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in. La íilosoíia ncll'cpoca iragica dci grcci c scriiii :so-:s·
a cura di Giorgio Colli c Mazzino Moniinari,
Adclphi, Milano :¬¬:



I

I Grcci, chc csprimono c al icmpo sicsso nascondono la doiirina scgrcia dclla loro
·isionc dcl mondo nci loro dci, hanno siabiliio comc duplicc íonic dclla loro aric duc
di·iniià Apollo c.Dioniso. Qucsii nomi rapprcscniano ncl dominio dcll'aric dci
conirari siilisiici, chc inccdono l'uno accanio all'aliro quasi scmprc in loiia ira loro, c
appaiono íusi una ·olia solianio, quando culmina la «·olonià» cllcnica, ncll'opcra
d'aric dclla iragcdia aiiica. In duc siaii, diíaiii, l'uomo raggiungc il scniimcnio
csiaiico dcll'csisicnza, ncl sogno c ncll'cbbrczza. La bclla illusionc dcl mondo dcl
sogno do·c ogni uomo c ariisia picno, c madrc di ogni aric íiguraii·a c alircsì comc
·cdrcmo, di una mcià imporianic dclla pocsia. Noi godiamo in una comprcnsionc
immcdiaia dclla íigura, iuiic lc íormc ci parlano, non ·i c nulla di indiíícrcnic c di
non ncccssario. Nclla ·iia suprcma di qucsia rcalià di sogno iralucc ancora iuiia·ia
il nosiro scniimcnio dclla sua illusoricià solo quando ccssa qucsio scniimcnio, si
prcscniano gli cííciii paiologici, in cui il sogno non risiora più c ccssa la íorza
naiuralc risanairicc di qucllo siaio.

Eniro ialc limiic non sono iuiia·ia solianio lc immagini piacc·oli c bcnignc a csscrc
da noi riccrcaic con quclla pcrspicacia uni·crsalc in noi sicssi. anchc cio chc c scrio,
irisic, iorbido, oscuro ·icnc conicmplaio con la sicssa gioia, scnonché anchc qui il
·clo dcll'illusionc si muo·c s·olazzando c non puo nascondcrc ioialmcnic lc íormc
íondamcniali dclla rcalià. così mcnirc il sogno c il giuoco dcl singolo uomo con il
rcalc, l'aric dcllo sculiorc (in scnso ampio) c il giuoco con il sogno.

La siaiua comc blocco di marmo c qualcosa di assai rcalc, ma la rcalià dclla siaiua in
quanio íigura di sogno c la pcrsona ·i·cnic dcl dio. Sinianio chc la siaiua rimanc di
íronic agli occhi dcll'ariisia comc immaginc íaniasiica, cgli giuoca ancora con il
rcalc. sc iraducc qucsia immaginc ncl marmo cgli giuoca con il sogno. Orbcnc, in
qualc scnso Apollo poic·a csscrc considcraio comc il dio dcll'aric' Solo in quanio c
il dio dcllc rapprcscniazioni di sogno. Egli c in iuiio c pcr iuiio il «risplcndcnic»
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nclla sua radicc più proíonda c il dio dcl solc c dclla lucc, chc si maniícsia ncl
íulgorc.

La «bcllczza» c il suo clcmcnio. a lui si accompagna la gio·cniù cicrna. Ma anchc la
bclla illusionc dcl mondo dcl sogno c il suo dominio. la ·criià supcriorc, la
pcríczionc, di qucsii siaii in aniiicsi alla rcalià diurna lacunosamcnic comprcnsibilc,
lo innalzano a dio ·aiicinanic, ma alirciianio sicuramcnic a dio ariisiico. Il dio dclla
bclla illusionc dc·'csscrc al icmpo sicsso il dio dclla conosccnza ·cra. Qucl icnuc
coníinc, pcraliro, chc l'immaginc di sogno non puo olircpassarc, sc non ·uol agirc
paiologicamcnic là do·c la par·cnza non solianio illudc ma inganna, non puo
mancarc ncll'csscnza di Apollo. quclla dclimiiazionc picna di misura, quclla libcrià
dai moii più scl·aggi, quclla saggczza c quicic dcl dio plasiico. Il suo occhio
dc·'csscrc «solarmcnic» calmo. su di csso, anchc quando si adira c guarda di
malumorc, sia la consacrazionc dclla bclla par·cnza.

L'aric dionisiaca pcr coniro si íonda sul giuoco con l'cbbrczza, con il rapimcnio.
Sono sopraiiuiio duc íorzc, chc poriano l'ingcnuo uomo naiuralc all'oblio di sé
ncll'cbbrczza, ossia l'impulso prima·crilc c la bc·anda narcoiico. I loro cííciii sono
simbolcggiaii nclla íigura di Dioniso. In cnirambi gli siaii ·icnc spczzaio il
principium indi·iduaiionis, l'clcmcnio soggciii·o s·aniscc complciamcnic di íronic
alla ·iolcnza prorompcnic dcll'clcmcnio gcncralmcnic umano, anzi uni·crsalmcnic
naiuralc. Lc ícsic di Dioniso non solo siringono il lcgamc ira uomo c uomo, ma
riconciliano anchc uomo c naiura. Sponiancamcnic la icrra oíírc i suoi doni c gli
animali più ícroci si a··icinano paciíicamcnic. il carro di Dioniso, incoronaio di íiori,
c iiraio da panicrc c da iigri. 1uiic lc di·isioni di casia, siabiliic ira gli uomini dalla
ncccssiià c dall'arbiirio, scompaiono. lo schia·o c uomo libcro, il nobilc c l'uomo di
bassc origini si riuniscono nci mcdcsimi cori bacchici. Il ·angclo dcll' «armonia
uni·crsalc» si aggira da un luogo a un aliro in schicrc scmprc più numcrosc.
caniando c danzando, l'uomo si maniícsia comc mcmbro di una comuniià supcriorc c
più idcalc, ha disimparaio a camminarc c a parlarc. C'c di più cgli si scnic prcda di un
incanicsimo cd c rcalmcnic di·cniaio qualcosa di diíícrcnic. Comc gli animali
parlano c la icrra dà laiic c miclc, così anchc risuona da lui qualcosa di
soprannaiuralc. Egli scnic sc sicsso comc dio, c qucllo chc alirimcnii ·i·c·a solo
nclla sua immaginazionc, ora cgli lo scnic in sc sicsso. Chc cosa sono ora pcr lui i
riiraiii c lc siaiuc' L'uomo non c più ariisia. c di·cniaio opcra d'aric, si aggira ora in
csiasi c in alio, così comc in sogno ·idc aggirarsi gli dci. Si ri·cla qui il poicrc
ariisiico dclla naiura, non più qucllo di un solo uomo. un'argilla più nobilc, un
marmo più prczioso ·cngono qui plasmaii c sgrossaii, ossia l'uomo. Qucsi'uomo
íormaio dall'ariisia Dioniso sia rispciio alla naiura ncllo sicsso rapporio in cui la
siaiua sia rispciio all'ariisia apollinco.

Sc dunquc l'cbbrczza c il giuoco dclla naiura con l'uomo, la crcazionc dcll'ariisia
dionisiaco c allora il giuoco con l'cbbrczza. Qucsio siaio, sc non lo si c spcrimcniaio
pcrsonalmcnic, lo si puo inicndcrc solo simbolicamcnic. c qualcosa di similc a
quando si sogna c al icmpo sicsso si a··cric chc il sogno c appunio un sogno. Il
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scguacc di Dioniso dc·c così iro·arsi ncll'cbbrczza c al icmpo sicsso siarc íuori di sé
comc un osscr·aiorc in agguaio. La macsiria ariisiica dionisiaca non si ri·cla in
un'alicrnanza di asscnnaiczza c di cbbrczza, bcnsì nclla loro consisicnza.

Qucsia consisicnza caraiicrizza il punio culminanic dclla grcciià. in originc solianio
Apollo c il dio cllcnico dcll'aric, c íu la sua poicnza ad ammansirc Dioniso chc ·cni·a
all'assalio dall'Asia, al punio chc íra cssi poié sorgcrc la più bclla lcga íraicrna. Qui
si puo comprcndcrc con la massima íaciliià l'incrcdibilc idcalismo dclla naiura
cllcnica. un culio naiuralc, chc prcsso gli Asiaiici signiíica·a lo scaicnamcnio più
rozzo dcgli isiinii inícriori, una ·iia animalcsca panscssualc, chc pcr un dcicrminaio
icmpo spczza·a iuiii i ·incoli sociali, di·cnio prcsso di loro una ícsia di rcdcnzionc
dcl mondo, un giorno di irasíigurazionc. 1uiii gli impulsi sublimi dcl loro csscrc si
maniícsiarono in qucsia idcalizzazionc dcll'orgia.

Mai iuiia·ia la grcciià a·c·a corso un pcricolo più grandc chc all'approssimarsi
icmpcsioso dcl nuo·o dio. D'aliro canio, mai la sapicnza di Apollo dclíico si mosiro
in una lucc più bclla. Dapprima Apollo, ricalciiranic, a··olsc il posscnic a··crsario
con la più soiiilc dcllc rcii, cosicché qucsi'uliimo quasi non si accorsc di andarc in
giro comc prigionicro a mcià. Quando la classc saccrdoialc di Dclíi cbbc indo·inaio
il proíondo inílusso dcl nuo·o culio sui proccssi rigcncraii·i dclla socicià c lo cbbc
ía·oriio in coníormiià ai suoi íini poliiico-rcligiosi, quando l'ariisia apollinco cbbc
imparaio con a··cduia modcrazionc dall'aric ri·oluzionaria dci culii bacchici,
quando iníinc il dominio annualc ncll'ordinamcnio dclíico dcl culio íu spariiio ira
Apollo c Dioniso, allora cnirambi gli dci uscirono, si puo dirc, comc ·inciiori dalla
loro gara. una conciliazionc sul campo di baiiaglia. Sc si ·uol ·cdcrc con picna
chiarczza, con qualc ·iolcnza l'clcmcnio apollinco soiiomisc l'aspciio
irrazionalmcnic soprannaiuralc di Dioniso, si pcnsi al íàio chc ncl pcriodo aniico
dclla musica, il génos diihyrambikón cra al icmpo sicsso l'csykhasiikón. Quanio più
posscnicmcnic poi crcbbc lo spiriio ariisiico apollinco, ianio più libcramcnic si
s·iluppo il dio íraicllo Dioniso. ncllo sicsso icmpo in cui lo spiriio apollinco giunsc a
una ·isionc picna, pcr così dirc immobilc dclla bcllczza, ncll'cpoca di Iidia, Dioniso
inicrprcio nclla iragcdia gli cnigmi c i icrrori dcl mondo, cd csprcssc nclla musica
iragica il più iniimo pcnsicro dclla naiura, la irama dclla «·olonià» cniro c al di
sopra di iuiic lc apparcnzc.

Sc la musica c anchc aric apollinca, allora a rigorc c solianio il riimo a s·ilupparc la
sua íorza íiguraii·a, pcr la rapprcscniazionc di siaii apollinci. la musica di Apollo c
archiiciiura in suoni, prccisamcnic in suoni appcna acccnnaii, quali apparicngono
alla ccira. Vicnc cauiamcnic icnuio loniano proprio l'clcmcnio chc cosiiiuiscc il
caraiicrc dclla musica dionisiaca, anzi dclla musica in gcncralc, ossia la íorza
scon·olgcnic dcl suono c il mondo assoluiamcnic incomparabilc dcll'armonia. Icr
qucsi'uliima il Grcco a·c·a la più íinc scnsibiliià comc dobbiamo dcsumcrc dalla
rigorosa caraiicrizzazionc dcllc ionaliià anchc sc il bisogno di un'armonia rcalizzaia,
rcalmcnic risonanic, cra prcsso di loro assai minorc chc ncl mondo modcrno. Nclla
succcssionc armonica, -c già nclla sua scmpliíicazionc la cosiddciia mclodia- la
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«·olonià» si maniícsia in modo dcl iuiio immcdiaio, scnza csscrc cniraia
prcccdcnicmcnic in una apparcnza. Ogni indi·iduo puo scr·irc comc simbolo, pcr
così dirc comc caso singolo pcr una rcgola gcncralc. Vicc·crsa poi l'ariisia dionisiaco
rcndcrà immcdiaiamcnic comprcnsibilc l'csscnza di cio chc apparc. cgli domina anzi
sul caos dclla ·olonià chc non ha ancora acquisiaio una íigura, c da cio in ogni
momcnio crcaii·o puo produrrc un mondo nuo·o, ma alircsì qucllo aniico, noio
comc apparcnza.

In qucsi'uliimo scnso cgli c un musicisia iragico.

Ncll'cbbrczza dionisiaca, ncll'iníuriarc iumuliuoso di iuiic lc ionaliià dcll'anima a
causa dcll'ccciiazionc narcoiico oppurc ncllo scaicnamcnio dcgli impulsi prima·crili,
la naiura si maniícsia nclla sua íorza suprcma. cssa lcga di nuo·o assicmc i singoli
csscri c ía chc si scniano uniíicaii, a qucsio modo il principium indi·iduaiionis
apparc comc un pcrmancnic siaio di dcbolczza dclla ·olonià. Quanio più la ·olonià c
inirisiiia, ianio più iuiio si íraniuma nclla singolariià, quanio più cgoisiicamcnic
l'indi·iduo si s·iluppa, ianio più dcbolc c l'organismo cui csso scr·c. In qucgli siaii
si maniícsia comc un caraiicrc scniimcnialc dclla naiura, un «sospiro dclla crcaiura»
pcr qucllo chc ha pcrduio. Dal sommo dclla gioia risuona il grido dcl icrrorc, lo
siruggcnic lamcnio pcr una pcrdiia irrcparabilc. La naiura rigogliosa cclcbra i suoi
Saiurnali c al icmpo sicsso i suoi riii íuncbri. Gli aííciii dci suoi saccrdoii sono
mcscolaii ncl modo più mirabilc, i dolori susciiano piaccrc, il giubilo sirappa al pciio
acccnii sirazianii. Il dio, o lysios, ha libcraio ogni cosa da sc sicssa, ha irasíormaio
iuiio. Il canio c la mimica di massc così ccciiaic, in cui la naiura si prcscnia·a comc
·occ c comc mo·imcnio, cra qualcosa di assoluiamcnic nuo·o c inaudiio pcr il
mondo grcco-omcrico, c'cra qualcosa di oricnialc chc anziiuiio csso, con la sua
cnormc íorza riimica c íiguraii·a, do·c·a dominarc, c dcl rcsio domino ncllo sicsso
icmpo in cui domino lo siilc dci icmpli cgiziani. Iu il popolo apollinco a incaicnarc
con la bcllczza qucll'isiinio sirapoicnic. csso ha soiioposio al giogo gli clcmcnii più
pcricolosi dclla naiura, lc suc bcsiic più ícroci. Si ammira al massimo la poicnza
idcalisiica dclla grcciià quando si coníronia la sua spiriiualizzazionc dcllc ícsic di
Dioniso con qucllo chc c sorio prcsso aliri popoli dalla sicssa originc. Icsic simili
sono aniichissimc c riniracciabili o·unquc. lc più íamosc si riiro·ano a Babilonia,
soiio il nomc di Saccc. Qui, in ícsic chc dura·ano cinquc giorni, ogni ·incolo siaialc
c socialc ·cni·a spczzaio, il nuclco di cssc pcraliro sia·a nclla sírcnaiczza scssualc,
ncll'annicniamcnio di ogni lcgamc íamiliarc aiira·crso una illimiiaia dissoluiczza.
L'aniiicsi a cio c oíícria dal quadro dcllc ícsic grcchc di Dioniso, chc Euripidc iraccia
ncllc Baccanii, da qucsio quadro spira la sicssa lcggiadria, la sicssa cbbrczza
musicalc di irasíigurazionc, chc Scopa c Irassiiclc hanno iradoiio in sculiura. Un
mcssaggcro racconia di csscrc saliio con lc grcggi, nclla calura mcridiana, sullc cimc
dci monii. c il momcnio giusio c il luogo giusio, pcr ·cdcrc cio chc mai si ·cdc, ora
Ian dormc, ora il ciclo c lo síondo immoio di un íulgorc, ora il giorno íioriscc. Su un
praio moniano il mcssaggcro scorgc irc cori di donnc, disicsc qua c là sul icrrcno c
picnc di conicgno, molic donnc sono appoggiaic a ironchi di abcic. 1uiic
sonnccchiano. All'impro··iso la madrc di Icnico comincia a csuliarc, il sonno c
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scacciaio, iuiic saliano su un modcllo di nobili cosiumi - lc gio·ani íanciullc c lc
donnc sciolgono i capclli sullc spallc, la pcllc di capriolo ·icnc riordinaia sc ncl
sonno i nasiri c i íiocchi si sono sciolii. Ci si cingc con scrpcnii, chc íamiliarmcnic
lambiscono lc goic, alcunc donnc prcndono in braccio lupacchioiii c gio·ani caprioli,
c li allaiiano. 1uiic si adornano con coronc d'cdcra c íiori di con·ol·olo, un colpo di
iirso sullc roccc c l'acqua sgorga íuori, un colpo con il basionc sul icrrcno c salc uno
zampillo di ·ino. Dolcc miclc gocciola dai rami quando qualcuno iocca il icrrcno
solo con la punia dcllc diia, salia íuori laiic bianco comc nc·c. E iuiio un mondo
incaniaio, la naiura cclcbra la sua ícsia di riconciliazionc con l'uomo. Il miio dicc chc
Apollo ha di nuo·o ricomposio Dioniso sbranaio. 1alc c l'immaginc di Dioniso
rigcncraio da Apollo, sal·aio dalla sua laccrazionc asiaiica.


II

Nclla pcríczionc in cui già ci si prcscniano in Omcro, gli dci grcci non possono ccrio
inicndcrsi comc prodoiii dclla ncccssiià c dcl bisogno. iali csscri sicuramcnic non
sono siaii in·cniaii da un animo scosso dall'angoscia. Non c pcr riirarsi dalla ·iia,
chc una gcnialc íaniasia ha proiciiaio ncl ·uoio lc loro immagini. Aiira·crso qucsic
parla una rcligionc dclla ·iia, non già una rcligionc dcl do·crc o dcll'ascciismo o
dclla spiriiualiià 1uiic qucsic íigurc csprimono il irionío dcll'csisicnza, un
rigoglioso scniimcnio di ·iia accompagna il loro culio. Essc non prcicndono. in loro
c di·inizzarc cio chc sussisic, sia csso buono o caiii·o. Coníroniaia alla scricià alla
saniiià c al rigorc di alirc rcligioni, la rcligionc grcca corrc il pcricolo di csscrc
soiio·aluiaia comc un di·criimcnio íaniasiico - ncl caso in cui non ci si rapprcscnii
un iraiio di proíondissima sapicnza, spcsso disconosciuio, mcdianic cui quclla rcalià
cpicurca dcgli dci d'impro··iso apparc comc una crcazionc dcll'incomparabilc popolo
di ariisii, c quasi comc la sua suprcma crcazionc. E la íilosoíia dcl popolo, quclla
s·claia ai moriali dall'incaicnaio dio sil·ano. «La cosa migliorc c di non csisicrc, c la
migliorc dopo qucsia c di morirc prcsio». E qucsia sicssa íilosoíia chc cosiiiuiscc lo
síondo di qucl mondo di dci. Il Grcco conoscc·a i icrrori c lc airociià dcll'csisicnza,
ma li ·clo pcr poicrc ·i·crc. una crocc nascosia ira lc rosc, sccondo il simbolo di
Gocihc. Qucl íulgcnic mondo olimpico ha aíícrmaio il suo dominio solianio pcrché
l'oscuro go·crno dcllamoîra, chc dcicrmina pcr Achillc la moric prccocc c pcr Edipo
lc nozzc orrcndc, do·c·a ·cnir nascosio aiira·crso lc risplcndcnii íigurc di Zcus, di
Apollo, di Hcrmcs ccccicra. Sc qualcuno a·cssc iolio di mczzo l'illusionc ariisiica di
qucl mondo inicrmcdio, si sarcbbc do·uio scguirc la sapicnza dcl dio sil·ano, dcl
scguacc dionisiaco. Iu ialc siaio di ncccssiià ondc il gcnio ariisiico di qucsio popolo
ha crcaio iali dci, Icrcio una icodicca non íu mai un problcma cllcnico. ci si guardo
dall'addossarc agli dci l'csisicnza dcl mondo, c quindi la rcsponsabiliià pcr la sua
coníigurazionc. Anchc gli dci sono soiiomcssi all'anankc. qucsio c un
riconoscimcnio dclla più rara sapicnza. Vcdcrc la propria csisicnza - qualc si
prcscnia - in uno spccchio irasíiguranic, c diícndcrsi con qucsio spccchio dalla
Mcdusa, ccco la siraicgia gcnialc dclla «·olonià» cllcnica, in gcncralc pcr poicr
·i·crc. Comc a·rcbbc iníaiii poiuio sopporiarc alirimcnii l'csisicnza qucl popolo
&
iníiniiamcnic scnsibilc, così splcndidamcnic rccciii·o al dolorc, sc ialc csisicnza non
gli si íossc ri·claia, a··olia da una gloria supcriorc, nci suoi dci' Lo sicsso impulso
chc irac alla ·iia l'aric, in quanio inicgrazionc c compimcnio chc inducono a
coniinuarc la ·iia, íccc sorgcrc alircsì il mondo olimpico, un mondo dclla bcllczza,
dclla quicic, dcl godimcnio. Soiio l'inílusso di una ialc rcligionc, la ·iia ·icnc inicsa
ncl mondo omcrico comc qualcosa in sé dcsidcrabilc. la ·iia cioc ncl chiaro splcndorc
solarc di iali dci. Il dolorc dcgli uomini omcrici si riícriscc alla dipariiia da qucsia
csisicnza, sopraiiuiio a una prccocc dipariiia. quando in gcncrc si lc·a un lamcnio,
qucsio risuona pcr «Achillc dalla brc·c ·iia», pcr i rapidi muiamcnii dclla siirpc
umana, pcr la scomparsa dcll'cpoca croica. Non c indcgno dci più grandi croi il
dcsidcrarc ardcnicmcnic una lunga ·iia, sia purc comc salariaii. Mai la «·olonià» si
c csprcssa più apcriamcnic chc nclla grcciià il cui lamcnio c ancora un canio di lodc
pcr la ·olonià Icrcio l'uomo modcrno si siruggc pcr qucll'cpoca in cui cgli crcdc di
a··criirc la picna consonanza ira naiura c uomo, pcrcio la grcciià c la parola
risoluii·a pcr iuiii coloro chc ·anno ccrcando íulgidi modclli pcr la loro coscicnic
aíícrmazionc dclla ·olonià, pcrcio iníinc c sorio dallc mani di scnsuali scriiiori il
concciio di «scrcniià grcca», cosicché in modo irri·crcnic una ·iia dissoluia di
íannulloni osa giusiiíicarsi, anzi innalzarsi, con la parola «grcco».

In iuiic qucsic rapprcscniazioni chc da quanio c più nobilc si s·iano in quanio c più
·olgarc, la grcciià c inicsa in modo iroppo rozzo c scmplicc, c in un ccrio scnso c
siaia raííiguraia sccondo l'immaginc di nazioni non ambiguc, pcr così dirc unilaicrali
(pcr cscmpio i Romani). 1uiia·ia il bisogno di illusionc ariisiica do·rcbbc csscrc
supposio alircsì nclla ·isionc dcl mondo di un popolo chc suolc irasíormarc in oro
iuiio cio chc iocca. In qucsia ·isionc dcl mondo noi iro·iamo dcl rcsio rcalmcnic,
comc già si c acccnnaio, un'cnormc illusionc, la sicssa illusionc di cui la naiura si
scr·c così rcgolarmcnic pcr raggiungcrc i suoi scopi. Il ·cro scopo ·icnc copcrio da
un'immaginc illusoria. icndiamo lc mani ·crso qucsia, c la naiura raggiungc qucllo
aiira·crso il nosiro crrorc. Nci Grcci la ·olonià ·ollc iniuirc sc sicssa irasíiguraia in
opcra d'aric. pcr gloriíicarsi, lc suc crcaiurc do·ciicro scniirc sc sicssc comc dcgnc
di gloriíicazionc, do·ciicro ri·cdcrc sc sicssc in una sícra supcriorc, sollc·aic pcr
così dirc in una sícra idcalc, scnza chc qucsio mondo pcríciio dcll'iniuizionc agissc
comc impcraii·o o comc rimpro·cro. Qucsia c la sícra dclla bcllczza, do·c cssi
conicmplano lc loro immagini in uno spccchio, gli dci olimpici. Con qucsi'arma la
·olonià cllcnica loiio coniro il ialcnio, corrclaii·o a qucllo ariisiico, dcl dolorc c
dclla sapicnza dcl dolorc. Da qucsia loiia c comc monumcnio dclla ·iiioria di qucsia
·olonià c naia la iragcdia.

L'cbbrczza dcl dolorc c il bcl sogno hanno i loro diíícrcnii mondi di·ini. la prima
pcncira con l'onnipoicnza dcl suo csscrc nci pcnsicri più iniimi dclla naiura,
riconoscc il icrribilc impulso all'csisicnza c al icmpo sicsso la moric coniinua di
iuiio cio chc cnira ncll'csisicnza, gli dci chc cssa crca sono buoni c caiii·i,
rassomigliano al caso, incuiono icrrorc con una sisicmaiiciià chc si maniícsia
all'impro··iso, sono spiciaii c pri·i di gusio pcr il bcllo. Essi sono parcnii dclla
·criià c si a··icinano al concciio. raramcnic c diííicilmcnic assumono una íigura. Il
'
conicmplarli piciriíica. comc si poircbbc ·i·crc con loro' Ma non lo si dc·c. qucsia c
la loro doiirina.

Da qucsio mondo di·ino, sc non lo si poic·a ·clarc ioialmcnic comc un scgrcio
dcgno di punizionc, si do·c·a disioglicrc lo sguardo mcdianic la splcndcnic
crcazionc di sogno - posia al suo íianco - dcl mondo olimpico. ianio più in alio pcrcio
si iníiammano i colori di qucsi'uliimo c ianio più scnsuali di·cniano lc suc íigurc,
quanio più íoricmcnic si ía ·alcrc la ·criià o il simbolo di cssa. Mai pcro la loiia ira
·criià c bcllczza íu più grandc chc duranic l'in·asionc dcl culio di Dioniso. in csso la
naiura si s·cla·a c parla·a con icrriíicanic chiarczza dcl suo scgrcio, ossia con il
suono, di íronic al qualc la scduccnic illusionc quasi pcrdciic il suo poicrc. Qucsia
sorgcnic sgorga·a in Asia, ma in Grccia do·ciic di·cniarc íiumc, poiché qui pcr la
prima ·olia iro·o cio chc in Asia non lc cra siaio oíícrio, la più ccciiabilc scnsibiliià
c rccciii·iià al dolorc, accoppiaic alla più soiiilc pcrspicacia c riílcssionc. Comc poié
Apollo sal·arc la grcciià' Il nuo·o ·cnuio íu accolio ncl mondo dclla bclla illusionc,
ncl mondo dcgli dci olimpici. a lui íurono sacriíicaii molii onori spciianii allc più
ragguardc·oli di·iniià pcr cscmpio a Zcus c ad Apollo. Non si sono mai íaiii ianii
complimcnii con un íorcsiicro, pcr di più cra anchc un íorcsiicro icrribilc (hosiis in
ogni scnso), abbasianza posscnic da dcmolirc la casa chc l'ospiia·a. In iuiic lc íormc
dclla ·iia comincio una grandc ri·oluzionc. o·unquc pcnciro Dioniso, anchc
ncll'aric.

La conicmplazionc, la bcllczza c l'illusionc circoscri·ono la sícra dcll'aric apollinca.
si iraiia dcl mondo irasíiguraio dcll'occhio, chc crca ariisiicamcnic ncl sogno, con lc
palpcbrc abbassaic. Anchc la pocsia cpica ·uol condurci a qucsio siaio di sogno. non
dobbiamo ·cdcr nulla con gli occhi apcrii c dobbiamo pasccrci dcllc immagini
inicriori, alla cui produzionc ccrca di siimolarci il rapsodo con i suoi concciii.
L'cííciio dcllc arii íiguraii·c ·icnc qui raggiunio aiira·crso una sirada più lunga.
mcnirc lo sculiorc ci conducc, con il suo marmo sgrossaio, ·crso il dio ·i·cnic, da
lui conicmplaio in sogno, in modo ialc chc la íigura - la qualc propriamcnic si
prcscnia comc iélos - di·cnia chiara ianio pcr lo sculiorc quanio pcr lo spciiaiorc, c
il primo conducc il sccondo a scguirlo nclla conicmplazionc aiira·crso la íigura
mcdiairicc dclla siaiua, il pocia cpico in·ccc, chc purc ·cdc la sicssa íigura ·i·cnic c
·uolc anch'cgli prcscniarla all'iniuizionc di aliri, non ponc ira sé c gli uomini alcuna
siaiua, ma piuiiosio racconia in chc modo quclla íigura dimosira la propria ·iia con
mo·imcnii, suoni, parolc c azioni, c ci cosiringc a ricondurrc una grandc quaniiià di
cííciii alla loro causa, obbligandoci a una composizionc ariisiica. Egli ha raggiunio il
suo scopo, quando ·cdiamo chiaramcnic di íronic a noi la íigura, o il gruppo, o
l'immaginc, ossia quando ci comunica qucllo siaio di sogno in cui cgli sicsso ha
anziiuiio prodoiio qucllc rapprcscniazioni. La spinia a crcarc plasiicamcnic,
imprcssa dalla pocsia cpica, dimosira comc la lirica sia assoluiamcnic di·crsa
dall'cpica, poiché la prima non icndc mai a íormarc immagini. L'clcmcnio comunc
ira lc duc c solianio qualcosa di maicrialc, la parola, c ancor più gcncralmcnic il
concciio. Quando parliamo di pocsia, non inicndiamo una caicgoria chc sia
coordinaia con l'aric íiguraii·a c con la musica, ma inicndiamo piuiiosio un
(
conglomcraio di duc mczzi ariisiici in sé ioialmcnic di·crsi, l'uno dci quali indica
una sirada ·crso l'aric íiguraii·a, c l'aliro una sirada ·crso la musica. cnirambi sono
pcro solianio ·ic chc conducono alla crcazionc ariisiica, c non già arii. In qucsio
scnso, naiuralmcnic, anchc la piiiura c la sculiura sono solianio mczzi ariisiici. la
·cra aric c il poicr crcarc immagini, non imporia poi chc si iraiii di una crcazionc
primiii·a oppurc indoiia. Su qucsia qualiià chc c uni·crsalmcnic umana, si íonda
l'imporianza dcll'aric pcr la culiura. L'ariisia - comc colui chc con sirumcnii ariisiici
cosiringc all'aric - non puo csscrc al icmpo sicsso l'organo assorbcnic dclla
comunicazionc ariisiica.

Il culio íiguraii·o dclla ci·ilià apollinca, sia chc qucsia si maniícsiassc in un icmpio,
in una siaiua oppurc ncll'cpos omcrico, iro·o uno scopo sublimc ncll'csigcnza ciica
dclla misura, chc corrc parallcla all'csigcnza csiciica dclla bcllczza. La misura
siabiliia comc csigcnza c possibilc solo ncl caso in cui la misura, il limiic siano
considcraii conoscibili. Icr manicncrc i propri limiii, li si dc·c conosccrc. di qui
l'csoriazionc apollinca gnôihi scauión.Ma il solo spccchio in cui il Grcco apollinco
poic·a ·cdcrc, cioc riconosccrc sc sicsso, cra il mondo dcgli dci olimpici. qui
pcraliro cgli riconoscc·a la sua csscnza più pcculiarc, a··olia dalla bclla illusionc dcl
sogno. La misura, soiio il cui giogo si mo·c·a il nuo·o mondo di dci (di íronic al
mondo abbaiiuio dci 1iiani), cra quclla dclla bcllczza. il limiic chc il Grcco do·c·a
manicncrc cra qucllo dclla bclla illusionc. Il íinc più iniimo di una culiura ri·olia
all'illusionc c alla misura puo ccrio csscrc solianio qucllo di ·clarc la ·criià.
L'insiancabilc indagaiorc al scr·izio dclla ·criià così comc il iracoianic 1iiano,
·icnc richiamaio con l'ammonizionc dcl mcdén agan. Con Iromcico ·icnc mosiraio
alla grcciià un cscmpio di comc un ccccssi·o a·anzamcnio dclla conosccnza umana
agisca in modo ugualmcnic ro·inoso pcr chi promuo·c ialc a·anzamcnio c pcr chi
nc usuíruiscc. Chi con la sua sapicnza ·uol sosicncrsi di íronic al dio, dc·c, comc
dicc Esiodo, méiron ékhcin sophícs.

In un mondo così cosiruiio c ariiíiciosamcnic diícso pcnciro allora il suono csiaiico
dclla ícsia di Dioniso, do·c iuiio l'ccccsso dclla naiura in gioia, dolorc c conosccnza
si maniícsio in uno sicsso icmpo. 1uiio qucllo chc sino allora ·alc·a comc limiic c
comc dcicrminazionc di misura si dimosiro a qucl punio una ariiíiciosa illusionc. l'
«ccccsso» si s·clo comc ·criià. Icr la prima ·olia il canio popolarc dcmonicamcnic
aííascinanic mugghio in iuiia l'cbricià di un scniimcnio sirapoicnic. chc cosa
signiíica·a in conirario il salmodianic ariisia di Apollo, con gli accordi iimidamcnic
acccnnaii dclla sua kiihara' Cio chc prima si cra irapianiaio cniro una casia, ncllc
corporazioni pociico-musicali, c al icmpo sicsso cra siaio isolaio da ogni
pariccipazionc proíana, cio chc do·c·a manicncrsi, con la ·iolcnza dcl gcnio
apollinco, al li·cllo di una scmplicc archiiciionica, ossia l'clcmcnio musicalc, si
spoglio ora di ogni cosirizionc. la riimica, chc prima si cra mossa solianio nclla più
scmplicc scansionc, sciolsc lc suc mcmbra nclla danza baccaniica. risono la ·occ
sirumcnialc, non più spciiralmcnic aiicnuaia comc prima, ma millc ·olic poicnziaia
dalla massa c accompagnaia dallc bassc risonanzc dcgli sirumcnii a íiaio. E la cosa
più misicriosa si rcalizzo. ·cnnc allora al mondo l'armonia, chc ncl suo mo·imcnio ía
)
immcdiaiamcnic comprcndcrc la ·olonià dclla naiura. In compagnia di Dioniso si
ícccro ormai udirc cosc chc ncl mondo apollinco sia·ano ariiíiciosamcnic nascosic.
iuiio il íulgorc dcgli dci olimpici impallidì dinnanzi alla sapicnza di Silcno. Un'aric
chc nclla sua cbbrczza csiaiica dicc·a la ·criià, scaccio lc Musc dcllc arii
dcll'illusionc, ncll'oblio di sé dcgli siaii dionisiaci pcrì l'indi·iduo con i suoi limiii c lc
suc misurc. cmincnic un crcpuscolo dcgli dci.

Qual cra la mira dclla ·olonià, chc purc in dcíiniii·a c uniiaria, ncl conccdcrc un
acccsso, coniro la propria crcazionc apollinca, agli clcmcnii dionisiaci' Cio
riguarda·a una nuo·a c supcriorc mckhané dcll'csisicnza, ossia la nasciia dcl
pcnsicro iragico.


III

L'csiasi dcllo siaio dionisiaco, con il suo annicniamcnio dcllc barricrc c dci limiii
abiiuali dcll'csisicnza, coniicnc ncl suo pcrdurarc un clcmcnio lciargico, in cui si
immcrgc iuiio cio chc c siaio ·issuio ncl passaio., Aiira·crso qucsio abisso
dcll'oblio si di·idono così l'uno dall'aliro il mondo dclla rcalià quoiidiana c qucllo
dclla rcalià dionisiaca. Ma non appcna quclla rcalià quoiidiana ricnira di nuo·o nclla
coscicnza, ·icnc scniiia comc ialc con disgusio. il íruiio di qucllc cspcricnzc c uno
siaio d'animo ascciico, ncgaiorc dclla ·olonià. Cio chc c dionisiaco ·icnc
conirapposio ncl pcnsicro comc un ordinc supcriorc dcl mondo a un ordinc ·olgarc
c dappoco. il Grcco ·olc·a una íuga assoluia da qucsio mondo dclla colpa c dcl
dcsiino. Diííicilmcnic si da·a pacc con un mondo dopo la moric. la sua brama
anda·a più in alio, al di là dcgli dci, cgli ncga·a l'csisicnza assicmc al suo ·ariopinio,
luccicanic rispccchiamcnio ncgli dci. Nclla consapc·olczza dcl ris·cglio
dall'cbbrczza, cgli ·cdc o·unquc l'airociià o l'assurdiià dcll'csisicnza umana. Cio gli
dà la nausca. Ora cgli comprcndc la sapicnza dcl dio sil·ano.

Qui ·icnc raggiunio il coníinc più pcricoloso chc la ·olonià cllcnica poicssc
pcrmciicrsi con il suo principio íondamcnialc apollinco-oiiimisiico. Qui ialc ·olonià
agì subiio con la sua naiuralc íorza risanairicc, pcr íar ripicgarc nuo·amcnic qucllo
siaio d'animo ncgaiorc. i suoi sirumcnii íurono l'opcra d'aric iragica c l'idca iragica.
Non poic·a assoluiamcnic a·crc l'inicnzionc di miiigarc, o addiriiiura di rcprimcrc
lo siaio dionisiaco. una soiiomissionc dirciia cra impossibilc, c quand'anchc íossc
siaia possibilc, cra iroppo pcricolosa poiché qucll'clcmcnio, iraiicnuio nclla sua
cííusionc, si sarcbbc apcrio aliro·c una sirada c sarcbbc pcnciraio in iuiic lc aricric
·iiali.

Si iraiia·a anziiuiio di irasíormarc quci pcnsicri di disgusio pcr l'airociià c
l'assurdiià dcll'csisicnza in rapprcscniazioni con cui si poicssc ·i·crc. qucsic sono il
sublimc in quanio soggiogamcnio ariisiico dcll'airocc, c il ridicolo in quanio
scaricarsi ariisiico dal disgusio pcr l'assurdo. Qucsii duc clcmcnii inirccciaii assicmc
·cngono riuniii in un'opcra d'aric chc imiia l'cbbrczza, chc giuoca con l'cbbrczza.
*+

Il sublimc c il ridicolo cosiiiuiscono un passo al di là dcl mondo dclla bclla illusionc,
poiché in cnirambi i concciii ·icnc scniiia una coniraddizionc. D'aliro canio cssi non
coincidono aííaiio con la ·criià sono un ·clamc dclla ·criià il qualc c bcnsì più
irasparcnic dclla bcllczza, ma risulia pur scmprc un ·clamc. In qucsii concciii noi
iro·iamo dunquc un mondo inicrmcdio ira bcllczza c ·criià do·c c possibilc riunirc
Dioniso c Apollo. Qucsio mondo si ri·cla in un giocarc con l'cbbrczza, non già
ncll'csscrc complciamcnic assorbiii cssa. Ncll'aiiorc noi riconosciamo l'uomo
dionisiaco, il pocia, il caniorc, il danzaiorc isiinii·o, in quanio pcro uomo dionisiaco
rapprcscniaio. L'aiiorc ccrca di raggiungcrc qucsio modcllo nclla commozionc dclla
sublimiià o anchc in uno scoppio di risa. cgli ·a olirc la bcllczza c iuiia·ia non ccrca
la ·criià. Rimanc sospcso a cgualc disianza dallc duc. Egli non icndc alla bclla
par·cnza, bcnsì all'illusionc, non icndc alla ·criià bcnsì alla ·crosimiglianza.
(Simbolo, scgno dclla ·criià. Dapprima l'aiiorc non cra naiuralmcnic un isolaio.
do·c·a piuiiosio ·cnir prcscniaia la massa dionisiaca, cioc il popolo. Di qui il coro
diiirambico. Giocando con l'cbbrczza, l'aiiorc sicsso, comc anchc il coro circosianic
dcgli spciiaiori, do·c·a pcr così dirc scaricarsi dcll'cbbrczza. Dal punio di ·isia dcl
mondo apollinco, la grcciià cra qualcosa chc si do·c·a risanarc cd cspiarc. Apollo, il
·cro dio dclla saluic c dcll'cspiazionc, sal·o il Grcco dall'csiasi chiaro·cggcnic c dal
disgusio pcr l'csisicnza, mcdianic l'opcra d'aric dcl pcnsicro iragico c comico.

Il nuo·o mondo dcll'aric, qucllo dcl sublimc c dcl ridicolo, qucllo dclla
«·crosimiglianza», si íonda·a su un'iniuizionc dcgli dci c dcl mondo diíícrcnic dalla
concczionc anicriorc dclla bclla par·cnza. La conosccnza dcgli orrori c dcll'assurdiià
dcll'csisicnza, di un ordinc iurbaio c di una sisicmaiiciià irrazionalc, c in gcncralc la
conosccnza dcl più mosiruoso dolorc in iuiia quania la naiura a·c·a s·claio lc
íigurc - nascosic così ingcgnosamcnic - dclla Moira c dcllc Erinni, di Mcdusa c di
Gorgona. gli dci olimpici corrc·ano il massimo pcricolo. Con l'opcra d'aric iragica c
comica cssi íurono sal·aii, ·cncndo immcrsi a loro ·olia ncl marc dcl sublimc c dcl
ridicolo. cssi ccssarono di csscrc solianio «bclli» c assorbirono pcr così dirc in sc
sicssi qucll'aniico ordinamcnio di dci c la sua sublimiià. Si scpararono ormai in duc
gruppi (solianio pochi rimascro sospcsi in una posizionc inicrmcdia), da un laio
comc di·iniià sublimi c d'aliro laio comc di·iniià ridicolc. Sopraiiuiio Dioniso
ricc·ciic quclla duplicc naiura.

Duc iipi di uomini, cioc Eschilo c Soíoclc, mosirano ncl modo migliorc comc oggi si
poircbbc ri·i·crc il pcriodo iragico dclla grcciià. Al primo, comc pcnsaiorc, il
sublimc si prcscnia sopraiiuiio nclla íorma di una grandiosa giusiizia. Icr lui, uomo
c dio sianno in una sirciiissima comunionc soggciii·a. la di·iniià la giusiizia, la
moraliià c la ícliciià sono pcr lui inirccciaic assicmc in modo uniiario. L'indi·iduo,
uomo o 1iiano, ·icnc pcsaio su qucsia bilancia. Gli dci sono ricosiruiii in basc a
qucsia norma di giusiizia. Così pcr cscmpio la crcdcnza popolarc in un dcmonc chc
acccca c scducc alla colpa - un rcsiduo di qucl primordialc mondo di·ino,
dcironizzaio dagli dci olimpici - ·icnc corrciia, poiché qucsio dcmonc ·icnc
irasíormaio in uno sirumcnio nclla mano di Zcus c dclla sua giusia punizionc. Il
**
pcnsicro alirciianio primordialc - c dcl pari csiranco agli dci olimpici - dclla
malcdizionc di una siirpc ·icnc spogliaio di iuiia la sua crudczza, poiché pcr Eschilo
l'indi·iduo non c spinio al dcliiio da una ncccssiià c chiunquc puo libcrarscnc.

Mcnirc Eschilo iro·a il sublimc nclla supcrioriià dclla giusiizia olimpica, Soíoclc lo
scoprc in·ccc - in modo sorprcndcnic - ncll'impcrscruiabiliià dclla giusiizia
olimpica. Su iuiii i punii cgli ricosiiiuiscc la prospciii·a popolarc. Il non mcriiarc un
dcsiino orrcndo scmbra·a a lui qualcosa di sublimc c gli cnigmi ·cramcnic insolubili
dcll'csisicnza umana ispirarono la sua Musa iragica. La soíícrcnza iro·a in lui la sua
irasíigurazionc c ·icnc conccpiia comc qualcosa di saniiíicanic. Il disiacco ira
l'umano c il di·ino c incommcnsurabilc, c quindi con·cnicnic la più proíonda
soiiomissionc c rasscgnazionc. La ·cra ·iriù c la sophrosync, propriamcnic una
·iriù ncgaii·a. L'umaniià croica c la più nobilc umaniià. pri·a di quclla ·iriù il suo
dcsiino dimosira qucll'abisso in·alicabilc. Non csisic la colpa, ma solianio una
mancanza di conosccnza sul ·alorc dcll'uomo c sui suoi limiii.

Qucsio punio di ·isia c in ogni caso più proíondo c più inicriorc di qucllo cschilco, si
a··icina noic·olmcnic alla ·criià dionisiaca c la csprimc scnza molii simboli.
ciononosianic, riiro·iamo qui il principio ciico di Apollo inirccciaio con la ·isionc
dionisiaca dcl mondo. In Eschilo, il disgusio si risol·c ncl bri·ido sublimc di íronic
alla sapicnza dcll'ordinc cosmico, chc c diííicilmcnic riconoscibilc solo pcr la
dcbolczza dcll'uomo. In Soíoclc, qucsio bri·ido c ancora più ·iolcnio, poiché quclla
sapicnza c dcl iuiio insondabilc. E qucsio lo schiciio siaio d'animo dclla dc·ozionc
pri·a di loiia, mcnirc la dc·ozionc cschilca ha coniinuamcnic il compiio di
giusiiíicarc la giusiizia di·ina c si iro·a pcrcio scmprc di íronic a nuo·i problcmi. Il
«coníinc dcll'uomo», chc Apollo comanda di ccrcarc, c pcr Soíoclc riconoscibilc, ma c
più sirciio c più limiiaio di qucllo inicso ncll'cpoca prcdionisiaca di Apollo. Chc
l'uomo manchi dclla conosccnza di sé c il problcma di Soíoclc, chc l'uomo manchi
dclla conosccnza sugli dci, c il problcma di Eschilo.

Dc·ozionc, mirabilc maschcra dcll'isiinio ·iialc! Abbandonarsi a un mondo pcríciio
di sogno, chc íornirà la suprcma saggczza moralc! Iuggirc di íronic alla ·criià pcr
poicrla adorarc da loniano, nascosia ncllc nubi! Conciliazionc con la rcalià poiché
cssa c cnigmaiica, a··crsionc pcr chi dcciíra gli cnigmi, pcrché noi non siamo dci,
gioioso inginocchiarsi nclla pol·crc, bcaia quicic ncll'inícliciià, suprcma alicnazionc
di sé compiuia dall'uomo nclla sua suprcma csprcssionc. Esaliazionc c
irasíigurazionc dci mczzi di icrrorc c dclla icrribiliià dcll'csisicnza, inicndcndo iuiio
cio comc sirumcnio pcr sal·arci dall'csisicnza, ·iia picna di gioia ncl disprczzo dclla
·iia, irionío dclla ·olonià nclla sua ncgazionc.

Su qucsio piano conosciii·o csisiono solianio duc ·ic, quclla dcl sanio c quclla
dcll'ariisia iragico. cio chc li accomuna c il íaiio chc, nonosianic la più chiara
conosccnza dclla nulliià dcll'csisicnza, cssi possono iuiia·ia coniinuarc a ·i·crc,
scnza scniirc una íraiiura nclla loro iniuizionc dcl mondo. Il disgusio di coniinuarc
a ·i·crc ·icnc scniiio comc un mczzo pcr giungcrc alla crcazionc, ianio ncl sanio
*"
quanio ncll'ariisia. Il icrribilc o l'assurdo c csalianic, poiché c icrribilc o assurdo
solo apparcnicmcnic. La íorza dionisiaca dcll'incanicsimo si conícrma ·alida anchc
al culminc csircmo di qucsia ·isionc dcl mondo. iuiio cio chc c rcalc si risol·c in
illusionc, c diciro di csso si maniícsia la naiura uniiaria dclla ·olonià a··olia
complciamcnic dalla gloria dclla sapicnza c dclla ·criià da uno splcndorc accccanic.
L'illusionc c la íollia giungono al loro apicc.

Ora non scmbrcrà più incomprcnsibilc chc quclla mcdcsima ·olonià, la qualc in
quanio apollinca da·a un ordinamcnio al mondo grcco, accoglicssc in sé l'alira sua
íorma di maniícsiazionc, la ·olonià dionisiaca. La loiia íra lc duc íormc in cui apparc
la ·olonià a·c·a uno scopo siraordinario, qucllo cioc di crcarc una possibiliià più
alia di csisicnza, c di giungcrc poi in qucsia a una gloriíicazionc ancora supcriorc
(aiira·crso l'aric). La íorma di ialc gloriíicazionc non cra più l'aric dcll'illusionc,
bcnsì l'aric iragica. in qucsi'uliima pcraliro ·icnc complciamcnic assorbiia qucll'aric
dcll'illusionc. Apollo c Dioniso si sono riuniii. Allo sicsso modo chc nclla ·iia
apollinca c cniraio l'clcmcnio dionisiaco, c allo sicsso modo chc l'illusionc si c
consolidaia qui comc limiic, così purc l'aric iragica dionisiaca non c più «·criià».
Qucl canio c quclla danza non sono più l'cbbrczza isiinii·a dclla naiura. la massa
coralc ccciiaia dionisiacamcnic non c più la massa popolarc colia inconsciamcnic
dall'impulso prima·crilc. La ·criià ·icnc. ora simbolcggiaia, si scr·c dcll'illusionc,
puo c dc·c quindi usarc lc arii dcll'illusionc. Già qui si ri·cla iuiia·ia una grandc
diíícrcnza rispciio all'aric prcccdcnic. ora i mczzi ariisiici dcll'illusionc sono
chiamaii in aiuio iuiii assicmc, c la siaiua cammina, gli apparaii sccnici dipinii si
sposiano, c con lo sicsso síondo sccnico ·icnc prcscniaio di íronic agli occhi ora il
palazzo c ora il icmpio. Osscr·iamo così al icmpo sicsso una ccria indiíícrcnza ·crso
l'illusionc, chc dc·c qui dcporrc lc suc cicrnc prcicsc, lc suc csigcnzc so·ranc.
L'illusionc non ·icnc più goduia comc illusionc, bcnsì comc simbolo, comc scgno
dclla ·criià. Di qui la íusionc - in sé urianic - dci mczzi ariisiici. Il scgno più
c·idcnic di qucsio disprczzo dcll'illusionc c la maschcra.

Lo spciiaiorc si iro·a quindi di íronic all'csigcnza dionisiaca, chc iuiio quanio gli si
prcscnii comc incaniaio, chc cgli ·cda scmprc qualcosa di più dcl simbolo c chc iuiio
il mondo ·isibilc dclla sccna c dcll'orchcsira sia il rcgno dcl miracolo. Ma do·'c la
íorza chc puo disporrc il suo animo a crcdcrc nci miracoli, c pcr cui cgli puo ·cdcrc
ogni cosa comc do·uia a un incanicsimo' Chc cos'c chc puo ·inccrc la íorza
dcll'illusionc, dcpoicnziandola comc simbolo'


IV

Cio chc noi chiamiamo «scniimcnio» risulia, sccondo l'inscgnamcnio di una íilosoíia
chc si muo·a sullc iraccc di Schopcnhaucr, un complcsso di rapprcscniazioni
inconscc c di siaii dclla ·olonià. Lc icndcnzc dclla ·olonià si maniícsiano pcraliro
comc piaccrc o dolorc c in cio ri·clano unicamcnic una diíícrcnza quaniiiaii·a. Non
·i sono di·crsc spccic di piaccrc, bcnsì gradi diíícrcnii c un numcro sicrminaio di
*#
rapprcscniazioni concomiianii. Con piaccrc, noi dobbiamo inicndcrc il
soddisíacimcnio di una ·olonià unica, c con dolorc il suo non soddisíacimcnio. In
qual modo, orbcnc, si comunica il scniimcnio' Iarzialmcnic - ma assai parzialmcnic
- csso puo irasícrirsi in pcnsicri, cioc in rapprcscniazioni coscicnii.

Cio ·alc naiuralmcnic solo pcr la paric dcllc rapprcscniazioni concomiianii. Anchc
su qucsio icrrcno dcl scniimcnio, d'alirondc, rimanc scmprc un rcsio irriducibilc. E
unicamcnic dcl rcsio riducibilc, chc si occupa il linguaggio, c quindi il concciio. in
basc a cio ·icnc dcicrminaio il limiic dclla «pocsia» nclla capaciià di csprimcrc il
scniimcnio.

Lc alirc duc spccic di comunicazionc sono complciamcnic isiinii·c, pri·c di
coscicnza, c iuiia·ia opcranii coníormcmcnic a un íinc. Si iraiia dcl linguaggio dci
gcsii c di qucllo dci suoni. Il linguaggio dci gcsii consisic in simboli uni·crsalmcnic
comprcnsibili, c ·icnc prodoiio da mo·imcnii riílcssi. Qucsii simboli sono ·isibili.
l'occhio chc li ·cdc irasmciic scnz'aliro lo siaio chc ha prodoiio il gcsio c chc c da
qucsio simbolcggiaio. Chi ·cdc, scnic in sé pcr lo più - pcr simpaiia - un'azionc dci
ncr·i sullc mcdcsimc parii dcl ·olio o sullc mcdcsimc mcmbra, il cui mo·imcnio cgli
pcrccpiscc. Simbolo ·uol signiíicarc qui un riílcsso parzialc c dcl iuiio impcríciio, un
scgno allusi·o, sulla cui comprcnsionc ci si dc·c accordarc. in qucsio caso iuiia·ia la
comprcnsionc uni·crsalc c isiinii·a, cioc non dominaia da una chiara coscicnza.

Chc cosa simbolcggia dunquc il gcsio, rispciio a qucll'cniiià duplicc chc c il
scniimcnio' E·idcnicmcnic la rapprcscniazionc concomiianic, poiché solianio
qucsia puo csscrc acccnnaia, in modo incomplcio c parzialc, dal gcsio ·isibilc.
un'immaginc puo csscrc simbolcggiaia solo aiira·crso un'immaginc.

La piiiura c la sculiura prcscniano l'uomo mcnirc gcsiiscc. cssc cioc imiiano il
simbolo c hanno raggiunio il loro cííciio quando noi comprcndiamo il simbolo. La
gioia di chi conicmpla consisic nclla comprcnsionc dcl simbolo, nonosianic la sua
apparcnza.

L'aiiorc in·ccc prcscnia il simbolo rcalmcnic, non solianio pcr l'illusionc. l'cííciio
cscrciiaio su di noi pcraliro non si íonda sulla comprcnsionc di ialc simbolo.
Iiuiiosio, noi ci immcrgiamo ncl scniimcnio simbolcggiaio, scnza arrcsiarci alla
gioia dcll'illusionc, alla bclla par·cnza.

Così ncl dramma la dccorazionc non susciia aííaiio la gioia dcll'illusionc. noi la
inicndiamo in·ccc comc simbolo c comprcndiamo il rcalc chc nc c acccnnaio.
Ianiocci di ccra c pianic ·crc, accanio ad alirc scmpliccmcnic dipinic, sono qui
pcríciiamcnic ammissibili, pcr dimosirarc chc in qucsio caso noi ci rapprcscniiamo
concrciamcnic la rcalià, non una illusionc ariiíiciosa. Il compiio consisic qui nclla
·crosimiglianza, non più nclla bcllczza. Ma chc cos'c la bcllczza' - «la rosa c bclla»
signiíica solianio. la rosa ha una buona par·cnza, ha qualcosa di piacc·olmcnic
luminoso. Con cio non si dicc nulla sulla sua csscnza. Essa piacc, in quanio par·cnza
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susciia piaccrc. in alirc parolc, aiira·crso il suo apparirc la ·olonià c soddisíaiia, il
piaccrc di csisicrc ·icnc in ial modo accrcsciuio. Essa c - nclla sua par·cnza - un
riílcsso ícdclc dclla sua ·olonià o in íorma cqui·alcnic. cssa corrispondc, nclla sua
par·cnza, alla dcicrminazionc dclla spccic. Quanio più cssa ía qucsio, ianio più c
bclla, sc poi cssa corrispondc nclla sua csscnza a quclla dcicrminazionc, c allora
«buona».

«Un bcl dipinio» signiíica solianio. la rapprcscniazionc chc noi abbiamo di un
dipinio c in qucsio caso rcalizzaia, sc in·ccc noi chiamiamo «buono» un dipinio,
dcsigniamo allora la nosira rapprcscniazionc di un dipinio comc ialc da
corrispondcrc all'csscnza dcl quadro. Icr bcl quadro, d'alirondc, si inicndc pcr lo più
un quadro chc rapprcscnii qualcosa di bcllo. ialc c il giudizio dci proíani. Cosioro
gusiano la bcllczza dcl conicnuio. cd c così chc noi dobbiamo gusiarc lc arii
íiguraii·c ncl dramma. Qucsi'uliimo iuiia·ia non puo a·crc comc compiio di
rapprcscniarc solianio cosc bcllc. basia chc un oggciio scmbri ·cro. L'oggciio
rapprcscniaio dc·c csscrc colio in modo massimamcnic scnsibilc c ·i·o. Esso dc·c
agirc comc ·criià. un'csigcnza, qucsia, aniiiciica a quclla íaiia ·alcrc in ogni «opcra
dclla bclla illusionc».

Icraliro, sc il gcsio simbolcggia, rispciio al scniimcnio, lc rapprcscniazioni
concomiianii, con qualc simbolo sarà mai comunicaia la comprcnsionc dci moii dclla
·olonià comc ialc' Qualc c in qucsio caso la mcdiazionc isiinii·a'

La mcdiazionc dcl suono. Icr csscrc prccisi, sono i diíícrcnii aspciii dcl piaccrc c dcl
dolorc - scnza alcuna rapprcscniazionc concomiianic - chc risuliano simbolcggiaii
dal suono.

1uiio cio chc noi possiamo dirc, pcr caraiicrizzarc i di·crsi scniimcnii di dolorc,
consisic in immagini di rapprcscniazioni chiariic aiira·crso il simbolismo dcl gcsii.
Cio accadc, pcr cscmpio, quando a proposiio di un impro··iso icrrorc noi parliamo
di «mazzaic, crampi, sussulii, puniurc, ícriic, morsi, siimoli, dcl dolorc. Con cio
scmbra iro·aia l'csprcssionc di ccric «íormc inicrmiiicnii» dclla ·olonià, in brc·c -
ncl simbolismo dcl linguaggio dci suoni - qucsia c una riimica. La ricchczza dcllc
gradazioni dclla ·olonià, la quaniiià muic·olc dclla gioia c dcl dolorc, sono da noi
riconosciuic nclla dinamica dcl suono. Ma la ·cra csscnza dclla ·olonià si nascondc,
scnza poicrsi csprimcrc con un'immaginc, ncll'armonia. La ·olonià c il suo simbolo -
l'armonia - cosiiiuiscono assicmc, in csircma analisi, la logica pura. Mcnirc la
riimica c la dinamica sono in ccrio modo ancora aspciii csicriori dclla ·olonià chc si
ri·cla in simboli c poriano in sé ancora l'impronia dcll'apparcnza, l'armonia c in·ccc
il simbolo dcll'csscnza pura dclla ·olonià. Nclla riimica c nclla dinamica, pcrcio la
singola apparcnza dc·c csscrc ancora caraiicrizzaia comc apparcnza c da qucsio laio
la musica puo csscrc claboraia comc aric dcll'illusionc. Il rcsio irriducibilc,
l'armonia, parla dclla ·olonià al di íuori c all'inicrno di iuiic lc íormc dcll'apparcnza,
c quindi non c scmpliccmcnic un simbolismo dcl scniimcnio, bcnsì un simbolismo
dcl mondo. Nclla sícra dclla ·olonià il concciio c dcl iuiio impoicnic. Ora possiamo
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comprcndcrc l'imporianza dcl linguaggio dci gcsii c dci suoni pcr l'opcra d'aric
dionisiaca. Ncll'originario diiirambo prima·crilc dcl popolo l'uomo non ·uolc
csprimcrsi comc indi·iduo, bcnsì comc apparicncnic alla sua spccic. Chc cgli ccssi di
csscrc un uomo indi·idualc, ·icnc csprcsso aiira·crso il simbolismo dcll'occhio, il
linguaggio dci gcsii. cgli iníaiii parla c gcsiiscc - in ·criià con un linguaggio di gcsii
poicnziaio, ossia con i mo·imcnii dclla danza - comc saiiro, comc csscrc naiuralc in
mczzo a csscri naiurali. Aiira·crso il suono cgli csprimc pcraliro i più iniimi
pcnsicri dclla naiura. si rcndc qui immcdiaiamcnic comprcnsibilc non solianio il
gcnio dclla spccic, comc a··icnc con il gcsio, bcnsì il gcnio dcll'csisicnza comc ialc,
la ·olonià. Con il gcsio cgli rimanc dunquc cniro i limiii dclla spccic, ossia cniro il
mondo dcll'apparcnza mcnirc col suono cgli dissol·c pcr così dirc il mondo
dcll'apparcnza nclla propria uniià primordialc, c il mondo di Ma[a scomparc di
íronic al suo incanicsimo.

Ma quand'c chc l'uomo naiuralc giungc al simbolismo dcl suono' Quand'c chc il
linguaggio dci gcsii non c più suííicicnic' Quand'c chc il suono di·cnia musica'
Sopraiiuiio nci suprcmi siaii di piaccrc c di dolorc dclla ·olonià, quando la ·olonià
iripudia oppurc c morialmcnic aiicrriia, in brc·c ncll'cbbrczza dcl scniimcnio. ncl
grido. In coníronio allo sguardo, quanio più poicnic c più immcdiaio c il grido!
Anchc lc commozioni mcno ·iolcnic dclla ·olonià hanno iuiia·ia il loro simbolismo
sonoro. In gcncralc, a ogni gcsio corrispondc un suono, ma solianio l'cbbrczza dcl
scniimcnio ricscc a poicnziarlo in un puro accordo sonoro. «La íusionc più iniima c
più írcqucnic di un ccrio simbolismo dcl gcsiirc con il suono ·icnc chiamaia
linguaggio. Quando si parla, con il suono c la sua cadcnza, la íorza c il riimo dclla
sua risonanza, ·icnc simbolcggiaia l'csscnza dclla cosa, c con il mo·imcnio dclla
bocca ·icnc simbolcggiaia la rapprcscniazionc concomiianic, l'immaginc,
l'apparcnza dcll'csscnza. I simboli possono c dcbbono csscrc di molic spccic. cssi
iuiia·ia si accrcscono isiinii·amcnic, con una grandc c saggia rcgolariià. Un
simbolo conirasscgnaio c un concciio, c poiché quando si conscr·a qualcosa nclla
mcmoria il suono s·aniscc complciamcnic, ncl concciio si conscr·a allora solamcnic
il simbolo dclla rapprcscniazionc concomiianic. Cio chc si puo dcsignarc c
disiingucrc, lo si «conccpiscc».

Ncl poicnziarsi dcl scniimcnio, l'csscnza dclla parola si ri·cla più chiaramcnic c più
scnsibilmcnic aiira·crso il simbolo dcl suono. pcrcio la parola risuona allora
maggiormcnic. Il rcciiaii·o c pcr così dirc un riiorno alla naiura. il simbolo, chc si
oiiundc con l'uso, riiro·a in ial caso la sua íorza originaria. Con la succcssionc dcllc
parolc, cioc con una caicna di simboli, dc·c ·cnir rapprcscniaio simbolicamcnic
qualcosa di nuo·o c di più grandc. in qucsia clc·azionc a poicnza, di·cniano
nuo·amcnic ncccssaric la riimica, la dinamica c l'armonia. Qucsia ccrchia più ampia
domina ora quclla più risirciia dclla parola singola. si rcndc ncccssaria una scclia
dcllc parolc, una nuo·a disposizionc di cssc, c comincia la pocsia. Il rcciiaii·o di una
írasc non consisic in una succcssionc ordinaia dci suoni dcllc parolc. una parola ha
iníaiii unicamcnic un suono dcl iuiio rclaii·o, poiché la sua csscnza, il suo conicnuio
rapprcscniaio dal simbolo, c diíícrcnic a scconda dclla sua posizionc. In aliri icrmini,
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in basc all'uniià supcriorc dclla írasc c dcll'csscnza da cssa simbolcggiaia, il simbolo
indi·idualc dclla parola ·icnc dcicrminaio coniinuamcnic in modo nuo·o. Una
caicna di concciii cosiiiuiscc un pcnsicro. qucsi'uliimo c dunquc l'uniià supcriorc
dcllc rapprcscniazioni concomiianii. L'csscnza dclla cosa non puo csscrc raggiunia
dal pcnsicro. chc pcraliro csso agisca su di noi comc moii·o, comc siimolo dclla
·olonià si puo spicgarc pcr il íaiio chc il pcnsicro c già di·cnuio al icmpo sicsso un
simbolo conirasscgnaio chc acccnna a un'apparcnza dclla ·olonià ossia a un moio c a
una maniícsiazionc dclla ·olonià. Il pcnsicro, iuiia·ia, sc c pronunciaio - cioc
aiira·crso il simbolismo dcl suono - agiscc in modo incomparabilmcnic più íoric c
più dirciio. Sc caniaio, csso raggiungc il culminc dcl suo cííciio, quando il mclos
cosiiiuiscc il simbolo comprcnsibilc dclla sua ·olonià. sc ialc non c il caso, la
succcssionc dci suoni agiscc su di noi, c la succcssionc dcllc parolc, ossia il pcnsicro,
ci rimanc loniano c indiíícrcnic.

Ora, sccondo chc la parola dcbba agirc prc·alcnicmcnic comc simbolo dclla
rapprcscniazionc concomiianic, oppurc comc simbolo dcl moio originario dclla
·olonià, sccondo cioc chc dcbbano ·cnir simbolcggiaic immagini oppurc scniimcnii,
si disiingucranno duc ·ic dclla pocsia, quclla cpica c quclla lirica. La prima poria
all'aric íiguraii·a c la scconda alla musica. il dilciio pcr l'apparcnza domina la pocsia
cpica, mcnirc nclla lirica si ri·cla la ·olonià. La prima si libcra dalla musica, c la
scconda rimanc sua allcaia.

Ncl diiirambo dionisiaco, pcraliro, l'csaliaio scguacc di Dioniso ·icnc siimolaio a
poicnziarc massimamcnic iuiic lc suc íacolià simbolichc. qualcosa di mai scniiio -
l'annicniamcnio dcll'indi·iduazionc, l'uniíicazionc ncl gcnio dclla spccic, anzi dclla
naiura - icndc a maniícsiarsi. Ora l'csscnza dclla naiura ·uolc csprimcrsi. c
ncccssario un nuo·o mondo di simboli, c lc rapprcscniazioni concomiianii si
irasíormano in simboli aiira·crso lc immagini di un poicnziaio csscrc umano. 1ali
rapprcscniazioni si maniícsiano con la massima cncrgia íisica aiira·crso l'inicro
simbolismo dcl corpo, aiira·crso i mo·imcnii dclla danza. Anchc il mondo dclla
·olonià dcsidcra pcraliro un'inaudiia csprcssionc simbolica, c lc poicnzc
dcll'armonia, dclla dinamica, dclla riimica si accrcscono d'un iraiio
iumuliuosamcnic. Alircsì la pocsia, chc si iro·a·a disiribuiia in duc mondi,
raggiungc ora una nuo·a sícra, oiicncndo al icmpo sicsso la scnsibiliià
dcll'immaginc, comc ncll'cpos, c l'cbbrczza c scniimcnio ncl suono, comc nclla lirica.
Icr coglicrc l'inicro scaicnarsi di iuiic qucsic íorzc simbolichc, bisogna raggiungcrc
quclla sicssa csaliazionc dcll'csscrc, la qualc lc ha crcaic. il scguacc diiirambico di
Dioniso ·icnc comprcso solianio dal suo similc. Icrcio iuiio qucsio nuo·o mondo
ariisiico si agiia nclla sua aííascinanic c sconosciuia magniíiccnza, sosicncndo
icrribili loiic, cniro la grcciià apollinca.