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Mancano impianti di riciclaggio, tutto va a

Bellolampo
Repubblica — 02 ottobre 2001 pagina 4 sezione: PALERMO

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/10/02/mancano-impianti-di-
riciclaggio-tutto-va-bellolampo.html

Nei primi sette mesi di quest' anno sono stati accumulati a Palermo, attraverso la raccolta
differenziata, quasi dodici milioni di chili di rifiuti. La parte del leone l' ha fatta il cosiddetto
«umido», quello formato dai rifiuti organici come i cibi, con i suoi quattro milioni di chili. Poi c' è il
vetro, che passa di poco il milione e mezzo di chili, e la carta (un milione e duecentomila chili).
Tutta spazzatura che viene dalle «campane» sistemate in giro per la città, o dai mercatini rionali, ma
anche dalle piccole compostiere realizzate all' interno di alcune scuole. Ma se non sembrano esserci
dubbi sulla quantità di materiale «differenziato» giorno per giorno, la guerra delle cifre infuria
quando entrano in ballo le percentuali e la destinazione dei prodotti della raccolta. Da una parte
Legambiente, che accusa: «I rifiuti che vengono effettivamente riutilizzati sfiorano appena il due
per cento rispetto al totale della spazzatura raccolta in città». Dall' altra l' Amia, che porta questa
cifra a circa l' otto per cento. Possibile che non ci si metta d' accordo nemmeno sui numeri? Sì, se i
criteri di calcolo sono diversi. L' associazione ambientalista prende in considerazione i prodotti che
vengono effettivamente riciclati; l' azienda di igiene ambientale anche quelli che, sebbene raccolti
separatamente rispetto alla massa, vanno ugualmente a finire a Bellolampo. Alla guida virtuale nel
viaggio dalla «campana» alla discarica c' è Orazio Colimberti, direttore tecnico dell' Amia. Si parte
proprio dal prodotto che incide più degli altri sulla raccolta differenziata a Palermo: l' «umido». Si
tratta di 5 milioni 700 mila chili di rifiuti, che arrivano dal mercato ittico, dai mercatini rionali e dai
ristoranti. È quasi la metà dell' intero bottino della raccolta differenziata. Per tutta questa spazzatura
è stato creato un servizio ad hoc: viene raccolto da operatori ecologici, separato da altri scarti,
pressato negli autocompattatori e poi regolarmente scaricato a Bellolampo. «Fino a quando - spiega
Colimberti - non sarà disponibile un impianto di compostaggio, che deve ancora essere creato». La
stessa fine è riservata alle carogne di animale, per le quali non esiste una destinazione se non quella
del resto della spazzatura. E anche la sorte delle pile già utilizzate (con i loro settemila chili) è
sempre la medesima. Una fine diversa, secondo l' Amia, è quella riservata a plastica e vetro, che
vanno effettivamente a finire in impianti di stoccaggio. Questi prodotti, comunque, occupano
soltanto una piccola parte dell' universo della raccolta differenziata. Fino a luglio, i dati parlano di
un totale di due milioni di chili. Legambiente, comunque, avanza dubbi sull' effettivo totale
riciclaggio, così come per la carta, che - a sentire l' Amia - va agli impianti di "Palermo macero".
Certamente nella «fossa comune» dei rifiuti vanno oggi i rifiuti ospedalieri: solo a dicembre sarà
consegnato un inceneritore a Bellolampo per l' eliminazione differenziata di questi scarti. - m. v