P. 1
Appunti Scienza Delle Costruzioni

Appunti Scienza Delle Costruzioni

5.0

|Views: 39,964|Likes:
Published by Edomrg

More info:

Categories:Types, School Work
Published by: Edomrg on Mar 06, 2010
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

01/26/2015

pdf

text

original

I materiali duttili sono caratterizzati da valori elevati della deformazione plastica pri-
ma della rottura e tipicamente manifestano valori molto simili, che spesso si assumono
coincidenti, delle tensioni limite a trazione e a compressione σt e σc in prove monoas-
siali. In tal senso essi sono materiali ‘isoresistenti’ e per essi si può definire un unico
valore limite σo = σt = σc.
In tali materiali il superamento del limite elastico si accompagna a scorrimenti plasti-
ci che si hanno a causa del raggiungimento di valori di soglia delle tensioni tangenziali
su alcune giaciture. Molto utilizzati nelle applicazioni sono i criteri di ‘Tresca’ e di ‘von
Mises’.

202

G. Alfano - Appunti di Scienza delle Costruzioni

Criterio di Tresca

Secondo il criterio di Tresca si ha plasticizzazione in un punto quando la massima ten-
sione tangenziale τmax in quel punto raggiunge un valore limite. Dalla teoria dei cerchi
di Mohr si ricava (figura 2.37) che la tensione tangenziale massima è pari al raggio del
cerchio principale massimo di Mohr, ovvero:

τmax = max

|σ1−σ2|

2 ,|σ2−σ3|

2 ,|σ3−σ1|
2

(2.261)

e l’equazione della superficie di plasticizzazione è:

f(σ123) = max

|σ1−σ2|

2 ,|σ2−σ3|

2 ,|σ3−σ1|
2

c = 0 (2.262)

σ n

τ nm

σ j

σ i

σ k

τ max

Figura 2.37: Determinazione della tensione tangenziale massimaτmax mediante i cerchi
di Mohr.

La costante c si determina imponendo che nello stato monoassiale in cui σ1 = σo,
σ2 = σ3 = 0, ovvero in corrispondenza del limite di plasticizzazione, risulti f = 0,
ovvero:

f(σo,0,0) = σo

2 −c = 0 ⇒

c = σo
2

(2.263)

Sostituento nella (2.262) e semplificando si ottiene la condizione di plasticizzazione
secondo Tresca:

max{|σ1−σ2|,|σ2−σ3|,|σ3−σ1|}= σo

(2.264)

Introducendo una tensione scalare equivalente σeq, che per il criterio di Tresca è data

da:

σeq = max{|σ1−σ2|,|σ2−σ3|,|σ3−σ1|}

(2.265)

la condizione di plasticizzazione di Tresca può anche scriversi come segue:

σeq = σo

(2.266)

G. Alfano - Meccanica del Continuo

203

Criterio di von Mises

Secondo il criterio di von Mises la plasticizzazione avviene quando la media quadratica
delle tre tensioni tangenziali massime nei tre piani principali raggiunge un valore limite.
L’equazione della superficie di plasticizzazione si scrive allora come segue:

f(σ123) = 1
3

σ1−σ2

2

2

+

σ2−σ3

2

2

+

σ3−σ1

2

2

c = 0 (2.267)

Lacostantecsideterminaancoraimponendochenellostatomonoassialeincuiσ1 = σo,
σ2 = σ3 = 0 risulti f = 0, ovvero:

f(σo,0,0) = 1
3

σ2

o

4 + σ2

o

4 −c = σo
3

√2

c = 0 ⇒

c = σo
3

√2

(2.268)

Sostituendo nella (2.267), sviluppando i quadrati sotto la radice quadrata e semplifican-
do si ottiene la condizione di plasticizzazione secondo von Mises:

σ2

1 + σ2

2 + σ2

3 −σ1σ2−σ2σ3−σ3σ1 = σo

(2.269)

Introducendo la tensione scalare equivalente σeq secondo von Mises:

σeq =

σ2

1 + σ2

2 + σ2

3 −σ1σ2−σ2σ3−σ3σ1

(2.270)

la condizione di plasticizzazione di von Mises può anche scriversi mediante la formula
(2.266).

Gli stati tensionali caratterizzati da σeq < σo definiscono dunque punti del dominio

elastico.

Asse idrostatico e piano deviatorico

Dato uno stato tensionale generico rappresentato in una terna principale dalla matrice:

T =

σ1 0 0

0 σ2 0

0 0 σ3

(2.271)

dallateoriadeicerchidiMohrsiriconoscecheaggiungendounostatoidrostaticoTidr =
σI si ottiene:

T = T+Tidr =

σ1 + σ 0

0

0 σ2 + σ 0

0

0 σ3 + σ

(2.272)

e quindi i centri dei cerchi di Mohr traslano di σ mentre i raggi non variano:

C

k = (σi + σ) + (σj + σ)
2

= σi + σj

2 + σ = Ck + σ

R

k = (σi + σ)−(σj + σ)
2

= σi−σj

2 = Rk

(2.273)

204

G. Alfano - Appunti di Scienza delle Costruzioni

Non variando i raggi non variano le massime tensioni tangenziali nei piani principali,
pari proprio ai raggi, e dunque sia per il criterio di Tresca che per quello di von Mises
non variano né la funzione di plasticizzazione né la σeq. In particolare la σeq associata
ad uno stato tensionale idrostatico è nulla per cui l’asse definito da σ1 = σ2 = σ3, detto
‘asse idrostatico’ ed avente versore m = (1/

√3)(1,1,1) (figura 2.38), non incontra
mai la superficie di plasticizzazione che dunque risulta essere una superficie cilindrica
parallela a tale asse.

asse idrostatico

m

σ 3

σ 1

σ 2

σ = =
1σ 2

σ 3

piano deviatorico

Figura 2.38: Asse idrostatico e piano deviatorico.

Il piano passante per l’origine ed ortogonale ad m è detto ‘piano deviatorico’. Tale
piano contiene tutti gli stati tensionali caratterizzati dal primo invariante di tensione
nullo, ovvero trT = 0 ed il nome deviatorico deriva dal fatto che il tensore T può
essere decomposto univocamente come somma della sua ‘parte sferica’ sphT e della
sua ‘parte deviatorica’ devT:

T = sphT+ devT sphT = 1

3 (trT)I devT = T− 1

3 (trT)I (2.274)

Si può facilmente mostrare che il legame elastico associa alla parte sferica di T un
tensore di deformazione idrostatico, caratterizzato da variazione di volume ma non di
forma, ovvero da scorrimenti tutti nulli, ed alla parte deviatorica di T un tensore di
deformazione caratterizzato da variazione di volume nulla e quindi solo da variazione
di forma.

Il punti del piano deviatorico definiscono stati tensionali per i quali la parte sferica è
nulla per cuiT = devT.
Le intersezioni delle superfici di plasticizzazione con il piano deviatorico sono per il
criterio di Tresca e di von Mises rispettivamente un esagono regolare ed un cerchio ad
esso circoscritto. In figura 2.39 sono disegnate tali intersezioni ed indicati con σ 1, σ 2 e
σ 3 le proiezioni sul piano deviatorico degli assi σ1, σ2 e σ3.
Le intersezioni delle superfici di plasticizzazione con il piano σ3 = 0 definscono il
dominio di plasticizzazione per il caso piano di tensione. Esse sono riportate in figura
2.40. Sipuòosservaredallefigure2.39-2.40cheilcriteriodiTrescaoperaavantaggiodi
sicurezza rispetto a quello di von Mises in quanto un punto esterno all’esagono di Tresca
ed interno all’ellisse di von Mises è un punto esterno al dominio elastico secondo Tresca
ed interno secondo von Mises.

G. Alfano - Meccanica del Continuo

205

σ 3'

σ 1'

σ 2'

von Mises

Tresca

σ o

2

σ o

2
3

Figura 2.39: Intersezione delle superfici di plasticizzazione con il piano deviatorico.

σ 1

σ 2

σ o

σ o

σ o

σ o

σ o

2

σ o

2
3

Figura 2.40: Intersezione delle superfici di plasticizzazione con il piano σ3 = 0.

Il coefficiente di scurezza

Un ruolo importante in ogni calcolo ingegneristico, sia di progetto che di verifica, è
giocatodaicosiddetticoefficientidisicurezza. Neiriguardidellimitediplasticizzazione
in un punto il coefficiente di sicurezza per un certo stato tensionale è dato dal fattore
amplificativo (positivo) da applicare allo stato tensionale affinché si raggiunga il limite
di plasticizzazione. Detto s tale coefficiente esso si calcola imponendo che risulti:

σeq(1,sσ2,sσ3) =eq(σ123) =eq = σo ⇒ s = σo
σeq

(2.275)

Indicando con γ il coefficiente di sicurezza richiesto nel particolare caso in esame, e
definendo tensione ammissibile σam il valore σam = σo, si ricava che per avere un

206

G. Alfano - Appunti di Scienza delle Costruzioni

coefficiente di sicurezza non minore di γ deve aversi:

σeq ≤σam

(2.276)

La relazione (2.276) è alla base del cosiddetto metodo di verifica ‘delle tensioni ammis-
sibili’.

Il coefficiente di sicurezza richiesto γ è sempre maggiore dell’unità e dipende da
moltissimi fattori quali le incertezze sempre presenti riguardo l’effettiva resistenza dei
materiali, l’entitàdelleazioni, leapprossimazionidellamodellazionematematica, iltipo
di struttura in esame.

You're Reading a Free Preview

Download
scribd
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->