Sei sulla pagina 1di 4

Mandragola nelle prime due stampe era chiamata Commedia di Callimaco e di

Lucrezia, mentre nelle lettere Machiavelli stesso la chiama Messer Nicia.


Prologo.
Richiesta di silenzio e attenzione.
Apparato, termine tecnico per indicare la scenografia.
Via dello Amore una via realmente esistente a Firenze.
Guadagno un cognome attestato a Firenze, ma Callimaco anche il
personaggio che alla fine ottiene ci che vuole.
Dir male, relativamente all'autore che non pu dimostrare il proprio
valore in campo politico.
Dice che non ci sar l'argomentum, quindi spetta agli attori il compito
di informare gli spettatori nel primo atto.

I ATTO

Prima scena: dialogo Callimaco-Siro.


Callimaco racconta al servo il motivo del suo ritorno a Firenze da Parigi. Sono
passati dieci anni dalla discesa di re Carlo VIII in Italia. A Parigi, durante
una disputa sul fatto se le donne pi belle si trovino in Francia o in Italia,
Camillo Calfucci fa il nome di Lucrezia, al che Callimaco, presentato da subito
come un innamorato senza speranza, torna a Firenze e constata che, in realt,
Lucrezia ancora pi bella di quanto si dicesse.
Riferimenti:
La storia di Tito Livio che racconta di Lucrezia inizia sempre con un una
discussione tra uomini sulla bellezza delle donne.
La sesta novella della terza giornata del Decameron tratta il tema
dell'innamoramento per fama.
Nella nona novella della seconda giornata del Decameron, Bernab da
Genova si vanta della bellezza di sua moglie e Ambrogiuolo finge di
averla posseduta durante un banchetto a Parigi.
La struttura logica del pensiero di Callimaco molto elaborata e lo stesso vale
per la costruzione sintattica, ma nonostante la sua capacit di analizzare la
realt (esteriore ed interiore), fatica ad agire. Organizza sistematicamente il
pensiero, prima elenca le ragioni per cui non ha speranze con Lucrezia
e poi le due ragioni per cui pu esserci speranza: Messer Nicia uno
sciocco e lui e la moglie vogliono disperatamente avere un figlio. Ne
aggiunge una terza: la madre non una moralista, per ricca e
quindi difficile da corrompere. L'aiuto viene ricercato nel personaggio di
Ligurio (ligurire, mangiucchiare, nome parlante), parassita. La speranza
quella di convincere Nicia a portare Lucrezia ai bagni termali e vedere
cosa succede (da cosa nasce cosa, si spera).
Seconda scena: dialogo Nicia-Ligurio.
Nicia pretenzioso, parla per frasi fatte/proverbi. Ligurio malizioso, con brevi
domande fa emergere la stupidit di Nicia. Da bomba, da casa, espressione
gergale e infantile. Parla con questi maestri (dottori di medicina),
l'espressione che si trova nella stampa, mentre in un manoscritto si trova un
termine dispregiativo che sottolinea il modo di essere di Nicia: babuassi.
Terza scena: dialogo Callimaco-Ligurio.
Ligurio propone a Callimaco, che si mette nelle sue mani perch pronto a fare
qualsiasi cosa, di fingere di essere un medico. Descrive il sentimento d'amore

come fosse una malattia.

II ATTO
Prima scena: Ligurio-Nicia.
Il parassita presenta a Nicia la figura di Callimaco, dottore proveniente da Parigi
e mandato direttamente da Dio perch il vecchio possa esaudire il proprio
desiderio.
Seconda scena: Callimaco-Nicia-Ligurio.
Callimaco e Nicia si incontrano per la prima volta. Il fatto che il dottore
pronunci qualche frase in latino conquista Nicia, che lo considera un genio.
Ligurio guida le risposte di Callimaco. Il segno l'urina del paziente (in questo
caso, Lucrezia) che serve per verificarne o smentirne la sterilit.
Terza scena: Nicia-Siro.
Il servo parla a monosillabi per timore di tradirsi involontariamente. Nicia dice
di aver faticato ad imparare due cose di latino e che se dovesse guadagnare in
base a quello che ha studiato sarebbe spacciato, ma fortunatamente ricco di
famiglia.
Sesta scena: Ligurio-Callimaco-Nicia.
Il dottore torna ad usare il latino medico osservando il segno. Giura di
riuscire a far avere un figlio a Lucrezia entro un anno. La soluzione quella di
farle bere una pozione di mandragola (che ha curato la sterilit anche della
regina di Francia), l'unico problema che il primo uomo ad avere rapporti con
la donna dopo l'assunzione della pozione morir entro otto giorni. L'unico modo
per ovviare a questo problema far dormire Lucrezia con un altro uomo, solo
quella notte. Inizialmente Nicia rifiuta perch non vuole far diventare
Lucrezia una prostituta e lui stesso un cornuto. In pi, nessun uomo
accetter di farlo conoscendo la verit e non dirgliela omicidio. Caso da
Otto, condanna giudiziaria. Alla fine i pochi scrupoli se ne vanno, anzi
contento perch anche il Re di Francia ha risolto cos il suo problema, basta che
le autorit non lo vengano a sapere. Ora, non resta che convincere Lucrezia e
Ligurio pensa che il Confessore potrebbe riuscirci, ma per farla parlare con lui
necessario coinvolgere la madre affinch la accompagni.
La canzone alla fine del secondo atto loda chi sciocco.

III ATTO
Sostrata la madre di Lucrezia. In Terenzio, questo nome dato a una
rispettabile madre di famiglia, in questo caso no.
Seconda scena: Nicia-Ligurio.
Lucrezia sospettosa perch si era votata a udire le 10 prime messe nella
chiesa dei servi e l era stata insidiata da un frate Polemica anticlericale, Ligurio
definisce i frati malvagi e astuti.
Il parassita istruisce Nicia su come funzioner il dialogo con il Confessore: il
vecchio dovr lasciarlo parlare, fingendo di essere sordo per non correre il

rischio di rovinare tutto con la sua semplicit.


Terza scena: Fra Timoteo-una donna.
La donna non c'entra nulla con la trama ma utile per connotare meglio il
personaggio del frate: spregiudicato, amorale e molto interessato al denaro.
Quarta scena: Fra Timoteo-Ligurio-Nicia.
Ligurio racconta al frate una storia inventata riguardante una donna
rimasta incinta, in Francia, mentre era ospite di monache. Il frate dovrebbe,
quindi, convincere la badessa del monastero a dare una pozione alla ragazza
perch abortisca: doppio rovesciato della storia reale. Dal momento che
Timoteo accetta di fare questa mediazione, Ligurio pu passare a presentagli il
caso vero.
Sesta scena: Ligurio-Timoteo-Nicia.
L'accordo viene preso, tra i due, fuori scena, in chiesa, sottolineando
ulteriormente l'elemento di critica satirica. Nicia rimane in scena da solo.
Nona scena: Timoteo.
Monologo del frate che capisce di essere stato ingannato, ma alla fine conviene
anche a lui che la cosa rimanga segreta e non solo pronto a farla, ma non
se ne pente nemmeno. Riuscir a ingannare Lucrezia facendo leva proprio
sulla sua bont.
Undicesima scena: Timoteo-Lucrezia-Sostrata.
Il discorso del frate ricco di argomentazioni, citazioni bibliche a rinforzo,
retorica e persuasione. Risolve il problema dell'omicidio: se c' un bene
certo (gravidanza) e un male incerto (morte dell'uomo) non bisogna rinunciare
a quel bene e, visto che la morte rimane comunque una possibilit, meglio
che Nicia non rischi. E risolve anche quello del tradimento: la volont a
peccare, non il corpo. In pi, partorendo, farebbe un favore a Dio, portando un
anima in terra, e al marito, rispettando la sua volont. Cita l'episodio biblico
delle figlie di Loto che, pensando di essere rimaste sole al mondo, si unirono
con il padre e, dal momento che il fine era positivo non venne considerato
peccato.
La canzone finale un elogio all'inganno.

IV ATTO
Mentre Bibbiena non sapeva cosa farsene del quarto atto, Machiavelli vi
concentra le scene d'azione (anche se la principale, ossia il rapporto sessuale
tra Callimaco e Lucrezia, non pu ovviamente essere rappresentato sulla
scena).
Seconda scena: Ligurio-Callimaco.
Fortemente teatrale, Ligurio propone a Callimaco di travestirsi in modo che
Nicia non lo riconosca quando finger di essere il garzonaccio con cui Lucrezia
dovr passare la notte. Timoteo prender il suo posto come medico (nella
quinta scena) e Ligurio gli fa mettere il bocca una palla di cera perch Nicia
non riconosca la voce (nona scena).

V ATTO

La commedia non si conclude con un matrimonio. Viene, invece, instaurato un


ordine contrario a leggi e morali.
Seconda scena: Nicia-Callimaco-Ligurio-Siro.
Nicia racconta l'atto centrale (nella quarta scena verr raccontato da
Callimaco stesso) che non pu essere rappresentato. Alla fine, c' un
brevissimo momento in cui sembra essere dispiaciuto per la morte prematura
che attende il garzonaccio, ma si fa subito convincere da Ligurio a non
pensarci.
Sesta scena: Timoteo-Nicia-Lucrezia-Callimaco-Ligurio-Sostrata.
Lucrezia deve eseguire una cerimonia di purificazione come quelle che seguono
il parto. Nicia presenta Callimaco alla moglie, come se non si conoscessero.
L'inganno, progettato per una volta sola, diventa il nuovo stato delle cose.
Voltaire, nel saggio Sui Costumi e Lo Spirito delle Nazioni, ribadisce che la
Mandragola superiore a tutta la produzione di Aristofane.
Aretino di Arezzo. Formazione, non solo letteraria ma anche pittorica, a
Perugia. Arriva nella Roma di Leone X nel '10 e ottiene presto la fama di
malalingua, flagello dei principi.
La Cortigiana, 1525. Non verr n rappresentata n stampata, fino al
'34 quando Aretino la riscriver, per cos dire, depurandola. Narra le
vicende di un senese che arriva a Roma per imparare a diventare un
cortigiano. Viene messo in scena un mondo in cui saltano tutti i confini,
pertanto malavitosi, cortigiani e prostitute convivono allo stesso livello.
Nel Luglio del '25 Aretino viene assalito di notte e ferito gravemente, secondo
l'opinione pubblica il mandante sarebbe stato Gianmatteo Giberti. Non pu
ottenere giustizia, quindi costretto a lasciare Roma. Inventa, nel sistema dei
generi in volgare, la forma del libro di lettere.
Il Marescalco. Un principe costringe al matrimonio un ciambellano con
riconosciute tendenze omosessuali. Si conclude con un lieto fine che
comprende travestimento e matrimonio: la sposa si rivela essere, in
realt, un ragazzo adolescente.
Talanta. Stampata da Marcolini nel '42. il nome di una prostituta
desiderata da personaggi comici mentre servi e parassiti cercano di
guadagnare sulle spalle degli spasimanti. I personaggi sono
estremamente caratterizzati dal linguaggio. Viene messa in scena con le
scenografie di Giorgio Vasari.
Lo Ipocrito, stampato nel '42.
Il Filosofo. Vengono ripresi elementi boccacciani, in particolare la
novella di Andreuccio da Perugia. La presa in giro del filosofo
Plataristotele ai danni della filosofia e a favore, invece della naturalit.