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LICEO SCIENTIFICO STATALE

GALILEO GALILEI
ANNO SCOLASTICO 2014/15
GENIO E FOLLIA
SIGNIFICATO ETIMOLOGICO
Sotto il profilo etimologico, follia deriva dal latino follis, che indicava appr
ossimativamente un qualche sacco o contenitore "pieno d'aria".
Sotto il profili etimologico, genio deriva dal latino genius (dal verbo genere =
generare, creare) , ossia quella speciale attitudine naturale atta a produrre o
pere di importante rilevanza artistica, scientifica, etica o sociale.
Genio e follia sono quindi concetti tanto diversi quanto simili ed inseparabili
fin dall'antichit. Il candidato ora prover a spiegare il come:
Follia indica uno stato generico di alienazione mentale. Intesa nel suo signific
ato socio culturale come espressione di una condizione di diversit rispetto ai mo
delli di normalit socialmente stabiliti che vedono contrapporsi il soggetto stess
o e l'ambiente in cui inserito,; dal punto di vista medico questo termine per ha
perso di significato, ritenendo pi appropriati termini come ? malattia mentale?.
La definizione di follia influenzata dal momento storico, dalla cultura, dalle c
onvenzioni, quindi possibile considerare folle qualcosa o qualcuno che prima era
normale o viceversa.
In antichit follia e misticismo erano 2 concetti strettamente legati: il folle sp
esso veniva visto come espressione del divino verso l'uomo attraverso l'uomo ste
sso e pertanto rispettato e a volte anche temuto ( es: sciamani, oracolo Delfi .
..)
Nel Medioevo al contrario il tema della follia era strettamente legato a temi qu
ali stregoneria, possessioni demoniache o forme di eresia, assumendo cos connotat
i religiosi. (ospitando la follia nella gerarchie dei vizi, dei peccati).
In questo periodo di ristagnamento culturale e sociale si registrano i primi ten
tativi di contenimento di questa ?malattia?: le persone ritenute folli venivano
isolate in LAZZARETTI ormai in disuso insieme ad altri malati, rinchiuse nelle P
RIGIONI insieme ai criminali oppure semplicemente cacciate dalle comunit di appar
tenenza e lasciate a vagabondare o caricate su imbarcazioni improvvisate ed abba
ndonate in mare (Nave dei Folli ? Bosch)
Questa concezione di esclusione viene ricondotta da Foucault in Storia della foll
ia nell'et classica (1961) all'idea che attraverso l'allontanamento dalla comunit
si potesse arginare il problema, mantenendo comunque Dio nell'esistenza di quest
e persone, poich esse rappresentavano sia la collera che la bont divina. L'abbando
no diventava cos una forma di salvezza: ?essi sono salvati dalla mano che non si
tende?.
Nonostante strutture come i lazzaretti o abitudini come l'allontanamento e l'abb
andono nel Rinascimento scomparvero via via, l'ideologia che stava alla base di
questi metodi rimase nei secoli: si sentiva la necessit di eliminare tutto ci che
risultasse essere contrario alla societ e ai valori da essa imposti.
Foucault riteneva che cos facendo la follia venisse desacralizzata, laicizzata, c
onferendole un nuovo valore sociale: la follia si traduce in sragione . ('600 seco
lo della ratio cartesiana).
La follia intesa come sragione , assenza di logica, un tema che verr ripreso nel '90
0 da un filone teatrale europeo definito il TEATRO DELL'ASSURDO .
The Theater of the Absurd is a type of drama that abandons any rational contruct
and adopts a language devoid of logic; the plots are distorted and the dialogue
is meaningless (from here the link with the MADNESS, intended as the lack of lo
gic and rationality).

A relevant member of these movement was SAMUEL B. BECKETT (1906-1989), writer, p


laywright and poet considered one of the most influential writers of the twentie
th century.
His masterpiece is Waiting for Godot (1952-54), a drama built around the theme of
aiting , connected with the absence of a traditional structure of the play: cause
of the STATIC SITUATION of waiting, there are no setting, no plot, no real dialo
gue, events do not mean anything; the characters are unable to remember anything
. The time is MEANINGLESS, because is only a cyclic pattern of events. Ths situa
tion causes a LACK OF COMUNICATION between characters, who use PARAVERBAL LANGUA
GE to comunicate (pauses, silences, gaps, ).

In contemporanea a questa visione ne esisteva un'altra che sosteneva invece l'es


altazione del folle a essere fantastico, magico, in possesso di una ragione chiu
sa, oscura, difficile ma portatrice di verit: la follia infatti anche semplicit d'
esistere poich chi ne soffre si aliena dal mondo reale e dai suoi problemi, ?fugg
endo? una verit per un'altra, giungendo ad una ?falsa felicit.
Il folle quindi viene cos ritenuto non una persona ?sragionata?, ma bens dotata di
una ragione pi intrinseca che coesiste con questa sua follia, dalla quale ricerc
a delle possibili forme di felicit tramite l'alienazione.
In letteratura l'esempio pi eclatante di questa concezione dato dall'opera ?Enric
o IV? di Pirandello( 1922).
TRAMA: durante una corsa a cavallo, una sorta di festa in maschera, Enrico, o me
glio, l'uomo che si travestito da Enrico IV (imperatore di Germania del I-II sec
olo), cade da cavallo e sbatte la testa. Al suo risveglio egli crede di essere i
l personaggio da lui interpretato; i familiari su consiglio di un medico decidon
o di assecondarlo, ricreando nel suo palazzo la corte dell'imperatore del Sacro
Romano Impero.
Egli visse cos i seguenti 12 anni della sua vita in un mondo parallelo assecondat
o dai servitori e dai familiari nella sua follia. Nel frattempo la vita prosegue
mentre lui rimane bloccato in quella realt che gi passata e che si ripete cos all'
infinito; la sua amata fuggita con il suo rivale in amore, che anche colui che s
i scopr lo fece cadere da cavallo. Un giorno egli si risveglia guarito e comprend
e quanto la sua realt sia rimasta indietro rispetto al presente; decide cos di fin
gersi ancora folle e proseguire nella sua illusione. Durante una visita di uno p
sicanalista (che organizza una recita in cui dei quadri prendevano vita per guar
irlo dalla sua follia), trafigge a morte con la propria spada il rivale in amore
, rinchiudendosi cos per sempre nella sua volontaria illusione, per sfuggire al c
arcere a vita.
Il protagonista sceglie pertanto la follia alla realt (<< preferii restar pazzo>>
), poich la ritiene migliore ed estranea alla sofferenza, a cui invece la vita ne
lla societ costringe. Egli non veramente un folle (poich nel momento della ?decisi
one? egli gi guarito ), bens una persona forse pi ragionevole di altre, forse un ge
nio per l'intuizione avuta, che ha rifiutato un mondo di sofferenze per un mondo
di falsa felicit, basato sull'illusione di un passato che si ripete all'infinito
.
<< Sono guarito perch so perfettamente di fare il pazzo, qua; e lo faccio, quieto
!-Il guaio per voi che la vivete agitatamente, senza saperla e senza vederla, la
vostra pazzia>>
Pirandello tratta molto spesso il tema della follia nelle sue opere, a cui fu an
che molto vicino per la malattia della moglie, affetta da una gelosia delirante
e paranoica che le provocava spesso crisi isteriche e violente; ella fu ricovera
ta in un ospedale psichiatrico nel 1919 a Roma, dove mor a 88 anni.
Nelle sue opere il tema della follia legato all'idea per cui la personalit degli
uomini non una, ma molteplici ed i suoi personaggi cos si sdoppiano in pi personal
it.

La personalit che ha l'uomo soltanto un'illusione, una maschera indossata per dif
endersi dal caos della realt. L'unica via di relativa salvezza che Pirandello off
re ai suoi protagonisti la fuga nell' irrazionale e nella follia, unici struenti
per contestare le forme moralmente fasulle imposte dalla societ.
Il passaggio dalle strutture di contenimento prima accennate a delle strutture s
pecifiche per le malattie mentali ( ospedali psichiatrici come quello in cui fu
rinchiusa la moglie di Pirandello) attravers ulteriori fasi intermedie:
dai lazzaretti e dalle prigioni si pass successivamente a degli OSPIZI (laici o r
eligiosi), ovvero a strutture d'internamento per tutti coloro che non fossero st
ati padroni della propria esistenza. In questa categoria rientravano oltre che i
malati di mente, tutte le persone povere, miserabili o malate che non avessero
mezzi di sostentamento e che nel XVII XVIII secolo affollavano le vie delle gran
di citt europee.
Il 7 maggio 1657 a Parigi venne fondato l'Hopital General, una grande struttura
non definibile come un'istituzione medica, ma piuttosto come un'entit giuridico-a
mministrativa che agiva al di fuori dei tribunali con diritto esecutivo immediat
o (uno stato nello stato).
Tramite queste strutture che si diffusero in tutta Europa, le autorit intendevano
?ripulire le strade?, ovvero internare chiunque fosse stato scomodo alla societ
o contrario ai suoi ideali e valori; nacque in questo periodo un nuovo concetto
di MISERIA e di CARITA': la definizione di folli si estese a tutte le persone po
vere, miserabili (povert come malattia mentale) oltre che a tutte le persone defi
nite socialmente ?scomode? (omosessuali, persone con tendenze suicide o autolesi
oniste, libertini, possibili stregoni o maghi, alcolisti, tossicodipendenti, ma
anche figli, mogli, parenti divenuti scomodi per qualche famiglia altolocata) e
l'internamento forzato insieme alla negazione di qualsiasi attivit e autonomia se
mbravano cos essere l'unica CURA ( cura intesa come soppressione, eliminazione),
un atto di carit che la societ offriva a questi ?malati?.
I malati di mente internati per non venivano curati, ma bens solamente custoditi,
rinchiusi, strappati ed eliminati dalla societ.
Fu PHILIPPE PINEL nella seconda met del '700 ad introdurre la concezione che essi
fossero delle persone comunque umane nonostante la malattia, diversificandole a
nche dalle altre figure di emarginati sociali e che avessero bisogno di vere e p
roprie cure.
Nei suoi scritti e nella sua pratica clinica, diede importanza a diversi element
i terapeutici, fra cui la costruzione di un rapporto personale costruito con col
loqui con il malato, metodi di "terapia morale" (antenata della psicoterapia). M
a venivano anche utilizzati con strumenti terapeutici...per ricondurre questi ma
lati alla 'normalit'... particolarmente traumatici, volti a provocare uno shock:
in queste strutture erano comuni docce ghiacciate, diete sbilanciate, isolamento
e contenzione fisica, purghe, salassi, oppio, ecc...
Gli studi di Pinel portarono alla formulazione del codice psichiatrico dei manic
omi nel 1883, il quale rimase valido fino al 1990.
Se inizialmente l'internamento era ritenuto una forma di repressione del pensier
o, un richiamo alla verit per mezzo della costrizione morale e fisica e del contr
ollo d'ogni forma d'espressione, nel XIX- XX secolo esso assunse dei connotati p
i positivistici, grazie ad una maggiore umanizzazione dei pazienti e all'introduz
ione di attivit o forme d'espressione interne agli istituti. (ART BRUT: Il concet
to (in italiano letteralmente, Arte grezza) stato inventato nel1945dalpittorefrances
eJean Dubuffetper indicare le produzioni artistiche realizzate da non professionis
ti o pensionanti dell'ospedale psichiatricoche operano al di fuori delle norme es
tetiche convenzionali (autodidatti, psicotici, prigionieri, persone completament
e digiune di cultura artistica). Egli intendeva, in tal modo, definire un'arte s
pontanea, senza pretese culturali e senza alcuna riflessione. )
Un'importante scoperta nel campo della cura delle malattie mentali fu quella del
l'IPNOSI, introdotta dal maestro del sopracitato Pinel, JEAN MARTIN CHARCOT (182

5-1893): neuropsichiatra francese famoso per i suoi studi di neuropatologia e in


particolare per la sua affermazione dell'origine psicologica dell'isteria, di c
ui descrisse la sintomatologia e ne indic la cura nell'adozione della suggestione
in stato d'ipnosi.
Giunse inoltre a stabilire l'esistenza di un legame tra suggestionabilit e isteri
a, considerando la prima come anormalit psichica e terreno fertile per l'insorgen
za dell'isteria stessa.
Un altro famoso allievo di Charcot fu SIGMUND FREUD (1856-1939)fondatore della p
sicanalisi, e continuatore del metodo dell'ipnosi come cura per alcune malattie
mentali, come appunto l'isteria.
L'espressione dell'intero pensiero di Freud prende letteralmente forma in colui
che Freud stesso defin in futuro Il suo caso clinico , ovvero il pittore, scultore,
scrittore, cineasta, designer e sceneggiatore spagnolo surrealista SALVADOR DALI
'(1904-1989).
Freud basa la sua psicanalisi sulla TEORIA DELLA RIMOZIONE: egli nota che i suoi
pazienti sottoposti ad ipnosi, ricordavano fatti della loro vita che altres non
avrebbero ricordato, come se bisognasse prima vincere una certa resistenza in lo
ro. Freud identifica in questa resistenza la causa della NEVROSI(ansia, ossessio
ni, paranoie...) , sostenendone l'origine da un'incompatibilit tra l'Io cosciente
(valori, ideali ) e certe pulsioni e desideri ritenuti vergognosi o indicibili .
In altre parole la nevrosi determinata dalla mancanza di equilibrio nel rapporto
tra ES e Super-Ego con l'Ego.
Il soggetto, pertanto, reprime e trascina queste pulsioni nell'INCONSCIO, anche
se esse, cos facendo, non vengono del tutto eliminate, trovando per vie indirette
soddisfazioni sostitutive che rendono cos vana la rimozione.
Il metodo psicanalitico di Freud intende quindi scoprire queste mancate rimozioni
ed eliminarle tramite un'opera di valutazione, in cui il paziente stesso a curar
si, passando da soggetto passivo ad attivo. (TRANSFERT= rapporto emotivo che va
ad instaurarsi tra paziente e medico, permettendo la collaborazione necessaria a
lla cura).
Salvador Dal impront la sua arte su un metodo che si basa proprio su queste pulsio
ni nascoste, che egli stesso definisce <<PARANOICO-CRITICO>>:
Secondo Dal, la paranoia una malattia mentale cronica, la cui sintomatologia pi ca
ratteristica consisterebbe nelle delusioni sistematiche, con o senza allucinazio
ni dei sensi. Tali delusioni possono prendere la forma di mania di persecuzione
o di grandezza o di ambizione. Egli stesso ne sarebbe affetto e questo fatto rap
presenterebbe di per s una grande fonte di idee visive.
Per Dal, il processo critico costituisce il processo di razionalizzazione della p
aranoia. In pratica, consiste nella rielaborazione razionale delle conseguenze d
ella paranoia, ovvero le delusioni, le allucinazioni e il delirio. Grazie al pro
cesso critico, la paranoia e le sue torbide presenze affiorano dall'inconscio. I
n questo modo fungono da stimolo alla fantasia creatrice dell'artista e possono
tradursi in immagini pittoriche.
Se Freud nella sua psicanalisi utilizza il metodo delle LIBERE ASSOCIAZIONI DI I
DEE, Dal invece usa le ASSOCIAZIONI DELIRANTI, dettate dall'inconscio attraverso
suggestioni provenienti dall'ambiente esterno.
Un esempio di ci sono per lo pi 2 opere:
La persistenza della Memoria (1931) NY, Museum of Modern Art: << Rimasi ancora
per un momento seduto a tavola, pensando ai problemi che mi poneva il supermoll
e di questo formaggio. Mi alzai e mi recai nel mio studio, per gettare un ultimo
sguardo al mio lavoro, com'era mia abitudine. ( ) Questo paesaggio doveva servire
da sfondo a una nuova idea, ma quale? Cercavo un'immagine sorprendente, ma non
riuscivo a trovarla. Spensi la luce e uscii dalla stanza e in quel preciso momen

to 'vidi' letteralmente la soluzione: due orologi molli, uno dei quali pietosame
nte appeso ad un ramo>>
Sogno provocato dal volo di un'ape intorno a una melagrana un secondo prima del
risveglio (1944) Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza: Le immagini paradossali e fan
tasiose del quadro sono la conseguenza di una puntura d ape che il pittore subisce
durante una notte, mentre addormentato. Durante la fase immediata del risveglio
, mentre il subconscio si trasforma in coscienza, le immagini causate dal dolore
e dall identificazione da parte di Dal della causa di questo dolore
l ape appunto
i ispirano una serie di immagini che riporta sulla tela:da una melagrana spunta
un pesce rosso, da cui poi prendono forma 2 tigri simbolo della violenza del ris
veglio; da esse infine spunta un fucile con baionetta che punge il corpo nudo, dis
teso e sospeso in aria della compagna di vita e musa ispiratrice di Dal, Gala, pr
oprio come l'ape punge l'artista durante il sonno.
Giraffa in fiamme (1936-37) Basilea, Kunstmuseum: Il titolo dell'opera si riferi
sce alla spettrale carne bruciata della giraffa sulla sinistra in secondo piano,
che potrebbe essere la materializzazione della guerra civile, scoppiata proprio
in quel momento in Spagna (GUERRA CIVILE SPAGNOLA di F. Franco). La vera figura
protagonista, per, quella femminile che occupa quasi tutto lo spazio del quadro
e che inaugura una nuova fisionomia di donna che ritroveremo rappresentata poi a
nche in altre opere. L'immagine della donna "smontabile", che rivela il suo inte
rno a cassetti, la donna-stipo, priva di volto e di identit esteriore, che si sco
mpone in protuberanze falliche sorrette da stampelle, un'idea nata dalla rifless
ione sul valore delle teorie psicanalitiche di Freud: <<L'unica differenza tra l
a Grecia immortale e il nostro presente Sigmund Freud, che scopr come il corpo de
ll'uomo, che al tempo dei greci era puramente neoplatonico (ideale, integro), si
a oggi pieno di cassetti segreti, che solo la psicanalisi in grado di aprire >>.
Questa affermazione di Dal rappresentata nella sua completezza di significato nel
l'opera:
Venere di Milo a cassetti (1936): l idea della Venere di Milo (simbolo del bello idea
le classico) con cassetti nasce durante un soggiorno di Dal in Inghilterra presso
il magnate Edward James. L umano si trasforma in oggetto secondo l ambiguit della tr
aslazione linguistica della parola chest (letteralemente torace ma anche mobile ) che
connota il chest of drawers, ovvero un arredamento tipicamente britannico. Il g
ioco di parole genera una confusione poetica che Dal concretizza in quest opera for
midabile, ispirato dalla curiosa analogia linguistica.
Secondo Freud inoltre i desideri repressi nell'inconscio, spesso di natura sessu
ale, hanno un legame profondo con il mondo dei sogni da cui poi nacque INTERPRETA
ZIONE DEI SOGNI (1899) : il sogno va a costituire la funzione che prima aveva l'ip
nosi, permettendo allo psicanalista di indagare l'inconscio del paziente (insiem
e all'analisi dei lapsus, intesi come atti mancati), poich il sogno, secondo Freu
d, il tentativo inconscio di soddisfare queste pulsioni represse (<<Il sogno la
realizzazione (mascherata) di un desiderio (rimosso) >> ).
Questi desideri o pulsioni repressi hanno spesso natura sessuale, come gi detto,
poich la loro origine oltre che dal contrasto con l'Io cosciente pu essere dovuta
dal contrasto tra PRINCIPIO DI PIACERE (legato al concetto di libido, l'energia
vitale connessa agli istinti dell'uomo, tra cui il desiderio sessuale) e PRINCIP
IO DI REALTA' (che costringe le pulsioni istintive in nuove vie, definite come le
vie della civilt ).
La natura della sessualit dell'uomo ha origine e sviluppo fin dalla sua infanzia,
intesa come conquista del piacere tramite l'autoerotismo dei sensi in specifich
e zone erogene (fase orale, fase anale, fase fallica), giungendo infine al cosid
detto COMPLESSO EDIPICO, in cui il bambino proietta sul genitore di sesso oppost
o i desideri sessuali, concependo invece impulsi ostili contro il genitore dello
stesso sesso visto come avversario in amore.
Dal esprime queste concezione freudiane sulla sessualit maggiormente attraverso le
seguenti opere:

gl

L'enigma del desiderio mia madre, mia madre, mia madre (1929) Monaco, Staatsgale
rie Moderner Kunst: opera espressione del complesso edipico raffigura l'uomo com
e un volto molle e allungato, seguito da una grande massa informe, il cui retico
lato a cellette
ciascuna contenente la parola ma mre in una ripetizione ossessiva
e paranoica ricorda la massa cerebrale.
Il grande masturbatore (1929) Museo Nacional, Madrid: opera sconcertante e sedutti
va, nella quale in primo piano ritroviamo un surrealista autoritratto dell'artis
ta; verso destra il volto subisce una metamorfosi, trasformandosi in un busto di
donna e in delle gambe di uomo. Sopra al volto deformato dell'artista vi sono i
simboli dell'infanzia dell'artista (sassi, conchiglie, un albero) e un uovo, si
mbolo del periodo intrauterino.
Il dipinto esprime la paura e l'ossessione di Dal verso l'atto sessuale (evidente
fellatio, sangue che scorre sulle gambe dell'uomo ? CASTRAZIONE), oltre ad un a
ltro esplicito riferimento all'angoscioso scorrere del tempo (cavalletta con ven
tre in decomposizione).
La metamorfosi di Narciso (1937) Tate Gallery, Londra: La scelta iconografica del
dipinto deriva dalle suggestioni artistiche ricevute durante il viaggio in Itali
a compiuto dall artista nel 1936, cos come le figure dei nudi sullo sfondo che evoc
ano pose classiche e atteggiamenti formali tipici dell arte rinascimentale e manie
rista. Il mito classico del giovane Narciso, che innamoratosi della propria imma
gine riflessa in uno specchio d acqua e impossibilitato a possederla si trasforma
nel fiore che porta il suo nome, offr lo spunto all artista per inscenare questa me
tamorfosi ovidiana in un ambigua relazione tra illusione e realt.
La metamorfosi si percepisce grazie alla somiglianza delle sagome delle due figu
re. Il protagonista assume le sembianze di una mano che stringe un uovo dal qual
e nasce un fiore di narciso.
La mano potrebbe indicare l atto della masturbazione, oppure, secondo altre inter
pretazioni, simboleggiare la morte. A rafforzare quest ultima tesi, si vedono sull
a base del pollice di questa mano pietrificata delle formiche che stanno a simbo
leggiare la decomposizione e la caducit dell esistenza e della vita. L uovo, invece,
usato dal pittore per indicare il simbolo della sessualit.
Quest'ultima teoria sula CADUCITA' DELL'ESISTENZA E DELLA VITA potrebbe essere c
ollegata con l'interpretazione dataci da Freud in Il disagio della civilt (1929) co
n il contrasto tra Eros ( istinto di vita) e Thanatos ( istinto di morte) : << I
l problema fondamentale del destino della specie umana a me sembra questo: se, e
fino a che punto, l'evoluzione civile degli uomini riuscir a dominare i turbamen
ti della vita collettiva provocati dalla loro pulsione aggressiva e autodistrutt
rice >>.
Il candidato intende concludere con una citazione dello psichiatra, neurologo e
professore italiano FRANCESCO BASAGLIA, fondatore della moderna concezione di ma
lattia mentale e autore della Legge basaglia (1978), che stabil la chiusura dei man
icomi, regolament il trattamento sanitario obbligatorio e istitu i servizi di igie
ne mentale pubblici:<< La societ, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la r
agione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurr
e la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua rag
ion d'essere>>.