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Il suo cadavere immenso.

I DADI I DAVID
Che da quel momento non lascia spazio a null’altro da fare. Dal mare luccica
Il miraggio sonoro di ragazze che ridono fuori dalla finestra * a David Carradine e David Foster Wallace
Stanze - come buste di carta per il pane Io siete voi. Ed eccoci nella metà del pomeriggio eccoci fra i mari
Lungo una carreggiata di città – * Mediamente mossi, ancora una volta le nostre due dorsali La noia ti sorprenderà e ti ghiaccerà i guanti
Principali saranno ammassate su qualche treno o in un altro Mentre sei intento a risolvere
I cavalli meccanici mi gettano da parte Ai frutti capovolti.
Guardavamo battere i denti Abitacolo, m’infilerò le saponette negli occhi e penetrerò I tuoi quattro mondi di compostezza e le luci
I miei vicini impazzendo per un improvviso e pungente Dentro al cervello continuano ad annodare piccole
*
Risparmiato le forme di vita ruotavano in cerchio. Tu li chiami giorni.
Ai piedi di una galassia nel poco ossigeno * Odore di salviettina umidificata, e penserò a proust, e buonanotte
con cui intrattenersi. Penserò ai miei sensi e immaginerò una figura reticolata, una A continui risvegli;
Dio ha sette sessi e sette diverse mani sorta
Fra gli dei e gli umani. * Di albero con rami come ragnatele e Creaturine a quattro zampe percorrono il perimetro celeste
Scuoterò la testa e la mia mano cercherà Radianti ponti di cose misurate, sequenze di ombelichi
Sono i gemiti nella guerra Pareva scomparire
Comodamente sparpagliati in terra:
Si preparano a calpestare i gusci d’uovo dei ricordi
In una luce particolare, in una certa diagonale La tua e ti dirò che le parole mi fanno schifo e tu sorriderai E molto più in basso delle teste sui pali questo: le nostre
perché giacche.
Sognante e azzurrina che se colta
Gli sposi si spostano su un fianco tutti insieme Finché la svegliarono ma lei rimase
Le amanti si mettono al posto delle mogli E recitare quattro parole stringendo fra le mani un rosario Sai come disinnescarmi e l’esatta idea che ho di un prima e un
Ogni poesia predice il futuro di qualcuno E pulire l’altare dopo. Tutti i tuoi lillà sbiancati dalla neve
Rispondevamo a domande che nessuno ci aveva posto E cambiare i fiori Manine bianche di morti sepolte
Così che le suore poterono entrarle dentro una ad una La pressione di miliardi di occhi di defunti
Di avvolgere occhi spalancati di pesce.
Al suo piccolo cuoricino venne fatta un’anestesia Giallina e claudicante, te ne andrai di spalle dopo aver pianto Che fissano noi, quattro candele accese nel buio
Pallide e la carta dei giornali che muore ben prima
* Tutte le piogge d’occidente, quello che farai è trovare dell’eternità.
Un altro col quale incazzarti per le tue occhiaie e la parola
Per essere riflettuta.
Fra di loro s’elevano una sommità di albero, due ragazzette Finché smise di riflettere
Metropolitane i palazzi si specchiano ai palazzi Divenne questo e quello e non era ne uno né l’altro amore Verrà cavalcando una lumaca mostrando
I genitori pettinano i capelli delle leggende DANNI LUCE Come un bambino che morde una farfalla Gonfierà le pance delle tende e mia madre e tua madre Ora una rupe ora la corda che a un certo punto credimi
I cuccioli di alligatore dormono nelle culle Luminosissima e raccolta, successe che durò un attimo Che ci hanno lanciato come dadi Ti donerà
Non hanno ancora smesso e le loro mani In fondo cedemmo ad un paesaggio
GUERRA

Diceva “io interpreto” e così successe che interpretava


Adesso più atroce di qualsiasi inferno, e reale
anonimo Le successe di riuscire a filtrare, e più filtrava più
Dobbiamo avere pietà." Di imparare e disimparare, le successe di credere Sono soltanto divenute le nostre. Ora puoi mostrarci tutti i tuoi trucchi adesso che finalmente
"Nessuno puo’ fare niente per nessun altro.
Respiriamo graffiando e osservando
Le successe questo. Le successe di odorare
Graffiando e osservando, tutti insieme;

LETTERA AI RETTORI DELLE UNIVERSITA’ Ora puoi mostrarci tutti i tuoi trucchi.
EUROPEE
CORSO DI SCRITTURA CREATIVA IN DIECI PUNTI
I bambini sanno qualcosa
fino al giorno in cui li si manda a scuola.
1 Se hai qualsiasi cosa da fare piuttosto che scrivere,
A partire dal giorno in cui sono affidati alle mani di un professore
falla. Non hai la casa in disordine? Non devi mettere le
e dimenticano.
ruote invernali alla macchina? Ecco.
FREE PRODUCT Le scuole sono un fascismo della coscienza,
2 Fra una donna e la descrizione poetica di una donna
FOR questa vecchia dittatura fossilizzata sulla puttana
dell'innato pedagogo. non c’è mai stato paragone. Quindi renditi conto che
VOICI LA BOMBE Il bambino di sei anni che per la prima volta invece di stare lì a scrivere ti conviene alzarti che tanto
entra in una scuola avrebbe molto da insegnare al suo è una battaglia persa.
presunto maestro, se solo questi avesse la saggezza e l'onestà 3 La scrittura non è arte, è una nefrite del cervello.
di credere che c'è qualcosa [da] 4 Tutto ciò che si vende non è arte.
MARZO 2010 5 Quando si scrive bisogna vergognarsi perché non si
imparare dalla coscienza di un nuovo nato.
Ma qual è il maestro che avrà lo spirito è trovato niente di meglio da fare.
di riporre la chiave sulla porta 6 Il talento non si coltiva, meglio passare direttamente
mettendosi lui stesso a scuola ai fiori.
delle future natalità? 7 Scrivere è cancellare. Quindi la pagina bianca è la
La disgrazia, signori rettori delle Università Europee, pagina perfetta.
è che non ci sarà più alcuna nascita, perché a 8 Nessuna cosa ti allontana maggiormente dalla scrittura
forza di tirare la corda ... che le parole.
E non è alla scuola delle nascite che vorrei mettervi, 9 La scrittura non ha bisogno di te, è il contrario.
ALESSANDRO ANSUINI io,magnifici rettori, poiché per la scienza 10 50,00 euro grazie.
13 poesie imbecille che rappresentate non è più tempo di nascere,
è tempo di morire.
http://voicilabombe.altervista.org SMITH&LAFORGUE INDIPENDENT PRESS
cont@ct: voicilabombe@gmail.com Antonin Artaud
TRANSPORTS, MOTHS HI-
Galleria senza posa l’egitto i bloody mary
LA LINGUA MORTA DELLE FOTOGRAFIE MOLTO SPIACENTI SIR imbevibili l’autista con un occhio cieco,
AIR, UNDERGROUND, RED THINGS
welcome to the club, ragazza in gonna
rossa sdraiata con le gambe aperte - piano Bene ora con le cosce lo spazio aereo controllato
E così hai viaggiato molto, e dov’è che sei stato? A Fabrizio Pittalis
sequenza su un pianoforte dove una ragazza la misura dell’uomo
Qui mani come lacci continuano ad affrettarsi inarca la schiena e con un piede schiaccia cineasta del tuo guinzaglio
A comporre nodi invisibili sugli orologi – “Il cielo si sta facendo scuro e un sol diesis, sei di fianco a un paralume
quattro zampe aderente al sindacato
Dovremmo sbrigarci, prendere tutte le cose penso che pioverà” hai le mani sulla faccia, la tua casa
Che possono servirci, controllare i bambini – disse lui e infatti non smise piena di libri non tuoi, scivolando madamoiselle s’è impiccata all’alberello
Cadono rane dal cielo – algebra di piovere più dal bordo del letto con la testa sull’angolo il poliziotto nasconde il poliziotto ma non
la luce sghignazzante che zampilla può coprire anche le cinque di mattina
Nei sotterranei della città infinite possibilità il tempo mette tutte le cose
da sotto le tue gambe, la storia polacca fatta e nemmeno la scuola
rincorrono correnti d’aria – al loro posto di vetri rotti nella notte e papi, collana
Ragazze docilmente tristi alitano gli alligatori nelle fogne crescono svelti e da grandi di perle su una coscia la sottile peluria

HI-FI
cenerentola ha macchiato il vestito
Contro i vetri – il formicaio diventeranno souvenir all’interno della gamba sorpresa
Protegge le sue gallerie la mala hora che tutto ottiene ti aspetta al bar a saltare sul letto sorpresa sotto
Gli operai non sfiorino la regina – con le gambe incrociate e “Sembra la fine la neve a fissare un lampione rosso, ofelia urla come una matta fra i corridoi dell’ospedale
non prendere messaggi, bocca rossa
L’inverno è alle porte, l’inverno è alle porte del mondo” disse lui così pallido,
e domenica mattina, scroscio di pioggia Aria, underground, cose rosse, la luce
Una stagione tremenda, chi ha osservato così pallido da scomparire nelle pagine del libro e visuale di uno scaldamuscoli, televisione
I marciapiedi ricoprirsi di petali? il suo collo e tutti quei lividi può filtrare attraverso le nuvole in una maniera
accesa telegiornale in tedesco ragazza nuda
Chi li ha portati? Semini freddi freddi tutte le volte che era caduto commovente, lo abbiamo visto nelle diapositive
riflessa nello specchio metti giù le armi
non sei sotto attacco non sai dire nemmeno che portavano quelli più vecchi di noi e che adesso
Si portano le ginocchia al mento sotto con la faccia dentro alla minestra tutto
quale siano le radici di lolita, alternativa sessuale si stringevano nei cappotti si alzavano il bavero
Un centimetro di terra gelata in dissolvenza nelle pagine del libro
residuo di mosca, nella posa velenosa e camminavano con un’aria davvero preoccupata –
Illuminata dagli anabbaglianti sfiniti “Odio la fotografia” dissi io e sprofondai
ho scoperto di essere quilty alla 120 notte venga pure il tuo regno ci troverà indaffarati
Di una macchina nel punto dove la notte come sprofonda una cosa che di lettura e l’esilio ho scoperto di essere quilty, in qualche mansione ripetitiva, santità,
Si gira nel sonno e comincia sa sprofondare, in un posto i voyeur hanno pantofole e tossiscono
l’ascesa alla grazia mi ha spezzato la schiena
ad essere inquieta. solo mio in una terra di confine dentro a manine fredde fredde
davanti a schermi lampeggianti, il teatro popolo dei mendicanti, teste spaccate, voi che siete
fra il mio divano e una litania dei radiohead –
del viola l’angelo che perse le ali non nelle cabine delle sale cinematografiche a farvi
L’ordine delle cose simulato dalle (alcune volte ho il terrore
divenne necessariamente un desiderio sfocato i cazzi vostri, fotografi di manichini, dirottatori
Canottiere piegate nei cassetti che voi non esistiate)
televisione rossa le tue braccia alzate le costole d’aereo analogici, è scritto anche sui muri
Ma l’ordine delle cose non si indossa rumori di sottofondo lounge
Né si sporca capisci in che modo cocktail bar e metropolitane il comandante è un’invenzione della nave.
l’amore moderno
Mi esprimo? altoparlanti che ripetono orari e allarmi questa stravaganza
come le tue mani come no tempo meglio di niente
pesci bianchi in fuga come atteggiarsi a migliori
voler essere te
i tuoi cani che ora
sono divenuti i miei.

Eccone una, eccone nessuna, ecco centomila annie, LA CURVA SESSUALE DELLA BOMBA MESSAGGIO SOCIALE
NOUS SOMMES LES MONARQUES

touch touch touch touch touch touch


“Non ho due vite, una da fotografa famosa
e una privata. Ne ho una soltanto. E la Monopolizzare i migliori ricordi, la curva Tutto è inservibile e per questo necessario.
prima è parte dell’altra”, provare i vestiti sessuale della bomba, i sinuosi corpi di algebra –
senza nemmeno indossarli, venire a conoscenza schizzi di gesso sulla lavagna - i significati Le tue mani
di un libro tramite scaffali parlanti, non ci sui quali non riesci ad arrampicarti, Gli occhi dei tuoi figli
sentiamo tutti meglio, più puliti? la sentenza che diviene una rima I cosi nelle cose
Quanta energia positiva, la mia casa perde la sua valenza ma tu Questa poesia e le tue
è a mia completa disposizione, posso attivare puoi essere ancora messo in carica I voti e le diete
il videocitofono e vedere chi è che bussa alla mia porta, basta cercare una presa non c’è luce E quando sei vecchio
oppure, soltanto con un tasto, attivare gli scenari programmati, nessuna luce nel buio ma tu possiedi Lei che ti viene verso
coordinando tra loro luci, tapparelle, musica e clima, e quando la spina - le candele di questa città Lungo una strada piena di foglie
non sono in casa, posso farlo tramite il mio videofonino, non sono mai bruciate in maniera così sensuale, Per incrociarti e sparire.
dammi una maestro, dammi una guida da degustare, con i blackout s’addormentano come bambini e questa nostra scena
i rossi al vertice i e i bianchi quelli, quelli lasciamoli stare dimmi, è solo ispirazione? “Perché fai domande La morte ci rende forbici,
stanno rovinando il mondo, apartheid docet, benessere che dura, se sai già tutte le risposte?” dove prima eravamo solo carta
ma ti pare, responsabilità verso il pianeta, rispetto ad assorbire.
per i contadini, è in arrivo un quarto stato di cocainomani
in cravatta che non si riconoscono l’un l’altro, the
village is on the street declamano gli speaker in filodiffusione
nei vasti spazi degli aereoporti, amy arbus e i creativi degli anni 80
i travestimenti dell’underground newyorchese, annie e
i giovani, questi giovani in uniforme, così tranquilli
nel vedersi tutti uguali che d’altronde, la differenza,
la fa il dettaglio, archivio da passeggio, monitor arcobaleno,
wireless virtuali per conoscere te per conoscere lui per essere
tutti felici per dire ci conosciamo, casa simplicity, il dada
è tratto, nous sommes les monarques OFFERTA
de notre propre peau nous sommes les monarques de notre corps
SPECIALE