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I

NUOVI ITINERARI

MANUALI
UMANISTICA

II

PRIMA UNIT

LETTERE
STRUMENTI

TITOLI GI PUBBLICATI

1. Francesco Michelazzo, Nuovi itinerari alla scoperta del greco antico. Le


strutture fondamentali della lingua greca: fonetica, morfologia, sintassi,
semantica, pragmatica, 2006

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III

NUOVI ITINERARI

FRANCESCO MICHELAZZO

Nuovi itinerari
alla scoperta del greco antico
Le strutture fondamentali della lingua greca:
fonetica, morfologia, sintassi,
semantica, pragmatica

Firenze University Press


2006

IV

PRIMA UNIT

Nuovi itinerari alla scoperta del greco antico : le strutture fondamentali


della lingua greca : fonetica, morfologia, sintassi, semantica, pragmatica /
Francesco Michelazzo. Firenze : Firenze university press, 2006.
(Manuali. Umanistica; 5)
http://digital.casalini.it/8884535131
ISBN-10: 88-8453-513-1 (online)
ISBN-13: 978-88-8453-513-9 (online)
ISBN-10: 88-8453-514-X (print)
ISBN-13: 978-88-8453-514-6 (print)
485 (ed. 20)
Lingua greca-Grammatica

2006 Firenze University Press


Universit degli Studi di Firenze
Firenze University Press
Borgo Albizi, 28
50122 Firenze, Italy
http://epress.unifi.it/
Printed in Italy

NUOVI ITINERARI

Sommario

Premessa

XI

Prima unit
Cap. 1
1.1
1.2
1.3
1.4
1.5
1.6
1.7
1.8

Alfabeto e sistema fonetico


Vocali
Consonanti
Aspirazione
Il sistema di accentazione
Proclitiche ed enclitiche. Appositive e ortotoniche
Fenomeni fonetici vari
Punteggiatura e altre convenzioni grache
Pronuncia di parole derivate dal greco

Cap. 2 Avviamento allo studio della morfologia


Morfologia nominale (I): 1 e 2 declinazione
Morfologia verbale (I): presente indicativo
dei verbi in -v
2.1 Cos la morfologia
2.2 Caratteri generali della morfologia nominale e verbale
2.3 La 1 e 2 declinazione
2.4 Presente indicativo dei verbi in -v

3
5
8
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12
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16
17
18

20
20
23
26
31

Seconda unit
Cap. 3 Il sistema dei casi greci
3.1 Il fenomeno del sincretismo
3.2 Genitivo-ablativo, Dativo locativo,
Accusativo preposizionale
3.3 Dativo sociativo-strumentale
3.4 Genitivo propriamente detto
3.5 Dativo propriamente detto
3.6 Nominativo
3.7 Accusativo
3.8 Vocativo
Francesco Michelazzo, Nuovi itinerari alla scoperta del greco antico. Le strutture fondamentali della lingua
greca : fonetica, morfologia, sintassi, semantica, pragmatica,
ISBN: 978-88-8453-513-6 (print) ISBN: 978-88-8453-513-9 (online), Firenze University Press, 2006.

35
36
37
38
40
45
47
48
48

VI

SOMMARIO

Cap. 4 Primi elementi di economia contestuale:


la coordinazione
4.1 Varie forme di coordinazione
4.2 Coordinazione e paratassi.
Luso delle particelle mn e d
4.3 Aspetti stilistici, semantici e sintattici
delle strutture paratattiche
Cap. 5 Morfologia nominale (II)
Altri nominali di 1 e 2 declinazione
5.1 Casi particolari di nominali di 1 e 2 declinazione
5.2 Aggettivi di grado comparativo e superlativo
5.3 Pronomi dimostrativi
5.4 Implicazioni contestuali dei dimostrativi
5.5 Implicazioni contestuali di altri pronomi

49
49
50
51
52
52
54
55
56
57

Terza unit
Cap. 6 Morfologia verbale (II)
Il sistema del presente
Valore e uso dei modi verbali
La diatesi verbale
6.1 Il sistema del presente
6.2 Valori sintattici e semantici dei modi verbali finiti
6.3 Infinito e frasi infinitive
6.4 La diatesi verbale

63
63
65
69
75

Cap. 7
7.1
7.2
7.3

79
80
84
85

Caratteristiche e funzioni dellarticolo


Loriginaria natura pronominale
Funzione pragmatico-contestuale
Funzione sintattica: il meccanismo della posizione

Quarta unit
Cap. 8 Morfologia nominale (III)
Pronomi personali e aggettivi possessivi
Il pronome a[tw
8.1 Pronomi personali e aggettivi possessivi
8.2 Il pronome a[tw
Cap. 9 Complementazione
9.1 La valenza del verbo.
Funzione predicativa e appositiva
9.2 Il concetto di transitivit
9.3 Valenza e tratti semantici. I verbi trivalenti
9.4 La dinamica della trasformazione passiva.
Schema di massima della struttura di frase in greco

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111

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NUOVI ITINERARI

9.5 Accusativo delloggetto interno


9.6 Espressioni perifrastiche
Cap. 10 Valori semantici e forme espressive
della funzione Appositiva
10.1 Principali nozioni semantiche in funzione Appositiva
10.2 Classificazione delle nozioni circostanziali
e dei relativi mezzi espressivi

VII

115
118
121
123
124

Quinta unit
Cap. 11 Morfologia nominale (IV)
Nominali della 3 declinazione con tema in -nt-

131

Cap. 12
12.1
12.2
12.3

133
133
134
139

Natura e funzione del participio


Natura del participio greco
Il participio appositivo (congiunto e assoluto)
Il participio appositivo nelleconomia del discorso

Cap. 13 Aspetti di complessit semantica


13.1 Da concreto a traslato
13.2 Da generico a specifico.
Il fenomeno della vox media
13.3 Il problema delle inferenze

140
141

Cap. 14
14.1
14.2
14.3
14.4
14.5

145
145
146
147
150
151

Preposizioni e preverbi
Loriginaria natura avverbiale
Funzione del sistema preposizionale e preverbale
Preposizioni
Preverbi
Preposizioni improprie

Cap. 15 Morfologia verbale (III): lImperfetto


15.1 Imperfetto, Piuccheperfetto, Futuro
nel sistema verbale greco
15.2 Limperfetto della coniugazione in -v

141
143

153
153
154

Sesta unit
Cap. 16 Morfologia nominale (V)
Nominali della 3 declinazione con tema in -nComparativi e superlativi
Quadro dei pronomi e avverbi correlativi
16.1 Nominali della 3 declinazione con tema in -n16.2 Aggettivi e avverbi di grado Comparativo e Superlativo
16.3 Implicazioni contestuali del Comparativo e Superlativo
16.4 Quadro dei pronomi e avverbi correlativi

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159
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163
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VIII

Cap. 17 Morfologia verbale (IV): lAoristo


Meccanismi di sviluppo della
morfologia verbale
Aoristo 2
17.1 Natura e caratteristiche dellAoristo
17.2 Vari tipi di aoristo.
Meccanismi di sviluppo della morfologia verbale
17.3 Aoristo 2 (tematico)
17.4 Differenziazione fra il sistema temporale
del Presente e dellAoristo 2
Cap. 18 Valori semantici e forme espressive
della funzione Predicativa
18.1 Classificazione semantica degli attanti
18.2 Valori semantici e mezzi espressivi
18.3 Il fenomeno della prolessi

SOMMARIO

170
170
171
173
176
178
178
179
184

Settima unit
Cap. 19 Morfologia nominale (VI)
Nominali della 3 declinazione con tema
in muta e in liquida
19.1 Nominali con tema in muta
19.2 Nominali con tema in liquida
Cap. 20 Morfologia verbale (V)
Aoristo 1
Presenti radicali e presenti suffissali
20.1 Aoristo 1 o debole (suffissale)
20.2 Tema dellaoristo e tema del presente.
Presente con suffisso -jv
Cap. 21 Morfologia verbale (VI)
Futuro I
Presente~Imperfetto dei verbi in vocale
21.1 Il Futuro nel sistema verbale greco
21.2 Futuro I (coniugazione tematica e suffissale)
21.3 Il cosiddetto Futuro attico
Presente~Imperfetto contratti dei verbi in vocale
Cap. 22 Espressioni predicative introdotte
da verbi copulativi
22.1 Caratteristiche semantiche e formali
dei verbi copulativi
22.2 Natura duplice dei verbi copulativi

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193
195

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215
215
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NUOVI ITINERARI

IX

Ottava unit
Cap. 23 Morfologia nominale (VII)
Nominali della 3 declinazione con tema in sigma 227
Cap. 24 Morfologia verbale (VII)
Aoristo passivo
Futuro passivo
Sviluppo del passivo nel sistema verbale greco
24.1 Aoristo passivo
24.2 Futuro passivo
24.3 Medio e passivo nel sistema verbale greco

229
229
232
234

Cap. 25 Morfologia verbale (VIII)


Aoristo 3
Perfetto e Piuccheperfetto attivo
25.1 Aoristo 3 o fortissimo (radicale)
25.2 Valore e significato del Perfetto
25.3 Struttura morfologica del Perfetto
25.4 Perfetto attivo
25.5 Varianti morfologiche e diatesi verbale

236
236
238
239
241
245

Cap. 26 Uso dei tempi e dei modi nelle frasi indipendenti


26.1 Classificazione semantica
(e relativi mezzi espressivi)
26.2 Situazione rappresentata come reale
26.3 Situazione rappresentata in forma di proiezione
26.4 Espressione diretta di volont
26.5 Periodo ipotetico

248
248
249
250
252
253

Cap. 27 Frasi interrogative (dirette e indirette)

256

Nona unit
Cap. 28 Morfologia nominale (VIII)
Nominali della 3 declinazione da radice
in -j- e in -I numerali
28.1 Nominali della 3 declinazione
da radice in -j- e in -28.2 I numerali

263
266

Cap. 29 Morfologia verbale (IX)


Verbi della coniugazione in -mi
29.1 Coniugazione in -mi (atematica)
29.2 Aoristo di tyhmi, hmi, ddvmi (atematico)

269
269
273

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263

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SOMMARIO

Cap. 30 Morfologia verbale (X)


Perfetto medio-passivo Aggettivi verbali
Futuro II
30.1 Perfetto medio-passivo Aggettivi verbali
30.2 Futuro II (o Futuro perfetto)

276
276
280

Cap. 31 Fenomeni vari di economia


sintattica e contestuale
31.1 Aspetti sintattici e semantici delle frasi relative
31.2 Funzione pragmatico-contestuale delle frasi relative
31.3 Strutturazione simmetrica del discorso
31.4 La negazione
31.5 Discorso indiretto (oratio obliqua)

281
281
285
288
292
296

Indice sistematico

301

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NUOVI ITINERARI

XI

Premessa

Questo libro destinato a chi si accosta al greco per la prima volta,


magari con un po di timore reverenziale, ma anche a chi per ragioni
professionali (specializzandi SSIS e insegnanti gi esperti) o per semplice
interesse personale attirato dallidea di capire meglio lo spirito di questa lingua straordinaria, le sue tendenze espressive di fondo, quel misto di
arcaicit e di modernit che costituisce un motivo non secondario del suo
fascino particolare.
frutto di molteplici esperienze didattiche nel liceo classico, nei corsibase di greco per principianti allUniversit di Firenze, nel corso di Didattica della lingua greca presso la SSIS toscana, in incontri di aggiornamento
per docenti ecc.: esperienze, tutte, che mi hanno convinto della necessit
di tentare un approccio diverso, meno piattamente scolastico e normativo,
che presentasse i vari argomenti non tanto come cose da studiare, quanto
soprattutto come aspetti di una complessa strategia comunicativa, volta
al soddisfacimento di molteplici esigenze espressive.
E dato che, pur con le debite differenze, tali esigenze sono fondamentalmente comuni ad ogni linguaggio umano evoluto (perch, p.es., difcile rinunciare a distinguere fra constatazione oggettiva di un dato di fatto
e manifestazione soggettiva di volont, desiderio, speranza, ipotesi ecc.),
ecco un promettente terreno su cui scoprire insospettabili convergenze fra
lingue diverse e lontane fra loro. Un terreno su cui il greco appare sorprendentemente moderno (certo pi del latino), vicino alla libert e disinvoltura espressiva dellitaliano e di altre lingue di cui possiamo fare
esperienza nella quotidiana pratica comunicativa.
Ma per cogliere e valorizzare questa vicinanza occorre mettersi sulla
lunghezza donda del greco, liberarsi da schematismi indotti da categorie
(quelle della grammatica tradizionale) parzialmente inadeguate, perch
elaborate prevalentemente in funzione del latino e avendo come obiettivo
la correttezza linguistica (imparare a esprimersi come si deve): obiettivo
Francesco Michelazzo, Nuovi itinerari alla scoperta del greco antico. Le strutture fondamentali della lingua
greca : fonetica, morfologia, sintassi, semantica, pragmatica,
ISBN: 978-88-8453-513-6 (print) ISBN: 978-88-8453-513-9 (online), Firenze University Press, 2006.

XII

PREMESSA

che sia detto fra parentesi spesso va a scapito della spontaneit espressiva, alimentando una deleteria contrapposizione fra lingua ufficiale e registri informali, colloquiali e, nella fattispecie, anche fra lingue morte e
lingue parlate.
In questo senso, un aspetto cruciale quello dellattenzione che si dedica alle varie componenti del linguaggio: quella fonetica1, quella morfologica,
quella sintattica, quella semantica, quella pragmatico-contestuale ecc.
Ora, mentre la didattica dellitaliano e delle lingue moderne in genere
fa largo spazio a tutte queste dimensioni (e anzi alle ultime forse pi che
alle prime), in quella delle lingue classiche la situazione diversa: molto
spazio ai fenomeni fonetici e morfologici, meno a quelli sintattici2; scarsa
attenzione ai problemi semantici (ovviamente non esauribili con la conoscenza di qualche decina di parole selezionate in base alle loro caratteristiche morfologiche: nomi della 1 declinazione, nomi della 2, verbi con tema
in vocale ecc.); quasi niente su quelli pragmatico-contestuali3.
Limpostazione del libro cerca di ovviare a questi squilibri
con una scansione degli argomenti che supera la rigida divisione tradizionale (prima tutta la fonetica, poi tutta la morfologia ecc.), cercando
di mostrare invece linterdipendenza dei vari piani linguistici;
con una pi ampia e sistematica trattazione dei fenomeni sintattici, semantici e pragmatici4, mettendo a frutto ovunque possibile le analogie
di fondo fra greco e lingue moderne (analogie spiegabili non, ovviamente, per derivazione diretta, ma nel senso di risposte formalmente
diverse a esigenze espressive comuni);

1
Bench in questo libro la trattazione degli aspetti fonetici sia sviluppata anche in prospettiva funzionale (i suoni considerati nella loro rilevanza allinterno del sistema linguistico), si evita per semplicit di distinguere tra piano fonetico e piano fonologico, parlando
genericamente di fonetica e di fonema.
2
Per il greco lattenzione alla sintassi minore che per il latino (molte grammatiche la
relegano in riquadri marginali, quasi si trattasse di semplici curiosit), forse anche nella
convinzione francamente superficiale di poter applicare e far valere nozioni e categorie
che si presuppongono acquisite nello studio dellaltra lingua.
3
Per la semantica ci legato probabilmente allidea che si tratti di questioni che riguardano il vocabolario (con la conseguenza che lo studente si trova di fatto abbandonato a s
stesso, senza criteri di giudizio che lo aiutino a districarsi nella grande massa dei significati).
Per la pragmatica invece entra in gioco una pi generale disattenzione della grammatica
tradizionale nei confronti della funzione comunicativa di una lingua (tanto pi nel caso delle
lingue morte, di cui non possibile fare esperienza diretta), alla quale invece la linguistica
moderna, giustamente, attribuisce grande importanza.
4
Unattenzione particolare riservata al piano pragmatico-contestuale, quello della dialettica che, in ogni forma di comunicazione, si sviluppa fra ci che gi stato detto o di cui comunque si pu presupporre la conoscenza e ci che si comunica per la prima volta, la notizia (in linguistica si parla di rema) che sta alla base dellatto comunicativo: problematica non facile (come
per tutte le lingue non pi parlate), ma per la quale possibile valorizzare fenomeni di solito
trascurati o sottovalutati come lordine delle parole o la straordinaria funzionalit dellarticolo.

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NUOVI ITINERARI

XIII

la maggiore attenzione a questi aspetti non va comunque a scapito


di quella, doverosa, alla morfologia: essa trattata sistematicamente
come in ogni altra grammatica, ma in modo sinergico, cercando cio
di accostare fenomeni simili ed evitare inutili ripetizioni5;
minore spazio si dedica agli aspetti fonetici, che in linea di principio
vengono presi in esame nella misura in cui siano effettivamente rilevanti per la comprensione di fenomeni di altro genere.
Il percorso qui delineato, che riproduce piuttosto fedelmente quello da
me seguito nel corso-base di greco, si presenta dunque alquanto diverso
rispetto a una trattazione degli argomenti meccanicamente sequenziale
(prima la 1 decl., poi la 2, poi la 3; prima laor. 1 poi il 2, poi il 3 ...)6.
Qualunque buon docente, del resto, sa di doversi muovere allinterno del
programma con intelligenza e flessibilit, in particolare per portare gli
studenti alla precoce acquisizione di nozioni di carattere sintattico (senza le quali, naturalmente, impossibile la comprensione di frasi anche di
modesta complessit).
A questo buonsenso didattico il libro pu fornire un supporto e un
termine di confronto, suggerendo una precisa scala di priorit e offrendo
molteplici spunti per fare sinergia fra argomenti diversi. Qui sta in fondo
la sua scommessa: rivelarsi utile sia per studenti alle prime armi (anche
grazie ai numerosi riquadri contenenti Indicazioni di metodo) sia per chi
gi conosce il greco e magari lo insegna.
un libro che invita a ragionare; a non accontentarsi delle semplici definizioni grammaticali (che spesso hanno il torto di imprigionare in
regole la variet e anche contraddittoriet dei comportamenti espressivi); insomma a chiedersi di volta in volta perch, attraverso quali dinamiche, una certa cosa si dice in una certa maniera7. In questo modo, riattivando una curiosit linguistica, si supera latteggiamento di passivit
dello studente che si accontenta di imparare nozioni, senza chiedere al
docente e a s stesso una comprensione pi profonda dei fatti. In questo modo, attraverso il gusto della scoperta, si apprezza la straordinaria

5
P.es.: gli aggettivi vengono presentati di volta in volta insieme ai nomi dalle caratteristiche simili; laoristo 2 viene trattato prima dellaoristo 1 (e anche prima del futuro)
in modo da valorizzare somiglianze e differenze rispetto al presente~imperfetto; dei verbi
contratti si parla insieme al futuro contratto asigmatico; ecc. Lo stesso dicasi per il piano
sintattico: p.es. di congiuntivo eventuale e di ottativo obliquo si parla, tempestivamente,
una volta per tutte (anzich pi volte, allinterno dei singoli tipi di frase).
6
La consultazione peraltro facilitata dallindice finale e dai materiali che verranno
messi a disposizione on-line nel sito della Firenze University Press (http://epress.unifi.it/).
7
Da qui, fra laltro, anche le numerose note che non si limitano a citare esempi o a
segnalare particolarit, ma invitano a scavare dentro i fenomeni espressivi, a ricostruire le
dinamiche di cui sono il risultato.

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XIV

PREMESSA

vitalit e freschezza del greco (in tanti casi sorprendentemente vicina a


quella delle lingue moderne), e si capiscono meglio anche molti fenomeni
espressivi dellitaliano.
Non dunque un semplice repertorio di forme, da consultare meccanicamente, con atteggiamento puramente utilitaristico. Vuol essere piuttosto un amico, un compagno di strada nellimpegnativa ma affascinante
avventura di scoprire una lingua e, attraverso la lingua, la cultura in
cui affonda le radici tanta parte della civilt occidentale.

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NUOVI ITINERARI

PRIMA UNIT

CAPITOLO 1
Alfabeto e sistema fonetico
CAPITOLO 2
Avviamento allo studio della morfologia
Morfologia nominale (I): 1 e 2 declinazione
Morfologia verbale (I): presente indicativo dei verbi in -v

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PRIMA UNIT

Obiettivi:
Acquisizione delle nozioni fonetiche e morfologiche di base

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NUOVI ITINERARI

Prima Unit

Capitolo 1
Alfabeto e sistema fonetico
Come per ogni lingua non pi parlata (il greco moderno molto diverso da quello antico), anche per il greco classico possiamo avvalerci solo di
testimonianze scritte. inevitabile dunque partire dallalfabeto, per cercare poi di ricostruire il sistema fonetico di cui esso espressione.
La storia dellalfabeto greco lunga e complessa, dato che la diffusione
della scrittura stata lenta (per molti secoli la civilt greca si valsa di
forme di comunicazione prevalentemente orale) e la grande variet dialettale insieme al fenomeno, speculare, della frammentazione politica ha
frenato ladozione di un sistema graco comune. Quello che si affermato
nel tempo (grazie al primato culturale ateniese, al processo di unicazione
messo in moto da Alessandro e inne allincorporazione della Grecia nellimpero romano, dove il greco godette del prestigio di lingua internazionale) comprende ventiquattro lettere (v. Tabella nella pagina seguente).
Per descrivere e interpretare il sistema fonetico di una lingua occorre
aver chiaro un principio importante:
fra gli innumerevoli suoni possibili, in ogni lingua ne vengono impiegati alcuni e trascurati (cio considerati ininuenti) altri; dobbiamo
quindi mettere in conto la possibilit che manchino alcuni suoni a noi
familiari e che, allopposto, ve ne siano altri per noi inconsueti.

Ma nel caso del greco antico c un problema ulteriore. Trattandosi di


lingua non pi parlata, non facile capire in che misura il sistema graco
che ci stato tramandato rispecchi il sistema fonetico, cio quale fosse il
suono effettivo corrispondente a ciascun segno.
In questa ricostruzione possono aiutarci elementi di vario genere:
confronti con altre lingue della famiglia indoeuropea1, in particolare con il
latino e, attraverso il latino, con litaliano;
1
Com noto, si usa il termine indoeuropeo per un gruppo di lingue nelle quali sono
stati individuati tratti comuni, segno di originaria appartenenza a un unico ceppo linguistico.

Francesco Michelazzo, Nuovi itinerari alla scoperta del greco antico. Le strutture fondamentali della lingua
greca : fonetica, morfologia, sintassi, semantica, pragmatica,
ISBN: 978-88-8453-513-6 (print) ISBN: 978-88-8453-513-9 (online), Firenze University Press, 2006.

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1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
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10.
11.
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13.
14.
15.
16.
17.
18.
19.
20.
21.
22.
23.
24.

A
B
G
D
E
Z
H
Y
I
K
L
M
N
J
O
P
R
S
T
U
F
X
C
V

a
b
g
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e
z
h
y
i
k
l
m
n
j
o
p
r
s w 3
t
u
f
x
c
v

Alfabeto greco
nome (greco e italiano) pronuncia convenzionale
lfa
alfa
a
bta
beta
b
gmma
gamma
g duro (come gatto)
dlta
delta
d
ciln
epslon (epsiln)2
e
zta
zeta
z
ta
eta
e
yta
teta
t(h)
ta
iota
i
kppa
cappa
c duro (come cane)
l(m)bda
lambda
l
m
mi
m
n
ni
n
je
xi
x
mikrn
omcron (omicrn)* o
pe
pi
p
]
ro
r(h)
sgma
sigma
s
ta
tu
t
{ ciln
pslon (psiln)* (come franc. tu)
fe
fi
f
xe
chi
k(h)
ce
psi
ps
mga
mega (omga)*
o

confronti interni al greco (tra varianti dialettali, tra fenomeni fonetici e morfo-sintattici, ecc.);
infine (ma si tratta di casi piuttosto rari), occasionale presenza di forme onomatopeiche nei testi a noi pervenuti4.

In questo modo si riesce a delineare un quadro abbastanza attendibile. Tuttavia evidente che, non essendo possibili riscontri diretti sulla

I principali gruppi linguistici cos identificati sono: a sud-est quello indo-iranico; a nord-est
quello slavo e quello baltico; a nord-ovest quello germanico e quello celtico; a sud-ovest
quello italico (di cui fa parte il latino) e quello greco.
2
La scelta fra le due pronunce (nei casi successivi segnalate dallasterisco) legata al
tipo di accentazione adottata: vedi 8.
3
La grafia antica, come del resto anche per diversi altri fonemi, oscillante. La forma
(il cosiddetto sigma lunato) ampiamente documentata nei papiri, che rispecchiano in
genere le edizioni curate dai grammatici di et ellenistica. Oggi si usano i segni S-s (che pure
hanno precedenti antichi), con la variante w per il sigma in fine di parola.
4
P.es. in un verso del poeta comico Cratino (V sec. a.C.) leggiamo lo sciocco cammina
facendo bee bee [b b] come una pecora (fr. 45), e in un verso giambico anonimo fa-

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NUOVI ITINERARI

base della viva pratica linguistica, la pronuncia moderna del greco antico va considerata comunque convenzionale, frutto di approssimazione
a una realt che per tanti aspetti rimane sfuggente5.

1.1. Vocali
Lalfabeto greco comprende sette vocali (a e h i o u v).
Questa situazione, con la presenza di due varianti per /e/ (e~h) e
per /o/ (o~v), potrebbe sembrare analoga a quella dellitaliano, con
lopposizione fra pronuncia chiusa (psca, btte) e aperta (psca, btte); in realt assai pi complessa, per lesistenza di fenomeni fonetici
di vario genere.
Quantit vocalica
Un primo aspetto di complessit sta nel fatto che in greco presente
e operante lopposizione breve/lunga ( ~ 6), cio la distinzione relativa
alla durata nellemissione del suono. Questa opposizione interessa non
solo i fonemi /e/ e /o/, nei quali si manifesta a livello grafico (e~h, o~v),
ma anche gli altri tre (a~
a, i~i, u~
u)7.
Dittonghi
Le vocali possono unirsi in dittonghi, con i o u come secondo elemento
(invece, diversamente dallitaliano, non c dittongo quando i o u figurano
come primo elemento: p.es. ai a meno che non sia scritto a con dieresi
dittongo, ia no).
Tenendo conto della variante breve/lunga, le combinazioni teoricamente possibili sono 12, alle quali ne va aggiunta una in cui il primo
elemento u- (fra parentesi la pronuncia convenzionale):
/a/ breve /a/ lungo /e/ breve /e/ lungo /o/ breve /o/ lungo
/i/
/u/

ai [ai]
au [au]

ai []
au [au]

ei [ei]
eu [eu]

hi []
hu [eu]

oi [oi]
ou [u]

vi []
vu [ou]

/u/

ui [i]

cendo bau bau [ba ba] e il verso del cane (da cui anche il verbo bazein abbaiare);
nel teatro, specie tragico, risuonano spesso espressioni di dolore o meraviglia come aiai
[aa], oi [o]; ecc.
5
Il che non significa ovviamente che tutti i tipi di pronuncia siano indifferenti, e che sia
inutile una pronuncia il pi possibile accurata e coerente.
6
I simboli (breve) e (lunga) sono gli stessi che vengono impiegati negli schemi metrici, dove per sono riferiti alla quantit non delle vocali ma delle sillabe.
7
Il fenomeno della quantit molto importante, e vi torneremo pi volte nel corso di
questo capitolo. Nella lettura moderna tuttavia non se ne tiene conto (e~h = e, o~v = o).

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PRIMA UNIT

In realt, le combinazioni con prima vocale lunga sono piuttosto rare.


Gi i dittonghi in quanto tali, infatti, comportano un sovraccarico vocalico, ed quindi logico che si cerchi istintivamente di non appesantirli
ulteriormente con la quantit lunga di uno dei componenti. Cos in greco
le vocali lunghe con u tendono a semplificarsi nella rispettiva variante breve
(hu > eu ecc.);
nel caso di vocale lunga con i, invece lo i a indebolirsi: i papiri mostrano un
comportamento oscillante (certe volte lo i scritto regolarmente, altre volte
omesso), segno probabilmente che era pronunciato in forma attenuata; luso
moderno quello di scrivere questo iota muto sotto la vocale precedente (il
cosiddetto iota sottoscritto: + ~)8 e di non pronunciarlo.

Un dittongo pu essere originario oppure, pi spesso, essere il risultato di uno o pi fenomeni fonetici:
1. esito vocalico di un fonema intermedio (v. al paragrafo seguente);
2. caduta di un fonema intervocalico (v. cap. 23 e 28): nel contatto fra le due
vocali originariamente separate pu accadere [2a] che esse si mantengano distinte, oppure [2b] che si produca un dittongo per la somma meccanica delle
due componenti, oppure [2c] che le due vocali si fondano in un fonema nuovo
di quantit lunga (la cosiddetta contrazione);9
3. allungamento di una vocale per cause di vario genere e conseguente sviluppo,
anche qui, di un fonema nuovo di quantit lunga.
Esempi:
1. nella declinazione del nome bow (bue), alcune forme (lo stesso NOM bow, lACC
bon ecc.) derivano da un tema bo-10 con vocalizzazione di (bo-w, bo-n);

8
Ma la grafia dotta segna lo i nella posizione normale (iota ascritto); anche in questo
caso per eventuali altri segni (spiriti e accenti, v. 3-4) sono posti non, come di solito, sulla
seconda componente del dittongo ma sulla prima (p.es. dein, variante contratta del verbo
edein cantare, si pu scrivere anche idein). Lo iota ascritto poi la regola nel caso di
vocale iniziale maiuscola: p.es. %Aidhw Ade (il regno dei morti e la relativa divinit); ma
dhw (o idhw) quando usato come nome comune nel senso di morte.
9
Va detto comunque che vi sono anche casi in cui la sequenza vocalica a~e~h~o~v~u
+ i~u non d luogo a dittongo. La mancata fusione in dittongo dei due fonemi pu essere
dovuta a ragioni etimologiche: p.es. diow eterno; ssein slanciarsi; ut} grido (da
non confondere col pronome a[t}); saw e sai voci del verbo aein gridare; praw
(praw con baritonesi; v. 4) mite; prne e prau nai voci del verbo pranein ammansire; ecc. Oppure pu essere dovuta allaggiunta di prefissi o suffissi che si mantengono
foneticamente distinti: p.es. dion, con laggiunta del suffisso diminutivo -idion a uw figlio (quindi > figlioletto) oppure a w maiale (quindi > maialino); pro-stnai,
pro-sxein ecc. (verbi composti col preverbo pro-); -idriw, -ulow ecc. (aggettivi composti
col prefisso negativo -); ecc. Come si vede dagli esempi, la separazione dei due fonemi
pu essere segnalata dalla dieresi (nelle varie combinazioni: > ? ) oppure, in inizio
di parola, anche dalla semplice collocazione dello spirito sulla prima vocale (anzich sulla
seconda, come nei dittonghi).
10
Il segno indica il digamma, un fonema /w/ scomparso nel greco classico (v. al paragrafo seguente)

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NUOVI ITINERARI

2a. sempre nella declinazione di bow, altre forme (il GEN bow, il DAT bo ecc.)
derivano dal tema bo- con caduta del intervocalico (bo-ow, bo-i);
2b. nella declinazione di row (monte), il DAT singolare rei deriva da un tema
ores- con caduta del s intervocalico (ores-i);
2c. sempre nella declinazione di row, il GEN singolare rouw deriva dal tema orescon caduta del s intervocalico (ores-ow) e successiva contrazione delle vocali
e-o cos venute a contatto11;
3. fra i tanti esempi possibili citiamo per ora solo alcune forme in cui c stata caduta
di fonemi consonantici e conseguente allungamento (cosiddetto di compenso):
tiyew, participio presente di tyhmi (da tiyentw > tiyew)
didow, participio presente di ddvmi (da didontw > didow)
bavw , participio aoristo di banv (da bantw > baw )
a)
fhna, indicativo aoristo di fanv (da efansa > efan

Mentre nei casi 1 e 2b si ha un vero dittongo nato dallunione di due


suoni vocalici, nei casi 2c e 3 il dittongo si deve considerare un mezzo per
tradurre sul piano grafico il nuovo fonema lungo: un fonema che talvolta
prende forma di dittongo (tiyew, didow), talaltra di vocale semplice lunga
(bavw , fhna)12.
Sulla base di queste considerazioni, si pu dire che per ciascuno dei
tre fonemi /a/, /e/, /o/ il greco standard (senza tener conto cio delle
differenze dialettali) conosce pi varianti, che vengono riassunte nello
schema seguente:
/a/
/e/
/o/

breve [e dittongo]

lunga [e dittongo]

a [ai au]

a [ au]

esito di allungamento

ah

e [ei eu]
o [oi ou]

h [+ hu (> eu)]
v [~ vu (> ou)]

ei h
ou v

Vocali semiconsonantiche
Gi da quanto abbiamo detto fin qui si portati a pensare che /i/ e
/u/ abbiano un carattere particolare, in qualche modo diverso rispetto agli
altri fonemi vocalici. Ci confermato, in molte lingue, da una serie di
fenomeni che dimostrano che si tratta per cos dire di fonemi intermedi, i
quali a seconda delle circostanze possono manifestare una natura vocalica
(i, u) oppure consonantica (j, w), oppure anche scomparire del tutto13.

11
Che il processo si sia sviluppato in due tappe dimostrato dal fatto che la parola
attestata anche nella forma non contratta reow.
12
Che queste grafie siano almeno in parte convenzionali confermato dal fatto che sono
oscillanti e variano da dialetto a dialetto: p.es. il participio aoristo di banv citato qui sopra si
a) si prepresenta come baw in eolico; il nome Musa (che deriva da Montja > Monsa > Mos
senta come Mosa in attico (e da qui nel greco standard), come Mosa in eolico, come Msa
in dorico; ecc.
13
P.es. dal latino maior maggiore si avuto un esito consonantico in italiano (maggiore) e vocalico in spagnolo (mayor); nel nome del vino (da una radice indoeuropea con

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PRIMA UNIT

Volendo fissare un principio generale (che torner utile anche nellesame delle consonanti semivocaliche, 2) possiamo dire che
tendenzialmente un fonema intermedio si manifesta in forma di vocale nelle situazioni di penuria vocalica (e/o di abbondanza consonantica), e allopposto in forma di consonante nelle situazioni di penuria
consonantica (e/o di abbondanza vocalica).

Nel caso del greco i fonemi /i/ e /u/, che prendono il nome rispettivamente di jod (j) e di digamma (14), sono riconoscibili solo quando si manifestano in forma vocalica (i, u): per il resto sono scomparsi, in certi casi
senza lasciare traccia (per cui la loro originaria presenza si pu ricostruire
solo su base etimologica), in certi altri dando luogo a fenomeni fonetici di
vario genere, che saranno illustrati via via che se ne presenta loccasione.
Mentre per il jod la scomparsa della variante consonantica antica e
generalizzata, per il digamma si trattato di un processo pi graduale e
non uniforme che pu dirsi compiuto solo nel greco standard (quello consolidatosi sulla base del dialetto attico) di epoca storica; infatti
in alcuni dialetti il ha continuato ad essere presente e operante (tanto che lo
troviamo anche scritto);
nei poemi omerici si alternano (anche nello stesso brano o nello stesso verso)
situazioni che ne presuppongono lefficacia e altre che al contrario ne presuppongono la scomparsa o lirrilevanza.

1.2. Consonanti
A rigore consonante indica un fonema che, per la sua ridotta o nulla sonorit, non pu essere pronunciato da solo, senza il supporto di un
suono vocalico. Ma questo non vero allo stesso modo per tutte quelle
che correntemente classifichiamo come consonanti: anche qui, come gi
nel caso delle vocali, esistono fonemi intermedi, che svolgono un ruolo
importante nel sistema fonetico greco. Esamineremo anzitutto questi, per
poi passare alle consonanti vere e proprie.
Consonanti semivocaliche: liquide e nasali
Le liquide (l, r) e le nasali (m, n) vengono di solito trattate insieme perch,
in greco come in altre lingue, presentano caratteristiche comuni, per via di
una maggiore sonorit che ne fa fonemi intermedi fra consonanti e vocali15.
alternanza vocalica wein/win/woin) il fonema /u/ ha un esito consonantico in latino (vinus,
da cui le forme romanze vino, vin ecc.) e in tedesco (Wein [pron. vain]), vocalico in inglese
(wine [pron. uain]), mentre caduto in greco (onow da oinow).
14
Il nome si deve al fatto che la forma del simbolo ricorda quella di due gamma maiuscoli sovrapposti.
15
Di questa particolare natura non difficile fare esperienza attraverso espressioni onomatopeiche come brrr, hmmm ecc.

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NUOVI ITINERARI

Il fenomeno pi interessante in cui sono coinvolte in greco quello


della vocalizzazione: in situazioni di penuria vocalica (e/o di abbondanza consonantica), liquide e nasali possono sviluppare un suono vocalico,
che in attico e poi in greco standard a. Si dice allora che agiscono come
sonanti.
Questo fenomeno, che simboleggiato con un cerchietto sotto la lettera (l,
r, m, n), si manifesta in due forme diverse: nelle liquide, la vocale si aggiunge al
fonema consonantico, nelle nasali di solito lo sostituisce:
da pat}r (padre) il DAT plurale patrsi (patrsi) deriva da patrsi;
pyow (pat(h)os, esperienza, sofferenza) deriva da pnyow16.
Liquide e nasali presentano comportamenti simili anche in campo metrico-prosodico (dove le due classi di fonemi sono spesso indicate complessivamente
col nome di liquide), dando luogo fra laltro a fenomeni particolari, legati alla loro
natura pi che consonantica.

Sibilante
opportuno ricordare qui anche la sibilante sigma (s), non solo per
la sua particolare sonorit17 ma anche perch in greco presenta comportamenti che ricordano quelli di altri fonemi intermedi, in particolare j e :
in posizione intervocalica cade facendo entrare in contatto le due vocali che
originariamente separava (v. al precedente);
cade spesso anche in inizio di parola davanti a vocale, lasciando al suo posto
laspirazione (per alcuni esempi v. pi avanti).

Consonanti propriamente dette


Vengono definite mute e suddivise in sottoclassi:
Gutturali (o Velari)

Labiali

Dentali

tenui

medie

aspirate

in unione con s

z18

preced. da nasale

gk gg gx gj

mp mb mf mc

nt nd ny nz

16
Invece la forma alternativa pnyow, pure attestata, deriva da un tema peny- in cui la
vocalizzazione di n non avvenuta in quanto non necessaria.
17
Anche di questo facile fare esperienza in espressioni onomatopeiche come ssst, psst ecc.
18
C da dire peraltro che il pi delle volte una dentale davanti a sigma cade senza produrre effetti fonetici.

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10

PRIMA UNIT

Il sistema analogo a quello dellitaliano (e di molte altre lingue), ma


presenta anche alcune particolarit:
le gutturali hanno sempre un suono duro: cos p.es. genealoga (da cui il nostro genealogia) = ghenealogha; strakismw (da cui ostracismo) =
ostrachisms;
presente e operante laspirazione (che comunque pu essere trascurata nella pronuncia moderna: p.es. yeologa teologia = t(h)eologha; Xmaira Chimera
= K(h)maira; Flippow Filippo = Flippos; v. anche pi avanti;
viene chiaramente percepita la natura particolare dei fonemi risultanti da
combinazione con s, che valgono a tutti gli effetti (anche metrico-prosodici)
come consonanti doppie19;
da notare infine come il sistema grafico registri la differenza fra nasale seguita
da gutturale (per cui si usa oggi il simbolo N ) o da labiale (m) o da dentale (n),
rappresentando la prima come g (il cosiddetto gamma nasale: \gkQmion =
encmion, ggelow = nghelos, legxow = lenk(h)os, Sfgj Sfinge = Sfnx),
la seconda come m e la terza come n20.

Fenomeno fonetico comune a tutte le mute il fatto di cadere, senza


lasciare traccia, quando si trovano in fine di parola: qui infatti possono stare
oltre ovviamente alle vocali solo -n, -r e -w (pi -j e -c, consonanti doppie contenenti -w)21, a conferma della natura particolare di questi fonemi.
Da ricordare qui anche una particolarit del dialetto attico (rimasta confinata, questa, a livello dialettale): la sequenza -tt- (p.es. ylatta mare,
prttv faccio) al posto di -ss- del greco standard (ylassa, prssv).

1.3. Aspirazione
Si gi accennato in precedenza al fatto che in greco fatta eccezione per alcuni dialetti presente e operante laspirazione (un fenomeno
comune anche a molte lingue moderne ma assente nellitaliano standard).
Essa pu manifestarsi in vari modi:
19
interessante il confronto con litaliano, dove i fonemi /cs/ e /ps/~/bs/ tendono a
scomparire (o a conservarsi solo in parole di origine straniera) e sono anche rappresentati
graficamente in modo oscillante (solo per /cs/ si usa un segno apposito, x), e dove non
chiara la percezione di z come consonante doppia (anche qui con comportamenti grafici contraddittori: contraffazione con una z sola, ma raffazzonato con due).
20
Anche qui litaliano presenta un comportamento oscillante, che distinguendo solo la posizione davanti a labiale (impostare, ambizione) e unificando gli altri due casi (tengono come tendono) si colloca a met strada fra la precisa distinzione del greco e lipersemplificazione p.es. del
tedesco (dove non si distingue graficamente fra bringen, wunderbar, unbestritten ecc.). Va
detto comunque che anche il comportamento del greco frutto di un processo di normalizzazione, dato che non di rado in papiri e iscrizioni si incontrano grafie del tipo nb, ng e simili.
21
Fanno eccezione la preposizione \k e la negazione o[k~o[x, che per non hanno autonomia fonica e si saldano alla parola che segue (v. 1.5).

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NUOVI ITINERARI

11

spesso il risultato della caduta di un fonema intermedio (principalmente s,


ma anche j o ) in inizio di parola, e viene indicata graficamente apponendo
su quella che diventa cos vocale iniziale il cosiddetto spirito aspro ^ (p.es.
lw sale deriva da salw; sperow sera deriva da esperow, cfr. latino vesper; in caso di dittongo lo spirito collocato sul secondo elemento22, come in
amatikw ematico); u iniziale sempre aspirato (-);
nelle consonanti, come si visto, laspirazione indicata con tre lettere apposite x
f y; inoltre, doveva essere pronunciato con aspirazione (o comunque fortemente
arrotato) il r, che in posizione iniziale sempre scritto con spirito aspro (]-);
paradossalmente, la grafia tradizionale segnala anche... quello che non c,
ossia la mancanza di aspirazione: ogni vocale o dittongo iniziale senza aspirazione accompagnato da spirito dolce & (p.es. pologa, apologia, difesa;
er}nh pace; ecc.)23.
Come gi accennato a proposito delle consonanti, anche per le vocali non indispensabile far sentire laspirazione nella lettura moderna del greco (p.es. pnow sonno = (h)pnos; %Omhrow Omero = (h)meros; ]}tvr retore = r(h)tor; ecc.).

Fenomeni particolari legati allaspirazione


Tra i fenomeni fonetici del greco individuati dagli studiosi moderni uno
dei pi significativi la tendenza a evitare laspirazione in due sillabe consecutive (la cosiddetta legge di Grassmann, dal nome dello studioso che
lha formulata): p.es.
yrj capello (tema yrix-): laspirata iniziale y- si mantiene nei casi in cui laltra (-x-) si fusa col -w della desinenza (NOM sing. yrj, DAT plurale yrij); negli
altri, il y- perde laspirazione trasformandosi in t- (GEN trixw, DAT trix ecc.);
analogamente xein avere (tema sex- > x-) e trfein nutrire, allevare
(tema yref-): laspirazione iniziale si conserva quando, nel corso della coniugazione, scompare la seconda (jv avr, yrcv allever, yreca allevai); si perde in tutti gli altri tempi;
xvren ritirarsi: il raddoppiamento della sillaba iniziale tipico del perfetto
si realizza nella forma ke-xQrh-ka mi sono ritirato; ecc.

Questo comportamento, che si pu spiegare con la fatica di mantenere a


lungo la pronuncia aspirata, solo apparentemente contraddetto dal fenomeno opposto, quello per cui due consonanti contigue tendono a uniformarsi (e
quindi, se del caso, a prendere entrambe laspirazione): cos p.es. da lep-ein
lasciare si ha laoristo passivo \lef-yhn fui lasciato; se al verbo brzein
viene aggiunto il preverbo \p si ha, dopo lelisione, \f-ubrzein insultare;
ecc. (v. anche 1.6). Qui evidentemente doveva risultare foneticamente pi naturale mantenere laspirazione piuttosto che diversificare la pronuncia24.
Ma naturalmente sul primo nel caso di iota muto: v. sopra, p. 6.
Sullorigine e le possibili motivazioni di questa strana convenzione grafica v. p. 17.
24
Questo processo di assimilazione conosce peraltro molte deroghe: p.es. la preposizione \k impiegata come preverbo si mantiene inalterata davanti a iniziale aspirata: \k-xvren
andar via, ritirarsi, \k-frein portar fuori, \k-yrskein balzare, ecc.
22
23

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1.4. Il sistema di accentazione


Il sistema di accentazione del greco piuttosto complesso, soprattutto
perch laccento greco come quello di altre lingue antiche (e, invece,
diversamente dallitaliano e da altre lingue moderne) non era fondamentalmente dinamico (di intensit) ma melodico (di tonalit). Esaminiamone in sequenza le caratteristiche.
1. Lopposizione fondamentale tra sillabe pronunciate in tono alto e in
tono basso, e interessa le ultime tre sillabe di una parola (cio non si
risale comunque oltre la terzultima: ...|). Graficamente questa opposizione poteva essere espressa in vario modo:
segnando un accento ascendente (il cosiddetto accento acuto: )25 sulla sillaba pronunciata in tono alto (p.es. ggelow = v; Asxlow = v; gayw =
v), oppure
segnando un accento discendente (il cosiddetto accento grave: `)26 sulle sillabe pronunciate in tono basso (gglw = ;; ecc.), oppure
combinando insieme le due grafie (gglw = v;; ecc.).

Queste varie grafie sono attestate nei papiri, ma la prima che si


affermata, anche nella pratica editoriale moderna.
2. Laccento acuto pu stare sia su sillabe lunghe che su sillabe brevi, e almeno apparentemente non ci sono ragioni per cui debba cadere su una sillaba
piuttosto che su unaltra (non ci sono cio ragioni per cui p.es. in gayw
laccento debba stare sullultima piuttosto che sulle altre due); unica limitazione che pu risalire fino alla terzultima sillaba solo se lultima breve.
Perci una parola in partenza proparossitona diventa parossitona se, cambiando la desinenza nel corso della flessione (declinazione o coniugazione),
alloriginaria sillaba breve finale ne subentra una lunga (...
v > ...v )27.
3. Nel caso di parola ossitona non seguita da interpunzione si ha di solito
la trasformazione dellaccento da acuto in grave (la cosiddetta baritonsi, che in questo caso equivale in sostanza ad atonia): p.es. facendo seguire immediatamente a gayw buono ggelow messaggero avremo
gayw ggelow28.
25
In greco tnow jw, da cui gli aggettivi che designano le tre possibili posizioni dellaccento: jtonow osstono (accento sullultima), parojtonow parosstono (sulla penultima), proparojtonow proparosstono (sulla terzultima).
26
In greco tnow barw, da cui laggettivo bartonow bartono (v. nel testo al punto 3).
27
Questa p.es. la declinazione di ggelow (messaggero, angelo): ggelow, gglou,
ggl~ , ggelon ecc.
28
Per comprendere questo fenomeno pu essere utile un richiamo alla quotidiana
esperienza linguistica. Nel parlare, non tutte le parole (quelle, per intendersi, che vengono
individualmente elencate dal vocabolario) vengono accentate allo stesso modo: in gene-

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13

NUOVI ITINERARI

4. Accanto alla coppia acuto~grave, il greco conosce anche unaltra forma di


accento, il cosiddetto accento circonflesso ( ' o ~). Si tratta in realt di un
accento doppio, risultante dalla combinazione di acuto e grave (+` = ^), che
in quanto accento protratto29 pu stare solo su vocale lunga (o dittongo).
Per comprendere la natura di questo accento utile mettere a confronto le
due varianti di una stessa parola che sia attestata sia in forma non contratta che
contratta, p.es. nella declinazione del nome eylon~ylon (gara, premio)30.
forme non contratte

Nominativo sing.
Genitivo sing.
Dativo sing.
Accusativo sing.
Nominativo plur.
Genitivo plur.
Dativo plur.
Accusativo plur.

eylon
ylou
yl~
eylon
eyla
ylvn
yloiw
eyla

v;
v
v

v ;

v ;
v
v

v ;

forme contratte

>
>
>
>
>
>
>
>

ylon
ylou
yl~
ylon
yla
ylvn
yloiw
yla


v
v


v
v

Dalla tabella si ricava che laccento circonflesso, proprio in quanto accento


composto (e quindi tale da coprire unestensione equivalente a due sillabe), non
pu risalire oltre la penultima sillaba, e che in questo caso la sillaba finale devessere breve. Una parola in partenza properispomena diventa parossitona se,
cambiando la desinenza nel corso della flessione (declinazione o coniugazione),
alloriginaria sillaba breve finale ne subentra una lunga (...' > ...v).

5. Dopo aver cercato di comprendere la natura dellaccento greco, riepiloghiamo adesso le caratteristiche del suo uso:
esistono in greco tre tipi di accento: acuto (), grave (`), circonflesso ( ' o ~);
questa differenza non si avverte per nella lettura moderna;
laccento acuto pu stare sulla terzultima sillaba (solo per se lultima breve), oppure sulla penultima, oppure sullultima; ma in questultimo caso si
trasforma in accento grave, a meno che non segua interpunzione (o parola
enclitica: 5);

re la catena parlata si sviluppa non accostando meccanicamente parole singole ma raggruppandole, e mettendo in rilievo in ciascun blocco un solo accento, normalmente quello
dellelemento finale (p.es. linizio della Divina commedia potrebbe essere rappresentato
in questi termini: nel-mezzo-del-cammin | di-nostra-vita || mi-ritrovai | per-una-selva-oscura || che-la-diritta-via | era-smarrita). Perch si verifichi baritonesi occorre appunto che la parola ossitona in questione sia allinterno di una catena parlata, non alla sua
estremit segnalata da interpunzione. Su altri aspetti relativi al trattamento dellaccento
finale v. il paragrafo seguente.
29
Questo probabilmente il senso del nome greco perispvmnh (sott. pros~da, accento
protratto in direzioni diverse), da cui gli aggettivi che designano le due possibili posizioni:
perispmeno (accento circonflesso sullultima) e properispmeno (sulla penultima).
30
La quantit indicata (come breve o lunga ) solo quando rilevante ai fini dellaccento; altrimenti si usa il segno generico .

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PRIMA UNIT

laccento circonflesso pu stare solo su sillabe contenenti vocale lunga o dittongo: sulla penultima (solo per se lultima breve) oppure sullultima;
in caso di dittongo, laccento segnato sulla seconda delle due vocali (ma
nella lettura moderna viene pronunciato sulla prima, p.es. &Orfew =
Orfus, Aguptow Egitto = igptos ecc.; nel caso di ou: otow questo
= (h)tos).

1.5. Proclitiche ed enclitiche. Appositive e ortotoniche


Anche in greco, come in molte lingue (italiano compreso), esistono
parole prive di accento, che proprio per questa mancanza di autonomia
fonica si appoggiano alla parola vicina: a quella precedente (e si parla
allora di enclitiche) o a quella seguente (proclitiche).
Per comprendere questo importante fenomeno, utile fissare intanto
un principio generale:
nella misura in cui una parola acquista, al di l del suo significato specifico, un valore funzionale, tende a perdere almeno in parte la propria originaria identit semantica, e parallelamente vede spesso indebolirsi anche la propria consistenza fonica; in tal caso tender a fare
corpo unico con una parola adiacente fonicamente piena (definita
perci ortotonica), indipendentemente dal fatto che questa perdita
di autonomia venga o meno rilevata graficamente31.

In linea tendenziale, si possono considerare funzionali gli articoli, le


preposizioni, le congiunzioni, i pronomi relativi, le forme deboli dei pronomi personali (mi hai chiamato? rispetto a hai chiamato me?), i verbi
ausiliari (sono andato, ho mangiato ecc.)32, e insomma ogni espressione
che quale che sia la sua natura originaria finisce per essere impiegata
in funzione connettiva, articolatoria ecc.33.
31
Un esempio particolarmente chiaro di questa dinamica quello dellarticolo determinativo che, assente in latino (agnus significa al tempo stesso lagnello e un agnello), si
sviluppato nelle lingue romanze dalloriginario pronome~aggettivo dimostrativo latino ille:
ille homo = quelluomo > = luomo. Qualcosa di molto simile, come vedremo, avvenuto in greco per larticolo (v. 7.1) e per le preposizioni (14.1).
32
Meno chiaro il discorso per i verbi servili (potere, dovere ecc.) e fraseologici (prendere
una decisione, fare fatica ecc.), che hanno un evidente valore funzionale ma spesso conservano anche una loro autonomia fonica.
33
La quotidiana esperienza linguistica offre innumerevoli esempi in proposito. Per limitarci allarticolo: in situazioni espressive normali o, detto in termini linguistici, non marcate larticolo viene pronunciato senza alcuna autonomia fonica, saldato in corpo unico con
la parola che segue; nessuno istintivamente dice ti ho chiesto di darmi il libro, a meno che
non ci siano ragioni di tipo contestuale o pragmatico che richiedano di evidenziare larticolo
(p.es. in funzione oppositiva: non ti ho chiesto di darmi un libro: ti ho chiesto di darmi il libro), o di separarlo con una pausa dal nome (p.es. ti ho chiesto di darmi il se cos vogliamo
chiamare quellinsulso ammasso di fogli libro), o altro.

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NUOVI ITINERARI

Dato che in greco laccento rappresentato graficamente, ci dovrebbe permettere di individuare con maggiore sicurezza le forme atone, documentando anche il processo che ha portato allo svuotamento semantico
e fonico di parole in origine autonome34. In realt, la situazione complicata dal fatto che nella grafia tradizionale vengono accentate anche molte
parole sicuramente atone, come si vede p.es. scorrendo la declinazione
dellarticolo e lelenco delle preposizioni (le due classi di parole dove pi
evidente il carattere funzionale e conseguente atonia):
Declinazione dellarticolo

singolare
masch.

femm.

neutro

`
to
t!
tn

=
tw
t_
t}n

t
to
t!
t

n
met

nt
par

plurale

masch. femm. neutro

o
tn
tow
tow

NOM
GEN
DAT
ACC

a
tn
taw
tw

t
tn
tow
t

Quadro delle preposizioni

mf
kat

p
per

di
pr

ew
prw

\k
sn

\n
pr

\p
p

Si tratta di una convenzione grafica35 immotivata (nel 7 cercheremo


comunque di capirne lorigine), che non deve impedirci di considerare allo
stesso modo lintera classe di parole funzionali. Potremo definirle appositive36 e suddividerle come segue:
a) prepositive (che precedono lortotonica a cui sono aggregate);
alcune parole di questa classe sono convenzionalmente scritte senza accento e si
definiscono proclitiche: oltre alle forme dellarticolo e alle preposizioni ora citate,
sono la negazione o[ (non, con le varianti o[k e o[x)37, la congiunzione e (se),
lavverbio relativo e poi congiunzione qw (come, e poi che, perch ecc.);
b) postpositive (che seguono lortotonica a cui sono aggregate);
alcune parole di questa classe sono convenzionalmente scritte senza accento
e si definiscono enclitiche: forme deboli dei pronomi personali (v. 8.1), pro34
p.es. il caso dellavverbio nn ora, di cui esiste anche la variante nun (atona e con
abbreviamento della vocale) usata come intercalare nel senso di dunque (del resto anche in
italiano ora usato sia come avverbio di tempo, sia come semplice formula di transizione).
35
Come del resto ne esistono in tutte le lingue. Non facile, p.es., spiegare perch in italiano
si scriva me lo restituisci (indicativo) staccando le proclitiche, e invece restituiscimelo (imperativo) saldando le enclitiche allortotonica restituisci; oppure perch non si possa scrivere alposto
di saldando la proclitica al con la sua ortotonica (mentre si considera corretto invece di).
36
Questo termine adeguato sia perch esprime bene lappoggiarsi di una parola debole a unortotonica adiacente, sia perch impiegato anche nellanalisi metrica. Non va per
confuso con lanalogo termine usato in senso sintattico (v. 9.1).
37
La negazione per scritta con laccento (in quanto ortotonica) se seguita da interpunzione, p.es. nelle interrogative disgiuntive (v. cap. 27): pteron sugxvrew o; ne
convieni oppure no?.

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PRIMA UNIT

nomi e avverbi indefiniti (v. 16.1), alcune forme dei verbi essere e dire
(em e fhm), la congiunzione coordinativa te (e) e infine un certo numero di
particelle (ge, per, toi, il gi citato nun ecc.) che il greco usa, insieme a molte
altre, come formule di transizione.

Accentazione in presenza di enclitiche


Mentre la proclisi (cio lappoggiarsi di una proclitica allortotonica
seguente) non segnalata graficamente, lortotonica che precede unenclitica muta il pi delle volte il suo accento:
parola ossitona: non si ha baritonesi (gevrgw tiw un contadino);
parola parossitona o perispomena38: laccento rimane invariato (ma dopo parossitona leventuale enclitica bisillabica si presenta accentata: polthn tin
un cittadino);
parola proparossitona o properispomena: si sviluppa un accento secondario
detto di enclisi sulla sillaba finale (Flippw te e Filippo; tarw te e
lamico; Flippw fhsi Filippo dice; tarw fhsi lamico dice);
parola proclitica o enclitica: nel caso che lenclitica si appoggi a una parola
atona (proclitica o enclitica), questultima prende un accento di enclisi (o te
&Ayhnaoi e gli Ateniesi; gevrgw tw pote un contadino una volta).

1.6. Fenomeni fonetici vari


Abbiamo gi accennato ad alcuni fenomeni che si verificano in occasione dellincontro tra fonemi. Completiamo la trattazione ricordandone
altri, che interessano in particolare i casi di successione di vocali fra parole diverse39: una sequenza denominata iato, che spesso si evita (in quanto
evidentemente percepita come sgradevole) ricorrendo
allelisione, segnalata graficamente dallapostrofo (o[d a[tw > o[d& a[tw;
ll =mew > ll& =mew; \p =mw > \f& =mw [v. 1.3]; ecc.)40;
alla crasi (da krsiw mescolanza), cio la fusione delle due parole, che
interessa soprattutto larticolo (` a[tw > atw; to a[to > ta[to; t te38
Sullapparentamento dei due tipi (come pure di proparossitone e properispomene) v.
al paragrafo precedente. Il fatto che solo in questo caso si mantenga laccento originario pu
essere spiegato nel senso che laccentazione sulla penultima sillaba tendenzialmente pi forte
e stabile non solo di quella sullultima (che esposta a baritonesi) ma, per altro verso, anche di
quella sulla terzultima (che nellenclisi necessita di integrazione).
39
Naturalmente si pu avere successione di vocali anche allinterno di una stessa parola, ma in questo caso entra in gioco piuttosto la contrazione (v. 1.2, e poi a proposito delle
singole situazioni interessate dal fenomeno).
40
Mentre lelisione propriamente detta quella che interessa la vocale finale della parola precedente, si ha elisione inversa (o prodelisione, o aferesi) quando la vocale che cade
quella iniziale della seconda parola: p.es. m| \ylein > m| &ylein; gay > &gay; \gQ
> &gQ; ecc.

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NUOVI ITINERARI

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ron > yteron; ecc.), la congiunzione ka (ka \kenow > kkenow; kalw ka
gayw > kalw kgayw [da cui le forme kalokagayw, kalokagaya, kalokagayen]; ka ` > x ecc.), il preverbo pro- (pro-legon > prolegon) e altre
parole funzionali; la crasi indicata apponendo lo spirito dolce (che in questo
caso prende il nome di coronide) sopra la vocale, bench non pi collocata in
inizio di parola;
allinterposizione di una consonante fra le due vocali: il caso del cosiddetto -n efelcistico (\felkustikn applicato in fondo) usato nella flessione
nominale e verbale (lgousi a[t! > lgousin a[t!; lege a[t! > legen
a[t!), della gutturale aggiunta alla negazione o[ (o[ atiow > o[k atiow; o[
`rv > o[x `rv), del -w (otv gayw > otvw gayw; xri~mxri o >
xriw~mxriw o).

1.7. Punteggiatura e altre convenzioni grafiche


I testi greci che leggiamo nelle edizioni moderne si presentano corredati da segni di interpunzione e da altri elementi grafici:
la virgola (,) e il punto (.) sono usati come nelle lingue moderne;
ai segni (: e ;), che nel nostro sistema indicano una pausa intermedia tra virgola e punto, corrisponde un segno unico, il cosiddetto punto in alto (:);
il punto e virgola (;) usato come punto di domanda (al posto del nostro punto
interrogativo);
da ricordare infine la tendenza a usare la maiuscola non allinizio di ciascun
periodo, ma solo allinizio di ununit maggiore (capitolo, brano o altro).

La reale pratica scrittoria dellantichit era per molto diversa e...


molto pi rudimentale, sia per la lenta diffusione della scrittura e della stessa alfabetizzazione, sia per lassenza di tecnologie scrittorie in
grado di favorire laffermarsi di standard editoriali comuni. Laspetto pi vistoso costituito dalla cosiddetta scriptio continua (il fatto
cio di scrivere senza separare le parole) e dalla quasi totale assenza di
interpunzioni.
Questa situazione, che si protratta a lungo (persiste in parte anche
nei nostri manoscritti di et medievale e umanistica), aiuta a capire due
fenomeni ricordati in precedenza:
luso ingiustificato di segni grafici (spirito dolce per assenza di aspirazione, accento su parole funzionali verosimilmente atone): in una situazione
di scriptio continua, potevano facilitare la lettura, aiutando a individuare i
confini delle parole41;
In questo senso appare significativo il fatto che nella declinazione dellarticolo siano
accentate solo le forme che cominciano per consonante (to, tw ecc.): evidentemente nelle
altre (`, =, o, a) la presenza dello spirito costituiva gi un elemento grafico sufficiente, tale
da rendere superflua laggiunta dellaccento.
41

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PRIMA UNIT

la grande quantit di particelle usate in greco: in mancanza di una pratica grafica consolidata e condivisa, si rivelavano utili per articolare il discorso, evidenziandone lorganizzazione interna e larchitettura logico-argomentativa42.

1.8. Pronuncia di parole derivate dal greco


In questo capitolo sono state fornite diverse indicazioni sulla pronuncia convenzionale del greco. Vediamo ora come si pronunciano le parole
di origine greca una volta che siano state italianizzate (di solito attraverso
il filtro della traslitterazione latina).
Traslitterazione latina (e italiana)
Anzitutto, i principali fenomeni relativi al passaggio di fonemi greci in
latino (e poi in italiano):
vocali: lopposizione breve/lunga ha effetto sullaccentazione, ma non si riproduce nella traslitterazione (e~h > e; o~v > o); quanto a u, passa in latino
come y, e da qui in italiano come semplice i;
dittonghi: ai~oi passano in latino come ~, e da qui in italiano come
semplice e; ei passa a e o in latino (e conseguentemente in italiano);
au~eu si mantengono inalterati (> au~eu); ou passa a u gi in latino (e poi
in italiano); quanto alle combinazioni con i muto (sottoscritto), in genere
danno in latino (e poi in italiano) un esito analogo a quello dei dittonghi
con i pieno;
consonanti: la traslitterazione latina rispecchia piuttosto fedelmente il sistema
greco, fatta eccezione per lunificazione in n delle varianti dentale e gutturale
della nasale (n~g); analoga a quella del greco, in origine, anche la pronuncia
dura delle gutturali, che per si sono poi palatalizzate, fino al sistema misto
dellitaliano (suono duro davanti ad a~o~u, dolce davanti a e~i);
aspirazione: si mantenuta in latino, si persa in italiano.

Accentazione
Nel pronunciare in italiano parole di origine greca dobbiamo tener
conto che il nostro sistema di accentazione deriva da quello, radicalmente
diverso, del latino, che coinvolge solo due sillabe (la penultima e la terzultima) ed basato sulla quantit della penultima. Ecco alcuni esempi di
pronuncia greca, latina e italiana:

La facilit con cui oggi, usando un semplice programma di videoscrittura, chiunque


pu produrre un testo non solo elegante, ma anche chiaramente strutturato nella sua organizzazione interna (p.es. grazie ai cosiddetti elenchi puntati e numerati di Word), aiuta a
capire, per contrasto, il disagio di chi non poteva contare su risorse di questo genere, e dunque la tendenza a compensarle inserendo elementi di articolazione direttamente nel testo. In
proposito v. anche n. 21 p. 139.
42

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NUOVI ITINERARI

pron. greca

in latino

in italiano

1. %Omhrow []

(h)meros

Homerus

Omro

2. &Odussew []

Odssus

Odysseus

Odsseo

3. &Odsseia []

Odusseia

Odyssea

Odissa

Oidpus

dpus

dipo

Sapf

Sappho

Sffo
Pndaro

4. Odpouw []
5. SapfQ []
6. Pndarow []

Pndaros

Pindarus

7. Asxlow []

Aisk(h)ulos

schylus

schilo

8. Sofoklw []

Sofocls

Sophocles

Sfocle

9. E[ripdhw []

Euripdes

es
Eurip d

Eurpide

Aristofnes

Aristophanes

Aristfane

10. &Aristofnhw []
11. ^Hrdotow []

(h)Erdotos

Herodotus

Erdoto

12. Youkuddhw []

T(h)ucddes

es
Thucyd d

Tucdide

13. Dhmosynhw []

Demost(h)nes

Demosthenes

Demstene

Socrtes

Socrates

Scrate

Aristotles

Aristoteles

Aristtele

Epcuros

Epicurus

Epicro

Ison
Isona

Iaso(n)
Iasonem

Gisone

Plton
Pltona

Plato(n)
Platonem

Platne

Prxenos

Proxenus

Prsseno

Chilicha

Cilic a

Cilcia

uenos

Euenus

Evno

gnaichion

gynceum

gineco

epsiln

epslon

epslon

omicrn

omcron

omcron

psiln

pslon

pslon

omga

omega

mega

pancheia

panacea

panaca

farmcheia

pharmaca

farmaca

schesis

ascsi

glucoma

glaucoma

glaucma

pt(h)ema

patma

14. Svkrthw []
15. &Aristotlhw []
16. &Epkourow []
17.
18.
19.
20.
21.
22.
23.
24.
25.
26.
27.
28.
29.
30.
31.

&Isvn (NOM) []
&Isona (ACC) []
Pltvn (NOM) []
Pltvna (ACC) []
Prjenow []
Kilika []
Ehnow []
gunaikeon []
ciln []
mikrn []
{ ciln []
mga []
pankeia []
farmkeia []
skhsiw []
glakvma []
pyhma []

Se non ci sono motivi particolari per fare diversamente, conviene attenersi senzaltro alla pronuncia alla latina. Questo principio vale soprattutto per i nomi propri, mentre non mancano deroghe nel caso di nomi comuni (specie di ambito scientifico o dotto), come negli esempi seguenti:
32. rmona []
33. filosofa []
34. amorraga []
35. skl}rvsiw []

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(h)armona

harmon a

armona

filosofa

philosoph a

filosofa

(h)aimorragha

hmorrhag a

emorraga

sclrosis

sclrosi [pop. sclersi]

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36. nmnhsiw []

anmnesis

anmnesi

37. prgnvsiw []

prghnosis

prgnosi

38. diokhsiw []

diichesis

dicesis

dicesi

39. metvra []

metora

metora

40. xolra []

k(h)olra

cholera

colra [ma cllera]

41. odhma []

idema

dema [pop. edma]

mvc (NOM) []
42.
mvpa (ACC) []
43. trag~da []
44. mel~da []

mops
mopa

myops
myopem

mope

tragoda

tragd a

tragdia

meloda

melod a

meloda43

Capitolo 2
Avviamento allo studio della morfologia
Morfologia nominale (I): 1 e 2 declinazione
Morfologia verbale (I): presente indicativo dei
verbi in -v
2.1. Cos la morfologia
Il termine morfologia significa studio delle forme, e potrebbe quindi essere impiegato praticamente per tutte le componenti del linguaggio
(dato che, come altri sistemi di segni, anche il linguaggio un complesso
di forme che trasmettono significati). Di fatto per riferito a ci che riguarda laspetto delle parole, la loro distribuzione in classi (nomi sostantivi, nomi aggettivi, verbi, avverbi ecc.), i meccanismi che regolano il loro
modificarsi (declinazioni, coniugazioni ecc.).
Il problema di ogni lingua quello di riuscire a esprimere la realt
nelle sue molteplici manifestazioni: una quantit praticamente infinita di
eventi, situazioni, concetti ecc., di fronte alla quale esistono teoricamente
due possibilit:
moltiplicare praticamente allinfinito anche le forme, in modo che ogni cosa
abbia la sua etichetta, completamente diversa dalle altre (cio che, p.es., cavallo si dica in modo completamente diverso da cavalli, da cavalla, da
cavallino, da cavallone, da cavalcare ecc.); oppure

43
Il confronto fra le due ultime parole interessante: la prima ha in italiano una forma
),
che tiene conto del dittongo (~ > ) e della quantit breve della penultima sillaba (-ia > -a
la seconda trascura entrambi questi elementi e impiega la pronuncia alla greca.

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NUOVI ITINERARI

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mettere in atto una strategia modulare, facendo s che la ricchezza espressiva si raggiunga attraverso la combinazione di un numero limitato di forme
elementari (cio, per stare al nostro esempio, articolando la base comune cavall- attraverso una serie di desinenze e/o di suffissi).

Lunica strada realisticamente percorribile la seconda: ed appunto


qui che entra in gioco la morfologia, che non avrebbe ragione di esistere se
ogni singola cosa si dicesse in modo del tutto diverso dalle altre.
La modularit si pu realizzare in forme molteplici. Per il greco le pi
importanti sono:
la capacit di costruire intere famiglie di parole (nominali44, verbi, avverbi ecc.) intorno a un nucleo semantico comune (la cosiddetta radice),
variato nei suoi tratti fonetici (il fenomeno dellapofonia o alternanza
vocalica: p.es. dalla radice leg~log deriva da un lato il verbo lgv dire,
dallaltro il nome lgow parola, discorso) e/o ampliato con laggiunta di elementi esterni (il fenomeno dellaffissazione: p.es., sempre dalla
stessa radice, il nome ljiw espressione, stile mediante aggiunta del
suffisso -siw)45;
lesistenza di una ricca flessione nominale (declinazione) e verbale (coniugazione), che si realizza aggiungendo a una parte fissa (tema) un certo
numero di elementi mobili (desinenze);
vi sono peraltro anche fenomeni di moltiplicazione delle forme espressive
che vanno in controtendenza rispetto alla economicit dei due precedenti:
il caso, in particolare, dellesistenza di pi radici diverse per esprimere
nozioni simili (come nei cosiddetti verbi politematici: v. p. 176).

Mentre il sistema imperniato sulle radici esplica i suoi effetti principalmente sul piano morfologico e su quello semantico, la flessione
interessa pi direttamente quello sintattico e quello pragmatico-contestuale: ed a questo aspetto che opportuno dedicare ora qualche
considerazione.
Funzionalit sintattica e pragmatica della flessione nominale
Centrale nello studio delle lingue classiche soprattutto la flessione
nominale, un fenomeno che a differenza della flessione verbale le
lingue moderne conoscono in misura ridotta46: in greco e in latino infat44
Con questo termine indichiamo quelli che sono definiti di solito nomi, opponendoli
alla classe dei verbi e suddividendoli in nomi sostantivi (che chiameremo semplicemente
nomi), nomi aggettivi (per noi semplicemente aggettivi) ecc.
45
Dei meccanismi morfologici che intervengono a trasformare la radice si parla pi volte nel seguito: v. in particolare 17.2, 19.2 e 20.2.
46
Tendenzialmente le lingue moderne vanno infatti nella direzione della semplificazione dei sistemi espressivi. Questo processo ha raggiunto uno stadio particolarmente
avanzato nellinglese (che presenta una flessione nominale e verbale quasi nulla: motivo
questo, si direbbe, non secondario della sua diffusione come lingua internazionale), ma ha

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PRIMA UNIT

ti i nominali si presentano articolati non solo nelle varianti di numero


(come in cavallo~cavalli) e di genere (come in cavallo~cavalla), ma
anche in casi, cio in forme diverse a seconda del ruolo sintattico (soggetto, oggetto ecc.).
Per noi moderni questa straordinaria risorsa espressiva fonte di
non poche difficolt. Al di l dello sforzo mnemonico e dellattenzione
che si richiedono per riconoscere forme spesso non immediatamente
perspicue (pu accadere che una stessa desinenza corrisponda a casi
diversi), il problema principale costituito dal fatto che nelle lingue
classiche lesistenza dei casi ha prodotto una grande libert nellordine delle parole, di fronte alla quale la nostra sensibilit linguistica si
trova impreparata.
Le lingue moderne senza casi presentano un ordine delle parole rigido (come linglese) oppure flessibile ma tale che ogni variazione pu
alterare il significato (come litaliano o il francese)47. Questa stretta relazione fra ordine e senso interessa soprattutto due piani:
il piano delle relazioni sintattiche: dire Alessandro ha danneggiato Giovanni
non equivale a dire Giovanni ha danneggiato Alessandro, perch in situazioni espressive non marcate48 la sequenza normale SVO (Soggetto~Verbo~Oggetto);
il piano delle relazioni pragmatico-contestuali: dire lanno scorso sono stato
in Giappone non equivale a dire in Giappone sono stato lanno scorso (pur
designando lo stesso evento, la prima frase presuppone una domanda come
Coshai fatto lanno scorso?, la seconda una domanda come In che anno sei

interessato anche lingue che pure conservano un sistema di casi, come il tedesco). Litaliano stesso, com noto, si sviluppato con la perdita del sistema casuale latino. Nella
tabella che segue schematicamente riassunto il comportamento di alcune lingue riguardo
alla flessione nominale e verbale:
flessione nominale
flessione verbale
Greco
S (5 casi sing., pl. e duale)
S (8 persone: 3 sing., 3 pl. e 2 duale)
Latino
S (6 casi sing. e pl.)
S (6 persone: 3 sing. e 3 pl.)
Italiano No (solo distinzione sing./pl.)
S (6 persone: 3 sing. e 3 pl.)
No (solo al pres. ind. si distingue la 3 sing.)
Inglese No (solo distinzione sing./pl.)
Francese No (solo distinzione sing./pl.)
S (6 persone: 3 sing. e 3 pl.)
Tedesco ridotta (4 casi al sing. e 3 al pl.) ridotta (dist. sing./pl., e fra le 3 pers. del sing.)
47
Un po diversa la situazione nelle lingue moderne (come il tedesco e altre lingue
germaniche) che hanno un sistema casuale, per quanto ridotto: qui la libert nellordo verborum ovviamente maggiore, e comunque non cos ampia e indiscriminata come nelle
lingue classiche.
48
Si definiscono marcate le situazioni che risentono dellintervento di fattori extralinguistici (intonazione, gestualit o altro) capaci di alterare quello che sarebbe altrimenti il
significato normale dellespressione. Per riprendere lesempio usato qui sopra: se si appena
detto qualcosa come Giovanni ha danneggiato Stefano, la frase ALESSANDRO ha danneggiato Giovanni (la maiuscola indica una forte intonazione enfatica su Alessandro, cio che
Alessandro marcato) pu essere interpretata come una rettifica, nel senso di Giovanni non
ha danneggiato Stefano, ma Alessandro.

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NUOVI ITINERARI

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stato in Giappone?), perch sempre in contesti non marcati la sequenza


pi comune quella che colloca in posizione iniziale gli elementi gi noti, in
posizione finale quelli nuovi, oggetto dellatto comunicativo.

La quotidiana pratica espressiva (nella lingua materna o in una lingua seconda di cui si possa fare comunque esperienza diretta) ci abitua
insomma a lasciarci guidare dallordine delle parole oltre che, ovviamente, da criteri di altro genere nel definire i rapporti fra i costituenti
della frase. Ma ci non vale per le lingue classiche, dove lanalisi sintattica
e pragmatica non pu in genere valersi dellordine delle parole (reso libero
e spesso imprevedibile proprio dalla risorsa della flessione nominale)
ed frutto di laboriosa ricostruzione.

2.2. Caratteri generali della morfologia nominale e verbale


Passiamo brevemente in rassegna i principali caratteri della morfologia nominale e verbale del greco, che verranno poi approfonditi via via che
se ne presenta loccasione.
Aspetti comuni
Comuni alla morfologia nominale e a quella verbale sono la categoria
di numero e quella di persona.
Per quanto riguarda il numero, rispetto allopposizione tradizionale singolare/plurale il greco presenta in pi anche forme specifiche per il duale,
usate peraltro con molte oscillazioni prevalentemente per indicare persone, cose, nozioni ecc. considerate in coppia (p.es. tW xere le [due] mani; tW
Dioskrv i due Dioscuri Castore e Polluce; t ye le due dee Demetra e
Persefone; ecc.), oltre che naturalmente in do due e mfv entrambi49.
Per quanto riguarda la persona, lunica cosa notevole la mancanza di
forme specifiche di pronome personale di 3 persona per il nominativo (e
la relativa rarit di quelle per gli altri casi: v. 8.1)50.
Flessione nominale
Tipiche esclusivamente della flessione nominale sono le categorie del
genere e del caso.
Come in altre lingue (ma diversamente dallitaliano), anche in greco
lopposizione di genere fra maschile, femminile e neutro, con tenden49
Il duale attestato in Omero e negli scrittori attici di V-IV sec., per poi essere ripreso
dagli autori di et imperiale che si proposero di riportare in vita il genuino dialetto attico
(detti perci atticisti ).
50
Questo fatto, che trova riscontro anche in latino, forse in qualche modo collegato alla
possibilit di omettere il soggetto, che fa del greco e del latino lingue cosiddette pro-drop
(simili in questo allitaliano).

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PRIMA UNIT

ziale distinzione fra esseri animati di sesso maschile~femminile e cose


(oggetti, entit fisiche, concetti ecc.), ma prevedibilmente con molte
situazioni che sfuggono a questa logica51.
In greco esistono cinque casi (Nominativo, Genitivo, Dativo, Accusativo e Vocativo), risultato di un processo di sincretismo, cio di accorpamento in una stessa forma di pi funzioni casuali dellindoeuropeo52. I
grammatici antichi li suddivisero in casi retti (NOM, ACC, VOC) e casi obliqui (GEN, DAT)53, intendendo cos un rapporto pi diretto (NOM = soggetto,
ACC = complemento oggetto) o meno diretto (GEN e DAT = complementi indiretti) col verbo reggente: una distinzione che trova riscontro in alcune
particolarit morfologiche54, ma non deve condizionare lanalisi sintattica,
impedendo di riconoscere le innumerevoli situazioni in cui anche un complemento in caso obliquo strettamente legato alla reggenza del verbo (v.
9.1-4, in particolare 9.2). Per il valore semantico e sintattico dei singoli
casi greci v. cap. 3.
La flessione nominale si articola in tre diverse declinazioni, ma non
mancano parole (definite eteroclite, lett. dalla flessione diversa) che
presentano forme miste.
Flessione verbale
La grande variet di nozioni che entrano in gioco quando levento descritto da un verbo55 spiega la maggior quantit di categorie tipiche della
flessione verbale: persona, ditesi, tempo, modo.
51
P.es. non si capisce perch, fra le parti del corpo, alcune (come fyalmw occhio,
dow dente, pow piede ecc.) siano maschili, altre (come ]w naso, xer mano, karda
cuore ecc.) femminili, altre ancora (come o{w orecchio, stma bocca, gnu ginocchio
ecc.) neutre. Talvolta lattribuzione del genere pu essere spiegata in termini metaforici (come
nel caso di g terra o ylassa mare, nomi femminili di elementi naturali atti a evocare
lidea della vita e quindi della maternit), ma in gran parte si tratta di processi arbitrari, o
comunque difficilmente spiegabili e prevedibili. Pu accadere che nel cambio di genere entri
in gioco la suffissazione: p.es. col suffisso -dion si forma una classe di diminutivi tutti neutri indipendentemente dal genere della parola-base (da paw bambino, fanciullo, figlio paidon; da
grvn vecchio gerntion; da graw vecchia gradion; da yerpaina serva yerapaindion,
ma anche, nello stesso senso di servetta, il femm. yerapainw; ecc.).
52
Il GEN ha assorbito anche le funzioni dellantico Ablativo (che invece si conservato in
latino), il DAT anche le funzioni del Locativo e dello Strumentale.
53
Unaltra classificazione antica quella che attribuisce lo status di caso retto al solo
NOM, rispetto al quale sarebbero obliqui tutti gli altri (ACC e VOC compresi).
54
Si tratta in particolare di due fatti di accentazione: (1) quando un nominale ha laccento sullultima sillaba lunga, questo di norma acuto nei casi retti, circonflesso in quelli obliqui; (2) quando un nominale della 3 ha il NOM monosillabico, nel seguito della declinazione
i casi retti conservano laccento sulla sillaba di partenza, i casi obliqui invece lo spostano di
solito sullultima. Una differenza, marginale, fra casi retti e obliqui si osserva anche nei
nominali della 1 decl. con alfa breve (v. al paragrafo seguente).
55
In alternativa pu essere descritto anche in forma nominalizzata, ma con diverse limitazioni espressive: cfr. n. 32 p. 110 e n. 38 p. 179.

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NUOVI ITINERARI

25

Come in latino e in molte lingue moderne, anche in greco la distinzione fra 1~2~3 persona e si esprime solo nei modi finiti (ne sono
esclusi lInfinito e il Participio). Inoltre, la 1 pers. manca nellImperativo
e nel duale di tutti i modi verbali.
Pi problematica la categoria di diatesi, dato che in origine lopposizione era fra attivo e medio, e il passivo si sviluppato (per cos dire
da una costola del medio) solo in un secondo momento. Largomento
trattato in 6.4, e poi ripreso in 24.3 e 25.5.
La difficolt maggiore rappresentata dalle categorie di tempo e di
modo. Infatti, diversamente dal latino e dalle lingue moderne pi note, il
greco organizza il sistema verbale fondamentalmente per tempi anzich
per modi (allinterno di ciascun tempo si distingue poi fra i vari modi verbali, che sono uno in pi rispetto al latino per la presenza del modo Ottativo) e ciascuno di essi esprime, accanto alla nozione temporale, anche
una nozione di aspetto: aspetto durativo nel Presente (evento rappresentato nel suo svolgimento), puntuale nellAoristo (evento rappresentato in
forma atemporale, colto cio nel suo realizzarsi momento per momento56),
stativo-risultativo nel Perfetto (evento ormai concluso, rappresentato nel
suo stadio finale e nei risultati che ha prodotto). Complessa anche la natura del Futuro, che modale (esprimeva in origine nozioni di volont,
intenzione, previsione ecc.) oltre e prima che puramente temporale57.
Tipica del verbo greco, e indizio di un carattere arcaico e asistematico (che solo lentamente, e mai completamente, si assesta e organizza in
sistema organico58), insomma da un lato la centralit della nozione di
tempo, dallaltro lintreccio e il reciproco condizionamento fra dimensione
temporale (prevalente nellIndicativo) e aspettuale (prevalente negli altri
modi) e fra valore temporale e valore modale.
Molto complessi, infine, anche i meccanismi morfologici di sviluppo
della coniugazione verbale, dato che praticamente ogni tempo presenta
pi varianti, solo in piccola parte riconducibili a tipologie comuni. La stessa distinzione fra prima coniugazione (verbi in -v) e seconda coniugaDa qui anche il nome di ristow (xrnow) (tempo) indefinito.
A questo proposito da ricordare anche luso dei tempi storici (Imperfetto e Aoristo;
Presente, Perfetto e Futuro sono invece definiti tempi principali) per esprimere nozioni di
possibilit, desiderio ecc. sentite proprio per questa proiezione nel passato come solo teoriche, irrealizzabili. Tutto ci, come vedremo a suo tempo (26.1), permette di delineare una
sorta di parallelismo fra tempo futuro (Futuro) e modo Congiuntivo (volont, intenzionalit,
previsione); fra tempo passato (Imperfetto~Aoristo) e modo Ottativo (possibilit, desiderio);
fra tempo presente (Presente~Perfetto) e modo Indicativo (dato di fatto, constatazione oggettiva di un evento). Una dinamica espressiva per certi aspetti non lontana da quella delle lingue
moderne, specie nelle loro manifestazioni pi spontanee, nei registri pi colloquiali.
58
Significativo, da questo punto di vista, che non si sia sviluppato un sistema di tempi relativi come quello a noi familiare (con le corrispondenze Presente~Passato prossimo,
Imperfetto~Trapassato prossimo, Futuro~Futuro anteriore ecc.): v. p. 171 e n. 13 p. 238.
56
57

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26

PRIMA UNIT

zione (verbi in -mi) riguarda solo il Presente~Imperfetto, e non pu essere


quindi utilizzata per mettere ordine in un sistema che conferma anche in
questo la sua... asistematicit.
Concordanza
Un aspetto significativo nella morfologia del greco (come, del resto, di
moltissime lingue) costituito dal fatto che le varie classi di parole non vivono e operano in isolamento, ma sono collegate da rapporti di reciproca
solidariet morfologica. Da qui il meccanismo della concordanza:
fra la classe dei nominali e quella dei verbi: concordanza di numero (ed eventualmente di persona) fra soggetto e predicato; le deroghe pi comuni riguardano i neutri plurali (che hanno di solito il verbo al singolare, p.es. t z!a
fegei lett. gli animali fugge59) e la possibilit di costruzione a senso al plurale con nomi singolari indicanti pluralit (p.es. ` stratw naxvrosi lett.
lesercito si ritirano; t plyow tn &Ayhnavn t|n plin lepousi la gran
massa degli Ateniesi abbandonano la citt; ecc.)60;
allinterno della classe dei nominali: concordanza di numero, di genere e di caso
fra un nome o pronome e il nominale (nome e/o aggettivo) ad esso riferito con
valore sintattico di attributo, apposizione o predicato (v. in particolare cap. 7);
le deroghe sono limitate quanto al numero e al caso61, pi frequenti quanto al
genere: p.es.
si ha spesso concordanza al maschile per nomi femminili nel caso di aggettivi
a due sole uscite (con opposizione binaria maschile~femminile vs neutro)62;
nel caso di una pluralit di termini di genere diverso, il genere prevalente di
solito il maschile se si tratta di nomi di persona o comunque di esseri animati,
il neutro se vi sono compresi nomi di cosa o comunque di esseri inanimati;
il predicato di un soggetto maschile o femminile pu essere al neutro nel
caso di sentenze, massime, proverbi ecc. (spesso con ellissi della copula essere): kaln (\stin) = dikaiosnh bella cosa () la giustizia; yaumastn
(\stin) ` nyrvpow cosa stupefacente () luomo; ecc.

2.3. La 1 e 2 declinazione
Per facilitare lapproccio al complesso sistema della morfologia nominale
utile valorizzare, ovunque possibile, le somiglianze fra classi di parole di59
Il fenomeno di solito spiegato nel senso che i neutri plurali costituivano, pi che nomi plurali, nomi collettivi, per cui t z!a doveva significare qualcosa come la massa degli animali.
60
Una situazione particolare quella del duale, forma poco usata e obiettivamente marginale che, soprattutto in Omero, d luogo a frequenti casi di sconcordanza (soggetto duale e
verbo plurale, o viceversa).
61
Una situazione interessante a questo proposito luso dellACC come caso di default in
presenza di ellissi del soggetto di frase infinitiva (cfr. 18.3).
62
La categoria di gran lunga pi ricca quella di aggettivi composti con alfa privativo
(v. pi avanti n. 69): p.es. giusto a tre uscite (m. dkaiow, f. dikaa, n. dkaion), il suo
contrario ingiusto a due (m.~f. -dikow, n. -dikon).

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27

NUOVI ITINERARI

verse. Partiremo quindi esaminando in parallelo la 1 e 2 decl., che in greco


(come in latino) hanno molti aspetti comuni; e allinterno della 1 decl. tratteremo per prime le parole che escono al NOM in alfa breve (-a), presentando cos
unaccentazione quasi identica a quella delle corrispondenti parole della 2.
Procederemo affiancando di volta in volta nomi maschili della 2 decl.,
nomi femminili della 1 e nomi neutri della 2, in modo da riprodurre la
stessa sequenza che incontreremo in seguito nella presentazione degli aggettivi di 1 classe.
[...v]

Nomi con accentazione proparossitona del NOM

ggelow

reia

VOC

ggel-ow
ggl-ou
ggl-~
ggel-on
ggel-e

NOM~ACC~VOC
GEN~DAT
NOM~VOC

messaggero sacerdotessa
NOM
GEN
DAT
ACC

GEN
DAT
ACC

dspoina

63

eylon

padrona

gara, premio

rei-a
ere-aw
ere-
rei-an
rei-a

dspoin-a
despon-hw
despon-+
dspoin-an
dspoin-a

eyl-on
yl-ou
yl-~
eyl-on
eyl-on

ggl-v
ggl-oin

ere-a
ere-ain

despon-a
despon-ain

yl-v
yl-oin

ggel-oi
ggl-vn
ggl-oiw
ggl-ouw

rei-ai
erei-n
ere-aiw
ere-aw

dspoin-ai
despoin-n
despon-aiw
despon-aw

eyl-a [... v ] 64
yl-vn [...
v ]65
yl-oiw [... v ]
eyl-a
[... v ]

[... v ]
[... v ]
[... v ]
[... v ]
[... v ]

Nomi con accentazione properispomena del NOM

dmow

popolo

pera

prova

glssa

VOC

dm-ow
d}m-ou
d}m-~
dm-on
dm-e

per-a
per-aw
per-
per-an
per-a

glss-a
glQss-hw
glQss-+
glss-an
glss-a

yl-on
yl-ou
yl-~
yl-on
yl-on

NOM~ACC~VOC
GEN~DAT

d}m-v
d}m-oin

per-a
per-ain

glQss-a
glQss-ain

yl-v
yl-oin

NOM~VOC

dm-oi
d}m-vn
d}m-oiw
d}m-ouw

per-ai
peir-n
per-aiw
per-aw

glss-ai
glvss-n
glQss-aiw
glQss-aw

yl-a
yl-vn
yl-oiw
yl-a

NOM
GEN
DAT
ACC

GEN
DAT
ACC

prova

[... ]
[... ]

[...' ]

ylon

gara, premio

[... ' ]
[... v ]
[... v ]
[... ' ]
[... ' ]

[... ]
[... ]

[... ' ]
[... v ]
[... v ]
[... v ]

63
Di questa classe fanno parte anche quasi tutte le varianti di participio femminile attivo
dei singoli tempi verbali.
64
Le desinenze del NOM~VOC plur. masch. e femm., pur trattandosi di dittonghi (-oi, -ai),
valgono come brevi ai fini dellaccentazione.
65
Qui e nelle tabelle seguenti lindicazione grafica della quantit non tiene conto del comportamento divergente del GEN plur. della 1 (sempre -n) e dellACC plur. neutro della 2 (-a) .

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28

PRIMA UNIT

Nomi con accentazione parossitona del NOM


lupo

radice

legno

jlon

[...v]

lk-ow
lk-ou
lk-~
lk-on
lk-e

]z-a
]z-hw
]z-+
]z-an
]z-a

jl-on
jl-ou
jl-~
jl-on
jl-on

[... v ]
[... v - ]
[... v - ]
[... v ]
[... v ]

lk-v
lk-oin

]z-a
]z-ain

jl-v
jl-oin

lk-oi
lk-vn
lk-oiw
lk-ouw

]z-ai
]iz-n
]z-aiw
]z-aw

jl-a
jl-vn
jl-oiw
jl-a

lkow

]za

kQm-h
kQm-hw
kQm-+
kQm-hn
kQm-h

[...v]
[...v]
[...v]
[...v]
[...v]

dik-a
dik-ain

kQm-a
[...v]
kQm-ain [...v]

dik-ai
diki-n
dik-aiw
dik-aw

km-ai
kvm-n
kQm-aiw
kQm-aw

[...v]
[...']
[...v]
[...v]

dik-a
dik-aw
dik-
dik-an
dik-a

[... - ]
[... - ]

N
G
D
A
V
NAV
GD

[... v ]
[... v - ]
[... v - ]
[... v - ]

NV
G
D
A

v
v

kQmh [...v]

dika

ingiustizia villaggio

Nomi con accentazione ossitona del NOM

gorav

delfw
fratello

delf-w
delf-o
delf-!
delf-n
delf-
delf-Q
delf-on

delf-o
delf-n
delf-ow
delf-ow

=don}

[...v]

gayn

piazza, mercato

piacere

bene

N
G
D
A
V
NAV
GD

gor-
gor-w
gor-
gor-n
gor-

=don-}
=don-w
=don-_
=don-}n
=don-}

gor-
gor-an

=don-
=don-an

N
G
D
A
V
NAV
GD

NV
G
D
A

gor-a
gor-n
gor-aw
gor-w

=don-a
=don-n
=don-aw
=don-w

NV
G
D
A

gay-n
gay-o
gay-!
gay-n
gay-n

[... v ]
[... ' ]
[... ' ]
[... v ]
[... v ]

gay-Q
gay-on

[... ]
[... ]

v
'

gay-
[... v ]
gay-n [... ' ]
gay-ow [... ' ]
gay-
[... v ]

Osservazioni
1. La 1 e la 2 sono declinazioni tematiche66, caratterizzate cio dalla presenza
ricorrente di una vocale che in qualche modo entra a far parte del tema e alla quale si
saldano le desinenze67. Come in latino, la 1 ha una vocale di timbro -a- (-a-) e comprende nomi femminili (e, in minor misura, maschili), la 2 una vocale di timbro
-o- (-o-) e comprende nomi maschili e neutri (e, in minor misura, femminili).
2. Nel singolare della 1 decl. i casi con desinenza lunga si presentano ora con il
vocalismo a (p.es. GEN per-aw ), ora con il vocalismo h (p.es. GEN glQss-hw). un fenomeno tipico del dialetto attico (e dallattico passato poi nel greco standard), che nel
trattamento dellalfa lungo (-a- ) ha un comportamento intermedio fra dialetti che con66
La natura tematica sicura per la 2 decl., mentre oggetto di discussione per la 1. Qui
si preferito per metterle sullo stesso piano, in modo da sfruttare le molteplici analogie delle
due declinazioni.
67
A rigore, quindi, le tabelle delle declinazioni dovrebbero essere impostate in modo diverso,
p.es. scrivendo allACC sing. jn-o-n, dj-a-n ecc. (o al limite jno-n, dja-n ecc.) per rendere chiaro

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29

NUOVI ITINERARI

servano il timbro a (come il dorico e leolico) e lo ionico che ha invece generalizzato lh:
le parole il cui tema esce in -e- oppure -i- oppure -r- conservano la (il cosiddetto
alfa puro); in tutti gli altri casi la (definito allora alfa impuro) passa ad h.
3. La distinzione fra casi retti e casi obliqui (v. p. 24) si applica
nel comportamento del duale che come del resto anche nella 3 decl. presenta una forma unica per NOM~ACC~VOC e unaltra per GEN~DAT;
nelle desinenze, che sono spesso brevi per i casi retti, sempre lunghe per i casi
obliqui;
nellaccentazione delle parole con NOM ossitono, che sempre ossitona nei casi
retti (anche con desinenza lunga), sempre perispomena nei casi obliqui.

Nomi femminili della 2 e nomi maschili della 1


La 2 decl. (in prevalenza nomi maschili e neutri) comprende anche nomi
femminili, la cui flessione non presenta differenze rispetto ai maschili.
Invece i nomi maschili della 1 decl. (che prevalentemente femminile) presentano al sing. alcune particolarit:
hanno sempre lalfa lungo (realizzato in attico, e poi in greco standard, ora
come a, ora come h);
il NOM (con uscita in -w: -aw, -hw) e ancor pi chiaramente il GEN (-ou) sono
formati per analogia con la 2 decl.;
la desinenza del VOC pu essere in alfa breve (-a) o lungo (-a oppure -h)68.
Nomi maschili della 1 declinazione

neanaw

polthw

despthw

&Atredhw

giovinetto

cittadino

padrone

Atride

polt-hw
polt-ou
polt-+
polt-hn
polt-a

despt-hw
despt-ou
despt-+
despt-hn
dspot-a

nean-a
nean-ain

N
G
D
A
V
NAV
GD

polt-a
polt-ain

nean-ai
neani-n
nean-aiw
nean-aw

NV
G
D
A

polt-ai
polit-n
polt-aiw
polt-aw

nean-aw
nean-ou
nean-
nean-an
nean-a

poiht}w
poeta

&Atred-hw
&Atred-ou
&Atred-+
&Atred-hn
&Atred-h

despt-a
despt-ain

N
G
D
A
V
NAV
GD

poiht-}w
poiht-o
poiht-_
poiht-}n
poiht-av

&Atred-a
&Atred-ain

poiht-av
poiht-an

despt-ai
despot-n
despt-aiw
despt-aw

NV
G
D
A

&Atred-ai
&Atreid-n
&Atred-aiw
&Atred-aw

poiht-a
poiht-n
poiht-aw
poiht-w

che la vera desinenza -n (come nella 3 decl., cfr. latino -m). C per una controindicazione:
in alcuni casi questo meccanismo stato oscurato da trasformazioni fonetiche di vario genere, e
si dovrebbe comunque tornare alla grafia tradizionale, comprendendo nella desinenza anche la
vocale tematica (p.es., il GEN plur. della 1 deriva da --svn > -vn > -n: si spiega cos anche il
fatto che sia sempre perispomeno, indipendentemente dalla struttura fonetica del NOM).
68
tendenzialmente breve nei nomina agentis (nomi cio che designano chi compie unazione)
composti con i suffissi -thw, -rxhw, -mtrhw, -pQlhw, -trbhw, e nei nomi di popolo in -hw. In alcuni casi
presenta poi la ritrazione dellaccento (fenomeno che si riscontra anche nel VOC della 3 decl.).

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30

PRIMA UNIT

Aggettivi della 1 classe


Vengono raggruppati in questa classe
aggettivi a tre uscite, che seguono la 1 decl. al femminile e la 2 al maschile
e al neutro;
aggettivi a due uscite, che presentano una forma unica (quella della 2 decl.)
per il maschile e il femminile69.

Unica particolarit il fatto che il GEN plur. femminile, diversamente


dallesito sempre perispomeno dei nomi (-n), presenta la stessa forma
del maschile e del neutro (p.es. d}lvn anzich *dhln).
Per completezza, in ciascun gruppo stata aggiunta anche la forma
dellavverbio, che si realizza aggiungendo al tema la desinenza -vw.
dkaiow giusto
masch.

femm.

dlow manifesto

neutro

masch.

femm.

neutro

dkai-ow
dika-ou
dika-~
dkai-on
dkai-e

dika-a
dika-aw
dika-
dika-an
dika-a

dkai-on
dika-ou
dika-~
dkai-on
dkai-on

N
G
D
A
V

dl-ow
d}l-ou
d}l-~
dl-on
dl-e

d}l-h
d}l-hw
d}l-+
d}l-hn
d}l-h

dl-on
d}l-ou
d}l-~
dl-on
dl-on

dika-v
dika-oin

dika-a
dika-ain

dika-v
dika-oin

NAV
GD

d}l-v
d}l-oin

d}l-a
d}l-ain

d}l-v
d}l-oin

dkai-oi dkai-ai
dkai-a
dika-vn dika-vn dika-vn
dika-oiw dika-aiw dika-oiw
dika-ouw dika-aw
dkai-a
dika-vw giustamente

NV
G
D
A
Avverbio

gayw buono

dhlow invisibile

masch.

femm.

neutro

gay-w
gay-o
gay-!
gay-n
gay-

gay-}
gay-w
gay-_
gay-}n
gay-}

gay-n
gay-o
gay-!
gay-n
gay-n

gay-Q
gay-on

gay-
gay-an

gay-Q
gay-on

gay-o
gay-n
gay-ow
gay-ow

dl-oi
dl-ai
dl-a
d}l-vn
d}l-vn d}l-vn
d}l-oiw
d}l-aiw d}l-oiw
d}l-ouw d}l-aw dl-a
d}l-vw manifestamente

gay-a
gay-
gay-n
gay-n
gay-aw gay-ow
gay-w
gay-
gay-w bene

masch.~femm.

neutro

N
G
D
A
V

dhl-ow
d}l-ou
d}l-~
dhl-on
dhl-e

dhl-on
d}l-ou
d}l-~
dhl-on
dhl-on

NAV
GD

d}l-v
d}l-oin

d}l-v
d}l-oin

NV
G
D
A
Avverbio

dhl-oi
dhl-a
d}l-vn
d}l-vn
d}l-oiw
d}l-oiw
d}l-ouw
dhl-a
d}l-vw segretamente

Si tratta per lo pi di aggettivi con alfa privativo, risultanti cio dalla negazione di una
forma-base (p.es. -dhlow invisibile rispetto a dlow manifesto) mediante laggiunta iniziale di a- o an- (esito con vocalizzazione di una sonante n, cfr. p.es. il lat. in-credibilis).
69

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31

NUOVI ITINERARI

Declinazione dellarticolo e dei pronomi


Seguono quasi per intero la declinazione degli aggettivi di 1 classe anche
larticolo e la maggior parte dei pronomi, di cui qui cominciamo a vedere alcuni esempi.
Articolo

Pron. dim. de questo

m.

f.

n.

`
to
t!
tn

=
tw
t_
t}n

t
to
t!
t

tQ
ton

t
tan

o
tn
tow
tow

a
tn
taw
tw

Pron. relativo

m.

f.

n.

m.

f.

n.

N
G
D
A

de
tode
t!de
tnde

de
tsde
t_de
t}nde

tde
tode
t!de
tde

N
G
D
A

w
o
>
n

w
"
n

o
>

tQ
ton

NA
GD

tQde
tonde

tde
tande

tQde
tonde

NA
GD

o<n

a<n

o<n

t
tn
tow
t

N
G
D
A

N
G
D
A

o
@n
o<w
ow

a
@n
a<w
w

@n
o<w

ode
ade
tde
tnde tnde tnde
tosde tasde tosde
tosde tsde tde

Osservazioni
1. Le forme dellarticolo derivano da due temi diversi:
quelle in vocale (`, =, o, a) da un tema so-/sa- con caduta del s- iniziale e
conseguente aspirazione;
quelle in consonante da un tema to-/ta- con dentale iniziale come nei dimostrativi
di altre lingue (cfr. lat. talis, tantus; ingl. the, this, that; ted. der; ecc.): come vedremo pi avanti (7.1), larticolo evoluzione di un antico dimostrativo, ancora documentato in Omero e conservatosi in espressioni isolate anche in epoca classica70.
2. Il pronome dimostrativo de deriva dalla combinazione dellarticolo con la
particella d. La strana accentazione di alcuni casi (come lACC plur. tosde: ci si aspetterebbe tosde) si spiega appunto con la natura di d che, bench tradizionalmente
scritta con laccento, era atona e quindi tale da dipendere fonicamente dalla parola
precedente (cfr. 1.5).
3. Il pronome relativo deriva da un tema jo-/ja- con caduta del j- iniziale e
conseguente aspirazione. Nonostante la grafia tradizionale accentata, si tratta anche qui di forme verosimilmente atone (1.5).
4. Caratteristica comune ai pronomi declinati secondo la 1 classe che i casi
retti del neutro sing. escono in -o anzich -on. Derivano infatti da forme che presentavano una dentale finale (come nel latino id, illud), poi caduta al pari di tutte le
mute finali (v. p. 10).

2.4. Presente indicativo dei verbi in -v


Dopo lesame delle due declinazioni tematiche, avviamo lo studio della
morfologia verbale con il presente indicativo della coniugazione in -v (la co70

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Sulluso di accentare le forme dellarticolo (sicuramente atone) v. 1.5 e 1.7.

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32

PRIMA UNIT

siddetta 1 coniugazione), sia perch comprende la grande maggioranza dei


verbi greci, sia perch presenta anchessa un tipo di flessione tematica.
Lo accosteremo, per confronto, al presente indicativo dei verbi essere e dire, che seguono invece il tipo di flessione atematica (la cosiddetta 2 coniugazione).
Presente indicativo
persuadere
attivo

essere

dire

medio-passivo71

pey-v
pey-eiw
pey-ei

pey-o-mai72
pey-+
pey-e-tai72

pey-e-ton
pey-e-ton

pey-o-men
pey-e-te
pey-ousi(n)

e-m
e
\s-t(n)

fh-m
f-w
fh-s(n)

pey-e-syon
pey-e-syon

1 sing.
2 sing.
3 sing.
2 duale
3 duale

\s-tn
\s-tn

fa-tn
fa-tn

peiy--meya
pey-e-sye
pey-o-ntai72

1 plur.
2 plur.
3 plur.

\s-mn
\s-t
e-s(n)

fa-mn
fa-t
fa-s(n)

Osservazioni
1. Quella dei verbi in -v una forma di coniugazione tematica, caratterizzata
cio dalla presenza di una vocale (-o- quando seguita da m oppure n, -e- in tutti gli
altri casi) che in qualche modo entra a far parte del tema e alla quale si saldano le
desinenze73. Quella dei verbi in -mi invece una coniugazione atematica, nella quale
le desinenze (in parte diverse da quelle dei verbi in -v) seguono direttamente il tema,
senza vocale intermedia.
2. Fra i vari fenomeni fonetici, merita di essere rilevato almeno quello che interessa la 2 sing. del passivo, dove con loriginaria desinenza -sai si sono create le
condizioni per la caduta del sigma intervocalico e conseguente contrazione (-e-sai
> -e-ai > -+)74.
3. Le forme del presente indicativo di em e fhm sono di solito enclitiche
(come prevedibile specie per em dato il loro valore funzionale: v. 1.5). Si presentano invece come ortotoniche (cio in forma foneticamente autonoma) quando
hanno un rilievo particolare (come nel caso in cui em sia predicativo = esisto),
quando si trovano in inizio di frase75 ecc.

Sul concetto di medio-passivo (e pi in generale sulla diatesi verbale) v. 6.4.


Come per il NOM plur. della 1 e 2 decl., anche qui il dittongo finale vale come breve
ai fini dellaccentazione.
73
Rispetto alle tabelle della 1 e 2 decl., qui pi agevole separare graficamente la vocale
tematica dalla desinenza, fatta eccezione per alcuni casi (come la 2 sing. del passivo) in cui si
sono fuse a seguito di processi fonetici che le hanno rese indistinguibili.
74
Che il processo si sia sviluppato in questo modo dimostrato dal fatto che sono attestate, specie in poesia, anche le forme non contratte -eai.
75
In questa posizione frequente luso impersonale della 3 sing. di em (sti) nel
senso di possibile (si noti laccentazione parossitona, pi forte e resistente di quella
ossitona: cfr. 1.5).
71

72

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33

NUOVI ITINERARI

SECONDA UNIT

CAPITOLO 3
Il sistema dei casi greci
CAPITOLO 4
Primi elementi di economia contestuale: la coordinazione
CAPITOLO 5
Morfologia nominale (II): altri nominali di 1 e 2 declinazione

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34

SECONDA UNIT

Obiettivi:
acquisizione di criteri di metodo per interpretare correttamente il valore dei casi e lorganizzazione sintattica e concettuale del discorso
ampliamento delle conoscenze morfologiche (valorizzando la simmetria fra 1 e 2 declinazione)

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NUOVI ITINERARI

35

Seconda Unit

Capitolo 3
Il sistema dei casi greci
Fra le difficolt che presenta una lingua a casi come il greco (cfr.
2.1), preminente quella di tipo sintattico~semantico: capire cosa
vuol dire una determinata forma casuale, che ruolo riveste nelleconomia della frase.
In realt, questo problema riguarda anche le lingue, come litaliano, che
hanno perso la flessione nominale e lhanno sostituita con il sistema delle preposizioni: anche qui, si tratta di capire di volta in volta cosa vuol dire una
certa espressione. Esaminiamo p.es. le seguenti frasi italiane, apparentemente
del tutto simili:
1. veniamo da Roma
2. veniamo da Stefano
3. veniamo da amici
4. veniamo da soli
5. veniamo da anni
Le espressioni formate con la preposizione da si prestano a essere intese in
modi diversi:
come moto da luogo in [1], [2], [3] (proveniamo dalla casa di amici);
come moto a luogo in [2] (ci rechiamo anche noi da Stefano, immaginando
di rivolgerci a chi pure si recher l);
come modo in [3] (veniamo con intenzioni amichevoli) e [4]1;
come tempo in [5].
Nonostante questa potenziale ambiguit, la naturale competenza linguistica aiuta
di volta in volta a cogliere il giusto signicato dellespressione, disambiguandola:

1
Pi che un vero e proprio complemento di modo unespressione che indica la condizione in cui si trova la persona in questione. In [4] si tratta di una condizione per cos dire
oggettiva, in [3] c in pi unidea di soggettivit, di intenzionalit.

Francesco Michelazzo, Nuovi itinerari alla scoperta del greco antico. Le strutture fondamentali della lingua
greca : fonetica, morfologia, sintassi, semantica, pragmatica,
ISBN: 978-88-8453-513-6 (print) ISBN: 978-88-8453-513-9 (online), Firenze University Press, 2006.

36

SECONDA UNIT

nei primi due casi il valore locale suggerito dalla presenza di un nome proprio, che d lidea di unentit distinta dal soggetto;
in [3] e [4] di aiuto la familiarit con espressioni analoghe di valore avverbiale (da ospiti, da vecchi ecc.);
in [5] decisiva la natura semantica del nome (parola che indica tempo);
quasi sempre comunque decisivo il contesto.
Fattori simili (di sintassi, di lessico ecc.) possono e devono essere valorizzati
anche nellinterpretazione di una lingua antica2.

In questo capitolo cominceremo a conoscere valore e implicazioni


sintattico~semantiche dei casi greci.
Non ci limiteremo a elencare meccanicamente i vari significati e le
circostanze in cui ricorrono, ma cercheremo di capire quale sia il nucleo
semantico originario ricostruibile di volta in volta: e questo non tanto
per una curiosit di tipo antiquario (sapere cosa voleva dire un certo
caso nella sua preistoria), quanto perch padroneggiare le dinamiche
profonde di un fenomeno linguistico la garanzia migliore per riuscire
a riconoscerlo e interpretarlo quando lo si incontra in un testo3.
Per non moltiplicare inutilmente concetti e definizioni, faremo
spesso riferimento ai complementi dellanalisi logica tradizionale, ma
con le integrazioni e correzioni rese necessarie per applicare questo
sistema cos rigidamente classificatorio alla concreta realt espressiva
del greco.

3.1. Il fenomeno del sincretismo


Rispetto a quello ricostruibile per lindoeuropeo, sia il sistema casuale
greco che quello latino si presentano ridotti per sincretismo (il fenomeno
per cui, con la scomparsa di un caso, le sue funzioni si trasferiscono su un
altro caso, cumulandosi con quelle originarie):
lantico caso Ablativo dellindoeuropeo confluito nel Genitivo greco, mentre
si conservato come caso autonomo in latino;
gli antichi casi Locativo e Strumentale sono entrambi confluiti nel Dativo greco e nellAblativo latino.

Le corrispondenze fra le due lingue classiche si possono dunque schematizzare come segue:
Per unaltra serie di espressioni preposizionali potenzialmente ambigue v. pi avanti, 3.
Naturalmente rimane fondamentale unattenta consultazione del vocabolario. Esso
per soprattutto in una realt sfuggente come quella dei casi non pu dirci tutto, e
inoltre si rivela efficace nella misura in cui chi lo consulta ha gi in partenza unidea,
per quanto sommaria, di ci che vuol trovare, avendolo intuito almeno nei suoi contorni
essenziali.
2
3

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NUOVI ITINERARI

Greco

Latino

Genitivo
Genitivo propr. detto

Ablativo propr. detto


Genitivo di tipo ablativale
Dativo di tipo locativo

Ablativo di tipo locativo


Dativo di tipo strumentale

Ablativo di tipo strumentale


Dativo propr. detto

Dativo
I tre casi retti Nominativo, Accusativo, Vocativo sono simili
Inizieremo lesame del sistema casuale greco dai valori secondari dei
casi interessati da sincretismo (GEN e DAT), per trattare poi i casi primari
(NOM, GEN e DAT propriamente detti, ACC, VOC).

3.2. Genitivo-ablativo, Dativo locativo, Accusativo preposizionale


Il GEN-ablativo e il DAT locativo (da soli o accompagnati da preposizione) possono essere trattati insieme perch presentano unanaloga evoluzione semantica, con valori-base concreti di tipo spaziale dai quali si
sviluppano significati traslati di tipo temporale e relazionale (cfr. 13.1):
unevoluzione che interessa anche lACC con preposizione, e che pu essere
cos schematizzata4:
Genitivo-ablativo
[con o senza prep.]
Valori
spaziali
Valori
temporali5

Valori
situazionali
e relazionali

Dativo locativo
[con o senza prep.]

Accusativo
[con preposizione]

moto da luogo

stato in luogo

moto a luogo

momento iniziale

tempo determinato

momento finale

origine, discendenza,
provenienza, materia
causa
condizione, situazione, circostanza
agente~causa effic.6
separazione, distacco limitazione
partitivo
2 term. di paragone7
privazione, mancanza,
bisogno, desiderio

scopo
conseguenza
termine, destinazione

4
Nella tabella si segue per lo pi la terminologia tradizionale dei complementi, senza distinguere in questa fase fra complementi necessari e accessori (in proposito v. 9.1-2).
5
Il complemento di TEMPO CONTINUATO, di solito espresso con lACC semplice, viene trattato a parte (p. 117).
6
Le due nozioni non sono sostanzialmente diverse (se non per il fatto che nel caso di
agente umano e solo in questo pu esservi unidea di intenzionalit).
7
Questo uso (come quello dellablativo latino) si spiega pensando che il comparativo di maggioranza~minoranza pu essere rappresentato metaforicamente in termini di
distanziamento, di separazione fra i due elementi messi a confronto. interessante

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SECONDA UNIT

3.3. Dativo sociativo-strumentale


Mentre nel GEN-ablativo e nel DAT locativo i valori che abbiamo definito situazionali~relazionali si possono considerare secondari, evoluzione
metaforica di quelli spaziali, nel Dativo sociativo-strumentale sono primari. Esso usato infatti per esprimere ci che fa da sfondo, che accompagna levento descritto dal verbo.
Proprio il valore sociativo (o comitativo) pu servire come punto di
partenza per descrivere la semantica di questo caso. Infatti lidea-base di
una persona o cosa o circostanza che presente al realizzarsi dellevento
pu facilmente dar luogo allidea che questa partecipazione sia rilevante
per comprendere levento nella sua dinamica o valutarlo nel suo significato e nelle sue implicazioni.
Partiamo, ancora una volta, dallesame di alcune frasi italiane di struttura simile:
1. andato al ristorante con i suoi amici [compl. di COMPAGNIA]
2. andato al ristorante con la giacca sdrucita
3. andato al ristorante con pochi soldi in tasca
4. andato al ristorante con la febbre
5. andato al ristorante con il temporale
6. andato al ristorante con poco entusiasmo [compl. di MODO]
7. andato al ristorante con la macchina di suo fratello [compl. di MEZZO]
8. andato al ristorante con una piccola spesa [compl. di MEZZO? di EFFETTO?]
9. con la casa in quelle condizioni, andato al ristorante [compl. di CAUSA?]
Tutti questi esempi hanno in comune il fatto che il sintagma con ... esprime
una realt concomitante con levento descritto, ma la natura di tale realt di
volta in volta diversa.
Le situazioni pi interessanti, proprio perch pi sfumate, sono quelle [2-5]
pi difficilmente riconducibili ai complementi dellanalisi logica tradizionale8,
che presentano una gradazione di significati vicini ma non identici a quelli dei
due complementi (COMPAGNIA [1] e MODO [6]) fra cui sono stati inseriti. Dato che
il sintagma con ... contiene un nome di cosa, si potrebbe parlare di compl. di
UNIONE: e tuttavia questa definizione non soddisfa, perch non tiene conto che
notare che la confluenza del valore ablativale nel GEN fa s che il 2 termine di PARAGONE e
il complemento PARTITIVO, distinti in latino (risp. ABL e GEN), finiscano per essere espressi
in greco con lo stesso caso (risp. GEN-ablativo e GEN proprio). Le due nozioni rimangono
comunque diverse, e spesso possono essere distinte in base al numero, nel senso che, fino
a prova contraria, un GEN singolare sar da intendere come PARAGONE, un GEN plurale come
PARTITIVO (i vocabolari, limitandosi a segnalare la reggenza in GEN, non aiutano a percepire
la differenza).
8
infatti illusorio pensare che questa casistica, per quanto dettagliata (p.es. distingue, senza
motivo e senza vera utilit, fra compl. di COMPAGNIA e di UNIONE a seconda che si tratti di nomi di
persona o di cosa), possa coprire tutte le innumerevoli relazioni di senso che si determinano in
base al contesto.

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NUOVI ITINERARI

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al di l della semplice constatazione del dato di fatto (lessere andato al ristorante con la giacca sdrucita, con pochi soldi in tasca ecc.) il contesto sviluppa
significati accessori, che in questo caso sembrano, fino a prova contraria, di tipo
avversativo~concessivo9.
Insomma: proprio il valore comitativo (cio lindicazione della coincidenza
di fatto tra levento principale e uno o pi fattori concomitanti) rappresenta
una sorta di cornice allinterno della quale sviluppare relazioni semantiche di
varia natura10.

Con queste premesse, non difficile intuire i valori che possono essere
espressi da un DAT sociativo-strumentale, accompagnato o no da preposizione (prevalentemente sn con). Oltre ai complementi citati in precedenza (COMPAGNIA, UNIONE, MODO, MEZZO, CAUSA11) va ricordato che questo
DAT esprime anche unidea di MISURA12 e ribadito di nuovo lampio ventaglio di relazioni semantiche che possono svilupparsi dal contesto sulla
base della primaria nozione comitativa.
'

Indicazioni di metodo
Data la complessit del rapporto tra forma e funzione (il fatto cio che non
si possa stabilire una corrispondenza automatica fra un certo caso e un certo significato), sono prevedibili ambiguit e incertezze nellinterpretazione dei casi
greci interessati da sincretismo. Fermo restando che non possibile stabilire
regole da applicare meccanicamente e che niente pu risparmiarci la fatica del
ragionare, indichiamo qui alcuni criteri di metodo:
anzitutto importante tener conto della natura semantico-lessicale delle
parole in questione (nel senso che, p.es., con un nome di tempo si avr
probabilmente un valore temporale, e cos via);

9
Naturalmente unidea avversativo~concessiva pu svilupparsi anche negli altri casi,
perfino nel primo (dove p.es. il contesto potrebbe essere di questo tipo: andato con quelli
che considerava i suoi amici ... ma poi ha dovuto pagare lui il conto) e nellultimo (dove limplicazione potrebbe essere che voluto andare al ristorante da solo non perch la casa fosse
sottosopra, ma nonostante che fosse in perfetto ordine, con unottima cena gi pronta, con
tante belle persone che venivano per festeggiarlo ecc.).
10
Per una riflessione pi generale sulle implicazioni che possono nascere dal tronco
comune della pura fattualit v. 13.3.
11
Lidea di causa si trova espressa, oltre che da un DAT di tipo sociativo-strumentale,
anche sotto forma di GEN-ablativo (v. schema di p. 123). Casi simili di molteplice realizzazione
espressiva di uno stesso valore semantico sono frequenti, e fanno da pendant al fenomeno
per cui una stessa forma pu esprimere valori diversi (per una riflessione pi generale sul
rapporto tra forma e funzione v. 9.1). Entrambe le realizzazioni espressive dellidea di
causa sono il risultato di processi di evoluzione semantica, risp. dalla pura fattualit allesplicazione di un nesso di causalit ( il caso del DAT) e dalla nozione-base di provenienza spaziale alla sua traduzione metaforica in termini di derivazione logica ( il caso del GEN).
12
Soprattutto con aggettivi indicanti quantit (come poll! molto, lg~~mikr!
poco, tosot~ ... s~ tanto ... quanto, e simili) e in presenza di comparativi o superlativi
(o espressioni implicanti comunque un confronto).

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40

SECONDA UNIT

spesso decisivo il fatto che un certo valore si incontra in dipendenza


da un certo tipo di espressioni (verbi, ma anche nominali)13: quindi
importante tener conto della reggenza sintattica (v. 9.1) con unattenta
consultazione del vocabolario, dove vengono regolarmente indicate la dipendenza e la costruzione;
infine ma il principio pi importante occorre sviluppare una costante
attenzione al contesto, in particolare per cercare di ricostruire la complessa
rete di relazioni semantiche che in esso si creano14.
Criteri particolari applicabili nel caso di sintagmi con preposizione vengono forniti nel cap. 14.

3.4. Genitivo propriamente detto


Viene comunemente ricondotto a due valori fondamentali: quello di
SPECIFICAZIONE e quello PARTITIVO.
Il primo coincide sostanzialmente col complemento di SPECIFICAZIONE
(come lo conosciamo in latino, in italiano e in tante altre lingue); un uso,
dunque, intuitivamente chiaro, ma che si presta ugualmente ad alcune osservazioni interessanti:
la natura sintattica di questo complemento: corrisponde prevalentemente
alla funzione attributiva15, quella che si ha quando unespressione, qualunque
essa sia (compl. di specificazione, appunto, ma anche aggettivo, frase relativa
o altro16), contribuisce a identificare un elemento allinterno della classe nozionale di cui fa parte (p.es. in gli amici di mio fratello si selezionano, allinterno della pi generale classe degli amici, quelli su cui verte laffermazione);
la molteplicit di nozioni semantiche che possono esprimersi allinterno di
questa cornice sintattica (v. alcuni esempi italiani nella tabella qui a fianco):
13
P.es. i valori spaziali presuppongono in genere un verbo di movimento o di quiete; i
valori relazionali del GEN-ablativo sono di solito introdotti da un verbo indicante provenienza, allontanamento ecc. in senso metaforico; il GEN di paragone e, per altro verso, il DAT di
misura si determinano in genere in presenza di comparativo (o espressioni analoghe); ecc.
14
Sulla prudenza necessaria in questa ricostruzione v. 10.2.
15
Sul concetto di funzione sintattica v. 9.1, dove si mostra che i complementi dellanalisi logica tradizionale possono corrispondere a funzioni sintattiche diverse. Anche il
GEN di specificazione e il GEN partitivo, p.es., possono essere usati con valore predicativo (v.
pi avanti, p. 43-44).
16
Nel caso del greco fondamentale la capacit di dare a unespressione valore attributivo
collocandola fra larticolo e il nome a cui funzionale (v. 7.3): un meccanismo grazie al quale
trova modo di manifestarsi con grande libert e chiarezza la variet di relazioni semantiche.
La possibilit che una stessa funzione sia espressa in pi modi (p.es. il comportamento degli animali ~ il comportamento animale ~ il comportamento che hanno gli animali; la
vacanza di Rimini ~ la vacanza riminese ~ la vacanza che ho fatto a Rimini; ecc.) un
fatto comune a tutte le funzioni sintattiche, legato alla diversit e reciproca autonomia tra forma e funzione cio, in ultima analisi, tra piano morfologico e piano sintattico (v. 9.1).

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NUOVI ITINERARI

41

Esempi italiani di nozioni semantiche riferibili al compl. di specificazione:

il timore dei nemici ~ il timore della sconfitta


linvasione di Hitler ~ linvasione della Polonia
linsegnamento di Socrate ~ linsegnamento della matematica
il treno delle dieci e trenta ~ il treno di Roma ~ il treno dei pendolari
gli amici di mio fratello ~ gli amici di giovent
il ritratto di De Chirico
la casa di mio padre
la virt della perseveranza
piazza della Repubblica
la chiesa di S. Francesco
la linea di Napoli
la citt di Roma
quel vagabondo di mio fratello
la guerra dei trentanni
un uomo di carnagione chiara, dellet di circa 35 anni
giovani di buona famiglia
una forma di formaggio di quasi tre chili
il viaggio della speranza
la donna dei miei sogni
lumiliazione della sconfitta ~ lumiliazione degli sconfitti ~ lumiliazione di tutte le mie aspirazioni

una variet di relazioni pressoch infinita (tanto da rendere inutile ogni tentativo di schematizzazione), e comunque assolutamente non riducibile alla
nozione di appartenenza (perfino la casa di mio padre pu avere pi di un
significato17);
lespressione dei rapporti di dipendenza verbale in regime di nominalizzazione: quando un evento viene rappresentato non, come di solito, con
un verbo, ma con un nominale (nomi, ma anche aggettivi o, al limite, avverbi)18, gli originari complementi della variante verbalizzata compreso

17
Oltre a la casa appartenuta a mio padre potrebbe voler dire costruita da mio
padre, quella dove nato mio padre, al limite anche quella dove stato tenuto prigioniero ecc. Analogamente: il ritratto di De Chirico = dipinto da lui ~ raffigurante lui
~ appartenuto a lui; la chiesa di S. Francesco = costruita da lui ~ intitolata a lui ~
dove vissuto lui; il treno delle dieci e trenta = che parte ~ che transita ~ che arriva a quellora; ecc. Che una stessa funzione sintattica (in questo caso quella attributiva)
possa concretizzarsi in una molteplicit di relazioni semantiche un fenomeno prevedibile
(tenuto conto, anche qui, della diversit e autonomia dei piani linguistici), che interessa tutte
le funzioni sintattiche (cfr. cap. 10 e 18).
18
Si tratta naturalmente di nominali formati da una radice verbale o comunque portatori di carica verbale: p.es. non sapevo del desiderio di tuo padre di cambiare la-

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SECONDA UNIT

il soggetto (v. n. 18 p. 104 e n. 32 p. 110) vengono convogliati in quella


nominalizzata per lo pi, appunto, sotto forma di compl. di specificazione19; a questa dinamica si ricollega anche la distinzione fra GEN soggettivo
e GEN oggettivo (fbow tn polemvn il timore dei nemici = che hanno
i nemici ~ che si ha dei nemici).

Anche il GEN PARTITIVO corrisponde in larga misura al nostro complemento PARTITIVO; per molto pi diffuso, tanto da poter essere considerato una delle tendenze espressive caratteristiche del greco. Si incontra per lo pi in dipendenza da espressioni che comportano unidea
di parzialit:
con pronomi dimostrativi, indefiniti, interrogativi ecc. (p.es. nioi~tinw

alcuni, pollo molti, lgoi pochi, lloi altri, mnow solo, tw


chi?, o[dew nessuno, ` mn ... ` d ... luno ... laltro..., e cos via);20
con i numerali;
con i superlativi e altre espressioni indicanti eccellenza (p.es. joxow superiore, perxein~prvteein ... eccellere, primeggiare, e simili);
in dipendenza da aggettivi sostantivati, con una funzione selettiva analoga
a quella di solito svolta dalle parole collocate in posizione attributiva (7.3)
(p.es. o ndreoi tn politn i valorosi fra i cittadini = o ndreoi poltai
i cittadini valorosi; t xr}sima tn dQrvn quelli utili fra i regali = t
xr}sima dra i regali utili ecc.);
in dipendenza da nominali di qualunque altro genere, quando lidea di parzialit determinata dal contesto (p.es. tn ^Ell}nvn, o &Ayhnaoi ..., o d
Yhbaoi ... fra i greci, gli Ateniesi ..., i Tebani ...);
infine, sono riconducibili alla tipologia del GEN partitivo verbi nella cui semantica presente, a vario titolo, lidea di un rapporto parziale con qualcosa (p.es.
gustare, toccare, prender parte ecc.).

voro, rispetto a ... che tuo padre desidera(va) cambiare lavoro; oppure non ho ancora
trovato una persona desiderosa di pagare le tasse, rispetto a ... che desidera pagare
le tasse (e v. anche gli esempi di n. 22 p. 106, nonch le espressioni di p. 41 evidenziate
in grassetto).
19
Come in molte altre situazioni, anche qui il greco mostra una grande libert
espressiva. Il GEN usato infatti oltre che per esprimere loriginario Soggetto o compl.
Oggetto diretto anche in casi in cui il verbo corrispondente ha costruzione indiretta,
addirittura preposizionale: p.es. metmelow tw strateaw pentimento della spedizione (costr. verbale originaria metamlein + GEN); enoia tn \nantvn benevolenza nei
confronti degli avversari (e[noen + DAT); \pistratea tn Platain spedizione contro
Platea (\pistratev + DAT opp. \p + ACC); t Megarvn c}fisma [ma anche t per Megarvn c}fisma] il decreto riguardo ai Megaresi (chfzesyai per + GEN); \pimelht|w
tw paideaw [ma anche ` per tw paideaw \pimelht}w] sovrintendente alleducazione
(\pimelesyai per + GEN); ecc. Luso libero del compl. di specificazione esiste anche
nelle lingue moderne: p.es. in italiano non impossibile anche se non elegantissimo
dire lambizione del successo (ambire al successo), gli iscritti del concorso (iscriversi
al concorso), ecc.
20
Naturalmente lo stesso vale anche per le corrispondenti espressioni avverbiali: p.es.
tw tn ^Ell}nvn; chi dei greci? ~ po tw ^Elldow; in quale parte della Grecia?.

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NUOVI ITINERARI

43

Genitivo (di specificazione e partitivo) in funzione predicativa


Molte delle espressioni in GEN esaminate fin qui si incontrano usate
anche in funzione predicativa (conformemente al principio secondo cui
a una stessa forma possono corrispondere funzioni sintattiche diverse, v.
9.1), in particolare in dipendenza dal verbo essere e da altri verbi copulativi (v. cap. 22)21. Alcuni esempi (che valgono anche come riepilogo delle
principali nozioni espresse in GEN):

di appartenenza:
Tucidide V.5.1 \gneto Messnh Lokrn tina xrnon
per un certo periodo di tempo Messina fu dei Locresi
Demostene, Contro Aristocrate 23 t|n xQran \poiey& auto
faceva conto che la regione fosse sua (di s stesso)
GEN di pertinenza (cfr. lat. sapientis est ... dovere~proprio del sapiente ...):
Senofonte, Economico 1.2 doke okonmou gayo enai e{ oken tn auGEN

to okon
sembra che sia (compito, dovere) del buon economo amministrare bene la
propria casa
Demostene, Terza Olintiaca 21 dikaou poltou krnv t|n tn pragmtvn

svthran nt tw \n t! lgein xritow aresyai


considero (dovere, prerogativa) di un cittadino giusto cercare la salvezza
della situazione politica piuttosto che riuscire gradito nel parlare
Demostene, Prima Filippica 47 kakorgou mn gr \sti kriynt& po-

yanen, strathgo d maxmenon tow polemoiw


tipico di un malfattore morire dopo una condanna, di un generale invece
morire combattendo contro i nemici
GEN di qualit~materia:
Tucidide I.113.2 soi tw a[tw gnQmhw san
tutti quelli che erano della stessa opinione
Tucidide I.83.2 stin ` plemow o[x plvn t plon, ll dapnhw
per lo pi la guerra (questione) non di armi, ma di risorse economiche
Erodoto I.93.2 = krhpw \sti lyvn meglvn
il basamento [del sepolcro] (fatto) di grosse pietre
GEN di stima~valore~prezzo:
Erodoto I.143.1 n syenstaton tn \ynvn t &Ivnikn ka lgou \laxstou
fra le stirpi (greche) la ionica era quella pi debole e di minor importanza22
Erodoto III.154.1 pepunyneto e per pollo krta poietai t|n Babulna
len: puymenow d qw pollo tim!to [pres. ottativo medio di timv] ...
chiese [a Dario] se considerava davvero tanto importante conquistare
Babilonia; e venuto a sapere che lo considerava importante ...
21
Anche da questo punto di vista il comportamento dei complementi in GEN assimilabile a quello degli aggettivi usati sia in funz. attributiva che predicativa: cfr. p.es. = oka
=mn ~ = =metra oka la nostra casa (attr.) vs = oka =mn \stin ~ = oka =metra \stn
la casa nostra (pred.).
22
Il passo interessante perch presenta in sequenza due diverse realizzazioni formali
della medesima nozione: prima con aggettivo (syenstaton), subito dopo con GEN (lgou
\laxstou). Nellesempio successivo la stessa nozione (compl. di stima) espressa prima
con per + GEN, poi con GEN semplice.

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44

SECONDA UNIT

Platone, Simposio 175e pollo timmai t|n par so katklisin


considero di grande importanza il fatto di stare sdraiato accanto a te
GEN di misura (estensione, et ecc.):
Senofonte, Anabasi I.4.11 tn E[frthn potamn, nta t e{row tettr-

vn stadvn
il fiume Eufrate, che di 4 stadi in larghezza
Senofonte, Elleniche III.1.14 tn un, \tn nta qw ptakadeka
il figlio, che in et era di circa 17 anni
GEN di origine:
Iliade 6.211 tathw toi genew te ka amatow exomai enai
io mi glorio di discendere da (essere di) questa stirpe e questo sangue
GEN partitivo:
Tucidide I.65.1 ka a[tw yele tn menntvn enai
anche lui voleva essere fra quelli che rimanevano
Platone, Fedone 68d ynaton =gontai pntew o lloi tn meglvn kakn
la morte tutti gli altri la considerano (uno) dei grandi mali
Isocrate, Antidosi 235 Slvn tn pt sofistn \kl}yh [aor. pass. di
kalv]
Solone fu chiamato (uno) dei Sette Sapienti
Platone, Repubblica 567e tow dolouw ... tn per autn dorufrvn

poi}sasyai
rendere gli schiavi (parte) della propria guardia del corpo

'

Indicazioni di metodo
Dato il larghissimo ventaglio di situazioni espressive in cui ricorre il GEN
propriamente detto, pu risultare difficile distinguere fra i suoi due valori fondamentali. Fermo restando che, come sempre, rimane decisivo il contesto, fissiamo alcuni criteri di metodo per orientare la scelta:
nel meccanismo della posizione, reso possibile dalla presenza dellarticolo (v. 7.3), normalmente il GEN partitivo collocato esternamente al
nesso articolo+nome, mentre quello di specificazione di solito collocato
al suo interno;
importante avere familiarit con le classi di parole che possono introdurre un GEN partitivo (tanto pi se legate a moduli espressivi particolari23);
ci vale a maggior ragione nei casi in cui il GEN previsto dalla reggenza di
un verbo (o di un nominale), che possono essere facilmente riconosciuti
consultando attentamente il vocabolario;
dato infine che il valore partitivo si realizza di solito individuando una parte
allinterno di un insieme pi vasto, i due elementi (la parte e il tutto) sono
per definizione semanticamente omogenei24 (condizione non necessaria, e
anzi poco comune, nel caso del compl. di specificazione).

23
Come quelli usati per introdurre enfaticamente una consecutiva, p.es. ew tosoto
ponhraw rxetai ste ... arriva a un punto tale di malvagit che ....
24
Si spiega cos che non sia possibile dire le pi intelligenti fra le rocce, oppure fra gli
stati americani, lUngheria..., o simili. Naturalmente ci non esclude la possibilit di usi

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NUOVI ITINERARI

45

3.5. Dativo propriamente detto


Iniziamo lesame del DAT propriamente detto ricordando alcuni fra i
suoi numerosi significati; dal loro comune denominatore semantico cercheremo poi di ricavare il valore-base di questo caso:
1. il DAT di TERMINE (in dipendenza da verbi come dire, dare, mostrare, inviare,
consigliare, ordinare, rivolgersi, obbedire, opporsi, giovare~danneggiare,
recare aiuto ecc.) indica la persona25 destinataria dellazione espressa dal verbo (esso ha quindi un valore funzionale vicino a quello dellACC26, tanto che si
possono trovare attestate, con uno stesso verbo, entrambe le costruzioni);
2. il DAT di VANTAGGIO~SVANTAGGIO esprime invece un rapporto semanticamente e
sintatticamente pi blando: indica infatti lelemento a vantaggio (o svantaggio) del quale si realizza lo stato di cose descritto dal verbo (p.es. Demostene,
Sulla corona 205 =geto o[x t! patr ka t_ mhtr mnon gegensyai [inf.
perfetto], ll ka t_ patrdi pensava di essere nato non solo per il padre e
la madre, ma anche per la patria);
3. il DAT di POSSESSO, accompagnato dal verbo essere (enai, ggnesyai, prxein),
indica appartenenza (p.es. Erodoto I.34.5 san Kros~ do padew Creso
aveva due figli);
4. il DAT di AGENTE usato in presenza di alcune forme verbali passive per indicare
la persona da cui compiuta lazione (p.es. Senofonte, Anabasi III.1.35 =mn
[dat. del pron. pers. di 1 plur.] pnta poihta [agg. verbale indicante dovere,
necessit] qw m}pote \p tow barbroiw genQmeya da parte nostra deve esser
fatto di tutto perch non cadiamo nelle mani dei barbari; Tucidide I.118.3 tow
Lakedaimonoiw dignvsto [piuccheperfetto passivo] lelsyai tw spondw
da parte degli Spartani era stato stabilito che la tregua era stata violata);
5. il DAT di RELAZIONE esprime la persona e/o la situazione in relazione alla quale
vale lo stato di cose descritto dal verbo (p.es. Tucidide I.24.1 &Epdamnw \sti
pliw \n deji \splonti [part. pres. dal verbo \splv entrare navigando]
\w tn &Inion klpon Epidamno una citt posta sulla destra per uno che entri
nel mar Ionio e invece, ovviamente, sulla sinistra per chi ne stia uscendo);
6. a sua volta questo tipo di DAT aiuta a capire quello che ricorre in dipendenza da espressioni, verbali o nominali, della cui semantica fa parte integrante unidea di relazione, come (dis)adatto, (dis)simile27, (s)favorevole,
(in)utile, (dis)piacere~(s)piacevole, (s)convenire~(s)conveniente ecc.;

metaforici, come p.es. in Demostene, Sulla corona 62 \ntaya [avv. di luogo] tw politeaw a quel
punto della situazione politica (e v. anche il modulo espressivo citato alla nota precedente).
25
Ci vale anche per altri usi del DAT proprio, che fondamentalmente dativo di persona.
Nei casi, assai meno frequenti, in cui c un nome di cosa (p.es. mnein t_ plei venire in soccorso alla citt) si pu facilmente parlare di personalizzazione: cos nel passo di Demostene,
Sulla corona 205, citato subito oltre nel testo, patria coordinato con padre e madre, segno
che non si percepiva una sostanziale diversit semantica, o che comunque essa non appariva
determinante.
26
27

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In proposito v. 9.2.
Per altri tipi di costruzione con parole di questo significato v. 8.2.

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46

SECONDA UNIT

7. infine il cosiddetto DAT ETICO (di solito con i pronomi personali di 1 e 2 pers.)
esprime un coinvolgimento nella situazione non concreto ma emotivo, affettivo (p.es. Senofonte, Ciropedia I.3.2 mter, qw kalw moi ` pppow mamma,
com bello il mio nonnino!).

Se da questa pluralit di situazioni cerchiamo di ricavare la natura


fondamentale del DAT, possiamo dire che esso indica la persona28 che
coinvolta a vario titolo nellevento descritto dal verbo, subendolo o essendone comunque il destinatario29.
Di nuovo, un confronto con litaliano pu aiutare a capire il ruolo svolto dalla
semantica del verbo (e, naturalmente, dal contesto) nellorientare di volta in volta
linterpretazione di espressioni potenzialmente ambigue:
1. mi ha consegnato le chiavi di casa
2. mi ha preso le chiavi di casa
3. mi ha perso le chiavi di casa
4. mi ha trovato le chiavi di casa
Ad eccezione della prima frase [= compl. di TERMINE], tutte le altre possono
essere intese in pi modi:
2a. = cortesemente ha provveduto a prendere le mie chiavi e me le ha consegnate (o me le consegner) [VANTAGGIO];
2b. = ha preso le mie chiavi, me le ha portate via [PRIVAZIONE?];
3a. = ha perso le mie chiavi [SVANTAGGIO];
3b. = (sai cosa mha combinato quello sbadato di mio figlio?) ha perso le (sue)
chiavi di casa (cos per prudenza ha dovuto cambiare la serratura) [DAT
ETICO];
4a. = ha trovato le (mie) chiavi, che avevo smarrito [VANTAGGIO];
4b. = (perquisendomi, il poliziotto) mi ha trovato addosso le chiavi (del mio
vicino, che ne aveva denunciato il furto) [DAT di RELAZIONE?].

'

Indicazioni di metodo
Simili confronti risultano utili anche come indicazioni di metodo, soprattutto per guidare linterpretazione quando si di fronte a un DAT libero, cio

28
Se si eccettua il caso di uso personalizzato di un nome di cosa (v. sopra, n. 25), possiamo dire che mancano in greco esempi significativi di DAT di cosa, sul tipo del DAT di fine o
di effetto presente in latino.
29
Questa definizione non smentita dalla possibilit che il termine in DAT rivesta un ruolo semanticamente attivo, come nel DAT di possesso o in quello di agente. In origine, infatti,
una frase come san Kros~ do padew doveva significare per Creso, cerano due figli (>
Creso aveva due figli), e =mn pnta poihta (\st) per quanto ci riguarda~per quanto
sta a noi, va fatto di tutto (> noi dobbiamo far di tutto), in entrambi i casi con un DAT che
definiremmo di relazione. E proprio quello di relazione pu forse essere considerato il valore originario: un valore ancora abbastanza generico e neutro da poter dar luogo, in presenza
di particolari fattori semantici o contestuali, a tutti gli altri.

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NUOVI ITINERARI

47

non previsto dalla reggenza del verbo (punti 2-5-7 dellelenco di p. 45) e quindi
non identificabile attraverso la consultazione del vocabolario.
In questi casi, quello che pu aiutare pi che una minuziosa casistica
proprio lidea di fondo del DAT come caso che esprime il coinvolgimento di un
essere animato nellevento descritto dal verbo. Avendo chiaro questo concetto
di massima, la qualit semantico-lessicale delle parole e il contesto sono di solito sufficienti per definire, di volta in volta, la natura di tale coinvolgimento.

3.6. Nominativo
Come dice la definizione dei grammatici antichi (nomastik| ptsiw caso del chiamare, della denominazione), il NOM serve anzitutto
a dare un nome alle cose, e lo troviamo usato per indicare concetti,
termini, titoli di opere, lemmi ecc.30
La sua funzione pi importante per quella di esprimere il SOGGETTO
(e gli eventuali nominali ad esso riferiti), che pu essere definito lelemento
scelto come punto di osservazione dellevento descritto dal verbo.
Questa definizione, che si ricollega al concetto di diatesi verbale (v. 6.4),
preferibile a quella tradizionale di persona o cosa che compie lazione espressa
dal verbo sia perch si adatta anche alla semantica dei verbi che indicano una
condizione di passivit (p.es. subire), sia perch rispecchia la natura fondamentalmente sintattica, piuttosto che semantica, del Soggetto.
Per capire il senso di questa affermazione, mettiamo a confronto una frase attiva
(p.es. Stefano ha danneggiato Giovanni) e la sua variante passiva (Giovanni stato
danneggiato da Stefano). Lassegnazione dei ruoli sintattici varia a seconda della diatesi (cio, appunto, dellorientamento dellazione, considerata da due punti di osservazione diversi): Stefano soggetto nel primo caso e compl. dagente nel secondo, e
cos Giovanni risp. compl. oggetto e soggetto. Non varia invece il ruolo semantico dei
protagonisti, dato che Stefano in entrambi i casi AGENTE e Giovanni in entrambi i
casi PAZIENTE. Analogamente, in Giovanni ha subto un danno da Stefano la diatesi
attiva del verbo, che fa di Giovanni il soggetto sintattico, non motivo sufficiente per
assegnargli anche il ruolo semantico di AGENTE (che spetta a Stefano)31.

30
In qualche occasione questa funzione nomenclatoria (non molto diversa dal nostro
uso di espedienti grafici come le virgolette o il corsivo) resa pi evidente dal fatto che
la parola in questione, se integrata nelleconomia sintattica della frase, dovrebbe essere
in un caso diverso dal NOM: p.es. Eschine, Sugli abusi dellambasceria 99 n|r genmenow
proselhfe t|n tn ponhrn koin|n \pvnuman [ACC], sukofnthw [NOM] divenuto uomo si
guadagn il soprannome comune a tutti i mascalzoni: sicofante. Una analoga funzione
extrasintattica svolta anche dallinfinito, come dimostra p.es. il passo di Demostene citato in n. 53 p. 185).
31
Questa impostazione e relativa terminologia ripresa da una teoria linguistica
(la cosiddetta Grammatica dei casi) che individua alcuni ruoli semantici fondamentali
(quelli indicati nel testo in maiuscolo), esistenti al di sotto e al di l della forma assunta di
volta in volta.

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48

SECONDA UNIT

Il trattamento del soggetto in greco vicino a quello delle lingue moderne (mentre presenta alcune differenze rispetto al latino). I suoi aspetti
pi significativi sono trattati in 6.3, 8.2, 9.4, 18.3, 22.1.

3.7. Accusativo
La caratteristica fondamentale dellACC, in greco come in altre lingue
a flessione nominale, quella di esprimere il complemento OGGETTO diretto, simmetricamente al NOM che esprime il SOGGETTO; rispetto a questa
coppia, che insieme al verbo costituisce il nucleo essenziale della frase, il
GEN e il DAT rappresenterebbero allora nozioni secondarie, quelle dei complementi indiretti32.
La funzione dellACC per pi ricca e complessa di quanto non dica
questa schematizzazione, e torneremo a esaminarla pi volte: in particolare 6.3 e 18.3 (per il ruolo dellACC nelle frasi infinitive), cap. 9 (doppio
ACC, ACC delloggetto interno33, espressioni perifrastiche), cap. 22 (doppio ACC con i verbi copulativi).

3.8. Vocativo
Analogamente al latino, il greco usa il VOC (spesso preceduto da ) per
indicare la persona o lentit chiamata in causa, in forma diretta e concreta
(per un ordine, una preghiera, un rimprovero, unobiezione, una domanda, unaffermazione di cui si chiede una conferma autorevole, ecc.) o anche
solo emozionale, affettiva (quando si evoca una divinit, una persona cara
ecc. come testimone delle proprie parole, o per sentirla vicina e partecipe
della propria condizione).
Coerente con la natura fondamentalmente parentetica delle espressioni in cui viene impiegato il VOC la sua debolezza morfologica:
nel duale e nel plur. (e spesso anche nel sing.) si presenta identico al NOM;
talvolta sostituito dal NOM (del quale subisce evidentemente la concorrenza)
anche quando solo al sing. ha una forma propria, costituita peraltro dal
tema puro, senza marca casuale specifica.

Da qui la distinzione antica fra casi retti e casi obliqui (v. p. 24).
Dove (9.5) si parla fra laltro anche delluso dellACC per esprimere nozioni solitamente classificate come complementi indiretti (ACC di estensione, di tempo continuato, di
et; ACC avverbiale).
32

33

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NUOVI ITINERARI

49

Capitolo 4
Primi elementi di economia contestuale:
la coordinazione
Come si gi detto (1.5), il greco fa largo uso di parole funzionali
impiegate come connettivi, come formule di transizione ecc.: segno di
una particolare sensibilit allesigenza di articolare il discorso evidenziandone la struttura logico-argomentativa. Questo fenomeno non
meno importante di quelli fonetici, morfologici, sintattici e semantici, e
comporta che lanalisi non si limiti alla frase o al periodo, ma prenda in
considerazione un orizzonte pi ampio, tenendo conto oltre al testo
anche del contesto.
Di solito nellinsegnamento del greco (e del latino) si presta attenzione
prevalentemente a fonetica morfologia e sintassi, relegando ai margini
quasi semplici curiosit questi e altri fenomeni di economia contestuale. In questo corso di greco essa viene trattata in modo pi sistematico,
affiancandosi di volta in volta alla riflessione sugli altri fatti linguistici34.

4.1. Varie forme di coordinazione


Come primo argomento di economia contestuale utile prendere in
esame le varie forme di coordinazione. Si tratta infatti di fenomeni ancora
relativamente semplici, ma comunque tali da permettere osservazioni interessanti sulla strutturazione del discorso in greco.
Possiamo distinguere due forme di coordinazione: libera (quando i vari
elementi vengono aggiunti uno dopo laltro, in una sequenza almeno teoricamente aperta) e strutturata (quando chi parla o scrive ha in mente una
serie ben definita di elementi e come tale intende rappresentarla); p.es.
coord. libera: o &Ayhnaoi ka o Lakedaimnioi (ed eventualmente ancora ... ka o Kornyioi ka o Yhbaoi) = gli Ateniesi, gli Spartani, ..., ... e i
Tebani35;

34
Coltivare una sensibilit contestuale particolarmente importante nel caso di lingue
morte come il greco e il latino, dove manca la possibilit di unesperienza linguistica viva e
dove quindi tanto pi preziosa la capacit di valorizzare tutti i segnali utili a restituire a
testi scritti la loro originaria concretezza pragmatica.
35
Il greco dice A ka B ka G ka D ka ..., ripetendo ogni volta la congiunzione (ka).
Litaliano dice A, B, C ... e D, mettendo la congiunzione (e) solo davanti allultimo elemento, e
separando gli altri con la virgola. In inglese la virgola viene aggiunta, oltre alla congiunzione
(and), anche fra gli ultimi due (A, B, C, and D). Come si vede, anche in situazioni espressive
elementari i comportamenti delle varie lingue possono divergere!

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50

SECONDA UNIT

coord. strutturata: ka o &Ayhnaoi ka o Lakedaimnioi oppure o te36


&Ayhnaoi ka o Lakedaimnioi = sia gli Ateniesi, sia gli Spartani.
In caso di coordinazione di elementi negativi:
coord. libera: o[k37 o &Ayhnaoi o[d o Lakedaimnioi = non gli Ateniesi, e
nemmeno gli Spartani;
coord. strutturata: ote o &Ayhnaoi ote o Lakedaimnioi = n gli Ateniesi,
n gli Spartani.

4.2. Coordinazione e paratassi. Luso delle particelle mn e d


Quando si ha a che fare con porzioni di testo pi estese (che non siano cio
semplici sintagmi, come negli esempi qui sopra), il fenomeno della coordinazione sconfina in quello della paratassi (allineamento), che com noto consiste nel disporre in sequenza per coordinazione o per semplice giustapposizione una serie di frasi di pari grado sintattico, o di periodi, o al limite di blocchi
di testo ancora pi ampi38. soprattutto in questi casi che vengono usate, quasi
sempre posposte39, le tante particelle connettive di cui il greco dispone.
Le pi diffuse sono mn e d40, che possono ricorrere sia in coppia sia
da sole:
nel primo caso di solito evidente lintenzione dellautore di marcare il parallelismo fra due sintagmi41, due frasi, due periodi o due porzioni di testo
ancora pi estese (un uso che possiamo far rientrare quindi nella tipologia di
coordinazione strutturata);

36
Lenclitica te deriva, con una trasformazione fonetica particolare, da kwe (cfr. lat.
-que). Qui, come nella forma negativa ote, si noti laccento di enclisi assunto dalla prepositiva (o, o[) a cui te si aggrega (cfr. 1.5).
37
La negazione o[ e forme derivate (o[d, ote ecc.) sono usate in frasi che esprimono
realt; in quelle di carattere volitivo e ipotetico si usa m} e forme derivate (mhd, m}te ecc.).
Questa differenza fa capo a una pi generale diversit semantica, di cui vedremo molti esempi nellesame dei vari tipi di frase (v. in particolare cap. 10, 12, 18, 22, 26, 27).
38
La scelta di disporre gli elementi paratatticamente (anzich ipotatticamente, instaurando cio rapporti gerarchici fra i componenti) non un fatto oggettivo ma, appunto, una
scelta fra pi strategie espressive tutte teoricamente possibili. P.es. la stessa situazione pu
essere rappresentata dicendo Piove tanto. Ho deciso di non uscire (e relative varianti: Piove
tanto: ho deciso ..., oppure Piove tanto, ho deciso ..., oppure Piove tanto e ho deciso ...) oppure dicendo ipotatticamente Siccome piove tanto, ho deciso ... o, allopposto, Piove tanto
che ho deciso ... (in proposito v. anche 12.3).
39
Il che rivela chiaramente nonostante la tradizionale grafia accentata la loro natura
appositiva (cfr. 1.5).
40
Questi connettivi si sono sviluppati probabilmente dalle particelle asseverative
m}n~d} con vocale lunga, attraverso un processo di indebolimento semantico e fonetico analogo a quello che ha interessato lavverbio temporale nn (cfr. n. 34 p. 15).
41
Particolarmente caratteristico luso di espressioni come ` mn ... ` d ... (luno ... laltro
...), t_ mn ... t_ d ... (da una parte ... dallaltra ...) ecc. In esse le due particelle si saldano
allarticolo restituendogli loriginaria natura di pronome (cfr. 7.1).

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NUOVI ITINERARI

51

il parallelismo invece pi debole nel caso di d non preceduto da mn42, che


usato per aggiungere nuovi elementi in una serie aperta (la tipologia di coordinazione libera)43.

4.3. Aspetti stilistici, semantici e sintattici


delle strutture paratattiche
A conclusione del capitolo, qualche osservazione sulle implicazioni
stilistiche e semantiche di queste strutture espressive.
Dal punto di vista stilistico, evidente che almeno in linea generale
la coordinazione libera appare pi spontanea, pi vicina alla colloquialit:
esempi interessanti ne abbiamo p.es. nel teatro (soprattutto comico), nei dialoghi platonici (che cercano appunto di riprodurre mimeticamente landamento dialogico della conversazione), nelle orazioni di Demostene (che conservano molti tratti delloriginaria esecuzione orale) ecc.;
la coordinazione strutturata, che presuppone una volont di controllo e di
pianificazione del testo, si presenta piuttosto come frutto di elaborazione letteraria: ne abbiamo molti esempi nei testi a noi conservati, prime fra tutti le
orazioni44 di Isocrate.

In secondo luogo, importante tener presente che di per s il parallelismo strutturale nellorganizzazione di un di testo non ci dice nulla sui
rapporti logico-semantici fra le sue componenti. Tale parallelismo infatti
pu essere sia di tipo additivo (quando cio il secondo elemento si aggiunge semplicemente al primo, o magari lo rafforza), sia di tipo oppositivo (quando invece si contrappone al primo, lo rettifica, lo ridimensiona
ecc.). Questa ambivalenza pu rendere problematica linterpretazione e,
di conseguenza, la traduzione quando, come accade di frequente, la relazione di senso fra le due parti non immediatamente evidente e va quindi
ricostruita con un attento esame del contesto.
Dal punto di vista sintattico, infine, anche in greco come del resto un
po in tutte le lingue gli elementi comuni a due o pi frasi parallele tendono ad essere espressi in una sola di esse (e tralasciati nellaltra/e). Maggiori
42
Esistono anche casi in cui la particella in isolamento mn (il cosiddetto mn solitarium), ma sono piuttosto rari e non significativi ai fini del nostro discorso.
43
In certi casi il susseguirsi di frasi allineate paratatticamente con d ricorda le movenze della lingua popolare, con le sue sequenze di frasi aperte da e..., come nel passo
di Pinocchio in cui il burattino, quasi senza prender fiato, racconta al babbo le proprie
peripezie: e il burattinaio mi voleva mettere sul fuoco ... e partito solo di notte trovai gli
assassini ... e io via, e loro dietro ... e allora mi scapp detto una bugia ... e io gli dissi ... e
lui mi disse ... ecc. (cap. 35).
44
Pi che di vere orazioni, si tratta in realt di saggi composti per scritto in un lungo
processo di elaborazione formale, e diffusi sempre per scritto o sotto forma di conferenze o
pubbliche declamazioni.

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SECONDA UNIT

dettagli su questo fenomeno di ellissi (cio omissione, da lleiciw mancanza) di costituenti nelle strutture frasali simmetriche si trovano nella
seconda parte di 31.3, p. 288s.
'

Indicazioni di metodo
Per evitare il rischio di ricostruire in modo errato i rapporti logico-semantici allinterno di un testo, consigliabile dare in un primo momento uninterpretazione di
basso profilo, salvo poi precisarla con lapporto degli elementi che via via emergono
dalla lettura. Cos p.es. una sequenza come ` mn ... ` d ... potr essere resa provvisoriamente luno ...; laltro ..., riservandosi caso mai di integrarla, in senso additivo
(sia ... sia, non solo ... ma anche, ecc.) o oppositivo (se da un lato ..., daltra parte per ..., ... invece ..., ecc.). Per altre considerazioni di questo genere v. 12.3.

Capitolo 5
Morfologia nominale (II):
altri nominali di 1 e 2 declinazione
5.1. Casi particolari di nominali di 1 e 2 declinazione
Nomi e aggettivi contratti
Nei nominali il cui tema esce in vocale, questa, venendo a contatto
con la vocale tematica, d luogo a contrazione. Ecco la declinazione di due
aggettivi, risp. con tema in -e- e in -o-45.
xrus-ow, -h, -on aureo
xrus-ow xrus-
xrus-on
xrus-o
xrus-w
xrus-o
xrus-!
xrus-_
xrus-!
xrus-on xrus-n
xrus-on
xrus-
xrus-on

xrus-
xrus-an

xrus-
xrus-on

NV
G
D
A
NAV
GD

xrus-o
xrus-n
xrus-ow
xrus-ow

xrus-a
xrus-n
xrus-aw
xrus-w

xrus-
xrus-n
xrus-ow
xrus-

NV
G
D
A

dipl-ow, -h, -on doppio


dipl-ow
dipl-
dipl-on
dipl-o
dipl-w
dipl-o
dipl-!
dipl-_
dipl-!
dipl-on dipl-n dipl-on
dipl-
dipl-on

dipl-
dipl-an

dipl-
dipl-on

dipl-o
dipl-n
dipl-ow
dipl-ow

dipl-a
dipl-n
dipl-aw
dipl-w

dipl-
dipl-n
dipl-ow
dipl-

45
Da questo modello di declinazione facile ricavare anche quello dei corrispondenti
nomi contratti di 1 e 2 decl., come suka fico (suk, sukw, suk_ ecc.), ston osso
(ston, sto, st! ecc.), now mente (now, no, n! ecc.). Per il fenomeno della contrazione nei verbi (quelli con presente in -v ~ -v ~ -v, in cui la vocale finale del tema si fonde
con la vocale tematica) v. 21.3.

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53

NUOVI ITINERARI

Nomi e aggettivi della declinazione attica


Si definisce attica la declinazione di alcuni nominali uscenti in -aow >
ionico -how, e da qui -evw per metatesi quantitativa (scambio di quantit
fra due vocali contigue).
neQw

Menlevw

levw

tempio

Menelao

ben disposto

nh-w
nh-o
nh-!
nh-n

>
>
>
>

ne-Qw
ne-Q
ne-
ne-Qn

nh-Q
nh-on

>
>

nh-o
nh-n
nh-ow
nh-ow

>
>
>
>

Menle-vw
Menle-v
Menle-~
Menle-vn

le-vw
le-vn
le-v
le-~
le-vn
le-vn

ne-Q
ne-n

NV
G
D
A
NAV
GD

ne-
ne-Qn
ne-w
ne-Qw

NV
G
D
A

le-v
le-a
le-vn
le-~w
le-vw
le-a

le-v
le-~n

Aggettivi della 1 classe parzialmente eterocliti


Un nominale (~ verbo) si definisce eteroclito46 quando nella sua
declinazione (~ coniugazione) presenta forme appartenenti a sistemi flessivi diversi: fenomeno non infrequente nel greco, che per molti
aspetti appare lingua al tempo stesso pienamente evoluta ma anche in
continuo assestamento.
Qui di seguito due aggettivi semanticamente importanti, declinati
quasi per intero secondo la 1 classe (= 1~2 decl.) ma con alcune forme isolate, evidenziate in corsivo, che seguono la flessione degli aggettivi di 2 classe (= 3 decl.).
mgaw grande
megl-h
mga
megl-hw megl-ou
megl-+
megl-~
megl-hn mga

megl-v
megl-oin

megl-a
megl-ain

megl-v
megl-oin

NV
G
D
A
NAV
GD

megl-oi
megl-vn
megl-oiw
megl-ouw

megl-ai
megl-vn
megl-aiw
megl-aw

megl-a
megl-vn
megl-oiw
megl-a

NV
G
D
A

mgaw
megl-ou
megl-~
mgan

polw molto
polw
poll-}
poll-o
poll-w
poll-!
poll-_
poln
poll-}n

poll-o
poll-n
poll-ow
poll-ow

poll-a
poll-n
poll-aw
poll-w

pol
poll-o
poll-!
pol

poll-
poll-n
poll-ow
poll-

46
Da terow altro, diverso e klnv piegare, inclinare, flettere (verbo usato dai grammatici antichi per rappresentare metaforicamente la declinazione e la
coniugazione).

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54

SECONDA UNIT

Osservazioni
1. Non sempre lesito della contrazione conforme alle leggi fonetiche. In alcuni casi (specialmente nel femminile e nei casi retti del neutro plurale) prevale
lesigenza analogica di mantenere comunque visibile la desinenza originaria: cos
nel femm. diplh e nel neutro plur. dipla non si ha prevalenza del timbro -o- ma
conservazione del vocalismo -h~-a; analogamente nel neutro pl. della decl. attica
resiste la forma lea.
2. Nella decl. attica laccento proparossitono della forma originaria (laow)
si conserva anche dopo la metatesi che ha prodotto la quantit lunga della sillaba
finale, e per il resto si mantiene per uniformit analogica.

5.2 . Aggettivi di grado comparativo e superlativo


Seguono il modello di declinazione della 1 classe anche la grande
maggioranza di aggettivi di grado comparativo e superlativo (per una presentazione organica v. 16.2-3):
da pr sopra47

da deinw terribile
m.

deinterow
deinotrou
deinotr~
deinteron
deintere
deinotrv
deinotroin
deinteroi
deinotrvn
deinotroiw
deinotrouw

f.

deinotra
deinotraw
deinotr
deinotran
deinotra
deinotra
deinotrain
deinterai
deinotrvn
deinotraiw
deinotraw

n.

Compar.

m.

f.

deinteron
N
prterow pertra
deinotrou
G
pertrou pertraw
deinotr~
D
pertr~ pertr
deinteron
A
prteron pertran
deinteron
V
prtere
pertra
deinotrv NAV pertrv pertra
deinotroin GD pertroin pertrain
deintera
NV prteroi prterai
deinotrvn
G
pertrvn pertrvn
deinotroiw
D
pertroiw pertraiw
deintera
A
pertrouw pertraw
Avverbio48

deinteron

n.

prteron
pertrou
pertr~
prteron
prteron
pertrv
pertroin
prtera
pertrvn
pertroiw
prtera

prteron (pertrvw)

m.

f.

n.

Superl.

m.

f.

n.

deintatow
deinottou
deinott~
deintaton
deintate

deinotth
deinotthw
deinott+
deinotthn
deinotth

deintaton
deinottou
deinott~
deintaton
deintaton

N
G
D
A
V

prtatow
perttou
pertt~
prtaton
prtate

pertth
pertthw
pertt+
pertthn
pertth

prtaton
perttou
pertt~
prtaton
prtaton

47
Altri esempi di comparativo e superlativo che come forma-base hanno, anzich un
aggettivo, un avverbio: nQterow~nQtatow (da nv su, in alto); katQterow~katQtatow (da
ktv gi, in basso); prtow~prterow (da pr davanti, prima); \ggterow~\ggtatow (da
\ggw vicino) ecc.
48
Per lavverbio comparativo e superlativo si impiegano di solito le forme del neutro,
risp. singolare e plurale.

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10-03-2007 14:09:40

55

NUOVI ITINERARI

deinottv
deinottoin
deintatoi
deinottvn
deinottoiw
deinottouw

deinotta
deinottain
deintatai
deinottvn
deinottaiw
deinottaw
deintata

deinottv NAV perttv pertta


deinottoin GD perttoin perttain
deintata
NV prtatoi prtatai
deinottvn
G
perttvn perttvn
deinottoiw D
perttoiw perttaiw
deintata
A
perttouw perttaw
Avverbio
perttvw

perttv
perttoin
prtata
perttvn
perttoiw
prtata

5.3. Pronomi dimostrativi


Nel cap. 2.3 abbiamo conosciuto due pronomi (il dimostrativo de e il
relativo w) declinati come aggettivi della 1 classe49. Lo stesso modello di flessione si incontra anche in altri due pronomi dimostrativi:
otow questo

\kenow quello

otow
totou
tot~
toton

ath
tathw
tat+
tathn

toto
totou
tot~
toto

\kenow
\kenou
\ken~
\kenon

\kenh
\kenhw
\ken+
\kenhn

\keno
\kenou
\ken~
\keno

totv
totoin

N
G
D
A
NA
GD

totv
totoin

tata
tatain

\kenv
\kenoin

\kena
\kenain

\kenv
\kenoin

otoi
totvn
totoiw
totouw

atai
totvn
tataiw
tataw

tata
totvn
totoiw
tata

N
G
D
A

\kenoi
\kenvn
\kenoiw
\kenouw

\kenai
\kenvn
\kenaiw
\kenaw

\kena
\kenvn
\kenoiw
\kena

Pronomi e/o aggettivi?


Prima di esaminare luso di queste forme, interroghiamoci sulla loro
natura. La definizione prevalente di pronomi pu infatti apparire inadeguata, dato che nella comune esperienza linguistica siamo portati a sentire
questo, quello, altro ecc. piuttosto come aggettivi (naturalmente impiegabili, alloccorrenza, anche come pronomi). In greco vero il contrario:
queste forme nascono come pronomi, ed luso aggettivale a rappresentare unevoluzione secondaria.
Di questo fatto offrono una riprova interessante i dimostrativi che,
al pari di altre forme (tutto, solo ecc., v. p. 90), presentano una costruzione apparentemente strana: de ` lgow opp. ` lgow de (questo

49
Anche qui per con la particolarit, comune a quasi tutti i pronomi, del neutro sing.
in -o anzich in -on (v. p. 31).

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56

SECONDA UNIT

discorso); otoi o poltai opp. o poltai otoi (questi cittadini);


\ken+ t_ =mr opp. t_ =mr \ken+ (in quel giorno) ecc. Essa si spiega pensando appunto che in origine si trattava di pronomi (per cui otoi
o poltai doveva suonare pi o meno come costoro, i cittadini) e che
la costruzione si sia mantenuta anche nel momento in cui il nesso era
ormai sentito come un tutto unitario50.

5.4. Implicazioni contestuali dei dimostrativi


I dimostrativi sono forme particolarmente interessanti perch il loro
uso coinvolge fenomeni di tipo contestuale. Nonostante la loro apparente semplicit, infatti, essi svolgono un ruolo importante nella dinamica
della comunicazione, dato che come dice il nome servono a indicare
qualcosa.
Concretamente, questa fondamentale funzione deittica51 si realizza in
modi diversi:
mentre nella comunicazione parlata la deissi si sviluppa per lo pi in
forma referenziale (cio in riferimento a elementi della realt esterna) e con laiuto di risorse extralinguistiche (prima fra tutte la gestualit)52, nella comunicazione scritta ci non si verifica o si verifica in misura ridotta53, e la deissi si sviluppa prevalentemente in una dialettica
interna al testo:
con un movimento epanalettico o anaforico54 (quando si richiama
qualcosa che stato detto in precedenza);

50
Unevoluzione analoga quella che ha portato loriginario pronome ` = t a saldarsi
funzionalmente con un nome, trasformandosi in articolo: cfr. otow ` grvn (questo, il vecchio > questo vecchio) ~ ` grvn (costui, il vecchio > il vecchio) di Iliade 1.33 citato
a p. 81.
51
Il termine deriva dallaggettivo greco deiktikw atto a dimostrare; analogamente,
deissi deriva dal greco dejiw indicazione, dimostrazione.
52
P.es., pu essere sufficiente guardare o ammiccare in una certa direzione per far capire immediatamente a cosa ci si sta riferendo.
53
Naturalmente anche nello scritto possono essere riprodotte in maniera per cos
dire virtuale caratteristiche situazionali tipiche del parlato, p.es. nella descrizione mimetica di una scena, di un dialogo ecc. Nel caso del greco, poi, c da tener conto del fatto che
per lungo tempo anche la fruizione di testi scritti avvenuta pi che in forma di lettura
personale ascoltandoli leggere o declamare dal vivo: il che permetteva evidentemente la
riproduzione di molte dinamiche del parlato.
54
Per comprendere questi termini occorre tener presente che, fra le altre cose, la
preposizione n significa verso lalto ~ allindietro, il suo opposto kat verso il basso ~ in avanti, pr prima; e che il suffisso -lettico ricollegabile al verbo lambnein prendere, e il suffisso -forico al verbo frein portare. Quindi ep-ana-lettico ~
ana-forico = ripreso, proiettato allindietro, pro-lettico ~ cata-forico = anticipato,
proiettato in avanti.

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NUOVI ITINERARI

57

con un movimento prolettico o cataforico (quando si preannuncia


qualcosa che deve ancora essere detto)55.

In molte lingue i dimostrativi entrano in questa dinamica con un processo di specializzazione semantico-lessicale, che si traduce nellimpiego
di forme distinte per esprimere
a. lopposizione vicino/lontano in senso concreto (spaziale o temporale);
b. lopposizione vicino/lontano in senso traslato (p.es. maggiore/minore importanza);
c. lopposizione gi detto/non ancora detto; ecc.

Il sistema del greco si pu schematizzare come segue:


per [a] e [b], lopposizione di solito fra de~otow56 questo (vicino) e \kenow quello (lontano)57;
per [c], lopposizione spesso ma non sempre fra otow questo, quello
(gi detto) e de questo (che sta per essere detto).

'

Indicazioni di metodo
Considerato che il greco lingua piuttosto libera, che spesso affida al contesto il compito di integrare quanto non dice esplicitamente, non sorprende
che luso dei dimostrativi possa presentare oscillazioni (e conseguenti difficolt di interpretazione). I problemi di deissi testuale, quelli che pi interessano ai fini della comprensione di un testo scritto, non possono quindi essere
affrontati accontentandosi di applicare in modo meccanico qualche regola:
occorre prima di tutto essere consapevoli della loro esistenza, cio dellalternativa di fondo fra orientamento del dimostrativo in senso anaforico o cataforico (in proposito v. anche 18.3).

5.5. Implicazioni contestuali di altri pronomi


Dinamiche analoghe di tipo contestuale entrano in gioco con i pronomi/aggettivi che significano altro:

Sui modi di esplicitare il contenuto di un dimostrativo prolettico v. 18.3.


Talvolta, soprattutto in contesti di forte vivacit espressiva (teatro, oratoria, dialogo), la deissi viene resa pi esplicita con laggiunta finale del cosiddetto iota deittico (`d
questo qui, tauthn questa qui ecc.; pi raramente con \kenow: \keinos quello l
e simili).
57
Non si sviluppata in greco come, del resto, neppure in molte lingue moderne
la distinzione di un livello intermedio fra questo e quello. Esso esiste invece nellitaliano codesto, cost (dal latino iste, istic): si tratta per di forme poco usate, per cui si
pu dire che anche il sistema italiano si fonda di fatto su unopposizione sostanzialmente
binaria.
55

56

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58

SECONDA UNIT

llow [altro fra molti]

terow [altro fra due]

llow
llou
ll~
llon

llh
llhw
ll+
llhn

llo
llou
ll~
llo

N
G
D
A

terow
trou
tr~
teron

tra
traw
tr
tran

teron58
trou
tr~
teron

llv
lloin

lla
llain

llv
lloin

NA
GD

trv
troin

tra
train

trv
troin

lloi
llvn
lloiw
llouw

llai
llvn
llaiw
llaw
llvw

lla
llvn
lloiw
lla

N
G
D
A
Avverbio

teroi
trvn
troiw
trouw

terai
trvn
traiw
traw
trvw

tera
trvn
troiw
tera

Nella comune esperienza linguistica, sembra che altro possa essere


detto solo in relazione a qualcosa di cui si gi parlato (cio in termini
linguistici con orientamento necessariamente anaforico). In greco (e in
latino) ci non del tutto vero, dato che in molti casi si trova detto in relazione a qualcosa di cui si deve ancora parlare (quindi con orientamento
cataforico), in particolare
in espressioni come llow (terow) mn ... llow (terow) d luno ...
laltro ...59;
nella costruzione compendiaria llow lla lgei chi dice una cosa, chi
unaltra (lat. alius alia dicit); analogamente con le forme derivate, p.es. llote
llvw certe volte in un modo, certe altre in un altro, ecc.;
nel caratteristico modulo di coordinazione strutturata (cfr. 4.1) llow te ka
..., usato per concentrare lattenzione su ci che segue (p.es. lloi te ka o
&Ayhnaoi oltre a tutti gli altri, anche in particolare gli Ateniesi; analogamente con le forme derivate, p.es. llvw te ka ti ... oltrech per gli altri motivi,
anche in particolare per il fatto che ...; ecc.).

Un simile comportamento si spiega pensando che in llow~terow (e nel


lat. alius~alter) il significato primario non fosse quello di altro ma quello di
uno (fra molti~fra due): il solo, sembra, capace di giustificare unevoluzione
semantica che ha prodotto valori relazionali come altro, diverso ecc.60
58
Diversamente dalla maggior parte dei pronomi declinati secondo la 1 classe, terow (lat. alter) nei casi retti del neutro sing. esce in -on. Rientra nel gruppo di parole formate col suffisso -terche indica opposizione, reciprocit (e come tale usato anche nella formazione dei comparativi).
59
Sono attestate anche combinazioni miste (del tipo llow mn ... terow d e viceversa terow mn ... llow d): evidentemente lopposizione di fondo fra molti/fra due, pure innegabile,
non era cos assoluta da non consentire al greco di esercitare anche in questo la propria libert e
creativit espressiva.
60
Un problema semantico simile quello che riguarda il rapporto fra valore assoluto e
valore relativo del comparativo e superlativo: v. 16.3.

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59

NUOVI ITINERARI

Il valore relazionale invece alla base del pronome reciproco (usato


al duale e al plurale per indicare rispettivamente reciprocit fra due e
fra molti61):
duale

ll}l-oin ll}l-ain ll}l-oin G


ll}l-oin ll}l-ain ll}l-oin D
ll}l-v
ll}l-a
ll}l-v
A

plurale

ll}l-vn ll}l-vn ll}l-vn


ll}l-oiw ll}l-aiw ll}l-oiw
ll}l-ouw ll}l-aw llhl-a

Luso di gr
In questo ordine di idee pu essere utile ricordare anche la particella
postpositiva gr, alla quale di solito viene troppo sbrigativamente associato il significato di infatti. una traduzione insoddisfacente
sul piano semantico, perch mette in luce un solo valore, quello esplicativo-causale, lasciando in ombra quello asseverativo (certo, effettivamente,
davvero) pure largamente documentato;
sul piano contestuale, perch impoverisce lo stesso valore esplicativo-causale,
portando a credere che gr come litaliano infatti possa essere detto solo a
spiegazione di qualcosa che precede (orientamento anaforico), mentre usato anche in funzione di spiegazione preventiva di ci che deve ancora essere
detto (orientamento cataforico)62.

Anche qui dunque dovremo pensare a un significato originario pi


ampio (qualcosa come effettivamente, appunto e simili), di cui lapplicazione relazionale, che instaura un rapporto logico di causalit, uno fra
gli esiti possibili.

61
Come i riflessivi (v. 8.2), anche questo pronome manca del NOM, perch la nozione di
reciprocit viene espressa in riferimento al soggetto (pu quindi ricoprire qualunque ruolo
sintattico che non sia quello di soggetto).
62
Un esempio interessante il famoso frammento (36 West) del poeta giambico Ipponatte, dove gr usato sia in senso cataforico che anaforico: a me Pluto infatti completamente cieco [sti gr lhn tuflw] non ha mai detto entrando in casa Ipponatte, ti do
trenta mine dargento e molto altro ancora: infatti un miserabile nellanimo [delaiow gr
tw frnaw]. In entrambi i casi, la frase con gr spiega perch Pluto non si sia preoccupato
di soccorrere economicamente il poeta: ma la prima volta la giustificazione viene data preventivamente, quando tale comportamento non stato ancora descritto.

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60

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SECONDA UNIT

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61

NUOVI ITINERARI

TERZA UNIT

CAPITOLO 6
Morfologia verbale (II): il sistema del presente
Valore e uso dei modi verbali La diatesi verbale
CAPITOLO 7
Caratteristiche e funzioni dellarticolo

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62

TERZA UNIT

Obiettivi
Acquisizione di criteri di metodo per comprendere l0rganizzazione
del sistema verbale greco
Conoscenza delle molteplici funzioni svolte in greco dallarticolo e dei
meccanismi (pragmatico-contestuali e sintattici) in cui coinvolto

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63

NUOVI ITINERARI

Terza Unit

Capitolo 6
Morfologia verbale (II): il sistema del presente
Valore e uso dei modi verbali La diatesi verbale
6.1. Il sistema del presente
Dopo le anticipazioni del capitolo precedente, riportiamo per intero il
quadro del presente della coniugazione in -v (sempre afancando in parallelo le forme corrispondenti di enai e fhm).
attivo persuadere medio-passivo1

essere

dire

e-m
e
\s-t(n)

fh-m
f-w
fh-s(n)

\s-tn
\s-tn

fa-tn
fa-tn

\s-mn
\s-t
e-s(n)

fa-mn
fa-t
fa-s(n)

f
f_w
f_

-ton
-ton

f-ton
f-ton

Indicativo

pey-v
pey-eiw
pey-ei

pey-o-mai2
pey-+
pey-e-tai

pey-e-ton
pey-e-ton

pey-e-syon
pey-e-syon

1 sing.
2 sing.
3 sing.
2 duale
3 duale

pey-o-men
pey-e-te
pey-ousi(n)

peiy--meya
pey-e-sye
pey-o-ntai

1 plur.
2 plur.
3 plur.

Congiuntivo

pey-v
pey-+w
pey-+

pey-v-mai
pey-+
pey-h-tai

pey-h-ton
pey-h-ton

pey-h-syon
pey-h-syon

1 sing.
2 sing.
3 sing.
2 duale
3 duale

1
Sul concetto di medio-passivo (e pi in generale sulla diatesi verbale) v. al cap.
seguente.
2
Come per il NOM plur. della 1 e 2 decl., anche nella coniugazione il dittongo -ai nale
vale di solito come breve ai ni dellaccentazione.

Francesco Michelazzo, Nuovi itinerari alla scoperta del greco antico. Le strutture fondamentali della lingua
greca : fonetica, morfologia, sintassi, semantica, pragmatica,
ISBN: 978-88-8453-513-6 (print) ISBN: 978-88-8453-513-9 (online), Firenze University Press, 2006.

64

TERZA UNIT

pey-v-men
pey-h-te
pey-vsi(n)

peiy-Q-meya
pey-h-sye
pey-v-ntai

-men
-te
si(n)

f-men
f-te
fsi(n)

pey-oi-mi
pey-oi-w
pey-oi

peiy-o-mhn*
pey-oi-o*
pey-oi-to*

e-h-n
e-h-w
e-h

fa-h-n
fa-h-w
fa-h

pey-oi-syon
peiy-o-syhn*

1 sing.
2 sing.
3 sing.
2 duale
3 duale

pey-oi-ton
peiy-o-thn*

pey-oi-men
pey-oi-te
pey-oi-en

peiy-o-meya
pey-oi-sye
pey-oi-nto*

1 plur.
2 plur.
3 plur.

e-men (e-h-men) fa-men


e-te (e-h-te)
fa-te
e-en (e-h-san)* fa-en

1 plur.
2 plur.
3 plur.

Ottativo

e-ton (e-h-ton) fa-ton


e-thn (e-}-thn)* fa-thn*

Imperativo

pey-e
peiy--tv

pey-ou
peiy--syv

s-yi
s-tv

f-yi
f-tv

pey-e-syon
peiy--syvn

2 sing.
3 sing.
2 duale
3 duale

pey-e-ton
peiy--tvn

s-ton
s-tvn

f-ton
f-tvn

pey-e-te
peiy--ntvn

pey-e-sye
peiy--syvn

2 plur.
3 plur.

s-te
s-tvn~ntvn

f-te
f-ntvn

pey-ein

pey-e-syai

e-nai

f-nai

pey-vn

peiy--men-ow

Infinito
Participio
attivo
m.

peyvn
peyontow
peyonti
peyonta
peyon
peyonte
peiyntoin
peyontew
peiyntvn
peyousi(n)
peyontaw

n, o{sa, n fw,f-men-ow

Declinazione del part. presente


f.

peyousa
peiyoshw
peiyos+
peyousan
peyousa
peiyosa
peiyosain
peyousai
peiyousn
peiyosaiw
peiyosaw

n.

m.

peyon
N
peyontow G
peyonti
D
peyon
A
peyon
V
peyonte NAV
peiyntoin GD
peyonta NV
peiyntvn G
peyousi(n) D
peyonta
A

peiymenow
peiyomnou
peiyomn~
peiymenon
peiymene
peiyomnv
peiyomnoin
peiymenoi
peiyomnvn
peiyomnoiw
peiyomnouw

medio-passivo
f.

n.

peiyomnh peiymenon
peiyomnhw peiyomnou
peiyomn+ peiyomn~
peiyomnhn peiymenon
peiyomnh peiymenon
peiyomna peiyomnv
peiyomnain peiyomnoin
peiymenai peiymena
peiyomnvn peiyomnvn
peiyomnaiw peiyomnoiw
peiyomnaw peiymena

Osservazioni
1. Il congiuntivo presenta lallungamento della vocale tematica. Come vedremo
di volta in volta, le forme cos risultanti (-v-, -h-) si riproducono nel Congiuntivo degli
altri tempi, anche della coniugazione atematica, sovrapponendosi alla vocale (radicale
o suffissale) propria di ciascun tempo. Le desinenze, anche nei tempi storici (imperfetto, aoristo), rimangono quelle dei tempi principali (presente, futuro, perfetto).

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NUOVI ITINERARI

65

2. In tutti i tempi di entrambe le coniugazioni, lOttativo si forma con laggiunta di uno -i- fra tema (con eventuale vocale tematica o suffisso temporale)
e desinenza. In diversi casi, si ha lulteriore aggiunta di h (-ih-), per lo pi per
limitata alle tre persone del singolare. Le desinenze, anche nei tempi principali,
sono quasi sempre quelle dei tempi storici (i casi in cui divergono da quelle dei
tempi principali sono qui indicati con lasterisco).
3. NellImperativo da notare lesistenza di forme secondarie per la 3 plur.:
risp. peiytvsan, peiysyvsan, stvsan, ftvsan.
4. Tra i vari fenomeni fonetici, merita di essere rilevata la caduta del sigma
intervocalico nella 2 sing. del medio-passivo: allIndicativo e Congiuntivo (-+) e
allImperativo (-ou da -e-so) ne risultata la contrazione, che allOttativo stata
invece impedita dal valore semiconsonantico sviluppato dallo iota trovatosi in
posizione intervocalica (-oi-so > -oio).
5. Il Participio att. si forma con laggiunta del suffisso -nt- (cfr. latino e poi
italiano -nt-, tedesco -nd- ecc.), quello m.-p. con laggiunta del suffisso -men-.
La declinazione dellatt. mista (3 decl. per il maschile e il neutro, 1 decl.
per il femminile); quella del m.-p. segue invece il modello degli aggettivi della
1 classe.
6. Le forme di em e fhm di solito sono ortotoniche (latonia interessa solo
lIndicativo, v. 1.5).
7. Da notare infine lambiguit di alcune forme (indicate in corsivo):
peyete~peyesye = 2 plur. indicativo e imperativo (risp. att. e m.-p.);
peyv = 1 sing. indicativo e congiuntivo att.;
pey+ = 2 sing. indicativo e congiuntivo m.-p., e 3 sing. congiuntivo att.;
peyousi(n) = 3 plur. indicativo att. e DAT plur. masch.~n. del participio att.;
peiyntvn = 3 plur. imperativo att. e GEN plur. masch.~n. del participio att.

6.2. Valori sintattici e semantici dei modi verbali finiti


Lesistenza di quattro modi verbali finiti (indicativo, congiuntivo, ottativo, imperativo) costituisce uno strumento importante, capace di soddisfare un ampio ventaglio di esigenze espressive.3 Il sistema del greco si
presenta perci vario e flessibile, al tempo stesso pi semplice e pi imprevedibile di quello del latino (che, relativamente povero di risorse, ha in
compenso una struttura pi regolare).
Per chiarezza di esposizione, procederemo
limitando il discorso al greco di et classica (senza cio tener conto delle trasformazioni che il sistema verbale ha conosciuto dallet arcaica allet imperiale);
trattando separatamente luso dei modi nelle frasi dipendenti (in questo capitolo) e nelle indipendenti (cap. 26).

3
Meglio del latino, che le riversa in gran parte sul congiuntivo (con conseguente sovrapposizione di significati che spesso rende problematica linterpretazione).

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TERZA UNIT

Uso del congiuntivo in frasi dipendenti: il congiuntivo eventuale


Il congiuntivo dipendente usato anzitutto in frasi caratterizzate da
unidea di soggettivit (intenzionalit, volont, timore ecc.: p.es. le finali, introdotte dalle congiunzioni na o pvw, neg. m})4, nelle quali lindicativo escluso in quanto al contrario espressione di oggettivit.
Esistono per anche molte situazioni in cui sono possibili entrambi i
modi verbali. In questi casi il congiuntivo usato per presentare le cose
in una prospettiva eventuale. Ecco alcuni tipi di frase in cui ricorre con
maggiore frequenza:
relativa:

w toto lgei martnei


w n toto lg+ martnei
temporale: te toto lgeiw martneiw
tan toto lg+w martneiw
ipotetica: e toto lgeiw martneiw
\n5 toto lg+w martneiw

chi dice questo sbaglia


chi dica questo sbaglia
quando dici questo sbagli
allorch tu dica questo sbagli
se dici questo sbagli
qualora tu dica questo sbagli

Confrontando le due varianti di ciascuna espressione si pu dire che la


differenza sembra pi di forma che di sostanza: la natura ipotetica, aperta dellevento chiara comunque, indipendentemente dal modo verbale, e
luso del congiuntivo appare ridondante.
Il fatto poi che in italiano questo tipo di congiuntivo dia di solito unimpressione di poca naturalezza, di affettazione (non viene spontaneo dire
qualora faccia tardi, ti avverto), pu far pensare che anche il greco lo
impieghi di rado, in testi stilisticamente elaborati, legati a occasioni solenni, ufficiali. Invece il suo uso ampio e generalizzato, anche allinterno di
registri colloquiali: segno che evidentemente faceva parte delle tendenze
di fondo della lingua media, frutto di una sensibilit espressiva diversa
dalla nostra6 (in proposito v. anche n. 26 p. 249).
Uso dellottativo in frasi dipendenti: lottativo obliquo
Lottativo ricorre frequentemente in frasi dipendenti da tempo storico (imperfetto, aoristo), in cui viene ambientata nel passato una situa4
Per una trattazione sistematica delle frasi subordinate v. ai cap. 10 e 18 (in particolare
le tabelle riassuntive delle p. 123 e 180).
5
La congiunzione \n deriva da e + n (cos come tan da te + n). Lesito della fusione
con e pu essere anche n (da non confondere con n pron. relativo e con n imperfetto del
verbo em, v. 15.2) oppure a[ n (rispetto alloriginaria quantit breve della particella a[ n ).
6
Pu per accadere che unanaloga differenza si manifesti per cos dire in senso contrario. P.es. nelle frasi introdotte da prima che il congiuntivo usato in italiano anche quando
si tratta di semplice constatazione di una sequenza temporale (me ne sono andato prima
che arrivasse mia suocera non comporta automaticamente che lo abbia fatto apposta per
non incontrarla: questa inferenza [13.3] possibile, ma non inevitabile); in greco invece il
congiuntivo eventuale con prn implica previsione o intenzionalit (v. lesempio citato in n.
60 p. 123).

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NUOVI ITINERARI

zione che, se venisse descritta sotto forma di frase indipendente, sarebbe formulata col verbo coniugato allindicativo (o, a seconda dei casi, al
congiuntivo): una strategia espressiva di proiezione che peraltro convive con la tendenza, almeno apparentemente opposta, a mantenere lo
stesso tempo (e magari anche lo stesso modo7) che si avrebbe in forma
indipendente.
Ecco alcuni esempi, organizzati in modo da mostrare tutte le varianti possibili: [a] espressione in forma indipendente; [b] dipendenza da tempo principale (TP); [c] dipendenza da tempo storico (TS), con [c1] conservazione del
tempo e del modo, oppure [c2], conservazione del tempo ma passaggio allottativo, oppure [c3] trasformazione del tempo e conservazione del modo.
1. a. ^^ &Anatiw emi&&
b. lgei ti natiw \sti
c1. legen [impf.] ti natiw \sti
c2. legen ti natiow eh [ott.]
c3. legen ti natiow n [imperf.]

SONO INNOCENTE!
dice di essere innocente

2. a. ^^Max}somai&& [futuro indic.]


b. lgei ti max}setai
c1. legen ti max}setai
c2. legen ti max}soito [fut. ott.]

COMBATTER!
dice che combatter

opp.
opp.

diceva di essere innocente

opp.

diceva che avrebbe combattuto

3. a. ^^M| lskvmai&& [cong., cfr. 26.4] CHE NON ABBIA A ESSERE CATTURATO!
b. fobetai8 m| lskhtai
teme di essere catturato
c1. \fobeto m| lskhtai
opp.
c2. \fobeto m| lskoito [ott.]
temeva di essere catturato
4. b. spoudzei pvw m| lskhtai si d da fare per non essere
catturato
c1. \spodazen pvw m| lskhtai opp.
c2. \spodazen pvw m| lskoito si dava da fare per non essere
catturato
5. a. ^^T prssomen;&& [indic.]
b. porv t prssomen
c1. proun t prssomen
c2. proun t prssoimen [ott.]
c3. proun t \prssomen [imperf.]

COSA STIAMO FACENDO?


mi chiedo cosa stiamo facendo
opp.
opp.

mi chiedevo cosa stavamo facendo

7
Una manifestazione significativa di questa tendenza si ha nel fatto che a parte la
possibilit dellottativo in dipendenza da tempo storico le interrogative indirette non
presentano in greco differenze rispetto alla forma diretta (v. cap. 27 e gli esempi 5-6-7
qui avanti nel testo). Si tratta di uno dei tanti aspetti di libert e scioltezza espressiva che
differenzia il greco dal latino (dove, com noto, invece quasi generalizzato il passaggio
delle frasi indirette al congiuntivo). Il greco sotto questo punto di vista pi vicino alle
lingue moderne.
8
fobetai (e, pi oltre, \fobeto) presente (~ imperfetto) dal verbo fobomai, che
come tutti i verbi con tema uscente in vocale pu dar luogo a forme contratte (v. 21.3).
Analogamente, proun imperfetto da porv.

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TERZA UNIT

6. a. ^^T prssvmen;&& [cong., cfr. 26.4]


b. porv t prssvmen
c1. proun t prssvmen
c2. proun t prssoimen [ott.]

COSA DOBBIAMO FARE?


mi chiedo cosa dobbiamo fare
opp.

mi chiedevo cosa dovessimo fare

7. a. ^^T prjomen;&& [futuro indic.]


b. porv t prjomen
c1. proun t prjomen
c2. proun t prjoimen [fut. ott.]

COSA FAREMO?
mi chiedo cosa faremo

8. a. ^^ *Efugen&& [aoristo indic.]


b. cgousin a[tn ti fugen
c1. cegon [impf.] a[tn ti fugen
c2. cegon a[tn ti fgoi [aor. ott.]

FUGGITO!
lo biasimano perch fuggito

opp.

mi chiedevo cosa avremmo fatto

opp.

lo biasimavano perch era fuggito

Per lottativo in frasi dipendenti da TS si parla di solito di ottativo


obliquo, sottintendendo un uso simile a quello del congiuntivo obliquo impiegato in latino per indicare il pensiero indiretto (informazione o valutazione soggettiva di uno dei personaggi coinvolti nellevento) invece dellindicativo (dato di fatto presentato come tale da chi
parla o scrive).
In realt la situazione in greco molto pi sfumata. Da un lato,
lottativo viene largamente impiegato anche per dati di fatto oggettivi;
dallaltro, ci sono molti casi evidenti di pensiero o discorso indiretto in
cui viene conservato il modo (indicativo o congiuntivo) e il tempo che la
frase avrebbe in forma diretta9. E capita anche, non di rado, che le due
strategie espressive (passaggio allottativo e conservazione della forma
diretta) siano impiegate contemporaneamente, nello stesso contesto10.
Anche qui dunque, come nel caso del congiuntivo eventuale, non
si dovr pensare a una rigida opposizione binaria con gli altri modi
verbali, ma a una tendenza a esprimere la proiezione di un evento (su
questo concetto v. 26.3), la sua ambientazione nel passato. Una tenIl fatto che questo ottativo interessi solo la dipendenza dai TS (dopo i TP, come si vede
negli esempi qui sopra, viene invece conservato il modo della variante indipendente) fa pensare che lopposizione oggettivit/soggettivit non fosse sentita sempre come decisiva. Ci
non significa per che fosse estranea alla sensibilit greca, dato che in molti altri casi appare
invece un fattore importante, che condiziona la gestione dei mezzi espressivi.
10
Conservazione della forma diretta nonostante la coloritura soggettiva: Tucidide
III.31.1 parnoun, \peid| toton tn kndunon fobetai, tn \n &Ivn plevn katalaben tina
lo esortavano, visto che aveva paura di affrontare quella prova, a conquistare una delle
citt della Ionia. Impiego contemporaneo di entrambe le strategie espressive: Erodoto
VIII.70.2 rrQdeon de ti ... \n Salamni kat}menoi pr gw tw &Ayhnavn naumaxein mlloien [ott.], nikhyntew te \n n}s~ ... poliork}sontai [fut. ind. di poliorkv] avevano paura [i
Peloponnesiaci] perch, trovandosi a Salamina, stavano per affrontare una battaglia navale
in difesa della terra degli Ateniesi, e se sconfitti sarebbero rimasti assediati sullisola; Senofonte, Anabasi I.2.21 ken ggelow lgvn ti leloipWw eh [perf. ott. di lepv] Sunnesiw t
kra, \pe syeto [aor. ind. di asynomai] ti ... arriv un messaggero dicendo che Syennesis aveva lasciato le alture, dopo che aveva saputo che ....
9

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NUOVI ITINERARI

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denza, appunto, che il greco al suo solito interpreta con una libert e
disinvoltura molto diverse dagli schematismi del latino11.
'

Indicazioni di metodo
Da quello che abbiamo detto sullimpiego del congiuntivo eventuale e dellottativo obliquo discendono anche due ovvie indicazioni di metodo:
se il congiuntivo eventuale non riflette necessariamente, rispetto allindicativo, differenze di sostanza nella realt che esprime, e per di pi determina in italiano una cifra stilistica diversa rispetto a quella del greco, il pi
delle volte non sar necessario mantenerlo nella traduzione;
se lottativo obliquo principalmente una tendenza espressiva (sia pure
largamente diffusa), potr essere reso in italiano con il semplice indicativo,
riservando luso del congiuntivo o del condizionale (p.es. sosteneva che si
trattasse ~ si sarebbe trattato di un caso di omonimia) alle situazioni
in cui il contesto richieda di sottolineare in maniera pi esplicita il carattere soggettivo dellaffermazione.

6.3. Infinito e frasi infinitive


Linfinito e il participio si possono considerare voci nominali del verbo:
forme-cerniera, che presentano caratteristiche simili ai nominali (soprattutto la possibilit di integrarsi come complementi nella frase semplice) e,
per altro verso, riproducono allinterno dei nominali le dinamiche del verbo
(in particolare la reggenza, la capacit cio di attivare una propria complementazione [v. cap. 9]). Nel participio, che presenta tutte le caratteristiche
della flessione nominale, questa particolare natura chiaramente visibile
(v. cap. 7, 10, 11 e 18); meno immediato riconoscerla nellinfinito, dove pu
sembrare prevalente o esclusiva la natura verbale (ma v. p. 219).
Linfinito occupa un posto di rilievo nellorganizzazione sintattica,
semantica e pragmatica del greco, ed entra in gioco in una grande variet
di situazioni espressive (v. in particolare i cap. 10, 18 e 22). Ci limitiamo per il momento a una prima presentazione di quelle pi ricorrenti.
Esamineremo i vari usi dellinfinito seguendo la distinzione (pur discutibile: v. pi avanti, n. 19) tra valore soggettivo e oggettivo. Non terremo

11
Che lottativo obliquo non sia impiegato in modo esclusivo, totalizzante, si spiega
anche col fatto che, sovrapponendosi al modo verbale originario, pu avere leffetto di
annullare differenze espressive come quella fra indicativo e congiuntivo dubitativo (v.
gli esempi 5-6, e cfr. n. 56 p. 258) o fra indicativo e congiuntivo eventuale (sia stiw
Svkrtouw koei khletai chiunque ascolta Socrate ne ammaliato che stiw n Svkrtouw ko+ khletai chiunque ascolti Socrate ... confluiscono, in dipendenza da TS,
nellunico stiw Svkrtouw kooi \khleto chiunque ascoltava~ascoltasse Socrate ne
era ammaliato).

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TERZA UNIT

invece conto di quella tra infinito semplice e frase infinitiva, scarsamente


motivata in quanto fondata solo sullassenza o presenza del soggetto.
Infinito in funzione di soggetto
Si pu dire che linfinito ha funzione di soggetto quando introdotto
da espressioni impersonali, come le seguenti:
verbi: p.es. (j)esti~\ndxetai possibile, pros}kei~prpei conviene,
opportuno, de~xr} bisogna12, doke sembra13, sumbanei accade,
kinduneei (~kndunw \sti) c pericolo che, pu darsi che, ecc.;
aggettivi neutri14: p.es. dkain~jin \sti giusto, doveroso, kressn~aretQtern \sti preferibile, ekw \sti verosimile, o<n (t&) \sti
possibile, ]din~xalepn \sti facile~difficile, kaln~asxrn \sti
bello~brutto, dln~fanern \sti evidente15, ecc.;
nomi: p.es. kairw [\sti] il momento di, sxol} [\sti] c tempo per,
ra [\sti] tempo di, nmow [\st] usanza, legge, ngkh [\st]
inevitabile, rgon [\st] (+ GEN o agg. poss.) (mio~tuo~suo ...) compito,
\lpw~nlpistn [\sti] ~non prevedibile (o sperabile~temibile: v.
13.2), ecc.

Infinito in funzione di oggetto (o comunque di complemento)


Quando linfinito introdotto da unespressione che ha un proprio
soggetto16 si pu dire che svolge funzione di complemento; ci avviene
in dipendenza da verbi: quasi tutti quelli dinamico-volitivi (nella cui semantica presente una nozione di volont, desiderio, decisione, capacit
ecc.) e alcuni di quelli constativo-enunciativi (che esprimono constatazione, opinione, affermazione ecc.)17;

12
V. anche il caratteristico nesso pollo~lgou~tosotou~... de (ci) manca molto~poco~tanto~... a che (anche in forma personale: pollo dv ci manca molto che io..., io
sono molto lontano dal...).
13
Spesso anche nel significato pregnante di sembrare opportuno > decidere (come
il lat. videtur): p.es. Tucidide III.36.2 dojen [aoristo ind.] a[tow o[ tow parntaw mnon poktenai, ll ka tow pantaw Mutilhnaouw soi =bsi, padaw d ka gunakaw ndrapodsai
decisero [gli Ateniesi] di uccidere non solo i presenti, ma anche tutti i Mitilenesi giovani, e di
rendere schiavi i fanciulli e le donne. In questa accezione, luso impersonale di dokv entrato a
far parte del linguaggio tecnico della politica, per indicare una deliberazione ufficiale.
14
Sulla frequente omissione del verbo essere in queste espressioni (e in quelle del terzo
gruppo) v. p. 218.
15
In costruzione personale questi aggettivi sono invece accompagnati dal participio:
dln \sti tn strathgn martnein ~ ` strathgw dlw \stin martnvn nellidentico significato evidente che il generale sbaglia (v. 18.3).
16
In alcuni casi si tratta delle stesse espressioni impersonali viste in precedenza, usate per
in forma personale: v. 18.3 e gli esempi citati pi avanti nel testo.
17
Per questa distinzione fra due diverse aree semantiche v. 18.1-2, dove si danno anche
esempi dei vari tipi di verbi.

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NUOVI ITINERARI

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in dipendenza da nominali (nomi, aggettivi, perfino avverbi), formati sulla stessa radice di un verbo (p.es. dunatw capace di, in grado di risp. a dnamai
potere; poptow sospettato di risp. a poptev sospettare; spoud} impegno a risp. a spoudzv impegnarsi, know indugio, riluttanza a risp. a
knv esitare; \mpdiow che di impedimento risp. a \mpodzv impedisco; \pdojow di cui si pu prevedere che risp. a doke sembra che; ecc.)
o comunque portatori di carica verbale (p.es. kanw~o<ow (te) capace di,
m}xanow incapace di, \pit}deiow adatto a; toimow pronto a; ecc.);
infine, in dipendenza pi libera da aggettivi indicanti qualit esprime le circostanze, le caratteristiche, i limiti con cui tale qualit si esplica (una nozione analoga a quella del complemento di limitazione); di volta in volta tale
infinito pu assumere, a seconda del contesto, valore attivo oppure passivo,
nonostante sia quasi sempre in forma attiva (un uso particolare che possiamo
definire attivo assoluto)18: p.es.
Iliade 15.569-70 o tiw ... ote posn yssvn ot& lkimow qw s mxesyai
nessuno pi veloce di te nei piedi [posn DAT pl. = limitazione] n forte
come te a combattere (valore attivo);
Tucidide I.70.2 o mn ge ... ka \pinosai jew ka \pitelsai rg~ quelli
(sono) velocissimi a fare progetti e a metterli in pratica (attivo);
Tucidide I.50.5 ... desantew m| ... a sfterai dka new lgai mnein sin
... temendo che le loro dieci navi fossero poche per poterli difendere (attivo);
Platone, Repubblica 556b ... malakow karteren prw =donw te ka lpaw (i
governanti di oggi rendono i giovani) molli a resistere a piaceri e dolori (attivo);
Senofonte, Economico 16.11 sklhr = g stai kinen t! zegei la terra
sar dura da smuovere con laratro (passivo);
Senofonte, Economico 6.9 ath = \rgasa mayen [inf. aor. attivo] te ]sth
\dkei enai ka =dsth \rgzesyai questa attivit [lagricoltura] sembrava la pi facile da apprendere e la pi piacevole da esercitare (passivo);
loscillazione tra significato attivo e passivo si ha anche in dipendenza dallo stesso aggettivo: p.es. linfinito introdotto da jiow ha valore attivo in
Tucidide I.70.1 jioi nomzomen enai tow plaw cgon \penegken [inf.
aor. attivo] riteniamo di avere il diritto di rimproverare i nostri vicini,
valore passivo in Tucidide I.138.3 n ` Yemistoklw ... jiow yaumsai [anche questo inf. aor. attivo] Temistocle era degno di essere ammirato.

Altri usi dellinfinito


Fra gli altri usi dellinfinito, va ricordato in particolare quello sostantivato (cfr. 7.3, p. 89): preceduto dallarticolo neutro sing. e regolarmente
18
Meno frequente che linfinito venga usato al passivo. Un esempio interessante Isocrate, Panatenaico 156 poi}somai d t|n rx|n tn lexyhsomnvn kosai [inf. aor. attivo] mn svw
tisn hd, ]hynai [inf. aor. passivo] d& o[k smforon linizio del discorso che sto per fare
sar forse spiacevole per alcuni da ascoltare, ma non inutile da essere detto (valore passivo
espresso, nella stessa frase, prima in forma attiva, subito dopo in forma passiva). Luso dellattivo assoluto (di cui si vedano altri esempi in 22.1) caratteristico della libert e immediatezza del greco nelluso dellinfinito, e della sua pi generale tendenza a lasciare ambigui molti
particolari, delegando a semantica e contesto il compito di chiarire ci che possa essere rimasto
inespresso a livello morfo-sintattico. Ben diversa la logica del latino, che ha cura di precisare il
valore passivo con limpiego del supino (cfr. gr. deinn lgein ~ lat. terribile dictu).

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TERZA UNIT

declinato come un nome, linfinito (o infinitiva) pu essere cos inglobato,


con qualunque ruolo sintattico (di soggetto o di complemento), allinterno
della frase reggente, mantenendo a sua volta la propria integrit di frase
(con la relativa complementazione). P.es.:
Tucidide I.6.5 met to gumnzesyai [~ met tw gumnasaw] lecanto cominciarono a ungersi [gli Ateniesi] in occasione degli esercizi ginnici;
Platone, Fedone 99a ... e m| dikaiteron mhn ka kllion enai pr to
fegein [~ pr tw fugw] pxein t_ plei dkhn ntin& n ttt+ ... [parla
Socrate] se non avessi ritenuto che fosse pi giusto e pi bello, invece di fuggire [~ della fuga], pagare alla citt qualunque pena essa mi avesse dato;
Senofonte, Memorabili IV.8.2 \yaumzeto \p t! e[ymvw te ka e[klvw
zn [~ \p t! e[ym~ te ka e[kl~ b~] era ammirato [Socrate] per il fatto
di vivere in modo tranquillo e sereno [~ per la sua vita tranquilla e serena]
Senofonte, Ciropedia I.3.1. Krow ... pntvn tn =lkvn diafrvn \faneto ka
ew t tax manynein doi ka ew t kalw ka ndrevw kasta poien Ciro
appariva chiaramente superiore a tutti i suoi coetanei quanto al fatto di imparare
velocemente ci che doveva e di fare bene e con coraggio ciascuna cosa
Demostene, Sulla corona 269 t d tw daw e[ergesaw pomimnskein ka
lgein mikro den moin \sti t! neidzein il fatto di ricordare e parlare
dei favori che uno ha fatto poco ci manca simile al rimproverare
Senofonte, Ciropedia I.4.3 di t filomay|w enai poll e tow parntaw
nhrQta per il fatto di essere desideroso di apprendere, [Ciro] faceva sempre
tante domande ai presenti
Platone, Repubblica 526b ew ge t jteroi a[to atn ggnesyai pntew
\pididasin tutte [le persone esercitate nel calcolo] fanno progressi nel diventare sempre pi pronte.

Il soggetto nelle frasi infinitive


Come in latino, anche in greco il soggetto delle infinitive espresso di
norma in accusativo (sia nel caso di valore soggettivo che oggettivo):
sogg.: doke tn strathgn deiln enai
sogg.: lgetai tn strathgn deiln enai
ogg.: lgousi tn strathgn deiln enai

sembra che il generale sia vile


si dice che il generale sia vile
dicono che il generale sia vile

sogg.: jin \sti tow prodtaw poyn}skein giusto che i traditori muoiano
ogg.: bolomai tow prodtaw poyn}skein voglio che i traditori muoiano

Vi sono per delle deroghe.


Anzitutto, nel caso che lespressione reggente si presenti in forma personale, il soggetto non viene ripetuto, ed eventuali nominali ad esso riferiti
vanno in nominativo: p.es.19

19
In questi e in altri casi consimili il greco a conferma della sua libert espressiva usa
senza apprezzabili differenze entrambe le varianti (impersonale e personale), diversamente
dal latino (classico) che di solito ne ammette come corretta una sola (il pi delle volte quella

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NUOVI ITINERARI

imp.: doke tn strathgn deiln enai


pers.: ` strathgw doke deilw enai
imp.: lgetai tn strathgn deiln enai
pers.: ` strathgw lgetai deilw enai

73
sembra che il generale sia vile
il generale sembra essere vile
si dice che il generale sia vile
il generale detto essere vile

imp.: jin \sti tow prodtaw poyn}skein giusto che i traditori muoiano
pers.: o prodtai jio esin poyn}skein i traditori sono meritevoli di
morire

Generalizzando, si pu dire che il soggetto viene omesso (ed eventuali nominali vanno in NOM) quando identico a quello della reggente,
indifferentemente con espressioni di tipo constativo-enunciativo (p.es.
lgei gayw enai dice di essere buono) come di tipo dinamico-volitivo (boletai gayw enai vuole essere buono)20, e perfino nel caso
di infinito sostantivato (come si vede chiaramente negli ultimi due esempi di p. 72). un comportamento naturale e logico (in mancanza di altri
elementi, laffermazione si intende riferita a chi la fa), che naturalmente
non impedisce che il soggetto possa essere comunque espresso (in NOM o
in ACC) in funzione enfatica, distintiva, oppositiva ecc.:
Erodoto I.34.1 \nmise vutn [pron. riflessivo di 3 sing.] enai nyrQpvn
pntvn lbiQtaton pensava [Creso] che fosse lui il pi felice degli uomini (la
sottolineatura enfatica prepara, per contrasto, il racconto della rovina di Creso)
Tucidide IV.28.2 o[k fh a[tw [sul valore del pronome a[tw v. 8.2] ll&
\kenon strathgen [Cleone] disse che stratego non doveva essere lui, ma
quellaltro [Nicia]
Demostene, Terza Filippica 74 e d& oesye Xalkidaw t|n ^Ellda sQsein
Megaraw, mew d& podrsesyai t prgmata, o[k ryw oesye ma se
pensate che i Calcidesi o i Megaresi salveranno la Grecia, e voi invece potrete
sottrarvi alle difficolt, non pensate giusto

personale). Questo fatto importante perch, indirettamente, si riflette sul nostro modo di
concepire la natura delle subordinate introdotte da espressioni impersonali. In altre parole,
di fronte p.es. a una frase come si dice che la polizia abbia arrestato un pericoloso latitante
la percezione istintiva ci porterebbe senzaltro a vedere nella subordinata loggetto del verbo
principale: ma facciamo violenza a noi stessi e, condizionati dalle categorie grammaticali che
ci sono state insegnate, arriviamo per riflesso a parlare di frase soggettiva (in modo da dare
un soggetto al verbo reggente); e analogamente ci sentiamo obbligati a parlare di soggettiva
per lgetai tn strathgn deiln enai. In realt probabile che almeno in greco i verbi impersonali fossero percepiti appunto come impersonali, quindi tali da non aver bisogno di
soggetto e, per altro verso, tali da poter avere un proprio complemento (linfinitiva, da considerare quindi come oggettiva). Qui come in altri casi, per capire la logica del greco antico
meglio dare libero corso alla percezione linguistica spontanea che obbedire a schematismi
utili, tuttal pi, per il latino. In proposito v. anche p. 188s.
20
Il latino invece, inspiegabilmente, ammette lellissi del soggetto solo in questo secondo caso: volo esse bonus, ma dico me esse bonum (da qui fra laltro lopposizione tra scio
me esse bonum so di essere buono e scio esse bonus so [sono capace di] essere buono,
analoga a quella greca fra participio e infinito, v. 18.2). Anche qui, paradossalmente il
greco ad essere pi vicino alla libert e essenzialit espressiva delle lingue moderne!

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TERZA UNIT

Demostene, Contro Timocrate 8 boulomhn d& n \m te tuxen @n bolomai


totn te payen @n jiw \sti vorrei, io ottenere ci che desidero, lui invece
subire ci che merita.

Un secondo frequente caso di ellissi si ha in sentenze, massime e altre


affermazioni di validit generale (quelle espresse di solito in forma di infinitiva soggettiva), dove il soggetto pu essere omesso appunto in quanto
generico21: p.es.

de rkouw thren
kairw \sti suggignQskein
kaln \sti poyn}skein pr tw patrdow
xalepn \sti plouten

bisogna rispettare i giuramenti


il momento di perdonare
bello morire per la patria
difficile arricchire

Nel caso di nominali riferiti al soggetto sottinteso, essi vanno di norma


in ACC, singolare (in relazione a un ipotetico sogg. tin uno) o plurale (in
relazione a un ipotetico sogg. pntaw tutti)22:
de rkouw thren, tow yeow peiymenon [opp. -mnouw]
bisogna rispettare i giuramenti, obbedendo agli dei
kairw \sti suggignQskein, nomzonta [opp. -ontaw] ti ...
il momento di perdonare, considerando che ...
kaln \sti poyn}skein maxmenon [opp. -mnouw] pr tw patrdow
bello morire combattendo per la patria
xalepn \sti plouten m| parabanonta [opp. -ontaw] tow nmouw
difficile arricchire non violando le leggi

'

Indicazioni di metodo
Abbiamo avuto modo di rilevare la libert con cui linfinito usato in greco:
libert che lo differenzia dalla rigidit del latino, avvicinandolo piuttosto alle lingue
moderne. Questa naturale sintonia pu e deve essere sfruttata, p.es. per gestire correttamente i frequenti casi di ellissi del soggetto o di infinito retto da nominali (kairw \sti suggignQskein, dkaiw \stin poyn}skein, karterw mxesyai forte a
combattere, malakw karteren (troppo) molle per resistere ecc.)23.

21
Anche qui lomissione naturale: fino a prova contraria, si presuppone che il rispetto
dei giuramenti, lopportunit di perdonare, la difficolt di arricchire ecc. riguardino chiunque. E
anche qui possibile che il soggetto sia comunque espresso (in ACC) per circoscrivere la portata
dellaffermazione: jin \st se rkouw thren giusto che tu rispetti i giuramenti, kairw \stin
mw suggignQskein il momento che voi perdoniate ecc.
22
Naturalmente non si dovr fare lerrore di vedere in questi nominali il soggetto delle
rispettive frasi, come se p.es. kaln \sti poyn}skein maxmenon [~ -mnouw] pr tw patrdow
volesse dire bello che muoia chi combatte per la patria: un significato che, a parte lassurdit logica, escluso dal fatto che fino a prova contraria maxmenon [~ -mnouw] non va inteso
come participio sostantivato in quanto non accompagnato dallarticolo (v. 7.3).
23
Il modo diretto ed essenziale con cui linfinito pu saldarsi al nominale reggente richiama
espressioni come tempo di perdonare, paura di volare, invito ad andare, speranza di vederti,

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Mettendosi sulla stessa lunghezza donda del greco anche pi facile risolvere, senza drammatizzarlo, il problema dellambiguit attivo/passivo legata al
fenomeno dellattivo assoluto: quasi sempre lesatta comprensione suggerita
per noi, come del resto doveva avvenire per i greci dalla natura semantica
delle parole in questione (nel senso cio che ovviamente ppow taxw pnein
vorr dire cavallo veloce nel bere [attivo], onow =dw pnein invece vino
piacevole da bere [passivo]), e naturalmente dal contesto.

6.4. La diatesi verbale


Diatesi (da diyesiw disposizione) categoria grammaticale importante, punto di incontro di fenomeni di vario genere (morfologici, sintattici,
semantici ecc.). Con questo termine si indica infatti lorientamento dellevento descritto dal verbo, che p.es. nel caso di verbi indicanti una azione
pu essere rappresentato dal punto di vista sia di chi la compie (diatesi
attiva), sia di chi la subisce o ne destinatario (diatesi passiva)24.
La questione pu sembrare semplice, dato che dellopposizione attivo/
passivo facile fare esperienza nella comune pratica linguistica. In realt
essa complicata e non solo in greco da una serie di fattori di cui occorre avere consapevolezza:
un conto parlare di orientamento dellevento (che concetto di tipo semantico-sintattico), un conto parlare della forma del verbo che lo descrive (che
concetto di tipo morfologico); il fatto che si parli indifferentemente di diatesi e
di forma (o voce) del verbo dimostra che i due piani vengono invece confusi;
questa pratica metodologicamente poco corretta, ma sarebbe tollerabile se si
potesse dare per scontata una regolare corrispondenza tra forma e significato
(nel senso cio che un verbo di forma attiva rappresenti sempre un evento di
significato attivo, e analogamente per il passivo); invece ...
... accade non di rado che la semantica di un verbo sia passiva nonostante la
forma attiva (p.es. ho preso un calcio al ginocchio) o allopposto attiva nonostante la forma passiva ( p.es. il caso dei deponenti latini e, come vedremo
fra poco, del medio transitivo greco)25.

difficile da dire ecc. (analogamente in molte lingue moderne). Il latino, che non usa linfinito con
la stessa flessibilit e disinvoltura del greco, in questi casi si serve per lo pi del gerundio (tempus
ignoscendi) o del supino (difficile dictu); e anche il greco e le lingue moderne possono impiegare
forme analoghe, come linfinito sostantivato (` kairw to suggignQskein, il tempo del perdonare;
cfr. ingl. the time of forgiving). Non c dubbio per che la costruzione diretta con linfinito sia
quella di gran lunga pi frequente, quella pi vicina allistintiva sensibilit linguistica.
24
Sulla possibilit che, in alternativa alla diatesi, lorientamento dellazione risulti dalla
semantica del verbo dellespressione perifrastica corrispondente (p.es. colpire ~ dare colpi
/ essere colpito ~ ricevere colpi) v. 9.6.
25
Pu accadere anche che alla stessa forma corrispondano entrambi i significati,
come in \lanein (spingere avanti ~ andare avanti), nel lat. movere (muovere ~

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TERZA UNIT

Con queste premesse, prendiamo in esame i principali caratteri del sistema diatetico del greco, che con la sua ricchezza e complessit offre anche
loccasione per approfondire e correggere alcune categorie della grammatica tradizionale.
Attivo, medio, passivo
Diversamente dallitaliano (e da altre lingue moderne), il greco non si
limita alla distinzione attivo/passivo ma presenta anche una diatesi media, cos definita dai grammatici antichi perch in qualche modo intermedia (msh) fra le altre due26.
Fatta eccezione per laoristo e il futuro, negli altri tempi (presente e
perfetto) di solito il medio e il passivo sono espressi dalla stessa forma (che
prende allora il nome di medio-passiva). Dato poi che a sua volta il medio
presenta una pluralit di significati, chiaro che spesso una stessa voce
verbale pu, almeno in astratto, prestarsi a pi di una interpretazione.
Medio intransitivo e medio transitivo
Per affrontare in modo consapevole queste frequenti situazioni di polisemia (cio, appunto, di espressione con pi significati) utile distinguere due varianti principali del medio:
medio intransitivo o riflessivo, quando lazione si esercita sul soggetto stesso
che la compie: p.es. (da pxein tenere lontano, trattenere) pxomai mi
tengo lontano, mi trattengo, come in Isocrate, Nicocle 49 pxesye tn llotrvn tenetevi lontano dalle cose altrui;
medio transitivo, quando lazione si esercita su qualcosa di diverso dal soggetto, come in Platone, Simposio 213d tW xere mgiw pxetai a stento trattiene le mani.

Luso del medio intransitivo~riflessivo abbastanza chiaro, nella sua


opposizione allattivo e nellaffinit semantica col passivo (trattenersi e
essere trattenuto esprimono due eventi sostanzialmente simili, almeno
muoversi), nellital. diminuire (sto diminuendo la mia attivit ~ la mia attivit sta
diminuendo), nellingl. to change (Im changing my mind ~ my mind is changing) ecc.
(v. pi avanti). Questa sovrapposizione di valori poi normale al di fuori dei verbi, cio
nei tanti nomi, aggettivi e avverbi che, pur essendo portatori di una carica verbale, non
possono esprimerla morfologicamente in quanto privi di diatesi: p.es. per riprendere
gli esempi ora citati lasiw (che, formato dalla stessa radice di \lanein, ha il valore
attivo di trasferimento, rimozione e quello passivo~intransitivo di marcia, corteo),
diminuzione ecc.
26
A dire il vero, come vedremo meglio a suo tempo (24.3), in origine vi era unopposizione binaria attivo/medio, e solo successivamente hanno cominciato a diffondersi forme autonome per il passivo. Daltra parte nel greco standard di et classica, quello che qui interessa
a fini didattici, il passivo si presenta ormai abbastanza sviluppato e semanticamente distinto
dal medio (anche se morfologicamente per lo pi coincidente con esso), e almeno per il momento possiamo quindi parlare di unarticolazione triplice attivo/medio/passivo.

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nel risultato); per di pi, corrisponde a espressioni riflessive di uso comune in italiano e in molte altre lingue (lavarsi, liberarsi, fermarsi, vestirsi,
nutrirsi ecc.)27.
Meno immediato capire il significato e la logica del medio transitivo,
che a prima vista sembra semanticamente uguale e quindi ridondante
rispetto allattivo: come criterio provvisorio si pu dire che spesso descrive un evento a cui il soggetto prende parte non solo in quanto agente
ma anche con un coinvolgimento particolare (appartenenza, interesse
concreto, partecipazione emotiva o altro28).
Attivo intransitivo29
Nel medio transitivo abbiamo un chiaro esempio di mancata corrispondenza tra forma (medio-passiva) e significato (attivo). La situazione
opposta si ha nellattivo intransitivo, quando cio come del resto avviene anche in altre lingue (v. sopra, n. 25) un verbo di per s transitivo
descrive un evento in cui il soggetto non colui che compie lazione ma
colui che la subisce o vi coinvolto: p.es. (sempre da pxein tenere lontano) Isocrate, Contro i sofisti 2 pxomen tathw tw fron}sevw siamo
lontani da questo pensiero30.
Passivo
Rispetto alluso che ci familiare, il passivo greco presenta diverse
particolarit (frutto probabilmente della sua origine posticcia e di una
natura che anche nel greco standard di et classica doveva rimanere in
parte ibrida). Esse verranno illustrate via via che se ne presenta loccasione; ma va ricordato qui almeno il fatto che ampiamente attestato
anche luso passivo di verbi con medio transitivo. Ecco p.es. la situazione
del verbo arv:

Un altro elemento di familiarit del medio intr.~rifl. che esso ben attestato anche
in latino (p.es. lavor, moveor, delector ecc.), dove invece se si prescinde dai verbi deponenti il medio transitivo manca quasi del tutto.
28
Per riprendere lesempio citato, tW xere pxetai [invece dellattivo pxei] si spiega pensando che si tratta delle sue mani. Con un verbo come lein sciogliere il parallelismo espressivo che si crea in questo modo fra medio intr.~rifl. (lomai) e medio trans.
(lomai tw xeraw) analogo a quello esistente fra gli equivalenti italiani mi slego e mi
slego le mani.
29
Su un altro uso (improprio) del termine intransitivo v. 9.2.
30
Del fenomeno dellattivo intransitivo si possono dare spiegazioni diverse. Spesso
si tratta di intransitivit solo apparente: il verbo, almeno in origine, ha il normale valore
transitivo, ma il complemento omesso in quanto facilmente prevedibile (come in caso
di gergo tecnico-specialistico: p.es. \lanein~movere pu significare muovere, dirigersi,
avanzare perch si sottintende qualcosa come stratn~exercitum; e cos normale negli
sport dire battere, servire, tirare, parare, deviare ecc.) oppure ininfluente (come in caso
di uso assoluto: v. 9.1). Ma al di l di questo, si tratta di prendere atto di una flessibilit
27

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TERZA UNIT

lattivo aren significa prendere; da qui il passivo aresyai essere preso (p.es. Erodoto III.159.1 BabulWn mn nun otv t deteron aryh [aor.
pass.] in questo modo Babilonia fu presa per la seconda volta);
il medio trans. aresyai significa scegliere, eleggere; da qui il passivo
aresyai essere scelto, eletto (p.es. Demostene, Sulla corona 29 prsbeiw
ryhsan [aor. pass.] Eboulow, Asxnhw ... furono scelti come ambasciatori Eubulo, Eschine ...).

Schema riassuntivo della diatesi verbale


Per rendere pi evidenti somiglianze e differenze tra piano semantico e piano morfologico, il sistema diatetico del greco pu essere rappresentato come segue (esempi dal verbo \mbllein lanciare,
gettare):

Forma
attiva

Orientamento transitivo
Il soggetto compie lazione

Orientamento passivo~intransitivo
Il soggetto subisce lazione o vi coinvolto

Attivo transitivo
Plutarco, Vita di Fabio 2.2 &Annbaw fbon ew t|n ^RQmhn \nballe [impf.]
Annibale spargeva terrore su Roma

Attivo intransitivo
Tucidide IV.14.1

taw loipaw ... \nballon [impf.]


si scagliavano contro le altre [navi]

Riflessivo 31
Cassio Dione XLV.31.1 ` d ka met tn plvn \w t ]ema
autn \nbalen e quello con tutta larmatura si gett nella corrente

Forma
media

Forma
passiva

Medio transitivo
Demostene, Contro Conone 31

Medio intransitivo~riflessivo
Aristofane, Pace 1312

\mblletai marturan ceud

\mbllesye tn lagvn

presenta una testimonianza falsa

gettatevi sulle lepri

[per la possibilit di avere un compl.


oggetto anche con verbo al passivo
v. 9.4-5]

Passivo
Cassio Dione, Ep. 143.5 t sma \w tn
potamn \nebl}yh [aor. pass.]
il corpo fu gettato nel fiume

espressiva che il greco condivide con altre lingue (v. la n. 25 qui sopra), e che rappresenta
laltra faccia della medaglia rispetto alluso causativo o fattitivo (verbo che indica non
unazione che si compie, ma che si fa compiere a un altro): per cui p.es. di banv si pu
dire che andare rappresenti luso intransitivo rispetto a quello transitivo di spingere,
far andare oppure allopposto che far andare sia luso causativo rispetto a quello
intransitivo di andare (cfr. n. 21 p. 245).
31
Il riflessivo collocato in posizione intermedia perch la coreferenzialit (cio
lidentit) fra soggetto e oggetto fa s che il significato sia al tempo stesso attivo e passivo~intransitivo. Quanto al valore semantico del riflessivo propriamente detto (del
tipo ho ferito me stesso), in teoria esso dovrebbe distinguersi dal riflessivo mediale (mi
sono ferito) per il fatto di esprimere unazione intenzionale. In realt anche qui, come
spesso nei fatti linguistici, i comportamenti sono oscillanti.

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NUOVI ITINERARI

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'

Indicazioni di metodo
Nellinterpretazione dei testi, una buona padronanza del sistema diatetico
greco fondamentale. Soprattutto, importante essere consapevoli delle difficolt (legate principalmente, come in tanti altri casi, alle differenze rispetto
allitaliano, e pi in generale alle lingue moderne) e possedere precisi criteri di
metodo per risolverle.
Premesso che di fronte alle situazioni di ambiguit il criterio decisivo rimane il contesto, ecco qualche suggerimento:
ambiguit dovuta alla coincidenza morfologica fra medio e passivo: potr
essere risolta a favore del passivo in presenza di un complemento dagente
(espresso per lo pi con p + GEN, o anche con par~prw + GEN), oppure
se il verbo in questione coordinato ad altro verbo sicuramente passivo;
ambiguit dovuta al duplice valore del medio: un buon vocabolario segnala
i vari valori del medio, soprattutto il medio transitivo (che, essendo per
noi meno naturale e prevedibile dellaltro, necessita di unesplicita attestazione per poter essere riconosciuto32); a favore del medio transitivo pu
giocare naturalmente leventuale presenza di un complemento oggetto;
considerazioni analoghe valgono per lambiguit legata alla possibilit che
lattivo sia usato intransitivamente.
C da dire infine che, in un terreno complesso come quello della diatesi, eventuali imprecisioni o incoerenze (anche terminologiche) del vocabolario rischiano di
risultare particolarmente dannose. Tanto pi necessaria dunque unattenta consultazione, che non si limiti a cercare la traduzione ma entri pi in profondit nel
significato del verbo in questione, anche con lausilio degli esempi citati.

Capitolo 7
Caratteristiche e funzioni dellarticolo
Larticolo rappresenta per il greco uno strumento di straordinaria potenza ed efficacia. Grazie alla sua particolare vitalit (che gli deriva dalloriginaria
natura pronominale) e alla capacit di entrare in sinergia con altre importanti
32
Anche se, come si detto, il medio transitivo esprime spesso una forma di coinvolgimento del soggetto nellevento descritto dal verbo, ci non vuol dire che il suo significato si
possa ricavare sommando meccanicamente questa nozione al valore-base del verbo allattivo. il caso p.es. di politeein:
lattivo politeein (ma anche il medio politeesyai) usato nel senso di vivere da
cittadino (cio godendo dei diritti di cittadinanza);
il medio (e solo il medio) politeesyai usato nel senso di partecipare attivamente alla
vita politica > governare;
da questo valore di medio transitivo se ne sviluppa a sua volta uno passivo, per cui politeesyai significa anche essere governato.

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TERZA UNIT

risorse linguistiche (oltre alla flessivit della lingua, si pensi in particolare allampia gamma di forme participiali: cfr. 12.1), riesce a soddisfare in maniera
estremamente sintetica un largo ventaglio di esigenze espressive, e pu essere
considerato senzaltro lelemento pi importante di tutta la sintassi greca33.

7.1. Loriginaria natura pronominale


Quello che noi conosciamo come articolo non esisteva in origine come
tale. Era, piuttosto, un pronome dimostrativo (con le funzioni contestuali
degli altri dimostrativi: cfr. 5.4), forma semanticamente e fonicamente
autonoma, che progressivamente ha sviluppato un valore funzionale (cfr.
1.5) trasformandosi cos da ortotonica in appositiva34.
Questo processo documentato nei poemi omerici, che come per altri
fenomeni fotografano una realt in movimento, con tratti arcaici accanto
ad altri pi recenti.
Tralasciando i numerosissimi casi in cui larticolo semplicemente assente35
(fatto, peraltro, scarsamente significativo in quanto normale nella poesia greca di
qualunque epoca e genere), vediamo alcuni esempi atti a illustrare i diversi valori
con cui viene impiegato36:
la natura pronominale resa evidente quando compare in isolamento (cio
senza il supporto immediato di un nome)37, in riferimento a un elemento gi
menzionato (uso anaforico~epanalettico) oppure ancora da menzionare (uso
cataforico~prolettico): p.es.
interessante notare il contributo che al superamento di questa ambiguit pu dare la
qualit semantico-lessicale delle parole: politeetai, fino a prova contraria, varr come medio se il soggetto nome indicante persona, come passivo se nome indicante citt, regione
e simili.
33
Proprio per questa sua oggettiva centralit, larticolo entra in gioco in numerosi fenomeni espressivi: v. in particolare 5.3, 8.2, 9.6, 16.3, 22.2.
34
Sul fatto che, nonostante questo, larticolo continui ad essere scritto con laccento v. p.
15. Per evitare inutili complicazioni, viene seguita anche qui la grafia tradizionale.
35
P.es. Iliade 1.22-23 ny& lloi mn pntew \peuf}mhsan &Axaio | adesyai y& era ka
gla dxyai poina allora tutti gli altri Achei approvarono di rispettare il sacerdote e di
accettare gli splendidi doni. Il passo (ma se ne potrebbero citare molti altri) interessante
anche perch solo due versi prima troviamo poina preceduto da articolo (pada d& \mo lsaite flhn, t d& poina dxesyai [parla il sacerdote Crise] lasciatemi libera la figlia, e accettate
in riscatto questi doni). Per spiegare questo comportamento si potrebbe dire da un lato che la
prima volta larticolo ha valore di dimostrativo (questi doni) mentre la seconda volta manca
perch il senso un po diverso (rispettare un sacerdote [come questo], non rifiutare doni ricchi [come questi]): ma si tratterebbe forse di considerazioni speciose, al di l delle quali resta
comunque il dato di fatto di un uso oscillante, condizionato anche da esigenze di carattere
metrico.
36
Per la possibilit che larticolo sia usato con valore di pronome relativo v. n.24 p. 282.
37
Nella maggior parte dei casi larticolo seguito da postpositiva (p.es. ` mn, ` d, ge,
` gr ecc.) e/o preceduto da prepositiva (p.es. a[tr `, ll& ge ecc.), una condizione che

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NUOVI ITINERARI

Il. 7.81 (an.)

e d k& \gW tn lv
se sar io a sopraffare lui

Il. 10.363 (an.)

Il. 5.301 (cat.)

w tn Tudedhw d& ` ptolporyow &Odussew | diQketon


cos il Tidide e Odisseo distruttore di citt lo inseguivano
[Dolone, ricordato in precedenza]
tn ktmenai memaWw, w tiw to g& ntow lyoi
bramoso di ucciderlo, luomo che gli fosse venuto contro

Od. 4.655 (cat.)

ll t yaumzv: don \nyde Mntora don

di questo mi stupisco: che ho visto qui il divino Mentore


due pronomi di seguito (v. anche n. 31 p. 146): p.es.
ow ` t! polmize
Il. 15.539
finch quello combatteva con laltro
qw d& \n ner~ o[ dnatai fegonta diQkein:
Il. 22.199

ot& r& ` tn dnatai pofegein oy& ` diQkein,


w ` tn o[ dnato mrcai posn, o[d& w ljai
come in un sogno non si pu inseguire chi fugge, e uno non
pu sfuggire allaltro, n laltro inseguire lui, cos luno non
riusciva a raggiungere a piedi laltro, n laltro a sfuggirgli
spesso il pronome (anche se di per s anaforico) seguito, a maggiore o minore
distanza, dalla menzione esplicita del termine a cui si riferisce (come in molto
tempo che non li vedo, i nostri vicini), con una sorta di ridondanza espressiva
tipica dellandamento disteso, ripetitivo, cumulativo dellepos omerico: p.es.
Il. 6.160
t! d gun| Protou \pem}nato d& *Anteia

kruptad+ filthti mig}menai: ll tn o ti


pey& gay frononta dafrona Bellerofnthn
con lui [Bellerofonte] la moglie di Proitos, la divina Antea, bramava unirsi in amore furtivo: ma non riusc affatto
a convincerlo, lonesto e assennato Bellerofonte
Il. 2.402

a[tr ` bon reuse naj ndrn &Agammnvn


poi egli sgozz un toro, il signore di uomini Agamennone

Il. 1.33

w fat&, deisen d& ` grvn ka \peyeto my~


cos disse [Achille] e questi ebbe paura, il vecchio [Crise],
e obbediva allordine

Questultimo esempio aiuta a capire come loriginario pronome possa


aver progressivamente sviluppato una natura funzionale, perdendo il suo
status di parola autonoma: quando il pronome (`) e la sua ripresa epana-

indubbiamente contribuiva a rinforzarlo (come del resto avviene nel greco di et storica
con i nessi ` mn ~ ` d: v. 41 p. 50 e 5.3): sono stati perci scelti esempi nei quali larticolo
appare da solo, senza il supporto di appositive, la situazione pi chiara in cui la sua originaria natura pronominale si manifesta per cos dire allo stato puro. Altrettanto chiaramente
essa emerge quando seguito da interpunzione (come in Odissea 10.73 o[ gr moi ymiw \st
komizmen o[d& popmpein | ndra tn, w te yeosin pxyhtai makressin non mi lecito
accogliere o accompagnare quelluomo che in odio agli di beati) o addirittura da fine di
verso (come in Iliade 21.226 kn me damssetai, ken \gW tn [provare] se [Ettore] uccider me [Achille], o io lui).

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TERZA UNIT

lettica (grvn) venivano ad essere contigui, poteva essere facile perdere la


nozione delloriginaria autonomia dei due elementi (costui, il vecchio) e
sentirli come formanti un nesso unitario38.
***
Comunque siano andate le cose, sta di fatto che in Omero, accanto a
molti casi di chiaro valore pronominale, ve ne sono numerosi altri in cui la
trasformazione da pronome ad articolo sembra ormai compiuta, o quantomeno assai avanzata, con un ventaglio di usi non molto diverso da quello del
greco di et storica. In particolare, i poemi attestano limpiego dellarticolo
per sostantivare aggettivi, participi, avverbi, ecc.: p.es.
Il. 4.260
Od. 17.218

&Argevn o ristoi i migliori fra gli Argivi


qw ae tn `moon gei yew qw tn `moon

Il. 1.70

perch sempre il dio avvicina il simile al simile


w dh t t& \nta t t& \ssmena pr t& \nta [Calcante]
che conosce le cose che sono, che saranno, che furono prima

Il. 23.702

t! mn nik}santi mgan trpoda


per il vincitore [Achille mise in palio] un grande tripode39

Od. 11.66

nn d se tn piyen gounzomai

ora ti prego in nome di quelli che sono indietro40


Od. 20.52
nh ka t fulssein | pnnuxon \gr}ssonta
una pena lo stare in guardia vegliando tutta la notte
per dare valore attributivo allespressione che segue: p.es.
Il. 23.336
tn dejin ppon
il cavallo di destra
Od. 11.376
t s k}dea [cfr. 14.185 t w& a[to k}dea]
le tue pene
Il. 15.37
t kateibmenon Stugw dvr
lacqua di Stige che scorre gi
Il. 14.274
o nerye yeo Krnon mfw \ntew
gli di di sottoterra, che stanno intorno a Crono41
Il. 14.503
= Promxoio dmar
la sposa di Promaco
38
Analogo stato il processo che ha portato allo sviluppo dellarticolo italiano dal pronome latino ille.
39
Due versi dopo (704) ndr d nikhynti [senza articolo] gunak& \w msson yhke per
luomo sconfitto mise in palio una donna, mentre in precedenza (23.660) a[tr ` nikhyew
dpaw osetai lo sconfitto si porter via una coppa: oscillazioni espressive tipiche di una
realt linguisticamente ibrida come quella dei poemi omerici.
40
Dato che queste parole sono pronunciate nelloltretomba, durante il viaggio di Odisseo nellAde, lespressione indica i vivi (analogamente anche noi diciamo quelli che ci hanno preceduto in riferimento ai defunti).
41
Anche qui un comportamento oscillante: diversamente da nerye (che pure ha lo
stesso valore attributivo), \ntew collocato al di fuori del blocco articolo-nome.

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NUOVI ITINERARI

Il. 23.380

a Fhrhtidao podQkeew kferon ppoi

conseguirono il premio le veloci cavalle del figlio di Ferete


per attribuire una qualit a un nome (o anche pronome) che precede: p.es.
Il. 11.613
t g& pisye Maxoni pnta oike | t! &Asklhpid+
da dietro somiglia in tutto a Macaone, il figlio di Asclepio
Il. 14.278
yeow d&nmhnen pantaw | tow potartarouw
chiam per nome tutti gli di, quelli del Tartaro
Il. 9.558
w krtistow \pixyonvn gnet& ndrn | tn tte
che fu il pi forte degli uomini di allora
Il. 21.5
mati t! protr~
il primo giorno
Ymurin tn Yr}ka
Il. 2.595
Tamiri il Trace
Od. 24.497
uew o Doloio
i figli di Dolio
Il. 11.535
ntugew a per dfron
le sponde intorno al carro
Od. 7.223
\m tn dsthnon
me, linfelice

Nella prosa42 di et storica il valore puramente pronominale dellarticolo si conserva solo in poche espressioni stereotipate:
ka w~ e quello~quella, (forma isolata di dire43) d& w~ ed egli~ella
disse, e simili;
ka tn (~t|n ~tow ...) come soggetto44 allinizio di frase infinitiva: ci si verifica quasi sempre nel caso di narrazione in discorso indiretto (dipendente da un
disse che ..., dicono che ... e simili: v. 31.5), articolata al proprio interno in una
serie di frasi allineate paratatticamente45;
la ripetitivit quasi formulare di questo modulo evidente nel caso, piuttosto
frequente, che esso si presenti raddoppiato: w ka w, tn ka tn, t ka t, t
ka t ecc. questo e questaltro;
in espressioni avverbiali come pr to prima dora, in precedenza; \n tow fra
laltro~gli altri (usata come rafforzativo di un superlativo, v. n. 8 p. 164) ecc.
42
Non prendiamo in considerazione la poesia, dove la persistenza di usi pronominali
linguisticamente meno significativa in quanto attribuibile almeno in parte allinflusso della
tradizione epica.
43
Imperfetto da un verbo m dire usato come inciso principalmente in questa forma
di 3 sing. e in quella di 1 sing. (n d& \gQ feci io).
44
Pi raramente questa espressione usata, sempre allinizio di infinitiva, anche in altri
ruoli sintattici, p.es. Erodoto I.24.5 ka tosi \selyen =don|n e mlloien kosesyai to rstou nyrQpvn oido e in quelli si insinu il piacere di poter ascoltare il cantore migliore
del mondo.
45
Un simile andamento additivo (su cui v. 4.2-3), analogo a quello della narrazione
epica, creava condizioni favorevoli per limpiego di forme pronominali diffuse nellepos, ma
al tempo stesso evidentemente non lontane dalla colloquialit (come dimostra fra laltro
il loro ricorrere nei dialoghi di Platone).

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quando seguito immediatamente da un pronome relativo (di solito al neutro, nel senso di ci che): p.es. Platone, Protagora 320d \k gw ka purw
mejantew ka tn sa purw ka gw kernnutai [gli di plasmano gli uomini]
impastandoli con terra e fuoco e con le cose che sono miste di fuoco e terra

Al di fuori di questi casi, larticolo non ha valore pronominale, a meno


che non sia come gi in Omero (v. sopra, n. 37) rinforzato col supporto di una postpositiva: il caso di ` mn e ` d46, usati, non diversamente
dalle due particelle (v. 4.2), sia in coppia che isolatamente (e qui, prevedibilmente, ` d molto pi spesso di ` mn).
***
La funzione dellarticolo propriamente detto (quando cio non ha pi
valore pronominale) pu essere esaminata da due diversi punti di vista:
in quanto permette di differenziare il significato delle espressioni con la sua sola
presenza o assenza (parole precedute da articolo vs parole prive di articolo);
in quanto permette di differenziare il significato delle espressioni in base alla
loro collocazione (posizione interna vs posizione esterna).

Pur trattandosi evidentemente di due facce della stessa medaglia,


analizzeremo separatamente i due aspetti, riservandoci di mostrarne pi
avanti la complementarit (v. p. 222s.).

7.2. Funzione pragmatico-contestuale


Fra i molti fattori che possono determinare la presenza o assenza dellarticolo, il pi interessante quello legato alla sua funzione pragmatico-contestuale, riassumibile in questo principio di fondo:
di regola larticolo accompagna gli elementi gi noti, mentre ne sono
privi quelli che compaiono per la prima volta.

Alla luce di questo principio logico e facilmente comprensibile (di cui fra
laltro si fa esperienza nella quotidiana pratica comunicativa47) si spiegano
diversi comportamenti espressivi del greco. I pi importanti e complessi
verranno descritti a suo tempo (9.6 e 22.2); qui di seguito, alcuni esempi
di uso dellarticolo con numerali e lanalisi di un breve brano che mette in
evidenza la funzione dellarticolo nella struttura informativa del testo.
Uso dellarticolo con numerali
Perch un numerale sia preceduto da articolo occorre che faccia in qualche
modo riferimento a una situazione nota o comunque logicamente prevedibile:
Pi raramente anche ge e ` gr.
Si pensi p.es. alle favole: allombra dellultimo sole sera assopito un pescatore ...; ma a
questo punto: allombra dellultimo sole sera assopito il pescatore ... (De Andr).
46
47

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Tucidide I.49.6 tow Kerkuraoiw tn ekosi nen ... o[ parousn dato che
i Corciresi non potevano disporre delle venti navi (di venti navi corciresi si
parla nel paragrafo precedente);
Erodoto IV.62.3 souw n tn polemvn zvgr}svsi, p tn katn ndrn
ndra na yousi i nemici che catturano, [gli Sciti] ne sacrificano uno su
cento (il numero di cento percepito come qualcosa di noto sia per il suo
valore distributivo, sia per il carattere rituale dellusanza descritta);
Senofonte, Ciropedia III.2.3 ppew ew tow tetrakisxilouw circa quattromila cavalieri (la cifra tonda a cui si approssima sentita come un termine di
riferimento fissato in partenza);
Tucidide I.10.2 Peloponn}sou tn pnte tw do moraw nmontai controllano
[gli Spartani] i 2/5 del Peloponneso (nellindicare una frazione [cfr. p. 268] si
aggiunge larticolo sia al tutto che alla parte, perch i due termini sono legati luno
allaltro da un rapporto preciso, gi in qualche modo pensato in partenza); ecc.

Larticolo nella struttura informativa del testo


Per esemplificare il modo in cui larticolo entra in gioco nella dialettica
dato/nuovo, esaminiamo la struttura informativa di un breve brano della
plutarchea Vita di Teseo (30.1-2) che parla dellamicizia fra leroe e Piritoo. Il discorso si sviluppa cos (in corsivo la parafrasi del testo):
1. Dicono che la amicizia di Teseo con Piritoo sia nata in questo modo (t|n d
prw Peiryoun filan toton tn trpon a[t! gensyai lgousi).
[che fossero amici noto dal mito: perci larticolo]

2. Piritoo volle mettere alla prova Teseo e lo provoc; stavano per venire alle mani, ma intuirono ciascuno la grandezza e nobilt dellaltro: cos Teseo chiese a
Piritoo di essere suo amico e alleato (pro[kaleto flon enai ka smmaxon) ...
[nel momento in cui si comincia a raccontare la storia, la situazione informativa azzerata (si fa conto che chi legge o ascolta non sappia del rapporto fra i due), e quando
nasce lamicizia ci presentato come un fatto nuovo: dunque non c articolo]

3. ... e la loro amicizia vollero addirittura suggellarla col giuramento (\poi}santo


d t|n filan norkon)
[a questo punto la nozione dellamicizia pu esser data come acquisita, per cui di
nuovo vi si fa riferimento con larticolo]

7.3. Funzione sintattica: il meccanismo della posizione


Mentre la prima prospettiva interessa la funzione dellarticolo nella
dinamica informativa, questa seconda riguarda la sua capacit di indicare
il ruolo sintattico di unespressione: ci avviene attraverso il meccanismo
della posizione, cio la diversa collocazione delle parole rispetto al nesso
articolo+nome48:

48
Tradizionalmente si parla di posizione attributiva vs predicativa, ma questa definizione insoddisfacente per pi motivi. Anzitutto, essa suggerisce erroneamente lidea che

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TERZA UNIT

posizione interna, quando unespressione collocata fra articolo e nome:


p.es. o \k tw &Asaw stratitai | fegousi i-soldati-provenienti-dallAsia
| fuggono;
posizione esterna, quando unespressione collocata al di fuori (indifferentemente prima oppure dopo) del nesso articolo+nome: p.es. o stratitai | \k
tw &Asaw fegousi ~ \k tw &Asaw | o stratitai | fegousi i soldati |
fuggono-dallAsia.

proprio in rapporto al nesso articolo+nome che si precisa il valore


di \k tw &Asaw: nel primo caso lespressione funzionale allidentificazione del nome (funzione nominale), nel secondo al completamento del verbo
(funzione verbale)49.
Funzione nominale (attributiva)
Le espressioni collocate in posizione interna hanno valore attributivo, servono cio a identificare il nominale che segue, con lattribuzione di
una o pi caratteristiche distintive50. Ci avviene
con aggettivi: p.es. o deilo stratitai i soldati vili
con participi: p.es. o fegontew stratitai i soldati che fuggono
con complementi o avverbi di vario genere: p.es.
o (to) &Alejndrou stratitai i soldati di Alessandro51
o \n t_ &As stratitai i soldati [che si trovano] in Asia
tutti gli elementi in posizione esterna svolgano funzione appunto predicativa, mentre
sono collocati esternamente anche gli elementi che svolgono funzione appositiva (p.es.
fegvn participio predicativo in ` strathgw | fanetai fegvn evidente che il generale
fugge, appositivo in ` strathgw | szetai fegvn il generale si salva fuggendo; sulla
distinzione predicativo/appositivo v. 9.1). Ma, al di l di tutto questo, il suo limite di fondo
sta poi nel fatto di impiegare nozioni di tipo sintattico per definire un fenomeno di carattere
morfologico, con unindebita sovrapposizione tra forma e funzione (v. n. 24 p. 107).
49
Ovviamente in una lingua priva di articolo come il latino una simile distinzione
molto pi problematica: fino a prova contraria milites ex Asia fugiunt significa fuggono
dallAsia, e solo in circostanze particolari il complemento potr essere staccato dal verbo e
inteso come attributo del nome (i soldati provenienti dallAsia).
50
A questo proposito interessante un confronto con i sistemi espressivi di altre lingue.
In italiano gli elementi con valore attributivo vengono di solito collocati dopo il nome che
servono a identificare (p.es. i cittadini onesti, i ragazzi intelligenti, le persone in difficolt, la carta da pacchi, la carta carbone, i motori benzina [v. pi avanti, n. 59], ecc.),
anche se con diverse oscillazioni (p.es. il vero amico ~ lamico vero, i vecchi libri ~ i libri
vecchi, ecc.). Linglese colloca invece tali elementi fra articolo e nome proprio come il greco,
con qualche restrizione (p.es. i complementi stanno in posizione esterna: p.es. the girl in the
photo is my sister) ma al tempo stesso con la possibilit di impiegare questo meccanismo
espressivo anche senza articolo determinativo e di usare in valore attributivo anche nomi
(p.es. She likes silk dresses, I am [a] music teacher, a three-week holiday ecc.).
51
Analogamente con pronomi dimostrativi: p.es. o totvn~\kenvn prgonoi [opp. o
prgonoi o totvn con ripresa dellarticolo, v. pi avanti] gli alleati di questi~quelli. Invece con i pronomi personali e con lanaforico a[tw (v. 8.1-2) il GEN di specificazione si trova
in posizione esterna: o prgonoi =mn ~ =mn o prgonoi i nostri antenati, ` pat}r sou ~

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o tte stratitai i soldati di allora, di un tempo


t nn prgmata le cose di ora, la situazione attuale
t fsei [dat. sing. di fsiw] gay i pregi [che si hanno] per natura52
sempre in posizione interna possono infine, entro certi limiti, essere collocati
anche gli eventuali complementi retti da queste espressioni:
o gnei plosioi nyrvpoi gli uomini ricchi di nascita
o \k tw &Asaw fegontew stratitai i soldati che fuggono dallAsia
o &Alejndrou to Makednow stratitai i soldati di Alessandro il Macedone
` parapl}siow t! Ggg+ potamw il fiume simile al Gange; ecc.

un sistema semplice e flessibile, che permette di convogliare facilmente in un unico contenitore sintattico una grande variet di nozioni
semantiche: una situazione per molti aspetti analoga a quella del complemento di specificazione, dove per tale variet rimane implicita (v.
riquadro a p. 41)53.
La funzionalit del meccanismo poi ulteriormente accresciuta dalla
possibilit che larticolo, seguito dallelemento attributivo, sia posto dopo
il nome a cui collegato (a sua volta provvisto o no di articolo)54: (o) stratitai o deilo, (o) stratitai o tte, (`) potamw ` parapl}siow t!
Ggg+ ecc. Questa variante espressiva, nella quale ancora pi evidente
la grande vitalit dellarticolo (conseguente alla sua originaria natura
pronominale), si incontra soprattutto in alcune situazioni:
quando la collocazione normale potrebbe risultare scomoda e difficilmente
comprensibile per un eccessivo accumulo di materiale attributivo fra articolo e nome55: p.es.

so ` pat}r tuo padre, a[to = m}thr ~ = m}thr a[to sua madre, ecc. (ma nel caso di
pronomi personali riflessivi il GEN di specificazione va in posizione interna: ` \mauto pat}r
~ ` pat|r ` \mauto ecc.).
52
Di per s gay non un nome ma un aggettivo sostantivato: ci per non cambia la natura complessiva del nesso articolo+nome e la sua capacit di espandersi con
laggiunta di elementi in funzione attributiva. Gli esempi di questo gruppo aiutano a
comprendere le limitazioni espressive a cui soggiace il latino, dove p.es. difficile immaginare un nunc iuvenes nel senso di i giovani doggi o, peggio, un natura nel senso di
i pregi naturali. La maggior frequenza delle frasi relative in latino rispetto al greco (e
alle lingue moderne) si spiega soprattutto in questo modo, con lindisponibilit di meccanismi espressivi fondati sullarticolo.
53
P.es. i soldati dellAsia pu significare diretti in Asia, che si trovano in
Asia, che provengono dallAsia ecc., mentre o \k tw &Asaw stratitai non d adito
ad ambiguit.
54
Il nesso articolo+elemento attributivo pu anche non essere immediatamente
contiguo al nome a cui riferito: p.es. Tucidide IV.51.1 Xoi t texow perielon [aor. di
periairv] t kainn gli abitanti di Chio abbatterono il nuovo muro (il muro, quello
costruito da poco).
55
Linglese, che come si detto impiega un meccanismo espressivo simile al greco, pu
moltiplicare quasi senza limiti laccumulo di materiale attributivo, come nel classico esempio the
1
New 2York 3State 4University 5Library (in teoria prolungabile ulteriormente: ... 6building 7win-

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forma-base

o pr tw per tw \leuyeraw mxhw fegontew stratitai


i soldati che fuggono prima della battaglia per la libert

varianti56

o stratitai o pr tw per tw \leuyeraw mxhw fegontew


o pr t|w mxhw fegontew stratitai tw per tw \leuyeraw

per specificare un nome privo di articolo in quanto parte di un nesso perifrastico (cfr. 9.5-6): p.es.
forma-base bon binai [inf. aor. di biv] fare una vita, vivere
con art.
bon binai tn klliston fare la vita pi bella
forma-base `dn poreesyai fare una strada, avanzare
con art.
`dn poreesyai t|n e[yean andare per la via diretta
quando si tratta di specificare un nome proprio (in quanto tale privo di articolo):
p.es.
Dionsiow ` Yhbaow Dionisio di Tebe
Dionsiow ` atrw Dionisio il medico
Dionsiow ` now Dionisio il giovane (il minore dei due Dionisii)
&Aljandrow ` mgaw, &Ihsow ` Xristw57
unapplicazione particolare di questo uso si ha nelle serie genealogiche, nelle
quali larticolo, sempre concordato col nome precedente, seguito dal GEN patronimico (in genere con ellissi del nome uw figlio o yugthr figlia):
p.es.
Bosiriw ` Libhw tw &Epfou to Diw
Busiride (figlio) di Libia, (lei figlia) di Epafo, (lui figlio) di Zeus

dows ...), e ci nonostante lambiguit causata dalla possibilit di raggruppare i sintagmi in pi


modi diversi (p.es. la biblioteca universitaria [4-5] dello stato di NY [1-2-3] opp. la biblioteca
[5] delluniversit statale [3-4] di NY [1-2] o al limite, in teoria, anche la nuova biblioteca [1-5]
..., la biblioteca [5] della nuova universit [1-4] ..., ecc.). Anche questa libert nel gestire i
casi di polisemia un aspetto che accomuna il greco allinglese (e ad altre lingue moderne).
56
Quando, come qui, lelemento attributivo costituito da un participio il meccanismo della
posizione conosce delle deroghe, nel senso che occasionalmente il participio si trova collocato in
posizione esterna (cos da agevolare il libero sviluppo della sua complementazione) anche senza
ripetizione dellarticolo. Lo stesso accade talvolta, pi raramente, anche con nominali portatori
di carica verbale (come dispersione rispetto a disperdere): p.es. Tucidide II.52.1 \pese [aor.
di pizv] d& a[tow ... ka = sugkomid| [dalla stessa radice di sugkomzv concentrare] \k tn
grn \w t stu li opprimeva [gli Ateniesi] anche la concentrazione (di persone) dalla campagna dentro la citt (anzich = \k tn grn \w t stu sugkomid}, oppure = sugkomid| = \k tn
grn \w t stu con ripresa dellarticolo). Anche linglese colloca in posizione esterna le parole
che hanno una propria reggenza: p.es. I found a broken doll ho trovato una bambola rotta,
ma the doll broken by the cat was an antique la bambola rotta dal gatto era un pezzo di antiquariato; she is a responsible person ma Are you the person responsible for breaking
the mirror?; ecc. Litaliano, che di solito colloca gli elementi di valore attributivo dopo il nome
a cui sono riferiti (cfr. sopra n. 50), non ha difficolt a gestire queste situazioni.
57
Quando, come qui, il nome (proprio) non ha bisogno di essere ulteriormente identificato e quindi laggiunta dellelemento attributivo di per s ridondante (come in Roma, [la]
capitale dItalia; Dante, [l]autore della Divina commedia; Garibaldi, [l]eroe dei due mondi;
Fermi, [il] padre dellatomica; gli americani, [i] conquistatori della luna; ecc.), si usa parlare
di apposizione: una situazione espressiva che rientra comunque nella funzione attributiva
(per cui converrebbe forse non usare questo termine, che pu creare confusione con quello di
funzione appositiva: v. 9.1), e per la quale il greco, trattandosi di nozioni che si presuppongono acquisite (non suonano nuovi gli epiteti mgaw per Alessandro e Xristw per Ges), usa
regolarmente larticolo. Per un caso particolare in cui entra in gioco lapposizione v. 22.2.

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Sostantivazione
Alla funzione nominale dellarticolo (selezione e individuazione di un
termine) si pu riportare anche il fenomeno della sostantivazione nel quale, grazie sempre alla sua presenza58, vengono trattati come nomi parole
di qualunque genere59. Oltre a quelle ricordate in precedenza (o deilo i
vili, o fegontew quelli che fuggono, o &Alejndrou gli uomini di
Alessandro, o \n t_ &As coloro che si trovano in Asia, o tte gli
uomini di un tempo, t nn la situazione attuale, t fsei le cose
naturali, le qualit che si hanno per natura) il greco pu sostantivare con
larticolo di genere neutro
intere frasi (che hanno allora il verbo allinfinito: cfr. 6.3, p. 72);
un concetto: p.es.
Platone, Repubblica 352d o[ gr per to \pituxntow ` lgow, ll per
to ntina trpon xr| zn il discorso non verte su una questione qualunque, ma su in che modo bisogna vivere
singole parole o anche intere espressioni citate testualmente (per le quali noi
disponiamo di espedienti grafici come il corsivo o le virgolette60): p.es.
t ], t ^]en& ... la (lettera) rh, la (parola) rhen ecc.61
t ^Gnyi sautn& il (detto) Conosci te stesso
Demostene, Sulla corona 88 mew, ndrew &Ayhnaoi. t d& ^mew tan
lgv, t|n plin lgv voi, o Ateniesi; e quando dico voi, dico la citt.
58
Anche se occasionalmente si incontrano esempi di sostantivazione senza articolo (peraltro normale in poesia), come in questo sorprendente passo di Platone, Leggi 795b diafrei
d pmpolu mayWn m| mayntow ka ` gumnasmenow to m| gegumnasmnou molto diverso chi
le conosce [le tecniche ricordate in precedenza] da chi non le conosce, e chi vi esercitato da
chi non lo , dove si ha, di seguito, sostantivazione senza e con articolo.
59
La sostantivazione piuttosto comune nelle lingue moderne. Fra gli infiniti esempi possibili, interessante citare un fenomeno del tutto particolare (e sostanzialmente
estraneo, questo, al greco), la possibilit cio che un nome, dopo aver assunto un valore
aggettivale, venga nuovamente sostantivato, dando luogo a forme curiose di mancata
concordanza: p.es. benzina (nome) > i motori benzina (il nome assume valore aggettivale, congelando la propria fisionomia morfologica) > un benzina (aggettivo sostantivato,
abbinato in quanto ormai sentito come indeclinabile al maschile un); Modigliani >
linconfondibile stile Modigliani > hanno rubato un Modigliani. Naturalmente anche
la sostantivazione, come molti dei fenomeni espressivi qui esaminati, fortemente ostacolata in latino dalla mancanza di articolo.
60
Sul ricorso a mezzi linguistici per compensare la povert di risorse grafiche v. n. 21
p. 139.
61
Espressioni del genere sono frequenti soprattutto in testi di carattere tecnico (linguistico~stilistico, giuridico, matematico ecc.). P.es. Platone, Cratilo 426d-e dunque la
lettera rh [t d o{n ] t stoixeon] apparve adatta come espressione di movimento ...
prima di tutto nelle parole stesse rhen e rho [\n a[t! t! ^]en& ka ^]o_&] ..., poi in trmos
e in trekhein [eta \n t! ^trm~&, eta \n t! ^trxein&], ecc.. In unorazione di Lisia, Contro
Teomnesto 17 vengono commentati i termini di una legge: Testo della legge: SIA GARANTE
SPERGIURANDO [\piork}santa] PER APOLLO; e SE TEME IL GIUDIZIO, SFUGGIRE [draskzein]. Questo
spergiurando [toto t ^\piork}santa&] equivale a giurando [^msanta&], e lo sfuggire
[t ^draskzein&] quello che ora diciamo fuggire [^podidrskein&].

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Funzioni verbali (predicativa e appositiva)


Gli elementi che, nel meccanismo della posizione, sono collocati
esternamente al gruppo articolo+nome sono funzionali, di regola, non
allidentificazione del nome ma al completamento del verbo. Il legame
col verbo pu essere per pi o meno diretto: nel primo caso possiamo
parlare di funzione predicativa, nel secondo di funzione appositiva
(cfr. 9.1).
Le due funzioni verbali (e relative forme espressive) saranno approfondite a suo tempo (risp. cap. 18 e 1062). Per il momento ci limitiamo a
qualche esempio che evidenzia il mutamento di significato nel passaggio
da posizione interna ad esterna63:
posiz. interna (= funz. attributiva)

posiz. esterna (= funz. predic. o appos.)

o \k tw &Asaw stratitai | fegousi

o stratitai | \k tw &Asaw fegousi

i soldati provenienti dallAsia fuggono

i soldati fuggono dallAsia [pred.]

o Pltvnow mayhta | fstantai

o mayhta | Pltvnow fstantai

i discepoli di Platone si allontanano

i discepoli si allontanano da Platone [pred.]

tn deiln strathgn | krnousi

tn strathgn | deiln krnousi

mettono sotto processo il vile generale

giudicano vile il generale [pred., cfr. 22.2]

o fegontew doloi | katalambnontai


gli schiavi fuggitivi sono catturati

o doloi | fegontew katalambnontai


gli schiavi sono catturati mentre fuggono [app.],
opp. gli schiavi sono sorpresi a fuggire [pred.]

o fegontew doloi | szontai

o doloi | fegontew szontai

gli schiavi fuggitivi si salvano

gli schiavi si salvano fuggendo [app.]

o a[to dikasta i medesimi giudici

o dikasta a[to i giudici stessi [app., cfr. 8.2]

= msh pliw la citt di mezzo

= pliw | msh il centro della citt

` mnow paw lunico figlio

` paw | mnow il figlio da solo, solo il figlio [app.]65

o pntew poltai tutti i cittadini

o poltai | pntew tutti i cittadini [app.]66

1
2
3

5
6
7

(la citt, limitatamente alla parte centrale) [app.]64

62
Per limpiego del meccanismo della posizione v. inoltre cap. 12 (realizzazione della
funz. appositiva sotto forma di participio) e 22 (costruzione dei verbi copulativi).
63
Altre volte la collocazione in posizione esterna non ha valore distintivo, perch praticamente non ha alternative: il caso dei dimostrativi de~otow~\kenow (v. 5.3), di mfv~mfterow~kterow luno e laltro, entrambi e di altre forme consimili. Delle due possibili
varianti di posizione esterna collocazione prima del gruppo articolo+nome (deiln | tn
strathgn | krnousi), oppure dopo di esso (tn strathgn | deiln krnousi) gli esempi
presentano, per brevit, solo questa seconda.
64
Analoga variazione di significato con gli aggettivi krow e sxatow.
65
Analoga variazione di significato con laggettivo prtow.
66
Qui (e analogamente con laggettivo low tutto intero) la distinzione pi sottile,
e non sempre percepibile: pw di solito collocato in posizione esterna (psa = pliw ~ =

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NUOVI ITINERARI

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Participio dominante
Un caso particolare di nominale in posizione esterna (qui con valore predicativo) quello del cosiddetto participio dominante, cos
definito in quanto sintatticamente sovraordinato rispetto al nome cui
riferito67: p.es.
con valore temporale (cfr. lat. ab Urbe condita, post reges exactos ecc.):
Erodoto I.51.2 p tn nhn katakanta [part. aor. passivo di katakav]
allepoca dellincendio del tempio
Tucidide III.29.2 =mrai d mlista san t_ Mutil}n+ alvku [part.
perf. di lskomai] pt
erano (passati) allincirca sette giorni rispetto alla presa di Mitilene
Tucidide VI.3.3 tei pmpt~ met Surakosaw okisyesaw [part. aor. passivo di okzv]
nel quinto anno dopo la fondazione di Siracusa
Demostene, Contro Timocrate 134 met& E[kledhn rxonta
dopo larcontato di Euclide
con valore causale (cfr. lat. ob amicitiam servatam ecc.):
Tucidide VI.80.2 di& mw m| jummax}santaw
per il vostro mancato intervento come alleati
Tucidide III.20.1 t! st~ \pileponti \pizonto
erano tormentati dalla mancanza di grano
non mancano casi in cui lespressione in questione rappresenta, in rapporto
alla frase in cui inserita, il soggetto68:
Erodoto VIII.131.1 tow d %Ellhnaw t te ar ginmenon geire ka Mard-

niow \n Yessal+ \Qn


a scuotere i Greci fu larrivo della primavera e la presenza di Mardonio
in Tessaglia
Tucidide IV.29.2 a[t! ti ]Qmhn ka = nsow \mprhsyesa parsxen
inoltre gli dette forza anche lincendio divampato nellisola
pliw psa tutta la citt); ma si trova anche in posizione interna, in particolare nel caso
di nozioni per le quali concettualmente significativa e quindi in qualche modo prevedibile lidea di totalit, spaziale (= psa g tutta la terra, la terra nella sua intera
estensione), temporale (ew tn pnta bon per tutta la vita, per la vita in tutta la sua
durata), giuridico-costituzionale (o pntew poltai tutti i cittadini nel senso di tutti
e solo coloro che godono del diritto di cittadinanza, lintero corpo civico) e simili. In
questo ordine di idee si pu capire anche il diverso significato dellaggettivo pollo (e,
analogamente, del comparativo pleonew e del superlativo plestoi) senza articolo e con
articolo: p.es. pollo molti ~ o pollo i pi, il popolo (e cos o pleonew i pi nel
senso di i morti).
67
Che i rapporti gerarchici siano proprio in questo senso (che cio il nominale
dipenda dal participio, costituendone per cos dire il soggetto) dimostrato dal fatto
che nella variante nominalizzata il nome corrispondente al verbo regge loriginario soggetto, che assume la forma di compl. di specificazione (v. in proposito n. 32 p. 110). Su
una forma particolare di participio dominante (il genitivo assoluto) v. 12.2.
68
Anche qui si possono segnalare analoghi esempi latini: Sallustio, Giugurta 31.1 ius nullum
lassenza di qualunque forma di giustizia; Livio XXIII.41.1 memorabilem pugnam fecit Hasdrubal captus rese memorabile quella battaglia la cattura di Asdrubale; ecc.

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TERZA UNIT

'

Indicazioni di metodo
La straordinaria funzionalit dellarticolo in greco costituisce per noi, al
tempo stesso, un problema e unopportunit.
un problema soprattutto perch risolve un largo ventaglio di esigenze
espressive in modo cos sintetico, attraverso meccanismi cos precisi che pu
bastare, p.es., non prestare attenzione alla posizione di una parola per falsare il
senso di unintera espressione.
per anche unopportunit perch il sistema ha una tale logicit, trasparenza e naturalezza da poter essere facilmente compreso nella sua logica di fondo: quella per cui larticolo da un lato (v. 2) indica nozione
presupposta come gi conosciuta (e la sua assenza, invece, nozione nuova),
dallaltro (v. 3) permette di distinguere gli elementi funzionali allidentificazione di un nome da quelli che gravitano invece nella sfera del verbo.
La regolarit e ripetitivit di applicazione di questi princpi favorisce il loro
apprendimento, e fa dello studio dellarticolo un importante investimento
per la conoscenza del greco.
La comprensione della funzione pragmatico-contestuale dellarticolo
facilitata dal fatto di fondarsi sulla stessa dialettica noto ~ nuovo che
alla base della comunicazione, e di cui quindi ciascuno fa quotidianamente
esperienza. Si tratta perci di allenarsi a cogliere e valorizzare la presenza
o assenza dellarticolo e prima ancora di convincersi che anche i testi
classici hanno una loro concretezza pragmatica e nascono dallesigenza di
comunicare69.
Un po diverso il discorso per quanto riguarda la funzione sintattica dellarticolo, dato che le lingue moderne non fanno un uso del meccanismo della
posizione cos ampio, vario e al tempo stesso coerente come il greco70. Alcune
indicazioni:
il meccanismo della posizione applicato in greco con grande sistematicit
(nonostante loccasionale possibilit di deroghe: v. sopra, n. 56), e con altrettanta sistematicit va interpretato: cos p.es., nonostante le apparenze,
una frase come o-\k-tw-plevw-stratitai | fegousi non pu significare i soldati | fuggono-dalla-citt (il sintagma \k tw plevw, inglobato allinterno del blocco nome+articolo, non pu saldarsi col verbo); e
simmetricamente, o mayhta | Pltvnow-fstantai non pu significare
i-discepoli-di-Platone | si allontanano;
unapplicazione rigorosa del meccanismo della posizione aiuta anche a superare le difficolt causate dallellissi del verbo in espressioni del tipo o
nyrvpoi | fyonero gli uomini | [sono] invidiosi (peraltro abbastanza
prevedibili, dato il loro carattere stereotipato, topico ecc.: cfr. p. 218) o con

69
Da questo punto di vista possiamo dire che la valorizzazione dellarticolo aiuta a restituire
vitalit a testi che spesso ci appaiono piatti e inespressivi, sia perch composti in una lingua morta e legati a tematiche poco attuali, sia perch appesantiti da luoghi comuni e da esigenze formali,
di stilizzazione letteraria.
70
Come si visto (sopra, n. 50) in italiano gli elementi di valore attributivo hanno,
prevalentemente, una collocazione opposta a quella del greco (cio dopo il nominale a cui si
riferiscono). Pi facile, invece, trovare analogie con linglese.

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NUOVI ITINERARI

93

participio dominante (per le quali pu anche essere daiuto la somiglianza


con analoghi modi di dire abbastanza comuni nelle lingue moderne71);
una situazione di reale ambiguit, risolvibile solo in base al contesto, si pu
avere in presenza di espressioni con ` mn (~ d): p.es. mentre in ` fegvn
si tratta sicuramente di participio sostantivato (perch nel greco di et storica larticolo da solo non ha forza di pronome: v. sopra, p. 84), ` mn (~ d)
fegvn pu essere inteso in modi diversi, a seconda che larticolo venga
collegato al participio (sostantivato) oppure alla particella nel nesso pronominale ` mn (~ ` d)72.
Il fenomeno della sostantivazione chiaro e facilmente riconoscibile dal
punto di vista sintattico. Pi sfuggente pu risultare dal punto di vista semantico, data la grande variet di nozioni che possono nascondersi dietro questa
forma espressiva, e si determinano di volta in volta in base al contesto. In linea
generale possiamo dire:
la sostantivazione al maschile (la pi diffusa) usata sia per persone di
sesso maschile, sia in riferimento pi generale a classi di persone (eventualmente anche di sesso femminile);
la sostantivazione al femminile comporta sempre un riferimento a persone
di sesso femminile (o comunque a entit femminili come genere grammaticale, p.es. terra, regione, patria, via, arte ecc.);
quanto alla sostantivazione al neutro, nel singolare usata per lo pi per
esprimere concetti astratti (giusto, vero, bello ecc.), nel plurale soprattutto per indicare serie di azioni, oggetti, circostanze ecc.;
da notare infine il frequente ricorso alla sostantivazione allinterno di linguaggi
tecnici (in particolare di tipo politico, giudiziario, militare, filosofico ecc.).

71
Si va da titoli di opere letterarie (Orlando innamorato, Orlando furioso, Gerusalemme liberata, Parigi sbastigliata ecc.) a titoli di giornale (Polemica per i farmaci
[venduti] al supermercato, La Camera boccia la marijuana legale, Scontro sui politici
in tv, Il problema della terra troppo calda, Nel web si scommette sullItalia vincente, Si
decide sulle intercettazioni vietate ecc.), situazioni tutte caratterizzate da unessenzialit
espressiva vicina a quella del greco.
72
Perci o mn (~ d) fegontew katalambnontai = i fuggitivi [o ... fegontew, part.
sostantivato] | sono catturati ~ alcuni [o mn] | sono catturati mentre fuggono [part.
appositivo] opp. alcuni | sono sorpresi a fuggire [part. predicativo]. Lo stesso vale
per qualunque altra espressione suscettibile di sostantivazione: p.es. o mn (~ d) \k tw
&Asaw fegousin = quelli provenienti dallAsia | fuggono ~ alcuni | fuggono dallAsia;
o mn (~ d) Pltvnow fstantai i discepoli di Platone | si allontanano ~ alcuni | si
allontanano da Platone; ecc.

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TERZA UNIT

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NUOVI ITINERARI

QUARTA UNIT

CAPITOLO 8
Morfologia nominale (III):
Pronomi personali e aggettivi possessivi
Il pronome a[tw
CAPITOLO 9
Complementazione
CAPITOLO 10
Valori semantici e forme espressive della funzione Appositiva

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QUARTA UNIT

Obiettivi:
ampliamento e consolidamento delle nozioni di morfologia nominale
riflessione sulle implicazioni pragmatico-contestuali del pronome

a[tw
acquisizione di categorie linguistiche necessarie per comprendere
lorganizzazione sintattica della frase, e in particolare il rapporto dei
complementi col verbo da cui dipendono
esame delle caratteristiche semantiche e formali dei complementi liberi e acquisizione di criteri per interpretarli correttamente

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NUOVI ITINERARI

Quarta Unit

Capitolo 8
Morfologia nominale (III): Pronomi personali e
aggettivi possessivi Il pronome a[tw
8.1. Pronomi personali e aggettivi possessivi
Forme-base
singolare

1 pers.

2 pers.

3 pers.

N(V)
G
D
A
Agg. poss.

\gQ io
\mo [mou]
\mo [moi]
\m [me]
\mw, -}, -n

s tu
so [sou]
so [soi]
s [se]
sw, -}, -n

o [o]
o< [o]
[]

duale
NA(V)
GD
Agg. poss.

nQ noi due
n!n
nvterow, -a, -on

2 pers.

3 pers.

plurale

1 pers.

2 pers.

3 pers.

N(V)
G
D
A
Agg. poss.

=mew noi
=mn
=mn
=mw
=mterow, -a, -on

mew voi
mn
mn
mw
mterow, -a, -on

sfew loro
sfn [sf(e)vn]
sfsi [sfisi]
sfw [sfaw]

1 pers.

---

---

sfQ voi due


sfe [sfve] loro due
sf!n
sfn [sfvn]
sfvterow, -a, -on
---

---

Forme riessive
singolare

1 pers.

2 pers.

3 pers.

G
D
A
Agg. poss.

\mauto,-w
\maut!,-_
\mautn,-}n
\mw,-},-n

s(e)auto,-w
s(e)aut!,-_
s(e)autn,-}n
sw,-},-n

o ~ auto,-w,-o1
o< ~ aut!,-_,-!
~ autn,-}n,-
w, , n

Non esistono forme speciche per il duale


1

Esistono anche le forme contratte ato, at! ecc. (v. pi avanti).

Francesco Michelazzo, Nuovi itinerari alla scoperta del greco antico. Le strutture fondamentali della lingua
greca : fonetica, morfologia, sintassi, semantica, pragmatica,
ISBN: 978-88-8453-513-6 (print) ISBN: 978-88-8453-513-9 (online), Firenze University Press, 2006.

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QUARTA UNIT

plurale

1 pers.

2 pers.

3 pers.

G
D
A
Agg. poss.

=mn a[tn

mn a[tn

sfn a[tn2

=mn a[tow,-aw
=mw a[tow,-w
=mterow,-a,-on

mn a[tow,-aw
mw a[tow,-w
mterow,-a,-on

sfsin a[tow,-aw
sfw a[tow,-w
sfterow,-a,-on

Osservazioni
1. Il sistema pronominale greco si presenta incompleto. Oltre al fatto che
alcune forme (qui indicate in corsivo) sono di uso prevalentemente o esclusivamente poetico, da notare soprattutto la mancanza o rarit del NOM nei pronomi
di 3 persona. Essa si spiega considerando che si tratta di forme originariamente
di valore riflessivo3, il cui uso anche come forme non riflessive (peraltro non frequente in prosa) secondario. Al NOM si usano pi frequentemente le forme dei
pronomi anaforici (otow, \kenow, ` d e simili).
2. Analogamente, mancano gli aggettivi possessivi di 3 persona: sono sostituiti dai GEN di specificazione4 dei pronomi anaforici (otow, \kenow, a[tw).
3. Molte forme presentano anche una variante enclitica5 (qui indicata fra parentesi quadre).
4. Tra i fenomeni fonetici, vale la pena di ricordare quelli pi utili a evidenziare i rapporti etimologici con altre lingue:
singolare: le forme della 2 pers. derivano da tw~twe~twos (cfr. lat. tu~
te~tuus), da cui s~s~sw per assibilazione6; quelle della 3 pers. da
swe~swos (cfr. lat. se~suus), da cui ~w;
plurale: le forme della 1 pers. derivano da una radice indoeuropea con alternanza vocalica nes~nos~ns, quelle della 2 pers. da wes~wos~ws7.
5. Le forme del riflessivo si producono con laggiunta del pronome a[tw
(equivalente al lat. ipse, ital. stesso, ingl. self ecc.), che alla 3 pers. d luogo anche
a forme contratte ato, atn ecc. (per le analogie e le ambiguit con altre forme pronominali v. pi avanti). C da dire peraltro che luso del riflessivo in greco
presenta delle oscillazioni (soprattutto con gli aggettivi possessivi): accade cio di
incontrare le forme-base anche quando la coreferenzialit col soggetto richiederebbe quelle riflessive.

2
Accanto a queste forme si incontrano anche quelle costruite su analogia del singolare:
autn, autow ecc. (e relative varianti contratte at-).
3
E quindi per definizione prive di NOM, dato che un pronome si dice riflessivo perch fa
riferimento al soggetto (e dunque devessere diverso dal soggetto).
4
Sullequivalenza funzionale fra aggettivo attributivo e GEN di specificazione v. 3.4.
5
Mai per al NOM (come del resto in italiano). Anche questa limitazione si spiega in termini analoghi al riflessivo, pensando cio che un pronome personale pu essere enclitico se
ha una natura funzionale (1.5): non, quindi, se soggetto.
6
Si indica in questo modo la trasformazione di un fonema in s, un fenomeno che interessa peraltro solo alcune aree dialettali (p.es. non il dorico, che qui ha t~t~tew).
7
La trasformazione qui pi complessa: ns > as- (con vocalizzazione della sonante n)
+ la particella -me- > asme- > =me-; e risp. ws > us- (con vocalizzazione della semivocale w)
+ -me- > usme- > me-.

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NUOVI ITINERARI

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6. Variabile (di nuovo, soprattutto con gli aggettivi possessivi) anche


luso delle persone e dei numeri, cio limpiego prevalentemente poetico, ma
non solo di forme di 3 pers. in riferimento alla 1 o alla 2, e loscillazione
singolare~duale~plurale.

Il quadro dei pronomi personali e aggettivi possessivi presenta, dunque, molti aspetti di variabilit. Essi non devono per essere considerati sintomi di provvisoriet e instabilit di un sistema ancora in via di
assestamento: piuttosto, al pari di altri fenomeni, sono manifestazioni
di una particolare libert e disinvoltura espressiva, che porta il greco
a tollerare facilmente oscillazioni, sovrapposizioni, omissioni di parole
anche importanti (p.es. il soggetto o laggettivo possessivo).
In questa capacit di lasciare vago o inespresso qualcosa che pu
essere recuperato dal contesto avr avuto il suo peso la natura prevalentemente orale della letteratura greca arcaica e classica; resta tuttavia il fatto che il greco appare meno rigidamente strutturato del latino
e pi vicino mutatis mutandis alle dinamiche espressive delle lingue moderne.

8.2. Il pronome a[tw


Nelle pagine precedenti si detto delluso di a[tw per la formazione del riflessivo e per sostituire laggettivo possessivo di 3 persona
sotto forma di GEN di specificazione (a[to ~ a[tw, a[tn). Esaminiamo adesso in modo pi sistematico le funzioni di questo pronome, che
coinvolgono la complessa rete di richiami, corrispondenze, opposizioni ecc. che alla base della comunicazione.
Tre i significati principali di a[tw:
1. quando preceduto dallarticolo equivale al lat. idem;
2. quando non preceduto dallarticolo pu corrispondere
[a] al lat. is~ille (in tutti i casi eccetto il NOM) oppure
[b] al lat. ipse (in tutti i casi, NOM compreso).

1. Luso di ` a[tw nel senso di idem il medesimo esprime un


rapporto di identit rispetto a ci che precede (movimento anaforico) o
che ancora non stato detto (movimento cataforico): nel primo caso il
2 termine di paragone8 devessere individuato esaminando il contesto
(p.es. t_ a[t_ =mr il medesimo giorno sar detto in relazione a un
altro evento, gi descritto); nel secondo caso pu essere espresso

8
Parlare di 2 termine di paragone pu essere giustificato perch ` a[tw equivale a
una sorta di comparativo di uguaglianza.

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QUARTA UNIT

in DAT9: p.es. Isocrate, A Demonico 32 tan ` now p& onou diafyar_, ta[t
psxei tow rmasi tow tow =nixouw pobalosin [part. aor. DAT pl.] quando la mente rovinata dal vino, subisce le stesse conseguenze dei carri che hanno perduto lauriga;
sotto forma di coordinazione introdotta da ka (come nel lat. idem ac~atque):
p.es. Platone, Repubblica 451e e taw gunaijn \p ta[t xrhsmeya ka tow
ndrsi, ta[t ka didakton a[tw se impiegheremo le donne per le stesse
attivit degli uomini, bisogna anche insegnargli le stesse cose;
sotto forma di subordinazione introdotta da un relativo: p.es. Demostene, Terza
Filippica 33 tay& `rntew o %Ellhnew nxontai, ka tn a[tn trpon sper

t|n xlazan moige dokosin yevren, e[xmenoi m| kay& autow kastoi


gensyai pur vedendo queste cose, i Greci [le] sopportano, e mi sembra che
stiano l a guardarle nello stesso modo come [si guarda] la grandine, ciascuno
pregando che non gli venga addosso.

2a. Luso anaforico di a[tw nel senso di is~ille analogo a quello dei
clitici10 italiani lo~la~li~le~gli ecc.: il pronome impiegato cio per richiamare un elemento ricordato in precedenza, onde evitare ripetizioni (p.es.
Tucidide I.25.1 o &Epidmnioi ... pmcantew \w Delfow tn yen \p}ronto
e paradoen Korinyoiw t|n plin ...: ` d& a[tow nele paradonai i cittadini di Epidamno ... inviando dei messi a Delfi chiesero al dio se dovessero
consegnare la citt ai Corinzi ...; quello gli rispose di consegnar[la]11).
2b. Pi problematica la situazione quando a[tw usato, come il lat. ipse,
con valore enfatico (per evidenziare il termine a cui riferito, per sottolinearne limportanza, per distinguerlo dagli altri, per circoscriverne e precisarne la
portata ecc.). In questi casi infatti il significato non determinabile a priori,
ma risulta di volta in volta dal contesto, come mostrano questi esempi:
1. A[tw fa [forma dorica per fh (impf. di fhm)] lha detto Lui (motto
pitagorico)
2. Erodoto VIII.109.2 ka a[tw dh pollosi paregenmhn ka poll! plv
k}koa toide gensyai a molte situazioni ho assistito io di persona, e molte
di pi ho sentito raccontare che siano andate in questo modo
9
Bench molte grammatiche riportino questo uso al DAT di tipo sociativo~strumentale
(3.3), forse preferibile come in altre espressioni indicanti somiglianza (sow, moiow,
parapl}siow ecc.) vedervi piuttosto un DAT di relazione (3.5).
10
Con questo termine si indica lintera classe delle parole non accentate (comprensiva cio
di proclitiche~prepositive e di enclitiche~postpositive, v. 1.5). Laccostamento ai pronomi clitici
italiani in nome della comune funzione anaforica non riguarda quindi la pronuncia (le forme di
a[tw saranno state senzaltro ortotoniche) ma il fatto che, in entrambi i casi, questo uso anaforico non attestato per il soggetto. Per altre considerazioni su questa esclusione v. pi avanti (e
anche n. 3 e 5 per il fenomeno, in parte analogo, dellassenza del NOM nei riflessivi).
11
Questo esempio di Tucidide interessante perch presenta, nel breve arco di una
stessa frase, tre diversi esiti espressivi del rapporto anaforico:
al NOM, la coreferenzialit con tn yen si esprime col pronome ` d;
al DAT, quella con o &Epidmnioi si esprime con a[tow;
infine, quella con t|n plin risolta evitando la ripetizione con la semplice ellissi.

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NUOVI ITINERARI

101

3. Platone, Liside 206c a[tw soi prseisi ti si avviciner spontaneamente;


4. Senofonte, Memorabili III.14.3 \n tiw neu to stou t con a[t \syh se
uno mangia il companatico da solo, senza il pane, ...
5. Senofonte, Memorabili IV.5.7 a[t t \nanta svfrosnhw ka krasaw
rga \stn le opere della sobriet e dellintemperanza sono esattamente
lopposto
6. Tucidide III.34.3 [Pachete convoca a colloquio Ippia con la garanzia dellimmunit] ` mn \jlye par& a[tn, ` d& \kenon mn \n fulak_ dsm~ exen,
a[tw d prosbalWn t! teixsmati \japinavw are quello [Ippia] usc [dal
forte] e and da lui [Pachete]; e allora egli [Pachete], quellaltro [Ippia] lo trattenne in prigionia senza catene, e per parte sua d a sorpresa lassalto al forte e
lo conquista12
7. Tucidide III.65.2 e =mew a[to prw te t|n plin \lyntew \maxmeya se
noi vi avessimo fatto guerra di nostra iniziativa muovendo contro la vostra
citt, ...
8. Tucidide IV.120.2 ` Brasdaw dipleuse nuktw \w t|n SkiQnhn, tri}rei mn
fil propleos+, a[tw d \n kelht~ pvyen \fepmenow Brasida si trasfer nottetempo a Scione, con una trireme amica che navigava avanti mentre
lui seguiva a distanza su una piccola scialuppa
9. Tucidide VI.41.1 toiata d &Ayhnagraw epen. tn d strathgn e<w nastw llon mn o[dna ti ease parelyen, a[tw d leje toide questo
disse Atenagora. A quel punto uno degli strateghi non permise a nessun altro
di farsi avanti; lui invece disse quanto segue

'

Indicazioni di metodo
Data la complessit semantica e sintattica di a[tw importante fissare
alcuni criteri di metodo per distinguere fra le sue varie funzioni.
Luso di ` a[tw nel senso di il medesimo facilmente riconoscibile dalla presenza dellarticolo13. Pi laboriosa pu risultare lindividuazione
del 2 termine di paragone, soprattutto quando dipende unicamente dal
contesto.
Quanto alla distinzione fra gli altri due valori (anaforico e enfatico), occorre tener presente quanto segue:
il valore anaforico si incontra in tutti i casi eccetto il nominativo: di regola quindi i NOM (a[tw a[t} a[to a[ta) sono da intendere in senso
enfatico;

Molto interessante in questo passo il gioco dei pronomi:


la distinzione di fondo fra i due personaggi indicata da ` mn ... ` d ...;
il primo membro della coppia (dove soggetto Ippia) contiene il richiamo a Pachete
(con a[tn anaforico);
il secondo membro (dove soggetto Pachete) a sua volta articolato in due membri,
cos da distinguere lattivit di Pachete nella sua parte preliminare e preparatoria
(larresto di Ippia, introdotto da \kenon mn ...) e in quella sostanziale (la conquista
del forte, obiettivo primario della sua azione, introdotta dallenfatico a[tw d ...).
13
Per la possibile confusione con altre forme pronominali v. pi avanti.
12

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102

QUARTA UNIT

nelluso anaforico a[tw sostituisce il termine a cui riferito; nelluso enfatico invece gli si affianca ( proprio grazie a questa ridondanza che sviluppa
la sua forza intensiva, distintiva, oppositiva ecc.)14;
luso enfatico comporta per sua natura un confronto (esplicito o sottinteso): pu quindi essere interpretato correttamente solo con unattenta analisi del contesto.
Come contributo allo sviluppo di questa sensibilit contestuale proviamo a immaginare alcune situazioni che il greco (~latino) potrebbe esprimere sinteticamente col pronome a[tw (~ipse) [fra parentesi le possibili implicazioni contestuali]:
questo lo dice lei [e se ne assume la responsabilit
opp. ma la verit unaltra opp. io per la vedo in modo diverso]
queste cose le ho viste coi miei occhi
[altre invece le so per sentito dire opp. tu invece ne parli per sentito dire]
di per s la situazione non sarebbe difficile
[ma pu diventarlo se ...]
di natura sua, il ragazzo generoso
[ il contesto familiare che lo rende egoista]
in s quel regalo poca cosa
[ma per me ha un grande valore affettivo]
se ne sono andati di loro iniziativa
[non perch li abbiamo mandati via]
deve fare intanto lui autocritica
[prima di impartire lezioni agli altri]
dovresti tu chiedere scusa a me
[non io a te]
se l cavata da solo
[senza alcun aiuto]
ecc.
Forme ambigue
Il pronome a[tw coinvolto in fenomeni fonetici che possono essere
fonte di confusione:
nel riflessivo di 3 persona la combinazione - + a[t- d luogo alle forme
contratte at- (ato, at! ecc.), che si distinguono dalle forme-base
solo per lo spirito aspro;
in ` a[tw la crasi (cfr. 1.6) tra articolo e pronome d luogo nel nominativo a forme con lo spirito aspro (atw, at}, ato, ata), negli
14
Non sempre questo affiancamento, questa ridondanza sono evidenti. Mentre
p.es. facile riconoscerli in espressioni come ` yew a[tw [opp. a[tw ` yew] toto lgei
il dio in persona che dice questo, ci meno immediato quando, essendo il soggetto
sottinteso, si pu essere tentati di individuarlo proprio in a[tw. Ma che a[tw toto
lgei significhi questo lo dice lui (e non egli dice questo, con a[tw come soggetto) dimostrato dal confronto con espressioni analoghe in 1~2 persona (a[tw toto
lgv~lgeiw questo lo dico io~lo dici tu: da notare qui laccentazione ortotonica dei
pronomi italiani).

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NUOVI ITINERARI

103

altri casi a forme in consonante (to a[to > ta[to ecc.) in cui loriginaria iniziale vocalica indicata dallo spirito (in questo caso definito
coronide).
Somiglianze e differenze tra forme pronominali
riflessivo
` a[tw
otow
--atw at} ta[t
otow ath toto
ato ... ta[to ta[tw ta[to
totou tathw totou
at! ...
ta[t! ta[t_ ta[t!
tot~ tat+ tot~
atn ... ta[tn ta[t}n ta[t
toton tathn toto
--ato ata ta[t
otoi atai tata
atn ... ta[tn ta[tn ta[tn totvn totvn totvn
atow ... ta[tow ta[taw ta[tow totoiw tataiw totoiw
atow ... ta[tow ta[tw ta[t
totouw tataw tata

a[tw
a[tw -} -
a[to -w -o
a[t! -_ -!
a[tn -}n -
a[to -a -
a[tn -n -n
a[tow -aw -ow
a[tow -w -

Capitolo 9
Complementazione
Nellimpostazione didattica tradizionale lo studio della sintassi (non
solo greca) viene di solito condotto affrontando separatamente sintassi
della proposizione (o della frase semplice) e sintassi del periodo (o della
frase complessa). Questa distinzione fra unit linguistiche diverse trascura il fatto che le relazioni sintattiche sono fondamentalmente le stesse15,
per cui conviene analizzarle indipendentemente dalla forma nella quale
si esprimono di volta in volta.
Unoperazione del genere stata attuata nel cap. 7, individuando una
prima funzione sintattica (quella attributiva) a monte delle varie realizzazioni formali che pu assumere. Si tratta ora di estendere il metodo
allanalisi delle funzioni verbali16, cio dei rapporti che si stabiliscono fra
il nucleo centrale della frase (semplice o complessa) costituito dal verbo e
le sue espansioni (complementi o frasi subordinate).
15
Se ne ha indirettamente una riprova nella classificazione usata da alcune grammatiche
(soprattutto latine), che distinguono le frasi subordinate in sostantive, avverbiali e aggettive: una terminologia interessante (per quanto discutibile, come diremo pi avanti), perch
di fatto assimila le relazioni sintattiche allinterno del periodo a quelle che si determinano a
livello di frase.
16
Quella attributiva invece, come si detto (v. p. 86), una funzione nominale. Il
complemento di specificazione, che costituisce una delle sue realizzazioni formali,
non rientra quindi nella riflessione qui condotta sui fenomeni di complementazione
(verbale).

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104

QUARTA UNIT

Per padroneggiare questa vasta e complessa dinamica di complementazione17 vengono qui forniti sussidi di vario genere, sintattico e semantico, a cui si deve aggiungere quanto detto sul sistema casuale greco (cap. 3):
un intreccio di problematiche caratteristico della stretta interdipendenza fra
le varie dimensioni del linguaggio umano.

9.1. La valenza del verbo. Funzione predicativa e appositiva


Ogni verbo prevede di essere integrato necessariamente da un certo
numero di elementi. Questo assetto sintattico, conseguente alla sua natura
semantica, comunemente indicato col nome di valenza: un termine mutuato dalla chimica per rappresentare lattitudine di un verbo a combinarsi
con attanti (complementi necessari), ferma restando la possibilit che vi si
aggiungano liberamente dei circostanti (complementi facoltativi in quanto
non legati da valenza)18.
Una stessa espressione pu risultare di volta in volta organica (caso a)
oppure estranea (caso b) alla semantica del verbo da cui dipende:
1. idea di stato in luogo:
a) non mi piace abitare-in citt
b) non mi piace studiare in casa
2. idea di relazione (compagnia):
a) ieri mi sono rappacificato-con i miei colleghi
b) ieri sono andato allo stadio con i miei colleghi
3. idea di destinazione (termine~interesse):
a) domani ti-restituisco il computer
b) domani ti riparo il computer
4. idea di scopo:
a) devi provvedere-per la cena
b) devi darmi i soldi per la spesa
5. idea di causa:
a) stato condannato-per furto19
b) stato condannato per incapacit del suo avvocato

17
Questo termine naturalmente da intendersi riferito non solo alla sintassi della frase (i
complementi dellanalisi logica tradizionale) ma anche a quella del periodo. La sua efficacia
sta appunto nel fatto di richiamare lidea che le dinamiche di fondo della frase complessa sono
le stesse della frase semplice.
18
La riflessione sui meccanismi di dipendenza verbale (e il termine stesso di valenza) si
deve al linguista francese Lucien Tesnire. Egli concepiva la frase come un dramma in miniatura con al centro levento descritto dal verbo, del quale il soggetto e gli altri complementi
necessari costituiscono i protagonisti, gli attori (da cui appunto la definizione di attanti).
19
evidenziato in grassetto, oltre al verbo, anche il complemento (furto) perch in questo caso anche la semantica del nome a decidere della sua importanza sintattica: dal punto
di vista giuridico il furto elemento pertinente, il valore professionale dellavvocato no (anche se, allatto pratico, pu rivelarsi... tuttaltro che ininfluente).

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NUOVI ITINERARI

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'

Possibili obiezioni
Una simile rappresentazione della reggenza verbale sembra contraddetta
nel suo principio fondamentale (distinzione fra attanti, necessari, e circostanti,
facoltativi) da due obiezioni, che per a un attento esame si rivelano pi apparenti che sostanziali, e anzi offrono loccasione per approfondire la comprensione di questa importante dinamica.
1. Il concetto di necessariet sintattica degli attanti sembra smentito dalluso
assoluto, la possibilit cio che un verbo, in certe condizioni, manchi di uno o pi
complementi che di solito lo accompagnano20: p.es. insegnare, di per s programmato per reggere un doppio complemento di persona e di cosa (mio fratello insegna italiano agli extracomunitari), pu anche essere usato assolutamente
riguardo alla persona: mio fratello insegna italiano
(il dato pertinente considerato quello della materia insegnata);
riguardo alla cosa: mio fratello insegna agli extracomunitari
(pertinente considerato il tipo di persone a cui si insegna);
riguardo a entrambi i complementi: mio fratello insegna
(lattenzione sullattivit in se stessa, sullo status professionale ecc.).
A questa obiezione si pu rispondere osservando
che non tutti i verbi possono essere usati assolutamente: occorre infatti
che lattivit o condizione espressa dal verbo sia qualcosa di significativo,
di stabile, di socialmente riconosciuto ecc., come in insegnare, scrivere,
studiare, dipingere, mangiare e cos via (non sono corrette frasi come quel
ragazzo sta sfogliando [...], oppure dove andavi quando hai incontrato
[...]?, oppure Stefano ha smarrito [...] ecc.);
il fatto che un determinato verbo possa essere usato assolutamente non
impedisce che i suoi attanti, quando regolarmente espressi, risultino essenziali al completamento del suo assetto semantico~sintattico (e dunque
strutturalmente diversi dagli eventuali circostanti).
2. Simmetricamente, sembrerebbe contraddetto anche il concetto di facoltativit dei circostanti, almeno nei casi in cui un circostante riceve dal contesto
unenfasi particolare: p.es., in una frase come a Giorgio ho risposto il giorno
successivo il complemento di tempo (di per s non previsto dalla valenza
del verbo rispondere, che richiede invece un complemento di termine) a trasmettere linformazione pi importante (in risposta a unipotetica domanda:
quand che hai risposto a Giorgio?).
Questa obiezione si supera facilmente considerando che quello sintattico
e quello pragmatico-comunicativo sono piani linguistici diversi: niente vieta
quindi che, in un determinato contesto, un elemento sintatticamente rilevante
(nel nostro esempio, lattante a Giorgio) possa risultare pragmaticamente debole,
e che allopposto un elemento sintatticamente marginale (il circostante il giorno
successivo) costituisca il cuore della struttura informativa dellenunciato21.
Per questo fenomeno si usa parlare, impropriamente, anche di uso intransitivo, definizione che va per riservata per situazioni diverse (v. p. 77).
21
Sulla possibilit che questo conflitto fra economia sintattica ed economia pragmatica
venga ricomposto con lanticipazione prolettica (e successiva ripresa) dellelemento sintatticamente accessorio v. n. 55 p. 186.
20

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QUARTA UNIT

Nella didattica tradizionale la distinzione fra elementi sintatticamente necessari e accessori viene regolarmente applicata per la sintassi del
periodo (frase complessa) ma non per quella della proposizione (frase
semplice), dove di solito ci si limita a una classificazione semantica dei
vari complementi, senza riguardo alla diversa natura sintattica che posso assumere di volta in volta a seconda del verbo reggente. Questo comportamento del tutto ingiustificato. Anche qui infatti, come per molti
altri fenomeni, vale il principio della diversit tra forma e funzione:
una stessa forma pu esprimere funzioni sintattiche diverse, e allopposto una stessa funzione sintattica pu essere espressa in forme
diverse22.

'

Terminologia
Nella sintassi del periodo (lunica, come si detto, in cui si tenga conto in
modo sistematico della differenza tra le due funzioni verbali23) vengono impiegati termini diversi per la classificazione delle frasi. Ecco le corrispondenze (per
completezza lo schema comprende anche la funzione nominale):

22
Per la prima parte di questa affermazione (stessa forma per funzioni diverse) valgono
le frasi riportate a p. 104. Per la seconda parte (forme diverse per una stessa funzione) ecco
alcuni esempi di realizzazione di uno stesso attante o di uno stesso circostante sotto forma
risp. di complemento (frase semplice) o di subordinata (frase complessa):

attanti:

ti sconsiglio lacquisto di quella macchina


ricordati il pagamento la bolletta
sono contento del tuo ritorno
nessuno prevedeva il tentativo di fuga
dei prigionieri
stato condannato per furto
stato condannato al risarcimento del danno

ti sconsiglio di acquistare quella macchina


ricordati di pagare la bolletta
sono contento che tu sia tornato
nessuno prevedeva che i prigionieri
avrebbero tentato la fuga
stato condannato per aver rubato
stato condannato a risarcire il danno

circostanti:

partita prima del tuo arrivo


sto facendo i bagagli per la partenza
faccio da me, senza laiuto di nessuno
nonostante luscita del professore,
la classe rimasta in silenzio
stato condannato per incapacit
del suo avvocato

partita prima che tu arrivassi


sto facendo i bagagli per partire
faccio da me, senza che nessuno mi aiuti
bench il professore fosse uscito,
la classe rimasta in silenzio
stato condannato perch
il suo avvocato un incapace

23
Il fatto che alcune subordinate siano sintatticamente necessarie e altre invece accessorie ha un riflesso anche sul piano grafico, nel senso che, a rigore, solo nel caso di subordinata accessoria dovrebbe essere giustificato luso della virgola per separarla dalla reggente
(p.es. sono stanco, perch mi sono svegliato presto, ma non ti raccomando, di svegliarti
presto). La pratica della punteggiatura per esposta a troppe oscillazioni per poter essere
considerata un elemento attendibile nellanalisi di un brano. Ci vero particolarmente per
le lingue classiche, sia nel senso che, ovviamente, noi non leggiamo un testo cos come
uscito dalla penna del suo autore, sia nel senso che spesso leditore moderno (a cui si deve la
presentazione grafica, punteggiatura compresa) inserisce le virgole con una certa generosit, anche quando sintatticamente immotivate.

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NUOVI ITINERARI

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attanti (o argomenti) circostanti (o aggiunti) funz. nominale


sostantive
avverbiali
aggettive24
complementari dirette
complementari indirette
--completive
circostanziali
--partic. predicativo
partic. appositivo
partic. attributivo
Per evitare di moltiplicare inutilmente le definizioni, conviene unificare la
terminologia, generalizzando la distinzione predicativo~appositivo~attributivo ormai consolidata per il participio25. Potremo dunque dire che
svolgono funzione predicativa gli elementi strettamente legati
al verbo, che di norma, in quanto previsti dalla sua semantica,
non possono mancare senza che venga alterato o compromesso
anche il suo assetto sintattico;
svolgono funzione appositiva gli elementi non previsti dalla semantica del verbo, la cui presenza perci facoltativa;
infine, svolgono funzione attributiva gli elementi funzionali allidentificazione di un nome (cfr. 7.3).

9.2. Il concetto di transitivit


La riflessione sulle funzioni sintattiche aiuta a sviluppare una maggiore consapevolezza e sensibilit linguistica (anche nelluso della lingua materna) e spinge a rivedere alcune nozioni importanti, fra cui in particolare
quella di transitivit.
Tradizionalmente si riserva la qualifica di transitivi ai verbi che reggono un complemento diretto (senza preposizione ~ in ACC), relegando gli
altri fra gli intransitivi, e tuttal pi distinguendo questi ultimi in
24
Alla n. 15 abbiamo osservato che la terna sostantive~avverbiali~aggettive interessante perch suggerisce lassimilazione delle dinamiche della frase complessa a quelle
della frase semplice. Essa tuttavia scorretta e fuorviante perch definisce fenomeni sostanziali (le funzioni sintattiche) ricorrendo a categorie formali (di tipo morfologico): come se
contro il fondamentale principio della distinzione tra forma e funzione ogni sostantivo
(o nome) fosse sempre attante, ogni avverbio sempre circostante, e ogni aggettivo valesse
sempre come attributo.
25
Anche questa terna di termini pu presentare qualche inconveniente:
in alcune grammatiche (soprattutto straniere) si parla di attributo per indicare un aggettivo in funzione predicativa, di epiteto per un aggettivo in funzione attributiva;
la somiglianza fra i due termini attributivo e appositivo non aiuta a tenere distinti i
concetti cui sono associati;
il termine appositivo usato, con valore fonetico anzich sintattico, in opposizione
a ortotonico (per indicare cio parole prive di autonomia fonica: v. 1.5); richiama
inoltre il concetto di apposizione, un fenomeno che rientra invece nella funzione attributiva (v. n. 57 p. 88).
Essa rimane comunque la pi utile ai fini di unopportuna unificazione terminologica.

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QUARTA UNIT

intransitivi parziali o transitivi indiretti: sono i verbi accompagnati da


attanti in forma indiretta (con preposizione ~ in caso obliquo), come appartenere a, contribuire a, discutere con, dubitare di, passare per, risiedere in ecc.;
intransitivi propriamente detti o intransitivi assoluti: sono i verbi costruiti solo col soggetto, senza alcun complemento, come nascere, tossire,
invecchiare, scivolare ecc.

Una simile classificazione al di l delle giustificazioni ingenue che


talvolta ne vengono date26 pecca di formalismo perch, fondata com
unicamente sulla distinzione fra complemento diretto e complementi indiretti, non tiene conto del fatto che la costruzione dei verbi fenomeno
contingente e anche contraddittorio27, inadeguato a spiegare le dinamiche
profonde della reggenza verbale28.
Il concetto di transitivit va riformulato in termini nuovi, di valenza
del verbo:
si possono considerare transitivi tutti i verbi la cui semantica preveda la presenza di un certo numero di attanti, indipendentemente
dalla forma (complemento diretto o complementi indiretti; complemento o frase subordinata; ecc.) in cui essi si manifestano; sono invece intransitivi i verbi privi di attanti, che esprimono cio unazione
o condizione che coinvolge unicamente il soggetto.

Come quella secondo cui solo nei verbi transitivi lazione del verbo transita dal soggetto sul complemento: idea strana, facilmente contraddetta da espressioni come nel tempo
libero mi occupo degli anziani soli (= assisto gli anziani), i Romani si lanciarono contro i
nemici (= assalirono i nemici) ecc.
27
Accade spesso infatti che verbi simili abbiano costruzioni diverse (p.es. rubare a uno
qualcosa ~ derubare uno di qualcosa; ecc.), e addirittura che lo stesso verbo possa presentarsi con entrambe le costruzioni (p.es. fornire alla popolazione generi di prima necessit
~ fornire la popolazione di generi di prima necessit; ti sei dimenticato di quello che ti
avevo detto? ~ ti sei dimenticato quello che ti avevo detto?; donare aliquid alicui ~ donare
aliquem aliqua re; ecc.). Le oscillazioni sono poi normali nel passaggio da una lingua allaltra (p.es. sto cercando mio fratello ~ Im looking for my brother; ho bisogno di te ~ I
need you; persuadere gli amici ~ persuadere amicis [DAT]; ecc.). Questi fenomeni sono
istruttivi, perch dimostrano che la costruzione diretta (nelle lingue flessive quella con lACC)
non pi importante delle altre.
28
Tutto sommato serve poco anche a spiegare la dinamica della trasformazione passiva.
Infatti la limitazione del passivo ai soli verbi a costruzione diretta che il motivo principale
della rigida distinzione transitivo/intransitivo non riguarda tutte le lingue (ne escluso
fra laltro anche il greco, v. pi avanti), e anche in quelle in cui operante conosce molte
deroghe sotto la spinta dellinnovazione linguistica. In italiano p.es. sempre pi frequente
incontrare espressioni come quelluomo indagato per riciclaggio (~ attivo indagare su),
due ditte appaltate dal comune sono risultate infiltrate dalla malavita (~ appaltare [un
lavoro] a, infiltrarsi in), limbarcazione stata accostata dalla motovedetta della Finanza
(~ accostarsi a), stato istituito un servizio di assistenza per i trapiantati di rene (~ trapiantare [un organo] a), ecc.
26

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NUOVI ITINERARI

'

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Indicazioni di metodo
Lampliamento della nozione di transitivit presenta diversi vantaggi:
sviluppa lattenzione alla costruzione del verbo, abituando a tener conto non
solo del complemento oggetto, ma anche di altri eventuali suoi attanti29;
aiuta a semplificare la giungla di complementi dellanalisi logica tradizionale (dettata dallillusoria pretesa di etichettare con un nome specifico ogni
possibile sfumatura di senso): dato che il significato degli attanti si determina di volta in volta in base alla loro relazione col verbo, sar sufficiente comprendere fra i complementi le nozioni fondamentali (luogo, tempo, causa,
scopo, mezzo, compagnia e simili) che possono comparire come circostanti
per delineare lo scenario in cui si colloca levento centrale della frase30;
aiuta a sdrammatizzare il problema della variazione translinguistica: per gestire in modo efficace le frequenti situazioni in cui un verbo risulta costruito
in modo diverso in lingue diverse importante la distinzione fra elementi
necessari e accessori, e il metodo di analisi sintattica che ne consegue31;
con lequiparazione fra complemento oggetto diretto e attanti in forma indiretta pi facile capire il comportamento delle lingue (p.es. greco e inglese) che, diversamente dallitaliano, possono fare il passivo anche su un
complemento indiretto (v. 4);
infine, classificare come transitivi i verbi a costruzione indiretta serve a delimitare in modo pi preciso il concetto di intransitivo, in cui diventa facile
far rientrare luso intransitivo dellattivo di verbi potenzialmente transitivi
(p.es. da pxv tengo lontano il medio intr.~rifl. pxomai e lattivo intransitivo pxv, entrambi nel senso di rimango lontano cfr. 6.4).

29
In proposito opportuno ricordare che il vocabolario, di regola, riporta la costruzione del verbo solo per gli attanti (per il sistema di abbreviazione v. pi avanti, p. 111): non
avrebbe senso, infatti, indicare ogni volta che pu essere accompagnato anche da circostanti
(causa, scopo, tempo ecc.). Il metodo di partire dal verbo non solo per individuare il soggetto ma anche per mettere ordine nella serie degli elementi subordinati (valorizzando quelli
ad esso pi strettamente legati, cio gli attanti) non una novit: ma la teoria della valenza
verbale aiuta ad applicarlo in modo pi sistematico e consapevole.
30
Per fare un solo esempio: a meno di non voler coniare un improbabile complemento... di colore, ci si troverebbe in imbarazzo nel definire lespressione dipingere di bianco
(non compl. di mezzo come in dipingere con un pennello nuovo, n compl. di modo
come in dipingere in fretta, ecc.). Il problema chiaramente mal posto: si tratta semplicemente di dire che, in quanto espressione indicante colore, essa organica alla semantica
del verbo dipingere (dunque un suo attante), e questo rapporto sar sufficiente a descriverla. Con un criterio simile si depennano dalla lista molti complementi a vario titolo prevedibili sulla base del verbo reggente: abbondanza~privazione, allontanamento~separazione
(compresa quella particolare estensione metaforica che il 2 termine di paragone, cfr.
3.2), argomento, colpa~pena, estensione, prezzo~stima, provenienza~origine (comprendendo qui il compl. di agente), termine (la cui diversit rispetto a complementi liberi come
vantaggio~svantaggio o relazione sta proprio nel fatto di essere richiesto dalla valenza
del verbo: cfr. 3.5) ecc.
31
Una volta riconosciuto, sulla base della costruzione, che una certa espressione un
attante del verbo, la naturale competenza nella lingua materna quasi sempre sufficiente

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QUARTA UNIT

9.3. Valenza e tratti semantici. I verbi trivalenti


Dato che la valenza (cio la configurazione sintattica) di un verbo legata alla sua particolare fisionomia semantica, evidente che una lingua
evoluta come il greco presenta una grande quantit di costruzioni diverse. Senza la pretesa di esaurire tutte le possibilit, quindi utile cercare
di schematizzare almeno le situazioni pi ricorrenti.
Di questa variet si d di solito una classificazione quantitativa, definendo i verbi in base al numero degli attanti32:
avalenti (o a valenza-zero): verbi che non prevedono la presenza di alcun attante (fondamentalmente quelli che esprimono eventi atmosferici, come piovere, nevicare, albeggiare ecc.33);
monovalenti: verbi accompagnati da un solo attante (di solito il Soggetto),
come nascere, vivere, invecchiare, morire, dormire, risplendere, sorgere
ecc.;
bivalenti: verbi accompagnati da due attanti (uno dei quali di solito il Soggetto), come possedere, prendere, mangiare, lavare, costruire, amare, piacere, dispiacere, giovare ecc.; e cos via.

Ancora pi utile per un approccio di tipo qualitativo, che tenga conto della natura semantico-lessicale degli attanti previsti da ciascun verbo.
Da questo punto di vista si pu dire che
a suggerire la traduzione. P.es. una volta constatato che il verbo inglese to miss sentire la
mancanza richiede un complemento diretto, sar automatico rendere I miss my friends
con sento la mancanza dei miei amici (o anche mi mancano i miei amici, facendo
valere la corrispondenza fra Soggetto e Compl. di persona: v. pi avanti, 4); una volta
constatato che il verbo greco katafronv disprezzare richiede un complemento in GEN,
sar automatico rendere katafronv tn polemvn con disprezzo i nemici; e cos via.
32
In proposito opportuno ricordare che per la teoria della valenza (o della verbo-dipendenza) anche il Soggetto un attante, in quanto anchesso come gli altri attanti subordinato al verbo. unaffermazione paradossale (di solito il soggetto viene collocato allo
stesso livello sintattico del verbo, e in posizione sovraordinata rispetto ai complementi), che
per si rivela utile per giustificare lo scambio fra costruzione attiva e passiva (v. pi avanti),
e che trova conferma quando si osserva quel che accade convertendo una frase nella sua variante nominalizzata, come negli esempi citati in n. 22: p.es. nominalizzando la subordinata
in nessuno prevedeva che i prigionieri avrebbero tentato la fuga (> nessuno prevedeva
il tentativo di fuga dei prigionieri) si vede che tentativo, traduzione nominalizzata del
verbo, risulta sintatticamente sovraordinato non solo rispetto a fuga (loriginario oggetto)
ma anche rispetto a prigionieri (loriginario soggetto). In proposito cfr. il fenomeno del participio dominante descritto a p. 91.
33
Spesso si fanno rientrare in questa classe i verbi impersonali, senza considerare per
che esistono verbi senza soggetto ma ugualmente accompagnati da attanti, come lital. mi
importa o il lat. pudet. Anche qui la variazione translinguistica aiuta a correggere impressioni errate: p.es. nellequivalente inglese di mi importa della tua salute (I care for your health)
o in quello greco di me pudet miseriae meae ([\gW] asxnomai [\p] t_ \m_ pen) chiara la
presenza del Soggetto e di un secondo attante, e nessuno esiterebbe a classificare to care e
asxnomai come verbi bivalenti.

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NUOVI ITINERARI

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la classe pi ampia e significativa non solo in greco quella dei


verbi che, oltre al Soggetto, prevedono contemporaneamente un
complemento relativo alla cosa (CC) oggetto dellevento descritto dal verbo e uno relativo alla persona (CP) che vi a vario titolo
coinvolta34; dei due complementi, di solito35 uno espresso in forma
diretta, laltro in forma indiretta36.

'

Uso del pronome indefinito per indicare la costruzione


Per indicare la costruzione (di un verbo, di un nome, di un aggettivo) i vocabolari greci usano di solito, in alternativa alle abbreviazioni, le forme del pronome indefinito tiw (di cui v. la declinazione a p. 160):
tinow [rifl. auto] = costr. col GEN (lat. alicuius [abbrev. alcis] ~ sui)
tini [rifl. aut!] = costr. col DAT (lat. alicui [alci] ~ sibi)
tina [rifl. autn] = costr. con lACC della persona (lat. aliquem [alqm] ~ se)
ti
= costr. con lACC della cosa (lat. aliquid [alqd])
= costr. con doppio ACC (CP e CC) (lat. aliquem aliquid )
tina [autn] ti
I due diversi valori del GEN e del DAT si ricavano facilmente per esclusione:
tinow tina
= costr. con lACC della persona e il GEN della cosa
tinow ti
= costr. col GEN della persona e lACC della cosa
= costr. con lACC della persona e il DAT della cosa
tini tina
tini ti
= costr. col DAT della persona e lACC della cosa
tinow tini37
unindicazione del genere (di per s ambigua) va interpretata attraverso gli esempi forniti dal vocabolario e tenendo conto dei tratti semantici delle parole in
questione

9.4. La dinamica della trasformazione passiva.


Schema di massima della struttura di frase in greco
Esaminiamo ora le cose dal punto di vista della trasformazione passiva, il cui principio generale (quello stesso su cui, come si detto, si fonda
Per questo concetto v. quanto detto in 3.5 a proposito del Dativo.
Esistono per anche verbi con entrambi i complementi in forma diretta e, pi raramente, verbi con entrambi i complementi in forma indiretta (v. pi avanti).
36
Nelle lingue con flessione nominale (come greco, latino, tedesco ecc.) costr.
diretta = ACC (senza prep.), costr. indiretta = GEN o DAT (con o senza prep.); in quelle
senza flessione nominale (come italiano, inglese, francese ecc.) costr. indiretta = costr.
preposizionale.
37
Un esempio di costruzione con entrambi i complementi in caso obliquo si ha nel verbo
metxein partecipare di qualcosa [tinow] insieme a qualcuno [tini], condividere qualcosa [tinow] con qualcuno [tini].
34
35

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QUARTA UNIT

la distinzione tradizionale fra verbi transitivi e intransitivi) che il passivo


si realizza trasformando in soggetto loriginario complemento diretto38.
Non cos in greco:
in greco il passivo si realizza quasi sempre promuovendo a soggetto
loriginario complemento di persona (CP), indipendentemente dalla
forma che esso ha nella frase attiva, e lasciando inalterato loriginario complemento di cosa (CC).
Qualche esempio di questa forte tendenza alla personalizzazione della costruzione passiva:
verbo trivalente con entrambi i complementi in ACC:
att.
` strathgw didskei tow stratiQtaw t|n ret}n
il generale insegna il valore ai soldati
pass. o stratitai didskontai t|n ret|n p to strathgo39
verbo trivalente con CP in caso obliquo e CC in ACC:
` strathgw katagignQskei tn strativtn [GEN] deilan
att.
il generale accusa i soldati di vilt
pass. o stratitai katagignQskontai deilan p to strathgo
att.
` strathgw \pitrpei tow stratiQtaiw [DAT] t|n fulak}n
il generale affida ai soldati la sorveglianza
pass. o stratitai \pitrpontai t|n fulak|n p to strathgo
verbo trivalente con entrambi i complementi in caso obliquo:
o stratitai perxousi to strathgo [GEN] ret_ [DAT]
att.
i soldati superano in valore il generale
pass. ` strathgw perxetai p tn strativtn ret_
verbo bivalente con CP in caso obliquo:
att.
` strathgw mele tn strativtn [GEN]
il generale trascura i soldati
pass. o stratitai melontai p to strathgo
att.
` strathgw pisteei tow stratiQtaiw [DAT]
il generale ha fiducia nei soldati
pass. o stratitai pisteontai p to strathgo

Anche se non mancano casi di passivo costruito su un originario CC40,


evidente in greco la tendenza a valorizzare il parallelismo fra i due protago-

38
Per riprendere lesempio di n. 27 sul doppio uso del verbo fornire, avremo risp. (il
grassetto indica loriginario compl. diretto, divenuto soggetto della frase passiva) sono stati
forniti alla popolazione generi di prima necessit ~ la popolazione stata fornita di
generi di prima necessit.
39
In qualche raro caso ci si verifica anche in latino: pater omnia filium celat ~ filius a
patre omnia celatur. Analogamente linglese, che conosce una sorta di doppio accusativo
(I gave John a book), preferisce costruire il passivo sulla persona (John was given a book,
piuttosto che A book was given to John).
40
Anche con lo stesso verbo: p.es. Tucidide I.126.11 o tn &Ayhnavn \pitetrammnoi
[part. perfetto pass. di \pitrpv] t|n fulak}n quelli fra gli Ateniesi a cui era stata affidata
la sorveglianza ~ Erodoto VII.10 tosi [pron. relativo] \pettrapto [piuccheperfetto pass.

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NUOVI ITINERARI

nisti umani di un evento (colui che lo determina e colui che vi a vario titolo
coinvolto). Questo orientamento, che di tipo semantico, prevale sullesigenza
morfologico-sintattica di mantenere nel passivo traccia della costruzione attiva41, e pu essere simboleggiato dal seguente schema di frase, dove il nucleo
essenziale comprendente il verbo e i suoi attanti42 rappresentato in modo da
disporre simmetricamente Soggetto e CP (che si scambiano di ruolo nella trasformazione passiva), collocando invece il CC (che tendenzialmente si mantiene inalterato) al centro, pi strettamente integrato nella sfera del verbo:
VERBO

VERBO

Compl. Cosa (CC)

Soggetto

Compl. Cosa (CC)

Compl. Pers. (CP)

Soggetto

Compl. Agente

Esempi:
didskei
t|n ret|n
` strathgw

didskontai
~

tow stratiQtaw

il generale insegna il valore ai soldati

o stratitai
~

katagignQskei
deilan
` strathgw

p to strathgo

ai soldati insegnato il valore dal generale

katagignQskontai
~

deilan

i soldati sono accusati di vilt dal generale

tn strativtn

il generale accusa i soldati di vilt

t|n ret|n

o stratitai

p to strathgo

di \pitrpv] = fulak} quelli a cui era stata affidata la sorveglianza. Il passivo costruito
sul CC si ha soprattutto nel caso di participi sostantivati (p.es. t didaskmena, le cose insegnate, gli insegnamenti impartiti), ed comunque raro a fronte di una costruzione indiretta del CC allattivo (un esempio Tucidide IV.55.2 t m| \pixeiromenon ae \llipw n tw
dok}sevw [per gli Ateniesi] limpresa non tentata era sempre manchevole rispetto alla loro
convinzione: allattivo il verbo \pixeirv costruito col DAT).
41
In latino avviene il contrario: prevale il mantenimento della costruzione indiretta, ma a
prezzo del ricorso al passivo impersonale (pater filio persuadet > filio a patre persuadetur).
interessante osservare come linglese riesca invece a conciliare passivo personale e costruzione
indiretta: p.es. the chef himself waited on me > I was waited on by the chef himself; a baby-sitter will look after the children ~ the children will be looked after by a baby-sitter;
ecc. Sul progressivo affermarsi anche in italiano del passivo personale v. sopra, n. 28.
42
Naturalmente del nucleo non fanno parte i circostanti, che se presenti si collocano
al suo esterno, non essendo previsti dalla valenza del verbo.

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QUARTA UNIT

\pitrpei

\pitrpontai
~

t|n fulak|n
` strathgw

tow stratiQtaiw

il generale affida ai soldati


la sorveglianza

t|n fulak|n
o stratitai

p to strathgo

ai soldati viene affidata la sorveglianza


dal generale

Un caso particolare di doppia costruzione si ha quando gli effetti di un evento


vengono riferiti sia, nel complesso, alla persona che li subisce (CP), sia, pi specificamente, alla parte del corpo pi direttamente coinvolta (CC)43; p.es.
pl}ssei

pl}ssetai

t|n kefal|n
` despthw

t|n kefal|n

lo schiavo colpito alla testa dal padrone

tn dolon

il padrone colpisce alla testa lo schiavo

` dolow

potmnei

potmnontai

t|n kefal|n
` strathgw

p to desptou

t|n kefal|n

ai traditori tagliata la testa dal generale

tn prodotn

il generale taglia la testa ai traditori

o prodtai

p to strathgo

Linteresse di queste espressioni sta sia nella sorprendente somiglianza con


modi di dire sempre pi diffusi nelle lingue moderne (cfr. nota 28), p.es.
ha trapiantato

stato trapiantato

il fegato

il prof. XYZ

a mio padre

di fegato

mio padre

dal prof. XYZ

sia nella loro vicinanza a un particolare uso dellACC (il cosiddetto accusativo di
relazione o alla greca) con verbi intransitivi o addirittura con aggettivi (dove
ovviamente non c CP n costr. passiva):

43
il cosiddetto sxma kay& lon ka mrow (struttura espressiva impostata sul
tutto e su una sua parte), documentata in poesia anche con altri casi (doppio GEN,
doppio DAT).

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115

NUOVI ITINERARI

kmnei
t|n kefal}n
` strathgw

blletai
cfr.

t|n kefal}n
` strathgw

il generale ha male alla testa

il generale colpito alla testa

E ancora:
dustuxosi

diafrei

44

t|n fsin

pnta
o doloi

gun|

ndrw

gli schiavi sono sventurati in tutto

la donna per natura


diversa dalluomo

kal} \sti

&Ayhnaow n

t edow

t gnow

= parynow
la ragazza bella di aspetto

Svkrthw
Socrate era ateniese di nascita

9.5. Accusativo delloggetto interno


Il medesimo schema di frase si applica con naturalezza anche al cosiddetto accusativo delloggetto interno o figura etimologica, un tipo
di espressione che si ha quando il verbo accompagnato da un CC (quasi
sempre in ACC)
di parola formata dalla stessa radice: p.es. (la trad. italiana cerca di riprodurre il pi possibile il modulo greco) mxhn mxesyai combattere
una battaglia, plemon polemen guerreggiare una guerra, nkhn nikn
[inf. pres. di nikv] vincere una vittoria, bon bion [inf. pres. di biv]
vivere una vita, pyow psxein soffrire una sofferenza, nson nosen
ammalarsi di una malattia, djan dojzein avere [opinare] unopinione, marturan marturen testimoniare una testimonianza, cedow
cedesyai mentire una menzogna, plhg|n pl}ssein battere [colpire] un colpo, ecc.;

ACC)

44
pnta neutro pl. di pw tutto; altri neutri (con la consueta coincidenza di
di nomi della 3 decl. sono edow e gnow.

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NOM

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116

QUARTA UNIT

di parola formata da radice diversa ma semanticamente affine: p.es. mxhn


gvnzesyai affrontare una battaglia, `dn badzein~poreesyai~nai...
fare una strada, pnon edein dormire un sonno, rkon mnnai [inf. pres.
di mnumi] fare un giuramento, nson kmnein soffrire di una malattia,
djan pisteein avere [credere] unopinione, plhg|n tptein assestare un
colpo, ecc.
pl}ssei (tptei)45

pl}ssetai (tptetai)

pollw plhgw46

pollw plhgw

` despthw

tn dolon

il padrone d molti colpi allo schiavo

` dolow

p to desptou

lo schiavo riceve molti colpi dal padrone

LACC delloggetto interno rappresenta un caso evidente di ridondanza


espressiva (la stessa nozione viene trasmessa sia dal verbo che dal complemento). Esistono naturalmente anche soluzioni pi economiche: linformazione pu essere data dal solo verbo (mxesyai, polemen, nosen,
pl}ssein ecc.) oppure dal CC di unespressione perifrastica (nosen = \n
ns~ enai~kesyai essere~giacere nella malattia; pl}ssein [attivo] =
plhgw didnai dare colpi; pl}ssesyai [passivo] = plhgw lambnein
prendere colpi):
ddvsi

lambnei

pollw plhgw

pollw plhgw

` despthw

t! dol~

` dolow

p to desptou

45
Come esempio di schema di frase si scelto un verbo che, descrivendo unattivit,
prevede lindicazione della persona che la subisce (CP) e permette quindi di verificare il
comportamento nella trasformazione passiva (cio: luso del passivo personale). Con i verbi che per la loro semantica esprimono invece pur nella forma attiva (sulla distinzione
tra forma grammaticale e orientamento semantico di un verbo v. 6.4) una condizione di
passivit come nson nosen (o kmnein) questa verifica non possibile, non essendovi un
CP su cui costruire il passivo.
46
tale il grado di integrazione del verbo con il suo CC (e quindi la prevedibilit
del nome) che pu accadere che sia espresso solo laggettivo, come in Iliade 5.830 tcon
[imper. aoristo di tptv] d sxedhn [plhg}n] colpiscilo da vicino; anche al passivo:
Aristofane, Nubi 972 \petrbeto tuptmenow pollw [plhgw] era distrutto, ricevendo un
sacco di botte. Questultimo passo particolarmente interessante perch ricorda il pnta
dustuxosi dellesempio citato nel paragrafo precedente: pollw tptomai (ricevo molti
colpi) non diverso da poll [neutro plur.] tptomai (sono colpito ripetutamente), a
dimostrazione che anche luso avverbiale del neutro interpretabile come CC strettamente
integrato nella sfera del verbo. Per unaltra variante espressiva (nome accompagnato
dallarticolo) v. pi avanti, p. 119.

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NUOVI ITINERARI

117

Casi particolari di accusativo delloggetto interno


Il fenomeno delloggetto interno viene di solito spiegato dalle grammatiche nel senso che questo tipo di ACC esprime una realt o situazione prodotta dallevento descritto dal verbo (quando il termine in ACC si riferisce
invece a unentit persona o cosa esistente prima dellevento, si parla di
oggetto esterno)47.
Senza addentrarci nei dettagli di questa teorizzazione, possiamo dire che
essa aiuta a comprendere perch lACC sia usato in greco
con valore avverbiale: p.es. poll cedontai oido i poeti dicono
molte menzogne, mentono spesso; j blpein avere la sguardo acuto,
fissare intensamente, lojn blpein guardare storto, di traverso (ostilmente), loj pokrnesyai rispondere in modo obliquo, ambiguo,
tax fegein fuggire velocemente ecc.; v. inoltre levoluzione in senso
avverbiale di espressioni di tempo o di spazio, come t|n prQthn [ran]
in un primo momento, t|n taxsthn [`dn] immediatamente, il pi
velocemente possibile, ecc.;
per indicare la durata (il cosiddetto compl. di tempo continuato): p.es.
trew =mraw poreontai camminano per tre giorni, lhn t|n nkta
grupne resta sveglio tutta la notte, ecc.;
per indicare lestensione: p.es. trew stdia poreontai camminano per tre
stadi, `dn nai [inf. di emi andare] andare per una strada, ecc.
una sensibilit particolare che, fra le innumerevoli nozioni avverbiali,
ne concepisce alcune (le modalit di un evento o di una situazione, la sua
estensione temporale~spaziale) come prodotto dellevento stesso, in quanto non esistono prima e indipendentemente dal suo compiersi48.
La corretta comprensione di queste espressioni agevolata dal fatto che
esse trovano corrispondenza in molte altre lingue (italiano compreso: parla
piano!, ho aspettato due ore, ho corso cinque chilometri ecc.) e naturalmente da unattenta osservazione della natura delle parole in questione:
valore avverbiale: si tratta quasi sempre di neutri (o di nomi di cosa)49;
estensione temporale o spaziale: nomi indicanti tempo o spazio.
'

47
Per riprendere uno degli esempi sopra citati, quello del padrone che assesta colpi allo
schiavo: colpi oggetto interno (perch il colpo non esiste finch non lo si d), schiavo oggetto
esterno (perch esiste prima e indipendentemente dallazione a cui sottoposto). In base a questo
principio, vengono classificate come oggetto interno espressioni del tipo &Olmpia nikn vincere le Olimpiadi, nikht}ria stin dare un banchetto per celebrare la vittoria, mnow pnen spirare ardore, nmisma kptein battere moneta, er}nhn presbeein condurre unambasceria
per trattare la pace, stdion gvnzesyai disputare la gara di corsa dello stadio, ecc.
48
Si spiega cos perch questo tipo di complementazione in ACC (di fatto assimilabile al complemento oggetto) non sia compreso negli elenchi di p. 37 e 123. Naturalmente nulla vieta che
questo tipo di percezione possa coesistere con altri. P.es. lestensione nel tempo o nello spazio
pu essere concepita ed espressa anche in termini pi iconici, pi concretamente visibili (in
questo caso spaziali): litaliano con la prep. per (ho aspettato per due ore, ho corso per cinque
chilometri), il greco con \p + ACC.
49
Appare evidente quindi che la categoria complemento di cosa (CC) e quella oggetto interno non sono che due facce della stessa medaglia, due diverse rappresentazioni di una stessa
dinamica espressiva.

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118

QUARTA UNIT

9.6. Espressioni perifrastiche


Anche in greco (come in molte altre lingue, italiano compreso) svolgono un ruolo importante le espressioni perifrastiche, quelle in cui si
formula con pi parole una nozione unitaria: p.es. perifrastica la sequenza dammi un consiglio (unificabile in consigliami), non quella solo
apparentemente analoga dammi un bicchiere (elementi distinti, non
unificabili).
Nella maggior parte dei casi unespressione perifrastica formata da
verbo generico (come essere, avere, fare, dare, prendere, andare ecc.50)
+ nome specifico: quindi al nome che affidato il compito di trasmettere lessenza dellinformazione (tanto che il verbo, al limite, pu mancare:
invece di fai silenzio! pu bastare silenzio!), ed sulla sua radice che si
forma leventuale verbo specifico corrispondente (prendere una decisione ~ decidere)51.
Questa stretta integrazione fra verbo e complemento pu essere efficacemente rappresentata allinterno dello schema di frase fondato sulla
particolare intimit fra verbo e CC52: p.es.
\pohse

\kkvse
~

kak
` despthw

tow dolouw

il padrone fece del male ai servi

` despthw
~

katgnvsan

\yantvsan
~

ynaton
o dikasta

tow dolouw

il padrone maltratt i servi

tn prodotn

o dikasta

tow prodtaw

i giudici mandarono a morte i traditori

50
Come dimostra lequivalenza dellattivo pl}ssein con plhgw didnai dare colpi e
del passivo pl}ssesyai con plhgw lambnein ricevere colpi (v. esempio citato a p. 116),
questi verbi generici esprimono di solito lorientamento dellazione, svolgendo cos una funzione analoga a quella della diatesi verbale (cfr. 6.4).
51
La dinamica di verbo generico + nome specifico pu spiegare la diffusione delle
espressioni perifrastiche, soprattutto a livello di lingua parlata (ma in greco sono frequenti anche in testi stilisticamente elaborati): spesso appare istintivamente pi facile
usare una forma verbale standardizzata (appunto essere, avere, fare ecc.) a cui abbinare poi il complemento, che non fare la fatica di produrre immediatamente il verbo
specifico.
52
Analoga la dinamica che si verifica con i verbi copulativi (cfr. 22.2).

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119

NUOVI ITINERARI

portano

aiutano

aiuto

i volontari

ai senzatetto

i volontari

scesero

patteggiarono

a patti

gli Ateniesi

i senzatetto

con gli Spartani

gli Ateniesi

con gli Spartani

Funzione pragmatica dellarticolo nelle espressioni perifrastiche


Generalmente il nome che, combinato con un verbo generico, d
vita a una perifrasi non accompagnato dallarticolo, com prevedibile
in considerazione del carattere stereotipato di questo tipo di espressioni
e del fatto che il nome indica qualcosa che non esiste prima dellevento
da cui prodotto (dunque un caso di oggetto interno, v. sopra p. 117).
Larticolo si incontra per spesso quando il nome accompagnato da un
aggettivo, p.es.
forma-base:

teleut|n (to bou) poiesyai


finire la vita, morire

con agg.:

kal|n t|n teleut|n poiesyai


fare una bella morte, morire valorosamente

forma-base:

dkhn lambnein
ricevere una pena, essere condannato

con agg.:

jan t|n dkhn lambnein


scontare una giusta pena, essere condannato meritatamente

forma-base:

karpn nadidnai
produrre frutto, fruttificare

con agg.:
forma-base:

con agg.:

poln tn karpn nadidnai [inf. pres. di naddvmi]


produrre molto frutto, fruttificare abbondantemente
kndunon [o kindnouw] poiesyai
esporsi al pericolo, affrontare una impresa (con molte
varianti: kindnouw nalambnein lett. prendere rischi,
ew~\p~prw kindnouw nai~rxesyai~xvren~\mbanein
entrare nei pericoli, kndunon pomnein sostenere un
pericolo, ecc.)
Isocrate, Elena 24 sunbh d tn mn nomastotrouw ka mezouw, tn d& felimvtrouw ka tow %Ellhsin okeiotrouw
poi}sasyai tow kindnouw
accadde che luno [Eracle] si ciment in imprese pi famose e pi grandi, laltro [Teseo] si ciment invece in imprese
pi utili e pi consone per i Greci

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120

QUARTA UNIT

Il fenomeno si spiega alla luce della dialettica su cui si fonda la comunicazione (scritta o parlata): quella fra ci di cui si parla (Tema:
di solito qualcosa di conosciuto, o che si presuppone tale) e ci che di
questo si afferma (Rema: di solito qualcosa di nuovo). Larticolo, che
tendenzialmente accompagna gli elementi scontati, di cui si presuppone la conoscenza (non invece quelli nuovi, introdotti per la prima volta:
v. 7.2), entra in questa dinamica per distinguere le due componenti dellatto comunicativo:
rispetto allespressione-base teleut|n poiesyai: larticolo assume come Tema la nozione del morire (tutti muoiono), distinguendola rispetto al Rema (il
modo di morire);
rispetto allespressione-base dkhn lambnein: larticolo scorpora il Tema
(la condanna che si subisce) evidenziando il Rema (che si tratta di una pena
giusta);
rispetto allespressione-base karpn nadidnai: larticolo connota come
Tema il fatto che caratteristica dellalbero produrre frutti (pochi o tanti che
siano); Rema che sono abbondanti;
che un eroe si cimenti in imprese pericolose scontato (larticolo connota
appunto la perifrasi kindnouw poiesyai come Tema): si tratta di vedere di
che genere siano tali imprese (Rema, senza articolo)53.

Anche se queste espressioni convivono con quelle normali senza articolo (kal|n teleut|n poiesyai, jan dkhn lambnein, poln
karpn nadidnai ecc.), la loro diffusione testimonia una sensibilit
linguistica attenta alle dinamiche comunicative, e va valorizzata come
uno dei non frequentissimi segnali che mancando la possibilit di
unesperienza diretta ci aiutano a recuperare loriginaria vivacit e
concretezza pragmatica della lingua greca54.
Indicazioni di metodo
Mentre nella lingua materna (e in generale in tutte le lingue che si possono parlare e sentir parlare) facile percepire correttamente la natura delle
espressioni perifrastiche, ci pu non essere cos facile per le lingue classiche,
dove il rischio quello di non cogliere la differenza rispetto alle espressioni
'

53
A una logica simile risponde, nelle frasi italiane corrispondenti, luso dellarticolo
indeterminativo (per cui il greco bella fare la morte diventa fare una bella morte) al
fine di rendere la novit di quanto affermato, appunto il suo essere Rema: in mancanza di un coerente meccanismo della posizione (quale quello del greco), larticolo determinativo potrebbe avere leffetto di connotarla come Tema, cio come dato acquisito in
partenza.
54
Una situazione per molti aspetti simile si ha con i verbi copulativi: cfr. 22.2. superfluo osservare che il latino, mancando dellarticolo, assai pi limitato su questo terreno
(e, quindi, anche pi difficile da interpretare per noi).

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NUOVI ITINERARI

121

normali (cio per riprendere lesempio citato in precedenza di non riconoscere che una frase come dammi un consiglio strutturalmente diversa da
dammi un bicchiere).
Va detto comunque che un buon vocabolario registra di solito tutte le
espressioni perifrastiche pi importanti55. Il procedimento potr allora essere
il seguente:
incontrando un verbo generico, occorre riconoscerlo come tale (e
dunque mettere in conto la possibilit che si sia in presenza di espressione perifrastica);
verificare questa possibilit cercando alla voce del complemento (alla
voce del verbo, infatti, il vocabolario non potr dare che qualche esempio
di questo uso);
da ricordare infine che esiste un segnale (per quanto labile): molti
verbi greci generici, quando sono usati allinterno di espressioni perifrastiche, si trovano al medio, p.es. lgouw poiesyai = lgein (ma naturalmente non si pu dire che il medio sia sempre indizio di espressione
perifrastica).

Capitolo 10
Valori semantici e forme espressive
della funzione Appositiva
Nel cap. 7 abbiamo visto, a proposito della funzione Attributiva,
che una stessa funzione sintattica pu avere una variet di realizzazioni formali ed esprimere una variet di relazioni semantiche. Svilupperemo ora questa riflessione a proposito della funzione Appositiva,
quella dei circostanti (gli elementi liberi, non previsti dalla valenza del
verbo).
Rispetto allimpostazione tenuta nel cap. 3 (che mirava principalmente a chiarire il significato dei casi), ci muoveremo qui in modo diverso,
partendo dai complementi (e dai corrispondenti tipi di frase subordinata)
e cercando di capire quali somiglianze e differenze intercorrono sul piano semantico, dei rapporti logici fra le varie nozioni che possono fare da

55
Naturalmente il vocabolario non pu n avrebbe senso dar conto di qualunque
forma di complementazione (p.es. n sotto dare n sotto bicchiere si trover ricordata
lespressione dammi un bicchiere). Questa, ovvia, diversit di comportamento simile a
quella per cui un vocabolario d conto della complementazione per gli attanti, non per i
circostanti (v. 9.1).

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122

QUARTA UNIT

cornice allevento descritto dal verbo 56: una riflessione da cui scaturiscono concetti applicabili anche alla funzione Predicativa (v. cap. 18) e criteri di metodo per orientare la scelta nei casi, tuttaltro che rari, di polisemia
(cio di espressione che potenzialmente ha pi di un significato).
Avvertenza
La tabella organizzata in modo da distinguere, per ciascuna nozione semantica, le varie
possibili realizzazioni espressive: sotto forma di complemento (a livello di frase semplice),
di subordinata57 (a livello di frase complessa) e di participio (che in quanto forma nominale si pu considerare integrato nella frase semplice, ma al tempo stesso, per la sua natura
anche verbale, tende a svilupparsi come frase a s, con rapporti di dipendenza propri)58.
Da notare:
nella categoria dei complementi rientrano anche i corrispondenti casi di infinito sostantivato (cfr. 7.3)59;
salvo diversa indicazione, il modo verbale lIndicativo (naturalmente con la possibilit del Congiuntivo eventuale e dellOttativo obliquo, secondo quanto detto in 6.2)
e la negazione o[; da notare inoltre che molti dei tipi di frase qui elencati possono
essere introdotti, oltre che dalla congiunzione specifica, anche da qw (analogamente a
quanto accade col latino ut, che pu essere congiunzione finale, consecutiva, temporale, causale ecc.; e cfr. anche il largo ventaglio di significati dellingl. as);
nellultima colonna vengono indicate le particelle che spesso accompagnano i vari tipi
di participio, facilitandone linterpretazione: esse per possono mancare, accrescendo
cos la polisemia di questa forma espressiva.

56
Le nozioni circostanziali sono innumerevoli, dato che un evento pu essere inquadrato nelle sue coordinate spaziali (davanti~dietro, sopra~sotto, vicino~lontano,
in mezzo~ai lati, a destra~a sinistra, ecc.), temporali (prima~dopo~durante, a partire
da~fino a che~per tutto il tempo che, ecc.), situazionali (cause, scopi, conseguenze, ecc.),
e cos via. Qui si prendono in considerazione solo le pi importanti, senza lillusione di
coprire per intero la gamma delle possibili relazioni semantiche: pi che la moltiplicazione
delle nozioni (i lunghi elenchi di complementi dellanalisi logica tradizionale), quello che
serve cogliere i grandi filoni di significato, affidando di volta in volta al contesto la scelta
fra le varie sfumature di senso.
57
Tra i casi di frase subordinata di tipo appositivo non rientrano le relative, che di
norma svolgono funz. attributiva (di per s, anche una temporale introdotta da [tte] te
[allor] quando sarebbe da considerare come frase relativa, al pari di ogni altra espressione comprendente un pronome~avverbio dimostrativo anche se sottinteso e il relativo
corrispondente: v. 31.3 e le coppie di correlativi nella tabella di p. 166-67). Sono state
per inserite nella tabella alcune espressioni particolari: \n > (2a) nel mentre che, \j o
(2b) (fin) da quando, xri(w) [mxri(w)] o (2b) fino al momento che, \f& >(te) (10) a
patto che, e infine la possibilit di esprimere unidea consecutiva (7a) con una relativa al
tempo futuro.
58
Per una trattazione pi sistematica del participio appositivo v. cap. 12.
59
P.es. szetai t_ fug_ si salva con la fuga ~ szetai t! fegein si salva grazie
al fatto di fuggire; = met gieaw pora aretvtra \st tw met nsou e[poraw la
povert accompagnata da salute preferibile allabbondanza accompagnata da malattia
~ t poren met to gianein aretQtern \sti to e[poren met to nosen il fatto di
avere pochi mezzi insieme allessere in salute preferibile al fatto di essere nellabbondanza unito allo star male; ecc. Per la possibilit che alcune nozioni siano espresse
anche mediante suffissi v. p. 168.

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123

NUOVI ITINERARI

10.1. Principali nozioni semantiche in funzione Appositiva


Nozione
semantica

Sotto forma
di complemento

1. spazio
a.
b.
c.
d.

stato in luogo
moto a luogo
moto da luogo
moto per luogo

\n DAT
ew~prw~\p ACC
\k~p GEN
di GEN

(\n) DAT in
prn~pr GEN prima di
met ACC ~ \k GEN dopo
kat~par ACC

Sotto forma
di frase subordinata

Sotto forma
di participio

2. tempo
a. determinato

nel corso di, durante

te quando
prn prima che60
\pei(d}) dopo che
\n >
nel mentre che

part. accompagnato da
espressioni avverbiali varie
che precisano i rapporti temporali fra i due eventi: rti
da poco, a[tka subito,
\jafnhw allimprovviso,
e[yw immediatamente,
metaj durante ecc.

p~\k GEN (fin) da


xri [mxri] ~ vw
GEN ~ ew ACC fino a
di GEN ~ par ACC
lungo tutto il corso di

\j o (fin) da quando
xri [mxri] o ~ vw
fino al momento che
vw finch (per tutto il
tempo che)

3. co-occorrenza
(compagnia, unione)

met GEN
sn~ma~`mo DAT

62

4. modo~mezzo

(sn) DAT
di~met GEN

5. causa

(\p) DAT

ti~diti~\pe~
\peid} perch, poich

part. + o<on~o<a (d}) ~ te =


causa oggettiva
part. + qw~sper = causa
soggettiva, presunta

ew~\p ACC
GEN + neka~xrin

na~pvw CONG.
affinch [m}]

part. futuro [m}]


(+ qw = scopo pensato)

a. teorica63

ew ACC

ste + INFINITO [m}]


relativa + FUTURO

b. fattuale

ew ACC

ste + INDICAT. [o[]

b. prolungato

61

di ACC
p~\k~p GEN
GEN + neka~xrin

6. scopo

part. + ma
part. semplice

7. conseguenza

8. circostanza avversativa (concessiva)


9. ipotesi
10. condizione

\p DAT a una certa


condizione

\i ka ~ ka e
anche se [m}]

part. + ka, kaper

e se [m}]

part. (+ n) [m}]

\f& >(te) + IND. FUT. o


INF. a patto di [m}]

60
prn pu essere costruito anche con n e cong. eventuale o con linfinito: p.es. Erodoto VII.8.2 o[ prteron pasomai prn lv te ka purQsv [cong. aor. di arv e purv]
tw &Ay}naw non mi fermer [parla il re persiano Serse] prima di aver preso e incendiato
Atene; Isocrate, Evagora 32 o[ prteron \pasato maxmenow prn len t basleion non
smise di combattere [Evagora] prima di aver conquistato la reggia.
61
Per la nozione tradizionale di tempo continuato (p.es. ho dormito cinque ore), che
il greco esprime per lo pi col semplice ACC, v. p. 117.
62
Per esprimere queste nozioni il greco ricorre, pi che ad una forma specifica di subordinata, alluso di strutture simmetriche (cfr. cap. 4 e 31.3).
63
Per questa nozione, intermedia fra quella di scopo e quella di conseguenza fattuale v. n. 67.

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124

QUARTA UNIT

10.2. Classificazione delle nozioni circostanziali


e dei relativi mezzi espressivi
Per orizzontarsi nella grande variet delle relazioni semantiche occorre anzitutto prendere coscienza di questa complessit (di cui si fa quotidianamente esperienza senza accorgersene nella pratica spontanea
della lingua materna64). Possiamo cercare di rappresentarla schematicamente attraverso una serie di opposizioni:
realt vs ipotesi: lopposizione in base alla quale le nozioni di ipotesi e di
condizione (9-10) sono radicalmente diverse da tutte le altre;
II. passato~presente vs futuro: alla base della distinzione fra la nozione di
causa (5) e quelle di scopo e di conseguenza (6-7);
III. oggettivit vs soggettivit: alla base della distinzione
tra causa e mezzo (nozione che, a rigore, presuppone intenzionalit)65;
tra causa oggettiva (cio presentata come tale da chi parla o scrive) e
causa soggettiva~presunta ecc. (di cui chi parla o scrive non si assume
la responsabilit)66;
tra conseguenza (di fatto) e scopo (intenzionale), e tra conseguenza fattuale e conseguenza teorica (prevedibile, intenzionale, possibile ecc.)67;
tra ipotesi e condizione (che rispetto a una semplice ipotesi ha in pi le
restrizioni imposte da chi ne stabilisce i termini);
I.

64
Pensiamo p.es. alla polisemia di unespressione semplicissima come correndo a velocit pazzesca, che a seconda del contesto pu essere interpretata
in senso modale~strumentale (sono riuscito ad arrivare in tempo correndo ...);
in senso causale (correndo ... mi sono preso una multa);
in senso avversativo~concessivo (correndo ... sono arrivato dopo di te che vai piano);
in senso ipotetico (correndo ... [come mi dite voi] prenderei di certo una multa); ecc.
65
Cfr. p.es. lo ha ucciso con la sua negligenza (non intenzionale = causa) ~ lo ha ucciso
con tre coltellate (intenzionale = mezzo). Qui la diversit determinata dalla presenza di
nomi (negligenza ~ coltellate) semanticamente differenti; ma pu verificarsi anche allinterno
di una stessa espressione, p.es. intervenendo cos polemicamente nella discussione,
ha fatto cambiare idea a molti parlamentari (ottenendo involontariamente leffetto di inimicarseli [= causa], oppure provocando intenzionalmente un loro ripensamento [= mezzo]?).
interessante notare che il rapporto fra le nozioni di causa e di mezzo analogo a quello fra le
nozioni di conseguenza e di scopo (v. n. 67).
66
Per una pi precisa definizione di questo concetto v. p. 136. Anche il latino distingue le due accezioni di causalit (mediante luso, risp., dellIndicativo e del Congiuntivo).
invece caratteristica del greco la possibilit di distinguere (con laggiunta di qw al participio
futuro) uno scopo soggettivo, immaginato (e, spesso, di fatto non raggiunto).
67
Per comprendere analogie e differenze fra queste nozioni, possiamo immaginare una
sorta di scala che a unestremit ha lidea di conseguenza fattuale (evento realmente accaduto, descritto nella sua oggettivit, quasi senza legami con lazione che lha prodotto) e
allaltra lidea di scopo; in mezzo stanno situazioni in cui levento
si effettivamente realizzato, ma viene rappresentato come logica conseguenza di uno
stato di cose e/o come provocato intenzionalmente;
rappresentato in termini solo teorici, p.es. in contesti negativi o interrogativi o ipotetici;
in questultima tipologia rientra in particolare luso dellinfinito con espressioni implicanti
unidea di capacit (come toiotow~toow~o<ow tale~quale, tosotow~tsow~sow tanto

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NUOVI ITINERARI

125

IV. valore esplicativo~confermativo vs oppositivo: alla base della distinzio-

ne fra idea causale e idea concessivo~avversativa (circostanza che motiva


levento descritto dal verbo, oppure lo contraddice).
V. al di l e a monte di queste opposizioni vi poi una differenza di fondo, dato che
un evento pu essere semplicemente registrato nella sua pura fattualit (limitandosi cio a tracciare le coordinate spazio-temporali in cui oggettivamente si
colloca) oppure interpretato (mettendo in evidenza, rispetto al contesto, i nessi di causalit~consequenzialit, le compatibilit logiche ecc.): lopposizione
che distingue le nozioni di spazio, tempo e co-occorrenza (1-3) da tutte le altre
(p.es. lidea di semplice successione temporale da quella causale68, o lidea di
compagnia~unione da quella di mezzo), e aiuta a comprendere come da esse,
attraverso un processo di evoluzione metaforica, si siano sviluppati significati
traslati di carattere logico-relazionale (v. qui pi avanti, e cfr. 3.2 e 13.1).

Tendenziale specializzazione delle forme espressive


Tenendo conto di queste opposizioni risulta anche pi agevole capire, entro certi limiti, la logica che governa luso delle forme espressive:
in linea di principio, la negazione o[ e lIndicativo sono usati per esprimere
realt e fattualit;
quando entrano in gioco soggettivit, intenzionalit ecc. si usano invece
per lo pi la negazione m} e lInfinito (cfr. i tipi 2a [prn], 7a, 10) o il Congiuntivo (6)69;
anche la rappresentazione di un evento in termini solo ipotetici (9-10) crea le
condizioni per luso della negazione m};
il fatto che le nozioni di scopo e di conseguenza (6-7) comportino entrambe
una proiezione nel futuro spiega che possano essere espresse da una stessa
costruzione (ew + ACC) che frutto di estensione metaforica dellidea di moto
a luogo (cfr. 3.2 e 13.1); analogamente, il fatto che la nozione di causa (5) si
collochi invece nella dimensione del passato spiega che possa essere resa con
espressioni frutto di estensione metaforica dellidea di moto da luogo (p~\k
+ GEN) o di posteriorit (\pe~\peid})70.
grande~quanto grande, kanw capace ecc.) o, allopposto, di incapacit e impossibilit
(come con forme di comparativo + ste~qw [= lat. quam ut], su cui v. n. 9 p. 164).
Per la relativa esemplificazione v. 12.2.
68
Cfr. il classico principio giuridico secondo cui post hoc non propter hoc: se un evento B si , di fatto, verificato dopo un evento A, ci non comporta necessariamente che A sia
causa di B, n tanto meno che A sia stato prodotto intenzionalmente per ottenere B
(nozione, questultima, che p.es. nel caso delle frasi introdotte da prn prima il greco pu
distinguere variando il modo verbale: v. n. 60).
69
In qualche caso (6, 10) la nozione di volont, intenzionalit ecc. pu essere espressa
con il Futuro. In proposito v. 21.1 e 26.3.
70
Che possano essere espresse nello stesso modo (GEN + neka~xrin) lidea di causa e
quella di scopo trova una spiegazione nel fatto che le due nozioni, opposte quanto allorientamento temporale, rappresentano entrambe una motivazione dellevento espresso dal verbo
(in questo senso si pu dire che neka~xrin, al pari del lat. causa~gratia, a suo modo un
esempio di vox media, cfr. 13.2).

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126

QUARTA UNIT

Indicazioni di metodo
Nonostante lapparente semplicit degli elementi circostanziali (che fanno
capo a nozioni semantiche piuttosto comuni, come quelle di luogo, tempo, causa
ecc.), la loro interpretazione pu risultare problematica, a motivo dei frequenti
casi di polisemia71 e dellintrinseca complessit delle relazioni di senso. E dato
che, per definizione, i circostanti sono elementi liberi, non legati alla valenza del
verbo, il loro significato diversamente da quanto avviene per gli attanti (cfr. n. 30
p. 109) di solito non prevedibile sulla base della semantica del verbo reggente.
Dallelenco di opposizioni semantiche di p. 124-125 risultano evidenti alcuni pericoli di fraintendimento:
I. interpretare come reali situazioni presentate come solo ipotetiche, o viceversa;
II. confondere le nozioni di causa e di scopo (cfr. n. 70);
III. attribuire tratti di soggettivit (consapevolezza, previsione, intenzionalit, volont ecc.) a situazioni presentate nella loro semplice oggettivit72,
o linverso;
IV. non tener conto che il carattere esplicativo~confermativo dellidea causale logicamente agli antipodi rispetto a quello oppositivo dellidea concessivo~avversativa73;
V. sovrapporre arbitrariamente una propria griglia interpretativa alla descrizione di un evento rappresentato nella sua pura fattualit74.
'

Alcuni suggerimenti per ridurre il pi possibile i margini di errore.


Sul piano formale, importante tener conto del fatto che pur in presenza
di numerosi casi di polisemia le varie forme espressive non sono in tutto e
per tutto intercambiabili. Questo significa, p.es., che difficilmente a una frase
con verbo allindicativo e/o negazione o[ potr essere attribuito un carattere

71
I casi di polisemia (stessa forma usata per esprimere nozioni diverse) sono frequenti un
po in tutte le lingue (cfr. gli esempi italiani citati nel cap. 3, p. 35, 38, 41 e 46 ). Per quello che
ci interessa qui, va detto che il larghissimo uso che il greco fa del Participio (cfr. cap. 12), determinando un sovraccarico di significati su questa forma espressiva, favorisce il ripetersi di situazioni di ambiguit. Qualcosa di simile pu avvenire p.es. col Gerundio italiano (cfr. n. 64).
72
Consideriamo p.es. questo passo dellepisodio evangelico della presentazione del
bambinello Ges al tempio (Luca 2.34): otow ketai ew ptsin ka nstasin polln \n t!
&Isra}l costui [Ges] posto a caduta e ad innalzamento di molti in Israele. Far dire
al testo che la conseguenza della venuta di Ges nel mondo sar di morte per alcuni e di
salvezza per altri assai diverso dallintenderlo nel senso che Ges venuto allo scopo di
condannare alcuni e salvare altri (idea teologicamente inaccettabile). Analogamente Plutarco, Consol. ad Apoll. 116b nyrvpow ... ggonen ew t poyanen significa luomo nato con la
prospettiva di morire, non allo scopo di morire.
73
P.es. sono amico del tale perch una persona senza scrupoli cosa ben diversa da
sono amico del tale anche se una persona senza scrupoli.
74
P.es. si falserebbe il senso di Tucidide I.120.3 ndrn ... \stin ... gayn dikoumnouw
\k mn er}nhw polemen, e{ d parasxn \k polmou plin jumbnai ( da uomini di valore,
quando si subisce un danno, entrare in guerra da una condizione di pace, e daltra parte, se
le circostanze sono favorevoli, far di nuovo la pace uscendo dalla guerra) se ai due complementi con \k si attribuisse indebitamente un valore causale.

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NUOVI ITINERARI

127

di intenzionalit; che escluso che possa avere valore finale un complemento


espresso nella forma (\k + GEN) tipica del moto da luogo; e cos via.
Sul piano pi propriamente semantico utile fissare un principio generale: dato che non tutte le nozioni hanno un uguale grado di pregnanza e profondit75, in mancanza di segnali inequivocabili (come accade spesso nel caso
di participio semplice, non accompagnato da particelle) prudente attestarsi
almeno in via provvisoria su valori logicamente e semanticamente blandi
(p.es. quelli temporali)76, riservandosi uninterpretazione precisa dopo aver acquisito elementi pi sicuri dallesame del contesto77.

75
P.es. lidea di mezzo, comportando intenzionalit, pi pregnante di quella di causa;
lidea di scopo pi pregnante di quella di conseguenza; ecc. Le nozioni semanticamente meno
pregnanti sono naturalmente quelle della pura fattualit (spazio, tempo, co-occorrenza): post
hoc (v. n. 68) affermazione assai meno impegnativa e... compromettente di propter hoc.
76
Per un primo parziale tentativo di traduzione pu essere utile sfruttare, quando possibile, la polisemia del gerundio italiano (cfr. n. 64), oppure servirsi di una frase relativa.
P.es. di fronte a didskvn tow nouw ` Svkrthw ynaton katechfsyh [aoristo passivo di
katachfzv] si potrebbe essere incerti fra il valore concessivo~avversativo (Socrate venne
condannato a morte bench insegnasse ai giovani) e quello opposto causale (Socrate
venne condannato a morte perch insegnava ai giovani): rendere Socrate, insegnando ...
oppure Socrate, che insegnava ... pu risolvere provvisoriamente il problema.
77
Contesto che pu anche essere molto ampio, tanto da travalicare i limiti di un brano di
media estensione: p.es. per decidere se come nella frase alla nota precedente unespressione polisemica debba essere intesa in senso causale oppure concessivo~avversativo pu
essere necessario prendere in considerazione il carattere dei personaggi implicati nella vicenda, il loro orientamento ideologico, i loro comportamenti passati (anche lontani), la situazione storica, ecc.

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QUINTA UNIT

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129

NUOVI ITINERARI

QUINTA UNIT

CAPITOLO 11
Morfologia nominale (IV):
nominali della 3 declinazione con tema in -ntCAPITOLO 12
Natura e funzione del participio
CAPITOLO 13
Aspetti di complessit semantica
CAPITOLO 14
Preposizioni e preverbi
CAPITOLO 15
Morfologia verbale (III): lImperfetto

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130

QUINTA UNIT

Obiettivi:
avvio dello studio della 3 decl. con la classe di nominali in -nt(a cui fanno capo molte forme di participio)
esame delle funzioni del participio e del suo ruolo funzionale nella
strutturazione del discorso
acquisizione di categorie utili a inquadrare correttamente alcuni
problemi di complessit semantica
esame sistematico del quadro delle preposizioni e acquisizione di
criteri di giudizio per valutarne il significato quando entrano in composizione (pre-nominale e pre-verbale)
studio dellImperfetto (e dei fenomeni fonetici legati allaumento)

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131

NUOVI ITINERARI

Quinta Unit

Capitolo 11
Morfologia nominale (IV):
Nominali della 3 declinazione con tema in -ntAbbiamo gi avuto modo di incontrare occasionalmente forme riconducibili alla 3 declinazione. Si tratta di un tipo di essione atematica
(la desinenza si salda direttamente al tema), che si presenta con molte
varianti. Avviamo il suo studio sistematico partendo dalla classe di parole declinate in modo analogo al participio presente attivo (v. 6.1).
Oltre ai nomi, rientrano in questa classe anche alcuni aggettivi e la
maggior parte dei participi attivi (formati, come si visto, con laggiunta del suffisso -nt-), che al femminile seguono la 1 declinazione.
Tema -ontleone volontario, intenzionale1

lvn
lont-ow
lont-i
lont-a
lon

kQn
kntow
knti
knta
kQn

kosa
koshw
kos+
kosan
kosa

kn
kntow
knti
kn
kn

lont-e
lent-oin

knte
kosa
kntoin kosain

knte
kntoin

lont-ew
lent-vn
lousi
lont-aw

kntew
kntvn
kosi
kntaw

knta NV
kntvn G
kosi
D
knta
A

kosai
kousn
kosaiw
kosaw
kntvw

part. aoristo att. di ddvmi

N
G
D
A
V
NAV
GD

dow
dntow
dnti
dnta
dow

dosa
doshw
dos+
dosan
dosa

dn
dntow
dnti
dn
dn

dnte
dntoin

dosa
dosain

dnte
dntoin

dntew
dntvn
dosi
dntaw

dosai
dousn
dosaiw
dosaw

dnta
dntvn
dosi
dnta

Avverbio

1
Analoga, a parte la ritrazione dellaccento, la declinazione della forma negativa kvn
kousa kon (da -ekvn, con alfa privativo).

Francesco Michelazzo, Nuovi itinerari alla scoperta del greco antico. Le strutture fondamentali della lingua
greca : fonetica, morfologia, sintassi, semantica, pragmatica,
ISBN: 978-88-8453-513-6 (print) ISBN: 978-88-8453-513-9 (online), Firenze University Press, 2006.

132

QUINTA UNIT

Tema -antgigante

gga w
ggant-ow
ggant-i
ggant-a
gga n
ggant-e
gignt-oin

ggant-ew
gignt-vn
gga si
ggant-aw

tutto

pw
pantw
pant
pnta
pw

psa
pshw
ps+
psan
psa

-----

pntew
pntvn
psi
pntaw

-----

psai
pasn
psaiw
psaw
pntvw

part. aoristo 3 di sthmi

pn
pantw
pant
pn
pn

N
G
D
A
V
NAV
GD

stw
stntow
stnti
stnta
stw

stsa
stshw
sts+
stsan
stsa

stn
stntow
stnti
stn
stn

stnte
stntoin

stsa
stsain

stnte
stntoin

NV
G
D
A
Avverbio

stntew
stntvn
stsi
stntaw

stsai
stasn
stsaiw
stsaw

stnta
stntvn
stsi
stnta

-----

pnta
pntvn
psi
pnta

Tema -entgrazioso

part. aoristo att. di tyhmi

xareiw
xarentow
xarenti
xarenta
xareiw

xaressa
xarisshw
xariss+
xaressan
xaressa

xaren
xarentow
xarenti
xaren
xaren

xarente
xarintoin

xarissa
xarissain

xarente
xarintoin

xarentew
xarintvn
xaresi
xarentaw

xaressai
xariessn
xarissaiw
xarissaw
xarintvw

xarenta
xarintvn
xaresi
xarenta

N
G
D
A
V
NAV
GD

yew
yntow
ynti
ynta
yew

yesa
yeshw
yes+
yesan
yesa

yn
yntow
ynti
yn
yn

ynte
yntoin

yesa
yesain

ynte
yntoin

NV
G
D
A
Avverbio

yntew
yntvn
yesi
yntaw

yesai
yeisn
yesaiw
yesaw

ynta
yntvn
yesi
ynta

Osservazioni
1. Il fenomeno fonetico principale in questa classe il comportamento
del gruppo -nt-, la cui scomparsa a differenza di quanto accade con altre
consonanti d luogo ad allungamento di compenso, risp. in -ou-, in -a- e in
-ei- (v. p. 7)2.
2. Il NOM sing. maschile si presenta in due varianti:
con desinenza -w e conseguente allungamento di compenso (ggantw > gga w,
xarentw > xareiw);
con tema puro e caduta della dentale: in questo caso lallungamento (lvn da
lont) va spiegato in termini di apofonia quantitativa (v. p. 171-172)3.
3. Il VOC sing. maschile e i casi retti del neutro sing. si formano dal tema puro
2
In alcuni casi gli aggettivi in -ent- si distinguono dai participi in -ent- per lassenza
di questo allungamento (cfr. xaressa~yesa, xaresi~yesi ecc.), cosa che fa pensare a un
processo fonetico parzialmente diverso.
3
Il nome dQn dente presenta al NOM sing. anche la forma dow (da dntw).

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NUOVI ITINERARI

133

-nt (con conseguente caduta della dentale finale, v. p. 10). Lallungamento di pn,
foneticamente ingiustificato, dovuto probabilmente ad analogia col maschile pw.
4. Il femminile si forma da -...nt-ja > -...nsa ecc. (v. p. 7).
5. In pw tutto da notare laccentazione ossitona di pantw e pant (su cui
v. n. 54 p. 24) e lassenza del duale, spiegabile col fatto che per la nozione tutti
e due, entrambi esiste un pronome specifico, in due forme: mfteroi, -ai, -a
(decl. come gli aggettivi di 1 classe) e mfv~mfon (solo duale).

Capitolo 12
Natura e funzione del participio
Il greco fa un larghissimo uso del Participio, in tutti i valori sintattici4. Ci soffermeremo ora sui fattori che hanno favorito questa cos ampia
diffusione e sulle conseguenze che tutto ci ha prodotto nelleconomia
espressiva del greco: una riflessione istruttiva anche per capire e, possibilmente, neutralizzare le difficolt legate al diverso orientamento delle
lingue moderne.

12.1. Natura del participio greco


Il participio caratterizzato da una natura duplice, nominale e verbale5. Ma mentre nelle lingue moderne la natura verbale , di solito, alquanto
sbiadita6, in greco pienamente sviluppata e operante, tanto da poter attivare rapporti di dipendenza propri.
Il participio greco attestato in tutte le possibili varianti (di tempo e

Per un primo inquadramento v. 7.3 (dove si descrivono anche in particolare il part.


attributivo e il part. sostantivato ); il part. appositivo (gi parzialmente trattato nel cap. 10)
viene approfondito qui, il part. predicativo nel cap. 18.
5
appunto questo carattere misto che fu colto dai grammatici antichi quando parlarono di
una forma che metxei, partecipa contemporaneamente della natura del nome e del verbo.
6
In italiano solo le forme in -to (che hanno valore passivo nei verbi transitivi, attivo negli
intransitivi) conservano una certa vitalit come voci verbali. Per quelle in -nte invece si quasi
sempre perduta la percezione delloriginario valore di part. presente attivo (p.es. a nessuno
verrebbe spontaneo dire attenzione! c un cane mordente gli estranei): e quando in qualche
modo si conservata, permane di solito un certo disagio nel gestire la complementazione
(p.es. sembra poco pratico dire alzino la mano gli studenti frequentanti il corso di specializzazione). Anche la tendenza a sostituire la reggenza originaria con il comodo, tuttofare
compl. di specificazione (p.es. gli iscritti del corso ~ i partecipanti del corso, anzich ... al
corso) tradisce la percezione di una natura ormai pi nominale che verbale (per un fenomeno
analogo v. n. 19 p. 42).
4

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134

QUINTA UNIT

di diatesi) del paradigma verbale e, come per gli altri nominali, si giova
delle potenzialit espressive offerte dal sistema imperniato sullarticolo
(v. cap. 7): risorse, entrambe, di cui le lingue moderne dispongono in
misura assai pi limitata7.
La facilit duso, il fatto di unire i vantaggi di sinteticit di una forma
nominale con le potenzialit di una frase autonoma, sono motivi sufficienti a spiegare la diffusione del participio nelle lingue classiche.

12.2. Il participio appositivo (congiunto e assoluto)


Questa particolare produttivit si manifesta soprattutto negli usi liberi, riconducibili alla funzione appositiva: sono le situazioni in cui il participio, non condizionato da esigenze funzionali di identificazione di un
nome (funz. attributiva) o di realizzazione della valenza del verbo (funz.
predicativa), pu moltiplicarsi teoricamente allinfinito allinterno della cornice sintattica della frase complessa (v. 3).
Il participio appositivo usato in greco (come in latino) in due varianti:
a. participio appositivo congiunto, cio concordato in caso, genere e numero
con un nominale della frase da cui dipende;
b. participio appositivo assoluto8, cristallizzato nella forma standard del GEN, o
pi raramente dellACC neutro9.

Tale duplicit interessa solo il part. appositivo, libero10. In questi


casi, la variante naturale ovviamente quella del part. congiunto: per
lingue dotate di flessione nominale come il greco (e il latino) il modo

7
P.es. in italiano manca il part. passato attivo dei verbi transitivi (ci troviamo alle nove
gi mangiati modo di dire efficace e ormai diffuso, ma grammaticalmente scorretto) e
il part. futuro attivo e passivo (le rare forme sul tipo di futuro, venturo, duraturo ecc. sono
percepite come aggettivi). Quanto al latino (dove il participio conserva ancora abbastanza
integra la propria natura verbale), mancano le forme del presente passivo, del perfetto attivo
(fatta eccezione per i deponenti e per forme come pransus, cenatus ecc.) e del futuro passivo
(tuttal pi surrogabile, in determinati casi, col gerundivo: amandus = che sar amato).
8
Forme assolute esistono anche nelle lingue moderne, p.es. in espressioni italiane
come tutto considerato, salvato il salvabile, appurata la verit ecc. Le originarie
forme latine di participio presente si sono invece trasformate di solito in elementi preposizionali: nonostante le mie raccomandazioni, durante gli studi universitari ecc.
9
Si tratta del participio presente (~aoristo) di espressioni impersonali come quelle elencate a p. 70: p.es. \jn~\nn~parn [pur] essendo possibile, don (~desan) [pur] essendo
(~essendo stato) necessario, prpon~proskon [pur] essendo opportuno, dokon~djan
[pur] sembrando (~essendo sembrato) opportuno, dlon~dunatn~kaln ... n [pur] essendo evidente~possibile~bello ..., ecc. LACC assoluto usato quasi esclusivamente con
valore causale o concessivo.
10
Negli altri casi (attributivo, sostantivato, predicativo) il participio attestato nella variante
congiunta, cio in concordanza di caso con lelemento della frase cui legato funzionalmente.

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NUOVI ITINERARI

135

pi semplice di aggiungere nozioni circostanziali sotto forma di participio (o, al limite, di altro nominale11) sta nel collegarlo appunto
attraverso la concordanza al termine della reggente pi direttamente interessato da questa espansione. Il part. assoluto si ha, in linea di
principio, quando ci non possibile, quando cio la nozione accessoria non coinvolge alcun elemento della frase reggente a cui appoggiare
il participio12.
A illustrazione della variet di usi del part. appositivo, ecco una serie di
esempi relativi alle principali nozioni circostanziali elencate a p. 12313:
valori temporali14:
p. cong.: Svkrthw \ddasken (ma) dialegmenow
mentre conversava, Socrate insegnava
GEN ass.: (ma) Svkrtouw dialegomnou, o noi poll \mnyanon

11
Casi del genere si incontrano anche nelle lingue moderne: p.es. anzich dire pur
essendo manifestamente colpevole stato assolto pu essere sufficiente pur manifestamente colpevole ... (analogamente in inglese: I never answer the telephone while
[being] busy non rispondo mai al telefono, quando [sono] indaffarato). Evidentemente
la forza della concordanza pu in qualche misura operare anche senza il supporto della
morfologia causale.
12
per questo, e non per una sorta di misterioso divieto (come parrebbe da certe
formulazioni che si leggono nelle grammatiche, soprattutto latine), che non esistono legami fra reggente e frase participiale assoluta: se vi fosse coreferenzialit (identit) fra
un elemento delluna e dellaltra, intorno ad esso si svilupperebbe il part. congiunto! Va
comunque detto che in greco a conferma della libert espressiva di questa lingua non
mancano esempi in cui un GEN assoluto viene richiamato da un elemento della frase reggente: p.es. Senofonte, Anabasi V.2.24 maxomnvn d& a[tn ka poroumnvn, yen tiw a[tow
mhxan|n svthraw ddvsin mentre essi combattono e si trovano in difficolt, un dio offre
loro un espediente per salvarsi. Come segno di libert espressiva da considerare anche
la possibilit che venga omesso il soggetto del GEN assoluto (nellACC assoluto esso manca
per definizione, trattandosi quasi esclusivamente di verbi impersonali), o perch facilmente recuperabile dal contesto (p.es. Tucidide III.55.1, dove i Plateesi si difendono dallaccusa
di ostilit preconcetta verso gli Spartani: deomnvn gr [sott. =mn] jummaxaw te Yhbaoi
=mw \bisanto, mew peQsasye [vostri nemici lo siamo diventati successivamente]:
infatti quando [noi], minacciati dai Tebani, vi chiedevamo di allearvi con noi, voi ci avete respinto) o perch superfluo trattandosi di formula stereotipata (in espressioni del
tipo ggellomnou~-mnvn essendo annunciato che, otvw xontow~\xntvn stando cos
[le cose], ntvn ew mxhn mentre [i soldati] vanno in battaglia, ecc.; cfr. lat. cognito,
edicto ecc.).
13
Per maggiore chiarezza si sono scelti esempi il pi possibile schematici, rinunciando
a citare passi dautore (che avrebbero potuto comportare difficolt aggiuntive di carattere
contestuale, stilistico ecc.). Sono racchiuse tra parentesi le particelle che, pur utili a definire
il valore semantico del participio, possono per mancare.
14
Fra i tanti possibili, ci limitiamo a due esempi relativi ai rapporti di contemporaneit
e anteriorit. In proposito da rilevare che anche se nel participio come negli altri modi
verbali, eccetto lindicativo prevalente la nozione aspettuale (cfr. p. 25), ci non significa
che la differenza di tempo verbale non possa avere leffetto di esprimere la diversa relazione
temporale rispetto allevento descritto nella reggente (per cui, tendenzialmente, part. pres. =
contemporaneit, part. aor. = anteriorit).

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136

QUINTA UNIT

mentre Socrate conversava, i giovani apprendevano molte cose


p. cong.: ` strathgw (e[yw) nelyWn sullambnetai
(appena) ritornato, il generale viene arrestato
GEN ass.: to strathgo (e[yw) nelyntow, o prodtai sullambnontai
(subito) dopo il ritorno del generale, i traditori vengono arrestati
valore comitativo~modale~strumentale:
p. cong.: fegvn \ntugxnei tow polemoiw
fuggendo simbatte nei nemici
p. cong.: \liyobloun tn Stfanon \pikalomenon yen
lapidavano Stefano, che intanto invocava dio
p. cong.: rxetai trxvn arriva correndo
p. cong.: es d tinew tn Xaldavn o lhzmenoi zsi
ci sono alcuni dei Caldei che vivono saccheggiando
valore causale oggettivo:
p. cong.: Svkrthn yanatosin (te~o<on [d}]~o<a [d}]) diafyeronta

tow nouw
mettono a morte Socrate perch corrompe i giovani
GEN ass.: (te~...) Svkrtouw diafyerontow tow nouw = pliw yorubetai
la citt in tumulto perch Socrate corrompe i giovani
valore causale soggettivo15:
p. cong.: Svkrthn yanatosin (s[per]) diafyeronta tow nouw
mettono a morte Socrate sostenendo che corrompe i giovani
GEN ass.: (s[per]) Svkrtouw diafyerontow tow nouw = pliw yorubetai
la citt in tumulto pensando che Socrate corrompa i giovani
valore finale:
p. cong.: Svkrthw \ddaske tow nouw fel}svn [part. fut.] t|n plin
Socrate ammaestrava i giovani per giovare alla citt16
valore avversativo~concessivo:
p. cong.: Svkrthn yanatosin (ka[per]) didskonta tow nouw
mettono a morte Socrate bench ammaestri i giovani
GEN ass.: (ka[per]) Svkrtouw didskontow tow nouw = pliw yorubetai
bench Socrate ammaestri i giovani, la citt in tumulto
p. cong.: (ka[per]) dunmenow fegein, Svkrthw o[ boletai tow

nmouw parabanein
pur potendo fuggire, Socrate non vuol violare le leggi
ACC ass.: (ka[per]) \jn~dunatn n fegein, Svkrthw o[ boletai

15
Pu anche capitare che qw~sper siano usati per indicare non una causa soggettiva
o presunta, ma una causa reale, vista per non tanto nella sua pura verit fattuale, quanto
nella sua significativit per levento in questione (si potrebbe parlare di causa qualitativa):
p.es. Senofonte, Agesilao 1.21 prohgreue tow stratiQtaiw tow liskomnouw m| qw dkouw
timvresyai, ll& qw nyrQpouw ntaw fulttein ordinava [Agesilao] ai soldati di non infierire sui prigionieri in quanto capaci di nuocere [quali in realt erano!], ma di prendersene
cura in quanto esseri umani [quali in realt erano!]. Per lorigine di questo e di altri usi
di qw v. p. 291.
16
Con laggiunta di qw (qw fel}svn t|n plin) si sottolineerebbe lintenzionalit, magari
per contrapporla allesito di fatto (p.es.: Socrate voleva giovare alla citt, ma forse non immaginava che il suo insegnamento avrebbe dato scandalo, e alla fine gli sarebbe costato la vita).

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NUOVI ITINERARI

tow nmouw parabanein


bench sia possibile fuggire, Socrate ecc.
valore ipotetico:
p. cong.: fegvn n tow nmouw parabanoiw
fuggendo (se fuggissi) trasgrediresti le leggi
GEN ass.: nmvn parabainomnvn psa pliw diafyeretai
quando~se le leggi vengono trasgredite qualunque citt va
in rovina
p. cong. + ACC ass.: ... dikoumnouw mn polemen, e{ d parasxn jumbnai
... far la guerra quando~se si attaccati, far la pace quando~se
le cose si mettono bene (v. il testo originale del passo in n.
74 p. 126)

Varie forme di consecutiva


Per completezza aggiungiamo qui anche se non riguardano luso del
participio alcuni esempi di frasi appositive di valore consecutivo, riprendendo la classificazione di n. 67 p. 124:
evento reale, presentato nella sua fattualit (con lindicativo, neg. o[):
Erodoto VI.83.1 *Argow d ndrn \xhrQyh otv ste o doloi a[tn
sxon pnta t pr}gmata Argo fu svuotata di uomini al punto che i loro
schiavi rimasero padroni di tutto
Isocrate, Panatenaico 103 ew tot& plhstaw lyon st& o[k \j}rkesen
a[tow xein t|n kat gn rx|n [gli Spartani] giunsero a tal punto di insaziabilit che non gli bast avere legemonia terrestre
evento reale, ma presentato come conseguenza logica e prevedibile di uno
stato di cose (con linfinito, neg. m}):
Senofonte, Memorabili IV.8.11 dkaiow d ste blptein mhdna [Socrate
era] giusto al punto da non danneggiare nessuno
evento provocato intenzionalmente (con linfinito, neg. m}):
Senofonte, Elleniche II.4.8 \boul}yhsan &Eleusna \jidiQsasyai, ste
enai sfsi katafug}n [i Trenta] vollero impadronirsi di Eleusi, in modo
che vi fosse per loro una via di scampo
conseguenza rappresentata in termini teorici (con linfinito, neg. m}):
Demostene, Contro Midia 62 o[dew pQpot& ew tosot& naideaw fkey&
ste toiotn ti tolmsai poien nessuno mai si spinto a un tal punto
di sfrontatezza da aver lardire di compiere una cosa del genere
Senofonte, Anabasi II.5.15 tw otvw \st deinw lgein ste se pesai;
chi cos abile nel parlare da riuscire a convincerti?
Isocrate, Archidamo 25 e otvw xomen ste mhd per nw ntilgein,
perergn \stin pr Mess}nhw spoudzein se siamo messi in modo
tale da non riuscire ad opporci neppure su una cosa, inutile darci da fare
per la Messenia
Senofonte, Anabasi III.3.7 o kontista braxtera kntizon qw \jiknesyai tn sfendonhtn i lancieri tiravano troppo corto per poter raggiungere i frombolieri

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pmcantew

12 Pelgonta met xrhmtvn polln

11 krfa t! Yemistokle dielgonto

prvntai

10 desantew m| sfw o %Ellhnew

Il nesso di causalit esistente fra 1~5 e la


principale espresso introducendo la 9 in
modo da presentarla come conseguenza
(perci)
Il concetto viene espresso in forma nominalizzata (anzich verbalizzata)
La frase viene promossa a principale: i
rapporti di causalit con la reggente 5 (Euribiade vuol tornare verso la Grecia perch
ha visto ecc.) sono recuperati con laggiunta di quindi
La disposizione parentetica, pensata per
snellire la struttura espressiva, permette
di conservare alla 4 lo stesso status (sintattico e logico-semantico) di 3, a cui
coordinata
Laggiunta di quindi esplicita il rapporto di
consequenzialit con la 3 (+ 4)
Promozione della frase a coordinata di 7
(da cui invece dipende)

Osservazioni

considerando assolutamente invincibile


la forza navale del re persiano.
Perci gli Eubeesi,
Laggiunta di perci esplicita il rapporto
di consequenzialit logica della principale con ci che precede, recuperando
cos la mancata traduzione dell\pe
iniziale.
(temevano che i Greci li abbandonassero) temendo di essere abbandonati dai Greci, Trasformazione della subordinata m|
sfw o %Ellhnew prvntai da attiva17 a
passiva
INTAVOLARONO DI NASCOSTO UNA intavolarono di nascosto una trattativa
TRATTATIVA CON TEMISTOCLE
con Temistocle,
(inviarono Pelagonte con molto denaro) inviando Pelagonte con molto denaro

portarsi il pi rapidamente possibile verso lEllade,


raggiungere il Peloponneso e disporsi
con le navi intorno allesercito di terra,

voleva quindi

(era venuto anche a sapere che altre due- (era venuto anche a sapere che altre duecento stavano circumnavigando Skiathos) cento stavano circumnavigando Skiathos):

... VOLEVA ... [introdotto da 1, regge a sua


volta 7]
(portandosi il pi rapidamente possibile
(t|n taxsthn esv tw ^Elldow
verso lEllade)
komisyew)
... RAGGIUNGERE IL PELOPONNESO E DISPORSI
casyai Peloponn}sou ka
CON LE NAVI INTORNO ALLESERCITO DI TERRA
tn pezn stratn taw naus
[retto da 7]
prosperibalsyai,
pantpasin prsmaxon =gomenow (considerava assolutamente invincibile
t|n kat ylattan lk|n basilvw, la forza navale del re persiano)
GLI EUBEESI
o E[boew

5 \boleto,

pr Skiyou kkl~ periplen,

4 llaw d punyanmenow diakosaw

EURIBIADE (rimase impressionato dal gran Euribiade rimase impressionato dal gran
numero di navi allimboccatura del porto) numero di navi allimboccatura del porto

stlou prosmejantow,
3 \kplagew ` E[rubidhw tn kat
stma nen t plyow,

Allarrivo della flotta dei barbari ad Afete,

(la flotta dei barbari arriv ad Afete)

2 taw &Afetaw to barbariko

Traduzione libera

DATO CHE ... [si collega a 5]

Traduzione provvisoria

1 &Epe d,

Testo greco

Esempio di interpretazione di Plutarco, Vita di Temistocle 7.5


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QUINTA UNIT

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NUOVI ITINERARI

139

12.3. Il participio appositivo nelleconomia del discorso


La straordinaria funzionalit del participio ha riflessi importanti sulla
struttura espressiva del greco (e, in misura minore, del latino). Saldandosi
con una pi generale tendenza delle lingue classiche almeno nelle loro
manifestazioni letterariamente pi elaborate alla ipotassi, essa ha incentivato luso di forme frasali sintetiche, in cui attorno a un unico verbo
reggente pu addensarsi una fitta rete di subordinate, molte delle quali
appunto in forma participiale.
'

Indicazioni di metodo
A esemplificazione di questo orientamento espressivo (e dei conseguenti problemi di interpretazione e di resa italiana) esaminiamo un brano della
plutarchea Vita di Temistocle (v. riquadro qui a fronte), con accanto una
prima traduzione provvisoria (che ne evidenzia la struttura sintattica)18, seguita da una traduzione volutamente libera, per far risaltare le differenze
fra andamento sintetico caratteristico delle lingue classiche e andamento
analitico tipico delle lingue moderne.
1. Nonostante la prima impressione, la complessit di brani come questo
pi apparente che sostanziale19: il meccanismo piuttosto ripetitivo, e una
volta individuato il verbo reggente20 si riesce abbastanza agevolmente a ricostruire lintera architettura sintattica.
2. Non detto che una struttura espressiva fortemente gerarchizzata,
piramidale debba essere riprodotta fedelmente anche nella traduzione. Una
subordinata pu, ove opportuno, essere risolta
in forma di complemento, mediante nominalizzazione [come al n. 2];
in forma parentetica21 [n. 4];
in forma paratattica, facendone una coordinata della frase da cui dipende [n. 6] o addirittura la principale di un periodo autonomo [n. 3].

17
Il verbo prvntai (cong. aoristo medio di prohmi) ha infatti valore transitivo (v. 6.4,
dove viene anche motivata la differenza tra forma media e diatesi).
18
Le frasi tra parentesi sono quelle a cui corrisponde un participio appositivo, evidenziato in corsivo nel testo greco; il MAIUSCOLETTO indica le altre subordinate; la frase n. 11 in
MAIUSCOLO la principale).
19
Naturalmente non sempre le cose stanno in questi termini. evidente p.es. che un
testo caratterizzato da una serrata argomentazione dialettica o da una trama concettuale
sofisticata sar fino a prova contraria anche linguisticamente pi complesso di un testo
di argomento storico-narrativo come quello qui in discussione.
20
Nella ricerca del verbo reggente si procede spesso per esclusione, eliminando le frasi
con verbo di modo non-finito (infinito e, appunto, participio) e quelle con verbo di modo
finito ma introdotte da un elemento subordinante (pronome~avverbio relativo [v. 16.4] o
congiunzione subordinativa)
21
Nei testi classici luso di strutture parentetiche (p.es. Platone, Fedone 60a katalambnomen tn mn Svkrth rti lelumnon [part. perfetto passivo di lv], t|n d
Janypphn gignQskeiw gr xousan t paidon troviamo Socrate che era stato sciolto

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QUINTA UNIT

3. Questa libert di resa espressiva giustificata da unimportante considerazione di principio: contrariamente a quanto si potrebbe pensare, lo status
sintattico di una frase non necessariamente espressione della sua rilevanza
logico-semantica. Esprimere unidea in forma sovraordinata, subordinata o
coordinata infatti scelta soggettiva, che pu essere dettata da considerazioni di vario genere (pragmatiche, stilistiche ecc.) e entro certi limiti pu
essere modificata senza con ci necessariamente alterare il piano delle relazioni semantiche22.
4. Anche qui vale dunque il consiglio di prudenza dato a p. 126-127: di
fronte ad architetture sintattiche complesse pu essere utile rendere provvisoriamente le subordinate come frasi autonome (o con forme espressive piuttosto
neutre, come un gerundio o una relativa), rimandando la ricostruzione dei nessi
logico-semantici a una fase ulteriore dellinterpretazione.

Capitolo 13
Aspetti di complessit semantica
Nei capitoli precedenti abbiamo avuto occasione di sottolineare pi
volte limportanza della semantica, richiamando lattenzione sul ruolo
che ai fini dellinterpretazione giocano i tratti lessicali delle parole.
Tutto questo per non esaurisce la complessit dei fenomeni semantici, legata principalmente al fatto che le parole non hanno significati
univoci ma, nel corso della loro storia, li modificano in molteplici direzioni, spesso con esiti imprevedibili e anche contraddittori. Occorre
quindi cercar di capire quali siano le principali linee di evoluzione se-

da poco, e Santippe tu la conosci che teneva il bambino) complessivamente poco


frequente. Ci si deve probabilmente al fatto che la scarsa diffusione della scrittura e lassenza di una pratica grafico-editoriale consolidata e condivisa (si pensi, per contrasto,
alla grande quantit di risorse grafiche di cui disponiamo oggi: cfr. n. 42 p. 18) ostacolavano limpiego di espressioni non integrate nelleconomia sintattica del discorso. La
proliferazione di participi si spiega probabilmente anche in questo modo.
22
Ecco alcuni esempi italiani di varianti espressive nella descrizione di uno stesso
dato di fatto (il grassetto indica lattribuzione di uno status sintattico sovraordinato, il
MAIUSCOLETTO la coordinazione, anche parentetica): ero uscito prima che smettesse di
piovere ~ ha smesso di piovere dopo che ero uscito ~ SONO USCITO E HA SMESSO DI PIOVERE (cfr. il cosiddetto cum inverso latino); dato che pioveva cos forte, sono rimasto
in casa ~ pioveva cos forte che sono rimasto in casa ~ SONO RIMASTO IN CASA (PIOVEVA COS FORTE!) ~ PIOVEVA COS FORTE...! SONO RIMASTO IN CASA; ecc. In questa dinamica si
pu far rientrare anche lattribuzione del ruolo sintattico di soggetto (cfr. 3.6): Giorgio
ha incontrato Stefania ~ Stefania ha incontrato Giorgio ~ GIORGIO E STEFANIA SI SONO
INCONTRATI.

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NUOVI ITINERARI

mantica, per metterci in condizione di affrontare in modo pi consapevole i frequenti casi di polisemia (e di usare in modo intelligente e
fruttuoso il vocabolario).
In questa riflessione, che prepara anche il terreno allo studio delle
preposizioni, riprenderemo in parte alcuni concetti sviluppati in precedenza (soprattutto a proposito dei valori semantici della funz. appositiva)
e come per altri fenomeni faremo confronti con fenomeni analoghi di
altre lingue, trattandosi di dinamiche tendenzialmente comuni a qualunque tipo di linguaggio umano evoluto.

13.1. Da concreto a traslato


Una prima linea di evoluzione semantica quella che porta dal concreto al traslato: molte parole presentano inizialmente significati legati alla
materialit dellesperienza, che vanno poi soggetti a processi di estensione metaforica di vario genere. Esempi interessanti di questa deriva si
osservano negli avverbi di luogo23:
valore
spaziale

valore
temporale

valore
situazionale

nya \nyde
\ntaya

qui, l

allora

in quelle condizioni

po;

fino a dove?

fino a quando?

a che scopo?

pyen;

da dove?

nyen \nynde
\nteyen

da qui, da l

p_;

attraverso dove?

per quale motivo?


da quel momento

di conseguenza
in che modo? perch?

13.2. Da generico a specifico. Il fenomeno della vox media


Una seconda linea di evoluzione semantica, per certi versi opposta
alla prima, quella per cui molte parole di significato indistinto (la co-

23
Analogamente lital. quindi ha in origine un valore locale da l (quinci ... quindi =
da una parte ... dallaltra), poi uno temporale da quel momento (una sorta di moto da
luogo applicato al tempo), poi uno logico-causale in conseguenza di ci; qui~l possono
valere anche a questo~quel punto, in queste~quelle condizioni; ecc. Una conferma
indiretta di questa evoluzione si pu avere osservando il processo di apprendimento del
bambino, che sviluppa prima la sensibilit alla dimensione spaziale, poi a quella temporale, poi ai nessi di consequenzialit logica, di causalit.

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QUINTA UNIT

siddetta vox media) tendono a specializzarsi in un senso particolare,


senza peraltro perdere loriginario valore generico. Il pi delle volte questo processo d luogo a una polarizzazione buono/cattivo, positivo/negativo ecc., come nel caso classico del lat. fortuna sorte in senso generico (interpretabile quindi, eventualmente, anche come cattiva sorte)
> buona sorte: p.es.
psxein provare~subire~ricevere qualcosa, fare unesperienza (eventualmente anche positiva, come in Erodoto II.37.4 psxousi d ka gay
o[k lga ricevono [i sacerdoti egizi] anche non pochi vantaggi) > subire
qualcosa di negativo, soffrire;
\lpzein aspettarsi (eventualmente anche qualcosa di negativo, come in
Erodoto VIII.12.2 \lpzontew polesyai prevedendo di morire) > attendersi qualcosa di positivo, sperare (analogamente \lpw attesa, previsione > speranza)24;
atiow responsabile (anche di qualcosa di positivo, come in Iperide, Epitafio
4.30 polln gayn atioi gegnhntai t_ patrdi ka tow lloiw %Ellhsin
sono stati autori [i caduti in battaglia] di molti beni per la loro patria e per
gli altri Greci) > responsabile di qualcosa di negativo, colpevole.

Capita per anche che lopposizione sia meno netta, meno facilmente
riconducibile alla polarit positivo/negativo: p.es.
lidea originaria di kinduneein sembra essere quella di un momento decisivo, di un evento imminente, indipendentemente dal fatto che venga
affrontato intenzionalmente (> esporsi al pericolo, mettersi in gioco)
oppure subto (> venire a trovarsi in pericolo): aspetto, questultimo,
che tende poi a prevalere nella semantica del verbo (e nel nome kndunow
da cui deriva)25;
neka~xrin + GEN: il fatto che il nesso possa esprimere sia unidea di causa
che di scopo si spiega pensando che la nozione-base quella di una motivazione logica dellevento, indipendentemente dal suo essere orientata verso il
passato o verso il futuro (v. n. 70 p. 125);

24
Di questo stato di cose abbiamo una straordinaria testimonianza diretta in
Platone, Leggi 644c prw d totoin mfon a{ djaw mellntvn, o<n koinn mn noma
^\lpw&, dion d, ^fbow& mn = pr lphw \lpw, ^yrrow& d = pr to \nantou oltre a
queste due cose [il piacere e il dolore], ci sono le opinioni sulle cose future, che hanno
la denominazione comune di previsione [\lpw], e poi dei nomi specifici: paura la
previsione di qualcosa di doloroso, fiducia la previsione del suo contrario.
25
Se la semantica di kndunow~kinduneein si esaurisse nellidea di un pericolo cui
si esposti senza averlo scelto, non si capirebbe come mai ricorrano con frequenza in
contesti encomiastici, dove si tratta di esaltare le virt del celebrato: p.es. Isocrate,
Evagora 2 per tn \pithdeumtvn a[to ka tn kindnvn jvw dielyen tn \ken~ pepragmnvn trattare delle sue [di Evagora] attivit e delle sue imprese in modo degno
di ci che ha fatto; 18 \n totoiw tow kindnoiw &Axillew mn pntvn di}negken, Aaw
d met& \kenon rsteusen in quella impresa [la spedizione troiana] Achille fu supe-

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NUOVI ITINERARI

143

un esempio interessante in latino quello dellaggettivo altus esteso verticalmente (anche verso il basso = profondo) > alto.

13.3. Il problema delle inferenze


Un terzo aspetto quello della differenza fra valore proprio di unespressione e significati secondari che possono esserle attribuiti; p.es.:
verbi italiani come raggiungere, ottenere, riuscire e simili sembrano contenere lidea di un risultato positivo che si consegue intenzionalmente: un
duplice tratto semantico che, anche quando legittimato dal contesto, non
pu essere considerato parte integrante del loro significato (tant vero che
suonano del tutto normali frasi come i programmi televisivi hanno raggiunto livelli di volgarit impensabili oppure Stefano riuscito ultimo fra
gli allievi del suo anno, dove si tratta di risultati negativi, ottenuti fino a
prova contraria! senza volerlo);
anche il verbo greco lanynein sfuggire allattenzione sembra contenere unidea di intenzionalit: unidea, di nuovo, che pu determinarsi in
base al contesto ma pu anche mancare, perch non parte integrante del
suo patrimonio semantico (cfr. p.es. Platone, Teeteto 174b tn toioton

` mn plhson ka ` getvn llhyen, o[ mnon ti prttei ll&, lgou,


ka e nyrvpw \stin ti llo yrmma a un uomo di questo genere [il
filosofo], sfugge non solo cosa fa il suo vicino e il suo prossimo ma, poco
ci manca, anche se un uomo o un qualche altro essere: evidentemente
per colpa della sua distrazione, e non perch gli altri gli si nascondano
intenzionalmente26);
a tugxnein costruito con participio predicativo (v. 18.1) si tende invece di solito ad associare una nozione di casualit: ma nel suo nucleo semantico essenziale c piuttosto lidea di un evento visto nella sua pura fattualit, indipendentemente da qualunque nozione collaterale (giudizio di merito, indicazione
delle cause che lhanno prodotto ecc.27).

riore a tutti, e dopo di lui primeggi Aiace; ecc. Un discorso analogo pu valere per
lital. rischiare: p.es. ha rischiato di morire per salvarmi (intenzionale) ~ ha rischiato
di morire nel terremoto (non intenzionale).
26
Sui fenomeni sintattici (prolessi, costruzione personale) che possono erroneamente produrre una nozione semantica di intenzionalit v. 18.3, in particolare p. 186.
27
Evitare di dare spiegazioni o di formulare giudizi su un evento non equivale a
definirlo casuale: questa nozione rappresenta certo uno degli esiti possibili, ma risulta del tutto inappropriata in molti casi, p.es. in Isocrate, Filippo 9 [le maggiori citt
greche dovrebbero porre fine alle ostilit reciproche e muovere guerra alla Persia]
per \n t! Panhgurik! lg~ tugxnv sumbebouleukQw [partic. perfetto di sumbouleein
consigliare] cosa che sta di fatto io avevo gi suggerito nel mio Discorso panegirico. Limitandosi a esprimere la pura fattualit dellevento, come se Isocrate
dicesse: qualunque giudizio si voglia dare della storia di questi anni, un dato incontrovertibile perch agli atti (carta canta, si direbbe) che la proposta di ununione panellenica in funzione antipersiana io lavevo avanzata, purtroppo inascoltato, gi

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144

QUINTA UNIT

Diversamente dai due fenomeni illustrati in precedenza, quello delle inferenze (cos possiamo definire lattribuzione di valori che il significato basico di unespressione non comporta necessariamente anche
se certo non li esclude) interessa pi il piano contestuale che quello
semantico-lessicale in senso stretto: non si tratta infatti di evoluzione semantica delle parole (capace di produrre significati specifici che
a quel punto, in quanto tali, sono espressamente registrati dal vocabolario) ma della rete di relazioni che esse stabiliscono, e la cui corretta ricostruzione essenziale per lesatta comprensione di un testo. Ma
proprio qui sta linsidia:
da un lato, non possibile interpretare senza inferire, senza cio cercare di
pari passo con lesame morfosintattico di inquadrare le parole che via via si
incontrano in un orizzonte di senso, esplicitandone le implicazioni al di l del
significato specifico;
daltra parte, in questo inevitabile processo di ricostruzione si corre il rischio di creare inferenze indebite, dando per scontate implicazioni inesistenti, false o inesatte, che a quel punto finiranno a loro volta per condizionare linterpretazione.

'

Indicazioni di metodo
Anzitutto occorre tener conto del fatto che i vocabolari non sempre rappresentano la situazione in modo del tutto soddisfacente: lo stesso principio
cronologico che ispira di solito lorganizzazione dei lemmi (citare per primi
i significati attestati pi anticamente) non garantisce che venga adeguatamente evidenziata anche la priorit logico-semantica del significato di
partenza rispetto a quelli secondari. Anche questo fatto, come molti altri,
richiede perci dallutente una consultazione attenta e consapevole, che non
si sottragga alla fatica di ricostruire ogni volta la gerarchia semantica della
parola in questione.
In secondo luogo occorre essere consapevoli del rischio di attribuire a una
parola significati magari plausibili, ma che non fanno parte del suo nucleo semantico essenziale. Da qui un elementare ma importante criterio di prudenza:
attenersi in un primo momento ai significati pi generali e meno logicamente
pregnanti (cfr. p. 127), riservandosi una maggiore precisione solo quando
dallesame del contesto siano emersi elementi utili a orientare la scelta. In
questo senso proprio la nozione semantica di pura fattualit (di cui si detto a
proposito delle inferenze) pu essere quella su cui attestarsi nello stadio iniziale
dellinterpretazione.

molti anni fa. Il valore fondamentalmente fattuale di tugxnv + part. confermato


anche dal significato che il verbo ha quando, anzich dal participio, accompagnato da
un complemento in GEN : cfr. p.es. tugxnv svthraw raggiungo la salvezza ~ tugxnv
sesvsmnow [part. perfetto di szv] mi trovo ad essere in salvo.

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NUOVI ITINERARI

145

Capitolo 14
Preposizioni e preverbi
14.1. Loriginaria natura avverbiale
Analogamente allarticolo (che deriva da un antico pronome, cfr.
7.1), preposizioni e preverbi erano in origine avverbi, parole semanticamente e fonicamente autonome che hanno poi sviluppato un valore funzionale (cfr. 1.5), trasformandosi da ortotoniche in appositive
(p.es. per [sopra, cfr. lat. super] > pr ... ~ per-...28).
Anche qui, tale processo documentato nei poemi omerici, che accanto a casi di normale uso preposizionale o preverbale ne presentano
molti nei quali evidente loriginario valore avverbiale29; p.es.:
Od. 6.292 \n d kr}nh nei, mf d leimQn
e dentro vi scorre una sorgente, e tutto intorno un prato
Il. 3.268 [rnuto ... &Agammnvn], | n [forma sincopata di n] d& &Odusew
si lev in piedi Agamennone, e in piedi anche Odisseo
Il. 24.233-34 (229) nyen dQdeka mn perikallaw jele pplouw ... | (233)
\k d d& ayvnaw trpodaw, psuraw d lbhtaw, | \k d dpaw perikallw
[Priamo] tir fuori da l [dai bauli che aveva portato] dodici magnifici pepli ...,
e da l due tripodi sfavillanti, e quattro bacili, e da l una splendida coppa
Il. 13.800 pr mn lloi ... a[tr \p& lloi
prima gli uni ... e poi di seguito gli altri
Il. 2.446 [o d& ... | ynon ...,] met d glaukpiw &Ay}nh
e quelli si lanciarono ..., e insieme Atena glaucopide
Il. 2.279 [n d& ` ptolporyow &Odussew] | sth ...: par d glaukpiw &Ay}nh
si alz Odisseo distruttore di citt ... e accanto Atena glaucopide
Il. 18.362 glasse d psa per xyWn sorrise tutta la terra intorno
Il. 5.307 ylsse d o kotlhn, prw d& mfv ]je tnonte
gli schiacci la cavit femorale, e inoltre spezz entrambi i tendini
Il. 23.879 a[xn& pekrmasen, sn d pter pukn lasyen
reclin il collo, e contemporaneamente si piegarono le folte ali
Il. 2.95 [o d& gronto,] | tetr}xei d& gor}, p d stenaxzeto gaa |

lan zntvn
[e quelli si radunavano], e lassemblea tumultuava, e sotto gemeva la terra
mentre gli uomini si sedevano

28
Sulla debolezza dellaccentazione sullultima sillaba (che pu essere considerata
come laltra faccia dellatonia) v. 1.5.
29
Anche la grafia dovrebbe quindi rispecchiare loriginaria natura ortotonica (si dovrebbe cio scrivere po, pi, per ecc.): invece la convenzione grafica, inspiegabilmente, prevede
la ritrazione dellaccento solo nel caso di anastrofe (v. pi avanti).

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146

QUINTA UNIT

Loriginaria natura avverbiale spiega anche i diversi fenomeni che si


possono avere quando queste forme entrano in combinazione con nomi
(funz. preposizionale) o verbi (funz. preverbale):

disposizione
normale
separazione
dei componenti
(tmesi)30
inversione
dei componenti
(anastrofe)

funz. preposizionale

funz. preverbale

p nen dalle navi


p po(s)sn sotto i piedi

po-bllein lasciar cadere


po-fegein (pek-fegein) sfuggire

Il. 19.363 p d ktpow


rnuto possn

Il. 2.183 p d xlanan ble


gett il mantello Od. 3.175 fra txista

sotto i piedi
si levava un fragore31

perch al pi presto sfuggiamo alla rovina32

nen po dalle navi


po(s)sn po sotto i piedi

pk kakthta fgoimen
Od. 14.198 baleen po dkru parein
versare pianto dalle guance
Od. 9.17 fugWn po nhlew mar
sfuggendo al giorno inesorabile

Nel greco standard di et storica questi fenomeni, tranne casi particolari, sopravvivono solo in poesia (dove rispondono a ragioni di stilizzazione).

14.2. Funzione del sistema preposizionale e preverbale


Nelle lingue prive di flessione nominale, il peso di far fronte alle innumerevoli esigenze espressive grava quasi per intero sulle preposizioni
(nella loro duplice funzione preposizionale e preverbale)33.
30
Sia tmesi (lett. taglio, separazione) che anastrofe (lett. inversione) sono termini
che sottintendono deviazione rispetto a una successione normale. A rigore quindi essi non dovrebbero essere applicati allo stadio linguistico documentato nei poemi omerici: uno stadio in
cui queste forme avevano gi cominciato a saldarsi funzionalmente con altri elementi (nomi e
verbi), ma al tempo stesso in forza della loro natura avverbiale potevano ancora muoversi
liberamente nella frase. improprio anche dire, come si fa di solito, che nel caso di anastrofe
si ha ritrazione dellaccento: in questi casi, preposizione o preverbo non fanno che conservare
lortotonia delloriginario stadio avverbiale.
31
Altri chiari esempi di separazione fra preposizione e nome: Il. 1.258 o per mn boul|n Danan, per d& \st mxesyai voi che eccellete fra i Danai nel consiglio e nel combattere (dove si
pu discutere ma in fondo una falsa alternativa se per sia davvero preposizione o non abbia
in s piuttosto una forza verbale, anche indipendentemente dal verbo \st); Il. 4.257 &Idomene
per mn se tv Danan taxupQlvn Idomeneo, io ti onoro pi di tutti i Danai dai veloci cavalli;
Il. 10.224 ka te pr to \nhsen e uno vede prima dellaltro e 13.829 \n d s tosi pef}seai
fra costoro, anche tu sarai ucciso (dove lo stacco, pur ridotto, per reso sensibile dal fatto che
lelemento interposto un pronome).
32
Talvolta i due componenti si trovano collocati addirittura in versi differenti, come in Od.
4.358-59 lim|n eormow, yen t& p naw \saw | \w pnton bllousin un porto dai buoni ormeggi,
da dove spingono in mare le navi ben equilibrate. Pu anche accadere che la variante normale
e quella con tmesi ricorrano a brevissima distanza luna dallaltra: p.es. in Il. 2.314-317 si ha,
nellarco di tre versi, prima kat}syie (imperfetto di katesyein divorare, v. 314), poi kat ... fge
(aoristo, 317); in Od. 1.8-9 kat ... | syion (imperfetto) distribuito su due versi.
33
Da questo sovraccarico funzionale derivano i frequenti casi di ambiguit, di cui nel
cap. 3 abbiamo visto qualche esempio per litaliano.

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NUOVI ITINERARI

147

Per una lingua dotata di flessione nominale come il greco, nello stadio pi antico la situazione sar stata per certi versi opposta, nel senso
che i casi erano in grado di esprimere gi essi stessi, da soli, un considerevole ventaglio di significati; p.es. nen, in quanto GEN-ablativo,
doveva bastare da solo a significare [via] dalle navi, tanto da rendere
superflua laggiunta di un avverbio come po (qualcosa come via dalle
navi, lontano)34.
Lo sviluppo di preposizioni e preverbi non ha fatto che innestarsi, potenziandole, su capacit semantiche gi esistenti, dando luogo a un sistema composito che presenta caratteri di ridondanza (non di rado una stessa idea si trova espressa in pi modi diversi) e nel quale il valore semantico
dei casi rimane comunque determinante35.

14.3. Preposizioni
Per orientarsi in questa complessa realt pu essere utile applicare
alle preposizioni, e indirettamente anche ai preverbi, le considerazioni
di carattere semantico fatte in precedenza (cap. 3 e 13). quanto si cerca di fare nella tabella delle pagine seguenti, dove i principali significati
delle preposizioni greche sono disposti secondo un criterio prevalentemente semantico (accanto naturalmente alla distinzione di caso36), in
modo da render conto
dellevoluzione concreto > traslato: da una parte i valori pi concreti (spaziali e temporali), dallaltra quelli traslati e metaforici (situazionali~relazionali)37;
della qualit semantico-lessicale delle parole: nei casi in cui un significato
ricorre di norma solo con nomi di persona, registrato in una colonna a
parte, contrassegnata dal simbolo ;
dellevoluzione semantica generico > specifico: alloccorrenza, il valore di
vox media indicato col simbolo K, per distinguerlo dalleventuale specializzazione in senso positivo (J) o negativo (L);
nella tabella non sono invece registrati i numerosi casi di frasi fatte, come
espressioni sostantivate, perifrastiche, avverbiali ecc.

34
Questo spiega anche la libert di collocazione che alla base dei fenomeni di tmesi e
anastrofe.
35
Tanto che il significato di una preposizione costruita con un certo caso (p.es.
prw + GEN) pu assomigliare pi ai valori di altre preposizioni con quel caso (p + GEN,
par + GEN ecc.) che non ai valori di quella stessa preposizione con casi diversi (prw +
DAT ~ ACC ).
36
G = GEN | D = DAT | A = ACC | @ = indifferentemente con i vari casi.
37
Per una possibile ulteriore articolazione di questo ultimo gruppo v. in 10.1-2 alcuni
criteri di classificazione delle varie nozioni logico-semantiche.

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\p
GDA

D STATO IN LUOGO in

\n
D

su, sopra, vicino, di fronte


@ su, verso (MOTO)
(Aanche L contro)
A ESTENSIONE,
MOTO PER LUOGO
per, lungo, attraverso

GD nozioni varie di STATO

dentro

ALLONTANAMENTO da

G MOTO DA LUOGO da

\k \j
G

DIREZIONE verso, fino a

A MOTO A LUOGO a

(una certa condizione, attivit ecc.)


D COMPL. PARTITIVO fra,
in mezzo a

D SITUAZIONE in

G COMPL. PARTITIVO fra


G MATERIA [fatto] di
G CAUSA in seguito a, a causa di

A fino a (condizione o numero)


A SCOPO

@ MODO MEZZO CAUSA


@ grazie a, per opera di

CAUSA a seguito di MEZZO

G ORIGINE MATERIA

@ nozioni varie di conformit,


durante
relazione ecc.
A TEMPO CONTIN. D in base a, a condizione di
per
D CAUSA
A SCOPO

@ in, al tempo di,

DETERM.
in, durante

D TEMPO

dopo,
in seguito a

G fino da

DETERM.
in fino a

A TEMPO

G durante dopo

@ attraverso, in mezzo

dopo

D in mezzo a, in presenza di
D in potere di

da parte di

G ORIGINE, DISCENDENZA da
G AGENTE per mano di, ad opera di,

A di fronte a, nei confronti di


[anche L]

@ a nome di

da parte di

G AGENTE per mano di, ad opera di,

G a nome di

G al posto di, in cambio di


G a confronto di, a preferenza di
di fronte a (anche L)
G a partire da,

via/lontano da

A in mezzo a

A DISTRIBUTIVO a gruppi di

A per, durante
(con numerali)

@ CAUSA ARGOMENTO

Valori traslati (circostanziali, relazionali ecc.)

DA durante

Valori temporali

G provenendo da,

ew \w
A

p
G
di
GA

mf GDA @ tutto intorno, presso


n
A su, sopra, verso lalto
(GD) A
anche andata e allontanamento (# kat)
A per, attraverso
nt
G di fronte
G

Valori spaziali

Quadro sistematico delle preposizioni


148
QUINTA UNIT

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GA sopra
GA al di l, oltre

sn D
pr
GA

p
GDA

A TEMPO

G MOTO DA LUOGO
GD STATO IN LUOGO

@ sotto

dalle parti di, presso


A MOTO A LUOGO a
verso (anche L contro)

G prima di

G davanti a

pr
G
prw
GDA
G piuttosto che, a preferenza di
G in difesa di

a proposito di, relativamente a,


nei confronti di

@ ARGOMENTO, RELAZIONE

PARAGONE in confronto a
al posto di, in cambio di
in conformit con
CAUSA
in base a, in conseguenza di
A oltre come superamento di un limite,
violazione, contrasto ecc. (# kat)

A
A
A
A

MODO con
in accordo con, in conformit a

G UNIONE con MEZZO con

(con numerali)

G su (la cosa o persona su cui si giura)


A idee varie di conformit
secondo, in accordo a (# par)
A DISTRIBUTIVO a gruppi di

verso

A durante, circa,

D COMPAGNIA con

G in nome di
A parlare, rivolgersi a

al cospetto di

GD in presenza di,

per mano, da parte di

da, per parte di

G AGENTE da, a opera,

G ORIGINE, DISCENDENZA

G a nome di

D a vantaggio di, in difesa di, per


A al seguito di

D in potere di

in presenza di

D in casa di, davanti a,

da parte di

da, per parte di

G AGENTE da, ad opera di,

G ORIGINE, DISCENDENZA

G COMPAGNIA con
(anche J o L)
A alla ricerca di (anche L)

G CAUSA

per opera di

DA in potere di, agli ordini di

GD AGENTE da, per mano di,

G ARGOMENTO
G al posto di, a nome di, da parte di
G FINE (J in difesa di, per, a favore di) G in nome di
A oltre, pi di (misura)

D UNIONE MODO MEZZO

D oltre, in aggiunta
APPROSSIMATO A CAUSA a causa di, in base a,
verso, circa
in considerazione di
A PARAGONE in confronto a,
rispetto a
A a seconda di, in conformit a

APPROSSIMATO
verso, circa

A TEMPO

@ intorno a
A vicino a

per
GDA

presso, vicino, accanto a


A lungo

nel corso di

A durante,

G MOTO DA LUOGO
DA STATO IN LUOGO

A dopo

nel corso di

A durante,

par
GDA

fra, in mezzo a, presso


A anche con valore di STATO

A MOTO A LUOGO in, verso

met
G (D) A

anche ritorno
e avvicinamento (# n)
G sopra (dopo un movimento
discendente)
A nozioni varie
(ma con idea di prossimit)

G gi da, verso (in basso)

kat
GA
NUOVI ITINERARI

149

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150

QUINTA UNIT

14.4. Preverbi38
Dallevoluzione in senso funzionale degli antichi avverbi sono nati,
insieme alle preposizioni, i preverbi. Ecco lelenco dei preverbi greci,
raggruppati in base alle trasformazioni fonetiche a cui possono dar
luogo:
1. ad eccezione di ew (attestato anche nella forma \w), prw e pr, tutti gli altri
preverbi presentano comportamenti diversi a seconda che il verbo con cui si
combinano cominci per vocale o per consonante;
2. mf39, n, di, par elidono la vocale finale davanti a verbi inizianti per
vocale (p.es. para- + arv > par-airv40);
3. lo stesso dicasi per nt, p, \p, kat, met, p, che per di pi sono sensibili
alleventuale aspirazione della vocale iniziale del verbo, dando luogo in questo
caso alle varianti aspirate ny-, f-, \f-, kay-, mey-, f- (p.es. po- + arv >
p-arv, ma po- + arv > f-airv);
4. per e pr (oltre ad mf) mantengono la vocale finale (p.es. peri- + arv >
peri-airv; pro- + arv > pro-airv; peri- + sthmi > peri-sthmi; pro- +
sthmi > pro-sthmi; pro- + prxv > pro-prxv)41;
5. con tutti i preverbi che escono in vocale seguiti da verbo iniziante per ]- si
determina il raddoppiamento del -r- (p.es. po-r-rv, peri-r-rv ecc.);
6. \k presenta la variante \j davanti a iniziale vocalica (p.es. \j-airv);
7. \n, sn (con la variante jn) trasformano il -n- a seconda della consonante
iniziale del verbo:
in -g- davanti a gutturale (p.es. sun- + gignQskv > sug-gignQskv);
in -m- davanti a labiale (p.es. \n- + bllv > \m-bllv);
in -m- davanti a m- (p.es. \n- + mnv > \m-mnv);
in -l- davanti a l- (p.es. \n- + lepv > \l-lepv);
in -r- davanti a r- (p.es. sun- + rv > sur-rv);
sun- + z- > su- (p.es. su-zhtv); sun- + s- > sus- (p.es. sus-szv)42.

38
Nel fenomeno della preverbazione si possono far rientrare anche gli analoghi composti nominali (p.es. sum-maxv combatto con, sono alleato > summaxa~smmaxow
alleanza~alleato), nella cui semantica presente di solito una carica verbale (come del
resto in italiano: con-correre > concorso~concorrenza ecc.).
39
Il comportamento di mf oscillante, alternando lelisione della vocale finale alla sua
conservazione (p.es. mfi- + pv > mf-pv oppure mfi-pv).
40
Da questo punto in avanti viene adottata anche in questo testo la diffusa convenzione
di citare i verbi alla 1 pers. sing. del presente indicativo, continuando per a dare la traduzione nella forma dellinfinito.
41
Quando il preverbo pro- seguito dallaumento e- tipico dei tempi storici (v. 15.2)
si ha di solito crasi (1.6: p.es. da pro-bllv imperfetto pro--ballon > proballon,
aor. pro--balon > probalon). Negli altri casi di sequenza pro-e- invece le due vocali si
mantengono quasi sempre separate (p.es. pro-ek-bllv, pro-eis-bllv, pro-em-bllv,
pro-epi-bllv, e simili).
42
Ma quando il verbo inizia per s- + consonante si ha semplificazione del gruppo consonantico (p.es. sun- + skeuzv > su-skeuzv).

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NUOVI ITINERARI

151

Come nel sistema preposizionale, anche in quello preverbale si


determina, fra i due elementi che entrano in composizione, una complessa interazione semantica, con frequenti esiti di tipo metaforico43.
Il risultato che spesso il significato di un composto non pu essere
ricavato sommando meccanicamente il valore del preverbo a quello del
verbo semplice44.
Parzialmente diversa la situazione nei casi segno di vivace produttivit linguistica di doppio (o addirittura triplo) preverbo45. Qui la deriva metaforica non
coinvolge di solito il preverbo aggiunto per ultimo (quello cio pi esterno, il primo da sinistra), che tende a conservare i valori semantici di base: p.es.
nti- esfrv introdurre
nteisfrv introdurre in cambio, sostituire
\pi\peisfrv
portare in aggiunta
proproeisfrv
pagare in anticipo
\pi- poynskv morire
\papoynskv
morire dopo
sunsunapoynskv
morire insieme
perperapoynskv
morire per qualcuno
pros- \jamartnv sbagliare prosejamartnv commettere altri errori
po- \jgv portar via
pejgv
portar via con un sotterfugio

14.5. Preposizioni improprie


Anche in greco, come in molte lingue (italiano compreso), il processo di sviluppo di valori funzionali ha interessato una pi ampia serie di
espressioni avverbiali, ma con alcune differenze:
hanno di solito mantenuta operante anche loriginaria natura avverbiale;
sono usate come preposizioni, quasi mai come preverbi;
hanno un ventaglio di significati pi circoscritto (anche perch sono state
interessate in misura assai minore da fenomeni di evoluzione semantica in
senso metaforico46).

P.es. dalla combinazione fra il preverbo per- e `rv guardare si sviluppa nel verbo
perorv (lett. guardare dallalto [in basso]) il significato di trascurare, disprezzare,
non immediatamente desumibile dalla semantica di pr sopra.
44
Come accade, del resto, in molte altre lingue: mentre p.es. abbastanza prevedibile il
significato dei verbi italiani pre-ferire, con-ferire, tras-ferire ecc., non si pu dire altrettanto
di de-ferire~de-ferenza~de-ferente, in-ferire~in-ferenza ecc., dove solo attraverso una riflessione di carattere storico-etimologico si pu arrivare a spiegare lesito semantico finale.
45
un tipo di produttivit linguistica quasi del tutto assente in italiano e in altre lingue
moderne (non per in tedesco: p.es. unter-zeichen sotto-scrivere, firmare > mit-unterzeichen sottoscrivere insieme ad altri, controfirmare), che in greco si comprende proprio
pensando alloriginaria natura avverbiale dei futuri preverbi.
46
Essi sono quasi sempre limitati allevoluzione da un originario valore spaziale (e
poi temporale) ai valori situazionali e relazionali pi immediatamente rappresentabili in
termini spaziali.
43

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152

QUINTA UNIT

Queste espressioni di limitato impiego funzionale, per le quali si parla


di preposizioni improprie (per distinguerle da quelle propriamente dette, in cui il valore funzionale invece esclusivo o nettamente prevalente),
non presentano quindi in genere grossi problemi di interpretazione. Ecco
quelle pi comuni (alcune sono ricordate anche nel cap. 10)47:

Elenco delle principali preposizioni improprie


Spazio

Tempo
contemporaneamente a

ma

Valori situaz.~relaz.
insieme con

neu

(lontano da)

senza

ntikr

di fronte a

Lcontro

xri, mxri

fino a

fino a
come, a mo di

dkhn
\ggw

vicino a

esv~sv
svyen

dentro a, allinterno di
dallinterno di

\ktw

fuori da, allesterno di

mprosyen

davanti a, di fronte a

ndon
ndoyen

dentro a, allinterno di
dallinterno di

simile a

eccetto, senza, oltre a


prima di

per [scopo e causa, 10.2]

neka, xrin
\ntw

(d)entro a, allinterno di

entro

jw

vicino a

dopo, di seguito a

jv

fuori da, allesterno di

oltre, dopo

vw

fino a

fino a

oltre a, eccetto

di nascosto a

krfa, lyr
metaj

tra, in mezzo a

`mo

(vicino a)

pisyen

dietro

plaw

vicino a, davanti a

pra

al di l di, oltre

contemporaneamente a

insieme a

al di l di, pi di, oltre a


eccetto, allinfuori di

pl}n
prrv~prsv davanti a, lontano da
prsyen

davanti a

xvrw

lontano da

prima di

Jin difesa di
senza

47
La tabella, pur molto semplificata, segue limpostazione di quella sulle preposizioni proprie (fra parentesi le accezioni meno comuni). Lelenco potrebbe essere ampliato praticamen-

153

NUOVI ITINERARI

Capitolo 15
Morfologia verbale (III): lImperfetto
15.1. Imperfetto, Piuccheperfetto, Futuro nel sistema verbale greco
Il sistema verbale greco, come si detto (2.2), ha una struttura particolare, sia perch organizzato per tempi (Presente, Aoristo, Perfetto) anzich per modi, sia perch ciascuno di essi ha, accanto e prima del valore
temporale, un valore aspettuale. Allinterno di questa logica
lImperfetto (leggevo) appare una sorta di proiezione del Presente (leggo)
nel passato, esprimendo un evento del passato colto nel suo svolgersi;
analogamente, il Piuccheperfetto (avevo letto, o meglio avevo terminato di
leggere) proietta nel passato il Perfetto (ho letto, o meglio ho terminato di
leggere), esprimendo un evento del passato colto nel suo essere ormai compiutamente realizzato;
anche le due forme di Futuro, I (legger) e II (avr terminato di leggere), vanno
messe in rapporto risp. con il Presente e il Perfetto; diversamente da Imperfetto
e Piuccheperfetto non possono per essere considerate semplici propaggini
temporali, perch hanno una propria articolazione modale, sia pure ridotta48;
non esistono invece forme verbali interpretabili come proiezione temporale
dellAoristo: esso esprime un evento talmente compresso nella sua momentaneit da essere privo di dimensione temporale, per cos dire gi concluso
nellattimo in cui si compie.

Questa struttura, molto diversa da quella abituale per litaliano (dove


si usa invece abbinare un tempo semplice al rispettivo tempo composto:
leggo~ho letto, leggevo~avevo letto, legger~avr letto ecc.49), pu essere rappresentata come segue:
*

sistema del Presente:

Presente (articolazione modale completa)


Imperfetto (semplice proiezione temporale)
Futuro I (articolazione modale ridotta)

sistema dellAoristo:

Aoristo (articolazione modale completa)


(nessuna proiezione temporale)

sistema del Perfetto:

Perfetto (articolazione modale completa)


Imperfetto (semplice proiezione temporale)
Futuro II (articolazione modale ridotta)

te allinfinito includendovi gli innumerevoli casi di uso preposizionale di originari complementi


(come in italiano: invece [da in vece] di, al fianco di, in coda a, a motivo di ecc.) o di avverbi derivati da aggettivi, per i quali comunque sufficiente unattenta consultazione del vocabolario.
48
Per una pi organica descrizione del Futuro v. 21.1.
49
Sul fatto che non sia applicabile in greco il concetto di tempi relativi v. n. 58 p. 25 e
n. 26 p. 170.

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154

QUINTA UNIT

15.2. Limperfetto della coniugazione in -v


LImperfetto ha lo stesso tipo di coniugazione del Presente (con vocale tematica nei verbi in -v, senza vocale tematica nei verbi in -mi);
e come il presente, ha ununica forma per il Medio e il Passivo. Dal
presente lo distingue oltre alluso delle desinenze tipiche dei tempi
storici laumento, che consiste nellaggiunta della vocale e- davanti
al tema verbale.
peyv persuadere
attivo

medio-pass.

-peiy-o-n
-peiy-e-w
-peiy-e

\-peiy--mhn
\-pey-ou
\-pey-e-to

\-pey-e-ton
\-peiy--thn
\-pey-o-men
\-pey-e-te
-peiy-o-n

\-pey-e-syon
\-peiy--syhn
\-peiy--meya
\-pey-e-sye
\-pey-o-nto

essere
1
2
3
2
3
1
2
3

dire

~ n
s-ya
n

-fh-n
-fh-sya ~ -fh-w
-fh

s-ton
s-thn
-men
-te ~ s-te
-san

-fa-ton
\-f-thn
-fa-men
-fa-te
-fa-san

Osservazioni
1. Tra i vari fenomeni fonetici, merita di essere rilevata anche qui la caduta del
sigma intervocalico nella 2 sing. del mediopassivo (-ou da -e-so).
2. Forme ambigue (evidenziate in corsivo):
peiyon = 1 sing. e 3 plur. imperfetto attivo;
n = 1 e 3 sing.;
te = 2 plur. presente congiuntivo e imperfetto.

Fenomeni fonetici legati allaumento


Laggiunta dellaumento d luogo ad alcuni fenomeni fonetici:
nei verbi inizianti in ]- si ha il raddoppiamento del -r- (]ptv > rripton);
nei verbi inizianti in vocale, questa si allunga (a- > h-; - > +-; ai- > +-; au- >
hu-; e- > h-; ei- > +-~ei-; eu- > hu-~eu-; h- > h-; i- > i-; o- > v-; oi- > ~-; ou- >
ou-; u- > u-; v- > v-);
nei verbi composti, laumento si colloca fra il preverbo e il verbo (p.es.
na-peyv > n--peiyon), neutralizzando le eventuali alterazioni fonetiche
legate alla preverbazione (v. 14.4)50.

Non ha invece effetti particolari dal punto di vista dellelisione (p.es. da kat + \syv
si ha il pres. kat-esyv e limpf. kat-}syion) e dellaspirazione (p.es. da p + rpzv si ha
il pres. f-arpzv e limpf. f-}rpazon). Nei verbi composti con pro- laggiunta dellaumento d luogo a pro[- con crasi (p.es. pro--legon > pro-legon da un pres. pro-lgv).
50

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155

NUOVI ITINERARI

'

Per risalire dallimperfetto al presente

Verbi inizianti in vocale:


deriva da un pres. in ei- (o, pi raramente, in e-51);
un impf. in ei un impf. in hderiva da un pres. in a- oppure in e- oppure in h-;
un impf. in +deriva da un pres. in - oppure in ai- oppure in ei-;
un impf. in huderiva da un pres. in au- oppure in eu-;
deriva da un pres. in o- oppure in v-;
un impf. in v un impf. in ~deriva da un pres. in oi-.
Verbi composti:
un impf. \j--legon
un impf. sun-e-ggnvskon
un impf. \n--ballon
un impf. \n--menon
un impf. \n--leipon
un impf. sun--rreon
un impf. sun-e-z}teon
un impf. sun--s~zon
un impf. sun-e-skeazon
un impf. pro-legon

deriva da un pres. \k-lgv


deriva da un pres. sug-gignQskv
deriva da un pres. \m-bllv
deriva da un pres. \m-mnv
deriva da un pres. \l-lepv
deriva da un pres. sur-rv
deriva da un pres. su-zhtv
deriva da un pres. sus-szv
deriva da un pres. su-skeuzv
deriva da un pres. pro-lgv

Ci avviene con i seguenti nove verbi: \v lasciare, \yzv abituare, lssv volgere, lkv trascinare, pomai seguire, \rgzomai lavorare, rpv strisciare, stav
ospitare, xv avere. Lanomalo ei- invece di h- si spiega col fatto che la radice di questi
verbi presentava in realt una consonante iniziale, che cadendo ha determinato il contatto
con laumento (ee-) e conseguente contrazione: p.es. pomai da sekw- (cfr. lat. sequor), \rgzomai da werg- (cfr. ingl. work), rpv da serp- (cfr. lat. serpo), e cos via.
51

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QUINTA UNIT

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157

NUOVI ITINERARI

SESTA UNIT
CAPITOLO 16
Morfologia nominale (V):
Nominali della 3 declinazione con tema in -nComparativi e superlativi
Quadro dei pronomi e avverbi correlativi
CAPITOLO 17
Morfologia verbale (IV): lAoristo
Meccanismi di sviluppo della morfologia verbale
Aoristo 2
CAPITOLO 18
Valori semantici e forme espressive della funzione Predicativa

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158

SESTA UNIT

Obiettivi:
prosecuzione della 3 declinazione con i nominali dal tema in nasale
esame di alcune forme particolari riconducibili a questa classe morfologica (pronomi interrogativi e indefiniti, comparativi e superlativi) e delle relative implicazioni sintattiche e contestuali
conoscenza sistematica delle varie classi semantiche e sintattiche di
pronomi e avverbi
analisi del sistema verbale greco nei suoi aspetti semantici e morfologici
studio di una forma di Aoristo (lAoristo 2), nei suoi rapporti con
lImperfetto
esame delle caratteristiche semantiche e formali dei complementi
necessari e acquisizione di criteri per interpretarli correttamente

Avvertenza
A partire da questa unit, si cessa di indicare la possibilit del n efelcistico nelle desinenze nominali (DAT plur. -i) e verbali (3 sing. att. -e, 3 plur. att. -si).

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159

NUOVI ITINERARI

Sesta Unit

Capitolo 16
Morfologia nominale (V): Nominali della 3 declinazione con tema in -n- Comparativi e superlativi Quadro dei pronomi e avverbi correlativi
Nel cap. 11 abbiamo avviato lo studio della 3 declinazione con i nominali con tema in -nt-. In questo capitolo prenderemo in esame i nominali con tema in -n-, una classe nella quale, oltre ad altri aggettivi, rientrano anche alcuni importanti pronomi e alcune forme di comparativo.

16.1. Nominali della 3 declinazione con tema in -nDiversamente da quel che accade per i nominali in -nt- (dove tale
gruppo consonantico, cadendo, produce allungamento di compenso), in
questo gruppo la caduta del -n- non provoca effetti fonetici (cfr. dat. plur.
damosi, poimsi, mlasi ecc.).
Tema -ondemone

fortunato
m.~f.

pi dolce
n.

damvn
damon-ow
damon-i
damon-a
damon

e[damvn
edaimon
e[damonow
e[damoni
e[damona
edaimon
edaimon
edaimon

damon-e
daimn-oin

e[damone
e[daimnoin

damon-ew
daimn-vn
damo-si
damon-aw

m.~f.

n.

N
=dvn
dion
G
=donow
D
=doni
A
=dona (=dv)
dion
V
dion
dion
NAV
=done
GD
=dinoin

e[damonew
e[damona NV =donew (=douw) =dona (=dv)
e[daimnvn
G
=dinvn
e[damosi
D
=dosi
e[damonaw e[damona A =donaw (=douw) =dona (=dv)
e[daimnvw
Avverbio
dion

Francesco Michelazzo, Nuovi itinerari alla scoperta del greco antico. Le strutture fondamentali della lingua
greca : fonetica, morfologia, sintassi, semantica, pragmatica,
ISBN: 978-88-8453-513-6 (print) ISBN: 978-88-8453-513-9 (online), Firenze University Press, 2006.

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SESTA UNIT

Tema -en- ~ -anpastore

tenero

nero

m.

f.

n.

m.

poim}n
poimn-ow
poimn-i
poimn-a
poim}n

trhn
trenow
treni
trena
tren

treina
terenhw
teren+
treinan
treina

tren
trenow
treni
tren
tren

f.

mla w
mlanow
mlani
mlana
mlaw

mlaina
melanhw
melan+
mlainan
mlaina

mla n
mlanow
mlani
mlan
mlan

trene
ternoin

N
G
D
A
V
NAV
GD

poimn-e
poimn-oin

trene
ternoin

terena
terenain

poimn-ew
poimn-vn
poim-si
poimn-aw

trenew
ternvn
tresi
trenaw

treinai
tereinn
terenaiw
terenaw

n.

mlane
melnoin

melana
melanain

mlane
melnoin

trena
ternvn
tresi
trena

NV
G
D
A

mlanew
melnvn
i
mlas
mlanaw

mlainai
melainn
melanaiw
melanaw

mlana
melnvn
i
mlas
mlana

Tema -ininterrogativo
m.~f.

indefinito

n.

m.~f.

relativo indefinito

n.

tw
t
tnow
tni
tna t

tiw
ti
tinow
tini
tina ti

tne
tnoin

tine
tinoin

N
G
D
A
NA
GD

tnew tna
tnvn
tsi
tnaw tna

tinew tina
tinvn
tisi
tinaw tina

N
G
D
A

m.

f.

n.

stiw
otinow
>tini
ntina

tiw
stinow
"tini
ntina

ti
otinow
>tini
ti

-----

-----

-----

otinew
@ntinvn
o<stisi
ostinaw

atinew
tina
@ntinvn @ntinvn
a<stisi o<stisi
stinaw
tina

Casi particolari di nominali con tema in nasale


cane agnello

nessuno

f.

n.

m.

f.

o[dew
o[denw
o[den
o[dna

o[dema
o[demiw
o[demi
o[deman

o[dn
o[denw
o[den
o[dn

n.

N
G
D
A
V

e<w
nw
n
na

ma
miw
mi
man

n
nw
n
n

---

---

---

---

---

---

rn-e
(rn-on)

NAV
GD

-----

-----

-----

-----

-----

-----

rn-ew
rn-n
rn-si
rn-aw

NV
G
D
A

---------

---------

---------

o[dnew
o[dnvn
o[dsi
o[dnaw

o[demai
o[demin
o[demaiw
o[demaw

kvn
kun-w
kun-
kn-a
kon

r}n
rn-w
rn-
rn-a
r}n

kn-e
(kun-on)

kn-ew
kun-n
ku-s
kn-aw

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uno
m.

o[dna
o[dnvn
o[dsi
o[dna

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NUOVI ITINERARI

Osservazioni
1. Il nom. sing. maschile (o masch.~femm.) si forma di solito dal tema puro
con allungamento1; il femminile da -...n-ja; il neutro dal tema puro. Il voc. sing.
maschile (o masch.~femm.) uguale al VOC nei nomi ossitoni, al tema puro
negli altri.
2. Laggettivo =dvn~dion il comparativo di =dw~=dea~=d dolce. Su
meccanismi di formazione e altre caratteristiche del comparativo e superlativo v. il
seguente.
3. Linterrogativo tw e lindefinito tiw (da kwis, cfr. lat. quis) si differenziano
per laccentazione: gli interrogativi, anche nelle forme monosillabiche, sono sempre ortotonici (segno di intonazione fortemente marcata), gli indefiniti tranne
casi particolari enclitici.
4. Il relativo indefinito stiw risulta dalla combinazione delle forme del relativo
con le corrispondenti forme enclitiche dellindefinito (cos fra laltro si spiegano i casi
di apparente violazione delle leggi di accentazione come o-tinow, @n-tinvn ecc.)2.
Nei casi obliqui sono attestate anche le seguenti forme alternative: sing. tou,
t~; plur. tvn, toiw. Inoltre neutro plur. tta.
5. Sullo spostamento in avanti dellaccento di alcune parole nei casi obliqui
(kunw~kun, ma kna; nw~n, ma na; ecc.) v. n. 54 p. 24.
6. Il pronome o[dew nessuno risultato della combinazione o[d + e<w
(lett. neppure uno). Analogamente, dalla combinazione mhd + e<w si ha il pronome mhdew, che significa anchesso nessuno ma a differenza dellaltro
usato in frasi volitive e ipotetiche.

16.2. Aggettivi e avverbi di grado Comparativo e Superlativo


In greco esistono due forme di Comparativo3 e Superlativo.
Quella di gran lunga pi comune, che segue la declinazione degli aggettivi di 1 classe (cfr. 5.2), consiste nellaggiunta risp. del suffisso -ter(-terow -tra -teron) e del suffisso -tat- (-tatow -tth -taton), e si presenta con diverse varianti:

1
Pi raramente (p.es. negli aggettivi mlaw nero e tlaw misero) sigmatico, con
caduta del -n- e allungamento apofonico della vocale.
2
Il meccanismo particolarmente evidente nel neutro sing., convenzionalmente scritto
ti (e cos distinto dalla congiunzione subordinante ti = lat. quod). Occasionalmente capita
di trovare scritte separatamente anche altre forme.
3
Convenzionalmente parliamo di comparativo intendendo il comparativo di maggioranza (lunico che abbia in greco come anche in latino caratteristiche morfologiche proprie). Ma naturalmente esistono anche il comparativo di minoranza e quello di uguaglianza,
che si formano entrambi perifrasticamente, risp. con sson meno e con otvw [... qw] cos
[... come]. La formazione perifrastica possibile anche per il comparativo di maggioranza
(con mllon pi), p.es. Aristotele, Politica 1307.a.14 di tot& esn a mn sson a d mllon
mnimoi a[tn per questo che alcuni di essi [i regimi aristocratici] sono meno stabili, altri
pi stabili.

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SESTA UNIT

aggettivi della prima classe:


i suffissi si aggiungono di regola alla vocale tematica, normalizzata nella forma -o-: p.es. dkai-ow > dikai--terow~dikai--tatow; sxur-w >
sxur--terow~ sxur--tatow; ecc.4
in qualche raro caso si aggiungono direttamente alla radice: p.es. flow >
fl-terow~fl-tatow (ma anche fila-terow~fila-tatow, nonch il regolare
filQ-terow~filQ-tatow e le forme del secondo tipo filvn~fltatow); gerai-w
> gera-terow~gera-tatow; palai-w > pala-terow~pala-tatow; ecc.5
aggiungono alla radice i suffissi nella forma -sterow~-statow gli aggettivi
contratti in -ow come plow (da pl-ow: > plo-sterow~plo-statow >
plosterow~plostatow) e altri pochi aggettivi come fyon-ow > fyon-sterow~fyon-statow; krat-ow > krat-sterow~krat-statow; ecc.
alcuni pochi aggettivi di significato spregiativo aggiungono i suffissi nella
forma -sterow~-statow: p.es. klpthw ladro > klept-sterow~klept-statow; llow chiacchierone > lal-sterow~lal-statow; ptvxw mendicante > ptvx-sterow; ecc. (anche con aggettivi della 2 classe: p.es.
rpaj rapace > rpag-statow)
aggettivi della seconda classe:
i suffissi si aggiungono di regola alla radice: p.es. xareiw > xaris-terow~xaris-tatow (da xarient-t-); mlaw > meln-terow~meln-tatow; pnhw > pens-terow~pens-tatow (da penet-t-); mkar > makr-terow~makr-tatow; e[gen}w > e[gens-terow~e[gens-tatow; barw >
bar-terow~bar-tatow; ecc.
negli aggettivi con radice che esce in nasale si aggiungono i suffissi nella
forma -sterow~-statow: p.es. sQfrvn > svfron-sterow~svfron-statow; e[damvn > e[daimon-sterow~e[daimon-statow; ecc.

Laltra forma consiste nellaggiunta del suffisso -ion- per il Comparativo (v. un esempio di declinazione a p. 159) e del suffisso -ist- (-istow -sth
-iston) per il Superlativo. attestata peraltro spesso in alternativa alla
variante in -terow~-tatow in pochi aggettivi, fra cui quelli legati a opposizioni semantiche essenziali come buono/cattivo, grande/piccolo ecc.,
che in molte lingue (fra cui litaliano) formano il Comparativo e Superlativo da pi radici diverse6.
Comparativo e superlativo degli avverbi
Come detto in precedenza (v. n. 48 p. 54), per gli avverbi di grado comparativo e superlativo si usano di solito le forme del neutro (risp. singolare
e plurale).
4
In alcuni casi la vocale tematica si presenta in forma allungata -v- (p.es. jiow~jiQterow~jiQtatow). Il fenomeno, che si verifica quando la sillaba precedente breve, di solito
spiegato con esigenze ritmiche, cio con la necessit di evitare una lunga sequenza di sillabe brevi (difficile da inserire nello schema metrico dellesametro dattilico, il verso della poesia epica).
5
Pu darsi che sia dovuta a influsso analogico lestensione della forma -ai- ad aggettivi come sux-ow (> =suxa-terow~=suxa-tatow); di-ow (> dia-terow~dia-tatow), s-ow (>
sa-terow~sa-tatow), ecc.
6
Cfr. p.es. il lat. bonus > melior~optimus (da cui litaliano), lingl. good > better~best ecc.

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NUOVI ITINERARI

Principali aggettivi con compar. in -vn e superl. in -istow


Forma base

masch-femm.

gayw buono

menvn
revn
beltvn
kressvn

kakw cattivo

kakvn
xervn
ssvn

mgaw grande
makrw lungo
mikrw piccolo
\laxw corto
polw molto
mla molto
lgow poco
asxrw turpe
bayw profondo
braxw breve
glukw dolce
\xyrw nemico
=dw dolce
kalw bello
]diow facile
taxw veloce
kw veloce

mezvn
mssvn
mevn
\lssvn
plevn
l(e)zvn
asxvn
bayvn
braxvn
glukvn
\xyvn
=dvn
kallvn
]vn
yssvn
kvn

Comparativo

neutro

meinon
reion
bltion
kresson
kkion
xeron
sson
mezon
msson
meon
lasson
pleon, plon
mllon magis
lzon
asxion
byion
brxion
glkion
xyion
dion
kllion
]on
ysson
kion

Superlativo

ristow
bltistow
krtistow
kkistow
xeristow
[kistow]
kista minime
mgistow
m}kistow

\lxistow
plestow
mlista maxime
lgistow
asxistow
byistow
brxistow
glkistow
xyistow
distow
kllistow
]stow
txista
kistow

Osservazioni
Fra i numerosi fenomeni fonetici (molti dei quali legati allincontro della consonante finale della radice con la semiconsonante -j- del suffisso -vn~-ion7), ci limitiamo a rilevare quelli che interessano laggettivo taxw. Il grado normale e il superlativo si formano dalla radice yax- con perdita dellaspirazione iniziale per la legge di
Grassmann (yax-w, yx-istow > taxw, txistow: v. 1.3); essa si mantiene invece
nel comparativo, dato che la seconda aspirata x scompare a seguito dellincontro con
-j- (yax-jvn > yssvn).

16.3. Implicazioni contestuali del Comparativo e Superlativo


Come le parole prese in esame in 5.5, anche Comparativo e Superlativo presentano interessanti implicazioni di carattere contestuale. Possono
avere infatti due valori:
7
Si tratta di fenomeni in gran parte comuni a quelli determinatisi, nella formazione del
tema verbale del presente, dallaggiunta del suffisso - j v (v. 20.2).

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164

SESTA UNIT

valore relativo (o relazionale), quando comportano un confronto


nel caso del comparativo, con il secondo termine di paragone: p.es.
o Lakedaimnioi maximQtero esi tn &Ayhnavn opp. o &Ayhnaoi
gli Spartani sono pi bellicosi degli [che gli] Ateniesi
nel caso del superlativo, con il complemento partitivo: p.es.
o Lakedaimnioi maximQtato esi tn ^Ell}nvn opp. \n tow %Ellhsi
gli Spartani sono i pi bellicosi dei [fra i] Greci8
valore assoluto, quando, senza istituire confronti, indicano che la qualit in
questione posseduta con un certo grado di intensit: p.es.
maximQteroi = alquanto~piuttosto~troppo9 bellicosi
maximQtatoi = bellicosissimi.

Diversamente da quanto accade in italiano e in molte altre lingue, in


greco (e in latino) i due valori sono espressi nello stesso modo10, e pu non
essere facile distinguerli.
In linea generale si pu dire che fra i due possibili opposti errori (intendere in valore assoluto quando si tratta di valore relativo, e viceversa) pi
frequente e pi insidioso il primo, perch significa trascurare implicazioni
contestuali e pregnanza concettuale insiti nei valori relazionali. Questo
rischio si verifica soprattutto
quando il termine di confronto (2 termine di paragone o compl. partitivo)
lontano nel testo o non esplicitato affatto11;
in presenza di forme (soprattutto avverbiali) che dalloriginaria natura di
comparativo o superlativo sono scadute a livello di frasi fatte, di formule di
transizione ecc.: il caso p.es. dei due superlativi speculari mlista e ki-

8
La natura dei due tipi di GEN diversa: nel 2 termine di paragone si tratta di GEN-ablativo
(~ lat. ABL: cfr. 3.2), nel partitivo di GEN proprio (~ lat. GEN: cfr. 3.4). La particella (~ lat. quam)
usata in greco anche come congiunzione disgiuntiva o (cfr. p. 257). Quanto alla costruzione
\n + DAT (~ lat. inter + ACC, ex~de + ABL) si tratta di estensione metaforica del valore spaziale (cfr.
3.2 e 13.1); il nesso \n tow si incontra anche in forma ellittica, ridotta a pura perifrasi (p.es. o
Lakedaimnioi \n tow maximQtato esi gli Spartani sono fra i pi bellicosi).
9
In realt una nozione come quella di troppo presuppone lesistenza di una misura-limite in rapporto alla quale si pu parlare di eccesso (dunque un valore relazionale, sia
pure implicito). Lo conferma il fatto che in questi casi si incontra spesso la costruzione con
, tipica appunto del comparativo relativo: p.es. o Lakedaimnioi maximQtero esin ste
pisteein a[tow gli Spartani sono troppo bellicosi per fidarsi di loro (lett.: pi bellicosi
rispetto a una situazione che comporti come conseguenza [ ste, lat. quam ut] il potersi
fidare di loro). Su questo tipo particolare di consecutive v. n. 67 a p. 124.
10
Tuttal pi si pu incontrare in greco (non, ovviamente, in latino!) larticolo nel caso
di superlativo assoluto (per cui in teoria kllistow = bellissimo vs ` kllistow il pi
bello): ma non un criterio affidabile, e oltretutto non vale negli avverbi (per cui p.es. kllista inevitabilmente ambiguo: in modo bellissimo, oppure nel modo pi bello?).
11
P.es., dopo e anche molto dopo che si sia parlato di unopinione pubblica allarmata per la criminalit, si pu dire io per sono pi ottimista (il concetto di ottimismo
di per s nuovo, ma si pu dire che facilmente ricavabile in opposizione al diffuso pessimismo evocato in precedenza): il valore relativo tende in questi casi a confondersi con
quello assoluto (io per sono piuttosto ottimista). Sempre in questo ordine di idee

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NUOVI ITINERARI

165

sta, frequentemente usati nel senso risp. di senzaltro, assolutamente (s)


e di niente affatto, assolutamente no (cfr. lat. minime)12.

'

Indicazioni di metodo
Dalle osservazioni che precedono discende direttamente, come indicazione di metodo, limportanza di cogliere tutti gli eventuali segnali di valore
relazionale (2 termine di paragone ~ compl. partitivo) e di sviluppare lattenzione al contesto.
Da questo punto di vista emerge chiaramente un non trascurabile elemento
di difficolt delle lingue classiche rispetto alle lingue moderne: il fatto che greco
e latino sono lingue morte, di cui non possiamo sperimentare, parlandole e/o
ascoltandole, la funzione comunicativa con le sue complesse dinamiche. P.es.
ognuno di noi ha avuto occasione di vivere ripetutamente situazioni comunicative sul tipo di quella immaginata in n. 11: grazie a esperienze del genere si
sviluppa naturalmente una attenzione e memoria contestuale a largo spettro,
capace di stabilire relazioni e cogliere riferimenti anche remoti; una competenza che, per le lingue classiche, si acquisisce solo molto lentamente, e soprattutto
in maniera artificiale, senza il supporto di esperienze dirette.

16.4. Quadro dei pronomi e avverbi correlativi


Una volta completato col pronome Interrogativo~Indefinito lo studio
della morfologia pronominale, possibile tracciare un quadro organico
dei pronomi (e avverbi) correlativi13
per rendere chiari i rapporti tra le varie forme e il posto che ciascuna di esse
occupa allinterno del sistema ...
... facilitando cos anche una ricerca sul vocabolario mirata, meno casuale;
come occasione per riflettere, attraverso losservazione di somiglianze e differenze, su alcuni meccanismi di produttivit morfologica.

sono da segnalare due fenomeni: il fatto che alcuni aggettivi sono usati correntemente al
grado comparativo per indicare una pi generale opposizione categoriale (p.es. da now
giovane si ha o neQteroi i giovani ~ i moderni, distinti come categoria dagli adulti e/o
anziani ~ dagli antichi) e il fatto che nel confronto fra due aggettivi spesso anche il secondo
si presenta al comparativo (p.es. Erodoto III.65.3 \pohsa taxtera sofQtera ho agito
pi rapidamente che saggiamente, la classica opposizione che alla base del proverbio
presto e bene raro avviene).
12
Purtroppo i vocabolari, che in questi casi di solito elencano i vari significati in sequenza
(senza cio dire, p.es., perch e in che cosa il significato senzaltro di mlista differisca da al
pi alto grado [rispetto a un certo insieme]), non facilitano lo sviluppo di una corretta sensibilit linguistica e quindi la capacit di scegliere in maniera motivata, valutando in modo
consapevole le alternative in gioco.
13
A rigore si dovrebbe parlare di correlativi solo per le coppie formate da un dimostrativo e dal corrispondente relativo, ma per comodit la definizione pu essere estesa allintero
sistema pronominale e avverbiale.

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SESTA UNIT

Tavola sinottica dei pronomi


1.
Dimostrativi

2.
Relativi

3. Interrog.
(dir.~indir.)

4.
Indefiniti

A. Pron.-base

de otow
\kenow

tw

B. Qualit

toow toisde
toiotow

o<ow

poow

poiw

C. Quantit

tsow tossde
tosotow

sow

psow

posw

D. Et
(o importanza)

thlkow thliks- =lkow


de thlikotow

phlkow

phlkow

E. Stato in l. ~
situazione

nya \nyde
\ntaya \ke

o nya na

po

pou

F. Moto a l. ~
scopo

nya \nyde
\ntaya \kese

o< nya

po

tiw
pterow

terow

potrvyi

trvyi
poi

potrvse

trvse

G. Moto da l. ~
causa

nyen \nynde
yen nyen
\nteyen \keyen

pyen

H. Moto per l. ~
modo-mezzo

t_de tat+

"

p_

p+

I.

w (@w) @de
otvw

qw sper

pw

pvw

J. Tempo

nn tte

te

pte

K. Momento

thnka thnikde =nka


thnikata

poyen
potrvyen

Modo

trvyen

potrvw

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trvw
pote

phnka

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167

NUOVI ITINERARI

e degli avverbi correlativi


5. Rel. indef.
e Interr. indir.

stiw

6.
Negativi25

o[dew
`pterow

`poow

7.
tutto

pw

8.
altro

llow

9.
a[tw

a[tw

o[dterow mfv mfteroi


terow
lloow
pantoow

di ogni genere

teroow
`psow

low
tutto intero

`phlkow

o[damo

pou
`potrvyi
poi

pntoyi

lloyi

a[to

o[detrvyi
mfotrvyi
trvyi
o[damo
pntose
llose
a[tse

`potrvse
o[detrvse
mfotrvse
trvse
o[damyen
pntoyen
lloyen
a[tyen
`pyen

p+

`potrvyen

o[detrvyen
mfotrvyen
o[d p+
pnt+
ll+

pvw

o[damw
`potrvw

`pte

pntvw

trvyen
H

llvw

o[detrvw
mfotrvw
pntote
e
llote
opote
o[dpote

atvw

trvw
J

trvte
K

`phnka

25
Accanto alle forme in o[d- ve ne sono altrettante in mhd-, con la stessa differenza di uso
che intercorre tra le due forme di negazione o[ e m} (v. n. 37 p. 50).

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168

SESTA UNIT

La tabella organizzata in questo modo:


sono allineate in orizzontale le forme appartenenti alla stessa famiglia semantica: pronomi~aggettivi di base (A), pronomi~aggettivi di qualit e quantit (B-C), avverbi di luogo14 (E-H) ecc.;
in ogni casella, la parte inferiore contiene, allineate a destra, le forme non
sempre presenti che indicano un riferimento a due (p.es. o[dew nessuno,
lat. nemo ~ o[dterow nessuno dei due, lat. neuter)15;
sono allineate in verticale le forme appartenenti alla stessa categoria sintattica: dimostrativi (1), relativi (2), interrogativi (3, talora usati anche nelle esclamazioni), ecc.16

'

Indicazioni di metodo
Pronomi e avverbi correlativi sono parole importanti nelleconomia strutturale
del greco (cos come di altre lingue, italiano compreso). Saperle riconoscere e collocare nella casella di appartenenza significa non solo risparmiarsi la fatica di cercarle sul vocabolario, ma anche e soprattutto sviluppare capacit di osservazione e
di analisi, particolarmente preziose per interpretare strutture linguistiche di una
certa complessit (come sono spesso quelle dei testi classici: cfr. 12.3). Qui di seguito alcune osservazioni per facilitare lesame della tabella e la sua utilizzazione.
1. Ogni famiglia semantica ha caratteristiche morfologiche particolari:
qualit: -i- (toow, o<ow ecc.);
quantit17: -s- (tsow, sow ecc.);
et: -hlik- (thlkow, =lkow ecc.: cfr. =lika et, =likiQthw coetaneo, ecc.);
avverbi di luogo: presentano fra laltro desinenze riconducibili ad antichi suffissi locativi, di stato in luogo (-yi), moto a luogo (-oi, -se),
moto da luogo (-yen)18;
modo: -vw (la desinenza comune nella formazione degli avverbi)19;

Con relativa deriva semantica dal concreto al traslato (cfr. 3.2 e 13.1).
In queste forme si riconosce la presenza del suffisso -ter- indicante opposizione e
corrispondenza binaria (impiegato anche nei comparativi).
16
A dire il vero, nelle ultime colonne a destra (6-9) il raggruppamento, pi che sintattico, di tipo semantico, ma si mantenuta la disposizione in verticale per non complicare
inutilmente lo schema.
17
Al singolare le forme di questa serie indicano quantit come dimensione (p.es. tosotow = tanto grande), al plurale quantit come numero (p.es. tosotoi = tanti, tanto
numerosi). In latino le due nozioni sono espresse in modo del tutto diverso (p.es. tantus =
tanto grande ~ tot = tanto numerosi).
18
Da notare alcune forme ambigue: nya~\nyde~\ntaya sono avverbi di stato in l. e di
moto a l.; o (avv. rel. di stato in luogo) coincide col pron. relativo GEN sing. masch., col GEN
del pronome di 3 pers. sing. e dellaggettivo possessivo (8.1), con limperativo aoristo 2
sing. di hmi (cap. 29); o< (avv. rel. di moto a l.) coincide col DAT del pronome di 3 pers. sing.;
na (avv. rel. di stato in l.) vale anche come cong. finale (10.1); infine, alcune forme di avv. di
moto per l. (desinenza in -+) coincidono con analoghe forme di DAT sing. femm.
19
Bench siano registrate qui solo le forme in -vw, va tenuto conto della possibilit
che venga usato con valore avverbiale il neutro dellaggettivo: p.es. accanto a o[detrvw
14
15

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NUOVI ITINERARI

169

tempo: -ote (tte, te ecc.);


momento: -hnka (thnka, =nka ecc.).
2. Anche la categoria sintattica riconoscibile da segnali morfologici piuttosto precisi:
dimostrativi: cominciano il pi delle volte con t-20 (tsow, tte ecc.);
relativi: hanno quasi tutti laspirazione iniziale21 (w, o<ow, te ecc.);
interrogativi e indefiniti: costituiscono due serie parallele con identica etimologia (il fonema iniziale kw- ha dato luogo quasi sempre a
p-22), che si differenziano per la presenza o assenza dellaccento: gli
interrogativi sono tutti ortotonici (tw, psow, pte ecc.), gli indefiniti sono atoni (tiw, pvw, pote ecc.) oppure hanno laccento sullultima
(poiw, posw), pi debole in quanto esposto a baritonesi (cfr. 1.4);
rel. indefiniti ~ interr. indiretti: risultando dalla combinazione di un
relativo e del corrispondente indefinito, iniziano tutti (tranne stiw)
con `p- (`poow, `psow ecc.); sono usati nelle relative generiche
(come quelle ital. introdotte da chiunque, dovunque ecc.) e nelle interrogative indirette23;
le forme delle ultime quattro colonne sono facilmente riconoscibili; da
rilevare per il duplice valore di terow e forme derivate, che accanto
al significato di altro presentano quasi sempre anche quello originario di uno (cfr. 5.5).
3. Infine unultima considerazione di carattere pratico. Nellanalisi di strutture
linguistiche complesse, che si sviluppano con ampio ricorso alla ipotassi, risulta decisiva la capacit di individuare con sicurezza il numero e lestensione delle frasi in
gioco. Da questo punto di vista dunque particolarmente importante riconoscere
e valorizzare leventuale presenza di elementi subordinanti, quali le congiunzioni
subordinative (v. p. 123 e 180) e i pronomi e avverbi compresi nelle colonne 2~3~5
della presente tabella: elementi, tutti, posti di regola allinizio della subordinata che
introducono, e quindi utili a delimitarne i confini24.

si incontra nello stesso significato (in nessuno dei due modi) anche o[dtera; accanto
ad mfotrvw (in entrambi i modi) anche mfteron~mftera; ecc.
20
Sulla parentela con i dimostrativi di altre lingue indoeuropee v. 5.3.
21
Residuo di un originario tema in j- (v. p. 31). Da notare lambiguit di alcune forme
che valgono sia come dimostrativi che come relativi (nya, nyen). Negli avverbi di modo i
due valori sintattici si distinguono per la presenza (dim. w, @w) o assenza (rel. qw) dellaccento, una grafia conseguente con la diversa natura fonica dei dimostrativi (ortotonici) e dei
relativi (appositivi): cfr. 1.5.
22
questo lesito in attico e poi in greco standard della labiovelare kw- (un fonema
composito, paragonabile alla pronuncia di qu- in tedesco, p.es. Quelle = kvelle) di fronte a
vocale scura come -o-; di fronte a vocale di timbro chiaro come -i- si avuto invece t- (per
cui kwis > tw~tiw, cfr. 1).
23
I pronomi e avverbi di col. 3 sono usati nelle interr. sia dirette che indirette, quelli di
col. 5 nelle interr. solo indirette (oltre che nelle relative).
24
Naturalmente nel caso di infinitiva o di participio non vi sono elementi subordinanti
a segnalare linizio della frase dipendente. Qui per aiuta il modo verbale, dato che infinito e
participio comportano sempre subordinazione.

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170

SESTA UNIT

Capitolo 17
Morfologia verbale (IV): lAoristo
Meccanismi di sviluppo della morfologia verbale
Aoristo 2
Tradizionalmente, dopo lImperfetto viene presentato il Futuro. Qui
invece esso viene posticipato, per far posto allo studio dellAoristo. I motivi di questa diversa scansione:
lAoristo un tempo verbale morfologicamente e semanticamente assai complesso: importante quindi affrontarlo precocemente e renderlo oggetto di
prolungata riflessione e sperimentazione;
dato che uno dei valori dellAoristo quello di tempo del passato (per lo pi
equivalente al passato remoto italiano), la sua conoscenza indispensabile per
la lettura di brani di argomento storico-narrativo;
lesame delle varie forme di aoristo offre loccasione per interessanti osservazioni
sui meccanismi della morfologia verbale (e, indirettamente, anche nominale).

17.1. Natura e caratteristiche dellAoristo


Come si gi avuto modo di dire (cfr. 2.2 e 15.1), lAoristo costituisce
insieme al Presente e al Perfetto la base di un sistema verbale organizzato
essenzialmente per tempi, ciascuno dei quali esprime anche e soprattutto
laspetto o qualit dellazione.
Laoristo rappresenta levento in s, senza riguardo al suo svolgimento
e alla sua durata (come invece il Presente) o alla sua compiuta realizzazione e agli effetti che ha prodotto (come il Perfetto). Questa atemporalit
(da cui anche il nome: ristow xrnow tempo indefinito) spiega che
venga usato
come tempo del passato (un passato ormai concluso, senza pi legami col presente, come il nostro passato remoto rispetto al passato prossimo);
in subordinate dipendenti da tempo storico, per indicare anteriorit rispetto a un evento passato (come il trapassato prossimo italiano26: p.es. Tucidide
I.30.3 Kull}nhn ... \nprhsan, ti naw ka xr}mata parsxon Korinyoiw
incendiarono Cillene, perch avevano fornito navi e danaro ai Corinzi);
con valore ingressivo per indicare linizio di unazione (\glase scoppi a
ridere); ecc.

26
Questa diversit espressiva dipende dal fatto che in greco non esiste un sistema di
tempi relativi come in italiano e gi in latino (per cui il piuccheperfetto indica anteriorit
rispetto al passato, il futuro anteriore rispetto al futuro ecc.).

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NUOVI ITINERARI

171

'

Indicazioni di metodo
NellIndicativo, dove lAoristo esprime anche una dimensione temporale
(appunto di evento del passato), linterpretazione abbastanza facile e intuitiva, e frequente la corrispondenza col nostro passato remoto.
Pi complessa la situazione per gli altri modi verbali, nei quali prevalente il
valore aspettuale. P.es. in brani di carattere storico-narrativo un Participio aoristo esprimer spesso anteriorit (dopo aver ascoltato i testimoni, i giudici decretarono ecc.); ma in altri contesti si dovr sottolineare piuttosto la momentaneit
dellazione (scoppiato a ridere ..., messosi al lavoro ... ecc.).
Un caso interessante e significativo poi quello delle espressioni di carattere volitivo (Congiuntivo di esortazione o proibizione, Imperativo, Infinito) nelle
quali luso dellaoristo frequentissimo. Esclusa ovviamente la possibilit di
intenderlo come tempo passato (perch non si pu raccomandare, volere, ordinare, decidere ecc. qualcosa che gi avvenuto) si tratter, quando possibile,
di esprimere anche in italiano la momentaneit dellazione27: spesso, peraltro,
essa emerger spontaneamente dalla natura dellespressione (p.es. per la forza
stessa dellImperativo), senza che sia necessario enfatizzarla ulteriormente.

17.2. Vari tipi di aoristo.


Meccanismi di sviluppo della morfologia verbale
In greco esistono tre forme di aoristo (pi laoristo passivo, a sua volta
suddiviso in due varianti). Per orientarsi in questa situazione cos complessa caratteristica di un sistema verbale, come quello greco, estremamente
ricco e articolato, e comunque lontano dalla strutturazione simmetrica di
quello latino utile esaminare preliminarmente le strategie che entrano
in gioco nella produzione delle numerose forme del paradigma verbale.
Fissiamo intanto un concetto essenziale, quello di radice:
la radice una cellula semantica da cui, attraverso processi fonetico-morfologici di vario genere, si sviluppa una classe di parole (p.es.
dalla radice leg/log da un lato il verbo lgv dire, dallaltro il nome
lgow parola, discorso).

Nel paradigma di un verbo, la produzione dei vari tempi avviene modificando la radice fondamentalmente in due modi (anche combinabili tra loro):
a. mediante variazione fonetica della sua componente vocalica: il fenomeno
cosiddetto dellapofonia, o alternanza vocalica, che pu essere
di tipo qualitativo: elemento vocalico di timbro -e- (grado medio), oppure di timbro -o- (grado forte), oppure attenuato o nullo (grado ridotto o
grado zero)

27
Un esempio citato di solito nelle grammatiche Euripide, Ione 758 epvmen [cong.
aor.] sigmen [cong. pres.]; t drsomen [futuro]; dobbiamo parlare [azione ingressiva]
oppure continuare a tacere [durativa]? o altrimenti, cosa faremo?.

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172

SESTA UNIT

di tipo quantitativo: elemento vocalico in forma lunga oppure breve (-h-/


-a-28, -h-/-e-, -v-/-o- ecc.)
b. mediante affissazione, cio con laggiunta di elementi estranei alla radice (chiamati di volta in volta, a seconda della posizione, prefissi, infissi o suffissi).

Per una prima esemplificazione mettiamo a confronto alcuni verbi coniugati al Presente~Imperfetto secondo la flessione tematica (I-IV) e uno che segue
invece la flessione atematica (V), scorrendo il paradigma in questo ordine29:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.

Presente
Imperfetto
Aoristo 2
Aoristo 1
Futuro
Aoristo 3
Aoristo pass. debole
Aoristo pass. forte
Perfetto debole
Perfetto forte
Perfetto fortissimo
Perfetto medio-passivo

I peyv
persuadere

II fv
generare

(con voc. tematica)


(con voc. tematica)
(con voc. tematica)
(suffissale)
(suffissale e con voc. tematica)
(radicale)
(suffissale)
(suffissale)
(suffissale)
(suffissale)
(radicale)
(radicale)
III trpv
volgere

IV tktv
generare

V sthmi
innalzare

1.
2.

pey-o-men
\-pey-o-men

f-o-men
\-f-o-men

trp-o-men
\-trp-o-men

t-kt-o-men
\-t-kt-o-men

-sta-men
-sta-men

3.
4.

\-py-o-men
\-pe-sa-men

\-f-sa-men

\-trp-o-men
\-tr-ca-men

\-tk-o-men
\-t-ja-men

\-st}-sa-men

5.

pe-s-o-men

f-s-o-men

tr-c-o-men

t-j-o-men

st}-s-o-men

6.

-fu-men

7.
8.

\-pes-yh-men

9.
10.
11.
12.

pe-pe-ka-men
pe-poy-a-men

-sth-men
\-trf-yh-men
\-trp-h-men

\-tx-yh-men

\-f-h-men
pe-f-ka-men
pe-f-a-men

te-trp-a-men30

te-tk-a-men

te-trm-meya

te-tg-meya

\-st-yh-men
-st}-ka-men
-sta-men

pe-pes-meya

28
Analogamente a quel che accade con i nominali della 1 decl. (cfr. p. 28-29), anche
qui la variante lunga -a- nei casi di a puro (cio quando preceduto da e~i~r): cfr. p.es. a
p. 237 sthn aor. 3 di sthmi (rad. sta, alfa impuro) con [p]dran aor. 3 di [po]didrskv
(rad. dra, alfa puro).
29
stata scelta la forma della 1 pers. plur. att. (desinenza -men) perch talvolta il
singolare presenta delle particolarit che possono rendere meno facile e immediato il confronto fra i vari tempi.
30
A dire il vero il perfetto di trpv documentato nella forma ttrofa (con aspirazione della consonante finale del tema: trop- > trof-). Si tratta per di attestazioni
dubbie, anche perch in questo modo si determina una confusione col perfetto di trfv
nutrire, dove laspirazione fa parte della radice.

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173

NUOVI ITINERARI

Dallanalisi della tabella emerge quanto segue:


i verbi I~III~IV sono interessati da apofonia qualitativa (peiy/poiy/piy,
], tek/tok/tk), i verbi II~V da apofonia
trep/trop/trap [dal grado-zero trp
quantitativa (fu/ fu, sth/sta);
molti tempi (nn. 4~5~7~8~9~10) si formano mediante suffissi (evidenziati
in corsivo);
in alcuni verbi (I~II~III) il tema del Presente~Imperfetto coincide con la radice (presente radicale); in altri (IV~V) risulta dallaggiunta di un prefisso, il
raddoppiamento del presente (t-kt-v da t-tk-v, con mettesi cio inversione delle due consonanti, probabilmente per ragioni eufoniche; sthmi da
s-sth-mi); queste alterazioni del Presente~Imperfetto (ed altre che vedremo
pi avanti) non si mantengono negli altri tempi del paradigma;
la desinenza, cio il segmento finale (cfr. lat. desino, terminare) contenente le informazioni su persona e numero, nella maggior parte dei tempi
segue direttamente il tema verbale; nel Presente~Imperfetto, nellAoristo 2
e nel Futuro invece fra tema verbale e desinenza si interpone la cosiddetta
vocale tematica -o-/-e- (e conseguentemente per questi tempi si parla di
coniugazione tematica31);
da rilevare infine che ciascuno dei fenomeni ora ricordati indipendente dagli
altri: lo sviluppo del paradigma verbale difficilmente prevedibile in base ai
caratteri morfologici del Presente, e quindi per converso pu essere problematico risalire alla forma del Presente da quelle degli altri tempi32.

17.3. Aoristo 2 (tematico)


Invece di seguire la successione tradizionale aor. 1~2~3, partiremo
dallaor. 2, che essendo di tipo tematico ha caratteristiche assai vicine a
quelle del Presente~Imperfetto33.
attivo

medio-passivo
Imperfetto
-peiy-o-n
\-peiy--mhn
-peiy-e-w
\-pey-ou
-peiy-e
\-pey-e-to

peyv

\-pey-e-ton
\-peiy--thn

\-pey-e-syon
\-peiy--syhn

1
2
3
2
3

\-pey-o-men
\-pey-e-te
-peiy-o-n

\-peiy--meya
\-pey-e-sye
\-pey-o-nto

1
2
3

attivo
medio
Aor. Indicativo
-piy-o-n
\-piy--mhn
-piy-e-w
\-py-ou
-piy-e
\-py-e-to
\-py-e-ton
\-piy--thn

\-py-e-syon
\-piy--syhn

\-py-o-men
\-py-e-te
-piy-o-n

\-piy--meya
\-py-e-sye
\-py-o-nto

Ma nei verbi della coniugazione in -mi anche il Presente~Imperfetto di tipo atematico.


Su queste questioni (e sulla relativa maggior semplicit del Futuro, che avrebbe titolo
per essere considerato il tempo-base del paradigma verbale) v. p. 203 e 209.
33
Bench laor. 2 di peyv sia di uso piuttosto raro, si scelto questo verbo perch presenta anche laor. 1, condizione ottimale per mettere a confronto i due sistemi.
31

32

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174

SESTA UNIT

Pres. Congiuntivo

pey-v
pey-+w
pey-+

pey-v-mai
pey-+
pey-h-tai

pey-h-ton
pey-h-ton

pey-v-men
pey-h-te
pey-vsi

Aor. Congiuntivo

py-v
py-+w
py-+

py-v-mai
py-+
py-h-tai

pey-h-syon
pey-h-syon

1
2
3
2
3

py-h-ton
py-h-ton

py-h-syon
py-h-syon

peiy-Q-meya
pey-h-sye
pey-v-ntai

1
2
3

py-v-men
py-h-te
py-vsi

piy-Q-meya
py-h-sye
py-v-ntai

py-oi-mi
py-oi-w
py-oi

piy-o-mhn
py-oi-o
py-oi-to

py-oi-ton
piy-o-thn

py-oi-syon
piy-o-syhn

py-oi-men
py-oi-te
py-oi-en

piy-o-meya
py-oi-sye
py-oi-nto

Pres. Ottativo

Aor. Ottativo

pey-oi-mi
pey-oi-w
pey-oi

peiy-o-mhn
pey-oi-o
pey-oi-to

pey-oi-ton
peiy-o-thn

pey-oi-syon
peiy-o-syhn

1
2
3
2
3

pey-oi-men
pey-oi-te
pey-oi-en

peiy-o-meya
pey-oi-sye
pey-oi-nto

1
2
3

Pres. Imperativo

pey-e
peiy--tv

pey-ou
peiy--syv

pey-e-ton
peiy--tvn

pey-e-te
peiy--ntvn

Aor. Imperativo

py-e
piy--tv

piy--syv

pey-e-syon
peiy--syvn

2
3
2
3

py-e-ton
piy--tvn

py-e-syon
piy--syvn

pey-e-sye
peiy--syvn

2
3

py-e-te
piy--ntvn

py-e-sye
piy--syvn

Pres. Infinito

pey-ein

Aor. Infinito

pey-e-syai

piyen

Pres. Participio

pey-vn
pey-ousa
pey-on

peiy--menow
peiy-o-mnh
peiy--menon

piy-o

piysyai

Aor. Participio
m
f
n

piy-Qn
piy-osa
piy-n

piy--menow
piy-o-mnh
piy--menon

Osservazioni
1. Laumento (caratteristica dei tempi storici) interessa solo lindicativo
(perch solo allindicativo laoristo esprime compiutamente anche una nozione temporale).
2. Come nel presente, anche nellaoristo limperativo presenta forme secondarie per la 3 plur.: piytvsan (attivo) e piysyvsan (medio).
3. In quattro casi, qui indicati in corsivo (imperativo medio 2 sing., infinito attivo e medio, participio attivo), si ha spostamento di accento. In cinque
verbi (epon , lyon , hron , edon , labon ) questo fenomeno interessa anche
limperativo attivo 2 sing. (ep , \ly , er , d , lab ).
4. Forme ambigue: 3 sing. congiuntivo attivo e 2 sing. congiuntivo
medio.

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175

NUOVI ITINERARI

I principali verbi con Aoristo 2


Imperfetto

Aoristo

r-ar-sk-v connettere
blQ-sk-v andare
er-sk-v trovare
(po)yn-sk-v morire
yr-sk-v saltare
p-sx-v provare, subire

Presente

rriskon
blvskon
hriskon (e-)
(p)yn+skon
yr~skon
pasxon

raron
molon
hron (e-)
(p)yanon
yoron
payon

rm[b]lv- | molerynh-|yn>yanyrv- | yorpny- > pay-

7.
8.
9.
10.
11.
12.
13.
14.
15.
16.

asy-n-omai percepire
mart-n-v sbagliare
pexy-n-omai essere odiato
blast-n-v germogliare
dk-n-v mordere
(f)k-n-omai giungere
km-n-v soffrire
p-n-v bere
tm-n-v tagliare
p-isx-n-omai promettere

syanmhn
=mrtanon
phxyanmhn
\blstanon
daknon
(f)knomhn
kamnon
pinon
temnon
pisxnomhn

symhn
marton
phxymhn
blaston
dakon
(f)kmhn
kamon
pion
temon
pesxmhn

asymart\xyblastdakkkampitemsx-

17.
18.
19.
20.
21.
22.
23.

-n-d-n-v piacere
la-g-x-n-v ottenere
la-m-b-n-v prendere
la-n-y-n-v sfuggire allattenz.
ma-n-y-n-v apprendere
pu-n-y-n-omai venire a sapere
tu-g-x-n-v raggiungere

ndanon
\lgxanon
\lmbanon
\lnyanon
\mnyanon
\punyanmhn
\tgxanon

adon
laxon
labon
layon
mayon
\puymhn
tuxon

sad- > dlaxlablaymaypuytux-

24. g-gnomai essere, diventare


25. p-ptv cadere
26. t-ktv generare

\gignmhn
pipton
tikton

\genmhn
peson
tekon

gn- | genpt- | pettk- | tek-

27. bl-l-v gettare

ballon

balon

bl> bal-

28. gv condurre

gon

gagon

g-

29.
30.
31.
32.
33.
34.
35.

drkomai guardare
xv avere
pomai seguire
lepv lasciare
ptomai volare
trpv volgere
fegv fuggire

\derkmhn
exon
epmhn
leipon
\petmhn
trepon
feugon

drakon
sxon
spmhn
lipon
\ptmhn
trapon
fugon

derk-|drk->draksex- | sxsep- | spleip- | lippet- | pttrep-|trp->trapfeug- | fug-

36.
37.
38.
39.
40.
41.
42.
43.

arv prendere
rxomai andare
\rvtv interrogare
\syv mangiare
lgv dire
`rv vedere
trxv correre
frv portare

roun
rxmhn
rQtvn
syion
legon
Qrvn
trexon
feron

e<lon
lyon
rmhn
fagon
epon
edon
dramon
n-egkon

sel\lyerfagepeiddrm- > dram\gk-

1.
2.
3.
4.
5.
6.

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Radice

10-03-2007 14:11:42

176

SESTA UNIT

17.4. Differenziazione fra il sistema temporale


del Presente e dellAoristo 2
Oltre a facilitare lapprendimento, la somiglianza fra Presente e
Aoristo 2 offre loccasione per osservazioni interessanti sui fattori
fonetici e morfologici che entrano in gioco nel differenziare due sistemi temporali altrimenti indistinguibili (proprio perch entrambi
tematici).
Scorrendo lelenco dei principali verbi con aoristo 2 vediamo che:
la maggior parte (n. 1-27) formano il tema del presente con alterazioni di vario
genere34 e utilizzano come tema dellaoristo la radice;
in gv (n. 28) laoristo a risultare alterato (con una forma particolare di
raddoppiamento: ind. g-ag-on, inf. g-ag-en) rispetto alla radice, che utilizzata come tema del presente;
in altri casi (n. 29-35) la differenziazione fra tema del presente e tema dellaoristo si realizza attraverso il meccanismo dellapofonia35;
infine, un gruppo di verbi politematici (n. 36-43), che formano i vari tempi da
radici diverse:
arv
fut. ar}sv, aor. p. ryhn, pf. att. rhka, pf. m.-p. rhmai
da sel-:
aor. e<lon
rxomai:
tranne presente e imperfetto, tutti i tempi si formano
da eleuy-/ely-/eluy-: fut. \lesomai, aor. lyon, pf. \l}luya
\syv:
da ed-:
fut. domai, pf. \d}doka, pf. m.-p. \d}desmai
da fag-:
aor. fagon
lgv:
da ep-:
aor. epon
da er-/r-:
fut. \r, aor. p. \rr}yhn, pf. erhka, pf. m.-p. erhmai
`rv:
pf. raka (Qraka)
da eid-/id-:
aor. edon
da op-:
fut. comai, aor. p. fyhn, pf. pvpa, pf. m.-p. mmai
trxv:
da dram-:
fut. dramomai, aor. dramon, pf. dedrmhka
frv:
da oi-:
fut. osv, fut. p. osy}somai
da enek-/enok-/enk-: aor. negkon, aor. p. nxyhn, pf. \n}noxa

34
Con suffisso -[i]sk- (nn. 1-6); con suffisso nasale -[a]n- ~ -n[e]- (nn. 7-23), talora
rafforzato da ulteriore infisso -n- (nn. 17-23); con raddoppiamento prefissale (nn. 24-26; in
questo gruppo si pu far rientrare anche il n. 16, che al presente ha, oltre allampliamento
in nasale, anche il raddoppiamento si-sx-, con caduta del s- senza aspirazione per la legge
di Grassmann, cfr. p. 11); con suffisso -jv (n. 27 bl-jv > bllv).
35
Quando la diversificazione dei due sistemi verbali affidata allalternanza vocalica, nella colonna di destra viene indicata in grassetto la forma che d luogo al tema
dellaoristo.

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177

NUOVI ITINERARI

Indicazioni di metodo
Da quanto abbiamo detto fin qui, risulta evidente limportanza del concetto
di radice per comprendere i meccanismi di sviluppo della morfologia verbale.
Ma esso si rivela estremamente utile anche da un punto di vista pratico, per
orientarsi in una situazione caratterizzata da una grande quantit di varianti, e
quindi dispersiva, difficile da padroneggiare.
Intorno alle radici semanticamente pi importanti (quelle legate ad aspetti
essenziali della realt e dellesperienza umana) si possono costruire classi di
parole da apprendere con uno studio lessicale selettivo, mettendo insieme morfologia nominale e morfologia verbale. Le molteplici forme del ricco e imprevedibile paradigma verbale si riconosceranno pi facilmente se ricondotte alla
rispettiva famiglia di appartenenza e associate ai nominali (nomi, aggettivi,
avverbi) in essa compresi.
Nella tabella che segue alcuni esempi relativi a verbi con aoristo 2.
'

Verbo

psxv

Rad. grado medio


fut. pesomai

Rad. grado forte


perf. pponya

Rad. gr. ridotto~zero


pres. psxv,
aor. payon

pyow pyhma dolore

pnyow dolore penyv


piangere, essere in lutto

tmnv

ggnomai

pptv

tktv

pres. tmnv,
aor. temon
tmenow tempio

aor. pass. \tm}yhn,


perf. ttmhka
tmow pezzo tomow indi- tmma taglio
visibile tomw tagliente

aor. \genmhn, fut. gen}somai, perf. gegnhmai


gnow stirpe gnesiw
nascita gennv generare gennaow nobile

perf. ggona

aor. peson,
fut. pesomai
ptomai volare
aor. tekon, aor. pass.
\txyhn, fut. tjomai
tkow tknon figlio

gnow figlio, procreazione


gonew genitore

gn}siow (figlio) legittimo

pres. pptv,
perf. pptvka

ptmow sorte

ptma ptsiw caduta

perf. ttoka

pres. tktv

tokew genitore tkow


parto, figlio, interesse
(utile da investimento)

lepv

trpv

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pres. lepv, aor. pass.


\lefyhn, fut. lecv
leciw mancanza lemma residuo
pres. trpv, aor1.
treca, aor. pass. deb.
\trfyhn, fut. trcv
trciw orientamento

perf. lloipa

aor. lipon

loipw rimanente

\llip}w manchevole

perf. ttropa

aor2. trapon,
aor. pass. forte \trphn

trpow modo di fare,

e[trpelow versatile,

carattere

mutevole

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SESTA UNIT

Capitolo 18
Valori semantici e forme espressive
della funzione Predicativa
In questo capitolo applicheremo alla funz. Predicativa lanalisi
condotta per le altre due funzioni sintattiche (Attributiva nel cap. 7,
Appositiva nel cap. 10): esame dei valori semantici ad essa riconducibili e delle forme espressive in cui possono manifestarsi.
Per la funz. Attributiva e per quella Appositiva abbiamo visto che
nello stesso contenitore sintattico pu trovar posto una grande variet di nozioni semantiche. Lo stesso vale anche per la funz. Predicativa, ma con una differenza di fondo: trattandosi di attanti, cio di
elementi strettamente legati al verbo in quanto richiesti dalla sua valenza (v. 9.1), il loro significato pi facilmente prevedibile in base
alla semantica del verbo reggente36. Questo fatto ha due conseguenze
importanti:
sul piano sostanziale agevola la classificazione delle nozioni semantiche, che
sono riconducibili a poche varianti fondamentali;
anche sul piano formale, le possibili soluzioni espressive sono riassumibili in
una tipologia relativamente circoscritta.

18.1. Classificazione semantica degli attanti


Nel cap. 10.2 abbiamo individuato una serie di opposizioni logiche come chiave per la classificazione dei valori circostanziali. Esse
sono in gran parte applicabili anche agli attanti. Anche qui infatti possiamo dire che la realt rappresentabile in pi modi, in particolare
distinguendo
I. situazione reale, oppure pensata in via solo ipotetica;
II. situazione presentata come oggettivamente vera, oppure come apparente o
condizionata da valutazioni soggettive;
III. situazione gi in atto, oppure ancora in fieri, modificabile con lintervento
della volont; ecc.

36
V. quanto osservato a n. 30 p. 109 sullassurdit della pretesa di etichettare
unespressione come dipingere di bianco, allungando con laggiunta dellennesima categoria la gi fin troppo nutrita serie di complementi dellanalisi logica tradizionale.

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NUOVI ITINERARI

Fra queste coppie di modalit alternative, nellesame della funz. Predicativa appare particolarmente utile la terza37: essa alla base della classificazione proposta in questo capitolo (al suo interno si possono recuperare
in parte anche le prime due), e ritorna nellanalisi di altre strutture espressive qui non comprese (costruzione dei verbi copulativi, cap. 22.1; frasi
interrogative, cap. 27).

18.2. Valori semantici e mezzi espressivi


Vediamo ora in che misura queste opposizioni semantiche trovano riscontro nellimpiego dei mezzi espressivi. Lo faremo mettendo a confronto il sistema del greco con quello del latino, in modo da rilevare le diverse
strategie impiegate dalle due lingue, la diversa logica che le governa.
Avvertenza
Fra le innumerevoli situazioni espressive riconducibili alla funz. predicativa, alcune non
sono registrate nella tabella:
la complementazione dei verbi copulativi (v. cap. 22) e, pi in generale, tutti i casi
di espressione di un attante sotto forma di semplice complemento38;
le interrogative indirette (v. cap. 27);
le infinitive soggettive (di cui si detto in 6.3, e su cui si torna brevemente in 18.3);
da notare infine che lelenco di espressioni che richiedono di essere completate da una
frase predicativa (colonna di sinistra) comprende, per brevit, solo verbi: resta per
inteso che, allinterno di ciascuna classe semantica, la stessa funzione reggente pu
essere svolta anche da nominali.
Sono indicate fra parentesi le costruzioni meno frequenti.
MF = con verbo di modo finito: indicativo, congiuntivo (sostituibili entrambi dallottativo in dipendenza da tempo storico: v. 6.2), ottativo.

37
Per questo tipo di opposizione semantica sono state proposte varie definizioni:
modalit epistemica (aggettivo coniato sul verbo \pstamai sapere) ~ modalit deontica (da t don il dovere); modus accipiendi ~ modus efficiendi (risp. modalit del
prendere atto, dal lat. accipere ricevere, e del realizzare, dal lat. efficere fare,
produrre); dimensione [constativo-]enunciativa ~ dimensione [dinamico-]volitiva;
ecc. Anche se le prime due coppie appaiono pi corrette ed esaustive, adotteremo lultima, in quanto pi diffusa.
38
Questa esclusione (parzialmente compensata da quanto osservato nei cap. 3 e 14)
giustificata dal fatto che, quando un concetto viene espresso in forma nominalizzata (appunto come complemento, in regime di frase semplice) anzich verbalizzata (come subordinata, in regime di frase complessa), tendono a perdersi o a rimanere latenti differenze
che solo la presenza di un verbo riesce a manifestare compiutamente. P.es. ricrdati del
mio invito pu significare ricrdati che sei stato invitato da me (= dimens. constativo-enunciativa, diatesi passiva) oppure ricrdati di invitarmi (= dimens. dinamico-volitiva, diatesi attiva); il giudice ha sentenziato lestinzione del debito pu significare ha
stabilito che il debito ormai estinto (const.-enunc.) oppure ha ordinato che il debito
venga estinto (din.-vol.); ecc.

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180

SESTA UNIT

Principali nozioni semantiche in funzione predicativa

Dimens. constativo-enunciativa

resa espr. in Greco

resa espr. in Latino

negazione o[

negazione non

PART

INFIN ~
(fit, accidit) ut + CONG

1. rappresentazione di un evento
nella sua esistenza di fatto, nel
suo svilupparsi ecc.
2. reazione emotiva a un evento,
sua valutazione ecc.
3. a) percezione sensoriale
b) percezione intellettuale
4. apparire, sembrare
5. dire

~ (INFIN ~ ti + MF)

quod (cum, si) + MF


~ INFIN

a) PART
b) PART ~ INFIN ~ ti + MF

a) PART
b) INFIN ~ non dubito quin

PART

INFIN

6. pensare, supporre
7. garantire, giurare

~ INFIN

INFIN

~ ti~qw + MF

INFIN

PART

(PART) ~ ti~qw ~ INFIN

INFIN

INFIN

INFIN

negazione m}

negazione ne

a) [ste] + INFIN
b) INFIN

a) INF ~in eo sum ut [non]


b) INFIN

9. volont, desiderio, esortazione,


preghiera ecc. (e loro contrari)

INFIN

ut + CONG
~ (INFIN)

10. a) permettere, mettere in grado


b) impedire, proibire, costringere

a) INFIN
b) [m} +] INFIN

a) INFIN ~ (ut + CONG)


b) ne~quominus + CONG

m} + CONG [neg. m} o[]

ne + CONG [neg. ut, ne non]

pvw + FUT (~CONG)

ut + CONG

Dimens. dinamico-volitiva
8. a) accingersi a, esitare a
b) potere, sapere, solere

11. temere
12. curare, provvedere

Elenco esemplificativo di verbi delle varie classi


1.

tugxnv trovarsi a, nella condizione di (cfr. 13.3), sumbanv accadere, capitare (usato anche con INF semplice e ste + INF, come il lat.
accidit ut), rxomai cominciare, digv~diatelv continuare,
paomai~l}gv smettere, ecc.
2. xarv~domai~trpomai rallegrarsi, esser contento, lupomai essere addolorato, rattristato, nxomai~pomnv sopportare, tollerare,
]dvw...~xalepw... frv sopportare di buon animo~a malincuore..., yaumzv sorprendersi39, kauxomai vantarsi, andar fieri,
adomai~asxnomai vergognarsi, e{~kalw poiv far bene a,
martnv far male, sbagliare a, fynv essere il primo a, ecc.

Questo verbo un esempio di vox media (13.2), esprimendo unidea che pu essere
orientata sia in positivo (ammirare) che in negativo (restare sconcertati, scandalizzarsi
di). interessante notare che fra le costruzioni possibili vi anche quella con e se
(cfr. lat. miror si): essa viene usata nei casi di evento non sicuro, ma anche quando si vuol
presentare come tale un evento certo, magari per una forma di riguardo nei confronti dellinterlocutore (p.es. per attenuare il giudizio critico sul suo operato).
39

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NUOVI ITINERARI

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3. a) `rv vedere, kov ascoltare, asynomai percepire, ecc. (pi


i relativi verbi causativi di percezione, come dhlv~deknumi~fanv
mostrare, ecc.)
b) manynv imparare, punynomai apprendere, kov sentir
dire, gignQskv conoscere, oda~\pstamai sapere, gnov ignorare, mimn}skomai ricordare, (\pi)lanynomai dimenticare, erskv~katalambnv constatare, scoprire, `mologv riconoscere,
ammettere ecc. (pi i corrispondenti causativi, come ggllv annunciare, \jelgxv~()pofanv dimostrare, mimn}skv far ricordare,
(\pi)lanynv nascondere, far dimenticare40, ecc.)
4. dokv (intr.), fanomai, dlw~fanerw emi, oika, ecc. sembrare
5. lgv~fhm dire, ecc.
6. dokv (trans.)~nomzv pensare, \lpzv aspettarsi, prevedere, ecc.
7. pisxnomai garantire, promettere, mnumi giurare, ecc.
8. a) mllv essere in procinto di, avere intenzione di (con linf. futuro),
\pixeirv mettersi a, paraskeuzomai apprestarsi, tolmv osare, knv esitare, asxnomai aver ritegno a, fulssomai guardarsi dal, ecc.
b) dnamai~dunatv potere~non potere, tomow~kanw~o<w (te)~
jiw emi esser pronto a, capace di, meritevole di, oda~\pstamai sapere, manynv imparare, yv~evya essere abituato, filv essere
solito, ecc. (v. anche i corrispondenti causativi, elencati nel gruppo 10)
9. Possiamo risparmiarci lesemplificazione, data la grande quantit di verbi riconducibili a questo gruppo e la maggior facilit di comprensione (in
quanto nozioni espresse anche in italiano e in altre lingue moderne con
linfinito, in modo analogo al greco)
10. a) \v~sugxvrv~\pitrpv lasciare, permettere, deian ddvmi dare
il permesso, concedere, didskv insegnare, ecc.
b) kvlv impedire, pagorev proibire, ergv trattenere dal,
nagkzv costringere, ecc.
11. fobomai~ddoika temere, ecc.
12. \pimelomai~frontzv preoccuparsi, aver cura che, skopv badare
a che, spoudzv adoperarsi, ecc.

La principale osservazione che si ricava dallesame della tabella riguarda la natura del participio e dellinfinito:
il participio ha, sia in greco che in latino, un carattere marcatamente constativo-enunciativo: la differenza sta nel fatto che il greco lo impiega in modo
massiccio, il latino solo con i verbi di percezione sensoriale vera e propria41;
linfinito , in entrambe le lingue, il mezzo espressivo pi frequente e versatile:
ma in greco ha in prevalenza un carattere dinamico-volitivo, in latino in prevalenza un carattere constativo-enunciativo.
Questa nozione non comporta necessariamente intenzionalit: cfr. 13.3.
Questa molto minore frequenza del part. predicativo in latino spiega la scarsa familiarit che con questo mezzo espressivo ha litaliano.
40
41

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SESTA UNIT

La diversa natura dei due modi verbali molto importante in greco,


perch il principale strumento che permette di esprimere le opposizioni
semantiche di cui si parlato. Ecco alcuni esempi relativi alle situazioni
pi significative.
Dimensione constativo-enunciativa vs dinamico-volitiva:
rxomai (gruppo 1):
rxomai lgvn sono allinizio del mio discorso
rxomai lgein mi accingo a parlare
asxnomai (gr. 2 e 8):
asxnomai toto epQn mi vergogno di aver detto ci
asxnomai toto epen ho ritegno a dire ci (e quindi non lo dico)42
mimn}skomai (gr. 3b):
mmnhso [imper. perf. 2 s.] \sylw n ricrdati che sei valoroso
mmnhso \sylw enai ricrdati di essere valoroso
oda (gr. 3b)43:
oda nyrvpow n so di essere un uomo
oda nyrvpow enai sono capace di essere un uomo
Realt~oggettivit vs apparenza~soggettivit
fanomai (gr. 4)44:
fanetai fegvn evidente che sta fuggendo
fanetai fegein sembra che fugga, apparentemente fugge
kov (gr. 3)45:
kov to delfo klaontow sento mio fratello lamentarsi
kov tn delfn klaein sento dire che mio fratello si lamenta
ggllv (gr. 3b):
o polmioi ggllontai plhsizontew~plhsizein
viene annunciato che i nemici si stanno avvicinando
(risp. come notizia ufficiale o come voce ancora da verificare)

Con i verbi che impiegano linfinito anche per nozioni di tipo constativo-enunciativo (evidentemente perch la loro semantica percepita
come meno decisamente orientata nel senso della fattualit e dellogget42
Qualcosa del genere si pu avere con i verba timendi (gr.11): p.es. fobomai m| o
polmioi plhsizvsi temo che i nemici si stiano avvicinando ~ fobomai tow polemoiw
plhsizein ho paura ad avvicinarmi ai nemici (e quindi non mi avvicino).
43
Cfr. lat. scio me esse hominem ~ scio esse homo (v. n. 20 p. 73). Per un esempio
interessante di nozione orientata in duplice senso (const.-enunc. e din.-vol.) v. quando detto
a n. 28 p. 217 sulla deriva semantica di verbi come podeknumi e pofanv.
44
Anche oika presenta la doppia costruzione PART~INF ma senza una differenza altrettanto sensibile. Altri verbi hanno invece solo una delle due costruzioni (segno di una semantica pi decisamente orientata in un senso o nellaltro): p.es. dokv attestato solo con
lINF, dlw emi e simili solo col PART (ma con ti + verbo di modo finito nel caso di variante
impersonale dln \sti~fanern \sti chiaro che, dove la costruzione participiale impossibile: v. pi avanti, p. 186).
45
Cfr. lat. audio fratrem meum querentem ~ queri.

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NUOVI ITINERARI

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tivit), lopposizione const.-enunc./din.-vol. o quella oggettivit/soggettivit possono avere difficolt a manifestarsi sul piano espressivo:
lgv (gr. 5):
lgv ti~qw ` strathgw fegei

dico che il generale fugge


dico che il generale fugge
ma anche
dico che il generale deve fuggire, fugga46
una situazione interessante quella di alcuni verbi dei gr. 6~7, dove pu essere il diverso tempo verbale a fare la differenza: costruiti con linf. futuro
tendono infatti a colorarsi di sfumature di soggettivit e intenzionalit come
quelle che istintivamente avvertiamo nelle nozioni di sperare, promettere,
giurare ecc.47:
\lpzei a[tw rxein
pensa di essere lui a comandare
\lpzei a[tw rjein [inf. fut.]
pensa che comander lui > spera48 di...
pisxnomai~mnumi pistw soi enai garantisco~giuro che ti sono fedele
pisxnomai~mnumi pistw soi sesyai prometto~giuro di esserti fedele

lgv tn strathgn fegein

Infine alcune osservazioni su modi espressivi particolari:


le nozioni speculari (o almeno cos le percepiamo istintivamente) di speranza
e di timore sono rese in greco (e in latino) in modi diversi: speranza (gr. 6)
nelle forme tipiche dei verbi di pensare (con laggiunta, come si detto, di
una proiezione temporale futura), timore (gr. 11) con unespressione di chiaro carattere dinamico-volitivo49;

46
Il significato volitivo invece chiaro se la frase si presenta nella forma lgv t! strathg!
fegein dico al generale di fuggire, col soggetto della subordinata inserito proletticamente
(cfr. 18.3) come complemento allinterno della reggente.
47
Non per questo per essi perdono la loro natura semantica fondamentalmente constativo-enunciativa, tanto vero che solo grazie al carattere particolare del futuro (modale, si direbbe, pi che puramente temporale) acquistano sfumature di senso vicine a quelle dei verbi
dinamico-volitivi. Si pu dire anzi che la possibilit stessa di avere linf. futuro sia una conferma
di questa loro natura: i verbi autenticamente dinamico-volitivi non sono quasi mai costruiti col
futuro, che suonerebbe ridondante perch lidea di volont non pu per definizione riferirsi a
un evento passato o gi in atto. Cos p.es. in latino quin presenta lintero ventaglio delle relazioni
temporali contemporaneit~anteriorit~posteriorit solo quando ha valore const.-enunc.:
non si incontrano espressioni del tipo non impedio (din.-vol.) quin venturus sis, essendo sufficiente non impedio quin venias; mentre normale non dubito (const.-enunc.) quin venturus
sis. In italiano verbi come sperare, promettere, giurare ecc. sono sentiti vicini piuttosto allarea
din.-vol.: e proprio su questa diversa percezione richiama lattenzione la regoletta della grammatica latina normativa secondo cui spero, promitto e iuro reggono linfinito futuro!
48
Naturalmente, trattandosi di vox media (cfr. 13.2), il contesto e la qualit lessicale delle
parole in questione possono produrre esiti semantici diversi. Nellesempio citato, la nozione
di speranza si determina in considerazione del fatto che il comando aspirazione comune di
molti uomini; ma in una situazione in cui il compito di comandare fosse sentito come gravoso,
pericoloso ecc. il senso finale potrebbe diventare teme di essere lui a dover prendere il comando. Analogamente con pisxnomai: dal valore mediano di garantire, il verbo potrebbe
approdare a quello di minacciare (del resto anche in italiano non sono impossibili frasi apparentemente paradossali come ti prometto che te ne pentirai).
49
Essa si spiega pensando che ddoika m| o axmlvtoi fgvsi temo che i prigionieri
fuggano derivi da unoriginaria frase indipendente di tipo volitivo (m| o axmlvtoi fgvsi

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SESTA UNIT

nella costruzione dei verba curandi (gr. 12) da notare luso del Futuro con
valore modale (per esprimere intenzionalit, volont ecc.: cfr. qui sopra n. 47,
e inoltre p. 123, 208 e 251).

18.3. Il fenomeno della prolessi


Col nome di prolessi (anticipazione, v. 5.4) si indicano fenomeni
sintattici diversi, accomunati dal fatto di collegare strettamente fra loro le
varie parti di una frase complessa (conformemente alla tendenza sintetica che caratterizza le lingue classiche, e le differenzia da quella analitica
delle lingue moderne: cfr. 12.3). Il risultato quello di una pi organica
integrazione nelleconomia del verbo reggente di tutti gli elementi subordinati, anche quelli che di per s sarebbero sintatticamente accessori
(appositivi)50: da qui lopportunit di trattare il fenomeno nel quadro della
funzione Predicativa.
I principali tipi di prolessi sono i seguenti:
prolessi di un pronome o avverbio dimostrativo;
prolessi del soggetto della subordinata;
prolessi del relativo (su questo v. 31.2).

Prolessi di un pronome o avverbio dimostrativo


Come si accennato in 5.4, un pronome o avverbio dimostrativo pu
essere usato con valore prolettico/cataforico, come anticipazione di qualcosa che sar esplicitato successivamente: p.es.
senza prolessi: didskv mw tow nmouw m| parabanein
vi insegno a non trasgredire le leggi
con prolessi:
toto didskv mw, tow nmouw m| parabanein
vi insegno questo, a non trasgredire le leggi
senza prolessi: maxmeya na nalbvmen t|n \leuyeran
stiamo combattendo per recuperare la libert
con prolessi:
ew toto maxmeya, na nalbvmen t|n \leuyeran
stiamo combattendo per questo, per recuperare la libert

che i prigionieri non abbiano a fuggire: v. 26.4), successivamente saldata al verbum timendi
e sentita come integrata nella sua reggenza. Che la nozione di timore, nonostante questa
particolare forma, fosse comunque sentita vicina anche allarea const.-enunc. dimostrato da
varianti espressive come quella descritta in n. 42.
50
In uno dei due esempi riportati pi avanti, lelemento interessato da prolessi (tow
nmouw m| parabanein) ha nelleconomia del verbo da cui dipende valore predicativo,
nellaltro (na nalbvmen t|n \leuyeran) ha valore appositivo. Anche in questo secondo
caso, tuttavia, la frase che esplicita il dimostrativo prolettico viene ad essere sentita come
necessaria (semanticamente, e di conseguenza anche sintatticamente), indispensabile compimento di una promessa.

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NUOVI ITINERARI

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La ripresa di un dimostrativo prolettico pu avvenire sotto forma di


complemento (ripetendo la costruzione, o almeno il caso, del dimostrativo: p.es. ew toto maxmeya, [ew] t|n \leuyeran51) oppure di frase subordinata in funzione esplicativa (epesegetica52), e qui fondamentalmente con due possibilit:
riproducendo la costruzione che si avrebbe nella variante normale, senza
prolessi (come nei due esempi qui sopra);
impiegando forme frasali standard, soprattutto le infinitive e le frasi introdotte da ti (cfr. lat. quod)53;
a un fenomeno di prolessi pu essere ricondotta anche la frase consecutiva,
che preparata da un dimostrativo e ne esplicita il significato54.

Prolessi del soggetto della subordinata


Una seconda diffusa forma di prolessi usata, stavolta, praticamente solo nel caso di frasi di valore predicativo quella che consiste
nellanticipare un elemento significativo della subordinata (in genere
il soggetto) inserendolo allinterno della reggente sotto forma di complemento: p.es.
senza prolessi: oda | ti ` delfw sou plosiw \stin
so che tuo fratello ricco
oda tn delfn sou | ti plosiw \stin
con prolessi:
senza prolessi: ddoika | m| o axmlvtoi fegvsi
temo che i prigionieri fuggano
con prolessi:
ddoika tow axmalQtouw | m| fegvsi
senza prolessi: yaumzv | e ` strathgw tata epen
mi stupisco che il generale abbia detto queste cose
con prolessi:
yaumzv tn strathgn | e tata epen
un caso particolare si ha quando la subordinata retta non da un verbo ma da
un nome: il suo soggetto entra allora nella reggente sotto forma di GEN (come
compl. di specificazione del nome):

51
Una variante di questo uso rappresentata dalla sostantivazione dellinfinito: ew toto
maxmeya, [ew] t nalaben t|n \leuyeran (... allo scopo di recuperare la libert).
52
Dal verbo \pejhgomai spiegare in dettaglio.
53
In linea di principio si pu dire che ti usato nel caso di nozioni attribuibili al campo constativo-enunciativo, linfinito per nozioni di tipo dinamico-volitivo. In realt pi
frequente linfinito, che viene impiegato con una libert e disinvoltura che ricorda quella
delle lingue moderne: p.es. Demostene, Contro Eubulide 34 toto gr \stin ` sukofnthw,
atisyai mn pnta, \jelgjai d mhdn infatti il sicofante questo: fare accuse di ogni genere, non dimostrare mai nulla (espressione sorprendentemente vicina al nostro mio figlio
fatto cos: giocare tanto, studiare poco...!).
54
P.es. se sento dire tuo fratello cos attento ... non so ancora come interpretare lavverbio (che potrebbe anche nascondere un senso ironico: ... che una volta uscito senza
mettersi le scarpe!), e mi aspetto una consecutiva che ne chiarisca le implicazioni.

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SESTA UNIT

senza prolessi: lyen = ggela | ti o polmioi plhsizousin


arriv la notizia che i nemici si stavano avvicinando
con prolessi:
lyen = ggela tn polemvn | ti plhsizousin

Quando nella reggente c un verbo impersonale, il soggetto della subordinata pu essere anticipato in forma di soggetto (anzich di complemento), dando vita alla cosiddetta costruzione personale:
senza prolessi (= costr. impersonale):
dln \sti | ti ` strathgw martnei
evidente che il generale sbaglia
con prolessi (= costr. personale):
` strathgw dlw \sti | martnvn
(part. pred., v. gr. 4 della tabella)
senza prolessi (= costr. impersonale):
dkain \sti | tow prodtaw poyn}skein
giusto che i traditori muoiano
con prolessi (= costr. personale):
o prodtai dkaio esin | poyn}skein
rientra in questa casistica anche il passo di Platone, Teeteto 174b citato in 13.3
(che si ripete qui ridotto agli elementi essenziali): da una forma-base senza prolessi tn filsofon llhyen | ti ` plhson prttei al filosofo sfugge [a causa
della sua distrazione] cosa fa il vicino, la prolessi in NOM del soggetto della
subordinata produce tn filsofon ` plhson llhyen | ti prttei, che pu
indurre a pensare erroneamente a un intenzionale nascondersi del vicino.

Implicazioni pragmatico-contestuali dei meccanismi prolettici


Entrambi i tipi di prolessi qui esaminati possono essere interpretati in termini pragmatico-contestuali, come espressione della dialettica
Tema/Rema:
nella prolessi del dimostrativo proprio lelemento anticipato proletticamente
a essere connotato come Rema ( questo che vi insegno, a non trasgredire,
per questo che stiamo combattendo, per recuperare la libert)55;
la prolessi del soggetto trova invece la sua spiegazione in una sorta di istintiva
tendenza a scorporare il Tema (appunto il soggetto della subordinata) in modo
da rendere immediatamente chiaro, allinterno della reggente, ci di cui si parla, cos da concentrare lattenzione su ci che se ne dice (Rema) allinterno della
subordinata (tuo fratello, so che ricco, quanto ai traditori, giusto che
muoiano, del vicino, il filosofo non si accorge nemmeno cosa fa).

Prolessi e frasi infinitive


Nel quadro dei fenomeni di prolessi si spiegano anche diversi casi di
ellissi del soggetto in frasi infinitive.
55
Quando come in questo caso la frase finale lelemento anticipato proletticamente
di per s un circostante, questa forma di prolessi ha anche leffetto, per cos dire, di ricomporre il conflitto fra economia sintattica ed economia logica (cfr. sopra, p. 105), aiutando a
identificare come Rema (rilevante sul piano pragmatico-contestuale) un elemento per sua
natura accessorio sul piano sintattico.

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187

NUOVI ITINERARI

In sede di prima presentazione dellInfinito (6.3) si sono ricordati


quali motivi di omissione del soggetto il fatto che esso sia generico (come
avviene nei frequenti casi di affermazioni di portata generale o di valore
universale: kaln \sti poyn}skein pr tw \leuyeraw bello morire
per la libert) oppure che sia identico con quello della reggente. A ci va
aggiunta ora la possibilit che sia tralasciato in quanto gi presente proletticamente allinterno della reggente56: p.es.
inf. soggettiva:

asxrn \sti t! strathg! | fegein


vergognoso per il generale fuggire

inf. oggettiva:

o stratitai kvlousi tn strathgn | fegein


i soldati impediscono al generale di fuggire

(fino a prova contraria, si suppone che a non dover fuggire sia il generale, menzionato
nella reggente57).

Se nellinfinitiva presente un nominale (per lo pi un participio) riferito al soggetto, esso viene posto nello stesso caso che il soggetto anticipato proletticamente ha assunto allinterno della reggente, o in alternativa
in ACC (da considerare qui come una sorta di caso-jolly, di default). Ecco,
per ciascun caso, due esempi, di infinitiva soggettiva (a) e oggettiva (b):
loriginario soggetto si trova ora in caso genitivo
a) poltou gayo \sti t_ plei mnein maxomnou
[~ maxmenon]
dovere di un buon cittadino difendere la citt combattendo
b) domai mn t_ plei mnein maxomnvn
[~ maxomnouw]
vi chiedo di difendere la citt combattendo
loriginario soggetto si trova ora in caso dativo
a) dkain \sti tow poltaiw t_ plei mnein maxomnoiw [~ maxomnouw]
giusto per i cittadini difendere la citt combattendo
b) parainv soi t_ plei mnein maxomn~
[~ maxmenon]
ti esorto a difendere la citt combattendo
loriginario soggetto si trova ora in caso accusativo
a) katlab me t_ plei mnein maxmenon
mi tocc di difendere la citt combattendo
b) kelev se t_ plei mnein maxmenon
ti ordino di difendere la citt combattendo

Siamo ora in grado di riformulare in termini pi generali il principio


che regola il trattamento del soggetto nelle infinitive:

56
Come nel caso di identit di soggetto (v. 6.3, p. 73), anche qui comunque possibile
che il soggetto dellinfinitiva sia ugualmente espresso, di solito in funzione contrastiva.
57
Naturalmente non impossibile una diversificazione: p.es. asxrn \sti t! strathg! |
tow stratiQtaw fegein vergognoso per il generale che i suoi soldati fuggano; o polmioi
plhsizontew kvlousi tn strathgn tow stratiQtaw szesyai t_ fug_ col loro arrivo i
nemici impediscono al generale [che comunque non avrebbe in ogni caso abbandonato la
sua posizione] che i suoi soldati si mettano in salvo fuggendo [spetta a lui ordinare il rompete le righe].

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188

SESTA UNIT

il soggetto di una frase infinitiva di solito omesso (salvo esigenze particolari di tipo espressivo, contestuale ecc.)
1. quando identico al soggetto della reggente58;
2. quando anticipato proletticamente nella reggente sotto forma di
complemento;
3. quando generico (come accade con le infinitive soggettive esprimenti un dovere, una consuetudine, un giudizio, una valutazione
di merito ecc.) o facilmente identificabile dal contesto.
Eventuali nominali (participi o aggettivi) riferiti al soggetto dellinfinitiva vanno [1] in NOM, oppure [2] nel caso che esso ha assunto allinterno della reggente (o comunque in ACC), oppure [3] in ACC.

'

Indicazioni di metodo
I diversi fenomeni riconducibili a vario titolo alla funz. Predicativa suggeriscono essi stessi, con le loro caratteristiche, il modo corretto e fruttuoso
di analizzarli. Ne riassumiamo qui brevemente gli aspetti principali.
Mentre nel caso della funz. Appositiva il carattere libero, facoltativo
dei circostanti li rende per ci stesso imprevedibili, nel caso della funz.
Predicativa il senso degli attanti pu, entro certi limiti, essere desunto dalla semantica del verbo reggente. Unattenta consultazione del vocabolario
(che, come si detto in 9.1, d conto di norma solo della forma e del significato degli attanti) di solito sufficiente a interpretare il cuore sintattico della frase. Ma molto utile anche familiarizzarsi con luso tendenziale
dei mezzi espressivi, in particolare con la natura marcatamente constativo-enunciativa del Participio e con quella marcatamente dinamico-volitiva
dellInfinito.
Per lInfinito, gioca a nostro favore la grande flessibilit e funzionalit
di questo modo verbale e la disinvoltura con cui lo impiega il greco: aspetti,
entrambi, che avvicinano il greco alle lingue moderne, facendolo apparire
pi moderno del latino.
Ma proprio qui, paradossalmente, si nasconde un pericolo. Formati linguisticamente sul latino (perch fondamentalmente in funzione del latino
che stato elaborato limpianto dellanalisi logica tradizionale), abituati al
procedere pi macchinoso e circospetto di questa lingua, rischiamo di resta-

58
Ci accade con qualunque tipo di verbo reggente, constativo-enunciativo (lgv
gayw enai) come dinamico-volitivo (bolomai gayw enai). In latino invece lellissi del soggetto ammessa solo in questo secondo caso: volo bonus esse, ma dico me
bonum esse (donde anche lopposizione fra scio me bonum esse so di essere buono
e scio bonus esse so [sono capace di] essere buono, parallela a quella greca fra participio e infinito, v. p. 182). Anche nel participio predicativo lidentit di soggetto
sufficiente a determinare la sua omissione e la concordanza al NOM : `rv se martnonta vedo che tu stai sbagliando (diversit di soggetto), ma semplicemente e naturalmente `rv martnvn vedo che sto sbagliando (identit di soggetto); espressione questultima che proprio per la sua essenzialit pu risultare ostica, di difficile
comprensione.

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NUOVI ITINERARI

189

re spiazzati dalla libert e spregiudicatezza espressiva del greco (pur vicina


ai modi espressivi che ci sono familiari nella lingua materna), p.es. dalla facilit di omissione del soggetto nelle infinitive59.
Insidie particolari presenta per noi il Participio predicativo: perch poco
usato in italiano (come gi in latino), perch forma estremamente sintetica (cfr.
12.3 e lesempio riportato qui in n. 58) e infine perch labitudine a rendere in
italiano il participio con un gerundio o con una relativa pu portare ad associarlo
troppo meccanicamente a queste forme espressive, che si rivelano utili nel caso di
part. appositivo (cfr. 10.2) ma fuorvianti nel caso di part. predicativo.
Per interpretare correttamente questa non facile espressione occorre:
riconoscere anzitutto la natura predicativa del participio; resistere alla tentazione di renderlo sbrigativamente con modi espressivi che ci sono familiari
(appunto gerundio e frase relativa); comportarsi come di fronte a una frase
infinitiva (di cui intuitivo cogliere il valore predicativo60) e renderlo di conseguenza (di solito con che ...61).
Per la prolessi, la principale difficolt sta per noi nella ben diversa frequenza con cui ricorre nelle lingue classiche (che ne fanno un uso massiccio) e
nelle lingue moderne (che tendono a impiegarlo solo quando si tratta di caricare laffermazione di unenfasi particolare)62.

59
Un errore frequente p.es. quello di intendere unespressione del tipo de poyn}skein
maxmenon [o maxomnouw] pr tw \leuyeraw (bisogna morire combattendo per la libert) come bisogna che muoia chi combatte per la libert: errore attribuibile sia a insufficiente conoscenza delluso dellarticolo (la cui presenza di solito necessaria perch si abbia
sostantivazione: v. p. 89) sia a una sorta di horror vacui, di istintivo desiderio di ricavare
comunque un soggetto per linfinitiva.
60
vero che linfinito si incontra anche in alcuni tipi di frase appositiva (temporale,
consecutiva, condizionale: cfr. cap. 10), ma il suo principale campo di applicazione indubbiamente quello delle frasi predicative.
61
Ma attenzione: rendere `rv tn strathgn martnonta con vedo il generale che
sbaglia espressione ambigua, che tradisce una comprensione solo parziale; meglio vedo-che il generale sbaglia o vedo-sbagliare il generale (come se avessimo linfinito, `rv
tn strathgn martnein). A maggior ragione questo consiglio vale nel caso di participio
posto in NOM in quanto coreferenziale col soggetto della frase reggente (`rv martnvn =
vedo che sto sbagliando, cfr. n. 58).
62
Non viene spontaneo, p.es., dire ti raccomando questo, di chiudere il gas quando
esci (che di solito suona inutilmente insistito e solenne rispetto al semplice ti raccomando di chiudere il gas); e del resto possiamo pensare che neppure in greco e in latino ci si
esprimesse cos nelle cose spicciole dellordinaria vita quotidiana. Il fatto che i testi
classici che ci sono arrivati sono in genere caratterizzati da un certo grado di letterariet
e artificiosit retorica e da un atteggiamento riflessivo e sentenzioso che mira a mettere
in rilievo il significato ideale, la portata ideologica delle vicende narrate (da cui anche la
grande frequenza di massime, di frasi o gesti esemplari ecc.). Un po diversa la situazione per quanto riguarda la prolessi del soggetto della subordinata, dato che nel linguaggio
colloquiale non raro incontrare espressioni del tipo vieni a vedere Pierino, | cosa mi ha
combinato, oppure hai sentito la Juventus, | che finita in serie B?, e simili. Qui per
entra in gioco lorientamento purista di tanta parte del nostro insegnamento linguistico,
che tende a censurare i registri espressivi troppo familiari, spingendo a un uso della lingua
asettico, svuotato di parte della sua efficacia pragmatica. In questo senso, recuperare la

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190

SESTA UNIT

Non ci di aiuto neppure la tendenza a banalizzare i dimostrativi, considerati come forme linguistiche semplici e innocue nonostante la loro importante
funzione contestuale (cfr. 5.4): da qui il rischio di non riconoscere il valore
prolettico di un dimostrativo, specie quando la frase epesegetica che lo riprende
sia introdotta da una congiunzione (come ti) usata correntemente anche per
comuni frasi appositive63.
Quanto infine alla costruzione personale, essa come del resto ogni altra espressione risulta difficile quando non trova corrispondenza in italiano (p.es. dkaiw [giusto] emi lgein ci suona meno familiare del suo esatto
equivalente jiw [degno] emi lgein, perch sono degno di parlare si dice,
sono giusto di parlare no).
Qui, oltre a unattenta consultazione del vocabolario (dove sar utile aver
evidenziato le espressioni pi problematiche64), ci di aiuto la libert espressiva
del greco, che diversamente dal latino usa alternare costruzione personale e
impersonale senza apprezzabili differenze di senso65. Acquisire familiarit con
le due varianti senza drammatizzare il problema, magari allenarsi a scambiarle,
una buona garanzia di saperle riconoscere e interpretare correttamente66.

dimensione spontanea della quotidiana esperienza linguistica molto utile per capire certe
espressioni del greco e prima ancora lo spirito di libert e vivacit comunicativa che lo
differenzia dal latino, rendendolo spesso sorprendentemente vicino alle lingue moderne.
63
P.es., toto lgv soi, ti ... pu significare sia ti dico questo, [cio] che ... (toto
prolettico, ti ... epesegetico) sia ti dico questo, perch ... (toto anaforico, ti ... causale):
con tutta evidenza le due interpretazioni non sono equivalenti, e misconoscerne la diversit
non pu essere privo di conseguenze agli effetti delleconomia contestuale.
64
Unorganizzazione preventiva del vocabolario per agevolarne la consultazione particolarmente utile nel caso di espressioni obiettivamente insidiose come dlw \sti martnvn
chiaro che sta sbagliando, dove ai problemi della costruzione personale si somma la
durezza delluso del part. predicativo in NOM (v. sopra, n. 61).
65
Analoga alternanza nelluso delle due costruzioni si ha in altri tipi di espressione (per i
quali il latino presenta invece, come suo solito, un comportamento rigido, esclusivo):
con i verbi di dire, credere ecc.: p.es.
pers.:
o Prsai lgontai deilo enai i Persiani sono detti essere vili
impers.: lgetai tow Prsaw deilow enai si dice che i Persiani siano vili
con gli aggettivi verbali in -tow (= perifrastica passiva latina): p.es.
pers.:
o \xyro gaphto esin i nemici devono essere amati
impers.: gaphton \st tow \xyrow bisogna amare i nemici.
66
Anche per il latino del resto potrebbe essere didatticamente fruttuoso arrivare alla
regola della costruzione personale (Socrates dicitur sapiens fuisse) attraverso lo stadio intermedio della variante sgrammaticata (ma tale non per il greco!) dicitur Socratem sapientem fuisse.

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191

NUOVI ITINERARI

SETTIMA UNIT

CAPITOLO 19
Morfologia nominale (VI):
Nominali della 3 declinazione con tema in muta e in liquida
CAPITOLO 20
Morfologia verbale (V): Aoristo 1
Presenti radicali e presenti suffissali
CAPITOLO 21
Morfologia verbale (VI): Futuro I
Presente~Imperfetto dei verbi in vocale
CAPITOLO 22
Espressioni predicative introdotte da verbi copulativi

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192

SETTIMA UNIT

Obiettivi:
prosecuzione dello studio della 3 decl. con le classi di nominali pi
direttamente coinvolte nella formazione dellAoristo 1
attraverso lo studio dellAoristo 1, riflessione sui meccanismi di sviluppo della morfologia verbale e sui metodi per risalire al presente
studio del Futuro e, in parallelo con la sua variante asigmatica, del
Presente~Imperfetto dei verbi contratti
riflessione sui verbi copulativi e sulle dinamiche comunicative in cui
sono coinvolti

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193

NUOVI ITINERARI

Settima Unit

Capitolo 19
Morfologia nominale (VI): Nominali della 3
declinazione con tema in muta e in liquida
19.1. Nominali con tema in muta
La classe dei nominali con tema in muta piuttosto semplice, data
lassenza di fenomeni fonetici di rilievo. Lunica alterazione si ha con le
desinenze in s (NOM~VOC sing., DAT plur.), che producono questi effetti:
gutturale + s > j
labiale
+s>c
dentale + s > la dentale cade senza lasciare traccia.

Tema in gutturale

Tema in labiale

custode

capello

rapace
m.~f.
neutro

vena

flaj
flak-ow
flak-i
flak-a

yrj
trix-w
trix-
trx-a

rpaj
rpag-ow
rpag-i
rpag-a rpaj

NV
G
D
A

flak-e
fulk-oin

trx-e
trix-on

rpag-e
rpg-oin

NAV
GD

flak-ew
fulk-vn
flaji
flak-aw

trx-ew
trix-n
yrij
trx-aw

rpag-ew rpag-a
rpg-vn
rpaji
rpag-aw rpag-a

NV
G
D
A

flc
fleb-w
fleb-
flb-a
flb-e
fleb-on
flb-ew
fleb-n
flec
flb-aw

Tema in dentale
attesa

grazia

sgraziato
m.~f. neutro

\lpw
\lpd-ow
\lpd-i
\lpd-a
\lpw

xriw
xrit-ow
xrit-i
xrin
xriw

xariw xari
xrit-ow
xrit-i
xarin xari
xariw xari

veste
N
G
D
A
V

\sy}w
\syt-ow
\syt-i
\syt-a
\sy}w

corpo

sma
sQmat-ow
sQmat-i
sma
sma

Francesco Michelazzo, Nuovi itinerari alla scoperta del greco antico. Le strutture fondamentali della lingua
greca : fonetica, morfologia, sintassi, semantica, pragmatica,
ISBN: 978-88-8453-513-6 (print) ISBN: 978-88-8453-513-9 (online), Firenze University Press, 2006.

194

SETTIMA UNIT

\lpd-e
\lpd-oin

xrit-e
xart-oin

\lpd-ew
\lpd-vn
\lpsi
\lpd-aw

xrit-ew
xart-vn
xrisi
xrit-aw

NAV
GD

xrit-e
xart-oin

xrit-ew xrit-a NV
xart-vn
G
xarisi
D
xrit-aw xrit-a
A
xart-vw
Avverbio

\syt-e
\sy}t-oin

sQmat-e
svmt-oin

\syt-ew
\sy}t-vn
\sysi
\syt-aw

sQmat-a
svmt-vn
sQmasi
sQmat-a

Tema in dentale
amore

participio perfetto attivo di timv onorare


m.
f.
n.

rvw
rvt-ow
rvt-i
rvt-a

tetimhk-Qw
tetimhk-t-ow
tetimhk-t-i
tetimhk-t-a

tetimhk-u-a
tetimhk-u-aw
tetimhk-u-
tetimhk-u-an

tetimhk-w
tetimhk-t-ow
tetimhk-t-i
tetimhk-w

rvt-e
\rQt-oin

NV
G
D
A
NAV
GD

tetimhk-t-e
tetimhk-t-oin

tetimhk-u-a
tetimhk-u-ain

tetimhk-t-e
tetimhk-t-oin

rvt-ew
\rQt-vn
rvsi
rvt-aw

NV
G
D
A

tetimhk-t-ew
tetimhk-t-vn
tetimhk-si
tetimhk-t-aw

tetimhk-u-ai
tetimhk-ui-n
tetimhk-u-aiw
tetimhk-u-aw

tetimhk-t-a
tetimhk-t-vn
tetimhk-si
tetimhk-t-a

Casi particolari
donna

gun}
gunaik-w
gunaik-
gunak-a
gnai
gunak-e
gunaik-on
gunak-ew
gunaik-n
gunaij
gunak-aw

re

naj
nakt-ow
nakt-i
nakt-a
naj
nakt-e
nkt-oin
nakt-ew
nkt-vn
naji
nakt-aw

notte

acqua lancia sogno bambino

nj
N
nukt-w
G
nukt-
D
nkt-a
A
nj
V
nkt-e NAV
nukt-on GD
nkt-ew NV
nukt-n G
nuj
D
nkt-aw
A

dvr
dat-ow
dat-i
dvr
dvr
dat-e
dt-oin
dat-a
dt-vn
da-si
dat-a

dru
drat-ow
drat-i
dru
dru
drat-e
dort-oin
drat-a
dort-vn
dra-si
drat-a

nar
nerat-ow
nerat-i
nar
nar
nerat-e
neirt-oin
nerat-a
neirt-vn
nera-si
nerat-a

paw
paid-w
paid-
pad-a
pa
pad-e
pad-oin
pad-ew
pad-vn
pai-s
pad-aw

Osservazioni
1. Fatta eccezione per il participio perfetto masch. e per pochi casi isolati come
lQphj volpe (GEN lQpekow, DAT lQpeki ecc.) e pow piede (GEN podw, DAT
pod ecc.), non c allungamento apofonico del NOM sing. masch. e femm.; quando
c vocale lunga, come in \sy}w e in rvw, essa fa parte della radice e si mantiene
quindi in tutta la declinazione.
2. La desinenza -n dellACC sing. dei nominali in -id- baritoni (cio con accento ritratto) come xrin quella originaria per questo caso (-a lesito della
vocalizzazione della sonante -n).
3. I nominali neutri in -ma (classe numerosa e semanticamente importante)
formano i casi retti del sing. da un suffisso -mn(cfr. i nomi latini in -men: nomen,
agmen ecc.), con vocalizzazione della sonante.

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195

NUOVI ITINERARI

4. Il nome yrj capello presenta loriginario tema yrix solo nei casi in cui la
seconda aspirata -x- si persa fondendosi col s; per il resto, la tendenza a evitare
due aspirate in sillabe consecutive (legge di Grassmann, v. 1.3) ha determinato la
perdita di aspirazione nel y- (> t-). Per lalternanza di accento (qui e in altri nomi
di questa sezione) fra casi retti e casi obliqui v. n. 54 p. 24).
5. Altri nomi con particolarit flessive: gla latte (declinato come naj);
gnu ginocchio (come dru); par fegato, frar pozzo (come nar); dmar sposa (GEN dmart-ow, DAT dmart-i ecc.)1.

19.2. Nominali con tema in liquida


I nominali di questa classe presentano caratteristiche
per un verso, simili a quelli con tema in muta: il s desinenziale del DAT plur. (e,
pi raramente, del NOM sing.) si aggiunge alla consonante finale del tema senza
alterazioni fonetiche della vocale precedente2;
per altro verso, simili a quelli con tema in nasale, per il NOM sing. costituito dal
tema puro con allungamento apofonico;
la maggiore sonorit delle liquide (conseguente alla loro natura semivocalica: cfr. 1.2) si manifesta in un ristretto gruppo di nominali, esprimenti in
prevalenza rapporti di parentela.

Si tratta nel complesso di pochi nominali (lw lunico con tema in -l-),
diversi dei quali di uso raro e/o prevalentemente poetico, tanto che non sempre il paradigma attestato in modo sicuro in tutte le forme.
sale nettare testimone
m

l-w
l-w
l-
l-a
l-w

nktar
nktar-ow
nktar-i
nktar
nktar

mrtuw3
mrtur-ow
mrtur-i
mrtur-a
mrtuw

l-e
l-on

l-ew
l-n
l-s
l-aw

beato
f

mkar4
mkar-ow
mkar-i
mkar-a
mkar

mkair-a
makar-aw
makar-
mkair-an
mkair-a

mkar
mkar-ow
mkar-i
mkar
mkar

mrtur-e
martr-oin

N
G
D
A
V
NAV
GD

mkar-e
makr-oin

makar-a
makar-ain

mkar-e
makr-oin

mrtur-ew
martr-vn
mrtu-si
mrtur-aw

NV
G
D
A

mkar-ew
makr-vn
mkar-si
mkar-aw

mkair-ai
makair-n
makar-aiw
makar-aw

mkar-a
makr-vn
mkar-si
mkar-a

1
Per le interferenze fra declinazione con tema in -t- e con tema in -s- in nomi neutri dal
in -aw v. p. 228.
2
Ci sono anche nomi che alternano forme tipiche dei temi in dentale e altre dei temi in
-r-, in genere con prevalenza delle prime (v. nel paragrafo precedente). La flessione in -r-
prevalente in mrtuw (v. qui sotto).
3
Pi raramente mrtur. Forme alternative sono attestate anche per altri casi: ACC sing.
mrtun, DAT pl. mrtur-si.
4
Pi raramente mkarw.

NOM

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196

SETTIMA UNIT

fiera salvatore

etere

retore

senza padre
m.-f.
n.

y}r
yhr-w
yhr-
yr-a
y}r

svt}r
svtr-ow
svtr-i
svtr-a
ster

ay}r
ayr-ow
ayr-i
ayr-a
ay}r

N
G
D
A
V

]}tvr
]}tor-ow
]}tor-i
]}tor-a
]tor

ptvr ptor
ptor-ow
ptor-i
ptor-a ptor
ptor5 ptor

yr-e
yhr-on

svtr-e
svt}r-oin

ayr-e
ayr-oin

NAV
GD

]}tor-e
]htr-oin

ptor-e
patr-oin

yr-ew
yhr-n
yhr-s
yr-aw

svtr-ew
svt}r-vn
svtr-si
svtr-aw

ayr-ew
ayr-vn
ayr-si
ayr-aw

NV
G
D
A

]}tor-ew
]htr-vn
]}tor-si
]}tor-aw

ptor-ew ptora
patr-vn
ptor-si
ptor-aw ptora

padre

madre

figlia

uomo6

pat}r
patr-w
patr-
patr-a
pter

m}thr
mhtr-w
mhtr-
mhtr-a
mter

yugthr
yugatr-w
yugatr-
yugatr-a
ygater

n}r
n-d-r-w
n-d-r-
n-d-r-a
ner

patr-e
patr-oin

mhtr-e
mhtr-oin

yugatr-e
yugatr-oin

n-d-r-e
n-d-r-on

patr-ew
patr-vn
patr-si
patr-aw

mhtr-ew
mhtr-vn
mhtr-si
mhtr-aw

yugatr-ew
yugatr-vn
yugatr-si
yugatr-aw

n-d-r-ew
n-d-r-n
n-d-r-si
n-d-r-aw

fuoco

mano

N
G
D
A
V
NAV
GD

pr
pur-w
pur-
pr
pr

xer
xeir-w
xeir-
xer-a
xer

xer-e
xeir-on

NV
G
D
A

pur-
pur-n
pur-ow
pur-

xer-ew
xeir-n
xer-s
xer-aw

Osservazioni
1. Laggettivo mkar presenta lalternanza di forme di 3 decl. (masch. e neutro) e di 1 decl. (femm.) caratteristica di molti altri aggettivi a tre uscite7.
2. I nomi pat}r, m}thr, yugthr e n}r presentano sia lapofonia quantitativa (alternanza fra -hr del NOM e -er- di altri casi) che quella qualitativa
(alternanza fra grado medio -er- e grado zero -r-8). Il grado zero ha prodotto lo

5
Non sicuro come fosse accentato il VOC (ptor oppure pator come ster?). Le
forme del neutro sono, prevedibilmente, di dubbia attestazione.
6
Rispetto ad nyrvpow (uomo nel senso di essere umano), n}r significa maschio
nel pieno delle sue forze e funzioni, e quindi maschio, marito, guerriero, adulto
ecc. Ci non toglie comunque che si possano incontrare anche espressioni del tipo ndrew
broto~ynhto uomini mortali (contrapposti agli di immortali, yeo mbrotoi~ynatoi).
7
Cfr. p. 64, 131-132, 160, 194, 265.
8
Lalternanza di forme in -er- e in -r- quella del paradigma dei quattro nomi cos come
si fissato nel greco standard, ma soprattutto in poesia le due varianti sono attestate praticamente per tutti i casi (con prevalenza di quelle in -er-, pi adatte al ritmo dattilico dellepos
e di altri generi poetici). Il grado forte -or- impiegato in aggettivi come ptvr~m}tvr
privo di padre ~ di madre, e[ptvr di nobile padre e simili (alcuni dei quali, come Filoptvr e Filom}tvr, affermatisi quali epiteti di sovrani ellenistici). Molti quelli derivati

Michelazzofine.indd Sec1:210

10-03-2007 14:12:00

NUOVI ITINERARI

197

sviluppo di un suono vocalico a dalla sonante r al DAT plur., e inoltre in n}r lo


sviluppo di un -d- per ragioni eufoniche (fenomeno fonetico definito epentesi da
\pnyesiw inserimento9).

Capitolo 20
Morfologia verbale (V): Aoristo 1
Presenti radicali e presenti suffissali
20.1. Aoristo 1 o debole (suffissale)
LAoristo 1 (debole) si forma aggiungendo alla radice un suffisso che
si presenta in due varianti:
sigmatica (-sa-): interessa i verbi con radice che termina in vocale o in consonante muta (gutturale, labiale, dentale);
apparentemente asigmatica (-a-): interessa i verbi con radice che termina in
liquida o nasale (l, m, n, r).

In tutti i casi si determinano fenomeni fonetici:


verbi uscenti in vocale: allungamento della vocale finale (a > h10; e > h; o > v);
verbi uscenti in muta:
gutturale + sa > ja
labiale
+ sa > ca
dentale
+ sa > sa (la dentale cade senza lasciare traccia)
verbi uscenti in liquida o nasale: il s cade provocando allungamento:
al + sa > hla; am + sa > hma; an + sa > hna; ar + sa > hra
el + sa > eila; em + sa > eima; en + sa > eina; er + sa > eira
i e u allungano risp. in i e u.

dalla radice di n}r (p.es. g}nvr eroico, fiero, megal}nvr magnanimo, altero, Niknvr
Nicanore), alcuni dei quali attestati nella duplice forma ionico-attica -hnor- e dorica -anor(p.es. e[}nvr ~ E[nvr) e/o nella duplice forma -anor- ~ -andr- (p.es. E[nvr~Eandrow,
&Alejnvr~&Aljandrow).
9
Si incontra nel caso di successione nasale+liquida, una sequenza di due fonemi semivocalici (cfr. 1.2) la cui pronuncia, altrimenti disagevole, viene facilitata appunto con laggiunta di una consonante media, che -d- dopo n (come nel nostro caso), -b- dopo m (come
in mbrotow immortale, da -mrt-ow con epentesi e sviluppo di un suono vocalico nella
sonante r: e v. anche il verbo blQskv da una radice mol~ml, riconoscibile nellaor. 2 -molon e nel fut. mol-omai).
10
Ma, come accade con i nominali della 1 decl. (cfr. p. 28-29), anche qui l-a- si mantiene senza passare ad -h- quando puro (cio quando preceduto da e~i~r): cos p.es. mentre
laor. di timv (alfa impuro) \-tmh-sa, quello di peirv (alfa puro) \-pera-sa.

Michelazzofine.indd Sec1:211

10-03-2007 14:12:01

198

SETTIMA UNIT

Aoristo 1 sigmatico attivo


dhlv

sullgv

strfv
Indicativo
-stre-ca
-stre-ca-w
-stre-ce
2 \-str-ca-ton
3 \-stre-c-thn
1 \-str-ca-men
2 \-str-ca-te
3 -stre-ca-n
1
2
3

peyv

-kle-ca
-kle-ca-w
-kle-ce
\-kl-ca-ton
\-kle-c-thn
\-kl-ca-men
\-kl-ca-te
-kle-ca-n

-pei-sa
-pei-sa-w
-pei-se
\-pe-sa-ton
\-pei-s-thn
\-pe-sa-men
\-pe-sa-te
-pei-sa-n

Congiuntivo
1
str-cv
2
str-c+w
3
str-c+
2
str-ch-ton
3
str-ch-ton
1
str-cv-men
2
str-ch-te
3
str-cv-si

kl-cv
kl-c+w
kl-c+
kl-ch-ton
kl-ch-ton
kl-cv-men
kl-ch-te
kl-cv-si

pe-sv
pe-s+w
pe-s+
pe-sh-ton
pe-sh-ton
pe-sv-men
pe-sh-te
pe-sv-si

Ottativo
str-cai-mi
str-cai-w
str-cai
str-cai-ton
stre-ca-thn
str-cai-men
str-cai-te
str-cai-en

kl-cai-mi
kl-cai-w
kl-cai
kl-cai-ton
kle-ca-thn
kl-cai-men
kl-cai-te
kl-cai-en

pe-sai-mi
pe-sai-w
pe-sai
pe-sai-ton
pei-sa-thn
pe-sai-men
pe-sai-te
pe-sai-en

kl-con
kle-c-tv
kl-ca-ton
kle-c-tvn
kl-ca-te
kle-c-ntvn

pe-son
pei-s-tv
pe-sa-ton
pei-s-tvn
pe-sa-te
pei-s-ntvn

kl-cai

pe-sai

kl-ca-w
kl-ca-sa
kl-ca-n

pe-sa-w
pe-sa-sa
pe-sa-n

\-d}lv-sa
\-d}lv-sa-w
\-d}lv-se
\-dhlQ-sa-ton
\-dhlv-s-thn
\-dhlQ-sa-men
\-dhlQ-sa-te
\-d}lv-sa-n

sun--le-ja
sun--le-ja-w
sun--le-je
sun-e-l-ja-ton
sun-e-le-j-thn
sun-e-l-ja-men
sun-e-l-ja-te
sun--le-ja-n

dhlQ-sv
dhlQ-s+w
dhlQ-s+
dhlQ-sh-ton
dhlQ-sh-ton
dhlQ-sv-men
dhlQ-sh-te
dhlQ-sv-si

sul-l-jv
sul-l-j+w
sul-l-j+
sul-l-jh-ton
sul-l-jh-ton
sul-l-jv-men
sul-l-jh-te
sul-l-jv-si

dhlQ-sai-mi
dhlQ-sai-w
dhlQ-sai
dhlQ-sai-ton
dhlv-sa-thn
dhlQ-sai-men
dhlQ-sai-te
dhlQ-sai-en

sul-l-jai-mi
sul-l-jai-w
sul-l-jai
sul-l-jai-ton
sul-le-ja-thn
sul-l-jai-men
sul-l-jai-te
sul-l-jai-en

1
2
3

d}lv-son
dhlv-s-tv
dhlQ-sa-ton
dhlv-s-tvn
dhlQ-sa-te
dhlv-s-ntvn

sl-le-jon
sul-le-j-tv
sul-l-ja-ton
sul-le-j-tvn
sul-l-ja-te
sul-le-j-ntvn

2
3

dhl-sai

sul-l-jai

dhlQ-sa-w
dhlQ-sa-sa
dhl-sa-n

sul-l-ja-w
sul-l-ja-sa
sul-l-ja-n

Michelazzofine.indd Sec1:212

klptv

2
3
1
2
3

Imperativo
str-con
stre-c-tv
2
str-ca-ton
3
stre-c-tvn
2
str-ca-te
3
stre-c-ntvn
Infinito
str-cai
Participio
str-ca-w
str-ca-sa
str-ca-n

m
f
n

10-03-2007 14:12:02

199

NUOVI ITINERARI

Aoristo 1 sigmatico medio


dhlv

sullgv

strfv

klptv

peyv

\-dhlv-s-mhn
\-dhlQ-sv
\-dhlQ-sa-to
\-dhlQ-sa-syon
\-dhlv-s-syhn
\-dhlv-s-meya
\-dhlQ-sa-sye
\-dhlQ-sa-nto

sun-e-le-j-mhn
sun-e-l-jv
sun-e-l-ja-to
sun-e-l-ja-syon
sun-e-le-j-syhn
sun-e-le-j-meya
sun-e-l-ja-sye
sun-e-l-ja-nto

Indicativo
1 \-stre-c-mhn
2 \-str-cv
3 \-str-ca-to
2 \-str-ca-syon
3 \-stre-c-syhn
1 \-stre-c-meya
2 \-str-ca-sye
3 \-str-ca-nto

\-kle-c-mhn
\-kl-cv
\-kl-ca-to
\-kl-ca-syon
\-kle-c-syhn
\-kle-c-meya
\-kl-ca-sye
\-kl-ca-nto

\-pei-s-mhn
\-pe-sv
\-pe-sa-to
\-pe-sa-syon
\-pei-s-syhn
\-pei-s-meya
\-pe-sa-sye
\-pe-sa-nto

dhlQ-sv-mai
dhlQ-s+
dhlQ-sh-tai
dhlQ-sh-syon
dhlQ-sh-syon
dhlv-sQ-meya
dhlQ-sh-sye
dhlQ-sv-ntai

sul-l-jv-mai
sul-l-j+
sul-l-jh-tai
sul-l-jh-syon
sul-l-jh-syon
sul-le-jQ-meya
sul-l-jh-sye
sul-l-jv-ntai

Congiuntivo
1
str-cv-mai
2
str-c+
3
str-ch-tai
2
str-ch-syon
3
str-ch-syon
1
stre-cQ-meya
2
str-ch-sye
3
str-cv-ntai

kl-cv-mai
kl-c+
kl-ch-tai
kl-ch-syon
kl-ch-syon
kle-cQ-meya
kl-ch-sye
kl-cv-ntai

pe-sv-mai
pe-s+
pe-sh-tai
pe-sh-syon
pe-sh-syon
pei-sQ-meya
pe-sh-sye
pe-sv-ntai

dhlv-sa-mhn
dhlQ-sai-o
dhlQ-sai-to
dhlQ-sai-syon
dhlv-sa-syhn
dhlv-sa-meya
dhlQ-sai-sye
dhlQ-sai-nto

sul-le-ja-mhn
sul-l-jai-o
sul-l-jai-to
sul-l-jai-syon
sul-le-ja-syhn
sul-le-ja-meya
sul-l-jai-sye
sul-l-jai-nto

Ottativo
stre-ca-mhn
str-cai-o
str-cai-to
2
str-cai-syon
3
stre-ca-syhn
1
stre-ca-meya
2
str-cai-sye
3
str-cai-nto

kle-ca-mhn
kl-cai-o
kl-cai-to
kl-cai-syon
kle-ca-syhn
kle-ca-meya
kl-cai-sye
kl-cai-nto

pei-sa-mhn
pe-sai-o
pe-sai-to
pe-sai-syon
pei-sa-syhn
pei-sa-meya
pe-sai-sye
pe-sai-nto

d}lv-sai
dhlv-s-syv
dhlQ-sa-syon
dhlv-s-syvn
dhlQ-sa-sye
dhlv-s-syvn

sl-le-jai
sul-le-j-syv
sul-l-ja-syon
sul-le-j-syvn
sul-l-ja-sye
sul-le-j-syvn

Imperativo
2
str-cai
3
stre-c-syv
2
str-ca-syon
3
stre-c-syvn
2
str-ca-sye
3
stre-c-syvn

kl-cai
kle-c-syv
kl-ca-syon
kle-c-syvn
kl-ca-sye
kle-c-syvn

pe-sai
pei-s-syv
pe-sa-syon
pei-s-syvn
pe-sa-sye
pei-s-syvn

dhlQ-sa-syai

sul-l-ja-syai

Infinito
str-ca-syai

dhlv-s-menow
dhlv-sa-mnh
dhlv-s-menon

Participio
sul-le-j-menow m stre-c-menow
sul-le-ja-mnh f stre-ca-mnh
sul-le-j-menon n stre-c-menon

Michelazzofine.indd Sec1:213

1
2
3

kl-ca-syai pe-sa-syai

kle-c-menow
kle-ca-mnh
kle-c-menon

pei-s-menow
pei-sa-mnh
pei-s-menon

10-03-2007 14:12:03

200

SETTIMA UNIT

Aoristo 1 asigmatico attivo


ggllv
ggeil-a
ggeil-a-w
ggeil-e
ggel-a-ton
ggeil--thn
ggel-a-men
ggel-a-te
ggeil-a-n

tenv
-tein-a
-tein-a-w
-tein-e
\-ten-a-ton
\-tein--thn
\-ten-a-men
\-ten-a-te
-tein-a-n

mnv

fanv

Indicativo
1 -fhn-a
-mein-a
2 -fhn-a-w
-mein-a-w
3 -fhn-e
-mein-e
\-men-a-ton 2 \-f}n-a-ton
\-mein--thn 3 \-fhn--thn
\-men-a-men 1 \-f}n-a-men
2 \-f}n-a-te
\-men-a-te
3 -fhn-a-n
-mein-a-n

arv
r-a
r-a-w
r-e
r-a-ton
r--thn
r-a-men
r-a-te
r-a-n

krnv
-krin-a
-krin-a-w
-krin-e
\-krn-a-ton
\-krin--thn
\-krn-a-men
\-krn-a-te
-krin-a-n

ggel-v
ggel-+w
ggel-+
ggel-h-ton
ggel-h-ton
ggel-v-men
ggel-h-te
ggel-v-si

ten-v
ten-+w
ten-+
ten-h-ton
ten-h-ton
ten-v-men
ten-h-te
ten-v-si

Congiuntivo
1
f}n-v
men-v
2
f}n-+w
men-+w
3
f}n-+
men-+
men-h-ton 2
f}n-h-ton
f}n-h-ton
men-h-ton 3
men-v-men 1
f}n-v-men
2
f}n-h-te
men-h-te
3
f}n-v-si
men-v-si

r-v
r-+w
r-+
r-h-ton
r-h-ton
r-v-men
r-h-te
r-v-si

krn-v
krn-+w
krn-+
krn-h-ton
krn-h-ton
krn-v-men
krn-h-te
krn-v-si

ggel-ai-mi
ggel-ai-w
ggel-ai
ggel-ai-ton
ggeil-a-thn
ggel-ai-men
ggel-ai-te
ggel-ai-en

ten-ai-mi
ten-ai-w
ten-ai
ten-ai-ton
tein-a-thn
ten-ai-men
ten-ai-te
ten-ai-en

Ottativo
1
f}n-ai-mi
men-ai-mi
2
f}n-ai-w
men-ai-w
3
f}n-ai
men-ai
men-ai-ton 2
f}n-ai-ton
fhn-a-thn
mein-a-thn 3
men-ai-men 1
f}n-ai-men
2
f}n-ai-te
men-ai-te
f}n-ai-en
men-ai-en 3

r-ai-mi
r-ai-w
r-ai
r-ai-ton
r-a-thn
r-ai-men
r-ai-te
r-ai-en

krn-ai-mi
krn-ai-w
krn-ai
krn-ai-ton
krin-a-thn
krn-ai-men
krn-ai-te
krn-ai-en

ggeil-on
ggeil--tv
ggel-a-ton
ggeil--tvn
ggel-a-te
ggeil--ntvn

ten-on
tein--tv
ten-a-ton
tein--tvn
ten-a-te
tein--ntvn

Imperativo
2
fn-on
men-on
3
fhn--tv
mein--tv
men-a-ton
2
f}n-a-ton
fhn--tvn
mein--tvn 3
2
f}n-a-te
men-a-te
fhn--ntvn
mein--ntvn 3

r-on
r--tv
r-a-ton
r--tvn
r-a-te
r--ntvn

krn-on
krin--tv
krn-a-ton
krin--tvn
krn-a-te
krin--ntvn

ggel-ai

ten-ai

men-ai

r-ai

krn-ai

ggel-a-w
ggel-a-sa
ggel-a-n

ten-a-w
ten-a-sa
ten-a-n

Participio
m
f}n-a-w
men-a-w
f
f}n-a-sa
men-a-sa
n
fn-a-n
men-a-n

r-a-w
r-a-sa
r-a-n

krn-a-w
krn-a-sa
krn-a-n

Infinito

Michelazzofine.indd Sec1:214

fn-ai

10-03-2007 14:12:04

201

NUOVI ITINERARI

Aoristo 1 asigmatico medio


ggllv

tenv

mnv

fanv

arv

krnv

\-tein--mhn
\-ten-v
\-ten-a-to
\-ten-a-syon
\-tein--syhn
\-tein--meya
\-ten-a-sye
\-ten-a-nto

Indicativo
\-mein--mhn
1 \-fhn--mhn
2 \-f}n-v
\-men-v
3 \-f}n-a-to
\-men-a-to
\-men-a-syon 2 \-f}n-a-syon
\-mein--syhn 3 \-fhn--syhn
\-mein--meya 1 \-fhn--meya
2 \-f}n-a-sye
\-men-a-sye
3 \-f}n-a-nto
\-men-a-nto

ggel-v-mai
ggel-+
ggel-h-tai
ggel-h-syon
ggel-h-syon
ggeil-Q-meya
ggel-h-sye
ggel-v-ntai

ten-v-mai
ten-+
ten-h-tai
ten-h-syon
ten-h-syon
tein-Q-meya
ten-h-sye
ten-v-ntai

Congiuntivo
1 f}n-v-mai
men-v-mai
2 f}n-+
men-+
3 f}n-h-tai
men-h-tai
men-h-syon 2 f}n-h-syon
men-h-syon 3 f}n-h-syon
mein-Q-meya 1 fhn-Q-meya
2 f}n-h-sye
men-h-sye
men-v-ntai 3 f}n-v-ntai

r-v-mai
r-+
r-h-tai
r-h-syon
r-h-syon
r-Q-meya
r-h-sye
r-v-ntai

krn-v-mai
krn-+
krn-h-tai
krn-h-syon
krn-h-syon
krin-Q-meya
krn-h-sye
krn-v-ntai

ggeil-a-mhn
ggel-ai-o
ggel-ai-to
ggel-ai-syon
ggeil-a-syhn
ggeil-a-meya
ggel-ai-sye
ggel-ai-nto

tein-a-mhn
ten-ai-o
ten-ai-to
ten-ai-syon
tein-a-syhn
tein-a-meya
ten-ai-sye
ten-ai-nto

Ottativo
mein-a-mhn 1 fhn-a-mhn
2 f}n-ai-o
men-ai-o
3 f}n-ai-to
men-ai-to
men-ai-syon 2 f}n-ai-syon
mein-a-syhn 3 fhn-a-syhn
mein-a-meya 1 fhn-a-meya
men-ai-sye 2 f}n-ai-sye
men-ai-nto 3 f}n-ai-nto

r-a-mhn
r-ai-o
r-ai-to
r-ai-syon
r-a-syhn
r-a-meya
r-ai-sye
r-ai-nto

krin-a-mhn
krn-ai-o
krn-ai-to
krn-ai-syon
krin-a-syhn
krin-a-meya
krn-ai-sye
krn-ai-nto

ggeil-ai
ggeil--syv
ggel-a-syon
ggeil--syvn
ggel-a-sye
ggeil--syvn

ten-ai
tein--syv
ten-a-syon
tein--syvn
ten-a-sye
tein--syvn

Imperativo
2 fn-ai
r-ai
men-ai
mein--syv 3 fhn--syv r--syv
men-a-syon 2 f}n-a-syon r-a-syon
mein--syvn 3 fhn--syvn r--syvn
men-a-sye 2 f}n-a-sye r-a-sye
mein--syvn 3 fhn--syvn r--syvn

ggel-a-syai

ten-a-syai

Infinito
f}n-a-syai
men-a-syai

ggeil--mhn
ggel-v
ggel-a-to
ggel-a-syon
ggeil--syhn
ggeil--meya
ggel-a-sye
ggel-a-nto

ggeil--menow tein--menow
ggeil-a-mnh tein-a-mnh
ggeil--menon tein--menon

Michelazzofine.indd Sec1:215

r--mhn
r-v
r-a-to
r-a-syon
r--syhn
r--meya
r-a-sye
r-a-nto

r-a-syai

Participio
mein--menow m fhn--menow r--menow
mein-a-mnh f fhn-a-mnh r-a-mnh
mein--menon n fhn--menon r--menon

\-krin--mhn
\-krn-v
\-krn-a-to
\-krn-a-syon
\-krin--syhn
\-krin--meya
\-krn-a-sye
\-krn-a-nto

krn-ai
krin--syv
krn-a-syon
krin--syvn
krn-a-sye
krin--syvn

krn-a-syai

krin--menow
krin-a-mnh
krin--menon

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202

SETTIMA UNIT

Osservazioni
1. Come nelle altre forme di aoristo (2 e 3), anche qui laumento caratteristico dei tempi storici interessa solo lindicativo.
2. Il congiuntivo e solo esso segue la coniugazione tematica. Al suffisso
temporale -a- si sovrappongono le desinenze (dei tempi principali, come sempre
nel congiuntivo) con incorporata la vocale tematica lunga -h-/-v-. Ne risultano
cos forme che assomigliano11 a quelle del futuro.
3. Nellottativo il suffisso -a- ampliato con laggiunta dello -i- caratteristico
di questo modo verbale. Da notare poi lesistenza di alcune forme alternative: 2
pers. sing. att. -eiaw (dhlQseiaw, ggeleiaw ecc.), 3 sing. -eie (dhlQseie, ggeleie ecc.), 3 plur. -eian (dhlQseian, ggeleian ecc.).
4. Nellimperativo esistono, come per gli altri tempi, forme alternative alla 3
plur., attivo (dhlvstvsan, ggeiltvsan ecc.) e medio (dhlvssyvsan, ggeilsyvsan ecc.).
5. Il participio segue la declinazione dei nomi con tema in -ant- (v. p. 132).
6. Nella 2 pers. sing. med. si ha caduta del -s- intervocalico allind. (\dhlQsa-so > \dhlQsv, ggela-so > ggelv ecc.) e allott. (dhlQsai-so > dhlQsaio,
ggelai-so > ggelaio ecc.).
7. Forme ambigue (evidenziate in corsivo):
le tre forme con desinenza -ai (3 sing. ott. attivo, inf. attivo, 2 sing.
imper. med.), dove la diversa quantit (lunga nel primo caso, breve negli
altri due) non sempre d luogo a diversa accentazione12;
la 3 sing. del cong. att. coincide con la 2 sing. del cong. medio (come del
resto accade nel cong. di tutti i tempi);
la 3 plur. imper. att. coincide col gen. plur. del participio;
limitatamente allaor. sigmatico: la 1 sing. cong. att. coincide con la 1
sing. ind. att. del fut. sigmatico; la 3 sing. cong. att. e la 2 sing. cong. med.
sono identiche, e inoltre coincidono con la 2 pers. sing. med. dellind. futuro sigmatico; nei verbi bisillabici la 2 sing. imper. att. coincide col part.
futuro neutro sing.
limitatamente allaor. asigmatico: possono verificarsi per i motivi che
diremo pi avanti altre sovrapposizioni, legate a circostanze particolari.

Si tratta niente pi che di somiglianza, perch come vedremo a suo tempo nel
Futuro non esiste il modo Congiuntivo (quindi p.es. peisQmeya obbediamo, con vocale
tematica lunga, pu essere solo cong. aoristo, da non confondere con lind. futuro peismeya
obbediremo)!
12
La massima differenziazione si ha con le forme almeno trisillabiche e con penultima
sillaba lunga, come in dhlv e ggllv (dhlQsai~ggelai = ottativo att., dhlsai~ggelai
= infinito med., d}lvsai~ggeilai = imperativo med., con la ritrazione dellaccento frequente in questo modo verbale); altrimenti:
forme plurisillabiche con penultima breve (come in sullgv): si confondono ottativo e infinito;
forme bisillabiche con penultima lunga (come in peyv, mnv ecc.): si confondono
infinito e imperativo;
forme bisillabiche con penultima breve (come in strfv e klptv): le tre voci sono
indistinguibili.
11

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203

NUOVI ITINERARI

20.2. Tema dellaoristo e tema del presente.


Presente con suffisso -jv
Via via che si procede nello studio dei tempi verbali diviene sempre
pi importante a maggior ragione in un sistema verbale multiforme e
relativamente poco sistematico come quello greco la capacit di risalire
alla forma-base del presente, quella registrata nel vocabolario13.
Per lAoristo 2 questa operazione relativamente facile, non solo perch si tratta di un gruppo circoscritto di verbi quasi tutti semanticamente
importanti (e di uso frequente), ma anche perch la variet nel tema del
presente riconducibile a meccanismi morfologici che
o non compromettono lidentit fonetica della radice ( il caso degli ampliamenti in -skv o in nasale e del raddoppiamento) ...
... o quando la modificano ( il caso dellapofonia) la lasciano comunque
abbastanza agevolmente riconoscibile.

Al contrario, in molti dei verbi con Aoristo 1 il presente si forma


mediante aggiunta di un suffisso -jv14, che d luogo ad alterazioni fonetiche di vario genere a seconda del tipo di fonema con cui il -j- viene a
contatto:

gutturale + jv > -ssv (in attico -ttv):


prag-jv>prssv
fulak-jv>fulssv tarax-jv>tarssv
[anche > -zv:
sfag-j v > sfzv]15

labiale + j v > -ptv:


blab-j v > blptv

yaf-j v > yptv

nomid-j v > nomzv


\ret-j v > \rssv

play-j v > plssv

dentali:

d + j v > -zv:
t / y + j v > -ssv:

klep-j v > klptv

liquide e nasali:

l + j v > -llv:
sfal-j v > sfllv ggel-j v > ggllv
an / ar + -j v > -anv / -arv: fan-j v > fanv
r-j v > arv
en/er+-jv, in/ir+-jv, un/ur+-jv: caduta del -j- e allungamento di compenso16
13
Luso di schedare i verbi alla voce del presente pu apparire scontato, ma in fin dei conti
convenzionale. Per paradosso si pu dire che forse sarebbe morfologicamente pi motivato e
didatticamente pi utile registrare i verbi greci... alla voce del futuro (cfr. p. 173 e 209)!
14
Fra i verbi con aor. 2 elencati a p. 175, invece, solo bllv forma il presente con questo
suffisso (bal-j v > bllv).
15
Per lo pi con verbi onomatopeici indicanti suono come krzv gridare, stenzv
gemere, ecc.
16
In en / er lallungamento d ein / eir; in in / ir e un / ur si manifesta solo nella quantit
lunga della vocale (p.es. da una radice sur si ha il pres. suvr-j v > suvrv). In tutti questi casi
comunque il risultato che il tema del presente e quello dellaoristo coincidono, e che alcune
forme sono indistinguibili: la 3 sing. ind. att. (teinen, krinen: coincide con la 3 sing. dellimperfetto), la 2 sing. imper. att. (tenon, krnon: coincide col part. pres. neutro) e infine
lintera serie delle forme del congiuntivo, att. e medio.

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204

SETTIMA UNIT

Dal punto di vista pratico la difficolt sta nel fatto che queste alterazioni hanno effetto solo per il Presente~Imperfetto: negli altri tempi, cio, i
verbi a presente suffissale si comportano come quelli a presente radicale
(formato senza suffissi). Ci significa che
dallo sviluppo del paradigma di un determinato verbo non automatico ricavare la forma che esso ha nel Presente.
Per rappresentare questa situazione, nelle tabelle delle p. 198-201 sono stati
affiancati esempi dei due tipi di verbi:
per laor. sigmatico sono stati utilizzati in prevalenza verbi a presente radicale17 (nei quali laoristo si costruisce dallo stesso tema del presente), ma anche
un verbo a presente suffissale (klptv, radice klep-, che ha una coniugazione
dellaor. identica a quella del presente radicale strfv);
per laor. asigmatico sono stati utilizzati in prevalenza verbi a presente suffissale, ma anche un verbo a presente radicale (mnv, radice men-, che ha una
coniugazione dellaor. identica a quella del presente suffissale tenv).

'

Per risalire dallAor. 1 al Presente18


Volendo schematizzare il procedimento per risalire al Presente da una forma di Aoristo 1 sigmatico, possiamo dire che:
a un aor. -sa pu corrispondere
pres. radicale con tema in dentale (-dv opp. -yv opp. -tv), opp. in vocale
pres. suffissale da un tema in dentale (-zv o pi raramente -ssv)
a un aor. -ja pu corrispondere
pres. radicale con tema in gutturale (-gv opp. -kv opp. -xv)
pres. suffissale da un tema in gutturale (-ssv o pi raramente -zv)
a un aor. -ca pu corrispondere
pres. radicale con tema in labiale (-bv opp. -pv opp. -fv)
pres. suffissale da un tema in labiale (-ptv)
a un aor. -eina pu corrispondere
pres. radicale in -nv
pres. suffissale in -env
a un aor. -eira pu corrispondere
pres. radicale in -rv
pres. suffissale in -erv
ecc.
Ma una simile casistica ha valore pi in astratto (per elencare le alternative
teoricamente possibili) che nella pratica didattica concreta. La miglior garanzia
17
In realt, anche molti verbi in vocale sono da considerare fra quelli che formano il
presente col suffisso -j v: in questo caso per il -j -, trovandosi in posizione intervocalica,
caduto senza produrre effetti fonetici.
18
In questo riquadro di carattere metodologico (e negli altri analoghi delle p. 212, 232, 240241) non si prende in considerazione la possibilit che il verbo in questione formi il presente
secondo il modello della coniugazione atematica in -mi (p.es. laor. deija mostrai e il fut. dejv
mostrer derivano dalla radice deik che ha un presente deknumi). Si tratta comunque di un
gruppo di verbi circoscritto e di facile identificazione, che sar descritto pi avanti (cap. 29).

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NUOVI ITINERARI

205

di identificare rapidamente il presente non sta infatti nel passare in rassegna


tutte le varie possibilit in modo meccanico, ma nel fatto di conoscere molte
parole anzi: molte famiglie di parole cos da permettere una ricerca mirata,
restringendo il campo delle possibilit19.
NellAoristo 1 questa capacit di integrare lo studio morfologico con quello semantico-lessicale (per cui il significato di una parola aiuta a riconoscerne
i caratteri morfologici, e viceversa) per i motivi che abbiamo detto ancor
pi preziosa che nellAoristo 2, e merita di essere coltivata e sviluppata con
cura (p.es. compilando elenchi di radici importanti come quelli di p. 177).
Produzione di nominali mediante suffissazione
In questa alleanza tra morfologia (nominale e verbale) e semantica utile
mettere a frutto un importante fenomeno che il greco condivide con molte altre
lingue evolute (italiano compreso): la creazione di famiglie di parole mediante
aggiunta di suffissi a una radice20.
Ecco alcuni esempi per il greco, con lindicazione degli esiti fonetici che si
producono di volta in volta nella saldatura del suffisso alla radice:
suff. -thw (indica colui che esercita una certa attivit o in una certa
condizione):
rad. uscente in vocale:
> allungamento della vocale
rad. in gutturale:
> -kthw
rad. in labiale:
> -pthw
rad. in dentale:
> -sthw
rad. in liquida o nasale: > -lthw, -rthw, -nthw
suff. -siw (indica lesercizio di unattivit o condizione):
rad. in vocale:
> allungamento della vocale
rad. in gutturale:
> -jiw
rad. in labiale:
> -ciw
rad. in dentale:
> -siw
rad. in liquida o nasale: > -lsiw, -rsiw, -nsiw
suff. -ma (indica il risultato di unattivit o condizione):
rad. in vocale:
> allungamento della vocale
rad. in gutturale:
> -gma
rad. in labiale:
> -mma
rad. in dentale:
> -sma
rad. in liquida o nasale: > -lma, -rma, -sma

19
P.es. di fronte a una forma come kleca (io rubai, aor. di klptv) che oltretutto si pu
esser tentati di scomporre in k-leca, anzich in -kleca... sar di aiuto lidea, pur vaga, di una
radice klep/klop esprimente la nozione del rubare: cercando, appunto, alle voci klep- e/o klopnon difficile incontrare parole per le quali il vocabolario rimanda a klptv.
20
P.es. da allenare si hanno in ital. parole come allenatore e allenamento; da esercitare parole come esercitatore (?) e esercitazione; da preparare parole come preparatore,
preparazione, preparativo ecc. Il fatto che si dica allenamento ma non *allenazione, e allopposto esercitazione e preparazione ma non *esercitamento n *preparamento, dimostra
ancora una volta che i fenomeni linguistici presentano, accanto ad aspetti di sistematicit e
razionalit, anche ampi margini di imprevedibilit e di incoerenza.

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206

SETTIMA UNIT

suff. -tw ~ -tow (danno luogo alla formazione di aggettivi verbali, v. 30.1):
rad. in vocale:
> allungamento della vocale
rad. in gutturale:
> -ktw ~ -ktow
rad. in labiale:
> -ptw ~ -ptow
rad. in dentale:
> -stw ~ -stow
rad. in liquida o nasale: > -ltw, -rtw, -ntw ~ -ltow, -rtow, -ntow
Ecco esemplificato il ragionamento per risalire al presente di un verbo
sfruttando le indicazioni che il vocabolario d per parole ad esso collegate:
aor. \pohsa (radice in vocale oppure in dentale):
si pu risalire a poiv da parole come poiht}w, pohsiw, pohma ecc.
aor. \nmisa (radice in vocale oppure in dentale):
si pu risalire a nomzv da parole come nmisma ecc.
aor. plasa (radice in dentale):
si pu risalire a plssv da parole come plsthw, plsiw, plsma ecc.
aor. praja (radice in gutturale):
si pu risalire a prssv da parole come prjiw, prgma ecc.
aor. bleca (radice in labiale):
si pu risalire a blpv da parole come blciw, blmma ecc.
aor. \kyhra (radice in liquida):
si pu risalire a kayarv da parole come kyarsiw, kyarma ecc.
aor. fhna (radice in nasale):
si pu risalire a fanv da parole come fnthw, fansiw, fasma ecc.

Elenco di verbi con ampliamento del presente in - j v


Verbi con tema in gutturale (presente in -ssv)
[suffissi: -kthw, -jiw, -gma, -ktw~-ow]
ssv (ssv) llssv lssv khrssv lessv rssv pssv patssv pssv plssv prssv ptssv tarssv tssv
frssv fulssv
Verbi con tema in gutturale (presente in -zv)
[suffissi: -kthw, -jiw, -gma, -ktw~-ow]
krzv omQzv pazv stenzv sfzv
Verbi con tema in labiale (presente in -ptv)
[suffissi: -pthw, -ciw, -mma, -ptw~-ow]
ptv strptv blptv yptv kalptv kmptv klptv kptv
krptv pptv ]ptv ]ptv skptv skptomai sk}ptv tptv
Verbi con tema in dentale (presente in -zv)
[suffissi: -sthw, -siw, -sma, -stw~-ow]
gvnzomai kontzv nagkzv rmttv (-zv) rpzv badzv bizv
bibzv dojzv zomai \ggzv \yzv \lpzv \rgzomai \rzv
\tzv yaumzv (kay)zv klzv kolzv komzv ktzv nomzv

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NUOVI ITINERARI

207

okzv neidzv nomzv rgzomai `rzv `rmzv pelzv safhnzv


skeuzv spoudzv stoixzv sxzv szv teixzv frzv xarzomai xvrzv chfzv
Verbi con tema in -l- (presente in -llv)
[suffissi: -lthw, -lsiw, -lma, -ltw~-ow]
ggllv llomai bllv stllv sfllv tllv
Verbi con tema in -n- (presente in -anv, -env, -nv, -nv)
[suffissi: -nthw, -nsiw, -sma, -ntw~-ow]
asxnv mnv banv \ntnv \piklnv kerdanv krnv ktenv jnv
semnnv shmanv snv tenv gianv fanv fanv xalepanv
Verbi con tema in -r- (presente in -arv, -erv, -rv, -rv)
[suffissi: -rthw, -rsiw, -rma, -rtw~-ow]
gerv arv derv (drv) \gerv kayarv martromai dromai
okt(e)rv lofromai sperv srv terv tekmaromai fyerv xarv

Capitolo 21
Morfologia verbale (VI): Futuro I
Presente~Imperfetto dei verbi in vocale
Prima di completare lo studio dellaoristo (con laor. 3 e laor. passivo, che sono trattati nel cap. 24), prendiamo ora in esame il Futuro, che
presenta caratteristiche morfologiche in parte simili a quelle dellaor. 1.
La variante asigmatica del Futuro I, caratterizzata dal fenomeno morfologico della contrazione, offre inoltre loccasione per un confronto col
Presente~Imperfetto dei verbi contratti.

21.1. Il Futuro nel sistema verbale greco


In 15.1, abbozzando una prima rappresentazione del sistema verbale greco, si visto che il Presente e il Perfetto hanno ciascuno due
diramazioni temporali (nel passato e nel futuro) ma che a differenza
dellImperfetto e del Piuccheperfetto il Futuro (nelle due varianti di
Futuro I e Futuro II) ha anche una sua autonomia, tanto da poter essere
considerato per certi aspetti un tempo a s stante.
Questa natura confermata anzich smentita dal fatto che il Futuro
abbia unarticolazione modale ridotta, mancando del Congiuntivo e dellImperativo: fatto che si spiega pensando che in origine il Futuro dovesse

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208

SETTIMA UNIT

esprimere anche o principalmente unidea volitiva, tanto da rendere superflui appunto i due modi verbali pi vicini a tale campo semantico. Non sorprende allora vederlo impiegato per nozioni di carattere dinamico-volitivo:
fra quelle riconducibili alla funzione Appositiva (cfr. 10.1):
lidea di scopo (part. futuro)
lidea di conseguenza teorica (frase relativa con verbo al futuro)
lidea di condizione (\f& >[te] + futuro)
fra quelle riconducibili alla funzione Predicativa (cfr. 18.2):
con i verba curandi (pvw + futuro)
con i verbi di pensare, supporre, garantire, giurare (che proprio il futuro
contribuisce a orientare, almeno parzialmente, in senso dinamico: v. p. 183).

In questo capitolo ci occuperemo del Futuro I (quello riferibile al sistema del Presente), rimandando la trattazione del Futuro II a 30.2.

21.2. Futuro I (coniugazione tematica e suffissale)


Il Futuro I (ma dora in poi parleremo semplicemente di futuro) ha caratteristiche che lo avvicinano per un verso al presente, per laltro allaor. 1:
con il Presente condivide la presenza della vocale tematica e/o;
con lAor. 1 condivide il fatto di formarsi con laggiunta alla radice di un suffisso che si presenta in duplice forma:
sigmatica: interessa i verbi con radice che termina in vocale o in consonante muta (gutturale, labiale, dentale);
apparentemente asigmatica: interessa i verbi con radice che termina in liquida o nasale (l, m, n, r);
si pu dire quindi che il Futuro ha un tipo di coniugazione al tempo stesso
tematica e suffissale.

Anche gli esiti fonetici sono in parte simili a quelli dellAor. 1:


verbi uscenti in vocale:
allungamento della vocale (a > h21; e > h; o > v);
verbi uscenti in muta:
gutturale + s > j
labiale
+s>c
dentale + s > s (la dentale cade senza lasciare traccia)
verbi uscenti in liquida o nasale:
aggiunta di un suffisso -es-, caduta del s trovatosi in posizione intervocalica fra -e- e la vocale tematica e/o, contrazione dei due fonemi vocalici cos
venuti a contatto (p.es. da una radice uscente in -l: ind. att. 1 plur. -l-es-omen > -l-e-o-men > -lomen; 2 plur. -l-es-e-te > -l-e-e-te > -lete; ecc.).
21
Anche qui l-a- si mantiene senza passare ad -h- quando puro (cio quando preceduto da e~i~r): cos p.es. mentre il fut. di timv (alfa impuro) tim}-sv, quello di peirv
(alfa puro) peira -sv.

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209

NUOVI ITINERARI

'

Variet morfologica dei tempi verbali


(e relativa semplicit e prevedibilit del Futuro)

Nonostante la scelta di accostare il futuro allaor. 1 (in modo da valorizzare didatticamente le analogie morfologiche fra i due tempi), larticolazione
del futuro in due varianti (sigmatica/asigmatica, in rapporto alle caratteristiche
fonetiche della radice) interessa tutti i verbi (anche quelli in -mi), indipendentemente dal fatto che abbiano laor. 1 o 2 o 3. Questo fatto lo rende diverso
dagli altri tempi, la cui formazione non sostanzialmente prevedibile in base
alle caratteristiche fonetiche della radice; possiamo invece dire che, di norma,
ogni verbo
avr il fut. sigmatico se la sua radice esce in vocale o in muta;
avr il fut. asigmatico se esce in liquida o in nasale.
Il futuro attivo~medio (il passivo, come si detto, ha una formazione diversa) insomma un tempo prevedibile, come mostra lo schema seguente che
riassume le variet morfologiche dei singoli tempi:
1. Presente~Imperfetto (imprevedibile):
a. coniug. tematica in -v
b. coniug. atematica in -mi

[radicale opp. suffissale]


[radicale opp. suffissale]

2. Futuro I attivo e medio (prevedibile):

[sigmatico opp. asigmatico]

3. Aoristo attivo e medio (imprevedibile):


a. debole (aor. 1)
[sigmatico opp. asigmatico]
b. forte (aor. 2)
c. fortissimo (aor. 3)
4. Aoristo passivo e Futuro passivo (parzialmente prevedibile):
a. debole
b. forte
5. Perfetto~Piuccheperfetto attivo (imprevedibile):
a. debole
b. forte
[con opp. senza aspirazione]
c. fortissimo
6. Perfetto~Piuccheperfetto medio~passivo (prevedibile)
7. Futuro II (prevedibile)
Da un punto di vista puramente morfologico quindi il Futuro avrebbe titolo
assai pi del Presente per essere scelto come tempo-base del paradigma
verbale (cio come forma-base con la quale registrare un verbo sul vocabolario): appunto per la maggior facilit di prevederne la formazione sulla base delle caratteristiche della radice22.

22
Prevedibile anche la formazione del Perfetto medio-passivo e del Futuro II (che
da esso deriva): ma trattandosi di tempi che, per cos dire, sono posti allestremit del paradigma verbale e che scontano difficolt di altro genere (il raddoppiamento caratteristico
del Perfetto e relative alterazioni, la totale diversit fra attivo e medio-passivo, la variet di
esiti fonetici nelle diverse persone, la formazione perifrastica di alcuni modi verbali ecc.),
evidente lassai maggiore funzionalit didattica del Futuro.

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210

SETTIMA UNIT

Futuro sigmatico
dhlv

sullgv

strfv
Indicativo attivo
1
str-cv
2 str-ceiw
3 str-cei

klptv

dhlQ-sv
dhlQ-seiw
dhlQ-sei

sull-jv
sull-jeiw
sull-jei

dhlQ-se-ton
dhlQ-se-ton

sull-je-ton
sull-je-ton

dhlQ-so-men
dhlQ-se-te
dhlQ-sousi

sull-jo-men
sull-je-te
sull-jousi

dhlQ-soi-mi
dhlQ-soi-w
dhlQ-soi

sull-joi-mi
sull-joi-w
sull-joi

dhlQ-soi-ton
dhlv-so-thn

sull-joi-ton
sulle-jo-thn

dhlQ-soi-men
dhlQ-soi-te
dhlQ-soi-en

sull-joi-men
sull-joi-te
sull-joi-en

dhlQ-sein

sull-jein

dhlQ-svn
dhlQ-sousa
dhl-son

sull-jvn
sull-jousa
sull-jon

dhlQ-so-mai
dhlQ-s+ [-sei]
dhlQ-se-tai

Indicativo medio
sull-jo-mai
1
str-co-mai
kl-co-mai
sull-j+ [-jei] 2 str-c+ [-cei] kl-c+ [-cei]
sull-je-tai
3 str-ce-tai
kl-ce-tai

dhlQ-se-syon
dhlQ-se-syon

sull-je-syon
sull-je-syon

dhlv-s-meya
dhlQ-se-sye
dhlQ-so-ntai

sulle-j-meya
sull-je-sye
sull-jo-ntai

dhlv-so-mhn
dhlQ-soi-o
dhlQ-soi-to

sulle-jo-mhn
sull-joi-o
sull-joi-to

dhlQ-soi-syon
dhlv-so-syhn

sull-joi-syon
sulle-jo-syhn

dhlv-so-meya
dhlQ-soi-sye
dhlQ-soi-nto

sulle-jo-meya
sull-joi-sye
sull-joi-nto

dhlQ-se-syai

sull-je-syai

Infinito medio
str-ce-syai

kl-ce-syai

dhlv-s-menow
dhlv-so-mnh
dhlv-s-menon

sulle-j-menow
sulle-jo-mnh
sulle-j-menon

Participio medio
m stre-c-menow
f
stre-co-mnh
n stre-c-menon

kle-c-menow
kle-co-mnh
kle-c-menon

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peyv

kl-cv
kl-ceiw
kl-cei

pe-sv
pe-seiw
pe-sei

str-ce-ton
str-ce-ton

kl-ce-ton
kl-ce-ton

pe-se-ton
pe-se-ton

str-co-men
str-ce-te
str-cousi

kl-co-men
kl-ce-te
kl-cousi

pe-so-men
pe-se-te
pe-sousi

Ottativo attivo
1
str-coi-mi
2 str-coi-w
3 str-coi

kl-coi-mi
kl-coi-w
kl-coi

pe-soi-mi
pe-soi-w
pe-soi

str-coi-ton
stre-co-thn

kl-coi-ton
kle-co-thn

pe-soi-ton
pei-so-thn

str-coi-men
str-coi-te
str-coi-en

kl-coi-men
kl-coi-te
kl-coi-en

pe-soi-men
pe-soi-te
pe-soi-en

Infinito attivo
str-cein

kl-cein

pe-sein

Participio attivo
m str-cvn
f
str-cousa
n str-con

kl-cvn
kl-cousa
kl-con

pe-svn
pe-sousa
pe-son

2
3
1
2
3

2
3
1
2
3

2
3
1
2
3

pe-so-mai
pe-s+ [-sei]
pe-se-tai

str-ce-syon
str-ce-syon

kl-ce-syon
kl-ce-syon

pe-se-syon
pe-se-syon

stre-c-meya
str-ce-sye
str-co-ntai

kle-c-meya
kl-ce-sye
kl-co-ntai

pei-s-meya
pe-se-sye
pe-so-ntai

Ottativo medio
1
stre-co-mhn
2 str-coi-o
3 str-coi-to

kle-co-mhn
kl-coi-o
kl-coi-to

pei-so-mhn
pe-soi-o
pe-soi-to

kl-coi-syon
kle-co-syhn

pe-soi-syon
pei-so-syhn

2
3
1
2
3

str-coi-syon
stre-co-syhn

stre-co-meya kle-co-meya
str-coi-sye
kl-coi-sye
str-coi-nto
kl-coi-nto

pei-so-meya
pe-soi-sye
pe-soi-nto
pe-se-syai
pei-s-menow
pei-so-mnh
pei-s-menon

10-03-2007 14:12:14

211

NUOVI ITINERARI

Futuro asigmatico
ggllv

tenv

mnv

fanv

arv

krnv

r-
r-ew
r-e

krin-
krin-ew
krin-e

fan-e-ton
fan-e-ton

r-e-ton
r-e-ton

krin-e-ton
krin-e-ton

ggel-
ggel-ew
ggel-e

ten-
ten-ew
ten-e

Indicativo attivo
1 fan-
men-
2 fan-ew
men-ew
3 fan-e
men-e

ggel-e-ton
ggel-e-ton

ten-e-ton
ten-e-ton

men-e-ton
men-e-ton

ggel-o-men
ggel-e-te
ggel-osi

ten-o-men
ten-e-te
ten-osi

men-o-men
men-e-te
men-osi

fan-o-men
fan-e-te
fan-osi

r-o-men
r-e-te
r-osi

krin-o-men
krin-e-te
krin-osi

ggel-o-h-n
ggel-o-h-w
ggel-o-h

ten-o-h-n
ten-o-h-w
ten-o-h

Ottativo attivo
men-o-h-n 1 fan-o-h-n
men-o-h-w 2 fan-o-h-w
3 fan-o-h
men-o-h

r-o-h-n
r-o-h-w
r-o-h

krin-o-h-n
krin-o-h-w
krin-o-h

ggel-o-ton
ggel-o-thn

ten-o-ton
ten-o-thn

men-o-ton
men-o-thn

fan-o-ton
fan-o-thn

r-o-ton
r-o-thn

krin-o-ton
krin-o-thn

ggel-o-men
ggel-o-te
ggel-o-en

ten-o-men
ten-o-te
ten-o-en

men-o-men
men-o-te
men-o-en

fan-o-men
fan-o-te
fan-o-en

r-o-men
r-o-te
r-o-en

krin-o-men
krin-o-te
krin-o-en

ggel-en

ten-en

Infinito attivo
fan-en
men-en

r-en

krin-en

ggel-n
ggel-osa
ggel-on

ten-n
ten-osa
ten-on

Participio attivo
m fan-n
men-n
f fan-osa
men-osa
n fan-on
men-on

r-n
r-osa
r-on

krin-n
krin-osa
krin-on

ggel-o-mai
ggel-_ [-e]
ggel-e-tai

ten-o-mai
ten-_ [-e]
ten-e-tai

Indicativo medio
men-o-mai 1 fan-o-mai
men-_ [-e] 2 fan-_ [-e]
men-e-tai
3 fan-e-tai

r-o-mai
r-_ [-e]
r-e-tai

krin-o-mai
krin-_ [-e]
krin-e-tai

ggel-e-syon
ggel-e-syon

ten-e-syon
ten-e-syon

men-e-syon
men-e-syon

r-e-syon
r-e-syon

krin-e-syon
krin-e-syon

ggel-o-meya
ggel-e-sye
ggel-o-ntai

ten-o-meya
ten-e-sye
ten-o-ntai

2
3
men-o-meya 1
men-e-sye 2
men-o-ntai 3

ggel-o-mhn
ggel-o-o
ggel-o-to

ten-o-mhn
ten-o-o
ten-o-to

Ottativo medio
men-o-mhn 1 fan-o-mhn
2 fan-o-o
men-o-o
3 fan-o-to
men-o-to

ggel-o-syon
ggel-o-syhn

ten-o-syon
ten-o-syhn

men-o-syon
men-o-syhn

ggel-o-meya
ggel-o-sye
ggel-o-nto

ten-o-meya
ten-o-sye
ten-o-nto

2
3
men-o-meya 1
men-o-sye 2
men-o-nto 3

fan-o-meya r-o-meya
fan-o-sye r-o-sye
fan-o-nto r-o-nto

krin-o-meya
krin-o-sye
krin-o-nto

ggel-e-syai

ten-e-syai

Infinito medio
fan-e-syai r-e-syai
men-e-syai

krin-e-syai

2
3
1
2
3

2
3
1
2
3

fan-e-syon
fan-e-syon

fan-o-meya r-o-meya
fan-e-sye r-e-sye
fan-o-ntai r-o-ntai

fan-o-syon
fan-o-syhn

krin-o-meya
krin-e-sye
krin-o-ntai

r-o-mhn
r-o-o
r-o-to

krin-o-mhn
krin-o-o
krin-o-to

r-o-syon
r-o-syhn

krin-o-syon
krin-o-syhn

Participio medio
ggel-o-menow ten-o-menow men-o-menow m fan-o-menow r-o-menow krin-o-menow
ggel-ou-mnh ten-ou-mnh men-ou-mnh f fan-ou-mnh r-ou-mnh krin-ou-mnh
ggel-o-menon ten-o-menon men-o-menon n fan-o-menon r-o-menon krin-o-menon

Michelazzofine.indd Sec1:225

10-03-2007 14:12:16

212

SETTIMA UNIT

Osservazioni
1. Come in tutti i tempi, anche qui lOttativo presenta lo -i- caratteristico di
questo modo verbale e le desinenze dei tempi storici.
2. Come nellaoristo, lopposizione fra diatesi attiva e media (aoristo passivo
e futuro passivo hanno una formazione diversa, v. cap. 24).
3. Forme ambigue (evidenziate in corsivo):
le forme alternative di 2 sing. ind. med. (-ei/-e accanto ad -+/-_) si sovrappongono a quelle risp. di 3 sing. ind. att.;
limitatamente al fut. sigmatico: la 1 sing. ind. att. coincide con la 1 sing.
cong. att. dellaor. sigmatico; la 2 sing. ind. med. coincide con la 3 sing. att.
e la 2 sing. med. del cong. aor. sigmatico; nei verbi bisillabici, il part. att.
neutro sing. coincide con la 2 sing. imper. att. dellaor. sigmatico.

'

Per risalire dal futuro al presente


La somiglianza morfologica tra futuro e aoristo 1 (particolarmente evidente
nella variante sigmatica) fa s che possiamo applicare anche qui i criteri esposti a
p. 204 s.:
a un fut. -sv pu corrispondere
pres. radicale con tema in dentale (-dv opp. -yv opp. -tv), opp.in vocale
pres. suffissale da un tema in dentale (-zv o pi raramente -ssv)
a un fut. -jv pu corrispondere
pres. radicale con tema in gutturale (-gv opp. -kv opp. -xv)
pres. suffissale da un tema in gutturale (-ssv o pi raramente -zv)
a un fut. -cv pu corrispondere
pres. radicale con tema in labiale (-bv opp. -pv opp. -fv)
pres. suffissale da un tema in labiale (-ptv)
a un fut. -an ~ -en ~ -ar ~ -er pu corrispondere
pres. radicale in -nv ~ -nv ~ -rv ~ -rv
pres. suffissale in -anv ~ -env ~ -arv ~ -erv
ecc.
Analogamente, vale anche per il Futuro la possibilit di risalire al Presente di un
verbo attraverso i nominali ricavati dalla sua stessa radice tramite suffissazione.

21.3. Il cosiddetto Futuro attico


Presente~Imperfetto contratti dei verbi in vocale
Il Futuro di molti verbi in -zv e di alcuni verbi in -zv (radice in -d-)
si presenta negli scrittori attici, ma non solo in forma contratta: p.es.
da bibzv, oltre che bibsv ~ bibsomai, si ha bib~ bibmai;
da nomzv, oltre che nomsv ~ nomsomai, si ha nomi~ nomiomai23.
La coniugazione di questi verbi pu essere utilmente accostata a quella del
Presente~Imperfetto contratti dei verbi con radice in vocale.
23
Il processo che ha portato alla formazione del futuro contratto abbastanza chiaro per
i verbi in -zv (caduta del -s- intervocalico: biba-s-v > biba-v > bib), meno per i verbi in
-zv, dove la contrazione, foneticamente immotivata, pu essere dovuta a fattori analogici.

Michelazzofine.indd Sec1:226

10-03-2007 14:12:17

213

NUOVI ITINERARI

timv

filv

dhlv

Pres. Indicativo attivo


fil-
dhl-
fil-ew
dhl-ow
fil-e
dhl-o

tim-
tim-w
tim-
tim-ton
tim-ton

fil-eton
fil-eton

dhl-oton
dhl-oton

tim-men
tim-te
tim-si

fil-omen
fil-ete
fil-osi

dhl-omen
dhl-ote
dhl-osi

tim-
tim-w
tim-

Pres. Congiuntivo attivo


fil-
dhl-
fil-_w
dhl-ow
fil-_
dhl-o

tim-ton
tim-ton

fil-ton
fil-ton

dhl-ton
dhl-ton

tim-men
tim-te
tim-si

fil-men
fil-te
fil-si

dhl-men
dhl-te
dhl-si

Pres. Ottativo attivo


fil-omi
dhl-omi
fil-ow
dhl-ow
fil-o
dhl-o

tim-!mi
tim-!w
tim-!
tim-!ton
tim-thn

fil-oton
fil-othn

dhl-oton
dhl-othn

tim-!men
tim-!te
tim-!en

fil-omen
fil-ote
fil-oen

dhl-omen
dhl-ote
dhl-oen

tm-a
tim-tv

Pres. Imperativo attivo


fl-ei
d}l-ou
fil-etv
dhl-otv

tim-ton
tim-tvn

fil-eton
fil-etvn

dhl-oton
dhl-otvn

tim-te
tim-Qntvn

fil-ete
fil-ontvn

dhl-ote
dhl-ontvn

tim-n

Pres. Infinito attivo


fil-en
dhl-on

timn
timsa
timn

Pres. Participio attivo


filn
dhln
filosa
dhlosa
filon
dhlon

\-tm-vn
\-tm-aw
\-tm-a

Imperfetto attivo
\-fl-oun
\-d}l-oun
\-fl-eiw
\-d}l-ouw
\-fl-ei
\-d}l-ou

\-tim-ton
\-tim-thn

\-fil-eton
\-fil-ethn

\-dhl-oton
\-dhl-othn

\-tim-men
\-tim-te
\-tm-vn

\-fil-omen
\-fil-ete
\-fl-oun

\-dhl-omen
\-dhl-ote
\-d}l-oun

Michelazzofine.indd Sec1:227

bibzv
1
2
3
2
3
1
2
3

nomzv

Fut. Indicativo attivo


bib-
nomi-
bib-w
nomi-ew
bib-
nomi-e
bib-ton
bib-ton

nomi-eton
nomi-eton

bib-men
bib-te
bib-si

nomi-omen
nomi-ete
nomi-osi

1
2
3
2
3
1
2
3

1
2
3
2
3
1
2
3

Fut. Ottativo attivo


bib-!mi
nomi-omi
bib-!w
nomi-ow
bib-!
nomi-o
bib-!ton
bib-thn

nomi-oton
nomi-othn

bib-!men
bib-!te
bib-!en

nomi-omen
nomi-ote
nomi-oen

2
3
2
3
2
3

Fut. Infinito attivo


bib-n
nomi-en
m
f
n

Fut. Participio attivo


bibn
nomin
bibsa
nomiosa
bibn
nomion

1
2
3
2
3
1
2
3

10-03-2007 14:12:18

214

timv

SETTIMA UNIT

filv

dhlv

Pres. Indicativo medio~passivo


tim-mai
fil-omai
dhl-omai
tim-
fil-_ (-e)
dhl-o
tim-tai
fil-etai
dhl-otai
tim-syon
tim-syon

fil-esyon
fil-esyon

dhl-osyon
dhl-osyon

tim-Qmeya
tim-sye
tim-ntai

fil-omeya
fil-esye
fil-ontai

dhl-omeya
dhl-osye
dhl-ontai

Pres. Congiuntivo medio~passivo


tim-mai
fil-mai
dhl-mai
tim-
fil-_
dhl-o
tim-tai
fil-tai
dhl-tai
tim-syon
tim-syon

fil-syon
fil-syon

dhl-syon
dhl-syon

tim-Qmeya
tim-sye
tim-ntai

fil-Qmeya
fil-sye
fil-ntai

dhl-Qmeya
dhl-sye
dhl-ntai

Pres. Ottativo medio~passivo


tim-mhn
fil-omhn
dhl-omhn
tim-!o
fil-oo
dhl-oo
tim-!to
fil-oto
dhl-oto
tim-!syon
tim-syhn

fil-osyon
fil-osyhn

dhl-osyon
dhl-osyhn

tim-meya
tim-!sye
tim-!nto

fil-omeya
fil-osye
fil-onto

dhl-omeya
dhl-osye
dhl-onto

Pres. Imperativo medio~passivo


tim-
fil-o
dhl-o
tim-syv
fil-esyv
dhl-osyv
tim-syon
tim-syvn

fil-esyon
fil-esyvn

dhl-osyon
dhl-osyvn

tim-sye
tim-syvn

fil-esye
fil-esyvn

dhl-osye
dhl-osyvn

bibzv
1
2
3
2
3
1
2
3

Imperfetto medio~passivo
\-tim-Qmhn
\-fil-omhn
\-dhl-omhn
\-tim-
\-fil-o
\-dhl-o
\-tim-to
\-fil-eto
\-dhl-oto
\-tim-syon
\-tim-syhn

\-fil-esyon
\-fil-esyhn

\-dhl-osyon
\-dhl-osyhn

\-tim-Qmeya
\-tim-sye
\-tim-nto

\-fil-omeya
\-fil-esye
\-fil-onto

\-dhl-omeya
\-dhl-osye
\-dhl-onto

Michelazzofine.indd Sec1:228

Fut. Indicativo medio


bib-mai
nomi-omai
bib-
nomi-_ (-e)
bib-tai
nomi-etai
bib-syon
bib-syon

nomi-esyon
nomi-esyon

bib-Qmeya
bib-sye
bib-ntai

nomi-omeya
nomi-esye
nomi-ontai

1
2
3
2
3
1
2
3

1
2
3
2
3
1
2
3

Fut. Ottativo medio


bib-mhn
nomi-omhn
bib-!o
nomi-oo
bib-!to
nomi-oto
bib-!syon
bib-syhn

nomi-osyon
nomi-osyhn

bib-meya
bib-!sye
bib-!nto

nomi-omeya
nomi-osye
nomi-onto

2
3
2
3
2
3

Pres. Infinito medio~passivo


tim-syai
fil-esyai
dhl-osyai
Pres. Participio medio~passivo
tim-Qmenow
fil-omenow
dhl-omenow
tim-vmnh
fil-oumnh
dhl-oumnh
tim-Qmenon
fil-omenon
dhl-omenon

nomzv

Fut. Infinito medio


bib-syai
nomi-esyai
m
f
n

Fut. Participio medio


bib-Qmenow
nomi-omenow
bib-vmnh
nomi-oumnh
bib-Qmenon nomi-omenon

1
2
3
2
3
1
2
3

10-03-2007 14:12:19

NUOVI ITINERARI

215

Osservazioni
1. I meccanismi fonetici fondamentali che entrano in gioco nei processi di
contrazione si possono riassumere come segue:
a+e > a; e+e > ei; o+o > ou;
il timbro -o- tende a prevalere sugli altri: (p.es. --omen > -men, --oimen >
-!men; --omen > -omen, --oimen > -omen);
i dittonghi e le desinenze lunghe del congiuntivo tendono a mantenersi inalterati (ma: a+h > a, a++ > , a+ei > 24; o+h > v, o++ > oi, o+ei > oi).
2. Forme alternative:
ottativo attivo:
timhn~timhw~timh, -hton~-}thn, -hmen~-hte~-hsan
filohn~filohw~filoh, -hton~-}thn, -hmen~-hte~-hsan
dhlohn~dhlohw~dhloh, -hton~-}thn, -hmen~-hte~-hsan
imp. 3 pl.:
timtvsan~-syvsan, filetvsan~-esyvsan, dhlotvsan~-osyvsan
3. Facendo confluire pi combinazioni vocaliche in un numero limitato di fonemi, la contrazione provoca un notevole aumento dei casi di ambiguit, segnalati
come al solito in corsivo.

Capitolo 22
Espressioni predicative introdotte da verbi copulativi
Nella rassegna dei vari tipi di espressione di valore predicativo (cap.
18) si scelto di accantonare momentaneamente le interrogative indirette (per cui v. cap. 27) e i verbi copulativi. Di questi, e delle loro interessanti implicazioni semantiche e pragmatico-contestuali, si parla nel
presente capitolo.

22.1. Caratteristiche semantiche e formali dei verbi copulativi


Con il termine copulativo (atto ad unire) si designa di solito una
serie di verbi intransitivi (come gli italiani essere, nascere, diventare,
morire, sembrare ecc.) che al pari del verbo essere (la copula per
eccellenza) hanno la funzione di collegare il soggetto a un complemento predicativo del soggetto, indicante una qualit o condizione che
gli viene attribuita.

24
Lesito della contrazione negli infiniti attivi si spiega tenendo conto del fatto che la
desinenza -ein non originaria, ma a sua volta risultato di contrazione: quindi tima-e-en >
timn, dhlo-e-en > dhlon.

Michelazzofine.indd Sec1:229

10-03-2007 14:12:21

216

SETTIMA UNIT

Per estensione, si possono definire copulativi anche una serie di


verbi transitivi, che al passivo sono accompagnati dal compl. pred. del
soggetto, e simmetricamente allattivo dal complemento predicativo
delloggetto. Questi verbi sono di solito raggruppati in quattro classi
semantiche: verbi estimativi (come ritenere, considerare, stimare, giudicare ecc.), appellativi (come chiamare, denominare, definire ecc.),
effettivi (come fare, rendere ecc.) ed elettivi (come eleggere, nominare,
proclamare ecc.).
In greco i complementi predicativi sono espressi collocando il termine
in questione in posizione esterna (cfr. 7.3) e in concordanza di caso col
soggetto~compl. oggetto a cui riferito25. Ecco alcuni esempi, in rappresentanza delle varie classi26:
I

verbi intransitivi: em, ggnomai, fomai, prxv, poynskv, dokv (nel valore intransitivo di sembrare), fanomai, pobanv (nel senso di finire in
un certo modo, avere un certo esito), ecc.:
pred. sogg.: a gunakew | ndrea-esin le donne | sono-coraggiose
pred. sogg.: otow | strathgw-pyane costui | mor-da-stratego
(quando morto era in carica come stratego)
pred. sogg.: atai a posxseiw opote | mataai-pob}sontai
mai queste promesse | si-riveleranno-vane
II verbi estimativi: nomzv, krnv, =gomai, polambnv, ecc.:
pred. sogg.: ` strathgw | deilw-krnetai il generale | -giudicato-vile
pred. ogg.: pntew tn strathgn | deiln-krnousin
tutti giudicano-vile | il generale
III verbi appellativi: lgv, kalv, nomzv, ecc.:
pred. sogg.: Svkrthw | didskalow-kaletai
Socrate | -chiamato-maestro
pred. ogg.: o &Ayhnaoi Svkrthn | didskalon-kalosin
gli Ateniesi chiamano-maestro | Socrate
IV verbi effettivi: poiv, tyhmi, kaysthmi, podeknumi, ecc.:
pred. sogg.: o nyrvpoi p tn yen | fyonero-\poi}yhsan [aor. pass.]
gli uomini | furono-resi-invidiosi dagli di
pred. ogg.: tow nyrQpouw | fyonerow-\pohsan o yeo
gli di resero-invidiosi | gli uomini
V verbo elettivo specifico xeirotonv (lett. alzare la mano [per votare])27,
ma in questo senso ne vengono usati anche altri di vario significato, come

25
Il latino si comporta come il greco per quanto riguarda la concordanza di caso, non
ovviamente per il meccanismo della posizione, il cui funzionamento presuppone lesistenza
dellarticolo.
26
Per maggiore chiarezza la distinzione fra la base (soggetto o compl. oggetto) e il risp.
complemento predicativo viene evidenziata graficamente separando i due blocchi con una
barra ( | ) e unendo con trattini verbo copulativo e compl. predicativo.
27
Pi raramente usato anche lagxnv avere in sorte [una carica]: p.es. Eschine, Contro
Ctesifonte 28 ot& laxe teixopoiw ot& \xeiroton}yh [aor. pass. di xeirotonv] p to d}mou
non ottenne per sorteggio la carica di sovrintendente alle mura, n vi fu eletto dal popolo.

Michelazzofine.indd Sec1:230

10-03-2007 14:12:22

NUOVI ITINERARI

217

aromai (prendere per s > scegliere) e alcuni verbi delle altre classi, soprattutto effettivi (p.es. podeknumi e pofanv, lett. [di]mostrare28):
pred. sogg.: Nikaw | strathgw-xeirotonetai
Nicia | viene-eletto-stratego
o &Ayhnaoi Nikan | strathgn-xeirotonosi
gli Ateniesi eleggono-stratego | Nicia
VI vi sono poi molte altre nozioni, rese in vario modo nelle lingue moderne29,
che il greco (e in parte il latino) possono esprimere, grazie alla ricca flessione
nominale, sotto forma di complementi predicativi; p.es.
xromai (+ DAT di persona):
Dionus~ | xromai-flv tratto-da-amico | Dionisio,
con Dionisio | sono-in-rapporti-amichevoli
xromai (+ DAT di cosa):
totoiw | ploiw-xrhsmeya useremo-come-armi | questi oggetti
domai (+ GEN):
to patrw mou | domai-sumbolou
di mio padre | ho-bisogno-come-consigliere
lambnv:
o Lakedaimnioi Turtaon | strathgn-labon
gli Spartani presero-come-generale | Tirteo
ddvmi, parxv:
\gguht|n-ddvmi (parxv) | \mautn come-garante offro | me stesso
pmpv:
tn \mn dolon | bohyn-pmpv mn vi mando-in-aiuto | il mio servo
\ggrfv: Demostene, Primo discorso contro Beoto 5
otos nt Boivto Mantyeon-\ngracen | autn
costui si | registr-come-Mantiteo invece di Beoto
pred. ogg.:

28
Interessante la deriva semantica che presentano questi verbi: mostrare (in senso
letterale) > dimostrare (p.es. in tribunale) > far diventare (in senso giuridico, ma anche
in senso sostanziale, p.es. Luciano, Il sogno 8 zhlvtn d ka tn patra podejeiw, perblepton d pofanew ka t|n patrda renderai invidiato anche tuo padre, farai illustre anche
la tua patria) > eleggere. Una deriva che, fra laltro, ha anche leffetto di trasformare
unoriginaria nozione di tipo constativo-enunciativo come far vedere [che le cose stanno
in un certo modo] (da cui la costr. col participio, p.es. in Senofonte, Memorabili I.1.12 tow
frontzontaw t toiata mvranontaw pedeknue quelli che fanno ragionamenti di questo
genere, faceva vedere [Socrate] che sono stolti) in una nozione tendenzialmente dinamica:
mettere in condizioni di, scegliere per lesercizio di una certa carica (per cui in alternativa al compl. predicativo si pu incontrare la costruzione con linfinito di tipo dinamicovolitivo: podeknumi tin strathgn ma anche podeknumi tin strathgen eleggo uno a
ricoprire lincarico di stratego).
29
Le lingue moderne tendono a rappresentare anzi: a sentire queste nozioni in termini
iconici, visibili, concreti (qualche esempio italiano: abbiamo bisogno di te come esperto; mi ha
trattato da deficiente; lavevano preso per un ladro; stato promosso da impiegato semplice a
capufficio; ho dovuto lasciare in pegno il mio orologio doro; con [in] lui ho perduto un fratello;
voglio dipingere la stanza di giallo [da bianca a gialla]; ecc.). Le lingue antiche, possedendo
i casi, sono incentivate a concepirle piuttosto in termini astratti, sintetici (elonto a[tn strathgn ~ lo scelsero come stratego; t|n mikrn plin meglhn \pohsan ~ resero la citt grande
da piccola che era; ecc.). Ci non significa naturalmente che anchesse non si esprimano spesso
in termini iconici, come del resto avviene anche in alcuni degli esempi citati nel testo.

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218

SETTIMA UNIT

a[jnv: Demostene, Terza Filippica 21


mgaw | \k mikro ka tapeino Flippow | hjhtai [perf. medio-passivo]
Filippo | -stato-reso-grande da piccolo e insignificante che era
katalepv: Tucidide III.58.5
patraw tow metrouw ka juggenew | tmouw-katalecete;
lascerete-privi-di-onori | i vostri padri e parenti?

'

Osservazioni su alcune varianti espressive

1. frequente lomissione del verbo essere (e simili), soprattutto


in sentenze, proverbi, affermazioni di validit generale ecc. (p.es. braxw
` bow breve [] la vita; fyonero o nyrvpoi gli uomini [sono] invidiosi; lbiow stiw ... beato chi ...; lgiston s lgeiw assurdo ci
che dici; ecc.);
con aggettivi verbali in -tow (cfr. 30.1) e con altre espressioni di necessit,
dovere, usanza, desiderio ecc. (p.es. =mn pr tw \leuyeraw gvniston
noi dobbiamo combattere per la libert; ngkh tow fsin kakow
kak prssein [] inevitabile che chi di natura malvagia compia azioni
malvagie; Senofonte, Elleniche II.1.7 o[ gr nmow a[tow dw tn a[tn
nauarxen non [] normale per loro che una stessa persona ricopra due
volte il ruolo di navarco; ecc.);
con aggettivi come dkaiow, toimow, dunatw, o<ow [te] ecc. (p.es. Demostene, Filippiche 1.29 \gW ... psxein `tion toimow io [sono] pronto a
subire qualunque cosa; Platone, Protagora 351e dkaiow s =gesyai []
giusto che sia tu ad aprire [la discussione]30).
In questi casi la comprensione, nonostante lellissi del verbo, di solito facilitata dal carattere stereotipato dellespressione e dal fatto che la
posizione delle parole tale da escludere il valore attributivo del nominale
in questione (cio: o nyrvpoi | fyonero non pu voler dire gli uomini
invidiosi, cfr. 7.3).
2. Con alcuni verbi la complementazione si pu esprimere anche sotto forma di frase subordinata, con la tendenziale specializzazione dei mezzi
espressivi, pi volte osservata, fra campo constativo-enunciativo e campo dinamico-volitivo:
i verbi estimativi e appellativi (i quali fino a prova contraria fotografano
una situazione gi in atto) sono costruiti con ti~qw o con uninfinitiva di
tipo constativo-enunciativo31;

30
Sul rapporto fra espressione personale (quella del greco) e impersonale (quella della
traduzione italiana) v. p. 190.
31
Cfr. p.es. polambnv se dikon ti considero ingiusto ~ polambnv se dikon
enai (o diken) ~ polambnv ti dikew penso che tu sia ingiusto; lgv tn didskalon sQfrona definisco saggio il maestro ~ lgv tn didskalon sQfrona enai (o svfronen) opp. lgv ti ` didskalow sQfrvn \stn dico che il maestro saggio. Cos
al passivo: ` didskalow lgetai sQfrvn il maestro definito saggio ~ ` didskalow
lgetai sQfrvn enai (o svfronen) il maestro detto essere [~ si dice che il maestro
sia] saggio.

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219

NUOVI ITINERARI

i verbi effettivi e elettivi e molti verbi dellultimo gruppo (i quali, tutti, presuppongono situazioni proiettate verso il futuro) sono costruiti con linfinito
di tipo dinamico-volitivo32.
3. Lintercambiabilit fra complemento predicativo e complementazione allinfinito ci aiuta a capire quale possa essere stata lorigine delle frasi infinitive.
Noi siamo abituati ad analizzare unespressione del tipo nomzv tn strathgn
deiln enai come composta da una reggente nomzv e da una subordinata infinitiva tn strathgn deiln enai con soggetto in ACC (e traduciamo di conseguenza: ritengo | che il generale sia vile); ma il confronto con la variante nomzv
tn strathgn deiln mostra che la frase deve essere scomposta almeno nella
sua genesi in modo diverso: nomzv tn strathgn | deiln enai considero il
generale | essere vile (ho unopinione sul generale: che vile).
Questa equivalenza funzionale fra complemento predicativo e infinito (ancora
pi evidente nella variante passiva: ` strathgw nomzetai | deilw ~ deilw enai)
conferma la natura dellinfinito come forma nominale del verbo (cfr. 6.3), impiegabile in modo analogo a quella di altri nominali (nomi, aggettivi, participi).

Rappresentazione della struttura di frase nelle espressioni copulative


Come nel caso delloggetto interno (9.5) e delle espressioni perifrastiche
(9.6) anche nelle espressioni copulative il complemento predicativo fa parte integrante del verbo da cui dipende. Questa particolare intimit fa s che possa essere
efficacemente applicato anche qui lo stesso schema di frase descritto in 9.4 (del
quale anzi conferma la correttezza e la funzionalit): p.es.
\pohsan
fyonerow
o yeo

\poi}yhsan
fyonero

tow nyrQpouw

o nyrvpoi

p tn yen

gli dei resero invidiosi gli uomini

gli uomini furono resi invidiosi dagli di

xeirotonosi
strathgn
[strathgen]

xeirotonetai
strathgw
[strathgen]

Nicia eletto stratego dagli Ateniesi

o &Ayhnaoi

Nikan

gli Ateniesi eleggono stratego Nicia

Nikaw

p tn &Ayhnavn

32
Un esempio con verbo elettivo riportato nella n. 28. Inoltre: katast}sv [fut. di
kaysthmi] se plosion ti render ricco ~ katast}sv se plosion enai (o plouten) far
s che tu sia ricco; tn \mn dolon pmpv mn bohyn vi mando il mio servo come aiuto
~ tn \mn dolon pmpv mn bohyn enai (o bohyen) vi mando il mio servo ad aiutarvi;
ecc. In questultimo esempio, linfinito bohyen pu essere inteso anche in senso passivo
(vi mando il mio servo per aiutarlo, perch lo aiutiate), con il caratteristico uso greco
dellattivo assoluto (cfr. 6.3), che ricorre con una certa frequenza proprio con i verbi copulativi dellultimo gruppo.

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220

SETTIMA UNIT

pmpei
paideein
` despthw

pmpetai
paideein

~
tn dolon

il padrone manda il servo a educare

33

` dolow
~

p to desptou

il servo mandato dal padrone a educare

Laffinit tra espressioni perifrastiche e predicative confermata anche dalla


possibilit che la stessa nozione sia espressa in forma unitaria, da un verbo derivato dalla stessa radice.
nomzousi
makrion
pntew

&Aljandron

pntew

tutti considerano beato Alessandro

resero
ricca

i miei antenati

makarzousi

questa citt

&Aljandron

tutti beatificano Alessandro

arricchirono

i miei antenati

questa citt

22.2. Natura duplice dei verbi copulativi


C un fatto che rende la situazione pi complessa (e al tempo stesso,
tuttavia, contribuisce a una sua migliore comprensione):
i verbi copulativi non sono solo copulativi: si tratta infatti, in genere, di verbi che hanno una loro autonomia semantica, e quindi possono anche ricorrere da soli, senza bisogno di integrazione predicativa (in questi casi si dice,
appunto, che sono usati con valore predicativo anzich copulativo).

Riprendiamo alcuni degli esempi citati nel 1, per mostrare in particolare come il greco riesca a differenziare uso copulativo e uso predicativo
servendosi delle risorse espressive dellarticolo34:
1. em:
cop.:
pred.:

a gunakew | ndrea-esin
le donne | sono-coraggiose
gunakew-ndreai | esn
donne-coraggiose | esistono

33
Nel duplice significato (tipico dellattivo assoluto) di invia il servo a istruire (quindi
come maestro) oppure a essere istruito (quindi come allievo).
34
Va da s che in latino la mancanza dellarticolo limita la possibilit di esprimersi in
modo analogo al greco, se non a prezzo di notevoli ambiguit.

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NUOVI ITINERARI

221

2. poyn}skv:
cop.:
otow | strathgw-pyane
costui | -morto-da-stratego
pred.: otow-`-strathgw | pyane
quello-stratego | morto
3. pobanv:
cop.:
atai a posxseiw opote | mataai-pob}sontai
mai queste promesse | si-riveleranno-vane
pred.: atai-a-mataai-posxseiw | opote pob}sontai
queste-vane-promesse | non si realizzeranno mai
4. krnv:
cop.:
` strathgw | deilw-krnetai
il generale | -giudicato-vile
pred.: `-deilw-strathgw | krnetai
il-vile-generale | sottoposto a giudizio
5. kalv:
Svkrthn | didskalon-kalosin
cop.:
chiamano-maestro | Socrate
pred.: Svkrthn-tn-didskalon | kalosin
fanno venire | Socrate,-il-maestro
6. poiv:
cop.:
o nyrvpoi p tn yen | fyonero-\poi}yhsan
gli uomini | furono-resi-invidiosi dagli di
pred.: o-fyonero-nyrvpoi | p tn yen \poi}yhsan
gli-invidiosi-uomini | furono creati dagli di
7. xeirotonv:
cop.:
Nikaw | strathgw-xeirotonetai
Nicia | viene-eletto-stratego
pred.: Nikaw-`-strathgw | xeirotonetai
viene eletto [a una certa altra carica] | lo-stratego-Nicia
8. xromai (+ DAT di persona):
Dionus~ | xromai-fl~
cop.:
con Dionisio | sono-in-rapporti-amichevoli
pred.: Dionus~-t!-fl~ | xromai
sono in rapporto | col mio amico Dionisio
9. xromai (+ DAT di cosa):
cop.:
totoiw | ploiw-xrhsmeya
useremo-come-armi | questi oggetti
pred.: totoiw-tow-ploiw | xrhsmeya
useremo | queste-armi
10. lambnv:
cop.:
o Lakedaimnioi Turtaon | strathgn-labon
gli Spartani presero-come-stratego | Tirteo
pred.: o Lakedaimnioi | Turtaon-tn-strathgn | labon
gli Spartani presero | il-generale-Tirteo

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222

SETTIMA UNIT

Lefficacia dellarticolo negli esempi ora citati pu essere cos riassunta:


crea le condizioni (es. n. 3, 4, 6) per impiegare in funzione distintiva il meccanismo della posizione (cfr. 7.3): posiz. interna = valore attributivo del nominale (e, di conseguenza, valore predicativo del verbo) ~ posiz. esterna = valore
predicativo del nominale (valore copulativo del verbo);
nel caso di nomi propri (n. 5, 7, 8, 10), la presenza dellarticolo conferisce al
nominale che segue valore attributivo (cfr. p. 88), incorporandolo cos nel
blocco-soggetto[~oggetto] (e, allopposto, la sua assenza lascia il nominale
libero di saldarsi al verbo, che assume allora funzione copulativa);
analogamente, quando c un dimostrativo (n. 2 e 9) la presenza dellarticolo
salda il nominale al dimostrativo (che cos sembra impropriamente, cfr. 5.3
avere valore aggettivale), la sua assenza al contrario lo separa, associandolo
quindi di fatto al verbo35;
infine (n. 1), la presenza dellarticolo pu servire a identificare come tale un
blocco-soggetto[~oggetto], isolando un nominale da saldare al verbo (di cui
in questo modo si chiarisce il valore copulativo)36.

Implicazioni pragmatico-contestuali
Di fronte a una variet di situazioni espressive come quelle ora esaminate, sarebbe sbagliato pretendere di ricondurla a una precisa casistica (magari con tanto di regole... da imparare a memoria). Come
e pi che in altri casi, si tratta invece di capire lo spirito che governa
questo complesso sistema, frutto ovviamente non di costruzioni astratte
ma di dinamiche reali, legate alla fondamentale funzione comunicativa
del linguaggio.
Da questo punto di vista, possiamo dire che larticolo svolge due funzioni convergenti:
a. permette di distinguere tra elementi funzionali allidentificazione del nome ed
elementi funzionali al completamento del verbo (cfr. 7.3)37;
b. accompagnando com naturale che sia (cfr. 7.2 e 9.6) gli elementi di
cui si presuppone la conoscenza e non invece quelli che compaiono per la
prima volta, traduce la dialettica Tema/Rema, centrale nella dinamica della
comunicazione.

35
Per valutare correttamente la presenza o assenza dellarticolo occorre ricordare che
queste armi si dice in greco tata t pla o t pla tata (cfr. p. 55 e n. 63 p. 90), per cui
nel caso di tata pla le due parole devono essere considerate come sintatticamente diverse.
Un dimostrativo presente anche nelles. n. 3, dove per il discorso non si applica perch
in entrambe le varianti c larticolo.
36
Anche gunakew [senza articolo] ndrea esn per riprendere les. n. 1 pu
significare le donne | sono-coraggiose, ma ci avviene prevalentemente in poesia, dove
luso dellarticolo raro. Considerazioni analoghe valgono per le altre funzioni dellarticolo
qui prese in esame.
37
la stessa logica in base alla quale le funzioni sintattiche possono essere distinte in
nominali (funz. Attributiva) e verbali (funz. Predicativa e Appositiva).

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NUOVI ITINERARI

223

In questa ottica trova spiegazione la duplice natura (predicativa e copulativa) dei verbi presi in esame nel presente capitolo:
in una frase come otow ` strathgw pyane la notizia che si comunica (appunto il Rema) la morte stessa dello stratego; nella variante copulativa otow
strathgw pyane la morte presupposta come dato ormai acquisito (Tema)
e la notizia (Rema) costituita piuttosto dalle condizioni in cui si verificata
( morto quando era in carica)
Dionus~ t! fl~ xromai
Tema:
Dionisio mio amico (presenza dellarticolo!)
Rema:
sono in contatto con lui, posso contare su di lui
Dionus~ xromai fl~:
Tema:
sono in rapporto con Dionisio
Rema:
i nostri rapporti sono amichevoli
totoiw tow ploiw xrhsmeya
Rema:
useremo queste armi
totoiw ploiw xrhsmeya:
Tema:
useremo questi oggetti
Rema:
li useremo come armi
ecc.

Appare chiaro a questo punto che luso copulativo di un verbo semanticamente pieno (ma, come si visto, perfino em pu esserlo...!) presuppone la dinamica di spostamento rematico su cui si fonda la comunicazione38: in altre parole, Rema non pi levento in s stesso descritto dal
verbo (che, una volta conosciuto, diventa Tema), ma la modalit del suo
svolgimento, gli effetti che produce ecc. (appunto le nozioni che possono
essere rappresentate in forma di complemento predicativo39).
Non sorprende quindi constatare che i verbi copulativi non si esauriscono nelle classi tradizionalmente codificate dalle grammatiche: almeno in
teoria qualunque verbo, se coinvolto nella dinamica Tema/Rema qui ricordata, pu svuotarsi di parte del suo patrimonio semantico per assumere un
ruolo funzionale40.

Quella per cui una notizia, una volta comunicata, perde il suo carattere di novit
(Rema) entrando a far parte del patrimonio di dati di cui si pu presupporre la conoscenza,
nellinterlocutore o nel lettore.
39
Si comprende cos che le due fondamentali funzioni dellarticolo descritte qui sopra
non sono che due facce della stessa medaglia, e che i due diversi tipi di definizione che si
incontrano nelle grammatiche (parola collocata in posizione interna o esterna ~ parola preceduta o no dallarticolo) costituiscono due rappresentazioni della stessa realt.
40
Un esempio interessante di questa evoluzione si ha con alcuni verbi legati alle dimensioni fondanti dellesistenza umana (nascere, crescere, invecchiare, morire ecc.): acquisito
come scontato (Tema) il dato puramente biologico che si vive, si invecchia, si muore ecc.,
lattenzione (Rema) si sposta sul come si vive ecc., generando lattesa di un elemento aggiuntivo che finisce per essere integrato sintatticamente nella valenza del verbo. In greco tale
elemento espresso per lo pi sotto forma di participio predicativo o, appunto, di compl.
predicativo: p.es. diatele [sott. xrnon o bon, passa il tempo, la vita] dikn ~ dikow
(n) continua a commettere ingiustizie, non smette mai di far del male.
38

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SETTIMA UNIT

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NUOVI ITINERARI

OTTAVA UNIT

CAPITOLO 23
Morfologia nominale (VII):
Nominali della 3 declinazione con tema in sigma
CAPITOLO 24
Morfologia verbale (VII):
Aoristo passivo Futuro passivo
Sviluppo del passivo nel sistema verbale greco
CAPITOLO 25
Morfologia verbale (VIII):
Aoristo 3 Perfetto e Piuccheperfetto attivo
CAPITOLO 26
Uso dei tempi e dei modi nelle frasi indipendenti
CAPITOLO 27
Frasi interrogative (dirette e indirette)

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226

OTTAVA UNIT

Obiettivi:
prosecuzione dello studio della 3 decl.
attraverso lo studio dellAoristo e Futuro passivo, approfondimento
dei problemi legati alla diatesi verbale, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo del passivo e il suo rapporto col medio
a questa riflessione funzionale anche lo studio in parallelo dellAoristo 3 e del Perfetto~Piuccheperfetto attivo
acquisizione di categorie linguistiche per inquadrare correttamente
le diverse modalit espressive (affermativa, proiettiva, volitiva, interrogativa) delle frasi indipendenti

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227

NUOVI ITINERARI

Ottava Unit

Capitolo 23
Morfologia nominale (VII):
Nominali della 3 declinazione con tema in sigma
Una sottoclasse importante della 3 decl. quella dei nominali con
tema in -s-. Comprende:
molti nomi neutri con tema in -es- (ma NOM sing. -ow con apofonia qualitativa);
molti aggettivi a due uscite con tema in -es- (ma NOM sing. m.~f. -hw con apofonia quantitativa)1, ai quali sono da ricollegare anche molti nomi propri;
un piccolo numero di nomi masch.~femm. con tema in -os- (NOM sing. -vw con
apofonia quantitativa) e neutri con tema in -as-.

Caratteristica comune che nella quasi totalit dei casi il -s-, trovandosi in posizione intervocalica, cade dando luogo a contrazione delle vocali cos venute a contatto.
stirpe
gen-es> gnow
gen-es-ow > gnouw
gen-es-i
> gnei
gen-es> gnow
gen-es> gnow
gen-es-e
> gnei (-h)
gen-es-oin > genon
gen-es-h > gnh
gen-es-vn > genn
gen-es-si > gnesi
gen-es-h > gnh

di stirpe divina

diogen}w diogenw
diogenow
diogene
diogen diogenw
diogenw
diogene (-)
diogenon

diogenew diogen
diogenn
diogensi
diogenew diogen

sfrontato
N
G
D
A
V
NAV
GD

a[ydhw ayadew
a[ydouw
a[ydei
a[ydh ayadew
ayadew
a[ydei (-h)
a[yadon

NV
a[ydeiw a[ydh
G
a[yadn
D
a[ydesi
A
a[ydeiw a[ydh
Avverbio
a[yadw

1
Di questo gruppo fa parte anche tri}rhw trireme, che sembra un nome ma in realt
un aggettivo sostantivato: = tri-}rhw [naw] [nave] a tre le di remi (analogamente di}rhw~pent-}rhw~dek-}rhw ... [nave] a due~cinque~dieci ... le di remi).

Francesco Michelazzo, Nuovi itinerari alla scoperta del greco antico. Le strutture fondamentali della lingua
greca : fonetica, morfologia, sintassi, semantica, pragmatica,
ISBN: 978-88-8453-513-6 (print) ISBN: 978-88-8453-513-9 (online), Firenze University Press, 2006.

228

OTTAVA UNIT

intemperante

Policrate

krat}w kratw
kratow
krate
krat kratw
kratw

illustre

Polukrthw
N
e[kle}w e[klew
Polukrtouw (-ou) G
e[kleow
Polukrtei (-+) D
e[klee
Polukrth (-hn) A e[kle (-) e[klew
Polkratew
V
e[klew

krate (-)
kraton

NAV
GD

e[kle
e[kleon

dono

graw

gras-ow>-vw
gras-i>-

graw

Periklhw (-w)
Periklouw
Perikle
Perikla
Perkleew (-eiw)

NV e[kleew e[kle (-)


G
e[klen
D
e[klesi
A e[kleew e[kle (-)
Avverbio
e[klew

kratew krat
kratn
kratsi
kratew krat
kratw

sing.

Pericle

duale

gras-e>-a
gers-oin>-!n
gers-oin>-!n
gras-e>-a

pudore
plur.

gras-a>-a
gers-vn>-n
gras-si>-asi
gras-a>-a

sing.
NV
G
D
A

adQw

ads-ow>-ow
ads-i>-o
ads-a>-

Osservazioni
1. LACC plur. masch.~femm. in -eiw (p.es. e[gen-ew: ci aspetteremmo invece
e[gen-w, da e[gens-aw > -eaw) si pu spiegare per analogia col NOM oppure, meglio,
pensando alla desinenza originaria dellACC plur. -nw (-aw lesito della vocalizzazione
della sonante -ns): quindi, p.es., e[genes-nw > e[genew (semplificazione del gruppo
consonantico e allungamento di compenso della vocale) > e[genew. Per fenomeni
analoghi in altre classi di nominali v. 28.1.
2. Laccentazione degli aggettivi presenta diverse oscillazioni:
in gran parte sono ossitoni, e mantengono laccento finale lungo tutta la declinazione (VOC compreso): ma quando una forma originariamente aggettivale
usata come nome proprio, laccento di solito parossitono, e il VOC (corrispondente al tema puro) proparossitono2;
pu accadere che aggettivi parossitoni conservino laccento in questa posizione anche quando dovrebbe essere perispomeno: p.es. il GEN~DAT duale di
tri}rhw attestato nella forma tri}roin (anzich trihron), e il GEN plur. prevalentemente nella forma tri}rvn (pi raramente trihrn).
3. Alcuni nomi in -aw presentano interferenze con quelli dal tema in dentale (cfr.
19.1): di graw attestato anche un GEN gratow; di kraw carne e traw prodigio
quasi tutte le forme alternative kratow~tratow, krati~trati, ecc.
2
Per limitarci agli esempi usati nel testo: il nome proprio Polukrthw corrisponde allaggettivo polukrat}w molto potente, e Periklhw a perikle}w molto illustre. Anche
laggettivo diogen}w (che ricorre fra laltro nel celebre verso omerico diogenw Laertidh,
polum}xan& &Odusse figlio di Laerte, stirpe divina, Odisseo dalle molte macchinazioni) ha
dato luogo al nome proprio Diognhw Diogene (VOC Digenew).

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NUOVI ITINERARI

229

Capitolo 24
Morfologia verbale (VII):
Aoristo passivo Futuro passivo
Sviluppo del passivo nel sistema verbale greco
In questo capitolo prenderemo in esame lAoristo passivo (posticipando la trattazione dellAoristo 3)
per completare lo studio del Futuro con il Futuro passivo (la cui formazione
parallela a quella dellaor. passivo);
perch Aoristo e Futuro passivo offrono loccasione per interessanti osservazioni sul complesso fenomeno della diatesi verbale;
perch lo studio dellAoristo passivo una buona preparazione a quello dellAoristo 3 (che ha caratteristiche, non solo morfologiche, in parte simili).

24.1. Aoristo passivo


LAoristo passivo presenta due varianti:
aor. passivo debole, formato con laggiunta del suffisso -yh- alla radice (che,
se interessata da apofonia, di solito al grado medio); effetti fonetici:
vocale
+ -yh-: allungamento della vocale (a > h3; e > h; o > v)
gutturale + -yh-: > -xyh labiale
+ -yh-: > -fyh dentale
+ -yh-: > -syh l, n, r
+ -yh-: nessun effetto fonetico (> -lyh-, -nyh-, -ryh-)
aor. passivo forte: si forma con laggiunta del suffisso -h- (se interessata da
apofonia, la radice di solito al grado ridotto~zero); nessun effetto fonetico.

Mentre i verbi con radice uscente in vocale hanno sempre laor. pass.
debole, negli altri casi il comportamento oscillante (v. tabella):
verbi simili usano varianti diverse (p.es. ggllv ha la forma debole gglyhn, stllv la forma forte \-stl-hn4) ...
... e non di rado uno stesso verbo presenta entrambe le forme (p.es. trpv ha
sia la forma debole \-trf-yhn che quella forte \-trp-hn5; e analogamente
fanv ha sia \-fn-yhn che \-fn-hn): fenomeno collegato a quello della diatesi, come vedremo pi avanti ( 3).

3
Anche qui l-a- si mantiene senza passare ad -h- quando puro (cio quando preceduto da e~i~r): cos p.es. mentre laor. pass. di timv (alfa impuro) \-tim}-yhn, quello di
peirv (alfa puro) \-peirav- yhn.
4
Dal grado zero della radice stel/stol/stl, con vocale a sviluppata dalla sonante l.
5
Dal grado zero della radice trep/trop/trp, con vocale a sviluppata dalla sonante r.

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230

OTTAVA UNIT

Aoristo passivo
Verbi con rad. in vocale, in gutturale, in labiale
timv

sullgv

trpv
Indicativo

\-tim}-yh-n
\-tim}-yh-w
\-tim}-yh

sun-e-lx-yh-n
sun-e-lx-yh-w
sun-e-lx-yh

sun-e-lg-h-n
sun-e-lg-h-w
sun-e-lg-h

\-tim}-yh-ton
\-timh-y}-thn

sun-e-lx-yh-ton
sun-e-lex-y}-thn

sun-e-lg-h-ton
sun-e-leg-}-thn

1
2
3
2
3

\-trf-yh-n
\-trf-yh-w
\-trf-yh

\-trf-h-n
\-trf-h-w
\-trf-h

\-trf-yh-ton
\-tref-y}-thn

\-trf-h-ton
\-traf-}-thn

\-tim}-yh-men sun-e-lx-yh-men sun-e-lg-h-men 1 \-trf-yh-men \-trf-h-men


2 \-trf-yh-te
\-trf-h-te
\-tim}-yh-te sun-e-lx-yh-te sun-e-lg-h-te
\-tim}-yh-san sun-e-lx-yh-san sun-e-lg-h-san 3 \-trf-yh-san \-trf-h-san
Congiuntivo

timh-y
timh-y_w
timh-y_

sullex-y
sullex-y_w
sullex-y_

sulleg-
sulleg-_w
sulleg-_

timh-y-ton
timh-y-ton

sullex-y-ton
sullex-y-ton

sulleg--ton
sulleg--ton

timh-y-men
timh-y-te
timh-y-si

sullex-y-men
sullex-y-te
sullex-y-si

sulleg--men 1
sulleg--te 2
sulleg--si 3

timh-ye-h-n
timh-ye-h-w
timh-ye-h

sullex-ye-h-n
sullex-ye-h-w
sullex-ye-h

sulleg-e-h-n 1
sulleg-e-h-w 2
sulleg-e-h 3

timh-ye-ton
timh-ye-thn

sullex-ye-ton
sullex-ye-thn

sulleg-e-ton
sulleg-e-thn

timh-ye-men
timh-ye-te
timh-ye-en

sullex-ye-men
sullex-ye-te
sullex-ye-en

sulleg-e-men 1
sulleg-e-te 2
sulleg-e-en 3

tim}-yh-ti
timh-y}-tv

sullx-yh-ti
sullex-y}-tv

sullg-h-yi
sulleg-}-tv

tim}-yh-ton
timh-y}-tvn

sullx-yh-ton
sullex-y}-tvn

sullg-h-ton
sulleg-}-tvn

2
3
2
3

tim}-yh-te

sullx-yh-te

sullg-h-te

timh-y-ntvn

sullex-y-ntvn

sulleg--ntvn 3

timh-y-nai

sullex-y-nai

sulleg--nai

timh-yew
timh-yesa
timh-yn

sullex-yew
sullex-yesa
sullex-yn

sulleg-ew
sulleg-esa
sulleg-n

1
2
3
2
3

tref-y
tref-y_w
tref-y_

traf-
traf-_w
traf-_

tref-y-ton
tref-y-ton

traf--ton
traf--ton

tref-y-men
tref-y-te
tref-y-si

traf--men
traf--te
traf--si

tref-ye-h-n
tref-ye-h-w
tref-ye-h

traf-e-h-n
traf-e-h-w
traf-e-h

tref-ye-ton
tref-ye-thn

traf-e-ton
traf-e-thn

tref-ye-men
tref-ye-te
tref-ye-en

traf-e-men
traf-e-te
traf-e-en

trf-yh-ti
tref-y}-tv

trf-h-yi
traf-}-tv

trf-yh-ton
tref-y}-tvn

trf-h-ton
traf-}-tvn

Ottativo

2
3

Imperativo

trf-yh-te

trf-h-te

tref-y-ntvn

traf--ntvn

tref-y-nai

traf--nai

tref-yew
tref-yesa
tref-yn

traf-ew
traf-esa
traf-n

Infinito

Participio

Michelazzofine.indd Sec1:244

m
f
n

10-03-2007 14:12:34

231

NUOVI ITINERARI

Aoristo passivo
Verbi con rad. in dentale, in liquida, in nasale
peyv

ggllv

stllv

fanv

Indicativo

\-pes-yh-n
\-pes-yh-w
\-pes-yh

ggl-yh-n
ggl-yh-w
ggl-yh

\-stl-h-n
\-stl-h-w
\-stl-h

\-pes-yh-ton
\-peis-y}-thn

ggl-yh-ton
ggel-y}-thn

\-stl-h-ton
\-stal-}-thn

\-pes-yh-men
\-pes-yh-te
\-pes-yh-san

ggl-yh-men \-stl-h-men
ggl-yh-te
\-stl-h-te
ggl-yh-san \-stl-h-san

1
2
3
2
3

\-fn-yh-n
\-fn-yh-w
\-fn-yh

\-fn-h-n
\-fn-h-w
\-fn-h

\-fn-yh-ton
\-fan-y}-thn

\-fn-h-ton
\-fan-}-thn

1
2
3

\-fn-yh-men \-fn-h-men
\-fn-yh-te \-fn-h-te
\-fn-yh-san \-fn-h-san

Congiuntivo

peis-y
peis-y_w
peis-y_

ggel-y
ggel-y_w
ggel-y_

stal-
stal-_w
stal-_

fan-y
fan-y_-w
fan-y_

fan-_-w
fan-_

stal--ton
stal--ton

1
2
3
2
3

peis-y-ton
peis-y-ton

ggel-y-ton
ggel-y-ton

fan-y-ton
fan-y-ton

fan--ton
fan--ton

peis-y-men
peis-y-te
peis-y-si

ggel-y-men
ggel-y-te
ggel-y-si

stal--men
stal--te
stal--si

1
2
3

fan-y-men
fan-y-te
fan-y-si

fan--men
fan--te
fan--si

peis-ye-h-n
peis-ye-h-w
peis-ye-h

ggel-ye-h-n
ggel-ye-h-w
ggel-ye-h

stal-e-h-n
stal-e-h-w
stal-e-h

fan-ye-h-n
fan-ye-h-w
fan-ye-h

fan-e-h-n
fan-e-h-w
fan-e-h

peis-ye-ton
peis-ye-thn

ggel-ye-ton
ggel-ye-thn

stal-e-ton
stal-e-thn

1
2
3
2
3

fan-ye-ton
fan-ye-thn

fan-e-ton
fan-e-thn

peis-ye-men
peis-ye-te
peis-ye-en

ggel-ye-men
ggel-ye-te
ggel-ye-en

stal-e-men 1
stal-e-te
2
stal-e-en
3

fan-ye-men
fan-ye-te
fan-ye-en

fan-e-men
fan-e-te
fan-e-en

pes-yh-ti
peis-y}-tv

ggl-yh-ti
ggel-y}-tv

stl-h-yi
stal-}-tv

fn-yh-ti
fan-y}-tv

fn-h-yi
fan-}-tv

pes-yh-ton
peis-y}-tvn

ggl-yh-ton
ggel-y}-tvn

stl-h-ton
stal-}-tvn

2
3
2
3

fn-yh-ton
fan-y}-tvn

fn-h-ton
fan-}-tvn

pes-yh-te

ggl-yh-te

stl-h-te

fn-h-te

ggel-y-ntvn

stal--ntvn

2
3

fn-yh-te

peis-y-ntvn

fan-y-ntvn

fan--ntvn

peis-y-nai

ggel-y-nai

stal--nai

fan-y-nai

fan--nai

fan-yew
fan-yesa
fan-yn

fan-ew
fan-esa
fan-n

fan-

Ottativo

Imperativo

Infinito

Participio

peis-yew
peis-yesa
peis-yn

Michelazzofine.indd Sec1:245

ggel-yew
ggel-yesa
ggel-yn

stal-ew
stal-esa
stal-n

m
f
n

10-03-2007 14:12:35

232

OTTAVA UNIT

Osservazioni
1. Come in tutte le forme di aoristo, anche qui laumento caratteristico dei
tempi storici interessa solo lindicativo.
2. La vocale del suffisso -yh-/-h- si abbrevia (> -ye-/-e-) davanti a -i- (nellottativo) e a -nt- (nella 3 plur. dellimperativo e nel tema da cui si forma il participio).
3. Il congiuntivo e solo esso segue la coniugazione tematica. Alla vocale
finale della radice si sovrappongono le desinenze (dei tempi principali, come sempre nel congiuntivo) con incorporata la vocale tematica lunga -h-/-v-.
4. Nellottativo si aggiunge, come sempre, la vocale caratteristica -i-. Da notare poi lesistenza, anche per il duale e il plurale, delle forme con espansione in
-h- del singolare: p.es. [fane-h-n~fane-h-w~fane-h], fane-h-ton~fanei-}-thn,
fane-h-men~fane-h-te~fane-h-san, e simili.
5. La desinenza della 2 sing. dellimperativo -yi6. Si conserva nella variante
dellaor. forte (p.es. fn-h-yi), mentre nellaor. debole la presenza di unaspirata
nel suffisso (-yh-) provoca, per la legge di Grassmann (v. 1.3), la perdita dellaspirazione (fn-yh-yi > fn-yh-ti). Come per gli altri tempi, anche qui esistono
forme alternative per la 3 plur.: p.es. fan-y}-tvsan, fan-}-tvsan e simili.
6. Il participio segue la declinazione dei nominali con tema in -ent- (v. p. 132).
7. Forme ambigue (evidenziate in corsivo):
la 3 plur. imper. att. coincide col GEN plur. del participio;
condizioni particolari (come quella di fanv) possono determinare la sovrapposizione fra la 1 sing. del cong. aor. passivo e la 1 sing. dellind. futuro (fan).

'

Per risalire dallaor. passivo al presente


Per risalire al presente di un verbo dallaor. passivo valgono le indicazioni
di metodo fornite per laor. 1 e per il futuro (compreso il consiglio di sfruttare i
nominali ricavati dalla stessa radice tramite suffissazione):
aoristo passivo debole:
-xyhn: presente (radicale o suffissale) con tema in gutturale
-fyhn: presente (radicale o suffissale) con tema in labiale
-syhn: presente (radicale o suffissale) con tema in dentale
-lyhn/-nyhn/-ryhn: presente (radicale o suffissale) con tema in -l-/-n-/-r aoristo passivo forte (spesso da radice in grado-zero con vocalizzazione):
-ghn-: presente radicale in -gv opp. suffissale
-bhn-: presente radicale in -bv opp. suffissale
-lhn/-nhn/-rhn: presente (radicale o suffissale) con tema in -l-/-n-/-r- ecc.

24.2. Futuro passivo


Si forma aggiungendo al suffisso -yh-/-h- dellaor. passivo (del quale
condivide tutte le caratteristiche) il suffisso -so-/-se- tipico del futuro sigmatico (a cui si rimanda per le osservazioni di natura fonetico-morfologica).
6
Si incontra anche nellAoristo 3 e nella coniugazione atematica in -mi (cfr. gli imperativi s-yi, -yi e f-yi dei verbi em, emi e fhm, p. 272).

Michelazzofine.indd Sec1:246

10-03-2007 14:12:36

233

NUOVI ITINERARI

Futuro passivo
timv

sullgv

trpv

Indicativo
timhy}somai
sullexy}somai sulleg}somai 1 trefy}somai traf}somai
timhy}s+ [-sei] sullexy}s+ [-sei] sulleg}s+ [-sei] 2 trefy}s+ [sei] traf}s+ [-sei]
timhy}setai
sullexy}setai sulleg}setai
3 trefy}setai
traf}setai
sulleg}sesyon
sulleg}sesyon

1 trefy}sesyon
2 trefy}sesyon

timhy}sesyon
timhy}sesyon

sullexy}sesyon
sullexy}sesyon

traf}sesyon
traf}sesyon

timhyhsmeya
timhy}sesye
timhy}sontai

sullexyhsmeya sulleghsmeya 1 trefyhsmeya trafhsmeya


sullexy}sesye sulleg}sesye 2 trefy}sesye traf}sesye
sullexy}sontai sulleg}sontai 3 trefy}sontai traf}sontai

timhyhsomhn
timhy}soio
timhy}soito

Ottativo
sullexyhsomhn sulleghsomhn 1 trefyhsomhn trafhsomhn
2 trefy}soio
traf}soio
sullexy}soio
sulleg}soio
3 trefy}soito
traf}soito
sullexy}soito
sulleg}soito

timhy}soisyon
timhyhsosyhn

sullexy}soisyon sulleg}soisyon 1 trefy}soisyon traf}soisyon


sullexyhsosyhn sulleghsosyhn 2 trefyhsosyhn trafhsosyhn

timhyhsomeya sullexyhsomeya sulleghsomeya 1 trefyhsomeya trafhsomeya


timhy}soisye sullexy}soisye sulleg}soisye 2 trefy}soisye traf}soisye
timhy}sointo
sullexy}sointo sulleg}sointo 3 trefy}sointo traf}sointo

timhy}sesyai

Infinito
sullexy}sesyai sulleg}sesyai

trefy}sesyai traf}sesyai

Participio
timhyhsmenow sullexyhsmenow sulleghsmenow m trefyhsmenow trafhsmenow
timhyhsomnh sullexyhsomnh sulleghsomnh f trefyhsomnh trafhsomnh
timhyhsmenon sullexyhsmenon sulleghsmenon n trefyhsmenon trafhsmenon

peyv

ggllv

stllv

fanv

Indicativo
peisy}somai
ggely}somai
stal}somai
1
peisy}s+ [-sei] ggely}s+ [-sei] stal}s+ [-sei] 2
peisy}setai
ggely}setai
stal}setai
3

fany}somai
fan}somai
fany}s+ [-sei] fan}s+ [-sei]
fany}setai
fan}setai

peisy}sesyon
peisy}sesyon

ggely}sesyon
ggely}sesyon

stal}sesyon
stal}sesyon

1
2

fany}sesyon
fany}sesyon

fan}sesyon
fan}sesyon

peisyhsmeya
peisy}sesye
peisy}sontai

ggelyhsmeya
ggely}sesye
ggely}sontai

stalhsmeya
stal}sesye
stal}sontai

1
2
3

fanyhsmeya
fany}sesye
fany}sontai

fanhsmeya
fan}sesye
fan}sontai

1
2
3

fanyhsomhn
fany}soio
fany}soito

fanhsomhn
fan}soio
fan}soito

peisyhsomhn
peisy}soio
peisy}soito

Michelazzofine.indd Sec1:247

ggelyhsomhn
ggely}soio
ggely}soito

Ottativo
stalhsomhn
stal}soio
stal}soito

10-03-2007 14:12:37

234
peisy}soisyon
peisyhsosyhn

OTTAVA UNIT

ggely}soisyon stal}soisyon
ggelyhsosyhn stalhsosyhn

peisyhsomeya ggelyhsomeya stalhsomeya


peisy}soisye ggely}soisye stal}soisye
peisy}sointo
ggely}sointo stal}sointo

peisy}sesyai

Infinito
ggely}sesyai stal}sesyai

Participio
peisyhsmenow ggelyhsmenow stalhsmenow
peisyhsomnh ggelyhsomnh stalhsomnh
peisyhsmenon ggelyhsmenon stalhsmenon

1
2
1
2
3

fany}soisyon
fanyhsosyhn

fan}soisyon
fanhsosyhn

fanyhsomeya fanhsomeya
fany}soisye fan}soisye
fany}sointo fan}sointo

fany}sesyai

fan}sesyai

m fanyhsmenow fanhsmenow
f fanyhsomnh fanhsomnh
n fanyhsmenon fanhsmenon

24.3. Medio e passivo nel sistema verbale greco


La forma dellaoristo e futuro passivo (del tutto diversa da quelle dellaoristo
e futuro attivo e medio) e lesistenza di due varianti di aoristo passivo (talvolta
presenti nello stesso verbo) ci d occasione per tornare sul problema della diatesi verbale, in particolare per quanto riguarda origine e diffusione del passivo.
Nella prima sommaria presentazione dellargomento (6.4) si insistito
sul problema costituito dalla coincidenza morfologica di medio e passivo in
tutti i tempi (eccetto aoristo e futuro) e dallesistenza di due diversi valori semantici del medio (medio-intransitivo e medio-transitivo). Una simile distinzione utile a livello didattico, per richiamare lattenzione su questo vistoso
fenomeno di polisemia, ma non basta a rappresentare fedelmente lo sviluppo
del sistema diatetico greco; infatti
il passivo formazione relativamente tarda: in origine esistevano solo la diatesi attiva e media;
il medio esprimeva un coinvolgimento particolare del soggetto nellevento
(a livello di partecipazione emotiva o concreta, oppure come destinatario o
beneficiario, oppure come paziente che subisce lazione descritta dal verbo7):
medio transitivo, medio intransitivo~riflessivo e passivo non dovevano essere
dunque che facce di una stessa medaglia;
forme autonome di passivo hanno cominciato a diffondersi progressivamente
per laoristo8, prima quelle con suffisso in -h- (il cosiddetto aor. pass. forte),
pi tardi quelle in -yh- (aor. pass. debole);

7
interessante notare che le nozioni che entrano in gioco nel rappresentare lo spettro
semantico del medio sono molto vicine a quelle impiegate per descrivere significato e funzione del Dativo (cfr. 3.5).
8
Non facile dire perch questo sviluppo non abbia interessato anche presente e perfetto, ma probabile che in ci abbia influito la natura particolare dellaoristo, parzialmente
diversa da quella degli altri due tempi (cfr. 15.1).

Michelazzofine.indd Sec1:248

10-03-2007 14:12:38

NUOVI ITINERARI

235

ancora pi lentamente si infine sviluppato per cos dire da una costola


dellaoristo passivo il futuro passivo.

Di questo lungo processo di differenziazione formale della diatesi passiva si hanno prove e riflessi di vario genere. P.es. nellIliade e nellOdissea, che
rappresentano per noi la pi antica documentazione organica della lingua
greca9, si incontrano molte forme di aoristo passivo10, praticamente nessuna
di futuro passivo; e parallelamente ci sono pochissimi casi di aoristo medio
con valore passivo, e invece diversi casi di futuro medio con valore passivo
(quasi a indicare una sorta di maggiore resistenza del futuro allo sviluppo di
una forma passiva autonoma): fenomeno, questultimo, che continua anche
in et classica11.
Ma laspetto pi vistoso del faticoso e mai definitivo assestamento del
sistema diatetico greco rappresentato dalle oscillazioni nelluso dellaoristo passivo. Vi sono infatti situazioni diverse:
1.

laor. pass. usato con valore passivo, quello medio con valore mediale (sia di
medio transitivo che intransitivo);
2. laor. pass. usato con valore passivo e mediale-intransitivo, quello medio con
valore mediale-transitivo;
2b. pu anche accadere che lo stesso valore mediale-intransitivo venga espresso
sia dallaor. pass. sia dal medio;
3. nel caso di doppia forma di aor. pass., quello pi recente (laor. pass. debole, in
-yh-) pu essere usato con valore passivo, quello pi antico (laor. pass. forte, in
-h-) con valore mediale-intransitivo, quello medio con valore mediale-transitivo;
4. da mettere in conto infine la possibilit che un valore mediale-intransitivo
venga espresso sotto forma di riflessivo.

Ecco come possono essere rappresentate schematicamente queste varianti (per maggiore chiarezza non stata inserita quella del riflessivo):
9
In realt la situazione assai pi complessa, perch i poemi omerici sono uno straordinario esempio di stratificazione linguistica, presentando fenomeni appartenenti a epoche
molto diverse. Proprio qui sta per il loro interesse: nel fotografare le varie fasi di un processo plurisecolare, fino alle soglie dellet classica.
10
Sia forme in -h- che in -yh-, anche se queste ultime ricorrono soprattutto nellOdissea
(che posteriore allIliade) e in parti dellIliade di composizione pi recente.
11
Il valore passivo di un futuro medio sicuro in presenza di un compl. dagente (p.es. Senofonte, Elleniche VII.5.18 \nyumomenow ti ... \kenoi poliork}sointo p tn ntiplvn considerando che ... quelli sarebbero stati assediati dagli avversari), oppure quando opposto a
un attivo (p.es. Platone, Repubblica 412b r& o[k a[tn totvn otinew rjous te ka rjontai;
[non dovremo forse definire] chi tra questi dovr comandare e chi essere comandato?) o
coordinato con un passivo (p.es. Tucidide II.87.9 n d tiw ra ka boulhy_, kolasy}setai t_
prepos+ zhm, o d gayo tim}sontai tow pros}kousin yloiw tw retw qualora poi uno
voglia [comportarsi da vile], sar punito con la giusta punizione, mentre i prodi saranno onorati con i premi convenienti al loro valore). Peraltro, molti dei verbi interessati da questo
fenomeno presentano anche il futuro passivo (per timv v. p.es. Tucidide VI.80.4 &Ayhnaoi ...
t! d& atn nmati timhy}sontai gli Ateniesi ... saranno onorati per la loro fama), a testimonianza di un uso comunque oscillante.

Michelazzofine.indd Sec1:249

10-03-2007 14:12:38

236

OTTAVA UNIT

Valore mediale-trans.
1
2
2b
3

Valore mediale-intr.

Valore passivo

aor. medio
aor. medio

aor. passivo
aor. passivo

aor. medio
aor. medio

aor. passivo
aor. passivo forte

aor. passivo debole

Alcuni esempi nella tabella di p. 246-247.

Capitolo 25
Morfologia verbale (VIII):
Aoristo 3 Perfetto e Piuccheperfetto attivo
25.1.

Aoristo 3 o fortissimo (radicale)

Si forma aggiungendo le desinenze direttamente alla radice, che presenta il fenomeno dellapofonia quantitativa:
vocale breve davanti a vocale (lo -i- dellottativo e, nei verbi in -u come fv e
dv, anche la vocale tematica lunga delle desinenze del congiuntivo) e a -nt(nella 3 plur. dellimperativo e nel participio);
vocale lunga in tutti gli altri casi.

Interessa un numero limitato di verbi, che si possono distinguere in


due categorie:
verbi che hanno solo o principalmente laor. 3:
lskomai
lvn fui catturato
bibrQskv
brvn mangiai
biv
\bvn vissi
gignQskv
gnvn conobbi
(po)didrskv
(p)dran fuggii
dv
dun mi immersi
da una rad. tla
tlhn sopportai, osai
fynv
fyhn prevenni
verbi che hanno una forma di aor. 3 e una di aor. 1:
nabiv
aor. 3 nebvn tornai in vita aor. 1 nebvsa feci rivivere
banv
aor. 3 bhn andai
aor. 1 bhsa feci andare
sthmi
aor. 3 sthn mi alzai
aor. 1 sthsa innalzai
sbnnumi aor. 3 sbhn mi spensi
aor. 1 sbesa spensi
fv
aor. 3 fun nacqui
aor. 1 fusa generai

Particolarmente interessante questo secondo gruppo, dove analogamente a quel che accade con le varianti di aoristo passivo (24.3) e di perfetto (25.4) la disponibilit di due diverse forme verbali permette una pi
chiara differenziazione della diatesi (v. qui avanti, la tabella di p. 246-247).

Michelazzofine.indd Sec1:250

10-03-2007 14:12:39

237

NUOVI ITINERARI

Aoristo 3
sthmi

[sta/ sth]

po-didrskv

gignQskv

[dra/dra]

fv

[gno/gnv]

[fu/fu]

-gnv-n
-gnv-w
-gnv

-fu- n
-fu- w
-fu
-fu- ton

-gnv-men
-gnv-te
-gnv-san

-fu- men
-fu- te
-fu-san

gn
gn!-w
gn!

f-v
f-+w
f-+

gn-ton
gn-ton

f-h-ton
f-h-ton

gn-men
gn-te
gn-si

f-v-men
f-h-te
f-v-si

Indicativo

-sth-n
-sth-w
-sth

p--dra- n
p--dra- w
p--dra

-sth-ton
\-st}-thn

p--dra- ton
p-e-dra-v thn

1
2
3
2
3

-sth-men
-sth-te
-sth-san

p--dra- men
p--dra- te
p--dra- san

1
2
3

st
st_-w
st_

po-dr
po-dr-w
po-dr

st-ton
st-ton

po-dr-ton
po-dr-ton

1
2
3
2
3

st-men
st-te
st-si

po-dr-men
po-dr-te
po-dr-si

1
2
3

sta-h-n
sta-h-w
sta-h

po-dra-h-n
po-dra-h-w
po-dra-h

sta-ton
sta-thn

-gnv-ton
\-gnQ-thn

\-fu-v thn

Congiuntivo

Ottativo

gno-h-n
gno-h-w
gno-h

po-dra-ton
po-dra-thn

1
2
3
2
3

sta-men
sta-te
sta-en

po-dra-men
po-dra-te
po-dra-en

1
2
3

gno-men
gno-te
gno-en

st-yi
st}-tv

p-dra-yi
po-drav-tv

st-ton
st}-tvn

gno-ton
gno-thn

Imperativo

gn-yi
gnQ-tv

f-yi
fuv-tv

p-dra-ton
po-drav-tvn

2
3
2
3

gn-ton
gnQ-tvn

f-ton
fuv-tvn

st-te
stav-ntvn

p-dra-te
po-drav-ntvn

2
3

gn-te
gn-ntvn

f-te
fuv-ntvn

st-nai

po-dr-nai

gn-nai

f-nai

gnow
gnosa
gnn

fw
fsa
fuvn

Infinito

Participio

stw
stsa
stavn

Michelazzofine.indd Sec1:251

po-drw
po-drsa
po-dravn

m
f
n

10-03-2007 14:12:40

238

OTTAVA UNIT

Osservazioni
1. Come nelle altre forme di aoristo (1 e 2), anche qui laumento caratteristico dei tempi storici interessa solo lindicativo.
2. Il congiuntivo e solo esso segue la coniugazione tematica. Alla vocale
finale della radice si sovrappongono le desinenze (dei tempi principali, come sempre nel congiuntivo) con incorporata la vocale tematica lunga -h-/-v-12.
3. Nellottativo si aggiunge, come sempre, la vocale caratteristica -i-. Da notare poi lesistenza, anche per il duale e il plurale, delle forme con espansione
in -h- del singolare: p.es. [sta-h-n~sta-h-w~sta-h], sta-h-ton~stai-}-thn,
sta-h-men~sta-h-te~sta-h-san, e simili.
4. Come nellaor. passivo, la desinenza della 2 sing. dellimperativo -yi.
Come per gli altri tempi, anche qui esistono forme alternative per la 3 plur.:
p.es. st}tvsan, gnQtvsan e simili.
5. Il participio segue la declinazione dei nominali con tema in -nt- (v. cap. 11).
6. Alcune situazioni di ambiguit si determinano alla 3 plur. ind.: p.es. sthsan contemporaneamente ind. aor. 1 (-sth-sa-n) e ind. aor. 3 (-sth-san) di
sthmi, e cos analogamente bhsan lo di banv. Il congiuntivo aor. di dv e
fv difficilmente distinguibile dallindicativo e congiuntivo presente (e anche
difficilmente documentabile).

25.2. Valore e significato del Perfetto


Il Perfetto costituisce, dopo il Presente e lAoristo, il terzo anello del
sistema verbale greco (v. 2.2, 15.1, 17.1). Esprime laspetto stativo e risultativo dellazione, vista nel suo stadio finale e nello stato di cose che ne
scaturito: corrisponde quindi il pi delle volte al passato prossimo italiano, e con certi verbi al presente (p.es. da ktomai procurarsi il perf.
kkthmai mi sono procurato vale > possiedo).
Questa vicinanza semantica dei due tempi trova conferma in alcuni
fenomeni morfosintattici. Come il Presente, infatti, anche il Perfetto
ha ununica forma verbale per il medio e il passivo;
ha allindicativo le desinenze dei tempi principali, e non presenta invece
comportamenti tipici dei tempi storici (capacit di reggere un ottativo obliquo [6.2], impiego nelle espressioni di carattere proiettivo [26.3]);
ha una doppia ramificazione, nel passato (con il Piuccheperfetto, dora in
avanti Pcpf.) e nel futuro (con il Futuro perfetto o Futuro II13).

12
Ma nei verbi con radice che termina in -u (fv e dv) la natura semiconsonantica di
tale fonema impedisce la sovrapposizione, e le desinenze lunghe del cong. si aggiungono
rimanendo distinte). Nei verbi con radice di timbro -o- (come gignQskv), esso prevale sul
timbro -e-, con conseguente generalizzazione delle desinenze in -v-.
13
Si pu esser tentati di assimilare il Pcpf. e il Futuro perfetto risp. al Pcpf. e al Futuro
anteriore del latino. Sarebbe per unequiparazione indebita, non solo perch in generale
arbitrario applicare a una lingua categorie ad essa estranee (in quanto elaborate in funzione di

Michelazzofine.indd Sec1:252

10-03-2007 14:12:41

239

NUOVI ITINERARI

25.3. Struttura morfologica del Perfetto


Il Perfetto caratterizzato, in tutte le sue manifestazioni e in tutti i
modi verbali14, dal raddoppiamento, che in linea generale si pu definire
come la duplicazione della radice in forma standardizzata (ripetizione
della sola prima consonante e generalizzazione del vocalismo -e-); p.es.

pres. lv
pres. lepv
pres. poiv
pres. timv
pres. nomzv
pres. peyv

pf. att. l-luka


pf. att. l-loipa
pf. att. pe-pohka
pf. att. te-tmhka
pf. att. ne-nmika
pf. att. p-peika ~ p-poiya

pf. m.-p. l-lumai


pf. m.-p. l-leimmai
pf. m.-p. pe-pohmai
pf. m.-p. te-tmhmai
pf. m.-p. ne-nmismai
pf. m.-p. p-peismai

Casi particolari:
rad. iniziante con consonante aspirata: la sillaba raddoppiata perde laspirazione15:
pres. xrv
pf. att. k-xrika
pf. m.-p. k-xri(s)mai
pres. fanv
pf. att. p-fagka~p-fhna pf. m.-p. p-fasmai
pres. yv
pf. att. t-yuka
pf. m.-p. t-yumai
rad. iniziante con due consonanti (o consonante doppia): raddoppiamento in -e:
pres. gignQskv
pf. att. -gnvka
pf. m.-p. -gnvsmai
pres. sperv
pf. att. -sparka
pf. m.-p. -sparmai
pres. fyerv
pf. att. -fyarka ~ -fyora pf. m.-p. -fyarmai
pres. jenzv
pf. att. \-jnika
pf. m.-p. \-jnismai
pres. cav
pf. att. -cauka
pf. m.-p. -causmai
pres. zhtv
pf. att. \-z}thka
pf. m.-p. \-z}thmai
ma rad. iniziante con muta + liquida~nasale: raddoppiamento normale:

pres. titrQskv
pres. prssv

pf. att. t-trvka


pf. m.-p. t-trvmai
pf. att. p-praxa ~ p-praga pf. m.-p. p-pragmai

rad. iniziante con ]-: raddoppiamento in \r-r-:


pres. ]ptv
pf. att. r-rifa

pf. m.-p. r-rimmai

rad. iniziante in vocale (o dittongo): allungamento della vocale (o dittongo):


pres. ggllv
pf. att. ggelka
pf. m.-p. ggelmai
pres. atv
pf. att. thka
pf. m.-p. thmai

una lingua diversa), ma anche perch sembrerebbe in questo modo che i due tempi esprimano
unanteriorit nei confronti risp. dellImperfetto e del Futuro semplice, come in latino: una
realt, quella dei tempi relativi, che invece sostanzialmente estranea al greco (cfr. n. 58 p. 25
e n. 26 p. 170). Pi corretto parlare di simmetria fra sistema del Presente e sistema del Perfetto, con un rapporto che al tempo stesso di parallelismo e di opposizione fra aspetto durativo
(Imperfetto~Futuro) e aspetto risultativo (Pcpf.~Futuro perfetto) dellazione verbale.
14
Diversamente dallaumento, che caratterizza i tempi storici e interessa solo lIndicativo. Nel sistema del Perfetto, laumento usato in aggiunta al raddoppiamento per il
Pcpf. (cos come nel sistema del Presente usato per lImperfetto).
15
Si evita aspirazione in due sillabe consecutive (legge di Grassmann, cfr. 1.3).

Michelazzofine.indd Sec1:253

10-03-2007 14:12:42

240

OTTAVA UNIT

pres. a[jnv
pf. att. hjhka
pf. m.-p. hjhmai
pres. erskv
pf. att. erhka (hr-)
pf. m.-p. erhmai (hr-)
pres. neidzv
pf. att. nedika
pf. m.-p. nedismai
pres. okv
pf. att. khka
pf. m.-p. khmai
pres. drv
pf. att. i{druka
pf. m.-p. i{drumai
ma in alcuni casi di rad. iniziante in vocale si ha il cosiddetto raddoppiamento attico, con ripetizione dei primi due fonemi e allungamento della vocale iniziale
della rad.:
pf. att. g-}gerka
pf. m.-p. g-}germai
pres. gerv
pres. kov
pf. att. k-}koa
ma pf. m.-p. kousmai16
pres. \gerv
pf. att. \g-}gerka~\gr-}gora pf. m.-p. \g-}germai17
pres. llumi
pf. att. l-Qleka ~ l-vla

pres. mnumi
pf. att. m-Qmoka
pf. m.-p. m-Qmo(s)mai
verbi composti: interessando la radice, il raddoppiamento si realizza dopo il
preverbo:
pres. sumboulev pf. att. sumbe-boleuka
pf. m.-p. sumbe-boleumai
pres. \llepv
pf. att. \ll-loipa
pf. m.-p. \ll-leimmai
pres. suggignQskv pf. att. sun-gnvka
pf. m.-p. sun-gnvsmai
pres. diafyerv
pf. att. di-fyarka~di-fyora pf. m.-p. di-fyarmai
pres. suzhtv
pf. att. sune-z}thka
pf. m.-p. sune-z}thmai
pres. diaprssv pf. att. diap-praxa
pf. m.-p. diap-pragmai
pres. \krptv
pf. att. \jr-rifa
pf. m.-p. \jr-rimmai
pres. paitv
pf. att. pthka
pf. m.-p. pthmai
pres. sunagerv pf. att. sunag-}gerka
pf. m.-p. sunag-}germai

Nel caso di radice con apofonia qualitativa il perfetto attivo impiega tendenzialmente il grado forte, quello medio-passivo tendenzialmente il grado
medio (ma, come sempre nel sistema verbale greco, con molte oscillazioni).
'

Per risalire dal Perfetto al Presente


Risalire alla forma del Presente particolarmente laborioso nel caso del
Perfetto, data la grande variabilit che caratterizza la sua formazione. Tanto pi
importante dunque la capacit di riconoscere la radice del verbo e la famiglia
di parole (soprattutto nominali) ad essa riconducibili.
Ecco qualche esempio di applicazione dei criteri illustrati a p. 206:
pepohka, pepohmai: si risale a poiv attraverso poiht}w, pohsiw, pohma
nenmika, nenmismai: si risale a nomzv attraverso nmisma
pplaka, pplasmai: si risale a plssv attraverso plsthw, plsiw,

plsma
ppraxa, ppraga, ppragmai: si risale a prssv attraverso prjiw, prgma

La rad. di questo verbo ko, col digamma che a seconda dei casi si vocalizza in u
(kov, kousmai) oppure cade senza lasciare traccia (khkoa > k}koa).
17
Da notare in questo verbo, oltre allalternanza vocalica (rad. \ger/\gor/\gr), anche il
fatto che nella variante intransitiva \gr}gora il raddoppiamento si realizza con la duplicazione della radice intera (sia pure nel grado-zero \gr), anzich solo di una sua parte.
16

Michelazzofine.indd Sec1:254

10-03-2007 14:12:42

NUOVI ITINERARI

241

bblefa, bblemmai: si risale a blpv attraverso blciw, blmma


pfagka, pfhna, pfasmai: si risale a fanv attraverso fnsiw, fsma
sparka, sparmai: si risale a sperv attraverso sprma, spartw
rrifa, rrimmai: si risale a ]ptv attraverso ]ciw, ]mma
erhka, erhmai: si risale a erskv attraverso eret}w, erhma
\llloipa, \llleimmai: si risale a \llepv attraverso lleiciw, lleimma

25.4. Perfetto attivo


Presenta diverse varianti, che possono essere cos schematizzate18:
perfetto suffissale: si forma in due modi:
con laggiunta alla radice del suffisso -ka- (perf. debole)
con laggiunta alla radice del suffisso -a- (perf. forte)
perfetto radicale (cosiddetto fortissimo): le desinenze si aggiungono direttamente alla radice.

La distribuzione di queste varianti fra i diversi tipi di verbo la seguente:


i verbi con radice che finisce in vocale hanno tutti il perf. debole (con allungamento della vocale finale);
i verbi dalla radice in dentale hanno in prevalenza il perf. debole (la dentale
cade davanti al suffisso), pi raramente il perf. forte;
i verbi dalla radice in liquida e nasale hanno in prevalenza il perf. debole (la
liquida~nasale si salda al suffisso senza alterazioni fonetiche19), pi raramente
il perf. forte;
i verbi dalla radice in gutturale e labiale hanno tutti il perf. forte (spesso con
il fenomeno fonetico aggiuntivo dellaspirazione della gutturale~labiale);
infine, pochissimi verbi hanno il perf. fortissimo.

Questo ventaglio di alternative ulteriormente ampliato dalla possibilit che uno stesso verbo abbia pi di una forma: p.es.
perf. debole e perf. forte (come peyv, fanv, fyerv, llumi);
perf. forte con aspirazione e senza aspirazione (come prssv, p}gnumi);
perf. debole e perf. fortissimo (banv, dedv, ynskv, sthmi).

In questi casi, come vedremo nel paragrafo seguente, di solito la variante morfologicamente pi essenziale (e presumibilmente pi antica)
usata con valore intransitivo, laltra con valore transitivo.
18
La distinzione tra variante suffissale e variante radicale discutibile (per una serie di
complesse ragioni di carattere fonetico e morfologico), ma pu essere mantenuta perch ha
una sua utilit e chiarezza didattica.
19
Naturalmente nel caso di radice in n la sequenza -nka- scritta -gka-, con gamma nasale.

Michelazzofine.indd Sec1:255

10-03-2007 14:12:43

242
rad. in vocale

OTTAVA UNIT

tetmh-k-a
tetmh-k-a-w
tetmh-k-e

rad. in dentale
Indicativo
ppei-k-a
ppoiy-a
ppei-k-a-w
ppoiy-a-w
ppei-k-e
ppoiy-e

fyar-k-a
fyar-k-a-w
fyar-k-e

fyor-a
fyor-a-w
fyor-e

tetim}-k-a-ton
tetim}-k-a-ton

pepe-k-a-ton
pepe-k-a-ton

pepoy-a-ton
pepoy-a-ton

\fyr-k-a-ton
\fyr-k-a-ton

\fyr-a-ton
\fyr-a-ton

tetim}-k-a-men
tetim}-k-a-te
tetim}-k-asi

pepe-k-a-men
pepe-k-a-te
pepe-k-asi

pepoy-a-men
pepoy-a-te
pepoy-asi

\fyr-k-a-men
\fyr-k-a-te
\fyr-k-asi

\fyr-a-men
\fyr-a-te
\fyr-asi

tetim}-k-v
tetim}-k-+w
tetim}-k-+

pepe-k-v
pepe-k-+w
pepe-k-+

\fyr-k-v
\fyr-k-+w
\fyr-k-+

\fyr-v
\fyr-+w
\fyr-+

tetim}-k-hton
tetim}-k-hton

pepe-k-hton
pepe-k-hton

pepoy-hton
pepoy-hton

\fyr-k-hton
\fyr-k-hton

\fyr-hton
\fyr-hton

tetim}-k-vmen
tetim}-k-hte
tetim}-k-vsi

pepe-k-vmen
pepe-k-hte
pepe-k-vsi

pepoy-vmen
pepoy-hte
pepoy-vsi

\fyr-k-vmen
\fyr-k-hte
\fyr-k-vsi

\fyr-vmen
\fyr-hte
\fyr-vsi

tetim}-k-oimi
tetim}-k-oiw
tetim}-k-oi

pepe-k-oimi
pepe-k-oiw
pepe-k-oi

Ottativo
pepoy-oimi
pepoy-oiw
pepoy-oi

\fyr-k-oimi
\fyr-k-oiw
\fyr-k-oi

\fyr-oimi
\fyr-oiw
\fyr-oi

tetim}-k-oiton
tetimh-k-othn

pepe-k-oiton
pepei-k-othn

pepoy-oiton
pepoiy-othn

\fyr-k-oiton
\fyar-k-othn

\fyr-oiton
\fyor-othn

tetim}-k-oimen
tetim}-k-oite
tetim}-k-oien

pepe-k-oimen
pepe-k-oite
pepe-k-oien

pepoy-oimen
pepoy-oite
pepoy-oien

\fyr-k-oimen
\fyr-k-oite
\fyr-k-oien

\fyr-oimen
\fyr-oite
\fyr-oien

tetmh-k-e
tetimh-k-tv

ppei-k-e
pepei-k-tv

Imperativo
ppoiy-e
pepoiy-tv

fyar-k-e
\fyar-k-tv

fyor-e
\fyor-tv

tetim}-k-eton
tetimh-k-tvn

pepe-k-eton
pepei-k-tvn

pepoy-eton
pepoiy-tvn

\fyr-k-eton
\fyar-k-tvn

\fyr-eton
\fyor-tvn

tetim}-k-ete
tetimh-k-ntvn

pepe-k-ete
pepei-k-ntvn

pepoy-ete
pepoiy-ntvn

\fyr-k-ete
\fyar-k-ntvn

\fyr-ete
\fyor-ntvn

tetimh-k-nai

pepei-k-nai

Infinito
pepoiy-nai

\fyar-k-nai

\fyor-nai

tetimh-k-Qw
tetimh-k-ua
tetimh-k-w

pepei-k-Qw
pepei-k-ua
pepei-k-w

Participio
pepoiy-Qw
pepoiy-ua
pepoiy-w

\fyar-k-Qw
\fyar-k-ua
\fyar-k-w

\fyor-Qw
\fyor-ua
\fyor-w

Piuccheperfetto
\pepoy-h
\pepoy-hw
\pepoy-ei

\fyr-k-h
\fyr-k-hw
\fyr-k-ei

\fyr-h
\fyr-hw
\fyr-ei

Congiuntivo
pepoy-v
pepoy-+w
pepoy-+

rad. in liquida

\tetim}-k-h
\tetim}-k-hw
\tetim}-k-ei

\pepe-k-h
\pepe-k-hw
\pepe-k-ei

\tetim}-k-eton
\tetimh-k-thn

\pepe-k-eton
\pepei-k-thn

\pepoy-eton
\pepoiy-thn

\fyr-k-eton
\fyar-k-thn

\fyr-eton
\fyor-thn

\tetim}-k-emen
\tetim}-k-ete
\tetim}-k-esan

\pepe-k-emen
\pepe-k-ete
\pepe-k-esan

\pepoy-emen
\pepoy-ete
\pepoy-esan

\fyr-k-emen
\fyr-k-ete
\fyr-k-esan

\fyr-emen
\fyr-ete
\fyr-esan

Michelazzofine.indd Sec1:256

10-03-2007 14:12:44

243

NUOVI ITINERARI

rad. in labiale

rad. in gutturale
Indicativo
1
pprax-a
pprag-a
2
pprax-a-w
pprag-a-w
3
pprax-e
pprag-e

kkof-a
kkof-a-w
kkof-e

lloip-a
lloip-a-w
lloip-e

kekf-a-ton
kekf-a-ton

lelop-a-ton
lelop-a-ton

kekf-a-men
kekf-a-te
kekf-asi

lelop-a-men
lelop-a-te
lelop-asi

kekf-v
kekf-+w
kekf-+

lelop-v
lelop-+w
lelop-+

kekf-hton
kekf-hton

lelop-hton
lelop-hton

kekf-vmen
kekf-hte
kekf-vsi

lelop-vmen
lelop-hte
lelop-vsi

kekf-oimi
kekf-oiw
kekf-oi

lelop-oimi
lelop-oiw
lelop-oi

kekf-oiton
kekof-othn

lelop-oiton
leloip-othn

kekf-oimen
kekf-oite
kekf-oien

lelop-oimen
lelop-oite
lelop-oien

kkof-e
kekof-tv

lloip-e
leloip-tv

kekf-eton
kekof-tvn

lelop-eton
leloip-tvn

kekf-ete
kekof-ntvn

lelop-ete
leloip-ntvn

kekof-nai

leloip-nai

kekof-Qw
kekof-ua
kekof-w

leloip-Qw
leloip-ua
leloip-w

2
3
1
2
3

peprx-a-ton
peprx-a-ton

peprg-a-ton
peprg-a-ton

peprx-a-men
peprx-a-te
peprx-asi

peprg-a-men
peprg-a-te
peprg-asi

Congiuntivo
1
peprx-v
2
peprx-+w
3
peprx-+
2
3
1
2
3

peprg-v
peprg-+w
peprg-+

peprx-hton
peprx-hton

peprg-hton
peprg-hton

peprx-vmen
peprx-hte
peprx-vsi

peprg-vmen
peprg-hte
peprg-vsi

peprx-oimi
peprx-oiw
peprx-oi

peprg-oimi
peprg-oiw
peprg-oi

peprx-oiton
peprax-othn

peprg-oiton
peprag-othn

peprx-oimen
peprx-oite
peprx-oien

peprg-oimen
peprg-oite
peprg-oien

Ottativo
1
2
3
2
3
1
2
3

Imperativo
2
pprax-e
3
peprax-tv
2
3
2
3

pprag-e
peprag-tv

peprx-eton
peprax-tvn

peprg-eton
peprag-tvn

peprx-ete
peprax-ntvn

peprg-ete
peprag-ntvn

peprax-nai

peprag-nai

Infinito

Piuccheperfetto
1
\-peprx-h
2
\-peprx-hw
3
\-peprx-ei

\-kekf-h
\-kekf-hw
\-kekf-ei

\-lelop-h
\-lelop-hw
\-lelop-ei

\-kekf-eton
\-kekof-thn

\-lelop-eton
\-leloip-thn

\-kekf-emen
\-kekf-ete
\-kekf-esan

\-lelop-emen
\-lelop-ete
\-lelop-esan

Michelazzofine.indd Sec1:257

Participio
m
peprax-Qw
f
peprax-ua
n
peprax-w

2
3
1
2
3

peprag-Qw
peprag-ua
peprag-w
\-peprg-h
\-peprg-hw
\-peprg-ei

\-peprx-eton
\-peprax-thn

\-peprg-eton
\-peprag-thn

\-peprx-emen
\-peprx-ete
\-peprx-esan

\-peprg-emen
\-peprg-ete
\-peprg-esan

10-03-2007 14:12:45

244

OTTAVA UNIT

Perfetto fortissimo o radicale

oda sapere
Cong.

Ott.

oda
osya
ode

Ind.

ed
ed_w
ed_w

edehn
edehw
edeh

syi
stv

ston
ston

edton
edton

edeton
edethn

smen
ste
sasi

edmen
edte
edsi

edemen
edete
edeen

banv

Imp.

Pcpf.

dh
dhsya
dei

ston
ston

1
2
3
2
3

ste
stvn

1
2
3

demen
dete
desan

dedv

deton
dthn

oika

Infinito

ednai
Participio

edQw m
edua f
edw n

sthmi

edtow
eduaw
edtow

ynskv

Indicativo

ddia
ddiaw
ddie
bbaton
bbaton

dditon
dditon

1
2
3
2
3

bbamen
bbate
bebsi

ddimen
ddite
dedasi

1
2
3

oika
oikaw
oike
\okaton
\okaton

staton
staton

tynaton
tynaton

\okamen
\okate
\okasi

stamen
state
stsi

tynamen
tynate
teynsi

stayi
sttv
state

tynayi
tynatv

stnai

teynnai

stQw
stsa
stw

teyneQw
teynesa
teynow

Imperativo

ddiyi
dedtv

2s
3s
2pl

Infinito

bebnai

dedinai

beb(a)Qw
bebaua~bebsa
bebaw

dediQw
dediua
dediw

\(o)iknai
Participio
m
f
n

\(o)ikQw
\(o)ikua
\(o)ikw

Piuccheperfetto

\dedein
\dedeiw
\dedei

\bbasan

Michelazzofine.indd Sec1:258

\dedeimen
\dedeite
\ddi(ei)san

1
2
3
2
3

\kein
\keiw
\kei

1
2
3

\keimen
\keite
\ke(i)san

staton
stthn

stamen
state
stasan

\tynasan

10-03-2007 14:12:46

NUOVI ITINERARI

245

Osservazioni
1. Come in tutti gli altri tempi, anche qui il congiuntivo conserva le desinenze
con incorporata la vocale tematica lunga -h-/-v-, che si sovrappongono cos alla
caratteristica temporale -(k)a.
2. Analogamente lottativo e limperativo (e, parzialmente, il piuccheperfetto),
che conservano le desinenze del presente della declinazione tematica, sovrapponendole alla caratteristica temporale.
3. Forme alternative per limperativo 3 plur.: tetimh-k-tvsan, pepei-k-tvsan, pepoiy-tvsan, \fyar-k-tvsan, \fyor-tvsan ecc.
4. Il participio si declina come i nominali con tema in dentale (v. p. 194).
5. Nel piuccheperfetto si , in un secondo tempo, affermata una forma di coniugazione che generalizza l-ei della 3 sing.: p.es. \tetim}-k-ein~\tetim}-k-eiw~
\tetim}-k-ei, \tetim}-k-ei-ton~\tetimh-k-e-thn, \tetim}-k-eimen~\tetim}-k-eite~
\tetim}-k-eisan; e simili.
6. Nel perfetto fortissimo o radicale le desinenze si collegano direttamente alla
radice, senza alcuna mediazione di vocale tematica o di caratteristica temporale.
7. Il verbo oda, il pi importante dei verbi con perfetto atematico, formato
dalla radice eid-/oid-/id (cfr. lat. video): il sing. dellindicativo dal grado forte
oid-20, il resto dellindicativo e limperativo dal grado ridotto id-, tutte le altre
forme dal grado medio eid-.

25.5. Varianti morfologiche e diatesi verbale


In 24.3 si visto come il greco possa utilizzare la disponibilit di due
forme verbali alternative (nella fattispecie, quelle di aor. passivo) per differenziare la diatesi. In questo processo entrano in gioco anche laor. 3 (e,
pi raramente, laor. 2) e il perfetto:
in opposizione allaor. 1 (che ha valore transitivo21), laor. 3 (o laor. 2) ha di
solito valore mediale-intransitivo;
analoga la differenza fra le varianti di perfetto: perf. debole = valore transitivo,
perf. forte = valore mediale-intransitivo.
Nella tabella che segue alcuni esempi di verbi con forme alternative di aoristo (aor. 1 vs aor.
2 o aor. 3; aor. pass. debole vs forte) e/o di perfetto (perf. debole vs forte o fortissimo; perf.
forte aspirato vs non aspirato).
Fra parentesi sono segnalate varianti pi rare, oppure attestate prevalentemente in forma
composta, come laor. pass. di banv (p.es. da para-banv trasgredire, violare o rkoi
parebyhsan i giuramenti furono violati).
Sulla differenza concettuale tra forma e diatesi v. p. 75.
20
La 2 pers. sing. deriva da oid-ya, desinenza che si incontra nel piuccheperfetto
(dhsya), e poi nellimperfetto di em (sya), di emi (eisya), di fhm (fhsya).
21
Quando al presente il verbo ha valore intransitivo, laor. 1 pu avere valore causativo
(cfr. p. 236): oltre a banv (v. in tabella) il caso p.es. di dv immergersi (aor. 3 dun mi
immersi, aor. 1 dusa immersi, feci entrare), di manomai delirare, essere pazzo (aor.
pass. forte \mnhn impazzii, aor. 1 mhna feci impazzire) ecc.

Michelazzofine.indd Sec1:259

10-03-2007 14:12:47

246

OTTAVA UNIT

Forma attiva
diat. trans.
diat. intrans.

Forma media e/o passiva


diat. trans.
diat. intrans.
diat. passiva

nogv aprire

nogv

nogomai

aoristo

n~ja

nexyhn

perfetto

n~xa

banv andare
aoristo

n~gmai

n~ga
banv

bhsa

perfetto

\gerv svegliare

\gerv

aoristo

geira

perfetto

\g}gerka

sthmi innalzare

sthmi

aoristo

sthsa

perfetto

bhn

[-ebyhn]

bbhka, bbamen

[-bbamai]

\geromai
grmhn

gryhn
\g}germai

\gr}gora
stamai
sthn

\sthsmhn

\styhn
[stamai]

sthka, stamen

megnumi mescolare

megnumi

aoristo

meija

perfetto

mmixa

mmeigmai

llumi distruggere

llumi

llumai

aoristo

lesa

perfetto

lQleka

rnumi far alzare

rnumi

aoristo

rsa

perfetto

\meijmhn

\mghn

\mexyhn

[-lsyhn]

lmhn
lvla
rnumai
roron

rmhn

rvra

peyv persuadere

peyv

aoristo

peisa

perfetto

ppeika

Michelazzofine.indd Sec1:260

megnumai

peyomai
piyon

\piymhn \pesyhn

ppoiya

ppeismai

10-03-2007 14:12:48

247

NUOVI ITINERARI

Forma attiva
diat. trans.
diat. intrans.

p}gnumi fissare

p}gnumi

aoristo

phja

perfetto

pphxa

\phjmhn

aoristo

praja

]}gnumi spezzare

]}gnumi

aoristo

rrhja

perfetto

rrhxa

sbnnumi estinguere

sbnnumi

aoristo

sbesa

perfetto

\pghn

prssomai
\prajmhn

\prxyhn
ppragmai

ppraga

]}gnumai
[\rrhjmhn]

\rrghn
rrhgmai

rrvga

sbnnumai
sbhn

\sbesmhn

\sbsyhn
sbesmai

sbhka

trfv nutrire

trfv

aoristo

yreca

perfetto

\p}xyhn
pphgmai

pphga
prssv

ppraxa

Forma media e/o passiva


diat. intrans.
diat. passiva

p}gnumai

prssv fare

perfetto

diat. trans

trfomai
trafon

\yrecmhn

\trfhn

\yrfyhn
tyrammai

ttrofa

fanv mostrare

fanv

aoristo

fhna

perfetto

pfagka

fyerv distruggere

fyerv

fyeromai

aoristo

fyeira

\fyrhn

perfetto

fyarka

fv generare

fv

aoristo

fusa

perfetto

Michelazzofine.indd Sec1:261

fanomai
fhn
pfhna

fyora

\fnhn

\fnyhn
pfasmai

fyarmai
fomai

fun

\f[y]hn

pfu[k]a

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248

OTTAVA UNIT

Capitolo 26
Uso dei tempi e dei modi nelle frasi indipendenti
Completata la conoscenza dei vari tipi di aoristo e di futuro, siamo
ora in grado di prendere in esame limpiego delle forme verbali nelle
frasi indipendenti22. Rispetto alla denominazione che questo capitolo ha
di solito nelle grammatiche latine (dove si parla solo di uso dei modi),
per il greco il discorso comprende anche luso modale dei tempi, in un
sistema articolato ma anche naturale che come in altri casi presenta sorprendenti punti di contatto con analoghe tendenze espressive
delle lingue moderne.

26.1. Classificazione semantica (e relativi mezzi espressivi)


Esaminando il comportamento espressivo del greco nelle frasi subordinate, appositive (cap. 10) e predicative (cap. 18), abbiamo individuato
una serie di opposizioni logiche, legate ai diversi modi di concepire e rappresentare la realt. Applicando un metodo analogo alle frasi indipendenti
possiamo distinguere
A. situazione rappresentata come reale (gi avvenuta, o in atto, o che si verificher sicuramente in futuro)
B. situazione rappresentata attraverso una sorta di proiezione
1. nel senso di possibilit
2. nel senso di desiderio, intenzione, auspicio, timore23 ecc.

22
Comprendendo in questa definizione i numerosi casi in cui il verbo conserva anche
in frase subordinata la stessa forma che avrebbe nella variante indipendente. In linea di
principio ci si verifica nelle subordinate attribuibili allarea constativo-enunciativa: p.es.
la forma indipendente sarebbe stato meglio andarsene si mantiene inalterata una volta
inserita in una cornice subordinante, di tipo predicativo (ti dico che sarebbe stato meglio
andarsene; mi chiedo se sarebbe stato meglio andarsene) o appositivo (causale, perch
sarebbe stato meglio andarsene; concessiva, anche se sarebbe stato meglio andarsene; avversativa, mentre sarebbe stato meglio andarsene; consecutiva, tanto che sarebbe
stato meglio andarsene; ecc.). Una simile incorporazione (in linguistica si parla di embedding) invece meno frequente con le subordinate dellarea dinamico-volitiva, che hanno una
caratterizzazione semantica cos marcata da scoraggiare la conservazione al proprio interno
di un modulo espressivo indipendente (p.es. non si pu dire ti raccomando che sarebbe
stato meglio andarsene, o simili; il greco comunque un po pi libero dellitaliano, come
dimostra il passo di Platone riportato alla n. 31). Questa estensione del concetto di frase
indipendente giustifica il fatto che le interrogative dirette e quelle indirette possano essere
trattate insieme (v. cap. 27).
23
Vedremo per che la nozione di timore, come gi a livello di frase subordinata (cfr.
18.2), concepita e espressa anche qui piuttosto in termini di volont.

Michelazzofine.indd Sec1:262

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NUOVI ITINERARI

249

C. espressione diretta di volont (comando, esortazione, proibizione ecc.).


D. interrogazione (una modalit particolare, tale da poter riprodurre al suo interno le altre)24.

In relazione a questa classificazione semantica, luso dei mezzi espressivi pu essere schematizzato come segue:
lIndicativo il modo verbale della realt;
in opposizione allIndicativo, sono usati lOttativo (come modo verbale
della proiezione25) e il Congiuntivo e lImperativo (come modi verbali della
volont26);
in alternativa, per esprimere proiezione e/o volont (in opposizione a realt)
possono essere usati tempi diversi dal Presente (Imperfetto~Aoristo e Futuro).

26.2. Situazione rappresentata come reale


Pu essere considerata la condizione-base, di default, della comunicazione, quella nella quale si registra di solito una convergenza fra le scelte espressive delle varie lingue. sufficiente quindi segnalare qualche caso particolare
di mancata o solo parziale corrispondenza del greco con litaliano27:
uso dei tempi:
valore gnomico: quando viene descritta una situazione o espresso un concetto di validit generale (non legato a un momento specifico), il tempo
scelto per esprimerla qualunque esso sia sar necessariamente convenzionale e andr inteso comunque nella sua dimensione atemporale: p.es.

24
In considerazione di questa speciale natura, alle interrogative dedicato un capitolo
a parte (il successivo).
25
Questa caratteristica dellottativo indirettamente confermata dal suo uso in subordinate dipendenti da tempo storico (il cosiddetto ottativo obliquo, cfr. 6.2) e dal fatto di
avere, in ogni tempo (anche il presente e il futuro), le desinenze dei tempi storici. Simmetricamente, del carattere fondamentalmente volitivo del congiuntivo si pu vedere un
riflesso nel fatto che esso presenta, in ogni tempo (anche aoristo e perfetto), le desinenze
dei tempi principali.
26
Diversa appare la funzione del congiuntivo eventuale impiegato nelle subordinate
(cfr. 6.2): ma anche qui si potrebbe pensare che entri in gioco una forma di volont sui
generis, quella di presentare le cose attraverso il filtro di una teorizzazione, di una previsione. Per servirci, ancora una volta, di un esempio italiano: la differenza che si percepisce
fra se le cose vanno [o andranno] in questo modo... e qualora le cose vadano in questo
modo... non sta solo nellintonazione pi marcatamente ipotetica della seconda variante o in
una certa affettazione espressiva, ma anche in un maggiore sforzo selettivo di delimitare i
contorni del possibile scenario futuro. Su un tipo di frasi (quelle introdotte da prima che ...,
prn ... in greco, priusquam ... in latino) in cui risulta evidente la contiguit fra congiuntivo
eventuale e volitivo v. n. 6 a p. 66.
27
Prescindiamo naturalmente qui dalle differenze di fondo fra i sistemi verbali delle
due lingue, come quelle legate alla diatesi o al valore prevalentemente aspettuale dei tempi
verbali (cfr. 2.2, 6.4, 15.1, 17.1, 21.1, 25.2 e 5).

Michelazzofine.indd Sec1:263

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250

OTTAVA UNIT

o[dew tn yen dikn lanynei [presente gnomico] ~ l}sei [futuro gn.] ~


layen [aoristo gn.] ~ llhye [perfetto gn.] nessuno pu~potr~pot~ha
potuto commettere ingiustizia allinsaputa della divinit
presente o imperfetto storico-descrittivo: frequentemente usati nelle narrazioni storiche per azioni che noi percepiamo come circoscritte e lontane nel
tempo (e quindi siamo portati a esprimere piuttosto col passato remoto)
qualit dellazione: il presente e limperfetto, in forza del loro valore durativo,
possono essere usati oltre che per un evento singolo rappresentato nel suo
svolgersi (p.es. didskei~\ddaske tow padaw t|n dikaiosnhn sta~stava
insegnando ai figli la giustizia) anche
per un evento ripetuto pi volte nel tempo (= insegna~insegnava continuamente ai figli la giustizia: valore iterativo)
per un evento che si cerca di determinare (= cerca~cercava di insegnare ai
figli la giustizia: valore conativo).

26.3. Situazione rappresentata in forma di proiezione


Questa modalit comprende due tipi espressivi formalmente simili
ma semanticamente diversi (in quanto riferibili a campi semantici diversi,
constativo-enunciativo e dinamico-volitivo):
potenziale, accompagnato dalla particella n (neg. o[):
possibilit nel presente, con lOttativo: p.es.
fegoimi n
fuggirei, potrei fuggire
possibilit nel passato, con lIndicativo di tempo storico (TS): p.es.
feugon~fugon n
sarei fuggito, sarei potuto fuggire28
da notare la frequente omissione di n nellimperfetto di alcuni verbi impersonali che contengono gi in s unidea di proiezione, come \jn era
possibile, proske~ekw n conveniva, era opportuno, (\)xrn~dei bisognava ecc., e inoltre espressioni come kaln~asxrn~dkaion~jion...
n era bello~vergognoso~giusto..., o<n t& n era possibile (pi spesso
nella variante personale o<w t& n ero capace, potevo ecc.), kairw n era
il momento di, aggettivi verbali in -ton (come proaireton n era preferibile), ecc.29
28
Qui la differenza tra Imperfetto e Aoristo fondamentalmente di tipo aspettuale (evento rappresentato nel suo svolgersi oppure nella sua momentaneit); quando invece la nozione
di potenzialit nel passato evolve in quella di irrealt (come avviene nel Desiderativo e nel
Periodo ipotetico), i due tempi sono di solito usati per distinguere tra mancata realizzazione
nel presente e nel passato.
29
Mantenere anche nella traduzione limperfetto delloriginale permette di verificare
la sorprendente somiglianza del greco con litaliano e di riflettere sulla polisemia di queste
espressioni: p.es. dkaion n tow prodtaw poyn}skein era giusto che i traditori morissero pu significare che in quella circostanza, considerata la gravit del loro comportamento,
la condanna a morte fu giusta (e quindi c stata effettivamente), oppure che sarebbe giusto
(nel presente) o sarebbe stato giusto (nel passato) condannarli, ma ci non si verifica (o non
si verific). Nel primo caso limperfetto usato nel suo valore temporale; nel secondo caso
assume invece un valore modale, rappresentando levento in questione come ormai passato,

Michelazzofine.indd Sec1:264

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NUOVI ITINERARI

251

lOttativo di tipo potenziale si trova usato anche per presentare in forma indiretta e attenuata, appunto grazie al meccanismo di proiezione, unaffermazione (il cosiddetto ottativo di modestia: p.es. Senofonte, Memorabili
I.6.12 dkaiow mn o{n n ehw, ti o[k \japatw \p pleonej, sofw d o[k
n, mhdenw ge jia \pistmenow [Antifonte a Socrate] sarai pure giusto,
dato che non inganni per avidit, ma sapiente no, perch conosci cose di
nessun valore) o una richiesta (come nel famoso passo di Odissea 6.57 in
cui Nausicaa chiede al padre un carro per scendere con le ancelle al fiume:
pppa fl&, o[k n d} moi \foplsseiaw p}nhn; babbino caro, non che mi
faresti preparare un carro...?)30
desiderativo, con o senza le particelle e~eye = lat. utinam (neg. m}):
desiderio realizzabile, con lOttativo: p.es.
[e(ye)] fegoimi
magari fuggissi
desiderio irrealizzabile, con lIndicativo di TS: p.es.
[e(ye)] feugon~fugon
magari fuggissi~fossi fuggito31
da ricordare infine che in funzione proiettiva usato talvolta anche il futuro32:
sia nel senso (constativo-enunciativo) di possibilit, previsione, inevitabilit
ecc.: max}somai = sono in procinto di combattere, probabile che combatta, inevitabile che combatta ecc. ...
... sia nel senso (dinamico-volitivo) di capacit, intenzione ecc.: max}somai
sono capace di combattere, ho intenzione di combattere ecc.

ormai tramontato sul piano logico per via della sua mancata realizzazione (tanto che addirittura pu apparire superfluo precisare se si tratta di situazione irreale nel presente oppure
nel passato). evidente in queste espressioni la deriva semantica che ha portato il potenziale del passato a sviluppare una nozione di irrealt, come vedremo meglio nel 5.
30
Analoghi in italiano certi usi del condizionale: sarebbero mille euro (quasi vergognandosi di presentare un conto cos salato), sarebbero gi le nove (per far capire allinterlocutore
che deve affrettarsi), direi che ha ragione lui (per attenuare il peso di un giudizio critico), ecc.
31
Tendenzialmente, se il desiderio (irrealizzabile) riguarda un evento contemporaneo
(magari fossi ricco) espresso con limperfetto, se un evento passato (magari avessi dato
retta a mia madre) con laoristo. Si tratta comunque anche qui, come in tanti altri casi, di
comportamenti espressivi oscillanti, di fronte ai quali rimane decisivo il contesto. Un altro
modo di esprimere un desiderio irrealizzabile limpiego fraseologico di felon dovevo
(aor. 2 di felv essere debitore di, esser tenuto a, originariamente una forma di potenziale del passato, come gli imperfetti senza n sopra elencati): p.es. felon plosiow enai
dovevo essere ricco > magari fossi~fossi stato [v. alla nota precedente] ricco; Platone,
Critone 44d e gr felon, Krtvn, o<o t& enai o pollo t mgista kak \rgzesyai, na
o<o t& san ka gay t mgista magari, o Critone, i pi fossero capaci di compiere i mali
pi grandi, in modo da essere anche capaci di compiere il bene pi grande (da notare qui
come la nozione di irrealizzabilit si proietti anche sulla finale, con lembedding [cfr. n. 22]
dellimperfetto potenziale~irreale o<o t& san).
32
O anche, in alternativa, la perifrasi con il verbo mllv + participio futuro (p.es. mllv
max}sesyai sono sul punto di combattere, ho intenzione di combattere ecc.). A questa
caratteristica del Futuro di poter esprimere, al di l di quella puramente temporale, anche una
dimensione modale vanno ricondotti certi suoi impieghi in frasi subordinate, come le relative
di tipo consecutivo, le condizionali o il participio futuro con valore finale (v. cap. 10 con le
note 62 e 74). A questi da aggiungere ora la possibilit di un participio futuro sostantivato:
p.es. Tucidide II.51.5 okai polla \kenQyhsan por to yerapesontow molte case furono
spopolate [dalla pestilenza] per mancanza di chi fosse in grado di prestare soccorso.

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252

OTTAVA UNIT

26.4. Espressione diretta di volont


Rientrano in questa modalit i seguenti tipi espressivi (neg. m})33:
imperativo: di uso analogo a quello dellitaliano34
in senso imperativo si trova usato anche il Futuro, sia in modo diretto (p.es.
Platone, Protagora 338a w o{n poi}sete, ka peyesy moi farete dunque
cos, datemi retta) che indiretto sotto forma di interrogativa retorica (con
negazione o[35: p.es. o[ pas+ lgvn; non la smetterai [ma quando la
smetterai] di parlare?)
congiuntivo esortativo~proibitivo36, usato in tutte le persone:
1s fre d}, peiray [cong. aor. passivo di peiromai] polog}sasyai
forza, cerchiamo (io) di difenderci37
1p fgvmen fuggiamo!
2 m| yum}s+w~yum}shte non perderti~perdetevi danimo
3s mhdew polb+ ynatow enai

nessuno pensi di essere immortale


3p pntew t pla kataysi [cong. aor. di katatyhmi]

tutti depongano le armi


congiuntivo dubitativo (o deliberativo): rappresenta per cos dire laltra faccia dellesortativo, quasi la risposta a unesortazione38:
(fgvmen fuggiamo!): po fgvmen; dove (dovremmo) fuggire?

33
Dato che le situazioni riconducibili allarea semantica della volont si collocano, per definizione, nel futuro (non si pu esercitare la volont su un evento passato, o comunque gi in atto!),
particolarmente evidente qui che laoristo o il perfetto vanno intesi non in senso temporale ma
aspettuale (cfr. p. 25), risp. per rappresentare unazione puntuale, momentanea (p.es. piyo dammi retta!, obbedisci!) oppure un atteggiamento duraturo, acquisito (ppoiye persuaditi).
34
Escluso il fatto che le forme di 3 pers. non hanno corrispondenza con litaliano (che
possiede solo quelle di 2 pers.) e devono quindi essere rese in modo diverso (di solito col
congiuntivo esortativo: legtv parli!). Analogo anche limpiego dellimperativo (= congiuntivo italiano) con valore suppositivo o concessivo: p.es. otvw \xtv qw s lgeiw (ammettiamo che) la cosa stia come tu dici.
35
Pu sorprendere il fatto che in questi casi di chiara intonazione volitiva la negazione sia
o[ (anzich m}). In realt, la forza e perentoriet dellordine nasce proprio dal suo essere dissimulato sotto forma di domanda apparentemente disinteressata, che deve presentarsi almeno
esteriormente quale semplice richiesta di informazione su un dato di fatto (o[), senza tracce di
volontariet (m}), come nellital. non ti sembra che sia lora di andartene...? e simili. Allinterno
della cornice interrogativa introdotta da o[ si pu trovare m} nel caso di ordine negativo, come in
questo passo di Platone, Simposio 175a okoun [rafforzativo del semplice o[] kalew a[tn ka m|
f}seiw [fut. di fhmi]; cosa aspetti a chiamarlo [Socrate] e a non lasciarlo andar via?.
36
In realt sarebbe forse meglio parlare di dissuasivo, dato che, diversamente dallimperativo, il congiuntivo tende in genere a esprimere un invito piuttosto che un ordine.
37
Litaliano usa in questi casi il cong. di 1 plurale, anche se riferito a soggetto singolare.
Nellesempio qui riportato da notare fre, imperativo 2 sing. di frv cristallizzatosi in formula introduttiva e rafforzativa dellimperativo (come il nostro forza!, di!, su! ecc.).
38
Da qui la resa italiana con lausiliare dovere. In latino invece il dubitativo ha in
parte assorbito lidea potenziale (donde la negazione non), per cui in quid agamus? pu
prevalere, di volta in volta, la componente di volont (cosa dovremmo fare, come in
greco) o quella di possibilit (cosa potremmo fare?).

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253

NUOVI ITINERARI

(m| yum}shte non perdetevi danimo!):


t m| yum}svmen; perch non (dovremmo) perderci danimo?
anche qui attestato (in alternativa al congiuntivo) il futuro:
cfr. po trecQmya [cong. aoristo]; dove dobbiamo dirigerci?
con po trecmeya [futuro]; dove ci dirigeremo?
di tipo volitivo anche il congiuntivo usato per indicare un evento di cui si
vorrebbe scongiurare la realizzazione (m}) o la non-realizzazione (m| o[)39 :
m| groikteron t lhyw lgein
[vorrei] che non avesse a essere poco elegante il dire la verit
(ma temo che possa esserlo)
ll m| o[x otvw x+
[vorrei] che la cosa stesse cos (ma temo di no)
Iliade 1.28 m} n toi o[ xrasm+ skptron ka stmma yeoo
[bada] che non ti siano inutili lo scettro e il serto del dio (minaccia)

26.5. Periodo ipotetico


Il Periodo ipotetico (PI) si sviluppa dal Potenziale nel momento in cui
allenunciazione di una possibilit si affianca quella delle condizioni alle
quali essa vincolata. Rispetto al Potenziale, il PI mostra un processo di
deriva semantica analogo a quello del Desiderativo, per cui
dal pot. del presente si sviluppa unidea di possibilit (una situazione presente
per ci stesso ancora aperta a qualunque tipo di evoluzione);
dal pot. del passato si sviluppa unidea di irrealt (perch rappresentare una
situazione del passato in termini solo possibili equivale implicitamente a dire
che di fatto non si realizzata).
Forma-base
constat. obiettiva

Periodo
ipotetico
1. della realt

potenziale del presente

2. della possibilit

potenziale del passato

3. dellirrealt

protasi40
(neg. m})

apodosi
(neg. o[)

e + ~41

e + ottativo

ottativo + n

e + indicativo di TS

indicativo di TS + n

39
chiaramente a questo tipo di espressione che va fatta risalire lorigine della costruzione dei verba timendi (v. 18.2 con la n. 49 p. 183).
40
Protasi (prtasiw, dalla stessa radice del verbo tenv protendere > proporre >
presupporre) significa premessa di un ragionamento; apodosi (pdosiw, dalla stessa
radice di poddvmi consegnare, restituire > riportare) significa conseguenza, deduzione. La gerarchia logica espressa da questa coppia di termini (la premessa A condiziona la
conseguenza B) non deve naturalmente far pensare che la protasi sia anche sintatticamente
sovra-ordinata allapodosi; vero il contrario: apodosi = reggente, protasi = subordinata.
41
Sia nella protasi che nellapodosi sono possibili vari tipi espressivi (pi o meno come in
italiano). Nella protasi si pu avere come in diverse altre subordinate il cong. eventuale; in
questo caso la congiunzione e pu fondersi con n dando luogo a esiti diversi: \n oppure n o
anche an[ (cfr. n. 5 p. 66).

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254

OTTAVA UNIT

In caso di PI dipendente, le variazioni interessano solo lapodosi che


passa, a seconda dei casi, ad n + Infinito o Participio42; in questo modo
scompare la differenza fra possibilit e irrealt, e solo la protasi permette di distinguere fra i due tipi43:

1. protasi
apodosi
2. protasi
apodosi
3. protasi
apodosi

PI indipendente

PI dip. allInfinito

PI dip. al Participio

e + ~

e + ~

e + ~

infinito

participio

e + ottativo

e + ottativo

e + ottativo

ottativo + n

infinito + n

participio + n

e + indicativo di TS

e + indicativo di TS

e + indicativo di TS

indicativo di TS + n

infinito + n

participio + n

Esempi:
1. indip.: e toto poiew martneiw
se fai questo sbagli (o altre combinazioni temporali)
lgv se e toto poiew martnein
ecc.
dico che se fai questo sbagli

od se e toto poiew martnonta


so che se fai questo sbagli
2. indip.:

e toto poiow martnoiw n


se facessi questo sbaglieresti
ecc.
dico che se facessi questo sbaglieresti

lgv se e toto poiow martnein n

od se e toto poiow martnonta n


so che se facessi questo sbaglieresti
3. indip.:

e toto \poeiw =mrtanew n


se facessi questo sbaglieresti

e toto \pohsaw martew n


se avessi fatto questo avresti sbagliato
lgv se e toto \poeiw martnein n ecc.
dico che se facessi questo sbaglieresti

e toto \pohsaw marten n


dico che se avessi fatto questo avresti sbagliato

42
Naturalmente in caso di subordinata introdotta da congiunzione (ti, qw ecc.) anche
lapodosi rimane inalterata.
43
C da dire comunque che quasi sempre il contesto a far capire come stanno le cose: e del
resto anche in italiano impieghiamo correntemente espressioni identiche (p.es. se fossi in difficolt, cercherei ...) per le due nozioni, senza che ci venga percepito come fonte di ambiguit.
Analogamente nel caso di participio sostantivato + n: p.es. non chiaro a priori se o n =mn
summaxontew quelli che sarebbero nostri alleati sia da intendere come evento possibile oppure
irreale, se non interviene una protasi con e (+ ott. opp. + ind. di TS) a precisarlo.

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NUOVI ITINERARI

255

od se e toto \poeiw martnonta n


so che se facessi questo sbaglieresti

e toto \pohsaw martnta n


so che se avessi fatto questo avresti sbagliato

'

Indicazioni di metodo
Il sistema espressivo del greco si presenta ricco e articolato ma, nel complesso, abbastanza agevolmente padroneggiabile. I suoi punti di forza: la disponibilit di due modi verbali finiti oltre allIndicativo (Congiuntivo e Ottativo) e
limpiego in funzione modale anche dei tempi44.
Particolarmente caratteristico questo secondo aspetto, che ancora una
volta rivela una sorprendente vicinanza del greco a moduli espressivi familiari
nelle lingue moderne (soprattutto nel loro registro colloquiale)45: una sorta di
naturale sintonia, che se ovviamente non d la garanzia della perfetta corrispondenza fra i due sistemi espressivi, pu per essere preziosa per aiutare a
entrare nello spirito del greco e a superare il senso di estraneit e alterit con
cui rischiamo di affrontarlo.
Anche le situazioni di polisemia rilevate nel corso di questo capitolo possono
essere gestite con maggiore serenit tenendo conto della libert espressiva del greco, della sua tendenza a lasciare inespresso ci che pu essere recuperato a livello
contestuale (come avviene, di nuovo, nella comune esperienza linguistica).
Ci premesso, per facilitare la memorizzazione dei vari tipi espressivi e la
loro corretta interpretazione pu essere utile:
considerare in parallelo quelli che hanno il Congiuntivo, sfruttando levidente
corrispondenza dei suoi due valori fondamentali (Esortativo e Dubitativo)46;

44
Come modo verbale finito alternativo allIndicativo il latino dispone solo del Congiuntivo, e con esso fa fronte a un larghissimo ventaglio di esigenze espressive, con le ambiguit
inevitabilmente prodotte da questo sovraccarico funzionale (p.es. quid dicam vale, oltre a
cosa dovrei dire, anche cosa potrei dire). Quanto alluso modale dei tempi, di fatto
limitato alle poche espressioni stereotipate corrispondenti a quello che le grammatiche chiamano falso condizionale (longum est, oportebat, dicere potui ecc.).
45
Oltre alluso dellimperfetto con valore di irrealt (v. sopra, n. 29), si possono
ricordare
luso dellimperfetto, con valore attenuativo, nelle richieste e negli ordini (p.es. volevo
uninformazione; sbaglio o dovevi pagare la bolletta del gas...?) e nelle situazioni fantastiche immaginate dai bambini per i loro giochi (il cosiddetto: imperfetto ludico: p.es. allora, facciamo che io ero Cenerentola e voi le sorellastre...), moduli espressivi, entrambi,
in cui limperfetto ha una funzione proiettiva che ricorda quella dellOttativo greco;
luso del futuro per indicare ipotesi o deduzione (avr perso il treno; se di qua la strada bloccata, vorr dire per forza che passato dallaltra parte), approssimazione
(saranno le quattro), ammissione (daccordo, sar colpa mia), intenzione (rester
a letto), incertezza di fronte a una decisione (dove andremo?; cosa far ora?), suggerimento (p.es. nelle ricette o nellindicazione degli itinerari: lascerete cuocere per
venti minuti; prenderai la strada che costeggia il fiume), ordine (non avrai altro dio
allinfuori di me; non hai voglia di studiare? andrai a lavorare), ecc.
46
Corrispondenza resa manifesta, come si visto, dal ricorrere in entrambi della neg. m}
(e meno chiara invece in latino, per via delluso del non nel dubitativo).

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256

OTTAVA UNIT

considerare in parallelo Potenziale e Desiderativo, rilevando lo slittamento


semantico (presente>possibilit e passato>irrealt) ...
... e preparando cos il passaggio al Periodo ipotetico.
A proposito del Periodo ipotetico, c da dire infine che la classificazione qui
proposta diverge da quella tradizionale, nella quale un PI della realt che abbia
nella protasi il cong. eventuale inspiegabilmente rubricato come tipo a parte:
una classificazione immotivata (leventualit interessa solo la protasi, e peraltro
una variante espressiva comune a diversi tipi di subordinata: v. p. 66), con la
quale oltretutto si altera la simmetria con il PI latino:

Classificazione tradizionale
1.

realt

2.

eventualit

Classificazione corretta
1.

realt
[1bis eventualit]

3.

possibilit

2.

possibilit

4.

irrealt

3.

irrealt

Capitolo 27
Frasi interrogative (dirette e indirette)
Linterrogazione una modalit espressiva particolare, che merita una
trattazione a parte. Non invece necessario esaminare separatamente le
interrogative dirette e quelle indirette (ascrivibili, queste ultime, al gruppo
delle subordinate predicative), dato che in greco le interrogative indirette
conservano il modo (fatta salva ovviamente la possibilit dellottativo in
dipendenza da tempo storico) e spesso anche il tempo che avrebbero in
forma diretta (cfr. 6.2, p. 67-68)47.
Trasversale alle altre modalit, linterrogazione in grado di riprodurre
al suo interno le loro diverse caratteristiche semantiche e formali. Si possono avere quindi per riprendere la schematizzazione di 26.1 interrogative di tipo reale (con lIndicativo), di tipo proiettivo (con lOttativo o
lIndicativo di TS), di tipo volitivo (con il Congiuntivo o il Futuro48).

47
Anche in questo il greco si mostra, assai pi del latino, vicino alla scioltezza e essenzialit espressiva delle lingue moderne. Litaliano, p.es., esprime di solito le interrogative indirette
nella stessa forma delle dirette: possibile anche luso del congiuntivo ereditato dal latino (non
sempre per: p.es. non ci sono alternative allindicativo in una frase come dimmi dove avevi
pensato di andare), che per suona affettato, poco naturale (difficilmente viene spontaneo
dire vorrei sapere cosa ti passi per la testa invece del pi immediato ... cosa ti passa).
48
Capita addirittura che allinterno dellinterrogativa si trovi incorporato un Imperativo, come in osy& drson; sai cosa devi fare?, un modulo espressivo diffuso nella tragedia

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257

NUOVI ITINERARI

Unaltra distinzione riguarda lampiezza della domanda, ci su cui verte. In questo senso si possono avere
interrogative generali, relative alla verit o non verit di quanto affermato
(risposta: s/no49);
interrogative doppie o disgiuntive, in cui viene esplicitata lalternativa sulla
quale si chiede una risposta;
interrogative parziali, con cui si chiede informazione su un elemento in
particolare;
una distinzione che percorre trasversalmente le tre varianti poi quella fra interrogative reali (in cui linterrogante veramente nellincertezza)
e interrogative retoriche (in cui invece insinua gi il tipo di risposta che
prevede~teme~spera di ricevere).

La tabella che segue illustra il modo in cui sono introdotti in greco i


vari tipi di interrogativa (peraltro con oscillazioni):
Reali

Retoriche
(risp. affermativa)

Retoriche
(risp. negativa)

Generali

ra ~ 50 [dirette]
e (~ ra) [indirette]

o[ ~ okoun51
~ ra o[ ~ o[

m} ~ mn [da m| o{n]
~ ra m} ~ m}

Doppie

pteron [~ -a] ... ...52


[indir. anche e(te) ... (ete) ...]

Parziali

53

sono introdotte da un pronome~avverbio interrogativo (v. 16.4)


[del tipo tw le interr. dirette; del tipo tw oppure stiw quelle indirette]

e nella commedia (e quindi fino a prova contraria tale da dover essere considerato non
estraneo al linguaggio comune). Anche in italiano, del resto: Non guardare! Non guardare! che cosa...?
49
In greco na s, o[~o[x no. Ma naturalmente, come in tutte le lingue, possibile
rispondere in molti altri modi, p.es. con formule di affermazione o negazione pi marcate
ed esplicite: p.es. pnu~mlista senzaltro, assolutamente (s), o[damw~kista niente
affatto, assolutamente no, e cos via.
50
Da non confondere con altre particelle simili, risp. ra (formula di transizione dunque, quindi) e (particella disgiuntiva oppure e di comparazione [piuttosto] che).
51
Da non confondere con o[kon ebbene, dunque, certo. Si noti la funzione dellaccento nel differenziare le due forme: in okoun il baricentro fonico e semantico su o[k (di
cui -oun appendice enclitica) = dunque no; in o[kon il baricentro su o{n (a cui si salda
la proclitica o[k-) = dunque s.
52
Quando il secondo termine dellalternativa riassunto nella forma del nostro ... oppure no? il greco lo esprime con [l disgiuntivo] o oppure m} a seconda che linterrogazione appartenga al campo semantico constativo-enunciativo oppure dinamico-volitivo.
53
Naturalmente unintonazione retorica possibile anche nelle interrogative disgiuntive (la smettete di fare fracasso o devo chiamare la polizia?), come del resto pure in quelle
parziali (chi si crede di essere quello l?). Non se ne parla in dettaglio perch non segnalata
da espressioni particolari.

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258

OTTAVA UNIT

Ecco alcuni esempi, disposti in modo da mettere in evidenza


lincorporazione delle varie modalit espressive allinterno di una stessa cornice interrogativa;
la tendenziale conservazione della forma indipendente nelle interrogative
indirette.

Modalit

Interr. diretta

Dip. da tempo principale

volitiva55

proun t prssomen (~ prssoimen ~ \prssomen)

t prssomen;

porv t prssomen

che cosa stiamo


facendo?

mi chiedo che cosa stiamo facendo

ra bohy}sousin
=mn o smmaxoi;

porv e bohy}sousin
=mn o smmaxoi

proun e bohy}sousin (~
bohy}soien) =mn o smmaxoi

verranno in nostro
aiuto gli alleati?

mi chiedo se gli alleati


verranno in nostro aiuto

mi chiedevo se gli alleati sarebbero venuti in nostro aiuto

t n lgoi ` pat}r
sou;

porv t n lgoi `
pat}r sou

proun t n lgoi ` pat}r


sou

cosa direbbe tuo


padre?

mi chiedo cosa direbbe


tuo padre

mi chiedevo cosa direbbe ~


avrebbe detto54 tuo padre

pteron n fugon
meinan o =mteroi prgonoi;

porv pteron n fugon meinan o =mteroi prgonoi

proun pteron n fugon


meinan o =mteroi prgonoi

i nostri antenati
sarebbero fuggiti o
sarebbero rimasti al
loro posto?

mi chiedo se i nostri antenati sarebbero fuggiti o


sarebbero rimasti al loro
posto

reale

proiettiva

Dip. da tempo storico

mi chiedevo che cosa stavamo


(stessimo) facendo

mi chiedevo se i nostri antenati


sarebbero fuggiti o sarebbero rimasti al loro posto

tni \pitrphtai =
porv tni \pitrphtai
tn teixn fulak}; = tn teixn fulak}

proun tni \pitrphtai (~ \pitrpoito) = tn teixn fulak}

a chi deve ~ dovrebbe essere affidata la sorveglianza


delle mura?

mi chiedo a chi deve ~


dovrebbe essere affidata
la sorveglianza delle
mura

mi chiedevo a chi dovesse essere affidata la sorveglianza delle


mura56

fegvmen mnvmen;

porv pteron fegvmen mnvmen

proun pteron fegvmen (~


-oimen) mnvmen (~ -oimen)

(dobbiamo) fuggire
o restare?

mi chiedo se dobbiamo
fuggire o restare

mi chiedevo se dovevamo (dovessimo) fuggire o restare

54
Si noti, qui e in altri casi, la (inevitabile) sovrapposizione di valori diversi nel condizionale italiano, impiegato sia per riprodurre unidea di futuro ambientandola nel passato, sia
in senso potenziale. Anche in greco dobbiamo mettere in conto situazioni di ambiguit, che
comunque si risolvono quasi sempre in base al contesto.
55
Sulla natura dinamico-volitiva del congiuntivo dubitativo v. 26.4 con n. 38.
56
In questo esempio e nellultimo da notare la possibilit dellottativo obliquo, il cui
uso peraltro frenato dal fatto che cos si annulla la distinzione fra indicativo (dato di fatto)
e congiuntivo (dubitativo): proun tni \pitrpoito ... pu significare anche mi chiedevo a
chi era [di fatto, gi] affidata la sorveglianza delle mura (cfr. n. 11 p. 69).

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NUOVI ITINERARI

259

'

Indicazioni di metodo
Le interrogative sono un tipo di frase relativamente facile. Per affrontarle in
modo efficace, occorre per liberarsi dai condizionamenti di una formazione linguistica sviluppata essenzialmente sul (e in funzione del) latino, che non aiuta a valorizzare positivamente la semplicit e linearit espressiva del greco, perch p.es.
porta a drammatizzare il problema della distinzione fra interrogative reali
e retoriche (laddove il greco, come in tanti altri aspetti, affida molto della
comprensione al contesto);
porta inconsciamente a pensare che le interrogative indirette non possano
essere identiche a quelle dirette.
Questultimo aspetto spiega la difficolt che si pu incontrare con espressioni del tipo porv t prjvmen mi chiedo cosa dobbiamo fare: incertezze di
carattere morfologico (prjvmen interpretato come futuro, anzich come cong.
aoristo), scarsa familiarit con luso dei modi indipendenti e infine, appunto, linflusso delle regole apprese per il latino possono portare a non riconoscere questa forma di congiuntivo dubitativo (t prjvmen; cosa dobbiamo fare?), alla
quale il greco diversamente dal latino (cfr. lambiguo nescio quid agamus) sa
conservare una fisionomia inconfondibile anche nella variante indiretta.

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260

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OTTAVA UNIT

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261

NUOVI ITINERARI

NONA UNIT

CAPITOLO 28
Morfologia nominale (VIII):
Nominali della 3 decl. da radice in j e in
I numerali
CAPITOLO 29
Morfologia verbale (IX):
Verbi della coniugazione in -mi
CAPITOLO 30
Morfologia verbale (X):
Perfetto medio-passivo
Aggettivi verbali
Futuro II
CAPITOLO 31
Fenomeni vari di economia sintattica e contestuale

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262

NONA UNIT

Obiettivi:
completamento dello studio della morfologia nominale
completamento dello studio della morfologia verbale
esame di alcuni fenomeni espressivi ricchi di implicazioni sintattiche e pragmatico-contestuali: le frasi relative, i meccanismi di
strutturazione simmetrica del discorso, luso delle negazioni, il discorso indiretto

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263

NUOVI ITINERARI

Nona Unit

Capitolo 28
Morfologia nominale (VIII): Nominali della 3
declinazione da radice in -j e in - I numerali
28.1. Nominali della 3 decl. da radice in -j- e in -Unultima sottoclasse della 3 decl. quella dei nominali formati da
radice che termina in vocale semiconsonantica /i/ (-j) ~ /u/ (-), con i
fenomeni prevedibili in casi del genere (cfr. p. 7-8): caduta del fonema
oppure sua realizzazione in forma vocalica (risp. in -i e in -u).
Illustreremo anzitutto le parole in cui lintera declinazione presenta
solo luno o laltro di questi due esiti, per passare poi a quelle in cui il fonema ha esiti diversi a seconda dei casi (cade quando preceduto e seguito
da vocale, si vocalizza quando seguito da consonante)1.
In entrambe le varianti si determina comunque un accumulo di fonemi
vocalici: e ci fa s che le forme dellACC rispecchino pi da vicino le originarie desinenze di questo caso (-n per il sing., -nw per il plur.)2, senza la vocalizzazione della nasale (-n > -a, -n s> -aw) che si avuta nelle altre classi di
nominali di 3 decl., in contesti fonetici a prevalente densit consonantica.
Esito uniforme (sempre caduta o sempre vocalizzazione)
Caduta
persuasione
peiyQ
peiyoj
peiyoj-ow peiyow
peiyoj-i peiyo
peiyoj-a peiyQ
peiyoj- peiyo

eroe
=rv-w rvw
=rv-ow rvow
=rv-i
rv
=rv-a rva
=rv-w rvw

Vocalizzazione
N
G
D
A
V

pecora
j-w
ow
j-ow ow

j-i

j-n
j-w

o
on
ow

pesce
xy-w
xyuvw
xy-ow xyow
xy-i
xy
xy-n xyuvn
xy
xy

1
Nelle tabelle che seguono, il corsivo indica le forme ambigue, il grassetto le varianti
che si sono affermate nel greco standard.
2
NellACC plur. si avuta per caduta della nasale e allungamento di compenso (p.es.
xyu-nw > xyuw > xyw; bo-nw > bow > bow; polej-nw > polew > pleiw; phxe-nw > phxew >

Francesco Michelazzo, Nuovi itinerari alla scoperta del greco antico. Le strutture fondamentali della lingua
greca : fonetica, morfologia, sintassi, semantica, pragmatica,
ISBN: 978-88-8453-513-6 (print) ISBN: 978-88-8453-513-9 (online), Firenze University Press, 2006.

264

NONA UNIT

=rv-e
rve
=rv-oin =rQoin

=rv-ew
=rv-vn
=rv-si
=rv-aw

rvew
=rQvn
rvsi
rvaw

NAV
GD
NV
G
D
A

j-e
oe
j-oin oon

j-ew
j-vn
j-si
j-nw

oew
on
os
ow

xy-e
xye
xy-oin xyoin

xy-ew
xy-vn
xy-si
xy-nw

xyew
xyvn
xysi
xyu' w

Osservazioni
1. I pochi nominali del tipo di peiyQ (attestati solo al singolare) presentano al
NOM lallungamento di tipo apofonico. AllACC (dove ci aspetteremmo il circonflesso a
seguito di contrazione) laccentazione ossitona si spiega probabilmente per analogia
del NOM. Al VOC si ha lunico caso di vocalizzazione di j, che per il resto caduto.
2. ow pecora deriva da jw (cfr. lat. ovis). Il digamma poi caduto, ma la sua
originaria presenza ha creato il contesto consonantico per la vocalizzazione di j3.
3. La questione della quantit di -u in xyw complicata dal fatto che questa
parola ricorre nei manoscritti con grafie diverse. Fino a prova contraria si dovr
pensare comunque che fosse breve, fatta eccezione per il NOM sing. (che ha il consueto allungamento apofonico) e per lACC plur. (dove la caduta della nasale nella
desinenza -nw provoca allungamento di compenso). Solo in questultimo caso
motivato laccento circonflesso (quindi: NOM sing. xyuvw, ACC plur. xyu' w ).

Esiti diversi (talvolta caduta, talvolta vocalizzazione)


bue
bo-w bow
bo-ow bow
bo-i bo
bo-n bon
bo
bo
bo-e be
bo-oin boon
bo-ew bew
bo-vn bon
bo-si bous
bo-nw bow

vecchia
sacerdote
gra-w
graw
N
erh-w
erew
gra-ow graw
G
erh-ow
erow erow ervw
gra-i
gra
D
erh-i
er ere
gra-n
gran
A
erh-n
era era era
gra
gra
V
erh
ere
gra-e
gre
NAV erh-e
ere
ere
gra-oin graon
GD erh-oin er}oin eroin
gra-ew grew
NV erh-ew
erew erew erew (-w)
gra-vn gran
G
erh-vn er}vn ervn
gra-si graus D
erh-si
eresi
gra-nw graw
A
erh-nw
eraw eraw eraw (-ew)

Osservazioni
1. In questo gruppo il NOM sing. ha desinenza -w, il VOC coincide col tema puro.
2. I nomi in -ew derivano da radici in -h-. Le forme con -h- (attestate soprattutto in poesia) sono andate soggette per un verso ad abbreviamento, per altro verso
soprattutto in attico (e da qui nel greco standard, forme evidenziate in grassetto) a
p}xeiw; ecc.), quasi sempre col risultato di forme di fatto identiche a quelle, pur etimologicamente
diverse, del NOM. Per molte parole attestata comunque anche la desinenza consueta in -aw.
3
Il fatto che la caduta del digamma sia stato lultimo stadio di questo processo sembra confermato anche dallesistenza di una serie parallela di forme in cui o e i si mantengono separati,
senza dar luogo a dittongo: w, ow, n, ew, vn, iw (ACC plur., rispetto a iw NOM sing.).

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265

NUOVI ITINERARI

metatesi quantitativa, cio a scambio di quantit fra vocali (cfr. la declinazione attica,
5.1): p.es. ACC sing. era > era (rispetto al semplice abbreviamento era) .
3. Il nome nave attestato in molte forme diverse: (a) quelle derivate dalla
radice na-; (b) quelle derivate dalla radice nella variante ionica nh-; (c) diverse forme di questultima serie si presentano anche variate con abbreviamento di
-h- in -e- (in attico, il GEN sing. con metatesi quantitativa). Quello che si affermato
nel greco standard uno schema di declinazione misto (forme in grassetto):
(a) naw: naw~na~nan~na
(b) nhw: nhw~nh~na~nh
(c)
new (neQw)~na

ne~naon
ne~nhon
~neon

new~nan~naus~naw
new~nhn~nhus~naw
new~nen~nessi~naw

Radici con apofonia


Le oscillazioni nel trattamento del fonema semiconsonantico sono particolarmente evidenti nei nominali formati da radici con apofonia qualitativa
(alternanza fra grado medio -ej- ~ -e- e grado zero -j- ~ --). Quelle in -ej-/
-j- hanno dato vita a due serie di forme parallele, attestate per quasi tutti i casi
della declinazione, il nome pliw citt addirittura a tre serie di forme.
indovino

mant-ej-

citt

mant-j-

pol-hj-

mnt-iw
mnt-iow
mnt-i
mnt-in
mnti

mnt-evw
mnt-ei

N
G
D
A
V
NAV
GD

mnt-ei
mant-oin

mnt-iew
mant-vn
mnt-isi
mnt-i w (-iaw)

mnt-eiw
mnt-evn
mnt-esi
mnt-eiw
gomito

NV
G
D
A

pl-how
pl-h
pl-ha

pl-evw
pl-ei

pol-j-

pl-iw
pl-iow
pl-i
pl-in
pli

pl-ei
pol-oin

pl-hew
pol-}vn
pl-haw

pl-eiw
pl-evn
pl-esi
pl-eiw

citt

pl-iew
pol-vn
pl-isi
pl-iw (-iaw)
dolce

phx-w
phxe-ow
phxe-i
phx-n
phx

pxuw
p}xevw
p}xei
pxun
pxu

st
ste-ow
ste-i
st
st

stu
stevw
stei
stu
stu

phxe-e
phxe-oin

p}xee (-ei)
phxoin

ste-e
ste-oin

stee (-ei)
stoin

phxe-ew
phxe-vn
phxe-si
phxe-nw

p}xeiw
p}xevn
p}xesi
p}xeiw

ste-a
ste-vn
ste-si
ste-a

stea (-h)
stevn
stesi
stea (-h)

Michelazzofine.indd Sec1:279

pol-ej-

N
G
D
A
V

=dw
=dow
=de
=dn
=dw

=dea
=deaw
=de
=dean
=dea

=d
=dow
=de
=d
=d

NAV
GD

=de
=doin

=dea
=deain

=de
=doin

NV
G
D
A
Avverbio

=dew
=dvn
=dsi
=dew

=deai
=dein
=deaiw
=deaw
=dvw

=da
=dvn
=dsi
=da

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266

NONA UNIT

Osservazioni
1. La situazione pi problematica in questo gruppo quella del GEN sing.:
mentre infatti negli aggettivi in -w~-ea~- si ha sempre la forma regolare -ow4,
nei nomi (sia in -j- che in --) lattico e, di conseguenza, il greco standard
presenta un esito -evw che presuppone metatesi quantitativa da -how con conservazione delloriginario accento proparossitono nonostante la quantit lunga
della sillaba finale (da qui anche lidentica accentazione del GEN plur. -evn, spiegabile per analogia del sing.). Questo processo per foneticamente motivato
solo nel caso di pliw, lunica parola la cui radice presenti anche una variante
con vocale lunga (-hj-)5.
2. Nel DAT plur. da notare la caduta della semiconsonante, pur seguita da consonante, senza lasciare traccia (plesi, stesi, =dsi ecc.).

28.2. I numerali
A conclusione della morfologia nominale presentiamo ora gli aspetti
pi importanti del sistema numerale greco6:
numeri cardinali, di cui i primi quattro declinati secondo varie sottoclassi
della 3 decl., quelli da 200 in poi secondo il modello degli aggettivi della 1
classe (1 e 2 decl.), tutti gli altri indeclinabili;
numeri ordinali, declinati tutti come aggettivi di 1 classe;
avverbi numerali, caratterizzati dal suffisso -kiw.

4
Tale comportamento pu essere spiegato considerando che negli aggettivi la forma in
-vw coinciderebbe e si confonderebbe con quella dellavverbio.
5
difficile immaginare come una sola parola possa aver avuto leffetto di influenzare
per analogia il comportamento di unintera classe morfologica (tuttal pi questo pu valere
per stu, parzialmente sinonimo di pliw). Decisiva sar stata piuttosto la spinta alluniformit con la declinazione attica.
6
Come in altre lingue (italiano compreso: p.es. biennio~triennio~quinquennio~..., terzina~
quartina~cinquina~decina~..., triade~decade~..., duplicare~triplicare~centuplicare~..., ecc.),
vi sono naturalmente diverse classi di parole legate ai numerali, fra cui p.es.
la serie di nomi collettivi in -w -dow (declinati secondo il modello dei nominali della
3 con tema in dentale), a partire da nw unit, duw diade, coppia, triw triade, bdomw gruppo di sette (giorni, anni) > settimana, dekw decina, xiliw
migliaio, millennio, muriw gruppo di diecimila > moltitudine infinita (con lo
stesso slittamento semantico osservabile fra mrioi diecimila e muroi innumerevoli), ecc.;
la serie di aggettivi multipli in -plow (da -plow)~plsiow: diplow~diplsiow duplice, triplow~triplsiow triplice, ecc.;
la serie di aggettivi in -thw (declinati secondo il modello dei nominali della 3 con
tema in sigma): dithw biennale, trithw triennale, dekthw decennale, ecc.;
la serie di aggettivi in -}rhw indicanti il tipo di nave (cfr. n. 1 p. 227): di}rhw (naw) (nave)
a due file di rematori, bireme, tri}rhw trireme, tetr}rhw quadrireme, ecc.;
la serie di aggettivi in -gvnow indicanti il numero di angoli di un poligono: trgvnow
triangolare, tetrgvnow quadrangolare, pentgvnow pentagonale, ecc.

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267

NUOVI ITINERARI

Il sistema numerale greco


n. cardinali
1
2
3
4
5
6

a
b
g
d
e

7 z
8 h
9 y

n. ordinali

avverbi num.

e<w, ma, n uno


do due ecc.
trew, tra
tssarew, -a
pnte
j
pt
ktQ
\nna

prtow, -h, -on primo


deterow secondo ecc.
trtow
ttartow
pmptow
ktow
bdomow
gdoow
natow

paj una volta


dw due volte ecc.
trw
tetrkiw
pentkiw
jkiw
ptkiw
ktkiw
\nkiw

10
11
12
13
14
15
16
17
18
19

i
ia
ib
ig
id
ie
i
iz
ih
iy

dka
ndeka
dQdeka
trew ka deka
tssarew ka dka
pentekadeka
kkadeka
ptakadeka
ktvkadeka
\nneakadeka

dkatow
ndkatow
dvdkatow
trtow ka dkatow
ttartow ka dkatow
pmptow ka dkatow
ktow ka dkatow
bdomow ka dkatow
gdoow ka dkatow
natow ka dkatow

dekkiw
ndekkiw
dvdekkiw
triskaidekkiw
tetrakaidekkiw
pentekaidekkiw
kkaidekkiw
ptakaidekkiw
ktvkaidekkiw
\nneakaidekkiw

20
21
30
40
50
60
70
80
90

k
ka
l
m
n
j
o
p

ekosi
e<w ka ekosi
trikonta
tessarkonta
pent}konta
j}konta
bdom}konta
gdo}konta
\nen}konta

ekostw, -}, -n
prtow ka ekostw
triakostw
tessarakostw
penthkostw
jhkostw
bdomhkostw
gdohkostw
\nenhkostw

ekoskiw
ekoskiw paj
triakontkiw
tessarakontkiw
penthkontkiw
jhkontkiw
bdomhkontkiw
gdohkontkiw
\nenhkontkiw

100
200
300
400
500
600
700
800
900

r
s
t
u
f
x
c
v

katn
diaksioi, -ai, -a
triaksioi
tetraksioi
pentaksioi
jaksioi
ptaksioi
ktaksioi
\naksioi

katostw
diakosiostw
triakosiostw
tetrakosiostw
pentakosiostw
jakosiostw
ptakosiostw
ktakosiostw
\nakosiostw

katontkiw
diakosikiw
triakosikiw
tetrakosikiw
pentakosikiw
jakosikiw
ptakosikiw
ktakosikiw
\nakosikiw

1000
2000
3000
4000
5000
6000
7000
8000
9000

a
b
g
d
e

z
h
y

xlioi, -ai, -a
disxlioi
trisxlioi
tetrakisxlioi
pentakisxlioi
jakisxlioi
ptakisxlioi
ktakisxlioi
\nakisxlioi

xiliostw
disxiliostw
trisxiliostw
tetrakisxiliostw
pentakisxiliostw
jakisxiliostw
ptakisxiliostw
ktakisxiliostw
\nakisxiliostw

xilikiw
disxilikiw
trisxilikiw
tetrakisxilikiw
pentakisxilikiw
jakisxilikiw
ptakisxilikiw
ktakisxilikiw
\nakisxilikiw

mrioi, -ai, -a
dismrioi

muriostw
dismuriostw

murikiw
dismurikiw

10000 i
20000 k

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268

NONA UNIT

Declinazione dei primi quattro numeri cardinali


uno
m.

f.

e<w
nw
n
na

ma
miw
mi
man

due
n.

m.-f.-n.

n
nw
n
n

do
duon
duon
do

tre
m.-f.
N
G
D
A

quattro
n.

trew tra
trin
tris
trew tra

m.-f.

n.

tssarew tssara
tessrvn
tssarsi
tssaraw tssara

Osservazioni
1. Il sistema numerale presenta, in gran parte, una scansione decimale (sia
pure sui generis): nelle decine ricorrente la forma -konta, nelle centinaia la forma
ksioi, nelle migliaia la forma -xlioi, nelle decine di migliaia la forma -mrioi.
2. Questa scansione stata riprodotta anche nel sistema di sigle. Le ventiquattro
lettere dellalfabeto sono state integrate con laggiunta di tre segni7, in modo da dar luogo a tre sequenze di nove (unit 1-9, decine 10-90, centinaia 100-900) nelle quali a ciascuna lettera viene apposto un apice alto (a); le stesse lettere, stavolta precedute da un
apice basso (a), si ripetono per le tre successive sequenze di nove (migliaia 1.000-9.000,
decine di migliaia 10.000-90.000, centinaia di migliaia 100.000-900.000).
3. Nei numeri composti, le varie cifre sono di solito separate da ka (p.es. per
37 pt [7] ka trikonta [30]). I numeri terminanti con 8 o 9 si trovano espressi
anche sotto forma di perifrasi col participio di dv mancare (analogamente al lat.
undeviginti, duodeviginti): p.es. pent}konta duon dontew 48 (lett. 50 mancanti
di due); nw donti triakost! tei nellanno 29 (lett. 30 mancante di uno).
4. Fra i nomi dei primi quattro numeri, e<w segue la declinazione dei nominali
con tema in nasale (v. 16.1), trew quella dei nominali in -ej-/-j- (v. 28.1), tssarew
(attico tttarew) quelli dei nominali in -r- (v. 19.2).

Espressioni particolari
tranne rare eccezioni (come snduv a due a due [lat. bini], sntreiw a tre
a tre [lat. terni]), il greco esprime la nozione distributiva (a gruppi di ...)
attraverso nessi preposizionali con n~ew~kat + ACC: p.es.
Senofonte, Anabasi IV.6.4 \poreyhsan pt staymow n pnte parasggaw tw =mraw marciarono per 7 tappe al ritmo di 5 parasanghe al
giorno
per i numeri frazionari il greco ricorre a nessi con GEN partitivo dei nomi mrow
o mora (parte) e i numerali preceduti da articolo (v. p. 85): p.es.
7/10: tn dka mern t pt ~ tn dka t pt mrh lett.
(le) 7 delle 10 parti ~ (le) 7 parti delle 10
9/10: t \nna mrh ~ a \nna morai lett.
(le) 9 parti (espressione ellittica usata quando lo scarto fra parte e tutto
di 1).

7
Sono: il n. 6~6.000 (stgma), originariamente usato in alternativa a ; il n. 90~90.000
(kppa, occasionalmente usato in alternativa a k, e probabilmente corrispondente al fonema kw); il n. 900~900.000 (samp, occasionalmente usato per ss o tt).

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NUOVI ITINERARI

269

Capitolo 29
Morfologia verbale (IX):
Verbi della coniugazione in -mi
Abbiamo gi avuto modo di incontrare occasionalmente verbi che al
Presente~Imperfetto8 seguono la cosiddetta seconda coniugazione in -mi.
ora il momento di descrivere sistematicamente questo modello di flessione verbale, che per il suo carattere atematico (le desinenze si saldano al
tema verbale senza vocale tematica) presenta somiglianze con lAoristo 3.

29.1. Coniugazione in -mi (atematica)


Caratterizzata, come si detto, dallassenza di vocale tematica fra tema
e desinenza, interessa un gruppo complessivamente circoscritto di verbi,
che analogamente ai verbi in -v si possono suddividere in due gruppi:
verbi a presente radicale: se ne danno alcuni esempi9, ripetendo, per comodit
di consultazione, anche il paradigma di em essere e fhm dire gi descritto
insieme al Presente~Imperfetto della coniugazione in -v (p. 32, 63-64, 154);
verbi a presente affissale: ne fanno parte
verbi con raddoppiamento prefissale10;
verbi con ampliamento suffissale in -nu-11.

Il fenomeno dellapofonia quantitativa, osservato nellAor. passivo e


nellAor. 3, si presenta qui in forma diversa, con la generalizzazione della
variante a vocale breve e salvo casi particolari (per cui v. le Osservazioni)
limpiego di quella a vocale lunga nelle tre persone sing. att. dellIndicativo
e dellImperfetto.

8
La differenza fra coniugazione in -v e coniugazione in -mi non riguarda gli altri tempi,
che seguono logiche proprie, quasi mai prevedibili in base alla forma del presente (cfr. p. 173).
9
Rientrano in questo gruppo alcuni verbi coniugati come dnamai: gamai ammirare, ramai amare, krmamai essere appeso, pendere (una sorta di passivo di kremnnumi appendere: v. qui oltre n. 11), ecc. Per ragioni di impaginazione, la tabella dei
verbi radicali posta dopo quella dei verbi affissali (p. 272).
10
Rientrano in questo gruppo una serie di verbi coniugati come sthmi: nnhmi giovare (rad. nh/na), pmplhmi riempire (rad. plh/pla), pmprhmi bruciare (rad.
prh/pra), gli ultimi due con in pi un infisso nasale (pi-n-plh-mi, pi-n-prh-mi).
11
Rientrano in questo gruppo altri verbi coniugati come deknumi: gnumi spezzare
(rad. ag/ag), nnumi vestire (rad. es), zegnumi aggiogare (rad. zeug/zug), kremnnumi appendere (rad. kremas), megnumi mescolare (rad. meig/mig), (p)llumi mandare
in rovina, annientare (rad. ol), mnumi giurare (rad. om), p}gnumi conficcare, fissare,
consolidare (rad. phg/pag), ]}gnumi rompere (rad. rhg/rag), sbnnumi spengere (rad.
sbes), ecc.

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270

NONA UNIT

Verbi a presente in -mi affissale Attivo


porre mandare dare
incalzare
mostrare
Indicativo
t-yh-mi
-h-mi
d-dv-mi
1
-sth-mi
dek-nu-mi
t-yh-w
-h-w
d-dv-w
2
-sth-w
dek-nu-w
t-yh-si
-h-si
d-dv-si
3
-sth-si
dek-nu-si
t-ye-ton
t-ye-ton

-e-ton
-e-ton

d-do-ton
d-do-ton

-sta-ton
-sta-ton

dek-nu-ton
dek-nu-ton

t-ye-men
t-ye-te
ti-y-asi

-e-men
-e-te
--si

d-do-men
d-do-te
di-d-asi

-sta-men
-sta-te
-st-si

dek-nu-men
dek-nu-te
deik-n-asi

ti-y
ti-y_-w
ti-y_
ti-y-ton
ti-y-ton
ti-y-men
ti-y-te
ti-y-si

-
-_-w
-_
--ton
--ton
--men
--te
--si

Congiuntivo
di-d
1
di-d!-w
2
di-d!
3
di-d-ton
2
di-d-ton
3
di-d-men
1
di-d-te
2
di-d-si
3

-st
-st_-w
-st_
-st-ton
-st-ton
-st-men
-st-te
-st-si

deik-n-v
deik-n-+-w
deik-n-+
deik-n-h-ton
deik-n-h-ton
deik-n-v-men
deik-n-h-te
deik-n-v-si

ti-ye-h-n
ti-ye-h-w
ti-ye-h
ti-ye-ton
ti-ye-thn
ti-ye-men
ti-ye-te
ti-ye-en

-e-h-n
-e-h-w
-e-h
-e-ton
-e-thn
-e-men
-e-te
-e-en

Ottativo
di-do-h-n
1
di-do-h-w
2
di-do-h
3
di-do-ton
2
di-do-thn
3
di-do-men
1
di-do-te
2
di-do-en
3

-sta-h-n
-sta-h-w
-sta-h
-sta-ton
-sta-thn
-sta-men
-sta-te
-sta-en

deik-n-oi-mi
deik-n-oi-w
deik-n-oi
deik-n-oi-ton
deik-nu-o-thn
deik-n-oi-men
deik-n-oi-te
deik-n-oi-en

t-yei
ti-y-tv
t-ye-ton
ti-y-tvn
t-ye-te
ti-y-ntvn

-ei
--tv
-e-ton
--tvn
-e-te
--ntvn

Imperativo
d-dou
2
di-d-tv
3
d-do-ton
2
di-d-tvn
3
d-do-te
2
di-d-ntvn
3

-sth
-st-tv
-sta-ton
-st-tvn
-sta-te
-st-ntvn

dek-nu
deik-n-tv
dek-nu-ton
deik-n-tvn
dek-nu-te
deik-n-ntvn

ti-y-nai

--nai

Infinito
di-d-nai

-st-nai

deik-n-nai

ti-ye-w
ti-ye-sa
ti-y-n

-e-w
-e-sa
--n

Participio
di-do-w
m
di-do-sa
f
di-d-n
n

-sta-w
-st-sa
-st-n

deik-nu-w
deik-n-sa
deik-n-n

\-t-yh-n
\-t-yh-w
\-t-yh
\-t-ye-ton
\-ti-y-thn
\-t-ye-men
\-t-ye-te
\-t-ye-san

-ei-n
-ei-w
-ei
-e-ton
--thn
-e-men
-e-te
-e-san

Imperfetto
\-d-dou-n
1
\-d-dou-w
2
\-d-dou
3
\-d-do-ton
2
\-di-d-thn
3
\-d-do-men
1
\-d-do-te
2
\-d-do-san
3

-sth-n
-sth-w
-sth
-sta-ton
-st-thn
-sta-men
-sta-te
-sta-san

\-dek-nu-n
\-dek-nu-w
\-dek-nu
\-dek-nu-ton
\-deik-n-thn
\-dek-nu-men
\-dek-nu-te
\-dek-nu-san

Michelazzofine.indd Sec1:284

2
3
1
2
3

10-03-2007 14:13:09

271

NUOVI ITINERARI

porre

Verbi a presente in -mi affissale Medio-Passivo


mandare

dare

Indicativo
d-do-mai
1
d-do-sai
2
d-do-tai
3

incalzare

mostrare

-sta-mai
-sta-sai
-sta-tai
-sta-syon
-sta-syon
-st-meya
-sta-sye
-sta-ntai

dek-nu-mai
dek-nu-sai
dek-nu-tai
dek-nu-syon
dek-nu-syon
deik-n-meya
dek-nu-sye
dek-nu-ntai

t-ye-mai
t-ye-sai
t-ye-tai
t-ye-syon
t-ye-syon
ti-y-meya
t-ye-sye
t-ye-ntai

-e-mai
-e-sai
-e-tai
-e-syon
-e-syon
--meya
-e-sye
-e-ntai

ti-y-mai
ti-y_
ti-y-tai
ti-y-syon
ti-y-syon
ti-y-meya
ti-y-sye
ti-y-ntai

--mai
-_
--tai
--syon
--syon
--meya
--sye
--ntai

Congiuntivo
di-d-mai
1
di-d!
2
di-d-tai
3
di-d-syon
2
di-d-syon
3
di-dQ-meya
1
di-d-sye
2
di-d-ntai
3

-st-mai
-st_
-st-tai
-st-syon
-st-syon
-st-meya
-st-sye
-st-ntai

deik-n-v-mai
deik-n-+
deik-n-h-tai
deik-n-h-syon
deik-n-h-syon
deik-nu-Q-meya
deik-n-h-sye
deik-n-v-ntai

ti-ye-mhn
ti-ye-o
ti-ye-to
ti-ye-syon
ti-ye-syhn
ti-ye-meya
ti-ye-sye
ti-ye-nto

-e-mhn
-e-o
-e-to
-e-syon
-e-syhn
-e-meya
-e-sye
-e-nto

Ottativo
di-do-mhn
1
di-do-o
2
di-do-to
3
di-do-syon
2
di-do-syhn
3
di-do-meya
1
di-do-sye
2
di-do-nto
3

-sta-mhn
-sta-o
-sta-to
-sta-syon
-sta-syhn
-sta-meya
-sta-sye
-sta-nto

deik-nu-o-mhn
deik-n-oi-o
deik-n-oi-to
deik-n-oi-syon
deik-nu-o-syhn
deik-nu-o-meya
deik-n-oi-sye
deik-n-oi-nto

t-ye-so
ti-y-syv
t-ye-syon
ti-y-syvn
t-ye-sye
ti-y-syvn

-e-so
--syv
-e-syon
--syvn
-e-sye
--syvn

Imperativo
d-do-so
2
di-d-syv
3
d-do-syon
2
di-d-syvn
3
d-do-sye
2
di-d-syvn
3

-sta-so
-st-syv
-sta-syon
-st-syvn
-sta-sye
-st-syvn

dek-nu-so
deik-n-syv
dek-nu-syon
deik-n-syvn
dek-nu-sye
deik-n-syvn

t-ye-syai

-e-syai

Infinito
d-do-syai

-sta-syai

dek-nu-syai

ti-y-menow
ti-ye-mnh
ti-y-menon

--menow
-e-mnh
--menon

Participio
di-d-menow
m
di-do-mnh
f
di-d-menon
n

-st-menow
-sta-mnh
-st-menon

deik-n-menow
deik-nu-mnh
deik-n-menon

--mhn
-e-so
-e-to
-e-syon
--syhn
--meya
-e-sye
-e-nto

Imperfetto
\-di-d-mhn
1
\-d-do-so
2
\-d-do-to
3
\-d-do-syon
2
\-di-d-syhn
3
\-di-d-meya
1
\-d-do-sye
2
\-d-do-nto
3

-st-mhn
-sta-so
-sta-to
-sta-syon
-st-syhn
-st-meya
-sta-sye
-sta-nto

\-ti-y-mhn
\-t-ye-so
\-t-ye-to
\-t-ye-syon
\-ti-y-syhn
\-ti-y-meya
\-t-ye-sye
\-t-ye-nto

Michelazzofine.indd Sec1:285

d-do-syon
d-do-syon

di-d-meya
d-do-sye
d-do-ntai

2
3
1
2
3

\-deik-n-mhn
\-dek-nu-so
\-dek-nu-to
\-dek-nu-syon
\-deik-n-syhn
\-deik-n-meya
\-dek-nu-sye
\-dek-nu-nto

10-03-2007 14:13:11

272

NONA UNIT

essere andare

Verbi a presente in -mi radicale


dire
potere
sapere
Indicativo
fh-m
1
dna-mai
\psta-mai
f-w
2
dna-sai
\psta-sai
fh-s
3
dna-tai
\psta-tai

e-m
e
\s-t
\s-tn
\s-tn
\s-mn
\s-t
e-s

e-mi
e
e-si
-ton
-ton
-men
-te
-asi

-ton
-ton
-men
-te
-si

-v
-+w
-+
-h-ton
-h-ton
-v-men
-h-te
-vsi

f
f_w
f_
f-ton
f-ton
f-men
f-te
f-si

e-h-n
e-h-w
e-h
e-ton
e-thn
e-men
e-te
e-en

-oi-mi
-oi-w
-oi
-oi-ton
-o-thn
-oi-men
-oi-te
-oi-en

fa-h-n
fa-h-w
fa-h
fa-ton
fa-thn
fa-men
fa-te
fa-en

s-yi
s-tv
s-ton
s-tvn
s-te
s-tvn

-yi
-tv
-ton
-tvn
-te
--ntvn

f-yi
f-tv
f-ton
f-tvn
f-te
f-ntvn

e-nai

-nai

n
o{sa
n
(n)
s-ya
n
s-ton
s-thn
-men
-te
-san

Michelazzofine.indd Sec1:286

fa-tn
fa-tn

fa-mn
fa-t
fa-s

2
3
1
2
3

dna-syon
dna-syon

\psta-syon
\psta-syon

dun-meya
dna-sye
dna-ntai

\pist-meya
\psta-sye
\psta-ntai

Congiuntivo
1
dnv-mai
2
dn+
3
dnh-tai
2
3
1
2
3

dnh-syon
dnh-syon

dunQ-meya
dnh-sye
dnv-ntai

Ottativo
duna-mhn
dnai-o
dnai-to

1
2
3
2
3
1
2
3

dnai-syon
duna-syhn

duna-meya
dnai-sye
dnai-nto

Imperativo
2
dna-so
3
dun-syv

\pstv-mai
\pst+
\psth-tai
\psth-syon
\psth-syon
\pistQ-meya
\psth-sye
\pstv-ntai
\pista-mhn
\pstai-o
\pstai-to
\pstai-syon
\pista-syhn
\pista-meya
\pstai-sye
\pstai-nto

giacere
ke-mai
ke-sai
ke-tai
ke-syon
ke-syon
ke-meya
ke-sye
ke-ntai

kh-tai

kv-ntai

koi-to

koi-nto

dna-sye
dun-syvn

\psta-so
\pist-syv
\psta-syon
\pist-syvn
\psta-sye
\pist-syvn

ke-so
ke-syv
ke-syon
ke-syvn
ke-sye
ke-syvn

f-nai

Infinito
dna-syai

\psta-syai

ke-syai

-Qn
-osa
-n

f-w
f-sa
f-n

Participio
m
dun-menow
f
duna-mnh
n
dun-menon

\pist-menow
\pista-mnh
\pist-menon

ke-menow
kei-mnh
ke-menon

-a
-ei-sya
-ei
-ton
-thn
-men
-te
-san

-fh-n
-fh-sya
-fh
-fa-ton
\-f-thn
-fa-men
-fa-te
-fa-san

pist-mhn
psta-so
psta-to
psta-syon
pist-syhn
pist-meya
psta-sye
psta-nto

\-ke-mhn
-kei-so
-kei-to
-kei-syon
\-ke-syhn
\-ke-meya
-kei-sye
-kei-nto

2
3
2
3

dna-syon
dun-syvn

Imperfetto
1 \-dun-mhn
2 \-dna-so
3 \-dna-to
2
3

\-dna-syon
\-dun-syhn

1
2
3

\-dun-meya
\-dna-sye
\-dna-nto

10-03-2007 14:13:13

NUOVI ITINERARI

273

Osservazioni
1. Come sempre, il Congiuntivo segue la coniug. tematica (alla vocale finale della radice si sovrappongono le desinenze con incorporata la vocale tematica lunga
-h-/-v-12). NellOttativo si aggiunge, come sempre, la vocale caratteristica -i-13.
2. NellOttativo attivo sono attestate per il duale e il plurale anche le forme con
espansione in -h- del singolare: p.es. e-h-men, fa-h-men, tiye-h-men ecc.
3. La desinenza della 2 sing. dellImperativo att. in alcuni casi -yi (cfr. n. 6 p.
232); in altri -e (come nella coniug. tematica), con conseguenti fenomeni di contrazione (tye-e > tyei, e-e > ei, ddo-e > ddou, sta-e > sth, deknu- e > deknu) .
Come sempre, anche qui esistono forme alternative della 3 plur. (p.es. stvsan,
ftvsan, tiytvsan ecc.).
4. Il Participio attivo segue la declinazione dei nomi con tema in -nt- (v. cap. 11).
5. NellImperfetto di \pstamai (in origine verbo composto, ma evidentemente sentito ormai come forma unitaria) laumento si colloca allinizio anzich dopo
il preverbo \pi-.
6. Numerosi i casi di ambiguit (indicati in corsivo), legati prevalentemente
ad alcune situazioni:
vicinanza strutturale Indicativo~Imperativo;
nei verbi inizianti con i- (hmi e sthmi), vicinanza anche con lImperfetto
per la mancata visibilit dellaumento;
3 plur. Imp. att. = gen. plur. del Part. attivo;
da notare infine la somiglianza tra forme di em, di emi e di hmi, a causa
della esiguit fonica dei tre verbi (risp. rad. es ~ ei/i ~ j h/j e).

29.2. Aoristo di tyhmi, hmi, ddvmi (atematico)


Come si detto, il carattere atematico del Presente~Imperfetto non condiziona lo sviluppo del paradigma verbale; nellAoristo, Futuro e Perfetto i
verbi in -mi presentano la stessa variet di quelli della coniugazione in -v14.
Fanno eccezione i tre verbi tyhmi, hmi e ddvmi, che hanno una forma di
coniugazione atematico-radicale anche nellAoristo15.

12
In ddvmi il timbro -o- della radice prevale sul timbro -e-, con conseguente generalizzazione delle desinenze in -v-.
13
Nei verbi in -numi, la successione di due fonemi semiconsonantici -u- e -i- evitata
con limpiego della sequenza -oi- del presente in -v (risultato della combinazione di vocale
tematica e caratteristica modale -i-).
14
I verbi con radice uscente in vocale hanno di solito aoristo e futuro sigmatici (p.es. fhm
ha risp. fhsa e f}sv; sthmi risp. sthsa e st}sv; nnhmi risp. nhsa e n}sv; pmplhmi risp.
plhsa e pl}sv; pmprhmi risp. prhsa e pr}sv; ecc.). Quelli che al presente hanno la sola
forma mediale hanno spesso la forma dellaoristo passivo in -yhn come i cosiddetti deponenti
passivi della coniugazione tematica (p.es. dnamai ha aor. \dun}yhn e fut. dun}somai; \pstamai risp. pist}yhn e \pist}somai; gamai risp. gsyhn e gsomai; ramai risp. rsyhn e
\rasy}somai; ecc.). I verbi in -numi hanno comportamenti diversi a seconda della radice:
in gutturale (p.es. deknumi ha risp. deija e dejv; ]}gnumi risp. rrhja e ]}jv; ecc.), in
liquida~nasale (p.es. pllumi ha risp. pQlesa e pol; mnumi risp. mosa e momai;
ecc.), e cos via.
15
Non cos al Futuro, che regolarmente sigmatico (risp. y}-sv, -sv, dQ-sv).

Michelazzofine.indd Sec1:287

10-03-2007 14:13:16

274

NONA UNIT

Aoristo attivo
tyhmi

hmi

Aoristo medio
ddvmi

tyemai

emai

ddomai

e-mhn
e<-so
e<-to

\-d-mhn
-dou
-do-to

-yh-ka
-yh-ka-w
-yh-ke

-ka
-ka-w
-ke

Indicativo
-dv-ka
1
\-y-mhn
2
-you
-dv-ka-w
3
-ye-to
-dv-ke

-ye-ton
\-y-thn

e<-ton
e-thn

-do-ton
\-d-thn

2
3

-ye-syon
\-y-syhn

e<-syon
e-syhn

-do-syon
\-d-syhn

-ye-men
-ye-te
-ye-san

e<-men
e<-te
e<-san

-do-men
-do-te
-do-san

1
2
3

\-y-meya
-ye-sye
-ye-nto

e-meya
e<-sye
e<-nto

\-d-meya
-do-sye
-do-nto

Congiuntivo
1
y-mai
2
y_
3
y-tai

y
y_w
y_

@
"w
"

d
d!w
d!

y-ton
y-ton

-ton
-ton

d-ton
d-ton

2
3

y-men
y-te
y-si

@-men
-te
@-si

d-men
d-te
d-si

1
2
3

@-mai
"
-tai

d-mai
d!
d-tai

y-syon
y-syon

-syon
-syon

d-syon
d-syon

yQ-meya
y-sye
y-ntai

-meya
-sye
@-ntai

dQ-meya
d-sye
d-ntai

Ottativo
ye-h-n
ye-h-w
ye-h

e-h-n
e-h-w
e-h

do-h-n
do-h-w
do-h

1
2
3

ye-mhn
ye-o
ye-to

e-mhn
e<-o
e<-to

do-mhn
do-o
do-to

ye-ton
ye-thn

e<-ton
e-thn

do-ton
do-thn

2
3

ye-syon
ye-syhn

e<-syon
e-syhn

do-syon
do-syhn

ye-men
ye-te
ye-en

e<-men
e<-te
e<-en

do-men
do-te
do-en

1
2
3

ye-meya
ye-sye
ye-nto

e-meya
e<-sye
e<-nto

do-meya
do-sye
do-nto

y-w
y-tv

-w
-tv

d-w
d-tv

o
-syv

do
d-syv

y-ton
y-tvn

-ton
-tvn

d-ton
d-tvn

2
3

y-syon
y-syvn

-syon
-syvn

d-syon
d-syvn

y-te
y-ntvn

-te
-ntvn

d-te
d-ntvn

2
3

y-sye
y-syvn

-sye
-syvn

d-sye
d-syvn

ye-nai

e<-nai

do-nai

y-syai

-syai

d-syai

yew
yesa
yn

ew
e<sa
n

dow
dosa
dn

-menow
-mnh
-menon

d-menow
do-mnh
d-menon

Imperativo
2
yo
3
y-syv

Infinito

Michelazzofine.indd Sec1:288

Participio
m
y-menow
f
ye-mnh
n
y-menon

10-03-2007 14:13:17

275

NUOVI ITINERARI

Osservazioni
1. Come in tutte le forme di Aoristo, laumento caratteristico dei tempi storici interessa solo lIndicativo. Le tre pers. del sing. attivo presentano la variante
lunga della radice e il suffisso -ka- (da cui anche la definizione di aoristo cappatico). Nella 2 sing. medio la desinenza -so ora cade (\-ye-so > you; \-do-so
> dou), ora si mantiene (\--so > e<so16).
2. Come sempre, il Congiuntivo segue la coniug. tematica (alla vocale finale
della radice si sovrappongono le desinenze con incorporata la vocale tematica
lunga -h-/-v-17). NellOttativo si aggiunge, come sempre, la vocale caratteristica -i-.
3. NellOttativo attivo sono attestate per il duale e il plurale anche le
forme con espansione in -h- del singolare: p.es. [ye-h-n~ye-h-w~ye-h],
ye-h-ton~yei-}-thn, ye-h-men~ye-h-te~ye-h-san; ecc.
4. La 2 sing. dellImperativo presenta allattivo la desinenza -w, al medio la desinenza -so (con caduta del -s- intervocalico e contrazione). Come negli altri tempi, anche qui esistono forme alternative per la 3 plur. (ytvsan~tvsan~dtvsan
e ysyvsan~syvsan~dsyvsan).
5. Il Participio attivo segue la declinazione dei nomi con tema in -nt- (cfr.
cap. 11).
6. Quasi tutte le situazioni di ambiguit (indicate in corsivo) riguardano hmi
e sono legate allestrema esiguit fonica di questo verbo (p.es. " contemporaneamente Cong. att. 3 sing., Cong. medio 2 sing. e DAT sing. femm. del pronome
relativo e dellaggettivo possessivo di 3 pers.; lImper. medio 2 sing. o identico
al GEN sing. masch.~neutro del pronome relativo e dellaggettivo possessivo di 3
pers., nonch al GEN del pronome personale o~o<~; il Part. neutro n coincide
col neutro del numerale e<w~ma~n, e il masch. ew si distingue da e<w solo per
laccento). Per il resto, da notare la consueta coincidenza fra 3 plur. Imper. att.
e GEN plur. del Part. attivo.

Arcaicit della coniugazione in -mi (e suo progressivo indebolimento)


Quello atematico in -mi un modello di coniugazione arcaico, di fatto
limitato a pochi verbi e, con rare eccezioni, al Presente~Imperfetto. Col
tempo si sono prodotte per diversi verbi varianti tematiche, destinate
progressivamente a soppiantare quelle atematiche: p.es. gamai > gv,
ramai > \rv, deknumi > deiknv, zegnumi > zeugnv ecc.
Allopposto, sono attestate varianti dialettali atematiche di verbi tematici (specie con tema in vocale). Gli esempi pi significativi, documen i per gelv,
tati nei versi di Saffo e Alceo, si hanno in eolico: p.es. glam
flhm(m)i per filv, dokmvmi per dokimv~dokimzv, ecc.

In questo caso ha agito evidentemente da barriera il fonema semiconsonantico


-i- (a sua volta sviluppatosi per contrazione da e+e). Cos pure nellOttativo, ma con caduta
del -s-.
17
In ddvmi il timbro -o- della radice prevale sul timbro -e-, con conseguente generalizzazione delle desinenze in -v-.
16

Michelazzofine.indd Sec1:289

10-03-2007 14:13:19

276

NONA UNIT

Capitolo 30
Morfologia verbale (X):
Perfetto medio-passivo Aggettivi verbali
Futuro II

30.1. Perfetto medio-passivo Aggettivi verbali


Il Perfetto medio-passivo ha una formazione di tipo atematico: le desinenze si collegano direttamente alla radice, con gli esiti fonetici schematizzati nella seguente tabella:
radice
terminante ...

... in m-

esito fonetico davanti a desinenza iniziante ...


... in s... in sy... in t-

... in vocale

allungamento della vocale

... in dittongo

il dittongo rimane invariato

... in gutturale

> -gm-

> -j-

> -xy-

> -kt-

... in labiale

> -mm-

> -c-

> -fy-

> -pt-

... in dentale

> -sm-

> -s-

> -sy-

> -st-

... in -l

> -lm-

> -ls-

> -ly-

> -lt-

... in -r

> -rm-

> -rs-

> -ry-

> -rt-

... in -n

> -sm-18

> -ns-

> -ny-

> -nt-

Gli esiti fonetici dellultima colonna sono gli stessi che si hanno anche
negli aggettivi verbali di significato passivo (cfr. p. 206), aggettivi di 1
classe formati dalla radice
con laggiunta del suffisso -tw, a indicare il compimento di unazione, possibile (p.es.: da mimomai imitare, mimhtw = imitabile; da prssv fare,
prakt = cose fattibili) oppure gi avvenuto (mimhtw = che [stato] imitato; prakt = cose fatte)19;
con laggiunta del suffisso -tow, a indicare dovere, necessit (p.es. mimhtow =
che deve essere imitato; prakta = cose da farsi, cfr. lat. agenda).
Pi raramente lesito -mm-: p.es. da asxnv si ha sxummai; da jnv si ha sia jummai che jusmai.
19
In questa seconda accezione gli aggettivi in -tw equivalgono a participi passivi (appunto in questo senso impiegato in alcune lingue il suffisso -to: p.es. lat. ama-tus, it.
ama-to ecc.).
18

Michelazzofine.indd Sec1:290

10-03-2007 14:13:20

277

NUOVI ITINERARI

rad. in vocale

rad. in gutturale

rad. in labiale

rad. in dentale

lepv

peyv

timv

prssv

tetmh-mai
tetmh-sai
tetmh-tai

pprag-mai
pprajai
pprak-tai

tetmh-syon
tetmh-syon

pprax-yon
pprax-yon

2
3

lleif-yon
lleif-yon

ppei-syon
ppei-syon

tetim}-meya
tetmh-sye
tetmh-ntai

peprg-meya
pprax-ye
pepragmnoi es

1
2
3

lelem-meya
lleif-ye
leleimmnoi es

pepes-meya
ppei-sye
pepeismnoi es

Indicativo
1
lleim-mai
2
lleicai
3
lleip-tai

ppeis-mai
ppei-sai
ppeis-tai

Congiuntivo
s.
tetimhmnow~pepragmnow~leleimmnow~pepeismnow (-h, -on)
du. tetimhmnv~pepragmnv~leleimmnv~pepeismnv (-a, -v)
pl. tetimhmnoi~pepragmnoi~leleimmnoi~pepeismnoi (-ai, -a)

w
ton ton

men te si

Ottativo
s.
tetimhmnow~pepragmnow~leleimmnow~pepeismnow (-h, -on)
du. tetimhmnv~pepragmnv~leleimmnv~pepeismnv (-a, -v)
pl. tetimhmnoi~pepragmnoi~leleimmnoi~pepeismnoi (-ai, -a)

Imperativo
2
lleico
3
lelef-yv

ehn ehw eh
eton ethn

emen ete een

tetmh-so
tetim}-syv

pprajo
peprx-yv

ppei-so
pepe-syv

tetmh-syon
tetim}-syvn

pprax-yon
peprx-yvn

2
3

lleif-yon
lelef-yvn

ppei-syon
pepe-syvn

tetmh-sye
tetim}-syvn

pprax-ye
peprx-yvn

2
3

lleif-ye
lelef-yvn

ppei-sye
pepe-syvn

lelef-yai

pepe-syai

Infinito
tetim-syai

peprx-yai

tetimh-mnow
tetimh-mnh
tetimh-mnon

peprag-mnow
peprag-mnh
peprag-mnon

Participio
m
leleim-mnow
f
leleim-mnh
n
leleim-mnon

Piuccheperfetto
1 \-lelem-mhn
2 \-lleico
3 \-lleip-to

pepeis-mnow
pepeis-mnh
pepeis-mnon

\-tetim}-mhn
\-tetmh-so
\-tetmh-to

\-peprg-mhn
\-pprajo
\-pprak-to

\-tetmh-syon
\-tetim}-syhn

\-pprax-yon
\-peprx-yhn

2
3

\-lleif-yon
\-lelef-yhn

\-ppei-syon
\-pepe-syhn

\-tetim}-meya
\-tetmh-sye
\-tetmh-nto

\-peprg-meya
\-pprax-ye
pepragmnoi san

1
2
3

\-lelem-meya
\-lleif-ye
leleimmnoi san

\-pepes-meya
\-ppei-sye
pepeismnoi san

Aggettivi verbali
praktw,-},-n
leiptw,-},-n
praktow,-a,-on
leiptow,-a,-on

peistw,-},-n
peistow,-a,-on

timhtw,-},-n
timhtow,-a,-on

Michelazzofine.indd Sec1:291

\-pepes-mhn
\-ppei-so
\-ppeis-to

10-03-2007 14:13:21

278

NONA UNIT

rad. in nasale

rad. in liquida

shmanv
ses}mas-mai
ses}man-sai
ses}man-tai
ses}man-yon
ses}man-yon
seshms-meya
ses}man-ye
seshmasmnoi es

ggllv
1
2
3
2
3
1
2
3

Indicativo
ggel-mai
ggel-sai
ggel-tai
ggel-yon
ggel-yon

ggl-meya
ggel-ye
ggelmnoi es

sing.
duale
plur.

Congiuntivo
seshmasmnow~ggelmnow~\sparmnow (-h, -on)
seshmasmnv~ggelmnv~\sparmnv (-a, -v)
seshmasmnoi~ggelmnoi~\sparmnoi (-ai, -a)

sing.
duale
plur.

Ottativo
seshmasmnow~ggelmnow~\sparmnow (-h, -on)
seshmasmnv~ggelmnv~\sparmnv (-a, -v)
seshmasmnoi~ggelmnoi~\sparmnoi (-ai, -a)

ses}man-so
seshmn-yv
ses}man-yon
seshmn-yvn
ses}man-ye
seshmn-yvn

2
3
2
3
2
3

seshmn-yai

seshmas-mnow
seshmas-mnh
seshmas-mnon

m
f
n

\-seshms-mhn
\-ses}man-so
\-ses}man-to
\-ses}man-yon
\-seshmn-yhn
\-seshms-meya
\-ses}man-ye
seshmasmnoi san

1
2
3
2
3
1
2
3

shmantw,-},-n
shmantow,-a,-on

Michelazzofine.indd Sec1:292

Imperativo
ggel-so
ggl-yv

sperv
spar-mai
spar-sai
spar-tai
spar-yon
spar-yon
\spr-meya
spar-ye
\sparmnoi es

w
ton ton

men te si

ehn ehw eh
eton ethn

emen ete een

ggel-ye
ggl-yvn

spar-so
\spr-yv
spar-yon
\spr-yvn
spar-ye
\spr-yvn

Infinito
ggl-yai

\spr-yai

ggel-yon
ggl-yvn

Participio
ggel-mnow
ggel-mnh
ggel-mnon
Piuccheperfetto
ggl-mhn
ggel-so
ggel-to
ggel-yon
ggl-yhn

ggl-meya
ggel-ye
ggelmnoi san

Aggettivi verbali
ggeltw,-},-n
ggeltow,-a,-on

\spar-mnow
\spar-mnh
\spar-mnon

\spr-mhn
spar-so
spar-to
spar-yon
\spr-yhn
\spr-meya
spar-ye
\sparmnoi san

spartw,-},-n
spartow,-a,-on

10-03-2007 14:13:22

NUOVI ITINERARI

279

Osservazioni
La complessit fonetica di questa flessione interamente atematica ha ostacolato lo sviluppo del Perfetto medio-passivo in tutte le sue forme: due modi verbali (il
Congiuntivo e lOttativo) sono costruiti perifrasticamente, cos come a eccezione
dei verbi in vocale e in dittongo la 3 plur. dellIndicativo e del Piuccheperfetto.

Come si esprime la nozione di Agente


La trattazione del Perfetto (e Piuccheperfetto) medio-passivo e degli aggettivi verbali allinterno dello stesso capitolo suggerita non solo da analogie di carattere fonetico, ma anche dal fatto che in entrambi i casi il compl.
dAgente espresso di solito in dativo (anzich con p + GEN: cfr. 3.5):
perfetto passivo: p.es. Erodoto VI.123.2 w moi prteron ded}lvtai come
stato da me mostrato in precedenza
in un diffuso modulo espressivo con limperativo di 3 pers.: p.es. Lisia, Per linvalido 4 per mn o{n totvn tosat moi er}syv su questo argomento, basti
quel che ho detto (lett.: tutte queste [sole] cose siano state dette da me)
pi raramente col passivo di altri tempi verbali: p.es. Tucidide I.51.2 tow d
Kerkuraoiw ... o[x vrnto [imperfetto] [le navi ateniesi] non erano viste
dai Corciresi; Erodoto I.1 rga megla te ka yvmast, t mn %Ellhsi, t
d barbroisi podexynta [part. aor. passivo] gesta grandi e stupefacenti,
alcune compiute dai Greci, altre dai barbari
agg. in -tw: p.es. Senofonte, Memorabili I.5.5 \mo mn doke \leuyr~ ndr
e[ktn enai m| tuxen dolou toiotou a me sembra che da parte di un
uomo libero sia augurabile non avere uno schiavo di questo genere
agg. in -tow20: p.es. Demostene, Prima Olintiaca 17 fhm d| bohyhton enai
tow prgmasin mn io dico che da parte vostra doveroso portare il vostro
aiuto in questa situazione.

Costruzione personale e impersonale degli agg. in -tow


Come si gi osservato (v. n. 65 p. 190), diversamente da quanto avviene nel gerundivo latino, il greco usa indifferentemente sia la costruzione
personale (p.es. o \xyro gaphto esin i nemici devono essere amati)

20
Occasionalmente lAgente si trova espresso in accusativo: p.es. Platone, Gorgia 507d
tn boulmenon ... e[damona enai svfrosnhn mn divkton ka skhton chi vuol essere
felice deve ricercare ed esercitare la saggezza; Isocrate, Evagora 7 o[ m|n douleuton tow
non xontaw tow otv kakw fronosin le persone assennate non devono essere succubi di
chi ragiona in modo cos distorto. Questo uso, che di volta in volta pu essere giustificato
da circostanze particolari (nel primo caso, il fatto che ci troviamo allinterno di un discorso
indiretto con ACC + infinito, introdotto da un precedente dico [cfr. 31.5]; nel secondo,
lopportunit di evitare interferenze con la costruzione in DAT del verbo doulev), si spiega
considerando che la nozione di dovere suggerisce implicitamente un nesso del tipo de +
infinito (tanto che capita anche di incontrare le due costruzioni agg. in -tow e infinitiva
allinterno della stessa frase: Platone, Critone 51c poihton n kele+ = pliw ka = patrw,
peyein a[t|n " t dkaion pfuke bisogna fare ci che ordina la citt e la patria, oppure
cercare di convincerla da che parte sta il giusto).

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280

NONA UNIT

che quella impersonale al neutro -ton21 (gaphton \st tow \xyrow bisogna amare i nemici). A questultima poi non ci sono alternative quando il
verbo ha costruzione indiretta (come in alcuni degli esempi sopra citati).

30.2. Futuro II (o Futuro perfetto)


Da quanto si detto in 15.1, 21.1 e 25.2 si ricava che come il Futuro
I (o Futuro tout court) proiezione temporale futura del Presente (leggo,
sto leggendo > legger, star leggendo), analogamente il Futuro II (o
Futuro perfetto) proiezione temporale futura del Perfetto (ho letto, ho
terminato di leggere > avr letto, avr terminato di leggere).
Questo legame ha un riflesso anche sul piano morfologico, dato che il
Futuro II risulta dallunione delle forme-base del Perfetto con le terminazioni del Futuro: p.es.
da ktomai (procurarsi)

pf. m. kkthmai
f. pf. m. kekth-somai > kekt}somai
pf. m.-p. ggrammai (da gegraf-mai)
f. pf. m.-p. gegraf-somai > gegrcomai

da grfv (scrivere)
da ynskv (morire) pf. tynhka
f. pf. a. teynhk-sv > teyn}jv

f. pf. m. teynhk-somai > teyn}jomai

A differenza del Futuro I, il Futuro II poco usato. Allattivo, fatta


eccezione per teyn}jv e per st}jv (dal pf. sthka di sthmi), la coniugazione solo perifrastica con le voci del verbo essere (invece di
*gegrcv~-eiw~-ei~... si ha gegrafWw somai~s+~setai~... sar~
sarai~sar~... in condizione di aver scritto = avr~avrai~avr~... scritto; e cos via); e anche al medio-passivo le rare forme effettivamente attestate non permettono di costruire un paradigma completo (quello presentato qui di seguito in gran parte frutto di ricostruzione teorica, su
base analogica e a fini didattici).
Futuro II attivo

Futuro II medio-passivo
Indicativo

gegrafQw, -ua

somai
s+
setai

gegrafte, -ua

sesyon
sesyon

1
2
3
2
3

tetim}-somai
tetim}-s+
tetim}-setai

peprj-omai
peprj-+
peprj-etai

tetim}-sesyon
tetim}-sesyon

peprj-esyon
peprj-esyon

21
Di solito al singolare, pi raramente al plurale -ta: p.es. Tucidide I.86.3 =mn d jmmaxoi gayo, ow o[ paradota tow &Ayhnaoiw \stn noi abbiamo dei buoni alleati, che non
si devono abbandonare alla merc degli Ateniesi.

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281

NUOVI ITINERARI

gegraftew, -uai

\smeya
sesye
sontai

gegrafQw, -ua

\somhn
soio
soito

gegrafte, -ua

soisyon
\sosyhn

gegraftew, -uai

\someya
soisye
sointo

1
2
3

tetimh-smeya
tetim}-sesye
tetim}-sontai

pepraj-meya
peprj-esye
peprj-ontai

Ottativo
1
2
3
2
3
1
2
3

tetimh-somhn
tetim}-soio
tetim}-soito

pepraj-omhn
peprj-oio
peprj-oito

tetim}-soisyon
tetimh-sosyhn

peprj-oisyon
pepraj-osyhn

tetimh-someya
tetim}-soisye
tetim}-sointo

pepraj-omeya
peprj-oisye
peprj-ointo

tetim}-sesyai

peprj-esyai

Infinito

gegrafta(-aw),-uan(-aw) sesyai

Participio

gegrafQw
gegrafua
gegrafw

\smenow m
\somnh
f
\smenon n

tetimh-smenow
tetimh-somnh
tetimh-smenon

pepraj-menow
pepraj-omnh
pepraj-menon

Capitolo 31
Fenomeni vari di economia sintattica
e contestuale
Fin dai primi capitoli abbiamo dedicato unattenzione particolare agli
aspetti legati allorganizzazione del testo. A completamento di questa riflessione esamineremo ora alcuni fenomeni linguistici, diversi ma tutti a vario
titolo rilevanti dal punto di vista sintattico e pragmatico-contestuale.

31.1. Aspetti sintattici e semantici delle frasi relative


Le relative presentano caratteristiche che ricordano la situazione di altre espressioni, come i dimostrativi (5.4-5), larticolo (cfr. 7.1), le preposizioni (14.1-2), i comparativi e superlativi (16.3) ecc.: hanno modificato la
propria natura nel corso del tempo e nonostante lapparente semplicit
svolgono importanti e complesse funzioni nelleconomia del discorso.

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282

NONA UNIT

Loriginaria natura dimostrativa


Non diversamente dallarticolo, anche il relativo e gli altri pronomi e
avverbi ad esso collegati (quelli di col. 2 nella tabella di p. 166-167) erano
originariamente dei dimostrativi22, impiegati in frasi accostate luna allaltra in forma paratattica23 (da qui anche la parziale sovrapposizione fra le
due classi di parole24, facilitata dal fatto che le forme vocaliche dellarticolo
`~=~o~a somigliano a quelle del relativo).
Nel greco standard di et storica tracce di questo uso si incontrano, oltre che in alcune espressioni isolate (w mn ... w d ... luno ... laltro ...,
`t mn ... `t d ... talvolta ... talaltra ... e simili25), in particolare nel cosiddetto nesso relativo, il fenomeno abbastanza comune bench meno
diffuso rispetto al latino per cui il relativo si trova, collocato in posizione
iniziale, allinterno di una frase indipendente (anzich, come di solito, in
una subordinata), e quindi ha valore dimostrativo~anaforico: p.es.
per aggiungere particolari utili alla comprensione di quanto precedentemente
affermato, come in Senofonte, Anabasi III.1.17 e \p basile genhsmeya, t
omeya pesesyai; w ... se cadremo nelle mani del re, cosa pensiamo che ci succeder? lui che ... [ha mostrato pi volte la sua ferocia contro gli avversari];

22
Si formano da una radice jo- [~ja-] (la stessa che alla base del dimostrativo latino
is~id), con caduta di j- e aspirazione della vocale iniziale.
23
P.es. Iliade 14.294 qw d& den, w min [forma epica per a[tn] rvw pukinw frnaw
mfeklucen come [Zeus] la vide [Era], cos amore avvolse il suo animo accorto. Una
situazione emblematica anche quella delle similitudini omeriche, alcune delle quali si protraggono tanto a lungo e addirittura con incisi e divagazioni interne che il come iniziale
resta sospeso per molti versi, prima di essere finalmente ripreso dal suo correlativo cos
(p.es. Iliade 11.548-57 come [qw] un fulvo leone dal recinto dei buoi tengono lontano i cani
e i cacciatori, che vegliando tutta la notte gli impediscono di prendere il grasso dei buoi; e
quello si lancia avido di carni, ma non vi riesce: un nugolo di dardi infatti gli si dirige contro dalle forti braccia, e fascine incendiate, di cui, pur cos voglioso, ha paura; e allalba se
ne torna indietro affranto nel cuore; cos [w] Aiace afflitto nellanimo si allontanava dai
Troiani, assai a malincuore): in questi casi sembra evidente lautonomia, sintattica oltre che
narrativa, della parte iniziale (tanto che potrebbe essere giustificato accentare anche il primo
w, in modo da evidenziarne la natura dimostrativa).
24
La concorrenza funzionale fra articolo e relativo evidente in un fenomeno espressivo particolare, ampiamente documentato in Omero ma ignoto al greco standard di et
storica (fatta eccezione per prosatori in dialetto ionico come Erodoto o Ippocrate): luso dellarticolo con valore di relativo (p.es. Iliade 1.36 &Apllvni nakti, tn komow tke LhtQ
al sire Apollo, che gener Latona dalla bella chioma; Erodoto I.1.1 toton tn xron tn
ka nn okousi quella regione che abitano ancora oggi; anche con prolessi del relativo,
p.es. Iliade 1.125 t mn polvn \jepryomen, t ddastai le cose che saccheggiammo dalle
citt conquistate, [quelle cose] sono state spartite; Erodoto I.5.4 t gr t plai megla
n, t poll a[tn smikr ggone [le citt] che in passato furono grandi, la maggior parte
di esse sono divenute piccole), che si spiega appunto pensando a uno stadio originario di
giustapposizione paratattica (... ad Apollo: lo gener Latona; queste cose saccheggiammo,
queste sono state spartite; ecc.).
25
Cfr. modi di dire italiani del tipo gli argomenti dellesame li ho studiati tutti, quale
pi, quale meno.

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NUOVI ITINERARI

283

per riprendere il filo del discorso dopo un inciso: p.es. in Erodoto VII.204 si dice
che i vari contingenti greci schierati alle Termopili erano sotto il comando del re
spartano Leonida; segue una digressione (sulla genealogia di Leonida e sulle vicende che lo avevano portato al potere a Sparta), al termine della quale (205.2)
leggiamo: w tte e \w Yermoplaw ... egli dunque and alle Termopili ...;
per tirare le conclusioni di un ragionamento, di unargomentazione ecc., come in
Tucidide II.43.4, dove allesaltazione dei caduti segue lesortazione ai presenti:
ow nn mew zhlQsantew ... m| periorsye tow polemikow kindnouw prendendo a esempio costoro [i caduti], voi ora ... non temete i pericoli della guerra;
per riassumere in forma parentetica, con un pronome di genere neutro ( ..., ...,
ecc.), il significato o le implicazioni di unaffermazione: p.es. Isocrate, Antidosi
233 Temistocle consigli ai nostri antenati di abbandonare la citt e convincerli a questo, chi ne sarebbe stato capace, se non un oratore assolutamente
straordinario...? [ tw n o<w t& \gneto pesai m| pol t! lg~ dienegkQn;]
e cos riusc ecc..

Funzione sintattica delle frasi relative


Per loro natura, le frasi relative svolgono funzione Attributiva26: attribuzione a un elemento della frase reggente (il cosiddetto antecedente) di
una certa caratteristica, che pu essere
una caratteristica distintiva, selettiva, necessaria allidentificazione (p.es.:
quelli che lavorano alle poste scioperano domani; mia sorella si laureata quando aveva 26 anni presso luniversit di Firenze; il paese dove c
la maggior concentrazione di beni artistici lItalia; ecc.);
una caratteristica non selettiva, non necessaria, dato che lelemento in questione gi identificato in partenza (p.es.: i miei genitori, che lavorano alle
poste, vanno in pensione lanno prossimo; mia sorella si laureata nel 1973,
quando aveva 26 anni, presso luniversit di Firenze; lItalia, dove c la
maggior concentrazione di beni artistici, potrebbe valorizzare meglio il
suo patrimonio; ecc.)27.

Sono le relative del primo tipo, che possiamo definire restrittive, a


presentare i fenomeni espressivi pi caratteristici (e anche le maggiori difficolt di interpretazione), mentre le altre, che si aggregano alla reggente
in forma pi libera (come nelloriginario stadio paratattico), non pongono
problemi particolari28.
26
In molte grammatiche vengono appunto definite aggettive (con indebita sovrapposizione tra forma e funzione: cfr. 9.1).
27
Questa distinzione, che ricorda per certi versi quella fra attanti e circostanti (cfr. 9.1),
pu trovare riscontro nella punteggiatura: le relative restrittive, necessarie e strettamente integrate con la frase reggente, si scrivono senza virgole, quelle libere invece fra virgole (o anche
fra lineette o parentesi, o al limite in nota). Questo comportamento grafico per oscillante, e
non pu quindi essere utilizzato come segnale sicuro ai fini dellanalisi dei testi.
28
Trattandosi di relative non integrate funzionalmente nella reggente, comprensibile
che possano ospitare al loro interno una grande variet di relazioni semantiche. Ci non
significa per che si debba teorizzare come fanno in genere le grammatiche una specifica

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NONA UNIT

Fenomeni caratteristici delle relative restrittive


Le relative restrittive sono fortemente integrate nelleconomia sintattica e semantica della frase reggente, in quanto necessarie allidentificazione di uno dei suoi componenti (lantecedente). Alla luce di questa integrazione si spiegano alcuni fenomeni di essenzialit espressiva29:
1. omissione dellantecedente (anche se di caso diverso rispetto al relativo)30:
forma-base
variante

martnousin otoi o toto lgousin


martnousin [] o toto lgousin
sbagliano quelli che dicono ci

forma-base
variante

yaumzv totouw o tow nmouw m| parabanousin


yaumzv [] o tow nmouw m| parabanousin
ammiro coloro i quali non trasgrediscono le leggi

categoria di relative di tipo avverbiale, equivalenti cio a subordinate appositive (di valore finale, consecutivo, causale ecc.: cfr. cap. 10). P.es. in Erodoto I.33 popmpetai, krta
djaw maya enai, w t parenta gay metew t|n teleut|n pantw xr}matow `rn \kleue
[Creso] congeda [Solone], pensando che fosse veramente sciocco, lui che trascurando i beni
presenti esortava a guardare la conclusione di ogni cosa non c motivo di tradurre perch
... esortava ecc., visto che il significato causale non formulato in modo esplicito ma semplicemente affidato al contesto. Sulla possibilit che le relazioni logico-semantiche, come
in questo caso quella di causalit, vengano espresse in forme sintattiche diverse (rimanendo
comunque decisivo il contesto) v. p. 140.
29
Ciascuno di tali fenomeni si incontra, a sua volta, anche combinato con quello della
prolessi, su cui v. al paragrafo seguente.
30
Antecedente nello stesso caso del relativo: Iliade 17.376-77 teronto d nhl xalk!
| ssoi ristoi san venivano straziati dal bronzo spietato quelli che erano i pi valorosi; 21.24 mla gr te katesyei n ke lb+sin [il delfino] divora [il pesce] che afferra;
Isocrate, Panatenaico 11 o[ per mikrn t|n proaresin poiomenow o[d per tn dvn sumbolavn o[d per @n lloi tinw lhrosin, ll ... preferendo occuparmi non di cose di
poco conto o di questioni private o di ci di cui blaterano certi altri, ma .... Antecedente
in caso diverso: Euripide, Alcesti 338 stugn mn m& tikten odiando [colei, ACC] che mi
ha generato; Tucidide II.41.4 o[dn prosdemenoi ote ^Om}rou \paintou ote stiw pesi
t a[tka trcei senza alcun bisogno di avere, a celebrarci, Omero o [qualcun altro, GEN]
che sia capace con i suoi versi di dilettare sul momento; Senofonte, Ciropedia V.4.21 jv
mw nya t prgma \gneto vi porter [l, avv. di moto a luogo \kese] dove avvenuto
il fatto.
A questo tipo di ellissi dellantecedente sono anche da ricondurre espressioni analoghe
al modulo latino sunt qui putent c chi pensa, est unde ci sono motivi per ecc., ma con
la differenza che in greco il verbo essere si presenta il pi delle volte cristallizzato nella forma della 3 sing. impersonale: stin o ... c chi ... (> alcuni ...), stin ow c chi (>
alcuni [come compl. oggetto]), stin te ci sono momenti in cui (> talvolta, in certe occasioni), stin o ci sono luoghi dove (> in certi luoghi), o[k stin pvw non c modo
di (> impossibile che), ecc. Da notare inoltre che dalla variante negativa o[dew \stin
stiw o[ ... non c nessuno che non ... (le due negazioni si annullano, v. n. 54) si sviluppato, per ellissi di \stin, il nesso o[dew stiw o[, sentito come espressione unitaria e quindi
declinato al pari di un normale pronome semplice: p.es. o[dew \stin tou [GEN] o[k \krthse
> o[denw tou o[k \krthse non c nessuno che egli non abbia soggiogato; o[dew \stin
t~ [DAT] o[ fyone > o[den t~ o[ fyone non c nessuno verso cui egli non provi invidia;
o[dew \stin ntina [ACC] o[k dkhse > o[dna ntina o[k dkhse non c nessuno che egli
non abbia danneggiato.

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285

NUOVI ITINERARI

2. antecedente collocato allinterno della relativa anzich della reggente31:


forma-base
variante

yaumasto esin o poltai o tow nmouw m| parabanousin


yaumasto esin o poltai tow nmouw m| parabanousin

sono ammirevoli i cittadini che non trasgrediscono le leggi


3. attrazione del relativo: accade spesso che il relativo sia posto anzich nel
caso richiesto dalla sua funzione sintattica nella frase di cui fa parte (di solito
lACC) nel caso dellantecedente (di solito GEN o DAT)32:
forma-base
variante
forma-base
variante
forma-base
variante

t mlei moi totvn s lgeiw;


t mlei moi [] @n s lgeiw; che mimporta di ci che dici?
domai totoiw s lgeiw
domai [] o<w s lgeiw mi rallegro di ci che dici
asxnomai \p tot~ epon
asxnomai \f& [] > epon mi vergogno di ci che ho detto

4. il fatto che le relative restrittive facciano corpo unico con la reggente (una
situazione per certi aspetti vicina a quella delle subordinate predicative: cfr.
cap. 18) spiega anche alcune somiglianze di comportamento con le interrogative indirette, in particolare la possibilit che frasi dipendenti da verbi come
sapere, mostrare, dire ecc. siano introdotte, anzich da un pronome~avverbio
interrogativo (del tipo tw o del tipo stiw), da un relativo33.

31.2. Funzione pragmatico-contestuale delle frasi relative


Mentre i fenomeni precedenti riguardano fondamentalmente il piano
sintattico (della struttura di frase), quelli illustrati in questo paragrafo riguardano la funzione che le relative svolgono sul piano pragmatico-contestuale (quello pi generale dellorganizzazione del discorso, della sua
economia logico-argomentativa).
31
P.es.: Iliade 1.566 m} n toi o[ xrasmvsin soi yeo es& \n &Olmp~ che non abbiano a
esserti di poco aiuto tutti gli di che [yeo | soi ...] sono nellOlimpo; Tucidide VI.30.1 taw sitagvgow `lksi ka tow plooiw ka sh llh paraskeu| junepeto prteron erhto \w Krkuran
jullgesyai alle navi che trasportavano le derrate, alle imbarcazioni e ad ogni altro mezzo che
accompagnava la spedizione [ps+ ll+ paraskeu_ | junepeto], era stato detto in precedenza di radunarsi a Corcira.
32
Il fenomeno, particolarmente frequente nel caso di omissione dellantecedente, piuttosto comune anche quando regolarmente espresso, come in questi esempi: Senofonte, Anabasi I.7.3 pvw o{n sesye ndrew jioi tw \leuyeraw w kkthsye [cercate] di essere degni della
libert che [n] avete conquistato; Elleniche IV.8.23 o d& a{ Lakedaimnioi ... \kleusan tn Teleutan sn taw dQdeka nausn a<w exen ... periplen prw tn *Ekdikon gli Spartani ordinarono
a Teleutias di dirigersi verso Ekdikos con le dodici navi che [w] aveva. Attrazione con inserimento dellantecedente allinterno della relativa (cfr. punto 2): p.es. Senofonte, Anabasi I.9.14
ow Qra \ylontaw kinduneein, totouw rxontaw \poei w katestrfeto xQraw quelli che vedeva pronti ad affrontare il pericolo, costoro li metteva a capo della regione che [n] conquistava.
33
Alcuni esempi particolarmente vistosi di questa oscillazione: Erodoto II.2.1-2 Camm}tixow ... ylhse ednai otinew genoato prtoi ... qw o[k \dnato punyanmenow pron
o[dna totou neuren o genoato prtoi nyrQpvn, \pitexntai toinde Psammetico volle
sapere quali fossero stati i primi [uomini] ... poich con le sue indagini non riusciva a trovare
alcuna soluzione su quali fossero stati i primi fra gli uomini, escogita un espediente di questo
genere; Tucidide I.137.2 frzei t! naukl}r~ stiw \st ka di& fegei [Temistocle] dice

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286

NONA UNIT

Prolessi del relativo


Fra le situazioni espressive per le quali si parla di prolessi (v. gi 18.3)
c quella in cui la relativa posta prima della reggente (ed eventualmente ripresa, nella reggente, con un pronome~avverbio dimostrativo in
funzione epanalettica): un meccanismo tutto sommato abbastanza semplice, comune anche nelle lingue moderne (p.es. ugualmente possibile
dire ammiro quelli che rispettano le leggi oppure quelli che rispettano le
leggi [li] ammiro anche se le due varianti non sono pragmaticamente
equivalenti, come vedremo pi avanti).
Le differenze stanno nel fatto che in greco (e in latino) non necessario che la relativa sia preceduta da un antecedente, neppure pronominale
(non possibile invece dire *che rispettano le leggi, quelli [li] ammiro34),
e nel fatto che alla disposizione prolettica possono sommarsi i fenomeni
di essenzialit espressiva esaminati in precedenza (com naturale che sia,
trattandosi di piani linguistici diversi):
1. prolessi con omissione dellantecedente (o con sola sua ripresa epanalettica
allinterno della reggente)35:
forma-base
variante

martnousin o toto lgousin


o toto lgousin [, otoi] martnousin
quelli che dicono ci sbagliano

forma-base
variante

yaumzv o tow nmouw m| parabanousin


o tow nmouw m| parabanousin [, totouw] yaumzv

coloro i quali non trasgrediscono le leggi, li ammiro


2. prolessi con inserimento dellantecedente allinterno della relativa36: p.es.
al comandante chi e per quali motivi sta fuggendo. Un fenomeno analogo quello delle
frasi esclamative: p.es. accanto a poon [tn myon] eipew coshai detto!? col pronome interrogativo ben attestata anche la variante o<on eipew col relativo.
34
Tranne, ovviamente, nel caso di chi (solo al singolare: chi dice questo, sbaglia), dove
pi direttamente si riproduce loriginario modulo latino qui hoc dicit, errat.
35
Antecedente nello stesso caso del relativo: Erodoto V.102.3 o d a[tn pfugon t|n
mxhn \skedsyhsan n tw pliw quelli di loro che scamparono dalla battaglia si dispersero
per le citt; Isocrate, Antidosi 223 tw n, par tw ato fsevw \pstatai, tata par& trou
manynein \pixeir}seien; le cose che conosce per natura propria, chi cercherebbe di apprenderle
da un altro?. Antecedente in caso diverso: Senofonte, Simposio 4.42 o<w gr mlista t parnta rke [otoi] kista tn llotrvn rgontai quelli che pi si accontentano di ci che hanno,
[costoro] meno desiderano le cose altrui; Platone, Gorgia 525.c o d& n t sxata dik}svsi ka
di t toiata dik}mata natoi gnvntai, \k totvn t paradegmata ggnetai, ka otoi o[kti
nnantai o[dn quelli che commettono le colpe pi estreme e a causa di questi misfatti divengono inguaribili, da costoro vengono gli esempi, e costoro non ne hanno pi alcun giovamento;
Demostene, Sul Chersoneso 23 o tosathn \jousan tow atisyai ka diabllein boulomnoiw
didntew, ste ka per @n fasi mllein a[tn poien, ka per totvn prokathgorontvn krosyai
quelli che lasciano mano libera agli accusatori e ai calunniatori a tal punto che, sulle cose che
uno avrebbe anche solo lintenzione di fare, anche su queste prestano ascolto alle loro accuse.
36
P.es.: Senofonte, Memorabili I.1.1 dike Svkrthw ow mn = pliw nomzei yeow o[
nomzvn Socrate commette reato non riconoscendo gli di in cui crede la citt; Platone, Protagora 318a stai soi ... " n =mr \mo suggn+, pinai okade beltoni gegonti ti capiter
... che, il giorno in cui vieni da me, torni a casa divenuto migliore; Sofocle, Edipo a Colono

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NUOVI ITINERARI

forma-base
variante

287

yaumasto esin o poltai tow nmouw m| parabanousin


o poltai tow nmouw m| parabanousin, yaumasto esin

i cittadini che non trasgrediscono le leggi, sono ammirevoli


3. prolessi con attrazione del relativo37:
forma-base
variante
forma-base
variante
forma-base
variante

t mlei moi @n s lgeiw;


@n s lgeiw, t mlei moi; di ci che dici, che me ne importa?
domai o<w s lgeiw
o<w s lgeiw, domai di ci che dici, me ne rallegro
asxnomai \f& > epon
\f& > epon, asxnomai di ci che ho detto, me ne vergogno

Implicazioni pragmatico-contestuali della prolessi del relativo


In 18.3 (v. p. 186) si visto quale pu essere la funzione di certe forme
di prolessi (nella fattispecie, quella del dimostrativo e quella del soggetto
della subordinata) nella dialettica Tema/Rema, cio agli effetti delleconomia informativa del discorso. In termini analoghi va valutata anche la
prolessi del relativo.
Diversamente da quanto si legge di solito nelle grammatiche (secondo cui si anticipa la subordinata relativa quando si vuol mettere in rilievo
la nozione che vi contenuta), la sua funzione sar piuttosto quella di
circoscrivere ci di cui si parla (Tema), cos da concentrare lattenzione
su ci che se ne dice (Rema) allinterno della reggente (come p.es. nel
passo sopra citato di Isocrate, Antidosi 223: ci che si conosce per natura
[Tema], non si cerca di apprenderlo dagli altri [Rema], con forte contrapposizione fra nozioni innate e nozioni acquisite dallesterno)38.

907-08 nn d& osper a[tw tow nmouw esly& xvn, | totoisi ko[k lloisin rmosy}setai
ora, le leggi che lui venuto a portare, in base a queste e non ad altre sar trattato.
Si possono comprendere in questa variante anche certi fenomeni cosiddetti di attrazione inversa, in cui non il pronome relativo a prendere il caso dellantecedente (come nella
forma pi comune di attrazione, definita attrazione diretta) ma, allopposto, lantecedente a
prendere il caso del relativo: p.es. Lisia, Sui beni di Aristofane 47 t|n o[san n katlipe t! e,
o[ pleonow ja \stn tettrvn ka dka talntvn il patrimonio [ci aspetteremmo il NOM =
o[sa] che [ACC n] ha lasciato al figlio non vale pi di 14 talenti ( sufficiente considerare lantecedente o[san come appartenente di fatto alla relativa per far rientrare questa espressione
nella tipologia consueta). Per altre considerazioni sullattrazione inversa v. n. 38.
37
P.es.: Isocrate, Panegirico 29 @n laben pasin metdvken di ci che [totvn ] ottenne,
[Atene] ne rese partecipi tutti; Demostene, Seconda Filippica 17 o<w gr o{sin metroiw xei,
totoiw pnta tll& sfalw kkthtai con i possedimenti che [] ha (e che sono vostri), con
questi si procurato tutto il resto senza rischiare; Senofonte, Ciropedia III.1.34 \gW d soi pisxnomai ..., ny& @n n \mo danes+w lla pleonow jia e[erget}sein io ti prometto ..., in cambio
di ci che [nt totvn ] mi presterai, ti render altri benefici di maggior valore.
38
Nel quadro della dialettica Tema/Rema pu trovare una spiegazione adeguata anche
il fenomeno dellattrazione inversa (sostanzialmente affine, come si detto, alla prolessi).
Il fatto che, diversamente dallaltra, questa forma di attrazione si verifichi praticamente solo
con il NOM o lACC un segnale interessante che laccosta a un certo uso prolettico di NOM o
ACC (appunto questi due casi) in situazioni in cui il seguito della frase richiederebbe un caso
diverso. Ecco alcuni esempi di questo tipo di anacoluto (lett. [espressione] non conse-

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31.3. Strutturazione simmetrica del discorso


Lo studio delle frasi relative ci pone di fronte a un fenomeno linguistico pi generale: la tendenza a strutturare il discorso in modo simmetrico,
in termini di analogia o di contrapposizione fra eventi, situazioni, persone,
concetti ecc.39 Ci pu avvenire sia in forma paratattica che ipotattica40:

guente, incongruente, dallaggettivo n-aklouyow): Iliade 14.370 spdew ssai ristai


\n strat! d mgistai | ssmenoi, ... omen gli scudi, i migliori e i pi grandi che ci sono
nellesercito, | indossando(li) [si richiederebbe lACC spdaw, che sarebbe stato possibile in
quanto metricamente equivalente ad spdew] ... andiamo; Iliade 10.416-17 fulakw d& w
ereai rvw | o tiw kekrimnh ]etai stratn o[d fulssei le guardie di cui mi chiedi, o
eroe, (di queste) [si richiederebbe un GEN partitivo fulakn, anche qui metricamente equivalente a fulakw] non ne stata designata nessuna che sorveglia e protegge lesercito;
Senofonte, Economico 1.14 o d floi, n tiw \psthtai a[tow xrsyai ste felesyai p&
a[tn, t f}somen a[tow enai; [si possono definire ricchezze le cose da cui deriva qualcosa di utile; il denaro, se uno non sa servirsene, meglio non averlo;] quanto agli amici,
se uno sa servirsene in modo da ricavarne un giovamento, questi [a[tow: richiederebbe la
concordanza in ACC] che cosa diremo che sono?; Senofonte, Ciropedia II.1.5 tow %Ellhnaw
tow \n t_ &As okontaw, o[dn pv safw lgetai e pontai quanto ai Greci che vivono
in Asia, non si dice chiaramente se si uniscono [si richiederebbe il NOM] alla spedizione;
Demostene, Sulla corona 69-70 &Amfpolin, Pdnan, Potedaian, ^Alnnhson: o[denw totvn
mmnhmai: Srrion d ka Dorskon ka t|n Pepar}you pryhsin ka s& ll& = pliw diketo,
o[d& e ggonen oda Amfipoli, Pidna, Potidea, Alonneso: di nessuna di queste [totvn: richiederebbe la concordanza in GEN] mi ricordo. Serrio, Dorisco, la devastazione di Pepareto,
tutte le altre offese patite dalla citt: non so neppure se sono avvenute [richiederebbe la
concordanza in NOM]. Spesso queste forme di NOM~ACC pendens (cio: sintatticamente
sospeso) si incontrano in presenza di un participio: p.es. Isocrate, Panegirico 107-08 xontew gr xQran mn qw prw t plyow tn politn \laxsthn, rx|n d megsthn, ka kekthmnoi
tri}reiw diplasaw mn smpantew ..., mvw o[dn totvn =mw \pren per tow xontaw t|n
nson \jamarten avendo [noi Ateniesi] una terra piccolissima in rapporto al numero degli
abitanti, ma un potere grandissimo, possedendo un numero di navi doppio di tutti gli altri
messi insieme ..., ciononostante nessuna di queste situazioni ci [=mw: richiederebbe quindi
xontaw e kekthmnouw] spinse a infierire contro gli abitanti dellisola; Senofonte, Ciropedia
II.3.4 ` yew otv pvw \pohse: tow m| ylontaw autow prostttein \kponen tgay, llouw
a[tow \pitaktraw ddvsi il dio ha disposto le cose in questo modo: quelli che non vogliono
imporre a s stessi limpegno per ottenere il bene, a costoro [a[tow: richiederebbe quindi
ylousi] d altri che li comandino.
39
La tendenza particolarmente marcata nelle lingue classiche. Ci si deve non solo
al fatto che greco e latino ci sono noti quasi esclusivamente attraverso testi letterari (frutto
quindi, in genere, di elaborazione formale) ma anche alla propensione di tanta parte della cultura antica a interpretare e rappresentare gli eventi rapportandoli a parametri ideali,
esemplari, sottolineandone la ripetitivit (come p.es. nel caso delle similitudini), evidenziandone le implicazioni e il significato, giudicandoli ecc.: da cui anche la frequenza di massime,
di detti famosi e azioni memorabili, e di un certo tono moralistico che sembra pervadere
tanta parte dei testi classici e che spesso ce li fa apparire convenzionali, privi di vivacit e
concretezza pragmatica.
40
In questo senso si pu dire che paratassi e ipotassi non sono che due facce di una
stessa medaglia (come in altre situazioni v. p. 140 anche qui la scelta fra luna o laltra
variante sintattica solo un fatto di strategia espressiva): e non casuale che le frasi relative
si siano sviluppate da un originario stadio paratattico.

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in forma paratattica, con meccanismi come quelli descritti in 4.1-3 e 5.3-5;


in forma ipotattica, nelle cosiddette frasi comparative, imperniate sulla corrispondenza tra una reggente con pronome~avverbio dimostrativo
(che comunque pu essere omesso) e una subordinata con il suo equivalente relativo41.

Ecco alcuni esempi di simmetria ipotattica: strutture frasali costruite


intorno a coppie correlative (cio con gli elementi delle colonne 1 e 2 [~5]
nella tabella di p. 166-167):
toow [toisde, toiotow] ~ o<ow tale ~ quale:
Isocrate, A Demonico 14 toiotow ggnou per tow gonew, oouw n ejaio
per seautn gensyai tow seauto padaw verso i tuoi genitori sii tale
quali vorresti che fossero i tuoi figli con te
tsoi [tosode, tosotoi] ~ soi tanti ~ quanti42:
Odissea 1.245-48 ssoi gr n}soisin \pikratousin ristoi, | d& ssoi
krana|n &Iykhn kta koiranousi, | tssoi mhtr& \m|n mnntai, trxousi d okon quanti sono i pi nobili che dominano sulle isole, quanti quelli
che comandano su Itaca rocciosa, altrettanti pretendono di avere mia madre, e mi divorano la casa
tson [...] ~ son tanto ~ quanto (con verbi):
Platone, Repubblica 328d e{ syi ti moige son a llai a kat t
sma =dona pomaranontai, tosoton ajontai a per tow lgouw
\piyumai te ka =dona sappi bene che, per me, di quanto diminuiscono
i piaceri del corpo, di altrettanto crescono i desideri e i piaceri della conversazione;
ts~ [...] ~ s~ di tanto ~ di quanto (con comparativi e superlativi):
Tucidide IV.28.3 s~ mllon ` Klvn pfeuge tn plon ka \janexQrei
t erhmna, ts~ \pekeleonto t! Nik paradidnai t|n rx|n quanto pi Cleone cercava di evitare la spedizione e ritirava quel che aveva detto,
tanto pi esortavano Nicia a cedergli il comando
thlkow [thlkosde, thlikotow] ~ =lkow tanto grande ~ quanto grande
(et, importanza):
Demostene, Prima Olintiaca 9 [Flippon] katest}samen thlikoton =lkow o[dew pv basilew ggonen Makedonaw abbiamo reso [Filippo] tanto potente quanto non stato mai alcun re macedone
tte ~ te allora ~ quando43:
Odissea 9.491-92 ll& te d| dw tsson la pr}ssontew pmen, | ka
tte d| Kklvpa proshdvn ma quando fummo lontani dopo aver percorso un tratto di mare due volte tanto, anche allora chiamai il Ciclope
41
Si tratta quindi di relative restrittive, le uniche in cui possibile lomissione dellantecedente.
42
Accanto al significato prevalente di quantit come numero (tanto~quanto numerosi) attestato, sia pure pi raramente, anche quello di quantit come dimensione
(tanto~quanto grandi, lo stesso del singolare).
43
Altre coppie correlative di valore temporale (di uso prevalentemente poetico):
tmow ~ mow (p.es. Odissea 4.400 mow d& liow mson o[rann mfibeb}k+, | tmow r&

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toneka ~ oneka per il motivo [to neka] che [o neka]:


Iliade 13.727-28 onek toi per dke yew polem}a rga | toneka ka
boul_ \yleiw peridmenai llvn per il fatto che il dio ti concesse di eccellere nelle cose di guerra, per questo pretendi di essere superiore agli altri
anche in saggezza
otvw [w, @w] ~ qw [pvw] cos ~ come44:
Senofonte, Ciropedia V.1.23 mew d pvw gignQskete otv ka poiete
voi, come ritenete giusto, cos anche agite.

Omissione di costituenti nelle strutture frasali simmetriche


Un fenomeno che si verifica di frequente nelle strutture simmetriche
quello per cui un elemento (in particolare il verbo) manca in una delle
frasi parallele in quanto presente nellaltra, o comunque facilmente desumibile dal confronto.
Il fenomeno interessa sia la simmetria paratattica (come in il debito
pubblico cresciuto molto, loccupazione [ cresciuta] poco) che quella
ipotattica (come in lanno scorso il debito pubblico cresciuto come
mai [era cresciuto] nellultimo decennio), ma soprattutto questo secondo tipo che pu risultare problematico45, dando luogo a espressioni
estremamente sintetiche, in gran parte fondate su coppie correlative. Alcuni esempi:
in espressioni di valore ipotetico introdotte da e[per]:
Tucidide I.70.1 eper tinw ka lloi [], jioi nomzomen enai tow plaw
cgon \penegken se mai anche altri [hanno questo diritto], noi pensiamo
di avere il diritto di criticare i popoli vicini
con le forme-base del pronome relativo s[per]:
Tucidide III.13.2 na fanhsye mnontew o<w de [] perch sia evidente
che voi difendete quelli che bisogna [difendere]
\j lw esi grvn quando il sole gira fino al mezzo del cielo, quello il momento in cui
il vecchio esce dal mare); tvw [tow] ~ vw [ow] (p.es. Iliade 20.40 ow mn ]& pneuye
yeo ynhtn san ndrn, | tow &Axaio mn mga kdanon finch gli di erano lontani dagli uomini mortali, fino a quel momento gli Achei trionfavano); toskiw ~ `skiw (p.es.
Odissea 11.585 `sski gr kcei& ` grvn piein meneanvn, | tossx& dvr polsket&
ogni volta che il vecchio [Tantalo] si chinava, bramoso di bere, altrettante volte lacqua
spariva).
44
il modulo espressivo che ricorre nelle similitudini (v. lesempio omerico di n. 23).
45
I casi di ellissi di tipo paratattico sono facilmente risolvibili disponendo in parallelo gli elementi delle frasi simmetriche, in modo da integrare ciascuna con lausilio
dellaltra: p.es.
a mn
tn nyrQpvn
=dona
ligoxrnioi,
[]
= d
[]
ret|
ynatw
\stin
i piaceri degli uomini [sono] effimeri, la [loro] virt immortale. Caratteristico delle
lingue classiche il fatto che il verbo e gli elementi ad esso collegati sono posti di solito
nellultima delle frasi simmetriche, in italiano e in altre lingue moderne di solito nella
prima (e vi si fa riferimento con pronomi anaforici [cfr. 5.4]: cerca il telecomando e
portamelo).

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con le forme di relativo o<os[per] e sos[per]46:


Demostene, Sulla corona 304 e d&, o<ow \gW [] par& mn kat t|n \mauto tjin, e<w \n kst+ tn ^Ellhndvn plevn n|r \gneto ... se, quale
presso di voi [sono stato] io secondo il mio ruolo, vi fosse stato anche un
solo uomo in ciascuna delle citt greche ...
Iliade 11.691 kat d& ktayen ssoi ristoi [] e furono uccisi tutti quelli
che [erano] i migliori
particolarmente frequente lellissi quando la subordinata introdotta dallavverbio relativo di modo s[per]47:
Odissea 6.20 nmou qw pnoi| [] \pssuto dmnia korhw piomb al
letto della fanciulla [Nausicaa] come [piomba] un soffio di vento;
Senofonte, Ciropedia III.2.25 sundepnouw laben mfotrouw prw autn qw [] flouw li prese entrambi con s quali convitati, come [si prendono] gli amici48
Tucidide V.29.1 prw tow &Argeouw \trponto, plin te meglhn nomzontew
... dhmokratoumnhn te sper ka a[to [] [gli abitanti di Mantinea] si
volsero dalla parte degli Argivi, considerando che era una citt grande e con
un regime democratico, come anche loro [avevano un regime democratico]
in questa cornice generica di frase relativa ellittica con valore modale possono poi trovar posto altre subordinate (soprattutto temporali e ipotetiche):
Iliade 16.482 ripe d& qw [] te tiw drw ripen xervw | ptuw blvyr},
t}n t& oresi tktonew ndrew | \jtamon cadde come [avviene] quando cade
una quercia o un pioppo o un alto pino, tagliato sui monti dagli operai49
Aristotele, Politica 1332a.25-27 nomzousin nyrvpoi tw e[daimonaw
atia t \ktw enai tn gayn, sper [] e to kiyarzein lamprn
ati!nto t|n lran mllon tw txnhw gli uomini ritengono responsabili
della felicit i beni esteriori, come [avverrebbe] se il merito di suonare magnificamente la cetra lo attribuissero alla lira piuttosto che allabilit50

46
Una variante particolare di queste espressioni ellittiche quella con o<ow e sow (pi
raramente, anche altri tipi di relativo) concordati e saldati in un nesso unitario con un termine della subordinata. P.es.: Tucidide VII.21.3 prw ndraw tolmhrow, oouw &Ayhnaouw []
contro uomini audaci quali [sono] gli Ateniesi (= toiotouw, o<oi &Ayhnaoi [es]); Odissea
10.112-13 t|n d gunaka | eron shn t& reow koruf}n [] trovarono la donna, grande quanto [] la cima di un monte (= tosathn, sh koruf} [\sti]).
47
Analogo per molti aspetti luso di altre particelle, fra cui te~te~ste (prevalentemente poetici), kayper e "[per], questultima originariamente avverbio relativo di moto per
luogo, impiegato anche con valore modale (v. casella H2 nella tabella di p. 166-167).
48
Da espressioni di questo genere (e v. anche n. 50) si sviluppano facilmente nozioni
come quelle di causa soggettiva~presunta o qualitativa descritte a p. 136.
49
Talvolta (p.es. Iliade 4.462 ripe d& qw [] te prgow [] \n krater_ smn+ cadde
come [avviene] quando una torre [cade] nella violenta battaglia) lespressione introdotta da
qw te appare doppiamente ellittica: in questi casi di fatto te ormai puramente pleonastico.
50
Come nel caso di qw te, si incontrano espressioni doppiamente ellittiche (spiegabili anche qui col valore pleonastico di e): p.es. Odissea 17.110-11 dejmenow d me kenow \n chlosi
dmoisin | \ndukvw \flei, qw [] e te pat|r [] n u<a accogliendomi costui [Nestore] nellalto
palazzo, mi tratt con grande affetto, come [avviene] se un padre [accoglie con affetto] suo figlio;
Erodoto III.23.2 \p kr}nhn sfi =g}sasyai, p& w loumenoi liparQteroi \gnonto, kat per [=
kayper: gi qui con ellissi del verbo] e \laou eh: zein d p& a[tw qw [] e vn [] [disse]

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NONA UNIT

spesso anche in forma implicita (col participio), p.es. Senofonte, Anabasi


V.4.34 n te gr xl~ ntew \pooun per n nyrvpoi \n \rhm poi}seian,
mnoi te ntew moia pratton per n [] met& llvn ntew, dielgont te
atow ka \glvn \f& autow ka rxonto \fistmenoi pou txoien, sper
[] lloiw \pideiknmenoi trovandosi in mezzo alla gente, facevano quello che
gli uomini farebbero in solitudine; trovandosi da soli, facevano come [si fa]
essendo insieme ad altri; parlavano fra di loro e si prendevano in giro e danzavano, fermandosi dove capitava, come [si fa] esibendosi di fronte ad altri51.

31.4. La negazione
In 26.1 sono state elencate alcune modalit di concepire e rappresentare gli eventi (in termini di realt, di proiezione, di volont, di interrogazione). A queste da aggiungere ora quella apparentemente pi elementare: la negazione.
Dato che, analogamente allinterrogazione, la negazione una modalit
trasversale alle altre, se ne trattato ripetutamente a proposito dei vari
tipi di frase (cap. 10, 18, 26 e 27), in particolare per quanto riguarda la
diversit di uso fra o[ e m} (e i rispettivi derivati: ote~m}te, o[dew~mhdew,
o[dpote~mhdpote ecc.) che pu essere cos riassunta (cfr. 10.2)52:
in linea di principio, si usa o[ per esprimere realt e fattualit;
quando entrano in gioco soggettivit, intenzionalit, volont, desiderio ecc. si
usa m}; anche la rappresentazione di un evento in termini ipotetici (nella protasi
del Periodo ipotetico e nelle subordinate Condizionali) d luogo alluso di m};
nelle interrogative le due forme sono usate per distinguere fra domande a risposta affermativa (o[) e negativa (m}).

Aspetti di complessit logico-semantica


La funzione della negazione sembrerebbe chiara: capovolgere il senso di unespressione. In realt le cose sono pi complesse, sia sul piano
logico-semantico che su quello propriamente espressivo.
I problemi di tipo logico-semantico sono legati alla difficolt di delimitare con sicurezza la portata di una negazione. P.es., dicendo non
che li aveva portati a una fonte lavandosi dalla quale diventavano splendenti, come [avviene] se
fosse dallolio; e che da essa si diffonde un profumo, come [avviene] se [si diffondesse] da viole.
51
Il passo interessante perch documenta forme diverse di simmetria ipotattica (evidenziate in corsivo): la prima volta lespressione completa (facevano quello che farebbero
...), le altre due volte ellittica (... come [si fa] quando ...).
52
Anche qui non mancano oscillazioni (prevedibili, considerata la libert espressiva del
greco). Esemplare in questo senso un passo come Platone, Critone 46d-e facevamo bene o
male, ogni volta che se ne parlava, a dire che, fra le opinioni, di alcune bisogna tener conto, di
altre no [taw d o[]? ... Ogni volta si diceva ... che delle opinioni che hanno gli uomini, alcune
bisogna tenerle in gran conto, altre no [tw d m}]: senza motivo apparente, lo stesso concetto
viene espresso, a brevissima distanza, in due modi diversi, prima con o[, subito dopo con m}.

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andata da sua sorella per farle un dispetto si pu intendere sia per fare
un dispetto a sua sorella, ha deciso di non andare da lei, sia andata
da sua sorella, ma non per farle un dispetto: i due esiti semanticamente
opposti (nel primo caso non andata, nel secondo s; nel primo caso lintento ostile, nel secondo no) sono il risultato della diversa configurazione
sintattica, e pi precisamente del fatto che nel primo caso il non nega solo
la principale, nel secondo nega insieme principale e subordinata (o, pi
precisamente, nega il nesso di consequenzialit istituito tra le due frasi).
Oltre alle innumerevoli situazioni in cui si possono creare ambiguit di questo
genere, per il greco da segnalare soprattutto la tendenza a saldare la negazione
col verbo principale (con verbi come dire, pensare ecc.) anche se essa riguarda
solo la subordinata (o una sua parte): p.es. Erodoto VII.46.1 &Artbanow, w t

prton gnQmhn pedjato \leuyrvw o[ sumboulevn Jrj+ strateesyai \p


t|n ^Ellda Artabano, colui che in precedenza aveva manifestato con franchezza il suo pensiero, consigliando a Serse di non marciare contro la Grecia (ma lett.
non consigliando a Serse di marciare ...); Tucidide IV.28.2 o[k fh a[tw ll&
\kenon strathgen [Cleone] disse che stratego non doveva essere lui, ma quellaltro [Nicia] (ma lett. non disse che doveva essere lui ...).
Come forme di negazione solo parziale si spiegano anche molti casi in cui si
trova o[ dove il tipo di frase richiederebbe m}: p.es. Iliade 4.299-300 (contesto
volitivo) kakow d& \w msson lassen, | fra ka o[k \ylvn tiw nagka+ polemzoi e i codardi li mand in mezzo [Nestore], in modo che tutti, anche non
volendolo, fossero costretti a combattere; Tucidide VI.89.3 (contesto ipotetico)
e tiw ka tte o[k ektvw rgzet moi, met to lhyow skopn napeiysyv
se anche uno in quella circostanza era adirato non giustamente con me, ora, esaminando le cose con obiettivit, si ricreda.
' Per interpretare correttamente queste espressioni (che presentano aspetti
simili alla litote53) pu essere utile eliminare provvisoriamente la negazione:
si ottiene in questo modo un significato assurdo o contraddittorio, sulla base
del quale pi facile capire qual la nozione che deve essere cambiata di segno
ripristinando la negazione.

53
Com noto, si parla di litote quando una qualit estrema viene indicata negando il
suo opposto. P.es. non era un cuor di leone (che in teoria pu significare anche era uomo
di coraggio medio, non eroico ma neppure vile) detto di don Abbondio nel senso di era
un vero codardo. Analogamente in greco, p.es. Senofonte, Memorabili I.2.32 o trikonta
pollow tn politn, ka o[ tow xeirstouw, pkteinon i Trenta mandavano a morte molti
cittadini e non i peggiori (> uccidevano i cittadini migliori); e v. anche il diffuso modulo espressivo o[x sson non meno (che pu anche significare ugualmente) impiegato
nel senso di pi. La litote un artificio retorico che si fonda su una dinamica di tipo
logico-semantico: quella per cui, mentre certe nozioni ammettono una sola negazione (p.es.
dicendo non morti si intende necessariamente vivi), altre possono essere negate in pi
modi (p.es. devi correre > non devi correre, che pu significare sia non sei obbligato a
correre sia il tuo dovere quello di non correre). Questa duplicit spiega diversi fenomeni espressivi, p.es. il diverso esito semantico del cumulo di negazioni in latino (non nemo =
qualcuno ~ nemo non = tutti).

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Fenomeni espressivi particolari


Anche in greco, come in molte lingue (italiano compreso), esistono
espressioni nelle quali la negazione sembra ininfluente, pleonastica.
1. Il caso pi semplice si ha quando due (o pi) negazioni si susseguono nella stessa frase senza annullarsi54: p.es. Senofonte, Elleniche
VII.5.27 nenikhknai d fskontew kteroi, ote xQr ote plei ot&

rx_ o[dteroi o[dn plon xontew \fnhsan prn t|n mxhn gensyai
bench sia gli uni che gli altri sostenessero di aver vinto, fu evidente che
nessuno dei due contendenti aveva guadagnato nulla, n in territorio, n
in citt, n in potere, rispetto a prima che si svolgesse la battaglia. Pi che
di vero e proprio pleonasmo, si tratta qui di un fatto di libert espressiva,
che ricorda landamento cumulativo di certe forme di coordinazione non
strutturata (cfr. 4.1).
2. Il carattere pleonastico pi marcato in una serie di subordinate
rette da verbi (o altre espressioni) di significato negativo. Quasi sempre
lanomalia si pu spiegare pensando a unoriginaria natura paratattica;
ma sta di fatto che la negazione risulta superflua (tanto che spesso esistono anche varianti senza negazione), e comunque manca nellequivalente
italiano. Queste le situazioni pi significative:
a. nel secondo membro di strutture comparative (cfr. 3) di carattere oppositivo con pl|n eccetto, tranne, xvrw~neu to senza [contare] che, a
parte [il fatto] che, o[ (o altra espressione di significato negativo) mllon
non pi che55 e simili: p.es.
pntew pl|n o[k o &Ayhnaoi (ma anche solo pntew pl|n o &Ayhnaoi)
tutti eccetto [] gli Ateniesi56

54
Il comportamento del greco diverso da quello del latino (non nihil = qualcosa,
non numquam = talvolta, ecc.) ma vicino a quello dellitaliano (p.es. non ho mai per
nessun motivo fatto del male a nessuno in nessuna circostanza). Le negazioni invece si annullano nel caso di negazione composta, seguita dalla rispettiva forma-base: p.es.
Senofonte, Simposio 1.9 tn `rQntvn o[dew o[k pasx ti t|n cux|n p& \kenou nessuno di
quelli che vedevano non era colpito da lui nel suo animo (= tutti erano colpiti). V. anche
pi avanti, n. 60.
55
Con due diversi esiti semantici (legati ai due possibili esiti del processo di negazione:
v. n. 53): non A piuttosto che B = non solo A, ma anche B (p.es. Erodoto IV.118.3 kei
gr ` Prshw o[dn ti mllon \p& =maw o[ ka \p& maw il Persiano non si dirige solo
contro di noi, ma anche contro di voi) oppure = non tanto A, quanto piuttosto B (p.es.
Senofonte, Elleniche VI.3.15 t o{n de \kenon tn xrnon namnein, vw n p pl}youw
kakn pepvmen, mllon o[x qw txista prn ti n}keston gensyai t|n er}nhn; perch
aspettare il momento in cui dovremo cedere schiacciati dalla massa dei mali, e non invece
arrivare alla pace prima che accada qualcosa di irreparabile?).
56
Esempi analoghi di uso pleonastico della negazione in italiano: a meno che non
mi chiedano scusa (non diverso da a meno che mi chiedano scusa); ha speso meno di
quanto non avesse immaginato (non diverso da ha speso meno di quanto avesse immaginato); ecc.

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b. in frasi dipendenti da verbi che contengono unidea di opposizione (nel senso constativo-enunciativo di contestare la verit di unaffermazione oppure
in quello dinamico-volitivo di ostacolare il compiersi di un evento)57: anche
qui la particolarit sta nel fatto che mentre in italiano lidea negativa contenuta solo nella reggente, in greco ripetuta nella subordinata, risp. con o[
o con m} (ma spesso attestata anche la variante senza negazione): p.es.
constativo-enunciativo:
ntilgv ti o[k atiw emi nego di [] essere colpevole58
dinamico-volitivo:
ergv se m| lgein (ma anche semplicemente ergv se lgein)
ti impedisco di [] parlare
c. quando poi questi verbi sono a loro volta preceduti da negazione (o inseriti in
una cornice interrogativa di senso negativo), la subordinata introdotta da
negazione doppia m| o[: p.es.
constativo-enunciativo:
o[k mfisbhtv m| o[k atiow enai (ma anche o[k mfisbhtv m| atiow
enai, opp. semplicemente ... atiow enai, opp. ... ti atiw emi)
non contesto di [] essere colpevole
dinamico-volitivo:

o[ kvlv se m| o[ lgein
(ma anche o[ kvlv se m| lgein, opp. semplicemente ... lgein)
non ti impedisco di [] parlare
d. leffetto pleonastico (che nel caso precedente pu essere attenuato dal reciproco annullarsi delle negazioni) particolarmente evidente nelluso della doppia
negazione m| o[ in frasi di senso negativo dipendenti da espressioni che indicano impossibilit, improbabilit, sconvenienza ecc.59: p.es.
o[ dnamai m| o[ lgein (ma anche semplicemente o[ dnamai m| lgein60)
non posso non [] parlare
o[k ekw tow prodtaw m| o[ timvresyai (ma anche solo m| timvresyai)
non logico~verosimile~giusto che i traditori non [] siano puniti
asxrn \sti tow rkouw m| o[ thren (ma anche solo m| thren)
vergognoso non [] rispettare i giuramenti

P.es. mfisbhtv, ntilgv, pxv, pistv, pochfzomai, rnomai, ergv, \mpodzv, \nantiomai, e[labomai, kvlv, fulssomai ecc. (di cui molti usati per entrambi i
campi semantici).
58
Con i verbi di tipo constativo-enunciativo la costruzione con o[ praticamente non
ha alternative, perch senza la negazione la subordinata ha senso positivo (p.es. Isocrate, Panatenaico 66 nteipen ti pleouw Lakedaimnioi tn ^Ell}nvn krtouw pektnasi
obiettare che gli Spartani hanno mandato a morte senza processo un numero maggiore di
persone). Ci dimostra fra laltro che il significato originario di questi verbi non negare ma, appunto, sostenere [in opposizione ad altri], obiettare, controbattere.
59
P.es. o[ dnamai, dnatw~o[k o<w t& emi, dnatn~o[k o<n t& \sti, o[k sti
(non possibile, sorprendentemente vicino allitaliano non esiste che ...), logon~
asxrn~...\sti, o[k ekw~dkaion~kaln~... \sti, o[ pros}kei ecc.
60
Pu accadere addirittura che entrambe le costruzioni ricorrano in sequenza nello stesso passo: Senofonte, Apologia di Socrate 34 ote m| memnsyai dnamai a[to ote
memnhmnow m| o[k \painen n posso non ricordarmi di lui [Socrate] n, ricordandolo, posso
non [ : solo qui c pleonasmo] lodarlo.
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NONA UNIT

' Dato che molte di queste espressioni sono attestate in pi varianti diverse,
chiaro che il greco usa le negazioni con grande libert, permettendosi entro
certi limiti di aggiungerle o toglierle a piacimento, e in ultima analisi affidando la comprensione al contesto61.
A maggior ragione lattenzione al contesto fondamentale per noi, per guidarci alla corretta interpretazione di frasi potenzialmente ambigue.

3. Da notare infine alcuni casi particolari di negazioni in frasi indipendenti:


nelle frasi interrogative (cfr. cap. 27) la neg. o[ usata per introdurre una
domanda a risposta affermativa (non forse vero che ...?), m} per una domanda a risposta negativa ( forse vero che ...?)62;
nelle frasi volitive con m} + Congiuntivo (cfr. 26.4