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Klezmer

Song Book

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A Nakht In Gan Eydn


Araber Tantz
Baym Rebin in Palestina
Baym Rebin's Sude
Bb Minor Bulgar
Broyges Tantz
Der Gasn Nigun
Der Heyser Bulgar
Der Shtiler Bulgar
Der Yid in.Yerusholayim
Dovid,Shpil es Noch a Mol
Firn di Mekhutonim Aheym
Freyt Aykh Yidelekh
GalitzyanerTantz
Hora Mit Tsibeles
Kandel's Hora
Kiever Bulgar
Kishiniever Bulgar
Moldavian Hora
Odessa Bulgarish
Oi Tate
Ot Azoi
Patsh Tantz
Rumanian Doina
Russian Sher
Shver un Shviger
Sirba
Tantz, Tantz Yidelekh
Terk in Amerika
Terkishe Yale V'Yove Tantz
Varshaver Freylekhs

Introduzione alla Musica KLEZMER


di Moni Ovadia

La parola klezmer viene dalla fusione di due parole ebraiche,


kley e zemer, letteralmente strumento musicale. La musica klezmer dunque, volendo definire s stessa, si definisce
tautologicamente musica strumentale. Eppure questa definizione un po' ingenua in una certa misura ci spiega la ragione
d'essere profonda di questa musica venuta da lontano, da lontano nel tempo e nello spazio, che cionondimeno affascina
e commuove persone apparentemente ad essa estranee. In termini sintetici, familiari ad un pubblico giovanile, il klezmer
insieme una fusion music e una soul music.
Fusion music in quanto musica di sincretismo che fonde in s strutture melodiche, ritmiche ed espressive che
provengono da differenti aree geografiche e culturali; soul music perch esprime profondamente sentimenti di un
popolo, il suo travaglio, la sua estasi, la sua esistenza, la sua fede.
Il klezmer si genera all'interno delle comunit ebraiche dell'Europa orientale, in particolare delle comunit khassidiche,
ed patrimonio e prerogativa di musicisti che per scelta o costrizione sono in continuo movimento.
Le forme musicali presenti nel klezmer provengono da un'area territoriale molto vasta che comprendeva: l'Impero
Austro-Ungarico, tutto l'Impero zarista fino a lambire consistentemente l'Impero Ottomano, ragione per la quale si
avvertono influenze della musica greca e di quella turca.
Lo strumento emblematico del mondo ebraico degli zhtetl e dei ghetti sicuramente il violino, ma nel klezmer
acquister crescente rilievo il clarinetto apportando un contributo centrale che marcher il carattere delle sonorit pi
tipiche. Ma svolgeranno un ruolo importante anche gli ottoni, in particolare la tromba, gli strumenti percussivi, melodico
percussivi come il cymbalon e altri strumenti come il cello, usato in funzione di bassetto portatile.

Il klezmer, in quanto musica tradizionale, non nasce per ragioni meramente estetiche, ma con la funzione di
accompagnare eventi della vita delle comunit da cui proviene. Quindi questa musica era intimamente legata alla vita
ebraica e al popolo dell'ebraismo est-europeo e veniva eseguita in occasione di matrimoni, nascite e circoncisioni,
maggiorit religiose, feste e riti, segnava in generale il ritmo dell'esistenza degli ebrei intrecciata con lo studio e la prassi
della Torah. Legato al destino della sua gente, il klezmer ha subito ogni sorta di vessazione. Ha subito proibizioni,
revoche delle proibizioni, revoche delle revoche. stato in balia del ridicolo furore di poteri locali laici e religiosi che ne
chiedevano il contingentamento, cos che era lecito esibirsi in un trio ma non in un quartetto e altre bizzarie del genere.
Una musica dalla vita estremamente travagliata ma che, nascendo dalla profondit dei sentimenti della sua gente,
riuscita ad arrivare fino a noi integra e vitale resistendo alle temperie delle migrazioni, prima la fuga seguita alla
dissoluzione dello Shetl (per accogliere una espressione dello scrittore Joseph Roth), poi la massiccia emigrazione degli
ostjuden negli Stati Uniti dove questa musica ha conosciuto una nuova stagione. Si contaminata con il jazz e lo ha
verosimilmente influenzato nel periodo del suo formarsi come espressione artistica originale.
La familiarit del klezmer con l'improvvisazione ha evidentemente favorito questo incontro. Musicisti ebrei di origine
est e centro Europa come Benny Goodman e George Gershwin hanno probabilmente e vissuto il klezmer in ambito
familiare.

La musica klezmer non cesser mai di esistere negli USA, ma vi conoscer un declino negli anni fra i 30 e i 60 a causa
dell'ardente aspirazione della prima generazione di ebrei "born in U.S.A." di integrarsi e confondersi nella nuova patria.
In seguito la sua inestinguibile forza vitale trover nei nipoti e nei pronipoti della generazione dei maestri, nuovi profeti e
il klezmer conoscer un impetuoso revival nord-americano negli anni 70 e 80, quindi dilagher in Europa, in particolare
in Francia, Germania, Olanda e da ultimo anche in Italia.In Israele il mitico clarinettista Giora Feidman sar il mirabile e
ineguagliato musicista-ponte fra la grande tradizione del passato e il futuro ancora tutto da scrivere. Ma qual' identit
intima di questa musica, cosa la differenzia dalle espressioni musicali dell'est-Europa, verso le quali ha debiti evidenti ed
imprescindibili.
Il suo specifico il filo rosso del canto sinagogale, del nigun khassidico, la melodia paraliturgica, creazione di geniali
cantori su memorie antiche cha hanno ancora il sapore di quel deserto dove l'uomo si smarrisce per incontrare il divino.
E questo filo ineluttabilmente intessuto nelle fibre dei suoni, cos come nell'ordito che forma il tessuto di quella
musica.I modi, lo stile, melismi, espressioni, tensioni espressive dell'arte cantoriale sono ripresi e assimilati
nell'intenzione esecutiva ed espressiva dei klezmorin (i musicisti klezmer). Lo sono tecnicamente, ma lo sono soprattutto
nell'interiorit, "nell'essere cantati", pi che nel cantare. I klezmorin provenivano spesso dal mondo della sinagoga, che

insieme teatro e teatro d'opera ebraico, erano stati khazanim, cantori, o meshorerim, aiuto-cantori.Il klezmer,
secolarizzandosi e laicizzandosi, in qualche misura "decaduto", ma nel suo profondo mantiene i suoi geni di musica
"povera" proveniente da una cultura a lungo vessata e disprezzata, musica "sporca", mai salottiera, non fatta per
essere commerciale, anche se lo scempio mercantile non l'ha risparmiata.

I giovani che entusiasticamente vi si avvicinano devono avere la consapevolezza che il popolo che ha generato il
klezmer ha vissuto un destino unico, stato sradicato dalla terra d'Europa, la sua terra, stato annientato e bruciato nel
silenzio. Questo mondo e i suoi segni ci parlano da un infinito dolore e pure riescono a trasmetterci vita e gioia nel loro
essere sospesi fra cielo e terra, fra il divino e la sua assenza.
Chi sceglie di vivere con essi e di esse non pu prescindere dalle loro singolarit, deve curarsi di non museificarli,
n per converso di ucciderli con la banalit delle kermesse festaiole.