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1) Per Parmenide l'essere era unico.

Parmenide negava, quindi, l'esistenza del


molteplice in quanto l'affermazione dell'esistenza del molteplice comporta
l'affermazione della tesi secondo la quale il non essere . Una cosa determinata, ad
esempio l'albero, non (perch se l'albero fosse, sarebbe o identico all'essere (ma
allora non sarebbe una cosa determinata, parte dell'essere, ma sarebbe appunto
l'essere stesso; oppure sarebbe diverso dall'essere ma allora non sarebbe l'essere e
allora l'albero non ci sarebbe.
Per Parmenide il molteplice quindi illusorio.
Ma Democrito sostiene, al contrario, che l'esperienza delle cose molteplici (sensibili,
materiali) non possa essere negata. Anche secondo Democrito l'esistenza del
molteplice implica l'esistenza del non essere, ma Democrito, a contrario di
Parmenide, pensa che anche il non essere . Per Democrito l'essere il pieno, ossia
ci che esteso e solido, il non essere il vuoto, ossia il puro spazio non riempito.
Quindi il vuoto esiste, secondo Democrito.
Se Zenone, a sostegno di Parmenide, aveva dimostrato che l'esteso infinitamente
divisibile, Democrito sostiene che ci sono certe parti estese che sono non divisibili:
gli atomi. Tra atomo e atomo c' il vuoto.
2)Gli atomi sono i costituenti ultimi della materia, non presentano distinzioni
qualitative ma si distinguono quantitativamente secondo forma, posizione, ordine.
3)Il movimento degli atomi spontaneo, si muovono spontaneamente nel vuoto e
sono indirizzati dalla spinta degli altri atomi con cui si scontrano secondo il criterio
per cui il simile posto in movimento dal simile. Cos Democrito pensava di capire
come mai si generassero un certo tipo di corpi, invece di un certo altro tipo.
4)Gli atomi nel loro scontrarsi, aggregarsi e allontanarsi in vari modi creano dei corpi
e le loro continue modificazioni
5)Siccome non c' un principio trascendente (scrive Democrito: nulla possiede
questa forma) che possa farci prevedere che tipo di forme possano prendere le cose,
gli atomi possono combinarsi in forme infinite. Democrito scrive che non c' ragione
alcune possibilit debbano realizzarsi e altre no (scrive: i principi sono infiniti di
numero, nulla poessiede questa forma qui a maggior ragione di quest'altra),
proprio perch nessun criterio pu uniformare o limitare le forme degli atomi, se non
il loro continuo e meccanico aggregarsi e separarsi. Quindi le cose si combineranno
in infiniti modi e la loro variet sar quindi infinita e non limitabile.
Solo tenendo ferma l'ipotesi del numero infinito dei principi si pu sperare di
spiegare con ragione la molteplicit delle cose.
6)Democrito spiega il motivo e il modo in cui si formano i corpi, le cose determinate
e le forme che incontriamo nell'esperienza tramite gli atomi, la loro aggregazione e la

loro separazione. Descrive la dinamica meccanica che determina le forme del


molteplice che incontriamo nella nostra esperienza. Democrito sostiene che gli atomi
non hanno una diversa essenza ma soltanto diversa forma, posizione e ordine; sono
quindi soltanto materia e non spirito (scrive: Gli atomi come materia dei corpi). Le
cose sono in un certo modo non perch qualcuno le ha create cos o non in altro modo
o perch hanno un'essenza che le ha determinate ad essere come sono (entrambe
queste ipotesi non sono quelle di Democrito e infatti scrive che il simile posto in
movimento dal simile e andando a disporsi, laddove soprattutto da questa ultima
espressione si capisce che la spiegazione della realt dovuto a ragioni immanenti,
cio corporee e meccaniche), ma perch gli atomi si sono aggregati in modo
meccanico in un certo modo, laddove per meccanico si intende il contatto, la spinta,
l'attrazione o la repulsione di un atomo per un altro.