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Anno 5 - N. 45 (#206) Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano - Supplemento culturale settimanale da vendersi esclusivamente in abbinamento a Corriere della Sera 1,00 0,50 + il prezzo del quotidiano. In CH Tic. Fr 1,00

IL DIBATTITO DELLE IDEE

NUOVI LINGUAGGI ARTE INCHIESTE RACCONTI


.

#206

Domenica
8 novembre 2015
EURO 0,50

Italo Lupi

per il Corriere della Sera

2 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA



corriere.it/lalettura

Il dibattito delle idee

Nuovi linguaggi

Moccia presenta lapp


che personalizza i romanzi

(FOTO LAPRESSE)

di ALESSANDRA SANTANGELO

Libri

Le voci degli scrittori:


il mestiere del traduttore

14

Natsuo Ki
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Ogawa
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Maria Rita Masci

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Giapponese

Vera Verdiani

Laura Salmon

Polacco

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n Pamuk
ha

di IDA BOZZI e CRISTINA TAGLIETTI

Sguardi

La raccolta (differenziata)
dellarte contemporanea

di PIERLUIGI BATTISTA

28

di STEFANO BUCCI e VINCENZO TRIONE

Graphic novel

La repubblica brasiliana
degli uomini liberi

40
di SQUAZ

Racconti
LOdisseo di Omero
sfida lUlisse di Dante
(OPERA DI VELASCO VITALI)

44
di ANDREA VITALI

Paure

Meteo e vaccini, carni rosse e romanzi:


siamo diventati talmente ansiosi
che vediamo pericoli da ogni parte
Di pi: il timore di offendere impone censure

Cinese

d Kapuscin
zar
s
ys

ki

Francese

Le conseguenze del benessere. Aveva ragione Chesterton: quando


luomo ha smesso di credere in Dio, ha iniziato a credere a tutto

La societ delle

11

Francesco Bergamasco

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

iamo diventati paurosi, sempre allerta, inquieti. Vediamo pericoli da tutte le parti. Ci
nevrotizziamo per un nonnulla. Nel suo
film Heart of a Dog Laurie Anderson, la vedova di Lou Reed, racconta che il suo amatissimo cane, aggredito allimprovviso da
un falco in picchiata, divenne irrequieto e
terrorizzato da tutto perch gli crebbe dentro la sensazione che il pericolo venisse da ogni parte, da dietro, da
destra, da sinistra, ma anche dal cielo: un pericolo onnipresente, perennemente in agguato. Noi tutti siamo
oramai cos, come il cane della Anderson: pensiamo
che ovunque si annidino pericoli. Troviamo minaccioso il cibo che ingurgitiamo (la tracciabilit, la tracciabilit!). Laria che respiriamo. Le parole che adoperiamo. I libri che leggiamo. Le medicine che assumiamo. I
film che vediamo. Tutto ci fa paura: sulla Terra, nelle
citt, dentro di noi. Dal cielo.
E infatti lallerta meteo diventato il nostro orizzonte
quotidiano, la fonte inesauribile di incubi e infinite
chiacchiere al bar (Hai sentito? Dicono che domani ci
saranno temporali e scrosci violenti). Aspettiamo con
ansia lacquazzone che chiamiamo bomba dacqua per
enfatizzarne laspetto apocalittico, temiamo lestate con
la sua emergenza caldo e linverno per lemergenza
freddo. Non che siamo diventati codardi e meschini,
come il protagonista del film Forza maggiore, che per
paura di una valanga lascia i suoi figli esposti alla furia
degli elementi e fugge via, non prima di essersi assicurato di avere con s il telefonino. Ma siamo diventati
iper-ansiosi, che diverso. Culturalmente ansiosi. Immersi in una societ ansiosa. Dominati dalla societ
della paura.
Il benessere ci ha abituati a unatmosfera di conforto
continuo che fa apparire il minimo pericolo come una
minaccia potenzialmente devastante. Superata la soglia
della civilt della sopravvivenza, archiviata let della
miseria quando la gente pativa la fame, i bambini
morivano a sciami, e una tempesta, la nonna della
bomba dacqua, poteva s rovinare per sempre chi viveva della sua terra abbiamo anche perduto ogni familiarit con limprevisto, che adesso percepiamo come
un incubo. Chesterton diceva che non credendo pi in
Dio, gli esseri umani secolarizzati si sono messi a credere a tutto. E infatti, entrati in una manciata danni
nellera dellabbondanza di massa, dimenticati i fantasmi della penuria, della scarsit, delle ristrettezze, rimpinzati di pietanze che un tempo potevano permettersi
soltanto i signori, voltiamo le spalle inorriditi a salsicce
e carni rosse, deturpate per sempre dalletichetta
cancerogene.
Crediamo ciecamente a tutti i luoghi comuni e abbiamo paura della vituperatissima globalizzazione, raffigurata come un mostro. Invochiamo ancora barriere

Al cinema
Sintitola Heart of a Dog
(Cuore di cane) il film
presentato questanno alla
Mostra del cinema di
Venezia dalla regista,
musicista e scrittrice
americana Laurie Anderson,
vedova del cantautore Lou
Reed. La pellicola una
riflessione sul tempo e
sullamore, che adotta
spesso il punto di vista di
Lollabelle, il cane della
Anderson morto nel 2011.
Forza maggiore invece un
film del 2014, diretto dal
regista svedese Ruben
stlund, che racconta il
modo in cui il pericolo di una
valanga imminente, durante
una vacanza, sconvolge la
vita di una famiglia
In biblioteca
Tra le grandi opere messe
sotto osservazione per il loro
contenuto troviamo lIliade
di Omero, a causa delle
scene violente, Il mercante di
Venezia di William
Shakespeare, per il modo in
cui presentato lebreo
Shylock, e Le avventure di
Huckleberry Finn di Mark
Twain, per le espressioni
spregiative verso i neri

protettive e politiche dirigiste, aggrappandoci al fantasma dei grandi pericoli della globalizzazione per non
voler ammettere che nel corso di pochi decenni centinaia di milioni di esseri umani in tutto il mondo sono
finalmente usciti dallorrore dellindigenza assoluta e si
affacciano per la prima volta a un livello di vita almeno
passabilmente decente. Ci aggrappiamo alle virt taumaturgiche del bio, sperando che la natura non toccata dalla chimica possa evitare lecatombe, la cancellazione del nostro pianeta, o almeno il discreto funzionamento della nostra digestione, protetta da tisane e pozioni come ai tempi delle fattucchiere. Crediamo
davvero che gli aerei rilascino sostanze che altererebbero per sempre lequilibrio delluniverso e qualcuno
prende sul serio persino le fantasie sulle scie chimiche rilasciate dalla Cia come fanno i cattivi di 007.
Come in un film dellorrore ci tuffiamo nel brivido di
epidemie invincibili, laviaria, la mucca pazza, la Sars,
che puntualmente, e per fortuna, hanno finito per procurare effetti infinitamente meno catastrofici delle
stragi di milioni e milioni di esseri umani, previsti dai
pur patentati organismi internazionali, simili a quelli
che ci terrorizzano sulla prossima catastrofe del global
warming provocato dallabuso dei frigoriferi.

La credulit laltra faccia della paura. Spesso innocua. Talvolta diventa deleteria. Il terrore sconsiderato
dei vaccini, che causerebbero lautismo, spinge molti
genitori a esporre i loro bambini a malattie che un tempo mietevano innumerevoli vittime e che oggi, grazie
alla vaccinazione di massa, sono state quasi debellate.
Se si legge quel meraviglioso romanzo che Nemesi di
Philip Roth, possiamo capire cosa sia stato il flagello
della polio, e quanta sofferenza atroce stata risparmiata a tanti bambini grazie alluso dei vaccini. Oggi
quel ricordo terribile, consegnato ai racconti dei nostri
bisnonni, scomparso, e la paura, lallarme possono dilagare senza argini, travolgendo ogni difesa razionale.
La paura alimenta anche lidea che i bambini debbano
essere difesi da tutti quei momenti della vita sociale
che potrebbero alterarli, contrariarli, turbarli. Joshua
Mitchell, lo ha notato sul Foglio Paola Peduzzi in un
articolo che porta significativamente il titolo Let dello
sfinimento, ha preso in esame labitudine oramai senza
freni di premiare tutti i bambini impegnati in una gara
o in una competizione sportiva, anche quelli che arrivano ultimi o non avrebbero alcun titolo per salire sul podio, o ritirare una coccarda, una medaglia, un diploma:
Tutti prendono un premio perch cos nessuno si senta ferito, o inferiore, o fallito.
Una cappa iperprotettiva alimentata dalla paura della
sofferenza, dalla paura della frustrazione si stende su

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 3

di Venezia mette al rogo i racconti per ragazzi in cui potrebbe far capolino qualche indizio sulfureo di ideologia gender: difendiamo i nostri scolari dai sette nani
di Biancaneve. Negli Stati Uniti non fa nemmeno scandalo che persino in un classico della letteratura americana come Le avventure di Huckleberry Finn di Mark
Twain siano stati cancellati tutti i passi che potrebbero
essere letti come un incitamento sia pur subliminale allodio razziale. Twain razzista inconsapevole? Lideologia della paura ha decretato di s.

comportamenti, modi di dire, abitudini verbali che prima sembravano innocui e oggi vanno sradicati. La paura di offendere e turbare chicchessia impone la sterilizzazione del linguaggio, la censura e lautocensura, il
trionfo delleufemismo, lapoteosi del lessico ipocrita e
castigato. In alcuni atenei americani si introdotto
luso di un ideale bollino rosso con cui marchiare i classici della letteratura e segnalare il pericolo che qualcuno possa uscire offeso dalla lettura di una tragedia greca o di una commedia di Shakespeare. NellUniversit
di Santa Barbara in California gli studenti hanno imposto al collegio dei docenti lobbligo di mettere in guardia gli allievi e le allieve dai libri che, a cominciare dal-

ILLUSTRAZIONE
DI BEPPE GIACOBBE

lIliade, contengano scene di sangue, abusi sessuali o


violenza misogina per non urtare la sensibilit di chi
ha manifestato sintomi da stress post traumatico in
seguito a prepotenze, soprattutto di segno sessista ma
non solo, subite in passato. In pratica viene potenzialmente messa sul banco degli imputati lintera letteratura, carica di stupri, violenza, assassini, parricidi, matricidi, conflitti cruenti per il potere e il denaro: altro che
bollino rosso per il Raskolnikov che uccide unusuraia
in Delitto e castigo di Dostoevskij.
diventata anche una pratica corrente depurare i testi dei libri per linfanzia, censurandone le scene che
potrebbero ferire la sensibilit dei bambini e il sindaco

Il romanzo sulla vita grama


e le avventure scellerate
di Antonello da Messina
Luomo che fece della sua ambizione
unarma, della fame di carne
e di femmine unossessione,
della pittura uno strumento
per durare in eterno.
narrativa.giunti.it

La paura suggerisce agli scrittori e agli intellettuali


del mondo occidentale un atteggiamento prudente e
remissivo, un rifiuto quasi risentito verso tutte le manifestazioni della libert despressione che contengano il
pericolo delloffesa, categoria onnicomprensiva che,
se applicata alla lettera, dovrebbe annientare chiss
quante opere dellarte e della letteratura. Molti scrittori
americani, tra i quali Joyce Carol Oates, hanno protestato perch era stato assegnato il Premio del Pen Club ai
vignettisti ammazzati di Charlie Hebdo, i quali
avrebbero abusato della loro libert despressione. Sulla rivista Nuovi Argomenti un questionario tra gli
scrittori italiani ci ha fatto scoprire che nel mondo di
chi scrive, e che dunque dovrebbe per mestiere e vocazione tenere almeno un poco alla libert despressione,
questultima gode oramai di una bassissima reputazione, tanto da invocarne coralmente la castrazione rituale
in un reticolo cos soffocante di regole, norme, precauzioni, limitazioni da renderla totalmente inoffensiva.
Letteralmente: cos nessuno pu offendersi.
Cos come nella societ del benessere e dellabbondanza loblio della fame genera paure incontrollabili
sul cibo, alimentando nevrosi alimentari e terrori indiscriminati, anche nel campo delle libert il progressivo
sbiadirsi del ricordo delle dittature rende pi tenue il
legame emotivo con conquiste che si sono imposte dopo secoli di coraggiose battaglie. Libert despressione
adieu, se il suo esercizio mette in forse la tranquillit, la
sicurezza, lo spirito gregario e conformistico. La paura
delloriginalit induce atteggiamenti pi concilianti, atteggiamenti rinunciatari, lo smussamento degli angoli
troppo acuminati.
Lallarmismo indiscriminato fa deperire lo spirito
davventura, il brivido del rischio. Alla ricerca di emozioni forti, ci accontentiamo di giochi demenziali tipo
Survivor che diano il senso di una vita senza le reti
protettive della civilizzazione, a contatto con le forze
primigenie e ferine della natura. Sempre Joshua Mitchell sostiene che, nella spossatezza dellOccidente,
la libert costituisce un peso troppo grande da sopportare, e la sofferenza stessa appare contro la vita e
bisogna sradicarla. Il treno, un tempo simbolo di potenza, velocit, movimento, avventura, oggi viene demonizzato come il devastatore della natura e le gallerie,
un tempo gioiello dellingegneria e dello spirito di intraprendenza prometeica di unumanit che supera
ogni ostacolo per andare sempre pi lontano, si trasformano nel bersaglio dei movimenti No Tav, che cavalcano i pericoli fantasticati nelle verdi vallate di una volta.
Quando non cera la demoniaca luce elettrica, ma si
aveva paura persino dei lampi che solcavano i cieli di
notte.
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4 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Lanima del viaggio.


Scopra di piu.

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

Cittadini

Il dibattito delle idee

di Edoardo Vigna

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA

Il rosso non ci ferma pi


Semaforo rosso? Pedala! Serve a velocizzare il
traffico dei ciclisti. In Olanda una novit, in
Belgio sono 250 (incroci) e in Germania gi
cinquemila: se la strada sgombra dauto e
pedoni la luce dello stop non vale per le bici.

Inizi lIdaho, nell82, con le sue strade vuote;


ultima, in estate, la trafficatissima Parigi.
Toccher a Londra: tutti daccordo i candidati
sindaci. Funziona, e salverebbe molte vite.
una rivoluzione: il rosso non ci fermer pi.

Lesperimento
Filadelfia lha messa
nel programma
del governo municipale,
il 13 novembre si celebra
la giornata mondiale.
E la scienza spiega che
compiere gesti amorevoli
porta grandi benefici

A destra: una donna cuce, davanti al


comune di Filadelfia, un pezzetto di stoffa
colorata che contiene un messaggio
di gentilezza per linstallazione Kindness
in the Wind (foto di David Swanson
tratta da www.philly.com)

Gentilezza
Le citt

della

Dote contagiosa, rivoluzionaria, terapeutica


Per essere felici impariamo a essere cortesi
di FEDERICA COLONNA

mart non basta, una citt dovrebbe essere anche gentile. quello
che pensa il sindaco di Filadelfia,
Michael Nutter, il quale ha deciso
di non partecipare alla Giornata
mondiale della gentilezza, prevista per il 13
novembre, ma in totale autonomia ha
proclamato il 27 ottobre il giorno ufficiale
della gentilezza. E se tra le ragioni della
scelta c il desiderio di trasformare limmagine non proprio carina della citt
dove, per esempio, stato distrutto HitchBot, il robot autostoppista che aveva attraversato illeso e felice tutto il Canada
lobiettivo di Nathan Bazzel, direttore delliniziativa, diffondere sorrisi come fossero virus. Perch, spiega a Philly.com: La
gentilezza come linfluenza, contagiosa.
Se ciascuno di noi si legge sul sito della
giornata, adayofkindness.org dedicasse
un minuto del proprio tempo, ogni giorno,
a trattare gli altri con grazia, la citt cambierebbe.
Cos, per incoraggiare gli abitanti ad
abbracciare le sorelle e i fratelli per strada, i promotori hanno deciso di rendere
la gentilezza in forma fisica, un oggetto da
guardare e da toccare. il senso di Kindness in the Wind, installazione composta
da 300 bandierine fatte a mano da bambini, turisti e passanti in nove location sparse
per la citt. I messaggi, scritti con i pennarelli su pezzetti di stoffa colorata tra cui
Il tuo cuore un muscolo, esercitalo ogni
giorno!, o Abbi coraggio, sii gentile!
resteranno appesi fuori dal comune per un
mese.
Intanto la scienza d ragione al sindaco
Nutter: ricevere atti gentili provocherebbe

Lassociazione

La nuova sfida
sar sul design
di MARCO GILLO

n tocco leggero, una parola


sussurrata, un pensiero
educato, un saluto cortese:
la gentilezza, cos facile a dirsi, cos
necessaria a farsi. Con questa frase
Marco Biato ha vinto la quarta edizione
del Gentletude Award, un premio
annuale che la onlus italo-svizzera
Gentletude (www.gentletude.com) ha
ideato per incoraggiare la nuova
generazione di progettisti a essere
creativi. Raccogliamo adesioni da
molti Paesi, dice Cristina Milani
presidente dellassociazione nata nel
2011. Negli anni scorsi abbiamo
esplorato la gentilezza nel design,
nella fotografia e nel disegno
umoristico. Nel 2016 pensiamo di
riproporre il tema del design, nella
speranza di individuare un logo che
possa diventare simbolo per il 13
novembre, giornata mondiale della
gentilezza. Una giornata come tutte
le altre, una giornata in cui bisogna
essere semplicemente cortesi.
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un aumento di ossitocina nel nostro cervello, come spiega leconomista Paul Zak, che
la chiama la molecola morale. Secondo
Lynn Alden, della University of British Columbia siamo tutti iper-connessi lun laltro e quando qualcuno, dopo aver ricevuto
una spontanea cortesia, felice, ci fa sentire meglio. Davanti a una buona azione, insomma, ci illuminiamo e proviamo una
sensazione unica, definita dagli psicologi
moral elevation. I ricercatori della Oregon
State University lhanno esaminata e, lo
scorso maggio, hanno pubblicato uno studio che la descrive cos: un misto di eccitamento e calma, uno schema emotivo unico, attivato dalla visione di atti di empatia.

Se alluniversit di Harvard hanno anche


pesato il potere contagioso della gentilezza
ogni atto si diffonderebbe per tre gradi
di separazione, provocando benefici non
solo nel ricevente ma in altre due persone
non sufficiente assistere a una scena
melensa per diventare meccanicamente
pi amorevoli. La psicologa Sonja Lyubomirsky della Stanford University ha spiegato, infatti, che praticare gesti di gentilezza a
casaccio come aiutare la vecchietta ad
attraversare la strada o sorridere a uno sconosciuto ci fa sentire pi buoni e ci aiuta
ad affrontare lo stress. Ma non basta un atto quotidiano per ottenere i benefici. Ne
servono almeno 5, ogni giorno, per una
settimana. Il risultato? Funzionano come
una medicina per la psiche ansiosa e iraconda.
Leigh e James Clark hanno creduto agli

Levento
Il 13 novembre si svolge la
Giornata mondiale della
gentilezza, indetta durante
la conferenza del Movimento
mondiale per la gentilezza a
Tokyo nel 1997, e introdotta
in Italia nel 2000.
Attualmente sono una
trentina i Paesi aderenti
alliniziativa, che promuove
un piccolo gesto
di attenzione verso gli altri.
Tra i vari appuntamenti, c
la Dance for Kindness su
Twitter #DFK2015 ,
lincontro lampo ideato dalla
Ong americana Life Vest
Inside per celebrare la data
ballando: partecipano
ottantotto citt (in Italia
soltanto Teramo)
Il manifesto
Alla giornata sono legati
i dieci comandamenti della
cortesia moderna:
1) Ascoltare; 2) Sorridere;
3) Ragionare; 4) Rispettare;
5) Condividere;
6)Non inquinare;
7) Riutilizzare; 8) Mangiare
local; 9)Proteggere gli
animali; 10) Vivere con etica

effetti della scienza della gentilezza e lhanno sperimentata. Quando si sono sposati,
lo scorso settembre a Sanibel Island, Florida, hanno chiesto agli invitati di donare gesti di empatia inconsulta, praticata verso
perfetti sconosciuti. Lunica cortesia nei loro confronti: inviare per email foto che testimoniassero le performance. Per far partire leffetto domino della gentilezza, Leigh
e James hanno dato lesempio, e portato
mazzi di fiori ai pazienti dellospedale cittadino. Caitlin, invece, ha preparato biscotti fatti in casa per il postino, Jillian ha regalato giocattoli a una associazione per mamme in difficolt.
Le email, anche dopo le nozze, continuano ad arrivare ai coniugi Clark i quali,
hanno spiegato a Today.com, sentono di
aver adempiuto al proprio compito: portare amore nel mondo, loro che, incontrandosi, ne hanno ricevuto tanto.
E se qualche mese prima Lee Beck e sua
figlia Amlie, di Oxford, hanno deciso di
festeggiare il compleanno documentando
su YouTube 39 gesti di gentilezza a casaccio (hanno regalato matite colorate ai compagni di classe della bambina, donato bolle
di sapone ai passanti, scritto una lettera al
proprietario di un ristorante per complimentarsi del servizio), c chi ha trasformato la pratica della amabilit in una ragione
di vita.
la storia di Orly Wahba, insegnante,
fondatrice, nel 2011, della associazione
non-profit Life Vest Inside, dedicata proprio a promuovere gentilezza concreta. Come? Per esempio con il progetto Acts of
Kindness Cards: miss Wahba ha distribuito ai propri studenti tanti post-it con la descrizione di un gesto gentile e le istruzioni
per metterlo in pratica, una sorta di bugiardino di cortesia. Una volta compiuto latto,
la regola era passare le indicazioni a unaltra persona. Ogni azione ha raccontato
Wahba in una conferenza Ted ha avuto
un impatto straordinario, gli studenti
hanno cominciato a sentirsi potenti, in
grado di diffondere benessere e felicit, come eroi capaci di cambiare il mondo. Hanno notato che la gentilezza si comporta
esattamente come un boomerang: torna
indietro. E ci colpisce nel momento in cui
ne abbiamo pi bisogno. Wahba ne cos
convinta che ha nominato un bambino, Jaden Winn, e sua mamma Amanda, ambasciatori della gentilezza e ha organizzato, lo
scorso anno, il Kindness Journey, viaggio
in undici citt statunitensi tra cui Filadelfia con lobiettivo di portare il verbo
della affabilit nelle scuole e raccontare
esperienze di buone azioni.
@fedecolonna
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6 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

Il dibattito delle idee

La scoperta Circa 1.500 reperti


di una specie umana ignota,
ritrovati di recente in Sudafrica,
aprono nuovi scenari di ricerca

di EDOARDO BONCINELLI

iD

Tesoro senza data


Un ominide in precedenza
sconosciuto, alto circa un
metro e mezzo e pesante tra
i 40 e i 55 chili, dotato di
caratteristiche che lo
avvicinano alla nostra
specie. Si tratta dellHomo
naledi, la cui scoperta stata
presentata a settembre in
seguito al lavoro che
unquipe di 60 studiosi, tra
cui litaliano Damiano
Marchi dellUniversit di
Pisa, ha compiuto per circa
due anni sui reperti trovati
in Sudafrica, in una grotta
dallaccesso angusto, situata
a una quarantina di
chilometri da Johannesburg.
Lentit del ritrovamento
straordinaria: un tesoro di
oltre 1.500 reperti,
appartenenti ad almeno 15
individui, tra cui cinque
bambini e un neonato. Il
problema che non ci sono
elementi per giungere alla
datazione dei resti. Tra laltro
quella concentrazione di
ossa pu far pensare che
lHomo naledi praticasse una
forma di culto dei morti

ivenire uomini. Come questo sia


potuto accadere rappresenta un
interrogativo fondamentale, riferito a un processo temporale
che pi di tutti ci interessa comprendere, accanto a quelli di come sia nato
il mondo e di come si sia originata la vita,
questa sorta di improbabile folle volo di
dantesca memoria, che alcuni aggregati di
molecole hanno affrontato e continuano
ogni giorno ad affrontare.
Da quando Darwin nel 1859 ci ha istillato
il concetto di evoluzione, anzi di trasmutazione delle specie come diceva lui, e ha
indicato come un lungo e lento processo
temporale pu aver condotto allesistenza
delle innumerevoli specie esistenti, tutte
straordinariamente belle e degne della pi
grande ammirazione, abbiamo riflettuto
sullorigine di questa o quella specie, ma
anche di questa o quella caratteristica biologica. Dodici anni dopo Darwin si anche
interrogato sulla discendenza delluomo,
incontrando grandissima opposizione e
sovrano scetticismo da parte dei credenti e
dei finti laici, che puntano il dito verso la
mancanza di un anello mancante che
possa ragionevolmente spiegare il passaggio da un essere pi simile alle scimmie
antropomorfe a uno pi simile a noi.
Per parte loro, gli scienziati si sono interrogati sugli eventi biologici che possono
aver portato ai primi uomini partendo dai
loro antenati scimmioidi. Si pu pensare a
una coppia di scimmioidi che si trovano al
cospetto di un figlio molto diverso da quelli delle altre coppie, o di un figlio solo un
poco diverso dalla norma, e che questo, incrociandosi a sua volta con uno normale o

Homo

Gli anelli mancanti


non mancano affatto
con uno uguale a lui, abbia dato vita a un
individuo molto diverso, pieno di problemi, ma anche di nuovi talenti. In un caso
come nellaltro, si devono essere verificate
una o pi mutazioni nella linea germinale
che ha portato ai gameti del babbo o della
mamma, o magari di entrambi, e che danno luogo a un figlio assai diverso dai coetanei. Oppure infine, da due individui scimmioidi nato un figlio che non mostrava
niente di particolare, ma crescendo si rivelato piuttosto diverso. Insomma, nato
prima il gamete umano che ha dato luogo a un uomo o un uomo che ha dato vita a
un gamete umano?

Un ragionamento del genere contiene,


per, almeno due vizi logici, cio due assunzioni di partenza parimenti indebite. La
prima riguarda il fatto che si debba trattare
di un processo lineare e sequenziale. Questo non accaduto per nessun essere vivente, e sappiamo oggi con certezza che non
stato cos neppure per luomo. Ci si trova
davanti a una serie di tentativi di cambiamento evolutivo pi o meno indipendenti
un cespuglio piuttosto che un albero
che possano avere esiti molto diversi e poi,
diciamo cos, vinca il migliore, o meglio il
pi adatto, o il meno disadatto, dal momento che la vita non un processo troppo
naturale, sostenuto, ma anche pesantemente zavorrato dalle leggi della fisica e
della chimica. Nel caso della specie umana
sappiamo che ci sono stati almeno quattro
diversi tentativi, alcuni abortiti molto presto, altri pi tardi, fino alla sopravvivenza

di una sola linea evolutiva, quella che porta


alluomo doggi. I membri di ciascuna di
queste linee evolutive avevano pregi e difetti che stiamo cominciando a comprendere.
La seconda assunzione erronea si riferisce al fatto che un uomo, come qualsiasi altro animale, nasca da un uomo o, meglio
da due, il padre e la madre. La verit che
un uomo deriva da un bambino, che deriva
a sua volta da un embrione. Questo s deriva da un uomo o, meglio da due, il padre e
la madre. Levoluzione non una successione di adulti, ma una discendenza di processi di sviluppo, embrionale e postembrionale. Ci viene spesso trascurato, un
po perch luomo non ama il tempo che
tutto consuma con i suoi denti aguzzi, come dice il greco Simonide, e un po per
scarsa capacit di riflessione, anche se le
evidenze sperimentali sullimportanza primaria dei processi di sviluppo non sono
state mai tanto chiare come oggi, che lera
del cosiddetto evo-devo, che sta per evolutionary developmental biology (biologia
evolutiva dello sviluppo). Sono i processi di
sviluppo che evolvono, e non il loro risultato, che pure soggetto allazione della selezione naturale.
In ogni caso si tratta di individuare un
passaggio biologico, accompagnato da uno
culturale. Questultimo appare un compito
pi abbordabile. Sappiamo infatti che un
nostro antenato ha cominciato a usare ciottoli scheggiati gi tre milioni e 300 mila anni fa. Accanto a questi rudimentali strumenti non sono stati trovati per resti fossili, per cui non sappiamo con certezza di
che specie si poteva trattare. Pi di recente,
sono stati trovati molti resti fossili di una

nuova specie, Homo naledi, che ha attratto


immediatamente lattenzione degli studiosi.
Ora la rivista Nature Communications
pubblica un paio di articoli che hanno a
che fare, direttamente o indirettamente,
con alcune sue caratteristiche biologiche.
Nel primo si analizzano le ossa della sua
mano. Questa presenta un pollice abbastanza lungo e robusto. Tale caratteristica
della mano, unita alla morfologia del polso, molto simile a quella dei Neanderthal e
degli uomini doggi, suggerisce che fosse
adatta a una efficiente manipolazione, di
strumenti o di altro. Le ossa delle altre dita,
tuttavia, sono lunghe e ricurve, adatte cio
ad afferrare rami di albero per sospendersi
e muoversi in un ambiente arboricolo. Si
doveva trattare quindi di un nostro antenato, se diretto non sappiamo, adatto sia alla
vita arboricola che alla manipolazione e al
maneggiamento di strumenti. Per quanto
riguarda il piede, il secondo articolo rivela
caratteristiche di un camminatore, ma che
doveva avere unandatura abbastanza diversa dalla nostra e da quella di altri primati
superiori, unandatura comunque sufficientemente adatta a non sprecare troppa
energia durante la locomozione.
Altro che anello mancante, insomma! Ci
troviamo oggi al cospetto di un vero manipolo di anelli mancanti diversi, uno per
ogni linea evolutiva, e Homo naledi il pi
serio candidato che conosciamo ad essere
uno di questi. Con buona pace degli scettici e dei pigri. Intellettualmente, voglio dire.
Pur dichiarandosi orgogliosamente umani.
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DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

Documenta
di Chiara Campara

naledi

di GIORGIO MANZI

rano i primi di novembre del 1960


quando Mary Leakey scopriva a
Olduvai, nel nord della Tanzania,
fra le savane del Serengeti e il cratere del Ngorongoro, i pochi resti
fossili che alcuni anni dopo (1964) davano
origine alla denominazione della pi antica e pi arcaica specie umana: Homo habilis. Si trattava davvero di pochi resti frammentari (una mandibola incompleta, due
porzioni di scatola cranica e una ventina di
altre ossa, fra cui quelle di una mano), ma
erano piuttosto antichi per le conoscenze
dellepoca (un milione e 750 mila anni fa),
tanto da meritare una particolare attenzione. Cera poi lassociazione negli stessi
strati geologici con i pi arcaici manufatti
del Paleolitico mai scoperti fino ad allora
che, combinata con le caratteristiche di
quei pochi resti, suggeriva che si era in
presenza di una primordiale variet del
nostro stesso genere, il genere Homo. La
stima del volume encefalico, poco al di sopra del limite di una scimmia antropomorfa, le dita della mano ricurve come in un
primate arboricolo, ma relativamente corte per manipolare oggetti e produrre strumenti, e i denti cos umani guidarono i
ricercatori a proporre che quella creatura
rappresentasse un modello biologico a
met strada fra quello dei nostri pi antichi antenati (Australopithecus) e le successive specie del genere Homo, compresi
noi Homo sapiens.
Una fase cruciale dellevoluzione umana
dunque e, proprio per questo, assai complessa da decifrare. A questo punto, per,
cera Homo habilis a fare da ponte fra le
scimmie antropomorfe bipedi chiamate

Le immagini producono parole


Lexographs: li produce lapp word.camera e
sono testi generati a partire da una fotografia.
Un modello di riconoscimento visivo estrae
dallimmagine parole e concetti fondamentali,
che un database di relazioni lessicali e

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA

semantiche espande poi in frasi e paragrafi,


restituendo una singolare descrizione del
soggetto ripreso. Il progetto open source
uno spunto per esplorare la forza e i limiti dei
modelli di intelligenza artificiale di cui fa uso.

A confronto Un genetista e
un paleoantropologo esaminano
le conseguenze di una svolta
nello studio dellevoluzione

Un ramo dei cespugli


che conducono a noi
australopitecine, distribuite nei milioni
danni precedenti fra lAfrica orientale e il
Sudafrica, e una variet di esseri umani
che, proprio da quel momento, iniziarono
a diffondersi in altre parti dellAfrica e in
Eurasia, mentre le dimensioni del cervello
progressivamente si espandevano e si manifestavano nuove capacit nel confronto
con ambienti spesso assai difficili.
Da allora la paleoantropologia ha fatto
molti progressi. La recente scoperta dei resti attribuiti a Homo naledi in Sudafrica,
nellangusta Dinaledi Chamber del sistema
carsico di Rising Star, non lontano da
Johannesburg, si inserisce proprio nella
medesima fase cruciale della nostra storia
naturale, in quanto mostrano (analogamente a Homo habilis) caratteristiche a
mosaico fra Australopithecus e Homo.

Linteresse di questa formidabile scoperta risiede, daltra parte, nella quantit


dei reperti (circa 1.500) che sono stati rinvenuti e di quelli che devono ancora essere
riportati alla luce. Per quanto non se ne conosca la datazione, la morfologia ci viene
in aiuto e qui c tanta roba. Davvero tanta,
anche per consentirci di fare stime sul
punto debole della cronologia. Non solo,
ovviamente. Al momento risulta che nella
Dinaledi Chamber ci sono quindici individui rappresentati da molte delle loro ossa
e dei loro denti. Non poco per una scienza che abituata a ragionare su un cranio
isolato e frammentario, una mandibola incompleta, una porzione di femore o, talvolta, anche una singola falange. E questa

non solo una notizia, ma soprattutto


una promessa. Da quelle ossa e da quei
denti scaturiranno, ne sono certo (anzi gi
scaturiscono), una quantit di informazioni sulla biologia di un nostro parente
estinto come raramente (quasi mai, in realt) possibile fare. Su questi reperti fossili si lavorer e si ragioner, per decenni, e
certamente le conoscenze su Homo naledi
rappresenteranno un riferimento per tutta
quella fase cruciale dellevoluzione umana
che si colloca al limite tra le ultime australopitecine e i primi Homo, come s detto.
C poi un altro aspetto di indubbio interesse che scaturisce dalla nuova scoperta
in Sudafrica e riguarda il modello stesso
dellevoluzione umana o anche, se si vuole,
dellevoluzione biologica in genere. Parliamo di un modello che ormai ci viene mostrato da una quantit di esempi e che
ben rappresentato dalla metafora del cespuglio.
Personalmente, a lungo ho avuto delle
riserve sulluso di questa metafora perch
temevo che potesse far pensare a unorigine cespugliosa dellumanit, facendo ricomparire il fantasma del poligenismo,
con le sue possibili derive razziste. Tuttavia, oggi penso che la stessa metafora, se
viene intesa nel senso che le aveva dato nel
1976 Stephen Jay Gould, grande maestro di
biologia evoluzionistica, possa essere appropriata. Sono soprattutto le evidenze
che emergono da decenni a dargli ragione,
e la scoperta di Homo naledi una di queste.
Gould aveva contrapposto il cespuglio (bush), con molti rami, alla scala
(ladder), vista come una successione di

specie. Gould si confrontava con lidea di


unevoluzione umana lineare e sequenziale che si era affermata verso la met del Novecento, rappresentata da quella sfilata di
scimmie, scimmioni e umani che ancora
vediamo sui giornali ogni volta che si parla
delle nostre origini. Una sorta di marcia
verso il progresso (per usare lespressione
dello stesso Gould), dove una specie segue
laltra e dove ciascuna occupa da sola una
certa fase dellevoluzione umana. E il finalismo dietro le quinte gongolava, visto che
questa confusione fra evoluzione e progresso legittimava luso di termini come
ominazione o sapientizzazione, che
chiaramente alludono a una visione teleologica delle origini di noi Homo sapiens.
Homo naledi, con tutte le sue affinit
con Homo habilis, ma anche con Australopithecus sediba, con Homo rudolfensis,
con i primi Homo ergaster o con Homo georgicus insomma, con una pletora di
possibili candidati alle origini del genere
Homo dimostra, fra le altre cose, proprio questo.
Cio che levoluzione umana stata davvero un cespuglio, specie in momenti cruciali della nostra storia nel tempo profondo. Non solo nel senso che questa storia
stata un percorso complesso e ramificato
(un albero frondoso, insomma), ma anche che diverse variet di ominidi si sono
affacciate ripetutamente sulla scena, in diversi passaggi chiave dellevoluzione umana, venendosi a trovare come in competizione fra loro, anche se una sola di esse dava poi origine alle dinamiche evolutive e
alle specie successive.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Qui sopra: Lee Rogers


Berger, paleoantropologo
nato negli Stati Uniti ma
operante in Sudafrica
nellUniversit
Witwatersrand, bacia una
riproduzione del cranio
dellHomo naledi durante la
conferenza stampa di
presentazione della
scoperta lo scorso 10
settembre a Maropeng, in
Sudafrica (foto Afp/Stefan
Heunis). Berger ha diretto le
operazioni di ricerca che
hanno portato al
ritrovamento di molti
reperti. Nella pagina a
sinistra: un raffronto tra le
ossa della mano dellHomo
naledi e la mano di un uomo
moderno (foto Cbs)

8 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

SCOPER
TE
di LUCIA SORBA

Assemblare atomi come mattoncini


lingegneria dei punti quantici
punti quantici sono strutture nanometriche
(1 nanometro=1 milionesimo di millimetro)
di materiali semiconduttori, in cui lenergia
degli elettroni quantizzata in livelli
discreti, cio si comporta analogamente a
quanto accade in un atomo. Cosa ancor pi
interessante, variando dimensioni e
composizione di queste nanostrutture i livelli
di energia possono essere ingegnerizzati in
modo voluto. Poich a ogni transizione di
energia tra livelli discreti corrisponde

lemissione di luce di un determinato colore,


poter calibrare i livelli energetici permette di
ottenere oggetti che emettano luce del colore
richiesto. Gi molti lettori Cd funzionano con
luce laser prodotta da un gran numero di
punti quantici: per simili applicazioni, per,
importante che i punti quantici siano tutti
uguali, in modo da emettere luce dello stesso
colore. Per questo la ricerca punta a
raggiungere un controllo sempre pi elevato
sul singolo punto quantico. Stefan Flsch

Raffigurazione di un
punto quantico
(Stefan Flsch/Pdi)

Orizzonti

dellIstituto Paul Drude di Berlino e i suoi


collaboratori sono riusciti a ottenere la
massima precisione nella costruzione di un
punto quantico, assemblandolo atomo per
atomo: hanno usato la punta di un
microscopio a sonda per muovere singoli
atomi di indio su una superficie, posizionarli
nella geometria voluta e ottenere un punto
quantico composto da appena una decina di
atomi, con livelli energetici ben controllati. Il
risultato, pubblicato sulla rivista Nature
Nanotechnology, apre alla produzione di
materiali quantistici con precisione
atomica. Pi di recente, con gli stessi punti
quantici, il team di ricercatori ha potuto
controllare la corrente attraverso un transistor
costituito da una singola molecola organica.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Giuseppe Pollicelli il #twitterguest


Giuseppe Pollicelli, nato a Roma il 7 gennaio
1974, giornalista, poeta e regista. Studioso
e storico del fumetto, nel 2013, con Mario
Tani, ha diretto il documentario Temporary
Road. (Una) Vita di Franco Battiato e
attualmente sta realizzando il film inchiesta
sul caso Pasolini Io muoio, ed anche questo
mi nuoce, la cui uscita prevista nel 2016.
Da oggi su Twitter consiglia un libro al giorno
ai follower de @La_Lettura.

Nuovi linguaggi, scienze, filosofie, religioni

Il filosofo Il metodo di Theodore Zeldin: consegno a due sconosciuti un elenco di argomenti di conversazione e li lascio parlare

Un men per conoscersi


Privilegiare linnovazione alla rivoluzione,
portare le gioie della vita privata in quella pubblica:
un manuale per imparare a dialogare e ascoltare

di SERENA DANNA

ans Christian Andersen, il famoso autore di fiabe per bambini, soffriva di ansia. Quando
andava a dormire per paura di essere sepolto vivo lasciava sempre un bigliettino accanto al
letto che recitava: Non sono morto, solo apparenza. Viaggiava malvolentieri in
carrozza con altre persone per il terrore di
essere accoltellato, e quando usciva di casa portava con s una corda per gettarsi

Theodore
Zeldin,
82 anni

dalla finestra in caso di incendio. Secondo


Theodore Zeldin, filosofo e storico dellUniversit di Oxford, il welfare danese
nasce anche per rispondere allangoscia di
uno dei suoi rappresentanti pi illustri.
Eppure, scrive Zeldin in Ventotto domande per affrontare il futuro (Sellerio), nulla
avrebbe potuto impedire ad Andersen di
cercare fuori dai confini nazionali la strada per stare meglio.
La sua storia viene utilizzata dal filosofo
per capire che cosa impedisce alle persone di sentirsi a casa nel proprio Paese. E
non un caso se lautore, nato 82 anni fa in
Palestina durante il mandato britannico,
abbia scelto la Danimarca al primo posto nella classifica della felicit delle Nazioni Uniti per capire come mai le persone sentono il bisogno di respirare aria
straniera: Per amare il proprio Paese in
maniera consapevole scrive Zeldin
necessario sapere come sono gli altri.
Andare per amare, dunque. E forse per
tornare.
Il libro di Zeldin, autore di svariati testi

sullevoluzione dei sentimenti, un vademecum per affrontare in maniera pi


consapevole le sfide della societ contemporanea. Eppure, quando la Lettura lo
incontra a Milano in un albergo dietro al
Duomo, ci tiene subito a chiarire con
aplomb britannico: Non ho formule da
proporre. Siamo circondati da guru che ci
dicono come vivere. Io voglio aiutare la
gente a pensare e a immaginare, perch il
pensiero che si allarga allimmaginazione
la capacit prima dellessere umano,
lunica che lo differenzi davvero dalle altre
specie.

Secondo il filosofo, che ha scritto


unimponente opera in cinque volumi sulle passioni della storia francese, bisogna
ripartire dagli errori dei secoli scorsi. Da
una domanda, soprattutto, che Zeldin sintetizza cos: Come possiamo utilizzare il
passato per immaginare nuovi modi di
guardare al futuro?. Per questo motivo, il

i
THEODORE ZELDIN
Ventotto domande
per affrontare il futuro
Traduzione
di Roberto Serrai
SELLERIO
Pagine 465,  16

libro trasforma personaggi della storia antica e recente in specchi per riconoscere
fallimenti da evitare e successi da ripetere:
c il pittore Lucian Freud, che con la
sua ossessione per la verit pittorica dimostra come ogni volta che le persone
sviluppano nuove aspirazioni, hanno bisogno di un nuovo genere di ritratto. C
il regista russo Sergej Ejzentejn e la sua
ribellione sempre frustrata: Le masse
ricorda Zeldin nel libro apprezzarono i
suoi film solo quando sembravano rafforzare il patriottismo tradizionale. Uno
schema che si ripete spesso nella storia.
Per questo, lo storico inglese si domanda
se esistono alternative alla rivoluzione,
trovandole nella continua innovazione,
che altro non sarebbe che una ricetta per
una versione moderata della ribellione
permanente. Scrive Zeldin: I ribelli di
oggi vogliono forse definire loro stessi come esploratori. In questo modo, invece di
essere semplicemente arrabbiati, hanno
pi libert di guardare ai propri nemici da
una variet di angolazioni.

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA

il concetto stesso di libert a essere


variato: Per tanto tempo aggiunge
labbiamo considerato un diritto da esercitare, ma piuttosto una competenza che
va acquisita.
La dimensione pubblica rappresenta
una delusione per i cittadini del XXI secolo: Per troppo tempo ci stato detto di rivolgerci alleconomia o alla politica per risolvere i problemi, ma abbiamo capito che
non funziona. La vera soddisfazione, assicura Zeldin, pu arrivare solo dal privato. Attenzione per a non confondere la
constatazione del filosofo con un invito al
riflusso: Il nostro obiettivo portare la
vita privata nella dimensione pubblica,
spiega. Come? Conoscendo davvero le
persone, una a una.
Sembra una boutade, eppure il filosofo
di Oxford ha elaborato un metodo che
sembra funzionare davvero (a cui ha dedicato anche il libro La conversazione. Di
come i discorsi possano cambiarci la vita): le conversazioni strutturate. Metto
insieme due persone che non si conoscono e offro loro un men, proprio come al
ristorante, per conversare sui temi. Le domande sono: Come cambiata la tua vita?
Le paure che hai oggi sono le stesse di anni fa? Qual il rapporto con i tuoi genitori
e con i tuoi figli? Qual il tuo approccio
verso gli stranieri? Li porto lentamente a
dialogare su temi che determinano la qualit della vita e di un rapporto.
Se per il filosofo una vita privata soddisfacente costituita da tante relazioni
profonde con molte persone, la sfida per
il futuro provare a guardare la cosa
pubblica come fosse costituita da piccole
molecole: il cambiamento deve partire dai
singoli individui e dai loro rapporti.
In fondo, basterebbe avere tutti
una vita pi interessante. Viviamo nascosti sotto le nostre capacit. Facciamo qualcosa! Rischiamo! Commettiamo errori!
Solo cos ci sentiremo vivi. Ancora una
volta, si parte dallascolto: essere aperti
verso le possibilit che possono arrivare
dalla vita. Ci sono persone a cui basta
avere una routine, delle regole afferma
Zeldin . Va bene, se lhanno scelto. Ma
quelli che trovano insoddisfacente un tale
modo di vivere devono avere la possibilit
e la forza di fare altro. Ci vale su piccola
scala naturalmente, ma se uniamo tante
piccole scale il nostro mondo, a poco a poco cambier. Zeldin racconta di aver incontrato un Ayatollah in visita in Inghilterra, il quale allinizio dellincontro
non faceva altro che urlare di rabbia contro lOccidente. Alla fine della conversazione per lo abbracci, ringraziando per
averlo davvero ascoltato. Una parte di
Ventotto domande per affrontare il futuro
dedicata proprio al tema delle religioni:
Storicamente sono caratterizzate da due
atteggiamenti: liper-semplificazione per
mettere a tacere i dubbi e le paure; oppure
la ricerca dellindefinibile, la scoperta dello sconosciuto. Oggi ci sono moltissimi
culti differenti, eppure ogni giorno ne inventiamo di nuovi. Ci affidiamo ad essi
perch non sappiamo come interpretare il
mondo e abbiamo paura. Le religioni sono riuscite a cambiare solo quando si sono sentite sicure di se stesse. Anche in
questo campo, sostiene Zeldin, siamo
schiavi di un concetto da superare: Capire le religioni non vuole dire essere tollerante, tollerare significa non essere interessati. Piuttosto dobbiamo, ancora una
volta, studiare, ascoltare, parlare.
@serena_danna
RIPRODUZIONE RISERVATA

Lintervista Kristina Persson guida il dicastero in Svezia

Lavoro, clima, welfare:


il ministero del futuro
di ALBERTO MUCCI

ristina Persson, 70 anni, una


vita tra politica, centri studi e
la Banca centrale svedese,
oggi la ministra degli Affari
futuri del Paese nordico. Creato dallattuale premier socialdemocratico Stefan Lfven, il ruolo del ministero
quello di affrontare le sfide pi impegnative a cui la Svezia andr incontro da
qui ai prossimi cinquantanni: il lavoro
in un contesto di radicali cambiamenti
tecnologici, la transizione verso uneconomia ecosostenibile senza rinunciare
alla competitivit, fino allallargamento
della cooperazione internazionale, da
sempre un cardine della politica estera
svedese. Di ritorno da una conferenza a
Reykjavk, Islanda, la ministra risponde
alle domande de la Lettura .
Come arrivata a ricoprire il ruolo
di ministra del futuro?
Durante la mia carriera ho lavorato in
tanti ambiti diversi, tutti in qualche modo collegati al lavoro che svolgo oggi. Sono stata prima parlamentare in Svezia,
poi in Europa. Ho lavorato in seguito alla
Banca centrale e sono anche stata alla segreteria per gli studi strategici oltre che
alla dirigenza di varie organizzazioni
sindacali. Nel 2007 ho fondato Global
Challenge, un centro studi con cui ho affrontato, discusso e proposto soluzioni
per molti dei problemi di cui mi occupo
oggi come ministra.
Il ruolo dei ministeri solitamente
ben delineato, nel suo caso sembra invece pi trasversale. Com lavorare
con gli altri ministri?
Il mio ruolo soprattutto consultivo. Per intenderci: non ho il potere o il
budget per implementare le proposte
avanzate. Cerco per lo pi di indurre i
ministri a pensare in maniera cooperativa, come fossero ununica entit, a prendere decisioni che vadano al di l dei
mandati specifici. Allinterno del mio direttivo, il consiglio per gli Affari futuri,
sono rappresentati otto ministeri, diversi tecnici e numerosi rappresentanti della societ civile. Ogni decisione prende
tutti in considerazione e, soprattutto,
cerca di guardare al lungo termine invece che al breve.
Per esempio?
Uno dei principali obiettivi della Svezia quello di diventare entro il 2030 un
Paese con trasporto a emissioni zero. In
questo contesto, il ruolo del mio ministero quello di porsi le seguenti domane: qual la strada migliore per raggiungere lobiettivo? Quale sar, per esempio,
leffetto sullindustria dellautomobile?
Come possiamo salvaguardare i posti di
lavoro del settore? Come vede le domande sono numerose, le risposte complesse e per riuscire a trovare soluzioni adeguate debbono essere incluse tutte le
parti sociali interessate. Per questo parliamo con il ministero dei Trasporti, la
Volvo, il ministero dellAmbiente, i sindacati.



Quali sono gli economisti e i pensatori che la influenzano di pi?


Da Paul Krugman a Martin Wolf, fino
a John Maynard Keynes.
Il Keynes che ha detto che nel lungotermine saremo tutti morti?
S, proprio lui. Pensare a lungo termine un approccio assolutamente necessario nel mondo complesso e globale
in cui ci stiamo sempre pi addentrando, in Svezia come in molti altri Paesi.
Sempre prendendo in considerazione il
caso del futuro del lavoro e dei cambiamenti tecnologici, la domanda da porsi
non se possiamo resistere, ma come
possiamo abbracciare questa trasformazione e, per esempio, garantire un domani lo stesso welfare che abbiamo oggi? La risposta molto complessa, la soluzione non la conosco, ma se vogliamo
trovarla dobbiamo iniziare a pensarci, e
subito, senza perdere tempo.
Ha mai tensioni con i suoi colleghi?
Ci sono sicuramente interessi divergenti; scontri mai, per. Il motivo che i
principali problemi affrontati dal mio
ministero cambiamenti climatici, demografia, il futuro del lavoro interessano tutti e non possono essere ignorati
perch farlo sarebbe miope e controproducente per il Paese.
Listituzione del suo ministero
lammissione implicita che cittadini e
politica pensano per lo pi al breve periodo e non considerano il futuro?
Viviamo in un momento di rapidi
cambiamenti, anche la politica deve trasformarsi e adeguarsi. Se vuole sperare
di fornire risposte allaltezza di questo
nuovo mondo, deve essere creativa e soprattutto proattiva. Solitamente un ministero implementa politiche dallalto
verso il basso, quello che si chiama un
modello verticale; il mio ministero invece promuove la cooperazione tra le parti
in causa, uno schema orizzontale che ritengo assolutamente democratico.
Qual il maggior problema che la
Svezia e lEuropa dovranno affrontare
oltre ai cambiamenti climatici?
Linvecchiamento della popolazione,
lineguaglianza e le conseguenze di queste due tendenze sulle pensioni e sul
welfare. Sar una sfida enorme, anche
per lItalia e gli altri Paesi europei.
@albertomucci1
RIPRODUZIONE RISERVATA

Kristina
Persson,
70 anni

Tesi

PREOCCUPA
IL PRESENTE
(IL DOMANI
NON PI
RADIOSO)
di CARLO BORDONI

ILLUSTRAZIONE
DI FRANCESCA CAPELLINI

l futuro unipotesi, come canta


Enrico Ruggeri: insinua uninquietante perdita di certezze.
Specie se il futuro guardato da un presente denso di segnali preoccupanti; se
causa pi di paura che di speranza. La
fiducia in un domani radioso apparve gi
compromessa alla fine del Secondo conflitto mondiale, per effetto della rapida
accelerazione della scienza e della tecnica. La distruzione di Hiroshima e Nagasaki non dimostr solo la concreta possibilit delluomo di annientarsi con le sue
mani, ma mise in dubbio quella fiducia
nella scienza che aveva rappresentato
uno dei cardini della modernit.
Non crediamo pi nella nostra capacit di controllare il futuro, scriveva
Jacob Bronowski (1908-1974), matematico di origine polacca, divulgatore scientifico noto per la serie The Ascent of Man
(Lascesa delluomo), trasmessa dalla
Bbc negli anni Settanta. La raccolta dei
suoi saggi, Un senso del futuro, pubblica-

ta postuma nel 1978 e ristampata ora


dalle Edizioni di Comunit (traduzione di
Ettore Capriolo, pp. 171,  15), ripropone
lesigenza di discutere il ruolo della scienza, senza lasciarsi trascinare dalla meraviglia e dalla paura, entrambe dannose.
Allottimismo di Bronowski si oppone
il pessimismo di Gnther Anders: entrambi scrivono negli anni della Guerra
fredda, ma mentre il primo crede ancora
nelle possibilit della scienza di salvare
luomo, per Anders il futuro potrebbe
segnare lestinzione dellumanit.
Il suo saggio Luomo antiquato
(1956) non sottovaluta i benefici della
paura, in mancanza della quale non si
comprende che la nostra potrebbe essere
lultima epoca dellumanit, destinata ad
essere eterna proprio perch infinita.
Dunque unutopia inversa, in cui impossibile dare un senso al futuro. Forse
la fine dellutopia. Forse linizio di nuove
distopie.
RIPRODUZIONE RISERVATA

10 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

Risate al buio

Orizzonti Nuovi linguaggi

di Francesco Cevasco

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 11


Una bestiale telepatia
Chi non ha mai accarezzato lidea di poter
parlare con il proprio cane, gatto, criceto?
Adesso una certezza: lo dimostrano Vera Van
Dooren e Carlo Ferrante nel libro Dialoghi con
una gatta zen (Myra edizioni, pp. 138,  16).

Basta usare la telepatia e il vostro amato pet vi


racconter tutto: che si innamorato della
cagnolina del piano di sotto o che gli fa male
un dentino. Ovvio che dovete conoscere la
telepatia, ma codesta si pu sempre imparare.

Storytelling Arriva Flook:


da unidea di Moccia nasce
unapp per personalizzare
i testi (e condividerli)
aggiungendo foto, musica,
appunti, video. Si comincia
con il romanzo in uscita
dellautore romano

Che bel libro. Lo compro e lo riscrivo


di ALESSANDRA SANTANGELO

a unintuizione, da unoccasione fortuita, da unidea spontanea nasce una start up. E da una
start up nasce un prodotto che
rischia di farti dire: Ma perch
non ci ho pensato io?. Questa volta lidea
lha avuta lo scrittore Federico Moccia, che
stato invitato a Dublino allannuale fiera
dei geek, il web summit, per presentare il
suo nuovo progetto insieme al socio Guido
Silvestri. Dice Moccia a la Lettura che
stato il frutto di un momento. Qualche
tempo fa, mi trovavo in Spagna per la promozione di Quellattimo di felicit e si presenta una ragazza con una copia del mio libro piena di cose: appunti, commenti, sottolineature. I suoi attimi di felicit. Che
bello, ho pensato, quando limmedesimazione fa s che un racconto diventi emozione, risvegli un ricordo, faccia vivere un libro. E cos, insieme allex compagno di
banco Guido Silvestri, mette in piedi una
piccola Srl, Leggera, con lobiettivo di sviluppare una piattaforma digitale che offra
un servizio al momento unico assicurano per il lettore e per tutto il mondo delleditoria.
Non un ebook: un Flook. Uno strumento di fruizione, condivisione e, soprattutto, interazione con il testo scritto. Si
tratta di una diversa forma di narrativa:
quasi un arrangiamento letterario, come

succede per i film o per la musica. A partire


da un romanzo pubblicato continua
Moccia il lettore ha la possibilit di fare
letteralmente suoi quei passaggi che per
lui, per lui solo, si sono trasformati in momenti di pianto o di riso.
La parola chiave personalizzazione,
aggiunge Silvestri, il manager finanziario:
La multimedialit permette di aggiungere tasselli, se non proprio di completare il
libro attraverso immagini, filmati, musica,
e si affianca alla possibilit di personalizzare addirittura il testo. Righe che evocano ricordi o suscitano emozioni non sono
pi destinate a rimanere una voce silenziosa nel flusso solitario della lettura o una
nota a margine del testo, ma si evolvono e
si arricchiscono con un corredo personale
di immagini, parole, video e colonne sono-

FEDERICO MOCCIA
Tu sei ossessione
MONDADORI
Pagine 144
 19 assieme
allapplicazione Flook.
Il romanzo sar in libreria
dal primo dicembre

Le immagini
In questa pagina alcuni
esempi di interazione
con il Flook su una
pagina del romanzo di
Moccia (in alto a
sinistra con Guido
Silvestri). A sinistra: la
schermata di apertura
che inizia sempre con
unimmagine e un
testo. Sopra, il
paratesto: presenta al
lettore che cosa pu
fare e come intervenire
nel testo. La
piattaforma prevede
finestre che si aprono,
come quella in basso a
sinistra. In esse si
possono inserire scritti,
musica, video e altro
re che rappresentano pezzi della nostra
vita.
Attraverso una storia altrui che si fa propria, quindi, ognuno diventa narratore di
se stesso e un po, forse, si insidia il mestiere stesso di scrittore. Non proprio cos
risponde lautore di bestseller come Tre
metri sopra il cielo e Ho voglia di te perch io penso che tutti abbiano qualcosa da
raccontare. Non esisterebbe letteratura
senza le storie degli altri. Non tutti per
hanno gli strumenti necessari: il linguaggio, la visione dinsieme, la tecnica per poter comporre un libro. Il Flook fornisce
questa possibilit. Potere al lettore s, ma
con qualche limite: lautore, o leditore,
a selezionare i momenti, i luoghi letterari
dove poter intervenire. Lossatura rimane,
per ora, vincolata allo scrittore professionista. Come a dire: Giulietta alla fine
muore comunque ma nei suoi appelli appassionati Romeo la pu descrivere con i
capelli corti, o rossi, con gli occhiali o
amante del cyberpunk, come la persona
reale alla quale dedicare la propria riscrittura.
Il Flook funziona infatti con qualunque autore, vivente o meno, grande classico o esordiente; , di fatto, unapp scaricabile gratuitamente attraverso la quale fruire di un testo romanzo, poesia, epopea
acquistabile di volta in volta. Non solo
editabile, il Flook: condivisibile. E il lettore-autore potr scegliere chi far partecipe
del proprio racconto, che somiglia a un
percorso emozionale, regalandogli il libro
rivisitato e aumentato. Un prodotto che
rispecchia il concetto di esperienza letteraria e che ha convinto gli investitori, in parte
pubblici in parte privati, a credere nel progetto. E ha portato Leggera a essere accolta
allevento di Dublino, uno dei pi importanti del mondo digitale, in qualit di promettente start up. Abbiamo cominciato a

Amici virtuali

Ora chiacchiero
con il software
di PIETRO MINTO

onosciamo tutti Siri, lassistente


presente in ogni prodotto iPhone
dal 2011. una voce che capisce
gli utenti, risponde a domande o a
ordini. Come tutti i dispositivi di
questo tipo (Google Now, Cortana di
Microsoft) ha qualcosa di femminile e
diventa di anno in anno pi
intelligente e spesso ironico. Umano,
potremmo dire. Tanto che, secondo un
sondaggio realizzato da Assistant,
azienda che produce un prodotto
simile, il 40% degli intervistati
sostiene di potersi innamorare di
quella voce. Un quarto ha scelto
invece lopzione pi cauta: forse.
Uno scenario che ricorda Her, il film
del 2013 di Spike Jonze in cui Joaquin
Phoenix si innamora di unassistente
vocale che ha la voce di Scarlett
Johansson. Non siamo cos distanti,
dopotutto: Xiaoice, un software
realizzato da Microsoft che in Cina ha
enorme successo come orecchio
amico digitale, una persona in grado
di ascoltare e di esserci sempre. Poco
importa che Xiaoice non sia n una
persona n una presenza: folle di
cinesi ci chattano trattandolo come
un vero amico.
RIPRODUZIONE RISERVATA

sviluppare la nostra idea utilizzando i nostri fondi personali riprende Silvestri


e con laiuto della societ milanese UbiquityLab, un laboratorio di esperti in comunicazione e marketing online. Il resto venuto da s, fino alla collaborazione con Mondadori e allinvito da parte del web summit.
Unidea diventata realt che, confidano i
cofondatori di Leggera, conquister anche
quella fitta fascia di utenti, giovanissimi
ma non solo, che alloggetto libro preferiscono il canale YouTube. Una democrazia
culturale che da Dante alle avanguardie letterarie pu trasformare i lettori in coautori.

Il primo Flook uscir a dicembre con il


nuovo lavoro dello scrittore romano, Tu sei
ossessione, pubblicato anche in forma cartacea da Mondadori (che includer il cd
per scaricare lapplicazione). Un romanzo
che si avvicina ai temi de Luomo che non
voleva amare, riflessione su una passione
diventata ossessione che degenera in azioni violente. Il successivo sar Il piccolo
principe, la fiaba di Saint-Exupry in versione multimediale e riscrivibile, che garantisce la versatilit del progetto, a met
strada fra la libert totale di una fan fiction
e la libert selettiva che si concede a un direttore dorchestra rispetto alla partitura.
Con una ulteriore accortezza: Il Flook
conclude Silvestri comincia prima della
lettura. Abbiamo predisposto un questionario, molto personale, sulla base del quale lapplicazione predispone, in prima battuta, gli elementi audio e video caricati dal
lettore in punti precisi del testo. Sono chiaramente modificabili ma la prima reazione, sperimentata, di grande sorpresa.
Forse soltanto un gioco, forse no.
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12 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

13 e 14 novembre 2015
ore 21.00

UniCredit Pavilion:
La canzone italiana incontra il soul
Dopo il sold out in tutte e quattro le date americane, Chiara Civello ritorna a Milano per uno show esclusivo.
La raffinata cantautrice jazz presenter lalbum CANZONI, suo personalissimo omaggio alla musica italiana
di ieri e di oggi, interpretato e rivisto in un mix di soul, bossanova, jazz e pop.
Un tributo internazional-popolare frutto di una collaborazione con Nicola Conte, produttore artistico dellalbum
che, alla guida di un cast internazionale di musicisti, ha creato il perfetto connubio tra una sensibilit contemporanea
e la vivida profondit del suono analogico.
Nel corso delle due serate, Chiara Civello si esibir in un format inedito: nella prima parte canter da sola
alcune tra le canzoni pi rappresentative della sua carriera mentre nella seconda parte sar affiancata
dal Nicola Conte Combo e presenter il repertorio del suo ultimo acclamato disco. Ad accompagnare
Chiara sul palco lensamble dellOrchestra Filarmonica Italiana.

PER ACQUISTO BIGLIETTI


www.unicreditpavilion.it | www.geticket.it | botteghino UniCredit Pavilion

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

Sulla strada
di Davide Francioli

Orizzonti Visual data

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 13

Il codice dei senzatetto


Karim un senzatetto di Parigi. Nessuno farebbe
caso a lui mentre beve per strada, ma il progetto
no-profit Proj 256 gli offre ora un modo per farsi
sentire. Il duo di street artist Herakut ha ritratto il
suo viso su un muro, affiancato da un codice QR:

attraverso lo smartphone possibile accedere al


video in cui racconta la sua storia e fare
una donazione. Karim solo il primo:
presto altri artisti renderanno pi facile la vita
di persone in difficolt.

Fino al 1794 rimase in voga la teoria di Aristotele che li attribuiva alla


mescolanza tra elementi. Poi ne caddero molti sulla citt toscana. E i
reperti confermarono la tesi del tedesco Chladni: venivano dal cosmo

Astronomia

La verit sui meteoriti? Una pioggia su Siena


1600
campo

del

ciel

la visualizzazione mostra i cento meteoriti pi pesanti trovati e visti cadere sulla terra. per ogni meteorite possibile osservare sulla linea
temporale ad arco lanno in cui stato trovato o caduto, il peso (indicato dalla dimensione del cerchio), la categoria.
per motivi di spazio i nomi dei meteoriti dall 80 al 100 vengono elencati nello specchietto in basso a destra
fonte: nasa

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legenda

17

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meteoriti rocciose
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el primo Settecento la spiegazione dei fenomeni meteorici era ancora sostanzialmente quella di Aristotele. La rivoluzione scientifica aveva distrutto il vecchio modello
del cosmo, ma la quintessenza aristotelica permeava ancora gli spazi siderali, garantendo la trasmissione della luce e la forza gravitazionale.
Con poche eccezioni (tra cui la teoria
delle comete), la visione aristotelica dei
fenomeni che si svolgevano sotto il

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di STEFANO GATTEI

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nomi dei meteoriti


dall80 al 100
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8 3 . ta m e n t i t 8 4 . t r e n t on
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cielo della Luna era ancora considerata valida, in quanto propria del senso
comune. Cos anche per i meteoriti: alla base cerano i quattro elementi (aria,
acqua, terra, fuoco) e le quattro opposte qualit (umido, secco, caldo, freddo). Idealmente, ognuno di loro aveva
un proprio luogo naturale, ma le rivoluzioni dei cieli, unite al calore del Sole
che provocava esalazioni dalla Terra,
producevano le mescolanze responsabili, in ultima analisi, di fenomeni terrestri e celesti. Fra questi, i meteoriti.
Col passare del tempo la teoria incontrava sempre pi obiezioni, crean-

do non pochi imbarazzi agli scienziati


che, sulla scia dellIlluminismo, si rifiutavano di riconoscere il fenomeno
per non alimentare facili superstizioni.
Decisiva, per il definitivo riconoscimento della loro natura extraterrestre,
fu la pioggia di meteoriti che invest
Siena il 16 giugno 1794. Alcuni la collegarono a una recente eruzione del Vesuvio, ma i numerosi testimoni oculari
e la quantit cospicua di frammenti recuperati provocarono unaccesa controversia tra docenti delle universit di
Pisa, Siena, Napoli e Pavia. Furono esaminati i reperti e interrogati i testimo-

ni, ma non si pervenne a un accordo


circa la natura degli oggetti. La loro origine non terrestre era per evidente.
Il dibattito italiano, sfociato poi in
Inghilterra anche grazie ai molti campioni (veri o presunti) trasportati da
viaggiatori che si trovavano a Siena per
il Palio, arriv anche in Germania. Qui
L'autore
La visualizzazione della settimana
a cura di Valerio Pellegrini, designer
specializzato in information design,
illustrazioni e visualizzazione dati.

Ernst F. F. Chladni (1756-1827), studioso stimato da Olbers e Gauss, ma privo


di riconoscimento accademico a causa
del carattere innovativo delle sue ricerche (specie sulle vibrazioni acustiche),
proprio nel 1794 aveva pubblicato un
testo che affermava lorigine cosmica
dei meteoriti.
Nonostante le critiche inizialmente
ricevute, lopera segn il definitivo tramonto dellipotesi dellorigine vulcanica, facendo di Chladni uno dei pionieri
della branca dellastronomia oggi detta
meteoritica.
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14 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Libri

Viva Liala!

di Roberta Scorranese

Narrativa, saggistica, poesia, ragazzi, classifiche

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015


Il romanzo auto-epistolare
successo. Un atto divino. Finalmente. Si sta
parlando damore, naturalmente. Naturalmente
in senso carnale. Col mio corpo di Nikki Gemmell
(traduzione di Stefania De Franco, Guanda, pp.
420,  18,50, ) un curioso romanzo autoepistolare, dove una donna prova a ritrovare il
cuore del piacere attraverso lettere a se stessa,
appunti, massime. Da dove si comincia? Da dove
fa pi male: tornando sul luogo dellabbandono
(da parte di lui). Senza paura di parlare.

Gli interpreti
della letteratura
di IDA BOZZI

ossono trascorrere ore sullidrodinamica delle navi tedesche nella Seconda guerra mondiale (Alessandra
Iadicicco, voce di Handke e Heidegger). O studiare il materiale usato
per riscaldare i letti nella campagna cinese
(Maria Rita Masci, voce del Nobel Mo Yan). Si
aggirano per luoghi esotici facendo domande
(Gianluca Coci, traduttore di Kenzaburo Oe),
e conoscono gli archivi pi preziosi su internet (Francesco Bergamasco, traduttore di
Carrre e Queneau). Non sono detective, ma
quasi: sono i traduttori editoriali. E sono anche scrittori (anche se spesso non hanno
pubblicato romanzi propri, ma molti saggi),
nonch studiosi, docenti, curiosi, viaggiatori.
E alcuni di loro usano anche la parola attori, perch amano immedesimarsi nel libro
fino ad assimilare il pi piccolo tic dei personaggi (Laura Salmon, voce di Tolstoj e Dostoevskij). Dieci di loro, nomi notissimi nel
mondo editoriale non solo italiano, raccontano a la Lettura come si traduce un libro. E
quello che raccontano, tra granelli di sabbia
giapponesi e visite allanagrafe russa, riserva
molte sorprese.

La prima sorpresa
Gli stili di lavoro sono naturalmente personali, e non sempre il traduttore legge il romanzo prima di tradurlo. No, non lo leggo
prima, mi butto subito nella traduzione, voglio gustarmi tutta la sorpresa, inizia uno
dei decani, Vincenzo Mantovani, voce di Philip Roth e di Richard Ford, ma anche di Vonnegut, Hemingway, Malamud, Twain. E subito comincio a lavorare su due piani, la comprensione della storia, e i termini che non capisco. E inizio a stendere una prima serie di
noticine accanto al testo, per successive indagini.
Io invece leggo il testo a voce alta afferma Ilide Carmignani, che in Italia significa
Luis Seplveda, Gabriel Garca Mrquez, Roberto Bolao mi serve per concentrarmi
sul ritmo. Ma anchio faccio gi una prima
stesura, in cui per molte parole sono ancora
in spagnolo. Resto sullaltra lingua a lungo
prima di passare allitaliano. Ed un trasporto di passioni e di emozioni: Mi piace
far s che la mia resa sia colma di questa sorpresa dice Barbara La Rosa Salim, traduttrice di Orhan Pamuk , mi piace arrabbiarmi con i personaggi, gioire con loro, provare
le loro delusioni e metterle nero su bianco,
nel momento stesso. Nessun libro pi de Il
museo dellinnocenza mi ha fatto vivere sensazioni tanto forti: allinizio soffrivo con Ke-

Sono i traduttori di Roth, Pamuk, Carrre, Mo Yan


Un po detective, un po esploratori:
qui raccontano trappole e sfide del loro lavoro
mal, vivevo il suo dolore nel profondo.
Il libro si legge prima, spiegano tutti, quando scelto personalmente, anche perch i
traduttori sono spesso lettori e scout per gli
editori. Oppure quando non si vuole che capiti una qualsiasi cretinata sulla scrivania,
come ironizza Delfina Vezzoli, che da Underworld di DeLillo a Pirsig, Leavitt, Salinger,
Auden, Nin, ha tradotto decine di grandi e ha
vinto questanno il Premio Zanichelli a Urbino. E magari il libro che si sceglie , volutamente, una gara di difficolt: Come Storie in
modo quasi classico di Harold Brodkey dice Vezzoli , che andava letto per intero, prima: un libro di una complessit paragonabile
a un Ulisse di Joyce delle emozioni.

Le indagini
Arrivati a una prima stesura fitta di note, i
traduttori cominciano ad affrontare gli scogli
nei quali si sono imbattuti. A volte, vere e proprie trappole. E ogni lingua (e cultura) ha le



Vincenzo Mantovani
Nellultimo romanzo di Richard
Ford dopo un uragano c la
ricostruzione. Ho cercato tutti
i nomi dei materiali edilizi,
le marche dei cementi, le vernici
proprie. Distinguerei tra due ordini di difficolt: la comprensione del testo spiega
langlista Mantovani e poi vocaboli che insospettiscono, espressioni idiomatiche, gergo. Nellultimo romanzo di Ford, dopo un
uragano c la ricostruzione, con il cemento e
le vernici che spandono effluvi sulla costa: sono andato a cercare tutti i nomi dei materiali
edilizi, le marche dei cementi, i nomi di detersivi e pitture.
Gli stessi giapponesi chiamano la loro lingua aimai na nihongo spiega Coci , cio
lambiguo giapponese. In un romanzo di Taguchi Randy ho trovato la frase un bottaio
potrebbe guadagnare di pi se si mettesse a
soffiare un gran vento, che appare senza senso. Invece si usa per indicare limprobabile
che pu accadere. Viene da unantica filastrocca: il vento solleva la sabbia, che acceca
gli uomini. I ciechi aumentano, e dunque anche i suonatori di shamisen, che sono ciechi.
Ci vogliono quindi pi shamisen, strumenti
di pelle di gatto, cos diminuiscono i gatti, ma

aumentano i topi. Che rosicchiano le botti,


con guadagno dei bottai che le riparano. E
per Maria Rita Masci, la traduttrice che Mo
Yan ha voluto con s a Stoccolma quando ha
ritirato il Nobel per la letteratura, la questione pi presente la lontananza dei contesti.
Ci si trova in difficolt con i proverbi, con le
metafore. La traduzione da un linguaggio
ideografico o ex ideografico un tradimento
totale, o un equilibrio tra quanto addomesticare senza troppo tradire.
Alcuni autori usano nomi parlanti
aggiunge la slavista Salmon nomi con una
funzione informativa di cui spesso difficile
formalizzare tutte le potenzialit. Perch sono nomi che significano qualcosa in russo,
ma non in italiano. A meno di sostituirli. Cos, ne La filiale di Dovlatov si legge un gioco di
parole sui cognomi russi, perch di Sandalov ce n quanti ne vuoi e i Pantalonov si contano sulla punta delle dita?: in russo i cognomi erano diversi (pantaloni si dice brju-

etimologie, frequenze e prime occorrenze dei


vocaboli, una quantit di dizionari per ogni
ricerca, come quello dellAccademia francese, dal 600 al 1935. Il coro di elogi alle fonti
online (accademiche e archivistiche) unanime: pi di un traduttore si detto stupito
desser riuscito a fare questo lavoro prima del
web.
Il rapporto diretto con gli autori importante per chiarire i punti oscuri, ma non indispensabile. Abbiamo litigato molto amichevolmente per trentanni, magari a cena racconta Vezzoli di Harold Brodkey mentre
con Leavitt, che stato in Italia per anni, siamo amici. Doris Lessing si arrabbi quando le chiesi precisazioni sul suo testo, cos
preferisco non contattare direttamente gli
autori. Tranne Richard (Ford), che diventato
un amico, racconta Mantovani. In genere, i
traduttori svolgono le ricerche e risolvono i
problemi da s.



Il rischio del calco

Ilide Carmignani
Leggo il testo a voce alta, serve per
la concentrazione. Poi faccio una
prima stesura, dove molti termini
sono ancora in spagnolo. Aspetto
prima di passare allitaliano
cnikov), ma con una ricerca anagrafica la
Salmon ha trovato nomi che suonano italiani,
e li ha sostituiti rendendo lironia della frase.
Autori particolari, infatti, hanno difficolt
particolari. Heidegger lavora dice Alessandra Iadicicco, che del filosofo tedesco sta
traducendo i Quaderni neri forzando la
lingua a dire qualcosa che la lingua si rifiuta
di dire. La parola dasein, che vuol dire esistenza, non pu essere tradotta cos. Va tradotta esser-ci, lo ha esplicitato il filosofo stesso, scritta cos, con il trattino. Bisogna lasciargli tutte le sue spinosit. Per non parlare delle ricerche necessarie a capire di che cosa stia
parlando quando descrive la potenza delle
navi tedesche, questione che costata alla
traduttrice ore di lavoro in territori perlomeno insoliti.
Quanto ai luoghi dove trovare informazioni
e materiali, una fonte ovviamente internet:
Ad esempio la Francia rende disponibile
online spiega Francesco Bergamasco
molti materiali preziosi, un thesaurus con

Quando ci si occupati della lingua straniera, iniziano i problemi di quella italiana, la


prima versione riceve una, due, tre o pi revisioni. E le parole di Vera Verdiani, voce del
Ferdydurke di Gombrowicz, lasciano immaginare le difficolt: La forma passiva poco
frequente in polacco, mentre in italiano
molto usata. Poi ci si serve spesso della paratassi, con molte frasi coordinate, mentre litaliano tende a spezzarle e a variare i tempi. E il
polacco ha solo due tipi di passato e di futuro,
rispetto a 5 forme di passato e 2 di futuro dellitaliano.... In turco c un unico passato
per indicare passato prossimo e remoto
rincara La Rosa Salim e quindi in italiano
c tutta una questione di consecutio temporum da elaborare. Esiste poi un solo vocabolario, e ho pensato spesso che vorrei crearne
uno io....
La lingua va reinventata, pur restando fedele alloriginale, e ogni frase va rimontata. Guai
se si usasse in italiano la stessa costruzione
dellaltra lingua: si tratterebbe del cosiddetto
calco. Diceva Vincenzo Monti, ricorda Bergamasco, che verso la lingua del lettore che
bisogna usare pi riguardo: dopo aver sciolto
i nodi del testo, bisogna anche saper scrivere,
conoscendo i segreti, i pesi dellitaliano, ed
evitando echi malamente esotici: Cappello
si dice sombrero in spagnolo, ma non si pu
tradurre con sombrero, spiega Ilide Carmignani. E non si pu sempre tradurre cool
con fico sorride Vezzoli a meno che a
parlare non sia un quattordicenne.
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DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

RiLettura
di Claudio Colombo

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 15


LAgnese prima della guerra
Prove di grande scrittrice. A soli 20 anni, Renata
Vigan (1900-1976) descrive per La Lettura
la bellezza del Collegio di Spagna a Bologna,
luogo di pace cos diverso dalla nostra
rombante vita di ventesimo secolo. Vigan
autrice precoce: a 13 anni pubblica la prima
raccolta di poesie, a 16 la seconda. Bisogner
aspettare il 1949 per LAgnese va a morire, uno
dei romanzi pi intensi della narrativa ispirata
alla Resistenza (La Lettura, settembre 1920).

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16 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

Libri Lintervista

i
HERMAN MELVILLE
Moby-Dick
Traduzione di Ottavio Fatica
EINAUDI
Pagine 674,  30
Lautore
Herman Melville (New York
1819-1891), terzo di otto
figli, attravers pi volte
lAtlantico lavorando sulle
navi. Ebbe una vita
avventurosa che forn il
materiale ai suoi primi libri,
come Typee. Con Moby-Dick
raccont il viaggio non pi
soltanto come avventura ma
come ricerca. Tra le opere
successive ci sono capolavori
come Bartleby e Benito Cereno
Il traduttore
Ottavio Fatica (Perugia 1949),
traduttore dal francese e
dallinglese, consulente di
Adelphi. Ha tradotto opere di
Cline, Lon Bloy, Henry
James, William Faulkner,
James Joyce, Rudyard Kipling,
e i limerick di Edward Lear

Trasposizioni I segreti e le soluzioni della nuova versione del capolavoro di Melville pubblicato da Einaudi

Non chiamatelo Ismaele


di CRISTINA TAGLIETTI

on chiamatemi pi Ismaele.
Chiamatemi Ishmael. Il capitano Achab torna ad essere
Ahab. Sparisce lAssistente
smorto, a fornire lEtimologia
arriva il pallido Supplente. E la citt insulare dei Manhattesi diventa lisola dei
Manhatto. Sono solo alcuni piccoli cambiamenti che ci suggeriscono, fin dalle
primissime pagine, che quello che abbiamo in mano non pi il Moby Dick di Cesare Pavese. La nuova edizione (Einaudi)
del classico della letteratura americana,
stata resa in un italiano nuovo (ma non
modernizzato) da Ottavio Fatica, uno dei
migliori traduttori del nostro Paese, consulente di Adelphi da cui sta riproponendo tutto Kipling.
Quando Pavese si ciment per la prima
volta con Moby Dick nel 1932, per Frassi-

Ottavio Fatica ha ritradotto Moby-Dick


un trattato scientifico, un poema gnostico
C Shakespeare, c lira. Pavese non cap
nelli (nel 1941 ne pubblic unedizione riveduta e corretta, ora disponibile da Adelphi) Melville era praticamente sconosciuto in Italia e soltanto da una decina danni,
dice lo scrittore nella prefazione, gli anglosassoni erano tornati a Melville come a
un padre spirituale, scoprendo in lui,
enormi e vitali, i molti motivi che la lettura
esoticheggiante ha poi ridotto in mezzo
secolo alla volgarit.
Il manoscritto di Moby Dick ha una storia lunga e tormentata e arriva alla prima
pubblicazione, nel 1851, in due versioni diverse: una, americana, presso Harper &
Brothers, soggetta a vari passaggi di mano
ed errori di copiatura, laltra, inglese, presso Bentley, con modifiche fatte dallautore
e dalleditore che emenda le parti oscene,
blasfeme e le ironie verso la Corona inglese. A testimonianza del garbuglio editoria-

le che coinvolge il capolavoro nei suoi primi anni di vita, c il titolo: Moby Dick or
the Whale, con o senza il trattino tra Moby
e Dick, con o senza il punto e virgola dopo
Dick, con o senza la virgola dopo or.
Di certo c che, quando lautore muore,
nel 1891, il libro ha venduto poco pi di tremila copie. Tradurre Moby-Dick, racconta
a la Lettura Ottavio Fatica, significa impegnarsi in un vero corpo a corpo con
ogni singola riga, ogni parola, ogni sillaba con la speranza se non di vincere, almeno di non farsi mettere knock out.
Non facile capire che hai davanti un capolavoro dice . Ancora oggi per molti
lettori Moby-Dick come lUlisse di Joyce,
come Luomo senza qualit di Musil. Magari lo cominci e poi dopo 150 pagine lo
molli. Ma se ti lasci prendere il piacere
immenso. difficile, irto, un trattato

scientifico, un poema gnostico contro il


Padreterno. Dentro ci sono cose inaudite,
compresa unesaltazione furibonda dellomosessualit che tutti hanno fatto finta
di non leggere. Allinizio ancora un po
un romanzo di frontiera americano con
uno spirito picaresco, alla Twain. Ma dopo
150 pagine, quando ci si imbarca sulla nave
e si sale sul palcoscenico di Ahab, cambia
completamente il tono, comincia la tragedia. Niente di quello che Melville ha scritto
prima e dopo assomiglia a Moby-Dick.
Tradurre Moby Dick scrive Pavese nella sua prefazione del 1941 un
mettersi al corrente con i tempi. Oggi
perch c bisogno di un nuovo MobyDick?
Non lo so, ma non credo che le traduzioni invecchino. Quando Einaudi me lha
proposto, tre anni fa, inizialmente ho det-

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

Ciak, si legge
di Cecilia Bressanelli

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 17


Fiabe della buonanotte sotto lalbero della vita
Due diversi volti dellamore. Un padre
autoritario ed esigente. Una madre dolce e
premurosa. Entrambi cercano di proteggere i
figli, prepararli al mondo. Tensioni, distanze,
giochi e sorrisi. Un amore, quello materno,

fatto di grandi e piccole attenzioni, come la


lettura prima di andare a dormire delle
avventure di Peter Coniglio di Beatrix Potter. E
poi la tragedia, lorigine della vita, il destino. Nel
film di Terrence Malick The Tree of Life (2011).

Moby-Dick; or, The Whale

di Herman MELVILLE
(Harper & Brothers, 1851)

Moby Dick o la Balena

Traduzione di Cesare PAVESE


(Frassinelli, 1941)
Chiamatemi Ismaele. Alcuni
anni fa non importa quanti
esattamente avendo pochi
o punti denari in tasca e
nulla di particolare che
minteressasse a terra,
pensai di darmi alla navigazione e vedere la acquea del

mondo. un modo che ho


io di cacciare la malinconia e
di regolare la circolazione.
Ogni volta che maccorgo di
atteggiare le labbra al torvo,
ogni volta che nellanima mi
scende come un novembre
umido e piovigginoso, ogni

volta che mi accorgo di


fermarmi involontariamente
dinanzi alle agenzie di pompe
funebri e di andar dietro a tutti
i funerali che incontro, e
specialmente ogni volta che il
malumore si fa tanto forte in
me che mi occorre un robusto
principio morale per impedirmi di scendere risoluto in
istrada e gettare metodicamente per terra il cappello alla
gente, allora decido che
tempo di mettermi in mare al
pi presto. Questo il mio
surrogato della pistola e della
pallottola. Con un bel gesto
losoco Catone si getta sulla
spada: io cheto cheto mi
metto in mare. Non c' nulla di
sorprendente in questo. Se
soltanto lo sapessero, quasi
tutti gli uomini nutrono, una
volta o l'altra, ciascuno nella
sua misura, su per gi gli
stessi sentimenti che nutro io
verso l'oceano.

Moby-Dick
Chiamatemi Ishmael. Qualche
anno fa non mette conto
precisare quando a corto
o meglio a secco di quattrini e
senza niente di speciale a
trattenermi sulla terraferma,
pensai di darmi per un po alla
navigazione e di veder la parte
acquorea del mondo. Un
modo come un altro per
mettere in fuga lo sconforto e
regolare
la
circolazione.
Quando la bocca prende una
piega amara; quando lanima
sintride di uggia novembrina;
quando mi sorprendo a sostar
senza volerlo davanti ai
depositi di bare o mi accodo al
primo funerale che incontro;
specie quando mi lascio
prendere a tal segno dallo
scoramento che giusto una
solida
tempra
morale
mimpedisce di scendere in

(DINO IGNANI)

to di no. Poi ho pensato che fosse una sfida


troppo bella, troppo importante. Ci ho lavorato per due anni, intensamente, direi
quasi soltanto su questo testo. stata sicuramente la prova pi difficile.
La versione di Pavese quella a cui si
fa sempre riferimento. Eppure ce ne sono state parecchie altre.
Siamo il Paese che lha tradotto di pi.
Io ne ho contate una ventina. Non cos altrove. In Francia, per esempio, c quella di
Jean Giono, assimilabile a quella di Pavese.
Poi, soltanto unaltra, nella Pliade. Io ne
ho rimediato una decina di quelle pi importanti con cui mi sono confrontato.
Antoine Berman, linguista, uno dei
massimi teorici della traduzione, scrive:
La ritraduzione avviene per loriginale
e contro le sue traduzioni esistenti. in
questo spazio che in genere la traduzione ha prodotto i suoi capolavori. daccordo?
In realt tutte le traduzioni sono seconde rispetto alla prima, in questo caso
rispetto a quella di Pavese. Molti in Italia
hanno sentito questo peso, questa ombra.
Dal verbale di una riunione del mercoled
di Einaudi emerge che, negli anni Cinquanta, qualcuno propose una ritraduzione. Il verdetto fu negativo perch quella di
Pavese era considerata inarrivabile.
Com il Moby Dick di Pavese ?
Non una bella traduzione, diciamo
che non lha trattato molto bene, al di l
degli errori che capitano a tutti. Manca il
ritmo poetico delloriginale che, per certi
versi, assomiglia a un poema in prosa.
anche poco riuscita sul piano della spiegazione tecnica dei gesti. Eppure aveva a disposizione il Vocabolario marino e militare di Guglielmotti, del 1891, che ha le parole pi belle del gergo. Pavese si trovato di
fronte un mastodonte che gli precipitato
addosso e ha avuto la forza di portarlo a riva in italiano. Punto. Daltronde aveva 23
anni e alle spalle solo due piccole traduzioni. Era un grande appassionato di Melville, era intelligente, era uno scrittore, ma
non aveva il mestiere e sapeva linglese un
po approssimativamente. Non credo che
riuscisse a capire, per esempio, che a un
certo punto, quando Ahab d i numeri e si
abbandona a un assolo lirico, si mette a
parlare come Shakespeare. Il senso della
sua traduzione lo stesso, capisci che in
quel momento vola alto, ma non sono felici le soluzioni. Detto questo io a 23 anni
non avrei saputo fare quello che ha fatto
lui. stata unimpresa.
Quali sono le difficolt maggiori con
questo testo?
Non c mai tregua nella lingua. In tutti
gli altri libri che ho affrontato ogni tanto
c bonaccia, per usare i termini marinareschi. In Moby-Dick no. Anche quando descrive una bonaccia la pagina pregna.
Tradurlo una sofferenza e un divertimento. Nel corso degli anni mi sono confrontato con scrittori complicati dal punto
di vista della lingua, da Joyce a Kipling a James. Nessuno come Melville. Lui ci mette una carica nervosa, emotiva, anche un
po isterica, che finisci ogni capitolo come
se fosse una ripresa di un match di boxe.
Ricominci il successivo riuscendo solo a
pensare: speriamo che non mi meni. E invece ti salta di nuovo subito addosso e fa la
stessa cosa. Di solito in un incontro ci sono
12 riprese e ogni tanto ce n una in cui non
succede niente, i pugili saltellano, fanno

Call me Ishmael. Some years agonever mind


how long precisely having little or no money in
my purse, and nothing particular to interest me
on shore, I thought I would sail about a little and
see the watery part of the world. It is a way I have
of driving off the spleen and regulating the circulation. Whenever I nd myself growing grim
about the mouth; whenever it is a damp, drizzly
November in my soul; whenever I nd myself
involuntarily pausing before cofn warehouses,
and bringing up the rear of every funeral I meet;
and especially whenever my hypos get such an
upper hand of me, that it requires a strong moral
principle to prevent me from deliberately stepping into the street, and methodically knocking
people's hats offthen, I account it high time to
get to sea as soon as I can. This is my substitute
for pistol and ball. With a philosophical flourish
Cato throws himself upon his sword; I quietly
take to the ship. There is nothing surprising in
this. If they but knew it, almost all men in their
degree, some time or other, cherish very nearly
the same feelings towards the ocean with me.

Traduzione di Ottavio FATICA


(Einaudi, 2015)
strada a bella posta per far
saltare metodicamente il
cappello dalla testa dei
passanti, vuol dire che ormai
suonata lora di mettermi in
mare. Supplisco cos a pistola
e pallottola. Con losoco
panache Catone si getta

sulla spada; io invece piglio e


mimbarco. C poco da
stupirsi. Non esiste quasi
uomo che, in una certa qual
misura, non nutra prima o
poi verso loceano sentimenti
tuttaltro che dissimili dai
miei, solo che non lo sa.
C.d.S.

finta, si riposano un po. Qui no.


Com la lingua di Melville?
Ci sono tre o quattro lingue. Una
quella della frontiera, la pi rozza. Difficile
da rendere perch litaliano non pu mettersi su quel piano. Poi c linglese ipertecnico, in cui si mette di punta. Per esempio:
una pagina in cui descrive le scialuppe, come un remo viene legato allaltro. Per capire come funzionasse ho dovuto fare un disegnino. Ma Melville ha anche una grande
retorica, arricchita soprattutto da Shakespeare e in genere dagli scrittori del Seicento che amava molto. Parte con quel tono e sale, sale, sale. Bisogna stargli appresso.
Di che cosa pi soddisfatto?
Credo di aver trovato un paio di soluzioni in cui mi sono discostato da tutte le
altre letture. Spero di aver colto nel segno.
Call me Ishmael lincipit del libro.
Tutti hanno in mente Pavese: Chiamatemi Ismaele. Lei traduce: Chiamatemi Ishmael. Ma ci sono state anche soluzioni diverse. Per esempio: Ishmael,
chiamatemi cos (Ruggero Bianchi).
Chiamatemi pure Ismaele (Giuseppe
Natali). Diciamo che mi chiamo Ismaele (Bernardo Draghi).
La prima frase di una difficolt estrema. Da capire, non da tradurre. Tentare
una soluzione diversa da quella pi semplice secondo me sbagliato, una ridondanza. Sembra lo zio Sam che ti viene incontro e ti dice: sei tu, sei tu, sei tu. Dallaltra sembra il tau biblico: io sono il Padreterno e tu sei tu. Quello da popolo eletto,
mentre lui era un pazzo democratico. Ne
ho vista unaltra che dice: Chiamami Ishmael. plausibile, d del tu al lettore, anche se difficile mantenerlo per tutto il testo perch spesso si rivolge direttamente a
noi. Non tradurre i nomi stata una scelta
come unaltra, quasi editoriale. Per non si
pu essere coerenti al cento per cento. Perch una nave la scrivi con il nome originale, unaltra con quello tradotto perch altrimenti non si capisce. Se fai una versione
troppo da filologo poi non la fai da traduttore.
Non ci sono note nella sua traduzione.
Si potrebbe fare unedizione con una
pagina tradotta e una a fronte tutta di note.
Sarebbe lunga il doppio e sarebbe utilissima. Per a me non serviva. I giochi di parole li ho sciolti, li ho reinventati sperando
che siano fatti bene. Non mi ricordo quale
scrittore diceva che mettere troppe note
come se stai facendo lamore al secondo
piano, poi ti suonano al campanello, scendi gi, ti consegnano la busta, risali, ricominci da capo, ti risuonano, riscendi. Cos
con Moby-Dick: stai costruendo un flusso, i lettori inseguono la balena, stanno volando sullacqua e tu ad un certo punto li
fermi perch devi spiegare i dettagli di
quel tipo di fiocina.
Qual la scena pi bella?
Credo che il capitolo La grande armada sia il punto pi alto del libro, con quella
scena straordinaria in cui la Pequod esce
dallestuario e tutte le balene circondano
la nave mentre sottacqua ci sono le altre
balene che figliano. Ci vorrebbe un film,
con gli effetti speciali che oggi sono a disposizione, per renderne la potenza visionaria.
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18 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Mani in alto
di Roberto Iasoni

Libri Narrativa italiana

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015


Lex partigiano investigatore a Porta Venezia
Ecco la seconda indagine del commissario
Gianfranco Maugeri (Milano 1947, misteri a
Porta Venezia, Todaro Editore, pp. 192,  15), il
poliziotto ex partigiano, inviso ai superiori, creato
da Fulvio Capezzuoli. Coprotagonista ancora

(Milano 1946, delitti a Citt Studi sintitolava


lesordio) la citt postbellica dalle cicatrici
arrossate. Disseppellita a palmo a palmo con
lappassionata delicatezza di scavo nella storia
minuta che tra i dati affascinanti del progetto.

Esplorazioni Diego De Silva indaga la storia di Viviana e Modesto come un palombaro, tra le correnti (della vita) pi profonde

Gli amanti innamorati e altri guai


di FABIO GENOVESI

gni scrittore ha il suo mestiere.


C chi scrive da architetto, chi
da ingegnere, scalatore o musicista, ragioniere o equilibrista,
ballerino, sarto o elettricista.
Diego De Silva invece un palombaro. E
mentre comincia a scrivere un nuovo romanzo, io me lo immagino che entra nel
suo scafandro, un respiro lungo, si fa il segno della croce e poi gi nellabisso profondo dei sentimenti umani.
Il mare che affronta in Terapia di coppia
per amanti (Einaudi) quello affollato
dellamore, di cui tutti frequentiamo le coste frastagliate, ne ammiriamo lorizzonte
e ogni tanto ci avventuriamo verso il largo
per vedere leffetto che fa. Il palombaro invece, lui cala in profondit, raggiunge il
fondale dove le correnti nascono e si mescolano, e inizia a raccontarci quello che
vede.
Ne nasce un romanzo intenso e vorticoso, a cui si resta aggrappati mentre intorno
le correnti combattono fra loro. Perch
lamore non ha mica storia, nel senso che
non c niente da raccontare in due che si
amano... lamore, per diventare storia, ha
bisogno dintrusi che a un certo punto tramano per separare la coppia. E qua di intrusi e ostacoli ce ne sono cos tanti. A partire dal fatto che Viviana e Modesto sono
sposati, s, ma ognuno con unaltra persona. Hanno gi un marito e una moglie, e
anche dei figli. Eppure non sono questi i
veri ostacoli, perch coniugi e figli in qualche modo sanno, o intuiscono, senza mostrarsi particolarmente colpiti o addolorati. Sono matrimoni che il tempo e labitudine hanno asciugato fino a seccarli, mondi troppo freddi per la vita umana, che ha
bisogno di calore, di quel brivido delle
mani quando cercano, delle braccia quando stringono, e allora finisce per cercarli
in una notte segreta e proibita, nella meraviglia di unintesa inattesa, della passione
che ci travolge quando ormai non ci ricordavamo pi comera fatta.
Solo che quella notte segreta diventano
due, diventano mesi di sotterfugi, diventa
qualcosa di diverso e di pi. E allora tutto
cambia: C un momento, diciamo intorno al primo anniversario di una relazione
clandestina, in cui pieghi la testa di lato,
stringi gli occhi come cercassi qualcosa di
minuscolo che si muove nellaria, e vedi in
filigrana il casino in cui ti trovi. Il casino
che Viviana e Modesto, fra un incontro
clandestino al bed and breakfast e una telefonata notturna nascosti in bagno, si sono innamorati. E questo sentimento prepotente li stravolge e li spaventa. E proprio
questo, per assurdo, il vero ostacolo alla
loro storia.

i
DIEGO DE SILVA
Terapia di coppia
per amanti
EINAUDI
Pagine 288,  18

Milt Kobayashi (1950),


A Quiet Cup (2011, olio su
tela, particolare), courtesy
dellartista/ Meyers
Gallery, Santa Fe, Usa

Viviana ha studiato filosofia e la sua testa non smette mai di correre, e dopo tre
anni pensa che la loro relazione debba fare
qualche passo, avanti o indietro o comunque da qualche parte. Molto poco daccordo Modesto, che di cognome fa Fracasso,
e come tutti gli uomini vorrebbe mantenere vicino allo zero il livello di casino della
propria vita, allergico allatmosfera rarefatta di sentimenti ed emozioni: Io, delle
mie consapevolezze nascoste, rimosse o
come accidenti vi dilettate a definirle, non
ne voglio sapere. Pretendo che restino sepolte sotto il multistrato della coscienza e

non riemergano di notte a vagarmi nel


sonno come zombie senza il mio permesso.
Perch ha ragione suo padre, uomo pratico e diretto, di una generazione che la vita lha presa di petto, lavorando colle mani
senza perdersi in sciocchezze: questa storia ti porta solo pensieri e problemi, lasciala perdere. Giusto, semplice, risolutivo. Se non ci fosse un inghippo: Modesto
innamorato di Viviana. Ed per questo
che, invece di allontanarsi da lei, accetta di
cominciare insieme alla sua amante una
terapia di coppia, come due coniugi in cri-

Maestri Erano irreperibili: ora vengono ripubblicati gli scritti di Beppe Viola, autobiografici e no

Il milanesco di un milanese ritrovato

si. Lanalista che se li ritrova davanti il


primo a stupirsi, ma dietro una facciata di
successo e grande professionalit nasconde una vita sentimentale ancor pi travagliata della loro. E fra tutti questi marosi
del sentimento il palombaro De Silva riesce a raccontarci in controluce quel che
davvero, aldil degli ostacoli pratici e spesso pretestuosi, tende a minare ogni storia
damore: il timore nostro nel maneggiare
questo calore quando la sorte ce lo regala,
la pretesa di incanalare il sentimento dentro argini severi, di moderarlo e stemperarlo fino a poterlo gestire come una parte
tiepida e accessoria delle nostre vite.
Ti dici senza mezzi termini che questo,
Dio ti aiuti (non credi in Dio ma un aiutino
lo accetteresti), amore, altro che chiacchiere, che ci sei dentro fino al collo e le
possibilit di uscirne sono scarsissime...
ma una volta preso atto dei tuoi sentimenti, cosa pensi di fare? Sei disposto a smontare e rimontare la tua vita?, De Silva ce lo
racconta e al tempo stesso ce lo domanda,
in un romanzo che riesce a essere scanzonato e profondo insieme, proseguendo un
percorso gi aperto da quel breve gioiello
che era Mancarsi. Lo domina unironia
che difficilissima da impiegare a queste
profondit riesce a farci ridere e insieme pensare, mentre Viviana e Modesto sognano di allontanarsi dalle precedenti relazioni, soffocanti e secche, e intanto ricreano tra loro le stesse dinamiche, imboccano gli stessi vicoli ciechi, in una tendenza
masochista a stringere il sentimento fino a
soffocarlo: Stringere: e perch? Una relazione dovrebbe avere a che fare con
laprire, mica col chiudere: figuriamoci
con lo stringere, un verbo che solo a pronunciarlo fa venire in mente una chiave inglese.
Ma tutti i limiti, tutti gli argini che costruiamo, non possono resistere alla potenza della passione quando arriva davvero e decide di inondarci la vita. Lo sa bene
Viviana, e anche se non vorrebbe lo sa pure Modesto. E lo sappiamo noi, che seguiamo la loro storia e ci appassioniamo, ridiamo e insieme pensiamo, ridiamo di loro,
pensiamo a noi e a come siamo fatti. E ci
succede questa cosa strana e intensa: che
mentre il palombaro De Silva compie la
sua avventurosa esplorazione in fondo allabisso tumultuoso, quelli che restano
senza fiato, alla fine, siamo noi.
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Stile



Storia



Copertina



di ALESSANDRO BERETTA

pesso una questione di


ritmo vivere Milano e raccontarla, ma per stanare e
amare certo battito della brutta
e mal combinata citt (Gadda)
ci vuole orecchio, curiosit, fantasia e una buona dose di ironia.
Sono qualit autoriali che non
rientrano nel bagaglio poetico di
tutti, ovvio, e che certo sono
diverse da chi rende Milano un
Simbolone passateci laccrescitivo metafisico da spingere
ora in tragitti decadenti ora verso
nuovi trionfi morali.
unaltra via, rasostrada e
ormai meno frequentata, nonostante abbia una lunga tradizione lombarda, ed quella di chi

ne ruba piccoli episodi e personaggi nascosti e li fa ballare con


la propria penna. Beppe Viola,
che sta stretto nelle definizioni
di umorista e giornalista
sportivo che incorniciano la sua
breve biografia milanese,
scomparve a 42 anni nel 1982 ma
fu anche sceneggiatore e autore
di canzoni per Jannacci , uno
di loro ed bello riscoprirlo in
Vite vere compresa la mia, titolo
introvabile uscito per Milano
Libri nel 1981, ritornato grazie a
Quodlibet. Un libro nato dallomonima rubrica che Viola
tenne su Linus dal 1977, allora
sotto la direzione di Oreste del
Buono, cui si aggiungono alcuni

testi pi lunghi. Il risultato un


caleidoscopio del mondo dellautore che attraversa le sue
passioni e la sua citt tra sport,
politica, brevi racconti folli, stralci autobiografici, incontri. Dietro
lumorismo che lancia la pagina,
ritorna frequente il filo teso di
certa incazzatura, soprattutto
nei brani autobiografici sul proprio mestiere di giornalista iniziato da giovanissimo: dalla celebre Lettera al direttore, dove si
legge tengo duro per battere,
sempre pi modestamente, il
primato mondiale di mancata
carriera, a Vita da Rai e Olimpiadi del tubo.
Aperto da bellissime pagine

sulle proprie origini, Mio padre


giocava ai cavalli, mio nonno a
scopa, la Milano di Viola passa tra luoghi ricorrenti come San
Siro, lo Stadio e lIppodromo, la
Rai di Corso Sempione che diventano improvvisamente teatri
di storie dove si incontrano personaggi di ogni genere, bari,
ladruncoli, donne che fanno la
vita. Il tutto accompagnato da
una lingua che Stefano Bartezzaghi nellintroduzione chiama
milanesco ovvero un milanese
furbesco, un gergo iniziatico,
fatto di parole come sbarellare
(essere in crisi) o far la bella
(evadere). Una lingua che sgorga
da un modo dialettale di prende-

BEPPE VIOLA
Vite vere compresa la mia
Prefazione
di Enzo Jannacci
Con unintroduzione
di Stefano Bartezzaghi
e una nota ai testi
di Gino Cervi
QUODLIBET
Pagine 288,  17

re la realt, duttile e esatta per


render conto dei margini della
citt attraversati in certe condizioni, come recita un incipit:
Ubriachi di miseria e di bianchini, costeggiamo il Naviglio in
una notte senza fine.
Sono flash di una Milano che
non c pi, pre-Berlusconi e sul
confine di quella da bere, attraversati anche dagli amici di Viola
come Enzo Jannacci e Cochi e
Renato, personaggi letterari scattanti e surreali nelle sue mani.
una voce cui ci si affeziona per i
toni Gino Cervi nella Nota
editoriale la avvicina giustamente a quella di un altro irregolare
milanese, Giovanni Gandini e
che il lettore porta con s tra il
divertito e il nostalgico.
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Stile



Storie



Copertina



CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 19

Scuderie
del
Quirinale
la retrospettiva
Villa Medici
latelier

La patience
1943
olio su tela, 161165 cm
The Art Institute of Chicago
Joseph Winterbotham
Collection
opera Balthus
Mondadori portfolio /
AKG Images

24
ottobre
2015

31
gennaio
2016

Scuderie del Quirinale


via XXIV Maggio 16, Roma
scuderiequirinale.it
Francesco Armitti / Solimena

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

Accademia di Francia a Roma


Villa Medici
vialeTrinit dei Monti 1, Roma
villamedici.it
catalogo Electa

sotto lAlto Patronato


del Presidente della Repubblica
main sponsor

sponsor

media coverage by

media partner

sponsor tecnici

vettura ufciale

20 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Stanze
di Angela Urbano

Libri Narrativa straniera

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015


La devozione letteraria di Zenobia
Brillante, colta, Zenobia Camprub (18871956) studi a New York, tradusse Tagore,
scrisse saggi e poesie, ma nota solo come
moglie di Juan Ramn Jimnez, alla cui opera si
dedic interamente. La sua voce emersa negli

ultimi anni, con la pubblicazione in Spagna dei


suoi Diari, tra cui Diario de juventud. Escritos.
Traducciones, appena uscito (Fundacin Jos
Manuel Lara). Mor tre giorni dopo aver saputo
che Jimnez aveva vinto il Premio Nobel.

Paesaggi La fragilit delle relazioni nel romanzo di Julio Llamazares, un lirico che ha appreso la lezione morale di Antonio Machado

Lunica patria che ci resta la memoria


di FRANCO CORDELLI

ra Le lacrime di San Lorenzo,


scritto dopo i cinquantanni, e
Luna da lupi e La pioggia gialla, scritti a trenta e trentatr,
sembra non esservi alcun rapporto. Ma lautore, Julio Llamazares, lo
stesso. Perch tanta differenza? Che cosa
successo tra gli uni e laltro? Al lettore
italiano mancano elementi per eventualmente rispondere a queste domande, ma
che Llamazares sia un erede di Juan Benet e poi tuttaltro scrittore, un lirico che
ha introiettato la lezione morale di Antonio Machado e la sua dolente elegia (si
vede bene nelle Poesie complete pubblicate dalleditore Amos), non vi sono dubbi.
In Luna da lupi del 1985, come in Ritornerai a Regin di Juan Benet, che lo
precede di ventanni, cruciale il paesaggio: siamo sempre nellasperrimo nordovest. In Benet questo paesaggio tuttavia mitologico, inaccettata la sua realt.
In Llamazares lelemento asciutto, arido e
insomma primitivo insidiato da ci che
definiamo Storia: la guerra civile spagnola, il suo tragico epilogo senza fine: o la
morte o lesilio. E ancora: in Benet evidente, o pi che evidente, era la lezione
di Faulkner (dichiarata dallo stesso autore, per esempio in una nota del suo primo romanzo); in Llamazares si potrebbe
pensare a Hemingway di Morte nel pomeriggio, la sintassi veloce, breve, impalpabile corre via come il tempo della nostra stessa lettura o (lo scopriremo
leggendo Le lacrime di San Lorenzo) come il Tempo.
A ostacolarne la corsa c solo un elemento, nella lingua spagnola niente affatto imprevisto: la sintassi di Llamazares
letteralmente impregnata di metafore:
la voce di Gildo appena un bisbiglio
nel lamento gelido della nebbia; un cane sta rosicchiando le viscere gelate della
notte; la tramontana continua a frustare con violenza lerica e le querce. Geme
sul tetto dellovile e si allontana verso valle cercando la memoria della notte. Si
tratta di una sintassi che arriva fino allanimismo: Forse il vento cerca conforto alla sua solitudine. Vi in questo incrocio tra fuga e impedimento alla fuga il
suono di una corrusca potenza. Opposto
a quello dettato dal computer nelle narrazioni del XXI secolo, lindicativo presente appare incalzante.
In Luna da lupi alla fine della prima
parte muore Juan, i quattro fuggitivi sono
diventati tre. Alla fine della seconda parte
muore Gildo, la frontiera sempre lontana e non chiaro neppure che quella
frontiera la si cerchi davvero, che si voglia
abbandonare la terra in cui si nati. Ramiro scompare alla fine della terza parte
e il narratore, Angel, rimane solo a
malapena gli danno una mano la sorella
Juana e il marito di lei Pedro. Ma evidenti
nel suo cammino oscuro (sarei tentato di
dire come nella noche oscura di Juan
de la Cruz) sono le simmetrie delle sparizioni, degli anni, dei capitoli, ossia dei
numeri: una razionalit, bench superstiziosa, che in Juan de la Cruz non cera.

Spostando di poco il campo semantico, ma per niente il terreno dellazione, in


La pioggia gialla quellAngel rimasto solo ha cambiato nome, ora si chiama Andrs de Casas Sosas. Il suo traduttore Pier
Luigi Crovetto lo accosta proprio al personaggio-chiave di Benet, il contadino
Numa: Quellirsuto guardiano, coperto
di ruvida lana, calzato di sandali di pelle
non conciata, dotato del dono dellubiquit dentro i confini della propriet, che
percorre giorno e notte, a occhi chiusi.
Ma Andrs Sosas, inutile dirlo, non ha
nulla di mitologico. Pi che solo, egli rimasto solo di qui la sua incommensurabile desolazione: la pioggia gialla ne
lallegoria, come lo di tutto ci che

i
JULIO LLAMAZARES
Le lacrime di San Lorenzo
Traduzione
di Paola Tomasinelli
CODICE EDIZIONI
Pagine 160,  14,90

Llamazares ci fa vedere o ci racconta.


Come a modo loro resistevano ancora
ai falangisti del generale Franco i quattro
di Luna da lupi, resiste Andrs Sosas. Resiste al paesaggio, al tempo, allo svuotamento del paese in cui nato, alla morte
di suo fratello durante la guerra, alla
morte di sua figlia Sara (aveva quattro anni), alla morte di sua moglie Sabina
dopo ventitr di matrimonio. Mai si lesse
racconto (o romanzo) cos privo di conforto.
Se in Benet la parola decisiva era Rovina (con la maiuscola), in Llamazares potrebbe essere solitudine (con unovvia
minuscola). La pioggia gialla, con la sua
neve, la sua fame, con gli occhi tristi di
una cagna e niente pi, arriva alle soglie
del romanzo gotico: un romanzo gotico
dellanima. lanima, va detto, di un uomo senza patria (lautore): il suo paese
natale Vegamin non c pi da tanto
tempo, fu ricoperto da un lago per decisione di chi? Dellingegnere civile Juan
Benet! Ma lEdipo tiranno forse, e infine,
stato ucciso, spazzata via langoscia del-

Dora Carrington
(1893 1932),
Spanish landscape
with mountains
(1924, olio su tela),
Londra, Tate Modern:
il dipinto nasce da
uno dei numerosi
viaggi in Spagna
dellartista inglese

linfluenza. Venti o
trenta anni dopo
tutto cambiato.
Uguali non vi sono
che il buio e il silenzio. Vi anche
qualche ricordo,
che prima aveva
leffigie dellinvenzione (e sempre accettando che il narratore del romanzo Le lacrime di San Lorenzo, il padre del non ancora adolescente Pedro, sia un personaggio
autobiografico come, almeno fino a
un certo punto, si vuole dipingere egli
non si mostra per per il Llamazares che
potrebbe essere, negando daver pubblicato dei libri, ripetendo di non essere riuscito a scrivere Le lacrime di San Lorenzo
che sta di fatto scrivendo), vi , dicevo,
qualche ricordo. Su tutti, il nonno caduto
nella guerra civile; e quel nome, Angel,
che il nome del fratello del narratore,
morto troppo giovane, cadendo dalla
moto.

Scoperte Analisi psicologica e ironia nel testo di Angela Thirkell a 77 anni dalluscita

Palpiti veri della contea immaginaria


di MARCO OSTONI

ome un buon vino invecchiato.


Sar il rosso della copertina, sar il
gusto intenso che regala
lasciandolo decantare, sar la sua
potenza rievocativa, sar anche il lieve
torpore che procura se si eccede nelle
quantit. Fatto sta che leggere Pomfret
Towers, romanzo della scrittrice inglese
Angela Thirkell (1890-1961) che il torchio
milanese manda in stampa con lottima
traduzione di Marina Morpurgo a 77 anni
dalla prima edizione, somiglia tanto
allesperienza di degustare un Barbaresco
o un Chianti dannata. Non si pu
improvvisare: ci vogliono i tempi, i
luoghi, le atmosfere, finanche i momenti
giusti. Astenersi, dunque, frettolosi e
amanti dei sapori banali, immediati e
grossolani. Non portatevelo in treno e
niente pausa pranzo fra tramezzini e
piatti vegani. Questo un libro da weekend lo stesso tempo lungo il quale si
sviluppa proustianamente lesile trama
meglio se in campagna: sedia a
dondolo, camino acceso e silenzio
tuttattorno. Solo cos ci si potr calare
nellimmaginaria contea del Barsetshire
di Trollope, fra le lussuose dimore di una

nobilt ancora fastosa, con giovani


rampolli in cerca di moglie, sognanti
donzelle alle prese con i primi palpiti di
cuore, artisti post-romantici e scrittrici
amate soprattutto da donne di mezza
et sprovviste di particolare fascino e
interesse. E solo cos si potr godere
della raffinatezza della Thirkell, del suo
scrivere levigato e piano, dei suoi ritmi
dilatati, della sua acuta ironia, erede
della tradizione britannica ma anche
rovesciamento stilistico di una non
comune capacit di analisi psicologica.
Un libro che una sfida e un antidoto
insieme, contro la fretta e il malvezzo di
tanta letteratura doggi, che crede di
poter raccontare il mondo solo con toni
cupi e drammatici, lasciando la
leggerezza in soffitta. Proprio dove
andata a cercarla lautrice, per poi servirla
in calici profumati sulla tavola del lettore.
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i
ANGELA THIRKELL
Pomfret Towers
Traduzione
di Marina Morpurgo
ASTORIA
Pagine 263,  17

Ma il mondo cambiato. Il futuro padre delladolescente Pedro da qualche


tempo era andato via, era diventato un
nomade, lItalia, la Romania, la Svezia, le
universit, lamore, il matrimonio, il figlio, la separazione da Maria, che aveva
tanto amato, Ibiza. Oggi tornato a Ibiza
con Pedro, e sono l, sdraiati su una coperta a guardare le stelle che cadono. La
normalit della vita, che si sta allontanando dalla memoria della guerra, e che
non mai normale a causa del tempo,
anzi del Tempo quella normalit per
brevi tratti dellanno, qualche giorno
destate e qualche giorno a Natale, ricongiunge padre e figlio.

Ma Pedro, per fortuna sua, non sa che


le stelle allimprovviso cadute sono come
le nostre vite, per Pedro c ancora leternit. Diverso il caso del padre, egli un
padre come tanti del nostro tempo, un
padre che vive lontano dalla madre del
bambino, un padre di s consapevole ma
che non conosce la retta via: Preferirei
che rimanesse per sempre com ora, anche se so che impossibile. Lo stato per
me, che ho avuto una lunga infanzia (allora lo erano tutte, o almeno cos mi pareva); come pu non esserlo per lui, che
la vive a strattoni, diviso tra sua madre,
con cui vive, e la nostalgia che deve provare per me?.
La spiaggia, il faro, le onde, gli alberi
della costa, le luci degli aerei e delle navi
lontane sono decalcomanie createsi
dalle stelle, ma ogni stella che cade un
ricordo, ancora una volta un segno del
tempo niente altro che un fuggitivo
segno.
A fuggire una volta erano gli uomini in
guerra, oggi sono i ricordi di ci che pensiamo sia la pace: per esempio gli amori
con Carolina, con Nicole, con Tanja: che
fine avranno fatto? Il padre non pu, o
non sa spiegare al figlio perch egli si sia
separato dalla madre. Pedro una notte li
ha visti abbracciati e che piangevano, poi
li ha visti allontanarsi luno dallaltra. Ma
come dirgli che lamore finisce, che vi sono i tradimenti? Per lui ancora non vi
memoria. Per il padre la memoria non
una debolezza, bens al contrario lunica patria delle persone che hanno rinunciato a una patria: le persone cui pu accadere che la memoria diventi elegia.
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DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

Inchiostro di Cina

Libri Protagonisti

di Marco Del Corona

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 21


Il sogno in un sogno e bianchi crisantemi
Una notte damore che fu come sognare in un
sogno. Oppure: Ogni volta che vi contemplo,/
non riesco a trattenere le lacrime./ Anche voi,/
bianchi fiori di crisantemo,/ provate nostalgia del
passato?.Schegge di Kara Monogatari, i

Racconti cinesi attribuiti a Fujiwara no


Shigenori (1135-87): unantologia redatta in
giapponese attingendo ai valori della tradizione
confuciana. Una Cina nipponica, a cura di Maria
Chiara Migliore (Edizioni Ariele, pp. 187,  17).

Lintervista Lautore
di African Psycho esalta
il ruolo federatore
del francese, la lingua
della diversit culturale
E avverte: Non pu
essere il colore della pelle
a definire una comunit
o unidentit

Alexis Peskine (1979): Identit (2007, installazione,


chiodi e lacca su legno). Lartista nato a Parigi si
trasferito da dieci anni negli Stati Uniti. Nel 2007
il Museum of contemporary african diasporan arts
(Mocada) di New York aveva ospitato la sua mostra
The French Evolution Race, Politics and the 2005 Riots

Alain

Mabanckou
Africa, Europa, America: la mia anima in tre continenti
La Francia meticcia e nessuno superiore, neppure i neri
dal nostro corrispondente a Parigi STEFANO MONTEFIORI

o deciso di uccidere
Germaine il 29 dicembre. Ci penso da settimane, checch se ne
dica per uccidere una
persona ci vuole una preparazione insieme
psicologica e materiale, dice Grgoire
Nakobomayo nellincipit di African Psycho.
Il nostro eroe continuer a preparasi a lungo, pure troppo. Quanto Patrick Bateman,
lAmerican Psycho di Bret Easton Ellis,
era determinato ed efficace, autore di complicati orrori dallesecuzione perfetta, tanto
Grgoire incapace e pasticcione. lui
laspirante serial killer di Brazzaville protagonista del romanzo di Alain Mabanckou,
che esce ora in Italia per 66thand2nd (traduzione di Daniele Petruccioli).
Mabanckou diventato negli ultimi anni
uno degli scrittori francofoni di maggiore
successo, anche internazionale. Nato a
Point-Noire, in Congo, arrivato a Parigi a
22 anni. Nel 2006 ha vinto il Prix Renaudot
con Mmoires de porc-pic e questanno
Petit Piment, il suo nuovo romanzo, stato
selezionato per il Prix Goncourt in Francia
e il Man Booker Prize britannico. Oltre a
scrivere, Mabanckou insegna letteratura
francofona alla Ucla, luniversit della California. Con La Lettura Mabanckou parla
di libri e della sua identit tri-continentale: africana, europea e americana.
African Psycho esce tradotto in italiano, dodici anni dopo la pubblicazione
in Francia. Qual il posto di questo romanzo nella sua opera?
in African Psycho che comincio a
sperimentare un tipo di scrittura che user
poi negli altri libri. il primo romanzo nel
quale mi libero della forma classica della

lingua, il primo nel quale faccio unanalisi,


anche strampalata e bislacca, della societ
congolese. Ed il libro che mi ha fatto conoscere in Francia, e ha cominciato a darmi
visibilit anche nel resto del mondo. Allinizio della mia carriera facevo il giro delle
librerie per piazzare qualche volume, poi
sono entrato in una grande casa editrice
come Seuil e adesso sono tradotto nel
mondo. Ma comincia tutto con African
Psycho.
Quando uscito negli Stati Uniti ha ricevuto i complimenti di Bret Easton Ellis,
lautore di American Psycho. Che cosa
le ha detto?
Che aveva apprezzato nel mio personaggio quel lato strambo e perdente che
mancava completamente al suo, una perfetta macchina per uccidere. LAmerican
Psycho metodico e riesce in tutto, il mio
African Psycho non combina mai niente. Io
uso il registro della derisione, che ancora
molto presente nella societ africana.
Non crede che lultimo suo romanzo
Petit Piment riprenda certe atmosfere
di African Psycho?
S, Petit Piment il romanzo pi vicino
a African Psycho, in entrambi ci sono storie
di coltelli, orfani, prostitute. C questa
donna che si chiama Mama Fiat 500, mi
piacerebbe che ledizione italiana avesse
questo titolo, bisogner chiedere il permesso alla Fiat. Nei due romanzi ci sono la
stessa tensione, gli stessi marginali, la stessa atmosfera congolese.
giusto parlare anche di uninfluenza
degli scrittori dellAmerica latina?
S, quando il protagonista Grgoire
Nakobomayo comincia ad arrabbiarsi non
c pi punteggiatura, parte una specie di

logorrea con uno humour verbale che pu


ricordare un po Lautunno del patriarca o
Centanni di solitudine di Gabriel Garca
Mrquez. Il lato tropicale, la parola che non
si ferma mai, il risultato delle mie letture
latino-americane. Ma c un altro scrittore
che amo molto, il vostro Dino Buzzati. Adoro lironia dei Sessanta racconti e latmosfera assurda e sinistra del Deserto dei Tartari.
Alain Mabanckou, da quanto tempo vive negli Stati Uniti?
Da 12 anni. molto interessante, sto
unendo la cultura americana alle mie due
culture di partenza, lafricana e leuropea. E
mi piace farlo in California, dove si respira
un clima di apertura al mondo.
Il filosofo Pascal Bruckner nel Singhiozzo delluomo bianco ha denunciato la tendenza allauto-colpevolizzazione
dellOccidente. E lei nel 2012 ha scritto Il
singhiozzo delluomo nero, una critica
al vittimismo africano e una contestazione dellidea stessa di comunit nera in
Francia.
S, a mio parere una comunit nera
non esiste. Se lunica cosa che unisce persone molto diverse il colore della pelle,
quello non mi pare un criterio probante.
Posso avere pi complicit con un asiatico,
un bianco o un indiano, che hanno una
pigmentazione diversa. Lidentit oggi si
definisce tramite gli incontri e le lotte che
facciamo.
Di recente leurodeputata francese Nadine Morano ha fatto scandalo definendo la Francia un Paese di razza bianca.
Che cosa ha pensato quando ha sentito
quella frase?
Mi sono detto che tutti gli uomini poli-

ALAIN MABANCKOU
African Psycho
Traduzione
di Daniele Petruccioli
66THAND2ND
Pagine 160,  17
Lautore
Il francese Alain Mabanckou
(1966) nato nel Congo
Brazzaville e vive negli Usa. In
Italia sono usciti anche Pezzi
di vetro e Le luci di Pointe-Noire

tici oggi fanno della demagogia sulle questioni dellimmigrazione e dellidentit.


Sono capaci di dire qualsiasi cosa pur di
farsi votare. Questa donna evidentemente
non conosce la storia della Francia: degli
africani hanno combattuto per difendere la
Francia nella Seconda guerra mondiale, e
non sa che quando la Francia era occupata
dai nazisti la capitale stata spostata a
Brazzaville, nel Congo, a casa mia.

Qual la sua opinione su questo infinito dibattito in corso sullidentit francese ed europea?
La Francia ha un grande problema: non
ha mai saputo assumersi le sue responsabilit di fronte alla colonizzazione del continente africano. E in Africa si creata una
sorta di paralisi mentale, il punto di riferimento resta la Francia. Molti africani vengono in Francia e la sua societ cambia,
non pi solo bianca, meticcia. Gli uomini politici sono contenti di mostrare lapporto dei francesi naturalizzati, di origine
straniera, solo quando la nazionale di calcio vince ai Mondiali. Poi se ne dimenticano, e preferiscono difendere lidea di una
Francia eterna, bloccata. Non cos, e la societ per fortuna molto pi pronta a riconoscere che c una metamorfosi in atto.
Allo stesso tempo lei non tenero con
gli africani che si lamentano troppo del
colonialismo e del razzismo.
Cerco di avere un atteggiamento obiettivo, positivo e ottimista. Posso rimproverare alla Francia certe rigidit, ma anche
leccesso di africanismo di quelli che vedono tutto attraverso le lenti della difesa
delle origini. un atteggiamento pericoloso, perch non il razzismo a definire lEuropa. E sono severo anche con lafricano
troppo fiero, ossessionato dallidea della
madre Africa culla dellumanit e cos via.
Bisogna essere moderati e riconoscere che
tutti i popoli hanno bisogno degli altri.
LAfrica non ha il monopolio della sofferenza. Tutti i popoli hanno sofferto, anche
gli europei. Bisogna leggere la Storia con
serenit e obiettivit.
Lei in America insegna letteratura
francofona. Qual oggi il ruolo della lingua francese, che lei ha cominciato a
usare in Congo?
Il francese ha un ruolo federatore,
parlato in tutti i continenti da 280 milioni
di persone. Limportante sarebbe valorizzare il contributo dellAfrica, del Qubec,
della Svizzera e non solo la lingua di Parigi.
Il francese la lingua della diversit culturale.
@Stef_ Montefiori
RIPRODUZIONE RISERVATA

22 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Cambusa
di Nicola Saldutti

Libri Saggistica

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015


Il cuore di De Amicis a Costantinopoli
una bellezza universale e sovrana, dinanzi
alla quale il poeta e larcheologo,
lambasciatore e il negoziante, la principessa e
il marinaio, il figlio del settentrione e il figlio del
Mezzogiorno, tutti hanno messo un grido di

maraviglia.... un viaggiatore-cronista
Edmondo De Amicis nel suo Costantinopoli
(Einaudi). Arriva dal mare nellantica capitale.
Dopo dieci giorni di navigazione. Forse la guida
pi bella, ancora oggi, per arrivare a Istanbul.

Pamphlet Leconomista libertario Walter Block difende anche poligami e contrabbandieri contro la smania di proibire

Nessuno tocchi avidi e viziosi


di GIULIO GIORELLO

he ne pensate della poligamia?, chiede leconomista libertario


Walter Block. In Difendere lindifendibile II
(liberilibri) non esita a rispondere: che si
tratti di poliginia (un uomo con pi mogli) o di poliandria (una donna con pi
mariti), solo se tale istituzione costituisce una violazione di per s dellassioma di
non aggressione, allora devessere proibita; in caso contrario non c motivo legale
per bandirla. una questione che il nostro
Occidente civilizzato ha gi conosciuto
nella sua storia; ma che ora pu riemergere con le recenti migrazioni di massa da
Paesi che ammettono tutto ci nei loro ordinamenti giuridici. Nel suo Saggio sulla
libert (1859) il filosofo John Stuart Mill,
stimolato dalla diffusa esecrazione negli
Stati Uniti per la poliginia dei mormoni, se
la prendeva con chi in nome della civilt raccomandava di estirpare questo
scandalo: Non mi risulta che una comunit abbia il diritto di costringere unaltra a
essere civilizzata. Il punto quello della
costrizione che una persona esercita su altre, e non il numero di mogli, osserva a sua
volta Block. Se in alcune societ le donne
vengono costrette a sposarsi contro la loro
volont, questultima pratica va messa decisamente fuori legge; ma questo tipo di
coercizione pu avvenire anche con una
sola moglie!. semmai curioso, aggiunge, che in molte comunit poligame ci
sia spesso forte opposizione ai matrimoni
gay. Invece, perch mai non possiamo
andare tutti damore e daccordo a condizione, ovviamente, che nessun diritto
venga violato?.

A qualcuno sembrer solo un desiderio


nemmeno tanto pio: una forma di utopia
libertina, che se mai fosse attuata segnerebbe un ritorno alla barbarie. Gi Mill,
prevedendo lobiezione, ribatteva che
una civilt che pu soccombere in questo modo al nemico che ha battuto in precedenza deve essere arrivata a un tal punto
di degenerazione che pu solo continuare
a peggiorare, finch come accadde allImpero dOccidente, dei barbari rigorosi
non la distruggano e la rigenerino. La societ libera sempre a rischio e la sua libert fa parte di quel rischio, mentre la sicurezza assoluta troppo simile alla pace,
nel senso della pace dei cimiteri. Gli indifendibili di cui Block prende le difese sono principalmente le vittime di qualsiasi
testarda voglia di proibire, per dirla con
la battuta del poeta John Milton (che qualcuno si spinse a tacciare di essere poligamo per la sua difesa del divorzio e per aver
avuto nel corso dei tempi ben tre mogli:
una sorta di monogamo seriale!). C un
germe di anarchismo in tutto questo. Gli
indifendibili possono ricordarci limmagine cara a Popper del soldato che
marciava fuori squadra perch riteneva
che il resto del battaglione non avesse il
giusto passo o gli irregolari studiati da
Foucault, che non riescono a vivere in un
Paese normale. Ci sono anche drogati e
spacciatori, alcolisti e fumatori irriducibili, prostitute e loro clienti, e persino coloro che sono disposti a fare commercio dei
propri organi. Ma allora tutto va bene?
Non esattamente.
Nel primo volume, ormai classico, di
Difendere lindifendibile (1976), lautore
dichiarava: La vocazione di questo libro
il libertarismo. La premessa la seguente:
illegittimo intraprendere aggressioni
contro dei non aggressori. Ci che si intende per aggressione non il dogmatismo, lo spirito polemico, la competitivit,
lavventurosit, la litigiosit o lantagonismo. Ci che si intende per aggressione
luso della violenza, come avviene per un
assassinio, uno stupro, una rapina o un sequestro. E nessuno degli indifendibili di
cui sopra responsabile di avere innesca-

Larringa continua
Difendere lindifendibile II il
libro uscito in America nel
2013 e appena pubblicato in
Italia dalleditore liberilibri
(traduzione di Massimiliano
Greghini, pagine 280,  17)
in cui leconomista libertario
Walter Block (New York,
1941) prosegue larringa in
favore di cattivi soggetti
del suo pamphlet Difendere
lindifendibile, uscito in Usa
nel 1976 e in Italia solo nel
1995, di cui liberilibri si
appresta a pubblicare la
quinta ristampa (traduzione
di Anselma DellOlio). Nella
prima parte Block difendeva
prostitute, ruffiani, falsari,
spacciatori, crumiri. Ora
tocca a contrabbandieri,
poligami, fumatori, sessisti,
mercanti dorgani, violatori
di brevetti e diritti dautore

Politologia Lanalisi di Luigi Bonanate sulle nuove relazioni internazionali

Il paradosso della democrazia guerriera


di ANTONIO CARIOTI

a democrazia ha un pregio
inestimabile: permette di fare
politica senza violenza. Per questo
motivo Luigi Bonanate vede nella sua
estensione anche ai rapporti tra gli Stati
la chiave per evitare che il futuro delle
relazioni internazionali imbocchi una
via distruttiva. Come recita il titolo del
suo ultimo libro, lalternativa Anarchia
o democrazia (Carocci), tanto pi che
ormai, scrive lautore, attraverso o
sopra i confini si sviluppa un immenso
flusso di interrelazioni, tale da indurre
a concludere che ormai venuta meno
la frattura tra politica interna e politica
internazionale.
Com noto, anche gli Stati retti da
regimi rappresentativi combattono e a
volte intraprendono conflitti armati. Ma
in tal caso Bonanate li condanna senza
appello: se si avventurano in guerra,
come hanno fatto gli Stati Uniti in
Afghanistan e in Iraq, vuol dire che la
loro qualit democratica
penosamente bassa. Tuttavia le libere
istituzioni sembrano nel complesso
godere di una salute migliore in America
rispetto alla ben pi pacifica Europa, le

to una qualche forma di aggressione.


Ci vale anche per
coloro che incarnano lo spirito di intrapresa tipico del
capitalismo, dai distillatori clandestini
di whiskey a quegli
amanti dellOrsa
Maggiore che sono i contrabbandieri, ma anche coloro che
guidano le multinazionali, oggi additati
come i responsabili di tutti i malanni del
mondo. Persino Zio Paperone ha il diritto
alla sua difesa, purch non truffi, manipoli dati, corrompa pubblici funzionari ecc.
Questa rivalutazione del libero mercato
( semmai il proibizionismo ad avere nefaste conseguenze, non solo sul piano
economico, ma anche su quello della legalit) non costituisce soltanto una provocazione contro la miseria dello statalismo burocratico. soprattutto una rivendicazione dellautodeterminazione del
singolo individuo contro qualsiasi vincolo
percepito come imposizione. Il che non significa affatto apologia dellagire senza regole. Nella musica c chi preferisce limprovvisazione del jazz e chi, invece, la rigorosa distribuzione dei ruoli di unorchestra classica: ma non che il secondo sia
meno libero del primo; si suppone che entrambi abbiano potuto scegliere cosa, dove e con chi suonare. Nello schema di partecipazione delineato da Block c posto
per qualsiasi comunit, purch questa si
basi non solo sul principio delladesione
volontaria, ma anche sul diritto di uscita. Che questa strategia di exit nel corso
della storia sia stata realizzata sulla tolda
delle navi della pirateria dellepoca doro
prima che dagli Stati moderni una lezione che dovrebbe farci riflettere: tre evviva
per Long John Silver e ben minore simpatia per gli ufficiali di sua maest, oggi incarnati dai burocrati di Stato, partito e sindacato.
In modo diretto e spontaneo Block ci riporta al problema di fondo segnalato
qualche decennio fa, per esempio, da Philip Pettit: qualsiasi Stato sovrano, anche di
forma democratica, essendo coercitivo e
ineluttabile, rischia sempre di trasformarsi in un potere arbitrario, che ha il dominio sulle vite dei cittadini. per questo
che quel dominio, se non pu essere abolito, va almeno potentemente contenuto,
grazie allazione di cittadine e cittadini responsabili, capaci di ricordarsi che il libertarismo condanna solo il dare inizio alla
violenza e dunque non implica il pacifismo; non vieta luso della violenza nella
difesa o persino nella rappresaglia contro
la violenza.
Credo che questo aspetto render indigeste le tesi di Block a pensatori di casa
nostra pi o meno progressisti. Rivedendo a tempi successivi il suo lavoro del
1976 e articolando la casistica di questa
nuova e a tratti folgorante parte seconda,
lui tende ora a definirsi culturalmente un
conservatore, soddisfatto per di avere
mostrato che i vizi non sono crimini, senza alcuna benevolenza sul piano etico verso molti di essi. E nella sua prefazione alla
parte seconda il politico del Texas Ron
Paul, implacabile critico del sistema di
tassazione Usa, gli muove lunico rimprovero di non aver speso abbastanza tempo a
distinguere il libertarismo dal libertinismo. Vorrei invece spezzare una lancia in
difesa del libertino, che si nutre del piacere della demolizione del moralismo. Come diceva Harriet Taylor, compagna di
Mill, solo chi gode maggiormente massimamente virtuoso.

Stephen Jones (1957),


No Entry Hat (feltro
di lana, autunno/
inverno 2012):
nel 2009 il Victoria
& Albert Museum di
Londra ha dedicato
al cappellaio la mostra
Hats: an Anthology by
Stephen Jones

cui democrazie vecchie e nuove


appaiono in crisi di legittimit, scosse da
gravi problemi economici nonch da
insorgenze populiste e xenofobe sempre
pi minacciose. Se poi guardiamo al
passato, possiamo constatare che
lescalation militare degli Stati Uniti in
Vietnam a met degli anni Sessanta,
sotto la presidenza del democratico
Lyndon Johnson, coincise con una fase
di importanti progressi nella tutela dei
diritti civili sul piano interno.
Senza dubbio Bonanate ha ragione nel
sottolineare che le democrazie sono di
regola assai meno bellicose dei regimi
dispotici. Ma formulare teorie nel campo
della politica internazionale un
compito davvero arduo, perch la storia,
faccenda maledettamente complessa,
sembra non conoscere regole fisse.
@A_Carioti
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i
LUIGI BONANATE
Anarchia o democrazia.
La teoria politica
internazionale
del XXI secolo
CAROCCI
Pagine 136,  12

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DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

Soglie
di Franco Manzoni

Libri Poesia

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 23


Quando Eros ti travolge
Conoscere se stessi e il senso della vita. Un
autentico mistero. Percorrendo il fascino
perverso dellesperienza umana Antonella
Monti si confessa nella raccolta Miserere nostri
(LietoColle, pp. 72, 13). Nata a Como nel

Colloquio Giuseppe
Conte celebra il potere
della scrittura poetica
e del mito contro
limbarbarimento
E giudica colleghi e
romanzieri di oggi

1965, lautrice penetra linterno della propria


anima, scoprendo linnocenza primordiale, il
pulsante vitalismo, orgasmi di luce e carnali
istinti. Con eleganza, piacere, gioia, ira e rabbia
accetta in ogni istante che Eros la travolga.

QUALCHE
PICCOLA PERGOLA

ortami ancora, vita,


portami ancora, ti prego,
qualche piccola pergola
qualche grappolo duva
- cera sul terrazzino
dalla panchina azzurra
della casa di quandero bambino
in via Carducci 3 regalamele tu
domestiche vendemmie
da cui poi ricavare
il vino di un sorriso.
Di quel sorriso schietto,
intimidito e tutto
luce candida e vera
che solo mi rassicura.
Portamelo tu ancora.
Di quello non mi privare.
Testo tratto da Canti della vita
in Ferite e rioriture, Mondadori 2006,
ora in Poesie (1983-2015), Mondadori 2015,
di Giuseppe Conte (Porto Maurizio, 1945)
C.d.S.

I versi sono Don Chisciotte nel mondo


di PAOLO DI STEFANO

ibertario, anarchico, utopista. Giuseppe Conte non ama le mezze misure, specie quando si parla di poesia, a cui attribuisce il primato spirituale tra tutte le attivit umane.
Poi viene il mito. Insieme, poesia e mito,
possono aspirare a rinnovare il mondo, o
meglio lanima del mondo. Forse Conte ha
cambiato opinione su tante altre cose ma su
questo no. Non ha cambiato parere da quando esord nel 1975, trentenne. N da quando,
quattro anni dopo, mentre usciva la sua seconda raccolta poetica (Lultimo aprile bianco), fu tra gli ispiratori de La parola innamorata, unantologia a cura di Giancarlo Pontiggia e Enzo Di Mauro che avrebbe fatto
epoca, almeno sul piano programmatico:
perch segnava unaperta rottura generazionale rispetto alla stagione della neoavanguardia.
Fatto sta che la lunga attivit poetica di
Conte, che anche romanziere e saggista,
trova adesso una sua summa nellOscar Poesie 1983-2015, dove a parlare del liberatorio
e utopista Giorgio Ficara, autore dellIntroduzione: Per Conte scrive Ficara il
bisogno traumatico di altro tempo o altri
tempi prevale assolutamente su una considerazione critico-progressiva della storia.
E continua, Ficara, sottolineando la fede di
Conte nella poesia come atto politico. Naturalmente lideale eroico della poesia, unito
alla tensione metafisica eccentrica rispetto
alla tradizione cristiana, gli hanno fatto guadagnare negli anni unaura di spiritualista di
destra se non dannunziana. Eppure, alluscita del libro-chiave LOceano e il Ragazzo
(1983), un suo conterraneo laicissimo, Italo
Calvino, lo indic come uno dei pi qualificati rinnovatori della poesia italiana.
Dunque, Conte, il primato della poesia
sempre vivo?
Gi Ungaretti, nel 1950, affermava il primato spirituale della poesia. Tanto pi valido oggi, in una societ pervasa dalla violenza, dalla sopraffazione e dalla corruzione. La poesia contiene gli anticorpi ideali,
una sorta di resistenza contro limbarbarimento. Il suo primato credere nel principio di speranza e di utopia in un momento
in cui il mondo occidentale non ha pi sogni. E non dico ideologie, che sono unaltra
cosa. Credo che il pericolo maggiore non sia
esterno, il terrorismo islamico o altro, ma

i
GIUSEPPE CONTE
Poesie (1983-2015)
MONDADORI
Pagine 385,  22
Lautore
Il poeta Giuseppe Conte
nato a Porto Maurizio
(Imperia) nel 1945.
Negli anni Settanta pubblica
Il processo di comunicazione
secondo Sade (Edizioni di
altri termini) e Lultimo aprile
bianco (Guanda) che
ricevono lattenzione e il
plauso della critica italiana.
Negli anni Ottanta debutta
nella narrativa pubblicando
Primavera incendiata
(Feltrinelli). tra i fondatori
del movimento del
mitomodernismo, basato
su estetica, mito ed eroismo.
Vive a Sanremo con la
moglie Mariarosa

interno: la miseria ideale e spirituale. Tutto


ridotto a compravendita economica e finanziaria. La poesia si oppone e ti dice:
guarda che sei un essere umano.
Non unidea anacronistica?
Forse donchisciottesca. Una battaglia
persa? Ma cosaltro si pu fare... Io credo che
la poesia vinca ancora sul mondo e sulla ferita individuale.
I poeti sembrano pi isolati e randagi
che mai...
Io non mi sento affatto un isolato e sento
come mia comunit lItalia, anzi la lingua
italiana. E poi esiste ancora il mitomodernismo che ho fondato ventanni fa: non pi
un gruppo ma un collettore di idee e di sensazioni che lavora su alcune idee-chiave: mito, destino, bellezza... Tutte cose che un
tempo erano bandite.
Che cosa le ha lasciato lesperienza della Parola innamorata?
Era una fase di necessario cambiamento
del linguaggio poetico: con la neoavanguardia e con certo realismo sentivamo che si
stava spegnendo la poesia. Oggi la battaglia
pi grande, non pi una questione di linguaggio o di stile, ma di rapporto con la crisi
della societ.
C chi sostiene che soprattutto in Italia
viviamo una stagione poetica molto povera.
Non c pi Pasolini? E allora? Chiunque
dica che oggi non c pi niente sta dando
una pugnalata anche a se stesso. vero che
in poesia, come nella narrativa, la ricerca italiana spesso insignificante ma lorizzonte
europeo diverso. Basta vedere cosa ha fatto
Houellebecq, che per altro non amo particolarmente, con la forza di unidea. In Francia
c ancora la convinzione che la letteratura
orienta un po il mondo. In Italia percepita
come uno svago da talk show. Ma la lettera-

tura una forma di conoscenza di cui tutti


devono tener conto.
La sua passione per D.H. Lawrence resiste ancora?
Anchio a un certo punto ho pensato che
fosse un innamoramento giovanile. Ma la
sua poesia sulla natura, sugli alberi, sui fiori,
sugli animali e la sua vita meravigliosa senza
regole, n borghese n antiborghese, n di
destra n di sinistra, tutto questo ineliminabile. Nel frattempo ho letto molto altri autori, Borges per esempio, ma Lawrence rimane un maestro. Vedo in giro una pericolosa incapacit di concepire la vita eroticamente e Lawrence invece rimane un
modello di eros. Inoltre c quella sua sensibilit sulla rapacit e lo sfruttamento umano
della natura con cinquantanni di anticipo
sui discorsi ambientalisti....
E il suo rapporto con dAnnunzio?
La mia unaltra storia, mi affascina
molto Foscolo pi che DAnnunzio. E poi c
il primo Montale e Sbarbaro, che rileggo
spessissimo. Ma essendo di padre siciliano,
ho sempre presente la bellezza barocca e la
poesia di Lucio Piccolo.
La definiscono un antimoderno di destra...
Il mio amore per la tradizione e per il
mito potrebbe farmi sembrare di destra, ma
io amo i miti irlandesi come quelli degli indiani dAmerica. Sono per il dialogo con
lislam e per una possibile convivenza. Non
credo nei valori della destra tradizionale,
Dio Patria e Famiglia. Nessuna nostalgia, a
parte, quando mi trovo allestero, quella della farinata ligure. I miei valori sono il senso
del Sacro, la Madre Terra e la Persona. Non
so se si tratta di ideali di destra o di sinistra.
LItalia un Paese di pregiudizi.
Lei ha avuto due grandi amici: Mario
Soldati e Italo Calvino.





Antimodernista a chi?
Non credo nei valori della
destra: Dio, patria e
famiglia. Nessuna
nostalgia, a parte
quella della farinata ligure

Contemporanei
Mi piacciono Missiroli,
Piperno, Scurati: tutti e tre
un po deficitari nelle
pagine erotiche, cosa
comune ai pi giovani

Nonostante la differenza di et con Soldati ho avuto un rapporto fraterno e giocoso. Un giorno mi disse che le mie poesie erano simili a quelle di Hlderlin. Gli risposi
che forse stava esagerando e lui mi disse: ma
guarda che Hlderlin io non lho mai letto.
Cosa le piace della narrativa italiana?
La verit sul caso Motta e Lo smeraldo
di Soldati, I nostri antenati, Le citt invisibili, Palomar di Calvino, un libro sapienziale,
bellissimo... C una storia sullamore delle
tartarughe che somiglia a una mia poesia
precedente sullo stesso argomento: mi ricordo che Calvino mi mand una dedica dicendo che avrei potuto pensare a un plagio
ma che si trattava piuttosto di coincidenza
quasi soprannaturale. Altro? Ho molto
amato anche certi romanzi con trame forti:
A che punto la notte di Fruttero & Lucentini e Il pendolo di Foucault di Eco....
Come conobbe Calvino?
Quando scrisse sulle mie poesie, andai a
trovarlo a Castiglione. A tu per tu era spiritoso e brillante, ma bastava una terza persona
perch si chiudesse, si immusonisse quasi.
Un giorno a Roma mi consegn il manoscritto delle Lezioni americane perch sapeva che le sue considerazioni su Ermes e su
Vulcano mi interessavano e che lavoravo sulle verit psicologiche attuali nascoste nel
mito. Me lo lessi in albergo in una notte.
Legge anche i romanzi di oggi?
S, ho apprezzato il Marco Missiroli di
Atti osceni in luogo privato, Alessandro Piperno, con il limite del suo proustismo troppo esibito, e Antonio Scurati. Tutti e tre un
po deficitari nelle pagine erotiche, cosa comune ai pi giovani. Tra i libri pi brutti che
abbia mai letto, City di Alessandro Baricco e
Exit Strategy di Walter Siti. Certi sbrodolamenti dellautofiction sono senza capo n
coda: funzionano solo quando si molto
spiritosi....
Non abbiamo parlato dei suoi colleghi
poeti...
Faccio due nomi che non sono nel mainstream: Tomaso Kemeny e Roberto Carifi,
autori dei migliori libri usciti di recente. E
poi a Roma c Valentino Zeichen, un gran
mondano che al telefono mi racconta i pettegolezzi romani e i grandi disegni geopolitici dellIran, della Russia, di Obama come se
avessimo qualche voce in capitolo....
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24 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Libri Ragazzi

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

La scrittrice
Alwyn Hamilton, 27 anni, nata a Toronto, in
Canada e si trasferita con i genitori in Francia.
Da l si spostata in Inghilterra dove ha studiato
storia dellarte e si laureata al Kings College di
Cambridge: vive a Londra. Intorno al libro

desordio Rebel. Il deserto in fiamme negli Stati


Uniti si accesa unasta tra editori che si
chiusa oltre il mezzo milione di dollari. Il libro,
prima delluscita, stato acquistato in Francia,
Germania, Spagna, Turchia, Brasile e Israele.

Lintervista Alwyn Hamilton unautrice culto del genere young adult. Che a la Lettura spiega com nato il suo mondo

Il West da Mille e una notte della ribelle


da Lucca PIERDOMENICO BACCALARIO

erbie Brennan, uno dei maestri


del fantastico contemporaneo,
ama raccontare che quando aveva ventanni era un ribelle. E
quando gli si chiede contro cosa
si ribellasse, risponde: contro qualsiasi cosa.
Non la pensa cos Alwyn Hamilton, lautrice
di Rebel. Il deserto in fiamme, una bellissima storia di ribellione che la casa editrice
Giunti ha pubblicato in anteprima mondiale
in occasione dellultimo Lucca Comics & Games. Il suo uno romanzo young adult molto atteso, che uscir nel 2016 per Penguin negli Stati Uniti, Faber & Faber in Gran Bretagna e poi in altri sette Paesi. E non parla di
una ribellione a caso: la protagonista si chiama Amani AlHiza e vive nel Miraji, un visionario deserto che unisce il West americano
con le Mille e una notte, i pistoleri ai sultani.
Amani ha 16 anni, una pistolera formidabile ma, poich si trova a vivere in una societ
profondamente maschilista, costretta a
travestirsi da Bandito dagli Occhi Azzurri
per poter sfidare gli altri pistoleri. Come dice
lei allinizio del libro, non vuole fare niente
di male. Ma nemmeno niente di bene.
E quindi che cosa vuole fare?
Vuole scegliere che cosa fare. E sceglier.
Non solo di sfidare, e battere, tutti gli altri pistoleri. Ma anche di provare a domare un Buraqui, un Primo Essere, un cavallo leggendario fatto di sabbia e vento, che
si trasforma in
essere di carne
e ossa una volta
fe r i to . E p o i
quando conosce Jin, un bandito, un pistolero, il primo
uomo che la
tratta come
una sua pari,
sia quando
Amani travestita da ragazzo
sia quando
scopre la sua
vera identit.
Jin lignoto, il
ALWYN HAMILTON mondo che sta
Rebel. Il deserto fuori. un senin fiamme tiero possibile
Traduzione d a s e g u i r e .
di Sara Reggiani Amani sceglie
GIUNTI di seguirlo.
Quindi la
Pagine 272,  12,90
(dal 21 novembre,  17) f u g a i l s u o
modo di ribellarsi?
Assolutamente no. C fuga e fuga. Quella del vigliacco e quella del sognatore. E poi
c la fuga del viaggiatore, che impara com
fatto il mondo per raccontarlo agli altri. E
magari provare a cambiarlo con laiuto di chi
disposto a credergli. Amani vuole andare
via dal villaggio per vedere Izman, la grande
citt dove crede che tutto sia possibile: un
luogo di cui ha ascoltato centinaia di storie,
alcune vere e altre no. E una volta a Izman,
scoprire se c qualcosa, al di fuori del deserto.
E c?
Ma certo che c! C sempre! Oltre Miraji
si apre un intero continente simile allEuropa, e poi Xicha, una specie di Asia. Ma non
ho disegnato una mappa vera e propria. Ho
solo la sensazione di dove si trovino questi
posti. E di come siano. E aspetto che sia
Amani a volerli esplorare.
Quale idea le venuta prima? La ragazza con le pistole o il deserto che riunisce
tanti possibili deserti?
Ho pensato per prima cosa alla pistolera:
mi entrata in testa senza avere un nome ed
rimasta cos per molto tempo. Era semplicemente una ragazza dagli occhi azzurri, che
si portava dietro il deserto dei classici western. Ma ci voluto molto tempo perch capissi che apparteneva a qualcosa di diverso.
Ma non sapevo a cosa fino a quando, in una
notte di insonnia, a mezzanotte, non lora
migliore per avere idee, improvvisamente ho
capito che non aveva la pelle bianca, e non
aveva un nome occidentale. Che il suo mondo era quello delle Mille e una notte. Ed co-

In arrivo il nono volume

La Schiappa va in vacanza
(ma non saranno rose e fiori)

ate le valigie. Saltate in auto. Si parte!. Chi


conosce la mamma di Greg Heffley sa che il
cortese invito con cui si apre la nuova
avventura della Schiappa in realt un ordine
minaccioso. Qui sopra, in anteprima, pubblichiamo la
prima pagina di Diario di una Schiappa. Portatemi a casa!
(il Castoro, traduzione di Rossella Bernascone, pp. 218, 
12; in alto: unillustrazione) quella in cui Greg spera ancora
di avere davanti unestate con niente da fare. Invece si

trover catapultato in un viaggio di famiglia obbligatorio,


una vacanza on the road piena di imprevisti. Il nono libro
della serie di Jeff Kinney esce marted 10 in Italia con una
tiratura record di 250 mila copie. Diario di una Schiappa
nato nel 2007 e da allora il protagonista, un ragazzino un
po imbranato, cresciuto in popolarit fino a diventare un
fenomeno planetario: presente in 51 Paesi ha venduto
150 milioni di copie; in Italia ha superato i 2 milioni. (s. col.)
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s che poi arrivata Amani.


Una pistolera nelle Mille e una notte:
da dove si parte a costruire questa commistione?
Inizialmente da un semplice villaggio:
Dustwalk. Un postaccio, circondato da dune
di sabbia, miniere abbandonate e piste di
polvere. E di leggende, come tutti i deserti,
che sono molto simili. Luoghi leggendari e
inaccessibili. Banditi e ribelli. Un sultano o
uno Stato lontano. Animisti e religioni. E
creature leggendarie.
Quali creature leggendarie?
Si chiamano i Primi Esseri e sono creature immortali che esistevano prima degli uomini. Nessuno sa da dove arrivino, ma intorno a loro che immagino si siano create le
varie credenze religiose. Per alcuni sono divinit, per altri demoni. Per Jin, semplici manifestazioni della natura. Con due soli punti
deboli: le donne e il ferro. Le donne perch i
Primi Esseri non le avevano, essendo immortali.
E il ferro?
Perch che il ferro fermi la magia fa parte
del folklore di tutto il mondo. In Inghilterra
si allontanano i folletti con il ferro, e in molte
parti del mondo si crede che quello di cavallo porti fortuna perch tiene lontani gli spiriti malvagi. E poich il selvaggio West anche il mondo della rivoluzione industriale,
mi parso normale che fossero le fabbriche
e le pistole ad avvelenare il mondo magico. E
a uccidere i Gul, i demoni.
Da dove vengono tutti questi nomi?
Sono il risultato di molte letture, dai miti
persiani ai diari dei viaggiatori occidentali.
Ma la mia non vuole essere una ricostruzione accurata, cos come il mitico West non
era il vero West. Ho poi cercato di mantenere
nomi dai suoni arabi per ci che riguarda la
gente del deserto. E occidentali per ci che
riguarda gli invasori: i Gal.
Il che ci riporta a un deserto moderno,
simile a quello che vediamo ogni giorno in
televisione...
Ma non la modernit che mi interessa.
Ho cercato di scrivere una storia universale,
attraverso i personaggi e i loro sentimenti: la
ribellione, lamore, la paura. E soprattutto di
una ragazza coraggiosa, che non accetta regole che crede sbagliate. Che non vuole crescere in un piccolo villaggio dove dovr ubbidire al primo marito che la chieder in moglie e vivere in una costante soggezione.
Quanto importante che leroina di
questa storia sia una ragazza?
Molto. Sono cresciuta leggendo libri
davventura e letteratura young adult in cui
cera un solo personaggio femminile, e spesso era stereotipato, diverso da me. Volevo
scrivere una storia con un personaggio determinato e passionale, capace anche di
prendere decisioni sbagliate, sapendo che
sono sbagliate.
Ogni volta che si incontra un uomo assertivo, si pensa che sia bravo. E ogni volta
che lo una donna, si pensa che sia aggressiva. daccordo con questa frase?
Credo sia una forma subdola di oppressione, una conseguenza di come le ragazze
sono trattate a scuola, sul posto di lavoro,
nella vita, dove non sono incoraggiate a perseguire semplicemente ci che desiderano,
ma spaventate dallidea che stiano facendo
qualcosa di sbagliato. E di come, nello stesso
modo, si convincono gli uomini che vi sia
ununica via di apparire bravi.
Una ragazza forte. Una societ ingiusta.
Una con larco e una con la pistola. il
nuovo Hunger Games?
(Ride) Ovviamente il paragone un onore. Ma anche rischioso. C una grande differenza tra le due storie ed una differenza,
come di dicevo, di modelli femminili. La societ di Amani non avrebbe niente che non
va, se non fosse per Amabi. La sua rivolta
non una rivolta per il bene comune (anche
se poi ne sar una conseguenza, come tutte
le ribellioni giuste), n per difendere la
sua sorellina o qualcuno della sua famiglia.
Lei vuole cambiare le cose per s, iniziando
da s, perch le passioni che la spingono sono irresistibili per lei. Non leroe necessario. una ragazza che non pu rassegnarsi a
essere diversa da come .
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DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

Segnali di fumo
di Alessandro Trevisani

Libri Ragazzi

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 25


Il Premio Nobel per lAmore
La classe pedagogica che governa New
York-sur-Loire ha candidato Diego la foca al
Premio Nobel per lAmore. Dovr incantare le
masse con il suo esempio di bont. Ma il
diavolo ci mette lo zampino, mentre i cani

fanno la rivoluzione... Il celestiale Bibendum


(Eris, pp. 200, 22) di Nicolas De Crcy, un
capolavoro visionario e grottesco, impregnato
di ironia sul capitalismo, fin dal titolo, che gioca
con il nomignolo francese dellomino Michelin.

Alfabeti Un dizionario di parole e immagini insegna ai bambini a riconoscere quello che sentono: da ira a felicit

42 emozioni per diventare grandi


testo di SEVERINO COLOMBO, commenti di GUSTAVO PIETROPOLLI CHARMET

CRISTINA NEZ PEREIRA


RAFAEL R. VALCRCEL
Emozionario.
Dimmi cosa senti
Traduzione
di Cristina Scalabrini
NORD-SUD EDIZIONI
Pagine 94,  16,90

rovare emozioni un privilegio, e


imparare a esprimerle ci aiuta ad
avvicinarci a coloro che amiamo. Cos la psicologa e psicoterapeuta Rosa Collado Carrascosa spiega nel prologo al
volume Emozionario di Cristina Nez Pereira e Rafael R. Valcrcel, limportanza di
uno strumento, sorta di dizionario delle
emozioni, attraverso cui i bambini possono
riconoscere ci che sentono e provare a dargli un nome: Rabbia, Felicit, Piacere, Invidia...
Nel caso delle emozioni riportate qui sotto e presenti nel libro Attesa, Frustrazione, Orgoglio e Gratitudine abbiamo chiesto a Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra e psicoterapeuta specialista nelleduca-

zione di bambini e adolescenti, come


vengono percepite oggi dai ragazzi, quanto
e come hanno a che fare con la vita.
Il percorso emotivo suggerito nellEmozionario parte dalla Tenerezza e arriva alla
Gratitudine. La sequenza procede secondo
quella che gli autori definiscono una logica
comune: unemozione ne genera un altra,
vicina (dalla Felicit allAllegria) oppure opposta (dallAllegria alla Tristezza, dallAmore allOdio). Ma avvertono che questa catena
emotiva solo una delle strade possibili per
leggere il libro. Puoi cominciare con lemozione che preferisci suggeriscono gli autori e saltare alla pagina che vorrai.
Di ognuna delle 42 voci viene proposta
uninterpretazione di altrettanti artisti:

Frustrazione

unillustrazione che riassume il significato


dellemozione e lo restituisce in maniera
simbolica o narrativa. Spesso i veicoli delle emozioni sono animali: un gatto punzecchiato da una zanzara per lIrritazione; una
ranocchia scampata a un coccodrillo per il
Sollievo; una pecora che arrossisce dopo essere stata tosata a rappresentare la Vergogna. Talvolta a restituire un sentimento
una situazione (in questo caso la Colpa),
quasi una microstoria: una barchetta di carta sul punto di essere tirata a fondo da
unancora pesantissima...
A completamento dellillustrazione un
breve testo traccia i contorni di quellemozione, con rimandi al mondo della famiglia
e dei bambini. A creare la Tensione pu es-

famiglie e nel contesto sociale preveda di ridurre


al minimo il dolore che si pu infliggere ai cuccioli a scopo educativo. Lobiettivo dei nuovi genitori aiutare i figli ad essere felici e godere degli
affetti e sostegni disponibili. La frustrazione come
cardine educativo caduta in disgrazia a favore di
una decisa valorizzazione del temperamento e del
talento naturale del figlio. Ci indebolisce il carattere e rende fragili nei confronti degli inevitabili
traumi scolastici e sociali? C da sperare che aver
smesso di far paura ai bambini li renda pi coraggiosi e pi ottimisti, ed anche meno violenti.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Orgoglio

Nancy Brajer, illustratrice


di Buenos Aires, ha
disegnato la gratitudine.
http://nancybrajer.com.ar

genitori non pretendono pi che i figli esprimano gratitudine nei loro confronti. Pensano
sia loro dovere educare e tutelare la crescita dei
pi piccoli. Padri e madri non si aspettano che i
figli onorino il loro nome e la loro persona. Preferiscono una relazione pi realistica e meno vincolante. Sanno di non essere pi disponibili ai sacrifici personali e di ruolo che erano obbligatori al
tempo dei loro genitori. Preferiscono accenni critici piuttosto della devozione che la gratitudine
impone. Esibire la fatica del duro lavoro e le mille
rinunce non consentito dal nuovo galateo instaurato fra figli e genitori. I giovani non onorano pi il

padre e la madre ma vogliono loro molto bene


perch li considerano persone e non divinit sacrificali al loro servizio. I ragazzi sono autorizzati a
pensare di avere diritto a prestazioni affettive e
relazionali proprio perch sono figli e quindi donatori di senso alla vita dei genitori. I genitori confermano tacitamente questa convinzione. La gratitudine finisce cos per esprimersi nei confronti del
gruppo di amici per il quale i ragazzi sono disponibili a qualsiasi sacrificio riconoscendo limportanza cruciale della sua esistenza e delle sue prestazioni che li ripara dalla solitudine e dalla noia.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Attesa

Largentina Bela Oviedo


ha dato forma allattesa.
Il suo sito http://bela
oviedo. blogspot.it

Lorgoglio interpretato
dallillustratrice argentina
Keki Un Puntito
http://unpuntito.com
giovani doggi sono orgogliosi dellet che hanno. Essere giovani un privilegio, non una condizione mortificante dalla quale importante
emanciparsi attraverso la crescita e il cambiamento di et. Anche gli adulti e gli anziani sembrano
convinti che la giovinezza sia la fonte di un potere
speciale e consenta emozioni e piaceri invidiabili.
Conservare gli aspetti esteriori della giovinezza
sembra essere divenuto un obiettivo condiviso non
solo per paura della morte ma a causa della convinzione che quellet ha speciali privilegi. Essere
orgogliosi di ci che si e intonare il proprio canto
senza pudori eccessivi socialmente tollerato e i

RIPRODUZIONE RISERVATA

Gratitudine

La frustrazione secondo
lillustratore argentino
Federico Combi. Il suo sito
http://fedecombi.blogspot.it
a condizione umana frustrante. I bisogni e
le illusioni del bambino e delladolescente
spesso non vengono presi sul serio dallambiente educativo. Ne derivano dolore e rabbia.
convinzione prevalente che imparare a tollerare la
frustrazione e farla diventare una risorsa sia la
strada maestra verso la crescita. Rassegnarsi o
covare progetti vendicativi sarebbero la fonte di
deformazioni della personalit. I limiti di spazio e
di tempo posti dagli adulti ai figli e agli allievi e i
castighi innescati dalle trasgressioni sono ovviamente frustranti e vogliono esserlo. Succede per
che lattuale modello educativo prevalente nelle

sere una novit come arrivare in una nuova


scuola o in un nuovo quartiere; ad alimentare il Rimorso il fatto aver rubato dei dolci
al fratello.
Gli interlocutori privilegiati dellEmozionario sono i bambini sia da soli che affiancati dagli adulti. Nel primo caso andranno
alla ricerca delle emozioni pi intime, quelle meno facili da accettare perch accompagnate da una connotazione negativa (Odio,
Ira, Sconforto, Incomprensione, Insicurezza). Il gioco con altri bambini o con gli adulti
pu diventare, invece, quello di riconoscere
in se stessi e negli altri emozioni complesse
come Malinconia, Compassione, Accettazione e Stupore.

ragazzi sono invitati dalle moderne tecnologie


della comunicazione a esibire la propria quotidianit quasi fosse unepopea eroica. Lorgoglio per
una passione difficile da moderare e tende a debordare autorizzando infatuazioni puerili nei confronti del proprio valore e bellezza. Ci comporta il
rischio di mortificazioni sociali e laccensione di
faticose competizioni attorno a primati di nessuna
importanza per quanto riguarda il reale rispetto
del proprio valore. I ragazzi sono invitati a essere
orgogliosi di ci che sono, ma non sempre riescono a evitare levidente disprezzo per laltro.
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mparare a rimanere in attesa ritenuto educativamente un obiettivo importante. Facilita lo


sviluppo della fantasia creativa, stimola i processi di simbolizzazione dellevento futuro, incrementa la fiducia e organizza la capacit di sperare.
Non riuscire ad attendere e pretendere subito la
soddisfazione del desiderio incrementa i comportamenti violenti e quelli fuggitivi. La connessione
internet con la fonte dellinformazione, della soluzione dellenigma, dellimmagine ambita, oggi
essenziale sia immediata e le agenzie di internet
promettono di eliminare lattesa. Anche i genitori
sono solleciti nel soddisfare i bisogni e lasciare i

figli troppo a lungo in attesa non appare educativamente legittimo. La precocit sociale e sessuale
dei figli sembra essere un obiettivo condiviso e
non si teme che la soddisfazione immediata del
desiderio possa inaridire la sua fonte e incrementare la fretta di consumare tutto senza passione e
competenza. Daltra parte gli adulti e gli anziani
sospettano di aver atteso troppo a lungo la soddisfazione del desiderio profondo e di essersi accontentati di soddisfazioni parziali e consolatorie, in
attesa dellevento decisivo. Forse questo il motivo
per cui i giovani sono autorizzati ad avere fretta.
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26 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Legenda

Libri Le classifiche

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015


A parit di percentuale di vendita, la
posizione determinata dal valore
in discesa
novit
decimale non indi100 titolo pi venduto (gli altri in proporzione) cato in classifica

(2) posizione precedente

1
5

in salita

S
R
N

stabile

rientro

Luis Seplveda insegna il valore della fedelt (e conquista i lettori)


Negli Stranieri la Svezia fa squadra. Largo alle web star Matt & Bise
La pagella
di Antonio DOrrico
Alicia Gimnez-Bartlett
Sei casi
per Petra Delicado
Sellerio

Top 10

ebook
di Alessia Rastelli

voto

10 1
(7)
(ai cani)

La tristezza di Alicia 1
La felicit di Petra 2

100

(2)

licia Gimnez-Bartlett non piange


mai vedendo un film o leggendo
un libro. Per c un racconto di
Juan Pedro Aparicio che fa
eccezione alla regola. la storia di
un vecchio signore che passeggia nel parco
con il cane quando lanimale corre via e
sparisce. Luomo si mette a cercarlo.
Vanamente. A un certo punto, un cane
risponde ai suoi richiami ed il primo cane
che ha avuto, morto ormai da tanti anni.
Cane e padrone si fanno una gran festa. Poi
riprendono la passeggiata. Luomo continua
a chiamare il cane sparito ed ecco che si
presenta il secondo cane che ha avuto. Nuova
scena di gioia. Per la stranezza della cosa
comincia a turbare luomo. Intanto, uno alla
volta, ricompaiono tutti i cani che luomo ha
posseduto nella sua vita e allora lui capisce
che sta succedendo qualcosa di terribile e di
meraviglioso allo stesso
tempo. Le riapparizioni
significano che lui
appena morto nel parco
e morendo si
ricongiunto ai suoi
vecchi amici. Ogni volta
che legge questa storia
Alicia Gimnez-Bartlett
piange a dirotto. Se vi si
stanno inumidendo gli
Alicia Gimnez- occhi (a me s) e
Bartlett (1951) desiderate ricomporvi,
ecco lantidoto. Sono i
racconti gialli della scrittrice (gi pubblicati
singolarmente in antologie ma che ci
guadagnano a essere raccolti in volume,
segno della loro bont di fondo), dove non
appaiono cani (se non mi sono distratto) ma
muoiono di morte violenta mafiosi russi,
mogli di poliziotti, aristocratiche italiane,
partecipanti al Gay Pride e fanciulle in fiore
(assassinate nella palestra della scuola). A
indagare sono lispettore Petra Delicado e il
viceispettore Fermn Garzn che danno vita a
godibili duetti. Durante una pausa nelle
investigazioni Garzn domanda alla collega:
Ma lei, Petra, non felice?. E lei risponde:
Io, Fermn? Solo quando trombo. Credo
proprio che al momento di questa battuta
uno dei cani (che stanno sempre accanto alla
scrittrice mentre al computer per alleviare
la solitudine del lavoro di scrivere) abbia
abbaiato di allegria.
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82

3
S

69

68

Isabel Allende
Lamante
giapponese
Feltrinelli, 18

64

Anna Todd
After 4.
Anime perdute
Sperling & Kupfer, 17,90

4
(4)

5
(1)

Niccol Ammaniti
Anna

(5)

59

Einaudi, 19

47

Paula Hawkins
La ragazza
del treno
Piemme, 19,50

7
(8)

Michele Serra
Ognuno potrebbe

(6)

38

Feltrinelli, 14

31

Andrea Vitali
La verit
della suora storta
Garzanti, 16,40

9
(-)

10

Anna Todd
After

(9)

Longanesi, 19,90
Andrea Camilleri
Le vichinghe
volanti...
Sellerio, 14

(3)

29

Luis Seplveda
Storia di un cane
che insegn...
Guanda, 10
Wilbur Smith
Il leone doro

Narrativa italiana

Il successo
delle serie
a quattro mani
Le serie a quattro mani in
vetta a una classifica
dominata da gialli e
romanzi eroticosentimentali, tra i generi
pi venduti su Net-ebook
libreria di Mediaworld.it
e, complessivamente, in
digitale. Al primo posto,
lanciata dallo sconto, la
coppia formata dallautore
bestseller James Patterson
e da Maxine Paetro.
Lebook (a 2,99 euro il 29
ottobre) Il sospettato,
della serie Private con
linvestigatore Jack
Morgan. Posizioni due e
quattro per le storie
damore e sensualit di
Christina Lauren,
pseudonimo delle
americane Christina Hobbs
e Lauren Billings. Beautiful
secret ed Eccitante e
divertente, i titoli (fino al 24
novembre a 1,99 euro),
volumi rispettivamente
delle serie Beautiful
bastard e Wild seasons.
Ancora passioni al secondo
e quarto posto, in una Top
Five piena di pari merito: Ti
porto via con me di Kristen
Proby e Tutte le volte che
vuoi di Jodi Ellen Malpas
(Newton Compton). Altri
tre titoli, infine, in quarta
posizione: I segreti di Gray
Mountain (fino al 12
novembre a 3,99 euro) di
John Grisham; Tempesta di
neve e profumo di
mandorle, ultimo libro
uscito in Italia di Camilla
Lckberg (Marsilio) e un
altro giallo svedese, Quella
gelida notte a Stoccolma di
Tove Alsterdal (Newton
Compton).

@al_rastelli

Sperling & Kupfer, 14,90

RIPRODUZIONE RISERVATA

(1) S 69

Andrea Camilleri
Le vichinghe volanti...
Sellerio, 14

Andrea Camilleri mantiene il terzo posto in top ten


dove lunica novit Andrea Vitali con una storia
ambientata nella Bellano degli anni Settanta. Negli
Italiani, lo stesso Camilleri resta davanti a Niccol
Ammaniti e Michele Serra; i nuovi ingressi, targati
Einaudi, sono il romanzo di sentimenti di Diego De
Silva e la storia generazionale di Marco Marsullo.

(2) S 59
2
Niccol Ammaniti
Anna
Einaudi, 19

(3) S 38
3
Michele Serra
Ognuno potrebbe
Feltrinelli, 14

Narrativa straniera

(2) 1 82

Wilbur Smith
Il leone doro
Longanesi, 19,90

Gi leader nella classifica dei ragazzi, Luis Seplveda


si piazza al primo posto della top ten con la favola sui
temi della fedelt e della lealt, dedicata al popolo
Mapuche cui la famiglia dello scrittore appartiene.
Negli Stranieri, Wilbur Smith il nuovo numero uno.
Novit nel segno della Svezia con gli ingressi di
Camilla Lckberg, Lars Kepler e Jonas Jonasson.

(3) 1 68
2
Isabel Allende
Lamante
giapponese
Feltrinelli , 18

(1) 5 64
3
Anna Todd
After 4.
Anime perdute
Sperling & Kupfer , 17,90

Saggistica

(1) S 26

Alan Friedman
My way
Rizzoli, 20

La vita di Berlusconi raccontata dal giornalista Alan


Friedman si conferma il saggio pi venduto.
Secondo, in salita, Erri De Luca e terzo il fisico Carlo
Rovelli, mentre al quarto posto si piazza il critico
darte Vittorio Sgarbi che racconta i tesori del nostro
Paese. Nella Varia la novit subito al comando la
coppia di amici Matt & Bise, gi star del web.

(4) 1 16
2
Erri De Luca
Il pi e il meno
Feltrinelli, 13

(2) 5 10
3
Carlo Rovelli
Sette brevi lezioni
di fisica
Adelphi, 10

Varia

(-) N 15

Matt & Bise


Fuori dal web
Mondadori Electa, 14,90

(3) 1 14
2
Marie Kondo
Il magico potere
del riordino
Vallardi, 13,90

La classifica

Le storie disegnate de la Lettura in libreria. E lAgendina in edicola

Graphic novel, ecco la raccolta

ra il 13 novembre 2011 quando


sul primo numero de la
Lettura veniva pubblicata la
prima graphic novel del supplemento:
appunti disegnati da Igort che
analizzavano la situazione ucraina. Da
allora, in questi quattro anni, le matite
di diversi artisti, da Sergio Toppi a
Davide Toffolo, da Grazia Nidasio a
Elfo, da Lorenzo Mattotti a Fabio
Sironi, da Paco Roca a Richard
McGuire, si sono alternate nel
costruire brevi racconti, reportage, nel
narrare fatti di cronaca. La rassegna
completa delle storie disegnate de la
Lettura ora in libreria, raccolta in un

Il catalogo Graphic novel


(Fondazione Corriere
della Sera, pagine 272,
 35), ora in libreria

catalogo pubblicato dalla Fondazione


Corriere della Sera, Graphic Novel.
Racconti, cronaca, reportage: le storie
disegnate nel supplemento culturale
del Corriere della Sera (pp. 272,  35),
dove le tavole sono introdotte da
saggi, riflessioni e da unintervista a
Joe Sacco. In edicola invece arrivata
la nuova Agendina 2016 (a  9,90 pi
il prezzo del quotidiano) che, oltre alle
date e le ricorrenze culturali, nella
sezione finale riporta le voci di
scrittori, scienziati, artisti e premi
Nobel intervistati sul supplemento.
Disponibile in tre colori, ospita un
racconto di Glenn Cooper. (c. br.)

1 100 J. Patterson, M. Paetro


Il sospettato
Longanesi,  9,99
ePub con Adobe Drm
2 88

Christina Lauren
Beautiful secret
Leggereditore,  4,99
ePub con Social Drm

2 88

Kristen Proby
Ti porto via con me
Newton Compton,  1,99
ePub con Social Drm

Christina Lauren
4 63
Eccitante e divertente
Leggereditore,  4,99
ePub con Social Drm
John Grisham
4 63
I segreti di Gray Mountain
Mondadori,  6,99
ePub con Adobe Drm

Ragazzi

(1) S 100

Luis Seplveda
Storia di un cane
che insegn...
Guanda, 10

(3) 1 11
2
AA. VV.
Spiderman
Disney, 3,50

Stati Uniti
1
John Grisham

2
Nicholas Sparks

3
Robert Galbraith

Rogue Lawyer

See me

Career of Evil

Doubleday, $ 28.95

Grand Central, $ 27

Mulholland/Little,
Brown, $ 28

(26 ottobre-1 novembre 2015)

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 27

Il podio del critico


di Ilaria Grippaudo

Ilaria Grippaudo (Enna, 1981) musicologa e


assegnista di ricerca dellUniversit di Palermo. Si
occupa di attivit musicali in conventi e monasteri
palermitani (secc. XVI-XVIII), di storia dellopera e
dei rapporti fra musica e cinema. Nel 2014 ha vinto
il premio Gaiatto della Fondazione Levi di Venezia.

1
2
3
Federico Maria Sardelli Peter Biskind (curatore) G. Martina, R. Scarpa, G. B. Carpi
Laffare Vivaldi
Sellerio, 14

A pranzo
con Orson
Adelphi, 26

Storia e gloria della


dinastia dei paperi
Disney, 29,90

La Germania legge pi di tutti per soffre lo stesso


Il numero
di Giuliano Vigini

9.322

.000.000

Con 9.322.000.000 di euro la Germania guida la classifica


delleditoria in Europa ma, pur restando il principale faro
per tutta lindustria europea del libro, nellultimo anno ha
accusato anchessa qualche flessione. Oltre al segno meno
generale (-2,2%), si verificato un pi consistente calo di

vendite nella narrativa (-6,7%), anche in relazione a un


minor numero di novit (-9,6), nellarea scientifica (-1,3) e
perfino nella letteratura per ragazzi e giovani adulti (-1,4),
che pur in questo momento uno dei pochi settori
rassicuranti per leditoria, non solo europea. Diminuiscono

anche le traduzione in tedesco (-7,2) e le vendite di libri


online (-3,1). Vedremo che cosa riserver alla Germania il
mercato nel 2015, anche per valutare quali potranno
essere alcune linee di tendenza nei prossimi anni, al di l
delle peculiarit di ogni mercato nazionale.

(Elaborazione a cura di GfK. Dati relativi alla settimana dal 26 ottobre al 1 novembre 2015)

(6) 1 31
4
Andrea Vitali

(5) 5 17
6
Zerocalcare

(8) S 15
8
Luca Bianchini

(9) 5 13
10
Elena Ferrante

(18) 1 9
(15) 1 8
12
14
Federico Baccomo
Serena Dandini

(13) 5 8
16
Andrea Camilleri

(14) 5 7
18
Marcello Simoni

(16) 5 7
20
Elena Ferrante

La verit
della suora storta

Lelenco telefonico
degli accolli

Io che amo solo te

Lamica geniale

Woody

Il futuro
di una volta

La targa

Labbazia
dei cento delitti

Storia del nuovo


cognome

Garzanti, 16,40

Bao Publishing, 17

Mondadori, 11

e/o, 18

Giunti, 14,50

Rizzoli, 19,50

Rizzoli, 10

Newton & Compton, 9,90

e/o, 19,50

(4) 5 27
5
Walter Veltroni

(-) N 17
7
Diego De Silva

(7) 5 13
9
Claudio Magris

(-) N 10
11
Marco Marsullo

(10) 5 9
13
Marcello Simoni

(20) 1 8
15
Marco Balzano

(12) 5 7
17
C. Bonini

(11) 5 7
19
Cristina Caboni

Ciao

Terapia di coppia
per amanti

Non luogo
a procedere

I miei genitori
non hanno figli

La cattedrale
dei morti

Lultimo arrivato

G. De Cataldo
Suburra

Rizzoli, 18,50

Einaudi, 18

Garzanti, 20

Einaudi, 16,50

Newton Compton, 9,90

Sellerio, 15

Einaudi, 19,50

La custodia
del miele
e delle api
Garzanti, 16,40

(4) S 47
4
Paula Hawkins

(-) N 23
6
Camilla Lckberg

(8) S 18
8
Anna Todd

(9) 5 15
(-) N 10
10
12 (-) N 13 14 (12) 5 11 16
Pedro Chagas Freitas C. Cussler, G. Brown Stephen King
Lars Kepler

(13) 5 9
18
Corinna Bomann

(16) 5 8
20
Abraham Yehoshua

La ragazza
del treno

Tempesta
di neve...

Prometto
di sbagliare

Naufragio

Chi perde paga

Il porto
delle anime

Marsilio, 16

Garzanti, 16,90

Longanesi, 18,60

Sperling & Kupfer, 19,90

Longanesi, 16,90

Leco lontana
delle onde
del Nord
Giunti, 11,90

La comparsa

Piemme, 19,50

After 2.
Un cuore
in mille pezzi
Sperling & Kupfer, 17,90

(5) S 29
5
Anna Todd

(6) 5 20
7
Anna Todd

(7) 5 18
9
David Lagercrantz

(10) 5 15
11
Andy Weir

(11) 5 12
(15) 5 10
13
15 (14) 5 11 17
Alicia Gimnez-Bartlett E. L. James
John Green

(-) N 8
19
Jonas Jonasson

After

Quello che non


uccide

Sopravvissuto.
The Martian

Sei casi
per Petra Delicado

Grey

Citt di carta

Lassassino,
il prete, il portiere

Sperling & Kupfer, 14,90

After 3.
Come mondi
lontani
Sperling & Kupfer, 17,90

Marsilio, 22

Newton Compton, 12

Sellerio, 14

Mondadori, 19

Rizzoli, 16

Bompiani, 20

(6) 1 10
4
Vittorio Sgarbi

(3) 5 9
6
Corrado Augias

(9) 17
8
P. Legrenzi

(-) N 6
10
Michela Marzano

(10) 5 6
(-) N 5
12
14
Daniel Pennac
Svetlana Aleksievic

A. Massarenti
La buona logica.
Imparare a pensare
Raffaello Cortina, 12

Pap, mamma
e gender

Preghiera
per Cernobyl

Una lezione
dignoranza

LItaliaccia
senza pace

In movimento

Ragazzi
di zinco

Utet, 12

e/o, 14

Astoria, 6

Rizzoli, 20

Adelphi, 22

e/o, 14

Dal cielo
alla terra

Le ultime diciotto
ore di Ges

Bompiani, 24

Einaudi, 20

(5) S 10
(8) 5 7
(-) N 6
5
7 (7) S 9
9
11
Philippe Daverio
Gabriele Romagnoli Federico Rampini
Svetlana Aleksievic

(14) 5 5
(12) 5 5
(19) 5 5
16
18
20
Giampaolo Pansa
Oliver Sacks
Svetlana Aleksievic

(20) 16
13
Eugenio Scalfari

(-) N 5
15
Massimo Fagioli

(13) 5 5
17
Malala Yousafzai

(11) 5 5
19
Gianrico Carofiglio

Solo bagaglio
a mano

Let del caos

Tempo
di seconda mano

Il gioco
della pittura

Lallegria, il pianto,
la vita

Left 2012

(con C. Lamb)
Io sono Malala

Con parole
precise

Feltrinelli, 10

Mondadori, 18,50

Bompiani, 24

Rizzoli, 35

Einaudi, 18

LAsino doro, 24

Garzanti, 12,90

Laterza, 15

(1) 5 14
(-) N 9
(-) N 8
3
4 (2) 5 14 5
6
Carl-Johan Forssn Ehrlin Benedetta Parodi
Simon & the Stars
Il Volo

(4) 5 8
7
Giulia Enders

(6) 5 8
8
Antonella Clerici

(7) S 7
9
Suor Germana

(5) 5 6
10
P. Mozzi, M. Mozzi

Il coniglio
che voleva
addormentarsi
Mondadori, 14,90

Ricette in famiglia

Loroscopo 2016

Unavventura
straordinaria

Lintestino felice

Lalmanacco
di Antonella

Rizzoli, 19,90

Vallardi, 13,90

Rizzoli, 17

Sonzogno, 16,50

Rizzoli, 14,90

Lagenda casa
di suor Germana
2016
De Agostini, 7,90

L. Ziglio
La dieta
del dottor Mozzi
Coop. Mogliazze, 19

(4) 1 10
3
Antoine

(2) 5 10
(8) S 8
4
5
Geronimo Stilton
AA.VV.

(-) R 6
6
R. J. Palacio

(-) R 6
7
AA.VV.

(5) 5 6
8
Mario Gentilini

(-) R 6
9
Luis Seplveda

(-) N 6
10
Rita Coco

de Saint-Exupry
Il Piccolo Principe

Grande ritorno
nel regno
della Fantasia 2
Piemme, 34,50

Ciao sono Masha!


Masha e Orso

Wonder

Inside out

Giunti, 9,90

Disney, 6,90

Storia di una
lumaca che
scopr...
Guanda, 10

Ciao sono Orso!


Masha e Orso

Fabbri, 9,90

(curatore)
Manuale di nonna
Papera
Disney, 9,90

Bompiani, 5,90

Inghilterra

Francia

Einaudi, 20

Fabbri, 9,90

Germania

1
David Walliams

2
Jamie Oliver

3
Alex Ferguson

1
2
R. Goscinny, J. Y. Ferri Bruce Benamran

Grandpas
Great Escape

Everyday
super food

Leading

HarperCollins, 12,99

Michael Joseph, 26

Hodder & Stoughton, 25

A. Uderzo, D. Conrad
Astrix.
Le Papyrus de Csar
Editions Albert Ren, 9,95

3
1
Jean-Franois Mallet
Jojo Moyes

2
Kerstin Gier

3
Elizabeth George

Prenez le temps
de-penser

Simplissime. Le
livre de cuisine

Ein ganz neues


Leben

Silber. Das dritte


Buch der Trume

Bedenke,
was du tust

Marabout, 19,90

Hachette, 19,95

Wunderlich, 19,95

Fischer FJB, 19,99

Goldmann, 24,99

28 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

CAN
TIERI
di MARIO CUCINELLA

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

112 camini per lagenzia dellambiente:


la sostenibilit una questione di empatia
edificio dellArpa, lagenzia regionale per la protezione
dellambiente, di Ferrara si trova in un contesto climatico
particolare. Siamo alle porte della citt, dove il clima ha
due estremi: caldo-umido in estate e freddo-umido in
inverno. Solo nel periodo primaverile ci sono delle condizioni
normali di rapporto tra temperatura e umidit. Dico questo
perch la definizione di sostenibilit non solo una questione
estetica, ancora da risolvere tra laltro, ma un rapporto di
empatia con i luoghi, il clima e le persone. La copertura
composta da 112 camini (a destra, foto di Moreno Maggi) che
hanno una duplice funzione: distribuire e controllare la luce

Sguardi
.

naturale e migliorare la ventilazione naturale. I camini


funzionano in maniera diversa in estate e inverno. Nel periodo
estivo per leffetto camino laria calda viene espulsa evitando
la stratificazione del calore; in inverno funzionano come delle
serre: accumulano calore solare che viene riemesso
allinterno delledificio. Tutto questo in maniera gratuita e
senza apporto tecnologico. questa idea che mi interessa
esplorare, investire di pi sullanalisi e le simulazioni che sulla
sola tecnologia. Questo rappresenta il vero cambiamento
verso unera ecologica. Ledificio (che sar terminato nel
2016) realizzato totalmente in legno e montato in sito. Si
sviluppa intorno a un patio interno che funziona anche da
giardino climatico. Costruzione in legno, controllo della luce
naturale, della ventilazione naturale, uso parsimonioso della
tecnologia, benessere e comfort e qualit dello spazio: ecco gli
ingredienti per la definizione di sostenibilit che una nuova
forma di bellezza visibile e invisibile.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Due parole in croce


di Luigi Accattoli

Pittura, scultura, fotografia, design, mercato

Non si paga: chiaro?


Lultimo corvo vaticano aveva nel becco una
direttiva tranciante di Bergoglio ai
collaboratori riguardo alle spese che lievitano
e portano al raddoppio dei preventivi: Se una
cosa stata fatta senza autorizzazione, non si
paga: chia-rez-za!. Sono parole trascritte dal
nastro e sembra di sentirlo che le scandisce
con lo stesso scatto di voce di quel giorno in
aereo: Il sindaco Marino non lho invitato io:
chia-ro?. Che forza il Papa cantachiaro.

Disavventure Capit anche a Beuys e Duchamp (tre volte). Ecco che cos successo a Bolzano nelle parole dei protagonisti

Raccolta differenziata
di arte contemporanea

Uninstallazione (gli avanzi di un party) finisce tra i rifiuti


In fondo, laddetta alle pulizie ha soltanto completato lopera
di STEFANO BUCCI

iente di grave. La signora delle


pulizie ha solo concluso la performance, lha definitivamente
realizzata, lha completata.
Deduzione logica, secondo la
direttrice del Museion di Bolzano, Letizia
Ragaglia, dove sabato 24 ottobre uninstallazione stata scambiata per i postumi di
un party ben riuscito, immediatamente rimossa e adeguatamente collocata nei sacchi per la raccolta differenziata dellimmondizia. Solo che, appunto, non si trattava di spazzatura, come poteva sembrare a
prima vista, ma di uninstallazione: Dove
andiamo a ballare questa sera? (2015, titolo rubato a una guida alle discoteche della
penisola scritta nel 1988 dallallora ministro degli Esteri, Gianni De Michelis) di Sara Goldschmied (1975) ed Eleonora Chiari
(1971).
Ha eseguito al meglio il suo compito,
era il suo primo giorno di lavoro prosegue la direttrice e lha fatto davvero con
grande solerzia. Quando ce ne siamo accorti, ci siamo preoccupati, poi abbiamo visto che le bottiglie e gran parte degli elementi che componevano linstallazione potevano essere recuperati, senza troppi danni. Insomma tutto si risolto nel migliore

dei modi. E con un incremento di visitatori-curiosi nei giorni immediatamente successivi alla performance realizzata dalladdetta alle pulizie (50 mila la media annuale
raggiunta dal Museion). Quando sono arrivata, non ho pensato che le bottiglie vuote, i bicchieri, i mozziconi, le stelle filanti e i
coriandoli sparsi sul pavimento potessero
essere unopera darte spiega a la Lettura la signora delle pulizie che preferisce rimanere anonima . Quando lho saputo
sono rimasta sorpresa. Per fortuna non ho
rovinato nulla.
Niente di grave, appunto. La storia dellarte, daltra parte, insegna. Anno 1973: al
Castello di Morsbroich a Leverkusen, in
Germania, la Vasca da bagno incerottata di
Joseph Beuys (1960) viene ripulita dagli addetti alle pulizie che lusano poi come secchiello del ghiaccio per tenere in fresco
delle bottiglie di birra. Anno 1978: alla
XXXVIII Biennale di Venezia, gli imbianchini ridipingono Porte 11, rue Larrey (1927) di
Marcel Duchamp, artista che gi poteva
vantare una simile sorte per alcuni suoi
ready-made, lo Scolabottiglie del 1914 gettato in un ripostiglio di un museo e la Fontana del 1917 ricondotta da un visitatore
alla sua destinazione primaria di orinato-

io. Anno 2010: i netturbini di Padova raccolgono e buttano nella discarica una delle
installazioni della rassegna en-plein air Artisti al muro, Legg-io (2010) di Isabella Facco, realizzata con materiale riciclato. Anno
2011: ancora una dipendente dellimpresa
di pulizie del Museo Ostwall di Dortmund
distrugge parte di When it Starts Dripping
from the Ceiling, uninstallazione di Martin
Kippenberger (assicurata per 800 mila euro) composta da una torre di legno e da una
ciotola di plastica nera riempita di gesso
che la donna delle pulizie getta via lasciando il contenitore vuoto.
Due i casi ufficialmente registrati soltanto lo scorso anno: alcune opere della rassegna Display Mediating Landscape alla Sala
Murat di Bari vengono raccolte in cartoni e
consegnate agli operatori ecologici; in discarica finiscono cos opere per un valore
di circa 10-12 mila euro tra dischetti in sughero, fogli di carta incorniciati e biscotti.
Pi o meno nello stesso periodo, al Museo
darte di Ravenna, un operaio ha stuccato
un finto foro dipinto dallo street artist riminese Eron: Ci sarei rimasto peggio
ha commentato in seguito Eron se loperaio si fosse accorto che era un buco finto.
Stuccandolo, invece, in un certo senso mi

ha aiutato a completare lopera.


Non sempre, per fortuna, accade cos.
Anche se il rischio rimane. Difficile, ad
esempio, non scambiare per materiale di
scarto degno solo della pattumiera gli oggetti che affollano gli scaffali dellinstallazione Canadassimo del collettivo BGL: in
pratica un minimarket di quartiere, non
troppo rifornito e assai malandato, esposto
al Padiglione canadese della Biennale di
Venezia in corso (fino al 22 novembre). Come le cianfrusaglie, in questo caso si tratta
essenzialmente di giocattoli usati, che
riempiono la scatola di plexiglass del Dream Object (2007) di Jim Shaw, uno dei pezzi forti di The End is Here, la retrospettiva
curata da Gary Carrion-Murayari e Massimiliano Gioni per il New Museum di York
(fino al 10 gennaio). Al Lacma di Los Angeles, invece, si celebra fino al 3 gennaio Noah Purifoy (1917-2004) e le sue architetturesculture assemblate con rifiuti nei quindici
anni trascorsi nel Deserto del Mojave.
Ma cosa provano gli artisti quando una
loro opera finisce nei sacchi della raccolta
differenziata? La prima reazione spiegano a la Lettura Goldschmied & Chiari
stata la tristezza, una sensazione di rifiuto. Poi abbiamo iniziato a ridere e a ren-

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 29

Derive La ricerca di antidoti e contromisure al dilagante concettualismo debole

Motti di spirito, provocatori


e creatori che non creano
Ma non pi una cosa seria
di VINCENZO TRIONE

In questa pagina alcuni esempi di arte


scambiata per immondizia. Sopra: la Vasca da
bagno incerottata di Joseph Beuys (1960).
Sotto: Legg-io (2010) di Isabella Facco. A
sinistra, dallalto: When it Starts Dripping from
the Ceiling (2011) di Martin Kippenberger; Porte
11, rue Larrey (1927) di Marcel Duchamp. In
basso: una sala della mostra Display Mediating
Landscape (2014) alla Sala Murat di Bari

iD

Nella pagina accanto: Dove andiamo a ballare


questa sera? (2015) di Sara Goldschmied (1975)
e Eleonora Chiari (1971) esposta al Museion di
Bolzano, nella versione originale (a sinistra) e
dopo lintervento delladdetta alle pulizie
MARIO PERNIOLA
Larte espansa
EINAUDI
Pagine 112,  11
HAL FOSTER
Bad New Days.
Art, Criticism, Emergency
VERSO
Pagine 208, 14.99
MARTIN KEMP
Larte nella storia
600 a.C. - 2000 d.C.
Traduzione
di Corrado Bertani
BOLLATI BORINGHIERI
Pagine 233,  18

derci conto di come linstallazione Dove


andiamo a ballare questa sera? fosse
unopera viva, reale e anche puzzolente a tal
punto da essere percepita dalladdetta alle
pulizie come i resti reali di una festa svoltasi la notte prima. Questo equivoco ha reso
ancora pi forte il lavoro e alla fine siamo
contente che questo incidente abbia fatto
cos discutere. Perch? Larte contemporanea costellata di provocazioni messe in
atto dagli artisti e dagli addetti alle pulizie
che le hanno cestinate. Abbiamo sempre
utilizzato resti, residui, rifiuti, rimosso storico, oggetti quotidiani che trasformavamo
in opere, quindi siamo abituate a questo
processo di trasformazione dal rifiuto allopera, ma non ci era mai successo che il
lavoro facesse un viaggio al contrario verso
la discarica.
Jonathan Jones, a proposito della vicenda del Museion, ha scritto sul Guardian:
Finch qualcuno pensa che larte moderna sia spazzatura, essa rimane provocatoria. E a proposito di provocazioni Goldschmied & Chiari citano una serie di esempi, il pi interessante dei quali quello
messo in piedi con The Play of the Unmentionable, installazione realizzata nel 1990
da Joseph Kosuth che al Brooklyn Museum

di New York aveva accostato opere darte


contemporanea con opere storicizzate,
spiegando come quelle opere alle quali
riconosciuto lo status di capolavori sono
tali proprio perch allinizio posero seri
problemi allo spettatore. Oltre agli artisti
che hanno reso lo scarto e il rifiuto opera
darte: i sacchi e le combustioni di Alberto
Burri ora celebrato al Guggenheim, le disgust picture di Cindy Sherman, le architetture modificate di Gordon Matta- Clark, i
glut e cardboard di Robert Rauschenberg,
le valige consumate di Fabio Mauri, le gomme di bicicletta di Carol Rama e i lavori di
tutti quelli che ci fanno guardare larte per
la sua capacit di insegnarci a vedere bellezze nuove e al limite del nostro orizzonte.
Dunque non ci sarebbe stato davvero
niente di male se la tanto citata Sora Augusta, la fruttivendola protagonista con Alberto Sordi de Le vacanze intelligenti
(1978), capitata davanti a Soul of City (1968)
di Roelof Louw, installazione di 5.800 arance acquistata dalla Tate Modern di Londra
nel 2014 per 30 mila sterline, avesse preso
qualche arancia delle piramide e avesse cominciato a venderle. Anche questa arte.
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unque, Dove andiamo a ballare


questa sera?, linstallazione del
duo Goldschmied Chiari esposta al Museion di Bolzano che,
inavvertitamente, unaddetta
alle pulizie del museo ha spazzato via e riposto dentro un sacchetto dellimmondizia. solo il pi recente capitolo di una
lunga vicenda di aneddoti assurdi, che ricorda lAlberto Sordi di Le vacanze intelligenti (episodio di Dove vai in vacanza?,
1978) e gli Aldo, Giovanni e Giacomo di
Tre uomini e una gamba. A Leverkusen,
nel 1973, due inservienti scrostano una vasca di Beuys, staccando cerotti, garze e
grasso. Cinque anni pi tardi, alla Biennale di Venezia, alcuni operai verniciano una
porta in legno di Duchamp. E ancora. A
Napoli, Capodimonte, nel 1990 unquipe
di falegnami lascia a terra alcune tavole di
legno, che qualcuno confonde con le parti
di una scultura di Kounellis. E alla galleria
Castelli di Manhattan, nel 1998, in segno
di protesta, un gruppo di pittori copre i
suoi quadri con stoffe nere; i primi visitatori dellesposizione iniziano a commentare quei dipinti involontariamente minimalisti; si avvicinano e prendono appunti.
Episodi divertenti, addirittura comici.
Che, tuttavia, sembrano nascondere una
precisa valenza culturale. Nei gesti
istintivi e irriguardosi di inservienti, di
imbianchini e di spazzini molti di voi si saranno identificati. quel che si coglie leggendo i commenti pubblicati su Corriere.it dopo i fatti del Museion.
In molti casi si tratta di sfoghi qualunquisti. Che, per, hanno il merito di svelare un atteggiamento sempre pi diffuso
nei confronti dello sperimentalismo postmoderno. Pur se arricchiti di riferimenti
colti, i medesimi stati danimo percorrono
le riflessioni di alcuni studiosi anti-moderni come Hughes, Fumaroli e Jean Clair.
Di recente questo fronte si arricchito di
nuovi e imprevisti alleati, provenienti dalle file del progressismo. I quali, pur se con
motivazioni e con argomentazioni differenti, sembrano condividere le medesime
insofferenze dei conservatori. ci che
emerge da due recenti libri Larte
espansa (Einaudi) e Bad New Days (Verso)
di Mario Perniola e di Hal Foster, i quali
muovono dalla tesi hegeliana della morte
dellarte. Un concetto che allude al declino
dellarte come evento specifico e separato
dal resto della vita, in vista del trionfo di
unestetizzazione diffusa, intesa come
estensione del dominio dei mass media
(Vattimo).
Riproposta negli anni Ottanta da Argan,
questidea viene recuperata e rilanciata
adesso da Perniola. Che, nelle pagine iniziali del suo stimolante pamphlet, vuole
decifrare alcune aporie proprie di un contesto dominato dal principio del lo potevo fare anchio. Lartworld odierno minato da alcuni falsi miti: ricerca della trasgressione e dello scandalo, alleanza con
il sistema dei media e con i gruppi di potere finanziario, furbo ammiccamento,
ostentato cinismo, impegno per dar vita a
una cupola mondiale da cui sono escluse quelle personalit che praticano linguaggi tradizionali come pittura e scultura, derisione ai danni dei profani per difendersi da ogni possibile dissenso. Decisive alcune strategie minime: sottrarre un
oggetto dal suo contesto di appartenenza,
per introdurlo poi nel regime estetico; e
dissolvere lidentit dellopera in un flusso comunicativo, delegando a team di artigiani la realizzazione effettiva di un determinato progetto.
Per interpretare il cambiamento epistemologico della nozione di arte, Perniola parla di svolta fringe: si trasforma
in qualcosa di emozionante, eccitante e
seducente una entit che non riesce a manifestarsi da sola come tale; e si riporta
nello spazio dellarte qualcosa o qualcuno
che marginale. Quel che conta non la
qualit dellopera in s, ma la legittimazione il battesimo dei mediatori
(galleristi, direttori di musei, dealer, curatori). Perch oramai nulla di per s stes-

so arte. Lo diventa attraverso vari stratagemmi: il modo in cui lautore pensa la sua
attivit, il contesto diacronico e sincronico
dove si trova ad agire, i filtri cui viene sottoposto da parte del pubblico, della critica, dei media, del mercato. Ne deriva che
arte tutto questo insieme di azioni e reazioni, teorie e iniziative, oggetti e racconti,
documenti e materiali del pi vario genere. Mentre per secoli, come sottolinea
Martin Kemp nel suo nuovo libro (Larte
nella storia, Bollati Boringhieri), stata altro: un meraviglioso prodotto immerso
nella storia, che non pu esistere al di
fuori di essa, inventato da figure intente
a porsi in relazione con coloro che li hanno preceduti, capaci anche di condizionare il nostro modo di vedere il passato.
Il jaccuse di Perniola potrebbe essere
collegato a quello di Foster. Che descrive
la nostra come lepoca in cui certe conquiste delle neoavanguardie degli anni Cinquanta e Sessanta sono diventate luoghi
comuni privi di tensione e di forza espressiva. Questa una buona cosa, ma lo
meno se diventiamo ignari di ci che ha
motivato indeterminatezza e partecipazione (), o se diventiamo ciechi rispetto a
come queste attivit potrebbero essere valutate nellarte oggi perch sono svalutate
altrove nella societ.
Senza demonizzare lo sperimentalismo



Reazioni
Allabisso in cui si rischia di
scivolare si risponde con il
silenzio o recuperando una
concezione nobile ma non
anacronistica del fare arte
2.0, Perniola e Foster esprimono la necessit di reagire a certo attuale concettualismo debole. Larte sembrano affermare
in pericolo, minacciata da una perversa tendenza allo stupore effimero e da un
pervasivo gusto per lintrattenimento. La
deriva cui assistiamo era gi stata intuita
da Hannah Arendt: Non abbiamo pi
una diffusione tra le masse, ma una distruzione della cultura, compiuta per farne scaturire divertimento (), un entertainment () alimentato dagli oggetti di
cultura del mondo.
Siamo saturi di creazioni il cui unico valore risiede in una serie infinita di pratiche discorsive, che spesso prescindono da
quelle stesse creazioni: ci si limita a discettare delle intenzioni dellartista (senza
considerare lesito finale); si legittima la
scelta di molti autori di trincerarsi dietro
una grammatica autoreferenziale e criptica; a differenza di quel che avviene in altri
ambiti (cinema, danza, architettura, letteratura), si guarda con sufficienza il momento del saper fare e della consapevolezza tecnica; si celebra il fortuito, il casuale; e si difende la convinzione secondo cui
larte contemporanea sarebbe una setta
chiusa. Complice di questa deriva una
critica sempre pi asservita alle imposizioni del mercato, abile solo nel giudicare
come importante quel che il sistema ha
gi imposto, incapace di guardare e di
discernere la qualit dallimbroglio.
Come reagire a questo abisso? Scegliere
il silenzio: e ripiegare in proposte aniconiche e silenti. Oppure recuperare, in unottica non anacronistica, una concezione
nobile del fare arte: come testimonianza
tesa a designare individui e oggetti ricorrendo allesattezza dellimmagine, dello
stile.
Dopo la grande bouffe delle provocazioni fini a se stesse, abbiamo bisogno di una
benefica stagione di igiene estetica. Senza
saperlo, la donna delle pulizie che ha cancellato linstallazione del Museion sembra
dirci: Basta con queste cialtronerie, larte
una cosa seria.
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30 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Incanti

Sguardi Il personaggio

di Ranieri Polese

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015


Claudio Villa, canzoni di vita
Borgo antico...: cantano a squarciagola i
ragazzi di borgata. A Pasolini, forse, si deve il
primo esperimento di romanzo con canzoni.
Nei due romanzi degli anni Cinquanta
Ragazzi di vita e Una vita violenta si compila

una vera playlist (nel secondo, addirittura, c


un capitolo intitolato Canzoni di vita). Inevitabile
fare una hit parade: al primo posto con undici
presenze Claudio Villa. Secondi, molto
distaccati e a pari merito, Tajoli e Carosone.

California La metropoli
gli ha affidato il compito
di illustrare in cento
tavole la storia del
Campidoglio cittadino,
ricostruito nel 1915 dopo
il terremoto del 1906.
Ecco come sta andando

dal nostro inviato a San Francisco


MARIA EGIZIA FIASCHETTI

Lo skater diventato artista


Cos ridisegno San Francisco

l facility storage, polveroso magazzino delle meraviglie aperto su un


ballatoio di ghisa, lo studio di
Jeremy Fish, 41 anni, primo artist in
residence nella storia di City Hall, il
campidoglio di San Francisco. Per il centenario del monumento, sede del governo cittadino (ledificio, distrutto dal terremoto del 1906, fu ricostruito nel 1915),
la San Francisco Art Commission gli ha
chiesto di realizzare cento disegni in
cento giorni. Le immagini saranno raccolte nella mostra O glorious City (inaugurazione il 19 novembre, catalogo Chronicle Books), mentre quaranta stampe
giganti rivestiranno i chioschi di Market
Street. Fish accoglie la Lettura in divisa da lavoro sul gilet si fatto ricamare la scritta sindaco non ufficiale di
North Beach, il quartiere italiano nel
quale vive circondato dagli ultimi lavori.
Mancano solo due disegni, come
riuscito a non ripetersi lavorando per
tre mesi sullo stesso tema?
Ho pensato a un club immaginario di
simboli e mi sono guardato intorno...
Dai fregi della cupola (la quinta pi alta
degli States, supera anche quella di
Washington, ndr) ai luoghi storici della
citt. Sapevo di non poter memorizzare
ogni singolo dettaglio, cos ho diviso il
lavoro al 5o per cento con il fotografo Rick Marr. Ci conosciamo da ventanni.
Il disegno che pi la rappresenta?
Quello in cui si vede la mia testa
esplodere da City Hall... Succede se lavori fino a dieci ore al giorno senza mai
staccare, ma c anche un altro motivo.
Quale?
A luglio mi hanno diagnosticato
lepilessia. Sono stato operato al cervello,
i medici volevano che stessi a casa a imbottirmi di pillole, ma avevo gi realizzato i primi trenta disegni e mi dispiaceva
buttarli via.
Che cosa lha spinta a continuare?
Ho capito di avere un tempo molto limitato. Progetti come questo capitano
una volta nella vita. Se avessi mollato, sapevo che forse non ci sarebbe stata unaltra occasione.
Qual stata la parte pi difficile?
Lo studio molto isolato e in pochi

sanno che sono qui. Ho avuto un paio di


crisi, era tardi e ledificio era deserto.
E la pi entusiasmante?
Lavorare a City Hall. Starmene seduto
sul portico a guardare quello che si muove intorno: studiosi, classi di yoga, matrimoni... Ne avr visti a centinaia (la media di circa duemila lanno; celebri le
nozze tra Marilyn Monroe e Joe di Maggio nel 1954, ndr).
Dal suo piccolo osservatorio cosa ha
scoperto?
Che molti abitanti di San Francisco
non conoscono City Hall. Se la mostra, i
poster a Market Street spingeranno anche un solo passante, gente che non sa
nulla di arte, a entrare, potr dire di aver-

cela fatta.
Nel deposito che poi diventato il
suo studio cosa ha trovato?
Montagne di scatoloni contenenti di
tutto. Dalle cianografie del palazzo ricostruito dopo il terremoto ai memorabilia
dei sindaci... Da un cassetto spuntata
pure una moneta doro di Papa Giovanni
Paolo II con il Golden Gate sullo sfondo
portata in dono alla citt.
Ora che la residenza sta per finire,
c un disegno che preferisce?
Quello che non ho ancora realizzato....
Ventanni fa ha deciso di lasciare
New York per San Francisco: cosa cercava?

Contaminazioni
Jeremy Fish, 41 anni,
il primo artista in
residenza nella storia di City
Hall, il campidoglio di San
Francisco. Per festeggiare il
monumento, che questanno
compie un secolo, stato
invitato a realizzare cento
disegni in cento giorni. Fish
ha ibridato i simboli della
citt con il suo stile ironico e
visionario (in alto). Lartista
ama anche disegnare i suoi
abiti: per il progetto a City
Hall ha indossato una divisa
speciale (qui sopra)

Negli anni Novanta questa era la capitale mondiale dello skateboard. Ai


miei genitori ho detto che volevo studiare al San Francisco Art Institute, il pi antico dAmerica, ma il motivo era un altro... Alla fine mi sono diplomato in serigrafia e ho iniziato a lavorare come illustratore.
Come ha visto cambiare la citt in
questi anni?
Dai tempi della gold rush (la febbre
delloro), la gente sempre venuta qui
con lidea di arricchirsi. Con larrivo dei
colossi tecnologici, per, il mercato immobiliare impazzito... Gli affitti sono
triplicati, San Francisco ormai pi cara
di Manhattan e molti artisti stanno andando via. Una situazione che lascia
lamaro in bocca, come quando chiudi
una storia e parli male della tua ex. assurdo. Questa sempre stata la citt pi
progressista dAmerica, ma sta diventando impossibile viverci.
Lei perch ha scelto di restare?
Sono fortunato, il mio padrone di casa non mi ha ancora buttato fuori. Se resto perch sono grato a San Francisco e
sento di doverle qualcosa. New York sarebbe stata pi proficua per la mia carriera, ma voglio restare qui e far sentire
la mia voce. Devo far sapere ai cittadini
che sono speciali, e non per lultimo modello di smartphone.
Come pensa di riuscirci?
Ho capito che tutto quello che faccio
deve essere artistico: da come spalmo il
dentifricio sullo spazzolino alla composizione dei cibi nel piatto. Avere successo
per me significa strappare un sorriso alle
persone, coinvolgerle in una riflessione
pi ampia sulla societ in un lasso di
tempo limitato.
anche per questo che personalizza
tutto, abiti compresi?
Ho iniziato per gioco con un sarto del
mio quartiere... Alla gente piaceva, era
divertita, e ho continuato.
Un altro luogo, a parte San Francisco, nel quale si sente a casa?
LItalia. Nel 2007 sono stato a Roma
per allestire una mostra (Rome-antic delusions) e mi piacerebbe tornarci... Non
solo per le vacanze....
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DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

Scatti flessibili
di Fabrizio Villa

Sguardi Le mostre

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 31

Locchio dellarmenit
Per il fotografo armeno-siriano Hrair Sarkissian
la prima mostra in Italia. Si distinto alla 56
Biennale di Venezia tra i protagonisti del
padiglione Armenity premiato con il Leone
dOro. Lesposizione dal titolo Back to the future

curata da Filippo Maggia e sar inaugurata il 26


novembre presso la Fondazione Carispezia a La
Spezia: 86 immagini e un video rappresentano
lincertezza del futuro e le identit da difendere
e preservare (accanto: Homesick, 2014).

Emilia Palazzo
dei Diamanti ospita una
retrospettiva sugli anni
cruciali della Prima guerra
mondiale, che radun
in citt una generazione
di grandi interpreti,
a partire da de Chirico

da Ferrara
ARTURO CARLO QUINTAVALLE

Tutte le metafisiche di Ferrara:


qui nacque la nuova pittura

ella grande personale a Roma


nel febbraio 1919, alla Casa
dArte Bragaglia, de Chirico
espone una parte delle opere
riunite oggi a Ferrara; si trattava del lavoro degli ultimi tre anni, salvo
un ritratto figurativo, tutte pitture metafisiche. La critica per stronca la rassegna ferocemente e il pi duro degli attacchi viene da Roberto Longhi: Ecco la
pittura di Giorgio de Chirico rinvenire
inaudite Divinit nelle sacre vetrine degli
ortopedici, ed eternare luomo nella lugubre fissazione del manichino daccademia o di sartoria; e, pi avanti: Accostamenti talmente orridi di antipodi
civili, che soltanto glincroci dellarte barocca con quella del Giappone al tempo
dei missionari di Papa Borghese potrebbero fornire un altrettanto sgradevole riscontro.

Si pu partire anche da qui per capire


questa importante mostra densa di pezzi
come poche altre, domandandosi per
anche le ragioni di un rifiuto che, alla fine, costringer il pittore, nato a Volo in
Grecia nel 1888, a tornare a Parigi dove il
consenso, dei dadaisti prima e dei surrealisti poi, non gli verr certo a mancare.
Sono i quattro anni di guerra, dal 1915
al 1918, a Ferrara, quelli dove le vite di alcuni grandi artisti si incrociano. Cos
quelle di Giorgio de Chirico e del fratello
Alberto Savinio tornati da Parigi per arruolarsi, di Carlo Carr che arriva nel
1917, di Filippo de Pisis, di Giorgio Morandi, e di poeti e scrittori da Corrado
Govoni a Giuseppe Raimondi, di mercanti come Paul Guillaume che scrive da
Parigi e Mario Broglio e Giovanni Papini
e la Roma dei Bragaglia e tanti altri. Sar
la pittura creata a Ferrara da de Chirico a
incidere sulla cultura europea come, e
pi, del Futurismo. E proprio a Ferrara,
spiega bene Paolo Baldacci, la ricerca
dellartista si trasforma: sono ormai lontani i monumenti bianchi nelle piazze
deserte, le evocazioni di una mitica Grecia, i vuoti porticati di una Torino senza
tempo, i luoghi sospesi della memoria e
lassurdo, come suggeriva Nietzsche, di
ogni dialogo col mondo.
A Ferrara dunque nasce una diversa
Metafisica, anzi nascono diverse Metafisiche, quella di de Chirico, certo, ma ancora le altre, e le loro contrapposte ideologie. A Ferrara de Chirico trasforma gli
spazi, punta sugli interni, propone una
visione diversa, magari legata anche alla
propria condizione di soldato chiuso a
Villa del Seminario, apprestata per coloro che subiscono lo shock della guerra. I
quadri che dipinge sono il segno di un
nuovo rapporto col mondo, come I pro-

con densit di volume e sensibilit pittorica nate da altre frequentazioni, quelle


fiorentine da Masaccio a Paolo Uccello,
ma anche da una precisa attenzione a Czanne. Presentando la sua mostra del
1917 alla Galleria Chini a Milano Carr,
infatti, scrive: Noi che ci sentiamo figli
non degeneri di una grande razza di costruttori abbiamo sempre perseguito figura e termini corposi e precisi e quella
atmosfera ideale senza la quale il quadro
non supera le elucubrazioni del tecnicismo e della analisi episodica del reale
esterno. Andare verso lassoluto, sta qui
la distanza evidente da de Chirico, ben
chiara anche in Il dio ermafrodito (1917).

Lappuntamento
De Chirico a Ferrara.
Metafisica e avanguardie,
a cura di Paolo Baldacci
e Gerd Roos,
Ferrara, Palazzo
dei Diamanti,
dal 14 novembre
al 28 febbraio 2016
(Info Tel 0532 244949,
www.palazzodiamanti.it).
Catalogo
Ferrara Arte
(pp. 304,  45).
Orari: tutti i giorni,
9-19, aperto anche 8,
25 e 26 dicembre,
1 e 6 gennaio. La mostra
sar poi alla Staatsgalerie
di Stoccarda, dal 18 marzo
al 3 luglio 2016

getti della fanciulla (1915) coi rocchetti, il


guanto, la scatola, e al fondo il castello
estense; come La nostalgia dellingegnere (1916) dove le cornici dello studio, il biscotto, lo spazio si ribaltano; come La rivelazione del solitario (1916) dove domina il contrappunto fra linterno dalle diverse prospettive e il castello al fondo.
Langelo ebreo (1916), poi, propone un
occhio sospeso sul mondo, locchio che
tanto peser su Magritte e Max Ernst e,
ancora, su Buuel.
De Chirico inventa adesso il quadro
nel quadro, cos Interno metafisico (con
sanatorio) del 1917: siamo dentro lo studio, cavalletti, righe, squadre, ma anche
pani in cornice e il quadro sul cavalletto,
descritto analiticamente, un tema che
Dal, Magritte, Max Ernst riprenderanno.
Nel marzo 1917 arriva a Ferrara Carlo
Carr che comprende subito la novit di
de Chirico; cos in La camera incantata
(1917), oppure in Madre e figlio (1917),
troviamo in apparenza gli stessi elementi, manichini, pesce di metallo, galleggiante, palline, termometro, tutto nello
spazio chiuso di una stanza ma dipinta

Ma al panorama manca ancora Giorgio Morandi che a de Chirico e Carr si


accosta con misurata circospezione: la
sua Natura morta con la squadra (1917),
o laltra Natura morta con manichino
(1919) non propongono spazi diversi da
quelli dello studio, non stupiscono con
accostamenti estemporanei, sono forme
dipinte, come in Czanne, da diversi
punti di vista, costruite per dosate ombre
e luci in uno spazio chiuso; la poesia
della lunga durata di Braque unita alla civilt delle nature morte del 600. Certo,
Max Ernst prende le mosse proprio da de
Chirico nella serie Fiat Modes (1919), come anche Le Corbusier e muovono ancora da de Chirico i tedeschi della Neue Sachlichkeit a cominciare da George Grosz,
ma ancora de Chirico, nel 1917, a proporre una serie di capolavori, da Il trovatore a Ettore e Andromaca fino a Il grande metafisico e a Le muse inquietanti.
Baldacci, nel volume su La Metafisica
(1997), a proposito di questultimo dipinto ricorda che, sul palcoscenico, la figura
di sinistra evoca lauriga di Delfi e la Hera
di Samo mentre quella seduta cita sumeri ed egizi; al fondo il castello estense e
una fabbrica, dunque un contrappunto
difficile fra lantico e loggi. Torniamo a
Roberto Longhi: la formazione crociana
del critico gli fa intendere il sublime di
Morandi, le volumetrie neo quattrocentesche di Carr ma non il conflitto del vivere che de Chirico rappresenta. Cos il
pittore di Volo matrice del civile racconto europeo della crisi, dai dadaisti di
Zurigo, Parigi e Berlino, ai surrealisti;
Carr il cantore del mito del primitivo;
Morandi della contemplazione assoluta.
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In alto, da sinistra: Giorgio de Chirico, Le Muse


inquietanti (1917-18) e Langelo ebreo (1916); Carlo
Carr, Madre e Figlio (1917). Qui sopra, dallalto:
Giorgio Morandi, Natura morta con manichino
(1919); Ren Magritte, Il volto del genio (1926)

Allestimento



Rigore scientifico



Catalogo



32 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

Unaltra bellezza
di Alessandro Cannav

Sguardi Costume

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 33


Milano, I love you
Ma s, lorgoglio meneghino si pu sdoganare.
Non per fare i primi della classe, sulla scia di
Expo, ma perch Milano merita una conoscenza
pi approfondita e un affetto meno interessato.
Quanto si trova in I love Milano di Marina Moioli

(Newton Compton, pp. 284,  14,90) che


smonta la metropoli per farne uscire storie
insolite, grandi personaggi, luoghi magici. Da
Ambrogio alla Stramilano si ha la sensazione di
vivere in una grande comunit. Non poco.

Eventi LAndrienne di Palazzo Mocenigo restaurato da Louis Vuitton in mostra a Venezia. Un dialogo silenzioso con due capi di oggi

Labito ritrovato della dama-bambina


di ANNACHIARA SACCHI

l corpetto nasconde fili strategici: la


dama, senza essere vista, poteva allentarli dopo i pasti. La scollatura
ampia ma non eccessiva, la falda a
pieghe scende lungo la schiena, i ricami volteggiano sulla seta, una garza color avorio a motivi floreali impreziosisce i
bordi. Torna a splendere lAndrienne di
Palazzo Mocenigo, veste femminile di fine
Settecento custodita dalla dimora-museo
veneziana. Da marted 10 novembre si sposter (di un chilometro) in Calle del Ridotto, nello spazio del marchio Louis Vuitton
che ne ha curato il restauro. La moda in
mostra. Il capo del 1770-80 e, accanto, altri
due abiti. Uno contemporaneo, in carta,
tessuto dallartista cinese Movana Chen, e
uno disegnato dagli studenti del Centro
sperimentale di cinematografia di Roma.
Dialogo tra epoche, generazioni, stili. Per
una storia fatta di intrecci, forme e rappresentazioni del corpo. A Tale of Costumes,
come il titolo dellesposizione aperta dallo
stesso giorno.

Conversazione silenziosa fra tre espressioni di alto artigianato, labito che diventa
archetipo per i ragazzi del corso di Costume e punto di osservazione per il lavoro di
Movana Chen. suo il Travelling Dress,
scultura indossabile datata 2012, le pagine dei cataloghi Louis Vuitton prima incollate, poi ridotte in lunghissime strisce
trasformate in matasse e, infine, intrecciate come una maglia. La parola distrutta e
ricomposta. Che rinasce e comunica con il
corpo, che acquista un nuovo significato e
mantiene quello originario, che racconta
vecchie e nuove storie e si fa arte.
Il linguaggio classico e contemporaneo, come quello usato dagli allievi del
Centro sperimentale di Cinematografia di
Roma coordinati da Maurizio Millenotti,
due volte candidato allOscar per i migliori
costumi di scena (Otello del 1986 e Amleto
del 1990, entrambi diretti da Franco Zeffirelli). Un laboratorio impegnativo, partito
la scorsa primavera, in cui veniva chiesto
di reinterpretare lAndrienne creando
qualcosa di originale. Il percorso intrapreso con gli studenti del secondo e terzo
anno racconta Millenotti alla Lettura
stato molto intrigante. A partire dallo
studio della moda del Settecento considerato un abito informale, lAndrienne
perse questa connotazione con la regina
Maria Antonietta, che lo introdusse a corte e delle sue influenze nelle epoche
successive.
Riconosciuta limportanza dellAndrienne (il nome deriva dalla commedia
Andrienne di Baron, messa in scena per la
prima volta a Parigi il 6 novembre 1703
dallattrice Marie Carton Dancourt, che
per loccasione propose questo nuovo stile), la classe ha immaginato e disegnato
alcune silhouette da giorno e da sera. Fi-

In alto da sinistra:
il Travelling Dress
dellartista Movana
Chen; i figurini
originali del
Settecento; labito
realizzato dagli
studenti del Centro
sperimentale
di cinematografia.
A fianco: lAndrienne
di Palazzo
Mocenigo
(1770-1780)
e due momenti
del restauro a cura
di Piero Montelli

Lesposizione
A Tale of Costumes aperta
allEspace Louis Vuitton
di Venezia, Calle del Ridotto
1353, dal 10 novembre
al 31 marzo. Ingresso libero
Il restauro
Inserito nel progetto di
sponsorizzazione voluto
da Louis Vuitton
a Venezia, il restauro
dellAndrienne
stato interamente
sostenuto
dal marchio

no ad arr
arrivare precisa Millenotti allabito di seta color avorio adatto a un red
carpet. A
Anche se, con i giusti accorgimenti, potreb
potrebbe essere perfetto per una sposa.
Un cap
capo moderno, non una semplice
copia delloriginale.
de
Anche per una questione d
di taglia: lAndrienne veneziano
p
(che fa parte
della collezione del Museo di
Palazzo M
Mocenigo Centro studi di Stote
ria del tessuto
e del costume), restaurato
me grazie al sostegno di Vuitton,
in tre mesi
suo circa 150 centimetri di altezza e
con i suoi
vit strettissima, potrebbe essere
una vita
ind
oggi indossato
da una bambina di dodici
anni.
pic
Un piccolo
preziosissimo abito dalle
irripetib
irripetibili
broccature di seta che, con i
suoi due compagni di viaggio, scatena nel
visitatore innumerevoli spunti di riflessioIntor
ne. Intorno,
sui muri dellEspace Louis
Vuitton di Venezia, lesposizione arricchita da oltre un centinaio di figurini del
Settecen dettagli e stili di una moda che
Settecento,
d due secoli influenza il nostro
da pi di
modo di vestire, e da due video: il making
lab
off del laboratorio
degli studenti del Cencin
tro di cinematografia
e quello di Movana
me
Chen mentre
crea il Travelling Dress.

La mo
mostra, gratuita, aperta al pubblico
fino al 31 marzo. Contemporaneamente a
Roma, nello
ne Spazio Etoile Louis Vuitton di
piazza San
Sa Lorenzo in Lucina (lex cinema
Etoile), A Tale of Costumes raddoppia con
oma
un omaggio
al costume sartoriale nella
de grande schermo: con la curatestoria del
la di La
Laura Delli Colli, nella maison sap
ranno proiettate
testimonianze, immase
gini, sequenze,
backstage tratte da titoli
I racconto dei racconti (Matteo
come Il
Garron 2015) e Youth. La Giovinezza
Garrone,
(Paolo Sorrentino, 2015). In programma
anche il filmato dedicato alla storia della Sart
Sartoria Tirelli, dal 1964 punto di riferimen per registi e costumisti. Infine,
rimento
e solo nella giornata del 10 novembre,
semp allEtoile di Roma saranno
sempre
espos tra gli altri, gli abiti indossati
esposti,
Ro
da Romy
Schneider in Ludwig di Luchin Visconti, da Valeria Golino in
chino
Ama immortale di Bernard Rose, da
Amata
Marg
g
Margherita
Buy in Magnifica presenza di Ferzan zpetek, da Salma Hayek
in Il racconto
r
dei racconti.
Mo
Moda e macchina da presa, un legame iindissolubile. Anche se Millenotti
pre
precisa: Nel passato il cinema infl
fluenzava molto lo stile di tutti i
giorni, soprattutto se ripensiamo alle pellicole degli anni
Trenta, Quaranta, Cinquanta.
Ora la moda a ispirare molto
p
pi spesso le pellicole. I costumisti tra
traggono ispirazione dai grandi stilisti di og
oggi per ricreare abiti magnifici.
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34 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Sguardi

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

ilCartellone
.

PINACOTECA NAZIONALE

La metamorfosi di El Greco,
il genio che incant Picasso

La pittura di Piero Sadun


oltre ogni ostacolo

ario Verdone, intellettuale e storico del


cinema, ricordava bene come il suo amico
dinfanzia, il raffinato pittore Piero Sadun
(1919-1974), fosse geloso dei suoi Disegni della Resistenza, realizzati durante i mesi della lotta partigiana. Ora quei materiali inediti sono esposti al pubblico nella mostra Piero Sadun / Genesi di un artista 1938-1948, allestita alla Pinacoteca Nazionale di
Siena e aperta fino al 10 gennaio (www.pinacotecanazionale.siena.it). Un omaggio della citt a questo
suo figlio che visse la pittura come una vocazione
intima e assoluta, messa bene a fuoco dal conterraneo Cesare Brandi che segu la sua evoluzione stilistica con una costante attenzione. Un percorso che
lo vedr, insieme a Scialoja, Ciarrocchi e Stradone,
protagonista nel gruppo dei quattro artisti fuori
strada (come li defin Brandi), per poi approdare
allastrattismo degli anni Cinquanta, al Cubismo e
alla corrente dellInformale. La mostra racconta
(anche con documenti e carteggi) gli esordi del
pittore proprio negli anni in cui, da ebreo, dovette
subire le discriminazioni delle leggi razziali fasciste
e la dolorosa espulsione dal liceo Enea Piccolomini
di Siena (sotto: Interno della camera, 1948 circa).
Poi la clandestinit, la Resistenza. Mai dimenticando dessere colui che era e sempre sarebbe stato,
cio un pittore. (paolo conti)

ici arte moderna e pensi subito a Picasso, Pollock o


Bacon. Il loro comune maestro, Dominikos Theotokopulos (1541-1614), era nato qualche secolo prima
nella Repubblica di Venezia, e precisamente a Creta. A lui
dedicata la mostra El Greco in Italia. Metamorfosi di un
genio, fino al 10 aprile alla Casa dei Carraresi di Treviso
(www.elgrecotreviso.it). Una settantina di opere per raccontare il viaggio di un apprendista cresciuto tra le icone
bizantine ma poi destinato a diventare acclamato pittore di
corte nella Spagna di Filippo II, a Madrid e infine a Toledo,
dove la sua arte raggiunse il culmine. Tra i capolavori esposti lAdorazione dei pastori, il Salvatore Benedicente e il San
Francesco (sotto: Sacra famiglia con Maddalena, 1595 circa). Raccontata da quei volti allungati, da quei colori cupi e
brillanti, da quella luce irreale, la Controriforma sembra
ancora un mistero da scoprire. Mentre le Demoiselles dAvignon, nel grande cartone originale che chiude lesposizione,
vengono percepite dallo spettatore come unicona: a differenza del Greco, il Cubismo gi classico. (paolo beltramin)

CAMERA / CENTRO ITALIANO PER LA FOTOGRAFIA

Memorie dal sottosuolo ucraino


Mikhailov: i tormenti di un Paese

ono le Memorie dal sottosuolo dellUcraina: un racconto per immagini intenso e sorprendente, quello della mostra Boris Mikhailov:
Ukraine, che inaugura Camera, il nuovo spazio torinese dedicato alla
fotografia. Tra linguaggio tradizionale del reportage e nuove sperimentazioni che dialogano con i linguaggi dellarte, Boris Mikhailov, (classe 1938,
ex-ingegnere perseguitato dal Kgb) proprio come un contemporaneo Fdor Dostoevskij, presenta lanima nascosta, la trasformazione e il tormentato destino della sua terra dorigine nel corso degli ultimi cinquantanni
(sotto: Red Series, 1968-75). La mostra, prima retrospettiva italiana del
fotografo (curata da Francesco Zanot e aperta sino al 10 gennaio, www.camera.to) divisa in nove sezioni: qui appaiono tradizionali scatti dal taglio
antropologico, sino alle elaborazioni in studio e alle stratificazioni di immagini a colori in cui la documentazione della vita quotidiana (e del racconto critico sul potere) lascia spazio a unevocazione simbolica per un
disilluso e amaro sguardo verso il crollo di ogni ideale. (gianluigi colin)

CASA DEI CARRARESI

TORINO

MILANO

TREVISO

MODENA

SIENA

FABRIANO (AN)

PINACOTECA CIVICA
PALAZZO SANTA MARGHERITA

La cucina di Daniel Spoerri


(solo) metafora della vita
MUSEO MUDEC

I mille volti di Barbie, icona di stile


buona per tutte le stagioni

n divisa da hostess o ricoperta di strass, dama del Settecento francese


o chic ultramoderna, sempre e comunque Barbie. Alla bionda ma,
negli anni, anche rossa, nera, persino calva per essere vicina ai bambini malati pi plasticata e imitata del mondo, ormai giunta alle soglie della mezza et classe 1959, oggi ha 56 anni dedica la mostra
Barbie the Icon il neo-inaugurato Museo delle culture (Mudec) di Milano (www.mudec.it). Fino al 13 marzo, Barbara Millicent Robert, questo
il vero nome della bambola creata da Ruth e Elliot Handler e battezzata
con il nome della loro figlia Barbie, ripercorre la storia del costume attraverso abiti, mestieri, nazionalit (cinquanta quelle assunte nel corso
degli anni). Non solo un giocattolo ma una icona di fascino e stile. Cinque sezioni pi una sala introduttiva, Who is Barbie, con sette pezzi
iconici rappresentativi di ogni decade dal 1959 a oggi (sopra: Barbie,
Twist n Turn, 1967). Per grandi gioia per gli occhi ma anche occasione per approfondire storia, mode e cultura e piccoli. (giulia ziino)

iatti sporchi, posate, bicchieri, persino pagnotte.


Oggetti incollati, sospesi, esiliati dal loro utilizzo.
Un ironico fermo immagine della quotidianit. A
Daniel Spoerri (1930) dedicata Eat art in transformation a Palazzo Santa Margherita e Palazzina dei Giardini
(fino al 31 gennaio, www.galleriacivicadimodena.it). La
mostra, a cura di Susanne Bieri, Antonio dAvossa e Nicoletta Ossanna Cavadini, incentrata sul cibo, tema ricorrente nelle opere dellartista svizzero. In esposizione i
multipli cinetici e i famosi quadri trappola dove sono
incollati con resina residui di cibo e stoviglie. Una produzione iniziata negli anni Sessanta che si allunga con coerenza fino ai nostri giorni. Non mancano le ricette dartista, i men del Restaurant Spoerri di Dsseldorf e le testimonianze del milanese Bistrot di Santa Marta (sopra:
Il Bistrot di Santa Marta, 2013). Progetti, manifesti, studi affollano invece la sezione dedicata alla grafica. Infine
le lettere a Tinguely, Duchamp, Man Ray. A testimonianza di unispirazione eclettica. (alessandro zangrando)

La collezione di Ester
diventa della citt

n ultimo gesto, un atto di amore


estremo verso la propria citt: cos
Ester Merloni (1922-2015) ha desiderato chiudere la sua parabola di vita quando
nel marzo scorso si spenta allet di 93
anni. La primogenita dellimprenditore
Aristide Merloni ha scelto di lasciare alla
Pinacoteca Civica Bruno Molajoli di Fabriano (www.pinacotecafabriano.it), citt nella
quale ha sempre vissuto, la propria collezione di opere darte. Come ricorda Luisa Laureati Briganti nel catalogo dellesposizione
La casa di Ester, che si chiude oggi, 8 novembre, e che ha fatto da anteprima al definitivo passaggio della collezione alla Pinacoteca, Ester Merloni apparteneva a quella
categoria di collezionisti che percepiscono
la qualit di unopera. Una collezione ricchissima che comprende i grandi nomi
della pittura del Novecento italiano: da Balla
a De Pisis (sopra: Fiori, 1932 circa), da Burri
a Fontana. La collezione sar gestita dora in
avanti dal Comune di Fabriano che inaugura cos la sezione di arte moderna e contemporanea della Pinacoteca. (chiara pagani)

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 35

MUSEO CORREALE

KUNSTHISTORISCHES MUSEUM

Lartista da giovane:
ritratto di Salvator Rosa

Lamore stremato
del grande Caravaggio

apeva Caravaggio (1573-1610) parlarci


damore? In due opere ci ha provato,
ma se nellAmor Vincit Omnia di Berlino (1602-3), il suo Cupido trionfante invita
alla pi viva e sfrontata trasgressione, nellAmorino dormiente di Palazzo Pitti (1604,
sotto) il suo putto livido e stremato sembra
aver deposto le armi e parlar di morte anzich damore. Certo che il Merisi dipinse il
Cupido fiorentino a Malta, con la tavolozza
scura e tormentata dei suoi ultimi anni e il
quadro, una volta trasportato a Firenze nel
Palazzo della famiglia DellAntella per cui
laveva realizzato nel 1608, divenne esempio
e riferimento per molti. Fino al 1 dicembre, il Cupido fiorentino fa bella mostra di
s nelle sale del Kunsthistorisches Museum
di Vienna (www.khm.at) e offre uninteressante opportunit di approfondimento
grazie agli apparati documentari e al singolare allestimento che consente per la prima
volta di osservare il retro della tela con la
firma e la data in cui il Merisi dipinse la tela
prima di evadere dal carcere dellisola e
guadagnare Siracusa. (giovanna poletti)

BARBICAN CENTRE
ellestate di quattrocento anni fa nasceva a Napoli Salvator Rosa (1615-1673), artista che spazi
dalla pittura alla poesia, dallincisione alla musica. Per ricordarlo il Museo Correale di Sorrento ha inaugurato la mostra Il giovane Salvator Rosa (aperta fino
al 31 gennaio, www.museocorreale.it). Curata dalla
storica dellarte Viviana Farina e finanziata attraverso
una campagna di crowdfunding, lesposizione raccoglie
una ventina di dipinti e una quindicina di disegni selezionati in modo da offrire ai visitatori non soltanto una
sorta di percorso che segua lo sviluppo artistico dellautore, ma anche lopportunit di un raffronto tra lattivit
pittorica e quella grafica di Salvator Rosa, cosa mai avvenuta nelle precedenti mostre a lui dedicate. I suoi
lavori (sotto: Marina, 1650 circa) saranno anche messi a
confronto con opere di altri pittori del diciassettesimo
secolo (Aniello Falcone, Domenico Gargiulo, Francesco
e Cesare Fracanzano) e di Jusepe de Ribera, che di Salvator Rosa pu considerarsi il maestro. (fulvio bufi)

SORRENTO (NA)

NUORO

Omaggio a Charles e Ray Eames,


profeti della poesia del design

a geniale collaborazione fra i due futuri coniugi cominci con la lettera di poche righe che Charles scrisse a Miss Ray: Ho quasi 34 anni,
sono di nuovo single e senza un quattrino. La amo tantissimo e vorrei
sposarla al pi presto. Fu cos che Charles Eames (1907-1978), con un
matrimonio gi alle spalle, conquist la signorina Ray Kaiser (1912-1988),
lui del Missouri e lei della California: gli Eames, la coppia che ha dato un
timbro speciale al design del ventesimo secolo. Il Barbican Centre di Londra (www.barbican.org.uk, fino al 14 febbraio 2016) nella retrospettiva The
World of Charles and Ray Eames ospita 380 produzioni firmate dagli
Eames: dalle famose sedute (sotto: Wire Chairs with bird, 1953, fotografia
di Charles Eames) alla mitica Lounge Chair del 1956. Per raccontare la loro
bellissima storia di vita e creazione nello studio di Venice da dove hanno
illuminato il mondo dellarredamento, della grafica e persino del cinema
collaborando con registi come Billy Wilder . Fai di pi con meno era il
motto di questi due poeti semplici e sofisticati del design. (fabio cavalera)

VIENNA

FRANCOFORTE

LONDRA

SHANGHAI

MUSEO MAN

Il lato morale della natura


raccontato da Paul Klee

e molti conoscono il Paul Klee (1879-1940) delle intense narrazioni spirituali e dei paesaggi pi suggestivi,
forse non tutti conoscono un Klee pi segreto, uno
che rifletteva sugli animali come dotati di straordinaria
vitalit e sulle cose pi comuni che porterebbero in s una
sorta di anima segreta. Ecco allora che il Man di Nuoro
ospita, fino al prossimo 14 febbraio, la mostra Paul Klee.
Mondi animati, curata da Pietro Bellasi e Guido Magnaguagno, con il coordinamento scientifico di Raffaella Resch
(www.museoman.it). La rassegna, spiegano i curatori,
porta alla luce la percezione della presenza di un principio
vitale, generativo, insito nella materia delle cose che nellartista nato in Svizzera affiora attraverso numerose opere.
In mostra ci sono, per esempio, Feigenbaum / Fico del 1929,
o Im Park / Nel parco del 1940, o ancora il dipinto Wohin? /
Dove? del 1920 (sopra). Dalla rappresentazione naturale o
animale, il dipinto fa scaturire una specie di lettura morale,
invisibile, traslucida. Uno dei tanti racconti-non racconti
che hanno fatto la grandezza di Klee. (roberta scorranese)

POWER STATION OF ART

Il labirinto da sogno
dei signori Kabakov
SCHRIN-KUNSTHALLE

La rivoluzione al femminile
che cambi volto alla Germania

ino al 1919, in Germania, alle donne era vietato iscriversi ai corsi


di Arte nelle accademie e nelle universit. Non avevano talento,
riteneva la cultura maschile dominante. Herwarth Walden, critico
e compositore, non era di questa opinione. Quando fond, nel 1912, a
Berlino, la Galerie Der Sturm, non si limit a ospitare lavori e organizzare mostre di Picasso, Munch, Braque, Kandinskij, Klee. Spinto anche
dalla sua seconda moglie, la giornalista Nell Roslund, invit almeno 30
artiste nella galleria, che presto era diventata, assieme alla sua rivista
Der Sturm, uno dei cuori pulsanti della Berlino esplosiva per sperimentazione artistica, divisa tra rivoluzione e reazione, degli anni della
guerra e della prima fase della Repubblica di Weimar (sopra: Natalja
Goncarova, Gartenarbeit, 1908). A queste pittrici (da Sonia Delaunay a
Gabriele Mnter, da Aleksandra Ekster a Maria Uhden fino a Marte
Donas e Sigrid Hjertn) dedicata la mostra della Schrin-Kunsthalle di
Francoforte: Sturm-Frauen, fino al 7 febbraio 2016. (danilo taino)

angelo caduto giace schiacciato, il


cadavere circondato dal nastro giallo
della polizia. The Fallen Angel una
delle installazioni della mostra Ilya and
Emilia Kabakov: The Dream City, in corso
alla Power Station of Art di Shanghai (fino al
6 dicembre, www.powerstationofart.org).
Vale la pena fermarsi anche ad ammirare la
struttura del museo, una ex-centrale elettrica sul fiume Huangpu che attraversa Shanghai. Nel 2010 ledificio industriale fu utilizzato come Padiglione del Futuro per lExpo
e nel 2012 convertito definitivamente nel
primo museo di arte contemporanea della
Cina. Gli spazi imponenti e i soffitti alti
quasi trenta metri lo rendono ideale, un po
come la Tate Modern sul Tamigi. E a Shanghai Ilya Kabakov (1933) e la moglie Emilia
(1945) hanno potuto realizzare lesibizione
pi grande della loro lunga vita cominciata
nellUrss di Stalin. Le opere sono distribuite
come a formare un labirinto (sopra) che, se
si comprende il percorso, conduce in una
citt di sogno. The Fallen Angel , appunto,
la porta daccesso. (guido santevecchi)

36 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

di PAOLA DAMICO

Luniversitario diventato fonico per caso


Questo un mestiere per tecnici-psicologi
a iniziato quasi per gioco, un aiuto dato agli
amici che si esibivano in una piccola
compagnia al vecchio teatro di Porta
Romana. Giuseppe Marzoli, 35 anni (foto), oggi
tecnico del suono al Teatro Elfo Puccini di Milano.
Lesordio, per, stato frutto del caso: Un giorno
racconta il loro tecnico si ammal e mi
chiesero di sostituirlo. Imparai al volo. Stare al
mixer tutto sommato si dimostr abbastanza
semplice. Poi mi chiam lElfo. I due teatri allora
erano associati. Giuseppe era iscritto a Lettere.

Studiavo e lavoravo, facevo lapprendista


tuttofare. Indimenticabile il primo spettacolo per
lElfo: Angels in America. Richiedeva molto come
creazione sonora e io avevo poca esperienza ma
la cosa pi bella dellElfo che se hai voglia di
sperimentare ti danno spazio. Dopo la laurea,
Giuseppe cap che sarebbe rimasto in teatro. Mi
iscrissi a un master in Ingegneria del suono a
Roma. Mi presero e arrivai fino in fondo.
Giuseppe spiega che c un cinquanta per cento di
tecnica in questo mestiere. Certo devi conoscere

Maschere
.

Teatro, musica, danza, cinema, televisione

In punta di piedi
di Giovanna Scalzo

(NICOLA VAGLIA)

FUORI
SCENA

lacustica. Ma il fonico per met tecnico e per


met psicologo. Perch devi intenderti con il
regista quasi alla perfezione, anticipare quello che
ti pu chiedere. Lui si espone, tu stai nellombra.
Lui deve essere certo del risultato, tu dietro alla
consolle devi essere certo che il pubblico avr
lesperienza che stata pensata. I tempi stretti,
sempre. Ti mettono in mano un copione e devi
mettere insieme una bozza in poche ore. Il regista
vuole una certa atmosfera e tu prendi appunti.
Alla fine ti trovi a tessere una sorta di partitura.
Ed limprevisto ci che ti fa stare attento ogni
sera, a ogni replica, e impedisce di annoiarti.
Questa arte ripetuta che per non mai
esattamente uguale e io non ho mai pensato di
fare un lavoro diverso.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Il cigno russo: bianco e nero


Oggi, domenica, spegne 63 candeline Galina
Mezenceva, ballerina russa. Avviata alla danza
da due talent scout, diventa prima ballerina del
corpo di ballo Kirov del Teatro Mariinskij di San
Pietroburgo, subito dopo il diploma. Una
nomina inaspettata: con il corpo esile, gambe e
braccia molto lunghe, ha rivoluzionato i canoni
estetici di quel periodo. conosciuta soprattutto
per la sua interpretazione del cigno bianco e
nero: tragica e allo stesso tempo elegante.

Torna a Milano, e sar poi a Trieste, il musical Mamma Mia!, che ha da poco chiuso
i botteghini a Broadway con 5.773 repliche. Parla lattrice Sarah Poyzer

Tre padri per una figlia

di VALERIA CRIPPA

u chiamale, se vuoi, emozioni


evergreen. Dietro le quali si cela,
rimpiattata negli ingranaggi dello show business, linarrestabile
rivalsa del figlio (o figlia) di padre ignoto. Natali avvolti nel mistero di
una notte, o pi, di voluttuosi abbandoni
materni, espiati nellincertezza di unadolescenza senza la figura del genitore, in bala di unonnipotente madre che tutto sa,
non svela e dispone. In questa palude della
ricerca identitaria sono rimasti invischiati
i tre figli di Filumena Marturano, la commedia teatrale scritta nel 1946 da Eduardo
De Filippo con protagonista la sorella Titina nei panni stretti di unex prostituta che,
fingendosi agonizzante, costringe il convivente Mim Soriano a sposarla in articulo
mortis facendogli riconoscere tre figli avuti da sconosciuti uno dei quali, assicura,
suo.
Il destino della peccatrice Filumena entr nellorbita teatrale internazionale: la
commedia napoletana di De Filippo fu tradotta in inglese, attravers prima la Manica (nel 1977 al Lyric Theatre di Londra fu
interpretata da Joan Plowright, moglie di
Laurence Olivier, con la regia di Franco

Le tappe
Il musical Mamma Mia!
arriver nelledizione
originale del West End dal 24
novembre al 6 dicembre agli
Arcimboldi di Milano (dove
era gi stato nel 2009) e dal
9 all11 dicembre al
Politeama Rossetti di Trieste.
Biglietti su www.ticketone.it.
Il tour mondiale dello show,
scritto da Catherine Johnson
su musiche e testi degli Abba
(Benny Andersson e Bjrn
Ulvaeus), con regia di
Phyllida Lloyd e coreografie
di Anthony Van Laast, giunge
in Italia dopo le tappe in
Sudafrica, Giordania, Irlanda,
Belgio e Israele. Dopo Trieste
partir alla volta del
Portogallo nel gennaio 2016

Zeffirelli), poi trasvol lOceano grazie alla


stessa Plowright che nel 79 la impose a
Broadway con la regia del consorte Olivier.
La commedia streg pure Vittorio De Sica
che nel 64 trasport la Napoli di Eduardo
sul set del film Matrimonio allitaliana
con Sophia Loren e Marcello Mastroianni.
La Loren e il film, uscito negli Stati Uniti
con il titolo di Marriage Italian Style, ricevettero le nomination allOscar, segno che
il mondo anglosassone aveva adottato
Marturano & figli, i quali, nellarco di qualche decennio, finirono per suggestionare
la penna della drammaturga inglese Catherine Johnson nella sua sceneggiatura
pi nota, il musical Mamma mia!, commissionata dalla produttrice britannica Judy Craymer sulle canzoni pi celebri degli
Abba.
Qui la madre unex hippie di nome
Donna, mamma single della 21enne
Sophie: una figlia unica, in questo caso,
ma con tre potenziali padri. Cambiando
lordine degli addendi il risultato non cambia e la ricerca da parte della ragazza, in
procinto di sposarsi, del fantasmatico padre innesca una serie di colpi di scena, irradiati dalla solare atmosfera di un isolotto

della Grecia di quindici anni fa, immune


dagli affanni di Grexit.
Il musical debutt nel West End nel 1999
e, visto il successo londinese, apr anche a
Broadway, il 18 ottobre 2001, dov rimasto
gloriosamente in scena fino al 5 settembre
scorso, quando la produzione al Broadhurst Theatre ha chiuso, dopo 14 anni e
5.773 repliche, classificandosi tra i cinque
musical in locandina da pi di dieci anni,
allottavo posto nella top ten storica in cui
figura, in vetta, The Phantom of the Opera
di Andrew Lloyd Webber con 11.548 repliche dal 1988 a oggi.
Al successo dello spettacolo teatrale ha
contribuito il film nel 2008 con Meryl



Ispirazione
Lo spettacolo affonda
le radici nella commedia
eduardiana Filumena
Marturano, la peccatrice
italiana pi amata allestero

Streep, Pierce Brosnan, Colin Firth e


Amanda Seyfried, 600 milioni di incasso.
Tra produzioni original e locali (tradotte in otto lingue, dal coreano al russo allitaliano), Mamma Mia!, con regia di
Phyllida Lloyd e coreografie di Anthony
Van Laast, diventato un fenomeno globale visto da oltre 54 milioni di spettatori: negli Stati Uniti, tolte le tende da Broadway,
oggi in scena al Mandalay Bay di Las Vegas.
Qual , dunque, il segreto del successo
planetario dello spettacolo? Certo, lo spensierato pop Seventies degli Abba (acronimo delle iniziali del quartetto svedese), di
cui Mamma Mia! il jukebox musical, che
aveva gi fatto sfracelli nel mondo vendendo 380 milioni di dischi. Non basta. Per
svelare larcano fornisce ora nuovi indizi
linglese Sarah Poyzer, attrice shakespeariana prestata al teatro musicale, protagonista dello show nel ruolo di Donna che fu
di Meryl Streep al cinema. lei il nome di
punta delledizione originale che dal West
End partita in un tour internazionale, attesa, in inglese con sopra-titoli in italiano,
dal 24 novembre al 6 dicembre agli Arcimboldi di Milano e dal 9 all11 dicembre al
Politeama Rossetti di Trieste, dopo aver

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 37

Amarcord

Santini
pasta
e nostalgia:
unaltra
Italia in jazz
di CLAUDIO SESSA

I dieci musical pi longevi


a Broadway con il numero
di repliche
(al 28 ottobre 2015)
Show in corso
Show chiusi

Nella pagina accanto: una scena del musical


Mamma Mia! con Niamh Perry (la figlia
Sophie) in cartellone a Milano e Trieste. Qui
sopra: il manifesto di Filumena, messa in
scena al Lyric Theatre di Londra nel 1977 per
la regia di Franco Zeffirelli e con
linterpretazione di Joan Plowright, moglie di
Laurence Olivier. La stessa Plowright la port
a Broadway due anni dopo, nel 1979, con la
regia proprio del marito. In alto a sinistra:
Meryl Streep e Pierce Brosnan in una scena
del film Mamma Mia! girato nel 2008 (nel cast
anche Colin Firth e Amanda Seyfried, 600
milioni di incasso in tutto il mondo). A
sinistra: una foto di Marcello Mastroianni e
Sophia Loren sul set di Matrimonio allitaliana,
il film del 1964 diretto da Vittorio De Sica e
prodotto da Carlo Ponti (Tazio
Secchiaroli/Ansa). Sotto: Titina (1898-1963)
e Eduardo De Filippo (1900-1984) in
Filumena Marturano, rappresentata per la
prima volta nel 1946 (Archivio Corsera)

The Phantom of the Opera

11.548
7.872
7.485
7.45 4
6.680
6.137
5.959
5.773
5.4 61
5.123
Chicago

Cats

The Lion King

Les Misrables

A Chorus Line

Oh! Calcutta! (1976 Revival)

Mamma Mia!

toccato Sud Africa, Giordania, Irlanda, Belgio e Israele.


Abbiamo visto la produzione in scena al
Bord Gis Energy Theatre di Dublino, dove, per una curiosa convergenza astrale,
transitava anche Pierce Brosnan (nel film,
Sam Carmichael, il padre svelato). Spiega
Sara Poyzer: Mamma mia! diventata
una bandiera dellemancipazione femminile, nata dalla complicit creativa di tre
donne: Craymer, Johnson e Lloyd. Pochi
spettacoli leggeri hanno un contenuto
femminile cos forte: Donna e le sue amiche Rosie e Tanya sono donne di mezza et
indipendenti. In pi il musical anticipa
modelli femminili e famigliari contemporanei come la coppia gay che esce allo scoperto e la cougar woman che piace ai ragazzi.
Poyzer avr accanto il marito Richard
Standing nel ruolo di Sam Carmichael,
Shobna Gulati e Sue Devaney (le amiche
Tanya e Rosie) e Niamh Perry (la figlia
Sophie). Mamma Mia! ha un appeal universale assicura Poyzer . Sono unattrice di prosa, amo recitare Shakespeare. E
anche se questo testo lontano anni luce,
la ragione del suo successo si radica nel

modo di toccare la condizione umana:


amore, gelosia, perdita, amicizia, giovinezza, maturit e cammino esistenziale.
Vedo spettatori dai 9 ai 90 anni. Un pubblico trasversale ed entusiasta, oltre 15 anni
dopo il debutto. Leffetto euforizzante si riflette sul pubblico che lo ritrasmette al cast
come in un gioco di specchi. Confessa:
Sono nel cast da circa 5 anni e ancora non
mi sono stancata, pi diversifico tra prosa
e teatro musicale, pi cresco professionalmente. E il confronto con Meryl Streep?
Per me la migliore attrice al mondo. Ho
recitato il ruolo di Donna Sheridan prima
di lei e, dal film, cerco di rubarle qualcosa.



Il segreto
Il musical diventato
bandiera dellemancipazione
femminile. E anticipa
modelli della famiglia
contemporanea

Che le quotazioni dellAbba-mania non


siano soggette alle mode lo dimostra la
vendita a Londra, allasta Rock & Pop di
Sothebys il 29 settembre scorso, del pianoforte a coda degli Abba, disegnato dal
designer svedese Georg Bolin: il Grand
Piano da cui uscirono gli hit Dancing Queen e Money Money Money, di propriet dei
Metronome Studios di Stoccolma dove furono incise le canzoni, stato stimato tra
600 mila e 800 mila sterline, cio tra 846
mila e 1,1 milioni di euro, cifra dovuta, secondo lo specialista della casa daste londinese Philip Errington, al fatto che solo pochi memorabilia degli Abba siano stati
messi finora sul mercato (lo Steinway con
cui John Lennon compose Imagine fu venduto, nel 2000, per 1,67 milioni di dollari).
E per il 20 gennaio 2016 a Stoccolma
dove da un paio danni c un museo dedicato agli Abba destinato a diventare una
casa della musica svedese , stata annunciata linaugurazione del ristorante
Mamma Mia! The Party, taverna greca da
450 posti con menu mediterraneo e dinner entertainment in cinque atti. Il souvlaki garantito.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Beauty and the Beast

Rent

orna grazie alla


casa editrice
Arcana uno dei libri
pi originali scritti in
Italia sul tema del
consumo musicale. Jazz
Inchiesta: Italia venne
pubblicato nel 1971 da
Cappelli come primo
episodio di una collana
sul jazz che mai
prosegu. Ne aveva avuto
lidea Enrico Cogno,
scrittore, appassionato e
uomo di marketing. Tre
aspetti perfettamente in
luce nel volume. Il primo
emergeva nella sottile
sapienza descrittiva; il
secondo in un
coinvolgimento emotivo
ben oltre i confini della
documentazione; il terzo
esplodeva nellidea di
corredare i testi con foto,
realizzate da Umberto
Santucci, che
mischiavano strumenti
musicali spesso
improbabili ai simboli pi
vieti dellitalianit ( pasta,
santini, sigarette
Nazionali...), attirandosi
critiche di rozzo
provincialismo. Cogno
descriveva la realt del
jazz nostrano, che
nessuno immaginava
fosse alle soglie di un
vero boom, con uno stile
da nouvelle vague:
interviste ai musicisti ma
anche nei mercati rionali
(pagine irresistibili),
opinioni dei critici,
divagazioni personali.
Viene in mente Comizi
damore di Pasolini;
purtroppo la ristampa ha
annullato tutti i grassetti
che per Cogno erano la
rappresentazione grafica
dello swing e facevano
molto del suo stile,
retoricamente
antiretorico ma pieno di
autoironia. In compenso,
nel nuovo libro (pp. 238,
 22) c un ampio
aggiornamento di
Roberto Arcuri, che oltre
a contestualizzare il
lavoro riporta recensioni
provenienti dalla
bibbia del jazz italiano
dellepoca, la rivista
Musica Jazz. Il tono era
diverso, ma si capisce
che il pensiero di fondo
sul fenomeno musicale
era lo stesso in tutta
Italia. Arcuri compila
anche una discografia
del jazz che venne inciso
nel nostro Paese fra il
1966 e il 1971; un buon
numero, ma diversi fra
questi documenti
rimasero inediti e altri
furono realizzati a scopo
di mera sonorizzazione
per tv e cinema. I
protagonisti di
quelleroica stagione?
I tre Giorgi (Gaslini,
Buratti e Azzolini) e due
coppie formate da sax e
tromba, Basso e
Valdambrini, Santucci e
Scoppa. Ma anche Steve
Lacy e Mal Waldron, che
vivevano in Italia e a
volte riuscivano perfino
a suonare.
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38 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

Post it

Maschere Visioni

di Stefano Righi

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 39


Il metodo con le bollicine
Non solo bollicine. Coca-Cola stata uno dei
simboli dellimperialismo americano, si
trasformata in un approccio al business, pronta
per diventare un metodo. Il segreto lo spiega uno
dei vicepresidenti, David Butler, che con Linda

Tischler ha scritto Il metodo Coca-Cola (Hoepli,


pp. 260,  19,90). molto pi di un manuale di
management, un inno al design. La ragione di
un successo sta infatti nelle piccole cose. E in
dodici agili lezioni utili ai manager di ogni settore.

Scienza Un film ci coinvolge pi di un fatto reale? Un saggio indaga i meccanismi neurologici (non solo tecnici) di immedesimazione

i
VITTORIO GALLESE
MICHELE GUERRA
Lo schermo empatico.
Cinema e neuroscienze
RAFFAELLO CORTINA
Pagine 318,  25
La bibliografia
Per approfondire il concetto
di intersoggettivit, alla base
della teoria della simulazione
incarnata si possono
consultare La nascita
dellintersoggettivit. Lo
sviluppo del s tra
psicodinamica e neurobiologia
di Massimo Ammaniti e
Vittorio Gallese (Raffaello
Cortina, 2014); The Skin of the
Film. Intercultural Cinema,
Embodiment and the Senses
di Laura Marks e Dana Polan
(Duke University Press, 2000).
Per approfondire lapproccio
scientifico allo studio del
cinema: Hugo Musterberg,
Film. Uno studio psicologico e
altri scritti (Bulzoni, 2010);
Maurice Merleau-Ponty,
Fenomenologia della percezione
(Bompiani, 2003); Jeffrey M.
Zacks, Flicker. Your Brain on
Movies (Oxford University
Press, 2014). I movimenti di
macchina sono analizzati in
Directing the Camera. How
Professional Directors Use a
Moving Camera to Energize
Their Films di Gil Bettman
(Michael Wiese Film
Productions, 2014). Sul
montaggio: il volume di Walter
Murch, In un batter docchi. Una
prospettiva sul montaggio
cinematografico nellera digitale
(Lindau, 2007), e il classico
di Sergej M. Ejzenstejn
Il montaggio (Marsilio, 2001).
Sul cinema come arte
biunivoca: The Address of the
Eye. A Phenomenology of Film
Experience di Vivian Sobchack
(Princeton University Press,
1991). Sulle tecniche e stili dei
singoli registi: Michele Guerra,
Il meccanismo indifferente.
La concezione della storia
nel cinema di Stanley Kubrick
(Aracne, 2012); Franois
Truffaut, Il cinema secondo
Hitchcock (il Saggiatore, 2014);
Alberto Farassino, Jean-Luc
Godard (Il Castoro, 1996)

I neuroni si specchiano al cinema


di FABIO DEOTTO

a scena finale vira al nero, le luci in sala si


riaccendono e ti ritrovi con le gambe intorpidite, in una sorta di risveglio. Per certi versi come se avessi appena ripreso
possesso del tuo corpo dopo averlo messo
per due ore in animazione sospesa. La cosa non ti
stupisce, perch al cinema ci sei gi stato centinaia
di volte, ma la realt che per il tempo in cui le immagini sono scorse sullo schermo hai prestato alla
pellicola unattenzione per certi versi maggiore a
quella che dedichi agli avvenimenti della tua vita
reale.
Secondo Vittorio Gallese, neuroscienziato tra gli
scopritori dei neuroni specchio, e Michele Guerra,
professore di Teorie del Cinema allUniversit di
Parma, questo dovuto al fatto che di fronte a una
pellicola cinematografica il tuo sistema motorio si
attiva come farebbe nel caso fossi tu, e non un personaggio bidimensionale, a sperimentare le situazioni ritratte sullo schermo. la teoria della simulazione incarnata proposta ne Lo schermo empatico, saggio appena uscito da Raffaello Cortina, in
cui i due ricercatori hanno raccolto anni di studi sul
rapporto tra cinema e neuroscienze.
Non un mistero che la visione di un film non si
esaurisca nellinterpretazione logica del suo contenuto. Una pellicola cinematografica non ci fornisce
solo informazioni, in grado di emozionarci, di
farci provare tristezza, allegria, paura, in alcuni casi
persino eccitazione sessuale; questo perch coinvolge un meccanismo neuronale che si originariamente evoluto per consentirci di comprendere
le azioni e i comportamenti altrui.

In alto nellimmagine grande un fotogramma di Shining di Stanley


Kubrick (1980). Qui sopra, dallalto: Un piccione seduto su un ramo riflette
sullesistenza di Roy Andersson (2014), Notorious. Lamante perduta di
Alfred Hitchcock (1946) e Una donna sposata di Jean-Luc Godard (1964)

Diversi esperimenti hanno rivelato che quando


un essere umano osserva un suo simile afferrare un
oggetto, nel suo cervello si attivano gli stessi neuroni motori che si attiverebbero se avesse compiuto
fisicamente quel gesto. Da questo genere di osservazioni, Gallese e Guerra hanno dimostrato come
qualsiasi relazione di tipo estetico con unimmagine (dallapprezzare un quadro al seguire un film)
non possa prescindere dalla proiezione inconsapevole del proprio corpo allinterno di quellimmagine. Possiamo guardare la rappresentazione di una
pistola e acquisirne informazioni base (il colore, le
dimensioni, etc.), ma a livello pre-conscio, a seconda del corredo di esperienze e ricordi che associamo a quellimmagine, stiamo soppesando la sensazione di stringerne il manico, percepiamo la possibilit che ci venga puntata addosso, o rievochiamo
il suono che fa il cane quando viene abbassato.
Alla luce di ci interessante notare come le tecniche e gli stili sviluppati dai registi in quasi 120 anni di storia del cinema sembrino paradossalmente
dettati dalla volont di accordarsi ai risultati di
questi studi.
Naturalmente Alfred Hitchcock non era al corrente dellesistenza dei neuroni specchio quando
gir Notorious (1946), eppure la tensione emotiva
che riesce a ottenere in gran parte dovuta alla sua
capacit di muovere la macchina da presa in modo

da simulare i movimenti che lo spettatore potrebbe


compiere se si trovasse allinterno della pellicola.
Alcuni studi hanno dimostrato che la stessa scena
in grado di produrre una maggiore attivazione dei
neuroni specchio se viene girata con un sistema di
ripresa (ad esempio la steadicam usata da Stanley
Kubrick in Shining) capace di restituire la naturalezza dei movimenti reali. Meno il movimento di
macchina percepibile agli occhi dello spettatore,
maggiore sar il suo coinvolgimento nei confronti
della pellicola.
Non un caso se molti film che presentano movimenti di camera irrealistici, o addirittura assenti,
riscuotano un buon successo di critica ma unaccoglienza tiepida dal grande pubblico. Basti pensare
alle lunghe scene a camera fissa di Un piccione seduto su un ramo riflette sullesistenza di Roy Anderson (vincitore di un Leone doro nel 2014). Invece di coinvolgerlo nella scena, il regista relega volutamente lo spettatore al ruolo di osservatore esterno, rendendogli impossibile provare empatia nei
confronti dei personaggi della storia.
Un altro discorso vale per il montaggio. C una
scena particolarmente efficace ne Il silenzio degli
innocenti (1991), in cui il regista Jonathan Demme
alterna due azioni (il blitz della polizia e i movimenti del killer in casa) facendo credere allo spettatore che stiano avvenendo in contemporanea e
nello stesso luogo. Se il continuo taglio da una situazione allaltra non genera una sensazione di irrealt ma anzi in grado di generare suspense,
perch lo spettatore quotidianamente abituato a
sperimentare la realt come una sequenza di immagini coerenti, e ad anticipare (ovvero, a simulare) il futuro sviluppo di una situazione.
La nostra predisposizione alla simulazione incarnata ha influito anche sul diffuso utilizzo del
primo piano. Diversi esperimenti hanno dimostrato come la visualizzazione di particolari ingranditi
del corpo umano (in particolare le mani e il viso)
produca unintensa attivazione delle aree cerebrali
coinvolte nel tatto. Se la scena iniziale di Una donna sposata (1964) di Jean-Luc Godard in grado di
suscitare un coinvolgimento quasi carnale, perch il regista ha scelto di concentrare lattenzione
sul contatto di mani e arti, stimolando nel cervello
dello spettatore la simulazione di quel tipo di esperienza tattile.
Nel discutibile tentativo di stabilire una superiorit della parola scritta sulle immagini, alcuni manichei della letteratura rivendicano il fatto che la
scrittura sia unarte biunivoca, una magia che si
compie in due, poich ogni testo richiede che il lettore intervenga attivamente a ricostruire nella sua
testa la narrazione. Le ricerche di Gallese e Guerra
dimostrano come un discorso simile valga per il cinema: lo spettatore non mero fruitore passivo
dellopera, gli richiesto (seppure a livello pre-conscio) di mettere il proprio corpo al servizio della simulazione, aggiungendo una terza dimensione a
quelle che altrimenti sarebbero immagini bidimensionali incapaci di generare coinvolgimento
emotivo.
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40 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Percorsi
.

Racconti, date, biografie, inchieste, reportage

Graphic novel
di Squaz

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

(
La resistenza
di Zumbi
.

Lautore

Squaz (Pasquale Todisco, Taranto, 1970) ha


collaborato con le maggiori riviste e realizzato
immagini e copertine per musicisti come Daniele
Sepe e Caparezza. Ha pubblicato graphic novel,
tra le quali Pandemonio su testi di Gianluca
Morozzi (Fernandel), Minus Habens, Dimmi la
Verit e LEredit (GRRRz Comic Art Books). Il suo
ultimo volume Tutte le ossessioni di Victor su
testi di Davide Cal (Dibolo Edizioni) e pubblicato
simultaneamente in Italia, Francia e Spagna.

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 41


Zumbi e il Quilombo de Palmares: un esempio di resistenza

allo sfruttamento coloniale. Sincretismo, forza militare e


culturale, apertura agli indios e ai bianchi: la repubblica
fondata da schiavi ha tenuto testa per un secolo a un nemico
potente e spietato. Una storia che sarebbe piaciuta a Salgari

42 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

Incisioni
di Renzo Matta

Percorsi Il racconto

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 43


Le settimane astrali di Van Morrison
Irlandese senza un soldo, demoralizzato da un
contratto capestro che lo escludeva da tutto, Van
Morrison a met degli anni Sessanta vola a New
York. Qui cambia stile, suono e vita. Il risultato
Astral Weeks, che ora esce rimasterizzato con

quattro canzoni in pi: tuttaltro che un album


rock, Astral Weeks commovente, eccitante,
sperimentale. Nessuno ha cantato cos la
sofferenza. Van interpreta le ballate come fosse
lultima cosa che deve fare sulla Terra.

Un ragazzino viene spedito in un esclusivo collegio svizzero


per sottrarlo al destino di una vita qualsiasi. A scuola
tutti eccellono: in bellezza, odio, ambizione. Sar espulso

Non vado al massimo


(scusa, mamma)
testo e illustrazione di ETGAR KERET



Premesse
La nostra famiglia nelle ultime
quattro generazioni stata
composta da persone qualsiasi.
Mia mamma non aveva nessuna
intenzione di farmi fare quella fine



Primati
Sedevo nel banco con uno di cui tutti
ignoravano il nome, ma bastava
unocchiata per capire che aspirava
al massimo. Nessuno sapeva cosa
voleva, ma primeggiava nel volerlo

uando ero piccolo, mia madre aveva una


sola paura, quella che crescendo sarei diventato una persona qualsiasi. La nostra
famiglia, come tutti sanno, nelle ultime
quattro generazioni stata composta da
persone qualsiasi. Brave persone, ma cos normali
che di pi non si pu. Mia mamma non aveva nessuna
intenzione di farmi fare quella fine.
Questo il motivo per cui, dal giorno in cui sono
nato, lei e mio padre hanno risparmiato ogni centesimo, e a sei anni mi hanno mandato al Collegio Inter-

Lautore
Etgar Keret uno tra i pi
significativi scrittori israeliani.
Nato a Ramat Gan nel 1967,
insegna alla Universit Ben
Gurion del Negev di Beer
Sheva e alla Universit di Tel
Aviv. In Italia sono uscite le
raccolte di racconti, edite da
e/o, Abram kadabram, Io sono
lui, Pizzeria kamikaze, Le tette di
una diciottenne, La notte in cui
morirono gli autobus. Unaltra
antologia di racconti
Allimprovviso bussano alla
porta (Feltrinelli), mentre
Terre di Mezzo ha pubblicato il
libro per bambini Lincredibile
avventura di un bimbogatto.
Keret anche autore per la tv,
regista e sceneggiatore

Il libro
Sette anni di felicit lultimo
libro di Etgar Keret, edito da
Feltrinelli (traduzione di
Vincenzo Mantovani, pagine
164,14). il suo primo
romanzo autobiografico, in
cui Keret racconta con ironia
e leggerezza i suoi ultimi
sette anni. Tra i temi: la vita
a Tel Aviv, gli attacchi
terroristici, la nascita
del figlio Lev
e la malattia del padre

nazionale dEccellenza per bambini in Svizzera. Il Collegio Internazionale dava una grande importanza ai
risultati e allunicit, le persone uscite di l erano note
in tutto il mondo per aver raggiunto leccellenza nel
loro campo. In qualsiasi campo: allamministrazione
non importava, limportante era eccellere. Nella mia
classe, ad esempio, Caroline studiava per essere la pi
bella, mentre Raul era gi il pi odioso e tormentava
continuamente Yu-Lin, che era il pi patetico.
Linsegnante mi aveva messo nel banco con uno di
cui nessuno sapeva il nome, ma bastava unocchiata
per capire che era il ragazzo che aspirava al massimo.
Nessuno sapeva quello che voleva, perch non parlava
mai. Ma, nel guardare, i suoi occhi erano sempre spalancati, e la sua lingua si muoveva continuamente in
bocca, come se stesse gustando qualcosa che non
cera ma che lui voleva tanto ci fosse, e quella pallina
da golf che aveva in gola saliva e scendeva a brevi intervalli, come quando si inghiottisce. Se avessi saputo
quel che voleva, sarei arrivato a uccidere perch lavesse. Ma non lo sapevo, e non lo sapevano nemmeno gli
insegnanti. Non cercavano neanche di scoprirlo, a loro bastava che eccellesse nel volerlo.
Ho cos passato un anno intero a osservare il bambino senza nome. Un anno durante il quale Caroline
ha subito quattro interventi di chirurgia plastica e YuLin ha tentato di uccidersi due volte.
Eravamo considerati una classe validissima, a parte
me e forse Raul, che di tanto in tanto deludeva, mostrando incontrollabili attacchi di gentilezza. Alla fine
dellanno siamo stati espulsi entrambi. Raul aveva ucciso il direttore in un disperato tentativo di restare
nella scuola. Ma, come hanno detto ai suoi genitori gli
assistenti alla formazione, era troppo poco e troppo
tardi.

Io sono tornato a casa con un volo charter. Avevo


molta paura dei miei genitori, della loro delusione
quando avrebbero scoperto che, dopotutto, ero proprio come tutti gli altri. Durante il percorso dallaeroporto a casa nessuno parlava, e quando siamo arrivati
era gi buio. La mamma ha guardato nel frigo i sacchetti di verdure surgelate e mi ha chiesto con voce
soffocata se volevo qualcosa. Ho chiuso gli occhi e ho
capito di volere. Qualcosa. Qualcosa che non aveva
nome, ma aveva un odore e un sapore. Non sapevo cosa.
vero che non volevo il massimo, che non ero neanche lontanamente al livello del ragazzo che a scuola
era mio compagno di banco, ma a me bastava.
(Traduzione dallinglese di Maria Sepa)
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44 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

Percorsi Il racconto
Andrea Vitali immagina leroe omerico faccia a faccia con leroe
dantesco. A rimproverarsi malefatte e frodi e ambizioni.
Fino a concludere: davvero, chi siamo? Ma chiaro: Nessuno

Odisseo contro Ulisse


(lite in televisione)
di ANDREA VITALI

ignore e signori buongiorno. Ci che state per


ascoltare pu sembrarvi paradossale, quando non
addirittura incredibile ma lo sembrer molto meno non appena vi sar rivelato che tutto questo accade grazie allintervento straordinario di un uomo
che con i paradossi ha una confidenza particolare. Lo dobbiamo a lui se adesso sappiamo che il tempo una pia illusione. Conosciuto infatti come luomo dei paradossi, ecco a
voi Zenone in una delle sue stupefacenti interviste impossibili: un confronto diretto tra due tra i pi grandi eroi della
letteratura.

ZENONE Signore e signori, direttamente dalla sua reggia di Itaca, in compagnia della bella e paziente moglie Penelope e dellinquieto e obbediente figliolo Telemaco: Odisseo.
Dallaltra parte, da un luogo che taluni chiamano Inferno
con intento spregiativo e a detta di certi altri invece popolato dalle persone pi intraprendenti che abbiano calcato la
soprastante terra: Ulisse.
Due nomi, una sola persona?

La domanda sorge spontanea. Si tratta di un evidente caso di schizofrenia, di sdoppiamento della personalit o forse altro?
La trasmissione odierna ha lo scopo di chiarire un mistero che dura da secoli.
E a giudicare come sempre sarete voi: il pubblico.
Voi darete la risposta sulla scorta delle prove che verranno
test fornite.
Anzich lanciare la monetina e lasciare alla fortuna di decidere a chi toccher il dubbio vantaggio di prendere la parola per primo, per questa volta mi sembra che il diritto di
anzianit detti come procedere.
Darei quindi subito la parola a Odisseo.
ODISSEO La ringrazio, ma tengo subito a sottolineare
che non avevo alcuna intenzione di reclamare il diritto di
anzianit per avere la parola per primo.
Ma che anzianit e anzianit?
Conduttore bello, non ti hanno appena definito come colui che ha scoperto che il tempo pia illusione?
E poi, dico, mi vedete?
Anche adesso nessuno sa quanti anni darmi e visto che il
tempo passa senza fare danni su di me, accetto il diritto di
prendere la parola per primo come tale. Come diritto ap-

Lautore
Sollecitato dalle celebrazioni
per i 750 anni dalla nascita
di Dante, Andrea Vitali
(Bellano, 5 febbraio 1956,
nella foto Roby Bettolini),
medico e scrittore, in questo
racconto mette a confronto
lUlisse di Dante con
lOdisseo del poema omerico,
opera che resta un punto di
riferimento fondamentale
nella sua biografia letteraria.
Il dialogo sar messo in
musica e portato in tourne
con il gruppo dei Sulutumana

punto. E di diritto reclamo lunico nome con il quale luniverso mondo mi deve conoscere e alloccorrenza chiamare,
cio Odisseo.
Dico, vi pare che colui che ha voluto raccontare le mie gesta se avesse voluto non mi avrebbe chiamato Ulisse?
Non vorrei piuttosto che qualcuno, e non faccio nomi,
approfittando dellimpedimento del mio biografo, della sua
ben nota cecit, abbia cambiato le carte in tavola ribattezzandomi con quellaltro nome, Ulisse appunto, che non
per niente male, si intenda.
Ma non il mio.
ULISSE Non vorrei passare per arrogante e se dico
se ho calpestato il diritto di qualcuno me ne scuso. Ma
vorrei far presente allo stimato pubblico che ci segue che io,
da che ho aperto gli occhi sul mondo che ci circonda, sempre Ulisse mi sono sentito chiamare e a quel nome ho sempre risposto. Che nome credete che abbiano usato per portarmi qui allinferno?
Ulisse!
E io, obbediente: cosa c?
Vieni con noi un momento, ti dobbiamo dire una cosa
e patatrac! ero belle qui, allinferno.
Se mi chiamavo Odisseo, secondo voi ci sarei finito?

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

Greche
di Alice Patrioli

Chiss se gli eroi di Omero, prima della battaglia,


si bevevano una buona borraccia di cognac?
Se lo chiede un commilitone di Emilio Lussu, in
una notte di trincea, quando al pensiero del
conflitto presente si unisce quello di una guerra

Lopera qui sopra stata


realizzata per la Lettura
da Velasco Vitali. Vitali, nato
anche lui a Bellano, nel 1960,
non ha alcuna parentela con lo
scrittore, ma ricorda sempre
che Andrea il suo curatore,
con il quale ha condiviso
alcuni progetti editoriali
La risposta semplice: no. Ci sarebbe invece finito colui
che si fa vanto di portare quel nome!
ODISSEO Se ti chiamavi Odisseo allinferno ci mandavi gli altri e adesso saresti come me, sulla tua bella isola a
regnare con il mare, la spiaggia a portata di mano, il sole che
ti scalda anche dinverno
ULISSE Odisseo, per favore, no. Usami la cortesia di lasciar perdere il sole, il caldo eccetera, perch qui dove sono
di calore ne patisco abbastanza senza bisogno di doverne
aggiungere altro. E in quanto a mandare gli altri allinferno
sono ben certo che sarebbe andata cos se mi fossi chiamato
come te, visto che ce ne hai mandati tanti, nemici e anche
amici, portandoteli in giro a cercar grane anzich diritti a
casa come tutti avrebbero desiderato.
ODISSEO Certo, come no? E il pi gran capolavoro del
mondo allora come sarebbe nato? Cosa avrebbe potuto scrivere di me il mio vero padre? Avrebbe compilato, che ne so?,
un diario di viaggio oppure un romanzetto davventure per
adolescenti? Lavrebbe chiuso scrivendo: E vissero tutti felici e contenti?
ULISSE Eccepisco su ci che hai appena affermato. Al
solito sei un po vanitoso, mio caro Odisseo, ritenendoti il
protagonista del pi gran libro che sia mai stato scritto. Alcuni avrebbero parecchie cose da dire in proposito. A partire, ritengo, da colui che mi ha messo qui.
ODISSEO Be, mio caro, fatta da te una simile affermazione, detta da uno che sta nella bolgia dei consiglieri fraudolenti, la cosa suona assai poco credibile, atta solo a circuire lopinione di chi non sa giudicare. E a proposito di chi ti
ha messo l, lha fatto solo per sua convenienza, usandoti
per suo comodo.
ULISSE Ma cosa dici, Odisseo? Dimentichi forse che se
sono qui in mezzo ai fraudolenti solo per colpa tua, solo
grazie a tutte le bugie, ai sotterfugi, agli inganni che la tua
mente diabolica ha concepito con i risultati che sappiamo?
ODISSEO Non sarebbe il caso, ottimo Zenone, di ribadire il concetto che il sottoscritto non ha niente da spartire
con quello l? Io sono io, lui lui! Io sono Odisseo lui
Ulisse.
Zenone mostra imbarazzo.
ZENONE Ecco cari ospiti cari telespettatori in effetti paradossale eh?... per, ecco, caro Odisseo, non per
contestare, ci mancherebbe, ma noto che la maggior parte
della gente crede che voi siate la stessa persona.
Lo so, lo so
Tuttavia se abbiamo inserito nel palinsesto delle interviste impossibili il vostro contradditorio proprio per cercare
di risolvere lannosa questione.
Ribadisco peraltro che il nostro intento quello di fornire al pubblico, a voi pubblico, lunico nostro giudice, elementi tali da poter decidere in piena libert. Nel pieno rispetto delle regole dettate da Gorgia, garante della par condicio.
ODISSEO E chi diavolo questo Gorgia?

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 45


Un anno sullaltipiano di Troia

ZENONE Voi stesso lavete detto, lavvocato del diavolo.


ODISSEO Be, se lavvocato del diavolo sta sicuramente allinferno. Quindi sar certamente di parte, dalla
parte di quello l!
Avvocati, gente che usa pi la lingua che la spada!
Mi sono sempre difeso da me, i Troiani ne sanno qualcosa, e continuer a farlo. Quindi, dici che sono un bugiardo,
Ulisse? Mi accusi di mendacio? E allora spiegami come te la
saresti cavata tu nella tana di Polifemo senza ricorrere a uno
dei pi sofisticati stratagemmi che la storia ricordi, raffinato
sino a quel nome inventato l per l al quale il monocolo ha
creduto
ULISSE Ecco vedi! Pure questaltro nome ti si assegna e
vieni a contestare il mio
ODISSEO Era un nome falso dettato dalla necessit del
momento, un artifizio. Un nom de plume si direbbe al giorno doggi
ULISSE Come si dice in giro lo sia anche il nome di colui che ha scritto le tue avventure. Pater semper dubius
ODISSEO Ma! inaudito, io... io sono allibito. Qui si
mette in dubbio che il mio vero, unico padre sia Omero! Si
vuole dar credito alle voci di certi invidiosi poetucoli da strapazzo, a epigrammisti daccatto, a cantori stonati, capre travestite da aedi, secondo le quali si vorrebbe che nellinchiostro materno si siano bagnati pi pennelli!
ZENONE Odisseo, per favore...
ODISSEO Cosho detto di male?
ZENONE La metafora un poco ardita, direi equivoca.
E noi andiamo in onda in fascia protetta.
ODISSEO Continuo a non capire.
ULISSE ...mater semper certa...
ZENONE Per favore, anche voi, Ulisse...
ULISSE stato lui...
ZENONE Calma! Richiamo entrambi alla calma, al tono della trasmissione. Non siamo qui per stabilire verit ma
per fornire elementi che vi possano condurre. Altre sono le
trasmissioni che si occupano di scovare parenti, stabilire
paternit e quantaltro! Certe gazzarre che starebbero meglio nei pollai non ci hanno mai interessato. Ippocrate e
Asclepio, i primi ideatori di questa serie televisiva, che adesso ci guardano dallOlimpo, sono ancora presenti tra noi
con il loro dettato etico. E se qualcuno predilige indegni
arenghi ove chi pi grida crede di ottenere ragione, pu
sempre cambiare canale e sintonizzarsi sulle reti gestite da
quel pazzo furioso di Empedocle.
Qui vige una massima dalla quale non si pu derogare.
Fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute
e canoscenza.
ODISSEO Alate parole.
ULISSE Rubate al sottoscritto.
ODISSEO A sua volta ladro di imprese daltri.
ULISSE Ma quando mai!
ODISSEO Spiegami allora come mai la maggior parte

Il libro
Lultimo libro di Andrea Vitali
si intitola La verit della suora
storta (sopra la copertina).
pubblicato
da Garzanti (pagine 240,
 16,40)
Il gruppo
I Sulutumana (dal lombardo:
sulutumna ovvero sul
divano) sono un gruppo
comasco fondato nel 1998.
Attualmente composto da
Francesco Andreotti
(pianoforte, tastiere,
fisarmonica), Marco
Castiglioni (batteria,
percussioni), Angelo Pich
Galli (cori, aggeggi, flauti)
Gian Battista Galli (voce,
fisarmonica), Nadir Giori
(contrabbasso, basso
elettrico) e Beppe Pini
(chitarre). La band, che
propone un folk-pop con
spunti cantautorali, nel
2000 ha vinto il Premio
Tenco Targa Imaie come
miglior gruppo inedito.
I Sulutumana hanno
allattivo sei album, lultimo
Dove tutto ricomincer.
Il sito del gruppo
www.sulutumana.net

mitica, combattuta solo sui libri. Forse perch la


condizione del soldato non conosce distinzioni
n di luogo n di tempo: Noi avevamo un piede
su Troia e un piede sullAltipiano dAsiago (da
Un anno sullAltipiano, Einaudi, 1945).

della gente, quella che non ha mai letto la prima stesura del
libro che racconta gran parte della mia vita, crede che tu sia
me e ti attribuisce tutte le mie imprese mentre, per quanto
ne so, lunica cosa che hai fatto stata guadagnarti linferno!
ULISSE Riguardo allinferno, mio caro, lavrei guadagnato molto prima se avessi combinato tutti i guai che hai
fatto tu! E probabilmente sarei finito in una bolgia un tantino pi divertente che non questa, con tutto questo silenzio,
sto buio e ste fiammelle che sembra di essere in un cimitero la notte dei morti!
ODISSEO Ed colpa mia forse? Spiegami perch diavolo, dopo la prigionia presso la maga Circe non hai fatto vela verso casa, come ho fatto io!
ULISSE Te lha appena detto il nostro conduttore: per
seguir virtute e canoscenza!
ODISSEO Bravo, complimenti! A te e a chi ti ha seguito! Poi mi vieni ad accusare di aver perduto un sacco di amici. Tu cosa hai fatto invece? Hai portato un branco di vecchi
stanchi e artrosici alla ventura oltre le colonne dErcole credendo di farli diventare chiss cosa
ULISSE Di certo non un branco di porci come mi pare
sia capitato a qualcun altro.
ODISSEO Riguardo a quella faccenda mi pare abbastanza chiaro che io non abbia alcuna responsabilit. Anzi,
se i miei marinai sono ridiventati quello che erano devono
dire grazie a me.
ULISSE Direi piuttosto che sei tu a dover ringraziare
loro se infine sei riuscito a tornare a casa, perch senn tu
da quellisola non ti saresti mai pi schiodato. E aggiungerei
che forse lunico che meritava davvero di essere trasformato
in porco e di restare tale per sempre sei proprio tu. Sbaglio
forse? O ti sei dimenticato lanno di lussuria passato con la
maga e gli altri sette vissuti con Calipso? Secondo te, se io
avessi commesso le cose che tu dici, sarei qui, in questa opprimente bolgia? Non credi che mi meriterei piuttosto quella dei fedifraghi lussuriosi?
ODISSEO Non il caso di gridare cos! Orecchie che
non sanno rischiano di sentire cose ormai morte e sepolte.
Per dimmi, chi diavolo ti ha raccontato tutte queste cose?
Come fai a saperle?
ULISSE E me lo chiedi, Odisseo? Scripta manent, sai
cosa significa? stato luomo che ti ha donato allimmortalit, il cieco poeta dalludito fine. Lui ha raccolto la tua odissea appunto e lha trasmessa ai posteri per la mia irredimibile disgrazia.
ODISSEO Be, sappiamo come sono certi romanzieri.
Pur di stupire il loro pubblico ne inventano di tutti i colori
ULISSE Neghi forse che tutto ci sia vero?
ODISSEO Non ho detto questo! Ma da qui a dire che la
colpa della tua condanna sia mia, ne corre di strada!
ULISSE Certo, hai detto bene, proprio di strada si tratta. Quella che mi hanno fatto fare dopo la prigionia presso la
maga Circe
ODISSEO Anche tu un anno?
ULISSE Anchio. Ma in purezza per!
ODISSEO La cosa non mi quadra.
ULISSE E non ti quadra no, furbetto che non sei altro.
Perch quella non era maga mica per niente. Dopo che tu
lavevi presa in giro per bene non si pi fidata e anzich
darmi indicazioni corrette onde poter attraversare il Mediterraneo ha messo al timone della barca un altro, tal Virgilio, non so se conosci.
ODISSEO No, veramente
ULISSE Poco male, un tipo di poche parole, che voleva
essere il solo a parlare. Lunica cosa che diceva rispondendo
alle domande era che ci stava portando appunto verso la virtute e la canoscenza. Africa, Spagna, lo stretto di Gibilterra
ODISSEO Ma avete completamente sbagliato strada!
ULISSE Grazie, adesso me lo vieni a dire! Daltra parte
cosa potevamo fare? Siamo andati avanti fino allEquatore.
Ecco, stato l che per un istante ho compreso che stavo per
diventare luomo pi felice del mondo.
ODISSEO Ti capisco. Eri finalmente giunto a casa da
una moglie che ti aspettava da anni, da tuo figlio, dal tuo
vecchio, dal cane che aspettava giusto il tuo ritorno per morire
ULISSE Ma che casa e casa! Avevo la montagna del Paradiso terrestre sotto gli occhi, il luogo dove avrei vissuto
senza affanni, senza pene per il resto della vita, invece
ODISSEO Invece?
ULISSE E invece salta fuori una che dice di essere la
custode di quella montagna, dice di chiamarsi Atena e che
nella lista degli arrivi non ha nessuno che si chiami come
me. A quel punto il Virgilio comincia a parlamentare, le dice
che lui ha il permesso di una tal Minerva, a suo dire lunica
vera custode di quella montagna. La discussione va avanti
per un po fino a che i toni si alzano e a quellAtena, che probabilmente era un po maga anche lei, scappano i cavalli,
manda a quel paese il Virgilio e si gira facendo fare al mantello che indossava una sorta di girotondo che, non ci crederai!, ma scatena una specie di tempesta
ODISSEO Come quella uscita dallorcio di Eolo?
ULISSE Peggio, molto peggio! Un vortice dentro il
quale non capisco pi niente. Giro come una trottola per
non so quanto tempo e alla fine quando mi fermo chiedo al
Virgilio cosa successo. Abbiamo fatto un folle volo, mi
risponde. Il risultato che del paradiso terrestre non c pi
traccia; il Virgilio se ne va perch dice che deve continuare
ad accompagnare uno che vuole documentarsi sul paesaggio per scrivere anche lui un romanzo e alla fine capisco che
sono finito qui dentro senza capire bene n perch n chi
sono n, in tutta sincerit, chi siamo. Magari, tu puoi dirmelo?
Odisseo si guarda in giro, guarda il pubblico, guarda il
presentatore.
ODISSEO S. Siamo Nessuno.
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46 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

Percorsi Controcopertina

Eredit Sbaglia chi difende in maniera acritica lautore


di Essere e tempo, ma anche chi ne reclama il ripudio.
Le intuizioni su pubblicit e segreto, linteresse per lideale
comunista, il disprezzo verso il vuoto americanismo

Heidegger no global
i
Il saggio
In questo intervento scritto
per la Lettura, la filosofa
Donatella Di Cesare anticipa
i temi principali del suo
nuovo saggio Heidegger &
Sons (Bollati Boringhieri,
pagine 148,  13),
che esce in libreria
gioved 12 novembre
Il dibattito
Il volume pone la questione
di come confrontarsi con
lopera di Martin Heidegger
(1889-1976) dopo luscita
in Germania dei suoi
Quaderni neri relativi al
periodo 1931-1948, nei
quali sono contenuti diversi
passi segnati da una forte
ostilit verso il mondo
ebraico. Donatella Di Cesare
ha approfondito largomento
dellantisemitismo nel libro
Heidegger e gli ebrei, uscito
lanno scorso sempre da
Bollati Boringhieri. E ora
sinterroga pi in generale
sul futuro del pensiero
heideggeriano, criticando sia
le posizioni di chi si chiuso
in una difesa pregiudiziale
del maestro, sia quelle di chi
vorrebbe ripudiarne in
blocco leredit
I taccuini
Sono appena usciti in Italia
presso leditore Bompiani,
nella traduzione
di Alessandra Iadicicco, i
Quaderni neri 1931-1938, a
cura di Peter Trawny (pagine
704,  28). Si tratta della
prima parte dei taccuini
filosofici che Heidegger
scrisse fino al 1969,
disponendo che quel
materiale fosse pubblicato
postumo a conclusione delle
sue Opere complete. Finora
sono usciti in Germania,
presso leditore Klostermann
e a cura di Trawny, i Quaderni
neri che arrivano fino al
1948, corrispondenti ai
volumi 94, 95, 96 e 97 delle
Opere complete di Heidegger

Il vero bersaglio del filosofo tedesco


lorizzonte del liberalismo planetario
di DONATELLA DI CESARE

ual il filosofo che nellultimo anno stato continuamente presente nei media di
tutto il mondo? Martin Heidegger non
c dubbio. tornato, con i Quaderni neri,
per riprendersi la scena, mostrando
come ha osservato il massmediologo tedesco Gernot Bhme uno spiccato
senso per la comunicazione pubblica. La sua messa in
scena postuma innegabile. Quasi che, pur rifuggendo
le luci della ribalta, abbia voluto far implodere un sistema, basato sulla presunta trasparenza, rinviandolo alla
dimensione rimossa del segreto.
Il rapporto tra filosofia e pubblicit uno dei grandi
temi trattati nei Quaderni neri. Sarebbe per sbagliato
mettere laccento solo sulla critica allinformazione; ne
verrebbe fuori limmagine di un filosofo retrivo e provinciale. Al contrario, Heidegger il primo filosofo ad
aver riconosciuto lesigenza della pubblicit, e ad aver
tentato di trovare un posto stabile nellininterrotta attualit delle news. insomma il primo filosofo a considerare la globalizzazione attraverso il prisma dei media.
Linformazione planetaria scrive ci che oggi
pi degno di essere pensato. Perci delinea una fenomenologia del giornalista in cui vede il moderno storico, il letterato della pubblicit, che attraverso il culto organizzato del semplice, ha la forza di far passare
per reale quel che rende pubblico. Di fronte al giornalista, nelle cui mani affidata la democrazia, il filosofo
non avrebbe pi nulla da dire.

Che ne allora della filosofia, della sua complessit,


nellepoca in cui il giornalismo il fenomeno essenziale dello spazio pubblico? Sebbene appaia indifeso e antiquato, il filosofo non ha esaurito il suo compito. Purch, per, sia capace di confrontarsi con il potente dispositivo della pubblicit. quel che fa Heidegger, decidendo in vita la pubblicazione postuma dei quaderni
rimasti a lungo secretati. La forza del filosofo il segreto. Cos ricorda a chi crede nellevidenza e nella trasparenza che resta sempre ancora un fondo di verit da
svelare.

Con un sorprendente colpo di scena Heidegger ha interrotto il lavoro del lutto, esibendo il suo segreto, senza
per davvero rivelarlo, ha incrinato una identit che
sembrava definita. Che cosa si nasconde dietro il nome
Heidegger? Quanti Heidegger ci sono? E chi pu dire
che Heidegger non torni di nuovo, nel futuro, come promette in una pagina degli ultimi quaderni? Infrangendo
le leggi dellarchivio, forzando la preclusione degli eredi, Heidegger tornato alla ribalta con il segreto del suo
lascito.
Nel dibattito intorno ai Quaderni neri, di cui stata
protagonista indiscussa la Lettura, si pongono allora
due grandi questioni. La prima ruota intorno al lascito
del filosofo, alla sua eredit. La seconda riguarda invece
il futuro di Heidegger e della sua filosofia.

Che cosa vuol dire ereditare? necessario rimanere


fedeli, secondo il principio genealogico? Oppure possibile rifiutare uneredit, tanto pi se non solo inattesa, ma anche inquietante?
Dopo il trauma dei passi antisemiti contenuti nei
Quaderni neri, che ha colpito il mondo della filosofia,
una parte degli eredi di Heidegger, di coloro che riconoscono il debito verso il filosofo, ha reagito con veemenza nostalgica. Questi risentiti orfani di Heidegger
rappresentano un modo di ereditare reazionario. Ripiegati su di s, vedono negli altri eredi dei traditori. Immersi nel sonno dogmatico della assiomatica heideggeriana, di cui si considerano gli unici depositari, non desiderano altro che restare nel crepuscolo funebre che
accompagna il Grande Padre perduto.
Il recente dibattito ha fatto per emergere anche
unaltra figura, inconsueta nella filosofia: quella del rottamatore che si presenta nellagor non per dialogare,
bens per fare piazza pulita. Lincapacit di dialogare investe anche il modo di intendere leredit. I rottamatori
della filosofia non vogliono essere eredi; si ergono piuttosto a giudici di un passato che condannano alla demolizione.
Ereditare non vuol dire n conservare n, daltra parte, gettare via tutto. Sia gli orfani risentiti che gli infaticabili rottamatori considerano il lascito del filosofo come se si trattasse di una propriet, di un bene qualsiasi.
Ma leredit non mai statica; e chiede di essere tramandata.

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

Voci dal mondo


di Sara Banfi

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 47

I rifugiati al telefono
Christoph Wachter & Mathias Jud vivono in un
mondo globalizzato; un visto turistico, un aereo
ed ecco lAustralia. Diversa la vita dei
richiedenti asilo; giunti nel Paese, sono soggetti a
un rigido sistema detentivo, tenuto nascosto dal

segreto militare. Qui i due artisti hanno ideato


Landung in Australien (2015), unistallazione che
permette ai visitatori di infrangere le barriere
delle autorit: un pavimento e delle cuffie con cui
parlare direttamente ai rifugiati.



ILLUSTRAZIONI
DI ANTONELLO SILVERINI

Una copertina
un artista
Lupi, il cacciatore di segni

Avviene per qui quasi un gioco di specchi: la disputa


damore tra Heidegger e Arendt diventa una chiave indispensabile per comprendere la riflessione sulla figura
dellEbreo nei Quaderni neri, mentre questi ultimi gettano luce su quel rapporto. Hannah il nome ebraico
che vuol dire grazia levento che spezza lordo
amoris di Heidegger. Ma anche la chance mancata,
lattimo fuggito, lasilo rifiutato perch troppo inquietante e estraneo. Dopo di lei lamore di Heidegger rester spaesato, prigioniero nel regno della possibilit. La
relazione dura solo pochi mesi. Heidegger sceglie il ritiro, la meditazione sullEssere. Abbandona Hannah, aggira lincontro, lascia che la sua figura svanisca, rifugge
da quel che lei concretamente. Cos, in seguito, lebraismo pu ritornare, come uno spettro, aggravato da un
peso metafisico. E lombra dellebreo pu proiettare
lEbreo figurale, accusato dellabbandono dellEssere.
Molti sono, oltre allantisemitismo, i nuovi temi allordine del giorno dopo i Quaderni neri. Occorrer, in particolare, riscrivere il capitolo sulla politica.
In un suo saggio recente Peter Sloterdijk sostiene che
sia indispensabile oggi parlare di una politica di Heidegger, una politica radicale, percorsa da un accento
leniniano, da una tonalit apocalittica e dallaspirazione a essere avanguardia. Sloterdijk situa Heidegger, insieme a Dostoevskij, nello schieramento dellantiglobalizzazione che critica lo stile di vita occidentale e punta
lindice contro il mondo della felicit appagata dal grande magazzino. Sloterdijk annovera Heidegger tra i
compagnons de route del comunismo. Lantiglobalizzazione avrebbe potuto portarlo nel campo della sinistra.

La filosofia una questione di famiglia; altrimenti


non sarebbe profondamente storica. Questo non vuol
dire, per, che la famiglia abbia la propriet del filosofo
e dei suoi testi. Leredit di un filosofo un patrimonio
tanto pi ricco quanto pi condiviso. Heidegger appartiene, e non appartiene, a coloro che lo hanno letto,
che lo leggeranno, che saranno in accordo o in disaccordo.

Prima ancora di accettare o rifiutare, di avere o non


avere, siamo eredi e, anzi, siamo in quanto ereditiamo.
Leredit permea la nostra esistenza. N mera passivit
n presunta autonomia: leredit una ingiunzione a cui
si risponde per un verso accogliendo quel che ci precede, per laltro reinterpretandolo. indispensabile una
lettura critica. Ereditare come ha chiarito forse meglio di ogni altro Jacques Derrida vuol dire essere a un
tempo fedeli e infedeli.
Ma nelleredit di Heidegger, pi che i figli, hanno un
ruolo decisivo le figlie le prime donne filosofe, che
sono figlie necessariamente ribelli, chiamate a contestare la linea patriarcale della filosofia. Ha un posto a s
Hannah Arendt.
Che cosa avrebbe detto Arendt leggendo le pagine dei
Quaderni neri? Quelle in cui Heidegger tenta di definire
lEbreo, parla dellebraismo mondiale, e imputa agli
ebrei una assenza di mondo? Non possiamo saperlo.



Sentimenti
La relazione con
Hannah Arendt
una sorta
di attimo fuggito,
un asilo rifiutato



Attualit
Sloterdijk lo situa
nel fronte di chi
critica lo stile
di vita appagato
dai consumi

Accanto a un concetto inedito e articolato di rivoluzione, vista come evento, la grande novit dei Quaderni neri la riflessione di Heidegger sul comunismo.
Le virgolette, usate con rigore, distinguono il comunismo storicamente realizzato, legato per lo pi alla figura
di Lenin, dal comunismo che resta invece una possibilit non ancora realizzata, il nome filosofico di quel
comune e comunitario soggiornare umano nella plis,
che potr esserci solo quando la politica non sar pi solo amministrazione burocratica.
Potere dei soviet pi elettrificazione: il comunismo
sovietico non ha parlato di comunit. E ha assecondato il nichilismo tecno-planetario per una via diversa
da quella del liberalismo. Il rimprovero non potrebbe
essere pi grave. Perch il vero bersaglio di Heidegger
quella ideologia del progresso che ha la sua espressione
pi potente nel liberalismo. Dopo averlo ricondotto al
pragmatismo, alla dottrina per cui vero ci che
utile, Heidegger lo designa con il nome di americanismo considerandone la provenienza geopolitica. E
scrive: Non prima del 2300, allincirca, potr esserci di
nuovo Storia. Allora lamericanismo si sar esaurito nel
tedio del suo vuoto. Fino a quel momento luomo continuer a compiere insospettati pro-gressi nel nulla, senza riconoscere lo spazio di questa sua corsa, e cio senza
superarlo.
Heidegger non considera il liberalismo come orizzonte ultimo e lo lega alla fine della modernit, mentre
nel comunismo, non ancora realizzato, vede il polo filosoficamente opposto. La critica alla rivoluzione occidentale di Marx e di Lenin, non abbastanza rivoluzionaria, si coniuga con una idea di globalizzazione a cui
sembra affidato il futuro del filosofo, la sua possibilit di
incidere nel XXI secolo.
Heidegger non ha mai trovato la via dellesodo e il
modo di giungere alla metropoli. I suoi sentieri si interrompono prima; ogni movimento, necessariamente
planetario, gli appare ridondante. Perci resta nellintimit, in qual margine dove, da rivoluzionario liturgico,
custodisce la presenza nascosta di un incombente stato
di eccezione promesso a un mondo non redento. Rifiuta
la visione urbana della politica, lincontro delle opinioni
nel mercato, lo scambio nellassemblea popolare o
parlamentare. Il luogo da cui parla extra-parlamentare, oltre-parlamentare. In questo senso la sua politica
una poetica dellemergenza.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Talvolta quello che conta di


pi nellarte (come nella
vita) la capacit di capire
dov il centro delle cose.
Centrare il giusto bersaglio,
insomma. Chiss se
inconsciamente Italo Lupi
(Cagliari, 1934) architetto, tre Compassi
doro, uno dei maestri del graphic design
internazionale, Royal Designer ad
Honorem a Londra quando ha realizzato
la nostra copertina aveva questidea in
mente. Sicuramente, lopera fa parte di una
ricerca personale che Lupi porta avanti da
anni: documentare le decorazioni storiche
dei luna park nel mondo. Un viaggio nella
memoria dei segni che lo conduce,
costantemente, nel presente. Lupi, infatti,
un cacciatore (e collezionista) di tracce,
icone, figure, caratteri tipografici e storie di
carta. Non a caso, nella sua poliedrica e
ricca attivit che mette insieme direzioni di
giornali (Abitare), di progettista di
allestimenti per musei, mostre e grandi
eventi (domani, luned 9, gli sar conferita
al Politecnico di Milano la Laurea honoris
causa in Design della Comunicazione) resta
soprattutto un sofisticato intellettuale che
ci accompagna felicemente nel mondo
della visione con un linguaggio colto,
colorato ed elegante, mosso soprattutto da
un tenace bisogno: inseguire lintelligenza
dei significati delle cose. E non forse
questo il migliore insegnamento per fare
centro? (gianluigi colin)

Supplemento culturale del Corriere della Sera


dell8 novembre 2015 - Anno 5 - N. 45 (#206)
Direttore responsabile
Vicedirettore vicario
Vicedirettori

Supplemento a cura
della Redazione cultura

Art director

Luciano Fontana
Barbara Stefanelli
Daniele Manca
Antonio Polito (Roma)
Venanzio Postiglione
Giampaolo Tucci

Antonio Troiano
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48 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015

Oasi
di vita.

Poseidon sar il primo progetto di parco marino


in Europa a riutilizzare, a scopo scientifico e pubblico,
le strutture offshore dismesse; il primo per lalto
contenuto tecnologico, la dislocazione e la grande
capillarit di ricezione e trasmissione dei dati
ambientali marini. Il ripopolamento dei mari
da sempre una questione aperta per lAdriatico,
percepito, nellimmaginario popolare, come un grande
lago o come un mare morto. In realt questo mare,
con i suoi fondali prettamente sabbiosi, ospita una
variet di specie molto ampia e diversificata;
una popolazione che trova il suo [...]

Questa bella storia continua su eniday.com

eniday

Lenergia una bella storia

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