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GIUSEPPE LIOTTA - LAURA SANTORO < » Lezioni di Diritto Sportivo aa [AG] GIUFFRE EDITORE INDICE SOMMARIO Cavrrovo 1. Analisi della nozione di sport ee 1 Te Were en eee eee ee ee 1.2. Definizione di auivitd sportiva . . i 3 2. Ordinamento statale ¢ ardinamento sportive a 3. Sport e Titolo V della Costituzione .. 22.0. esse eee e ees mn 4.__Lo sport nelle politiche comunitarie. 12 Caprrovo IT LE FONTI DELL’ORDINAMENTO SPORTIVO A. Premesse. eee ce ee V7 2. Fonti dellordinamento sportivo aventi natura pubblicistica.... . 18 3. Fonti delf’ordinamento sportivo aventi natura privatistica, . .. . 21 Caerroo IIL 1 SOGGETTI 1. U1 Comitato Internazionale Olimpico (CIO)... 0.0. cc cesses 26 2. Le federazioni sportive internazional.. 4 AR HE eee 7 3. Le confederazioni.. 2... 2... ee ee ae * é 28 4. 29 U Consiglio Naziondle 0... eee 3 La Giunta Nazionale 22. - 32 Il Presidente . Ris BERS & A kim ees ORT eae 33 Il Segretario Generale . 1 ERO 2 3 1 Collegio dei Revisori dei Conti. 33 La CONLL servizi spa. . in 34 5.__Le federazioni sportive narionali.. ws ss sess esses es 35 6, Le discipline sportive associate a 38 7. Gliemti di promozione sportiva. .. 0.0... eee eevee 40 8._Le societa ed assoviazioni sportive. vs 41 Bi, WEHRHONE Go ese! cane some sens wee hua Hive Sine tose © 46 ¥ 10, INDICE SOMMARIO Gli adlett “ 9.1. Liatleta dilettante e Patleta professionista 9.2. Liatleta semiprofe 9.3. Il tesseramento ‘ 9.3.1. Il tesseramento minorile, . 93.2. Il tesseramento mincrile nell'ambito della FL.G.C. 9.3.3. La disciplina de ture condendo sul tesseramento minorile. 94. U vincolo sportive ...... v6 vee eee eee 9.4.1. La qualificazione giuridica del vincolo sportivo . L’agente 0 procuratore sportivo 10.1. Il contratto di conferimento di incarico di agente: la natura giuridica. 10.2, segee: il contenuto, Raffronto tra le diverse normative federali 10.2.1.La risoluzione del contratto di agente 10.2.2.II diritto al compenso 10.2.3.Gli obblighi a carico dell’ ‘apente: in in patticolare ‘i divieto di conflitto di interessi . Caprrovo IV CONTRATTUALISTICA SPORTIVA Il contratio di lavoro sportivo. eps wa oy 1.1. Lievoluzione storica della disciplina giuridica del lavoro sportivo « 1.2. La legge 23 marzo 1981, n, 91: il profesioiamo e il dilettantismo sportivo 13. Linfluenza del dititto comunitario in materia di distinzione ua lavoro sportivo proiessionistico ¢ dilettantistico vee 14. La specialiti de! rapporto di lavoro sportivo: il eoncetto di rapporto di livoro speciale. 15. La disciplina del contratto di lavoro sportivo 15.1, Le parti. 15.2. La causa. 153. Lroggetto . 15.4. La forma 1.6, La witela sunitara, assicuraiva e previden: 17. La cessione del contratto di lavoro sportivo 18. Prestazione di attivita sportiva e mobbing 18.1, Il mobbing in generale, 1.82. Il riconoscimento del mobbing sul piano giuridico 1.83, Il mobbing nell’ambito sportivo 1.84. I casi di mobbing nel calcio professionistico . Il contratio di sponsorizzazione. . vee 21. Sponsorizzazione ¢ pubblicita 2.2. Sponsorizzazione e figure affini, . 23. Differenti tipologie di sponsorizzazione 24. La sponsorizzazione sportiva La disciplina del contratto di sponsorizzazione sportiva 87 87 89 4 102 103 103 105 106 1B M3 119 123 123 126 129 135 137 137 142 145 147 148 INDICE SOMMARIO 25.1, Le parti 25.2, La causa 25.3. Lloggetto . . 25.4, La forma . beets 2.6. Sponsorizzazione ¢ tivoluzione per inacempimento 2.7. Sponsorizzazione ¢ responsabilita dello sponsor Licensing e merchanditing 3.1. Origini sviluppi del licensing e del merchandiing 3.2. I contratto di merchandising . ws 9 3.3. Il merchandising delle societh sportive Vendita di diritti televisivi 4.1. Inquadramento della materia... . 4.2. La nozione di diritti televisivi : 43. Il mercato dei diritti televisivi in Italia in Europa 4.4. [diritti elevisivi nel quadro della azione della UE, CaetroLo V vu 148, 150 152 154 154 156 157 157 165 168 170 170 173 176 182 LA RESPONSABILITA CIVILE NELL'ESERCIZIO DI ATTIVITA SPORTIVE 1. Natura giuridica e portata della responsabiliti civile sportiva 191 2. Accettizione del rischio e principio di lealta sportva 197 3. La respansabilita dell’organizzatore sportivo 200 Caerroto VI IL DOPING 1. Origini e sviluppi del fenomeno 208 2. Gli strumenti di lotta al doping a livello intemazionale 212 3._La normativa italiana in materia di doping. . 217 3.1. segue: la legge 14 dicembre 2000, n. 376 219 Cantrouo VII LA GIUSTIZIA SPORTIVA 1. Fondamento della giustizia sportiva . . 226 2. Le fonti della giustizia sportiva 227 3. Federazioni sportive e sistemi di giustizia 229 4. Le tipologie di giustizia sportiva 232 4.1. La giustizia tecnica. 232 ia disciplinare . 234 la economica 238 4.4. La giustizia amministrativa .. . . 239 5. La Camere di Concilizione ed Arbitrato per lo sport del CON. 240 vu INDICE SOMMARIO L’Alta Corte di Giustizia Sportiva a wi a Tl Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport 242 een Tribunale Arbitrale dello Sport (T.AS.) 245 | rapport giurisdizionali ra Vordinamento statale e Vordinamento sportivo nella legge n. 280/203... 2... cuecimrmmtcnsmawanas come wees ae BAT CRGIR : cen cxic com mmerannnaonanninsie ete HES 6 249 Le parti di questa opera, relativamente agli Autori che le hanno redatte, sono cosi suddivise: Giuseeve Liorta: cap. I “L’ordinamento sportivo”, parr. 2, 3 ¢ 4; cap. IIL “I soggetti", parr. 1, 2, 3, 4, 41, 4.2, 43. 44, 4.5, 4.6, 5, 6 e 7; cap. V “La responsabilita civile nell’esercizio di attivita sportive” per intero ¢ cap. VII “La giustizia sportiva” per intero. Laura Santoro: cap. I “L'ordinamento sportivo” par. 1, 1.1. ¢ 1.25 cap. II “Le fonti” per intero; cap. III “I soggetti”, patt.8, 8.1.,9, 9.1. 9.2.,9.3., 9.31 9.3.2., 93.3. 9.4, 94.1, 10, 10.1., 10.2., 10.2.1., 102.2. e 10.23. cap. IV *Contrattualistica sportiva” per intero e cap. VI “Il doping” per intero. Copertina di Siwia Guarorra. Cartroto 1 L’ORDINAMENTO SPORTIVO Letture suggerite: 1. Masai Toso-A. Marant Toxo, Gli ondinamenti sportivi, Milano, 1977; M. Sanino-F. Vexve, Diritto sportivo, Padova, 2008; M. Coccis-A. Dr Snveste-O, FortenzacL. FuwcateL, Musouarsa-L, Seuts, Diritto dello sport, Firenze, 2008; L. Di Neuta, I! fenomeno sportivo nellordinamento giuridico, Napoli, 1999; C, Auvis, Aufonomia private ¢ autodisciplina sportiva. I! C.O.N.L e la regolamentazione dello sport, Milano, 2000; B. Maxcuern, Lo sport, in Trattato di diritto smministrativo, a cura di S. Cassese, Diritto amministrativo, Milano, 2000; M. Rosart bi Monterranvone, Isiétuzioné di diritto sportivo, Perugia 1999; V. FRattaro1o, Lo sport nella giurisprudenza, Padova, 1980; lem, La responsabilité civile per le attivite sportive, Milano, 1984; W. Crsanixi Sroxza, I! diritte det privati, in Rivista italiona delle scienze giuridiche, 1929, 42; Ioea, La teoria degli ordina- menti giuridicé e il diritto sportivo, in Foro italiano 1933, 1, 1381; M.S. Giannini, Prime osservazioné sug ordinamenti gruridict sportivi, in Rivista di dirttto sportivo, 1949, 13; L. Ferrara, L'ordinamento spontivo meno e pi della liberta privata, in Dinitto pubblico, 2007, 1; R. Cavriout, Il significato dell autonomia nel sistema delle fonti del diritto sportivo nezionale, in La nuova giurisprudenza civile commentata, 2007, 283; F. Fracctta, voce Sport, in Digesto disc. pubb., Torino, 1999, 467; G. Faracua, L’ordinamento giuridico sportivo, Bologna, 1988; G. MacNave, Sociolo- gie du sport, Paris, 1964; J. Oxreca v Gasser, Il tema del nostro tempo, Milano, 1964; B. Tassone, Sport estremé e responsebilita civile, in Danno e respomsabilita, 2002, 12, 1179; T. Presto, Analis! della nozione dé sport, in Rivista di diritto spartivo, 1962, 130 1, Analisi della nozione di sport 1. Premessa Il compito dell'interpzete che si appresti ad analizzare la nozione di sport non é agevole, giacché difetta in dottrina una nozione unanime- mente condivisa di sport, né vi € concordia circa i criteri sui quali fondare una definizione valevole in astratio. Nonostante l’importanza del tema, che interessa molteplici ambiti di ricerca, la lettcratura giuridica, a differenza di altre, quali quella filosofica, psicologica o sociologica, non si & occupata, come sarebbe 2 LEZIONI DI DIRITTO SPORTIVO stato opportune, della questione relativa alla definizione di sport, ma anzi ha volutamente scelto di tralasciarla anche per le notevoli difficolta che essa implic Gli studi in campo filosofico e sociologico offrono, invece, diverse definizioni del fenomeno sportivo. Cosi, ad esempio, in prospettiva filosofica, si definito lo sport come una categoria primordiale del- Vagire umano, i cui altissimi valori vanno posti nella sfera pit elevata dell’attivita dell’'uomo, accanto alla scienza ¢ all’arte (J. Ortega Y Gasset) mentre, in prospettiva sociologica, lo sport é visto come gioco 0 esercizio, occasionale o organizzato, competitivo 0 isolato, spontaneo © obbligaro, che presenta il contenuto di movimento fisico (G. Ma- ghanc). Le difficolti che la dottrina giuridica incontra nel tentare di offrire tuna definizione di sport veagono, almeno a prima vista, aggirate da coloro che rifuggono dalla operazione di qualificazione della fattispecie concreta tacciandola di scarsa utilita, nonché informata ad un approc- cio eccessivamente categorizzante, ¢, quindi, rispondente a canoni metodologici ormai superati dalle correnti pitt recenti della scienza giuridica Si€ in questo senso ritenuto, con riguardo proprio alla materia che ci interessa, che la via preferibile da percorrere non sia quella della sussunzione della fattispecie all’esame del giudice entro una nozione tratta di attivita sportiva, bensi quella dell’approccio case by case, diretto alla comparazione dei contrapposti interessi in gioco, come Vesperienza di common law suggerisce (B. Tassone). La tesi sopra richiamata ha il pregio di insistere sulla valorizzazione del dato sostanziale che informa l'attivita sportiva, prescindendo da ctiteri di stampo meramente nominalistico, sui quali, invece, come si vedra meglio oltre, fa leva la maggior parte della dottrina per affermare la natura sportiva di una data attivita La valorizzazione della ricerca sul piano sostanziale degli interessi meritevoli di tutela che possano giustificare la qualificazione di una data attivita umana come sportiva, con le conseguenze che ne discendono, ad esempio, con riguardo al regime di responsabilita applicabile per i danni cagionati a terzi (sul punto, v. approfonditamente oltre, al cap. V), appare certamente condivisibile con riguardo alle attivita nuove che non sono inquadrabili entro date discipline sportive regolamentate in seno all’ordinamento del C.O.N.I.,ma non anche con riguardo a quelle regolamentate, a meno di non volere sacrificare oltre limiti ragionevoli la certezza del diritto. aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. VORDINAMENTO SPORTIVO 5 gode di riconoscimento da parte di alcuna federazione sportiva nazio- nale, a differenza, ad esempio, del rugby che, sotto il profilo della pres gioco, presenta molti punti di contatto con il primo, ¢, dalPaltro lato, al bridge, ovvero alla dama, che, invece, in quanto regolamentat al CO.N.L, vengono pacificamente qualificati come sport. I criterio formale del riconoscimento in seno al sistema C.O.N.I. va incontro all'ulteriore obiezione che prende spunto dalla circostanza dell’incremento nel tempo delle federazioni sportive nazionali dalla data di istituzione del C.O.N.L. stesso quale ente pubblico con funzioni di organizzazione ¢ potenziamento dello sport nazionale. Infatti, dal numero iniziale di ventiquattro federazioni sportive si é giunti gradual- mente al numero odierno di cinquantanove tra federazioni sportive ¢ discipline sportive associate, a seconda che si tratti o no di sport olimpici (non considerando nel computo il C..P. — Comitato Ttaliano Patalimpico). E pacifico che, anche ove si voglia limitare il discorso alle attivita sportive riconosciute dopo la data di costituzione del C.ON.L, tali attivita siano esistite anche prima del loro formale riconoscimento, in quanto attivita esercitate di fatto in forma organizzata € associativ. L’auo di riconoscimento a fini sportivi da parte del C.O.N.I. riveste carattere costitutive soltanto nei riguardi delPassociazione che rappre~ senta una data disciplina sportiva, in quanto attribuisce ad essa la natura di federazione sportiva ovvero di disciplina sportiva associata con la conseguente applicazione delle relative norme statutarie (art 20-25 dello Statuto del C.O.N.L), ma non gid anche nei riguardi dellattivita sportiva in sé e per sé considerata, per la quale Patto di riconoscimento ha efficacia meramente dichiarativa La via da percorrere, nel tentativo di definire l'attivita sportiva, deve, quindi, a nostro avviso, indirizzarsi nel senso di rinvenire i caratteri costitutivi di essa, senza porte rilievo al dato esterno relativo allesistenza di una federazione, 0 altro ente sportivo operante nel sistema CONLL, che la rappresenti. Appare opportuno richiamare in proposito le osservazioni di quella isolata dottrina che, in questa linea di pensiero, ha posto particolare attenzione alla ricerca di una definizione di sport (T. Perseo). Al riguardo, al fine di poter cogliere il contenuto sostanziale dell’attivita sportiva propriamente deta, si é in primo luogo affermata la necessita di distinguere tra il gioco e lo sport, ¢ la differenza é stata zione fisica e, in certo modo, della dinamica nella condotta di in seno 6 LEZIONI DI DIRITTO SPORTIVO individuata nella serieta di fini che carauterizza lo sport rispeuio al gioco puro e semplice. La serieta di fini si manifesta, in particolare, nell’ec- cezionale qualita dell’impegno, di ordine preminentemente fisico, ma anche intellettuale, volitivo e morale, correlato alla particolare natura dell’agonismo sportivo, che si realizza nel bisogno individuale e collet- tivo di un superamento continuo dei propri record. A questo elemento soggettivo deve generalmente accompagnarsi Velemento oggettivo della competizione, che si concreta nell’antagoni- smo di forze contrapposte con V’osservanza di un comportamento leale e conforme alle regole previamente fissate. In questo senso, dunque, V'attivita sportiva viene necessariamente connessa alla nozione di competizione, della quale gli clementi della antitesi, dell’agonismo, della lealta e della osservanza delle regole costituiscono i cardini fondamental Tl requisito della competizione, che, come sopra detto, caratterizza le attivita sportive, comporta l’esclusione dal novero di esse delle attivita non supportate da una adeguata preparazione, che coinvolge sia la forma psico-fisica che listruzione tecnica, nonché delle attivita non supportate da una organizzazione stabile, la quale abbia Pautorita di disciplinare Pattivita in questione, fissando le regole tecniche che sicurano, nell'ambito di ogni ativita sportiva, la unicita di contenuto di tutte le manifestazioni, necessaria per la comparazione dei risultati e, dunque, per assicurare il carattere competitivo. Peraltro, secondo la dottrina qui richiamata, il requisito dell’orga- nizzazione va ulteriormente specificato nel senso che, mentre per la qualificazione sportiva della attivita @ necessario che essa rientri nel novero degli sport ufficialmente riconosciuti dal ordinamento spor- tivo, é invece irrilevante che il praticante sia parte del sistema sportivo in qualita di tesserato presso la federazione di riferimento. Poiché si afferma, dunque, che l’attivita sportiva debba consistere necessariamente in un’attivita regolamentata in seno all’ordinamento sportivo, si conclude nel senso che soltanto le discipline sportive riconosciute dal C.O.N.1. rientrano nella nozione di sport, mentre risulta indifferente che il praticante di uno sport ticonosciuto dal C.O.N.L. sia tesserato presso una societa 0 associazione sportiva a sua volta affiliata alla federazione che rappresenta quel dato sport. Ci significa, in altri termini, che deve considerarsi sport anche Vattivita praticata al di fuori di un’associazione 0 societa sportiva, come, ad esempio, nel caso di una partita di calcio disputata acl campo che é pertinenza di una casa privata, da chi non é iseritto presso alcuna VORDINAMENTO SPORTIVO 7 associazione o societa sportiva alfiliata alla F.LG.C., come stato pure affermato dalla giurisprudenza (Cass. civ., sez. III, 8 agosto 2002, n. 12012). Secondo un’opinione difforme, invece, che ha ricevuto l'avallo anche di altra parte della giurisprudenza, con riguardo alla questione relativa al regime di responsabilitd applicabile all’ipotesi di danni cagionati a terzi, si € sostenuto che anche nell’ambito delle attivita sportive disciplinate dal C.O.N.L. verrebbe meno Topportunita di applicare la causa di giustificazione propria delle attivita sportive (sul punto v. cap. V) allorché Vattivita sia esercitata con carattere mera- mente occasional, oveto per semplice svago o finalita puramente amatoriale (V. Frattarolo). L’avallo normativo, per coloro che sostengono il riconoscimento del carattere sportivo alle sole attivita ricomprese nel sistema C.O.N. si rinviene nell’art. 3 della legge istitutiva del C.O.N.I. stesso (legge 16 febbraio 1942, n. 426, oggi abrogata) la dove viene assegnato a questo ente il coordinamento e la disciplina dell’attivita sportiva “comunque e da chiunque esercitata” (T. Perseo). Un’ulteriore ragione a fondamento del riconoscimento della qualifica sportiva alle sole discipline regola- mentate in seno al C.O.N.L. si tinviene nel fatto che il carattere competitivo, che, come sopra detto, caratterizza ’attivita sportiva, non potrebbe sussistere al di fuori delle autivita sportive regolamentate dal C.O.N.L perché non yerrebbe assicurata l’uniformita delle manifesta- zioni e, quindi, la comparabilita dei risultati di gara. Entrambe le motivazioni sopra dette si prestano a facili obiezioni. Avverso la motivazione fondata sull’art. 3 della legge n. 426/1942 potrebbe osservarsi a contrario che proprio il fatto che il legislatore abbia assegnato al C.O.N.L. la funzione di coordinamento di ogni attivita sportiva “comunque e da chiunque esercitata” lascerebbe in- tendere che esistano attivita sportive al di fuori di quelle formalmente e direttamente riferibili al C.O.N.I. stesso. Avverso Posservazione telativa alla necessaria interrelazione tra comparabilita dei risultati di gara e riconoscimento dell’attivita sportiva in seno al C.O.N.L. pud obiettarsi che essa perde di significato la dove difetti Punitario riconoscimento della attivita sportiva a livello mon- diale, come @ il caso, ad esempio, della kickboxing, che & rappresentata a livello internazionale da due federazioni di riferimento, e cioe P’As- sociazione Internazionale dello Sport della Kickboxing Dilettantistica (IAKSA) e la World Association of Kickboxing Organizations (Wako). Né varrebbe obicttare che, accanto ad un ordinamento sportivo inter- nazionale, potrebbe rappresentarsi un ordinamento sportivo nazionale, 8 LEZIONI DI DIRITTO SPORTIVO rispetio al quale la prospettata tesi non perderebbe vigore. Infauti, come @ di assoluta evidenza, le attivita sportive organizzate dal C.O.N.L, che rivestono dungue carattere agonistico, almeno in misura preponderante (vi sono, infatti, alcune Federazioni che comprendono un’apposita sezione dedicata alla pratica amatoriale, quali, ad esempio, la Federazione Ciclistica Italiana [F.C.L], la Federazione Italiana Danza Sportiva [FIDS], la Federazione Italiana Thriatlon [FITRU, la Federazione Italiana Discipline Armi Sportive e da Cacia [FIDASC], la Federazione Italiana Canottaggio sedile fisso [F.LC.S.F.]) vengono praticate in vista del raggiungimento del miglior risultaio al mondo, nonché della partecipazione alle gare olimpiche. Pertanto, affinché il carattere competitivo esplichi cfficacia in ordine alla qualificazione di una attivita come sportiva, occorre che tale attivita venga organizzata di modo che la competizione si svolga con le medesime regole a livello mondiale, In difetto, elemento della competizione, come imprescin- dibilmente correlaio al riconoscimento in seno al sistema del C.O.N.L., si riduce a criterio di valutazione di stampo meramente formalistico e, quindi, di nessuna valenza sostanziale. In conclusione, ci sembra di poter affermare che il caratiere competitivo, come sopra detto, costituisca elemento costitutivo dell’at- tivita sportiva, ma esso non vada necessariamente correlato al fatto che Partivita stessa sia regolamentata in seno al C.O.N.L., giacché quel che necessita é l’organizzazione dell’attivita in forma associata con il ri- spetto di regole uniformemente condivise, quale che ne sia le fonte, eteronoma ovvero autonoma. 2. Ordinamento statale e ordinamento sportivo Il tema del “diritto sportivo”, entrato quasi di soppiato nel vocabolario del giurista, ha ormai acquisito, sospinto anche dalla forte pregnanza sociale, culturale ed economica degli interessi coinvolti, un indiscutibile mordente e una nuova vitalita. Esso evoca, anzitutto, la necessiti di tener conto della vigenza € della concreta operativita di un ordinamento, come per l'appunto quello dello sport, che si caratterizza per la sua spiccata sopranaziona- lita e specificita. Qui infatti viene alla ribalta una disciplina della materia perfetta- mente idonea a regolare le pitt disparate vicende sportive che si svolgono sia in ambito enropeo che internazionale. VORDINAMENTO SPORTIVO 9 Del resto @ noto che l'espressione ordinamento sportivo & da tempo utilizzata dalla dottrina; € stata spesso impiegata dalla giurispru- denza (v., per tutte, Cass., 11 febbraio 1978, n. 625) e, di recente, & entrata nel lessico del legislatore, non soltanto ordinario, ma anche costituzionale. L’affermazione del concetto di ordinamento sportivo, che ha fon- damento nella teoria della pluralita degli ordinamenti giuridici (c.d. istituzionalistica 0 ordinamentale) di Santi Romano, presuppone l’ac- certamento di tre elementi costituitivi, rappresentati dalla plurisogget- tivita, dalla normazione e dall’organizzazione. La plurisoggettivita consiste « nell’esistenza di un congruo numero di soggetti, persone fisiche o enti legati dall’osservanza di un corpo comune di norme, alle quali essi attribuiscono valore vincolante » (M.S. Giannini). La normazione sportiva pud dividersi in due principali aree che, talora, si intersecano tra loro: la prima é formata dalle regole di fonte statale; la seconda é costituita dai precetti emanati dallo stesso ordina- mento sportivo. Esempi della prima specie sono rappresentati dalle disposizioni sullorganizzazione amministrativa del C.O.N.L. (cfr., art. 117 Cost., comma 3, lett. g) ¢ sulla legislazione lavoristica ¢ previden- ziale degli sportivi; esempi della seconda specie si rinvengono nei canoni che, in buona sostanza, goyernano e regolano lo svolgimento delle gare. L’organizzazione @, invece, definita come un complesso collegato di persone, di servizi personali e di servizi reali che deve avere carattere « permanente ¢ duraturo, ed esercita sui soggetti componenti Pordin mento un potere (autorita), che limita, in nome dell’interesse del gruppo, le liberta di ciascun soggetto » (M.S. Giannini). Una volta affermata l’esistenza di una pluralita di ordinamenti giuridici @ necessario coordinare l’autonomia dell’ordinamento statale con Pautonomia di quello sportivo. Quest’opera di armonizzazione deve necessariamente tener conto della presenza di regole costituzionali idonee a fondare il riconoscimento del sistema sportivo in chiave ordinamentale. Invero, la Costituzione, nel suo testo originario, non si occupava di sport in modo specifico, giacché solo indirettamente alcune sue norme potevano riferirsi al fenomeno sportivo. Si pensi, segnatamente, all’art. 2, che tutela i diritti della persona sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalita; all’art, 18, che ticonosce il diritto di asséciazione; all’art. 3, comma 2, che favorisce il pieno sviluppo della persona umana; allart. 32, che aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. 12 LEZIONI DI DIRITTO SPORTIVO del 2001(modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione), ed in particolare dal nuevo testo delParticolo 117 della Carta fonda- mentale. Quest’ultimo, infatti, ha introdotto, tra le matetie sottoposte alla legislazione concorrente tra Stato e regioni quella dell’ordinamento sportivo. I reali contorni di tale nuova materia costituzionale sono stati ricostruiti alla luce dell’analisi storico-normativa e, quindi, tenendo conto anche della precedente legislazione. Cid ha indotto a ritenere che le regioni avrebbero potesta concorrente sulla promozione delle attivita sportive e sugli impianti e non ne avrebbero alcuna sulle materia di pertinenza dell’ordinamento sportivo. In altri termini rimarrebbero in capo allo Stato le funzioni norma- tive relative allo sport inteso come attivita agonistica e, di conseguenza, Je funzioni amministrative (esercitate principalmeme per il tamite del C.O.N.L); viceversa spetterebbero alle regioni le competenze legislative concorrenti in ordine alle attivita sportive non agonistiche ¢ agli enti locali le relative funzioni amministrative. All’area dell’ordinamento sportivo si pud collegare, altresi, la competenza in tema di regolazione e di controllo dei soggetti operanti nell’ambito sportivo, la messa a disposizione di attrezzature sportive € Verogazione di quelle attivita che traducono lo sport in « strumento di servizio della persona umana e della comunita ». Del resto, la Corte Costituzionale ha allargato ’area della potest’ legislativa concorrente, includendo in essa anche le norme sull’uso degli impianti sportivi dei comuni ¢ degli istituti scolastici (C. Cost., 30 dicembre 2004, n. 424). 4, Lo sport nelle politiche comunitarie Le istituzioni europee si sono spesso occupate del fenomeno sportivo. Le ragioni di tale interesse sono molteplici: la rilevanza economica dello sport; la necessita di tutela dei diritti di libera circo- lazione dei lavoratori sportivi; 'applicazione della disciplina comuni- taria della concorrenza non solo alle trasmissioni televisive relative alle attivita sportive ma anche ai concorsi attineati ai pronostici sportivi. Sig tattato, tuttavia, di un interesse volto a garantire, quanto meno fino agli anni ottanta, P'adeguamento delle imprese ¢ dei pubblici poteri al mercato unico. VORDINAMENTO SPORTIVO B Dagli anni novanta in poi, al contrario, le iniziative adouate dalla Comuniti europea sono state improntate ad un diverso disegno, che ha posto in primo piano la dimensione sociale dello sport. Il mutamento di indirizzo delle politiche comunitarie in materia di sport ha trovato il suo momento pi significativo nel luglio del 1991 allorquando la Commissione ha adottato una comunicazione su “la comunita europea ¢ lo sport” (doc. SEC (91) 1438 del 31 luglio 1991). Negli anni a seguite sono state promosse ulteriori iniziative a favore del?attivita sportiva. In questo senso va richiamata la dichiarazione allegata al Trattato di Amsterdam del 1997 ove, per 'appunto, é stata sottolineata la rilevanza sociale dello sport ¢ sono stati invitati gli organi dell'Unione Europea “a prestare ascolto alle associazioni sportive laddove trattino question’ importanti che riguardano lo sport”. Piii recentemente, anche sulla scia del processo di trasformazione che ha attraversato ’'Unione Europea, lazione comunitaria in materia di sport ha conosciuto una forte accelerazione soprattutto con l’ema- nazione del “Libro bianco sullo sport” (COM (2007) 391 def.). Quesio libro, emanato nel luglio del 2007 dalla Commissione eu- ropea, rappresenta la prima iniziativa globale nel campo dello sport d retta asottolinearne il ruolo sociale ed economico nell’ Unione europea. Tl documento — che é il risultato di ampie consultazioni tra organizza- zioni sportive, Stati membric varie partiinteressate al fenomeno sportivo — 8 stato favorevolmente accolto (riscluzione dell’8 maggio 2008) dal Parlamento enropeo (2007/2261 (INT) P6-TA (2007) 0 100) Il libro migliora la visibilita dello sport nella definizione delle politiche europe, sensibilizza maggiormente sulle necessita del settore sportivo ¢ individua nuove azioni appropriate a livello europeo. Esso enuncia il principio della sussidiarieta, dell’autonomia delle organizzé zioni sportive e traccia un ampio quadro dell’attuale contesto giuridico comunitario in materia di sport; sviluppa inoltre il conceuo di specifi- cita dello sport nei limiti delle competenze dell’Unione Europea. In particolare, il libro sottolinea gli aspetti legati alla salute pubblica, all'struzione, all'inclusione sociale, al volontariato, alle relazioni esterne, al finanziamento dello sport ¢, mete conto di sottolinearlo, contiene il piano d’azione “Pierre de Coubertin” il quale guidera la Commissione nelle sue attivita connesse allo sport nel corso dei pros- simi anni. Le proposte del piano d'azione prevedono in particolare di — sviluppare nuovi orientamenti sull’attivita fisica ¢ realizzare una rete etiropea pluriennale per Paitivita benefica per la salute; 14 LEZIONI DI DIRITTO SPORTIVO — facilitare un approccio europeo coordinato nella lotta contro il doping, ad esempio, sostenendo una rete di organizzazioni nazionali anti-doping; — concedere un premio europeo alle scuole che sostengono atti- vameante le attivita fisiche; — avviare uno studio sul volontariato nello sport; — migliorare le possibilita di sostegno all’inclusione e all’integra- zione sociale per il tramite delle attivita sportive mediante programmi ¢ fondi dell’UE (Progress, Apprendimento permanente, Gioventit in azione, Europe for Citizens, Fondo sociale europeo, Fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo europeo per l’integrazione); — promuovere lo scambio d’informazioni ed esperienze operative sulla prevenzione di episodi di ismo tra la forza pubblica e le organizzazioni sportive; promuovere l’utilizzo dello sport come strumento nella politica di sviluppo dell’UE; — elaborare insieme agli Stati membri un metodo statistico euro- peo per misurare P’impatto economico dello sport; effettuare uno studio sul finanziamento, con fonti pubbliche e private, dello sport di base e dello sport per tutti negli Stati membri, nonché sull’impatto dei cambiamenti in corso in questo settore; eseguire valutazioni per owe- nere una visione chiara delle attivita degli agenti dei giocatori nellUE e per verificare la necessita di un’azione a livello europeo; — fornire una struttura pii efficace di dialogo sullo sport a livello dell"U.E., comprendente l’organizzazione annuale di un forum europeo sullo sport; proporre agli Stati membri di rafforzare la coopetazione politica nel campo dello sport mediante un ordine del giorno rinnova- bile rafforzato, priorita comuni e relazioni periodiche ai ministri dello Sport dell'U.E; promuovere 'istituzione di comitati europei per il dialogo sociale nel settore sportivo © sostenere i datori di lavoro e i lavoratori a tale riguardo. Oltre al libro bianco & necessatio richiamare un altro importante documento normativo comunitario che attiene al profilo sportivo. Alludiamo al Trattato di Lisbona (che modifica il Trattato dell’Unione Europea e il Trattato CEE) sottoscritto il 13 dicembre 2007 da tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, con il quale é stato dato riconos mento formale allo sport, quale materia oggetto di un’autonoma disci- plina. Dopo Lisbona, infatti, il capo IIT del Trattato Comunit Europea diventa il titolo IX e, alla fine della denominazione iolenza ¢ raz istitutivo della VORDINAMENTO SPORTIVO rt) “Istruzione, formazione professionale e gioventt”, viene aggiunto il termine “sport” Inoltre, il nuovo articolo 149 del Trattato CE, per quel che riguarda lo sport, afferma che «l’unione contribuisce alla promozione dei profili europei dello sport, tenendo conto delle sue specificita, delle sue strutture fondate sul volontariato e della sua funzione sociale e educativa» ¢ che Pazione della Comunita @ intesa «a sviluppare la dimensione europea dello sport, promuovendo ’imparzialita e l’aper- tura nelle competizioni sportive e la cooperazione tra gli organismi responsabili dello sport proteggendo Pintegrita fisica e morale degli sportivi, in particolare dei pitt giovani tra di essi ». Le menzionate previsioni normative potranno essere pienamente attuate soltanto attraverso una azione politica effettiva degli organi della Comunita Europea e degli Stati membri. Un passo in questo senso appare compiuto dalla recente joint declaration di Ljubljana del 17 marzo 2008 allorquando afferma testual- mente (punto 2): “welcome the 2008 European Year of Intercultural Dialogue where sport and physical education are excellent means to promote education, health, devolpment and peace”, ¢ ticonosce (punto 4) “the social significance of sports organizations, being an integral part of civil society and bringing together people from different social, intel- lectual and cultural backgrounds from grassroots level up to and including elite”. Si prende atto cosi, in un importante documento ufficiale, che lo sport costituisce un fondamentale elemento di comunicazione tra le varie classi sociali funzionale alla realizzazione degli obiettivi di intera- zione e di integrazione sociale. aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. 34 LEZIONI DI DIRITTO SPORTIVO ministero vigilante, uno designato dal Ministero dell’Economia ¢ delle Finanze c tre in rappresentanza del C.O.N.L 46. Lo CON.L servizi spa Lorganizzazione gestionale ed operativa del C.O.NIL. @ stata re- centemente oggetto di un ulteriore importante riassetto normativo, attuato con la legge 8 agosto 2002 n. 178 (art. 8) che ha istituito una societa per azioni denominata “C.O.N.L servizi S.p.A.”, il cui capitale sociale é attualmente, per intero, nelle mani del Ministero dell’Econo- mia e delle Finanze. La finalita della legge era, in particolare, quella di far fronte alla crisi_ economico-finanziaria nella quale versava lente C.O.N.L in seguito alla flessione delle entrate detivanti dalla gestione esclusiva dei giochi a pronostico sulle manifestazioni sportive, tra i quali il toto- calcio. A tale scopo veniva istituita una societa per azioni, per l"appunto, la CO.NLL servizi, il cui capitale sociale sarebbe stato reperito intera- mente da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Tale societa per azioni svolge le proprie funzioni in esecuzione di un apposito contratio di servizio annuale in virti del quale il C.O.N.I. ela CONLL servizi S.p.A. disciplinano iloro rapporti anche di natura economico-finanziaria, In concreto la C.O.N.L. servizi S.p.A. gestisce i Centri Nazionali di Preparazione Olimpica, la Scuola dello Sport, I’Istituto di Medicina € Scienza per lo Sport ¢ fornisce consulenza per l'impiantisti sportivi Liart. 8 della legge 8 agosto 2002, n. 178 prevede, in particolare, oltre alla gia menzionata attribuzione delle azioni al Ministero dell’Eco- nomia ¢ delle Finanze, la designazione del presidente della societa ¢ dei componenti del Consiglio di amministrazione ad opera del CON.L, il passaggio del personale del C.O.N.L. alla CONLL servizi S.p.A. e la successione in tuttii rapporti attivie passivi gia facenti capo al C.O.N.L ivi inclusa la successione nella titolarita dei beni facenti capo all’ente pubblico. La costituzione della C.O.N.L. servizi, che, come si é testé preci- sato, ha avuto Iuogo al fine di facilitare il reperimento delle risorse finanziarie indispensabili a garantire la sussistenza del C.O.N.L., ha sollevato molteplici dubbi in ordine soprattutto all rapporto con il C.O.N.L ed alla distribuzione delle competenze tra questi due enti. I soccern 35 Al riguardo si @ opportunamente parlato di un fenomeno di svuotamento delle funzioni del C.O.N.I. da parte della neo costituita societa per azioni. Ed invero il legislatore, nell’intento, come si & precisato, di porre un argine alla crisi economica che aveva investito il menzionato ente pubblico, anziché procedere alla sua privatizzazione ha preferito costituire un nuovo soggetto privato, che accostandosi al C.O.NL. nell’espletamento dei suoi compiti, sembra in realta finaliz- zato alla sua sostanziale esautorazione. Le federazioni sportive nazionali Le federazioni sportive nazionali costituiscono, unitamente alle discipline sportive associate, gli unici organismi giuridici riconosciuti ed autorizzati a rappresentare in Italia le singole discipline sportive. Per poter legittimamente operate nell’ambito dell’ordinamento sportivo nazionale tali federazioni devono, tuttavia, ottenere il riconoscimento da parte del C.O.N.L. Per ogni singola disciplina sportiva potri legit- timamente essere riconosciuta soltanto una federazione nazionale. Il riconoscimento @, comunque, subordinato al possesso dei seguenti ulteriori requisiti: a) svolgimento di una ativitd sportiva sul terrivorio nazionale; 6) affiliazione ad una federazione sportiva internazionale riconosciuta dal C.I.O.5 ¢) presenza di un ordinamento interno a base democratica. Le federazioni sportive nazionali sono istituzionalmente deputate all’organizzazione, alla promozione ed allo sviluppo dello sport di loro competenza. Esse godono di una piuttosto ampia autonomia norma- tiva, organizzativa, gestionale ¢ tecnica, ma risultano per espresso dettato legislativo sottoposte, sotto vari profili, alla vigilanza del C.O.N.L; vigilanza che si sostanzia, tra altro, nel potere, conferito alla Giunta Nazionale del C.O.N.L,, di approvare, ai fini sportivi, gli statuti federali, i regolamenti federali di giustizia sportiva e quelli antidoping e di valutarne la conformita alla legge, allo statuto del CON.L., ai suoi principi fondamentali, nonché agli indirizzi ed ai criteri deliberati dal Consiglio Nazionale. Le competenze federali sono distribuite tra l'Assemblea Nazionale ¢ Territoriale, il Presidente Federale, il Consiglio Federale ed il Colle- gio dei revisori dei Conti; organi questi che, di regola, rimangono in carica per quattro anni, Il Presidente della federazione ha la rappresentanza legale di essa 36 LEZIONI DI DIRITTO SPORTIVO ec, in casi di necesita ed urgenza, pud adotiare € rendere immediata- mente esecutivi i prowedimenti di competenza del Consiglio Federale con lobbligo perd di sottoporli a ratifica nella prima riunione possibile. Egli pud essere eletto in linea generale per due mandati consecutivi e, addirittura, per ulteriori mandati qualora raggiunga una maggioranza non inferiore al 55% dei voti validamente espressi. Pud essere inoltre in ogni caso rieletto per un terzo mandato consecutivo qualora uno dei mandati precedenti abbia avuto una durata inferiore a due anni ed un giorno per causa diversa dalle dimissioni volontarie. 1 Consiglio Federale @ organo direttivo centrale delle federazioni sportive nazionali al quale competono ampi poteri di amministrazione € di gestione di tutta lattivita federale, ivi compreso il potere, non solo di predisporre, ma anche di approvare il bilancio federale. I suoi componenti vengono eletti dall’assemblea. Ad esso spetta sia il compito generale di direzione e guida dell’ente sia quello di approvazione dei regolamenti delle leghe e dei vari settori interni alla federazione stessa. L’Assemblea pud definirsi come la proiezione di tutte le compo- nenti della federazione ¢ come l’espressione della loro volonta. Essa svolge prevalentemente funzioni decisionali e normative in ambito federale. Il Collegio dei Revisori dei Conti, infine, a controllo contabile. In base alla consistenza numerica degli affiliati e dei tesserati le federazioni sportive nazionali si articolano a livello regionale e provin- ciale in comitati, che assolvono al fondamentale ruolo di promuovere ed attuare a livello periferico il perseguimento dei fini istituzionali delle federazioni. Orbene, per raggiungere tali fini le federazioni sportive nazionali tendenzialmente non si avvalgono di proprio personale dipendente. Del loro organico, in concreto, fanno parte impiegati, quadri e dirigenti in servizio presso il C.O.N.I. ¢ distaccati presso i menzionati organismi. Una simile anomalia, comunque, @ destinata a tidursi nel corso degli anni in dipendenza del trasferimento dei dipendenti del C.O.N.1. alla CO.N.L servizi S.p.A. ¢ soprattutto in seguito alla privatizzazione delle federazioni sportive nazionali. In verita il profilo della privatizzazione, e segnatamente della natura giuridica delle federazioni, ha rappresentato a lungo fonte di incertezza sia in dottrina che in giurisprudenza. Ed infatti, le federazioni sportive, sorte come organismi associativi tra privati con poteri e compiti limitati, esibivano in passato, sia dal solve funzioni di I soccern 37 punto di vista strutturale che da quello organizzativo, un impianto ben diverso dall’attuale. Cid poiché inizialmente esse erano espressione di ambienti ristretti, prevalentemente di stampo militare ¢ nobiliare. Perd successivamente, anche in dipendenza del ripristino dei giochi olimpici, si ebbe un cospicuo allargamento della platea dei soggetti interessati al mondo dello sport € correlativamente a quello delle federazioni. A questo punto i tempi erano maturi per un formale intervento del legislatore che, per appunto come si é gii precisato, in virtii della legge 16 febbraio 1942, n. 426 istituiva l'emte pubblico C.O.N.L elencando ventiquattro federazioni sportive nazionali che definiva espressamente suoi organi. I sostenitori della natura pubblicistica di simili organismi, pertanto, fondavano la loro opinione sulla lettera della testé menzionata legge, nonché sul rapporto di immedesimazione organica tra il C.O.NI. ¢ le federazioni sportive nazionali. I sostenitori della natura privatistica, al contrario, insistevano nell’idea che le federazioni continuassero ad essere associazioni di carattere privato sottoposte perd al controllo del C.O.N.1 Accanto a tale summa divisio coesisteva una terza opzione rico- struttiva, per cosi dire intermedia, secondo la quale, come si vedra meglio in seguito, le federazioni sportive nazionali avrebbero avuto natura mista, pubblica e privata, in relazione alla specifica attivita di volta in volta posta in essere. ‘Ad ogni modo oggi il decreto Melandri (art. 15), sostanzialmente confermato sotto il profilo in questione dal decreto Pescante (art. 1, comma 23), qualifica le federazioni sportive nazionali come organismi di diritto privato o meglio associazioni con personalita giuridica di diritto privato e non piti organi del C.O.N.L In verita il citato articolo 15, nella sua originaria formulazione, precisava, altresi, che i predetti enti svolgono la loro attivita sportiva in armonia con le deliberazioni € gli indirizzi del C.1.O. e del C.O.N.I “anche in considerazione della valenza pubblicistica di specifici aspetti di tale attivita”. Quest’ultimo inciso, tuttavia, aveva suscitato dubbi e perplessita giacché, da un lato, affermava la natura privatistica delle federazioni e, dall’altro, sottoli- neava la presenza di aspetti pubblicistici della loro attivita. L’orientamento dominante tendeva (e tende tuttora anche in se- guito alle modifiche apportate al decreto Melandri dal decreto Pe- scante] ad accogliere la menzionata teoria intermedia, per cosi dire, funzionale, secondo la quale é di fondamentale importanza non tanto la natura giutidica delle federazioni in astratto considerate, quanto piu! 38 LEZIONI DI DIRITTO SPORTIVO tosto, come si @ gid precisato, la natura dei singoli aui posti in essere dalle medesime federazioni. In altri termini tali atti, pur essendo di norma assoggettati alla disciplina privatistica proprio in considerazione della natura di asso- ciazioni di diritto privato delle federazioni, del decreto Melandri, saranno regolamentati da un sistema di tipo pubblicistico qualora siano espressione di poteri istituzionalmente demandati all’ente pubblico C.O.N.I. Sta di fatto che il decreto Pescante, modificando il richiamato inciso con la pid ampia espressione “anche in considerazione della valenza pubblicistica di specifiche tipologie di attivita individuate nello statuto del C.O.N.1.”, sembra accogliere un rigoroso principio di tassativita rinviando, con norma dinatura delegificante, allo statuto del C.O.N.L. quale sede per la elencazione delle attivita a valenza pubbli- cistica. Ad oggi, comunque, ai sensi dell’art. 23, comma primo, del sum- menzionato statuto, “hanno valenza pubblicistica eschisivamente le attivita delle federazioni sportive nazionali relative all’ammissione e all'affiliazione di societ, di associazioni sportive e di singoli tesserati alla revoca a qualsiasi titolo e alla modificazione dei provvedimenti di ammissione 0 di affiliazione; al controllo in ordine al regolare svolgi- mento delle competizioni ¢ dei campionati sportivi professionistici; all utilizzazione di contributi pubblici, alla prevenzione repressione del doping, nonché alle attivita relative alla preparazione olimpica allalto livello, alla formazione dei tecnici ¢ alla gestione degli impianti sportivi pubblici”. ancita dal ricordato art. 15 6. Le discipline sporiive associate Le discipline sportive associate, sostanzialmente assimilabili alle federazioni sportive nazionali, dalle quali si distinguono esclusivamente per il tipo di attivita sportiva praticato, che, come si diri, non rientra nel programma olimpico, costitaiscono organismi di pitt recente costi- tuzione rispetto alle predette federazioni; infatti, soltanto a partire dal 1986 il Consiglio Nazionale del C.O.N.I. ha stabilito le procedure ed i requisiti necessari per il loro riconoscimeato quali organizzazioni spor- tive che aveebbero dovuto “svolgere una attivita sportiva distinta rispetto a quella svolta dalle federazioni sportive nazionali e da altre aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. aa You have either reached a page that is unavailable for viewing or reached your viewing limit for this book. I soccern 41 societa o associazioni sportive dilettantistiche affiliate non inferiori a mille con almeno centomila iscritti, svolgimento di attivita nel campo della promozione sportiva da almeno tre anni). I rapporti tra gli enti di promozione sportiva e il C.O.N.I. sono disciplinati da un apposito regolamento che, tra T'altto, prevede che quest’ultimo eroghi annualmente a loro vantaggio contributi parame- trati alla consistenza organizzativa ed all’attivitd svolta da ciascun ente. Gli organismi in questione devono presentare ogni anno alla Giunta Nazionale del CON.I. il bilancio di previsione, il conto consuntivo, nonché una relazione documentata circa lutilizzazione dei contributi ricevuti. La Giunta Nazionale, qualora dovesse accertare che i contributi sono stati utilizzati ieregolarmente, adowa i prowedimenti reputati necessari; in particolare, pud proporre al Consiglio Nazionale la sospensione 0 la riduzione delle erogazioni finanziarie e, nei casi pit gravi, la revoca del riconoscimento sportivo. 8. Le societa ed associazioni sportive Le societa € le associazioni sportive sono enti che hanno per scopo statutario la pratica di auivita spostiva. Esse divengono soggetti de Vordinamento sportivo a seguito del riconoscimento a fini sportivi da parte del Consiglio nazionale del C.O.N.I., 0 del Consiglio federale all’uopo delegato. Il riconoscimento a fini sportivi é l'atto conclusivo della procedura di affiliazione, di cui si dira poco oltre. Gli enti in esame possono rivestire una forma giuridica costitutiva eterogenea, giacché possono consistere in enti lucrativi (societa di persone o di capitali), ovvero in enti non lucrativi (associazioni rico- nosciute, associazioni non riconosciute, societa senza fine di Iucto o societd cooperative), Una limitazione riguardo alla scelta della forma giuridica costitutiva & prescritta per gli enti che intendano svolgere attivita sportiva a carattere professionistico, ossia calcio, golf, pallaca- nestro, ciclismo, motociclismo e pugilato. Infatti, la legge 23 marzo 1981, n. 91 prescrive in tali ipotesi P'adozione della forma giuridica costitutiva di societa per azioni o societa a responsabilita limitata, secondo i modelli di cui agli artt. 2642 ss. € 2325 ss. del codice civile. E da rilevare in proposito che la legge n. 91/1981 prevedeva all’origine che le societa sportive (S.p.A. 0 S.1.L.) che svolgessero attivita profes- sionistica non potesscro perseguire scopo di Incto, inteso in senso soggettivo, giacché era fatto divieto di distribuzione degli utili fra i soci. 42 LEZIONI DI DIRITTO SPORTIVO Questa anomalia rispetto agli statuti ordinari delle S.p.A. ¢ S.r.L. 2 veauta meno a seguito dell’entrata in vigore della legge 18 novembre 1996, n. 586, che ha modificato la legge n. 91/1981, prevedendo, tra Paltro, che le societa sportive professionistiche possano perseguite il fine di lucro. Una novita introdotta dalla stessa legge n. 586/1996 per Je societa sportive professionistiche costituite nella forma di societa a responsabilita limitata, che rappresenta una deroga rispetto allo statuto ordinario delle S.r.L., consiste nell’ obbligo di prowvedere alla nomina del collegio sindacale, anche ove non si verifichino le condizioni previste dall’art. 2477 c.c. (ex art. 2488), che impone tale obbligo allorché il capitale sociale non sia inferiore a quello minimo stabilito AA, per le owero siano stati superati per due esercizi consecutivi due dei limiti indicati in materia di bilancio dall’art. 2435-bis, comma 1, cc, A differenza di quanto previsto per lesercizio in forma associata di attivita sportive professionistiche, nell’'ambito dello sport dilettanti- stico, invece, vé la pit ampia liberti di scelta della forma giuridica costitutiva, Tuttavia, qualora la forma giuridica prescelta sia quella societaria, & prescritto che il fine sociale non sia lucrative € che i proveati dell’attivita non possano, in nessun caso, essere divisi fra gli sociati, anche in modo indiretto (v. art. 90, comma 18, legge n. 289/2002, come modificato dall’art. 4, comma 6-fer della legge n. 128/204). Qualora, invece, la forma costitutiva prescelta sia quella della associazione, riconosciuta owero non riconosciuta, una limita- zione @ prescritta con riguardo alla forma dell’atto costitutivo. Mentre, infatti, una associazione pud costituirsi generalmente in qualsiasi forma, quindi anche oralmente, una associazione sportiva dilettantistica deve costituirsi necessariamente in forma scritta, cosi come & stabilito dall'art. 90, comma 18, della legge n. 289/2002, come modificato dalla legge n. 128/2004, il quale dispone che “le societd ¢ le associazioni sportive dilettantistiche si costiuiscono con atto scritto nel quale deve tra Paltro essere indicata la sede legale”. Con riguardo, in particolare, alla prescrizione relativa all’indicazione della sede legale, va rilevato che alcuni regolamenti federali prevedono che la sede della societi o associazione richiedente l'affiliazione debba trovarsi necessariamente in territorio italiano, mentre altri regolamenti stabiliscono che sia suffi- ciente indicare una sede nel territorio italiano ai fini del riconoscimento sportivo, quand’anche la sede legale principale sia situata altrove. L’art 90, comma 18, sopra citato, prevede inoltre che lo statuto rechi obbligatoriamente le seguenti ulterior! indicazioni: “a) la deno-