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ELETTROCARDIOGRAMMA

Registrazione e riproduzione grafica delle differenze di potenziale elettrico che si creano tra
due punti durante un ciclo cardiaco.
Su questi tracciati si studia la morfologia, la durata e il voltaggio degli eventi elettrici.
Questi tre parametri permettono di trarre importanti informazioni su:

dimensioni delle camere cardiache e spessore delle loro pareti;

orientamento anatomico del cuore;

insorgenza e propagazione dell'onda di eccitamento (depolarizzazione e


ripolarizzazione);

irrorazione del circolo coronarico (presenza di zone di ischemia);

livelli elettrolitici;

effetti dei farmaci;

effetti del SN vegetativo

e loro variazioni.
SI RICORDI CHE CIASCUN ONDA NEL TRACCIATO NON RAPPRESENTA EVENTI MECCANICI MA
ESCLUSIVAMENTE EVENTI ELETTRICI.
Quando nel cuore, che un sincizio funzionale, si origina un Potenziale d'Azione, si pu ipotizzare
che esso (il cuore) si comporti come un'unica grande cellula, in cui una parte avr una certa carica
(negativa esterna), in quanto depolarizzata, mentre l'altra, essendo normalmente polarizzata, ne
avr un'altra (positiva esterna). Esso pu quindi essere paragonato ad un Dipolo.
Tra due punti, di cui uno polarizzato ed uno depolarizzato, si determinano linee di corrente.
E' possibile rappresentare tali forze elettriche in termini vettoriali, caratterizzati da Intensit,
Direzione, Verso e Punto di Applicazione.
Essendo incapaci di registrare i vettori di depolarizzazione delle singole cellule (vettori
istantanei), si riesce a sintetizzarli registrando vettori risultanti, ottenuti dalla somma di pi
vettori istantanei che rappresentano la conduzione dell'impulso in ogni singola area.
La registrazione Elettrocardiografica permette di registrare macropotenziali (potenziali tra pi
cellule), visto che non si registra la DV tra interno ed esterno della cellula ma potenziali
extracellulari, registrati dalla superficie del corpo (torace). Ci possibile visto che il nostro
organismo si comporta come un volume conduttore (conduttore di II classe, ossia una soluzione
si H20 ed elettroliti).



DERIVAZIONI
Per la corretta registrazione tridimensionale di queste attivit elettriche necessario considerare
sia il piano frontale, sia quello orizzontale, su cui questi si propagano.
Si utilizzano 12 derivazioni dai quali otteniamo 12 tracciati diversi, che ci permettono di
analizzare la propagazione dell'impulso elettrico da diversi punti di osservazione.
Esistono due tipi di derivazioni:

Bipolari;

Unipolari.

DERIVAZIONI BIPOLARI
Le derivazioni bipolari sfruttano una coppia di elettrodi, uno collegato al polo positivo ed uno a
quello negativo, la cui DV, tenendo conto della loro posizione, ci da importanti indicazioni sulla
direzione, sul verso e sull'intensit dell'attivit elettrica, sia che si tratti di una depolarizzazione
sia di una ripolarizzazione.
L'indicazione vera e propria sul valore dell'intensit dell'attivit elettrica data dal Galvanometro a
cui gli elettrodi sono collegati.
Visto che la corrente, per convenzione, proceder dal polo negativo a quello positivo, durante
l'attivit elettrica:

se lelettrodo positivo vedr avvicinare il vettore che rappresenta londa di depolarizzazione,


o allontanare quella di ripolarizzazione, il galvanometro (attraverso loscilloscopio,
entrambi sono gli elementi costituenti lElettrocardiografo) registrer una DEFLESSIONE
VERSO LALTO;

se invece l'elettrodo positivo vedr avvicinare l'onda di ripolarizzazione, o allontanare quella
di depolarizzazione, il galvanometro registrer DEFLESSIONE VERSO IL BASSO.

Qualora i due elettrodi si trovassero sulla linea perpendicolare al vettore dell'attivit elettrica,
questi non registreranno alcuna DV: tratto isoelettrico nel tracciato. Viceversa qualora i due
elettrodi si trovassero su una parallela a quella della direzione del vettore dell'attivit elettrica,
questi registreranno una DV massima.

I tratti isoelettrici possono anche derivare:

dalla assenza di attivit elettrica

dalle piccole dimensioni dell'area che produce l'attivit elettrica (vedi NSA o NAV).

Se vengono stimolate due masse differenti, chiaro che quella maggiore e influenzer la minore,
quindi tra i due eventi il maggioritario mascherer quello minoritario.

L'utilizzo delle derivazioni Bipolari fu introdotto da Einthoven, da cui le stesse derivazioni bipolari
prendono il nome (derivazioni di Einthoven).
Egli dimostr la validit delle informazioni riportate dalle derivazione in questione considerando
tre aspetti:
1. Il corpo umano un volume conduttore, come accennato, perci lattivit elettrica
generata nel cuore si propaga in tutta la sua superficie con un errore trascurabile;
2. Il cuore posto al centro di un ipotetico triangolo equilatero i cui vertici sono le due
spalle ed il pube;
3. Il cuore un sincizio funzionale, come accennato, ed perci possibile registrare la DV tra
la sua porzione depolarizzata e quella da depolarizzare;
Gli elettrodi che permettono la registrazione di queste 3 derivazioni sono 4 e vanno posizionati
nel:
1. Braccio Destro (rosso);
2. Braccio Sinistro (giallo);
3. Gamba Sinistra (verde);
4. Gamba Destra (nero).
Tale disposizione convenzionale e l'introduzione dell'elettrodo nero dovuta all'utilizzazione
di questi come messa a terra, evitando in tal modo la possibilit per il paziente di incorrere in
scosse elettriche (a differenza di quanto in passato era accaduto).
Le singole derivazioni di Einthoven si ottengono considerando per ognuna una coppia di elettrodi:

I Derivazione: elettrodo del braccio Dx (-) con elettrodo del braccio Sx (+)

II Derivazione: elettrodo del braccio Dx (-) con elettrodo della gamba Sx (+)

III Derivazione: elettrodo del braccio Sx (-) con elettrodo della gamba SX (+)

Si osserva che questo circuito non rispetta il II Principio di Kirchoff sulle correnti.
Infatti per rendere tutte le maggiori correnti della D2 positive si procede ad un artifizio di tecnica
invertendo i poli degli elettrodi del braccio Dx, che risulta essere sempre negativo e quello della
gamba Sx che risulta essere sempre positivo (inversione della II D).
Perci D2=D1+D3 (mentre secondo Kirchoff D1+D2+D3=0).
Pu risultare utile ricordare che sugli arti dx va
il Milan, su quelli sx il Brasile e tra i due arti
superiori la Roma.

Il Triangolo di Einthoven ci permette di calcolare quello che lasse elettrico medio cardiaco,
cio landamento delle forze di depolarizzazione dei due ventricoli.
In clinica importante quantificare queste forze elettriche, capire come sono orientate e come si
possono modificare nel corso di eventi patologici. Per fare tutto ci, necessario costruire un
sistema chiamato Triassiale, il quale si ottiene mediante la traslazione delle singole derivazioni
verso un punto centrale che costituisce il centro del triangolo di Einthoven, cio il centro delle forze
bioelettriche originate dal cuore.
Se facciamo scivolare D1 verso la parte centrale, lo stesso viene fatto con D2 e con D3, si ottiene un
punto di intersezione con i singoli assi che saranno divisi in una met positiva ed in una met
negativa; ciascuno dei segmenti rappresenta la derivazione che gi si conosce. Se questo sistema
triassiale viene inscritto in una circonferenza, si ha anche la possibilit di assegnare dei
gradi alle singole posizioni, e quindi si pu avere la possibilit di identificare un vettore in
relazione a quella che la propria posizione nel cerchio trigonometrico.

In questo modo, grazie a questo sistema


triassiale, il cerchio trigonometrico, viene
diviso in sei spicchi, ciascuno di 60,
e ogni punto di intersezione della derivazione
con il cerchio rappresenta un punto di
osservazione.
Queste intersezioni rappresentano i punti
dai quali osservare levento elettrico.
Come detto in precedenza, ogni segmento
rappresentante la derivazione, presenta una
met positiva ed una negativa, e ci d la
possibilit di rappresentare sul cerchio
trigonometrico, la forza espressa dai
ventricoli (la depolarizzazione); a seconda di
dove stacca londa, si andr a staccare nella
parte positiva o negativa.




















DERIVAZIONI UNIPOLARI
Ci si rese conto che le tre derivazioni bipolari non erano sufficienti a permettere lidentificazione di
alcune patologie, che quindi non venivano registrate tramite lECG.
Si cerc di individuare maggiori punti di osservazioni, con le corrispondenti derivazioni.
La possibilit di registrare lattivit elettrica, con altri tipi
di derivazione, venne da Wilson e Goldberger, i quali
insieme ad altri fisiologi, ipotizzarono un tipo di
derivazioni, diverse rispetto a quelle bipolari:
mentre nelle derivazioni bipolari i due elettrodi
registrano la differenza di potenziale, nel nuovo tipo di
derivazione posero un Central Terminal, a cui
arrivavano i collegamenti da tutti gli elettrodi e in cui,
quindi, secondo la II legge di Kirchoff la DV tot quindi 0
e gli altri elettrodi venivano collegati, rispettivamente, al
braccio destro, al braccio sinistro e alla gamba sinistra.
Lelettrodo definito Indifferente (a potenziale 0) venne
collegato al polo negativo, mentre gli altri 3 al polo
positivo (elettrodi Esploranti).
(vedi figura)
Questa nuova tecnica venne chiamata Tecnica Unipolare
perch venne utilizzato un solo elettrodo capace di
registrare la differenza di potenziale.
Le nuove derivazione vennero chiamate VR, VL, VF in
relazione al collegamento con il braccio destro, il braccio
sinistro, la gamba sinistra.
Quello che si ottenne fu un tracciato con unampiezza
molto ridotta.
Cos, fu ideato un piccolo artifizio:
lelettrodo di riferimento (indifferente), costituito da un
Central Terminal, connesso, attraverso resistenze da
5000 ohm, solamente con due dei tre arti considerati
nel triangolo di Einthoven, in modo tale da rendere la DV
del Central terminal diversa da 0, mentre lelettrodo
esplorante posto sul terzo arto e collegato
direttamente al galvanometro.
(vedi figura)
Esempio: se si deve registrare dal braccio destro, si
collega l'elettrodo del braccio destro direttamente al
Galvanometro mentre gli altri due elettrodi si collegano,
attraverso una resistenza di 5000 Ohm, al Central
terminal, che a sua volta li collega al Galvanometro.
Questo fece in modo di aumentare notevolmente il voltaggio, aumentando cos lampiezza delle
derivazioni. Per questultimo motivo, venne anteposta una a alle rispettive sigle (aVR, aVL, aVF)
per far capire che si trattava di una Derivazione Unipolare Degli Arti Aumentata.

Si individuano cos tre derivazioni:

aVR con elettrodo esplorante posto sul braccio destro


aVL con elettrodo esplorante posto sul braccio sinistro
aVF con elettrodo esplorante posto sulla gamba sinistra.

La derivazione aVR (del braccio destro) vede meglio gli eventi che riguardano gli atri e la parte
della cavit ventricolare (dalla parte destra).
La derivazione aVL (braccio sinistro) vede meglio gli eventi elettrici della parte superiore sinistra
del cuore, quindi latrio sinistro e, in parte, la parete sinistra del ventricolo.
L'elettrodo esplorante, per osservare le attivit elettriche, sfrutta la Teoria dell'Angolo Solido:

Se l'onda elettrica di depolarizzazione si allontana: Deflessione Negativa


Se l'onda elettrica di depolarizzazione si avvicina: Deflessione Positiva
Se l'onda elettrica perpendicolare: tratto isoelettrico.

Se poniamo sul cerchio trigonometrico la posizione delle tre derivazioni, aVR, aVL, aVF,
queste andranno a cadere rispettivamente su -150 -30 90, bisettrici degli angoli creati dalle
derivazioni di Einthoven.
Si costituisce cos il Cerchio di Cabrera in cui sono posizionate sia le 3 derivazioni bipolari degli
arti sia le 3 derivazioni unipolari degli arti.
Quindi si ha la possibilit di osservare lattivit elettrica da una serie di punti diversi luno dallaltro.
Si passati da un Sistema Triassiale ad un Sistema Esassiale dato dalla sovrapposizione dei due
sistemi.























La rappresentazione sul piano orizzontale (trasversale) dell'andamento dell'attivit elettrica fu


permessa da un tipo di Derivazioni Unipolari dette Precordiali, ideate da Wilson.

Queste sfruttano il concetto appena spiegato e gli elettrodi esploranti vengono posti sulla
superficie del torace: da V1 a V6 (in Inglese vengono indicate con C (chest) es. C1, C2 etc):

V1 posto sul quarto spazio intercostale sulla linea margino sternale di destra.

V2 posto sul quarto spazio intercostale sulla linea margino sternale di sinistra.

Poniamo poi V4 sul quinto spazio intercostale di sinistra sulla linea emiclaveare.

V3 viene posto al centro della linea che collega V2 a V4.

V5 gira sempre sul quinto spazio al livello della linea ascellare anteriore

V6 si pone sulla ascellare media.

E possibile posizionare V7 sulla linea ascellare posteriore, V8 tra V7 e V9 e V9 nel V spazio


intercostale sulla linea paravertebrale sinistra.
V1 e V2 vedono meglio la parte destra, V3 e V4 apice e setto e infine V5 e V6 la porzione
sinistra.
I vettori osservati dalle diverse posizioni avranno intensit e segno diverso.

Il vettore medio ventricolare sul piano anteroposteriore normalmente diretto da avanti


verso dietro:

V1 e V2 vedono allontanare il vettore quindi producono un complesso QRS negativo

V5 e V6 invece registreranno il vettore in avvicinamento e daranno un complesso QRS


positivo

V3-V4 il punto di viraggio da negativit a positivit (zona di transizione): in questo punto


la somma algebrica della porzione negativa e di quella positiva sar zero perch le due
componenti si equivalgono.

Si verifica un cambiamento del segno proseguendo da V1 a V6: passiamo da una negativit a una
positivit del vettore.


Riassumendo da V1 a V6 vedremo progressivamente:

Piccola onda positiva R, grande onda negativa S

Aumento della positiva, diminuzione della negativa (la S pi ampia perch rappresenta la
depolarizzazione del ventricolo sinistro in allontanamento. Vediamo avvicinare leggermente
la depolarizzazione del setto ma quella di sinistra si allontana. Il vettore risultante va
posteriormente e crea una grande deflessione negativa nel complesso)

Tra V3 e V4 osserviamo la zona di transizione: onda bifasica positiva o negativa che si trova
davanti al setto

Infine tra V5 e V6 si osserva lavvicinamento complessivo del vettore di depolarizzazione


con 2 onde positive. Londa Q deve essere assente. In questo tratto si osserva, in caso di
ischemia e infarto del miocardio, unonda Q.

DEPOLARIZZAZIONE E RIPOLARIZZAZIONE NEL CUORE

Onda P: l'onda di depolarizzazione degli atri.


E' arrotondata e la sua durata di 0,08 s.
E' sempre positiva in I e II derivazione perch il vettore che
rappresenta la depolarizzazione degli atri diretto in basso e
verso sinistra obliquamente sul piano frontale
(in III derivazione molto difficile osservarlo ma comunque
positivo).
Segmento PR: un tratto isoelettrico "falso" dovuto alla bassa
intensit della depolarizzazione del tessuto del NAV e tronco
comune del Fascio di His. La tecnica macroscopica non ci permette
per mancanza di sensibilit di registrare attivit elettrica seppur
questa in piccola quantit si manifesta. Dura 0,08 s.
Intervallo PR: rappresenta la somma dell'onda P e del
segmento PR. Dura da 0,16 a 0,20 s e rappresenta il periodo di
conduzione atrio ventricolare.
Negli atleti questo t maggiore fisiologicamente.
Un aumento della sua durata indice di un ritardo nella
conduzione atrio ventricolare: Blocco Atrio-Ventricolare di I
Grado. Nel caso non si tratta di un semplice ritardo dell'impulso
ma NAV filtri gli impulsi del NSA si parla di Blocco Atrio-
Ventricolare di II Grado. Qualora il NAV blocchi completamente gli
impulsi provenienti dal NSA si parla di Blocco Atrio-Ventricolare
di III Grado.
Alla depolarizzazione degli atri segue la depolarizzazione dei
ventricoli.
Nel tracciato elettrocardiografico questo rappresentato dal
Complesso Rapido Ventricolare QRS.
In concomitanza al complesso QRS avviene la ripolarizzazione
degli atri che per viene mascherata dall'imponente
depolarizzazione ventricolare.
Complesso QRS: indica, come accennato, la depolarizzazione
della muscolatura ventricolare. La sua durata fisiologica deve
essere < 0,12 s, generalmente 0,08 s.
Si osserva come un complesso di 3 onde ed il vettore che
rappresenta la depolarizzazione ventricolare diretto in basso, a
sinistra ed indietro; sul cerchio di Cabrera osservabile
all'incirca a 60, anche se fisiologicamente riscontrabile tra -30
e 110. Londa Q rappresenta la depolarizzazione del setto
interventricolare. Tale depolarizzazione si porta da sinistra a
destra e leggermente verso l'alto. Spesso l'onda Q non
presente e la sua morfologia pu essere utile alla diagnosi di IMA.

L'onda di depolarizzazione a questo punto si porta dal setto interventricolare all'apice del
cuore e dunque alle parenti laterali. L'onda R rappresenta tale attivit depolarizzante.
Tale onda molto pi ampia di Q e P. L'ultima fase di depolarizzazione ventricolare
rappresentata dall'onda S. Rappresenta la depolarizzazione della base del cuore, della parte
posteriore del setto e del cono dell'a. polmonare. La direzione del vettore di tale
depolarizzazione in alto e lievemente a Destra.
Come osservato, la depolarizzazione degli atri viene espressa da un solo vettore, mentre quella dei
ventricoli da 3 vettori. Ci dimostra che mentre la depolarizzazione atriale procede in maniera
uniforme (macchia d'olio), quella ventricolare cambia continuamente.
Segmento ST: un tratto isoelettrico "vero" dovuto alla fase di totale depolarizzazione del
ventricolo. Quindi effettivamente in tale tratto esiste una DV nulla e l'isoelettricit non dipende
dalla insufficienza della sensibilit degli strumenti. Esso ha una durata di 0,12 s.
Intervallo QT: esso rappresenta il periodo di depolarizzazione dei ventricoli ed ha una durata
fisiologica < di 0,43 s (anche se questo valore varia in base alla Frequenza QTc),
generalmente di 0,35 s.
Onda T: rappresenta la ripolarizzazione ventricolare. Ha una durata di 0,22 s. Questa onda si
presenta come positiva in II Derivazione e ci dovuto al fatto che: la prima parte del cuore che
si depolarizza l'endocardio mentre l'ultima l'epicardio, mentre la prima che si ripolarizza
l'epicardio ed a seguire il miocardio e l'endocardio. Ci dovuto alla minore ampiezza del
Potenziale d'Azione. In tal modo, quindi, la porzione dell'apice del cuore si ripolarizza per
prima ed il vettore T sar diretto in alto ed a destra.
LIntervallo ST pu subire variazioni sia in caso di IMA che di alterazioni aspecifiche o
secondarie a Ipertrofia, ad esempio su base Ipertensiva.
Onda U: si tratta di una lieve deflessione positiva (in II D) ma non si sa a cosa corrisponda
esattamente e non costantemente presente.

ASSE ELETTRICO MEDIO

Sul piano frontale un vettore diretto in basso, a sinistra ed indietro.


Tale asse fornisce informazioni immediate sulla caratterizzazione dellintero tracciato.
Lasse elettrico cardiaco fisiologico deve essere compreso quindi tra -30 e 110.
Valutando il complesso QRS:

Due valori positivi in I D e II D indicano un tracciato normale;

I D negativo e II D positivo indica deviazione assiale destra ed il vettore diretto a


destra (II quadrante, tra 90 e 180);

Due valori negativi sia in I D che in II D indicano che lasse cade nel III quadrante e si
parla di estrema deviazione assiale destra: caratterizza casi di ipertrofia cardiaca destra
di grave entit

ID positivo e II D negativo indica deviazione assiale sinistra: caratterizza casi di


ipertrofia cardiaca sinistra.
Se si associa ad S in D3 > S in D2 si parla di ESA (Emiblocco Anteriore Sinistro)

TARATURA DELL'ELETTROCARDIOGRAFO

Per eseguire l'ECG necessario un Elettrocardiografo, un macchinario, che permette di far scorrere
la carta millimetrata a due velocit: 25 mm/s e 50 mm/s.
Se tariamo lo strumento alla prima velocit, sulla carta millimetrata, 1s corrisponde a 25 mm,
Essa costituita da quadratini grossi e piccoli: in 25 mm, ci sono 5 quadrati e 25 quadratini.
Ogni quadrato corrisponde a 0,20 secondi, ogni quadratino corrisponde a 0,04 secondi.
Questa ulteriore suddivisione importante per osservare, ad esempio, il complesso rapido
ventricolare, quindi londa Q, R ed S, che dura 2 quadratini (0,08 secondi).
Lapparecchio tarato anche in ordinate, perch, delle onde deve essere valutato anche il
voltaggio, il quale dipende dalla quantit di tessuto eccitato.
Ad un quadrato corrisponde 0,5 mV (esiste la possibilit di fare valere un quadrato 1 mV).

CALCOLO DELLA FREQUENZA CARDIACA


Maggiore il numero di quadrati tra due QRS, minore la frequenza cardiaca.
Se il Ritmo Regolare si pu contare il numero di quadrati (grandi) interi tra due complessi
QRS: 1 quadrato 300 bpm; 2 q. 150 bpm; 3 q. 100 bpm; 4 q. 75 bpm; 5q 60 bpm.
Se il Ritmo NON Regolare (funziona in ogni caso) basta contare il numero di QRS in una
striscia ECGgrafica di 10 s e moltiplicare per 6 oppure contare il numero di QRS in una
striscia ECGgrafica di 6 s e moltiplicare per 10.

VALUTAZIONI DELLECG
1. Frequenza Cardiaca
2. Intervallo PR (velocit di conduzione atrioventricolare: 0,16-0,21s)
3. Onda P: DI,II e III positiva e aVR negativa (se positiva: ipertrofia dx)
4. Complesso QRS (0,08s)
5. Segmento ST (isoelettrico)
6. Onda T
7. Intervallo QT
8. Asse Elettrico Medio Ventricolare

DISTURBI DELLA CONDUZIONE


Un disturbo della conduzione atrioventricolare o intraventricolare pu emergere dallECG.
I disturbi atrioventricolari sono i blocchi di primo, secondo tipo ecc.
Quelli intraventricolari riguardano le branche: in base a quale elemento viene intaccato parliamo
di blocco totale o parziale della branca destra o della branca sinistra.
BLOCCO DI BRANCA SINISTRA (BBS)
Si presenta un complesso
uncinato: se limpulso non passa
per un blocco, il miocardio di
sinistra depolarizzato
indirettamente a partire dal
miocardio di destra e quindi in
modo molto pi lento:
inizia la depolarizzazione del
ventricolo destro e quindi la sua
ripolarizzazione , ma intanto
limpulso giunge a sinistra
depolarizzando il ventricolo
sinistro.
Allungamento del QRS >0,12 s;
Ampia, impastata onda R momofasica con plateau in D1, V5, V6;
Onda S di durata aumentata o isolata o preceduta da una piccola onda R nelle derivazioni
precordiali V1, V2;
Onda T (ripolarizzazione) opposta al QRS;
Deviazione dellasse del QRS a sinistra.
BLOCCO DI BRANCA SINISTRA (BBS)

BLOCCO DI BRANCA SINISTRA (BBS)

Allungamento del QRS >0,12 s;


Morfologia rsR o rSR nelle derivazioni epicardiche destre (V1-V2);
Onda S di durata > 40ms nelle derivazioni epicardiche sinistre (V5-V6) ed in D1;
Onda T (ripolarizzazione) opposta al QRS;
In presenza di plateau su R il blocco si classifica completo.

IPERTROFIA VENTRICOLARE SINISTRA


Si ha uno spessore della parete a sinistra nettamente superiore che a destra.
Uno dei criteri pi importanti quello di Sokolov Lyon, secondo il quale: osservando le
derivazioni precordiali si nota laumento della profondit delle onde S in V1 e V2 e delle onde
R in V5e V6 tale che la maggiore delle deflessioni in S sommata alla maggiore delle deflessioni
in V5eV6 devono essere > 3,5 mV (4,5 se presente BBS), ossia 7 quadrati.
Il tratto deve essere isoelettrico e T DEVE ESSERE CONSENSUALE ad R IN CONDIZIONI
NORMALI. Unonda T invertita esprime difetti della ripolarizzazione.
Il sotto-slivellamento del tratto ST e linversione dellonda T costituiscono un secondo e terzo
criterio di valutazione delle ipertrofie.
Un ulteriore elemento indicativo di Ipertrofia Ventricolare la ampiezza di aVL > 1,1mV
(11 quadratini).

INFARTO DEL MIOCARDIO


Le lesioni elettrocardiografiche possono riguardare diverse parti del cuore sebbene siano pi
comuni a sinistra visto che il Lavoro maggiore e il circolo coronarico stressato in misura
maggiore.
Si parla di infarti settali, apicali, del ventricolo sinistro o destro.
Necessitiamo di numerosi punti di osservazione per mettere in evidenza i vari tipi di infarto.
In generale parliamo di 2 grandi classi:

condizioni in cui presente londa Q : STEMI (ST Elevation Myocardial Infarct), noto anche
come infarto Q;

condizioni in cui londa Q assente: NSTEMI (Non ST Elevation Myocardial Infarct),


noto anche come infarto non-Q.

Linfarto Q inizia con un sopra-slivellamento del tratto ST isoelettrico e successivamente


compare londa Q patologica.
Tale onda dura pi di 0.04 s ed ha una ampiezza di circa 1/3 (o1/2) del complesso QRS.
Londa Q persiste in tali condizioni per tutta la vita.
Linfarto non-Q presenta un sotto-slivellamento di ST simile allipertrofia miocardica con
inversione dellonda T.
Si possono notare anomalie delle derivazioni bipolari e unipolari degli arti gi a partire dalla non
consensualit delle onde T ed R ma andando ad analizzare le precordiali si osservano una serie di
eventi che consentono una diagnosi di infarto del miocardio:

in V5-V6 lampiezza del complesso QRS;

inversione dellonda T per anomalie della ripolarizzazione;

sopraslivellamento di ST in V2 V3.