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VIRGINIA
TRAGEDIA LIRICA IN TRE ATTI

MILANO,

F.

LUCCA.

17601

VIRGINIA
TRAGEDIA LIRICA IN TRE ATTI
POESIA DI

SALVATORE CAMMARANO
MUSICA DEL MAESTRO CAV.

S.

MERCADANTE

MILANO
COI TIPI DI FRANCESCO LUCCA,
6-68

Diritti di traduzione,

ristampa e riproduzione

riservati.

..

PERSONAGGI

ATTOlRI
*.**#*>

<#**>'

VIRGINIO

Sig".

VIRGINIA

Sig.

APPIO

Sig.

ICILIO

.'......

Sig.

MARCO
TULLIA

VALERIO

Sig.

.......
.......

Sig.

Sig.

CORO
Patrizi

Convitati

Congiunti ed amici di Virginio


Littori

Seguaci

di

--

Sacerdoti

Donzelle compagne di Virginia

Marco

Schiavi

Popolo,

ATTO PRIMO
SCENA PRIMA.
Sala magnifica nel palagio Decemvirati

Animato movimento
di

di

Patrizii,

invitati

logge in fondo.

a lauto banchetto,

cui veggonsi in parte gli apparecchi.

Coro

di

Uomini e Donne

Qui Roma gli eletti suoi figli raduna:


Qui voce non giunge di plebe importuna:
Non altro ne ingombri il core, la mente,
Che il solo pensiere del bene presente...
Si vegga la gioia regnar da ogni parte
In tutta la piena, in tutto l'ardor...
Seguaci pur troppo han Pallade e Marte.
Devoti noi siamo di Bacco e d'Amor.
(Odesi lugubre suono)

Qual lugubre suono i sensi percote!...


Quai frangono l'aere mestissime note!...
(scorge si passare in lontano luttuoso convoglio recando

un'urna cineraria)

Di Siccio Dentato al cenere muto


L'estremo si rende funereo tributo...
{L'esultanza che tacque un istante, appena difilato
corteggio ferale, irrompe vieppi fragorosa)

Si vegga la gioia regnar da ogni parte


In tutta la piena, in tutto Fardor.

Seguaci pur troppo han Pallade e Marte.


Devoti noi siamo di Bacco e d'Amor.
(entrano negli appartamenti]

il

ATTO

SGENA

II.

Appio
Di sozza gioia, fra bagordi ed orgie,
T'inebria, pasci le sfrenate voglie,
Patrizia turba, e servi,
Cieco strumento a mia grandezza. Marco
Non riede!... Il cor dubbioso, ansio mi batte
Con moto pi repente!...
Bel mio sangue ogni stilla fiamma ardente
Ah! tant' oltre non credea
Che il mio foco ornai giungesse
Che un'oscura e vii plebea
Trionfar di me potesse!
Oh che fla se ancor colei
Osa opporsi ai voti miei!...
A me stesso tento invano
!

L'onta mia dissimular...


Questo amor mi rende insano!...
Appio in me non so trovar.

SCENA
il arco, e

App.

Mar,

App.

Mar.

III.

detto.

Alfln tu giungi!... e nunzio


Lieto non sembri, o Marco!

ver, noi sono... Ed esserlo


Come potrei ?... L' incarco
Falliva !... Incorruttibile
la nudrice.
Io fremo!...

All'alma di Virginia
Portai 1' assalto estremo

PRIMO
Preghi, lusinghe,

Fu

insidie...

tutto indarno!...

Ahi (con

App.

App.

N'ebbe. Il tuo fin raggiungere


Non puoi, che il mio disegno
Recando ad opra.
Un' ultima
Prova si tenti, e poi... (in atto

SCENA
Patrizi!,

Coro

ira superba)

Sdegno

Mar.

Langue

il

di uscire)

IV.
e detti.

convito, squallido

Se tu non riedi a noi...


Ma feri sguardi piovono
Dal ciglio tuo!... Che fu?...
Io?... Feri sguardi?
App.
Mar. (piano ad AppioJ
Simula...
il simular virt.
App. (a Marco)
Al cor furente ed ebro

Ogni consiglio

muto...

L' oltraggio d'

un

Pi divampar

lo f'

rifiuto
!

basta a me del Tebro


Curva la fronte e doma,
Virginia al par di Roma
Piegar si deve a me.
Vieni, Signor di Roma,

Non

Coro
Mar.

Torni la gioia in te.


(0 sorte, la tua chioma
Alfin tu porgi a me !) (va al convito)

ATTO

SCENA

V.

Modesto vestibolo della casa di Virginio.

Virginia

Tullia,

seguita da

a sedere in

Don.

un

va mestamente

canto.

della madre innanzi all' urna


Di amare lagrime spargesti un fonte!
Tra' lari tuoi, qui taciturna
D'alta mestizia vesti la fronte!
Il cor ne svela, e di consiglio
Quel cor dolente conforto avr.
Lascia che tergere possa il tuo ciglio
La man pietosa dell' amist.

Tul. Figlia,

Vm.

Donzello

e da molte

plebee, assorta nei suoi pensieri

ti

scuoti.

Romano

Del
Alla

pompa

Neil'

anima commossa

Achille

feral trarmi voleste...

(sorgendo)

Si ridestar possenti
Rimembranze di morte... ove gli algenti

Marmi chiudono

in

grembo

Le reliquie materne,
Desio mi spinse prepotente, arcano...
Di Nume quasi una invisibil mano
Sulle materne ceneri
De' figli sacro il pianto,
Ivi la prece ascoltasi,
!

Ogni consiglio santo,


Ivi fidente

il

Le pene sue

core
narr...

Gli arcani del dolore

Don.

La tomba udir sol pu.


Eppur fra quante vergini
Accoglie

Roma

in seno,

r R

Parevi a noi, Virginia,


Sol tu felice appieno.
Icilio, quel magnanimo
D' ogni roman primiero

Per

d'immenso

te

Amor non

arde?...

e fervido
-

Vir/
Don.

Clemente

il

forse tu

Qual t'ama

vero!

n chiami

lieta sei,

per te?

ciel

non V ami
Icilio?...

Vir/

Che?...

grande

par d'Icilio
L'amor ch'io porto ad esso!...
tal che a voi comprenderlo,
N dirlo a me concesso!
Luce, speranza ed anima
al

Egli del viver mio...


Non un mortale, un Dio

Cotanto

amar

(Il sole

Don.

si

pu

tramontato)

Addio, Virginia, addio,


Il giorno declin, (escono)

SGENA VL
Virginia

Tullia.

Vir/ Tullia, se m'ami, alla magion t'affretta


Del congiunto Valerio... presso il campo.,,
Col

si

rechi...

Tul.

vuoi?...

Che

Vir/

Sappia... che torni a Roma...

il padre
che provveda

tutto

Al periglio imminente.

TuL.Temi?
Virginia

ATTO

10

Vm.*

D'Icilio...

Guai se quel bollente

Spirto d'Appio scovrisse

Le insidie Gi tribuno,
Dal superbo Decemviro temuto
Qual detestato egli !... Che fia,
Gagion di sdegno insorge
Tra V alme avverse
!

se

nuova

Tul.

Io corro... (esce frettolosaj

Vir.

II

Guidami,

SCENA
Appio,
pp. Virginia

Vm.

detta.

Chi m'appella?... oh

me tragge
Vm. E speri me sedur
Io, s:

Ah! non

App.

VII.

App.

padre mio

o ciel, dappresso.

Tu

sei

Di

con

vili

modi?

vero, ascoltami,

da inganno presa

anima
immensamente accesa.

te, di

S'

Dei!... tu stesso!.
amor... T'arresta... m'odi.

te quest'

intenso, inestinguibile

Quello che m'arde amore;


In questa fiamma il vivere
Riposto del mio core
Tu il Ciel mi sei, Virginia,
Tu il Nume sei per me.
Cedi, ed ascendi il talamo
:

Ch'Appio
Vir.

App.

ti

pone

al pie!

Ma ignori che un patrizio


Non pu impalmar plebea
Il

so,

ma

posso infrangere

La legge eh'
Se m'ami...

io facea,-

PRIMO

II

Amarti!... Scostati,
Ti porsi ascolto assai... /per allontanarsi)

Vir."

App. (arrestandola)
Virginia...

Vm.

Basti...

E cedere

App.

Non
Vm.

vedr

ti

Non mai.
Non

App.

mai!...

Balena
Solo

al

un

Qual lampo orribile

mio pensiero!
pu rendere

rivai

Tuo cor cotanto altiero...


Dilegua il fero dubbio...
VlR.'

(Dei!...)

Quale in

App.

te pallore?...

Or pi non dubito:

Vacilli?...

Ardi tu d'altro amore.

Vm.

(Ah!)

Del rivai pronuncia


L'odiato nome...

App.
Vir.

(Ahim

App.

!)

Quale s'appella?

Vir/

Donna,

App.

Una voce

il

Lasciami...
palesa a me.

(dal fondo dell'atrio)

Icilio.

VlR/

Ah!...

App.

Come!...

SCENA

Vili.

Icilio, e

App.

Il

detti.

ver discerno?

Tu!
Vir/
App.

(Chi m'aita?...)

Ho

in sen

l'

a verno!..

ATTO

1-2

lei.,

^^

App. Paventa

App.

gli

sdegni miei:

A mia vendetta freno non v'...


Pria che tu ardissi amar costei,
Pria che un rivale scovrire in me,
Tutti nemici aver gli Dei
Oh , quanto meglio era per te
(Ah! pari a questo crudel tormento
Nessun mortale provar pot
Un Dio commosso al mio spavento
A lui soccorra, soccorra a me...
vSe la pietade un vuoto accento
Siccome in terra in ciel non .)
Dell'odio antico quest'alma or prova
!

Vir.'

App.

Odio ben
Vir."

altro!...

(Il cor mi trema!)


tu l'ami quasi a me giova.
Mi fia rapirtela gioia suprema!...
Appio... {scuotendosi con indignazione)

Pur che

App.

Vir/

Vaneggia

lei.

App.

La sottrarrebbe

Vm.

App,

chi mai
mio poter ?

chi

al

Numi...
Stolta

!...

sul

Tebro ornai

Nume non
lei.

havvi che il mio voler,


Calcando il mio cadavere
Giunger puoi solo ad essa...

Per via di sangue


Alla virt

Ma
Ma

s'

il

vizio

appressa.

che il giorno io miro,


che un'aura io spiro,
A Roma ed a Virginia
Un Dio rimane ancor
fin

fin

App.

Non cangi, temerario,


Con vani accenti il fato...
Trema... gi sei colpevole

D'amarla, o sciagurato!

PRIMO
Su

ViR.

voi, su

Roma

13

intera

La mia possanza impera...


Vedrem fra Icilio ed Appio
Qual sar Dio miglior.
Va... se non tne, Decemviro,
Rispetta i miei Penati
Esci, dai lari involati
Che troppo hai profanati!...
Il detto mio rammenta:
Tu non m'avrai che spenta
:

Il

sangue di Virginio

Ribolle in questo cor

(Appio partej

FINE DELL'ATTO PRIMO.

ATTO SECONDO
SCENA PRIMA.

Interno della casa di Virginio.

Virginio,
ViR.Eccomi

Virginia

quindi

Albeggia.

Tullio*

alfin tra lari miei!... (cade in ginocchio)

Pietosi

Numi,

Vm.

grazie vi rendo!...,

Vm.Si,

s...

vieni...

son

la

(alzandosi ed aprendo
Figlia!...

Vir/

sua voce! (uscendo)

io...

le

braccia)

Virginia!...
9

(gettandosi nell amplesso paterno)

Padre! Ah! padre mio!..


(calde lagrime irrigano

Vir.

le

sue guance)

Oh! quante volte reduce


Dal campo, e vincitore,
Fra gl'inni di vittoria
Ti strinsi a questo core!...
Allor di vivo giubilo
Pianto spargevi, o figlia...

Or veggo amare lagrime


Cosparger le tue ciglia!
cessa... - Io tento invano
Pieggere al suo dolor...
ver che son romano,

Deh!

sono ancor! ad esserti


Cagion d'ambascia il fato
Mi danna!..,

Ma padre
Vm.

Oh!

me

io

infelice!...

ATTO SECONDO
Vir.

15

Figlia...

Sappilo,

Vir.*

Ha

nei tuoi lari osato

Colui venirne...

Oh

Vir.

Ed

rabbia!...

a qual fin?

Velame

Vir/

Certo a sue mire, offriami


Vietate nozze.

Infame!
Sper sedurmi, vincere

Vir.
Vir.

Cos la mia virt.

Fremo!

Vir.

Vir/

Deluso, aggiungere
Minacce ardia...

Non

Vir.

pi!

Tragge un padre orrendi giorni


Della guerra fra i perigli,
Mentre qui ne insidia i figli
Usurpato e reo poter!
Ecco al prode allor eh' ei torni
Qual trionfo preparato!...
Ecco il premio a te serbato,
Sangue sparso del guerrieri
,

e Tul.

Vir."

(Ah! non so da qual turbato


Rio presagio il mio pensieri)

SCENA

IL

Icilio, Valerio e

Virginio!

lei.

Vir.
lei.

detti.

Figlio!... {abbracciandosi)

Di Valerio quasi
All'annunzio credenza
Negai...

Tu

in

Roma?

ATTO

16

Di venir licenza

Vir.

Breve dal condottier mi fu concessa

campo
Rieder m'

In

Vm.

forza.

Vir.

al d novello

Oh

cieli...

Ti rasserena:
difensor possente
Figlia ti lascio... nel tuo sposo, {accennando

Un

ViR.

Icilio)

Ah!...

Tul.

Numi!...

Sposo?

lei.

Vir.

Ed in breve, n potea pi degno


sua virtude offrirne.

Vir.

Icilio

lei.

Oh

padre!

(in atto di prostrarsi)

Vir. (serrandoli fra

Ma fugge

le

Oh

braccia)

figli!...

tempo... Va, Tullia, raduna


Mulibre corteo,

il

d'Imeneo

traggi

Al delubro la sposa.

Tul.

Io volo... (parte)

Vir.

Andiamo
Val.
Vm.Figli,

il

rito

ad

Son
tempio

al

E muta
Virginia

Non ha

favella...

Si

teco.

v' aspetto, (esce seguito

lei.

Vm.

noi (a Valerio)

affrettar.

da Valerio}

resta

Estremo giubilo improvviso


Eppur fra il mio contento

mesce un senso

di timor!

Che

lei.

sento'...

Allor che avvinti sarem dai Numi


Chi fia che in volto pi t'erga
Nel detto mio credi e riposa,
Non ha la terra s ardito cor.
E chi d'Icilio divien la sposa

Saper non deve che

sia

timor'

lumi?

SECONDO
ViR.

17

vero, al nome di tua consorte


Il cor s'innalza, l'alma pi forte!
All' ara innanzi del sacro Imene
Di me, fra poco, sar maggior...
Gioia cotanta, cotanto bene

Pi non sogno d'ardente amor!

SCENA

III.

Tullia, Donzelle

e detti.

Don.

Eccone a te, Virginia,


L' ali amist ne porse.

Tul.

Lieta di tua letizia


Ciascuna, il vedi, accorse.

Don.

Tronchiam
Si

Tul.

mova

g' indugi...

unite

al

tempio

pie.

il

figlia!

Sposa!

lei.
a

Vra.

Icilio

Tul. e Donzelle

lei.,

Andiam.

Vm.

lei.

eViR.

Son fuor di me!


La gioia di quest'anima
Gioia non terrena!...
Dolcezza ignota scendere
Mi sento in ogni vena!...
tua

Vieni, e son

ripetimi

Dell' are sante al pie...

A
Tul. e

queir accento schiudersi

Vedr
Donzelle

1'

Olimpo

me

Coppia felice, un estasi


La vita fia per te! fpartonoj

ATTO

18

SCENA

IV.

Esterno del Tempio d'Imene, con porta nel prospetto a cui


si giunge per maestosa gradinata; da un fianco atrio magnifico del palazzo Decemvirale.
schiera di Sacerdoti nel vestibulo, alimentando le
are esterne coi sacri incensi: Marco attraversa la via:
quindi Icilio, Virginia e corteggio di Congiunti

Una

ed amici.

Sac.

Dallo stellato empireo

Scendi o celeste Imene,


Di rose eterne e d' auro
Appresta le catene,
D' Icilio e di Virginia
Stringi con esse i cor.

(Numi

Mar.

d'averno!...

vero apprendo?...)
Imene, ah! compi l'opera
Cui die principio amor.
Il

Sac.

Mar.
(si affretta

Con.

(Distrutta fa.)
ed entra nel palazzo Decemvirale)

Della citt romulea

Prima speranza,

e vanto,
valoroso giovane,
Traggi dell'are accanto:
Ivi serbato il premio
Di vivo e casto ardor.
Sac. e Con. Imene, ah! compi l'opera
Cui die principio Amor.
Don.
Bella di tua modestia,

Adorna

di te stessa,

Vieni, adorata vergine,


All' are sante appressa
tua la man d'Icilio,
Qual tuo fu prima il cor.
:

SECONDO

19

Sac, Con. e Donzelle


Imene, ah! compi l'opera
Cui die principio Amor.
[Tatti

processionalmente ascendono la scala del Tempio.)

SCENA
Marco

V.

seguito da molti schiavi, e detti.

Mar. Fermate... La donzella

questa, s - nelle mie case


Venga; mia schiava dessa!

tratta

Vm/IoL.
Tul. e Coro

Numi

eterni

Vii, che ardisci?

lei.

Mar.

Cessa

Da vani

oltraggi. Chiaro

Far dinanzi a tribunal supremo


Il dritto mio: frattanto
Ella obbedisca...

Ove un

lei.

sol detto aggiungi,

Ultimo fa che dal tuo impuro labbro


Esca
Mar.
Seguir tu fai
Le minacce all'insulto!...
!

T'arretra, parti, o ch'io...

lei.

SGENA
Appio

dalle soglie Decemvirali

Virginio

Valerio

VI.
con seguito

di

sull'alto della scala del

Littori,

tempio,

e detti.

Grida!... tumulto!

App. (inoltrandosi)
ViR.(Che avvenne!...)

Vir/

Osa tacciarmi

Di schiava.
Vir.p Val.
(Oh cieli)

ATTO

20

Decemviro,

Mar.
Icl

Iniquo

Mar.

ella tale...

Ella nascea

D' una

mia serva

compra

Era di furto poscia


Dalla consorte di Virginio.

Dato

App.

Ove a

produrre

te sia

Secure prove

Ben
Vir.

dell'

esposta frode

puoi...

Non

proseguir... Virginio t'ode!

(viva sorpresa di

App.

Appio

e di

Marco)

(Virginio!...)

Vir/
Mar.

Padre...
(Egli...

egli stesso!...)

Val., Tul. e Coro

Qual giorno!...
Udisti?

lei.

Vir.

Nefando eccesso!...
oh iniqui mostri!...
Ove s'intese onta maggior?
Non son pi nostri i figli nostri!
Fremete, o padri d' ira e d' orror

Oh tempi

iniqui!...

App.

(Come tornava costui dal campo?...


Reprimo a stento il mio furor!...
Ma la mia fiamma per nuovo inciampo
Pi si dilata, pi m'arde il cor!)

Vir/

(Orrido scende a ricercarmi


Un gel di morte le vie del cor!
Tutto si vuole, tutto involarmi!...
E sposo e padre e patria e onor!)
(Ben io compresi qual braccio vibra
Colpo s atroce a questo cor!...
Arder mi sento in ogni fibra
Odio mortale, mortai furor!)
(All' util mio ceda la tema,
Pari ai rimorso mi taccia in cor.]

lei.

Mar.

SECONDO
Tul., Val. e

21

Coro

Forza ad ogni alma, forza che gema!...


Sparve la gioia, regna il dolor?

Ne

lei.

ti

ritraggi, o perfido?

Mar.

Sostengo

lei.

Il

velo

dritti miei,

dunque

a togliere

M'astringi?

Mar.

Che?...

Tu
D'un empio l'empio

lei.

ed

sei

complice...

App.

Taci...

Mar.

Ei mente...
Trarre con frode orribile
Speravi Y innocente
In suo potere (mostrando Appio)

lei.

ardisci?...

App.
Vir.,

Icilio!...
3

Tul., Val. e Coro


Eterni Dei!

Che

Vir/
App.
lei.

Di cos

Calunnia?...

App.

Vir/
App.

ascolto!...

calunnia
Punir dovrei lo stolto...
vii

S...

(interponendosi)

(minaccioso)

Decemviro.-.

Ma

voglio usar clemenzaFine al garir. - Virginia,


Di te portar sentenza

M'udrai nel Foro,


Del nuovo giorno.
Mar.

al sorgere

Intanto
legge che la dubbia
Schiava mi segua.
E tanto
Osi?... Che onesta vergine
,

Vir.

lei.

Tra lari tuoi rimanga?


Legge non v' ha s barbara.,
E se pur v' ha, s' infranga.

ATTO SECONDO
d' amare ingiurie

22

Mar.

Guerra

Non io combatter vo\


Nel tetto mio traetela...
Vir.'

Vir.

Infami!

Val., Tul. e Coro


lei.

(agli schiavi)

padre!... (fuggendo a lui dappresso)


Ah!...

(respingendo gli schiavi)

Prima

Icilio traftto

No...

ed esangue,

Scellerati, cader si vedr.

Prima

il Tebro gonfiato di sangue


Inondar tutta Roma dovr.

App.

Vir.

Ascoltata giustizia qui sola,


La minaccia qui possa non ha.
Se non tronchi V ardita parola,
Dalla scure troncata sar.
Ch' io son padre, ad affanno cotanto

Ogni padre comprender potr...


Se non basta il mio duolo, il mio pianto
Attestarlo

Vir/

Dammi un

il

mio brando

sapr.

ferro, e squarciarsi le

vene

Roma,

o padre, tua figlia vedr...


che libera fonte proviene

Da

Il

Mar.

versato

mio sangue

dir!

Non la forza, me il dritto protegge:


mia schiava... provato sar...
Ed innanzi al poter della legge
Ogni ardito piegar

si

dovr.

Tul. e Val.

Non

v' ha dritto, n forza mortale


Che strapparla ad un padre potr.

Coro

(a Marco)

Rio velen, qual d'Erinni infernale,


Negli accenti e nel core ti sta.

FINE DELL'ATTO SECONDO.

ATTO TERZO

SCENA PRIMA.

App. (dopo aver


S

Appartamento

di Appio.

Appio

Marco*

letto

che egli

poi

un papiro)
d'

lasci

uopo

Roma... o la vita. - Ebben?

Quanto chiedesti

Mar.

Ottenne l'oro: al voler mio son presti


Tali che il braccio uso a ferire, ed hanno
Uso il labbro a tacer.
M' odi. Qui tragge
App.
Tra poco Icilio: perigliosa troppo
Al nuovo d la sua presenza in Roma;
Uscirne g' imporr. Da lui non visto
I

detti nostri ascolta,


s' ei

ricusa obbedir...

Mar.
Finisci.
App. Tu m'intendesti! - Ardisci.
De' lari suoi la via remota, e l'ombre
Silenti della notte

Proteggeranno

colpo. -

il

Mar.

Eccolo!...

(ad un cenno di Appio di ritira)

SCENA

li.

Icilio e detto.

Ad

lei.

Tarda m' appelli

ora

Havvi cagion pressante

App.

Che

tal richiese.

Leggi, (porgendogli

il

papiro)

ATTO

24
Icr.

....Pretore al campo...

App.

S
merc dovuta
Concede a te la patria. Immantinente
Che tu parta mestiere gi presso il Duce
Ti rinvenga, o Pretor la nuova luce.

Io?

Si opporrebbe, ver, la legge

L'uom plebeo

d'alzar cotanto,

Pur talvolta pu chi regge


La virt guardar soltanto.
M'oltraggiasti, ma perdono
All'etade, al cieco ardir.
Alma grata or mostra al dono
e Roma in obbedir.
tu speri ch'io non vegga
Nel tuo don la fraude ascosta?
Se il mio sguardo in cor ti legga

Appio
lei.

Prover
(getta

Non

il

la

mia

papiro

Roma,

risposta.

e lo calpesta)

ch'egli adora,

te

Il

patrizio impallidir.

nega d'obbedir
L'uom plebeo... che f' talora
App.

Tant'osi?

Osar pu tanto

lei.

Chi

te conosce, e l'opre

Scerne, che invano il manto


D' ipocrisia ricopre
In me tremendo inciampo
Sorge a' disegni tuoi...
Non vuoi ch'io vada al campo,
Ch' io lasci Roma vuoi
La tua repulsa, credilo,
Troppo costar ti pu!
(Marco apparisce in fondo)
!

App.

Icilio, parti, arrenditi!...


lei.

App.

No...

Parti Icilio!...

TERZO

25

No. (Marco

lei,

si

dilegua)

Mi rivedr sul Tevere

Domani
Domani

il

al

nascente;
gran giudizio,

sol

Appio, m' avrai presente.


Colei, lo giura Icilio! Tua preda non sar
Tremar pi di Virginia
Il giudice dovr.
A tua rovina, incauto,
Spingi tu stesso il piede
;

App.

Meco

follia resistere...

10 voglio, e tutto cede


D'ira impossente struggiti,
Colei mia preda gi.
(Sul Tebro, ma cadavere
:

11

sol

ti

rivedr !)
Appio

(Icilio esce,

SCENA

si ritira)

III.

Vestibolo della casa di Virginia.

Tullia

e le
d'

meste compagne

intorno

di

Virginia

stanno a

lei

ella cinta di squallide vesti.

Dopo, Virginio,
Tul.,

Donzelle

Come

insensata giace,

Oppressa dal tormento,


muto il suo lamento,
Pi lagrime non ha!

Vm.
VtR.

Virginia!... Figlia!...

(scuotendosi alla voce paterna)

Oh padre mio !... - Ti siede


Pallor di morte in fronte!
interrogarti ardir non ho.

Pur troppo

Vir.

Vana torn

la

speme

ATT

26

Di muovere a piet l'alma feroce


D'Appio... udir la mia voce
Niega
Tul., Don. Esecrabil mostro
!

Vm. Ed

Icilio?

Noi vidi

Vm.

ei certo al

Foro

Ne attende.

Vm.

Egli ne attende?... Ah! Tor dunque,

L'ora
Vir.
ViR.

fatai?...

Giungea
Andar conviene.

Andiam... reggi, mio core,

In momenti s orribili, s crudi!...


ViR.Ahi! dura terra e perch non ti schiudi?
("Padre e figlia muovono per uscire; Virginia si arresta
ad un tratto, come persona cui attraversi la mente
un pensiero: ella abbraccia piangendo i Penati della
casa paterna, quindi cade prostrata innanzi ad essi.
Tante lagrime scorrono per le guance di VirginioJ
ViR.

Sacri Penati, ah! l'ultimo

forse questo addio !...


Chi dir mi puote, ahi misera!
Se pi tornar degg' io ?...

Ove mi

fla

ricovero

Negato a voi d'accanto,


Ricovero soltanto
L' avello a
Vir.

(Come
Il

Se

me

sar

poss' io contendere

pianto a questi rai,


il cor spezzato, in lagrime

Tutto

si

scioglie ornai?...

Ove m' tolto riedere


Qui con la figlia al seno,
La tomba infausta meno
De' lari miei sar !)
TuL.,DoN.(Chi pu di lei non piangere,
Nel petto un cor non ha!)

TERZO
(Odesi dai vicini

Che

27

confuse voci di dolore)

trivii

fla?

murmure

Dolente un

Vir.

L'aura ferisce!
*

SCENA
Valerio

Val. (accorrendo inorridito)

IV.
e

detti.

Oh

cielo

Vir/

Qual nuova porti?

Val.
Gli altri

Orribil nuova!...

Vm.

Orribile

Val.

Io gelo!...
Icilio

!...

Ah

Vir/

Val.

Sulla pubblica
Via trucidato giace

Gli altri

Misfatto

enorme

Oh! d'Appio

Vir.
L' opra ravviso

Tul.

Numi
Vir.

tace,

la vostra folgore?

La tomba mia

s'apri!...

Prode, sublime Icilio...


Vm. a
Sposo !...
Terribil d !...
Val., Tul., Don.
Vir/ e Vm.
E piena, compiuta la sorte funesta!
Non resta pi scampo, pi speme non resta!
L'averno seconda d'un empio le trame...
N in terra giustizia, n in cielo piet.
L'infame sentenza, dal giudice infame
Col sangue d'Icilio vergata fu gi!...

Vir.

(partono

tutti)

ATTO

28

SCENA
Il

V.

Foro.

Numerosa Coorte spargesi


Littori

Pop.

air intorno.

Popolo.

In vestimenti squallidi,
Squallidi nel sembiante,
Ecco venirne i miseri
Al tribunal d' innante
Oh, sventurata figlia
Segno al rigor del fato !...
Oh, padre sventurato
!

Pi della
Il

Lit.

ancor

figlia

!...

pianto sulle ciglia,


Il pianto abbiam nel cor
Cessa, ed arretrati
Plebe loquace ;
Singulti e lagrime
Chiudi nel cor.

Qui

la giustizia

Si adora

e tace

Son vani i gemiti,


Vano il dolor
!

SCENA ULTIMA.
Virginio, Virginia, Valerio, Tullia, Appio,

Marco

con seguaci, e

detti.

App. (sulla tribuna)


Mira d' innanzi a te, popol di Roma
Donzella, che si noma
Dal genitor supposto ella di Marco
Nella magion da serva madre al giorno
:

TERZO

29

Venne, Sottratta indi per frode, a prezzo


D'oro la sposa di Virginio l'ebbe,

Che d'un' estinta sua bambina invece


La nudra...
Vii menzogna!...

Vir.

App.

testimoni

Del fatto esaminai,


Concordano. Son questi
Tutto presti a giurar.

A giurar presti
mentitor son sempre...
App.
Ol, gl'insulti
Tacer qui denno qui giustizia regge,
E sol voce di legge
S' intende qui. Littori
Di vostre scuri l'accerchiate. Ov' abbia
Ragioni egli le adduca,
Vm.

Ma
Vm.

il

giudizio

non

turbi.

Anche
II

App.

Giurate
ver diceste.
fa Marco ed ai seguaci

Che
Mar.

in periglio

genitori...

il

di lui)

Lo giuriam.

Seguaci

App.

Di Marco
Il

dritto chiaro,

n dubbiezza

resta.

Ella tua schiava; la sentenza questa.

(Tremendo
VlR.,

silenzio)

VlR/
(All'empia sentenza le vene mi stringe
Un orrido gelo, di morte peggiori...)

App.

(Gli ostacoli abbatte, gli eventi costringe,

Tutti

(Del cor lo

D'un Appio

nel seno fato l'amor!)

sgomento nei volti


Silenzio di tomba impose il

si pingel...

terrori...)

ATTO

50

ViR. (scuotendosi ad un tratto, come preso da fero brivido)

(Nera idea!...

Ma

pur...

S!...)

App.

Date
Al signor la schiava ornai.

Vir.

mi

Pria, crudeli,

svenate... (ai Littori che

muovono ad eseguire

Tul.

il

cenilo d'Appio)

Figlia!...

Oh!

Val., top.

App., Mar., Lit.


Vir.
Sospendete...

giorno!...

Ed oserai?...
Ah m'odi almeno (ad

Breve istante... < Io 1' educai


Qual mia figlia! in questo seno
Qual di padre alimentai
Santo affetto!... se mentito
Ha la sposa, ignaro io sono
Della fraude...

Ho

Vir."

il

vero udito!

Dubitar puoi tu?

Qual dono

Vir.

Io

T imploro

Una

volta

d' abbracciarla

mi concedi

Prima, ahi! prima

di lasciarla

In eterno!

Quanto chiedi
Crudelt negar saria:
Io non uso crudelt.
Dischiudetegli la via.

App.

(ai Littori che ubbidiscono)

Val., Tue., Pop.

Oh
ViR.

spettacolo!...

Padre!
(gettandoti nelle braccia paterne)

Vm.
Vir.

Ah!...

Ch' io t' annodi al core infranto


Pria che manchi dall' ambascia...
De' miei baci... del mio pianto
La tua man covrir mi lascia...

App.)

TERZO
Dimmi almeno

51

in questo addio,

dimmi, o padre mio...


Son tua figlia... a me lo grida
Ogni fibra del mio cor!

Figlia,

(Ah! che troppo in questi amplessi


D'esser padre, ahi! troppo io sento!...

Vir.

Oh! non esserlo potessi

Un momento, un
Il

gran colpo

Trema

il

momento!...

sol

io tento invano!...

cor!...

trema

la

mano!...

Dei celesti... od infernali,


Soccorrete un genitori)
App.
(Io trionfo!... a' cenni miei
Il rivai cadea svenato!...
Con quel sangue appien costei
Ogni oltraggio m' ha pagato
Me sprezzar, schernire ardia...
Or la stolta mia!... s, mia!
A ritormela disfido
E mortali e Numi ancor!)
Mar.
(Sia merc, propizio averno
Al concesso tuo favor!)
Tul., Val., Pop.
(Nel suo volto, ahi! tutto io scerno
I/alto strazio dei suo cor!)
App.
Or sian divisi, (dalla tribuna)
!

avanzano presso Virginio


sono sul davanti della scena)

(I Littori si

Vm.
ViR.

Virginia che

(Iniquo fato!)

Addio per sempre, o


Ah! s, per sempre!

Vir.
(le

immerge rapidamente

genitor...

il

Val., Tul.

ferro nel cuore)

Numi!

Vir.% Pop.

Ah!

(Virginia cade abbandonandosi nelle braccia di


Tullia che s'inginocchia a

lei

d'accanto)

ATTO TERZO
(Appio sorgendo dalla tribuna ed avanzandosi verso
Virginia)

App., Mar., Lit.


Spietato!..,
a
ViR.
Oh... vero... padre!...
(muore. Quadro generale di raccapriccio)

Ahi! quale orror!


Pop., Tul., Val.
Vir.
Appio... 11 tuo capo sacro all' averno
Con questo sangue... (con esaltazione feroce
brandendo il ferro insanguinato)
Pop. (mentre Appio

si

ferma inorridito torcendo

dal cadavere di Virginia, e mentre

cenno di Marco
polo

si

si

lo

sguardo

Littori

avventano sopra Virginio,

ad un
il

scaglia sovra essi ed assale Appio)

Obbrobrio eterno,

E morte ad Appio,

al traditori

mio

App.

FINE.

furor!

Po-