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LASCESA DEL GOVERNATORE

ROBERT KIRKMAN
E
JAY BONANSINGA

Tutti i personaggi, le organizzazioni e gli eventi descritti in questo libro sono prodotti della
fantasia degli autori o usati in maniera fittizia.
THE WALKING DEAD 1: LASCESA DEL GOVERNATORE
Un libro di Panini Comics, divisione editoriale di Panini S.p.A.
Redazione e direzione: Panini Comics, viale Emilio Po 380, 41126 Modena. www.paninicomics.it
THE WALKING DEAD: RISE OF THE GOVERNOR. Copyright 2011
by Robert Kirkman and Jay Bonansinga. All rights reserved.
Originally published by St. Martins Press, LLC as the original publisher of the work.
In My Dreams by Jeanie B! copyright 2004 by Jeanne Bonansinga.
Used by permission.
Per ledizione italiana: 2012 Panini S.p.A.
Direttore editoriale MARCO M. LUPOI
Direttore mercato Italia SIMONE AIROLDI
Marketing ALEX BERTANI
Publishing manager Italia SARA MATTIOLI
Coordinamento editoriale LEONARDO RAVEGGI
Redazione GIAN LUCA RONCAGLIA, GIULIA BALLESTRAZZI
Ufficio grafico PAOLA LOCATELLI
Ufficio produzione ALESSANDRO NALLI
Traduzione STEFANO MENCHETTI e VANIA VITALI per LIBR@RY MOUSE
Cura editoriale MATTIA DAL CORNO
Per ledizione digitale:
Supervisione CARLO DEL GRANDE
Grafica e impaginazione ILARIA INGROSSO
Foto di copertina iStockphoto.com/shaunl

A Jeanie-B, Joey e Bill gli amori della mia vita.


Jay
A Sonia, Peter e Collette vi prometto che lavorer di meno quando il college
sar pagato.
Robert

RINGRAZIAMENTI
Un ringraziamento speciale a Robert Kirkman, Brendan Deneen, Andy
Cohen, David Alpert, Stephen Emery e a tutti i bravi ragazzi del Circle of
Confusion.
Jay
Pollice in alto per Jay Bonansinga, Alpert e il resto del Circle
of Confusion, i bravi ragazzi della Image Comics e il timoniere Charlie
Adlard. Tutta la mia stima per Rosenman, Rosenbaum, Simonian e Lerner. E,
ovviamente Brendan Deneen.
Robert

PARTE PRIMA

Gli Uomini Vuoti


Non c niente di glorioso nel morire.
Possono farlo tutti.
Johnny Rotten

UNO
Rannicchiato nelloscurit che sa di chiuso, col terrore a comprimergli il petto
e il dolore a pulsare nelle ginocchia, Brian Blake pensa a una cosa: se solo
possedesse un secondo paio di mani, potrebbe tapparsi le orecchie e tenere
lontano il rumore di teste umane fatte a pezzi. Purtroppo, le sole mani che
Brian possiede sono impegnate a coprire le piccole orecchie della bambina
che gli sta accanto nellarmadio.
La bimba di sette anni continua a tremargli tra le braccia, sobbalzando per
via dellintermittente THWACK-GAHHHH-THUMP che proviene da fuori. Poi
cala il silenzio, spezzato soltanto dal rumore appiccicoso di passi di stivali
sulle piastrelle insanguinate e da unondata di imprecazioni sussurrate nel
vestibolo.
Brian comincia a tossire di nuovo. Non pu evitarlo. Per giorni ha
combattuto contro quel dannato raffreddore, contro il dolore ostinato alle
articolazioni e contro il naso perennemente chiuso. Gli capita ogni autunno,
quando le giornate in Georgia si fanno umide e buie. Lumidit gli entra nelle
ossa, gli risucchia tutte le energie e gli toglie il fiato. E adesso, a ogni colpo di
tosse, sente anche il martellare della febbre.
Piegato in due da un altro spasmo soffocante, continua a tenere le mani
pressate sulle orecchie della piccola Penny. Sa che il rumore della sua tosse
richiamer lattenzione di quanti sono fuori dalla porta dellarmadio, nei
meandri della casa, ma non pu farci niente. A ogni attacco di tosse sottili
strisce di luce, come filamenti di fuochi dartificio, gli attraversano le pupille
chiuse.
Larmadio, largo appena un metro e venti e profondo forse novanta
centimetri buio come linterno di un calamaio e puzza di naftalina, merda di
topo e cedro stantio. Le buste di plastica, che rivestono gli abiti, pendono
nelloscurit e gli sfiorano il viso. Il fratello minore di Brian, Philip, gli ha dato il
permesso di tossire. In realt gli ha detto di tossire pure fino a strozzarsi
poich il rumore avrebbe fatto venir fuori i mostri, ma avrebbe fatto meglio a
non attaccare il suo dannato raffreddore alla bimba, la figlia di Philip. Se
lavesse fatto, allora Philip gli avrebbe spaccato la testa in due.
Lattacco di tosse passa.
Alcuni istanti dopo, un altro rumore di passi strascicati disturba il silenzio
fuori dallarmadio: unaltra cosa morta entra nella zona di neutralizzazione.
Brian preme le mani sulle orecchie di Penny con pi forza, e la bambina

sobbalza alla nuova interpretazione dello Schiacciamento di Teste in Fa


Minore.
Se gli fosse chiesto di descrivere quel baccano, probabilmente Brian Blake
tornerebbe indietro ai suoi giorni da imprenditore, fallito, di un negozio di
musica e direbbe che il rumore delle teste schiacciate ricorda una sinfonia di
percussioni suonata allinferno, come uno scarto allucinato di Edgard Varese
o un assolo di batteria dopato di John Bonham, con versi ripetuti e cori: il
respiro pesante degli umani i passi incerti di un cadavere semovente il
sibilo di unascia il THUNK dellacciaio che si conficca nella carne
e poi, il gran finale, il tonfo molliccio di un corpo morto sul parquet viscido.
Segue unaltra pausa e Brian avverte una scarica di brividi febbricitanti
lungo la spina dorsale. Torna il silenzio. Con gli occhi ormai adattati
alloscurit, Brian vede il primo luccichio di denso sangue arterioso colare da
sotto la porta: sembra quasi olio da motore. Allontana con delicatezza la
nipote dalla pozza che si allarga, spingendola contro gli stivali e gli ombrelli
appoggiati sul fondo.
Lorlo del vestitino di jeans di Penny Blake tocca il sangue. La bambina
scosta subito il tessuto e sfrega freneticamente la macchia, come se il
semplice assorbimento del sangue possa in qualche modo infettarla.
Brian si piega in due per un nuovo attacco; lo combatte, deglutisce e, per
via della gola infiammata, ha la sensazione di ingoiare dei vetri rotti. Attira a s
la bambina e la stringe in un abbraccio. Non sa cosa fare o dire. Vorrebbe
aiutarla, sussurrarle qualcosa di rassicurante, ma non riesce a pensare a
niente di rassicurante da sussurrare.
Il padre della bambina saprebbe cosa dire. Lui sa sempre cosa dire. Philip
Blake il tipo che dice sempre le cose che gli altri avrebbero voluto dire. Dice
quanto va detto e fa quanto va fatto. Proprio come adesso. Philip l fuori
con Bobby e Nick, a fare quello che va fatto mentre Brian se ne sta
rannicchiato al buio come un coniglio impaurito, senza sapere cosa dire a sua
nipote.
E considerando che Brian Blake il pi grande dei due fratelli, strano che
proprio lui sia una mezza cartuccia. Alto appena un metro e settanta anche
con gli stivali coi tacchi, Brian Blake uno spaventapasseri ossuto che
riempie a stento gli stretti jeans neri e la maglietta strappata dei Weezer. Un
pizzetto scuro di colore indefinibile, braccialetti di macram e un cespuglio di
capelli neri alla Ichabod Crane completano limmagine di un trentacinquenne
bohmien intrappolato senza speranza in un limbo simile a quello di Peter
Pan, e ora inginocchiato in quella oscurit che sa di naftalina.

Brian respira a fatica e abbassa lo sguardo sugli occhi da cerbiatta


spaventata di Penny, sul suo volto muto e terrorizzato che affiora spettrale nel
buio dellarmadio. Penny sempre stata una bambina tranquilla e con un
colorito estremamente pallido, come quello di una bambola di porcellana, il
che conferisce al suo viso un aspetto quasi etereo. Ma da quando morta
sua madre si chiusa in se stessa, diventando sempre pi pallida e
distaccata, fino a sembrare quasi traslucida, con le ciocche di capelli corvini a
coprirle gli occhi spalancati.
Negli ultimi tre giorni, ha detto a malapena qualche parola. Naturalmente
sono stati tre giorni straordinari e i traumi colpiscono i bambini in modo
diverso dagli adulti, ma Brian teme che Penny stia scivolando in una specie di
stato di shock.
Andr tutto bene, piccola le sussurra con un piccolo e incerto colpo di
tosse a punteggiare laffermazione.
Lei dice qualcosa senza guardarlo. Biascica con lo sguardo fisso sul
pavimento, mentre una lacrima le riga la guancia sporca.
Cosa c, Pen? Brian la culla tenendola stretta e le asciuga la lacrima.
Lei dice ancora qualcosa, e ancora e ancora, ma non si rivolge davvero a
Brian. Lo dice piuttosto come un mantra o una preghiera o un incantesimo:
Non andr mai pi bene, mai e poi mai-mai-mai-mai.
Ssssshhhh. Le tiene la testa, stringendola dolcemente contro le pieghe
della T-shirt. Sente il calore umido della sua faccia contro le costole. Le copre
di nuovo le orecchie mentre da fuori si ode il THWACK di unaltra ascia, che
attraversa il cuoio capelluto, le ossa del cranio e gli strati di dura madre per
conficcarsi nella gelatina grigia del lobo occipitale.
Sembra il rumore di uno schiaffo, come una mazza da baseball che colpisce
una palla morbida e bagnata; lo schizzo del sangue, invece, come uno
straccio per pavimenti, seguito da un orribile tonfo umido. Stranamente, per
Brian quello il momento peggiore: quel tonfo sordo e molliccio di un corpo
che cade sulle costose piastrelle di ceramica. Le piastrelle sono state
realizzate apposta per quella casa, con un motivo elaborato e decorazioni in
stile azteco. una casa deliziosa o almeno lo era stata.
I rumori cessano di nuovo.
A seguirli ancora lorribile silenzio sgocciolante. Brian soffoca un colpo di
tosse, trattenendolo come un petardo che sta per scoppiare: deve poter udire
anche il minimo cambiamento nei respiri fuori dallarmadio, nei passi viscidi
che strisciano sul sangue. Ma adesso regna un silenzio mortale.
Brian sente la bambina irrigidirsi accanto a lui: la piccola Penny si prepara

per unaltra sequenza di colpi dascia, ma il silenzio resiste.


A pochi centimetri di distanza, lo scatto metallico della maniglia che
comincia a girare fa accapponare la pelle di Brian. La porta si spalanca.
Okay, siamo a posto. la voce baritonale, arrochita dal fumo e dal whisky,
di un uomo che guarda nei recessi dellarmadio sbattendo le palpebre per il
buio. Con la faccia madida di sudore e rossa per la fatica di essersi occupato
degli zombie, Philip Blake stringe unascia bagnata di sangue nella mano da
operaio.
Sei sicuro? chiede Brian.
Philip ignora il fratello e abbassa lo sguardo su sua figlia. Va tutto bene,
pulcino, pap sta bene.
Sei sicuro? dice Brian tossendo.
Philip lo guarda. Ti dispiacerebbe coprirti la bocca, campione?
Brian ansima. Sei sicuro che tutto pulito?
Pulcino? Philip Blake si rivolge con tenerezza a sua figlia e il leggero
accento del Sud nasconde linfuocata, selvaggia brace di violenza che proprio
ora si sta spegnendo nei suoi occhi. Ho bisogno che tu rimanga qui per un
minuto. Va bene? Resta qui finch pap non ti dice che puoi uscire. Hai
capito?
Con un lieve cenno del capo, la bambina pallida gli fa segno di aver capito.
Forza, campione. Philip sprona il fratello a uscire dallombra. Mi serve
anche il tuo aiuto per ripulire.
Brian armeggia per alzarsi in piedi e farsi largo tra i vestiti appesi.
Emerge dallarmadio con gli occhi stretti per la forte luce del vestibolo.
Guarda, tossisce e torna di nuovo a guardare. Per un attimo gli sembra che il
lussuoso atrio della casa a due piani in stile coloniale, brillantemente
illuminato dai sontuosi candelieri di rame, sia stato ritinteggiato da una
squadra di operai affetti da paralisi. Grosse strisce color melanzana
imbrattano lintonaco verdeblu delle pareti, e macchie di Rorschach nere e
scarlatte adornano i battiscopa e le modanature. Solo alla fine si notano le
sagome sul pavimento.
Sei corpi giacciono sui fianchi, ammucchiati in un cumulo insanguinato. Et
e genere sono celati dal sangue ancora umido, dalla carnagione livida e dai
crani ormai informi. Il pi grosso giace in una pozza di bile che si allarga ai
piedi della grande scalinata circolare. Un altro, forse quello della padrona di
casa, forse colei che una volta era stata unallegra signora nota per le sue
crostate di pesche e lospitalit del Sud, riverso in un ammasso contorto sul
delizioso parquet bianco, mentre un filo di materia grigia cola lento dal cranio

sfondato.
Brian Blake ha la nausea e la gola gli si dilata involontariamente.
Okay, signori, questo un lavoro per noi dice Philip, rivolto ai due
compagni, Nick e Bobby, e a suo fratello, ma Brian riesce a sentirlo a
malapena sopra il battito sordo del suo stesso cuore.
Vede i corpi rimanenti di quelli che, negli ultimi due giorni, Philip ha
cominciato a chiamare maiali in doppia cottura, ammucchiati sul battiscopa
scuro e lucido della soglia del soggiorno. Forse i figli adolescenti che un
tempo vivevano l, forse visitatori che hanno sperimentato linospitalit del Sud
per colpa di un morso infetto: chiunque fossero, ora giacciono in mezzo a
unesplosione di sangue. Uno con la testa ammaccata e riversa a faccia in gi
sul pavimento, come una pentola messa ad asciugare, continua a pompare
fluidi scarlatti con la copiosit di un idrante aperto. Altri due hanno ancora le
lame delle piccole accette conficcate nel cranio e affondate fino al manico,
come le bandiere di esploratori trionfanti piantate su cime un tempo
irraggiungibili.
La mano di Brian scatta alla bocca per arginare la marea che sale
dallesofago. Ha la sensazione che qualcosa gli sfiori la testa, come se una
falena gli battesse ritmicamente sul capo. Alza lo sguardo.
Dal candeliere sopra la sua testa cola del sangue e una goccia gli cade sul
naso.
Nick, perch non vai a prendere un po di quei teli che abbiamo visto nel
Brian cade in ginocchio, si piega in avanti e vomita rumorosamente sul
parquet. Lammasso fumante di bile color cachi cola sulle piastrelle,
mescolandosi alle secrezioni dei morti.
Le lacrime gli bruciano negli occhi mentre rigurgita quattro giorni di
angoscia.
Philip Blake si lascia sfuggire un sospiro teso con ladrenalina che ancora
gli circola in corpo. Per un attimo non fa alcuno sforzo per avvicinarsi al
fratello: si limita a restare dov, posando lascia insanguinata e alzando gli
occhi al cielo. un miracolo che non gli si sia scavato un solco sopra le
palpebre, per tutte le volte che negli anni ha alzato gli occhi al cielo a causa
di suo fratello. Ma cosaltro pu fare? Quel povero figlio di puttana fa parte
della sua famiglia, e la famiglia la famiglia specie in tempi eccezionali
come questi.
La somiglianza c di sicuro, Philip non pu farci nulla. Philip Blake, alto,
slanciato e coi muscoli possenti di un facchino, ha gli stessi lineamenti di suo
fratello, gli stessi occhi scuri a mandorla e gli stessi capelli neri come il

carbone, che hanno ereditato dalla madre messicana. Il nome da ragazza di


mamma Rose era Garcia e i suoi lineamenti hanno dominato su quelli di Ed
Blake, il padre dei ragazzi, un grosso e rozzo alcolizzato di origini scozzesi e
irlandesi. Philip, di tre anni pi giovane di Brian, ha preso da lui tutti i muscoli.
Se ne sta l in tutto il suo metro e ottanta abbondante, coi jeans sbiaditi, gli
stivali da lavoro e una maglia di cotone, coi baffi alla Fu Manchu e i tatuaggi
da galera di un motociclista; sta per muovere la figura imponente verso il
fratello ancora in preda ai conati, con lintenzione forse di dirgli qualcosa di
sgradevole, quando si ferma: ha sentito qualcosa che non gli piace provenire
da oltre il vestibolo.
Bobby Marsh, un vecchio compagno di liceo di Philip, ai piedi della
scalinata, intento a pulirsi lascia sui jeans taglia XXL. Un corpulento
disadattato di trentadue anni, coi lunghi e unti capelli castani raccolti in una
coda di cavallo, Bobby non obeso, ma decisamente sovrappeso, proprio il
tipo che i compagni di classe alla Burke County High avrebbero chiamato
palla di lardo. In questo momento ridacchia, una risatina nervosa che gli fa
tremare la pancia, mentre osserva Brian Blake che vomita. La risatina
spenta e vuota, una sorta di tic che, a quanto pare, Bobby non riesce a
controllare.
cominciata tre giorni fa, quando uno dei primi non morti sbucato goffo
dallofficina di una stazione di servizio vicino allaeroporto di Augusta. Vestito
di una tuta fradicia di sangue, lo scimmione sporco dolio uscito a passi
strascicati, con un pezzo di carta igienica attaccato ai piedi e ha cercato di
cibarsi del grasso collo di Bobby prima che Philip si facesse avanti e lo
abbattesse con un piede di porco.
La scoperta di quel giorno, ovvero che un violento colpo alla testa fosse
perfetto per eliminare i mostri, aveva innescato la risatina nervosa di Bobby.
decisamente un meccanismo di difesa, accompagnato da un sacco di
chiacchiere ansiose del tipo: qualcosa nellacqua, amico, come la fottuta
peste nera del cazzo. Ma Philip non aveva avuto voglia di sentire le sue
teorie sulle cause di quella tempesta di merda allora e di certo non vuole
sentirle adesso.
Ehi! Philip si rivolge alluomo massiccio. Pensi ancora che sia divertente?
La risata di Bobby si spegne.
Allaltro lato della stanza, vicino a una finestra affacciata sulla distesa buia
del cortile sul retro, una quarta figura osserva a disagio. Nick Parsons, un
altro amico proveniente dallinfanzia ribelle di Philip, un uomo snello e
compatto sulla trentina, con la cura della persona tipica delle scuole private e

il taglio di capelli a spazzola delleterno spaccone. Nick il religioso del


gruppo e ha impiegato pi tempo degli altri ad abituarsi allidea di distruggere
cose che un tempo erano state delle persone. Adesso i suoi pantaloni color
cachi e le scarpe da ginnastica sono punteggiati di sangue, e gli occhi gli
bruciano per il trauma, mentre guarda Philip avvicinarsi a Bobby.
Mi dispiace, amico mormora Bobby.
Mia figlia la dentro dice Philip, ormai quasi naso a naso con Marsh.
Basta un attimo perch linstabilit derivante dalla rabbia, dal panico e dal
dolore si infiammi in Philip Blake.
Bobby guarda il pavimento lucido di sangue. Scusa, scusa.
Va a prendere i teli, Bobby.
Un paio di metri pi in l, Brian Blake, ancora appoggiato su mani e
ginocchia, espelle ci che rimane del contenuto del suo stomaco e continua a
spingere a vuoto
Philip cammina verso il fratello maggiore e si inginocchia accanto a lui.
Butta fuori tutto.
Io uh dice rauco Brian, tirando su col naso e sforzandosi di esprimere
un pensiero sensato.
Con gentilezza, Philip gli posa una mano grossa, sporca e callosa sulle
spalle piegate. Va tutto bene, fratellone butta fuori tutto e basta.
Mi d-dispiace.
Va tutto bene.
Brian riprende il controllo in qualche modo e si pulisce la bocca col dorso
della mano. P-pensi di averli presi tutti?
S.
Sei sicuro?
Certo.
Hai controllato dappertutto? Nel seminterrato e cose del genere?
Sissignore. Tutte le camere da letto e anche il solaio. Lultimo sbucato
dal suo nascondiglio quando ha sentito il tuo fottuto tossire: la tua tosse
forte abbastanza da risvegliare i fottuti morti. La ragazzina ha cercato di farsi il
doppio mento di Bobby per pranzo.
Brian deglutisce, un gesto crudo e doloroso. Questa gente loro
vivevano qui.
Philip sospira. Non pi.
Brian osserva la stanza attorno a s, poi alza lo sguardo verso il fratello con
il viso bagnato di lacrime. Ma erano una famiglia.
Philip annuisce e non dice niente. Avrebbe voglia di scrollare le spalle, che

cazzo me ne frega, ma si limita ad annuire. Non pensa alla famiglia


zombificata che ha appena sterminato n alle implicazioni dellenorme
massacro che ha compiuto negli ultimi tre giorni, uccidendo individui che fino
a poco prima erano madri, postini e benzinai. Ieri, Brian partito per una
qualche tangente intellettuale, sparando stronzate sulla differenza tra etica e
morale di quella situazione: moralmente, non si dovrebbe mai uccidere, mai,
ma eticamente c una sottile differenza: si dovrebbe uccidere solo per
autodifesa. Ma per Philip quello che fanno non uccidere. Non puoi uccidere
qualcosa che gi stato ucciso; si tratta solo di schiacciarlo come uno
scarafaggio e andare avanti, smettendola di pensarci tanto.
Al momento, poi, Philip non pensa affatto alla prossima mossa che il suo
piccolo gruppo scalcinato dovr fare, decisione che probabilmente spetter
interamente a lui ( diventato il leader del gruppo e tanto vale che affronti la
cosa). Al momento, Philip Blake concentrato su un unico obiettivo: da
quando quellincubo cominciato, meno di settantadue ore fa, e la gente ha
cominciato a cambiare per ragioni che nessuno riuscito a spiegare, la sola
cosa a cui stato in grado di pensare proteggere Penny. per quello che
se l filata dalla sua citt natale, Waynesboro, due giorni fa.
La piccola comunit agricola sul lato orientale della Georgia andata
allinferno in fretta quando la gente ha preso a morire e a tornare indietro. Ma
stata lincolumit di Penny a convincere Philip ad abbandonare la citt.
stato per proteggere Penny che si assicurato laiuto dei suoi vecchi
compagni di scuola; ed stato per Penny che ha deciso di dirigersi ad
Atlanta, dove, secondo i notiziari, sono stati allestiti i centri profughi. Tutto
quello che ha fatto lha fatto per Penny. Penny tutto ci che gli resta, che gli
permette di andare avanti; lunico balsamo che lenisce il dolore della sua
anima ferita.
Molto prima che quella inspiegabile epidemia scoppiasse, il vuoto nel cuore
di Philip avrebbe potuto farsi sentire con una fitta acuta alle tre di una notte
insonne. Quella era lora esatta in cui aveva perso sua moglie, difficile credere
che fossero passati gi quasi quattro anni!, su unautostrada scivolosa a
causa della pioggia a sud di Athens. Sarah era andata a trovare unamica
allUniversit della Georgia, aveva bevuto e aveva perso il controllo dellauto
su una strada tortuosa nella contea di Wilkes.
Dal momento in cui aveva identificato il corpo, Philip aveva capito che non
sarebbe pi stato lo stesso. Non ci aveva pensato due volte a fare la cosa
giusta e accettare due lavori per nutrire, vestire e accudire Penny, ma non
sarebbe pi stato lo stesso. Forse era questo il motivo per cui stava

accadendo tutto questo. Il solito, vecchio scherzo di Dio. Quando arrivano le


cavallette e i fiumi scorrono rossi di sangue, il tizio che ha pi da perdere si
ritrova a guidare il branco.
Non importa chi erano dice infine Philip al fratello. O cosa erano.
Gi immagino che tu abbia ragione. A questo punto, Brian ormai
riuscito a mettersi seduto a gambe incrociate e respira profondamente.
Guarda Bobby e Nick che, dallaltra parte della stanza, srotolano dei grossi
teli e aprono dei sacchi per limmondizia coi quali avvolgono i cadaveri ancora
sgocciolanti.
Lunica cosa che adesso conta che dobbiamo ripulire questo posto dice
Philip. Stanotte resteremo qui e domani, se riusciamo a trovare un po di
benzina, arriveremo ad Atlanta.
Per non ha alcun senso mormora Brian, spostando lo sguardo da un
cadavere allaltro.
Di cosa parli?
Guardali.
Cosa? Philip getta uno sguardo da sopra la spalla sui resti raccapriccianti
della padrona di casa che vengono arrotolati in un telo. Beh?
Sono una famiglia.
E allora?
Brian tossisce, coprendosi con la manica, poi si pulisce la bocca. Voglio
dire che ci sono la madre, il padre, i quattro figli adolescenti ed tutto
qui.
S e quindi?
Brian alza lo sguardo verso Philip. Quindi come diavolo successa una
cosa del genere? Si sono trasformati tutti insieme? Uno di loro stato
morso e gli altri lo hanno portato dentro?
Philip ci pensa per un attimo, dopotutto non ha ancora capito cosa stia
davvero succedendo e come funzioni questa follia, ma alla fine si stanca di
pensarci e dice: Forza, alza il tuo culo pigro e dacci una mano.
Ci impiegano quasi unora a ripulire il posto. Penny resta nellarmadio per
tutto il tempo. Philip le porta un animale di pezza che ha trovato nella stanza
di uno dei bambini e le dice che non dovr attendere molto prima di poter
uscire. Brian lava via il sangue, tossendo di tanto in tanto, mentre gli altri tre
trascinano fuori i cadaveri avvolti nei teli, due grandi e quattro pi piccoli,
attraverso le porte scorrevoli sul retro e il grande portico di cedro.
Il cielo notturno di fine settembre sopra di loro limpido e freddo come un
oceano nero, un tripudio di stelle splendenti che li deridono con il loro

impassibile e allegro brillare. Nel buio, si vede il fiato dei tre uomini che
trascinano i fardelli sulle assi coperte di gelida rugiada. Portano dei picconi
attaccati alla cintura e Philip ha una pistola dietro la schiena, infilata nella
cinta. una vecchia Ruger calibro .22 che ha comprato a un mercato delle
pulci anni fa, ma in questo momento nessuno vuole risvegliare i morti col
latrato di unarma da fuoco. Il vento porta il brusio rivelatore dei morti che
camminano, accompagnato dal suono di lamenti confusi e di passi strascicati,
provenienti da alcuni cortili del vicinato immersi nelle tenebre.
stato un inizio di autunno insolitamente rigido in Georgia, e forse quella
notte la colonnina di mercurio scender vicina allo zero, o addirittura anche
sotto. Almeno questo quanto la stazione radio locale ha affermato prima di
trasformarsi in un fruscio di scariche di statica. A questo punto del loro
viaggio, Philip e il suo gruppo controllano TV, radio e Internet sul BlackBerry
di Brian.
Nel mezzo del caos generale, i notiziari continuano ad assicurare alla
popolazione che va tutto alla grande, che il fidato governo ha il controllo della
situazione, che quel piccolo incidente sar sistemato nello spazio di poche
ore. Sulle frequenze della protezione civile, avvertimenti a cadenza regolare
esortano la gente a rimanere chiusa in casa, a tenersi lontana dalle aree
scarsamente popolate, a lavarsi le mani di frequente, a bere acqua
imbottigliata e bla bla bla.
Naturalmente nessuno ha risposte. E forse il segno pi inquietante di tutti
il crescente numero di stazioni che scompaiono. Fortunatamente le pompe di
benzina hanno ancora carburante, gli empori sono pieni di merce e la rete
elettrica, quella dei semafori, le stazioni di polizia e tutte le diavolerie
infrastrutturali della civilizzazione sembrano tenere duro.
Ma Philip teme che una perdita di potenza farebbe crescere il livello di
rischio oltre ogni immaginazione.
Buttiamoli nei cassonetti dietro il garage dice piano, quasi sussurrando,
trascinando due fardelli verso lo steccato di legno adiacente al garage con tre
posti auto. Vuole fare le cose in fretta e in silenzio. Non vuole attirare zombie.
Niente fuochi, niente rumori forti, niente colpi di pistola, se pu farne a
meno.
Dietro lo steccato di cedro alto pi di due metri c un vialetto coperto di
ghiaia, che serve la fila di spaziosi garage allineati sul retro delle case.
Nick trascina il suo carico oltre il cancello dello steccato, una solida lastra di
tavole di cedro con un chiavistello di ferro battuto. Lascia cadere il fagotto e
apre il cancello.

Dallaltra parte, un cadavere in piedi lo sta aspettando.


STATE ATTENTI! grida Bobby Marsh.
Sta zitto, cazzo! sibila Philip, afferrando il piccone che porta alla cintura,
gi a met strada verso il cancello.
Nick indietreggia.
Lo zombie barcolla verso di lui, cerca di morderlo e manca il pettorale
sinistro di pochi millimetri: il rumore dei denti gialli che scattano a vuoto
come un ticchettio di nacchere e, alla luce della luna, Nick vede che si tratta
di un uomo anziano con indosso un maglione della Izod fatto a brandelli,
pantaloni costosi e scarpe da golf; la luce lunare si riflette sui suoi occhi
bianchi e velati dalle cataratte: il nonno di qualcuno.
Nick riesce a dargli una buona occhiata prima di inciampare allindietro nei
suoi stessi piedi e cadere a sedere sul rigoglioso tappeto di erba fienarola del
Kentucky. Il golfista morto si muove goffo attraverso il varco e sul prato come
un lampo dacciaio arrugginito nellaria.
La punta del piccone di Philip gli colpisce in pieno la testa, spaccandogli il
cranio come una noce di cocco, trapassando la fibrosa membrana della dura
madre e penetrando nel gelatinoso lobo parietale. Produce un rumore simile
allo spezzarsi di un gambo di sedano e spruzza un grumo di fluido scuro e
salmastro nellaria. La vivacit da insetto sulla faccia del nonno scompare
allistante, come un cartone animato il cui sistema di proiezione si sia
inceppato.
Lo zombie si accascia al suolo sgonfiandosi con lineleganza di un sacco da
biancheria vuoto.
Il piccone, ancora saldamente conficcato, tira Philip verso il basso. Lui lo
strattona ma la punta bloccata. Chiudi subito quel fottuto cancello, chiudi il
cancello e fallo in silenzio, dannazione dice Philip, ancora nel suo tono di
voce da suggeritore teatrale, mentre colpisce il cranio sfondato del cadavere
col piede sinistro calzato nello stivale Chippewa dalla punta dacciaio.
Gli altri due uomini si muovono come in una specie di danza sincronizzata:
Bobby lascia cadere il suo carico e corre verso il cancello, mentre Nick si
rialza a fatica e indietreggia in preda a uno stupore terrorizzato. Bobby fa
scorrere rapido il chiavistello di ferro battuto che emette uno stridore metallico
cos forte da echeggiare nei prati circostanti avvolti nelle tenebre.
Alla fine, Philip estrae il piccone dalla tenace crepa nel cranio dello zombie
con un suono umido e soffocato e si volta verso i resti della famiglia con la
mente immersa nel panico: allora sente qualcosa di strano e di inaspettato
provenire dalla casa.

Alza lo sguardo e sul retro della casa coloniale vede la finestra illuminata
dallinterno.
Brian si staglia contro la porta scorrevole e picchietta sul vetro, facendo
cenno a Philip e agli altri di tornare indietro, subito.
La sua espressione brucia di urgenza. Non ha niente a che fare col golfista
morto, Philip lo capisce, c qualcosa che non va.
Oh, Dio, fa che non sia qualcosa che riguarda Penny.
Philip lascia cadere il piccone e percorre il prato in pochi istanti.
Che ne facciamo dei cadaveri? gli chiede Bobby Marsh.
Lasciateli l! urla Philip, salendo con un balzo i gradini del portico e
correndo verso le porte scorrevoli.
Brian lo aspetta sulla porta socchiusa. Devo farti vedere una cosa, fratello
dice.
Cosa c? Si tratta di Penny? Sta bene? Philip rientra in casa senza pi
fiato. Anche Bobby e Nick attraversano il portico e rientrano nel tepore della
casa coloniale.
Penny sta bene dice Brian. Tiene in una mano una foto incorniciata. Sta
bene. Dice che non le importa di rimanere ancora un po nellarmadio.
Sangue di Giuda, Brian, ma che cazzo?! Philip trattiene il fiato, le mani
serrate in un pugno.
Devo farti vedere una cosa. Vuoi restare qui stanotte? Brian si gira verso la
porta a vetri scorrevole. Guarda. La famiglia morta qui tutta insieme,
giusto? Tutti e sei? Sei?
Philip si asciuga la faccia. Sputa il rospo, fratello.
Guarda. In qualche modo si sono trasformati insieme. Come una famiglia,
giusto? Brian tossisce, poi indica i sei fagotti pallidi stesi vicino al garage. Ce
ne sono sei l fuori sullerba. Guarda. Mamma, pap e quattro bambini.
E allora, cazzo?
Brian ha in mano un ritratto incorniciato, la famiglia in un momento felice,
tutti che sorridono imbarazzati, vestiti coi loro vestiti della domenica. Lho
trovata sopra il pianoforte dice.
E?
Brian indica il bambino pi piccolo nella foto, un ragazzo di undici o dodici
anni, con un piccolo completo blu in stile marina militare, una frangetta
bionda e un sorriso tirato.
Brian guarda suo fratello e in tono solenne dice: Nella foto sono in sette.

DUE
La graziosa casa coloniale a due piani che Philip ha scelto per la loro sosta si
trova su una strada ben curata in fondo a un dedalo di alberi di un residence
protetto da una recinzione e conosciuto come Wiltshire Estates.
Situato fuori dalla superstrada 278, a circa venti miglia a est di Atlanta, il
quartiere grande duemilacinquecento ettari stato ricavato in una foresta di
pini dai lunghi aghi e di enormi, vecchie querce. Il confine meridionale si trova
di fronte alle vaste e sinuose colline di un campo da golf da trentasei buche
progettato da Fuzzy Zoeller.
La prosa infiorettata della brochure gratuita, che Brian Blake ha trovato
quella sera stessa sul pavimento di una guardiola abbandonata, descrive
quel posto come il sogno bagnato di Martha Stewart: Wiltshire Estates ti
regala uno stile di vita aristocratico con tutti gli agi della prima classe GOLF
Magazine Living lo ha definito il Meglio del Meglio al suo interno c anche
il Shady Oaks Plantation Resort & Spa, il classico complesso tripla A, cinque
diamanti e cose del genere vi operano pattuglie di vigilanza in servizio
continuato soluzioni abitative da 475,000 dollari fino a oltre un milione.
A bordo della Chevy Suburban arrugginita di Philip, il gruppo dei Blake era
capitato davanti alla recinzione esterna al tramonto di quello stesso giorno,
mentre era sulla strada per il centro profughi di Atlanta. Alla luce dei fari,
avevano visto lelaborata recinzione di ferro battuto e il grande arco con la
targa di metallo su cui era stato inciso il nome del Wiltshire e si erano fermati
per investigare.
Sulle prime, Philip aveva pensato che il posto potesse servire per una sosta
breve, un luogo dove riposare e magari cercare un po di provviste prima di
completare lultima parte del viaggio verso la citt. Forse avrebbero trovato
altri come loro, altri esseri viventi, magari qualche buon samaritano che li
avrebbe aiutati. Ma quando i cinque viaggiatori stanchi, affamati, tesi e
sconvolti avevano compiuto una prima ricognizione delle stradine sinuose del
Wiltshire, con il buio che calava rapidamente, avevano compreso che il posto
era, per lo pi, morto.
Non cerano luci accese alle finestre e solo pochissime macchine erano
rimaste nei vialetti o accanto ai marciapiedi. Un idrante antincendio zampillava
trascurato in un angolo, spruzzando un getto dacqua schiumosa su un prato.
In un altro angolo, stava abbandonata una BMW col muso avvolto attorno a
un palo del telefono e lo sportello del passeggero ritorto e spalancato. A

quanto pareva, la gente se nera andata di corsa.


E la ragione per cui se nera andata, per la maggior parte, era visibile in
lontananza, nellombra del campo da golf, nei canali dietro il resort e anche
qua e l nelle strade ben illuminate. Gli zombie gironzolavano barcollando
senza meta come spettrali residui delle loro vecchie personalit; le bocche,
spalancate come in un infinito sbadiglio, emettevano un lamento rugginoso
che Philip riusciva a sentire fin troppo bene, anche attraverso i finestrini
sigillati della Suburban, mentre percorreva il labirinto di strade larghe e
asfaltate da poco.
La pandemia o latto divino o qualsiasi cosa avesse dato inizio a tutta quella
maledetta faccenda doveva aver colpito Wiltshire Estates duramente e in
fretta. Il grosso dei non morti sembrava trovarsi sui terrapieni e sui sentieri del
campo da golf. Laggi doveva essere successo qualcosa che aveva
accelerato il processo. Forse i giocatori erano per lo pi vecchi e lenti. Forse i
non morti gradivano di pi il loro sapore. Chi diavolo poteva saperlo? Ma
anche da centinaia di metri di distanza, tra gli alberi e al di sopra degli
steccati delle abitazioni, si intravedevano decine, forse centinaia, di non morti
radunati nel vasto complesso di club house, fairway, passerelle e bunker di
sabbia.
Nel buio della notte sembravano insetti che si muovevano pigri dentro un
alveare.
Era stata una visione sconcertante ma, in qualche modo, il fenomeno aveva
lasciato la comunit adiacente, col suo circuito interminabile di cul-de-sac e
strade ricurve, relativamente abbandonata. E pi Philip e i suoi passeggeri
dagli occhi sbarrati giravano attorno al quartiere, pi cominciavano a
desiderare almeno un pezzo di quello stile di vita aristocratico, solo un
assaggio, quel tanto che bastava per rifocillarsi e riposarsi.
Forse avrebbero potuto passare la notte l e partire presto lindomani
mattina.
Avevano scelto la grande casa in stile coloniale in fondo a Green Briar Lane
perch era abbastanza lontana dal campo da golf da non attirare lattenzione
dello sciame. Inoltre disponeva di un giardino molto grande che consentiva
unottima visibilit, e di uno steccato alto e robusto. E sembrava vuota. Ma
quando erano entrati cauti in retromarcia, avevano attraversato il prato,
parcheggiato la Suburban accanto a una porta sul lato della casa, lasciando il
veicolo aperto con la chiave nellaccensione, e si erano intrufolati passando
da una finestra, uno alla volta, la casa aveva cominciato quasi subito a reagire
alla loro presenza. I primi crepitii erano arrivati dal secondo piano ed era stato

allora che Philip aveva mandato Nick alla Suburban per prendere
lassortimento di asce contenuto nel bagagliaio.
Ti dico che li abbiamo stanati tutti sta dicendo Philip per calmare suo
fratello, che seduto in cucina, nellangolo per la colazione.
Brian non dice niente, si limita a fissare la tazza colma di cereali.
Vicino a s ha una bottiglia di sciroppo per la tosse, di cui ha gi ingoiato un
buon quarto.
Penny seduta accanto a lui, anche lei con una tazza di cereali. Un piccolo
pinguino di pezza delle dimensioni di una pera posato accanto alla tazza
della bambina e, di tanto in tanto, lei muove il cucchiaino verso la bocca del
pupazzo, fingendo di condividere con lui i suoi cereali.
Abbiamo perlustrato ogni centimetro di questo posto prosegue Philip
mentre spalanca ogni pensile. La cucina una cornucopia, piena fino allorlo
di cibo di prima qualit e oggetti di lusso: caff da intenditori, frullatori a
immersione, calici di cristallo, cestelli per il vino, pasta fatta a mano, deliziose
confetture e gelatine, condimenti di ogni sorta, liquori costosi e attrezzi da
cucina di ogni genere. Il gigantesco forno Viking Range immacolato e
limponente frigorifero Sub-Zero stracolmo di carne di prima scelta, frutta,
salse, latte, formaggi e piccoli contenitori di porcellana bianca con avanzi
ancora freschi. Forse andato a trovare qualche parente o cose del genere
aggiunge Philip, prendendo nota di un ottimo Scotch di malto posato su un
ripiano. Magari dai nonni, oppure a dormire a casa di un amico, che ne so.
Ges santo, guardate qua! esclama Bobby Marsh dallaltra parte della
stanza. in piedi davanti alla dispensa e ispeziona bramoso le provviste al
suo interno. Sembra quasi quel cazzo di Willy Wonka e La Fabbrica di
Cioccolato focacce, biscotti e il pane ancora fresco.
Il posto sicuro, Brian dice Philip, posando la bottiglia di Scotch.
Sicuro? Brian Blake fissa la superficie del tavolo. Tossisce e rabbrividisce.
quello che ho detto. A dire il vero, credo che
Ne abbiamo appena persa unaltra! dice una voce dallaltro lato della
cucina.
Nick. Negli ultimi dieci minuti, si dedicato a uno zapping nervoso tra i
canali TV di un piccolo schermo al plasma montato sotto un mobiletto a
sinistra del lavello, in cerca di aggiornamenti; ma adesso, a un quarto dalla
mezzanotte, ora degli Stati Uniti Centrali, Fox 5 News che trasmette da
Atlanta appena diventata una serie di scariche statiche. Tutto ci che il
decoder riesce a captare, a parte i network nazionali che trasmettono repliche
di documentari e vecchi film, lincrollabile CNN di Atlanta. E tutto ci che

l o r o stanno trasmettendo al momento sono gli annunci di emergenza


automatici, le stesse schermate di avvertimento con gli stessi elenchi puntati
che vanno in onda ormai da giorni. Anche il BlackBerry di Brian sta per tirare
le cuoia, il segnale sempre pi evanescente. Quando funziona,
lapparecchio si riempie di e-mail vuote, tag di Facebook e tweet anonimi con
messaggi criptici:
E IL REGNO CADR NELLOSCURIT
SONO GLI UCCELLI CHE CADONO DAL CIELO, DA LORO CHE
TUTTO HA AVUTO INIZIO
BRUCIATELI TUTTI BRUCIATELI TUTTI
BESTEMMIE CONTRO DIO
ASSAGGIA E MUORI
LA CASA DEL SIGNORE DIVENTATA LA DIMORA DEI DEMONI
NON INCOLPATE ME PER QUESTO, IO SONO UN LIBERALE
MANGIAMI
Spegnila, Nick dice triste Philip con la bottiglia in mano, gettandosi su una
sedia che si trova nellangolo dedicato alla colazione. Aggrotta la fronte e
allunga la mano sul retro della cintura, dove la pistola gli si conficcata nella
schiena. Appoggia la Ruger sul tavolo e col pollice fa saltare il tappo dello
Scotch, poi beve un sorso copioso.
Brian e Penny fissano entrambi la pistola.
Philip rimette il tappo alla bottiglia e la lancia attraverso la cucina in
direzione di Nick, che la afferra con laplomb di un ottimo seconda base
(come, in effetti, stato un tempo). Sintonizzala su un canale di
televendite hai bisogno di dormire un po, smetti di guardare quello
schermo.
Nick beve una sorsata e poi unaltra ancora; quindi richiude la bottiglia e la
lancia a Bobby.
Bobby quasi la manca. Ancora in piedi davanti alla dispensa, occupato a
divorare unintera scatola di Oreo: agli angoli della bocca gli si gi formata
una crosta di briciole. Manda gi i biscotti con un grosso sorso di whisky e
rutta fragorosamente.
Philip e i suoi due amici sono abituati a bere insieme e stanotte hanno
bisogno di farlo pi che mai. Avevano cominciato durante il loro primo anno
alla Burke County, con crema di menta e vino di succo di cocomero nelle
tende da campeggio piazzate nei cortili delle loro case. In seguito si erano
diplomati bevitori professionisti dopo le partite di football. Nessuno regge
lalcool come Philip Blake, ma gli altri due sono ottimi rivali nelle gare di

bevute.
Ben presto, durante la sua vita da uomo sposato, Philip aveva cominciato a
sbronzarsi regolarmente coi suoi compagni di liceo, pi che altro per ricordare
a se stesso comera essere giovane, single e irresponsabile. Ma dopo la morte
di Sarah, i tre si erano allontanati. Lo stress di ritrovarsi genitore single e di
lavorare di giorno allofficina di marmitte e di notte alla guida di un camion,
con Penny che dormiva nella cabina, lo aveva consumato. Le serate coi
ragazzi erano diventate sempre meno frequenti. Di tanto in tanto, per, Philip
trovava ancora il tempo per vedersi con Bobby e Nick gi al Tally Ho o al
Wagon Wheel Inn, o in qualche altro locale di Waynesboro, per una serata di
innocente dissolutezza (mentre mamma Rose badava a Penny).
In anni pi recenti, Philip aveva cominciato a chiedersi se continuava a
frequentare Bobby e Nick meccanicamente, solo per ricordare a se stesso di
essere vivo. Forse era per questo che la domenica precedente, quando quella
merda aveva colpito il ventilatore a Waynesboro e lui aveva deciso di prendere
Penny e tagliare la corda verso un posto pi sicuro, aveva arruolato anche
Nick e Bobby. Gli sembravano un pezzo del suo passato e in qualche modo
quella cosa lo aveva aiutato.
Ma non aveva mai avuto intenzione di portare con s Brian. Imbattersi in lui
era stato un incidente. Quel primo giorno sulla strada, poco meno di settanta
chilometri a ovest di Waynesboro, Philip aveva compiuto una rapida
deviazione verso Deering, per controllare sua madre e suo padre. Lanziana
coppia viveva in una comunit per pensionati vicino alla base militare di Fort
Gordon. Quando Philip era arrivato nella cittadina dove vivevano i suoi vecchi,
aveva scoperto che lintera popolazione di Deering era stata spostata nella
base per motivi di sicurezza.
Quella era la buona notizia. La cattiva era che cera anche Brian. Se ne
stava rintanato nella casa abbandonata, rannicchiato nel ristretto spazio del
seminterrato, pietrificato dal crescente numero di morti viventi che si
aggiravano in quella zona isolata. Philip aveva quasi dimenticato lattuale
condizione di suo fratello: Brian era tornato a vivere a casa dei suoi dopo che
il matrimonio con quella pazza giamaicana di Gainesville aveva preso,
letteralmente, il volo. La ragazza aveva tagliato la corda e se nera tornata in
Giamaica. Per questo, oltre al fatto che tutti gli strampalati piani di Brian per
fare soldi erano andati allaria uno dopo laltro, la maggior parte dei quali
finanziati dai loro genitori (come la sua ultima, geniale idea di aprire un
negozio di musica ad Athens, dove ce nera uno a ogni angolo), Philip
rabbrividiva allidea di doversi prendere cura di suo fratello troppo a lungo. Ma

ormai era tardi e quel che era fatto era fatto.


Ehi, Philly dice Bobby dallaltro lato della stanza, spazzando via gli ultimi
biscotti, pensi che quei centri profughi in citt siano ancora operativi?
Chi diavolo pu saperlo? Philip guarda sua figlia. Come va, pulcino?
La bambina alza le spalle. Bene. La sua voce si sente a malapena, come
un campanellino rotto scosso dal vento. Guarda il pinguino di stoffa. Credo.
Che ne pensi di questa casa? Ti piace?
Penny fa ancora spallucce. Non lo so.
Che ne diresti se ci fermassimo qui per un po?
Quelle parole richiamano lattenzione di tutti. Brian alza lo sguardo verso
suo fratello. Adesso tutti gli occhi sono puntati su Philip. Alla fine Nick chiede:
Cosa intendi con per un po?.
Dammi quella schifezza ordina Philip, indicando la bottiglia a Bobby, che
gliela passa; Philip beve un lungo sorso, lasciandolo bruciare dolcemente.
Guardate questo posto dice, dopo essersi asciugato la bocca.
Brian confuso. Avevi detto che era solo per stanotte, giusto?
Philip prende un respiro profondo. S, ma mi appena venuta unidea.
Bobby comincia a dire: S, ma.
Senti. solo unidea, ma forse faremmo meglio a starcene al riparo per un
po.
S, Philly, ma riguardo al
Potremmo starcene qui al riparo, Bobby, vedere cosa succede.
Nick ascolta lo scambio con grande attenzione. Philip, dai, amico, al
notiziario dicono che le grandi citt sono pi sicure
Il notiziario? Ges Cristo, Nick, sciacquati la merda dal cervello. Il notiziario
andato gi per il cesso insieme al resto della popolazione. Guarda questo
posto. Credi che le baracche del governo avranno queste provviste, letti per
tutti, cibo a sufficienza per settimane, Scotch invecchiato ventanni? Docce,
acqua calda, lavatrice?
Ma siamo cos vicini dice Bobby, dopo averci pensato per un attimo.
Philip sospira. Gi, beh vicini un concetto relativo.
Sono una trentina di chilometri, al massimo.
Potrebbero anche essere trentamila chilometri, con tutti quei tamponamenti
sullautostrada: la 278 brulica di quelle cose.
Questo non ci fermer dice Bobby. I suoi occhi brillano. Schiocca le dita.
Costruiremo un come si chiama sul davanti della Chevy una specie di
pala come nel fottuto Mad Max
Attento alle parolacce, Bobby lo interrompe Philip, indicando la bambina

con un cenno.
Nick prende la parola. Amico, se restiamo qui, solo questione di tempo
prima che quelle cose l fuori Si ferma, guardando la bambina. Tutti sanno
cosa intende.
Penny studia i cereali inzuppati come se non ascoltasse.
Questi posti sono solidi, Nicky ribatte Philip, posando la bottiglia e
incrociando le braccia muscolose sul petto. Philip ha riflettuto parecchio sul
problema delle cose che vagano nel campo da golf. Il segreto sta tutto nel
mantenere il silenzio, coprire le luci di notte, non emettere rumori e odori, non
fare chiasso. Finch abbiamo energia elettrica e manteniamo la calma, siamo
a cavallo.
Con una pistola? dice Nick. Voglio dire, non possiamo nemmeno usarla
senza attirarli.
Controlleremo le altre case, cercheremo delle armi. Questi ricchi bastardi
vanno pazzi per la caccia ai cervi, magari troviamo anche un silenziatore per
la Ruger diavolo, possiamo costruirne uno. Hai visto quel laboratorio di
sotto?
Dai, Philip. Cos, adesso siamo armaioli? Voglio dire tutto ci che
abbiamo per difenderci al momento sono alcuni
Philip ha ragione.
La voce di Brian sorprende tutti per come arriva, con un tono rauco e
ansimante, ma sicuro. Scansa i cereali e alza lo sguardo verso suo fratello.
Hai ragione.
Philip forse quello pi sorpreso dalla fermezza della voce nasale di Brian.
Brian si alza, gira attorno al tavolo e rimane in piedi davanti alla porta che
conduce al soggiorno spazioso e arredato con gusto, dove le luci sono spente
e tutte le tende sono tirate. Indica il muro anteriore della casa.
Fondamentalmente, il problema la facciata. I lati e il retro sono protetti
abbastanza bene dallo steccato. I morti non sembrano in grado di, come dire,
penetrare le barriere e cose del genere e tutte le case di questo isolato
hanno un cortile recintato. Per un momento, sembra sul punto di tossire ma
si trattiene e si mette la mano sulla bocca. La mano trema. Prosegue. Se
riusciamo a, come dire, prendere in prestito un po di materiale dagli altri
cortili, dalle altre case, forse possiamo costruire un muro di sicurezza davanti
alla facciata, forse anche davanti alle case vicine.
Bobby e Nick si guardano, nessuno reagisce, ma alla fine Philip con un
lieve sorriso dice: Dategli ascolto: lui stato al college.
passato molto tempo da quando i fratelli Blake si sono scambiati un

sorriso, ma adesso Philip vede che il suo fratello buono a nulla vuole essere
daiuto, vuole fare qualcosa per la causa, vuole essere un uomo. E Brian
sembra aver guadagnato un po di fiducia dallapprovazione di Philip.
Nick non convinto. Per quanto tempo? Qui dentro mi sento come un
pesce in un barile.
Non sappiamo cosa accadr dice Brian, la voce roca eppure in un certo
modo frenetica. Non sappiamo cos che ha causato questa cosa, quanto
durer potrebbero, che so, capire come risolverla, trovare un antidoto o
qualcosa del genere potrebbero gettare delle sostanze chimiche dagli
irrigatori, il Centro Controllo Malattie potrebbe arginare la cosa non si sa
mai. Io credo che Philip abbia ragione in pieno. Dovremmo fermarci e
prendercela comoda per un po.
Dannatamente giusto dice con un sorriso Philip Blake che, ancora seduto
con le robuste braccia incrociate, strizza locchio al fratello.
Brian ricambia locchiolino con un lieve cenno di soddisfazione, togliendosi
un ciuffo di capelli sporchi e unti dagli occhi. Respira per un attimo col fiato
corto e debole, poi si dirige trionfale verso la bottiglia di Scotch, che sul
tavolo accanto a Philip. La afferra con un vigore che non mostra da anni, la
porta alle labbra e beve una gigantesca sorsata, con la spavalderia vittoriosa
di un vichingo che festeggia una fruttuosa razzia.
Ma sobbalza allistante, piegato in due, e comincia a emettere una scarica di
colpi di tosse. Spruzza per tutta la cucina met del liquore che ha in bocca e
continua a tossire e tossire e tossire e ad ansimare furiosamente: gli altri si
limitano a guardarlo. La piccola Penny sbalordita, lo guarda coi suoi
occhioni stupiti e si strofina le goccioline di liquore dalla guancia.
Philip guarda prima la sua patetica imitazione di fratello e poi i suoi amici.
Bobby Marsh tenta di soffocare una risata e Nick reprime la sua torcendo la
bocca. Philip cerca di dire qualcosa ma non pu fare a meno di mettersi a
ridere. Gli altri lo imitano.
Ben presto, scoppiano tutti in una risata isterica, anche Brian, e per la prima
volta da quando quellincubo ha sconvolto le loro vite, una risata genuina: la
liberazione di qualcosa di oscuro e fragile che si annida in tutti loro.
Quella notte, provano a dormire a turno. Si sono scelti una camera per uno
al secondo piano; i resti dei precedenti abitanti sembrano inquietanti
manufatti esposti in un museo: un mezzo bicchiere dacqua posato sul
comodino, un romanzo di John Grisham aperto a una pagina che nessuno
legger mai pi, un paio di pon pon appesi al letto a baldacchino di una
ragazzina.

Per gran parte della notte, Philip fa la guardia di sotto, in salotto, con la
pistola posata accanto a lui su un tavolino da caff e Penny accoccolata sotto
le coperte su un divano ad angolo di fianco alla sua poltrona. La bambina
tenta invano di prendere sonno e verso le tre del mattino Philip, assorto nel
pensiero angoscioso dellincidente di Sarah, si accorge, con la coda
dellocchio, che Penny continua a rigirarsi senza posa.
Si china su di lei, le accarezza i capelli scuri e sussurra: Non riesci a
dormire?.
La bambina ha le coperte tirate fino al mento e lo guarda. Scuote la testa. Il
suo viso cinereo quasi angelico nella luce arancione della stufetta elettrica,
che Philip ha sistemato accanto al divano. Allesterno, nel vento che si ode a
malapena sopra il ronzio della stufa, il coro dissonante di lamenti
incessante, come un flusso di onde infernali che lambiscono una spiaggia.
Pap qui, pulcino, non aver paura dice con dolcezza Philip, sfiorandole
la guancia. Sar sempre qui.
Lei annuisce.
Philip le rivolge un sorriso tenero, si china su di lei e la bacia sul
sopracciglio sinistro. Non lascer che ti succeda niente.
Lei annuisce di nuovo. Ha sistemato il piccolo pinguino nellincavo del collo,
lo guarda e aggrotta le sopracciglia. Si porta lanimale di pezza allorecchio e
si comporta come se le sussurrasse un segreto. Alza lo sguardo verso suo
padre.
Pap?
S, pulcino?
Pinguino vuole sapere una cosa.
Cosa?
Pinguino vuole sapere se la gente ammalata.
Philip prende un respiro profondo. Di pure a Pinguino che s, sono molto
malati. Sono pi che malati. per questo che abbiamo messo fine alle loro
sofferenze.
Pap?
S?
Pinguino vuole sapere se anche noi ci ammaleremo.
Philip le accarezza la guancia. No, signorina. Puoi dirgli che rimarremo sani
come pesci.
La bambina sembra ora abbastanza soddisfatta: distoglie lo sguardo e fissa
il vuoto ancora per un po.
Alle quattro di quello stesso mattino, unaltra anima insonne, in unaltra

parte della casa, si pone domande imponderabili. Disteso in un groviglio di


coperte, con la sagoma magra vestita soltanto di T-shirt e mutande, e con la
febbre che esplode in una pellicola di sudore, Brian Blake fissa lintonaco
stuccato del soffitto della camera di una ragazzina morta e si chiede se cos
che il mondo finir. stato Rudyard Kipling a dire che sarebbe finito non gi
con uno schianto ma con un lamento. No, aspetta un minuto era stato
Eliot. T. S. Eliot . Brian ricorda di aver studiato quel poema era Gli uomini
vuoti nel corso di letteratura comparata del ventesimo secolo allUniversit
della Georgia. Gli era servita a molto quella laurea.
Se ne sta l e rimugina sui suoi fallimenti, come fa tutte le notti, ma stanotte
le sue elucubrazioni sono inframezzate dalle immagini di massacri, come
fotogrammi di un film snuff inseriti nel suo flusso di coscienza.
I vecchi demoni si risvegliano, mischiandosi alle nuove paure e scavando un
solco nei suoi pensieri: avrebbe potuto dire o fare qualcosa per impedire alla
sua ex moglie, Jocelyn, di andarsene, di rifiutarsi di rispondere alle sue
domande, di dire tutte quelle cose orribili prima di tornarsene a Montego Bay?
E i mostri vanno uccisi con un semplice colpo al cranio o bisogna distruggere
il tessuto cerebrale? Cera qualcosa che avrebbe potuto fare o qualcuno da
implorare, qualcuno per farsi prestare il necessario per tenere aperto il
negozio di musica ad Athens, lunico del suo genere al Sud, la brillante,
fottuta idea di un negozio rivolto agli artisti hip-hop con piatti rimessi a nuovo,
amplificatori usati per i bassi e sfarzosi microfoni addobbati con bigiotteria alla
Snoop Dogg? Quanto in fretta si moltiplicano le disgraziate vittime di fuori? Il
contagio si diffonde per via aerea o si trasmette nellacqua come lEbola?
Il rimuginare della sua mente continua a riportarlo alle questioni pi
immediate: lassillante sensazione che il settimo membro della famiglia che
un tempo viveva l sia ancora da qualche parte nella casa.
Ora che Brian ha chiuso il discorso coi suoi compagni sul fatto che
dovrebbero restare l per un tempo indeterminato, non riesce a smettere di
pensarci. Avverte ogni minimo crepitio, ogni debole rumore di assestamento,
ogni ronzio soffocato della caldaia. Per una qualche ragione che non riesce a
spiegare, assolutamente sicuro che il ragazzino biondo sia ancora in casa,
in attesa del momento opportuno per cosa? Forse il bambino lunico della
famiglia che non si trasformato.
Magari terrorizzato e si sta nascondendo.
Prima di mettersi gi a dormire, Brian ha insistito che controllassero
unultima volta ogni angolo della casa. Philip lo ha accompagnato con un
piccone e una torcia elettrica e insieme hanno controllato ogni anfratto del

seminterrato, ogni mobiletto, ogni armadio e armadietto. Hanno guardato nel


congelatore in cantina e persino dentro la lavatrice e lasciugatrice in cerca di
improbabili clandestini. Nick e Bobby hanno perlustrato il solaio, dietro le
tubature, nelle scatole, nei guardaroba. Philip ha guardato sotto tutti i letti e
dietro tutti i com. Durante le ricerche non hanno trovato nulla, ma hanno
fatto qualche scoperta interessante.
Hanno trovato una ciotola per cibo per cani nello scantinato, ma nessun
segno dellanimale. Hanno trovato anche un assortimento di utilissimi attrezzi
nel laboratorio: seghe da traforo, trapani, fresatrici e anche una sparachiodi,
particolarmente utile per costruire delle barricate in quanto molto pi
silenziosa di un martello che batte.
Brian pensa anche ad altri usi per quella sparachiodi quando, dun tratto,
sente un rumore che in un istante paralizza il suo corpo seminudo e gli fa
venire la pelle doca.
Il rumore proviene da sopra di lui, dallaltra parte del soffitto.
Viene dal solaio.

TRE
Dopo aver sentito il rumore e averlo identificato quasi inconsciamente come
qualcosa di diverso dai normali rumori dassestamento della casa, del vento
negli abbaini o della caldaia, Brian si siede sul bordo del letto.
Solleva la testa e ascolta con maggior attenzione. Sembra qualcuno che
gratta qualcosa o il debole suono del tessuto che si strappa. Sulle prime,
Brian sente il bisogno di andare a chiamare suo fratello. Philip sarebbe la
scelta migliore per occuparsi della cosa. Potrebbe essere il ragazzo, santo
cielo o qualcosa di peggio.
Poi per, quasi subito, Brian ci ripensa e si ferma. Ha intenzione di andare a
nascondersi come al solito? Vuole correre, come al solito, da suo fratello,
suo fratello minore, Dio santo, lo stesso individuo a cui Brian teneva la mano
quando attraversavano la strada per andare alla scuola elementare della
Contea di Burke? No, dannazione. Non stavolta. Stavolta, Brian tirer fuori le
palle.
Prende un respiro profondo, si gira e cerca la torcia elettrica che ha lasciato
sul comodino. La trova e la accende.
Il raggio sottile attraversa la stanza immersa nelloscurit e crea una pozza
di luce argentea sulla parete opposta Solo tu e io, Justin, pensa Brian
mentre si alza. La sua mente lucida. I sensi crepitano.
La verit che si sentito incredibilmente bene quella sera, quando ha
convenuto coi piani di suo fratello, quando ha visto quello sguardo nei suoi
occhi, come a dire che forse, dopotutto, lui non un perdente e uno sfigato.
tempo di fargli vedere che quel momento in cucina non stato un caso:
Brian pu occuparsi di quel lavoro tanto quanto Philip.
Si muove in silenzio verso la porta.
Prima di uscire, afferra la mazza da baseball di metallo che ha trovato nella
camera di uno dei ragazzi.
Nel corridoio i fruscii come di carta stropicciata sono pi nitidi: Brian si ferma
sotto lingresso del solaio, che una botola pomposamente incassata nel
soffitto del pianerottolo. Le altre camere da letto, da dove echeggia il profondo
russare di Bobby Marsh e Nick Parsons, sono situate dallaltra parte, sul lato
est della casa, fuori portata dorecchio. Ecco perch Brian stato il solo a
sentirli.
Una cinghia di cuoio pende dal soffitto, abbastanza in basso da consentirgli
di saltare e afferrarla. Tira la chiusura a molla fino a spalancare la botola e la

scala a fisarmonica si apre con un rumore metallico. Brian illumina il


passaggio con la torcia. Granelli di polvere vagano nel raggio di luce.
Loscurit impenetrabile, opaca. Il cuore di Brian fa un balzo.
Fottuta femminuccia, dice a se stesso. Porta su il tuo culo da femminuccia.
Sale le scale con la mazza da baseball sottobraccio e la torcia nella mano
libera; quando raggiunge la cima della scala, si ferma. Punta la luce su un
grosso baule da viaggio con attaccati sopra degli adesivi del Magnolia
Springs State Park.
Adesso sente gli odori gelidi e putridi della muffa e della naftalina. Il freddo
autunnale si gi infiltrato nel solaio attraverso le scanalature del tetto.
Avverte laria gelida sul volto. E dopo un istante, sente ancora il fruscio.
Viene da un punto ancora pi addentro nelle ombre del solaio. Brian varca
la soglia e la sua gola secca come farina di ossa. Il soffitto basso lo
costringe a piegarsi. Vestito soltanto della sua biancheria, Brian rabbrividisce,
vorrebbe tossire ma non osa.
I grattamenti cessano per ricominciare subito forti e furiosi.
Brian solleva la mazza e resta del tutto immobile, imparando da capo la
meccanica della paura: quando si davvero spaventati, non si trema come
nei film. Si resta immobili, come un animale dal pelo ritto.
Solo dopo si comincia a tremare.
Il raggio della torcia controlla lento tutte le nicchie buie del solaio, tra il
ciarpame dei ricchi: una cyclette coperta di ragnatele, un vogatore, bauli,
bilancieri, tricicli, scatole da guardaroba, sci dacqua, un flipper impolverato. I
grattamenti cessano di nuovo.
La luce rivela una bara.
Brian diventa praticamente di pietra.
Una bara?
Philip gi a met della scalinata quando nota, sul pianerottolo del
secondo piano, che la scala del solaio pende gi, dischiusa.
Sale sul pianerottolo in silenzio, coi piedi avvolti nei calzini. Tiene unascia in
una mano e una torcia elettrica nellaltra. La pistola calibro .22 infilata nel
retro dei jeans. senza maglietta e la muscolatura robusta brilla alla luce
della luna che filtra da un lucernario.
Gli ci vogliono pochi secondi per attraversare il pianerottolo e salire i gradini
a fisarmonica: quando emerge nelloscurit del solaio, vede una sagoma
stagliarsi nello spazio ristretto.
Prima che possa accendere la torcia e puntarla su suo fratello, la situazione
si fa chiara.

un lettino abbronzante dice, facendo sobbalzare Brian. Nei pochi attimi


precedenti, Brian Blake rimasto paralizzato dal terrore, restando a qualche
metro di distanza dal contenitore oblungo e polveroso appoggiato contro una
parete. Il lato superiore chiuso quasi fosse una gigantesca conchiglia e
qualcosa gratta per uscire.
Brian si volta di scatto e col raggio della torcia illumina il volto tetro e affilato
di suo fratello. Philip in piedi sullingresso del solaio con lascia nella mano
destra. Spostati da l, Brian.
Pensi che sia
Il ragazzino mancante? sussurra Philip, avvicinandosi cauto alloggetto.
Scopriamolo.
Il grattare, come stimolato dal suono delle voci, aumenta di frequenza e
volume.
Brian si volta verso il lettino abbronzante, si prepara e solleva la mazza da
baseball. Forse si era nascosto qui prima di trasformarsi.
Philip si avvicina con lascia. Togliti di mezzo, campione.
Me ne occupo io dice secco Brian, muovendosi verso la serratura, con la
mazza da baseball pronta.
Philip si mette gentilmente tra suo fratello e il lettino abbronzante.
Non devi dimostrarmi niente, fratello. Dai, togliti di mezzo.
No, dannazione, ci penso io sibila Brian, allungando la mano verso la
serratura arrugginita.
Philip lo studia. Okay, fa come vuoi. Pensaci tu, ma fallo alla svelta. Di
qualsiasi cosa si tratti, non pensarci troppo.
Lo so dice Brian, afferrando il gancio con la mano libera.
Philip a pochi centimetri di distanza.
Brian apre la serratura.
I rumori frenetici cessano.
Brian spalanca il coperchio e Philip solleva lascia.
Due rapidi movimenti, come un paio di lampi nelloscurit, attraversano il
campo visivo di Philip: sono il frusciare di un manto peloso e larco della
mazza di Brian.
I sensi affinati di Philip impiegano un secondo o due a registrare lanimale:
un topo, che scatta lontano dal raggio della torcia e fugge a rotta di collo sulla
vetroresina verso un buco in un angolo.
La mazza da baseball si abbatte pesante, mancando di molto il grasso
roditore grigio e unto.
Pezzi del pannello daccensione del lettino e vecchi giocattoli si frantumano

nellimpatto.
Brian emette un rantolo e indietreggia alla vista del topo che scompare
dentro il buco, arretrando verso i meccanismi interni della base del lettino.
Philip si lascia sfuggire un sospiro di sollievo e abbassa lascia. Comincia a
dire qualcosa quando sente una lieve melodia metallica risuonare nellombra
accanto a lui. Brian guarda in basso, ansimando.
Una piccola scatola, di quelle contenenti un pupazzo a molla, caduta a
causa dellimpatto della mazza e giace sul pavimento.
Limpatto ha azionato la musica metallica, che suona ancora qualche nota di
una melodia da circo.
Poi il clown giocattolo sbuca di lato dal contenitore caduto.
B dice Philip con un tono di voce stanco e ben poco divertito.
Il loro umore migliora leggermente il mattino seguente, dopo unabbondante
colazione a base di uova strapazzate, fette di bacon, semolino, prosciutto,
focacce, pesche fresche e t. Il fragrante profumo del caff, della cannella e
della carne affumicata che sfrigola riempie tutta la casa. Nick prepara anche
la sua speciale salsa Redeye1, mandando in estasi Bobby.
Brian trova qualche medicina contro il raffreddore nellarmadietto dei
medicinali della camera padronale e comincia a sentirsi un po meglio dopo
aver mandato gi alcune capsule di DayQuil.
Dopo colazione, esplorano le immediate vicinanze, senza spingersi oltre
lisolato conosciuto come Green Briar Lane, e ottengono ancora buone
notizie. Trovano un tesoro di provviste e materiali da costruzione: cataste di
legna per i camini, tavole di legno avanzate, altro cibo nei frigoriferi dei vicini,
taniche di benzina nei garage, vestiti e stivali invernali, scatole di chiodi,
liquori, fiamme ossidriche, acqua imbottigliata, una radio a onde corte, un
computer portatile, un generatore, pile di DVD e, in uno degli scantinati, una
rastrelliera zeppa di fucili da caccia e scatole di proiettili.
Nessun silenziatore, ma a caval donato non si guarda in bocca.
Hanno fortuna anche con i non morti. Le case dirimpetto a quella coloniale
sono vuote: a quanto pare, i residenti hanno tagliato la corda prima che la
merda si infittisse. A due case di distanza, sul lato ovest, Philip e Nick
incontrano unanziana coppia che si trasformata, ma qualche colpo
daccetta ben piazzato basta a far fuori i vecchi senza difficolt, in modo
rapido e soprattutto silenzioso.
Quel pomeriggio, Philip e i compagni cominciano a lavorare con cautela alla
barricata che dovr attraversare il viale alberato davanti alla casa coloniale e
alle due case vicine, per un totale di quarantacinque metri per i tre lotti e

unaltra ventina dallaltra parte: Nick e Bobby lo trovano uno spazio


terribilmente vasto da coprire, ma con le tavole prefabbricate lunghe tre metri,
che hanno trovato sotto il portico di una casa del vicinato, unite agli steccati
che hanno razziato dalle altre case della via, il lavoro procede
sorprendentemente rapido.
Quella sera, al tramonto, Philip e Nick inchiodano gi le ultime sezioni sul
confine settentrionale della propriet.
Li ho tenuti docchio tutto il giorno dice Philip, mentre preme la punta
biforcuta della sparachiodi contro il supporto di una sezione angolare. Si
riferisce agli sciami vicini al golf club. Nick annuisce, intento a far combaciare
gli incastri delle due sezioni.
Philip preme il grilletto e la sparachiodi emette uno schiocco soffocato,
come lo schianto di una frusta di metallo, conficcando un chiodo galvanizzato
da quindici centimetri dritto tra le tavole. Per coprire il rumore la sparachiodi
stata avvolta con del nastro isolante in un piccolo pezzo di coperta.
Non ne ho visto nemmeno uno gironzolare da queste parti dice Philip,
asciugandosi il sudore dalla fronte e spostandosi verso laltro supporto della
sezione. Nick tiene ferme le tavole, sulle quali si abbassa la punta.
FFFFFUMP!
Non saprei dice Nick scettico, passando alla sezione successiva, col
sudore che gli attacca il giubbetto alla schiena. Continuo a pensare che non
questione di se ma di quando.
FFFFFFFUMP!
Ti preoccupi troppo, figliolo dice Philip, passando al gruppo di tavole
successivo e tirando la prolunga della sparachiodi. Lestensione del cavo si
allunga serpeggiando fino a una presa nellangolo di una casa vicina. Philip
ha dovuto collegare in tutto sei prolunghe da otto metri per far arrivare la
corrente. Si ferma e si guarda dietro la spalla.
A circa quindici metri di distanza, nel cortile posteriore della casa coloniale,
Brian spinge Penny su unaltalena. Gli ci voluto un po per abituarsi, per
affidare al suo inetto fratello la cura della sua preziosa bambina, ma ora come
ora Brian la miglior baby-sitter a sua disposizione.
Il campo da gioco, ovviamente, lussuoso. La gente ricca adora rovinare i
figli con merdate del genere. Quello, molto probabilmente, era uno dei posti
preferiti del bambino scomparso; ha tutte le carte in regola per esserlo stato:
scivolo, capanna, quattro altalene, una parete per arrampicarsi, una palestra
e una sabbiera.
Fin qui ce labbiamo fatta continua Philip, rimettendosi al lavoro. Finch

teniamo la testa a posto, non dovremmo avere problemi.


Mentre posizionano la tavola successiva, il fruscio dei loro stessi movimenti
e il crepitio delle tavole coprono il rumore di passi strascicati.
I passi provengono dallaltra parte della strada. Philip non li sente finch lo
zombie errante non abbastanza vicino da far sentire il suo odore.
Nick il primo a sentirlo: quella combinazione scura, densa e ammuffita di
proteine che marciscono e di decomposizione, come escrementi umani cotti in
grasso di maiale. Nick scatta in guardia. Aspetta un attimo dice, reggendo
una tavola. Puzzi
S, puzzi come
Un braccio viscido irrompe attraverso un buco dello steccato e afferra un
lembo della camicia di jeans di Philip.
Una volta era una donna di mezza et in tuta da jogging; adesso unarpia
emaciata con le maniche strappate, piena di lividi scuri, i denti scoperti e gli
occhi fissi di un pesce preistorico. La sua mano ha uncinato la camicia di
Philip con la forte morsa delle sue dita morte. Emette un lamento simile a
quello della canna di un organo rotta mentre Philip si gira verso la sua ascia,
appoggiata contro una carriola a qualche metro di distanza.
Dannatamente troppo lontana.
La signora morta cerca il collo di Philip con la fame automatica di una
tartaruga alligatore; dallaltra parte, Nick annaspa in cerca di unarma, ma
succede tutto troppo in fretta. Philip indietreggia con un grugnito ma, alla
fine, si ricorda che sta ancora stringendo la sparachiodi. Evita i denti che
cercano di morderlo e istintivamente solleva la punta della sparachiodi.
Con un movimento rapido, la appoggia sulla fronte della cosa.
FFFFFFFFFFFUMP!
La signora zombie si irrigidisce.
Le dita gelide allentano la presa e Philip si libera, inspirando a fatica e
osservando la cosa.
Per un istante, il cadavere verticale barcolla, dondolando come se fosse
ubriaco; trema nella sua tuta di cotone di Pierre Cardin, ma non vuole andare
gi. La testa del chiodo galvanizzato, lungo ben quindici centimetri, visibile
sopra la cresta del naso, come una monetina attaccata alla fronte.
La cosa rimane in piedi per alcuni interminabili istanti, con gli occhi da
squalo rivoltati allins, finch non comincia a vacillare lenta, con la faccia
rovinata che assume unespressione strana, quasi sognante.
Per un momento, sembra che stia ricordando qualcosa o che resti in ascolto
di un qualche fischio acutissimo. Poi crolla sullerba.

Credo che i chiodi possano abbatterli dice Philip dopo cena, camminando
avanti e indietro davanti alle finestre sbarrate del lussuoso soggiorno, la
sparachiodi in mano come un promemoria.
Gli altri stanno seduti intorno al lungo tavolo di quercia lucido con gli avanzi
della cena disseminati davanti a loro. Brian ha cucinato per tutti, scongelando
un arrosto nel forno a microonde e preparando una salsa con un cabernet di
unottima annata e una spruzzata di crema. Penny di l nel soggiorno a
guardare un DVD di Dora lesploratrice.
S, ma hai visto quanto ci ha messo a venire gi? precisa Nick, spingendo
un pezzo della carne che non ha finito sul piatto. Dopo che gli hai sparato
per un secondo sembrava quasi che quella dannata cosa fosse drogata.
Philip continua a camminare pensoso, premendo il grilletto della
sparachiodi. Gi, ma alla fine andata gi.
pi silenziosa di una pistola, te lo concedo.
Ed maledettamente pi facile che spaccargli la testa con unascia.
Bobby ha appena cominciato a servirsi un secondo piatto di arrosto e di
salsa. Peccato che tu non abbia una prolunga di dieci chilometri dice a
bocca piena.
Philip preme ancora il grilletto. Magari possiamo attaccare questo affare a
una batteria.
Nick alza lo sguardo. Come la batteria di una macchina?
No: qualcosa che potremmo portarci dietro pi facilmente, come una di
quelle grosse batterie per le lampade o come una falciatrice elettrica.
Nick scrolla le spalle.
Bobby mangia.
Philip cammina e riflette.
Brian fissa il muro, rimuginando: Devessere qualcosa che ha a che fare col
cervello.
Cosa? Philip guarda suo fratello. Di cosa stai parlando, Bri?
Brian lo guarda. Quelle cose i malati. Sostanzialmente si tratta del
cervello, giusto? Devessere cos. Fa una pausa e guarda il suo piatto. Sono
ancora dellidea che non sappiamo nemmeno se sono morti.
Nick lo guarda. Vuoi dire dopo che li facciamo fuori? Dopo che li
distruggiamo?
No, voglio dire prima risponde Brian. Intendo sto parlando della
condizione in cui sono.
Philip smette di camminare. Cazzo, fratello luned ne ho visto uno venire
schiacciato dalla motrice di un tir e dopo dieci minuti trascinarsi lungo la

strada con le budella di fuori. Lhanno detto su tutti i notiziari. Sono morti,
campione. Sono decisamente morti.
Sto solo dicendo che il sistema nervoso centrale delluomo complicato,
fratello. Tutta questa merda adesso nellambiente, nuovi tipi di merda.
Ehi, se vuoi portare una di quelle cose da un dottore per fargli fare un
check-up, accomodati.
Brian sospira. Voglio solo dire che non ne sappiamo ancora abbastanza.
Non sappiamo un cazzo.
Sappiamo tutto ci che ci serve sapere dice Philip, gettandogli unocchiata.
Sappiamo che aumentano ogni giorno che passa e che sembrano solo
intenzionati ad averci per pranzo. Che il motivo per cui dobbiamo restare qui
per un po e aspettare che le acque si calmino.
Brian emette un sospiro stanco e doloroso. Gli altri restano in silenzio.
Durante quella pausa, sentono i flebili rumori che hanno sentito per tutta la
notte, i rumori provenienti dalloscurit di fuori: il battito soffocato e
intermittente di figure insensibili che colpiscono la barricata improvvisata.
Nonostante gli sforzi di Philip per erigere il baluardo in fretta e in silenzio, il
fracasso del lavoro che hanno fatto quel giorno ha attirato altri cadaveri
ambulanti.
Quanto a lungo pensi che riusciremo a restare qui? chiede Brian piano.
Philip si siede, posa la sparachiodi sul tavolo e beve un altro sorso di
bourbon. Fa un cenno verso il soggiorno, da dove, in modo incongruo,
provengono le voci bizzarre dei personaggi del cartone animato.
Ha bisogno di riposare dice Philip. esausta.
Adora tutti quei giochi nel cortile sul retro dice Brian con un sorriso debole.
Philip annuisce. Qui pu vivere una vita normale per un po.
Tutti lo guardano e riflettono in silenzio su quel concetto.
Alla salute di tutti i ricchi bastardi del mondo dice Philip, sollevando il
bicchiere.
Gli altri brindano senza sapere esattamente a cosa o quanto a lungo
durer.

QUATTRO
Il giorno seguente, nel limpido sole autunnale, Penny gioca nel cortile sotto lo
sguardo vigile di Brian. Gioca per tutta la mattina mentre gli altri fanno
linventario e dividono le provviste. Nel pomeriggio, Philip e Nick mettono in
sicurezza le lunghe e strette finestre dello scantinato con tavole
supplementari e cercano invano di modificare la sparachiodi per collegarla
alla corrente continua, mentre Bobby, Brian e Penny giocano a carte in
soggiorno.
La vicinanza dei non morti una costante: sono squali che nuotano sotto la
superficie di ogni decisione e attivit. Ma per il momento, c solo qualche
randagio occasionale, un vagabondo che sferra un colpo isolato contro lo
steccato, per poi trascinarsi via. Per la maggior parte, lattivit dietro la
barricata di tavole di cedro alte due metri su Green Briar Lane passata
inosservata allo sciame.
Quella notte, dopo cena, con le tende tirate, guardano tutti insieme un film
di Jim Carrey in soggiorno e si sentono di nuovo quasi normali. Stanno
cominciando tutti ad abituarsi a quel posto. Ormai badano a malapena ai tonfi
soffocati che di tanto in tanto si odono nelloscurit. Brian ha praticamente
dimenticato il dodicenne scomparso, e dopo che Penny andata a letto, gli
uomini fanno piani a lungo termine.
Discutono delle implicazioni di restare nella casa coloniale finch durano le
provviste, provviste sufficienti per settimane. Nick si domanda se dovrebbero
mandare qualcuno in esplorazione, magari per verificare la situazione sulle
strade verso Atlanta, ma Philip irremovibile. Lasciamo che quelli l fuori se
la vedano tra loro consiglia.
Nick continua a tenere sotto controllo radio, TV e Internet ma simili alle
deboli funzioni corporee di un malato terminale, i media sembrano spegnersi
un organo dopo laltro. La maggior parte delle stazioni radio trasmette ormai
solo programmi registrati o inutili informazioni demergenza. I canali televisivi
via cavo sono ancora operativi e trasmettono ventiquattrore su ventiquattro
annunci automatici della protezione civile o inspiegabili, incongrue repliche di
pubblicit notturne.
Giunti al terzo giorno, Nick comprende che la maggior parte delle frequenze
radio si ormai ridotta a semplici scariche statiche, la maggior parte dei canali
via cavo solo effetto neve e il Wi-Fi della casa andato. Non funzionano
nemmeno le connessioni via telefono, e le telefonate che Nick fa

regolarmente ai numeri demergenza non ottengono altro che una risposta


registrata, il classico vaffanculo delle compagnie telefoniche: il numero da lei
chiamato non al momento raggiungibile, la preghiamo di riprovare pi tardi.
Nella tarda mattinata di quello stesso giorno, il cielo si annuvola.
Nel pomeriggio, una nebbia gelida e lugubre cala sulla comunit e tutti si
accalcano allinterno, provando a ignorare la linea sottile che corre tra lessere
in salvo e lessere prigionieri. A parte Nick, tutti gli altri sono stanchi di parlare
di Atlanta. Atlanta appare molto pi lontana ormai, come se pi tempo
passano a valutare la trentina di chilometri che la separano da Wiltshire, pi
quei chilometri sembrano diventare impraticabili.
Quella notte, dopo che tutti si sono coricati, Philip resta seduto in soggiorno,
a fare la sua veglia solitaria a Penny che dorme.
La nebbia si trasformata in un temporale con tanto di tuoni e fulmini.
Philip infila il dito tra due stecche della veneziana e sbircia fuori nel buio.
Attraverso la fessura, riesce a scorgere, al di sopra della barricata, le stradine
sinuose e le imponenti ombre delle querce, coi loro rami piegati dal vento.
Brilla un fulmine.
A quasi duecento metri di distanza, una decina o pi di sagome umanoidi si
materializza nella luce stroboscopica, muovendosi senza meta nella pioggia.
Dal suo punto di vista, Philip fa fatica a stabilirlo con sicurezza, ma si
direbbe che le cose si muovano, col loro passo pesante da ritardati o da
vittime di un infarto, nella sua direzione. Sentono lodore di carne fresca?
Sono i rumori delle attivit umane ad attirarli? O semplicemente vagano in
modo del tutto casuale, come orrendi pesci rossi in una boccia?
Proprio allora, per la prima volta da quando sono arrivati a Wiltshire Estates,
Philip Blake si ritrova a chiedersi se i loro giorni in quel grembo di moquette e
divani esageratamente morbidi siano contati.
Il quarto giorno lalba gelida e nuvolosa. Il cielo color peltro incombe sopra
i giardini bagnati e le case abbandonate. In un certo senso il nuovo giorno
segna una tappa importante, sebbene loccasione passi sotto silenzio:
linizio della seconda settimana dellepidemia.
Adesso Philip in soggiorno col suo caff in mano e sbircia attraverso le
tende verso la barricata di fortuna. Nella pallida luce mattutina, vede langolo
nord-est dello steccato agitarsi e tremare. Figlio di un cane mormora
sottovoce.
C qualche problema? La voce di Brian risveglia Philip dal suo torpore.
Ce ne sono ancora di pi.
Merda. Quanti?

Non saprei.
Cosa vuoi fare?
Bobby!
Luomo grasso avanza pesantemente nei suoi pantaloni della tuta e a piedi
nudi, mangiando una banana. Philip si volta verso il corpulento amico e dice:
Vestiti.
Bobby manda gi un grosso boccone di banana. Che succede?
Philip ignora la domanda e guarda Brian. Tieni Penny nel soggiorno.
Va bene dice Brian e si allontana di corsa.
Philip si avvia verso le scale e, mentre se ne va, ordina: Prendi la
sparachiodi e tutte le prolunghe che riesci a portare e anche le accette!.
FFFFFFFOOOMP! Il numero cinque va gi come una gigantesca bambola
di pezza coi pantaloni di un completo sbrindellati; gli occhi morti e lattiginosi
si rovesciano allindietro mentre scivola a terra lungo laltro lato dello steccato
e il corpo putrido crolla sul viale. Philip fa un passo indietro, respirando a
fatica per lo sforzo, bagnato di sudore nel giubbotto e nei pantaloni di jeans.
I numeri da uno a quattro sono stati facili come sparare a un pesce in un
barile, una donna e tre uomini, a ognuno dei quali Philip si avvicinato di
soppiatto con la sparachiodi mentre colpivano e artigliavano il punto debole
dellangolo dello steccato. Philip si limitato a starsene sul montante pi
basso con una buona angolazione sulle loro teste. Li ha abbattuti rapido, uno
dopo laltro. FFFFOOOMP! FFFFOOOMP! FFFFOOOMP! FFFFOOOMP!
Il numero cinque stato il pi sfuggente. Spostatosi inavvertitamente dalla
linea di fuoco allultimo momento, ha fatto un piccolo passo da ubriaco, poi ha
allungato il collo verso Philip, chiudendo i denti di scatto. Philip ha dovuto
sprecare due chiodi, che sono rimbalzati lontani sul marciapiede, prima di
riuscire a ficcarne uno nella corteccia cerebrale dello stronzo vestito di lusso.
Adesso Philip riprende fiato, piegato in due dalla stanchezza, la sparachiodi
ancora nella mano destra, ancora attaccata alla presa della casa con quattro
prolunghe da otto metri. Si raddrizza e ascolta. Il viale silenzioso. Lo
steccato tiene.
Si guarda dietro da sopra la spalla e vede Bobby Marsh nel cortile sul retro,
a circa trenta metri di distanza. Il ciccione seduto sul suo culo grasso e
cerca di riprendere fiato, appoggiandosi contro una piccola cuccia
abbandonata. La cuccia ha un tetto coperto di piccole tegole e le parole
laddie boy sono state incise sopra lapertura.
Questa gente ricca e i loro fottuti cani, pensa mesto Philip, ancora un po
depresso e nervoso. Probabilmente quella bestia mangiava meglio di molti

bambini.
Oltre lo steccato, a circa sei metri da Bobby, a ridosso della recinzione, ci
sono i resti scomposti di una donna morta, con unaccetta ancora conficcata
nel cranio dove Bobby Marsh lha colpita.
Philip rivolge a Bobby un cenno e uno sguardo interrogativo. Tutto a posto?
Bobby ricambia il gesto alzando il pollice.
Poi quasi senza preavviso le cose cominciano ad accadere molto in
fretta.
Il primo segno che c qualcosa di decisamente non a posto si manifesta
appena un secondo dopo che Bobby ha fatto al suo amico, capo e mentore il
segno col pollice alzato. Fradicio di sudore, col cuore che ancora batte
allimpazzata per la fatica di muovere il suo grosso corpo, mentre
appoggiato alla cuccia, Bobby riesce ad accompagnare il gesto con un
sorriso del tutto ignaro del rumore soffocato che proviene da dentro la
cuccia.
Da anni ormai, Bobby Marsh agogna segretamente di compiacere Philip
Blake, e la prospettiva di rivolgergli il pollice alzato dopo un lavoro difficile ben
fatto lo riempie di una strana sorta di soddisfazione.
Figlio unico, a malapena capace di diplomarsi al liceo, Bobby si era
attaccato a Philip negli anni precedenti alla morte di Sarah Blake e dopo,
quando Philip si era allontanato dai suoi compagni di bevute, Bobby aveva
disperatamente cercato di riallacciare i contatti. Aveva chiamato Philip fin
troppe volte; quando erano insieme parlava troppo e spesso si era reso
ridicolo nel tentativo di essere allaltezza del dinoccolato maschio alfa del
gruppo. Ma ora, in uno strano modo, Bobby si sente come se quella bizzarra
epidemia, tra le altre cose, gli abbia consentito di rinsaldare il suo legame con
Philip.
Ed probabilmente per tutti questi motivi che, sulle prime, Bobby non sente
il rumore che viene da dentro la cuccia.
Quando il tonfo arriva, come se un cuore gigantesco battesse dentro la
capanna in miniatura, il sorriso di Bobby gli si congela sulla faccia e il pollice
alzato cade di lato. E quando la comprensione che dentro la cuccia c
qualcosa che si muove riesce a farsi strada tra le sinapsi del cervello di Bobby
e viene registrata abbastanza chiaramente da farlo muovere, gi troppo
tardi.
Qualcosa di piccolo e schiacciato sul terreno balza fuori dallapertura ad
arco della cuccia.
Philip ha gi attraversato met cortile, correndo a tutta velocit, quando

diventa chiaro che la cosa che si appena fatta strada fuori dalla cuccia un
piccolo essere umano o meglio un putrescente, bluastro, contorto facsimile
di un piccolo essere umano, con foglie e merda di cane tra i capelli biondi e
arruffati, e una catena avvolta intorno alla vita e alle gambe.
F-FAN-FANCULOOOOO! geme Bobby e si agita per allontanarsi dal
cadavere dodicenne mentre la cosa che un tempo era un bambino si lancia
sulla sua gamba grossa come un prosciutto.
Bobby rotola di lato e riesce a liberarsi appena in tempo: la piccola faccia
contorta, simile a una zucca cava con dei buchi al posto degli occhi, ingoia
lerba dove fino a un attimo prima cera stato larto di Bobby.
Philip adesso a quindici metri di distanza e corre verso la cuccia alla
massima velocit, con la sparachiodi alta come una bacchetta da rabdomante
puntata sul mostro in miniatura. Bobby si trascina come un granchio sullerba
umida, facendo patetica mostra del solco tra le natiche; i suoi rantoli sono
acuti e striduli come quelli di una ragazzina.
Il minuscolo demonio si muove con lenergia sgraziata di una tarantola,
strisciando sullerba verso Bobby, che cerca di rimettersi in piedi e scappare,
ma le sue gambe si ingarbugliano facendolo cadere di nuovo, stavolta
allindietro.
Philip lontano sei metri, quando Bobby comincia a gridare in un tono
ancora pi acuto. Il bambino zombie gli stringe una mano simile a un artiglio
intorno alla caviglia e prima che Bobby possa divincolarsi, gli affonda la bocca
fitta di denti imputriditi nella gamba.
DANNAZIONE! tuona Philip, mentre si avvicina con la sparachiodi.
Trenta metri dietro di lui, la prolunga si stacca dalla presa elettrica.
Philip sbatte la punta della sparachiodi sulla parte posteriore del cranio del
mostro, che ha gi afferrato il corpo grasso e tremante di Bobby.
Il grilletto della sparachiodi fa clic. Non succede niente. Lo zombie scava a
fondo nella coscia flaccida di Bobby, come un piranha, tranciandogli larteria
femorale e portandosi via met del suo scroto. Le grida di Bobby si riducono a
un ululato di dolore mentre Philip istintivamente getta via la sparachiodi e si
lancia incerto sulla bestia. La strappa via dal suo amico come se rimuovesse
una sanguisuga enorme e la scaglia, a testa in gi, lontano sul il giardino
prima che possa mordere ancora.
Il bambino morto crolla a terra e rotola a cinque o sei metri di distanza
sullerba fangosa.
Nick e Brian schizzano fuori di casa: Brian va ad afferrare la prolunga e Nick
corre attraverso il prato con un piccone. Philip afferra Bobby e prova a farlo

smettere di contorcersi e di urlare per impedirgli di dissanguarsi pi in fretta:


la ferita slabbrata spruzza geyser di sangue al ritmo del suo battito
accelerato. Philip sbatte la sua mano sulla gamba di Bobby, tamponando
lievemente il flusso: il sangue gli cola tra le dita unte, mentre altre figure si
muovono nel suo campo visivo periferico. La cosa morta sta tornando: striscia
sul terreno umido verso Philip e Bobby, ma Nick si avvicina di scatto, solleva il
piccone con gli occhi spalancati di panico e di rabbia, e lo cala senza
esitazioni: larma sibila nellaria e la punta arrugginita si abbatte sulla parte
posteriore del cranio dello zombie bambino, conficcandosi per otto centimetri
nella cavit craniale. Il mostro si affloscia. Philip grida a Nick qualcosa
riguardo a una cintura, una CINTURA: Nick si agita, cercando a tentoni la sua
cintura. Philip non ha alcun addestramento di primo soccorso, ma ne sa
abbastanza da provare a fermare lemorragia con un laccio di qualche tipo.
Arrotola la cintura di Nick attorno alla gamba del ciccione tremante, che cerca
di parlare, ma sembra tormentato da un freddo estremo: le sue labbra si
muovono, tremando silenziose. Nel frattempo, Brian, a trenta metri di
distanza, impegnato a reinserire la prolunga nella presa elettrica,
probabilmente perch non ha saputo pensare a nientaltro da fare. La
sparachiodi giace nellerba a quattro o cinque metri dietro Philip, che sta
gridando a Nick: VAI A PRENDERE UN PO DI FOTTUTE BENDE, DI
ALCOL E QUALSIASI ALTRA COSA!!! . Nick corre, senza mollare il piccone,
mentre Brian si avvicina, fissando la cosa morta che giace a faccia in gi
nellerba, col cranio sfondato. Se ne tiene alla larga, afferra la sparachiodi,
casomai ce ne sia bisogno, e controlla la collina dietro la staccionata mentre
Philip tiene in braccio Bobby come un bambino gigante. Bobby piange e
respira velocemente, respiri poco profondi e tremanti. Philip lo conforta,
mormorando incoraggiamenti e assicurandolo che andr tutto bene ma
chiaro, mentre Brian si avvicina cauto, che le cose non andranno affatto bene.
Alcuni istanti dopo, Nick torna con le braccia piene di grosse bende sterili,
con una bottiglia di alcool in una delle tasche posteriori e un rotolo di nastro
di cotone nellaltra. Ma qualcosa cambiato. Lemergenza si trasformata in
qualcosa di pi oscuro una veglia al capezzale di un moribondo.
Dobbiamo portarlo dentro annuncia Philip, ormai fradicio del sangue
dellamico. Ma non fa alcuno sforzo per sollevarlo. Bobby Marsh sta per
morire. La cosa chiara a tutti.
chiara specialmente a Bobby Marsh, che giace in stato di shock, fissando
il cielo metallico nellaffannoso tentativo di parlare.
Brian l accanto, tiene la sparachiodi al suo fianco, con lo sguardo rivolto

in basso verso Bobby. Nick lascia cadere le bende ed emette un sospiro


angosciato.
Sembra quasi sul punto di piangere, ma si limita a crollare in ginocchio
dallaltro lato e a prendersi la testa tra le mani.
Io io n-n-nn Bobby Marsh cerca disperatamente di far capire
qualcosa a Philip.
Sssssshhh Philip gli accarezza la spalla, senza riuscire a pensare
lucidamente. Si volta, afferra un rotolo di bende e comincia a fasciare la ferita.
Nnn-n-NO! Bobby le spinge via.
Bobby, dannazione.
NN-NO!
Philip si ferma, deglutisce a fondo, guarda gli occhi acquosi delluomo
morente. Andr tutto bene lo rassicura, e la sua voce cambia di tono.
N-no non vero riesce a dire Bobby. Da qualche parte nel cielo, un
corvo gracchia. Bobby sa cosa sta per accadere. Hanno visto un uomo in una
fossa gi a Covington tornare indietro in meno di dieci minuti. S-ss-smettila di
parlare cos, Philly.
Bobby
finita sussurra flebile Bobby e i suoi occhi tornano lucidi per un
momento. Poi vede la sparachiodi nella mano di Brian. Con le grosse dita a
salsiccia, la afferra per la punta.
Brian la lascia cadere con un sobbalzo.
Dannazione, dobbiamo portarlo dentro! La voce di Philip colma di
disperazione mentre Bobby Marsh a tentoni riesce ad afferrare lattrezzo.
Posa le dita grassocce sulla canna e cerca di portarsela alla tempia.
Ges Cristo mormora Nick.
Levagli di mano quella cosa! Philip fa cenno a Brian di allontanarsi dalla
vittima.
Le lacrime di Bobby scorrono sui lati della grossa testa, lavando il sangue e
lasciando alcune striature pulite. T-ti prego, Philly mormora. F-fallo e
basta.
Philip si alza. Nick! Vieni qui! Si volta e muove alcuni passi verso la casa.
Nick si alza e raggiunge Philip. I due uomini sono a cinque metri di distanza
da Bobby, fuori dalla sua portata dudito, gli voltano la schiena, le loro voci
sono basse e tese.
Dobbiamo tagliargliela dice in fretta Philip.
Cosa?
La gamba.

Cosa?
Prima che il contagio si diffonda.
Ma come pensi di
Non sappiamo quanto velocemente si diffonda; dobbiamo provare, gli
dobbiamo almeno questo.
Ma
Ho bisogno che tu vada a prendere la sega per il ferro dal capanno e che
la porti
Una voce risuona dietro di loro, interrompendo la litania nervosa di Philip.
Ragazzi?
Brian, e dal suono tetro della sua voce nasale le notizie sono
probabilmente cattive.
Philip e Nick si girano.
Bobby Marsh immobile.
Brian si inginocchia accanto a lui e sui suoi occhi cala un velo. troppo
tardi.
Philip e Nick si avvicinano al punto dove Bobby giace sullerba, con gli occhi
chiusi. Il petto enorme e flaccido non si muove. La bocca spalancata.
Oh, no Ges Cristo Santo, no dice Nick, fissando lamico morto.
Philip non dice niente per un lungo tempo. Nessuno di loro lo fa.
Il grosso corpo dellamico giace immobile sul terreno bagnato per minuti
interminabili finch qualcosa non si agita nelle estremit delluomo, nei
tendini delle gambe massicce e nella punta delle dita grassocce.
Allinizio, il fenomeno sembra quasi il tipico spasmo nervoso che i becchini
vedono di tanto in tanto, il sussulto del motore diesel del sistema nervoso
centrale di un cadavere. Nick e Brian osservano con gli occhi sempre pi
grandi, si alzano lenti e poi cominciano piano ad allontanarsi; Philip, invece, si
avvicina ancora e si inginocchia, con unespressione corrucciata e quasi
professionale sul volto.
Gli occhi di Bobby Marsh sono aperti.
Le pupille sono bianche come pus.
Philip afferra la sparachiodi e la preme sulla fronte delluomo corpulento,
proprio sopra il sopracciglio sinistro.
FFFFFFFFUMP!
Ore dopo. Dentro la casa. Dopo il tramonto. Penny dorme. Nick in cucina,
ad annegare il suo dolore nel whisky Brian introvabile il cadavere di
Bobby si sta raffreddando nel cortile, avvolto in un telo accanto agli altri
corpi e Philip in piedi davanti alla finestra del soggiorno e guarda, tra le

stecche della tenda, il numero crescente di sagome scure sulla strada.


Vagano come sonnambuli, muovendosi avanti e indietro al di l della
barricata. Sono di pi adesso. Trenta, forse. Magari addirittura quaranta.
I lampioni brillano attraverso le fessure del recinto e le ombre deambulanti
interrompono i raggi a intervalli irregolari, rendendo la luce stroboscopica e
facendo impazzire Philip. Luomo sente dentro la sua testa la stessa voce
silenziosa che aveva sentito per la prima volta dopo che Sarah era morta:
brucia questo posto, brucia tutto il mondo.
Quello stesso giorno, dopo che Bobby morto, la voce voleva che mutilasse
il cadavere del dodicenne, che facesse a pezzi quella cosa morta. Ma Philip
laveva ricacciata indietro e ora la combatte di nuovo. La miccia accesa,
fratello, lorologio ticchetta
Philip distoglie lo sguardo dalla finestra e si strofina gli occhi stanchi.
Va bene lasciar sfogare i propri sentimenti dice una voce diversa,
proveniente dalloscurit.
Philip si gira e vede la sagoma di suo fratello attraverso il soggiorno, in piedi
sotto larco che d sulla cucina.
Philip torna a girarsi verso la finestra senza rispondere. Brian si avvicina con
una bottiglia di sciroppo per la tosse nelle mani tremanti. Nelloscurit, i suoi
occhi febbricitanti luccicano di lacrime. Rimane l in piedi per un momento.
Poi con un tono di voce basso e sommesso, attento a non svegliare Penny
che dorme sul divano accanto a loro, dice: Non vergognarti di dare sfogo ai
tuoi sentimenti.
Dare sfogo a cosa?
Senti dice Brian, so che stai soffrendo. Tira su col naso e si pulisce la
bocca con la manica: la sua voce rauca e infiammata. Voglio dire che mi
dispiace davvero per Bobby, so che voi ragazzi eravate
andato.
Philip, dai
Questo posto andato, fottuto.
Brian lo guarda. Cosa intendi dire?
Ce ne andiamo.
Ma pensavo
Da unocchiata. Philip indica il crescente numero di ombre su Green Briar
Lane. Li attiriamo come mosche sulla merda.
S, ma la barricata tiene ancora
Pi a lungo restiamo, Brian, pi questa casa diventer una prigione. Philip
guarda fuori dalla finestra. Dobbiamo rimetterci in viaggio.

Quando?
Presto.
Tipo domani?
Cominceremo a fare i bagagli domattina, caricheremo nella Suburban tutto
quello che possiamo.
Silenzio.
Brian guarda suo fratello. Stai bene?
S. Philip continua a guardare fuori. Va a dormire.
A colazione Philip decide di dire a sua figlia che Bobby dovuto partire e
tornare a casa, per occuparsi dei suoi, e la spiegazione sembra soddisfare la
bambina.
Pi tardi, quel mattino, Nick e Philip scavano la fossa nel cortile sul retro,
scegliendo un punto morbido in fondo al giardino, mentre Brian tiene
occupata Penny in casa. Brian pensa che dovrebbero trovare un modo per
raccontarle quanto successo, ma Philip gli dice di stare fuori da tutta quella
maledetta faccenda e di tenere la bocca chiusa.
Davanti al pergolato per le rose nel cortile, Philip e Nick sollevano ora il
corpo enorme avvolto nel telo e lo calano nella buca appena scavata.
Impiegano qualche tempo a ricoprire la fossa, gettando palate e palate di
nera terra concimata della Georgia sullamico. Mentre lavorano, il lamento
atonale dei non morti vaga nel vento.
un altro giorno di pioggia e di cielo coperto, e i rumori dellorda di zombie
si diffondono nellaria e sopra ai tetti delle case, mandando fuori di testa
Philip che, madido di sudore nei suoi jeans, continua a spingere la terra nella
fossa.
Lodore sporco e nero della carne putrefatta forte come sempre e fa
rivoltare lo stomaco di Philip, impegnato a gettare le ultime palate di terra
sulla tomba.
Adesso Philip e Nick si fermano ai lati opposti del grosso cumulo, appoggiati
alle pale e col sudore che cola gi per il collo. Per un lungo istante, non
dicono niente, ciascuno perso nei propri pensieri. Alla fine, Nick alza lo
sguardo e, molto dolcemente, in tono stanco e deferente, chiede: Vuoi dire
qualcosa?.
Philip lo guarda al di sopra della fossa. Il suono dei lamenti si fa sentire con
forza da tutte le direzioni, come il ronzio di uno sciame di cavallette, e Philip
riesce appena a pensare in modo lucido.
Proprio allora, per qualche strana ragione, ricorda la notte in cui i tre amici si
erano ubriacati, si erano intrufolati nello Starliter, il drive-in su Waverly Road,

e si erano introdotti nella cabina di proiezione. Muovendo le dita grassocce


davanti al proiettore, Bobby aveva fatto delle ombre cinesi sullo schermo
lontano. Philip aveva riso cos forte, che aveva temuto di essere sul punto di
vomitare, mentre guardava le sagome di paperi e conigli saltellanti sopra le
immagini di Chuck Norris che prendeva a calci dei nazisti.
Molti pensavano che Bobby Marsh fosse un sempliciotto dice Philip con lo
sguardo rivolto verso il basso, ma non lo conoscevano. Era leale e divertente,
ed era un amico dannatamente buono ed morto da uomo.
Anche Nick guarda verso il basso; le sue spalle tremano leggermente, la
voce rotta e le parole si odono appena sopra il clamore che continua a
crescere intorno a loro. Dio onnipotente, nella tua misericordia, volgi le
tenebre della morte nellalba di una nuova vita e la tristezza della separazione
nella gioia del paradiso.
Philip sente le lacrime salirgli agli occhi e stringe i denti cos forte da far
stridere la mascella.
Si renda grazie al nostro Salvatore, Ges Cristo continua Nick con voce
scossa, che morto, risorto e vive per sempre. Amen.
Amen riesce a dire Philip con una voce rauca e debole, che sembra quasi
aliena alle sue stesse orecchie.
Lincessante frastuono dei non morti si fa sempre pi forte.
STATE ZITTI, CAZZO! ruggisce Philip Blake agli zombie. I rumori
giungono ormai da tutte le direzioni. FOTTUTI FIGLI DI PUTTANA MORTI!
Philip si allontana dalla tomba, girandosi lento. VI SFONDER IL CRANIO
UNO PER UNO, BASTARDI SUCCHIACAZZI CANNIBALI!!! VI STACCHER
QUELLA TESTA SCHIFOSA E CAGHER NEI VOSTRI FOTTUTI COLLI
MARCI!!!
A quelle parole, Nick comincia a singhiozzare, mentre Philip, ormai a corto
di energie, cade in ginocchio.
Nick piange e Philip si limita a fissare la terra smossa da poco come se
questa contenesse chiss quali risposte.
Se mai ci fosse stato qualche dubbio su chi fosse il leader del gruppo, non
che ci sia mai stato, ormai del tutto chiaro che Philip lalfa e lomega.
Passano il resto della giornata a fare i bagagli, con Philip che trasmette
ordini a monosillabi, la voce bassa e roca per lo stress. Prendete la cassetta
degli attrezzi grugnisce. Batterie per le torce elettriche borbotta. E quella
scatola di cartucce mormora. Anche altre coperte.
Nick pensa che forse dovrebbero valutare lidea di prendere due macchine.
Molti dei veicoli abbandonati nella comunit sono ultimi modelli di lusso,

molti con le chiavi ancora inserite, pronti per essere presi, ma Brian ha paura
di dividere il loro gruppo gi piccolo e sparuto. O forse si ormai aggrappato
a suo fratello.
Forse ha soltanto bisogno di stare vicino al suo centro di gravit.
Decidono di prendere la Chevy Suburban. Quella macchina praticamente
un carro armato, proprio quello di cui hanno bisogno per raggiungere Atlanta.
Ancora afflitto dal suo ostinato raffreddore che ormai sceso nei polmoni,
causandogli un sibilo perpetuo, forse il primo stadio di una polmonite, Brian
Blake si concentra sul suo compito. Deve stipare in tre frigoriferi da
campeggio i cibi che recano la data di scadenza pi lontana: carne
affumicata, formaggi duri, contenitori sigillati o succhi, yogurt, soda e
maionese. Riempie una scatola di cartone con pane, carne di manzo, caff
istantaneo, acqua in bottiglia, barrette di proteine, vitamine, piatti di carta e
posate di plastica. Decide di prendere tutto un assortimento di coltelli da
cucina: mannaie, lame seghettate e coltelli per disossare, per qualsiasi
incontro ravvicinato in cui gli capiti di imbattersi.
In unaltra scatola ripone carta igienica, sapone, asciugamani e stracci.
Rovista nellarmadietto dei medicinali e prende medicine per il raffreddore,
sonniferi, antidolorifici; intanto gli viene unidea, pensa a una cosa che
dovrebbe fare prima di partire.
Nel seminterrato prende un piccolo secchio pieno per met di vernice rossa
e un pennello di crine di cavallo da cinque centimetri. Trova un vecchio pezzo
di compensato largo novanta centimetri per novanta e in fretta, ma con molta
attenzione, scrive un messaggio: quattro semplici parole scritte in caratteri
maiuscoli, grandi abbastanza da essere viste da un veicolo di passaggio. Poi
inchioda un paio di gambe al lato inferiore del cartello.
Lo porta di sopra e lo mostra al fratello. Penso che dovremmo lasciarlo fuori
dal cancello dice a Philip.
Philip si limita a scrollare le spalle e a dirgli che la decisione sua, qualsiasi
cosa voglia fare.
Per uscire aspettano il buio. Alle sette in punto, mentre il sole scende
freddo e metallico dietro i tetti, si affrettano a caricare la Suburban. Lavorano
svelti tra le ombre che si allungano, coi mostri che sciamano contro la
barricata e formano una specie di catena, passandosi velocemente valigie e
contenitori dalla porta laterale della casa al bagagliaio aperto del SUV.
Prendono le asce che si portano dietro dallinizio e aggiungono un vasto
assortimento di picconi, pale, accette, seghe e lame da taglio, provenienti dal
capanno degli attrezzi sul retro. Portano corde, cavi, torce stradali, giacche,

stivali da neve e cubetti accendifuoco. Caricano anche un tubo per travasare


e tutte le taniche di benzina che riescono a infilare nel baule posteriore.
Il serbatoio della Suburban al momento pieno: quello stesso giorno,
Philip, alloscuro delle condizioni in cui versano le stazioni di servizio della
zona, ci ha travasato una sessantina di litri di benzina da una berlina
abbandonata nel garage di un vicino.
Durante gli ultimi quattro giorni, Philip ha scoperto una gran variet di fucili
da caccia nelle case vicine. Da quelle parti i ricchi amano la stagione delle
anatre. Adorano abbattere le teste verdi dal lusso dei loro capanni riscaldati,
coi fucili potenti e i cani da caccia purosangue.
Il vecchio di Philip lo faceva nel modo difficile, con nientaltro che un paio di
stivaloni, un whisky fatto in casa e un pessimo carattere.
Philip ha scelto tre fucili, che adesso ripone nelle sacche in vinile con la
chiusura lampo nel compartimento sul retro: uno un Winchester calibro .22
a percussione anulare e gli altri due sono fucili a pallettoni Marlin modello 55.
I Marlin sono particolarmente utili. Sono conosciuti come fucili da oche.
Rapidi, accurati e potenti, sono progettati per uccidere stormi di uccelli
migratori ad altitudini elevate o, in questo caso, colpire il centro di un cranio
a un centinaio di metri di distanza.
Sono quasi le otto quando finiscono di caricare la Suburban e fanno sedere
Penny sul sedile posteriore. Infagottata in un piumino, con accanto il suo
pinguino di pezza, la bambina sembra stranamente ottimista: il viso pallido
teso e spossato, come se dovesse andare a farsi visitare dal pediatra.
Gli sportelli si aprono e si chiudono. Philip si mette al volante. Nick si siede
sul sedile del passeggero e Brian si sistema accanto a Penny, in quello
posteriore di mezzo. Il cartello resta sul pavimento dellauto, appoggiato alle
ginocchia di Brian.
La macchina si mette in moto. Il ruggito del motore si diffonde nelloscurit
silenziosa, facendo irrigidire i non morti dallaltro lato della barricata.
Diamoci una mossa, gente dice Philip sottovoce, inserendo la retromarcia.
Reggetevi forte.
Spinge il pedale a tavoletta e le quattro ruote motrici partono a tutta
potenza.
La forza di gravit spinge i passeggeri in avanti mentre la Suburban scatta
allindietro.
Nello specchietto retrovisore, il punto debole della barricata di fortuna
incombe sempre pi vicino finch BANG! Il veicolo schizza attraverso le
tavole di cedro nella Green Briar Lane.

Immediatamente, il paraurti posteriore sinistro colpisce un cadavere


ambulante, mentre Philip preme sui freni e inserisce la marcia. Lo zombie
viene scagliato a qualche metro di distanza dietro di loro, fa una piroetta
sgraziata in una nuvola di sangue e un pezzo del suo braccio in
decomposizione si stacca e carambola nella direzione opposta.
La Suburban parte a razzo verso la strada principale, investendo e
spedendo nelloblio altri tre zombie. A ogni impatto, le vibrazioni sorde dei
tonfi che si trasmettono attraverso il telaio e le macchie giallastre, simili a
insetti, che rimangono sul parabrezza, costringono Penny a rannicchiarsi e a
chiudere gli occhi.
Alla fine della strada, Philip gira rapido il volante e sgomma attorno
allangolo, poi si dirige a nord verso lentrata.
Alcuni minuti dopo, abbaia un altro ordine: Okay, fallo di corsa e intendo
proprio DI CORSA!.
Pesta sui freni e di nuovo tutti sobbalzano in avanti. Sono fermi davanti al
grande cancello dentrata, visibile nel cono di luce dei lampioni attraverso una
breve distesa di ghiaia delineata da una siepe.
Ci metto un secondo dice Brian, afferrando il cartello e facendo scattare la
maniglia dello sportello. Lascia il motore acceso.
Basta che ti sbrighi.
Brian scivola fuori dallauto con il cartello grosso novanta centimetri per
novanta.
Nella gelida aria notturna, corre sulla distesa di ghiaia, con le orecchie
allerta e sensibili al lontano brusio dei gemiti fragorosi: vengono nella sua
direzione.
Sceglie un punto appena a destra del cancello dentrata, dove il muro di
mattoni non ostruito dagli arbusti, e posiziona il cartello.
Infila le gambe di legno nel terreno soffice per stabilizzarlo e poi si affretta a
tornare alla macchina, soddisfatto di aver fatto la sua parte per lumanit o per
quanto ne rimasta.
Mentre la macchina si allontana, tutti quanti, anche Penny, guardano dal
lunotto posteriore il piccolo cartello quadrato che scompare in lontananza.
TUTTI MORTI
NON ENTRARE

CINQUE
Nelloscurit della campagna si dirigono a ovest, mantenendo una velocit di
cinquanta chilometri allora. Le quattro corsie dellInterstate 20 sono
disseminate di macchine abbandonate e lasfalto serpeggia verso il bagliore
roseo dellorizzonte, dove la citt aspetta come un livido di luce nel cielo
notturno. Sono costretti ad attraversare quel dedalo di rottami con lentezza
agonizzante, ma riescono a percorrere otto chilometri prima che le cose si
mettano male.
Per gran parte di quegli otto chilometri, Philip continua a pensare a Bobby e
a tutte le cose che avrebbero potuto fare per salvarlo. Il dolore e il rimorso gli
scavano un solco profondo nelle viscere, un cancro con metastasi pi cupe e
molto pi maligne del dolore. Per combattere le emozioni si costringe a
pensare al vecchio detto dei camionisti: controlla la strada e non tenere lo
sguardo fisso. Afferra il volante con la stretta esperta del camionista di lungo
corso e si sposta pi avanti sul sedile con lo sguardo vigile sui margini
dellautostrada.
Per otto chilometri solo una manciata di morti sfiora lo spettrale fascio di
luce dei fanali.
Appena fuori da Conyers, superano un paio di morti rimasti indietro:
barcollano lungo il fianco della carreggiata come disertori sporchi di sangue.
Oltre il centro commerciale Stonecrest Mall vedono un gruppo di sagome
scure accovacciate in un fosso: a quanto pare sono intente a cibarsi di una
vittima della strada, ma nel buio tremolante impossibile stabilire se si tratti di
un animale o di un umano. Ma questo tutto quello in cui si imbattono, per
otto chilometri almeno, durante i quali Philip decide di non superare i costanti
(e sicuri) cinquanta chilometri lora. Se andassero pi lentamente
rischierebbero di farsi agganciare da qualche mostro vagabondo; se fossero
pi veloci potrebbero colpire di striscio il numero crescente di veicoli distrutti e
abbandonati che punteggiano le corsie.
La radio morta e il gruppo viaggia in silenzio con lo sguardo incollato sul
paesaggio che scorre.
Le circonvallazioni esterne dellarea urbana di Atlanta scorrono lente, una
serie di foreste di pini interrotte da qualche dormitorio o centro commerciale.
Oltrepassano rivendite di macchine buie come camere mortuarie: un oceano
sconfinato di nuovi modelli, simili a bare, che riflettono la lattiginosa luce
lunare. Superano varie Waffle House abbandonate e con le finestre sfondate

come ferite aperte, e parcheggi di uffici deserti come zone di guerra. E poi
svariati Shoneys, parcheggi di roulotte, Kmart e RV Center, ognuno pi
desolato e malridotto del precedente. Piccoli fuochi bruciano qua e l. I
parcheggi sembrano la cupa stanza dei giochi di un bambino pazzo, con le
macchine disseminate sul lastricato come giocattoli gettati rabbiosamente in
un angolo. Vetri rotti scintillano dappertutto.
A quanto pare, in meno di una settimana e mezzo, lepidemia ha devastato
la periferia di Atlanta. Qui, tra le riserve naturali e i palazzi degli uffici, dove le
famiglie della classe media sono emigrate nel corso degli anni per sottrarsi ai
lunghi viaggi per recarsi sul posto di lavoro, ai mutui massacranti e allalto
tasso di stress della vita cittadina, lepidemia ha distrutto lordine sociale in
pochissimi giorni. E per qualche motivo, la vista di tutte le chiese devastate
a infastidire maggiormente Philip.
Ogni santuario che sorpassano versa in uno stato peggiore: il Centro
Battista della Nuova Nascita Missionaria fuori da Harmon ancora in fiamme
dopo un recente incendio, e le rovine carbonizzate di una croce si stagliano
contro il cielo. Un paio di chilometri dopo, lungo la strada, il portale del
Seminario Luther Rice mostra scarabocchi frettolosi che avvisano i passanti
della fine imminente e che lestasi qui e tutti i peccatori farebbero bene a
dire addio al loro culo. La Cattedrale della Fede Cristiana Unita sembra
saccheggiata, ripulita di tutto e, successivamente, che qualcuno ci abbia
pisciato sopra. Il parcheggio del Palazzo Pentecostale di San Giovanni
Apostolo sembra un campo di battaglia coperto di cadaveri, molti dei quali si
muovono ancora col passo da sonnambuli dei non morti. Che razza di Dio
lascerebbe accadere tutto questo? E visto che siamo in argomento: che razza
di Dio permetterebbe che un bravo ragazzo, semplice e innocente, come
Bobby Marsh muoia in quel modo? Che razza di
Oh, merda!
La voce proviene dal sedile posteriore e scuote Philip dai suoi pensieri cupi.
Cosa c?
Guarda dice Brian, la voce debole per il raffreddore o per la paura, o forse
per un po di entrambi. Philip guarda nello specchietto retrovisore e vede
lespressione ansiosa del fratello nel bagliore verde del cruscotto. Brian indica
lorizzonte a ovest.
Philip torna a guardare dal parabrezza, premendo istintivamente i freni.
Cosa? Non vedo niente.
Merda dice Nick dal posto del passeggero. Guarda attraverso un varco nel
bosco di pini lontano sulla destra, dove la luce brilla in mezzo agli alberi.

A quasi centocinquanta metri davanti a loro, lautostrada gira in direzione


nord-est, passando attraverso una macchia di alberi, oltre i quali, attraverso il
fogliame, sono visibili delle fiamme.
Lautostrada in fiamme.
Dannazione dice Philip con un sospiro teso. Rallenta landatura fin quasi a
fermarsi mentre lauto affronta la curva.
Dopo pochi istanti, il camion ribaltato entra nel loro campo visivo: giace
ripiegato su se stesso, avvolto in un bozzolo di fiamme, come un dinosauro in
perpendicolare. La sua carcassa blocca le due corsie pi a ovest; la cabina
staccata e ridotta a pezzi, aggrovigliata ad altre tre macchine attraverso la
linea mediana e le due corsie a est. I gusci bruciati di altre auto giacciono
rovesciati dietro i rottami che bruciano.
Oltre lincidente, le corsie sembrano un parcheggio con decine di macchine,
alcune in fiamme, avviluppate nel tamponamento a catena.
Philip accosta la Suburban e la fa fermare a una cinquantina di metri dalle
fiamme. Fantastico dice, senza rivolgersi a nessuno in particolare; muore
dalla voglia di lanciarsi in una raffica di imprecazioni, ma si trattiene seppur a
fatica (le orecchie di Penny sono a pochi centimetri di distanza).
Da l, pur in quella tremolante oscurit, molte cose diventano chiare. La
prima, e pi importante, che o si mettono alla ricerca di una squadra di
pompieri con tanto di carro attrezzi per continuare il percorso o trovano una
fottuta deviazione. Seconda: qualsiasi cosa sia accaduta in quel posto,
sembra avvenuta in un passato molto recente, forse quello stesso giorno,
magari poche ore prima. Il manto stradale attorno al tamponamento
annerito e bruciato, come se una meteora ci avesse scavato un buco e anche
gli alberi che costeggiano lautostrada sono stati carbonizzati dalle onde
durto. Nonostante i finestrini chiusi della Suburban, Philip sente il tanfo acre
del gasolio che brucia e della gomma fusa.
E adesso? chiede infine Brian.
Dobbiamo tornare indietro risponde Nick, guardando da sopra la spalla.
Fatemi pensare un attimo dice Philip, fissando la cabina del camion
ribaltato con il tettuccio scoperchiato come una scatoletta dalluminio.
Nelloscurit, corpi carbonizzati giacciono distesi sullaiuola spartitraffico
fangosa. Alcuni si contraggono con gli ondeggiamenti svogliati di un serpente
che si alza.
Dai, Philip, non possiamo aggirarlo dice Nick.
Brian interviene. Forse possiamo tagliare sulla 278.
DANNAZIONE, STA ZITTO E LASCIAMI PENSARE!

Limprovviso scoppio di rabbia fa vibrare la testa di Philip con la potenza di


unemicrania lancinante, gli fa digrignare i denti, stringere i pugni e ricacciare
indietro la voce che sente dentro di s: spaccagli la testa, fallo, staccagliela,
staccagliela subito, strappagli il cuore
Scusa dice Philip, asciugandosi la bocca e guardando la bambina
spaventata che si rannicchia nel buio del sedile posteriore. Scusami tanto,
pulcino, pap ha perso il controllo per un secondo.
La bambina fissa il pavimento.
Coshai intenzione di fare? chiede piano Brian e dal tono triste della sua
voce si direbbe disposto a seguire il fratello tra le fiamme dellinferno se Philip
la giudicasse la scelta migliore.
Lultima uscita era a quanto? Un paio di chilometri pi indietro? Philip
guarda da sopra la spalla. Forse dovremmo
Il rumore come di uno schiaffo giunge dal nulla, bloccando Philip a met
frase.
Penny urla.
MERDA!
Nick si scansa dal finestrino del passeggero, dove un cadavere carbonizzato
si materializzato nel buio.
Abbassati, Nick. Subito. La voce di Philip fredda e piatta, come quella di
uno speaker radiofonico, mentre si china rapido verso il cassetto del
cruscotto, apre lo sportellino e rovista in cerca di qualcosa. La cosa fuori dal
finestrino preme contro il vetro: a malapena identificabile come un essere
umano; la sua carne coperta di vesciche tanto da essere quasi
carbonizzato. Brian, copri gli occhi di Penny.
MERDA! MERDA! Nick si china e si protegge la testa, come se si trattasse
di un attacco aereo. MERDA! MERDA! MERDA!
Philip trova la Ruger .22 dove lha lasciata, con il proiettile gi in canna.
Con un unico movimento fluido, solleva larma con la mano destra e
simultaneamente preme il pulsante che abbassa il finestrino con la mano
sinistra. Lo zombie si allunga nellapertura col braccio ustionato ed emaciato,
emettendo un lamento gutturale, ma prima che possa afferrare la camicia di
Nick, Philip gli spara un unico colpo, a bruciapelo, nel cranio.
Il latrato della Ruger risuona assordante nellabitacolo della Suburban e li fa
sobbalzare tutti, mentre il cadavere carbonizzato scatta allindietro: il colpo
diretto sopra la sua tempia sinistra manda schizzi di materia cerebrale contro
il lato interno del parabrezza.
La cosa scivola lungo lo sportello del passeggero e il suono ovattato del suo

corpo che colpisce il manto stradale si ode appena al di sopra del ronzio nelle
orecchie di Philip.
Le semiautomatiche calibro ventidue come la Ruger producono un latrato
unico. Lo sparo risuona come un sonoro schiaffo sferrato a mano aperta o
una tavola di legno che colpisce il cemento, e invariabilmente la pistola scatta
nella mano del tiratore.
Quella notte, nonostante leffetto smorzante dellinterno della Suburban,
quel singolo sparo echeggia nel paesaggio buio e si riverbera sopra le cime
degli alberi e dei parcheggi degli uffici, portato dal vento.
Quel latrato si potrebbe sentire a pi di un chilometro di distanza, potrebbe
penetrare il silenzio del fitto bosco e farsi strada nei canali uditivi senza vita
delle creature ombrose, risvegliando sistemi nervosi centrali morti.
State tutti bene? Philip si guarda intorno nellabitacolo buio, posando la
pistola fumante sul poggiagomito che ha di fianco. Tutto a posto?
In quel momento Nick si sta tirando su sul sedile con gli occhi spalancati e
infiammati dai residui dello sparo rimasti allinterno del finestrino. Penny,
raccolta nelle braccia di Brian, tiene gli occhi chiusi, e Brian guarda frenetico
fuori da tutti i finestrini in cerca di altri eventuali intrusi.
Philip inserisce la retromarcia, preme sullacceleratore e fa risalire in fretta il
finestrino. Tutti sono spinti in avanti mentre il veicolo sgomma allindietro,
trenta, cinquanta, cento metri, lontano dallautocisterna fumante.
Poi la Suburban sbanda e si ferma, e tutti restano seduti in silenzio per un
attimo.
Fuori, tra le ombre tremolanti non si muove niente. Nessuno dice nulla per
molto tempo, ma Philip convinto di non essere il solo, in quel momento, a
chiedersi se quel viaggio di trenta chilometri verso la citt non sar molto pi
duro di quanto abbiano creduto allinizio.
Rimangono seduti nella Suburban ferma per un po di tempo, dibattendo
sulla migliore linea di condotta e la cosa rende Philip molto nervoso. Non gli
piace starsene seduto in un posto troppo a lungo, specie col motore acceso,
a sprecare benzina e tempo, con tutte quelle ombre che si muovono dietro gli
alberi in fiamme. Ma il gruppo sembra non riuscire a mettersi daccordo e
Philip fatica duro per comportarsi da dittatore benevolo in quella piccola
repubblica delle banane.
Sentite, io continuo a pensare che dovremmo aggirarlo. Philip fa un cenno
del capo verso il buio a sud.
Le corsie che vanno in direzione contraria sono disseminate di veicoli
bruciati, ma tra il bordo della massicciata di ghiaia e il boschetto di pini che

costeggia lautostrada c una stretta fessura, forse della larghezza della


Suburban, con giusto qualche centimetro in pi. Le piogge recenti, insieme
alla benzina uscita dallautocisterna rovesciata, hanno reso il terreno viscido.
Ma la Suburban un veicolo grosso e pesante, con pneumatici larghi e Philip
lha guidata in condizioni di gran lunga peggiori.
troppo pericoloso, Philly dice Nick, pulendo la materia grigia dallinterno
del parabrezza con un asciugamano sporco.
Proprio cos, amico, devo convenire dice Brian dalle ombre del sedile
posteriore, col braccio attorno a Penny e i lineamenti angosciati visibili nella
luce tremolante dellincendio. Io voto per tornare verso lultima uscita.
Ma non sappiamo cosa troveremo sulla 278, potrebbe essere peggio.
Non possiamo saperlo dice Nick.
Dobbiamo andare avanti.
Ma che facciamo se nella citt va peggio? La situazione sembra peggiorare
via via che ci avviciniamo.
Siamo ancora a venti, trenta chilometri di distanza non sappiamo un
cazzo di come stanno le cose ad Atlanta.
Non lo so, Philly.
Ti dico cosa faccio dice Philip. Vado a dare unocchiata.
Che intendi dire?
Philip prende la pistola. Vado solo a dare unocchiata.
Aspetta! grida Brian. Dai, Philip. Dobbiamo restare uniti.
Voglio solo vedere com messo il terreno, per capire se possiamo
passare.
Pap Penny comincia a dire qualcosa, ma ci ripensa.
Va tutto bene, pulcino, torno subito.
Brian guarda fuori dal finestrino, non del tutto convinto. Eravamo daccordo
che saremmo rimasti insieme. A qualsiasi costo. Dai, fratello.
Ci metto due minuti. Philip apre lo sportello e si infila la Ruger nella
cintura.
Laria fredda, il suono crepitante delle fiamme, lodore di ozono e di gomma
che brucia si diffondono dentro la Suburban come ospiti non invitati. Voi,
ragazzi, restate qui, io torno subito.
Philip esce dalla macchina.
La portiera sbatte.
Brian resta seduto nella Suburban silenziosa per un istante, in ascolto del
battito del suo cuore. Nick guarda da tutti i finestrini e controlla le immediate
vicinanze, che sono vive di ombre tremolanti. Penny immobile. Brian la

guarda. La bambina sembra essersi ritirata, come un piccolo fiore notturno,


che si contrae, richiudendo i petali.
Torna subito, piccola la rassicura Brian. Gli dispiace per lei. Non giusto
che una bambina sia costretta a sopportare tutto questo e, in un certo senso,
Brian pu capire come si sente. un duro, Philip. Pu riempire di botte ogni
mostro che incontra, credimi.
Dal sedile davanti Nick si volta e dice: Da retta a tuo zio, tesoro. Ha
ragione. Il tuo pap sa prendersi cura di se stesso e anche degli altri.
Una volta lho visto catturare un cane rabbioso dice Brian. Avr avuto
diciannove anni e cera questo pastore tedesco che terrorizzava i bambini del
vicinato.
Me lo ricordo conferma Nick.
Tuo padre ha dato la caccia a quella bestia con la bocca schiumante e
tutto il resto, inseguendola lungo il letto di un torrente asciutto, e ha chiuso
quella dannata cosa in una pattumiera.
Me lo ricordo benissimo dice Nick. Lha preso a mani nude, lha fatto
volare per met del canale prima di coprirlo con la pattumiera come se fosse
una mosca.
Brian si allunga e con tenerezza sposta una ciocca di capelli dal viso della
bambina. Star bene, tesoro credimi. un muchacho duro.
Allesterno, un pezzo di rottame in fiamme cade a terra. Il clangore fa
sobbalzare tutti. Nick guarda Brian.
Ehi, amico ti dispiacerebbe prendere quella sacca l dietro, sopra il
parafango?
Brian lo guarda. Cosa ti serve?
Uno di quei fucili a pallettoni.
Brian lo fissa per un istante, poi si volta e si china sopra il poggiatesta
posteriore. Estrae la lunga borsa di tela incastrata in mezzo a un frigo da
campeggio e a uno zaino. La apre e prende un Marlin 55.
Porge il fucile attraverso il sedile posteriore a Nick, che su quello davanti,
e chiede: Ti servono anche le cartucce?.
Penso che sia gi carico risponde Nick, sbloccando la canna e guardando
dentro la culatta.
Nick pratico del fucile, probabilmente prima andava a caccia, sebbene
Brian non labbia mai visto. Brian non mai stato tipo da partecipare ai
divertimenti virili del fratello minore e dei suoi compari, per quanto
segretamente lo agognasse. Due cartucce in canna constata Nick,
richiudendo il fucile con uno scatto.

Sta attento con quellaffare dice Brian.


Un tempo andavo a caccia di porci con uno di questi piccoli dice Nick,
sollevandolo e puntandolo.
Porci?
S cinghiali nella riserva di Chattahoochee. Di solito ci andavo di notte
con mio padre e mio zio Verne.
E li chiami maiali? dice Brian incredulo.
Gi, in fondo un cinghiale non altro che un grosso maiale. Forse sono pi
antichi. Non
Un altro rumoroso schianto metallico risuona fuori dal finestrino di Nick, che
punta la canna verso il rumore, con il dito sul grilletto e i denti digrignati per la
tensione nervosa. Fuori non si muove nulla. Nella Suburban, i muscoli si
rilassano e Nick si lascia sfuggire un lungo sospiro di sollievo. Brian comincia
a dire: Dobbiamo rimetterci in marcia prima che.
Un altro rumore.
Stavolta proviene dal lato del guidatore, uno strascicare di piedi
e prima che Nick possa anche solo registrare lidentit della tenebrosa
figura che si avvicina allo sportello del guidatore della Suburban, ruota la
canna del Marlin verso il finestrino e prende la mira con lintenzione di spedire
un paio di biglietti dauguri calibro ventidue, quando una voce familiare tuona
da fuori.
GES CRISTO!
Per un istante Philip visibile fuori dal finestrino, prima che si chini per
togliersi dalla linea di tiro.
Oddio, scusa, scusa dice Nick, riconoscendo subito il suo errore.
La voce di Philip pi bassa adesso, pi controllata, ma ancora carica di
rabbia. Punteresti quellaffare lontano dal fottuto finestrino?
Nick abbassa la canna. Scusami, Philly, colpa mia, scusa.
Lo sportello si apre e Philip rientra in macchina, col respiro pesante e la
faccia lucida di sudore. Chiude lo sportello e fa un lungo respiro. Nick
Philly, mi dispiace sono un po nervoso.
Per un istante Philip sembra voler staccare la testa dellamico con le sue
stesse mani, poi la collera si spegne. Siamo tutti un po nervosi vero.
Mi dispiace da morire.
Vedi solo di stare pi attento.
Lo far, lo far.
Brian interviene. Coshai trovato l fuori?
Philip afferra la leva del cambio. Una via duscita da questo dannato

casino. Inserisce la guida a quattro ruote motrici e abbassa la leva.


Reggetevi forte.
Gira il volante e passano piano sopra una distesa di vetri rotti. Le schegge si
schiantano sotto le enormi ruote della Suburban e nessuno dice niente, ma
Brian pensa al potenziale rischio per dei pneumatici lisci.
Philip dirige il veicolo sopra lo spartitraffico centrale, un canale poco
profondo fitto di vegetazione e di erbacce varie, e le ruote posteriori scavano
nella terra gi piena di solchi. Mentre si avvicinano allaltra carreggiata, Philip
d ancora un po di gas e la Suburban scatta in avanti e attraversa le corsie a
est.
Philip tiene le mani incollate al volante. Tenetevi! avverte, mentre
cominciano improvvisamente a scendere gi per un pendio coperto di erbacce
fangose.
La Suburban si inclina di lato come una nave che affonda. Brian si
aggrappa a Penny e Nick al bracciolo centrale. Philip gira il volante e
schiaccia lacceleratore.
Il veicolo sbanda verso uno stretto passaggio in mezzo al tamponamento. I
rami degli alberi graffiano le fiancate del SUV. Le ruote posteriori slittano, ma
poi fanno presa nel fango. Philip lotta col volante. Tutti gli altri trattengono il
respiro, mentre la Suburban attraversa il varco graffiandosi.
Quando emerge dallaltro lato, risuona un evviva spontaneo. Nick d una
pacca sulla schiena a Philip, e Brian grida e ulula trionfante. Anche Penny
sembra illuminarsi un po e laccenno di un sorriso le piega gli angoli delle
labbra a forma di fiore.
Attraverso il parabrezza riescono a scorgere il groviglio di macchine nel buio
davanti a loro, almeno venti macchine, SUV e camion nelle corsie a ovest, la
maggior parte dei quali danneggiati nel tamponamento. Sono stati
abbandonati tutti e molti sono ormai niente pi che carcasse bruciate. La fila
dei veicoli vuoti si allunga per almeno un centinaio di metri.
Philip preme il pedale a tavoletta per dirigere il SUV verso la strada.
Strattona il volante. La parte posteriore dellauto sobbalza e gira a vuoto.
Qualcosa non va. Brian percepisce la perdita di trazione sotto di loro come
un ronzio nella spina dorsale; allimprovviso il motore va su di giri.
Lentusiasmo muore.
La macchina si blocca.
Per un momento, Philip mantiene il pedale a tavoletta, spingendosi in avanti
con le natiche, come se la sua sola forza di volont, la rabbia incandescente
e i muscoli dello sfintere serrati possano costringere quella dannata cosa a

muoversi. Ma la Suburban continua a scivolare su un fianco. Ben presto


spinge con tutte e quattro le ruote motrici, schizzando due getti di fango
nelloscurit illuminata dalla luna che hanno alle spalle.
CAZZO! CAZZO! CAZZO! CAZZO! Philip colpisce il volante con un
pugno, abbastanza forte da creparlo, e riceve in cambio una fitta di dolore su
per il braccio. Spinge il piede fin quasi ad attraversare il pavimento e il motore
ulula.
Dai meno gas, amico! grida Nick sopra il rumore. Cos cimpantaniamo
ancora di pi!
CAZZO!
Philip riduce il gas.
Il motore rallenta, la Suburban si piega su un fianco, come una barca che
affonda nellacqua salmastra.
Dobbiamo spingerla per tirarla fuori dice Brian, dopo un momento di
silenzio teso.
Prendi il volante dice Philip a Nick, aprendo il suo sportello e uscendo.
Dai gas quando te lo dico io. Vieni, Brian.
Brian apre lo sportello sul retro, esce e si unisce al fratello nel bagliore delle
luci di coda.
Le ruote posteriori hanno scavato almeno quindici centimetri nella melma
oleosa ed entrambi i parafanghi posteriori sono sporchi di fango. Le ruote
anteriori non sono in condizioni migliori. Philip piazza le mani grosse e nodose
sul pannello di legno del portellone posteriore e Brian si piazza dallaltro lato,
a gambe larghe per stare pi in equilibrio.
Nessuno dei due nota le sagome scure che caracollano fuori dagli alberi
dallaltro lato dellautostrada.
Okay, Nick, ora! dice Philip e spinge con tutta la sua forza.
Il motore ruggisce.
Le ruote girano a vuoto, sputando fontane di fango, mentre i fratelli Blake
continuano a spingere. Spingono con tutta la forza che hanno in corpo, ma
ogni sforzo vano; e intanto le figure dietro di loro si avvicinano barcollando
lente.
Ancora! grida Philip, spingendo con tutto il suo peso.
Le ruote posteriori affondando ancora di pi nel pantano, schizzando
addosso a Brian un aerosol di fango.
Dietro di lui, gli ospiti non invitati si muovono attraverso un banco di nebbia
fatto di fumo e di ombre: sono ormai a meno di cinquanta metri e
scricchiolano sui vetri rotti coi movimenti lenti, svogliati e impacciati di

lucertole ferite.
Torna in macchina, Brian. La voce di Philip cambiata di colpo: si fatta
bassa e ferma. Subito.
Cosa c?
Fallo e basta. Philip apre il baule facendo cigolare i cardini e allunga la
mano in cerca di qualcosa. Non fare domande.
Ma che ne Brian si interrompe con le parole che gli muoiono in gola
mentre con la visione periferica intravede almeno una dozzina, o forse pi, di
tenebrose figure che si avvicinano da varie direzioni.

SEI
Le figure si avvicinano attraversando lo spartitraffico, da dietro i rottami
fiammeggianti del tamponamento e dal bosco adiacente: sono di tutte le
forme e di tutte le taglie; hanno le facce del colore dello stucco, e occhi che
scintillano come biglie alla luce del fuoco. Alcuni sono ustionati. Alcuni col
corpo a brandelli. Alcuni sono ben vestiti e sembrano appena usciti dalla
chiesa. La maggior parte ha le labbra ricurve e gli incisivi scoperti, tipici di chi
tormentato da una fame insaziabile.
Merda. Brian guarda suo fratello. Cosa vorresti fare? Cosa pensi di fare?
Porta il tuo culo in macchina, Brian.
Merda merda! Brian corre verso lo sportello, lo spalanca e si getta
dentro accanto a Penny, che si guarda intorno con unespressione confusa.
Brian sbatte la portiera e blocca la serratura abbassando il pulsante con un
pugno. Chiudi gli sportelli, Nick.
Vado ad aiutarlo Nick prende il fucile a pallettoni e apre lo sportello, ma
si ferma di colpo quando sente lo strano suono della voce fredda, piatta e
metallica di Philip che giunge dal bagagliaio aperto.
Ci penso io. Fa quello che dice lui, Nick. Chiudi gli sportelli e resta gi.
Ce ne sono troppi! Nick tamburella coi pollici sul Marlin, con la gamba
destra gi fuori dallabitacolo e lo stivale da lavoro posato sul manto stradale.
Resta in macchina, Nick. Philip estrae un paio di accette per spaccare la
legna. Le ha trovate alcuni giorni prima nel capanno in giardino di una villa di
Wiltshire Estates, due attrezzi ben fatti, bilanciati e con le lame di acciaio al
carbonio affilate; quando le ha viste si chiesto cosa potesse mai farsene uno
di quei ricconi (che probabilmente pagava un giardiniere per spaccargli la
legna da ardere) di un paio di arnesi del genere.
Sul sedile anteriore, Nick ritira la gamba dentro il SUV, sbatte lo sportello e
chiude la serratura con un pugno. Si volta con gli occhi fiammeggianti e il
fucile tra le braccia, appoggiato alla spalla. Ma che diavolo? Che vuoi fare,
Philly?
Il bagagliaio sbatte.
Allinterno cala il silenzio.
Brian abbassa lo sguardo sulla bambina. Forse meglio se ti stendi gi,
piccola.
Penny non dice niente mentre scivola gi dal sedile e si accuccia in
posizione fetale. Qualcosa nella sua espressione, un qualche accenno di

consapevolezza nei suoi occhi dolci, tocca Brian e gli fa stringere il cuore. Le
d una pacca sulla spalla. Ce la caveremo.
Brian si volta e guarda fuori, oltre il sedile e i bagagli, attraverso il lunotto
posteriore.
Philip tiene unaccetta in ogni mano e cammina con passo calmo verso la
massa di zombie che converge su di lui. Ges mormora Brian piano.
Che vuole fare, Brian? La voce di Nick acuta e tesa, le sue mani
accarezzano lotturatore del Marlin.
Brian non riesce a mettere insieme una risposta, rapito com dalla terribile
vista di quello che accade fuori.
Non bello. Non aggraziato o fico o eroico o virile o anche solo ben
eseguito ma gli sembra giusto. Ci penso io dice Philip a se stesso,
sottovoce, mentre attacca il pi vicino, un uomo grasso vestito di una
salopette da contadino.
Laccetta taglia un pezzo delle dimensioni di un pompelmo dalla testa del
ciccione, schizzando un geyser di materia rosa nel cielo notturno. Lo zombie
cade. Ma Philip non si ferma. Prima che quello seguente gli si possa
avvicinare, Philip si mette al lavoro sul grosso corpo flaccido caduto a terra,
mulinando il freddo acciaio che tiene in entrambe le mani sulla carne morta.
Mia la vendetta e io ripagher, dice il Signore. Sangue e tessuti schizzano
come getti di fontane. Scintille si sprigionano dal manto stradale a ogni colpo.
Ci penso io, ci penso io, ci penso io mormora Philip senza rivolgersi a
nessuno in particolare e sfogando tutta la rabbia repressa e il dolore in una
furia di colpi imprecisi. Ci penso io, ci penso io, ci penso io, ci penso io, ci
penso io
Gli altri sono ormai vicini, una giovane donna magra con un fluido nero che
le cola dalle labbra, una donna grassa con una faccia morta e gonfia, un tizio
in un completo insanguinato e Philip si stacca dal cadavere straziato sul
terreno per andarsi a occupare anche di loro. A ogni colpo grugnisce CI
PENSO IO! e spacca crani CI PENSO IO! recide arterie carotidee CI
PENSO IO! lascia che la rabbia guidi il gelido acciaio attraverso cartilagini,
ossa e cavit nasali CI PENSO IO! il sangue e la materia cerebrale gli
coprono il volto mentre si ricorda della bocca schiumante e piena di zanne
rabbiose che era venuta verso di lui quando era ragazzo e pensa a Dio che
aveva preso sua moglie Sarah e ai mostri che si erano presi il suo migliore
amico, Bobby Marsh CI PENSO IO! CI PENSO IO! CI PENSO IO!
Dentro la Suburban, Brian distoglie gli occhi dalla scena, tossisce e sente lo
stomaco salirgli in gola per via dei nauseabondi rumori che penetrano

nellabitacolo sigillato. Trattiene limpulso di vomitare. Si abbassa e posa le


mani gentili sulle orecchie di Penny, in un gesto che ormai diventato una
triste routine.
Sul sedile davanti Nick non riesce a distogliere gli occhi dal massacro. Sulla
sua faccia, Brian riesce a vedere uno strano misto di repulsione e
ammirazione, un tipo di meraviglia del genere grazie a Dio dalla nostra
parte, ma la cosa serve solo a chiudere lo stomaco di Brian. Non vomiter,
dannazione, sar forte per Penny.
Brian scivola gi e stringe a s la bambina, che debole e umida. La mente
di Brian turbina per la confusione.
Suo fratello tutto per lui. la soluzione di tutti i problemi. Ma gli sta
succedendo qualcosa di orribile e questo comincia a preoccupare Brian. Quali
sono le regole? Quegli abomini ambulanti meritano ogni fottuta cosa che
Philip gli fa ma quali sono le regole del gioco?
Brian cerca di scacciare quei pensieri dalla mente quando si accorge che i
rumori delle uccisioni sono cessati. Poi sente il passo pesante degli stivali di
una persona fuori dalla parte del guidatore. La portiera scatta.
Philip Blake rientra nella Suburban, lasciando cadere le accette
insanguinate sul pavimento davanti a Nick. Ne verranno degli altri dice
ansimante, con il volto imperlato di sudore. Lo sparo li ha risvegliati.
Nick continua a guardare dal lunotto il campo di battaglia lastricato di
cadaveri e visibile grazie alla luce del fuoco sul pendio; la sua voce esce in
tono monocorde, una combinazione di meraviglia e disgusto: Fuoricampo,
amico un fuoricampo a basi occupate.
Dobbiamo andarcene dice Philip; si asciuga una perla di sudore dal naso,
riprende fiato e alza lo sguardo verso lo specchietto retrovisore, a cercare
Penny nelle ombre del sedile posteriore, come se non avesse nemmeno
sentito le parole di Nick.
Brian interviene. Qual il piano, Philip?
Dobbiamo trovare un posto sicuro dove passare la notte.
Nick lo guarda. Cosa vuoi dire di preciso? Intendi oltre alla Suburban?
L fuori troppo pericoloso col buio.
S, ma
La tireremo fuori dal fango domattina.
S, ma che ne
Prendete tutto quello che vi serve per la notte dice Philip, afferrando la
Ruger.
Aspetta! Nick lo afferra per un braccio. Vuoi dire che abbandoniamo la

macchina e lasciamo tutta la nostra roba qui?


Solo per stanotte dice Philip, che apre lo sportello ed esce.
Brian si lascia sfuggire un sospiro e alza lo sguardo su Nick. Sta zitto e
aiutami a prendere gli zaini.
Quella notte si accampano a circa cinquecento metri dallautocisterna
rovesciata, dentro uno scuolabus giallo abbandonato in unarea di sosta ben
illuminata dal bagliore freddo di una lampada al sodio.
Lautobus ancora bello caldo e asciutto, ed abbastanza alto da fornire
unottima visuale sui boschi ai due lati dellautostrada. Dispone di due porte,
una sul davanti e una sul retro, che facilitano la fuga. Inoltre i sedili sono
imbottiti e lunghi quanto basta perch tutti possano stendersi e cercare una
parvenza di riposo. Le chiavi sono ancora nellaccensione e la batteria
carica.
Linterno dellautobus sa di vecchio cestino per il pranzo: lodore del corpo
dei bambini sudati, chiassosi e con i loro guanti corti e umidi, un fantasma
che aleggia nellaria stantia.
Mangiano un po di carne in scatola, qualche sardina e costosi cracker
messicani, probabilmente destinati ai vassoi delle feste del golf club. Usano le
torce elettriche, attenti a non farle risplendere fuori dai finestrini e alla fine
stendono i sacchi a pelo sui sedili allungati per schiacciare un pisolino o
sperimentare almeno un facsimile di sonno.
Tutti fanno il loro turno di guardia sul sedile del guidatore, con un Marlin,
usando i grandi specchi retrovisori laterali per avere una visuale sgombra
sulla parte posteriore dellautobus. Nick fa il primo turno e per quasi unora
cerca invano di captare qualche stazione sulla sua radio portatile
demergenza. Il mondo si spento, ma almeno questa parte dellInterstate 20
altrettanto tranquilla. Il limitare del bosco resta silenzioso.
Quando arriva il suo turno, Brian riuscito a dormire solo pochi minuti di
sonno agitato sopra un sedile cigolante in fondo al veicolo e prende volentieri
posto nella cabina con tutte le leve, dove c il deodorante al profumo di pino
selvatico che penzola e la fotografia laminata del piccolo figlio di un autista
che ormai se n andato da un pezzo. Non che Brian sia particolarmente
entusiasta alla prospettiva di essere lunico sveglio o magari di essere
costretto a sparare col fucile a pallettoni. Eppure ha bisogno di un po di
tempo per pensare.
A un certo punto, proprio prima dellalba, Brian sente che il respiro di
Penny, a malapena udibile sopra il fischio del vento attraverso le file di
finestrini scorrevoli, si fa pi irregolare e affaticato. La bambina sta

sonnecchiando a pochi sedili di distanza dal posto di guida, vicino a suo


padre.
Poi si mette a sedere con un rantolo silenzioso. Oh ci penso io cio
La voce della bambina un sussurro. Ci penso io, credo.
Ssshhh dice Brian, alzandosi dal sedile e strisciando lungo la cabina verso
la bambina; poi le mormora: Va tutto bene, piccola lo zio Brian qui.
Uhm.
Va tutto bene ssshhhh non svegliamo il tuo pap. Brian guarda verso
Philip, che avvolto in una coperta, con la faccia contorta da sogni
tormentati. Ha bevuto un quarto di bottiglia di brandy prima di crollare sfinito.
Sto bene borbotta Penny nella sua vocina da topolino, guardando il
pinguino di pezza che tiene tra le mani e che stringe come un talismano. Il
pupazzo sporco e logoro e quella vista spezza il cuore di Brian.
Brutti sogni?
Penny annuisce.
Brian la guarda e riflette. Ho unidea sussurra.
Perch non vieni qui e non mi fai compagnia per un po?
La bambina annuisce.
La aiuta ad alzarsi, poi, avvolgendole una coperta sulle spalle e
prendendole la mano, la guida in silenzio lungo la cabina per tornare al suo
posto. Abbassa un piccolo sedile a scomparsa accanto al posto del guidatore
e dice: Eccoci qua. Batte una mano sullimbottitura consumata. Puoi fare il
mio copilota.
Penny si sistema sul sedile con la coperta stretta attorno a lei e al pinguino.
Vedi? Brian le indica un piccolo monitor sporco sopra il cruscotto, delle
dimensioni di un libro tascabile, su cui una granulosa immagine in bianco e
nero mostra lautostrada dietro di loro. Il vento fruscia tra gli alberi e le luci al
sodio si riflettono sui tettucci delle macchine distrutte. una telecamera di
sicurezza, per fare retromarcia, la vedi?
La bambina la vede.
Siamo al sicuro qui, piccola dice Brian cercando di suonare pi
convincente possibile.
Prima, durante il suo turno, ha trovato il modo di girare la chiave di
avviamento in posizione accessori e il cruscotto si acceso come un vecchio
flipper. tutto sotto controllo.
La bambina annuisce.
Vuoi parlarne? dice dolcemente Brian un attimo dopo.
Penny sembra confusa. Di cosa?

Il brutto sogno. A volte aiuta dirlo a qualcuno sai? Li fa andare via


puff.
Penny gli rivolge una lieve scrollata di spalle. Ho sognato di stare male.
Male come quelle persone l fuori?
S.
Brian prende un respiro lungo, profondo e angosciato. Ascoltami, piccola.
Qualsiasi cosa abbiano quelle persone, tu non la prenderai. Hai capito? Tuo
padre non lo permetter, nemmeno fra un milione di anni. Io non lo
permetter.
Lei annuisce.
Tu sei molto importante per tuo padre. Sei molto importante per me. Brian
avverte un groppo inaspettato nel petto, un sussulto alle sue stesse parole e
una sensazione bruciante agli occhi. Per la prima volta, da quando ha
lasciato la casa dei suoi genitori una decina di giorni prima, ha realizzato
quanto siano profondi i sentimenti che nutre per quella bambina.
Ho unidea dice lui dopo aver ripreso il controllo delle sue emozioni. Sai
cos una parola dordine?
Penny lo guarda. Come un codice segreto?
Esatto. Brian si lecca il dito e le pulisce una macchia di sporco dalla
guancia. Tu e io avremo una parola dordine segreta.
Okay.
un codice molto speciale. Okay? Da adesso in poi, ogni volta che dico la
parola segreta, voglio che tu faccia una cosa per me. Puoi farlo? Puoi, per
esempio, ricordarti di fare una cosa per me ogni volta che ti dico la parola
dordine segreta?
Sicuro credo.
Quando dico la parola dordine, voglio che tu chiuda gli occhi.
Chiudere gli occhi?
S. E copriti le orecchie. Finch non ti dico che puoi guardare. Daccordo?
E c anche unaltra cosa.
Okay.
Ogni volta che ti dico la parola dordine segreta voglio che ti ricordi
qualcosa.
Cosa?
Voglio che ti ricordi che verr un giorno che non dovrai pi chiudere gli
occhi. Verr un giorno in cui tutto andr meglio e non ci saranno pi persone
malate. Capito?
Lei annuisce. Capito.

Quindi quale sar la parola?


Devo sceglierla io?
Puoi scommetterci il tuo codice segreto devi sceglierlo tu.
Penny arriccia il naso mentre riflette sulla parola giusta. Alla vista della
bambina tutta intenta a rimuginare come se calcolasse il teorema di Pitagora,
Brian si sente schiacciare il cuore.
Alla fine Penny alza lo sguardo su di lui e, per la prima volta da quando
lepidemia cominciata, un bagliore di speranza si accende nei suoi occhi
enormi. Trovata. Sussurra la parola al suo animale di pezza, poi alza lo
sguardo. A Pinguino piace.
Grande non tenermi sulle spine.
Lontano dice lei. La parola dordine segreta sar lontano.
Lalba grigia arriva per gradi. Prima, una calma inquietante cala
sullautostrada e il vento tra gli alberi si placa; poi una luminosit pallida brilla
lungo i confini della foresta, svegliandoli tutti e mettendoli in movimento.
Il senso di urgenza quasi immediato. Si sentono nudi e indifesi senza il
loro veicolo e si concentrano tutti sul compito che li attende: fare i bagagli,
tornare alla Suburban ed estrarre quel dannato affare dal fango.
Ripercorrono i cinquecento metri che li separano dal SUV in quindici minuti,
portando sacchi a pelo e cibo negli zaini. Incontrano un unico zombie sulla
strada, una ragazzina errante e Philip la fa fuori senza problemi, in modo
rapido e silenzioso aprendole un solco nel cranio, mentre Brian sussurra la
parola dordine segreta a Penny.
Quando raggiungono la Suburban, si mettono al lavoro in silenzio, sempre
consapevoli delle ombre presenti nel bosco adiacente. Allinizio, provano ad
aumentare il peso sul retro: Nick e Philip si posizionano sul portellone
posteriore e Brian d il gas dal sedile del guidatore mentre spinge con una
gamba fuori dallo sportello. Non funziona. Allora, perlustrano le vicinanze in
cerca di qualcosa da mettere sotto le ruote perch facciano trazione. Gli ci
vuole unora, ma alla fine dissotterrano un paio di materassi sfondati lungo un
canale di scolo e li portano indietro, incuneandoli sotto le ruote.
Anche questo tentativo fallisce.
Il fango sotto il SUV troppo impregnato di umidit, fuoriuscite di liquidi,
benzina e Dio solo sa cosaltro e continua a risucchiare il veicolo sempre pi a
fondo, facendolo scivolare allindietro lungo il pendio. Ma il gruppo rifiuta di
arrendersi. A guidarli sono lansia incessante alimentata dai misteriosi rumori
di rami che si spezzano e di esplosioni sorde in lontananza che giungono
dalla pineta adiacente e, insieme, il terrore inespresso di perdere tutti i loro

beni terreni e le loro provviste con la Suburban che affonda: di fronte a


questa prospettiva non hanno nessuna voglia di affrontare lincombente
disperazione della situazione.
A met pomeriggio, dopo aver lavorato per ore, essersi fermati per mangiare
e poi essersi rimessi al lavoro per un altro paio dore, non sono riusciti a
ottenere altro se non di far scivolare il SUV di quasi altri due metri lungo il
pendio fangoso. Intanto Penny resta seduta dentro il veicolo e passa il tempo
a giocare con Pinguino o a premere il viso imbronciato contro il finestrino.
A quel punto, Philip esce dalla pozza di fango e guarda lorizzonte a ovest.
Il cielo nuvoloso ha cominciato la sua corsa verso il tramonto e, dun tratto,
la prospettiva del crepuscolo gli procura una stretta allo stomaco. Infangato e
fradicio di sudore, prende una bandana e si asciuga il collo.
Comincia a dire qualcosa, quando unaltra serie di rumori proveniente dagli
alberi vicini attira la sua attenzione a sud. Da ore ormai i rumori secchi e
crepitanti, forse passi, forse no, hanno preso a farsi pi vicini.
Nick e Brian, che si stanno ripulendo le mani con degli stracci, si uniscono a
Philip. Per un momento nessuno dice niente. Lespressione di tutti riflette la
dura realt e quando un altro schianto si ode dal bosco, forte come un colpo
di pistola, Nick dice: comparsa la scritta sul muro, vero?2. Philip rimette il
fazzoletto in tasca. Presto si far notte.
Che ne pensi, Philly?
ora del piano B.
Brian deglutisce a fondo, guardandolo. Non sapevo che ci fosse un piano
B.
Philip lo guarda e, per un attimo, prova un bizzarro misto di rabbia, piet,
impazienza e affetto. Poi guarda la vecchia Suburban arrugginita e avverte
una punta di malinconia, come se stesse per dire addio a un altro vecchio
amico. C adesso.
Travasano la benzina della Suburban dentro le taniche di plastica che
hanno preso a Wiltshire. Poi, sono abbastanza fortunati da trovare una
grossa Buick LeSabre, ultimo modello, con le chiavi ancora infilate.
abbandonata sul lato della strada, a circa duecento metri a ovest. Se ne
impadroniscono e tornano in fretta al SUV impantanato. Riempiono la Buick di
benzina e trasferiscono quante pi scorte riescono nel grosso bagagliaio della
macchina.
Poi partono verso il sole che tramonta, tutti con lo sguardo rivolto al SUV
arenato, ormai lontano come il relitto di una nave che affonda nelloblio.
Indicazioni dellapocalisse imminente appaiono su entrambi i lati

dallautostrada con allarmante frequenza. Mentre si avvicinano alla citt,


zigzagando con crescente difficolt tra i rottami abbandonati, le macchie di
alberi si assottigliano e cedono il posto a un numero sempre maggiore di
quartieri residenziali, centri commerciali e parcheggi di uffici: i segni rivelatori
della tragedia sono ovunque. Oltrepassano un Walmart buio e abbandonato,
con le finestre rotte, un mare di vestiti e ogni genere di bene di consumo
disseminato su tutto il parcheggio. Notano sempre pi zone prive di elettricit,
interi quartieri bui e silenziosi come tombe. Superano centri commerciali
devastati dai saccheggi e avvertimenti biblici scarabocchiati su camini spenti.
Vedono anche un piccolo aereo a elica, ancora fumante, incastrato in un
gigantesco traliccio dellelettricit.
Da qualche parte tra Lithonia e Panthersville, la parte posteriore della Buick
comincia a vibrare come una dannata e Philip si accorge che due ruote sono
a terra. Forse erano gi sgonfie quando hanno preso la macchina. Chi pu
saperlo? Ma non c tempo per cercare di sistemare quegli attrezzi infernali e
non c tempo per discutere largomento.
La notte sta per calare e pi si avvicinano ai confini di Atlanta, pi le strade
sono intasate dalle carcasse di veicoli distrutti e da macchine abbandonate.
Nessuno lo dice a voce alta, ma tutti hanno cominciato a chiedersi se
farebbero prima ad arrivare in citt muovendosi a piedi. Anche le vicine strade
a due corsie, come Hillandale e Fairington, sono bloccate dalle macchine
vuote, allineate come tessere di domino cadute nel mezzo della strada. A
questa velocit, potrebbero impiegarci una settimana per entrare in citt.
E cos Philip decide di lasciare la Buick dove si trova, caricare tutto quanto
riescono e continuare a piedi. Nessuno entusiasta di quellidea, ma tutti
acconsentono. Lalternativa di cercare pneumatici di ricambio o un veicolo di
rimpiazzo tra le macchine bloccate nel traffico congelato nella profonda
oscurit in cui sono immersi non sembra unopzione praticabile.
Estraggono in fretta le loro cose dal bagagliaio della Buick e stipano i
borsoni e gli zaini di provviste, coperte, cibo, armi e acqua. Stanno diventando
sempre pi bravi a comunicare con sussurri, gesti delle mani e cenni,
consapevoli come sono del distante ronzio prodotto dalle persone morte e dei
rumori che crescono e diminuiscono dintensit nelle tenebre al di l
dellautostrada, filtrando tra gli alberi e dietro i palazzi. Philip ha la schiena
pi forte e prende il borsone di tela pi grosso. Nick e Brian si caricano
entrambi di uno zaino stracolmo. Anche Penny accetta di portare uno zainetto
pieno di biancheria.
Philip prende la Ruger, le due accette, infilate ognuna su un lato della

cintura, e un lungo arnese per tagliare le sterpaglie simile a un machete, che


infila lungo la spina dorsale tra il borsone e la maglia di cotone sporca. Brian
e Nick stringono ognuno un fucile Marlin 55 in mano e un piccone legato al
fianco dei rispettivi zaini.
Cominciano a camminare verso ovest, e stavolta nessuno si gira per
guardarsi indietro.
Cinquecento metri pi avanti, incontrano un cavalcavia bloccato da una
roulotte Airstream ammaccata. La cabina accartocciata intorno a un palo del
telefono. I lampioni sono tutti spenti e nella completa oscurit possibile
sentire il suono soffocato di colpi che proviene da dentro le pareti della
roulotte danneggiata.
La cosa li fa bloccare di colpo sul margine della strada sotto il
viadotto.Ges, forse qualcuno Brian si ferma vedendo che il fratello alza
una mano.
Sssssshhh!
Ma cosa facciamo se
Zitto! Philip solleva la testa e si mette in ascolto. La sua espressione
quella di un gelido monumento di pietra. Da questa parte, venite!
Philip guida il gruppo lungo un pendio roccioso sul bordo nord dello
svincolo, poi tutti scendono cauti, attenti a non scivolare sul terreno coperto di
ghiaia bagnata. Brian chiude il gruppo, chiedendosi di nuovo quali sono le
regole e se hanno appena abbandonato un altro essere umano.
I suoi pensieri tornano in fretta a focalizzarsi su questioni pi importanti,
mentre si inoltra nella campagna buia.
Seguono una stretta strada asfaltata a due corsie chiamata Miller Road,
diretti a nord. Per quasi due chilometri, non incontrano niente pi di qualche
zona poco commerciale di desolati parcheggi industriali e fonderie, coi loro
cartelli misteriosi come geroglifici sulle pareti di una caverna: Barloworld
Handling, Atlas Tool and Die, Hughes Supply, Simcast Electronics, Peachtree
Steel. Landatura ritmica dei loro passi sullasfalto freddo si mischia al suono
monotono del loro respiro. Il silenzio comincia a lavorare sui nervi. Penny
stanca. Sentono dei fruscii provenire dal bosco alla loro destra.
Alla fine, Philip solleva una mano e indica una fabbrica che si estende
bassa e tentacolare in lontananza. Ecco il posto che fa per noi dice con un
sussurro in tono piatto.
Fa per cosa? chiede Nick, fermandosi accanto a Philip, col fiatone.
Per la notte dice Philip. La sua voce non lascia trapelare emozioni.
Conduce il gruppo oltre un cartello basso e non illuminato che reca la scritta

Georgia Pacific Corporation.


Philip entra dalla finestra dellufficio. Ha fatto accucciare tutti nellombra
accanto allentrata, mentre si fa strada tra i corridoi vuoti e disordinati, verso il
magazzino al centro delledificio.
Il posto buio come una cripta. Il battito del suo cuore gli risuona nelle
orecchie mentre avanza con le accette lungo i fianchi. Prova invano ad
accendere un interruttore della luce. Nota appena laroma pungente della
polpa di legno che permea laria, un odore appiccicoso e dolciastro; quando
raggiunge le porte di sicurezza, le apre piano con la punta dello stivale.
Il magazzino delle dimensioni di un hangar per aerei, con le gigantesche
incastellature che pendono dallalto, le file di enormi riflettori spenti, lodore di
carta ammuffita denso come talco. La debole luce lunare scintilla attraverso i
lucernari enormi. Il pavimento diviso in sezioni da file di enormi rotoli di
carta, grandi come tronchi di sequoie, cos bianchi da brillare nelloscurit.
Qualcosa si muove non molto lontano.
Philip si infila le accette ai fianchi della cintura e afferra limpugnatura della
Ruger. Estrae la pistola, tira indietro la porta e solleva la canna verso una
figura scura che esce barcollando da dietro una catasta di pallet. Loperaio
attraversa lento lombra che lo separa da Philip, il davanti dei suoi pantaloni
da lavoro scuro di bile e sangue secco, la faccia oblunga e magra fitta di
denti che riflettono i raggi della luna.
Un colpo abbatte la cosa morta e lo sparo risuona come un timpano nel
magazzino cavernoso.
Philip perlustra la parte che resta del magazzino.
Ne trova un altro paio, un uomo grasso e anziano, un ex guardiano
notturno, a giudicare dalla sua uniforme sporca, e uno pi giovane, tutti e due
impegnati a trascinarsi fuori da dietro alcune scaffalature.
Philip non prova niente mentre li colpisce a bruciapelo alla testa.
Sulla via del ritorno, verso lentrata principale, ne scopre un quarto
nellombra, intrappolato in mezzo a due imponenti rotoli di carta. La parte
inferiore dellex manovratore di carrelli elevatori infilata in mezzo ai cilindri di
un bianco accecante, schiacciata al di l di ogni possibile riconoscimento: tutti
i fluidi del corpo sono colati e si sono seccati sul pavimento di cemento
sottostante. La met superiore della creatura si contorce e si dimena; gli occhi
duri e lattiginosi stupidamente svegli.
Che c, bubba3? dice Philip, avvicinandosi col fucile appoggiato al fianco.
Un altro giorno, un altro dollaro eh?
Lo zombie azzanna impotente laria che separa la sua faccia da quella di

Philip.
Sei in ritardo per la pausa pranzo?
CHOMP.
Mangia questo.
Lo sparo del calibro .22 echeggia mentre il proiettile attraversa lorbita del
manovratore di carrelli, gli annerisce locchio lattiginoso e fa volare in aria un
pezzo dellemisfero parietale. Lo spruzzo, un misto di sangue, tessuto e fluido
cerebrospinale, imbratta le file di carta immacolata e la met superiore della
cosa morta si affloscia come uno spaghetto bagnato.
Per un bel po, prima di tornare dagli altri, Philip resta ad ammirare la sua
opera darte: tentacoli scarlatti su campo bianco paradisiaco.

SETTE
Passano la notte nellufficio in vetro di un caporeparto, un posto sospeso
sopra il pavimento del magazzino della Georgia Pacific. Usano le loro
lampade a batteria, spostano le scrivanie e le sedie di lato e stendono i sacchi
a pelo sulle piastrelle di linoleum.
Il precedente occupante doveva aver vissuto in quel piccolo nido di sessanta
metri quadri, perch ci sono CD, uno stereo, un forno a microonde, un piccolo
frigorifero (il cibo che contiene quasi tutto scaduto), cassetti colmi di barrette
di cioccolato, ordini di servizio, bottiglie di liquore semivuote, materiale di
cancelleria, magliette pulite, sigarette, matrici di assegni e riviste porno.
Per tutta la notte, Philip si limita a dire poche parole. Resta seduto accanto
alla finestra che sovrasta il pavimento del magazzino, bevendo di tanto in
tanto un sorso di whisky dalla bottiglia trovata nella scrivania, mentre Nick
siede sul pavimento nellangolo opposto e legge in silenzio una piccola Bibbia
della Concordanza alla luce di una lanterna. Nick sostiene di portarsi quel
libretto rilegato in pelle e pieno di orecchie ovunque vada; ma raramente gli
altri lo avevano visto leggerlo fino a ora.
Brian si costringe a mandar gi un po di cracker salati e del tonno, e cerca
di far mangiare qualcosa a Penny, che per non vuole farlo. Sembra essersi
chiusa in se stessa ancora di pi: i suoi occhi mostrano sempre uno sguardo
che a Brian sembra vagamente catatonico. Pi tardi, Brian dorme accanto a
lei, mentre Philip sonnecchia sulla poltrona girevole accanto allunta finestra
di vetro rinforzato attraverso la quale i vecchi capireparto avevano tenuto
docchio i fannulloni. la prima volta che Brian vede suo fratello cos
consumato dai suoi stessi pensieri da non dormire accanto a sua figlia, e la
cosa non lascia presagire niente di buono.
Il mattino dopo, si svegliano al rumore di un cane che abbaia da qualche,
parte fuori dal magazzino.
La luce, scialba e pallida, si riversa dalle alte finestre e il gruppo si affretta a
fare i bagagli. Nessuno ha appetito, cos usano il bagno, si fasciano i piedi
per prevenire le vesciche e si mettono dei calzini extra. I talloni di Brian sono
gi rovinati dai pochi chilometri che hanno percorso e non c modo di
prevedere quanta strada faranno quel giorno.
Tutti dispongono di un cambio dabiti, ma nessuno ha lenergia di mettersi
addosso qualcosa di pulito.
Uscendo, tutti, tranne Philip, evitano di proposito di guardare i corpi distesi

nelle pozze di sangue nel magazzino.


Philip sembra galvanizzato dalla vista dei cadaveri illuminati dalla luce del
giorno.
Fuori scoprono la fonte dei latrati. A meno di cento metri a ovest del
magazzino, un branco di cani randagi, per lo pi bastardi, si contendono
qualcosa di rosa e dilaniato sul terreno. Quando Philip e gli altri si avvicinano,
i cani si sparpagliano, lasciando loggetto delle loro attenzioni nel fango. Brian
lo identifica mentre passano e impartisce sottovoce a Penny la parola dordine
segreta: lontano.
La cosa un braccio umano amputato, masticato con tale furia da sembrare
larto di una bambola di pezza bagnata.
Non guardare, pulcino mormora Philip a sua figlia e Brian tira Penny
accanto a s, coprendole gli occhi.
Si incamminano a fatica verso ovest, muovendosi in silenzio, coi passi furtivi
e cauti di un ladro sorpreso dal sole del mattino.
Seguono una strada chiamata Snapfinger Drive, che corre parallela
allautostrada. Il nastro dasfalto si stende lungo brulle riserve forestali,
quartieri residenziali abbandonati e centri commerciali saccheggiati. Mentre
attraversano aree sempre pi popolate, il ciglio della strada mostra orrori che
nessuna bambina dovrebbe vedere.
Il campo da football di un liceo disseminato di torsi senza testa.
Unimpresa di pompe funebri stata frettolosamente sbarrata dallesterno con
tavole e chiodi e lascia trapelare gli orribili rumori soffocati dei risorti che
graffiano e artigliano le porte per uscire. Philip cerca con fervore un veicolo
adatto di cui appropriarsi ma la maggior parte delle automobili lungo la strada
giacciono nei fossi come se fossero delle bucce bruciate, o sul lato ghiaioso
della carreggiata con due o tre ruote scoppiate. I semafori, la gran parte dei
quali o lampeggia di giallo o del tutto spenta, pendono sopra gli incroci
intasati.
Lautostrada, visibile da sopra un crinale a un centinaio di metri alla loro
sinistra, brulica di morti. Ogni tanto i resti laceri di una persona attraversano i
lontani e pallidi raggi del sole crescente e Philip segnala a tutti di buttarsi a
terra e stare in silenzio. Eppure, malgrado la difficolt di doversi nascondere
dietro gli alberi o i rottami ogni volta che percepiscono unaltra presenza nelle
vicinanze, riescono a percorrere una buona quantit di terreno quel giorno.
Non incontrano altri sopravvissuti.
Pi tardi, quel pomeriggio, il tempo torna, ironia della sorte, a essere limpido
e soleggiato, un bel pomeriggio di inizio autunno in qualsiasi altro contesto,

con la temperatura intorno ai sedici gradi. Alle cinque, gli uomini sudano e
Penny si legata la felpa attorno alla vita. Philip calcola i progressi fatti e,
sottraendo una pausa di trenta minuti per il pranzo, presume che abbiano
percorso in media un paio di chilometri allora e abbiano attraversato quasi
dodici chilometri di giungla suburbana.
Ma nessuno riesce ancora a capire quanto siano vicini alla citt finch non
risalgono un dosso fangoso e si ritrovano fuori dai pini proprio a ovest di
Glenwood, dove una chiesa battista svetta in cima a un crinale, bruciata da
un incendio recente e con il campanile ormai ridotto a una rovina fumante.
Esausti, sfiniti e affamati, risalgono la strada tortuosa verso la cima della
collina e quando arrivano nel parcheggio della chiesa, si fermano per un
momento, guardando lorizzonte a ovest, paralizzati da una sorta di
inaspettata meraviglia.
Lo skyline, a soli cinque chilometri di distanza, sembra quasi brillare nella
luce che langue.
Per essere dei ragazzi cresciuti a trecento chilometri dalla grande capitale del
Nuovo Sud, Philip e Brian Blake avevano trascorso ben poco tempo ad
Atlanta. Per i due anni e mezzo in cui aveva guidato camion per la Harlo
Electric, Philip ci era capitato occasionalmente per fare delle consegne. E
Brian aveva visto la sua parte di concerti al Civic Center, al The Earl, al
Georgia Dome e al Fox Theater. Ma nessuno dei due conosce bene la citt.
Mentre rimangono nel parcheggio della chiesa, con la puzza acre
dellapocalisse nelle narici, lo skyline si staglia lontano nella foschia con una
sorta di bellezza irraggiungibile. In quella luce sognante scorgono la cima del
Campidoglio con la sua cupola rivestita doro, i monoliti a specchio del
Concourse Complex, le imponenti torri del Peachtree Plaza e il pinnacolo
dellAtlantic Building, ma tutto ha laria di un miraggio, di una specie di citt
perduta come Atlantide.
Brian sta per dire qualcosa riguardo al posto, che cos vicino eppure cos
lontano, o forse intende commentare le imprevedibili condizioni delle strade
sotto di loro, quando percepisce un movimento con la coda dellocchio.
Guardate!
Penny scappa via, in maniera inaspettata e repentina, con la voce stridula
per leccitazione.
PENNY!
Brian comincia a inseguire la bimba, diretta a rotta di collo verso il margine
ovest del parcheggio.
PRENDILA! grida Philip, scattando dopo Brian, che corre dietro alla

bambina.
Guardate! Guardate! Le piccole gambe di Penny si muovono frenetiche
verso una strada laterale, che gira verso la parte pi lontana della collina.
un poliziotto! Lo indica mentre corre. Ci salver!
PENNY, FERMATI!
La bambina corre attorno alla sbarra del cancello e gi lungo la strada
laterale. Ci salver!
Brian balza oltre il bordo del recinto a tutta velocit e vede unautopattuglia
a circa cinquanta metri di distanza, parcheggiata sul lato della strada sotto
una quercia gigantesca. Penny si avvicina alla Crown Victoria blu, con la
decalcomania della Polizia di Atlanta sulla portiera, la tipica striscia rossa e la
barra delle sirene montata sul tetto. C una sagoma piegata davanti al
volante.
Fermati, tesoro!
Brian vede che Penny, ansimante per la fatica, si ferma allimprovviso fuori
dallo sportello del guidatore e fissa luomo al volante.
A questo punto, Philip e Nick hanno raggiunto Brian, e Philip supera di
corsa suo fratello. Corre verso la sua bambina, sollevandola dal terreno come
se dovesse portarla via da un incendio.
Brian raggiunge lautopattuglia e guarda dentro il finestrino semiaperto.
Una volta il poliziotto era un uomo bianco, tarchiato e con le basette lunghe.
Nessuno dice niente.
Dalle braccia di suo padre, attraverso il finestrino, Penny fissa a bocca
aperta il morto in uniforme che si sforza per liberarsi dalla cintura di sicurezza.
Dallaspetto del suo distintivo e dei suoi vestiti, come pure dalla parola
TRAFFICO che spicca sul paraurti anteriore del veicolo, si intuisce che era
stato un agente di basso livello, probabilmente assegnato alla periferia della
citt per far rimuovere qualche macchina sporadica e per farla portare nei
depositi giudiziari lungo Fayetteville Road.
Adesso luomo si gira sul sedile, imprigionato da una cintura di sicurezza,
che non riesce a comprendere, e sbava a bocca aperta verso la carne fresca
fuori dal finestrino. I lineamenti sono deformati e gonfi, del colore della muffa,
gli occhi come monete arrugginite. Ringhia agli umani, aprendo e chiudendo
di scatto i denti anneriti con feroce appetito.
Ecco una cosa davvero patetica dice Philip a nessuno in particolare.
La prendo io dice Brian, avvicinandosi e allungando le mani verso Penny.
Il poliziotto morto sente lodore del cibo e fa scattare le mascelle verso
Brian, tirando la cintura e facendo scricchiolare la striscia di tessuto.

Brian sobbalza allindietro.


Non pu farti niente dice Philip con un tono che suona basso e indifferente
in modo allarmante. Non riesce nemmeno a liberarsi da quella dannata
cintura.
Vuoi scherzare dice Nick, guardando da sopra la spalla di Philip.
Povero stupido figlio di puttana.
Il poliziotto morto ringhia.
Penny si accuccia tra le braccia di Brian che indietreggia, tenendola stretta.
Dai, Philip, lascia perdere.
Calma, amico, aspetta un minuto. Philip estrae la .22 da dietro la schiena.
Dai, amico interviene Nick. Il rumore ne attirer degli altri andiamocene.
Philip punta la pistola sul poliziotto, che si immobilizza alla vista della bocca
dellarma. Ma Philip non preme il grilletto. Si limita a sorridere e a imitare il
rumore di uno sparo con la bocca, come farebbe un bambino: Psssh-pssshpssssh.
Philip, andiamo dice Brian, spostando il peso di Penny tra le braccia.
Quella cosa non ha nemmeno
Brian si ferma e guarda.
Il poliziotto morto come paralizzato dalla vista della Ruger puntata sulla
sua faccia. Brian si chiede se il suo rudimentale sistema nervoso centrale stia
in qualche modo inviando un segnale a un lontano muscolo della memoria
sepolto tra le cellule cerebrali morte. La sua espressione cambia. La faccia
mostruosa crolla come un souffl marcio e il morto vivente sembra quasi
triste. O forse spaventato. difficile stabilirlo dietro quella bocca bestiale
spalancata in un ringhio e dietro la maschera di tessuto necrotico; eppure
qualcosa guizza in quegli occhi grossi come nichelini: una traccia di terrore?
Unimprovvisa ondata di emozione cresce dentro Brian Blake cogliendolo di
sorpresa. una sensazione indefinibile: in parte repulsione, in parte piet, in
parte disgusto, pena e rabbia. Allimprovviso posa Penny e con gentilezza la
fa girare per guardare la chiesa.
il momento di andare lontano, piccola dice dolcemente Brian, che poi si
volta per affrontare suo fratello.
Philip si prende gioco dello zombie. Rilassati e guarda la palla dice alla
creatura sbavante, muovendo piano la canna avanti e indietro.
Lo faccio io dice Brian.
Philip si blocca. Si volta e lo guarda. Cosa?
Dammi la pistola, lo finisco io.
Philip guarda Nick e Nick guarda Brian. Ehi, amico, non vuoi farlo dav

Dammi la pistola!
Il sorriso che contrae gli angoli della bocca di Philip complesso e per
niente divertito. Accomodati, campione.
Brian prende la pistola e senza esitazione fa un passo avanti, la infila nella
macchina, appoggia la canna sulla testa del poliziotto morto e comincia a
stringere il grilletto per sparare quellunico colpo ma il suo dito non
risponde. Il dito sul grilletto non obbedisce al comando che riceve dal
cervello.
In quella pausa imbarazzante lo zombie sbava come se aspettasse
qualcosa.
Ridammela, campione. La voce di Philip risuona lontanissima.
No mia. Brian digrigna i denti e cerca di premere il grilletto, ma il suo
dito un blocco di ghiaccio. Gli occhi gli bruciano. Lo stomaco si chiude.
Il poliziotto morto ringhia.
Brian comincia a tremare mentre Philip fa un passo avanti.
Ridammi la pistola.
No.
Dai, campione, ridammela.
Ce lho io! Brian si pulisce gli occhi con la manica. Dannazione, ce lho
io!
Muoviti. Philip allunga la mano verso la pistola. Ne ho abbastanza.
Dio lo maledica dice Brian, abbassando la pistola, con gli occhi luccicanti
di lacrime. Non ci riesce: una cosa con cui deve fare i conti. Rende la pistola
al fratello e indietreggia a testa bassa.
Philip mette fine alle sofferenze del poliziotto con un unico colpo che manda
uno spruzzo di nebbia sanguinolenta contro il parabrezza dellautopattuglia. Il
latrato echeggia alto sul paesaggio in rovina.
Il poliziotto morto si accascia sul volante.
Passa un lungo momento durante il quale Brian lotta con le lacrime e cerca
di non dare a vedere che sta tremando. Guarda i resti del poliziotto attraverso
il finestrino. Si sente come se dovesse scusarsi con lagente morto, ma decide
di non farlo. Si limita a fissare il corpo afflosciato e tenuto al suo posto dalla
cintura di sicurezza.
Il suono debole della voce di una bambina, come un battito di ali spezzate,
proviene da dietro di loro. Pap zio Brian zio Nick? Ehm sta
succedendo qualcosa di brutto.
I tre uomini si voltano quasi nello stesso istante. I loro sguardi risalgono il
parcheggio della chiesa, verso il punto indicato da Penny. Figli di puttana

dice Philip, vedendo la peggiore delle ipotesi realizzarsi davanti ai suoi occhi.
Oh, mio Dio dice Nick.
Merda, merda merda! Brian sente un brivido gelido corrergli lungo la
spina dorsale mentre osserva la facciata della chiesa.
Forza, pulcino, da questa parte. Philip va verso la bambina e la spinge con
gentilezza verso lautopattuglia. Dobbiamo prendere in prestito la macchina
di questo bravo poliziotto. Si piega allinterno della portiera del guidatore, la
sblocca, la spalanca, slaccia la cintura di sicurezza e spinge il corpo esanime
fuori dal veicolo; lo zombie si distende sullasfalto con il tonfo solenne di una
zucca troppo matura.
Tutti dentro, svelti! Buttate dietro la vostra roba! E poi salite!
Brian e Nick aggirano la macchina, spalancano gli sportelli, gettano dentro
gli zaini e salgono a bordo.
Philip fa scivolare Penny sopra il bracciolo centrale, la sistema sul sedile del
passeggero e prende posto dietro il volante. Le chiavi sono nellaccensione.
Philip gira la chiave.
Il motore strappa.
Il cruscotto si illumina appena con un pallido guizzo di energia.
Dannazione! DANNAZIONE! Philip guarda fuori dal finestrino verso la
chiesa. Okay. Aspettate un minuto. Aspettate aspettate. Getta una rapida
occhiata al di l del parabrezza e vede che la strada davanti a loro si inclina in
una ripida discesa e conduce a una strada che passa sotto un ponte
ferroviario. Guarda Brian e Nick. Voi due uscite. Subito!
Brian e Nick si guardano sbalorditi. Quel che vedono emergere dalla chiesa,
molto probabilmente risvegliato dal trambusto delle loro voci e dal colpo di
pistola, rimarr impresso a fuoco nella loro memoria per molto tempo a venire.
Purtroppo rimarr scolpito anche nellimmaginazione di Penny, forse in modo
ancora pi vivido: cose morte si materializzano dai buchi aperti nei portali di
vetro colorato e dalle entrate semiaperte; alcuni indossano ancora le vesti
clericali strappate e insanguinate, altri i completi e gli abiti di crpe della
domenica ormai inzuppati di sangue. Alcuni rosicchiano appendici umane
mutilate, altri si trascinano parti di corpi, gli organi ancora sgocciolanti della
raccapricciante orgia tenutasi nella cappella. Sono almeno cinquanta, forse di
pi, e si muovono fianco a fianco con passo incerto verso la macchina della
polizia.
Per un unico istante, prima di scagliarsi fuori dallo sportello e unirsi a Nick
fuori dalla macchina, Brian si ritrova a indugiare su un pensiero bizzarro: si
muovono come ununica entit anche nella morte sono una congregazione

unita come le marionette di un grande burattinaio. Ma quel pensiero fugge


rapido dalla sua mente, quando sente lurlo del fratello da dietro il volante
della macchina.
SPINGETE QUESTA FIGLIA DI PUTTANA CON TUTTA LA FORZA CHE
AVETE IN CORPO E POI SALTATE SU!
Brian si unisce a Nick dietro la macchina e, senza fermarsi a pensarci,
comincia a spingere. A questo punto Philip ha gi messo la macchina in folle,
ha aperto lo sportello, messo fuori una gamba e con lo stivale spinge la
macchina con tutta la sua potenza.
Gli occorrono alcuni istanti per guadagnare velocit mentre la massa dei
fedeli dietro di loro si avvicina senza tregua abbandonando i suoi orripilanti
tesori per la promessa di carne fresca. Ben presto la macchina scende rapida
lungo la collina, sempre pi veloce e Brian e Nick sono costretti a balzare a
bordo. Nick afferra lantenna sottile per reggersi. Brian si getta per met
dentro lo sportello posteriore sventolante, ma non riesce a tirare dentro il
resto del corpo senza cadere, quindi si tiene saldo allintelaiatura dello
sportello.
La macchina ha ormai disceso met della collina, mettendo una buona
distanza tra s e le decine di non morti che la inseguono barcollando. Il
veicolo, grazie al suo peso, persiste nel suo moto rettilineo. Sembra un treno
lanciato a tutta velocit e urta il manto stradale crepato verso lincrocio alla
fine della collina. Il vento scompiglia i capelli neri di Brian che si tiene
disperatamente aggrappato.
Nick grida qualcosa, ma il rumore del vento e i tonfi delle ruote coprono la
sua voce. In fondo alla collina c un defunto scambio ferroviario della Conrail,
col suo dedalo di antichi binari fossilizzati nella terra della Georgia, con le
rimesse sul punto di crollare e gli stabili degli uffici neri e putrefatti come
rovine preistoriche. Philip urla qualcosa che Brian non riesce a sentire.
Arrivano in fondo alla collina e il volante si blocca.
Lautopattuglia sbatte sui binari e va a infilarsi nello scambio ferroviario.
Philip non riesce a girare il volante. La macchina slitta. Le ruote scavano
solchi nella cenere e la parte inferiore della carrozzeria sprigiona scintille sul
ferro.
Brian e Nick si tengono stretti mentre la vettura sbanda fino a fermarsi in
una nuvola di polvere nera.
Prendete la vostra roba! Tutti! Subito! Philip ha gi aperto la sua portiera
ed estrae Penny. Brian e Nick saltano gi dal retro e si uniscono a Philip, che
si carica il borsone su una spalla e la figlia sullaltra. Da questa parte! Indica

con un cenno una strada stretta a ovest.


Corrono verso il nodo di scambio.
Una fila di vetrine sbarrate con delle tavole e di edifici bruciati si stende
lungo una strada selciata perpendicolare a quella da cui sono giunti.
Si muovono veloci, restando sotto una fila di tende sul lato meridionale della
via, le spalle che sfregano contro porte decorate di graffiti e finestre sporche
di antiruggine. Il tramonto vicino e le ombre si allungano, seppellendoli
nelloscurit.
La sensazione di essere circondati li schiaccia, sebbene non vedano ancora
alcuna creatura, solo un lungo corridoio di merdose, obsolete attivit
commerciali che una volta servivano questa logora e dimenticata parte della
periferia di Atlanta: banchi di pegno, cambiavalute, agenzie di garanti per le
cauzioni, negozi di ricambi per auto, taverne e botteghe di rigattieri.
Si muovono lungo le vetrine fatiscenti, ansimando per il peso dei loro
carichi, senza osare parlare o fare rumori inutili; e intanto lurgenza di entrare
da qualche parte comincia a impadronirsi di loro. Sta di nuovo calando la
notte e quel posto diventer presto il lato oscuro della luna. Non hanno
mappe, GPS, bussole, nessuna idea di dove si trovino se non lincerto punto
di riferimento dello skyline a qualche chilometro a ovest.
Brian sente lansia sfiorargli la nuca come un dito gelido.
Svoltano un angolo.
Brian il primo a vedere lofficina, ma Philip la vede appena un secondo
dopo e si muove verso di essa con un cenno. Lass, allangolo, la vedi?
Anche Nick la vede adesso. S, s sembra a posto.
Sembra davvero a posto: allangolo sud-ovest di un incrocio deserto a un
isolato di distanza, la Donlevys Autobody and Repair sembra lunico esercizio
in quella zona dimenticata da Dio a dare ancora segni di vita, sebbene al
momento sembri chiuso per la stagione.
Si affrettano verso ledificio.
Mentre si avvicinano, vedono che i duecento metri quadrati del lotto sono
stati asfaltati di recente. Le due pompe di benzina allesterno, pulite e
apparentemente funzionanti, sono situate sotto una gigantesca insegna della
Chevron. Ledificio stesso, ornato da colonne di pneumatici nuovi, con una
coppia di imponenti doppie porte da officina su un lato della facciata, una
lastra lucida di metallo argenteo e vetri rinforzati. C anche un secondo
piano, che ospita un ufficio o un altro spazio espositivo.
Philip li guida sul retro, anchesso ben curato, coi cassonetti dellimmondizia
verniciati di fresco e addossati al muro di mattoni. Cercano una porta o una

finestra ma non ne trovano.


Che ne dici di provare dalla porta principale? dice Brian, sussurrando
senza fiato mentre si fermano accanto ai cassonetti. Riescono a sentire la
congregazione che si avvicina lungo la strada: un corteo strascicante e
lamentoso di pi di cinquanta zombie.
Sono sicuro che chiusa dice Philip, con la faccia dura, scarna e lucida di
sudore per la fatica di portare sua figlia e il borsone. Contro la sua spalla,
Penny si succhia il pollice in modo nervoso e compulsivo.
Come fai a saperlo?
Philip scrolla le spalle. Tanto vale provare.
Strisciano attorno alledificio e restano nellombra sotto linsegna della
Chevron, mentre Philip posa Penny e il borsone e corre verso la porta
dentrata. Gira la maniglia.
aperta.

OTTO
Restano nascosti per un po dentro lufficio dellofficina, sotto il registratore di
cassa, accanto a un espositore girevole di snack al cioccolato e patatine.
Philip chiude la porta a chiave e si accuccia vicino agli altri nellombra: la
parata di non morti passa sulla strada accanto al negozio e, ignara della
posizione delle prede, cerca con gli occhi stupidamente fissi come una muta
di cani attirati da un fischio a ultrasuoni.
Dalla sua angolazione, Brian vede, attraverso le finestre di vetro rinforzato, i
preti morti e i parrocchiani vestiti di stracci oltrepassare barcollando la
stazione di servizio. Come aveva fatto quella chiesa piena di fedeli a
trasformarsi in massa? Si erano riuniti come cristiani spaventati dopo che era
scoppiata lepidemia, attaccandosi gli uni agli altri in cerca di soccorso e
conforto? Avevano ascoltato i loro predicatori lanciare sermoni di fuoco e zolfo
riguardo allApocalisse di San Giovanni? I pastori avevano furiosamente
cantilenato parabole dammonimento: E il quinto angelo suon la sua tromba
e io vidi una stella caduta dal cielo sulla terra; a esso fu data la chiave del
pozzo dellabisso senza fondo!.
E come si era trasformato il primo? Qualcuno seduto sulle panche in fondo
aveva avuto un infarto? Era stato un suicidio rituale? Brian si figura una di
quelle vecchie signore di colore, con lapparato circolatorio intasato di
colesterolo e le mani paffute infilate nei guanti che si muovono al ritmo dei
canti, stringersi allimprovviso sul petto imponente alla prima fitta delle
coronarie. E pochi minuti dopo, forse unora o anche meno, la donna si alza
con la faccia porcina ormai divenuta simbolo di una nuova religione, una fede
singolare e selvaggia.
Fottuti fanatici religiosi borbotta Philip da dietro il registratore di cassa. Poi
si gira verso Penny e dice contrito: Scusa per il linguaggio, pulcino.
Esplorano lofficina. Il posto immacolato e sicuro, freddo ma pulito, i
pavimenti lavati, gli scaffali in ordine, laria fresca che profuma di gomma
nuova e della vagamente piacevole fragranza chimica del carburante e
dellolio. Si rendono conto di poter restare l per la notte e quando perlustrano
a fondo la grossa officina fanno la scoperta pi fortuita.
Porca puttana, un carro armato dice Brian che, in piedi sul cemento
freddo, fa scorrere il raggio della torcia elettrica sulla bellezza nera
parcheggiata in un angolo sotto un telone.
Gli altri si radunano intorno al veicolo solitario abbandonato nelloscurit.

Philip tira via il telo. una Cadillac Escalade ultimo modello in perfette
condizioni: le sue finiture cromate brillano nella luce gialla.
Probabilmente apparteneva al proprietario azzarda Nick.
Natale arrivato in anticipo questanno dice Philip, mentre colpisce con lo
stivale da lavoro infangato uno degli imponenti pneumatici. Il lussuoso SUV
enorme, con grossi paraurti sagomati, giganteschi fanali verticali e grandi,
lucenti ruote cromate. Sembra il tipo di veicolo che unagenzia governativa
segreta terrebbe nel suo parco macchine, coi finestrini oscurati che riflettono il
bagliore della torcia elettrica.
Non c nessuno dentro, vero? Brian fa passare il raggio della torcia
attraverso i vetri opachi.
Philip estrae la .22 dalla cintura, apre uno sportello e punta la canna verso
linterno vuoto e lindo, con le finiture in legno, i sedili di pelle e un cruscotto
che sembra la cabina di controllo di un aereo di linea.
Philip dice: Scommetto un dollaro contro una ciambella che le chiavi sono
in un cassetto da qualche parte.
Lincidente col poliziotto morto e la faccenda della chiesa sembrano aver
spinto Penny in uno stato di stordimento ancora pi profondo. Quella notte
dorme raggomitolata in posizione fetale sul pavimento dellofficina, avvolta
nelle coperte, col pollice in bocca.
Non lo faceva da un sacco di tempo osserva Philip seduto accanto a lei sul
suo sacco a pelo col whisky che gli rimasto. Indossa una T-shirt senza
maniche e jeans sudici, gli stivali posati di fianco. Beve un sorso e si asciuga
la bocca.
Cosa? Brian seduto a gambe incrociate, infagottato nel suo cappotto
sporco di sangue, allaltro lato della bambina e bada a non parlare troppo
forte. Nick sonnecchia dentro al sacco a pelo vicino a un banco da lavoro. La
temperatura scesa a meno dieci.
Succhiarsi il pollice in quel modo dice Philip.
Ne ha passate parecchie.
Come tutti noi.
Gi. Brian abbassa lo sguardo e si fissa il grembo. Ma ci arriveremo.
Dove?
Brian alza lo sguardo. Il centro profughi. Dovunque sia lo troveremo.
Gi, certo. Philip scola il resto della bottiglia e si stende. Troveremo il
centro, il sole domani splender, tutti gli orfani troveranno delle buone
famiglie e gli Atlanta Braves vinceranno il campionato.
C qualcosa che non va?

Philip scuote la testa. Ges Cristo, Brian, apri gli occhi.


Ce lhai con me?
Philip si alza e allunga il collo dolorante. E perch cazzo dovrei avercela
con te, campione? sempre la solita storia. Niente di eccezionale.
Cosa significa?
Niente va a dormire un po. Philip cammina verso la Escalade, si
inginocchia e guarda sotto il telaio in cerca di qualcosa.
Brian si alza in piedi, col cuore che batte allimpazzata. Gli gira la testa. Il
suo mal di gola va meglio e ha smesso di tossire dopo i pochi giorni di riposo
nella casa a Wiltshire, ma ancora non si sente al cento per cento. Ma chi lo
? Prosegue e si ferma dietro suo fratello. Cosa intendevi con sempre la
solita storia?
Quello che ho detto mormora Philip, controllando le viscere del SUV.
Sei incazzato per via del poliziotto dice Brian.
Philip si alza lento, si volta e si mette faccia a faccia con suo fratello. Ho
detto va a dormire.
Forse ho avuto qualche problema a sparare a qualcosa che una volta era
un uomo fammi causa.
Philip afferra Brian per la collottola della T-shirt, lo fa girare e lo sbatte
contro la fiancata della Escalade. Limpatto quasi mozza il fiato a Brian e, a
causa del rumore, Penny si sveglia agitata. Ascoltami bene ringhia Philip
con una voce roca e minacciosa, che sobria e ubriaca allo stesso tempo. La
prossima volta che prendi una pistola da me, assicurati di essere pronto a
usarla come si deve. Quel poliziotto era indifeso, ma la prossima volta chi lo
sa? E non ti far da baby-sitter con nientaltro che le mie gonadi in mano, hai
capito? Mi capisci?
Brian annuisce con la gola secca per il terrore. S.
Philip aumenta la pressione sulla maglietta di Brian. Farai meglio a lasciar
perdere la tua comoda vita da smidollato fatta solo di stronzate, a prenderti le
tue responsabilit e a sfondare qualche testa, perch sicuro come linferno
che le cose andranno molto peggio prima di migliorare!
Ho capito dice Brian.
Philip non ha ancora finito, i suoi occhi scintillano di rabbia. Sopravvivremo
a tutto questo e lo faremo diventando mostri peggiori di loro! Hai capito? Non
ci sono pi regole! Non c pi filosofia, non c pi delicatezza o piet, ci
siamo solo noi e loro, e tutto quello che loro vogliono mangiarsi il nostro
culo! Non abbiamo scelta: noi dobbiamo mangiarci loro, cazzo! Li
mastichiamo, li sputiamo e sopravviviamo a questo casino. Far saltare tutto

questo mondo fottuto! Mi segui? MI SEGUI?


Brian annuisce come un pazzo.
Philip lo lascia andare e si allontana.
A questo punto Nick ormai sveglio e li guarda a bocca aperta.
Penny si succhia il pollice furiosamente con gli occhi spalancati e osserva
suo padre che cammina furibondo sul pavimento dellautorimessa. Cammina
verso le imponenti porte rinforzate del garage, si ferma e fissa fuori nella notte
attraverso le sbarre, con i grossi pugni nodosi serrati.
Sul pavimento, ancora appoggiato contro la fiancata della Escalade, Brian
Blake combatte una battaglia silenziosa per impedirsi di piangere come un
bambino abituato a una comoda vita da smidollato fatta solo di stronzate.
Il mattino dopo, lambiti dalla luce del giorno che filtra nel negozio, si
affrettano a fare colazione con barrette di cereali e acqua imbottigliata, poi
versano il contenuto di tre taniche da venti litri di benzina nel serbatoio della
Escalade. Trovano le chiavi in un cassetto dellufficio e caricano tutti i loro
averi nel bagagliaio. I vetri oscurati sono appannati di condensa per il freddo.
Brian e Penny si sistemano sul sedile posteriore mentre Nick sta accanto alla
porta del garage in attesa del segnale di Philip. La corrente non c, e del
resto sembra mancare dappertutto ormai, perci sono costretti ad azionare
manualmente il chiavistello che apre la porta automatica.
Philip si siede dietro il volante della Escalade e la accende. Lenorme
motore V-8 da 6,2 litri romba. Il cruscotto si illumina. Philip inserisce la marcia
e si dirige in avanti, dando il segnale a Nick.
Nick spalanca la porta del garage pi vicina, che scorre sul binario con un
cigolio di rotelle. Laria e la luce del giorno esplodono attraverso il parabrezza,
mentre Nick si affretta ad aprire lo sportello del passeggero e a salire a bordo.
Lo sportello sbatte.
Philip si ferma per un istante, guardando il cruscotto.
Qualcosa non va? chiede Nick con voce incerta, ancora un po nervoso
allidea di fare domande a Philip. Non dovremmo metterci in movimento?
Un secondo dice Philip, allungando la mano verso un cassetto.
Dentro una custodia dalla chiusura a molla trova una ventina di CD,
organizzati con precisione dal precedente proprietario, un certo Calvin R.
Donlevy residente al n. 601 di Greencove Lane S.E. (stando a quanto
riportato sul libretto riposto nel cassetto del cruscotto). Ecco qui dice Philip,
rovistando tra i dischi. A quanto pare Calvin R. Donlevy di Greencove Lane
ama il rock classico, a giudicare dagli Zeppelin, Sabbath e Hendrix della sua
collezione. Qualcosa per aiutare la concentrazione.

Parte quindi un disco dei Cheap Trick e Philip preme il pedale con forza.
La spinta gravitazionale dei quattrocentocinquanta cavalli li incolla ai sedili,
mentre lenorme sagoma della Escalade esplode fuori dalla porta, passando
appena dallapertura senza che le fiancate di metallo si graffino. La luce del
giorno inonda labitacolo. La chitarra elettrica che apre la canzone Hello There
risuona dalle casse Bose 5.1 surround, mentre la macchina esce sulla strada
schizzando fuori dallofficina.
Il cantante dei Cheap Trick chiede se le ragazze e i ragazzi sono pronti per il
rock.
Philip romba attorno allangolo e si dirige verso nord su Maynard Terrace. La
strada si allarga. Case popolari scorrono su entrambi i lati del veicolo. Uno
zombie errante, con indosso un impermeabile strappato, si aggira sulla destra
e Philip vira verso di lui.
Il tonfo raccapricciante si ode a stento sopra il rumore del motore (e la
batteria tuonante dei Cheap Trick). Dietro, Brian sprofonda nel sedile, con lo
stomaco sottosopra e in ansia per Penny, che affondata sul sedile accanto
al suo con lo sguardo fisso davanti a s.
Brian si allunga verso di lei e le allaccia la cintura, poi cerca di rivolgerle un
sorriso.
Devesserci una rampa dentrata a nord di qui dice Philip sopra il rumore,
ma il suono della sua voce quasi del tutto sopraffatto dal ruggito del motore
e dalla musica. Altri due morti compaiono alla loro sinistra, un uomo e una
donna coi vestiti a brandelli, forse dei senzatetto: camminano lungo il
marciapiede e Philip scarta allegramente e li abbatte entrambi come flaccidi
birilli da bowling.
Un orecchio amputato si attacca al parabrezza e Philip aziona i tergicristalli.
Raggiungono il limite nord di Maynard Terrace, la rampa dentrata dritta
davanti a loro. Philip schiaccia i freni. La Escalade stride fino a fermarsi
davanti a un tamponamento a catena che ha coinvolto sei macchine ai piedi
della rampa: un gruppo di cadaveri in posizione eretta circonda i rottami come
poiane svogliate.
Philip inserisce la retromarcia. Il pedale si abbassa, la musica rock
rimbomba. La forza di gravit spinge tutti in avanti. Brian blocca Penny contro
il sedile.
Una sterzata del volante e la Escalade gira di centottanta gradi, poi si infila
lungo McPherson Avenue, che corre parallela allautostrada.
Percorrono quasi due chilometri di propriet immobiliari in un paio di minuti,
con la batteria e il basso che danno un ritmo sincopato agli orribili tonfi dei

morti vaganti, che, troppo lenti per togliersi di mezzo, si schiantano sul
massiccio paraurti e finiscono scagliati in aria come giganteschi uccelli
sorpresi da un attacco convulsivo. Dalle ombre e da dietro gli alberi ne
emergono degli altri, risvegliati dal ruggito selvaggio della muscle car.
La mascella di Philip si serra con tetra soddisfazione mentre si avvicinano a
unaltra rampa daccesso.
I freni si bloccano su Faith Avenue, dove un Burger Win brucia senza
controllo e tutta larea immersa nel fumo denso. Questa rampa bloccata in
modo persino peggiore della precedente. Philip grida unimprecazione
rabbiosa, poi rimette la retromarcia e schizza veloce allindietro.
La Escalade sterza allangolo di una strada adiacente. Un altro strattone al
volante. Unaltra pressione sul pedale. Sgommano di nuovo, diretti a ovest;
aggirano i blocchi sulla strada e si dirigono verso i grattacieli in lontananza,
che incombono sempre pi grandi, come apparizioni nella foschia.
Il numero di strade bloccate, detriti, macchine in rovina e morti erranti
sembra insormontabile, ma Philip Blake non si ferma. Siede aggrappato al
volante, col respiro affannoso e gli occhi fissi sullorizzonte. Oltrepassa un
emporio Publix che sembra essere stato bombardato nel corso di una guerra
lampo: il parcheggio infestato di morti.
Philip aumenta la velocit per passare in mezzo a una fila di zombie sulla
strada.
Londata di sangue che schizza sullenorme cofano del SUV spettacolare,
una lurida parata di tessuto morbido che fiorisce sul parabrezza. I tergicristalli
passano frusciando sui resti appiccicosi.
Sul sedile posteriore Brian si volta verso la nipote. Piccola? Nessuna
risposta. Penny?
Lo sguardo vuoto della bambina fisso sullo spettacolo in Technicolor che
attraversa il parabrezza. Non sembra sentirlo sopra il frastuono del rock and
roll e il rombo della macchina; forse sceglie di non sentirlo, o forse troppo
lontana per sentire qualsiasi cosa.
Brian le d un colpo gentile sulla spalla e lei sposta il suo sguardo su di lui.
Allora Brian si allunga oltre la bambina e scrive con attenzione una singola
parola sul finestrino appannato dalla parte di lei.
LONTANO
Brian ricorda di aver letto da qualche parte che larea metropolitana di
Atlanta conta quasi sei milioni di abitanti. Ricorda di essere stato sorpreso da
quel numero. Atlanta gli era sempre sembrata una specie di metropoli in
miniatura, una mera dimostrazione del progresso del Sud, isolata in un mare

di piccoli borghi pieni di redneck. Le poche visite che aveva fatto alla periferia
della citt gli avevano dato limpressione che fosse niente pi di un
gigantesco sobborgo. Certo, il centro aveva i suoi canyon formati dagli alti
edifici cera il Turner, il Coke, il Delta, il Falcons e tutto il resto ma per lo
pi sembrava la sorella minore delle grandi citt del Nord. Brian era stato a
New York una volta, a visitare la famiglia della sua ex moglie, e quel vasto,
tetro, claustrofobico formicaio gli era sembrato una citt vera. Atlanta
sembrava il simulacro di una citt. Forse dipendeva in parte dalla sua storia,
che Brian ricordava di aver studiato in un corso al college: durante la
Ricostruzione, dopo che Sherman aveva bruciato la citt, gli urbanisti avevano
deciso che i punti di riferimento storici avrebbero fatto la fine del dodo; e nel
successivo secolo e mezzo Atlanta era andata incontro a una pacchiana
ricostruzione fatta con acciaio e vetro. A differenza di Savannah e New
Orleans, permeate dal fiero gusto del Vecchio Sud, Atlanta si era concessa
allinsipida patina dellespressionismo moderno. Guardate, sembrava dire,
come siamo progressisti, cosmopoliti, fichi, non come quei bifolchi di
Birmingham. Ma a Brian era sempre sembrata la vecchia Atlanta, la dama
che si sbilancia troppo a promettere. Per lui, Atlanta era sempre stata una
citt per finta.
Fino a ora.
Nel corso dei seguenti, orribili venticinque minuti, mentre Philip serpeggia
senza tregua lungo desolate strade secondarie e attraverso lotti di terreno
infestati posizionati ai lati dellautostrada, cercando di aprirsi una strada che li
avvicini al cuore della citt, Brian vede fuori dai finestrini oscurati del SUV
sigillato ermeticamente la vera Atlanta come in una tremolante proiezione di
diapositive di scene del crimine. Vede vicoli ciechi intasati di rottami, cumuli di
immondizia in fiamme, case popolari saccheggiate e abbandonate, finestre
rotte ovunque, lenzuola macchiate appese fuori dai palazzi e scarabocchiate
con disperate richieste daiuto. Questa senza dubbio una citt, una
necropoli primordiale, sovraffollata e maleodorante di morte. E la cosa
peggiore che non sono nemmeno arrivati al confine del centro citt.
Approssimativamente alle dieci e ventidue, ora degli Stati Uniti Centrali,
Philip Blake riesce a imboccare Capital Avenue, unarteria di attraversamento
larga sei corsie che oltrepassa Turner Field e si dirige verso il centro. Spegne
lo stereo. Il silenzio esplode nelle loro orecchie mentre svoltano sulla Capital
e procedono lenti verso nord.
La strada disseminata di macchine abbandonate, abbastanza lontane tra
loro da consentire alla Escalade di passarci in mezzo. Le cime dei grattacieli,

sulla sinistra, sono ormai vicinissime e brillano nella foschia come le vele
maestre di una nave da soccorso.
Nessuno dice niente mentre oltrepassano oceani di cemento su entrambi i
lati della strada. I parcheggi dello stadio sono semivuoti. Ci sono alcuni golf
cart ribaltati qua e l. Negli angoli, i furgoni dei venditori sono tutti chiusi e
sfigurati dai graffiti. Qualche morto vaga in lontananza nella grigia
desolazione e nella fredda luce di quella giornata autunnale.
Sembrano cani randagi sul punto di morire di fame.
Philip abbassa il finestrino e ascolta. Il vento ulula. Ha uno strano odore, un
misto di gomma bruciata, circuiti fusi e qualcosa di oleoso e difficile da
identificare, come sego che marcisce; qualcosa scoppietta da lontano,
vibrando nellaria come un motore gigantesco.
Una consapevolezza blocca lo stomaco di Brian. Se i centri profughi sono in
funzione, da qualche parte a ovest nel cuore della citt, non dovrebbero
esserci dei veicoli demergenza l fuori? Cartelli? Posti di blocco? Agenti
armati ovunque? Elicotteri della polizia? Non dovrebbero esserci delle
indicazioni, ora che sono cos vicini al centro, che i soccorsi sono in vista?
Fino a l, durante tutto il loro viaggio allinterno della citt, hanno visto solo
alcuni, potenziali segni di vita. Gi a Glenwood Avenue hanno creduto di
vedere una motocicletta sfrecciare come un lampo, ma non ne sono sicuri.
Poi, su Sydney Street, Nick ha detto di aver visto qualcuno scattare dentro un
portone ma non ci metterebbe la mano sul fuoco.
Brian scaccia quel pensiero quando vede il vasto nodo di autostrade che
formano un quadrifoglio a circa quattrocento metri di distanza.
Quello svincolo tentacolare di arterie principali segna il confine orientale
dellarea urbana di Atlanta, il punto dove lInterstate 20 si incontra con la 85,
la 75 e la 403; adesso se ne sta a cuocere sotto il sole e il freddo come un
campo di battaglia dimenticato, intasato di rottami e rimorchi ribaltati. Brian si
accorge che la Escalade comincia a percorrere una salita ripida.
Capital Avenue si solleva su enormi piloni sopra lo svincolo. Philip affronta
la salita piano, serpeggiando attraverso un percorso a ostacoli di rottami
abbandonati a una velocit di circa venticinque chilometri lora.
Brian sente un colpetto sulla spalla sinistra e comprende che Penny cerca
di attirare la sua attenzione. Si volta e la guarda.
Lei si piega verso di lui e gli sussurra qualcosa tipo: Devo andare l.
Brian la guarda. Devi andare l?
Lei scuote la testa e sussurra di nuovo.
Stavolta Brian capisce. Puoi trattenerla per un minuto, piccola?

Philip sente quelle parole e li guarda dallo specchietto retrovisore. Che


c?
Deve fare pip.
Oh, cielo dice Philip. Scusa, pulcino, dovrai tenere le gambe incrociate
per qualche minuto.
Penny sussurra a Brian che deve davvero, davvero, davvero farla.
Deve farla, Philip. Brian informa suo fratello. Davvero.
Trattieniti ancora un po, pulcino, solo un po.
Sono ormai vicini allo zenit della salita. Di notte, la vista di quella parte della
citt, per un automobilista che attraversava Capital Avenue, doveva essere
stupenda. Bisogna aspettare ancora un po, mancano solo un centinaio di
metri ormai, prima che la Escalade esca dallombra di un alto edificio a ovest.
Di notte, le luminose costellazioni delle luci della citt sarebbero visibili e
regalerebbero un panorama mozzafiato, con la cupola del Campidoglio in
primo piano e la scintillante cattedrale di grattacieli sullo sfondo.
Escono dallombra delledificio e vedono la citt distendersi davanti a loro in
tutta la sua gloria. Philip schiaccia i freni.
La Escalade sbanda e si ferma.
Restano l per un istante interminabile, tutti colpiti e ammutoliti.
La strada a sinistra corre verso la facciata di marmo del vecchio e venerabile
edificio del Campidoglio. un senso unico nel verso sbagliato, del tutto
intasato di macchine abbandonate. Ma non per quello che i passeggeri del
SUV sono rimasti di colpo attoniti. La ragione per cui nessuno riesce a
spiccicare una parola in un silenzio che dura un secondo e sembra andare
avanti per uneternit quello che vedono arrivare da nord lungo Capital
Avenue e proprio nella loro direzione.
Penny se la fa addosso.
Il comitato daccoglienza, copioso come un esercito romano e precipitoso
come uno sciame di ragni giganteschi, arriva da Martin Luther King Drive, a
poco pi di un isolato di distanza. Emergono dalle ombre gelide degli edifici
governativi e sono cos tanti che locchio umano impiega un attimo anche solo
per registrare cosa sono. Di tutte le taglie e in ogni stato di decomposizione,
escono dai portoni, dalle finestre, dai vicoli, dalle piazze alberate, dagli angoli
e dalle crepe e riempiono la strada con la profusione di una banda che marcia
in disordine, attirata dal rumore e dallodore di una macchina piena di carne
fresca.
Vecchi e giovani, bianchi e neri, uomini e donne, manager, casalinghe,
impiegati, truffatori, bambini, delinquenti, insegnanti, avvocati, infermiere,

poliziotti, spazzini e prostitute: hanno tutti la faccia uniformemente pallida e


decomposta, come un infinito frutteto di frutti avvizziti che marciscono al sole,
un migliaio di paia di occhi grigi, metallici e senza vita tutti rivolti alla
Escalade, un migliaio di feroci, primordiali dispositivi di puntamento fissi e
affamati verso i nuovi arrivati.
In quellunico istante di silenzio terrorizzato, Philip realizza un certo numero
di cose con la velocit di una sinapsi che esplode.
Realizza che riesce a sentire lodore dellorda attraverso il finestrino aperto e
forse anche dalle bocchette di ventilazione nel cruscotto: quel fetore
nauseante di bacon andato a male e merda. Ma pi di quello, realizza che lo
strano ronzio che ha sentito poco prima, quando ha abbassato il finestrino,
quel brusio vibrante nellaria come il fruscio di un milione di cavi dellalta
tensione, il suono di una citt piena di morti.
Il loro gemito collettivo, ora che agiscono come un unico, gigantesco
organismo multisfaccettato diretto verso la Escalade, gli fa accapponare la
pelle.
E alla fine, Philip Blake arriva a una conclusione che lo colpisce in mezzo
agli occhi con la forza di un martello. Di fronte a quella vista, che gli si para
innanzi al rallentatore, in modo quasi sognante, realizza che la ricerca di un
centro profughi in quella citt, per non parlare di qualcuno ancora vivo, si sta
rapidamente rivelando saggia quanto la ricerca di un ago in un pagliaio.
In quellattimo di terrore, in quel minuscolo frammento di inerte immobilit,
Philip si rende conto che probabilmente il sole domani non splender, gli
orfani resteranno orfani e i Braves non vinceranno mai pi il fottuto
campionato.
Prima di muovere la leva del cambio, si gira verso gli altri e con voce intrisa
di amarezza dice: Alzi la mano chi di voi muore ancora dalla voglia di trovare
quel centro profughi!.

PARTE SECONDA

Atlanta
Colui che combatte a lungo contro i draghi
diventa un drago egli stesso;
e se guardi troppo a lungo nellabisso,
labisso guarder te.
Nietzsche

NOVE
Pochissime macchine, almeno quelle in produzione negli Stati Uniti, sono in
grado di raggiungere grandi velocit in retromarcia. Prima di tutto c il
problema del cambio. La maggior parte delle auto, monovolume, pick-up e
SUV, che escono dalle fabbriche, hanno cinque o sei marce in avanti ma solo
una allindietro. In secondo luogo, quasi tutti i veicoli hanno le sospensioni
frontali progettate per andare avanti e non indietro, il che impedisce ai
guidatori di ottenere grandi slanci in retromarcia. Terza considerazione, di
solito in retromarcia si manovra il volante guardando da sopra la spalla e
spingere le macchine a grandi velocit in questa posizione si conclude molto
spesso in spettacolari testacoda.
Daltro canto il veicolo che Philip Blake guida al momento una Cadillac
Escalade 2011 Platinum a trazione integrale, dotata di barre di torsione adatte
a qualsiasi utilizzo fuoristrada che lasso della meccanica Calvin R. Donlevy di
Greencove Lane avrebbe potuto tentare di affrontare nelle zone sperdute
della Georgia Centrale (in tempi pi felici). Il veicolo pesa quasi quattro
tonnellate, lungo pi di cinque metri ed equipaggiato con un sistema di
controllo elettronico della stabilit chiamato StabiliTrak (standard su tutti i
modelli Platinum). Ma la cosa migliore che dispone di una retrocamera, che
mostra le immagini su un generoso schermo di navigazione di sette pollici
incassato nel cruscotto.
Senza esitazione, il sistema nervoso di Philip impartisce un ordine alla mano
destra e lui ingrana con violenza la retromarcia, tenendo gli occhi incollati
sulla tremolante immagine gialla che si materializza sullo schermo di
navigazione. Limmagine mostra il cielo parzialmente nuvoloso sopra
lorizzonte formato dalla linea del manto stradale dietro di loro: la cima del
cavalcavia.
Prima che il reggimento di zombie in avvicinamento arrivi a una distanza
inferiore ai cinquanta metri, la Escalade parte a razzo allindietro.
La forza di gravit risucchia tutti in avanti; Brian e Nick si voltano entrambi
per guardare, oltre il lunotto posteriore oscurato, il cavalcavia che scorre
rapido sotto di loro, mentre la coda della Escalade vibra leggermente e il
veicolo guadagna velocit. Philip spinge a tavoletta. Il motore grida. Philip non
si volta. Tiene gli occhi fissi sullo schermo dove la cima del cavalcavia si fa
sempre pi grande nella piccola e tremolante immagine gialla.
Un piccolo errore di calcolo, la minima pressione sul volante nella direzione

opposta e la Escalade entrerebbe in testacoda. Ma Philip tiene saldamente il


volante, il piede sullacceleratore e gli occhi sullo schermo mentre il veicolo
corre allindietro e il motore sta ormai cantando lopera, con un tono vicino al
do diesis minore. Sul monitor Philip si accorge che qualcosa cambiato.
Oh, merda guarda!
La voce di Brian penetra il rumore del motore, ma Philip non ha bisogno di
guardare. Nel piccolo quadrato giallo del monitor vede una serie di figure
scure apparire a poco pi di cinquanta metri di distanza, direttamente sulla
loro traiettoria, in cima al cavalcavia, come i paletti di uno steccato. Si
muovono lente, in una formazione casuale, le braccia aperte a ricevere il
veicolo che adesso si precipita proprio su di loro. Philip si lascia sfuggire un
grugnito rabbioso.
Schiaccia il pedale del freno con tutti e due gli stivali e la Escalade sbanda
e si ferma di colpo, fumante, sul manto stradale in pendenza.
A questo punto Philip realizza, insieme a tutti gli altri, che hanno una sola
possibilit e che la finestra di quella opportunit si sta chiudendo molto in
fretta. Le cose morte che vengono verso di loro sono lontane ancora un
centinaio di metri, ma le orde dietro, che camminano con passo dinoccolato in
cima alla cresta del viadotto, provenienti dalle case popolari e dai terreni vuoti
che circondano Turner Field, si avvicinano con allarmante velocit,
considerando i loro movimenti pesanti e impacciati. In uno degli specchietti
laterali Philip vede che una strada adiacente, chiamata Memorial Drive,
accessibile tra due rimorchi rovesciati, ma anche lesercito di zombie, che
incombe sempre pi vicino nello schermo posteriore, raggiunger lincrocio
molto presto.
Prende una decisione repentina e schiaccia a fondo lacceleratore.
La Escalade indietreggia con un ruggito. Tutti si reggono forte. Philip la
guida dritta verso la folla di cadaveri traballanti. Sul monitor limmagine
mostra le colonne di zombie eccitati che allungano le braccia, con le bocche
spalancate, mentre lo schermo li mostra sempre pi grandi.
Memorial Drive compare nellinquadratura della telecamera e Philip
schiaccia il freno.
Il retro della Escalade si scaglia sopra una fila di non morti con un rumore
nauseante, simile a un tambureggiare soffocato; Philip riporta di scatto la leva
del cambio in posizione di marcia mentre il suo stivale da lavoro schiaccia il
pedale a tavoletta. Affondano tutti nella tappezzeria mentre il SUV balza in
avanti e Philip gira bruscamente a sinistra, infilandosi di stretta misura tra due
rimorchi in rovina.

Il SUV striscia una fiancata, che sprigiona un guizzo di scintille nellaria,


attraversa il varco e corre lungo le corsie di Memorial Drive, che si rivelano
abbastanza libere e, grazie al cielo, sgombre da zombie.
Passa appena un minuto, prima che Brian senta il rumore di qualcosa che
sfrega. un suono umido, penetrante e sgraziato, e proviene da sotto il
telaio. Anche gli altri lo sentono. Nick si gira a guardare da sopra la spalla.
Che diavolo ?
Uno di quei mostri rimasto bloccato sotto le ruote dice Brian, cercando di
vedere la fiancata dellauto fuori dal finestrino. Non riesce a vedere niente.
Philip silenzioso, ha le mani strette sul volante, la mascella serrata e
contratta.
Nick guarda fuori dallo specchietto laterale. Uno di quei mostri incastrato
sotto la ruota!
O h , fantastico dice Brian, contorcendosi sul sedile. Nota un piccolo
ventaglio di gocce di sangue sul lunotto posteriore. Che cosa facc
Proseguiamo dice Philip in tono piatto, senza distogliere gli occhi dalla
strada. In pochi minuti sar ridotto a brandelli.
Percorrono circa sei isolati, sobbalzando sopra una serie di binari ferroviari,
e si inoltrano nella citt, prima di incontrare qualcosa di pi di qualche
rottame isolato e pochi morti randagi. La griglia di strade che si infilano tra i
palazzi intasata di macerie, resti di esplosioni, macchine bruciate stipate di
scheletri carbonizzati, finestre sfondate e pile di rifiuti e detriti innalzati contro
le vetrine dei negozi. Da qualche parte, lungo la strada, il rumore della cosa
che sfrega cessa, ma nessuno riesce a vedere cos successo al parassita.
Philip decide di prendere una strada che va in direzione nord-sud fino al
cuore della citt, ma quando volta a destra, girando attorno al camion di un
corriere, distrutto e ribaltato sul fianco nel centro dellincrocio, schiaccia il
freno. La Escalade sbanda fino a fermarsi.
Rimangono l per un momento, col motore al minimo. Philip non si muove:
stringe le mani sul volante cos forte da avere le nocche bianche e tiene gli
occhi fissi sulle ombre lontane degli alti edifici.
Sulle prime, Brian non riesce a capire quale sia il problema. Allunga il collo
per gettare unocchiata sulla strada disseminata di rifiuti che si estende per
molti isolati davanti a loro. Attraverso il vetro oscurato, vede palazzoni su
entrambi i lati della strada a quattro corsie. Limmondizia svolazza nel vento
settembrino.
Anche Nick sconcertato da quella sosta improvvisa. Che c che non va,
Philip?

Philip non risponde. Continua a guardare dritto davanti a s con


preoccupante immobilit, i denti serrati, le mascelle contratte.
Philip?
Nessuna risposta.
Nick si volta verso il parabrezza e guarda la strada di fuori. La sua
espressione si inasprisce. Adesso vede quello che vede Philip. Rimane
immobile.
Qualcuno vuol dirmi cosa sta succedendo? chiede Brian, chinandosi in
avanti per vedere meglio. Per un momento, distingue solo il lontano canyon
formato dai palazzoni e molti isolati di asfalto coperto di immondizia. Ma
comprende abbastanza in fretta che quello che guarda la natura morta di
una citt desolata che comincia rapidamente a cambiare, come un gigantesco
organismo che reagisce allintrusione di batteri estranei. Quello che vede
attraverso il finestrino oscurato orribile, e Brian muove la bocca senza
riuscire a dire niente.
In quel singolo istante di ottenebrante stupore, quando la follia del
momento gli afferra la mente, Brian Blake torna con la memoria a un ridicolo
ricordo della sua infanzia. Una volta, sua madre li aveva portati, lui e Philip,
ad Athens, al circo Barnum & Bailey. I ragazzi avevano pi o meno tredici e
dieci anni e si erano goduti i numeri sul trapezio, le tigri che saltavano
attraverso i cerchi di fuoco, gli uomini che si facevano sparare dai cannoni, gli
acrobati, lo zucchero filato, gli elefanti, i baracconi, il mangiatore di spade, il
bersaglio umano, i mangiafuoco, le donne barbute e lincantatore di serpenti.
Ma la cosa che a Brian era rimasta pi impressa, quella a cui pensa in questo
esatto momento, era la macchina dei clown. Quel giorno ad Athens, al
culmine dello spettacolo, una macchina piccola e buffa era entrata nellanello
centrale. Era una macchina simile a quelle dei cartoni animati, coi finestrini
dipinti, delle dimensioni di una station wagon: bassa sul terreno e colorata in
un patchwork di colori fluorescenti. Brian la ricorda in maniera vivida: alla vista
dei clown che uscivano dalla macchina, uno dopo laltro, aveva riso a
crepapelle: allinizio la cosa era stata solo divertente, poi era diventata quasi
sbalorditiva e, infine, del tutto bizzarra. Questo perch i clown continuavano a
uscire: sei, otto, dieci, venti, grandi e piccoli, avevano continuato a uscire
come se la macchina fosse un contenitore magico di clown liofilizzati. Anche
se aveva tredici anni, Brian era rimasto ammaliato dal numero: sapeva bene
che doveva esserci un trucco, forse una botola nascosta dalla segatura
sparsa sotto la macchina, ma non importava perch la sola vista del loro
numero era ipnotica.

Lo stesso esatto fenomeno, o almeno un suo perverso facsimile, si svolge


adesso proprio davanti ai suoi occhi, lungo una trafficata strada urbana nelle
viscere del centro di Atlanta. Resta a bocca aperta in silenzio per un
momento, impegnato a descrivere a parole quello spettacolo raccapricciante.
Gira, Philip. La voce di Brian suona cupa e stridula alle sue stesse
orecchie mentre fissa le innumerevoli folle di non morti che si svegliano in
ogni angolo della citt davanti a loro. Se lorda che hanno incontrato solo
alcuni istanti prima sulla loro strada verso la citt era un reggimento
dellesercito romano, questa limpero al completo.
Fino a dove gli occhi riuscivano a vedere, gi lungo lo stretto canale della
strada a quattro corsie, i non morti emergono dai palazzi, da dietro le
macchine, da sotto i rottami, dalle ombre dei vicoli, dalle vetrine sfondate, dai
portici di marmo degli edifici governativi, dai vasi esili degli alberi decorativi e
dai resti malmessi dei caff allaperto. Riescono a vederne anche a grande
distanza, dove il punto di fuga della strada sfuma nelle ombre dei grattacieli;
le loro sagome cenciose sembrano una miriade di lenti insetti usciti
dalloscurit di una pietra rivoltata. Il loro numero sfida la logica.
Dobbiamo andarcene dice Nick col cigolio arrugginito che in questo
momento la sua voce.
Philip, ancora stoico e silenzioso, muove le dita strette sul volante.
Nick getta uno sguardo nervoso da sopra la spalla. Dobbiamo tornare
indietro.
Ha ragione, Philip dice Brian, posando con gentilezza una mano sulla
spalla di Penny.
Qual il problema, cosa vuoi fare? Nick guarda Philip. Perch non giri la
macchina?
Brian guarda la nuca di suo fratello. Ce ne sono troppi, Philip. Troppi. Sono
troppi.
Oh, mio Dio, siamo fottuti fottuti dice Nick, ammaliato dallo spettrale
prodigio che si sta compiendo sul loro cammino. I pi vicini sono forse a
mezzo isolato di distanza e appaiono come la cresta di uno tsunami:
sembrano impiegati dufficio di entrambi i generi, ancora vestiti nei loro
completi da lavoro strappati, masticati e immersi nel grasso dei motori e
barcollano nella loro direzione come sonnambuli ringhianti.
Dietro, per isolati e isolati, innumerevoli altri incespicano lungo i marciapiedi
e al centro della strada. Se c unora di punta allinferno, di certo non pu
competere con questa. Dalle bocchette di areazione e dai finestrini della
Escalade, la sinfonia stonata di centomila lamenti fa rizzare i peli sul collo di

Brian, che si allunga in avanti e d un colpetto sulla spalla di suo fratello. La


citt andata, Philip.
S, s, ha ragione, il posto bruciato, dobbiamo fare il giro farfuglia Nick.
Un secondo. La voce di Philip fredda come il ghiaccio. Tenetevi.
Dai, Philip dice Brian. Questo posto appartiene a loro, adesso.
Ho detto tenetevi.
Brian guarda la nuca di suo fratello e una sensazione gelida gli corre lungo
la spina dorsale. Comprende che quanto Philip intende con la parola tenetevi
significa tenetevi un secondo mentre rifletto o tenetevi un minuto mentre
trovo una soluzione. Quello che Philip Blake intende con tenetevi
Avete allacciato le cinture? chiede con una domanda retorica che gela il
sangue nelle vene di Brian.
Philip, non
Philip spinge a fondo il pedale. La Escalade erutta in avanti, dritta sulla folla
brulicante, scacciando i pensieri di Brian e spingendo tutti contro i sedili.
PHILLY, NO!
Il grido di panico di Nick si dissolve in una salva di tonfi soffocati, come il
battito di un gigantesco tam tam, mentre la Escalade salta il marciapiede e
falcia almeno tre dozzine di zombie.
Tessuti e fluidi piovono su tutta la macchina.
Brian si piega nervoso sul pavimento e si unisce a Penny nel posto
chiamato lontano.
I pi piccoli vanno gi come le paperelle di un tirassegno, esplodendo sotto
le ruote e lasciando una traccia di viscere putrescenti. I pi grossi rimbalzano
sui paraurti e carambolano in aria, sbattendo contro i muri dei palazzi e
andando in pezzi come frutti troppo maturi.
A quanto pare, i morti non hanno la capacit di imparare. Anche una falena
svolazzerebbe via dopo essersi avvicinata troppo a una fiamma. E invece
questa enorme societ di cadaveri ambulanti di Atlanta non capisce perch
non pu mangiare lo scintillante oggetto nero che le ruggisce contro, lo
stesso tuonante pezzo di metallo che solo un istante prima ha trasformato
altri zombie in budini di sangue: cos continua ad avanzare.
Piegato sul volante, coi denti digrignati e le nocche bianche, Philip usa i
tergicristalli con regolari spruzzate di soluzione pulente per vedere attraverso
il parabrezza mentre mastica la strada verso nord, aprendosi un varco, con le
quasi quattro tonnellate di acciaio di Detroit, in mezzo al mare semovente di
zombie. Con una velocit oscillante tra i cinquanta e i gli ottanta chilometri
orari, si ricava un sentiero verso il centro della citt.

A volte falcia la folla come se si aprisse un sentiero attraverso una fitta


foresta colma di frutti di sangue: le braccia si agitano e le dita ricurve, simili ai
rami di un albero, cercano di artigliare i finestrini laterali mentre la Escalade
procede attraverso gli escrementi che camminano. Altre volte il SUV percorre
brevi tratti di strada libera, dove solo pochi zombie barcollano lungo un
marciapiede o sui bordi del manto stradale, il che consente a Philip di
aumentare la velocit e di scartare a destra per abbatterne una manciata e
poi a sinistra per farne fuori un altro po e colpire un altro tappeto di mostri, e
quello forse il momento pi divertente, perch allora che la merda
comincia a volare davvero.
quasi come se le viscere piovessero dallalto, dal cielo, anzich da sotto le
ruote o lungo il telaio, oppure da sopra la grossa griglia frontale. La materia
umidiccia si trascina sul vetro, ancora e ancora, col ritmo di una girandola
enorme, un caleidoscopio di colori, la tavolozza simile a un arcobaleno di
tessuto umano rosso sangue, verde marcio, giallo bruciato e nero catrame
e tutto questo per Philip quasi meraviglioso.
Svolta a un angolo con un rombo e si tuffa su unaltra massa di zombie che
arriva lungo la strada.
La parte pi strana sono i continui e ripetuti lampi di tessuti e di organi, solo
alcuni dei quali sono riconoscibili. Le budella volano in tutte le direzioni,
schizzando il parabrezza e scivolando sul cofano. Piccoli grappoli di denti si
raccolgono sui tergicristalli e qualcosaltro, qualcosa di rosa, come piccole
perle di uova di pesce, continua ad accumularsi nelle giunture del cofano.
Philip scorge le facce morte una dopo laltra, ognuna come un lampo sul
parabrezza, che si vede per un attimo e sparisce in quello successivo, ma lui
altrove, da qualche altra parte, non nel SUV, non dietro il volante, ma
dentro la folla, dentro la citt dei non morti, a masticare in mezzo alle loro fila,
a divorare gli stronzi. Philip il mostro peggiore di tutti e riuscir ad
attraversare questo oceano di merda anche se dovesse demolire lintero
universo.
Brian capisce cosa succede prima ancora di guardare. Dieci atroci minuti
dopo che hanno cominciato a farsi largo nel mare di zombie, dopo averlo fatto
per quasi ventitr isolati della citt, la Escalade finisce in testacoda.
La forza centripeta attira Brian contro il pavimento; luomo solleva la testa e
sbircia da sopra il sedile mentre il SUV sbanda di lato sul grasso di
cinquantamila cadaveri. Non ha tempo per gridare o fare qualcosa. Pu solo
stringere se stesso e Penny contro lo schienale del sedile posteriore per
linevitabile impatto.

Con le ruote scivolose per il sangue, il SUV gira di trecentosessanta gradi,


con la parte posteriore che turbina in mezzo agli ultimi cadaveri randagi. Fuori
dai finestrini la citt diventa una macchia indistinta e Philip lotta col volante
per raddrizzarlo, ma gli pneumatici slittano su una coltre di intestini, sangue e
secrezioni.
Brian emette un verso strozzato, in parte avvertimento e in parte grido
inarticolato, mentre il veicolo sbanda contro una fila di vetrine.
Nei momenti frenetici prima dello schianto, Brian scorge una serie di vetrate
in rovina: busti senza cappello di manichini calvi, espositori di gioielli vuoti,
cavi spezzati che fuoriescono dalle tavole del pavimento mancanti, tutto
confuso dietro le vetrine rinforzate. Ma solo unimpressione indistinta poich
la vista di Brian troppo distorta dal violento sbandare del SUV.
Ed allora che la fiancata destra della Escalade collide con la vetrina.
Lo schianto procura a Brian una sensazione di tempo sospeso: la vetrina del
negozio si trasforma in polvere di stelle e il rumore del vetro che va in frantumi
quello di unonda che colpisce un frangiflutti mentre la Escalade sfonda le
sbarre e irrompe di traverso nellombra buia della Goldberg Fine Jewelry
Center di Atlanta.
Casse e bacheche esplodono in tutte le direzioni in un nevischio argentato e
scintillante di detriti, mentre la forza gravitazionale sbatte tutti i passeggeri
verso destra. Gli airbag della Escalade si aprono con piccole esplosioni; i
grossi palloni ansimanti di nylon bianco riempiono labitacolo prima che
collassi e Nick viene scagliato di lato nel tessuto bianco. Philip finisce
addosso a Nick mentre Penny viene sbalzata attraverso il pavimento e si
ferma addosso a Brian.
Il SUV sbanda per uneternit attraverso il negozio vuoto prima di fermarsi
duramente contro una colonna portante nel centro, spingendo tutti contro la
fodera imbottita degli airbag; per un attimo nessuno si muove.
Detriti bianchi e leggeri cadono come neve nellaria polverosa e buia della
gioielleria e dietro di loro i rumori di qualcosa che crolla crepitano
nellimprovviso silenzio. Brian getta unocchiata dal lunotto posteriore crepato
e vede la facciata del negozio, dove una pila di travi cadute blocca il buco
nella vetrina e una nuvola di polvere oscura la strada.
Philip si contorce sul suo sedile con la faccia cinerea e fuori di s per il
panico. Pulcino? Pulcino? Stai bene? Parlami, piccola! Stai bene?
Brian si volta verso la bambina, che ancora sul pavimento: sembra
intontita e forse in preda a un qualche tipo di shock, ma per il resto
incolume. Sta bene, Philip, sta bene dice Brian, tastando la testa della

bimba in cerca di tracce di sangue o di ferite di qualsiasi genere. La bambina


sembra illesa.
Voialtri, state tutti bene? Philip si guarda intorno tra i granelli di polvere
dellabitacolo buio. Un sottile raggio di luce che filtra attraverso il negozio
lunica fonte di luce. Nelle tenebre, Brian riesce a vedere le facce degli altri
uomini: sudate, impietrite dal terrore e con gli occhi lucidi.
Nick alza un pollice. Sto bene.
Brian dice lo stesso.
Philip ha gi aperto il suo sportello e si affanna a uscire da dietro lairbag.
Prendete tutto quello che potete dice loro, e assicuratevi di prendere i fucili
e tutte le munizioni. Mi avete sentito?
S, lo hanno sentito, e anche Brian e Nick escono dal SUV. In un solo
minuto, Brian compie una serie di considerazioni, la maggior parte delle quali,
a quanto pare, sono gi state valutate da Philip, a cominciare dalla facciata
del negozio.
Dal coro di lamenti e dallo strascicare di migliaia di piedi, chiaro che lorda
di zombie ormai vicina alla scena dellincidente. La Escalade finita, la
parte anteriore quasi del tutto distrutta, le ruote sono scoppiate, tutta la sua
lunghezza sporca di sangue.
Il retro del negozio conduce a un corridoio buio, stretto e con i muri a secco,
che forse porta a unuscita. Non c tempo per indagare. Hanno solo il tempo
di prendere zaini, borsoni e armi. Storditi dalla collisione, con le vertigini per il
panico, contusi, ammaccati e con le orecchie che fischiano, Brian e Nick
prendono ognuno un fucile a pallettoni e Philip prende tutti gli attrezzi
taglienti che pu portarsi addosso, unaccetta su ogni lato della cintura, la
Ruger e tre caricatori extra.
Forza, piccola, dobbiamo filarcela dice Brian a Penny, che sembra intontita
e confusa. Brian cerca di tirarla fuori dallabitacolo dilaniato, ma lei si attacca
al retro del sedile.
Prendila dice Philip, aggirando il muso del SUV.
Vieni, tesoro, sali a cavalluccio le dice Brian.
Penny esce riluttante dallauto e Brian se la carica sulla schiena.
I quattro si infilano rapidi nel retrobottega della gioielleria.
Sono fortunati. Appena oltrepassata la porta a vetri di un ufficio sul retro,
trovano una porta di metallo senza indicazioni. Philip tira il catenaccio e la
apre di pochi centimetri, sbirciando fuori. Lodore incredibile, un fetore nero
e unto, che ricorda a Brian quella volta che la sua classe di prima media
aveva fatto una gita distruzione allallevamento Turner alla periferia di

Ashburn. Il puzzo del reparto del mattatoio era lo stesso. Philip alza una
mano, facendo cenno a tutti di fermarsi.
Sopra la sua spalla, Brian scorge un vicolo lungo, stretto e buio con una fila
di cassonetti dellimmondizia traboccanti. Ma il contenuto di quei ricettacoli a
imprimersi a fuoco nella sua memoria: pallide braccia umane ciondolano oltre
il bordo, gambe ulcerate e a brandelli, oltre a capelli arruffati, pendono verso
il basso dove si sono raccolte pozze di sangue scuro e secco.
Philip si muove verso gli altri. Seguitemi tutti e fate esattamente quello che
vi dico ordina, facendo scattare il cane della Ruger coi suoi otto proiettili
calibro .22 pronti a far festa; poi si mette in movimento.
Gli altri lo seguono.
Si fanno strada pi silenziosi e veloci che possono in mezzo al fetore e alle
ombre di quel mattatoio abbandonato che ormai diventato il vicolo, diretti
verso una strada laterale visibile sul fondo. Piegato sotto il peso del borsone
su una spalla e della bambina che gli sta aggrappata alla schiena, Brian
cammina barcollando tra Philip e Nick: i trenta chili di Penny non gli sono mai
sembrati tanto pesanti. Nick, che fa da retroguardia, procede con il Marlin
calibro 20 appoggiato alla spalla. Brian tiene il suo fucile infilato sotto lo
zaino: non che abbia la minima idea di come usare quel dannato affare.
Raggiungono la fine del vicolo e stanno quasi per scivolare fuori sulla
traversa abbandonata quando Philip pesta accidentalmente una mano umana
che fuoriesce da un cassonetto.
La mano, attaccata a uno zombie con ancora un po di energia, si ritira
subito sotto il container. Philip sobbalza allindietro.
AMICO! grida Nick e la mano scatta di nuovo fuori e afferra la caviglia di
Philip.
Philip si getta a terra e la Ruger rotola lungo la strada.
Luomo morto, un senzatetto barbuto dalla pelle cinerea e coi vestiti
stracciati e sporchi di sangue, striscia verso Philip con la velocit di un ragno
enorme.
Philip cerca di afferrare la pistola. Gli altri si agitano per prendere le loro
armi: Brian cerca il fucile mentre tenta di bilanciarsi la bambina sulla schiena.
Nick tira i cani del Marlin.
La cosa morta stringe la gamba di Philip e apre le mascelle col crepitio di
cardini arrugginiti affetti da rigor mortis mentre Philip armeggia per prendere
lascia.
Lo zombie ormai sul punto di addentare la parte inferiore del polpaccio di
Philip quando la canna del fucile a pallettoni di Nick si appoggia sulla parte

posteriore del suo cranio.


Lo sparo gli squarcia la testa, spedendo met della sua faccia in aria in un
geyser di sangue e tessuto cerebrale mentre leco del fucile rimbomba nei
canyon di vetro e acciaio.
Adesso siamo fottuti dice Philip, alzandosi a fatica e raccogliendo la
Ruger.
Qual il problema? chiede Brian, sistemandosi il peso della bambina sulla
schiena.
Ascolta dice Philip.
In quel silenzio fragile, sentono che il lamento simile alle onde delloceano
muta allimprovviso il suo corso come se il vento fosse cambiato: le masse di
non morti sono state attratte dallo sparo del fucile.
Allora torniamo dentro dice Nick con voce tesa e stridula. Dentro la
gioielleria, devesserci un secondo piano.
Troppo tardi dice Philip, controllando la Ruger e guardando dentro la
culatta. Nel calcio rimangono quattro proiettili a punta cava e ha altri tre
caricatori da otto colpi in ognuna delle tasche posteriori. Scommetto che
stanno gi invadendo la facciata del negozio.
Cosa suggerisci?
Philip guarda Nick e poi suo fratello. Quanto veloce pensate di poter
correre con tutto quel peso?
Si danno alla fuga a un passo moderato: Philip sta davanti, Brian si trascina
dietro di lui e Nick chiude il gruppo. Oltrepassano vetrine sfondate e immobili
pire funebri di corpi carbonizzati, bruciati da sopravvissuti audaci.
Brian non ne certo, ma ha la sensazione che Philip sia alla ricerca
disperata di un modo sicuro per andarsene dalle strade, un portone sgombro,
una scala antincendio, qualcosa ma distratto dal numero crescente di
cadaveri semoventi che si materializzano a ogni angolo.
Philip spara al primo da cinquanta passi, infilandogli una pallottola nella
tempia e lasciandoselo alle spalle come una cattiva abitudine. Il secondo lo
sorprende pi da vicino, sbucando fuori dallombra di un portone: Philip lo
abbatte con il secondo colpo. Altri ancora emergono dai portici e dalle vetrine
sfondate. Nick mette allopera il fucile a pallettoni e due decine di pallottole
per la caccia al cinghiale vanno a buon segno, abbattendone almeno una
dozzina nello spazio di due isolati.
Gli spari echeggiano sopra lo skyline come boom sonici nella stratosfera.
Svoltano un angolo e corrono lungo una traversa pi stretta, lastricata con
un selciato a spina di pesce, forse prima della guerra era una strada

importante, che un tempo risuonava di carretti e cavalli e adesso circondata


su entrambi i lati da condomini e palazzi di uffici. La buona notizia che
sembrano allontanarsi dallarea congestionata: a ogni isolato incontrano
sempre meno morti che camminano.
La cattiva notizia che iniziano a sentirsi in trappola. La citt si sta
chiudendo intorno a loro, li ingoia in un solo boccone nelle sue fauci di vetro e
acciaio. Il sole ha ormai cominciato la sua discesa pomeridiana e le ombre
proiettate dallimponente skyline si allungano.
Philip vede qualcosa in lontananza, forse a un isolato e mezzo di distanza,
e istintivamente si nasconde al riparo di una tenda strappata.
Gli altri si accovacciano accanto a lui contro la vetrina sbarrata di un ex
lavasecco e si rannicchiano nellombra per riprendere fiato.
Brian ansimante per lo sforzo: la piccola Penny ancora attaccata alla
sua schiena come una specie di scimmia traumatizzata e addormentata.
Che problema c? chiede Brian, vedendo che Philip allunga il collo per
guardare qualcosa in lontananza.
Dimmi che ho le traveggole dice Philip.
Che c?
Il palazzo grigio laggi sulla destra dice Philip, indicando a nord con un
cenno. Lo vedi? A circa due isolati da qui? Vedi lingresso?
In lontananza, un condominio di tre piani svetta su una fila di fatiscenti
condomini a due piani. Unimponente costruzione post bellica in mattoni color
gesso e balconi sporgenti, ledificio pi grosso dellisolato: la sua cima si
alza sopra le ombre e riflette la fredda e pallida luce del giorno col suo
dispiegamento di antenne e canne fumarie.
Oh, mio Dio, lo vedo mormora Brian, continuando a bilanciare il peso di
Penny sulla schiena indolenzita. La bambina gli si aggrappa alle spalle con
una stretta disperata.
Non un miraggio, Philly commenta Nick; una traccia di stupore colora la
sua voce.
Fissano tutti la figura umana in lontananza, troppo lontana per essere
identificata come uomo o donna, adulto o bambino, ma l e agita le mani
verso di loro.

DIECI
Philip si avvicina cauto dallaltro lato della strada, il calibro .22 al suo fianco,
carico e armato, ma non puntato. Gli altri lo seguono in fila indiana, coi peli
del collo ritti, gli occhi spalancati e pronti a tutto.
La giovane donna al di l della strada li chiama con un sussurro lieve e
sibilante. Presto, sbrigatevi!
Sembra essere sulla trentina, anno pi anno meno, con lunghi capelli di un
biondo slavato raccolti in una stretta coda di cavallo. Indossa un paio di jeans
e un largo pullover fatto a maglia molto sporco: le macchie rosse e gli schizzi
sono visibili anche a quella distanza mentre gli fa cenno con un revolver di
piccolo calibro, forse una .38 della polizia, agitandolo come se fosse la paletta
di un vigile urbano.
Philip si asciuga la bocca: pensa, trattiene il respiro, cerca di tenere la
donna inquadrata nel mirino.
Forza! urla lei. Prima che sentano il nostro odore! ovviamente
impaziente che la seguano dentro ed molto probabile che non intenda fargli
niente di male; da come agita la pistola, Philip non sarebbe sorpreso di
scoprire che non nemmeno carica. Li avverte: E non lasciate che qualcuno
di quegli azzannatori vi veda entrare qua dentro!.
Philip si ferma guardingo sul marciapiede prima di attraversare la strada.
Quanti siete? grida.
Dallaltra parte della strada, la donna bionda si lascia sfuggire un sospiro
esasperato.
Per lamor di Dio, vi offriamo cibo e riparo, muovetevi!
Quanti?
Ges, volete essere aiutati o no?
Philip rafforza la sua stretta sulla Ruger. Prima devi rispondere alla mia
domanda.
Un altro sospiro nervoso. Tre! Okay? Siamo in tre. Sei contento adesso?
Questa la tua ultima occasione perch se non venite tutti e subito, me ne
torno dentro e allora saranno cazzi vostri. Parla con laccento leggermente
strascicato di chi nato in Georgia, ma nella sua voce c anche qualcosa
della metropoli. Forse anche un accenno del Nord.
Philip e Nick si scambiano uno sguardo. Il coro lontano dei lamenti
rugginosi si avvicina, portato dal vento come una tempesta in arrivo. Brian si
bilancia nervoso il peso di Penny sulla schiena, poi, da sopra la spalla, getta

uno sguardo inquieto verso la fine dellisolato. Guarda Philip. Che altra scelta
abbiamo, Philip?
Sono daccordo con lui, Philly sussurra piano Nick, deglutendo per la
paura.
Philip guarda la giovane donna di l dalla strada. Quanti uomini, quante
donne?
Lei gli risponde gridando: Vuoi che compili un questionario? Io torno
dentro. Buona fortuna per tutto ne avrete bisogno!.
Aspetta!
Philip fa un cenno agli altri e poi li guida cauto al di l della strada.
Avete sigarette? chiede la ragazza, conducendoli nellingresso esterno
delledificio e sbarrando la porta dietro di s con un chiavistello improvvisato.
Ci stiamo fumando gli ultimi mozziconi.
La donna piuttosto malconcia: ha il mento graffiato, dei lividi su un lato del
volto e un occhio cos iniettato di sangue che sembra quasi abbia avuto una
lieve emorragia. A parte questo, Philip colpito per quanto bella: ha occhi
blu fiordaliso e il tipo di pelle baciata dal sole che ci si aspetterebbe di vedere
in una ragazza di campagna, una bellezza tranquilla e poco curata. Ma dalla
piega insolente della sua testa e dalle forme prosperose celate sotto gli abiti
pesanti, sembra quasi la personificazione della Madre Terra. E con la Madre
Terra non si scherza.
Spiacente, non fumiamo dice Philip, tenendo aperta la porta per Brian.
Sembra che vi abbiano conciato per le feste l fuori dice la donna,
guidandoli attraverso una stanza maleodorante e disordinata, su una parete
della quale sono allineate diciotto coppie di cassette della posta e citofoni.
Brian mette gi Penny con gentilezza. La bambina vacilla per un attimo,
cercando di orientarsi. Laria puzza di decomposizione e di zombie. Ledificio
non sembra sicuro.
La giovane donna si inginocchia accanto alla bambina. Ma che carina.
Penny non dice niente, si limita a guardare in basso.
La donna alza lo sguardo su Brian. tua?
mia dice Philip.
La donna sposta una ciocca di capelli arruffati dal viso di Penny. Io mi
chiamo April, tesoro, tu come ti chiami?
Penny.
La voce che esce dalla bambina suona tenue ed esasperata, come il
miagolio di un micino. La donna di nome April sorride e le batte un colpetto
sulla spalla, poi si alza e guarda gli uomini. Entriamo prima di attirarne altri.

Si avvia verso un citofono e preme il bottone. Pap, facci entrare.


Attraverso uno scoppio di scarica statica, una voce replica: Non cos in
fretta, ragazzina.
Philip le afferra il braccio. Avete energia l dentro? Avete lelettricit?
Lei scuote la testa. Purtroppo no il citofono ha una batteria. Preme il
bottone. Dai, pap.
Unaltra scarica crepitante. Come facciamo a sapere che possiamo fidarci di
quei bifolchi?
Click: Ci fai entrare o no?.
Scarica: Fatti dare tutte le armi.
La donna si lascia sfuggire un sospiro angosciato e si gira verso Philip, che
scuote la testa, con uno sguardo del tipo non ci pensare nemmeno.
Click: Hanno una bambina piccola, per lamor di Dio. Garantisco io per
loro.
Scarica: E Hitler dipingeva le rose non li conosciamo.
Click: Pap, apri questa dannata porta!.
Scarica: Hai visto cos successo a Druid Hills.
April sbatte la mano sul citofono. Qui non siamo a Druid Hills! Adesso facci
entrare, dannazione, prima che ci cresca il muschio sul culo!
Si ode un ronzio secco e metallico, seguito da un forte scatto: la serratura
automatica della porta di sicurezza interna si apre. April li conduce attraverso
lingresso e poi lungo un corridoio malmesso e dallodore stantio, su cui si
affacciano le porte di tre appartamenti su ogni lato. Allaltra estremit si vede
una porta metallica con la scritta SCALE, chiusa con due assi incrociate.
April bussa allultima porta sulla destra, appartamento 1C, e nel giro di
pochi istanti una versione di April pi pesante, pi anziana e pi volgare la
apre. Oh, mio Dio, che bambina adorabile dice la donna pi anziana
vedendo Penny, che tiene per mano Brian. Venite, ragazzi non sapete
quanto sia bello vedere finalmente delle persone capaci di tenersi la bava in
bocca.
La sorella di April, che si presenta come Tara, paffuta e un po grossolana.
Odora di fumo e shampoo, e indossa un camicione a stampe floreali per
nascondere i chili di troppo. Il petto erompe dal vestito come un impasto
lievitante e su un seno sfoggia un piccolo tatuaggio di Woody Woodpecker.
Ha gli stessi impressionanti occhi blu della sorella minore, ma i suoi sono
pesantemente truccati e sottolineati da un ombretto blu acciaio. Le lunghe
unghie finte sembrano in grado di aprire una scatoletta.
Philip entra nellappartamento per primo, con la Ruger ancora nella mano

lungo il fianco.
Gli altri lo seguono.
Sulle prime, nota appena il soggiorno in disordine, le sedie coperte di vestiti,
le valigie malconce contro il muro e la forma bizzarra delle custodie di
strumenti musicali appoggiate alla porta scorrevole sbarrata. Scorge a stento
il cucinotto sulla sinistra, le casse di provviste e il lavandino pieno di piatti
sporchi. La puzza del fumo di sigaretta, di tessuto stantio e di sudore
aleggiano nellaria, ma le sue narici li registrano a malapena.
In questo momento, tutta la sua attenzione concentrata sulla bocca di un
fucile calibro 12 puntata dritta su di lui da una sedia a dondolo dallaltra parte
della stanza.
Fermo dove sei dice luomo anziano col fucile. un vecchio consumato,
uno stagionato spilungone allampanato con la faccia da contadino
abbronzata come la statua di legno di un indiano che fa da insegna alle
tabaccherie, i capelli a spazzola grigi e gli occhi blu ghiaccio. Sotto il naso a
becco attaccato il tubo sottile di una bombola dossigeno, posata accanto a
lui come un cucciolo fedele. Riempie a malapena i jeans a sigaretta e la
camicia di flanella; le caviglie bianche e pelose sbucano dagli anfibi.
Philip solleva istintivamente la .22, creando allistante una situazione di
stallo messicano. La punta sul vecchio e dice: Signore, abbiamo gi
abbastanza problemi l fuori, non ne abbiamo bisogno anche qui.
Gli altri restano immobili.
April si intromette tra i due. Per lamor di Dio, pap, metti via quellaffare.
Il vecchio fa scansare la ragazza con la canna del fucile. Fa silenzio,
ragazzina.
April resta l con le mani sui fianchi e unespressione disgustata sul volto.
Dallaltra parte della stanza, Tara dice: Perch non ci diamo una calmata
tutti quanti?.
Da dove venite, gente? chiede il vecchio a Philip, col fucile ancora puntato
su di lui.
Waynesboro, Georgia.
Mai sentita nominare.
nella Contea di Burke.
Diavolo, quasi in Sud Carolina.
Sissignore.
Vi drogate? Speed, crack roba del genere?
No, signore. Cosa diavolo glielo fa credere?
Qualcosa nei tuoi occhi, sembrano quelli di un tossico che si fa di speed.

Io non mi drogo.
Come avete fatto a finire davanti a casa nostra?
Avevamo sentito che cera una specie di campo profughi qui da qualche
parte, ma la voce non sembra essere poi cos vera.
Puoi dirlo forte dice il vecchio.
April interviene. A quanto pare, abbiamo qualcosa in comune.
Philip tiene gli occhi fissi sul vecchio, ma ribatte alla ragazza: Cosa?.
la stessa ragione per cui anche noi siamo finiti in questo posto
dimenticato da Dio dice. Cercavamo quel dannato centro profughi di cui
parlavano tutti.
Philip fissa il fucile. I migliori piani4, immagino.
Fottutamente vero dice il vecchio, mentre il sibilo tenue dellossigeno filtra
dalla bombola. Credo che non vi rendiate conto di quello che avete fatto.
Parli.
Avete fatto incazzare tutti quegli azzannatori. Per il tramonto, quelle fottute
cose si saranno date appuntamento fuori dalla nostra porta.
Philip tira su col naso. Mi dispiace, ma non avevamo molta scelta.
Il vecchio sospira. Beh immagino che tu abbia ragione.
Sua figlia ci ha tolto dalla strada non avevamo cattive intenzioni. Diavolo,
non avevamo intenzioni di nessun tipo se non evitare di farci mordere.
Gi, beh capisco il vostro punto di vista.
Segue un lungo attimo di silenzio. Tutti aspettano. Le due armi da fuoco
cominciano ad abbassarsi.
Cosa contengono quelle custodie? chiede Philip alla fine, indicando con
un cenno la fila di custodie di strumenti in fondo al soggiorno. La pistola
ancora sollevata ma la tensione dello scontro scomparsa. Ci sono delle
mitragliatrici dentro?
Il vecchio si lascia sfuggire una risata severa. Appoggia il fucile di traverso
sul grembo, lasciando sollevati i cani dellarma: tutta la tensione defluita dal
suo volto scarno. La bombola dossigeno sibila. Amico, stai guardando quello
che resta della World Famous Chalmers Family Band, stelle del
palcoscenico, dello schermo e delle fiere di stato di tutto il Sud. Il vecchio
appoggia il fucile sul pavimento con un grugnito. Alza lo sguardo su Philip.
Mi scuso per la brusca accoglienza. Si mette in piedi a fatica, ergendosi in
tutta la sua altezza fino a sembrare un Abe Lincoln avvizzito.
Mi chiamo David Chalmers, mandolino, voce e padre di queste due
monellacce.
Philip si infila la pistola nella cintura dietro la schiena. Philip Blake. Questo

mio fratello, Brian. E quello che fa da tappezzeria laggi Nick Parsons


vi ringrazio di cuore per averci salvato il culo l fuori.
I due patriarchi si stringono la mano e la tensione esce dalla stanza con
limmediatezza di un interruttore che si spegne.
Salta fuori che cera un quarto membro della Chalmers Family Band, la
signora Chalmers, una piccola e corpulenta matrona di Chattanooga, che
cantava come alto soprano nei pezzi bluegrass e old-timey. Secondo April,
era stata una benedizione che la matriarca della famiglia fosse morta di
polmonite cinque anni prima.
Se fosse vissuta per vedere quella merda orribile che affliggeva la razza
umana, ne sarebbe stata schiacciata; lavrebbe vista come la fine dei tempi e
probabilmente sarebbe saltata dritta dal molo di Clarks Hill Lake.
E cos la Chalmers Family Band era diventata un trio, ma aveva continuato
ad andare in scena, suonando nel circuito dei luna park che giravano tra
Alabama, Georgia e Tennesse, con Tara al basso, April alla chitarra e David
al mandolino. Come padre single, il sessantaseienne David aveva il suo bel
da fare. Tara fumava hashish e April aveva il temperamento e la tenacia della
madre.
Quando era scoppiata lepidemia, si trovavano a un festival di bluegrass in
Tennessee e si erano diretti verso casa col camper della band. Erano arrivati
solo al confine della Georgia prima che il camper si rompesse. Da l, erano
stati abbastanza fortunati da trovare un treno della Amtrak ancora in servizio
tra Dalton e Atlanta. Sfortunatamente, il treno li aveva scaricati nella parte
meridionale della citt, alla King Memorial Station, ormai infestata di morti. In
qualche modo erano riusciti a farsi strada verso nord senza essere attaccati,
muovendosi di notte a bordo di macchine rubate, alla ricerca del mitico centro
profughi.
E questa la storia di come siamo finiti qui, nel nostro piccolo paradiso a
buon mercato dice piano April a Philip, pi tardi quella notte. seduta su un
lato di un divano sbrindellato, mentre Penny sonnecchia agitata accanto a lei
in un groviglio di coperte. Philip siede l vicino.
Sul tavolino da caff le candele sono accese. Nick e Brian dormono sul
pavimento dallaltra parte della stanza, mentre David e Tara russano, in
diverse tonalit, nelle rispettive camere.
Abbiamo troppa paura per andare di sopra aggiunge April con una traccia
di rimpianto nella voce. Anche se ci servirebbero tutte le provviste che forse
sono rimaste. Batterie, cibo in scatola, qualsiasi cosa. Ges, darei la tetta
sinistra per un po di carta igienica.

Non darla mai via solo per un po di carta igienica dice Philip con un
ghigno, seduto a piedi scalzi, in jeans e T-shirt sporca, dallaltra parte del
divano, con la pancia piena di riso e fagioli. Le provviste dei Chalmers
cominciano a scarseggiare, ma possono ancora contare sulla met di un
sacco da cinque chili di riso, che hanno sgraffignato dalla vetrina sfondata di
un negozio una settimana prima e abbastanza fagioli da preparare la cena
per tutti. April ha cucinato e il cibo non era male. Dopo cena, Tara ha rollato
qualche sigaretta con lultimo tabacco Red Man che le resta e alcuni grammi
di marijuana. Philip ha dato qualche tiro, anche se aveva giurato di smettere
col fumo anni prima di solito gli faceva sentire nella testa voci che non
voleva sentire. Adesso, nella strana luce del tramonto, il suo cervello si sente
confuso e intontito.
April riesce a mettere insieme un sorriso triste. Gi, beh cos vicino
eppure cos lontano.
Che intendi dire? Philip la guarda, poi alza lo sguardo lento al soffitto.
Oh capito. Ricorda di averlo notato poco prima. Adesso si sono calmati,
ma i rumori strascicati e penetranti, che provengono dai piani pi alti, hanno
continuato a percorrere il soffitto per tutta la sera, muovendosi con la
presenza insidiosa e invisibile delle termiti. Philip se n quasi dimenticato,
ormai insensibile com alla prospettiva di trovarsi tanto vicino ai non morti. E
gli altri appartamenti del pianterreno? chiede.
Li abbiamo ripuliti; abbiamo preso tutto quello che cera di utilizzabile.
Cos successo a Druid Hills? le chiede, dopo un attimo di silenzio.
April sospira. La gente ci aveva detto che cera un centro profughi laggi.
Non cera.
Philip la guarda. E?
April scrolla le spalle. Siamo andati l e abbiamo trovato un sacco di gente
che si nascondeva dietro i cancelli di quella grande discarica. Gente come
noi. Spaventati, confusi. Abbiamo cercato di convincere qualcuno di loro a
venire via con noi. La forza nel numero, tutte quelle stronzate da fanatici.
E quindi? Cos successo?
Immagino che fossero troppo spaventati per andarsene e troppo spaventati
per restare.
April abbassa lo sguardo e la sua faccia riflette la luce delle candele. Tara,
pap e io abbiamo trovato una macchina che funzionava, abbiamo preso un
po di provviste e ce ne siamo andati. Ma, mentre ce ne andavamo, abbiamo
sentito arrivare le motociclette.
Motociclette?

Lei annuisce. Si strofina gli occhi. Abbiamo fatto quattrocento metri di


strada, forse anche meno, abbiamo svoltato dietro una collina e di colpo
abbiamo sentito, lontane dietro di noi, delle grida. Ci siamo guardati indietro
oltre la valle, dove si trovava quella vecchia discarica lercia ed stato come
non saprei. Come in quel cazzo di Mad Max o qualcosa del genere.
Cosa?
Una gang di motociclisti stava facendo a pezzi il posto, catturava la gente,
famiglie intere, Dio solo sa cosaltro. stato bruttissimo. Ma la cosa strana
che non stavamo male allidea di essere scampati per un pelo. Non era per le
pallottole che avevamo scansato. Credo fosse il senso di colpa. Volevamo
tornare indietro e aiutarli, fare i bravi cittadini modello e tutto il resto, ma non
labbiamo fatto. Lo guarda. Perch non siamo bravi cittadini modello; non
esistono pi i cittadini modello.
Philip guarda Penny. Adesso capisco perch tuo padre non era entusiasta
allidea di farci entrare.
Da quella volta alla discarica, diventato paranoico riguardo agli altri
sopravvissuti, forse anche di pi che riguardo agli azzannatori.
Azzannatori te lho sentito dire anche prima. A chi venuto in mente quel
nome?
il nome che gli ha dato mio padre; direi che calzante.
Mi piace. Philip le sorride di nuovo. E mi piace tuo padre. Si prende cura
dei suoi e non lo biasimo per non essersi fidato di noi. Mi sembra un osso
duro e lo rispetto. Ce ne servirebbero di pi di tipi come lui.
Lei sospira. Non duro come una volta, lascia che te lo dica.
Cosha? Cancro ai polmoni?
Enfisema.
Male dice Philip, poi vede qualcosa che lo raggela.
April Chalmers ha appoggiato la mano sulla spalla di Penny che dorme e la
accarezza sovrappensiero. un gesto tenero e inatteso, naturale, e colpisce
Philip nel profondo risvegliando qualcosa che rimasto assopito per troppo
tempo dentro di lui. Allinizio una sensazione che non riesce a comprendere
e la sua confusione devessere evidente sul suo volto perch April lo fissa.
Stai bene?
S, sto sto bene. Si tocca il cerotto sulla tempia, dove ha sbattuto
durante la collisione di quel giorno. I Chalmers hanno tirato fuori il loro kit di
pronto soccorso e hanno medicato tutti prima di cena. Sai cosa ti dico dice
Philip. Tu dormi e, domattina, i ragazzi e io andremo a ripulire un po di
sopra.

Per un momento, lei lo guarda come se si chiedesse se fidarsi o no di lui.


Il mattino dopo, finita la colazione, Philip mantiene la sua parola. Arruola
Nick e afferra caricatori extra per la Ruger e una scatola di cartucce per i
Marlin. Si infila le accette nella cintura una per fianco e consegna un piccolo
piccone a Nick per gli incontri ravvicinati.
Si ferma sulla porta e si china per stringere i lacci degli stivali da lavoro,
ormai cos sporchi di fango e sangue da sembrare ricamati di fili neri e viola.
Fate attenzione l fuori dice il vecchio David Chalmers, in piedi sulla porta
del cucinotto. Nella luce del mattino sembra grigio e slavato, mentre si tiene
appoggiato al carrello metallico che contiene la bombola dossigeno. Il tubo
sotto il naso sibila leggermente a ogni respiro. Non sapete quello che
troverete.
Come sempre dice Philip, infilandosi la camicia dentro i jeans e
assicurandosi che le accette siano sistemate in modo da poter essere estratte
con velocit. Nick lo controlla, mentre aspetta col fucile a pallettoni in spalla.
C unespressione tirata sulla sua faccia, un misto di tetra determinazione ed
eccitazione.
La maggior parte saranno al secondo piano aggiunge il vecchio.
Lo ripuliremo.
Guardatevi le spalle.
Certo dice Philip, alzandosi e controllando di nuovo le accette.
Arrivo.
Philip si volta e vede Brian con indosso una T-shirt pulita col logo dei REM,
lorgoglio di Athens, e unespressione cupa e risoluta sul viso. Tiene tra le
braccia un fucile quasi si trattasse di un essere vivente.
Sei sicuro?
Diavolo, s.
E Penny?
Le ragazze baderanno a lei.
Non lo so.
Dai dice Brian. Vi serviranno un paio di occhi extra lass. Ci penso io.
Philip riflette. Guarda laltro lato del soggiorno dove sua figlia sta seduta alla
maniera degli indiani sul pavimento, in mezzo alle due ragazze Chalmers.
Giocano a Uno con un mazzo di carte malconcio e, di tanto in tanto, le donne
riescono a farla sorridere mentre cala una carta. passato molto tempo
dallultima volta che la bambina ha sorriso. Philip si gira verso suo fratello e
gli fa un sorrisetto. lo spirito giusto.
Salgono le scale in fondo al corridoio del primo piano: gli ascensori allaltro

capo del corridoio sono morti come gli zombie; ma prima devono tirare via le
assi di legno dalla porta. Il rumore dei colpi dascia e lo stridio dei chiodi che
vengono fuori sembrano stimolare dei movimenti sopra di loro, nelle stanze
buie dietro le porte degli appartamenti. A un certo punto, a causa dello
sforzo, Philip si lascia sfuggire del gas, un ricordo della cena a base di fagioli
cucinata da April la sera prima.
Quella scoreggia ammazzer pi zombie delle cartucce calibro ventidue
commenta Nick.
Ha-ha-ha ride Philip e strappa via lultima tavola che sbarrava la porta.
Mentre salgono la rampa di scale buia, Philip dice: Ricordatevelo, tutti e
d u e siate veloci. Sono dei viscidi figli di puttana, ma sono lenti come
lumache del cazzo e pi stupidi di Nick.
Ha-ha, chi lo dice lo ribatte Nick, infilando con fare esperto un paio di
cartucce calibro 20 nel fucile a pallettoni.
Arrivano sul pianerottolo e trovano la porta tagliafuoco che d sul secondo
piano saldamente chiusa. Si fermano. Brian trema.
Calmati, campione gli dice Philip, notando che la canna del fucile oscilla
un po. Philip allontana con gentilezza la canna dal punto dove si trovano le
sue costole. E cerca di non ficcare accidentalmente una palla in corpo a uno
di noi.
Ho tutto sotto controllo ribatte Brian con voce tesa e tremante, rivelando
che ovviamente non ha un bel niente sotto controllo.
Allora andiamo dice Philip. E ricordate, colpiteli con forza e alla svelta.
Sferra un unico, poderoso calcio col tacco dello stivale e la porta si
spalanca.

UNDICI
Per un millesimo di secondo, restano fermi, coi cuori che battono come
martelli pneumatici. A parte alcune carte di caramelle qua e l, bottiglie vuote
di bibite gassate e una gran quantit di polvere, il corridoio del secondo
piano, identico a quello del piano terra, vuoto. La fioca luce del giorno fa
capolino dalle finestre lontane e ricama merletti con i granelli di polvere che
svolazzano davanti alle porte chiuse: 2A, 2C e 2E da un lato, 2B, 2D e 2F
dallaltro.
Nick sussurra: Sono tutti chiusi dentro casa.
Philip annuisce. Sar come sparare a dei pesci in un fottuto barile.
Forza, facciamolo dice Brian, che non suona affatto convincente. Diamoci
da fare.
Philip guarda lui e poi Nick. Ecco a voi John Rambo.
Si avviano verso la prima porta sulla destra, la 2F sollevando le canne dei
fucili. Philip tira indietro il cane della Ruger.
Poi spalanca la porta con un calcio.
Una gigantesca bolla di tanfo li colpisce dritti in faccia. la prima cosa che
registrano: un repellente fetore di degradazione umana, urina, feci e puzza di
zombie, insieme agli odori pi acidi del cibo rancido, dei bagni guasti e dei
vestiti ammuffiti. insopportabile e li travolge facendoli letteralmente
indietreggiare di mezzo passo.
Ges Cristo dice Nick in unesclamazione soffocata, distogliendo
involontariamente la faccia, quasi che la puzza fosse un vento che soffia
verso di lui.
Pensi ancora che la mia scoreggia puzzi? dice Philip, avanzando cauto
nellombra fetida dellappartamento. Solleva la .22.
Nick e Brian lo seguono coi fucili spianati e gli occhi spalancati e luccicanti
per la tensione.
Un attimo dopo, ne trovano quattro che riposano sul pavimento di un
soggiorno messo a soqquadro: ognuno riverso in un angolo, con lo sguardo
catatonico e le mascelle spalancate; ringhiano languidi alla vista degli intrusi,
ma sono troppo stupidi o dementi per muoversi, come se fossero ormai
stanchi del loro diabolico destino e avessero dimenticato luso dei mobili.
difficile stabilirlo nella debole luce della stanza, specie con la carne straziata,
gonfia e illividita delle loro facce, ma si direbbero una famiglia: madre, padre e
due figli grandi. Le pareti mostrano strani segni di graffi, come a formare un

gigantesco quadro astratto, prova evidente che quelle cose tentavano di


obbedire a un vago istinto che le spingeva a scavarsi una via duscita.
Philip si avvicina al primo: gli occhi da squalo della cosa scintillano alla vista
della Ruger puntata. Lo sparo manda il cervello dello zombie contro il
Jackson Pollock fatto di graffi sul muro dietro di lui. La cosa si accascia sul
pavimento. Intanto, dallaltra parte della stanza, Nick pone fine alle sofferenze
di un altro e il boato del Marlin risuona come lo scoppio di un gigantesco
sacchetto di carta gonfio daria. Il tessuto cerebrale macchia le pareti. Philip
abbatte il terzo che si alza lento e Nick si muove verso il quarto BANG! Il
suono dei fluidi che schizzano sulle varie superfici viene soffocato dal
rimbombo nelle loro orecchie.
Brian fermo dieci passi dietro di loro, col fucile pronto, mentre il suo spirito
annega sotto unondata di repulsione e nausea.
Questo questo non comincia a dire, ma il balenio di un movimento
alla sua sinistra interrompe le sue parole.
Lo zombie errante viene verso Brian dai recessi di un corridoio laterale,
sbucando dalle ombre come un clown mostruoso, con uno spaventoso
parrucchino nero e occhi come caramelle. Prima che Brian abbia anche solo
la possibilit di capire se si tratti di una figlia o di una fidanzata, vestita di un
abito strappato e con una tetta di fuori come una bandiera di carne masticata,
la cosa balza su di lui con la forza di un difensore impegnato in un
placcaggio.
Brian cade allindietro sul pavimento, e tutto accade cos in fretta che Philip
e Nick non hanno il tempo di intervenire. Sono troppo lontani.
Il cadavere atterra sopra Brian e ringhia coi denti neri e viscidi; in quel
terribile istante, prima che Brian ricordi di avere ancora in mano il fucile, lo
zombie spalanca le fauci tanto che la sua testa sembra sul punto di aprirsi in
due.
Brian coglie lorribile vista dei recessi della gola del mostro, un pozzo nero
senza fondo che conduce dritto allinferno; poi, distinto, alza il fucile. Quasi
per caso, la canna si infila nella bocca aperta dello zombie e Brian scoppia in
un grido confuso mentre preme il grilletto sparando un unico colpo.
La nuca della cosa esplode, schizzando in aria sangue misto a tessuto
cerebrale. Lo spruzzo sporca il soffitto di sangue arterioso viola scuro e Brian
rimane attonito per un attimo, con la schiena ancora inchiodata al pavimento.
La testa del cadavere ancora infilzata alla canna del fucile. Sbatte le
palpebre. Gli occhi argentei della fidanzata o figlia, o chiunque fosse, sono
immobili e fissi su Brian.

Lui tossisce e si gira, mentre la testa della ragazza scivola lenta di lato gi
per la lunghezza della canna, come lo spiedo di un gigantesco kebab, con gli
occhi morti ancora fissi su Brian. Qualcosa di viscido gli cola sulle mani dalla
faccia di lei.
Chiude gli occhi. Non riesce a muoversi. Con la mano destra incollata al
grilletto e la sinistra salda sul calcio, fa una smorfia dorrore.
Una risata fredda lo scuote da quello stato di trance. Guarda un po chi ha
segnato il suo primo touchdown dice Philip Blake, ergendosi sopra suo
fratello in una nuvola di fumo di cordite, con un sorriso malinconico che va da
un orecchio allaltro.
Nick a trovare luscita sul tetto e a Philip viene lidea di depositarci tutte le
carcasse putrescenti perch non contaminino ulteriormente il posto (o
rendano la caccia al tesoro nei piani superiori ancora pi sgradevole di quanto
gi non sia).
Impiegano poco pi di unora a trascinare tutti i resti inumani su per le scale
del terzo piano e poi lungo una stretta scalinata verso la porta antincendio.
Devono distruggere la serratura e lavorare come in una specie di catena di
secchi improvvisata, trascinando i maleodoranti ammassi di carne per i
corridoi e su per due rampe di scale fino al tetto, lasciando viscide tracce di
sangue sulla moquette rosa.
Riescono a trascinarli tutti fino allultimo: lungo il passaggio fino al tetto, ne
hanno eliminati quattordici, utilizzando due caricatori interi di cartucce calibro
.22, oltre a una scatola di proiettili.
Guardate che vista si meraviglia Nick intento a sistemare lultima carcassa
sul camminamento di carta catramata lungo il lato est del tetto, col vento che
gli sferza i pantaloni e gli scompiglia i capelli. I cadaveri giacciono in fila come
legna da ardere accatastata per linverno. Brian fermo sul lato opposto della
fila, lo sguardo basso sulle cose morte con unespressione strana e
implacabile sul volto.
Davvero stupenda dice Philip, camminando fino allorlo del tetto.
Da quellaltezza, possibile scorgere in lontananza i palazzi del quartiere
esclusivo di Buckhead, Peachtree Plaza, e le cattedrali di vetro dei grattacieli
a ovest: le guglie immobili della citt che si ergono, stoiche e impassibili nella
luce del giorno, incontaminate dallapocalisse. In basso, Philip vede i morti
muoversi in disordine dentro e fuori le ombre, come soldatini giocattolo che
hanno preso vita.
Bel posto per andare a fare un giro dice Philip, voltandosi e controllando il
resto del tetto. Intorno a un gigantesco conglomerato di antenne, comignoli e

motori per condizionatori daria, ormai freddi e inattivi, c un piazzale coperto


di ghiaino che offre abbastanza spazio per giocare a touch football5. Un
ammasso di mobili da giardino dimenticati sta appoggiato contro un tubo
dellaria condizionata. Prendetevi una sedia e riposatevi un po. Trascinano
alcune chaise-longue sbrindellate verso il bordo del tetto.
Potrei abituarmi a questo posto dice Nick, sistemandosi su una sdraio
rivolta verso i palazzi.
Philip si siede accanto a lui. Vuoi dire questo piano o tutto il posto in
generale?
Tutto quanto.
Sono daccordo.
Come riuscite a farlo? dice Brian, in piedi dietro di loro, ancora sulle spine
e nervoso. Rifiuta di mettersi a sedere, rifiuta di rilassarsi. ancora teso per
lincontro con la testa impalata.
Fare cosa? dice Philip.
Non saprei, per esempio uccidere quelle cose in quel modo e dopo un
minuto essere gi
Brian si blocca, incapace mettere in parole il suo pensiero e Philip si gira a
guardarlo. Vede che le sue mani tremano. Siediti, Bri, ti sei comportato bene
l dentro.
Brian tira a s una sedia, si siede e comincia a torcersi le mani,
rimuginando. Voglio solo dire che
Di nuovo, non riesce ad articolare quello che vuole dire e balbetta.
Quello non uccidere, campione dice Philip. Quando te ne renderai
conto, starai meglio.
E allora cos?
Philip scrolla le spalle. Nicky, tu come lo definiresti?
Nick guarda verso i palazzi. Il lavoro di Dio?
Philip scoppia in una risata fragorosa e dice: Ho avuto unidea.
Si alza e si avvia verso il cadavere pi vicino, uno dei pi piccoli.
Guardate questo dice trascinandolo fino al bordo del tetto.
Gli altri due lo raggiungono sul cornicione. Il vento rancido agita i loro
capelli mentre guardano verso la strada, che si trova dieci metri pi sotto.
Philip spinge il cadavere con la punta dello stivale fino a farlo scivolare oltre
il bordo.
Il corpo sembra cadere al rallentatore, le sue appendici senza vita
penzolano come ali spezzate. Colpisce il parcheggio di cemento sottostante,
davanti alla facciata del condominio, e va in pezzi col rumore, il colore e la

consistenza di un cocomero troppo maturo che scoppia in una esplosione di


tessuto rosa.
Nella camera da letto padronale dellappartamento al primo piano, David
Chalmers se ne sta seduto in canottiera e boxer, ad aspirare da un inalatore,
per far entrare nei suoi polmoni abbastanza Atrovent da placare gli ansimi,
quando sente il trambusto fuori dalla porta a vetri scorrevole sbarrata che d
sul retro dellappartamento.
Il rumore gli fa rizzare i peli sul collo: si affretta a rimettersi i vestiti, tubo per
respirare incluso, che si sistema a met, con un lato che penzola sotto la
narice pelosa.
Attraversa furibondo la stanza sulle ginocchia scricchiolanti, strattonando la
bombola dellossigeno come un bambino capriccioso trascinato da una tata
impaziente.
Percorre il soggiorno e, con la coda dellocchio, intravede tre figure immobili,
rapite e terrorizzate sulla soglia della cucina. April, Tara e la bambina
cucinavano dei biscotti con le ultime riserve di zucchero e farina; adesso le tre
femmine se ne stanno l, a bocca aperta, a guardare in direzione del rumore.
David arranca verso le porte scorrevoli di vetro rinforzato sbarrate.
Attraverso un piccolo buco tra le tavole di compensato, in mezzo ai rami
degli alberi scheletrici, riesce a malapena a scorgere laltra estremit del
cortile e, oltre quella, una sezione della strada che corre parallela alla facciata
delledificio.
Un altro corpo piove a terra come se fosse stato gettato gi da Dio in
persona: colpisce il manto stradale con un suono sordo e umido, simile a
quello di un gigantesco palloncino dacqua che scoppia. Ma non quello il
rumore che David Chalmers sente adesso. Non quello il rumore che penetra
a ondate nellappartamento come una potente, lontana, sinfonia disarmonica.
Ges santo mormora in un rantolo, girando su se stesso cos in fretta che
quasi rovescia la bombola dal suo carrello.
Trascina larmamentario verso la porta.
Sul tetto, Philip e Nick fanno una pausa dopo aver spinto il quinto corpo gi
dal cornicione.
Ansimando per lo sforzo e per una specie di lieve vertigine, Philip
commenta: Esplodono davvero bene, eh?.
Nick cerca senza successo di non ridere. Ci sono almeno una decina di
ragioni per cui quello che stiamo facendo sbagliato, ma devo ammettere
che divertente.
Hai proprio ragione.

Qual il punto, ragazzi? insiste Brian, ancora in piedi dietro di loro.


Il punto che non c nessun punto dice Philip senza guardarlo.
Cos, un proverbio Zen?
quello che .
Okay, mi sono perso. Voglio dire, non capisco a cosa serva gettarli dal
tetto.
Philip si gira per guardarlo. Rilassati, campione. Hai conquistato il tuo
primo trofeo, oggi. Non stato piacevole, ma hai fatto il tuo dovere. Ci stiamo
solo sfogando un po.
In lontananza, Nick vede qualcosa che fino a quel momento non aveva
notato. Ehi, guardate
Voglio solo dire lo interrompe Brian. In tutta questa merda, dobbiamo
riuscire a non perdere il controllo. Tiene le mani in tasca e armeggia nervoso
con gli spiccioli e il coltello a serramanico che sono allinterno. April e la sua
famiglia sono brava gente, Philip, dobbiamo comportarci bene.
S, mamma dice Philip con un sorriso freddo.
Ehi, ragazzi, date unocchiata a quel palazzo laggi nellangolo.
Nick indica un tozzo e brutto edificio di mattoni allangolo nord-est
dellincrocio pi vicino. Le lettere sbiadite e annerite lungo i bordi dai fumi
della citt, dipinte sopra le finestre del primo piano, recitano Dillards Home
Furnishings.
Philip lo vede. E allora?
Guarda langolo davanti al palazzo: c una di quelle cose pedonali.
Una cosa?
Un passaggio pedonale o un passaggio coperto: non so di preciso come si
chiama. Lo vedi?
In effetti, Philip vede un ponte di vetro fuligginoso che attraversa la strada
adiacente e collega il palazzo di uffici in diagonale rispetto a loro al secondo
piano di Dillards. Il cavalcavia di vetro vuoto e sigillato a entrambe le
estremit. A cosa pensi, Nicky?
Non lo so. Nick fissa il cavalcavia, rimuginando. Potrebbe
Signori! Il tuono rauco della voce del vecchio lo interrompe.
Brian si volta e vede David Chalmers caracollare verso di loro dalla porta
che d sulle scale. Gli occhi del vecchio bruciano di un senso durgenza
mentre arranca verso di loro trascinandosi dietro la bombola dossigeno con
fare esperto. Brian fa un passo verso di lui. Signor Chalmers, venuto fin
quass da solo?
Il vecchio si avvicina respirando a fatica e in un rantolo dice: Sar anche

vecchio e malato, ma non sono impotente e chiamami David. Ho visto che


avete ripulito per bene tutti i piani e per questo vi ringrazio, vi ringrazio di
cuore.
Philip e Nick si girano per guardarlo. C qualche problema? chiede Philip.
Diavolo, s, certo che c un problema risponde il vecchio, con gli occhi
scintillanti di rabbia. Che diavolo fate quass: perch buttate i corpi dal tetto
a quel modo? Vi date la zappa sui piedi da soli!
Che intende dire?
Il vecchio grugnisce. Siete tutti sordi o cosa? Non lo sentite?
Sentire cosa?
Il vecchio si trascina verso il cornicione. Provate a indovinare.
Punta un dito nodoso in direzione di due palazzi in lontananza. Vedete
cosa avete fatto?
Philip guarda a nord e di colpo si rende conto che da almeno quindici
minuti che sente quel rumore infernale di mille e uno lamenti. Legioni di
zombie migrano verso il loro condominio, molto probabilmente attirati dal
rumore e dallo spettacolo dei corpi che colpiscono la strada.
Al momento sono a forse dieci o dodici isolati di distanza e si muovono col
movimento strisciante e ondulatorio dei grumi di sangue nelle arterie. Per un
attimo, Philip non riesce a distogliere lo sguardo da quella orripilante
migrazione.
Vengono da tutte le direzioni. Si infilano tra le ombre, sgocciolano fuori dai
vicoli, intasano le vie principali, si incontrano e si moltiplicano agli incroci
come una grande ameba che cresce di taglia e di potenza, inesorabilmente
attratti dal catalizzatore degli umani in mezzo a loro. Alla fine, Philip distoglie
lo sguardo e d una pacca sulla spalla al vecchio. Colpa nostra, David
colpa nostra.
Quella notte, cercano di cenare e fingere che si tratti di una normale cena
tra amici, ma i rumori persistenti che giungono dallesterno delledificio
continuano a uccidere la conversazione. I suoni sono un costante promemoria
del loro esilio, della minaccia mortale che si trova fuori dalla porta, del loro
isolamento. Si raccontano la storia delle loro vite e cercano di fare del loro
meglio, ma i rumori minacciosi sfibrano i nervi di tutti.
Considerando che ci sono altri diciassette appartamenti nel palazzo, quel
giorno si aspettavano di trovare una buona quantit di provviste. Ma hanno
trovato solo alcuni cibi secchi nelle dispense, un po di cereali, della pasta,
una mezza dozzina di scatole di zuppa, qualche pacchetto di cracker stantii e
alcune bottiglie di vino a buon mercato.

Il condominio era stato abbandonato ormai da settimane, restando senza


elettricit e infestato dai morti: tutto il cibo era marcito. I vermi si erano
introdotti nella maggior parte dei frigoriferi e anche la biancheria, i vestiti e i
mobili si erano ammuffiti e impregnati del fetore degli zombie. Forse la gente
aveva portato con s lessenziale quando era fuggita. Forse aveva preso tutta
lacqua in bottiglia, le batterie, le torce elettriche, i fiammiferi e le armi.
Avevano per lasciato perdere gli armadietti dei medicinali e Tara era
riuscita a riempire una scatola di scarpe di pillole: tranquillanti come Xanax e
Valium, stimolanti come Adderall e Ritalin, farmaci per la pressione, pillole
contro lobesit, betabloccanti, antidepressivi e pillole per il colesterolo. Aveva
trovato anche un paio di bottiglie di broncodilatatori, che sarebbero stati molto
utili al vecchio. Philip divertito dal comportamento di Tara che, con levidente
pretesto di preoccuparsi per la salute degli altri, in realt interessata a
trovare qualsiasi cosa possa fornirle un piacevole sballo. E chi diavolo pu
biasimarla? In quella situazione il sollievo donato dai farmaci una fuga
buona come unaltra.
La verit che, in quella seconda notte, nonostante il baccano costante dei
non morti fuori dalle finestre, la famiglia Chalmers ha cominciato a piacere
sempre di pi a Philip. Gli piacciono. Gli piace il loro stile country-bohmien,
gli piace il loro coraggio e semplicemente gli piace stare con altri
sopravvissuti. Anche Nick sembra aver trovato nuove energie dallunione delle
due famiglie e Penny ha addirittura ripreso a parlare con gli occhi limpidi per
la prima volta da settimane. Philip convinto che la presenza di altre femmine
sia proprio quel che ci vuole per sua figlia.
Persino Brian, ormai del tutto guarito dal suo raffreddore, sembra pi forte e
sicuro di s. Ha ancora molta strada da fare, ma appare galvanizzato dalla
prospettiva di vivere in un qualche tipo di comunit, per quanto piccola e
malconcia sia.
Il giorno dopo, cominciano a stabilire una routine. Dal tetto Philip e Nick
controllano il numero di zombie nelle strade, mentre Brian verifica i punti
deboli del primo piano, le finestre, le uscite di sicurezza, il cortile e lingresso
principale. Penny comincia a conoscere le sorelle Chalmers; David per lo pi
pensa ai fatti suoi. Il vecchio combatte contro la malattia ai polmoni meglio
che pu. Pisola, usa linalatore e parla il pi possibile coi nuovi arrivati.
Nel pomeriggio, Nick lavora su una passerella di fortuna che progetta di
gettare tra il tetto del condominio e quello delledificio vicino. Si convinto di
poter arrivare al cavalcavia allangolo senza mettere piede al suolo. Philip
pensa che sia una follia, ma gli dice di andare avanti e di sprecare cos il suo

tempo se vuole farlo.


Nick crede che quel tentativo rappresenti la loro unica possibilit di
sopravvivere, specie da quando li ha assaliti la preoccupazione tacita, ma
evidente sulla faccia di tutti quelli che entrano in cucina, che presto finiranno
le provviste. Nel condominio non c pi acqua corrente e portare secchi pieni
di escrementi umani dal bagno alla finestra affacciata sul cortile (che usano
come discarica) lultimo dei loro problemi. Hanno una scorta dacqua limitata
e questo li affligge davvero.
Quella notte, dopo cena, poco dopo le otto, quando una pausa
imbarazzante nella conversazione rammenta a tutti i rumori che provengono
incessanti dalle tenebre di fuori, Philip ha unidea.
Perch non ci suonate qualcosa dice. Coprite il rumore di quei bastardi.
Ehi dice Brian, con gli occhi che gli si illuminano. unidea fantastica.
Siamo un po arrugginiti dice il vecchio dalla sua sedia a dondolo. Sembra
stanco e tirato: la malattia sta esigendo il suo tributo. Se devo essere sincero,
non abbiamo pi suonato una nota da quando tutto questo cominciato.
Coniglio osserva dal divano Tara, intenta ad arrotolarsi una sigaretta fatta
di granelli di tabacco, semi e gambi sul fondo della sua piccola scatola di
cerotti. Gli altri si siedono in cerchio nel soggiorno, rinvigoriti dalla prospettiva
di ascoltare la World Famous Chalmers Family Band.
Dai, pap interviene April. Possiamo suonare The old rugged cross.
Naa, non hanno voglia di sentire quei vaneggiamenti religiosi, non in
momenti come questi.
Tara muove gi la sua corpulenta figura attraverso la stanza in direzione
della gigantesca custodia del suo contrabbasso, con la sigaretta improvvisata
che le pende dalle labbra. Scegli tu, pap, io ti vengo dietro col basso.
Bah, che male pu fare? cede David Chalmers, mentre solleva il corpo
scricchiolante dalla sedia a dondolo.
I Chalmers estraggono gli strumenti dalle custodie e li accordano. Quando
sono pronti, si posizionano in una formazione serrata, sincronizzati come un
drappello dei marines in parata, con April davanti, alla chitarra e David e Tara
di lato e un po arretrati, rispettivamente al mandolino e al contrabbasso.
Philip pu solo immaginarseli sul palco del Grand Ole Opry, e vede Brian,
dallaltra parte della stanza, del tutto assorbito. Una cosa sola si pu dire di
Brian Blake: conosce la musica. Philip si sempre meravigliato della sua
profonda conoscenza di quellargomento e adesso, di fronte a quel dono
inatteso, Philip immagina che Brian sia al settimo cielo.
Cominciano a suonare.

Philip resta immobile.


Ha la sensazione che il suo cuore sia stato improvvisamente riempito di elio.
Non solo linattesa e cruda bellezza della loro musica: il primo pezzo
una piacevole, vecchia danza vivace irlandese, con una triste, martellante
linea di bassi e un vivace motivo di chitarra, che ricorda un vecchio organetto.
Non nemmeno il fatto che la piccola, dolce Penny, seduta sul pavimento
con gli occhi sognanti, sembri di colpo trasportata dalla melodia. E neppure il
fatto che una canzone semplice e delicata contro tutte quelle brutture spezza
il cuore di Philip. quando April comincia a cantare che lanima di Philip si
riempie di una dolcezza irrequieta.
C unombra sulla mia parete, ma non mi spaventa affatto
Sono felice per tutta la notte nei miei sogni
Limpida e pungente come una campana di vetro, con una tonalit perfetta,
la spettacolare voce da contralto di April risuona vellutata nella stanza.
Accarezza le note con un accenno di chiesa e insieme una lieve ma profonda
impertinenza che ricorda a Philip la cantante di un coro in una cappella di
campagna.
Nei miei sogni, nei miei sogni
Sono felice per tutta la notte nei miei sogni
Sono al sicuro qui nel mio letto, nella mia testa ci sono pensieri felici
E sono felice per tutta la notte nei miei sogni
Quella voce risveglia in Philip un desiderio doloroso, qualcosa che non
aveva pi provato da quando era morta Sarah. Allimprovviso sembra dotato di
una vista a raggi X. Scopre in April Chalmers, intenta a strimpellare le sei
corde e gorgheggiare allegramente, alcuni particolari che non aveva ancora
notato. Vede una catenella che le gira sottile intorno alla caviglia, una piccola
rosa tatuata nellincavo del braccio e le pallide mezze lune dei seni, bianchi
come madreperla, tra i bottoni allacciati della camicetta.
La canzone giunge al termine e tutti applaudono, Philip con pi vigore degli
altri.
Il giorno seguente, dopo una misera colazione a base di cereali stantii e
latte in polvere, Philip nota April, di spalle davanti alla porta dingresso, che si
infila gli scarponi da trekking e avvolge le maniche della sua felpa con del
nastro isolante.
Pensavo che una seconda tazza ti avrebbe fatto piacere le dice Philip con
innocenza, avvicinandosi a lei con una tazza di caff in ciascuna mano.
istantaneo ma non fa del tutto schifo. Si accorge che April si sta avvolgendo
le caviglie con del nastro isolante. Che diavolo fai?

Lei guarda il caff. Hai usato quello che restava in quella brocca?
Credo di s.
Ci rimangono solo cinque litri per tutti e sette fino allanno del mai.
Mi dici cosa ti passa per la testa?
Non farne un affare di stato. Tira su la zip della felpa e stringe lelastico
sulla coda di cavallo, infilandola nel cappuccio. un po che ci penso e
voglio farlo da sola.
Pensi a cosa?
La donna allunga una mano dentro il guardaroba ed estrae una mazza da
baseball di metallo. Labbiamo trovata in un appartamento; sapevo che un
giorno mi sarebbe servita.
Coshai intenzione di fare, April?
Hai presente quella scala antincendio sul lato sud del condominio?
Non andrai l fuori da sola.
Potrei scivolare fuori dal 3F, scendere le scale e attirare gli azzannatori
fuori dal palazzo.
No no.
Attirarli abbastanza a lungo per andare a prendere le provviste e poi
tornare dentro.
Philip vede i suoi stivali da lavoro lerci accanto alla porta, dove li ha lasciati
la sera prima. Ti spiace passarmi quegli stivali? dice. Se proprio hai deciso
di farlo, col cazzo che te lo lascio fare da sola.

DODICI
Ancora una volta, mentre Philip si sporge dalla finestra a sud
dellappartamento 3F, la prima cosa che lo colpisce forte dritto in faccia,
lodore: un gumbo6 ramato di escrementi umani cotti lentamente nel grasso di
maiale, un odore orribile da farlo quasi indietreggiare. Sinfila nellapertura e
gli occhi cominciano a lacrimargli. Non si abituer mai a quella puzza.
Esce su un pianerottolo traballante di ferro arrugginito. La piattaforma,
collegata a una scala che serpeggia gi per tre piani fino a una strada
laterale, vacilla sotto il suo peso. Il suo stomaco sobbalza per limprovviso
cambio di gravit e Philip si aggrappa alle sbarre.
Il tempo si fatto uggioso e umido, il cielo ha il colore dellasfalto e il vento
ulula da nord-est infilandosi tra i lontani canyon di cemento. Per fortuna, in
basso ci sono solo pochi azzannatori erranti nella stretta strada laterale che
costeggia il lato sud del condominio. Philip d unocchiata allorologio.
Tra meno di un minuto e quarantacinque secondi, April rischier la vita sul
davanti delledificio e quellurgenza lo spinge a mettersi in movimento.
Scende rapido la prima rampa e la scala pericolante geme sotto il suo peso,
tremando a ogni passo.
Mentre scende, sente gli occhi argentei delle cose morte fissarsi su di lui,
attirati dai rumori metallici della scala: i loro sensi primitivi lo individuano, lo
annusano, percepiscono le sue vibrazioni come i ragni sentono una mosca
nella ragnatela. Sagome scure, ai margini della sua visione periferica,
cominciano a trascinarsi pigre verso di lui, e altre, sempre pi numerose,
svoltano langolo che d sulla facciata del palazzo per indagare.
Non avete ancora visto niente, pensa saltando a terra e attraversando di
corsa la strada. Sessantacinque secondi. Il piano di entrare e uscire in
fretta: Philip si muove lungo le vetrine sbarrate con la circospezione di un
marine della Delta Force. Raggiunge lestremit orientale dellisolato e trova
una Chevy Malibu con la targa di un altro stato abbandonata.
Trentacinque secondi.
Riesce a sentire i passi strascicati avvicinarsi mentre si accuccia dietro la
Malibu e si toglie rapido lo zaino. Le sue mani non tremano mentre estrae la
bottiglia da mezzo litro di Coca-Cola piena di benzina (April ha trovato una
tanica di benzina di scorta nello stanzino degli attrezzi del condominio).
Venticinque secondi.
Svita il tappo, ci inserisce uno straccio imbevuto di benzina e infila

lestremit della bottiglia nel tubo di scappamento della Malibu, lasciando


penzolare una trentina di centimetri dello straccio. Venti secondi. Prende un
accendino Bic, lo fa scattare e d fuoco allo straccio. Quindici secondi.
Scappa via.
Dieci secondi.
Attraversa la strada, sfiorando un gruppo di azzannatori, e si nasconde in
una nicchia buia; poi si accuccia dietro una fila di bidoni dellimmondizia,
prima di sentire il WHOOMP della prima esplosione, la bottiglia infilata nel
tubo di scappamento, seguita da unesplosione molto pi potente.
Philip si china e si copre: il boom sonico scuote la strada e una palla di
fuoco si alza verso il cielo illuminando le tenebre.
Preciso come un orologio, pensa April accucciata nellombra dellingresso,
mentre londa durto fa tremare la porta di vetro. La luce che erompe come il
flash di un fotografo invisibile. April sbircia fuori dalla parte inferiore della
porta sbarrata e percepisce un cambiamento nelle onde delloceano di morti.
Come una marea di facce livide e devastate che si sposta per leffetto degli
strattoni gravitazionali della luna, i non morti seguono il rumore e la luce,
diretti come una massa disordinata verso il lato sud del palazzo.
Un pezzo di latta che scintilla al sole non attirerebbe uno stormo di sparvieri
come quellesplosione ha fatto con gli azzannatori. In un minuto circa, la
strada davanti al condominio deserta.
April si fa coraggio. Prende un respiro profondo. Stringe le cinghie dei
borsoni. Chiude gli occhi. Mormora una preghiera veloce e silenziosa e
balza in avanti, tirando via il chiavistello improvvisato e spalancando la porta.
Esce furtiva. Il vento le scompiglia i capelli e il fetore la soffoca. Si tiene
bassa mentre attraversa la strada di scatto.
Il sovraccarico sensoriale minaccia di distrarla: gli odori, lorda a solo mezzo
isolato di distanza, il battito tuonante del suo cuore: si muove frenetica
davanti alle vetrine buie. Per fortuna, ha acquisito abbastanza familiarit con
la zona e sa dove si trova lemporio.
Misurato con un cronometro, il tempo che le occorre per scivolare tra le fauci
dentellate dei vetri rotti e perlustrare linterno dellemporio saccheggiato di
undici minuti e trentatr secondi. Solo undici minuti e mezzo per riempire una
borsa di tela e met di unaltra con cibo, acqua e altri viveri sufficienti a farli
sopravvivere ancora un po.
Ma per April Chalmers, quegli undici minuti e mezzo sembrano sospesi nel
tempo.
Prende quasi quindici chili di roba dallemporio, inclusa della carne in

scatola tanto zeppa di conservanti da durare fino a Natale, una decina di litri
di acqua distillata, tre stecche di Marlboro rosse, accendini, carne di manzo,
vitamine, medicine per il raffreddore, una pomata antibatterica e sei rotoli
extra di benedetta carta igienica; getta tutto nel suo borsone alla velocit del
lampo.
Mentre continua a darsi da fare con la consapevolezza costante del tempo
che passa, avverte un formicolio alla nuca: se non torna indietro nel giro di
pochi minuti, la strada torner a riempirsi e lesercito degli azzannatori le
bloccher il percorso.
Philip spara un altro mezzo caricatore di proiettili calibro .22, per farsi strada
verso il retro del condominio. La maggior parte degli azzannatori radunata
intorno ai rottami in fiamme della Malibu: un ammasso di cadaveri semoventi
simili a insetti attirati dalla luce. Philip si apre un varco verso il retro del cortile
sparando due colpi. Uno fa saltare il cranio di un cadavere che, vestito con
una tuta da footing, avanza sgraziato verso di lui: lo zombie cade come una
marionetta a cui siano stati recisi i fili. Un altro sparo apre un buco nel cranio
di quella che sembra essere stata una senzatetto: lo zombie cade e i suoi
occhi incavati sono attraversati da un guizzo.
Prima che altri azzannatori possano avvicinarglisi, Philip balza oltre lo
steccato del cortile e corre sullerba di un marrone malsano.
Si arrampica sul muro posteriore delledificio, usando una tenda come punto
dappoggio. A met del muro intonacato del primo piano c una seconda
scala antincendio: Philip la afferra e inizia a salire.
Ma di colpo si blocca, assalito da un ripensamento riguardo al piano.
April ormai giunta al punto critico della sua missione: sono passati dodici
minuti da quando uscita, ma si arrischia a passare in rassegna un altro
negozio.
Mezzo isolato pi a sud, c un negozio Ace Hardware vuoto, con le vetrine
sfondate: le inferriate sono abbastanza larghe perch una donna minuta
possa passarci. Scivola attraverso una fessura ed entra nel negozio buio.
Riempie lo spazio rimasto della seconda borsa di tela con filtri per lacqua
(per rendere potabile lacqua immobile nei bagni), una scatola di chiodi (per
rimpolpare la loro scorta, che hanno utilizzato per mettere in sicurezza le
barricate), evidenziatori e rotoli di carta di grande formato (per realizzare
cartelli di avvertimento destinati ad altri sopravvissuti), lampadine, batterie,
lattine di gelatina infiammabile Sterno e tre piccole torce elettriche.
Sulla via del ritorno verso luscita del negozio, carica di quasi venti chili di
roba in due borse stracolme, oltrepassa una figura curva alla fine di una

corsia laterale piena di isolanti in vetroresina.


April si ferma. Alla ragazza morta e appoggiata alla parete pi lontana,
manca una gamba. Dalle tracce insanguinate di unghie sul pavimento,
chiaro che si trascinata fin l. Non molto pi grande di Penny. April resta a
bocca aperta per un attimo.
Sa che deve andarsene, ma non riesce a distogliere lo sguardo dal
cadavere patetico e malconcio che giace nei suoi stessi umori corporei,
ovviamente colati dal moncherino annerito della gamba destra.
Oh, Dio, non ce la faccio dice April sottovoce, senza sapere nemmeno lei
cosa davvero non riesca a fare: porre fine alle sofferenze della cosa o
lasciarla soffrire per leternit in quella ferramenta deserta.
April prende la mazza di metallo dalla cintura e posa a terra le borse. Si
avvicina cauta. La cosa morta sul pavimento si muove a stento e alza appena
lo sguardo col tremolante stupore di un pesce che muore sul ponte di una
barca.
Mi dispiace sussurra April, poi affonda la mazza nel cranio della ragazza. Il
colpo produce il suono umido e schioccante della legna verde che si spezza.
La cosa si piega silenziosa sul pavimento. Ma April resta l e chiude gli occhi
per un istante per cancellare quellimmagine dalla sua mente, unimmagine
che probabilmente la perseguiter per il resto della vita.
La vista del fusto della mazza che spacca quella testa gi abbastanza
brutta, ma nel breve e terribile istante in cui ha tirato indietro e sollevato la
mazza prima di calarla, April ha visto dellaltro: se per un insignificante riflesso
dei nervi senza vita o per una qualche comprensione pi profonda, la ragazza
morta ha girato la testa proprio un attimo prima che la mazza calasse su di
lei.
Un rumore proveniente dal davanti del negozio attira la sua attenzione: April
si affretta a riprendere i borsoni e infila i manici sulle spalle diretta verso
luscita. Ma non va molto lontano. Si blocca allistante alla vista di una
seconda ragazza che le blocca la strada.
a quasi cinque metri di distanza, appena dentro le saracinesche contorte,
nello stesso identico vestito infangato della ragazza che ha appena eliminato.
Sulle prime, April pensa che i suoi occhi le stiano facendo un brutto
scherzo. Oppure si tratta del fantasma della ragazza che ha appena ucciso.
O forse sta perdendo il senno. Ma quando la seconda ragazza morta
comincia a trascinarsi lungo la corsia, diretta verso di lei con entrambe le
gambe al loro posto e la bava nera che le cola dalle labbra spaccate, April
capisce: erano gemelle.

la gemella identica dellaltra ragazza.


Ci siamo dice April, tirando indietro la mazza, caricando il peso e
preparandosi a combattere per aprirsi la strada.
Fa un passo verso il minuscolo mostro e solleva la mazza, quando uno
schiocco secco risuona da dietro la gemella e April sbatte le palpebre.
La pallottola schianta un angolo della vetrina e fa esplodere la parte
superiore della testa della gemella. April si ritira per evitare lo spruzzo di
sangue, mentre la ragazza si accascia in un ammasso informe. April si lascia
sfuggire un doloroso sospiro di sollievo.
Philip Blake fuori dal negozio, in mezzo alla strada deserta, intento a
inserire un nuovo caricatore nella Ruger calibro .22.
Sei l dentro? chiama.
S! Sto bene!
So che non educato mettere fretta a una signora, ma stanno tornando!
April afferra i suoi tesori, salta sopra i resti insanguinati che bloccano la
corsia ed emerge sulla strada scivolando tra le sbarre della saracinesca.
Capisce il problema allistante: la schiera di zombie sta tornando, pronta ad
aggirare langolo col fervore collettivo di un gruppo di ballerini di fila dementi
che si muovono in una formazione casuale.
Philip afferra una delle borse e tutti e due cominciano a correre verso il
palazzo.
Attraversano la strada in pochissimi secondi, con almeno cinquanta
azzannatori su ogni lato.
Brian e Nick sbirciano fuori dai vetri rinforzati dellaltra porta dellingresso
quando si accorgono che nella strada la situazione sta cambiando in fretta.
Vedono branchi di zombie venire lungo la strada da entrambe le direzioni, di
ritorno dal fottuto posto in cui erano appena andati. In mezzo a tutto questo,
due esseri umani, un maschio e una femmina, come i possessori di palla di
uno sport misterioso e surreale, corrono verso il condominio con due borsoni
a tracolla che gli rimbalzano sulla schiena. Nick si rallegra.
Eccoli!
Grazie a Dio dice Brian, abbassando il fucile Marlin fin quando il calcio non
tocca il pavimento. Trema. Si ficca in tasca la mano sinistra e cerca di
controllarsi. Non vuole che suo fratello lo veda tremare.
Apriamo la porta dice Nick, appoggiando il fucile in un angolo.
Apre la porta proprio mentre Philip e April corrono lungo il vialetto, con una
moltitudine di azzannatori alle calcagna. April si getta dentro la porta per
prima, tremante e in iperventilazione per ladrenalina.

Philip la segue con gli occhi neri brillanti per la carica di testosterone.
Questa s che vita!
Nick sbatte la porta giusto in tempo. Tre azzannatori vanno a sbattere
contro il vetro: sbatacchiano la porta rinforzata dacciaio e lasciano strisce di
bava con la bocca. Numerose paia di occhi bianco latte scrutano le persone
nellingresso attraverso le vetrate sporche. Dita morte provano ad artigliare la
porta. Altri azzannatori barcollano su per il vialetto.
Brian punta il fucile verso le figure fuori dalla porta e poi indietreggia. Che
diavolo succede, fratello? Dove eravate andati?
Nick li accompagna verso la porta interna e da l nellingresso.
April lascia cadere il borsone stracolmo. Ci siamo andati molto Ges,
molto vicino!
Philip posa a terra il suo zaino. Ragazza, hai davvero i cojones, te lo
concedo.
Nick si fa avanti. Qual era lidea, Philly? Quella di sparire e basta, senza
dire niente a nessuno?
Parla con lei dice Philip con un sorriso, infilandosi la Ruger nella cintura.
Stavamo per impazzire! inveisce Nick. Tra un secondo saremmo venuti
fuori a cercarvi!
Calmati, Nicky.
Calmarmi? Calmarmi! Abbiamo rivoltato questo posto da capo a piedi per
cercarvi! A Tara stava per venire un cazzo di infarto!
colpa mia dice April, sfregandosi la sporcizia dal collo.
Guarda il nostro bottino, amico! Philip indica il bottino stipato nelle borse.
Nick ha i pugni stretti. Poi abbiamo sentito una fottuta esplosione! Cosa
dovevamo pensare? Siete stati voi, ragazzi? Avete qualcosa a che fare anche
con quella?
Philip e April si scambiano uno sguardo e Philip risponde: stata unidea
di tutti e due, pi o meno.
April non riesce a soffocare il suo sorriso vittorioso, mentre Philip fa un
passo verso di lei, sollevando la mano. Che ne dici di un cinque, tesoro?
Si scambiano un cinque, mentre Nick e Brian li guardano increduli.
Nick sul punto di dire qualcosaltro quando una figura compare allaltro
lato dellingresso, attraversando la porta interna.
Oh, mio Dio! Tara si precipita nella stanza verso sua sorella. Attira April in
un forte abbraccio. Oh, mio Dio, ero cos spaventata! Grazie a Dio stai bene!
Grazie a Dio! Grazie a Dio!
April le d una pacca sulle spalle. Scusa, Tara, ma dovevo farlo.

Tara la lascia, con la faccia rossa di rabbia. Dovrei picchiarti a sangue. Sul
serio! Ho detto a quella bambina che eri andata di sopra, ma spaventata
quanto me! Cosa avrei dovuto fare? stata una cosa maledettamente stupida
e irresponsabile! Una cosa da te, April!
E questo che diavolo significa? April si avvicina naso a naso alla faccia di
sua sorella. Perch non dici quello che pensi, per una volta?
Troia del cazzo. Tara solleva una mano intenzionata a schiaffeggiare la
donna pi giovane, quando allimprovviso Philip si intromette.
Buona l, bellezza! Philip le d una pacca rassicurante. Aspetta un
secondo. Fa un respiro profondo, sorella. Philip indica con un cenno i due
borsoni. Voglio farti vedere una cosa. Okay? Calma i bollenti spiriti per un
secondo.
Si inginocchia e apre le borse, mostrandone il contenuto.
Gli altri osservano le provviste in silenzio. Philip si raddrizza e guarda Tara
negli occhi. Quella troia del cazzo ci ha salvato il culo oggi: ci sono cibo e
acqua l dentro. Quella troia del cazzo ha rischiato il suo culo senza sapere
se sarebbe riuscita a cavarsela e senza lasciare che qualcun altro si facesse
male. Dovresti baciarle i piedi, a quella troia del cazzo.
Tara distoglie lo sguardo dai borsoni e lo abbassa sul pavimento.
Eravamo preoccupati, ecco tutto dice con voce bassa e flebile.
Nick e Brian si inginocchiano accanto ai borsoni, esaminando i tesori.
Philly dice Nick. Devo ammetterlo: voi ragazzi siete davvero forti.
Voi ragazzi spaccate mormora sottovoce Brian, meravigliato e intento a
rovistare tra la carta igienica, la carne di manzo e i filtri per lacqua.
Latmosfera emotiva della stanza cambia con la lenta certezza delle nuvole
che si aprono e un sorriso si allarga sulla faccia di tutti.
Presto anche Tara rivolge uno sguardo riluttante da sopra la spalla al
contenuto dei borsoni. C qualche sigaretta l dentro?
Ecco tre stecche di rosse dice April, chinandosi per estrarre le sigarette.
Goditele, troia del cazzo.
Con un sorriso innocente, lancia le stecche alla sorella.
Tutti ridono.
Nessuno vede la piccola figura dallaltra parte della stanza, nellingresso
interno, finch Brian non alza lo sguardo. Penny? Stai bene, piccola?
La bambina apre la porta ed entra. ancora in pigiama e sul suo viso di
crema e pesche cesellato uno sguardo serioso. Quelluomo l dentro, il
signor Chah-merz? caduto a terra.
Trovano David Chalmers sul pavimento della camera da letto padronale, in

mezzo a un gran numero di fazzoletti di carta e medicinali. Frammenti di vetro


di una bottiglia di dopobarba rotta scintillano come unaureola attorno alla sua
testa tremante.
Ges! Pap! Tara si inginocchia accanto alluomo caduto, togliendogli il
tubo dellossigeno. La faccia raggrinzita di David ha il colore della nicotina
mentre ansima involontariamente in cerca di aria, come un pesce fuor
dacqua che cerca di respirare latmosfera velenosa.
Sta soffocando! April accorre allaltro lato del letto, per controllare la
bombola dossigeno, che giace sul pavimento avvolta nel tubo. Il vecchio deve
esserselo tirato via quando caduto.
Pap? Mi senti? Tara d una serie di schiaffi leggeri e veloci alla faccia
cinerea delluomo.
Controllagli la lingua!
Pap? Pap?
Controllagli la lingua, Tara! April corre intorno al letto, con la bombola
dossigeno e un tubo arrotolato nelle mani. Intanto gli altri, Philip, Nick, Brian
e Penny, osservano dalla porta. Philip si sente impotente. Non sa se
intromettersi o restare a guardare. Le ragazze sembrano sapere quello che
fanno.
Tara apre con gentilezza la bocca del vecchio, osservando la gola.
vuota.
Pap? April si inginocchia accanto allaltro fianco del padre, piazzando il
sottile apparato respiratorio sotto il suo naso a becco. Pap, riesci a
sentirmi?
David Chalmers continua ad ansimare in silenzio e il fondo della sua gola
schiocca dolorosamente come un disco incantato. Le palpebre, antiche e
traslucide come ali di unefemera, tremano. Tara tasta freneticamente la parte
posteriore della testa in cerca di ferite. Non vedo sangue dice. Pap?
April gli sente la fronte. gelato.
Lossigeno aperto?
Al massimo.
Pap? April riposiziona delicatamente il vecchio in modo che giaccia
supino, col tubo dellossigeno sopra il labbro superiore. Gli danno di nuovo
degli schiaffi leggeri. Pap? Pap? Pap, puoi sentirci? Pap?
Il vecchio tossisce, sbattendo le palpebre. Cerca di prendere una buona
boccata daria, ma i respiri convulsi continuano a occludergli la gola. Gli occhi
sono rovesciati allindietro e sembra cosciente solo a met.
Pap, guardami dice April, voltandogli con un movimento gentile della

mano la faccia verso la sua. Puoi vedermi?


Mettiamolo sul letto suggerisce Tara. Ragazzi, vi dispiacerebbe darci una
mano?
Philip, Nick e Brian entrano nella stanza. Philip e Nick afferrano il vecchio da
un lato, Tara e Brian dallaltro e al tre lo sollevano con attenzione dal
pavimento e lo posano sul letto, facendo cigolare le molle. Nel posarlo, il tubo
si attorciglia su un lato del corpo.
Alcuni istanti dopo, districano il tubo e posano delle coperte sopra il vecchio.
Solo il suo viso pallido e scavato emerge dalle lenzuola: gli occhi sono chiusi,
la bocca fiaccamente aperta e respira a singhiozzo. Sembra un motore a
scoppio che rifiuta di accendersi. Di tanto in tanto le palpebre sbattono e
qualcosa guizza dietro di esse, mentre le labbra si stringono in una smorfia;
ma poi il volto torna a distendersi. Respira ancora a malapena.
Tara e April sono sedute ai lati del letto e accarezzano la sagoma magra
sotto le coperte. Per un lungo istante, nessuno dice niente.
Ma probabilmente tutti pensano la stessa cosa.
Pensi sia un infarto? chiede piano Brian, qualche minuto pi tardi, seduto
fuori dalle porte a vetri scorrevoli.
Non lo so, non lo so. April cammina avanti e indietro nel soggiorno e si
morde le unghie, mentre gli altri sono seduti nella stanza, a guardarla. Tara
nella camera da letto, al capezzale del padre. Senza cure mediche, che
possibilit ha?
gi successo prima?
Gli gi capitato di avere qualche problema a respirare, ma mai niente del
genere. April smette di camminare. Dio, sapevo che questo giorno sarebbe
arrivato. Si asciuga gli occhi, umidi di lacrime. Siamo arrivati allultima
bombola di ossigeno.
Philip chiede delle medicine.
Abbiamo le sue medicine, certo, ma adesso non gli serviranno a molto. Ha
bisogno di un medico. Quel vecchio bacucco testardo ha saltato il suo ultimo
appuntamento il mese scorso.
Cosa abbiamo tra le scorte di medicinali? chiede Philip.
Non lo so, abbiamo preso un po di merda di sopra, antistaminici e robaccia
del genere. April riprende a camminare. Abbiamo dei kit di pronto soccorso.
Capirai. Questa una cosa seria. Non so cosa possiamo fare.
Stiamo calmi e cerchiamo di trovare una soluzione. Philip si strofina la
bocca. Adesso riposa tranquillamente, giusto? Le vie respiratorie sono libere.
Non si sa mai, forse si riprende.

E se non lo fa? April smette di camminare e lo fissa. E se non si


riprende?
Philip si alza e va verso di lei. Ascolta. Dobbiamo essere lucidi. Le d una
pacca sulla spalla. Lo controlleremo a vista, troveremo una soluzione. un
tipo tosto.
un tipo tosto che sta morendo dice April, mentre ununica lacrima le
scende lungo il volto.
Non puoi saperlo dice Philip, asciugandole la lacrima dalla guancia.
Lei lo guarda. Bel tentativo, Philip.
Coraggio.
Bel tentativo. Distoglie lo sguardo e la sua espressione avvilita desolata
come quella di una maschera funeraria. Bel tentativo.
Quella notte, le sorelle Chalmers vegliano al capezzale del padre, con le
sedie accostate ai due lati del letto e una lanterna a batteria a illuminare la
pallida faccia del vecchio. Lappartamento freddo come una cella frigorifera.
April riesce a vedere il respiro di Tara dallaltra parte della stanza.
Per gran parte della nottata il vecchio giace in un sonno di pietra; le sue
guance scavate si contraggono a intervalli regolari mentre respira a fatica. Le
rughe avvizzite sul mento sembrano limatura di ferro che si sposta dentro un
campo magnetico, scosse come sono dai movimenti casuali del suo sistema
nervoso danneggiato. Ogni tanto le labbra secche e spaccate si muovono
impotenti, come nel tentativo di formare una parola. Ma a parte alcuni sbuffi
secchi, luomo non riesce a pronunciare niente.
A un certo punto, nel cuore della notte, April si accorge che Tara si
appisolata, con la testa appoggiata sul letto. April prende unaltra coperta e
lappoggia delicatamente sopra sua sorella. Sente una voce.
Lil?
Viene dal vecchio. I suoi occhi sono ancora chiusi, ma la bocca lavora
alacremente e lespressione del viso corrugata dalla rabbia. Lil il
diminutivo di Lillian, la moglie defunta di David. April non sentiva quel
soprannome da anni.
Pap, sono April sussurra, accarezzandogli la guancia. Lui si ritrae, con gli
occhi ancora chiusi. La bocca contorta, la voce suona farfugliante e ubriaca
a causa della paresi di un lato del volto.
Lil, porta dentro il cane! Sta arrivando una tempesta, una di quelle grosse,
da nord-est!
Pap, svegliati sussurra dolce April. Lemozione cresce dentro di lei.
Lil, dove sei?

Pap?
Silenzio.
Pap?
A quel punto, Tara si mette a sedere, sbattendo le palpebre, stupita dal
suono strozzato della voce di suo padre. Che succede? dice, sfregandosi gli
occhi.
Pap?
Il silenzio continua e il respiro del vecchio si fa pi rapido e affannoso.
Pa
La parola rimane nella gola di April mentre vede qualcosa di terribile
attraversare la faccia del vecchio. Apre le palpebre tremanti a mezzasta,
mostrando il bianco degli occhi, e comincia a parlare con voce limpida in
maniera allarmante: Il diavolo ha un piano per noi.
Nella luce fioca e pallida della lanterna, le due sorelle si scambiano uno
sguardo scoraggiato.
La voce che proviene da David Chalmers bassa e roca, come un motore
diesel. Il giorno della resa dei conti si avvicina lIngannatore cammina in
mezzo a noi.
Poi ripiomba nel silenzio, con la testa a ciondoloni su un lato del cuscino
come se i cavi del cervello fossero stati recisi di netto.
Tara controlla il polso.
Guarda sua sorella.
April guarda il viso di suo padre, che ha ormai assunto lespressione distesa
e rilassata di un sonno profondo e senza fine.
Allo spuntare della luce del giorno, Philip si sveglia nel suo sacco a pelo sul
pavimento del soggiorno. Si mette a sedere e si massaggia il collo
indolenzito, con le articolazioni irrigidite dal freddo. Per un attimo, lascia che i
suoi occhi si adattino alla luce fioca mentre si orienta nella stanza. Penny
sul divano, avvolta nelle coperte, e sembra dormire. Nick e Brian sono
dallaltra parte della stanza, anche loro avvolti nelle coperte, e anche loro
dormono. Il ricordo della veglia della sera prima ritorna per gradi nella mente
di Philip insieme alla lotta agonizzante e disperata per aiutare il vecchio e
attenuare le paure di April.
Lancia unocchiata allaltro lato della stanza. Nellombra del corridoio
adiacente, la porta della camera da letto padronale, visibile nel buio, ancora
chiusa.
Philip esce dal sacco a pelo e si veste in fretta e in silenzio. Si tira su i
pantaloni e si infila gli stivali. Si passa le dita tra i capelli e va in cucina per

sciacquarsi la bocca. Sente il mormorio delle voci al di l delle pareti. Si


avvicina alla porta della camera da letto e si mette in ascolto. Sente la voce di
Tara.
Sta pregando.
Philip bussa delicatamente.
Un attimo dopo, la porta si apre e April appare sullingresso. Lo guarda
come se qualcuno le avesse gettato dellacido negli occhi. Sono umidi e
iniettati di sangue come se fossero stati torturati. Giorno dice con un filo di
voce.
Come sta?
Le sue labbra tremano. Non sta pi.
Cosa?
andato, Philip.
Philip la fissa. Oh, Dio Deglutisce a fondo. Mi dispiace davvero, April.
Gi, beh
Comincia a piangere. Dopo un momento dimbarazzo, unondata di emozioni
contrastanti irrompe nelle viscere di Philip, che lattira a s in un abbraccio. La
stringe e le accarezza la testa. Lei trema tra le sue braccia come una bimba
smarrita. Philip non sa cosa dire. Da sopra la spalla di April, scorge linterno
della stanza.
Tara Chalmers inginocchiata sul letto di morte e prega in silenzio con la
testa china sul lenzuolo aggrovigliato. Una delle mani posata sulla mano
fredda e nodosa del defunto padre. Per unoscura ragione, che non riesce a
spiegarsi, Philip trova difficile distogliere gli occhi dalla vista della mano della
ragazza che accarezza le dita esangui del morto.
Non riesco a farla uscire da quella camera. April seduta al tavolo della
cucina e beve una tazza di t tiepido e mediocre, preparato col fuoco di una
lattina di Sterno. I suoi occhi sono puliti per la prima volta da quando quella
mattina uscita dalla camera mortuaria. Poverina credo che voglia provare
a riportarlo in vita pregando.
Non ha niente di cui vergognarsi dice Philip. Sta seduto dallaltra parte,
con un piatto di riso mangiato a met davanti a s. Non ha appetito.
Hai pensato a quello che volete fare a riguardo? chiede Brian dallaltra
parte della cucina. accanto al lavandino e versa lacqua, raccolta da
qualche bagno dei piani superiori, dentro una serie di barattoli filtrati.
Dallaltra stanza giunge il rumore di Nick e Penny che giocano a carte.
April alza lo sguardo verso Brian. A riguardo di cosa?
Tuo padre sai tipo, seppellirlo?

April sospira. Tu ci sei gi passato, vero? chiede a Philip.


Philip guarda il riso che ha lasciato sul piatto. Non ha idea se stia parlando
di Bobby Marsh o di Sarah Blake: laltra notte le ha raccontato di entrambe le
morti. Sissignora, proprio cos. La guarda. Qualsiasi cosa tu intenda fare,
noi ti aiuteremo.
Lo seppelliremo, naturalmente. La sua voce si rompe. Abbassa lo sguardo.
Anche se non avrei mai immaginato di farlo in un posto come questo.
Lo faremo insieme dice Philip. Lo faremo come si deve, nel modo giusto.
April continua a guardare in basso e una lacrima cade nel suo t. Odio
tutto questo.
Dobbiamo restare uniti dice Philip senza troppa convinzione. Lo dice
perch non sa cosaltro dire.
April si asciuga gli occhi. C un pezzo di terra fuori, sotto il
Un rumore brusco, proveniente dal corridoio, la interrompe e tutte le teste si
girano.
un tonfo ovattato, seguito da uno schianto e dal rumore di mobili ribaltati.
Philip gi in piedi, prima che gli altri abbiano il tempo di realizzare che il
rumore arriva da dietro la porta chiusa della camera da letto padronale.

TREDICI
Philip spalanca la porta con un calcio. Ci sono candele dellavvento sul
pavimento e il tappeto brucia in pi punti. Laria fumosa vibra di grida.
Nelloscurit, Philip coglie un movimento indistinto e resta senza fiato per
alcuni istanti, necessari a comprendere quanto sta vedendo nel buio
tremolante.
Il comodino ribaltato, la fonte dello schianto che hanno udito poco prima,
caduto a pochi centimetri da Tara, e la donna, stesa sul pavimento, striscia
con istinto animalesco, nel disperato tentativo di liberarsi dalla potente stretta
che delle dita morte stanno operando sulle sue gambe.
Dita morte?
Sulle prime, solo per un istante, Philip pensa che qualcosa sia entrato da
una finestra, ma poi vede sul pavimento la forma avvizzita di David Chalmers.
Adesso del tutto girato verso di lui, il vecchio sopra le gambe di Tara e
conficca le unghie ingiallite nella carne di lei. La faccia scavata del vecchio
livida, del colore della terra, e gli occhi sono bianchi e vitrei per le cataratte. Il
suo ringhio un lamento gutturale e famelico.
Tara riesce a districarsi e a rimettersi faticosamente in piedi, poi si getta di
lato verso il muro.
Proprio allora, molte cose accadono contemporaneamente: Philip
comprende quanto sta succedendo, si ricorda di aver lasciato la pistola in
cucina e si rende conto di avere davvero pochissimo tempo per eliminare
quella minaccia.
Il punto cruciale sta tutto l: il vecchio e gentile suonatore di mandolino
andato e quella cosa, quel famelico ammasso di tessuti morti risorto che
sbava ringhiando in maniera confusa, una minaccia. Pi delle fiamme che
lambiscono il tappeto, pi del fumo, che crea una coltre infernale nella
stanza, la cosa che si materializzata dentro il loro rifugio costituisce una
minaccia.
Una minaccia per tutti loro.
Nello stesso momento, prima che Philip abbia anche solo la possibilit di
muoversi, arrivano gli altri e riempiono il vano della porta aperta. April esplode
in un gemito dangoscia, non un vero grido, piuttosto un verso di dolore, come
un animale colpito al ventre. Cerca di farsi largo allinterno della stanza, ma
Brian lafferra e la tira indietro. April si divincola tra le sue braccia.
Accade tutto nello spazio di un istante, durante il quale Philip vede la

mazza.
Con tutta lagitazione della notte precedente, April ha lasciato la sua mazza
da baseball di metallo autografata da Hank Aaron nellangolo accanto alla
finestra sbarrata, dove adesso riflette la luce tremolante delle fiamme. a
circa quattro metri da Philip. Non c tempo per considerare la distanza o
anche solo per pianificare la manovra. Ha solo il tempo di fare un balzo
attraverso la stanza.
Intanto Nick si girato e corre per lappartamento in cerca del suo fucile.
Brian prova a portare April fuori dalla stanza, ma lei forte, fuori di s e
urla.
A Philip occorrono pochi secondi per coprire la distanza tra la porta e la
mazza. Ma in quel breve lasso di tempo, la cosa che un tempo era David
Chalmers si avvicina a Tara. Prima che la donna corpulenta possa riprendersi
e fuggire, luomo morto su di lei.
Dita gelide e grigie si chiudono goffe sulla sua gola. Lei sbatte di nuovo
contro la parete, dimenandosi e cercando di spingerlo via. Le mascelle
putrescenti si aprono e le esalano lalito rancido dritto in faccia. La bocca
piena di denti anneriti si spalanca. La cosa punta alla curva pallida e carnosa
della sua giugulare.
Tara grida, ma prima che i denti la tocchino, la mazza si abbatte.
Fino a quel momento, per Philip in particolare, latto di annientare un
cadavere semovente era diventato unazione quasi superficiale, un gesto
meccanico e necessario come stordire un maiale prima di macellarlo. Ma
stavolta diverso. Gli occorrono solo tre colpi potenti.
Il primo, un duro schianto sulla parte posteriore della regione temporale del
cranio, immobilizza lo zombie e arresta il suo avvicinamento al collo di Tara.
Lei scivola sul pavimento in un parossismo di lacrime e muco.
Il secondo colpo centra la testa su un lato: la cosa si gira involontariamente
verso il suo aggressore e lacciaio temperato della mazza sfonda losso
parietale e parte della cavit nasale, schizzando fili di materia rosa nellaria.
Il terzo e ultimo colpo sfonda lemisfero sinistro del cranio: la cosa cade e il
rumore che produce sembra quello di un cavolo infilato in un trapano
industriale. Il mostro, che era stato David Chalmers, atterra in un cumulo
umido su una delle candele rovesciate; i fili di bava, sangue e materia grigia
appiccicosa colpiscono le fiamme e sfrigolano sul pavimento.
Philip resta in piedi accanto al corpo, senza fiato, le mani ancora strette
sulla mazza. Quasi a puntualizzare quellorrore, un bip acuto prende a
risuonare nella stanza. Allarmi antincendio alimentati a batteria cominciano a

trillare in tutto il primo piano, e Philip impiega un secondo per identificare il


segnale che gli vibra nelle orecchie. Lascia cadere la mazza.
Ed allora che nota la differenza. Questa volta, dopo questa eliminazione,
nessuno si muove. April osserva dalla porta. Brian allenta la presa su di lei e
anche lui resta a bocca aperta. Anche Tara, seduta contro la parete dallaltra
parte della stanza, in preda a lacrime di repulsione e agonia, ha uno sguardo
quasi catatonico.
La cosa pi strana che anzich fissare il cumulo sanguinante sul
pavimento, tutti fissano Philip.
Spengono le fiamme e ripuliscono il posto. Avvolgono il corpo e lo spostano
nel corridoio, dove sar al sicuro fino alla sepoltura.
Per fortuna Penny ha assistito a molto poco dello scontro nella stanza. Ha
sentito abbastanza, per, e si ritirata di nuovo nel suo guscio muto e
invisibile.
In effetti, per un bel po di tempo, nessuno ha molto da dire e il silenzio teso
continua per tutto larco della giornata.
Le sorelle sembrano piombate in una sorta di stupore scioccato: si limitano
a compiere i movimenti necessari per pulire e non parlano nemmeno luna
con laltra. Entrambe hanno pianto fino ad avere gli occhi asciutti. Ma
continuano a fissare Philip, che percepisce i loro sguardi come dita gelide
sulla nuca. Che diavolo si aspettavano? Cosa volevano che facesse? Doveva
lasciare che il mostro divorasse Tara? Volevano che negoziasse con quella
cosa?
A mezzogiorno del giorno seguente, officiano un funerale improvvisato in
una sezione del cortile circondata da un recinto di sicurezza. Philip insiste per
scavare la fossa lui stesso, rifiutando anche laiuto di Nick. Ci vogliono ore.
Largilla della Georgia tenace. Ma a met pomeriggio, Philip, fradicio di
sudore, ha finito.
Le sorelle cantano la canzone preferita di David, Will the circle be unbroken,
accanto alla sua tomba, facendo scoppiare in lacrime sia Nick che Brian. La
melodia straziante, specie quando si innalza nel cielo blu e si mischia con
lonnipresente coro di lamenti che giunge dallaltro lato del recinto.
Pi tardi, siedono tutti nel soggiorno e si dividono il liquore che hanno
recuperato in uno degli appartamenti (e che tenevano in serbo per Dio solo sa
cosa). Le sorelle Chalmers raccontano dellinfanzia del padre, dei suoi primi
giorni nella Barstow Bluegrass Boys Band e del suo periodo come deejay alla
WBLR alla periferia di Macon. Parlano del suo temperamento e della sua
generosit, del suo essere un donnaiolo e della sua devozione a Ges.

Philip le lascia parlare e si limita ad ascoltare. bello tornare a sentire le


loro voci finalmente e la tensione del giorno precedente sembra allentarsi
almeno un po. Forse faceva tutto parte del processo necessario alle sorelle
per lasciar andare il padre o forse avevano solo bisogno di rendersene conto.
Pi tardi, quella notte, Philip solo in cucina e si riempie il bicchiere con le
ultime due dita di whisky di malto, quando entra April.
Senti volevo parlarti a proposito di quello che successo e tutto il
resto.
Lascia perdere dice Philip, guardando il liquido color caramello nel suo
bicchiere.
No, avrei dovuto avrei dovuto dire qualcosa, ma immagino di essere stata
sotto shock.
Lui la guarda. Mi dispiace di averlo dovuto abbattere in quel modo, mi
dispiace davvero. Mi spiace che tu abbia dovuto vederlo.
Hai fatto quello che andava fatto.
Ti ringrazio per averlo detto. Philip le d una pacca sulla spalla. Tuo
padre mi piaciuto subito, era un gran bel soggetto. Ha vissuto una vita
buona e lunga.
Lei si morde linterno della guancia e Philip capisce che lotta contro
limpulso di piangere. Pensavo di essere preparata a perderlo.
Nessuno lo mai.
Gi, ma in questo modo sto ancora provando a capirci qualcosa.
Philip annuisce. Un vero schifo!
Voglio dire una persona non non abbiamo punti di riferimento per
affrontare questo genere di stronzate.
Capisco cosa intendi.
Lei si guarda le mani, che tremano. Forse il ricordo di Philip che sfonda il
cranio di suo padre aleggia ancora. Volevo solo dirti che non ti biasimo per
quello che hai fatto.
Lo apprezzo.
Lei guarda il bicchiere di lui. rimasto un po di quel vino da poco?
Lui ne trova un po in una bottiglia e glielo versa. Bevono in silenzio, a
lungo. Alla fine Philip dice: E tua sorella?.
Cosa?
Non sembra La sua voce si spegne in mancanza delle parole giuste.
April annuisce. Dellumore di perdonare?
Qualcosa del genere.
April gli rivolge un sorriso amaro. Ancora ce lha con me perch le ho

rubato i soldi della merenda quando andavamo alla scuola elementare di


Clarks Hill.
Durante i giorni successivi, la nuova famiglia si unisce e le sorelle Chalmers
affrontano il lutto come possono: a volte litigano per niente, a volte evitano di
rivolgersi la parola, a volte si chiudono nelle loro camere per lunghi periodi a
piangere e a rimuginare.
April sembra gestire il cambiamento meglio di sua sorella. Toglie le cose di
suo padre e si sposta nella camera da letto padronale, lasciando a Philip la
sua stanza. Philip allestisce una parte per Penny con degli scaffali e qualche
libro da colorare che ha trovato di sopra.
La bambina si sta affezionando ad April. Passano molte ore insieme, a
esplorare i piani superiori, a giocare e a sperimentare nuovi modi per far
durare pi a lungo le scarse provviste a loro disposizione: cucinano cene
simboliche ma creative sulle fiamme dello Sterno, cose come manzo
sbriciolato rifritto, pesche e uvetta in casseruola e verdura in scatola a
sorpresa (dove, purtroppo, la sorpresa sono solo altri pezzi di carne di
manzo).
A poco a poco, le orde di non morti si allontanano dalle immediate
vicinanze, lasciandosi dietro solo pochi ritardatari: i due fratelli Blake e Nick
hanno cos la possibilit di stabilire i confini delle loro missioni di ricognizione
nei palazzi vicini. Brian diventa sempre pi audace e desideroso di
avventurarsi fuori dalledificio per brevi tragitti. Ma, a quanto pare, Nick
Parsons quello che sembra adattarsi meglio a quel posto.
Si allestito una camera nello studio di un appartamento del secondo
piano, il numero 2F, allestremit est del corridoio. Ha trovato libri e riviste
negli altri appartamenti e vi ha trascinato altri mobili. Passa il tempo nel
balcone, a disegnare le strade del vicinato, a realizzare una mappa della zona
pi vicina, a leggere la Bibbia, a coltivare un orto per le verdure invernali e a
riflettere a lungo su quanto successo alla razza umana.
Completa anche la sgangherata passerella che collega i due edifici
adiacenti.
Lo stretto camminamento fatto di compensato e scale da imbianchino,
tenuti insieme con corde e nastro isolante (e ben pi di una preghiera). Il
ponte di fortuna parte dal retro del tetto, attraversa un varco di quasi otto
metri sopra un vicolo e si collega al bordo superiore di una scala antincendio
sul tetto adiacente.
Il completamento della passerella segna un punto di svolta per Nick. Un
giorno, prendendo il coraggio a due mani, si avventura sulla struttura

traballante e, proprio come aveva previsto, compie tutto il tragitto fino


allangolo sud-est dellisolato senza mettere piede a terra. Da l, trova il modo
di infilarsi nel cavalcavia e poi nel supermercato. Quella notte, quando torna
con le braccia cariche di roba presa da Dillards, viene accolto come un eroe
di guerra di ritorno a casa.
Porta sofisticati dolci da gourmet e noccioline; abiti caldi; scarpe nuove e
materiale da cancelleria; penne di lusso; una stufa da campo pieghevole;
lenzuola di seta e lussuose lenzuola a trecento fili e anche animali di pezza
per Penny. Persino Tara si rilassa alla vista delle sigarette europee con le loro
confezioni color pastello. Ma durante le sue uscite solitarie, Nick fa anche
qualcosaltro, qualcosa che allinizio tiene per s.
A una settimana dalla morte di David Chalmers, Nick convince Philip ad
accompagnarlo in una piccola missione di ricognizione per rivelargli quello
che fa. Philip non entusiasta allidea di attraversare il ponte di scale; finge di
essere preoccupato che si spezzi sotto il suo peso, ma a preoccuparlo
davvero la sua segreta paura delle altezze. Nick lo persuade stuzzicando la
sua curiosit. Devi vederlo, Philly dice sul tetto. una miniera doro, amico.
Ti dico che perfetta.
Con grande riluttanza, Philip va avanti e si costringe a salire sulla
passerella, strisciando sulle mani e le ginocchia dietro Nick e brontolando per
tutto il percorso. Segretamente pietrificato, Philip non osa guardare in basso.
Raggiungono laltro lato, saltano gi, scendono la scala antincendio e si
introducono nel palazzo adiacente attraverso una finestra aperta.
Nick guida Philip lungo i corridoi deserti dello studio di un commercialista: i
pavimenti sono disseminati di moduli e documenti dimenticati, simili a foglie
cadute. Non manca molto ormai dice, facendo strada a Philip gi per una
rampa di scale e attraverso un atrio desolato e occupato da mobili rovesciati.
Philip ben consapevole delleco dei loro passi, che scricchiolano sopra le
ceneri e i detriti. Percepisce fin nel suo plesso solare i punti ciechi e gli spazi
vuoti, sente ogni scatto e ogni ticchettio, tutto quanto come qualcosa che
potrebbe balzare su di loro in qualsiasi momento. Tiene le mani sul calcio
della .22 infilata nei jeans. Per di qua, proprio oltre il garage dice Nick,
indicando unalcova alla fine dellatrio.
Girano un angolo. Oltrepassano un distributore automatico rovesciato.
Salgono una breve rampa di scale. Attraversano una porta di metallo senza
contrassegni e dun tratto, quasi senza preavviso, davanti agli occhi di Philip
si spalanca il mondo intero.
Madonna santa. Meravigliato Philip segue Nick sul cavalcavia. Il

marciapiede protetto lercio di immondizia e puzza di urina: le spesse pareti


di plexiglas sono coperte da uno strato di sporcizia cos denso da distorcere
la vista della citt che li circonda. Ma quella visione spettacolare. Il
passaggio inondato di luce e lo sguardo pu spaziare per chilometri.
Nick fa una pausa. Troppo forte, eh?
Straordinario, cazzo. A quasi dieci metri sopra la strada, il vento fa vibrare
la struttura e Philip pu guardare gi e vedere gli zombie sparsi che
vagabondano sotto di loro come in una battuta di pesca esotica a bordo di
una barca col fondo di vetro. Se non fosse per quegli orrendi figli di puttana,
lo farei vedere a Penny.
Ecco cosa volevo farti vedere. Nick cammina fino al lato sud del
passaggio. Vedi quellautobus? A circa mezzo isolato da quella parte?
Philip lo vede, un enorme autobus MARTA color argento, fermo accanto al
marciapiede.
Nick dice: Guarda sopra la porta anteriore dellautobus, vicino allo
specchietto, sulla fiancata destra: lo vedi quel simbolo?.
In effetti, Philip vede un simbolo disegnato a mano sopra lingresso dei
passeggeri, una stella a cinque punte scarabocchiata in tutta fretta con
vernice rossa spray. Cos?
una zona sicura.
Cosa?
Sono riuscito a scendere gi per quella strada e a risalire da quellaltra gli
dice Nick con lorgoglio innocente di un bambino che mostra al padre la
macchinina di legno che ha costruito. C la bottega di un barbiere laggi,
linda come uno specchio, sicura come una banca e con la porta aperta.
Indica un punto pi in alto lungo la strada. Laggi c un semirimorchio vuoto
e in buone condizioni, che aspetta l, con unottima, robusta come si
chiama porta a soffietto? Sul fondo.
Qual il punto, Nicky?
Zone sicure. Posti dove nascondersi quando si esce in missione in cerca di
provviste e ci si trova nei guai o qualcosa del genere. Ne individuo sempre di
pi lontane lungo la strada. E le segno per non perderle. Ci sono nascondigli
di tutti i tipi l fuori, da non crederci.
Philip lo fissa. Ti sei spinto cos lontano da solo?
S, sai
Dannazione, Nick. Non dovresti andartene l fuori senza nessun tipo di
rinforzo.
Philly

No, no niente Philly, amico. Sono serio. Voglio che tu faccia pi


attenzione. Capito? Sono serio.
Okay, okay. Hai ragione. Nick colpisce il braccio di Philip con un pugno
bonario. Ho capito.
Bene.
Devi ammetterlo per, questo posto una forza. Considerata la situazione
in cui ci troviamo, intendo.
Philip scrolla le spalle, guarda in basso attraverso il vetro sporco e osserva i
pesci cannibali che girano in tondo. S, immagino di s.
Potrebbe essere molto peggio, Philly. Non siamo in uno di quei palazzi alti;
qui intorno abbastanza pianeggiante da potersi guardare bene attorno.
Abbiamo un sacco di spazio dove sistemarci nel condominio e ci sono negozi
forniti di provviste e raggiungibili a piedi. Potremmo anche trovare un
generatore da qualche parte; magari potremmo rubare una macchina per
portarlo via. Credo che potremmo stare qui, Philly non so per molto
tempo. Ci pensa ancora un po. Per un tempo indefinito eh?
Attraverso il vetro sudicio, Philip guarda la necropoli di edifici vuoti e i mostri
cenciosi che vagano dentro e fuori dal suo campo visivo.
Oggigiorno tutto indefinito, Nicky.
Quella notte, la tosse di Brian ritorna. Il tempo si fatto pi freddo e umido,
ed esige il suo tributo dal sistema immunitario di Brian. Al calare della notte,
lappartamento gelido e al mattino una ghiacciaia: il pavimento come
una pista di pattinaggio per i piedi di Brian che sono protetti solo dai calzini.
Ha cominciato a indossare tre strati di maglie e una sciarpa che Nick gli ha
procurato da Dillards. Coi guanti senza dita, lammasso di ribelli capelli neri e
gli occhi incavati alla Edgar Allan Poe, somiglia a un mendicante uscito da un
romanzo di Charles Dickens.
Penso che questo posto sia ottimo per Penny dice quella notte Brian a
Philip, su un terrazzo del secondo piano. I fratelli Blake si fanno una bevuta
dopo cena, altro vino a poco prezzo, e guardano i palazzi desolati. Laria
fredda della sera gli scompiglia i capelli e la puzza degli zombie aleggia
appena al di sotto dellodore della pioggia.
Brian guarda le sagome lontane degli edifici scuri come in uno stato di
trance. Per un americano del ventunesimo secolo, quasi inconcepibile
vedere una grande metropoli completamente al buio. Ma proprio questo che
i Blake guardano: uno skyline cos nero e morto da sembrare la cresta di un
monte in una notte senza luna. Ogni tanto, Brian crede di vedere il bagliore
tenue di un fuoco o di una luce scintillante nel vuoto delle tenebre. Ma

potrebbe benissimo trattarsi della sua immaginazione.


Penso che quella ragazza, April, sia la cosa migliore per Penny dice Philip.
S, davvero molto brava con lei. Anche Brian si sta affezionando ad April
e ha notato che forse Philip si preso una piccola cotta per lei. Niente lo
renderebbe pi felice di sapere che Philip ha trovato un po di pace e di
stabilit con una ragazza.
Laltra un bel soggetto per, eh? dice Philip.
Tara? Gi. Di certo non una simpaticona.
Negli ultimi giorni, Brian ha evitato Tara Chalmers, che come unulcera
ambulante: irritabile, paranoica, ancora alle prese col dolore per la morte del
padre. Ma Brian immagina che alla fine ne verr fuori. Sembra una brava
persona.
Non ha ancora capito che ho salvato la sua vita del cazzo dice Philip.
Brian emette una serie di secchi colpi di tosse. Poi dice: Volevo parlarti
proprio di questo.
Philip lo guarda. Cosa?
Il vecchio che si trasformato in quel modo. Brian misura le parole. Sa di
non essere lunico a preoccuparsene. Da quando David Chalmers tornato
dalla morte e ha cercato di divorare la figlia maggiore, Brian ha rimuginato sul
fenomeno, sulle implicazioni di quello che successo, sulle regole di quel
nuovo, selvaggio mondo e forse anche sulla prognosi per lintera razza
umana.
Riflettici, Philip. Non stato morso. Giusto?
No, non stato morso.
E allora perch si trasformato?
Per un momento, Philip si limita a fissare Brian e loscurit sembra
inghiottirli. La citt pare allargarsi allinfinito come il paesaggio di un sogno. Le
braccia di Brian rabbrividiscono, come se latto stesso di mettere in parole
quei pensieri, di pronunciarli ad alta voce, abbia liberato un genio malvagio
dalla sua bottiglia, un genio che non saranno mai in grado di rimettere al suo
posto.
Philip beve il suo vino. Nelloscurit, la sua faccia cupa e risoluta. Diavolo,
ci sono un sacco di cose che non sappiamo. Forse stato infettato da
qualcosa molto prima, forse venuto in contatto con quel qualcosa
abbastanza perch facesse effetto sul suo sistema. Il vecchio aveva un piede
nella fossa, in ogni caso.
Se vero, allora dobbiamo
Ehi, professore. Datti una calmata. Siamo tutti in ottima forma e rimarremo

cos.
Lo so. Voglio solo dire forse dovremmo pensare a prendere pi
precauzioni.
Quali? Le mie precauzioni sono queste. Philip tocca il calcio della Ruger
calibro .22 infilata dentro la cintura.
Voglio dire che dovremmo lavarci meglio e sterilizzare le cose.
Con cosa?
Brian si lascia sfuggire un sospiro e guarda in alto verso il cielo notturno e
coperto, una bassa volta di nuvole scure come lana nera. Le piogge autunnali
sono vicine.
Abbiamo lacqua dei bagni di sopra dice. Abbiamo i filtri e il propano e
abbiamo accesso ai prodotti igienici gi in strada: saponi, detersivi e tutta
quella merda l.
Stiamo gi filtrando lacqua, campione.
S, ma
E ci laviamo con quellaggeggio che ha trovato Nicky. Il cosiddetto
aggeggio una doccia da campo che Nick ha trovato nel reparto sportivo di
Dillards. Delle dimensioni di un piccolo condizionatore, dispone di un
serbatoio pieghevole da venti litri e di un tubo da doccia che funziona con una
pompa a batteria. Da cinque giorni ormai, si concedono il lusso periodico di
una breve doccia, riciclando quanta pi acqua possibile.
Lo so, lo so dico solo che, forse, sarebbe meglio cominciare subito a
darci dentro con ligiene. Tutto qui. Finch non ne sappiamo di pi.
Philip gli rivolge unocchiata dura. E se non c pi niente da imparare?
Brian non ha risposte per quella domanda.
Lunica risposta giunge dalla citt nella forma di un ronzio cupo, di una
raffica di vento nauseabondo e di un gigantesco, silenzioso vaffanculo.
Forse lallarmante conglomerato di ingredienti poco appetitosi che April e
Penny hanno preparato quella sera per cena, un misto di asparagi in scatola,
carne in scatola Spam e patatine sbriciolate cotti sopra una fiamma al
propano, che a Philip si piazza come unancora nel fondo dello stomaco. O
forse leffetto di tutto lo stress, la rabbia e linsonnia accumulati. O magari
la conversazione che ha avuto col fratello sul balcone. Ma a prescindere dalla
causa, dopo essersi messo a dormire ed essersi girato e rigirato in un sonno
agitato, Philip Blake sperimenta un sogno complesso e violento.
in quella che era la camera da letto di April e che diventata il suo nuovo
alloggio (a quanto pare, prima era lufficio casalingo di qualcuno: mentre
ripulivano la stanza dalle cose del proprietario, Philip e April avevano trovato

mucchi di moduli per ordini della Mary Kay Cosmetics e vari campioni di
trucchi). Steso sul gigantesco letto appoggiato alla parete, Philip si contorce
in uno stato di parziale incoscienza, fuori e dentro uno spettacolo orrendo e
delirante. un sogno che non ha forma: senza inizio, svolgimento e
conclusione. Si limita a ripercorrere il suo solco circolare di terrore.
Philip si ritrova nella casa della sua infanzia a Waynesboro, un piccolo e
squallido bungalow su Farrel Street, precisamente nella camera da letto sul
retro che divideva con Brian. Nel sogno Philip non un bambino ma un
adulto, e in qualche modo lepidemia ha viaggiato indietro nel tempo fino agli
anni 70. Il sogno ha una vividezza quasi tridimensionale. Ci sono la carta da
parati decorata coi mughetti, i poster degli Iron Maiden, la scrivania coperta di
incisioni. Brian da qualche parte, invisibile, e urla; e c anche Penny, in
una delle stanza vicine, che piange chiamando il suo pap. Philip corre lungo
i corridoi che formano un labirinto senza fine. Lintonaco crepato. Lorda
degli zombie allesterno e rumoreggia per entrare. Le finestre sbarrate
tremano. Philip ha un martello e cerca di mettere in sicurezza le finestre con
dei chiodi, ma la testa del martello cade. Rumori di schianti. Philip vede una
porta aprirsi di botto e corre verso di essa, ma la maniglia gli resta in mano.
Fruga nei cassetti e nei mobili in cerca di armi, gli sportelli cadono dai mobili,
lintonaco si stacca dal soffitto e il suo stivale finisce in un buco nel
pavimento. I muri crollano, il linoleum si deforma, le finestre cadono dalle
intelaiature e Philip continua a sentire la voce acuta e disperata di Penny che
lo chiama. PAP!
Braccia scheletriche sfondano le finestre che crollano dalle pareti; dita
annerite e ricurve provano a tentoni ad afferrare qualcosa.
PAP?
Teschi sbiancati erompono dal pavimento come raccapriccianti periscopi.
PAP!
Philip scoppia in un grido silenzioso mentre il sogno si frantuma come lana
di vetro.

QUATTORDICI
Philip si sveglia di colpo, ansimante. Si piega sul letto, sbattendo le palpebre
e strizzando gli occhi nella pallida luce del mattino. C qualcuno in piedi
accanto al letto. No. Sono due persone. Adesso le vede, una alta e una pi
bassa.
Buongiorno, splendore dice April con la mano sulla spalla di Penny.
Ges. Philip si siede contro la testata del letto in canottiera e calzoni della
tuta. Che diavolo di ora ?
quasi mezzogiorno.
Cristo santo mormora Philip, ritrovando lorientamento. Il suo corpo
muscoloso del tutto coperto da una pellicola di sudore freddo. Il collo gli
duole e la bocca ha il sapore di una pattumiera. Non ci credo.
Dobbiamo farti vedere una cosa, pap gli dice la bambina, con gli occhi
lucidi per lemozione. La vista di sua figlia felice lo colpisce con una
rassicurante ondata di sollievo, spazzando via gli ultimi residui del sogno
dalla sua mente febbricitante.
Si alza e si veste, chiedendo alle due signore di calmarsi.
Datemi un secondo per sistemarmi dice con un grugnito rauco per via del
whisky, passandosi le dita tra i capelli unti.
Lo portano sul tetto. Quando escono dalla porta antincendio ed emergono
nellaria fredda, Philip tentenna davanti alla luce. Bench il giorno sia
nuvoloso e scuro, Philip reduce dai postumi della sbornia e la luce gli fa
pulsare le pupille. Strizza gli occhi al cielo, dove le nuvole annunciano un
temporale e si rimescolano verso nord. Sembra che stia per piovere dice.
una buona notizia dice April, strizzando locchio a Penny. Fagli vedere
perch, tesoro.
La bambina afferra il padre per la mano e lo trascina sul tetto. Guarda,
pap, io e April abbiamo preparato un giardino dove piantare le cose.
Gli mostra un piccolo vaso improvvisato al centro del tetto. Philip impiega un
po per capire che il giardino stato realizzato con quattro carriole, alle quali
sono state rimosse le ruote e i cui vani sono stati attaccati insieme. Uno strato
di quindici centimetri di terreno riempie ognuna delle quattro cavit e alcuni
germogli non identificati sono gi stati trapiantati nei carretti. unidea
fantastica dice, stringendo la spalla della bambina. Guarda April. Davvero
fantastica.
stata unidea di Penny dice April con un piccolo lampo dorgoglio negli

occhi. Indica una fila di secchi. Raccoglieremo anche la pioggia.


Philip si abbevera dello stupendo, anche se leggermente ammaccato, viso
di April Chalmers, dei suoi occhi blu come il mare, dei suoi capelli biondo
cenere sciolti sopra il collo del maglione fatto alluncinetto che ha trovato
chiss dove. Non riesce a toglierle gli occhi di dosso. E anche se Penny
comincia a chiacchierare tutta felice, parlando delle cose che vuole far
crescere, piante di zucchero filato e cespugli di gomma da masticare, Philip
non pu fare a meno di arrivare a una conclusione: il modo in cui April si
inginocchia accanto a Penny e la ascolta attentamente con la mano sulla
schiena della bambina, lo sguardo affettuoso sul suo viso, il disinvolto legame
tra le due, il senso di unit, tutto suggerisce qualcosa di pi profondo della
mera sopravvivenza.
Philip si concede appena il lusso di pensare alla parola, che gli si presenta
di colpo proprio in quel momento, su quel baratro esposto al vento: famiglia.
Scusate!
La voce scontrosa proviene dalla porta antincendio dietro di loro, dallaltra
parte del tetto. Philip si gira. Tara, in uno dei suoi camicioni sporchi e in preda
a uno dei suoi tipici malumori, sta davanti alla porta aperta. Tiene in mano un
secchio. Il volto dalle guance cadenti e gli occhi pesantemente truccati
sembrano persino pi tirati e scontrosi del solito. Sarebbe chiedere troppo
avere un po daiuto?
April si alza e si volta. Ti avevo detto che ti avrei aiutata tra un minuto.
Tara ha raccolto lacqua dai bacini dei bagni. Philip prende in
considerazione lidea di intromettersi ma decide di non farlo.
stato mezzora fa dice Tara. Nel frattempo, mi sono ammazzata di fatica
per prendere lacqua mentre tu te ne stavi qui a trastullarti nel teatrino di Mr.
Rogers7.
Tara, ti prego calmati sospira April. Dammi un secondo, arrivo subito.
Va bene fa come ti pare! Tara si gira di scatto e si precipita con rabbia
gi per la scala interna, lasciando dietro di s unacida scia di disprezzo.
April abbassa lo sguardo. Mi dispiace per questo spettacolo, ma ancora
alle prese coi suoi lo sai problemi.
Dallespressione avvilita sulla faccia di April, chiaro che le servirebbe
troppa energia per spiegare la litania di quello che tormenta sua sorella.
Philip non uno stupido. Sa che complicato e che ha a che fare con la
gelosia e la rivalit tra sorelle, e forse anche col fatto che April affronta il lutto
con qualcuno diverso da Tara.
Non hai bisogno di scusarti le dice Philip. Ma c una cosa che vorrei che

sapessi.
Di che si tratta?
Volevo solo che sapessi quanto ti sono grato per quello che fai per mia
figlia.
April sorride. una bambina fantastica.
Sissignora lo e anche tu non sei male.
Beh grazie. Si piega verso di lui e gli d un bacetto sulla guancia. Niente
di speciale, solo un bacio veloce. Ma fa il suo effetto. Adesso meglio che
vada, prima che mia sorella mi spari.
April se ne va, lasciando Philip sbalordito a riprendersi nel vento.
Come bacio, non niente di speciale. La defunta moglie di Philip, Sarah,
era stata una baciatrice da primo premio. Diavolo, negli anni dopo la morte di
Sarah, Philip aveva incontrato prostitute che ci sapevano fare meglio coi baci.
Anche le puttane hanno dei sentimenti e Philip, allinizio dellincontro,
chiedeva loro se avevano qualche problema a cominciare con qualche bacio,
giusto per far finta che stessero insieme. Ma quel piccolo bacetto di April
piuttosto un antipasto, un assaggio delle cose a venire. Philip non lo
definirebbe un bacio provocatore. Ma nemmeno un bacio platonico, del tipo
che una sorella darebbe a un fratello. Quel bacio si colloca nel limbo
irresistibile tra due estremi. , dalla prospettiva di Philip, il gesto di chi bussa
alla porta per vedere se c qualcuno in casa.
Quel pomeriggio, la pioggia, che sembrava imminente, non arriva. gi
met ottobre ma Philip non ha idea di che giorno sia, e tutti continuano ad
aspettarsi larrivo dei temporali che tradizionalmente spazzano la Georgia
centrale in quel periodo dellanno. Eppure qualcosa li tiene alla larga. La
temperatura precipita e laria ronza di umidit latente, ma la pioggia seguita a
non arrivare. Forse la siccit ha qualcosa a che fare con lepidemia.
Qualunque sia il motivo, il cielo instabile, col suo scuro bassoventre di nuvole
tempestose, sembra riflettere la strana, inesplicabile tensione che cresce
dentro Philip.
Quello stesso giorno, pi tardi, chiede ad April di accompagnarlo in una
veloce sortita in strada.
Ci mette un po a convincerla, sebbene il numero degli zombie sia
drasticamente calato dallultima volta che sono usciti. Philip le dice che ha
bisogno daiuto per esplorare le vicinanze in cerca di un negozio di materiali
per la costruzione e la manutenzione della casa, un Home Depot o un
Lowes, dove trovare dei generatori. Fa sempre pi freddo, specie di notte, e
presto avranno bisogno di energia per sopravvivere. Gli serve qualcuno che

conosce la zona.
Vuole anche mostrarle i percorsi sicuri che Nick ha individuato. Nick si offre
di andare con loro ma Philip gli suggerisce che farebbe meglio a restare nei
paraggi per fare la guardia al condominio insieme a Brian.
April allaltezza del compito ed disposta ad andare, ma ha qualche
dubbio sulla traballante passerella improvvisata. E se comincia a piovere
quando sono sulle scale? Philip le assicura che un gioco da ragazzi, specie
per una piccoletta come lei.
Si infilano i cappotti e prendono le armi tenendole pronte: stavolta April
porta con s un Marlin e si preparano a partire. Tara ribolle di rabbia,
disgustata da quella che considera una stupida, pericolosa, immatura,
imbecille perdita di tempo. Philip e April la ignorano educatamente.
Non guardare in basso!
Philip a met del ponte improvvisato che passa sopra il vicolo sul retro.
April tre metri dietro di lui, disperatamente aggrappata alla passerella. La
guarda da sopra la spalla e sorride tra s. Quella ragazza ha cojones da
vendere.
Va tutto bene dice lei, aggrappandosi con le nocche bianche e la mascella
contratta. Il vento le arruffa i capelli. Dieci metri sotto di lei, un paio di cadaveri
ambulanti guardano con aria stupida verso la fonte delle voci.
Ci siamo quasi la sprona Philip, ormai approdato dallaltra parte.
Lei striscia per i rimanenti cinque metri. Lui laiuta a scendere sul
pianerottolo della scala antincendio. La grata di ghisa scricchiola sotto il loro
peso.
Trovano la finestra aperta e scivolano dentro lex sede della Stevenson and
Sons Accounting and Estate Planning. I corridoi dellufficio sono pi bui e
freddi dellultima volta che Philip li ha attraversati. Quella notte, il fronte della
tempesta ha portato il tramonto prima del solito.
Attraversano i corridoi vuoti. Non ti preoccupare la rassicura Philip, mentre
camminano con passo scricchiolante su detriti e moduli per rimborsi di tasse
spiegazzati. Questo posto il massimo della sicurezza che puoi avere al
giorno doggi.
Non molto rassicurante dice lei, stringendo il fucile e appoggiando
nervosamente il pollice sul cane.
Vestita con un pile sbrindellato e un paio di jeans, April ha le gambe e la
parte inferiore delle braccia avvolte di nastro adesivo. Nessun altro lo fa.
Quando Philip le ha chiesto perch lo facesse, lei gli ha risposto che lha visto
fare a un addestratore di animali alla TV, unultima difesa contro i morsi che

lacerano la pelle.
Attraversano latrio e poco dopo trovano la scala daccesso proprio dietro il
distributore automatico rovesciato.
Osserva bene dice Philip, guidandola verso la rampa di scale che conduce
alla porta senza contrassegni. Fa una pausa prima di aprire la porta. Ti
ricordi il Capitano Nemo?
Chi?
Quel vecchio film, Ventimila leghe sotto i mari. Quel vecchio capitano
strambo che suona lorgano in un sottomarino, mentre una piovra gigante
nuota fuori dagli obl panoramici.
Non lho mai visto.
Philip le sorride. Beh, stai per farlo.
Lultima cosa che April Chalmers si aspetta che a toglierle il fiato sia
qualcosa di diverso dallorrore e dalla violenza, ma pi o meno quello che
succede quando segue Philip attraverso la porta senza contrassegni sul
cavalcavia. Si ferma sulla soglia e rimane a guardare.
gi stata in questi passaggi coperti prima, forse persino in quello stesso
ponte, ma in qualche modo, quella sera, la luce trasparente e lo spazio della
struttura, che si allunga attraverso lincrocio, una decina di metri sopra la
strada, collegandosi col secondo piano di Dillards, sembrano un miracolo.
Attraverso le pareti di vetro, le venature dei fulmini tremolano e si fanno strada
in mezzo alle nuvole tempestose. Attraverso le pareti trasparenti, le ombre
sempre pi scure della citt brulicano di zombie erranti. Atlanta sembra la
plancia di un enorme gioco da tavolo in preda al caos.
Capisco cosa intendevi dice. La sua voce un mormorio, mentre assapora
tutto insieme, provando uno strano misto di emozioni, vertigine, paura,
eccitazione.
Philip si avvicina al centro del ponte, fermandosi accanto a una parete, e si
libera delle cinghie del borsone. Indica verso sud con un cenno. Voglio farti
vedere una cosa dice. Vieni qui.
Lei lo raggiunge, appoggiando il fucile e lo zaino alla parete di vetro.
Philip indica i segni lasciati da Nick Parsons sui veicoli abbandonati e sui
portoni. Le spiega la teoria delle zone sicure e le parla di quanto Nick sia
diventato furbo. Credo che faccia qualcosa di veramente buono qui
conclude.
April concorda. Potremmo usare quei nascondigli quando andiamo a
cercare quel generatore di cui tutti parlano.
Hai capito al volo, sorella.

Nick un bravo ragazzo.


Gi.
Loscurit cala su tutta la citt, e nelle ombre bluastre del ponte, il volto
segnato di Philip sembra ad April ancora pi ruvido del solito. Coi baffoni neri
alla Fu Manchu e gli occhi scuri infossati tra le rughe, lui le ricorda un incrocio
tra un giovane Clint Eastwood e chi? Suo padre da giovane? per questo
che avverte quelle fitte di attrazione verso quel grosso e allampanato
redneck? April forse cos stupida da sentirsi attratta da un uomo solo perch
il doppelgnger di suo padre? O quella patetica cotta ha qualcosa a che
fare con lo stress della lotta per la sopravvivenza in un mondo
improvvisamente minacciato dallestinzione? il tizio che ha sfondato il cranio
di suo padre, per lamor di Dio. Ma questo ingiusto. Quello non era pi
David Chalmers. Lo spirito di suo padre, come diceva la canzone, era volato
via. La sua anima se nera andata molto prima che il suo corpo uscisse dal
letto e tentasse di divorare la sua figlia maggiore.
Devo proprio dirtelo dice Philip, mentre osserva le figure vestite di stracci
che vagano nelle strade come cani randagi in cerca di avanzi. Dobbiamo
sistemare ancora alcune cose e poi potremo restare in quel condominio per
un bel po di tempo.
Credo che tu abbia ragione. Dobbiamo solo trovare il modo di infilare un po
di Valium nel cibo di Tara.
Philip scoppia in una risata pulita e allegra, mostrandole un lato di s che
non aveva ancora visto. La guarda. Forse possiamo farlo funzionare.
Possiamo fare molto pi che limitarci a sopravvivere. E non parlo solo di
prendere un generatore.
April lo guarda negli occhi. Che intendi dire?
Lui si volta verso di lei. Ho conosciuto un sacco di ragazze ai miei tempi, ma
non mi sono mai imbattuto in una come te. Dura come il ferro ma la
tenerezza che hai mostrato verso mia figlia? Non ho mai visto Penny
avvicinarsi a qualcuno come ha fatto con te. Diavolo, ci hai salvato il culo,
quando ci hai tirato fuori dalla strada. Sei una signora davvero speciale, lo
sai?
Dun tratto, la pelle di April avvampa di brividi e il petto sindebolisce mentre
capisce che Philip la guarda in un modo nuovo. I suoi occhi scintillano di
emozione. Adesso sa che lui pensa alla stessa cosa a cui pensava lei.
Abbassa lo sguardo, imbarazzata. I tuoi standard devono essere bassi
sussurra.
Lui si avvicina e le posa con gentilezza una delle grosse mani callose da

lavoratore sulla curva della mascella. Ho gli standard pi elevati di tutti quelli
che conosco.
Lo scoppio di un tuono echeggia oltre il vetro, facendo tremare il ponte e
sobbalzare April.
Philip la bacia sulle labbra.
Lei si tira indietro. Non lo so, Philip voglio dire non so se capisci.
Nello spazio di un istante la mente di April attraversata dai ripensamenti e
dai ripensamenti sui ripensamenti. Se lascia che questa cosa arrivi al livello
successivo, cosa succeder con Tara? Quanto mander a puttane le
dinamiche dellappartamento? Quanto complicher le cose? Quanto incider
sulla loro sicurezza, sulle loro possibilit di sopravvivenza, sul loro futuro (se
ancora ne hanno uno)?
Lespressione di Philip la riporta indietro, per il modo in cui la fissa con lo
sguardo quasi vitreo per lemozione e la bocca rilassata dal desiderio.
Lui si china e la bacia di nuovo; e stavolta lei si ritrova ad avvolgergli le
braccia al collo e a ricambiare il bacio, senza nemmeno accorgersi delle
gocce di pioggia che ticchettano sul vetro sopra le loro teste.
Il suo corpo quasi si affloscia nellabbraccio energico di Philip. Le loro labbra
si staccano e lelettricit la percorre mentre si esplorano con le lingue: il
sapore del caff e della gomma da masticare alla menta insieme allodore
muschiato di Philip le sovraccaricano i sensi. I suoi capezzoli si induriscono
sotto il maglione.
Con una brillante luce argentata, una saetta blu illumina a giorno il
tramonto.
April perde la cognizione di se stessa. Perde la cognizione di tutto. Le gira la
testa. Non si accorge che la pioggia sbatte contro il tetto di vetro. Non si
accorge nemmeno che Philip sta delicatamente adagiando entrambi sul
pavimento del passaggio. Mentre le loro labbra sono incollate e continuano a
scambiarsi baci appassionati, Philip le accarezza il seno con le sue grandi
mani e la appoggia con attenzione contro la parete di vetro; e prima che April
se ne renda conto, sopra di lei.
Il temporale scatena la sua furia. La pioggia scroscia contro il tetto. I tuoni
rimbombano, i fulmini crepitano e mandano scariche di elettricit statica
nellaria irrequieta mentre Philip solleva a tentoni la maglia di April sopra la
vita, esponendo il suo reggiseno alla luce bluastra.
Dita nodose aprono le fibbie delle cinture. I tuoni rimbombano. April sente la
spinta incalzante dei lombi di Philip farsi strada tra le sue gambe.
I lampi sfarfallano. I suoi jeans sono a met gamba e il suo seno libero.

Ununghia le graffia il ventre e di colpo, come se dentro di lei fosse scattato


un interruttore, accompagnato da ununica raffica di tuoni, April pensa:
ASPETTA.
BOOOOOOOM!
ASPETTA!
Unondata irrefrenabile di desiderio trascina via Philip Blake sulle sue
correnti impetuose.
Riesce appena a sentire la voce di April da un luogo molto lontano; gli dice:
Fermati, aspetta, basta, ascolta, ascolta, troppo, non sono pronta, ti prego,
ti prego, fermati subito, basta. Il cervello di Philip non registra nessuna di
quelle parole mentre annega nella lussuria, nella passione, nel dolore, nella
solitudine e nel disperato bisogno di sentire qualcosa, perch adesso tutto il
suo essere concentrato sul suo inguine e tutte le emozioni che aveva
represso lo travolgono.
Dio, ti prego, fermati! La voce lontana lo supplica, il corpo di April si
irrigidisce.
Philip monta la donna, che si contorce sotto di lui, quasi come se facesse
surf allinterno di unonda di rumore bianco, convinto che segretamente lei
voglia lui, che lo ami, malgrado quello che dice. Cos, continua a spingersi
dentro di lei, ancora e ancora, in mezzo ai lampi al magnesio e alla cruda
energia dei fulmini: la riempie, la prende, la nutre, la trasforma, finch non
resta sfibrata sotto di lui, sfibrata e silenziosa.
La morbida esplosione bianca di piacere erutta come un razzo che si stacca
dal suolo dentro Philip.
Scivola via da lei e si sdraia sul pavimento al suo fianco, a guardare la
pioggia sopra di lui, momentaneamente dimentico delle ombrose anime
profanate dieci metri sotto di loro, catturate dallo sfarfallio dei lampi come le
figure mostruose di un film muto.
Philip prende il silenzio di April come un segno che forse, solo forse, tutto
andr per il meglio. Mentre il temporale si assesta in un costante diluvio e il
suo ruggito simile a quello di un jet soffocato satura il passaggio, i due si
rimettono i vestiti e restano l, fianco a fianco, a lungo, senza dire una parola,
a fissare le raffiche di pioggia che si schiantano sul tetto di vetro.
Philip in stato di shock, il suo cuore batte allimpazzata, la pelle viscida e
gelida. Si sente come uno specchio infranto, come se una scheggia della sua
stessa anima si fosse staccata e gli rimandasse il riflesso della faccia di un
mostro. Cosa ha fatto? Sa di aver fatto qualcosa di sbagliato. Ma ha come la
sensazione che sia stato qualcun altro a farlo.

Mi sono lasciato trasportare un po dice alla fine, dopo molti minuti di


terribile silenzio.
Lei non dice una parola. Le lancia uno sguardo e nelloscurit vede riflesse
sul suo volto le ombre liquide della pioggia che scorre lungo i lati del
passaggio di vetro. Sembra cosciente solo in parte. Come se sognasse a
occhi aperti.
Mi dispiace le dice, con parole che suonano false e vuote anche alle sue
stesse orecchie. Le getta un altro sguardo, per cercare di intuire il suo stato
danimo. Stai bene?
S.
Sei sicura?
S.
La sua voce ha un timbro meccanico e del tutto incolore, a malapena udibile
sopra il rumore della pioggia. Philip sta per dire qualcosaltro quando una
raffica di tuoni interrompe il suo pensiero. Il rimbombo si riverbera attraverso
lintelaiatura metallica del passaggio e provoca una vibrazione che lo fa
rabbrividire.
April?
S.
Dobbiamo tornare indietro.
Il viaggio di ritorno avvolto dal silenzio. Philip cammina qualche passo
dietro April attraverso latrio deserto, su per una rampa di scale e lungo i
corridori vuoti e sporchi di immondizia. Di tanto in tanto, prende in
considerazione lidea di dire qualcosa, ma non lo fa. Immagina che forse
meglio lasciarla in pace. Lasciare che affronti la cosa. In quel momento
qualsiasi parola potrebbe peggiorare le cose. April cammina davanti a lui col
fucile sulla spalla, come un soldato stanco che ritorna da una ronda
pericolosa. Raggiungono il piano superiore dello studio commerciale e
trovano la finestra aperta: la pioggia entra passando in mezzo ai denti di vetro
rotto. Pronunciano solo poche parole: Va prima tu e Attenta a dove metti i
piedi, mentre Philip la aiuta ad arrampicarsi fuori e a salire la scala
antincendio spazzata dalla pioggia. Il vento incessante e la pioggia che li
sferzano mentre traballano sullinsidiosa passerella di fortuna procurano a
Philip una sensazione quasi piacevole. Una sensazione che lo conforta, lo
risveglia e alimenta in lui la speranza di poter forse riparare al male che le ha
fatto.
Nel tempo che impiegano a tornare allappartamento, entrambi fradici fino al
midollo, esausti e inebetiti, Philip ormai convinto di poter sistemare le cose.

Brian nellufficio camera da letto con Penny, intento a metterla a dormire


nel suo lettino. Nick in soggiorno e lavora sulla sua mappa delle zone
sicure. Ehi, com andata? chiede, alzando gli occhi dalle sue carte.
Ragazzi, sembrate dei pulcini bagnati; avete trovato qualche Home Depot l
fuori?
Non oggi replica Philip, dirigendosi verso la camera da letto, senza
fermarsi, nemmeno per togliersi gli stivali.
April non dice niente, non alza nemmeno gli occhi per incontrare lo sguardo
di Nick, mentre si incammina lungo il corridoio.
Guardatevi dice Tara, uscendo dalla cucina con unespressione scontrosa
e una sigaretta accesa che le penzola da un angolo della bocca. Proprio
come pensavo una stupida perdita di tempo del cazzo!
Se ne sta l con le mani sui fianchi, mentre sua sorella svanisce senza dire
una parola nella sua stanza alla fine del corridoio. Tara osserva Philip e poi
esce furibonda, seguendola.
Vado a dormire dice Philip a Nick in tono piatto e poi si avvia verso la sua
stanza.
Il mattino dopo, Philip si sveglia appena prima dellalba. La pioggia continua
a martellare le strade allesterno. La sente tambureggiare fuori dalla finestra.
La stanza fredda, buia, umida e odora di muffa. Si siede sullorlo del letto e
rimane a lungo cos, a guardare Penny, che dorme nel suo lettino dallaltra
parte della stanza, col corpicino raccolto in posizione fetale. Il ricordo
incompleto di un sogno si aggrappa al cervello intontito di Philip, insieme alla
nauseante sensazione di non sapere dove finisce lincubo e dove comincia
lepisodio con April della sera prima.
Se solo lo avesse sognato invece di averlo fatto davvero. Ma, nel buio della
stanza, la realt gli attraversa la mente coi suoi contorni duri e affilati: sono
come dei lampi, come se guardasse un altro perpetrare quel crimine. Philip si
stringe la testa, provando a scacciare dalla mente i sensi di colpa e il terrore.
Si passa le dita tra i capelli, cerca di convincersi a sperare. Pu affrontarlo
insieme ad April, trovare un modo per andare avanti, lasciarsi tutto alle spalle,
scusarsi con lei, farsi perdonare.
Osserva Penny che dorme.
Nelle due settimane e mezzo da quando il piccolo gruppo di Philip si unito
ai Chalmers, sua figlia ha iniziato a uscire dal suo guscio. Sulle prime sono
state solo piccole cose: Penny ha cominciato a non vedere lora di preparare
le loro cene disgustose e a illuminarsi ogni volta che April entrava in una
stanza. Col passare dei giorni poi, la bambina diventata sempre pi loquace

e ha preso a ricordare comerano le cose prima del cambiamento, a fare


commenti sulle strane condizioni climatiche e domande sulla malattia. Si
ammalavano anche gli animali? Sarebbe finita? Dio ce laveva con loro?
Il petto di Philip freme per lemozione mentre osserva la bambina che
dorme. Devesserci un modo per costruire una vita per sua figlia, costruire una
famiglia, trovare una casa, anche nel mezzo di quellincubo a occhi aperti,
devesserci un modo.
Per un breve istante, immagina unisola deserta e un piccolo cottage
annidato tra le palme. Lepidemia a milioni di anni luce di distanza.
Immagina April e Penny su unaltalena che giocano insieme in un orto.
Immagina se stesso seduto su una veranda, in forma, con la pelle cotta dal
sole, intento a osservare felice le due donne della sua vita che condividono
quel momento gioioso. Immagina tutto questo mentre osserva sua figlia che
dorme.
Si alza e le si avvicina senza fare rumore; si inginocchia e le accarezza
dolcemente i capelli morbidi. Deve fare un bagno. I suoi capelli sono unti e
arruffati e il suo corpo manda un tenue odore di sudore. Quellodore lo tocca
e gli stringe lo stomaco. I suoi occhi si spalancano. Non ha mai amato
nessuno come ama sua figlia. Persino Sarah, che aveva adorato, veniva per
seconda. Il suo amore per Sarah era, come quello di tutte le coppie sposate,
complicato, condizionato e fluido. Ma quando, sette anni e mezzo prima,
aveva posato gli occhi per la prima volta su sua figlia, quella piccola neonata
coperta di chiazze, aveva imparato cosa davvero significava amare.
Significa essere spaventato e vulnerabile per il resto della vita.
Qualcosa, dallaltra parte della stanza, attira la sua attenzione. La porta
socchiusa. Si ricorda di averla chiusa prima di mettersi a dormire. Lo ricorda
molto bene. Adesso aperta di circa quindici centimetri.
Sulle prime, la cosa non lo preoccupa granch. Forse ha accidentalmente
chiuso male la porta, che si riaperta per conto suo. O forse durante la notte
si alzato per andare a pisciare e si dimenticato di chiuderla. O magari
stata Penny ad andare a fare pip e a lasciarla aperta. Diavolo, magari
sonnambulo e non sa nemmeno di esserlo. Ma poi, proprio mentre si gira per
tornare a guardare sua figlia, nota dellaltro.
Dalla stanza mancano delle cose.
Il cuore di Philip comincia a martellare. Ha lasciato il suo zaino, quello che
portava quando arrivato due settimane prima, appoggiato contro il muro,
nellangolo, ma adesso sparito. Manca anche la sua pistola. Ha lasciato la
calibro .22 in cima al comodino con lultimo caricatore infilato. Anche le

munizioni sono sparite.


Philip balza in piedi.
Si guarda attorno. Proprio in quel momento, lalba tetra comincia a
illuminare la stanza e la tenda della finestra proietta lacrime di pioggia, come
riflessi spettrali dacqua, che colano lungo la parte esterna del vetro. I suoi
stivali non sono dove li ha lasciati. Erano sul pavimento sotto la finestra, ma
adesso sono spariti. Chi diavolo prenderebbe i suoi stivali? Dice a se stesso di
calmarsi. Devesserci una spiegazione semplice. Non c ragione di lasciarsi
prendere dal panico. Ma ci che lo turba di pi lassenza della pistola.
Decide di fare un passo alla volta.
Attraversa la stanza in silenzio, facendo attenzione a non svegliare Penny, e
scivola fuori dalla porta aperta.
Lappartamento silenzioso e immobile. Brian sonnecchia in soggiorno sul
divano letto. Philip entra scalzo in cucina, accende il fornello a propano e si
prepara una tazza di caff istantaneo con dellacqua piovana rimasta in un
secchio. Si spruzza un po dacqua fredda sul viso. Dice a se stesso di restare
calmo e prende alcuni respiri profondi.
Quando il caff caldo, prende la tazza e si incammina lungo il corridoio
verso la stanza di April.
Anche la sua porta socchiusa.
Guarda dentro e vede che la stanza vuota. Il suo battito accelera.
Una voce dice: Non qui.
Si gira e si ritrova faccia a faccia con Tara Chalmers, che tiene in mano la
Ruger, col cane armato e la canna puntata dritta su di lui.

QUINDICI
Okay vacci piano, sorella. Philip non si muove. Rimane fermo e immobile
nel corridoio, con la mano libera alzata e il caff nellaltra, che tiene protesa
da un lato come se valutasse se offrirlo alla donna. Di qualsiasi cosa si tratti,
possiamo risolverla.
Davvero ? gli chiede Tara Chalmers, guardandolo torva coi
fiammeggianti occhi truccati. Credi?
Senti non so cosa sta succedendo
Succede dice lei senza traccia di nervosismo o di paura, che la
formazione cambia.
Tara, qualsiasi cosa tu stia pensando
Vediamo di mettere le cose in chiaro. La sua voce ferma, piatta e senza
emozioni. Voglio che chiudi quella cazzo di bocca e fai quello che ti dico,
altrimenti ti faccio saltare quella testa del cazzo; non credere che non ne
abbia voglia.
Questo non
Metti gi la tazza.
Philip obbedisce, posando piano la tazza sul pavimento. Okay, sorella.
Come vuoi.
Smettila di chiamarmi cos.
Sissignora.
Adesso andiamo a prendere tuo fratello, il tuo amico e tua figlia.
Philip freme di adrenalina. Non crede che Tara abbia le palle per fargli
davvero del male e prende in considerazione lidea di provare ad afferrare
larma, lontana solo un paio di metri, ma resiste alla tentazione. A questo
punto meglio abbozzare e cercare di farla parlare.
Posso parlare?
MUOVITI!
Il suo grido improvviso frantuma la tranquillit e sveglia Penny e Brian;
probabilmente giunge anche al secondo piano dove Nick, un tipo mattiniero,
gi operativo.
Philip fa un passo verso di lei. Se solo mi dessi la possibilit di
La Ruger ruggisce.
Lo sparo lo manca, forse di proposito, forse no, e scava un solco nel muro a
mezzo metro dalla spalla sinistra di Philip. Il ruggito della pistola assordante
nello spazio chiuso del corridoio e le orecchie di Philip rimbombano mentre

luomo realizza che una scheggia dellintonaco del muro gli si conficcata
nella guancia.
Riesce a malapena a vedere Tara attraverso il fumo blu della cordite. Sul
suo volto c un sorriso o forse una smorfia: difficile capirlo ormai.
Il prossimo te lo becchi in faccia gli dice. Adesso farai il bravo bambino,
vero?
Nick Parsons sente lo sparo subito dopo aver aperto la Bibbia della
Concordanza per la sua lettura mattutina. Seduto sul letto, con la schiena
appoggiata alla testata, sobbalza per il rumore, mentre la Bibbia gli cade di
mano. Era aperta sullApocalisse di Giovanni, capitolo 1 versetto 9, la parte in
cui Giovanni dice alla chiesa: Io, Giovanni, vostro fratello e vostro compagno
nella tribolazione, nel regno e nella costanza in Ges.
Salta gi dal letto e va verso larmadio, accanto al quale dovrebbe essere il
suo fucile Marlin, appoggiato nellangolo, ma il fucile non c. Il panico gli
vibra lungo la spina dorsale: Nick comincia a girare su se stesso, si guarda
intorno e nota tutte le cose che sono sparite dalla stanza. Lo zaino sparito.
Le scatole di cartucce sparite. Gli attrezzi, il piccone, gli stivali, le mappe
tutto sparito.
Almeno i jeans ci sono ancora, piegati con cura sullo schienale di una sedia.
Li infila di corsa e si precipita fuori dalla stanza. Attraverso lo studio
dellappartamento. Fuori dalla porta. Lungo il corridoio. Gi per una rampa di
scale e sul primo piano. Crede di sentire il suono di una voce acuta di rabbia,
ma non ne sicuro. Corre verso lappartamento dei Chalmers. La porta non
chiusa a chiave e piomba allinterno.
Che succede? Che succede? continua a ripetere Nick mentre si ferma di
colpo nel soggiorno. Vede qualcosa che non ha senso. Tara Chalmers tiene
la Ruger puntata contro Philip, Philip ha una strana espressione sul volto e
Brian se ne sta a pochi passi di distanza e tiene stretta Penny, con le braccia
che la avvolgono in un gesto protettivo. E cosa ancora pi strana: tutte le loro
cose sono ammucchiate sul pavimento davanti al divano.
Va da quella parte ordina Tara, che brandisce larma per indicare a Nick di
andare verso Philip, Brian e Penny.
Che problema c?
Non ti preoccupare, basta che fai quello che ti dico.
Nick obbedisce lentamente, ma la sua mente in preda alla confusione. In
nome di Dio, cos successo l dentro? Quasi involontariamente, Nick guarda
Philip, guarda il granduomo negli occhi in cerca di risposte, ma per la prima
volta da quando lo conosce, il grande uomo pare quasi sottomesso, assente,

indeciso e frustrato. Nick guarda Tara. Dov April? Cos successo?


Non ti preoccupare.
Cosa vuoi fare? Perch hai messo tutta la nostra roba nel
Nicky interviene Philip. Lascia perdere. Tara ti dir ci che vuole che
facciamo. Noi lo facciamo e tutto si sistema.
Philip dice queste cose a Nick ma mentre le dice guarda Tara.
Da retta al tuo amico, Nick dice Tara; anche lei parla con Nick ma non
toglie gli occhi di dosso da Philip. I suoi occhi ardono di rabbia, disprezzo,
vendetta e anche qualcosaltro, qualcosa di incomprensibile per Nick,
qualcosa che percepisce come intimo, di unintimit inquietante.
Adesso il turno di Brian di parlare. Cosa vuoi che facciamo di preciso?
Tara, che continua a non distogliere lo sguardo da Philip, risponde: Ve ne
andate.
Sulle prime, a Nick Parsons quelle parole semplici e imperative sembrano
unaffermazione retorica. Alle sue orecchie sbalordite, sembra quasi che non
gli stia dicendo di fare qualcosa, bens che stia esprimendo unopinione. Ma
quella reazione iniziale e tutto il suo ragionamento speranzoso vengono
subito mandati in corto circuito dallespressione sulla faccia di Tara Chalmers.
Ripartite.
Philip continua a fissarla. Da dove vengo io, questo si chiama omicidio.
Chiamalo come ti pare. Prendete la vostra roba di merda e andatevene.
Vuoi farci uscire senza armi?
Far molto di pi dice. Salir sul tetto con uno di quei potenti fucili per
ammazzare i piccioni e mi assicurer che ve ne andiate.
Dopo un lungo, terribile momento di silenzio, Nick guarda Philip.
E alla fine, Philip distoglie lo sguardo dalla robusta e pettoruta ragazza con
la pistola. Prendi la tua roba ordina a Nick; e poi, rivolto a Brian: C un
poncho impermeabile nel mio zaino, mettilo a Penny.
Il tempo che impiegano a vestirsi e a prepararsi molto breve, solo pochi
minuti, durante i quali Tara Chalmers sta di guardia come una sentinella di
pietra; eppure quel tempo sufficiente a Brian Blake per rimuginare
freneticamente su quanto potrebbe essere successo. Mentre allaccia gli stivali
e mette limpermeabile a Penny, comprende che tutti gli indizi puntano verso
un qualche genere di perverso triangolo. Lassenza di April dice molto. Cos
come la furia legittima e assoluta di Tara. Ma cosa lha causata? Non pu
essere qualcosa che Philip ha detto o fatto. Cosa avrebbe potuto offendere le
ragazze cos nel profondo?
Per un folle istante, la mente di Brian torna alla sua ex moglie pazza.

Patologica, volatile, fragile, Jocelyn aveva fatto cose del genere. Era svanita
senza lasciare tracce per settimane. Una volta, mentre Brian era alla scuola
serale, aveva preso tutta la sua roba e laveva lasciata sulle scale del
condominio, quasi che volesse cancellare una macchia dalla sua vita. Ma
questo... questo diverso. Le ragazze Chalmers non hanno dato segno di
essere irrazionali o pazze.
La cosa che lo irrita di pi il comportamento di suo fratello. Sotto la
superficie di rabbia che ribolle e di frustrazione, Philip Blake sembra quasi
rassegnato, forse persino disperato. Quello un indizio importante. Ma il
problema resta, non c tempo per trovare una soluzione.
Forza, datevi una mossa dice Philip con lo zaino gettato sopra la spalla.
Indossa il suo giubbotto di jeans, su cui sono ancora evidenti lo sporco, il
grasso e il sangue del loro viaggio precedente, e si avvia verso la porta.
Aspetta! dice Brian. Si gira verso Tara. Almeno lasciaci prendere un po di
cibo. Per il bene di Penny.
Lei sposta il suo sguardo su di lui e ribatte: Vi lascer uscire di qui vivi.
Dai, Brian. Philip si ferma sulla porta. finita.
Brian lo guarda. In quella faccia profondamente segnata e vissuta c
qualcosa di galvanizzante per Brian. Philip la sua famiglia, sangue del suo
sangue.
E hanno fatto cos tanta strada. Sono sopravvissuti a troppi casini per morire
adesso come cuccioli abbandonati sul lato della strada. Brian avverte una
strana sensazione montargli alla base della spina dorsale e colmarlo di una
forza inaspettata. Va bene dice. Se cos che deve
Non finisce la frase, non c nientaltro da dire, si limita a mettere un braccio
intorno alle spalle di Penny e a condurla fuori dietro suo padre.
La pioggia una benedizione e una tortura. Gli frusta la faccia quando
emergono dal portone principale del palazzo; ma quando si accucciano sotto
gli alberi brulli lungo il marciapiede per prendere le loro cose, si accorgono
che il temporale ha allontanato gli azzannatori dalle strade. Le fogne
traboccano, le strade sono allagate dallalluvione e il cielo grigio incombe.
Nick strizza gli occhi guardando in lontananza verso sud, dove le strade
sono relativamente sgombre. Questa la strada migliore! La maggior parte
delle zone sicure da quella parte!
Okay, dirigiamoci a sud, allora dice Philip e si volta verso Brian. Puoi
prenderla di nuovo a cavalcioni? Conto su di te, campione. Proteggila.
Brian si asciuga lacqua dalla faccia e alza il pollice rivolto a suo fratello.
Si gira verso la bambina e fa per posarsela gentilmente sulla schiena, ma lei

si ferma di colpo. Per un brevissimo istante, lui si limita a fissarla meravigliato.


Anche lei fa lo stesso gesto del pollice alzato. Brian guarda suo fratello e i
due si comunicano qualcosa che va oltre le parole.
Penny Blake rimane l, ad aspettare, col mento spinto in avanti in un gesto
di sfida. Sbatte i dolci occhioni per cacciare via la pioggia e lespressione sulla
sua faccia ricorda quella che la sua defunta madre mostrava quando aveva a
che fare con le assurdit degli uomini. Alla fine, la piccola dice: Non sono pi
una bambina possiamo andare adesso?.
Si fanno strada fino allangolo, tenendosi bassi e scivolando sul marciapiede
viscido, con la pioggia che li ostacola. Gli sbatte in faccia e quasi subito gli
entra nei vestiti e nelle articolazioni. una pioggia autunnale gelida e
pungente e non d segno di volersi calmare.
Pi avanti, alcuni zombie cadaverici e malandati si sono raggruppati vicino a
una fermata degli autobus abbandonata: le teste coi capelli unti sembrano
coperte di muschio. Sembrano in attesa di un autobus che non arriver mai.
Philip guida il gruppo verso un angolo e sotto un tendone. Nick indica la via
verso la prima zona sicura: lautobus in disarmo a mezzo isolato a sud del
cavalcavia. Un rapido gesto della mano di Philip e si affrettano lungo le
vetrine verso lautobus.
Io dico che dobbiamo tornare indietro si lamenta Nick Parsons, mentre si
accuccia sul pavimento dellautobus e fruga nello zaino. La pioggia colpisce il
tetto con il rumore di una raffica di mitragliatrice soffocata. Nick trova una Tshirt, la tira fuori e si asciuga la faccia. una donna sola: possiamo
riprenderci quel posto. Io dico di tornare l e cacciarla fuori a calci nel culo.
Pensi che possiamo riprenderci il posto, eh? Philip vicino al sedile del
guidatore e fruga nei compartimenti in cerca delle cosa lasciate dallautista.
Hai un giubbotto antiproiettile in quello zaino?
Lautobus, lungo nove metri e coi sedili sagomati rivolti verso linterno su
entrambi i lati, puzza delle spettrali secrezioni di passeggeri ormai spariti, un
odore simile a quello del pelo di un cane bagnato. In fondo, a riposare sul
penultimo sedile, con Penny nel sedile accanto al suo, Brian rabbrividisce
nella felpa bagnata e nei jeans. Ha una pessima sensazione e non solo per
via della loro esposizione alla burrascosa giungla urbana di Atlanta.
La sensazione di catastrofe che avverte ha a che fare piuttosto col mistero di
quanto successo nel condominio la notte prima. Non riesce a smettere di
chiedersi cos successo di preciso tra le cinque del pomeriggio (quando
Philip e April hanno intrapreso la loro missione) e le cinque del mattino del
giorno dopo (quando tutto gli esploso in faccia). Dalla tensione nella voce

roca di suo fratello e dalla fredda determinazione sulla sua faccia, a Brian
ormai chiaro che la questione potrebbe diventare insignificante. La loro
priorit immediata sopravvivere. Ma Brian non pu smettere di pensarci. Il
mistero indica qualcosa di pi profondo, qualcosa che lo rode dallinterno e
che non riesce a mettere in parole.
I fulmini lampeggiano allesterno dellautobus, brillanti come le luci di un
fotografo.
Ce la cavavamo bene in quel posto prosegue Nick con voce lamentosa e
instabile. Si alza, afferrandosi a una maniglia. Quelle sono le nostre armi,
amico. E tutto il lavoro che abbiamo fatto? Quella roba nostra quanto loro!
Sta gi, Nick dice Philip in tono piatto. Non voglio che qualche sacco di
pus ci veda.
Nick si abbassa.
Philip si siede sul sedile dellautista, le molle cigolano. Controlla il cassettino
delle mappe sul cruscotto, ma non trova niente di utile. Le chiavi sono
nellaccensione. Philip le gira ma ne esce niente pi di un ticchettio. Non te
lo dir di nuovo. Quel posto andato.
Perch? Perch non possiamo riprendercelo, Philly? Possiamo sopraffare
quella troia cicciona. Tutti e tre!
Lascia perdere, Nick dice Philip, e persino Brian, in fondo allautobus,
sente il gelido tono davvertimento nella voce di Philip.
solo che non capisco si lamenta Nick piano. Com potuta succedere
una cosa del genere
Bingo! Alla fine, Philip ha trovato qualcosa di utile. Una sbarra dacciaio
lunga un metro e mezzo, allincirca della lunghezza e del peso dei cilindri di
ferro usati nel cemento armato, attaccata a dei ganci sotto il finestrino
dellautista. Lattrezzo termina con un uncino e molto probabilmente serviva
ad arrivare alla porta a soffietto (per chiuderla manualmente) attraverso la
cabina. Adesso, mentre Philip la brandisce nella luce fievole, sembra
uneccellente arma di fortuna. Questa pu andare mormora.
Com potuto succedere, Philly? insiste Nick, accucciandosi nella luce
intermittente dei lampi.
DANNAZIONE!
Allimprovviso Philip sbatte la sbarra di metallo sul cruscotto, spedendo
schegge di plastica dappertutto e facendoli sobbalzare. La sbatte di nuovo,
distruggendo la radio. Colpisce ancora e ancora, con tutta la sua forza,
sfondando i controlli e schiantando la macchinetta dei biglietti, da cui le
monetine escono volando. Continua a colpire la console finch il cruscotto

non distrutto.
Alla fine, con le vene del collo gonfie e la faccia livida di furore, si volta e
fissa i suoi occhi brucianti in quelli di Nick Parsons. Chiudi quella cazzo di
bocca!
Nick lo fissa.
Sul fondo, seduta accanto a Brian, Penny Blake si gira e guarda fuori dal
finestrino, dove la pioggia sporca continua a colare in rivoli. La sua
espressione si indurisce come provasse a risolvere un problema matematico
troppo complicato per le sue conoscenze scolastiche.
Nel frattempo, sul davanti, Nick paralizzato dallo shock. Calmati, Philly
sto solo chiacchierando. Vedi? Non significa niente. solo che ormai quel
posto mi piaceva.
Philip si lecca le labbra. Il fuoco nei suoi occhi si placa. Fa un respiro
profondo ed espira dolorosamente. Appoggia la sbarra sul sedile dellautista.
Senti mi dispiace capisco come ti senti. Ma meglio cos. Senza
elettricit, quel posto sar una cella frigorifera da met novembre.
Nick continua a tenere lo sguardo basso. Gi capisco il tuo punto di
vista.
meglio cos, Nicky.
Certo.
A questo punto, Brian dice a Penny che torner subito e si alza dal sedile.
Si muove lungo la corsia, restando basso sotto il livello dei finestrini, finch
non raggiunge Nick e suo fratello. Qual il piano, Philip?
Troveremo qualche posto dove accendere un fuoco. Non possiamo
accendere fuochi in un condominio.
Nick, quante altre zone sicure hai mappato finora?
Abbastanza per uscire da questa zona della citt, se facciamo una pausa o
due.
Presto o tardi, dovremo trovare una macchina dice Brian.
Philip grugnisce. Ma davvero.
Pensi che ci sia benzina in questo autobus?
Diesel, probabilmente.
Immagino che non abbia importanza cosa ci sia. Non abbiamo modo di
tirarla fuori.
E non abbiamo modo di mettercela dentro gli ricorda Philip.
N di muoverlo aggiunge Nick.
Quellaffare di metallo che hai trovato? Brian indica lasta di metallo sul
sedile dellautista. Pensi che sia abbastanza appuntito da perforare il

serbatoio della benzina?


Dellautobus? Philip guarda la sbarra dacciaio. Penso di s. A cosa
potrebbe servire?
Brian deglutisce a fondo. Ha unidea.
Uno alla volta, scivolano attraverso la porta a soffietto ed escono nella
pioggia, che ormai diventata una pioggerella gelida. La luce del giorno
torbida. Philip impugna la sbarra dacciaio e Nick tiene le tre bottiglie marroni
di Miller Light che Brian ha trovato incastrate sotto i sedili sul fondo. Brian
tiene Penny vicino a s: sagome scure si vedono in tutte le direzioni, le pi
vicine sono a forse un isolato di distanza, e il tempo passa in fretta.
Nellintervallo di pochi istanti, la luce dei fulmini rischiara la citt con lampi al
magnesio, illuminando i morti che arrivano dalla cima e dal fondo della strada.
Alcuni zombie hanno notato gli umani che si affrettano sul fondo dellautobus
e adesso si avvicinano con andatura caracollante e con uno scopo pi
preciso.
Philip era un camionista e sa dove si trova il serbatoio.
Si accuccia a terra vicino allenorme pneumatico e si infila rapido sotto il
telaio per raggiungere lestremit del serbatoio, mentre la pioggia gli sgocciola
dalla faccia. Quellautobus ha due serbatoi separati, ognuno dei quali
contiene cinquecento litri di carburante.
Svelto, amico, stanno arrivando! Nick si inginocchia dietro Philip con le
bottiglie.
Philip sbatte la parte appuntita della sbarra sul fondo del serbatoio pi
vicino, ma riesce solo a scheggiare linvolucro di ferro. Lancia un grido
rabbioso e dirige di nuovo la punta contro il serbatoio.
Questa volta, la punta perfora lesterno della tanica e, allimprovviso, un
flusso sottile di liquido giallo e oleoso gli cola sulle mani e sulle braccia. Nick
si infila sotto e si affretta a riempire la prima bottiglia da trentatr centilitri.
I tuoni martellano il cielo, seguiti da unaltra salva di fulmini. Brian guarda da
sopra la spalla e vede un intero reggimento di cadaveri semoventi, illuminati a
giorno dai lampi, a solo una ventina di metri di distanza: molte delle loro facce
sono chiaramente riconoscibili nelleffetto stroboscopico delle saette.
A uno manca la mascella; un altro cammina con un festone di intestini che
penzola da uno squarcio nello stomaco.
Dai, Nick! Muoviti! Brian tiene alcuni pezzi di una maglietta in una mano e
un accendino nellaltra. Si agita irrequieto accanto a Penny, che fa del suo
meglio per essere coraggiosa: stringe i piccoli pugni e si morde il labbro
mentre sorveglia larmata di cadaveri che avanzano.

Eccone una, vai, VAI! Nick passa la prima bottiglia di carburante a Brian.
Brian ci ficca dentro lo straccio e rovescia in fretta la bottiglia fino a farlo
inzuppare. Gli occorrono solo pochi secondi, ma Brian avverte il tempo che si
esaurisce e la presenza di centinaia di azzannatori che si avvicinano. Lo
scatto dellaccendino produce una fiamma, che viene subito spenta dal vento.
Forza, campione forza, forza! Philip si gira verso lorda in arrivo e solleva
il suo attrezzo dacciaio. Dietro di lui, Brian protegge la fiamma con le mani e
riesce finalmente ad accendere la miccia. Lo straccio prende fuoco e le
fiamme si accartocciano lungo il lato della bottiglia, tra il fumo e le gocce del
liquido.
Brian scaglia la bottiglia Molotov verso lavanguardia della massa.
La bottiglia si schianta a un metro e mezzo di distanza dagli zombie pi
vicini e fiorisce in unesplosione di fuoco giallo, producendo un crepitio nella
nebbia. Numerosi cadaveri barcollano allindietro a causa della luce e del
calore inattesi; alcuni urtano contro i loro simili, facendoli cadere come tessere
del domino. In altre occasioni la vista di quei mostri che cadono sarebbe quasi
divertente, ma non ora.
Intanto Philip afferra la seconda bottiglia piena e ci ficca dentro lo straccio.
Dammi laccendino! Brian gli passa il Bic. Adesso muovetevi! ordina Philip,
accendendo lo straccio e gettando la bottiglia in fiamme contro larmata di
mostri che giunge dalla direzione opposta.
Stavolta la bottiglia si schianta in mezzo agli zombie: erutta tra le loro file e
manda a fuoco almeno una dozzina di azzannatori con la ferocia del napalm.
Brian non si guarda indietro mentre prende in braccio Penny e segue Nick
nella fuga disperata verso la bottega del barbiere.
Brian, Penny e Nick sono gi a met strada verso la prossima zona sicura
quando si accorgono che Philip rimasto indietro.
Che diavolo fa? La voce di Nick stridula e disperata, mentre si nasconde
nellandrone di un altro negozio sbarrato.
Che diavolo ne so! risponde Brian, infilandosi nellandrone con Penny e
guardando indietro verso suo fratello.
A un centinaio di metri di distanza, Philip grida verso i mostri qualcosa di
osceno e inarticolato, roteando la sua arma di ferro contro un aggressore.
Lo zombie in fiamme gli si avvicina avvolto in una voluta di fumo e scintille.
Oh, mio Dio! Brian copre il viso di Penny. Stai gi STAI GI!
In lontananza, Philip Blake si allontana dalla folla con laccendino in una
mano e la sbarra insanguinata nellaltra, come se fosse sotto leffetto di una
specie di frenesia vichinga, con tutta la rabbia repressa che emerge in una

serie di plateali gesti sprezzanti.


Si ferma e appicca il fuoco a una pozza di carburante che cola da sotto
lautobus; poi si volta e scappa con lo slancio e la velocit di un possessore di
palla in un campo libero dagli avversari.
Dietro di lui, la pozza di carburante prende fuoco e le fiamme blu si
diffondono verso limponente sagoma dacciaio dellautobus. Philip percorre
quasi cinquanta metri di asfalto bagnato e sfonda la testa di una mezza
dozzina di azzannatori lungo la strada, mentre il fuoco risale sulla fiancata
dellautobus.
Un tonfo basso e sordo si leva sopra la pioggia e i lamenti.
Philip non riesce a vedere Brian e gli altri nella nebbia che si trova davanti.
PHILIP! DI QUA!
Lurlo di Brian come un faro e Philip gira verso di lui mentre lesplosione
squassa il terreno e trasforma un pomeriggio grigio e scuro nella superficie
del sole.
Nessuno lo degna di unocchiata. Sono tutti schiacciati contro una porta
dentro lalcova sbarrata, a proteggersi il volto dai frammenti in fiamme, dai
pezzi dellautobus, dalle schegge appuntite di carrozzeria metallica e dalle
fontane di vetro, che volano oltre il portone. Brian intravede un riflesso su una
vetrina dallaltra parte della strada: lesplosione, a mezzo isolato di distanza,
ha scagliato venti tonnellate di autobus dritte nel cielo: una nuvola a fungo di
fuoco abbagliante e terribile. La potenza dello scoppio ha squarciato la cabina
e londa durto rovente ha abbattuto moltitudini di morti con la luminosa
violenza di una supernova. Innumerevoli corpi sono spazzati via dallondata,
inceneriti nella fornace; alcuni vengono fatti a pezzi dai rottami scagliati in aria
e i brandelli volano nel cielo in tempesta come uno stormo di uccelli in fuga.
Un pezzo di parafango in fiamme si schianta a cinque metri dal portone.
Tutti sobbalzano al clangore metallico dellimpatto, con gli occhi spalancati
per lo shock. Cazzo! CAZZO! esclama Nick, proteggendosi il volto con le
mani. Brian stringe Penny in un abbraccio serrato, senza parlare,
momentaneamente paralizzato.
Philip si pulisce la faccia col dorso della mano e si guarda intorno
nellandrone con lo stupore di un sonnambulo che si appena risvegliato.
Okay, allora. Si guarda dietro da sopra la spalla, poi si volta di nuovo verso
Nick. Dov questa bottega di barbiere?

SEDICI
Mezzo isolato pi a sud, nel buio di una stanza piastrellata putrida e senza
aria, tra i numeri sparpagliati di True Detective, pettini di plastica, piccoli
ammassi di polvere e capelli e tubi di Brylcreem, si asciugano la faccia con
asciugamani e grembiuli da barbiere e trovano altri ingredienti per le loro
bottiglie Molotov fatte in casa.
Le bottiglie di lozioni per capelli vengono svuotate, riempite di alcool e
tappate con batuffoli di cotone. Sotto il registratore di cassa trovano nascosta
una Louisville Slugger vecchia e ammaccata. Probabilmente, una volta,
quella mazza da baseball teneva alla larga i clienti importuni o i criminali della
zona intenzionati a rubare lincasso della giornata. Philip passa la nuova arma
a Nick e gli dice di usarla con giudizio.
Recuperano tutto quanto giudicano utile. Da un vecchio distributore
automatico sul retro prendono una manciata di barrette di cioccolato, un paio
di Twinkie8 e un vecchio spiedino di salsiccia. Mentre riempiono gli zaini,
Philip dice loro di non rilassarsi troppo. Sente dei rumori allesterno: sempre
pi morti si stanno raggruppando nella zona, attirati dallesplosione. La
pioggia cala. I rumori si diffondono. Devono continuare a muoversi, se
vogliono uscire dalla citt prima che faccia notte.
Forza, forza dice Philip. Muoviamo il culo e andiamo verso la prossima
zona Nicky, facci strada.
Riluttante, Nick li guida fuori dalla bottega del barbiere, sotto la pioggia e
gi lungo unaltra fila di vetrine. Philip fa da retroguardia, con la sbarra di
ferro pronta a colpire e un occhio fisso su Penny, che si aggrappa alla
schiena di Brian con listinto di una scimmia.
A met del percorso verso la successiva zona sicura, un cadavere randagio
sbuca da dietro un tamponamento, barcollando minaccioso verso Brian e
Penny. Philip lo centra sul retro del cranio con la parte appuntita della sbarra
di ferro, colpendolo proprio sopra la sesta vertebra cervicale: il cranio si
stacca e penzola sul petto mentre il corpo crolla sul selciato bagnato. Penny
distoglie lo sguardo.
Altri cadaveri si materializzano dalle imboccature dei vicoli e dalle ombre dei
portoni.
Nick trova il simbolo dipinto allangolo dellincrocio tra due strade.
La stella scarabocchiata sopra la porta di vetro di un negozietto. La
facciata del negozio avvolta in una saracinesca di ferro; ci sono anche cavi

consunti, tubi al neon infranti e ammassi di nastro adesivo; gli scaffali delle
vetrine sono vuoti. La porta chiusa, ma non a chiave (proprio come Nick
laveva lasciata tre giorni prima).
Nick la spalanca e fa un cenno: tutti entrano di corsa.
In effetti, si infilano dentro cos in fretta che nessuno nota linsegna del
negozio sopra larchitrave della porta, dove le lettere al neon fredde e spente
recitano tom thumbs tiny toy shoppe.
La facciata del negozio, appena centocinquanta metri quadrati,
disseminata di frammenti dai colori brillanti. Gli scaffali ribaltati hanno
rovesciato sulle piastrelle infangate il loro inventario di bambole, macchinine
da corsa e trenini. Un tornado di distruzione ha imperversato nel negozio.
Dove un tempo stavano i mobili pendono ora mucchi di cavi; i resti in frantumi
delle scatole di LEGO e degli aeroplanini sono accatastati qua e l. Le
imbottiture di piuma dei giocattoli di peluche squarciati si muovono come
foglie morte nella scia dei visitatori che entrano sbattendo le porte.
Per un momento, restano nel vestibolo, gocciolanti di sudore, intenti a
riprendere fiato e a bocca aperta davanti al sorprendente cumulo di rottami
ammassato davanti a loro.
Per parecchio tempo nessuno si muove. Qualcosa in quella rovina li
ipnotizza e li tiene incollati alla soglia.
State tutti fermi dice infine Philip, prendendo un fazzoletto e pulendosi la
sporcizia dal collo. Cammina di lato, accanto a un orso di peluche dilaniato,
poi si inoltra con cautela sul fondo del negozio. Vede una porta posteriore
senza contrassegni, forse un magazzino, forse una via duscita. Brian mette
gi Penny con gentilezza e controlla che non abbia ferite di nessun tipo.
Penny guarda il triste mucchio di Barbie decapitate e animali di pezza
sventrati.
Quando mi sono imbattuto in questo posto dice Nick dallaltra parte della
stanza, in cerca di qualcosa, pensavo che forse ci avremmo trovato qualcosa
di utile: gadget, walkie-talkie, torce elettriche roba del genere. Gira attorno
alla cassa, fa alcuni passi e si sistema dietro il registratore di cassa. Un posto
come questo, in questa parte della citt diavolo, poteva esserci anche una
pistola.
Cosa c l dietro, Nicky? Philip indica col pollice un passaggio, coperto da
una tenda, sul retro del negozio. La tenda nera arriva fino al pavimento. Hai
avuto modo di darci unocchiata?
Un magazzino credo. Fa attenzione, Philly. buio l dentro.
Philip si ferma vicino alla tenda, si toglie lo zaino e ci fruga dentro in cerca

della piccola torcia elettrica delle dimensioni di una penna che tiene nella
tasca laterale. La accende e si fa strada dietro la tenda sparendo
nelloscurit.
Dallaltra parte del negozio, Penny ammaliata dalle bambole rotte e dagli
orsacchiotti sventrati. Brian la controlla da vicino. Muore dalla voglia di
aiutarla, di rimettere tutti in carreggiata, ma adesso non pu far altro che
inginocchiarsi accanto alla bambina e cercare di distrarla. Vuoi una barretta
di cioccolato?
No. La parola suona come pronunciata da una bambola parlante; gli occhi
sono fissi su tutti i giocattoli distrutti.
Sei sicura?
S.
Abbiamo i Twinkie dice Brian, per colmare il silenzio, per farla parlare, per
tenerla occupata. Ma in quel momento, Brian non riesce a pensare a
nientaltro che allespressione sulla faccia di Philip, alla violenza nei suoi occhi
e al fatto che tutto il mondo, il loro mondo, sta crollando a pezzi.
No, sto bene dice Penny. Si avvicina a uno zainetto di Hello Kitty posato
su una pila di immondizia. Lo raccoglie e lo controlla. Pensi che qualcuno si
arrabbier se prendo un po di queste cose?
Quali cose, piccola? Brian la guarda. Vuoi dire i giocattoli?
Lei annuisce.
Una fitta di pena e vergogna squarcia il petto di Brian. Prendili pure dice.
Lei comincia a raccogliere pezzi di bambole calpestate e animali di pezza
sbrindellati. A Brian sembra quasi un rituale, come un rito di passaggio per la
bambina, intenta a selezionare Barbie a cui manca qualche arto e orsetti con
le cuciture strappate. Fa scivolare i giocattoli rovinati nello zaino con la cura di
chi effettua il triage in una clinica. Brian sospira.
Proprio in quellistante, la voce di Philip li chiama da un luogo perso nei
meandri del retrobottega e interrompe i pensieri di Brian, che stava per offrire
irresponsabilmente a Penny la salsiccia allo spiedo. Adesso, per, Brian
scatta in piedi. Cosha detto?
Dallaltra parte del negozio, da dietro il registratore di cassa, Nick si rianima.
Non lo so non ho sentito.
Philip! Brian comincia a muoversi verso la tenda che d sul retro, con la
pelle che freme per la tensione. Stai bene?
Passi frettolosi risuonano da dietro la tenda che copre il passaggio poi, dun
tratto, la tenda si spalanca e Philip li guarda con la faccia contorta da
unespressione selvaggia, qualcosa a met tra leccitazione e lossessione.

Prendete la vostra roba, abbiamo appena vinto alla fottuta lotteria!


Philip li conduce lungo un corridoio stretto e buio, oltre scaffali di giocattoli
ancora nelle scatole, girato un angolo e attraverso una porta di sicurezza
apparentemente chiusa, ma non a chiave, durante lesodo precipitoso dei
precedenti occupanti. Gi per un altro stretto corridoio, guidati dal sottile
raggio di luce della torcia di Philip, giungono a una porta antincendio. La
porta metallica socchiusa e dallaltra parte sono visibili le ombre di un altro
corridoio.
Date unocchiata a quello che c dallaltra parte del nostro negozietto di
giocattoli. Philip apre la porta antincendio col piede. Il nostro biglietto per
uscire da questo inferno.
La porta metallica si spalanca e Brian si ritrova a guardare, attraverso un
altro stretto corridoio, limmagine speculare della prima porta antincendio.
Anche la porta metallica che d sulla sala socchiusa, e dallapertura Brian
vede, celate dallombra, file di lucenti raggi di ruote. Oh, mio Dio mormora.
quello che penso?
Lo spazio enorme: comprende lintero angolo del primo piano delledificio
adiacente; su tre lati si dispongono vetrine di vetro rinforzato, attraverso le
quali possibile vedere langolo della strada allesterno, dove sagome
ombrose vagano senza meta, alla deriva nella pioggia come anime dannate.
Ma dentro, nel lucente mondo felice del Champion Cycle Center, il principale
venditore di motociclette di Atlanta, tutto caldo, ordinato e lucidato a dovere.
Il salone non sembra essere stato toccato dallepidemia. Nella luce pallida e
smorta che filtra dalle imponenti vetrine, motociclette di tutte le marche e
modelli sono allineate in quattro file ordinate, che si estendono da un estremo
allaltro della rivendita. Laria odora di gomma nuova, di pelle oliata e di
acciaio finemente lavorato. I lati del salone sono rivestiti da tappeti ricamati
con il logo, nuovi e lussuosi come quelli della hall di un albergo elegante.
Insegne al neon spente pendono dal soffitto coi nomi delle marche delle
moto: Kawasaki, Ducati, Yamaha, Honda, Triumph, Harley-Davidson e
Suzuki.
Pensi che ci sia della benzina nelle moto? Brian compie un lento giro su
se stesso, ammirando lintero salone.
Non abbiamo che da scegliere, campione. Philip indica con un cenno il
fondo della stanza, oltre il bancone della cassa, le scrivanie e gli scaffali
traboccanti di pezzi di ricambio. Sul retro c unofficina possiamo travasare
la benzina in tutte le moto che vogliamo abbastanza in fretta.
Penny guarda senza emozioni il tripudio di cromo e gomma. Tiene lo

zainetto di Hello Kitty stretto saldamente alle spalle sottili.


La testa di Brian gira. Emozioni contrastanti si schiantano una contro laltra
come onde impetuose: eccitazione, ansia, speranza, paura. C solo un
problema mormora piano, sentendo sulle spalle il peso dellangoscia e
dellincertezza.
Philip lo guarda. Che diavolo di problema hai adesso?
Brian si pulisce la bocca. Non ho la minima idea di come funzionano questi
affari.
Si fanno tutti una necessaria risata, una risata nervosa, fragile forse, ma
nonostante tutto una risata, alle spese di Brian. Philip gli assicura che non fa
nessuna differenza se non ha mai guidato una motocicletta: qualsiasi idiota
imparerebbe a farlo in due minuti. Cosa pi importante, Philip e Nick hanno
avuto delle moto nel corso degli anni e lultima volta che Philip ha controllato
erano solo in quattro: i due che non guidano possono viaggiare sul sellino
posteriore.
Prima ce ne andiamo da Atlanta, pi possibilit abbiamo di sopravvivere
senza armi dice Philip alcuni minuti dopo, rovistando in uno scaffale di vestiti
di pelle nellangolo posteriore del negozio, tra giubbotti, pantaloni, magliette e
accessori. Si sceglie un giubbotto marrone della Harley e un paio di robusti
stivali da lavoro neri. Voglio che vi cambiate i vestiti bagnati e vi prepariate a
partire entro cinque minuti Brian, tu aiuta Penny.
Si cambiano, mentre la pioggia fuori dai vetri comincia a placarsi. Langolo
della strada pullula di figure traballanti, decine di sagome logore e cenciose,
alcune delle quali bruciate dallesplosione, altre in stato di decomposizione
avanzata. Le facce sono incavate, alcune brulicano di parassiti e altre si
illividiscono in maschere ammuffite di carne putrefatta. Nessuno, per, si
accorge del movimento allinterno del salone buio.
Vedi quegli azzannatori che si radunano qui fuori? dice sottovoce Nick a
Philip. Nick si gi messo un cambio di vestiti asciutti e si sta allacciando un
giubbotto di pelle nero. Fa un lieve cenno verso la luce grigia della vetrina.
Alcuni sono quasi andati del tutto.
E allora?
Alcuni hanno quanto? tre, quattro settimane?
Come minimo. Philip ci pensa per un momento, mentre si toglie i vestiti di
jeans bagnati. La biancheria gli si incollata alla pelle e deve praticamente
sbucciarsela di dosso. Si gira in modo che Penny non lo veda nudo. Tutta
questa cosa scoppiata da pi di un mese ormai beh?
Si stanno decomponendo.

Eh?
Nick abbassa la voce per non farsi sentire da Penny; la bambina dallaltra
parte del salone, impegnata a infilarsi un giubbotto invernale di taglia small,
con Brian che cerca di allacciarglielo. Pensaci, Philly. Secondo il naturale
corso degli eventi, un cadavere diventa polvere in un anno, pi o meno.
Abbassa ancora di pi il tono della voce. Specie quelli esposti agli elementi.
Cosa vuoi dire, Nick? Che non dobbiamo far altro che aspettare? Lasciare
che i vermi facciano tutto il lavoro?
Nick scrolla le spalle. Beh, s, pensavo che
Ascolta. Philip gli punta un dito in faccia. Tieni per te le tue teorie.
Non intendevo
Quei mostri non se ne andranno, Nicky. Ficcatelo per bene in quella
testaccia dura. Non voglio che mia figlia senta queste stronzate. Mangiano i
vivi e nel farlo si riproducono; e quando si saranno decomposti, ce ne saranno
molti altri a prendere il loro posto. A giudicare dal fatto che il vecchio
Chalmers si trasformato senza essere stato morso, i giorni di tutto il fottuto
mondo sono contati, perci bevici su, bubba, troppo tardi, pi tardi di
quanto tutti pensiate.
Nick abbassa lo sguardo. Daccordo, amico, ho capito calmati, Philly.
A questo punto, Brian ha finito di infagottare Penny e i due si avvicinano.
Siamo pronti, pi pronti di cos
Che ore sono? chiede Philip a Brian, che sembra quasi ridicolo nel
giubbotto di pelle della Harley di una taglia e mezzo troppo grande.
Lui guarda lorologio. Quasi mezzogiorno.
Bene abbiamo almeno sei, sette ore buone di luce per lasciare la citt.
Avete scelto le vostre moto, ragazzi? chiede Brian.
Philip gli rivolge un sorriso freddo.
Scelgono due dei pi grossi capolavori di metallo del negozio, un paio di
Harley-Davidson Electra Glide, una blu perla e laltra tutta nera. Le scelgono
per le dimensioni dei motori, la spaziosit dei sedili, i centimetri cubici di
spazio dei bagagliai e anche perch, ehi, sono delle fottute Harley. Philip
decide che Penny viagger con lui e Brian viagger con Nick. I serbatoi sono
vuoti ma nellofficina sul retro ci sono parecchie moto fornite di carburante: ne
travasano il pi possibile dentro le Harley.
Nei quindici minuti che occorrono per preparare le moto, trovare i caschi
della misura giusta e trasferire tutti i loro averi nelle borse portabagagli, la
strada davanti al negozio brulica di morti. Adesso centinaia di azzannatori
affollano lincrocio, vagano senza meta nella pioggerella grigia, si sfregano

contro il vetro, lanciano i loro gemiti intorpiditi, sbavano la loro bile nera,
fissano i loro occhi di peltro sulle ombre che si muovono dentro le vetrine del
Champion Cycle Center.
affollato l fuori borbotta Nick, senza rivolgersi a nessuno in particolare,
mentre trascina la massiccia due ruote verso luscita, dove una porticina
verticale d sul parcheggio che costeggia la rivendita. Si allaccia il casco.
Abbiamo lelemento sorpresa dice Philip, spingendo la Harley nera verso
la porta. Indossa il casco e il suo stomaco brontola per la fame e il
nervosismo. Non mangia da quasi ventiquattrore. Nessuno di loro ha
mangiato. Infila la sbarra di ferro che ha preso sullautobus in una cucitura tra
il manubrio e il parabrezza (per poterla afferrare agevolmente e alla svelta).
Forza, pulcino, salta su dice a Penny, che se ne sta impacciata l vicino con
in testa un casco per bambini. Andiamo via, ci facciamo un giretto.
Brian aiuta la bambina a salire sul sellino posteriore, un trespolo imbottito
sopra il comparto per i bagagli laccato di nero. C una cintura di sicurezza in
uno dei comparti laterali e Brian la allaccia attorno alla vita della bambina.
Non preoccuparti, piccola le dice sottovoce.
Ci dirigeremo a sud e poi a ovest, capito? dice Philip, montando in sella
alla bestia di ferro. Nicky, tu seguimi.
Ricevuto.
Siete pronti?
Brian si avvia verso la porta e annuisce nervoso. Pronto.
Philip accende la Harley, il motore ulula e riempie il salone buio di rumore e
fumo. Nick accende la sua moto. Il secondo motore suona una melodia di
rumore allunisono dissonante con laltro. Philip d gas e fa il segnale a Brian.
Brian aziona la serratura manuale della porta e la spalanca nel vento
bagnato. Philip d gas e parte.
Brian balza sul sellino posteriore della moto di Nick, che parte a razzo dietro
Philip.
OH, MERDA! OH, DIO! PHILIP! PHILIP! GUARDA IN BASSO! GUARDA IN
BASSO, AMICO! PHILIP, GUARDA IN BASSO!
Lurlo disperato di Brian soffocato dal casco e sommerso dal rumore delle
motociclette.
successo appena pochi istanti dopo che sono sfrecciati attraverso la
massa di azzannatori che ingolfava lincrocio, coi corpi a brandelli che
rimbalzavano sui parafanghi. Dopo aver compiuto una brusca svolta a sinistra
ed essere schizzati a sud su Water Street, lasciando le schiere di non morti a
mangiare la polvere e il fumo, Brian ha visto il cadavere straziato trascinarsi

sullasfalto dietro la moto di Philip.


La parte inferiore del corpo stata strappata, gli intestini sono come cavi
elettrici che sbandierano al vento, ma nel torace rimasta ancora abbastanza
energia e la testa putrefatta intatta. Si aggrappato al parafango posteriore
con le braccia morte e comincia a issarsi lungo il fianco della Harley.
Ma la cosa peggiore che n Philip n Penny sembrano essersene accorti.
AFFIANCATI A LUI! NICK, AFFIANCATI! urla Brian, con le braccia strette
attorno al torace di Nick.
CI STO PROVANDO!
A quel punto, mentre ruggisce lungo la strada laterale deserta e bagnata, la
moto sbanda sullasfalto viscido; Penny nota la creatura attaccata alla moto
che si arrampica verso di lei e comincia a urlare. Da dove si trova Brian, una
decina di metri pi indietro, il grido della bambina non si sente e appare come
il gesto esagerato di unattrice del cinema muto.
Nick d gas. La sua Harley riduce la distanza.
PRENDI LA MAZZA! grida sopra il frastuono e Brian cerca di estrarre la
mazza da baseball da sotto il portabagagli.
Pi avanti, quasi senza preavviso, Philip Blake si avvede della cosa
attaccata dietro la sua moto. Il casco di Philip si guarda rapidamente intorno
mentre lui annaspa per prendere la sua arma.
Nel frattempo, Nick arrivato a quasi due metri dal fanalino di coda della
Harley nera; ma prima che Brian possa intervenire con la mazza, Philip estrae
la sbarra di ferro dal suo fodero di fortuna sul davanti della moto.
Con un movimento rapido e violento, che fa deviare leggermente la Harley
nera dal suo percorso, si gira sul sedile, tenendo il manubrio con una sola
mano, e conficca la punta della sbarra di metallo nella bocca dello zombie.
La testa infilzata del mostro resta bloccata pochi centimetri sotto Penny, con
la sbarra incastrata tra i tubi di scappamento cromati. Philip solleva la gamba
destra e, con la potenza di un ariete, scalcia il cadavere (con la sbarra e tutto)
gi dalla moto. Il mostro cade e rotola e Nick deve scartare bruscamente per
evitarlo.
Philip aumenta la velocit, mantenendo la rotta, diretto a sud, senza
prendersi il disturbo di guardarsi indietro.
Proseguono, zigzagando attraverso la zona sud della citt ed evitando le
aree congestionate. Dopo un paio di chilometri, Philip trova unaltra arteria
principale piuttosto libera da tamponamenti e morti vaganti e li guida lungo
quella strada. Sono gi a cinque chilometri dai confini di Atlanta.
La linea dellorizzonte netta e il cielo si sta lentamente schiarendo a ovest.

La benzina che hanno sufficiente a percorrere seicentocinquanta


chilometri senza doversi fermare per fare rifornimento.
Qualsiasi cosa li aspetti l fuori, nel grigio paesaggio rurale, meglio di
quello che hanno passato ad Atlanta.
Deve esserlo.

PARTE TERZA

La teoria del caos


Nessun uomo sceglie il male perch il male;
lo scambia solo per la felicit, per il bene che cerca.
Mary Wollstonecraft

DICIASSETTE
Arrivati vicini allaeroporto di Hartsfield, la pioggia cessa e lascia il posto a un
cielo metallico lugubre e freddo, solcato da nuvole basse. Eppure, una
sensazione fantastica essere arrivati cos lontano in meno di unora. Le corsie
della superstrada 85 sono intasate da un numero molto inferiore di
tamponamenti rispetto alla Interstate 20 e la popolazione di morti
considerevolmente diminuita. La maggior parte degli edifici ai margini della
strada sono ancora intatti: le porte e le finestre sono state sbarrate e messe in
sicurezza. I morti che vagano qua e l sembrano ormai parte del paesaggio:
si fondono con gli alberi scheletrici come un fungo spettrale che infesta i
boschi. Anche la terra sembra cambiata. Le citt stesse sono morte. Viaggiare
attraverso quella zona lascia unimpressione di desolazione pi che di fine del
mondo.
Lunico problema immediato che tutte le stazioni di servizio abbandonate e
le aree di sosta per camion sono infestate di azzannatori e Brian comincia a
essere molto preoccupato per Penny. A ogni fermata, che sia per fare i propri
bisogni o per cercare un po di cibo e di acqua, la sua faccia sembra pi
tirata, la boccuccia di tulipano sempre pi screpolata. Brian teme che possa
disidratarsi. Diavolo, teme che tutti loro possano disidratarsi.
Lo stomaco vuoto una cosa: possono tirare avanti senza cibo per lunghi
periodi di tempo, ma la mancanza dacqua sta diventando un problema serio.
A quindici chilometri a sud-ovest di Hartsfield, mentre il paesaggio diventa
un patchwork di foreste di pini e piantagioni di germogli di soia, Brian si
chiede se possono bere lacqua dei radiatori delle motociclette, quando vede
incombere dallalto un cartello direzionale verde con un messaggio
provvidenziale: AREA DI SOSTA 1 MIGLIO. Philip fa segno di fermarsi e
infilano la rampa duscita successiva.
Mentre rombano su per la rampa e si infilano nel parcheggio, circondato da
una piccola area attrezzata per turisti, il sollievo pervade Brian come un
balsamo: per fortuna il posto deserto, sgombro da qualsiasi segno di vita o
di morte.
Cos successo davvero laggi, Philip? Brian seduto a un tavolo da
picnic su un piccolo promontorio derba dietro lo stabile dellarea di sosta.
Philip cammina avanti e indietro e scola una bottiglia di Evian che ha
strappato a un distributore automatico rotto. Nick e Penny sono a una
cinquantina di metri di distanza, ancora a portata di vista. Nick la spinge

delicatamente su una vecchia giostra sgangherata sotto una quercia malata.


La bambina si limita a starsene seduta sul gioco, malinconica, come una
gargoyle, con lo sguardo fisso davanti a s mentre gira, gira e gira.
Ti ho gi detto una volta di lasciar perdere brontola Philip.
Credo che tu mi debba una risposta.
Non ti devo un cazzo.
successo qualcosa quella notte insiste Brian. Non ha pi paura di suo
fratello. Sa che Philip potrebbe pestarlo a sangue in qualsiasi momento, il
potenziale per uno scoppio di violenza tra i Blake sembra adesso pi
imminente che mai, ma a Brian non importa. Nel suo profondo qualcosa si
spostato come una placca tettonica che cambia col paesaggio. Se Philip
vuole saltargli alla gola, lo faccia pure. Qualcosa tra te e April.
Philip resta immobile e abbassa lo sguardo. Che cazzo di differenza fa?
Fa una grande differenza la fa per me. Ci sono le nostre vite in ballo qui.
In quel posto avevamo una buona probabilit di sopravvivere e poi, di punto in
bianco puff?
Philip alza lo sguardo. I suoi occhi si fissano su quelli del fratello e tra i due
uomini passa qualcosa di molto oscuro. Lascia perdere, Brian.
Dimmi solo una cosa. Sembravi cos deciso ad andartene da Atlanta hai
un piano?
Cosa vuoi dire?
Hai, che so, una strategia? Unidea di dove diavolo siamo diretti?
Cosa sei, una fottuta guida turistica?
E se gli azzannatori si infoltiscono? In fin dei conti, abbiamo solo un pezzo
di legno per combatterli.
Troveremo qualcosaltro.
Dove andiamo, Philip?
Philip si gira e si tira su il colletto del giubbotto di pelle, fissando il nastro
dasfalto che serpeggia verso lorizzonte a occidente. Tempo un mese e
arriver linverno. Pensavo di continuare a muoverci, di dirigerci a sud-ovest
verso il Mississippi.
E poi?
il modo pi semplice per andare a sud.
E?
Philip si volta e lo guarda: un misto di determinazione e angoscia gli
attraversa la faccia segnata, come se non credesse davvero a quello che sta
per dire. Troveremo un posto dove vivere, a lungo, al sole. Un posto tipo
Mobile o Biloxi. New Orleans, magari non lo so. Un posto caldo. E vivremo

l.
Brian si lascia sfuggire un sospiro esausto. Sembra cos facile. Basta
andare a sud.
Se hai un piano migliore, sono tutto orecchi.
I piani a lungo termine sono un lusso a cui non ho ancora pensato.
Ce la faremo.
Dobbiamo trovare un po di cibo, Philip. Sono molto preoccupato per
lalimentazione di Penny.
Ci penso io a preoccuparmi per mia figlia.
Non vuole mangiare nemmeno un Twinkie. Ci credi? Una bambina che non
vuole mangiare un Twinkie.
Cibo da scarafaggi grugnisce Philip. Non la biasimo. Troveremo qualcosa.
Star bene. una piccola dura come sua madre.
A questo Brian non ha niente da obiettare. Di recente, la bambina ha
mostrato uno spirito straordinario. In effetti, Brian ha cominciato a chiedersi se
Penny sia la colla che li tiene tutti insieme, impedendo loro di
autodistruggersi.
Getta una sguardo dallaltra parte dellarea di sosta e vede Penny Blake
girare con aria sognante sulla giostra arrugginita nel piccolo, lugubre campo
giochi. Nick ha perso lentusiasmo di spingerla e si limita a darle qualche
spinta con lo stivale.
Oltre il campo giochi, il terreno si solleva in una collinetta invasa dalla
vegetazione, dove si trova un piccolo cimitero spazzato dal vento nel sole
pallido.
Penny parla con Nick e gli fa il terzo grado riguardo a chiss quale
argomento. Brian si chiede di cosa i due stiano parlando: la bambina sembra
molto preoccupata.
Zio Nick? Il faccino di Penny teso per lapprensione mentre gira piano
sulla giostra. Lo chiama zio da anni, anche se sa bene che non davvero suo
zio. Quella finzione ha sempre alimentato in Nick una segreta punta di
desiderio, il desiderio di essere davvero lo zio di qualcuno.
S, tesoro? Un opprimente senso di catastrofe si abbatte su Nick Parsons
mentre spinge Penny distratto. Con la coda dellocchio vede i fratelli Blake
che litigano per qualcosa.
Il mio pap ce lha con me? chiede la bambina.
Nick reagisce a scoppio ritardato. Penny abbassa lo sguardo, continuando a
girare lentamente.
Nick misura le parole. Certo che no. Non arrabbiato con te. Cosa vuoi

dire? Perch mai dovresti anche solo pensare una cosa del genere?
Non parla mai con me come faceva prima.
Nick ferma con gentilezza la giostra. La bambina oscilla in avanti contro la
sbarra di sicurezza. Nick le d una tenera pacca sulla spalla.
Ascolta. Te lo giuro. Tuo padre ti ama pi di ogni altra cosa al mondo.
Lo so.
solo che ha un sacco di cose per la testa. Tutto qui.
Credi che ce labbia con me?
Non esiste. Ti ama in maniera quasi feroce, Penny. Credimi. Ha solo un
sacco di cose per la testa.
Gi immagino di s.
Come tutti.
Gi.
Nessuno di noi ha parlato molto negli ultimi tempi.
Zio Nick?
S, tesoro?
Credi che lo zio Brian ce labbia con me?
Dio, no. Perch lo zio Brian dovrebbe avercela con te?
Forse perch deve portarmi tutto il tempo?
Nick sorride triste. Studia lespressione sul volto della bambina, la piccola
fronte corrugata e seria. Le accarezza la guancia. Ascoltami. Sei la bambina
pi coraggiosa che io abbia mai incontrato. Dico davvero. Sei una Blake ed
una cosa di cui essere orgogliosi.
Lei ci pensa e sorride. Sai cosa voglio fare?
No, tesoro. Dimmelo.
Aggiuster quelle bambole rotte. Vedrai. Le aggiuster tutte.
Nick le sorride. Mi sembra unottima idea.
Il sorriso della bambina una cosa che Nick Parsons non era sicuro di
vedere ancora.
Un istante dopo, dallaltra parte dellarea di sosta, tra i tavoli da picnic, Brian
Blake vede qualcosa con la coda dellocchio. A un centinaio di metri di
distanza, oltre il campo giochi, in mezzo alle lapidi ribaltate, con le iscrizioni
sbiadite dal tempo e i fiori di plastica malconci, qualcosa si muove.
Brian fissa il suo sguardo su tre figure che emergono lontane dallombra
degli alberi. Si trascinano in formazione casuale e si avvicinano come segugi
pigri che hanno fiutato la preda. difficile dirlo da quella distanza ma i loro
vestiti sembrano passati sotto una mietitrice: le bocche sono spalancate in un
perpetuo tormento.

ora di rimetterci in movimento dice Philip senza nessuna fretta, diretto


verso il campo giochi con passo pesante e meccanico.
Mentre si affretta a seguirlo, Brian pensa, solo per un istante, che per il
modo di camminare, per le braccia muscolose rilassate lungo i fianchi, per il
peso del mondo sulle sue spalle, da lontano, anche suo fratello potrebbe
facilmente essere scambiato per uno zombie.
Percorrono altri chilometri. Girano intorno a cittadine vuote e immobili come
diorami in un enorme museo. La luce blu del tramonto comincia a gettare la
sua ombra sul cielo coperto e il vento soffia pungente contro le visiere dei
caschi mentre aggirano tamponamenti e rimorchi abbandonati, facendosi
strada verso ovest sulla 85. Brian pensa che devono trovare un posto dove
passare la notte.
Appollaiato sul sellino dietro Nick, con gli occhi che gli lacrimano e le
orecchie assordate dal vento e dal ruggito del motore a due alberi della
Harley, ha fin troppo tempo per figurarsi il posto perfetto per il viaggiatore
sfinito nella terra dei morti. Immagina unenorme, tentacolare fortezza con
giardini, passaggi, fossati impenetrabili, recinzioni di sicurezza e torrette di
guardia. Darebbe la palla sinistra per una bistecca e delle patatine fritte. O
una bottiglia di Coca-Cola. O anche solo per un po della misteriosa carne dei
Chalmers
Un riflesso allinterno della visiera del casco interrompe il flusso dei suoi
pensieri.
Si guarda alle spalle.
Strano. Per un brevissimo istante, nel preciso momento in cui ha visto una
macchia scura attraverso la visiera del casco, ha creduto di sentire qualcosa
alla nuca, una sensazione vaga, come un bacio schioccato da labbra gelide.
Forse stata la sua immaginazione, ma forse qualcosa apparso nello
specchietto retrovisore. Solo per un istante. Proprio prima che deviassero
verso sud.
Si guarda alle spalle e non vede niente, se non le corsie vuote che si
srotolano dietro di loro, indietreggiando in lontananza per svanire dietro la
curva. Scrolla le spalle e torna ai suoi pensieri sconclusionati e caotici.
Si avventurano pi a fondo nella periferia rurale, finch non vedono
nientaltro se non chilometri e chilometri di fattorie in rovina e campagna
incolta. Le sinuose colline di campi di fagioli affondano in scoscese morene
su entrambi i lati dellautostrada. una terra vecchia, preistorica, stanca,
lavorata fino alla morte per generazioni. Carcasse di vecchi macchinari
giacciono dormienti ovunque, seppelliti dai rampicanti e dal fango.

Il crepuscolo si fa notte e il cielo scolora dal grigio pallido in un indaco


profondo. Ormai sono le sette passate e Brian ha dimenticato del tutto il
lampo di movimento che si era riflesso sulla sua visiera. Hanno bisogno di
trovare un riparo. Il fanale di Philip si accende, gettando un raggio di luce
argentata sulle ombre che calano.
Brian sta per urlare qualcosa riguardo alla necessit di trovare un
nascondiglio quando vede Philip che fa un cenno con un gesto rigido; poi un
dito inguantato indica verso destra. Brian guarda a nord e vede quello che
suo fratello sta indicando.
Molto lontano, tra le distese sinuose dei campi coltivati, sopra una macchia
di alberi, visibile il profilo di una casa, lontana tanto da sembrare quasi una
sagoma ritagliata nel cartoncino nero. Se Philip non lavesse indicata, Brian
non lavrebbe mai notata. Ma adesso capisce perch ha attirato lattenzione di
Philip: sembra una grande reliquia del diciannovesimo secolo, forse
addirittura del diciottesimo; probabilmente un tempo era la villa del padrone di
una qualche piantagione.
Brian scorge un altro guizzo di movimento nello specchietto retrovisore,
qualcosa dietro di loro, che passato per appena una frazione di secondo ai
margini del suo campo visivo.
Poi, quando si gira sul sedile per guardarsi alle spalle, quel qualcosa
andato, sparito.
Imboccano rombando luscita successiva e si mettono su una vecchia strada
polverosa. Mentre si avvicinano alla casa, che si staglia tutta sola sulla cima di
una vasta collina a quasi un chilometro dallautostrada, Brian trema dal
freddo. Di colpo, bench pi si avvicinino alla fattoria, pi invitante essa si
riveli, lo assale una sensazione terribile. Quella zona della Georgia nota per
i suoi frutteti, pesche, fichi e susine, e mentre percorrono il tortuoso vialetto
che conduce alla casa, vedono che si tratta di una bellezza in declino.
Circondato da alberi di pesche, che si stendono in lontananza come i raggi
di una ruota, ledificio centrale unimponente pila di mattoni alta due piani
con solai decorati e abbaini sul tetto. Ha il gusto di una vecchia, decrepita villa
italiana. La veranda un portico lungo quindici metri con colonne, balaustre e
finestre ad archi soffocate da tralci di edera marrone e bouganville. Nella luce
del tramonto, sembra quasi una nave fantasma di una flotta risalente a prima
della Guerra Civile.
Il rumore e il fumo delle Harley turbinano nellaria polverosa mentre Philip li
conduce nello spiazzo davanti alla casa, una zona in cui troneggia una
grandiosa fontana decorativa di marmo e muratura. Apparentemente in

rovina, la fontana ha il bacino coperto da una pellicola di melma.


Sulla destra ci sono numerosi altri edifici annessi, stalle forse. C anche un
trattore semisepolto dalle erbacce. A sinistra della facciata c una gigantesca
rimessa per carrozze, grande abbastanza da ospitare sei automobili.
Brian non registra nulla di quellantica opulenza, mentre si avvicinano cauti
a una porta laterale tra il garage e ledificio principale.
Philip ferma la sua Harley in una nuvola di fumo e polvere, facendo rombare
il motore per un istante. Poi la spegne e rimane l, a fissare quella mostruosit
dai muri color salmone. Nick si ferma accanto a lui e abbassa il cavalletto. Per
un lungo lasso di tempo non dicono una parola. Alla fine, Philip abbassa il
cavalletto, smonta e dice a Penny: Aspetta qui un secondo, pulcino.
Nick e Brian scendono.
Avete quella mazza da baseball a portata di mano? dice Philip, senza
nemmeno guardarli.
Pensi che ci sia qualcuno l dentro? chiede Nick.
C solo un modo per scoprirlo.
Philip aspetta che Nick giri intorno alla sua Electra Glide e afferri la mazza,
infilata lungo il fianco del portabagagli. Lui la prende e gliela porge.
Voi due restate con Penny dice Philip, e si avvia verso il portico.
Brian lo ferma, afferrandolo per il braccio.
Philip Brian sta per dire qualcosa sulle sagome scure che ha intravisto
nello specchietto retrovisore quando erano ancora sullautostrada, ma si
blocca. Non sicuro di volere che Penny senta quanto ha da dire.
Si pu sapere che diavolo di problema hai? dice Philip.
Brian deglutisce a vuoto. Credo che qualcuno ci segua.
I precedenti occupanti della villa sono spariti da tempo. In effetti, linterno
della casa sembra vuoto da molto prima dellinizio dellepidemia. Lenzuola
ingiallite ricoprono i mobili antichi. Le numerose stanze sono polverose
camere congelate nel tempo. Un orologio a pendola continua a ticchettare
testardo in un salotto. Finezze di unera passata addobbano la casa:
modanature elaborate, portefinestre, scalinate circolari e due massicci camini
delle dimensioni di una cabina armadio. Coperti dalle lenzuola ci sono un
grande pianoforte, un grammofono Victrola e una stufa a legna.
Philip e Nick perlustrano i piani superiori in cerca di azzannatori ma trovano
solo altre reliquie impolverate del Vecchio Sud: una biblioteca, un corridoio di
dipinti a olio dei generali Confederati su cornici dorate, una stanza dei
bambini con una vecchia culla impolverata dei tempi delle Colonie. La cucina
sorprendentemente piccola, un altro retaggio del diciannovesimo secolo

quando solo i servi si sporcavano le mani per cucinare; la dispensa invece


enorme e gli scaffali traboccano di cibo in scatola impolverato. Il riso e i
cereali secchi sono farinosi e infestati di vermi, ma lassortimento di frutta e
verdura incredibile.
Hai le traveggole, campione dice Philip piano, pi tardi quella notte,
davanti a un fuoco crepitante acceso nel salotto. Dopo aver trovato pile di
legna da ardere nel cortile vicino al granaio, sono riusciti a scaldarsi le ossa
per la prima volta da quando hanno lasciato Atlanta. Il calore, la sicurezza
della villa e la cena a base di pesche in scatola e gombo hanno fatto
addormentare Penny allistante. Dorme tranquilla sotto una lussuosa trapunta
nella stanza dei bambini al secondo piano. Nick dorme nella stanza accanto
alla sua. Ma i due fratelli sono insonni. E comunque chi diavolo si
prenderebbe il disturbo di seguire noi? aggiunge Philip, bevendo un altro
sorso del costoso sherry da cucina che ha trovato nella dispensa.
Ti dico quello che ho visto dice Brian, agitandosi nervoso su una sedia a
dondolo dallaltra parte del fuoco. Si messo una maglietta asciutta e un paio
di pantaloni della tuta e si sente di nuovo quasi umano. Guarda suo fratello
che fissa il fuoco con uno sguardo intenso, come in cerca di un messaggio in
codice segreto.
Per qualche ragione, la vista della faccia scarna e preoccupata di Philip, che
riflette il tremolio del fuoco, spezza il cuore di Brian. Gli tornano in mente gli
epici viaggi nei boschi della sua infanzia e le notti passate nelle tende e nei
capanni. Ricorda di essersi bevuto la sua prima birra insieme a suo fratello,
quando Philip aveva solo dieci anni e Brian ne aveva tredici: Philip lo aveva
fatto finire sotto il tavolo a furia di bevute gi quella volta.
Potrebbe essere stata una macchina prosegue Brian. O forse un furgone,
non ne sono sicuro. Ma te lo giuro, lho vista solo per un secondo e
sembrava proprio che ci seguisse, cazzo.
E se anche ci fosse qualcuno che ci segue, chi se ne frega?
Brian ci pensa per un secondo. Lunica cosa se hanno intenzioni
amichevoli non dovrebbero, tipo, raggiungerci? Farci dei segnali?
Che ne so Philip fissa il fuoco con la mente rivolta altrove. Chiunque
siano se sono l fuori, sono messi male quanto noi.
Anche questo vero, immagino. Brian ci pensa ancora un po. Magari
sono solo spaventati. Forse ci controllano.
Nessuno ci scover quass, te lo posso garantire.
Gi immagino di s.
Brian sa esattamente di cosa sta parlando suo fratello. La locazione e la

posizione della villa sono ideali. Situata in cima a una salita che sovrasta
chilometri di alberi diradati, la casa gode di una visuale che darebbe loro un
ampio preavviso. Anche in una notte senza luna, i frutteti sono immobili e
silenziosi e nessuno potrebbe avvicinarsi di nascosto senza essere visto o
sentito. Philip, poi, parla gi di sistemare delle trappole e dei fili lungo il
perimetro per avvertirli in caso di intrusioni.
Inoltre, quel posto offre loro tutta una serie di vantaggi, che potrebbero
sostenerli per un bel po di tempo, forse anche per tutto linverno. Ci sono un
pozzo sul retro, benzina nel trattore, un posto per nascondere le Harley,
chilometri di alberi carichi di frutta ancora commestibile sebbene congelata e
abbastanza legna da tenere le stufe e i camini accesi per mesi. Lunico
problema la mancanza di armi. Hanno frugato la villa da cima a fondo e
hanno trovato solo alcuni attrezzi nel granaio, una vecchia falce arrugginita e
un forcone, ma niente armi da fuoco.
Stai bene? chiede Brian, dopo un lungo momento di silenzio.
Sono sano come un fottuto pesce.
Sei sicuro?
S, nonna. Philip fissa il fuoco. Lo saremo tutti, dopo qualche giorno di
riposo in questo posto.
Philip?
Che c adesso?
Posso dire una cosa?
Ci siamo. Philip non distoglie gli occhi dal fuoco. Indossa la canottiera e un
paio di jeans asciutti. I calzini sono bucati e da un buco esce lalluce. La
visione, alla luce del fuoco, dellunghia contorta dellalluce di Philip che sbuca
dal calzino straziante per Brian. Lo fa sembrare, forse per la prima volta
nella sua vita, quasi vulnerabile. altamente probabile che, se non fosse
stato per Philip, nessuno di loro sarebbe ancora vivo. Brian deglutisce,
ricacciando indietro lemozione.
Sono tuo fratello, Philip.
Lo so bene, Brian.
No, quello che voglio dire che non ti giudico, non lho mai fatto.
Dove vuoi arrivare?
Voglio arrivare a apprezzo quello che stai facendo rischiare il culo per
proteggerci. Voglio che tu lo sappia. Lo apprezzo.
Philip non dice niente, ma il modo in cui fissa il fuoco comincia a cambiare.
Guarda oltre le fiamme, mentre il fuoco fa scintillare di emozione i suoi occhi.
So che sei una brava persona prosegue Brian. Lo so. Fa una breve

pausa. Ma sento che qualcosa ti rode.


Brian
Aspetta un minuto, stammi solo a sentire. La conversazione ha ormai
passato il Rubicone, ha superato il punto di non ritorno. Se non vuoi dirmi
cos successo tra te e April, mi sta bene. Non te lo chieder di nuovo.
Segue una lunga pausa. Ma puoi dirmelo, Philip. Puoi dirmelo perch sono
tuo fratello.
Philip si gira e lo guarda: ununica lacrima gli scorre lungo il volto scavato e
legnoso. La cosa fa stringere lo stomaco a Brian. Non ricorda di averlo mai
visto piangere, nemmeno da bambino. Una volta, quando Philip aveva dodici
anni, il padre lo aveva preso a frustate senza piet, con un ramo di noce
americano, lasciandogli cos tanti segni sul sedere da costringerlo a dormire
molte notti sulla pancia, ma anche allora non aveva pianto. Per dispetto,
aveva rifiutato di piangere. Adesso, quando i suoi occhi incontrano quelli di
Brian nellombra tremolante, con voce sfinita, Philip dice: Ho mandato tutto a
puttane, campione.
Brian annuisce senza dire niente, si limita ad aspettare. Il fuoco crepita e
sfrigola.
Philip guarda verso il basso. Credo di essermi preso una specie di cotta per
lei. La lacrima continua a scendere. Ma la sua voce non si spezza, resta
piatta e flebile. Non voglio dire che fosse amore, ma del resto chi cazzo lo sa
cos lamore? Lamore una fottuta malattia. Rabbrividisce per colpa di un
qualche demone che si agita dentro di lui. Ho mandato tutto a puttane,
Brian. Avrei potuto costruire qualcosa con lei. Avrei potuto costruire qualcosa
di solido per Penny, qualcosa di buono. Fa una smorfia, come per ricacciare
indietro unondata di dolore, con le lacrime che gli salgono agli occhi ogni
volta che sbatte le palpebre, per poi scorrergli lungo il viso. Non sono riuscito
a fermarmi. Lei mi ha chiesto di farlo, ma io non ci sono riuscito. Non mi sono
fermato. Vedi il fatto che era cos dannatamente bello. Le lacrime
scorrono. Anche quando mi spingeva via, era bello. Silenzio. Che cazzo c
che non va in me? Altro silenzio. So di non avere scuse per quello che ho
fatto. Pausa. Non sono stupido solo che non avrei mai creduto di
poter non pensavo di poter non pensavo
La sua voce si sgretola, finch rimangono solo il crepitio del fuoco e lo
smisurato silenzio buio fuori dalla villa. Alla fine, dopo un interminabile
intervallo di tempo, Philip alza lo sguardo verso suo fratello.
Nella luce tremolante, Brian vede che le lacrime sono finite. Sulla faccia di
Philip Blake c solo una sterile angoscia. Brian non dice una parola. Si limita

ad annuire.
Arrivano cos a novembre e decidono di restare nascosti per vedere come si
comporta il tempo.
Un mattino, un nevischio gelido spazza i frutteti. Un altro giorno, una gelata
assassina colpisce i campi e abbatte gran parte della frutta. Ma nonostante
tutti i segni dellinverno incombente, non hanno ancora voglia di andarsene.
La villa potrebbe essere la loro migliore scommessa per aspettare con calma i
giorni difficili che si profilano allorizzonte. Hanno cibo in scatola e frutta a
sufficienza per mesi, se fanno attenzione. E legna per scaldarsi. I frutteti
sembrano relativamente liberi dagli azzannatori, almeno nelle immediate
vicinanze.
Per certi versi, Philip sembra stare meglio ora che si liberato del fardello
della sua colpa. Brian tiene per s il segreto, ci pensa spesso, ma non torna
ad affrontarlo. I due fratelli sono meno rudi luno con laltro e persino Penny
sembra essersi piacevolmente adattata alla nuova routine che si sono creati.
Trova unantica casa delle bambole in un salotto del primo piano e ne ricava
un piccolo rifugio per se stessa (e tutti i suoi giocattoli rotti e malmessi) alla
fine del corridoio del secondo piano. Un giorno Brian sale lass e trova tutte
le bambole stese in file ordinate sul pavimento, con le appendici recise
sistemate accanto ai corpi corrispondenti. Rimane a osservare per un bel po
quello strano obitorio in miniatura, prima che Penny lo scuota dal suo torpore.
Dai, zio Brian dice. Tu fai il dottore aiutami ad aggiustarle.
S, una buona idea dice con un cenno del capo. Aggiustiamole.
In unaltra occasione, di prima mattina, Brian sente un suono provenire dal
piano terra. Scende in cucina e trova Penny in piedi su una sedia, coperta di
farina e di una qualche sostanza appiccicosa, intenta a trafficare con pentole
e padelle, coi capelli sporchi di impasto di pancake improvvisato. La cucina
unarea disastrata. Gli altri arrivano e i tre uomini restano l, sulla porta della
cucina, a guardare. Non ti arrabbiare dice Penny, guardandolo da sopra la
spalla. Pulisco tutto, lo prometto.
Gli uomini si guardano. Philip sorride per la prima volta dopo settimane e
dice: Chi arrabbiato? Noi non siamo arrabbiati. Siamo solo affamati.
Quand che pronta la colazione?.
Col passare dei giorni, prendono delle precauzioni. Decidono di bruciare la
legna solo di notte, quando il fumo non pu essere visto dallautostrada.
Philip e Nick costruiscono un perimetro di filo di ferro teso tra piccoli paletti di
legno in ogni angolo della propriet e piazzano dei barattoli di latta nei punti
chiave, per metterli in allarme contro possibili intrusi, sia azzannatori che

umani. Trovano anche unantica doppietta calibro 12 nellattico della villa.


Il fucile coperto di polvere e inciso di cherubini, e d limpressione di
potergli esplodere in faccia quando cercano di farlo sparare. Non hanno
nemmeno una cartuccia da infilarci. Sembra il tipo di fucile che qualcuno
appenderebbe alla parete del suo studio, accanto alle vecchie fotografie di
Ernest Hemingway, ma Philip trova vantaggioso averlo a portata di mano. Fa
abbastanza paura... sul dorso di un cavallo al galoppo, come diceva sempre
suo padre.
Non si sa mai dice Philip una notte, appoggiando il fucile al camino e
mettendosi comodo per stordirsi con altro sherry da cucina.
I giorni continuano a scivolare via con informe regolarit. Riguadagnano il
sonno perduto, esplorano i frutteti e raccolgono la frutta. Sistemano trappole
a forma di scatola per gli animali randagi e un giorno riescono persino a
catturare una lepre scheletrica. Nick si offre volontario per pulirla e quella sera
finisce a cucinare un coniglio brasato quasi decente sulla stufa a legna.
Durante quel periodo incontrano solo pochi azzannatori. Un giorno, mentre
Nick si arrampica su un albero per raccogliere delle susine rinsecchite, vede
un cadavere con una salopette da contadino sbucare fuori dallombra di un
boschetto vicino. Scende con calma e si avvicina furtivo alla cosa col forcone,
trafiggendogli la parte posteriore della testa come per far scoppiare un
palloncino. In unaltra occasione, Philip sta travasando della benzina da un
trattore quando nota un cadavere malconcio in un vicino canale dirrigazione.
Con le gambe schiacciate e contorte, la cosa, che un tempo era una donna,
sembra essersi trascinata fin l per chilometri. Philip le taglia la testa con la
falce e brucia i resti con uno schizzo di benzina e una scintilla del Bic.
Un gioco da ragazzi.
Per tutto quel tempo, la villa sembra averli adottati proprio come loro hanno
adottato lei. Dopo che hanno rimosso le lenzuola dal vecchio mobilio
opulento, sembra quasi un posto che potrebbero chiamare casa. Hanno
ognuno la propria stanza. E sebbene continuino a essere perseguitati dagli
incubi, non c niente di pi rassicurante che scendere in una vecchia cucina
elegante, col sole di novembre che filtra attraverso le portefinestre e la
fragranza di una caffettiera rimasta tutta la notte sul fuoco.
Infatti, se non fosse per la periodica sensazione di essere osservati, le cose
sarebbero pressoch perfette.
La sensazione di Brian si intensifica gi dopo la seconda notte. Brian si
appena trasferito nella sua camera da letto al secondo piano, unaustera
stanza da cucito con un pittoresco e piccolo letto a baldacchino e un armadio

del diciottesimo secolo, quando si sveglia di scatto nel bel mezzo della notte.
Stava sognando di essere un naufrago su una zattera di fortuna alla deriva
in un mare di sangue, quando aveva visto un lampo di luce. Nel sogno, ha
pensato che fosse un faro lontano su una spiaggia lontana, che lo
richiamava, salvandolo da quellinfinita epidemia di sangue, ma quando si
svegliato, ha realizzato di aver visto una vera luce nel mondo della veglia,
solo per un secondo, un raggio di luce rettangolare che scivolato sul
soffitto.
In un attimo era sparito.
Non nemmeno sicuro di averlo visto davvero, ma ogni fibra del suo essere
gli aveva detto di alzarsi e andare alla finestra. Laveva fatto e aveva guardato
fuori, nel nero vuoto della notte: avrebbe giurato di aver intravisto una
macchina, a circa quattrocento metri di distanza, svoltare nel punto dove
lautostrada incrocia la strada della fattoria. Poi la cosa svanita, scivolando
nel nulla.
Brian ha trovato estremamente difficile riprendere sonno quella notte.
Quando il mattino dopo lo racconta a Philip e a Nick, loro lo liquidano come
un sogno. Chi diavolo sarebbe uscito dallautostrada per girare e ripartire?
Ma il sospetto continua a crescere dentro Brian durante la settimana e
mezzo successiva. Di notte, continua a scorgere lampi di luci che si muovono
lenti sullautostrada al confine esterno del frutteto. Alcune volte, nel cuore
della notte, avrebbe giurato di aver sentito lo scricchiolio degli pneumatici
sulla ghiaia. Il tono furtivo e fugace di quei rumori la cosa peggiore. D a
Brian la sensazione che in qualche modo la villa sia circondata. Ma si
stancato di vedere gli altri liquidare i suoi sospetti definendoli paranoici, perci
ha semplicemente smesso di riferirli. Forse si sta davvero immaginando tutto.
Non aggiunge nemmeno unaltra parola sullargomento fino allanniversario
della seconda settimana della loro permanenza nella villa, quando, a un certo
punto proprio prima dellalba, il suono delle lattine che sferragliano lo risveglia
da un sonno profondo.

DICIOTTO
Ma che diavolo? Brian si sveglia di scatto nelloscurit della sua stanza.
Cerca a tentoni una lanterna a cherosene sopra il comodino, sbattendo contro
il vetro e facendo cadere il fluido. Si alza e va alla finestra; sente il pavimento
gelato sotto la pianta dei piedi nudi.
La luce della luna splende nel cielo di quellautunno gelido e cristallino,
avvolgendo ogni sagoma allesterno di un luminoso alone argentato. Brian
pu ancora sentire le scatole di latta appese ai cavi che sferragliano fuori da
qualche parte. Sente che anche gli altri si svegliano nelle loro stanze, lungo il
corridoio. Sono tutti in piedi ora, svegliati dal tintinnio delle lattine.
La cosa pi strana che il tintinnio arriva da tutte le direzioni: Brian si
chiede se sia frutto della sua immaginazione. Le scatolette risuonano dai
boschetti dietro la villa come da quelli sul davanti.
Allunga il collo per vedere di che si tratta quando la porta della sua camera
da letto si spalanca.
Campione! Sei sveglio? Philip senza maglia, indossa solo jeans e stivali,
che non ha ancora avuto il tempo di allacciare. In una mano tiene il vecchio
fucile con gli occhi sbarrati e allarmati. Ho bisogno che tu vada a prendere
quel forcone nellingresso sul retro, subito!
Ci sono degli azzannatori?
Muoviti e basta!
Brian fa un cenno dassenso e si precipita fuori dalla stanza, col cervello in
preda al panico. Si infila i pantaloni della tuta e una T-shirt senza maniche.
Mentre cammina con passo felpato nella casa immersa nelloscurit, gi per
le scale, attraverso il salotto e nellingresso posteriore, percepisce dei
movimenti fuori dalle finestre: qualcuno si avvicina dallesterno.
Afferra il forcone, appoggiato alla porta sul retro, si gira e torna di scatto
verso la porta principale.
Ormai Philip, Nick e persino Penny sono arrivati in fondo alle scale. Si
avviano verso il balcone verandato, che offre unampia visuale sullesterno
della casa, sul sentiero digradante che porta alla strada adiacente e anche
sul bordo del frutteto pi vicino. Vedono subito delle sagome scure, basse sul
terreno, scivolare verso la propriet da tre diverse direzioni.
Sono macchine quelle? mormora Nick con un filo di voce.
Mentre i loro occhi si adattano alla luce della luna, tutti comprendono che s,
quelle sono senza dubbio macchine che si muovono lente per la propriet in

direzione della villa. Una arriva dal vialetto tortuoso, unaltra dal confine nord
del frutteto e una terza appena visibile a sud e scricchiola sul sentiero di
ghiaia che conduce fuori dagli alberi.
Con un tempismo quasi perfettamente sincronizzato, ogni veicolo si ferma di
colpo alla stessa distanza dalla casa. Rimangono fermi per un secondo,
ognuno a una quindicina di metri di distanza: i finestrini sono troppo scuri per
rivelarne gli occupanti. Questo non un comitato di benvenuto mormora
Philip, pronunciando leufemismo della serata.
Di nuovo, quasi in perfetta sincronia, ogni paio di fari si accende
allimprovviso. Leffetto piuttosto drammatico, quasi teatrale, in effetti, e i
raggi colpiscono le finestre della villa, riempiendo gli interni bui di fredda luce
cromata. Philip sta per uscire e opporre resistenza col fucile inutilizzabile,
quando ode uno schianto provenire dal retro della villa.
Pulcino, tu resta qui con Brian dice a Penny. Poi scocca unocchiata a
Nick. Nicky, prova a scivolare fuori da una finestra laterale, prendi il machete
e cerca di prenderli alle spalle. Mi segui?
Nick capisce alla perfezione quello che vuole dire e si allontana lungo il
corridoio laterale.
Resta dietro di me, ma stammi vicino. Philip solleva il fucile, appoggiando
il calcio alla spalla. Cauto, con la concentrazione e la calma di un cobra,
striscia come un commando verso il suono che proviene dalla cucina: il
rumore di passi che calpestano i vetri rotti.
Calma e sangue freddo, amico dice linvasore in un allegro accento del
Tennessee, sollevando la canna di una Glock nove millimetri quando Philip
entra in cucina col fucile ugualmente puntato.
Prima di essere cos bruscamente interrotto, lintruso si guardava in giro in
tutta tranquillit, come se si fosse appena alzato dal letto per uno spuntino di
mezzanotte. La luce dei fari, proveniente dallesterno, trafigge la stanza con
violenza. Il pannello di vetro sopra la porta alle spalle delluomo stato
sfondato e la debole luce dellalba comincia a brillare proprio in quel
momento.
Alto oltre un metro e ottanta, vestito di pantaloni mimetici sbiaditi, stivali
infangati e di un giubbetto di kevlar sporco di sangue, linvasore
completamente calvo, ha una testa a punta sfregiata e occhi come crateri
scavati da minuscole meteore. A un esame pi ravvicinato, sembra malato,
come se fosse stato esposto alle radiazioni: la pelle giallastra butterata dalle
infiammazioni.
Philip punta linutile fucile da antiquariato verso la testa delluomo calvo:

circa due metri e mezzo separano i due uomini, e Philip si concentra per
fingere, forse persino per convincersi, che il fucile sia carico. Vi concedo il
beneficio del dubbio dice. E partir dal presupposto che pensavate che il
posto fosse vuoto.
Proprio cos, amico dice luomo calvo; la sua voce suona calma, forse per
effetto di qualche droga, come quella di un disc jockey trasognato. I denti
incapsulati in oro scintillano fiocamente mentre si profonde in un sorriso da
rettile.
Allora vi preghiamo di andarvene nessun danno, nessun problema.
Luomo con la Glock simula unespressione ferita. Non molto ospitale da
parte vostra. Luomo ha un leggero tremore, un tic, che lascia trapelare una
violenza latente. A quanto pare, vi siete trovati un bel posticino qui.
Non sono fatti tuoi. Philip non molla. Sente il cigolio della porta principale
e i passi che attraversano il salotto. La sua mente preda di impulsi
contrastanti, panico e sete di sangue. Sa che i prossimi secondi saranno
critici, forse persino fatali. Ma non riesce a fare altro che temporeggiare. Non
vogliamo spargimenti di sangue e, fratello, te lo garantisco, non importa
quello che succede: il tuo sar il primo sangue che scorrer.
Hai la lingua sciolta. Allimprovviso luomo calvo chiama uno dei compari
rimasti nelloscurit. Shorty?
Una voce risponde da fuori della porta sul retro. Lho preso, Tommy!
Quasi allinstante, Nick compare fuori dalla finestra infranta della porta sul
retro, con un grosso coltello Bowie puntato contro la trachea. Quello che lha
catturato, un ragazzino magro, brufoloso e con un taglio di capelli a spazzola
da marine, spalanca la porta e spinge Nick dentro la cucina.
Mi dispiace, Philly dice Nick, mentre viene spinto contro i mobili,
abbastanza forte da perdere il fiato. Il giovanotto magro e coi capelli a
spazzola gli tiene il coltello contro il pomo dAdamo e ha un machete infilato
nella cintura. Ossuto e nervoso, con guanti senza dita Carnaby sulle mani,
sembra quasi levaso di un carcere militare. Al suo giubbotto militare sono
state strappate le maniche e le lunghe braccia nude sono coperte di tatuaggi
da prigione.
Aspetta un minuto dice Philip alluomo calvo. Non c ragione per
Sonny! Luomo calvo chiama un altro complice nel preciso istante in cui
Philip sente i passi, che crepitano sul pavimento di legno massiccio, vecchio
almeno un secolo, del salotto principale. Philip continua a tenere il fucile
sollevato e puntato, ma getta un rapido sguardo dietro la sua spalla. Brian e
Penny sono rannicchiati nellombra proprio dietro di lui, a forse un metro e

mezzo di distanza.
Altre due figure sono apparse dietro di loro, facendo sobbalzare la bambina.
Ce li ho, Tommy! dice una delle figure e tutti possono vedere la canna
dacciaio di un revolver di grosso calibro, forse una .357 Magnum o una Army
.45, premuta contro la testa di Brian Blake. Brian si irrigidisce come un
animale stretto in un angolo.
Aspetta un minuto dice Philip.
Con la sua visione periferica, si rende conto che le due figure con le pistole
puntate contro Brian e Penny sono un uomo e una donna sebbene donna
non sia proprio la parola giusta. La ragazza, che stringe il colletto di Penny,
una marionetta androgina pelle e ossa, indossa pantaloni di pelle e vari strati
di maglie, sfoggia un eyeliner nero, capelli da punk e il pallore verdognolo di
un tossico. Si batte nervosa la canna di una .38 police special contro il fianco
della coscia smunta.
Anche luomo accanto a lei, che a quanto pare si chiama Sonny, non
sembra estraneo allago. I suoi occhi infossati sporgono da una maschera
butterata di ignoranza e cattiveria e il corpo emaciato vestito di stracci che
un tempo erano un surplus dellesercito.
Voglio ringraziarti, fratello dice luomo calvo, infilando la nove millimetri
nella fondina attaccata alla cintura, come se lo scontro fosse ufficialmente
terminato. Vi siete trovati proprio un bel posticino. Ve lo riconosco. Si
avvicina al lavandino e si serve con calma dalla brocca di acqua di pozzo
posata sul ripiano, tracannandone un bicchiere intero. Sar unottima casa
base.
Sono completamente daccordo dice Philip, senza dare segno di voler
abbassare la sua arma finta. Lunico problema che non possiamo ospitare
altra gente.
Va tutto bene, fratello.
Allora cosa pensi di fare di preciso per? Quali sono le vostre intenzioni?
Le nostre intenzioni? Luomo calvo pronuncia la parola con finta
profondit. Le nostre intenzioni sono di prenderci questo posto.
Qualcuno, che Philip non riesce a vedere, scoppia in una risata divertita.
La mente di Philip come una scacchiera spezzata dove i pezzi si muovono
in modo spasmodico. Probabilmente quei delinquenti incalliti intendono
uccidere lui e tutti gli altri abitanti della casa. Sono parassiti e molto
probabilmente giravano intorno alla casa come avvoltoi da settimane: Brian
non aveva le allucinazioni.
Philip sente altre persone allesterno, voci basse, rami che si spezzano, e

compie un rapido calcolo mentale: sono almeno sei, forse di pi, e


dispongono di almeno quattro veicoli; ognuno sembra pesantemente armato,
con munizioni in abbondanza. Philip vede cartucce e caricatori rapidi attaccati
ad alcune delle cinture, ma lunica cosa che sembra mancargli e di cui Philip
pu approfittare forse, solo forse, lintelligenza. Anche il grosso tizio pelato,
il grande capo, ha lo sguardo spento del tossico. Non ci saranno appelli alla
clemenza, o ai migliori angeli9 stavolta. Philip ha solo una possibilit per
sopravvivere.
Ti spiace se dico una cosa? chiede. Prima che tu faccia qualcosa di
avventato.
Luomo calvo solleva il bicchiere come in un brindisi. A te la parola, amico.
Abbiamo due modi per risolvere questa faccenda.
Quelle parole sembrano destare la curiosit delluomo calvo. Posa il
bicchiere e si volta verso Philip. Solo due modi?
Il primo che cominciamo a sparare e posso dirti come andranno le cose.
Va avanti.
I tuoi scagnozzi avranno la meglio su di noi e questo quanto, ma c un
unico problema: ti prometto solo una cosa e, sar onesto con te, non sono
mai stato altrettanto sicuro di niente nella mia vita.
E sarebbe?
Non importa cosa succede, so che sar in grado di sparare solo un colpo
ma, e te lo dico senza mancanza di rispetto, mi assicurer che la stragrande
maggioranza di questi pallini di piombo finisca nella tua carcassa. Adesso,
signore, vuole sentire lopzione numero due?
Luomo calvo ha perso il suo senso dellumorismo. Continua.
Lopzione due che ci lasciate andare via da qui vivi e vi prendete la casa
con i nostri complimenti, cos nessuno dovr ripulire il casino e tu continuerai
a tenerti la met superiore del corpo.
Per un lungo istante, le cose procedono in maniera molto ordinata (agli
ordini delluomo calvo). La coppia di tossici, ai quali Philip, nella sua mente
stravolta, comincia a pensare come Sonny e Cher, si limitano ad allontanarsi
lentamente da Brian e Penny e consentono a Brian di prendere in braccio la
bambina e di portarla verso la porta attraverso il salotto.
Laccordo, se cos si pu chiamare, che Philip e il suo gruppo se ne
vadano dalla villa, lasciando tutte le loro cose; e questo tutto. Brian osserva
Philip uscire dalla casa col fucile ancora puntato. Grazie a Dio per quel ferro
vecchio. Nick lo segue. I due si uniscono a Brian e Penny nellingresso e
Brian apre la porta continuando a tenere in braccio Penny.

Scivolano fuori, col fucile ancora puntato sugli intrusi allinterno.


Una gran quantit di cose travolge i sensi di Brian: il vento gelido, la luce
pallida dellalba che sorge dietro i frutteti, le sagome di altri due uomini armati
su entrambi i lati della casa, le macchine parcheggiate con gli abbaglianti
ancora accesi come riflettori teatrali che annunciano latto successivo di una
commedia da incubo.
Dallinterno, la voce delluomo calvo dice: Ragazzi! Fateli passare!.
I due complici allesterno, vestiti di divise militari logore e armati di fucili a
pompa, li osservano col minaccioso interesse di uccelli predatori, mentre
Brian si mette Penny a cavalcioni sulle spalle.
Philip sussurra piano: Statemi vicini e seguitemi. Hanno ancora voglia di
ammazzarci. Fate tutto quello che vi dico.
Brian segue Philip, che ancora a petto nudo e seguita a tenere quel
ridicolo fucile puntato come un commando, attraverso il cortile, oltre gli uomini
armati di guardia e verso il vicino boschetto di peschi.
A Philip occorre un atroce lasso di tempo per portarli tutti oltre il cortile e tra
le ombre del frutteto pi vicino, pochi secondi di orologio, ma uneternit per
Brian Blake, perch ora il regolare svolgimento del passaggio di propriet
comincia ad andare in pezzi.
Sente i rumori confusi dietro di s, mentre si affretta a portare Penny verso il
limitare degli alberi. ancora scalzo e la pianta dei suoi piedi sferzata dai
rovi e dai sassi. Dalla villa giungono voci che gridano di rabbia e rumori di
passi e movimenti sulla veranda.
Il primo sparo risuona proprio nel momento in cui Philip e il suo gruppo si
tuffano tra gli alberi. Lo sparo risuona nellaria e scava un solco in un ramo, a
quindici centimetri dalla spalla destra di Brian, schizzandogli pezzi di
corteccia su un lato del volto e facendo gridare Penny. Philip spinge Brian,
che porta ancora Penny sulla schiena, verso lombra pi fitta. CORRI! gli
ordina. CORRI, BRIAN! SVELTO!
Per Brian Blake, i cinque minuti successivi si svolgono con la confusione
caotica di un sogno. Sente altri spari dietro di s: le pallottole sibilano
attraverso il fogliame mentre si precipita dentro il bosco, dove la luce acquosa
dellalba non ha ancora scacciato le ombre fitte della notte. I suoi piedi nudi,
sempre pi piagati a ogni secondo che passa, scavano nel morbido tappeto di
foglie e frutta marcia; il panico gli illumina la mente come le scintille di un
fuoco dartificio. Penny gli rimbalza sulla schiena, in iperventilazione per il
terrore. Brian non ha idea di quanto debba allontanarsi, di dove andare o
quando fermarsi. Si inoltra sempre pi a fondo nelle ombre del frutteto.

Percorre circa duecento metri di bosco ombroso, prima di raggiungere un


enorme albero caduto, ormai marcio, dietro cui si nasconde.
Ansimando per riempire daria i polmoni, col fiato visibile nellatmosfera
gelata e il cuore che batte allimpazzata alle sue stesse orecchie, si fa
scendere delicatamente Penny dalla schiena. La mette a sedere accanto a s
in mezzo alle erbacce.
Sta gi, piccola sussurra. E fa molto, molto, molto silenzio devi stare
zitta come un topolino.
Il frutteto vibra di movimento in tutte le direzioni; la sparatoria
momentaneamente cessata e Brian si arrischia a sbirciare da sopra la cima
dellalbero caduto per avere una visuale migliore. Attraverso il fitto colonnato
di peschi, vede una figura, a meno di cento metri di distanza, dirigersi verso di
lui.
Gli occhi di Brian, ormai adattati alle ombre pallide, riconoscono uno dei tizi
che erano allesterno della casa, col fucile dallimpugnatura da pistola
sollevato e pronto a sparare. Ne arrivano anche altri dagli alberi dietro e una
sagoma scura si dirige perpendicolarmente verso di lui.
Brian torna a nascondersi dietro lalbero marcio e valuta disperatamente le
sue alternative. Se scappa lo sentiranno. Se resta nascosto lo troveranno di
sicuro. Dove diavolo Philip? Dov Nick?
Proprio in quel momento, sente che il ritmo dei rami che si spezzano
dallaltra parte del boschetto accelera: qualcuno si muove veloce verso luomo
armato.
Brian sbircia da sopra la cima dellalbero caduto e vede la sagoma di suo
fratello, a una cinquantina di metri di distanza, strisciare attraverso il
sottobosco e avvicinarsi al tiratore. La spina dorsale di Brian si gela per il
terrore; il suo stomaco si chiude.
Nick Parsons esce dallombra, dallaltra parte delluomo, con una pietra in
mano. Si ferma e scaglia la pietra, delle dimensioni di un pompelmo, a una
trentina di metri di distanza nel frutteto.
La pietra sbatte contro un albero e risuona con un forte rumore secco, che
fa sobbalzare luomo armato.
Il tizio si gira e spara un colpo verso il rumore: lo sparo risveglia il frutteto e
fa sobbalzare Penny. Brian si china a terra, ma non prima di aver scorto,
quasi nello stesso istante, un movimento lampeggiare verso luomo armato,
che non ha nemmeno il tempo di inserire unaltra cartuccia in canna.
Philip Blake balza dal fogliame con la vecchia doppietta gi a met
movimento. Il calcio di legno pietrificato si schianta di piatto sulla parte

posteriore del cranio delluomo, colpendolo cos forte da farlo quasi volare
fuori dagli stivali. Il fucile a pompa cade lontano. Luomo barcolla e piomba
sul terreno muschioso.
Brian distoglie lo sguardo e copre le orecchie di Penny, mentre Philip finisce
il lavoro con furia rapida e selvaggia, assestando altri quattro colpi sul cranio
delluomo caduto.
Adesso lequilibrio di potere leggermente mutato. Philip trova una pistola
di riserva, una .38 a canna corta, infilata nella cintura delluomo. Una tasca
colma di proiettili e un caricatore rapido migliorano lumore e concedono a
Philip e Nick altra potenza di fuoco. Brian osserva tutto questo da dietro
lalbero caduto a cinquanta metri di distanza.
Unondata di sollievo lo travolge come un bagliore di speranza. Adesso
possono andarsene. Possono ricominciare. Possono sopravvivere un altro
giorno.
Ma quando fa un cenno a suo fratello da dietro lalbero caduto e Philip e
Nick giungono al nascondiglio, la luce pallida che illumina lespressione di
Philip si conficca come un pugnale affilato di panico nello stomaco di Brian.
Dobbiamo far fuori quei figli di puttana dice. Dal primo allultimo.
Ma, Philip, e se ci limitassimo
Dobbiamo riprenderci quel posto, nostro e il loro numero diminuito.
Ma
Ascoltami. Qualcosa nel modo in cui Philip fissa gli occhi nei suoi gli fa
accapponare la pelle. Voglio che tu tenga mia figlia al sicuro, non importa
come. Capisci quello che ti chiedo?
S, ma
tutto quello che devi fare.
Okay.
Basta che la tieni al sicuro. Guardami. Puoi fare questa cosa per me?
Brian annuisce. S. Certo, Philip. Lo far. Ma tu non farti ammazzare.
Philip non dice niente, non reagisce, si limita a fissarlo mentre fa scattare
una cartuccia nella canna del fucile a pompa calibro 20. Poi rivolge uno
sguardo a Nick.
In pochi istanti, i due uomini sono scattati di nuovo in azione, svanendo tra
gli alberi e lasciando Brian seduto tra le erbacce, disarmato, pietrificato dalla
paura, agitato per lincertezza, coi piedi nudi che sanguinano. Philip vuole che
resti nascosto? Qual il piano?
Echeggia uno sparo. Brian sobbalza. Un altro sparo risponde e leco
rimbalza nel cielo gelido sopra la cima degli alberi. Brian stringe i pugni cos

forte da sanguinare. Deve restare l?


Tira Penny pi vicino a s, mentre un altro sparo risuona pi vicino; poi, a
riverberarsi nellaria il suono soffocato del gorgogliante rantolo della morte. I
pensieri di Brian riprendono a scalpitare e i tremori lo sconquassano.
Dei passi scricchiolano verso il nascondiglio. Brian azzarda unaltra
sbirciatina sopra la cima dellalbero e vede lo spaventoso tizio pelato con la
Glock nove millimetri camminare rapido in mezzo agli alberi, nella sua
direzione, con la faccia che arde di furia omicida. Il corpo contorto del ragazzo
magro di nome Shorty giace nel fango a una trentina di metri verso nord:
met della testa stata distrutta dallo sparo.
Un altro sparo fa accucciare Brian, col cuore in gola. Non sicuro se luomo
calvo sia a terra o se lo sparo sia partito dalla sua arma.
Forza, piccola dice Brian a Penny, che quasi catatonica si raggomitolata
nel sottobosco, coprendole la testa. Dobbiamo muoverci da qui.
La porta fuori dalle erbacce e le prende la mano: troppo pericoloso
portarla di nuovo sulle spalle. La trascina via dalla sparatoria.
Strisciano allombra dei peschi, restando sotto la copertura del bosco ed
evitando le impronte che si irradiano in mezzo ai frutteti. Con le piante dei
piedi ormai quasi insensibili per il dolore e il freddo, Brian sente ancora le voci
dietro di s, spari occasionali e poi pi niente.
Per un lungo periodo di tempo, non sente altro che il vento tra i rami e forse
una serie di passi frenetici di tanto in tanto, ma non ne sicuro: il cuore gli
batte troppo forte nelle orecchie. Continua ad andare avanti.
Percorre un altro centinaio di metri, prima di accucciarsi dietro un vecchio e
malmesso carro per il fieno. Riprende fiato e stringe Penny a s. Stai bene,
piccola?
Penny riesce a sollevare il pollice, ma la sua espressione sul punto di
crollare per il terrore.
Le controlla i vestiti, la faccia, il corpo: fisicamente sembra indenne. Le d
una pacca sulla spalla e prova a confortarla, ma ladrenalina e la stanchezza
lo fanno tremare con violenza e riesce a malapena nel suo intento.
Ode un rumore e si blocca. Si piega verso il basso e guarda attraverso le
stecche del carro malmesso. A meno di cinquanta metri da lui, una figura si
muove furtiva nellombra di un canalone. La figura alta e slanciata e ha un
fucile a pompa, ma troppo lontana per essere identificata.
Pap?
La voce di Penny mette in allarme Brian. un sussurro, ma basta a
segnalare la loro presenza. Brian afferra la bambina. Le mette una mano

sulla bocca. Poi allunga il collo per vedere oltre il carro. Intravede la figura
che risale il pendio del canalone.
Sfortunatamente, la figura che viene verso di loro non il pap della
bambina.
Lo sparo vaporizza met del carro e Brian finisce scagliato a terra in un
turbine di polvere e detriti. Ingoia la polvere, agita la mano in cerca di Penny,
riesce ad afferrare lorlo della sua maglietta e la trascina ancora pi a fondo
nel bosco. Percorre parecchi metri strisciando insieme a Penny, poi riesce
finalmente a rimettersi in piedi e continua a trascinare Penny verso le ombre
pi fitte, ma qualcosa non va.
La bambina inerte nella sua stretta, come se fosse svenuta.
Brian sente scricchiolare i passi degli stivali dietro di s, lo scatto della
pompa, mentre luomo armato si avvicina per dare loro il colpo di grazia. Brian
solleva disperatamente Penny sulla spalla e cammina carponi pi in fretta che
pu verso la copertura degli alberi, ma non arriva molto lontano prima di
accorgersi di essere coperto di sangue. Il sangue gli cola sul davanti della
maglia, infradiciandolo: scorre copioso.
Oh, Dio, no, Dio, no, Dio, no no no Brian posa Penny sul terreno
morbido, appoggiandola sulla schiena. Il suo faccino esangue bianco come
un lenzuolo. Gli occhi sono vitrei e fissi al cielo e dalla bocca escono suoni
come di singhiozzi. Un sottile rivolo di sangue le cola dallangolo della bocca.
Brian non sente pi luomo armato, che si avvicina con passo pesante, n lo
scatto della pompa che inserisce unaltra cartuccia. La maglietta di Penny,
una T-shirt di cotone, fradicia di sangue scarlatto; il foro duscita irregolare
ha un diametro di almeno quindici centimetri. I pallini per la caccia ai cervi,
sparati da una cartuccia calibro 20, hanno una potenza sufficiente a
penetrare lacciaio e, a quanto pare, la bambina stata colpita alla schiena da
almeno la met della rosa in espansione dello sparo, che poi uscita da un
lato del pancino.
Luomo armato si avvicina.
Brian solleva la maglietta della bambina e prorompe in un lamento
dangoscia quasi primordiale. La sua mano non pu tamponare la copiosa
perdita di sangue che esce dalla ferita a forma di mezzaluna. Preme la mano
sulla ferita. Il sangue ribolle. Si strappa un pezzo della camicia e cerca di
tappare il buco frastagliato nel torace della piccola, ma il sangue ovunque.
Balbetta, piange e cerca di parlarle mentre il sangue viscido gli scorre tra le
dita e luomo armato si avvicina. Va tutto bene, starai bene, ti cureremo,
andr tutto bene, starai meglio

Le braccia e la vita di Brian vengono battezzate dal calore della forza vitale
che sta abbandonando la bambina. Penny pronuncia ununica flebile parola:
Lontano.
No, Penny, no, no, non farlo non andare lontano, non ancora non
adesso!
In quel momento, Brian sente un rametto spezzarsi proprio dietro di lui.
Unombra cala sul corpo di Penny.
Davvero un peccato mormora una voce roca alle spalle di Brian, mentre la
punta gelida della canna del fucile gli preme sulla nuca. Guardala bene.
Brian si gira e alza lo sguardo sulluomo armato, un uomo tatuato, barbuto e
con la pancia da bevitore, che gli punta il fucile dritto in faccia. Quasi
sovrappensiero, luomo grugnisce: Guardala perch lultima cosa che
vedrai.
Brian non toglie la mano dalla ferita di Penny, ma sa che troppo tardi.
Non ce la far.
Brian pronto ormai pronto a morire.
Lo sparo ha un che di onirico, come se Brian fosse dun tratto uscito dal suo
corpo e aleggiasse sopra il frutteto, guardando agli eventi dalla prospettiva di
uno spirito incorporeo. Ma quasi subito, Brian, che distinto si era gettato in
avanti contro lo sparo, scatta di nuovo allindietro per lo shock. Il sangue
ricopre le sue braccia e il corpo di Penny.
Forse limpatto dello sparo a bruciapelo stato cos catastrofico da essere
indolore? Forse Brian gi morto senza ancora rendersene conto?
Lombra delluomo armato comincia a cadere, quasi al rallentatore, come
una vecchia sequoia che rende lanima a Dio.
Brian si gira di scatto, in tempo per vedere che luomo barbuto stato
colpito alle spalle: la cima del suo cranio un ammasso di polpa rossa e la
barba macchiata di sangue. I suoi occhi si rovesciano allindietro, poi luomo
crolla a terra. Brian lo fissa. Come un sipario che cala, luomo, cadendo, rivela
due figure, che corrono verso Brian e Penny.
DANNAZIONE, NO! Philip scaglia il fucile a pompa, ancora fumante, sul
terreno e corre verso gli alberi. Nick lo segue da vicino. Philip si precipita
gridando verso Brian e lo spinge da parte. NO! NO!
Cade in ginocchio accanto alla bambina morente, che sta soffocando,
annegata dal suo stesso sangue. La solleva e tocca con tenerezza la ferita
aperta come se fosse un errore, un graffio, una semplice botta. La attira in un
abbraccio e il sangue della bambina lo inzuppa.
Brian giace sul terreno a pochi passi di distanza e respira la terra ammuffita,

mentre un velo di sbigottimento gli cala sugli occhi. Nick a poca distanza.
Possiamo fermare lemorragia, vero? Possiamo curarla, giusto?
Philip coccola la bambina insanguinata.
Penny spira tra le sue braccia con un lieve ma sonoro rantolo di morte, che
lascia il suo viso bianco e freddo come porcellana. Philip la scuote. Forza,
pulcino resta con noi resta con noi. Forza resta con noi ti prego,
resta con noi Pulcino? Pulcino? Pulcino?
Il silenzio aleggia terribile nellaria.
Ges Santo mormora Nick tra s, con gli occhi fissi sul terreno.
Philip continua a stringere la bambina a lungo, mentre Nick continua a
fissare la terra, pregando in silenzio. Per la maggior parte di quel tempo,
Brian giace prono sul terreno, a un metro e mezzo di distanza, e piange sulla
terra umida, balbettando a bassa voce, a se stesso pi che a chiunque altro:
Ho cercato successo tutto cos in fretta non ho potuto stato non
riesco a crederci non posso Penny era.
Dun tratto, una mano grande e nodosa lo agguanta per il retro della
camicia.
Cosa ti avevo detto? ruggisce Philip con un ringhio gutturale, mentre
solleva suo fratello e lo sbatte contro il tronco di un albero vicino. Brian privo
di energie. Vede le stelle.
Philly, no! Nick cerca di intromettersi, ma Philip lo spinge via con forza
facendolo finire disteso per terra. Philip seguita a tenere la mano destra
serrata intorno alla gola di suo fratello.
Cosa ti avevo detto? Lo sbatte contro il tronco. La testa di Brian rimbalza
sulla corteccia dellalbero, producendogli lampi di luce e di dolore, ma luomo
non fa alcuno sforzo per reagire o scappare. Vuole morire. Vuole morire per
mano di suo fratello.
COSA TI AVEVO DETTO? Philip scaglia il fratello lontano dallalbero. Il
suolo si getta verso Brian come un ariete, colpendogli una spalla e un lato del
volto, poi una scarica di calci si abbatte su di lui, che rotola involontariamente
sul terreno. Un calcio dello stivale da lavoro dalla punta dacciaio lo colpisce
alla mascella e gli spacca la mandibola. Un altro gli frattura tre costole,
inviandogli fitte di dolore incandescente in tutto il fianco. Un altro colpo
ancora lo raggiunge alla schiena, dislocando le vertebre e quasi perforandogli
un rene. Un dolore acuto e abbagliante gli frantuma il coccige. Dopo un po,
Brian pu a malapena sentire altro dolore, pu solo osservarlo dispiegarsi per
tutto il suo corpo massacrato, mentre si sottomette al pestaggio come un
supplicante si sottomette a un sacerdote.

DICIANNOVE
Il giorno dopo, Philip passa unora nel capanno degli attrezzi dietro la villa, a
esaminare la collezione di armi prese agli intrusi, gli utensili dotati di lame e
gli attrezzi lasciati dai precedenti abitanti. Sa quello che deve fare, ma
scegliere la modalit dellesecuzione unagonia. Sulle prime, decide di
usare la nove millimetri semiautomatica. Sarebbe il modo pi veloce e pulito.
Ma poi assalito dai dubbi. In un certo senso, gli sembra ingiusto. La pistola
troppo fredda e impersonale. E nemmeno pu costringersi a usare unascia
o un machete. Troppo difficile e incerto. Se sbagliasse la mira di un
centimetro e mandasse allaria il lavoro?
Alla fine, decide di usare la Glock nove millimetri: infila un caricatore nuovo
nel manico e fa scattare un colpo in canna.
Fa un respiro profondo e si avvia verso la porta del capanno.
Si ferma e si fa forza. Dalle pareti esterne del capanno giungono sporadici
rumori di graffi. Il terreno della villa ronza per le attivit degli azzannatori: la
sparatoria del giorno prima ha attirato decine di non morti. Philip spalanca la
porta con un calcio.
La porta sbatte contro uno zombie donna di mezza et vestita di un
grembiule sporco e intenta ad annusare laria intorno al capanno. La forza
dellimpatto la fa capitombolare allindietro con le braccia mulinanti, mentre un
lamento spettrale si leva dalla sua faccia decomposta. Philip la oltrepassa,
sollevando la Glock quasi per caso e rallentando appena il passo, mentre
preme rapido il grilletto e le spara un unico colpo su un lato della testa.
Il boato della Glock echeggia e il cadavere schizza di lato in una nuvola di
sangue scarlatto, per poi piegarsi sul terreno.
Philip marcia verso il retro della villa e lungo il percorso elimina un altro paio
di azzannatori erranti. Uno un vecchio, vestito solo di biancheria ingiallita:
forse proviene da una casa di riposo. Un altro , molto probabilmente, un ex
coltivatore di frutta: il suo corpo gonfio e livido indossa ancora la vecchia
salopette. Philip li abbatte con il minimo di rumore, un unico colpo ciascuno, e
si prende lappunto mentale di ripulire i resti pi tardi, con uno spalaneve
attaccato alla falciatrice.
passato quasi un giorno intero da quando Penny morta tra le sue
braccia e ora la nuova alba sorge limpida e blu, diffondendo un cielo terso
sopra gli ettari di peschi. A Philip ci sono volute quasi ventiquattro ore per
trovare il coraggio di fare quello che deve fare. Adesso, con la mano sudata e

stretta intorno alla pistola, entra nel frutteto.


Nel caricatore rimangono cinque colpi.
Allombra degli alberi, una figura si contorce lamentosa contro il tronco di un
vecchio albero. Legata con corde e nastro isolante, la prigioniera tenta di
scappare con futile disperazione. Philip si avvicina e alza la pistola. Punta la
canna verso gli occhi della figura e, solo per un istante, dice a se stesso di
farla finita alla svelta. Incidi la ferita, rimuovi il tumore, falla finita.
La canna trema, il dito paralizzato sul grilletto e Philip si lascia sfuggire un
sospiro tormentato. Non ci riesco dice piano.
Abbassa la pistola e fissa sua figlia. A meno di due metri da lui, legata
allalbero, Penny ringhia con la fame feroce di un cane rabbioso. Il suo viso
da bambolina si ristretto e infossato fino a sembrare una zucca marcia, gli
occhi dolci si sono induriti fino a diventare monetine dargento. Le labbra da
tulipano, un tempo innocenti, sono livide e arricciate sui denti viscidi. Non
riconosce suo padre.
Ecco cosa ha scavato il buco pi grande nellanima di Philip. Non pu
smettere di ricordare lo sguardo negli occhi di Penny ogni volta che andava a
prenderla al centro giochi o a casa di sua zia Nina al termine di una lunga
giornata di duro lavoro. La scintilla di riconoscimento, di entusiasmo e,
diavolo, s, di amore puro, in quegli occhioni marroni da cerbiatta ogni volta
che il padre tornava erano tutto quello per cui Philip teneva duro, a tutti i
costi. Adesso quella scintilla sparita per sempre, cementata sotto la grigia
patina dei non morti.
Philip sa cosa deve fare.
Penny ringhia.
Gli occhi di Philip bruciano di agonia.
Non ci riesco mormora di nuovo, guardando in basso, senza rivolgersi n a
Penny n a se stesso. Vederla cos gli provoca una scarica di furore elettrico
in tutto il sistema nervoso, lo fa inarcare come il cannello di una fiamma
ossidrica, scatena la fiamma segreta che nasconde nel profondo di se stesso.
Sente la voce. Fa a pezzi il mondo, fallo a pezzi, squarciagli il suo fottuto
cuore fallo subito.
Si ritrae dallorrore nel frutteto, con la mente che ribolle di furia.
Il terreno della villa, che al momento si riscalda nellaria tiepida di quel
mattino dautunno, un appezzamento a forma di mezzaluna, con la casa
principale al centro. Numerosi edifici secondari sorgono lungo la morbida
curva dietro la casa: la rimessa per le carrozze, un piccolo capanno per la
falciatrice e il trattore, un secondo capanno per gli attrezzi, una dependance

rialzata per gli ospiti e un grosso granaio di legno con unenorme banderuola
e una cupola sulla cima. Questultima struttura, col legno tarlato del
rivestimento cos sbiadito dal sole da diventare rosa, la meta verso cui Philip
diretto.
Ha bisogno di scaricare la corrente che scorre velenosa dentro di lui; ha
bisogno di sfogarsi.
Lentrata principale del granaio una porta doppia, chiusa da una
gigantesca tavola che la attraversa nel mezzo. Philip si avvicina e rimuove la
tavola: le porte si aprono con uno scricchiolio e granelli di polvere fluttuano
nelle ombre allinterno. Philip entra, chiudendosi la doppia porta alle spalle.
Laria puzza di piscio di cavallo e fieno ammuffito.
Altre due figure si contorcono e si dimenano in un angolo, avvinte nella loro
personale versione di tormento infernale, legate e imbavagliate con del nastro
isolante: Sonny e Cher.
Tremano luno contro laltra sul pavimento del granaio, le bocche avvolte dal
nastro isolante, le schiene che premono contro la porta della stalla di un
cavallo vuota: i loro corpi stanno affrontando un qualche tipo di crisi
dastinenza. Che si tratti di eroina, crack o altro, a Philip non importa. Lunica
cosa che gli interessa, al momento, che quei due non hanno idea di quanto
la loro vita stia per peggiorare.
Cammina verso il dinamico duo. La ragazza magra trema per gli spasmi con
gli occhi truccati incrostati di lacrime secche. Luomo respira a fatica dalle
narici.
In piedi, in uno stretto raggio di luce che brulica di polvere e frammenti di
fieno, Philip li guarda dallalto come un dio furente. Tu dice a Sonny. Devo
farti una domanda so che difficile annuire con la testa legata in quel
modo e tutto il resto, quindi sbatti le palpebre una volta per dire s, due per
dire no.
Luomo lo guarda con occhi irritati, acquosi e infossati. Un battito.
Philip lo guarda. Ti piacerebbe guardare?
Due battiti.
Philip prende la fibbia della cintura e comincia a slacciarla.
Peccato, perch sto per regalarvi un accidenti di spettacolo.
Due battiti.
Di nuovo due battiti.
Due battiti. Due battiti. Due battiti.
Piano, Brian, non cos in fretta dice Nick a Brian la notte seguente, nella
stanza da cucito al secondo piano. Alla luce delle lanterne al cherosene, Nick

lo aiuta a bere dellacqua da una cannuccia. Con la bocca ancora gonfia e


intorpidita, Brian si sbava addosso. Nick ha fatto di tutto per aiutarlo a
riprendersi e farlo mangiare: stato il suo obiettivo prioritario. Cerca di
mangiare altro minestrone suggerisce.
Brian ne mangia qualche cucchiaio. Grazie, Nick. La voce di Brian
soffocata, rauca per il dolore. Grazie di tutto. Biascica le parole per via del
palato ancora infiammato. Parla con esitazione, a scatti. Sdraiato sul letto, ha
degli stracci legati stretti intorno alle costole spezzate, cerotti sul volto e sul
collo e locchio sinistro gonfio per un livido violaceo. Ci potrebbe essere
qualcosa che non va nellanca; nessuno dei due pu dirlo per certo.
Starai bene, amico dice Nick. Tuo fratello unaltra storia.
Che intendi dire?
perduto, amico.
Ne ha passate tante, Nick.
Come puoi dire una cosa del genere? Nick torna a sedersi, lasciandosi
sfuggire un sospiro di dolore. Guarda cosa ti ha fatto. E non dire che
perch ha perso Penny tutti abbiamo perso delle persone che amiamo. Per
poco non ti ha ammazzato.
Brian si guarda il piede straziato che sbuca da sotto le coperte. Con grande
sforzo, dice: Mi merito tutto quello che mi capitato.
Non dire cos! Quanto successo non stata colpa tua. Tuo fratello ha
oltrepassato il limite. Sono davvero preoccupato per lui.
Star bene. Brian lo guarda. Cosa c che non va? Cosaltro ti
preoccupa?
Nick fa un respiro profondo e si chiede se pu fidarsi di Brian. I fratelli Blake
hanno sempre avuto una relazione complessa e, nel corso degli anni, Nick
Parsons ha spesso sentito di essere per Philip Blake un fratello pi del suo
stesso fratello biologico. Ma c sempre stato un fattore X tra i fratelli Blake,
un profondo legame di sangue.
Alla fine, dice: So che non sei esattamente quel che si dice una persona
religiosa. E che pensi che io sia un fanatico religioso.
Non vero, Nick.
Nick fa un gesto noncurante. Non importa la mia fede forte e io non
giudico un uomo dalla sua religione.
Dove vuoi arrivare?
Nick lo guarda. Continua a tenerla in vita, Brian ma forse vita non la
parola giusta.
Penny?

l fuori con lei, adesso.


Dove?
Nick spiega quanto accaduto nei due giorni successivi alla sparatoria.
Mentre Brian si riprendeva dal pestaggio, Philip si tenuto occupato. Ha
chiuso nel granaio due degli intrusi, gli unici sopravvissuti alla sparatoria.
Sostiene che vuole interrogarli su eventuali insediamenti umani. Nick teme
che li stia torturando. Ma quella lultima delle loro preoccupazioni. A rodere
Nick il destino di Penny Blake. La tiene incatenata a un albero come un
cucciolo dice Nick.
Brian aggrotta la fronte. Dove?
Fuori nel frutteto. Ci va di notte. Passa del tempo con lei.
Oh, Dio.
Ascolta, so che pensi che siano stronzate, ma secondo quello che mi
hanno insegnato nelluniverso c una forza chiamata Bene e una forza
chiamata Male.
Nick, non penso che sia
Aspetta. Lasciami finire. Io credo che tutto questo, lepidemia o comunque
tu voglia chiamarla, sia opera di quello che tu definiresti Diavolo o Satana.
Nick
Lasciami finire. Ci ho pensato parecchio.
Va avanti. Ti ascolto.
Qual la cosa che Satana odia di pi? Il potere dellamore? Forse.
Qualcuno che rinasce? S, probabilmente. Ma io credo che sia il momento in
cui una persona muore e la sua anima vola in Paradiso.
Non ti seguo.
Nick guarda gli occhi incavati di Brian. quello che sta succedendo qui,
Brian. Il Diavolo ha trovato un modo per tenere le anime delle persone
intrappolate sulla terra.
Brian impiega un attimo per interiorizzare quellaffermazione. Nick non si
aspetta che gli creda, ma forse, solo forse, pu riuscire a comprendere.
In quel breve silenzio, il vento del nord sibila tra le persiane. Il tempo sta
cambiando. La villa cigola e si lamenta. Nick si tira su il colletto della felpa
che sa di naftalina, e che ha trovato alcuni giorni prima insieme ad altri vestiti
pesanti nel solaio della villa, e rabbrividisce nellaria gelida del secondo piano.
Quello che tuo fratello sta facendo sbagliato, contro Dio dice, e quella
sentenza resta ad aleggiare nel buio.
In quel momento, fuori nelloscurit del frutteto, un piccolo fuoco da campo
crepita e tremola sul terreno. Philip seduto sulla terra fredda davanti al

fuoco, col fucile appoggiato accanto a s e un libretto ammuffito che ha


trovato nella stanza dei bambini posato sul grembo. Lasciami entrare,
lasciami entrare, porcellino legge con voce forte, cantilenante e affaticata. O
comincer a soffiare e butter gi la casa!
A un metro da lui, legata al tronco dellalbero, Penny Blake ringhia e sbava
a ogni parola, mentre le sue piccole mascelle scattano invano.
No, no, neanche per sogno seguita a leggere Philip, voltando una pagina
di carta semitrasparente. Fa una pausa e guarda la cosa che un tempo era
sua figlia.
Nella luce tremolante del fuoco, il faccino di Penny si contorce di una fame
insaziabile, gonfio e rugoso come una zucca di Halloween. Il torace, ferito dal
filo di ferro, si tende contro lalbero. Allunga le mani con le dite curve come
artigli e stringe laria, cercando disperatamente di liberarsi per cibarsi di suo
padre.
Ma ovviamente continua Philip con voce rotta, il lupo butt gi la casa.
Segue una pausa agonizzante, prima che Philip dica con voce spezzata,
piena in parti uguali di tormento e follia: E si mangi il porcellino.
Per il resto della settimana, il sonno non giunge facilmente per Philip Blake.
Prova a concedersi alcune ore ogni notte, ma lenergia nervosa che lo
sostiene continua a farlo girare e rigirare nel letto finch non costretto ad
alzarsi e fare qualcosa. La maggior parte delle notti, va nel granaio e sfoga la
sua rabbia su Sonny e Cher. I due sono la ragione evidente per cui Penny
diventata quello che , e tocca a Philip assicurarsi che soffrano come nessun
uomo o donna abbia mai fatto. Il delicato processo di mantenerli da questa
parte del confine tra vita e morte non semplice. Di tanto in tanto, Philip deve
dar loro dellacqua, per essere sicuro che non gli muoiano tra le mani. Deve
anche impedire che si uccidano per sfuggire al loro tormento. Come un buon
carceriere, tiene le corde strette e tutti gli oggetti affilati lontani dalla loro
portata.
Quella notte, Philip crede che sia un venerd, aspetta che Nick e Brian si
addormentino, prima di sgusciare fuori dalla sua stanza, mettersi il giubbotto
di jeans e gli stivali, uscire dalla porta sul retro e attraversare il terreno
illuminato dalla luna in direzione del granaio danneggiato dalle intemperie
sullangolo nord-est della propriet. Gli piace annunciarsi quando arriva.
Pap a casa mormora in tono conviviale, e dalla sua bocca escono sbuffi
di vapore, mentre apre il chiavistello e spalanca la doppia porta.
Accende una lampada a batteria.
Sonny e Cher sono curvi nellombra dove li ha lasciati, due creature

malconce legate fianco a fianco come maialini da latte, e giacciono in una


pozza del loro stesso sangue, piscio e merda. Sonny appena cosciente: la
testa riversa su un fianco, gli occhi iniettati di sangue sono cerchiati di
rosso. Cher priva di sensi. Giace accanto a lui, coi pantaloni di pelle
arrotolati intorno alle caviglie.
Entrambi recano i segni suppuranti degli strumenti punitivi di Philip: pinze
tagliacavi, filo spinato, tavole di legno con chiodi arrugginiti e vari oggetti non
appuntiti che ha usato nella foga del momento.
Sveglia, sorella! Philip si piega e gira la donna sulla schiena: i legacci le
stanno segando i polsi e la corda intorno al collo le impedisce di agitarsi
troppo. Philip la schiaffeggia. I suoi occhi vacillano. La schiaffeggia di nuovo.
La donna riprende i sensi, ma le sue grida scoraggiate sono soffocate dalla
matassa di nastro isolante che le copre la bocca.
A un certo punto nella notte, riuscita a rimettersi le mutandine
insanguinate e a coprirsi le parti intime.
Lasciate che ve lo ricordi ancora una volta dice Philip, riabbassandole le
mutande fino al ginocchio. Si erge su di lei e le allarga le gambe con gli stivali
come per aprirsi una strada. Lei si agita e si dimena, come se potesse
contorcersi fino a uscire dalla sua stessa pelle. Voi siete quelli che mi hanno
portato via mia figlia perci andremo allinferno tutti insieme.
Si slaccia la cintura e si cala i pantaloni; poi non gli serve troppa
immaginazione per produrre rapidamente unerezione: la rabbia e lodio
bruciano in lui con tanto di quel calore da farlo sentire un ariete. Si
inginocchia tra le gambe tremanti della donna.
La prima spinta sempre linnesco: allora la voce nella sua testa comincia a
intromettersi, lo deride, lo esorta coi frammenti delle vecchie assurdit
bibliche che suo padre era solito borbottare quando era ubriaco. La vendetta
mia, disse il Signore!
Ma quella notte, dopo la terza o quarta spinta dentro la donna inerte, Philip
si ferma.
Una combinazione di fattori interrompe la sua concentrazione e attira la sua
attenzione. Sente dei passi, che scricchiolano sul retro del terreno e vede, tra
le tavole del rivestimento esterno, lombra sfuocata di una figura che
oltrepassa il granaio. Ma ci che lo spinge a ritirarsi, ad alzarsi e rimettersi
frettolosamente i pantaloni, che quella figura si muove verso il frutteto.
Verso il posto dove si trova Penny.
Philip esce dal granaio e vede una figura inoltrarsi nelle ombre del frutteto.
La figura quella di un uomo basso ma robusto, sulla trentina, vestito con

una felpa e dei jeans: porta una grossa pala arrugginita sulla spalla.
Nick!
Il grido di Philip viene ignorato. Nick gi svanito tra gli alberi.
Philip estrae la nove millimetri da dietro la cintura e corre verso il frutteto.
Infila un proiettile nella camera di scoppio mentre si inoltra nel bosco.
Loscurit cede al raggio di una torcia elettrica.
Quindici metri pi avanti, Nick Parsons illumina il volto livido della cosaPenny.
NICK!
Nick si gira di scatto con la pala sollevata; la torcia elettrica gli cade di
mano. Sei andato troppo oltre, Philly, sei andato troppo oltre.
Metti gi la pala dice Philip, mentre si avvicina con la pistola puntata. Il
raggio della torcia elettrica risplende sulle foglie e proietta un bagliore pallido
e inquietante come un film in bianco e nero sgranato.
Non puoi fare questo a tua figlia, non capisci quello che stai facendo.
Mettila gi.
Impedisci alla sua anima di entrare in Paradiso, Philly.
Sta zitto!
Nellombra, a cinque o sei metri di distanza, la cosa-Penny strattona i suoi
legacci. Il raggio storto della torcia elettrica evidenzia i suoi mostruosi
lineamenti. Gli occhi riflettono la fredda luce argentata.
Philly, ascoltami. Nick abbassa la pala con la voce tremante per
lemozione. Devi lasciarla morire una figlia di Dio. Ti prego ti imploro da
cristiano ti prego, lasciala andare.
Philip punta la Glock dritta sulla fronte di Nick. Se lei muore tu muori
subito dopo.
Per un momento, Nick Parsons pare avvilito, sconfitto.
Poi getta a terra la pala, si prende la testa tra le mani e si avvia di nuovo
verso la villa.
Per tutto quel tempo, la cosa-Penny tiene il suo sguardo da squalo fisso
sulluomo che una volta chiamava padre.
Brian continua a guarire. Sei giorni dopo il pestaggio, si sente abbastanza
forte da alzarsi dal letto e girare per casa. Lanca gli manda lancinanti fitte di
dolore a ogni passo e le vertigini lo assalgono a ondate ogni volta che sale o
scende le scale, ma nel complesso se la cava abbastanza bene. I lividi stanno
svanendo, il gonfiore si ridotto e gli sta tornando lappetito. Riesce anche ad
avere una conversazione con Philip.
Mi manca in modo atroce gli dice Brian una sera a tarda notte in cucina:

entrambi soffrono di una grave insonnia. Cambierei il mio posto col suo in un
baleno, se servisse a portarla indietro.
Philip guarda verso il basso. Ha sviluppato una serie di lievi tic, che
emergono quand sotto pressione: tira su col naso, contrae le labbra, si
schiarisce la gola. Lo so, campione. Non stata colpa tua quello che
successo l fuori. Non avrei mai dovuto farti del male.
Gli occhi di Brian si inumidiscono. Probabilmente avrei fatto la stessa cosa.
Mettiamoci una pietra sopra.
Sicuro. Brian si sfrega gli occhi. Guarda Philip. Allora, com la faccenda
con la gente nel granaio?
Philip solleva lo sguardo. Qual il problema?
Tutta questa storia sta facendo andare fuori di testa Nick e si sentono
delle cose l fuori di notte, intendo. Nick crede che tu gli stia, che so
strappando le unghie.
Un sorriso freddo piega gli angoli della bocca di Philip. Questo s che
nauseante.
Brian non sorride. Philip, qualsiasi cosa tu faccia l fuori non porter
indietro Penny.
Philip abbassa lo sguardo di nuovo. Lo so credi che non lo sappia?
Allora ti imploro di smetterla. Qualsiasi cosa tu faccia smettila. Brian lo
guarda. Non serve a niente.
Philip alza lo sguardo con occhi che bruciano per lemozione. Quelle merde
nel granaio mi hanno rubato lunica cosa che aveva importanza per me quel
figlio di puttana pelato e i suoi scagnozzi quei due drogati hanno distrutto
la vita di una meravigliosa bambina innocente e lhanno fatto solo per
cattiveria e avidit. Niente di quello che potrei fargli sarebbe sufficiente.
Brian sospira. Protestare ancora sarebbe inutile; si limita a fissare il suo
caff.
E ti sbagli quando dici che non serve a niente conclude Philip, dopo averci
riflettuto per un attimo. Serve a farmi stare meglio.
La notte seguente, dopo che le lanterne si sono spente, che i fuochi nei tre
diversi camini sono diventati cenere e che il vento da nord-est ha preso a
giocare con gli abbaini e le tegole allentate, Brian giace sul letto nella stanza
del cucito e prova a sprofondare in un sonno agitato, quando sente aprirsi la
porta e vede la sagoma di Nick Parsons scivolare nella sua stanza. Si mette a
sedere. Che succede?
Sssssshhh sussurra Nick, attraversando la stanza e inginocchiandosi
accanto al letto. Nick si messo il giubbotto e i guanti, e sul fianco si vede un

rigonfiamento che sembra il calcio di una pistola automatica. Fa silenzio.


Che c?
Tuo fratello dorme finalmente.
E allora?
Allora dobbiamo come dire intervenire.
Di cosa parli? Penny? Vuoi provare ad ammazzarla di nuovo?
No! Il granaio, amico! Il granaio!
Brian si sposta verso il bordo del letto e si strofina gli occhi, si stira gli arti
doloranti e cerca di darsi una svegliata. Non so se sono pronto.
Scivolano fuori dal retro, ognuno armato di una pistola automatica. Nick ha il
revolver .357 delluomo calvo, Brian una pistola a canna corta che
apparteneva a uno degli altri delinquenti. Si muovono furtivi nel cortile, diretti
verso il granaio; Brian illumina il chiavistello con una torcia elettrica. Trovano
un pezzo di legno in una catasta e lo usano per aprire le porte marce,
cercando di fare meno rumore possibile.
Il cuore di Brian batte allimpazzata mentre scivolano dentro il granaio buio.
Il tanfo di muffa e urina gli riempie le narici mentre si fanno strada verso le
fetide ombre sul fondo del granaio, dove due mucchi scuri giacciono sul
pavimento in pozze di sangue nero come petrolio. Sulle prime, non sembrano
nemmeno forme umane, ma quando il raggio della torcia elettrica si posa su
una faccia pallida, Brian si lascia sfuggire un rantolo.
Porca merda fottuta.
Luomo e la donna sono ancora vivi, a malapena, le loro facce sono
sfigurate e gonfie, il torace esposto come carne cruda. Un sottile filo di vapore
sale dalle ferite piene di pus e non ancora cicatrizzate. Entrambi i prigionieri
sono solo parzialmente coscienti, i loro occhi sbucciati sono fissi sulle travi del
tetto. La donna stata violentata, una bambola rotta con le gambe
spalancate e disegni di sangue sulla carne viscida e tatuata.
Brian comincia a tremare. Porca merda cosabbiamo? Porca merda
fottuta
Nick si inginocchia accanto alla donna. Brian, prendi un po dacqua.
Ma che
Prendila dal pozzo! Svelto!
Brian prende la torcia elettrica, la accende e si affretta nella direzione da cui
venuto.
Nick fa scorrere la luce sulla costellazione di ferite e piaghe, alcune vecchie
e infettate, altre fresche, su tutta la superficie dei corpi straziati. Il petto
delluomo si alza e si abbassa in fretta, con respiri brevi e convulsi. La donna

si affanna per mettere a fuoco il suo sguardo umido su Nick. Sbatte le


palpebre freneticamente.
Le sue labbra si muovono sotto il nastro isolante. Nick le rimuove con
cautela il bavaglio dalla bocca.
Ti p-p-pre ucchhh Si sforza di dire qualcosa di importante, ma Nick
non capisce.
Va tutto bene, vi tireremo fuori da qui, va tutto bene, ce la farete.
U-ucchhh
Freddo? Nick cerca di rimetterle i pantaloni. Cerca di respirare, cerca di
U-Ucchdhicih.
Cosa? Non
La donna deglutisce e dice di nuovo: U-uccidici ti p-prego
Nick li guarda. Gli si gela il sangue. Sente qualcosa che lo sfiora
delicatamente sul fianco, guarda in basso e vede che la mano incrostata della
donna tenta di afferrare il calcio della pistola, che sbuca dalla sua cintura.
Nick sente tutta la sua energia defluirgli di dosso. Il suo cuore sprofonda ben
oltre il livello del pavimento.
Estrae la .357 dalla cintura, si alza e resta a guardare gli abomini sul
pavimento del granaio molto, molto a lungo.
Recita una preghiera: il Salmo ventitreesimo.
Brian sulla via del ritorno con un secchio di plastica colmo di acqua del
pozzo, quando sente due spari soffocati provenire dal granaio. Come petardi
che esplodono dentro una lattina, gli spari sono brevi e intensi. Il rumore lo fa
bloccare di colpo, mentre lacqua cola oltre il bordo del secchio. Deglutisce
spaventato.
Poi, con la coda dellocchio, vede una debole luce accendersi in una
finestra del secondo piano della villa: la stanza di Philip. Il raggio di una torcia
elettrica illumina la finestra, poi svanisce. Segue una serie di passi, che
risuonano lungo le scale e attraverso la casa, pesanti e veloci; Brian si rimette
in movimento.
Lascia cadere il secchio e comincia a correre nel cortile diretto al granaio.
Si fionda attraverso il portone e si tuffa nelloscurit. Sfreccia nellombra,
verso il raggio di luce argentata che brilla sul pavimento. Nick in piedi sopra
i prigionieri.
Un filo di fumo di cordite si leva dalla bocca della .357 stretta nella mano
destra di Nick, che guarda i corpi distesi a terra.
Brian lo raggiunge e comincia a dire qualcosa quando, dun tratto, guarda
gi e vede le ferite alla testa: germogli di sangue fioriscono sulla porta della

stalla, scintillando nel raggio di luce orizzontale.


Luomo e la donna sono morti e freddi come il marmo; giacciono supini nei
loro fluidi che si seccano, con la faccia tranquilla, ormai liberi dal tormento
delle loro sofferenze. Di nuovo, Brian cerca di dire qualcosa.
Ma non riesce a dire neanche una parola.
Un attimo dopo, nel buio del granaio, la doppia porta si spalanca e Philip
piomba allinterno. Con i pugni stretti sui fianchi, la faccia contorta dalla
rabbia, gli occhi lampeggianti di follia, marcia verso la luce. Sembra sul punto
di divorare qualcuno. Ha una pistola infilata nella cintura e un machete gli
rimbalza sul fianco.
Arriva quasi fino a met del granaio, prima di rallentare.
Nick si allontanato dai corpi ed pronto a difendere la sua posizione con
Philip che si avvicina. Brian fa un passo indietro: unondata di vergogna lo
travolge. Ha la sensazione che la sua anima sia stata strappata in due. Fissa
il pavimento mentre suo fratello cammina lento, guardingo e sposta lo
sguardo nervoso dai corpi morti a Nick a Brian e di nuovo ai corpi morti.
Per lungo tempo, nessuno riesce a pensare a qualcosa da dire. Philip
continua a guardare Brian, e Brian continua a cercare di nascondere la
vergogna che lo paralizza e lo travolge, ma pi ci prova pi questa lo trascina
a fondo.
Se solo ne avesse il fegato, si ficcherebbe la pistola a canna corta in bocca
e porrebbe fine alle sue sofferenze da solo in quello stesso momento. In
qualche strano modo, si sente responsabile per quanto successo, tutto
quanto, ma troppo codardo per uccidersi da uomo.
Pu solo restare l e guardare altrove, pieno di vergogna e umiliazione.
E come in uninvisibile reazione a catena, la vista patetica e raccapricciante
dei corpi profanati, combinata con lostinato silenzio di suo fratello e del suo
amico comincia a incrinare Philip.
Ricaccia indietro le lacrime che gli affiorano negli occhi, e sporge il mento
tremante in un misto di sconfitta e di disgusto per se stesso. Muove la bocca
come se avesse qualcosa di importante da dire e gli occorre uno sforzo
enorme per riuscire a parlare. Alla fine riesce a mormorare una sola parola
soffocata: Pazienza.
Nick sembra mortificato e fissa Philip incredulo. Pazienza?
Philip si gira e se ne va; mentre si allontana estrae la Glock dalla cintura.
Tira indietro il carrello e spara sulla parete del granaio BOOOOMMMMMM!
Il rinculo scalcia nella sua mano e il latrato sordo fa sobbalzare Brian.
BOOOOOMMMM! Un altro sparo lampeggia nelloscurit, distruggendo un

pezzo della porta. BOOOOOMMMM! Il terzo sparo apre un buco in una trave
e scatena una pioggia di schegge sul pavimento.
Philip spalanca la porta con un calcio furioso ed esce fuori.
Nel silenzio, che si lascia alle spalle, guizzano per un momento le immagini
residue della sua rabbia feroce. In tutto quel tempo, Brian non ha distolto lo
sguardo dal pavimento e continua a tenersi la testa tra le mani e a fissare
miseramente il fieno ammuffito. Nick rivolge unultima occhiata ai corpi; poi
esala un sospiro lungo, irregolare e afflitto. Guarda Brian e scuote la testa.
Ecco come stanno le cose dice.
Ma qualcosa dietro le sue parole, nel sottile tono di terrore della sua voce,
dice a Brian che le cose sono ormai irrimediabilmente cambiate nella loro
piccola famiglia disfunzionale.

VENTI
Che cazzo fa? Nick alla finestra sul davanti della villa e guarda il mattino
coperto.
Davanti alla facciata della casa, in cima al vialetto, Philip ha messo a Penny
un guinzaglio per cani modificato, che ha fabbricato con pezzi presi nel
capanno degli attrezzi: un lungo tubo di rame, a unestremit del quale ha
infilato un collare appuntito. La trascina verso un pick-up Ford S-10
parcheggiato sullerba, uno dei veicoli della banda del pelato. Philip ha
riempito il cassone posteriore di cibo in scatola, armi, provviste, coperte e
lenzuola.
Penny ringhia e sputa mentre viene trascinata via; afferra il tubo che ha
attaccato al collo e morde laria. Nella luce acquosa e opaca, la sua faccia
morta sembra una maschera di Halloween vivente, scolpita con argilla grigio
verme.
quello che cercavo di dirti dice Brian, in piedi accanto a Nick, mentre
guarda la bizzarra scena che si sta svolgendo nel cortile. Stamattina si
alzato con la convinzione che non possiamo pi restare qui.
E perch?
Brian scrolla le spalle. Non lo so dopo tutto quello che successo
immagino che questo posto sia come un veleno per lui, pieno di fantasmi
non lo so.
Brian e Nick sono stati in piedi tutta la notte a tracannare caff e a discutere
della situazione. Nick ritiene che Philip sia andato fuori di testa, sopraffatto
dallo stress della perdita di Penny e dalla pressione di proteggerli.
Sebbene abbia smesso di dirlo a parole, ha alluso alla possibilit che il
Diavolo abbia posato i suoi artigli su Philip. Brian troppo esausto per
discutere di metafisica con Nick, ma non pu negare che le cose siano
diventate terribili.
Lascialo andare dice Nick alla fine, allontanandosi dalla finestra.
Brian lo guarda. Che intendi dire? Vuoi rimanere qui?
Gi, rimango. E dovresti farlo anche tu.
Dai, Nick.
Come possiamo continuare a seguirlo dopo tutta questa merda dopo
tutto quello che successo?
Brian si sfrega la bocca e ci pensa. Senti. Te lo ripeto. Quanto ha fatto a
quella gente va ben oltre latroce. Ha perso la testa. E non sono sicuro che

riuscir a guardarlo ancora alla stessa maniera ma adesso si tratta di


sopravvivere. Non possiamo separarci. Abbiamo buone possibilit se restiamo
insieme, a ogni costo.
Nick guarda fuori dalla finestra. Pensi davvero che riusciremo ad arrivare
alla Costa del Golfo? Sono pi di seicento chilometri.
Abbiamo buone possibilit se ci proviamo insieme.
Nick fissa il suo sguardo su Brian. Ha messo un fottuto guinzaglio a sua
figlia morta. Ti ha quasi picchiato a morte. una mina vagante, Brian, e ci
scoppier in faccia.
Quella mina vagante ci ha portati tutti interi fin qui per tutta la Georgia da
Waynesboro dice Brian, con una vampa di rabbia che gli brucia nelle viscere.
Perci, pazzo, imprevedibile, posseduto dai demoni, il fottuto principe
delle tenebre ma ancora mio fratello ed la nostra migliore possibilit di
sopravvivenza.
Nick lo guarda. cos che la chiami adesso? Sopravvivenza?
Se vuoi restare qui, fa pure.
Grazie, lo far.
Nick si allontana, lasciando Brian a voltarsi di nuovo verso la finestra e a
osservare nervoso suo fratello.
Utilizzando il manicotto di un radiatore come sifone, accumulano tutto il
carburante che hanno preso dai trattori, dai veicoli, persino dalle Harley, sul
Ford S-10. Alla fine, riempiono il serbatoio da ottanta litri e gli avanza ancora
qualcosa. Philip rimedia un posto per Penny sul cassone posteriore,
spostando delle scatole di provviste a semicerchio e sistemando delle coperte
sul fondo. La incatena a una staffa a U in modo che non possa combinare
niente o cadere dal pick-up.
Nick osserva tutto dalla sua finestra al secondo piano, camminando per la
stanza come un animale in gabbia. La realt della situazione si sta
concretizzando. Rester solo in quella vecchia villa piena di spifferi. Passer
le notti da solo. Passer tutto linverno da solo. Sentir il vento del nord
ululare nelle grondaie e i lamenti lontani degli azzannatori che vagano nei
frutteti tutto il tempo da solo in attesa del momento giusto. Si sveglier da
solo, manger da solo, cercher il cibo da solo, sogner giorni migliori e
pregher Dio per la liberazione tutto da solo. Mentre osserva Philip e Brian
terminare gli ultimi preparativi per la partenza, una fitta di rimpianto gli serra il
petto: il rimorso del venditore. Attraversa la stanza e si avvicina allarmadio.
Gli bastano pochi secondi per riempire un borsone con le cose essenziali.
Corre fuori dalla stanza e fa le scale due alla volta.

Brian si sistema sul sedile del passeggero e Philip sta mettendo in moto il
motore, per allontanarsi dalla villa, quando il rumore del portone che si
spalanca giunge alle loro orecchie.
Brian guarda da sopra la spalla e vede Nick con un borsone sulle spalle,
che corre sul viale, facendo loro cenno di tornare indietro.
difficile credere che Philip abbia trascurato di guardare sotto il cofano del
pick-up. Gli ci sarebbero voluti meno di tre minuti per trovare il manicotto
perforato. Ma Philip Blake non esattamente al pieno della sua forma in
questi giorni. Adesso la sua mente una radio a onde corte sintonizzata su
stazioni diverse.
E comunque, a prescindere che si tratti di un taglio fatto di proposito dagli
intrusi dopo lo scoppio dello scontro a fuoco (per assicurarsi che nessuno
scappasse), di un buco aperto da un proiettile, che ha perforato la griglia
anteriore del furgone, o semplicemente di unavaria fortuita, il pick-up
comincia a emettere fumo e a scoppiettare a meno di dieci chilometri dalla
villa.
In un punto a circa ottanta chilometri a sud-ovest di Atlanta, in un posto che
molti degli abitanti della zona definiscono il bel mezzo del nulla, il pick-up
arranca fuori dallautostrada e sulla banchina di ghiaia, dove sputacchia fino a
fermarsi, con tutte le spie del cruscotto accese. Da sotto il cofano esce un
vapore bianco e laccensione non funziona. Philip prorompe in unallarmante
sequela di bestemmie e per poco non sfonda il pavimento a furia di calci coi
suoi stivali da lavoro. Gli altri due uomini guardano in basso, aspettando
silenziosi che la sfuriata finisca. Brian si chiede se cos che si sente una
moglie maltrattata: troppo impaurita per scappare, troppo impaurita per
restare.
Alla fine, la collera di Philip si placa. Scende e apre il cofano.
Brian si unisce a lui. Qual il verdetto?
Fottuti per bene.
Non c speranza di aggiustarlo?
Hai per caso un manicotto per il radiatore?
Brian guarda da sopra la spalla. Il fianco della strada scende in un
crepaccio pieno di vecchi pneumatici, erbacce e spazzatura. Un movimento
attira il suo sguardo verso lestremit del crepaccio, a circa quattrocento metri
di distanza, dove un gruppetto di azzannatori rovista nella spazzatura.
Barcollano in cerca di carne tra le rocce, come maiali in cerca di tartufi. Non si
sono ancora accorti del veicolo in panne che manda fumo sul lato della
carreggiata a trecento metri da loro.

Sul retro del pick-up, Penny strattona la catena, che passa intorno al suo
collare da cane ed imbullonata al pianale ondulato. La vicinanza di altri
cadaveri che camminano sembra stimolarla, eccitarla, disturbarla.
Che ne pensi? chiede infine Brian a suo fratello, che ha abbassato il
cofano e lo ha chiuso, attento a non fare il minimo di rumore.
Nick esce dalla cabina e si unisce a loro. Qual il piano?
Brian lo guarda. Il piano che siamo fottuti.
Nick si mangia ununghia, guardando da sopra la spalla il conclave di
zombie che avanzano lenti lungo il crepaccio, avvicinandosi sempre pi di
minuto in minuto. Philip, non possiamo restare qui. Forse possiamo trovare
unaltra macchina.
Philip esala un sospiro afflitto. Daccordo, ragazzi, sapete cosa fare
prendete la vostra roba, io prendo Penny.
Se la filano con Penny al guinzaglio e la schiena carica di provviste.
Marciano sulla banchina, seguendo lautostrada. Brian cammina zoppicando
senza lamentarsi, nonostante lo straziante dolore allanca. Dalle parti di
Greenville, devono prendere una deviazione per via di un inspiegabile
ammasso di veicoli distrutti e bruciati, che si estende per tutte le corsie, a
nord come a sud: lintera area brulica di zombie. Da lontano, sembra quasi
che la terra stessa si sia spaccata e abbia vomitato centinaia di cadaveri
ambulanti.
Decidono di prendere una strada a due corsie, la Rural Route 100, che si
dirige a sud, attraversa Greenville e gira intorno al tamponamento. Percorrono
forse tre o quattro chilometri prima che Philip alzi la mano e si fermi.
Aspettate un secondo dice, accigliandosi. Solleva la testa. Cos?
Cosa?
Questo rumore.
Quale rumore?
Philip si mette in ascolto. Gli altri lo imitano. Philip gira piano su se stesso,
per individuare la direzione da cui proviene il rumore. un motore?
Anche Brian lo sente. Sembra un fottuto carro armato.
O forse un bulldozer azzarda Nick.
Ma che cazzo. Philip strizza gli occhi mentre ascolta. Non pu essere
troppo lontano.
Riprendono a camminare. Dopo meno di un chilometro e mezzo, si
imbattono in un cartello ammaccato.
woodbury 1 miglio
Continuano lungo la strada con gli occhi puntati sul cielo coperto di fumo a

occidente.
Chiunque siano, hanno del carburante dice Nick.
Brian vede una nuvola di polvere allorizzonte. Pensi che abbiano intenzioni
amichevoli?
Non voglio correre rischi dice Philip. Forza troviamo una strada
alternativa, facciamo un passo alla volta.
Philip li conduce dallaltra parte della banchina, poi gi per una discesa
erbosa.
Attraversano veloci il campo di una fattoria vicina, una valle incolta di
morbida terra. I loro stivali affondano nella melma. Il vento freddo li sferza e
impiegano un interminabile lasso di tempo per aggirare la periferia, prima che
i resti di una citt abbandonata si materializzino davanti a loro.
Linsegna di un Walmart sorge sopra una macchia di querce antiche. Le
arcate dorate di un McDonalds sono visibili non molto lontano. Limmondizia
rotola nelle strade deserte, davanti a edifici di mattoni costruiti nel dopoguerra
e condomini fatti con lo stampino. Ma sul lato nord della citt, dallinterno di
un labirinto di barriere anticiclone, il suono di motori, martellamenti e di voci
sporadiche rivelano la presenza di umani.
Sembra quasi che costruiscano un muro o qualcosa del genere dice Nick,
mentre fanno una pausa sotto la copertura degli alberi. In lontananza, a circa
duecento metri di distanza, una manciata di figure lavorano a un alto
baluardo di legno che racchiude il confine nord della citt. La barricata
circonda gi quasi due isolati.
Il resto del posto sembra morto commenta Philip. Non possono esserci
molti sopravvissuti.
Che diavolo quello? Brian indica un semicerchio di alti piloni, ad alcuni
isolati a ovest della barricata. Grappoli di lampade ad arco sono puntate verso
il basso su un grande spazio aperto, oscurato dai palazzi e dalle recinzioni.
Il campo da football di un liceo, forse? Philip prende la sua Glock. La
estrae e controlla i proiettili che restano nel caricatore. Ha ancora sei proiettili
a punta cava.
A cosa pensi, Philip? Nick sembra ansioso, agitato.
Brian si chiede se sia preoccupato di finire in unaltra trappola. O forse
solo nervoso per la vicinanza di Philip. La verit che nemmeno lui troppo
entusiasta di presentarsi senza invito a quella piccola comunit di straccioni,
specie considerando che hanno uno zombie in decomposizione a rimorchio e
che il padre di quello zombie cos profondamente afflitto da sembrare
capace di fare qualsiasi cosa in qualsiasi momento. Ma quale alternativa

hanno? Le nuvole scure si radunano allorizzonte verso ovest e la temperatura


in picchiata.
Coshai l, campione? Philip indica con un cenno la pistola che sporge
dalla cintura di Brian. La .38?
Gi.
E tu hai la .357? chiede a Nick, che annuisce nervoso.
Okay ecco cosa faremo.
Entrano dallangolo nord-est della citt, dagli alberi che fiancheggiano i
binari della ferrovia. Arrivano lenti, con le mani alzate in un gesto non
intimidatorio. Sulle prime, sono sorpresi da quanto riescono ad avanzare,
sotto gli occhi di almeno una dozzina di esseri umani, prima che qualcuno si
accorga che stanno entrando in citt.
Ehi! Un uomo massiccio di mezzet con un dolcevita nero salta gi da un
bulldozer, indicando i nuovi arrivati. Bruce! Guarda! Abbiamo compagnia!
Un altro lavoratore, un nero alto con una giacca da marinaio e la testa
rasata e lucida, smette di martellare. Alza lo sguardo e spalanca gli occhi. Si
avvicina a un fucile appoggiato a un frigo da campeggio.
State calmi, amici! Philip avanza lento attraverso un parcheggio per
camion polveroso, con le mani alzate. La sua espressione calma, mostra
tutta la mitezza e la bonariet che riuscito a chiamare a raccolta.
Passavamo da queste parti non siamo in cerca di guai.
Brian e Nick lo seguono da vicino, entrambi con le mani alzate.
I due uomini si avvicinano coi fucili. Avete armi, ragazzi? si informa il nero.
C la sicura inserita dice Philip, fermandosi per estrarre cauto la Glock.
Ve la faccio vedere, con molta calma.
Mostra loro la nove millimetri.
E voi due? Luomo col dolcevita si rivolge a Brian e Nick.
Entrambi mostrano le loro pistole.
Ci siete solo voi tre? Luomo che indossa il dolcevita ha un accento del
nord. I capelli biondi e rasati sono screziati di grigio; ha un collo da lottatore e
un torace da scaricatore di porto. La grossa pancia da maiale pende sopra la
cintura.
Solo noi tre dice Philip, e in fondo la verit. Ha lasciato Penny legata a
un albero nelle ombre del boschetto di noci americani a un centinaio di metri
dalla barricata. Lha legata con della corda extra e le ha messo una bandana
intorno alla bocca per impedirle di fare rumore. Imbavagliarla a quel modo
stato uno strazio, ma fin quando non sa con chi ha a che fare, immagina che
sia meglio tenerla al riparo da occhi indiscreti.

Cosa vi successo? chiede il tizio col maglione a collo alto a Brian,


accennando alle sue ferite.
Se l vista brutta lottando contro alcuni azzannatori spiega Philip.
Luomo col maglione a collo altro abbassa il fucile. Voi ragazzi venite da
Atlanta?
No, signore. Da una piccola citt chiamata Waynesboro.
Avete visto la Guardia Nazionale l fuori?
No, signore.
Viaggiavate da soli?
Pi o meno. Philip mette via la pistola. Abbiamo solo bisogno di riposare
un po e poi ci rimettiamo in viaggio.
Hai del cibo?
No.
Sigarette?
No, signore. Philip indica i suoi compagni. Se potessimo avere soltanto un
tetto sulla testa per un po, non disturberemmo nessuno. A voi ragazzi sta
bene?
Per un momento, i due operai si guardano come se si scambiassero una
battuta. Poi il nero scoppia a ridere. Ragazzi, questo il fottuto selvaggio
West a nessuno frega un cazzo di quello che fate.
In realt luomo di colore ha minimizzato la situazione a Woodbury.
Durante le restanti ore del giorno, Philip, Brian e Nick si fanno unidea del
posto e non esattamente Mayberry RFD10. Circa sessanta abitanti resistono
nel settore sicuro a nord della citt: intenti per lo pi a proteggere se stessi, si
accontentano di vivere di avanzi e sono tutti cos paranoici e diffidenti che
escono dalle loro tane solo di rado. Vivono in condomini deserti e negozi
vuoti, e non si sono organizzati intorno a una leadership di nessun genere.
straordinario che alcuni abbiano preso liniziativa di costruire un muro. A
Woodbury ogni uomo, ogni donna, ogni bambino per se stesso.
E questo a Philip, Brian e Nick va pi che bene. Dopo aver perlustrato i
confini della citt, decidono di sistemarsi in un palazzo abbandonato
composto da due appartamenti, sul confine meridionale della zona sicura,
vicino al distretto commerciale disabitato. Qualcuno ha posizionato scuolabus
e semirimorchi vuoti in file che circondano la periferia, costruendo un bastione
di fortuna per tenere fuori gli azzannatori.
Per adesso, il posto sembra relativamente sicuro.
Quella notte, Brian non riesce a dormire e decide di sgusciare fuori e di
esplorare la citt. Camminare non facile: le costole lo tormentano ancora e il

suo respiro affaticato e ansimante, ma bello uscire e chiarirsi le idee.


Nella luce della luna fredda come un diamante, i marciapiedi giacciono
desolati e aridi, attraverso quella che un tempo era una tipica cittadina di
operai. Limmondizia ricopre disordinatamente le piazze e i campi da gioco
abbandonati. Le vetrine dei negozi necessari a servire una piccola citt, il
dentista locale, il DeForests Feed and Seed, un Dairy Queen, il Piggly
Wiggly, sono tutte chiuse e sbarrate. I segni della svolta sono ovunque:
nelle fosse di calce viva del Kirneys Salvage Yard, dove i corpi sono stati
depositati e bruciati, e nel gazebo pubblico in piazza Robert E. Lee, dove le
macchie di sangue di qualche raccapricciante battaglia scintillano ancora
come catrame nero.
Brian non sorpreso di scoprire che il campo aperto nel centro della citt,
che aveva scorto per la prima volta dalla fattoria, una vecchia e polverosa
pista per delle gare di dirt track11. A quanto pare, i residenti hanno
abbastanza carburante per far andare i generatori tutto il giorno; e come Brian
scopre presto, ogni tanto, nel buio della notte, le grandi lampade ad arco
della pista si accendono senza ragione apparente. Sul lato opposto della
pista, Brian oltrepassa un semirimorchio che pulsa come un grande cuore
dacciaio per le vibrazioni soffocate dei motori a scoppio: i cavi serpeggiano
dal retro e si collegano ai palazzi vicini.
Quando lalba comincia a brillare a est sullorizzonte, Brian decide che
meglio tornare allappartamento. Attraversa un parcheggio deserto e prende
una scorciatoia passando in un vicolo lastricato di immondizia. Arriva nella
strada adiacente e oltrepassa un gruppo di vecchi stretti intorno a un bidone
colmo di immondizia e in fiamme, intenti a scaldarsi le mani contro il freddo e
far girare una bottiglia di Thunderbird.
Guardati le spalle, ragazzo dice uno a Brian, e gli altri due ridacchiano
senza laria di divertirsi davvero. Sono tre vecchietti decrepiti e coi capelli grigi,
avvolti nei loro cappotti tarmati dellEsercito della Salvezza. Sembra quasi che
siano accosciati intorno a quel bidone per leternit.
Brian si ferma. Ha la .38 a canna corta infilata dietro la cintura, sotto il
giubbotto, ma non sente alcun bisogno di estrarla. Ci sono azzannatori nella
zona?
Azzannatori? chiede un altro, che ha una lunga barba bianca e strizza
confuso gli occhi cerchiati di rughe.
Intende dire le cose morte dice il terzo derelitto, il pi grasso dei tre.
Gi, Charlie dice il primo. Ti ricordi quei sacchi di pus ambulanti che si
sono mangiati Yellow Mike la ragione per cui siamo bloccati in questa citt

di merda.
Lo so di cosa parla! sbotta il vecchietto con la barba. Solo che non avevo
mai sentito chiamarli cos prima dora.
Sei nuovo in citt, figliolo? Quello grasso squadra Brian da cima a fondo.
A dire il vero, s sono nuovo.
Il vecchio grasso gli mostra un sorriso pieno di denti verdi e marci.
Benvenuto nella sala daspetto dellinferno.
Non ascoltarlo, figliolo dice il primo, posandogli un braccio scheletrico e
artritico intorno alle spalle. Poi, con voce roca e raffreddata, il vecchio dice in
tono confidenziale: Non alle cose morte che devi fare attenzione da queste
parti ma ai vivi.
Il giorno dopo, Philip dice a Brian e a Nick di tenere le bocche chiuse finch
rimangono a Woodbury, di non attirare attenzione, di evitare ogni contatto con
gli altri residenti, di guardarsi perfino dal dire alla gente i loro nomi. Per
fortuna, lappartamento si rivela un rifugio temporaneo eccellente. Costruito
negli anni 50, contiene mobili altrettanto vecchi, uno specchio scheggiato
appeso a un muro, un divano letto tarmato in soggiorno, un enorme acquario
rettangolare accanto al televisore, pieno di sporco stagnante e dei piccoli
cadaveri galleggianti dei pesci rossi abbandonati. Ci sono tre camere da letto
e persino acqua corrente. Puzza di merda di gatto rancida e pesce marcio,
ma comera solito dire il padre di Brian: A caval donato non si guarda in
bocca. Trovano cibo in scatola nelle dispense di entrambi gli appartamenti e
decidono di fermarsi per un po.
Con grande stupore di Brian, gli abitanti della citt li ignorano, come se
fossero dei fantasmi. Brian sa che la voce della loro presenza si sparsa tra
gli abitanti, eppure come se i Blake e Nick fossero spettri che infestano
lappartamento fatiscente. Il che non troppo lontano dal vero. Nick pensa
agli affari suoi, legge la sua Bibbia e non parla molto. Philip e Brian, ancora
irritabili luno con laltro, si fanno anche loro gli affari propri e si parlano il
meno possibile. Lidea di cercare un altro veicolo e di continuare il loro viaggio
verso sud non li sfiora nemmeno. Brian crede che abbiano rinunciato ad
arrivare al mare, al futuro, forse anche gli uni agli altri.
Continua a guarire e Philip coltiva la sua ossessione per Penny, recandosi
di nascosto nella macchia di noci americani ogni volta che pu.
Una sera, a tarda notte, Brian sente la porta dellappartamento aprirsi e
chiudersi.
Rimane steso sul letto, in ascolto, per quasi unora, quando finalmente
sente Philip ritornare in un turbinio di passi felpati e gorgoglii. la terza notte

di fila che scivola fuori dallappartamento in silenzio, presumibilmente per


andare a controllare Penny, mentre gli abitanti della citt dormono; ma fino ad
allora il suo ritorno stato silenzioso e discreto come la sua partenza.
Adesso, invece, Brian lo sente muoversi nel soggiorno: Philip respira
pesantemente e mormora qualcosa, che viene soffocato da rumori acquosi e
dal clangore metallico di una catena.
Brian scende dal letto e va in soggiorno. Rimane di ghiaccio quando vede
Philip che tira Penny col suo guinzaglio, trascinandola sul pavimento come
un cane recalcitrante.
Per un breve istante, Brian resta ammutolito. Riesce solo a fissare il piccolo
cadavere semovente coi suoi codini, il vestitino infangato e i piedi che lasciano
tracce di sporcizia sul pavimento. Spera solo che sia in visita temporanea e,
Dio non voglia, che non sia una nuova compagna di casa.

VENTUNO
Che diavolo vuoi fare? chiede Brian al fratello mentre la bambina morta
artiglia laria con la sua famelica stupidit e posa gli occhi lattei su di lui.
Andr tutto bene dice Philip, trascinando la figlia morta verso la stanza sul
retro.
Non vorrai
Pensa agli affari tuoi.
Ma se qualcuno
Non mi ha visto nessuno ribatte, spalancando con un calcio la porta del
locale adibito a lavanderia.
una stanza piccola e claustrofobica, col pavimento in linoleum, le pareti di
sughero, una lavatrice e unasciugatrice fuori uso; la segatura di una vecchia
lettiera per gatti riempie le fessure del pavimento. Philip trascina la cosa
sbavante e ringhiosa in un angolo e attacca il guinzaglio alle tubature
dellacqua che corrono lungo la parete. Lo fa con la mano gentile ma ferma
delladdestratore di animali.
Brian osserva dal corridoio, sconvolto da quella visione. Philip ha steso delle
coperte sul pavimento e ha rivestito di nastro isolante gli angoli taglienti della
lavatrice, per impedire alla cosa-Penny di fare rumore o di ferirsi. ovvio che
si preparava ormai da tempo. Deve averci pensato parecchio. Le infila intorno
alla testa una cavezza di cuoio improvvisata, fatta con una cintura e pezzi del
guinzaglio, e la attacca ai tubi.
Sbriga quelle faccende col rigore gentile di un infermiere che mette in
sicurezza la sedia a rotelle di un bambino disabile. Con una sbarra dacciaio
tiene il piccolo mostro alla distanza di un braccio, mentre assicura cauto i
legacci al muro. Per tutto il tempo, la cosa che un tempo era una bambina
ringhia, sbava e strattona le cinghie.
Brian osserva. Non riesce a decidere se andarsene, piangere o urlare. Ha la
sensazione di essere incappato in qualcosa di intimo, intimo in maniera
disturbante, e per un breve istante la sua mente torna frenetica a quella volta
in cui aveva diciotto anni ed era andato alla casa di riposo di Waynesboro per
dire addio alla nonna morente. Non avrebbe mai dimenticato lespressione
sulla faccia dellinfermiere. Quasi ogni ora linfermiere doveva pulire la merda
dal sedere dellanziana e lespressione sulla sua faccia mentre lo faceva, coi
parenti nella stanza, era orribile: un misto di disgusto, stoica professionalit,
compassione e disprezzo.

La stessa bizzarra espressione deforma ora i lineamenti di Philip Blake,


intento ad allacciare le cinghie intorno alla testa del piccolo mostro e a evitare
con cura la zona pericolosa intorno alle mascelle pronte a scattare. Le canta
qualcosa con dolcezza mentre le infila le manette, una specie di ninna nanna
stonata che Brian non riesce a identificare.
Alla fine, Philip soddisfatto. Accarezza teneramente la testa della cosaPenny e le bacia la fronte. Le mascelle della bambina scattano verso di lui,
mancandogli la giugulare di pochi centimetri.
Ti lascio la luce accesa, pulcino le dice Philip, parlando ad alta voce, come
se si rivolgesse a uno straniero, prima di girarsi in tutta tranquillit e uscire
dalla lavanderia, chiudendo bene a chiave la porta dietro di s.
Brian nel corridoio, col sangue che gli scorre gelido nelle vene. Ne vuoi
parlare?
Andr tutto bene ripete Philip, evitando di guardarlo negli occhi mentre si
allontana, diretto verso la sua stanza.
La parte peggiore che il locale lavanderia accanto alla camera da letto di
Brian e cos lui, da quel momento in poi, tutte le notti sente la cosa-Penny
gemere, grattare, strattonare le catene. un promemoria costante di cosa?
LArmageddon? La follia? Brian non conosce nemmeno le parole per
descriverlo. Inoltre la puzza mille volte peggiore di quella dellurina di gatto.
E Philip passa un sacco di tempo chiuso dentro quella lavanderia con la
bambina morta, facendo Dio solo sa cosa, il che scava un solco profondo fra i
tre uomini. Ancora alle prese col dolore e con lo shock, Brian dilaniato tra la
compassione e la repulsione. Vuole ancora bene a suo fratello, ma questo
troppo. Nick non ha niente da dire sullargomento, ma Brian capisce che lo
spirito dellamico ormai spezzato. I silenzi si fanno pi lunghi e Brian e Nick
cominciano a trascorrere pi tempo fuori dallappartamento: si aggirano nella
zona sicura, cominciando a conoscere meglio le dinamiche degli abitanti.
Mantenendo un basso profilo, a zonzo per la periferia della piccola enclave
di frontiera, Brian scopre che la citt praticamente divisa in due caste
sociali. Il primo gruppo, quello col potere maggiore, include tutti coloro che
svolgono unattivit o una professione utile. Quel primo gruppo comprende
due muratori, un tornitore, un dottore, il proprietario di unarmeria, un
veterinario, un idraulico, un barbiere, un meccanico di automobili, un
contadino, un cuoco di cibi fritti e un elettricista. Il secondo gruppo, Brian
pensa a loro come ai Dipendenti, raggruppa i malati, i giovani e tutti gli
impiegati con un oscuro passato nellamministrazione. Sono gli ex middle
manager, i burocrati, i passacarte e i dirigenti dazienda che un tempo

incassavano stipendi a sei cifre, dirigendo divisioni di grandi multinazionali, e


che ora occupano solo spazio, obsoleti come le musicassette. Con leco dei
vecchi corsi di sociologia che gli risuona in fondo al cervello, Brian si chiede
se quel debole, sgangherato assembramento di anime disperate si svilupper
mai in qualcosa di simile a una comunit.
Il problema maggiore sembra costituito da tre membri della Guardia
Nazionale che, giunti a Woodbury da una caserma vicina un paio di settimane
prima, hanno preso a comandare la gente a bacchetta. Quella piccola cricca
di delinquenti, i Bulli, come li soprannomina Brian, guidata da un fanatico ex
marine coi capelli a spazzola e gli occhi blu ghiaccio, che risponde al nome di
Gavin (o Il Maggiore, come lo chiamano i suoi tirapiedi). Brian impiega solo
un paio di giorni per inquadrare Gavin come un sociopatico afflitto da manie di
potere e saccheggio. Forse lepidemia lo ha fatto andare fuori di testa; nel
corso della sua prima settimana a Woodbury, Brian vede Gavin e i suoi
guerrieri della domenica strappare provviste dalle mani di famiglie impotenti e
approfittare di parecchie donne, sotto la minaccia delle armi da fuoco e con la
complicit della notte, dietro la pista.
Brian si tiene alla larga a testa bassa. Durante quelle osservazioni silenziose
sullordine gerarchico di Woodbury, continua a sentire il nome Stevens.
Da quanto riesce a dedurre dalle conversazioni occasionali con gli abitanti
della citt, questo tale Stevens un tempo era un otorinolaringoiatra, che aveva
uno studio nei sobborghi di Atlanta. Dopo la svolta, era andato alla ricerca di
pascoli pi sicuri; apparentemente era solo, forse in seguito a un divorzio. Il
buon dottore si era presto imbattuto nelleterogeneo gruppo di sopravvissuti di
Woodbury. Alla vista dei malconci abitanti stretti nella morsa delle malattie,
della malnutrizione e di ferite non curate, Stevens aveva deciso di offrire i suoi
servizi. Da allora aveva sempre avuto il suo bel da fare: esercitava nellex
Meriwether County Medical Center, a tre isolati dalla pista.
Nel pomeriggio del suo settimo giorno a Woodbury, Brian che, a ogni
respiro sibilante avverte come una pugnalata di dolore nel fianco, trova
finalmente il coraggio per recarsi nel tozzo edificio di mattoni grigi sul confine
sud della zona sicura.
Sei fortunato dice Stevens, attaccando una lastra a una pinza sul pannello
illuminato. Indica unimmagine lattiginosa delle costole di Brian. Nessuna
rottura seria solo tre fratture minori alla seconda, quarta e quinta costola.
Fortunato, eh? mormora Brian, seduto senza camicia sul lettino imbottito.
La stanza una deprimente cripta piastrellata nel seminterrato del centro
medico: una volta era il laboratorio di anatomia patologica e adesso Stevens

la utilizza come ambulatorio. Laria puzza di disinfettante e muffa.


una parola che non ho usato molto spesso negli ultimi tempi, lo
ammetto dice Stevens, girandosi verso un immacolato armadietto dacciaio
accanto al pannello luminoso. un uomo alto, snello, ben curato, pi vicino
ai cinquanta che ai quaranta, con occhiali dalla montatura dacciaio che tiene
bassi sul naso. Indossa un camice da laboratorio sopra una camicia Oxford
spiegazzata e mostra una sorta di intelligenza stanca e autorevole negli occhi.
E il sibilo? chiede Brian.
Il dottore rovista in un ripiano di fiale di plastica. Il primo stadio di una
pleurite causata dal danno alle costole borbotta, mentre cerca tra i
medicinali. Ti incoraggio a tossire il pi possibile far male, ma impedir
alle secrezioni di raccogliersi nei polmoni.
E locchio? Negli ultimi giorni il dolore lancinante allocchio sinistro, che si
irradia verso lalto dalla mascella ammaccata, peggiorato. Ogni volta che
Brian si guarda allo specchio, lo vede sempre pi iniettato di sangue.
Mi sembra che vada bene risponde il dottore, prendendo una bottiglietta di
pillole dal ripiano. La mandibola, invece, ha una brutta contusione, ma
dovrebbe guarire entro breve. Ti dar un po di Naprossene per il dolore.
Stevens gli passa la fiala e poi resta l, con le braccia incrociate sul petto.
Brian allunga quasi involontariamente la mano verso il portafogli. Non sono
sicuro di avere
I servizi resi qui non si pagano dice il dottore inarcando un sopracciglio, in
un certo senso confuso dal gesto istintivo di Brian. Non ci sono staff,
infrastrutture, assistenza supplementare e, per quello che conta, non c
nemmeno una tazza di espresso decente o uno stupido quotidiano da
leggere.
Oh bene. Brian si mette le pillole in tasca. E riguardo allanca?
Ammaccata ma intatta dice, spegnendo il panello luminoso e chiudendo
larmadietto. Io non mi preoccuperei. Puoi rimetterti la maglia, adesso.
Bene grazie.
Non sei un gran chiacchierone, vero? Il dottore si lava le mani in un
lavandino a muro, asciugandole su un asciugamano sporco.
Immagino di no.
Forse meglio cos dice il dottore, appallottolando lasciugamano e
gettandolo nel lavandino. Probabilmente non vorrai nemmeno dirmi il tuo
nome.
Beh
Non c problema. Lascia perdere. Sarai registrato come il Tizio Bohmien

con le costole rotte. Vuoi dirmi cosa ti successo?


Brian scrolla le spalle, mentre si allaccia la camicia. Sono caduto.
Combattendo contro gli esemplari?
Brian lo guarda. Esemplari?
Scusa clinicamente parlando. Azzannatori, zombie, sacchi di pus, o
come li chiamano al momento. cos che ti sei ferito?
S una cosa del genere.
Vuoi un parere professionale? Una prognosi?
Certo.
Vattene, finch puoi.
E perch mai?
La teoria del caos.
Scusi?
Lentropia gli imperi cadono, le stelle si spengono i cubetti di ghiaccio
del tuo drink si sciolgono.
Scusi, non la seguo.
Il dottore si spinge gli occhiali sul naso. C un crematorio nei sotterranei di
questo edificio abbiamo distrutto altri due uomini oggi, uno era il padre di
due bambini. Sono stati attaccati ieri mattina nella zona nord. Si sono
rianimati la scorsa notte. E continuano a passare altri azzannatori la
barricata un colabrodo. La teoria del caos sostiene limpossibilit per un
sistema chiuso di rimanere stabile. Questa citt condannata. Non c
nessuno al comando Gavin e i suoi amichetti diventano sempre pi
sfrontati e tu, amico mio, sei solo un altro pezzo di carne da cannone.
Per un lungo momento, Brian non dice niente, limitandosi a guardare oltre.
Alla fine, si costringe a scendere gi dal lettino e allunga la mano. Lo terr
a mente.
Quella notte, intontito dagli antidolorifici, Brian Blake sente bussare alla
porta della sua camera da letto. Prima ancora che abbia la possibilit di
orientarsi e accendere la luce, la porta si apre e Nick caccia dentro la testa.
Brian, sei sveglio?
Sempre grugnisce Brian, mentre esce da sotto le coperte e si siede sul
bordo del letto. Solo alcune prese dellappartamento sono collegate alla
corrente elettrica. La stanza di Brian ha un circuito morto. Accende una
lanterna a batteria e vede Nick che si infila dentro la stanza, tutto vestito, con
unespressione tesa per la paura.
Devi vedere una cosa dice Nick, che va alla finestra e sbircia dalla
veneziana. Lho visto anche ieri notte, ma non ci ho fatto troppo caso.

Ancora intontito, Brian raggiunge Nick alla finestra. Cosa?


Attraverso le stecche, nel buio di un terreno incolto, vedono la sagoma di
Philip emergere dagli alberi lontani. Nelloscurit sembra quasi una figura
stilizzata. Dalla morte di Penny, ha perso peso, continua a non dormire e
mangia appena. Sembra malato, a pezzi, come se i jeans sbiaditi fossero
lunica cosa che tiene insieme il suo corpo lungo e allampanato. Ha con s un
secchio e cammina con una strana rigidit, come un sonnambulo o un
automa.
Cosa c nel secchio? chiede piano Brian, quasi retoricamente.
Hai fatto centro. Nick si gratta nervoso. Ce laveva anche ieri notte.
Non ti agitare, Nick. Resta qui. Brian spegne la lanterna. Stiamo a vedere
cosa succede.
Pochi istanti dopo, il rumore della porta dingresso che si apre risuona
nellappartamento buio. Sentono il passo strascicato di Philip attraversare il
soggiorno e percorrere il corridoio.
Lo scatto della porta della lavanderia seguito dagli strepiti di Penny, che
comincia ad agitarsi e a far sferragliare la catena, coi grugniti ai quali Brian e
Nick si sono ormai quasi abituati. Poi qualcosa raggiunge le loro orecchie,
qualcosa che non avevano mai sentito prima: il rumore umido di qualcosa che
cade sul pavimento seguito dagli strani, animaleschi versi di uno zombie
che mangia.
Che cazzo fa? Nella luce incerta, la faccia di Nick una pallida, gibbosa
luna di terrore.
Cristo Santo sussurra Brian. Non pu essere
Brian non riesce nemmeno a terminare la frase, perch Nick si gi
incamminato verso la porta a tutto spiano, diretto verso il corridoio.
Brian lo insegue. Nick, non
Non possibile. Nick sfreccia lungo il corridoio, verso la lavanderia. Bussa
alla porta. Philip, cosa succede?
Va via!
Il suono ovattato della voce di Philip soffocato dallemozione.
Nick Brian cerca di mettersi in mezzo tra Nick e la porta, ma troppo
tardi.
Nick gira la maniglia. La porta non chiusa a chiave. Nick entra nella
lavanderia.
Oh, Dio.
La reazione scoraggiata di Nick giunge alle orecchie di Brian, appena un
attimo prima che possa dare unapprofondita occhiata a quello che succede

nella lavanderia.
Brian si fa largo nella stretta apertura e vede la bambina morta che mangia
una mano umana.
La reazione iniziale di Brian non di repulsione, disgusto oppure oltraggio
(che , invece, lesatta combinazione di emozioni che contorcono i lineamenti
di Nick di fronte a quella vista). Brian sopraffatto da unondata di tristezza.
Non dice niente, si limita a guardare suo fratello accovacciato davanti al
piccolo cadavere che si muove.
Ignorando la presenza degli altri uomini, in tutta calma, Philip prende dal
secchio un orecchio umano reciso e aspetta pazientemente che la cosaPenny finisca di consumare la mano. Si ingozza delle dita di un uomo di
mezzet con gusto sfrenato e mastica le nocche senza peli come fossero
prelibatezze, con fili di saliva rosa e schiumosa che le pendono dalle labbra.
Si ferma appena per inghiottire, prima che Philip piazzi lorecchio a portata
dei suoi denti anneriti, offrendole il boccone con lattenzione e la cura con cui
un sacerdote porge lostia a un fedele. La cosa-Penny divora cartilagine e
rotoli di pelle umana con incurante abbandono.
Io me ne vado dice Nick Parsons alla fine, girando su se stesso e
precipitandosi fuori dalla stanza.
Brian entra e si accovaccia accanto al fratello. Non alza la voce. Non lo
accusa di niente. In questo momento, Brian sommerso dal dolore e lunica
cosa che riesce a dire : Che succede, fratello?.
Philip si prende la testa tra le mani. Era gi morto volevano bruciarlo
ho trovato il suo corpo in una sacca dietro la clinica morto di
qualcosaltro ho preso solo qualche pezzo non se ne accorger
nessuno
La cosa-Penny finisce lorecchio ed emette versi per avere altro cibo.
Philip le porge un piede amputato e gocciolante: losso spezzato fuoriesce
dalla caviglia come una viscida zanna davorio.
Pensi che sia? Brian cerca le parole. Pensi che sia una buona idea?
Philip abbassa lo sguardo sul pavimento, mentre i rumori viscidi del pasto
riempiono frenetici la lavanderia. La cosa-bambina rosicchia losso, mentre la
voce di Philip si abbassa di unottava, spezzata dallemozione. Pensa a lui
come a un donatore di organi
Philip
Non posso lasciarla andare, Brian non ci riesco tutto quello che mi
resta.
Brian fa un respiro profondo e lotta contro le sue stesse lacrime. Il fatto

che quella cosa non pi Penny.


Lo so.
Allora perch
La vedo e cerco di ricordare ma non ci riesco non riesco a ricordare
non riesco a ricordare nientaltro che la tempesta di merda in cui viviamo e
quei bastardi che le hanno sparato lei tutto quello che mi resta Il
dolore e la pena gli strozzano la voce, la rendono pi rauca, la induriscono in
qualcosa di pi tenebroso. Me lhanno portata via tutto il mio universo ci
sono nuove regole ora nuove regole
Brian non riesce a respirare. Osserva la cosa-Penny rosicchiare lappetitoso
piede amputato. Distoglie lo sguardo. Non riesce a sopportare oltre. Ha lo
stomaco serrato dalla nausea, la bocca piena di saliva. Sente qualcosa
risalirgli in gola e si affretta a rimettersi in piedi. Io devo non posso restare
qui, Philip devo andare.
Si gira di scatto, esce incespicando e arriva a met del corridoio prima di
cadere in ginocchio e vomitare.
Il suo stomaco relativamente vuoto. Quanto ne esce perlopi bile. Ma
esce tra spasmi dagonia. I conati si susseguono e lacido schizza su quasi
due metri di tappeto tra il corridoio e il soggiorno. Vomita anche lanima,
madido di sudore freddo in tutto il corpo; poi lo coglie un attacco di tosse
parossistica. Lattacco prosegue per minuti che sembrano eterni: ogni colpo di
tosse risuona doloroso nelle sue costole. Continua a tossire fin quando,
finalmente, non si accascia sul pavimento.
A cinque metri da lui, alla luce della lanterna a batteria, Nick Parsons
prepara il suo zaino. Ficca dentro un cambio dabiti, un paio di scatole di
fagioli, coperte, una torcia elettrica, un po dacqua imbottigliata. Cerca
qualcosa sul tavolino da caff in disordine.
Brian riesce a mettersi a sedere e si pulisce la bocca col dorso della mano.
Non puoi andartene, amico non adesso.
Col cavolo che non posso dice Nick, trovando la sua Bibbia sotto un
mucchio di involucri di caramelle. La mette nello zaino. I rumori soffocati del
pasto si diffondono lungo il corridoio, alimentando lagitazione di Nick.
Ti imploro, Nick.
Nick chiude le cerniere dello zaino. Evita di guardare Brian, mentre dice:
Non hai bisogno di me.
Non vero. Brian deglutisce il sapore amaro della bile. Adesso ho
bisogno di te pi che mai mi serve il tuo aiuto per tenere le cose insieme.
Insieme? Nick alza lo sguardo. Si infila lo zaino sulle spalle e oltrepassa il

punto del pavimento dove Brian piegato. Qui le cose non sono pi insieme
da un sacco di tempo.
Nick Ascoltami
Si spinto troppo oltre, Brian.
Ascolta. Capisco quello che intendi dire. Dagli unultima possibilit. Forse
non lo far pi. Forse non lo so il dolore. Unultima possibilit, Nick.
Abbiamo pi probabilit di sopravvivere se restiamo insieme.
Per un lungo, agonizzante momento, Nick considera tutto quanto. Poi, con
un sospiro esasperato e stanco, che sembra avvilire il suo stesso spirito,
lascia cadere lo zaino.
Il giorno dopo, Philip scompare. Brian e Nick non si preoccupano nemmeno
di andarlo a cercare. Restano dentro per gran parte della giornata, si parlano
appena, si sentono zombie loro stessi, si muovono in silenzio dal bagno alla
cucina, al soggiorno, dove siedono per guardare fuori dalla finestra sbarrata il
cielo tempestoso, in cerca di una risposta, un modo per uscire da quella
spirale discendente.
Verso le cinque del pomeriggio, sentono uno strano ronzio provenire
dallesterno, un misto tra una sega elettrica e un fuoribordo. Brian teme che
possa avere a che fare con Philip; va alla porta sul retro, ascolta, poi esce e fa
qualche passo sul cemento crepato del portico posteriore.
Il rumore pi forte. In lontananza, sulla parte nord della citt, un nuvolone
di polvere si alza nel cielo grigio come lacciaio. Si sentono i motori
sputacchiare il loro ululato, che si alza e si abbassa nella brezza. Con
unondata di sollievo, Brian comprende che si tratta di qualcuno che guida
unauto da corsa nella vecchia pista polverosa. Di tanto in tanto, il suono delle
acclamazioni risuona ed echeggia nel vento.
Per un momento, Brian assalito dal panico. Quegli idioti non sanno che
quel frastuono attirer tutti gli azzannatori nel raggio di ottanta chilometri?
Nello stesso tempo, per, ammaliato da quel ronzio da sega elettrica, che
aleggia nella brezza. Come un segnale radio vagante nelletere, tocca
qualcosa di doloroso dentro di lui, un rimpianto per i tempi pre-epidemia, il
ricordo penoso di pigri pomeriggi domenicali, di una buona notte di sonno, del
semplice gesto di entrare in una dannata drogheria e comprare una fottuta
confezione di latte.
Torna dentro, si infila il giubbotto e dice a Nick che va a fare una
passeggiata.
Lentrata della pista confina con la strada principale, unalta barriera
anticiclone tesa fra due pile di mattoni. Brian si avvicina e vede cumuli di

immondizia e vecchi pneumatici gettati davanti a un botteghino malconcio,


sbarrato da tavole coperte di graffiti.
Il rumore spacca i timpani: sono le urla acute dei motori e i miagolii della
folla, contaminati dagli odori della benzina e della gomma bruciata. Il cielo
coperto da un alone di fumo e polvere.
Brian si dirige verso un buco nella recinzione, quando sente una voce.
Ehi!
Si ferma, si volta e vede tre uomini, vestiti di logore tute mimetiche, che
vengono verso di lui. Due sono sulla ventina; hanno i capelli lunghi e unti, e
fucili dassalto alti contro le spalle, come se fossero di pattuglia. Il pi
anziano, un duro coi capelli a spazzola, un giubbotto verde militare
abbottonato e una cartucciera che gli attraversa il petto, cammina davanti agli
altri, ovviamente lui a comandare.
Lingresso costa quaranta dollari o lequivalente in natura dice il
comandante.
Ingresso? replica Brian, sorpreso. Sul taschino delluomo pi anziano vede
una targhetta con un nome: MAGG. GAVIN. Finora, Brian ha visto lufficiale
della Guardia Nazionale solo di sfuggita, ma adesso, a quella distanza,
scorge un riflesso di follia nei suoi occhi blu. Il suo alito sa di Jim Beam.
Quaranta dollari per un adulto, figliolo tu sei un adulto? Gli altri uomini
ridacchiano. I bambini entrano gratis, naturalmente, ma mi sembra che tu
abbia passato i diciottanni. Appena appena.
Prendete soldi alla gente? Brian confuso. Di questi tempi?
Sei libero di pagare in natura, amico. Hai un pollo? Qualche numero di
Penthouse su cui ti sei fatto una sega?
Altre risatine.
Le viscere di Brian diventano gelide di rabbia. Non ho quaranta dollari.
Il sorriso sparisce dalla faccia del Maggiore come se si fosse spento un
interruttore. Allora buona giornata.
A chi vanno i soldi?
Quella domanda attira lattenzione degli altri due uomini della Guardia. Si
avvicinano. Gavin si mette naso a naso con Brian e con un grugnito basso e
minaccioso dice: Sono per la comunit.
Cosa?
La comunit la collettivit il progresso della cittadinanza e cos via.
Brian sente una scarica di furia bruciargli dentro. Sei sicuro che non sia per
la collettivit di voi tre?
Mi dispiace dice il Maggiore in un tono piatto e gelido. Devo aver perso il

promemoria che diceva che sei il nuovo ufficiale di stato civile. Voi ragazzi
avete ricevuto il promemoria che diceva che questo saltapicchio il nuovo
ufficiale di stato civile di Woodbury?
No, signore risponde uno dei tirapiedi dai capelli unti. Mai ricevuto.
Gavin estrae una .45 semiautomatica dalla fondina, toglie la sicura e
appoggia la canna sulla tempia di Brian. Hai bisogno di ripassare le
dinamiche di gruppo, figliolo. Hai saltato le lezioni di educazione civica al
liceo?
Brian non dice niente. Guarda il Maggiore negli occhi e una lente rossa gli
cala sulla vista. Tutto diventa rosso. Le sue mani cominciano a formicolare, la
testa pulsa.
Fai ahh dice il Maggiore.
Cosa?
HO DETTO: APRI LA TUA DANNATA BOCCA! ruggisce Gavin e gli altri
due soldati della Guardia si mettono in posizione coi fucili dassalto e le canne
puntate alla testa di Brian. Brian apre la bocca e Gavin gli infila la canna
gelata della .45 tra i denti come un dentista a caccia di carie.
Dentro Brian qualcosa si spezza. La canna dacciaio sa di monetine vecchie
e olio amaro. Il mondo intero diventa di un intenso colore scarlatto.
Torna da dove sei venuto dice il Maggiore. Prima di farti male.
Brian riesce a fare un cenno dassenso.
La canna gli scivola fuori dalla bocca.
Come in un sogno, Brian si allontana lento dai soldati della Guardia,
indietreggia, si gira e si incammina rigido sulla strada da cui venuto,
muovendosi in mezzo a una invisibile nebbia scarlatta.
Quella sera, verso le sette, nellappartamento, da solo, ancora infagottato
nel suo giubbotto, in piedi davanti alla finestra sbarrata sul retro del
soggiorno, e guarda la luce del giorno affievolirsi, mentre nella sua testa i
pensieri impazzano come onde contrarie che si schiantano contro un
frangiflutti. Si copre le orecchie. Il rumore soffocato e martellante dello zombie
in miniatura nella stanza accanto alimenta il suo stato confusionale, come la
puntina che si incanta su un disco: Brian affonda sempre pi dentro se
stesso.
Sulle prime, registra appena il suono di Nick di ritorno da chiss dove, i
passi strascicati e lo scatto dellanta dellarmadio. Ma quando sente un
brontolio smorzato provenire dal corridoio, esce di colpo dal suo stato di
trance e va a indagare.
Nick fruga nellarmadio in cerca di qualcosa. Il suo logoro giubbotto di nylon

bagnato, le scarpe da ginnastica sono infangate e borbotta piano: Alzo gli


occhi verso i monti Da dove arriver laiuto? Il mio aiuto viene dal Signore,
che ha fatto il cielo e la terra.
Brian vede Nick prendere il fucile a pompa dallarmadio.
Nick, cosa vuoi fare?
Nick non risponde. Apre di scatto il meccanismo a pompa del fucile e
controlla la culatta. vuota. Cerca convulsamente sul fondo dellarmadio e
trova lunica scatola di cartucce, che sono riusciti a nascondere per tutto il
viaggio dalla villa a Woodbury. Continua a borbottare: Il Signore ci
preserver da ogni male protegger le anime nostre.
Brian fa un passo verso di lui. Nick, che diavolo succede?
Ancora nessuna risposta. Nick prova a inserire una cartuccia con le mani
tremanti, ma la cartuccia cade e rotola sul pavimento. A tentoni, ne infila
unaltra nella culatta e poi mette la pompa in posizione con uno scatto. Colui
che protegge Israele non sonnecchier n dormir
Nick! Brian afferra la spalla delluomo e lo costringe a voltarsi. Che cazzo
c che non va?
Per un momento, sembra quasi che Nick stia per girare il fucile e far saltare
la testa di Brian, mentre unespressione di puro furore gli deforma il volto. Poi
riprende il controllo, deglutisce, guarda Brian e dice: Non pu andare avanti
cos.
Senza aggiungere altro, si volta ed esce a passo di marcia dalla stanza e
dalla porta principale.
Brian afferra la .38, la infila nella cintura e corre dietro a Nick.

VENTIDUE
La luce viola del tramonto si diffonde sul paesaggio. Venti gelidi scuotono gli
alberi lungo i margini del bosco ai limiti di Woodbury. Nellaria turbinano gli
odori del fumo della legna e del monossido di carbonio, come pure i sibili
incessanti delle macchine da corsa che provengono dal centro della citt. Le
strade sul retro sono quasi deserte, la maggior parte degli abitanti alla
corsa ma anche cos, un miracolo che nessuno veda Brian e Nick correre
sul terreno incolto al confine della zona sicura.
Nick prega furiosamente mentre si dirige verso il bosco, con il fucile a
pompa appoggiato sulla spalla come una specie di randello sacro. Brian
continua ad afferrarlo per rallentarlo, per farlo smettere, almeno per un
secondo, con quella dannata preghiera e farlo parlare come una persona
normale, ma Nick guidato da una qualche febbrile intenzione.
Alla fine, quando sono ormai vicini al margine del bosco, Brian strattona il
giubbotto di Nick con forza e per poco non lo fa cadere. Che cazzo fai?
Nick si gira e rivolge a Brian uno sguardo duro. Lho visto prendere una
ragazza l fuori. La voce di Nick incerta e sullorlo delle lacrime.
Philip?
Non pu andare avanti cos, Brian
Quale ragazza?
Una della citt, lha presa con la forza. Qualsiasi cosa faccia deve finire.
Brian studia il mento tremante di Nick, che ha gli occhi pieni di lacrime.
Fa un respiro profondo. Okay, calmati un secondo, calmati.
Ha le tenebre dentro di s, Brian. Lasciami andare. Questa cosa deve
finire.
Lo hai visto prendere una ragazza, ma non hai
Lasciami stare, Brian.
Per un momento, Brian si limita a restare l, con le mani ancora strette
intorno alla manica di Nick. La pelle doca gli increspa la schiena, il suo petto
si raffredda. Rifiuta di accettarlo. Devesserci un modo per rimettere le cose in
carreggiata, per riportarle sotto controllo.
Alla fine, dopo una pausa straziante, Brian guarda Nick e dice:
Mostramelo.
Nick lo conduce lungo un sentiero stretto e trascurato, che serpeggia
attraverso un bosco ceduo di alberi di noce. Invaso dalla cicuta e dalla
veronica glauca, il sentiero gi ammantato di ombre. Il tramonto vicino, la

temperatura in picchiata.
I rovi e le spine strappano i loro giubbotti, mentre si affrettano verso un
varco nel fogliame.
Sulla destra, attraverso un traliccio di foglie, vedono il margine meridionale
del cantiere, dove in costruzione una nuova sezione della barricata di legno.
Nelle vicinanze ci sono pile di legname. Il bulldozer riposa nel buio. Nick
indica la radura pi avanti.
qui sussurra, mentre si avvicinano a un albero caduto sul confine della
radura. Nick si lascia scivolare a terra dietro il tronco, con laria di un bambino
isterico che gioca a fare il soldato. Brian si accuccia accanto a lui e sbircia
oltre lalbero marcio.
A circa venti metri di distanza, in un affossamento naturale del terreno
coperto di muschio, sormontato da una tettoia di vecchie querce e pini dai
lunghi aghi, scorgono Philip Blake. Il terreno rivestito da una gran quantit
di aghi di pino, funghi, erbacce e un debole bagliore di metano aleggia nel
sottobosco, come una spettrale foschia color magenta che conferisce alla
radura un aspetto quasi mistico. Nick solleva il fucile. Mio Signore borbotta
piano ti prego: purificaci da tutte queste ingiustizie
Nick, fermati sussurra Brian.
Rinuncio a tutti i peccati continua a cantilenare Nick, a bocca aperta
davanti allorrore nella radura. Ti offendono, oh Signore
Sta zitto, sta solo zitto! Brian cerca di dare un senso a tutto. Nellombra
difficile capire cosa stanno guardando. A prima vista, sembra che Philip sia
inginocchiato tra i rovi, intento a incaprettare un maiale. Il suo giubbotto di
jeans fradicio di sudore e con vari rami di piante dotate di spine attaccati:
luomo avvolge una corda intorno ai polsi e alle caviglie di una figura che si
dimena sotto di lui.
Una gelida esplosione di orrore travolge Brian quando realizza che quella
sul terreno indubbiamente una giovane donna, con la camicetta strappata e
la bocca imbavagliata con una corda di nylon. Ges Cristo, ma che diavolo
sta
Nick continua a farfugliare sottovoce: Perdonami, Signore, per quanto sto
per fare e, con laiuto della Tua grazia, servir la Tua volont
Sta zitto, cazzo! La mente di Brian sul punto di scoppiare. Stretto nella
morsa del panico, azzarda le ipotesi pi disperate: Philip vuole stuprare
quella povera donna oppure ucciderla e darla in pasto a Penny? Bisogna fare
qualcosa e bisogna agire alla svelta. Nick ha ragione. Ha sempre avuto
ragione. Devesserci un modo per fermare tutto questo prima che

Accanto a Brian qualcosa si muove.


Nick salta oltre lalbero caduto e si fa largo tra i rampicanti, diretto verso la
radura.
Nick, aspetta! Brian in mezzo ai rovi, quando vede il quadro mortale che
si dispiega nella radura tenebrosa, come uno schieramento di giocatori che si
mettono in posizione al rallentatore su una scacchiera surreale, come in un
sogno.
Nick barcolla col fucile puntato su Philip, che sorpreso dallimprovviso grido
dallarme di Brian scatta in piedi. Disarmato, sposta nervoso lo sguardo dalla
donna che si contorce al borsone posato sui funghi velenosi accanto a lei e
alza le mani. Metti gi quel dannato affare, Nicky.
Nick alza il fucile finch non inquadra Philip nel mirino. Il Diavolo ha messo
i suoi artigli su di te, Philip. Hai peccato contro Dio hai profanato il Suo
nome. tutto nelle mani del Signore ormai.
Brian entra vacillando nella radura, armeggia per prendere la sua .38, in
iperventilazione per ladrenalina. Nick, no! NON FARLO! Con la mente in
preda al panico, si ferma tre metri dietro Nick.
Nel frattempo, la ragazza stesa al suolo riuscita a girarsi, ancora legata e
imbavagliata, e piange sul terreno umido, come se sperasse che la terra si
spalanchi per farla sprofondare e morire. Intanto, Nick e Philip sono a sei
metri luno dallaltro, ognuno con lo sguardo fisso negli occhi dellaltro.
Cosa sei, langelo vendicatore? chiede Philip al suo vecchio amico.
Forse s.
Questa cosa non ti riguarda, Nicky.
Nick trema per lemozione, i suoi occhi respingono le lacrime. C un posto
migliore per te e tua figlia, Philly.
Philip resta immobile come una statua di pietra: la sua faccia rigida e
segnata sembra grottesca nella debole luce. E immagino che sarai tu a
mandare me e Penny verso la Gloria!
Qualcuno deve fermare tutto questo, Philly. Tanto vale che lo faccia io.
Nick avvicina il mirino allocchio e mormora: Signore, ti prego, perdonami.
Nick, aspetta! Ti prego, ti prego! Ascoltami! Brian gli gira attorno con la .38
puntata in alto come uno starter. Arriva a pochi centimetri da Nick, che
continua a tenere gli occhi fissi su Philip. Brian balbetta: Tutti gli anni a
cazzeggiare per tutta Waynesboro, tutte le risate che vi siete fatti, tutta la
strada che avete fatto non conta niente? Philip ci ha salvato la vita! Le cose
gli sono sfuggite di mano, vero. Ma possiamo aggiustarle. Metti gi il fucile,
Nick. Ti scongiuro.

Nick trema. Continua a tenere lo sguardo fisso. La sua fronte si imperla di


sudore.
Philip si avvicina di un passo. Non ti preoccupare, Brian. Nicky sempre
stato un chiacchierone. Non ha il fegato di sparare a qualcuno che ancora
vivo.
Nick trema furioso.
Brian osserva, paralizzato dallincertezza.
Con calma, Philip si allunga verso la ragazza, la afferra per il colletto e la
solleva in piedi come se fosse un bagaglio qualunque. Si volta e comincia a
trascinarla verso il lato opposto della radura.
La voce di Nick si abbassa di unottava. Abbi piet di tutti noi.
Il cane del fucile scatta allimprovviso.
E la bocca ruggisce.
Un fucile calibro .12 uno strumento impreciso. La rosa dei letali pallettoni
calibro .33 pu diffondersi per circa trenta centimetri di larghezza a breve
distanza, lacerando il bersaglio con forza sufficiente a penetrare in un
mattone di cemento.
Lo sparo che colpisce Philip alla schiena perfora la carne delle scapole e i
tendini del collo: met del cervello fuoriesce dalla gola. I pallettoni fanno
saltare anche un lato della testa della ragazza, uccidendola allistante. I due
corpi sono scagliati in aria in una nuvola di nebbia rosa.
Rotolano aggrovigliati luno allaltra, prima di finire stesi, fianco a fianco, nel
sottobosco, con braccia e gambe spalancate. La ragazza gi morta e
immobile, ma Philip si contorce negli spasmi dellagonia per parecchi secondi.
La sua faccia rivolta verso lalto, congelata in una maschera di assoluta
sorpresa. Cerca di respirare, ma il danno al cervello sta spegnendo tutte le
sue funzioni.
Per lo shock di quanto appena successo, Nick Parsons cade in ginocchio,
con le dita ancora paralizzate sul grilletto e il fucile che sfrigola di calore.
Il suo campo visivo si restringe, mentre resta a bocca aperta davanti al
danno inflitto ai due corpi umani sulla traiettoria dello sparo. Lascia cadere il
fucile sullerba e muove la bocca senza emettere suono. Cosha fatto? Si
sente contrarre come un seme nel baccello, freddo e desolato, col fragore
metallico dellArmageddon che gli risuona nelle orecchie e le roventi lacrime
di vergogna che gli colano a fiotti lungo la faccia: cosha fatto? Cosha fatto?
Cosha fatto?
Brian Blake diventa di ghiaccio. Le sue pupille si dilatano. La vista di suo
fratello, che giace a terra in un ammasso insanguinato accanto alla ragazza

morta, si stampa per sempre nel suo cervello. Tutti gli altri pensieri escono
dalla sua mente.
Solo il rumore dei gemiti acuti di Nick penetra il suo torpore.
Nick, che adesso singhiozza e ulula, ancora in ginocchio accanto a Brian.
La razionalit e la sanit mentale sono scomparse dalla sua faccia, mentre
miagola alla vista del massacro. Scoppia in raffiche di borbottii che escono
insieme a fili di muco e suonano a tratti come preghiere e a tratti come folli
suppliche; il suo respiro visibile nel gelido crepuscolo. Alza gli occhi al cielo.
Brian solleva la .38 senza pensare, guidato da una scarica di rabbia
psicotica, e spara un unico colpo, a bruciapelo, su un lato del cranio di Nick
Parsons.
La spinta scaglia Nick in uno schizzo di fluido rosso: la pallottola gli
squarcia il cervello, uscendo dallaltro lato e conficcandosi in un albero. Nick
si incurva con gli occhi rovesciati allindietro: gi morto.
Cade a terra, come un bambino che va a dormire arrendendosi al sonno.
Il passare del tempo perde ogni significato. Brian non scorge le sagome
scure che si avvicinano tra gli alberi lontani, attirate dal rumore. E nemmeno
consapevole del movimento che compie attraverso la radura per raggiungere i
corpi straziati. Ma in qualche modo, finisce sul terreno accanto a Philip, a
cullare in grembo la sagoma insanguinata di suo fratello.
Abbassa lo sguardo sulla faccia grigia di Philip, pallida come alabastro e
sporca di sangue.
Una scintilla di vita brilla ancora nel suo sguardo, mentre gli occhi dei due
fratelli si incontrano. Per un breve istante, Brian si ritrae davanti alla gelida
scheggia di tormento che lo trafigge: la connessione tra i due fratelli, densa
come il sangue, profonda come la terra, gli squarcia lanima con la potenza
delle placche tettoniche che si spostano. Il peso della loro storia, il tedio
infinito delle lezioni di grammatica, le benedette vacanze estive, le chiacchiere
sussurrate nel letto a castello a tarda notte, le prime birre durante quello
sfortunato campeggio sugli Appalachi, i segreti, le lotte, i sogni da provinciali
vanificati dalle crudeli macchinazioni della vita: tutto taglia a pezzi la sua
anima.
Brian piange.
Le sue grida, stridule e acute come quelle di un animale in trappola,
risuonano nel cielo che si oscura e si mischiano ai sibili lontani delle
macchine da corsa. Singhiozza forte e non si accorge nemmeno dellattimo in
cui Philip muore.
Quando torna ad abbassare lo sguardo su suo fratello, la faccia di Philip si

indurita fino a diventare una scultura di marmo bianco.


A cinque o sei metri di distanza il fogliame trema. Almeno una dozzina di
azzannatori di tutte le forme e le taglie si fanno strada attraverso il fitto del
bosco.
Il primo, un maschio adulto in logori abiti da lavoro, sbuca tra i rami con le
braccia tese verso il nulla e gli occhi a bottone che scandagliano la radura. La
cosa fissa il suo sguardo sul pasto pi vicino: il cadavere di Philip che si
raffredda.
Brian Blake si alza e se ne va. Non pu restare a guardare. Sa che la
scelta migliore. Lunica. Lasciare che gli zombie ripuliscano il casino.
Infila di nuovo la .38 nella cintura e si dirige verso il cantiere.
Trova posto in cima alla cabina di un camion, dove aspetta con calma che la
frenesia alimentare finisca.
La sua mente una televisione sintonizzata su troppe stazioni insieme.
Estrae la pistola e la stringe come la coperta di Linus.
La cacofonia di voci, i frammenti di immagini formate a met, tutto crepita e
tremola dentro la sua testa. Il crepuscolo diventato buio pesto: le luci pi
vicine sono a centinaia di metri di distanza. Ma adesso Brian vede il mondo
che lo circonda con la nitidezza del negativo di una foto e la sua paura
affilata come la lama di un coltello. solo adesso solo com sempre
stato e ci lo dilania pi a fondo di quanto qualsiasi zombie potrebbe mai
fare.
I risucchi umidi e gorgoglianti che giungono dalla radura si odono appena
sopra il ronzio costante delle macchine da corsa. Da qualche parte, tra i
pensieri febbrili della sua mente, Brian capisce che il frastuono della pista
copre i rumori della radura e che probabilmente questo faceva parte del piano
di Philip: il rapimento della ragazza sarebbe passato inosservato.
In mezzo ai merletti dei rovi e del fogliame, scorge le sagome dei mostri che
fanno a pezzi i resti umani lasciati nella radura. Sciami di zombie chini sulla
preda, come scimmie, si ingozzano di pezzi di carne, ossa gocciolanti
sangue, brandelli di pelle, scalpi strappati, appendici non identificate e organi
ancora caldi che mandano vapore nellaria fredda. Ne arrivano degli altri e
spingono goffi quelli che gi cerano, grugnendo alla ricerca di un boccone.
Brian chiude gli occhi.
Per un momento, si chiede se dovrebbe pregare. Si chiede se recitare un
elogio silenzioso per suo fratello, Nick, la donna, Penny, Bobby Marsh, David
Chalmers, per i morti, i vivi e per tutto quel mondo guasto, fottuto e
dimenticato da Dio.

Ma non lo fa. Si limita a stare seduto, mentre gli zombie mangiano.


Qualche tempo dopo, Dio solo sa quando, gli azzannatori si allontanano dai
resti scorticati e ripuliti, che ora giacciono sparsi per tutta la radura.
Brian scivola gi dal tetto della cabina del camion e al buio riprende la
strada per tornare allappartamento.
Quella notte siede nellappartamento vuoto, in soggiorno, davanti
allacquario sporco. la fine delle trasmissioni della giornata, nella testa di
Brian. Linno nazionale stato cantato, i programmi sono cessati e solo una
bufera di scariche statiche risuona nei suoi pensieri.
Con ancora il giubbotto lurido indosso, resta seduto a fissare il vetro
rettangolare dellacquario, coperto da una patina di fango verde e sporco di
cibo per pesci, come se guardasse una monotona natura morta trasmessa
dallinferno. Rimane seduto cos, a fissare il cuore vuoto dellacquario come in
uno stato di trance, per interminabili minuti. I minuti diventano ore. La sua
mente uno schermo bianco, un tubo catodico vuoto che ribolle di neve
elettronica. Si accorge appena del sorgere del giorno. Non sente il trambusto
fuori dallappartamento, le voci preoccupate, i rumori dei veicoli.
Il giorno si trascina, il tempo ormai non ha pi significato, finch la sera
seguente non stende il suo sipario di tenebra sopra lappartamento. Brian
siede al buio, ignaro del tempo che passa, e continua a fissare con interesse
catatonico la trasmissione invisibile che ha luogo nel guscio vuoto
dellacquario. Il mattino successivo arriva e se ne va.
In un momento del giorno dopo, Brian sbatte le palpebre. Lo sfarfallio di un
messaggio scintilla e tremola nello schermo bianco della sua mente. Allinizio,
flebile e disturbato, come un segnale trasmesso da una sorgente troppo
debole, ma a ogni secondo che passa si fa pi forte, chiaro, rumoroso:
ADDIO.
Come una bomba di profondit piazzata nel centro della sua anima, la
parola implode in una convulsione di energia incandescente, lo fa scattare
sulla poltrona sciupata, dove resta a sedere dritto come un fuso, e lo
costringe ad aprire gli occhi.
ADDIO
disidratato e indolenzito, ha lo stomaco vuoto e i pantaloni fradici della
sua stessa urina. rimasto seduto su quella sedia per quasi trentasei ore, in
stato comatoso, immobile come una bacchetta da rabdomante e sulle prime
muoversi non facile, ma si sente purificato, castigato, lucido com sempre
stato. Barcolla fino alla cucina e nella credenza non trova altro che un paio di
scatolette di pesche. Ne apre una e la divora tutta, col succo che gli cola sul

mento. Le pesche non sono mai state tanto buone. A dire il vero, gli viene in
mente che forse non le aveva mai assaggiate fino a quel momento. Va nella
camera da letto e si toglie i vestiti disgustosi indossa il suo solo altro paio di
jeans e la sua sola altra T-shirt (una maglietta con una serigrafia degli
AC/DC). Trova gli scarponi Dr. Martens di ricambio e li infila.
Sul retro della porta c uno specchio a figura intera attraversato da una
crepa.
Un uomo snello, malmesso, compatto, simile a un furetto ricambia il suo
sguardo. La crepa nello specchio divide il suo viso stretto e il cespuglio di
capelli neri, lunghi e ribelli. La sua faccia delineata da basette arruffate, gli
occhi sono infossati e circondati da occhiaie scure. Stenta a riconoscersi.
Pazienza dice allo specchio ed esce dalla stanza.
Trova la sua .38 nel soggiorno, insieme a un ultimo caricatore rapido, gli
ultimi sei colpi in suo possesso; infila la pistola nella cintura, dietro la schiena,
e il caricatore rapido in tasca.
Poi va a trovare Penny.
Ciao, piccola dice con tenerezza quando entra nella lavanderia. Lo stretto
stanzino di linoleum puzza di morte. Brian si accorge appena dellodore. Si
avvicina alla piccola creatura, che ringhia, sputa e si dimena contro le catene.
Ha il colore del cemento e gli occhi sono come pietre lisce.
Brian si china davanti a lei e guarda nel secchio. vuoto.
Alza lo sguardo. Lo sai che ti adoro, vero?
La cosa-Penny ringhia.
Brian le accarezza un lato della piccola e delicata caviglia. Vado a fare un
po di provviste, tesoro. Non ti preoccupare, torner prima che tu ti accorga
che me ne sono andato.
La piccola cosa morta solleva la testa e prorompe in un grugnito, che suona
come uno sbuffo daria in un tubo arrugginito. Brian le d una pacca sulla
gamba, lontano dalla portata dei suoi incisivi in putrefazione, poi si alza.
A presto, tesoro.
Nellattimo in cui esce inosservato dalla porta laterale dellappartamento
diretto a nord, camminando nel vento pomeridiano freddo e umido, a testa
bassa e con le mani nelle tasche del giubbotto, capisce che sta succedendo
qualcosa. La pista silenziosa. Un paio di abitanti della citt lo oltrepassano
di corsa, con gli occhi accesi per lagitazione. Laria puzza di morte. A sinistra,
dietro la barricata di autobus e rimorchi, decine di cadaveri ambulanti vagano
lungo la barriera, annusando in cerca di un modo per entrare. Pi avanti, un
fumo nero esce dallinceneritore della clinica. Brian accelera il passo.

Mentre si avvicina alla piazza della citt, scorge in lontananza, sul margine
nord della zona sicura, dove la recinzione ancora in costruzione, uomini di
guardia sui parapetti di legno con fucili e binocoli. Non paiono allegri. Brian si
affretta. Tutto il suo dolore, la rigidit delle giunture, il pulsare delle costole,
tutto quanto, sparisce in mezzo alla scarica ad alto voltaggio delladrenalina.
Woodbury tiene le sue razioni di cibo in un magazzino di mattoni di fronte al
vecchio tribunale. Brian si ferma davanti al magazzino, quando vede i vecchi
bevitori derelitti che bighellonano dallaltra parte della strada, dinnanzi
alledificio governativo di pietra con le sue colonne romaniche scheggiate.
Altra gente sta sui gradini di pietra e fuma nervosamente; altri ancora
affollano lentrata. Brian attraversa lincrocio e si avvicina allassemblea.
Cosa succede? chiede al vecchio grasso col cappotto dellEsercito della
Salvezza.
Grossi guai a River City12, figliolo risponde il vecchietto, indicando il
tribunale col pollice unto. Mezza citt l dentro a tenere un pow-wow13.
Cos successo?
Ieri hanno trovato altri tre cittadini nel bosco, ripuliti come ossi di pollo
tutta la zona brulica di vaganti adesso, molto probabilmente attirati dal rumore
della pista. Dannati idioti, fare tutto quel rumore.
Per un momento, Brian considera le sue alternative. Potrebbe
tranquillamente evitare tutto quel casino, fare i bagagli e andarsene. Potrebbe
rubare una macchina, caricare Penny dietro e sparire in un lampo.
Non deve niente a quella gente. La scelta pi sicura sarebbe di non farsi
coinvolgere e limitarsi a tagliare la corda. Sarebbe il modo migliore di
giocarsela. Ma qualcosa nel suo profondo lo spinge a riconsiderare la
situazione. Cosa avrebbe fatto Philip?
Brian fissa la folla degli abitanti della citt assiepati davanti allentrata del
tribunale.

VENTITR
Qualcuno sa almeno come si chiamavano? Una donna, ben oltre i sessanta,
con unaureola di capelli grigi dritti sul capo, si alza dal fondo della sala
comunale al primo piano del palazzo del tribunale: le vene del suo collo a
bargigli pulsano di tensione.
Una trentina di assediati residenti di Woodbury si raccoglie intorno a lei:
sono gli anziani della citt, i capofamiglia, gli ex commercianti e i passanti
capitati l quasi per sbaglio. Si agitano nervosi sulle sedie pieghevoli, vestiti di
cappotti malconci e stivali infangati, con le facce rivolte alla prima fila della
stretta sala conferenze. La stanza sa di fine del mondo, con lintonaco che
cade a pezzi, le macchinette del caff rovesciate, limpianto elettrico scoperto
e rifiuti sparsi sul pavimento di parquet.
Che cazzo di differenza fa? abbaia il Maggiore Gene Gavin: i suoi
scagnozzi sono dietro di lui e tengono i fucili dassalto M4 appoggiati sui
fianchi come se fossero i membri di una gang. Al Maggiore, in piedi accanto
alle aste che sostengono la bandiera dellAmerica e quella dello Stato della
Georgia, sembra giusto e appropriato reggere le redini di quella piccola
assemblea cittadina. Come aveva fatto MacArthur occupando il Giappone o
Stonewall Jackson a Bull Run, il Maggiore assapora finalmente il gusto di
imporsi come leader pro tempore di quella miserabile citt piena di cagasotto
e sfigati. Teso e rigido nella sua mimetica verde e nel suo taglio a spazzola,
ha atteso il momento giusto per settimane.
Sa come rendere i fighetti degli uomini usando un buon numero di frustate;
sa che ha bisogno di essere rispettato per avere il comando; e sa che per
essere rispettato, deve essere temuto. esattamente cos che era abituato a
trattare i guerrieri della domenica sotto il suo comando a Camp Ellenwood.
Gavin era un istruttore di sopravvivenza del 221 Battaglione dellIntelligence
dellesercito ed era abituato a tormentare quei codardi rammolliti durante i
bivacchi notturni a Scull Shoals, cagando nei loro zaini e riservando loro il
trattamento del tubo di gomma a ogni minima infrazione. Ma poteva essere
accaduto un milione di anni prima. Il nome in codice di questa situazione
Fottuti e Gavin si aggrapper a qualunque cosa per rimanere al comando.
Erano solo un paio di tizi nuovi aggiunge Gavin, come se ci avesse
ripensato. E una troia di Atlanta.
Un signore anziano, seduto davanti, si alza; le sue ginocchia ossute
tremano: Con tutto il dovuto rispetto era la figlia di Jim Bridges e non era

una troia. Ora, credo di parlare a nome di tutti quando dico che ci serve
protezione, magari un coprifuoco dovremmo tenere la gente al chiuso
quando buio. Forse dovremmo metterlo ai voti.
Siediti, vecchio prima di farti male da solo. Gavin rivolge allanziano il
suo miglior sguardo intimidatorio. Abbiamo problemi pi grossi da affrontare
adesso abbiamo una dannata convention di azzannatori alle costole.
Il vecchio si mette a sedere, lagnandosi tra s. Tutto quel casino con quelle
dannate corse per quello che gli azzannatori ci hanno circondato.
Gavin apre di scatto la fondina, che porta al fianco, mette in mostra il calcio
della sua .45 e fa un passo minaccioso verso il vecchio. Scusa, non ricordo di
aver dato il via ai commenti dellospizio. Punta un dito sul petto del vecchio.
Ti consiglio di chiudere quella cazzo di bocca prima di metterti nei guai.
Un uomo pi giovane scatta in piedi a due sedie di distanza dal vecchio.
Calmati, Gavin dice. Alto, con la carnagione olivastra e i capelli raccolti sotto
una bandana, indossa una maglia senza maniche, che rivela braccia robuste
e muscolose. I suoi occhi scuri scintillano di astuzia da strada. Non siamo in
un film di John Wayne, datti una calmata.
Gavin si volta verso luomo con la bandana, sventolando la .45 con aria
minacciosa. Chiudi il becco, Martinez, e rimetti quel tuo culo latino sulla
sedia.
Dietro Gavin, i due soldati della Guardia si irrigidiscono, ruotano le canne
dei loro M4 e si mettono in posizione di tiro, mentre i loro occhi perlustrano la
stanza.
Luomo chiamato Martinez si limita a scuotere la testa e si rimette a sedere.
Gavin si lascia sfuggire un sospiro frustrato.
Voi gente sembrate non afferrare la gravit della situazione dice, infilando
la .45 nella fondina, mentre torna in cima alla stanza e parla con il tono di un
istruttore durante unesercitazione. Se non facciamo qualcosa a proposito di
quelle barricate, qui saremo come pesci in un barile. Ci sono un sacco di
scansafatiche che non fanno altro che occupare spazio. Si aspettano che
siano gli altri a fare tutto il lavoro. Senza disciplina! Ho una notizia per voi: la
vostra piccola vacanza finita. Dora in poi ci sono nuove regole, a cui vi
atterrete tutti: farete quello che vi viene detto e terrete chiuse quelle vostre
bocche del cazzo! Sono stato chiaro?
Gavin fa una pausa, sfidando chiunque a obiettare.
Gli abitanti della citt siedono in silenzio, come bambini mandati nellufficio
del preside. In un angolo Stevens, il medico, siede accanto a una ragazza
sulla ventina, che indossa un camice sporco e ha uno stetoscopio intorno al

collo. Stevens sembra un uomo che ha sentito la puzza di qualcosa che


marcisce da tempo. Alza la mano.
Il Maggiore leva gli occhi al cielo ed emette un sospiro esasperato. Che c
adesso, Stevens?
Correggimi se sbaglio dice il medico ma ci stiamo gi dando parecchio da
fare. Facciamo del nostro meglio.
E allora, cosa vorresti dire?
Il dottore gli rivolge una scrollata di spalle. Cosaltro vuoi da noi?
VOGLIO LA VOSTRA DANNATA OBBEDIENZA!
I lineamenti sottili e acuti di Stevens registrano appena la roboante risposta
di Gavin, che fa respiri lunghi e regolari per riprendere il controllo di se
stesso. Stevens si spinge gli occhiali sul naso e distoglie lo sguardo,
scuotendo la testa. Gavin guarda i suoi uomini.
I soldati della Guardia annuiscono allunisono, le dita pronte sui grilletti.
Non sar facile come Gavin aveva pensato.
Brian Blake resta in fondo alla stanza, allombra di un polveroso distributore
automatico fuori servizio, con le mani in tasca, e ascolta con attenzione ogni
cosa. Il suo cuore martella. Si odia per questo. Si sente un topo da laboratorio
in un labirinto. La paura paralizzante, la sua vecchia nemesi, tornata per
vendicarsi. Sente il caricatore come un tumore nella sua tasca; il
rigonfiamento freddo contro la sua coscia. La sua gola secca e asciutta, la
lingua due taglie troppo grossa per la sua bocca. Che cazzo c che non va
in lui?
In cima alla stanza, Gavin continua a camminare davanti alla galleria dei
fondatori della citt ritratti in una serie di quadri sbiaditi appesi sulla parete
principale. Ora, non mi frega niente di come chiamate questo fottuto casino
in cui ci troviamo, io lo chiamo guerra e da questo istante, questa piccola
citt del cazzo ufficialmente sotto la fottuta legge marziale.
Mormorii di tensione si diffondono nel gruppo. Il vecchio il solo abbastanza
audace da prendere la parola. E questo cosa significa di preciso?
Gavin gli si avvicina. Significa che tutti voi eseguirete gli ordini, come bravi
bambini e brave bambine. D una serie di colpetti alla testa pelata del
vecchietto, come se accarezzasse un coniglio. Comportatevi bene, fate
quello che vi viene detto e forse riusciremo a sopravvivere a questa tempesta
di merda.
Il vecchio deglutisce impaurito. Molti dei suoi concittadini abbassano lo
sguardo sul pavimento. A Brian, che li osserva dal fondo della stanza, appare
chiaro che gli abitanti di Woodbury sono in trappola. Lodio nella stanza

abbastanza denso da poterci dipingere le pareti. Ma la paura ancora pi


densa. Trasuda dai pori di tutti i presenti, Brian incluso, che si sforza di
combatterla. Ricaccia il suo terrore gi per la gola.
Qualcuno mormora qualcosa: quasi in cima alla stanza, vicino alla
finestra. Brian troppo lontano per capire le parole e guarda sopra la testa
degli altri per vedere di chi si tratta.
Vuoi dire qualcosa, Detroit?
Accanto alla finestra, un uomo di colore, di mezzet, con la barba grigia e
con indosso una salopette unta, se ne sta seduto sulla sua sedia con
unespressione stizzita e guarda cupo fuori dalla finestra. Le dita lunghe e
marroni sono sporche di grasso per motori. Il meccanico della citt, un
trapiantato dal Nord, borbotta qualcosa tra s, senza guardare il Maggiore.
Parla, amico mio. Il Maggiore si avvicina al nero. Torreggia sopra di lui e
dice: Hai qualche reclamo da fare? Non ti piace il programma?.
Quasi impercettibilmente, il nero dice: Me ne vado.
Si alza per andarsene, quando allimprovviso il Maggiore prende la pistola.
Con un istinto quasi involontario, il nero allunga una mano grossa e callosa
per afferrare il revolver che porta infilato nella cintura. Ma prima che possa
estrarre larma o anche solo ripensarci, Gavin gli si avvicina. Forza, Detroit,
prendi la pistola ringhia, puntando la .45 sulluomo. Cos ti faccio saltare
quella testa di cazzo.
Gli altri soldati si spostano dietro il Maggiore e puntano i loro fucili dassalto,
con lo sguardo fisso sul nero.
Con la mano ancora sul calcio della pistola e gli occhi fissi su quelli di
Gavin, il nero di nome Detroit mormora: gi abbastanza brutto dover
combattere con quelle cose morte adesso dobbiamo anche sopportare te
che ci comandi a bacchetta?.
Mettiti. A. Sedere. Subito. Cazzo! Gavin appoggia la canna della pistola
sulla fronte di Detroit. O ti ammazzo. Ed una promessa.
Con un sospiro esasperato, Detroit si affloscia allindietro.
E vale anche per tutti voi altri! Il Maggiore si gira verso la gente nella sala.
Pensate che lo faccia per il mio benessere? Pensate che voglia candidarmi a
fare laccalappiacani? Questa non una democrazia. una questione di vita
o di morte, cazzo! Cammina in cima alla stanza. Se volete che vi impedisca
di diventare cibo per cani, dovete fare quello che vi dico. Lasciate che i
professionisti si occupino di tutto e tenete cucite le vostre bocche del cazzo!
Il silenzio incombe sulla stanza come un gas venefico. In fondo, Brian sente
la pelle della nuca formicolargli. Il cuore sta per sfondargli lo sterno per come

gli martella duramente il petto. Non riesce a respirare. Vorrebbe staccare la


testa dal collo a quel soldatino di latta, ma il suo corpo alle prese con una
specie di dilemma paralizzante: battersi o battersela. Nella mente gli
crepitano i frammenti confusi dei ricordi, le visioni e i suoni di una vita vissuta
allinsegna della paura: aveva sempre evitato i bulli nel cortile della scuola
elementare della Contea di Burke, aggirato il parcheggio dello Stop-and-Go
per non imbattersi in un gruppo di teppisti vestiti di giubbotti di pelle, era
scappato da una banda di duri a un concerto di Kid Rock, mentre si chiede
dov Philip dove diavolo Philip quando c bisogno di lui
Un rumore proviene dal fondo della stanza e scuote Brian dalle sue
elucubrazioni.
Detroit si sta alzando. Ne ha avuto abbastanza. La sua sedia scricchiola
mentre luomo si erge in tutta la sua altezza, ben pi di un metro e ottanta, e
si volta per andarsene.
Dove cazzo stai andando? Gavin guarda il nero che si muove lungo il
corridoio diretto verso luscita principale. EHI! TI HO FATTO UNA DOMANDA,
DETROIT! DOVE CAZZO CREDI DI ANDARE?
Detroit non si degna nemmeno di girarsi per guardarlo, fa solo un cenno
sdegnoso con la mano e borbotta: Me ne vado buona fortuna a tutti ne
avrete bisogno con questi figli di puttana.
O TI METTI SUBITO A SEDERE SUL TUO CULO NERO O TI FACCIO
SALTARE IL CERVELLO!
Detroit continua a camminare.
Gavin estrae larma.
Gli abitanti della citt trattengono percettibilmente il respiro mentre Gavin
prende di mira la parte posteriore della testa di Detroit.
Lo sparo risucchia laria dalla stanza ed echeggia con forza sulle pareti,
accompagnato dal grido di una donna anziana, mentre un singolo proiettile
perfora la parte posteriore del cranio del nero. Detroit viene scagliato verso il
distributore automatico accanto a Brian, che si scansa di colpo. Il nero
rimbalza sul pannello dacciaio e si ripiega sul pavimento: lo spruzzo del suo
sangue sporca il marchio della Coca-Cola, il muro sopra la macchina e anche
parte del soffitto.
Molte cose accadono come conseguenza di quello sparo, ancora prima che
leco delle grida possa placarsi. Quasi subito, tre abitanti della citt, due
uomini di mezzet e una donna sulla trentina, si affrettano verso luscita e
Brian li osserva come in un sogno, con le orecchie che gli fischiano e gli occhi
abbagliati. Riesce appena a sentire la voce stranamente calma del Maggiore

Gavin, che senza cenni di rimpianto e di altre emozioni, ordina ai suoi due
soldati, Barker e Manning, di prendere gli abitanti in fuga e, gi che ci sono,
di radunare tutti gli altri che sono ancora fuori a nascondersi come dannati
scarafaggi. Gavin vuole che ogni persona che ha ancora un battito cardiaco
senta quello che ha da dire. I due soldati si affrettano a uscire dalla stanza e
si lasciano alle spalle uno sbalordito e pietrificato gruppo di venticinque
abitanti, il Maggiore e Brian.
Brian vede la stanza girare su se stessa, mentre Gavin rinfodera la pistola e
abbassa lo sguardo sul corpo del nero disteso in maniera scomposta sul
pavimento come se fosse un trofeo di caccia. Gavin si volta e torna disinvolto
verso le prime file della stanza. Ha catturato lattenzione di tutti adesso, come
mai era successo fino a quel momento, e sembra gustarsi ogni minuto. Brian
lo sente appena blaterare a proposito di come quello debba essere desempio
per tutti i succhiacazzi che pensano di poter mettere in pericolo la vita dei
residenti di Woodbury facendo i lupi solitari, andando contro il sistema,
facendo i furbi; e per tutti i saputelli che credono di potercela fare da soli e
pensano solo ai propri fottuti affari. Questi tempi, dice Gavin, sono tempi
speciali. Previsti dalla Bibbia. Profetizzati. In fin dei conti, forse, solo forse,
sono la fine dei tempi. Dora in poi, ogni figlio di puttana di quella citt deve
abituarsi allidea che potrebbe benissimo essere lultima battaglia tra luomo e
Satana, e che per quello che riguarda la brava gente di Woodbury, Georgia, il
qui presente Gavin stato designato come fottuto Messia.
Quel discorso maniacale dura forse un minuto, due al massimo ma, in quel
breve lasso di tempo, Brian Blake subisce una metamorfosi.
Bloccato contro il fianco del distributore automatico, col sangue delluomo
morto che gli cola sotto le suole degli scarponi, comprende che non avr
nessuna possibilit in quel mondo se si lascer trascinare a fondo dalle sue
inclinazioni naturali. Il suo istinto di allontanarsi dalla violenza, di schivare i
pericoli, di evitare il confronto lo riempie di vergogna e si ritrova a tornare col
pensiero alla primissima volta che aveva incontrato i morti che camminano,
gi a Deering, a casa dei suoi genitori, a un milione di anni luce di distanza.
Erano usciti dal capanno degli attrezzi sul retro e Brian aveva cercato di
parlare con loro, di ragionarci: li aveva avvisati di stare alla larga, gli aveva
tirato dei sassi; poi era tornato a casa di corsa, aveva sbarrato le finestre, si
era pisciato nei pantaloni, comportandosi come il rammollito che era sempre
stato e sempre sarebbe stato. Ma nello spazio di quellunico, terribile istante,
mentre Gavin pontifica davanti agli abitanti della citt, Brian assalito da una
confusa serie di visioni della codardia e dellindecisione che ha mostrato

lungo la strada verso la Georgia occidentale, come se non avesse imparato


nulla durante il cammino: si rivede nascosto nellarmadio a Wiltshire Estates,
far fuori il suo primo zombie quasi per caso nel palazzo dei Chalmers,
lagnarsi col fratello di ogni cosa; sempre stato debole, spaventato e inutile.
Allimprovviso comprende, col dolore convulso di un embolo che gli esplode
nel cuore, che non ha modo di sopravvivere da solo. Escluso. E ora, mentre il
Maggiore Gavin comincia ad abbaiare ordini ai cittadini traumatizzati in cima
alla sala del consiglio e impartisce doveri, regole e procedure, Brian sente la
sua coscienza disconnettersi e staccarsi dal suo corpo come una farfalla che
esce dal bozzolo. Vorrebbe che Philip fosse ancora l a proteggerlo, come ha
fatto fin dallinizio di quellordalia. Come si comporterebbe Philip con Gavin?
Cosa farebbe? Presto, quel semplice desiderio si trasforma in un dolore
agonizzante e in un senso di perdita per la morte di Philip, una tortura simile
a una ferita aperta: la lama affilata del tormento lo trafigge e lo lacera.
Appoggiato al distributore automatico sporco di sangue, Brian sente che il
suo centro di gravit si risolleva e il suo spirito si separa dal corpo, come un
pezzo di terra primordiale che si stacca per formare la luna. Le vertigini
minacciano di gettarlo sul pavimento, ma le combatte e prima ancora che
possa registrare quanto sta accadendo, si solleva fuori dal suo corpo. La sua
coscienza fluttua al di sopra del corpo come un testimone spettrale che
osserva se stesso in quella puzzolente, soffocante, affollata sala comunale
nel vecchio tribunale di Woodbury.
Brian vede se stesso farsi sempre pi calmo.
Brian vede il bersaglio in cima alla stanza, a sette, otto metri di distanza.
Brian vede se stesso allontanarsi di un unico passo dal distributore
automatico, allungare la mano alla cintura dietro la schiena, stringere il calcio
zigrinato della pistola calibro .38, mentre Gavin continua ad abbaiare ordini,
inconsapevole, e a camminare tra gli stoici ritratti dei padri fondatori di
Woodbury.
Brian vede se stesso fare altri tre passi pi tattici lungo il corridoio centrale
ed estrarre la .38 dalla cintura con un movimento sciolto e istintivo. Tiene la
pistola sul fianco mentre completa il quarto passo: ormai a meno di cinque
metri da Gavin, attira finalmente lattenzione del Maggiore, che fa una pausa
e solleva lo sguardo. E allora Brian alza la pistola e svuota lintero caricatore
di letali proiettili a punta cava Glaser Safety Slug sulla faccia di Gavin.
Stavolta, gli abitanti della citt sobbalzano sulle sedie ma, stranamente,
nessuno urla.
Nessuno sconvolto dalle azioni di Brian pi di quanto non lo sia lui stesso

che, per un atroce momento, resta paralizzato nel corridoio centrale, con la
.38 ancora sollevata e scarica, il braccio bloccato nella posizione di tiro,
davanti allo spettacolo del Maggiore Gavin piegato sul pavimento contro la
parete principale. La parte superiore del corpo di Gavin crivellata di colpi, la
faccia e il collo pompano dense bollicine di rosso sangue arterioso.
Il suono delle sedie che cigolano e il trambusto della gente che si alza
spezzano lincantesimo. Brian abbassa la pistola sul fianco. Si guarda intorno.
Alcuni abitanti della citt si stanno spostando in avanti. Gli altri lo fissano. Un
uomo si inginocchia accanto al corpo di Gavin, ma non si disturba a sentirgli il
polso o a guardare troppo da vicino. Quello di nome Martinez si dirige verso
Brian.
Non prenderla sul personale, fratello dice; la sua voce un mormorio
grave e rauco. Ma faresti meglio a portare il tuo culo fuori da qui.
No. Brian si sente come se il suo centro di gravit fosse tornato al suo
posto, come se la sua stessa anima si fosse riavviata come un computer.
Martinez lo fissa. Si metter molto male quando quei teppisti torneranno.
Andr tutto bene dice Brian, infilando la mano in tasca per prendere il
caricatore rapido. Getta via i bossoli vuoti e armeggia un po per infilare il
nuovo caricatore nella pistola. Non esperto, ma le sue mani sono salde
come la roccia. Ha smesso di tremare. Li superiamo di dieci a uno.
Alcuni abitanti della citt stanno riuniti vicino al distributore automatico
intorno al corpo di Detroit. Il dottor Stevens sta cercando il polso, mentre il
suono di qualcuno che piange sommessamente raggiunge le orecchie di
Brian. Si gira verso il gruppo radunato l.
Qualcuno armato? chiede.
Alcune mani si alzano.
Statemi vicini dice Brian; poi si fa largo in mezzo agli abitanti della citt
sbalorditi e assiepati, diretto verso luscita. Resta allinterno della porta, a
guardare attraverso le lastre di vetro di sicurezza il cielo coperto e tempestoso
di quella giornata autunnale.
Persino da l possibile sentire linconfondibile brusio degli zombie che
ronza in lontananza, sotto il fischio del vento. Adesso per quel suono ha
qualcosa di diverso alle orecchie di Brian. Segregata dietro le barricate di
fortuna, separata dalla piccola e ostinata enclave di sopravvissuti dalle sottili
membrane di legno e metallo, la roca, onnipresente sinfonia di gemiti e
lamenti, disgustosa e dissonante come sarebbe quella prodotta da un
acchiappasogni fatto di ossa umane, non pi un sussurro di condanna.
Adesso suona alle orecchie di Brian come unopportunit, linvito a un nuovo

modo di vivere, a un nuovo paradigma che si forma dentro di lui in quello


stesso momento, come la nascita di una nuova religione.
Una voce lo scuote dal suo stato di trance. Si gira e vede Martinez, che gli
rivolge uno sguardo incuriosito. Scusa dice Brian. Coshai detto?
Il tuo nome prima non lho afferrato.
Il mio nome?
Martinez annuisce. Io mi chiamo Martinez e tu sei?
Brian esita per un istante brevissimo prima di rispondere: Philip sono
Philip Blake.
Martinez allunga la mano e afferra quella di Brian. Piacere di conoscerti,
Philip.
Con una presa salda, i due uomini si stringono la mano e quel singolo gesto
suggella lavvento di un nuovo ordine.

NOTA
Il romanzo di The Walking Dead collegato alla serie a fumetti creata da
Robert Kirkman e pubblicata negli Stati Uniti da Image Comics. Ledizione
italiana curata da Saldapress.

NOTE
1 Salsa tipica della cucina degli stati del Sud. N.d.T.
2 Riferimento biblico al libro di Daniele. Nei paesi anglosassoni il modo di dire diventato proverbiale per
indicare una situazione di destino incombente o la fine di qualcosa. N.d.T.
3 Termine che indica un uomo bianco della classe operaia degli Stati del Sud. N.d.T.
4 Riferimento al poema di Robert Burns, Ad un topo. N.d.T.
5 Variante del football americano giocata dai bambini, e da adulti nel tempo libero, dove per bloccare
lavversario basta toccarlo con tutte e due le mani. N.d.T.
6 Piatto degli stati del Sud, una specie di stufato. N.d.T.
7 Mr. Rogerss neighborhood stato un noto programma televisivo per bambini degli anni 60 e 70.
Realizzato anche con luso di marionette, stato replicato fino ai giorni nostri. N.d.T.
8 Una merendina col ripieno di vaniglia (ma disponibile anche in altri gusti). N.d.T.
9 Riferimento a una frase del discorso di insediamento di Abraham Lincoln, diventata di uso comune.
N.d.T.
10 Riferimento a una popolare serie televisiva andata in onda dal 1968 al 1971, inedita in Italia,
ambientata in una cittadina di campagna. N.d.T.
11 Un tipo di corsa automobilistica che si tiene su piste di terra di forma ovale. N.d.T.
12 Riferimento a una canzone del popolare musical The Music Man. N.d.T.
13 Il nome usato dagli indiani dAmerica per indicare una riunione importante. N.d.T.

AUTORI
ROBERT KIRKMAN famoso per le sue serie a fumetti The
Walking Dead e Invincible per la Image Comics sotto letichetta
Skybound. uno dei cinque soci della Image Comics ed un
produttore esecutivo e uno degli sceneggiatori della serie televisiva
di successo tratta da The Walking Dead, trasmessa in Italia da Sky.
JAY BONANSINGA uno scrittore di romanzi horror acclamato
dalla critica. Tra i suoi lavori Perfect Victim, Shattered, Twisted e
Frozen. Il suo romanzo desordio, The Black Mariah, stato uno dei
finalisti per il Bram Stoker Award.