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aics liguria / oltre gli orizzonti

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Football
is on
the table
Quando l'erba era un panno:
lepopea del Subbuteo
testo di Michele Cammarere foto di Simone Arveda

GENOVA | 6 feb 2012


Una base tonda, il pallone
oltre la linea di tiro, difesa
schierata e omino a terra:
ne passato, di tempo,
da quando un gioco
come il Subbuteo
invadeva e conquistava
le case italiane

subbuteo

Storie di omini,
palloni, colla, pennelli
e campioni, storia
di nostalgia e
(tanta) passione

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GENOVA | Il mondo del Subbuteo - 1


1 | Dal catalogo degli accessori: torretta con operatore tv per abbellire lo stadio di casa 2 | Porta da allenamento, per affinare il talento

3 / febbraio 2012

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GENOVA | Il mondo del Subbuteo - 2


3 | Set di portieri 4 | Ci sono anche arbitro e guardalinee 5 | Pezzi da collezione e omini 6 | Numero 1 in volo 7 | Palloni, palloni, palloni

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GENOVA | Il mondo del Subbuteo - 3


8 | Una vecchia scatola a fare da sfondo ad un omino ritoccato a mano: Inghilterra, maglia grigia da trasferta con inserti rossi

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GENOVA | 6 feb 2012


Squadra rossa e squadra blu, cos cominciava lavventura: il kit base
bastava per entrare nel mito. Ma non ci si fermava l, mai: poi colpi di pennello
per gli sponsor, la fascia di capitano sul braccio del pi bravo, lo stemma
sui pantaloncini, scudetti coccarde tricolori bande diagonali e quantaltro:
e lomino del Subbuteo diventava calciatore, e le fantasie volavano libere

Comincia tutto con un falco


The Hobby, infatti, era il nome che Peter

Adolph, di professione ornitologo, aveva


scelto per il gioco da lui ideato negli anni
50. Essendo anche il nome di una specie
di falco, diffuso, tra laltro, in Italia, il
falco lodolaio, secondo lUfficio Brevetti
inglese era non registrabile, quindi Adolph
prese parte del suo nome latino, ossia Falco
Subbuteo, e cos lo chiam. La simulazione
di un gioco che appassionava praticamente
tutti, come il calcio, era presente nelle menti
di tutti i produttori di giocattoli gi da tanti
anni. Tanti furono i tentativi di riprodurre
in maniera pi o meno riuscita lo sport pi
famoso del mondo, ma fu solo il Subbuteo
a riuscirci davvero, cancellando i primi
giochi di calcio da tavolo (qualcuno anche
piuttosto riuscito) dagli scaffali dei negozi.
Il Subbuteo, allepoca, veniva venduto
solo per corrispondenza ma in breve tempo
inizi ad avere schiere di appassionati in
ogni angolo della terra, soprattutto in Italia,
grazie al fondamentale apporto della
ditta Edilio Parodi di Manesseno
(subito fuori Genova), primo e, per
circa trentanni, unico distributore
in Italia. Non male per un gioco
che, a guardarlo bene una
volta aperta la scatola,
era composto da
piccoli pezzetti ed
un panno: nulla
di divertente

allapparenza.
Un gioco, mille modi per viverlo

Invece il Subbuteo stato uno dei pochi


giochi capaci ad andare oltre. Bastavano
quei piccoli omini ed il tavolo della cucina
per far diventare quello stesso tavolo uno
degli stadi pi famosi del mondo, facendoci
credere che il calciatore lanciato dal nostro
dito potesse vivere di vita propria compiendo
gesta balistiche fuori dal comune, il tutto
creato ad hoc dalla nostra fantasia. Subbuteo
stato, ed tuttora, un gioco particolare, un
gioco nel quale linterpretazione delle cose
era ad assoluta discrezione del giocatore.
Mille modi di giocarlo, mille modi di
intenderlo, dal gioco in s al collezionismo, in
totale sinergia.
Omini rossi, omini blu

Chi non ricorda il pacco base, quello con il


panno verde, tre palloni bianchi, le due porte
di plastica, il piccolo libretto delle istruzioni,
la squadra rossa e la squadra blu? Non molto,
ma tutto quanto bastava per iniziare a giocare.
Il pacco base poteva essere impreziosito
allinfinito, grazie al catalogo che anno dopo
anno si arricchiva di decine di squadre nuove,
accessori, spalti, tribune, tabelloni segnapunti,
spettatori gi colorati o da colorare, palloni, il
mitico campo astropitch (era la variazione del
classico panno verde di cotone: un tappetino
con fondo di gomma che non aveva bisogno
di nulla per essere fissato, bastava srotolarlo
e diveniva in un lampo un manto di gioco
perfetto), e decine
e decine di
altri accessori
per poter, nel
migliore dei
casi, poter
costruire a casa
propria
un vero
stadio
completo di
tutti
i minimi
particolari.
Alla
fine lo

stadio lo costruivano proprio in pochi, i


prezzi non erano esattamente abbordabili
per un bambino, e le cose da comprare
erano talmente tante che anche ricevendo un
pezzetto od ogni compleanno o Natale, per
riuscire nellimpresa di costruire uno stadiolo
ci sarebbero voluti anni. Ma tutti noi abbiamo
sognato di costruire in casa la perfetta
replica dello stadio della nostra squadra del
cuore, addirittura cera chi, non potendosi
permettere i pezzi originali, costruiva le sue
tribune con il Lego od il Meccano, facendo
venire fuori cos un ibrido non troppo lontano
dalla realt degli stadi di provincia o delle
serie minori. Questo uno dei segreti del
successo di questo gioco: non serviva altro
che il kit base per essere al livello di tutti
gli altri, il resto era tutto colore e fantasia.
Bastava avere un paio di squadre con i
colori giusti ed il gioco era fatto. La maglia
bianconera a strisce poteva essere la Juventus,
ma per la scatola stessa che conteneva i
fantastici 11 poteva essere anche lAscoli,
il Siena, lUdinese, il Newcastle, il Notts
County, lo Charleroi, e cos via. Bastava
avere una squadra rossoblu per poter avere
Genoa, Cagliari, Bologna, Crotone, Gubbio
e tante altre estere. Funzionava cos per tutte
le squadre.
Il Subbuteo tra amici

Le regole erano semplici, eppure


venivano parzialmente ignorate
o stravolte dai giocatori, illusi
che la replica di un gioco
sul calcio dovesse
avere le stesse
regole del gioco
reale. Le
differenze
cerano

le regole del subbuteo

Tocchi,

falli, linea di tiro: ecco come si gioca

Il Subbuteo, come spiega anche Arturo Parodi nell'intervista delle pagine seguenti, non affatto un gioco immediato: apri la scatola e dentro ci sono due squadre, le
porte, un pallone; s, ma poi? Non basta metterle sul panno verde, perch una partita abbia un senso. Vediamo allora di dare una rapida occhiata alle regole per capirne
un po' di pi su quello che, con un minimo di applicazione, diventa vero e proprio calcio. Da tavolo, ovviamente.
Undici contro undici, e questo non cambia, pallone parecchio pi grosso di quel che ci si aspetterebbe, portiere da manovrare con un'asta che arriva fin dietro la
porta; gli omini stanno in piedi su una base semisferica (nel corso degli anni proprio l che si sono concentrate le innovazioni e le principali migliorie tecniche)
che consente loro di scivolare sul campo restando (quasi) sempre in piedi. Come muoverli? Risposta facile, per un subbuteista, ed dal primo tocco che uno
pu farsi un'idea sull'essere portato o meno per la cosa: si gioca solo ed esclusivamente in punta di dito. Traduzione: si colpisce la base con l'unghia di indice o
medio, senza mai (imperativo categorico) fare leva sul pollice ma solamente sulla superficie di gioco. Tanto quanto gancio e rullata sono mosse vietate intorno
ad un calciobalilla, cos la bicellata bestemmia in materia di Subbuteo.
Andiamo avanti, e facciamo rotolare il pallone. Si mantiene il possesso finch l'omino messo in movimento colpisce la palla (e questa o l'omino stesso non vadano a toccare un avversario). Nel mentre, l'altro giocatore ha a disposizione uno spostamento (sempre a patto di non scontrare omini e sfera) ad ogni tocco altrui.
Massimo tre tocchi di palla con lo stesso omino, poi deve toccare ad un compagno. Per modificare la disposizione in campo della propria formazione sono inoltre
a disposizione tre ulteriori mosse prima di un calcio d'angolo o di una rimessa dal fondo, con la squadra in attacco a effettuarle per prima e quella in difesa a
prendere - di conseguenza - le opportune contromisure.
Ok, l'azione ormai impostata. Bisogna concluderla, per. Gi, il tiro. Ed arriviamo a quella strana linea sulla trequarti che spesso ha confuso i neofiti del Subbuteo. Quella, piazzata ad una trentina di centimetri dalla porta, la linea di tiro: si pu provare la conclusione (con qualunque omino si desideri: date un'occhiata
su youtube e troverete difensori capaci di andare in gol arrivando direttamente dalla propria area...) solo se il pallone interamente al di l. Per parare, mano
sull'asticella che regge il portiere e riflessi ben allenati. Pi o meno, tutto. A questo punto s, la palla passa a voi.

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3 / febbraio 2012

hi ha avuto la fortuna
di essere stato
bambino nei primi
anni 70 lo conosce
bene, chi bambino
adesso ne ha sentito
parlare, entrambi si
possono ritrovare
faccia a faccia sul
terreno di gioco, per
cimentarsi in una
sfida alla pari. Stiamo
parlando di lui, del Subbuteo, il famoso gioco
di calcio in punta di dito che solo definire
gioco riduttivo per un sacco di buoni
motivi. Lhobby per eccellenza, non di fatto,
ma di nome.

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LONDRA | 1978
I tempi doro del Subbuteo: Andrea Piccaluga (sulla destra, con la coppa in mano) dopo il Mondiale Juniores conquistato a Wembley

dalle navi al mondo e ritorno

primi tentativi, le idee di

Adolph, i Mondiali:

poi gli americani, il crollo... e

Zeugo

[ federico pastore ]
E lungo lo strascico storico che
conduce alla nascita del Subbuteo. In
gran parte dei casi, versione questa
ormai accettata dagli appassionati
e dunque fissata nellimmaginario
collettivo, linvenzione del gioco
attribuita allinglese Peter Adolph,
che effettivamente - questo un
dato certo - ha fornito il nome al
gioco. Subbuteo proviene dal nome
latino del falco lodolaio (appunto
Falco Subbuteo, sui testi specializzati). Essendo Adolph ornitologo ed
essendo il falco lodolaio particolarmente veloce e preciso nel catturare
la preda, colui che oggi indicato
come il grande padre del Subbuteo
pens di battezzare in questo modo
una creatura in realt gi esistente
nella cultura inglese.
Trova collocazione a fine Ottocento
la notizia che sulle navi battenti
bandiera britannica, alcuni marinai si
fossero industriati a realizzare figurine
di piombo, rappresentati calciatori.
Non potendo essi giocare il football
sul ponte, pensarono di adattarlo
in uno spazio ridotto. Una sorta di
simulazione. Certo non perfezionata,
ma una specie di preistorico antenato del punta di dito amatissimo in
Italia e allestero. Intuizione, quella
dei marinai, ripresa negli anni 20 (o
30, qui ci sono versioni discordanti)
da W. L. Keelings, anche lui inglese.
Keelings chiam il gioco New Footy,
realizzando i calciatori con cartone
laccato, su una base semisferica. Il
problema di questa sorta di versione
beta del Subbuteo era uno in
particolare. Gli omini non facevano
tanta strada sul pitch e soprattutto
non potevano essere spostati dalla
loro posizione iniziale. Per esempio, se
uno faceva lala destra, restava sempre

ala destra e il suo raggio dazione era


limitato alla zona di competenza. Il
New Footy era una buona idea, ma
era statico.
Questo lo cap bene Peter Adolph,
quando decise di rivoluzionare tutto,
dopo la guerra. Siamo negli anni 50
circa. Il materiale a disposizione di
Adolph - la plastica - pi performante e si adatta meglio alle esigenze
di quello che sar per milioni di
ragazzini britannici e non il gioco
dellinfanzia e delladolescenza.
Adolph bilancia la base con inserti
metallici, rendendola pi aerodinamica e nello stesso tempo pi
pesante. Porta il gioco dove pu
sviluppare la fantasia, senza dunque
limitare la posizione degli omini,
come nella versione di Keelings, ma
introducendo semplici regole. La
palla di chi riesce a toccarla consecutivamente, non importa con quale
uomo. Se non la prendi, tocca allavversario. Che si pu muovere mentre
tu giochi, a patto di non toccare n
te, n la palla. Si crea dunque una
tattica anche in fase di non possesso,
si crea il campo di battaglia per milioni
e milioni di sfide appassionanti e
completamente coinvolgenti.
Negli anni 60 il Subbuteo esplode
letteralmente nella societ inglese,
tanto che - da unindagine svolta nel
2002 - il 90% degli over 30, in Gran
Bretagna, ha nellarmadietto un set
Subbuteo. Ma non solo nellisola di
Albione che vola il falco. Gli emigranti portano il gioco dappertutto, tanto
che gli anni 70 sono quelli della
prima Coppa del Mondo, evento
sentitissimo e con una partecipazione fuori dal comune. Tutti i ragazzi
dagli 11 ai 16 anni giocano a Subbu-

teo, in Inghilterra, come in Svizzera,


in Austria, in Italia, in Germania, in
Olanda, in Belgio, perfino in India e in
altre ex colonie inglesi e non. Il 1970
lanno del primo mondiale, si gioca
naturalmente a Londra, in concomitanza con le date della Coppa del
Mondo di calcio, disputata in Messico.
Il primo campione del mondo un
tedesco, Peter Czarkowski, che scrive
il suo nome nella storia battendo in
finale il belga Pierre Tignani per 2-0. Il
primo successo italiano arriva nel 1978,
sempre a Londra, sempre in Coppa
del Mondo, questa volta categoria
Juniores, forse la pi frequentata e
certamente la pi seguita quellanno.
Vince Andrea Piccaluga, una sorta
di monumento per gli appassionati.
Tanto che, negli anni 80, il suo dito
magico viene assicurato per 400
milioni di lire.
Ormai il Subbuteo una realt di tutti
i ragazzi e gli anni Ottanta rappresentano il boom pi florido per il gioco
e per la casa che lo produce. La Weddingtons Games, che nel 1968 aveva
acquistato il brevetto direttamente
da Peter Adolph. E in questo periodo
che molti adolescenti si sfidano
nelle cantine o nei box, o nelle case,
a suon di colpi di dita. Con le nuove
attrezzature e gli accessori, sempre
pi curati. Inizialmente, curioso
ricordarlo, il Subbuteo veniva venduto
cos. Squadre, pallone, regolamento e
un gessetto per tracciare le righe del
campo su un panno. Il panno era da
trovare, a proprio piacimento. E ben
successiva la produzione del pitch,
quello da stirare prima di giocare,
pi successiva ancora la diffusione di
astropitch, il panno sempre teso e
sempre pronto. Precursore involontario
di tempi assai pi grigi per il gioco di

Peter Adolph.
Con lavvento dei videogames e dei
primi personal computer, il mondo
degli adolescenti cambia radicalmente.
Lamericana Hasbro non lo capisce
e sbaglia i tempi. Compra Subbuteo
nel 1996 da Weddingtons e a fine
1999 annuncia che interromper la
produzione delle squadre e di tutto
il materiale, non sussistendo pi la
convenienza domanda-offerta. Il 2001
un anno tragico per gli appassionati.
Hasbro inizialmente sembra tornare
sui suoi passi, ricominciando a produrre qualche pezzo, ma a maggio
arriva la parola fine sullesperienza
gestita dagli americani. La grande
diffusione di Subbuteo finisce qui,
anche se a guardar bene, era gi
finita nel 1996, quando Hasbro
acquist un gioco che non poteva
reggere il confronto con la emergente, dirompente ed inarrestabile
introduzione dei videogames.
Il mondo cambia, Hasbro ci perde
un sacco di soldi e allora il Subbuteo
torna da dove partito. Dalle navi,
cio da Genova, e dalla passione di
chi ama costruire con le proprie mani
i suoi divertimenti. I figli dello storico
distributore italiano Edilio Parodi azienda genovesissima, con sede
attualmente a Manesseno -, per anni
e anni leader in Italia, lanciano il
marchio Zeugo a met anni 2000.
Zeugo, che in dialetto genovese significa gioco, riprende le figure degli anni
70, le pi amate e le meglio performanti. I giocatori, quelli umani, per,
sono sempre meno, tutti con qualche
capello grigio. E tra i giovanissimi, c
ben poco ricambio. Il Subbuteo morir
con la generazione che aveva 14 anni
nel 1994? Difficile dirlo qui.

I tornei ufficiali

Tutto questo riguarda il formato casalingo


dei neofiti, ovviamente, perch fin dalla sua
comparsa il Subbuteo ha visto nascere una
miriade di club e gruppi di appassionati che
utilizzavano il regolamento ufficiale con
unapplicazione maniacale, che consentiva
loro di sfruttare il gioco in tutta la sua
potenzialit, ed organizzare i primi tornei
e campionati a sfondo agonisico. Le prime
competizioni a livello nazionale, europeo e
mondiale risalgono al 1970 e proseguono
tuttora in tantissimi paesi del mondo. Il
primo campione italiano di Subbuteo fu
il genovese Stefano Beverini che, grazie
a quella vittoria, si guadagn il diritto
di partecipare ai campionati del Mondo,
disputati nel 1974 a Monaco di Baviera in
concomitanza con il mondiale di Cruijiff e
Beckenbauer.
Il fascino di unepoca

I club e le associazioni sono tuttora


innumerevoli, con differenze sostanziali
tra di loro, che riguardano lutilizzo dei
materiali o regole particolari. Citiamo
lesempio Old Subbuteo, unassociazione che
nata nel 2006 che si prefigge lobiettivo di
riunire collezionisti, giocatori occasionali,
ed organizzare scambi e tornei per gli
appassionati di questo gioco con regole e
materiali esclusivamente anni 70/80, con
levidente obiettivo di ricreare in maniera
fedele atmosfere e tornei con il fascino
dellepoca, un fascino forse intaccato dalla
modernizzazione dei materiali, delle regole
dei tornei e soprattutto nello spirito old,
dove - come affermano sul loro sito - seriet
e rispetto per le regole del gioco si sposano
a momenti di amicizia, aggregazione e
divertimento.
Quando si entra nel mito

Le cose sono cambiate per il Subbuteo negli


anni, il gioco ha vissuto tanti inizi e tanti
momenti difficili, quello che non cambiato
laffetto ed il personalissimo bagaglio di
ricordi che ciascuno riscopre ogni qual volta
vede un omino, oppure ogni volta che la
parola magica Subbuteo viene tirata fuori. Il
mito del Subbuteo stato fatto della passione
della gente, di quelli che quando entravano in
un negozio di giocattoli andavano a cercare
il reparto verde, quelli che in ginocchio
sul pavimento di casa ad un certo punto
sentivano un dolore lancinante e non capivano
se il dolore provenisse dal ginocchio nel
quale si era conficcato il pezzo di omino
schiacciato o dal cuore per aver rovinato la
miniatura, di quelli che riattaccavano lomino
con lattack che gli faceva le caviglie pi
grosse di quelle di Rumenigge, quelli
che li riattaccavano con laccendino, ed
inevitabilmente facevano diventare lomino
pi basso, che poi diventava il numero
10, giocatore pi bravo perch diverso, di
quelli che aprivano la base e ci mettevano
un piombino in pi per essere pi precisi
e battere lamico di turno. Quelli del
Subbuteo.

GENOVA | 6 feb 2012


Luci sul Subbuteo,
oggi come negli anni Settanta,
agli albori del mito: ma la passione
che muoveva i ragazzi di ventanni fa
non si pu pi trovare. E cos il calcio
da tavola resiste, rimane,
seppur ammantato di nostalgia

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3 / febbraio 2012

eccome, ma alla fine non importava. Bastava


giocare, segnare e far esultare lomino.
Tutto questo in teoria, perch le polemiche
a non finire sulle regole cominciavano sul
pavimento di casa con il compagno di scuola
proseguendo nei primi tornei tra amici, dove
ognuno aveva un regolamento tutto suo, tant
vero che prima di iniziare a giocare bisognava
mettersi daccordo su quali regole usare per
non finire a litigare sulleffettiva validit di
una mossa o meno.

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Il

distributore

> I ricordi di Arturo Parodi

Undici tappi
e una pallina: tutto
cominci cos

di Michele Cammarere

ntrando nellufficio di Arturo Parodi, figlio di Edilio, il


fondatore della Edilio Parodi snc, storica ditta di produzione
e distribuzione di giochi genovese, si capiscono molte cose.
Nella libreria, esposti con orgoglio, giochi, foto, trofei. C
una predominanza assoluta nel tipo di articoli disposti senza un
ordine preciso: domina il verde. Quel tipo di verde che tutti quelli che
hanno avuto a che fare con articoli del genere conoscono: il verde
Subbuteo. Si vedono scatole storiche, teche con miniature di calciatori,
la Coppa del Mondo di Subbuteo (quella vera, non una miniatura: il
John Waddington Trophy), svariati accessori depoca, e molti articoli
dellerede del Subbuteo, Zeugo, il gioco di calcio da tavolo che adesso
la Edilio Parodi produce con orgoglio, lo stesso orgoglio con cui
Arturo Parodi inizia a darci qualche cenno sulla storia che accomuna
la sua ditta di famiglia ed il celebre Subbuteo. Il Subbuteo un
gioco inglese nato nel dopoguerra per intuizione di Peter Adolph racconta Parodi -, un ornitologo che diede a questo passatempo da lui
inventato il nome Subbuteo, nome latino del Falco Lodolaio, che in
inglese si chiama hobby. Per lui era un bellhobby, e anche per gli altri
appassionati dellepoca, che potevano reperire il gioco soltanto per
corrispondenza.
Signor Parodi, una volta entrati qui, guardando quello che
c sugli scaffali (foto depoca, omini, accessori e la Coppa
del Mondo di Subbuteo) si vede che il Subbuteo stato parte
integrante della Edilio Parodi. Com nata questavventura?

La storia questa... Mio padre, Edilio, ha sempre avuto a che fare


con i giocattoli, e ovviamente a me e a mio fratello i giochi non
mancavano in casa. Nonostante ci io e lui passavamo tantissimo
tempo a giocare con un gioco da noi inventato, fatto con i tappi delle
bottiglie, una pallina di cotone e due porte costruite con il Meccano. Vi
ricorda qualcosa? I tappi dovevano essere rigorosamente diversi uno
dallaltro, cos come diversi uno dallaltro nella realt sono i giocatori.
In questo modo scattava anche una sorta di collezionismo di tappi, un
gioco nel gioco. Un giorno mi fece andare nel suo ufficio, avr avuto
12 anni, per mostrare il mio gioco ad alcuni rappresentanti di una ditta
genovese che produceva giochi in scatola. Non riuscirono a tirare fuori
nulla, forse non erano appassionati di sport, forse non ci credevano.
Bella responsabilit per un ragazzino di quellet, suo padre
si doveva fidare molto di lei.

Quando vedi due ragazzini giocare pomeriggi interi ad un gioco


qualsiasi naturale cercare di scoprire cos che li interessa cos tanto.
Io sono sempre stato un ragazzino creativo, ero alla ricerca della
modifica del gioco comprato nel negozio, il gioco cos comera non mi
divertiva pi di tanto.
Cos lidea del gioco di calcio fin in soffitta?

Per qualche tempo si, visto che la ditta genovese non tir fuori nulla.
Poi, un giorno, mio padre lesse un annuncio su una rivista inglese
che vendeva questo gioco, Subbuteo, era un annuncio piccolino, lo
ricordo ancora. Vedendo che si trattava di un gioco di calcio gli scrisse.
Ricordo benissimo il momento in cui mio padre arriv tutto trafelato
nella nostra casa di Gavi, era estate, con il pacco appena arrivato.
Vi ci buttaste a capofitto, immagino.

A dire il vero no, eravamo impegnati a giocare con il pallone vero,


ma dopo cena aprimmo la scatola, e vedemmo il Subbuto (come lo
chiamava mio padre) per la prima volta. Sistemammo il gioco, mio
padre assieme a mio fratello si impegnarono nel tradurre le istruzioni,
che erano in inglese e con mio cugino disputammo la prima partita,
sotto locchio perplesso di mio nonno, che osservava con le mani in
tasca. Ci furono subito le prime discussioni, io giocavo in punta di
dito, mio cugino con la classica e vietatissima bicellata. Passammo la
notte a guardare gioco e catalogo, erano davvero affascinanti.
Suo padre ne rimase affascinato come voi?

Mio padre dopo ferragosto prese un aereo, ed and a prendere


accordi con gli inglesi. A fine agosto 1971 arriv un inglese con tutto
il campionario. Era il classico gentleman inglese, baffetti e cappello.
Speravamo con il suo arrivo di scoprire le regole del gioco che
fino ad allora non avevamo capito o che ignoravamo. Ma lui era un
commerciale, ne sapeva meno di noi....
GENOVA | 1984
Bobby Charlton, icona del calcio inglese, in compagnia
di Edilio Parodi durante una visita di cortesia a Genova,
guarda il manifesto del torneo di Subbuteo alla fiera Primavera

3 / febbraio 2012

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GENOVA | 20 gen 2012


Arturo Parodi nel suo ufficio di Manesseno con una foto storica:
Bobby Moore e Gordon Banks, campioni del mondo nel 1966
con la maglia dell'Inghilterra, impegnati in una sfida di Subbuteo

E la storia part, a quel punto.

Si, la storia part subito. Linizio non fu dei pi semplici, dovemmo


superare la diffidenza iniziale dei commercianti, il Subbuteo un
prodotto particolare. Quando apri la scatola trovi piccoli pezzetti di
plastica, non immediato come impatto. Ma superati gli ostacoli
iniziali il successo fu immediato. In Italia pi di ogni altro paese, un
pochino in Inghilterra, ma gli appassionati, grazie alla vendita per
corrispondenza, erano gi disseminati ovunque.
In Italia come sono nate le prime associazioni, i primi club di
appassionati?

In Italia siamo stati quelli che ci hanno creduto di pi. Mio padre per
gli appassionati ha fatto un lavoro incredibile. Aveva creato una rete di
rapporti con i club, tutti scrivevano a noi e lui li metteva in contatto.
Senza distinzioni: nord, sud, cercava di far giocare tutti. E ci riusciva.

Arriv
un inglese,
speravamo
ci spiegasse
le regole:
eravamo gi pi
esperti di lui...

Zeugo
il gioco perfetto.
Performante,
curato. Ma
oggi difficile
vendere un
prodotto cos

Anche la distribuzione era piuttosto diffusa. Gi nei primi


anni '80 le scatolette verdi del Subbuteo si trovavano ovunque.

Si, cera una buona distribuzione. Erano altri tempi, funzionavano


le piccole realt familiari, non i grandi centri commerciali ed i grandi
gruppi. a causa del loro arrivo che siamo arrivati a questa crisi.
Lunico modo per uscirne sarebbe mettere in condizione il piccolo
commerciante di poter competere con i grossi marchi. difficile ma
un passo che dovrebbe essere assolutamente fatto.
Come la Hasbro, attuale proprietaria del marchio Subbuteo.
Una grossa multinazionale che, a detta di molti giocatori di
Subbuteo, ha compromesso la buona salute del marchio.

La Hasbro una grossa azienda, grandi capitali, grosse possibilit


economiche. Escono con dei giocattoli senza assolutamente
considerare di vendere un bel gioco o meno. Loro devono soltanto
vendere. Imporre un gioco al commerciante che funziona solo grazie

aics liguria / oltre gli orizzonti

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LONDRA | 1977
Foto dall'album dei ricordi
della famiglia Parodi:
Giovanni Battista (a destra)
a Wembley con Kevin Keegan
(secondo da sinistra)

GENOVA | 1984
Nella foto grande,
Arturo Parodi impegnato
in una sfida al tavolo
da Subbuteo contro
Bobby Charlton

piuttosto incredibile che una grossa azienda come la


Hasbro non sia riuscita a valorizzare il marchio Subbuteo,
non crede?

Ribadisco il concetto di prima. Il Subbuteo non un articolo


facile, non un articolo da grossi numeri. un articolo che vende se
trattato in un certo modo. Non puoi aspettarti grandi numeri, ti devi
accontentare di tanti piccoli numeri, che sommati insieme fanno un
successo. Ci vuole cura, per il cliente e per il rivenditore.
Per parlare di date, quando arrivata Hasbro?

Abbiamo continuato dal 1971 al 1995, quando arrivata la lettera


di Hasbro, nuova proprietaria del marchio, che ci licenziava. E ci
imponeva di interrompere il lavoro e distruggere lo stock. Avevamo
un contratto decennale, ma la legge inglese considerava inaccettabili
contratti cos lunghi. Cos Hasbro ha potuto fare quello che ha fatto.
Anche forse grazie al suo potere economico, forse. Cos iniziata la
battaglia legale, purtroppo senza successo.
Le faccio una domanda particolare: quando avete ricevuto
la lettera di licenziamento, avete deciso di lottare pi per un
discorso economico o di cuore?

Tutte e due, praticamente Subbuteo era il 70% del fatturato, ma


non solo: era la parte determinante del fatturato. Con Subbuteo
andavo nei punti vendita ed avevo una carta commercialmente forte.
Senza il Subbuteo non ti rispetta pi nessuno, per molti motivi. E
poi era larticolo su cui avevamo investito 25 anni di lavoro, ormai
era un affare di famiglia. E poi, cosa non trascurabile, mio padre
ha contribuito in modo determinante per migliorare il gioco stesso.
Era lui a chiedere nuovi accessori e modifiche. Subbuteo ha avuto
lassortimento che aveva anche e soprattutto grazie a mio padre.

A proposito di accessori, io ho sempre immaginato da piccolo


che i figli di Edilio Parodi avessero chiss che accessori e
chiss quante squadre... cos?

No, abbiamo sempre avuto un campo normalissimo, niente stadi,


niente super collezione di squadre. Certo, potevo cercare con pi
facilit quelle che piacevano a me, ossia quelle con basi pi larghe.
Comera il rapporto con i club e le associazioni?

Io ho iniziato a lavorare qui per seguire proprio i rapporti con gli


appassionati. Cera chi chiedeva regole, chi chiedeva come organizzare
un torneo e chi chiedeva di organizzare un campionato. Adesso il
rapporto un po cambiato, prima cerano i campionati di Subbuteo,
adesso si sono trasformati in campionati di calcio da tavolo, con
materiali diversi, non solo targati Subbuteo, quindi progressivamente
sono un po calati, non essendo noi totale punto di riferimento.
Per ci che riguarda i materiali com cambiato Subbuteo
negli anni?

Subbuteo non ci ha mai seguito quando gli chiedevamo di produrre


un gioco pi performante. Volevamo un gioco che giocasse
meglio. Il Subbuteo con lomino degli anni '70 giocava meglio. Una
questione di materiali. A met degli anni '70 la ditta faceva fatica a
soddisfare le nostre richieste in fatto di ordini, perch la produzione
passava obbligatoriamente dalla colorazione che allora era affidata
alle famiglie della zona, che coloravano a mano ogni singola
miniatura, cos iniziarono a produrre in maniera automatizzata in un
nuovo stabilimento, a Leeds. Lomino che veniva prodotto nei nuovi
stabilimenti era il famoso omino zombie che, oltre ad essere brutto
esteticamente, era brutto per giocare. Abbiamo lottato moltissimo
per far cambiare quel tipo di miniature, ci siamo riusciti con mille
difficolt, anche se non mai stato come il primo prodotto.
Com finita la storia con il Subbuteo?

Dopo tantissimi problemi legali con Hasbro, che aveva iniziato una
produzione massiccia del Subbuteo, ribadisco, senza nessuna cura
per il gioco, noi iniziammo a produrre Zeugo, che era, per noi il gioco
di calcio da tavolo perfetto: fatto bene, performante, un gioco fatto
per divertirsi. Subbuteo veniva prodotto in serie, stampato, dipinto
dalle macchine, senza nessuna cura per la giocabilit. Lamarezza sta
nel fatto che i commercianti, compresi quelli genovesi, sceglievano
di vendere Subbuteo, per il nome e per il prezzo pi competitivo del
nostro, nonostante fosse il nostro il gioco migliore. Non c pi cura
per il prodotto per quello che riguarda queste grosse ditte. Si torna al
problema di fondo, i piccoli non sono in condizione di competere con
i grandi, loro hanno soldi, pubblicit, potere economico e persuasivo.
I negozi chiudono, rimane solo la grande distribuzione, che vende il
prodotto del grosso produttore.
Un po di amarezza per come finita la storia con Subbuteo
palpabile. Daltronde Edilio Parodi e tutti i suoi collaboratori sono stati
davvero fondamentali per la diffusione, il miglioramento, e lingresso
di Subbuteo nel mito. Un gioco importante, che grazie a questa ditta di
gente seria ma soprattutto appassionata potuto diventare quello che
stato, e sar per sempre nellimmaginario di tutti: un gioco mitico,
che ha fatto innamorare milioni di persone in tutto il mondo.

25
3 / febbraio 2012

alla pubblicit e alla forza commerciale. Nonostante il prodotto magari


possa non essere valido. A me non piacciono i giocattoli di oggi,
poca creativit. Gli unici negozi di giocattoli che mi piacciono sono
quelli che trattano il gioco educativo, quelli che non trattano giocattoli
iperpubblicizzati, quelli che stanno attenti alla qualit del gioco, dei
materiali, che aiutano il bambino a crescere. Le grosse aziende non
fanno attenzione a questi piccoli particolari.

aics liguria / oltre gli orizzonti

26

Il

circolo

> Enzo De Bastiani

e la rincorsa del

Cts Genova

alla promozione

Quelli che non smettono di giocare

nzo De Bastiani e il Cts Genova, nel segno del Subbuteo. Un


gioco, spesso appellato sport da chi lo pratica, in declino ormai
da anni, praticato quasi solo da chi lo praticava gi negli anni
Settanta, Ottanta e Novanta. Come unautomobile degli anni
Trenta. Difficile trovare i ricambi. Ma difficile anche da dimenticare,
se ha significato qualcosa. E per i ragazzi degli anni Settanta, Ottanta
e Novanta, il Subbuteo ha significato molto. Per alcuni - tanti -,
semplicemente era tutto.
La scomparsa del settore giovanile

Cose che forse gli adolescenti di oggi non possono capire, come
quando gli stessi ragazzi degli anni Ottanta o Novanta sentivano
i nonni raccontare dei giochi spartani della loro infanzia, o anche
peggio, di quando a 20 anni erano gi in guerra. Invece di giocare con
gli amici. Stesso effetto nei giovani di oggi, probabilmente. Abituati
a divertimenti molto pi plug and play, molto pi diretti, veloci
nellavvicinamento, nel consumo. E nella dimenticanza. Forse meno
legati ad ingegno e senso pratico. Senza dubbio, meno romantici. Si
parla, naturalmente, dei videogiochi. Nominarli ad un subbuteista
come Enzo De Bastiani come bestemmiare in chiesa. De Bastiani sa
cosa il movimento videoludico ha fatto al Subbuteo e che cosa ancora
gli sta facendo. Ne ha ucciso il settore giovanile - dice il presidente
del Cts Genova -, lho visto con i miei occhi seguendo il club, che
ho fondato qui a Genova nel 2007. Non c niente da fare, qualcuno
eravamo riusciti ad introdurlo, intendo juniores sotto i 14 anni, ma poi

di f. past.

si sono persi tutti. Vedo purtroppo che anche negli altri club si fa una
fatica matta per tenere in piedi un settore giovanile ormai pressocch
inesistente.
All'inseguimento di Sanremo e La Spezia

Numeri, i coristi di De Bastiani. In Italia, attualmente, sono circa 1000


i tesserati presso la Fisct, Federazione Italiana Sport Calcio Tavolo.
Un po pochini, paragonati alle centinaia di migliaia di giocatori di
solo dieci o venti anni fa. Tra questi, giovani non ce n. O ce n
pochi. De Bastiani per non si scoraggia e tiene duro. Dal 2007,
sono passati di qua circa 52-53 soci, ora sono appena 8 quelli
ufficialmente iscritti. Capisci che abbiamo dovuto regolamentare
meglio la situazione. Attualmente, accettiamo solo persone che
hanno voglia di competizione e di impegnarsi in questo gioco.
Non avendo nemmeno una sede, non possiamo pi prendere tutti e
disputare dei tornei interni, insegnando a giocare. Prima, eravamo
a San Bernardino (le alture sopra Manin, ndr), ci avevano messo a
disposizione un locale e si giocava l. Avevamo anche la possibilit
di organizzare degli open, come abbiamo fatto due anni fa. Ma
poi abbiamo perso pure la sede e cos giochiamo nel bunker di un
nostro amico, in attesa di reperire un locale. Nonostante questo, il
Cts sta per salire in Serie C. Lobiettivo andare a prendere i rivali
di Sanremo, attualmente in B. Siamo partiti dalla D, che lultima
categoria, quindi la prima quando sei nuovo. Il mio obiettivo
iniziale era riprendere la gloriosa tradizione del Subbuteo genovese,

che tanti campioni e tanti titoli ha regalato nel corso degli anni.
Purtroppo, verso il 2000 circa, si chiuso quel fantastico ciclo
e con fatica, adesso, stiamo cercando di recuperare la storia.
Abbiamo in squadra una vecchia gloria come Valentino Spagnolo,
certamente il pi forte giocatore ligure, vincitore dello Scudetto,
di vari titoli regionali e di un Campionato Italiano. Poi, ci sono
parecchi talenti diciamo pure emergenti, ragazzi di 30 o 40 anni che
hanno voglia di fare bene e provare a vincere qualcosa. Per questo
ho ragionato sulla chiusura del club, diciamo su un numero basso di
persone che potesse essere il pi competitivo possibile. In Liguria
siamo i pi giovani, i club di La Spezia e Sanremo iniziano a patire
la situazione, perch stiamo andando a prenderli, nonostante siamo
attivi da pochi anni.
Oggi si gioca a Calcio Tavolo

Attivi ed entusiasti. Il Cts ha una maglia personalizzata, come


le vere squadre di calcio, con la croce rossa di Genova sul petto,
rigorosamente in campo bianco, i nomi e i numeri sulla maglia.
Insomma, i ragazzi di De Bastiani fanno sul serio. Ma anche il
Subbuteo cambiato - racconta il presidente -, oggi si definisce
infatti Calcio Tavolo. unaltra cosa. Si gioca con materiali pi
professionali, molto pi costosi di prima e disponibili quasi solo
online, tramite i produttori, direttamente. Senza pi passare per i
negozi, come succedeva un tempo. Gli omini sono costruiti con
materiale infrangibile, con basi equilibrate, tutti uguali e non si
rompono praticamente mai. Prima invece era ben diverso. Diciamo
che il Calcio Tavolo, attualmente, pu essere avvicinato di pi
al concetto di biliardo. Credo che sia meno ruspante di prima,
ma pi spettacolare, magari una cosa pi da adulti, ma direi pi
spettacolare.
Tra sponsor e nuovi materiali

I materiali, dunque, hanno cambiato non poco la conformazione del


movimento, un movimento gi minato dallavvento dei videogiochi,

poi trasformato in maniera netta dallevoluzione dei materiali. Che ha


generato giocatori pi livellati, grazie alla maggiore facilit di ottenere
risultati accettabili. Un po come nello sport in generale, dove invece
del talento, si notano assai di pi il ritmo, la forma e la prestanza
fisica, la tattica. Il vecchio Subbuteo, probabilmente esiste solo negli
armadietti degli appassionati. Oggi, si parla di Calcio Tavolo. Il
Subbuteo infatti non pi accettato nelle competizioni ufficiali - dice
De Bastiani -, si gioca con i materiali moderni. Tutti hanno le squadre
di nuova generazione, perch funzionano molto meglio. Tutti hanno
anche degli sponsor, ma di nuovo sono nella situazione di paragonare.
Penso ad esempio al clan di Pes - Pro Evolution Soccer, il famosissimo
videogame sul calcio -, che riceve una cifra parecchio importante da
Hitachi, circa 12.000 euro, ed ha molti ragazzini al suo interno. Noi
dobbiamo ringraziare il nostro sponsor Carige, che ce ne da 300...
Le dimensioni sono molto diverse. Qui a Genova non c pi grande
passione, ci sono solo alcuni giocatori che non mollano, ma per essere
competitivo devi prendere degli extra-regione. Come nel nostro caso.
Ne abbiamo quattro su otto. Non che vengono a vivere qui come nel
calcio vero, ci vediamo ai tornei, per non fanno parte della nostra
scuola.
Sempre in campo

Mentre cerca di fondare la sua nuova scuola, Enzo De Bastiani pensa


gi alla prossima tappa. Modena, tra due settimane. Un open cui il
Cts parteciper. Ci saremo, con la solita voglia di far bene. Poi, ad
aprile, si svolgeranno gli Italiani e la Coppa Italia a Montecatini,
dove la federazione ha a disposizione dei locali per far disputare le
partite. Speriamo di fare bene e di centrare lobiettivo principale di
questanno, che ripeto: andare in C.
PER SAPERNE DI PI

Da segnalare infine il sito del Cts, curatissimo e ricco di curiosit, risultati,


commenti ed immagini: www.ctsubbuteogenovaclub.blogspot.com

27
3 / febbraio 2012

CTS GENOVA
Tre foto di gruppo per i ragazzi del Cts: nelle due sotto,
sempre al centro, la vecchia gloria Valentino Spagnolo
insieme al presidente Enzo De Bastiani (foto Luca Rajna)

aics liguria / oltre gli orizzonti

28

Il

giocatore

> Francesco Conti,

per anni ai vertici, racconta il suo

Subbuteo

Ricordi, vittorie e rimpianti di un talento


Occhio a sbagliare col portierino...

di f. past.

aspetto romantico del Subbuteo lo incarna un giocatore in


particolare. Il genovese Francesco Conti, che oggi ha 30
anni, e da dieci si ritirato dai tavoli, dopo aver vinto due
campionati italiani espoire (1998 e 2000), uno juniores (1995)
e due masters. Ed essere stato per cinque anni, tra il 1992 ed il 1997 il
numero uno nel ranking juniores del nostro paese. Ci sono anche due
finali perse nella carriera di Conti, a testimonianza di un curriculum
da uomo sempre in fondo alle competizioni importanti. Fino al
declino delle motivazioni e dunque anche dei risultati, giunto ad inizio
secolo, quando arriva il ritiro definitivo. Di cui diremo. Non per sul
palmares che bisogna concentrarsi, per raccontare questa storia. sugli
aneddoti. Il palmares parla s di un vincente, ma anche e soprattutto di
un ragazzino che amava questo gioco e che lo ha saputo interpretare in
una forma davvero singolare.
Il rimpianto del portierino

Incontriamo Conti in un contesto particolare, alla mostra Arte


Genova 2012, alla Fiera di Piazzale Kennedy. La chiacchierata si
svolge tra un dipinto di J. Peter Witkin, uno di Serrapiglio, Cristini,
Claudio Monnini e il divertente e dissacratorio Glory Hole di Adolfo
Maffezzoni. Questo inizialmente. Ma lintervista vera, quella dove
il ragazzo di Oregina tira fuori le cose migliori, arriva lontano dal
trambusto del via vai e degli occhi che rincorrono le immagini.
Saliamo al piano superiore del padiglione C. Lobiettivo fumare
una sigaretta. Dentro naturalmente vietato. Ci sono due sedie
da bar, di plastica bianca, in fondo, tra frigoriferi della Coca Cola
GENOVA | 6 feb 2012
Una delle scatolette da gioco di Francesco Conti

vantaggio acquisito e dunque la possibilit di vincere gli US Open,


iniziati da perfetto sconosciuto con un rusticissimo sponsor sulla
polo. Ma, alla fine, manda la palla di l, come voleva. Scatenando il
delirio del pubblico. Situazione simile per Conti, che dalla sconfitta
contro Intra, tira fuori una carriera da dieci e lode. iniziato tutto
l - prosegue -, prima avevo giocato solo un torneo regionale con
mio cugino, con il quale in quel periodo trascorrevo molto tempo.
Pure l persi in finale, 5-0 contro il Milan di un tal Bussetti. Era stato
un buon risultato, come prima apparizione. Iniziai ad allenarmi e a
credere di poter fare bene. E, soprattutto, conobbi i miei compagni del
Genoa Club, importantissimi per me. Paolo Musso, Davide Massino,
Fabio Malvaso, Andrea Lampugnani, tutti pi grandi di me, tra i trenta
e i quarantanni. stato con loro che ho diviso le giornate pi belle e i
ricordi migliori, legati soprattutto ai tornei a casa di qualcuno, quando si
facevano triangolari e quadrangolari e in palio cera lonore. Ricordo un
altro aneddoto divertente. Si giocava a casa di mio cugino, che chiamava
un amico ai piani superiori del palazzo, facendogli uno squillo sul telefono
fisso - cera solo quello - in caso di sfida singola e due in caso di torneo a
pi squadre. Dopo un po, lui scendeva e si giocava. Una volta, in uno di
questi tornei, Gianluca Ferraris, lamico del piano di sopra, giocatore mai
arrivato in ranking, sub gol e lomino and fuori dal campo dopo il tiro
dellavversario. Con un grandissimo calcio al volo, Ferraris colp lomino
che sbatt su un lampadario, rimbalz sul muro e cadde distrutto a terra.
Era uno dei pibe. I pibe erano i fenomeni, i giocatori fatti meglio delle
scatole, quelli che ti esaltavano di pi. La rottura di un pibe significava la
fine di unera. Doveva generarsi un altro pibe, un altro leader in campo
e non era una cosa che potesse accadere cos facilmente. Fu una scena
incredibile, che non dimenticher mai.
Imparare a vincere

Altro aneddoto che fa capire come Conti intendesse il Subbuteo. Il


viaggio per i nazionali espoire di Cosenza, nel 1998. Tutto in macchina
da Genova. Io, DErcole, Malvaso e un altro ragazzo. Ci fermammo
nella notte a Pisticci, provincia di Matera, nel luogo di origine della
famiglia di Malvaso, ospitati da suo zio. La mattina dopo, ripartimmo
per Cosenza, dove giocammo e io vinsi il mio primo titolo espoire. Ma
il viaggio la cosa che ricordo con pi gioia, fu davvero emozionante.
Con questi ragazzi e soprattutto con Malvaso, la persona con cui
adoravo di pi fare le trasferte, mi faceva morire dal ridere. Conti
parla poi di un altro personaggio importante nella sua carriera: Paolo
Musso. stato Musso, che al tempo aveva trentanni pi o meno,
ad insegnarmi a vincere. Vincere una cosa che si impara, non vinci
sempre perch sei pi forte. Vinci perch sai vincere. una abilit
mentale, la capacit di gestire la pressione e di esercitare tattiche utili
in quel determinato momento. Ricordo che Musso girava attorno
al tavolo e mi dava un sacco di consigli quando ero agli inizi. Una
volta addirittura si fece espellere perch era troppo nervoso. Non so
cosa vide in me, per aveva smesso quando mi conobbe e dopo ha
ricominciato a giocare. Forse gli ho dato una seconda giovinezza, non
lo so. Sicuramente lo devo ringraziare, perch senza di lui non so se
sarei riuscito ad ottenere tutti i successi che ho ottenuto.
Olanda e Argentina

abbandonati ed un tavolaccio, di plastica pure quello. Vicino a noi


il grande portone delluscita di sicurezza. Un angolo che ricorda un
film di Fellini. Ci sediamo e si comincia. Questo il primo aneddoto
che fa capire la mentalit del giocatore. Avevo 11 anni - inizia Conti
-, stavo giocando la finale del mio primo torneo nazionale, il Guerin
Subbuteo, sentitissimo. Contro un avversario davvero forte, Efrem
Intra, che poi diventato un campione e ha vinto anche il Mondiale (in
Germania, nel 2006, ndr). Perdevo 2-0, sono riuscito a recuperare e a
pareggiare la partita, portandola ai supplementari. L, mi capitato di
dover recuperare un pallone col portierino, un colpo non difficile, ma
neanche facile. Sbaglio. Quando sbagli col portierino, il portiere non
ce lhai pi e tocca allaltro, che ti fa gol a porta vuota. Sbaglia anche
Intra. Ho la possibilit di giocare quel pallone decisivo in un modo
diverso, pi sicuro. Ma ci riprovo col portierino, perch non accetto di
non esserci riuscito. Sbaglio ancora. Intra stavolta no e mi fa gol. Perdo
la finale ed il titolo. Non sono mai riuscito a vincere il Guerin Subbuteo
nella mia carriera. il pi grande rimpianto, che mi porto dentro ancora
oggi. Quel giorno, a vedere il torneo, che si disputava a Genova, cerano
molti appassionati e giocatori di Subbuteo da tutta Italia. Qualcuno disse
a Conti: Bravo, non te la sei fatta addosso - ricorda lui -. O qualcosa del
genere. L si capito che potevo dire la mia.
Esordi, applausi e pibe

Qualcuno forse ricorda il film Tin Cup, con Kevin Costner. Quando
allultima buca il golfista impersonato da Costner tenta un colpo
impossibile, finendo in acqua. E ci riprova fino a perdere tutto il

Torniamo un attimo indietro, al 1995, anno in cui Conti vince il suo


primo titolo nazionale, lunico nella categoria juniores. Vinsi con
lOlanda a base arancione, contro il torinese Cammarata. Un match
teso, perch lo sentivamo tutti e due, fu anche una gara bruttina. La
semifinale invece mi lasci un sapore particolare. Affrontai Zizola,
sardo, accreditato da tutti come luomo da battere. Ce le demmo
di santa ragione, fu una partita bellissima. Vinsi io a piazzati. Non
avevo un gran tiro, ma qualcuna sono riuscito a vincerla, come quella
partita l, che segn sicuramente il prosieguo della mia carriera di
subbuteista. Mi port in finale e riuscii ad ottenere il primo titolo. Da
l, presi fiducia e non mi fermai pi. Vincevo quasi tutti i tornei cui
partecipavo e rimasi in cima al ranking juniores per cinque anni.
Conti era diventato luomo da battere. Poi, il salto nella categoria
espoire, tra juniores e senior. Che regala al genovese altri due titoli
nazionali. Vinti con lArgentina, non pi con lOlanda. Abbandonai
lOlanda, in un primo momento per un Parma con cui giocavo
benissimo ma non vincevo niente. Poi presi ad usare lArgentina con
base gialla, lArgentina All Stars. Con cui ho vinto due italiani e due
master. Cerano Batistuta, Maradona, Kempes e Caniggia sulla destra,
con fascia e capelli disegnati, malissimo, da me. Cercavo sempre di
mettere un po di romanticismo nelle mie squadre.
Mondiali? No, grazie

Il 2000 lultimo anno di successi per Conti, che vince il suo secondo
espoire, dopo la partecipazione del 1999 agli europei di Rotterdam.
Non particolarmente fortunata. Giocammo sia a squadre che in
singolo - ricorda -, ho ancora la maglia della nazionale a casa,
naturalmente. Perdemmo contro il Belgio e io persi anche in singolo.
Ricordo una fortissima giocatrice belga, lunica donna contro cui

Il Guerin
Subbuteo era
sentitissimo.
Ho perso
in finale, il mio
rimpianto
pi grande

Girai una vhs


con Antonio
Cabrini, che
sbagliava tutte
le battute. Fin
nelle scatole
del Subbuteo
abbia mai giocato. La fecero entrare dopo, finimmo 0-0 e perdemmo ai
punti, visti i risultati delle altre partite. Ma veramente questa ragazza
era fortissima. Nel 2000, si disputa il Mondiale seniores a Vienna.
Conti ha 19 anni, convocato, ma rifiuta di partecipare. il primo
segnale di una rottura che ben presto diventa irrecuperabile. Rifiutai
di partecipare, in fondo forse sapevo di non poterlo vincere e non mi
piace scendere in campo senza poter lottare per il primo posto. Questo
un motivo. Un altro che avevo perso gli stimoli. Non mi allenavo pi.
Mi sono sempre allenato pochissimo, ma l proprio non facevo pi niente.
Poi avrei dovuto pagarmi laereo e non volli. Cos rifiutai e restai a casa.
Niente Mondiale, che Conti non giocher mai in carriera.
Il distacco

Successivamente, un italiano seniores a Bologna, dove il ragazzo di


Oregina non brilla pi come in passato ed esce presto. A questo punto,
laddio. Improvviso e netto. Smisi, per molti motivi. Il gioco era
cambiato, la mia federazione anche. Ne esisteva una nuova che non
mi piaceva pi. Le strumentazioni evolute poi, avevano stravolto la
maniera di giocare. Con le squadre con la stecca e i campi con cui ho
iniziato a giocare io, dovevi avere talento per emergere. Quando sono
arrivati lastropitch e le profi-base, il livello si stabilizzato verso
il medio. Molti giocatori, che prima non riuscivano ad esprimersi,
tramite le tecnologie pi avanzate, hanno cominciato a vincere partite
che prima non avrebbero mai vinto. successo un po ci che succede
nel tennis moderno. Anche perch il Subbuteo molto simile al tennis,
come mentalit. E come modo di redarre le classifiche, anche. Ora non

c pi un Edberg che va a rete e vince i tornei, ora ci sono giocatori


solidi, fisicamente fortissimi e con un cuore ed una corsa eccezionali.
Ma talento poco. Secondo me, nel Subbuteo successa la stessa cosa.
Quella volta, io e Cabrini

Cos Conti esce da vincente, senza essersi per mai realmente misurato
in un mondo seniores che non lo vedeva pi stella. Il ragazzo di
Oregina non ne aveva pi voglia. Cos almeno dice lui. Gli restano
gli amici, i ricordi, le coppe ed una vhs molto speciale. Levento
Subbuteo girato a San Marino con Antonio Cabrini - ride -, s, fu
una giornata molto divertente. Credo fosse allinterno di un Milan
Camp o una cosa del genere. Restammo l una settimana. Io andai
gi con Alberto Villa, che era presidente fondatore dellAicat e mi
aveva portato l perch ero il campione juniores. Villa quello che ha
creduto di pi nella promozione del Subbuteo, in assoluto. Avevo 14
o 15 anni, non ricordo bene. Non eravamo preparati alle telecamere,
alle luci, alla regia. Inventavamo i testi e Cabrini sbagliava sempre le
battute. Io me la cavai discretamente, feci i colpi che dovevo fare e
la cassetta fin nelle scatole del gioco, del Subbuteo. E nellarmadio
di Conti, insieme a tutta lattrezzatura, che ormai non esce di l da un
pezzo. Chiss se un giorno lex campione italiano ci ripenser. Non
so se ora sarei pi allaltezza, dovrei giocare e vedere. Di sicuro, se
ricominciassi, non potrei pi usare la mia Argentina All Stars. Quella
squadra ha vinto tutto, posso giocarci solo a casa di qualche giocatore,
in amichevole. Serate di livello e di ricordi. Se rientrassi, dovrei farlo
con una squadra nuova. Quel tempo finito.

29
3 / febbraio 2012

GENOVA | 6 feb 2012


Francesco Conti, 30 anni,
genovese di origini greche:
per anni, in giovent,
uno dei talenti pi puri
dell'intero panorama
subbuteistico nazionale.
Ha anche partecipato
ad un corso in videocassetta
insieme ad Antonio Cabrini

aics liguria / oltre gli orizzonti

30

GENOVA | 6 feb 2012


Quattro squadre della collezione
di Francesco Conti: Liverpool, Inghilterra,
Camerun e una dettagliatissima Lazio

1 3/ /novembre
febbraio 2012
2011

31

aics liguria / oltre gli orizzonti

32

SUBBUTEOPIA | Primavera 2012


Sotto, il logo di Subbuteopia, in arrivo a primavera.
A destra, linglese Stephen Moreton e il suo Stadium of Fingers:
il campo da Subbuteo pi grande del mondo [foto: subbuteopia.com]

Cinema > Un

regista e un musicista portano il subbuteo sul grande schermo

Il sogno di Davide e la sfida a Golia


Subbuteopia, il documentario

di Federico Pastore

un luogo segreto,
dove respira un sogno,
un sogno che non da
nessuna parte, eppure .
Eutopia - buon luogo. Outopia
- nessun luogo. Subbuteopia.
Un progetto che rende corpo
il respiro e dal luogo segreto,
lo conduce dove le persone lo
possano vedere. Al cinema e sui
supporti dvd.
Lidea e i fondi
Subbuteopia nasce dallidea

del regista Pierr Nosari e del


musicista Enrico Fontanelli,
supportata dalle case di
produzione Pop Cult e La Societ
Sintetica, entrambe indipendenti
e specializzate in documentari
creativi. Un altro grande aiuto,
il non luogo del Subbuteo lo
riceve dal portale Verkami.
Che cos Verkami? Molto
interessante andarlo a scoprire.
Verkami un crowdfunding.
Come i bambini, a domanda
risponde unaltra domanda.
Che cos un crowdfunding?
Isolando le due parole inglesi
che compongono il nome,
si capisce che una crowd,
gente, laltra funding, fondi. I
fondi dalla gente, intesa come
comunit. Una comunit libera,
che dona ad un progetto se il
progetto la interessa, senza n
costrizioni, n vincoli. Funziona
cos. Un artista indipendente ha
unidea, intende realizzarla, ma
gli mancano i fondi. Cruccio di
molti giovani e meno giovani
sognatori. Scopre Verkami,
pubblica il suo progetto in
una pagina dedicata del sito

ed ha 40 giorni di tempo per


raccogliere adesioni e dunque
sovvenzioni. Lofferta libera,
si va dai 10 euro ai 500, ai
1000, ma anche oltre. Un
singolo privato pu donare
ci che desidera. Chiaro che,
pi alta la somma, pi alta
la ricompensa. Nel caso di
Subbuteopia, documentario
fortemente voluto da Nosari
e Fontanelli, il tetto da
raggiungere era 15.000 euro.
Per concludere le riprese e
realizzare la post produzione.
Obiettivo raggiunto

Il team che ha messo su


questidea proponeva in cambio
gadgets, quali magliette,
squadre, box esclusivi con
il dvd del film, biglietti per
le anteprime in programma
nel 2012/13 in tutta Italia e il
proprio nome o il logo della
propria associazione nei titoli di
coda del girato. Beh, i ragazzi
di Subbuteopia, attraverso
Verkami ed una lunga lista di
appassionati sostenitori, ce
lhanno fatta! 15.750 euro
raccolti, anche oltre il limite di
15.000 fissato in apertura dai
creatori del documentario. 360
mecenati, sono chiamati cos
- a ragione - i liberi donatori
sul circuito Verkami, hanno
appoggiato concretamente la
causa di Nosari e Fontanelli,
rendendo possibile dunque la
conclusione effettiva del film.
Film il cui trailer - in verit
in ben quattro versioni - gi
disponibile sul sito di La Societ
Sintetica, casa co-produttrice

insieme a Pop Cult del progetto.


Le origini e le leggende

Si parla naturalmente
dellornitologo Peter Adolph, il
grande pap di Subbuteo, con
interviste ad amici e conoscenti
e riprese realizzate a Longton
Road, il paesino inglese da cui
tutto partito alla fine degli
anni Sessanta. Poi, le curiosit
sul movimento sia passato
che moderno, con interviste
a personaggi di spicco del
Subbuteo di casa nostra, come
i fratelli Giovanni Battista ed
Arturo Parodi, figli del primo e
pi grande importatore italiano
di Subbuteo, Edilio Parodi,
famosissimo tra gli amanti
di questo gioco. Oppure al
campione del mondo Juniores
del 1978, il pisano (dadozione,
i natali sono genovesi) Andrea
Piccaluga, che a Londra proprio
nel 78 batt 3-0 il tedesco Dirk
Barwald, diventando il primo
italiano a fregiarsi della corona
iridata (e di unassicurazione
milionaria per il proprio dito).
Impresa riuscita poi nel 1982
anche a Renzo Frignani, sempre
contro un tedesco, Horst
Becker, ma questa volta nella
categoria Seniores.
Davide contro Golia
Subbuteopia non per solo

cronaca di una vita vissuta


o un amarcord. I creatori
del progetto tentano di
dare un risvolto sociale al
documentario, portando alla
luce un movimento che nel
contesto attuale pare davvero

di nicchia. Quasi scomparso.


E utile ricordare che la
produzione di Subbuteo stata
interrotta nel 2000, quando
Hasbro non ritenne pi di
investire sul marchio che aveva
comprato poco prima, nel
1996, dalla storica proprietaria
inglese, la Waddingtons Games,
facendone lingranaggio di
unindustria che, limitandoci
ai dati del 2010, si stima abbia
ricavato circa 4 miliardi di
dollari. Un ingranaggio in cui
gli omini del Subbuteo non
si sono mai incastrati, troppo
abituati alle cure degli artigiani
che manualmente dipingevano
le loro gambe, visi e divise.
E dunque mal disposti alle
dozzinali cure di una catena
di montaggio automatica.
Cos come chi poi gli omini
li anima, cio i giocatori. Che
Hasbro non lhanno mai amata,
perch realizzava un prodotto
senzanima, non trasmetteva
la passione di mano in mano.
Erano omini freddi, dicono i
giocatori, e rispondevano anche
male sul prato. C infatti
chi spenderebbe un sacco di
soldi per una squadra prodotta
negli anni 70. E chi ce lha,
non se ne priva. Insomma, a
volerla vedere un po pi in
grande, Subbuteopia Davide
contro Golia, come gli stessi
ideatori dichiarano nella
presentazione del progetto. Un
progetto certamente romantico
ed appassionato, che ha gi
convinto 360 mecenati e che
aspettiamo di vedere presto
nelle sale italiane.

PIERR NOSARI
Regista e autore

ENRICO FONTANELLI
Autore

Con questo
documentario
spero di portare
fortuna
allAtalanta

Le

ANDREA DALPIAN
Direttore della fotografia

Giocavo
a Subbuteo
da solo. Il campo
era disegnato
sopra una tenda

Mai giocato.
Ma questa
potrebbe
essere la volta
che comincio

GIUSI SANTORO
Produttore Pop Cult

Perdevo,
e non mi
divertivo. Ora
per s, che
mi diverto

omini, palloni e dita... in 5 libri


pubblicazioni che meglio hanno saputo rendere il sapore di una sfida a

2008

2007

2010

2010

Subbuteo

2006

Vite in punta
di dito

Storia illustrata
della nostalgia

Subbuteo...
o son desto?

Wembley
in una stanza

Flick about
(libro fotografico)

Bungaloo Publishing Undici storie diverse nei


contenuti ma identiche nella
passione verso il Subbuteo.
Il calcio in punta di dito
visto nel suo aspetto pi
feticistico, per quelli per i
quali il Subbuteo non mai
stato e non potr mai essere
solamente un gioco, ma
molto di pi.

Daniel Tatarsky - Tatarsky


ripercorre dalle origini a
oggi la storia di unimpresa
e di unutopia: dallipotesi
che fosse possibile subbuteizzare qualsiasi evento
del mondo reale, fino al momento in cui, incalzato dalla
concorrenza dei videogame,
il gioco stato ritirato dal
mercato.

Nicola De Leonardis - Panni verdi, omini, colla e lunghi


pomeriggi con gli amici:
il Subbuteo un gioco
creativo e interattivo con cui
portare alla vittoria realt
locali che mai avrebbero
avuto tale possibilit, ma anche un grande strumento di
socializzazione, di incontro e
di nascita di amicizie.

Fabrizio Ghilardi - Il gioco


che ha appassionato migliaia di bambini accompagna
in questo nuovo libro i due
protagonisti, chini sul tappeto verde, a cavallo tra 70
e 80. C anche il mondo
degli adulti, incarnato dai
genitori, dagli insegnanti e
dal nonno, che regala ai due
fratelli lagognato Subbuteo.

Charlotta Smeds - La
Smeds e una fotografa
(tanto brava quanto bella)
svedese che vive e lavora
a Roma, in Flick About
riuscita nellimpresa di
rendere una perfetta unione
tra fotografia e Subbuteo,
esaltando il gioco del cuore
come mai nessuno era riuscito finora.

33
3 / febbraio 2012

SUBBUTEOPIA | Primavera 2012


Due immagini da una sfida di Subbuteo, ripresa
per il documentario sul calcio in punta di dito ideato
da Pierr Nosari ed Enrico Fontanelli [foto: subbuteopia.com]

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