Sei sulla pagina 1di 5

Cesare Pavese

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Se un ignoto, un nemico, diventa morendo una cosa simile, se ci si arresta e si ha paura a scavalcarlo,
vuol dire che anche vinto il nemico qualcuno, che dopo averne sparso il sangue bisogna placarlo, dare
una voce a questo sangue, giustificare chi l'ha sparso.
(Cesare Pavese, La casa in collina, 1949)

Cesare Pavese
Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo, 9 settembre 1908 Torino, 27 agosto 1950) stato uno
scrittore, poeta, saggista e traduttore italiano.

Firma di Cesare Pavese

Indice

1 Biografia
o 1.1 L'infanzia
o 1.2 Gli studi
o 1.3 L'attivit di traduttore e l'insegnamento
o 1.4 L'incarico all'Einaudi
o 1.5 L'arresto e la condanna per antifascismo
o 1.6 Il ritorno a Torino
o 1.7 Il passaggio alla prosa
o 1.8 Il periodo della guerra
o 1.9 Gli anni del dopoguerra (1945-1950)
1.9.1 L'iscrizione al Partito comunista e l'attivit a "L'Unit"
1.9.2 Alla sede romana della Einaudi
1.9.3 A Torino: la Collezione di studi religiosi, etnologici e psicologici
1.9.4 La febbrile attivit narrativa
1.9.5 A Roma: amore, l'ultimo

1.9.6 Il Premio Strega


1.9.7 La morte
2 Opera e poetica
3 Opere
o 3.1 Romanzi, racconti
o 3.2 Poesie
o 3.3 Saggi, lettere, diari
o 3.4 Traduzioni
4 Bibliografia
5 Note
6 Altri progetti
7 Collegamenti esterni

Biografia
L'infanzia

Consolina Pavese Mesturini


Cesare Pavese nacque il 9 settembre 1908 a Santo Stefano Belbo, un paesino delle Langhe in
provincia di Cuneo, nel cascinale di San Sebastiano dove la famiglia soleva trascorrere l'estate. Il
padre, Eugenio, era cancelliere al Palazzo di Giustizia di Torino, e qui risiedeva con la moglie,
Fiorentina Consolina Mesturini, figlia di abbienti commercianti originari di Ticineto (provincia di
Alessandria), e la primogenita Maria, nata nel 1902, in un appartamento in via XX Settembre 79.
Malgrado l'agiatezza, l'infanzia di Pavese non fu felice: una sorella e due fratelli, nati prima di lui,
erano morti prematuramente. La madre, di salute fragile, dovette affidarlo appena nato a una balia
del vicino paese di Montecucco, e poi, quando lo port con s a Torino, a un'altra balia, Vittoria
Scaglione.
Il padre mor di un cancro al cervello il 2 gennaio 1914; Cesare aveva cinque anni. Come stato
scritto, c'erano gi tutti i motivi familiari e affettivi per far crescere precocemente il piccolo
Cesare [...] per una preistoria umana e letteraria che avrebbe accompagnato e segnato la vita dello
scrittore. La madre, di carattere autoritario, dovette allevare da sola i due figli: la sua educazione
rigorosa contribu ad accentuare il carattere gi introverso e instabile di Cesare.[1]

Gli studi

Cesare Pavese, il primo a sinistra in seconda fila, studente del Liceo D'Azeglio di Torino, nel 1923.
Nell'autunno dello stesso 1914, la sorella si ammal di tifo e la famiglia dovette rimanere a Santo
Stefano Belbo, dove Cesare frequent la prima elementare; le altre quattro classi del ciclo le comp
a Torino nell'istituto privato "Trombetta" di via Garibaldi. Come scrive Armanda Guiducci,[2] S.
Stefano fu il luogo della sua memoria e immaginazione; il luogo reale della sua vita, per
quarant'anni, fu Torino. Lungo lo stradone che da Santo Stefano Belbo porta a Canelli, nella
bottega del falegname Scaglione, Cesare conobbe Pinolo, il pi piccolo dei figli del falegname, che
descriver in alcune opere, soprattutto La luna e i fal (come "Nuto") e a cui rimarr sempre legato.
Nel 1916 la madre, non riuscendo pi a sostenere la gestione dei mezzadri e le spese, decise di
vendere la cascina di San Sebastiano e andare a vivere con i figli in una villetta comprata in collina
a Reaglie, frazione di Torino.
A Torino Cesare frequent le scuole medie presso l'Istituto Sociale dei gesuiti, poi si iscrisse al
Liceo classico Cavour dove scelse il ginnasio con l'indirizzo moderno (Liceo moderno), che non
prevedeva lo studio della lingua greca. Inizi ad appassionarsi alla letteratura, in particolare a Guido
da Verona e Gabriele D'Annunzio. Con il compagno di studi Mario Sturani, un'amicizia durata tutta
la vita, prese a frequentare la Biblioteca Civica e a scrivere i primi versi.
Nell'ottobre 1923 Pavese si iscrisse al liceo D'Azeglio e scopr l'opera di Alfieri. Trascorse gli anni
di liceo tra i primi amori adolescenziali e le amicizie, come quella con Tullio Pinelli, cui far
leggere per primo il dattiloscritto di Paesi tuoi e scriver una lettera prima del suicidio. Cesare
rimase a lungo a casa da scuola a causa di una pleurite che si era preso rimanendo a lungo sotto la
pioggia per aspettare una cantante ballerina di variet in un locale frequentato dagli studenti, della
quale si era innamorato. Era il 1925 e frequentava la seconda liceo[3].
L'anno seguente fu scosso profondamente dalla tragica morte di un suo compagno di classe, Elico
Baraldi, che si era tolto la vita con un colpo di rivoltella. Ebbe la tentazione di copiare quel gesto.
Testimonianza di questo sofferto periodo sono le lettere e la poesia inviata il 9 gennaio 1927[4]
all'amico Sturani.
Sono andato una sera di dicembre/ per una stradicciuola di campagna/ tutta deserta, col tumulto in
cuore./ Avevo dietro me una rivoltella.

Gobettiano fu il suo insegnante di latino e greco, l'antifascista Augusto Monti, che gli insegn un
metodo rigoroso di studio improntato all'estetica crociana frammista di alcune concezioni di De
Sanctis.
Nel 1926, conseguita la maturit liceale, invi alla rivista "Ricerca di poesia" alcune liriche, che
furono per respinte. Si iscrisse intanto alla Facolt di lettere dell'Universit di Torino e continu a
scrivere e a studiare con grande fervore l'inglese, appassionandosi alla lettura di Walt Whitman,

mentre le sue amicizie si allargarono a coloro che diventeranno, in seguito, intellettuali antifascisti
di spicco: Leone Ginzburg, Norberto Bobbio, Massimo Mila e Giulio Einaudi.
L'interesse per la letteratura americana divenne sempre pi rilevante e cos inizi ad accumulare
materiale per la sua tesi di laurea, mentre proseguivano i timidi amori permeati dalla sua visione
angelicante della donna. Intanto si appassionava sempre pi alla sua citt, e cos scriveva all'amico:
Ora io non so se sia l'influenza di Walt Whitman, ma darei 27 campagne per una citt come Torino. La
campagna sar buona per un riposo momentaneo dello spirito, buona per il paesaggio, vederlo e scappar
via rapido in un treno elettrico, ma la vita, la vita vera moderna, come la sogno e la temo io una grande
citt, piena di frastuono, di fabbriche, di palazzi enormi, di folle e di belle donne (ma tanto non le so
avvicinare)[5].

Cesare Pavese
Leggendo Babbit di Sinclair Lewis, Pavese volle capire a fondo lo slang. Inizi cos una fitta
corrispondenza con un giovane italoamericano, conosciuto qualche anno prima a Torino, che lo
aiut ad approfondire l'americano a lui pi contemporaneo.
Scrisse infatti ad Antonio Chiuminatto:
ora io credo che lo slang non una lingua distinta dall'inglese come per esempio il piemontese dal
toscano... Lei dice: questa parola slang e quest'altra classica. Ma lo slang forse altra cosa che il
tronco delle nuove parole ed espressioni inglesi, continuamente formate dalla gente che vive, come
lingue di tutti i tempi? Voglio dire, non c' una linea che possa essere tracciata tra le parole inglesi e
quelle dello slang come tra due lingue diverse... [6]

Negli anni successivi, prosegu gli studi con passione, scrisse versi e lesse molto, soprattutto autori
americani come Lewis, Hemingway, Lee Masters, Cummings, Lowell, Anderson e la Stein; inizi a
tradurre per l'editore Bemporad Our Mr. Wrenn di Sinclair Lewis e scrisse per Arrigo Cajumi,
membro del comitato direttivo della rivista "La Cultura", il suo primo saggio sull'autore di Babbitt
iniziando cos la serie detta "Americana".
Nel 1930 present la sua tesi di laurea "Sulla interpretazione della poesia di Walt Whitman" ma
Federico Oliviero, il professore con il quale doveva discuterla, la rifiut all'ultimo momento perch
troppo improntata all'estetica crociana e quindi scandalosamente liberale per l'et fascista.
Intervenne per Leone Ginzburg: la tesi venne cos accettata dal professore di Letteratura francese
Ferdinando Neri e Pavese pot laurearsi con 108/110[7].