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LA STORIA DEL CIOCCOLATO

ORIGINE LINGUISTICA
Il cacao, nella lingua degli olmechi attorno al 1000 a.C., si pronunciava kakawa. In
epoche successive i maya, iniziano a chiamarlo "kakaw". In quel tempo si
cominciavano a miscelare alla bevanda aromi di varia natura, ad esempio il cili, e
essa assumeva il nome di "ik-al-kakaw". A questo punto occorre introdurre alcuni
elementi di fonetica. I maya amavano la bevanda di cacao preparata con acqua
calda. Questa bevanda di cacao assumeva il semplice nome di chacauhaa.
Sinonimo di chacau era chocol, da cui deriva chocolhaa, sicuramente il primo nome
che si avvicina allo spagnolo chocolate. Facendo un ulteriore salto, arriviamo alla
conquista spagnola della seconda met del XVI secolo dove si consumava una
bevanda per met di cacao e per met di "pochotl" che prendeva il nome di
"chocolatl".

STORIA E DIFFUSIONE NEL MONDO DEL CIOCCOLATO


La pianta del cacao ha origini antichissime e, secondo precise ricerche botaniche, si
presume che fosse presente pi di 6000 anni fa nel Rio delle Amazzoni e nell'Orinoco.
I primi agricoltori che iniziarono la coltivazione della pianta del cacao furono i Maya
solo intorno al 1000 a.C.
Le terre del Guatemala furono quindi le prime a vedere l'inizio della storia del cacao, e
insieme ad esso del cioccolato. La leggenda dice che la coltura del cacao fu sviluppata
dal terzo re Maya: Hunahpu.
Successivamente ai Maya anche gli aztechi iniziarono la coltura del cacao, e in seguito
la produzione di cioccolata; associavano il cioccolato a Xochiquetzal, la dea della
fertilit.
Con valore mistico e religioso, il cacao veniva consumato dall'lite durante le cerimonie
importanti, offerto insieme all'incenso come sacrificio alle divinit e a volte mischiato al
sangue degli stessi sacerdoti. A conferma di ci, sono stati trovati diversi esempi di
raffigurazione della pianta del cacao su alcuni vasi e codici miniati Maya. Oltre ad un
impiego liturgico e cerimoniale, nelle Americhe il cioccolato veniva consumato come

bevanda, chiamata xocoatl, spesso aromatizzata con vaniglia, peperoncino e pepe.


Tale bevanda era ottenuta a caldo o a freddo con l'aggiunta di acqua e eventuali altri
componenti addensanti o nutrienti, quali farine e minerali. Altri modi di preparazione
combinavano il cioccolato con la farina di mais ed il miele.

La sua caratteristica principale era la schiuma, che veniva anticamente ottenuta


mediante travasi ripetuti dall'alto da un recipiente ad un altro. Con la Conquista
spagnola, si impone l'uso del molinillo, che ruotato velocemente avanti e indietro tra le
mani consentiva di ottenere in tempi pi brevi la densa schiuma tanto amata dai
consumatori della bevanda.
Non si pu non notare, per
inciso, la singolare coincidenza
del procedimento di
preparazione della bevanda di
cacao e acqua per travaso,
con l'uso africano di preparare
il t (tre cicli successivi di
preparazione, ciascuno dei
quali si ottiene per bollitura
delle foglie di t, travasi ripetuti
dall'alto fino al montare della
schiuma -peraltro ovviamente
meno consistente di quella del cacao- e consumo).
Il xocoatl aveva l'effetto di alleviare la sensazione di fatica, effetto probabilmente
dovuto alla teobromina in esso contenuta. Esso era un articolo di lusso in tutta
l'America centrale pre-colombiana; i semi di cacao erano usati come moneta di
scambio, di conto e anche come unit di misura: nel tesoro dell'imperatore
Motecuhzoma (pi noto con il nome storpiato di Montezuma) se ne poterono trovare
quasi un miliardo.

Solo nel 1502 avvenne il contatto del cacao con la civilt europea: Cristoforo Colombo
durante il suo quarto e ultimo viaggio in America sbarca in Honduras dove ha
l'occasione di assaggiare una bevanda a base di cacao; al ritorno, port con s alcuni
semi di cacao da mostrare a Ferdinando ed Isabella di Spagna, ma non diede alcuna
importanza alla scoperta, probabilmente non particolarmente colpito dal gusto amaro
della bevanda. Solo con Hernn Cortz si ha l'introduzione del cacao in Europa in
maniera pi diffusa, era il 1519. Egli arriva nel Nuovo Mondo dalla Spagna e la
popolazione locale lo scambia per il Dio Quetzalcotl, che secondo la leggenda
sarebbe dovuto tornare proprio in quell'anno. L'imperatore Montezuma, allora, lo
accoglie a braccia aperte e gli offre un'intera piantagione di cacao coi relativi proventi.
Il primo carico documentato di cioccolato verso l'Europa a scopo commerciale viaggi
su una nave da Veracruz a Siviglia nel 1585. Il cioccolato veniva sempre servito come
bevanda, ma gli europei, e in particolar modo gli spagnoli, ci aggiunsero la vaniglia e lo
zucchero per correggerne la naturale amarezza e tolsero il pepe e il peperoncino. Per
tutto il '500 il cioccolato rimane un'esclusiva della Spagna, che ne incrementa le
coltivazioni.
Solo nel '600, attraverso la Toscana, il cacao arriva in Italia per merito del
commerciante di Firenze Antonio Carletti, e nel 1615 nel resto d'Europa. Nella
Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze si rintracciano numerosi scritti che
testimoniano a partire dal 1600 un acceso dibattito sul cioccolato e sui suoi consumi.
Sempre a Firenze si rintracciano numerosi scritti sul tema della cioccolata. Nel 1680
esce un libro riguardante il cioccolato a cui ne seguono molti altri. Nel XVII secolo
divenne un lusso tra i nobili d'Europa e gli Olandesi, abili navigatori, ne strappano agli
Spagnoli il controllo mondiale e il predominio commerciale.
Nella Venezia del Settecento nascevano le
prime "botteghe del caff che erano anche
botteghe della cioccolata e facevano a gara
per modificare la ricetta esistente inventando
nuove versioni. Nel 1760 la Gazzetta Veneta
documenta l enorme diffusione del prodotto.
Fino a tutto il XVIII secolo il cioccolato viene
considerato la panacea di tutti i mali, e gli si
attribuiscono virt miracolose. Il Brasile, la
Martinica e le Filippine aumentano in modo
spropositato la coltivazione di cacao;
contemporaneamente molte citt europee si
pregiano della fama per la lavorazione del

cioccolato; un esempio fra tutti Torino, che ha una produzione di ben 350 Kg al
giorno, esportato in molti Paesi dEuropa.

Alla fine del XVIII secolo il primo cioccolatino in forma solida fu inventato a Torino da
Doret. Nel 1802 fu inventata una macchina per raffinare la pasta di cacao e miscelarla
con zucchero e vaniglia.
In realt bisogna aspettare il 1820 perch il sistema fosse messo a punto, e la prima
tavoletta di cioccolata fu prodotta in Inghilterra. Nel 1826 Pierre Paul Caffarel inizio' la
produzione di cioccolato in grandi quantit grazie ad una nuova macchina capace di
produrre oltre 300kg di cioccolato al giorno. Nel 1828 l'olandese Conrad J. van Houten
brevett un metodo per estrarre il grasso dai semi di cacao trasformandoli in cacao in
polvere e burro di cacao. Svilupp inoltre il cosiddetto processo olandese, che consiste
nel trattare il cacao con alcali per rimuoverne il gusto amaro. Questi trattamenti resero
possibile il produrre il cioccolato in barrette come lo conosciamo oggi. Il primo
cioccolato in forma solida in scala pi estesa rispetto a quello di Doret sembra essere
stato prodotto nel 1847 da Joseph Fry. Nel 1852 a Torino Michele Prochet comincia a
miscelare cacao con nocciole tritate e tostate creando la pasta Gianduia che verr poi
prodotta sotto forma di gianduiotti incartati individualmente.
Nel 1867 iniziarono a includere il latte tra gli ingredienti nella preparazione del
cioccolatoe presentarono sul mercato il cioccolato al latte nel 1875. Per rimuovere
l'acqua contenuta nel latte, consentendone una pi lunga conservazione, fu assistito
da un vicino, un fabbricante di alimenti per l'infanzia di nome Henri Nestl.
Rudolph Lindt infine invent il processo chiamato concaggio (conching), che consiste
nel mantenere a lungo rimescolato il cioccolato fuso per assicurarsi che la
miscelazione sia omogenea.
Il cacao stato anche motivo di una continua lotta finanziaria tra i grandi esportatori
(Africa e Brasile) ed i mercati d'acquisto (Europa e USA).
L'iniziale artificioso rialzo dei prezzi provoc una forma di boicottaggio commerciale,
soppresso dalle necessit della seconda guerra mondiale. Terminata la guerra, vi fu
una diminuzione del prodotto, determinato da malattie e dall'invecchiamento delle
piantagioni, sintomo di una non oculata gestione delle stesse.
Il valore commerciale della produzione americana (soprattutto Messico e Guatemala)
superiore a quello della produzione africana o di altri paesi. In Italia, la regione di
Torino produce il 40% della produzione italiana per un volume di 85000 tonnellate
annuali.
Nel 1946 Pietro Ferrero invent una crema di cioccolato e nocciole con l'intenzione di
venderne qualche chilo ai pasticcieri di Alba: il prodotto ebbe un successo superiore a

ogni aspettativa e qualche anno dopo, nel 1964, nacque la Nutella, che divenne
popolare in tutto il mondo.

Eci
Se volete scoprire un po tutto sul cioccolato, andate ai siti
http://www.cioccolato.it/Web/cioccolato/home.asp?ID=252
www.conoscereilcioccolato.com
http://www.eurochocolate.com/it/cioccolato/storia.html