?
Il fumo: direzione e velocit
La pipa
La sigaretta
Il sigaro
Modi di fumare
Capitolo 12 - Come Si Comunica Con La Testa
Cenni del capo
Annuire e negare
Testa eretta
Testa in avanti
Testa allindietro
Testa inclinata
Testa che ascolta
Le espressioni del viso
La fisiognomica
La bocca
Bocca aperta
Bocca chiusa
Labbro inferiore
Labbro superiore
Esercizio
Dimmi come mangi
La voce rivela
Il volume
Il tono
Il doppio messaggio
Diagnosi della voce
Il respiro
Il riso
Con gli sguardi diciamo
Le pupille
I linguaggi visivi
Quando si parla
Dove guardare
Chiudere gli occhi
Soppesare con gli occhi
Con la coda dellocchio
Per strada
Capelli, barba e baffi

I capelli
Lanalisi dei capelli
Barba e baffi
La pettinatura
Gesti con i capelli
Le maschere che indossiamo
La prima o la seconda impressione ?
Capitolo 13 - Noi E Gli Altri
Un tamponamento
Alla fermata dellautobus
Ai giardini
La colazione di lavoro
La riunione
In sala daspetto
Quando entra il capo
Un piccolo litigio
Una partita a carte o a scacchi
Un party
Quattro chiacchiere con simpatia
In visita da amici
Conclusione