Sei sulla pagina 1di 8

il Ducato

Sud in nero di Annalice Furfari

Dall’Africa sub-sahariana alla Libia, - La vita nelle baracche, pag. 2


dalla Libia a Rosarno. Qui, nella Piana - Le testimonianze degli africani, pag. 3
di Gioia Tauro, i raccoglitori stagionali
- La rivolta del 7 gennaio 2010, pag. 4
di agrumi fanno i conti con alloggi fati-
scenti, sfruttamento, assenza di tutele - Il lavoro in agricoltura e il caporalato, pag. 5
contrattuali, razzismo e criminalità. - La solidarietà e i progetti, pag. 6
il Ducato
La non-vita dei raccoglitori stagionali di agrumi

L’ultimo avamposto
di inferno del Sud
All’ex Opera Sila gli africani dormivano ammassati in angusti silos

C
onfine tra Rosarno e ternit. Nel dicembre 2009, a rac- lari. Queste persone arrivano sa-
Gioia Tauro, ex Ope- cogliere le clementine nella Pia- ne in Italia e si ammalano qui».
ra Sila. Un grande na di Gioia Tauro c’erano, in tut- Eppure, all’ex Opera Sila, gli afri-
capannone indu- to, circa 1700 immigrati. Molti cani si scatenavano nelle partite
striale in disuso, un con regolare permesso di sog- di calcetto, cantavano e danzava-
odore intenso, che giorno, molti altri clandestini, al- no al ritmo incalzante di musiche
impregna capelli e vestiti e pene- tri ancora in attesa del riconosci- tribali, rievocative di frammenti
tra fin dentro i polmoni. Sembra mento dello status di rifugiati po- di vita passata in ben altri luoghi.
impossibile liberarsene, è pun- litici. La maggior parte di questi Avevano anche creato un piccolo
gente, è odore di gomma brucia- aveva occupato l’ex Opera Sila, bazar, in cui alcuni vendevano
ta, più precisamente copertoni di conosciuta anche come Esac o generi alimentari di prima ne-
gomme d’auto bruciati. Il terreno Arsa, la raffineria di olio di pro- cessità, acquistati al supermer-
attorno all’ex Opera Sila ne è pie- prietà della Regione Calabria, cato. Capitava spesso di sentire il
no. Gli immigrati, che hanno oc- mai entrata in produzione, situa- lamento di una capretta, un atti-
cupato questo vecchio stabili- ta sulla statale 18. Si trova all’al- mo prima che fosse uccisa e man-
mento della provincia di Reggio tezza del quadrivio Spartimento, giata. Nonostante il freddo e l’u-
Calabria, hanno bisogno del fuo- al confine tra Rosarno e Gioia midità, si potevano vedere gli im-
co prodotto dalle combustioni, Tauro, proprio di fronte a un ter- migrati a torso nudo, che faceva-
per riscaldare l’acqua e soprat- movalorizzatore che dispensa no la fila per raccogliere l’acqua
tutto proteggersi dal freddo, pun- diossina. Qui gli africani avevano che sgorgava dalle poche fonta-
gente anche questo. O almeno ci montato piccole tende in tessuto nelle a disposizione, intenti a la-
provano. Accanto a tre copertoni,
che stanno per divampare assie-
me a una sedia di plastica rotta, L’ACCESSO ALLE CURE MEDICHE
c’è un grande pentolone di ferro,
sistemato su tre pietre grosse e
aguzze, che sta per accogliere il
pasto della giornata: rigatoni al
La tessera Stp
sugo, che gli abitanti dell’ex Ope-
ra Sila mangeranno, direttamen- Dal 1998 la legge italiana garantisce agli stra-
te dal pentolone, con le mani, nieri regolari e irregolari l’accesso alle cure. Per i
perché non esiste altro modo. E primi, in possesso del permesso di soggiorno, è
saranno in molti a condividere
questo pasto. previsto l’obbligo di iscrizione al sistema sanita-
Qui, prima degli sgomberi del rio nazionale. Agli irregolari è riconosciuto il dirit-
gennaio 2010, seguiti alla prote- to alle cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti
sta dei cittadini rosarnesi contro
i “neri”, vivevano circa 900 africa- ed essenziali, ancorché continuative, per malat-
ni. Il dato non era preciso e non tia o infortunio, e agli interventi di medicina pre-
poteva esserlo, perché le presen- ventiva. Per ottenere l’assistenza sanitaria, lo
ze erano fluttuanti. Appartene-
vano a una particolare categoria straniero sprovvisto di permesso di soggiorno
di immigrati: quella dei lavorato- deve richiedere l’assegnazione della tessera Stp
ri stagionali del settore agricolo,
che si spostano di zona in zona,
(Straniero temporaneamente presente), che ha
nel Sud Italia, in base ai periodi di validità, su tutto il territorio nazionale, di sei
raccolta nei campi. Vivono tra mesi, con possibilità di rinnovo. Nella Piana di
Castel Volturno in Campania,
Cassibile in Sicilia, Foggia in Pu- Gioia Tauro ci sono 4 ambulatori Stp, ma gli immi-
glia e Rosarno in Calabria. Qui ar- grati o non ne conoscono l’esistenza o li consi-
rivano intorno alla fine di no- derano difficili da raggiungere.
vembre, quando nei terreni della
Piana di Gioia Tauro comincia la
raccolta di arance e mandarini, e
vanno via ad aprile, per spostarsi colorato o in cerata trasparente, vare via lo sporco di una giorna-
in un altro avamposto di inferno ammassate le une accanto alle ta trascorsa nei campi. Ci tene-
dell’Italia meridionale. altre. Chi non riusciva a trovare vano molto all’igiene personale,
Questa storia è iniziata nella pri- posto nelle tende si accontenta- sebbene fossero costretti a con-
ma metà degli anni ’90. Da allora va di dormire all’interno di quei vivere con il puzzo asfissiante
fino agli sgomberi del gennaio silos stretti e angusti che doveva- dei rifiuti, abbandonati attorno
2010, gli immigrati hanno vissu- no servire per lo stoccaggio del- allo stabilimento e mai raccolti.
to in alloggi di fortuna, come i ca- l’olio. Infatti, nelle bidonville L’unico lusso concesso dal Co-
solari di campagna abbandonati dell’Italia meridionale gli immi- mune di Rosarno consisteva nei
e diroccati della Collina di Rizzi- grati vivono di niente, senza luce bagni chimici, troppo pochi per
coni, altro comune compreso nel né calore, senza bagni né docce, la quantità di gente che li usava e
territorio della Piana, che è stato solo con qualche coperta o un puliti solo due volte a settimana.
ricovero per circa 600 africani; sacco a pelo donato da un’anima L’insoddisfazione delle necessi-
oppure negli ex stabilimenti in- pia. Medici Senza Frontiere, che tà materiali non costituiva una
dustriali, santuari dello spreco dal 2004 presta assistenza agli buona scusa per trascurare i bi-
meridionale dei fondi pubblici, stranieri impiegati in agricoltura sogni spirituali. Gli immigrati di
costruiti con i soldi della Cassa con la sua clinica mobile, ha più religione cristiana, infatti, ave-
del Mezzogiorno e mai entrati in volte denunciato l’emergenza vano costruito una chiesetta con
funzione. Proprio come la Ro- sanitaria: «Il freddo – si legge nel assi di legno e la domenica si rac-
gnetta di Rosarno, rudere a cielo rapporto“Una stagione all’infer- coglievano lì per pregare con un
aperto di una fabbrica di trasfor- no” – e il cucinare e dormire in pastore. Stesso discorso per i
mazione del succo degli agrumi, spazi non areati influiscono sul- musulmani, che avevano il loro
dove, prima della demolizione l’insorgenza di patologie respi- imam di riferimento. Forse la fe-
del gennaio 2010, erano stanziati ratorie. Le difficili condizioni di de dava loro la forza di andare
200 africani, stipati in fetide ba- vita e lavoro portano a malattie avanti nonostante tutto, in quel
racche ricavate tra il fango e l’E- gastroenteriche e osteomusco- terribile inferno meridionale.

2
DOSSIER
Le testimonianze degli immigrati

“Qui viviamo
di niente”

B
envenuti nel regno A dispetto della giovane età e
dei lavoratori sta- dell’aria sbarazzina, complici
gionali dell’agri- rasta e treccine, gli si legge in
coltura. Segni par- faccia tutto ciò che ha passato.
ticolari: pelle nera, Quando inizia a raccontare,
età compresa tra i sembra di ascoltare una storia
20 e i 30 anni, robusta costitu- già sentita. Narrata dai suoi oc-
zione, spalle massicce e braccia chi scuri e fieri. «Prima di arriva-
muscolose, in grado di soppor- re in Italia ho conosciuto la Li-
tare il peso di cassette e casset- bia: non è buono stare là. Ho la-
te di agrumi. Provenienza: Afri- vorato e poi non mi hanno pa-
ca sub-sahariana, in particola- gato. Ma anche qui non c’è nien-
re Ghana, Nigeria, Burkina Fa- te per noi… Vivo in Italia da due
so, Mali, Senegal, Togo, Sudan e anni e a Rosarno da uno, ma non
Costa d’Avorio. Paesi in cui po- ho il permesso di soggiorno.
vertà e vio- Qua ci sono tante
lenza la fanno persone nella
da padroni. mia stessa situa-
Ed è proprio zione: il proble-
per sfuggire a ma è che non c’è
queste due lavoro per tutti».
piaghe che i Ma la carenza di
ragazzi più lavoro non è l’u-
forti, quelli su nica angoscia di
cui si concen- Eric: «Siamo in
trano le spe- 1000 a dormire
ranze di inte- qua e non abbia-
re famiglie e mo niente. Non
interi quar- ci possiamo fare
tieri, prendo- il bagno per gior-
no quel poco ni, non abbiamo
che hanno e acqua calda, lu-
lo mettono in Eric, ghanese di 25 anni ce. Il Comune di
piccole valigie da quattro soldi, Rosarno deve aiutarci». «Qui
pronti a partire. Partire con la non abbiamo niente, niente…»,
consapevolezza di dover af- dice questo ragazzo fiero di 25
frontare mille difficoltà, ma anni e lo ripete in maniera os-
spinti da un sogno: migliorare sessiva. «Prima qua non erava-
la propria vita e soprattutto mo così tanti e c’era più lavoro
quella dei propri cari, per rega- per tutti. Ora siamo in troppi e il
lare loro la possibilità di vince- lavoro non basta più. Su 1000, al
re la fame e la morte. massimo vanno a lavorare 300
Eccoli i giova- persone e solo
ni africani per 1-2 giorni a
che hanno at- settimana. I da-
traversato il tori ci pagano
deserto del ogni 10-15 giorni
Nella foto centrale: momenti di relax tra Sahara e co- e ci danno solo 25
nosciuto la euro a giornata.
immigrati (Opera Sila, Gioia Tauro). Libia, dove gli Danno i soldi al
Nelle due foto nel mezzo: un immigrato uomini ven- capo africano e
dorme in una baracca (Rognetta, Rosarno); gono arrestati lui ce li distribui-
e venduti e le sce. Pagano lui
baracche in amianto nel rudere a cielo aper- donne stu- perché è in Italia
to della Rognetta. prate. Ragazzi da più tempo e
Nelle due foto in basso: una vecchia sedia che sono ri- conosce gli ita-
usciti a raci- liani e l’italiano.
di plastica e un copertone di auto stanno molare 1000 Però alcuni dato-
per essere bruciati per produrre il calore dollari, per ri ci fanno lavora-
necessario a far bollire l’acqua per la pasta versarli nelle Abraham, sudanese, 30 anni re e poi non ci pa-
tasche di uno gano. Anche a me è
nel pentolone di ferro (Opera Sila); dettaglio sfruttatore che li ha messi su un successo. Il mio capo mi deve
dell’interno di un silo usato da un immigrato barcone, su cui hanno sfidato le ancora pagare, ma non si fa tro-
correnti del Mar Mediterraneo vare. Non posso neanche de-
come letto (Opera Sila) fino a Lampedusa. Sono gli im- nunciarlo, perché non ho i do-
migrati dei viaggi della speran- cumenti. Se avessi 700 euro al
za. Partono alla volta dell’emi- mese starei bene qui e manderei
sfero Nord, convinti di trovarvi i soldi a casa, ma con 100-200
un lavoro dignitoso, che riscat- euro al mese non si fa niente. Io
ti le miserie vissute. Ma, all’ar- sono sposato e ho un bambino
rivo in Italia, le aspettative si in- in Africa. Mia moglie mi dice
frangono con una realtà ben di- sempre che ha bisogno di soldi.
versa, che si chiama lavoro sta- Ma come faccio a mandarglieli,
gionale in agricoltura e ha i co- se non ho neanche quelli per
lori dei pomodori pugliesi e mangiare qua? Io spero che le
campani, delle patate siciliane cose cambino. Prego Dio perché
e degli agrumi calabresi. Da Ca- cambino…».
stel Volturno a Foggia, da Cassi- Abraham non è sposato, ma in
bile a Rosarno, lo sguardo di Sudan ha una madre e sei sorel-
questi uomini-ragazzi non le da mantenere. Neanche lui ce
cambia: è sempre impregnato la fa. A 30 anni, sembra già avere
di determinazione, coraggio, perso ogni speranza di felicità. Il
forza, orgoglio e fierezza, non- suo è un grido di stremo e dispe-
ostante le inumane condizioni razione: «Come fa la mia fami-
di vita e lavoro a cui sono co- glia, se non guadagno niente
stretti. È lo sguardo della digni- qua? Io non ho niente in questo
tà, a cui non intendono rinun- mondo… Faccio tutto questo
ciare. Neppure qui, in questo per loro, non penso per me. Ma
avamposto di inferno dell’Ita- qua non c’è figli, non c’è amore,
lia meridionale chiamato ex non c’è dormire bene, non c’è
Opera Sila. lavoro bene… Come si può vive-
È un viso che non si dimentica re così?». Già. Come si può vive-
quello di Eric, 25enne ghanese. re così?

3
il Ducato
Gli africani rispondono alle pistolettate dei giovani del posto. Si scatena la protesta

Dalla rivolta alla caccia al nero


La convivenza impossibile degenera il 7 gennaio 2010. Ma un episodio simile era già accaduto nel dicembre 2008

U
omini bianchi in zione degli africani, a due soli sempre mostrata estranea alle mandare via gli stranieri or- restati per gli atti di vandali-
branco, armati di giorni dall’aggressione, i cara- logiche locali di controllo del mai indesiderati. Ben presto, smo sono stati 7. Pesante an-
spranghe e ba- binieri di Gioia Tauro arresta- territorio. Così, all’ennesima Rosarno è diventata una città che il bilancio dei feriti: 14 ro-
stoni, girano for- rono uno dei due colpevoli, sparatoria, la reazione dei ne- in stato di assedio e guerriglia sarnesi, 18 agenti e 21 africani,
sennatamente Andrea Fortugno, un giovane ri non si è fatta attendere, ma urbana, con le forze dell’ordi- di cui 8 ricoverati in ospedale,
alla ricerca rosarnese dalle amicizie ma- questa volta la protesta è stata ne a tentare di proteggere gli con lesioni anche gravi, ma
dell’“uomo nero”. Donne bian- fiose, poi condannato a 16 an- più cieca e rabbiosa. Il 7 gen- africani dalla furia dei bianchi, non in pericolo di vita. A tutti
che, affacciate ai balconi, urla- ni, in primo grado, per estor- naio 2010, infatti, gli africani armati di fucili, spranghe e ba- loro il ministro dell’Interno
no: «Ammazzateli, ammazzate- sione e tentato omicidio. Non- hanno occupato le vie di Ro- stoni. Tra questi, alcuni boss Roberto Maroni ha promesso
li tutti!». Sembrano i fotogram- ostante ciò, le abitudini dei ra- sarno, bruciato i cassonetti locali, come Antonio Bellocco, la concessione del permesso
mi di un film ambientato nell’A- gazzi rosarnesi in odore di ’n- della spazzatura, devastato le figlio di un esponente di spic- di soggiorno per motivi uma-
merica degli anni ’20. E invece si drangheta non sono cambia- auto e aggredito una donna co della cosca omonima, arre- nitari, ma, a fine marzo, le as-
tratta di vita vera, quella vissuta te: hanno continuato a giocare rosarnese e i suoi bambini. stato l’8 gennaio con l’accusa sociazioni di volontari hanno
a Rosarno nel gennaio 2010. al tiro al bersaglio con gli afri- Questo ha scatenato gli istinti di resistenza a pubblico uffi- denunciato il mancato man-
Tutto inizia il pomeriggio del 7 cani, forse per passatempo, peggiori degli abitanti, che, il ciale. Sono finiti in manette tenimento della promessa.
gennaio, con il ferimento di un forse per arricchire il curricu- giorno dopo, hanno dato vita a anche altri due rosarnesi già Proprio su disposizione del Vi-
ragazzo del Togo, Aiyva, colpito lum da presentare alle cosche, una vera e propria caccia al noti alle forze dell’ordine: ri- minale, la storia della convi-
con un’arma ad aria compressa, forse per far capire chi coman- nero, con l’obiettivo di ripor- sponderanno di tentato omi- venza impossibile tra africani
da uomini a bordo di un Suv, sul- da a una comunità che si è tare il territorio all’ordine e di cidio. Gli extracomunitari ar- e rosarnesi si è conclusa con
la strada statale 18 che collega quella che da più parti è stata
Rosarno a Gioia Tauro. Il giova- definita una «deportazione di
ne viene ricoverato all’ospedale massa»: 428 extracomunitari
di Gioia Tauro, ma non corre pe- sono stati scortati e trasferiti,
ricolo di vita. Nonostante ciò, su pullman delle forze dell’or-
all’ex Opera Sila, dormitorio del dine, al Centro di prima acco-
ragazzo, monta la rabbia degli glienza di Crotone, altri 400 al
africani, esasperata qualche ora Cpa di Bari e 300 sono partiti
dopo, quando inizia a circolare autonomamente, con treni
la voce che nella bidonville di per il Nord. In totale, 1128 afri-
Rosarno, la Rognetta, siano sta- cani hanno lasciato Rosarno,
ti colpiti altri braccianti. In ef- molti volontariamente, molti
fetti, all’ospedale della vicina altri convinti o costretti dagli
Polistena viene ricoverato Jacu- uomini delle istituzioni. Con i
ba, anche lui con lesioni non trasferimenti si è realizzato lo
gravi. Nel frattempo, alla Ro- svuotamento delle due ex fab-
gnetta scoppia la rivolta dei ne- briche utilizzate dagli immi-
ri, stanchi di subire continui at- grati come dormitori e il Co-
tentati, apparentemente im- mune di Rosarno ne ha appro-
motivati, a opera dei rosarnesi. fittato per demolire il rudere di
Non è, infatti, la prima volta che una di queste, la Rognetta.
la gente del posto gioca al tiro al Le operazioni di allontana-
bersaglio con gli africani. Era mento degli extracomunitari
già successo il 12 dicembre hanno permesso di accertare
2008, quando due lavoratori che, contrariamente a quanto
ivoriani, entrambi ventenni, sostenuto fino a quel momen-
vennero feriti da colpi di arma to dalle istituzioni, la stragran-
da fuoco e uno di loro riportò le- de maggioranza degli africani
sioni molto gravi. I due stavano era in possesso del permesso
facendo ritorno, dopo una gior- di soggiorno. Gli altri hanno ri-
nata di lavoro, alla Cartiera, al- cevuto un decreto di espulsio-
lora dormitorio per circa 700 Uno degli immigrati feriti da alcuni cittadini rosarnesi durante gli scontri dell’8 gennaio ne.
africani, l’ennesima fabbrica (concessa da Gervasio Ungolo, del Comitato difesa migranti) La rivolta di Rosarno ha provo-
mai entrata in produzione, si- cato le reazioni di sdegno di
tuata sulla strada che collega tutti i principali esponenti
Rosarno a San Ferdinando e della politica nazionale. Dure
sgomberata dal commissario
prefettizio di quest’ultimo Co-
Il pm Musolino, titolare delle indagini sui fatti rosarnesi le parole di Maroni: «A Rosar-
no, in tutti questi anni, è stata

La mano della ’ndrangheta


mune per inagibilità, dopo l’in- tollerata un’immigrazione
cendio scoppiato lì nel luglio clandestina che ha alimentato
2009. da una parte la criminalità e
La sparatoria del 12 dicembre dall’altra ha generato un forte
scatenò la reazione immediata degrado, che le autorità locali
degli africani, che diedero vita a e la Regione Calabria hanno

S
una manifestazione di protesta tefano Musolino è uno dei plicata della mafia: al suo inter- Non ci risulta. Questo è un fe- colpevolmente trascurato». Il
contro la criminalità e le condi- pm della Procura di Palmi no, nell’ambito della manova- nomeno che la nostra Procura 28 gennaio, nel presentare, a
zioni inumane in cui erano co- titolari del fascicolo di in- lanza, esistono spazi di auto- conosce bene: l’anno scorso Reggio Calabria, il Piano
stretti a vivere. Il corteo, defini- vestigazione sulla rivolta di Ro- nomia delinquenziale che ri- abbiamo disposto misure cau- straordinario di contrasto al
to da tutti i testimoni «colorato, sarno. In attesa della chiusura guardano i singoli componenti telari e sequestri preventivi di lavoro sommerso in edilizia e
rumoroso e pacifico», si riversò delle indagini, gli abbiamo e che non consentono di attri- aziende agricole, in relazione in agricoltura, il presidente del
sulle strade di Rosarno, fino alla chiesto di analizzare i fatti in buire ogni condotta criminale allo sfruttamento lavorativo Consiglio Silvio Berlusconi ha
sede del Comune. Qui i brac- questione. che il soggetto mette in atto al- della manodopera clandesti- affermato: «Una riduzione de-
cianti incontrarono i commis- Dal 12 dicembre 2008 al 7 gen- la mafia stessa. Quindi, è molto na. Il problema è che il capora- gli extracomunitari significa
sari prefettizi, che amministra- naio 2010. C’è un nesso tra que- probabile che, in quel contesto lato è reato solo nella misura in meno forze che vanno a in-
no la città da quando il Comune sti due episodi di cronaca nera? criminale, il soggetto affiliato cui ha come oggetto lo sfrutta- grossare le schiere della crimi-
è stato sciolto per infiltrazioni Si tratta di due episodi differen- alla ’ndrangheta abbia operato mento della manodopera clan- nalità». Insomma, il messag-
mafiose, e chiesero la protezio- ti. Il primo è nato in un contesto per conto proprio. Invece, i fat- destina. Al contrario, se a esse- gio del Governo è chiaro: me-
ne dagli attacchi dei criminali e di criminalità rosarnese di bas- ti del 7 gennaio sono stati il re vittima di un caporale è un no immigrati, meno irregolari,
la possibilità di vivere più digni- so livello, dominato da alcuni frutto di un esasperato contat- immigrato regolare, non pos- meno criminalità. Peccato che
tosamente, richieste puntual- giovani del posto che provava- to sociale tra bianchi e neri, di siamo intervenire, perché nel- a Rosarno sono stati proprio
mente disattese. no a estorcere ai migranti il po- una convivenza a cui i rosarne- l’ordinamento giuridico italia- gli immigrati a dare a una co-
Ci volevano gli africani, perché co denaro che questi guada- si non erano abituati. Però, non no il lavoro nero non configura munità omertosa una grande
qualcuno trovasse il coraggio di gnavano nei campi, seguendo- so quanto c’entri il razzismo. come reato, ma come semplice lezione di legalità. In ogni ca-
rompere il muro di omertà e li, armati di pistola, lungo il tra- Dalle nostre parti, la mafia c’è sanzione amministrativa, per- so, la storia non è finita, dato
paura e si ribellasse al controllo gitto che percorrevano per ri- in tutto ciò che conta davvero. seguibile da altri organi dello che, già da febbraio, molti afri-
che la ’ndrangheta esercita su entrare nei dormitori. Si è trat- Non credo che la ’ndrangheta Stato, l’Ispettorato del Lavoro e cani hanno fatto ritorno a Ro-
questo territorio. Qui, infatti, tato del tentativo di estorsione abbia la responsabilità dei pal- il Ministero del Lavoro. In oc- sarno e vi continuano a vivere
dominano due delle cosche, di un singolo e del suo gruppo. lini iniziali, ma potrebbe esse- casione degli accertamenti ef- in condizioni peggiori di pri-
quella dei Pesce e quella dei Bel- Era coinvolta un’altra persona, re intervenuta quando si è sca- fettuati nel corso della depor- ma, anche perché sono co-
locco, più potenti e fiorenti al che non siamo riusciti a identi- tenata la caccia al nero, per ri- tazione, si è verificato che la stretti a nascondersi in casola-
mondo, grazie anche ai traffici ficare e che era più marchiata portare il territorio all’ordine. maggior parte degli africani era ri di campagna abbandonati.
che sboccano nel porto di Gioia per la sua appartenenza crimi- La criminalità organizzata in- regolare, quindi il loro sfrutta- Per non urtare la suscettibilità
Tauro. Proprio per la collabora- nale. La ’ndrangheta è più com- fluenza il caporalato? mento non costituiva reato. dei bianchi.

4
DOSSIER

Un aranceto Il contratto stagionale


di Rosarno,
Piana di Lo strumento di regolarizzazione dei lavoratori stagionali
Gioia Tauro extracomunitari è il contratto stagionale previsto in agricol-
(concessa tura. Il numero di braccianti che possono essere inseriti in
da Franz questa categoria contrattuale è deciso periodicamente dal
Rodi Ministero dell’Interno, in accordo con le imprese locali.
Morabito, Anche questi immigrati devono, però, rientrare nel quadro
imprenditore del decreto flussi. Il datore di lavoro che intende avvalersi
agricolo di questa possibilità deve presentare richiesta allo sportel-
rosarnese) lo unico per l’immigrazione della propria provincia.

Raccoglitori di agrumi per pochi euro. Tra caporali, infezioni, fame e turni duri

Agricoltura, un lavoro da neri


Gli immigrati alimentano l’economia sommersa del Sud, senza alcun potere contrattuale o rappresentanza

S
paccarsi le braccia e gano mai e tutto si svolge nel- Sud, quella del lavoro nero che denuncia Francesco Saccà, prietari agricoli. In effetti, fino
la schiena, otto ore di l’illegalità. Oggi l’immigrato è alimenta l’economia sommer- presidente della Coldiretti di agli anni Novanta, molti di loro
fila, per 25 euro al più debole di fronte alla legge», sa, circa il 20% del Pil italiano. Reggio Calabria, «al produttore hanno approfittato del sistema
giorno. Lavorare al conclude sconsolata Graziella Franz Rodi Morabito, impren- agricolo locale viene ricono- degli aiuti europei, falsando il
freddo, al vento e sot- Carbone. ditore agricolo rosarnese e vi- sciuto un prezzo pari a un mi- numero delle arance e dei
to la pioggia. Farlo fi- In effetti, non c’è nulla di rego- cepresidente dell’Acus, Asso- sero 0,062 al chilo, quando il mandarini messi in commer-
no a vedere le dita delle mani lare nel lavoro degli africani. La ciazione coltivatori uliveti sto- prodotto è destinato all’indu- cio, in modo da ricevere contri-
che si ingrossano, si incallisco- loro paga non rispetta il mini- rici, tiene a difendere i suoi col- stria. Tale prezzo copre a stento buzioni più consistenti.
no e si spellano per il contatto mo sindacale stabilito nell’ac- leghi: «Gli agrumi rendono po- le sole spese di raccolta». Gli In un contesto spesso basato
con i diserbanti, fino a sentire cordo per il rinnovo del Con- chissimo. Il nostro è un settore agrumi calabresi non sono sulle irregolarità, salta all’oc-
le gambe non reggere più il pe- tratto provinciale di lavoro per in forte crisi, quindi molti sono competitivi con quelli esteri, chio anche il fenomeno dei fal-
so di un corpo troppo sfatto. gli operai agricoli e florovivai- costretti a far lavorare in nero e anche perché la filiera produt- si braccianti, portato alla luce
Ecco i fotogrammi di un lavoro sti. Documento alla mano, la a sottopagare, perché l’alter- tiva si è allungata, con un con- da svariate inchieste giudizia-
che gli italiani non vogliono paga base per un raccoglitore nativa sarebbe abbandonare seguente accumulo di costi che rie. Tra il 2007 e il 2009, nella
più fare. Un lavoro da uomini di agrumi è di 46,69 euro. Sen- l’attività. È vero che esistono i incidono sul prezzo finale al Piana di Gioia Tauro, la Guardia
forti, che un tempo si chiama- za contare che «chi assume ma- contratti stagionali di lavoro, consumo, che oscilla tra i 5 e i di Finanza ne ha denunciati
vano braccianti e oggi si chia- nodopera extracomunitaria ma lo Stato non ci incentiva a 15 centesimi di euro al chilo. 275 e le indennità Inps indebi-
mano raccoglitori stagionali di dovrà assicurare al lavoratore utilizzarli, perché ha alzato il li- Inoltre, nel 2008 l’Unione Eu- tamente percepite hanno su-
prodotti agricoli. Un lavoro da vitto e alloggio munito di servi- vello dei contributi che devono ropea, allarmata dalla scoperta perato il valore di 466 mila eu-
neri. zi igienici adeguati». Viene da essere pagati dal datore. Il lavo- di truffe fondate sul ritocco per ro.
Gli africani di Rosarno all’alba ridere, se si pensa alle bidonvil- ro nero spesso è una necessità. eccesso della quantità di agru- Insomma, da una parte i finti
di ogni mattina sono già in pie- le in cui vivono gli africani di E poi per noi è più facile regola- mi prodotta, ha modificato il braccianti italiani alla ricerca
di, pronti a offrirsi al caporale Rosarno. Il problema è che la rizzare gli immigrati dell’Euro- sistema dei contributi, legan- di contributi pubblici; dall’al-
di turno, pagato per scegliere le stragrande maggioranza dei pa dell’Est, che sono comuni- doli agli ettari di terreno colti- tra i raccoglitori immigrati che
braccia più robuste. I selezio- proprietari terrieri non è dis- tari». vato e non più alla produzione, lavorano in nero. È così che è
nati sono caricati su pulmini o posta ad assumerli con un con- La scarsa redditività della col- determinando un’ulteriore ri- iniziata la guerra tra poveri di
automobili e spediti nei campi. tratto. È l’ennesima piaga del tura è un dato di fatto. Come duzione degli introiti dei pro- Rosarno.
Costo del biglietto del traspor-
to: 2,50 euro. Arrivati nei terre-
ni, gli immigrati iniziano la rac- L’inviato dell’Espresso Fabrizio Gatti racconta gli schiavi di Rosarno
colta di arance e mandarini.
«Il lavoro nei campi è terribile,

“Gli africani non servivano più”


terribile», rimarca Graziella
Carbone, presidente di Alaga,
l’Associazione Laici Amici di
Giovanna Antida, un gruppo di
volontari di Gioia Tauro che si
occupa degli immigrati. «Gli

C
africani – spiega – sono sfrutta- ome funzionano i delicati percorso. In più rispetto agli al- che del Nord. Così, a un au- individuali. Questa è la mafia.
ti: lavorano 8-10 ore al giorno, ingranaggi di un’econo- tri ha la conoscenza della lin- mento della domanda di lavo- Che ne pensa delle dichiara-
per un guadagno diario da fa- mia agricola in un conte- gua del paese ospite e dei luo- ro è corrisposta una riduzione zioni rese dopo la rivolta di Ro-
me. Pur ammazzandosi di fati- sto dominato dalla ’ndranghe- ghi di offerta del lavoro, non- dell’offerta. In secondo luogo, sarno dal presidente del Con-
ca, spesso a pranzo non riesco- ta? E perché è scoppiata la guer- ché il possesso di un mezzo di per accordi tra mafie straniere siglio Silvio Berlusconi e dal
no a mangiare, perché molti ra tra bianchi e neri? Ce lo spie- trasporto con il quale accom- e italiane, si è ritenuta necessa- ministro dell’Interno Roberto
datori non hanno neppure la ga Fabrizio Gatti, giornalista del pagna i prescelti sul posto di la- ria la sostituzione della mano- Maroni?
sensibilità di fornire loro il pa- settimanale l’Espresso, autore voro. A Rosarno i caporali non dopera degli africani con quel- Sostenere che i problemi della
sto». Lo strazio nelle parole dell’inchiesta Io schiavo in Pu- fanno parte della ’ndrangheta, la di bulgari e romeni, che ac- Calabria siano determinati
della signora Graziella si fa evi- glia, cronaca di un’esperienza anche perché non abbiamo cettano di lavorare a prezzi più dalla presenza dei clandestini è
dente, quando racconta di un vissuta in prima persona tra ca- notizie di stranieri che siano af- bassi. I caporali stessi oggi pro- vergognoso e pericoloso. Vuol
ventenne che si è sentito male porali e raccoglitori di pomo- filiati alle organizzazioni cri- vengono per lo più dall’Europa dire non voler vedere i veri pro-
mentre lavorava nei campi, per dori, nella provincia di Foggia. minali, però soggiacciono a re- dell’Est, quindi favoriscono i blemi del Sud, causati dall’in-
aver ingurgitato 4 kg di manda- Cos’è il caporalato e come si gole imposte dalla mafia cala- connazionali. Gli africani sono filtrazione delle mafie nell’e-
rini. L’unico pasto concesso a manifesta a Rosarno? brese. Anche se questa non ge- diventati inutili e la ’ndranghe- conomia. Il messaggio che pas-
chi è trattato come scarto del- Il caporale si inserisce come stisce i caporali, li tollera e ta si è trovata nella condizione sa è che protestare contro la ’n-
l’umanità. Ne ha viste tante la mediatore nel rapporto tra da- spesso pretende una parte del di doversene disfare. Questo drangheta non serve a nulla e
signora Carbone, in questi an- tore di lavoro e lavoratore, pre- loro guadagno, perché qualsia- non significa che i boss del po- che gli immigrati se ne devono
ni di vicinanza agli ultimi della tendendo di avere una parte si attività redditizia è fonte di sto abbiano spinto la quasi to- stare zitti e buoni, lavorare
Terra. Ha visto anche un giova- dello stipendio di quest’ultimo. introiti per l’organizzazione. talità dei cittadini di Rosarno quando c’è lavoro, andarsene
ne uomo «con le braccia deva- Il fenomeno si manifesta laddo- Perché a Rosarno è scoppiata alla caccia al nero. Episodi del quando non ce n’è, oppure
state»: aveva contratto una ma- ve l’economia ha bisogno di una guerra tra bianchi e neri? genere si verificano sponta- prendersi i pallini nella schie-
lattia della pelle da contatto manovalanza non qualificata. I fatti del gennaio 2010 sono neamente, ma sono il frutto di na. Per evitare un’altra Rosar-
con i pesticidi usati in agricol- In questi casi il lavoratore è stati causati da una situazione una mentalità che dà consenso no, si deve riportare l’econo-
tura. Questo accade perché i sempre debole, perché non è esplosiva su più fronti. Da un alla ’ndrangheta, perché basa- mia italiana su percorsi di lega-
braccianti raccolgono gli agru- rappresentato e quindi non go- lato, gli agricoltori hanno rite- ta su violenza e sfruttamento. Il lità. Bisogna impostare una
mi senza guanti protettivi e de di potere contrattuale. Il ca- nuto che la raccolta degli agru- tiro al bersaglio contro i neri, lotta seria contro le mafie, in
quindi le dermatiti sono all’or- porale svolge anche una fun- mi non fosse conveniente, per messo in atto dai ragazzi rosar- modo tale da restituire libertà
dine del giorno. Senza contare zione di mantenimento dell’or- il costo che hanno sul mercato, nesi per divertimento, si inseri- ai cittadini di quei territori, nel
gli infortuni sul lavoro, che gli dine pubblico, che si esercita e hanno deciso di lasciarli sugli sce in una cultura che non at- rispetto dei principi sanciti
irregolari non possono nean- attraverso la violenza e sotto- alberi, per ottenere le compen- tribuisce dignità al bracciante, dalla nostra Costituzione e dal-
che denunciare, per paura di pone i lavoratori a stress fisici e sazioni dell’Unione Europea. il quale deve solo lavorare e la Dichiarazione universale dei
essere processati per il reato di psicologici. Di solito il caporale Dall’altro, la crisi ha spinto a sparire quando non serve più. diritti dell’uomo. Vanno, infi-
clandestinità e rimpatriati. è un connazionale dello sfrut- Rosarno un gran numero di im- Questo succede laddove esiste ne, rivisti gli accordi Italia-Li-
«Così i datori di lavoro non pa- tato e ha intrapreso il suo stesso migrati licenziati dalle fabbri- la negazione totale dei diritti bia sull’immigrazione.

5
il Ducato

L’Osservatorio, la Rete migranti, Mamma Africa e Omnia aiutano gli africani

La Rosarno della solidarietà


Manca un intervento deciso delle istituzioni, ma i progetti, finora solo sulla carta, sono molti e ambiziosi

C
’è la Rosarno xe- che, nel novembre del 2009,
nofoba, che rifiuta hanno dato vita, in collabora-
l’integrazione, e zione con la Provincia di Reg-
c’è la Rosarno al- gio Calabria, al progetto Assi
truista ed empati- (Azioni di sviluppo sociale per
ca, che dedica il gli immigrati), che prevede, al-
tempo libero alla causa della l’interno delle strutture socio-
solidarietà. La prima ha guada- sanitarie frequentate dagli im-
gnato le copertine dei giornali migrati, la costituzione di
di mezzo mondo in occasione sportelli informativi con assi-
della rivolta del gennaio 2010; stenza legale gratuita per tutte
la seconda agisce in silenzio, le procedure burocratiche da
ma lascia ogni giorno il proprio svolgere.
segno indelebile sul territorio. Senza dimenticare Medici Sen-
Per fortuna, sono in molti a far za Frontiere, che assiste gli
parte della Rosarno “buona”. stranieri impiegati in agricol-
Tra loro ci sono gli attivisti del- tura con la sua clinica mobile e
l’Osservatorio migranti, isti- si occupa di distribuire loro dei
tuito nel dicembre del 2008, al- kit personali contenenti una
l’indomani della manifestazio- coperta, una tanica da 15 litri,
ne di protesta degli africani, dal un secchio, un sapone e dei
rosarnese Giuseppe Pugliese. preservativi.
Lui e il suo gruppo davano una Poi c’è l’associazione Rete Mi-
mano agli immigrati già dal granti Onlus, istituzionalizzata
2003, ma quell’episodio li ha nel dicembre 2009, ma attiva
spinti a concretizzare ancora di già da diverso tempo. La Rete
più il proprio sostegno ai gio- unisce varie associazioni e
vani raccoglitori di agrumi. realtà calabresi impegnate sul
«Con la manifestazione del fronte immigrati, come i gesui-
2008 – ricorda Pugliese – i ra- ti, i valdesi, i battisti, i combo-
gazzi hanno dato una lezione niani, Africanews, Amnesty In-
di legalità, dignità e civiltà all’I- ternational, i grillini, il centro
talia intera, in un contesto in sociale Cartella e la Cgil di
cui le proteste, dopo crimini di Gioia Tauro. La lotta comune è
questo tipo, non si scatenano per la promozione dei diritti
mai fra gli abitanti. Si è trattato umani e di percorsi di integra-
di un gesto molto significativo, zione. In concreto, si fornisce
in una terra come la nostra, e agli africani assistenza legale
per questo ci è venuta l’idea di gratuita e si avviano progetti
aprire un blog e chiamarlo “Gli per il miglioramento delle con-
africani salveranno Rosarno”. dizioni di vita, nonché iniziati-
Questa per noi non è una pro- ve per il mantenimento delle
vocazione, è una constatazio- identità culturali.
ne. I nostri obiettivi sono tene- È il vicepresidente, la reggina
re alta l’attenzione su questa Rita Libri, a spiegarci l’idea che Lo staff di Medici Senza Frontiere al lavoro nella clinica mobile dell’Opera Sila, Gioia Tauro
realtà e favorire percorsi di in- la Rete ha del permesso di sog-
tegrazione reciproca. Anche giorno: «Per noi, il permesso di
perché l’Italia è un popolo di soggiorno su questa Terra non diventa normale camminare in voli di concertazione organiz- di urbanizzazione primaria
emigranti e ci sembra insensa- lo dà una prefettura o una que- mezzo all’amianto e alla spor- zati subito dopo l’accensione (luce, acqua, fognature e stra-
to rinunciare a priori all’appor- stura, lo dà Dio. Noi viviamo il cizia, prendere infezioni. Vivo- dei riflettori mediatici, ma fi- da), mentre i container abitati-
to fondamentale che gli immi- cristianesimo come una mili- no talmente sotto la soglia del- nora nessun risultato concre- vi saranno acquistati dalla Re-
grati possono dare al nostro tanza, un lavoro sul campo con la disperazione che qualsiasi to. La scusa è il continuo rim- te, che gestirà il centro, pro-
paese: le società non si costrui- gli ultimi della Terra. Siamo cosa succeda loro, di brutto, di pallo di responsabilità, sulla muovendo forme di coesione e
scono solo con le menti eccelse consapevoli di non poterli sal- cattivo, di disastroso, è norma- competenza in materia di im- auto-organizzazione interna.
di pochi individui che spicca- vare tutti, ma per qualcuno di le. È come se in loro si fosse migrazione, tra Stato e Regione Un secondo centro di acco-
no, ma anche con le braccia, la loro possiamo fare tanto». spenta la luce dell’umanità. A Calabria, senza contare l’alibi glienza, per immigrati regolari,
passione e il cuore di ragazzi Qualcuno come Alik, un ragaz- livello emotivo, per me è stato della clandestinità di molti ex- dovrebbe essere realizzato dal
come loro. Tanto più che gli zo ghanese di 26 anni, che, nel- devastante seguire Alik nel mo- tracomunitari. Comune di Rosarno, con uno
africani smuovono l’economia l’estate del 2009, era inspiega- mento in cui i traumi sono ve- La Regione, nel 2009, si è limi- stanziamento di 2 milioni di
di questa terra depressa, acqui- bilmente diventato bersaglio nuti a galla, quando calava una tata a mettere a disposizione euro, concessi dall’Unione Eu-
stando quel poco che riescono prediletto della criminalità or- saracinesca sul mondo e si per- dei Comuni interessati dal fe- ropea con il tramite del Mini-
a permettersi e prestando le lo- ganizzata. Alik viveva alla Car- deva nell’abisso di disperazio- nomeno immigratorio 50.000 stero dell’Interno. Questa
ro braccia alla raccolta degli tiera e l’8 agosto non vi fece ri- ne e di orrori che ri- euro, che si sono struttura ricettiva sorgerà in
territorio rosarnese e sarà do-
agrumi, attività principale del-
la zona».
torno, come di consueto, dopo
il lavoro nei campi. I volontari
viveva. Adesso è al
sicuro, lo abbiamo
2 milioni sommati ai 200.000
concessi dal Mini- tata di dormitorio, refettorio,
È indignato Giuseppe Pugliese, della Rete lo ritrovarono all’o- portato via da Ro- stero dell’Interno mensa, sala medica e punti di
quando denuncia «la condizio- spedale di Locri, vicino Rosar- sarno e lo aiutere- di euro nell’ambito del Pon ricreazione. Un terzo progetto
ne di totale negazione della di- no, con la gamba e la mano frat- mo a realizzare il sicurezza. I commis- è stato presentato dall’associa-
gnità e dei diritti» a cui queste turate. Aveva subito l’ennesi- desiderio di tornare dalla Ue sari prefettizi di Ro- zione Emmaus di Rosarno, pre-
«non-persone» sono costrette ma aggressione a opera di in Africa. Mi manca sarno, Comune ca- sieduta dall’avvocato ed ex sin-
qui a Rosarno. Ed è altrettanto “ignoti”, frettolosamente ar- tanto, ma spero che per l’acco- pofila nella gestione daco della città Giacomo Sac-
appassionato, quando raccon- chiviata dai carabinieri come vada incontro a una dei fondi, li hanno comanno. La proposta si basa
ta la qualità umana di questi ra- “incidente”. La Rete si è presa vita migliore di glienza impiegati per una sulla costituzione di un centro
gazzi, le loro sofferenze, le loro cura di lui, ospitandolo in una quella che l’Italia è profilassi medica e di integrazione al lavoro e al vi-
storie. Come quella di un gio- struttura idonea durante la stata in grado di of- per l’affitto dei bagni vere civile, che dovrebbe sorge-
vane africano della Cartiera convalescenza e fornendogli frirgli». Sono autentiche le la- chimici e si sono impegnati a re in un’area di proprietà del
che, nel novembre del 2008, assistenza legale. Rita Libri crime che rigano il volto di Ri- realizzare progetti concreti Comune di Rosarno. Ci saran-
non ha retto alla disperazione e parla di Alik con tenerezza, co- ta, mentre rievoca il suo impe- prima della fine del loro man- no 100 posti letto, ma si punte-
si è impiccato a un albero. Sto- me una madre parla del pro- gno con questo ragazzo smar- dato, che scadrà nell’autunno rà soprattutto all’inserimento
rie passate sotto silenzio, dolo- prio figlio: «Sembrava un pul- rito, un impegno «che non può del 2010. Uno di questi dovreb- degli immigrati nel contesto la-
ri consumati nell’indifferenza cino smarrito, con un immen- mai essere freddo, privo di co- be essere affidato alla Rete Mi- vorativo del territorio, grazie
generale. E con la solidarietà di so bisogno di affetto, solidarie- involgimento emotivo e parte- granti: si tratta del Villaggio Mi- all’acquisizione di competen-
pochi. Come Norina Ventre, tà, contatti umani. Gli sono sta- cipazione umana alla sofferen- granti, centro di accoglienza in ze specifiche e di un titolo rico-
alias “Mamma Africa”, una ve- ta vicina, cercando di lenire i za altrui». grado di ospitare circa 800 per- nosciuto. L’ambizioso proget-
dova rosarnese di 84 anni, che suoi traumi psicologici e instil- Ma la solidarietà dei volontari sone, che dovrebbe sorgere su to prevede anche la realizza-
ogni domenica prepara il pran- landogli la forza del desiderio. non basta. Gli immigrati avreb- un terreno di 8.000 metri qua- zione di un teatro e di un museo
zo per i suoi “figli” di colore. O La cosa terribile è che questi ra- bero bisogno di un deciso in- drati, nel Comune di Gioia Tau- di prodotti tipici calabresi e an-
come gli immigrati dell’asso- gazzi non hanno desideri, né tervento delle istituzioni, che ro. L’amministrazione di Ro- che questi verranno gestiti da-
ciazione Omnia di Rosarno, speranze. Stando qui, per loro manca su più fronti. Tanti i ta- sarno si occuperà delle opere gli extracomunitari.

6
DOSSIER

A sinistra:
un momento
di svago
all’esterno
delle baracche
della Rognetta,
ex stabilimento
industriale
di Rosarno.
A destra:
le tende in cui
dormono
gli africani
accampati
all’Opera Sila,
ex fabbrica
al confine
tra Rosarno
e Gioia Tauro

Una vita tra i rifiuti e l’amianto

Steven è uno dei raccoglitori stagionali di agrumi che vive all’interno dell’Opera L’ingresso della Rognetta, rudere a cielo aperto di una vecchia fabbrica
Sila. Accanto alla sua tenda c’è uno dei silos utilizzati dagli africani come letto di trasformazione del succo degli agrumi, demolita nel gennaio 2010

L’Opera Sila (sulla sinistra) e il terreno circostante, pieno dei rifiuti prodotti Questo giovane africano è appena arrivato all’Opera Sila. Viene da
dagli africani che vivono qui e che non vengono mai raccolti Castel Volturno, in Campania, altra meta degli stagionali in agricoltura

7
Sud in nero è stato realizzato da Annalice Furfari, giornalista praticante dell’Istituto per la Formazione al
Giornalismo di Urbino.
Il materiale per il servizio è stato raccolto dal dicembre 2009 al marzo 2010.
Le fotografie sono state scattate nel dicembre 2009.

Per informazioni scrivere all’indirizzo e-mail: annalice.f@libero.it

Interessi correlati