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STORIA DI UN SOGNO

Il Casin
di San Pellegrino
Terme

Tarcisio Bottani

STORIA DI UN SOGNO

Il Casin
di San Pellegrino
Terme

CORPONOVE

Presentazione

Presentazione

1. Le ragioni del successo

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

Quando nel 1907 il Casin, o Grand Kursaal come venne allora chiamato, sorse maestoso sul piazzale adiacente ai portici della Fonte, a San
Pellegrino si era ormai quasi completato il programma di modernizzazione della fisionomia urbanistica e delle strutture architettoniche che sotto la guida delling. Mazzocchi aveva dato alla localit termale il volto nuovo, elegante e raffinato, che ben si addiceva al ruolo di riferimento
della classe dirigente italiana ed europea che le era stato da tempo assegnato.
Le trasformazioni del paese avevano preso lavvio da un decennio, da quando Andrea Ambrosioni, dopo aver attivato un impianto per la produzione di energia elettrica, aveva aperto tra il 1893 e il 1896 lalbergo e il teatro Eden, gestendolo con profitto alla maniera del caff concerto e
allestendovi spettacoli di variet, operette, riviste e opere liriche, dimostrando cos come la strada degli investimenti nel settore delle attrezzature turistico-alberghiere avrebbe potuto rappresentare una scelta vantaggiosa per limmediato futuro di San Pellegrino.
Queste scelte felici e innovative non erano per scaturite dal nulla: da oltre un secolo nella storia del paese aveva iniziato a farsi strada la prospettiva di valorizzare le risorse idriche e termali del suo territorio.
Gi nel 1760 vicino alla sorgente era stato costruito un casello, per iniziativa di Pellegrino Foppoli, che somministrava lacqua minerale a pagamento. Il casello fu ceduto nel 1803 a Giovanni Pesenti e Francesco Licini i quali, visto il crescente afflusso di utenti, si misero in societ e
avviarono la costruzione di uno stabilimento termale, dovendo per far fronte a una vertenza avviata dal Comune di San Pellegrino che intendeva regolamentare lattivit termale consentendo in ogni caso al pubblico di accedere liberamente alla sorgente. Lo stabilimento Licini-Pesenti fu terminato nel 1820 e venne poi gestito da Ester Pesenti, moglie di Giovanni Lorenzo Palazzolo.
Le potenzialit di sviluppo legate alla sorgente termale sono ben evidenziate dallo storico Maironi da Ponte il quale, parlando di San Pellegrino
nel suo Dizionario odeporico descriveva cos le opere avviate in questo settore:

La fonte minerale, chiamata Acque di San Pellegrino, resta in piccolissima distanza dal corpo maggiore del villaggio, in una particella declive appartenente alla giogaia, che fiancheggia sulla dritta il corso del Brembo. Ha due polle, la principale delle quali passa nel fabbricato, non ha guari,
costrutto a tal uopo. Consiste questo in un atrio spazioso fornito di due vasche in cui si fa con tubi cadere acqua minerale ad uso di bibita sul luogo.
Dietro allatrio medesimo e sullo stesso piano sonovi varj camerini con i necessari agi, e colle opportune vasche di marmo a bagno solitario, alle quali
per tubi si fa passar lacqua artificialmente riscaldata. In fianco del detto atrio vi sono le stanze di trattenimento e da rinfresco, a comodo di chi vuol
usare della fonte minerale alla sorgente. La fabbrica a pi piani, ed ha molte altre stanze, onde nesca a maggiore comodit e soddisfazione. (...)
Questacqua trovasi costantemente pi calda dellatmosfera. (...) Essa limpidissima e ridondante di bollicine visibili anche a occhio nudo di un gaz
sottilissimo, che se ne sprigiona con impeto sino a cagionare dei leggieri spruzzi. Questo il gaz Carbonico, o Aria fissa, come lhanno chiamato sino
a nostri d.
Lodor dellacqua di San Pellegrino non sensibile che appena tratta dalla fonte, e forsanche a stento. Sembra quel tenuissimo di gaz Carbonico. Il
sapore leggermente piccante, e per certuni quasi insensibile o tendente al liscivoso e saponaceo.
Il suo peso specifico di 3/1150 minore di quello dellacqua distillata; e ritiene la mentovata temperatura in ogni stagione.
Il passaggio di questacqua per orina, pronto e copioso si il di lei pi ordinario effetto. tollerata dal ventricolo in guisa stupenda anche ad una
grande quantit. (...) Lindole piacevole e innocente di questacque fa che ne sieno capaci le persone stesse pi deboli e malaticcie purch le bevino
nei debiti modi. Per i calcoli delle reni, e della vescica, per le renelle, ed altre affezioni renali, i medici le vogliono specifiche. Giovano pure alle cachessie scorbutiche, e malinconiche, ed ai dolori, che da esse procedono e sopra tutto sono eccellenti per guarire da tutte le affezioni cutanee dipendenti da salsedine, e da acrimonie umorali.1

Pochi anni dopo, nel 1824, il Giornale della Provincia di Bergamo, constatando la sempre crescente fama di cui godevano le acque termali per
le loro propriet curative ed evidenziando le nuove opportunit di sviluppo offerte dal recente miglioramento della viabilit vallare, invitava le
persone direttamente interessate allo sfruttamento del settore a maggiormente ingrandire i rispettivi locali, onde linfermo forestiero possa
trovarvi tutte quelle comodit richieste dalla moderna gentilezza del vivere sociale.2
A questa istanza risponde nel 1838 Giuseppe Salaroli, che scopre una seconda fonte, a pochi passi dallo stabilimento di Ester Pesenti Palazzolo,
ma in posizione per pi bassa rispetto alloriginaria sorgente, e costruisce a sua volta uno stabilimento termale.
A questa iniziativa risponde nel 1841 Ester Palazzolo che fa ampliare dalling. Zambeletti il proprio stabilimento termale, dotandolo di camerini e vasche di marmo per bagno, con numerose stanze da letto ben ariate e comode, vaste ed adorne sale di conversazione, caff, cortili....3
Lavventura turistico-termale di San Pellegrino si ormai avviata e per tutta la seconda met dellOttocento si assister allaccrescersi nei riguardi della stazione termale di un interessante parallelo di natura mondana e ricreativa accanto a quello prettamente terapeutico. Connotazione, questa, comune a tutte le analoghe localit europee che in quegli stessi anni si andavano a loro volta affermando ed efficacemente colta
da un articolo del 1850 dal Giornale della Provincia di Bergamo che cos invitava il lettore: Vieni a San Pellegrino a godervi de piaceri che qui
riunisconsi nella stagione de bagni per fare lieta la vita. Signori e dame, galanti ed allegri vecchiotti, giochi e cavalcate, balli e canti occupano
alcune ore del giorno e della notte e fanno di questo villaggio la pi allegra e piacevole dimora ... San Pellegrino dalla met di giugno ai primi
di agosto una specie di cosmopoli di singolari contrasti, e meglio un pandemonio di volutt e di piaceri.4

1. Le ragioni del successo


Quando nel 1907 il Casin, o Grand Kursaal come venne allora chiamato,
sorse maestoso sul piazzale adiacente ai portici della Fonte, a San Pellegrino si era ormai quasi completato il programma di modernizzazione
della fisionomia urbanistica e delle strutture architettoniche che sotto
la guida delling. Mazzocchi aveva dato alla localit termale il volto nuovo, elegante e raffinato, che ben si addiceva al ruolo di riferimento della
classe dirigente italiana ed europea che le era stato da tempo assegnato.
Le trasformazioni del paese avevano preso lavvio da un decennio, da
quando Andrea Ambrosioni, dopo aver attivato un impianto per la produzione di energia elettrica, aveva aperto tra il 1893 e il 1896 lalbergo
e il teatro Eden, gestendolo con profitto alla maniera del caff concerto
e allestendovi spettacoli di variet, operette, riviste e opere liriche, dimostrando cos come la strada degli investimenti nel settore delle attrezzature turistico-alberghiere avrebbe potuto rappresentare una
scelta vantaggiosa per limmediato futuro di San Pellegrino.
Queste scelte felici e innovative non erano per scaturite dal nulla: da
oltre un secolo nella storia del paese aveva iniziato a farsi strada la prospettiva di valorizzare le risorse idriche e termali del suo territorio.
Gi nel 1760 vicino alla sorgente era stato costruito un casello, per iniziativa di Pellegrino Foppoli, che somministrava lacqua minerale a pagamento. Il casello fu ceduto nel 1803 a Giovanni Pesenti e Francesco
Licini i quali, visto il crescente afflusso di utenti, si misero in societ e
avviarono la costruzione di uno stabilimento termale, dovendo per
far fronte a una vertenza avviata dal Comune di San Pellegrino che intendeva regolamentare lattivit termale consentendo in ogni caso al
pubblico di accedere liberamente alla sorgente. Lo stabilimento LiciniPesenti fu terminato nel 1820 e venne poi gestito da Ester Pesenti, moglie di Giovanni Lorenzo Palazzolo.
Le potenzialit di sviluppo legate alla sorgente termale sono ben evidenziate dallo storico Maironi da Ponte il quale, parlando di San Pellegrino nel suo Dizionario odeporico descriveva cos le opere avviate in
questo settore:
La fonte minerale, chiamata Acque di San Pellegrino, resta in piccolissima distanza dal corpo maggiore del villaggio, in una particella declive
appartenente alla giogaia, che fiancheggia sulla dritta il corso del Brembo. Ha due polle, la principale delle quali passa nel fabbricato, non ha

guari, costrutto a tal uopo. Consiste questo in un atrio spazioso fornito


di due vasche in cui si fa con tubi cadere acqua minerale ad uso di bibita
sul luogo. Dietro allatrio medesimo e sullo stesso piano sonovi varj camerini con i necessari agi, e colle opportune vasche di marmo a bagno
solitario, alle quali per tubi si fa passar lacqua artificialmente riscaldata. In fianco del detto atrio vi sono le stanze di trattenimento e da rinfresco, a comodo di chi vuol usare della fonte minerale alla sorgente. La
fabbrica a pi piani, ed ha molte altre stanze, onde nesca a maggiore
comodit e soddisfazione. (...) Questacqua trovasi costantemente pi
calda dellatmosfera. (...) Essa limpidissima e ridondante di bollicine
visibili anche a occhio nudo di un gaz sottilissimo, che se ne sprigiona
con impeto sino a cagionare dei leggieri spruzzi. Questo il gaz Carbonico, o Aria fissa, come lhanno chiamato sino a nostri d.
Lodor dellacqua di San Pellegrino non sensibile che appena tratta
dalla fonte, e forsanche a stento. Sembra quel tenuissimo di gaz Carbonico. Il sapore leggermente piccante, e per certuni quasi insensibile o
tendente al liscivoso e saponaceo.
Il suo peso specifico di 3/1150 minore di quello dellacqua distillata; e
ritiene la mentovata temperatura in ogni stagione.
Il passaggio di questacqua per orina, pronto e copioso si il di lei pi
ordinario effetto. tollerata dal ventricolo in guisa stupenda anche ad
una grande quantit. (...) Lindole piacevole e innocente di questacque
fa che ne sieno capaci le persone stesse pi deboli e malaticcie purch
le bevino nei debiti modi. Per i calcoli delle reni, e della vescica, per le
renelle, ed altre affezioni renali, i medici le vogliono specifiche. Giovano
pure alle cachessie scorbutiche, e malinconiche, ed ai dolori, che da esse procedono e sopra tutto sono eccellenti per guarire da tutte le affezioni cutanee dipendenti da salsedine, e da acrimonie umorali.1

Pochi anni dopo, nel 1824, il Giornale della Provincia di Bergamo, constatando la sempre crescente fama di cui godevano le acque termali
per le loro propriet curative ed evidenziando le nuove opportunit di
sviluppo offerte dal recente miglioramento della viabilit vallare, invitava le persone direttamente interessate allo sfruttamento del settore
a maggiormente ingrandire i rispettivi locali, onde linfermo forestiero
possa trovarvi tutte quelle comodit richieste dalla moderna gentilezza
del vivere sociale.2
A questa istanza risponde nel 1838 Giuseppe Salaroli, che scopre una
seconda fonte, a pochi passi dallo stabilimento di Ester Pesenti Palazzolo, ma in posizione per pi bassa rispetto alloriginaria sorgente, e
costruisce a sua volta uno stabilimento termale.
A questa iniziativa risponde nel 1841 Ester Palazzolo che fa ampliare

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

Storia di un sogno
Il Casin di San Pellegrino Terme

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme


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Limprenditore
Cesare Mazzoni,
il principale
artefice
del successo
di San Pellegrino

Il Grand Hotel
disegnato
da Romolo
Squadrelli
nel 1906

Questo concorso di interesse verso la localit termale brembana assunse proporzioni sempre pi ampie negli ultimi decenni del secolo, quando
il numero dei frequentatori delle Terme cominci ad essere calcolato nellordine delle migliaia e di conseguenza limmagine di San Pellegrino,
grazie a questo progressivo successo, fin con limporsi come punto di riferimento inderogabile non solo a livello italiano, ma anche nel contesto
europeo e mondiale. Passare le acque a San Pellegrino divenne ben presto una necessit, non solo tra gli esponenti della nobilt
internazionale che si aggrappava tenacemente ai propri privilegi di classe messi in discussione dalle nuove X dinamiche economiche e sociali, ma anche e soprattutto negli ambienti della emergente borghesia imprenditoriale e finanziaria che stava assumendo il ruolo di classe dirigente, forte delle conquiste dellindustrializzazione e del progresso tecnologico.
Sar proprio questa nuova classe di finanzieri e di imprenditori a farsi contemporaneamente artefice e fruitrice dei fasti sanpellegrinesi, nei quali trover loccasione per darsi lustro e conquistarsi una parvenza di nobilt, non disdegnando di sottoporsi alle
vecchie regole e alle vacue abitudini che erano state per secoli prerogativa della classe antagonista.
Sul finire del secolo le strutture termali e ricettive risultavano ormai del tutto inadeguate a far fronte alla crescente domanda di
soggiorno di questa clientela facoltosa e alla ricerca di lusso e divertimento: oltre agli stabilimenti termali Palazzolo e Salaroli
cerano infatti solo tre alberghi, alcune trattorie e qualche caff.
a questo punto che, facendo seguito al citato investimento dellAmbrosioni, prende lavvio una serie straordinaria di interventi
edilizi che in meno di un decennio muteranno il volto di San Pellegrino.
Nel 1899 si costituisce la Societ Anonima delle Terme, presieduta dallimprenditore milanese avv. Cesare Mazzoni, che acquista
le fonti Palazzolo e Salaroli e nel 1901 fa costruire, su progetto delling. Luigi Mazzocchi, il nuovo stabilimento dei bagni sul viale
delle Terme e, lanno dopo, sempre a cura del Mazzocchi, il portico della Fonte con annessa sala bibita.
Nel 1902 Mazzoni fonda a Milano la Societ Anonima per la costruzione e lesercizio dei Grandi Alberghi di San Pellegrino.
Nel 1904 viene inaugurato il Grand Hotel, la cui costruzione era iniziata due anni prima; nel 1905 la volta dello stabilimento dellacqua minerale; nel 1906 arriva la ferrovia e nel 1907 il Casin.
A questi esempi di grande rilevanza si aggiungono alcune realizzazioni minori ma ben allineate al contesto generale, che contribuiscono ad as-

Nel 1899 si costituisce la Societ Anonima delle Terme, presieduta dallimprenditore milanese avv. Cesare Mazzoni, che acquista le fonti Palazzolo e Salaroli e nel 1901 fa costruire, su progetto delling. Luigi
Mazzocchi, il nuovo stabilimento dei bagni sul viale delle Terme e,
lanno dopo, sempre a cura del Mazzocchi, il portico della Fonte con
annessa sala bibita.
Nel 1902 Mazzoni fonda a Milano la Societ Anonima per la costruzione
e lesercizio dei Grandi Alberghi di San Pellegrino.
Nel 1904 viene inaugurato il Grand Hotel, la cui costruzione era iniziata
due anni prima; nel 1905 la volta dello stabilimento dellacqua minerale; nel 1906 arriva la ferrovia e nel 1907 il Casin.
A questi esempi di grande rilevanza si aggiungono alcune realizzazioni
minori ma ben allineate al contesto generale, che contribuiscono ad assegnare alla localit termale quellaurea atmosfera elitaria ed esclusiva
che la impose allattenzione generale e di cui si fa vanto, a buon diritto,
ancora oggi.
Cos il Corriere di San Pellegrino descriveva nel 1908 la stazione climatica:
Sulle misere rovine dun rustico porticato lass alla fonte, sorge ora un
vasto salone in stile pompeiano, lungo m. 32, destinato alle bibite dellacqua salsa. Dalla sua parete verso monte, sorge una specie di lungo abbeveratoio in cemento arieggiante il porfido, nel quale cade, da molti zampilli, lacqua fattavi derivare dalla vicina fonte. Il soffitto e le pareti furono
decorate dai distinti pittori Gottardo Valentini di Milano e Guglielmini di
Bergamo, con quadri e figure allegoriche, forse troppo procaci. Dal salone, i balneanti possono passare sotto un grandioso porticato di venti arcate, sostenute da colonne di granito, dove ammirare le varie mercanzie
esposte nei diversi negozi affittati dalla Societ, o sedersi a sorbire qualche bibita nellelegante caff del nostro intelligente, buono e industrioso
Isacchi, ormai illustrazione bergamasca nella fabbricazione di leccornie.
Percorrendo il porticato e svoltando a destra si entra nel grande Kursaal. Una minuta descrizione di questa gigantesca costruzione, oltre a richiedere una speciale competenza artistica non rimescerebbe a dar al
lettore una pallida idea di tutto quanto di armonico, di squisitamente
artistico, di veramente bello ed imponente si racchiude in questo maestoso edificio che onora il genio e lardimento dellarchitetto Romolo
Squadrelli e dellavv. Cesare Mazzoni.
Lantico ed angusto viale dalle molteplici qualit di piante, dove si stentava a camminare a due, stato tramutato in ampio piazzale che, col
tempo, sar completamente ombreggiato, e dove, mattina e sera, un
concerto di danze, pi o meno viennesi, allieta gli spiriti con pezzi scelti, eseguiti con lodevole maestria.
Ai piccoli gabinetti da bagno, del locale, del localino, dei Bagni Nuovi e
dello Stabilimento Salaroli, venne sostituito il grandioso fabbricato delle Terme, costruito su disegni dellillustre arch. Luigi Mazzocchi di Milano, e contenente quanto di meglio hanno potuto suggerire i pi recenti
progressi della scienza e della praticit in materia idroterapica.

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

dalling. Zambeletti il proprio stabilimento termale, dotandolo di camerini e vasche di marmo per bagno, con numerose stanze da letto ben
ariate e comode, vaste ed adorne sale di conversazione, caff, cortili....3
Lavventura turistico-termale di San Pellegrino si ormai avviata e per
tutta la seconda met dellOttocento si assister allaccrescersi nei riguardi della stazione termale di un interessante parallelo di natura
mondana e ricreativa accanto a quello prettamente terapeutico. Connotazione, questa, comune a tutte le analoghe localit europee che in
quegli stessi anni si andavano a loro volta affermando ed efficacemente
colta da un articolo del 1850 dal Giornale della Provincia di Bergamo
che cos invitava il lettore: Vieni a San Pellegrino a godervi de piaceri
che qui riunisconsi nella stagione de bagni per fare lieta la vita. Signori e
dame, galanti ed allegri vecchiotti, giochi e cavalcate, balli e canti occupano alcune ore del giorno e della notte e fanno di questo villaggio la pi
allegra e piacevole dimora ... San Pellegrino dalla met di giugno ai primi
di agosto una specie di cosmopoli di singolari contrasti, e meglio un
pandemonio di volutt e di piaceri.4
Questo concorso di interesse verso la localit termale brembana assunse proporzioni sempre pi ampie negli ultimi decenni del secolo, quando il numero dei frequentatori delle Terme cominci ad essere calcolato
nellordine delle migliaia e di conseguenza limmagine di San Pellegrino,
grazie a questo progressivo successo, fin con limporsi come punto di
riferimento inderogabile non solo a livello italiano, ma anche nel contesto europeo e mondiale. Passare le acque a San Pellegrino divenne ben
presto una necessit, non solo tra gli esponenti della nobilt internazionale che si aggrappava tenacemente ai propri privilegi di classe messi in
discussione dalle nuove dinamiche economiche e sociali, ma anche e soprattutto negli ambienti della emergente borghesia imprenditoriale e finanziaria che stava assumendo il ruolo di classe dirigente, forte delle
conquiste dellindustrializzazione e del progresso tecnologico.
Sar proprio questa nuova classe di finanzieri e di imprenditori a farsi
contemporaneamente artefice e fruitrice dei fasti sanpellegrinesi, nei
quali trover loccasione per darsi lustro e conquistarsi una parvenza
di nobilt, non disdegnando di sottoporsi alle vecchie regole e alle vacue abitudini che erano state per secoli prerogativa della classe antagonista.
Sul finire del secolo le strutture termali e ricettive risultavano ormai del
tutto inadeguate a far fronte alla crescente domanda di soggiorno di
questa clientela facoltosa e alla ricerca di lusso e divertimento: oltre
agli stabilimenti termali Palazzolo e Salaroli cerano infatti solo tre alberghi, alcune trattorie e qualche caff.
a questo punto che, facendo seguito al citato investimento dellAmbrosioni, prende lavvio una serie straordinaria di interventi edilizi che
in meno di un decennio muteranno il volto di San Pellegrino.

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

segnare alla localit termale quellaurea atmosfera elitaria ed esclusiva che la impose allattenzione generale e di cui si fa vanto, a buon diritto,
ancora oggi.
Cos il Corriere di San Pellegrino descriveva nel 1908 la stazione climatica:

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Sulle misere rovine dun rustico porticato lass alla fonte, sorge ora un vasto salone in stile pompeiano, lungo m. 32, destinato alle bibite dellacqua
salsa. Dalla sua parete verso monte, sorge una specie di lungo abbeveratoio in cemento arieggiante il porfido, nel quale cade, da molti zampilli, lacqua fattavi derivare dalla vicina fonte. Il soffitto e le pareti furono decorate dai distinti pittori Gottardo Valentini di Milano e Guglielmini di Bergamo,
con quadri e figure allegoriche, forse troppo procaci. Dal salone, i balneanti possono passare sotto un grandioso porticato di venti arcate, sostenute
da colonne di granito, dove ammirare le varie mercanzie esposte nei diversi negozi affittati dalla Societ, o sedersi a sorbire qualche bibita nellelegante caff del nostro intelligente, buono e industrioso Isacchi, ormai illustrazione bergamasca nella fabbricazione di leccornie.
Percorrendo il porticato e svoltando a destra si entra nel grande Kursaal. Una minuta descrizione di questa gigantesca costruzione, oltre a richiedere una
speciale competenza artistica non rimescerebbe a dar al lettore una pallida idea di tutto quanto di armonico, di squisitamente artistico, di veramente
bello ed imponente si racchiude in questo maestoso edificio che onora il genio e lardimento dellarchitetto Romolo Squadrelli e dellavv. Cesare Mazzoni.
Lantico ed angusto viale dalle molteplici qualit di piante, dove si stentava a camminare a due, stato tramutato in ampio piazzale che, col tempo,
sar completamente ombreggiato, e dove, mattina e sera, un concerto di danze, pi o meno viennesi, allieta gli spiriti con pezzi scelti, eseguiti con
lodevole maestria.
Ai piccoli gabinetti da bagno, del locale, del localino, dei Bagni Nuovi e dello Stabilimento Salaroli, venne sostituito il grandioso fabbricato delle Terme, costruito su disegni dellillustre arch. Luigi Mazzocchi di Milano, e contenente quanto di meglio hanno potuto suggerire i pi recenti progressi
della scienza e della praticit in materia idroterapica.
In basso, di fronte al localino, dove stendevasi un prato verdeggiante, sorge ora altro nuovo Caff Isacchi e le case di alloggio del sig. Pietro Baroni
sindaco di San Pellegrino; e dove un tempo le rustiche stalle Palazzolo Gio., ora grandiosi ed eleganti fabbricati dei signori Aquilino e vedova Aurelia
Palazzolo. E lalbergo della Posta viene rimesso a nuovo, e cos pure le case Salaroli, Piazzalunga, prof. B.Villa, Frassoni, Orlandini, ecc.
In fondo al viale, sulla destra del Brembo, ergesi pulita la casa del Comune, sede ancora del telegrafo che un tempo, troppo umile bugigattolo, trovavasi presso la Chiesa di San Carlo e proprio dove fabbricarono ora i signori coniugi Baroni.
E poi il Grand Hotel Eden San Pellegrino con relativo edificio per alloggio e salone al Teatro, condotto dai signori Albertazzi e i fabbricati del sig. Andrea
Ambrosioni sullarea delle seghe e mulini del fu sig. Carlo della Chiesa; pi avanti la nuova costruzione Gio. Palazzolo e quella del signor Valentino
Quarenghi, e pi verso la parrocchiale, le case dei signori: Pietrasanta, Gervasoni, Dadda, ecc.
Al di l del ponte, sui piani di San Nicola, lAurora del sig. Patti e lalbergo Italia dei signori Grazioli. E pi innanzi, sulla sinistra ancora del Brembo,
dove un tempo si andava a cogliere ciclamini ed erbe aromatiche e a respirare laria aprica della convalle, ora si slancia al cielo quella reggia di
Grand Hotel, come niun altro forse ne conta la regione, come pochissimi ne vanta lItalia.5

Elemento unificante di questa raffinata eleganza fu la felice adozione, da parte dei progettisti, primo fra tutti larchitetto Romolo Squadrelli,
delle soluzioni stilistiche e architettoniche offerte dalle innovative proposte che da qualche anno si stavano imponendo in tutta lEuropa, conosciute a seconda dei contesti, col nome di Modern Style, Art Nouveau o Jugendstil, e affermatesi in Italia come Modernismo, Stile Floreale o soprattutto come Stile Liberty.
Questa nuova concezione della funzione artistica si proponeva come modello espressivo della societ del tempo e tendeva a superare gli schemi
rigidi del passato per aprirsi alla fruizione delle nuove classi e diventare patrimonio comune.
San Pellegrino si poneva come lideale terreno di applicazione delle nuove forme architettoniche, in quanto immune da vincoli di precedenti
strutture e quindi luogo adatto ad accogliere ogni forma di sperimentazione e di progettazione unitaria dello spazio urbano. Queste nuove forme
ben si addicevano alle esigenze della classe borghese emergente che, eleggendo San Pellegrino a proprio punto di riferimento privilegiato, intendeva qualificarne limmagine con soluzioni che si staccassero radicalmente dal retaggio di modelli costruttivi ufficiali e statici propri di un
mondo che stava inesorabilmente scomparendo.
Lintervento di alcune delle pi illustri personalit artistiche del tempo deline nel breve volgere di un decennio il volto nuovo della ville deau,
regalando alla classe dominante il luogo dei sogni dove avrebbe potuto coltivare lillusione di un mondo spensierato, fatto di feste, giochi, incontri galanti e fiducia assoluta nel progresso.

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Il Casin nel
disegno originale
di Romolo
Squadrelli

Il primo dei grandi palazzi liberty costruiti dalla Societ dei Grandi Alberghi il Grand Hotel, frutto della collaborazione tra ling. Luigi Mazzocchi
e larch. Romolo Squadrelli i quali danno alledificio il necessario sviluppo volumetrico, che lo impone come un monumento nel tessuto cittadino e ne studiano con estrema cura la varia qualit della trama muraria, il disegno dei particolari e la decorazione, per lo pi incassata nel
piano ed integrata alla superficie.6
Risultano cos applicati in una simbiosi teoricamente inconciliabile, eppure perfettamente combinata, due registri di valori: una vasta orchestrazione di masse, per fare delledificio un elemento dominante del paesaggio urbano, ed una delicata decorazione per dare al passante il senso di essere in quel paesaggio, di coglierne i particolari, vicini, come chi, salendo in monte, vede la massa stagliarsi lontana sul cielo e, vicini,
i sassolini e i fiori sul sentiero.

Elemento unificante di questa raffinata eleganza fu la felice adozione,


da parte dei progettisti, primo fra tutti larchitetto Romolo Squadrelli,
delle soluzioni stilistiche e architettoniche offerte dalle innovative proposte che da qualche anno si stavano imponendo in tutta lEuropa, conosciute a seconda dei contesti, col nome di Modern Style, Art Nouveau
o Jugendstil, e affermatesi in Italia come Modernismo, Stile Floreale o soprattutto come Stile Liberty.
Questa nuova concezione della funzione artistica si proponeva come
modello espressivo della societ del tempo e tendeva a superare gli
schemi rigidi del passato per aprirsi alla fruizione delle nuove classi e
diventare patrimonio comune.
San Pellegrino si poneva come lideale terreno di applicazione delle
nuove forme architettoniche, in quanto immune da vincoli di precedenti strutture e quindi luogo adatto ad accogliere ogni forma di sperimentazione e di progettazione unitaria dello spazio urbano. Queste nuove
forme ben si addicevano alle esigenze della classe borghese emergente
che, eleggendo San Pellegrino a proprio punto di riferimento privilegiato, intendeva qualificarne limmagine con soluzioni che si staccassero
radicalmente dal retaggio di modelli costruttivi ufficiali e statici propri
di un mondo che stava inesorabilmente scomparendo.
Lintervento di alcune delle pi illustri personalit artistiche del tempo
deline nel breve volgere di un decennio il volto nuovo della ville deau,
regalando alla classe dominante il luogo dei sogni dove avrebbe potuto

coltivare lillusione di un mondo spensierato, fatto di feste, giochi, incontri galanti e fiducia assoluta nel progresso.
Il primo dei grandi palazzi liberty costruiti dalla Societ dei Grandi Alberghi il Grand Hotel, frutto della collaborazione tra ling. Luigi Mazzocchi e larch. Romolo Squadrelli i quali danno alledificio il necessario sviluppo volumetrico, che lo impone come un monumento nel tessuto
cittadino e ne studiano con estrema cura la varia qualit della trama
muraria, il disegno dei particolari e la decorazione, per lo pi incassata
nel piano ed integrata alla superficie.6
Risultano cos applicati in una simbiosi teoricamente inconciliabile, eppure perfettamente combinata, due registri di valori: una vasta orchestrazione di masse, per fare delledificio un elemento dominante del paesaggio urbano, ed una delicata decorazione per dare al passante il senso di
essere in quel paesaggio, di coglierne i particolari, vicini, come chi, salendo in monte, vede la massa stagliarsi lontana sul cielo e, vicini, i sassolini
e i fiori sul sentiero.7

2. Il Grand Kursaal
La Societ dei Grandi Alberghi deliber la costruzione del Casin nellestate del 1905, approvando il relativo progetto redatto allarch. Squadrelli. I lavori iniziarono nel mese di novembre e procedettero senza interruzioni, attraverso qualche ampliamento e adeguamento, per venti
mesi, fino allestate del 1907.
Durante la stagione estiva 1906, per la preoccupazione di non dare ec-

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

In basso, di fronte al localino, dove stendevasi un prato verdeggiante,


sorge ora altro nuovo Caff Isacchi e le case di alloggio del sig. Pietro
Baroni sindaco di San Pellegrino; e dove un tempo le rustiche stalle
Palazzolo Gio., ora grandiosi ed eleganti fabbricati dei signori Aquilino
e vedova Aurelia Palazzolo. E lalbergo della Posta viene rimesso a
nuovo, e cos pure le case Salaroli, Piazzalunga, prof. B.Villa, Frassoni,
Orlandini, ecc.
In fondo al viale, sulla destra del Brembo, ergesi pulita la casa del Comune, sede ancora del telegrafo che un tempo, troppo umile bugigattolo,
trovavasi presso la Chiesa di San Carlo e proprio dove fabbricarono ora
i signori coniugi Baroni.
E poi il Grand Hotel Eden San Pellegrino con relativo edificio per alloggio e salone al Teatro, condotto dai signori Albertazzi e i fabbricati del
sig. Andrea Ambrosioni sullarea delle seghe e mulini del fu sig. Carlo
della Chiesa; pi avanti la nuova costruzione Gio. Palazzolo e quella del
signor Valentino Quarenghi, e pi verso la parrocchiale, le case dei signori: Pietrasanta, Gervasoni, Dadda, ecc.
Al di l del ponte, sui piani di San Nicola, lAurora del sig. Patti e lalbergo Italia dei signori Grazioli. E pi innanzi, sulla sinistra ancora del
Brembo, dove un tempo si andava a cogliere ciclamini ed erbe aromatiche e a respirare laria aprica della convalle, ora si slancia al cielo quella
reggia di Grand Hotel, come niun altro forse ne conta la regione, come
pochissimi ne vanta lItalia.5

11

PAGINA SEGUENTE

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

Prospetto
della facciata
e del teatro
del Casin
eseguito
da Romolo
Squadrelli

12

2. Il Grand Kursaal
La Societ dei Grandi Alberghi deliber la costruzione del Casin nellestate del 1905, approvando il relativo progetto redatto allarch. Squadrelli. I lavori iniziarono nel mese di novembre e procedettero senza interruzioni, attraverso qualche ampliamento e adeguamento, per venti mesi,
fino allestate del 1907.
Durante la stagione estiva 1906, per la preoccupazione di non dare eccessive noie agli ospiti di San Pellegrino e in particolare ai frequentatori
delle vicine Terme, i lavori vennero limitati alle parti murarie interne.
Il Giornale di S. Pellegrino segue levoluzione edificativa del grande palazzo in alcuni numeri del 1906. Nel mese di agosto pubblica un disegno
del Kursaal realizzato dallo Squadrelli e una foto delledificio in costruzione e scrive: Nella falda destra del monte, dirimpetto al Grand Hotel,
la mina va conquistando nuove aree fabbricabili rendendo il quadro veramente imponente e grandioso, delineandosi gi sul monte le linee maestose del Kursaal. Questo edificio sar un degno gemello del Grand Hotel e creer certo attraente il soggiorno di S. Pellegrino e degno delle grandi
stazioni termali.8 Larticolista prosegue anticipando come sar il Kursaal a opera finita, sulla scorta dei dati di progetto.
Un articolo del 2 settembre del Giornale, a firma Argus, introduce decisamente il tema della destinazione della struttura: Non della sola acqua, per quanto prodigiosamente salutare, n della deliziazione visuale delle amene circostanti convalli pu dirsi interamente soddisfatto chi
viene a chiedere ristoro a questa simpatica stazione.9
Secondo larticolista, il Kursaal supplir a questa carenza e sar lindispensabile completamento della stazione, offrendo nuove occasione di
svago alle migliaia di turisti, impedendo loro di annoiarsi. In primo luogo, il gioco dazzardo: Adesso, dopo il breve tempo dedicato alle bibite,
ai bagni, alle inalazioni, alla cura, dopo i pasti, i balenanti che non si allontanino per qualche escursione non trovano altro diversivo allinfuori
di un po di giuoco al Grand Hotel, allora invece esso pure sar tenuto in una vasta e ricca sala del Kursaal e affidato alla direzione dellegregio
sig. Tedeschi.10
Accanto al gioco, le feste: Far parte del Kursaal un vasto salone di m. 16 per 16 nel quale si daranno spettacoli e trattenimenti di ballo.11
Quindi gli spettacoli teatrali: Con un grande teatro, sul quale si alternino spettacoli diversi, si potranno avere riuniti il giuoco, musica, drammatica che a seconda dellet e del sesso, dei gusti e dei desideri, si possono augurare; e cos il microbo della noia sar totalmente soffocato e
vinto.12
In sintesi, sempre secondo il Giornale, il Kursaal dar risposte alle domande di tutti: Gli attempati, i vecchi, i quali pi o meno abbiano dato
un addio al mondo e alle pompe, avranno agio di trascorrere le loro ore di siesta e dozio mollemente assisi intorno al tavoliere e la sera su una
comoda poltrona, in teatro; i giovanotti, sempre un po sfarfalleggianti, anche quando sono in cura, potranno forse trovare... altre distrazioni.
Nessuno, nessuno dovr pi agitare il fazzoletto... per ammazzare quella mosca canina che si chiama noia: per essa il Kursaal sar diventato
la migliore, la pi potente carta moschicida.13
Rispetto al progetto iniziale non fu realizzata la cupola che doveva sorgere al centro delle due torri laterali della facciata. Tale scelta deriv, con
ogni probabilit, dalla volont del progettista di dare pi ariosit al palazzo. Essendo in prossimit della montagna che gli sta dietro, ledificio
sarebbe infatti apparso meno monumentale e troppo relegato in un ambiente a breve prospettiva.14
Non fu realizzato nemmeno il teatro, previsto sul lato destro, che come vedremo sar costruito a partire dal 1914, secondo un diverso progetto.
Linaugurazione delledificio ebbe luogo sabato 20 luglio e fu abbinata a una grande pesca di beneficenza. La festa fu aperta alle ore 21 dal direttore della Societ delle Terme Wildermuth: limponente facciata del Kursaal era sfarzosamente illuminata, lo spiazzo antistante era gremito
da almeno millecinquecento persone, molte delle quali erano arrivate da Milano e da Bergamo grazie anche a un treno speciale allestito dalla
Ferrovia di Valle Brembana.
Nellampio vestibolo del piano terra la Pro San Pellegrino aveva preparato la pesca di beneficenza, costituita da migliaia di premi offerti dalle
ditte che avevano lavorato alla costruzione delledificio e da molti facoltosi villeggianti. Tra i premi di maggior valore, una bella scrivania donata da Eugenio Quarti, unaltra della ditta Monti, uno splendido servizio da t del rag. Sacchi e un elegante abito per signora.
La gente si affollava attorno ai banchi stracolmi di premi gli occhi lucevano di desiderio e di speranza e le labbra mormoravano parole di propositi e di fiducia davanti ai mille e mille regali e al fascino gentile che emanava dalle belle ed eleganti signorine preposte alla consegna dei
premi.15
La vendita dei biglietti prosegu fino a tarda notte e dovette essere interrotta perch i premi erano troppi; riprese la domenica mattina e continu per
tutta la giornata, ma alla fine rimasero ancora molti premi che furono utilizzati per una pesca successiva. Lincasso totale fu di ben ottomila lire.
Mentre la folla si assiepava davanti ai banchi della pesca o ammirava le meraviglie architettoniche ed artistiche delledificio, sul maestoso
scalone si alternavano i concerti delle dame viennesi, del sestetto Colleoni e della banda musicale del paese diretta dal m.o De Sanctis.
Intanto per i viali, nel loggiato, innanzi al Kursaal era tutta unallegria di luci: la serata era di unineffabile mitezza e la profusione di tinte
chiare nelle toilettes delle signore dava al vestibolo, al giardino, al loggiato della fonte la fisionomia fantastica di una grande festa allaperto...
che ha lasciato in molti il desiderio del bis.16

lontanino per qualche escursione non trovano altro diversivo allinfuori


di un po di giuoco al Grand Hotel, allora invece esso pure sar tenuto in
una vasta e ricca sala del Kursaal e affidato alla direzione dellegregio
sig. Tedeschi.10
Accanto al gioco, le feste: Far parte del Kursaal un vasto salone di m.
16 per 16 nel quale si daranno spettacoli e trattenimenti di ballo.11
Quindi gli spettacoli teatrali: Con un grande teatro, sul quale si alternino spettacoli diversi, si potranno avere riuniti il giuoco, musica, drammatica che a seconda dellet e del sesso, dei gusti e dei desideri, si possono
augurare; e cos il microbo della noia sar totalmente soffocato e vinto.12
In sintesi, sempre secondo il Giornale, il Kursaal dar risposte alle domande di tutti: Gli attempati, i vecchi, i quali pi o meno abbiano dato
un addio al mondo e alle pompe, avranno agio di trascorrere le loro ore
di siesta e dozio mollemente assisi intorno al tavoliere e la sera su una
comoda poltrona, in teatro; i giovanotti, sempre un po sfarfalleggianti,
anche quando sono in cura, potranno forse trovare... altre distrazioni.
Nessuno, nessuno dovr pi agitare il fazzoletto... per ammazzare quella
mosca canina che si chiama noia: per essa il Kursaal sar diventato la migliore, la pi potente carta moschicida.13
Rispetto al progetto iniziale non fu realizzata la cupola che doveva sorgere al centro delle due torri laterali della facciata. Tale scelta deriv,
con ogni probabilit, dalla volont del progettista di dare pi ariosit

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

cessive noie agli ospiti di San Pellegrino e in particolare ai frequentatori delle vicine Terme, i lavori vennero limitati alle parti murarie interne.
Il Giornale di S. Pellegrino segue levoluzione edificativa del grande palazzo in alcuni numeri del 1906. Nel mese di agosto pubblica un disegno
del Kursaal realizzato dallo Squadrelli e una foto delledificio in costruzione e scrive: Nella falda destra del monte, dirimpetto al Grand Hotel,
la mina va conquistando nuove aree fabbricabili rendendo il quadro veramente imponente e grandioso, delineandosi gi sul monte le linee maestose del Kursaal. Questo edificio sar un degno gemello del Grand Hotel
e creer certo attraente il soggiorno di S. Pellegrino e degno delle grandi
stazioni termali.8 Larticolista prosegue anticipando come sar il Kursaal a opera finita, sulla scorta dei dati di progetto.
Un articolo del 2 settembre del Giornale, a firma Argus, introduce decisamente il tema della destinazione della struttura: Non della sola acqua, per quanto prodigiosamente salutare, n della deliziazione visuale
delle amene circostanti convalli pu dirsi interamente soddisfatto chi viene a chiedere ristoro a questa simpatica stazione.9
Secondo larticolista, il Kursaal supplir a questa carenza e sar lindispensabile completamento della stazione, offrendo nuove occasione di
svago alle migliaia di turisti, impedendo loro di annoiarsi. In primo luogo, il gioco dazzardo: Adesso, dopo il breve tempo dedicato alle bibite,
ai bagni, alle inalazioni, alla cura, dopo i pasti, i balenanti che non si al-

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Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme


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Immagine
riprodotta
su cartolina
del Casin in
costruzione.
Si noti lerrore
Grand Ursal
ripetuto
su entrambe
le cartoline

Lapertura del Kursaal fu seguita con attenzione e interesse da vari organi di stampa nazionali e locali che si dilungarono nel formulare giudizi
lusinghieri sulledificio. Sul numero del 23 luglio del Secolo di Milano larticolista dichiara non poter dare al lettore che una pallida idea di tutto
quanto di armonico, di squisitamente artistico, di veramente bello ed imponente si racchiude in questo maestoso edificio che onora il genio e
lardimento di due milanesi. Il giorno precedente la Perseveranza di Milano aveva scritto: Non c in Milano un edificio tanto signorile e severo
quanto il Kursaal.
Tra i quotidiani locali, ampi servizi sullavvenimento vengono pubblicati sulla Gazzetta di Bergamo, sul Giornale di Bergamo e su LEco di Bergamo il quale il 22 luglio presenta una descrizione dettagliata delledificio e dellarredo, affermando tra laltro che riuscita unopera ciclopica
delledilizia moderna, che alla grandiosit associa finissimo gusto decorativo.
Infine in una corrispondenza dei giorni seguenti il Resto del Carlino di Bologna parla di autentica meraviglia, emanazione di audace e intelligente iniziativa nella quale larte assurta alle pi serene e lussuose manifestazioni.
Lunica voce fuori dal coro in questa gara di entusiastici consensi rappresentata
dal Corriere di San Pellegrino, il settimanale che usciva ogni anno nella stagione
estiva in concorrenza con il Giornale.
Nel numero del 25 luglio 1907 il Corriere si limita a fornire una descrizione sommaria di quellopera ciclopica delledilizia moderna, evidenziando come allinterno
si trovino sale riservate ai soci del Circolo; la settimana successiva annuncia in
due righe limminente apertura delle sale giochi riservate al pubblico... dal portafoglio ben fornito.
proprio sulla questione del gioco, allora vietato, che si soffermano i successivi articoli del Corriere. L8 agosto, dopo aver espresso stupore e ammirazione per la sontuosit delledificio e degli arredi, larticolista entra nel merito della vera destinazione della struttura: Altro enigma stabilire che cosa sia questo Kursaal. Chi pu
infatti esattamente definirlo? La parola, presa per se stessa, potrebbe significare
Casino, e Casino a sua volta indica un edificio nel quale, oltre alle sale di lettura,
di conversazione, vi sono quelle dei giuochi dazzardo... A San Pellegrino tutti dicono - ed in verit come dire diversamente - che vi si giuochi. Se cos, allora, se da
questo Kursaal togliamo il contorno, la montatura, abbiamo una casa - pardon - un
principesco palazzo da giuoco. Larticolista deve necessariamente mantenersi sul
vago perch a lui non era stato concesso lingresso alle sale interne nelle quali si
dice giocasi - vi sieno roullettes, tavoli per macao e per trente-quarante, ecc.. Ricordato che tali giochi erano vietati dalla legge italiana, il giornalista riferisce voci di una asserita autorizzazione speciale, chiedendosi per
quali vie i responsabili della struttura fossero riusciti ad ottenerla e, chiudendo la cronaca, rivolgeva una domanda ai lettori: se tale pratica sia
per il paese un bene o un male.
Il 23 agosto il Corriere pubblica una serie di lettere contrarie alla pratica del gioco, riservandosi di dare spazio in seguito a quelle di parere diverso che pure sono giunte al giornale.
Tra le motivazioni di chi contrario c in primo luogo il rischio che la clientela attratta dal gioco dazzardo finisca col sostituirsi a quella tradizionale che veniva a San Pellegrino per la villeggiatura e per le finalit terapeutiche del termalismo. Pi grossa corbelleria non si poteva fare
- scrive un milanese puro sangue - questo significa volere la morte duna stazione termale climatica la quale per doti reali, non fittizie, od immaginarie, aveva saputo imporsi ed acquistare uno dei primi posti in Italia.
Rincara la dose un altro lettore per il quale una manifestazione cos movimentata qual quella del casino da gioco distrugge lidea di stazione
climatica come luogo di piacevole riposo per cui gli ospiti tradizionali se ne andranno da unaltra parte.
Finisce qui la crociata antigioco del Corriere. Nei numeri successivi non vi si trovano altre prese di posizione e le note dedicate al Kursaal diventano pi pacate e rivolte alla descrizione degli ambienti e dei personaggi. Molto efficace limmagine di San Pellegrino che il giornale ci offre
nel numero del 30 agosto:
Sono sempre popolarissimi, nelle ore della mattina, i portici eleganti che sono, in verit, uno dei migliori e geniali ritrovi; e cos la bella e spaziosa
sala delle acque. tutto un complesso che fa pensare al progresso davvero miracoloso di questi ultimi anni di San Pellegrino. Una folla cosmopolita
passeggia gaia nei diversi abbigliamenti: gruppi graziosi di signori, fra mezzo a signore ed a leggiadre signorine nelle chiare toilettes mattutine danno una nota simpatica, caratteristica; e sempre continua il concerto rallegrando di dolcissima musica tutto lambiente. (...)
(Il Kursaal) come facile immaginarsi, sempre loggetto di vivissima meraviglia e di espressioni entusiastiche. E la sera?... Nella serata recatevi alla
Fonte, recatevi al Kursaal che raccoglie in quellora nelle sue sale dorate tutto un complesso di gente ricca, fine ed elegante; recatevi nei vari caff, in
tutti i ritrovi, recatevi allEden... E dopo ci mi direte, o lettori, se non sia vero che San Pellegrino ancora splende di tutta la sua migliore vita.

Linaugurazione delledificio ebbe luogo sabato 20 luglio e fu abbinata


a una grande pesca di beneficenza. La festa fu aperta alle ore 21 dal direttore della Societ delle Terme Wildermuth: limponente facciata del
Kursaal era sfarzosamente illuminata, lo spiazzo antistante era gremito
da almeno millecinquecento persone, molte delle quali erano arrivate
da Milano e da Bergamo grazie anche a un treno speciale allestito dalla
Ferrovia di Valle Brembana.
Nellampio vestibolo del piano terra la Pro San Pellegrino aveva preparato la pesca di beneficenza, costituita da migliaia di premi offerti dalle
ditte che avevano lavorato alla costruzione delledificio e da molti facoltosi villeggianti. Tra i premi di maggior valore, una bella scrivania
donata da Eugenio Quarti, unaltra della ditta Monti, uno splendido servizio da t del rag. Sacchi e un elegante abito per signora.
La gente si affollava attorno ai banchi stracolmi di premi gli occhi lucevano di desiderio e di speranza e le labbra mormoravano parole di propositi e di fiducia davanti ai mille e mille regali e al fascino gentile che emanava dalle belle ed eleganti signorine preposte alla consegna dei premi.15
La vendita dei biglietti prosegu fino a tarda notte e dovette essere interrotta perch i premi erano troppi; riprese la domenica mattina e continu per tutta la giornata, ma alla fine rimasero ancora molti premi che
furono utilizzati per una pesca successiva. Lincasso totale fu di ben ottomila lire.
Mentre la folla si assiepava davanti ai banchi della pesca o ammirava le
meraviglie architettoniche ed artistiche delledificio, sul maestoso scalone si alternavano i concerti delle dame viennesi, del sestetto Colleoni
e della banda musicale del paese diretta dal m.o De Sanctis.
Intanto per i viali, nel loggiato, innanzi al Kursaal era tutta unallegria di
luci: la serata era di unineffabile mitezza e la profusione di tinte chiare
nelle toilettes delle signore dava al vestibolo, al giardino, al loggiato della
fonte la fisionomia fantastica di una grande festa allaperto... che ha lasciato in molti il desiderio del bis.16
Lapertura del Kursaal fu seguita con attenzione e interesse da vari organi di stampa nazionali e locali che si dilungarono nel formulare giudizi lusinghieri sulledificio. Sul numero del 23 luglio del Secolo di Milano
larticolista dichiara non poter dare al lettore che una pallida idea di
tutto quanto di armonico, di squisitamente artistico, di veramente bello ed
imponente si racchiude in questo maestoso edificio che onora il genio e

lardimento di due milanesi. Il giorno precedente la Perseveranza di Milano aveva scritto: Non c in Milano un edificio tanto signorile e severo
quanto il Kursaal.
Tra i quotidiani locali, ampi servizi sullavvenimento vengono pubblicati sulla Gazzetta di Bergamo, sul Giornale di Bergamo e su LEco di
Bergamo il quale il 22 luglio presenta una descrizione dettagliata delledificio e dellarredo, affermando tra laltro che riuscita unopera ciclopica delledilizia moderna, che alla grandiosit associa finissimo gusto decorativo.
Infine in una corrispondenza dei giorni seguenti il Resto del Carlino di
Bologna parla di autentica meraviglia, emanazione di audace e intelligente iniziativa nella quale larte assurta alle pi serene e lussuose manifestazioni.
Lunica voce fuori dal coro in questa gara di entusiastici consensi rappresentata dal Corriere di San Pellegrino, il settimanale che usciva ogni
anno nella stagione estiva in concorrenza con il Giornale.
Nel numero del 25 luglio 1907 il Corriere si limita a fornire una descrizione sommaria di quellopera ciclopica delledilizia moderna, evidenziando come allinterno si trovino sale riservate ai soci del Circolo; la
settimana successiva annuncia in due righe limminente apertura delle
sale giochi riservate al pubblico... dal portafoglio ben fornito.
proprio sulla questione del gioco, allora vietato, che si soffermano i
successivi articoli del Corriere. L8 agosto, dopo aver espresso stupore
e ammirazione per la sontuosit delledificio e degli arredi, larticolista
entra nel merito della vera destinazione della struttura: Altro enigma
stabilire che cosa sia questo Kursaal. Chi pu infatti esattamente definirlo? La parola, presa per se stessa, potrebbe significare Casino, e Casino a
sua volta indica un edificio nel quale, oltre alle sale di lettura, di conversazione, vi sono quelle dei giuochi dazzardo... A San Pellegrino tutti dicono - ed in verit come dire diversamente - che vi si giuochi. Se cos, allora, se da questo Kursaal togliamo il contorno, la montatura, abbiamo
una casa - pardon - un principesco palazzo da giuoco. Larticolista deve
necessariamente mantenersi sul vago perch a lui non era stato concesso lingresso alle sale interne nelle quali si dice giocasi - vi sieno
roullettes, tavoli per macao e per trente-quarante, ecc.. Ricordato che
tali giochi erano vietati dalla legge italiana, il giornalista riferisce voci
di una asserita autorizzazione speciale, chiedendosi per quali vie i responsabili della struttura fossero riusciti ad ottenerla e, chiudendo la
cronaca, rivolgeva una domanda ai lettori: se tale pratica sia per il paese un bene o un male.
Il 23 agosto il Corriere pubblica una serie di lettere contrarie alla pratica del gioco, riservandosi di dare spazio in seguito a quelle di parere diverso che pure sono giunte al giornale.
Tra le motivazioni di chi contrario c in primo luogo il rischio che la

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

al palazzo. Essendo in prossimit della montagna che gli sta dietro, ledificio sarebbe infatti apparso meno monumentale e troppo relegato in un
ambiente a breve prospettiva.14
Non fu realizzato nemmeno il teatro, previsto sul lato destro, che come
vedremo sar costruito a partire dal 1914, secondo un diverso progetto.

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3. Gli artefici del Grand Kursaal

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

La foto
dellarchitetto
Romolo
Squadrelli
pubblicata
sul Giornale
di San Pellegrino

16

LARCHITETTO ROMOLO SQUADRELLI


Quando Romolo Squadrelli inizi la sua attivit a San Pellegrino aveva poco pi di trentanni, ma aveva gi alle spalle uno stato di servizio di
tutto rispetto. Nella localit termale il giovane architetto esprimer il massimo delle sue potenzialit creative, realizzando alcuni tra i principali
esempi del Liberty italiano.
Nato a Milano nel 1871, frequent la Scuola di Storia dellArte presso lAccademia di Brera e i corsi propedeutici alla formazione
architettonica. Tra il 1890 e il 1892 frequent la Scuola Elementare di Architettura e tra il 1893 e il 1896 la Scuola Speciale di Architettura che univa le discipline tecnico-scientifiche del Politecnico a quelle artistiche dellAccademia di Brera allora diretta dal
famoso architetto Camillo Boito che giudic lo Squadrelli tra i suoi allievi pi preparati.
Dopo la laurea il giovane architetto ottenne lincarico di addetto ai lavori edili del grande porto militare di Bahia Blanca in Argentina. Rimpatriato, progett e realizz il primo grande quartiere operaio milanese nella zona di Porta Venezia.
Dal 1904 partecip alla costruzione della Ferrovia di Valle Brembana, realizzando la stazione di Bergamo e tutte le stazioni intermedie fino a San Giovanni Bianco svelte ed eleganti nella armonia delle linee, simpatiche nella purezza dello stile e delle decorazioni.18
La consacrazione dello Squadrelli come maestro del Liberty avviene con la costruzione del Grand Hotel, realizzato con ling. Luigi
Mazzocchi; il grande albergo il primo di una serie di interventi che in breve trasformano il volto di San Pellegrino.
La fortuna di Squadrelli di aver trovato nella Societ delle Terme e nel suo presidente avv. Mazzoni quello slancio di iniziative
e quella larghezza di vedute che gli hanno concesso di allentare completamente le briglie della sua fantasia creatrice.19
Nel 1905 progetta il primo stabilimento per limbottigliamento dellacqua minerale, in eleganti linee liberty, ora distrutto. Nel
1906 amplia il palazzo municipale, la cui facciata di sapore rinascimentale sar poi trasformata nellattuale dallarchitetto Luigi
Angelini nel 1930.
Dopo il Casin, Squadrelli progetta alcune abitazioni signorili nei paesi vicini, tra cui la villa Bagini (ora Donati) di Piazza Brembana.
Nel 1910 realizza il padiglione che ospita la prima Esposizione di Arte Industriale di San Pellegrino e con questo limpegno dello
Squadrelli in Valle Brembana si esaurisce. La sua attivit proseguir a Milano con varie committenze pubbliche e private, che
per rimarranno assai lontane dagli splendori sanpellegrinesi.
Morir il 4 marzo 1941 a Milano, in una delle case da lui realizzate.
LEBANISTA EUGENIO QUARTI

Le foto di alcuni
artefici del
Casin pubblicate
sul Giornale
di San Pellegrino

Nativo di Villa dAlm, titolare della ditta E. Quarti & C. di Milano, realizz nel Casin tutta la parte del mobilio e della decorazione
lignea.
La figura di questo straordinario ebanista ben delineata dal giornalista Ugo Foresta nellarticolo pubblicato sul Giornale di San
Pellegrino dell11 agosto 1907, di cui diamo qui unampia sintesi.20
La genialit di un finissimo sentimento darte, confortata da unassidua tenacia al lavoro e da una costante e studiosa aspirazione alle evoluzioni verso il perfetto, hanno formato rapidamente la fama e la fortuna di questo modesto artefice che qualcuno
ammirando qualche dettaglio del Kursaal ha felicemente chiamato il Benvenuto Cellini della mobilia.
Dai mobili eleganti e civettuoli forse un po sovraccarichi di intarsio che hanno valso al Quarti le massime onorificenze anche
allesposizione mondiale di Parigi e di Milano, con la conquista del premio internazionale (Premio del Re, 10.000 lire) e hanno
collocato il Quarti tra i primi costruttori di mobili per arredamento, levoluzione del Quarti fornirebbe da sola largomento per uno
studio interessantissimo.
Nel grande vestibolo del Kursaal i divani, le sedie e le poltrone col sedile e il dorsale in larghe fasce di cuoio naturale nella elegantissima novit della creazione eccitano subito lammirazione del visitatore. Il salone di lettura, del pianterreno a sinistra
quanto di pi simpaticamente armonico e severo si possa pensare.
Al primo piano il cielo del vestibolo a cassettoni con artistici ed armoniosi riporti (una meraviglia di finezza e di buon gusto) incombe alle porte
laterali ed ai grandi finestroni ove i cristalli molati fregiati a colori sono serrati entro intelaiature dalle impeccabili ed artistiche sagomature.
Per tutto nelle sale, una successiva variet di soffitti a cassettoni che poggiano sullalta cornice delle pareti, sorrette da eleganti mensole dorate. Le porte laterali dei corridoi, le porte grandi dei saloni sono assolutamente meraviglie dellarte dellebanista, mentre tutto linsieme d una
grandiosa idea di lusso orientale, la accurata finezza dei dettagli si sovrappone e lammirazione incondizionata per leccellenza del lavoro con-

Sono sempre popolarissimi, nelle ore della mattina, i portici eleganti


che sono, in verit, uno dei migliori e geniali ritrovi; e cos la bella e spaziosa sala delle acque. tutto un complesso che fa pensare al progresso
davvero miracoloso di questi ultimi anni di San Pellegrino. Una folla cosmopolita passeggia gaia nei diversi abbigliamenti: gruppi graziosi di signori, fra mezzo a signore ed a leggiadre signorine nelle chiare toilettes
mattutine danno una nota simpatica, caratteristica; e sempre continua
il concerto rallegrando di dolcissima musica tutto lambiente. (...)
(Il Kursaal) come facile immaginarsi, sempre loggetto di vivissima
meraviglia e di espressioni entusiastiche. E la sera?... Nella serata recatevi alla Fonte, recatevi al Kursaal che raccoglie in quellora nelle sue sale dorate tutto un complesso di gente ricca, fine ed elegante; recatevi
nei vari caff, in tutti i ritrovi, recatevi allEden... E dopo ci mi direte, o
lettori, se non sia vero che San Pellegrino ancora splende di tutta la sua
migliore vita.17

3. Gli artefici del Grand Kursaal


LARCHITETTO ROMOLO SQUADRELLI
Quando Romolo Squadrelli inizi la sua attivit a San Pellegrino aveva
poco pi di trentanni, ma aveva gi alle spalle uno stato di servizio di
tutto rispetto. Nella localit termale il giovane architetto esprimer il
massimo delle sue potenzialit creative, realizzando alcuni tra i principali esempi del Liberty italiano.
Nato a Milano nel 1871, frequent la Scuola di Storia dellArte presso
lAccademia di Brera e i corsi propedeutici alla formazione architettonica. Tra il 1890 e il 1892 frequent la Scuola Elementare di Architettura
e tra il 1893 e il 1896 la Scuola Speciale di Architettura che univa le discipline tecnico-scientifiche del Politecnico a quelle artistiche dellAc-

cademia di Brera allora diretta dal famoso architetto Camillo Boito che
giudic lo Squadrelli tra i suoi allievi pi preparati.
Dopo la laurea il giovane architetto ottenne lincarico di addetto ai lavori edili del grande porto militare di Bahia Blanca in Argentina. Rimpatriato, progett e realizz il primo grande quartiere operaio milanese
nella zona di Porta Venezia.
Dal 1904 partecip alla costruzione della Ferrovia di Valle Brembana,
realizzando la stazione di Bergamo e tutte le stazioni intermedie fino a
San Giovanni Bianco svelte ed eleganti nella armonia delle linee, simpatiche nella purezza dello stile e delle decorazioni.18
La consacrazione dello Squadrelli come maestro del Liberty avviene
con la costruzione del Grand Hotel, realizzato con ling. Luigi Mazzocchi; il grande albergo il primo di una serie di interventi che in breve
trasformano il volto di San Pellegrino.
La fortuna di Squadrelli di aver trovato nella Societ delle Terme e nel
suo presidente avv. Mazzoni quello slancio di iniziative e quella larghezza di vedute che gli hanno concesso di allentare completamente le
briglie della sua fantasia creatrice.19
Nel 1905 progetta il primo stabilimento per limbottigliamento dellacqua minerale, in eleganti linee liberty, ora distrutto. Nel 1906 amplia il
palazzo municipale, la cui facciata di sapore rinascimentale sar poi
trasformata nellattuale dallarchitetto Luigi Angelini nel 1930.
Dopo il Casin, Squadrelli progetta alcune abitazioni signorili nei paesi
vicini, tra cui la villa Bagini (ora Donati) di Piazza Brembana.
Nel 1910 realizza il padiglione che ospita la prima Esposizione di Arte
Industriale di San Pellegrino e con questo limpegno dello Squadrelli in
Valle Brembana si esaurisce. La sua attivit proseguir a Milano con varie committenze pubbliche e private, che per rimarranno assai lontane dagli splendori sanpellegrinesi.
Morir il 4 marzo 1941 a Milano, in una delle case da lui realizzate.
LEBANISTA EUGENIO QUARTI
Nativo di Villa dAlm, titolare della ditta E. Quarti & C. di Milano, realizz nel Casin tutta la parte del mobilio e della decorazione lignea.
La figura di questo straordinario ebanista ben delineata dal giornalista Ugo Foresta nellarticolo pubblicato sul Giornale di San Pellegrino
dell11 agosto 1907, di cui diamo qui unampia sintesi.20
La genialit di un finissimo sentimento darte, confortata da unassidua
tenacia al lavoro e da una costante e studiosa aspirazione alle evoluzioni verso il perfetto, hanno formato rapidamente la fama e la fortuna di
questo modesto artefice che qualcuno ammirando qualche dettaglio
del Kursaal ha felicemente chiamato il Benvenuto Cellini della mobilia.
Dai mobili eleganti e civettuoli forse un po sovraccarichi di intarsio

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

clientela attratta dal gioco dazzardo finisca col sostituirsi a quella tradizionale che veniva a San Pellegrino per la villeggiatura e per le finalit
terapeutiche del termalismo. Pi grossa corbelleria non si poteva fare scrive un milanese puro sangue - questo significa volere la morte duna
stazione termale climatica la quale per doti reali, non fittizie, od immaginarie, aveva saputo imporsi ed acquistare uno dei primi posti in Italia.
Rincara la dose un altro lettore per il quale una manifestazione cos
movimentata qual quella del casino da gioco distrugge lidea di stazione
climatica come luogo di piacevole riposo per cui gli ospiti tradizionali
se ne andranno da unaltra parte.
Finisce qui la crociata antigioco del Corriere. Nei numeri successivi non
vi si trovano altre prese di posizione e le note dedicate al Kursaal diventano pi pacate e rivolte alla descrizione degli ambienti e dei personaggi. Molto efficace limmagine di San Pellegrino che il giornale ci offre
nel numero del 30 agosto:

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valida limpressione di entusiasmo.


Nel grande salone del corpo centrale ove si aprono i finestroni ampi e istoriati della facciata il soffitto non per anco ultimato del tutto nelle decorazioni, ma tutto attorno al magnifico velario a vetri colorati ed ai medaglioni degli angoli che attendono la mano del pittore, ricorrono, nella
severa lucidatura a noce, i massicci cassettoni che nella squisita linea delle sagomature e nella profondit delle incavature ricordano gli istoriati scaffali delle biblioteche del medio evo. Ed un richiamo simpatico al medio evo noi troviamo ancora nei grandi divani che ricorrono lungo
le pareti, in continuazione delle boiseries che le rivestono, in corpo unito con le grandi luci molate, con gli eleganti ripiani ad uso scaffali.

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

GLI ALTRI ARTISTI

18

Accanto allo Squadrelli e al Quarti, una schiera di altri validi artisti e abili artigiani, tra i migliori del loro tempo, si alternarono nel realizzare le
opere murarie, decorare e abbellire il maestoso edificio, lasciando unimpronta tangibile della loro creativit. Li ricordiamo qui, seguendo le indicazioni del Giornale di San Pellegrino.
Il capomastro Annibale Lanfranconi di San Pellegrino realizz tutto il lavoro di costruzione in muratura, di movimento terra a traverso tutte le
accidentalit relative a colossali lavori, come defezioni, scioperi, ritardi ferroviari et similia.21
Ling. Leonardi della ditta Leonardi & Wender di Milano diresse i lavori in cemento armato in questo colosso che del cemento armato segna un
novello trionfo.22
Giulio Croce & C. di Milano realizz i cementi artistici e i fregi; lo scultore Tagni, della medesima ditta, le statue ai piedi del salone.
I vetri colorati delle finestre sono opera della ditta Virgilio Torniamenti, del cav. Beltrame della ditta Fontana, tutti di Milano.
I pannelli dello scalone sono del pittore Francesco Malerba di Milano.
Lo scultore Tommaso Bernasconi di Milano realizz tutte le decorazioni ornamentali a stucco e gli altorilievi dello scalone.
Le grandi statue dello scalone sono dello scultore Michele Vedani di Milano.
I battuti alla veneziana e i pavimenti a mosaico sono opera della ditta Peluso, Fabrici & C. di Milano; i marmi dello scalone della ditta Guglielmo
Tonus di Bergamo; i parquets di legno della ditta Ing. Domenighetti & Bianchi di Milano.
Gli apparecchi di illuminazione esterni in ferro battuto sono del cav. Alessandro Mazzucotelli di Milano; gli apparecchi di illuminazione artistici
in bronzo e ottone delle sale sono della Compagnia Continentale Brunt di Milano e della ditta L. Rusconi & C. di Milano, che inoltre esegu tutto
limpianto elettrico.
Limpianto di tubazione per lacqua della fonte e lacqua potabile della ditta Torti & C. di Milano; limpianto di riscaldamento centrale della
ditta Cestari & Macchi di Milano; limpianto di ingegneria sanitaria del Cav. Penotti di Torino.
I lavori di giardinaggio ed ornamentazione a piante furono eseguiti dalla ditta Codali & Berlendis di Bergamo.
La ditta Caremi & Bottaro di Milano esegu affreschi del soffitto nei corridoi laterali del primo piano; la vedova Malerba e figli di Milano realizzarono le pitture e le decorazione degli appartamenti.
Le piastrelle artistiche per il rivestimento furono prodotte da una casa olandese rappresentata in Italia dalla ditta L. Rusconi & C. di Milano.
I serramenti e le tapparelle furono realizzati secondo sistemi innovativi dalla ditta Ing. Schalk di Eischinger (Wurttemberg).

4. Il Grand Kursaal nelle descrizioni dellepoca


Cos il Giornale di San Pellegrino, nella sua edizione del 20 giugno 1907 descrive il maestoso edificio, inaugurato proprio quel giorno.
La superficie coperta dalle costruzioni occupate dal Kursaal - escluso cio il teatro - di metri quadrati tremilacinquecento. Il terrazzino sullalto
delle due torri laterali, al quale si acceder mediante una scaletta a chiocciola, raggiunge una elevazione sul livello del mare di circa cinquecento
metri e di lass si schiude, ampio e magnifico, il panorama del Brembo e della sua Valle.
Ledificio stende innanzi due braccia laterali semicircolari della larghezza di dodici metri. Il braccio a destra di chi guarda ledificio arriva a livello
dello sbocco estremo del loggiato della fonte, cos da essere con esso in perfetta continuazione.
Negli anditi di congiunzione fra le due braccia laterali ed il grande vestibolo stanno due nicchie a grotta artificiale alle quali fu condotta con opportuna tubazione lacqua della fonte. Il rigore scientifico dei lavori ha garantito allacqua linalterabilit di tutti i suoi caratteri termici e chimici e perci
la conservazione delle sue virt curative, come una opportuna analisi ha potuto controllare.
Il grande vestibolo, nel quale si elevano otto colonne di marmo rosso, con capitelli, anelli e basamenti in bronzo, misura sedici metri per lato. Ivi saranno tutto attorno moderni sedili di mogano con sedile e dorsale di fasce di cuoio a stuoia, nuovi di creazione, elegantissimi.
Sul grande vestibolo si apre maestoso, monumentale, prodigiosamente ricco di bellezze artistiche, lo scalone, con una luce, al basso, di ventotto metri, mentre la sommit del velario illumina attraverso i vetri colorati dallaltezza di trentadue metri.
A sinistra del grande vestibolo o salone della bibita, di fianco allo scalone, si apre una grande sala di lettura di metri quadrati duecento. Corrispon-

GLI ALTRI ARTISTI


Accanto allo Squadrelli e al Quarti, una schiera di altri validi artisti e
abili artigiani, tra i migliori del loro tempo, si alternarono nel realizzare
le opere murarie, decorare e abbellire il maestoso edificio, lasciando
unimpronta tangibile della loro creativit. Li ricordiamo qui, seguendo
le indicazioni del Giornale di San Pellegrino.
Il capomastro Annibale Lanfranconi di San Pellegrino realizz tutto il lavoro di costruzione in muratura, di movimento terra a traverso tutte le
accidentalit relative a colossali lavori, come defezioni, scioperi, ritardi
ferroviari et similia.21

Ling. Leonardi della ditta Leonardi & Wender di Milano diresse i lavori
in cemento armato in questo colosso che del cemento armato segna un
novello trionfo.22
Giulio Croce & C. di Milano realizz i cementi artistici e i fregi; lo scultore Tagni, della medesima ditta, le statue ai piedi del salone.
I vetri colorati delle finestre sono opera della ditta Virgilio Torniamenti,
del cav. Beltrame della ditta Fontana, tutti di Milano.
I pannelli dello scalone sono del pittore Francesco Malerba di Milano.
Lo scultore Tommaso Bernasconi di Milano realizz tutte le decorazioni
ornamentali a stucco e gli altorilievi dello scalone.
Le grandi statue dello scalone sono dello scultore Michele Vedani di Milano.
I battuti alla veneziana e i pavimenti a mosaico sono opera della ditta
Peluso, Fabrici & C. di Milano; i marmi dello scalone della ditta Guglielmo Tonus di Bergamo; i parquets di legno della ditta Ing. Domenighetti
& Bianchi di Milano.
Gli apparecchi di illuminazione esterni in ferro battuto sono del cav.
Alessandro Mazzucotelli di Milano; gli apparecchi di illuminazione artistici in bronzo e ottone delle sale sono della Compagnia Continentale
Brunt di Milano e della ditta L. Rusconi & C. di Milano, che inoltre esegu
tutto limpianto elettrico.
Limpianto di tubazione per lacqua della fonte e lacqua potabile della ditta Torti & C. di Milano; limpianto di riscaldamento centrale della
ditta Cestari & Macchi di Milano; limpianto di ingegneria sanitaria del
Cav. Penotti di Torino.
I lavori di giardinaggio ed ornamentazione a piante furono eseguiti dalla ditta Codali & Berlendis di Bergamo.
La ditta Caremi & Bottaro di Milano esegu affreschi del soffitto nei corridoi laterali del primo piano; la vedova Malerba e figli di Milano realizzarono le pitture e le decorazione degli appartamenti.
Le piastrelle artistiche per il rivestimento furono prodotte da una casa
olandese rappresentata in Italia dalla ditta L. Rusconi & C. di Milano.
I serramenti e le tapparelle furono realizzati secondo sistemi innovativi
dalla ditta Ing. Schalk di Eischinger (Wurttemberg).

4. Il Grand Kursaal nelle descrizioni dellepoca


Cos il Giornale di San Pellegrino, nella sua edizione del 20 giugno 1907
descrive il maestoso edificio, inaugurato proprio quel giorno.
La superficie coperta dalle costruzioni occupate dal Kursaal - escluso
cio il teatro - di metri quadrati tremilacinquecento. Il terrazzino sullalto delle due torri laterali, al quale si acceder mediante una scaletta
a chiocciola, raggiunge una elevazione sul livello del mare di circa cin-

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

che hanno valso al Quarti le massime onorificenze anche allesposizione mondiale di Parigi e di Milano, con la conquista del premio internazionale (Premio del Re, 10.000 lire) e hanno collocato il Quarti tra i primi costruttori di mobili per arredamento, levoluzione del Quarti fornirebbe da sola largomento per uno studio interessantissimo.
Nel grande vestibolo del Kursaal i divani, le sedie e le poltrone col sedile e il dorsale in larghe fasce di cuoio naturale nella elegantissima novit della creazione eccitano subito lammirazione del visitatore. Il salone di lettura, del pianterreno a sinistra quanto di pi simpaticamente
armonico e severo si possa pensare.
Al primo piano il cielo del vestibolo a cassettoni con artistici ed armoniosi riporti (una meraviglia di finezza e di buon gusto) incombe alle
porte laterali ed ai grandi finestroni ove i cristalli molati fregiati a colori
sono serrati entro intelaiature dalle impeccabili ed artistiche sagomature.
Per tutto nelle sale, una successiva variet di soffitti a cassettoni che
poggiano sullalta cornice delle pareti, sorrette da eleganti mensole dorate. Le porte laterali dei corridoi, le porte grandi dei saloni sono assolutamente meraviglie dellarte dellebanista, mentre tutto linsieme d
una grandiosa idea di lusso orientale, la accurata finezza dei dettagli si
sovrappone e lammirazione incondizionata per leccellenza del lavoro
convalida limpressione di entusiasmo.
Nel grande salone del corpo centrale ove si aprono i finestroni ampi e
istoriati della facciata il soffitto non per anco ultimato del tutto nelle decorazioni, ma tutto attorno al magnifico velario a vetri colorati ed ai medaglioni degli angoli che attendono la mano del pittore, ricorrono, nella
severa lucidatura a noce, i massicci cassettoni che nella squisita linea
delle sagomature e nella profondit delle incavature ricordano gli istoriati scaffali delle biblioteche del medio evo. Ed un richiamo simpatico al
medio evo noi troviamo ancora nei grandi divani che ricorrono lungo le
pareti, in continuazione delle boiseries che le rivestono, in corpo unito
con le grandi luci molate, con gli eleganti ripiani ad uso scaffali.

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La facciata
del Grand Kursaal
subito dopo
lapertura
del palazzo

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

Sorcio
del piazzale
con ospiti
e seggiole
antivento

20

dente a destra, nelle identiche misure, un altro salone destinato a Caff.


Contigui al braccio laterale semicircolare di destra sono immensi locali di servizi e di toilette a sezioni divise ed ivi il trionfo delle ultime conquiste
dellingegneria.
Lo scalone, con una ricchezza orientale di pitture, di sculture, di decorazioni e di ornamento di ogni sorta, conduce al primo piano ove sono i vari saloni
di ritrovo ed i locali destinati al Circolo e fra essi, illuminato da un artistico velario, con le ampie finestre che si aprono sul balcone centrale della facciata, un grande salone quadrato di circa duecento ottanta m. quadrati.
A livello del primo piano, sopra le due braccia laterali semicircolari delledificio, si aprono due ampie terrazze ove sar delizioso passare le ore del pomeriggio e della sera.23

Completiamo la descrizione del fastoso edificio seguendo una guida del tempo.
A giudizio di tutti esso supera ogni altra costruzione del genere in Italia e sta al pari di ogni altra pi grandiosa dellestero. Il fabbricato del Grande
Casin sorge su un piazzale in prosecuzione dei porticati di passeggio.
Il progettista di questo ciclopico e nel tempo stesso elegantissimo edificio fu il rinomato architetto Romolo Squadrelli. Tutto ledificio costruito in
pietrame e laterizio. I pilastri principali, per ottenere la minore superficie di spazio, come pure tutti i soffitti, dei diversi piani, nonch le coperture
dello scalone, sono in cemento armato.
La decorazione esterna, e cio tutti i cementi di rivestimento, i fregi, i bassorilievi delle diverse pietre naturali, sono stati modellati con cura particolare e con grande buon gusto. Cura speciale, non disgiunta da un fine senso darte, fu data alle decorazioni interne, ai mosaici, alle porte, alle balaustre, ecc.
Sapientemente applicati sono i quattro gruppi allegorici dello scultore Paolo Vedani di Milano nei grandi pilastri che sorreggono artistici lampadari
del Mazzucotelli; come pure i dodici pannelli del soffitto dei pittore Malerba, le decorazioni a stucco e gli altorilievi del Bernasconi, oltre ad essere
trattati con cura specialissima nei singoli dettagli, formano un assieme armonioso e squisitamente intonato.
Il grande scalone, veramente suggestivo, conduce al primo piano dove sono i vari saloni di ritrovi, da ballo, da fumare, da bigliardo, da caff ecc., e,
fra essi, allineato da un magnifico velario a figure del Beltrame, con ampie finestre che si aprono sui balconi della facciata, un vasto salone quadrato di 300 metri di superficie. questo il salone principale del grande edificio.
Il soffitto a legno scolpito - , come tutta la boiserie del locale, opera del Quarti di Milano - i fregi che ricorrono lungo le pareti, le colonnine, pure in
legno, che sembrano reggere il plafond, i vetri colorati che in alto si illuminano di mille riflessi, i ricchi lampadari artistici di una suprema eleganza,
la ricchezza, in una parola, che diffusa per ogni dove, e larte che ne corregge ogni stridente ed eccessiva impressione fanno del salone del Casin
un ambiente quale non si trova luguale in nessun altro locale del genere.
Altre sale e salette, tutte parimenti ricche nelle decorazioni e negli addobbi, sono attorno al salone principale e offrono ai frequentatori del Circolo
privato, che vi ha sede, comodi luoghi di convegno e riunione.
Un locale apposito, a destra di chi sale lo scalone, di fronte allingresso del Circolo privato, adibito a ristorante. Ampie sale, messe con ogni cura

Completiamo la descrizione del fastoso edificio seguendo una guida


del tempo.
A giudizio di tutti esso supera ogni altra costruzione del genere in Italia e
sta al pari di ogni altra pi grandiosa dellestero. Il fabbricato del Grande
Casin sorge su un piazzale in prosecuzione dei porticati di passeggio.
Il progettista di questo ciclopico e nel tempo stesso elegantissimo edificio fu il rinomato architetto Romolo Squadrelli. Tutto ledificio costruito in pietrame e laterizio. I pilastri principali, per ottenere la minore superficie di spazio, come pure tutti i soffitti, dei diversi piani, nonch le coperture dello scalone, sono in cemento armato.
La decorazione esterna, e cio tutti i cementi di rivestimento, i fregi, i
bassorilievi delle diverse pietre naturali, sono stati modellati con cura
particolare e con grande buon gusto. Cura speciale, non disgiunta da un

fine senso darte, fu data alle decorazioni interne, ai mosaici, alle porte,
alle balaustre, ecc.
Sapientemente applicati sono i quattro gruppi allegorici dello scultore
Paolo Vedani di Milano nei grandi pilastri che sorreggono artistici lampadari del Mazzucotelli; come pure i dodici pannelli del soffitto dei pittore Malerba, le decorazioni a stucco e gli altorilievi del Bernasconi, oltre ad essere trattati con cura specialissima nei singoli dettagli, formano un assieme armonioso e squisitamente intonato.
Il grande scalone, veramente suggestivo, conduce al primo piano dove
sono i vari saloni di ritrovi, da ballo, da fumare, da bigliardo, da caff
ecc., e, fra essi, allineato da un magnifico velario a figure del Beltrame,
con ampie finestre che si aprono sui balconi della facciata, un vasto
salone quadrato di 300 metri di superficie. questo il salone principale
del grande edificio.
Il soffitto a legno scolpito - , come tutta la boiserie del locale, opera del
Quarti di Milano - i fregi che ricorrono lungo le pareti, le colonnine, pure
in legno, che sembrano reggere il plafond, i vetri colorati che in alto si illuminano di mille riflessi, i ricchi lampadari artistici di una suprema eleganza, la ricchezza, in una parola, che diffusa per ogni dove, e larte
che ne corregge ogni stridente ed eccessiva impressione fanno del salone del Casin un ambiente quale non si trova luguale in nessun altro locale del genere.
Altre sale e salette, tutte parimenti ricche nelle decorazioni e negli addobbi, sono attorno al salone principale e offrono ai frequentatori del
Circolo privato, che vi ha sede, comodi luoghi di convegno e riunione.
Un locale apposito, a destra di chi sale lo scalone, di fronte allingresso
del Circolo privato, adibito a ristorante. Ampie sale, messe con ogni cura ed intonate alleleganza severa e nel tempo stesso sfarzosa del resto
delledificio; servizio inappuntabile di buffet, freddo e caldo, a qualunque ora del giorno e della notte; tutto il confort e tutte le raffinatezze assicurano ai frequentatori del Casin, anche da questo lato, la superiorit dun servizio cos necessario.
Questo ledificio bello, elegante, monumentale; ma chi non ha frequentato il Casin nelle sere in cui apre le porte al pubblico cosmopolita del
suoi frequentatori, in piena stagione, difficilmente pu farsi unidea della ricchezza e dello splendore dellambiente.
In quelle sere si ha limpressione di ci che veramente San Pellegrino
come luogo di convegno del mondo elegante. Sfilano per le sale del
Grande Casin le persone pi eminenti della politica, della finanza,
dellaristocrazia del sangue e dellaristocrazia del denaro; si odono ripetere i nomi pi noti, si conoscono le figure pi in vista....24

5. Gli anni doro: dal 1908 alla Grande Guerra


Durante i mesi di chiusura seguiti alla fine della stagione 1907, ledificio
fu sottoposto a una serie di lavori di completamento e abbellimento
che si protrassero fino alla primavera del 1908.
Nellatrio del piano terra fu realizzato il soffitto in legno alla veneziana,

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

quecento metri e di lass si schiude, ampio e magnifico, il panorama del


Brembo e della sua Valle.
Ledificio stende innanzi due braccia laterali semicircolari della larghezza di dodici metri. Il braccio a destra di chi guarda ledificio arriva a livello dello sbocco estremo del loggiato della fonte, cos da essere con
esso in perfetta continuazione.
Negli anditi di congiunzione fra le due braccia laterali ed il grande vestibolo stanno due nicchie a grotta artificiale alle quali fu condotta con opportuna tubazione lacqua della fonte. Il rigore scientifico dei lavori ha
garantito allacqua linalterabilit di tutti i suoi caratteri termici e chimici e perci la conservazione delle sue virt curative, come una opportuna analisi ha potuto controllare.
Il grande vestibolo, nel quale si elevano otto colonne di marmo rosso,
con capitelli, anelli e basamenti in bronzo, misura sedici metri per lato.
Ivi saranno tutto attorno moderni sedili di mogano con sedile e dorsale
di fasce di cuoio a stuoia, nuovi di creazione, elegantissimi.
Sul grande vestibolo si apre maestoso, monumentale, prodigiosamente
ricco di bellezze artistiche, lo scalone, con una luce, al basso, di ventotto metri, mentre la sommit del velario illumina attraverso i vetri colorati dallaltezza di trentadue metri.
A sinistra del grande vestibolo o salone della bibita, di fianco allo scalone,
si apre una grande sala di lettura di metri quadrati duecento. Corrispondente a destra, nelle identiche misure, un altro salone destinato a Caff.
Contigui al braccio laterale semicircolare di destra sono immensi locali
di servizi e di toilette a sezioni divise ed ivi il trionfo delle ultime conquiste dellingegneria.
Lo scalone, con una ricchezza orientale di pitture, di sculture, di decorazioni e di ornamento di ogni sorta, conduce al primo piano ove sono i
vari saloni di ritrovo ed i locali destinati al Circolo e fra essi, illuminato
da un artistico velario, con le ampie finestre che si aprono sul balcone
centrale della facciata, un grande salone quadrato di circa duecento ottanta m. quadrati.
A livello del primo piano, sopra le due braccia laterali semicircolari
delledificio, si aprono due ampie terrazze ove sar delizioso passare le
ore del pomeriggio e della sera.23

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ed intonate alleleganza severa e nel tempo stesso sfarzosa del resto delledificio; servizio inappuntabile di buffet, freddo e caldo, a qualunque ora
del giorno e della notte; tutto il confort e tutte le raffinatezze assicurano ai frequentatori del Casin, anche da questo lato, la superiorit dun servizio
cos necessario.
Questo ledificio bello, elegante, monumentale; ma chi non ha frequentato il Casin nelle sere in cui apre le porte al pubblico cosmopolita del suoi
frequentatori, in piena stagione, difficilmente pu farsi unidea della ricchezza e dello splendore dellambiente.
In quelle sere si ha limpressione di ci che veramente San Pellegrino come luogo di convegno del mondo elegante. Sfilano per le sale del Grande
Casin le persone pi eminenti della politica, della finanza, dellaristocrazia del sangue e dellaristocrazia del denaro; si odono ripetere i nomi pi
noti, si conoscono le figure pi in vista....24

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

5. Gli anni doro: dal 1908 alla Grande Guerra

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Latrio del
Grand Kursaal
allestito
a sala concerto

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Una rara
immagine
delledificio
abusivo costruito
nel 1911
davanti
al Casin e poi
fatto abbattere

Durante i mesi di chiusura seguiti alla fine della stagione 1907, ledificio fu sottoposto a una serie di lavori di completamento e abbellimento
che si protrassero fino alla primavera del 1908.
Nellatrio del piano terra fu realizzato il soffitto in legno alla veneziana, ad opera di Eugenio Quarti, con le decorazioni pittoriche di Bernasconi
e Malerba. Nel vano sulla destra dellatrio fu allestita la sala bibita, riservata agli abbonati del Kursaal, che potevano bere lacqua proveniente
direttamente dalla Fonte. Contemporaneamente fu sistemato il giardino esterno, a cura della ditta Codali e Berlendis di Bergamo e furono avviati i lavori di costruzione del salone teatrale.
Al piano superiore fu completata la sala da gioco, abbellita dalle decorazioni del
Bernasconi e del Malerba, inoltre tutto ledificio fu dotato dellimpianto di riscaldamento con linstallazione di due caldaie indipendenti a vapore da parte della ditta
Cestari e Macchi.
Nel descrivere i lavori di completamento il cronista del Giornale riferisce un curioso
incidente di cui fu lui stesso protagonista: nellaffacciarsi ad ammirare il panorama da una delle finestre del piano superiore, non si accorse della vetrata pulitissima e vi batt il naso, dal momento che su queste lastre miracolose era appena
passata una spazzola misteriosa di fabbrica tedesca che ha la virt di dare al vetro, e specialmente al vetro molto duro, laspetto dellaria rarefatta.25
Con la nuova stagione entr in servizio un omnibus elettrico che faceva la spola tra
il Kursaal, le Terme e il Grand Hotel e per tutto il periodo estivo la direzione del Kursaal, guidata da Giovanni Tedeschi, allest una serie di manifestazioni di carattere
ricreativo e culturale che oltre ai soliti concerti quotidiani proposero una serie di
iniziative di beneficenza organizzate in collaborazione con la Pro San Pellegrino e
con la neocostituita Associazione per il Miglioramento di San Pellegrino. Da segnalare in particolare il grande concerto lirico del 26 luglio, diretto dal maestro Guido
Zuccoli, che propose famose arie dalle opere dei principali compositori italiani eseguite dal tenore Mario Bertolotti, dalla soprano Elvira Magliulo e dal baritono Ugo Marturano.
Per tutta lestate la pratica del gioco prosegu con buon successo, richiamando appassionati da tutta la Lombardia e contribuendo non poco
allo straordinario e qualificato afflusso di turisti che nel complesso della stagione fu quantificato in pi di 40 mila presenze.
Nel successivo periodo di chiusura ledificio fu oggetto di ulteriori interventi che portarono in particolare alla chiusura dellatrio del piano terra
con porte e finestre realizzate dalla ditta Ernesto Santi di Milano e munite di grandi cristalli lucidi e colorati della ditta Torniamenti, pure di Milano. Nei due locali laterali adibiti a sala bibita furono collocate, dalla ditta Fontana di Milano, le due belle vetrate multicolori disegnate da Giovanni Beltrame e raffiguranti entrambe un mascherone che getta acqua.
Al piano superiore, nel salone da gioco, furono collocate quattro grandi tele della ditta Monti, raffiguranti la Temperanza, la Solidariet, la Giustizia e la Verit. Anche quellanno si lavor alla costruzione del teatro, ma il progetto sar poi sospeso e verr ripreso solo alla fine del 1914.
UN RISCHIO SCONGIURATO
Tra il 1910 e il 1911 il Grand Kursaal fu indirettamente interessato da una durissima polemica che accompagn la costruzione di un palazzo da
parte di Aurelia Mazzoleni Palazzolo e dei soci (la figlia Egidia Palazzolo in Tosetti e Pietro Carobbio di Zogno), diretti concorrenti della Societ
delle Terme.
Ledificio, ampio e di cospicua altezza, avrebbe dovuto occupare unarea di propriet della Palazzolo distante appena sei metri dal muraglione

UN RISCHIO SCONGIURATO
Tra il 1910 e il 1911 il Grand Kursaal fu indirettamente interessato da
una durissima polemica che accompagn la costruzione di un palazzo
da parte di Aurelia Mazzoleni Palazzolo e dei soci (la figlia Egidia Palazzolo in Tosetti e Pietro Carobbio di Zogno), diretti concorrenti della Societ delle Terme.
Ledificio, ampio e di cospicua altezza, avrebbe dovuto occupare
unarea di propriet della Palazzolo distante appena sei metri dal muraglione di contenimento del giardino del Kursaal e la sua mole avrebbe
in parte coperto la visuale reciproca tra il Kursaal e il Grand Hotel.
I contrasti iniziarono alla fine del 1909, quando il Comune avvi la fase
preliminare per la costruzione del viale delle Terme (lattuale viale della Vittoria), su progetto delling. Giuseppe Chit, che avrebbe servito
larea di grande importanza turistica situata alla base del Casin, dove
era da poco stata aperta la stazione di partenza della funicolare per la
Vetta.
Il viale, lungo circa mezzo chilometro, tracciato interamente su terreni
di propriet privata, avrebbe avuto la carreggiata larga tra 6 e 8 metri,
fiancheggiata su entrambi i lati da un percorso pedonale di 3 metri, allesterno del quale era prevista una striscia di rispetto di altri 3 metri
da coltivarsi a giardino a cura dei vari proprietari.
Furono avviate le pratiche a trattativa bonaria per lacquisizione delle
aree interessate dal tracciato del viale, che i proprietari si impegnarono
a cedere gratuitamente. Ma a questo punto si scopr che Aurelia Mazzoleni non avrebbe mai ceduto larea di sua propriet, sulla quale, anzi,
stava avviando la costruzione di un fabbricato di ampie dimensioni.
I lavori iniziarono effettivamente nella primavera del 1910 e a questo

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

ad opera di Eugenio Quarti, con le decorazioni pittoriche di Bernasconi


e Malerba. Nel vano sulla destra dellatrio fu allestita la sala bibita, riservata agli abbonati del Kursaal, che potevano bere lacqua proveniente direttamente dalla Fonte. Contemporaneamente fu sistemato il
giardino esterno, a cura della ditta Codali e Berlendis di Bergamo e furono avviati i lavori di costruzione del salone teatrale.
Al piano superiore fu completata la sala da gioco, abbellita dalle decorazioni del Bernasconi e del Malerba, inoltre tutto ledificio fu dotato
dellimpianto di riscaldamento con linstallazione di due caldaie indipendenti a vapore da parte della ditta Cestari e Macchi.
Nel descrivere i lavori di completamento il cronista del Giornale riferisce un curioso incidente di cui fu lui stesso protagonista: nellaffacciarsi ad ammirare il panorama da una delle finestre del piano superiore,
non si accorse della vetrata pulitissima e vi batt il naso, dal momento
che su queste lastre miracolose era appena passata una spazzola misteriosa di fabbrica tedesca che ha la virt di dare al vetro, e specialmente
al vetro molto duro, laspetto dellaria rarefatta.25
Con la nuova stagione entr in servizio un omnibus elettrico che faceva
la spola tra il Kursaal, le Terme e il Grand Hotel e per tutto il periodo
estivo la direzione del Kursaal, guidata da Giovanni Tedeschi, allest
una serie di manifestazioni di carattere ricreativo e culturale che oltre
ai soliti concerti quotidiani proposero una serie di iniziative di beneficenza organizzate in collaborazione con la Pro San Pellegrino e con la
neocostituita Associazione per il Miglioramento di San Pellegrino. Da
segnalare in particolare il grande concerto lirico del 26 luglio, diretto
dal maestro Guido Zuccoli, che propose famose arie dalle opere dei
principali compositori italiani eseguite dal tenore Mario Bertolotti, dalla soprano Elvira Magliulo e dal baritono Ugo Marturano.
Per tutta lestate la pratica del gioco prosegu con buon successo, richiamando appassionati da tutta la Lombardia e contribuendo non poco allo straordinario e qualificato afflusso di turisti che nel complesso
della stagione fu quantificato in pi di 40 mila presenze.
Nel successivo periodo di chiusura ledificio fu oggetto di ulteriori interventi che portarono in particolare alla chiusura dellatrio del piano
terra con porte e finestre realizzate dalla ditta Ernesto Santi di Milano
e munite di grandi cristalli lucidi e colorati della ditta Torniamenti, pure di Milano. Nei due locali laterali adibiti a sala bibita furono collocate,
dalla ditta Fontana di Milano, le due belle vetrate multicolori disegnate
da Giovanni Beltrame e raffiguranti entrambe un mascherone che getta
acqua.
Al piano superiore, nel salone da gioco, furono collocate quattro grandi
tele della ditta Monti, raffiguranti la Temperanza, la Solidariet, la Giustizia e la Verit. Anche quellanno si lavor alla costruzione del teatro,
ma il progetto sar poi sospeso e verr ripreso solo alla fine del 1914.

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Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme


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Un concerto
nel foyer
Unaltra
immagine
dellampio foyer
al pianoterra

di contenimento del giardino del Kursaal e la sua mole avrebbe in parte coperto la visuale reciproca tra il Kursaal e il Grand Hotel.
I contrasti iniziarono alla fine del 1909, quando il Comune avvi la fase preliminare per la costruzione del viale delle Terme (lattuale viale della
Vittoria), su progetto delling. Giuseppe Chit, che avrebbe servito larea di grande importanza turistica situata alla base del Casin, dove era
da poco stata aperta la stazione di partenza della funicolare per la Vetta.
Il viale, lungo circa mezzo chilometro, tracciato interamente su terreni di propriet privata, avrebbe avuto la carreggiata larga tra 6 e 8 metri,
fiancheggiata su entrambi i lati da un percorso pedonale di 3 metri, allesterno del quale era prevista una striscia di rispetto di altri 3 metri da
coltivarsi a giardino a cura dei vari proprietari.
Furono avviate le pratiche a trattativa bonaria per lacquisizione delle aree interessate dal tracciato del viale, che i proprietari si impegnarono
a cedere gratuitamente. Ma a questo punto si scopr che Aurelia Mazzoleni non avrebbe mai ceduto larea di sua propriet, sulla quale, anzi,
stava avviando la costruzione di un fabbricato di ampie dimensioni.
I lavori iniziarono effettivamente nella primavera del 1910 e a questo punto il sindaco Antonio Grazioli, decise di correre ai ripari e il 21 giugno
emise unordinanza con la quale si intimava ai costruttori di bloccare il cantiere che risultava palesemente irregolare. E poich i lavori non cessarono, fece intervenire i Carabinieri della locale stazione, che il giorno 23 emisero due verbali, uno a carico di Aurelia Mazzoleni e soci per contravvenzione allordinanza municipale e al regolamento edilizio comunale e laltro contro la stessa Mazzoleni e il capomastro Battista Chiesa,
per ingombro sulla via delle Terme, per cui ne risultava impedito il pubblico transito.26
In seguito a queste contravvenzioni scattarono una multa da parte del Comune e la denuncia presso la Pretura di Zogno per attivit edilizia contro il regolamento comunale, con conseguente azione penale, nella quale il sindaco si costitu parte civile per difendere gli interessi del Comune.27
Il 27 giugno, nel tentativo di regolarizzare la loro posizione, i costruttori presentarono la domanda di concessione edilizia che per la Giunta, fatto proprio il parere della Commissione edilizia, si affrett a respingere, con delibera del 19 agosto, poich colla costruzione del progettato fabbricato si viene evidentemente a compromettere gravemente linteresse pubblico, ostacolando in modo irreparabile lo sviluppo necessario ed
indispensabile ad una zona preziosissima della nostra stazione balneare, con danno evidente di tutti.28
Si and cos al processo, ma con decisione sorprendente il pretore diede ragione alla Mazzoleni, in quanto ledificio era situato interamente sulla
propriet privata della stessa.
Gli amministratori si rivolsero allora al prefetto di Bergamo, con lobiettivo di farsi rilasciare un decreto di approvazione del progetto del viale
delle Terme, riconoscendolo come opera di pubblica utilit e quindi vincolando a tale scopo i terreni privati interessati dal tracciato. Ma anche
questo tentativo non sort leffetto sperato e cos il cantiere del palazzo and avanti.
Dal verbale del Consiglio Comunale del 23 dicembre 1910 abbiamo la conferma che la costruzione delledificio procedeva, malgrado unulteriore
diffida del sindaco e il veto della Commissione edilizia, e di conseguenza il Comune stava valutando lopportunit di ricorrere a un provvedimento di esproprio dellarea interessata dal cantiere, per poter abbattere il palazzo e completare il progetto del viale delle Terme.29
Ma il cantiere rimase attivo anche nei mesi successivi e allinizio dellestate 1911 ledificio era pressoch ultimato, almeno nella parte muraria,
compresa la posa del tetto.

la conferma di quello che molti avevano temuto fin dallinizio e cio che
questopera avrebbe creato un grave danno allimmagine del Kursaal
perch ne avrebbe ostruito in gran parte la visuale e ne avrebbe impedito la visione dal paese, coprendo con la sua mole, decisamente priva
di buon gusto, le eleganti linee delledificio liberty.
A farsi portavoce del malcontento generale e degli interessi della Societ delle Terme, fu il Giornale di San Pellegrino che per tutta lestate 1911
sostenne una campagna accusatoria contro i realizzatori di quel funebre casamento, una specie di crittogramma edilizio che deturpa sinistramente la fioritura di edifici moderni e sontuosi che allietano la simpatica
borgata.30
Obiettivo dichiarato degli oppositori delledificio era di farlo abbattere: una richiesta in tal senso fu avanzata dalla Pro San Pellegrino con
una lettera inviata al Comune in cui esprimeva il malcontento generale
per questa iniziativa che danneggiava il Casin e bloccava lauspicata
costruzione del viale delle Terme.
Il sindaco Grazioli, con un comunicato del 20 giugno 1911, riconosceva
giusta lindignazione popolare ed assicurava che avrebbe operato con
la massima energia per eliminare labuso. Una settimana dopo prendeva ufficialmente posizione la Societ delle Terme, con una lettera inviata al sindaco dallavv. Mazzoni il quale annunciava che avrebbe adottato tutti i mezzi possibili per togliere di mezzo lo scempio edilizio, compreso negare lingresso ne recinti della fonte a chi stato e continua ad
essere causa di tanto danno, ed alla sua clientela.31
La polemica and avanti per tutta la stagione, poi finalmente la Giunta
ottenne il consenso allespropriazione per pubblica utilit dellarea in
questione e ci le avrebbe consentito di calcolare le spese di esproprio
solo sul valore dellarea, senza tener conto delledificio che vi sorgeva,
il quale sarebbe stato poi abbattuto senza alcun indennizzo.
Ma optando per la soluzione di forza, il Comune sarebbe andato incontro alla reazione della controparte, decisa a impugnare il provvedimento e a ricorrere a tutti i gradi di giudizio, cosa che avrebbe rallentato di
molto e forse messo in discussione la soluzione della vertenza.
Cos, come si apprende dalla delibera del Consiglio Comunale del 17
aprile 1912, il Comune, spalleggiato dalla Societ delle Terme, scelse
unaltra strada: aderendo al desiderio della popolazione, esternato con
una lettera inviata allAmministrazione Comunale e alla Societ delle
Terme, e allo scopo di evitare una sicura lite, si intavolarono trattative
per una definizione amichevole.32
Le trattative furono agevolate dalla mediazione delling. Chit, il quale
riusc non senza difficolt a trovare una composizione: Aurelia Mazzoleni e soci si impegnarono a demolire ledificio e a cedere larea per il
passaggio del viale delle Terme e il Comune riconobbe alla controparte un corrispettivo di ben 25 mila lire, da versarsi in due rate, una al 30

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

punto il sindaco Antonio Grazioli, decise di correre ai ripari e il 21 giugno emise unordinanza con la quale si intimava ai costruttori di bloccare il cantiere che risultava palesemente irregolare. E poich i lavori
non cessarono, fece intervenire i Carabinieri della locale stazione, che
il giorno 23 emisero due verbali, uno a carico di Aurelia Mazzoleni e soci per contravvenzione allordinanza municipale e al regolamento edilizio comunale e laltro contro la stessa Mazzoleni e il capomastro Battista Chiesa, per ingombro sulla via delle Terme, per cui ne risultava impedito il pubblico transito.26
In seguito a queste contravvenzioni scattarono una multa da parte del
Comune e la denuncia presso la Pretura di Zogno per attivit edilizia
contro il regolamento comunale, con conseguente azione penale, nella
quale il sindaco si costitu parte civile per difendere gli interessi del Comune.27
Il 27 giugno, nel tentativo di regolarizzare la loro posizione, i costruttori
presentarono la domanda di concessione edilizia che per la Giunta,
fatto proprio il parere della Commissione edilizia, si affrett a respingere, con delibera del 19 agosto, poich colla costruzione del progettato
fabbricato si viene evidentemente a compromettere gravemente linteresse pubblico, ostacolando in modo irreparabile lo sviluppo necessario ed
indispensabile ad una zona preziosissima della nostra stazione balneare, con danno evidente di tutti.28
Si and cos al processo, ma con decisione sorprendente il pretore diede ragione alla Mazzoleni, in quanto ledificio era situato interamente
sulla propriet privata della stessa.
Gli amministratori si rivolsero allora al prefetto di Bergamo, con lobiettivo di farsi rilasciare un decreto di approvazione del progetto del viale
delle Terme, riconoscendolo come opera di pubblica utilit e quindi
vincolando a tale scopo i terreni privati interessati dal tracciato. Ma anche questo tentativo non sort leffetto sperato e cos il cantiere del palazzo and avanti.
Dal verbale del Consiglio Comunale del 23 dicembre 1910 abbiamo la
conferma che la costruzione delledificio procedeva, malgrado unulteriore diffida del sindaco e il veto della Commissione edilizia, e di conseguenza il Comune stava valutando lopportunit di ricorrere a un provvedimento di esproprio dellarea interessata dal cantiere, per poter abbattere il palazzo e completare il progetto del viale delle Terme.29
Ma il cantiere rimase attivo anche nei mesi successivi e allinizio dellestate 1911 ledificio era pressoch ultimato, almeno nella parte muraria, compresa la posa del tetto.
Parallelamente alla costruzione del palazzo scoppiarono vivaci polemiche, alimentate dalla Societ delle Terme, al cui fianco si schier buona
parte dellopinione pubblica, rappresentata dalla Pro San Pellegrino.
Man mano che i piani del palazzo prendevano corpo si era infatti avuta

25

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Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

La sala da gioco
al primo piano

26

Parallelamente alla costruzione del palazzo scoppiarono vivaci polemiche, alimentate dalla Societ delle Terme, al cui fianco si schier buona
parte dellopinione pubblica, rappresentata dalla Pro San Pellegrino.
Man mano che i piani del palazzo prendevano corpo si era infatti avuta la conferma di quello che molti avevano temuto fin dallinizio e cio che
questopera avrebbe creato un grave danno allimmagine del Kursaal perch ne avrebbe ostruito in gran parte la visuale e ne avrebbe impedito
la visione dal paese, coprendo con la sua mole, decisamente priva di buon gusto, le eleganti linee delledificio liberty.
A farsi portavoce del malcontento generale e degli interessi della Societ delle Terme, fu il Giornale di San Pellegrino che per tutta lestate 1911
sostenne una campagna accusatoria contro i realizzatori di quel funebre casamento, una specie di crittogramma edilizio che deturpa sinistramente la fioritura di edifici moderni e sontuosi che allietano la simpatica borgata.30
Obiettivo dichiarato degli oppositori delledificio era di farlo abbattere: una richiesta in tal senso fu avanzata dalla Pro San Pellegrino con una
lettera inviata al Comune in cui esprimeva il malcontento generale per questa iniziativa che danneggiava il Casin e bloccava lauspicata costruzione del viale delle Terme.
Il sindaco Grazioli, con un comunicato del 20 giugno 1911, riconosceva giusta lindignazione popolare ed assicurava che avrebbe operato con
la massima energia per eliminare labuso. Una settimana dopo prendeva ufficialmente posizione la Societ delle Terme, con una lettera inviata
al sindaco dallavv. Mazzoni il quale annunciava che avrebbe adottato tutti i mezzi possibili per togliere di mezzo lo scempio edilizio, compreso
negare lingresso ne recinti della fonte a chi stato e continua ad essere causa di tanto danno, ed alla sua clientela.31
La polemica and avanti per tutta la stagione, poi finalmente la Giunta ottenne il consenso allespropriazione per pubblica utilit dellarea in
questione e ci le avrebbe consentito di calcolare le spese di esproprio solo sul valore dellarea, senza tener conto delledificio che vi sorgeva, il
quale sarebbe stato poi abbattuto senza alcun indennizzo.
Ma optando per la soluzione di forza, il Comune sarebbe andato incontro alla reazione della controparte, decisa a impugnare il provvedimento
e a ricorrere a tutti i gradi di giudizio, cosa che avrebbe rallentato di molto e forse messo in discussione la soluzione della vertenza.
Cos, come si apprende dalla delibera del Consiglio Comunale del 17 aprile 1912, il Comune, spalleggiato dalla Societ delle Terme, scelse
unaltra strada: aderendo al desiderio della popolazione, esternato con una lettera inviata allAmministrazione Comunale e alla Societ delle
Terme, e allo scopo di evitare una sicura lite, si intavolarono trattative per una definizione amichevole.32
Le trattative furono agevolate dalla mediazione delling. Chit, il quale riusc non senza difficolt a trovare una composizione: Aurelia Mazzoleni e
soci si impegnarono a demolire ledificio e a cedere larea per il passaggio del viale delle Terme e il Comune riconobbe alla controparte un corrispettivo di ben 25 mila lire, da versarsi in due rate, una al 30 settembre 1916 e laltra al 30 settembre 1918, oltre allinteresse del 5,50 per cento.
Aurelia Mazzoleni e soci si impegnarono anche con la Societ delle Terme a non costruire in futuro altri edifici di fronte al giardino del Casin e
comunque a non superare il livello del muro di sostegno del giardino. In compenso la Societ delle Terme sbors alla controparte altre 25 mila
lire.33
E cos allinizio del 1912 il caseggiato fu demolito, il viale delle Terme pot finalmente essere ultimato e il Casin rimase visibile in tutta la sua
bellezza.
UNA PRIMA INTERRUZIONE DEL GIOCO DAZZARDO NEL 1912
Pochi mesi dopo la soluzione di questo problema estetico gli amministratori del Gran Kursaal dovettero affrontarne un altro non meno grave:
linterruzione del gioco dazzardo.
Come detto, al Kursaal si giocava fin dalla sua apertura, ma per accedere alle sale da giuoco era necessario essere iscritti alla Societ del Casin, previa regolare presentazione da parte di persone gi iscritte. A questa societ appartenevano gli ospiti pi in vista della localit termale:
senatori, deputati, prefetti, ambasciatori, alti gradi dellesercito.
Nellestate 1912 il governo, interrompendo bruscamente un atteggiamento che poteva considerarsi di acquiescenza, se non di aperto consenso,
viet lesercizio del gioco dazzardo in tutti i locali del territorio nazionale che si erano andati costituendo nel giro di pochi anni anche con cospicui investimenti di capitali.
Il 3 agosto anche la Direzione del Grand Kursaal ricevette la notifica dellordinanza del ministro dellInterno che vietava il gioco nella struttura
sanpellegrinese. Il direttore Tedeschi si rec immediatamente a Bergamo a conferire con il prefetto, nel tentativo di ottenere una dilazione fino
al termine della stagione, in modo da poter onorare gli impegni gi assunti con i fornitori e mantenere in servizio il personale addetto specificamente alla sala da gioco. Ma il tentativo fu vano e fu necessario chiudere immediatamente lattivit, con il conseguente licenziamento di una
cinquantina di dipendenti. Nei giorni seguenti il prefetto invi a San Pellegrino un commissario di polizia con il compito di accertarsi che lordinanza fosse stata effettivamente eseguita, cosa di cui il funzionario dovette prendere atto.
La chiusura del gioco, che era diventato uno dei veicoli pi efficaci dellarrivo dei forestieri, cre notevoli difficolt, non solo ai gestori del Casin, ma allintero comparto turistico del paese. Si calcol in seguito che per questa ragione era stato perso almeno un terzo degli incassi per il
calo delle presenze negli alberghi e delle utenze delle strutture termali.

settembre 1916 e laltra al 30 settembre 1918, oltre allinteresse del


5,50 per cento.
Aurelia Mazzoleni e soci si impegnarono anche con la Societ delle
Terme a non costruire in futuro altri edifici di fronte al giardino del Casin e comunque a non superare il livello del muro di sostegno del
giardino. In compenso la Societ delle Terme sbors alla controparte
altre 25 mila lire.33
E cos allinizio del 1912 il caseggiato fu demolito, il viale delle Terme
pot finalmente essere ultimato e il Casin rimase visibile in tutta la sua
bellezza.

Pochi mesi dopo la soluzione di questo problema estetico gli amministratori del Gran Kursaal dovettero affrontarne un altro non meno grave: linterruzione del gioco dazzardo.
Come detto, al Kursaal si giocava fin dalla sua apertura, ma per accedere alle sale da giuoco era necessario essere iscritti alla Societ del Casin, previa regolare presentazione da parte di persone gi iscritte. A
questa societ appartenevano gli ospiti pi in vista della localit termale: senatori, deputati, prefetti, ambasciatori, alti gradi dellesercito.
Nellestate 1912 il governo, interrompendo bruscamente un atteggiamento che poteva considerarsi di acquiescenza, se non di aperto consenso, viet lesercizio del gioco dazzardo in tutti i locali del territorio
nazionale che si erano andati costituendo nel giro di pochi anni anche
con cospicui investimenti di capitali.
Il 3 agosto anche la Direzione del Grand Kursaal ricevette la notifica
dellordinanza del ministro dellInterno che vietava il gioco nella struttura sanpellegrinese. Il direttore Tedeschi si rec immediatamente a
Bergamo a conferire con il prefetto, nel tentativo di ottenere una dilazione fino al termine della stagione, in modo da poter onorare gli impegni gi assunti con i fornitori e mantenere in servizio il personale addetto specificamente alla sala da gioco. Ma il tentativo fu vano e fu necessario chiudere immediatamente lattivit, con il conseguente licenziamento di una cinquantina di dipendenti. Nei giorni seguenti il prefetto
invi a San Pellegrino un commissario di polizia con il compito di accertarsi che lordinanza fosse stata effettivamente eseguita, cosa di cui
il funzionario dovette prendere atto.
La chiusura del gioco, che era diventato uno dei veicoli pi efficaci dellarrivo dei forestieri, cre notevoli difficolt, non solo ai gestori del Casin, ma allintero comparto turistico del paese. Si calcol in seguito che
per questa ragione era stato perso almeno un terzo degli incassi per il
calo delle presenze negli alberghi e delle utenze delle strutture termali.
Di fronte a queste prospettive tuttaltro che rosee, il 29 settembre il

Consiglio Comunale approv un ordine del giorno proposto dalla Giunta in cui si chiedeva al governo di valutare le negative conseguenze derivanti dalla chiusura del gioco, che avrebbero penalizzato leconomia
delle localit turistico-termali e per contro avrebbe incentivato il diffondersi delle bische clandestine in strutture non controllate e soggette allinfiltrazione della criminalit. In particolare si sottolineava che
sospesi i giuochi, il nostro Kursaal, che ben pu dirsi il perno della vita
estiva locale, stato disertato dalla brillante societ che lo frequentava e
i nostri ospiti hanno diradato le loro file, cosicch tutta leconomia locale
ha subito un immediato e grave contraccolpo.34
Lordine del giorno non ebbe conseguenze pratiche, come non le aveva
avute una proposta di legge del 1911 tendente a regolarizzare il gioco
dazzardo nelle localit termali; la stessa sorte avr unanaloga iniziativa parlamentare del 1913.
Tuttavia, come vedremo meglio pi avanti, in seguito la pratica del gioco allinterno del Kursaal rifece presto la sua comparsa, per quanto un
po alla chetichella e sempre limitata ai soci del club privato, e ancora
per qualche anno non sub altre brusche interruzioni. In questo aveva
giocato un ruolo importante il Comitato per la ripresa del gioco, composto dai rappresentanti delle varie localit balneari italiane, che aveva avviato unazione presso il Ministero dellInterno per ottenere la disciplina del gioco dazzardo. A tale Comitato aveva aderito anche il Comune di San Pellegrino, versando la quota di 75 lire.35
In considerazione dellincerto futuro che si prospettava nel settore del
gioco, la Direzione del Grand Kursaal cerc comunque forme alternative per valorizzare adeguatamente la splendida struttura.
Gi nellestate 1912 in una sala del piano terra fu allestito il cinematografo, dotato di una delle macchine da proiezione pi moderne e poten-

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

UNA PRIMA INTERRUZIONE DEL GIOCO DAZZARDO NEL 1912

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Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

Cartolina del
Casin realizzata
negli anni
immediatamente
successivi alla
sua costruzione

28

Lesterno animato
del Casin
al culmine di una
delle prime
stagioni di attivit

Di fronte a queste prospettive tuttaltro che rosee, il 29 settembre il Consiglio Comunale approv un ordine del giorno proposto dalla Giunta in
cui si chiedeva al governo di valutare le negative conseguenze derivanti dalla chiusura del gioco, che avrebbero penalizzato leconomia delle localit turistico-termali e per contro avrebbe incentivato il diffondersi delle bische clandestine in strutture non controllate e soggette allinfiltrazione della criminalit. In particolare si sottolineava che sospesi i giuochi, il nostro Kursaal, che ben pu dirsi il perno della vita estiva locale, stato disertato dalla brillante societ che lo frequentava e i nostri ospiti hanno diradato le loro file, cosicch tutta leconomia locale ha
subito un immediato e grave contraccolpo.34
Lordine del giorno non ebbe conseguenze pratiche, come non le aveva avute una proposta di
legge del 1911 tendente a regolarizzare il gioco dazzardo nelle localit termali; la stessa sorte avr unanaloga iniziativa parlamentare del 1913.
Tuttavia, come vedremo meglio pi avanti, in seguito la pratica del gioco allinterno del Kursaal rifece presto la sua comparsa, per quanto un po alla chetichella e sempre limitata ai soci del club privato, e ancora per qualche anno non sub altre brusche interruzioni. In questo
aveva giocato un ruolo importante il Comitato per la ripresa del gioco, composto dai rappresentanti delle varie localit balneari italiane, che aveva avviato unazione presso il Ministero
dellInterno per ottenere la disciplina del gioco dazzardo. A tale Comitato aveva aderito anche
il Comune di San Pellegrino, versando la quota di 75 lire.35
In considerazione dellincerto futuro che si prospettava nel settore del gioco, la Direzione del
Grand Kursaal cerc comunque forme alternative per valorizzare adeguatamente la splendida
struttura.
Gi nellestate 1912 in una sala del piano terra fu allestito il cinematografo, dotato di una
delle macchine da proiezione pi moderne e potenti dellepoca; gli spettacoli che vi si davano
erano di ben altra qualit rispetto a quanto si vedeva nelle varie sale che si erano aperte in
altri paesi: grazie ad un accordo con il cinematografo Centrale di Milano, fu possibile proiettare a San Pellegrino le films (allora si diceva cos) pi recenti e di maggior successo. Ovviamente si trattava di pellicole mute e quindi fu approntata unorchestrina che accompagnava
le proiezioni e commentava musicalmente le scene.
Le cronache dellepoca segnalano che gli spettacoli cinematografici erano assai frequentati,
ma fanno rilevare che una parte del pubblico non era preparato alla novit e aveva un comportamento irrequieto.
In quello stesso anno la sala da gioco fu trasformata in caff concerto, nellatrio fu allestita
una baracca per lesibizione dei fantocci parlanti, cio dei burattini e gli spettacoli musicali furono potenziati e migliorati nella qualit, cos come si intensificarono le feste da ballo
e le serate di beneficenza, in modo da porre il Kursaal al centro dellinteresse degli ospiti sanpellegrinesi e degli appassionati di Bergamo e di Milano.
Nel luglio 1913 fu introdotta unaltra interessante novit: lampio locale realizzato sul lato
destro delledificio, inizialmente concepito come sala teatrale e lasciato incompiuto, fu adibito a skating ring per la pratica del pattinaggio a rotelle. Liniziativa fu subito apprezzata,
soprattutto dai giovani, che ne fecero uno dei luoghi preferiti dei loro ritrovi. Per consentire anche ai principianti di accostarsi a questo sport,
furono organizzate delle lezioni tenute dal maestro Alfredo Marasca e i risultati furono lusinghieri, al punto da indurre a organizzare periodiche
gare di skettinaggio.

6. I negativi riflessi del primo conflitto mondiale


La stagione del 1914 segn per il Kursaal e per il turismo sanpellegrinese linizio di un lungo periodo di crisi determinato dallo scoppio della prima guerra mondiale. La neutralit provvisoriamente dichiarata dallItalia non imped che il comparto turistico subisse un sensibile contraccolpo, evidenziato in particolare dal drastico calo delle presenze straniere. A San Pellegrino la parola dordine degli operatori turistici era di rimuovere ogni accenno alla guerra, ma questo non impediva che gli ospiti ne parlassero continuamente e fossero spesso coinvolti in lunghe e accese
discussioni. Il Giornale di San Pellegrino, seguendo la linea dei gestori del turismo, dedica alla guerra solo brevi e generici cenni, mentre il Corriere ne parla pi diffusamente, mettendo in secondo piano lattenzione alle vicende turistiche.
Questa diversit di presentare la realt si manifesta anche in occasione del tragico avvenimento che sconvolse la Valle Brembana il 13 luglio

6. I negativi riflessi del primo conflitto mondiale


La stagione del 1914 segn per il Kursaal e per il turismo sanpellegrinese linizio di un lungo periodo di crisi determinato dallo scoppio della
prima guerra mondiale. La neutralit provvisoriamente dichiarata
dallItalia non imped che il comparto turistico subisse un sensibile
contraccolpo, evidenziato in particolare dal drastico calo delle presenze straniere. A San Pellegrino la parola dordine degli operatori turistici
era di rimuovere ogni accenno alla guerra, ma questo non impediva
che gli ospiti ne parlassero continuamente e fossero spesso coinvolti in
lunghe e accese discussioni. Il Giornale di San Pellegrino, seguendo la linea dei gestori del turismo, dedica alla guerra solo brevi e generici cenni, mentre il Corriere ne parla pi diffusamente, mettendo in secondo
piano lattenzione alle vicende turistiche.
Questa diversit di presentare la realt si manifesta anche in occasione
del tragico avvenimento che sconvolse la Valle Brembana il 13 luglio di
quellanno: la tremenda vendetta di Simone Pianetti, che in quella gior-

nata ammazz a fucilate sette persone tra Camerata Cornello e San Giovanni Bianco, dandosi poi alla macchia.
Il Corriere dedica alla vicenda ampi e dettagliati servizi su tutti i numeri
di quellanno, lasciando trapelare linquietudine che assillava gli ospiti
per la prolungata latitanza del pericoloso assassino; il Giornale, invece,
non vi fa cenno, come se non volesse turbare con queste notizie tuttaltro che piacevoli le giornate dei balenanti venuti a divertirsi nelle maestose sale del Kursaal.
Al suo interno, intanto, continuano i concerti e le feste, lo skating
sempre in attivit, come pure il cinematografo che presenta anche la
novit di una film su San Pellegrino, prodotta dalla Societ delle Terme.
La pellicola, pi volte proiettata e sempre alla presenza di un folto pubblico, illustra gli aspetti turistici della localit termale, descrive le strutture ricettive e la ferrovia, presenta lattivit di imbottigliamento dellacqua minerale e offre nel complesso unimmagine luminosa e accattivante del paese, in linea con il messaggio turistico che viene veicolato
da tutti gli altri mezzi di informazione.
Chiusa la stagione 1914, la Direzione del Kursaal, passata nel frattempo
ai fratelli Franco e Luciano Tedeschi, figli di Giovanni, morto il 20 aprile
1913, decide, dintesa con la Societ delle Terme, di ultimare la costruzione del teatro, avviando i lavori nellarea gi utilizzata per la pratica
dello skating, che viene spostata in unaltra sala del piano terra.
La realizzazione del teatro inizia nellautunno con lo sbancamento del
terreno sul lato a monte e lerezione di un muraglione di contenimento
e prosegue per tutto linverno e la primavera 1915 ad opera dellimpresa di Pilade Frattini. Lo stile architettonico del teatro non rispetta per
niente il disegno originale dello Squadrelli che aveva concepito unopera maestosa e raffinata, in linea con limmagine del Kursaal: i tempi decisamente cambiati, le prospettive per niente rosee e le risorse finanziarie non pi cos cospicue consigliano di ripiegare su una struttura
dalle linee pi sobrie e dalle finiture meno preziose, quantunque funzionali ed eleganti.
Il teatro dotato di unampia sala con 200 poltrone, 150 posti numerati
e un largo spazio per chi acquista solo il biglietto dingresso agli spettacoli; sul soppalco c una galleria con altri 200 posti a sedere. Il palcoscenico, costruito ex novo dalla ditta Vago e Gallerani, adatto alla rappresentazione di opere, operette e balli; limpianto elettrico del palcoscenico realizzato dalla ditta Bereter di Milano e quello della sala dalla ditta De Carli.
Lopera viene ultimata nel mese di giugno 1915, pochi giorni dopo lingresso in guerra dellItalia, circostanza che viene al solito lasciata in
sordina dal Giornale. Lunico riscontro evidente della guerra in atto
contro gli imperi centrali che dal mese di giugno, nelle cronache del
periodico e negli annunci pubblicitari sparito il nome Grand Kursaal

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

ti dellepoca; gli spettacoli che vi si davano erano di ben altra qualit rispetto a quanto si vedeva nelle varie sale che si erano aperte in altri
paesi: grazie ad un accordo con il cinematografo Centrale di Milano, fu
possibile proiettare a San Pellegrino le films (allora si diceva cos) pi
recenti e di maggior successo. Ovviamente si trattava di pellicole mute
e quindi fu approntata unorchestrina che accompagnava le proiezioni
e commentava musicalmente le scene.
Le cronache dellepoca segnalano che gli spettacoli cinematografici
erano assai frequentati, ma fanno rilevare che una parte del pubblico
non era preparato alla novit e aveva un comportamento irrequieto.
In quello stesso anno la sala da gioco fu trasformata in caff concerto,
nellatrio fu allestita una baracca per lesibizione dei fantocci parlanti, cio dei burattini e gli spettacoli musicali furono potenziati e migliorati nella qualit, cos come si intensificarono le feste da ballo e le serate di beneficenza, in modo da porre il Kursaal al centro dellinteresse
degli ospiti sanpellegrinesi e degli appassionati di Bergamo e di Milano.
Nel luglio 1913 fu introdotta unaltra interessante novit: lampio locale
realizzato sul lato destro delledificio, inizialmente concepito come sala teatrale e lasciato incompiuto, fu adibito a skating ring per la pratica
del pattinaggio a rotelle. Liniziativa fu subito apprezzata, soprattutto
dai giovani, che ne fecero uno dei luoghi preferiti dei loro ritrovi. Per
consentire anche ai principianti di accostarsi a questo sport, furono organizzate delle lezioni tenute dal maestro Alfredo Marasca e i risultati
furono lusinghieri, al punto da indurre a organizzare periodiche gare di
skettinaggio.

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Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme


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PAGINA SEGUENTE

Due delle
fotografie a colori
del Casin
commissionate
nel 1915
allIstituto
Italiano dArti
Grafiche

di quellanno: la tremenda vendetta di Simone Pianetti, che in quella giornata ammazz a fucilate sette persone tra Camerata Cornello e San
Giovanni Bianco, dandosi poi alla macchia.
Il Corriere dedica alla vicenda ampi e dettagliati servizi su tutti i numeri di quellanno, lasciando trapelare linquietudine che assillava gli ospiti
per la prolungata latitanza del pericoloso assassino; il Giornale, invece, non vi fa cenno, come se non volesse turbare con queste notizie tuttaltro che piacevoli le giornate dei balenanti venuti a divertirsi nelle maestose sale del Kursaal.
Al suo interno, intanto, continuano i concerti e le feste, lo skating sempre in attivit, come pure il cinematografo che presenta anche la novit
di una film su San Pellegrino, prodotta dalla Societ delle Terme. La pellicola, pi volte proiettata e sempre alla presenza di un folto pubblico,
illustra gli aspetti turistici della localit termale, descrive le strutture ricettive e la ferrovia, presenta lattivit di imbottigliamento dellacqua
minerale e offre nel complesso unimmagine luminosa e accattivante del paese, in linea con il messaggio turistico che viene veicolato da tutti
gli altri mezzi di informazione.
Chiusa la stagione 1914, la Direzione del Kursaal, passata nel frattempo ai fratelli Franco e Luciano Tedeschi, figli di Giovanni, morto il 20 aprile
1913, decide, dintesa con la Societ delle Terme, di ultimare la costruzione del teatro, avviando i lavori nellarea gi utilizzata per la pratica
dello skating, che viene spostata in unaltra sala del piano terra.
La realizzazione del teatro inizia nellautunno con lo sbancamento del terreno sul lato a monte e lerezione di un muraglione di contenimento e
prosegue per tutto linverno e la primavera 1915 ad opera dellimpresa di Pilade Frattini. Lo stile architettonico del teatro XXXXX non rispetta
per niente il disegno originale dello Squadrelli che aveva concepito unopera maestosa e raffinata, in linea con limmagine del Kursaal: i tempi
decisamente cambiati, le prospettive per niente rosee e le risorse finanziarie non pi cos cospicue consigliano di ripiegare su una struttura dalle linee pi sobrie e dalle finiture meno preziose, quantunque funzionali ed eleganti.
Il teatro dotato di unampia sala con 200 poltrone, 150 posti numerati e un largo spazio per chi acquista solo il biglietto dingresso agli spettacoli; sul soppalco c una galleria con altri 200 posti a sedere. Il palcoscenico, costruito ex novo dalla ditta Vago e Gallerani, adatto alla rappresentazione di opere, operette e balli; limpianto elettrico del palcoscenico realizzato dalla ditta Bereter di Milano e quello della sala dalla
ditta De Carli.
Lopera viene ultimata nel mese di giugno 1915, pochi giorni dopo lingresso in guerra dellItalia, circostanza che viene al solito lasciata in sordina dal Giornale. Lunico riscontro evidente della guerra in atto contro gli imperi centrali che dal mese di giugno, nelle cronache del periodico
e negli annunci pubblicitari sparito il nome Grand Kursaal di derivazione tedesca che aveva accompagnato ledificio fin dalla sua nascita, sostituito da quel momento in poi dal nome Grand Casino, alla francese.
Malgrado la guerra, limpresario Pilade Frattini, che ha assunto la gestione del teatro, predispone per sabato 3 luglio una grande festa di inaugurazione, con la rappresentazione concertata dellAndrea Chenier di Giordano, affidandone la direzione ad Alfredo Padovani (che allultimo
momento sostituisce Giulio Falconi, trattenuto a Roma). Tra gli interpreti, il tenore Giulio Crimi, il soprano Adelina Agostinelli e il baritono Enrico
Raggio. La serata ottiene un buon successo: grazie anche alla agevolazioni di trasporto concordate con la Ferrovia di Valle Brembana che allestisce un treno speciale a prezzo scontato, sono numerosi gli amanti della lirica che arrivano da Bergamo e da Milano e si aggiungono ai turisti
presenti in paese. Lopera viene replicata fino al 18 luglio e lincasso viene devoluto alle sottoscrizioni di guerra. Unica nota stonata, sottolineata
dal Giornale, la latitanza dei sanpellegrinesi e della gente dalla Valle Brembana, presenti alle rappresentazioni in numero veramente esiguo.
Dopo lAndrea Chenier il teatro propone per tutta lestate altri spettacoli lirici e di operetta, cosicch a fine stagione saranno ben cinquanta le
serate allestite in teatro, uno sforzo davvero notevole, se si considera che per le difficolt connesse con levento bellico gli altri teatri italiani
preferivano mettere in cartellone solo i meno costosi spettacoli di prosa. Il Casin interessato in quello stesso anno da altre due novit: lapertura di un servizio di Restaurant, gestito dal cav. Umberto Canelli, direttore del Grand Hotel e ladesione alle Giornate dei bambini, rivolte ai piccoli che sono presenti in paese per le cure. Per loro viene allestito un apposito spazio con giochi e attivit di animazione.
Su piano dellimmagine va segnalata anche la realizzazione, da parte dellIstituto Italiano dArti Grafiche di Bergamo, su commissione della Direzione del Casin, della prima serie di cartoline a colori delledificio, che ne ritraggono sia lesterno che lampio scalone interno.
Questi sforzi organizzativi non indifferenti garantiscono alla stagione un andamento accettabile, anche se tra gli ospiti viene meno la presenza
di molti stranieri e tra gli italiani si nota lassenza di tanti giovani chiamati al fronte e degli ufficiali e funzionari trattenuti per cause di guerra.
Un altro duro colpo alle velleit turistiche di San Pellegrino arriva dallimprovvisa morte, avvenuta a Milano il 21 agosto, dellavv. Mazzoni, il
vero artefice dello straordinario successo della localit termale.
Proprio in quellanno era tornato in primo piano il problema del gioco che, come detto, era ripreso in forma semiclandestina fin dal 1913. Nel
novembre 1914 il Comune di Salsomaggiore aveva promosso un convegno a Roma con la partecipazione degli amministratori di Castelgandolfo,
Sanremo, Pallanza e Montecatini, da cui era uscita la richiesta che il governo si facesse carico di uniniziativa di legge per lapertura della case
da gioco nelle localit termali, sullesempio di quanto era successo in Francia. Dal governo era giunta lassicurazione che la questione sarebbe
stata attentamente valutata.36

che per le difficolt connesse con levento bellico gli altri teatri italiani
preferivano mettere in cartellone solo i meno costosi spettacoli di prosa. Il Casin interessato in quello stesso anno da altre due novit:
lapertura di un servizio di Restaurant, gestito dal cav. Umberto Canelli,
direttore del Grand Hotel e ladesione alle Giornate dei bambini, rivolte
ai piccoli che sono presenti in paese per le cure. Per loro viene allestito
un apposito spazio con giochi e attivit di animazione.
Su piano dellimmagine va segnalata anche la realizzazione, da parte
dellIstituto Italiano dArti Grafiche di Bergamo, su commissione della
Direzione del Casin, della prima serie di cartoline a colori delledificio,
che ne ritraggono sia lesterno che lampio scalone interno.
Questi sforzi organizzativi non indifferenti garantiscono alla stagione un
andamento accettabile, anche se tra gli ospiti viene meno la presenza di
molti stranieri e tra gli italiani si nota lassenza di tanti giovani chiamati
al fronte e degli ufficiali e funzionari trattenuti per cause di guerra.
Un altro duro colpo alle velleit turistiche di San Pellegrino arriva dallimprovvisa morte, avvenuta a Milano il 21 agosto, dellavv. Mazzoni, il
vero artefice dello straordinario successo della localit termale.
Proprio in quellanno era tornato in primo piano il problema del gioco
che, come detto, era ripreso in forma semiclandestina fin dal 1913. Nel

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

di derivazione tedesca che aveva accompagnato ledificio fin dalla sua


nascita, sostituito da quel momento in poi dal nome Grand Casino, alla
francese.
Malgrado la guerra, limpresario Pilade Frattini, che ha assunto la gestione del teatro, predispone per sabato 3 luglio una grande festa di
inaugurazione, con la rappresentazione concertata dellAndrea Chenier
di Giordano, affidandone la direzione ad Alfredo Padovani (che allultimo momento sostituisce Giulio Falconi, trattenuto a Roma). Tra gli interpreti, il tenore Giulio Crimi, il soprano Adelina Agostinelli e il baritono Enrico Raggio. La serata ottiene un buon successo: grazie anche alla
agevolazioni di trasporto concordate con la Ferrovia di Valle Brembana
che allestisce un treno speciale a prezzo scontato, sono numerosi gli
amanti della lirica che arrivano da Bergamo e da Milano e si aggiungono ai turisti presenti in paese. Lopera viene replicata fino al 18 luglio e
lincasso viene devoluto alle sottoscrizioni di guerra. Unica nota stonata, sottolineata dal Giornale, la latitanza dei sanpellegrinesi e della gente dalla Valle Brembana, presenti alle rappresentazioni in numero veramente esiguo.
Dopo lAndrea Chenier il teatro propone per tutta lestate altri spettacoli lirici e di operetta, cosicch a fine stagione saranno ben cinquanta le
serate allestite in teatro, uno sforzo davvero notevole, se si considera

31

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

Nei mesi seguenti furono coinvolte anche le altre localit termali italiane, tra cui San Pellegrino, che aderirono alliniziativa. In breve le prese di
posizione in favore delle case da gioco si moltiplicarono, fino alla formulazione di un disegno di legge presentato in Parlamento nel marzo 1915,
a firma degli on. Raimondo e Berenini e di altri settanta deputati, tra cui alcuni bergamaschi e il brembano Bortolo Belotti che si era impegnato
personalmente, raccogliendo da solo una trentina di sottoscrizioni. lo stesso parlamentare zognese a darne notizia al sindaco di San Pellegrino
in data 23 febbraio 1915: Di tale legge io mi sono gi preoccupato ed anzi da tempo mi sono unito ai parlamentari, per modo che ne sono proponente anchio che ho tanto interesse al successivo progresso di S. Pellegrino. Le dir di pi, che io
ho gi fatta firmare la proposta da circa 30 colleghi della Camera, tra i quali appunto i colleghi bergamaschi che mi hanno dato tutti la loro sottoscrizione.37
Il progetto prevedeva la possibilit di aprire case da gioco nelle localit termali sotto il diretto controllo della pubblica autorit e con la destinazione ai comuni di una parte cospicua delle risorse derivanti
dalle imposizioni fiscali, finalizzate al potenziamento dei servizi e delle strutture ricettive pubbliche.
Sembrava la volta buona per arrivare alla regolamentazione del gioco dazzardo, anche perch la proposta aveva avuto il via libera dello stesso Osservatore romano, circostanza non trascurabile nel contesto del riavvicinamento in atto tra i cattolici e la classe dirigente liberale avviato dal patto Gentiloni.
Ma lo scoppio della guerra interruppe liter parlamentare della legge e ancora una volte non se ne fece
niente.

32

Annunci comparsi
sul Giornale
di San Pellegrino
rispettivamente
nellanno 1914
e nel 1915, per
pubblicizzare
le stagioni
successive.
A seguito
dellingresso in
guerra dellItalia,
nel 1915, a fianco
della Francia
e contro gli Imperi
Centrali, stato
abbandonato
il nome di
Grand Kursaal
di riferimento
tedesco,
sostituito da
Grande Casino

Nella successiva stagione del 1916 la guerra diventa il riferimento costante anche a San Pellegrino e
viene fatta oggetto delle attenzioni degli organi di stampa locali, compreso il Giornale, diretto da
quellanno da Giovanni Banfi che conia lespressione villeggiatura patriottica per definire latmosfera prevalente in paese, dove ogni manifestazione in qualche modo collegata con gli eventi bellici.
Il Casin, accanto ai consueti spettacoli teatrali e musicali, ospita diverse manifestazioni patriottiche
e di beneficenza, finalizzate a raccogliere fondi per sostenere i comitati sorti in paese e in provincia a
favore delle famiglie dei combattenti, dei caduti, dei mutilati, degli invalidi e degli orfani di una guerra che ormai si svelata in tutta la sua
tragicit e si preannuncia lunga e sanguinosa.
Il 25 luglio il teatro ospita unaffollata riunione in omaggio del patriota Cesare Battisti, con lavvio della raccolta di fondi per la costruzione del
monumento alla sua memoria; altre conferenze patriottiche si svolgono nel mese di agosto, animate in particolare da Bortolo Belotti, costantemente presente in quel periodo a San Pellegrino.
Per il resto la stagione del Casin vive su alcuni eventi di un certo rilievo, a cominciare, sabato 8 luglio, dallesecuzione concertata in prima nazionale dellopera Madame Sans-Gne del compositore Umberto Giordano (presente in sala assieme al librettista Renato Simoni), diretta dal
maestro Giulio Falconi, con interpreti principali il soprano Claudia Muzio, il tenore Ulisse Lappas e il baritono Viglione Borghese. La serata ottiene un grosso successo, sottolineato dai lusinghieri commenti dei giornali nazionali, e lopera viene replicata fino al 23 luglio, con lincasso
devoluto al locale Comitato di Mobilitazione Civile.
Alla lirica seguono spettacoli di operetta, serate di prosa e proiezioni cinematografiche in teatro (quando libero da altri eventi), che contribuiscono a dare alla stagione sanpellegrinese un esito positivo, malgrado gli eventi.
Commentando landamento stagionale, Banfi scrive comunque che non si ancora fatto, n si far ancora tutto quello che occorre perch San
Pellegrino diventi veramente la pi moderna stazione termale italiana,38 sottolineando come la stazione possieda i requisiti per diventarlo, ma
necessiti di maggiore impegno da parte di chi direttamente coinvolto nel comparto turistico.
LA DEFINITIVA CHIUSURA DEL GIOCO DAZZARDO NEL 1917
Lestate 1917 sembra iniziarsi sotto buoni auspici: il 9 luglio la rappresentazione concertata della Fanciulla del West di Giacomo Puccini apre
con successo la stagione lirica del Casin, e anche le repliche dei giorni seguenti risultano assai partecipate. Poi improvvisamente, nel pomeriggio di sabato 28 luglio, funzionari e agenti mandati dalla Prefettura appongono numerosi sigilli sulle porte della sala da gioco, in esecuzione
di unordinanza del ministro dellInterno Vittorio Emanuele Orlando, che impone il divieto di praticare il gioco dazzardo su tutto il territorio nazionale.
La decisione coglie di sorpresa i dirigenti del Casin che non hanno nemmeno il tempo di reagire e devono prendere atto del fatto compiuto. Dalle
notizie riportate nei giorni seguenti dagli organi dinformazione locali si ha la conferma che, salvo la parentesi del 1912, al Casin il gioco dazzardo si era sempre praticato, per quanto limitatamente ai soci del club privato, e che periodicamente il gestore versava in beneficenza parte

Nella successiva stagione del 1916 la guerra diventa il riferimento costante anche a San Pellegrino e viene fatta oggetto delle attenzioni degli
organi di stampa locali, compreso il Giornale, diretto da quellanno da
Giovanni Banfi che conia lespressione villeggiatura patriottica per
definire latmosfera prevalente in paese, dove ogni manifestazione in
qualche modo collegata con gli eventi bellici.
Il Casin, accanto ai consueti spettacoli teatrali e musicali, ospita diverse manifestazioni patriottiche e di beneficenza, finalizzate a raccogliere fondi per sostenere i comitati sorti in paese e in provincia a favore delle famiglie dei combattenti, dei caduti, dei mutilati, degli invalidi

e degli orfani di una guerra che ormai si svelata in tutta la sua tragicit
e si preannuncia lunga e sanguinosa.
Il 25 luglio il teatro ospita unaffollata riunione in omaggio del patriota
Cesare Battisti, con lavvio della raccolta di fondi per la costruzione del
monumento alla sua memoria; altre conferenze patriottiche si svolgono nel mese di agosto, animate in particolare da Bortolo Belotti, costantemente presente in quel periodo a San Pellegrino.
Per il resto la stagione del Casin vive su alcuni eventi di un certo rilievo, a cominciare, sabato 8 luglio, dallesecuzione concertata in prima
nazionale dellopera Madame Sans-Gne del compositore Umberto
Giordano (presente in sala assieme al librettista Renato Simoni), diretta dal maestro Giulio Falconi, con interpreti principali il soprano Claudia Muzio, il tenore Ulisse Lappas e il baritono Viglione Borghese. La serata ottiene un grosso successo, sottolineato dai lusinghieri commenti
dei giornali nazionali, e lopera viene replicata fino al 23 luglio, con lincasso devoluto al locale Comitato di Mobilitazione Civile.
Alla lirica seguono spettacoli di operetta, serate di prosa e proiezioni
cinematografiche in teatro (quando libero da altri eventi), che contribuiscono a dare alla stagione sanpellegrinese un esito positivo, malgrado gli eventi.
Commentando landamento stagionale, Banfi scrive comunque che
non si ancora fatto, n si far ancora tutto quello che occorre perch
San Pellegrino diventi veramente la pi moderna stazione termale italiana,38 sottolineando come la stazione possieda i requisiti per diventarlo, ma necessiti di maggiore impegno da parte di chi direttamente
coinvolto nel comparto turistico.
LA DEFINITIVA CHIUSURA DEL GIOCO DAZZARDO NEL 1917
Lestate 1917 sembra iniziarsi sotto buoni auspici: il 9 luglio la rappresentazione concertata della Fanciulla del West di Giacomo Puccini apre con
successo la stagione lirica del Casin, e anche le repliche dei giorni seguenti risultano assai partecipate. Poi improvvisamente, nel pomeriggio
di sabato 28 luglio, funzionari e agenti mandati dalla Prefettura appongono numerosi sigilli sulle porte della sala da gioco, in esecuzione di unordinanza del ministro dellInterno Vittorio Emanuele Orlando, che impone il divieto di praticare il gioco dazzardo su tutto il territorio nazionale.
La decisione coglie di sorpresa i dirigenti del Casin che non hanno
nemmeno il tempo di reagire e devono prendere atto del fatto compiuto. Dalle notizie riportate nei giorni seguenti dagli organi dinformazione locali si ha la conferma che, salvo la parentesi del 1912, al Casin il
gioco dazzardo si era sempre praticato, per quanto limitatamente ai
soci del club privato, e che periodicamente il gestore versava in beneficenza parte degli utili derivanti dallattivit.

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

novembre 1914 il Comune di Salsomaggiore aveva promosso un convegno a Roma con la partecipazione degli amministratori di Castelgandolfo, Sanremo, Pallanza e Montecatini, da cui era uscita la richiesta
che il governo si facesse carico di uniniziativa di legge per lapertura
della case da gioco nelle localit termali, sullesempio di quanto era
successo in Francia. Dal governo era giunta lassicurazione che la questione sarebbe stata attentamente valutata.36
Nei mesi seguenti furono coinvolte anche le altre localit termali italiane, tra cui San Pellegrino, che aderirono alliniziativa. In breve le prese
di posizione in favore delle case da gioco si moltiplicarono, fino alla formulazione di un disegno di legge presentato in Parlamento nel marzo
1915, a firma degli on. Raimondo e Berenini e di altri settanta deputati,
tra cui alcuni bergamaschi e il brembano Bortolo Belotti che si era impegnato personalmente, raccogliendo da solo una trentina di sottoscrizioni. lo stesso parlamentare zognese a darne notizia al sindaco di
San Pellegrino in data 23 febbraio 1915: Di tale legge io mi sono gi preoccupato ed anzi da tempo mi sono unito ai parlamentari, per modo che
ne sono proponente anchio che ho tanto interesse al successivo progresso di S. Pellegrino. Le dir di pi, che io ho gi fatta firmare la proposta
da circa 30 colleghi della Camera, tra i quali appunto i colleghi bergamaschi che mi hanno dato tutti la loro sottoscrizione.37
Il progetto prevedeva la possibilit di aprire case da gioco nelle localit
termali sotto il diretto controllo della pubblica autorit e con la destinazione ai comuni di una parte cospicua delle risorse derivanti dalle
imposizioni fiscali, finalizzate al potenziamento dei servizi e delle strutture ricettive pubbliche.
Sembrava la volta buona per arrivare alla regolamentazione del gioco
dazzardo, anche perch la proposta aveva avuto il via libera dello stesso Osservatore romano, circostanza non trascurabile nel contesto del
riavvicinamento in atto tra i cattolici e la classe dirigente liberale avviato dal patto Gentiloni.
Ma lo scoppio della guerra interruppe liter parlamentare della legge e
ancora una volte non se ne fece niente.

33

degli utili derivanti dallattivit.


Non ci sono per particolari reazioni allordinanza ministeriale, salvo sottolineare le incongruenze dello stato che vieta il gioco dazzardo organizzato dai privati mentre gestisce direttamente il lotto e le lotterie e rilevare che la prima conseguenza del divieto sar il diffondersi di bische
clandestine, prive di controllo e alla merc della malavita.
Nei mesi seguenti la questione viene messa da parte e daltronde le notizie provenienti dal fronte inducono a ben altre riflessioni: la disfatta di
Caporetto, lestrema difesa sul Piave e la difficile controffensiva del 1918 sono al centro dellattenzione e fino al termine della guerra anche la
questione del turismo passa in secondo ordine.

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

7. I difficili anni del dopoguerra

34

Il Casin ripreso
dal basso
in una cartolina
negli anni Venti

Trascorsi il 1918 e il 1919 senza avvenimenti di rilievo, il 1920 per San Pellegrino un anno di importanti cambiamenti nella gestione delle
strutture turistiche. La Societ dei Grandi Alberghi affida la gestione del Casin, del Grand Hotel e dellHotel Terme e Milano alla Societ Volont
e C. di Alberto Volont, a cui la Societ delle Terme affida (ma sar solo fino al 1923), la concessione dei Bagni e della Fonte e la gestione del
Giornale di San Pellegrino.39
La Societ delle Terme focalizza le sue attenzioni sullo stabilimento di imbottigliamento dellacqua minerale, che ha ormai assunto importanza
internazionale, e nel 1921 il presidente Pietro Corbella trasferir la direzione e lamministrazione nella sede di Milano.
La nuova propriet del Casin d il via a un complesso programma di rilancio dimmagine della struttura e di potenziamento del suo ruolo di richiamo della clientela internazionale. Il motto del cav. Volont: Non un giorno senza un divertimento comporta lallestimento di stagioni estive
ricche di manifestazioni di qualit, in grado di soddisfare le diverse esigenze degli ospiti. Nel 1920 il programma del Casin prevede la presenza
di due compagnie di prosa, (la Compagnia di Armando Falconi e la Compagnia Carini) e lesperimento del Teatro dei Piccoli di Giuseppe Fanciulli. Completano lofferta il Trio Martinetti, due orchestrine che si esibiscono due volte al giorno nellatrio
e sotto i portici della Fonte, la scuola di ballo, un concorso di bellezza infantile e
una serie di conferenze. In diverse occasioni gli spettacoli in programma sono abbinati a sottoscrizioni a favore del costruendo Tempio della Vittoria.
Cos scrive la rivista milanese Lidel a proposito delle novit introdotte dalla gestione Volont: Il programma assai nuovo e geniale, che essa ha annunciato e va realizzando, importa addirittura in San Pellegrino le caratteristiche di splendidezza e
di fasto che illustrano le pi rinomate e frequenti villeggiature di Europa. Oltre ai
concerti, che saranno dati, secondo la consuetudine, da valorosi musicisti italiani,
alle feste di ballo, ai t musico-danzanti, agli spettacoli di coreografia e di danza.40
In quello stesso anno riprende la campagna in favore del ripristino del gioco dazzardo che, vietato nel Casin, continua a essere praticato in bische clandestine,
una delle quali viene scoperta nel 1920 dalla Questura di Bergamo che provvede a
farla chiudere e a denunciarne i gestori.
Nel 1921, mentre la Societ Volont provvede a far sistemare linterno del Casin,
sanando le crepe e le scrostature che deturpano lo scalone, il sindaco di San Pellegrino Annibale Lanfranconi si fa promotore di un convegno a Pegli a cui partecipano una quarantina di comuni italiani intenzionati allapertura
delle case da gioco nel loro territorio. Il convegno rispolvera in sostanza la proposta di legge del 1915 e sollecita lintervento del governo,41 ma
daltra parte induce il Corriere della Sera a svolgere uninchiesta sul gioco dazzardo in Italia, che ne evidenzia gli aspetti negativi.
Chiamato direttamente in causa, Lanfranconi invia una lunga lettera al quotidiano milanese, sostenendo tra laltro che, poich il gioco dazzardo impossibile da eliminare, il male minore la sua regolamentazione mediante lapertura di case da gioco autorizzate e controllate, i cui
proventi, fortemente tassati, possono giovare al pubblico interesse. Liniziativa non ottiene per leffetto sperato e con lavvento del fascismo il
tema delle case da gioco verr definitivamente accantonato.
Una positiva novit del 1921 linizio dellimpegno diretto del Comune nellorganizzazione della stagione turistica, a fianco della Societ Volont. A questo scopo si costituisce una commissione composta dallassessore Emilio Tosetti per il Comune, dal prof. Carlo Biaggi per la Pro San
Pellegrino e dal cav. Giuseppe Imbastaro per la Societ Volont con il compito di predisporre e coordinare le manifestazioni estive. Tra gli interventi che riguardano il Casin: lapertura di un grande bar in una sala laterale del piano terra; la presenza di due compagnie di prosa (quelle
di Dina Galli e Alda Borelli); lesecuzione di una serie di operette e le proiezioni cinematografiche nel teatro quando non sono previsti altri spet-

7. I difficili anni del dopoguerra


Trascorsi il 1918 e il 1919 senza avvenimenti di rilievo, il 1920 per San
Pellegrino un anno di importanti cambiamenti nella gestione delle
strutture turistiche. La Societ dei Grandi Alberghi affida la gestione
del Casin, del Grand Hotel e dellHotel Terme e Milano alla Societ Volont e C. di Alberto Volont, a cui la Societ delle Terme affida (ma sar
solo fino al 1923), la concessione dei Bagni e della Fonte e la gestione
del Giornale di San Pellegrino.39
La Societ delle Terme focalizza le sue attenzioni sullo stabilimento di
imbottigliamento dellacqua minerale, che ha ormai assunto importanza internazionale, e nel 1921 il presidente Pietro Corbella trasferir la
direzione e lamministrazione nella sede di Milano.
La nuova propriet del Casin d il via a un complesso programma di
rilancio dimmagine della struttura e di potenziamento del suo ruolo
di richiamo della clientela internazionale. Il motto del cav. Volont:
Non un giorno senza un divertimento comporta lallestimento di stagioni estive ricche di manifestazioni di qualit, in grado di soddisfare
le diverse esigenze degli ospiti. Nel 1920 il programma del Casin prevede la presenza di due compagnie di prosa, (la Compagnia di Armando Falconi e la Compagnia Carini) e lesperimento del Teatro dei Piccoli di Giuseppe Fanciulli. Completano lofferta il Trio Martinetti, due
orchestrine che si esibiscono due volte al giorno nellatrio e sotto i
portici della Fonte, la scuola di ballo, un concorso di bellezza infantile
e una serie di conferenze. In diverse occasioni gli spettacoli in programma sono abbinati a sottoscrizioni a favore del costruendo Tempio della Vittoria.
Cos scrive la rivista milanese Lidel a proposito delle novit introdotte
dalla gestione Volont: Il programma assai nuovo e geniale, che essa ha
annunciato e va realizzando, importa addirittura in San Pellegrino le caratteristiche di splendidezza e di fasto che illustrano le pi rinomate e frequenti villeggiature di Europa. Oltre ai concerti, che saranno dati, secon-

do la consuetudine, da valorosi musicisti italiani, alle feste di ballo, ai t


musico-danzanti, agli spettacoli di coreografia e di danza.40
In quello stesso anno riprende la campagna in favore del ripristino del
gioco dazzardo che, vietato nel Casin, continua a essere praticato in
bische clandestine, una delle quali viene scoperta nel 1920 dalla Questura di Bergamo che provvede a farla chiudere e a denunciarne i gestori.
Nel 1921, mentre la Societ Volont provvede a far sistemare linterno
del Casin, sanando le crepe e le scrostature che deturpano lo scalone,
il sindaco di San Pellegrino Annibale Lanfranconi si fa promotore di un
convegno a Pegli a cui partecipano una quarantina di comuni italiani intenzionati allapertura delle case da gioco nel loro territorio. Il convegno rispolvera in sostanza la proposta di legge del 1915 e sollecita lintervento del governo,41 ma daltra parte induce il Corriere della Sera a
svolgere uninchiesta sul gioco dazzardo in Italia, che ne evidenzia gli
aspetti negativi.
Chiamato direttamente in causa, Lanfranconi invia una lunga lettera al
quotidiano milanese, sostenendo tra laltro che, poich il gioco dazzardo impossibile da eliminare, il male minore la sua regolamentazione
mediante lapertura di case da gioco autorizzate e controllate, i cui proventi, fortemente tassati, possono giovare al pubblico interesse. Liniziativa non ottiene per leffetto sperato e con lavvento del fascismo il
tema delle case da gioco verr definitivamente accantonato.
Una positiva novit del 1921 linizio dellimpegno diretto del Comune
nellorganizzazione della stagione turistica, a fianco della Societ Volont. A questo scopo si costituisce una commissione composta dallassessore Emilio Tosetti per il Comune, dal prof. Carlo Biaggi per la
Pro San Pellegrino e dal cav. Giuseppe Imbastaro per la Societ Volont
con il compito di predisporre e coordinare le manifestazioni estive. Tra
gli interventi che riguardano il Casin: lapertura di un grande bar in
una sala laterale del piano terra; la presenza di due compagnie di prosa
(quelle di Dina Galli e Alda Borelli); lesecuzione di una serie di operette
e le proiezioni cinematografiche nel teatro quando non sono previsti altri spettacoli.
Negli anni seguenti sono poche le iniziative degne di nota: per tutti gli
anni Venti lattivit del Casin, come quella del resto del comparto turistico sanpellegrinese proseguir su un livello accettabile, basandosi
sui consueti spettacoli teatrali e musicali, ma senza introdurre proposte innovative in grado di far rivivere i fasti della belle poque.
Sul piano organizzativo, nel 1923 la Societ delle Terme riassume la gestione diretta dei Bagni e della Fonte, questo in seguito al deteriorarsi
dei rapporti con la Societ Volont, che poi assumer a sua volta la denominazione di Societ dei Grandi Alberghi e manterr la gestione di
Casin, Grand Hotel e Hotel Terme e Milano.

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

Non ci sono per particolari reazioni allordinanza ministeriale, salvo


sottolineare le incongruenze dello stato che vieta il gioco dazzardo organizzato dai privati mentre gestisce direttamente il lotto e le lotterie e
rilevare che la prima conseguenza del divieto sar il diffondersi di bische clandestine, prive di controllo e alla merc della malavita.
Nei mesi seguenti la questione viene messa da parte e daltronde le notizie provenienti dal fronte inducono a ben altre riflessioni: la disfatta
di Caporetto, lestrema difesa sul Piave e la difficile controffensiva del
1918 sono al centro dellattenzione e fino al termine della guerra anche
la questione del turismo passa in secondo ordine.

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tacoli.
Negli anni seguenti sono poche le iniziative degne di nota: per tutti gli anni Venti lattivit del Casin, come quella del resto del comparto turistico sanpellegrinese proseguir su un livello accettabile, basandosi sui consueti spettacoli teatrali e musicali, ma senza introdurre proposte
innovative in grado di far rivivere i fasti della belle poque.
Sul piano organizzativo, nel 1923 la Societ delle Terme riassume la gestione diretta dei Bagni e della Fonte, questo in seguito al deteriorarsi
dei rapporti con la Societ Volont, che poi assumer a sua volta la denominazione di Societ dei Grandi Alberghi e manterr la gestione di Casin, Grand Hotel e Hotel Terme e Milano.
Qualche anno pi tardi i rapporti tra le due aziende, regolati da una convenzione stipulata di fronte al commissario prefettizio del Comune, si
guasteranno a tal punto che per entrare alla Fonte e al Casin, pur passando per un unico cancello, sar necessario acquistare due diversi biglietti e ci sar causa di incomprensioni e attriti anche nei riguardi dei villeggianti.

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

8. La gestione del Casin negli anni del fascismo

36

A partire dalla seconda met degli anni Venti la gestione del turismo sanpellegrinese deve fare i conti con la presenza, a volte ingombrante, del
fascismo, che opera attraverso il Comune e gli organi di partito. In questo contesto, dopo un tentativo attuato tra il 1924 e il 1926 di ricostituire
la Pro San Pellegrino con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati allo sviluppo del turismo, un ruolo di rilievo assumer lAzienda Autonoma di Cura, Soggiorno e Turismo, istituita con decreto ministeriale dell8 maggio 1927, ma diventata operativa solo nel 1929, come diretta
emanazione del Comune e governata dal commissario prefettizio Ettore Lanfranconi, figlio di Annibale.
LAzienda Autonoma assumer un ruolo di coordinamento e di attuazione delle iniziative turistiche, allestendo un calendario degli appuntamenti
mediante la costituzione di un Comitato per i festeggiamenti, composto dal podest (o dal commissario prefettizio) del Comune, dal segretario
politico del partito, dal direttore del Grand Hotel e da un rappresentante dei villeggianti.
Nel luglio del 1927 il Casin ospita il Ballo della Moda, patrocinato dalla rivista Lidel. Alla manifestazione XXX partecipano i nomi pi conosciuti
dellalta societ bergamasca e milanese riuniti nel salone delle feste decorato per loccasione come un variopinto angolo duna serra. Il consuntivo che ne fornisce la rivista milanese sembra riportarci agli anni della belle poque: Nel magnifico Kursaal di San Pellegrino si svolto
lannunciato Ballo della Moda. Raramente si veduta una festa improntata a maggiore cordialit e distinzione, per il brio e leleganza degli intervenuti [...]. Nel ridente e delizioso soggiorno di San Pellegrino, ove impera, nume benefico e provvidenziale, il comm. Volont, era convenuta
appositamente, per prendere parte al ballo, una schiera di gentili dame e cavalieri. Le danze, iniziatesi animatissime, furono interrotte per alcune esibizioni degli ultimissimi balli [...]. Quando poi incominci il cotillon, la festa assunse un tono di allegria e di... rumore vivacissimo [...].
Soltanto verso lalba gli intervenuti cominciarono a lasciare le sale.42
Landamento turistico di quegli anni abbastanza buono: nellestate 1929 si contano 7.740 arrivi, ridottisi per lanno successivo a 6.022; la
crisi mondiale del 1929 influir notevolmente sulle stagioni successive.
In quel periodo il ruolo del Casin si appiattisce su iniziative di routine: le solite serate danzanti, operette, concerti vocali e strumentali, variet,
gare da ballo, ricevimenti, che denotano lassenza di idee innovative e investimenti adeguati.
Un grosso colpo alla potenzialit della struttura viene inferto da una grossa frana che colpisce il teatro il 28 ottobre 1928. Una gran quantit di
detriti, sassi e alberi si stacca dal pendio retrostante il teatro e ne sfonda le pareti nellarea corrispondete al palco che viene invaso da materiale
di frana. XXX I danni sono notevoli e determinano una lunga sospensione delle attivit teatrali.43 I lavori di restauro saranno completati solo due
anni dopo, in tempo per lavvio della stagione estiva del 1931.
Nel frattempo i rapporti con i gestori della Fonte diventano sempre pi tesi e la Societ dei Grandi Alberghi, alle prese con gravi problemi di bilancio, deve fare i conti con le forze unite di Societ delle Terme e Azienda Autonoma, intenzionate a sgombrare il campo da ogni ostacolo che
limiti i loro obiettivi di riorganizzazione generale del turismo sanpellegrinese. In particolare si vuole che il Casin acquisti unautonomia di gestione e di funzionamento in grado di rilanciarne limmagine e di eliminare gli inconvenienti e le lamentele di cui oggetto da alcuni anni.
Nel 1933 si ha la misura di come il turismo locale sia sempre pi legato alla politica fascista: il 9 agosto il paese viene invaso da una carovana
di un migliaio di gitanti giunti da Genova con due treni speciali messi a disposizione dal Ministero delle Comunicazioni. la comunit pi numerosa che sia mai arrivata in paese in un solo giorno.
IL CASIN DIVENTA COMUNALE
Allinizio del 1934 la Societ dei Grandi Alberghi, malgrado il sostegno delle banche, costretta al fallimento e viene messa in liquidazione. Il
Casin e il Grand Hotel passano alla creditrice Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde che li affida alla gestione unica del cav. Arturo
Schisano, mentre lHotel Terme e Milano diventa di propriet della Societ delle Terme.

8. La gestione del Casin negli anni del fascismo


A partire dalla seconda met degli anni Venti la gestione del turismo
sanpellegrinese deve fare i conti con la presenza, a volte ingombrante,
del fascismo, che opera attraverso il Comune e gli organi di partito. In
questo contesto, dopo un tentativo attuato tra il 1924 e il 1926 di ricostituire la Pro San Pellegrino con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati allo sviluppo del turismo, un ruolo di rilievo assumer lAzienda Autonoma di Cura, Soggiorno e Turismo, istituita con decreto ministeriale dell8 maggio 1927, ma diventata operativa solo nel 1929, come
diretta emanazione del Comune e governata dal commissario prefettizio Ettore Lanfranconi, figlio di Annibale.
LAzienda Autonoma assumer un ruolo di coordinamento e di attuazione delle iniziative turistiche, allestendo un calendario degli appuntamenti mediante la costituzione di un Comitato per i festeggiamenti,
composto dal podest (o dal commissario prefettizio) del Comune, dal
segretario politico del partito, dal direttore del Grand Hotel e da un rappresentante dei villeggianti.
Nel luglio del 1927 il Casin ospita il Ballo della Moda, patrocinato dalla rivista Lidel. Alla manifestazione partecipano i nomi pi conosciuti
dellalta societ bergamasca e milanese riuniti nel salone delle feste
decorato per loccasione come un variopinto angolo duna serra. Il
consuntivo che ne fornisce la rivista milanese sembra riportarci agli
anni della belle poque: Nel magnifico Kursaal di San Pellegrino si
svolto lannunciato Ballo della Moda. Raramente si veduta una festa
improntata a maggiore cordialit e distinzione, per il brio e leleganza
degli intervenuti [...]. Nel ridente e delizioso soggiorno di San Pellegrino, ove impera, nume benefico e provvidenziale, il comm. Volont, era
convenuta appositamente, per prendere parte al ballo, una schiera di
gentili dame e cavalieri. Le danze, iniziatesi animatissime, furono interrotte per alcune esibizioni degli ultimissimi balli [...]. Quando poi incominci il cotillon, la festa assunse un tono di allegria e di... rumore vivacissimo [...]. Soltanto verso lalba gli intervenuti cominciarono a lasciare le sale.42
Landamento turistico di quegli anni abbastanza buono: nellestate
1929 si contano 7.740 arrivi, ridottisi per lanno successivo a 6.022; la

crisi mondiale del 1929 influir notevolmente sulle stagioni successive.


In quel periodo il ruolo del Casin si appiattisce su iniziative di routine:
le solite serate danzanti, operette, concerti vocali e strumentali, variet, gare da ballo, ricevimenti, che denotano lassenza di idee innovative
e investimenti adeguati.
Un grosso colpo alla potenzialit della struttura viene inferto da una
grossa frana che colpisce il teatro il 28 ottobre 1928. Una gran quantit di detriti, sassi e alberi si stacca dal pendio retrostante il teatro e
ne sfonda le pareti nellarea corrispondete al palco che viene invaso
da materiale di frana. I danni sono notevoli e determinano una lunga
sospensione delle attivit teatrali.43 I lavori di restauro saranno completati solo due anni dopo, in tempo per lavvio della stagione estiva
del 1931.
Nel frattempo i rapporti con i gestori della Fonte diventano sempre pi
tesi e la Societ dei Grandi Alberghi, alle prese con gravi problemi di bilancio, deve fare i conti con le forze unite di Societ delle Terme e
Azienda Autonoma, intenzionate a sgombrare il campo da ogni ostacolo che limiti i loro obiettivi di riorganizzazione generale del turismo
sanpellegrinese. In particolare si vuole che il Casin acquisti unautonomia di gestione e di funzionamento in grado di rilanciarne limmagine e di eliminare gli inconvenienti e le lamentele di cui oggetto da alcuni anni.
Nel 1933 si ha la misura di come il turismo locale sia sempre pi legato
alla politica fascista: il 9 agosto il paese viene invaso da una carovana
di un migliaio di gitanti giunti da Genova con due treni speciali messi a
disposizione dal Ministero delle Comunicazioni. la comunit pi numerosa che sia mai arrivata in paese in un solo giorno.
IL CASIN DIVENTA COMUNALE
Allinizio del 1934 la Societ dei Grandi Alberghi, malgrado il sostegno
delle banche, costretta al fallimento e viene messa in liquidazione. Il
Casin e il Grand Hotel passano alla creditrice Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde che li affida alla gestione unica del cav. Arturo
Schisano, mentre lHotel Terme e Milano diventa di propriet della Societ delle Terme.
La prima conseguenza per i turisti che lingresso alla Fonte e alla visita del Casin pu avvenire con un unico biglietto; unica limitazione,
lobbligo di acquisto di un altro biglietto in occasione degli spettacoli
del Casin, dalle ore 22 alle 24, con diritto a una consumazione al bar
interno.
La Cassa di Risparmio tiene il Casin solo per un paio danni, poi, nel
1936, in seguito a una trattativa bonaria sostenuta dai buoni uffici del
prefetto, ledificio viene ceduto al Comune, a condizioni eccezional-

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

Qualche anno pi tardi i rapporti tra le due aziende, regolati da una


convenzione stipulata di fronte al commissario prefettizio del Comune,
si guasteranno a tal punto che per entrare alla Fonte e al Casin, pur
passando per un unico cancello, sar necessario acquistare due diversi biglietti e ci sar causa di incomprensioni e attriti anche nei riguardi
dei villeggianti.

37

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme


38

Manifesto
pubblicitario degli
anni Trenta

PAGINA SEGUENTE

Il 28 luglio 1940
sul piazzale
del Casin
di San Pellegrino
si svolse
unimponente
manifestazione
patriottica
italo-tedesca,
conclusa
con i discorsi
del nazista
Schwintzer
e del fascista
Giuseppe Beratto

La prima conseguenza per i turisti che lingresso alla Fonte e alla visita del Casin pu avvenire con un
unico biglietto; unica limitazione, lobbligo di acquisto di un altro biglietto in occasione degli spettacoli
del Casin, dalle ore 22 alle 24, con diritto a una consumazione al bar interno.
La Cassa di Risparmio tiene il Casin solo per un paio danni, poi, nel 1936, in seguito a una trattativa
bonaria sostenuta dai buoni uffici del prefetto, ledificio viene ceduto al Comune, a condizioni eccezionalmente vantaggiose - sono parole del Giornale - assieme ai mezzi necessari per avviare una serie di
adeguamenti alle strutture che denotano problemi di stabilit e necessitano di essere messe in sicurezza.
Nel 1937 il piano superiore del Casin Municipale (cos verr chiamato da allora in poi) viene chiuso al
pubblico e sottoposto a lavori di sistemazione che interessano in particolare le fondamenta dello scalone
di accesso. Sotto lo scalone erano state rilevate diverse crepe che ne mettevano in pericolo la stabilit,
rendendo necessaria la posa di piloni di sostegno, previa demolizione e successivo rifacimento della gradinata.
I lavori si concludono con la riapertura ufficiale del 10 luglio che avvia una stagione ricca di concerti, veglie danzanti, variet, serate di gala e una mostra dello scultore bergamasco Giovanni Siccardi, allestita
nella sala lettura del primo piano.
Notevole successo riscuote le veglia di ferragosto a cui partecipano circa 400 persone e che si prolunga
fino alle quattro del mattino, con grande soddisfazione del Circolo Privato Forestieri, a cui affidata la gestione del salone delle feste. Erano anni che il meraviglioso ambiente non accoglieva, nei suoi locali superiori, una cos splendida folla per unancor pi splendida festa - scrive il Giornale - erano anni che lo
scalone donore non appariva pi sfolgorante di tutte le sue luci inebrianti... Era forse un decennio che il
maggior salone superiore del Casin non accoglieva una signorile moltitudine da veglie principesche come quella di sabato notte.44
Durante il successivo periodo di chiusura vengono eseguiti altri lavori, su progetto De Beni-Omacini: sono
relativi allarea esterna e riguardano la posa di pilastri di sostegno e lerezione di due grossi rifianchi che
consolidano le strutture portanti; altri interventi sono eseguiti nella zona della pinetina.
Dopo questi restauri lattivit del Casin riprende a pieno regime, quantunque le proposte elaborate dal
Comune e dallAzienda Autonoma non siano paragonabili a quelle degli anni migliori. La clientela della
stazione termale non pi cos selezionata ed elitaria come durante la belle poque e non paragonabile nemmeno a quella degli anni Venti;
adesso arrivano in paese anche le famiglie della piccola borghesia e della classe dirigente fascista che hanno ben poco da spartire con il bel
mondo italiano ed internazionale degli anni doro. Un segnale inequivocabile di questo declassamento che coinvolge direttamente il Casin la
norma fascista che impone il biglietto dingresso a due lire, un quota popolare, accessibile a tutti, che determina lafflusso indifferenziato di
ogni categoria sociale e che infligge un duro colpo allimmagine esclusiva del palazzo, al punto che da pi parti viene evidenziata la necessit
di intervenire per garantire una minima decenza esteriore, conforme al decoro dellambiente.
Il pubblico pu frequentare in quegli anni le sale di lettura, scrittura e conversazione situate al piano superiore, pu seguire lezioni di danza moderna e pu divertirsi giocando a carte e partecipando a gare di minigolf a totalizzatore. Periodicamente sono in programma spettacoli teatrali
e doperetta e ogni giorno si pu prendere parte allaperitivo danzante. Sono le ultime stagioni allinsegna dello svago e del divertimento: con il
1940 le cose muteranno radicalmente.
Lingresso in guerra dellItalia, nel giugno di quellanno, impone un deciso abbassamento di tono e la parola dordine di presentare un turismo
inteso come soggiorno di raccoglimento e riposo. Sono banditi i divertimenti, sostituiti da onesti svaghi, assolutamente conciliabili con la
morale disciplina di emergenza, sono vietati i balli, ma consentito di proporre spettacoli di variet, purch sobrii e castigati.
Le strutture ricettive del paese devono accogliere gli sfollati, il cui numero diverr via via pi numeroso, al punto da influenzare sensibilmente
la vita del paese. Nel 1942, proprio per consentire a queste persone, generalmente non facoltose, di visitare il Casin, il biglietto dingresso verr ridotto a una lira.
La guerra influisce significativamente sulla vita pubblica. Il 28 luglio 1940 il Casin ospita unimponente manifestazione patriottica italo-tedesca: una lunga schiera di balilla, piccole italiane, giovani fasciste, giovani italiani del littorio, massaie rurali, combattenti, mutilati, dopolavoristi, donne fasciste e gerarchi, con banda, labari e gagliardetti, raggiunge in corteo il piazzale antistante ledificio, per ascoltare i discorsi
del nazista Schwintzer e del fascista Giuseppe Beratto.
Di l a poco, dopo l8 settembre 1943, San Pellegrino diverr una piccola capitale della neocostituita Repubblica Sociale Italiana, con la presenza di ministeri e presidi militari della G.N.R. e delle Brigate Nere, ai quali si aggiunger la Kommandantur tedesca, con milizie addestrate a dare
la caccia ai partigiani.

circa 400 persone e che si prolunga fino alle quattro del mattino, con
grande soddisfazione del Circolo Privato Forestieri, a cui affidata la
gestione del salone delle feste. Erano anni che il meraviglioso ambiente
non accoglieva, nei suoi locali superiori, una cos splendida folla per
unancor pi splendida festa - scrive il Giornale - erano anni che lo scalone donore non appariva pi sfolgorante di tutte le sue luci inebrianti...
Era forse un decennio che il maggior salone superiore del Casin non accoglieva una signorile moltitudine da veglie principesche come quella di
sabato notte.44
Durante il successivo periodo di chiusura vengono eseguiti altri lavori,
su progetto De Beni-Omacini: sono relativi allarea esterna e riguardano la posa di pilastri di sostegno e lerezione di due grossi rifianchi che
consolidano le strutture portanti; altri interventi sono eseguiti nella zona della pinetina.
Dopo questi restauri lattivit del Casin riprende a pieno regime,

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

mente vantaggiose - sono parole del Giornale - assieme ai mezzi necessari per avviare una serie di adeguamenti alle strutture che denotano
problemi di stabilit e necessitano di essere messe in sicurezza.
Nel 1937 il piano superiore del Casin Municipale (cos verr chiamato da allora in poi) viene chiuso al pubblico e sottoposto a lavori di sistemazione che interessano in particolare le fondamenta dello scalone di accesso. Sotto lo scalone erano state rilevate diverse crepe che
ne mettevano in pericolo la stabilit, rendendo necessaria la posa di
piloni di sostegno, previa demolizione e successivo rifacimento della
gradinata.
I lavori si concludono con la riapertura ufficiale del 10 luglio che avvia
una stagione ricca di concerti, veglie danzanti, variet, serate di gala e
una mostra dello scultore bergamasco Giovanni Siccardi, allestita nella
sala lettura del primo piano.
Notevole successo riscuote le veglia di ferragosto a cui partecipano

39

9. Il secondo dopoguerra e le iniziative culturali

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

Negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale gli amministratori di San Pellegrino si posero il problema del rilancio del
turismo locale e della valorizzazione delle strutture ricettive. Le difficolt economiche del dopoguerra e le ristrettezze di bilancio non consentirono di predisporre progetti impegnativi, anche perch cerano parecchie incognite circa la reale rispondenza dei potenziali utenti alle proposte
turistiche.
Quanto al Casin, lamministrazione presieduta dal sindaco Piero Albergoni, attesa la disastrosa situazione di bilancio e la necessit di opere
straordinarie di pubblica utilit, ritenne praticabile la strada della riapertura del gioco dazzardo. Con una delibera del 28 novembre 1945 la
Giunta diede incarico al sindaco di avviare presso il governo le pratiche necessarie per ottenere, in deroga alle vigenti disposizioni di legge, lautorizzazione a organizzare il gioco. Nel frattempo fu emesso un bando per lindividuazione di un soggetto che potesse gestire materialmente le
roulettes e gli altri giochi nelle sale del Casin. Tra i concorrenti furono selezionati due gruppi finanziari che offrirono al Comune rispettivamente
il 58 e il 60 per cento degli incassi lordi giornalieri. Il 22 dicembre la Giunta incaric il sindaco di individuare il
gruppo assegnatario della concessione e di stipulare con questo un accordo preliminare, in attesa di perfezionarlo una volta ottenuta lautorizzazione ministeriale.45
Ma questa non arriver mai. Tuttavia nellestate del 1947 la pratica del gioco dazzardo fu effettivamente avviata, ma venne bloccata dopo un breve periodo dallautorit giudiziaria, in attesa di una nuova legislazione in materia che in seguito non pi stata adottata.
Le scelte degli amministratori di quegli anni si orientarono in una direzione diversa, privilegiando lutilizzo del
Casin per iniziative di carattere culturale e congressuale, a complemento dei consueti spettacoli di intrattenimento.

40

GLI INCONTRI DI POESIA

Il Casin e il
Grand Hotel negli
anni Cinquanta

Sul piano culturale, tra il 1946 e il 1950, le sale del Casin ospitarono cinque edizioni del Premio di Poesia San
Pellegrino, riservato a opere inedite di poeti italiani di tendenza moderna, ai quali non fossero gi stati assegnati altri premi.
Promotori delliniziativa, il sindaco Gian Pietro Galizzi e Lionello Fiumi, fondatore della rivista di lettere e arti Misura, nata proprio nel 1946 per rilanciare il ruolo della poesia dopo lo sfacelo morale e culturale degli anni della
guerra.
Alle cinque edizioni del Premio parteciparono centinaia di giovani poeti, alcuni dei quali, come David Maria Turoldo, Corrado Govoni e Elio Filippo Accrocca, svolgeranno poi un ruolo significativo nella letteratura italiana del
secondo Novecento.
Nel 1946 vinsero ex aequo Luigi Bartolini, Giacomo Falco e Fernanda Reglia Fassy; lanno seguente David Maria
Turoldo, Mario Stefanile e Maria Lilith; nel 1948 Elpidio Jenco; nel 1949 Gaetano Arcangeli e Pierluigi Mariani; nel
1950 Luigi Fiorentino e Carlo Martini. Questultimo anno registr ladesione di ben 309 concorrenti, a testimonianza del livello di popolarit raggiunto dal Premio, ma liniziativa venne poi lasciata cadere, a causa del disimpegno degli enti turistici di Bergamo e di San Pellegrino, che polemicamente lasciarono lincombenza sulle spalle dellAmministrazione Comunale, che non pot continuare per motivi finanziari, pur con il dispiacere del sindaco- fondatore prof. Galizzi.46
Nel 1954 le sale del Casin tornarono alla ribalta della cultura nazionale con una singolare e fortunata iniziativa che ebbe una vasta eco e un
grosso consenso di pubblico e di critica: gli Incontri letterari, durante i quali una quindicina di giovani scrittori e poeti italiani furono presentati da altrettanti letterati di successo i quali, al termine di una serie di incontri, discussioni, dibattiti e letture di testi poetici e letterari inediti,
distribuiti su quattro giornate, assegnarono i premi a Rocco Scotellaro (alla memoria) e Umberto Bellistani.
In quei giorni il Casin divenne il centro della cultura italiana, perch gli organizzatori seppero riunire i migliori autori in assoluto e quelli che
lo sarebbero diventati nella seconda met del secolo. Tra le varie coppie: Emilio Cecchi-Giorgio Bassani; Giuseppe Ungaretti-Andrea Zanzotto;
Giovanni Comisso-Goffredo Parise; Leonida Repaci-Italo Calvino; Maria Bellonci-Luigi Incoronato; Alba de Cespedes-Lucio Paride Rombi; Eugenio Montale-Lucio Piccolo; Guido Piovene-Enzo Bettiza; Diego Valeri-Guido Lopez.
Tra gli altri ospiti illustri: Corrado Alvaro, Oreste del Buono, Francesco Flora, Alfonso Gatto, Umberto Bellistani, Rocco Scotellaro.
Un cenno a parte merita Giuseppe Tomasi di Lampedusa, venuto a San Pellegrino con il cugino Lucio Piccolo, che gli present Giorgio Bassani
e Maria Bellonci. Fu proprio a seguito degli stimoli ricevuti dai colleghi durante gli incontri letterari ospitati nelle sale del Casin che Lampedusa
inizi a scrivere il suo unico romanzo, a X cui pensava da tempo, Il gattopardo, un assoluto capolavoro della letteratura italiana, ultimato nel
1956 e pubblicato postumo da Feltrinelli nel 1958.

9. Il secondo dopoguerra e le iniziative culturali


Negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale gli
amministratori di San Pellegrino si posero il problema del rilancio del
turismo locale e della valorizzazione delle strutture ricettive. Le difficolt economiche del dopoguerra e le ristrettezze di bilancio non consentirono di predisporre progetti impegnativi, anche perch cerano
parecchie incognite circa la reale rispondenza dei potenziali utenti alle
proposte turistiche.
Quanto al Casin, lamministrazione presieduta dal sindaco Piero Albergoni, attesa la disastrosa situazione di bilancio e la necessit di opere straordinarie di pubblica utilit, ritenne praticabile la strada della
riapertura del gioco dazzardo. Con una delibera del 28 novembre 1945
la Giunta diede incarico al sindaco di avviare presso il governo le pratiche necessarie per ottenere, in deroga alle vigenti disposizioni di legge,
lautorizzazione a organizzare il gioco. Nel frattempo fu emesso un bando per lindividuazione di un soggetto che potesse gestire materialmente le roulettes e gli altri giochi nelle sale del Casin. Tra i concorrenti furono selezionati due gruppi finanziari che offrirono al Comune
rispettivamente il 58 e il 60 per cento degli incassi lordi giornalieri. Il 22
dicembre la Giunta incaric il sindaco di individuare il gruppo assegnatario della concessione e di stipulare con questo un accordo preliminare, in attesa di perfezionarlo una volta ottenuta lautorizzazione ministeriale.45
Ma questa non arriver mai. Tuttavia nellestate del 1947 la pratica del
gioco dazzardo fu effettivamente avviata, ma venne bloccata dopo un
breve periodo dallautorit giudiziaria, in attesa di una nuova legislazione in materia che in seguito non pi stata adottata.
Le scelte degli amministratori di quegli anni si orientarono in una direzione diversa, privilegiando lutilizzo del Casin per iniziative di carattere culturale e congressuale, a complemento dei consueti spettacoli di
intrattenimento.
GLI INCONTRI DI POESIA
Sul piano culturale, tra il 1946 e il 1950, le sale del Casin ospitarono
cinque edizioni del Premio di Poesia San Pellegrino, riservato a opere
inedite di poeti italiani di tendenza moderna, ai quali non fossero gi
stati assegnati altri premi.
Promotori delliniziativa, il sindaco Gian Pietro Galizzi e Lionello Fiumi,
fondatore della rivista di lettere e arti Misura, nata proprio nel 1946 per
rilanciare il ruolo della poesia dopo lo sfacelo morale e culturale degli
anni della guerra.
Alle cinque edizioni del Premio parteciparono centinaia di giovani poe-

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

quantunque le proposte elaborate dal Comune e dallAzienda Autonoma non siano paragonabili a quelle degli anni migliori. La clientela della
stazione termale non pi cos selezionata ed elitaria come durante la
belle poque e non paragonabile nemmeno a quella degli anni Venti;
adesso arrivano in paese anche le famiglie della piccola borghesia e
della classe dirigente fascista che hanno ben poco da spartire con il bel
mondo italiano ed internazionale degli anni doro. Un segnale inequivocabile di questo declassamento che coinvolge direttamente il Casin
la norma fascista che impone il biglietto dingresso a due lire, un quota
popolare, accessibile a tutti, che determina lafflusso indifferenziato di
ogni categoria sociale e che infligge un duro colpo allimmagine esclusiva del palazzo, al punto che da pi parti viene evidenziata la necessit di intervenire per garantire una minima decenza esteriore, conforme al decoro dellambiente.
Il pubblico pu frequentare in quegli anni le sale di lettura, scrittura e
conversazione situate al piano superiore, pu seguire lezioni di danza
moderna e pu divertirsi giocando a carte e partecipando a gare di minigolf a totalizzatore. Periodicamente sono in programma spettacoli
teatrali e doperetta e ogni giorno si pu prendere parte allaperitivo
danzante. Sono le ultime stagioni allinsegna dello svago e del divertimento: con il 1940 le cose muteranno radicalmente.
Lingresso in guerra dellItalia, nel giugno di quellanno, impone un deciso abbassamento di tono e la parola dordine di presentare un turismo inteso come soggiorno di raccoglimento e riposo. Sono banditi i
divertimenti, sostituiti da onesti svaghi, assolutamente conciliabili con
la morale disciplina di emergenza, sono vietati i balli, ma consentito
di proporre spettacoli di variet, purch sobrii e castigati.
Le strutture ricettive del paese devono accogliere gli sfollati, il cui numero diverr via via pi numeroso, al punto da influenzare sensibilmente la vita del paese. Nel 1942, proprio per consentire a queste persone, generalmente non facoltose, di visitare il Casin, il biglietto dingresso verr ridotto a una lira.
La guerra influisce significativamente sulla vita pubblica. Il 28 luglio
1940 il Casin ospita unimponente manifestazione patriottica italo-tedesca: una lunga schiera di balilla, piccole italiane, giovani fasciste, giovani italiani del littorio, massaie rurali, combattenti, mutilati, dopolavoristi, donne fasciste e gerarchi, con banda, labari e gagliardetti, raggiunge in corteo il piazzale antistante ledificio, per ascoltare i discorsi
del nazista Schwintzer e del fascista Giuseppe Beratto.
Di l a poco, dopo l8 settembre 1943, San Pellegrino diverr una piccola
capitale della neocostituita Repubblica Sociale Italiana, con la presenza di ministeri e presidi militari della G.N.R. e delle Brigate Nere, ai quali
si aggiunger la Kommandantur tedesca, con milizie addestrate a dare
la caccia ai partigiani.

41

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

I CONGRESSI MEDICI E I CONVEGNI POLITICI

42

Laltra destinazione del Casin in quegli anni furono i congressi medici che vi si svolsero costantemente dal 1947 alla fine degli anni Sessanta. Oltre alla serie dei congressi delle Societ Medico-Chirurgiche e Ospedaliere Lombarde, vanno segnalati i congressi delle Associazioni di Idroclimatologia
e Idrologia, il Raduno Internazionale di Radiologia, il Congresso Internazionale di Radiologia e Chirurgia Pediatrica, il Congresso di Traumatologia Infantile e il Congresso delle Societ dIgiene Italiane.
Accanto a quelli medici, una parte di rilievo ebbero i convegni politici, organizzati al Casin per iniziativa dellon. Giovani Battista Scaglia, allora vicesegretario nazionale della Democrazia Cristiana
e poi pi volte ministro.
Di notevole importanza furono il Congresso dei Sindaci e Amministratori Italiani, presieduto dal ministro dellInterno on. Mario Scelba, nel 1951, e il Convegno sulla Montagna, promosso nel 1953
dallon. Tarcisio Pacati e presieduto dallon. Mariano Rumor, che ebbe lonore della visita del cardinal
Angelo Giuseppe Roncalli, patriarca di Venezia, presente in quei giorni a San Pellegrino.
Tra i 1961 e il 1963 il Casin ospit tre convegni nazionali di studio della Democrazia Cristiana, con
la partecipazione dei principali esponenti politici e di governo, da Aldo Moro ad Amintore Fanfani, a
Giovanni Leone, a Giulio Andreotti. Le relazioni e i dibattiti che si svolsero in quegli anni frono i presupposti per la decisiva svolta politica degli anni Sessanta, con lapertura della D.C. ai Socialisti e
la nascita dei governi di centro-sinistra.
Nel frattempo lattenzione dellamministrazione comunale era rivolta alla conservazione delle strutture del Casin che denotava problemi di stabilit. Negli anni Cinquanta furono effettuati una serie
Il cardinale Angelo
Giuseppe Roncalli
al Casin
il 5 settembre 1953
in occasione
della chiusura
del Convegno
nazionale
sulla Montagna

Il leader
democristiano
Amintore Fanfani
fotografato al
Casin in occasione
di un convegno
di studio del
suo partito
il 15 settembre 1961

I CONGRESSI MEDICI E I CONVEGNI POLITICI


Laltra destinazione del Casin in quegli anni furono i congressi medici
che vi si svolsero costantemente dal 1947 alla fine degli anni Sessanta.
Oltre alla serie dei congressi delle Societ Medico-Chirurgiche e Ospe-

daliere Lombarde, vanno segnalati i congressi delle Associazioni di


Idroclimatologia e Idrologia, il Raduno Internazionale di Radiologia, il
Congresso Internazionale di Radiologia e Chirurgia Pediatrica, il Congresso di Traumatologia Infantile e il Congresso delle Societ dIgiene
Italiane.
Accanto a quelli medici, una parte di rilievo ebbero i convegni politici,
organizzati al Casin per iniziativa dellon. Giovani Battista Scaglia, allora vicesegretario nazionale della Democrazia Cristiana e poi pi volte
ministro.
Di notevole importanza furono il Congresso dei Sindaci e Amministratori Italiani, presieduto dal ministro dellInterno on. Mario Scelba, nel
1951, e il Convegno sulla Montagna, promosso nel 1953 dallon. Tarcisio
Pacati e presieduto dallon. Mariano Rumor, che ebbe lonore della visita del cardinal Angelo Giuseppe Roncalli, patriarca di Venezia, presente
in quei giorni a San Pellegrino.
Tra i 1961 e il 1963 il Casin ospit tre convegni nazionali di studio della
Democrazia Cristiana, con la partecipazione dei principali esponenti
politici e di governo, da Aldo Moro ad Amintore Fanfani, a Giovanni
Leone, a Giulio Andreotti. Le relazioni e i dibattiti che si svolsero in quegli anni frono i presupposti per la decisiva svolta politica degli anni Sessanta, con lapertura della D.C. ai Socialisti e la nascita dei governi di
centro-sinistra.
Nel frattempo lattenzione dellamministrazione comunale era rivolta
alla conservazione delle strutture del Casin che denotava problemi di
stabilit. Negli anni Cinquanta furono effettuati una serie di lavori di
consolidamento e di manutenzione straordinaria e in particolare nel
1957 fu sistemata lesedra sinistra e nel 1958 furono compiuti lavori nel
teatro e fu installato il nuovo ascensore.
Malgrado questi interventi il Casin diverr negli anni successivi lassillo costante degli amministratori, messi di fronte alla necessit di
conservare questa straordinaria struttura, ma alle prese con le croniche difficolt di bilancio che non consentivano di mettere in atto interventi efficaci e definitivi.

10. Gli ultimi decenni del Novecento


Dallinizio degli anni Settanta si contano progetti e opere di manutenzione a cadenza pressoch annuale. Nel 1970 viene approvato il progetto di sistemazione e ampliamento del teatro, nellottica del suo utilizzo principale come sala convegni, adeguandolo in tal modo alle esigenze del turismo culturale. Nel 1971 viene approvato il progetto di
impermeabilizzazione del tetto mediante la posa di una guaina elastica sopra uno strato di materiale coibente appoggiato a sua volta su un

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

ti, alcuni dei quali, come David Maria Turoldo, Corrado Govoni e Elio Filippo Accrocca, svolgeranno poi un ruolo significativo nella letteratura
italiana del secondo Novecento.
Nel 1946 vinsero ex aequo Luigi Bartolini, Giacomo Falco e Fernanda
Reglia Fassy; lanno seguente David Maria Turoldo, Mario Stefanile e
Maria Lilith; nel 1948 Elpidio Jenco; nel 1949 Gaetano Arcangeli e Pierluigi Mariani; nel 1950 Luigi Fiorentino e Carlo Martini. Questultimo anno registr ladesione di ben 309 concorrenti, a testimonianza del livello di popolarit raggiunto dal Premio, ma liniziativa venne poi lasciata
cadere, a causa del disimpegno degli enti turistici di Bergamo e di San
Pellegrino, che polemicamente lasciarono lincombenza sulle spalle
dellAmministrazione Comunale, che non pot continuare per motivi finanziari, pur con il dispiacere del sindaco- fondatore prof. Galizzi.46
Nel 1954 le sale del Casin tornarono alla ribalta della cultura nazionale
con una singolare e fortunata iniziativa che ebbe una vasta eco e un
grosso consenso di pubblico e di critica: gli Incontri letterari, durante
i quali una quindicina di giovani scrittori e poeti italiani furono presentati da altrettanti letterati di successo i quali, al termine di una serie di
incontri, discussioni, dibattiti e letture di testi poetici e letterari inediti,
distribuiti su quattro giornate, assegnarono i premi a Rocco Scotellaro
(alla memoria) e Umberto Bellistani.
In quei giorni il Casin divenne il centro della cultura italiana, perch
gli organizzatori seppero riunire i migliori autori in assoluto e quelli
che lo sarebbero diventati nella seconda met del secolo. Tra le varie
coppie: Emilio Cecchi-Giorgio Bassani; Giuseppe Ungaretti-Andrea Zanzotto; Giovanni Comisso-Goffredo Parise; Leonida Repaci-Italo Calvino;
Maria Bellonci-Luigi Incoronato; Alba de Cespedes-Lucio Paride Rombi; Eugenio Montale-Lucio Piccolo; Guido Piovene-Enzo Bettiza; Diego
Valeri-Guido Lopez.
Tra gli altri ospiti illustri: Corrado Alvaro, Oreste del Buono, Francesco
Flora, Alfonso Gatto, Umberto Bellistani, Rocco Scotellaro.
Un cenno a parte merita Giuseppe Tomasi di Lampedusa, venuto a San
Pellegrino con il cugino Lucio Piccolo, che gli present Giorgio Bassani
e Maria Bellonci. Fu proprio a seguito degli stimoli ricevuti dai colleghi
durante gli incontri letterari ospitati nelle sale del Casin che Lampedusa inizi a scrivere il suo unico romanzo, a cui pensava da tempo, Il
gattopardo, un assoluto capolavoro della letteratura italiana, ultimato
nel 1956 e pubblicato postumo da Feltrinelli nel 1958.

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Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

La giuria tecnica
e i finalisti della
prima edizione
(anno 1987)
del Premio
Nazionale
di Poesia Citt
di San Pellegrino
Terme.
Da destra:
Lucio Klobas,
David Maria
Turoldo,
Domenico Rea,
Alberico Sala,
Curzia Ferrari,
Viviane
Lamarque,
Giampiero
Benigni,
Valerio Magrelli,
Luciano Luisi,
Bonaventura
Foppolo

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di lavori di consolidamento e di manutenzione straordinaria e in particolare nel 1957 fu sistemata lesedra sinistra e nel 1958 furono compiuti
lavori nel teatro e fu installato il nuovo ascensore.
Malgrado questi interventi il Casin diverr negli anni successivi lassillo costante degli amministratori, messi di fronte alla necessit di conservare questa straordinaria struttura, ma alle prese con le croniche difficolt di bilancio che non consentivano di mettere in atto interventi efficaci e definitivi.

10. Gli ultimi decenni del Novecento

PAGINA SEGUENTE

Il presentatore
Pippo Baudo
nel corso di uno
spettacolo
al Casin negli
anni Settanta

Dallinizio degli anni Settanta si contano progetti e opere di manutenzione a cadenza pressoch annuale. Nel 1970 viene approvato il progetto
di sistemazione e ampliamento del teatro, nellottica del suo utilizzo principale come sala convegni, adeguandolo in tal modo alle esigenze del
turismo culturale. Nel 1971 viene approvato il progetto di impermeabilizzazione del tetto mediante la posa di una guaina elastica sopra uno
strato di materiale coibente appoggiato a sua volta su un tappeto protettivo di carton feltro adatto a creare una barriera anticondensa. I lavori,
del costo di 58 milioni di lire, sono appaltati ed eseguiti due anni dopo. Nel 1974 viene deliberato un intervento per eliminare infiltrazioni dacqua nelle due esedre; nel 1977 vengono stanziati 52 milioni per sistemare gli stucchi della sala congressi e rinnovare limpianto elettrico; nel
1979 vengono finanziati altri interventi per il tetto e tra il 1981 e il 1983 sono completati i restauri del teatro, con una spesa di 74 milioni.
Sul piano gestionale una svolta significativa si ha nel 1987, quando a seguito della legge regionale che abolisce le Aziende Autonome, il Comune
decide di dare in gestione il Casin a una societ a capitale misto appositamente costituita. Nasce cos, nel 1988, la societ Casin municipale s.r.l. a cui il Comune partecipa con una quota del 10 per cento, riservandosi il diritto di utilizzare gli ambienti per un certo numero di iniziative autonome.
Grazie a questa decisione, il Casin rimane aperto tutto lanno e la sua attivit, oltre ai soliti spettacoli e ai convegni organizzati dai gestori, si
estende a feste e ricevimenti privati, banchetti matrimoniali e manifestazioni sportive, come gli incontri di pugilato ripresi dalla Rai. Per qualche anno si festeggia anche il capodanno con un fastoso cenone.

Sul piano delle attivit culturali, nellanno 1987, per iniziativa dellassessore alla Cultura prof. Bonaventura Foppolo e del critico Lucio Klobas, con il sostegno finanziario dellAzienda di Promozione Turistica di
Bergamo, nasce il Premio Nazionale di Poesia Citt di San Pellegrino
Terme. Il premio, che si propone di diffondere il gusto per la lettura e
di promuovere le novit editoriali, contribuendo alla rinascita turistica
del paese, si avvale della collaborazione culturale di David Maria Turoldo, Alberico Sala e Domenico Rea, gi protagonisti degli incontri poetici del dopoguerra e vive i suoi appuntamenti principali nelle sale del
Casin, dove vengono lette le opere dei poeti finalisti e si svolge la cerimonia di proclamazione del vincitore e di consegna dei riconoscimenti. Lalbo doro delle undici edizioni comprende autori gi affermati
ed altri emergenti, sempre di grande valore e qualit: Luciano Luisi

(1987), Roberto Sanesi (1988), Elio Filippo Accrocca (1989), Sebastiana


Comand (1990), Gabriella Leto (1991), Ermanno Krumm (1992), Paolo
Ruffilli (1993), Tiziano Rossi (1994), Franco Buffoni (1995), Vivian Lamarque (1996) e Roberto Mussapi (1997).
Dal 1998 il Casin ha ospitato, sotto la direzione artistica di Gabriele
Croci, il Festival Nazionale di Poesia Citt di San Pellegrino Terme,
che viene affiancato da altre iniziative culturali di rilievo come la rassegna Protagonisti della narrativa italiana ed il Festival del Giallo italiano svoltosi nellottobre 2004.

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

tappeto protettivo di carton feltro adatto a creare una barriera anticondensa. I lavori, del costo di 58 milioni di lire, sono appaltati ed eseguiti due anni dopo. Nel 1974 viene deliberato un intervento per eliminare infiltrazioni dacqua nelle due esedre; nel 1977 vengono stanziati
52 milioni per sistemare gli stucchi della sala congressi e rinnovare
limpianto elettrico; nel 1979 vengono finanziati altri interventi per il
tetto e tra il 1981 e il 1983 sono completati i restauri del teatro, con una
spesa di 74 milioni.
Sul piano gestionale una svolta significativa si ha nel 1987, quando a seguito della legge regionale che abolisce le Aziende Autonome, il Comune decide di dare in gestione il Casin a una societ a capitale misto appositamente costituita. Nasce cos, nel 1988, la societ Casin municipale s.r.l. a cui il Comune partecipa con una quota del 10 per cento, riservandosi il diritto di utilizzare gli ambienti per un certo numero di iniziative autonome.
Grazie a questa decisione, il Casin rimane aperto tutto lanno e la sua
attivit, oltre ai soliti spettacoli e ai convegni organizzati dai gestori, si
estende a feste e ricevimenti privati, banchetti matrimoniali e manifestazioni sportive, come gli incontri di pugilato ripresi dalla Rai. Per
qualche anno si festeggia anche il capodanno con un fastoso cenone.
Lesperienza della gestione in concessione non sar pienamente soddisfacente e alla scadenza dei previsti nove anni non verr rinnovata.
Tra la fine degli anni Ottanta e linizio del decennio successivo si rendono disponibili nuove risorse per interventi di ristrutturazione delledificio. Tra il 1988 e il 1990 il Ministero dei Beni Culturali finanzia lavori di
consolidamento statico della struttura; nel 1991 viene rifatto limpianto elettrico e nel 1994 si procede al restauro conservativo delle vetrate
e dei lucernari. Nello stesso periodo si completa il progetto della nuova
strada daccesso che parte di fianco alla stazione della funicolare e arriva allesedra sinistra.

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Lesperienza della gestione in concessione non sar pienamente soddisfacente e alla scadenza dei previsti nove anni non verr rinnovata.
Tra la fine degli anni Ottanta e linizio del decennio successivo si rendono disponibili nuove risorse per interventi di ristrutturazione delledificio.
Tra il 1988 e il 1990 il Ministero dei Beni Culturali finanzia lavori di consolidamento statico della struttura; nel 1991 viene rifatto limpianto
elettrico e nel 1994 si procede al restauro conservativo delle vetrate e dei lucernari. Nello stesso periodo si completa il progetto della nuova strada daccesso che parte di fianco alla stazione della funicolare e arriva allesedra sinistra.

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

Sul piano delle attivit culturali, nellanno 1987, per iniziativa dellassessore alla Cultura prof. Bonaventura Foppolo e del critico Lucio Klobas,
con il sostegno finanziario dellAzienda di Promozione Turistica di Bergamo, nasce il Premio Nazionale di Poesia Citt di San Pellegrino Terme.
Il premio, che si propone di diffondere il gusto per la lettura e di promuovere le novit editoriali, contribuendo alla rinascita turistica del paese,
si avvale della collaborazione culturale di David Maria Turoldo, Alberico Sala e Domenico Rea, gi protagonisti degli incontri poetici del dopoguerra e vive i suoi appuntamenti principali nelle sale del Casin, dove vengono lette le opere dei poeti finalisti e si svolge la cerimonia di proclamazione del vincitore e di consegna dei riconoscimenti. Lalbo doro delle undici edizioni comprende autori gi affermati ed altri emergenti,
sempre di grande valore e qualit: Luciano Luisi (1987), Roberto Sanesi (1988), Elio Filippo Accrocca (1989), Sebastiana Comand (1990), Gabriella Leto (1991), Ermanno Krumm (1992), Paolo Ruffilli (1993), Tiziano Rossi (1994), Franco Buffoni (1995), Vivian Lamarque (1996) e Roberto Mussapi (1997).
Dal 1998 il Casin ha ospitato, sotto la direzione artistica di Gabriele Croci, il Festival Nazionale di Poesia Citt di San Pellegrino Terme, che viene affiancato da
altre iniziative culturali di rilievo come la rassegna Protagonisti della narrativa
italiana ed il Festival del Giallo italiano svoltosi nellottobre 2004.

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11. Il sogno continua

Larch. Walter Milesi,


progettista e direttore
dei lavori di restauro
del Casin,
con una giovane
restauratrice nel 2010

Significative novit hanno riguardato il Casin nel primo decennio del nuovo millennio, nellambito dellavviato rapporto di collaborazione tra il Comune e la Provincia di Bergamo, finalizzato al rilancio turistico della localit termale come opportunit di sviluppo per il territorio.
Nel 2000 la Provincia ha acquistato con una sua societ il Grand Hotel che stato
poi ceduto al Comune per una quota del 95 per cento, in cambio della propriet
dellIstituto Alberghiero.
Nel marzo del 2006 Comune e Provincia hanno promosso con la Regione Lombardia
un accordo di programma per la realizzazione degli interventi di riqualificazione e
valorizzazione delle strutture termali, per il rilancio turistico, per la formazione e lo
sviluppo occupazionale. Accordo che stato sottoscritto il 31 gennaio 2007 con il
coinvolgimento di un operatore privato, il Gruppo Percassi con le societ Sviluppo
San Pellegrino s.r.l. e S.P. Resort s.r.l. e che prevede il rilancio turistico-termale di
San Pellegrino da realizzare attraverso una serie di interventi tra cui, in primo luogo, il restauro del Casin e la ristrutturazione dellannesso teatro, oltre alla realizzazione del nuovo Centro Termale e al recupero del Grand Hotel.
Laccordo prevede inoltre che la gestione del Casin e del nuovo Centro Termale sar affidata per trentanni alloperatore privato.
Nello specifico, il Casin stato oggetto in questo decennio di ben cinque grandi interventi di ristrutturazione che hanno riguardato il consolidamento statico, la sistemazione architettonica, il rifacimento degli impianti tecnologici e il restauro conservativo dello splendido apparato artistico. Attualmente in corso il rifacimento totale del teatro.
Su queste premesse auspicabile che nellimmediato futuro si possa aprire per il paese e per il Casin una nuova fase di rilancio che sappia
rinverdire i fasti dei primi anni del Novecento.

Significative novit hanno riguardato il Casin nel primo decennio del


nuovo millennio, nellambito dellavviato rapporto di collaborazione
tra il Comune e la Provincia di Bergamo, finalizzato al rilancio turistico
della localit termale come opportunit di sviluppo per il territorio.
Nel 2000 la Provincia ha acquistato con una sua societ il Grand Hotel
che stato poi ceduto al Comune per una quota del 95 per cento, in
cambio della propriet dellIstituto Alberghiero.
Nel marzo del 2006 Comune e Provincia hanno promosso con la Regione Lombardia un accordo di programma per la realizzazione degli interventi di riqualificazione e valorizzazione delle strutture termali, per il
rilancio turistico, per la formazione e lo sviluppo occupazionale. Accordo che stato sottoscritto il 31 gennaio 2007 con il coinvolgimento di
un operatore privato, il Gruppo Percassi con le societ Sviluppo San Pel-

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G. Maironi da Ponte, Dizionario odeporico della Provincia di Bergamo, Bergamo, 1819.


Giornale della Provincia di Bergamo, 5 agosto 1824.
Achille Filippini Fantoni, Nuove considerazioni teorico
pratiche delle acque di San Pellegrino, 1846.
G.B. Cremonesi, in Giornale della Provincia di Bergamo,
28 luglio 1850.
La metamorfosi di San Pellegrino in Corriere di San Pellegrino, 23 luglio 1908.
T. Bottani, E. Locatelli, B. Milesi Liberty a San Pellegrino
(dattiloscritto), San Giovanni Bianco, 1979.
Ibidem.
Ledilizia nella Valle Brembana, in Giornale di S. Pellegrino, 19 agosto 1906.
Argus, Il Kursaal, in Giornale di S. Pellegrino, 2 settembre 1906.
Ibidem.
Ibidem.
Ibidem.
Ibidem.
Marco Milesi, San Pellegrino, il Liberty italiano e lEstetismo in Gabriele DAnnunzio, Seminario Vescovile Giovanni XXIII, Bergamo, a.scol. 1994/95, dattiloscritto.
La festa di beneficenza in Giornale di San Pellegrino, 28
luglio 1907.
Ibidem.
Intorno per S. Pellegrino in Corriere di San Pellegrino, 30
agosto 1907.
Ugo G. Foresta, Larchitetto Romolo Squadrelli, in Giornale di San Pellegrino, 20 luglio 1907.

legrino s.r.l. e S.P. Resort s.r.l. e che prevede il rilancio turistico-termale


di San Pellegrino da realizzare attraverso una serie di interventi tra cui,
in primo luogo, il restauro del Casin e la ristrutturazione dellannesso
teatro, oltre alla realizzazione del nuovo Centro Termale e al recupero
del Grand Hotel.
Laccordo prevede inoltre che la gestione del Casin e del nuovo Centro Termale sar affidata per trentanni alloperatore privato.
Nello specifico, il Casin stato oggetto in questo decennio di ben cinque grandi interventi di ristrutturazione che hanno riguardato il consolidamento statico, la sistemazione architettonica, il rifacimento degli
impianti tecnologici e il restauro conservativo dello splendido apparato artistico. Attualmente in corso il rifacimento totale del teatro.
Su queste premesse auspicabile che nellimmediato futuro si possa
aprire per il paese e per il Casin una nuova fase di rilancio che sappia
rinverdire i fasti dei primi anni del Novecento.

19 Ibidem.
20 Ugo G. Foresta, Eugenio Quarti, le decorazioni e larredamento del Grand Kursaal, in Giornale di San Pellegrino
11 agosto 1907.
21 Il Giornale di San Pellegrino, 20 luglio 1907.
22 Ibidem.
23 Fausto Grego, Il Grand Kursaal di S. Pellegrino, in Giornale di S. Pellegrino, 20 luglio 1907.
24 Da una guida del tempo.
25 Al Grand Kursaal , in Giornale di San Pellegrino, 14 giugno 1908
26 Archivio Comunale (A. C.) San Pellegrino Terme, delibera del Consiglio Comunale del 6 luglio 1910.
27 Idem.
28 Ibidem, delibera della Giunta Municipale del 19 agosto
1910.
29 Ibidem, delibera del Consiglio Comunale del 23 dicembre 1910.
30 Ritornando a San Pellegrino, in Giornale di San Pellegrino, 9 luglio 1911
31 Lettera del 20 giugno 1911, pubblicata sul Giornale di
San Pellegrino del 2 luglio.
32 A. C. San Pellegrino Terme, delibera del Consiglio Comunale del 17 aprile 1912.
33 Idem.
34 A. C. San Pellegrino Terme, delibera del Consiglio Comunale del 29 settembre 1912.
35 Ibidem, delibera del Consiglio Comunale del 22 febbraio 1913.
36 A. C. San Pellegrino Terme, cart. 89, 2.1, 2068.

37 Idem.
38 Il successo della stagione 1916, in Giornale di San Pellegrino, 24 settembre 1916.
39 La societ A. Volont e C. si era costituita nel 1919 come Societ in Accomandita per Azioni (S.A.p.A) dallunione di vari soci, tra cui la Societ Anonima delle
Terme. Scopo della Societ la compravendita e laffittanza di stabili e lesercizio di diversi alberghi. Cfr.
Michela Giupponi, Milano - San Pellegrino Terme: il
centro termale bergamasco attraverso le pagine della rivista milanese di gran lusso Lidel, in Quaderni
Brembani 10, Centro Storico Culturale Valle Brembana, 2011, pag. 113 e segg.
40 Giuseppe Imbastaro, San Pellegrino, in Lidel, n. 8, agosto 1920, pp. 50-51, cit. in Michela Giupponi, Milano San Pellegrino Terme...
41 A. C. San Pellegrino Terme, La regolarizzazione dei giuochi in Italia, cart. 89, 2.1, 2067.
42 Il ballo di LIDEL a San Pellegrino, in Lidel, n. 8, agosto
1927, p. 25, cit. in Michela Giupponi, Milano - San Pellegrino Terme...
43 Adriano Epis, Percorsi, III, Tip. Di Liddo, San Pellegrino
Terme, 2010, pag.65 e segg.
44 La grande veglia di gala al Casin Municipale, in Giornale di San Pellegrino, 21 agosto 1937.
45 A. C. San Pellegrino Terme, cart. 89, 2.1, 2111.
46 Bonaventura Foppolo, La storia del Premio di Poesia dal
1946 al 1997, in Cinquantanni di poesia a San Pellegrino, Comune di Bergamo, 1999.

Storia di un sogno: il Casin di San Pellegrino Terme

11. Il sogno continua

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STORIA DI UN SOGNO

Il Casin
di San Pellegrino
Terme

CORPONOVE - Bergamo - Novembre 2011


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