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breve cronaca di una citt (settembre 2015)

Katia era appena andata in pensione. Una donna bella ed elegante,


una collega sempre disponibile, unamica. Il male incurabile ha
terminato anche lei, che ha condotto tante battaglie a sostegno degli
ammalati e contro linquinamento ambientale.
Nemmeno il tempo di godersi qualche anno senza lavorare, accanto
alla sua famiglia. Uningiustizia, lennesima, nei confronti dei tanti che
hanno versato contributi per una vita e poi si sono spenti
affievolendosi lentamente sotto le lenzuola del reparto specialistico.

Affrontare la morte una cosa per forti, e linevitabile paura andrebbe


affrontata coraggiosamente. Affrontare la vita degnamente una cosa
per forti, e bisogna viverla cercando di salvaguardarla. Assistere alla
malattia terminale di un familiare scuote lindividuo, provoca
interrogativi sui perch, domande sullamara realt che avvolge nel suo
nero mantello e falcia le spighe di grano. Il senso civico deve essere
una disciplina ferma, costante, inamovibile, deve spingere ognuno di
noi a capire, collaborare lun laltro, ad essere solidali. Come Katia.
Schiacciando una formica si soltanto spregevoli infami. Calpestare un
debole solo mostrare forza per nascondere quanto si turpi, mostri
che offendono ignobilmente la dignit altrui, miserabili tra i miserabili.
Cronaca ricorrente di una citt in cui si opera considerandola normale.
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