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Anno 5 - N. 44 (#205) Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano - Supplemento culturale settimanale da vendersi esclusivamente in abbinamento a Corriere della Sera 1,00 0,50 + il prezzo del quotidiano. In CH Tic. Fr 1,00

#205

Domenica
1 novembre 2015
EURO 0,50

John Lurie

per il Corriere della Sera

2 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

corriere.it/lalettura

Il dibattito delle idee


Orizzonti

I romani esaltarono il temporeggiatore,


noi tergiversiamo per tirare a campare

La legge e la morale:
Antigone aveva torto

6
di MAURO BONAZZI

Editoria
Leditore Amazon
arriva anche in Italia

Il rinvio

12
di ALESSIA RASTELLI

Libri

Il medico e il pittore:
i due Freud a confronto

14

di G. DIMAGGIO e G. SANTEVECCHI

Poesia&Musica

Lermetismo di Baglioni:
i suoi versi su Facebook

(FOTO ANSA)

23
di GIUSEPPE ANTONELLI

Reportage
La mezzaluna sorge
sul Gange a Varanasi

(FOTO REUTERS)

46
di ALDO CAZZULLO

di DONATELLA DI CESARE

he sia una data differita, un


impegno posticipato, una scelta procrastinata, rinviare appare spesso un sollievo. Il che
non stupisce, se solo si pensa
al ritmo accelerato della vita
quotidiana, al vortice delle scadenze che si affastellano. Negli ultimi anni
non sono mancati esperti di diversi settori
che hanno suggerito metodi ed elaborato
strategie per fronteggiare le urgenze sempre
pi numerose e sempre pi improrogabili. Il
filosofo americano John Perry, che ha lavorato a lungo allUniversit di Stanford, giunto
a teorizzare addirittura una procrastinazione strutturata. Se da un canto Perry critica
il modello dominante dellattivista che ha
la meglio su tutti gli impegni, giocando persino danticipo, dallaltro loda il rinvio che
non dettato necessariamente da pigrizia,
n di per s improduttivo. Se si considerano gli esempi di artisti, scrittori e poeti, il
rinvio potrebbe persino dischiudere il tempo della creativit.
Ma tutte queste recenti teorie hanno trovato poca risonanza in Italia. Il che a dir vero tuttaltro che sorprendente. Non perch la
vita non abbia un ritmo frenetico, come negli altri Paesi occidentali. Ma perch il nostro Paese da sempre, e non di rado inconsapevolmente, la patria dei temporeggiatori di professione. Chi non ricorda la figura quasi mitica di Quinto Fabio Massimo,
soprannominato Cunctator, perch inaugur la strategia del temporeggiamento? Le
forze nemiche ne furono logorate e Roma
venne salvata. Da allora larte, molto latina,
di prendere tempo, di indugiare in attesa del
momento opportuno e delle circostanze favorevoli, fa parte del nostro patrimonio culturale. insomma unabilit che si impara
gi a scuola e in famiglia, e che caratterizza
la nostra forma di vita.
Non c dubbio che temporeggiare, originariamente una strategia bellica, possa dare
ottimi risultati in alcuni contesti, da quello
della diplomazia a quello delle scelte personali. Ma altrettanto certo che la nobile arte
del rinvio pu scadere facilmente in un meschino tergiversare, in un volontario sottrarsi a ogni decisione. Il rinvio pu allora essere
la porta dingresso non gi della creativit,
bens della paralisi.
Nella politica e, pi in generale, nella sfera

Posticipare appare un sollievo,


ma farlo allinfinito devastante
Soprattutto in politica, dove
decisionista un atto daccusa
pubblica, il rinvio, visto come unarte, ma ritenuto anche una sorta di irrinunciabile saggezza, ha avuto e continua ad avere effetti
devastanti. Dagli ambiti pi circoscritti fino
alle sedi istituzionali come non pensare
al Parlamento? il rinvio la via duscita
pi frequentata, la prima ratio, anzich lultima, lespediente a cui si ricorre spesso e volentieri, senza troppi scrupoli.
Non giudicato un danno che dopo una
lunga riunione non si arrivi ad alcuna conclusione. N appare deleterio non scegliere.
Pu capitare, anzi, che le poche decisioni
prese vengano rimesse in dubbio il giorno
dopo e che, nel segno del temporeggiamento, e del rinvio infinito, si ricominci sempre
daccapo, come se nulla fosse. Nella sfera
pubblica questo fenomeno, pi diffuso di
quanto non si immagini, sotto gli occhi di
tutti. Se il sollievo derivante dal rinvio sembra un sentimento largamente condiviso,
con un malcelato sospetto viene guardato
chi si assume il difficile compito di scegliere. Fioccano allora i rimproveri di attivismo o decisionismo. E cos nella politica, dove il rinvio per il rinvio ha assunto negli ultimi decenni forme parossistiche, si finisce per preferire quasi chi tergiversa,
nicchia e posticipa, piuttosto che chi si risolve ad agire.

La decisione sempre e ovunque dolorosa, nella sfera pubblica e in quella privata.


Come suggerisce letimologia, decidere, dal
latino de-caedere, significa tagliare, eliminando tutte le alternative. Ogni decisione
perci un taglio. E non ci si pu sottrarre,
se nella vita, com giusto che sia, si deve
passare allazione. Altrimenti si resterebbe
sempre immobili. Ma certo ogni taglio anche un rischio, e lerrore sempre in agguato. Chi decide corre il pericolo di sbagliare,
si espone continuamente alla critica.
In fondo esistere decidere. Non c forse
parola che renda meglio lintensit, il peso,
la fatica dellesistenza. Proprio nella decisione, quellistante deliberativo che prelude allagire, emergono con pi chiarezza peculiarit e carattere di ciascuno. La decisione la
nostra impronta, il timbro che lasciamo nella vita. Decidere vuol dire non solo assumere
lesistenza, farsene carico, ma anche accetta-

re che il tempo sia finito, che a un certo punto si esaurisca, che giunga al termine.
Perci il rinvio infinito riprovevole sotto
ogni aspetto, esistenziale, etico, politico. D
infatti lillusione che il tempo, il proprio e
laltrui, sia sempre disponibile. La sentenza
del tribunale che arriva dopo innumerevoli
rinvii quando arriva! alterata dal sapore amaro del troppo tardi, porta con s
lesperienza negativa di un tempo gi trascorso, di cui si stati defraudati. La giustizia deve giungere al momento debito, deve
essere anche giusta nel tempo.
Lelogio della decisione non apologia
del decisionismo. Non si deve fraintendere.
E come ciascuno pu decidere solo dopo
aver deliberato con se stesso, cos una comunit chiamata al dialogo e al confronto
questa la democrazia prima di scegliere.
Se il compromesso dobbligo, il taglio della
decisione diventa a un certo punto inevitabile, a meno di non condannarsi a vivere in
condizione di inerzia, in uno stallo prolungato. Una comunit non tale se non ha il
senso del tempo e non sa proiettarsi verso
mete condivise.
Forse la dolce vita del passato era legata
allarte del rinvio, era connessa con una certa
leggerezza quella lodata da Italo Calvino
nel fronteggiare impegni e obblighi. Ma
era unepoca diversa. E il rinvio si coniugava
con una profonda, salda umanit, dalla cui
angolazione si guardava agli altri prima che
a se stessi. Il rinvio era parte di una forma di
vita, venuta meno, dove indugiare era la sosta di un incontro, la pausa di una riflessione.
Adesso il rinvio appare piuttosto il gesto
di chi, di fronte allemergenza, sceglie cinicamente di salvare se stesso. E mentre, fra
incertezza e corruzione, contempla il naufragio, preferisce come ha osservato in un
suo saggio il filosofo Hans Blumenberg la
posizione immobile dello spettatore. Rinvia per non agire, per mettersi al riparo dal
declino, per aggirare conflitti e dispute, ma
anche per evitare ogni responsabilit. un
modo per tenersi fuori alla mischia delegando ad altri la sopravvivenza dei legami
sociali. Come se quel declino, prima o poi,
non dovesse coinvolgerlo. Il rinvio sembra
rivelarsi allora lultima, esasperata, mediocre forma di autoconservazione.
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DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Cambusa
di Nicola Saldutti

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 3


I segreti del mare non sono eterni
I segreti del mare, delle sue rotte, erano
custoditi molto gelosamente dai portoghesi.
Tutto era cominciato con Enrico il Navigatore.
Del mare, i portoghesi hanno fatto, tra i primi, la
loro fonte di ricchezza con il lungo viaggio delle

spezie. Noce moscata, zenzero. Poi un olandese,


Jan Huygen van Linschoten, vissuto a Goa,
pubblic un libro, Itinerario, nel quale svel quei
segreti nel 1589. E sanc il loro declino. Il mare
non tiene per sempre i suoi segreti.

Roy Lichtenstein (New York,


1923-1997), Desk Calendar
(1962, olio su tela), courtesy
Roy Lichtenstein
Foundation. Sotto: Franois
Weyergans (Bruxelles,
1941) nella classica tenuta
dellAcadmie franaise.
Lo scrittore stato eletto
nel 2009 al seggio numero
32, lasciato vacante prima
da Maurice Rheims
e poi da Alain Robbe-Grillet

Lintervista Franois Weyergans come i suoi personaggi: arriva dopo. Anche alla cerimonia di insediamento tra gli Immortali

La mia vita in ritardo, che lusso!


dal nostro corrispondente a Parigi STEFANO MONTEFIORI

ranois, che ama molto le donne


e poco la fedelt, cerca di parlare
finalmente al padre Franz, grande e rigido scrittore cattolico
cantore della sacralit del matrimonio. Vuole capire come facevamo a
intenderci cos bene quando eravamo
daccordo su cos poche cose?. Franois
rompe un lungo silenzio, prova a scrivere
un libro dedicato al padre, ma lo fa ventanni dopo la sua morte e ce ne mette
cinque a finirlo. Comincia cos Franz e
Franois, il bellissimo romanzo che
Franois Weyergans pubblic in Francia
nel 1997 e che in Italia esce per la casa editrice Lorma il 5 novembre, dopo 18 anni.
Con Weyergans non bisogna mai avere
fretta.
Per cominciare un nuovo libro bisogna accettare di entrare nella propria memoria come in una vasca da bagno troppo
piena, dice. Nel 2005 Weyergans vinse il
Goncourt con Tre giorni da mia madre
(Gaffi), racconto di un autore che non riesce a scrivere Tre giorni da mia madre.
Consegn per davvero il manoscritto con
molti anni di ritardo, cos come in ritardo, nei suoi 74 anni di vita, Weyergans ha
pagato le bollette, scritto al fisco chiedendo ulteriori dilazioni, preso posto allAcadmie Franaise: il 16 giugno 2011, ventisette mesi dopo lelezione, lo scrittore e
cineasta si present infine al cospetto dei
colleghi Immortali sotto la cupola del
Quai Conti, a Parigi. La solenne cerimonia in suo onore cominci come previsto
alle 15, lui arriv un quarto dora dopo. Il
capolavoro di una vita.
Signor Weyergans, i suoi personaggi
e lei stesso siete dei virtuosi della procrastinazione. Come mai?
Non tanto la sindrome della pagina
bianca, piuttosto il contrario: troppe

FRANOIS WEYERGANS
Franz e Franois
Traduzione
di Stefania Ricciardi
LORMA EDITORE
Pagine 420,  18
Gli appuntamenti
Lo scrittore sar
allAccademia di Francia a
Roma mercoled 4 novembre
alle 19 e allIstituto francese
di Napoli gioved 5
novembre alle 18.30
nellambito delle iniziative
del Festival
della narrativa francese

idee, troppe suggestioni, troppa ricchezza. difficile mettere ordine. Nel cinema,
e nella letteratura, il momento decisivo
il montaggio.
Perch rimandare sempre?
Pi che rimandare, si tratta di vivere
fuori da ogni obbligo di orario. I miei personaggi si permettono questo lusso. E io
propongo questo genere di vita ai lettori.
Pu essere molto angosciante vivere senza orari e senza scadenze. Alcuni non riescono a sopportarlo, altri lo vivono come
un investimento sulla loro angoscia.
il suo caso? Procrastinare una
fonte di creativit?
Mentre non si fa quel che si dovrebbe,
tutto pu succedere: nuove idee, nuovi
desideri Gli orari sono utili per non
perdere il treno, ma perdere il treno pu
essere linizio di qualcosa di inatteso.
Consegnare un lavoro allultimo minuto,
o ancora dopo, significa lasciare laltro
nellansia, pu essere una forma di sadismo. Ma quando si rispettano le scadenze
si rinuncia forse a idee importanti che apparirebbero in seguito. Essere in ritardo
poi un modo di verificare fino a che
punto gli altri vi sopportano, vi aspettano, vi amano; una cosa infantile senza
dubbio. C anche una forma di godimento a riuscire a fare allultimo qualcosa a
cui si pensa e a cui ci si prepara da tempo.
E dire che a scuola ero sempre il primo a
consegnare il tema. Avevamo quattro ore
ma io dopo unora e mezza mi alzavo, tra
gli ohhh dei compagni. E prendevo
sempre 19/20! Dopo il liceo in effetti le
cose si sono complicate.
Nel romanzo lei usa i veri nomi di
battesimo di suo padre e suo, Franz e
Franois. Quindi tutto vero?
Le dir che allinsopportabile termine
oggi di moda autofiction preferisco auto-

scontro. curioso che persone mai viste,


che non mi incontreranno mai, vogliono
che io corrisponda ai miei personaggi.
Ho scritto la vita immaginaria di un monaco copto nel deserto nel IV secolo dopo
Cristo e mi hanno detto: Questo monaco, proprio lei!. La storia di un monaco
che non sapeva pi perch si era rifugiato
nel deserto e che aveva dimenticato lesistenza di Dio.
Ma i nomi sono gli stessi.
I nomi di battesimo sono gli stessi, il
cognome cambia, da Weyergans a Weyergraf. Due sillabe vere su tre. Potremmo
dire che due terzi la proporzione tra realt e finzione nei miei romanzi.
Insomma, lei ci marcia.
Certamente. Anni fa ho passato un
pomeriggio con Saul Bellow, parlavamo
di Herzog, la moglie lo ha lasciato per andare a vivere con un altro uomo e Herzog
vede dalla finestra il rivale dare la mano a
sua figlia. Anche io non mi sono trattenuto e ho chiesto a Bellow: Quella scena
lha vissuta davvero?. Ricordo il suo
sguardo pieno di profonda tristezza, anche un po di disprezzo, come se mi dicesse ma insomma, ancora non ha capito
che non importante. Un giorno ero in
tv da Bernard Pivot e mi ha detto allora
lei il personaggio. Ho pensato, se gli
spiego che non esattamente cos spreco
i pochi minuti che ho a disposizione,
quindi ho detto di s. E quando ho vinto il
Goncourt Paris Match ha voluto pubblicare due pagine di fotografie di me e mia
madre assieme e mi sono detto ma s,
chi se ne importa, se vogliono credere
che sia tutto autobiografia lo credano.
Com andata quando dopo mesi e
mesi si presentato finalmente allAcadmie Franaise, ed riuscito ad arrivare in ritardo anche l?

Fin in prima pagina sul Figaro, il


mio edicolante il giorno dopo si compliment: arrivato in ritardo anche tra gli
Immortali, fantastico!. Ancora oggi allAcadmie c chi pensa che lo abbia fatto apposta.
Non cera modo migliore per alimentare la sua leggenda.
Eppure non lo feci apposta, non avrei
i nervi cos saldi. No, ero al Trocadro e
hanno mandato una macchina a prendermi, e lautista ha preso gli Champs Elyses
bloccati dal traffico, gli ho suggerito di
imboccare la corsia preferenziale ma lui
non voleva, temeva di prendere la multa.
Insomma, arrivato vicino allcole des Beaux Arts dico allautista di farmi scendere
e mi metto a correre. Ma luniforme dellAcadmie Franaise complicata sa, c
la giacca verde, lo spadino Correvo e lo
spadino mi sbatteva sulle gambe, la gente
si fermava, i turisti pensavano che stessi
girando un film comico in costume. Alla
fine sono arrivato, meno male che Erik
Orsenna aveva gi cominciato a leggere il
suo discorso in mio onore, mi ha permesso di prendere fiato prima di attaccare
con il mio.
Che importanza ha avuto nella sua
vita la psicoanalisi con Lacan?
Ci sono andato da ragazzo, per curiosit intellettuale. Ci vedevamo anche tre o
quattro volte alla settimana, io gli dicevo
lei costa molto caro e lui mi rispose
non si preoccupi, tutto questo le sar
rimborsato pi tardi. Quando ho vinto il
Goncourt mi sono detto per, il vecchio
Lacan aveva ragione. stata unesperienza molto appassionante. Ma anche Lacan
stato fortunato ad avere sotto mano un
tipo come me.
@Stef_Montefiori
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4 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Il dibattito delle idee


Questioni Da un libro uscito in Belgio i contributi degli intellettuali interpellati
da Herman Van Rompuy sul futuro dellUnione Europea. La stabilizzazione
finanziaria ha avuto costi sociali enormi: ne derivata lascesa delle forze populiste
Solo da Berlino pu venire la spinta per un rilancio in chiave sovranazionale

Euro, sovranit, democrazia


Uno dei tre va sacrificato
di MAURIZIO FERRERA

I testi di Jrgen Habermas,


Amartya Sen, Pierre
Rosanvallon e Philippe
Van Parijs sono tradotti
da Laura Lunardi

ellautunno del 2012 Luuk van


Middelaar, un filosofo belga
prestato alla politica, mi invit a incontrare Herman Van
Rompuy. Lallora presidente
del Consiglio europeo voleva parlare con
alcuni intellettuali per confrontarsi con
idee nuove. La lista, messa a punto insieme al noto filosofo di Lovanio Philippe
Van Parijs, comprendeva una quindicina
di persone, che ebbero con Van Rompuy
altrettante conversazioni private sulla
crisi e sul futuro della Ue.
Credo che molti di noi siano usciti da

Se non si vuole rinunciare alla moneta unica


gli Stati nazionali devono fare passi indietro
O le ricadute politiche saranno catastrofiche
palazzo Charlemagne (sede del Consiglio
a Bruxelles) con due impressioni. La prima: Van Rompuy un politico curioso,
un interlocutore preparato ed esigente.
La seconda: difficilmente ci che gli ho
detto potr essere di qualche utilit. Almeno in parte, ci sbagliavamo. Nel 2014,
lultimo anno della sua presidenza, Van
Rompuy ha infatti scritto un breve libro
(Europe in the Storm) in cui si ritrovano
molti degli spunti emersi dalle conversazioni. Nellattivit di governo contano le
decisioni concrete, giorno dopo giorno.
Ma la qualit di un politico si misura an-

Il sociologo

che in base alla capacit di elaborare strategie di lungo respiro, di apprendere dallesperienza. Leggendo il suo volumetto,
ho capito che Van Rompuy era stato un
leader di qualit e che le sue idee avevano
fatto la differenza in alcuni momenti cruciali della tempesta.
Nel libro di cui la Lettura presenta
alcuni estratti in queste due pagine, i partecipanti a quegli incontri propongono le
loro diagnosi e i loro suggerimenti sul futuro dellEuropa. Il titolo scelto dai due
curatori van Middelaar e Van Parijs (After
the Storm) un wishful thinking. In real-

t nessuno degli autori pensa che la tempesta sia davvero alle nostre spalle. Certo,
la terra ha smesso di tremare e leuro
sopravvissuto al rischio di disintegrazione. Ma le crepe restano. E soprattutto si
sono alzati fortissimi venti sul piano politico. I sacrifici imposti durante la crisi e i
risentimenti fra popoli e fra governi stanno oggi mettendo a repentaglio la tenuta
dellUnione Europea in quanto comunit
di Stati.
Le crisi politiche possono avere conseguenze tragiche, ce lo ha insegnato la storia del Novecento. Ci illudevamo che lin-

Leconomista

Tocca alla Germania avviare Antibiotico misto a veleno


la riforma delle istituzioni
Ecco i danni dellausterit
di JRGEN HABERMAS

iamo intrappolati in un dilemma: come conciliare le politiche economiche


necessarie per salvaguardare leuro
con i passi da intraprendere per una
pi stretta integrazione politica. Questi passi sono malvisti e suscitano una spontanea resistenza popolare. Nella strategia della
Commissione Ue sintravede la tentazione di
colmare in modo tecnocratico, lontano dalla
gente, questo divario tra le esigenze delleconomia e i traguardi raggiungibili allinterno dei
Nato nel 1929, il filosofo e
sociologo tedesco Jrgen
Habermas si colloca nella
tradizione della Scuola di
Francoforte. Tra i suoi libri
recenti, Questa Europa in
crisi (Laterza, 2012)
vincoli politici esistenti. Sotto la spinta di questa dinamica tecnocratica, lUnione Europea sta
muovendo verso il discutibile ideale di una
democrazia conforme ai mercati, sempre pi
esposta ai loro imperativi e distante da una
societ civile sempre pi infiammabile.
Qual lalternativa? anzitutto necessario
che si decida di approfondire lUnione economica e monetaria fino a farla diventare ununione politica. Ci comporterebbe per la prima
volta una suddivisione dellUnione in un nucleo
centrale di Paesi e una periferia. La formazione
di un nucleo centrale significherebbe ben pi
che un altro naturale passo verso il trasferimento di sovranit in questa o quellarea particolare. Con listituzione di un governo economico
comune si valicherebbe la linea rossa del tradizionale concetto di sovranit. Lidea che gli

di AMARTYA SEN
Stati-nazione siano i soggetti sovrani dei Trattati andrebbe abbandonata. Daltro canto, il
passo verso la democrazia sovranazionale non
dovrebbe essere considerato come una transizione verso gli Stati Uniti dEuropa. La contrapposizione tra Confederazione e Stato
federale una falsa alternativa. Gli Stati-nazione possono benissimo conservare la propria
integrit allinterno di una democrazia sovranazionale, mantenendo sia il ruolo di amministratori esecutivi delle decisioni europee, sia
quello di custodi ultimi delle libert civili.
In questo quadro, il destino dellEuropa in
mano alla Germania: se tra gli Stati membri c
un governo capace di prendere liniziativa di
riformare i Trattati, quello tedesco. Naturalmente, gli altri governi potrebbero chiedere
aiuti in nome della solidariet soltanto se fossero pronti ad accettare il trasferimento di
maggiore sovranit a livello europeo.
La questione fondamentale, dunque, se la
Germania sia non soltanto nella posizione di
prendere liniziativa, ma anche se abbia interesse a farlo. La leadership che la Germania detiene per ragioni demografiche ed economiche
non sta solo risvegliando in noi tedeschi i fantasmi della storia, ma pu anche indurci a scegliere un corso nazionale unilaterale, o addirittura a soccombere a fantasie di potere per una
Europa tedesca, anzich per una Germania
europea. Noi tedeschi dovremmo avere imparato dalla catastrofe della prima met del XX
secolo che nel nostro interesse evitare in modo definitivo uno storico dilemma: come essere
uno Stato semi-egemonico evitando per di
scivolare nei conflitti. Una politica di solidariet negli interessi della Germania; di pi, essa
discende da un vero obbligo morale.
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el discorso alla Banca mondiale nel


maggio 2011, sostenevo che limpatto di unausterit indiscriminata
sulla crescita economica sarebbe
stato molto destabilizzante per le
economie europee. La storia piena di esempi
di spaventosi dissesti in seguito allattuazione
di drastici tagli di spesa e di misure di rigore in
tempi di alta disoccupazione e basso sfruttamento delle risorse produttive. Nel suo esordio,
la Grande Depressione degli anni 30 venne
Amartya Sen, nato in India
nel 1933, ha vinto il premio
Nobel per lEconomia nel
1998. Docente in molti
atenei, noto per gli studi
sui rapporti tra sviluppo,
benessere e democrazia
affrontata proprio allo stesso modo, con esiti
deleteri, che spinsero John M. Keynes a lanciare
un monito contro la follia di tali politiche.
Ci sono molte somiglianze con lo stato di
desolazione in cui versa oggi leconomia europea. Sulle misure da adottare, lopinione dei
decisori europei stata unaltra. Ma oggi, a
conti fatti, i pretesi risultati delle politiche di
austerit nel ridurre il peso di deficit e debito si
rivelano pessimi. importante chiedersi per
quali ragioni il dibattito economico si sia cos
appiattito nellincensare i poteri terapeutici
dellausterit. Avere ignorato i moniti di Keynes
un fattore importante. Ma c stata anche una
strana confusione tra lesigenza di promuovere
riforme istituzionali e lesigenza di austerit.
indubbio che lEuropa abbia bisogno ormai da
tempo di riforme istituzionali (fisco, pensio-

ni...). Ma si deve distinguere tra la necessit


fondata di riforme e quella presunta di un rigore indiscriminato. Mescolando le due cose in
ununica formula, diventato difficile parlare di
riforme senza al contempo parlare di tagli alla
spesa pubblica in ogni settore. come se a un
malato che chiede un antibiotico per debellare
la febbre venisse data una compressa di antibiotico mischiato a veleno per topi: impossibile
assumere luno senza assorbire anche laltro.
Se si sostengono le riforme economiche, si
deve accettare anche lausterit (cos ci stato
ripetuto), ma in realt non c nessuna buona
ragione per mescolare i due elementi in ununica formula. Numerosi Paesi in Europa hanno
ancora bisogno di riforme, ma non hanno affatto bisogno di altre misure di austerit. Oltre
duecento anni fa Adam Smith sosteneva che
una buona politica economica deve prefiggersi
due obiettivi: Primo, mettere i cittadini in
grado di produrre un congruo reddito e procacciarsi di che vivere; secondo, fornire allo Stato o
alla comunit introiti sufficienti a garantire i
servizi pubblici. Il padre delleconomia moderna e migliore araldo del sistema di mercato
non aveva alcun dubbio su come e dove lo Stato
dovesse corrispondere alle esigenze di una
societ sana. Per generazioni, il dibattito pubblico ha sempre pi avvalorato e sostenuto le
ampie vedute di Adam Smith. Ci sono buone
ragioni per pensare che sarebbe successo anche oggi, se solo si fosse lasciato spazio a un
dialogo pubblico aperto e informato, anzich
assoggettarlo alla presunta superiorit di giudizio dei leader finanziari, con la loro sconcertante ristrettezza di vedute riguardo allumana
societ e il loro disinteresse per le esigenze di
una democrazia deliberativa.
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DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Sopra le righe
di Giuseppe Remuzzi

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA


Gli elefanti si ammalano di cancro meno di noi,
e s che dovrebbe essere il contrario: hanno pi
cellule di noi e vivono pi a lungo (in questo
modo ci sono pi chance che nel corso della
vita possa succedere qualche mutazione).

Il volume
I brani pubblicati qui sotto
sono tratti dal libro a pi
voci After the Storm (Dopo
la tempesta), curato da
Luuk van Middelaar e
Philippe Van Parijs (Lannoo,
pp. 264,  29,99), che
raccoglie i contributi degli
intellettuali consultati
dallallora presidente del
Consiglio europeo, Herman
Van Rompuy, sulla crisi
dellintegrazione
comunitaria. Il volume si
ricollega sin dal titolo al
saggio Europe in the Storm.
Promise and Prejudice
(LEuropa nella tempesta.
Promessa e pregiudizio)
pubblicato lanno scorso da
Van Rompuy (Schuyt Belgi,
pp. 128, 14,95)

I geni degli elefanti


Perch allora sono protetti dai tumori? una
questione di geni. Ce n uno si chiama
TP53 che codifica per una proteina capace
di uccidere le cellule tumorali. Di questo gene
gli elefanti ne hanno 20 coppie, noi una sola.

ILLUSTRAZIONE DI ANGELO RUTA

tegrazione avrebbe contenuto il rischio


di nuovi conflitti intra-europei. Oggi ci
ritroviamo invece con profonde e in parte
inedite contrapposizioni: fra Nord e Sud,
fra Est e Ovest, fra Bruxelles e le capitali
nazionali.
Praticamente tutti gli autori del libro
convergono su una diagnosi. Moneta
unica, sovranit nazionale e democrazia
non sono contemporaneamente compatibili, non possono essere combinate in
un unico composto politico-istituzionale. Alcuni autori ritengono che a essere
sacrificato dovrebbe essere leuro. Molti

altri (compreso chi scrive) ritengono invece che dovrebbe essere sacrificata la
sovranit, almeno in alcune sfere cruciali
come la politica economica. A patto per
di dare alleuro una nuova dimensione
sociale. Sono troppi gli squilibri fra le
economie dei vari Paesi, che in parte dipendono proprio dalla presenza di una
moneta unica. Senza un minimo di solidariet paneuropea, impossibile stabilizzare le relazioni politiche fra Stati
membri e accrescere il sostegno dei cittadini.
La responsabilit che grava oggi sulle

Il politologo


Lesigenza di coesione
Senza una solidariet
paneuropea impossibile
stabilizzare le relazioni fra
Stati membri e accrescere
il sostegno dei cittadini

spalle dei leader Ue enorme. E, come


spiega Habermas, lo soprattutto quella
della Germania. Durante la crisi, questo
Paese si opposto strenuamente a ogni
ipotesi di socializzare lUnione. Cos
facendo, Berlino ha per aizzato un crescente risentimento nei confronti del
dominio tedesco. La tempesta politica
della Ue sar davvero passata quando il
suo Paese pi grande si trasformer in un
egemone benevolo, capace di far coincidere il proprio interesse nazionale con
linteresse europeo.
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Il filosofo

Mercato e diritti funzionano Impariamo tutti linglese


ma magra la cassa comune se vogliamo capirci davvero
di PIERRE ROSANVALLON

ome regime politico lEuropa definibile pi come una democrazia regolativa che come una democrazia
istituzionale. Quali sono stati infatti i
suoi due maggiori successi? La protezione dellindividuo attraverso la rule of law,
egregiamente applicata dalla Corte di giustizia
dellUe; e la protezione del consumatore attraverso politiche di regolamentazione del mercato, della concorrenza e dellantitrust. In queste
aree lEuropa riuscita in pieno. Se le analizziaSociologo e politologo,
Pierre Rosanvallon nato a
Blois, in Francia, nel 1948.
Di recente uscito in Italia il
suo libro Controdemocrazia
(Castelvecchi, 2012) sulla
crisi della politica
mo intellettualmente, si tratta di due aree tipiche di una forma di potere che potremmo chiamare impersonale, il potere della legge e del
mercato. Per certi aspetti lEuropa ha saputo
ridare vita alle grandi utopie del XVIII secolo:
un mondo senza politica, in cui siamo governati da un potere impersonale legge e mercato.
Tale riproposta avviene per mentre allinterno dei singoli Paesi la gente si dissocia
sempre pi da questo modello impersonale
che ha ceduto a forme di personalizzazione.
In Francia vi stata la crescita del potere del
presidente della Repubblica, ma si colgono
analoghe forme di personalizzazione della politica anche nelle democrazie parlamentari pi
tradizionali. LUnione, al contrario, continua a
rappresentare il vecchio modello della democrazia regolativa. Questo modello contrasta

di PHILIPPE VAN PARIJS


nettamente con quello della democrazia istituzionale, il cui obiettivo sta nellorganizzare la
sfera pubblica e nel formare una societ civile
coerente e solidale, in cui si pu realizzare lideale di una societ di eguali.
Storicamente, lo Stato-nazione pu essere
visto come una sorta di esperimento circoscritto di universalizzazione. Questo concetto fu
introdotto nel XIV secolo. Essendo impossibile
istituire un regno universale, se ne creava una
versione circoscritta: Il re imperatore del
proprio regno. Questa lidea su cui si fonda
lo Stato-nazione. Potremmo chiederci se lEuropa abbia realizzato qualcosa di simile in termini
di politica cosmopolita, se cio lEuropa sia
diventata uno spazio circoscritto, ma ben riuscito, ove dare forma al cosmopolitismo. In che
cosa potrebbe di fatto incarnarsi oggi il cosmopolitismo? In tribunali internazionali, norme
come quelle dellOrganizzazione mondiale del
commercio (Wto), del Fondo monetario internazionale (Fmi) e di istituzioni analoghe.
In questo senso lEuropa si pu intendere
come un esempio circoscritto dellideale di
democrazia cosmopolita. E in proposito si pu
notare un impressionante parallelo. Il bilancio
della Ue pari all1 per cento del Pil europeo,
una cifra che sembra essere un limite invalicabile. Se sommiamo le spese sostenute nel mondo per mantenere lordine internazionale, come il bilancio dellOnu, le spese per la cooperazione allo sviluppo e lassistenza medica internazionale, la lotta alla fame e cos via, arriviamo
proprio all1 per cento del Pil mondiale. Pare
che questo 1 per cento non appena usciamo
dal modello della nazione-Stato sia il contributo massimo che i singoli Paesi intendono
destinare alla cassa comune.
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isultati, risultati, risultati!.


Mi pare ancora di sentire
Van Rompuy che pronuncia
queste parole nel corso di
uno dei primi incontri che
hanno condotto a questo libro. Van Rompuy
aveva ben compreso la logica sottesa al veemente appello lanciato da Habermas per un
rapido rafforzamento della democrazia sovranazionale in Europa. E tuttavia la legittimit
delle istituzioni dellUnione, sottolineava Van
Economista e filosofo belga,
Philippe Van Parijs nato
nel 1951. Docente
dellUniversit cattolica di
Lovanio, un sostenitore
della necessit di introdurre
un reddito minimo di base
Rompuy, non dipende da ulteriori manovre di
ingegneria istituzionale, bens da ci che lUe
realizza per il bene dei suoi cittadini.
S, risultati. S, Van Rompuy, la tenuta del
consenso per il progetto europeo ha bisogno di
risultati. Non della promessa di mezzo punto di
crescita in cambio di unulteriore sottomissione al mercato mondiale. Non della promessa di
mezzo punto in meno di disoccupazione in
cambio della riduzione degli ammortizzatori
sociali. Non della promessa di una valuta stabile in cambio dellassoggettamento della popolazione di uno dei suoi Stati al giogo di un debito eterno e alla confisca dei beni nazionali.
Ha bisogno piuttosto di un efficace sistema
di protezione sociale, che tutti possano considerare equo, senza che vengano compromesse
le fonti di un benessere durevole. S, Jrgen

Habermas, abbiamo urgente bisogno di riforme istituzionali. Ma cambiare i trattati richiede


tempi lunghi e non possiamo aspettare. Dobbiamo dunque contare su chi detiene oggi il
potere, a partire dai capi di governo. Dobbiamo
contare sulla loro capacit di mettersi nei panni
dei colleghi europei, di considerare le questioni anche dai loro punti di vista, di stabilire reciproci rapporti di fiducia, di individuare compromessi intelligenti e difenderli di fronte e
forse contro i loro stessi parlamenti e le opinioni pubbliche.
Ci non funzioner sempre, e mai in modo
perfetto. E quando la volont dei potenti, per
quanto democratici, cozzer contro le legittime
pretese dei pi vulnerabili, dobbiamo essere
pronti a fare pressione, a urlare, a protestare.
A livello europeo tuttavia ci troviamo di fronte a un enorme ostacolo. Non parliamo tutti la
stessa lingua. Non vuol dire solo che per i leader pi difficile stabilire relazioni di reciproca
comprensione, significa anche che le opinioni
pubbliche nazionali sono separate da robusti
steccati. Le differenze di lingua, inoltre, rendono pi difficoltoso varcare i confini. Stranamente, dunque, oggi lo sviluppo pi promettente in Europa qualcosa che di primo acchito
pu sembrare quasi banale: la rapida diffusione dellinglese come lingua franca fra le giovani
generazioni. Una lingua condivisa non garanzia contro i conflitti. E tuttavia non si pu sperare in unefficace mobilit tra confini, in uno
sviluppo di opinioni comuni, senza una lingua
condivisa. Il fatto che sempre pi persone siano
in grado di comunicare in una lingua comune
lascia ben sperare che la nostra Unione non si
faccia trascinare verso ingiustizie maggiori di
quanto si possa accettare.
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6 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

SCOPER
TE

di ELENA CALANDRA

Vasi da banchetto, coltelli e spiedi


Il corredo etrusco per laldil

a necropoli etrusca di Crocifisso del


Tufo, ai piedi della spettacolare rupe di
Orvieto, stata oggetto nel giugno
scorso di nuovi scavi, che hanno rivelato
informazioni interessanti. Costruita a
servizio dellinsediamento di Velzna/Volsinii,
la citt dei morti organizzata secondo un
ordinamento sociale egualitario, con tombe
tutte uguali, recanti i nomi dei proprietari
iscritti sullarchitrave. La maggior parte delle
sepolture si data tra la seconda met del VI

e il V secolo a.C., ma gli scavi di questi mesi


hanno apportato novit sulle fasi pi
antiche del complesso. Una semplice
pulitura dalla vegetazione ha consentito di
riportare in luce i resti di una piccola tomba
a tumulo con sarcofago in pietra pertinente
a un personaggio femminile, databile
attorno alla met del VII secolo a.C. Lo scavo
effettivo di un recinto in conci di tufo, invece,
ha restituito sette sepolture entro una
cassetta di lastre di tufo. Allinterno di una di

Reperti trovati nella


necropoli di Crocifisso
del Tufo (Orvieto)

queste era ancora conservato un corredo


intatto, databile alla fine del VI secolo a.C.:
esso comprende vasi in bucchero per il
banchetto, vasi in lamina bronzea, elementi
in osso e numerosi frammenti di ferro da
riferire a coltelli, spiedi e alari, riconducibili a
una sepoltura maschile. Il sito, su cui
competente la Soprintendenza archeologica
dellUmbria, normalmente aperto al
pubblico, che ha potuto assistere in diretta a
tutto lo scavo, ed stato indagato su
concessione del ministero dei Beni culturali,
sotto la vigilanza della Soprintendenza
(Maria Cristina De Angelis), con la direzione
scientifica di Claudio Bizzarri (Universit
dellArizona, S. Anselm College, New
Hampshire) e con la guida di Paolo Binaco.
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Fabian Negrin il #twitterguest

Orizzonti

Fabian Negrin (Cordoba, Argentina, 1963) un


disegnatore e autore di libri per linfanzia. Ha
illustrato e/o scritto un centinaio di titoli. Una
personale dei suoi disegni si appena chiusa
al Salone del Libro di Seul, in Corea del Sud,
dove ha rappresentato lItalia. candidato
allAstrid Lindgren Memorial Award. Oltre a
lavorare ai propri libri si dedica allillustrazione
di fiabe classiche. Da oggi su Twitter consiglia
un libro al giorno ai follower de @La_Lettura.

Nuovi linguaggi, scienze, filosofie, religioni

Paradigmi Limpiegata che rifiuta la licenza matrimoniale a una coppia gay, il pensionato di Vaprio dAdda: un modello ambiguo

Antigone aveva torto


di MAURO BONAZZI

no spettro si aggira per lEuropa ma non quello del comunismo: quello di Antigone, leroina del mito, la compagna di chi oppone la propria coscienza alloppressione del
potere, la resistente. un mito che ha attraversato indenne i secoli e che esploso nel Novecento, nellora dei totalitarismi. Come ad esempio nella pice di
Bertolt Brecht, che ambient la tragedia
in una Berlino cupa, piena di SS, con i
disertori impiccati per le strade, e Creonte intabarrato in un cappotto militare. Le due guerre erano state esperienze
troppo dure: anche in un racconto di
Marguerite Yourcenar le strade di Tebe
tremavano al passaggio dei carri armati.
Le forme di oppressione del resto sono
molteplici: per il pensiero femminista
Antigone la rivendicazione dellalterit
femminile, irriducibile alle logiche del
potere maschile. Altri avrebbero potuto
celebrarla come la giovane che non accetta di sottostare alleterno dominio
delle vecchie generazioni.

La tragedia di Sofocle, il punto di riferimento per tutte queste riprese, racconta per una storia meno edificante,
se si ha la pazienza di leggerla.
C stata una guerra. Eteocle ha salvato la citt sacrificando la vita in un combattimento mortale con il fratello Polinice, il traditore della patria. La decisione del nuovo sovrano, Creonte, prevedibile: il primo sar seppellito con tutti
gli onori, la memoria del secondo sar
esecrata con la proibizione che sia seppellito nei confini della citt. Tutti quelli
che depongono corone di fiori il 25
aprile capiscono perch; e con loro il
presidente degli Stati Uniti Barack Obama, quando decise che il cadavere di
Osama Bin Laden fosse gettato in mezzo
al mare per evitare che la sua tomba diventasse meta di pellegrinaggio. I morti
contano.
Ma Antigone rifiuta e seppellisce il
fratello. Perch? Dubbi non ce ne sono.
Per Antigone la legge di Creonte non vale nulla: Questo editto non Zeus proclam per me n Giustizia. Il mondo
degli uomini, con i suoi valori e le sue

Lappello al volere divino pu alimentare il fanatismo


Ma la difesa delle leggi rischia di sfociare nella tirannia
dei valori. Soltanto il dialogo consente la convivenza

Modello
La donna che vuole seppellire
il fratello opponendosi
alla norma di Creonte
ha attraversato i secoli. Nel
Novecento esploso il caso

regole, non conta; solo il mondo degli


dei conta; le leggi umane non sono
niente rispetto alle leggi non scritte,
incrollabili, eterne, divine.
Mai una volta, in tutta la tragedia, Antigone fa menzione della guerra che ha
rischiato di distruggere Tebe, la sua citt: non cosa che possa interessarla.
Antigone autonoma, alla lettera: si
d le leggi e i valori (in greco nomos) da
sola (in greco autos). Nulla pu resistere

Nella pagina accanto:


Mark Rothko (Daugavpils,
Lettonia, 1903 - New York,
1970), Antigone (1941 circa,
olio e carboncino su tela),
Washington, National
Gallery of Art: con questa
opera, ispirata allomonima
tragedia di Sofocle, inizia
la fase surrealista della
ricerca pittorica di Rothko

allurto delle sue convinzioni: luniverso


religioso e il mondo della citt sono separati nettamente.
Lombra del gesto di Antigone si allunga fino a noi. Sar forse eccessivo
evocare i fanatismi religiosi che insanguinano tanta parte del mondo. Ma
difficile non pensare a tutte le Kim Davis
(limpiegata americana finita in carcere
per aver rifiutato la licenza matrimoniale a una coppia di omosessuali) che oppongono la loro fede religiosa alle leggi
dello Stato. O alle posizioni di chi, sullonda di vicende come quella del pensionato che ha ucciso un ladro a Vaprio
dAdda, invoca un diritto assoluto allautodifesa che sconfina nel farsi giustizia
da soli. Anche questo Antigone, e non
molto rassicurante, per chi pensava
che simili conflitti fossero ormai un ricordo del passato.
Forse converrebbe togliere a Creonte
il cappotto militare e considerare con
pi attenzione le sue ragioni.

Lobiettivo di Creonte, in fondo, era


quello di costruire un mondo in cui gli
uomini potessero convivere. Lo sapeva
bene il grande filosofo del diritto austriaco Hans Kelsen, di cui leditore Quodlibet ha appena ripubblicato la lezione
di congedo dallinsegnamento, tenuta a
Berkeley nel 1952, Che cos la giustizia?. Una domanda vitale per uno che a
Berkeley era arrivato esule, in fuga dal
terrore nazista. La giustizia il risultato
di scelte condivise, che stanno alla base
della societ umana, non unimposizione calata dallalto.
Era una proposta che ben si confaceva
al nuovo mondo democratico che stava
sorgendo dalle ceneri della Seconda
guerra mondiale. Gli uomini, scriveva
Kelsen, sono sempre stati dominati dal
bisogno di credere in verit assolute.
Ora, finalmente, stavano imparando a
liberarsi da questa ossessione, impossibile da realizzare. Sarebbe bello dividere
tra buoni e cattivi, tra bianchi e neri; nel
mondo degli uomini, per, tutto pi
complicato: la giustizia assoluta una
delle eterne illusioni dellumanit e
nessuno pu pretendere di possederla.
Occorre imparare la tolleranza per co-

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA

struire uno spazio comune. Anche Creonte ha le sue ragioni. La tragedia di Sofocle, per, andava ancora oltre, sollevava domande ancora pi inquietanti.
Le idee di Kelsen costituiscono un valido antidoto contro i fanatismi che
troppo spesso avvelenano la vita in comune degli uomini. Ma riescono a salvare questo nuovo mondo umano da se
stesso, dalla spirale di violenza che sempre pu innescarsi? Sofocle racconta
non una, ma due storie, entrambe tragiche nella loro solitudine: e su entrambe
bisogna riflettere. C Antigone, certo,
che morir per il suo gesto di ribellione,
e ancora pi per il suo ostinato rifiuto
del mondo umano: Antigone non si oppone soltanto a Creonte; disprezza la sorella, non parla quasi al fidanzato che
per lei si uccider.
Ma non c solo Antigone. Non meno
importante la parabola di Creonte, che
da buon politico si trasformer in tiranno, un despota che per salvare la sua citt finir per distruggerla. Messo di fronte alla sfida di Antigone, per paura che
la disobbedienza di una sola persona
possa riaprire le porte al caos, Creonte
sirrigidisce nella difesa dei valori della
citt, diventa intollerante, rifiuta il confronto, si rifugia nella violenza e finisce
per fare il deserto intorno a s. una
storia pi sfuggente ma anche pi interessante per noi. Perch questa degenerazione dalla politica alla forza? Era inevitabile?
Proprio negli anni in cui Kelsen teneva le sue ultime lezioni a Berkeley, in
Germania si riaffacciava sulla scena il
giurista e politologo Carl Schmitt, dopo
un periodo di forzato silenzio dovuto alla sua compromissione con il regime
nazista. Apparentemente era poca cosa,
la partecipazione a un seminario ristret-


Aggiornamenti
Un tema utile per affrontare
i totalitarismi: Brecht
immagin una Berlino
pullulante di SS, con
disertori impiccati per strada

to e la pubblicazione di un piccolo saggio, La tirannia dei valori. In realt era


una lucidissima diagnosi di quello che
stava succedendo; ed era anche una risposta al problema di Creonte.
Il mondo moderno si era progressivamente emancipato dal peso di princpi
assoluti, Dio o il Bene, che venivano imposti in modo autoritario. Benissimo. Il
nuovo mondo, il nostro mondo, era
quello dei valori, che gli uomini liberi si
danno consapevolmente e responsabilmente. Benissimo. I valori, per, sono
molteplici, relativi, spesso incompatibili. I valori confliggono. Ma qual , allora,
la validit di un valore rispetto allaltro? I
valori valgono, osservava Schmitt giocando sulletimologia della parola, finch valgono: un valore non nulla se
non simpone; la validit deve continuamente essere attualizzata, cio essere
fatta valere. Chi dice valore vuol far valere e imporre. Non appena limporre e
il far valere diventano una cosa seria, la
tolleranza e la neutralit si ribaltano nel
loro opposto, cio in ostilit.

In assenza di fondamenti, il rischio


che lunica legittimit di un valore consista nella forza di chi lo propone; e il
pericolo che per farli valere si ricorra
alla violenza, ricadendo nel fanatismo,
in opposizioni non negoziabili: la tirannia dei valori, appunto, come quella descritta nella parabola di Creonte, il politico diventato tiranno per difendere i valori della comunit dalla sfida di Antigone. Oggi, questa tirannia si traduce nel
conformismo, nellerigere se stessi a misura di tutte le cose per paura del confronto con gli altri. Di fronte alle grandi
sfide che si stanno profilando allorizzonte, una situazione ancora pi complicata di quella che Creonte ha cercato
vanamente di controllare.
Si ritiene che la modernit sia nata
quando la religione stata spazzata via e
Creonte ha preso il posto di Antigone,
confinando le sue esigenze morali e religiose nello spazio del privato. Ma una
ricostruzione superficiale, che non rende conto della realt in cui viviamo.
Piuttosto si dovrebbe riconoscere che
tanto Creonte quanto Antigone hanno



Tesi

GLI INDEMONIATI
NEL CYBERSPAZIO
di MARCO RIZZI

no degli assunti pi comuni, a


proposito di internet, che le
enormi, ma indifferenziate risorse informative che mette a disposizione siano utilizzate dagli utenti prevalentemente, se non esclusivamente, per
avere conferma delle proprie convinzioni preesistenti. Nel caso degli estremisti religiosi, ci risulterebbe particolarmente rilevante, perch utilizzerebbero la rete per diffondere odio e raccogliere sempre nuovi adepti, creando un
mondo virtuale chiuso in cui vengono
messe a tacere le voci dissenzienti ed
eliminati gli argomenti contrari. Da
qui la necessit, invocata da pi parti,
di qualche forma di controllo su internet e sullaccesso alla rete. Al contrario, per David Stevens e Kieron OHara, docenti rispettivamente di sociologia e di computer science, sarebbe un
errore, come sostengono in una brillante ricerca uscita da poco in Inghilterra
(The Devils Long Tail. Religious and
Other Radicals in the Internet Marketplace, Hurst & Company). Nel mercato delle idee sul web gli estremisti
sono guidati meno dalle idee che non
dal senso di appartenenza a gruppi
ristretti, dotati di forti meccanismi
identitari. Politiche restrittive o repressive favorirebbero tale tendenza, pi
che contrastarla. Inoltre i due studiosi
mostrano come non si abbiano evidenze empiriche che internet incoraggi la
formazione e lo sviluppo di gruppi
religiosi radicali, n che la libert sulla
rete favorisca la loro evoluzione in una
direzione violenta. Cos come la conosciamo, internet rappresenta un prodotto delle societ democratiche e della
libert di espressione. Sarebbe paradossale che, per difenderle, se ne debbano negare gli stessi presupposti.
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ugualmente ragione e ugualmente torto: esprimono punti di vista legittimi,


che possono degenerare in fondamentalismi ugualmente nocivi. I danni delle
varie Antigoni non serve quasi ricordarli; la scoperta dei tempi pi recenti che
neppure Creonte in grado di trovare
una soluzione ai nostri problemi. Gli
opposti estremismi non portano da
nessuna parte. Niente di nuovo sotto il
sole: erano gli stessi problemi di cui si
discuteva duemilacinquecento anni fa.
Oggi, ampliando il discorso, si parla
del conflitto tra Atene (Creonte) e Gerusalemme (Antigone), tra la ragione e la
rivelazione. Sono due ordini di senso diversi e inconciliabili, che si combattono
sempre senza mai prevalere. La ragione
non pu escludere la rivelazione (lesistenza di Dio non pu essere provata,
ma neppure confutata), ma la rivelazione non pu dimostrare se stessa (lesistenza di Dio non pu essere confutata,
ma neppure provata). Una tensione ineliminabile rimane.

A pensarci bene, per, questa tensione non poi un male, perch ci costringe alla discussione, impedendoci di cadere in una visione unilaterale, e dunque dottrinaria, della realt. Dialogare,
confrontarsi: quello che Antigone e Creonte non sono stati capaci di fare. Del
resto, non proprio questa tensione che
fa la specificit della nostra civilt europea ed occidentale? Fino ad oggi, con alti e bassi, siamo stati capaci di conservare un equilibrio tra queste spinte divergenti. Non era facile. E domani? Questa
la domanda di Sofocle, a cui dobbiamo
dare una risposta pratica.
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Dialettica
Hans Kelsen, filosofo fuggito
dal nazismo, e il giurista Carl
Schmitt, compromesso con
il Reich, si sono confrontati
con il personaggio di Sofocle

Due pensatori rivali


Hans Kelsen (1881-1973) e
Carl Schmitt (1888-1985),
filosofi del diritto, furono
portatori di due concezioni
giuridiche opposte.
Laustriaco Kelsen, ebreo di
idee democratiche costretto
allesilio dai nazisti, teorizz
una dottrina pura di
carattere formale, fondata
sulla rigorosa separazione
del diritto dalla natura, dalla
morale e dalla politica. Il
tedesco Schmitt, un cattolico
conservatore che ader al
Terzo Reich anche se poi fu
emarginato dal regime,
sostenne invece una visione
di carattere decisionista,
per cui alla base di ogni
ordinamento giuridico si
colloca sempre un atto
politico sovrano, svincolato
da qualsiasi norma
I testi
Le lezioni americane di
Kelsen sono raccolte nel
volume uscito questanno
Che cos la giustizia?
(Quodlibet, pagine 234,
 18), a cura di Paolo Di
Lucia e Lorenzo Passerini
Glazel. Gli stessi studiosi
hanno curato un libro di
Kelsen che marca le distanze
dalle idee di Schmitt:
Religione secolare (Raffaello
Cortina, 2014). Il testo di
Schmitt La tirannia dei valori
stato pubblicato in Italia nel
2008 sia da Adelphi (a cura
di Giovanni Gurisatti, con un
saggio di Franco Volpi), sia
dalleditrice Morcelliana (a
cura di Paolo Becchi)
Bibliografia
A proposito della tragedia
Antigone di Sofocle (496406 a. C.), due testi di
riferimento sono Le Antigoni
di George Steiner
(traduzione di Nicoletta
Marini, Garzanti, 1990) e il
volume a pi voci Antigone e
la filosofia, a cura di Pietro
Montani (Donzelli, 2001).
Sul tema del rapporto tra
ragione e rivelazione, un
classico di grande interesse
la raccolta di scritti del
filosofo Leo Strauss (18991973) Gerusalemme e Atene.
Studi sul pensiero politico
dellOccidente (introduzione
di Roberto Esposito, Einaudi,
1998). Importante anche il
contributo dello storico Paolo
Prodi nel volume Una storia
della giustizia (Il Mulino,
2000). inoltre uscito da
poco in Italia un libro di
Jrgen Habermas, su questi
temi: Verbalizzare il sacro.
Sul lascito religioso della
filosofia (traduzione di
Leonardo Ceppa, Laterza,
pagine 334,  28)

8 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

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Scopra di piu.

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Strade blu

Orizzonti Scienze

di Claudio Sessa

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 9


Sotto le stelle del jazz, in Friuli
Arcipelago di culture, come sottolineano le
note di copertina, il Friuli anche un
arcipelago di attivit jazzistiche; lo mostra la
serie di cd Jazz in Friuli Venezia Giulia,
pubblicata da Artesuono e giunta in un anno

al terzo volume (gi se ne annuncia uno sui


pianisti). Questo si concentra sugli stretti
rapporti con la tradizione popolare; 14 brani,
tratti da dischi spesso rari, con gran variet di
approcci a un folclore ricchissimo.

Evoluzione
Ritrovate nello Utah
le ossa di un grande
predatore volante di 210
milioni di anni fa,
insieme a quelle di altre
specie finora ignote di
dinosauri. Dominarono
la Terra per 150 milioni
di anni, poi si estinsero
per via di circostanze
ambientali molto simili
a quelle di oggi

La miniera di fossili al confine tra Utah e


Colorado scoperta nel 2009. Si trova
accanto al Dinosaur National Monument,
un parco dichiarato monumento
nazionale nel 1915 che contiene 800
siti paleontologici e fossili di dinosauri

Aiuto, lo pterosauro tra noi


di TELMO PIEVANI

ei un dinosauro non
pi unoffesa. Grazie anche a un robusto marketing a base di gadget plastificati e dellennesimo
sequel di Jurassic Park, in cui un discreto
numero di Homo sapiens vengono ogni
volta divorati allinterno di un parco tematico che chiaramente non potr mai essere
sotto controllo, i nostri bambini oggi conoscono meglio di noi i nomi impronunciabili di decine di specie di dinosauri. I
dino-maniaci sanno benissimo che questi
rettili del Giurassico non erano bestioni
verdognoli e squamosi, lenti e dallaria intontita, destinati a essere soppiantati dai
lesti e intelligenti mammiferi con pelliccia
e sangue caldo. Questa narrazione di progresso inevitabile ci darebbe grande consolazione, ma la storia non andata cos.
I dinosauri avevano dimensioni diversissime, alcuni grossi e pesanti come un
Boeing 747, altri non pi grandi di un tacchino. Hanno dominato la Terra per pi di
150 milioni di anni, mentre la nostra specie di primati bipedi in circolazione soltanto da 200 mila anni. Erano carnivori ed
erbivori, predatori e prede, quadrupedi e
bipedi, insomma si erano irradiati in ogni
angolo del globo andando a occupare quasi tutte le nicchie ecologiche terrestri. Sorvegliavano i nidi, accudivano i loro piccoli,
cacciavano in gruppo. Avevano armature e
ornamenti. Ne sono stati scoperti di bellissimi, con penne e piume colorate che non
servivano per volare, ma per mantenere la
temperatura corporea o per il corteggiamento. Il pianeta sembrava proprio nelle
loro mani, ma levoluzione un gioco imprevedibile e i dominatori del momento
non devono mai rilassarsi.
Se li portati via intorno a 65 milioni di
anni fa una congiura di accidenti ambientali sfavorevoli, e non soltanto il famoso
meteorite gigante caduto nel Golfo del
Messico: cambiamenti climatici, eruzioni
vulcaniche e forse una serie di impatti di
asteroidi. In sintesi, una gran sfortuna, o
pi precisamente quella che gli esperti
chiamano una tempesta perfetta globale, cio il simultaneo verificarsi di almeno
tre sconvolgimenti ambientali su larga
scala: clima che cambia pi rapidamente

La scoperta
Pochi giorni fa, durante
la conferenza della Societ
della paleontologia dei
vertebrati, il paleontologo
Brooks Britt ha annunciato il
ritrovamento in una
minera di fossili al confine
tra Utah e Colorado di
otto nuove specie di
dinosauri. Tra questi: uno
pterosauro; un rettile con la
testa a forma di uccello,
zampe da talpa e un artiglio
sulla punta della coda;
diverse creature simili ai
coccodrilli con una corazza
sul dorso; due differenti tipi
di dinosauri carnivori
Il sito
La miniera di fossili che
contiene 11.500 resti
stata scoperta da due
paleontologi: Dan Chure
del Dinosaur National
Monument e George
Engelmann dellUniversit
del Nebraska, che lhanno
ribattezzata Santi e
Peccatori, in omaggio alla
collaborazione tra il
paleontologo Britt, membro
della chiesa mormone,
e i non-mormoni Chure
ed Engelmann

del solito; alterazioni nella composizione


dellatmosfera; uno stress ecologico che si
somma ai due fattori precedenti. Il risultato un crollo di met o anche due terzi
della biodiversit complessiva. Fra parentesi, quello che sta succedendo anche
adesso alla Terra e sarebbe bene che noi
umani evitassimo di figurare nella lista
delle prossime specie estinte (nel nostro
caso, auto-estinte).
La lunga notte alla fine del Cretaceo colp non soltanto i dinosauri, ma moltissime
altre specie. Fu una crisi globale. Tuttavia,
a ulteriore riprova della loro resistenza, un
piccolo manipolo di dinosauri teropodi
(parenti stretti del celebre Tyrannosaurus
e dello splendido Spinosaurus, predatore
di 15 metri che fino al 10 gennaio 2016 pu
essere ammirato nella mostra a lui dedicata a Palazzo Dugnani a Milano) riusc a vedere lalba dopo la catastrofe e diede origine alla discendenza degli uccelli. Quindi
da un certo punto di vista i dinosauri sono
ancora tra noi e ci volano attorno. Ma sono
ancora tra noi anche per unaltra ragione:
dai giacimenti sparsi nei deserti di tutto il
mondo (dallArgentina alla Cina, dal Nord
America al Marocco) continuano a riemergere le loro spoglie fossilizzate, ricche di
informazioni e di sorprese.

di qualche giorno fa lannuncio del ritrovamento di almeno otto nuove specie in


una miniera di fossili scoperta al confine
tra Utah e Colorado nel 2009, risalenti a
210 milioni di anni fa, cio alla prima fase
dellevoluzione dei dinosauri, piuttosto
sconosciuta finora, quando ancora non
erano i dominatori della Terra. Quella che
ora una distesa desertica, vicino al Dinosaur National Monument, nel Triassico
era la sponda di un lago, unoasi circondata da alte dune di sabbia. Chi avesse alzato
gli occhi al cielo a quel tempo avrebbe potuto scorgere (per qualche attimo prima di
essere inghiottito) un mostro terrificante:
lo pterosauro, il pi grande rettile volante
del periodo. Nel nordest dello Utah lo
stanno disseppellendo e lo descriveranno
presto sulle riviste scientifiche: le ossa della testa e delle ali sono incredibilmente in-



Tesi

LA RIVINCITA
DEGLI STANCHI
di ANNA MOMIGLIANO

orse il problema sta nel nome: sindrome da affaticamento cronico.


LOms la definisce una patologia
grave, per molti medici continuano a
non riconoscerla: secondo uno studio del
2008 non viene diagnosticata nell80%
dei casi, spesso scambiata per depressione. Alcuni sintomi sono uguali: mancanza di energie, tendenza ad ammalarsi.
Ma molti medici tendono a vederla
come una malattia immaginaria. Uno
dei problemi che le cause non sono
chiare, cos un gruppo di pazienti ha
chiesto al governo Usa di finanziare
nuove ricerche. Per cominciare, lAccademia di Medicina degli Stati Uniti ha
suggerito di cambiare il nome perch
quello attuale sembra riferirsi a degli
sfaticati, meglio parlare di malattia
sistemica di intolleranza allo sforzo.
Lidea di migliorare la qualit delle
cure cambiando nome a una patologia
non poi cos bizzarra. Nei primi anni
Ottanta lAids era chiamata Grid (gayrelated immune deficiency, deficienza
immunitaria legata allomosessualit) e
un nome pi appropriato ha contribuito
a cambiare approccio.
@annamomi
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tatte. Allinizio di questanno uno studente


aiutante di campo lo ha liberato dal blocco
di sabbia pietrificata in cui era imprigionato. Si tratta di un predatore aereo formidabile, con un cranio robusto, piccoli occhi guizzanti, apertura alare di quasi un
metro e mezzo, una mandibola fortissima
dotata di zanne, e file di denti aguzzi che
potevano triturare un coccodrillo. I suoi
antenati erano pi piccoli, mentre i suoi
discendenti del Cretaceo diventeranno in
alcuni casi veri giganti volanti.
I due paleontologi che hanno fatto la
scoperta della loro vita sono Dan Chure
del Dinosaur National Monument e George Engelmann dellUniversit del Nebraska: come per un bambino entrare in
un enorme negozio di caramelle mai viste
prima, hanno commentato. I due hanno
estratto finora 11.500 ossa e si stima che ne
restino altrettante da scavare. Lo pterosauro triassico non ha ancora un nome e si aggiunge alle 150 specie gi note di pterosauri, che non erano dinosauri in senso stretto, ma imparentati con i dinosauri entro il
gruppo pi ampio degli arcosauri. Nello
stesso sito hanno trovato un bizzarro drepanosauro con testa come quella di un uccello e un artiglio sulla punta della coda,
alcuni animali simili a coccodrilli, ma con
le zampe lunghe, e due tipi di piccoli ma
tremendi dinosauri carnivori bipedi (quelli che in Jurassic Park spuntano dal sottobosco, circondano le vittime e se le mangiano in gruppo), tutti risalenti a questa
epoca iniziale dei dinosauri ancora poco
nota.
Unaltra lacuna della documentazione
fossile viene quindi colmata attraverso la
fotografia di una fauna che popolava il
Nord America prima di 200 milioni di anni
fa. Di l a non molto (su scala paleontologica) unestinzione di massa decimer i rettili pi antichi che erano stati i maggiori
competitori dei dinosauri e consegner a
questi ultimi il predominio sulle terre
emerse. Quindi anche dinosauri e pterosauri, come sar in seguito per noi mammiferi, devono la loro fortuna a una catastrofe che aveva colpito i dominatori precedenti. Nelle alterne sorti dellevoluzione,
tutti gli imperi prima o poi tramontano.
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10 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Duemila anni a tavola


raccontati da Philippe Daverio
in esclusiva per i clienti

Esselunga

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Voci dal mondo

Orizzonti Visual data


Calcio

di Sara Banfi

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 11


Clic afghani
Tra il 1996 e 2001, in Afghanistan i talebani
soppressero la libert di espressione; scattare
una foto costituiva un reato. Solo dopo la caduta
del regime, il popolo afghano ha potuto ritrovare
la sua voce. Due registe americane hanno

deciso di raccontarla, attraverso la vita e il lavoro


di 4 fotogiornalisti locali, nel film-documentario
Frame by Frame (2015). Perch quale
immagine pu meglio descrivere un Paese di
quella filtrata dallo sguardo dei suoi abitanti?.

Per molti anni stata lunica cosa in comune tra tutti i Paesi europei
Oggi la Champions la competizione sportiva pi ricca, che ha segnato
il superamento delle vecchie scuole nazionali (non solo) del football

La Coppa milionaria che cancella i confini

di MARIO SCONCERTI

a Coppa dei Campioni stata


la prima cosa in comune che
lEuropa ha avuto dopo la
guerra. Nacque nel 1955 naturalmente come un affare, ma
nella testa degli organizzatori cera anche lidea di qualcosa che finalmente
unisse il continente. LEuropa non ha
una lingua comune, ha tradizioni infinite che per si sovrappongono, dovunque si mangia e si vive in modo abbastanza diverso. Il calcio fu pensato
come un possibile linguaggio univer-

sale e tale diventato. Pi del ciclismo,


negli anni Cinquanta ancora molto popolare, pi della boxe, che pure trascinava milioni di persone sotto lo stesso
evento. Ma ciclismo e pugilato erano
sport individuali, portavano rivincite
singole. Il calcio rappresenta una squadra, porta unidea di molti, assomiglia
di pi a un Paese.
Il successo della Coppa fu continuo
e crescente, ma abbastanza artigianale.
Non cera una grande ricchezza diretta
in palio, cera prestigio, leggenda, non
ancora loro di adesso. La svolta vera
arrivata alla fine degli anni Novanta

con la diretta televisiva di tutte le partite e la trasformazione in Champions


League, un evento non pi dedicato ai
soli vincitori dei campionati, ma alle
migliori squadre dei migliori Paesi.
Oggi partecipare alla Champions garantisce circa 45 milioni. Al Barcellona
vincerla, nel giugno scorso, ne ha portati 61. Alla Juve arrivare in finale, partendo da diritti nazionali pi alti, addirittura 89. Alla Lazio, che pure rimasta fuori, ma ha partecipato alla fase
preliminare, 15 milioni. Per capire
limportanza di queste cifre, basta ricordare che una normale squadra ita-

liana difficilmente supera i 40-50 milioni di fatturato. Questo produce una


differenza virtuosa che quasi una legge morale: si ricchi solo se si va in
Champions e si va in Champions solo
se lo si gi diventati.
La Champions oggi la pi grande
manifestazione sportiva del mondo,
Lautore
La visualizzazione di questa settimana
a cura di Valerio Pellegrini, designer
specializzato in grafica, illustrazione
e data visualization. Vive a Milano

pi di unOlimpiade, che ha altri valori.


LOlimpiade universale, aperta teoricamente a tutti. La Champions solo
dei migliori e si gioca nel posto pi ricco. Nessuno investe nel calcio come
lEuropa. Lapertura incondizionata
agli stranieri ha finito per cambiare anche il calcio di tutto il mondo. Sono cadute le vecchie scuole nazionali, dal
Brasile al catenaccio, la Champions ha
fatto da maestra a tutti. Chi la guarda e
chi la gioca porta nei propri Paesi lidea
di calcio che la Champions elabora.
In questo almeno, lEuropa fatta.
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12 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

IL CLAN
DESTINO

di MARCO GERVASONI

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Chiaromonte, chi era costui?


Che guaio essere garantisti nel Pci

ra i pi validi esponenti non solo del Pci,


ma di tutta la prima Repubblica, verano i
cosiddetti miglioristi, connotazione in
realt affibbiata loro con scarsa simpatia
dagli avversari. I diretti interessati preferivano
chiamarsi riformisti: i pi anziani erano
cresciuti con Giorgio Amendola, ma dopo la
sua morte fu a Giorgio Napolitano che
guardarono. Pur essendo del tutto interni alla
cultura politica comunista, seppero, ben
prima di berlingueriani e di ingraiani,

intravedere la crisi terminale del comunismo,


si appellarono in tempi non sospetti alla
socialdemocrazia europea e quindi non
furono mai nemici mortali di Craxi, come
invece il segretario sardo e i suoi successori.
Soprattutto furono sempre dei realisti, alieni
dalla demagogia e dalla retorica, due tratti
molto italiani e assai presenti nella sinistra di
questo Paese. Non per niente il migliorismo
ha prodotto il presidente della Repubblica pi
politico dai tempi di Sandro Pertini,

Libri

Due parole in croce

di Luigi Accattoli

Romanzi, saggistica, poesia, ragazzi, classifiche

Il libro di Giovanni
Cerchia su Chiaromonte
edito da Carocci

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Viva la Madonna degli zingari


Guai a dire zingari ma anche nomadi o
itineranti: ora si deve dire camminanti o
gitani. Infatti il Papa che li ha ricevuti il 26
ottobre e li ha difesi e sgridati (mandate a
scuola i figli) li ha chiamati rom, sinti, gitani
ma alla fine li ha invitati a invocare la
Madonna degli zingari e solo per farli
pregare ha detto la parola che oggi tab.
Vorr dire che un tab salva laltro, ora che
anche la preghiera una specie di tab.

La forza lavoro nel mondo

Limpero

250.000

REGNO UNITO

GERMANIA

200.000

PAESI
BASSI

150.000
100.000

POLONIA

50.000

SLOVACCHIA

CANADA
STATI
UNITI

Napolitano appunto. Ma proprio per il loro


solido realismo, non si ama ricordarli, come
invece accade agli utopisti, che volevano
la luna. Ancor meno ricordato uno di loro, e
non dei minori, Gerardo Chiaromonte, come
dimostra la scarsa risonanza del bel libro di
Giovanni Cerchia Gerardo Chiaromonte, una
biografia politica (Carocci), che ne ripercorre
tutta lopera di meridionalista e, negli ultimi
anni di vita (scomparve nel 1993), di grande
figura di garantista, specie rara tra i
comunisti: un garantismo che egli dimostr
prima da presidente della commissione
Antimafia e poi, da semplice senatore, critico
nei confronti di Mani pulite che invece,
incautamente, quasi tutto il Pds defin una
straordinaria rivoluzione.

CINA

SPAGNA

GIAPPONE

INDIA

0
2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015
Amazon
Microsoft
Google

Il titolo a Wall Street ($)

MESSICO
ITALIA

600
500

Corriere della Sera / Mirco Tangherlini

BRASILE

Fonte: Amazon, GeekWire

AUSTRALIA

400
300
200
100
0
2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015

FRANCIA

* Paesi dove il sito di Amazon presente nella lingua locale e vende almeno un tipo di prodotto sico
Lecommerce si sviluppa anche attraverso altri siti di cui Amazon proprietario, come BuyVIP, MyHabit, Junglee

Ecommerce*

Smart tv e video
on demand

Ebook, Kindle,
self-publishing

Web
services

Tablet

Editoria

Audiolibri

Servizi di logistica
(centri di distribuzione)

La editor
Alessandra Tavella (nella foto
sopra), acquisitions editor
per Amazon Italia. Vale a
dire, la referente per il nostro
Paese di Amazon Publishing,
la divisione attraverso cui il
gruppo di Jeff Bezos opera
come editore. Tavella, 34
anni, nata a Sanremo e ha
studiato Economia aziendale
alla Bocconi di Milano

Leditore Amazon sbarca in Italia


di ALESSIA RASTELLI

I titoli
I libri di Amazon arrivano in
Italia (sopra: alcune copertine).
Sei sono in vendita dal 3
novembre: Non ho paura del
buio di Robert Dugoni, La
Barriera di J.D. Horn, Affetti
straordinari di Catherine Ryan
Hyde, Lei che ama solo me di
Mark Edwards, Non proprio un
appuntamento di Catherine
Bybee, Guida agli appuntamenti
per imbranate di Tracy Brogan.
Dal 17 novembre: Spose di
guerra di Helen Bryan e
Nascosta di Kendra Elliot. Tutti
in pre-order da oggi, domenica

a settimana scorsa, durante un appuntamento


di BookCity, Donato Carrisi ha fatto unosservazione che sottoscrivo pienamente: in Italia dire che un libro commerciale suona come un insulto mentre
negli Stati Uniti il migliore dei complimenti. Se un volume vende molto non vuol
dire che non sia di qualit. Milano, quartier generale di Amazon vicino alla Stazione Centrale. A citare lautore de Il suggeritore (oltre un milione di copie vendute nel
mondo, pi di 350 mila in Italia) Alessandra Tavella, acquisitions editor per Amazon
Italia. Vale a dire, la referente per il nostro
Paese di Amazon Publishing, la divisione
attraverso cui il gruppo che ha rivoluzionato la vendita dei libri con lecommerce fa
dal 2009 anche leditore. lei, 34 anni, di
Sanremo, alle spalle studi alla Bocconi, ad
annunciare in anteprima a la Lettura che
da Seattle, passando per la Gran Bretagna,
la Francia e la Germania, un altro braccio
del sempre pi esteso e complesso organismo-Amazon arrivato in Italia. Il gruppo
di Jeff Bezos sar infatti editore anche nel
nostro Paese ed gi pronto a lanciare sul
mercato i primi libri, scelti con grande attenzione a ci che pu piacere ai lettori.
Pochi i titoli per ora, ma la novit importante. Perch sulla scena italiana fa il
suo ingresso un attore che non solo si muove su scala globale ma lo fa con logiche
completamente diverse rispetto agli editori
tradizionali. E arriva proprio mentre lacquisizione di Rcs Libri da parte di Mondadori (se non ci sar lo stop dellantitrust) riduce i player in campo.
Otto i titoli Amazon in Italia tra pochi
giorni. Sei, disponibili da marted 3 novembre, gli altri due dal 17, tutti in pre-or-

In vendita i primi otto titoli del colosso di Seattle


Alessandra Tavella: inseguiamo i gusti dei lettori
Non sfidiamo Mondazzoli, arricchiamo lofferta
der gi da oggi, domenica, spiega Tavella.
Libri di narrativa straniera,che escono sotto
linsegna AmazonCrossing, il marchio, tra i
quattordici di Publishing, dedicato ai volumi tradotti da altre lingue. Entro lanno, invece, verr avviata anche la pubblicazione
di titoli gi originariamente in italiano, il
cui brand sar semplicemente Amazon Publishing.

Nessun nome di fama internazionale ma


autori con ottimi risultati di vendita, spazio
alla narrativa di genere che tiene avvinti i
lettori, prezzi contenuti, sono le prime osservazioni sui titoli italiani che la Lettura
ha gi sfogliato. Una strategia coerente con
quella elaborata da Amazon negli Stati Uniti, dopo i primi anni di sperimentazioni.
Mystery, thriller, fantasy e storie romantiche sono cos stati tradotti dallinglese e
verranno offerti nella nostra lingua a 9,99
euro in edizione cartacea e a 4,99 euro in
ebook. Con illustrazioni e titoli accattivanti,
che lasciano intuire gi dalla copertina il tema e il tono dei romanzi. Labbraccio di una
coppia sul retro di un furgone, in unambientazione agreste, la soglia dingresso,
ad esempio, di Non proprio un appuntamento, storia sentimentale dellamericana

Catherine Bybee. Mentre il primo piano di


una donna daltri tempi, con un basco verde
militare, illustra Spose di guerra, ambientato durante il secondo conflitto mondiale
e romanzo desordio di Helen Bryan, ex avvocato, nata negli Stati Uniti ma da molti
anni a Londra.
Gli autori che abbiamo scelto sono gi
usciti in inglese con Amazon Publishing e
diversi erano emersi dallautopubblicazione ricostruisce la editor italiana. Ma avere un precedente con un nostro marchio
non un passaggio obbligatorio precisa
. I libri che pubblicheremo in Italia potranno arrivare anche per altre vie, direttamente dal self-publishing o da canali tradizionali: quanto alla narrativa straniera, ad
esempio, autori, agenti ed editori possono
gi suggerire i titoli che vorrebbero venis-


Paragoni
Ha ragione Donato
Carrisi: in Italia dire che un
libro commerciale un
insulto, negli Stati Uniti il
migliore dei complimenti

sero tradotti allindirizzo translation.amazon.com/submissions.


Si capisce per che, almeno allinizio, il
gruppo di Bezos cerchi di sfruttare il pi
possibile il suo ecosistema e la dimensione
sovranazionale. Lattivit editoriale in Italia
viene avviata con i libri stranieri tradotti, il
ramo al momento pi fecondo dellintero
settore Publishing. Risale a poche settimane fa lannuncio, alla Fiera del Libro di
Francoforte, che lazienda di Seattle destiner 10 milioni di dollari nei prossimi 5 anni ad AmazonCrossing, per aumentare i titoli, i Paesi e le lingue nel catalogo. E lo
scorso aprile il New York Times ha definito Amazon il pi grande editore di narrativa straniera degli Stati Uniti.
Essere globali aumenta le possibilit
nella scelta dei titoli testimonia Tavella. E
il fatto che i libri siano gi stati sperimentati in altri mercati aiuta a mirare meglio e a
puntare sugli scrittori pi apprezzati. Tra
le nostre prime uscite in italiano, c il thriller Non ho paura del buio di Robert Dugoni,
che aveva ottenuto oltre 8 mila recensioni
positive esemplifica la editor . Nello
stesso momento Norwegian Wood di Murakami ne aveva 547.
Altra risorsa, specie quando non si tratter pi solo di tradurre ma di pubblicare
volumi nati gi in italiano, sar anche nel

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 13

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Pionieri Uno scrittore e un pittore pubblicano volumi in tiratura limitata: parte Giorgio Fontana

Di lusso e di massa, le due vite del Papero

di CRISTINA TAGLIETTI

utopia di una vita comunitaria, un grande cascinale su una collina tra


boschi e cielo, che accetta chiunque arrivi e dove si vive mangiando frutta selvatica, conigli
cacciati nei prati, pannocchie
rubate ai contadini. E un cavallo
in lontananza che sembra voler
ricordare al protagonista limpossibilit di una vita veramente
altra, lontana dal resto del mondo, sufficiente a se stessa.
Sotto la crosta di una pace
apparente si nasconde uninsofferenza generatrice di violenza.
Oltre la collina il racconto, in
uscita venerd 6 novembre, di
Giorgio Fontana, premio Campiello 2014, con cui si apre la

nuova collana di Papero editore,


Ore piccole.
Papero (da paper, carta) la
casa editrice e bottega fondata
dallo scrittore Gabriele Dadati
(nel 2012 il suo Piccolo testamento stato presentato al premio Strega) per cinque anni
editor a Laurana, e dal pittore
Davide Corona, entrambi piacentini poco pi che trentenni.
La casa editrice ha sede nel centro della citt emiliana, proprio
accanto al Duomo, in quella che
fu la sede della storica libreria
Berti. Il modello quello di Henry Beyle, il piccolo e raffinatissimo marchio milanese fondato
da Vincenzo Campo che pubblica in tiratura limitata circa 25

La collana Ore piccole


Oltre la collina di Giorgio
Fontana viene presentato
il 6 novembre presso la sede
del Papero, in piazza Duomo a
Piacenza. Labbonamento per
7 uscite accompagnate da
opere numerate costa  180.
Contemporaneamente si pu
acquistare la versione ebook
dei singoli libri a  1,50

RIPRODUZIONE RISERVATA

Gli dei dellOlimpo sono poco celesti


E forse i veri barbari siamo noi
di DANIELE GIGLIOLI

l classico ci che crediamo di


sapere. un classico si dice di
qualcosa troppo noto, scontato,
prevedibile, unopera ma anche
una circostanza, magari minima, tipo lennesimo ritardo di un treno o un guasto in metropolitana. Rispetto e noia, deferenza e sconforto.
Chi ci liberer dei greci e dei romani?,
si chiese sarcasticamente un poeta allalba della Rivoluzione francese,
quando lantichit veniva sistematicamente saccheggiata per ricavarne
pose di virt repubblicana e odio per
la tirannide (il pugnale di Bruto! il rigore di Licurgo! la congiura di Catilina!). Il mondo vuoto dopo i romani,
sospirava Saint-Just, lArcangelo del
Terrore, in certi suoi appunti non destinati alla pubblicazione. Che la nostra modernit politica, nel momento in cui si sforzava di creare una situazione totalmente inedita, ricorresse al mondo classico per ricavarne
esempi e insegnamenti, un fenomeno di cui non bisognerebbe smettere troppo presto di stupirsi. Lo stupore il miglior antidoto alla noia.

ILLUSTRAZIONE DI ANTONELLO SILVERINI

RIPRODUZIONE RISERVATA

collana di storia dellarte locale,


ora lanciano quella di narrativa,
mentre nel 2016 dovrebbe partirne una terza, Pronti alluso,
singoli testi della tradizione
poetica raccontati da scrittori di
oggi.
Ogni titolo della collana Ore
piccole viene tirato in soli 150
esemplari, stampato su carta di
pregio (per il racconto di Fontana gli interni sono su carta Palatina, la copertina in Crush Agrumi), stampato dalla cooperativa
sociale Officine Gutenberg che
impiega quattro ragazzi portatori di handicap. Le pagine sono
cucite a mano dai due soci e i
testi sono accompagnati da
unopera numerata di un artista

Riscrivere i classici Unantichit fosca in Le ateniesi di Alessandro Barbero. Non il solo caso

nostro Paese il self-publishing. Ambito nel


quale Amazon possiede due piattaforme,
entrambe attive in Italia: Kdp per gli ebook
e CreateSpace per i libri di carta. Si pensi
solo, da Anna Premoli in avanti, ai numerosi autori fa-da-te ingaggiati negli ultimi anni da Newton Compton, che anche per la
politica dei prezzi contenuti e il focus sulla
narrativa di genere, sembra ad oggi leditore la cui offerta potrebbe essere pi vicina a
quella di Amazon.
Lazienda di Seattle, per, pu contare
almeno su un ultimo importante vantaggio: la conoscenza dei clienti. Da anni infatti li profila, ne archivia i gusti e le abitudini
di lettura. Sia attraverso lecommerce sia
con altre attivit del gruppo. Nel 2013, ad
esempio, fu un tema di dibattito il fatto che
acquistando il social network dei libri Goodreads, Amazon fosse entrata anche in possesso dei dati degli iscritti. La editor Tavella
non svela il meccanismo esatto con cui i titoli vengono selezionati, ma ammette che
conoscere il mercato di riferimento aiuta
qualunque editore.

Un mercato, quello italiano, che per ora


far a meno delle librerie. I nostri volumi
saranno disponibili sul sito di Amazon e sul
Kindle Store, la sezione dedicata agli
ebook dice Tavella. Difficile, in effetti, immaginare i colorati libri a marchio Amazon
sugli scaffali dei punti vendita che dal gigante americano sentono minacciata la loro stessa esistenza. Chi consegna un suo titolo agli editori di Seattle sa quindi che, almeno per il momento, lo sta immettendo
in un sistema chiuso e che il volume non
uscir dalla vetrina virtuale per quanto
globale e potentissima (i clienti nel mondo
sono 294 milioni) dello store di Amazon.
Come ha ricostruito poche settimane fa
la rivista statunitense New Republic in
un articolo a firma del caporedattore della
Cultura Alex Shephard, negli Stati Uniti
lazienda di Bezos ha tentato di essere editore in una maniera pi tradizionale, in
particolare fino al 2013, puntando sulle librerie e i grandi scrittori. Ma si dovuta
scontrare con lostilit e la diffidenza di autori, agenti e rivenditori, come Barnes &
Noble che rifiut i titoli di Amazon. Al punto che ancora un anno fa il New York Times parlava di battuta darresto per la
divisione Publishing. La risposta del gruppo scrive Shephard stata iniziare a
giocare la partita delleditoria sul suo terreno: sfruttare la forza dei dati e del Kindle, puntare su titoli pi commerciali ed economici, garantire royalties molto alte agli
scrittori fino al 70%, scrive la rivista e
assicurarle anche ai traduttori (su questo tipo di accordi Amazon Italia mantiene la riservatezza, limitandosi a dire di essere coerente con la linea americana). Ulteriore
mossa vincente, infine, negli Usa, laver
occupato la nicchia poco coperta della narrativa straniera.
Non senza rischi. Il pericolo del modello
Amazon portato allestremo che tutti nel
mondo finiscano per leggere gli stessi libri,
scelti in base a criteri commerciali. Tavella,
leditor italiana, da parte sua giura sulla
qualit dei nuovi titoli, sia dal punto di vista
del contenuto, sia della curatela editoriale.
E prende tempo: Sono solo otto, presto
per dire se potremmo essere unalternativa
al cosiddetto Mondazzoli, ma di sicuro
iniziamo ad arricchire lofferta.
al_rastelli

titoli lanno. Mentre Henry Beyle


per pubblica per lo pi testi
poco noti o dimenticati del Novecento o racconti legati alla
bibliofilia , Papero si propone di
pubblicare soprattutto testi inediti di autori contemporanei.
Dadati e Corona hanno scelto,
in tempo di grandi concentrazioni editoriali, di lanciare una
sfida al mercato e ai lettori con
uniniziativa che definiscono al
tempo stesso esclusiva e popolare. Mentre ribasso del prezzo e
iperproduzione sembrano essere le parole dordine degli editori
industriali, anche di quelli piccoli, Dadati e Corona fanno il
contrario cercando di accorciare
la filiera. Hanno iniziato con una

contemporaneo: ad accompagnare il testo di Fontana c una


riproduzione del Cavallo che
Mimmo Paladino ha collocato
nellAnfiteatro del Vittoriale di
Gabriele dAnnunzio a Gardone
Riviera. Lopera realizzata in
risograph, una tecnica ideata in
Giappone nel 1986 che impiega
inchiostri a base di olio di soia e
utilizza una diversa matrice per
ogni passaggio.
Papero editore scavalca tutti i
passaggi intermedi che separano il libro dal lettore e propone
una formula di acquisto in abbonamento per i libri di carta e
copie singole in ebook.
Dopo Fontana sono previste
sei uscite per il 2016: un trittico
amoroso di Marco Rovelli, il
testo teatrale Sex & Disabled
People di Barbara Garlaschelli e
Alessandra Sarchi, e poi i testi di
Giulio Mozzi, Alessandro Zaccuri, Chicca Gagliardo e unultima
uscita a fine anno ancora da
definire.

Questo per dire quanto stupore nasce in me quando non provo noia nel
leggere, ai giorni nostri, lennesima
riscrittura di qualche storia o mito
classico. Passino i peplum, i kolossal
come Il gladiatore, confezionati a fini
di onesto intrattenimento. A stupirmi chi lo fa sul serio e ci riesce, come per esempio Alessandro Barbero
nel suo ultimo romanzo, Le ateniesi
(Mondadori), ambientato ad Atene al
tempo della guerra del Peloponneso,
per met smagliante cronaca della
messa in scena della Lisistrata di Aristofane, irresistibile commedia in cui
le donne stanche di guerra ricattano
sessualmente i mariti negandogli le
gioie del talamo per obbligarli a fare
la pace, per met cupa storia di violenza e stupro ai danni di due fanciulle libere ma povere per mano di tre
arroganti ragazzotti aristocratici.
LAtene di Barbero non quella di Pericle, o meglio non quella che il luogo comune pretenderebbe che sia:
divisa, diffidente, violenta, tormentata, attraversata dal conflitto di classe
e dalla lotta tra i sessi, esemplare pi
per i suoi aspetti sinistri che per quelli luminosi (tra cui Aristofane, a petto
del quale tutti gli attuali vignettisti,
comici e autori di satira possono andare a nascondersi). Ma soprattutto
strana e sorprendente, non contaminata dalla plumbea coltre di uniformit che porta a dire ma s, poi sem-

pre la stessa storia, gli antichi erano


proprio come noi.
Perch non vero. Gli antichi erano diversi, meno familiari che estranei. Ci che davvero conta ci che ci
divide da loro. Niente li tradisce di
pi, niente li rende meno nutrienti
della pigra retorica circa il fatto che
sono le nostre radici. Se vero, si
tratta di radici contorte.
Faccio un altro esempio: qualche
anno fa, Baricco ha riscritto lIliade
eliminando completamente la presenza degli di. Il risultato alquanto
dubbio, ma non per una supposta infedelt alloriginale. Con ogni storia
ogni autore pu fare ci che vuole.
Ma quella storia l senza gli di non si
capisce, e per ragioni non immediatamente ovvie. Il punto che gli di di
Omero sono fatui, superficiali, ridicoli, spregevoli; si mescolano alla tragedia degli uomini per capriccio, divertimento, puntiglio; cambiano casacca, tifano, intrigano, bisticciano
come comari e la sera si ritrovano tutti a banchettare sullOlimpo. la loro
miseria etica a far risaltare la grandezza, il coraggio, il dolore, leroismo
degli uomini e delle donne mortali,
che pagano di persona lo spettacolo
offerto a quelle banderuole. La gloria
umana rifulge nellinfamia degli di.
Nel primo testo scritto della cultura occidentale, l dove ci aspetteremmo di trovare i fondamenti della religione greca, vediamo invece un cielo
che sarebbe pi pietoso, e pi dignitoso, se fosse vuoto. Gli di di Omero
quando non fanno rabbia fanno ridere. NellOdissea non gli va molto meglio, e nellEneide a guardar bene
nemmeno; con qualche azzardo si
potrebbe sostenere che nellintera
tradizione epica il piano del divino
non quello pi nobile e interessante
(gli importa pi di Dio o del suo orgoglio, a Orlando che muore a Roncisvalle? non sono pi affascinanti i
diavoli degli angeli in Tasso o in Milton?). Strano ma vero, verificabile ad
apertura di pagina. Eliminarli significa privarsi non solo di un formidabile
effetto di contrasto, ma anche di una
stranezza, di una anomalia, di un


Interpretazioni
I romanzi sul mondo
greco e romano pi
interessanti non ci
pacificano: Broch, Vidal
Ransmayr, Yourcenar...

punto cieco da cui c molto da imparare.


Ecco allora perch le riscritture del
mito e dellantico veramente riuscite
sono quelle in cui a quel mondo viene restituita la sua opacit, la sua
enigmaticit, la sua distanza, lo
smarrimento che suscita pi che la
sua esemplarit vera o presunta. Capolavori come La morte di Virgilio di
Hermann Broch, Le memorie di
Adriano di Marguerite Yourcenar,
Giuliano di Gore Vidal o Il mondo
estremo di Christoph Ransmayr (dove si evoca lesilio del poeta Ovidio sul
Mar Nero) non si presentano come il
facile travestimento di verit sempre
sapute ma come lo specchio oscuro
in cui, attraverso ci che non sappiamo di loro, intravediamo ci che non
sappiamo di noi. Non la minor prova della genialit mitopoietica di Pasolini il fatto che la Grecia dei suoi
film non sia quella apollinea delle
cartoline, ma quella barbarica e crudele dei delitti e dei sacrifici umani. E
quando il padre della psicoanalisi,
Freud, ha ripreso in mano il mito di
Edipo, non lo ha fatto per conciliare
ma per turbare i sonni del suo secolo
(prova ne che in tanti se ne turbano
ancora), cos come continua a turbarci il Dioniso di Nietzsche.

Radici contorte. Enigmi pi che soluzioni. Differenze che stimolano


lintelligenza e accendono limmaginazione. la cosa pi preziosa che gli
antichi hanno da insegnarci. Una lezione di alterit tanto pi necessaria
quanto pi il mondo globalizzato sta
diventando uno solo a prezzo di avvicinarci a velocit vertiginosa esseri
umani e forme di vita molto difficilmente conciliabili con la nostra. Pensiamo davvero di affrontare la sfida
del confronto con i migranti che si
avviano a ripopolare lEuropa, oppure
con lIndia e con la Cina, raccontandogli qualche favola edificante sulla
democrazia? Non converr invece
guardare dietro alla parola, chiedersi
quando nasconde oltre e pi di quanto dice? Capita spesso di pensare agli
stranieri extraeuropei come a barbari
i quali, si sa, non hanno ancora raggiunto il nostro livello di sviluppo.
Miope strategia. Molto pi utile
esercitarsi a rovesciare la prospettiva
immaginando gli antichi come dei
barbari, degli stranieri tra noi. Riscoprire quanto siano barbare le nostre
radici sar forse inquietante, ma di
certo non sar noioso.
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14 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Unaltra bellezza

Libri Biografie

di Alessandro Cannav

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015


Crociati, partigiani e tranvieri, diversi ma uguali
Dai crociati ai partigiani, dai minatori agli
scienziati, dai tranvieri ai manager.
Attraversa le epoche e le classi sociali
linnamoramento omosessuale descritto da
Stefano Paolo Giussani in Il ring degli angeli

(Robin, pp. 240,  12). E in ogni circostanza il


libro intriso di tenerezza. C, in questi 16
racconti e una fiaba, la felicit, spesso ancora
oggi negata, di esprimere serenamente il
proprio amore diverso.

Il nonno

LISABETH ROUDINESCO
Sigmund Freud
nel suo tempo e nel nostro
Traduzione di Valeria Zini
EINAUDI
Pagine 512,  34

Sigmund Freud

Il divano-lettino
di Sigmund Freud
(1856-1939)
nel suo studio di Londra
(Archivio Corsera)

di GIANCARLO DIMAGGIO

Un drammaturgo
erede di Shakespeare

Luso della cocaina, le sfide feroci con i colleghi, le lettere alla moglie
Il mito dello psicoanalista oggi sopravvive ancora in talent e serie tv

eggo lultima biografia di Freud


con una domanda che mi risuona nella testa: cosa ha permesso
allimmagine di questuomo di
sopravvivere con tanto successo
alle sue stesse idee? Perch se a X-Factor
Mika si improvvisa psicologo, neanche
male, Fedez commenta: Gli stato infuso qualche gene di Freud durante la notte
da qualche alieno? Lo osservo agire.
Freud che scrive lettere alla futura moglie Martha, protestando perch non sente il suo amore casto ricambiato con la
stessa intensit. Freud che sperimenta la
cocaina confidando di stare per compiere
una scoperta scientifica rilevante. Freud e
lavversario, il nemico-amico di cui sempre avr bisogno, un doppio nel quale
specchiarsi e un traditore dal quale difendersi. Lo stampo: il nipote John, compagno di giochi dellinfanzia. Lesempio pi
compiuto: Jung. Quasi li vedo a Brema,
nel 1909, pronti ad imbarcarsi alla conquista dellAmerica. Al ristorante, Jung
interrompe lastinenza dal vino dopo anni. Freud lo interpreta come un atto di fedelt a lui. A cena Jung racconta di leggende: corpi mummificati di uomini
preistorici. Freud per tutta risposta ha
una sincope. Al risveglio, spiega a Jung e
Ferenczi, uno dei suoi allievi pi brillanti
la psicoanalisi di oggi gli somiglia
che il racconto indica come in Jung alberghi il desiderio di un figlio di uccidere il
padre. Jung reagisce rabbiosamente: accusa Freud di delirare. Sulla nave continuano un gioco che mille volte ho visto
fare nei primi anni della mia formazione:
linterpretazione reciproca. Non richiesta. Un modo raffinato di insultarsi. Jung
racconta un sogno: due crani umani sul
suolo di una grotta. Freud insiste: deside-

ri la mia morte. Jung dissentiva. Si delineava la rottura. Freud che in quello stesso
viaggio si diverte allidea di come le sue
idee sulla sessualit umana avrebbero
scandalizzato gli americani, ai suoi occhi
anime semplici e puritane. A Central Park
Freud ha un problema urinario, cose che
in viaggio succedono. Jung rintuzza e interpreta: desiderio di attirare lattenzione.

Nella biografia scritta, con troppi dettagli, da lisabeth Roudinesco, Sigmund


Freud nel suo tempo e nel nostro, scene
come queste si susseguono senza pause.
La costruzione della Societ psicologica
del mercoled. Le battaglie intellettuali
contro gli eretici: Adler, Reich. Il senso
perenne della scoperta, il piacere della
costruzione di un sistema di pensiero. La
hybris del non volerla ricondurre ad altro:
non psicologia, non neurologia, non
semplice filosofia. Psicoanalisi. Aveva
lintelligenza e lambizione sufficienti, e il
carattere testardo e tirannico lo aiutavano. La curiosit febbrile della scoperta di
un mondo nascosto nei meandri dei lapsus e dei sogni delle sue pazienti isteriche. La convinzione di offrire una cura efficace, potente, inaudita.
Il ruolo di Freud nella psicoterapia moderna diventato marginale. Molte correnti di psicoanalisi seguono pratiche
lontane dal maestro. Le psicoterapie dinamiche, di matrice psicoanalitica, hanno riferimenti pi freschi. Ero a Montreal
il mese scorso, per il congresso sui disturbi di personalit la diagnosi che riceverebbero oggi tanti dei pazienti da lui
trattati. Nessun collega lo ha citato, neanche quelli che lavorano allAnna Freud

Centre. Per capire come curare lanimo si


pesca in laghi diversi. La psicoanalisi in
crisi tremenda, di praticanti e di pazienti.
Leggiamo i fenomeni clinici inforcando
lenti differenti. Roudinesco riporta una
delle osservazioni di Freud pi studiate, il
gioco Fort-Da. Protagonista il nipotino
Ernst, diciotto mesi. Quando la madre si
assentava giocava col rocchetto legato alla cordicella. Lo lanciava emettendo un
che significava Fort, partito.
Poi lo richiamava a s con un Da, ecco.
Secondo Freud era un modo di padroneggiare il dolore, esprimere sentimenti
ostili e vendicarsi della madre. Una spiegazione che ormai consideriamo contorta. Meglio leggerla nel linguaggio di John
Bowlby, ideatore della teoria dellattaccamento e psicoanalista mal tollerato dalla
sua comunit quando emerse. Il bambino soffre, normalmente, per lallontanamento della madre. Si arrabbia? Niente di
strano se gli si toglie loggetto damore indispensabile. Il gioco del rocchetto simulava lallontanamento della madre, la
convinzione che la madre sarebbe tornata e la gioia anticipatoria. Poi la madre
morir. Il bambino ha bisogno di mantenere il legame simbolico. Allontana il
rocchetto e lo recupera. Ha bisogno di
farlo, il dolore della perdita troppo intenso. E forse in famiglia non lo avevano
aiutato a esprimerlo, ci chiederemmo
con curiosit attuali.
Freud che si scontra con Pierre Janet, lo
psicologo che prima di lui spieg i sintomi isterici. Janet lo sfida nel 1913 a Londra: io ho formulato da anni i concetti di
analisi psicologica e subconscio. E meglio. Janet oscurato da Freud, diventa
una nota a margine dei libri di psicologia
per decenni. Bowlby fatic a restare nella

societ di psicoanalisi. Hanno avuto la loro rivalsa, la psicoterapia che pratichiamo


quella ispirata a Janet e Bowlby, molto
pi che a Freud.
A questo punto la domanda mi ritorna
in mente. Come mai nessuno ha preso il
suo posto nellimmaginario collettivo?
Cosa ha permesso a Freud di sopravvivere
alla messa in mora delle sue idee? Molte
riposte possibili, nessuna decisiva. Una
tra tante: Freud come erede di Sofocle e
Shakespeare. La tragedia riscritta in forma di sistema di pensiero. Per dire, in linea ereditaria, dopo di lui c Il padrino.
Ma il mondo dellarte inizia a guardare altrove, anche se Woody Allen produttivo,
Bertolucci indimenticabile e Dal contrabbanda sogni perturbanti negli studi
professionali. Freud sopravvive ne In treatment versione americana, i consulenti italiani non sono allaltezza del compito storie di uno psicoanalista aggiornato che riesegue alcuni canoni dellanalisi classica (la serie televisiva, con Sergio
Castellitto, trasmessa da Sky).
Gli sceneggiatori aprono altri libri. Inside out, splendido: un trattato di psicologia cognitiva delle emozioni reso narrazione. Lie to me: le espressioni facciali
tradiscono la verit, le emozioni non
mentono. La teoria di Paul Ekman e
Darwin diventata strumento investigativo. Criminal minds: analisi del comportamento psicopatico basato sulle scienze
della personalit.
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DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Cittadini
di Edoardo Vigna

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 15


Se non innovi non ti siedi
Il mondo digitale avanza, e la vecchia carta si
difende come pu. Come ha fatto la biblioteca
pubblica di Tel Aviv. Che al nemico si alleata.
S data un nome semplice The Library, la
biblioteca e ha dirottato parte dei tavoli di

lettura a chi vuol lanciare una start-up: con wifi, sala riunioni e caff. S, come gli hub di coworking che pullulano ovunque. Ma chi vuole
occupare le 60 postazioni a basso costo, deve
dimostrare che porter innovazione alla citt.

Il nipote

GEORDIE GREIG
Colazione con Lucian Freud.
Ritratto
di una vita nellarte
Traduzione
di Massimo Parizzi
MONDADORI
Pagine 265, 25

Lucian Freud

Benefits Supervisor Sleeping


di Lucian Freud. Lopera, del
1995, fu battuta da
Christies a New York
per 33 milioni di dollari
nel 2008: record
per un artista vivente (Ap)

di GUIDO SANTEVECCHI

Il pittore che amava


aristocratici e gangster

Pi ristoranti e amanti che gallerie darte: tutte le vite dellultimo umanista


Le uscite con Greta Garbo, il tatuaggio di Kate Moss, lodio di Ian Fleming

sedili posteriori di un taxi di Londra


non sembrano il luogo pi adatto per
realizzare unopera darte. Ma successo anche questo. Era una notte del
2002, una famosa modella sussurr a
un uomo molto anziano che le sedeva accanto: Continuo a sentir dire che fai tatuaggi. Di che si tratta?. Vieni, rispose
lui e con un bulino e dellinchiostro le disegn poco sopra il fondoschiena due rondinelle. La modella era Kate Moss e lincisore Lucian Freud (1922-2011), lartista britannico pi importante della seconda met del XX secolo.
Freud aveva imparato la tecnica dei tatuaggi quando a 19 anni, durante la guerra,
era marinaio su un mercantile che percorreva le rotte pericolose dellAtlantico. Tu
che sei un fottuto artista dicevano i
compagni a bordo facci un tatuaggio.
Qualche ncora, nomi di donne amate, a
volte facevo animali, per lo pi cavalli. Le
prime opere di un pittore che quando fu finalmente scoperto dalla critica vendeva le
sue tele per milioni di sterline, come Benefits Supervisor Sleeping, che nel 2008 usc
dai cataloghi darte per dominare le prime
pagine dei quotidiani finanziari: fu venduta per 33 milioni di dollari a unasta di
Christies a New York, stabilendo il nuovo
record mondiale per un artista vivente. Fece un ritratto anche a Kate Moss, che pos
nuda e incinta sul suo divano per mesi.
Il tatuaggio e cento altre storie sulla vita
spericolata di Lucian Freud sono disseminati come in una sceneggiatura da film
dazione in Colazione con Lucian Freud,
biografia scritta da Geordie Greig (Mondadori). Greig un Old Etonian, diplomato al
college delllite britannica, oggi dirige il
Mail on Sunday, tabloid della middle

class. A Freud non piacevano le vie di mezzo, o laristocrazia o i bassifondi, la borghesia no. Cos, la prima volta che il giornalista chiese un colloquio, Freud gli rispose:
La sola idea di darle unintervista mi fa venire la nausea. Sempre meglio di quello
che successe ad altri due aspiranti biografi: uno, alla met degli anni Novanta, era
stato autorizzato, ma allultimo Freud lo
blocc, pagandogli una bella somma come
liquidazione. Si era reso conto di non poter
sopportare che la gente conoscesse tanti
particolari intimi della sua esistenza. Un
altro scrittore, che stava facendo ricerche,
una mattina ricevette la visita di un paio di
gangster dellEast End londinese che lo
sconsigliarono caldamente dal proseguire.
Come faceva Lucian Freud, nominato
Companion of Honour della Regina (CH) e
Order of Merit (OM), a disporre dei servizi
di criminali comuni? Semplice: oltre ad essere un pittore umanista era interessato allumanit sotto tutte le forme. Scommetteva forte. E perdeva, cos navigava nel mondo anche violento degli allibratori. Spesso
pagava i debiti di gioco con i suoi quadri.

Era nato a Berlino nel 1922, nipote di


Sigmund Freud, figlio di ebrei costretti a
fuggire dal nazismo. A Londra fu iscritto a
molte scuole e frequent poche lezioni. Gli
piaceva disegnare, ma il padre architetto
non voleva che inseguisse il sogno dellarte. E questa opposizione naturalmente
spron il ragazzo verso la pittura. Altrimenti sarei diventato un fantino, laltra
carriera a cui pensavo. I cavalli erano una
passione, Lucian li ha montati e dipinti per
tutta la vita: Sento con i cavalli, con tutti
gli animali, un legame quasi pi forte che

con gli esseri umani. E fu con la sua unica


scultura Three-legged Horse (Cavallo a tre
zampe) che ottenne di essere ammesso alla scuola darte a Londra. Perch una zampa di meno? Ero rimasto senza pietra, rispose Lucian.
Niente di psicoanalitico, in apparenza,
dietro quella scelta del cavallo amato e
mutilato. Lucian teorizzava che la psicoanalisi conduce alla paralisi. Per ricordava
con affetto il grande nonno Sigmund che
analizzava linconscio. Oh s, la sua compagnia mi piaceva moltissimo. Non era
mai noioso. Mi raccontava barzellette.
Ci sono pi ristoranti che gallerie darte
in questa biografia. La chiave nel titolo: le
conversazioni che lhanno resa possibile si
sono svolte a colazione. Un rito del sabato
mattina che Lucian adorava e al quale tra il
2002 e il 2011 fu ammesso Greig. Quei breakfast si svolgevano da Clarkes, in Kensington Church Street. In quello spazio tranquillo di Notting Hill, lartista ormai anziano e celebrato, parlava di tutto: dai tempi
lontani quando usciva con Greta Garbo, allodio di Ian Fleming che lo credeva amante della moglie, al modo migliore di sferrare un pugno senza rompersi il pollice. E i
lettori che hanno un po di consuetudine
con Londra ci si ritroveranno: c un anglofilo che non desideri fare il breakfast a
Notting Hill, pranzare da Wolseley in Piccadilly e cenare da Bibendum? Per Freud
era la routine. Geordie Greig indica anche
il tavolo preferito del Maestro da Wolseley:
il 32, in un angolo, ma a volte il 25, pi vicino allingresso. La cucina del ristorante
non eccezionale, ma ci si va per latmosfera. Freud amava i cibi che potevano
provenire dalle propriet di campagna dei
suoi amici aristocratici, come fagiani e
pernici. In pi di unoccasione diede

spettacolo: una volta tuonando con ostilit verso un tavolo vicino: quelluomo legge
il Daily Mirror. Quel lettore del tabloid
laburista, per la cronaca, ne era il direttore
Richard Wallace, che poi raccont di essere stato troppo terrorizzato dal vecchio per
sostenerne lo sguardo. E fece bene a incassare senza replicare, perch unaltra volta
Freud, infastidito da un tale che stava fotografando con il flash, gli tir dei grissini e
poi si alz per la rissa: aveva 84 anni e il suo
avversario 40 di meno. Unaltra volta al
Cuckoo Club fece a botte con il Signore di
Cawdor, alle 4 del mattino: Lucian lo colp in piena faccia, dopodich si sedettero a
bere e fumare un sigaro insieme.
Ci sono anche pi amanti e scazzottate
che opere darte in questa biografia. Daltra
parte, i capolavori di Freud ci sono rimasti,
mentre i suoi ricordi si sarebbero persi.
Emerge che il pittore and a letto con la
maggioranza delle sue modelle (che furono circa 500). Non certo il numero dei
suoi figli, anche se ne ebbe due dalla prima moglie e ne riconobbe una dozzina
avuti da diverse fidanzate. Il racconto ha
deluso il critico del New York Times, ma
probabilmente Freud, se lavesse letto, si
sarebbe divertito. Laccordo per era che il
materiale sarebbe stato pubblicato solo
dopo la sua morte. E Greig ha mantenuto il
patto. Forse anche per non ricevere la visita di un paio di gangster dellEast End.
@guidosant
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16 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Colpo di fulmine

Libri Narrativa italiana

di Ida Bozzi

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 17


Viaggio nel tempo dellEuropa
Un saggio e unautobiografia insieme, da una
poetessa gi autrice di Emily e le altre sulla
Dickinson. Gabriella Sica si racconta viaggi,
ricordi, letture mentre attraversa lEuropa
non nello spazio ma nel tempo,

accompagnando la riflessione su fatti, guerre,


crisi, rivoluzioni, integralismi, a un paesaggio di
fitte citazioni, da Agamben a Pasolini. In libreria
dai primi di novembre Cara Europa che ci guardi
(1915-2015) per Cooper (pp. 365,  14).

Racconti Giorgio Pressburger mette insieme esistenze miserabili, dominate da un fatalismo ombroso e meditabondo

Intrappolati fra Trieste e il nulla


La maestra di pianoforte,
Margherita la pazza, la Cantante
e lingegnere: le vite piccole
dello scrittore ebreo ungherese
trapiantato nella citt giuliana
di ALESSANDRO PIPERNO

iorgio Pressburger appartiene


alla categoria dei travolti dalla
storia (e non uso la maiuscola
solo per discrezione). Penso a
uno scrittore che amo molto
come Danilo Ki ma in un certo senso allo
stesso Vladimir Nabokov (sebbene facesse di tutto per non darlo a vedere).
Pressburger nato in Ungheria. Erano
tempi in cui da quelle parti essere ebrei
era un rischio letale (si legga il bellissimo
Storie dellOttavo Distretto). Fu a causa
della violenza delloccupazione sovietica
del 56 che ripar in Italia. Scelse Trieste,
la citt dei fratelli Stuparich, di Quarantotti Gambini, di Guido e Giorgio Voghera, di
Claudio Magris, ma soprattutto la citt di
Saba e di Svevo, astri luminosi che non
hanno mai smesso di dominare il nostro
orizzonte. Non annoier il lettore con triti
discorsi sui confini, le frontiere e le identit; confido che li dia per scontati e comprenda come Trieste sia la citt giusta per
un tipo come Pressburger, uno di quei poliglotti che, qualsiasi lingua usi, conserva
sempre un accento misterioso ed esotico.
proprio l, a Trieste, che lo conobbi
qualche anno fa. Aveva una casa bellissima in cui preferiva non vivere (non riuscii
a estorcergli il motivo). Laveva arredata
con mobili depoca dal gusto sfacciatamente mitteleuropeo, a quanto pareva la
usava per ospitare amici e conoscenti
(quella volta fui io il beneficiato). Esibiva
uneleganza dimessa, scura, quasi sacerdotale, gli occhi di taglio asiatico esprimevano una certa meraviglia, la pacatezza
non aveva niente di cerimonioso ed era
perfettamente adeguata allincedere dinoccolato. Lo precedeva una fama di libertino e di bon vivant. Di lui mi colpirono un paio di fissazioni: anzitutto amava
parlare di grandi cose senza alcuna pudicizia come se certe parole lo riguardassero
personalmente: il Bene, il Male, il Destino,
la Morte, il Passato (penso a opere dal piglio oracolare come Nel Regno oscuro o
Storia umana e inumana). Eppoi era letteralmente ossessionato dalle spie. Le vedeva ovunque e nei luoghi pubblici parla-

in unimportante universit inglese (Cambridge se non sbaglio). Unesperienza interessante che gli aveva insegnato come il
privilegio di casta possa prendere forma
plasticamente in una cadenza. Mi parl
anche del suo debole per il dialetto triestino e arriv a tradurmi un paio di frasi pronunciate da un edicolante e da una barista. Amava parlare di Trieste come della
sua citt. Provava per lei laffetto che si
prova per i luoghi elettivi, quelli che uno
si conquista nel tempo.

GIORGIO PRESSBURGER
Racconti triestini
MARSILIO, pp. 144,  16,50
Lautore
Nato a Budapest nel 1937,
Giorgio Pressburger regista,
drammaturgo e scrittore. Ha
pubblicato numerosi romanzi
e curato diverse regie,
teatrali e cinematografiche.
Nel 1982 vince il Globo dOro
per il film Caldern tratto
dalla tragedia di Pasolini
Limmagine
Illustrazione di Amalia
Caratozzolo con una
cartolina di piazza Unit
dItalia di Trieste
e un particolare del dipinto
di Bruegel il Vecchio
Margherita la pazza (1561)

va sottovoce. Non le evocava con il tono allarmato dei paranoici ma con la seraficit
di chi constata un dato di fatto inoppugnabile. Dopo qualche perplessit, mi
convinsi che avesse ragione, che in effetti
il mondo doveva essere zeppo di spie.
Daltronde il Paese da cui era fuggito pullulava di sicari e delatori. Paura e intimidazione erano allordine del giorno. Pressburger aveva subito, in diverse epoche
della sua vita, le angherie dalle pi feroci
potenze totalitarie del ventesimo secolo.
Conosceva lodore della violenza e del sangue. Chi ero io per contraddirlo?

Parlammo del suo eclettismo. Allepoca


era gi considerato un narratore eminente, un autore di teatro prestigioso, un regista di grido, un saggista originale e aveva
appena intrapreso la carriera diplomatica.
Mi spieg che una sola forma darte non
gli bastava. Aveva un bisogno fisico di cimentarsi in molte discipline. Lespressione ha mille facce e una miriade di voci. Era
un po come la passione per le lingue: una
sola non basta a raccontare linfinita variet del mondo. Allora discorremmo del
suo amore per gli idiomi. Mi disse che
aveva appena tenuto un corso semestrale

Costume Pino Corrias ambienta un romanzo nel caotico retrobottega romano dello spettacolo

Il supermondo tv delliper-Sorrentino

Ecco perch non mi sorprende ritrovare tutto questo nei Racconti triestini. Si
tratta di piccole tranche de vie, leggende
metropolitane, raccolte da un narratore
quasi per caso. I protagonisti, ciascuno associato a un luogo peculiare della citt,
sono quasi tutti anziani, spettri al capolinea, intrappolati in un particolare destino. C Frau Musika, maestra di pianoforte
alle prese con i rumori molesti dellappartamento attiguo; o la Cantante, sempre vestita in abiti sontuosi, che appare e scompare nel famoso Caff Tommaseo suscitando negli avventori morbose curiosit;
c Margherita la Pazza, quella del celebre
quadro di Bruegel il vecchio, che sincarna
in una terribile vecchietta che infesta le
vie di Trieste, e lanziano ingegnere alle
prese con le sue indecisioni, per il quale la
vita decider nel modo pi tragico.
Nella premessa al volumetto, Pressburger scrive: Le storie che ho raccolto qui
provengono da racconti di conoscenti,
pettegolezzi da caff e tristi o ridanciane
cronache cittadine. Non sappiamo se
credergli naturalmente, e del resto poco
cimporta. Ma come se lumilt delle vicende e dei personaggi contagiasse il narratore. Il quale, infatti, si affida a un italiano legnoso e colloquiale, quella lingua
scorretta e affascinante appannaggio dei
grandi scrittori triestini.
Vite piccole, miserabili, prive di qualsiasi rilevanza e dominate da un fatalismo
ombroso e meditabondo. C ununica
cosa: lindefinibile esistere che ci avvolge,
ci tormenta, e che ci fa sorridere da ebeti.
Vi coinvolto tutto: luomo, il tempo, Dio,
il passato, il futuro, la Storia e il nulla.
Lamore materno e quello filiale, la volont di uccidere e la volont di essere uccisi.
Qualcosa deve ancora succedere. Magari
qualcosa di bello. Magari no.
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Storie



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di MATTEO GIANCOTTI

scar Martello un produttore megalomane che, per


montare un caso mediatico
intorno a un film destinato al flop,
organizza la sparizione dellattrice
protagonista, Jacaranda Rizzi, e
dello sceneggiatore Andrea Serrano. Andrea il migliore amico di
Oscar e, caratterialmente, il suo
opposto: colto, timido e modesto
quanto laltro ignorante, presuntuoso e schifosamente ricco.
Lo sceneggiatore, gi cronista di
nera, si accontenterebbe di una
vita normale, lontana dai riflettori
del supermondo romano, corrotto e scintillante, in cui il produttore sguazza tenendo soggiogato chiunque. Ma i due perso-

naggi si completano e hanno


bisogno luno dellaltro; poich la
resistenza morale non il maggior pregio di Andrea, Oscar riesce a coinvolgerlo senza troppe
difficolt nella macchinazione
non solo a fini promozionali
della scomparsa di Jacaranda.
Lei, bella, fragile e tormentata,
sta al vertice del triangolo formato
dai tre protagonisti di Dormiremo
da vecchi: legata al produttore
non solo dal contratto per il film
in uscita, ma anche per una vecchia e scabrosa vicenda; con Andrea invece costretta a condividere un viaggio a Parigi che rappresenta lunica possibilit di un
loro incontro forzatamente ravvi-

cinato. Non pu mancare, dati gli


ingredienti di base e il losco giro
in cui Oscar muove i suoi affari,
un poliziotto buono, segugio
triste che sente presto puzza di
bruciato nella faccenda della
scomparsa.
Pino Corrias giornalista,
scrittore e sceneggiatore, ora
dirigente Rai ambienta la sua
storia nel caotico retrobottega del
mondo dello spettacolo e la fa
lievitare con buon ritmo e opportuni stacchi che servono a scavare in profondit le biografie dei
singoli protagonisti. Belle le pagine in cui mette in scena le feste
straripanti di una Roma iper-sorrentiniana: pi la scrittura accu-

mula ed elenca, pi prende corpo


il sontuoso bordello che il regno
di Oscar, la cui fortuna crolla,
anche troppo emblematicamente,
nello stesso momento in cui un
suo grandioso ricevimento viene
spazzato via da un violento e quasi
inverosimile temporale. Anche
nella rovina, Oscar non smette
tuttavia di promettere colpi di
scena e dispensare battute che
vogliono essere memorabili.
Corrias scrive dialoghi effervescenti e racconta per il piacere di
raccontare: proprio questo entusiasmo narrativo a tenere insieme
i toni che oscillano tra lepica
esistenziale (dei tre protagonisti
maschi) e il romanticismo (nel

PINO CORRIAS
Dormiremo da vecchi
CHIARELETTERE
Pagine 252,  16,90

rapporto tra Jacaranda e Andrea,


nella figura di lei) che talvolta
rasenta il fumettone.
Teoricamente sia lautore di
Dormiremo da vecchi (il titolo
riprende una battuta di Oscar) sia
i suoi personaggi principali sanno
distinguere la buona letteratura
dalle metafore e dai toni artificiosi di certa fiction televisiva; nel
libro per il confine si rivela pi
labile, se lo sceneggiatore Andrea
Serrano, riferendosi alla sua consapevolezza di uomo maturo,
pensa a se stesso metaforizzando
cos: Si potevano ricucire ferite
altrui senza portarne le cicatrici.
Bastava attraversare le sale operatorie della vita con la giusta traiettoria, quella del chirurgo o dellanestesista.
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Storia



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18 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Scatti flessibili

Libri Personaggi

di Fabrizio Villa

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 19


Infinitamente, infinitamente
Le fotografie di scienziati di tutto il mondo riviste
dallartista spagnola Anna Rierola sono diventate
una mostra dal titolo The Depths of the Sea, a
cura di Ermanno Tedeschi. A Torino presso
Spazio Art Garage fino al 10 dicembre 15 opere

che ricordano i fondali marini, in cui


linfinitamente piccolo si intreccia con
linfinitamente grande, la scienza con la
spiritualit. Una suggestione a colori che induce
a riflettere sui misteri delluniverso e della vita.

Lintervista Lo scrittore
ha dato veste narrativa
alla propria disavventura
finanziaria. Che dice
molto dellOccidente
e persino dellIsis:
Non diamo risposte
allidealismo dei ragazzi
che si arruolano in Siria

ILLUSTRAZIONE
DI MARCO PETRELLA

Hanif

Kureishi

Odio chi mi ha truffato ma un po lo amo, anche


Noi fragili: manipolatori e predicatori ci illudono
dal nostro corrispondente a Londra FABIO CAVALERA

ccadde nella primavera del


2012. Lo scrittore e saggista
Hanif Kureishi consegn 100
mila sterline, 140 mila euro, al
rispettabile Adam Woricker,
consulente finanziario che lavorava con
un gruppo di commercialisti dal buon
nome, in una sede elegante frequentata
da clientela di successo. Adam si presentava bene, aveva solide referenze e lo
studio era famoso. Quel furfante, anticipato da telefonate rassicuranti di amici
comuni, arriv a casa sua, nellovest londinese di Shepherds Bush, e senza giri di
parole propose di gestirgli un po di risparmi da investire nel pi proficuo dei
modi.
Hanif Kureishi non aveva motivo di tirarsi indietro, persino il suo agente aveva
tessuto le lodi dello sconosciuto tipo rotondetto con lhobby dei thriller e collezionista di cimeli di James Bond, religioso
al punto di non toccare una goccia di alcol. Dunque, dopo un paio di incontri,
mise a disposizione di Adam la chiave dei
conti bancari. Ma dincanto lometto si
ecliss. Mi aveva sedotto e poi ingannato e derubato. Il bravuomo si era rivelato
un mostro di avidit, ipocrisia, megalomania. Un diavolo aveva fatto man bassa
dei miei soldi. Scapp con le 100 mila
sterline di Kureishi e con i quattro milioni
racimolati truffando altri benefattori.
Noi tutti elaboriamo con fatica, spesso
con rassegnazione, la tragica beffa che allimprovviso ti travolge e ti porta via il
modesto tesoro di una vita, destinato allo
studio dei figli o alla cura di una malattia

o alla tranquillit della pensione. un


colpo al cuore. Un intellettuale raffinato,
di pap pachistano e mamma inglese, ha
trasformato lincontro con il piccolo bizzarro Lucifero nel quale si imbattuto in
un breve racconto-saggio (Un furto. Come
il mio consulente finanziario mi ha truffato, Bompiani) che una bellissima metafora della nostra societ, non quella distante e inafferrabile delle riflessioni accademiche ma quella che ci vicina e che
popolata da mille figure ambigue, con il
loro fascino manipolatorio. Lordinaria
disavventura la raffigurazione di qualcosa di pi grande e di pi sfuggente, il
mondo con cui i nostri sentimenti, le nostre emozioni, i nostri comportamenti, i
nostri pensieri devono rapportarsi.

Signor Kureishi, Adam Woricker che


nel suo libro si chiama Jeff un impostore scaltro per il quale dichiara disprezzo e amore. Lei scrive: Scoprii
che il mio odio per lui era cos profondo
che non solo mi stava corrompendo
comprometteva la mia visione del mondo al punto da farmi credere che tutto
fosse insensato ma con mia grande
sorpresa, per qualche misteriosa alchimia si stava trasformando in amore.
Come possibile che la vittima simpatizzi col carnefice?
Sono uno scrittore e credo che la prima virt di uno scrittore sia la curiosit.
Lamore la curiosit di capire le ragioni
che portano un essere umano ad assume-

re la maschera del mostro incantatore e


distruttivo, il fantastico affabulatore sicuro di s che crediamo ci illumini e invece
ci umilia. un meccanismo psicologico
diffuso. Noi abbiamo e viviamo di dubbi.
Cerchiamo la salvezza, se cos possiamo
definirla, o pensiamo di cercarla in chi ha
solidi convincimenti, veri o falsi che siano. E ci lasciamo suggestionare o impressionare. Vale nella nostra routine di ogni
giorno con le persone pi impensabili.
Ma, se allarghiamo lo sguardo, vale anche
nella religione e nella politica.
Come annota nel suo libro, latteggiamento del credente piuttosto che il
credo stesso a essere cruciale. Chi ha
forti dubbi rischia di essere raggirato
dai professionisti dei forti convincimenti.
cos. Sia che i protagonisti siano i
piccoli imbroglioni tipo Adam-Jeff, sia
che si tratti dei predicatori e dei reclutatori del radicalismo islamico sia che si tratti
degli agitatori della politica. Siamo noi
stessi, se non apriamo gli occhi e le menti, a scegliere i nostri oppressori, quegli
illusionisti che si muovono attorno a noi
e davanti a noi. Ovunque, ovviamente anche in televisione. Giocano con i nostri
dubbi e le nostre fragilit. Guardi che cosa accade coi ragazzi e con le ragazze londinesi reclutati dallIsis.
Perch giovani cresciuti nella libert
in Occidente, a Londra, diventano i fanatici della guerra santa?
Ma i giovani sono sempre stati idealisti. In ogni epoca. Non lo erano forse anche i maoisti? Gli idealisti vivono di dub-

Lautore
Hanif Kureishi nasce a Londra
nel 1954. Esordisce negli anni
Settanta come autore di libri
os che firma con uno
pseudonimo, ma nel 1985
che raggiunge il successo con
My Beautiful Laundrette. Il
romanzo diventa un film con la
regia di Stephen Frears, che
vale allo scrittore una
nomination agli Oscar per la
sceneggiatura (Kureishi a sua
volta anche regista nel 1991
con London Kills Me). Oltre alle
sceneggiature per i film di
Stephen Frears (laltra
Sammy e Rosie vanno a letto,
1988), ne scrive per Roger
Michell: The Mother (2003),
Venus (2006) e Le Week-End
(2013); dal romanzo
Nellintimit (Bompiani, 2000)
Patrice Chreau ha tratto il film
vincitore al Festival di Berlino
2001, Intimacy. Bompiani ha
pubblicato, tra gli altri, Il Budda
delle periferie (2000), Il dono di
Gabriel (2002), Il corpo (2003),
Il mio orecchio sul suo cuore
(2004), Ho qualcosa da dirti
(2008), Lultima parola (2013),
Le Week-End (2014) e gli
interventi politici Otto braccia
per abbracciarti (2002) e La
parola e la bomba (2006)

HANIF KUREISHI
Un furto.
Come il mio consulente
finanziario mi ha truffato
Traduzione di Ivan Cotroneo
BOMPIANI
Pagine 80,  9
In libreria gioved 5 novembre

bi. A questi dubbi la societ dellaccumulazione e del materialismo d risposte eticamente deboli. Allora trovano spazio gli
imbonitori, i predicatori delle false certezze, i predicatori dellodio e della violenza. I giovani, che hanno una grande
energia propositiva, vengono corrotti dagli adulti, dagli Hitler, dai Mao, dallIsis.
Gli Adam-Jeff allennesima potenza. La
domanda da porsi non perch questi
giovani rispondano alla chiamata dellIsis, ma semmai: che cosa non siamo
stati capaci di offrire alle loro inquietudini? da qui che occorre partire.
E come se ne esce?
Sono pessimista. Il modello proposto
dai manipolatori terribile. Ma il nostro
modello, il modello della nostra societ
che si ridisegnata negli anni Ottanta,
quello di uninfernale macchina che crea
illusioni. Lillusione dellarricchimento
sfrenato, dellarricchimento a spese altrui. il modello della pesante diseguaglianza firmato da Margaret Thatcher. Il
denaro come unico godimento e soddisfazione. Lonnipotenza del denaro che
trasforma un uomo in mostro, nel Lucifero Adam-Jeff. Il consumismo eccessivo
che annebbia le menti, la corsa alla fama
da raggiungere senza meriti ma in ogni
modo, anche con le azioni pi spregevoli.
colpa nostra, colpa dellOccidente se
poi un adolescente prende la valigia e vola in Siria. triste dirlo. Ma i ladri degli affetti, i ladri delle amicizie, i ladri dellamore, gli illusionisti, manovrano facilmente in un contesto decadente.
Londra non proprio limmagine
dellOccidente in crisi di valori e decadente.
Londra una citt aperta e tollerante
ma dominata dalla finanza. E che cosa offre la finanza? Giochi di prestigio, ancora
una volta i maghetti manipolano le energie dei ragazzi. Londra la punta avanzata dellOccidente, una metropoli affascinante che purtroppo sta allontanando il
ceto medio. Ci sono o i ricchi o i poveri.
Lidea che la pervade il denaro. Lo si insegue con ogni mezzo. E temo che in questo momento ci sia poco da fare per contrastare la deriva.
Resta la libert di scrivere e di denunciare. Lei lo mette nero su bianco nel libro: possono rubarmi il denaro ma non
la parola. il Dna dellOccidente.
vero, ma lOccidente sembra dimenticarlo. Occorre una grande svolta etica e
morale per ingabbiare gli illusionisti altrimenti le perfect storm, le tempeste perfette come quelle dellIsis, ci travolgeranno.
RIPRODUZIONE RISERVATA

20 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

eniday

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Sparks

Human

Technology

Education

Talks

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Sapere di Dio

Libri Narrativa straniera

di Marco Ventura

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 21


La fede sui banchi di Dublino
Hanno protestato nel centro di Dublino. Non
vogliono che i loro figli restino tagliati fuori
dallistruzione pubblica perch ind o
musulmani, o comunque non battezzati. In
Irlanda, la scuola pubblica primaria e secondaria

Poliziesco
Escono tre racconti
scritti da Simenon.
Protagonista un
detective, simile per molti
versi al commissario,
lanciato sei mesi prima.
Ma meno innovatore.
E poi abbandonato

al novanta per cento scuola cattolica


finanziata dallo Stato. In quanto tale, essa pu
discriminare studenti di altre fedi o di nessuna
fede. I manifestanti erano circa duecento. Un
piccolo numero per una grande questione.

Africa Il nuovo Mia Couto

La Jesusalm
tropicale
cinta da follia
e troppi confini
di CINZIA FIORI

on il nuovo romanzo, il mozambicano Mia Couto ci trasporta in un universo brutale,


alimentato da una natura bellissima. Laltro lato del mondo, come dice il titolo, sorto da un tab
che toccher al piccolo Mawanito ricostruire con la scrittura.
Il padre, Mateus Ventura, dopo la morte della moglie, lascia la citt per stabilirsi in una riserva faunistica punteggiata
dai resti di 16 anni di guerra coloniale e
civile. Porta con s i due figli e un vecchio
militare come attendente. Oltre i confini
invalicabili del territorio, che rinomina Jesusalm, dichiara avvenuta lapocalisse. E tutti avranno un nuovo nome, lui
compreso, ad eccezione Mawanito perch troppo piccolo per avere demoni.
Ossia ricordi. Assieme ad essi, nella dittatura della follia molto bandito: dallaffetto ai pianti,
dai canti alla
scrittura. Ma
parecchio sar
trasgredito
allombra del
crocifisso
eretto in attesa che Dio
venga a chiedere perdono.
Per alcuni
temi il libro
stato associato
a Linfanzia di
Ges di Coetzee ma sono,
in primo luogo, lapproccio
alla narrazioMIA COUTO
ne e lo stile a
Laltro lato del mondo
fare la diffeTraduzione
renza. Il testo
di Vincenzo Barca
di Mia Couto
SELLERIO
venato da una
Pagine 292,  16
sorta di leggerezza grave, trasportata da una prosa
suggestiva. Pi volte, il pluripremiato
poeta e scrittore stato grossolanamente
associato al realismo magico. Di fatto, ha
inventato un linguaggio capace di ricreare lefficacia e la ricchezza del racconto
orale. Molti sono gli elementi che lo costituiscono, a partire dalla parola poetica, con la sua profondit e la capacit di
evocare molteplici significati. Con essa, il
sessantenne Couto intarsia nella narrazione echi di leggende, archetipi, arcani
e proverbi spesso inventati. Una prosa
unica e vigilatissima che d non pochi
problemi ai traduttori delle 20 lingue in
cui lautore pubblicato.
Il romanzo, finalista al Man Booker
Prize 2015, ricco di sottili allusioni e
simbolismi che rimandano alla guerra e
alla politica. Il filo conduttore riguarda
per la costruzione dellidentit, certo,
anche nazionale, ma in primo luogo personale. Non a caso vi svolge un ruolo
centrale il tema della memoria (i ricordi
vietati...) e dei confini (compresi quelli
che definiscono lio). Tant che il libro
anche il viaggio di ciascun personaggio
attraverso i propri limiti. Arriver una
donna portoghese in cerca del marito e
gli equilibri del racconto nel contempo epico e intimo verranno sconvolti.
Per lei sar la salvezza, per gli altri la scoperta che il mondo folle del padre non
era del tutto privo di valore al cospetto
della civilt agognata dai figli.

Juan de la Rica (Bilbao, 1979), Indoor


training, 2015 (particolare), olio su tela
(dal sito: http://juandelarica.net)

G.7 Maigret prima di Maigret


di ROBERTO IASONI

l caso dice Anatole France lo


pseudonimo di Dio, quando non vuole firmare. Parlando di Georges Simenon, che di pseudonimi ne distill a
iosa prima di rassegnarsi al suo nome, la citazione calza a pennello. davvero
un caso dalla vista lunga, per non dire onnisciente, quello che ha dato in eterno un
ufficio in quai des Orfvres a un uomo ordinario, di mezza et, con un corpaccione
da facchino delle Halles e lo sguardo bovino, scartando un valido candidato come
quello di cui possiamo leggere nellAdelphi contenente Tre inchieste dellispettore
G.7 nella traduzione di Marina Di Leo.
Non ancora trentenne e chiuso il capitolo della letteratura popolare, dopo aver
fabbricato circa 200 romanzi, allinizio
del 1931, lo scrittore belga mette in orbita
Maigret con quattro racconti stampati da
Fayard. Sei mesi dopo, il secondo lancio:
quattro G.7 destinati a un progetto di fotoromanzi letterari vagheggiato dalleditore
esordiente Haumont. Tutto materiale impastato durante lestate. Il primo G.7, La
pazza di Itteville, uscito, sempre a cura di
Adelphi, nel 2008; gli altri tre sono quelli
ora raccolti in volume. Per farla breve: Maigret fu un successo, G.7 un fallimento, dunque addio a questultimo e sotto, a ritmi industriali, con il secondo, lasciato in sospeso nellattesa del responso del mercato.
G.7 ha qualcosa di Maigret. Veste abiti
ordinari e annoda la cravatta senza civetteria. alto, ben piantato, ha le labbra carnose. Fuma la pipetta e si accontenta del
modesto tabacco gris. Frequenta un delizioso bistrot di place Dauphine. Quando
simmerge in unindagine talmente chiuso in se stesso da sembrare un idiota. Ma c
un abisso tra il figlio di Evariste, probo intendente del Castello di Saint-Fiacre (che
come dire figlio della provincia francese), e
questo G.7 venuto da chiss dove, con il viso cosparso di lentiggini e laria da ragaz-

zo sicuro di s, un investigatore di cui tutto a cominciare dal nome in codice


poco trasparente, e che ferito dalla revoca
di unindagine lascia la polizia per diventare detective anzich ingoiare il rospo, come
avrebbe fatto Maigret. A parte i dettagli
let (il funzionario nasce a 45 anni, il detective ne ha 30), la pipetta ( probabile
che Maigret preferisse gli strumenti massicci disegnati da Ferenc Pintr sulle copertine degli Oscar Mondadori), le auto (Jules
non le considera, G.7 guida una Citron
5CV con le giunture scricchiolanti) a
fare la differenza la carica di modernit.
Uno innova, laltro conserva. Se Maigret
svecchia il poliziesco sostituendo lempatia


Poetica
Se vuoi un bel dramma
scegli una casa borghese,
dalla facciata pi rispettabile
che si possa immaginare...
Niente meglio della realt
allintelligenza, lapproccio umano a quello
logico-deduttivo, linterrogativo sui motivi
di un crimine a quello sulle generalit del
colpevole, G.7, al di l delle parole (Nessuna deduzione, n niente di simile... Ho visto delle persone... Le ho annusate..., dice
la Maigret in uno dei racconti), ricalca il
tradizionale schema del congegno a enigmi. Ossequio che parte dal riciclo di uno
dei tpoi del genere: la coppia investigatore/assistente, con questultimo incaricato
di narrare, colmo di fervida ammirazione,
le gesta delleroe. Laddove Maigret non ha
collaboratori-agiografi e a raccontarcelo
provvede direttamente lo scrittore.
Risultato: chi legge Maigret percepisce il

mondo con i sensi del poliziotto; partecipa


delle sue visioni e delle sue ruminazioni silenti, delle sue avversioni e della sua pietas;
si ritrova immerso nella stessa atmosfera in
cui si calato il protagonista.
Con G.7 unaltra faccenda: il lettore lo
vede con gli occhi del biografo, ed entrambi non capiscono, non sanno, fino al momento in cui la verit viene svelata, lasciandoli a bocca aperta. La messa in scena dellepilogo sa addirittura di Poirot: i personaggi convocati attorno allistrionico
detective; lo smascheramento del colpevole, rimasto incastrato nel suo meccanismo
criminale; la colpa che appare senza ombre, in tutta la sua abiezione; il giudizio (legittimo, senza appello, impietoso) che cala
sul reo come la lama di una ghigliottina...
Detto questo, Simenon sempre Simenon e la raccolta appaga. Vuoi per lingegnosit degli intrecci, vuoi per la riconoscibile scrittura, vuoi per la simpatia che riesce a strappare il protagonista, che il narratore chiama G.7 in ricordo del loro primo
incontro, avvenuto su un taxi dellomonima compagnia parigina.
I romanzieri dice G.7 nellultimo racconto cercano sempre ispirazione in
ambienti fuori dallordinario... Ma se vuoi
un bel dramma scegli una casa borghese,
dalla facciata pi rispettabile che si possa
immaginare... Entra l dentro... Non c
niente di meglio della realt. Come descrizione della poetica simenoniana non
c male. Solo che lautoma G.7 non avrebbe
potuto farcela. Per scrivere lenciclopedia
sentimentale della piccola gente ci voleva un uomo come Maigret.

i
GEORGES SIMENON
Tre inchieste
dellispettore G. 7
Traduzione di Marina Di Leo
ADELPHI
Pagine 158,  10

RIPRODUZIONE RISERVATA

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Stile



Stile



Storie



Storia



Copertina



Copertina



22 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Soglie

Libri Poesia

di Franco Manzoni

Maestri Esce lopera


completa dellautore
ticinese: un ethos locale
ma non localistico,
alimentato dall impegno
e dallamore
per la sua terra

Memento ticinese

... virumque
terrea progenies duris caput extulit arvis
VIRGILIO, Georg. II 340-1

ench non fosse tra Carnevale e Pasqua


(forse anche per via di certi ori
noti-ignoti, rampicanti sul pallido,
che ci adocchiavano dalle case, o perch
inevitabile, a volte, landare
tra le immondizie e lodore di eno),
il tempo (il vuoto) era come di quaresima.
Ci fermammo su un prato in pendio,
avevamo di contro il calmo campanile
dun villaggio deserto, e a sinistra, sul versante
dunaltra delle cento valli, un altro
paese, un gregge zuppo, trattenuto
da una chiesa bianchissima sul baratro.
Ci mettemmo a mangiare, ma cera un silenzio
che a me pareva di far troppo rumore,
e tornando a guardare i brevi
villaggi e lunghi, semplici come frasi musicali,
non so pi chi di noi, ma quasi fosse

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015


Rime, assonanze, amore
Parola come ricerca dellessenza. In versi
minimi, fortemente eufonici e musicali, che
prevedono la costante presenza della rima o
dellassonanza, Guido Sasso parla damore
nella raccolta Brevi e semibrevi (Aragno,

pp. 108,  10). Nato nel 1959 a Roma, lautore


evoca con intensit la prematura scomparsa
del fratello e si muove nelluniverso lirico della
grande tradizione italiana con fresca originalit
di risultati, sulle tracce di Leopardi e Pascoli.

un altro per la voce alterata,


disse: Son vuoti; sembra che aspettino,
rassegnati, qualcuno che li saccheggi.
Proprio allora suon mezzogiorno, sudirono gridi
di bambini, e dallombra del nostro campanile
apparve, coperto di lamine per gli uccelli dei ronchi,
un vecchio.
Ed io ora mi chiedo: a che serve ricordare
come lampeggiava nel sole? come,
sen
nza ven
vento,
t strideva?
senza
Testo tratto dalla raccolta
Sinopie (1977),
in Tutte le poesie
di Giorgio Orelli (1921-2013),
a cura di Pietro De Marchi
(Oscar Mondadori, 2015)

i
GIORGIO ORELLI
Tutte le poesie
A cura di Pietro De Marchi,
prefazione
di Pier Vincenzo Mengaldo,
bibliografia
di Pietro Montorfani
OSCAR MONDADORI
Pagine 574,  22

C.d.S.

La saggezza di Orelli si veste di ilarit


di ROBERTO GALAVERNI

ome accade a tutti gli scrittori


svizzeri di lingua italiana, anche a Giorgio Orelli (1921-2013),
il maggiore dei poeti ticinesi
del Novecento, toccato in sorte di essere giudicato con un parametro
poetico di confine: poeta di lingua italiana ma svizzero, o viceversa poeta svizzero
ma di lingua italiana. A bene vedere, per, si tratta di una situazione anfibia che
di per s non dovrebbe richiedere particolari giustificazioni. Gran parte della migliore poesia italiana del secondo Novecento, infatti, ha trovato alimento proprio
nellandirivieni fecondissimo tra il centro
e la periferia, tra la cultura cosiddetta alta
e quella popolare e locale (non localistica) delle infinite piccole patrie, e cos,
tanto pi, tra la lingua della tradizione
poetica e i dialetti oppure litaliano medio
o parlato. Il gioco di reazioni e inversioni
tra le due polarit non costituisce allora la
premessa, ma la sostanza, la questione
stessa posta da tale poesia. Basti pensare
ad alcuni tra i poeti pi incisivi della generazione di Orelli: a Zanzotto, a Pasolini,
a Giudici, ad esempio. Poeta di confine e
sul confine dunque Orelli, esattamente
come alcuni tra i maggiori del suo tempo.


Etichette
Oggi la definizione
toscano
di Svizzera
appare inadeguata


Linsegnamento
La sua lezione sta
nella disponibilit
nei confronti
della vita

cenzo Mengaldo, che ha messo a fuoco


con precisione la tensione tra estremi che
ad ogni livello impronta questa poesia.
Non mi dava del tu, ma nel presente /
indicativo del suo dialetto / le doppie sibilanti sibilavano / come nel Canto Quinto dellInferno: cos viene evocata una
giovane serva in una poesia di Sinopie,
il secondo libro del 1977. Tanto pi nella
produzione pi tarda, Orelli recuperer
con frequenza il dialetto, ma la ricerca da
dentro, e per questo tanto meno esibita,
di una lingua schietta, franca, vivace, immediata, magari proprio l dove con pi
disinvoltura dichiara il suo carattere letterario (si tratta di un poeta dotto come pochi, un autentico libro della memoria poetica), si pu dire iniziata molto presto, se
non addirittura fin da subito. Il profluvio
dei nomi propri, dei toponimi, la frequenza dei personaggi coi loro discorsi

diretti, le innumerevoli parentesi, il controcanto dellio lirico che racconta e commenta: Orelli non fonde elementi diversi,
non sforza n stravolge la lingua poetica,
ma apre il gioco accostando e raffrontando, non nasconde n intende superare le
alterit e i dislivelli di linguaggi, prospettive, intonazioni, storia, cultura ,
ma con la massima naturalezza li espone
dichiarandoli per quello che sono. Da
ogni punto di vista, non sta n da una parte n dallaltra, ma per via di citazione e
trasposizione (non a caso Orelli un valente traduttore, di Goethe soprattutto)
lavora sulle differenze, sulle disuguaglianze, considerate spesso e volentieri
anche dal punto di vista economico e sociale, sulla giurisdizione di limiti e confini, appunto. Il suo tono fondamentale,
che quello di unironia, o meglio, come
ha scritto Mengaldo, di una ilarit che

Contemporanei Tiziano Broggiato evoca Bandini ma risuona con Montale

Dora Markus e Marilyn, rendez-vous nel gelo


di DANIELE PICCINI

Per queste ragioni credo che la definizione di toscano di Svizzera, coniata


per tempo da Gianfranco Contini (alla cui
attenzione il poeta, che era stato suo allievo allUniversit di Friburgo, deve per altro moltissimo) e poi divenuta quasi canonica, possa risultare un po equivoca
qualora venga riportata allintero corso
poetico di Orelli. Potrebbe infatti alludere
a un ipercorrettismo, a uno scrivere bene,
a un garbo e a una pulizia del dire, a un
trapianto in loco di una lingua straniera e
artificiale, che trovano un riscontro parziale forse solo nella sua prima raccolta
organica, Lora del tempo (1962), che
comprende testi composti nei ventanni
precedenti luscita. Se vista nel suo insieme, questa poesia sembra testimoniare
invece qualcosa di diverso: il ritrovamento o, se si preferisce, linvenzione di una
radice idiomatica nel linguaggio poetico,
di una evidenza e consistenza particolare
ma non localistica, come una dialettalit
senza dialetto, senza sentore dautenticit. Lo si pu verificare leggendo ora la
raccolta in volume di Tutte le poesie di
Orelli (Mondadori), curata molto bene da
Pietro De Marchi e introdotta da Pier Vin-

tuttuno con una forma di comprensione e di saggezza della vita, dice molto per
questo riguardo. Se si volesse fare un raffronto sul piano della narrativa, si potrebbe forse pensare a Luigi Meneghello.
Anche per questo scricchia il mio
pennino, scrive Orelli in A un avvocato,
un epigramma di Spiracoli (1989). Per chi
o per che cosa scricchia, dunque, questa
poesia? Assieme allidillio e allelegia, comunque sempre temperati, assieme allincanto per la maest del paesaggio ticinese o per la perfezione della natura, si
trova in Orelli, soprattutto allaltezza di
Sinopie e Spiracoli, una critica sociale e
culturale molto dura del Canton Ticino
(come, pi di una volta, dellItalia). Ecco
allora lipocrisia dei ricchi e delle finti fedi, la paura che diventa discriminazione,
il deputato che dice: i lavoratori stranieri
/ se vengono in tanti ci inquinano la patria, lo stravolgimento patito da una
piazza / fra le pi miti del mondo e tantaltro. Lamore di Orelli per la sua terra,
che grande e indubitabile, ha valore anche se non soprattutto per questo.

erso la met del nuovo libro di


Tiziano Broggiato c una poesia,
intitolata Un incontro a Praga, che
mette in scena un dialogo tra lio e
lombra di un poeta amato. La figura
allampanata compare e si dissolve,
senza poter rivelare alcunch di definitivo:
lombra quella di Fernando Bandini
(morto nel 2013) ma la tessitura
dellapparizione tutta imbevuta dellarte
di Sereni. Questo appuntamento a ora
insolita, questa proiezione dellio in un
tu che non promette salvezza hanno in
s il senso complessivo della poesia di
Broggiato, che nel nuovo libro
(Preparazione alla pioggia, Italic Pequod)
giunge alla sua maturit. Poche altre
raccolte recenti sono intrise di disincanto,
di amarezza, di rifiuto di ogni illusione
quanto lo questa del poeta vicentino. A
essere accaduto, prima dellinizio della
parola, qualcosa di grave, di definitivo,
che lascia esposta nella sua incompiutezza
la carcassa del passato. Le figure
replicate nei testi (che formano un
compatto organismo) sono quelle della
prigionia, del limbo, delloccasione
mancata. Si apre cos alla sopravvivenza

uno spazio residuale, come quello del


viaggio o dellattimo di grazia, in cui
sospeso il dolore. Il tema il
perfezionamento/ del destino,
perfezionamento che si compie in una
forma dimessa, quasi a tradire la vastit
delle attese concepite. Ecco perch,
secondo una ricca tradizione novecentesca,
si ripete limmagine del ghiaccio, del gelo,
come nel poemetto finale Ascoltando
Marilyn, che viene ripreso con varianti da
precedenti raccolte (lo osserva Francesco
Napoli nella sua scheda critica),
terminando cos: (...) E il gelo./ Quel gelo
adulto che non puoi comprendere. Tutto
si tiene; e infatti i toni sono smorzati, il
grigio prevale, la versificazione sotto
sordina, con lendecasillabo che balugina
raro senza risuonare. Viene in mente
ladagio montaliano di Dora Markus: Non
so come stremata tu resisti/ in questo
lago/ dindifferenza ch il tuo cuore (...).
RIPRODUZIONE RISERVATA

i
TIZIANO BROGGIATO
Preparazione alla pioggia
Scheda critica
di Francesco Napoli
ITALIC PEQUOD
Pagine 112,  14

La qualit pi originale e sorprendente


che si rivela in questi versi non si trova
lontano da qui. Sia nel bene sia nel male,
infatti, il discorso poetico non mai senza ritorno. Lo si detto: una poesia del
luogo, nientaffatto una poesia localistica.
A partire da l, da quel luogo, da quella
gente e da quella storia, che sono quelle e
non altre, le prospettive si moltiplicano,
la realt si ripropone per stupire ogni volta, per smentire le forme che le si sono
date, le nostre previsioni, il nostro pregiudizio. Anche quel tanto di distacco del
poeta che osserva e racconta, anche la
splendida occasionalit del suo scrivere
versi, hanno a che vedere con questa
apertura, con questa specie di continuo
contro-orizzonte che gli vieta di coincidere del tutto col proprio oggetto, fosse anche se stesso. Se una lezione pu venire
dalla poesia di Orelli, questa sta nel credito e nella disponibilit portata comunque
alla vita. Si trova in questa benevolenza
non mai compromessa il suo retaggio pi
grande.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Stile



Curatela



Ispirazione



Copertina



DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Incanti

Libri Contaminazioni

di Ranieri Polese

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 23


La playlist di Ammaniti
Un romanzo con note. Dove si leggono i titoli
della canzoni citate nel testo: Nature Boy di
Nat King Cole, Ancora ancora ancora di Mina,
1950 di Minghi, Minuetto di Mia Martini. Nelle
pagine del nuovo libro di Niccol Ammaniti,

Anna (una citazione di Battisti?), racchiusa


unintera playlist: oltre alle canzoni in nota, c
The Ghetto di George Benson. E Massimo
Ranieri, che nel mondo senza adulti diventa
una moneta di scambio.

Esordi Il cantautore pubblica i suoi versi, nati come post sul social network. Un mondo diverso rispetto ai suoi dischi

Su Facebook lermetismo di Baglioni


Claudio sembra
assaporare una
libert dai vincoli
che la musica
impone.
Ma la musica
torna lo stesso,
evocata anche
con autocitazioni,
accanto a una
cadenza da diario

di GIUSEPPE ANTONELLI

e parolacce, le risate, le
corse e poi tu mia/ se
fossi un altro uomo direi: poesia, cantava
Battisti in Questo inferno rosa. Ecco: per dire se davvero i testi
di canzone possano essere definiti poesia, bisognerebbe mettersi bene daccordo su cosa sintenda per poesia. La questione, non a caso, rimane aperta da oltre
cinquantanni. Con qualche piccola certezza, per. La prima che ormai, dal
punto di vista dei consumi culturali, la
canzone rappresenta senzaltro un surrogato della poesia. Come scriveva Pier Vittorio Tondelli, il bisogno di poesia, bisogno assoluto e struggente negli anni
della prima giovinezza, stato soddisfatto da intere generazioni mandando a
memoria parole e strofe di canzoni.
La seconda che, dal punto di vista di
chi le scrive e le canta, le canzoni restano
altro dalla poesia. Non si spiegherebbero
altrimenti i libri in versi pubblicati negli
ultimi anni da autori come Mogol, Ligabue, Morgan, e ora Baglioni. Il suo Inter
nos, in uscita per Bompiani, raccoglie i
pensieri postati dal 2010 nella sua pagina
Facebook: nella forma/ con cui si distingue la grafica lirica/ dalla prosa continua /ma che non pretende dessere poesia/ seppure in cuor suo lamerebbe/
almeno in qualche passaggio.
La terza e pi salda certezza
che, di l da ogni considerazione di merito, canzone e poesia condividono una
serie di aspetti tecnici legati alla lingua e
allo stile.

Mattini freschi di biciclette


Anche Baglioni, a modo suo, stato
ermetico. Come quando cantava mattini
freschi di biciclette, amori di vernice sui
muri o natale di agrifoglio e candeline
rosse. Ovvero usava il di per creare formule simili a quelle che il filologo Gianfranco Contini defin sintagmi impressionistici: un po come Pascoli (un nero
di nubi), come Ungaretti (Allegria di
naufragi), come Luzi (la tua mano inane
duniverso).
Ma nelle canzoni di Baglioni si possono trovare anche altri tratti fra quelli che
un altro filologo, Pier Vincenzo Mengaldo, considera caratteristici della grammatica ermetica. La frequente omissione dellarticolo, per esempio, o la preferenza per il plurale rispetto al singolare:
cieli smarginati di speranza/ e di silenzi da ascoltare. O la continua commi-

Si ritrovano anche
qui certi tratti
che il filologo
Gianfranco
Contini defin
sintagmi
impressionistici
Uno stile che si
diffuso nei testi
delle canzoni dagli
anni Ottanta in poi

19 gennaio 2011

ar forse perch arrivano presto


a chiudere il giorno
ma i tramonti di mezzo inverno
con le ultime amme del cielo
accendono gli occhi e le voglie consumate
di un altro tempo sospeso tra ieri e domani.
E cos niamo per vivere altrove
da qualche parte
in un sogno forse
in un sentimento che va lontano
e si porta un po di noi.
Un crepuscolo un treno che parte
con su i desideri pendolari del mondo.
Poi piano piano il fuochista
spegne quel viaggio con la cenere della notte.
Entriamo allora nella galleria del sonno
e nel tepore calmo di un abbraccio di pace
di una promessa damore.
Se per caso ti cpita di sbirciare dalla nestra
la storia di fuori
guarda che luna sta girando l sopra.
Un chiodo dargento
che ti si pianta nel cuore.
Come si pu nascondere lanima?
Come si fa anche per un solo istante
a smettere di amare?

prosa si tolgono i nessi logici, quello


che resta poesia. Ellittica./ Fantasmagorica. Vertiginosa.

Dallalba al tramonto. E viceversa

Testo tratto daa Inter nos


glioni (1951
1),
di Claudio Baglioni
(1951),
eppe Cesar
ro
a cura di Giuseppe
Cesaro
15)
(Bompiani, 2015)

C.d.S.

stione tra astratto e concreto: una fame


di sorrisi e braccia intorno a me, avrai
ricordi ombrelli e chiavi da scordare.
Tutti tratti che si ritrovano anche in queste note appuntate un po ovunque.
Note senza note che spesso ripropongono gli stessi accordi: una bonaccia di
nebbie e un cielo da lavarci la faccia,
un crepuscolo di braci e poesia e un
brivido arancio di pelle e pensieri.
Certo: sono tratti che si trovano anche
in tanti altri testi italiani, soprattutto a
partire dagli anni Ottanta. Perch, per vie
che difficile ricostruire, quella grammatica poetica diventa a un certo punto
la base della nuova grammatica canzonettistica. Dalle ceneri di Quasimodo nasce il nuovo standard dei testi di canzone
(ed subito musica). Ma, per certi versi,
Baglioni stato il primo.

E le canzoni stonate
urlate al cielo lass
Anche Baglioni, a modo suo, stato
profetico. Gi nel 1972, infatti, la sua
Questo piccolo grande amore si presentava come un perfetto esempio di poesia
pop-orale. Con quella sua sintassi quasi

parlata (quellaria da bambina/ che


non glielho detto mai/ mai io ci andavo
matto), con quel suo lessico quasi giovanile (mi diceva sei una frana, ma io
questa cosa qui mica lho mai creduta).
Con la definitiva rinuncia a inversioni e
troncamenti, e a tutto larmamentario di
artifici che appesantiva il vecchio canzonettese.
Un vero manifesto: in anticipo persino
sul comune senso del pudore, se vero
che come si sente ancora in certe versioni televisive la censura impose di
cambiare la paura e la voglia di essere
nudi in la paura e la voglia di essere
soli e mani sempre pi ansiose di cose
proibite in mani sempre pi ansiose,
le scarpe bagnate. (Fino a quel momento, in effetti, nudi di donna o di uomo
non serano ancora affacciati alla hit parade dei singoli. Nel 1960, il 45 giri di Modugno che aveva come lato A Libero e come lato B Nuda venne ritirato subito dopo luscita e ripubblicato poco dopo, coprendo il lato B con la casta Pi sola).
Daltro canto, scrive ora Baglioni: Sono quarantaquattranni/ che mimpicco
tra prosa e poesia. Poi spiega che se alla

CLAUDIO BAGLIONI
Inter nos
A cura di Giuseppe Cesaro
BOMPIANI
Pagine 402,  16
In libreria
gioved 5 novembre

Anche in questi post, a modo suo, Baglioni prova a essere poetico. Finalmente
libero da quei vincoli che la musica impone, come lui stesso ricordava qualche
anno fa di fronte a una platea di studenti:
Litaliano del tutto inadatto a essere
cantato e basta guardarsi i libretti dopera per convincersi di certe complicazioni. Solo che senza la musica, senza il ritmo della mascherina metrica, senza il rito del ritornello, le sue note tendono a
perdere il tono. Anche se la musica torna
a tratti, tematizzata o evocata tramite autocitazioni: Ieri sera ascoltavo un chitarrista suonare/ con dita e cuore la sua
musica/ fatta di musiche sue/ e dietro il
Tevere che andava lento lento; oppure:
La mia vita unautostrada/ cantavo
nel 1970./ Non cambiato poi tanto.
E invece cambiato eccome. Tanto che
adesso la sua scrittura simpenna a volte
in tpoi classici come lubi sunt (Quanto tempo passato? E dove sono andati
tutti?/ E cosa rimasto? Chi siamo diventati?), altre volte si adagia in una colloquialit fin troppo quotidiana (quelle
robe/ tipo mostri preistorici; gli deve
piacere un casino/ perch va avanti cos
da un bel po). Che il vecchio Tu come
stai? viene rideclinato in un dialogo social pieno di interrogative retoriche (tra i
vari incipit: Ma l com?, Ma che cielo c questa notte?!, Ma quanto bello
questo vento di oggi?!), mentre la cadenza diaristica impone un continuo riferimento alloggi: Lesistenza una fila
lunghissima di tanti oggi./ Uno dietro
laltro.
Cos, il giorno nuovo e la notte di
note si alternano in un continuo susseguirsi di albe e ancor pi di tramonti che
ricordano la copertina di Sabato pomeriggio. Dallalba al tramonto/ c il tempo del dire e del fare./ Dal tramonto in
poi, fino allalba/ il tempo di baciare/ e,
in silenzio, di scrivere lettere,/ di far testamenti dei giorni passati/ o, nel buio,
di stringere i sogni/ di quegli altri a venire. Ecco: se il messaggio di Inter nos voleva essere il carpe diem, la celebrazione
dellhic et nunc, perch fugit irreparabile
tempus, allora forse sarebbe stato meglio cantare forte e chiaro che La vita
adesso.
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24 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

13 e 14 novembre 2015
ore 21.00

UniCredit Pavilion:
La canzone italiana incontra il soul
Dopo il sold out in tutte e quattro le date americane, Chiara Civello ritorna a Milano per uno show esclusivo.
La raffinata cantautrice jazz presenter lalbum CANZONI, suo personalissimo omaggio alla musica italiana
di ieri e di oggi, interpretato e rivisto in un mix di soul, bossanova, jazz e pop.
Un tributo internazional-popolare frutto di una collaborazione con Nicola Conte, produttore artistico dellalbum
che, alla guida di un cast internazionale di musicisti, ha creato il perfetto connubio tra una sensibilit contemporanea
e la vivida profondit del suono analogico.
Nel corso delle due serate, Chiara Civello si esibir in un format inedito: nella prima parte canter da sola
alcune tra le canzoni pi rappresentative della sua carriera mentre nella seconda parte sar affiancata
dal Nicola Conte Combo e presenter il repertorio del suo ultimo acclamato disco. Ad accompagnare
Chiara sul palco lensamble dellOrchestra Filarmonica Italiana.

PER ACQUISTO BIGLIETTI


www.unicreditpavilion.it | www.geticket.it | botteghino UniCredit Pavilion

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Post it

Libri Manuali

di Stefano Righi

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 25


Ti do i soldi, ma spendili
Da Krugman a Stiglitz, da Friedman a Rogoff, c
un filo rosso che unisce questi premi Nobel
dellEconomia. Ed il rosso del debito pubblico di
molti Paesi, cifre iperboliche che in 14 casi
superano il totale del pil. Per uscire dalla gabbia

Luca Ciarrocca, nel suo Rimetti a noi i nostri debiti


(Guerini, pp. 194,  15,50), invoca lazzeramento
di quelle cifre e rilancia lidea monetarista di
Milton Friedman: mettere i soldi direttamente in
mano ai cittadini, a patto che li spendano.

Personaggi Il metodo del campione italiano che ha memorizzato sottacqua la sequenza di un mazzo di carte

Fantasia e paradosso aiutano la memoria.


Per ricordare 20 parole in un ordine dato
(ad esempio: amo, tortello, banjo, lama,
lava, picchio, puma, Nemo, freccia, noce,
re, mamma, amma, nuca, polizia, neve,
frutta, bacchette, jeep, mappa) la tecnica
pi efcace non leggerle e rileggerle,
ma visualizzarle come immagini
e associarle in forma bizzarra. Proviamo...

Colto alla
sprovvista
il puma si tuffa
nel mare,
dove incontra
Nemo (Disney)

Succede
di tutto
sottacqua:
arriva una
freccia che
sora Nemo

16

MATTEO SALVO
Metti il turbo
alla tua mente
con le mappe mentali
GRIBAUDO
Pagine 192,  17,90
In libreria dal 5 novembre
Lautore
Nato a Genova nel 1976,
Matteo Salvo insegna
tecniche di memoria e dirige
la scuola di apprendimento
Mind Performance. il
primo italiano ad aver
conseguito, nei campionati
mondiali di Londra del 2013,
il titolo di International
Master of Memory, riservato
a chi riesce a mandare a
mente oltre mille cifre luna
di seguito allaltra in meno
di unora, le sequenze di
dieci mazzi da 52 carte in
meno di unora e un solo
mazzo in meno di 120
secondi. Sempre nel 2013
Salvo entrato nel Guinness
dei primati memorizzando
un mazzo di carte in apnea,
restando sottacqua. In
precedenza, allOlimpiade
della memoria tenuta nel
2012 ad Adalia, in Turchia,
era riuscito a mandare a
mente in unora un numero
di 1.124 cifre. Salvo pratica
anche sport estremi: per
esempio ha portato a
termine lultramaratona
valdostana Tor de Gants
(Giro dei giganti), che
prevede 330 chilometri di
corsa in montagna, con 24
mila metri di dislivello
La presentazione
Il libro di Matteo Salvo Metti
il turbo alla tua mente con le
mappe mentali (Gribaudo)
sar presentato a Milano
dallautore marted 10
novembre, alle ore 18.30,
presso la sala eventi del
Mondadori Megastore di via
Marghera 28

E la polizia,
per placare
il bruciore,
raccoglie
un mucchio
di neve

17

Come
per magia,
la neve
si trasforma
in frutta

1-2

Partiamo
immaginando
il nostro amo,
ma con unesca
insolita:
un tortello

Seconda
sorpresa:
non abbocca
al tortello
un pesce,
ma un banjo

Il picchio
precipita e,
per strana
combinazione,
cade su
un puma

La lava ricade
un po ovunque,
anche su un
povero picchio
che volava
nei dintorni

10

11

La freccia
prosegue
la sua corsa
e colpisce
una noce

Il guscio
della noce
si schiude
e dallinterno
emerge
un re

15

14

Per constatare
la portata
dellustione
sulla nuca,
arriva
la polizia

Una scintilla
della amma
raggiunge
la nuca di
un malcapitato,
dandole fuoco

18

19

Poi qualcuno
tenta limpresa
bizzarra
di mangiare
la frutta con
due bacchette

Ancora pi
paradossale,
per, usare
le bacchette
per riparare
una jeep

FONTE: rielaborazione dal libro di Matteo Salvo Il segreto di una memoria prodigiosa, Gribaudo (2011)

A questo
punto piomba
sul banjo
una lama,
che recide
le corde

Poi
dallimpugnatura
della lama
esce uneruzione
di lava incandescente

12

Il re va
in cerca
della sua regina
e incontra
una mamma

13

La mamma per
non gli d retta,
sta lavorando
con una
amma
ossidrica

20

Ma quando
saliamo per avviare
la jeep, al posto
del volante
troviamo
una mappa
C.d.S.

A ricordare simpara
di ANTONIO CARIOTI

giudicare dai suoi titoli, Matteo Salvo pu apparire una


specie di Superman della memoria. Primo italiano ad aggiudicarsi la qualifica di International Master of Memory, entrato anche nel Guinness dei primati per aver
mandato a mente la sequenza di un intero mazzo di carte stando in apnea. Eppure Salvo, nato a Genova nel 1976, sostiene
di non avere eccezionali doti innate: Al
liceo avevo qualche difficolt, sono stato
rimandato. E facevo fatica anche alluniversit, dove mi ero iscritto a Ingegneria
meccanica, spinto dalla mia passione per
le moto. Non che fossi svogliato: mi impegnavo, cercavo di prepararmi al meglio
passando lungo tempo sui libri. Ma i risultati non corrispondevano allo sforzo:
in tre anni avevo superato solo sette esami e avvertivo una gran frustrazione.
Poi la svolta, lincontro con le tecniche
di apprendimento elaborate dallo studioso inglese Tony Buzan: Mi sono accorto
spiega alla Lettura che fino a quel
momento era come se avessi tentato di
imbiancare le pareti di casa con un pennarello, invece di usare un rullo o un
grosso pennello. Una volta cambiato il
metodo di studio, ho sostenuto quattro
esami in 45 giorni e poi ho proseguito di
corsa fino alla laurea. Inoltre ho cominciato a disputare gare di memoria, con
crescente successo. Non si tratta solo di
un utile hobby, Matteo ne ha fatto la sua
professione: unico senior trainer europeo autorizzato da Buzan, dirige a Torino
la scuola di apprendimento Mind Performance, tiene corsi per adulti e per ra-

gazzi, scrive libri e realizza dvd, vuole


convincerci che per imitare Pico della Mirandola basta adottare le tecniche giuste.
Il segreto principale, spiega, consiste
nellassecondare il funzionamento spontaneo della mente: Il cervello tende a
trattenere molto di pi unimmagine,
meglio ancora se in movimento, rispetto
a un testo scritto o a un concetto astratto.
Registra e trattiene quello che strano,
anomalo, fuori dagli schemi, a maggior
ragione se implica un coinvolgimento
emotivo. Il metodo di studio consistente
nel leggere, sottolineare e ripetere risulta
quindi faticoso, dispendioso in termini
di tempo e nel complesso poco redditizio. Al suo posto conviene adottare un sistema fondato sulla sigla Pav: paradosso,
azione, vivido.

Facciamo qualche esempio: Se voglio


ricordare una mosca, la devo immaginare
bizzarra, gigantesca e in movimento: un
insetto enorme che occupa mezza stanza
sbattendo le ali. Mentre se la parola da
memorizzare elicottero, devo figurarmelo minuscolo, mentre si posa sulla
mia mano. Anche per i concetti astratti,
una volta che ne abbiamo assimilato il significato, conviene procedere sul filo del
paradosso: se il termine da tenere a mente ammortamento, posso pensare a una
cassa da morto che spunta dal mento di
una persona; se la parola amore, a un
amo che infilza il re delle carte. Bisogna
sempre immaginare situazioni in cui
sinteragisce, come se le vivessimo con

tutti e cinque i sensi. Mai tenere un atteggiamento passivo.


C unaltra regola fondamentale che
Salvo non si stanca di predicare: Dico
sempre: smetti di studiare per imparare,
inizia a studiare per spiegare. Non pensare di dover esporre un argomento a qualcuno che ne sa molto pi di te; immagina
invece di dover trasferire le nozioni, nel
modo pi semplice e comprensibile, a
una persona che ne completamente alloscuro. Solo quando ti sentirai in grado
di spiegarla a un bambino, sarai sicuro di
aver interiorizzato la materia.
Uno strumento molto utile a questo
scopo sono le mappe mentali, cui Salvo
ha dedicato il suo nuovo libro in uscita da
Gribaudo: Sono una brillante invenzione di Buzan per superare gli schemi mnemonici fondati su linee tutte uguali che
uniscono formule astratte. Queste sono
le mappe concettuali: assomigliano a
monotoni labirinti, complessi da ricostruire, nei quali facile perdersi. Le
mappe mentali invece sono a forma di
neurone: hanno un centro preciso dal
quale si dipartono a raggiera molti rami


La fantasia aiuta
Matteo Salvo: Il segreto
non cercare di fissare
concetti nella mente in
modo astratto, ma associarli
a mappe di immagini

di forme e colori diversi. E ad ogni ramo


corrispondono dei disegni con immagini
anche paradossali, che esprimono uninterpretazione soggettiva. In questo modo, stimolando la nostra creativit e coinvolgendoci sul piano emotivo, ci permettono di immagazzinare meglio le informazioni con laiuto della fantasia.
Se alcune tecniche sono relativamente
nuove, ricorda Salvo, altre hanno una storia antica: Un esempio sono i loci di Cicerone. Il grande oratore romano mandava a mente le sue orazioni associandone i
successivi passaggi ai luoghi che vedeva
nei suoi percorsi abituali. Era gi un metodo che sfruttava al meglio la predilezione della mente per le immagini.
Salvo convinto che questi sistemi andrebbero introdotti nella scuola: Stimo
molto gli insegnanti: di solito sono persone di valore che svolgono con impegno
e poche gratificazioni un lavoro prezioso.
Per nella grande maggioranza non trasmettono agli allievi un metodo di studio
efficace. Sarebbe invece fondamentale
che le tecniche di apprendimento trovassero spazio anche nella scuola, per mettere gli studenti nelle condizioni di esprimere al meglio le loro potenzialit. Si dice che ogni ragazzo deve trovare da solo il
suo metodo di studio, ma non vero che
andare a tentoni produce sempre il risultato migliore: sarebbe come far salire un
ragazzo su unautomobile e dirgli che deve imparare a guidarla da solo, senza fornirgli alcuna indicazione su come funziona. Sarebbe un grande spreco di tempo e
di energie, non le pare?.
RIPRODUZIONE RISERVATA

26 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Legenda

Libri Le classifiche

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015


A parit di percentuale di vendita, la
posizione determinata dal valore
novit
decimale non indi100 titolo pi venduto (gli altri in proporzione) cato in classifica

(2) posizione precedente

1 in salita
5 in discesa

S
R
N

stabile

rientro

Lesordiente Anna Todd si fa in quattro: After comanda tra gli scaffali


Dominano lavventura africana di Smith e la favola di Seplveda
La pagella
di Antonio DOrrico
Michele Serra
Ognuno
potrebbe
Feltrinelli

Top 10

ebook
di Alessia Rastelli

voto

0 1
(-)

(Elettrocardiogramma piatto)

Linutilit dei maschi N


(e dei romanzi noiosi) 2

100

iulio Maria, lultratrentenne


protagonista, vive ancora con la
madre e con la sua ex prof di
lettere al liceo. Il padre morto
lasciando in eredit al figlio
uningombrante reliquia, un capannone
pieno di legname pregiato. E lui non sa che
farsene. Giulio Maria fidanzato (ma gli
sembra ridicolo dire cos di uno della sua
et) con una ragazza che sta sempre
attaccata al telefonino. Giulio Maria ce lha
con i telefonini (li chiama egfoni,
traduzione letterale di iPhone), ce lha con i
selfie (parola che, ci spiega, indicava in
origine le masturbazioni nel gergo degli
adolescenti americani), ce lha con le
rotonde stradali e con i navigatori delle
macchine. Il protagonista anche
femministo. Guardando i Tre Pini, il bartrattoria della fidanzata, si lascia andare a
questo pensiero:
Quando vedo le donne
dei Tre Pini che
governano, quietamente
organizzate, il loro
tintinnante corredo di
stoviglie e il loro
disciplinato convoglio
di bevande e pietanze,
mi viene da
domandarmi a cosa
Michele Serra
servono i maschi.... La
(Roma, 1954)
risposta la trova una
sera che salta la luce
proprio ai Tre Pini: i maschi (almeno quelli
come Giulio Maria, mi sia consentita una
completa dissociazione) servono a lavare
piatti e bicchieri, quando non funziona
lapposito elettrodomestico. Come nella
vecchia pubblicit: I piatti s, i piatti s, con
Nelsen Piatti li vuol lavare lui. Giulio Maria
ha un lavoro. Analizza dal punto di vista
antropologico i modi in cui i goleador
festeggiano quando vanno a segno.
(Questultima lunica idea del racconto
che rappresenta una possibile parvenza di
vita, sia pur minimale, allinterno dello
stesso). Libro noioso e depresso. Sarebbe
stato giusto chiamarlo Triste, solitario y
banal. Due parole, infine, sul titolo. Ognuno
potrebbe sta per Ognuno potrebbe fare
molto meglio. E qui non mi dissocio. Anzi
rilancio. Ognuno potrebbe fare molto
meglio i libri, per dire.
RIPRODUZIONE RISERVATA

64

Longanesi, 19,90

55

Andrea Camilleri
Le vichinghe
volanti...
Sellerio, 14

48

Isabel Allende
Lamante
giapponese
Feltrinelli, 18

3
(4)

4
(6)

Niccol Ammaniti
Anna

(1)

45

6
5

35

Feltrinelli, 14

33

Luis Seplveda
Storia di un cane
che insegn...
Guanda, 10

28

Paula Hawkins
La ragazza
del treno
Piemme, 19,50

7
(-)

8
(5)

Anna Todd
After

(8)

23

10

Sperling & Kupfer, 14,90


Alan Friedman
My way

(3)

Einaudi, 19
Michele Serra
Ognuno potrebbe

(2)

21

Anna Todd
After 4.
Anime perdute
Sperling & Kupfer, 17,90
Wilbur Smith
Il leone doro

(-)

Narrativa italiana

Semiotica
ed economia
iper gli studenti
Romanzi e manuali
convivono nella classifica di
Libreriauniversitaria.it,
negozio online nato con
la vocazione di offrire testi
per studenti e
professionisti, poi diventato
store di tutti i generi di libri.
In vetta due titoli forti
anche in edizione cartacea:
Anna, il nuovo libro di
Niccol Ammaniti, seguito
da Le vichinghe volanti e
altre storie damore a Vigta
di Andrea Camilleri. Una
raccolta in cui dalle
trame boccaccesche al
tradimento lamore il
tema dominante. Al terzo
posto conferma il successo
anche digitale Il coniglio
che voleva addormentarsi,
storia della buonanotte (in
26 pagine) in cui lo
svedese Carl-Johan
Forssn Ehrlin usa tecniche
psicologiche e linguistiche
per far fare la nanna ai pi
piccoli. Chiudono la Top Five
i titoli ad uso, soprattutto,
degli studenti universitari:
Le basi della semiotica di
Stefano Traini e la quinta
edizione del manuale di
Begg, Vernasca, Fischer e
Dornbusch, Economia (dal
prezzo alto, 49 euro,
rispetto allo standard degli
ebook). Daltra parte, lo
store mantiene forte il
focus sullo studio e
lapprendimento. Lultima
iniziativa il ritiro fisico
organizzato attraverso il
sito del negozio dei libri
universitari e scolastici
usati, garantendo in
cambio un credito per i
prossimi volumi da
acquistare.

@al_rastelli

Rizzoli, 20

RIPRODUZIONE RISERVATA

(3) 1 55

Andrea Camilleri
Le vichinghe volanti...
Sellerio, 14

Andrea Camilleri, con i racconti di Le vichinghe volanti


e altre storie damore a Vigta, sale al terzo posto in
top ten e al primo posto negli italiani: scalza dal
gradino pi alto Ammaniti e supera Michele Serra,
terzo. Subito sesto il romanzo di Andrea Vitali
ambientato a Bellano negli anni Settanta. Guadagna
sette posizioni il nuovo thriller di Marcello Simoni.

(1) 5 45
2
Niccol Ammaniti
Anna
Einaudi, 19

(2) 5 35
3
Michele Serra
Ognuno potrebbe
Feltrinelli, 14

Narrativa straniera

(-) N 100

Anna Todd
After 4.
Anime perdute
Sperling & Kupfer, 17,90

Comanda lesordiente Anna Todd con la love story


tra gli studenti Tessa e Hardin: il quarto capitolo della
storia il libro pi venduto, mentre lintera serie
After fra i primi otto titoli della classifica
straniera. Novit anche sul secondo gradino, con
lingresso di Wilbur Smith: si tratta di unavventura
africana che chiude la saga della famiglia Courteney.

(-) N 64
2
Wilbur Smith
Il leone doro
Longanesi, 19,90

(2) 5 48
3
Isabel Allende
Lamante
giapponese
Feltrinelli , 18

Saggistica

(1) S 21

Alan Friedman
My way
Rizzoli, 20

Berlusconi, intervistato dal giornalista Alan Friedman,


saldamente al comando nei saggi (e tiene un piede
nella top ten). In salita il fisico Carlo Rovelli che scalza
Corrado Augias dal secondo posto. Due novit fra i sei
titoli di testa: Erri De Luca con una raccolta di racconti
e la lezione darte di Vittorio Sgarbi. Vola subito dai
Ragazzi alla top ten la favola di Luis Seplveda.

(3) 1 8
2
Carlo Rovelli
Sette brevi lezioni
di fisica
Adelphi, 10

(2) 5 7
3
Corrado Augias
Le ultime diciotto
ore di Ges
Einaudi, 20

Varia

(1) S 11

Carl-Johan Forssn Ehrlin


Il coniglio che voleva
addormentarsi
Mondadori, 14,90

(2) S 10
2
Benedetta Parodi
Ricette in famiglia
Rizzoli, 19,90

La classifica
1 100 Niccol Ammaniti
Anna
Einaudi,  9,99
ePub con Adobe Drm

Ragazzi

Andrea Camilleri
2 96
Le vichinghe volanti...
Sellerio,  9,99
ePub con Adobe Drm

C. Forssn Ehrlin
3 89
Il coniglio che voleva...
Mondadori,  8,99
ePub con Adobe Drm
Stefano Traini
4 78
Le basi della semiotica
Bompiani,  9,99
ePub con Adobe Drm
5 73

AA.VV.
Economia
McGraw-Hill,  49
ePub con Social Drm

(-) N 33

Luis Seplveda
Storia di un cane
che insegn...
Guanda, 10

(2) S 6
2
Geronimo Stilton
Grande ritorno
nel Regno
della Fantasia 2
Piemme, 34,50

Stati Uniti
1
Nicholas Sparks

2
V. Flynn, K. Mills

3
J. Patterson, D. Ellis

See me

The Survivor

The Murder House

Grand Central, $ 27

Emily Bestler/ Atria, $ 28

Little, Brown, $ 28

(19-25 ottobre 2015)

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 27

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Il podio del critico


di Francescomaria Tedesco

Francescomaria Tedesco (Crosia, Cosenza, 1973)


autore dei volumi Introduzione a Hayek, Diritti umani e
relativismo (entrambi usciti da Laterza) e Eccedenza
sovrana (Mimesis). Si occupa di filosofia politica e del
diritto con attenzione a storia, letteratura, arti e antropologia. Il suo blog lepalaisdurire.wordpress.com.

1
William Faulkner

2
Carlo Ginzburg

3
Giuseppe Occhiato

Luce dagosto

Paura reverenza
terrore
Adelphi, 40

Oga Magoga

Adelphi, 13

Progetto 2000, 60

Lartigianato che fa bene alleditoria


Il numero
di Giuliano Vigini

65.000

Anche nel 2015 usciranno almeno 65 mila titoli (al


momento ce ne sono in commercio o sono annunciati come
imminenti 63.921) e, visto che non pochi di essi sono molto
lacunosi dal punto di vista redazionale, ci si domanda se la
buona redazione dei libri non sia ormai andata a farsi

benedire. Per questo si molto parlato in questi giorni,


soprattutto alla Libreria Vita e Pensiero e al Laboratorio
Formentini, a Milano, di redattori e di quello che i giovani che
aspirano a trovare lavoro in editoria come dice il titolo
di un istruttivo manuale sullargomento devono sapere

per esercitare con profitto questa funzione. Naturalmente,


anche per la diversit dei settori e delle situazioni pratiche, il
lavoro di editing presenta molti aspetti e sfaccettature.
Resta per il fatto che va esercitato con scrupolo, essendo
una delle carte didentit della qualit di un libro.

(Elaborazione a cura di GfK. Dati relativi alla settimana dal 19 ottobre al 25 ottobre 2015)

(10) 1 19
4
Walter Veltroni

(-) N 14
6
Andrea Vitali

(11) 1 9
8
Luca Bianchini

(17) 1 7
10
Marcello Simoni

(8) 5 6
12
14 (13) 5 6
C. Bonini, G. De Cataldo Marcello Simoni

(15) 5 5
16
Elena Ferrante

(-) N 4
(18) 5 4
18
20
Federico Baccomo
Marco Balzano

Ciao

La verit
della suora storta

Io che amo solo te

La cattedrale
dei morti

Suburra

Labbazia
dei cento delitti

Storia del nuovo


cognome

Woody

Lultimo arrivato

Rizzoli, 18,50

Garzanti, 16,40

Mondadori, 11

Newton Compton, 9,90

Einaudi, 19,50

Newton Compton, 9,90

e/o, 19,50

Giunti, 14,50

Sellerio, 15

(4) 5 15
5
Zerocalcare

(5) 5 11
7
Claudio Magris

(7) 5 9
9
Elena Ferrante

(12) 1 6
11
Cristina Caboni

(9) 5 6
13
Andrea Camilleri

(6) 5 5
15
Serena Dandini

(-) R 5
17
Elena Ferrante

(-) R 4
19
Elena Ferrante

Lelenco telefonico
degli accolli

Non luogo
a procedere

Lamica geniale

La targa

Il futuro
di una volta

Garzanti, 20

e/o, 18

Rizzoli, 10

Rizzoli, 19,50

Storia
della bambina
perduta
e/o, 19,50

Storia di chi fugge


e di chi resta

Bao Publishing, 17

La custode
del miele
e delle api
Garzanti, 16,40

(1) 5 28
4
Paula Hawkins

(6) S 15
6
Anna Todd

(10) 1 13
8
Anna Todd

(4) 5 11
(11) 5 9
10
12
Andy Weir
Stephen King

(13) 5 8
14
E. L. James

(-) N 7
16
18 (18) S 5
Abraham Yehoshua Guillaume Musso

La ragazza
del treno

After 2.
Un cuore
in mille pezzi
Sperling & Kupfer, 17,90

Sopravvissuto.
The Martian

Chi perde paga

Grey

La comparsa

Central Park

Scarafaggi

Piemme, 19,50

After 3.
Come mondi
lontani
Sperling & Kupfer, 17,90

Newton Compton, 12

Sperling & Kupfer, 19,90

Mondadori, 19

Einaudi, 20

Bompiani, 18

Einaudi, 20

(3) 5 23
5
Anna Todd

(5) 5 14
(8) 5 12
7
9
11 (7) 5 10 13 (9) 5 9
David Lagercrantz
Pedro Chagas Freitas Alicia Gimnez Bartlett Corina Bomann

(12) 5 7
15
John Green

(14) 5 6
17
Nicolas Barreau

(20) 1 5
19
Gilly MacMillan

After

Quello
che non uccide

Prometto
di sbagliare

Sei casi
per Petra Delicado

Citt di carta

Parigi sempre
una buona idea

9 giorni

Sperling & Kupfer, 14,90

Marsilio, 22

Garzanti, 16,90

Sellerio, 14

Rizzoli, 16

Feltrinelli, 15

Newton Compton, 12

(-) N 7
4
Erri De Luca

(-) N 6
6
Vittorio Sgarbi

(4) 56
(15) 1 5
(10) 5 4
8
10
12
Oliver Sacks
Svetlana Aleksievic
Svetlana Aleksievic

(7) 5 4
(-) N 3
14
16
Giampaolo Pansa
Carlo Lucarelli

(13) 5 3
(9) 5 3
18
20
Eugenio Scalfari
Paola Mastrocola

Il pi e il meno

Dal cielo
alla terra

Tempo
di seconda mano

Preghiera
per Cernobyl

In movimento

LItaliaccia
senza pace

PPP. Pasolini,
un segreto italiano

La passione
ribelle

Lallegria, il pianto,
la vita

Feltrinelli, 13

Bompiani, 24

Bompiani, 24

e/o, 14

Adelphi, 22

Rizzoli, 20

Rizzoli, 15

Laterza, 14

Einaudi, 18

(6) 5 4
(11) 54
11
13
Gianrico Carofiglio
Malala Yousafzai

(-) N 3
15
Marc Aug

(14) 5 3
17
Paolo Mieli

(-) N 3
19
Svetlana Aleksievic

Con parole
precise

(con C. Lamb)
Io sono Malala

Un etnologo
al bistrot

Larma
della memoria

Ragazzi
di zinco

Laterza, 15

Garzanti, 12,90

Raffaello Cortina, 10

Rizzoli, 20

e/o, 14

(5) S 7
(-) R 5
5
7 (8) 1 6
9
P. Legrenzi
Gabriele Romagnoli Federico Rampini

Leco lontana
delle onde
del Nord
Giunti, 11,90

e/o, 19,50

Solo bagaglio
a mano

Let del caos

Feltrinelli, 10

Mondadori, 18,50

A. Massarenti
La buona logica.
Imparare a pensare
Raffaello Cortina, 12

(3) S 10
3
Marie Kondo

(4) S 5
4
Giulia Enders

(7) 1 4
(-) R 4
5
6
P. Mozzi, M. Mozzi
Antonella Clerici

(-) N 4
7
Suor Germana

(8) S 4
8
John P. Sloan

(5) 5 3
9
Marco Bianchi

(9) 5 3
10
AA.VV.

Il magico potere
del riordino

Lintestino felice

Lalmanacco
di Antonella

La mia cucina
italiana

Guinness World
Records 2016

Sonzogno, 16,50

Rizzoli, 14,90

Lagenda casa
di suor Germana
2016
De Agostini, 7,90

Trivial Pursuit con


John Peter Sloan

Vallardi, 13,90

L. Ziglio
La dieta
del dottor Mozzi
Coop. Mogliazze, 19

Gribaudo, 9,90

Mondadori, 20

Mondadori, 24,90

(1) 5 6
3
AA.VV.

(4) S 5
4
Antoine

(-) N 4
5
Mario Gentilini

(-) N 4
6
AA.VV .

(-) N 4
7
J. K. Rowling

(8) S 4
8
AA.VV.

(3) 5 4
9
AA.VV.

(-) N 4
10
AA.VV.

Spiderman

de Saint-Exupry
Il Piccolo Principe

Le pi belle storie
stellari

Harry Potter
e la pietra filosofale

Ciao, sono Masha!


Masha e Orso

Inside out

Le pi belle storie
mitologiche

Disney, 3,50

Bompiani, 5,90

(curatore)
Manuale di Nonna
Papera
Disney, 9,90

Disney, 7,90

Salani, 29

Fabbri, 9,90

Disney, 12,90

Disney, 7,90

Inghilterra

Francia

1
David Walliams

2
Jamie Oliver

3
Alex Ferguson

Grandpas
Great Escape

Everyday
super food

Leading

HarperCollins, 12,99

Michael Joseph, 26

Hodder & Stoughton, 25

R. Goscinny, J. Y. Ferri
A. Uderzo, D. Conrad
Astrix.
Le Papyrus de Csar
Editions Albert Ren, 9,95

(16) 5 4
20
Jo Nesb

Germania
2
3
Jean-Franois Mallet Natoo

1
Jojo Moyes

2
Kerstin Gier

3
Drte Hansen

Simplissime.
Le livre de cuisine

Icnne

Ein ganz neues


Leben

Silber. Das dritte


Buch der Trume

Altes Land

Hachette, 19,95

Editions Priv, 13,95

Wunderlich, 19,95

Fischer FJB, 19,99

Knaus, 19,99

28 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

CAN
TIERI

di DAVIDE BENATI

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

I taccuini hanno inseguito i colori del Nepal


Quegli acquerelli sono diventati reliquie

o visitato il Nepal alcune volte a partire dagli anni


Settanta e in quel Paese ho scoperto colori che non
immaginavo potessero esistere veramente in
natura; ho conosciuto persone davvero straordinarie e
guardato paesaggi indimenticabili che mi sono rimasti nel
cuore, nella testa e negli occhi. In quello stesso Paese ho
anche trovato una carta particolare fatta a mano dagli
artigiani che ho cominciato a usare come supporto per la
mia pittura e che uso tuttora. Come i pittori del Grand
Tour, durante quei viaggi in Nepal ho sempre dipinto
pagine di taccuino allacquerello: mi servivano come filtro

Sguardi
.

Pittura, scultura, fotografia, design, mercato

e in qualche modo come sedativo per tenere a bada la


grande potenza emotiva di quei luoghi. Nel corso del
tempo ho accumulato cos molto materiale che qui nel
mio studio alle porte di Reggio Emilia guardo e riguardo
quando mi prende la nostalgia o quando cerco di
riprendere lintensit e il profumo di un colore. Nel
gennaio scorso unallieva del corso di Storia dellArte
dellUniversit di Parma mi ha chiesto quel materiale per
una tesi sul mio lavoro e ha dedicato un capitolo della sua
tesi ai taccuini (a fianco: uno dei disegni). cos che,
riguardandoli tutti insieme, ho desiderato di farne un libro
come un lungo racconto di immagini: in questi giorni sto
cercando la forma migliore, probabilmente anastatica, per
la pubblicazione. Questo il cantiere al quale sto
lavorando in questo momento e, dopo il terribile
terremoto che lo scorso aprile ha distrutto irl Nepal, le mie
immagini si sono trasformate in reliquie.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Sulla strada
di Davide Francioli

Tutti in galera
Nella primavera del 2012 gli street artist
svizzeri Malik e Note ebbero lidea di utilizzare i
muri di un carcere per le loro opere: non si
aspettavano certo che Marcel Ruf, direttore
della prigione di Lenzburg, avrebbe accettato.
La vastit del luogo ha reso necessaria la
nascita del progetto 4661m2 - Art in Prison: 17
artisti hanno espresso gratis la loro creativit
su celle, corridoi e muri esterni. Il risultato, dopo
18 mesi, ha sorpreso anche guardie e detenuti.

La rinascita
del Rinascimento
In pochi anni la storia
dellarte cambi per
sempre. Con conseguenze
che arrivano fino a noi

di CARLO BERTELLI

arte del Rinascimento ci condiziona e ci sostiene. Se questo avviene perch a Firenze


un piccolo manipolo di uomini, nei primi
decenni del Quattrocento, sconvolse tutte le
vecchie concezioni del fare arte e dellapprezzarla, accompagnato dallo stupefacente consenso
di unintera citt. Larte nuova riusc a imporsi rapidamente nel resto dItalia. Firenze esport artisti, come Paolo Uccello, Andrea del Castagno a Venezia , Nanni
di Banco nelle Marche , Donatello a Padova, Roma, Napoli. La situazione era eccezionalmente favorevole. A Napoli la nuova monarchia aveva progetti di ampio
respiro, a Milano Francesco Sforza voleva rinnovare la
citt partendo dal castello e dallospedale, Roma aveva
ritrovato la pace dopo il lungo scisma. Larte nata in una
citt diveniva di colpo larte italiana. Nello stesso tempo
in cui, a Firenze, con Filippo Brunelleschi, Donatello,
Masaccio, Maso di Banco, Luca della Robbia, larte nuova
si affermava, trovava anche un suo teorico in Leon Battista Alberti, che gi nel 1435 pubblicava il trattato sulla
pittura. Per Alberti, la pittura era rappresentazione di
storie. Il pittore non era pi dunque un artigiano, ma,
si direbbe oggi, un intellettuale, impegnato nel genere
pi alto della produzione letteraria, la storia.
In seguito, il connubio tra pittura e letteratura avrebbe provocato sottili dibattiti, ma per ora la battaglia era
per lemancipazione degli artisti in quanto artisti. Lorenzo Ghiberti tracci la prima storia degli artisti. Intanto il
trattato di Leon Battista Alberti si spingeva a spiegare le
regole della scienza nuova della rappresentazione, la
prospettiva, di cui Filippo Brunelleschi aveva dato persino una pubblica dimostrazione.

Il grosso volume di Stephen J. Campbell e Michael W.


Cole (appena stampato da Einaudi), che in quasi 700 pagine riassume tutta larte del Rinascimento in Italia, parte proprio dalle tesi dellAlberti per offrirci le riproduzioni di dipinti di Delaunay, Magritte, Picasso che in comune hanno di raffigurare tutti vedute da una finestra.
Si tratta di una finestra reale o immaginaria, cos come
nel trattato era scritto che un dipinto doveva essere inteso come una finestra aperta e che dunque si poteva affrontare la sua superficie come qualcosa attraverso la
quale si vedeva ci che stava al di l.
I raggi visivi si univano in un punto centrico, dando
origine a una piramide ottica le cui sezioni erano tra loro
proporzionali. Tuttoggi parliamo di inquadratura a
proposito della fotografia. Nel 1419, nellaffrontare la seconda porta del Battistero di Firenze, quella che Michelangelo avrebbe chiamato del Paradiso, Lorenzo Ghiberti abbandon le formelle quadrilobate della sua porta
precedente e di quella, trecentesca, di Andrea Pisano,
per inserire le scene dentro le cornici quadrate, che
chiam casamenti, in modo di poter trattare ogni
comparto come un quadro, ingrandendo o diminuendo
le figure a seconda della loro immaginaria distanza. Un
vanto di Ghiberti era anche di avere messo nelle sue sto-

Sopra: Giorgione (1477


circa - 1510), Tempesta
(1509 circa, olio su tela),
Venezia, Gallerie
dellAccademia. A destra,
dallalto: Paolo Uccello
(1397-1475), La Battaglia
di San Romano / Bernardino
della Ciarda disarcionato (1450
circa, olio su tavola, particolare
di uno dei tre pannelli che
celebravano la Battaglia
conservato agli Uffizi di
Firenze); Michelangelo
Buonarroti (1475-1564),
Tomba di Lorenzo de Medici
(1521-1534, marmo), Firenze,
Sacrestia Nuova della Basilica
di San Lorenzo. Nella pagina
accanto: Federico Barocci
(1535-1612), Madonna del
Popolo (1576-1579, olio su
tavola), Firenze, Uffizi

rie non soltanto una quantit di figure, ma anche di


avervi messo dettagli studiati direttamente dal vero.
Il rapporto diretto dellimmagine con la natura rappresenta la pi forte rottura con le convenzioni dellarte
medievale. Su questo punto per i fermenti nuovi si erano manifestati in un ambito che si esita a definire rinascimentale. Le sue origini vanno rintracciate in Giotto e,
poi, in Simone Martini. La raffigurazione dal vero degli
animali era nata con Giotto. Per comodit gli artisti usarono libri di modelli, ossia raccolte di immagini che era
facile copiare.
Con Pisanello le cose cambiarono. Pisanello ritrasse
gli animali in rapidi schizzi, cogliendone i movimenti e
persino, a volte, la psicologia. Era la cultura del vedere,
che dopo Giotto si era radicata in Lombardia. Gentile da
Fabriano, quindi Pisanello e Jacopo Bellini, copiarono
anche dallantico, ritrassero modelli e modelle. Lantico
che entr nelle loro composizioni era ancora favoloso;
non era ancora quello, sottoposto ad attento scrutinio,
del nascente collezionismo di antichit.
E lantico procedeva, nelle conoscenze, con laltra scoperta fondamentale del Rinascimento, la scoperta del
corpo umano. Lanatomia era incominciata come unat-

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 29

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

A Torino la prima personale in Italia dellargentino

Controrinascimento

La via opposta di Villar Rojas


Sono un regista alieno
che costruisce disarmonia
di VINCENZO TRIONE

tivit clandestina e sconvolgente di sezionamento di cadaveri, operazione di cui ci ha lasciato altissima testimonianza Leonardo. La cultura del vedere, la prevalenza
dellocchio, come se al principio non vi fosse stata la Parola, ma lOcchio, scuoteva per le certezze.
In questo, i pittori fiamminghi erano indiscutibilmente i pi bravi. Dipingevano con pigmenti stemperati
in sostanze resinose, cio dipingevano a olio, e la loro
pittura otteneva uninsondabile verit. Entusiasti, i mercanti italiani ordinarono i loro ritratti a maestri fiamminghi e importarono trittici fiamminghi per le chiese.
Gli italiani furono conquistati da questa pittura seducente. Invero non avremmo la grande pittura veneziana
del Cinquecento senza la piena assimilazione della nuova tecnica. La reazione pi forte allinvasione fiamminga
la troviamo in un dialogo tra Michelangelo e un pittore
portoghese, Francisco de Hollanda. La pittura fiamminga, presa in toto, era per Michelangelo prediletta da
donnicciole e menti deboli. Le contrapponeva la forza
muscolare della grande arte italiana, nella quale pittura,
scultura e architettura si equivalevano, in quanto tutte e
tre arti del disegno.

Nel 1563, un anno prima della morte di Michelangelo,


Giorgio Vasari fondava lAccademia delle Arti del Disegno. Una mina sotterranea avrebbe fatto saltare tutte le
certezze del Nord. Linvio a Bruxelles dei cartoni di Raffaello per gli arazzi della Cappella Sistina obblig i maestri dellarazzo a uno studio attento e prolungato dei capolavori di Raffaello, provocando quella crisi da cui sarebbe sorta la grande pittura di Rubens.
Raffaello e Bramante venivano da Urbino, la singolarissima citt dove il mecenatismo del duca Federico di
Montefeltro aveva riunito maestri fiorentini, della Valtiberina, come Piero della Francesca, dalmati, come Luciano Laurana, miniatori ferraresi. Anche Tiziano dipinse per la corte di Urbino. Appunto da Urbino venne Federico Barocci, di padre milanese, che nel primo studio
moderno a lui dedicato, nel 1909, fu chiamato fondatore
del Barocco in pittura. una palma che la critica doggi
assegna piuttosto ad Annibale Carracci, il creatore del
paesaggio classico e linventore, sulle volte di Palazzo
Farnese, della spettacolare fusione di storie e di architetture fittizie che apre la strada alla grande decorazione
barocca. Annibale mor nel 1609, Caravaggio nel 1610.
Cronologicamente, entrambi chiudono il Cinquecento.
Annibale, rivendicando gloriosamente la retorica dellaffresco, Caravaggio, con la prima epopea del mondo
dei poveri e un accostamento turbato alla storia sacra.
Mentre chiudevano il secolo, tutti e due aprivano le
strade a due tendenze divergenti dellarte europea. Sulla
met del Quattrocento, il papa Niccol V aveva avuto
liniziativa, incredibilmente audace, di demolire labside
dellantica Basilica di San Pietro, per costruire in sua vece un edificio interamente nuovo. Il completamento della Basilica fu il lascito pi ardito e ambizioso che il Rinascimento pot trasmettere ai tempi nuovi, una palestra
per Bramante, Michelangelo e Gian Lorenzo Bernini.
RIPRODUZIONE RISERVATA

i
STEPHEN J. CAMPBELL
MICHAEL W. COLE
Larte del Rinascimento
in Italia.
Una nuova storia
Traduzione
di Paola Boccalatte
(capitoli I-XIV)
e Andrea Asioli
(capitoli (XV-XXI)
EINAUDI
Pagine 680,  110
Con 817 illustrazioni,
di cui 703 a colori

Lappuntamento
Adrin Villar Rojas.
Rinascimento, a cura di Irene
Calderoni, Torino, Fondazione
Sandretto Re Rebaudengo,
dal 4 novembre al 28 febbraio
(Info Tel 011 37 97 600;
www.fsrr.org). In alto: Villar
Rojas durante lallestimento
Lartista
Adrin Villar Rojas (sopra)
nato a Rosario, Argentina
nel 1980. Tra le sue personali
pi recenti: Fantasma,
Moderna Museet, Stoccolma
(2015). Nel 2011 aveva
rappresentato lArgentina
alla Biennale di Venezia

inascimento razionalit, equilibrio, armonia, senso della misura.


Ma, come ha rilevato Eugenio Battisti in Controrinascimento (1962),
evoca anche geografie segrete: il
fantastico, lirrazionale, lanticlassico. Si offre
pure come epistemologia del negativo: avventura tesa a far affiorare traiettorie inesplorate. In questo orizzonte incerto potremmo
iscrivere anche le opere di Adrin Villar
Rojas, che verranno presentate (prima personale italiana, a cura di Irene Calderoni) dal 4
novembre presso la Fondazione Sandretto Re
Rebaudengo di Torino. Una mostra di cui,
come sua consuetudine, lartista argentino
che ha partecipato a importanti rassegne
internazionali (la Documenta di Kassel e le
Biennali di Venezia, di Sharjah e di Istanbul)
non svela i dettagli: Lo spettatore dovr
entrare senza preconcetti. Mi affascina il
primo incontro con ci che non si conosce:
lignoranza prima di un amore a prima vista.
Si tratta di un omaggio a Leonardo, Michelangelo e Raffaello, come indica gi il titolo
scelto: Rinascimento, appunto. Il mio un
Rinascimento ambiguo: dialettica tra affermazione e negazione, dice alla Lettura il
giovane scultore in una conversazione che
sar pubblicata integralmente luned 9 sul
canale online (www.corriere.it/lalettura).
Nelle sue azioni, Villar Rojas tende a sottrarsi allesperienza della creazione individuale. Fare arte significa lavorare insieme.
Preferisce, perci, essere accompagnato da
un team di collaboratori, composto da artigiani e tecnici, che ne eseguono le indicazioni. Le esposizioni, per lui, non possono essere risolte nel chiuso dellatelier ma esigono
strategie diverse. Lartista si comporta come
un cineasta che coordina tante maestranze.
quello che Villar Rojas solito definire il
suo studio errante o la sua bizzarra compagnia teatrale. Agisco come un regista che
guida gli attori. Tuttavia la comunicazione
sempre imperfetta, deviata. Un po come
accade nelluniverso circense, lquipe di
Villar Rojas viaggia continuamente, realizzando sculture che si rimodulano attraverso
il dialogo con gli ambienti (lascio che la
causalit governi la situazione, come se ci
fosse un piano divino a determinare ogni mia
mossa).
Sono sculture che accolgono frammenti di
installazioni precedenti. I miei progetti non
sono isolati ma fatti in uno stato di collegamento; si connettono tra di loro, come parenti di ununica famiglia, aggiunge Villar
Rojas. Che, sorretto da un temperamento
irrequieto da profanatore, si appropria con
disinvoltura dei riferimenti storici. Con le sue
costruzioni celebra una sorta di neo-controrinascimento, nel quale rigore, staticit e stabilit cedono il posto a valori come energia e
movimento. Mi concentro sul fallimento
delle utopie rinascimentali: sulla mancata
interazione tra uomini e natura. Intento a
turbare la solennit delle sue statue con
deformazioni inattese, Villar Rojas arriva
quasi a sciogliere il peso della monumentali-

t, pur esibendone ancora la potenza.


Dice: I miei sono dispositivi che interagiscono con i contesti socio-politici, culturali e
geografici, da cui traggono energia. Registrano il divenire del tempo, che li disgrega, fino
a renderli incerti. Il tempo erode timori, morale, rifiuti, processi mentali. Impegnato ad
aggredire la forma classica, Villar Rojas accoglie nel continuum dei suoi dispositivi plastici leterogeneo. Predispone campi di forze
che recuperano tracce di presente, arrivando
a sfidare la realt da cui paiono venir fuori. Vi
si stratificano materiali come argilla cruda e
cemento. Dice: Amo le zone grigie: materiali
organici e inorganici. Largilla, che la madre, e il cemento, la crosta che ricopre la superficie della Terra. Nascono cos opere che
sembrano porre lindividuo di fronte allincubo del proprio tramonto: esercizi paradossali
orditi ai danni del vero, rivolti a prendersi
gioco di ogni mimesi. Villar Rojas fa trionfare
una dissonanza che si impone e, insieme, si
dissolve nellequilibrio del tutto; una negativit che trova il suo compimento in una fragile conciliazione; una maestosit che viene
esibita per essere tradita. Del resto, siamo
agiti da pulsioni non umane, che interagiscono con la materia di cui siamo fatti.
Dinanzi a noi c un mondo dominato dallinforme, dal non-finito, dal disordine, dallasimmetria. Anamorfosi che proiettano le
forme fuori di se stesse, e le disgregano. Non
sono espressione dellarbitrario, ma si propongono come sfide lanciate alla razionalit,
per cercare di lambire il mistero della creazione. Villar Rojas: Il mio lo sguardo alieno
di chi rappresenta esseri estranei allumanit.
Insofferente nei confronti di ogni antropocentrismo, mostro una natura in cui gli individui sono parti di un sistema pi ampio.
Senza mai portarsi al di l del piano descrittivo, queste metamorfosi assumono motivi antropomorfi e oggettuali riconoscibili; e
li sfigurano, rendendoli addirittura respingenti. Per consegnarci una fauna fatta di cose
e di esseri colti quasi in stato di decomposizione, densa di rimandi culturali eterogeni
(la letteratura, la musica, la storia dellarte, la
fantascienza). Reperti e individui fragili, instabili, colti in un processo di decadimento.
Questi personaggi occupano le gallerie e i
musei dove vengono ospitati, trasformandoli
in set cinematografici, costellati di sculture
che sono state sottoposte a mutazioni e aggressioni: una distesa da percorrere non senza inquietudini. Ci imbattiamo in un catalogo
di presenze fratturate, che sembrano giungere a noi da un paesaggio da the day after.
Testimonianze di un controrinascimento
postmoderno, che trasmettono in noi il senso dellapocalisse: non sappiamo se appena
avvenuta o sul punto di accadere. Unapocalisse che non ha niente di tragico ma vuole
solo farci intuire la fine di questo mondo.
Dietro riti e liturgie quotidiane, incombono
ombre minacciose. Ma Villar Rojas precisa:
Lapocalisse non mi interessa. Non mi interessa ci che viene dopo i titoli di coda.
RIPRODUZIONE RISERVATA

30 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Documenta

Sguardi Le mostre
Maestri Omaggio
al pittore e didatta
scomparso due anni fa:
ritratti alti fino a nove
metri che immaginava
in alberghi
o in musei. Il Mart di
Rovereto lo accontenta

dal nostro inviato a Rovereto (Trento)


GIANLUIGI COLIN

impatto con il mondo di Beppe Devalle ha le forme delicate


e tragiche di Marella Agnelli e
di suo figlio Edoardo. Lei, in
piedi, in un improbabile vestito verde limone, il volto tratto dalla celebre
fotografia di Richard Avedon, la figura che
sembra ritagliata sullo sfondo grigio nella
grande tela alta quasi 4 metri. Lui, ritratto
con i calzoncini corti, fermato nellinnocenza di bambino con una margherita in
mano. Il titolo del quadro, del 2004, evoca
una lontana felicit: Happy Times. Quattro anni prima, il corpo di Edoardo era stato trovato sotto un viadotto: suicidio, si
scrisse. In questo potente ed enigmatico
dipinto, sospeso nello spazio e nel tempo,
si ha una sintesi del pensiero di questartista che in tutta la sua esistenza, ostinata e
ferma, ha inseguito la realt della vita attraverso la fede per la pittura.

Beppe Devalle morto nel 2013, a 73 anni. stato sempre una figura autonoma,
atipica, solitaria, sicuramente fuori dalle
convenzioni e dalle ritualit del mondo
dellarte. Amatissimo dagli studenti di
Brera che affollavano le sue severe lezioni
di disegno dal vivo, stato di fatto ignorato dal mercato per una pittura considerata
forse troppo colta o dura, quasi disturbante, sicuramente non compiacente. Ma anche per le dimensione delle sue ultime
opere, perlopi quadri immensi, di 4, 6,
anche 9 metri, non adatti alle case borghesi. E a chi gli chiedeva perch dipingesse
solo quadri con quelle dimensioni rispondeva sicuro: Immagino le mie opere nelle
hall dei grandi hotel o nei musei. Devono
vivere l.
Per questo oggi, grazie alla grande retrospettiva-omaggio del Mart di Rovereto,
si messi nelle condizioni di rileggere lintera opera di Devalle con uno sguardo
nuovo e sedimentato nel tempo. Una sorta
di doverosa restituzione di memoria. Devalle era un artista perfettamente consapevole della sua bravura tecnica (non a
torto) e con caparbiet ha sempre voluto
difendere la sua scrittura coraggiosa, nel
dialogo con la storia e nel racconto dellepica contemporanea.
La mostra si snoda su un percorso cronologico e va dagli anni Sessanta al 2013
(ha lavorato sino allultimo, nonostante
una malattia crudele). Percorrendo le
grandi sale del Mart si scopre la complessit (e la coerenza) di una ricerca che parte
dalle prime opere del 1960, dense di riferimenti letterari (Il giovane Holden di Salinger o Alice nel Paese delle Meraviglie di
Carroll) e che approda a straordinari collage prima e a fotomontaggi poi, in cui si coglie la necessit di esplorare un linguaggio
che ha chiari riferimenti Pop, da Richard
Hamilton a Robert Rauschenberg.
Alcuni elementi, per, mostrano gi ci
che diventer una sua cifra: una teorizzazione della visione (e creazione) delle opere nello spazio. Una riflessione, in fondo,
sulla storia dellarte. La forma carattere
ma anche proporzione, scriveva in uno

di Chiara Campara

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015


In posa per strada come una volta
Una lunga tradizione resiste ancora oggi a Kabul:
sono i fotografi di strada che con vecchie
fotocamere realizzano ritratti eleganti e dal
sapore antico. Limmagine, granulosa e sfocata ai
bordi, si forma in pochi minuti, mentre il cliente

aspetta. Il documentario interattivo Kabul


portraits per mezzo dei ritratti di artisti,
filmmaker, giornalisti afghani racconta la
complessit di una societ afflitta da anni di
guerra (kabulportraits.nfb.ca).

I giganti di Beppe Devalle,


interprete di miti contemporanei

di leggere gli articoli che avrebbe accompagnato con i suoi disegni a matita o con i
collage, felice di misurarsi con i tempi
stretti di un quotidiano. Forse proprio
quellesperienza, a contatto con la cronaca, con le fotografie dei fatti, con i personaggi celebri, lo ha portato ad assecondare la necessit di essere un interprete del
proprio tempo: divenne per lui, una missione morale.
una mostra particolare questa del
Mart: non solo perch lartista un personaggio fuori dal coro ma anche per la natura della struttura curatoriale, frutto
(molto raro) di una coesione di professionalit e di affetti privati. E lo ricorda con
stile e sensibilit anche il direttore del
Mart Gianfranco Maraniello nel presentare la mostra. Cos, il comitato scientifico,
accompagnato dalla moglie di Devalle,
Maria Teresa (che di Devalle stata anche
allieva) e dalla figlia Jolanda ha dato vita a
un percorso espositivo molto ricco, articolato in aree di silenzio e altre di vere urla,
con opere piccole (bellissimi i collage degli anni Settanta) che dialogano con quelle
di grandi dimensioni dellultimo periodo.
E dove emergono, esplosivi, i lavori che interpretano la mitologia contemporanea, la
cronaca delloggi, il gossip, lalta letteratura.

Lappuntamento
Devalle 1940-2013,
Mart /Museo darte
moderna e contemporanea
di Rovereto e Trento,
Rovereto (Trento),
fino al 14 febbraio 2016
(Info Tel 800 39 77 60;
www.mart.trento.it).
Si tratta della prima
retrospettiva dedicata a
Beppe Devalle: il progetto
coordinato da Maria Teresa
e Jolanda Devalle, moglie
e figlia dellartista con un

comitato scientifico
composto da Carlo Bertelli,
Paolo Biscottini, Barbara
Cinelli, Flavio Fergonzi,
Daniela Ferrari, Maria Mimita
Lamberti, Sandra Pinto,
Giovanni Romano,
Alessandro Taiana,
Dario Trento
Il personaggio
Beppe Devalle
(Torino, 1940 Milano, 2013)
un pittore che ha sempre
rifiutato catalogazioni
creando un linguaggio
personale e molto
riconoscibile. Dopo aver
abbandonato negli anni
Sessanta lInformale
si dedicato a collage, a
fotomontaggi e installazioni
che indagavano il senso dello
spazio. Nellultimo periodo ha
realizzato imponenti opere
su tela in cui ha riletto
le icone del presente
e lepica contemporanea.
Per la singolarit dei temi
e lo stile anche crudo,
stato considerato
una voce di libert
fuori dalle convenzioni
del sistema dellarte

In alto: una delle sale del


museo Mart di Rovereto
con le opere di Beppe
Devalle. Al centro:
Guardandovi (2010),
omaggio a John Lennon,
Marilyn Monroe e Fryderyk
Chopin. Qui sopra: Miss Art
(1979). A fianco:
lopera dedicata a Marella e
a Edoardo Agnelli, Happy
Times (2004)
dei tanti appunti scritti in stampatello e lasciati qua e l, nello studio, come un costante memento.
In una puntuale ricostruzione storica, la
mostra presenta anche un punto del tutto
sconosciuto: dopo la Biennale di Venezia
del 66, Devalle elimina il collage e intraprende una ricerca cercando di decodificare la struttura del fare arte. Dialoga con
gli spazi, inventa alcune opere tridimensionali realizzate tra il 1967 e il 69 (Complesso, Prospettiva e African Tree), installazioni geometriche ricolme di linee, fili,
colori intensi, architetture che invadono il
pavimento e che rappresentano un nuovo
confine concettuale. Qui emerge ancora
una volta una riflessione non fredda e analitica, ma vitale e colma di energia sullidea di spazio: Devalle mette in campo la
sua passione, il bisogno di riflettere su dove il mondo trovi la sua forma.

Lo si coglie anche nelle opere realizzate


pi avanti, negli anni Ottanta, con matite
colorate: qui la sua dedizione al disegno,
unita a quella nei confronti della storia
dellarte e della letteratura, emerge con
evidenza. Raffinate composizioni che
mettono in luce come nellartista convivessero insieme passione e rigore, in una
silenziosa e intima battaglia che governava in una costante tensione emotiva. Ma
che non riusciva a nascondere ai suoi studenti: La mancanza di tecnica impedisce
limmaginazione, ripeteva sempre. Una
tensione che esprimeva anche quando
collaborava con le pagine culturali del
Corriere della Sera. Amava dialogare
con gli scrittori e con i giornalisti. Era talmente appassionato che parlava quasi
senza respirare, senza pause, come se i
pensieri si affollassero e lui li volesse trasmettere tutti in un unico respiro. Esigeva

Quasi fossero delle quinte teatrali, le


grandi opere si presentano in tutta la loro
forza: un racconto agro, talvolta drammatico attraverso le icone del presente. I suoi
grandi dipinti diventano cos veri simulacri: raccontano del fascino della bellezza e
del mistero della morte, in un insieme apparentemente arbitrario. C, soprattutto,
il confronto con la storia contemporanea.
Nel quadro chiamato Entierro (2008) sono
ritratti Papa Montini, Giangiacomo Feltrinelli e Aldo Moro, in una costruzione densa di simbolismi e riferimenti alla storia
dellarte: monumentali dittici o trittici dove ritroviamo le immagini gi consumate
nelle pagine dei giornali ma qui completamente smontate e rimontate in composizioni complesse e dai colori acidi.
Si tratta di una sorta di viaggio mentale
in cui autobiografia, citazioni, allegorie diventano forma e linguaggio. Devalle ricostruisce le figure del ricordo collettivo per
ritrovare una chiave di lettura della realt e
con essa della nostra storia. E in tutte queste opere, una sola, riporta una vera dimensione privata: il ritratto della figlia
Jolanda, a diciottanni, quando era ancora
studentessa del Berchet. Lo sguardo diretto, dolce, al tempo stesso fermo. E lo
sguardo di un padre che vede anche se
stesso negli occhi della figlia. Un ritratto
che insieme dichiarazione damore e
speranza del futuro.
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Allestimento



Rigore scientifico



Catalogo



DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Stanze

Sguardi Scoperte

di Angela Urbano

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 31


Il tesoro degli haiku scomparsi
Unantologia di haiku di Yosa Buson (171683), uno dei maestri di questo genere poetico,
conservata nella biblioteca giapponese di
Tenri, presso Nara, celava un tesoro: 212 haiku
sconosciuti, dedicati alle stagioni. La raccolta,

che la biblioteca acquist 4 anni fa in una


libreria antiquaria, fu compilata dai discepoli di
Yosa Buson alla fine del Settecento e contiene
correzioni di mano del maestro. Lantologia
in mostra a Tenri fino all8 novembre.

Oriente Esce in Italia un volume di illustrazioni erotiche inedite. La Lettura ha chiesto a una scrittrice cinese di trarne ispirazione

i
Il libro
Il palazzo di primavera. Arte
ed eros in Cina esce per lAsino
doro venerd 6 novembre (pp.
110, 26): la prefazione di
Federico Masini, lintroduzione
di Bruno Bertuccioli e il
progetto grafico di Laurie Elie;
completa il volume un saggio
di Marina Miranda (Donne e
sessualit in Cina). Il testo
contiene quattro album
conservati da un collezionista:
si tratta di 48 pitture erotiche
su seta, mai pubblicate prima,
realizzate fra la fine della
dinastia Ming (1368-1644) e
linizio della dinastia Qing
(1644-1911). Sono un
esempio di chungong hua,
pitture del palazzo di
primavera, genere di arte
erotica cinese (espressa nel
formato di libro o di album con
pagine a fisarmonica)
del quale si conosce lesistenza
di pochissimi esemplari intatti

Piedi piccoli, larte del sesso


di HONG YING

Lautrice
Hong Ying (1962), che ha
scritto per la Lettura questo
testo, una delle maggiori
autrici cinesi. In Italia sono
usciti per Garzanti I ricordi della
seta (traduzione di Sabrina
Merolla e Ylenia Rosati, 2015),
La donna vestita di rugiada
(traduzione di Federica Passi,
2012), Gli amanti del tempio
(traduzione dallinglese di
Stefania Cherchi, 2008), La
regina di Shanghai (traduzione
di Marco Fumian, 2007),
K: Larte dellamore (traduzione
dallinglese di Barbara
Bagliano, 2005).
Mondadori ha pubblicato Figlia
del fiume (traduzione di
Federica Passi, 1998) e Lestate
del tradimento (traduzione di
Rosa Lombardi, 1997)

Qui sopra: lei pesca il desiderio sessuale di lui; al centro: un incontro


fra i due amanti; in alto, da sinistra: lei frena la mano invadente di lui;
stuzzicato dalla curiosit, lui sbircia sotto il vestito di lei in un bosco di
bamb; gioco di sguardi mentre lui suona il sanxian, liuto a tre corde

n Cina, nel periodo successivo alla Rivoluzione Culturale, la produzione letteraria era scarsa, la maggior
parte dei romanzi occidentali era considerata letteratura indecente e riuscire a prendere in prestito le
poesie di Dante era gi una conquista. Io sono una
figlia di secondo letto. Lo sapevano tutti tranne la sottoscritta. Tutti, anche mia sorella maggiore e mio fratello
maggiore. E tutti vicini, compagni di studio, insegnanti
mi disprezzavano.
Non ero la sola, a essere disprezzata. Il marito della signora Zhang, nel nostro complesso residenziale, aveva lavorato su una nave da crociera prima del 1949 e con due
dollari dargento si era comprato una prostituta. I vicini
disprezzavano anche lei, ma io ero buona con lei e lei con
me. Aveva notato che mi piaceva leggere e un giorno di nascosto mi prest un libro che il figlio aveva copiato a mano, Cuore di fanciulla.
Fu per me come vincere alla lotteria. La nostra famiglia
era povera, la luce costava e gli adulti non ci permettevano
di leggere in casa, cos approfittavo dei lampioni per strada. Nel libro si raccontavano le prime esperienze sessuali
fra Mena e il cugino e le tecniche per diventare una brava
moglie. Lintero libro parlava di questo, raccontava in maniera diretta gli appetiti e i rapporti sessuali della ragazza.
Una storia breve. Mentre lo leggevo arrossivo, il cuore mi
batteva forte. Sentivo che si trattava di qualcosa che mi era
proibito leggere e sapevo che la signora Zhang, analfabeta, ignorava la natura pornografica del libro, invece cos
diffuso fra la gente del popolo. Allo stesso tempo, temevo
di essere scoperta dal figlio, che si sarebbe infuriato, e ancor di pi dai miei e dal resto del vicinato: sarebbe stato
come commettere un reato, e in realt un po lo era.
Lo lessi in un batter docchio e la notte stessa lo restituii. Avevo 12 anni, ignoravo cosa fosse il rapporto fra un uomo e una donna, e dopo aver letto quel libro non mi pareva di aver compreso molto pi di prima, eppure restava un
libro estremamente eccitante.
Va detto che nei romanzi cinesi che avevo letto in precedenza non cera alcuna descrizione di natura sessuale, gli
eroi femminili e quelli maschili al massimo rivelavano i
propri sentimenti, persino la parola amore era assente.
Inoltre, cerano solo personaggi cattivi, proprietari terrieri
o spie, e qualche seduttore; ad eccezione di questultimo il
resto dei personaggi doveva adeguarsi alle regole estetiche stabilite per le opere letterarie (altezza, grandezza,
completezza) dalla Banda dei Quattro che aveva per capo
Jiang Qing, la moglie di Mao Zedong. In altre parole, leroe
doveva apparire imponente, idealista, devoto e pronto a
sacrificarsi per il popolo, e qualsiasi riferimento alla sfera
sessuale, anche solo un bacio, sarebbe stato visto come un
difetto.
Era lepoca dellastinenza, ogni forma di coscienza sessuale, per giovani e adulti, era stata soppressa. Nella mia
provincia natale, Chongqing, diversi ragazzi erano stati
arrestati con laccusa di immoralit e il cento per cento
di questi aveva letto Cuore di fanciulla. Cera un chiaro legame fra la lettura di questo libro e i reati di natura sessuale.
Ricordo che quando frequentavo la scuola elementare
del villaggio di Yemiao, spesso venivano chiusi i cancelli
delle scuole e le porte delle aule e i maestri controllavano
gli zaini di ogni studente per vedere se qualcuno aveva con
s il libro proibito. La pena per chi veniva scoperto era
lespulsione. Anche i genitori dello sfortunato venivano

allontanati dal posto di lavoro. Ogni volta che frugavano


nel mio zaino ero terrorizzata, temevo che in qualche modo potessero scoprire che anchio avevo letto quel libro.
Negli anni Ottanta Cuore di fanciulla si era ormai diffuso in tutte le scuole del Paese sotto forma di copie scritte a
mano o di registrazioni su nastro. Copie e cassette si
scambiavano di nascosto fra gli studenti, la storia veniva
letta ad alta voce da una giovane studentessa. I libretti trascritti a mano che cominciarono a circolare successivamente mostravano gi unevoluzione: riportavano cio illustrazioni, a colori o monocrome, tutte con limmagine
di Mena con il cugino o il marito, e per tutti erano chiaramente delle illustrazioni di natura pornografica. Due anni
dopo, unamica mi mostr uno di questi libretti, spiegandomi quanto fosse diverso dagli altri. Quando le chiesi
che differenza ci fosse con gli altri che gi conoscevo, lo
sfogli mostrandomelo e sobbalzai quando mi resi conto
che le illustrazioni non erano quelle di eroi ed eroine
stretti o abbracciati, ma si era andati ben oltre, il contesto
era sessualmente esplicito, si trattava di immagini pornografiche moderne e reali. Era la prima volta che vedevo
immagini del genere: avevo gi ventanni.

In seguito mi capit di imbattermi personalmente in illustrazioni analoghe a quelle pubblicate in questa pagina.
Fu alla biblioteca dellistituto di studi orientali delluniversit di Londra negli anni Novanta. In tutte queste illustrazioni cerano donne dai piedi fasciati, e gli uomini venivano ritratti durante latto sessuale mentre traevano piacere
nello stimolare i piedini delle donne. La grandezza del seno o le curve femminili non erano importanti, mentre i
piedi piccoli erano fondamentali quasi quanto gli stessi
organi sessuali.
Gli esperti di sessuologia cinese ritengono che le caviglie e i piedi siano lelemento erotico essenziale in una
donna, e ancora pi numerosi sono gli esperti convinti
che i piedi siano strettamente legati agli organi riproduttivi, perch tramite i piedi possibile stimolare il desiderio e il piacere sessuale femminile. Il grande scrittore Lin
Yutang (1895-1976) disse che dalla fasciatura dei piedi
dipende lesistenza naturale della coscienza sessuale cinese. Lorientalista, diplomatico e scrittore olandese Robert van Gulik (1910-1967) in La vita sessuale nellantica
Cina sottolinea come i piedi piccoli siano il nucleo della
sessualit femminile, svolgendo un ruolo estremamente
importante nella vita sessuale dei cinesi. La maggior parte degli antichi libri di sessuologia cinese, fra cui in particolare La caverna, descrive in modo abbastanza dettagliato le funzionalit del piede piccolo nella vita sessuale.
Con ben mille anni di storia di piedi fasciati, c ancora
da stupirsi della mania per i piedi degli uomini cinesi? Su
questo non capisco, perch i piedi piccoli sono secondo
me proprio brutti da vedere. Da bambina mi piaceva gironzolare e una cosa che non dimenticher mai laspetto
dei piedi della vecchia signora del vicinato dopo aver tolto
la fasciatura. Dita deformate tutte attaccate assieme, una
visione difficile da sostenere, per non parlare del cattivo
odore.
Non sono un uomo cinese e questo piacere per me resta un mistero.
(traduzione dal cinese di Ylenia Rosati)
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32 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Incisioni

Sguardi I romanzi

di Renzo Matta

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 33


Le valigie perdute di Tom Jones
Sir Tom Jones, gallese, classe 1940, figlio di
minatori e tanti lavori umili alle spalle secondo
la migliore agiografia di molte periferie del
regno, ha per una voce potente, un dono della
natura. Long Lost Suitcase, appuntamento

finale di una ideale trilogia, un album in cui


larte delle cover raggiunge vertici eccellenti
con un repertorio di blues e gospel.
Arrangiamenti scarni e pochi strumenti: la
voce della natura stata addomesticata.

Lindagine Carlo Titomanlio prova con la narrativa a mettere fine a un lungo contenzioso. Con il rigore dello storico

Van Dyck conteso tra Firenze e Oxford


di FRANCESCO CEVASCO

i
CARLO TITOMANLIO
Non gli ho detto
del quadro di Oxford
LA CASA USHER EDITORE
Pagine 295,  17

a dov la vera Continenza


di Scipione di Antoon van
Dyck? Nella Picture Gallery del Christ Church College di Oxford o nella collezione privata di un signore fiorentino?
Sono quarantacinque anni che quel
punto di domanda tormenta il mondo
dellarte. Ora un giovane studioso, Carlo
Titomanlio, prova a toglierlo e a sostituirlo con un punto esclamativo: la Continenza di Scipione, quella vera, sonnecchia in un caveau di Firenze! E per farlo
usa un espediente: non scrive un saggio
accademico, ma un romanzo stile detective story.
Per la fiction dura poco anche se un
nom de plume nasconde ogni personaggio del racconto. Dallo stravagante antiquario londinese che nel 1970 vende un
van Dyck per la miseria di 1.200 sterline
allinesperto ma intuitivo giovane mercante italiano che lo compra. Dai critici
darte che difendono lautenticit del
quadro inglese a quelli che la smantellano e dimostrano lautenticit del
quadro italiano. Dai burocrati che per
pavidit scivolano via da ogni responsabilit come anguille insaponate agli addetti ai lavori che per disonest non vogliono entrare nemmeno nellanticamera del dubbio.
Tutti sono facilmente riconoscibili.
Non gli ho detto del quadro di Oxford, dice il titolo del libro citando una lettera
dellantiquario inglese al figlio per sigillare la vendita di: 1) un quadro vero di
van Dyck ma che non vale niente perch
tanto quelli che contano hanno deciso che il quadro vero sta a Oxford (anche
se non di van Dyck); 2) un quadro che
tanto non vale niente (o poco pi) perch potrebbe essere una copia.
Buona fortuna, dice, con malizia
vagamente iettatoria, il mercante inglese
al mercante italiano che ha appena comprato la tela.

Per non perdersi nel labirinto del


non-riassumibile romanzo di Titomanlio appendiamo subito i due quadri
del contendere alle loro pareti seguendo
la tesi dellautore.
Parete fiorentina, in alto a sinistra.
Olio su tela, 201 per 242 centimetri, anno
1627, autore Antoon van Dyck, titolo la
Continenza di Scipione. Raffigura il condottiero romano che, dopo la presa di
Cartagena come ha scritto Salvatore
Settis , riceve come parte del bottino
una fanciulla di rara bellezza, ma la riconsegna al fidanzato Allucio (un nobile
celtibero) donandogli anche il ricco riscatto offerto dai genitori di lei.
Parete oxfordiana, in alto a destra.
Quella che chiamano la Continenza di
Scipione invero unaltra storia: Ales-

Ritratti Il libro di Silvana La Spina dedicato al maestro della Annunciata

Pezzenti, cortigiani e cardinali


Antonello, da Messina al mondo
di STEFANO BUCCI

l divino Antonello da Messina (1430 1479), creatore di capolavori come lAnnunciata o il Salvator Mundi, questo
libro se lo meritava davvero. Perch del
siciliano che ha saputo fondere meglio di
ogni altro la luce della pittura fiamminga
con la monumentalit dellarte italiana
ben poco si sempre saputo. O, come precisa Silvana La Spina, autrice del romanzo
Luomo che veniva da Messina (Giunti), si
mai voluto conoscere: Nessuno se ne mai
occupato, primi fra tutti i suoi conterranei,
in qualche modo gelosi di quella modernit
che si traduceva in unincontenibile desiderio di spostarsi per il mondo. Nostalgico e
venereo (ovvero assai sensibile ai piaceri
della carne e delle donne), Antonello
stavolta raccontato lontano dai riflettori, dal
fascino dei suoi quadri oscuri, bellissimi e
algidi ma capaci ancora oggi di scatenare gli
entusiasmi registrati, ad esempio, dalla
retrospettiva alle Scuderie del Quirinale di
Roma nel 2006 (sopra: un particolare della
sua Piet conservata al Correr di Venezia).
Attraverso un linguaggio frammentato
che pu persino spiazzare La Spina restituisce il ritratto di un uomo che sta morendo
nella sua casa, dopo aver vagato per mesi,
accompagnato da una bara con dentro una
giovane donna. lui, proprio Antonello il
grande, appena tornato nella sua Sicilia da
una Venezia flagellata dalla peste. Famosissimo, eppur non amato dalla sua terra, in
fondo come tutti i suoi figli pi geniali,

spiega La Spina, autrice de La creata Antonia e dalla serie dedicata allo sbirro femmina Maria Laura Gangemi.
Nel delirio finale, Antonello rivive linfanzia pezzente e lincontro con i misteriosi artisti del Trionfo della Morte; quellincontro che lo porter da una Napoli dominata dai cortigiani, come il Panormita e la
bella Lucrezia, alla Roma dei cardinali cialtroni e delle puttane; dalla Mantova del
Mantegna allArezzo di Piero della Francesca (Antonello sar tra laltro tra i protagonisti della mostra che a Piero sar dedicata
nella primavera 2016 ai Musei San Domenico di Forl). Fino alla Venezia dei Bellini.
Intorno a lui una folla di familiari meschini e sanguisughe, la nana Nannarella
morta per amore nei vicoli di Napoli, laristocratica Volatrice, il buffone Cicirello, i
vicer scaltri, i fanatici frati Osservanti, che
scatenano a Messina rivolte contro il malgoverno. Ma in questo suo viaggio estremo
una sola luce illumina Antonello: Griet, la
figlia bastarda di Van Eych, la giovane donna chiusa nella bara. Lunica in grado di
contrastare quella sua ossessione per la
pittura che far diventare eterno.

i
SILVANA LA SPINA
Luomo che veniva
da Messina
GIUNTI
Pagine 350,  18

sandro Magno riceve gli ambasciatori di


Dario, olio su tela, 183 per 232,5 centimetri, datata 1629-1630. E la ragazza (ma
come? una pudica fanciulla con un seno
scoperto?) la figlia di Dario offerta in
sposa ad Alessandro Magno.
Ma allora, se il van Dyck di Oxford non
un van Dyck che cos? In fondo al
Christ Church non avrebbero troppo da
lamentarsi. Il loro falso van Dyck un vero Pieter Paul Rubens. Ricapitolando: il
falso romanzo di Titomanlio ricopre il
vero saggio di uno storico dellarte che
si diverte come facevano certi pittori
semplici dellOttocento a ridipingere sul
ritratto di una suora immacolata una
cortigiana dal grande seno o viceversa.
In questo gioco di mascheramenti nel
racconto c posto per figure apparentemente di secondo piano ma indispensabili per tenere in piedi la struttura narrativa che ruota attorno al protagonista,
il cocciuto acquirente del vero van Dyck:
una cara moglie, un simpatico compagno davventure ovviamente napoletano,
un amico depresso, un giornalista improbabile, un giovanotto straniero
amante dellarte, un sovrintendente antipatico, una donna che sapendo muovere bene i lunghi capelli destinata a
far carriera, i dirigenti delle banche che
investono soldi nella cultura perch
hanno la loro convenienza, il docente
universitario (un po tipo Lattimo fuggente) che lo cacciano perch racconta le
cose anche quelle dellarte come
stanno. E poi: i critici pavidi e quelli coraggiosi.
Ovvio che compaia la Courtauld Mafia, la definizione impropriamente attribuita allistituzione inglese che genera (e condiziona?) una quantit smisurata di direttori, conservatori e curatori di
musei in tutto il mondo. Oppure che
compaia anche in questo caso sotto
falso nome Anthony Blunt, una delle
cinque spie di Cambridge al servizio dei
sovietici. Ma Blunt era anche al servizio
di Sua Maest del Regno Unito e si curava delle collezioni darte reali, in questo
caso senza tradire la patria ma la verit
s, fino al punto di celare unoperazione
chirurgica che sezionando abilmente
una tela di Rubens laveva trasformata in
una di van Dyck. La Continenza di Scipione, appunto.
Questi e altri imbrogli vengono smascherati nel libro di Titomanlio che ricorda un po nel titolo (Non gli ho detto
del quadro di Oxford) quellepitaffio su
una lapide nel cimitero di Napoli: Ve
lavevo detto che stavo male.

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Stile



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Storia



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Copertina



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34 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Sguardi

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

ilCartellone
.

FORTE DI BARD

Il Cervino raccontato dagli artisti


non pi soltanto una montagna

curo, con le rocce ostili che quasi si confondono col cielo plumbeo di
una notte senza stelle. Oppure bianco, innevato su di uno sfondo di
nuvole lattiginose come quelle delle giornate afose di fine inverno. O,
ancora, raffigurato nitido nei dettagli fotografici, imponente per il suo
svettare dal crestone di confine tra Italia e Svizzera. Ma anche astratto, nero
come il carbone: non il classico triangolone della Grande Becca puntato
allins, bens una sorta di rettangolo massiccio su sfondo azzurro, percorso da fasci di rette chiare liberate verso lalto. Sono da vedere i dieci quadri
raccolti nelle sale antiche del Forte di Bard (www.fortedibard.it; sotto:
Salvator Dal, Luc Meynet e il suo Angelo, 1962, particolare). Si chiama Cervino 150x10 la mostra (tra gli artisti Felice Casorati, Michelangelo Pistoletto, Hans Hartung) che trasforma la montagna in un fascio di rette liberate
verso lalto, dedicata al centocinquantesimo della prima salita questanno a
rinnovato omaggio dellepica sfida tra Edward Whymper e Jean-Antoine
Carrel, una mostra destinata a diventare permanente. (lorenzo cremonesi)

PALAZZO COSSETTI / GALLERIA BERTOIA

FONDAZIONE PALAZZO STROZZI

Il talento di Montanari
troppo schivo per il successo

La bellezza del sacro


che incant van Gogh

ittore, autore, poeta, scultore. Di lui si dice che sia in


grado di ridisegnare la storia della pittura italiana
del dopoguerra, come dichiara il critico britannico
Edward Lucie-Smith che lo scopr a Londra, in occasione
di una piccola personale allIstituto italiano di Cultura nel
2010. Lui Americo Pordenone Montanari, friulano
classe 1937, emerso da un isolamento volontario nel 2011,
chiamato da Vittorio Sgarbi, allora curatore del Padiglione Italia, che lo volle fra i protagonisti della Biennale diffusa. Al tanto schivo quanto riconosciuto talento il capoluogo friulano dedica unantologica di tutte le sue opere
in doppia sede. Fino al 17 gennaio 2016 a Palazzo Cossetti,
sede direzionale del Crdit Agricole FriulAdria e, in misura maggiore, alla galleria Harry Bertoia si tiene lesposizione organica Pordenone Montanari. Assedio alla forma
(www.comune.pordenone.it): 110 tele (sotto: Nudino con
mela, 2003) che pur richiamando echi di Braque, Czanne
e Picasso rappresentano, per Lucie-Smith, qualcosa che
non abbiamo mai visto prima. (alessandra santangelo)

BARD (AO)

MILANO

na grandiosa visione dellarte sacra moderna. DallOttocento ai nostri anni Cinquanta, una panoramica deccezione percorre con sapienza un tema fondamentale che
larte contemporanea pare aver dimenticato.
Bellezza Divina tra van Gogh, Chagall e Fontana (Palazzo Strozzi, www.palazzostrozzi.org,
fino al 24 gennaio), unesposizione che presenta oltre cento opere con lintenzione di rivedere
il soggetto del sacro e il sentimento religioso
lungo quasi un secolo di arte. Alternando sezioni tematiche e narrative, si passa dalla poderosa
immagine della Flagellazione dipinta da Bouguereau, al candido parto di una feconda Maria
di Wildt, insistendo sul visionario Simbolismo
di Segantini, sulle dense e filamentose tele di
Previati, per arrivare alla santificata natura di
Denis e alle magnifiche violenze immortalate
dalle Via Crucis e dalle Crocifissioni di Rouault,
Picasso, Fontana, Chagall, Guttuso, Sutherland
e Vedova (sotto: Otto Dix, Cristo e la Veronica,
1943). Infine, c pure van Gogh, cos poco propenso allimmagine sacra (almeno secondo le
pi classiche interpretazioni del suo lavoro) ma
qua autore invece di una commovente Piet,
realizzata come un autoritratto pochi mesi prima del suicidio. (giovanna poletti)

PORDENONE

FORL

FIRENZE

ROMA

PALAZZO ALTEMPS
MUSEI DI SAN DOMENICO

Il sogno di Afro Basaldella


risuona tra dipinti e gioielli
GAM MANZONI

De Nittis, Zandomeneghi, Boldini:


lidea italiana della Belle poque

un angolo di Parigi in mostra a Milano, oltrepassato un portone


in fondo a via Manzoni. Due donne camminano tra le spighe di
grano sotto un ombrello per ripararsi dal sole. Parlano a bassa voce,
forse damore, convinte che nessuno le veda; ma un giovane artista immigrato, Giuseppe De Nittis (sopra: Flirtation, 1874), le sta spiando. Unaltra
guarda un mazzo di fiori, avvolta in un kimono color arancio: la nuova
voga del giapponismo. Le ragazzine dai capelli rossi di Federico Zandomeneghi sembrano le loro cugine ritratte da Renoir. Poi volti lo sguardo e
incontri le donne di Giovanni Boldini, cos eleganti e sfrontate, distese con
nonchalance tra la classicit dellOttocento e il nuovo secolo futurista e gi
astratto. La mostra La Belle poque, fino al 21 febbraio alla galleria GamManzoni (www.gammanzoni.com), ospita 27 quadri, tutti provenienti da
collezioni private, di artisti italiani emigrati nella capitale francese. Chi ha
visto Une Partie de campagne, o ha letto la novella di Maupassant, riconoscer latmosfera e il sogno di Leontine in canotto. (paolo beltramin)

olto probabilmente Afro Basaldella (1912-1976)


stato lartista italiano che, nel secondo dopoguerra, si accostato con maggiore intensit
allespressionismo astratto americano, passando da una
robusta tradizione figurativa a esperienze che vennero
definite neo-cubiste. Ora, i Musei di San Domenico a
Forl ospitano una nuova esposizione dedicata al pittore
friulano (fino al 10 gennaio 2016) dal titolo Afro. Pensieri nella mano. La mostra parte da un dipinto di Afro
esposto in modo permanente presso la vicina sede museale di Palazzo Romagnoli, Tenaglia e camera oscura,
del 1949, simbolo del passaggio dal figurativo allastratto, per poi ripercorrere il cammino dellartista dagli
anni Cinquanta ai Settanta. Divisa in cinque sezioni,
lesposizione propone le grafiche, la cui selezione copre
larco di tre decenni, otto grandi arazzi prodotti negli
anni Settanta e i gioielli (sopra: Apollo e Dafne, 1965
circa, spilla in oro con diamanti e smeraldi) realizzati
negli anni Cinquanta e Sessanta. (roberta scorranese)

Rovine ovunque
anche nella musica

e allegorie sono, nel campo del


pensiero, ci che le rovine sono
in quello delle cose. Walter
Benjamin stato scelto come incipit per il
materiale divulgativo della mostra La forza
delle rovine, che rimarr aperta a Palazzo
Altemps fino al 31 gennaio 2016 (www.coopculture.it). In unera come la nostra, in
cui si producono continuamente rovine (le
guerre, la fine del vecchio modello industriale, le catastrofi ecologiche) istintivo
approdare a un parallelo con larcheologia.
Quindi il mondo classico contrapposto ai
disastri della contemporaneit (sopra: Massimo Siragusa, Twentynine seconds, Onna /
Abruzzo, 2009). Passando per Piranesi, per
i poemi dedicati alle distruzioni, per il concetto di frammento nella musica. Un viaggio visivo che attraversa la letteratura, la
filosofia, il concetto di paesaggio e quello
di pittura, la teoria del restauro e lidea di
architettura e di urbanistica, la psicanalisi,
e la sociologia. Il dovere della memoria,
insomma, e la percezione della nostra continua incompletezza. (paolo conti)

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Sushi style
di Annachiara Sacchi

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 35

Lorsetto pigliatutto
Patrimonio Unesco per la biodiversit del
paesaggio intorno al vulcano Aso, amata per
il castello e la golosa cucina, la prefettura di
Kumamoto, nel sud del Giappone, sta vivendo
un momento di straordinaria celebrit. Merito

RETTORATO UNIVERSIT DEL SALENTO

ZENTRUM PAUL KLEE

Madonne e Cristi deposti:


cartapesta in processione

Alberi veri o disegnati


purch siano dautore

el mondo crescono 3 mila miliardi di


alberi, in base allultimo censimento
della Yale University. Noi ne tagliamo
15 miliardi allanno e ne ripiantiamo 5 miliardi. Senza contare quelli disegnati, raccontati, esposti alle mostre. Lultima si da
poco aperta al Zentrum Paul Klee di Berna
(www.zpk.org), con opere di oltre 35 artisti, da William Kentridge a Louise Bourgeois (sotto: Peter Doig, Concrete Cabin, 1991 1992), in un folto arco (bosco) temporale
che rimanda al tempo vegetale, cos diverso
dal nostro. Ai curatori Peter Fischer e Brigitt
Brgi interessano gli alberi come simboli,
anche degli esseri umani (il parallelismo
piedi-radici, tronco-corpo, chioma-testa),
come modello del processo creativo. In
About trees non mancano neppure gli alberi veri, con tanto di corteccia e linfa, come
quelli piantati da Renzo Piano che ha progettato il museo. Oltre a quelli creati appositamente per la mostra: dalla betulla a testa
in gi seminata da Shinji Turner-Yamamoto
in Museumstrasse al grande murale firmato
Paul Morrison. (michele farina)

LECCE

PALERMO

ALLARD PIERSON MUSEUM

ella sala espositiva del chiostro del Rettorato


dellUniversit del Salento esposta fino al 27
novembre una serie di statue in cartapesta che
sono una preziosa e originale testimonianza della profonda religiosit che diffusa e radicata nel territorio
salentino. Nella mostra I Misteri e la Passione. Arte,
societ e territorio sono visibili Madonne addolorate e
desolate e Cristi deposti (sotto), flagellati e in piet risalenti al XIX e al XX secolo (www.unisalento.it). La proficua collaborazione tra le soprintendenze, le diocesi e le
confraternite del territorio ha permesso di approfondire
lo studio di questi manufatti e di intraprendere una
ricostruzione storica alla ricerca dei nomi degli autori
delle statue ancora anonime. Nel corso del Novecento la
realizzazione di questi manufatti che alimentano il mercato artistico della cartapesta ha visto il lento passaggio
da una produzione artigianale di bottega a una inevitabile serialit di tipo industriale a scapito delloriginalit
e dellunicit di forme e modelli. (chiara pagani)

anche di Kumamon, lorsetto-mascotte (kuma


significa orso) che ha fatto la fortuna della
zona comparendo su magliette, scatole, aerei.
E sul biglietto da visita del vicegovernatore,
Taisuke Ono, come vedete qui a fianco.

Un tesoro recuperato dal mare:


37 reperti che tornano in Sicilia

tesori del mare di Sicilia ad Amsterdam. Reperti subacquei in mostra


(fino al 17 aprile 2016) presso lAllard Pierson Museum nellUniversit
(www.allardpiersonmuseum.nl). la prima volta che questa parte di
patrimonio italiano varca i confini. Linizio di un viaggio espositivo che
toccher alcune citt straniere. Attraverso la mostra La Sicilia e il mare si
ripercorrono 2500 anni di storia, fino al XVI secolo, grazie al lavoro dellarcheologia subacquea siciliana dallepoca di Frost, Kaptain e altri, a oggi,
nota il professor Sebastiano Tusa soprintendente del Mare della Regione,
artefice del progetto, nato da una collaborazione internazionale. Tra i reperti pi interessanti: la scultura di Eracle e Anteo dalle acque di Catania
(sotto), una lastra bizantina (dal relitto di Marzamemi), i famosi rostri del
relitto della Battaglia delle Egadi (241 a.C.). Da segnalare, inoltre, limportante gesto da parte dellOlanda: la restituzione alla Regione Sicilia di 37
oggetti del III secolo a.C. (alcuni in mostra) acquistati da privati, frutto di un
probabile saccheggio del relitto di Secca di Capistello. (marisa fumagalli)

BERNA

LILLE

AMSTERDAM

DALLAS

GALLERIA DARTE MODERNA

Jules van Biesbroeck,


un fiammingo napoletano

n fiammingo nato in provincia di Napoli, che per


il Sud del nostro Paese mantenne un amore profondo tanto da tornarci da artista affermato e realizzare qui alcune delle sue opere pi significative. Questo fu Jules van Biesbroeck, nato a Portici nel 1873 durante un viaggio in Italia dei suoi genitori, originari di
Gand, in Belgio, dove la famiglia rientr quando il piccolo Jules aveva solo due anni. Da trentenne, pittore e scultore (sarebbe morto a Gand nel 1965) con gi molte opere allattivo, volle rivedere i luoghi della sua primissima
infanzia, e soggiorn pi volte a Palermo, ospite del
collezionista darte Edoardo Alfano, al quale van Biesbroeck don molti dei suoi dipinti, disegni e sculture
(sopra: Dafne e Cloe, 1900 circa). Opere come Delenda
Messana, in ricordo del terremoto di Messina del 1908,
che ora, insieme a molte altre, compongono il catalogo
della mostra Jules van Biesbroeck, un fiammingo a Palermo nel primo Novecento, aperta alla Galleria dArte
Moderna fino al 10 gennaio 2016. (fulvio bufi)

DALLAS MUSEUM

Davanti allo specchio


(meglio: a un selfie)
MUSE DE LHOSPICE COMTESSE

Tradizioni interrotte, memoria, foto


Il lungo dopoguerra dellarte khmer

aese relativamente marginale nel quadro del variegato boom asiatico,


la Cambogia uno degli epicentri della storia del Novecento: i decenni di guerra civile e il genocidio perpetrato dai Khmer rossi (1975-79)
segnano tuttora una nazione ferita. Gli stessi caratteri opposti marginalit e centralit emergono nella produzione artistica, fuori dai grandi
giri e spesso caratterizzata da una involontaria navet eppure consapevole
del passato drammatico. La mostra, intitolata con programmatica semplicit Phnom Penh e ospitata al Muse de lHospice Comtesse di Lille, in
Francia (fino al 17 gennaio 2017, www.lille.fr), prova a indagare il lavoro di
pittori e fotografi, questi ultimi a disagio con lidea del ritratto dopo luso
che ne fecero gli aguzzini di Pol Pot. Realismo, memoria, richiami alle tradizioni interrotte dalla guerra. I loro nomi: Sopheap Pich, Anida Yoeu Ali,
Philong Sovan (sopra: Leang Seckon, The Elephant and the Pool of Blood,
2013)... E Rithy Panh, il geniale regista e scrittore che nel 2014 ha conteso
lOscar al Paolo Sorrentino della Grande bellezza. (marco del corona)

na serie di installazioni video per


esaminare i cambiamenti della percezione e della rappresentazione del s
attraverso la tecnologia digitale e internet.
lidea alla base di Concentrations 59. Mirror
Stage Visualizing the Self After the Internet che, partendo, dal concetto lacaniano di
fase dello specchio (quel momento in cui
il bambino, tra i 6 e i 18 mesi di vita, si guarda in una superficie riflettente e d segno di
riconoscere la propria immagine), tenta di
esplorare il modo in cui ci re-incontriamo
con noi stessi e re-interpretiamo attraverso
la miriade di schermi nei quali ci rispecchiamo durante le nostre vite digitali. Al
Dallas Museum of Art (www.dma.org),
dallo scorso aprile e fino al 6 dicembre,
ogni mese si stanno alternando i lavori di
un artista diverso, tra gli altri Ed Atkins,
Trisha Baga, Antoine Catala e Ryan Trecartin
(sopra: I-Be Area, 2007, video, 108 minuti,
The Pinnel Collection). Lesibizione lultima tappa di Concentrations, progetto che
ha esplorato lopera di artisti internazionali
ai margini o emergenti. (cecilia bressanelli)

36 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

FUORI
SCENA

di ENRICO PAROLA

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Sopra le quinte le acrobazie delluomo delle luci


Trecento occhi ogni sera (e un caldo tropicale)

on c solo il dietro le quinte: ci che dalla


platea di un teatro non si vede il sopra
le quinte. Decine, centinaia di proiettori
che illuminano le scene e creano effetti ottici.
Si arriva anche a 300 proiettori, delle fogge e
tipologie pi svariate, spiega Peter Damiani,
cinquantaseienne responsabile tecnico al
Teatro Grande di Brescia. Iniziamo a preparare
le luci due giorni prima dellallestimento: si
lavora a otto metri daltezza, arrampicati sulle
americane, reticoli da cui pendono le luci e

Maschere

alcune scene. Di solito tutte le luci sono


piazzate l, ma capita per certi allestimenti di
sistemarle anche in sala; per esempio con Le
nozze di Figaro di Mozart la scena avvolge la
buca dove suona lorchestra: per illuminarla
abbiamo appeso dei proiettori sui palchi vicini
al sipario. Complessivamente tiriamo un
chilometro di cavi per collegare tutte le luci. E
questo solo il montaggio. Perch poi
arrivano il regista e lo scenografo per decidere
dove puntare le luci e quali effetti utilizzare, ce

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Segnali di fumo

di Alessandro Trevisani

Teatro, musica, danza, cinema, televisione

ne sono un centinaio. La maggior parte delle


volte saranno quelli definitivi ma pu capitare
che, con la scena invasa da cantanti, coristi e
figuranti, il regista cambi idea e ci faccia rifare
tutto da capo. Damiani conferma quello che
tanti immaginano: sotto i riflettori fa caldo.
Molto caldo: Le luci scaldano eccome: in
scena si pu tranquillamente arrivare a 35
gradi, se si pensa ai costumi che si devono
indossare si pu immaginare leffetto finale su
chi sta cantando, danzando o recitando. Anche
se a surriscaldarsi sono soprattutto gli
strumentisti: quando lorchestra si schiera sul
palco viene chiusa in una sorta di camera, di
conchiglia acustica che aumenta decisamente
leffetto calore.

Szymborska a tempera e matita


Il socialismo a Cracovia, la Casa dei letterati, il
gusto per i limerick. Il dono della sintesi, il
lirismo, lironia che le fa scrivere: Seriet, sii
magnanima con me. Wisawa Szymborska.
Si d il caso che io sia qui (BeccoGiallo,
pp. 144,  19) la graphic che la pisana Alice
Milani dedica alla poetessa premio Nobel nel
1996. Un viaggio fatto di tempere, matitone e
collage, delicato e strutturato insieme, tra
interni beige e cieli blu cobalto.

Il regista porter in scena il giacobino finito sulla ghigliottina nel 1794


Il cuore poetico del dramma lamicizia, compreso il suo tradimento

La coscienza del fallimento


Martone rilegge Danton
i

di MAURIZIO PORRO

nche Danton inciamp sugli scontrini, 200 mila franchi di spese segrete, dal 10 aprile al 10
settembre 1792, che lavvocato agitatore di
masse non seppe giustificare agli occhi dei Girondini. Georges-Jacques Danton, nato avido
nello Champagne laggi nel 1759, impetuoso tanto da assalire le Tuileries e inseguire la carrozza in fuga di Luigi
XVI. Fu tra le voci soliste della Rivoluzione francese: non
un basso, mezzo soprano. Giacobino, ma contrario agli
eccessi rivoluzionari. Processato sotto il Terrore senza diritto di replica (temevano la sua abilit dialettica), fu ghigliottinato il 5 aprile 1794.
Quarantanni dopo diventa protagonista della tragedia
kolossal di Georg Bchner, trenta personaggi pi ghigliottine, parrucche, forconi e la Marsigliese che lo Stabile, Teatro Nazionale di Torino, prepara con la regia di Mario Martone, grande studioso di rivoluzioni incompiute.
Danton lo si studia sui libri e lo si vede nei film di Andrzej
Wajda con la stazza e la stizza di Depardieu o nel Napoleon di Abel Gance (era Jean Koubitzky). Ma la gloria teatrale spetta al tedesco di cultura francese Bchner (figlio di
un medico dellesercito napoleonico), morto di tifo nel
1837 a soli 24 anni. Fece per in tempo a iscriversi alla robespierriana Socit des droits de lhomme, a laurearsi in
anatomia comparata a Zurigo, a denunciare la miseria del
popolo e scrivere a 21 anni in cinque settimane fra gennaio e febbraio 1835, ricercato e nascosto in casa del padre
che gli racconta aneddoti rivoluzionari, il grande Dan-

Lopera
Lo spettacolo in cartellone dal
9 al 28 febbraio al Carignano
per lo Stabile di Torino, diretto
da Mario Martone, vede in
scena Giuseppe Battiston
(Danton), Paolo Pierobon
(Robespierre), Fausto Cabra
(Saint-Just), Tot Onnis,
Paolo Graziosi, Ernesto
Mahieux, Denis Fasolo, Iaia
Forte, Roberto di Francesco,
Alfonso Santagata. La nuova
traduzione di Anita Raja,
che ha tradotto Christa Wolff,
che amava a sua volta
Bchner. Il titolo senza
larticolo: Morte di Danton.
Spiega Martone: pi secco,
meno localizzato qui ed ora.
Lo spettacolo tocca Milano
(Strehler, 1-13 marzo) e
Lugano. Testo poco
rappresentato in Italia:
celebre ledizione di Strehler
nel 1950-51 al Piccolo
Teatro; in Europa allestimenti
di Bob Wilson, Thomas
Ostermeier, Christoph
Marthaler
Il regista
Mario Martone, nato a Napoli
nel 1959, regista teatrale e
cinematografico. Nel 1978
fonda il gruppo teatrale Falso
Movimento, e nel 1986, con
Antonio Neiwiller e Toni
Servillo, la Nuova compagnia
teatri uniti. Lesordio al
cinema avviene nel 1992 con
Morte di un matematico
napoletano cui seguono Rasoi
(1993), Lamore molesto
(1995) e lepisodio La salita
de I vesuviani. Noi credevamo,
ispirato al romanzo di Anna
Banti del 2010 e nel 2014
presenta alla Mostra del
cinema di Venezia Il giovane
favoloso su Giacomo Leopardi.
Ha messo in scena anche
diverse opere liriche, tra cui la
Carmen di Bizet nel 2015

tons Tod, oltre a due testi frequentati come Leonce e Lena


e Woyzek (vedi Berg, vedi Herzog). Sembra che Bchner,
ardente di malattia di giovinezza, tifasse per Robespierre
(ghigliottinato pochi giorni dopo lex amico) anche se un
briciolo del suo super ego sposava la causa di Danton che
nega la necessit del Terrore.
Lamicizia, compreso il suo tradimento, il centro
anticipa Martone alla Lettura . Il cuore poetico del
dramma sta nel rapporto tra Danton e gli amici, una catena umana. Robespierre, nel furore, manda a morte non
solo Danton, ma perfino il compagno di scuola Desmoulins. Uno straordinario testo a nervi scoperti che attinge a
piene mani ai documenti della Rivoluzione e ragiona sul
rapporto tra Storia e Creazione e sul teatro stesso.

Luomo Danton ha sempre tentato Martone, una delle mele pi ghiotte del Paradiso terrestre teatrale: Ci arrivo non a caso dopo Noi credevamo basato sulle cospirazioni italiane mazziniane, soprattutto dopo Leopardi.
Infatti per il poliedrico regista del Matematico Napoletano (la prima morte nel titolo) anche Bchner fu un
giovane favoloso, entrambi ostaggi di loro stessi: Sono
simili per posizione storica, La ginestra fu scritta un anno
dopo Danton. Sono grandi isolati, Bchner un oggetto
misterioso della cultura tedesca del tempo cos come Leopardi del suo e coltivarono la scienza come esperienza

di conoscenza mettendo la poesia al crocicchio tra storia


e fisica. Ricchi di contraddizioni, uomini che sbattono
contro il muro del Romanticismo e si parlano col medium della poesia: NellOttocento si sono formati tutti
gli -ismi di cui poi fummo avvinti, dal capitalismo al totalitarismo, ma Bchner e Leopardi sono fuori dal tempo.
Leccezione e la regola, alla Brecht. A loro oggi si guarda,
mentre gli -ismi saltano per aria, i due comunicano a cavalcioni del tempo la potenza del dubbio. Lo sguardo di
Bchner era rivoluzionario e giacobino, fissava senza abbassare gli occhi sofferenze e ingiustizie del popolo, ma
Danton mette in crisi il senso stesso di rivolta, entrando
nel territorio delle contraddizioni vitali, cio nellUomo.
Non c dubbio che fu proprio questa prospettiva postcartesiana, paleo-marxista, pre-brechtiana a interessare
Strehler, che mise in scena La morte di Danton nel 1950.
Attualit e/o eternit di un personaggio? Le assonanze
con il mondo di oggi sono evidenti, in epoca di rivoluzioni no stop, di spinte violente; attualizzare un testo gi
complesso, magmatico, pieno delle risorse della vita, era
inutile: ogni considerazione deve avvenire nello spettatore.
Ma perch proprio Danton ha da sempre questa maxi
carica di affabulazione che lha fatto entrare nel cinema,
in scena, negli sceneggiati? una figura critica che si
mette in discussione, di fronte allamico Robespierre che
incarna la disciplina rivoluzionaria e la spietatezza intesa
anche come rigore morale. Per Danton il fattore umano

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 37

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Il ritratto Rivoluzione s, Terrore no

Pareva un leone:
cerc di frenare
Robespierre
ma ne fu vittima
di GIUSEPPE GALASSO

eorges-Jacques Danton era nato ad Arcy-surAube, in Champagne, a circa 30 chilometri


da Troyes, il 26 ottobre 1759. Le sue radici
nella provincia francese sono confermate
dalle sue origini in quel tessuto sociale semplice (agricoltori, artigiani, piccoli borghesi di varia
professione, piccolo clero, di poco o di molto al di sopra della marea dei poveri), che era linesauribile retroterra da cui traeva le sue reclute la metropoli parigina.
Dopo una sommaria istruzione ad Arcy e studi senza
gran profitto al seminario di Troyes, Danton approd
nella primavera del 1780 a Parigi. Era un uomo molto
alto e di grande corporatura, dalla voce possente. Da
bambino era stato ferito al labbro e al naso. Il volto portava evidenti i segni del vaiolo. Non era un uomo avvenente. Statura, aspetto e voce gli davano, per, un notevole carisma fisico, al quale aggiunse quello di uneloquenza trascinante. Michelet lo defin contemporaneamente leone e uomo. Certo, attraeva molto le donne.
A Parigi, fu prima praticante, poi avvocato in proprio.
Grazie al matrimonio con Antoinette-Gabrielle, figlia di
Franois Charpentier, proprietario del Caf Parnasse o
Caf de lcole, ebbe i mezzi per comprare lufficio di
avvocato nel Consiglio del re, ma non ebbe mai un vero
successo professionale. Si complet in quegli anni il
suo profilo culturale e nacque il suo interesse per la
politica, ma gi a questo proposito i pareri su di lui divergono di molto. Per alcuni la sua formazione culturale fu modesta e non and oltre un livello medio allora
diffuso. Per altri, invece, non fu cos. Ma Danton sapeva
di latino, e la sua vigorosa eloquenza fa ritenerne non
sporadiche le frequentazioni culturali.
Ancor pi contrapposti sono i pareri sulla sua azione
e le sue opinioni politiche. Per gli storici della rivoluzione pi radicali Danton fu fino al luglio 1789 mite, modesto e silenzioso. Solo dopo si rivel quel tribuno e
uomo di azione che fu fino alla morte, e fu anche assente nelle giornate cruciali della rivoluzione, apparendovi
la vigilia o lindomani, e brillando davvero solo nellagosto 1792 e nel marzo 1793, quando la rivoluzione apparve in estremo pericolo. Per altri (Michelet, gli storici
legati alla tradizione democratica francese) egli fu il
grande eroe e uomo dazione della rivoluzione, che ne
salv le sorti nel momento di maggiore rischio e tent
di dare ad essa la prospettiva del Terrore come inevitabile esigenza di una provvisoria dittatura patriottica,
che doveva aver chiaro lobiettivo finale di un regime di
libert.

sempre al centro, scompagina le carte: contraddittorio,


prevale sulla ideologia e pu sembrare una sconfitta, ma
un approfondimento che vuole dare risposta a bisogni e
sofferenze reali. come il gioco delloca, come una macchina celibe, suggerisce il regista di Teatro di guerra e
Lamore molesto: Lingiustizia produce rivoluzione, si
trasforma in metodo, diventa una macchina feroce, quindi a sua volta provoca ingiustizia. lunico modo per
guardare oggi la storia come macchina feroce e necessaria che non lascia al mondo un solo posto tranquillo. Da
qui lo smarrimento. Non siamo forse tutti smarriti? Questo smarrimento una cosa che si tocca con mano leggendo Leopardi e Bchner; questo che li rende contemporanei.

Come dire che siamo sempre sullorlo pessimista delleternit dellingiustizia: volti langolo e trovi lesistenzialismo. Certi calcoli della storia, metti sul Medio Oriente,
non funzionano perch partono da premesse sbagliate,
nostre radicalizzazioni, da assenza di umanit nello
sguardo, e ancora mi viene in mente La ginestra.
Per Martone la Rivoluzione francese la madre di tutte
le rivoluzioni ed anche la sua mitologia. Ma Danton
tragedia scespiriana, seguendo le predilezioni dellautore, perch Shakespeare considerava ogni aspetto dellanimo umano, dai pi filosofici ai pi triviali. Danton perde

la testa, nel vero senso della parola, perch insinua il dubbio, mette il freno agli amici giacobini: non sar mica un
riformista? No, perch uno sconfitto mentre il riformismo sempre per sua natura costruttivo. In Danton c
lassunzione del fallimento ed questo che lo rende tragico, il reale condiziona il suo slancio.
Ma a chi somiglia oggi? A tutte le persone che si pongono dubbi rispetto al reale. Per dire, chi affronta oggi la
questione degli immigrati un dantonista, ogni volta che
si osserva una questione sotto il profilo dei bisogni umani e non solo ideologici o economici. Quello che andr
in scena non sar uno spettacolo alla Brecht: Non un
dramma epico, se mai espressionista; una delle sue grandezze sta proprio nella contraddizione teatrale fra limpianto storico popolare e il flusso interiore della coscienza, caro allautore che sognava ma non pensava alla messa
in scena, avvenuta solo nel 1910 ad Amburgo. un pezzo
di teatro misterioso e segreto, cos diverso dal coevo
Schiller ed questa anomalia che lo fa rientrare a pieno
titolo nel mio percorso. Road to Martone? Il mio lavoro
come un arcipelago in cui le opere si parlano a distanza
di decenni: la Carmen di oggi parla con lOtello fatto anni
fa con il gruppo teatrale Falso Movimento e mi muovo
da unisola allaltra in un viaggio con rotte e tappe diverse,
ma ripartendo sempre da tabula rasa, e mai come stavolta
il piacere condividere unesperienza di gruppo, dirigere
attori in un sentimento, un clima.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Qui sopra: Danton, disegno


di Ernesto Tatafiore
realizzato dallartista per il
manifesto dello spettacolo
Morte di Danton di Georg
Bchner, regia di Mario
Martone. Nella pagina
accanto, da sinistra:
dettaglio da Robespierre
poesie, Ernesto Tatafiore;
Georg Bchner (Riedstadt,
Germania, 1813 - Zurigo,
Svizzera, 1837) e Giacomo
Leopardi (Recanati, 1798 Napoli, 1837); Mario
Martone (Napoli, 1959)
fotografato da Mario Spada;
Giuseppe Battiston (ritratto
da Fabrizio Cestari)
che interpreta Danton
e Paolo Pierobon, interprete
di Robespierre

La cronaca di quegli anni non permette di ingigantirne ed eroicizzare lazione, ma certo lo mostra tra i protagonisti decisivi della rivoluzione e fra i pi chiaroveggenti sulla necessit e i modi di concluderla. Fu attivo
fin dal primo momento. Aveva fondato nel 1790 il Club
dei Cordiglieri, che fu il suo primo luogo di influenza
politica. Ebbe varie cariche, e fu poi tra i maggiori promotori della giornata del 10 agosto 1792 e della decadenza della monarchia. Ministro della Giustizia nel
governo girondino allora formato, esorbit di molto dai
suoi compiti ministeriali, promuovendo la reazione
allinvasione austro-prussiana della Francia, che pareva
prossima al successo. Non si oppose ai massacri del
settembre 1792, e a Parigi fu eletto alla Convenzione,
dove vot per la morte del re. Gli attacchi, anche sul
piano morale, dei Girondini, irritati del suo comportamento da giacobino nel loro governo, contribuirono a
portarlo nelle braccia dei Montagnardi. Fece votare la
creazione del Comitato di salute pubblica, di cui fu a
capo dallaprile al luglio 1793. Non ebbe parte nelleliminazione dei Girondini, ma cerc di moderare gli eccessi
giacobini. Il 10 luglio 1793 fu perci escluso dal Comitato di salute pubblica, in cui entr invece Robespierre.
Si fece allora da parte. Era diventato ricchissimo,
fornendo cos ampia materia alla sua immagine di uomo corrotto; e, vedovo, spos il 1 giugno 1793 la sedicenne Louise Gely, che alcuni accusarono della sua
rovina, perch lo avrebbe indotto a preferire le gioie
domestiche e campestri di Arcy alla bolgia parigina.
Poi, quando Desmoulins per suo suggerimento inizi
sul suo giornale una campagna contro il Terrore, Robespierre fece arrestare nel marzo 1794 lui e i suoi amici,
come aveva fatto con la sinistra giacobina. In un processo, in cui gli accusati non poterono neppure difendersi,
vi fu la prevedibile condanna, eseguita il 5 aprile. Contrapposta in positivo o in negativo a quella di Robespierre, la memoria di Danton fu, come si detto, combattuta e controversa. Quella lettura sinottica , per,
sempre meno persuasiva. Appare sempre pi chiaro
che la rivoluzione non pot fare a meno di Robespierre,
e non diede a Danton, al di l delle sue personali deficienze, il tempo di definire e realizzare le sue intuizioni
su quella che poteva essere, e poi fu, la conclusione
della rivoluzione. Non era la prima volta, nella storia, di
un simile duplice non, e non sarebbe stata lultima.
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38 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Terra straniera

Maschere Teatro

di Alessandra Coppola

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015


Un flash nella notte di Lesbo
Arrivano ancora, 5 mila al giorno, dalle coste
turche alla Grecia, oltre 500 mila da inizio
anno. Nel suo bianco e nero illuminato dal
flash come in una scena teatrale fuori dalla
realt, il fotografo di Magnum Alex Majoli ha

seguito i profughi in fila convulsa per la


registrazione sullisola di Lesbo (le immagini
sul sito del New Yorker). Leffetto tragico.
E non sembra che i governi europei, nota
Majoli, ne abbiano davvero preso coscienza.

Incontri Dallo scorso anno guida artistica del Lac di Lugano, dalla primavera direttore della Scuola
del Piccolo, il regista debutta con il Gabbiano di Cechov in Svizzera (a gennaio a Milano)

Rifici, allievo ed erede di Ronconi


Ragazzi, strappate i copioni
Sono stato attore: sperimentare il punto di vista dellinterprete una ricchezza
I giovani oggi sono fragili e poco curiosi; per loro il teatro come una terapia
di PAOLO
DI STEFANO

n nonno che dinverno lavorava


come capomastro e a tempo
perso (anzi ritrovato) in primavera e in estate prendeva il suo
carretto e con una compagnia
di giro faceva la sua piccola tourne di teatrante di strada per la Sicilia e la Calabria.
Un padre ferroviere a Messina, che nel
1977 decise di fare un concorso per le Ferrovie federali svizzere, lo vinse e si trasfer
a Chiasso con la famiglia. Una nonna materna napoletana e la citt di Napoli che rimane dentro il cuore esattamente come
Messina e i Nebrodi dellinfanzia.
Carmelo Rifici ha quattro anni quando
arriva in Svizzera, l frequenta le scuole
con il pallino del teatro, probabilmente
ereditato da quel nonno artista un po
anarchico, ma coltivato anche dal padre: il
quale un giorno sale su un pullman con il
ragazzo per andare a Torino a vedere uno
spettacolo di Ronconi.
A Bellinzona Carmelo ha il poeta Fabio
Pusterla come insegnante, che gli apre
sguardi nuovi verso la letteratura, cos a 18
anni decide di andarsene: Milano, facolt
di Lettere, storia del teatro, una tesi con
Paolo Bosisio, intanto qualche esperienza
con gruppi teatrali periferici. Carmelo
prova a fare un concorso di regia per la
Scuola Grassi, ma viene respinto. Con lo
Stabile di Torino ha pi fortuna e nel 96
comincia la grande avventura che lo porter a recitare, poi viene accolto al Litta di
Milano come regista residente per tre anni, incrocia Ronconi come assistente, fino
a essere chiamato dal maestro a insegnare
al Piccolo per diventare, nella primavera
di questanno, il suo erede come direttore
della Scuola. Ancora prima, per, lanno

scorso arrivato dal Ticino un incarico


importante: la direzione artistica per il teatro e la danza del Lac, il nuovo centro culturale di Lugano.
Ci troviamo al primo piano di via Strehler 3, nella sala Copeau, tutta legno, parquet e libreria, pochi tavolini, qualche sedia, il piccolo palco in fondo. Il primo incontro con Ronconi fu a Milano, nei tre
giorni di lavoro che fece con gli studenti
universitari mentre preparava il Lear al Lirico. Non un bellincontro perch io ero
molto polemico contro listituzione teatrale e anche antipatico nei suoi confronti,
un po presuntuoso, direi. Ronconi mi liquid: che vuoi che ti dica, buona fortuna... Poi ci furono altri incontri a Torino,
nella scuola per attori dello Stabile, dove
insegnava.
Come fu lesperienza a Torino?
L cera il meglio: gente come Marisa
Fabbri, Lavia, Popolizio, Castri, Avogadro,
Foschi, Nuti... Pazzesco. Ronconi stava gi
passando a Milano. Per tre anni ho abitato
a Torino tornando in Svizzera nel
weekend per lavorare al McDonalds e
mantenermi. Alla fine sono stato contento
di non essere stato preso alla Grassi, per-


Il maestro
Nel primo incontro
con Luca fui polemico
e presuntuoso. Oggi un
maestro ma anche un
fantasma di cui liberarsi

ch fare il regista avendo sperimentato il


punto di vista dellattore una ricchezza.
Lei ha sempre voluto fare il regista?
Le prime esperienze?
Castri a Torino mi disse che avevano
intenzione di scegliere due o tre spettacoli
di giovani. Cos preparai la mia prima regia, lavorando sullUltimo giorno di un
condannato a morte di Victor Hugo: neanche lo vide e me lo fece fare, stata una
fortuna cominciare subito con un teatro
pubblico. Intanto ho continuato a fare lattore, per due anni con Branciaroli, poi con
Cobelli, Avogadro, Martinelli....
Non le interessava continuare a recitare?
Nel 2001 Giancarlo Cobelli mi chiese
di recitare ne Limpresario delle Smirne di
Goldoni affidandomi una parte importante, Carluccio. Le prove furono un massacro, me ne disse di tutti i colori: avrei dovuto ingrassare per la parte e invece dimagrivo, mi sentivo fragile e terrorizzato, diceva che non riuscivo a rompermi,
secondo lui ero troppo presuntuoso. A un
certo punto mi tolse la parte. Piansi tutto
quel che potevo e a distanza di anni riconosco che aveva ragione Cobelli: ero un
presuntuoso, fu un fallimento formativo.
E con Ronconi come and?
Ero al Litta come regista residente
quando si seppe che Ronconi cercava un
paio di registi in vista del progetto dellOlimpiade di Torino. Fu aperto un concorso, Avogadro mi disse: se non partecipi
sei un pazzo. Lo ascoltai. Dopo un tranquillo colloquio Ronconi mi scelse per il
master. Feci poi una prova scegliendo La
gloria di dAnnunzio, un azzardo. E Ronconi alla fine mi disse: hai evitato tutte le

trappole del testo.


In che modo?
Avevo colto i suggerimenti che Ronconi era solito dare senza dirli. Bisognava intuire quando voleva metterti delle pulci
nellorecchio e cos cercai di evitare i dannunzianesimi di dAnnunzio: ne venne
fuori una regia quasi pirandelliana, un
quadro alla Schifano. E cos Ronconi mi
chiese di seguirlo come assistente: per
lOlimpiade collaborai al Troilo e Cressida
e soprattutto a Lo specchio del diavolo di
Ruffolo.
Come si impara da Ronconi?
Io gli rubavo qualcosa senza sapere
esattamente cosa, bisognava soffiargli
lintelligenza. Come ogni genio, aveva uno
stile talmente personale che il rischio era
quello di scimmiottarlo. Il miglior complimento che mi fece fu quando mi disse
che non lo copiavo ma riuscivo a trovare
una profondit autonoma.
E nel rapporto con il testo?
Le cose pi semplici Ronconi non le
diceva mai, cercava la verit nelle zone
meno ovvie: non era un metodo, ma una
ricerca empirica, una strategia machiavellica delle ipotesi. Lunico suo interlocuto-


I riferimenti
Guardo sia alla tradizione
che alla contemporaneit.
Amo larte di Boltanski,
le stratificazioni di Kiefer
e la lezione di Marthaler

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Greche
di Alice Patrioli

Qui sotto e nella pagina accanto: due momenti delle prove del Gabbiano
di Cechov con la regia di Carmelo Rifici, al Lac di Lugano dove lo
spettacolo debutta il prossimo 5 novembre; arriver a Milano, al Teatro
Studio Melato, dal 12 al 24 gennaio. Sotto: Carmelo Rifici (foto Marasco)

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 39


Gli di sono scesi in giardino
Come rendere luomo felice? Liberandolo dai
timori, risponde Epicuro, e dai desideri non
necessari. La filosofia epicurea indica agli uomini
la via per una vita serena: li invita a godere dei
piaceri temperati, quali lamicizia, e a mettersi al

riparo dai turbamenti dellanima, come la brama


di potere. Il saggio Epicuro e i suoi di di AndrJean Festugire (traduzione di Luisa Moscardini,
Castelvecchi, pp. 91, 12,50) costituisce
unoccasione per conoscere meglio il Giardino.

Trasposizioni Stefano Panzeri e la Terra Matta di Rabito

In scena una vita vera


e una lingua inventata
di SEVERINO COLOMBO

re era il testo, ma di fronte a ogni parola ne


venivano fuori due, come se si sdoppiasse.
Niente era a priori. Ronconi improvvisava
molto pi di quanto si creda. Cosa che io
non so fare. Oggi mi capita di annullare
molti progetti che avevo maturato dentro
di me, quando mi accorgo che c la presenza troppo forte di Ronconi: anche un
fantasma di cui liberarsi per guardare altrove.
Anche come insegnante?
Sono esattamente il contrario. Ronconi di fronte a un caso che considerava disperato lo scaricava ad altri: questo significava perdere molti pezzi e magari qualche talento. Io ho pi facilit a entrare nelluniverso personale dellattore, cosa che
lui detestava. Il mio lavoro con i ragazzi
molto individuale: mentre per Ronconi
una cosa doveva essere naturale oppure
non era, per me importante aiutare a saper respirare in maniera giusta.
Che cosa intende per respiro?
Ogni testo ha un suo ritmo, un suo respiro interno e il rapporto con la drammaturgia va approfondito sul piano fisiologico pi che mentale. Intendo il respiro in
senso fisico: io mi sento una vocazione,
pi che nella regia, nella capacit di aiutare lattore offrendogli strumenti di libert
senza chiedere subito dei risultati. La respirazione fondamentale per aprire le
parole, per affrontare i tempi e i ritmi.
Si considera un allievo di Ronconi?
Certo, ma non so se lui si direbbe mio
maestro, anche perch non pensava che si
potesse insegnare la regia. Venire dopo
Strehler e Ronconi nella Scuola del Piccolo una grande responsabilit, perch qui
c unidea altissima di teatro: questa ere-

La biografia
Carmelo Rifici (Cernusco sul
Naviglio, Milano, 1973) un
regista italo-svizzero;
cresciuto a Chiasso, in
Canton Ticino, vive a Milano.
Laureato in Lettere
Moderne, diplomato alla
Scuola di Teatro dello Stabile
di Torino. Dal 2003 al 2006
stato regista residente al
Teatro Litta, a Milano. In
carriera ha collaborato con
Luca Ronconi prima per le
produzioni di Progetto
Domani legate allOlimpiade
di Torino 2006, poi al Piccolo
Teatro di Milano;
Tra le sue regie: Elektra di
Hugo von Hofmannsthal, per
il Teatro Stabile del Veneto e
I puritani di Vincenzo Bellini,
per il Circuito Lirico
Lombardo. Per il Piccolo di
Milano ha messo in scena
Nathan il saggio di Gotthold
Ephraim Lessing (stagione
2010/11); Giulio Cesare di
William Shakespeare (nel
2012) e, lanno scorso, Visita
al padre del drammaturgo
tedesco contemporaneo
Roland Schimmelpfennig. Ha
vinto il Premio della Critica
come regista emergente
(2005); il Premio Eti come
migliore regista dellanno
(2009 ); questanno ha vinto
il Premio Enriquez
Lo spettacolo
Gabbiano di Anton Cechov
con adattamento e regia
Carmelo Rifici debutta in
prima internazionale il 5, 6 e
8 novembre al Lac di Lugano
(piazza Bernardino Luini, 6;
www.luganolac.ch). In Italia
la pice, prodotta da
LuganoInScena, in
cartellone al Teatro Studio
Melato di Milano (via Rivoli,
6) dal 12 al 24 gennaio
2016 (biglietti  26/33;
www.piccoloteatro.org)

dit va mantenuta pur con qualche trasgressione.


Come sono cambiati i ragazzi?
Non so dire esattamente che cosa sia
successo, ma sono molto pi fragili e vanno curati diversamente. Hanno bisogno di
rassicurazione e io non li rassicuro. E soprattutto non hanno curiosit, sentono
sempre lesigenza di salvarsi, come se il teatro fosse una terapia. Il testo per loro un
oggetto sacro da venerare, che l immobile: i loro copioni restano intatti, intonsi,
mentre noi lavorando li stravolgevamo, li
segnavamo, li strappavamo.
Perch ha scelto il Gabbiano per
cominciare a Lugano?
un testo che utilizzo moltissimo a
scuola come testo di pedagogia, che ha
tutti gli elementi per allenare e affinare gli
strumenti dellattore. Essendo una fonte
di studio, volevo farlo da tanto tempo. C
poi il fatto che Lugano si specchia nel lago, e dunque, essendo anche il teatro uno
specchio, si stabilisce una strana vicinanza. Gorkij diceva che Cechov talmente
semplice che fa paura. Gabbiano un testo misterioso che mostra unumanit mai
sincera, sempre ossessionata dalla rappresentazione del mondo al punto da tentare di imprigionarlo. Tutti hanno unidea
funerea e fasulla delle relazioni umane e
anche della rappresentazione... Anchio
vedo intorno a me il declino dellidea di
teatro come scoperta e strumento di conoscenza. unanalogia banale ma ci
non toglie che sia concreta.
Quali sono i suoi riferimenti?
I miei riferimenti sono nella tradizione, ma mi interessa anche la contemporaneit, larte, larchitettura: il lavoro di Boltanski sulla memoria, le stratificazioni di
Kiefer sulla materia, e Marthaler, che un
classico capace di dare lezioni di ironia e
allegria senza essere pedagogico. Poi
guardo molto alla drammaturgia di oggi:
trovo che ci siano ottimi autori, ma manca
un sistema che permetta loro di scrivere.
Cosa significa lavorare a Lugano?
La proposta arrivata nel momento in
cui volevo andarmene dallItalia. Dopo
dieci anni di lavoro accanto a Sergio Escobar e Luca Ronconi, mi sentivo pronto a
mettere a frutto la mia esperienza in un
territorio e con un pubblico che in parte
conoscevo. Il problema in Ticino la lingua italiana come lingua emotiva, di relazione, e non solo pratica, funzionale. Su
questo bisogna lavorare: non solo creare
professionalit teatrali ma comunicare
con le scuole, con luniversit, con le molte realt esistenti. Sentendo Lugano come
punto di scambio e di attraversamento tra
Zurigo e Milano sto scoprendo cose che
non avrei mai pensato di scoprire.
RIPRODUZIONE RISERVATA

cos, con tanta cioia,


doppo 2 ciorne, siammo
revate a Ferenze, nella
belissima citt artistica
dItalia. E quando scentiemmo e presemo le strade di Ferenze,
tutte li barcona di dove passammo cera
esposta la bantiera trecolore. Vincenzo
Rabito scriveva cos, in una lingua dialettale, colma di sgrammaticature e strafalcioni involontari; italiano inventato,
piegato al bisogno di dire quel che voleva
dire. Che poi era raccontare la sua vita.
Ora la sua scrittura risuona a teatro
In alto: lattore
Stefano Panzeri
(foto Domenico
Semeraro).
A fianco: Vincenzo
Rabito da ragazzo
(www.archiviodegli
iblei.it); sotto: i diari
(foto Luigi Burroni)

attraverso la voce di un attore, Stefano


Panzeri. Terra Matta debutta marted 3
novembre al Teatro Verdi, a Milano, dove
resta in scena fino a sabato (e di nuovo
dal 3 al 6 marzo 2016). La lingua di Rabito commenta con la Lettura linterprete, 39 anni, lecchese ha in s
lazione, un parlato che invita a muoversi e a gesticolare. Il suo un linguaggio arcaico, un grammelot, che funziona
come le maschere della Commedia dellArte che vivono grazie alla pratica scenica. Sul palco, una sedia come unico
oggetto di scena, Panzeri ripercorre la
vita di Rabito, raccontandola in prima
persona. Lo spettacolo una nuova produzione del Teatro del Buratto, che festeggia quarantanni di storia.
Ex bracciante semianalfabeta nato a
Chiaramonte Gulfi (Ragusa) nel 1899,
Rabito non and mai a scuola, impar a
scrivere da autodidatta sotto le armi; nel
1968 quando il figlio Giovanni prese la
laurea in Ingegneria, Rabito cominci a
scrivere la sua autobiografia: battendo
sui tasti di una Olivetti Lettera 22 riemp
nei sette anni successivi 1.027 fogli da

cima a fondo, senza spazi tra le righe,


con un uso personalissimo di articoli e
preposizioni e con il solo punto e virgola
a dividere spesso una parola dallaltra.
Lopera, che Rabito tenne segreta, fu
poi ritrovata dal figlio e donata allArchivio diaristico nazionale di Pieve Santo
Stefano (Arezzo) dove custodita. Vi
sono raccontati moltissimi episodi: la
vita di campagna, le due guerre mondiali, il fascismo, lAfrica, la povert, la fame
e la bella ebica (la bella epoca) del
boom economico. Ciascun ricordo
precisa Panzeri come una Polaroid,
listantanea di un momento. Ho selezionato gli episodi da raccontare scegliendo
tra quelli che davano maggiori emozioni
ma non ho cambiato nulla della sua
scrittura. Superati lo shock del lessico e
le stranezze grammaticali, in scena grazie alla prossemica, alla gestualit tutto
diventa comprensibile. Il mondo di
Rabito la sua disgraziata vita raccontata con franchezza, talvolta con
ironia, talvolta con amarezza un mosaico di
situazioni e comportamenti che restituisce un
po del carattere nazionale: In un ideale mazzo di
carte delle nazioni, Rabito sarebbe la mashera
dellItaliano, osserva
Panzeri. Alcuni episodi
sono di una comicit
irresistibile: Quando
agli arruolati distribuiscono le divise senza
guardare le misure, c
chi si ritrova con i pantaloni che non
arrivano alle caviglie e chi con la giacca
tre misure pi grandi. Altri episodi
sono toccanti: Mi commuovo quando
racconto gli elmetti che, dopo gli scontri,
restano sul campo di battaglia come
fossero lampadine sullalbero di Natale.
Il monologo dura 55 minuti ed adatto anche a un pubblico di ragazzi (dai 12
anni). Terra Matta riprende il titolo del
volume, edito da Einaudi (2007), che ha
fatto conoscere al grande pubblico lopera di Rabito, poi al centro del documentario Terramatta. Il Novecento italiano
di Vincenzo Rabito analfabeta siciliano
di Costanza Quatriglio, Nastro dargento
nel 2013. Lo spettacolo di Panzeri, regista
oltre che interprete, si ferma al 4 novembre 1918, fine del conflitto, ma il proposito ripercorrere lintera vita di Rabito:
Sto gi lavorando alla seconda parte
anticipa fino allo sbarco degli americani nel43: sar pronta a maggio. Poi
lultimo atto in cui lautore ripiegato
sulla vita privata. Nuovi tasselli della
fortuna postuma di Vincenzo Rabito.
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40 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Percorsi
.

(
Fagiolino
guarda il mare

Racconti, date, biografie, inchieste, reportage

Graphic novel
di Barbara Borlini
e Francesco Memo

Gli autori

Barbara Borlini (1974) e Francesco Memo (1977)


sono entrambi ricercatori sociali e hanno scritto
libri e saggi di sociologia per Bruno Mondadori,
Laterza, Baldini&Castoldi e Franco Angeli. Nel
2013 per Hazard Edizioni hanno pubblicato la
loro prima graphic novel, La rosa sepolta, che
racconta il percorso di riscatto di un ex bambinosoldato. ll volume accompagnato dalle
testimonianze raccolte in Repubblica Centrafricana da Coopi Cooperazione Internazionale.

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 41


Una mattina tersa. Il mare. Due ragazzi in vacanza
C un bambino in arrivo. Qual la distanza
tra la pace e la guerra, tra la sicurezza e la paura?
Nessuno metterebbe suo figlio in pericolo, se restando
non lo condannasse a un pericolo ancora maggiore

42 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Percorsi La memoria
Milano, fine estate 1945: in una lettera che pubblichiamo
per la prima volta, Leonardo Borgese, pittore e critico
antifascista, racconta al padre Giuseppe Antonio, scrittore,
i suoi anni nellItalia del regime e della lotta partigiana

Bombe, spie, amici morti:


caro pap, ecco la mia guerra
Un documento di eccezionale interesse, appena ritrovato:
dopo molti anni di forzata autocensura sotto il fascismo, a fine agosto del 1945 un figlio pu finalmente scrivere in piena
libert al padre, che si trova negli Stati Uniti, raccontargli le
sue vicissitudini, le prepotenze subite allepoca del regime, le
sofferenze patite durante la guerra e loccupazione tedesca.
Il figlio Leonardo Borgese (1904-1986), pittore e scrittore,
che proprio allora era appena divenuto critico darte del Corriere della Sera e lo sarebbe rimasto fino al 1967. Suo padre
Giuseppe Antonio Borgese (1882-1952) era una delle figure pi
eminenti della cultura antifascista. Critico letterario, scrittore, giornalista, stretto collaboratore di Luigi Albertini al Cor-

di LEONARDO BORGESE

Milano, 30 agosto 1945

aro Pap,
Maria Sofia, tornata ieri da Ponte in Valtellina dove si
sta occupando del trasporto di nostre cose sfollate,
mi porta le tue tre lettere del 19 giugno, 1 e 19 luglio(...).
Tu hai seguitato a scrivermi a Ponte, ma sono a Milano
dal maggio. E ora ho qui tutta la famiglia, per salvare le poche nostre stanze da invasioni. (Abbiamo dovuto cedere una discreta
parte dellappartamento originale, gi assai modesto). Milano
molto mal ridotta e la caccia ai locali addirittura selvaggia. Lappartamento di via Appiani salvo per miracolo: uno spezzone incendiario penetr nellultima stanza, quella di mia madre, e ne
bruci un pezzo. Per fortuna il portinaio intervenne a tempo e
salv tutto il casamento. Sul quale erano piovuti moltissimi spezzoni ed anche bombe incendiarie pi grosse. Bombe dirompenti
tutto in giro fracassarono altre volte vetri e serramenti, ma li feci
rimettere subito. La Mamma ha mal di cuore, pare che abbia un
soffio, e non pu pi far le scale. Cos adesso sta in una piccola
stanza dalle monache e fa vita per conto suo. La vedo anche poco
perch lontana e ho molto daffare. Ma veniamo a un sunto della
mia e nostra vita in questi anni.
Gi dallUniversit io lavoravo, senza che tu lo sapessi forse.
Nel 31 fu ucciso dai fascisti Dante Conforti mio compagno di lavoro politico insieme con Eugenio Colorni. Tu eri ancora a Milano. Passai allora i primi momenti pericolosi. Non aveva tutti i torti chi andava gentilmente dicendo in giro che la nostra casa era
un covo di comunisti. Comunisti ufficiali non eravamo ma cera
in noi qualche tendenza. Partito tu continuai con Colorni ed altri
e la mia attivit tocc il massimo fra gli anni 34 e 38. In questo
periodo scrivevo e portavo roba in giro e soprattutto facevo il collegamento regolare con lestero. Molto materiale del Nuovo
Avanti! si deve a me, e molte notizie sulla guerra dEtiopia, di
Spagna etc.
Era facile vedere chiaro come si sarebbe svolta la storia dEuropa e del mondo, e lo scrissi pi volte. Ma il mondo a quel tempo
era fascista, c poco da dire. Fascisti erano i conservatori inglesi,
fascisti i laburisti, e filofascista era anche la Russia. (Pensa che
tutta la nafta per limpresa etiopica la dette Stalin). Io lavoravo coi
socialisti, ma non ero e non sono socialista come tu credevi. In
sostanza io non facevo che lavorare contro il fascismo e contro le
idee fasciste in genere. Nel 37 fu arrestata tutta la mia compagnia. Altro momento pericoloso per me. Nel 38 fu arrestato Colorni e qui il pericolo raggiunse lacme. Sebbene il mio nome tornasse venti, trenta volte negli interrogatori con Eugenio, non fui
preso. Ebbi fortuna, non tanto per la mia abilit e prudenza nel
conoscere gli uomini e riconoscere le spie o i deboli, quanto per il

caso, credo. Il disordine poliziesco mi deve sempre aver protetto.


Intanto conducevo una vita piuttosto grama, dando lezioni, facendo lavori artistici umili, facendomi sfruttare terribilmente dal
giornalismo (LAmbrosiano). Persi per non avere la tessera la
cattedra vinta a Ravenna, persi il posto di conservatore al Castello, pure come seppi poi vinto, persi glincarichi di storia
dellarte nei licei col 35, ultima data per iscriversi . Il mio
nome non pot uscire si pu dire fino al 40. Prima mi accettarono con pseudonimi, o senza firma, poi con la sigla. Ancora nel
42-43 Borelli rifiut di far uscire una recensione a un mio volume di novelle. Ero schivato da tanti eroi di oggi come un appestato. Ero sorvegliato in ogni rigo (ciononostante stampai forse le
uniche cose antifasciste uscite pubblicamente dal 1934 al 1943).
Avevo il telefono sorvegliato dalla polizia. Ero seguito, specie in
ultimo, e in ultimo ero nelle liste nere.
Nel 40 il posto (duecento o trecento lire al mese, per una quindicina di
pezzi fra lunghi e meno lunghi) dellAmbrosiano mi fu levato per ordine dellattuale socialcomunista
Carr, al quale non garbavano le mie
critiche su di lui. Per il mio nome
come pittore era maturato e col 41
cominciai, e ho continuato a vendere
quadri bene. Bene relativamente allItalia. Comunque sia la pittura mi
salv e salv la mia famiglia negli anni dellinflazione. Col nome di pittore crebbe anche quello di critico, per
cui durante i quarantacinque giorni Janni mi chiam e mi mise in lista per il Corriere. Non feci a tempo a diventare allora il critico darte, ma lo sono ora.
Non anticipiamo, per. Col 1940 viene la guerra e la notte stessa quattro o cinque allarmi: la casa nostra fatta di assicelle e di
cannucce, non ha ricovero salvo unimmonda cantina; e allora
decisi di spedire la moglie e i bambini a Ponte. Ci il 13 o 14 giugno. Il 17 partii anchio con la Mamma. La vita diventava insopportabile. Non era possibile scendere, con la mamma, tutte le
notti, senza contare il giorno, tre, quattro, sette e pi volte in cantina. In treno apprendemmo la notizia della capitolazione della
Francia. Milano sera tutta vuotata, nello scompartimento eravamo in trenta. Il panico lungo tutta la linea indescrivibile. La capitolazione allontan di botto il pericolo aereo, e con lautunno si
torn. La Mamma trascorse lestate a Tirano. Continuammo cos
la nostra vita a Milano. Io scrivevo di qua e di l, specie sulla Se-

riere della Sera, si era trasferito in America nel 1931 per sottrarsi alle angherie dei fascisti ed era stato uno dei pochissimi
docenti universitari che avevano rifiutato di giurare fedelt al
regime. Gi autore dei romanzi Rub e I vivi e i morti, in
esilio aveva scritto nel 1937 il testo politico Golia, marcia del
fascismo, che in Italia pot uscire soltanto nel 1946.
Nella lettera pubblicata qui di seguito, Leonardo Borgese
offre al padre un quadro delle vicende tempestose attraversate
dalla sua famiglia e dal Paese. Assai significative le conclusioni, in cui prende le distanze dallattivismo partigiano, dichiara
di non cercare rivalse sui fascisti, sottolinea la necessit di
una riforma morale del carattere nazionale italiano.

ra del Sansepolcrista Gorrieri, e dipingevo. Gli allarmi e i bombardamenti erano scarsi e di poca efficacia. Milano era ritenuta
(non da me) intoccabile, irraggiungibile, introvabile dagli aerei.
Il 24 ottobre 1942 si ebbe per la prima grave incursione. Diurna,
verso il crepuscolo, anzi, e subito ne bruci una buona parte. Milano tutta o quasi di case vecchie, e gli inglesi adoperarono soprattutto spezzoncini incendiari, a decine di migliaia per volta.
Se non si spenge subito, uno solo basta a bruciare tutta una casa.
Io ero a Ponte, M. Sofia coi bambini gi a Milano. Li feci venire
tutti su e decidemmo di rimanere a Ponte. Qui mi giunse dopo
qualche giorno la notizia che la biblioteca, molti mobili e biancheria, insomma tutto il deposito, era bruciato insieme coi magazzini Mangili. Lascio a te immaginare il mio dolore dal tuo. Che
fare? avrei dovuto sfollare prima la roba, ma, a parte la spesa,
non era detto che unaltra
localit fosse pi sicura.
Non mi rimase che mettermi allopera per ottenere
lindennizzo di guerra e dal
novembre 42 al gennaio e
febbraio 44, si pu dire che
non abbia fatto che battermi per questo scopo. Non
puoi credere le difficolt,
per gli atti notori, gli elenchi, le memorie, la documentazione che la roba
bruciata fosse mia, i viaggi
avanti e indietro, penosissimi e fin pericolosi, lo scrivere e il visitare a destra e a sinistra, e non puoi credere agli ostacoli, peripezie, ostruzionismi, ostilit che mi si paravano a ogni passo.
Il 19 luglio 43 andai a Roma davanti alla Commissione centrale
pei danni di guerra, e l ottenni il massimo ottenibile: 1.250.000
lire. Il viaggio pure te lo lascio immaginare. Bombardamenti e allarmi a ogni momento. Per giunta capitai il giorno del primo
bombardamento su Roma, e dato lo spavento e lesodo in massa
dei romani non so ancora adesso come riuscii a tornare al Nord.
Per la somma ottenuta non era che sulla carta. Altra via crucis a
Milano, dal luglio 43 al febbraio 44 per ottenere il pagamento
dallIntendenza. Ogni settimana cera un pretesto nuovo per non
pagare. In ultimo persero addirittura la mia pratica, e dovetti io
giacch gli uffici non comunicavano pi con Roma procurarmene la copia. Come Dio volle fui pagato. Non ci credevo pi.
Ti assicuro che occorse unabilit e una costanza, soprattutto un
saper trattare la gente, che certo non mi sospetti. La somma laffidai a Mattioli, ed ora serve al mantenimento della Mamma.
Non mi lodo abbastanza daver ottenuto quel che ho ottenuto a

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 43

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015


Nella foto grande, qui sotto: Leonardo Borgese, nei primi anni
Trenta, insegna pittura al futuro giornalista e ambientalista
Antonio Cederna, fratello minore di sua moglie Maria Sofia.
Nelle foto piccole: a sinistra, Giuseppe Antonio Borgese
nel 1938, durante lesilio negli Stati Uniti; a destra, Leonardo
Borgese ritratto alla sua scrivania

come piccolo centro e come centro gi fascistissimo, il neofascismo col impervers. Noi, Borgese e Cederna, fummo subito denunziati come istigatori dei contadini, come anglofili, come trafugatori di generi, come aiutatori di transfughi in Svizzera, di
ebrei, come contrabbandieri... che dire? come tutto. Il capo dei
denunciatori e delle spie era lo stesso podest di Ponte. Il 19 febbraio subimmo una perquisizione di sette ore. Vennero fuori cose tali che io e Maria Sofia avremmo dovuto essere mandati al
muro. Non ti dico altro. (Aggravava la situazione il fatto che Antonio Cederna e Carlo, suo cugino, il 15 novembre 43 da Ponte erano passati in Svizzera per non prestare il servizio militare sotto la
repubblica: la cosa si sapeva e le rappresaglie contro le famiglie
erano autorizzate per legge).
Fortunatamente, io ho unaltra virt che tu non sospetti: leloquenza suasiva. In questi ultimi due anni ne ho dovuto usare varie volte, e debbo dire che mi sempre servita: cos con Rino Parenti, prefetto di Sondrio, cos con le spie che mi stavano mandando dentro, etc. E tanto parlai che riuscii a persuadere i poliziotti, il tenente che li guidava, a bruciare tutti i documenti che ci
avrebbero portati a conseguenze estreme.
Viene Pasqua e alla Camilla Cederna che era a Milano viene anche la nostalgia di Ponte. Giunge la notte di Venerd Santo. La
mattina del sabato vengono da Sondrio e larrestano. Tribunale
Speciale. Minimo cinque anni o la deportazione in Germania. La
salva una polmonite, e pi tardi la libert provvisoria (cauzione
appena trecentomila lire) e infine labolizione di detti tribunali
per chi non fosse stato iscritto al fascio prima del 25 luglio. Questo non fu in realt un atto di clemenza, ma solo unapparenza
politica, poich si eliminava lo stesso chi col tribunale, fascista o
no, avesse avuto a che fare. Ma grazie alla sua qualit di donna e a
qualche appoggio, pot tornare dopo qualche mese fra prigione
e ospedale a Milano e qui pass inosservata. E allora decisi di affrontare le spie che avevano gi il mio introvabile articolo sul
Pomeriggio e altri documenti e recatomi in casa loro fra minacce pi o meno velate ed eloquenza, riuscii a smascherarle e a
farle desistere dallazione contro di me.

rischio della pelle, della salute e fin della lucidit mentale, giacch oggi essa somma indispensabile. anzi il minimo occorrente, perch in un anno e mezzo, da quando riscossi, la lira
scesa paurosamente e non c somma che basti alla vita. Un manovale qualunque ha un minimo di stipendio dalle dodici alle
quindicimila lire. Allora, invece, era ancora una bella cifra. Io
stesso con la mia famiglia, per andare avanti molto peggio di prima, debbo guadagnare tre o quattro volte la cifra massima che
guadagnavi tu a Milano nel pieno della tua attivit. Non ci si pu
fare vestiti, perch costano dalle trenta alle quarantamila lire,
non si pu mangiare un dolce perch la biscotteria comune costa
mille lire al chilo, e via dicendo. Tornando indietro, visto persa la
biblioteca, larchivio e tutto il resto, mi risolsi a sfollare la massima parte della roba di via Appiani. E con camions e spese
pazzesche portai molto, non tutto, a Caravaggio in un magazzino. Tutta la zona Appiani rovinatissima. I bombardamenti
dellagosto 43 furono terribili. Mia suocera perse la sua casa, proprio di fronte a Brera. Attilio Borgognoni la sua, Mario Robertazzi
pure, etc. Alessandro Casati la sua e tutta la sua biblioteca. Francesco Flora la sua. E cos via, potrei continuare a lungo. La casa di
via Pontaccio pure distrutta.
Passato il 42 si viene allanno terribile. Unica cosa piacevole la
nascita (27 maggio) di Cristina. Il 19 luglio sono a Roma, dove vedo Casati che mi annuncia limminente colpo di Stato. Gli chiedo:
E i tedeschi? Oh! I tedeschi per fortuna sono pochi e sparpagliati. Mi parve troppo fiducioso... Infatti quel che avvenne lo sai.
Quei cretini e delinquenti di Badoglio e del Re naturalmente, allitaliana, volevano mercanteggiare: senza condizioni no, etc. E
intanto incitavano il popolo allonore, alla fedelt allalleato, alla
resistenza. Mentre cos chiaro che armistizio e colpo di Stato
dovevano avvenire contemporaneamente.
Durante i quarantacinque giorni Sacchi (Filippo) dirigeva il

Pomeriggio del Corriere. E minvit a collaborare. Io scrissi


un articolo, in cui denigravo il fascismo, ma incitavo al perdono specie verso i giovani. Anche mia cognata Camilla scrisse un
pezzo sulla moda nera, la moda delle donne fasciste. Era un pezzo di variet scherzosa, ma le valse la galera. Il mio articolo usc il
4 settembre, il suo il 7-8. Viene larmistizio, e qui cominciano i
guai. Caro Pap, abbiamo letto tutti del Terrore. Ebbene, era uno
scherzo a paragone. Continuavano e imperversavano sempre pi
i bombardamenti, cerano i tedeschi pi carogne e incarogniti dal
tradimento che mai. E risorse un fascismo tale che il primo eran
rose. Si aprirono tutte le prigioni, si dette il mitra e le bombe a
ogni delinquente. I fanatici fascisti divennero furiosi e disperati,
quelli in buona fede ciechi e cocciuti. Si ebbero circa venti diverse e autonome polizie, tra tedesche, militari, fasciste: la X Mas, la
Muti, i paracadutisti, le brigate nere, i bersaglieri, che so? tutti facevan polizia per proprio conto. Tutti rubavano, tutti ammazzavano, tutti torturavano, tutti deportavano. Quasi nessuno andava
al fronte, per. Le spie regolari o dilettanti, uomini, donne, bambini, pullulavano. Per giunta il mangiare scarseggiava e i prezzi
cominciarono a salire vertiginosamente. Tutti facevano (e fanno)
la borsa nera. Il condurre la barca familiare diventava unimpresa.
Io continuai a mostrarmi per Milano (ci venivo soprattutto per
guadagnare lindennizzo) regolarmente fino al febbraio 44; poi
vi fui sempre pi di rado. Maccorsi dessere pedinato da note
spie. Ricevetti delle lettere ufficiali in cui mi si prometteva una
pallottola nella schiena, il giornale fascista pi letto e violento, il
Popolo dAlessandria, mi attacc violentemente... Cos fui quasi sempre in Valtellina, fra Ponte e Chiavenna, sempre pronto, per, con un piede alzato e il sacco preparato. Ma la Valtellina sotto
molti aspetti era peggio di Milano. Ci furono meno incursioni aeree (gli aeroplani eran sempre su di noi, per, giorno e notte) e a
Ponte si ebbe una sola bomba e due o tre mitragliamenti. Per

Continuai a scrivere e a dipingere a Ponte. Qui mi giunse per


radio la notizia delluccisione, il 29 maggio a Roma, del mio caro
Eugenio. Fino allultimo avevo serbato contatti con lui. Ma la sua
storia tragica, intima, familiare (si era separato dalla moglie Ursula Hirschmann) politica e morale te la conter unaltra volta. Fu
un grave colpo.
Anche a Ponte cominciarono a portar via la gente di notte. Una
notte un tedesco ubriaco volle per forza entrare in casa, e armato
minacci tutti. Fu Maria Sofia questa volta col suo tranquillo coraggio, e con la forza indomita con cui mi ha accompagnato in
questi anni, a domarlo e rispedirlo.
Ah, ancora: unaltra notte, partigiani, o cosiddetti, armati, entrarono in casa e con le pistole puntate contro le mie costole
mintimarono di consegnare entro due minuti ventimila lire.
Ancora una volta seppi dominarmi e con la mia eloquenza li
persuasi ad accettare solo mille lire e un bicchiere di vino. Pochi
minuti prima gli stessi avevano ottenuto in casa del medico
unica persona antifascista del paese con me trecentomila lire
in danaro e gioielli. Come vedi, il vivere pericolosamente labbiamo ottenuto.
Il fenomeno partigiano meriterebbe un bel saggio. Dai garibaldini agli arditi, a questi, tutto sommato, gli attivisti di ogni regime e di ogni tempo poco mi vanno. inutile, fascisti o partigiani,
la gente che maneggia le armi sempre la stessa. Senza dire che
fra i partigiani, i fascisti erano e sono questo il nuovo arditismo del nuovo dopoguerra la maggioranza. Le persone perbene e quelli che han fatto davvero qualcosa, pochini... spaventoso ripensare, poi, a quanto lItalia, fino al 25 luglio, e fino al 25
aprile, sia stata fascista. Credi, che specie fino al 25 luglio, gli antifascisti erano poche decine. Chiudendo, un momento, momento di qualche giorno, ancora molto pericoloso fu quello, in Valtellina, dal 25 aprile ai primi di maggio. Come spero leggerai in una
serie di miei articoli sullEpoca di Roma Dove andava Mussolini? il Duce veniva proprio in Valtellina, e forse a Ponte, e
forse... in casa Cederna. La zona, quindi, preparatissima militarmente poteva diventare una nuova Cassino. E i fascisti del luogo,
con tutte le loro forze, prima di credere alla fine, al crollo, alla
morte di Mussolini, lasciarono passare vari giorni in tergiversazioni e trattative infide.
Finalmente tutto fin. Amen... E ora eccoci a Milano. Io sono
molto ricercato da giornali, riviste, editori, gallerie. Non tanto per
mio merito, quanto perch manca materiale intellettuale. O epurati, o scomparsi molti. Soprattutto per, salto completo delle
nuove generazioni. Il fascismo intellettualmente le ha neutralizzate. Ho quindi molto da fare. Al Corriere ho il posto di Ojetti;
ma non lo spazio, ch i giornali a un solo foglio non permettono
che poche righe ogni tanto. Sono redattore, ma libero come
laria. Posso andarmene e non farmi veder mai al giornale. Redattore, insomma, per il trattamento economico. (Non tanto, certo,
dato il crescente costo della vita). Lavoro in disegni, in pittura e in
collaborazioni di qua e di l. Non mi occupo di politica, non sono
iscritto a partiti. Penso che il compito nostro sia solo quello di
raddrizzare moralmente, religiosamente, glitaliani. E non solo
glitaliani...
Spiritualmente non sono ottimista, ma neppure pessimista. Al
futuro penso poco, perch penso che non ci sia che lavorare e ricostruire. Certo che per me, per la mia generazione, stato duro
e dubito assai possa produrre, qualcosa di artisticamente o spiritualmente molto alto. Il pensiero dei nostri morti, di alcuni morti, mi turba molto. Dico di alcuni, perch, francamente, di tanti
morti non mi cale molto: possono essere morti per causa nobile,
quali antifascisti; ma potevano morire lo stesso, li conoscevo bene, per causa ignobile, da fascisti. Pace allanima loro e che se la
vedano con Domineddio. Sono contrarissimo allepurazione.
Non ho denunciato nessuno fra quanti, tanti, han tirato alla mia
pelle. Non rivendico nulla di quanto mi stato tolto e ne avevo
diritto, di quanto avrei potuto avere e non ebbi o non ho.
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44 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Percorsi Geografie

Lorigine
dei
continenti
N

aturalmente Marco Polo e Cristoforo Colombo. Ma anche nomi meno noti come Giovanni da Pian del Carpine, Ibn Battuta, Filippo Sassetti, Ludovico de Varthema, Jean Chardin. Fino a James Bruce e David Livingstone. Sono molti i protagonisti del libro di Attilio Brilli Il grande
racconto dei viaggi desplorazione, di conquista e davventura (Il Mulino),
una strenna ricca di splendide illustrazioni (comprese quelle di queste pagine), ma anche una riflessione sui diversi aspetti di unesperienza nella
quale, scrive lautore, la civilt umana ha dato il meglio e il peggio di s.
Da una parte le spedizioni verso lignoto hanno promosso la conoscenza,
favorito losmosi tra popoli diversi, promosso preziose opportunit di
scambio, fino a rendere la nostra specie consapevole della sua straordinaria variet. Ma dallaltra sono state veicolo di guerre, epidemie, conquiste
coloniali macchiate dal saccheggio, dallo sfruttamento, dallo schiavismo e
a volte da forme di genocidio.
Questa contraddizione si rispecchia pienamente nella storia dei diversi
continenti e del modo in cui hanno acquisito le rispettive identit e le denominazioni che oggi abitualmente usiamo. Pensiamo al rapporto tra Europa e Asia, contrapposte in modo anche cruento e al tempo stesso inestricabilmente unite da una geografia che non segna tra di esse alcuna linea
precisa di demarcazione. Oppure allAfrica, fonte di suggestioni misteriose. Poi lAmerica, terra di conquista divenuta a sua volta conquistatrice, figlia dellEuropa capace di ribellarsi alla casa madre e al tempo stesso profondamente divisa al suo interno. Infine lOceania, ultima arrivata, pi che
un continente un insieme di realt complesse sparse su unimmensa superficie di acque.
A cinque studiosi abbiamo chiesto di raccontarci letimologia e le specificit di ciascuno dei continenti, spingendosi allindietro anche ben oltre
lepoca medievale da cui prende avvio il racconto di Attilio Brilli, per ricomporre le premesse del mosaico globale che oggi il nostro pianeta. (a. car.)
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ATTILIO BRILLI
Il grande racconto
dei viaggi desplorazione,
di conquista
e davventura
IL MULINO
Pagine 562,  48
(Edizione rilegata
con 140 pagine
di illustrazioni
a colori)

Europa

Asia

Che spazi oltre la Persia


di LUCIANO CANFORA

Georg Braun, Civitates orbis terrarum, 1572-1617. Veduta di Lisbona alla fine del secolo XVI

sia, secondo il poeta e teologo Esiodo (700


a.C. circa) era una delle moltissime figlie
che Teti, a sua volta figlia del Cielo e della
Terra, diede a Oceano (Teogonia, 359). Loro figli
poi erano tutti i fiumi del mondo, dal Nilo al
Danubio, dal Po allo Scamandro. La Teogonia
potrebbe essere il pi antico testo greco a noi
giunto: perlomeno questo pensavano dotti antichi come il poeta romano Accio (II secolo a.C.).
Fonte era lepica mesopotamica, lEnuma Elish,
dove Marduk ci che Zeus nel testo di Esiodo.
Lanalogo della Genesi della Bibbia. Il padre del

Nata per contrapposizione


di AMEDEO FENIELLO

i tutti i continenti, lEuropa il pi piccolo.


Non unit a se stante, ma propaggine. Prolungamento dellimmenso territorio asiatico. Ci che la rende unica non per il suo contesto geografico: i suoi confini, infatti, restano ancora fluidi (gli Urali? La Turchia?). Ma altro, narrato dalla metafora stessa del mito da cui nasce il
suo nome. Dal rapimento da parte di Zeus sotto
forma di toro di Europa, figlia del re dei Fenici,
Agenore di Tiro. Dio che la strappa allOriente e la
conduce sulla sponda opposta, dove tramonta il
Sole. Verso un nuovo mondo. Appunto: lEuropa.
Un mito, evidente, che sa di movimento. Di
spostamento, di genti, saperi, principii. Che fa
nascere unidea di separazione dal resto, che
anche distinzione. Perch lEuropa contrapposizione, da sempre. Tra un s e un altro da s. A
partire dal pensiero greco, con un Europa che
rappresenta lo spirito di libert contro il
dispotismo asiatico. Poi tra Christianitas e
universo non cristiano. Tra gli umanisti che creano la repubblica europea delle lettere e tutto il

resto del mondo, il mondo dei barbari. E Machiavelli: con la prima formulazione dellEuropa
come di una comunit dotata di una sua specifica
personalit, non religiosa, ma politica, terrena,
laica. UnEuropa che diventa un sistema coerente
a mano a mano che cresce la sua egemonia, tecnica ed economica prima, politica e culturale poi.
In una dimensione che la trasforma in punto di
riferimento ovunque, sia in positivo sia in negativo. Maestra di democrazia e di uguaglianza. Oppure simbolo di oppressione e servit, contro cui
si rivolsero le energie dei popoli che si ribellarono al colonialismo.
Aveva ragione Chabod: per capire lEuropa il
fondamento polemico essenziale. Tenendo
conto che la distinzione genera sentimenti opposti: la curiosit verso laltro, la tolleranza, il senso
dintegrazione. Che portano con s lidea di un
continente mai fisso negli schemi. Ma duttile,
proiettato allibrido. In una parola, nonostante
tutte le angosce, aperto.
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Il viaggiatore da Les voyages dIbn Batoutah


(Biblioteca Nazionale, Parigi)

poeta proveniva dallAsia e, randagio, aveva finalmente trovato sede nella Beozia dove forse gli
nacque Esiodo. Oceano padre di tutti i fiumi e di
tutti i continenti un idea ben comprensibile
alla luce della concezione antica secondo cui il
fiume che avvolge tutte le terre emerse, e lAsia
comprende anche lEgitto e la Libia.
Sar Erodoto anche lui un greco dAsia a
fare il grande passo stabilendo la distinzione tra
Europa, Asia (cio limpero persiano) e la Libia
(cio il Nord-Africa) e assumendo il Nilo come
confine. Sullorigine del nome Asia, Erodoto
aveva altra opinione: si trattava, secondo una
tradizione da lui accolta, della moglie di Prometeo. Asia del resto figurava anche come personaggio nel Prometeo liberato di Eschilo, tragedia
non giuntaci. Il dato pi rilevante che le dimensioni geografiche dellAsia, nella visione dei Greci, a lungo coincisero, anche politicamente e
moralmente, con limpero persiano. E lepopea
delle guerre persiane contribu a consolidare la
polarit Europa/Asia: Europa luogo di libert,
Asia luogo di schiavit.
Ancora in epoca romana, Asia la provincia
dAsia Pergamo, il regno dAsia Minore lasciato dal suo ultimo sovrano, Attalo III, in eredit al Senato e al popolo romano (133 a.C.). Il toponimo Asia venne dilatando il suo ambito via
via che si estendeva la conoscenza del mondo:
dagli scienziati al seguito di Alessandro Magno al
mare esterno di Marciano di Eraclea, vissuto
dopo Diocleziano. Che significava quel nome?
Stefano bizantino, nel lessico geografico redatto
al tempo di Giustiniano (VI d.C.), pensava ad Asis
che vuol dire fango, fanghiglia, terra umida.
Molti moderni pensano invece che Europa e Asia
siano termini assiri: Ereb Occidente e Au Oriente. Ma lentrata in scena, alla fine del XV secolo,
del Nuovo Mondo trasform, man mano, la originaria polarit nel concetto unitario di Eurasia,
con lEuropa nel ruolo di penisola asiatica.
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CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 45

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015


Mappa, ricostruita nel 1474, dellecumene (mondo
abitato) di Tolomeo (100-175), compreso fra le isole
Canarie a ovest e la Penisola Indocinese a est. Il sistema
di proiezione geografica di Tolomeo basata su latitudini
e longitudini allorigine della cartografia moderna

Oceania

Lorgoglio dei cannibali


di ADRIANO FAVOLE

urono i grandi viaggi di esplorazione dellultimo quarto del XVIII secolo, e in particolare le spedizioni guidate da James
Cook, a porre le premesse per la nascita del
termine Oceania. Allora divenne chiaro che
non esisteva il grande continente del sud, la
Terra Australis Incognita, o quantomeno non
esisteva nelle dimensioni ipotizzate. Australia and cos a designare, sostituendosi alla
denominazione di Nuova Olanda, la parte di un
tutto ben pi vasto, rappresentato da quello che
veniva chiamato il Grande Oceano o Oceano
Pacifico. Nel 1804, il geografo francese Conrad
Malte-Brun, vista linadeguatezza delle espressioni Terres Australes e Austral-Asie, propose, per indicare tutte le isole piccole e grandi, compresa lAustralia, che sorgevano tra

Nave olandese (incisione giapponese del XVII


secolo). Gli olandesi raggiunsero per primi
nel 1616 lAustralia, chiamata Nuova Olanda

Africa

lAsia del sud est (Sumatra, Giava, Borneo) e le


isole Marchesi allestremit orientale, la definizione di Terres Ocaniques o pi semplicemente lOcanique, in analogia fonetica con i
continenti Amerique et Afrique.
In seguito i colleghi di Malte-Brun osservarono che Ocanique suonava pi come aggettivo che come nome: si afferm cos la forma
Ocanie, Oceania, consacrata nella Carta del
1832 elaborata da Jules Dumont dUrville. Fu lo
stesso Dumont dUrville a sancire luso delle tre
grandi partizioni in cui viene oggi divisa lOceania insulare (Australia a parte).
La Melanesia, letteralmente le isole nere,
un termine di origine razziale che prende spunto dal colore prevalentemente scuro della pelle
dei suoi abitanti: dal momento che il termine
latino niger/nigrum era gi impegnato in Africa, si opt per letimologia greca melanos. Nere le isole pi occidentali anche perch ritenute territori di pericolosi cannibali e stregoni
(una sorta di antropologia noir, insomma). Le
molteplici isole pi a est vennero definite dal
termine pi neutro Polinesia, unantica espressione che risuonava meglio per popolazioni di
pelle chiara e che avevano dato vita a sistemi
politici centralizzati e verticistici (e dunque pi
simili a noi!). Il terzo termine, Micronesia,
indicher isole e arcipelaghi situati prevalentemente nellemisfero nord.
Come hanno reagito le societ locali allimposizione dei nomi operata dagli occidentali?
Oceania e, soprattutto, Pacifico, riadattati
alla fonetica locale (per esempio Pasifika in
Polinesia), sono oggi molto diffusi nelle lingue
vernacolari. Mari del Sud ha assunto piuttosto una dimensione promozionale e turistica.
Al culmine dellindipendentismo (anni Sessanta-Ottanta del Novecento) il termine Melanesia
pass da stigma razziale a espressione di orgoglio etnico, in analogia alla ngritude africana.
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America

La forza del nuovo. Mondo


di TIZIANO BONAZZI

on vi era spazio per un quarto continente nella geografia mentale del Rinascimento e Colombo mosse alla ricerca di
una via per le Indie, cio per lAsia; ma in pochi
anni limmensit e peculiarit dei territori raggiunti fece ricredere tutti. Amerigo Vespucci lo
cap per primo e nella lettera a Lorenzo di Pierfrancesco de Medici del 1502-03 parl di un
continente, un Mundus Novus. La lettera,
immediatamente pubblicata in tutta Europa,
leg il Nuovo Mondo al suo nome e gi nella
Cosmografia del 1507 del cartografo tedesco

Appunti del diario di David


Livingstone scritti
su una pagina del giornale
The Standard. Missionario
protestante scozzese,
Livingstone (1813-1873)
scopr in Africa nel 1855
le cascate Vittoria,
lungo il fiume Zambesi,
cui diede il nome
della sovrana britannica.
Mor di malaria in Zambia

Un triangolo verso lignoto


di GIOVANNI BRIZZI

a tradizione dei Peripli, i primi resoconti


di navigazione in greco (ma talvolta di
matrice punica, come il Periplo di Annone) risalenti al VI secolo a.C., attribuisce alla
sponda meridionale mediterranea il nome di
Libye; e Libyphoinikes, Fenici di Libia o Fenici trasferiti in Libia, sono gli abitanti delle
colonie fenicie sorelle di Cartagine, diversi dai
Punici per identit politica. Rispetto a Libye il
latino Africa assai pi recente. Esso emerge
o, meglio, trapela apparentemente allimprovviso attraverso un celebre cognomen ex
virtute, il soprannome onorifico di Africanus
conferito a Scipione, il vincitore di Annibale.
Questo fatto ha indotto a datarne la genesi a
unepoca coeva alla Seconda guerra punica; e,
anche se lestensione del termine viene subito
ampliata, qualcuno (W. Huss) lo ha ricollegato
a una popolazione gli Afri (forse dalletnonimo berbero ifri, pl. ifran; prima et araba: iafran) e a un territorio posto ipoteticamente a
settentrione del medio Bagradas (lattuale Me-

djerda, in Tunisia). Con Afri Livio indica genericamente le truppe africane di Cartagine (contrapposte ai Punici? Era in origine il mondo
non urbanizzato?); e il collegamento rafforzato dal fatto che, dopo la distruzione della grande nemica, i Romani attribuirono il nome di
Africa (poi proconsularis dalla carica del suo
governatore) alla nuova provincia creata annettendo in sostanza il territorio rimasto a Cartagine. Un fossato, la fossa regia, la separava dalla
Numidia; mentre la costa, incentrata su Utica,
andava dal saltus Burunitanus e dalla citt di
Thabraca ad ovest fino al golfo della Piccola
Sirte ad est, al confine con la Cyrenaica.
Sorta, per gli antichi, di grande triangolo, la
cui base verso sud costituiva, a causa della barriera sahariana, una linea illusoria, sospesa
lungo i confini dellignoto (Desanges), lAfrica
antica vedr infine questo nome estendersi, al
di l delle diverse partizioni, allintera striscia
compresa dalle Colonne dErcole al Nilo.
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Pianta di pomodoro portata in Europa dallAmerica


(stampa, Biblioteca Marciana, Venezia)

Martin Waldseemller la costa a sud dei Caraibi detta America. La presenza di un mondo
che non avrebbe dovuto esserci apr un enorme problema, quello, appunto, del nuovo,
della novit, in una cultura che si rifaceva allantico. Ne nacque una plurisecolare disputa
sul significato della scoperta, nella quale gli
europei riversarono sogni, ideali e orrori, dallEldorado, alla missione di cristianizzare gli
indios, al loro sterminio, al terrore per una
natura soverchiante. Una disputa culminata in
quella illuminista sulla degenerazione della
natura doltreatlantico e, collegata ad essa,
quella sul significato positivo o negativo della
scoperta sui costumi e, quindi, sulla civilt
europea in cui lAmerica rifletteva le ansie della
modernit nascente.
Nel 1776 la Rivoluzione americana, con il suo
richiamo alla libert e ai diritti naturali, present per la prima volta unAmerica che intendeva essere modello allEuropa. Poco dopo, le
rivolte contro la Spagna ampliarono allintero
Nuovo Mondo il repubblicanesimo statunitense e il sistema degli Stati europei; ma questAmerica liberata si divaric fra un insieme di
deboli Paesi latinoamericani, sottoposti allegemonia britannica, e gli Stati Uniti, il cui velocissimo sviluppo fece s che fossero essi ed essi
soltanto a restare protagonisti nel rapporto con
il Vecchio Mondo. Un rapporto forte perch la
loro storia apparteneva allEuropa. Proprio per
questo le loro novit politiche e sociali
strutturalmente europee invece che estranee parvero destabilizzanti ed entrarono nel
vortice dei dibattiti del Vecchio Mondo. A inizi
Novecento i primi sintomi di americanizzazione segnarono una svolta e gli Stati Uniti, unica,vera America, si collocarono al centro dei
tragici scontri sui modelli politici della civilt
moderna culminati nella loro egemonia sullEuropa occidentale dopo il 1945.
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46 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

Percorsi Controcopertina

Itinerari L dove il fiume sacro accoglie i fedeli di Shiva


i muezzin lanciano il loro richiamo da centinaia di minareti
Attentati, scontro politico e il fantasma dellIsis:
una difficile integrazione che passa anche dal cricket

La mezzaluna sul Gange


Varanasi
(Benares)
CINA

PAKISTAN

New Delhi
Bombay

Calcutta

Fiume
Gange

INDIA

(TIM GRAHAM/ROBERT HARDING HERITAGE/AFP)

Oceano
Indiano

dal nostro inviato


a Varanasi (India)
ALDO CAZZULLO

Lavanzata vertiginosa dellislam


nella citt santa dellinduismo (e non solo)

on si sa se e quando i cavalli dei maomettani si abbevereranno nel Tevere,


come vaticina padre Rosario, il confessore di madre Teresa. Si sa quando la
mezzaluna islamica sorger sul Gange:
domattina.
Lalba a Varanasi, la San Pietro dellinduismo, da sempre il momento pi sacro della
giornata: i sadhu dal corpo dipinto scendono al fiume
insieme con gli occidentali figli o nipoti dei fiori, per
pregare la dea Ganga e il dio di cui innamorata non
corrisposta, Shiva. Ma ora al sorgere del sole la citt si
sveglia con il muezzin e con il suo richiamo imperioso,
lo stesso che risuona dal Marocco allIndonesia: Allahu akbar....
I pi preoccupati tra gli ind dicono che di moschee
a Varanasi ormai ce ne sono duemila. Forse esagerano,
ma certo sono centinaia. Il visitatore europeo vi entra liberamente: limam d per scontato che sia un convertito, e gli propone di pregare insieme nella direzione della Mecca, che qui occidente. La comunit pacifica e
ospitale. Controlla lartigianato tessile: produce sari coloratissimi, ma le sue donne girano sempre pi spesso
in burqa nero. Di fatto vive in una sorta di apartheid, la
stessa che nei villaggi separa le caste ind: ogni comunit ha la sua pompa dacqua, il suo pozzo, la sua scuola.
Il punto che i musulmani sono, e saranno, sempre
di pi dice Rashmi Banji Deo, la rani, principessa, di
Jaisalmer, che come molte famiglie reali ha casa a Vara-

nasi . In India ogni giorno nascono centomila bambini. E gli islamici, a differenza di noi ind, non conoscono la pianificazione familiare. Gi ora le statistiche indicano che sono il 14 per cento della popolazione: 175
milioni. Ma in realt sono di pi, considerando ad
esempio gli emigrati dal Bangladesh a Calcutta e nellAssam, e crescono in modo esponenziale. Oggi nelle
scuole non accettiamo le bambine con il velo: lo devono
togliere e poi lo rimettono alluscita. Ma fino a quando
saremo in grado di proteggere il sogno indiano della
convivenza tra culture e religioni diverse?.

Il confronto tra islam e induismo un tema secolare.


Prima degli inglesi il subcontinente fu dominato dagli
imperatori Moghul, alcuni tolleranti e altri spietati distruttori di templi. La partizione tra India e Pakistan
scaten una guerra civile da centinaia di migliaia di
morti, interrotta solo dallemozione per lassassinio di
Gandhi, ucciso non da un musulmano ma da un estremista ind: oggi i suoi discendenti sono al governo, attraverso lRss, braccio ideologico del partito del premier Narendra Modi.
Modi stato capo del governo del Gujarat, ma ha
scelto come collegio elettorale proprio Varanasi, a rivendicare il carattere induista della citt santa. Il Gujarat nel 2002 fu sconvolto dai pogrom anti-islamici, dopo che i musulmani avevano assalito un treno di attivi-


Statistiche
I musulmani
in India sono
il 14 per cento
della popolazione:
175 milioni


Vecchia Benares
La comunit
maomettana
produce sari
ma le donne
girano in burqa

sti ind: migliaia di morti, innumerevoli stupri e sevizie. Modi non si affann per fermare la strage. Ancora
due settimane fa ha definito il linciaggio di un miscredente che aveva mangiato carne bovina un caso sfortunato. Ma proprio il suo radicalismo a confortare gli
ind timorosi per la propria identit. Anche perch
quasi ogni giorno i quotidiani danno notizia della chiusura di siti o pagine Facebook legati allIsis: un fantasma
remoto, per ora.
A Varanasi ha casa anche Sudarshan Kumar Birla, che
tutti chiamano SK, patriarca di un impero da 60 miliardi di dollari, con Ratan Tata il grande vecchio dellimprenditoria indiana. Suo bisnonno lasci il Rajastan a
dorso di cammello per cercare fortuna a Mumbai. Suo
nonno, Raja Baldeodas Birla, vero fondatore dellazienda, si ritir a 55 anni: un indovino gli aveva predetto la
fine imminente, e lui si fece costruire un palazzo sul
Gange, dove si ritir ad aspettare la morte. Raja Baldeodas Birla aspett la morte per quarantanni: mor quasi
centenario, e fece in tempo ad accumulare una saggezza
che ha trasmesso al nipote. Per secoli ind e musulmani hanno vissuto spalla a spalla dice SK . Siamo
tutti esseri umani; le contrapposizioni nascono dalle
manovre della politica. Certo, se sommiamo ai musulmani di casa nostra quelli che premono alle frontiere
orientali e occidentali, in Pakistan e in Bangladesh, superiamo il mezzo miliardo di persone. In pratica un
musulmano su due vive nellIndia indivisa, il territorio governato dagli inglesi prima della partizione del

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

RiLettura
di Claudio Colombo

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 47


Bartli, Brtali e Orio Vergani
Uno pedala, laltro scrive. Entrambi fuoriclasse.
Gino Bartali svelato da Orio Vergani:
dallincertezza sulla pronuncia del cognome
(accento piano o sdrucciolo?) alla consacrazione
di un corridore che allepoca ha gi vinto due Giri

dItalia e un Tour de France. Lomaggio allasso da


parte di un superasso della penna, il pap del
giornalismo sportivo italiano, che per il
Corriere e La Lettura scriver 20 mila articoli
in 34 anni (La Lettura, settembre 1938).


Una copertina
un artista
Il mondo ipnotico di Lurie

(RAJESH KUMAR SINGH/AP )

Le immagini di queste pagine sono state scattate nella citt


sacra di Varanasi, nello Stato federato dellUttar Pradesh,
nellIndia settentrionale. Nella foto grande, a sinistra: due
donne in burqa con i figli sul risci per le vie della megalopoli.
Qui a fianco: un sadhu asciuga la veste dopo un bagno nel
Gange. Qui sopra, dallalto: pellegrine in sari lavano gli abiti nel
fiume al Dasaswamedh Ghat, la scalinata (ghat) che scende
allacqua sulla riva occidentale del Gange; lungo il Panchganga
Ghat lantica moschea Alamgir, nota anche come Beni
Madhaw Ka Darera, costruita su un tempio dedicato a Vishnu

ferragosto 1947. Il senso di accerchiamento genera


qualche ansia pure al miliardo di ind e alle minoranze
cristiane, sikh, buddhiste, ebraiche, jainiste.
I musulmani sono per tradizione vicini al Congresso,
il partito secolare dei Gandhi. Ma ora, di fronte al declino della dinastia che in questi giorni Sonia tenta di tamponare con una frenetica campagna per le elezioni nello Stato del Bihar, qualcuno comincia a votare per
lodiato Modi. Nel West Bengala i musulmani sono 25
milioni e sostengono il capo del governo locale Mamata
Banerjee, donna di potere alleata di Modi. Mentre lunico Stato in cui i musulmani sono maggioranza, il Kashmir, dilaniato da una guerra che sembra non avere
mai fine. Il premier pachistano Nawaz Sharif aveva partecipato allinsediamento di Modi, suscitando la speranza di una nuova stagione. Ma i negoziati sono fermi,
e la frontiera delle grandi montagne resta una frattura
aperta nel cuore dellAsia.

Nel maggio 1995 un gruppo di guerriglieri islamici


occup il santuario di Sharar-i-Sharif, il simbolo della
coesistenza nella valle del Kashmir tra ind e musulmani, che visitavano insieme la tomba di Sheik Nurudin, il
profeta del sufismo, luomo che scriveva: Dio ovunque e ha mille nomi/ ma non c foglia derba/ che non
lo riconosca./ Siamo venuti insieme sulla terra/ perch
non spartire gioie e dolori?. Lesercito indiano attacc,


Il miliardario
Da sempre
viviamo spalla a
spalla. Il contrasto
nasce da manovre
politiche


La principessa
Fino a quando
riusciremo
a proteggere
il sogno indiano
della convivenza?

il santuario bruci. Scrisse Tiziano Terzani: Tutto andato in fumo e con quello se n andata lultima speranza dun compromesso nel Kashmir. Ventanni dopo la
sua profezia purtroppo non stata smentita. E non si
ancora richiusa la ferita di Ayodhya, dove gli ind distrussero la moschea che profanava la citt natale di
Rama. Mentre a Bodhgaya, nel luogo dove Buddha raggiunse lilluminazione dopo aver respinto gli assalti di
Mara, il demone dellillusione, sorge da secoli unindisturbata moschea. E quando gli inglesi riscoprirono dopo quasi un millennio i templi erotici di Khajuraho, gli
indiani costruirono allingresso un tempio sincretista,
con una cupola islamica, uno stupa buddhista e una
torre ind.
Luniversit di Varanasi frequentata dagli ind. I
musulmani vanno ad Aligarh o ad Allahabad. Come
ovunque, c grande interesse per lItalia. Pratishta Singh ha avuto qui la cattedra di Letteratura italiana; ora insegna a Delhi. Spiega che la grande prova di coesistenza
sono le sfide a cricket tra India e Pakistan. I suoi allievi
musulmani tifano India. Se lIndia vince, si festeggia
tutti insieme. Ma se vince il Pakistan, i musulmani si
chiudono in casa; altrimenti rischiano di prendere un
sacco di botte. Poi non dobbiamo stupirci se gli islamici hanno sempre pi rabbia. E se gli ind, pur essendo
ancora dominanti per numero, potere e ricchezza, hanno sempre pi paura. Diceva Borges che lIndia pi
grande del mondo; ma dura far posto a tutti.
RIPRODUZIONE RISERVATA

COURTESY GALLERIA M77/MILANO

(TIM GRAHAM /ROBERT HARDING HERITAGE/AFP)

(TIM GRAHAM/ROBERT HARDING HERITAGE/AFP)

Il volto di un uomo (un


autoritratto?) immerso
nel paesaggio insieme
rassicurante e inquieto di
un bosco. Bisogna avere
un caos dentro di s per
partorire una stella
danzante, scriveva Friedrich Nietzsche.
Forse, questo ritratto giallo che illumina
la selva densa di ombre blu e grigie il
frutto del mondo visionario, e a suo
modo ammaliante, di John Lurie
(Minneapolis, 1952). Si tratta di uno
degli autori pi interessanti del
panorama artistico americano, presente
gi in molti musei e, tra laltro, dal 10
novembre alla galleria M77 a Milano.
Lurie incarna lidea dellartista
poliedrico: musicista jazz, compositore
ma anche produttore e attore (ha
lavorato con Wenders, Scorsese, e con
Tom Waits e Roberto Benigni nel film
Daunbail). Nelle sue operte pittoriche ci
accompagna in un mondo popolato da
animali impossibili, da figure solitarie e
fantastiche immerse in una natura
colorata, luminosa e al tempo stesso
inquietante. Lurie, con i suoi acquerelli
di piccole dimensioni, crea una
narrazione spiazzante, talvolta anche
provocatoria, dove in un dialogo di figure
(e parole) rivela un mondo accattivante
e ipnotico come una crudele e poetica
favola noir. (gianluigi colin)

Supplemento culturale del Corriere della Sera


del 1 novembre 2015 - Anno 5 - N. 44 (#205)
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48 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

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