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=] f [ PERLE aeenaernasanenne Neco mseeeseeneneaeceCaNeNsey Sse OND RACCOLTE FER CUBA Bt Alessandro Parisotti Roop LIBRO PRIMO. 80248 Fussieals 47 ~ (9 watt Br (Carissims — esti — Leanenai — Bowoxentt — Ans WIDIROT OOOO ODT IIIA IIIA INNIS 50240 Fassicolo 2° ~ (a) el Vivasor ~ Lorst — Cazoana — Dowssico Scania? 50250 Fuscicolo 8. ~ i) well Fr. 8.80 Pragoust — Give — Seneenn — Taarrta — Plecnoa ~ Paiste — Govan! Marri 50054 Te fascicoll im uf solo volun (a) wat fr. 8 — ‘SONo PUBBLICATI Proptieth degli Editor per ttt i paesl. — Deposto « norma dei trattti internavionsi “Tati iri di iprodusione della presente editione sono riservatl ame G. RICORDI & C. MILANO ~ ROMA ~ NAPOLI - PALERMO - LONDBA ~ LIPGIA — BUENOS-AIRES - NEW-VORK : PARIS - SOCIETE ANONYHE DES EDITIONS RICORDI — PARIS 18, Rue de 1» Pésniire, 18 Weer oesas SS | K SER TEC 'g in tutte le arti Pamorosa investigazione dell’antico é fonte sicura, da cui sgorgano i megs pits atti a rajinare it gusto; eid principalmente si verifica nella musicale che, sfuggendo alla plastica, pud da’ grandi modelli agevolmente ritrarre quanto sia acconcio al miglioramento e ai progresso delle sue produgioni. Questa asserzione pare, ed &infatti, una parafrasi del noto detio del moderno nostro grande melodrammatico, 3 quale ne sevtt la verité forse prima e meghio che sia stata intesa dall’ universale. E poiché al di d’oggi il nuovo va sempre pitt scarseggiando, a lui si sostituisce felicemente la risurrezione dell antico; cosi che da qualche tempo si pare che questa risurrezione assai pits del nuovo ineressi i cultori deli'arte. ‘Per queste due ragiani m’é parso quindi non fuori di proposito accingermi a questa pubblicazione, sicuro che all’arte carisima del canto ne verrebbe un verace beneficio, indicando una sorgente di mighioramento indubitabile cosi nella parte stetica come in quella pratica, Raccolsi le arie, che seguono, da veichi manoscritti e da vecchie edizioni, dove giacevano a torto dimenticate, e confesso che nell’ imprendere questo lavero di esu- magione, tanta materia mi si afferse dinanci, che fut a malincuore costretto a limitarmi alla modesta proporzione del volume, che ogi presento, ‘Nel trascrivere le arie ebbi massima cura di nulla mutare dalloriginale ¢ assai volte consultai diversi manoscriti per avvicinarmi alla forma pis elegante e pits corretta. ‘Nuotai per disteso le abbreviazioni ora viele e avvertii che Vestensione delle arie non eccedesse quella di una voce comune, perché fossero accessibili a tutti, Niall apporre poi gli accompagnamenti e armanixzare i bassi continu’, fur mia cura precipua it nulla aggiun- gere del mio, che non fosse acconcio all’ indole delle parcle, al carattere della composizione, alle impronte dell autore e del secolo ; avendo in questa fatica per guida gli esempi, che i pitt grandi macsttt ci lasciarono in questo genere da camera, posto ne’ secoli scorsi all'alteza, alla quale ba vero diritio. — Spiegato cosi lo scopo di questa pubblicazione, dird brevemente della cura che si deve porre nell’eseguire la musica che essa contient. Il carattere principale che informs i composi- tori dei secoli XVU e XVIII ¢ la schiettezza e semplicité delle forme, il grande affetio e tutto un sapore di serenitt soavissima, che ad ogni tratto traspare. La musica doggi all’ pposte é nevrotica, piena di sussulti e di violenti contrasti. E quindi necessario principalmente schivare nell'esecuzione delle arie antiche qualungue esagerazione di colorito, qualsiasi affannosa declamazione. Il canto vuol essere puro, ingenuo, sereno, legato; i movimenti abbastanga tranguilli ¢ senqa precipitazione di sorta; gli abbellimenti eseguiti con istudiosa cura, perché riescano netti ¢ precisi; la parola dixposata alla nota si che fornii con essa una cosa sola, né avvenga che chi ascolla non giviga ad afferrarne il senso. Tutia Pesecuzione infine deve mosirare finexza @intuito ¢ piena conoscenga dei precetti del buon canto italiano ; essere a un tempo calma, clegante, corretta, espressiva; né ‘perd fredda 0 sonnacchiosa. ‘N.on occorrona singolari mesgi vocali per cantare queste arie antiche, si bene una precisa esecuzione di cid che si trova soritto. Una dose di buon gusto ¢ molto amore allo studio foranno il resto, Roma, Novembre 1885. sougd = 51 ORDINE DEL VOLUME FASCICOLO PRIMO. Gian Giacomo Carissimi (1604 (?) - 1674). Cenni Vittoria, vittoria! Cantata... Marco Antonio Cesti (1620 - 1669 (). Cenvi Sogn. Intorno all’ idol mio. Atia. Giovanni Legrenzi (1625 - 1690). Cenni biogralici. ‘Che fiero costume. Arietta... Giovanni Maria Bononcini (1640 - 1703), Censi biografci Deb pitt a me nom v ascondete, Arietta ‘ : Alessandro Scarlatti (1659 - 1725). Cenni Pig © cescate di plagarma, Arietta os Se Pride i fede, » Aiea |.) ltl Som tata duolo, Aria. et Speso vibra per suo gioco, Canzonetta | Se tu della mia morte. Mia. 6s se we FASCICC LO SECONDO. Antonio Vivaldi (16... - 1743). Cenni biografici. Un certe non so che, Arieta, 2 sw ee Antonio Lotti (1667 - 1740). Cenni bi grai Pur dicesti, bocca bella, Avieta. . . : Antonio Caldara (1671 - 1763)- Cenn biografc Sebben crudele, Cansoneta sss... Seloe amiche. Arietwa. 0 2 ee Come raggio di sol. Aria. . - whee Domenico Scarlatti (1683 - si. C ani biogratid |: Consolati ¢ spera, Aria... : Giorgio Federico Handel (1634 - 4 » ‘Cenni og : Affanni del pensier, Avieta . : ‘Ah mio ben schernito sti. Ma Benedetto Marcello (1686 - 1739). C ani iografici Quella fiamma che miaccende. Recitativ ¢ Aria. Leonardo Leo (1694 - 1745). Cenni bi grafic. Dal 100 soglio tuminoso. Duct... . we ve ww mare carn ob > 51 ogi 37 38 B 44 49 50 54 37 59 60 6 69 B 4 9 one 4 18 a 33 4 2 je 33 37 4B “4 ORDINE DEL VOLUME FASCICOLO TERZO. Giovanni Battista Pergolesi (1710 - 1736). Cenni Noga « os Page| By Oni pena pit spietata, Arietta... wee ee [go] 2 Sticyos0, mio stiggoso. Ati, oe ee eee lst Se tu m’ ami. Arietta Be lion Cristoforo Gluck (1714 - 1787). Cenai biogralici CL O del mio dolce ardor. Axia . nos | 17 : oo 106 | 18 Niccola Jommelli (1714 - 1774). Cenni biografci | | 1...) . lute | ag Chi yuol comprar. Canzonetta . rey (rea a4 Tommaso Traetta (1727 - 1779). Cenni biografci. | 1 ll = \t17 | 29 Ombra cara, amorosa. Scena e Aria. . eee eee 118 | 30 Niccold Piccinni (1728 - 1800). Cenni biografci. | 1 1k ll + j333 | 35 Notte, dea del mister. Axia. er 36 Giovanni Paisieffo (1741 - 18:6). Ceani Vigra. ee ig ag Chi vuol ta zingarella, Canzone . . ee Sita at Nel cor pit non mi sento. Arietta. . Be 8 Ti mio ben quando verrb. Aria. ee lise | 0 Giovanni Martini (1741 - 1816). Cenni biogaidd |) SL “is 55 Pico icmsortAnae te eee 14g | 56 sont st Gian Giacomo Carissimi 1604) ~ 1674 age alates TEE €E)) ves74 collezione di musica antica non poteva, credo, prender da miglior punto Ja sua mossa che cominciando dal raro ¢ originale ingegno del Carissimi, che fra i pi grandi maestri del XVI secolo fu celebre tanto come compositore che come insegnante di canto, Il Sacrifiio di Jefe © il Gindizio di Salomone, capolavori del genere sacro, formarono la grande scuola italiana seguita poi con tanto mirabile successo ¢ ampliata dagli allievi suoi, Alessandro Scarlatti e Marco Antonio Cesti E gran pena che la maggior parte delle produzioni di questo autore fecondissimo giac dimenticata in polverosi e scorretti manoscritti nelle biblioteche pubbliche, le quali, ricche d'un forte nucleo di opere di scienza ¢ letteratura, tengono gli s iti musicali come povere appendici di nessun conto. Da cid si fa malagevole la ricerca, che condurrebbe a svelare agli amatori tanti tesori nascosti e veri gioielli dell’ arte. Hl Carissimi fir nella sua vita artistica assai modesto € non si sa che avesse maggiori onori della nomina a dicettoce della cappella d’Assisi e di quella di S, Appollinare in Roma Peraltro il suo ingegno fu grande ¢ grandi furono i suoi studi musicali tanto che a lui dové un gran passo Vane speciaimente nel genere degli oratori e delle cantate. Fra queste ultime annoverasi quella che pubblichiamo sulle parole Vitoria, vittoria, B un povero innamorato che ha spezzato i suoi lacci, i quali sembra gli dessero gran pena € ne esprime colla pié soave vivaciti ¢ con la forma pitt leggiadra Ia sua soddisfazione. Questa canzone ha un carattere cosi speciale e spiccato che difficilmente potrebbe confor dersi calle altre consimili composizioni da camera. Nacque il Carissimi a Marino presso Roma verso if 1604 ¢ mori settantenne. Alcuni biografi lo yogliono nato a Venezia gel 1582. -£ sous st Gian GIACOMO CARISSIMI ittoria, mio core! non Jagrimar pit. E sciolta d’Amore la vil serviti. Gia Vempia a’ tuoi danni Da luci ridenti fra stuolo di sguardi, non esce pit strale, con vezzi bugiardi che piaga mortale dispose gl'inganni; nel petto m’avventi: Je frode, gli affanni nel duol, ne’ tormenti non hanno piil loco, io pitt non mi sfaccio; del crudo suo foco # rotto ogni taccio, @ spento l'ardore! sparito il timore! ALLEGRO CON BRIO 4=168 CANTO Sf Vit . to- rial Vit - to_ ria! Vit-to— rial vit - a: 168 ALLEGRO : fat ca con BRIO -to ria, mio co. Te ——_—_—_—_—_—_—__ EB sciol-ta d’A-mo-re la vil ser - vi- sare vy sous—st oo eee Tat da etait odsntscchae sone aera ~ti. Vit - to ria! Vit . to_ria, mio co- _ ~- rel ray Ja . grimar piu. E sciolta dA. mo_re fa vil ser = vic + ——— Lt @A- mo-re la Meno mosso e dolce assai PGi Yempia a’ tuoidan-ni fra stuo_lo di sguardi, con vez. zi bu- = Ce v s0248-ss og 3 4 eres. 4 = agiar-di di. spo-se gi’In _ gan ni; le fro de, gli af 7S @ spen-to ar — do ~ -to-rial Vit - to_ rial Vit - to_ria, mio co 7 uz Ja - grimar piu, non la — grimar pit. E sciolta d'A-mo-re la fee le 4 vo sozq8-st vil ser - vi- ti, é 50 ¢ dolce assai CF sciol - rs LU P Da f Mexo mosso ¢ do fulci rin Ice assat Pee den-ti non e~ sce pitt strale, che pia_ga mor- =— er pin non mi sfac ~ # f= rot-too-gni lac-cio, spa- (63 Ite Fetter eee Rene reece EE ———— £2 Tempo -rictoil ti - Vit - to-rial Vit - to-rial — Vit- 12 Tempo at |p rir ft = pia, mon la — grimar pid. E sciol_ta dA _ mo re la Largamente stent: -ta dA. mo-re la col canto 6 2 soxg8-s1 Marco Antonio Cesti 1620-1669 (?) FOOTE EEE EE EET E ETE EEE ETT TT Ra i seguaci del poverello d’Assisi si annoverd Fra Marc’ Antonio da Arezzo fnato in quella citta verso il 1620 € morto a Venezia nel 1669, 0 secondo alcuni, a Roma nei 1688, Fu allievo del Caris: mie fra i pid grandi com- positori del XVII secolo, Non impedi a lui la cocolla di scrivere assai drammi fe cantate amorose, molti madrigali e ariette da camera. Non pochi manoscritti ci rimangono di questo autore sparsi tuttavia nelle librerie e universalmente dimenticti. Fra i molti ho avuto agio di incontrarmi nella Biblioteca della R. Accademia di Santa Cecilia e nella Chigiana di Roma con alcune piccole cantate a tre voci su soggetti romantici o mitologici di pregio assai raro e che un di © Valtro vorrei veder pubblicate. Lo stile del Cesti & soavissimo, particolarmente melodic e affettuoso al punto che par quasi sensuale, Queste doti in sommo grado s’ incontrano nella melodia Intorno all idol mio che fa parte dell’ opera Orontéa eseguita nel 1649 che trovasi nella bella collezione di Carlo Banck, Arien und Gesinge dlterer Tonmeivter. Molte aktre melodie scritte per camera dallo stesso autore sopra basso continua merite- rebbete di esser poste alla luce perché interessanti pel giro melodico del pari che per I'e- leganza deila forma e mi cisecbo di farlo in appresso se questa prima prova incontra il favore de’ buongustai. Il Cesti fa maestro di cappella a Firenze sotto Ferdinando IIT de’ Medici e poi maestro alia cappella di Leopoldo 1. Si crede che ponesse in musica il Pastor fido del Guarini. & Marco ANTONIO CESTI Frvoroo all'idot mio =2 spirate pur, spirate aure soayi ¢ grate; € nelle guance elette baciatelo per me- cortesi aurette. ‘Al mio ben, che riposa su ali della quiete, grati sogni assistete ¢ il mio racchiuso ardore svelategli per me -larve d'amore. Lanoo AxOROSO @ =84 ben portando la voce ¢ molto express, ————— SF tor - no al_l'i_dol a8 LARGO AMOROSO * 50248-5t 2 — -let te ba . cia - teloperme, eres. S—$—. pitt cres, kL—=——p 9 cor. te-si, cor- te - si au- the Lev emord : g yp foc it._y eo - it 2 —= SS FS ee === : ret - tea, Ye nelteguan-cieetet-te ba cia - teloper -te- si au- Sa — pe) CaP cel canto PP) pe 2 0248-51 10 = poco rit. => ety ev AS Peers _ ti $0. gnias-si- -ste. - - -te. > pre > = mioracchiu - soardo=re sve - la — tegliper me,.... lar. ve, 0 fe piranb—— Jar~ ve d/a— mo- oft Ga. # =— =— Gay Fa # eres. tegli per tegli per me, lar ve, o decres, # a rit. Ba. # Ca SH ———— da.mo- - - rel... jpooconto CF | » oS Pic ve 7 Go sae __ a F #® 1 Sa * ov songb-gr Giovanni Legrenzi 1625-1690 J questo autore nato in quel di Bergamo (a Clusone) nel 1625 € morto a Venezia, dove era maestro di cappella nella basilica di $. Marco, nel 1690, si conoscono dieciassette opere teatrali, molte messe, salmi, concerti, sonate ¢ cantate. Fu uno dei primi a comporte musica per due violini ¢ violoncello € godé fama d’uno fra i migliori compositori del secolo XVII. Fu direttore della ducale cappella di Ferrara e del Conservatorio de’ Mendicanti a Venezia. Larietta che fa parte del- Vopera Eteocle sulle parole Che fiero costume, leziosa alquanto come quasi tutte Ie poesie di quel tempo, non manca di novita e di ardimento, specie in qualche inatteso passaggio di modo. L’effetto é bello € lo stile & correttissimo, Mi parve quindi non dovesse stare for di posto in questa raccolta. I] Legrenzi ebbe per allievi Antonio Caldara e Antonio Lotti. Alcuni credono poter ritenere che vestisse Mabito ecclesiastico. sous - 51 = GIOVANNI LEGRENZI ‘d’aligero aume, che a forza di pene si facia adorar! E pur nell’ardore il dic traditore un vago sembiante mi fe’idolatrar. Che crudo destino che un cieco bambino con bocea di latte si facia stimar! Ma questo tiranno con barbaro inganno, entrando per gil occhi,mi fe’ sospirar. ALLEGRFTTO CON Mm on SESS as Che fie-ro co-stu.me d’a-li - gero nu.me,che a leggero ¢ grasioso ALLEGRETTO | con moto 7 sozg8-st 13 Sa # == cspress. te > dolce =P va - go sembiante mi fe'ido - latraf,~ un va ~ go sembiante mi 2 0248-51 13 4 rit, I! Tempo — decres. fe’i-do — latrar. Che fie - roco_stume d’a_li - gero nume,che a vcoten, yt? Tempo ai _ ' “| ¢ 4 #80 # fa SS we—==S nf ten. forza di pene si facciaa_dorar, si faccia a—dorart.. > we | Zp f 4 2 50248-st Seyi. L— 2 boc.ca di lat_te si faccia stimar, si fac-cia stimas bocca di lat-te si faccia stimart.. aa # mg 1 poco meno f Ma questo ti-ranno con bar_baro inganno, en- ait TT tb eco mer —=6: fa # Ga * expres. P = dolce ——— a ~tran.do per gli occhimi fe’so. spirary= en.tran-do per gli occhi mi aa Ba 8" Ba a Sa v 50248-51 e 5 16 16 ” 50248-51 v Giovanni Maria Bononcini 1640-1703 TOTS ft Bononcini, rovistando le biblioteche, vien fatto di trovare non poche composizioni elettisime per In forma e pel gusto squisito. Madrigali, sin- fonie, cantate e sonate formano un repertorio ricco e vaghissimo, degno tutto di veder Ia chiara luce del sole per mezzo della stampa. Ma a cid siamo ancora troppo poco preparati ¢ possiamo rallegrarci se alcunché di questo geniale compositore ¢ universalmente gustato. Eppure lo stile del Bononcini & chiaro, melodico e sopra ogni dire affettuoso. L’arte del bel cantare trasuda in ogni misura, la noviti e Ja correttezza degli effetti sorprende ad ogni paso Larietta che qui pubblichiamo fu trovata in un vecchio manoscritto del XVIII secolo giacente nella ricca libreria della R. Accademia di Santa Cecilia in Roma insieme ad altre gemme dei pii illustri compositori italiani. Di lui fa edito dal Gevaert nella collezione dal titolo Gloires d’lalie, un'amabile melodia, Pieté mio caro bene, che assai volontieri avrei aggiunto a questa raccolta se lo spazio non me I’ avesse impedito, Corretto sopra ogni dire nella forma, elegante nel pensicio, pieno di sentimento nella espressione degli affett, il modenese Bononcini oltre all'essere fra i pitt distinti compositori fu anche egregio di- dattico. La sua opera Il musico pratico, che brevemente dimostra il modo di giugnere alla perfella cognitione di tutte quelle cose, che concorrono alla compositione dei canti et cid che all arte del con tropunio si ricerca, chiaramente lo dimostra. Scrisse opere teatrali € molta musica sacra. Nato verso il 1640, mori il 19 novembre 1703. sous - st ich piti a me non v’ascondete tuei vaghe del mio sol. Con svelarvi, se voi siete, F voi potete far quest’alma fuor di duol, Larcnerto @= 40 pile CANTO Deh pill a me non v’ascon. dexo ( Larcnerro | Pdolce dete Inci__va_ghe del mio sol, deh piit a me non v'ascon. ~de.te — Iuci va ~ ghe del mio sol, = = 8 . 50248-st oo sol, luci va-ghe del mio sol,... fu-ci va . ghe del mio sol. a tempo p dolce Gt —— le 6 SE 4 -te . te farquest’almafuor di duol, far quest’alma fuor di duol. 7) iF —<_=_ » 0248-51 2 9 P ——. SS Deh pitta me nonv'asconde.te inci va.ghedel mio ———=. SSS deh piu a menonv’asconde-te lu.ci va-ghedel mio lueci va. ghe del mio sol, lu.ci va - ghe del mio molto rit. 20 2 sozge-5t ca Alessandro Scarlatti 1659-1725 no on Oe v rene nelle concezioni artistiche, fertilissimo d’ ingegno e versatile, fu grande compositore det pari che grande cantante € suonatore d’ arpa e di cembalo. Un numero infinito di cantate, madrigali, oratori, mottetti, toccate, sere~ nate, ecc,, lascié ai suoi discepoli, fra i quali annoverd un Leo, un Pergolesi, un Durante. Scrisse molte opere teatrali e oltre duecento messe e coprl il posto di maestro i cappella nella basilica di Santa Maria Maggiore di Roma. Il suo stile @ fluido sempre ed elegante quanto semplice nelle forme. O cessate di piagarmi e Se tu della mia morte, dicono in qual modo egli sapesse toccare Paffetto; mentre Varietta Speso vibra per suo gioco mostra con quanto fine eleganza scrivesse il semiserio, La maggior parte delle sue com- posizioni € condotta sopra una riga di busso continuo con © senza numeri, sempre proprio, espressivo € semplice. Nelle modulazioni & qualche po’ ardito pei tempi suoi, ma non cost che ne discapiti la chiarezza, Fu allievo di Gian Giacomo Carissimi; nacque in Sicilia, a Trapani, nel 1659 ¢ mori a Napoli il 24 ottobre del 1725. » ALESSANDRO SCARLATTI a Ge cessate di piagarmi © lasciatemi morir. |’ Luci ingrate — dispietate | pit del gelo, pi dei marmi fredde e sorde ai miei martir. O cessate di piagarmi 0 lasciatemi morir. 4.2806 50 ANDANTF CON Moro ——_==— CANTO SS | _ v r ? Oo cessa - te agitato 4 fo BEG = SSS = ANDANTE. é Pr — rt aaa iae omptinn PET BF OB lascia - te. mi morir, o © lascia~ te. mi morir. >—___—— cres.rinf__strin. Lu. -c’in-gra te, fu- -Cin-gra- te, 22 ” 0248-51 vy 23 ope ‘poco a ‘poco —— dis - pie-ta. -te, pit del ge - loe pia deimar - mi — ———— smore. fred . dee sor. dea’ miei mar-tir, fred - dee sor _ dea’ mf dolente ed appassionato oO = = “eal canto we —_ eee con dolore e vitenuto assat Iascia. te. mi mo-trir, lascia . te. mi morir. gt + % ?_————— La second volte . a molto ritenuto 4 * [\LESSANDRO Gr IS: Florindo é fedele jor" jo nv innamorerd. Potra ben !’arco tendere il faretrato arcier, ch'io mi sapro difendere da un guardo lusinghier, Preghi, pianti, querele io non ascolterd, ma se sara fedele 1o m'innamorerd ScCARLATTI ALL? GRAZIOSO Moderato assat CANTO» - Sin-do® fe . dete io mlin_na — mo. re _ Se Flo ~ se Flo - ~ rin-doé fe . de-le ss 05, ef dolce = 1, 88 fe dete Florin - domin’na—mo-re — rd, ir a Pe FF 24 m7 s02q8-5t miinnamo-re ~ rd, col canto imilando la voce Sf ctempe p dolce io m'in -na—mo-re - rd. — fae 7 benlarco_ten-dere il fare - tratoar-cier, » 5248-51 2 26 ee ———— Pre.ghi, _pianti e que-re_le io lar" + ia Pee -de - le io minnamo ~ rer, jo m'innamo- re _ =a === at > od po atx —— m/inna_more _ rd, io min. 26 y sozg8-gi _ » _—7 seFlo_ - rin-doe fe_ > io m'in-na-mo-re - SS tes. ———— —==—_ io miinna-mo-re- ~ ro, s’@ fe - de-le Flo- = ad St PB ———— -rin . dom'in-na-mo-re- ro, io m’inna_mo-re - - 1rd, ve _—_—_——— f=» ral. -de_le Flo_rin - dom'in_ na. mo-re — ro, m’innamo_re. { —— SS | Sy |? fe oN 3I —E——EEEE_")>;heeeeeeEeEeEeEeeEeEeEee ee eeeeEeEeEeEeEeEeEyEEEe a tenpo fm Proll. stral di fer . roinno-bil co - re. en eet : SS =guen-do inmez - zoal fo.co del di_ —ver-so acce - e maz man. -caque- - sto man - caequelvienme — no, 32 > go248-st SE eee tet eee cE ERR Ett eet tec nce REESE EEE TE 33 rit. assaé a tempo = man- -caque- sto man. ca equelvienmé — no. R RB Spes - = marcato da. to par. go. let - to stra_ li Pall. fer - roinno-bil se - P col canto atempo fa p rel. qssai - foinno-bi euenye Ff P col canto > s0248-51 33 ALESSANDRO SCARLATTI a ‘Sk tu della mia morte fe a questa destra forte la glotia non yuol dar, daita ai tuoi lumi, ¢ il dardo — del tuo sguardo sia quello che m’uccida e ml consumi. 256 AnDanre CANTO della miamor _ te a que_sta de.stra > PL -laatuoila mi. Se tu della miamor_te a 34 2 so2gs-st ee = que.sta de.strafor . te 1a glo.rianon vuoidar, ere. —— pyrite con gracia ~laatuoi la — mi, dale. ofa dallaa'tuoi la mi, a rit. col canto ooo nee SS e ildardo del tuo sguardo sia quel-loche m'uc.ci-da, sia quello che m'uc. . sia quellochemucci - - dae 2p mi cons — mi. vy s0248-5I 35 ——= della miamor , te —= for - te laglo-ria non vuoidar, dal - taa'tuollu — mi, > sdal - > > BR SL -laatuoilu — mi. Se tu della miamor. te a questa destrafor . te la gloria non vuoi dar, mg| S° rit. molto ore P -laatuia = mi, dale olay daLlaatuoi lu _ mi. 36 o $0248-52 v Antonio Vivaldi 16...- 1743 EE EEE EE Nronlo Vivatpl, soprannominato il prete rosso, nacque a Venezia nella se- ; conda metd del XVII secolo e mori nella stessa citta nel 1743, direttore del Conservatorio della pictt. Entrd giovine nel sacerdozio e fu celebre vio- linista e valente compositore di musica drammatica e istrumentale. Si contano di lui non meno di ventotto opere teatrali, molti trii, sonate e€ concerti per violino ed altri istrumenti. L? arietta Un certo non so che, & veramente cosa preziosa per la facile espressione e per la condotta, come per la geniale invenzione. Antonio Vivaldi fu per molto tempo alla corte dell’ Elettore Filippo De Hesse-Darmstadt. Di lui si narra questo curios aneddoto, Mentre un giorno celebrava la messa quotidiana, ebbe una ispirazione musicale cosi bella, che non credé doverci rinunziare. Pieno demozione artistica lascid in guell’istante medesimo il sacro ufficio € si ritird nella sagrestia dove scrisse il suo tema. Fatto cid tornd tranquillamente all'altare c fini Ja messa interrotta. Per questa mancanza fu citato innanzi al Tribunale della Santa Inquisizione. Fortunatamente i giudici, preve~ nendo le moderne teorie sui delinquenti, gli diedero del mattoide e quindi la punizione si limitd a inibirgli da indi innanzi la celebrazione della messa. ARR song - 51 38 ANTONIO VIVALDI In certo non so che mi giunge e passa il cor, e pur dolor non é. ‘Se questo fosse amor? nel suo vorace ardor gia posi incauta il pie. Con moro ed affettuoso d = 69 a CANTO Un cer.to non so 269 Con MoTO con delicatezza ed affettuoso _col canto # a tempo ee —= che mi giun.gee pas-sail cor, i ogiun.gee pas.sa il » é @ tengo | ———————_| “Tutti drt i tradusione,rprodusione ¢ trascrizione sono slstrvat 2 Proprida G. Ricordi e C. 7 s0ug-st og 39 Pri sostenuto of == = é. Un cer-tonon so. che, un certo non $0 a Pit sostenuto je at == of Ga SESS, # animato . DS nonso che mi pas-sail cor, artimato ores, Sf: ptt par do - tor Ba Ga % Sa # Lento Sa tenpo — SF 2 Se que.sto fos.se a - mor?.. nef so vo-ra-ce ar- yet? if ‘col canto | pp ' * q soz4g-st 9 3 40 —— —_=== ee of, Ey == Poe a ly id > Ga Ga # Sh a aa & Sostenuto eas tmp fo _ pe questo fos.se a.mor? nel suo Foura.ce af-d0t rumen ne] suo vora.cear. \ S nf Sostenuto 2S l i a tempo Ba *® —$— ~~ i -dor gia po-siin - cau.ta, po ~ siil pie, in.cau ~ tail pie! A z fae |F am b z fa af 4 tempo ores. p molto ritard. Un cer-to non'so che mi giun.gee pas.sa il i col canto Es a * 4 % sozgg-5t 7 SF. P mi giunge e passa il cor, Sate aa ig Pit sostenuto Ny & Un cer-to non so. che, | ———~ Pit sostenuto € : =—— EEF fe a aa * = FS mon so che mi pas-sail cor, gY — sorsg-st gg 5 42 pont portando — S=—— e purdo-lor non é; mi giun.gee passa il ed affettuoso ritard. = eres. pur do. lor non é, do-lor non é, do-lor 7H ‘col canto fa # fa * g so2go-st Antonio Lotti 1667-1740 tuevo di Giovanni Legrenzi, a cui successe nella direzione della cappella di S. Marco in Venezia, il Lotti fu genialissimo compositore di musica religiosa € di opere drammatiche. Ebbe principalmente a cuore il bel modo di trattare le voci e, espertissimo nell'arte, fondd una celebrata scuola di canto a Ve~ nezia, Ebbe ad allievi Benedetto Marcello, il Buranello e altri musicisti di grande valore. Superb il suo maestro nella fecondita dell’ ingegno, nella squisitezza della forma e nell’ e~ spressione del sentimento. Nell'arietta Pur dicesi, o bocca bella, si rinviene tanta sempliciti, tanta chiarezza e una grazia infinita, che veramente anche a’ di nostri sorprende. La sua conoscenza dell’ arte del canto traspare per ogni dove in questa composizione € massime negli effeni di portamento ¢ di sincope, nel grazioso modo ¢ nella sapiente economia colla quale usa il vocalizzato e gli abbellimenti, Dicono alcuni biografi che il Lotti nascesse nell’ Hannover sul 1667 da genitori veneti essendo cali suo padre maestro di cappella della corte elettorale: altri che avesse i natalia Venezia nel 1665. Mori a Ve~ nezia nel maggio del 1740. s0m9 - $t 4 ANTONIO LoTTI jur dicesti, o bocea bella, = quel soave € caro Si, che fa tutto il mio piacer. Per onor di sua facella } con un bacio amor t’ april dolce fonte del goder. 265 2 ALLEGRETTO GRAZIOSO Pe tegerd |) a CANTO o —_— — — Pur di - ce-sti,o bocca,bocca bel-ta, 0 bocca, bocca bella, SS 7 dolce == = quel so-a- vee ca - fo Yen. en. 8 gq 50249-5tg tr rt. mio pia - cer, il mio pia — cer. atnpo jen [cantando vit. con grasia eres. molto, Se Sf, =—— =ce-. sti, © boc.ca,boc.ca bella, 0 boc.ca,boc.ca, bel -fa, quel...so. a. vee = é, cres.| molto \pp rit. col canto F t con grasia pertando sl, quel so-a - vee ca - £0 Si, —=Ss =o a ere pia.cer, il hi-b pia - tut ~to il mio ? Pain, Pitter | f fr tr —————=_—_== q 0249-51 7 9 > > _f. nor di sua fa.cel.ia con un ba-cloAmor ta. pri, con un ba. cioA.mor ta. pri dol.ce fon.te del go - __ 10 # 5029-51 7 P ‘i cantando « lagato ” —S=_ ———— ,_ — / Pur di. ce.sti, 0 poc-ta,boc.ca bel.la,o boc.caboc.ca bel-la, quel so~ tr ~a-vee ca. 10 si, che fa tut-foil miopia - cer, if mio pia cer. Pur di. ce-sti, 0 rantando eres. molto gut. com grasa ZL = = > boc.ca, boc-ca bel-1a, 0 boc.ca,bot-ca bel.la, quel... s0.a - vee ca ~ £0 eres. molto mp rit. col canti st q sozqg-st gy 1 SS a8 BR, pomors. Pia.cer, il mi-6 pia - cer,. il mio pia > zt |i, | Paint 7 2 fr oa © —— == quel. si, che... fa tut . to il 2A, =r > che fatut.toil mio” pia % cer,. it mio pia . rm |eantando R 7 $024g-st gy Antonio Caldara 1671-1763 TOOL O TTT EE TLC TTT BY} v maestro di composizione a Carlo VI alla cui corte a Vienna ebbe il titolo di maestro di cappella. Avea git occupato lo stesso posto nella ducale corte di Mantova. Scrittore assai fecondo lascid molta musica sacra ¢ molta pro- fana e in tutte le opere sue riveld dottrina e facilita d’ invenzione. La me- lodia Come raggio di sol, & tanto semplice e affettuosa e cosi perfetta in ogni sua parte, cosi nuova nell’ invenzione, cosi gentile nella forma, cosi corretta ed clegante nell’ armo- nizzazione, che ancora adesso, dopo che due secoli vi corsero sopra, torna deliziosa e freschissima. Fra le molte cantate e serenate che egli scrisse, ho trovato degno di nota il dramma pastorale intitolato La costanza in amor vince I’ inganno. L’ azione in esso & sem- plicissima e perfettamente idilliaca, ma la grazia del canto vi & profusa a piene mani. Di tado egli accenna agli istrumenti d'accompagnamento, salvo quando scrive un’obbligazione per teorba, corno da caccia, violeta ¢ simili, Per lo pitt ha un basso continuo posto sotto al canto senza alcun accenno di armonizzazione. Dal dramma di cui parlo ho spigolato le due ariette Se ben crudele e Selve amiche, e avrei tolto di pid se I’ economia del volume me lo avesse permesso. Il Caldara fu allievo del Legrenzi e godé maggior fama del maestro. Pose in musica drammi di Apostolo Zeno e di Pietro Metastasio, fra cui il Temistocle, Nacque a Venezia nel 1671 0, secondo altri, nel 1678, ¢ mori nella stessa cittd nel 1763. rit. assai P sem.pre fe . de . leti voglio... a-mar. Con ta lun. ghez - 7? |p — ——— | f rit, assat| Y. del mio ser . vir fa tua fie - rez. ~ za, a tua fie - Be ee ee —t|r q s0249-51 9 15 52 =>. sa. pro stan. car, sa. pro stan. car, Sebuben, cru. de - le, mi fai eres. pri_ores. —— ttt sem-pre fe - de. ~ le, sem-pre fe - dete ti vo.glo a - eee 16 # so24o-st og ee : 33 Seb.ben, cru.de . ~~ le, mi fai > PRE + = de - feti voglio... a. mar, seb-ben, crusde . -le, mi fai lan. FF (4 tf rit, assat sempre fe - de - leti vo.glio...a- - mar. nit.assad Vp 2 Fa * Y so2sg~s gy y . ANTONIO CALDARA a a lelve amiche, ombrose piante, fido albergo del mio core, chiede a voi quest’ alma amante qualche pace al suo dolore. Awpantino 269 £ CANTO Sel.ve a-mi-che, a a eee ee d= 69 ANDANTINO P Legatissino ¢ lun po? pesante sel-ve a - mi. che, om.bro.se pian « te, a =— pelegato i basso det mio co re, dello. cor, fi-doal.ber-go del. mio co ~ eee 18 @ sog-st og fi. doal- ber. go del mio co. tratt. sempre e con grazia fi. do al-ber _ » ~st’alma a-man.te g fe, del mio co. Fe, qual.che pace, quafache pa . ce 55 do al-ber . go chie.dea voi que - al suo do-io ~ s0249-51 gy 19 —— Sel.ve a.mi.che, ombrose pian-te, ——— —= = del mio fo. He, ded moc Tre, fi. doal . ber- go del mio co fedel mio co- re, fi. do al-ber . go del mio tratt. sempre e con grasia i= do al-ber - mio h 20 g s024g-st g ee ANTONIO CALDARA " — lome raggio di sol mite e sereno sovra placidi flutti si riposa mentre del mare nel profondo seno sta la tempesta ascosa: cosi riso talor gaio e pacato i contento,di gioia un labbro infiora, mentre nel suo segreto il cor piagato s'angoscia e si martora. Sosresvto 4:46 Pp CANTO S55 Be Co-me raggio di dz46 SosTENUTO co-me raggio di = hide Sw + flut ti si ri- see P > = afiell. poco a poco 4 =po- - sa men-tredel _ma-re, men. -tre del _ma-re nel pro. ae affrett, poco a poco > a q soz4g-st g 21 58 P ——O sta la tem-pe - + es string. tranguillo - so ta. = feos === SE = ev Fer avarararar tora is See eset see col cant pay pe tenpo gioia un lab-bro in -- fio - ra, $ $38¢ =—=—_ dim. e rit, men-tre nel suo se-gre-to ilcor pia-ga - - - to .. Sangoscia e “res. string. Wf dim. e rit. + eeede 22 q 0249-51 7 sane Domenico Scarlatti 1683-1757 oe r IT aad wr aa eu10 di Alessandra, del quale abbiamo citato alcune graziose melodie, fu anche suo allievo. In poco tempo si levd a gran fama e fu ritenuto il p illustre compositore di musica istrumentale. E notissimo ai pianisti per le molte ed eccellenti composizioni sue, fra le quali la curiosa Fuga del gatto presa da un tema che gli suggeri quest’ animale, passato a caso sulla tastiera del suo clavicembalo mentre egli studiava, Oltre le opere istrumentali compose non pochi lavori nel genere vocale, fra i quali vanno annoverate alcune opere da teatro, una messa a quattro voci e orchestra, una Salve regina con quartetto a corde e qualche aria da camera. Fra queste ultime pare veramente vaghissima quella che egue: Consolati spera. Lan damento & molto drammatico e quindi I’ effetto di questa melodia & sicuro. ‘Trovasi ri portata anche nella collezione Arien und Gesinge lteree Tonmeister git altra volta citata Domenico Scarlatti fu maestro di cappella a S. Pietro di Roma e insegné il clavicembalo alla Principessa delle Asturie a Madrid. Suo figlio Giuseppe fu anche egli musicista di molto valore, Domenico nacque a Napoli nel 1683 € vi mori nel 1757. 60 DOMENICO SCARLATTI — lonsolati e spera Potrai d’ altro oggetto piti lieto goder. * La steifa piu fiera, se cangia d’ aspetto, pud ancora I'affanno mutare in placer. ce ANvanTino | 9 Pracere 1 ten, __@ tempo p poco rit, CANTO Con « so - fa. deny ANDANTINO po-trai d’al-troog. get - to piu lie - to go. —— atenpo J se a fa fae EK. poco marcato _e rit. eo ores, = = wder,, pi lie - to go-der. Con - so-ta- til >—_, S—— >» rit. col canto wg | J d 7 24 q s0240-s1 g Ga. fa. * *& Seperate ciate nnere carne tc ae _ SUstSSRstSeeRestSUTsseCRSsesCUseseestesresreresisiee = a ——— ee po - trai d’al-tro og.get - to pil lie . to go- decres. . go - der, pit lie. - to goder,piu tie ~ - to go- derl... Con~ Ra. * vitard.ten, _@ tempo eS OD 0 - fa.tl po. trai altro og- get. -to pill ten. a <—oe~ fie. .to go. der, piu lie-to go- - der. = nit. col canto! oft | P g s024g-st 9 25, ee LL LEEDS ESOS 62 . _, bem cantando e larga ta frase Pas —> La stel. - la pil NN ba EN p marcato p smorz se can . giad’a. spet- - to, —___—_s— portando — SS -co- -1a Vaf.fan- -no mu~ ta- ~ seid pia-cer,. of, SS ata. . rein pia ~ cer,...pud an.co - ralaf.fan-nofaf-fan. - - >_> 26 g s0249-51 gy 63 it 2 Bigcer oe SS - Te no mu. ta-rein pia-cer! Con. so-latil. Zea LF rit, |@ emp al piacere pr — — spe . ral po - trai d’al-tro og- get - - to pitt poco marcato —— ——S=—_ SS] Passat P = : * lie - to go. der,.. pi “Tle. to go. der, con so-la- ti! nit. col cant png = F oe, _—— spe - ra! === po- trai d’altro og- get - to pit iid | v 7 s0249-5t g 27 64 aS e708, fo go. der, piu lie . to goder,pid fie . ~ to go- lie . to go. der... = peo rit. = . con . s0- la-til.. po. trai d’al-tro og. pol canto —— tara, lene in = sr op, ard LO fon -get - to pil lie - to go-der, pit lie - to, pil lie -toge . der. — 2 g s024g-st gy Giorgio Federico Handel 1684-1759 EEE EE EEE OEE EE TEE EEE EE EE EEE EEE EE EEE aspino di soli dieci anni avea composto una serie di sonate — fatto grande, in ventiquattro giorni seppe cominciare € condurre.a termine il Messia, ora | torio che ha fatto l'ammirazione di tutto il mondo musicaie, Genio prepo- tente e vastissimo, di meravigliosa facilitt, Giorgio Federico Handel ha conquisteto nell’ arte una fama imperitura. Son noti a tutti i suoi celebri orator’, i suoi mottetti, le sue sonate, le sue messe € i suoi concerti € dove la sua musica si eseguisce Pentusiasmo ¢ sicuro. Colpito nella vista otto anni avanti la morte, prosegui sempre, ingegno instancabile, a dettare musica fino a pochi di prima che la sua vita si spegnesse a Londra ill 13 aprile 1759, quando avea git varcato il settantacinquesimo anno delleta sua. La chiara sua fama mi dispensa dal raccomandare le due atie che pongo in questa raccolta. Ab mio cor schernito sci, & teatta dall'opera Alcina, - Affanni del pensier, dall? Ottone, gioielli che formano la superba corona delle sue glorie melodrammatiche, che coll’ Almira, col Rinaldo, col Nerone e con tante altee deliziarono per oltre mezzo secolo il pubblico buon- gustaio, e che ora, forse nella speranza del meglio, sono poste in dimenticanza. Ma se & vero che Parte & immortale, al nostro gusto rifatto sari debito disseppellire tante gemme e cancellare Poblio, che vergognosamente le ha colpite, Nacque I'Handel ad Halle in Sassonia il 24 febbraio 1684, e perd in Italia fu chia a soug 3 mato il Séssone. “ Giorcio FEDERICO MANDEL —_-- Jee |ffanni del pensier - un sol momento ** datemi pace almen - e poi tornate. disso LARGHETTO CANTO P un sol momen - to, Af. fan-ni del_pensies, Sa da.temi pa - ce almen, da.temi pa . ce almen, g S0249-5t gy 30 6 portando 7 poi torna. te. Affan. = ni del pensier, ror ess f ) tr > > pimore. = sol momen . to da.temipace almen, € poitorna - te, = a unsol mo-men - to da-temi pace al-men,.... € poi tor - a PTR CED 5 -fa. te, tor. na- e poi tor-na. te; roe q sozag-st g 31 -fan.ni del pen.sier da. temi pa.ce al-men, a : ay poi torna -+te, e poi... epo. -i tor-na. - te. SS > [er tC = _ as, 32 7 -S024g-sr 7 G. FEDERICO MANDEL ee Ih mio cor, schernito sei. IS" Stelle, Dei-nume d'amore! Traditore - t'amo tanto, puoi lasciarmi sola in pianto? e104 ANDANTE STRETTO CANTO @ piatere 1? Tempo scher - ni ~ to cr rit, assai eff q s0249-st 9 33 ta - mo tan-to, - puoi fasciarmi sola in pian sto? On puoi la - -Sciar- = mioh De-i, per. ch? \¢ ea f+ = i fa.sciar.mi 34 y 50289-53 g puoi la . sciarmi, scher-ni . to puoi lasciarmi so-la in pian.to, q ee oh De 50249-51 oh a g De . i, _ per-ché? t mio co.re, ee t'a - mo tan-to, 35 pian. to, puoi la sciarmi, oh De i, per-ché? puoi lasciarmi so-lain pian.to, oh De-i! a ptt, puoi la-sciarmi, oh De.i, per-che? Tr Fs > ss Ca q > S largamentt, col canto r riten. asial eff 36 q s0249-st g Benedetto Marcello 1686-1739 "opera Estro poetico armonico, pik nota in oggi col nome di Sali di Marcello, rese grande Benedetto fra i suoi contemporanei ¢ largamente ammirato dai posteri, Fu letterato © poeta di qualche valore ¢ scrisse un Traitato di teorica musicale ordinata alla moderna pratica, il Teatro alla moda, un poema Arato an Sparta ¢ altre opere letterarie. Come musicista scrisse oratori, cantate, serenate, messe, mottetti, ecc., tutti improntati a grande severita di stile e a geniale ispirazione, L’ arietta Quella fiamma che m’accende, & piena di soavita e di buon gusto: ha novita di modulazione, grazioso giro armonico ¢ ottimo effetto. Trovasi nella collezione Banck pit volte citata. Benedetto Marcello fu allievo di Antonio Lotti, del quale abbiamo parlato a suo luogo e di Francesco Gasparini da Lucca. Fu nobile veneziano e nacque da Agostino e Paola Cappello il 24 luglio 1686. Membro del Consiglio dei quaranta, poi inviato provveditore a Pola, prese i germi d’una malattia che lo condusse alla tomba il 24 luglio 1739. Avea segretamente sposato una giovinetta di oscura condizione, sua allieva, della quale erasi invaghito perdutamente. Nella chiesa di S. Giuseppe dei Francescani a Brestia € scritto sulla sua tomba: BENEDICTO MARCELLO SCIENTISSIMO PHILOLOGO POETAE MUSICES PRINCIPL. oe song - 5 74 BENEDETTO MARCELLO a Rigor Il mio bel foco, ‘© lontano o vicin ch’ esser poss’ io, senza cangiar mai tempre per Voi,care pupille, ardera sempre. Quella fiamma che m’accende piace tanto all’ alma mia che giammai s’estinguera. E se il fato a voi mi rende, vaghi rai del mio bel sole, aitra luce ella non vuole ni voler giammai potra. Recrrativo nf CANTO : Il mio bel fo-co, 0 lon-ta-noo vi. @ piacere ReEcirativo { ee =ci.no ch esser poss'i.o, sen. za cangiar mai tempre per voi,ca-re pupil. learde.ra Aut AFFETTUOSO @ = 80 cy === ‘Quella fiamma.... chemlac - cen de, ALL AFFETTUOSD_@ = 80 { RS nS? | 38 q $0249-51 g pti piacetan.toall’alma mi Piace tanto all’alma mi - a p olcemente legato ¢ eres. piace tanto all’al-ma mi.a che giam-mai sestingue. ra,s’estin - gue- PF i if 50249-51 g 39 . sempre —=—, SEO pri ~ra, chegiammai se. stin. -gue.ra, — s'estingue. 1a, slestingue. p legato con E seil a tempo | as Si névo.ler giammaipo.tra, né vo- ter giammai po-tra, ne vo. © -scendo poco a poco 40 7 sezag-st gy eres. poco a poco SS SS «ler, né vo. ler giam . mai po .tfa, giammai po - tra, «ler giammai po.tra. —= fiamma...... che m’ac - cen.de piace tanto all’alma g so2sg-st 9 at fie -fas'estin-gue. ra, mi-a che giam.mai s'estin.gue- h -fa, s'e ~ stin.gue-ra,quella.. stin - gue. ma a tempo pe gs a tempo of a tempo Leonardo Leo 1694-1745 OOS LEAL ONO NNE B] eDuTO al clavicembalo, componendo la Finta Frascatana, fu colpito da apo- plessia e si spense Leonardo Leo, uno dei fondatori della meravigliosa scuola napolitana, che contd i pid illustri musicisti del secolo XVIUI. Avea appreso la musica da Nicola Fago e dal celebre Pitoni, capo della grande scuola romana. Veramente sublime nei concetti, toccante e ispirato al pil sincero e profondo sentimento religioso, il Leo ¢ oratori, mottetti, sacre composizioni, e in tutte riveld Vanimo suo nobilissimo, il perfetto gusto, Varte sapiente. {1 duetto Dal tuo soglio luminaso, € opera pregevolissima dove tutte le doti del grande compositore si rivelano a esuberanza. Il pensiero melodico ¢ gentile, la condotta € sobria, il giro armonico semplice e acconcio. Molte opere teatrali scrisse il Leo oltre un gran numero di composizioni istrumentali nonché opere didattiche di canto e di armonia, Nacque a S. Vito degli Schiavi in quel di Lecce nel 1694. Ebbe ad allievi un Pergolesi, un Jommelli, un Traetta, un Piccinni, ed altri grandi. Mori nella freschezza del suo ingegno appena vareato il cinquantesimo anno d’eta. I versi armoniosi del Metastasio egli vesti di note, che crearono mille diletti agli orecchi musicali e in lui non parve da meno la foga dell’ affetto amoroso da quella del patrio, cosa veramente mirabile, se si consideri il tempo in cui visse, sorta - 54 ° LEONARDO LEO teas Jal tuo soglio Iuminoso iF deh rimira il nostro pianto, fo pietoso, © divino Redentor! Ah risplende al marmo accanto che raccolse il Verbo eterno della morte e dell’ inferno anche il legno vincitor. ANDANTE SOPRANO ie - Dal tuo soglio D > fu-mi-noso — 1u-mi - no-so CONTRALTO noso [u-mi- no-so oe 44 gy sozag stg P deh ri- mira il nostro plan. P v deh ri. mirail nostro pian - P. odi- vi- no Re - den-tor! © pie- = to, 0 pie - to-so, p = ny T'to, opie. to-so, odi~ vi- noRe~ den-tor! o pie- S, VPP. = —_ odi .vi - no Re - dentor! 7 ~to.so, e = -to-so, odi.~ vi - noRe - dentor! = 7 sozag-st g 45 Pp — Dattuo soglio tumi.no-so fu.mino. - so P Dal tuo soglio tu.mi- 110.50 PP dehri. mirail nostro pian - 2P. y fu-mino. so dehri- mirail nostro © pie. toso, © pie - toso, 46 Y $0249-51 gy 83 PP -vi - no Reden - tor, deh ri-mira il nostro pian - v 2P rf oS -vi - no Reden - tor, deh ri-mirail nostro pian ~ y all. opie. to-so, odi - vi - noReden. ft vP v pall. © pie - to.so, “odi. vi - noReden. o of vP y a == -tor, opie-toso, odi-vi-noRe- - den. tor! mf ve y a * wit tor, Opie-toso, odi - vi-noRe- - den- tor! Se — Wa Pr = q soz4o-st gy a7 Ah! risplende al marmo accanto P Ah! risplende al SS che raccolse il Verboe-ter - no della mor . te marmo accanto che raccolse il Verboe.ter - no della mor . te a, e dell’in-fer- - no anche il le-gno vin-ci.tor, anche il 1e-gno vin - ci-tor. ¢ ve edell'in-fer. . no ancheil {e-gno vin.citor, anche il fe-gno vin - ci-tor. eae’ s: wee ad 48 g $0249-stg P Dal tuo soglio lu-mi-no.so P tu-mi- no-so deh ri- mira il PB + a Daltuo soglio lu-mi-noso Iu-mi- no-so = 7 s0249-3t 9g aD ————_= of, nostro pian. «to, 0 pie- -mira il nostro pian - P —= ——_ ‘PP odi- vi- noRe~ den. v PP Odi - vi-noRe - dentor! eo ~to.so, © pie-to.so, no Re - den. -to-so, Odi - vi-noRe ~ dentor! opie.to.so, odi - vi P Daltuo sogtio tumi ~ no-so 50 g s024g-s1 9 =r Dal tuo soglio lumi. no-so lu-mino~ - so dehri- -mirailnostro pian - -miraitnostro pian - | —— vP © pie. to.so, Odi - vi- noReden- tor, 2 ¥ y Opie -to.so, 0 di - vi- noReden - tor, q s0249-st 7 st 88 Sg £ E deh ri-mira il nostro pian - pp y deh ri-mirail nostro pian - nf vw rail. nf VP o pie. to.so, odi.vi -noReden-tor, 0 pie-to.so, odi- of vP of ye vrall. + oe © pie-to.so, odi-vi-- no Reden. tor, 0 pie.to.so, odi- an aS > P -vi .noRe - y -Vi- noRe = ~ den - tor! =— 52 7 0249-51 Sie) Es, Giovanni Battista Pergolesi 1710-1736 TY T TY Compiva appena I’ anno dacché fiorente di gioventi e di bellezza era scesa nella tomba Maria Spinelli, da lui sopra ogni cosa adorata e ch’ egli_ mai pote, per I’ orgoglio dei parenti, far sua. Ne avea tisentito nel core uno schianto fatale: la delicata sua fibra ne era rimasta spezzata ¢ la tisi, il morbo degli amanti infelici, lo trasse di soli 26 anni a raggiungere colei, per la quale invano avea delirato. Era nato jl 3 gennaio 1710 € la sua povera vita, cosi rigogliosa di artistiche produzioni, si spense il 16 marzo 1736 a Pozzuoli, dove chiedeva all’aure balsamiche un ristoro. Gio~ vanissimo avea avuto Jezioni da Leonardo Leo ed era salito alla pitt grande fama d° ar~ tista. Violinista perfetto a tredici anni, a ventuno si era rivelato compositore geniale innovatore con due opere teatr: La Serva padrona & giudicata il suo capolavoro e da quella trassi Varietta di Serpina: Sticgoso mio, stixzos0, nella quale non saprei dire se debbasi piuttosto clogiare la festivits della melodia, che non Peleganza ¢ il mirabile effetto comico. Ingegno potente e creatore, toccd il genere sacto del pari che il drammatico e il comico rivelando in tutti quale forte natura si chiudesse nel suo corpo cosi fragile. E fu nella lotta fra i due che il povero frale rimase schiacciato. Lascid ultima sua composizione, ultimo canto del!’anima sua addolorata, il celebre Stabat Mater, poema sublime ’affetto, perla vera dell’ arte sacta, scritto per incatica dei Fratelli della Vergine dei Dolori finito pochi di innanzi alla morte. Per questo lavoro immortale gli fu retribuito il prezso di lire quarantadue ¢ centesimi cinquanta! soap sr 90 G.B. PERGOLESI —-~h. | eni pena pil spietata ES soffriria quest’alma afflitta desolata, se godesse la speranza di potersi consolar. Ma, ohims cade ogni speme, non ¢°8 luogo,non c’8 vita, none modo di sperar. pin grazia Anpanre le!) 2, Tutti diritti d traduzione,riprodazione ¢ trascrizione sono riservati Proprieta G. Ricordi e C. x g02so-st pial pin sple SS SSS que_st’al _ maaf_flit . tae de - so ~la - ta, PSS sof - fri. ria tratt col canto PS Peon grazie rites. a di po-ter-si con_so . lar... di po-ter-si conso — Jar. x 50250- Sr x 3 pe. na pil sple - ta — ta, pit spie _ ta . ta > Vo "pes na pii spie- ta . ta sof-fri . ria quest'almaaf- flit ta; animando assat Sa> ~desseu_na spe. ranza di po - ter.si con.so - lar, Bae Poongrasia foe di po-ter-sT con-so-lar, di po-ter.si con.so-lar. Pit Mosso fal => of Se col cant 4 x so2se-5t x ritenuto w poco >= Vee mo.do di spe-rar, nonc’é mo-do dispe- - x soasonst 8 94 : — 7 ti sof . fri-ria que_st’al - maafflit - tae de- -s0- la. a o __ eres. € uninando —— fa lar.. - desseuna spe-ranza di po-ter-si conso - 7 ter si con-so-lar, di po-ter— si conso - lar. Poco piit mosso a = 6 x sorsost x 95 G. B.PERGOLESI 22080, mio stizz050, ‘voi fate il borioso, ‘ma non vi pud giovare. Bisogna al mio divieto star cheto—enon parlare. Serpina vuol cosi. Cred’io che m'intendete dacché mi conoscete son molti ¢ molti di. Ausererro 280 CANTO = — Stiz-zo_ so, mio stiz - zo.so, voi fa- teil > > dew ALLEGRETTO ma non vi pudgio~ va-re, = St ma non vi pud gio - va_ re; > bi-so-gnaal mio di - vieto star > > Zz — f x sozso~st X. = = 3 * Ser- pi - na [, ge -20 - 50 =F —— p> ae x x 7: =vie-to star che 3 e nom par _ fare, ~ Ser-pi- na vuol co - si, voi fa.teil bo_ri—- =O. 80, Ma non Vi pudgio~ va— re, star € non par- lar, X —s250-5r 7 9 pe sas oe SSS Cre_d'io che om'in-ten - de-te,si, che m’inten_ a X 0250-51 x mio stiz - zo-so, voi fa- teil 7 oS ma non vi pud gio. va_ re; = € non par lare, Xx, $0250~sr x 1 Ce 100 ss f= Ser_pi-na vuol co- si 7 = Ser- pi - na mio stiz - 20-80, voi fas tel bo- ri - o-s0, <, rs P mio di - vie-to star > t PP. che _ to che - to; ¢€ monpar- lare, zit... be vd Fre 2 0250-51 X = Tor co - si, voi fa-teil bo-ri- o- so, ma non vi pudgio- va-re, bi sognaalmiodi . vie-to star che-toe non par- f f ae vuol co. si, wuolco- si,Ser-pi- na 2 50250- 51 x 3 102 G.B.PERGOLESI je tu mami, se sospiri Bella rosa porporina ‘ol per me.gentit pastor, og@i Silvid sceglieri, ho dolor dei tuoi martiri, con fa scusa della spina ho diletto del tuo amor, doman poi la sprezzera. Ma se pensi che soletto Ma degli uomini il consiglio jo ti debba riamar, io per me non seguird. Pastorello.sei soggetto Non perché mi piace il giglio facilmente a t'ingannar, gli altri fiori sprezzerd. 1, ANpantivo 6 22 fe = eyes. Pa tempo so - spi-ri Sol per me,gentil pa — stor,.... Ho do-lorde’ tuoi marti-ri, Ho di_tetto ests ogee tc — SS = —_——_ f 4 KX — so2so-st Vv 103 a tempo, —== =>—-_ vw» pa.storel_lo, sei sogget.to ‘a tempo ke : sprezzera, doman poi la sprezze_ra. i uomi .- con. si glio ee ee rit. nN mn poco 2 << jopermenon segui-ro. Non perché mj piace il gi_glio glialtrifiori sprezze.ro. = > ~ : a X — soaso-st x 15 104 a lempo> es. ' Pate ve se tu me,gentil pa - stor;.... hodolorde’ tuoi marti_ri, pitempo Cae ah eeriedrie aera ho di_letto i fo ti deb-bari _ amar, a temp Pa. storel-io, sei sogget-to fa - cil-mentea t'in- ganar, pa. storel-lo, a ten = |» rit.assai. sei sogget-to fa_cil_mentea tlingannar, fa. ci i SS =z SF 16 X 0250-51 x | Cristoforo Gluck 1714-1787 EI IE I ETT buon diritio ¢ chiamsto riformatore del melodramma il Gluck, che nella lunge vita artista adoperd tutte le forze dell’ ingegno suo grande alla emancipa~ fione del dramma dalle forme convenzionali. In questa sua idea trovd celebse oppositore il Piccinni, del quale pitt appresso diremo, e la lotta si accese cosi viva alla corte di Francia, che il popolo fu diviso in due pastiti: i Gluckisti ei Pi cinnisti. Tanto era I’ interesse che T’ arte destava allora nel pubblico! La lunga, artistica tenzone fu chiusa dal Piccinni, il quale riconobhe I’ ingegno del grande riformatore, Th Gluck scrisse mirabilmente le opere drammatiche ¢ pit si distinse, dove maggiormente traspariva I'urto delle forti passion’. Fu primo a servirsi del corno inglese in orchestra e lo fece nell'opera Alcest Dall'Elena ¢ Paride, che insieme all’ Orfew ed Euridice, segna il pit alto grado nelle opere dell Mlustee boemo, ho tolto Varia O del mio dolce ardor, che per la soaviti della melodia, per I’ eleganza della forma e per lo squisito senso drammatico & lavoro veramente artistico. W Gluck nacque a Weindenwang a di 2 luglio del'anno 1714, cioé appena due mesi prima che nascesse in quel di Caserta Nicola Jommelli. Nella nascita precedette di quattordici anni il suo Sllustre rivale Niccolo Piccinni, ¢ tredici anni prima di lui scese nella tomba a di 15 novembre del 1787 colpito da improvviso malore. Lascid ‘un patrimonio di meglio che sticentomila lire. Ebbe a macstro il P.’ Giambattista. Martini ead allieva Maria Antonietta di Francia, Non sari privo d'interesse riportare le parole colle quali questo grande espone to scopo che preligevasi nello serivere, « 1? imitagione delia natura, egli dice, é il fine comune che si debbono proporre il poota ed fl musico, quello © appunto, che io bo cereato di giungere. Volli ridurre la musica alla sua vera funzione, quella « di secondare la poesia avvalorando Vespressione dei sentinienti e P interesse delle situazioni, senza einterrompere pertanto Vazione ¢ senza raffreddarla con superftui ornamenti. Non altrimenti che «un divegno corrdto ¢ ben composto si avuantaggia per la vivegga dei colori ¢ per P accordo «dei lumi e delle ombre, che animano le figure senza alterarne i contorni; cost pure tanto pit « deffcacia accresce la musica alla poesia quante wlte é Yuna al? altra bene associata », — 50250 - sr CRISTOFORO GLUCK del mio dolce ardor bramato oggetto, aura che tu respiri,alfin respiro. Ovungue il guardo io giro ie tue vaghe sembianze amore in me dipinge: il mio pensier si finge le piu liete speranze; e nel desio che cosi m'empie il petto cerco te... chiamo te... spero e Sospiro- Morexaro 4 =46 Pdoleissimo ——— CANTO ——————— del mio dol. 246 Moperaro 7 1B X —— §0250-51 x =—.. rr — z See a ww Fe — spi- -vun . queilguar.doio gi. - Jetue va _ ghe sem_bian. ze a _ fe KX se2so-st x 0 108 = = a Se +3 = - G == Nips eee ee SS ¥ _more inme di- pin - ge: il mio pen-sier si fin - ay - 20 X — soago-st XX te... del mio dol . ce ar — —=- »— ite Page ase ann a3) 23 ee soso gl 22 xX sozgo-st x Niccola Jommelli 1714-1774 A I TEI I III I omposrrore fecondo e dotato di particolari segni nello stile suo, Niccola Jommelli nato a Aversa presso Caserta nel 1714, mori a Napoli improvvi- samente nel 1774. Fu allievo.a Napoli del Durante, del Leo e del Mancini, a Bologna del P.* Martini, A nessuno certo, per poco che sappia di musica, pué riuscir nuovo il suo nome, € se alcuna volta ebbe occasione di leggere qualche sua composizione, non avra potuto certo non riconoscere in lui una grande impronta geniale e una particolare fisonomia. La musica dello Jommelli si riconosce fra tutte, si fa strada nell’ uditore colla larghezza del concetto e coll’ accuratezza de’ particolari, Qualche volta soverchiamente minuzioso si é lasciato andare a ghirigori applauditi all’eta sua come nel celebre mottetto Victim paschali, che ¢, se non fa pit grande, certo una delle pitt perfette opere sue. Tuttavia nel farlo egli evitd sempre il barocco e sempre trasfuse tanta grazia di novita ¢ tanta leggiadria di forme da creare vere opere d'arte. La scena Ove sei? nel~ Vopera Lucio Vero, & tale composizione, che sorpassd quanto fino allora si era scritto e che restert monumento imperituro del genio di questo musicista, E curioso ill giudizio che di questo autore di il Metastasio nelle sue lettere, € mi piace riportarlo qui appresso ; — « Egli é un uomo tondo e grasso, di un naturale pacifico, di un aspetto attraente, di maniere piacevoli ¢ di ottimi costumi ». — « Egli é il miglior maestro che sappia adat- tare la musica alle parole di quanti mi abbia maj conosciuto. Se mai vi avviene una volta di vederlo vi é forza amarlo: egli & certo il pit amabile ghiottone che sia mai stato ». — Si hanno di lui moltissime composizioni da camera, fra le quali ho scelto la canzone della Calandrina piena di festevole giovialita. Lo Jommelli scrisse melodrammi, oratori, messe, requiem, mottetti, salmi a pid cori, € in tutto si mostrd dotto, ingegnoso e melodico. Diresse | Ospedaletio a Venezia e la cappella di S. Pietro a Roma. LOLS 50250 - $t m2 din ALLEGRETTO GRAZI0S0 NICCOLO JOMMELLI > gy wo comprar fa bella calandrina, antats martina fino « sera? Chi vuol compraria venga a contratto, sempre a buon patto la venderd. E si gentile,ha cosi dolce il canto evenderla degg'io che l'amo tanto; 10 @ il mio mestiere —-50250-51 x o -trat. to! HA Aa Te, ¥ ven - de - ro, sempreabuon pat. to Ia ver . de — rd. La x 0250-51 x 25 vuol,chi vuol com. prarla? = bel-ia ca_lan. dri- r r x 50250-51 x 26 5, tr, Sf e ven.der_la deg. si gen-til, ha co~ si dolce il can - <> tan _ to; ma questoéil mio me_stie - re, no'l foperpia- io che l’a_mo Sempre a buon pat . to la -ce- set —- Ven. gat ven - gal tr ven. de — ro, Sempreabuon pat . to 7 x 50250-51 x = 2 bel_la ca_lan- =| Soa + r x 30250-51 Tommaso Traetta 1727-1779 OEE TELNET At, capolavoro di questo compositore, I'Antigone, ho tolto Varia Ombra cara, amorosa, la quale co’ suoi grandi pregi melodici e armonici dimostra a quale altezza i grandi compositori italiani del XVIII secolo avevano portato l'arte del melodramma. L’intera composizione ,& ispirata al piii puro sentimento drammatico. Cost nell’ aria come nella stupenda scena,.che la precede, Ia parola sembra essere fedelmente servita dalla musica, e questa da quella, talché ne consegue un insieme raro ¢ perfetto. La scena ha Je forme larghe di un arioso ed é cosi curata ne’ uoi par ticolari da potersi citare come un modello del genere. Non parlo dell’ armonizaazione e della sapiente distribuzione delle modulazioni, perché in esse chiaro si rileva il vizore del suo ingegno. Il Traetta fu allievo del Durante ¢ di Leonardo Leo ¢ nacque a Bitonto il 30 marzo 1727. Scrisse molti melodrammi, un oratorio Salomone, uno Stabat e molte ariette e duetti da camera. Diresse !Ospedaletio a Venezia e fu alle corti di Vienna e Pietroburgo dove successe al Buranello. Mori a Venezia il 6 aprile 1779. s0aso - 51 ToMMASO TRAETTA mbra cara,amorosa,ah perché mai tu corri al tuo riposo ed io qui resto? Tu tranquilla godrai nelle sedi beate ove non giunge nb sdegno,né dolor,dove ricopre ogni cura mortale eterno obblio, ni pit rammenterai fra gli amplessi paterni ii pianto mio, né questo di dolor soggiorno infesto. To resto sempre a piangere E a terminar le lagrime, dove mi guida ognor pietosa al mio dolor, @'uno in un altro orror ahi che non giunge ancor la eruda sorte. perme Ja morte. ES eres. asst ———————— 0250-51 a ee _ mf sost. fy tecres. Tu tranquil_la_godra _ nel_lese_di bea ~ te, o.ve non 141 a rn en oe sost. giun.ge nésde-gno,ne do ~ lor,..... nésde_gnoné do — lor, do - ve ri- rit. e-ter~ no ob-bli- - 7 ope SF x 50250: st x xu fra gli am_ ples - si pater. ai do-ve mi gui - dao. 0250-51 . che non giunge an cor per xX s0250-§1 xX 33 la_grime, _pie- -to.saal mio do - lor, la mor . te, non giun_gean_cor per me __la_ mor-te,per SS Prih, col cant * ritwassat Ape: ee | S|. 34 x 0250-51 x Niccolo Piccinni 1728-1800 exepre rivale del Ginck, come fu detto a suo logo, nacque il Piccinni a Bari il 16 gennaio del 1728 ¢ colpito da paralisi mori a Passy il 7 mag- gio 1800, L’aria che pubblichiamo, tolts dall’opera Le faux Lord, e nella collezione del Banck, dimostra largamente I’ ingegno di questo compositore. La treschezza dell'andamento melodico e la sobria ricercatezza dell'armonizzazione si fanno chiare a chi legge, tanto da credere appena che tal musica sia stata composta cento anni indietro. Se il Gluck, suo competitore, trattava a meraviglia i colori dell’ orchestra e le forti passioni drammatiche, il Piccinni certo non era da meno di lui nella sapiente ricchezza dell’ armonia ¢ nell espressione verace dei pit teneti affetti, Pid di centocinguanta opere drammatiche egli serisse, le quali e in Italia e in Francia farono fatte segno alla univer sale ammirazione. Allievo del Leo e del Durante, ne segui l'orme fedelmente, allargando, come esigeva il progresso dell’ arte, I’ orizzonte delle forme melodiche e stromentali, Fu etto padre dell'opera buffa, e questo titolo merit sopra ogni altro per la squisita fartura che seppe dare ile sue composizioni di tal genere. Favorito alla corte di Maria Antonietta, dove si svolse la sua artistica lotta col Gluck, tornd poi a Napoli per non assistere alla miserevole fine de’ suoi mecenati nei rivolgimenti che in quell epoca travagliavano la Francia. Scrisse molta musica sacra ¢ molta da camera, 0350 - 51 m4 ; NiccoLo PIccINNI notte,o gran Dea del mistero, © dolce compagna d’amor, 0 notte,é in te sola ch’io spero! ¥ deh scaccia del giorno il fulgor. oistante di gaudio e timor! d'amore sospire mio cor, esse des ANDANTINO SOSTENUTO Dé- es - se du mys-té - re, o a eS LS of 36 x go2so-st XX SS = —O_— of = dou - ce com-pa.ghe de 1’a_ mour. - dol - ce com pu = gra a mor, ee cest ue jes. pe ret bin ~ la chio spe. ro! de chas_ ser le - cia del giornoil ful — =—_~ sesso BO ss40 37 —< de chas- ser fe jour,de chas_ser le jour,de chas_ser le cia del giorno il ful- gor, del gior-noil ful — gor, del gior_noil ful ~ —_* Un poco animato con affetto _ a — Ne ita s eS SSS jour. Char mant as Oe . nt iY Un poco arimato oe thas” : Ee ? * 38 x 0250-51 x bon . guudioe ti - x $0250-51 x 39 SS —— sou tour - a - tour... wo. spi etmon coeur eda. mo. ve =e mour, cor, des_poir et de di spe. mee di 5020-51 129 -es- se du mys - te. re, ce com. pa-gne de l'a- de a del mi ste. 10, com. pa ga dia = i = nuit, jes - pé -'re, Mio spe ~ v0, ha. te . toi de chas_ger le jour, ° teh seac. cia del giornoil ful - gor, oh 130 cesten toi, jes- pe re, hate - del gir . -no il fil — gor, & SS > Seon uffetto Sf allargando rit, gale” “eS toi de chasser " fe jour,de chas_ser le jour, de chasser le gior, no il fil. gor, del giorno il fd. gor, del giorno il ful — (a jour. er. co = SSS : , § Sf st = Sa. & Ge eee ee e 2 x soaso-st x SE Giovanni Paisiello eee EE EEE EEE TET E ET EE TS FETE TE EEE TEE TEE v uno degh astri pit fulgidi del XVIII secolo. Festeggiato alle corti di Vienna, Londra, Pietroburgo, Parigi, Madrid, amico del grande Bonaparte, che laveva fregiato dell’ ordine della Legion d'onore, direttore del Conser~ vatorio di Napoli, dove avea prima ricevuto lezioni dal Durante, ingegno forte ¢ fertilissimo, ebbe a patria Taranto, dove nacque il di 9 maggio 1741. Tento tutti i generi musicali e in tutti riesci elegante e originale, semplice e potente, Scrisse oltre duecento opere teatrali, e fra le principali noto La bella Molinara — Gli Zingari in fiera — Nina pazza per amore. Dalla prima di queste tolsi V arietta Nel cor pitt non mi sento, che & improntata ad una quasi furbesca sempliciti. Dalla seconda presi Ia canzone Chi wuol la zingardlla, piena di freschezza e di leggiadria. Dalla terza infine, I’ aria I! mio ben, che & veramente un poema d’ affetto, un vero delirio di pazza innamorata; composizione cortese proporzionata nelle forme, grande e toccante nellaffetto. Il Paisiello mori direttore del Conservatorio a Napoli il di 15 giugno 1816. Zingarelli, Tritto, Palma e Fenaroli gli resero gli ultimi onori nel solenne corteo che l'accompagné all ultima dimora. ae 50ago 132 G.PAISIELLO hi vuol a zingarella ‘gtaziosa,accorta e bella? Signori,eccola qua . Le donne sul balcone so bene indovinar. I giovani al cantone ‘so meglio stuzzicar. A vecchi innamorati scaldar fo le cervella: chi vuol la zingarella? Signori,eccola qua. 4276 Moperaro bella? Si _ gno-riec.co.la qua, si gno-riec.co- la qua. 44 X — so2so-s1 x Ledonnesul bal.co - ne so beneindovi- nar. \# NG CHF | GAGE MG I giovanialcan.to - ne so megliostuzzi- car. GNF a GAGEN a NSS By -vel_laa Vecchi innamo- ra - ti. Chi vuol la zinga_rella, chi vuol lazin_ga_ -rel-la? Si- gnoriec.cola qua, X —-so2go-st 48 134 Ledon_ne sul bal_co . ne STE EG | ti -dar fo le cer. vel_la. Chi vuol la zin_ga- rel_la gra-ziosa accortae col canto gno_riec co ~ la Ce is tse 46 X — s02go-sr x 135 6. qua.gra_zi-o-saaccortae bel-lagrazi_o-saaccortae bel . la, Si_gnori,ec_co-la animando sempre e eres: qua; signori, si- gnori, _si-gnori,ec_co-la_ qua, ‘animando sempre ¢ eres =gnori, si.gnoriyecco_la qua. moos 47 136 G. PAISIELLO jel cor pi non mi sento “ brillar la gioventij; cagion del mio tormento, amor,sei colpa tu. Mi pizzichi,mi stuzzichi, mi pungichi, mi mastichi; che cosa & questo,ahim’? Pieta pietA,pieta! amore é un certo che che disperar mi fa! 48 X agonst x 137 ao ca_gion del mio tor.men _ to, a- mor, sei col - pa masti_chi; i _me?...... pie ~ x 50250-., x 49 138 PAIS IELLO 1 mio ben quando verra. ya veder la mesta amica, di bei fior s'ammantera la spiaggia apriea. ‘Ma norved Pil_mis il mio bene, ahimé,non vien Mentre all'aure spieghera Tu cui stanca omai gia {2 Ja sua fiamma,i suoi lament, il mio pianto, eco pietosa, miti augei, v'insegner& ei ritorna e dolce ate pil dolei accenti. chiede la sposa. Ma non V'odo.E chi 'udi? Pian, mi chiama; piano. .ahimé! Hi mio bene ammutoli. no,non chiama,o Dio,nonc’e. Arrneemsensemen VE. der 50 X 0250-51 X bei la spiag - gia,la spiaggia non vien? x rl 5 X — g02so-sr x st sua fiamma, ‘we cece rae b | =ci, pil dol - 52 = 50250-5t x x 50250-5t x 53 54 x 0250-51 x Giovanni Martini 1741 1816 I I TET IE I ITT I I I A I oan 4 bella melodia che di questo autore noi pubblichiamo si trovd edita pit, MEA! volte attribuendola af padre G. B. Martini, il noto autore della Storia della musica, Ma i pit corretti editori, e lo stesso Banck nella sua collezione, dubitano che essa debba ripetersi dal fecondo contrappuntista e accennano chi ad uno, chi ad altro dei Martini musicisti. Ormai peraltro € posto in chiaro che essa si deve a Giovanni, Paolo, Egidio Sewartzendorf, nato il 1.° settembre 174h 2 Freistadt nell’alto palatinato e morto i 30 febbraio 1816 a Parigi. La biografia di questo valente musicista ¢ piena di curiose avventure. A dieci anni era organista al Seminario dei Gesuiti di Neubourg dove si trovava a seguire gli studi. Sette anni appresso era or- ganista alla chivsa dei Francescani in Fribourg e di 12 tornata in patria € trovato i padre passato a seconde nozze, si rendeva di nuovo a Fribourg nell’ intenzione di cercar qualche modo di vivere colla musica. Ma non sapea dove dirigersi € non trovd espediente mi- gliore di quello di salire sopra un’alta torre ¢ Janciare al vento una piuma per esaminarne la direzione, La piuma I’ indirizzd verso la Francia, ed egli senza un centesimo in tasca, s'avvid a Nancy, Durante il tragitto fino alla capitale della Lorena egli chiedeva ricovero ai conventi dove nella sua qualita di distinto organista trovava sempre discreta accogliena, Finalmente poté sistemarsi presso il fabbricante d’ organi Dupont, che conosciutone I’ ine gegno, volle apprestargli modo di farsi largo. Alora sembrendogli stcano in Francis i Vero suo nome di Schwartzendorf, lo cambid in quello pitt pronunziabile di Martini, e dal mondo musicale fu cognito sotto I’ appellativo di Martini il tedesco, e con questo nome fece pubblicare i primi suoi tavori. Di ti in poi fa sua carriera fu brilfantissima. Geniale compositore € distinto armonista, scrisse oltre dodici opere teatrali, molte romanze, arie, cantate, ¢ fu il primo che pubblicasse melodie per camera con accompagnamento di pia- noforte, mentre fino allora i compositori si fimitavano ad accennare I" accompagnamento per mezzo d'un basso semplice e numerato. Scrisse anche opere didattiche © cooperd alla Fedazione dei solfeggi pel Conservatorio di Parigi. Il Fétis, che scrisse di lui con penna alquanto astiosa, e sarebbe lungo dire le cagioni, non pud esimersi dal giudicarlo cost: « Ses mélodies étaient expressives et dramatiques: ses romances, qui ont précédé celles de & Garat et de Boieldieu, peuvent étre-considerées comme des modéles en leur genre, et « Ton citéra toujours celle qu’il a crite sur les paroles Plaisir d'amour comme un chef « dreuvre de grice et de douce mélancolie ». soago - $1 =jiacer d’amor piu che un sol di non dura: Pmmartir d’amor tutta la vita dura. J Tuto scordat per lel per Silvia infidas eila or mi scorda e ad altro amor s’affida. = os > mp = ce ruisseau qui bor-de la prai-ri - € je tai _ me - ver soil mar che cin, ge la pial nu. ra io ta me. RN 7s ~ rai, me ré_pé_tait Syl - vi- .- =e ee is fe ee x sozso-st x. 59 148 60 P con dolore re qu'un mo ~ ment: di sol ton du += 2 ww da - mourdu-re tou-tela vi- mor futta la vita du X —50250-5 x