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Il libro

Per Dylan Ivory, autrice di romanzi erotici, il controllo tutto. Finch non incontra Alec
Walzer, scrittore di thriller ed esperto dominatore. Lui vive per le esperienze estreme, anche in
camera da letto, e quando Dylan lo intervista per conoscere il BDSM da un punto di vista
professionale, tra loro scatta unimmediata attrazione fisica. Alec accetta di farle da guida,
implicando che lei impari a fidarsi e a sottomettersi. Le mostra cos che lasciandosi andare si
possono sperimentare le pi alte vette del piacere, ma quando il rapporto erotico si trasforma in
sentimento, entrambi si ritrovano a combatterlo. Salvo poi rendersi conto che non affatto una
debolezza cedere allamore...

Lautore

Io ho una strana vita, perch sono per la maggior del tempo in pigiama: uno dei
vantaggi di fare lo scrittore! Le scarpe, larte, il cioccolato, i reality, i tatuaggi, i lucidalabbra e
naturalmente i libri sono le mie piccole ossessioni. Ma siccome non riuscivo mai ad avere
abbastanza libri da leggere, ho iniziato a scriverli io stessa.
Le mie storie sono calde ed erotiche. Adoro la fiction erotica anche con una venatura
dark, ma non credo ci sia niente di pi bello e importante dellamore. Anche il mio alter ego, Eden
Bradley, ha scritto una quantit di romanzi e racconti erotici e romantici.
Cos si descrive Eve Berlin, che potete seguire sul suo sito (eveberlin.com) o quello
della sua gemella (edenbradley.com).

Con questo romanzo eve berlin debutta nelle nostre collane.

Eden Bradley
(Eve Berlin)

AI CONFINI
DEL PIACERE
Traduzione di Lucia Rebuscini

Un sentito grazie al mio critico e caro amico R.G. Alexander perch mi sostiene sempre
nei momenti difficili e legge tutto ci che scrivo. Grazie alla favolosa Lauren Murphy, che ha
revisionato questo manoscritto in pochi giorni e ama il mio eroe quanto lo amo io, per
lentusiasmo da vera fan che ha dimostrato e per la sua oculata sincerit, che mi ha permesso di
rendere migliore questo libro.
Devo anche ringraziare la mia editor, Kate Seaver, che mi ha voluto con lei e mi ha
dato lispirazione per questa storia.

1
Dylan Ivory cap subito, nel momento stesso in cui lo vide entrare nel parcheggio del
Museo di Arte Asiatica su unimpeccabile Ducati nera e cromo, che si trattava di lui. Alec Walker,
luomo che avrebbe dovuto intervistare. Un uomo famoso per il suo talento e la sua conoscenza nel
ruolo di dominatore nellambiente BDSM di Seattle.
Non era stato il giubbotto di pelle nera a tradirlo. N la corporatura massiccia. Ma
piuttosto latteggiamento impavido e lestrema sicurezza con cui era arrivato e aveva dato unultima
accelerata prima di spegnere il motore. Il modo in cui aveva scavalcato il serbatoio lucente e si era
tolto il casco, come un cowboy che smonta da uno stallone. Emanava unaura di puro potere che lei
riusciva a percepire anche da parecchi metri di distanza.
Alec Walker, senza casco, era persino meglio. Capelli scuri e mossi che gli sfioravano il
bavero del giubbotto. Un profilo deciso che sembrava scolpito nel marmo.
Dylan rimase ferma accanto alla sua auto, la portiera ancora aperta, le chiavi nel palmo.
Perch il cuore le batteva allimpazzata? Non riusciva a staccare lo sguardo dai movimenti eleganti
con cui quelluomo si sfilava i guanti di pelle e posava il casco sul sellino della moto.
Lo stava ancora osservando quando lui alz gli occhi e la vide. Occhi penetranti, di un
azzurro brillante che la riconobbero. E si accorsero che lei lo stava guardando. Per la prima volta
nella sua vita adulta, Dylan si sent completamente frastornata.
Se solo il suo cuore avesse rallentato i battiti... Si trattava di un incontro di lavoro,
accidenti!
Eppure, questo non sembrava inibire minimamente la sua reazione nei confronti di
quelluomo. Doveva ricomporsi prima di parlargli. Si trovava l per imparare qualcosa da lui, per
fare delle ricerche. Jennifer, la sottomessa che aveva contattato via internet e che aveva incontrato
tre settimane prima, le aveva detto di parlare con Alec Walker; ma non laveva avvisata di quanto

fosse irresistibilmente attraente.


Era un uomo da trattare con cautela.
Lui sorrise, mettendo in mostra i denti di un bianco immacolato, la bocca morbida e
sensuale in un viso per altri versi assolutamente virile, circondata da baffi e pizzetto neri che gli
conferivano unaria leggermente mefistofelica. Le piaceva quella sua aria demoniaca. Un intenso
calore si sprigion nel suo ventre, come fuoco liquido.
Stava avanzando verso di lei. Dylan aveva le gambe che le tremavano.
Sempre pi vicino, fino a quando si ferm dalla parte opposta della sua Audi bianca.
Ho la sensazione che lei sia la persona con cui ho un appuntamento.
Voce profonda, ricca e sorprendentemente calda. Sexy.
Dylan riusc solo ad annuire.
Lui incurv le labbra dinanzi al suo protratto silenzio. Dylan Ivory? Scrittrice di
romanzi erotici?
S...
Che cosa le stava succedendo? Perch non riusciva a mettere insieme una frase che
avesse senso?
Io sono Alec. Entriamo?
Come? S, certo.
Lei chiuse la portiera dellauto cercando di ignorare il calore che le si era diffuso per
tutto il corpo. Dun tratto il cappotto di lana le parve troppo pesante, nonostante la tipica umidit
dellautunno di Seattle. Era profondamente consapevole delluomo che le camminava accanto
mentre si avvicinavano allimponente entrata art dco del museo, fiancheggiata da due cammelli di
pietra. Le era sempre piaciuto quelledificio, come anche le mostre che proponeva. Quando Alec
aveva suggerito dincontrarsi nella sala da t che la galleria ospitava, lei era rimasta piacevolmente
sorpresa. Era unamante dellarte, di quella asiatica in particolare, ed era stata l molte volte.
Salirono lampia scalinata di pietra e Alec le pos delicatamente una mano sulla
schiena. Dylan fu scossa da un brivido. Lo guard e vide che le stava sorridendo. Varcarono
lentrata in silenzio. I loro passi echeggiavano sul pavimento di marmo e poi su per le scale che
portavano al Taste Caf che si trovava nel giardino del museo.
Mentre attraversavano il locale, Alec indic uno dei tavolini sotto il soffitto a volta del
cortile interno. Il giardino era circondato da statue: Buddha, Vishnu, Kali. Nellaria immota, Dylan
percep lodore delle pietre antiche mescolato a un aroma di spezie. Luci soffuse filtravano
attraverso i vetri smerigliati delle finestre, accentuate dai candelieri dambra da parete che
diffondevano un bagliore dorato. Era un luogo tranquillo, dove Dylan si era spesso recata a
prendere una tazza di t, ma quel giorno si sentiva un fascio di nervi.

Perch era cos agitata? Alec Walker era solo un uomo. Si trattava di unintervista come
tante altre.
Lui laiut a togliersi il cappotto e le scost la sedia. Ottimo, modi da gentiluomo daltri
tempi. Cos rari in quella citt cosmopolita.
Alec si tolse il giubbotto di pelle, lo sistem sullo schienale e si sedette, tranquillo e
rilassato. Indossava un maglione grigio antracite che sottolineava lampiezza delle spalle. Era un
uomo davvero imponente, un fisico da giocatore di football. I suoi lineamenti erano molto virili:
mascella squadrata, mento deciso e zigomi pronunciati. Solo la bocca era delicata, in netto contrasto
con il resto del viso. Terribilmente sexy.
Dylan si mosse sulla sedia, prese il men dal tavolo e scorse la selezione di t.
Che cosa prende? le chiese Alec.
Mi piace molto il t verde al gelsomino.
Alec fece un cenno al cameriere e, prima che lei potesse dire qualsiasi cosa, ordin per
entrambi.
Spero che le piacciano i biscotti le disse con un sorriso. Qui sono buoni quasi
quanto a Roma. C quel piccolo caff, proprio vicino alla gradinata di Piazza di Spagna... Non ci si
aspetterebbe nulla di spettacolare in una zona turistica, ma in quel posto si trovano i migliori
biscotti di tutta Italia.
Da anni non vado a Roma, ma ricordo i biscotti italiani.
Io ci sono stato lanno scorso, di ritorno da un viaggio in Spagna in tenda e sacco a
pelo.
Viaggia molto?
Ogni volta che mi possibile. Non mi piace stare troppo a lungo in un posto, anche
se di questi tempi il mio lavoro di scrittore mi trattiene a casa. La monotonia mi rende irrequieto. Ci
sono tante cose da fare in giro per il mondo.
Dylan si appoggi al tavolo, sfiorando il cucchiaino posato sul tovagliolo di carta.
Per esempio?
Santo cielo, stava flirtando con lui?
Tutto. Alec sorrise. Qualsiasi cosa. Ho fatto arrampicate in Brasile, mi sono
immerso in una gabbia in fondo al mare al largo delle Fiji, mi sono accampato in tenda in Nepal.
Non pu fare a meno delle emozioni forti.
S, suppongo che si possa dire cos. Ma non sono uno sbruffone, queste sono
semplicemente le cose che mi piacciono. Sfidare il destino. Scroll le spalle e incurv le labbra
in un sorrisetto. La velocit. Adoro le mie moto, spingerle al massimo, vedere a quanti
chilometri orari riesco ad affrontare una curva.

Lei rabbrivid. Io non potrei mai salire su una moto. Nemmeno per tutto loro del
mondo.
Potrebbe piacerle.
No, non credo. E cos... viaggia per tutto il mondo in cerca di emozioni.
In un certo senso. Ma molti di questi viaggi hanno rappresentato per me anche
unesperienza spirituale.
Jennifer mi ha detto che lei scrive romanzi horror. Mi ha detto che il fatto che lei sia
uno scrittore oltre che un... dominatore... sarebbe potuto essermi utile nelle ricerche che sto facendo
per il mio libro.
Lui annu. S, lo credo anchio. Sembra un po a disagio con il termine dominatore.
Davvero? Forse lo sono. Pur essendo una scrittrice di romanzi erotici, non sono
abituata ad avere conversazioni di questo genere.
Bene.
Il cameriere port il t e Dylan lo vers nella tazza dalla teiera giapponese finemente
smaltata, facendo molta attenzione a evitare i suoi occhi azzurri. Il profumo del gelsomino si
sollev immediatamente, intenso e familiare, rassicurante.
Alec le porse un biscotto. Prenda, deve assolutamente assaggiarlo.
Era un ordine, non un consiglio. Dylan si sorprese ad accettarlo.
A dire il vero, io scrivo thriller psicologici prosegu Alec. Ha forse letto
qualcuno dei miei libri?
No, mi dispiace.
Dovrebbe farlo.
Dylan si stava spazientendo. Il confine tra la sicurezza e la boria si stava facendo labile.
Forse lei dovrebbe leggerne qualcuno dei miei.
Lho fatto. Non appena Jennifer mi ha parlato di lei, ho acquistato il suo ultimo libro.
E? chiese Dylan in tono di sfida.
E penso che lei sia molto in gamba. Intelligente. Attenta. Eccellente sviluppo dei
personaggi. Laspetto romantico non ha la meglio sulla storia, come accade in tanti altri libri del
genere. E sa scrivere di sesso in modo molto realistico. Una schiettezza che apprezzo.
Oh! Non si aspettava proprio che le dicesse questo. Per qualche istante rimase
sconcertata. Di nuovo. Grazie.
Allora, mi parli di questo suo ultimo progetto, del motivo per cui ha voluto
incontrarmi.

Quegli occhi azzurri puntati su di lei... Dylan si sorprese nel constatare


improvvisamente quanto fossero simili agli occhi di Quinn, sebbene quelli fossero stati innocenti
come probabilmente gli occhi di Alec non erano mai stati, nemmeno quando lui era ragazzo. Erano
di una tonalit di turchese che le fece pensare ai Caraibi.
Nonostante la sfrontatezza, cera sincerit nei suoi occhi. Fu costretta a spostare lo
sguardo sulle sue dita che accarezzavano la tazza. Sembrava cos piccola nella sua mano... Fragile.
Come se avesse potuto romperla semplicemente stringendola. Quelle dita che scivolavano
lentamente sulla sua superficie liscia...
Dylan si impose di tornare a guardarlo in viso.
Non le fu di alcun aiuto.
Sto scrivendo di una coppia che esplora il mondo BDSM. Gioco di ruolo e bondage,
ma mi interessa soprattutto laspetto del dolore. E vorrei basarmi su qualcosa di autentico. Mi sono
quindi resa conto di dover fare una ricerca molto approfondita, di dover parlare con persone che
hanno esperienza diretta. Recentemente ho trovato Jennifer sul sito web di una comunit BDSM
locale e le ho inviato une-mail, chiedendole di poterle parlare. Lho intervistata, lei stata molto
gentile e mi ha parlato apertamente. Ma in qualit di sottomessa non si sentiva qualificata per
offrirmi un panorama generale. questo il motivo per cui mi ha consigliato di rivolgermi a lei.
Alec annu. difficile avere unidea precisa di ci che il BDSM sia e capirne le
dinamiche psicologiche, parlando con una sola persona. Le esperienze sono tutte diverse e
soggettive. Se Jennifer una sottomessa non pu capire come funzioni il pensiero di un dominatore,
non pu conoscere i suoi percorsi mentali.
S, ci che mi ha detto lei e, in effetti, ha senso.
Ha mai scritto qualcosa sul BDSM fino a ora?
No, ho scritto qualcosa su alcuni tipi di feticismo, ma nulla di serio.
Pensa che il BDSM sia una cosa seria?
Non lo ?
Lui non rispose. Non ha mai fatto esperienze personali di questo tipo?
Io... no.
Ah, vuole mantenere la conversazione su un livello puramente professionale, solo a
scopo di ricerca.
S, certo.
Alec si sporse in avanti, appoggiando i gomiti sul tavolo, e si avvicin un po, fino a
quando lei pot sentire il suo profumo, qualcosa di fresco e intenso al tempo stesso. Come loceano
e i boschi.
Lui abbass la voce, rivolgendosi a lei in maniera pi intima. Forse pi di quanto

potesse farla sentire del tutto a suo agio. Ti dir una cosa, Dylan, ed semplicemente la verit.
Non potrai mai fare un ritratto accurato di questo stile di vita dando semplicemente una sbirciatina.
Devi avere unesperienza diretta, ti ci devi immergere davvero. Ci sono troppe componenti
sovrapposte le une alle altre: fisiche, psicologiche, emotive. Si tratta di una faccenda complessa, ed
il motivo per cui piace alle persone che lo praticano. La complessit. Lintensit. Alec le prese
la mano, sfiorandole il dorso con la punta delle dita. La sua era calda. Quella di Dylan ancora di pi.
Si tratta di sensazioni, di ci che accade nella tua mente. Pu essere sensuale o sessuale. O
entrambe le cose. Non puoi descrivere le dinamiche coinvolte senza viverle.
Le si secc la gola. Lidea era troppo scioccante. Quasi quanto il suo tocco. Dylan prese
la tazza, sorseggi il t, si schiar la voce. Suppongo che tu abbia ragione. Largomento
interessante, ma non credo...
Non fingere che per te si tratti solo di un argomento interessante, Dylan. Fece
scivolare la punta delle dita verso linterno del suo polso, sotto la manica del maglione di
cachemire. Sento i battiti del tuo cuore.
Alec...
Andiamo, Dylan, non necessario che tu faccia cos con me. Fa parte del BDSM
essere sinceri su ci che siamo.
Stavo per dire che... hai ragione.
Lo aveva ammesso davvero? Forse aveva ragione lui... per poter comprendere doveva
essere sincera. Avrebbe dovuto immergersi in quellesperienza.
Tutto ci non aveva nulla a che fare con la ridicola attrazione che provava nei confronti
di Alec. Oppure s?
Ritrasse la mano e la ripose in grembo, al sicuro. Tu e Jennifer conoscerete
sicuramente degli uomini sottomessi. C qualcuno di cui ti fidi, verso cui puoi indirizzarmi? Pensi
che potrebbero accettare di sottomettersi a una donna che non ha alcuna esperienza come
dominatrice?
Alec fece una risatina, appoggiandosi di nuovo allo schienale. Stai dicendo che
vorresti sottomettere, dominare questi uomini?
S.
Dylan, non ti rendi conto di essere slave?
Che cosa?
Lho capito nel momento stesso in cui ti ho vista. Lho percepito l fuori nel
parcheggio, prima ancora di parlarti.
Non capisco che cosa intendi dire.
Perch si sentiva il viso in fiamme? Perch era cos confusa? Detestava il fatto che Alec
avesse quelleffetto su di lei.

Penso che tu ne sappia abbastanza da capire esattamente che cosa intendo dire.
Dylan sospir. Certo che ho unidea di ci che significa. Una sottomessa. Ma non fa
per me. Per me avrebbe senso solo avere un ruolo dominante. Non ho timore di ammettere di essere
una persona con problemi di controllo.
esattamente questo il motivo per cui hai bisogno di essere sottomessa. Hai bisogno
di lasciarti andare. E, per farlo, devi delegare il controllo a qualcun altro.
Ora Dylan si stava innervosendo, nonostante si sforzasse di mantenere la calma. Sei
molto arrogante.
S, lo sono, ma ho anche ragione. Ho sempre ragione su queste cose. Hai problemi di
controllo, lo si capisce dal tuo atteggiamento. Lo capisco dalla rabbia che leggo nei tuoi occhi, nel
modo in cui serri la mascella. Probabilmente potresti anche riuscire con successo a cambiare ruolo
di tanto in tanto, a dominare un uomo. O una donna. Ma questo non ti toccherebbe profondamente
come invece accadrebbe se fossi sottomessa. Non ti darebbe ci di cui hai bisogno.
Lei scosse la testa a denti stretti.
Alec si sporse in avanti, prendendole di nuovo la mano. Era grande e avvolgeva
completamente quella di Dylan con il suo calore e la sua forza.
Dylan, permettimi di farti una proposta. Sottomettiti per me.
Lei cerc di ritrarre la mano, ma lui la tenne stretta. Il suo sguardo era fisso su di lei, i
suoi occhi, incredibilmente convincenti, di un azzurro acceso. Provaci prosegu Alec. Per
vedere come reagisci. Se si scoprir che avevo ragione io, avrai imparato qualcosa su di te e avrai
fatto una ricerca unica e personale per il tuo libro; se io dovessi sbagliarmi, be... avrai pur sempre
fatto la tua ricerca.
Posso farla anche come dominatrice.
No, non puoi. estremamente difficile per un sottomesso insegnare a una
dominatrice inesperta come e cosa fare. Quando le endorfine iniziano a diffondersi nel corpo di un
sottomesso, una volta che lui ormai entrato nella parte, in quella sfera magica dove tutto ovattato
e ci che sente e vede solo linterazione con chi lo domina, le sensazioni e gli odori... non
possiede pi la lucidit per dirti ci che dovresti fare. In questo modo non potresti imparare molto.
Ma puoi imparare da me. Io sono molto in gamba in ci che faccio. S, lo so disse, facendo un
gesto nellaria con la mano libera sono di nuovo arrogante, ma non importa. Ci che importa
che questa la verit.
Forse.
Forse era vero che per lei quello fosse il modo migliore per imparare. Forse non aveva
nulla a che fare con il fatto che Alec, seduto cos vicino a lei, mentre le teneva ancora la mano, le
faceva ribollire il sangue nelle vene. La faceva eccitare, santo Dio! Ma quella era solo chimica. Non
significava nulla, non rendeva pi persuasive le sue parole. Dylan era sicura di potergli dimostrare
quanto lui si sbagliasse.

Si morse le labbra.
S, si sbagliava su di lei.
Quanto tempo dovrebbe durare questa prova? gli chiese.
Lui scroll le spalle. Tutto il tempo che occorre. Tutto il tempo di cui hai bisogno per
capire ci che ti interessa. Per il tuo libro e per te stessa.
Quindi, dovremmo suonare a orecchio? Stare a vedere come andranno le cose?
Oh, ma io so gi come andranno le cose.
Davvero? E come andranno?
Era di nuovo arrabbiata. Alec le teneva ancora la mano. Con il pollice le accarezzava le
nocche, risvegliando in lei il desiderio. Ma Dylan non gli avrebbe dato di nuovo la soddisfazione di
vederla ritrarsi.
Dapprima ti opporrai. Dovr essere molto paziente con te, guadagnarmi la tua
fiducia. La sua voce era bassa, un sensuale mormorio. Dylan dovette avvicinarsi per sentire.
Ma a poco a poco ti darai a me, ti metterai nelle mie mani. Sar duro con te... e anche delicato.
Le sollev la mano e se la port alla bocca. Il calore delle sue labbra la sconvolse.
Dylan non riusciva a dire una parola. La sua mente era in preda alla confusione.
Alec pos di nuovo la sua mano sulla tovaglia, fissandola negli occhi. Ecco come
andranno le cose, Dylan.
Lei detestava sentirsi cos frastornata e confusa. Non capiva perch. E si rifiutava di
abbandonarsi a quello stato o ad Alec Walker.
Prese la tazza e fece un sorso di t. Inspirando a fondo, cerc di calmarsi e rimise la
tazza sul tavolo con mano ferma.
Puoi pensare tutto quello che vuoi, Alec, ma evidente che ancora non mi conosci.
Anche lui sollev la tazza e fece un lungo sorso, prendendo tempo. Il suo sguardo
penetrante non la abbandon mai. Non quanto ti conoscer se accetterai la mia proposta, questo
certo.
Accetto.
Ti piacciono le sfide.
S.
Anche a me.
I penetranti occhi azzurri di lui erano fissi nei suoi, ma Dylan non avrebbe distolto lo
sguardo, non lo avrebbe abbassato. Avrebbe lottato. Perch arrendersi non era nella sua natura.
Nemmeno ad Alec Walker e al suo sguardo incantatore. Alle sue mani calde, alle sue labbra
morbide e voluttuose...

Doveva solo mantenere la situazione sotto controllo, come aveva sempre fatto. E
ignorare il suo fascino, il suo modo di parlare e di toccarla.
Presto Alec lavrebbe toccata davvero.
Simpose silenziosamente di calmarsi, di fare un lungo e profondo respiro. Il controllo
era la chiave di tutto e lei ne era la regina. La vita laveva costretta a esserlo, sin da quando era una
bambina. Con una madre come la sua, non aveva avuto scelta. Quinn era troppo piccolo, qualcuno
doveva prendersene cura. E lei era la sorella maggiore.
Ma aveva fallito...
Perch adesso stava pensando a quelle cose? Ricacci indietro il passato in un angolo
della mente, dovera da sempre custodito, e si concentr sulluomo seduto di fronte a lei, che la
stava osservando con attenzione.
S, poteva controllare Alec Walker, che lui ci credesse oppure no.
Alec...
S?
Anchio ho una proposta da farti.
Ah! Lui inarc un sopracciglio.
Se non riuscirai a dominarmi, come invece tu sembri convinto di poter fare...
Oh, ci riuscir eccome. Anche se preferisco il termine addomesticare.
In qualsiasi caso, se non ci riuscirai, sar io a sottomettere te.
Alec la sorprese sorridendo. Daccordo.
Nella mente di Dylan prese vita limmagine di Alec nudo, in ginocchio. Ma anche in
quella fugace fantasia, lui non aveva laria di essere sottomesso. No, era forte e la sfidava, sicuro di
s come in quel momento. Dylan non pensava che sarebbe mai potuto apparire diverso ai suoi
occhi. Non cera nulla di morbido in quelluomo.
Eccetto la bocca...
Allora siamo daccordo?
Lui annu di nuovo. Assolutamente.
Le sue lunghe dita si chiusero di nuovo sulla mano minuta di Dylan. E prima che lei si
rendesse conto di quel che stava per succedere, Alec lattir a s e, sporgendosi verso di lei sul
tavolino, le sussurr: I patti importanti vanno sigillati con un bacio.
La sua bocca era cos vicina... quelle labbra cos voluttuose e invitanti... Dylan si sent
mancare e si appoggi a lui, sentendo il suo alito che profumava di dolci e di t... in attesa del suo
bacio.

Ma Alec torn al proprio posto.


Ovviamente dovremo attendere fino a quando non sarai pronta per me, Dylan. Fino a
quando mi implorerai di baciarti.
Ges! Era gi quasi pronta a farlo!
Lei scosse la testa. Avrebbe voluto premersi le mani fresche sul viso accaldato, scostare
la ciocca di capelli rosso mogano che le era ricaduta sulla fronte, ma non voleva che lui capisse
quanto fosse sconvolta. Ed eccitata. Un desiderio insopportabile. Di lui.
Doveva uscire di l, allaperto, nellaria fredda e umida. Aveva bisogno di respirare.
Devo andare, ho un altro appuntamento disse, mentendo.
Certo, ti accompagno fuori. Alec si alz.
Non necessario.
Lui chin il capo, di nuovo con quei modi da gentiluomo daltri tempi. Come vuoi.
Anche lei si alz e prese il cappotto e la borsa. Io... non abbiamo nemmeno iniziato
lintervista.
Io credo invece che lo abbiamo fatto.
Oh... be... s. Suppongo che parleremo di pi quando... dopo...
S, lo faremo. Anche se credo che dopo aver fatto esperienza di queste cose, non
riterrai pi necessaria unintervista formale. Ti mander une-mail per farti sapere quando ci
incontreremo.
Non era una domanda, ma lei non seppe come verbalizzare una qualsiasi forma di
protesta.
Accidenti!
S, parleremo. Fece per mettersi il cappotto e lui fu subito alle sue spalle per
aiutarla. Dylan sent di nuovo il suo profumo: oceano e bosco. Grazie per aver acconsentito a
incontrarmi.
stato un piacere.
Alec la guardava sorridendo. Dylan inspir a fondo cercando di non darlo a vedere e
inalando il suo profumo.
Ges, doveva davvero riprendere in mano la situazione. Tornare in s. Con lui per era
tutto diverso. Alec Walker era un uomo pericoloso. Ma lei non si era mai tirata indietro davanti a
una sfida in passato, e non lo avrebbe fatto nemmeno ora. Anche se quella sfida in particolare
laveva gi portata a dubitare di se stessa e a chiedersi chi fra loro due alla fine avrebbe sottomesso
laltro.
Doveva essere lei.

2
Alec si chiuse alle spalle la porta del garage e sal i gradini dellabitazione grigia in stile
Craftsman di Beacon Hill. Inser la chiave nella serratura della pesante porta di legno, la spinse con
la punta dello stivale e la richiuse dietro di s un po troppo violentemente. Dopo essersi tolto il
giubbotto, lo lanci sullattaccapanni a stelo, facendolo quasi cadere e prendendolo al volo con
unimprecazione soffocata.
Perch era cos nervoso?
Non cerano possibilit che lui perdesse nellaccordo fatto con Dylan Ivory. Sapeva
riconoscere le tendenze masochiste in una donna a distanza di parecchi metri e, nel caso di Dylan, le
era stato seduto cos vicino. Abbastanza vicino da sentire il profumo di vaniglia dei suoi arruffati
capelli rossi, mescolato a qualcosaltro. Qualcosa di speziato e molto sensuale.
I suoi passi echeggiarono sul pavimento di legno finch lui non raggiunse il folto
tappeto persiano. L divennero ovattati, poi ancora squillanti quando fu di nuovo sul parquet,
dallaltra parte della sala. Prese un bicchiere dalla pesante credenza spagnola e si vers due dita di
scotch liscio.
Dylan avrebbe rappresentato una sfida, se nera reso conto subito, ma a lui piacevano le
sfide. Non era stato questo a turbare il suo equilibrio, n il fatto che lui doveva averla. Doveva avere
quella donna, questo era fuori questione.
Doveva posare le mani sulla sua pelle nuda. Doveva legarla, sentire i suoi muscoli
rilassarsi mentre si offriva completamente a lui... doveva...
Questo non gli piaceva. Non gli piaceva sentirsi sopraffatto dal desiderio che nutriva per
lei.
Quandera stata lultima volta che gli era successo? Gli era mai successo?
Lui non era il tipo da avere bisogno di qualcuno. Di qualcosa. Aveva imparato bene gli
insegnamenti di suo padre. La chiave di volta era lindipendenza. La conoscenza, le esperienze,
erano queste le cose importanti. Per questo aveva passato buona parte della sua vita adulta in cerca
di risposte, leggendo e viaggiando per il mondo. Non che fosse riuscito ad arrivare a una
conclusione definitiva.
Ma ora non doveva pensare a suo padre. Era una sofferenza che sembrava non sparire
mai. Era un dolore sordo, dopo tutti quegli anni, ma ancora presente. Come una cicatrice che non
sarebbe mai guarita.
Trangugi lo scotch quasi tutto dun fiato, lasciando che gli bruciasse la gola. Ma non
serv a nulla. Svuot il bicchiere e lo appoggi vicino alla finestra a bovindo affacciata sulla citt
che si estendeva sotto di lui.
Seattle era grigia come al solito, ma nel cielo allimbrunire sintravedevano sprazzi di

luce, e Alec poteva vedere la sagoma lontana dellisola di Bainbridge al largo di Puget Sound.
Sorseggi lo scotch meditando sul panorama.
Meditando su Dylan!
Sul fatto che si tratteneva, che era cos controllata. Sapeva che cosa accadeva quando
una donna come lei si lasciava andare. Quando era costretta a lasciarsi andare.
Oh, lui non aveva mai forzato una donna. Viveva secondo il credo del sesso sano, sicuro
e consensuale, come la maggior parte delle persone che facevano parte dei gruppi e dei club BDSM
che frequentava. Ma questo non cambiava il fatto che se lui fosse stato in grado di condurre Dylan
in quella dimensione magica, se fosse riuscito a convincerla ad aprirsi, a lasciarsi andare, lei si
sarebbe abbandonata completamente. Si sarebbe slabbrata come un maglione fatto a mano.
Non se. Quando.
Dovera finita la sua sicurezza?
Forse perch la desiderava tanto intensamente. Troppo intensamente.
Era gi quasi in erezione al solo pensiero di lei, rammentando le pallide efelidi sul suo
viso, la sua pelle delicata come fine porcellana. Quegli occhi grigi, come due pietre di quarzo scuro.
La sua intelligenza splendeva brillante, intensa, con spigoli vivi. E la bocca, rossa e morbida, come
il sesso.
Dylan aveva un corpo snello e atletico, non era certo tutta curve. Questo gli piaceva.
Apprezzava la delicatezza delle sue clavicole, dei suoi polsi, delle sue mani. Seni piccoli e sodi
sotto il maglione morbido. Non gli piacevano le donne con i seni grandi. Non gli erano mai piaciute.
E il suo fondoschiena tonico e ben disegnato non passava inosservato.
Un fondoschiena da toccare... da sculacciare...
Bevve il resto dello scotch, lasci il bicchiere sul tavolino davanti allampia finestra e
sprofond su uno dei divani di cuoio.
Dylan era molto intelligente, forse troppo. Non che avessero parlato a lungo, ma
abbastanza da fargli capire che si sarebbe ritrovato in grossi guai se non fosse riuscito a mantenere
il controllo con quella donna.
Suon il telefono e lui rispose automaticamente, i suoi pensieri ancora concentrati su
Dylan.
Pronto?
Ehi, sono Dante.
Ehi!
Alec e Dante De Matteo si erano conosciuti a una conferenza sulla psicologia del
BDSM e del feticismo che si era tenuta tre anni prima al Regno del Piacere, un club fetish della
citt. Dopo aver scoperto il loro comune amore per le moto, erano diventati grandi amici e facevano

spesso lunghe gite attraverso le foreste dello Stato di Washington.


Erano tornati al club molte volte ed entrambi avevano esplorato la loro tendenza alla
dominazione con un certo numero di donne sottomesse. La primavera precedente, avevano anche
visitato insieme lArizona e il Nuovo Messico in moto. Nonostante Dante fosse un avvocato e Alec
uno scrittore, i due avevano molto in comune. E si capivano.
Allora, andiamo a fare quel giro sabato prossimo? gli chiese Dante.
Come? Ah s, sabato. Alec fece scorrere la punta del dito sul bordo del bicchiere
vuoto. Forse aveva bisogno di un altro drink.
Che c, Alec?
Che cosa intendi dire?
Sembri distratto.
S, vero, lo sono mormor lui, pi che altro a se stesso.
Allora? insistette Dante.
Allora... ho incontrato questa donna...
Dante rise. C sempre di mezzo una donna o una moto.
Ne ho abbastanza di moto per il momento.
Ma non di donne?
Non che sia mai stato un problema, ma questa donna...
Alec, non termini le frasi, nel caso in cui tu non labbia notato.
Merda!
tanto grave?
Non lo so. Intendo dire... s, stato un incontro piacevole. Si alz e and a
versarsi ancora da bere, sapendo che Dante avrebbe atteso con pazienza che lui si fosse chiarito le
idee. Questa donna... Dylan Ivory. Ti avevo detto che lavrei incontrata oggi. Non come mi
aspettavo. Sul suo sito web non ci sono fotografie e io immaginavo... pensavo... be, non mi
aspettavo che fosse bella. Bella davvero.
E?
Ho fatto un patto con lei.
Un patto?
Lei non ha mai praticato il BDSM prima dora; di certo non al nostro livello. E non
si mai sottomessa. Ma io lo vedo in lei... posso sentirne il... profumo. E non mi sbaglio mai su
queste cose.

In che cosa consiste questo patto?


Lei crede di essere una dominatrice.
Sono sicuro che presto le dimostrerai che si sbaglia.
Alec percep il tono divertito di Dante.
Se non dovessi riuscirci, ho accettato di sottomettermi a lei.
Laltro rise. Non succeder.
No, non succeder.
E allora qual il problema?
Alec fece per sospirare, ma si trattenne. Non ne sono ancora sicuro. Forse lo capir
meglio quando le metter le mani addosso. Sinterruppe e fece un sorso di scotch. Non so
quale diavolo sia il problema. So solo che... mi entrata nel sangue.
E cos il grande Alec Walker si innamorato disse Dante.
Non ho mai detto che qualcuno si sia innamorato. Alec strinse con forza il
bicchiere.
No, infatti.
Va tutto bene.
Okay mormor Dante distrattamente. Allora, ci vediamo sabato sera?
S.
E porterai anche lei?
Ges, Dante! Alec si sfreg il pizzetto. Sospir. Pensavo di aspettare una
settimana o due.
Come aveva potuto pensare di attendere tanto a lungo prima di rivederla?
Oh s, era in grossi guai.
Alec, non che io pretenda di dirti quello che devi fare, soprattutto con una donna che
stai introducendo a questo stile di vita, ma credo che sarebbe meglio se tu la vedessi prima.
Perch?
Perch credo che ti verr un colpo se non lo farai.
Andiamo, Dante, la situazione non cos grave!
No?
Alec si sfreg il pizzetto. Avrebbe sospirato di nuovo, ma non lo fece.

Ci vediamo sabato.
Okay, okay... a presto.
Cristo, era cos evidente? Era davvero ridotto in quello stato a causa di una donna?
Ehi, amico, riprenditi!
Si sarebbe ripreso. Lo aveva sempre fatto, no?
Dylan scal la marcia uscendo dalla quinta e si diresse a ovest, verso il Sound. La
nebbia aument mentre lei si avvicinava allacqua e al suo quartiere. Ma non le dispiaceva. Amava
la nebbia, la sua eterea tristezza. Lumidit scese sul parabrezza e lei azion il tergicristalli, felice
che la sua Audi avesse i sedili riscaldati. Nonostante amasse la foschia, detestava avere freddo.
Imbocc Western Avenue e raggiunse il box che aveva affittato vicino alledificio in cui
viveva. Belltown era un vecchio quartiere di Seattle. Il capannone che ora ospitava vari loft, tra cui
il suo, era architettonicamente molto gradevole, ma privo di garage.
Ai confini del quartiere esistevano ancora zone poco raccomandabili, anche se le cose
iniziavano a cambiare. Dal momento che stava per fare buio, Dylan si guard intorno mentre
raggiungeva lentrata delledificio. Si trattava di una grande struttura in mattoni, con altissime
finestre che si affacciavano sul Puget Sound, a soli pochi isolati di distanza.
Era stata fortunata a trovare quella casa e non laveva nemmeno pagata una cifra
esagerata rispetto ai prezzi che si erano impennati pochi mesi pi tardi, quando il quartiere aveva
subito un rinnovamento. Caff alla moda e ristoranti spuntavano un po ovunque, insieme a
boutique, gallerie darte e locali molto pi invitanti delle vecchie bettole che avevano popolato
quella zona per anni. Il mese prima, dallaltra parte della strada, era stato aperto anche un negozio
che vendeva prodotti alimentari di altissima qualit.
Dylan prese lascensore fino al quarto piano ed entr nel suo loft. Si trattava di un open
space con pavimenti in legno che aveva rivestito lei stessa quando aveva acquistato lappartamento,
due anni prima. La maggior parte dei muri esterni erano costituiti ancora da vecchi mattoni a vista.
Le poche pareti interne che aveva fatto innalzare per suddividere le stanze erano dipinte nei caldi
colori che lei trovava pi rilassanti: ambra, terracotta, oro, verde muschio. Ai muri era appesa la sua
collezione di stampe in bianco e nero, per lo pi fotografie architettoniche.
Stava ancora cercando i mobili. Di solito era attratta dalle linee essenziali
dellarredamento contemporaneo, come quelle del suo divano a L ricoperto in raso verde.
Lappartamento era reso pi accogliente dalla complessa struttura di luci che correva sul soffitto,
dai numerosi cuscini degli stessi colori delle pareti e dalle piante che occupavano ogni angolo.
Passando in cucina, accompagnata dal ticchettio degli alti stivali neri sul legno, Dylan si
tolse il cappotto di lana e lo abbandon su uno sgabello accanto al ripiano di granito.
Aveva bisogno di una tazza di t per togliersi lumidit dalle ossa. Forse anche per
chiarirsi le idee.
Durante il tragitto verso casa era riuscita a fingere di ignorare la reazione che aveva

avuto nei confronti di Alec Walker, ascoltando a tutto volume la sua opera preferita. Ma ora che era
a casa, in silenzio, nulla poteva distrarla.
Riemp dacqua il bollitore cromato e lo mise sul fuoco. Prese una bustina di t al
gelsomino dalla scatola che teneva sul ripiano, e la mise in una tazza di ceramica.
Mentre attendeva che lacqua bollisse, era irrequieta. Guardando dalla finestra,
osservando le gocce dacqua sui vetri e lorizzonte che si andava oscurando, si strinse nelle braccia,
cercando di riscaldarsi. Cercando di non pensare ad Alec.
Ma, naturalmente, non riusciva a fare altro.
Era un uomo molto strano. Cera qualcosa di sorprendente in lui e qualcosa di pi...
qualcosa in lei che la faceva reagire in modo insolito nei suoi confronti. Qualcosa che le permetteva
di prendere in considerazione il fatto di potersi davvero sottomettere a lui, per quanto lidea
dapprima le fosse parsa bizzarra.
Non era sicura di riuscire a farlo, anche se molte immagini avevano preso forma nella
sua mente da quando lui gliene aveva parlato: le sue mani su di lei, che la trattenevano. Non pi di
questo, nulla di pi esplicito, di pi chiaro. A eccezione di quellincontro mancato fra le loro labbra.
Dylan rabbrivid e tent di mettere a tacere laccenno di desiderio che si faceva strada in
lei.
Ma lesistenza del desiderio non significava che trasferire una fantasia sessuale in realt
avrebbe funzionato. Anzi, era pi probabile il contrario. Dopotutto, alcune cose era meglio che
restassero solo fantasie.
Non Alec Walker.
Ma lei aveva accettato quel piccolo esperimento. Lattrazione che provava per lui
probabilmente lavrebbe aiutata, anche se non fosse riuscita a sottomettersi del tutto.
I suoi pensieri furono interrotti dal fischio del bollitore. Vers lacqua bollente nella
tazza, mentre il vapore le avvolgeva il viso insieme al delicato aroma del t. Dylan torn in
soggiorno, scorrendo pigramente la posta posata su una mensola accanto alla porta, in attesa che il
t si raffreddasse. Lasci trascorrere qualche minuto prima di rendersi conto che il suo sguardo era
perso nel vuoto. Mentre il viso di Alec riempiva la sua mente, i suoi brillanti occhi azzurri, i ricci
scuri e lucidi che gli sfioravano la camicia e il collo, il pizzetto pi scuro dei capelli, le sue labbra,
troppo sensuali in un viso cos virile.
Alec era una somma di contrasti. Il suo aspetto, il suo comportamento, il modo in cui
parlava del BDSM, con quel tono suadente, come se si trattasse di una conversazione perfettamente
naturale.
Dylan non voleva ammettere a se stessa quanto fosse eccitante. La sua natura si
ribellava a quellidea. Era troppo legata al controllo, non aveva difficolt a riconoscerlo. Ma il suo
corpo bruciava a quei pensieri, soprattutto allidea che fosse lui ad avere il controllo su di lei.
Chiuse gli occhi, stringendo tra le mani la tazza calda, e immagin Alec in piedi di

fronte a lei. Bast quella semplice immagine per essere scossa da un fremito di desiderio.
Alec...
Accidenti!
Entr in camera sua e si sedette sul letto di legno scuro dalla struttura elegante, ricoperto
dal piumino bianco e tanti cuscini candidi, e si tolse gli stivali. Alzandosi, fece scorrere la cerniera
della gonna e si sfil dalla testa il maglione di cachemire, dimenticando la tazza di t sul comodino.
Si guard nel grande specchio con la cornice in legno situato in fondo alla stanza. La
sua pelle appariva pallida in contrasto con la lingerie nera. Forse era troppo magra, ma le piaceva
andare in palestra. Adorava il benessere che le dava lattivit fisica.
In quel momento, per, aveva bisogno di un altro tipo di sollievo.
solo uninnocua fantasia...
Guardandosi allo specchio, si tolse il reggiseno e strinse i piccoli seni nelle mani a
coppa. I capezzoli rosso scuro si stavano gi indurendo, turgidi e vogliosi. Si pizzic delicatamente
le punte e gemette.
Che cosa avrebbe provato se lui lavesse toccata?
Fece scivolare una mano allinterno degli slip e continu a scendere fino al pube. Il
piacere la invest allimprovviso, facendole trattenere il respiro.
Alec...
S... le sue mani addosso, che la toccavano. Allarg le labbra del suo sesso per scivolare
nellumido calore. Era gi bagnata fradicia per lui... vogliosa...
Allarg le gambe ancora un po e osserv la sua mano che si muoveva tra le cosce. Ben
presto non riusc pi a resistere. In preda alla frustrazione, abbass gli slip neri e se li tolse. La vista
del suo sesso, delle labbra gonfie, del clitoride rosato che faceva capolino, la fece tremare.
Alec...
Divaric ancora di pi le gambe e infil un dito. Trasal e si morse la bocca. Dentro era
cos bollente. Le pareti della vagina si strinsero immediatamente intorno al suo dito. Ne aggiunse un
secondo e poi un terzo. Voleva sentirsi riempita.
Il suo cazzo sarebbe stato grosso quanto tutto il resto?
Oh...
Gemette, premendo il palmo contro il clitoride. Inizi a muovere la mano in piccoli
cerchi, affondando le dita. Immagin i penetranti occhi azzurri di Alec che la fissavano attraverso lo
specchio.
Con laltra mano si strinse un capezzolo e fu scossa da un piacere intenso e improvviso.
Alec...

Oh s, le sue grandi mani su di lei, dentro di lei... che la accarezzavano, la titillavano. Il


piacere scorreva come lava nelle sue vene e scivolava sulla sua pelle come seta.
Spinse le dita dentro e fuori, premendo a ogni movimento il palmo contro il clitoride. Il
suo corpo sirrigid e inizi a tremare, mentre lei veniva, gridando il nome di Alec nella stanza
vuota.
Alec!
Le cedettero le gambe, quasi cadde, ma si sostenne con una mano al bordo della
cassettiera. Ansimava, le mancava laria. Aveva il viso arrossato, gli occhi sgranati, le iridi grigie
quasi oscurate dalle pupille brillanti.
Il suo corpo fremeva ancora di desiderio, nonostante lorgasmo.
Alec...
Si volt verso il cesto di vimini accanto al letto e pens alla collezione di vibratori che
custodiva.
S, ho voglia di venire ancora e ancora...
Attravers la stanza, si sedette sul letto e prese uno dei suoi giochi preferiti dalla cesta,
un vibratore ad alta velocit che la faceva urlare a ogni orgasmo. Forse questo lavrebbe placata.
Ma quando si adagi sui cuscini e lo accese, posizionandolo tra le gambe aperte, cap
che nulla sarebbe stato abbastanza.
Che cosa diavolo le aveva fatto Alec Walker?
Suon la sveglia e Alec la zitt a tastoni, voltandosi sulla schiena. Aveva dormito a
pancia in gi e si era svegliato con una dolorosa erezione che premeva contro il materasso.
E con il viso di Dylan in mente.
Gli era entrata dentro.
Era andato a dormire che ce laveva duro, e si era svegliato ancora pi eccitato.
Avrebbe voluto calmarsi, ma il suo cazzo pulsava di desiderio.
Nei suoi pensieri, vide lucidi boccoli color mogano e ambra risplendere al sole e
ricadere su delle spalle minute. Due occhi freddi, grigi, che sembravano custodire un mistero,
qualcosa che lei gli teneva nascosto; qualcosa che lui voleva, doveva, scoprire. Pallida, pelle pallida
come alabastro. La delicata linea dellesile collo che spuntava dal maglione e, pi sotto, la curva dei
seni dalla forma perfetta. La sera prima era rimasto sveglio fino a tardi immaginando di guardarli e
toccarli. Il sapore di Dylan sulla lingua. Che cosa avrebbe provato con le sue lunghe gambe intorno
ai fianchi, mentre pompava dentro di lei... la sua fica bollente e accogliente...
Mugol.
Cazzo!

Scostando le coperte e il lenzuolo, si accarezz, chiudendo la mano intorno allasta


turgida.
Che cosa avrebbe provato se le sue labbra rosse e voluttuose si fossero chiuse intorno a
lui in quel modo, mentre la sua lingua serpeggiava sul glande?
Gemette e continu ad accarezzarsi, alzando e abbassando il bacino.
La sua bocca sarebbe stata calda e bagnata, ma non quanto la sua fica. Lui le avrebbe
aperto le gambe e sarebbe entrato in lei con decisione... ancora e ancora.
Dylan...
Il suo sguardo si sarebbe offuscato, lei avrebbe dischiuso le labbra, il suo corpo avrebbe
iniziato a tremare mentre veniva, la sua fica si sarebbe stretta intorno a lui... oh, cos stretta...
Alec inarc la schiena, massaggiandosi, facendo scivolare la punta delle dita sul glande
gonfio. Stava per venire, il suo sesso pulsava...
Dylan...
S, doveva solo sculacciare il suo splendido culo ed entrare in lei. Farla venire. Scoparla.
Dylan!
Venne. Il piacere inizi a scorrere bollente nelle sue vene, facendolo rabbrividire.
Continu a massaggiarsi, mungendo il suo cazzo fino allultima goccia. Fino allultimo istante di
piacere. Per cercare di scacciare il desiderio che sentiva per lei.
Non funzion.
Sapeva che non avrebbe funzionato.
Nulla avrebbe funzionato, se non vederla, toccarla. Darle ordini. E dare ordini a quella
donna non sarebbe stata cosa facile. Ma forse gli sarebbe stato utile per riacquistare il controllo.
Abbass lo sguardo sul proprio ventre impiastricciato e scosse la testa. Doveva rifarlo.
Non aveva ancora ripreso fiato, ma sapeva che entro breve sarebbe stato di nuovo eccitato. Se lei
fosse stata l, lui le si sarebbe messo sopra e lavrebbe posseduta, saccheggiata, facendola venire
con le mani, con la bocca...
Il suo cazzo ebbe un sussulto e lui si stup nel vederlo gonfiarsi di nuovo.
Si alz e cammin sul freddo pavimento di legno. Fuori stava spuntando il giorno, la
luce grigia dellalba filtrava dalle finestre. Faceva freddo, ma dentro si sentiva ribollire. Era
voglioso e di nuovo dolorosamente duro.
Entr nella doccia, dalle piastrelle color rame, marrone e bronzo, e apr al massimo il
rubinetto dellacqua calda. Mettendosi sotto il getto si ripul laddome. Lo scroscio violento
dellacqua sulla pelle lo eccit ancora di pi.
Stacc il telefono della doccia e lo punt sul suo sesso che si andava indurendo. Si

appoggi alle piastrelle fredde e chiuse gli occhi.


Dylan era di nuovo l, i capelli bagnati che le ricadevano sulla schiena, la splendida e
sensuale bocca che formava una O, mentre lui singinocchiava tra le sue gambe e con la lingua
iniziava a leccare la sua fessura bagnata. Dylan immergeva le mani tra i suoi capelli, trattenendolo
contro di s mentre gemeva di piacere.
Alec aveva il respiro affrettato. Stava per venire di nuovo. Solo con il getto della doccia
puntato sul cazzo e con in mente limmagine di Dylan Ivory a gambe aperte.
Ges!
Inarc la schiena e raccolse i testicoli in una mano; erano gonfi di desiderio. Non ebbe
bisogno daltro. Il suo corpo inizi a tremare mentre veniva.
Dylan... cazzo!
Si lasci andare contro le piastrelle alle sue spalle, con le gambe che gli cedevano. Il
piacere lo invest, una scossa elettrica per tutto il corpo, che gli percorse il ventre e il sesso ancora
pulsante.
Inspir a fondo, mentre lacqua lo ripuliva.
Era gi abbastanza imbarazzante che lo avesse fatto due volte di fila come un
adolescente. Che avesse dovuto farlo. Per la prima volta dopo anni si era eccitato semplicemente...
pensando di fare sesso. Niente giochi di ruolo. Niente bondage. N sculacciate, guanti di cuoio,
corde o catene. Pensando solo a Dylan.
Che cosa diavolo significava? Voleva saperlo davvero?
Alec aveva sempre avuto il controllo totale sul sesso, ma cera qualcosa in quella donna
che lo aveva turbato profondamente. E aveva la sensazione che tutto fosse ancora in gioco.
Non che avrebbe finito per sottomettersi a lei, questo era da escludere; lavrebbe messa
in ginocchio, senza alcun dubbio. Ma aveva la sensazione che, quando ci sarebbe riuscito, sarebbe
stata unesperienza travolgente sia per lei che per lui. Che anche lui avrebbe donato una parte di
s... a Dylan.
Avvert un fremito. In parte di fastidio, in parte di paura, anche se non voleva
riconoscerlo, e in parte per quel desiderio che gli scorreva nelle vene.
Le cose erano diverse con Dylan Ivory. Sebbene non volesse ammettere quanto lei lo
turbava, avrebbe scoperto di che diavolo si trattava. Avrebbe scoperto chi fosse lei.
Nel frattempo, maledizione, avrebbe mantenuto il controllo della situazione come
sempre.
Cazzo!

3
Dylan era seduta sul divano con un blocco per appunti in grembo e una pila di libri
sparsi sul tavolino davanti a lei. Stava conducendo delle ricerche sul bondage, sul dolore, sul gioco
di ruolo, sulle ragioni per cui queste cose eccitavano certe persone. Ci che aveva letto aveva
eccitato anche lei, senza dubbio. E si era immaginata in vari scenari: legata, sculacciata, persino
frustata. E di questo incolpava il sordo pulsare tra le sue gambe, se voleva mentire a se stessa.
In verit, non era un partner senza volto a farle quelle cose. Alec era sempre presente, le
sue mani su di lei, dandole ordini.
Sospir, prese la tazza di t e fece un sorso. Il liquido caldo e aromatizzato le plac la
gola, ma il resto del suo corpo rimase teso come una corda di violino.
Erano passati tre giorni da quando aveva parlato con lui, e da allora non laveva pi
sentito. Fu costretta a chiedersi se non si fosse pi fatto vivo per dimostrarle di avere il controllo
della situazione, oppure perch era semplicemente impegnato. In qualsiasi caso, la cosa non le
piaceva. Non le piaceva alimentare il suo atteggiamento dominante.
Sapeva che non avrebbe dovuto continuare a rimuginarci sopra, ma non poteva farne a
meno. Lei non era una sottomessa passiva che si sarebbe sciolta ai suoi piedi e avrebbe fatto tutto
quello che lui le chiedeva. Non sarebbe rimasta seduta accanto al telefono come una bambola
obbediente in attesa di una sua chiamata.
E allora perch stava facendo esattamente questo?
Era uscita con tanti uomini e non era mai stata quel tipo di donna. Lei non doveva stare
ad aspettare nessuno. Una donna dalla mente aperta non aveva certo problemi a trovare uomini con
cui fare sesso, e per lei era sempre stato cos. Quando era interessata a qualcuno, glielo faceva
sapere subito. A quel punto, gli uomini non avevano alcun bisogno di mettere in atto con lei i
giochetti che facevano con le altre donne. Dylan si manteneva sempre a distanza, cos loro non
avevano mai la sensazione di possederla completamente. E, in effetti, nessuno laveva mai avuta del
tutto. Non cera bisogno di giochetti.
Ma Alec aveva una strana influenza su di lei, che Dylan non riusciva a capire...
Dopo aver posato la tazza, prese uno dei libri e lo sfogli, nel tentativo di concentrarsi.
Stava cercando la spiegazione di ci che avveniva in una persona sottomessa a livello chimico e
psicologico, e in particolare dello stato di trance che molte sottomesse raggiungevano durante la
pratica del BDSM. Dylan capiva il processo chimico, il fatto che il corpo rilasciasse endorfine come
reazione al dolore o alla stimolazione sessuale, ma non le era chiara la parte mentale ed emotiva del
tutto.
Perch le persone reagivano a certe cose e non ad altre? Aveva letto che alcune
sottomesse iniziavano a raggiungere quello stato di trance semplicemente quando venivano legate o
ricevevano ordini. A volte anche solo udendo la voce del loro dominatore.
Le torn alla mente quella profonda e suadente di Alec, che le percorse la pelle come
corrente elettrica. Come se potesse sentirne le vibrazioni. Avvertendo uno spasmo improvviso,
accavall le gambe e le strinse.

S, forse era in grado di capire che cosa accadeva.


Continu a sfogliare il libro, e il suo sguardo cadde sulla fotografia di una donna legata
con un complesso groviglio di corde. Ma non fu la donna inginocchiata e nuda ad attirare la sua
attenzione, n lintrico di corde. Fu la mano di un uomo non inquadrato, il modo in cui lui le
accarezzava il viso. Un gesto in qualche modo tenero. Dylan amava i contrasti, il fatto che la mano
di quelluomo appartenesse a colui che laveva legata e che ora aveva il controllo totale su di lei.
Prov unondata di desiderio.
Una piccola parte di lei voleva essere quella donna. Se luomo fosse stato Alec Walker.
Richiuse bruscamente il libro e si alz dal divano.
Ridicolo! Lei era forte, indipendente. E se anche provava il bisogno di sottomettersi ad
Alec, era solo per puro desiderio sessuale. Per essere costretta a restare l seduta mentre lui le faceva
certe cose.
Gemette. Il corso dei suoi pensieri non laiutava affatto.
Suon il telefono e ripose, felice di potersi concentrare su altro.
Pronto?
Ciao, sono Mischa.
Mischa, ciao.
Mischa Kennon, una tatuatrice e autrice di brevi racconti erotici, era una delle sue
migliori amiche. Si erano conosciute parecchi anni prima a San Francisco, in occasione di una
conferenza sulla scrittura a cui avevano partecipato entrambe. Quando, parecchi mesi pi tardi,
Dylan era tornata in citt per farsi tatuare, avevano passato un po di tempo insieme ed erano
diventate subito amiche. Ora, malgrado le miglia che le separavano, si sentivano tutte le settimane e
si vedevano ogni volta che era loro possibile.
Che fai, Dylan?
Oh, pi che altro rimugino.
Mischa rise. Perch?
Dylan si spost verso le finestre che davano sullacqua. Il cielo era oscurato dalle nubi,
una pesante cortina grigia che prometteva pioggia.
Vorrei saperlo anchio.
Stai cercando idee per un libro?
In realt sto gi facendo ricerche per il mio prossimo lavoro. Si tratta di un romanzo
erotico, con il BDSM come tema centrale. Il che mi porta al motivo per cui sto rimuginando... pi o
meno.
Okay... hai intenzione di dirmi di che cosa stai parlando oppure no?

Scusa, non volevo essere cos vaga. Dylan sinterruppe e fece un respiro
profondo. Ho incontrato un uomo.
Mi pare promettente.
Forse. Anzi, no. Cristo, Mischa, non lo so... questo uomo, Alec ... diverso da tutti
quelli che ho conosciuto fino a ora.
In che senso?
In tutti i sensi. Sinterruppe di nuovo e appoggi la mano aperta sul vetro della
finestra, sentendo il freddo sulla pelle. Alec fa parte della mia ricerca. Anzi, a questo punto, la
mia ricerca. Sono stata indirizzata a lui da una sottomessa, Jennifer, per parlare di BDSM. Ritenevo
di non saperne abbastanza per poter scrivere in modo accurato.
Non capisco perch. Nei tuoi libri precedenti hai parlato di quasi tutto il resto. Non
sei certo una puritana. Sei la persona a cui tutti noi guardiamo per avere risposte su quasi qualunque
cosa riguardo al sesso. Sei la nostra regina, Dylan concluse Mischa in tono scherzoso.
Ah ah! Non sono affatto la regina dellerotismo! Avere un po di esperienza in fatto
di sesso non la stessa cosa. Si tratta di un ambito molto specifico. E questa volta mi rendo conto di
non saperne molto. Ma pi scopro le dinamiche coinvolte e pi capisco di aver bisogno di
informazioni reali, di dovermi basare su qualcosa che vada oltre la lettura di qualche libro.
E quindi hai deciso di parlare con una persona esperta di queste cose?
S.
E? Mi rendo conto dal tuo tono di voce e dal modo in cui ci stai girando intorno, che
ci deve essere un seguito.
Dylan tolse la mano dal vetro, fece scorrere la punta delle dita verso il basso e poi si
stacc dalla finestra.
Un seguito piuttosto importante, Mischa.
Ehi, stai parlando con me. Nulla mi pu scandalizzare. E nemmeno tu sei facilmente
impressionabile. Per questo sono curiosa di sapere come abbia potuto un qualsiasi uomo
sconvolgerti tanto.
Alec un dominatore.
Lavevo immaginato.
E mi ha chiesto, per sfidarmi, di sottomettermi a lui. Non posso ancora credere di
averlo fatto, eppure ho accettato. Sono sicura che non funzioner. Lidea assurda. Ma lui cos...
carismatico. No, pi che carismatico. incredibilmente bello, ma sarebbe affascinante anche se
non lo fosse. Dylan ripens al suo viso. A quel demoniaco pizzetto nero, al suo sorriso
smagliante. I suoi occhi penetranti, con quella loro luce azzurra...
Dylan?

S? Scusa, stavo pensando... a lui. Non riesco a farne a meno. Non so quand stata
lultima volta che mi successa una cosa del genere. Che mi sono sentita cos... smarrita.
Forse proprio questo il punto.
Pensi che sia una specie di lavaggio del cervello che lui fa alle donne con cui
interagisce?
No. Be, forse, ma intendevo dire che magari questo il punto per te. In generale.
Magari ci di cui hai bisogno, Dylan.
Non capisco...
Tu sei sempre cos misurata... Non c nulla di male nel voler avere il controllo sulla
propria vita, soprattutto dopo quello che hai passato con tua madre. Ma per una volta potrebbe farti
bene cedere le redini a qualcun altro, anche se solo per un po.
Dubito che il destino abbia messo Alec Walker sulla mia strada in modo che lui
potesse legarmi.
Invece io penso che possa essere proprio cos.
Mischa!
Dylan, lo sai che ti voglio bene. Ti voglio cos bene da dirti che ti gioverebbe
lasciarti andare un po.
Sono stata con tanti uomini, ho fatto molte esperienze sessuali.
Ma non la stessa cosa, no? Lhai detto tu stessa. Se quello che so sul BDSM
esatto, si tratta di una questione di ruoli. Lesercizio del potere, giusto?
S, questa la base di tutto, da quanto ho capito.
Quindi, io credo che tu dovresti cedere il potere per una volta.
questa la parte che non mi piace.
Probabilmente per questo che dovresti provarci.
Non lo so. Forse. Dylan si arrotol una ciocca di capelli intorno a un dito.
Probabilmente hai ragione, e una parte di me lo sa, per questo ho accettato.
Dopo dovrai dirmi com andata. Lo farai, vero? Lo rivedrai? Starai con lui?
Lo avrebbe fatto?
Aveva mai pensato, anche solo per un momento, di tirarsi indietro?
Dylan sospir. S, ma non sar facile per me.
A volte le cose difficili ci permettono di capire noi stessi.
So che hai ragione, ma il mio istinto mi spinge... a oppormi.

Fallo, Dylan. Salta lostacolo... se puoi fidarti di questuomo, ma del resto mi hai
detto che stata una persona che conosci a indirizzarti a lui. Io credo davvero che dovresti provare.
Lo credo anchio. Il fatto che gli occhi azzurri di Alec, la sua voce, il suo
profumo, la facessero sciogliere, avrebbe facilitato un po le cose. Tutto ci rendeva lintera
faccenda, e soprattutto lui, irresistibile. Non so che cosa accadr esattamente e questo mi fa
sentire a disagio. Profondamente a disagio. Ma a essere sincera anche eccitante... forse proprio il
non sapere a cosa andr incontro.
Accidenti! Non ti ho mai sentita cos, Dylan... cos insicura.
Non da me, ma questuomo...
La sua mente prese in esame le varie possibilit. Che cosa le avrebbe fatto Alec? Che
cosa avrebbe preteso da lei?
Prov una stretta allo stomaco e un intenso calore si diffuse tra le sue gambe. Lo
avrebbe scoperto. Lunica cosa di cui era certa era che Alec Walker lavrebbe cambiata.
Irrevocabilmente.
Parecchie ore pi tardi, il telefono suon di nuovo. Dylan pos libro e taccuino e guard
il numero sul display.
Alec.
Il suo cuore inizi a battere allimpazzata, un metallico sferragliare nel torace.
solo un uomo disse alla stanza vuota, poi scosse la testa. Gi sapeva che
sarebbe stato molto pi di questo.
Pronto?
Ciao, Dylan.
Santo Dio, la sua voce era come una scarica elettrica che le scorreva nelle vene,
concentrandosi tra le sue gambe.
Ciao, Alec.
Come stai?
Sto bene. S, bene.
Laveva chiamata per parlare del pi e del meno? Non pensava di poterlo sopportare.
Mettendosi un cuscino ricamato in grembo, inizi a giocherellare con il bordino arrotondato.
Vuoi sapere come sto io? le chiese lui in tono divertito.
S, certo. Scusa, stavo... ero concentrata sulle mie ricerche. Stavo pensando ad altro.
Dovr faticare parecchio per ottenere la tua completa attenzione.

Oh, non credo...


Non preoccuparti, so come fare.
Dylan inizi a balbettare qualcosa, ma lui prosegu.
questa la ragione per cui ti ho chiamata. Dovremmo organizzare la nostra prima
volta.
Oh...
Da quando un uomo la faceva restare senza parole? Riusciva a pensare solo alle sue
grandi mani su di lei, che la legavano. Che la toccavano. Non riusciva a immaginare nientaltro, pur
sapendo che ci sarebbe stato altro. E stava cercando di controllare la propria reazione.
Riprenditi!
Ricordavo mi avessi detto che mi avresti mandato une-mail.
cos.
Dylan attese, ma lui non sembrava propenso a darle spiegazioni, cosa che accrebbe il
suo disagio.
Che... che cosa devo sapere? gli chiese.
Entrambi abbiamo bisogno di conoscere i nostri limiti. I nostri desideri. Molte
persone usano dei questionari scritti, ma io preferisco parlare. Riesco a capire di pi ascoltando le
tue risposte alle mie domande.
Adesso sei anche uno psicologo?
Lo sent sospirare. Dylan, essere sarcastica con me non far che complicare le cose.
Hai ragione, scusami. che tutto cos innaturale per me. Si appoggi allo
schienale del divano, tenendo stretto il cuscino.
Per il momento ci limiteremo a parlare, okay? Il suo tono di voce era cambiato,
ora era pi suadente che perentorio, come se potesse intuire lo stato danimo di Dylan, i suoi
bisogni.
S, okay.
Lo avrebbe fatto, ma il cuore continuava a martellarle nel petto.
Innanzitutto, voglio essere sicuro che tu abbia capito che cosa significa BDSM. So
che hai letto molto, che hai raccolto informazioni. Ma dammi una tua definizione, le conclusioni a
cui sei arrivata.
Dylan pens per un attimo a tutto quello che aveva letto sullargomento, alla breve
conversazione con Jennifer, alle ricerche che aveva fatto on line. Be, so che BDSM un
acronimo che significa Bondage e Disciplina, Dominazione e Sottomissione, Sadismo e
Masochismo.

Ora dimmi la tua interpretazione, non quello che hai trovato nei libri o su internet.
Io penso... la definizione sembra coprire unampia gamma di comportamenti
sessuali. Desideri. Feticismo. Ognuno sembra avere una definizione diversa e personale di ci che .
E non tutti accettano qualsiasi pratica. Alcuni si limitano agli aspetti pi soft, come lo spanking o il
semplice bondage. Ma si tratta pur sempre di BDSM, anche se forse preferiscono non definirlo tale.
Alla base di tutto c lo scambio di energia sessuale tra i partecipanti.
S, ma c dellaltro oltre alla definizione che puoi trovare in un libro. Tu che cosa ne
pensi? Che cosa ti aspetti oltre alle informazioni per il tuo romanzo?
Voglio fare questesperienza, voglio provare, prima di rifiutarla a priori. Continuo a
credere di essere per indole una dominatrice, non una sottomessa, quindi forse in parte voglio
dimostrarlo a me stessa, nonostante la tua opinione di esperto.
Vuoi dimostrarlo anche a me?
S. Forse. S.
E cosaltro?
Non lo so ancora. Credo di dover provare, prima di poter capire esattamente che cosa
mi piace e che cosa no.
Hai ragione, questo lo scopriremo col tempo, ma vorrei farti qualche domanda, e
vorrei che tu provassi a rispondere istintivamente. Non stare troppo a pensarci. Lasciati andare, se
mi tieni nascosto qualcosa, non serve a nulla. Daccordo?
Era in parte una domanda e in parte un ordine. La prima reazione di Dylan fu quella di
mettersi a discutere. Ma lui aveva ragione, cos avrebbe solo ritardato il tutto.
S, certo, inizia pure.
Hai mai pensato di sperimentare il bondage prima dora?
S.
Lo hai mai fatto?
Una volta... ho legato il mio ragazzo con delle sciarpe di seta.
E com stato?
Divertente. Diverso dal solito.
Non ha funzionato?
Non lo so. stato piacevole. Ma la realt non stata eccitante quanto la fantasia.
Forse perch le sciarpe erano un simbolo troppo delicato per te?
S, forse. Mi sembrato banale. Anche un po stupido. Come se non riuscissi a
prendere la cosa seriamente.

Non potrebbe essere che avresti voluto essere tu la persona legata? Sentirti
impotente?
Dylan rabbrivid e la sua mente si svuot da ogni pensiero. Io... non lo so. Al
momento non lho preso in considerazione e poi non ci ho pi pensato. Immaginando questo tipo di
esperienze, mi sono sempre vista nella parte attiva.
E adesso?
Dylan trattenne il respiro. Era tutta un tratto infastidita. Sulla difensiva.
Ho accettato di provare a sottomettermi, no?
Alec rimase in silenzio per qualche istante. Lo sent sospirare e non riusc a capire
perch questo le facesse trattenere il fiato.
Dylan, non andremo da nessuna parte fino a quando non ammetterai che almeno una
parte di te lo desidera.
Lei arross, la sua mano strinse il cuscino. Okay, lo ammetto. Suppongo che sia
naturale prenderlo in considerazione, a un certo momento della propria vita, per una persona dalla
mentalit aperta. Come lo sono io. Altrimenti non sarei una scrittrice di romanzi erotici.
Smettila di blaterare, Dylan.
Bene. un inizio.
Ti basta come risposta?
Per il momento s. Non dovrai essere del tutto convinta al termine della nostra
conversazione. Si tratta di un lungo processo.
Okay.
Lei allent un po la stretta sul cuscino.
Doveravamo? Ah, s... hai mai desiderato di essere sculacciata?
Io... s.
Lo aveva davvero detto ad alta voce?
Ah, molto bene. Alec abbass la voce e lei dovette concentrarsi per sentirlo. In
questo momento ti fa piacere sapere che sono soddisfatto della tua risposta?
Di nuovo lei trattenne il respiro. Le faceva piacere? Si port la mano al viso e sfior con
la punta delle dita il sorriso che aveva sulle labbra.
Ci sei ancora, Dylan? le chiese lui. La sua voce vellutata e carezzevole le scivol
come seta sulla pelle.
S, sono qui.

Hai intenzione di rispondermi?


Lei scosse la testa e si morse le labbra. Preferirei di no.
Ma...?
Aveva la sensazione che, se fosse stato necessario, lui avrebbe aspettato tutto il giorno
per sentire la sua risposta.
Ma... s, mi ha fatto piacere.
Alec rimase in silenzio ancora per qualche istante. Splendido, Dylan. Davvero. Lo
sento dalla tua voce. Cos come sento quanto sia difficile per te dirmelo.
S.
Vorrei che tu riflettessi su queste cose. Ne riparleremo prima di vederci. Preparati a
incontrarmi al Regno del Piacere sabato sera. Alle nove. Ti spedir via e-mail lindirizzo. Prenderai
un taxi. Non voglio che guidi, quella sera.
Le girava la testa. Era arrabbiata. Innegabilmente eccitata. Che andasse al diavolo!
Forse avrebbe dovuto opporsi su qualche punto, eppure tutto quello che le usc dalle labbra fu:
Okay.
Voglio che tu sia a casa domani sera alle otto. Parleremo di nuovo.
S, credo di esserci.
Non era una domanda, Dylan.
Non ho pensato che lo fosse.
Sembri arrabbiata.
Forse lo sono.
Lei strinse i denti e serr la mascella. Perch le dava ordini? Non erano ancora al Regno
del Piacere, non avevano ancora assunto i ruoli di dominatore e sottomessa. Oppure s?
Hai ragione di essere in collera disse lui. Spesso la rabbia fa parte del processo
mentale. difficile lasciarsi andare, cedere il potere a unaltra persona. Ricordati solo che bisogna
essere forti per riuscirci, per fare questa scelta. Capisci?
Forse. Devo pensarci.
S, pensaci. Ti chiamer domani sera. Sogni doro.
Alec riagganci, e lei con mano tremante premette il tasto OFF del telefono.
In quel momento non era sicura che sarebbe riuscita a dormire.
Come poteva Alec sapere quelle cose su di lei, cose che lei stessa nemmeno conosceva
del tutto? E lei come aveva potuto, ritenendosi sessualmente sofisticata, non aver mai scoperto

quella parte di s?
Dylan non lo sapeva. Sapeva solo che la rabbia e il desiderio lottavano dentro di lei, e a
un certo punto non riusc pi a restare seduta. Si alz dal divano e percorse il loft con lo sguardo
puntato oltre la finestra, sul panorama oscurato dalla nebbia.
Sotto di lei Western Avenue era illuminata dalle insegne di bar, locali e dai fari delle
auto. Una volta tanto non stava piovendo, la notte era fredda e buia sotto la coltre di nebbia. Una
coppia si stava baciando alla luce ambrata di un lampione. Dylan li osserv, mentre si
abbracciavano appassionatamente, e si sent ancora pi eccitata.
Sospirando, distolse lo sguardo e pens di andare in cucina a versarsi un bicchiere di
vino. Ma non era il vino ci di cui aveva bisogno.
Attravers invece il soggiorno e raggiunse la zona notte. Il letto bianco come la neve
risaltava rischiarato dalla lampada accesa in soggiorno, creando un netto contrasto con la scura
parete verde muschio alle sue spalle. Ma in quel momento Dylan non aveva bisogno nemmeno del
rilassante conforto del letto.
Si spogli in fretta; laria fredda della sera le lamb delicatamente la pelle. Adorava
stare nuda, ma quella sera le piaceva ancora di pi.
Sal sul letto, attir a s il cesto di vimini che giaceva l accanto e ne sollev il
coperchio. Dentro cera la sua collezione di giochi erotici. Sfior il vibratore che aveva usato tutte
le sere da quando aveva conosciuto Alec, ma lo scart. Cercava qualcosa di pi delicato. Voleva
venire pi lentamente, pi sensualmente. Scelse allora un dildo color carne dallaspetto molto
realistico, con la punta arrotondata. Lo tenne in mano per qualche istante, il materiale morbido
come pelle era molto invitante, poi, mordendosi le labbra, prese anche un piccolo oggetto cromato a
forma di uovo. Ricadendo contro i cuscini, allarg le gambe e laria fresca accarezz il suo sesso
nudo.
Dopo aver acceso il dildo, lo abbass tra le cosce, sfior la punta del clitoride e gemette
debolmente. Il piacere si diffuse nel suo corpo in piccole onde tremanti. Dylan chiuse gli occhi, vide
il viso di Alec e premette ancora pi forte, scivolando sul clitoride inturgidito.
Ah...
Continu a stuzzicarsi, lasciando che il desiderio crescesse lentamente, fino a quando lei
inizi a dimenarsi sul letto. Il suo sesso era bagnato. Allarg le gambe ancora un po, spingendo il
fallo allinterno.
Oh, Dio... Alec...
Che cosa avrebbe provato se lui lavesse scopata? Se lavesse scopata tenendole le mani
imprigionate sopra la testa? Alec era cos grande... e lei sarebbe stata del tutto inerme sotto di lui.
Doveva avere una muscolatura forte e potente. E Dylan poteva immaginare il suo cazzo che si
spingeva dentro di lei...
S!

Inclin il dildo, colpendo il punto G.


Oh... oh... s...
Ora le sue gambe stavano tremando, il piacere ruggiva sommessamente dentro di lei,
crescendo sempre pi. Dylan spinse il vibratore pi a fondo, poi lo estrasse inarcando il bacino, e
continu a ripetere il movimento.
Lavrebbe scopata lentamente? Oppure sarebbe stato irruento, rapido, animalesco?
Alec...
Aveva bisogno di qualcosa di pi. Pass le dita inumidite dei propri umori sullo stretto
buco tra le natiche per lubrificarlo, poi vi infil il piccolo uovo. Facendo un respiro profondo, si
costrinse a rilassarsi e rote luovo prima di spingerlo leggermente dentro. Era talmente eccitata da
non avvertire alcun bruciore, alcuna difficolt. Il suo corpo si apriva spontaneamente, il suo sesso si
contraeva, il suo bacino sinarcava.
Oh s, sto per venire... Alec...
Le sue forti mani lavrebbero trattenuta, il suo cazzo avrebbe continuato a spingere...
Dylan spinse con forza il dildo, facendolo affondare nel suo sesso, mentre le vibrazioni
si riverberavano per tutto il corpo, insieme alle sensazioni provocate dal piccolo uovo che oscillava
allinterno del suo ano.
Cristo, Alec... scopami!
Ancora unultima spinta... tutto il suo corpo sirrigid, e lei venne. Il piacere esplose
dentro di lei con il fragore di un tuono: nel suo sesso, nellano, nel ventre, nei seni. Dylan cavalc
londa e simpenn con lei, sollevando il bacino.
Alec!
Dio...
Continu a muovere il dildo e continu a venire; il suo orgasmo era una spirale infinita
di piacere.
Infine, esausta, giacque tremante sul letto. Nella sua mente cera il viso di Alec, le sue
mani grandi. Il pensiero del suo corpo nudo contro di lei. Di lui che la imprigionava sul letto; Dylan
voleva che lo facesse.
Oh s, il lavaggio del cervello era gi iniziato. Che cosa poteva accadere di peggio? E di
meglio?

4
Alec sedeva alla sua grande scrivania di quercia e fissava lo schermo del computer.

Stava tentando di scrivere qualcosa dalle prime ore del mattino per cercare di organizzare il lavoro
in modo coerente, ma la sua mente continuava a divagare. Si raddrizz e tent di leggere le poche
annotazioni prese, ma le parole gli si confondevano davanti.
Aveva passato una notte pressoch insonne. Si era svegliato alle cinque con gli occhi
pesti. Era da giorni che dormiva poco. Quella mattina aveva cercato di riprendere sonno, ma dopo
essere rimasto a letto a pensare a Dylan per pi di unora, si era alzato, era entrato nella doccia e
aveva avuto di nuovo un orgasmo sotto al getto bollente.
Il suo cazzo pulsava, sinduriva.
La situazione stava diventando ridicola. Si era masturbato tutti i giorni, parecchie volte
al giorno, da quando laveva conosciuta. E le cose erano andate persino peggio dopo la
conversazione telefonica della sera prima. Troppo eccitante parlare con lei dei suoi desideri. E
altrettanto eccitante percepire la sua rabbia, immaginare di placarla. Aveva avuto unerezione
pressoch costante per tutta la notte, come se avesse fatto uso di Viagra.
Cristo, quella donna era una specie di demone che invadeva i suoi sogni e buona parte
del tempo in cui era sveglio. Non vedeva lora di metterle le mani addosso. Di mettere a tacere tutta
la sua rabbia e le sue proteste.
Di legarla.
Di sculacciarla.
Oh, s!
Al pensiero, il suo sesso ebbe un fremito di desiderio.
Doveva davvero cercare di controllarsi.
E doveva controllare lei.
Gemette.
Devo rivederla.
Perch si opponeva a quel desiderio? Di solito, quando voleva qualcosa, faceva in modo
che accadesse. Perch adesso avrebbe dovuto fare diversamente?
Forse perch vederla prima del momento stabilito andava contro labituale protocollo.
Disturbava la relazione dominatore/sottomessa, anche se si trattava di una relazione occasionale.
Ma questa non sembrava essere occasionale.
Al diavolo! Lavrebbe chiamata. Del resto, non ci sarebbe stato nulla di male se lavesse
colta di sorpresa. Se lavesse scossa un po.
Con la sensazione di avere maggior controllo sulla situazione, prese il cellulare,
compose il numero e sent il suo respiro lievemente affrettato quando lei rispose.
Alec?

Oh, s, la sua bella voce ansimante.


Dylan, come stai?
Sono le otto del mattino!
S.
Di solito chiami le persone a questora?
Stavi dormendo?
No, ma... lascia perdere.
Voglio vederti, Dylan. Non fece caso al suo tono infastidito. Prese una penna,
inizi a tamburellare sulla scrivania, ma smise subito quando si rese conto di quello che stava
facendo.
Vuoi vedermi... adesso?
S.
Questa sera.
Nellattesa della sua risposta, continu a giocherellare con la penna.
Perch questa sera?
La penna gli scivol di mano, fece per recuperarla, ma questa cadde rumorosamente sul
pavimento.
Cazzo!
Hai bisogno di chiederlo, Dylan?
E lui se lera chiesto? Non voleva rimuginare troppo su quello che gli stava succedendo.
Voleva solo vederla, dannazione!
No... suppongo di no.
Vediamoci alle sette al Wild Ginger, sulla Terza. Lo conosci?
S.
Sii puntuale.
Non arrivo mai in ritardo.
Un accenno di ostinazione nella sua voce, ma non stava davvero cercando di opporsi.
Alec si appoggi allo schienale, rilassandosi.
Ah, Dylan, vestiti di nero. Hai un abito nero?
Quale donna non ne ha uno?

Calze nere? Stivali?


Certo.
Dal suo tono di voce, Alec non riusciva a capire come si sentisse Dylan nel ricevere
ordini, ma ci avrebbe pensato in seguito, poich in quel momento non gli interessava come forse
avrebbe dovuto.
Ci vediamo questa sera, allora.
Lei esal un lungo respiro. Daccordo. Bene.
S, un tono lievemente spazientito, ma Alec se lo aspettava. E gli piaceva.
A stasera.
Riagganci senza darle il tempo di rispondere. Sapeva che questo lavrebbe indispettita.
Lavrebbe lasciata cuocere a fuoco lento. Forse si sarebbe calmata o forse sarebbe arrivata
allappuntamento ancora pi combattiva. Sarebbe andata bene in qualsiasi caso. Parte del suo
compito era quello di provocare le reazioni di Dylan. E se lei avesse cercato di opporsi, e con Dylan
sarebbe sicuramente accaduto, sarebbe stato meglio che avvenisse il pi presto possibile.
Gli piaceva lo scontro. Vederla lottare. E ancora di pi il momento in cui lei alla fine si
sarebbe arresa. Persino troppo, forse. Ma anche di quello si sarebbe occupato al momento
opportuno. Prima doveva liberarsi di quellinspiegabile bisogno. Con Dylan. O con unaltra donna.
Dopotutto, era uguale, no?
Lo era?
Non era mai successo prima di allora, e non avrebbe iniziato adesso a legarsi a una
donna. Quello che provava per Dylan Ivory era solo uninsana attrazione, e nulla di pi.
Devi vederla per liberartene.
Quella sera avrebbe cercato di conoscerla meglio, perch pi fosse riuscito a entrare
nella sua testa e pi facile sarebbe stato sottometterla davvero. Dylan era una ragazza complicata. Il
rapporto di dominazione/sottomissione sarebbe stato pi efficace una volta che lui avesse capito
meglio come funzionava la sua mente. Il motivo era solo questo, molto semplice.
Alec scosse la testa, rivolgendo di nuovo lattenzione al computer. Dentro di s sapeva
che stava mentendo a se stesso.
Dylan scese dal taxi davanti al Wild Ginger, chiudendo la portiera con forza. Era stata
furibonda per tutto il giorno.
Fece scorrere le mani sui pantaloni marrone scuro e si sistem la giacca di pelle color
caramello.
Per nulla al mondo avrebbe indossato quel dannato vestito nero!
Apr la porta del ristorante con pi forza di quanta ne fosse necessaria. Linterno era
molto elegante, arredato in stile asiatico minimalista, le pareti rosso cupo che facevano da fondale ai

tavoli di smalto nero, la fragile silhouette delle orchidee bianche dentro vasi alti e stretti.
Dylan lo vide immediatamente. Era appoggiato al bancone del bar, con un drink in
mano. Imponente e bello... no, laggettivo bello non era sufficiente per lui... con i pantaloni scuri e
una camicia della stessa tonalit che gli aderiva al corpo muscoloso come fosse tagliata su misura.
Probabilmente era cos. In nessun altro modo una camicia sarebbe caduta a pennello su quelle spalle
straordinariamente ampie scivolando poi con dolcezza a sottolineare la vita stretta. Ma per quanto
lui potesse essere irresistibile, il suo aspetto non poteva temperare lirritazione che le ribolliva
dentro.
Alec sorrise quando la vide. Cera qualcosa di sfrontato nel suo sguardo, che la fece
infuriare ancora di pi. E che fece avvampare il suo corpo di desiderio. Ricacciandolo indietro,
Dylan gli fece un cenno e avanz verso di lui.
Ciao, Alec.
Quindi sei venuta, ma hai voluto subito mettere in chiaro che non accetti ordini,
cos?
Lei sollev il mento.
S, esattamente cos.
Alec le sorrise. Sei molto bella, Dylan.
Quel complimento la colse di sorpresa, ma lei non era uningenua e voleva che lui lo
avesse ben chiaro.
Forse questo fa parte del rituale con le ragazze con cui ti accompagni al club, ma io
non sono una slave e questa mia incursione nella trasgressione non significa che qualcosa sia
cambiato. Non quello che mi interessa.
Lui continu a sorridere, e Dylan lo trov vagamente fastidioso.
proprio questa la ragione per cui siamo qui stasera. Per capire meglio che cosa ti
interessa davvero. Possiamo sederci?
Io... s.
Non sapeva cosaltro dire e si sentiva stupida per ci che aveva appena detto. Perch
non riusciva a calmarsi?
Alec fece un cenno altezzoso e una cameriera comparve dal nulla, una ragazza snella e
attraente, con dei lucidi capelli neri. Sorrise ad Alec, sbattendo le lunghe ciglia. Dylan non ne fu
sorpresa, non poteva certo biasimarla. Alec era probabilmente luomo pi bello in tutto il ristorante,
con quel suo sorriso cos affascinante e dissoluto.
Santo cielo, le era davvero venuto in mente il termine dissoluto?
Dylan scosse la testa mentre seguiva la cameriera al tavolo con Alec a un passo dietro di
lei. Le pareva addirittura di sentire il calore del suo corpo.

Lui si chin e le sussurr allorecchio. Non mi aspettavo davvero che indossassi un


abito nero, Dylan. Non tu.
Lei si volt a guardarlo sbattendo le palpebre, ma lui si limit a sorriderle, ad aiutarla a
sfilarsi il cappotto e a sistemarlo sullo schienale della sedia, prima di prendere posto di fronte a lei.
Una teiera di t verde al gelsomino disse alla cameriera, con lo sguardo fisso su
Dylan. Alla luce soffusa, i suoi occhi erano di un profondo azzurro cupo.
Mi sorprendi mormor lei.
Davvero? Perch?
Questi modi gentili... ricordarti il tipo di t che preferisco...
Essere un dominatore non significa essere maleducato, contrariamente a quel che
pensa la gente. Del resto, non mi sono mai conformato ai luoghi comuni.
No, ne sono convinta.
E nemmeno tu.
Che cosa intendi dire? Dylan sfior lorlo del maglione dangora color crema.
Lui scroll le spalle. Sei una scrittrice di romanzi erotici. Qualcuno avr sicuramente
dei preconcetti su di te solo per questo motivo.
probabile. E tu che ne pensi?
Io penso che il fatto di scrivere romanzi erotici ti renda mentalmente pi aperta in
fatto di sesso rispetto alla media delle donne. Forse mentalmente pi aperta in generale. Ma non
credo che tu la veda allo stesso modo.
Non capisco che cosa intendi dire.
Credo che tu sia pi severa nel giudicare te stessa di quanto lo sia nei confronti degli
altri.
vero, non lo facciamo tutti?
S, hai ragione.
Lo fai anche tu?
Lui le sorrise, i denti di un bianco abbagliante, il pizzetto che gli conferiva quellaria
demoniaca anche quando sorrideva. E lei, come sempre, rimase affascinata.
Maledizione!
Anchio rispose Alec. Ecco il t.
Con grande sorpresa di Dylan, di nuovo, lui sollev la teiera e vers il t, porgendole la
piccola tazza bianca e rossa. Lei la prese, riscaldandosi le mani a contatto con la ceramica bollente.

Grazie.
Di nulla.
Non riusciva a comprendere appieno quelluomo. Alec aveva ragione, lei aveva dei
preconcetti nei confronti di una persona che dichiarava di essere un dominatore. Preconcetti che
avrebbe dovuto cancellare per ripartire da zero.
Se solo lui non avesse dato limpressione di avere sempre tutto sotto controllo... O forse
se lei non avesse...
Rise.
Che c? le chiese Alec.
Oh, stavo solo riflettendo su un paio di cose ammise. Stavo rivedendo il mio
modo di pensare. Non che mi piaccia farlo.
Alec si appoggi allo schienale e sorseggi il t. Ah, esattamente quello che speravo
di ottenere.
Lei sospir. Ecco, ci risiamo mormor.
Alec rimase in silenzio a osservarla, facendola avvampare sotto il suo attento esame.
Poi sollev la tazza fumante, ci soffi sopra, fece un sorso di t e la ripose sul tavolo.
Ogni suo gesto sembrava misurato. O forse Dylan aveva quellimpressione semplicemente perch
stava aspettando che lui dicesse qualcosa. Il fatto che continuasse a fissarla la rendeva ansiosa.
Vuoi rappresentare una grande sfida per me, vero Dylan?
Non ho un obiettivo.
Davvero?
Sono solo me stessa.
Chi sei, Dylan?
Mi stai gi trattando con superiorit?
Assolutamente no. Devo conoscerti, vero, nel mio ruolo. Ma in questo momento
semplicemente desidero conoscerti. Va bene cos?
Si sporse verso di lei e le prese la mano. La sua era grande e le trasmetteva calore.
Dylan si sent illanguidire.
S, certo, non capisco perch sono cos combattiva. O forse lo so. Sono stata
sgarbata, scusami.
Non importa, ricominciamo da capo. Rilassati. Perch non mi racconti qualcosa di
te?

Che cosa vorresti sapere?


Parti dallinizio.
Be...
Dylan si rese conto che Alec le teneva ancora la mano, impedendole di pensare con
lucidit. Spost gli occhi sulla loro stretta, poi sul suo viso. Lui le sorrise e ritrasse la mano come se
avesse capito.
Parti dai tuoi libri, Dylan. Mi piacerebbe saperne di pi sul tuo lavoro.
Lei intrecci le mani in grembo, sentendo ancora il calore trasmessole da Alec. Sono
una scrittrice a tempo pieno da quattro anni.
Hai sempre scritto romanzi erotici?
S, sempre. Ho iniziato a ventanni, ma non ho mai pensato che i miei libri potessero
essere pubblicati fino a quattro anni fa. Da allora le cose sono cambiate piuttosto in fretta. Ho
trovato un agente, ho venduto il mio primo romanzo, poi altri tre, e parecchi racconti. Sono stata
molto fortunata. Prima lavoravo nel settore bancario.
In banca? Non riesco a immaginarlo. Credo che il tuo vero talento fosse sprecato l,
in un anonimo ufficio. Sei una persona troppo... particolare.
Dylan si mosse sulla sedia, torcendosi le dita. Non si era mai considerata una persona
particolare.
Quelluomo la destabilizzava come nessun altro.
Sospir e prosegu. Non mi piaceva. Ma il denaro che sono riuscita a risparmiare mi
ha dato lopportunit di smettere di lavorare e dedicarmi esclusivamente alla scrittura, quindi devo
essere grata al mio vecchio lavoro. Per fortuna, sono riuscita a firmare il mio primo contratto prima
che finissero i risparmi. E tu? Che cosa facevi prima di diventare uno scrittore?
Insegnavo inglese alluniversit.
E hai dato le dimissioni per scrivere?
Non subito. Ho smesso di lavorare tre anni fa. Le scadenze editoriali erano troppo
impegnative. Non riuscivo a riservare la stessa energia a entrambe le cose e non volevo mancare di
onest nei confronti dei miei studenti. Mi piaceva insegnare. Alcune persone la considerano una
professione banale, ma io no.
Ne sono convinta. Cos come sono certa che cercassi emozioni altrove.
Lui sorrise malizioso. Certo, non intendo affatto negare ci che sono. Fece un
altro sorso di t. A differenza di altre persone.
Che frecciatina... Dovrei sentirmi ferita?
Negli occhi di Alec pass un lampo di malizia. Non ancora. A questo penseremo pi

tardi.
Dylan arross di nuovo e il suo sesso si fece bollente. Dun tratto realizz che
quelluomo presto lavrebbe toccata. Sculacciata. E cosaltro?
Accavall le gambe sotto il tavolo per contrastare la dolorosa contrazione.
Concentrati, continua a parlare.
La conversazione faceva sembrare quellincontro quasi un normale appuntamento... su
cui lei poteva esercitare il suo controllo.
Alec, parlami delle attivit estreme che hai menzionato laltro giorno.
Lui sorrise. Mi piace tutto ci che mi provoca una scarica di adrenalina. Faccio
snowboard, paracadutismo, mi immergo allinterno di una gabbia nelle zone infestate dagli squali,
come credo di averti gi detto. E poi le moto. Ho fatto gare, ma non a livello agonistico.
Dylan rabbrivid. Non voleva nemmeno pensarci. Aveva sempre detestato le moto.
Che c, Dylan?
Lei fece un gesto noncurante con la mano, ma si accorse di essere impallidita. In buona
parte era stato Quinn a fare di lei la persona che era adesso.
Diglielo, togliti il peso.
Io... ho perso mio fratello minore Quinn in un incidente motociclistico. La sola idea
che una persona guidi una moto... mi fa stare male.
Mi dispiace. successo recentemente?
No, no. Possiamo cambiare discorso? Mi pare che tu abbia viaggiato molto.
S, infatti. In particolare amo il sudest asiatico, lintero emisfero orientale. La
Thailandia bellissima. Bali. E il Tibet stata una vera avventura, anche se in condizioni
disagevoli. L mi sono fatto tatuare da un vecchio, con il metodo antico. Prendono una lunga canna
di bamb affilata e picchiettano ripetutamente per far penetrare linchiostro sotto la pelle. Ci
vogliono due persone per tenerti fermo, per tendere la pelle. Richiede ore. Ma dopo un po cadi in
una specie di trance. Ce lho sulla spalla, proprio in corrispondenza dellosso, una sofferenza
inaudita, ma il mio tatuaggio preferito. Sono tatuaggi personalizzati e hanno un significato
spirituale che il tatuatore crea per ogni individuo. Un messaggio unico. stata unesperienza
sorprendente.
Ho visto un documentario al riguardo. Devessere molto doloroso, ma i disegni erano
bellissimi.
Magari ti mostrer il mio. Ti piacciono i tatuaggi?
S, una cosa cos intima e interessante, parla della persona. Anchio ne ho uno.
Ah s?

Sembri sorpreso.
Non particolarmente. Di che si tratta?
Un ramo con dei boccioli di pruno ad arco sul fianco destro.
I boccioli di pruno sono simbolo di perseveranza.
S, riescono a sopravvivere al gelo dellinverno.
Forse un giorno mi dirai che significato ha per te.
Dylan sorrise. Forse. Hai altri tatuaggi oltre a quello fatto in Tibet?
Lui annu. Una coppia di draghi sullavambraccio. Li ho fatti a Hong Kong. Mi
rimboccherei la manica per farteli vedere, ma una visione parziale non renderebbe giustizia
allartista. Dovrei togliermi la camicia.
Santo cielo, come sarebbe stato Alec senza camicia? Dylan rabbrivid.
Che significato hanno per te?
I draghi simbolizzano potere, forza, protezione.
Da che cosa hai bisogno di essere protetto, Alec?
Unombra attravers il suo viso, ma scomparve tanto rapidamente da farle dubitare di
averla vista.
Tutti noi siamo vulnerabili, altrimenti non saremmo umani, no?
Per non credo che tu mi dirai quali sono le tue debolezze.
Per il momento no. Ma sono qui per sapere qualcosa di te.
proprio necessario?
S rispose lui con semplicit.
Perch?
Il potere comporta delle responsabilit. Ho bisogno di capire come reagirai durante
una seduta, e perch. Affinch io possa prendermi cura di te nel modo migliore.
Oh!
Quel riferimento a ci che avevano deciso di fare insieme risvegli il desiderio e le
annebbi la mente. Stavano davvero avendo quella conversazione punteggiata da piccoli riferimenti
erotici in un ristorante affollato?
Perch non mi parli della tua famiglia, Dylan?
La mia famiglia?

Spesso un buon argomento da cui partire.


Okay, okay. Lei sinterruppe e riflett per qualche istante. Che cosa poteva dirgli?
Sono originaria di Portland. Unaltra pausa. Non voleva scendere nei dettagli. Era troppo
complicato. Era pi padrona di se stessa quando non pensava al suo passato. Soprattutto a sua
madre. Come si faceva a spiegare certe cose?
Sollev la tazza di t e scopr che era vuota. Alec la prese, la riemp di nuovo e gliela
porse.
Prosegui la incit. La tua famiglia ancora l?
No, ora sono quasi tutti ad Ashland, in Oregon. Mia zia Deirdre e mia madre. E
anche mia nonna Delilah, a cui sono molto legata.
Mentre non sei altrettanto legata a tua zia e a tua madre?
I rapporti con mia madre sono... complicati.
Parlami di lei.
No.
Dylan lo fiss negli occhi; lui sostenne il suo sguardo.
Unaltra volta, allora.
Lei annu e guard altrove.
Vuoi parlarmi di tuo fratello? le chiese Alec con voce pacata.
Non ci tengo particolarmente.
Lo farai lo stesso?
Alec era cos gentile con lei, le faceva venire voglia di parlargliene. Di farsi conoscere.
Almeno un po.
Quinn era... aveva tre anni in meno di me. Era un bravo ragazzo. E un bravo
studente. Aveva il senso dellumorismo, che a me manca. Mi faceva sempre ridere. Eravamo molto
legati. Non litigavamo come la maggior parte dei fratelli. Forse perch avevamo bisogno luno
dellaltra...
Sinterruppe.
Non vorrai dirglielo davvero...
Perderlo devessere stato terribile.
S.
Larrivo della cameriera li interruppe e lei gliene fu grata.
Alec ordin per entrambi senza consultare Dylan o il men. Fai sempre cos? gli

chiese lei, quando la cameriera si fu allontanata.


Ordinare per due? S. Ti aspettavi qualcosa di diverso da me? replic Alec in tono
ironico.
Lei sorrise. No. Riprese la tazza di t. Adesso tocca a te, parlami della tua
famiglia.
Non siamo molto legati. Mia madre e suo marito vivono a Scottsdale, insieme ai miei
fratellastri, Gavin e Marianne. Eravamo gi tutti adulti quando i nostri genitori si sono sposati e non
ci conosciamo troppo bene.
Non hai altri fratelli?
No.
E tuo padre?
Mio padre...
Alec sinterruppe, sorseggi il t che ormai si stava raffreddando e si mosse sulla sedia
di legno.
Gli riusciva difficile parlare di suo padre e di solito evitava largomento. Ma con Dylan
si sentiva a proprio agio, malgrado la tensione sessuale, il desiderio che provava per lei che non
riusciva ad accantonare nemmeno per un momento. Si costrinse a concentrarsi.
Mio padre era un fisico. Un professore. Un uomo brillante. Lo era davvero, non ero
solo io a vederlo cos. Mi ha insegnato molto, devo soprattutto a lui ci che sono.
Hai detto era. Che cosa successo?
morto quando avevo ventidue anni.
Oh, mi dispiace... Cera un reale rammarico nel suo tono di voce, sul suo viso.
Nei suoi limpidi occhi grigi. Non piet, solo rammarico.
Camminava lungo il bordo della strada ed stato investito da unauto. Un evento
imprevedibile, ma essendo un fisico aveva sempre creduto nella casualit delluniverso. Lho fatto
anchio per molto tempo. E ci credo ancora, in un certo senso, anche se ho a lungo cercato una
risposta migliore. Forse questa una delle ragioni dei miei numerosi viaggi.
Alec sinterruppe, passandosi una mano tra i capelli. Cazzo, aveva detto troppo!
Devessere stato terribile per te. Ho la sensazione che lui fosse lunico membro della
famiglia a cui eri legato.
S.
Alec sentiva che si stava chiudendo, che la stava tagliando fuori. Non avrebbe voluto,
ma non poteva continuare a parlare di quellargomento.
Arriv la loro ordinazione. Tempismo perfetto.

Lui cambi discorso e per tutta la durata della cena parlarono di argomenti meno
personali: cinema, politica locale, arte, musica. Alec rimase sorpreso nel constatare quanto avessero
in comune, e forse non avrebbe dovuto. Unattrazione cos potente doveva per forza di cose
spiegarsi con qualcosa di diverso dal fatto che il profumo di Dylan fosse pi buono di quello di
qualsiasi altra donna lui avesse mai conosciuto.
Quando ebbero terminato, la cameriera ritir i piatti e Alec ordin dellaltro t. Laveva
osservata per tutto il tempo. Era affascinato dal modo in cui muoveva la sua splendida bocca mentre
parlava e quando si portava il cibo alle labbra. La sua pelle dalabastro era assolutamente perfetta,
con solo unombra rosata sulle guance e quella spolverata di efelidi. S, era bella.
Alec era ansioso di vedere quel lieve colorito diffondersi su tutto il suo corpo slanciato.
Il divampare del desiderio. Il rossore causato da una bella sculacciata sulle natiche.
A quel pensiero ebbe unerezione.
Controllati.
Ti piaciuta la cena, Dylan?
S, molto. Grazie.
Non faremo tardi. Voglio che tu sia riposata questa settimana. Parliamo un po di ci
che accadr al Regno del Piacere sabato sera.
Oh!
Le sue guance rosa pallido si accesero, le pupille si dilatarono. Dylan si guard intorno,
probabilmente chiedendosi se qualcuno potesse udire quel che lui stava dicendo. Ad Alec non
interessava che gli altri sentissero, ma tenne ugualmente la voce bassa.
Sai cos una safe word, Dylan?
S, una parola di sicurezza...
Esatto. Giallo significa che vuoi che io rallenti, che qualcosa sta diventando
davvero troppo per te, che hai bisogno di una pausa, di bere un sorso dacqua, che ti senti assalire
dal panico, che nel tuo corpo succede qualsiasi cosa di veramente sgradevole. Se ti legher, e
probabilmente lo far, controller che non ti si blocchi la circolazione.
Ora Dylan era lievemente impallidita. Andava bene cos. A lui non dispiaceva che lei
fosse turbata nel sapere ci che avrebbero fatto. Al contrario, gli faceva piacere. Il suo pene ebbe
uno spasmo.
Alec prosegu. Rosso significa che vuoi che io mi fermi. In quel caso finir tutto.
Se sarai legata, ti liberer immediatamente. Non metter in alcun modo in discussione la tua
decisione. In questo senso, avrai tu lultima parola e voglio che tu sappia che con me sarai
assolutamente al sicuro. Sono stato chiaro?
Dylan deglut.

S.
Voglio anche che tu sappia che io non pratico il BDSM senza contatto sessuale.
Naturalmente, non sarai costretta a venire a letto con me, ma se non sei disposta a spogliarti, se non
vuoi che io ti tocchi, dimmelo subito e la chiudiamo qui. La stimolazione sessuale ti aiuter ad
accettare il resto, a lasciarti andare. Alcune persone praticano senza alcun contatto, io no.
Alec la osserv con attenzione. Vide i suoi occhi spalancarsi, il respiro accelerare. Ora
anche le sue labbra erano pi scure, come se qualcuno le avesse morse. La riprova del suo desiderio.
Ma si sarebbe tirata indietro dopo ci che lui le aveva appena detto?
Alec non sapeva cosa avrebbe fatto se lei avesse avuto un ripensamento. La desiderava
troppo.
Ma Dylan si limit ad annuire e mormor: Va bene.
Due semplici parole e lui si ritrov duro come non mai.
Controllati.
Hai delle domande?
Non... non lo so.
Se hai dubbi, puoi mandarmi une-mail prima di sabato.
Dylan annu ancora una volta, cercando di apparire coraggiosa, ma continuava a
impallidire e ad arrossire alternativamente.
Alec si sporse verso di lei e le strinse il polso, infilando le dita sotto la sua manica.
Aveva il battito accelerato. La sua pelle era bollente e vellutata.
Dylan, ascoltami adesso. Se in un qualsiasi momento dovessi cambiare idea,
ricordati che sta solo a te decidere. cos che funziona. Io non mi arrabbier. Non ci sar alcun
risentimento da parte mia, n alcun giudizio.
Alec detestava lintensit con cui la desiderava.
Okay, s, ho capito.
Vuoi ancora farlo?
Lei fece una pausa, e Alec ebbe limpressione che il proprio cuore mancasse qualche
battito.
S, lo voglio fare. Hai ragione, questo lunico modo per capire davvero. E io... devo
capire. Non solo per il libro. Devo capire anche una parte di me stessa.
Lui annu, sforzandosi di apparire calmo. Ma dentro aveva il caos completo, il cuore gli
martellava nel petto, il suo cazzo pulsava di desiderio.
Dylan Ivory non sarebbe stata una donna come tante altre. Alec non sapeva che cosa
avrebbe rappresentato per lui. E per la prima volta in vita sua, da quando era morto suo padre, ebbe

paura.

5
Dylan aveva seguito esattamente le istruzioni che Alec le aveva dato nella sua e-mail e
ora si trovava in un taxi, diretta al Regno del Piacere, vestita come lui le aveva chiesto: gonna corta,
scarpe di vernice con il tacco alto e top senza maniche, con una profonda scollatura sulla schiena.
Tutto assolutamente di nero. Sotto indossava reggiseno e slip dello stesso colore, ma trasparenti.
Lui non le aveva chiesto questo, era stata una sua scelta. Dylan voleva che lui la desiderasse.
Voleva che fosse eccitato e ansioso quanto lei.
Non intendeva negarlo. A che pro? Non era contro il desiderio che lei lottava. Questo
per lei non era mai stato un problema. Il sesso le piaceva ed era sempre stata pronta ad assecondare i
propri desideri. Era lidea di cedere tutto il controllo a unaltra persona. Semplicemente, non era
certa di esserne capace.
Poteva avvertire un principio di panico anche in quel momento, solo immaginandolo.
Pioveva, come spesso avveniva in quella citt. Le ruote delle auto affondavano nelle
pozzanghere mentre percorrevano le strade nella notte. Le luci dei lampioni si riflettevano
sullacqua in un luccicante bagliore argentato. Le vetrine dei negozi erano illuminate e squarciavano
il buio con le loro insegne colorate.
Il suo cuore era un piccolo martello pneumatico.
Non poteva credere che stava davvero per farlo.
Presto arriv a destinazione. Sfil alcune banconote dalla pochette nera e le porse al
conducente. Il Regno del Piacere si trovava in un vecchio capannone, molto simile al condominio in
cui lei viveva: un edificio di mattoni a quattro piani, intonacato di grigio, con alte finestre oscurate.
Imponente pens, guardando fuori dal finestrino e sollevando gli occhi verso lalto, dove la luna
stava cercando di fare capolino tra le nuvole.
Quando scese dal taxi, Alec la stava aspettando sotto lombrello, vestito completamente
di nero. Subito le porse la mano per aiutarla.
Sei bellissima... come sempre le disse sorridendo.
Lei tent di ricambiare il sorriso senza riuscirci.
Alec la strinse a s mentre si avvicinavano alla grande porta del club, dipinta di rosso.
Come se volesse marcare il territorio... proteggerla... e a lei piaceva.
Va tutto bene. Non essere nervosa, Dylan. Penser io a tutto.
questo a rendermi nervosa.
La risatina maliziosa di Alec non la rassicur affatto.

Il portiere apr la porta ed entrarono in un vestibolo buio. Alec si ferm per liberarsi del
soprabito e dellombrello, consegnandoli alla ragazza del guardaroba che si trovava dietro al
bancone. Nonostante il tempo pessimo, Dylan non aveva pensato di mettere il cappotto. Aveva
indossato solo ci che lui le aveva detto. Strano, a pensarci adesso, ma ricacci quel pensiero e ci
che poteva significare in un angolo della sua mente.
Quando i suoi occhi si abituarono alla penombra, not che le maniche rimboccate della
camicia di Alec mostravano i draghi cinesi tatuati allinterno dei suoi avambracci: un drago rosso e
nero sul destro, oro e nero sul sinistro. Un lavoro perfetto, dettagliato, le lunghe code che si
attorcigliavano intorno alle braccia, le teste con le saettanti lingue rosse allinterno dei polsi. Dylan
avrebbe voluto osservarli pi da vicino, poterli toccare, ma era distratta da quel luogo tutto nuovo
per lei.
Da qualche parte proveniva una musica ritmata. Dylan se la sentiva rimbombare nel
ventre.
Sei pronta? le chiese Alec.
Lei annu. Sono pronta.
Non era del tutto sicura che fosse vero. Ma Alec le aveva posato una mano sulla schiena
e la stava guidando attraverso unaltra porta.
La sala era grande. Le pareti erano dipinte con tinte scure, e sparse qua e l cerano luci
color ambra, porpora e rosso. Negli angoli in ombra cerano delle persone, ma lei non riusciva a
vedere che cosa stessero facendo, intuendo solo che si trattasse di coppie o piccoli gruppi.
Osservando pi attentamente, distinse pantaloni e abiti di pelle nera, imbracature, corsetti neri, rossi
e bianchi. Alcune donne e alcuni uomini avevano dei collari, in cuoio o in metallo. Alcuni erano
nudi, o quasi.
Qua e l, contro le pareti, cerano attrezzature varie. Dylan riconobbe le panche per lo
spanking rivestite di pelle, affinch la persona sculacciata potesse appoggiarsi e posare le ginocchia
sul gradino imbottito pi in basso. Cerano grandi griglie in legno usate per il bondage e unenorme
X, sempre di legno, che veniva chiamata Croce di SantAndrea. Mentre osservava ogni cosa, era
profondamente consapevole della presenza di Alec accanto a lei, del calore del suo corpo che la
sovrastava nonostante portasse tacchi altissimi. Il suo profumo, quella divina miscela di bosco e
mare. Alec e lodore del cuoio, una lieve traccia di profumo e di sensualit che pervadeva tutta la
sala.
Dylan stava tremando... per lattesa, il desiderio e qualcosaltro...
Tutto bene? le chiese Alec.
S.
Lui si ferm, le mise una mano sotto il mento e la costrinse a guardarlo negli occhi.
Davvero?
Dylan deglut. S, davvero, te lo giuro. solo che tutto... nuovo per me. Sto
cercando di orientarmi. diverso da qualsiasi altro posto io abbia mai visto.

Certo. Alec le sorrise, lasciando ricadere la mano.


Dove stiamo andando?
Sssh... vieni con me.
Lei zitt subito tutte le domande che le vorticavano nella mente e lo segu. Non riusciva
a capacitarsi del fatto che lo stesse facendo, che stesse permettendo a qualcun altro di gestire la
situazione, di prendere le decisioni. A eccezione di quella di essere l, ramment a se stessa. Quello
dipendeva solo da lei.
Raggiunsero la parte opposta della sala e si fermarono di fronte a un divanetto imbottito
di pelle rossa.
Siediti, Dylan le disse Alec a voce bassa, ma in tono autoritario
Lei obbed, cercando di non porsi troppe domande. Era quello il motivo per cui si
trovava l. Per lasciarsi andare, per la prima volta. Per fare una nuova esperienza.
Alec si sedette accanto a lei, facendo scivolare un braccio sullo schienale del divano.
Dylan sent che le sfiorava i capelli. Lui aveva un profumo particolarmente buono quella sera; solo
quello era sufficiente a stordirla ed eccitarla.
Per un po staremo a guardare le disse lui. Voglio che ti rilassi, che ti orienti,
come hai detto tu. Mentre osservi, cerca di respirare lentamente. Hai capito, Dylan?
Lei annu, guardandosi intorno. Riusciva a vedere meglio, ora che i suoi occhi si erano
abituati alla penombra.
Dylan?
Cosa?
Guardami.
Il tono autoritario la fece trasalire e lei si volt. Il cuore pulsava allimpazzata, un sordo
battito di tamburo nelle vene. Avrebbe voluto protestare, ma lespressione di Alec le intim di non
farlo.
Non si era mai lasciata intimidire da niente e da nessuno in vita sua, ma non si trattava
di questo. Le stava succedendo qualcosa, nella sua testa gli ingranaggi stavano iniziando a mettersi
in moto. Non riusciva a capire, era disorientata.
So che difficile per te le disse lui ma devi fare lo sforzo di affidarti a me.
S bisbigli lei con la gola stretta. Le sembrava di non avere fiato a sufficienza
per parlare normalmente.
Ci sono delle regole qui. Dopo che avremo iniziato, non potrai pi parlare, a meno
che io non ti faccia una domanda o a meno che tu non debba dirmi assolutamente qualcosa. E per
assolutamente intendo solo se il tuo benessere fisico o psicologico compromesso. Avere un po di
paura non un motivo sufficiente. Mi aspetto che tu ne abbia. Sinceramente, non farei bene la mia

parte se tu non ne provassi, a un certo punto.


Dylan lo guard, la sua mente si stava svuotando a velocit allarmante. Non le piaceva
quella sensazione di abbandono alle braccia e alle gambe, quellimpressione di debolezza.
Mi hai sentito, Dylan?
S, ho sentito.
Ma...?
Ma non credo di poterlo fare.
Puoi farlo, lo sento. Lho sentito dal primo momento in cui ti ho vista. Non sono
arrogante. Mi ci sono voluti molti anni per capire queste cose.
Lo so, non sto dubitando delle tue abilit.
Lo sguardo di Alec era fisso su di lei. Sicuro. Lazzurro dei suoi occhi era scuro,
profondo, le sue pupille dilatate nella penombra.
Mi sono sempre considerata sofisticata dal punto di vista sessuale. Ho avuto molte
esperienze. Non mi sto vantando. Pensavo che avrei potuto affrontare tutto questo, che sarebbe stato
facile, ma ora che sono qui... Ges, non riesco quasi ad ammetterlo n a te n a me stessa. Mi sento
unidiota e la cosa non mi piace.
Adesso stava davvero tremando.
Non c motivo perch tu non possa ammettere di essere spaventata o insicura.
Per me difficile, anche se questa una reazione normale per altre persone che
vengono qui per la prima volta. Io sono... io, e non so se... non credo di poter restare. Dopo aver
pronunciato quelle parole, il suo cuore riprese a battere allimpazzata e lei desider fuggire via.
Devo andarmene, Alec, davvero, non posso farlo.
Si alz, con le gambe cos deboli da faticare a stare in piedi.
Anche Alec scatt in piedi. Le pass un braccio intorno alle spalle e avvicin il viso al
suo. Dylan cerc di divincolarsi, ma lui la tenne stretta.
Dylan, calmati. Puoi farlo... va tutto bene.
No.
Aveva voglia di piangere, ma non lo avrebbe fatto. Non avrebbe pianto.
Va tutto bene. Sei qui con me, penser io a tutto.
Quandera stata lultima volta che un uomo le aveva detto quelle parole? Quandera
stata lultima volta che si era fidata di qualcuno dopo averle udite? Eppure si fidava di Alec,
nonostante lo conoscesse appena. Suo malgrado. Malgrado il suo bisogno di mantenere il controllo.
Non riusciva a capire perch.

Ma forse saperlo non era necessario.


Vieni, Dylan, va tutto bene disse lui, la voce ridotta a un basso mormorio.
Dylan si lasci riportare sul divano. Questa volta lui le mise il braccio intorno alla vita,
tenendola stretta a s. E dopo pochi momenti, il suo profumo, il sentirlo al suo fianco, iniziarono a
fare effetto.
Dylan si abbandon contro di lui e tutte le sue paure iniziarono a scomparire, lasciando
che il desiderio prendesse il sopravvento.
Guarda che cosa fanno gli altri le sussurr lui allorecchio, il suo alito caldo
contro la pelle. Guarda come sono belli, tutti. Qui non ha importanza laspetto fisico, ci che
importa il dono della fiducia e lenergia che tutti si scambiano. questa la parte pi bella. di
questo che si tratta, Dylan.
Lei guard dallaltra parte della sala, dove una donna nuda era china su una delle
panche, i capelli biondi che le ricadevano sul viso. Luomo in piedi vicino a lei le scost una ciocca
e si chin a baciarla, prima di spostarsi alle sue spalle e far scorrere la mano sulla curva dei suoi
glutei. Cera tenerezza nel modo in cui la toccava, persino quando inizi a sculacciarla.
Dylan sent il desiderio fremere tra le sue gambe.
Era questo ci che voleva?
Si volt a guardare Alec. I suoi occhi brillavano. Vi lesse il desiderio, ma anche
controllo assoluto.
S, poteva fidarsi di lui.
Ancora non sapeva se avrebbe potuto fidarsi di se stessa, ma ci avrebbe provato.
Okay, okay... possiamo iniziare?
Lespressione di Alec era perfettamente seria. Puoi decidere di fermarti in qualsiasi
momento, Dylan. Lultima parola spetta a te.
Lei annu.
Lui sorrise.
Allora, iniziamo.
Alec le prese la mano e la sent tremare. Non voleva che avesse paura, non troppa
almeno, ma apprezzava sempre un pizzico di timore nelle sue donne, una trepidante anticipazione.
E Dylan era cos meravigliosa con la massa disordinata di riccioli intorno al viso pallido e gli occhi
enormi e lucidi.
Alec la condusse verso un angolo in penombra della sala. Raggiunse un grande divano
di pelle rossa senza braccioli, e pos ai suoi piedi la borsa nera che conteneva lattrezzatura BDSM:
paddle, la bacchetta di bamb, fruste e manette.

Cos? chiese Dylan.


Vorresti qualcosa di estremo per la tua prima esperienza? le chiese lui,
punzecchiandola un po. Conosceva gi la risposta.
Non lo so.
Lespressione di Dylan era assolutamente seria. Alec poteva vedere i suoi muscoli della
mascella contrarsi. Stava facendo il possibile per razionalizzare la situazione. Avrebbe dovuto
imparare che la razionalit non serviva in quelle circostanze. Alec avrebbe dovuto condurla oltre gli
ingranaggi mentali.
Doveva disarmarla.
Non preoccuparti, lo so io. Adesso spogliati.
Che cosa?
Dylan indietreggi di un passo e Alec non pot fare a meno di sorridere.
Andiamo, Dylan, non penserai davvero di poter restare completamente vestita?
Non cera una reale sorpresa sul suo volto, solo un piccolo shock nel rendersi conto che
stava per succedere proprio a lei. Rimase in silenzio per un attimo, poi, senza dire una parola, inizi
a sfilarsi il top dalla testa. Sosteneva lo sguardo di Alec, ma i suoi occhi non erano pi della stessa
tonalit di grigio. Una tempesta vi si stava scatenando, malgrado la linea decisa delle labbra, la
postura ostinata delle spalle, e il silenzio di Dylan. Alec se lo aspettava da parte di una donna che
teneva sempre tutto sotto controllo. E questo la rendeva ancora pi attraente ai suoi occhi: la
battaglia che, ne era certo, si stava dibattendo dentro di lei. La sua volont di farlo comunque.
Alec incroci le braccia e attese, mentre lei abbassava la cerniera della gonna e se la
sfilava, e non disse una parola quando Dylan gliela porse. Era troppo impegnato a guardarla con
indosso il reggiseno nero trasparente e gli slip, le lunghe gambe valorizzate dalle scarpe nere col
tacco alto. Il ramo con i boccioli tatuato sul suo fianco destro. Il disegno era delicato, sinuoso, come
lei. I boccioli erano bianchi, orlati di rosa scuro. Un disegno innocente su un corpo a cui lui
desiderava fare cose molto sconce.
Fottutamente meravigliosa.
Lei sollev il mento, un debole segno di sfida, e le dita di Alec si strinsero sui suoi
indumenti. Avevano il profumo di Dylan, molto femminile. Continuando a osservarla, si port il top
al viso e inal profondamente. Sorrise quando lei arross.
Quella donna non aveva la minima idea di quanto fosse sensibilmente reattiva. Ma lui lo
sentiva e sapeva che sarebbe andato tutto bene.
Dylan le disse dolcemente resta l... ferma.
Alec sistem i suoi abiti sugli appendini affissi alla parete e si chin ad aprire la borsa in
cui custodiva i giochi erotici. Non che avesse intenzione di farne uso, per il momento. Era la prima
volta che Dylan andava al club, e chiunque non conoscesse il BDSM doveva esservi introdotto per

gradi. Ma gli piaceva vederla rabbrividire mentre lui estraeva ogni oggetto, posandolo sul basso
tavolino di legno accanto al divano: uno slapper in pelle con due fettucce sovrapposte allestremit,
un paddle in legno, un frustino corto da equitazione, una lunga frusta intrecciata in pelle bianca e
nera, un guanto borchiato, una bacchetta in rattan. Alcuni dei suoi oggetti pi inquietanti.
Gli occhi di Dylan erano spalancati, le pupille enormi, ma lei rimase in silenzio. Alec
pos lo sguardo sui suoi seni. Erano piccoli e sodi e spuntavano appena oltre il bordo del reggiseno.
Attraverso il tessuto trasparente, poteva intravedere i capezzoli, che si indurirono mentre lui la
guardava.
Seni perfetti.
Doveva ignorare lerezione che gli cresceva tra le gambe.
Concentrati.
La guard di nuovo negli occhi. Vieni qui, Dylan.
Lei fece un passo incerto verso di lui e si ferm. Alec le cinse la vita stretta e le diede
uno strattone. Dylan trasal.
Dylan, se dobbiamo fare questa cosa insieme, devi imparare a seguire le mie
istruzioni. inutile che tenti di opporti.
Il respiro di Dylan era ansimante e affrettato. Lo so, ma non posso farci nulla.
Supererai il panico iniziale. Fai semplicemente quello che ti dico. Fidati di me.
Lei annu.
Dillo.
Io... far quello che mi dirai. Mi fido di te, Alec.
Nella sua voce cera ancora una punta di resistenza. Ma andava bene cos. Presto
lavrebbe superata.
Nel frattempo, il calore del suo corpo lo faceva impazzire, lo distraeva.
Concentrati!
Alec si sedette e lattir sulle sue ginocchia, cingendole la vita. Pelle come seta, pallida
e liscia. Attraverso i pantaloni poteva sentire il calore del suo sesso.
Le sfior il viso con la punta delle dita, poi i capelli, passandole la mano tra i riccioli.
Cos morbidi...
Respira Dylan, cerca di rilassarti. Ascolta la mia voce.
Lei annu.
Chiudi gli occhi.

Lo fece senza protestare.


Voglio che ti concentri su te stessa, su ogni singolo respiro. Solo sul respiro, sulla
mia voce e sulla mia mano tra i tuoi capelli. Nientaltro.
Il sesso di Dylan si stava facendo sempre pi bollente e Alec cap che ormai gli
apparteneva, anche se lei non se nera ancora resa conto. Il suo cazzo diventava sempre pi duro e
pulsava di desiderio.
Inspira ed espira le disse. Bene. Butta fuori laria lentamente. Ancora. Mentre
inspiri, senti laria che pervade tutto il tuo corpo. I polmoni, lo stomaco, le braccia, le gambe. Senti
le mie mani su di te.
Alec le accarezz la schiena nuda, la sottile colonna vertebrale, le scapole, la nuca, il
collo lungo ed esile. Aveva la struttura fisica di una ballerina, il corpo snello, slanciato e tonico.
Perfetto.
Molto bene, Dylan. Respira e concentrati.
Scese con la mano fino a sfiorare il bordo degli slip. Lei rimase perfettamente ferma,
mentre lui infilava le dita per accarezzarle la parte alta delle natiche.
La tenne l per un po, semplicemente accarezzandola, mentre la pelle di Dylan si faceva
sempre pi bollente. Ma lei si stava a poco a poco rilassando. Alec poteva sentire i muscoli
ammorbidirsi, il respiro farsi pi lento.
Il viso era ancora pallido, ma i suoi capezzoli erano duri e gonfi e diventavano sempre
pi scuri sotto il reggiseno trasparente.
Ho bisogno di toccarli, di leccarli, di leccarla ovunque.
Alec lattir a s e avvicin la bocca alla sua.
Le labbra di Dylan erano morbide e arrendevoli. Mentre lui le passava la lingua sul
labbro inferiore, lei socchiuse la bocca e lui scivol allinterno.
La lingua di Dylan fu una vera sorpresa: dolce e bollente. Alec non si aspettava quella
vampata di intenso desiderio che lo trafisse come una lama. Avrebbe voluto darle un bacio leggero,
sfiorarle appena le labbra. Ma il piacere ebbe il sopravvento e la baci con passione.
Dylan gemette, il suo alito caldo si fuse con quello di Alec, e le sue braccia gli cinsero
la nuca. Cos maledettamente dolce... Lui continu a baciarla con avidit e lei ricambi, fino a
quando furono entrambi senza fiato.
Il suo cazzo era duro come il marmo.
Una tortura.
Alec immerse le mani tra i suoi capelli e la tenne ferma. Non poteva fare altrimenti con
lei.

Dylan infil la lingua nella sua bocca. Si strinse a lui, premendo i seni contro il suo
torace. Alec bruciava di desiderio, non riusciva a pensare ad altro che al suo nome.
Dylan...
Lei si mosse su di lui, premendo il fianco contro il suo sesso. Alec pens che sarebbe
esploso, che sarebbe venuto come un adolescente.
Merda!
Si ritrasse.
Alec?
Ora Dylan aveva il viso arrossato, gli occhi lucidi.
Doveva fermarsi per un attimo a respirare, a pensare, si disse lui.
Era prepotentemente eccitato, con Dylan sulle sue ginocchia e quel desiderio sconfinato
che le si leggeva in volto. Lui stesso stentava a controllare quel pulsare continuo al basso ventre.
Non era abituato a quelle sensazioni estreme: calore, desiderio, pura bramosia animalesca.
Ma era in grado di dominarsi, ramment a se stesso. Lo aveva sempre fatto. Doveva
semplicemente riprendere in pugno la situazione, arginare gli impulsi. E dare a Dylan ci che
desiderava. Era quello il suo compito e lo aveva sempre assolto al meglio.
Mettendole una mano dietro la nuca, esercit una lieve pressione. Lei aggrott la fronte
confusa.
Calmati, Dylan.
Lei fece per parlare, ma poi richiuse la bocca.
Brava bambina.
A quelle parole fu percorsa da un brivido.
Ah, sarebbe stata una sottomessa perfetta! Quella irresistibile combinazione di forza e
fuoco, e una naturale tendenza alla sottomissione.
Strinse pi forte, semplicemente trattenendola. Era un sistema per controllare laltro
fisicamente, ma che sembrava avere anche un effetto psicologico sulle persone con quella
inclinazione. E su Dylan stava funzionando a meraviglia.
Alec mantenne gli occhi puntati su di lei, mentre faceva scivolare laltra mano tra le sue
gambe, usandola per divaricarle.
La bocca di Dylan form una piccola O, ma lei non disse una parola. Attraverso gli slip
neri, Alec pos la mano sul pube bollente.
Dimmi che ci che vuoi, Dylan le ordin.
S... ci che voglio.

Alec infil le dita sotto il bordo degli slip.


Un piccole gemito le sfugg dalle labbra, ma continu a tenere gli occhi aperti, lo
sguardo fisso su di lui, mentre le sue dita le sfioravano le labbra gonfie della vagina.
Cristo, era cos bagnata... fradicia. Sarebbe impazzito nel toccarla in quel modo senza
fare nulla per placare i sussulti del suo cazzo. Ma avrebbe continuato a farlo.
Scost le labbra e si ferm un istante. Era cos bollente... poi trov il clitoride e strinse
lievemente.
Oh! esal lei, continuando a sostenere il suo sguardo.
Alec massaggi il clitoride turgido. Il respiro di Dylan si fece pi affrettato, fino a
quando inizi ad ansimare, schiudendo le labbra rosse. Quando lui infil due dita, trasal.
Il sesso di Alec ebbe uno spasmo.
Dentro era come velluto, calda e bagnata, e il suo cazzo voleva penetrarla.
Controllati.
Alec fece un respiro profondo e spinse ancora di pi le dita. Dylan si dimen sulle sue
ginocchia, facendolo impazzire, ma Alec era concentrato su di lei e mosse le dita fino a quando i
suoi lamenti gli fecero capire che aveva trovato il punto G.
Vieni per me, Dylan.
E lei obbed, semplicemente. Il suo sesso si contrasse intorno alle dita di Alec, il suo
corpo sinarc. Lui era tormentato dal desiderio, il suo cuore aveva accelerato i battiti.
Oh Dio... Alec...
Dylan si morse le labbra e per Alec fu impossibile resistere. Sporgendosi verso di lei,
addent il carnoso labbro inferiore e morse abbastanza forte, poi le apr le labbra con la lingua.
Dylan stava venendo, ansimando nella sua bocca. E Alec assorb tutto: il suo piacere, i suoi sospiri,
il pungente profumo del desiderio che permeava laria.
Dylan stava ancora tremando quando lui la fece girare e distendere a pancia in sotto
sulle sue ginocchia.
Alec...
Dylan sirrigid di nuovo.
Sssh... arrivato il momento, Dylan. Siamo qui per questo... e tu sei pronta.
Alec... no, non posso.
Si dibatteva per rimettersi a sedere, ma lui la tenne ferma con decisione.
Vorresti dire rosso? Vuoi usare la safe word? Se cos, ti far alzare, vestire e ce
ne andremo. questo che vuoi?

Io... no.
Alec moriva dalla voglia di farlo, di tenerla ferma. Di sculacciarla. Il suo cazzo sarebbe
diventato ancora pi duro e mantenere il controllo sarebbe stato sempre pi difficile. Nessuna donna
aveva mai sfidato il suo self-control come faceva Dylan. Ma avrebbe mantenuto il controllo della
situazione. Doveva farlo. In quel momento desiderava toccarla pi di qualsiasi altra cosa al mondo.
Resterai, Dylan?
S.
Avvert una lieve arrendevolezza nel suo corpo. Era sufficiente. Riun gli slip trasparenti
nella fessura tra le natiche, denudandole per le sue mani. Fece scorrere il palmo sulla pelle vellutata,
accarezzandola. Dylan, infine, si rilass. Perfetto. Cos comera perfetta la curva del suo sedere
nudo.
Inizi a darle piccoli colpetti con la punta delle dita e rimase ad ascoltare il suo respiro
per assicurarsi che non si facesse prendere dal panico, ma per il momento sembrava che andasse
tutto bene. La colp un po pi forte, con il palmo, provocando il classico rumore della sculacciata.
Dylan continu a respirare lentamente, ma la sua pelle si fece pi calda e inizi ad arrossarsi.
Tutto bene, Dylan?
S.
Era ancora rilassata e Alec si rese conto che stava entrando nella parte. Forse era gi
accaduto quando lui aveva iniziato a toccarla, prima ancora che lei venisse.
Il suo cazzo ebbe uno spasmo e sindur.
Alec la colp pi forte, mentre con laltra mano posata sulla nuca continuava a tenerla
ferma. Sapeva che lei sentiva dolore, ma sapeva anche che il desiderio poteva trasformare quel
dolore in piacere se lui avesse agito correttamente.
E intendeva farlo.
Interrompendosi per accarezzare le sue natiche arrossate, Alec sorrise tra s osservando
quel delizioso colorito. Facendo scorrere la punta delle dita sui glutei, li pizzic. Dylan lanci un
gridolino, ma il suo respiro rimase regolare. Non cera tensione nei suoi muscoli. Alec sapeva che
se avesse potuto vedere il suo viso, le sue pupille sarebbero state dilatate e le guance arrossate.
Dylan, ci sei?
S.
Adesso inizier a sculacciarti seriamente.
Un debole gemito, poi lei mormor: S.
Brava bambina.
Alec sollev la mano e la lasci ricadere sulla natica soda. Lei trasal, ma rimase ferma.

Brava, Dylan. Respira lentamente, come ti ho insegnato prima.


Attese che lei facesse un respiro profondo e poi la colp di nuovo.
Oh!
Brava, Dylan, puoi farcela.
La colp ancora sulle natiche che si stavano arrossando magnificamente. E lei non
protestava.
Bellissima.
Lo stava facendo impazzire.
Continu a sculacciarla ritmicamente, segnando il tempo con la musica che si udiva in
sottofondo. Non esisteva nientaltro. Solo la musica, la curva perfetta del culo di Dylan, e il
prorompente desiderio che lui faticava a contenere, ma che, in qualche modo, riusc ad arginare.
Per lei.
Alec... La voce di Dylan era bassa, ansimante.
Lui si ferm. Cosa c?
Io devo... venire di nuovo.
Ah, Cristo! Quella ragazza era perfetta, assolutamente perfetta! Aveva un coraggio, una
schiettezza nel sesso, che lo catturavano.
Lo aveva davvero conquistato.
Questo non era mai accaduto prima. Alec non aveva mai permesso che accadesse. Ma
Dylan...
Lei era perfetta.
E lui sapeva che avrebbe potuto decretare la fine di quel controllo che aveva
perfezionato nel corso di tutta la sua vita.

6
Dylan fluttuava in quella dimensione eterea in cui Alec laveva portata. Non riusciva a
credere che gli stesse davvero permettendo di sculacciarla. E che fosse stata lei a chiedergli di farla
venire. Di nuovo! Avrebbe voluto implorarlo di farlo subito, ma era troppo annebbiata e distante per
pensarci.
Lunica cosa a cui riusciva a pensare era il tocco delle sue mani, il loro calore sulla sua
pelle, il piacere che scorreva su di lei a ondate. Le sculacciate, il desiderio che le bruciava dentro,
erano un tuttuno. Dolore e piacere, e lei desiderava entrambi.

Aveva i seni premuti contro le cosce di Alec, tutto il peso del suo corpo era sopra di lui.
Il cazzo di Alec era qualcosa di duro contro il suo fianco. Avrebbe voluto sentirlo dentro. Voleva
che lui la sculacciasse di nuovo, pi forte, di pi. Avrebbe voluto mettersi sopra di lui e cavalcarlo.
Tutti questi pensieri si succedevano a velocit vorticosa nella sua mente, rendendola ubriaca di
desiderio.
Alec... ti prego...
Lui fece un sorrisetto compiaciuto prima di far scivolare la mano tra le sue cosce,
cercando e trovando il clitoride.
Oh, s...
Dylan si spinse contro la sua mano, mentre lui premeva. Nello stesso tempo, con laltra
mano le colp la natica. Il bruciore iniziale si trasform rapidamente in puro piacere. E il piacere si
moltiplic, unito agli spasmi di desiderio del suo sesso.
Alec inizi allora a sculacciarla seriamente, colpo dopo colpo, con decisione e in rapida
successione. Le dita che le titillavano il clitoride si muovevano altrettanto rapidamente,
massaggiandolo. Il piacere inizi a farsi strada nel corpo di Dylan, lorgasmo si avvicinava
velocemente.
Alec... Mio Dio...
Lui le infil il pollice.
Oh...
Unaltra sculacciata... ormai stava per venire... il piacere era un luce abbagliante che la
accecava.
Alec!
Dylan inizi a muoversi contro la sua mano mentre veniva... veniva... e lui continu a
sculacciarla e a muovere il dito avanti e indietro.
Infine, lei si accasci, il corpo ancora scosso da un lieve e intermittente tremore. Era
esausta. Incapace di muoversi.
Alec la rimise a sedere sulle sue ginocchia e la prese tra le braccia. Le baci il viso, si
port la sua mano alle labbra e le sfior linterno del polso. Poi avvicin il viso al suo. Lalito era
caldo tra i suoi capelli. Le stava sussurrando qualcosa che lei non riusciva a capire. Dylan avrebbe
voluto dormire, ma il suo corpo era pi vivo di quanto fosse mai stato.
Dylan, guardami.
Era difficile fare ci che lui le chiedeva, ma voleva assecondarlo. Voleva vedere i suoi
meravigliosi occhi azzurri.
Voleva obbedire.
Apr gli occhi.

Alec era ancora pi bello di prima. I suoi occhi erano accesi dalladrenalina o dal
desiderio. Forse da entrambi. Dylan non riusciva a pensare con lucidit. Non riusciva a pensare a
niente, solo al desiderio che lui la baciasse.
Sollev il viso e Alec si chin su di lei, sfiorandole delicatamente le labbra. Il desiderio
esplose di nuovo dentro di lei, ma Dylan era troppo illanguidita per riuscire a muoversi.
Alec si ritrasse. Molto bene, Dylan. Eccellente.
La sua voce era bassa, roca. Continuava a toccarla, ad accarezzarle i capelli. E lei lo
osservava, mentre tante emozioni diverse attraversavano il suo viso. O forse tutto era solo frutto
della sua immaginazione? Il risultato di due potenti orgasmi e dei suoi confusi bisogni?
Dylan inizi a tremare, uno strano tremore che la scuoteva in profondit. Il desiderio fu
sostituito da una vaga paura, una specie di panico che lei non riusciva a capire.
Alec?
Stai tremando. Lui lattir a s. Hai freddo?
S, un po.
Dylan lott contro le lacrime di cui non riusciva a capire lorigine, mentre lui prendeva
una morbida coperta dal divano, che lei prima non aveva notato, e gliela drappeggiava intorno alle
spalle.
Tra un po starai meglio.
Che cosa significa? Che cosa mi sta succedendo?
Pu succedere nel momento in cui ritorni alla realt. Pu accadere anche a una
sottomessa esperta. A causa di un sovraccarico di endorfine e a volte di adrenalina. A volte
semplicemente per le intense sensazioni provate.
Non mi piace.
Certo, non mi aspettavo che ti piacesse. Passer. Io rester qui con te.
Ma saperlo non la confortava. Dylan cap allimprovviso e con certezza che stare
insieme ad Alec faceva parte del problema. Lui la faceva sentire cos vulnerabile... troppo esposta.
Si agit, tentando di alzarsi.
Ehi, che cosa stai facendo? le chiese lui.
Devo andare.
Dylan, stai tranquilla adesso. Ascoltami. Ti stai facendo prendere dal panico. Ma va
tutto bene, te lo assicuro. Mi prender io cura di te. Resta qui seduta. Respira.
No.
Dylan...

Non ci riesco! Aiutami ad alzarmi.


Alec la prese tra le braccia, in una gabbia di muscoli. Il cuore le martellava nel petto.
Dylan lott contro la sua stretta, conficcandogli le unghie nella carne, ma lui non desistette. Gli
occhi le si riempirono di lacrime.
Che cosa diavolo le stava succedendo? Doveva andarsene da l!
Dylan, calmati, va tutto bene. Non ti permetter di alzarti. Per il momento devi
restare qui con me. Avanti, respira.
Alec...
Lui la strinse ancora pi forte.
Fa come ti dico.
Dylan cap che non lavrebbe lasciata andare, e anche se una parte di lei si ribellava a
quellidea, laltra ne fu rassicurata. Si morse le labbra e lasci il polso di Alec.
Se solo fosse riuscita a fermare le lacrime!
Okay... okay...
Bene. Respira come hai fatto prima. Inspira dal naso profondamente. S, cos.
Trattieni per qualche secondo il fiato nei polmoni. Ora fallo uscire dalla bocca. Come nello yoga.
Hai mai fatto yoga?
S.
Ecco, esattamente cos. Lascia che il respiro si diffonda in tutto il tuo corpo.
Rilassati. Molto bene.
Alec la guid durante la respirazione. Dylan non avrebbe saputo dire da quanto tempo
erano l, ma non aveva importanza. Si concentr sulla voce di Alec, sul proprio respiro, sul calore
rassicurante della sua stretta. E infine, il suo corpo inizi a rilassarsi.
Alec, sono cos stanca...
S, normale. Per questo non ho voluto che tu guidassi questa sera. difficile capire
che cosa si prova fino a quando non ci si passa personalmente.
Hai ragione, non sarei mai riuscita a immaginarlo. Non mi aspettavo di... provare
queste sensazioni.
Non sforzarti di analizzarle questa sera.
Lei sospir. No, non ci riuscirei, non riesco nemmeno a pensare.
Questa esperienza non ha nulla a che fare con il pensiero logico, Dylan. Devi
disconnettere la parte razionale della tua mente e lasciare semplicemente spazio alle sensazioni.
Tu fai cos?

Il mio ruolo diverso. Io devo essere responsabile di tutto quello che succede. Di te.
Alec sinterruppe, scostandole i capelli dal viso. Dylan sent che il suo cuore accelerava
i battiti, ma non voleva chiedersi perch.
Adesso ti senti meglio?
S, credo di s.
Ti porto a casa. Insieme a me.
No, dovrei tornare a casa mia.
Non ho intenzione di discutere su questo.
Lei era decisamente troppo stanca per opporsi. Non le piaceva quella sensazione di
debolezza, ma proprio non riusciva a contrastarla.
Lasci che Alec laiutasse ad alzarsi e a vestirsi. Poi lui la prese per mano e insieme
attraversarono il club. Dylan era solo vagamente consapevole di ci che accadeva intorno a lei:
mani e cuoio sulla pelle, grida e sospiri, profumo di sesso nellaria.
Giunti alla porta, Alec le mise la sua giacca di pelle sulle spalle e, nonostante linizio di
un moto di ribellione, Dylan inal il buon profumo del cuoio e di lui.
Non farti incantare.
Difficile, dopo ci che avevano appena fatto. Forse era quello il pericolo... che tutto ci
la rendesse in qualche modo impotente. Alec la stava guidando fuori. Laria umida fu un piccolo
shock, e quando lui lattir a s Dylan non protest.
Lusciere ferm un taxi. Alec laiut a salire, poi prese posto al suo fianco e la strinse
subito tra le braccia.
Non sei obbligato a farlo disse lei.
Obbligato a fare cosa?
Il taxi procedeva nella notte. Aveva smesso di piovere, ma le strade erano bagnate e si
sentiva il rumore dellacqua sotto le ruote.
Non sei obbligato... ad abbracciarmi.
Devo farlo. Alec sembrava sorpreso.
Fa parte del tuo ruolo?
Lui rimase in silenzio per qualche istante. No.
E allora perch?
Un altro lungo silenzio. Perch voglio farlo rispose infine.
Dylan non sapeva che cosa replicare. Avrebbe voluto dire qualcosa. Le sembrava che

fosse tutto sbagliato. Ma la sua mente, ancora confusa, non riusc ad argomentare nulla.
Attraversarono la citt in silenzio. Si udiva solo il basso ronzio dellimpianto di
riscaldamento e il mormorio proveniente dalla stazione radio che il taxista stava ascoltando. E la
presenza di Alec, forte e rassicurante, al suo fianco.
Il taxi si ferm davanti a una grande casa a due piani, in stile Craftsman, dipinta di
grigio chiaro, con le classiche colonne di pietra su entrambi i lati dellampio portico. Fino a quel
momento Dylan non aveva prestato attenzione, ma riconobbe subito il quartiere di Beacon Hill. Era
stupita che Alec vivesse l anzich in centro, in un appartamento alla moda.
Alec pag il conducente, laiut a scendere dallauto e a salire le scale. Dopo aver
aperto la pesante porta in vetro, la fece entrare e accese la luce dellingresso.
Lambiente era caldo. La temperatura, larredamento, tutto nei toni rilassanti del
marrone, del grigio e del blu. Confortevole, pieno di oggetti e opere darte: pannelli di antico legno
intagliato, dipinti e maschere provenienti da tutto il mondo. E libri ovunque, sulle librerie, sui
tavoli, impilati ordinatamente sul pavimento. Tutto era grande e virile, come Alec stesso.
Ti metto a letto le disse, togliendole la giacca dalle spalle.
A letto?
Solo in quel momento lei si rese conto che avrebbero dormito insieme. Raramente
Dylan passava la notte con un uomo. Solitamente, andava a casa del suo partner, faceva sesso e poi
tornava a dormire nel suo loft, ma era cos maledettamente stanca... non ricordava di essere mai
stata tanto esausta in tutta la sua vita.
Andiamo.
Alec la guid al piano di sopra e la fece entrare in quella che, immagin Dylan, doveva
essere la sua camera da letto.
Anche l, tutto era imponente. Un letto enorme, con unalta testiera imbottita di seta
color cioccolato, coperto da un copripiumino bianco, uguale a quello che aveva lei. Un massiccio
cassettone, imposte di legno scuro alle finestre. Tappeti persiani su antichi pavimenti di quercia.
Con lunica debole luce proveniente dal corridoio, era tutto troppo buio perch lei
potesse notare altri particolari. E comunque era troppo stanca, tutto quello che le interessava sapere
era che l ci fosse un letto nel quale poter dormire. Nientaltro le sembrava importante, a eccezione
del fatto che Alec fosse l insieme a lei.
Non avrebbe voluto che fosse importante. Non avrebbe voluto che lui fosse importante.
Accidenti!
Aveva di nuovo le lacrime agli occhi, ma riusc a ricacciarle indietro.
Doveva essere davvero esausta. Doveva essere la stanchezza e quello stato di
vulnerabilit di cui lui le aveva parlato al club.

Alec si trovava proprio dietro di lei e aveva le mani sulle sue spalle.
Il bagno dietro quella porta. Vuoi fare una doccia?
Sarebbe stato splendido, ma non aveva le energie sufficienti.
Non ora. Adesso devo solo dormire.
Alec la spogli, le sue mani erano inaspettatamente delicate. E lei rimase l, in piedi,
lasciandolo fare. Riusc a malapena a sollevare le braccia affinch lui potesse sfilarle il top dalla
testa. Alec fu molto paziente e la svest come se fosse stata una bambola.
Infine Dylan rimase con indosso solo il reggiseno e gli slip. Alec la condusse verso il
letto, scost il piumino e laiut a distendersi.
Il letto era morbido, e lei sprofond nel materasso di piume, che scricchiol sotto il suo
peso. Le lenzuola bianche erano fresche sulla sua pelle, e lei rabbrivid. Poi Alec fu al suo fianco,
nudo, e la riscald, attirandola a s e facendole appoggiare la testa sulla sua spalla. La sua pelle era
morbida, liscia e calda contro il suo viso.
Dylan avvert una strana sensazione al petto mentre lui la teneva stretta, pi stretta di
quanto avesse fatto qualsiasi altro uomo da tanto tempo. Pi stretta di quanto lei avesse permesso a
qualsiasi altro uomo di fare. Avrebbe ricominciato a piangere, ma era troppo stanca. Non riusciva a
pensare, n a provare emozioni. Chiuse gli occhi e lasci che il sonno avesse il sopravvento.
Alec rimase ad ascoltare a lungo il respiro di Dylan, chiedendosi che cosa diavolo gli
fosse preso. Non rammentava lultima volta in cui aveva portato una donna a casa sua. Preferiva
fare sesso al club o a casa della partner del momento.
Dopo una sessione BDSM, si assicurava che la sua compagna stesse bene e poi tornava
a casa da solo, beveva qualcosa o leggeva un po prima di dormire. Anche se la sessione non era
andata come sperava, anche se cerano stati problemi, Alec faceva in modo di risolverli prima di
andare a dormire, di assicurarsi che tutto fosse tranquillo e a posto. Rientrava nel suo ruolo di
dominatore.
Non voleva fare qualcosa che non lo facesse sentire bene. Che non gli trasmettesse
sensazioni positive.
Voleva avere il controllo di ogni cosa, o almeno del suo piccolo mondo.
Allora perch era l nel suo letto, sveglio, con una donna tra le braccia? Una donna con
cui non aveva nemmeno fatto sesso?
E perch questo non lo turbava?
Aveva solo quel piccolo tarlo nel cervello che lo teneva sveglio e che lo portava a
chiedersi che cosa ci fosse di diverso in quella situazione. In che cosa lei fosse diversa. Ma per il
resto, sentiva una strana sensazione di benessere. Di soddisfazione.
Era questo a turbarlo tanto?

Abbass gli occhi e vide le lunghe ciglia scure di Dylan illuminate dalla luce
azzurrognola della luna che filtrava dalla finestra, attraverso uno squarcio nella nebbia. Aveva gli
zigomi molto pronunciati e sembrava che le sue ciglia vi si adagiassero sopra. La bocca era
lievemente socchiusa, le labbra piene e voluttuose. Nel sonno Dylan appariva rilassata e innocente,
a differenza di quando era sveglia.
Alec non sapeva come definire quella strana sensazione che gli stringeva il petto.
Ignorala, se ne andr.
Cap subito che si trattava di una bugia, quanto quella che Dylan Ivory fosse una
ragazza come tante altre. Unaltra sfida. Aveva mentito a se stesso fin dal momento in cui laveva
vista.
Cazzo!
Non poteva avere legami. Non era il tipo di persona che potesse farlo. Mai. Era figlio di
suo padre. Non aveva bisogno di una donna nella sua vita pi di quanto ne avesse avuto bisogno lui.
Stava bene da solo. Quella strana emozione per Dylan sarebbe stata transitoria. Dipendeva solo dal
fatto che era cos bella, cos incredibilmente reattiva...
Lei si mosse nel sonno e Alec guard lorologio sul comodino. I numeri rossi luminosi
segnavano le quattro e mezza del mattino. Dylan si mosse di nuovo contro di lui, facendo scivolare
una gamba sopra la sua. Il suo sesso riprese vita.
Alec rimase perfettamente immobile, cercando di respirare lentamente.
Lavrebbe svegliata, toccata, resa vogliosa come aveva fatto poco prima. E come gi era
successo, Dylan sarebbe stata disponibile.
Si sarebbe lasciata scopare.
Ma sapeva che se lo avesse fatto, per lui sarebbe stata la fine. Fece un respiro, poi un
altro, riempiendosi i polmoni con la fresca aria della notte.
Delicatamente, spost la sua gamba. La pelle di Dylan era liscia come seta sotto le sue
dita.
Calmati.
Continu a respirare, concentrandosi sullaria che entrava e usciva dai suoi polmoni.
Ancora e ancora, fino a quando i suoi occhi iniziarono a chiudersi, a bruciare per il bisogno di
sonno.
Anche mentre si addormentava, era consapevole del corpo caldo di Dylan accanto al
suo, del suo peso delicato tra le braccia. Il profumo di vaniglia dei suoi capelli. Ma era troppo
stanco per lottare contro quello che provava. Chiuse gli occhi e si addorment.
Il sole stava per sorgere quando Dylan si svegli. La stanza era rischiarata dalla
caliginosa luce dorata che filtrava attraverso le stecche aperte delle persiane. Accanto a lei, il
respiro di Alec era un fievole sussurro contro il suo viso.

La pelle di Dylan era bollente nei punti in cui i loro corpi si toccavano e lei si scost,
rabbrividendo immediatamente quando sent lo spazio freddo e vuoto. Solo in quel momento si rese
conto di aver davvero passato la notte insieme a lui. Non solo con lui, ma rannicchiata tra le sue
braccia come se fossero stati amanti.
La sua mente si riemp di immagini della serata passata al Regno del Piacere. Lei distesa
sulle sue ginocchia. Le luci soffuse. Il ritmo erotico della musica. La mano di Alec che si abbatteva
su di lei. Il bruciore. La voglia irresistibile. La mano di Alec tra le sue gambe. Lorgasmo
travolgente... e poi un altro.
Dio!
Il suo corpo fremeva ancora di desiderio.
Si volt a guardare il profilo di Alec nel sonno. Il suo viso era virile, nonostante quella
bocca incredibilmente sensuale circondata dal pizzetto demoniaco. Il piumino lo copriva fino alla
vita, il torace e le braccia erano nudi. I tatuaggi risaltavano sulla pelle e lei avrebbe voluto toccarli,
tracciare con la punta delle dita le loro linee intricate e sinuose. Posarvi le labbra e sentirne il
sapore. Ma non osava farlo.
Lo desiderava. Cos intensamente da essere riuscita a sottomettersi a lui senza alcuno
sforzo, la sera prima. E avrebbe voluto farlo di nuovo.
Comera possibile? Era riuscita ad ammettere di avere da tanto tempo, in un angolino
della sua mente, lintenzione di provare certe cose, ma non si aspettava che le sarebbe stato cos
facile.
Non le piaceva porsi domande. Era una cosa che non aveva pi fatto dopo aver perso
Quinn. Non aveva mai smesso di sentirsi in colpa, ma da allora aveva passato tutta la vita cercando
di essere una persona migliore, di comportarsi in modo che non le accadesse mai pi nulla del
genere. E ora era come se la percezione della sua forza fosse diminuita, e questo la spaventava a
morte.
In parte doveva avere a che fare con Alec, con la sua figura imponente, con il modo in
cui lui si muoveva e le parlava. Con il tipo di persona che lui era.
Anche nel sonno era autorevole come lo era da sveglio. E il suo corpo stava reagendo
esattamente come aveva fatto la sera prima: provava lintenso calore e il desiderio che la rendevano
disponibile a fare qualsiasi cosa lui le avesse chiesto.
Qualsiasi cosa.
La paura era violenta quanto il desiderio che faceva fremere il suo corpo.
Doveva andarsene da l. Prima che lui si svegliasse. Prima che... cosa?
Prima di darsi completamente a quelluomo.
Scivol fuori dal letto, trov i suoi vestiti sul bracciolo di una poltrona di raso scuro
vicino alla finestra e usc in corridoio il pi silenziosamente possibile. Scese le scale e si vest in
fretta nellingresso. Era strano indossare gli abiti sexy della sera prima in quel freddo mattino, nella

casa buia e silenziosa. Era in netto contrasto con quello che stava provando.
Vattene!
Si infil le scarpe. Il cuore le batteva allimpazzata quando lei apr la porta e usc.
Cera la nebbia. Il tempo era troppo freddo e umido per stare senza cappotto, ma la sera
prima lei non laveva indossato. Era stata troppo ansiosa di arrivare al club. La notte precedente,
Alec le aveva messo la sua giacca intorno alle spalle durante il tragitto in taxi, ramment, e
rabbrivid al ricordo del profumo di cuoio mentre lui le circondava le spalle, oltre che per il freddo
del primo mattino.
Inizi a scendere la collina e percorse parecchi isolati fino a un piccolo supermercato
con una panchina di legno davanti alla vetrina. Dylan si sedette, prese il cellulare dalla borsetta e
chiam un taxi.
La strada era deserta, e solo allora Dylan pens di controllare lorario sul cellulare.
Erano quasi le sei del mattino.
Pens che forse Alec sarebbe stato furibondo per il modo in cui se nera andata. S, lo
sarebbe stato. Ma aveva dovuto farlo. Non sarebbe riuscita a guardarlo negli occhi dopo quello che
avevano fatto insieme. Dopo il modo in cui si era data a lui e aveva obbedito ai suoi ordini. In quel
momento le era sembrato giusto. Le era parso del tutto naturale che il suo corpo e la sua mente
reagissero cos. Ma ora... era imbarazzata. Non per il fatto che lui lavesse toccata, che avesse
conosciuto tanto intimamente il suo corpo, ma soprattutto per la facilit con cui lei si era
sottomessa.
Si alz e inizi a passeggiare avanti e indietro davanti alla panchina, troppo agitata per
restare seduta.
Cristo! Le girava la testa, era confusa.
Cerca di essere razionale.
Ma forse, per una volta, la razionalit non lavrebbe aiutata a uscire da quella
situazione.
Per attraversare la vita, aveva sempre fatto affidamento sulla sua mente, sulla sua abilit
di risolvere i problemi. Aveva dovuto farlo sin da quando era bambina, sin da quando sua madre
aveva iniziato a non essere pi in s e a sprofondare nella malattia. Dylan si era ritrovata da sola a
prendere in mano le redini della situazione e a occuparsi della loro piccola famiglia. Ma questa
volta, la razionalit e le capacit organizzative non sarebbero servite.
Erano passati anni dallultima volta che si era sentita impotente, e la cosa non le era
piaciuta affatto.
Ma quando si trattava di Alec Walker, faticava a mantenere il controllo. E quando lui le
parlava da dominatore, il suo corpo e la sua mente rispondevano automaticamente sottomettendosi.
Su questo Alec aveva avuto ragione.
Perch lei non se nera resa conto? Come aveva potuto essere cos cieca davanti a quella

parte di s?
Forse non volevi vederla.
S, era cos, non voleva vederla nemmeno adesso.
Arriv il taxi, Dylan sal, diede il suo indirizzo e prese posto sul freddo sedile di vinile.
Seattle stava ancora dormendo, come sempre la domenica mattina presto. Negozi e
ristoranti erano chiusi, le serrande abbassate. I marciapiedi deserti. Persino i bar erano al riposo. Era
tutto troppo silenzioso, e in quella situazione era troppo facile perdersi nei pensieri.
Quando arriv a casa, Dylan accese il riscaldamento e si liber immediatamente degli
abiti per indossare la sua camicia da notte bianca di cotone. Mentre si preparava un t, accese la
televisione sintonizzandola su un talk show, poi si mise a letto.
Aveva solo bisogno di chiudere il mondo fuori. La televisione lavrebbe aiutata. Era il
suo modo di isolarsi sin da quando aveva dieci anni. Quando in casa la situazione si faceva troppo
difficile, cosa che accadeva troppo spesso, lei si metteva ad ascoltare le notizie che provenivano da
tutto il mondo. Fatti pi grandi, pi drammatici, di quelli che accadevano a casa sua,
bombardamenti in Paesi stranieri, dibattiti politici, crimini commessi in luoghi dove lei non era mai
stata. Qualsiasi cosa laiutava a prendere le distanze dalla sua vita, da se stessa. Una vecchia
abitudine che in un certo modo le dava conforto. E quando non poteva accendere la televisione
perch sua madre era troppo agitata o in preda al panico, si rifugiava nei libri. Per lei erano sempre
stati una via di fuga, un modo per sottrarsi alle sue esplosioni dira.
Rivide come in un montaggio cinematografico scene della sua infanzia: suo fratello,
forse a cinque anni, che si nascondeva sotto il rifugio che lei aveva costruito con i cuscini del
divano, mentre Darcy, sua madre, aveva uno dei suoi attacchi in cucina. Rumore di vetri rotti,
singhiozzi e urla. Dylan aveva solo otto anni, ma raggiungeva Quinn nel loro nascondiglio, gli
prendeva la mano e gli raccontava delle storie: storie di fate, assaggi di libri, tutto quello che
riusciva a ricordare o a inventare, fino a quando era tutto finito. Poi Darcy era esausta e pentita.
Piangeva e si scusava. E Dylan la confortava, sentendosi arrabbiata e in colpa al tempo stesso.
Responsabile del benessere della sua famiglia, sia di sua madre che di Quinn.
Avvert una morsa allo stomaco.
Fece un paio di respiri profondi e si costrinse a scacciare quelle immagini che la
tormentavano ancora quando lei era troppo stanca per arginarle.
Si concentr invece su quelle che sfilavano sullo schermo, mentre fuori spuntava il
giorno, eppure non riuscivano a distrarla. Dal passato. Dalla notte trascorsa con Alec.
Prese il telecomando e fece scorrere i canali. Notizie, repliche di vecchie sitcom che non
le erano mai piaciute. Infine si sintonizz su un film: Insonnia damore.
Aveva una passione segreta per i film romantici, una cosa che avrebbe ammesso solo
con Mischa. Erano rassicuranti, anche se del tutto irreali. Forse era quello il motivo per cui le
piacevano tanto. Era pi facile perdersi in qualcosa che era solo frutto della fantasia.

Sorseggiando il t, osserv la scena in cui Meg Ryan vedeva Tom Hanks da lontano per
la prima volta. Not lemozione dipinta sul suo viso. E sent muoversi qualcosa dentro di s.
Cambi subito canale.
Forse, dopotutto, il film non era cos irreale.
Spense la televisione.
Era sfinita. Se solo fosse riuscita a dormire, si sarebbe svegliata con le idee pi chiare. Il
letto era caldo sotto il piumino.
Non caldo come il corpo di Alec.
Non pensarci adesso. Non pensare a niente.
Non pensare al calore della sua pelle. Alle sue mani sorprendentemente morbide. Alle
sue abili dita. Alla dolcezza voluttuosa delle sue labbra.
Dylan gemette, il suo corpo era percorso da un desiderio che non era stato del tutto
soddisfatto. Dun tratto cap con chiarezza che sarebbe stato cos fino a quando non lo avesse
rivisto. Fino a quando lui non lavesse toccata. Sculacciata. Fino a quando non lo avesse avuto
dentro di s, cosa che fino a quel momento le era stata negata.
Era una tortura desiderare qualcosa che sapeva non avrebbe avuto. Perch, se lei lo
avesse permesso, poi non sarebbe pi potuta tornare indietro. Si sarebbe persa irrevocabilmente, la
forza che aveva costruito in tutta una vita si sarebbe disintegrata nel suo ridicolo bisogno di
quelluomo e di ci che lui le offriva.
Alec...
Che cosa le aveva fatto? E quanto altro lei gli avrebbe permesso di fare?

7
Quando squill il cellulare, ebbe limpressione di essersi addormentata solo pochi
minuti prima. Lo cerc a tastoni sul comodino e rispose.
Pronto?
Te ne sei andata.
Che cosa? Io... Alec...
Perch, Dylan?
Lei si scost i capelli dal viso e cerc di riacquistare la lucidit. Perch se nera andata?
Ramment il calore di quel grande letto, il corpo di Alec accanto al suo, il conforto della sua
presenza. Ramment la propria paura di fronte a quel senso di assoluto benessere. Il bisogno di
restare l. Con lui.

Il suo cuore acceler i battiti.


Io... dovevo andare.
Alec sospir allaltro capo della linea. O forse sbuff per lirritazione. Dylan,
dobbiamo parlare di questa faccenda.
Perch? Rientra anche questo nei tuoi compiti di dominatore?
S, io sono responsabile di te dopo una sessione. Devo essere certo che tu stia bene
prima di lasciarti.
Sono io che me ne sono andata.
Senza avvisarmi.
Te lho gi detto, Alec, io non sono una slave sbott lei in un moto di rabbia.
No, ma le regole esistono per un motivo preciso, qualunque sia il livello di
sottomissione. Per la tua sicurezza.
Io sto benissimo.
Alec rimase in silenzio per qualche istante. Cazzo, Dylan, lo so che sei forte disse
in tono forzatamente pacato. So che sai cavartela egregiamente nella vita di tutti i giorni. Ma
tutte queste cose non centrano niente. Non quando ti dai a me. Quando sono io ad accompagnarti in
quella dimensione in cui non sei in grado di prendere decisioni, quando sono io ad avere cura di te.
Sei troppo inesperta su queste cose per capire se sei tornata alla realt oppure no.
Aveva ragione lui? In quel momento Dylan non riusciva a capirlo. Era ancora cos
stanca...
Dylan? Hai sentito quello che ho detto?
S, ho sentito. Sto... pensando.
Be, pensa anche a questo, allora. Non sono disposto a praticare il BDSM con una
donna che non rispetta le mie regole. E una di queste prevede che sia io a decidere se sei pronta a
stare sola.
Perch sei cos arrabbiato, Alec? Sono a casa mia, a letto. Stavo dormendo, o almeno
stavo cercando di dormire, quando tu mi hai chiamata. evidente che sto bene.
Davvero?
Certo! Quella piccola bugia le usc di bocca troppo facilmente.
La tua prima esperienza con il BDSM, la tua prima volta in un club fetish, e va tutto
bene? Nessuna confusione riguardo a quello che ti successo, nessuna difficolt nellaccettare la
tua reazione, i tuoi desideri. Anche se tutto questo lantitesi di ci che sei normalmente?
Non ho detto questo.

No, non necessario. Ascolta, Dylan, pratico il BDSM da tanto tempo. Sviluppare
un certo intuito, capire la transizione che attraversano le persone che entrano in questo mondo, fa
parte di un buon dominatore. E io so quello che faccio. Quindi, il tuo tentativo di convincermi che
stai benissimo, che non sei per nulla turbata da ci che accaduto ieri sera, assolutamente vano.
Non ho detto di non essere per nulla turbata.
Tu stai razionalizzando, Dylan.
Lei si morse le labbra, rigirandosi lorlo del piumino tra le dita. Forse. la mia
reazione abituale a... quasi tutto.
Devi andare pi a fondo se vuoi davvero fare questa esperienza.
Ora Dylan era arrabbiata. Sapeva che si trattava di un meccanismo di difesa, ma non le
importava.
Non ho mai detto che... Sto solo facendo delle ricerche per il mio libro, Alec. Fino a
dove devo arrivare per questo?
Fino a dove ti spingono i tuoi desideri. Fino a dove sei disposta ad arrivare.
Non conosco il mio limite, okay?
Ecco, cos va meglio.
Io... cosa?
Ho detto che cos va meglio.
Si aspettava che lui continuasse a discutere. Non che la facesse sentire ridicola. Inspir a
fondo, espir, cercando di liberarsi della rabbia attraverso il respiro.
Mi dispiace di essermene andata disse Dylan a denti stretti.
Okay.
Perch tutta un tratto sei cos ragionevole?
Sono sempre ragionevole. Il fatto che io non mi arrabbi ti confonde?
S. Detestava ammetterlo. Detestava il fatto che questo la facesse sentire debole.
Bene, significa che faccio il mio lavoro a dovere.
Quindi, ammetti di volerti impadronire anche della mia mente?
un passaggio inevitabile. uno dei motivi per cui dopo una sessione non dovresti
restare sola fino a quando io non decido che puoi farlo. Parte della confusione che provi dovuta
semplicemente alla tua inesperienza, al fatto di aver provato certe cose per la prima volta. Al fatto
di dover modificare la percezione di te stessa, dei tuoi desideri, della tua sessualit. Non solo
opera mia. Tutte le persone che si avvicinano al BDSM provano queste emozioni, anche se a livelli
diversi. Il mio compito occuparmi di te, valutare le tue reazioni. Assicurarmi che tu stia bene. E

non posso farlo adeguatamente se sei dallaltra parte della citt.


Okay, okay, credo di aver capito.
Bene, perch dobbiamo essere daccordo su questo, altrimenti non succeder pi. Se
vuoi che succeda di nuovo... Lo vuoi, Dylan? Oppure hai gi chiuso con il BDSM? E con me?
Una piccola parte della sua mente le urlava di riagganciare e di non rivederlo mai pi.
Ma non lavrebbe fatto. Impossibile.
No, non ho chiuso.
Allora, torna qui questa sera.
A casa tua?
Leccitazione e il nervosismo la facevano tremare in uguale misura.
S, questa sera alle otto. La sua voce era bassa e pacata, ma il tono autoritario era
assolutamente evidente. Prendi un taxi, lo pagher io.
Non necessario.
S, lo insistette lui, e Dylan cap dal suo tono di voce che era inutile tentare di
discutere.
Il suo corpo fremeva di desiderio semplicemente udendo il suo tono di voce. Controllo
assoluto. Comando. Non poteva negarlo.
Daccordo, ci sar.
Bene. E, Dylan?
S?
Preparati a restare qui fino a quando io non ti porter a casa. Ci siamo capiti?
Lei rest in silenzio, passandosi una mano tra i capelli. Sent crescere dentro di s la
ribellione, ma in quel momento le sembrava stupido protestare. La ricacci indietro.
S, ho capito.
Voglio che arrivi qui affamata. Ho intenzione di nutrirti. E di parlare.
Cosa?
Mi sembrava di averti gi spiegato che parlare molto importante in questo tipo di
rapporto.
S, ricordo, ma pensavo che, dal momento che... abbiamo iniziato... Dylan
sinterruppe, non sapendo come proseguire.
Pensavi che, siccome abbiamo iniziato, non abbiamo pi nulla da conoscere luno
dellaltro? Il viaggio appena cominciato, Dylan. Ci vediamo questa sera. Sii puntuale.

Riagganci e lei fece lo stesso, tremando per il nervosismo. Per il desiderio. Per la
voglia irresistibile. E per un residuo di rabbia.
Si era messa davvero nei guai con quelluomo. Guai a cui ora non riusciva a sottrarsi.
Era come tenere una tigre per la coda, ma laveva voluto lei. Ora lunica cosa che poteva fare era
non mollare la presa e sperare di non essere divorata.
La casa di Alec era proprio come la ricordava: sorprendentemente accogliente, con
lampio porticato e la luce dorata che filtrava attraverso le persiane di legno socchiuse.
Gli aveva telefonato quando mancavano pochi minuti al suo arrivo, come lui le aveva
detto di fare nelle-mail che le aveva inviato in seguito alla loro conversazione telefonica, e ora
laspettava sul ciglio della strada. Dylan riusciva a vedere solo la sua alta silhouette, illuminata alle
spalle dalla luce proveniente dalla casa.
Era cos imponente... cera qualcosa nella sua figura che la turbava. In qualche modo la
faceva sentire pi femmina. E ancora di pi, quando lui le porse la mano per aiutarla a scendere dal
taxi.
Buonasera, Dylan, sono felice che tu sia qui.
Io... anchio.
Era la verit. Inutile mettersi a discutere.
Alec le tenne la mano mentre la guidava su per i gradini e in casa, lasciandola andare
solo per aiutarla a togliersi il cappotto.
Sei molto bella le disse, fissandola intensamente, e lei si sent arrossire.
Grazie.
La colpiva il fatto che a ogni loro incontro lui non mancasse mai di dirle che era bella.
Non che lei avesse bisogno di sentirselo dire tutte le volte. Per, era una cosa molto piacevole.
Alec era pi attraente che mai, con i capelli scuri un po arruffati in cui lei avrebbe
voluto infilare le dita. Quella sera era vestito in modo casual, con un paio di jeans sbiaditi e una
maglietta nera che aderiva perfettamente alle ampie spalle e ai muscoli del torace. Aveva proprio
laria del ragazzaccio, con il pizzetto e i tatuaggi. Se non fosse stato per il fatto che in lui non cera
assolutamente nulla di un ragazzo.
Non sono il miglior cuoco del mondo, ma so cucinare una pasta passabile. Hai fame?
Un po.
Dylan not che la casa era calda e che odorava di cibo.
Vieni con me in cucina, quasi pronto.
Lei lo segu lungo un piccolo corridoio fino al retro della casa. La cucina era grande.
Larchitettura originale era stata conservata, ma i ripiani in granito rosso, i mobili dacero e gli
elettrodomestici dacciaio erano nuovi. La stanza era moderna, ma come il resto della casa era calda

e confortevole. La pasta che cuoceva sul fornello sollevava vapore nellaria, rendendo il locale
ancora pi accogliente.
Un trillo la fece trasalire.
Dylan, non essere cos nervosa, dobbiamo solo cenare. Per il momento, almeno.
Io non... solo che... No, hai ragione. Detesto essere cos nervosa, non avere
completamente il controllo di me stessa, delle mie reazioni. Ma suppongo che risolvere questo
problema faccia parte di questa esperienza, per quello che mi riguarda. Sto iniziando a rendermene
conto a un livello pi profondo.
Il BDSM pi pesante a volte riserva vere e proprie rivelazioni. Non insolito e non
nemmeno una cosa negativa.
Il BDSM pi pesante...
Che cosa le avrebbe fatto? Dylan sirrigid e un brivido la percorse da capo a piedi
ripensando a quello che avevano fatto la sera prima.
Cerca di rilassarti. Alec si volt verso i fornelli per controllare la cottura della
pasta. pronta. Versati un bicchiere di vino, se vuoi. Sinterruppe, alz lo sguardo e Dylan
rimase ancora una volta sorpresa dalla brillantezza dei suoi occhi azzurri. Ma solo uno. Alcol e
BDSM non sono un buon abbinamento.
Lei annu. Grazie.
Prese la bottiglia gi aperta di vino rosso appositamente lasciato a respirare sul mobile e
guard letichetta. Alec aveva gusti eccellenti in fatto di vino. Non che la cosa la sorprendesse.
Prese uno dei bicchieri accanto alla bottiglia e lo riemp a met. Non voleva compromettere in alcun
modo le proprie percezioni. Non quella sera.
Ne vuoi anche tu, Alec?
S, grazie.
Vers il vino e gli porse il calice. Lui la guard al di sopra del bordo mentre faceva un
sorso.
Lo sai fare bene.
Che cosa?
Servire.
Si tratta solo di buona educazione.
Forse.
Adesso mi stai prendendo in giro.
Alec sorrise prima di voltarsi di nuovo verso i fornelli. Dylan lo osserv mentre scolava
la pasta e poi la versava nei piatti, aggiungendovi da un tegame quello che sembrava un sugo alla

marinara.
Era una situazione strana: Alec che aveva cucinato per lei, loro due che si sarebbero
seduti a tavola a mangiare e a parlare come una coppia normale, pur sapendo quello che avrebbero
fatto pi tardi. Era... eccitante. Molto eccitante, dovette ammettere Dylan immaginandosi nuda, agli
ordini di Alec. Un brivido di piacere le attravers il basso ventre.
La cena pronta. Andiamo in sala da pranzo. Linsalata e il pane sono gi a tavola.
Dylan lo segu. Il pavimento di legno della stanza riluceva alla luce di una dozzina di
candele sparse qua e l, sul pesante tavolo di quercia e sul cassettone antico. La tavola era
apparecchiata semplicemente, con piatti di ceramica dai colori caldi e tovaglioli di lino bianco. Il
pane era in un cestino di vimini. Al centro, una ciotola di bronzo piena di camelie galleggianti
sullacqua.
Alec mise gi i piatti e pass qualche istante prima che Dylan si rendesse conto che lui
le aveva scostato la sedia, in attesa che lei si accomodasse. Si sedette, stupendosi della sua
galanteria. I suoi modi la facevano apparire una serata normale, quando invece ovviamente non lo
era.
Funziona sempre cos?
Che cosa intendi dire?
Alec si era seduto a capotavola e si stava mettendo il tovagliolo in grembo.
Come se fosse un invito a cena.
Non lo ? In qualsiasi caso, la serata non terminer con un casto bacio sulla porta di
casa tua?
Non lo so. Terminer cos? Che cosa ci facciamo qui, Alec?
Lui rimase in silenzio per qualche istante, mentre prendeva un panino e ne staccava un
pezzo. Dylan si distrasse osservando il movimento delle sue mani. Erano cos forti... avrebbero
potuto spezzarla in due, se lui avesse voluto.
Rabbrivid.
Infine, Alec parl in tono pacato. Stiamo cercando di conoscerci. Vuoi sapere se lo
faccio con tutte le donne con cui mi accompagno? S. A volte. Dipende se si tratta di una serata
estemporanea al club o di una cosa pi seria. Per seria intendo che si protrae per un periodo pi
lungo di tempo.
Hai sentito il bisogno di precisarlo.
Di precisare... cosa?
Che con cosa seria non intendi una vera relazione.
Non sono il tipo duomo da avere una relazione stabile. questo che volevi sapere?

Ho solo fatto unosservazione.


Ah... Alec prese una forchettata di pasta. Che te ne pare?
Non lho ancora assaggiata, ma il vino molto buono.
Provala.
Dylan sapeva che Alec stava evitando quella conversazione, ma non le importava.
Nemmeno lei era in cerca di una relazione stabile. Assaggi la pasta: era deliziosa e cotta a puntino.
Sai cucinare.
Lui sorrise, compiaciuto di se stesso, e sollev il bicchiere in un brindisi ironico. S,
e tu?
In verit, sono una cuoca terribile, ma sono molto brava nellordinare cene a
domicilio. Non mi piace interrompere il mio lavoro per occuparmi di faccende inutili, cos telefono
ai miei ristoranti preferiti e mi faccio consegnare il pranzo.
Il cibo non inutile.
Be, necessario.
Necessario non significa che debba essere privo di gioia. Anche il sesso necessario.
Hai ragione. Devo solo accettare di non saper cucinare. Preferisco sedermi e gustare
un buon pranzo preparato da qualcun altro.
Lui sorrise e sollev di nuovo il bicchiere. Alcuni di noi sono pi attivi di altri.
Dylan non pot fare a meno di sorridere. Ti piace sottolinearlo, vero?
Mi hai smascherato. Alec sinterruppe, sorridendo a sua volta. Sei pi a tuo
agio con me questa sera.
S... forse il vino, ma sono pi rilassata. Forse perch siamo seduti a tavola e
stiamo solo parlando.
Faceva parte del mio piano.
Dylan rise. Be, sta funzionando. Mi piace il fatto di non doverti spiegare nulla. E
non lo stesso di quando abbiamo fatto sesso, non ha a che fare con i ruoli. Hai capito che cosa
intendo?
S, assolutamente. Latteggiamento dominante fa parte di me, del mio essere, non vi
abdico mai. Mi aiuta ad approfondire le cose, a ottenere la tua fiducia, a rendere la relazione
sessuale pi intensa.
S.
In quel momento, Dylan non aveva interesse a continuare il discorso. Le bastava sapere
di stare bene con lui, di sentirsi a proprio agio. E, per una volta, voleva gustarsi quel momento senza

guastarlo.
Pericoloso.
S, il benessere che provava con lui era pericoloso. Perdersi sarebbe stato troppo facile.
Alec era pericoloso. Ma era un gioco a cui lei voleva prestarsi. Per il momento.
Alec fece un boccone e la osserv: le sue mani, la sua gola quando deglutiva. Non
poteva ignorare quanto fosse bella alla luce delle candele. I suoi capelli erano una rilucente cascata
di boccoli che incorniciavano il suo viso dai lineamenti delicati.
Probabilmente sarebbe apparsa fragile alla maggior parte delle persone, nella vita di
tutti i giorni, se non avesse sfoderato il suo atteggiamento deciso. Ma nelle sue mani Dylan era
diversa. Il controllo si sbriciolava. La vedeva lottare per aggrapparsi agli ultimi residui rimasti e gli
piaceva il fatto che ormai non le riuscisse pi.
Al pensiero, Alec stava per avere unerezione. Dovette muoversi sulla sedia e
costringere la propria mente ad allontanarsi dal ricordo del corpo nudo di lei.
Riprenditi... Concentrati...
Fece un lungo sorso di vino.
Allora, Dylan, mi vuoi dire qualcosa di tua madre?
Lei apparve momentaneamente sorpresa. Poi sollev il bicchiere e bevve. Lentamente lo
pos di nuovo sul tavolo. Preferirei di no.
una situazione tuttora in corso?
Lei lo stava guardando, gli occhi grigi chiari brillavano alla luce delle candele. Era
attenta, allerta. Dalla tensione del suo volto Alec cap quanto fosse circospetta sullargomento,
sebbene non avesse apertamente rifiutato di parlarne.
S.
E non ne vuoi assolutamente parlare.
Lei sospir. Hai intenzione di continuare a insistere fino a quando non lo far?
Non ora.
Grazie.
Dylan lo stava ancora guardando, con gli occhi che luccicavano. Ad Alec piaceva che
fosse un po in collera con lui. Doveva ammettere che questo lo caricava, aggiungeva eccitazione
sessuale. Il fatto che lei si opponesse rendeva ancora pi soddisfacente il momento in cui lavrebbe
messa in ginocchio, sia in senso letterale che figurato.
Si appoggi allo schienale della sedia e le sorrise. Ti voglio nella giusta disposizione
mentale per ci che ho programmato pi tardi.
Oh!

I lineamenti di Dylan si addolcirono immediatamente. Alec era certo che lei non se ne
rendesse conto, che non avesse ancora accettato del tutto la facilit con cui si sottometteva a lui,
anche in quei piccoli particolari.
S, era perfetta per ci che lui aveva in mente quella sera. Ma prima dovevano digerire
la cena, e Alec intendeva prendersi tutto il tempo necessario.
Dimmi qualcosa delle tue relazioni passate, Dylan. Non ne abbiamo mai parlato.
Be... non c molto da dire.
Nemmeno tu sei per le relazioni stabili?
Dylan fece una pausa, bevve lultimo sorso di vino e il suo sguardo si fece pi
concentrato. Direi di no. Ho avuto poche relazioni. Quandero al college ho avuto un ragazzo per
due anni, ma terminati gli studi mi sono resa conto di non esserne innamorata, e non mi sembrato
giusto continuare il rapporto.
Devessere successo qualche anno fa, no? Mi rendo conto adesso che non sapere la
tua et.
Trentatr. Quindi, s, certo, successo qualche anno fa.
E da allora non c pi stato nessuno?
Sono uscita con molti uomini, a volte con lo stesso per parecchi mesi, ma non c
mai stato nulla di pi serio.
Perch no? Io ho le mie ragioni, mi chiedo quali siano le tue.
Alec la vide incupirsi. Non ci ho mai riflettuto.
Lui non pot fare a meno di pungolarla. Scrivi romanzi erotici in cui racconti anche
di relazioni di coppia, oltre che di sesso, e non ti sei mai chiesta per quale motivi tu le eviti?
Non ho detto che le evito.
Io lo ammetto senza problemi, Dylan. Alec scroll le spalle. Evito le relazioni
serie.
E suppongo che tu sia del tutto a tuo agio nello spiegare perch.
Io amo le donne, amo il sesso, ma questo non si mai tradotto in un rapporto
permanente. Non ho mai provato il desiderio di farlo. Sono perfettamente felice cos come sono.
E da quanto tempo?
Be, ho trentasei anni... stato cos per tutta la mia vita adulta.
Devesserci un motivo.
Forse non mi interessa approfondirlo.

Per sembra tu voglia che lo faccia io.


Ora aveva unaria davvero infastidita. Ad Alec piaceva quel suo sguardo acceso, sapere
di essere in grado di estinguere quel fuoco con poche parole scelte con cura o semplicemente
posandole una mano sulla nuca. Preferiva pensare a quello piuttosto che alla domanda che lei gli
aveva posto. Doveva tenere bene in mente che Dylan era quella che avrebbe dovuto essere turbata e
confusa. E non voleva porsi le domande che avevano iniziato a fare capolino nella sua mente da
quando laveva conosciuta. Chiedersi se la decisione di suo padre di voler condurre unesistenza
solitaria fosse del tutto giusta o adeguata anche per lui solo perch condividevano gli stessi geni.
Erano interrogativi troppo grandi per essere affrontati in quel momento.
Daccordo, Dylan, cambiamo argomento. Mi sono reso conto che non hai mai
menzionato tuo padre.
Questa significava cambiare argomento? Be, meglio parlare del padre di Dylan che del
proprio.
Forse perch non lho pi visto da quando avevo sei anni.
Ah!
Che cosa significa: Ah!?
Si stava davvero innervosendo. Non le sarebbe piaciuto ci che lui stava per dire. Non
le sarebbe piaciuto affatto.
Alec scroll le spalle. Forse questo il motivo per cui eviti le relazioni serie.
Lei distolse lo sguardo per un istante, serrando i denti, e Alec si pent di averla
provocata fino a quel punto.
Le prese la mano. Mi dispiace. Mi rendo conto di aver esagerato.
Dylan si volt verso di lui e la sua espressione torn a essere dolce e rilassata.
Va... tutto bene. So di essere molto testarda a volte.
S, lo sei.
Ci sono cose della mia vita, del mio passato, troppo personali, Alec. Cose di cui non
parlo con nessuno.
Con nessuno?
Forse con Mischa, la mia migliore amica.
bello avere unamica, qualcuno con cui potersi confidare. Forse un giorno ti
sentirai sufficientemente a tuo agio con me da dirmene qualcuna.
Forse.
Dylan gli sorrise e lui prov una strana sensazione al petto. Non voleva sapere perch,
cos come preferiva non sapere perch fosse tanto importante per lui che Dylan gli parlasse della

propria vita. Ma lo era.


Doveva stare in guardia con quella donna, altrimenti si sarebbe ritrovato coinvolto pi
profondamente di quanto avrebbe voluto. Con chiunque altro. Non era il tipo duomo da legarsi a
una donna. Quando si trattava di sesso, aveva sempre il controllo totale. Qualsiasi cosa esulasse da
quella sfera era troppo imprevedibile, troppo vulnerabile al caso, come suo padre gli aveva
insegnato. Era stato proprio il caso a separare i suoi genitori.
O forse no? Alec stava iniziando a chiederselo... Ma non era quello il momento per
soffermarsi a riflettere sul rapporto dei suoi genitori. Perch quella sera la sua mente aveva iniziato
a divagare? Ci che era importante era il presente, quella serata insieme a Dylan. E sarebbe stato
meglio per tutti se lui avesse mantenuto il suo abituale distacco.
Doveva concentrarsi, tornare su un terreno sicuro, sul suo compito. Un compito molto
piacevole. Irresistibile.
Tutto bene, Dylan? Perch credo sia giunto il momento di iniziare.
Adesso?
S, adesso.
La sua espressione non aveva prezzo. Alec vide unintera gamma di emozioni
attraversarle il volto: confusione, desiderio, paura, eccitazione. Tutto insieme. Lui stesso prov una
fortissima emozione, una stretta allo stomaco.
Sent scorrere ladrenalina e il suo cazzo indurirsi tra le gambe. Uneccitazione cos
potente da cancellare qualsiasi altro pensiero. Tutte le domande. I dubbi.
Sarebbe andato tutto bene se non ci avesse pi pensato, se si fosse limitato a fare ci che
sapeva fare meglio.
La vide mordersi le labbra, i denti bianchi affondare nella carne rossa e turgida.
Meravigliosa.
Era bellissima. La desiderava a tal punto da non riuscire quasi a resistere alla tentazione
di toccarla.
Presto lavrebbe fatto.
Si alz in piedi e le scost la sedia. Si accorse che lei era percorsa da un lieve tremore.
Deliziosa.
Lattir a s, inalando il profumo di vaniglia della sua pelle e dei suoi capelli.
Chinandosi su di lei, le sussurr allorecchio: Adesso ti porter di sopra, Dylan, e ti far tutto
quello che ho sognato di farti dallultima volta che ti ho avuta nel mio letto. Sei pronta?
S. La sua voce era ridotta a un sussurro, cos fievole da farlo rabbrividire.
Alec non voleva pensare a quello che le aveva appena detto: che aveva sognato di lei.
Ma quello non era un sogno. Dylan sarebbe stata sua. Lavrebbe sculacciata e poi

lavrebbe scopata. Pi e pi volte. E avrebbe mantenuto il controllo, come sempre.


Il controllo come sempre.
Ripet tra s quelle parole ancora una volta. E cerc dignorare il fatto che non ci
credeva del tutto.

8
Dylan lo segu su per le scale, la mano stretta in quella di Alec. Cera qualcosa nella sua
presa cos calda e lieve che, pur senza forzature, la faceva sentire al suo comando.
Non si sarebbe fermata a riflettere su quanto il suo corpo amava quella sensazione. Su
quanto latteggiamento deciso di Alec accelerava i battiti del suo cuore e la eccitava. Non avrebbe
riconosciuto la battaglia psicologica che ancora si dibatteva dentro di lei, attimo dopo attimo. Se lo
avesse fatto, avrebbe potuto mettere un freno a tutto ci. Avrebbe sicuramente messo un freno.
Molto meglio lasciarsi andare. Offrirsi, come diceva lui. Provarci, almeno. Era troppo
piacevole per fermarsi. Era in una fase di negazione, lo sapeva. Fingeva che quello fosse
semplicemente sesso trasgressivo, che non significasse nulla di pi, per lei, sul modo in cui Alec la
faceva sentire.
S, solo sesso, una reazione puramente fisica, senza un significato particolare.
La camera era debolmente rischiarata da una lampada sul cassettone; un alone di luce
dorata che illuminava il grande letto. Dylan rammentava bene la sensazione delle lenzuola fresche
di bucato e del corpo nudo di Alec accanto a lei.
Il suo sesso pulsava di desiderio.
Di gi.
Alec si volt verso di lei e, avendolo cos vicino, Dylan pot rendersi conto della sua
stazza, della sua altezza e dellampiezza del suo torace. Abbass gli occhi sui suoi avambracci
tatuati. Perch lo facevano apparire pi sexy? Pi perverso?
Dylan, fai attenzione.
Alec le sollev il mento affinch lei lo guardasse negli occhi, come per farle capire chi
comandava. Non che lei avesse mai avuto dubbi, con lui.
In quellistante Dylan realizz che era il primo uomo che lei avesse conosciuto con un
controllo maggiore al suo. Forse questo spiegava quellinsana attrazione, cos come la naturalezza
con cui si sottometteva a lui.
Fu percorsa da unondata di paura, di risentimento.
Non pensare.

Dylan, voglio che ti concentri, che tu non perda il contatto con me.
Lei lo guard, fissando i suoi penetranti occhi azzurri. Ci sono.
Lui socchiuse le palpebre. S, adesso ci sei. Molto meglio.
Alec lasci la sua mano, indietreggi di un passo e lei pens che le avrebbe detto di
spogliarsi, come aveva fatto lultima volta. Il cuore le martellava nel petto, un turbinio di
nervosismo ed eccitazione, sommato allo sforzo che doveva fare per mantenere la mente sgombra,
per resistere alla tentazione di analizzare quello che stava succedendo.
In silenzio, Alec le si avvicin di nuovo e inizi a svestirla. Lentamente, delicatamente,
mentre lei rabbrividiva sotto il suo tocco. Ora la sua mente si stava svuotando, che lei lo volesse
oppure no. Non riusciva pi nemmeno a ricordare che cosa avesse pensato fin solo a pochi attimi
prima.
Alec le abbass la camicetta sulle spalle. Una pelle cos bella... mi piace la
carnagione cos chiara... hai qualche efelide qui... delle piccole, dolci sorprese.
Le sfior le spalle con la punta delle dita e il piacere lattravers come una scarica
elettrica, scorrendole nelle vene.
Le stava solo toccando le spalle!
Alec stacc la mano per aiutarla a togliersi le scarpe col tacco alto, poi le apr la cerniera
dei pantaloni e glieli abbass sui fianchi. Dylan rimase solo con gli slip di pizzo bianco e il
reggiseno.
Rimase solo con la potenza del suo desiderio.
Oh, mi piace che tu abbia scelto questa lingerie cos innocente per incontrarmi. Ti
dona molto il pizzo, ma questa notte toglieremo tutto.
Dylan se lo aspettava, ma chiss perch rimase ugualmente turbata. Paralizzata.
Andiamo, Dylan, ho gi toccato ovunque il tuo corpo. Un corpo straordinario, tra
laltro. Non puoi intimidirti allidea che io ti veda nuda.
Non sono intimidita.
E allora qual la causa di questo delizioso rossore? Non che mi dispiaccia, ma sono
curioso di conoscerla.
Io... mi sento solo un po... senza fiato. Come se non sapessi che cosa aspettarmi, pur
sapendolo entro certi limiti.
Non pensare alle aspettative, cedere il controllo significa anche questo.
S, me ne rendo conto, ma non so come fare.
Forse hai bisogno di essere distratta.
Alec le sorrise, mettendo in mostra i denti forti e bianchi. Non si rendeva conto di

quello che provocava in lei quando sorrideva. O forse s.


Riprese a toccarla e Dylan non riusc pi a pensare, le mani di Alec le accarezzarono le
braccia e i fianchi. Scivolarono sulla sua schiena e scesero verso le natiche, stringendole dapprima
delicatamente, poi attirandola verso di s. Dylan poteva sentire la durezza della sua erezione anche
attraverso il tessuto pesante dei jeans.
Splendido...
Il respiro di Alec era caldo contro i suoi capelli, vicino al suo orecchio, mentre lui le
sussurrava: Fallo, Dylan, lasciati andare. Donati a me. Mi prender io cura di te, te lo prometto.
Lei sapeva che lo avrebbe fatto. E qualcosa nel tono basso e roco della sua voce, nelle
sue mani su di lei, la indussero a rilassarsi, e il suo corpo si abbandon al puro desiderio.
Rimase perfettamente immobile, mentre Alec le slacciava il reggiseno. Sent il cotone
morbido della sua maglietta, mentre il reggiseno scivolava a terra e lui lattirava contro il suo
torace. I capezzoli le sindurirono immediatamente.
Dylan gemette.
Oh, ecco. Brava bambina.
Lei rabbrivid nelludire quelle parole. Avevano un effetto afrodisiaco su di lei. E
quando Alec le abbass gli slip di pizzo sui fianchi, i brividi divennero un tremore in tutto il corpo.
Coraggio, solleva i piedi. Ecco fatto.
Dylan fece ci che lui le chiedeva, liberandosi degli slip. Alec la teneva ancora stretta a
s, le sue mani sulle spalle, e lei poteva sentire ogni centimetro del suo corpo forte e muscoloso.
Era una strana sensazione essere completamente nuda, mentre lui era ancora vestito. La
faceva sentire vulnerabile. Le faceva girare la testa.
Alec le strinse la nuca, e quel semplice gesto le svuot la mente di qualsiasi pensiero, a
eccezione dellunica parola che desiderava dirgli.
S.
Lo sento, sai? mormor Alec. Sento che ti stai abbandonando. come se il tuo
corpo fosse pi leggero, non cos? La tua mente tranquilla. esattamente cos che ti voglio,
Dylan, in questo stato mentale. Questa volta ci sei arrivata facilmente. Sar molto, molto piacevole
questa notte.
Con una mano le accarezzava i capelli, mentre laltra continuava a tenerle la nuca fino a
quando la stretta divenne quasi fastidiosa. Ma lei stava sprofondando in quella dimensione ovattata,
dove cera uno strano silenzio e una tranquillit mescolata a quello squisito desiderio. Era scossa da
un lieve tremore.
Ti prego, Alec bisbigli.
Ti prego... cosa?

Ti prego, toccami.
Lui fece una risatina. Oh, lo far.
Alec immerse le dita nei suoi capelli, strinse una ciocca nel pugno della mano e le tir la
testa allindietro. Dylan non tent di opporsi, anche se le faceva un po male. Lui tir ancora un po,
solo per farle capire che ora era davvero nelle sue mani.
Una parte di lei avvert un inizio di panico.
Una vocina in un angolo della sua mente le diceva di fermarlo, di fuggire via. Ma il
piacere e il bisogno di compiacere Alec ebbero la meglio.
arrivato il momento di cedere il controllo.
Mentre lui si chinava a baciarle il collo, Dylan lasci ricadere la testa allindietro. Il suo
sesso era bollente, sempre pi caldo e bagnato. E, come se avesse capito esattamente ci di cui lei
aveva bisogno, Alec fece scivolare una mano tra le sue gambe.
Apriti per me, Dylan.
Lei dischiuse le gambe e le dita di Alec scivolarono tra le pieghe umide.
Oh...
Sei pronta, bambina mia.
Stacc la mano e lei rimase delusa. Ma non disse una parola, mentre lui la conduceva ai
piedi del letto. La port fino al bordo e lei si sedette, in attesa, osservandolo mentre lui si sfilava la
maglietta dalla testa. Il suo sesso ebbe uno spasmo alla vista dei muscoli guizzanti del suo addome,
del torace e delle braccia. I capezzoli erano scuri. Dylan avrebbe voluto toccarli e leccarli, ma
rimase ferma dovera.
Sei molto brava le disse lui, indietreggiando di un passo per rivolgerle uno
sguardo carico di apprezzamento. Te ne stai l seduta ad aspettare senza bisogno che io te lo dica.
Perfetta. Come una bambola. Ti viene naturale, Dylan. Sapevo che sarebbe stato cos.
Lei non riusciva quasi a capire quello che lui stava dicendo. Non voleva chiedersi che
cosa le stesse succedendo. Voleva semplicemente obbedirgli.
Alec singinocchi sul pavimento davanti a lei e le apr le gambe, sistemandosi nel
mezzo. Dylan sent il tessuto ruvido dei suoi jeans contro le caviglie.
Inclinati allindietro e sostieniti sui gomiti.
Dylan fece come le era stato detto.
Bene, resta cos, voglio che mi guardi. Non chiudere gli occhi, capito?
S.
Il desiderio era lava fusa dentro di lei, scorreva nelle sue membra, nelle sue vene. E
quando Alec us entrambe le mani per separare le labbra del suo sesso, Dylan divenne bagnata

fradicia.
Allargati per me... s, cos...
Alec le divaric le gambe fino a quando lei fu completamente aperta davanti a lui. Si
sentiva oscena. Bella.
Questa la parte che preferisco del corpo di una donna disse lui, massaggiando le
labbra turgide. Alcuni dicono che assomigli a un fiore, a unorchidea, e io sono daccordo.
Altrettanto dolce, altrettanto preziosa. E cos incredibilmente morbida.
Mentre lei lo guardava, Alec sinfil due dita in bocca e succhi.
Lei gemette. Non riusciva a restare ferma.
Ah, ti piace?
S sussurr Dylan con voce a malapena udibile.
Alec sorrise, e mise quelle stesse dita tra le labbra della sua vagina. Massaggi la parte
esterna e lei pens che sarebbe impazzita se non le avesse infilate subito. Il piacere faceva pulsare
dolorosamente il suo sesso, il clitoride bruciava di desiderio.
Ti prego, Alec...
Vuoi gi venire, piccola mia?
S!
Infil le dita e lei inarc la schiena. Alec premette il pollice sul clitoride.
Oh!
Inizi a muovere la mano, le dita e il pollice, in piccoli cerchi. Il piacere sintensific,
bruciando dentro di lei.
Stai per venire?
S, s...
Aspetta.
No...
Ti ho detto di aspettare, Dylan.
Lei si morse le labbra, cercando di tenere a freno londata di piacere che minacciava di
sopraffarla. Mentre faceva questo, laltra mano di Alec le pizzic con forza una natica.
Oh!
Ti piace?
Mi... hai fatto male.

Ma ti piace? le domand lui.


S, mi piace... ah...
Alec la pizzic di nuovo, questa volta pi forte, e dentro di lei il dolore si mescol al
piacere.
Alec, sto per venire, ti prego...
Non ancora. Il dolore ti fa eccitare di pi?
S... s. Non riesco a resistere, devo venire!
Aspetta. Trattieniti. Dimmi che lo farai.
Un altro forte pizzicotto, come per punirla, e di nuovo il dolore si convert in piacere.
S... ansim lei. Aspetter.
Il suo corpo tremava, ma non le importava. Le mani di Alec continuavano a muoversi,
le sue dita dentro di lei, il suo pollice che premeva sul clitoride inturgidito. Laltra mano che le
pizzicava le natiche e la coscia. Le faceva male. Ma era incredibilmente eccitante. Dylan si perse in
quelle sensazioni.
Sei cos bella, Dylan... ora voglio vederti venire. Per me.
Alec infil le dita, mentre il pollice continuava a muoversi in cerchio sul clitoride. Al
tempo stesso le pizzicava linterno della coscia affinch il dolore enfatizzasse lorgasmo.
Dylan venne. Migliaia di stelle esplosero dentro di lei, sparandola nello spazio.
Boccheggi in cerca daria, mentre un grido sfociava dalla sua gola.
Oh... Dio... Alec!
Inarc il bacino, il corpo scosso dal piacere che la sommergeva.
Poi ricadde sul materasso. Esausta, tremante. Alec sal sul letto e lattir su di s. La
fece voltare e, mentre le ultime ondate di piacere ancora scuotevano il suo corpo, inizi a
sculacciarla.
La mano di Alec era fuoco sulla sua pelle, mentre la colpiva ripetutamente. Ma cera
anche piacere, e Dylan si sorprese a sollevare il bacino per incontrare la sua mano. Il rumore delle
sculacciate le arrivava attutito alle orecchie, come se provenisse da lontano. Sentiva il respiro
affrettato di Alec, ed era come se esistesse solo quello, il suo respiro e la dura protuberanza del suo
sesso in erezione premuto contro il ventre attraverso i jeans. Il suo profumo virile.
Alec continu a sculacciarla pi forte e pi in fretta. Con laltro braccio le cinse la vita,
tenendola ferma. Il dolore era piacere; non esistevano pi linee divisorie. Dylan aveva quasi
limpressione di poter venire di nuovo, semplicemente cos.
Brava bambina. Sei proprio brava.
Dylan non sapeva perch la rendesse tanto felice sentirsi dire quelle cose. Non riusciva

a pensare con lucidit. Era in unaltra dimensione.


Voleva che lui la scopasse. Aveva bisogno che lo facesse.
Mentre il desiderio cresceva, ud i propri gemiti ansimanti echeggiarle nelle orecchie.
Ma non riusciva a trattenerli. E non voleva farlo.
Dylan, stai per venire di nuovo.
Oh...
Per me.
S, per te.
Alec le lasci la vita e fece scivolare la mano lungo il suo addome e tra le gambe,
raggiungendo il clitoride. Era ancora intorpidita da prima, ipersensibile, ma lui inizi a massaggiarla
con forza, continuando a sculacciarla. Per qualche istante, il dolore ebbe la meglio, poi il piacere
ricominci a diffondersi nel suo corpo, e il suo sesso sinturgid. Il dolore intensific leccitazione.
Ogni sculacciata faceva s che lei premesse il pube contro la mano di Alec e contro le dita che
titillavano il suo clitoride. Dylan stava per venire di nuovo. Forti spasmi di piacere... ondate
crescenti...
Incredibile. Potente. Calore, desiderio... lui. Stava urlando, mentre annegava nel piacere.
Alec!
La forza dellorgasmo la lasci tremante. Lui la tir su in modo che lei potesse sedersi
sulle sue ginocchia e la tenne stretta. Dylan appoggi la testa sulla sua spalla, sent la forza delle sue
braccia che la stringevano.
Dentro di lei, un calore delizioso: nel suo ventre, nelle sue membra, nella sua testa.
Nel suo cuore.
Se si fosse concessa di pensarci anche solo per un momento, si sarebbe detta che non
poteva accadere. Zitt quella vocina. Non voleva ascoltarla in quel momento. Non voleva pensare.
Avrebbe avuto tanto tempo per farlo pi tardi. Per esaminare la situazione, sviscerarla e
ricomporla in modo che assumesse un senso. Per il momento niente aveva importanza. Solo il fatto
di trovarsi l, insieme ad Alec.
Lui la osservava mentre riprendeva fiato. Un delizioso rossore si era diffuso sulle
guance di Dylan, come era accaduto anche sulla pelle delicata del suo fondoschiena dopo che lui
laveva sculacciata. Un culo perfetto, dolcemente tondeggiante, posato su di lui. Contro il suo cazzo
duro.
Infil di nuovo una mano tra le sue gambe e la sent rabbrividire quando fece scivolare
le dita in quellumido calore. Era bagnata fradicia. Pronta. E lui non poteva aspettare un minuto di
pi.
La riadagi sul letto solo il tempo necessario per prendere un preservativo dal comodino

e sfilarsi i jeans. Laria era fresca contro la sua pelle nuda, una languida carezza sul suo sesso duro
come il marmo.
Cristo, stava per esplodere semplicemente guardando i suoi lucenti occhi grigi come
cristalli color fumo.
Dylan li abbass sulla sua erezione, e si lecc con la punta della lingua le sue splendide
labbra rosa.
Cazzo!
Quasi gli sfugg un gemito.
I suoi seni erano perfetti come tutto il resto, i capezzoli rosso scuro contro la pelle
chiara. Il suo cazzo sussultava mentre la guardava.
Alec... La voce di Dylan era bassa, come se le mancasse il respiro.
S?
Stai per scoparmi? Perch io ne ho bisogno.
Lui sorrise, facendo scorrere la mano per tutta la lunghezza del suo sesso, dalla base alla
punta. S, sto per scoparti. Bene e a lungo. Potrei anche sculacciarti mentre lo faccio. E tu verrai
di nuovo per me, piccola.
Dylan gli rivolse un languido sorriso, i suoi occhi brillavano come argento. No, lei non
era esattamente languida, ma come sospesa in unaltra dimensione. Ma sapeva esattamente ci che
voleva.
Ti prego fu tutto quello che disse.
Non posso aspettare un minuto di pi.
Lui lafferr, cingendole la vita sottile, e la mise in mezzo al letto. Le divaric le gambe
con le ginocchia, facendo in modo che lei appoggiasse le gambe sulle sue. La sua pelle era cos
liscia... irresistibile. Con le cosce aperte, Alec poteva vedere la sua splendida fica rosata: bagnata,
lucida, gonfia. Il suo cazzo ebbe uno spasmo.
Doveva averla. Subito.
Con laltra mano le afferr entrambi i polsi, sollevandoli sopra la sua testa, e lei lo
lasci fare. Dylan non tentava pi di opporsi, e il fatto che si fosse abbandonata completamente a lui
era qualcosa che andava al di l della solita eccitazione provocata dal gioco di ruolo. Con quella
donna cera di pi. Ma non riusciva a pensarci in quel momento. No, adesso aveva solo bisogno di
sprofondare in lei. E lo fece con un unico colpo di reni.
Lei trasal. Il piacere ingrossava il suo cazzo. Dentro, lei era una guaina calda, stretta e
scivolosa.
Cristo, Dylan, sei cos stretta, cos bagnata... non posso fare a meno di scoparti...

S...
Alec inizi a muoversi, ondeggiando il bacino. Lo sguardo di Dylan era incollato su di
lui, gli occhi socchiusi, il respiro affrettato. Le guance di nuovo arrossate, i capezzoli pi scuri, pi
duri. Alec si chin a prenderne uno tra le labbra.
Oh!
Lo succhi con forza e lo morse.
Dio, Alec!
Lui si ritrasse. Ti ho fatto male?
S bisbigli lei.
E ti piace?
Oh, s!
Alec si chin a succhiare laltro capezzolo e anche questa volta lo addent.
Ahi! Alec...
Dylan inarc il bacino, contorcendosi. Non voleva davvero divincolarsi, ma non
riusciva a stare ferma per lintensit del piacere. Lo stesso martellante piacere che ruggiva dentro di
lui, mentre affondava in lei. La fica di Dylan imprigion il suo cazzo, un guanto scivoloso che
diventava sempre pi stretto, e Alec cap che presto sarebbe venuto.
Alz la testa per guardarla, doveva guardarla. Lei aveva la fronte aggrottata, la bocca
aperta per il piacere. Era troppo bella... Anche Alec sentiva brividi di piacere in tutto il corpo: lungo
il pene, nei testicoli, nelladdome, dentro braccia e gambe.
Port una mano alla bocca di Dylan, toccando le sue labbra carnose con la punta delle
dita.
Succhia le ordin. Lei lo fece, succhiando con avidit, come se le avesse offerto il
cazzo.
Alec gemette, ritraendo a fatica le dita dalle sue labbra e facendole scivolare sotto il suo
bacino, tra le natiche. Tenendo sempre lo sguardo fisso negli occhi di Dylan, premette con un dito
contro il piccolo foro. Le pupille di Dylan si dilatarono, ma non protest. Quando Alec infil la
punta del dito, lei sospir, e lui sent il suo sesso stringersi ancora di pi intorno al suo cazzo
fremente.
Dovette fermarsi un attimo per controllare il piacere.
Calmati.
Fece un respiro profondo, non voleva ancora venire.
Lano di Dylan era stretto e caldo e lui spinse un po pi a fondo, oltrepassando lanello
del muscolo.

Ti piace?
Lei gemette.
Dillo le ordin.
S, mi piace. Mi piace tanto. Ancora... di pi.
Alec spinse pi a fondo e lei gemette di nuovo, sollevando il bacino.
Di pi, Dylan?
S, ti prego.
Fai un bel respiro.
A poco a poco aggiunse un secondo dito. Lei respirava profondamente, il suo corpo si
rilassava. Alec riusciva a stento a mantenere il controllo.
Ti piace se ti scopo il culo cos, con le dita?
S, mi piace.
Alec inizi a muoverle dentro e fuori. Attraverso la sottile membrana, sentiva le sue
stesse dita contro il proprio sesso che affondava in lei.
Era troppo... troppo...
Ah... Cristo, Dylan!
Le lasci le braccia e lei gli cinse la nuca, mentre lui la scopava con forza,
ritmicamente, continuando a penetrarla con le dita. Dylan sollevava il bacino verso di lui,
scopandolo, come lui scopava lei. Entrambi ansimavano, col fiato corto.
Il corpo di Dylan sirrigid, il suo sesso inizi a contrarsi, stringendosi intorno al cazzo
di Alec. Quando venne, lei grid forte il suo nome.
Alec! Dio, Alec... Alec...
Lui si trattenne, voleva scoparla il pi a lungo possibile. Era troppo piacevole, non
poteva smettere. Affond in lei, mentre le sue dita continuavano a penetrarla. Dylan tremava, la sua
fica era ancora un guanto bollente e vellutato. Una stretta calda e bagnata. Il piacere continu a
crescere fino ad accecarlo, quando infine anche lui venne, martellando dentro di lei.
Devo continuare a scoparti, piccola. Mmm... scoparti... s!
Alec aveva le vertigini. I loro corpi erano un groviglio di carne e di sudore, con lodore
di sesso ovunque, quando si accasci su di lei, sfilando le dita dal suo ano.
Era profondamente consapevole del corpo di Dylan sotto di s. I seni morbidi, premuti
contro il suo torace, il ventre liscio e concavo. Pelle di porcellana, era lunico modo in cui poteva
descriverla. Ma bollente, viva. E i suoi capelli... riccioli rossi ovunque. Alec affond una mano in
quelle spirali setose e inal il profumo che quelli emanavano... che lei emanava.

I battiti del suo cuore erano selvaggi quanto i suoi capelli sparsi sul cuscino. Ma cera
dellaltro, oltre al martellare impazzito del suo cuore e allestasi dei sensi.
Che cosa diavolo gli stava succedendo?
Si sollev da lei, rotolando su un fianco.
Ti devo ancora una sculacciata le disse.
Lei fece una risatina e poi si volt di spalle.
Okay, me la prendo subito mormor a bassa voce, parlando lentamente, come se
le parole fossero state ricoperte di miele.
Ah, stai diventando sfacciata, Dylan.
No, sono solo disponibile. Non questo che vuoi da me? Che pretendi da me?
Certo, assolutamente.
Ma era del tutto vero? Lui voleva... pi di quello.
Fanculo, non pensarci adesso.
Sollev il braccio e la colp con forza, sorridendo quando lei sobbalz.
Comando. Controllo. Il suo compito era quello di provocare la reazione di Dylan.
Doveva essere lui a dirigere lo show.
Sollev di nuovo la mano, ma si ferm.
No, non lavrebbe sculacciata per dimostrare questo. Non era da lui. Sarebbe stato
ridicolo.
Irresponsabile.
Imperdonabile.
Fuori controllo.
Abbass la mano e le disse: Per il momento lasceremo perdere le sculacciate.
Dylan rimase immobile e in silenzio. E guardando le dolci curve del suo corpo, Alec
non ebbe la forza di farla muovere. Pos invece la mano sulle sue natiche piccole e calde. E pens:
mia.
Un pensiero pericoloso. Era un dominatore, e il senso del possesso era naturale in quel
genere di relazione. Ma tra loro cerano accordi diversi. Del resto, lui non si era mai legato a
nessuna donna. Mai. E Dylan non doveva fare eccezione.
Alec non voleva pensare al perch avesse dovuto redarguirsi mentalmente per rimettere
ordine nei propri pensieri.
Ora si sarebbe calmato, si sarebbe ripreso dallintensit di quellorgasmo e poi ci

avrebbe pensato. O forse lavrebbe scopata di nuovo e non ci avrebbe pensato affatto.
Il punto era che non aveva fatto che pensare a Dylan Ivory da quando laveva
conosciuta, e non aveva ragione di credere che le cose sarebbero cambiate entro breve.
Cazzo!

9
Dylan era sul divano con una morbida coperta in grembo e ascoltava il rumore della
pioggia, bevendo il suo t verde al gelsomino. Era stanca e dolorante. Aveva limpressione di
trovarsi in uno stato di trance dalla sera prima, da quando era arrivata a casa di Alec.
Il semplice fatto di recarsi da lui, obbedendo alle sue istruzioni, le aveva dato alla testa.
Era scivolata troppo facilmente in quello stato, soprattutto dopo che avevano iniziato. E quello che
era successo tra loro... Assolutamente incredibile. Lintimit che si era creata e che aveva reso il
sesso in qualche modo diverso. Migliore. Pi intenso. Ma quella mattina era nervosa e piena di
dubbi, e aveva i battiti accelerati dallansia.
Aveva davvero fatto quelle cose? Aveva davvero ceduto le redini a un uomo? Aveva
accettato di perdere il controllo di se stessa. Ancora non riusciva a capacitarsene.
Alec aveva ragione a proposito della sottomissione. Su questo non cera da discutere.
Ma perch quella mattina era tanto arrabbiata con lui, a tale proposito? Non era colpa sua. O forse
s?
Non voleva essere in collera. Non voleva sentirsi spaventata. In quel momento
desiderava solo restare seduta dovera, dolorante e assonnata, confortata dalla sua coperta, dal suo
t e dal rumore della pioggia. Voleva godersi lesperienza della notte precedente. Perch era stato
bello. Pi che bello. Perch rovinare tutto con infinite domande?
Quando suon il telefono, pens di lasciare che si inserisse la segreteria. Ma poi le
venne in mente che potesse essere Alec. E rispose.
Pronto?
Ciao, Dylan, sono Mischa.
Ah, ciao.
Be, anchio sono molto felice di sentirti.
Scusami, Mischa, pensavo fosse Alec.
Ah!
Che cosa significa: Ah!?
Significa che evidentemente sta succedendo qualcosa. Perch non mi hai chiamato

per dirmelo?
Io... Dylan si morse le labbra. Non lo so.
Ho la sensazione che io e te dobbiamo parlare.
Tu e le tue sensazioni, Mischa!
Stai evitando il discorso.
S.
Perch?
Dylan sorseggi il t, inalando il vapore profumato. So solo che... diverso per me.
Non so ancora nemmeno che cosa dire.
Perch non cominci con che cosa successo da quando ci siamo sentite la settimana
scorsa?
Io e Alec abbiamo parlato. E lho visto. Mi ha portata fuori a cena, il che mi
parso... un po bizzarro date le circostanze. Non come mi aspettavo dopo quello che mi aveva
detto Jennifer di lui, non lo affatto. Pensavo fosse un tipo burbero, scorbutico e taciturno, e invece
non lo affatto. Ora mi sembra persino ridicolo averlo pensato. Ma non nemmeno come mi
aspettavo dopo la prima volta che ci siamo visti. Inizialmente, ho avuto questimpressione di lui...
forse perch ero a disagio per le mie reazioni nei suoi confronti, e allora mi sono inventata che
dovesse essere un certo tipo di persona. La prima volta che ci siamo visti, ho capito subito che era
un uomo intelligente e colto. Non dal punto di vista nozionistico, ma in quanto conoscitore del
mondo. Un persona di buon senso. Forse lessere umano pi sicuro di se stesso che abbia mai
conosciuto. Allinizio ho pensato fosse arrogante e mi sono focalizzata su quello, ma non vero,
perch ha tutte le ragioni per essere tanto sicuro di s.
Fece una pausa e sorseggi il t.
Possiede unautorevolezza che mi piace, ma ogni tanto mostra anche un lato dolce. E
non si vergogna di farlo. Quando mi ha detto di aver perso suo padre... mi sono resa conto di quanto
abbia sofferto, di quanto ne soffra ancora. Di solito, i maschi alfa hanno un atteggiamento molto
macho, ma lui no. pi sofisticato. E non affatto un narcisista, come tendono di solito a essere i
machi. Perch quello in realt un segno di insicurezza e, credimi, questuomo non ha nulla di cui
essere insicuro.
Ripens al suo viso, alla sua bocca sensuale, a quegli incredibili occhi azzurri.
Ramment il tocco della sua mano sulla pelle.
Pronto, Dylan?
Che c?
Pensavo fosse caduta la linea.
Oh, scusa, che ho dormito poco ieri notte. Si pass una mano tra i capelli,

scostandosi i riccioli dal viso.


Che cosa successo?
Ho dormito insieme a lui. Ma prima meglio che ti racconti dellaltra sera... Mi ha
portato in una specie di club priv...
Che cosa? Non me lavevi detto!
Lo so, lo so...
La voce di Mischa si caric dansia. Stai bene?
S, sto bene. Intendo dire... fisicamente sto bene. stato... strano. Sono un po
confusa, tutto qui.
Non stai scherzando...
Dylan sospir. Non riesco a capire. Questesperienza tocca qualcosa dentro di me.
Mi sta facendo aprire. Lui mi sta facendo aprire. Questo mi spaventa molto, ma devo farlo. A volte
vorrei solo scappare, fuggire via da lui, perch mi fa sentire... vulnerabile.
Per continui a vederlo.
S.
Pensi che si tratti di qualcosa di pi di uninfatuazione? Qualcosa di pi
delleccitazione derivante dal fatto che ti sta facendo conoscere qualcosa di nuovo? Qualcosa oltre il
semplice sesso?
Forse.
Wow!
S, wow! Il sesso con lui incredibile. Ci fu una lunga pausa dallaltra parte della
linea. Mischa? Non sei mai cos silenziosa. Che cosa stai pensando?
Sto pensando che tutto strabiliante. Perch stiamo parlando di te, Dylan, e queste
cose a te non succedono. Mi sorprende che tu sia cos calma. Che tu abbia accettato la cosa.
Oh, non sono affatto calma. Sto andando fuori di testa. tutta la mattina che ci
penso, e sono ancora un po confusa da quanto successo.
Quanto lo rivedrai? Che accordi avete?
Ci siamo svegliati tardi questa mattina. Lui aveva una teleconferenza con il suo
agente, e cos mi ha caricata su un taxi. Mi ha detto che mi chiamer in settimana.
Prima ti ha offerto almeno la colazione?
Solo un caff.
Ah!

Mischa, non desideravo altro. E poi lui doveva lavorare. E anchio dovrei lavorare.
Ho delle scadenze che ultimamente ho trascurato. andata bene cos.
Okay, se lo dici tu... Alfa o non alfa, se ti fa soffrire, vengo l a prenderlo a calci in
culo.
Dylan sorrise. Daccordo, affare fatto. Ma non permetter che succeda. Mi sento
molto egoista per aver monopolizzato la conversazione. Dimmi un po di te.
Il solito. Il negozio di tatuaggi va bene. Ho prenotazioni per i prossimi quattro o
cinque mesi, anche perch ho limitato lattivit a quattro giorni alla settimana per poter scrivere. Ho
consegnato un racconto pochi giorni fa e inizier un altro libro, il mio primo romanzo, il prossimo
fine settimana. Sto uscendo con un paio di ragazzi, ma nulla di serio. Sicuramente, non quanto la
tua relazione.
La mia non una relazione seria, non mi aspetto che lo sia. A nessuno dei due
interessa un rapporto stabile.
Ma quando Dylan riagganci, un piccolo pensiero sinsinu nella sua mente, un
frammento di dubbio che le procur una fitta allo stomaco. Perch lei non era pi del tutto sicura
che quello che aveva detto fosse vero.
Alec trov un posto libero al bancone del bar, si sedette e ordin una birra. Non voleva
ubriacarsi, ma aveva decisamente bisogno di staccare la spina. Il barman gli mise il bicchiere
davanti e lui fece un lungo sorso, assaporando la bevanda scura e pastosa.
Fuori stava ancora piovendo; aveva piovuto per tutto il giorno. Ma lui si sentiva
disidratato come se fosse stato in mezzo al deserto. Completamente prosciugato. Si era svegliato in
quello stato ed era terribilmente infastidito per non essere riuscito a riprendersi. Per quel motivo
aveva mentito a Dylan quella mattina, dicendole che aveva un appuntamento con il suo agente.
Tutte balle. Aveva semplicemente bisogno di restare solo. Di riflettere.
Si sentiva svuotato. Per questo aveva telefonato a Dante e gli aveva proposto
dincontrarsi quella sera nel loro locale preferito.
Alz gli occhi e vide il suo amico entrare. Era alto e slanciato, con occhi e capelli scuri,
e tutte le donne presenti nel bar si voltarono a guardarlo. Mezzo italiano e mezzo spagnolo, il suo
aspetto gli permetteva di avere qualsiasi donna desiderasse. Ma entrambi preferivano
accompagnarsi con quelle che incontravano nei fetish club. Sebbene Dante non fosse un irriducibile
amante del BDSM come Alec, riusciva difficile a entrambi relazionarsi con una donna che non
fosse interessata alla trasgressione. E nessuno dei due era tipo da tentare di convertire una donna
vanilla al loro stile di vita. Il che non spiegava perch lui si fosse lasciato coinvolgere da Dylan
Ivory.
Maledizione!
Trangugi buona parte della birra prima che Dante arrivasse al bancone.
Ciao.

Ciao.
Dante si sedette sullo sgabello accanto al suo e Alec ordin una birra per lui e unaltra
per s.
Allora, di che si tratta?
Che intendi dire?
Non da te chiedermi un appuntamento improvvisato. Dovrei sentirmi lusingato?
ironizz Dante con un sorrisetto malizioso.
S... scusami per averti chiesto di uscire in un giorno lavorativo.
Nessun problema, domani non devo andare in tribunale. Che cosa successo?
Alec sorseggi la sua birra pensieroso. Che diavolo gli stava succedendo? Forse ho
bisogno del tuo aiuto per capirlo.
Dante annu, prendendo un sorso con la fronte corrugata. Qualcosa devessere
successo.
S.
Si tratta di quella donna con cui stai uscendo... Dylan.
Non era una domanda. Come lui, anche Dante era un esperto dominatore, abile nel
capire le persone. Alec non si stup del fatto che avesse capito immediatamente quale fosse il
problema.
S.
Lhai portata al Regno del Piacere?
Alec emise un lungo sospiro. S.
Com andata?
Benissimo. naturalmente portata per la sottomissione come avevo sospettato. Si
sottomessa senza alcuna difficolt, persino troppo facilmente. Mi aspettavo che opponesse almeno
un po di resistenza. Si pass la mano sul pizzetto. Ma non si apre volentieri, infatti mi sta
nascondendo qualcosa. Per il momento va bene cos, ma riuscir a capire di che cosa si tratta.
Ne sono convinto. Allora, qual il problema?
Il problema sono io.
Alec fece una pausa e bevve altra birra. Dante rimase in silenzio, lasciandogli il tempo
di riordinare le idee. Una delle ragioni per cui erano diventati amici era il rispetto reciproco e il fatto
che riuscissero a capirsi immediatamente.
Alec pos con forza il bicchiere sul banco. Okay, il fatto questo... quella donna mi
piace. Mi piace molto. E la cosa mi sta mandando fuori di testa.

A te piacciono tutte le donne con cui fai sesso, Alec, e con loro mantieni un rapporto
amichevole, come faccio io. Perch con lei dovrebbe essere diverso?
Ottima domanda.
Dante lo stava osservando e Alec cap che cercava delle risposte. Cazzo, anche lui!
Dante appoggi i gomiti sul bancone. Coraggio, Alec, andiamo in fondo a questa
faccenda. Questa donna ti piace, hai fatto sesso con lei come con moltissime altre. Cosa c di
diverso?
Tutto. Alec emise un lungo sospiro, mantenendo lo sguardo sul bicchiere e
tamburellando sulla sua superficie umida e fredda. Ogni singola cosa. Non si tratta solo del suo
corpo, assolutamente perfetto. O del sesso, che con lei incredibile. O del modo in cui si sottomette
a me. Ma di tutto, nel complesso. Va al di l dellattrazione fisica. Non posso credere che ti stia
dicendo queste cose, ma la verit. Sto perdendo la testa. Penso troppo a lei. La vorrei sempre con
me. Quando siamo insieme devo lottare per mantenere il controllo e poi sento il bisogno che lei se
ne vada per potermi riprendere. Questa cosa non mi piace. Sono disgustato da me stesso. Se proprio
vuoi sapere la verit, mi sento come un fottuto adolescente.
Quando rialz lo sguardo, Dante stava sorridendo.
Che c? Ora Alec era seccato. Si era messo a nudo, per la miseria!
Ti piace davvero tanto.
Lho appena detto.
S, ma c qualcosa di pi, vero?
Cazzo... mormor Alec. Io voglio solo che le cose restino come sono. Voglio
fare sesso con lei e poi mandarla a casa e occuparmi degli affari miei. Lavorare... o qualsiasi altra
cosa. Negli ultimi giorni non sono riuscito a scrivere. Questa mattina lho liquidata dopo una notte
di sesso senza nemmeno sapere se fosse pronta a stare sola. Era ancora un po frastornata ed stato
irresponsabile da parte mia caricarla su un taxi.
Pensi che stia bene?
S, probabilmente s. Le ho detto di chiamarmi in caso contrario. una ragazza
molto indipendente e non so se mi chiamerebbe se avesse bisogno. Quindi, non ho fatto il mio
dovere.
Alec, smettila di sentirti in colpa. Quante volte tieni una donna con te tutto il giorno,
anche dopo una sessione particolarmente impegnativa? Prima o poi le mandi a casa. Anchio faccio
cos. Le hai parlato oggi? Hai controllato?
No, le ho detto che lavrei chiamata.
Dante guard lorologio, poi di nuovo Alec, e scroll le spalle.
S, lo so, la chiamer, sono una persona corretta. Gli uomini come noi, che praticano

a un certo livello, si comportano in questo modo. Cristo, ho persino tenuto dei corsi su come si deve
comportare un dominatore responsabile!
E ora con Dylan si stava comportando da bastardo. Doveva solo capire perch. E, nel
frattempo, smettere di agire cos. Doveva essere responsabile con le donne che si affidavano a lui.
Hai intenzione di continuare a vederla? gli chiese Dante.
S.
Okay, so che farai quello che devi, ci che giusto.
Lo faccio sempre, ho solo bisogno di... riprendere il controllo. Forse dovrei
prendermi una pausa con lei.
Forse. O forse dovresti continuare a vederla fino a capire come stanno le cose. Non
posso decidere per te.
Lo so. Grazie per essere venuto, Dante.
Figurati. Trangugi il resto della birra e pos il bicchiere sul bancone. Tutto a
posto?
Tutto a posto.
Dante gli diede una pacca sulla spalla, alzandosi. Chiamami, fammi sapere come va.
Certo.
Alec fin la sua birra prima di uscire. Fuori dal locale, si alz il bavero della giacca di
pelle per ripararsi dalla pioggia. Respir a fondo, riempiendosi i polmoni con la fredda aria
notturna, con lodore dellasfalto bagnato e dei gas di scarico delle auto, e anche con il profumo
salmastro delloceano a qualche isolato di distanza.
Aveva pensato di salire in macchina, prendere il cellulare e chiamarla, invece si ritrov
a camminare. Aveva i capelli bagnati, lacqua gli colava allinterno della giacca, ma non gli
importava. Isolato dopo isolato, osservava edifici e persone attraverso la cortina di pioggia. Non
sapeva esattamente quello che stava facendo. Aveva solo bisogno di liberare la mente, di cancellare
la tensione e lincertezza e la rabbia che provava verso se stesso.
Quando torn allauto, erano ormai le dieci passate ed era bagnato fradicio, con i jeans
che gocciolavano. Pur sapendo che sarebbe stato un disastro per i sedili di pelle, sal in macchina e
avvi il motore.
Si diresse a nord e poi a ovest, verso lo Space Needle, dicendosi che non aveva preso
quella direzione perch Dylan abitava a Belltown, allombra del Needle.
Pass davanti al vecchio edificio di mattoni che ospitava il loft di Dylan, rallent e
guard in alto verso il quarto piano. Le luci erano accese, ma non riusciva a vedere nulla attraverso
le alte finestre. Del resto, che cosa diavolo avrebbe voluto vedere?
Lei.

Cazzo!
Premette il piede sullacceleratore e prosegu con il sangue che gli pulsava nelle vene.
Chiss come, si ritrov davanti al Regno del Piacere.
Posteggi ed entr. Allinterno del club faceva caldo, le luci erano soffuse e la musica
risuonava in sottofondo. Ovattata.
Alec non si prese la briga di consegnare al guardaroba la giacca bagnata. Se la tolse ed
entr direttamente nel salone principale, portandola con s. Non cerano molte persone, durante i
primi giorni della settimana il club era sempre molto tranquillo. Non gli interessava. Voleva solo
restare l. Per fare... cosa?
Attravers la sala semibuia, rivolgendo un cenno di saluto ai molti volti familiari, e si
diresse verso un divano libero, dove potersi sedere e osservare.
Un dominatore che conosceva stava preparando lattrezzatura per il bondage, inserendo
la fune bianca negli occhielli affissi alla struttura di legno. Alec usava raramente le corde bianche.
Di solito preferiva quelle rosse o nere, pi belle esteticamente. E comunque il bondage non
rientrava tra le sue trasgressioni predilette. Di solito faceva ci che provocava la reazione pi
intensa nella sottomessa. In fondo, si trattava di soddisfare i loro bisogni, no?
Gli torn alla mente il viso di Dylan, i suoi splendidi lineamenti delicati, i suoi enormi
occhi grigi, e si affrett a scacciare quellimmagine.
Non pensare a lei.
Aveva bisogno di distrarsi. Non era quello il motivo per cui era andato l? E aveva con
s la borsa con la sua attrezzatura. Se non avesse avuto intenzione di usarla, perch portarsela
dietro?
Si alz e and al piano superiore, dove il club ospitava una pista da ballo. Si trattava di
una piattaforma sopraelevata, con luci intermittenti e tre pali da lap-dance. Due donne si stavano
esibendo; una alta e bionda che lui aveva gi visto al club, e laltra piccola, con la pelle ambrata e
una lunga cascata di capelli neri. Indossavano entrambe una tuta attillatissima di pelle nera e stivali
con il tacco a stiletto, cos comuni tra le donne del club.
Si guard intorno per vedere se stessero ballando per intrattenere un dominatore in
particolare, ma lui era lunico uomo che stesse dedicando loro attenzione. Erano libere.
Alec si sedette davanti alla piattaforma, tenendo lo sguardo fisso sulle due ragazze, che
ben presto se ne accorsero. Lui sorrise e fece un cenno con il capo, permettendo loro di avvicinarsi.
La bionda si mise immediatamente carponi; alla brunetta occorse qualche attimo in pi.
Pochi minuti dopo Alec si era gi accordato con loro per una sessione di BDSM in una delle stanze
private del terzo piano.
Alec le guid su per le scale. I loro tacchi a spillo ticchettavano sui gradini di legno
lucido, poi i loro passi furono attutiti dalla moquette del corridoio. Trov una tenda aperta e le fece
passare. Allinterno cera un tavolo imbottito con polsiere e cavigliere di cuoio attaccate ai quattro

angoli. Un paio di catene pendevano dal soffitto, e in un angolo cera una panca da spanking.
In ginocchio disse loro, ed entrambe obbedirono.
Alec si prese tutto il tempo necessario per svuotare la borsa, posando sul tavolo le
fruste, il guanto borchiato, il paddle, la bacchetta.
Perch aveva la sensazione che gli mancasse il respiro?
Guard le due ragazze. Erano due perfette slave, entrambe. Accucciate sul pavimento, a
testa bassa, con le mani posate sulle cosce divaricate e i palmi rivolti verso lalto. Qualcuno doveva
averle educate. Probabilmente sapevano il fatto loro. Erano molto belle, soprattutto insieme, per il
contrasto dei colori...
Ma non poteva farlo.
Strinse le mani a pugno.
Che cosa gli stava succedendo?
Sospir, passandosi una mano tra i capelli bagnati.
Era assurdo!
Rimase in piedi davanti alle due donne, osservandole mentre respiravano
profondamente. Percep la tensione nellaria, lanticipazione, attese che leccitazione si facesse
strada. Ma non avvenne. Pi restava l e pi lansia cresceva. Doveva fare qualcosa. Doveva
andarsene.
Torna a casa.
No, vai a cercarla.
Dylan.
Cazzo!
Mi dispiace borbott goffamente.
Signore... Fu la bionda a sussurrare quellunica parola, come se temesse di
disturbarlo.
Mi dispiace ripet lui ma stasera non...
Abbiamo fatto qualcosa che lha infastidita, signore?
No, affatto. Tornate gi. Troverete sicuramente chi sar felice di sottomettervi.
Si alzarono entrambe, e la brunetta gli indirizz unocchiata carica di delusione prima di
oltrepassare la tenda. Ma Alec ora non poteva pensare a loro.
Ripose in tutta fretta la sua attrezzatura nella borsa di pelle nera. Doveva semplicemente
andarsene.

Attravers il club evitando qualsiasi sguardo e presto fu di nuovo in strada. Infine aveva
smesso di piovere, ma il cielo era ancora denso di nubi che oscuravano la luna.
Avrebbe voluto potersi nascondere, ma doveva affrontare la situazione. Doveva
affrontare Dylan. Doveva fare qualcosa per togliersela dalla testa... forse.
Sal in macchina e attravers le strade deserte diretto di nuovo alla vecchia fabbrica di
mattoni di Belltown. Imprec quando non riusc a trovare subito il parcheggio, ma finalmente
qualcuno se ne and e lui prese il suo posto. Spense il motore e rimase l seduto.
Non sapeva nemmeno che ora fosse. Forse prima avrebbe dovuto chiamarla.
Quandera stata lultima volta che era stato indeciso su cosa fare?
Alec imprec a mezza voce scendendo dallauto, richiuse la portiera con forza e
ripercorse a piedi la strada fino allabitazione di Dylan. Ledificio era circondato da un cancello.
Scorse i nomi sul citofono, trov il suo e compose il numero corrispondente. Silenzio. Suon di
nuovo. Mentre attendeva, si pass una mano sul pizzetto. Indietreggi di qualche passo, guard in
alto e vide una luce accendersi nel loft di Dylan.
S? chiese la sua voce attraverso il citofono.
Lui torn al cancello.
Dylan...
Chi ?
Sono Alec.
Ci fu una lunga pausa. Poi: quasi mezzanotte.
Lo so. Vorrei salire.
Appariva molto pi calmo di quanto fosse in realt. A dire il vero, si sentiva un fottuto
molestatore.
Ti apro.
Alec spinse il cancello e lasci che si richiudesse alle sue spalle, entr in ascensore e
premette il pulsante del quarto piano. Gli parve che fosse passata uneternit prima che la porta si
aprisse e lui uscisse sullampio pianerottolo antistante lappartamento di Dylan.
La sua porta si spalanc e lei era l, con i riccioli arruffati e il viso un po pallido. Ma la
sua bocca carnosa era rossa e voluttuosa come sempre. Indossava una camicia da notte bianca e
corta. Era assurdo quanto la facesse apparire innocente, nonostante lombra dei capezzoli scuri che
sintravedeva attraverso il tessuto leggero. La camicia da notte e i piedi nudi, con le unghie dipinte
di un tenero rosa baby.
Dormivi disse lui, contrito solo in parte. Doveva assolutamente vederla.
Io... s, ma non importa. Vuoi entrare?

Indietreggi e lui avanz di un passo. Alec ebbe una vaga idea del suo appartamento,
illuminato da una singola lampada che si trovava da qualche parte e che disegnava ombre sulla
liscia superficie di legno del pavimento. La luce rendeva trasparente la camicia da notte di Dylan,
illuminando il suo corpo snello. Alec poteva immaginare lombra scura tra le sue gambe.
Non aveva previsto di farlo, non esattamente, ma le fu addosso in un attimo,
prendendola tra le braccia e baciandola. Le sue labbra erano cos dolci e morbide... I seni premuti
contro di lui; il profumo dei suoi capelli era quasi intollerabile.
Dylan socchiuse le labbra e Alec infil la lingua nella sua bocca. Le sue mani scesero
sulle sue natiche, stringendole, e lei sospir quando lui la pizzic l, attraverso il tessuto leggero.
Era gi duro come il marmo, ma non si trattava solo di quello. Provava un senso di
disperazione che non voleva indagare. Era mosso da un bisogno incontrollabile. E Dylan reagiva
sospirando nella sua bocca, premendo il bacino contro il suo. Alec riusc a sentire il calore del suo
pube attraverso i jeans.
La spinse allindietro fino al divano. La fece abbassare, voltare e mettere a carponi,
quindi le sollev la camicia da notte bianca fino alla vita.
Sotto era nuda.
Alec sospir alla vista del suo sedere sodo, delle labbra del suo sesso che le spuntavano
tra le gambe, rosee e vellutate.
Si tolse la giacca. Poi la camicia. Le agguant con forza le natiche, lasciandovi
limpronta delle sue dita. Voleva... marchiarla. Ne aveva bisogno.
Sei mia.
Stacc le mani, si ferm e lei spinse il bacino allindietro, offrendogli la dolce curva del
suo fondoschiena. Alec la sculacci con forza, il rumore echeggi nel silenzio della notte. La
sculacci di nuovo, facendola scuotere tutta. La sua pelle si stava arrossando.
Troppo in fretta.
Alec si pass una mano tra i capelli, osservandola. Dylan aveva il respiro affannato. E
anche lui.
Dylan...
Alec...
Dimmelo.
Dirti cosa?
Alec singinocchi ai piedi del divano e le pos una mano sulla nuca, sotto i capelli.
Dylan era bollente. Lui era duro come lacciaio. Immerse le dita tra i suoi riccioli, intrecciandole
alle lunghe ciocche, e tir per guardarla negli occhi.
Lo vuoi? Vuoi che io sia qui? Che ti tocchi? Che ti sculacci? Che ti scopi?

S. S...
La sua voce era ridotta a un sussurro, ma Alec non aveva bisogno daltro. Lasci andare
il controllo, semplicemente. Ricadde su di lei, letteralmente, posandole la bocca sul collo e
leccandole la pelle vellutata. Poi le pos le mani sui seni, massaggiandoli e pizzicandoli attraverso
la camicia da notte. Lei gemeva debolmente, mentre i capezzoli sindurivano.
Alec si stacc un attimo solo per togliersi le scarpe e i jeans. Dylan rimase
perfettamente immobile mentre lui lo faceva, sempre carponi e con la camicia da notte arrotolata
intorno alla vita sottile.
Alec non poteva pi aspettare.
La fece voltare supina.
Cazzo, il preservativo!
Staccarsi da lei per prenderne uno dalla tasca e srotolarlo sulla sua asta fremente fu una
vera tortura. Lei lo osservava, i suoi occhi grigi avevano riflessi argentati alla luce dellunica
lampada accesa nella stanza. Era cos bella che quasi faceva male guardarla.
Alec si chin su di lei e trattenne il respiro quando Dylan si sollev la camicia da notte,
scoprendo i seni.
Perfetta.
Era perfetta.
Apr le gambe per lui e Alec la guard, guard il suo splendido corpo sinuoso e la
fessura rosata tra le gambe. Il suo cazzo pulsava.
Poi si abbass su di lei e la forza del desiderio li sommerse entrambi. Quando la
penetr, il piacere fu come una scossa elettrica che gli attravers il corpo.
Spinse dentro di lei e Dylan inarc il bacino. Quando fece per cingergli la nuca, lui le
prese i polsi e glieli tenne sollevati sopra la testa. Non poteva sopportare che lei lo abbracciasse.
Non voleva pensare al perch. In quel momento voleva solo il suo corpo e lumido calore del suo
sesso. La morbidezza dei suoi seni premuti contro il torace nudo. Il profumo della sua pelle. E
voleva che lei venisse... voleva farla venire, pi e pi volte.
Voleva farla sua.
S, era questo ci di cui aveva bisogno.
Non pensare, fallo.
Usc da lei, sempre tenendole le braccia sollevate sopra la testa con una mano, mentre le
infilava laltra tra le gambe. Inizi a titillarle il clitoride senza piet e lo sent gonfiarsi sotto le sue
dita.
Sapeva di essere brutale. Ma cap che a lei piaceva, sentendola contorcersi e ansimare
sotto di lui. E mentre le pinzava il clitoride, tirandolo, lei venne, inarcandosi sul divano.

Ah... Dio... Alec...


Era scossa dallorgasmo, le gambe rigide.
Alec continu a titillarla, con il sesso sempre duro che gli pulsava tra le gambe.
Basta mormor lei con gli occhi chiusi. Basta.
Ancora.
Dammi solo un minuto.
No.
Le infil le dita. Era bollente e bagnata fradicia. Alec inizi a pompare dentro di lei,
piegando le dita alla ricerca del punto G, e infine, quando trov quella morbida sporgenza spugnosa,
Dylan gemette. Allo stesso tempo, lui le premette il pollice contro il clitoride.
Alec... io... sto per venire di nuovo.
S, vieni Dylan.
Lei inizi a tremare, dentro e fuori. Aveva i seni lievemente arrossati, gli occhi serrati e
si mordeva le labbra mentre veniva di nuovo, strattonando le braccia come se volesse liberarsi dalla
sua stretta.
Oh!
Il cazzo di Alec fremeva di desiderio. Era durissimo e quasi gli faceva male, ma non
poteva fermarsi adesso.
Ancora, Dylan.
Dio, Alec! ansim lei, aprendo gli occhi.
Due cristalli scuri nel suo viso, illuminati dalla lampada e dal chiarore della luna che
filtrava dalla finestra.
Voglio che questa volta mi guardi le disse.
Dylan si limit ad annuire.
Lui ricominci, affondando le dita nel suo sesso bagnato. Grondava di umori, bollente e
voluttuoso. Alec poteva sentire il suo profumo, il profumo dolce e pungente delleccitazione,
dellorgasmo femminile.
Il clitoride era gonfio e lui era certo che ormai fosse anche dolente.
Non poteva fermarsi.
Dylan teneva gli occhi fissi nei suoi, e di nuovo si mordeva le labbra. Alec avrebbe
voluto sentire il sapore di quelle labbra rosse e carnose. Ma non era ancora il momento.
Era una vera tortura guardarla cos. Negarsi ci di cui aveva davvero bisogno: affondare

nel suo corpo. Baciarla. Aveva una voglia fottuta di baciarla.


No!
Spinse in fondo con le dita, mentre massaggiava il suo clitoride con il pollice, con lenti
movimenti circolari.
Alec... mi piace tanto... ma non credo di poterlo fare di nuovo...
Puoi farlo e lo farai.
Le lasci andare i polsi e le braccia di Dylan rimasero doverano, allungate sopra la sua
testa. Ora era in uno stato di abbandono, sentiva il corpo pesante.
Alec adorava vederla cos. Sopraffatta. Vinta. Completamente alla sua merc.
Fece scivolare la mano libera sotto di lei e intinse le dita nei suoi umori. Quando furono
ben lubrificate, sinsinu tra le sue natiche e infil un dito nel buco stretto, sapendo che questo
avrebbe suscitato la reazione di Dylan, che avrebbe aumentato ancora di pi la sua eccitazione, che
in quel modo lavrebbe posseduta completamente.
Ah... Alec...
Non fu necessario chiederle se le piaceva, glielo poteva leggere in faccia. Le sue pupille
erano dilatate, le guance arrossate, il respiro rotto e affrettato.
Ancora, Alec.
S, era quello che volevo sentirti dire. cos che mi piaci, Dylan.
Spinse pi a fondo il dito e inizi a pompare, mentre laltra mano si muoveva,
scopandole la fica e massaggiandole il clitoride. Pochi attimi dopo, Dylan stava per venire di nuovo.
Il suo corpo si tese. Lei tenne lo sguardo fisso su di lui e per Alec fu come annegare nel suo piacere.
Incredibile!
Prima ancora che il suo orgasmo fosse terminato, Alec le si mise sopra, penetrandola
con il cazzo ancora duro. E questa volta, quando lei gli cinse la nuca, non tent di impedirglielo.
Non ci pens nemmeno. Voleva solo essere dentro di lei, sentirla.
Affond nel suo corpo, impossessandosi finalmente delle sue labbra. Labbra morbide
come aveva immaginato. Le infil la lingua in bocca, assaporandola avidamente. Il piacere trafisse
dolcemente il suo pene, i suoi testicoli, il ventre.
Spinse brutalmente pi a fondo, cavalcandola con impeto. Ma ne aveva bisogno, cazzo!
Voleva sentirla!
Lorgasmo lo invest come un muro di mattoni che gli crollava addosso. Vide un
milione di stelle esplodere in uneruzione solare. Fuoco ed energia, e un bagliore accecante.
Stava tremando mentre copriva il suo viso di baci.
Non capiva che cosa diavolo gli stesse succedendo.

Sapeva solo che dentro di s aveva quel terribile e incontrollabile bisogno mai provato
prima. Non lo riconosceva. Eppure era l, davanti a lui. E davanti a lei.
Per la prima volta nella sua vita, Alec ebbe paura.

10
Dylan riprese finalmente fiato. Il peso di Alec sopra di lei non le facilitava le cose, ma
non voleva che lui si spostasse. Era tutta dolorante. Esausta. Euforica.
Che cosa era successo tra loro? Era stato... diverso. Lui laveva dominata, senza dubbio.
Lei si era sentita completamente posseduta. Era scivolata subito nel ruolo della sottomessa, la sua
mente si era svuotata nel momento stesso in cui lui era entrato in casa. Alec era stato brutale con lei,
ma le era piaciuto.
Non pensarci.
Non voleva riflettere su quel che significava tutto ci. No, se ci pensava troppo tornava
la paura a inghiottire il piacere.
Smettila.
S, smettila di pensare e goditi questo momento insieme a lui.
Sentiva il suo profumo dappertutto, quel suo profumo di oceano e di bosco, di sudore e
di sesso.
Le piaceva da impazzire.
Santo cielo, quando i suoi pensieri avevano avuto quella svolta adolescenziale? Era
successo a poco a poco, a partire dal giorno in cui si erano conosciuti. Ma ora la situazione le stava
sfuggendo completamente di mano.
Stava tornando coi piedi per terra. Era consapevole del proprio corpo, del peso di Alec
su di s, del suo respiro ancora ansimante. Del calore della sua pelle sotto le mani. Il suo pizzetto un
po ruvido contro il viso, il suo respiro caldo sulle tempie. E quando pens che non avrebbe mai
voluto che lui si spostasse da l, fu assalita da unondata di terrore.
Si costrinse a restare ferma per calmare il panico.
Alec sollev la testa e la guard. Dylan trattenne il respiro scrutando i suoi occhi di
quellincredibile tonalit di azzurro. O forse a causa dellansia che stava cercando di contenere.
Che c, Dylan?
Che intendi dire?
Ti sei irrigidita.
Va tutto bene, solo pesi un po...

Ah, scusa.
Alec si stacc e Dylan prov un senso di perdita, mentre lui si sedeva sui talloni. Era
ancora tra le sue gambe e lei avrebbe voluto chiuderle e tenerlo l, sentirlo di nuovo dentro di s.
Non ne aveva mai abbastanza.
Deglut, sopraffatta dallemozione.
Che ti prende?
Alec la fissava, ma il suo sguardo, solitamente penetrante, era un po annebbiato. I
postumi dellorgasmo, pens soddisfatta. Alec era molto intuitivo, e in quel momento non le andava
di parlargli di quello che provava. Nemmeno lei riusciva a capire che cosa fosse.
Alec le accarezz il viso, sorridendo, e Dylan si sent sciogliere. Sent un grande calore
diffondersi in tutto il corpo, e un senso di vertigine che non sapeva come contrastare.
Si rese conto di non volerlo fare.
Perch avrebbe dovuto?
Quel pensiero prese corpo allimprovviso, con estrema chiarezza. Perch non vivere
quelle sensazioni senza soffermarsi ad analizzare ogni pensiero, ogni gesto dintimit tra di loro?
Nessuno dei due ambiva a guardare il tramonto mano nella mano. Questo sarebbe dovuto bastare a
farla sentire al sicuro.
Oh s, Alec era pericoloso. Aveva un aspetto pericoloso. Un profumo pericoloso. Il
modo in cui la baciava era molto pericoloso. Per non parlare del resto: il sesso e il BDSM. Dylan
non si considerava una puttana, ma aveva fatto la sua buona dose di esperienze. Era in grado di
tenere a bada quelluomo e tutto quello che sarebbe accaduto mentre stavano insieme.
I battiti del suo cuore rallentarono e lei riprese fiato.
Poteva riuscirci. Se lui non se ne fosse andato. Questo non era certa di poterlo
sopportare.
Alec?
Mmm...
Devo chiederti una cosa.
Che cosa?
Non mi aspettavo di vederti cos presto. O meglio, cos tardi stanotte.
Non me lo aspettavo nemmeno io.
Lui le accarezz i capelli. Dylan sent un calore nel petto, una stretta che non aveva
nulla a che fare con il sesso. Chiuse gli occhi per un momento e si concesse di assaporare quella
sensazione.

Non deve significare qualcosa a tutti i costi.


Eppure cos.
Non pensarci.
Che cosa voleva chiedergli? Perch era andato da lei quella sera? Che cosa provava per
lei? Assurdo! Non aveva bisogno di saperlo. Lei stessa non sarebbe stata in grado di dire che cosa
provava per lui.
Apr gli occhi e si sollev sui gomiti.
Hai cenato? Posso preparare un t. Ho dei biscotti che credo ti piaceranno.
Lui ridacchi. Li hai fatti con le tue mani, suppongo.
Dylan rise. Li ho comprati al supermercato. Allora, ti va?
Da quello che mi hai detto sulle tue capacit culinarie, temo di non avere altra scelta.
questo che volevi chiedermi?
Forse.
Alec alz gli occhi al soffitto. Ah, le donne...
Per fortuna, lui lasci cadere largomento. Non avrebbe saputo che cosa dirgli. Dylan
avrebbe tanto voluto spegnere il cervello. Come faceva quando lui la baciava. La sculacciava...
Alec le prese la mano e laiut ad alzarsi, e in piedi davanti a lui Dylan si rese conto
ancora una volta di quanto fosse alto, muscoloso e imponente. Odorava di sesso.
Dylan rabbrivid.
Senti freddo? Hai una vestaglia?
In bagno.
Va a prenderla.
Dylan entr in bagno, in cui predominavano i colori grigio e verde salvia, e prese la
vestaglia di raso rosa dallappendino dietro la porta, soffermandosi a osservare la propria immagine
riflessa nello specchio sopra il lavabo.
Aveva i capelli scompigliati, un groviglio di riccioli color mogano. Il viso era pallido,
ma aveva le guance arrossate. Gli occhi erano enormi. Pos le mani sulla superficie liscia del
mobile dacero e si avvicin allo specchio. Era evidente che le sue labbra fossero state baciate con
passione. Erano rosse e gonfie. Lei sembrava diversa. Si sentiva diversa. Ma ci avrebbe pensato pi
tardi.
In quel momento, Alec la stava aspettando.
Indoss la vestaglia, la annod in vita e torn da lui.

Alec era in piedi vicino al divano, con i jeans che gli ricadevano bassi sui fianchi. Non
indossava altro. Cera qualcosa di incredibilmente sexy in un uomo con un paio di jeans, senza
camicia e a piedi nudi. I tatuaggi e il pizzetto completavano il quadro. Un sofisticato bad boy. Con
un corpo scultoreo. Meraviglioso.
Perfetto.
Scosse la testa di fronte a quelle fantasie adolescenziali, che si erano sviluppate nella
sua mente probabilmente sin da quando era una ragazzina, su come dovesse essere un uomo. Su che
cosa lo rendesse sexy. Alec era il suo uomo ideale, si rese conto: alto e muscoloso, un po rude,
eppure gentile. Educato, colto, un uomo che ha girato il mondo e dai modi ineccepibili. E,
naturalmente, trasgressivo. Lontano da una reale intimit tanto quanto lei. Anche se questa
prerogativa sembrava essere cambiata per entrambi...
Si schiar la voce. Faccio il t disse, voltandosi verso la cucina.
Lui la segu e si sedette sullalto sgabello davanti al ripiano che separava la zona cottura
dal soggiorno. Lo sovrastava, naturalmente, come tutto il resto. Alec appariva fuori tempo nella sua
cucina ultra-moderna tutta acciaio, con le piastrelle bianche e i mobili di legno lucido. Appariva
troppo pieno di vita in un luogo che era stato cos poco vissuto, cos asetticamente pulito. Alec era...
animalesco, e la faceva sentire stranamente consapevole di quanto il suo loft fosse impersonale. Le
faceva provare nostalgia per il calore e laccoglienza della sua casa, della sua cucina.
Ora stava diventando ridicola. Forse aveva ancora le endorfine in circolo. S, doveva
essere cos. Doveva essere quella la spiegazione per la sua debolezza, per la tentazione di rilassarsi
insieme a lui.
Riemp il bollitore e lo mise sul fuoco, prendendo il t e le tazze dal mobile dacero.
un bellappartamento disse lui.
Ti piace? cos diverso da casa tua.
Intendi dire che casa mia un gran casino.
No, affatto. confortevole. Accogliente.
Non certo da esposizione come la tua. Lhai arredata tu?
S, quando lho acquistata era solo un grande spazio vuoto. Lho arredata partendo
da zero. La cucina, il bagno, la camera... Ho persino rivestito io stessa il pavimento di legno e
imbiancato le pareti... mi ci sono voluti mesi per sistemarla, ma mi sono divertita.
Hai rivestito i pavimenti?
Lei rise. Non essere cos sorpreso, non sono completamente incapace.
Non ho mai pensato che lo fossi, ma un lavoro pesante.
Un lavoro da uomo? lo stuzzic lei, solo per vedere accendersi quella luce nei
suoi occhi azzurri.

Alec pos una mano sulla sua, risal lungo il braccio, sinfil sotto la manica della
vestaglia. Forse un po troppo rude per te.
Tu sei piuttosto rude con me disse lei, sorpresa dal tono basso e sensuale della
propria voce.
Lui le rivolse quel suo sorriso malizioso. Per ti piace.
Il bollitore inizi a fischiare e Dylan pot evitare di dire esattamente quanto le piacesse.
Quanto ne avesse bisogno ultimamente.
Si allontan da lui e si avvicin ai fornelli.
Lo prendi con lo zucchero, vero?
Mi piace la dolcezza. una delle ragioni per cui mi piaci tu.
Dylan vers lacqua bollente nelle tazze e, quando alz gli occhi, si accorse che lui la
stava osservando. Una delle ragioni?
Cristo, lo stava stuzzicando, stava flirtando con lui come una scolaretta.
Una delle tante.
Se non avesse fatto attenzione, avrebbe finito per chiedergli quali fossero le altre.
Si concentr per mettere lo zucchero in una delle tazze e porgergliela.
Grazie.
Dylan si sedette accanto a lui sullaltro sgabello, stringendo le mani intorno alla tazza
bollente. Non avrebbe dovuto essere cos naturale avere un uomo nella sua cucina. Non avrebbe
dovuto essere normale fare con Alec qualcosa di diverso dal sesso.
Alec...
Che cosa volevi chiedermi poco fa?
Io... questa una cosa diversa. Forse... Dylan sinterruppe e lo guard. Alec attese
che lei proseguisse. tutto cos strano. Essere seduti qui dopo quello che abbiamo fatto e...
parlare. Come due persone normali. Io... Si scost i capelli dal viso. Non credo di riuscire a
spiegarmi.
Intendi dire che, siccome pratichiamo sesso trasgressivo insieme, dovremmo essere
sempre trasgressivi e nientaltro? Alec scroll le spalle. Nelle persone trasgressive c molto
altro, Dylan. solo una parte di loro. A volte predominante, ma non pu essere lunico modo per
identificare qualcuno.
Daccordo, daccordo, ma... vedi, noi siamo entrambi scrittori. Essere scrittrice mi
definisce ampiamente. E credo sia lo stesso per te.
S, certo, ma io non sono solo uno scrittore. Sono anche molte altre cose. Tu no?

Dylan si sofferm a riflettere. Che cosa cera daltro nella sua vita? Le sue chiacchierate
con Mischa, che spesso riguardavano la loro professione. Le telefonate occasionali a sua nonna e
quelle ancora pi occasionali per parlare con sua madre e sua zia. Lei scriveva, andava in palestra,
autografava i suoi libri. Ma al di l di questo, la sua vita era parecchio monotona e non includeva
molte relazioni personali. Era una cosa a cui non era abituata. Aveva imparato da piccola a stare
sola. A essere autonoma. Fino a quel momento.
Suppongo di s.
Forse una cosa su cui dovresti riflettere.
Che cosa intendi dire?
Alec rimase in silenzio per qualche istante, sorseggiando il t. Ci hai messo molto a
rispondere alla mia domanda. Immagino significhi che hai dovuto pensare se sei altro allinfuori di
una scrittrice.
Forse a volte non ne sono certa. ci a cui ho dedicato tutta la mia vita.
Hai altri interessi? Ci sono delle persone nella tua vita?
Certo.
Era una bugia. La risposta era stata automatica. Come spiegargli che sistemare
lappartamento era stato in tanti anni lunico progetto che esulava dalla sua professione? Anche i
suoi viaggi riguardavano sempre il suo lavoro, quando partecipava a una conferenza sulla letteratura
o si recava in una certa citt per condurre delle ricerche per un libro. I suoi unici veri amici erano
Mischa, Jade e C.J., che aveva conosciuto grazie al lavoro. E Mischa aveva ragione, lei avrebbe
dovuto fare uno sforzo per incoraggiare lamicizia tra loro.
Dylan non aveva una vita personale. Una vera vita.
Ho toccato un tasto dolente?
Che cosa? No, no, va tutto bene. Stava di nuovo pensando troppo. Non voleva
pensare troppo con Alec. Perch era cos scombussolata quella sera? La sua mente stava correndo a
mille miglia allora. Doveva calmarsi.
Sorseggi il t. Era troppo bollente e le scott la lingua. Ahi!
Tutto bene?
Mi sono scottata.
Povera piccola. Vieni qui.
Prima che lei si rendesse conto di quel che stava succedendo, Alec la prese tra le braccia
e la baci, facendo scivolare la lingua tra le sue labbra. Dylan si sent sciogliere immediatamente, si
rilass, pervasa da un gran calore; e la sua mente, grazie a Dio, inizi a rallentare il passo.
Alec si ritrasse. Va meglio?

Molto meglio.
Il che non spiegava per quale motivo il cuore le martellasse nel petto in modo
forsennato.
solo sesso. Solo sesso.
Sesso trasgressivo. Con luomo pi sensuale su cui lei avesse mai posato gli occhi, per
non parlare delle mani. Il miglior sesso della sua vita, in effetti. Se questo non fosse bastato a
distrarla dalle sue elucubrazioni, non sapeva proprio cosaltro ci sarebbe riuscito.
Pu essere ancora meglio disse lui con gli occhi che gli brillavano. Di desiderio.
Un desiderio eguale a quello di Dylan.
Alec pos la tazza, si alz in piedi e, ancor prima che lei ne fosse consapevole, lui la
sollev di peso e la mise seduta sul ripiano grigio e bianco della cucina. Era freddo e duro, Dylan
poteva sentirlo attraverso la leggera vestaglia di raso. E quando lui scost lindumento e il suo sesso
nudo si ritrov a contatto con il granito, Dylan fu percorsa da un brivido in tutto il corpo.
Alec, cosa stai facendo?
Sssh...
Dylan cap che era meglio non discutere. E poi non aveva quasi il tempo di fargli
domande, lui agiva in fretta. Le pos una mano tra i seni e la spinse allindietro, fino a quando lei fu
costretta ad appoggiarsi sui gomiti per sostenersi. Con laltra mano le slacci la vestaglia, che si apr
scoprendo la parte anteriore del suo corpo. I capezzoli sinturgidirono immediatamente a contatto
con laria. O forse per il fatto di essere nuda davanti a lui. O per leccitazione provocata dal suo
atteggiamento autoritario, questo Dylan non poteva pi negarlo.
Alec le sollev le gambe e se le appoggi sulle spalle, lasciando il suo sesso aperto,
esposto. Allung una mano e accarezz lumida fessura.
Ah, sei gi pronta. Mi piace che tu sia sempre pronta per qualsiasi cosa io ti chieda.
Dylan si lecc le labbra. Fremeva di desiderio. Non sapeva cosa dire.
Lui le sorrise, di nuovo quel suo sorrisetto malizioso. Aveva davvero la bocca pi bella
che lei avesse mai visto in un uomo.
Alec si chin in avanti e le pos un bacio delicato e sensuale sulle labbra. Poi la morse,
solo una lieve pressione dei denti sul suo labbro inferiore. Dylan gemette.
Ti piace la mia bocca su di te? le sussurr contro le labbra.
S...
Allora, ti piacer ancora di pi qui.
Si chin, abbassandosi tra le sue gambe. Aveva le spalle ampie, la schiena muscolosa.
Dylan scorse la scritta tibetana che gli correva lungo una spalla e avrebbe voluto toccarla, sentire

linchiostro sotto la sua pelle. Ma il primo alito del respiro di Alec sul suo pube la distrasse. Allarg
ancora di pi le gambe, cancellando qualsiasi pensiero razionale, nella sua mente ora esisteva solo il
desiderio allo stato puro.
S, cos mormor lui. Apriti per me. Sei bellissima.
La lingua di Alec saett sul suo clitoride gonfio e voglioso e lei inarc subito la schiena,
restando senza fiato. Era cos... cos bello. Un altro guizzo della sua lingua e lei trattenne il respiro.
Il piacere era come una spirale di fumo che scendeva dentro di lei. E fu ancora meglio
quando lui us le mani per schiudere le labbra del suo sesso, stringendole forte fino a pizzicarle,
mentre iniziava a leccare.
Lunghi, lenti colpi di lingua lungo la fessura, infilando la punta allinterno per poi
risalire fino al clitoride. E nel frattempo continuava a pizzicare le sue labbra con le dita.
Dio... Alec...
La sua lingua umida e bollente inizi a leccare pi in fretta. Poi si sofferm a succhiare
il clitoride turgido. Il piacere cresceva a spirale. Troppo in fretta. Troppo intensamente. E mentre
Alec affondava le dita nel suo sesso continuando a succhiare, lei venne.
Lorgasmo esplose in un piacere pulsante e acuto che la pervase tutta. Il cuore le batteva
allimpazzata, mentre sopraggiungeva un secondo orgasmo, sommergendola. Dylan inarc il bacino
contro la sua bocca, la sua mano, mentre lui continuava a darle piacere con le dita e la lingua,
stordendola. Assolutamente devastante.
Quando Alec si stacc da lei, il suo respiro era pesante e affrettato.
Ti piaciuto?
Il viso di Alec era bagnato dai suoi umori, le sue labbra turgide e rosse. Il suo pizzetto le
parve pi demoniaco del solito.
S, molto.
Bene, allora ti meriti una punizione.
Alec allung la mano e prese un mestolo di metallo dalla brocca di ceramica in cui lei
teneva gli utensili da cucina. Limpugnatura era lunga e stretta e la spatola piatta, di acciaio lucente.
Non vorrai usarla su di me.
Oh, s.
Gli occhi di Alec avevano unespressione soddisfatta che la fece tremare. Ma erano
brividi di desiderio, pi che di paura.
Alec pos il mestolo e le cinse la vita. La mise a terra e la fece voltare, in modo che
fosse rivolta contro il mobile, poi la fece piegare sul ripiano di granito che ancora tratteneva il
calore del suo corpo.

Chinati le ordin. Appoggia le mani sul ripiano e allarga le gambe. Brava


bambina.
Una piccola parte di lei non riusciva a credere che lo stesse facendo davvero, eppure
segu alla lettera le sue istruzioni. Laltra parte di lei rabbrividiva alle sue parole.
Brava bambina.
Eccitante.
Alec le sollev la vestaglia sino in vita e si mise dietro di lei. Le si appoggi contro fino
a farle sentire la sua prepotente erezione.
Sono cos duro, Dylan. Impazzisco dalla voglia di scoparti. Ma prima... devo
scaldarti.
Le accarezz le natiche nude, facendola rabbrividire. Poi la sua mano scese verso
lumida fessura.
Oh, mi piace sentirti venire tra le mie dita, piccola. Cos dolce nella mia bocca.
Voglio sentire ancora il tuo sapore. Voglio farti qualsiasi cosa.
S, Alec, fammi tutto quello che vuoi.
La voce di Alec era ridotta a un basso e rauco mormorio. Che effetto hai su di me... il
fatto che tu mantenga sempre il controllo in qualsiasi circostanza eccetto quando sei con me... che
tu ti dia cos completamente... Non sarebbe altrettanto eccitante se tu fossi sempre cos
accondiscendente e remissiva. Ma non lo sei. Sei una donna forte. Cos forte che quando ti
sottometti, quando ti affidi a me, questa cosa mi mette in ginocchio. Nessuna donna ha mai avuto
questo effetto su di me. Mi fai impazzire, Dylan.
Che cosa stava dicendo? La mente di Dylan era ottenebrata. Il desiderio le impediva di
concentrarsi come avrebbe dovuto.
Alec, ti prego, toccami.
Lui fece una risatina compiaciuta, non certo di scherno. Dylan bruciava di desiderio.
Cos, piccola?
Sfior il clitoride gonfio, un tocco delicato. Troppo delicato. Lei emise un debole
gemito.
Ah, vuoi qualcosa di pi... vero?
S...
Alec le infil due dita e lei sollev il bacino.
No, Dylan, voglio che tu stia assolutamente ferma. Far tutto io. Capito?
S, Alec.

Dillo.
Ho capito, non mi muover.
Brava bambina.
Un altro lungo brivido a quelle parole.
Lei trattenne il respiro e attese.
Le dita di Alec le sfiorarono il solco tra le natiche, ancora umido dei suoi umori e
scesero verso il basso fino ad accarezzare le labbra del suo sesso. Lei si morse la bocca, cercando di
non aprirsi a lui, di non spingere il bacino fino a farsi penetrare dalle sue dita, che era ci che
voleva. Ma Alec le aveva ordinato di stare ferma e lei avrebbe obbedito. Lui continu ad
accarezzarla. Lattesa era quasi insopportabile.
Il colpo dellacciaio su una natica la colse di sorpresa; se nera completamente
dimenticata. Ma la fece fremere di desiderio, quanto le sue dita che la accarezzavano.
Oh, Alec...
Ti piace, vero?
La colp di nuovo, questa volta pi forte, e lei trasal.
Ferma, Dylan!
Infil le dita nel suo sesso e lei si morse le labbra ansimando. Ma rimase immobile.
Eccellente.
La colp di nuovo e Dylan si sent mancare per il dolore acuto e bruciante. Stupendo.
Alec prese il ritmo, colpendola pi volte, prima una natica e poi laltra e anche pi in
basso, allattaccatura delle cosce. Le sue dita sapienti entravano e uscivano dal suo sesso,
fermandosi di tanto in tanto per titillare il clitoride duro e voglioso, prima di affondare di nuovo in
lei. Dylan era bagnata fradicia, le tremavano le gambe. I seni erano premuti contro il freddo e duro
ripiano di granito, i capezzoli le dolevano.
Alec infil le dita pi a fondo e la colp pi forte, fino a quando lei sent la pelle
gonfiarsi. Ma era incredibilmente eccitante.
Alec aveva il respiro affrettato, mentre la spatola si abbatteva rumorosamente su di lei,
facendola urlare.
Puoi sopportarlo, mia dolce bambina.
Alec, ti prego...
Ti prego... cosa?
Ti prego, scopami.

Lui smise di colpirla. Il silenzio era rotto solo dal loro respiro ansimante. Un attimo
dopo lei sent le sue cosce nude contro di s, la mano di Alec tra i suoi capelli, che la teneva. Poi il
suo cazzo, protetto dal preservativo, che premeva contro lentrata del suo sesso.
Avanti, piccola, apriti per me adesso.
Lei divaric le gambe, sollev il bacino e Alec affond in lei.
Dylan sent il piacere crescere in calde ondate.
cos bello starti dentro, Dylan, mi fai sentire in paradiso.
Spinse ancora pi a fondo.
Oh!
S... puoi prenderlo tutto. Sei cos bagnata...
Alec si chin su di lei, il suo torace muscoloso quasi le sfiorava la schiena, mentre con
un braccio le cingeva la vita per tenerla ferma.
Il suo viso le sfiorava lorecchio. Ora ti scoper, Dylan, ti scoper con forza. Devo
farlo.
S...
Lei era fuori di s, completamente preda di un desiderio impetuoso e incredibile. Per lui.
Alec.
Lui inizi a pompare, spingendosi ripetutamente dentro di lei, cos violentemente e in
fretta da toglierle il respiro. Proprio come le aveva promesso.
Dio... Alec... ansim Dylan. Pi forte... ti prego...
Alec affond in lei, sbattendo il bacino contro le sue natiche. Il desiderio le martellava
nelle vene, incessante.
Quando Dylan venne, sent un rombo nelle orecchie, simile al ruggito delloceano. E vi
anneg: piacere puro. Dolore. Dolore che si tramutava in piacere.
Alec sirrigid, il suo cazzo inizi a pulsare e, nonostante il preservativo, Dylan riusc ad
avvertire i suoi spasmi quando lui infine venne.
Dylan!
Ancora pochi colpi e usc da lei. Per un attimo Dylan sent la mancanza del suo corpo,
del suo calore. Poi Alec la sollev tra le braccia, mettendola di nuovo a sedere sul ripiano di granito.
Si infil tra le sue gambe e lei gli cinse i fianchi. In quel momento aveva bisogno solo della sua
vicinanza.
Lui la tenne stretta, appoggiando il capo sulla sua spalla. La mente di Dylan era
obnubilata da un vortice di sensazioni.

Come poteva sentirsi tanto legata a quelluomo? Un uomo che conosceva appena. Ma il
suo corpo lo conosceva come non aveva mai conosciuto nessun altro. E questo grazie al gioco di
ruolo, al BDSM. Aveva lassoluta fiducia che Alec si sarebbe preso cura di lei.
Pericoloso.
S, era pericoloso affidarsi a qualcuno. Era sempre stata lei a condurre il gioco, e questo
non doveva cambiare.
Ma era cos piacevole essere stretta tra le sue braccia. Sentire il suo respiro affannato.
Sentire contro di s la massa solida e muscolosa del suo corpo imponente.
Dylan si abbandon a quel senso di sicurezza, rilasci i muscoli, si rilass.
Cosa poteva esserci di male? Fino a quando lei non avesse perso la giusta prospettiva,
fino a quando non si fosse aspettata troppo, non avrebbe corso alcun rischio. Sarebbe stata di nuovo
razionale quando non avessero fatto sesso, quando non avessero praticato il BDSM. Ma Alec aveva
ragione, quando erano insieme doveva lasciarsi andare, altrimenti lesperienza non sarebbe stata
completa. E lei voleva che lo fosse. Non solo per le sue ricerche, ma anche per se stessa.
Aveva la sensazione di essere sul punto di scoprire qualcosa di s. Di essere ormai in
procinto di farlo. Era spaventoso e al tempo stesso meraviglioso.
Forse lo sarebbe stato.
Non abbandonarti completamente. Non lasciare che questo influenzi anche il resto
della tua vita.
S, poteva farcela, lo aveva sempre fatto.
Alec aveva molto da insegnarle. Riguardo al sesso. Riguardo a come funzionava la
mente umana. Forse le avrebbe anche insegnato a fidarsi di unaltra persona, fino a un certo punto,
almeno. Non si trattava daltro.
Dylan ignor quella piccola parte della sua mente che le sussurrava che si trattava gi
daltro.

11
Alec laveva portata a letto. Troppo romantico, ma Dylan glielo aveva lasciato fare; non
aveva le forze per protestare, dopo lorgasmo e le endorfine scatenate dallo spanking. Alec aveva
scostato il copriletto, laveva adagiata sulle lenzuola di un bianco immacolato e si era disteso
accanto a lei.
Dylan avrebbe voluto posare il capo sulla sua spalla, premere il viso contro il suo torace
e ascoltare il battito del suo cuore, ma non osava farlo.
Assurdo.

Non aveva mai desiderato quellintimit post-sesso di cui la maggior parte delle donne
sembrava aver bisogno. Probabilmente la sensazione che avvertiva quella sera era causata
dallinsolita esperienza; come se, dopo il picco delle endorfine e di tutte le altre sostanze prodotte
durante le sedute di BDSM, fosse crollata. Si sentiva scoperta. Nuda. Bisognosa.
Alec si volt verso di lei come se le avesse letto nel pensiero e la baci con dolcezza,
circondandole le spalle e stringendola a s.
Ah, era cos bello!
Non abituarti.
No, ma per il momento era meraviglioso starsene l distesa a letto insieme a lui. Era cos
intimo, con il rumore della pioggia che batteva contro le finestre e la luce soffusa che proveniva
dalla cucina, come un pallido sole lontano.
Ehi... bisbigli Alec con voce bassa e roca.
Mmm...
Tutto okay?
S, sto bene.
Solo bene?
Lei rise. Pi che bene, se proprio vuoi saperlo.
Perfetto. Alec sinterruppe, accarezzandole distrattamente il collo. Sei pronta a
parlarmi di tua madre?
Dylan prov una stretta allo stomaco e serr le mascelle. Alec, no, non lo sono.
Una volta o laltra dovrai pur farlo.
Dovr?
Non puoi pensare di riuscire a lasciarti andare davvero senza aprirti con me
completamente. Se continuerai a mantenere nascosta una parte di te, questa continuer a venire a
galla.
cos necessario? Lasciarsi andare completamente?
Credi che non lo sia? Non forse il motivo per cui siamo qui?
Ho iniziato con lintenzione di fare ricerche per il mio libro, ma ora non so pi quello
che stiamo facendo.
Alec rimase in silenzio per qualche istante. Nemmeno io.
In un certo senso, la fece stare meglio sentire che anche lui ammetteva la propria
insicurezza. Non era la sola. Lo faceva apparire pi umano ai suoi occhi. E forse faceva sentire lei
meno imperfetta, meno debole.

Rilass le spalle e il viso. Inspir a fondo il profumo della sua pelle. Okay disse
lentamente, come se non fosse ancora del tutto sicura.
Okay... che cosa?
Te lo dir.
Ti ascolto.
Mia madre soffre della sindrome bipolare disse tutto dun fiato, prima di avere
ripensamenti. Questo ha reso... molto difficile la mia infanzia. Quasi impossibile, in realt. Sono
sicura che sia questo il motivo per cui mio padre se n andato, anche se il fatto che abbia
abbandonato due bambini piccoli... be, questa unaltra storia, suppongo.
Alec le prese le mani. Raccontami com andata.
Dylan fece un respiro profondo, poi un altro. Non parlava mai della sua famiglia con
altri, a eccezione di Mischa, e anche con lei non era facile. Ma ora voleva confidarsi con Alec.
Vivevamo a Portland. L non avevamo parenti, quindi fui costretta a diventare adulta
ben presto. Abbiamo traslocato spesso, perch Darcy dimenticava di pagare laffitto e le bollette. A
dieci anni, avevo gi imparato tutto. Compilavo gli assegni e firmavo con il suo nome. Quando
cera denaro sul conto, ovviamente, cosa che non si verificava sempre.
Chiamavi tua madre Darcy?
Per noi non mai stata davvero una madre. Non abbiamo mai pensato di chiamarla
mamma.
Tuo fratello era pi giovane di te?
S, di tre anni. Mi sono presa io cura di lui, o almeno ci ho provato.
Una responsabilit molto onerosa per una bambina.
S, ma del resto... quella era la mia vita.
Dov ora tua madre?
Alla fine, mia zia Deirdre lha presa con s. Ha portato Darcy a casa sua ad Ashland,
nellOregon, poco dopo che io sono partita per il college. Be, poche settimane dopo la morte di
Quinn. Dylan sinterruppe e prov la familiare sensazione di ricevere un calcio nello stomaco.
Darcy era distrutta dopo quella tragedia, e anchio. Ma non volevo abbandonare la scuola e
tornare a casa. Non avevo motivo per farlo. E poi, francamente, a quel punto toccava a Deirdre.
Fece una pausa, prima di riprendere.
Non ero particolarmente legata a Deirdre. Da tanti anni sapeva che cera qualcosa
che non andava in mia madre, ma non ha mai voluto fare niente in proposito, fino a quando non ha
avuto altra scelta. Io dovevo andarmene da l, tornare a scuola. Non sono andata al college fino a
quando avevo quasi ventanni. Sono rimasta a casa per aiutare mia madre, per prendermi cura di
mio fratello. Ma evidentemente, non ho fatto un buon lavoro.

Sono sicuro che sei stata in gamba, invece. E comunque sei rimasta l, e questo conta
qualcosa.
Forse. Sono rimasta fino a quando... fino a quando non me ne sono andata. E a quel
punto Quinn morto.
Perch pensi che sia stata colpa tua?
Dylan sent un nodo allo stomaco. Si era posta quella domanda milioni di volte e non
era mai giunta a una risposta ragionevole. Il ricordo del corpo martoriato e sanguinante di Quinn, il
suo volto pallido e immobile, oscuravano qualsiasi altra cosa. Il fatto che fosse morto era sempre il
suo primo e pi insistente pensiero.
Non lo so, ma come se non riuscissi mai a liberarmi di questidea.
Dylan, impossibile che sia colpa tua. Da quel poco che mi hai detto, chiaro che si
trattato di un incidente. un pensiero illogico.
La logica spesso esula da questo tipo di situazioni, non cos?
S, suppongo di s.
Rimasero per qualche istante entrambi in silenzio, pensierosi. Forse Alec rifletteva su
ci che lei aveva detto. Dylan non desiderava davvero sapere che cosa ne pensasse. Non voleva che
provasse piet per lei.
C dellaltro? le chiese Alec.
Dylan annu. S, molto altro. Una persona bipolare soffre di... crisi, accessi di rabbia.
A volte lei se ne andava e noi restavamo soli per giorni interi. riuscita a non essere ospedalizzata
fino a quando io me ne sono andata e lei stata affidata a Deirdre. Io non lo avrei mai fatto...
metterla in ospedale, mia zia invece s, pi volte. Probabilmente, se lo avessi fatto, noi saremmo
stati dati in affidamento, io e Quinn. E forse separati. Non avrei mai potuto farlo. Lui aveva solo
me. E io... avevo solo lui.
Lantico dolore le straziava lo stomaco, ma si era ormai abituata a mandarlo gi.
Non avevate parenti?
Mia nonna Delilah, ma a quel tempo viveva in West Virginia. Mio nonno era malato
di Parkinson e lei aveva gi il suo gran daffare. Nel mio ricordo, stato sempre malato. Dopo la sua
morte, la nonna si trasferita ad Ashland per stare vicina a mia madre e aiutare Deirdre. Ma a quel
punto era ormai troppo tardi per Quinn e me. Adoro mia nonna. Quando eravamo piccoli, io e
Quinn passavano lestate con lei, ma dopo un po Darcy diventava troppo ansiosa senza di noi, e
quando tornavamo a casa era ridotta a uno straccio. Cos abbiamo smesso di andarci. Ancora adesso
non so se mia nonna avesse idea di quanto mia madre stesse male. Almeno fino a quando non
arrivata nellOregon. Io non glielho mai detto e sono sicura che anche Quinn glielabbia taciuto.
Era il nostro segreto, il nostro modo di proteggerla.
Era vostra madre, avrebbe dovuto essere lei a proteggere voi, cos che funziona.

Per la maggior parte delle persone, forse. Ma lei non ne era capace.
Lo so. davvero terribile.
S, lo stato.
Dylan si sent meglio di quanto avesse immaginato nel sentirgli dire quelle parole. Nel
sentirsi compresa. Gli strinse la mano, non sapeva in quale altro modo esprimere la strana
gratitudine che provava.
Quindi, hai dovuto sempre occuparti tu di tutto disse lui.
S.
Ed eri sola.
Perch aveva improvvisamente voglia di piangere? Ricacci indietro le lacrime che le
riempivano gli occhi.
Accidenti! disse a mezza voce.
Ehi, va tutto bene.
Davvero?
Lui la strinse a s e Dylan dovette impedirsi di ritrarsi. La vicinanza di Alec le era di
conforto. Lui le era di conforto. Ma non voleva lasciarsi andare. Per troppo tempo aveva fatto conto
solo su se stessa. Se si abituava a lui, che cosa avrebbe fatto quando lui se ne fosse andato, come
sarebbe inevitabilmente accaduto?
Per il momento non devi dirmi altro, Dylan. Ho la sensazione che sia stato gi molto
per te.
S, lo stato e...
E?
No, niente... mi aspettavo altre domande. Riguardo alla malattia di mia madre, com
stato vivere con una... pazza. Quello che succedeva in casa. I particolari riguardanti la morte di mio
fratello.
Non devi dirmelo ora. O forse nemmeno in futuro. Ma avrei una domanda.
Lei sospir. Quale?
Tutte le donne della tua famiglia hanno il nome che inizia per D?
Dylan rise e parte della tensione abbandon il suo corpo.
Comera possibile che Alec riuscisse a scatenare tante emozioni in lei e allo stesso
tempo a farla sentire tanto rilassata?
S, mi rendo conto che per gli altri possa risultare una cosa strana. Sembra sia stata la

mia trisnonna a dare inizio a questa tradizione. una cosa ridicola.


Io la trovo molto carina.
Dylan inclin la testa e lo guard. Sei un uomo molto strano, Alec Walker.
Non la prima volta che me lo sento dire. E non sar lultima. Ma non mimporta. In
fondo al cuore sono un ribelle, lo sai.
I suoi occhi azzurri brillarono dietro alle palpebre socchiuse e lei trattenne il respiro. Era
cos bello!
Lho capito sin dal primo momento in cui ti ho visto gli disse.
Anchio lho capito appena ti ho vista. Non sei una donna come le altre.
Oh, grazie.
Questo mi piace molto. Apprezzo la tua creativit... e la tua aria di mistero.
Non mia intenzione essere misteriosa, sono solo... riservata.
Anchio. Ci sono cose che le persone come noi amano tenere per s.
Non mi piace parlare dei miei problemi. Non voglio che gli altri provino pena per
me.
Perch questo ti rende vulnerabile.
S. Stare qui seduta a dirti queste cose mi fa sentire pi vulnerabile di quanto io mi
senta quando mi leghi o mi sculacci... pi vulnerabile che in qualsiasi altra situazione.
Questa una cosa positiva. Voglio che ti apri con me. Pi lo farai e meglio sar.
Perch questo il compito di un buon dominatore?
S. Forse. Alec sinterruppe e si pass una mano tra i capelli. O forse non
lunica ragione.
Questo ti fa sentire vulnerabile, Alec? gli chiese lei in tono pacato. Dirmi
questo?
Lui annu, portandosi le loro mani intrecciate al petto. S, non mi piace pensarla in
questi termini, ma cos.
Non sono sicuramente unesperta, ma ho letto che questa dovrebbe essere
unesperienza di crescita reciproca. Il gioco di ruolo, intendo. Si tratta di uno scambio di potere, non
di una cosa a senso unico. Non cos?
S, certo.
Quindi, forse questo ci che hai appreso da me. Perch non vedo in quale altro
modo potrebbe essere unesperienza reciproca, se anche tu non impari qualcosa. Devessere

qualcosa che va oltre il fatto di detenere il controllo, di esercitare il potere. Dovrebbe funzionare in
entrambi i sensi, no? Anche la sottomessa ha una parte di potere in questa situazione. E non mi
riferisco solo alla possibilit di interrompere il gioco usando la safe word. Mi ero informata
sullargomento, ma non avevo capito esattamente come funzionassero le cose fino a questo
momento.
Alec rimase in silenzio per qualche istante, poi rispose: Posso dirti che non mi piace
ammettere di essere in qualche modo vulnerabile. Ma hai ragione. Su tutto. Forse questo ci che
mi trattiene. Come dominatore e nella mia vita in generale. Non mi va di analizzare troppo
profondamente i motivi. Mi fa sentire a disagio.
Non fa parte del BDSM sfidare i propri limiti? Uscire dalla zona di sicurezza?
Oh, in questo momento sono molto al di fuori della mia zona di sicurezza.
Anchio.
Eppure, sei qui con me, mi stai parlando di cose che non avresti mai voluto dirmi.
Dylan annu. S, e non capisco nemmeno bene perch. Forse il BDSM mi ha
aiutato... ad aprirmi.
Sicuramente.
Ma la stessa cosa non funziona per te.
Lui sorrise, solo un cinico sollevarsi di un angolo della bocca. Sono famoso per il
mio assoluto controllo.
Anchio, Alec.
Lui la fiss. Dylan non riusciva a capire che cosa gli stesse passando per la testa. I suoi
occhi erano cupi, pensierosi. Cera qualcosa di pericoloso in lui, come se ci fosse della rabbia che
sobbolliva appena sotto la superficie. Forse era solo disagio al pensiero di doversi lasciar andare.
Formiamo una strana coppia disse Alec in tono gentile ma ben assortita.
Entrambi abbiamo qualcosa che ci trattiene dal renderci conto del nostro reale potenziale.
A sentire te sembrerebbe...
Ti sembrano solo chiacchiere inconcludenti?
No, sembrerebbe tutto cos semplice.
Forse lo . Forse tutto molto pi semplice di quello che pensiamo.
Sono abituata alle cose complicate. Non sono capace di renderle semplici.
Forse lo impareremo insieme.
Improvvisamente, Dylan desider stare con lui, imparare e crescere insieme. Non
sapeva nemmeno che cosa significasse esattamente. E, in ogni caso, preferiva non ammetterlo.

Ti stai innamorando di lui.


No.
Ma era la verit. Si stava innamorando perdutamente, e quando alla fine avrebbe toccato
il fondo, sarebbe stato un disastro.
Non farlo.
Ma stava succedendo, che lei lo volesse oppure no, non poteva impedirlo. Non poteva
fare altro che andare avanti, ovunque tutto questo lavrebbe condotta.
Alec sedeva alla grande scrivania di quercia del suo studio e guardava fisso fuori dalla
finestra, oltre lo schermo del computer. Avrebbe dovuto cercare in internet gli hotel dove
soggiornare durante il suo imminente viaggio in moto con Dante lungo Baja Peninsula. Ne avevano
parlato per mesi e ora era giunto il momento di fare progetti concreti. Era riuscito a ritagliarsi del
tempo tra una scadenza e laltra, e Dante aveva gi comunicato che si sarebbe assentato dallufficio.
Alec aveva atteso con ansia quel momento: qualche settimana in giro con la sua moto. Quella
sensazione di libert totale. Avrebbero fatto immersioni, parasailing, e si sarebbero rilassati sulla
spiaggia.
Perch adesso non ne era entusiasta?
Fuori, il cielo era del solito grigio tipico di Seattle. I deboli raggi di sole filtravano
attraverso le nuvole, colorandole di bianco e dargento. Alec amava il cielo di Seattle, la sua
tristezza. Ma quel giorno lo metteva di cattivo umore.
No, non era il cielo. Era Dylan.
Non era pi riuscito a pensare con lucidit da quando laveva lasciata marted mattina.
Era in quello stato da quattro giorni. Aveva troppi pensieri in testa. E la luna storta.
Eccetto quando le telefonava la sera. Tutte le sere. Parlavano per ore. Non aveva mai
parlato tanto al telefono in tutta la sua vita.
Ma per il momento non osava rivederla, era ancora troppo provato dopo la notte che
avevano trascorso insieme.
Forse quella sera sarebbe dovuto andare al club. L avrebbe trovato Dante e altre
persone che conosceva. La verit era che non voleva andarci senza Dylan, che non sopportava
lidea di praticare il BDSM con unaltra donna.
Dylan...
Non stare a pensarci tanto, fallo e basta.
Si pass le dita nel pizzetto, sfregandosi il mento. Poi prese il telefono e compose il
numero, tamburellando con una penna sul ripiano della scrivania nellattesa.
Pronto?
Dylan, stasera ti porto al Regno del Piacere. Non dire di no.

Alec... io... daccordo.


Lui si alz in piedi e inizi a passeggiare avanti e indietro sullantico tappeto persiano
che copriva il pavimento di legno scuro. Era ruvido sotto i piedi nudi.
Bene. Passo a prenderti alle nove.
Sar pronta.
Indossa qualcosa che si pu togliere facilmente.
Il suo sesso sindur a quel pensiero: la pelle chiara di Dylan che veniva scoperta a poco
a poco mentre lui le abbassava lentamente labito sulle spalle delicate. I suoi capelli ricci ovunque:
fuoco e seta tra le sue mani...
Nientaltro, Alec?
Che cosa?
Vuoi che faccia altro?
Ah, gli piaceva da morire quando la sua voce si addolciva in quel modo, quando lei
iniziava a entrare nella parte della sottomessa. E ancor di pi apprezzava il fatto che questo
avvenisse appena lui le dava semplici istruzioni su come vestirsi.
No, basta cos. Sinterruppe, e il suo sguardo vag ancora una volta verso
lorizzonte nebbioso.
Ricomponiti.
Dylan?
S?
Muoio dalla voglia di vederti.
Un breve silenzio dallaltra parte della linea. Poi Alec pot quasi sentire il sorriso nella
sua voce, il desiderio nelle sue parole ansimanti. Anchio.
Alec riagganci, si sedette e si rimise a fissare il monitor.
Non aveva mai detto nulla di simile a una donna. Sicuramente poteva essere considerata
una stranezza del suo carattere, ne era quasi certo, ma perch proprio ora stava deviando dal suo
comportamento abituale?
Con Dylan era tutto diverso. Non era mai riuscito a parlare con una donna nel modo in
cui parlava con lei. Lultima volta che aveva visto Dante aveva tentato di spiegarglielo, ma non
aveva confessato tutto quello che avrebbe dovuto.
Non lo aveva nemmeno ammesso a se stesso.
La cosa pi rilevante era che non sopportasse di stare lontano da Dylan. Pazzesco! Tra
la cerchia delle sue conoscenze, lui era sicuramente il pi indipendente, quasi un eremita a volte,

soprattutto se stava scrivendo un libro. Se non fosse stato per lattrattiva rappresentata dal Regno
del Piacere e per il suo amore per i viaggi, probabilmente si sarebbe rinchiuso in casa e non avrebbe
fatto altro che scrivere. Avrebbe trascorso la sua vita da solo, come aveva fatto suo padre. Suo padre
era stato felice cos. Forse. Ultimamente aveva iniziato a chiederselo.
Ma ora voleva solo rintanarsi con Dylan e non lasciarla andare mai pi.
Aveva senso che dicesse a se stesso di essere in grado di gestire la situazione?
Forse la vacanza a Baja Peninsula gli sarebbe stata utile. Gli avrebbe permesso di
prendere le distanze da Dylan e da tutta quella situazione. Sarebbe riuscito a pensare a qualcosaltro
oltre che al profumo della sua pelle, alla morbidezza dei suoi capelli, al suo sguardo quando si
sottometteva a lui, al suo corpo minuto sotto di s, mentre il suo cazzo scivolava in lei...
Era di nuovo duro. O meglio, ancora. Non lo sapeva pi nemmeno lui. Da quando si
erano visti lultima volta, aveva avuto quattro o cinque erezioni al giorno, come un adolescente in
piena tempesta ormonale. E lo stesso da quando si erano conosciuti.
Dylan era irresistibile. I seni perfetti, con i capezzoli che si scurivano quando
sindurivano tra le sue dita... E, Cristo, quando scivolava dentro di lei, era sempre calda e bagnata.
Seta bollente, stretta e scivolosa.
Il suo cazzo fremeva.
Alec abbass la mano e la premette contro la parte anteriore dei jeans. Non serv a nulla.
Nulla sarebbe riuscito a placare il suo desiderio fino a quando non lavrebbe rivista. Fino a quando
non lavrebbe avuta davanti a s, nuda e legata. Fino a quando non fosse stato di nuovo dentro di
lei.
Merda!
Scost la sedia dalla scrivania, si abbass la cerniera dei jeans e liber il suo sesso,
facendo scorrere la mano lungo lasta rigida. Pens a Dylan. Alle sue lunghe gambe snelle, al ventre
piatto, alla sua pelle vellutata. Alla sua fica quasi completamente rasata, un fiore che si apriva per
lui. Poteva vederne le labbra rosa, gonfie di desiderio, lucenti per leccitazione.
Con un sospiro, inizi ad accarezzarsi. Il suo cazzo pulsava, duro come il marmo. Sfior
il glande con la punta delle dita, immaginando che fossero le labbra di Dylan, la sua voluttuosa
bocca rossa che lo circondava e inghiottiva.
Inarc il bacino e prese a masturbarsi con forza. Continu a pensare a lei, a quanto le
piaceva che lui le strizzasse i capezzoli. Aveva sempre orgasmi violenti quando lui la pizzicava e la
sculacciava.
Le piaceva molto.
E piaceva molto anche a lui.
Continu a far scorrere la mano su e gi.
Dylan...

I suoi grandi occhi grigi, la piccola bocca calda. La sua fica, che si contraeva intorno al
suo cazzo durante lorgasmo.
Presto sarebbe venuto.
Dylan!
Lo fece sui jeans, ma non gli importava.
Ansimava, il suo sesso era ancora scosso da piccole ondate di piacere. Se chiudeva gli
occhi poteva vederla. Bellissima...
In quel momento riusciva a pensare solo a lei.
Pi tardi avrebbe riflettuto su a ci che tutto questo poteva significare.
Sentendo il suono di quel maledetto campanello, sarebbe sicuramente trasalita. Era tutto
il giorno che lo aspettava. La tensione e il desiderio erano cresciuti a dismisura, e ora lei era arrivata
al limite.
Dylan fece un sorso di Perrier. Avrebbe potuto bere un bicchiere di vino per calmare i
nervi, ma Alec aveva insistito affinch nessuno dei due fosse alterato prima di una sessione di
BDSM. E quella sera sarebbe stata una cosa seria, ne era certa. Altrimenti non lavrebbe portata al
Regno del Piacere.
Anche lei desiderava andare al club, ritrovarsi in quellambiente trasgressivo insieme a
lui.
Stare con lui.
Probabilmente per la decima volta negli ultimi venti minuti, si avvicin al lungo
specchio accanto alla porta dentrata. I suoi occhi erano enormi, sottolineati dalleyeliner nero, le
pupille grandi e scure. Le labbra erano piene, come se aspettassero di essere baciate, coperte da un
velo di lucidalabbra rosso. I capelli mogano le ricadevano in morbidi riccioli sulle spalle, lasciate
scoperte dallabito nero senza spalline che era corsa a comprare quel pomeriggio, dopo la telefonata
di Alec. Le calzava come un guanto, un semplice tubino di seta che le arrivava a mezza coscia. Pi
corto di qualsiasi cosa avrebbe potuto indossare se non si fosse recata al club. Indietreggi di un
passo per guardare le scarpe nere col tacco alto, il cinturino alla caviglia che enfatizzava le sue
lunghe gambe.
Si sentiva bene. Sapeva di essere attraente. Ma dentro era un groviglio di nervi. Il
perizoma di seta nera era gi fradicio al solo pensiero della serata che lattendeva.
Alec...
Dylan si sorprendeva ancora per le proprie reazioni al dolore e al modo in cui questo si
traduceva in un intenso piacere mai provato prima.
Non era mai riuscita ad ammettere a se stessa di aver avuto per anni fugaci fantasie di
quel genere. Fantasie che aveva represso perch troppo abituata a essere forte, a condurre il gioco e
a mantenere il controllo. Forse Alec aveva ragione, ed era esattamente quello il motivo per cui lei

sentiva il bisogno di abbandonarsi una volta tanto.


Quella sera si sarebbe lasciata andare. Lo aveva gi fatto. E poteva farlo fino a quando
avesse continuato a dirsi che si trattava solo di sesso. Una pura reazione dei sensi, niente di pi
profondo.
Gli anni passati con sua madre, completamente priva di qualsiasi controllo, dovevano
averla in qualche modo influenzata... Dylan era piuttosto abile nel negare la realt, per essere una
donna razionale. Sempre che lo fosse davvero. Forse, per tutti gli anni in cui aveva pensato di essere
una persona logica e ragionevole, non aveva fatto altro che nascondersi dal suo passato, fingendo di
possedere una forza che in realt non aveva.
Un pensiero spaventoso.
Alec stava facendo venire a galla parecchi pensieri che le facevano paura. La spingeva a
porsi domande su tutto ci che era sicura di sapere su se stessa. Il che la riportava dritta alla
negazione.
Sospir. I suoi pensieri si stavano avvitando in una spirale frastornante. Doveva
calmarsi e godersi semplicemente la serata.
Sent il suono del citofono. Dylan fece un respiro profondo e pos il bicchiere sulla
mensola accanto allo specchio, prima di rispondere.
Alec?
S, sono io.
Vuoi salire, oppure scendo?
Scendi.
Arrivo subito.
Dylan indoss il trench di pelle, assicurandosi di avere in tasca il portafoglio e le chiavi,
poi chiuse la porta e sal in ascensore. Alec la aspettava davanti alla porta dentrata.
Ciao.
Sei... bellissima, Dylan.
Grazie.
Era davvero arrossita?
Alec si chin su di lei per darle un lieve bacio sulle labbra e Dylan si sent sciogliere.
Alec si stacc da lei, i suoi occhi azzurri la scrutarono per qualche istante, poi lattir a s e la baci
con passione. La sua lingua sapeva di menta e le dava sensazioni... inebrianti. Le cedettero le
gambe, ma lui la tenne stretta tra le braccia. Attraverso il pesante cappotto, Dylan poteva sentire il
suo forte corpo muscoloso. Sospir nella sua bocca.
Lui si stacc. Cristo, Dylan! La lasci andare e si pass una mano sul pizzetto.

Scusa se non sono salito, ma ho pensato che se lavessi fatto non avremmo pi lasciato il tuo
appartamento.
Le stava sorridendo, con quel suo irresistibile sorrisetto malizioso, ma Dylan aveva
capito che parlava seriamente.
Le piaceva il fatto di riuscire a turbarlo in quel modo. Il fatto che il desiderio di Alec
fosse dirompente quanto il suo. Aveva sempre avuto la sensazione di poter mettere un uomo in
ginocchio, in senso figurato, ovviamente. Ma con Alec, quella sensazione era ancora pi intensa.
Tutto con lui era pi intenso.
Andiamo, prima che ti violenti qui, sulla porta di casa.
Le sorrideva ironicamente, ma Dylan riconobbe il luccichio del desiderio nei suoi occhi
e sulle sue labbra. Non era tanto male lidea di essere violentata l sulla porta.
Annu, sorridendo tra s.
Alec le prese la mano e la guid verso il suo grosso SUV nero. Lauto lo rispecchiava
perfettamente: grande e potente. Le apr la portiera e la fece salire, prima di prendere posto al
volante. Il SUV si mise in moto con un ruggito sordo, e partirono.
Come ti senti allidea di andare al Regno del Piacere?
Eccitata. Un po nervosa. Come se dovessi esibirmi. Ho la sensazione che questa
sera non mi nasconderai ancora in un angolo buio. Non mi dispiace lidea di farmi vedere da altre
persone. Un pensiero eccitante, che per mi mette addosso un po di paura, anche se non so
esattamente che cosa hai in mente.
Alec si volt verso di lei e le sorrise.
E tu non hai intenzione di dirmelo.
Naturalmente no.
Lei sorrise e scosse la testa. Immagino che faccia parte delle regole del BDSM.
S, assolutamente. E lincertezza fa parte del tuo ruolo. Devi semplicemente fidarti di
me.
Mi fido.
Bene. Molto bene. Perch questa sera esplorer qualcosa di diverso con te. Penso che
tu sia pronta.
Oh!
Alec la guard per un attimo, poi torn a fissare la strada. A quelle parole le si era
attorcigliato lo stomaco, per la paura ma anche per quella deliziosa anticipazione.
Arrivarono in breve tempo al club. Alec parcheggi il SUV e scese ad aprirle la
portiera. La sua mano sul braccio era rassicurante, eppure il cuore di Dylan acceler i battiti.

Oltrepassarono lalta porta rossa ed entrarono. Alec laiut a togliersi il cappotto e la


condusse nella sala principale. Dylan sbatt le palpebre in attesa che i suoi occhi si abituassero alle
luci basse e colorate.
Quella sera il club era pi affollato rispetto alla volta precedente. Sembrava che ci fosse
gente ovunque, vestita di pelle nera o nuda. O forse quella sera lei era semplicemente pi attenta a
ogni cosa. Ipersensibile a tutto.
La musica rimbombava ritmicamente nel suo stomaco, una melodia sognante e ipnotica,
con bassi potenti. Accanto a lei Alec sembrava enorme, incombente, come le era apparso la prima
volta che lo aveva visto al Museo di Arte Asiatica. Sembrava fosse passato un secolo. Invece era
successo solo due settimane prima. Comera possibile?
Alec la strinse a s mentre attraversavano la sala. Dylan non riusciva quasi ad assimilare
tutto ci che la circondava. Corpi nudi, semivestiti, incatenati alle croci, legati con corde, riversi in
grembo a dominatori e dominatrici sui divani di pelle rossa, inginocchiati sul pavimento. Cerano
corsetti, collari e manette. Corde, imbracature e lunghe catene lucenti. E tutto ci la attirava ed
eccitava.
Il desiderio le scorreva bollente nelle vene. Voleva essere una di loro, voleva essere
legata, torturata, titillata. Voleva essere ammirata.
La sua mente si andava svuotando. E quando Alec si ferm davanti a unenorme croce
di SantAndrea, il suo cuore manc qualche battito.
Sarebbe successo davvero.

12
Alec si chin su di lei e le sussurr allorecchio: Ora ti spoglier e ti incatener a
questa croce. Amo le catene. Per me sono meglio delle corde. Pi forti. Credo che piaceranno anche
a te. Nel tuo caso, pi le cose sono estreme, e meglio . Ti aiuter ad arrivare alla parte pi
essenziale, pi primitiva di te stessa. A lasciarti andare.
Dylan riusciva a malapena a parlare. Il cuore le batteva allimpazzata, il suo sesso si
contraeva per leccitazione.
S, Alec...
Lui le sfil il vestito e il perizoma di seta nera, lasciandole solo le scarpe con il tacco. I
capezzoli le si indurirono immediatamente.
Dylan era profondamente consapevole di essere nuda con tutta quella gente intorno. Era
incredibilmente eccitante. Non aveva importanza che la guardassero o meno. A eccezione di Alec,
naturalmente. E prov uno strano senso dorgoglio nel riuscire a farlo davanti a tutte quelle persone:
nellessere nuda e sottomessa. Ma tutti quei pensieri erano in un angolo remoto della sua mente.
Laltra parte di lei era concentrata solo su quel momento.

Alec le baci le spalle, voltandola verso la croce. Dylan tremava da capo a piedi,
percorsa in tutto il corpo da brividi di desiderio.
Lascia che sia io a pensare a tutto, Dylan. Ecco, solleva le braccia. S, cos.
Prima che lei si rendesse conto di quello che stava per succedere, Alec le aveva
allacciato una spessa polsiera di cuoio a un braccio. Posandole una mano sulla schiena, la spinse pi
vicino alla croce, fino a quando i suoi seni sfiorarono il legno liscio. Allora le prese laltra mano e le
leg anche quella. Dylan diede un lieve strattone per sentire quanto fosse trattenuta dalla catena che
univa le due polsiere, passando attraverso un occhiello affisso alla croce.
Era costretta a tenere le braccia larghe. Si sentiva vulnerabile e, al tempo stesso,
perfettamente al sicuro con Alec. E bella.
Ti lascer queste meravigliose scarpe le disse lui, chinandosi ad accarezzarle la
gamba e poi pi gi, fino al cinturino che le cingeva la caviglia. Gambe stupende...
Le diede un piccolo bacio nellincavo del ginocchio e la sensazione arriv dritta al suo
sesso. Dylan gemette.
Poi Alec si rialz. Il suo corpo imponente le premeva sulla schiena, la sua erezione una
pesante asta di carne contro le natiche.
Ora aprir la mia borsa dei giochi. Sono qui dietro di te, non voglio che tu ti muova.
Resta ferma, respira come ti ho insegnato. Hai capito, Dylan?
S, ho capito.
Alec si stacc da lei e Dylan inizi a fare come lui le aveva detto. Inspirava attraverso il
naso, tratteneva il fiato nei polmoni per qualche istante e poi espirava dalla bocca, cercando di
rilassarsi. Una parte di lei era ancora nervosa, aveva paura di ci che non conosceva. Laltra invece
era focalizzata su quello che avveniva nel suo corpo: i capezzoli che sindurivano, il sesso umido, la
tensione muscolare mentre attendeva che il gioco iniziasse.
Alec era di nuovo dietro di lei e le cingeva la vita. Le sue mani erano grandi e calde
sulla pelle.
Toccami...
Ma non osava dirlo ad alta voce. Ora aveva abbastanza esperienza da sapere che sarebbe
stato lui a condurre il gioco. E che lei avrebbe obbedito.
Alec inizi ad accarezzarla; le sue dita sulla pelle, lievi come piume, le davano i brividi.
Le accarezz la schiena, i fianchi, le natiche, le gambe e, dopo averle scostato i capelli di lato,
anche la nuca. Il desiderio sbocciava sul suo corpo nei punti in cui lui la toccava.
Ah, ti piace, Dylan... lo sento. Lo sento nel tuo respiro. Stai entrando nella parte?
Rispondimi.
S... s.

Eccellente. Brava bambina.


Lormai familiare ondata di piacere provocata dalla sua approvazione.
Le piaceva che lui le dicesse brava bambina.
Sei pronta?
S, sono pronta.
Ricordi la safe word?
Giallo per rallentare, rosso per fermarti.
Molto bene. Allora adesso...
Alec fece un passo indietro e lei sent subito qualcosa sfiorarle la pelle. Le frange di
pelle scamosciata di un flogger, probabilmente. Dylan le sentiva scivolare delicatamente sulla
schiena.
Si lasci cullare da quel lento ritmo, mentre lui disegnava una X sulla sua schiena,
riscaldandola. Non avvertiva dolore, solo un piacere che si faceva sempre pi intenso. Si sintonizz
sulla musica, di cui Alec cadenzava il tempo. La melodia divenne parte del loro gioco, il suo ritmo
dava il tempo ai colpi di frusta.
Dylan si stava rilassando, il sangue fluiva rapidamente nelle braccia, nelle gambe, nel
suo ventre. I seni e il sesso fremevano di desiderio, ma non in preda alla frenesia. Non ancora.
Dylan lanci un gridolino quando il flogger si abbatt pi forte sulla sua schiena. Ma
prima che potesse registrare la sensazione, riprese il ritmo lento. E lei si lasci cullare di nuovo.
Aveva limpressione che il tempo si fosse dilatato, mentre lei si sentiva fluttuare, come
sospesa in un luogo nebbioso, da sogno. Rimase l a lungo, in attesa, lasciandosi trasportare alla
deriva.
Unaltra frustata la colse di sorpresa, ma la svegli solo un po da quel torpore. Anche
quando lui inizi a colpirla sempre pi forte e lei sent la pelle bruciare, la sua mente continuava a
restare sospesa in quel luogo incantato e il suo corpo convertiva il dolore in immediato piacere. Il
dolore era piacere: desiderio, bisogno intenso e incontenibile.
Alec si ferm e fece scorrere la mano sulla sua pelle dolorante.
Mi piace vedere la tua pelle che si arrossa. Meravigliosa. Ci sei, Dylan?
Mmm...
Dylan ripet lui in tono pi severo. Rispondimi. Ci sei?
S, Alec, sono qui.
Dylan non sent pi il calore del suo corpo e un attimo dopo lui era davanti a lei e le
sollevava il mento per guardarla negli occhi.

Voglio vedere i tuoi occhi le disse. Oh s, ci sei quasi. Bene. esattamente


quello che voglio. Ma una parte di te deve restare presente, concentrata su quello che ti succede. Hai
capito?
S... io non so...
Daccordo, ci penser io, ti controller. Ma tu devi rispondermi quando ti parlo,
Dylan.
S, ti risponder.
Alec sorrise. Aveva un bel sorriso: denti bianchi, labbra invitanti e quel pizzetto
demoniaco. Dylan sent un gran calore quando lui si chin a baciarla.
La sua bocca era esigente e lei socchiuse le labbra. Quando infil una mano tra le sue
gambe, sfiorandole il sesso bagnato, Dylan gemette e inarc la schiena.
Ah, non ancora la fren lui con aria maliziosa, pizzicandole il clitoride.
Oh!
Dopo ti lascer venire, piccola. Ma non adesso.
La baci di nuovo, frettolosamente questa volta, e torn a posizionarsi dietro di lei.
Riprese a frustarla, ma questa volta in modo diverso. Il dolore era pi acuto e lei cap,
anche se in modo confuso, che Alec stava usando uno strumento diverso, che si abbatt
ripetutamente sulla sua schiena fino a quando lei inizi a sentire il proprio respiro ansimante. Il
bruciore cresceva e il suo sesso si gonfiava voglioso.
Alec si ferm, cingendole la vita e attirandola a s.
La sua bocca le sfior lorecchio; Dylan sent il calore del suo respiro. Sei cos bella,
Dylan. Ti voglio. E ti prender. Ma pi tardi. Ora voglio che tu venga davanti a tutte queste
persone, davanti a tutti questi edonisti che capiscono ci che stiamo facendo.
Solo in quel momento Dylan si accorse delle persone intorno a loro. Non aveva una
reale importanza che prestassero loro attenzione. Le bastava sapere che erano l. Era eccitante. Il
suo sesso ebbe uno spasmo.
Alec le infil una mano tra le gambe, scivolando nei suoi umori, tra le sue labbra.
Ah... Alec...
Ti piace, piccola? Vorresti venire?
S... s, ti prego...
Alec premette il palmo della mano contro il clitoride inturgidito, mentre le sue dita
scivolavano per qualche centimetro dentro di lei.
Dio, stava per venire! Troppo presto, troppo in fretta. Alec inizi a muovere le dita
avanti e indietro. Il suo respiro era caldo tra i capelli di Dylan, il suo corpo era forte, il suo cazzo

duro le premeva contro il fianco. Ed era bollente, pur attraverso i jeans.


Dylan gemeva forte, non poteva farne a meno. Alec affond le dita, muovendo il palmo
della mano contro il clitoride. Con laltra mano le pinz un capezzolo. Una strizzata decisa che la
fece precipitare nellabisso.
Un piacere cupo e turbinoso, urlante e bollente, le scorreva nelle vene come lava.
Ustionandola. Marchiandola.
Dylan urlava, travolta da un orgasmo potente, e il suo corpo tremava, scosso dagli
spasmi. Una perdita totale di controllo, ma le braccia di Alec la tenevano al sicuro.
Si sentiva al sicuro.
Per la prima volta nella sua vita.
Dylan tremava da capo a piedi; Alec poteva sentire la sua pelle rabbrividire sotto le
mani. Il suo respiro era lievemente ansimante. Odorava di cuoio, di sesso e di femmina.
Era completamente abbandonata, trattenuta solo dalle catene e dalle sue braccia. Alec
adorava vederla cos: traboccante di endorfine. Sfinita.
Completamente sua.
Ne aveva avuto abbastanza. Doveva tirarla gi.
Ti lascer andare solo il tempo necessario per slegarti le sussurr.
Alec le slacci prima una polsiera e poi laltra, e lei gli scivol tra le braccia. Alec la
sollev, la port verso il divanetto ai bordi della zona riservata ai giochi erotici, lavvolse in una
coperta, si sedette e se la mise in grembo. Poi prese la bottiglia dacqua che aveva lasciato l poco
prima e gliela avvicin alle labbra. Bevi, Dylan.
Lei obbed socchiudendo la bocca, mentre lui le teneva la bottiglia. Quando ebbe
terminato, Alec pos di nuovo la bottiglia sul pavimento.
Gli occhi di Dylan erano annebbiati, ridotti a due fessure lucenti. Il viso era arrossato.
Alec controll le sue mani per assicurarsi che non fossero intorpidite.
Ci sei, Dylan?
S rispose lei un po sorpresa, come chiedendosi se non fosse in grado di vederla
o di rendersi conto che era l, in braccio a lui.
Lui rise sommessamente. Oh, eri talmente persa! Ma mi piace vederti cos. Adesso
sei pronta per essere scopata, piccola mia? Perch io non posso pi aspettare. Sono cos duro...
S, ti prego...
Dylan era ancora sospesa in quella dimensione magica, ma Alec poteva sentire il
desiderio irradiarsi dal suo corpo in ondate di puro calore. Lava. E quando infil la mano sotto la
morbida coperta, la trov bagnata fradicia. Ancora. Di nuovo.

Oh, Alec, ti prego... adesso...


Lui si alz in piedi, sollevandola tra le braccia e si diresse verso una delle alcove
nascoste da una tenda che si aprivano sulla parete esterna del club. L la depose sul tavolo imbottito,
apr la coperta e rimase semplicemente ad ammirare la meraviglia del suo corpo nudo. Eccitato.
Arrossato. Abusato.
Ma non a sufficienza. Non ancora.
Alec si tolse gli stivali, poi i jeans, si sfil la maglietta dalla testa e sfoder il suo cazzo
duro e pulsante. Sal sul tavolo, inginocchiandosi tra le sue gambe aperte.
Il sesso di Dylan era roseo e lucente. Si chin su di lei per sentirne il sapore. Era dolce e
salato al tempo stesso; il sapore del suo orgasmo pungente sulla punta della lingua. Alec la lecc,
facendo scorrere la lingua per tutta la lunghezza della fessura e scivolando poi tra le labbra turgide,
dentro di lei.
Oh... Dio, Alec... Il cazzo gli pulsava fino a fargli male. Eppure non riusciva a
resistere alla tentazione di continuare a eccitarsi, a eccitarla.
Affond la lingua e lei gemette, ansimando. E quando us le dita per schiudere le labbra
del suo sesso, accarezzandole, lei inizi a dimenarsi e a inarcare il bacino, sollevandosi dal tavolo.
Alec si stacc da lei. Doveva vedere il suo viso, la luminosit della sua pelle, le sue
belle labbra rosse, dischiuse, che lasciavano intravedere la punta della lingua rosata. Cos eccitante
per ragioni che Alec non riusciva nemmeno a spiegarsi.
Il suo cazzo ebbe uno spasmo e il preservativo si tese sulla potente erezione. Non poteva
pi aspettare.
Alec la osserv, mentre infilava due dita dentro di lei. Dylan sbatt le lunghe ciglia, la
cui ombra le ricadde sul viso.
Alec... devo... venire di nuovo.
S, ma questa volta ti far venire il mio cazzo. Verrai mentre sono dentro di te.
S, fai presto.
Certo che si sarebbe sbrigato. Non poteva attendere un minuto di pi.
Ancora inginocchiato tra le sue gambe, tenendole aperte le labbra, Alec la penetr con
ununica, spinta decisa.
Oh! Lei spalanc gli occhi, che gli trafissero il cuore come due cristalli.
Il piacere era intenso, straziante. Gli tremavano le ginocchia. Con un respiro profondo,
Alec le cinse la vita sottile e lattir a s. Dylan sollev il bacino fino a premere il pube contro il
suo. Alec poteva vedere il suo clitoride gonfio, e vederlo gli ricord il suo gusto sulla lingua.
Unaltra ondata di piacere al solo pensiero del suo sapore, nel vedere il suo corpo
inarcarsi per il piacere, tendersi tra le sue mani. I suoi capelli erano lingue di fuoco sparse ovunque.

I capezzoli erano scuri, duri e gonfi come il clitoride. Voluttuosi.


Alec si chin, prese un capezzolo tra le labbra e la sent muoversi sotto di lui. Inizi a
succhiare e ad affondare in lei, penetrandola sempre pi a fondo per poi uscire con lentezza
esasperante, un centimetro alla volta.
Il sesso di Dylan era un guanto scivoloso e umido intorno a lui. Alec si concentr per
scoparla con lunghi e lenti colpi, cercando al tempo stesso di non venire troppo presto come un
ragazzino.
Si sentiva un adolescente sopraffatto dal piacere. Perso nel piacere. Nel corpo di Dylan.
Lei era assolutamente perfetta. Si sentiva sovrastato dalla sua bellezza, dalla sua
disponibilit, dalla fiducia che riponeva in lui. Ancora di pi perch sapeva quanto fosse difficile
per lei.
Dylan teneva gli occhi fissi nei suoi, due cristalli grigi che rilucevano alla luce soffusa.
In quel momento loro erano una cosa sola. Alec non si era mai sentito tanto vicino a una donna.
Mentre il piacere cresceva sempre pi, attraversando come una saetta le sue vene, qualcosa prese
vita dentro di lui.
Affond le mani tra i suoi capelli, restando imprigionato tra i riccioli selvaggi. Dylan gli
circond i fianchi con le gambe, stringendo forte per attirarlo a s. Alec percep il loro tremore, il
suo sesso che si contraeva.
Alec!
Dylan arriv allorgasmo scossa dagli spasmi, aggrappandosi alle sue spalle e
conficcandogli le unghie nella carne. Il piacere che gli scorreva nelle vene conflu verso il basso
ventre e lungo il suo cazzo. Alec esplose in un orgasmo violento e accecante.
Il suo corpo continu a tremare per quello che gli parve uneternit. E quando tutto fu
finito, la tenne stretta tra le braccia, posando il viso contro il suo collo. Dylan era aggrappata a lui,
le braccia sottili intorno alla sua nuca, i seni premuti contro il suo torace. Il suo profumo era
ovunque, ad Alec sembrava di sentirlo anche nei suoi pensieri.
Quella strana cosa che aveva preso vita dentro di lui non se nera andata. Anzi, era
cresciuta, si era ampliata.
Fermala. Va tutto bene.
Ma il cuore gli batteva forsennatamente e in modo ingiustificabile nonostante
lappassionato amplesso. Cera qualcosa di diverso. Di caldo. Un dolce languore. Alec non sapeva
che cosa diavolo fosse. Non era certo che gli piacesse. Eppure... era felice.
Alec...
Tutto bene, Dylan?
S. S.

Che cos, allora?


Io... non lo so.
Nemmeno io.
Ma non lo disse ad alta voce. Non poteva ammettere che ci fosse qualcosa di strano.
Non ad altri, almeno. Faticava ad ammetterlo anche a se stesso. Ma tra loro stava succedendo
qualcosa.
Alec non sapeva che cosa significasse. Il batticuore, la sensazione che qualcosa gli
stesse esplodendo dentro, come se volesse... che cosa? Non lo sapeva. Proprio non lo sapeva.
Si limit a stringerla pi forte, inalando il suo odore, quellintenso profumo di vaniglia
mescolato al sale sulla sua pelle.
Dylan si strinse a lui, con il viso sempre premuto contro il suo torace. Il suo respiro era
caldo e affrettato. Alec attese di calmarsi, che entrambi si placassero, che il suo battito rallentasse, e
anche quello di Dylan, che poteva sentire con le labbra posate sul suo collo. Ma gli sembrava di non
riuscirci. La tempesta dentro di lui proseguiva.
Anche il cuore di Dylan non accennava a rallentare, e poco dopo sent le sue lacrime
sulla pelle.
Dylan, che c? Vuoi dirmelo?
Era sinceramente preoccupato. Non la semplice preoccupazione di un dominatore. Sent
la propria voce come se provenisse da unaltra persona. Non riusciva a riconoscerla. Aveva un tono
cos... intimo.
Non nulla disse lei in un sussurro.
Eppure c qualcosa. Hai un attacco di panico?
No, non panico.
E allora cos?
Doveva saperlo. E non solo per il ruolo che rivestiva o perch si sentiva responsabile.
Alec... solo che sto provando unemozione troppo forte, a cui non sono abituata.
Nemmeno io mormor lui.
Cosa?
Niente, niente. Vuoi che faccia qualcosa?
Solo... quello che stai facendo, che mi tieni stretta, oppure, che mi lasci andare e mi
mandi subito a casa.
Sai che questo non accadr, Dylan.

S.
Alec la tenne stretta, quasi stritolandola nel suo abbraccio. Ma era ci di cui lei
sembrava avere bisogno. Ci di cui lui aveva bisogno, accidenti!
Alec?
Cosa?
Sono contenta che non mi mandi via.
Gli si mozz il respiro, come se gli avessero rifilato un calcio nello stomaco. Anche lui
era contento, ma non poteva dirlo. Non era mai rimasto senza parole in vita sua. Fino a quel
momento.
Fino a quando aveva incontrato Dylan.
Respira lentamente.
Inspir a fondo ed espir. Lo fece una seconda volta. E poi, mentre le lacrime di Dylan
si asciugavano, riusc di nuovo a respirare normalmente, senza pi avvertire quello strano dolore
allo stomaco, al petto.
Dylan si era rilassata un po. Alec le prese le braccia e si divincol dalla sua stretta.
Alec?
Non preoccuparti, ti porto a casa con me, subito.
Lei annu.
Alec laiut ad alzarsi, si vest, e insieme tornarono nel salone. L laiut a ricomporsi.
Era come vestire una bambola. Dylan non parlava ed era completamente abbandonata e impotente.
Alec avrebbe voluto prenderla di nuovo tra le braccia.
Portala a casa, a letto. Stenditi al suo fianco.
In qualche modo raccolse i suoi attrezzi, insieme uscirono e salirono sullauto, dove lui
accese il riscaldamento al massimo e azion lo scaldasedili. Dylan era silenziosa, illanguidita. Alec
mise un CD di musica classica, Chopin, tenendo il volume basso.
A quellora della notte non ci volle molto dal centro per raggiungere il sobborgo di
Beacon Hill. Alec ferm la macchina davanti a casa e laiut a scendere. Lei era ancora debole,
silenziosa, lespressione smarrita. Anche lui si sentiva un po spaesato.
Entrarono e lui la guid su per le scale fino alla sua camera, dove la spogli e la mise a
letto.
Dylan ora appariva fragile, con il viso pallido contro le lenzuola bianche e i cuscini di
piuma.
Alec, ho freddo.

Arrivo.
Lui si spogli e scivol, nudo, nel letto accanto a lei. Dylan si rannicchi contro di lui
come non aveva mai fatto prima. Come una bambina che ricercava il calore del suo corpo. Quello di
Dylan era caldo e morbido, e Alec pens che fosse la cosa migliore che avesse mai provato. Meglio
dei viaggi in moto. Meglio del BDSM. Del sesso.
Si stava eccitando di nuovo, ma non era leccitazione violenta, la voglia incontenibile
che provava di solito con Dylan. Era semplicemente linevitabile reazione al suo corpo, alla sua
presenza.
Era cos piacevole tenerla tra le braccia, nel suo letto. Alec non voleva pensarci, perch
sapeva che le spiegazioni a questo non gli sarebbero piaciute. Ma quello che stava vivendo con lei
gli piaceva troppo.
Troppo.
Non voleva contrastarlo, non quella sera. Quella sera Dylan era l insieme a lui. E
questo era abbastanza. Pi che abbastanza. Era esattamente ci che lui desiderava.

13
Dylan apr gli occhi. La luce del sole filtrava attraverso le stecche delle persiane, e i suoi
raggi catturavano granelli di polvere. Guard lorologio e rimase sorpresa nel constatare che fosse
quasi mezzogiorno.
Alec era ancora addormentato al suo fianco, disteso sullo stomaco, la schiena muscolosa
scoperta fino alla vita, dovera arrotolato il lenzuolo. La semplice vista della sua pelle liscia le fece
venir voglia di toccarlo accendendo il suo corpo di desiderio. Ma aveva bisogno di tempo per
rimettere in ordine i pensieri, che quella mattina erano piuttosto confusi.
Strano che usasse anche lui lenzuola bianche. Molti uomini che conosceva preferivano i
colori scuri. Ma Alec non era un uomo comune sotto tanti punti di vista. Probabilmente amava la
purezza della biancheria candida, proprio come lei.
Avevano pi cose in comune di quanto lei avesse immaginato quando lo aveva
conosciuto. Per qualche ragione, al di l del fatto di essere entrambi scrittori, inizialmente non si era
aspettata altre somiglianze. E ora non riusciva a spiegarsi il perch. Erano entrambi sessualmente
disinibiti, con una mentalit aperta. Sembravano daccordo su molti argomenti. Erano sintonizzati
sullo stesso canale.
O forse stava semplicemente cadendo di nuovo nel romanticismo.
Sicuramente, per, era successo qualcosa tra loro la notte prima. Qualcosa di intenso.
Anche Alec lo aveva sentito. Non ricordava con precisione i fatti, ma rammentava con estrema
chiarezza il suo sguardo. Unione. Sorpresa.
Lei aveva provato lo stesso. E lo provava ancora adesso. La nebbia in cui si era sentita

avvolta la notte prima non si era dissipata del tutto.


Aveva paura. Avrebbe voluto fuggire di nuovo.
Calmati... devi cercare di analizzare le cose in modo razionale.
Ma non si sentiva affatto razionale in quel momento. Aveva voglia di piangere e fu
stupita da quellimprovviso bisogno, cos insolito per lei. Non era una piagnucolona. Non era una
sentimentale. Ma come aveva detto a Mischa, lesperienza con Alec la stava aprendo. O forse era
tutta opera di Alec.
Alec...
Si volt a guardarlo. Aveva il viso sepolto in uno dei grandi cuscini di piume, ma
poteva intravedere la barba che gli era spuntata sulle guance. I capelli arruffati, i riccioli neri quasi
blu nei punti in cui erano sfiorati dalla luce. Sembrava cos sereno. Non lo aveva mai visto cos.
Eppure, anche in quel momento irradiava potere, forse semplicemente grazie alla sua stazza
imponente. Le piaceva molto che lui la sovrastasse, che la facesse sentire piccola e femminile.
Fragile, come se lui avesse potuto spezzarla se solo lo avesse voluto.
Dio, stava davvero pensando queste cose? Tutto ci stava realmente succedendo alla
donna indipendente che si era sempre vantata di essere per tutta la sua vita adulta? O meglio, da
quando aveva dieci anni e sua madre si era persa, lasciandola a occuparsi della loro piccola
famiglia. Aveva sempre avuto il controllo su ogni cosa, era stata lei a mandare avanti tutto quanto.
La sua vita era cos. Lei era cos. E ora quelluomo le faceva mettere in discussione tutto.
Trattenne il singhiozzo che le sal alla gola. Si morse le labbra e lo ricacci indietro.
Calmati, va tutto bene.
Chiuse le dita sulla coperta rosso cupo e si costrinse a respirare lentamente.
Ecco, cos andava meglio.
Si stava comportando in modo irragionevole. Tutto ci era dovuto solo allintensit
della notte trascorsa insieme a lui. Si conoscevano solo da due settimane. Che cosa sapeva
esattamente di Alec?
Osservando la sua camera da letto, capiva che era una persona ordinata. Che amava i
mobili di legno massiccio, antichi. Che in fondo era un uomo semplice, nonostante i gusti sessuali
sofisticati e il fatto che avesse girato il mondo. Dai libri allineati sulla mensola sopra al comodino si
poteva intuire che gli piacesse leggere i classici, i romanzi di fantascienza e i thriller, come quelli
che scriveva lui stesso. Dylan gi sapeva che gli piaceva viaggiare, ma ne ebbe la conferma
vedendo la pila di riviste di viaggi: Travel + Leisure e Cond Nast Traveler.
Sullalto cassettone di legno massello, cerano delle fotografie incorniciate di Alec con
altri uomini in cima a una montagna. Di Alec e gli stessi uomini con la muta da sub in una barca ai
tropici, il mare di un turchese brillante. Alec e un amico sulle loro moto grosse e lucide, che
sorridevano allobiettivo lungo un tornante di montagna.
Interessante il fatto che non ci fossero foto di famiglia, ma forse quelle le teneva al

piano di sotto.
Alec non le aveva pi parlato della sua famiglia, dopo quellunica conversazione che
avevano avuto sullargomento. Sembrava che la sola persona a cui era stato legato fosse suo padre.
Ma Dylan lo capiva, del resto anche lei era legata solo a sua nonna. Non era possibile scegliere i
propri genitori o parenti, e far parte della stessa famiglia non significava automaticamente essere
uniti, questo lei lo sapeva fin troppo bene.
Lei non aveva avuto scelta. N riguardo a sua madre, n al fatto di prendersi cura di suo
fratello, o almeno di tentare di farlo. E aveva fallito. Orribilmente. Quinn era morto. Per questo
meritava di restare sola.
Scosse la testa. Si stava facendo travolgere dal passato. Pensava davvero di meritare la
solitudine? Semplicemente preferiva cos... oppure no?
Almeno si era distratta quel tanto che le era bastato per calmarsi un po.
Lui si mosse, sospir nel sonno, e Dylan si concentr di nuovo su di lui. Aveva una
muscolatura massiccia, un corpo imponente, come quello di un giocatore di football professionista.
Si era voltato su un fianco e ora poteva osservare il suo viso. Il pizzetto nero lo faceva apparire un
po demoniaco anche nel sonno, ma aveva le labbra morbide e socchiuse, come quando facevano
sesso.
Si sent percorrere da brividi di piacere. Rammentava molto bene la sensazione del suo
sesso che si spingeva dentro di lei, i suoi occhi che silluminavano di una luce animalesca mentre le
si metteva sopra.
Dio, era pazza di lui! Del suo corpo, di quello che le faceva. E forse anche daltro.
No!
Era solo sesso, ramment a se stessa per la milionesima volta. Sesso molto
soddisfacente, ma nientaltro. Le era gi capitato in passato, sapeva quali effetti potesse avere una
forte intesa sessuale su una persona.
Tutte cazzate.
Dylan sospir. Si pass una mano tra i capelli e le sue dita rimasero imprigionate nei
lunghi riccioli.
Forse se ne sarebbe dovuta andare, prima di avere altri ridicoli pensieri. Del tipo che
avrebbero potuto continuare a frequentarsi anche dopo che lei avesse raccolto informazioni per il
suo libro.
Aveva gi imparato molto. Se doveva essere del tutto sincera con se stessa, continuava a
vederlo e a sottomettersi a lui semplicemente perch le piaceva.
Accidenti!
Scost le coperte e mise i piedi gi dal letto.

Ah, no! disse Alec con la voce arrochita dal sonno.


Alec...
Dove credi di andare?
Lui le cinse la vita e lattir a s fino a quando i loro corpi nudi furono a contatto, pelle
contro pelle. Dylan poteva sentire il calore del suo corpo contro la schiena e le natiche. Della sua
pelle setosa.
Alec, devo alzarmi. Devo andare... per favore...
Non lo farai di nuovo. Dylan, dovrai abituarti allidea, andrai quando io ti dar il
permesso di farlo.
Cristo, Alec! Quante volte ti devo ricordare che io non sono una delle tue schiave?
Non sto dicendo che tu lo sia, ma potresti essere ancora un po confusa e non te ne
andrai fino a quando io non avr deciso che ti sei ripresa.
Posso assicurarti che sto benissimo. Non sono nemmeno venuta in auto. Chiamer
un taxi, cos non correr il rischio di guidare. Voglio andarmene.
No.
Adesso era davvero arrabbiata. Non fare questi giochini di potere con me, Alec.
Credi che si tratti di questo? Di un gioco di potere?
Mi stai trattenendo con la forza.
La notte scorsa ti andava bene. Gli occhi di Alec lampeggiavano. Era in collera.
La notte scorsa era la notte scorsa.
Lui la lasci andare allimprovviso e Dylan sarebbe sicuramente caduta se non fosse
stata sul letto.
Bene disse Alec a denti stretti. Io non costringo nessuno.
Non intendevo dire questo.
Alec si mise a sedere. Dylan sent il suo peso spostarsi sul letto, ma non riusciva a
guardarlo. Temeva che se lavesse fatto, lui avrebbe avuto la meglio.
Dylan, che cosa diavolo stiamo facendo qui, eh? Continui a opporti.
Non ti ho mai promesso che ci sarei riuscita, che sarei riuscita a sottomettermi
davvero.
Eppure lo fai, ogni volta.
Dylan rimase in silenzio. Alec aveva colto nel segno.

E prosegu lui ti fai prendere dal panico solo il giorno dopo, quando ci ripensi.
Smettila di pensare cos tanto, Dylan.
Non posso. Si volt verso di lui con gli occhi che fiammeggiavano di rabbia.
questo il problema, non riesco a fare a meno di pensare. Io funziono cos, questo il mio modo di
vivere la vita.
Forse arrivato il momento di imparare un modo nuovo.
Non credo.
Alec si sporse verso di lei; la sua corporatura massiccia lo rendeva vagamente
minaccioso. A quanto pare non ti ha portato molto lontano. Hai un lavoro e sei riuscita a
prenderti cura della tua famiglia, ma che cosa rimasto per te, Dylan?
Parli proprio tu! Come se avessi legami personali pi stretti dei miei.
Per me diverso.
Mi vuoi prendere in giro? questo ci che dici a te stesso? una scusa poco
convincente, Alec. Almeno io sono sincera con me stessa. Ho una vita vuota perch lho scelta.
Perch non sono disposta ad affrontare le ripercussioni emotive di una relazione. questo che vuoi
sentirmi dire? Okay, lho detto. Ma tu non sei diverso da me. Sono tutte cazzate. Sei tu che stai
cercando di trattenermi qui e, forse sar anche presuntuoso da parte mia, ma io non credo che tu lo
faccia solo perch ti senti responsabile.
Alec la fiss. La scrut come se volesse leggerle nellanima. I suoi occhi penetranti
erano di un azzurro brillante. E mentre lei lo guardava, la rabbia inizi a scemare, il viso e le spalle
di Alec si rilassarono.
Hai ragione disse lui infine.
Dylan era pronta a continuare la discussione, ma le parole di Alec frenarono la sua
combattivit.
Come?
Ho detto che hai ragione. Ti voglio qui semplicemente perch... ti voglio qui.
Accidenti, Alec!
Non voleva sentire quelle cose. E al tempo stesso era tutto ci che desiderava sentirsi
dire.
Le girava la testa.
Vieni qui. Lui le prese la mano e lei tent di ritrarla.
Alec, devo riflettere...
Ti ho detto di non pensare. Cristo, Dylan, smettila di opporre resistenza e vieni qui.
So che vuoi farlo, quindi non tentare di convincermi che non sia cos. Non usare il mio codice

morale contro di me, Dylan.


Alec...
Lui lattir a s fino a quando i seni di Dylan furono premuti contro il suo torace e dun
tratto lei si ritrov tra le sue braccia.
Alec era gi eccitato quando si chin a baciarla. Baci decisi ed esigenti. Aveva di nuovo
assunto il controllo su di lei.
Dylan avrebbe voluto opporsi. Lottare. Ma il sapore di Alec era irrinunciabile. E il suo
profumo. Era tutto perfetto.
Lui continu a baciarla fino a quando il desiderio inizi a scorrerle nelle vene e il suo
sesso fu bollente e voglioso. Quando la fece voltare, mettendosela sopra a cavalcioni, lei non
protest, non poteva farlo. Il suo corpo era illanguidito da un desiderio a cui non riusciva a sottrarsi.
Era assolutamente impotente di fronte a lui.
Alec stacc le labbra dalle sue e con una mano rovist sul comodino per prendere un
preservativo. Lacer la bustina con i denti e lei lo aiut a srotolarlo sulla sua erezione.
Poi riprese a baciarla, baci appassionati e febbrili, come se avesse voluto divorarla. La
sollev un po e, inarcando il bacino, la penetr.
Lei gemette nella sua bocca. Lo stesso fece lui.
Alec inizi a muoversi su e gi, mentre il piacere percorreva il corpo di Dylan come una
scarica elettrica dritta ai seni e al sesso.
Alec infil una mano tra i loro corpi e appena inizi a titillarle il clitoride, lei venne
quasi istantaneamente. Il suo orgasmo fu esplosivo, rapido e intenso. Dylan si stacc da lui e gett
la testa allindietro, ripetendo il suo nome come una cantilena.
Alec... Alec... Alec...
Lui continuava a muoversi, il suo cazzo affondava in lei, ancora e ancora, bollente, duro
e pulsante.
Dylan... ansim.
Lei apr gli occhi e lo guard.
S, voglio che mi guardi. Sei cos bella, piccola mia... bambina mia...
I loro corpi erano lucidi di sudore, ma a lei non importava. Si aggrapp alle sue ampie
spalle, mentre il piacere ricominciava a crescere. Raggiungendo unintensit insopportabile.
Dylan... piccola... vengo...
Ancora qualche spinta decisa e lorgasmo lo scosse da capo a piedi. Il fatto di sentirlo
venire la eccit ancora di pi e un altro orgasmo inizi a crescere dentro di lei in lunghe e lente
ondate.

Ah... Dio... Alec!


Lui le morse e lecc il collo, mentre lei veniva... e veniva...
Poi lattir a s e la tenne cos stretta da impedirle quasi di respirare, mentre entrambi
restavano immobili.
Cristo, Dylan!
S.
Rimasero immobili a lungo, o almeno questa fu limpressione di Dylan. Per lei era
come se il tempo si fosse fermato. Era consapevole solo del corpo di Alec premuto contro il suo, del
contatto con la sua pelle, del suo profumo.
Dylan... aveva ancora il viso contro il suo collo e la voce risuon attutita. Il suo
respiro era caldo.
Mmm?
Non pensare.
Non sto pensando. Non ancora.
Alec sollev il viso, ma non abbastanza perch lei potesse vederlo. Che cosa
succeder quando ricomincerai a pensare?
Non... non lo so.
Allora, non farlo.
Ci prover disse lei, con la volont di tentare davvero, ma non del tutto sicura di
esserne capace.
Dico sul serio ribad Alec. Non pensiamo a niente. Lasciamo andare le cose
come vanno. Stiamo insieme senza tentare di analizzare.
Che cosa significa tutto questo, Alec?
Non lo so. Deve significare per forza qualcosa?
Forse no.
Hai ricominciato a pensare, Dylan.
S.
Non farlo, daccordo? Non farlo. Vediamo che succede.
Lei rise sommessamente. Non siamo proprio il tipo di persone capaci di lasciar
andare le cose come vanno.
Cosa intendi dire? Io sono assolutamente rilassato.

Dylan sorrise contro la sua spalla. S, esattamente laggettivo che userei per
descriverti.
Sent la sua risatina che gli fece vibrare il torace e che allent lintensit del momento,
rendendolo pi leggero e spensierato.
Forse Alec aveva ragione. Forse per il momento avrebbero potuto lasciarsi andare,
qualsiasi cosa stesse succedendo tra loro. Forse non era necessario sviscerare ed esaminare ogni
cosa e tentare di definire il loro rapporto.
Lei non aveva mai vissuto in quel modo. E nemmeno lui. In un certo senso, sarebbe
stato pi facile, sapendo che sarebbe stata un sfida per entrambi. Che non era sola.
Alec si stacc da lei quel tanto che gli bastava per poterla guardare. Allung una mano e
le scost i capelli dal viso. Dylan si sent sciogliere di nuovo, ma non cerc di opporsi.
Allora, siamo daccordo? le chiese, assolutamente serio.
S, siamo daccordo.
Bene, perch io ho voglia di scoparti di nuovo... e sarebbe impossibile se tu ti alzassi
e te ne andassi.
Sei insaziabile.
S, con te lo sono.
Il sesso di Alec si stava gi indurendo di nuovo dentro di lei, iniziava a pulsare. E Dylan
era pronta ad accoglierlo. Il suo corpo lo era. Per quel che riguardava la sua mente e il suo cuore, la
storia era diversa. Una storia di cui lei non conosceva il finale.
Se solo avesse potuto crearlo lei stessa! Sceglierlo come faceva per i suoi romanzi. Ma
non sapeva nemmeno quando far finire quella storia.
Non era nemmeno certa di volere che finisse.
S, doveva proprio smettere di pensare a tutto, altrimenti sarebbe impazzita.
Anche se era sicura di aver gi perso la testa nel momento in cui aveva conosciuto Alec.
Ora doveva solo stare attenta a non perdere anche il cuore.
Dylan si richiuse alle spalle la porta del suo appartamento con un calcio, lasci cadere la
borsa a terra e prese appena in tempo il telefono portatile che stava suonando.
Pronto?
Ehi! tutto il weekend che ti chiamo!
Il weekend non ancora finito, Mischa.
Sono le nove di domenica sera. Il tono di Mischa era stizzito.

E allora? chiese Dylan sfilandosi il cappotto e appendendolo nellarmadio laccato,


presso la porta dentrata.
Be... non sono abituata a essere trascurata da te.
Ero con Alec.
Lo immaginavo.
Dylan si pieg in avanti e si tolse le scarpe col tacco alto, restando a piedi nudi. Il
pavimento di legno era liscio e freddo. Accese il riscaldamento, poi and in cucina e si vers un
bicchiere di Cabernet. Si sentiva bene. Rilassata. Completamente appagata.
Quasi completamente appagata.
Sembrava che non ne avesse mai abbastanza di lui.
Alec...
Dylan?
Che cosa? Scusa, Mischa.
Ti ho chiesto com andato il weekend. Santo cielo, sei proprio innamorata cotta di
questo tizio!
Io... non so se lo sono.
Ma le cose stanno andando bene? Sei meno confusa rispetto allultima volta che ci
siamo sentite?
Le cose stanno andando bene perch ho deciso di cambiare atteggiamento. Dylan
sorrise e sorseggi il vino, appoggiandosi al mobile della cucina.
Vale a dire?
S, ho accettato di smettere di pensare, di smettere di analizzare tutto quello che
faccio e penso, o che ho pensato, su me stessa, le relazioni con gli uomini, il sesso...
Stai scherzando!
Proprio per niente. Dylan sollev il bicchiere in segno di brindisi e fece un altro
sorso. Sono ufficialmente stanca di lottare contro me stessa, Mischa, non ha senso.
Avrei potuto dirtelo anchio la canzon laltra.
E perch non lhai fatto? Dylan pass in soggiorno, pos il bicchiere sul tavolino
e si sistem sul divano, piegando le gambe nude sotto di s e coprendole con una morbida coperta.
Mi sto rendendo conto di quanto... sia stato dannoso per me aggiunse non far avvicinare
nessuno trovando difetti in tutti. Perch se scavi a fondo, di imperfezioni ne hanno tutti... e io le
vado a cercare. Seziono gli uomini alla ricerca delle loro mancanze.
Dylan, non essere cos severa con te stessa.

Sono severa con me stessa quanto lo sono con gli altri.


vero.
Be, voglio smetterla. E Alec mi sta aiutando.
Che cosa sta succedendo davvero, Dylan? le chiese Mischa in tono comprensivo.
Mi sto finalmente aprendo. Lesperienza con Alec lo sta permettendo. E non mi
piace tutto quello che vedo, ma mi sto rendendo conto che... sono umana.
Io ti voglio bene cos come sei, lo sai. Ti ho sempre voluto bene.
Lo so. Finalmente lho capito.
Suon il citofono e Dylan si alz per andare a rispondere. Aspetta un attimo, Mischa.
Chi ?
Dylan... La voce di Alec era profonda e arrochita dal desiderio.
Alec, mi hai accompagnato a casa dieci minuti fa.
Lo so. Ho cambiato idea, non sono ancora pronto a lasciarti andare.
Oh...
Fammi salire.
S... Sali.
Pass qualche minuto prima che lei si rendesse conto di avere ancora il telefono in
mano. Mischa? Scusami, ma Alec... arrivato.
Ho sentito, nessun problema. Chiamami presto.
Lo far.
Mentre interrompeva la comunicazione, ud lo stridio metallico dellascensore, e un
attimo dopo Alec bussava alla sua porta. Dylan apr.
Sent il profumo della sua giacca di pelle nera e del suo corpo prima di notare qualsiasi
altra cosa. Poi alz gli occhi e vide il suo sorriso malizioso.
Dylan lo ricambi. Non pot farne a meno. Era cos bello, cos sensuale con quella
giacca, il pizzetto e quello sguardo... come se volesse divorarla.
Dylan avvamp e si sent mancare, mentre lui entrava e la prendeva tra le braccia. Alec
si chin a baciarla, la sua bocca era dolce e famelica al tempo stesso. Esigente.
Continu a baciarla fino a quando lei inizi a tremare. Era bollente, vogliosa... e bagnata
fradicia.
Alec si stacc da lei, si tolse la giacca e la lasci cadere a terra.

Ho bisogno di te, Dylan. Non sono nemmeno arrivato a casa. Ho dovuto fare
inversione e tornare indietro.
Lei annu, il desiderio le chiudeva la gola.
Devo averti. Subito. In questo stesso istante.
S...
Alec la volt, la spinse contro la porta e lei vi appoggi le mani, il viso a soli pochi
centimetri dalla superficie liscia e lucida. Poi le abbass la cerniera del vestito, lo stesso che aveva
indossato per incontrarlo al Regno del Piacere venerd sera, e glielo sfil. Sotto era nuda.
Ah, proprio come piace a me, piccola mia. Fece scorrere le mani sulla schiena
facendole venire la pelle doca, poi pi gi, sui fianchi e le natiche. Allarga le gambe per me,
Dylan. Voglio scoparti qui.
Lei si sent trasportare in quella dimensione magica e sospesa mentre lo assecondava e
si offriva a lui.
Allarg le gambe, lo sent slacciarsi i bottoni dei jeans, la bustina del preservativo che
veniva strappata.
Alec le pass un braccio intorno alla vita e con laltra mano le scost i capelli di lato. Le
baci delicatamente la nuca, facendola fremere di desiderio. Passione pura. Un bisogno quasi
incontenibile.
Dylan sent il suo cazzo tra le gambe e, piegandosi in avanti, le divaric per farlo
scivolare dentro di s.
Oh, mi piace... mi piace.
Era bagnata, stretta. Alec inizi a muoversi, spinte energiche e profonde, cos violente e
rapide da impedirle quasi di respirare. Dylan aveva i palmi appoggiati contro la porta. Vi appoggi
anche il viso, premendolo contro la dura superficie di legno. Alec continu a pompare, scatenando
in lei un piacere profondo.
Le baci la nuca, la morse, scese verso le spalle. A quel punto rallent, si ferm, i loro
respiri ansimanti. Dylan era consapevole solo del corpo imponente di Alec dietro di lei, delle sue
labbra sulla spalla, del suo grosso cazzo che la riempiva. Il piacere era un respiro trattenuto,
sospeso, carico di anticipazione. Poi la mano di Alec si abbatt con forza sulla sua natica, facendola
impennare verso la porta, accrescendo la sua eccitazione.
S, Alec...
La sculacci di nuovo, il rumore della sua mano echeggiava dintenso piacere. E poi
ricominci a scoparla e a sculacciarla al tempo stesso. Le sensazioni scorrevano come acqua dentro
di lei, andandosi a depositare nel suo ventre, nel suo sesso, nei suoi seni dolenti. Il piacere si
diffondeva, annebbiandole la mente. E quando venne, la vista le si offusc, i rumori si persero in
lontananza. Tutto il suo essere era solo piacere puro che si avvolgeva in spirali sempre pi alte. E lei
vi annegava dentro.

Alec si ferm.
Dylan ansimava. E anche lui.
Alec...
Piccola... non voglio che finisca cos presto. Dammi solo un minuto... aspetta.
Scivol fuori di lei, stringendola a s. Dylan sent il tessuto ruvido dei suoi jeans contro
le gambe, la cerniera che le graffiava la pelle. E poi la morbidezza del maglione che indossava. Una
sensazione molto piacevole sulla pelle nuda. E le mani di Alec che le accarezzavano lo stomaco, le
titillavano i capezzoli, scivolavano tra le sue gambe e dentro di lei.
Sei cos bagnata... pronta.
S.
Anche se ti ho scopata cos brutalmente...
S?
Vuoi venire ancora, piccola? Le infil le dita dentro.
S!
Bene. Anchio lo voglio. Vieni.
Dylan aveva ormai imparato a non fare domande. Ed era meraviglioso non dover
pensare.
Lo segu, mentre lui la guidava verso il bagno. Rimase in attesa in silenzio mentre lui si
spogliava, si sfilava il preservativo, e faceva scorrere lacqua prima di entrare nella doccia
piastrellata di bianco insieme a lei.
Lacqua ricadeva su di loro come una fitta pioggia tiepida lenendo il bruciore delle
natiche. Alec la prese tra le braccia e lei non oppose resistenza, abbandonandosi a lui.
Era ancora eccitata. E anche Alec, lo capiva dal suo cazzo, duro e pronto che premeva
contro il suo ventre. Ma era piacevole starsene l insieme, pelle contro pelle, con lacqua calda che
cadeva su di loro, sollevando nuvole di vapore.
Lalta finestra ad arco che si apriva su una delle pareti della doccia faceva filtrare le luci
provenienti dalla strada: lalone ambrato dei lampioni e i neon rosa e azzurri delle insegne dei
negozi gettavano ombre colorate sul soffitto e sulle pareti. Le luci, lacqua calda, il corpo
rassicurante di Alec, la facevano sentire in un bozzolo sicuro, come se il resto del mondo non
esistesse pi. Come se in quel momento ci fossero soltanto loro due.
Alec la tenne stretta a lungo, poi inizi ad accarezzarla.
Lunghe, delicate carezze sulla schiena, i fianchi, le natiche. Poi inizi a sculacciarla
dolcemente. I colpi erano pi efficaci sulla pelle bagnata e il dolore arriv immediatamente. Ma il
corpo di Dylan convert subito il dolore in piacere.

Era cos bello per Alec sentire i capezzoli inturgiditi premuti contro il suo torace, il suo
sesso annidato tra le gambe, che diventava sempre pi duro a ogni secondo. Alec lo fece scivolare
tra le labbra del suo sesso, affondandolo nei suoi umori, senza per penetrarla.
Oh... Dio, Alec... ti prego...
S, hai bisogno di venire di nuovo, vero piccola? Vieni qui, allora... siediti qui.
Alec la fece abbassare sul sedile piastrellato lungo la parete della doccia.
Apriti per me. S, cos, bene... sei bellissima.
Dylan divaric le gambe e lo osserv mentre staccava il telefono della doccia dalla
parete e lo puntava verso la sua vagina aperta.
Oh!
La tenne per qualche istante puntata contro il clitoride, poi si spost verso il basso e
risal lentamente, pi volte. Ben presto Dylan inizi ad ansimare e ad avere di nuovo voglia di lui.
Ti piace, piccola?
S.
Ma vorresti qualcosa di pi, vero?
Lei non rispose, non ne era in grado.
Quando Alec singinocchi tra le sue gambe, trattenne il respiro. E quando lui si pieg
in avanti e la sfior con la lingua, emise un lungo gemito. Il piacere cresceva dentro di lei in ondate
di calore e di desiderio. Alec la stava leccando, la sua lingua percorreva su e gi la fessura,
insinuandosi poi allinterno. Le punt il getto dellacqua sul clitoride.
Alec... Oh, Dio... troppo!
Era ci di cui aveva bisogno, presto sarebbe venuta di nuovo. Sarebbe stata travolta dal
piacere.
Per lui.
Insieme a lui.
Alec!
Quando smise di tremare, Alec si stacc da lei e la baci. Nonostante lacqua scorresse
su di loro, Dylan riusc a percepire il sapore del proprio sesso sulle labbra di Alec. Laveva fatta
venire. Aveva fatto di lei quello che voleva. E questo le piaceva.
Il suo cazzo duro era ancora premuto contro di lei. Dylan lo prese in mano, lo sent
fremere, sent quanto era teso.
Lo voleva. Voleva Alec. Voleva dargli piacere.

Alec... posso...
Cadde in ginocchio e lui glielo permise, alzandosi in piedi al tempo stesso. Dylan si
aggrapp alle sue gambe, con il cazzo di Alec dritto di fronte a s. Splendido.
Si avvicin e fece scorrere la lingua sulla punta, sorridendo quando lo sent gemere.
Cristo, cos mi ucciderai, Dylan.
Lei lecc di nuovo, premendo con la punta della lingua sul piccolo buchino, sentendo
gi il sapore del liquido seminale. Non poteva pi aspettare.
Lo prese in bocca tutto in una volta, fino a quando si sent soffocare e le salirono le
lacrime agli occhi. Ma voleva farlo, ne sentiva il bisogno. Lo fece scivolare fuori, tenendo in bocca
solo la punta e con la lingua inizi a girarci intorno pi e pi volte.
Alec tremava e inarcava la schiena. Quando sollev gli occhi verso di lui, Dylan vide
che aveva gettato la testa allindietro e che aveva puntato le mani lateralmente contro le pareti della
doccia. Il suo volto era stravolto dallestasi. Virile. Sensuale. Bellissimo.
Lo inghiott di nuovo, concentrandosi per rilassare la gola e permettere al suo cazzo di
scivolare pi a fondo possibile. Alec inizi a pompare dentro la sua bocca. Dylan si aggrapp alle
sue gambe, affondandovi le unghie e facendolo gemere.
Cristo, Dylan... Dylan!
Il suo cazzo inizi a pulsare rapidamente e la bocca di Dylan fu inondata di liquido
caldo. Alec continuava a spingere, ma i suoi movimenti andavano rallentando. Infine, le scost i
capelli bagnati dal viso e laiut ad alzarsi. Lei pieg il capo sotto il getto della doccia, lasciando
che lacqua lavasse via il suo seme.
Dylan... stato incredibile. Tu sei incredibile.
Immerse le mani tra i suoi capelli, afferrando le ciocche bagnate.
Dylan si appoggi a lui, posando il capo sul suo torace e restando in ascolto dei battiti
lenti e regolari del suo cuore.
Alec si chin a baciarle il viso; piccoli, teneri baci sulle guance, il mento, la fronte, le
palpebre. Baci che le fecero venire i brividi, non di desiderio, ma di qualcosa di pi. Cosera?
Non pensare. Smetti di pensare. Concentrati sulle sensazioni.
Ma lei lo sapeva. Sentiva i brividi dentro, il battito accelerato. Non riguardava il sesso,
sebbene fosse stato incredibile, proprio come aveva detto Alec. Significava qualcosa di pi,
qualcosa di pi profondo.
Qualcosa a cui lei aveva promesso di non pensare.
Rimase abbracciata a lui, aggrappata alle sue ampie spalle. Era cos solido. Doveva
focalizzarsi su quello, sul senso di sicurezza che provava tra le sue braccia. Ma tutto questo
sembrava farla tornare sempre allo stesso punto: stava accadendo qualcosaltro, oltre al sesso e al

fatto che lei finalmente era riuscita ad aprirsi. Non sapeva per quanto tempo ancora sarebbe riuscita
a fingere di non essere innamorata di Alec. Innamorata persa.
Strizz gli occhi e si morse le labbra contro unondata di vertigini. Non si era mai
sentita cos smarrita in tutta la sua vita, nemmeno quando Alec laveva legata ed era stata
fisicamente impotente. Quello era nulla in confronto alla sensazione attuale.
Stava precipitando, nonostante tutti gli sforzi per evitarlo, e non cera nulla che lei
potesse fare per impedirlo. Quando avrebbe toccato il fondo, sarebbero stati grossi guai.

14
Era riuscita a non pensare per tre settimane. Dopo quella sera sotto la doccia, aveva
fatto un nuovo patto con se stessa: dal momento che non poteva opporsi in alcun modo a quello che
sentiva, lo avrebbe semplicemente accettato. Non era necessario che qualcosa cambiasse. I
sentimenti erano semplicemente l. Poteva scegliere che cosa farne, oppure no.
Cerano state altre sere sotto la doccia. E giorni. Era diventato uno dei loro posti
preferiti per fare sesso. Dylan amava il rumore di quelle sculacciate sulla pelle bagnata che
echeggiava tra le pareti piastrellate della doccia.
Alec era ormai di casa da lei, lasciava l lo spazzolino da denti e una camicia di
ricambio. Non che questo significasse qualcosa. Era semplicemente comodo. La casa di Dylan era
molto pi vicina al Regno del Piacere della sua; era proprio in fondo alla strada. E il suo computer
portatile in un angolo del soggiorno era solo unaltra comodit, nulla di pi.
In qualsiasi caso, le piaceva quando scrivevano insieme al pomeriggio, Alec seduto al
tavolo di vetro del soggiorno e lei alla scrivania, nella zona studio, a solo pochi metri da lui. Era
intimo e rassicurante. E se uno dei due aveva bisogno di chiarire un punto della trama, laltro era
subito disponibile. Questo spesso li portava a fare di nuovo sesso. Ma dal momento che lei era una
scrittrice di romanzi erotici, i loro attimi di passione erano per lei fonte dispirazione. Il suo libro
stava iniziando a prendere forma, la trama e le dinamiche dei personaggi si andavano definendo
grazie in buona parte ad Alec. Era sempre un buon segno quando il lavoro procedeva bene.
Mischa aveva chiamato di nuovo per avere notizie. Con lei Dylan aveva omesso
parecchie cose. Non sapeva perch. Forse voleva semplicemente tenere solo per loro quello che
stava succedendo. Una questione di privacy. O forse temeva che parlarne lo avrebbe reso troppo
reale, impedendole di negare che cosa poteva significare per loro. Per lei. Si sentiva meglio se quei
pensieri restavano ai confini della sua coscienza. Era uno strano modo di sottrarsi al problema, ma
rendeva la situazione accettabile. Le permetteva di mantenere la distanza necessaria a garantire
lequilibrio. O il controllo.
Lei non aveva lasciato nulla da lui, nonostante ci passasse del tempo.
Era uno dei rari giorni in cui era a casa sola, seduta al tavolo a sorseggiare una tazza di
t verde al gelsomino accompagnato da fette di pane tostato e imburrato.

Guardava fuori dalla finestra, come faceva spesso. Il sole stava cercando di aprirsi un
varco nella nebbia mattutina di Seattle, il suo chiarore dorato gettava sprazzi di luce sul lucido
pavimento di legno. Quellimmagine le ramment unaltra mattina, in cui era a letto insieme ad
Alec. Mentre lui dormiva, i raggi di sole si erano posati sui suoi avambracci, tingendo i morbidi peli
doro e ambra. Dylan gli aveva sfiorato il braccio con la punta delle dita. E lui si era svegliato,
sorridendole, con gli occhi di quellazzurro incredibile che sembravano guardare dritto dentro di lei.
Alec laveva salutata con un bacio al crepuscolo, circa unora prima, per andare a fare
un giro con il suo amico Dante da qualche parte. Poi, quella sera, avrebbero cenato tutte tre
insieme.
Dylan raccolse la tazza di t tra le mani e sorseggi la bevanda bollente.
Non riusciva a capire come sentirsi allidea di conoscere i suoi amici. Avrebbe dovuto
essere una cosa naturale, pens; una cosa naturale per una relazione normale, ma la loro non lo era.
O forse s?
Significava che Alec desiderava un rapporto pi serio? Alec era contrario alle relazioni
stabili quanto lei. Era questo a farla sentire al sicuro, nonostante si sentisse legata a lui.
Col passare del tempo erano sempre pi uniti. Si confidavano anche i segreti pi oscuri.
Sicuramente ogni loro fantasia sessuale. Qualche volta Alec laveva sculacciata con indosso la sua
giacca di pelle nera dopo che lei gli aveva confidato quanto la eccitasse il profumo del cuoio e
quanto lo considerasse trasgressivo. Nulla di ci che gli confessava riguardo alle proprie fantasie
erotiche pareva scandalizzarlo. Era molto liberatorio. Dylan non aveva mai conosciuto un uomo
come lui. Era intelligente e aveva una mentalit aperta. Sia per quanto riguardava il sesso che
qualsiasi altra cosa.
Dylan adorava il fatto che riuscissero a parlare di arte e letteratura, cosa di cui aveva
sempre sentito la mancanza con gli uomini che aveva frequentato. Sospettava che Alec fosse pi
colto di lei, ma questa era una buona cosa. Accresceva il rispetto nei suoi confronti. E il rispetto era
essenziale per lei, anche quando si trattava di una frequentazione o di unavventura occasionale.
Inoltre, Alec era gentile. Ovunque andassero, alla gente piaceva immediatamente. Era
stata solo la sua testardaggine, ora se ne rendeva conto, a renderla tanto combattiva nei suoi
confronti quando si erano conosciuti. Alec ammaliava tutti: le cameriere dei ristoranti, le commesse
delle librerie. Il suo fascino non era una semplice facciata, come succedeva spesso con molti altri
uomini.
Solo in quel momento si rese conto di non aver mai pi pensato, n mai pi guardato
altri uomini da quando aveva conosciuto Alec, cinque settimane prima. Era come se lo conoscesse
da anni. Da sempre.
Per sempre... con lui...
Il suo cuore acceler i battiti e lei sorrise. Poi lassal il panico e fu come se avesse
improvvisamente ricevuto un pugno nello stomaco.
Che cosa stava pensando?

Non ci sarebbe stato un sempre. N con Alec n con qualsiasi altro uomo. No, non per
lei.
Squill il cellulare e Dylan lo prese dal tavolo per vedere di chi si trattava.
Alec.
Respira...
Il panico si acquiet e il suo battito torn regolare semplicemente nel leggere il suo
nome sul display.
Ciao.
Ciao, Dylan.
La sua voce la fece sorridere, il suo timbro morbido, profondo e rassicurante. Il panico
continu a recedere.
Alec, avete gi finito il vostro giro?
Non lo abbiamo ancora fatto. Dante ha avuto unemergenza in ufficio e cos ho un
po di tempo libero. Sono qui sotto.
Cosa?
Non mi fai salire?
Lei rise. Pensi che potrei mai impedirtelo?
Brava bambina.
Dylan rabbrivid mentre premeva il pulsante del citofono. Sapendo che lui stava per
salire, il suo cuore acceler i battiti e il suo sesso sinumid.
Apr la porta e attese. Lascensore si ferm, le porte si spalancarono ed ecco Alec.
Aveva unaria molto trasgressiva, da vero bad boy con i jeans, la maglietta nera e il giubbotto di
pelle gettato su una spalla. Le sorrise.
Non sei vestita constat con apprezzamento.
Non me ne hai lasciato il tempo. Te ne sei andato solo unora fa.
Lui lasci cadere il giubbotto a terra e si richiuse la porta alle spalle. Mi piace tenerti
sulla corda. E non solo... mi piace averti sotto di me, e metterti in ginocchio.
Con pochi passi fu da lei, facendola indietreggiare verso il soggiorno.
Un attimo dopo, le mani di Alec erano su di lei, le slacciavano la vestaglia facendola
scivolare a terra, le strizzavano i capezzoli, facendoli indurire, mentre il piacere si diffondeva nel
suo corpo. Poi si chin a baciarla, le sue labbra brutali ed esigenti, la sua lingua dolce e calda.
Sapeva di menta. Sapeva di Alec.

Dylan gemette, mentre lui la spingeva allindietro, in soggiorno, poi la sollevava da


terra e la metteva a sedere sul grande tavolo dal ripiano in vetro. Era freddo a contatto con il suo
fondoschiena e la parte posteriore delle cosce.
Alec si stacc da lei.
Sono molto sexy, ma per il momento ne faremo a meno.
Le sfil gli slip, una gamba per volta, fermandosi a baciarle le cosce e le ginocchia,
facendola rabbrividire. Poi infil direttamente le dita nellumida fessura.
Oddio, Alec... dammi almeno il tempo di pensare!
Non c niente da pensare. Mmm... sei splendida, piccola.
Alec tenne gli occhi fissi nei suoi, mentre si portava le dita bagnate alle labbra e le
leccava. Dylan rabbrivid, percorsa da un fremito di desiderio.
Alec...
Che cosa vuoi, piccola mia?
Lo sai quello che voglio.
Dimmelo.
Voglio la tua bocca su di me.
Sorridendo, lui la spinse gi sul tavolo. Il vetro freddo contro la schiena contrastava con
il calore del suo sesso. Il corpo di Dylan si stava facendo sempre pi bollente. Alec le divaric le
gambe con le mani, si chin su di lei e la assapor, facendola trasalire.
Oh, s...
Lui inizi a darsi da fare con la bocca, la lingua e le dita. Lecc il clitoride inturgidito,
lo succhi sempre pi forte. Con le dita massaggi le labbra del suo sesso e poi le infil, piegandole
per raggiungere il punto G.
Dio... Alec... sto per venire!
Lui continu. Il piacere simpossess del corpo di Dylan, le pareti del suo sesso
iniziarono a contrarsi. I capelli setosi di Alec che le sfioravano linterno delle cosce rendevano il
tutto ancora pi piacevole ed eccitante.
Lui continu a succhiare con forza, e affond le dita. Lampi di luce le esplosero davanti
agli occhi chiusi. Dylan sinarc, sollevandosi dal tavolo, mentre il piacere lattraversava a ondate.
Stava riprendendo fiato, il sesso ancora scosso dagli spasmi, quando lui si slacci i
pantaloni, prese un preservativo dalla tasca e lo srotol sul pene in erezione. Dylan gli circond la
vita con le gambe e lui le sollev le braccia sopra la testa, imprigionandole i polsi nella sua grande
mano prima di penetrarla, ma non completamente, puntando solo il glande gonfio di desiderio
allimboccatura del suo sesso. Meraviglioso. Unerotica tortura.

Sei cos bagnata, piccola. Cos bagnata per me. Devo scoparti. Devo...
assolutamente... scoparti, piccola.
Diede una spinta, il suo cazzo scivol dentro allimprovviso e lei lanci un urlo. Da quel
momento fu pura furia animale, i loro corpi uniti nellurgenza del desiderio, mentre lui iniziava a
pompare. E fu come se Dylan continuasse a venire, mentre il suo sesso si stringeva intorno al cazzo
duro che si muoveva dentro di lei.
Alec acceler il ritmo, spingendo pi a fondo. Il suo bacino le sbatteva contro, la
superficie dura del tavolo le faceva male contro la spina dorsale, ma non le importava. Le piaceva
tutto, i polsi che lui tratteneva, la sensazione di essere posseduta completamente.
Vieni, Alec... ti prego...
Sto venendo... piccola...
E venne, con il volto stravolto dallestasi, affondando in lei scosso dagli spasmi.
Gemendo, continu a spingere.
Dylan... Le croll addosso con il respiro affannato. stato meraviglioso.
Mmm...
Alec le baci il lobo dellorecchio, mordicchiandolo. Arriver in ritardo per il mio
giro in moto.
S. Che cosa dirai a Dante?
Niente. Capir.
Dylan sorrise. Era troppo felice per preoccuparsene.
Alec si sollev, aiutandola a rimettersi in piedi.
Indietreggi di un passo, tenendole la mano. Mi piace quando hai questa espressione.
Le mise una mano tra le gambe e infil due dita nellumido calore del suo sesso. Dylan si
appoggi a lui, mentre una scossa di piacere attraversava il suo corpo.
Ges, Alec, non uscirai mai di qui se non ti fermi.
Non tentarmi, donna. Non voglio far aspettare troppo Dante, altrimenti ti metterei
sulle mie ginocchia e sculaccerei il tuo stupendo culetto fino a quando non assume quella tonalit di
rosso che a me piace tanto. Mi sta quasi diventando duro di nuovo al solo pensiero.
Dylan rabbrivid, immaginando ci che lui aveva descritto.
Sei sicuro che non abbiamo tempo?
Alec rise. Avremo tutto il tempo dopo cena questa sera. Dobbiamo solo aspettare...
troppo.
S, decisamente troppo.

Vieni con me.


Cosa?
Vieni a fare un giro in moto con me, con noi. Dante non avr nulla in contrario.
Alec, io non salir mai sulla tua moto.
Avvertiva una pressione al petto al solo pensiero.
Non andremo lontano.
Non questo il punto.
Pensavo che ti fidassi di me.
Mi fido, e sono pronta a fare quasi tutto. Qualsiasi cosa a letto e al club. Mi
sottometter a te in ogni modo, ma non salir sulla tua moto. N con te, n con altri... nulla di
personale.
Ho solo pensato che sarebbe stato bello se fossi venuta con noi. un modo per
conoscere un altro aspetto della mia vita.
Era offeso? Lei non lavrebbe mai fatto comunque.
Mi dispiace, non posso.
Alec alz le spalle, ma lei non riusc a capire se fosse amareggiato.
Okay. Le accarezz i capelli, scostandoglieli dal viso. Va tutto bene, Dylan.
Okay.
Si chin, la baci sulla bocca sfiorandole il viso con la mano, e lei si rilass a quel
contatto.
Devo andare. Ci vediamo stasera alle otto al Wild Ginger?
S, certo.
Le sorrise. Non era un ordine, Dylan.
Lei arross al pensiero che Dante potesse udire una simile conversazione tra loro, poi si
rese conto che doveva essere abituato a cose di quel genere, dal momento che anche lui era un
dominatore.
Daccordo. Arriver comunque alle otto.
Bene. Alec sollev la cerniera dei jeans e solo allora Dylan si rese conto che non
si era nemmeno spogliato, che le era saltato addosso in preda a un puro istinto animale. Lei era
ancora nuda. Il desiderio la percorse da capo a piedi. Mi dispiace, devo scappare le disse
Alec, prendendole la mano e sfiorandole le nocche con le labbra.
Non preoccuparti.

Buona giornata. Ci vediamo questa sera, piccola.


Un piccolo brivido nelludire quel vezzeggiativo.
Smettila di essere cos infantile!
Sar pronta.
Lui le cinse la vita, attirandola di nuovo a s e mormorandole allorecchio: Tu sei
sempre pronta. Ti ho mai detto quanto mi piace?
Dylan era di nuovo bagnata, si sentiva languida e arrendevole.
Sar meglio che tu vada, altrimenti non ti permetter pi di uscire da qui.
Che tono autoritario! Alec rise.
Ho il migliore dei maestri. Vai adesso. Buon giro. Ci vediamo questa sera.
Dylan stava ancora sorridendo mentre chiudeva la porta alle spalle di Alec, raccoglieva
la vestaglia e se la gettava sulle spalle. Ges, si stava comportando proprio come una femmina.
Dovette rammentare a se stessa che questo non la rendeva debole. Del resto, lei era una femmina.
Alec era semplicemente il primo uomo che era riuscito a farla sentire davvero donna. Forse perch
era stato il primo a infrangere la corazza che lei aveva sempre pensato di dover mostrare al mondo.
Non laveva infranta del tutto, ma sicuramente aveva aperto una breccia e vi aveva guardato
attraverso.
E non se nera andato. Era rimasto insieme a lei.
Dylan non voleva soffermarsi troppo a pensare che cosa questo potesse significare.
Meglio accantonare largomento e crogiolarsi in quella faccenda del sentirsi finalmente donna.
Unaltra cosa su cui preferiva non riflettere era la loro conversazione riguardo alla moto.
Dylan non aveva capito come si fosse sentito Alec di fronte al suo ostinato rifiuto di salire in sella
insieme a lui, ma per lei era davvero assolutamente impensabile. La spaventava anche solo
immaginare Alec fiondarsi sullautostrada a cavallo di quella cosa.
Lascia stare, pensa alla cena di questa sera, a quando lo rivedrai.
And in bagno a farsi la doccia e a vestirsi. Si guard allo specchio; aveva gli occhi
luminosi, le pupille dilatate, il viso lievemente arrossato e la labbra gonfie, come se fossero state
morse. Sorrise alla sua immagine riflessa.
Andava tutto bene. Ad Alec non sarebbe successo nulla. Doveva riuscire a controllare le
proprie paure. Se le era portate dietro per troppo tempo.
In quel momento, lunica cosa di cui doveva preoccuparsi era il vestito che avrebbe
indossato quella sera. Forse era molto pi femmina di quanto pensasse di essere.
La giornata trascorse velocemente, scrisse una dozzina di pagine e ne corresse anche di
pi. Nonostante fosse stata impegnata, Alec era stato nei suoi pensieri per tutto il tempo. Non
riusciva a smettere di pensare a lui.

In piedi davanti al lungo specchio dellanta dellarmadio, con indosso slip e reggiseno
neri con ricami di pizzo bordeaux, si chiese quale abito avrebbe indossato. Mancava poco meno di
unora allappuntamento con Alec e Dante, doveva sbrigarsi. Perch le era cos difficile decidere?
Il morbido abito fasciante color porpora o il golfino di cachemire grigio con la gonna
nera? Le donavano entrambi, entrambi facevano risaltare la sua figura. Si drappeggi labito
addosso. La scollatura era profonda, la parte inferiore scendeva a trapezio. Lo appese allanta
dellarmadio e prese la gonna. Erano entrambi sexy ed eleganti.
Cercava sempre gli abiti pi sexy per lui. Era comprensibile, dal momento che
andavano a letto insieme, ma fino ad allora non ci aveva pensato pi di tanto.
Rimise a posto la gonna. Forse avrebbe indossato labito color porpora... le piaceva che
sintrecciasse sui seni, formando quella profonda scollatura a V. Le piaceva sentire il tessuto
morbido scivolare sulla sua pelle, il modo in cui quello le sfiorava le gambe.
Da settimane era ormai diventata ipersensibile a tutto, sempre allerta, pronta a cogliere
qualsiasi sfumatura. Sensazioni, sapori, profumi, suoni, tutto le arrivava amplificato, come se Alec
avesse svegliato tutti i suoi sensi.
Alec...
Sinfil il vestito e lo allacci stretto in vita. Non mise le calze, sebbene fuori facesse
freddo, e scelse un paio di stivali scamosciati neri, con il tacco alto, che le arrivavano al ginocchio.
Aggiunse un semplice girocollo dargento e un paio di sottili orecchini a cerchio.
Guard compiaciuta la propria immagine allo specchio, sapeva che Alec sarebbe stato
felice della sua scelta. A quel pensiero avvert una vampata di calore.
Sorrise quando suon il cellulare e lesse il suo nome sul display.
Alec...
Dylan, sono Dante, sto usando il telefono di Alec.
Oh, Dante, ciao.
Senti, non voglio preoccuparti. Ti chiamo solo per avvertirti che faremo un po tardi
per la cena.
Dylan avvert un brivido lungo la schiena.
Preoccuparmi per cosa?
Alec ha avuto un incidente... niente di grave, sta bene...
Un incidente?
Sta bene, davvero, te lo assicuro.
Dov?
Siamo al Virginia Mason Hospital, al pronto soccorso.

Oh, mio Dio! Arrivo subito.


Non necessario, davvero.
Sto arrivando.
Dylan interruppe la comunicazione con il cuore che le batteva allimpazzata per la
preoccupazione. La paura.
Afferr il cappotto e la borsa e si chiuse la porta alle spalle. Lascensore impieg
uneternit ad arrivare, ma infine lei sal sullauto e attravers di corsa la citt.
Quelle maledette moto! Perch gli uomini ne erano ossessionati? Ges, se fosse
successo qualcosa ad Alec non glielo avrebbe mai perdonato.
Arriv in fretta allospedale, posteggi e scese dallauto. Si diresse di corsa verso il
pronto soccorso ed entr.
Quellodore! Lo odiava... lodore di disinfettante, di alcol e di paura. Odiava il ticchettio
dei propri tacchi sul pavimento di linoleum chiaro. La freddezza asettica delle stampe floreali alle
pareti, che non riuscivano a rendere lambiente accogliente. Tutto ci le ricordava quando aveva
perso Quinn. Non riusciva a sopportarlo. Ma Alec era l da qualche parte. Inghiott la nausea e si
avvicin al bancone. Linfermiera alz gli occhi.
Sto cercando... un amico.
Nome? chiese la donna.
Alec Walker.
Dylan!
Si volt e vide Alec con un uomo alto e slanciato che doveva essere Dante uscire da una
porta dal doppio battente. Alec aveva un braccio al collo. Il panico la invest come una doccia
gelata.
Alec!
Dylan, non saresti dovuta venire fin qui!
Stai scherzando? Dante mi ha telefonato dicendomi che eri ferito.
Sto bene. Mi sono solo fatto male alla spalla, ma Dante ha insistito perch mi facessi
controllare.
Non stai bene. Sei caduto in moto? cos?
Non niente. Ho affrontato una curva a velocit troppo elevata e cerano delle foglie
bagnate sulla strada. Sarei dovuto essere pi prudente.
Dylan avrebbe voluto dirgli che non avrebbe nemmeno dovuto salirci sulla moto, ma
non voleva metterlo in imbarazzo di fronte al suo amico. Sapeva di esagerare, ma non poteva farci
nulla. Riusciva a pensare solo al volto immobile di Quinn.

A Quinn morto.
Le si chiuse la gola e sent il pizzicore delle lacrime agli occhi.
Smettila. Calmati.
Alec le si avvicin e racchiuse la mano di Dylan nella sua. Era calda, rassicurante. Se
solo avessero potuto andarsene da l, allontanarsi da quellodore!
Ti assicuro che sto bene, Dylan. Un po dolorante, ma niente di rotto.
Okay, okay. Lei fece un respiro profondo, poi un altro, cercando di non darlo a
vedere.
Mi dispiace di averti allarmata disse Dante. I suoi occhi erano di un bel castano
dorato, la sua espressione dolce. Mi ha detto Alec di chiamarti.
No, io... grazie, so che lhai fatto solo per gentilezza, ma ero... preoccupata.
Non c nulla di cui preoccuparsi insistette Alec. Mi sono fatto sicuramente
pi male in cucina e molto di pi sul campo di basket.
Sei troppo grosso per giocare con una palla lo canzon Dante.
Ti ricordo che a football ti ho stracciato ridacchi Alec.
Solo perch sei un gigante replic Dante.
Dylan ascolt il loro scambio di battute, mentre ancora cercava di calmare i battiti del
suo cuore. Possiamo... andarcene da qui?
S, certo, stavamo uscendo quando sei arrivata. Stavamo andando a casa di Dante per
cambiarci. Alec la guardava, i suoi occhi azzurri puntati su di lei. Stai bene? Non stai per
svenire, vero?
Che cosa? Certo che sto bene, che non mi piacciono molto gli ospedali.
Alec le pos una mano sulla schiena e inizi ad accarezzarla con movimenti circolari.
Quel gesto le fece venir voglia di piangere di nuovo. Non lo capiva.
Andiamocene allora.
Non puoi guidare la moto in queste condizioni.
Prima di venire qui siamo andati a casa mia e abbiamo sostituito le moto con la mia
auto intervenne Dante.
Ci vediamo al ristorante tra mezzora le disse Alec. Tu vai pure avanti e prendi
qualcosa da bere.
Lei annu. S, aveva proprio bisogno di bere qualcosa. Daccordo.
Alec lattir a s e le sfior i capelli con un bacio. Dylan aveva ancora voglia di

piangere, ma il nodo di paura che le si era formato in gola si stava sciogliendo a poco a poco.
Si diressero tutti insieme verso il parcheggio e Alec le diede un altro bacio sui capelli
prima di farla salire sullauto. Dylan inser un CD, e la musica classica e la guida la
tranquillizzarono, aiutandola a calmare i nervi. Poco dopo parcheggi davanti al Wild Ginger.
Era lo stesso ristorante in cui avevano cenato quando erano usciti insieme per la prima
volta. Era questo ci che stavano facendo? Uscivano insieme?
Be, s, si frequentavano.
Si frequentavano e basta.
Era solo sesso tra loro due.
Dylan fece un respiro profondo. E ora Alec voleva che lei conoscesse il suo miglior
amico. Questo significava qualcosa oppure stava costruendo castelli in aria?
La sera prima aveva chiesto ad Alec che tipo fosse Dante, e lui le aveva risposto che era
intelligente e divertente, una bella persona. Che le sarebbe piaciuto, cos come lei sarebbe piaciuta a
lui. E quando gli aveva chiesto come mai ne era tanto sicuro, lui le aveva risposto: A quale uomo
non piaceresti?
Dylan prov un nodo allo stomaco.
A quale uomo?
Forse ad Alec?
Non essere stupida, non quello che vuoi.
Che cosa voleva? Non lo sapeva pi con certezza.
Sospirando, scese dallauto ed entr nel ristorante, dirigendosi verso il bar. Ordin un
vodka tonic. Quella sera aveva bisogno della sferzata della vodka per cercare di non perdersi nei
suoi pensieri mentre attendeva larrivo dei due uomini.
Si trovava l da non pi di venti minuti quando loro entrarono. Erano entrambi vestiti di
scuro; Alec muscoloso e imponente, Dante alto e con i capelli corti che sparavano verso lalto.
Mentre si avvicinavano, Dylan si accorse che lui era quasi bello quanto Alec, con quel
sorriso smagliante e le fossette sulle guance.
Alec si chin su di lei e la baci. Ehi, avevo dimenticato di dirti quanto sei bella
le sussurr tra i capelli.
Mi dispiace che abbiamo iniziato cos male si rammaric Dante, prendendole la
mano. Di solito sono un po pi diplomatico. Le sorrise e Dylan non pot fare a meno di
subire almeno in parte il suo fascino.
Sto bene, davvero.
Il nostro tavolo dovrebbe essere quasi pronto. Prendi un altro drink?

Ma come sei galante... lo canzon Alec.


Come sempre.
Ricordati che lei mia.
Oh, non credere che non me ne sia reso conto.
Sua?
Dylan guard Alec, ma lui stava sorridendo a Dante, apparentemente inconsapevole di
ci che aveva appena detto. Che cosa intendeva dire?
Oppure era solo un modo di dire, una battuta tra amici, priva di significato?
S, berrei volentieri ancora qualcosa, ti ringrazio rispose lei.
Un bicchiere di vino? le propose Alec.
Un altro vodka tonic, grazie.
Alec inarc le sopracciglia, ma ordin una vodka per lei e una anche per s. Sapeva che
di solito non beveva superalcolici. Che pensasse pure che era nervosa allidea di conoscere Dante.
Alec si sedette sullo sgabello accanto a lei, posandole una mano sulla schiena. Dylan
adorava sentire il calore della sua mano, ma quella sera era particolarmente nervosa. Faceva una
fatica terribile a cercare dignorare la fasciatura al suo braccio sinistro e il modo in cui lui se lera
procurata. Limpulso di pensare era quasi incontenibile.
E cos esord Dante dopo essersi seduto al suo fianco dallaltra parte tu scrivi
romanzi erotici.
S.
E vi siete conosciuti perch dovevi fare ricerche sulle nostre... pratiche estreme.
S, esatto. Il barman serv le ordinazioni e lei fece un lungo sorso, nonostante il
bruciore in gola. La presenza di Alec e la vodka stavano facendo il loro effetto, e lei si stava
rilassando. Immagino che la maggior parte delle persone che praticano il BDSM lo considerino
uno stile di vita.
Dante scroll le spalle. Io no. Non descrive la mia vita, ma solo la mia attivit
sessuale... e sensuale. E lo pratico il pi spesso possibile.
Le sorrise. Era davvero affascinante. Accogliente. Le piaceva, come Alec aveva
previsto.
Alec mi ha detto che sei un avvocato.
Un avvocato divorzista. Lavoro per un importante studio da qualche anno, ma ho
appena saputo di aver ottenuto un posto in uno studio pi piccolo qui in citt, un posto che
rincorrevo da mesi, e quindi ne sono molto felice.

Congratulazioni!
Grazie.
Un avvocato divorzista... devessere un lavoro impegnativo.
Lo , a me piacciono le cose impegnative.
Le sorrise di nuovo, con un luccichio negli occhi color castano dorato.
Ti piacciono questi piccoli sottintesi? gli chiese Alec.
Cera una traccia di gelosia nella sua voce, oppure stava solo prendendo in giro il suo
amico?
Mi piacciono tante cose, Alec, ma tu questo lo sai gi. Oh, sembra che il nostro
tavolo sia pronto. Andiamo?
Dante offr il braccio a Dylan e lei pens che sarebbe stato scortese rifiutare. Notando
locchiata di Alec, abbozz un sorriso.
Avevano riservato loro un tavolo protetto da un separ: Dante si sedette da una parte, e
lei e Alec dallaltra.
Dylan studi il men pur sapendo che Alec avrebbe ordinato al suo posto. Una piccola
parte di lei avrebbe voluto protestare, ma ormai ci aveva rinunciato da settimane. Invece, si
appoggi allo schienale e ripose il men sul tavolo.
Dante spost lo sguardo da lei ad Alec. Non disse nulla, ma Dylan cap che stava
cercando di valutare la situazione. Essendo un dominatore, era abituato quanto Alec a osservare le
donne. Per loro era una cosa quasi automatica. A lei non dava fastidio, bench una parte della sua
mente fosse ancora convinta che avrebbe dovuto ribellarsi.
Arriv il cameriere e i due uomini fecero le ordinazioni. Alec ordin anche per lei,
come previsto. La cosa le procur un brivido di piacere, detestava ammetterlo persino a se stessa.
Eppure, era cos.
Raccontatemi come vi siete conosciuti disse Dylan, spostando lo sguardo da Alec
a Dante. Non poteva fare a meno di notare quanto entrambi fossero attraenti. Entrambi riscuotevano
immediatamente lattenzione delle donne ovunque andassero, soprattutto se erano insieme.
Ci siamo conosciuti al Regno del Piacere. Quand stato? Tre anni fa? chiese
Dante ad Alec.
S, circa tre anni fa.
Abbiamo capito subito di avere molto in comune disse Dante al di l di quello
che succede al club. A entrambi piace viaggiare, anche se Alec ha visitato molti pi posti di me. Tra
luniversit e linizio della mia carriera, non ho avuto molto tempo libero. Ma stata la passione per
la velocit a unirci pi di qualsiasi altra cosa. Anche se il suo gusto in fatto di moto atroce!
Le Ducati sono classiche, la perfezione in fatto di meccanica.

E io continuo a ripeterti che nulla pu reggere il paragone con una BMW ribad
Dante. Sono le migliori moto da turismo del mondo. Nulla pu battere la tecnologia tedesca.
Sembra che abbiate gi affrontato questa discussione osserv Dylan, fingendo che
il solo sentir menzionare le moto non le chiudesse lo stomaco per la paura.
Alec rise. Forse un paio di volte.
Si volt verso di lei e le sorrise, stringendole la mano. Nonostante le emozioni
conflittuali che provava in quel momento, fu percorsa da un piccolo brivido. Le succedeva tutte le
volte che lui la toccava. E bench Dante fosse molto attraente, intelligente e affascinante quanto
Alec le aveva detto, non aveva il minimo effetto su di lei. Nemmeno una scintilla. Ormai era come
se lei vedesse gli altri uomini da distante, confrontandoli sempre con Alec. E nel confronto,
invariabilmente arrivavano secondi.
Aveva sempre apprezzato un belluomo, quando ne incontrava uno. Perch
allimprovviso aveva occhi per uno soltanto?
Si volt di nuovo verso Alec e lui ricambi il suo sguardo. I suoi brillanti occhi azzurri
che la fissavano e le scavavano dentro le facevano sempre venire il batticuore.
Oh, sei proprio nei guai!
Arriv la cena: zuppa di miso, fettuccine Singapore e sushi. E per tutto il tempo Dylan
si sforz dignorare i pensieri che le ronzavano in testa a diecimila miglia allora.
Perch era pi consapevole che mai delleffetto che Alec aveva su di lei? Forse perch
la sua reazione a lui era in netto contrasto con la sua mancanza di reazione allaffascinante Dante?
O forse il suo corpo era ancora fremente dopo aver fatto sesso quella mattina sul tavolo del
soggiorno. O forse si trattava dellattrazione mescolata alla preoccupazione per lincidente. Ma ci
che la mandava in tilt, se permetteva a se stessa di indugiare su quel pensiero, era il fatto che lei
adesso aveva occhi solo ed esclusivamente per Alec.
La libido non laveva mai portata a guardare un solo uomo. Non laveva mai fatto per
nessuna ragione. Ma la verit era che ora non desiderava nessun altro, voleva solo lui.
Voleva essere sua.
Dio...
Pos le bacchette. Aveva la sensazione di aver ingurgitato piombo. Avevano ordinato
del sak freddo per accompagnare la cena. Dylan sollev la tazza e bevve. In realt avrebbe avuto
bisogno di unaltra vodka. O forse avrebbe fatto meglio a non bere alcol. Le annebbiava i sensi.
Aveva gi passato troppo tempo in quella condizione, senza pensare. E il risultato era che ora aveva
paura. Aveva lasciato che accadessero troppe cose, che la situazione si protraesse troppo a lungo.
Si volt a guardare Alec che parlava con il suo amico, gesticolando animatamente
mentre discutevano di qualcosa che riguardava il basket. Lui sinterruppe e la guard, con il suo bel
sorriso sincero e disarmante, che esprimeva... che cosa? Orgoglio?
Dylan si sentiva tremare dentro. Era troppo scossa. Doveva calmarsi.

Volete scusarmi un attimo?


Certo. Alec si alz, posandole una mano in vita.
Dylan si diresse a passo rapido verso la toilette. Linserviente allentrata la salut con
un cenno del capo, sorridendo. Dylan entr subito nella toilette, chiudendo la porta.
Con mani tremanti si scost i capelli dal viso, poi, con le gambe che le cedevano pos i
palmi aperti contro la porta come per sostenersi.
Doveva calmarsi. Poteva anche non significare nulla.
E invece s.
Era troppo tardi, maledettamente troppo tardi.
Come aveva potuto permettere che accadesse?
Prese il cellulare dalla borsa e compose il numero di Mischa.
Ciao, sono Mischa, lasciatemi un messaggio e vi richiamer al pi presto. Se volete
fissare un appuntamento per un tatuaggio, per favore telefonate al mio negozio, Le Tredici Rose.
Grazie.
Mischa, sono io, Dylan, ho assolutamente bisogno di parlarti. Sto impazzendo.
Cristo, ti sto chiamando dalla toilette di un ristorante! Me ne sto qui come una pazza a torcermi le
mani. O almeno era quello che stavo facendo prima di telefonarti. Il fatto che, Mischa, io mi sono
innamorata di Alec. Mi... mi sto innamorando di lui. Oh, Dio! Lho proprio detto? Non posso
credere di averlo detto. N posso credere che mi stia succedendo davvero. Che stia succedendo
proprio a me! Non posso innamorarmi di lui. Non so come fare. Ho bisogno del tuo aiuto. Devo
calmarmi, devo...
Click.
Il vostro messaggio stato completato. Per cancellarlo e registrarne uno nuovo,
premere uno.
Accidenti!
Interruppe la comunicazione senza sapere se il messaggio sarebbe stato inoltrato. Perch
aveva blaterato per tutto quel tempo?
Doveva ricomporsi, tornare l fuori e fingere che non fosse cambiato nulla.
Ma era cambiato tutto nel breve momento in cui aveva realizzato la verit.
Era innamorata di Alec Walker.
La spaventava anche solo dirselo. Era un pensiero opprimente. Intollerabile.
Ma era la verit.
Strinse con forza il cellulare fino a che le nocche divennero bianche.

Al diavolo il suo cuore traditore! Era innamorata di lui. E ormai non cera nulla che
potesse fare per porvi rimedio.

15
Dylan si era fermata qualche minuto a respirare profondamente, poi si era passata il
rossetto sulle labbra e si era lavata le mani, lasciando scorrere lacqua fredda sui polsi. Quando usc
dalla toilette aveva ancora il viso arrossato, ma non voleva far attendere troppo i due uomini. Non
voleva che le facessero domande. Per fortuna, quando torn al tavolo, li trov impegnati in
unanimata conversazione.
Alec si alz per farla passare, senza quasi guardarla, anche se, dopo che si furono seduti,
le pass un braccio intorno alle spalle. Poi si pieg in avanti, rivolgendosi a Dante.
Ho trovato dei bei posti dove poter alloggiare. Ce n uno incredibile di cui mi ha
parlato un amico, proprio sulla spiaggia. Solo ciuffi derba sulla sabbia, un luogo primitivo, ma
immagino che non ti dispiaccia.
Naturalmente no. Mi conosci, potrei dormire anche su un letto di chiodi se vi fossi
costretto.
Sembra che il cibo sia eccezionale, ed una delle spiagge migliori. Scendendo, ho
pensato che potremmo fermarci a San Francisco il primo giorno, e poi forse a Santa Barbara.
Andrete a San Francisco? chiese Dylan, rigirando il cibo con le bacchette e
sforzandosi di comportarsi in modo normale. Cercando disperatamente di fermare il flusso dei
pensieri. Di non saltare addosso ad Alec, rinunciando a qualsiasi resistenza, sciogliendosi tra le sue
braccia.
No, tra qualche settimana andremo a Baja. A San Francisco faremo solo una sosta di
una notte.
Baja? Messico?
S rispose Dante un viaggio in moto. Lo stiamo programmando da secoli.
Finalmente sono riuscito a prendermi una vacanza dal lavoro, a liberarmi dei miei impegni in
tribunale. Tu ci sei mai stata?
Io... No. Avvert una morsa allo stomaco, sempre pi forte.
Alec. In moto. Che scorrazzava per mezzo Paese. O almeno, fino in Messico. Per quanti
giorni sarebbe rimasto in sella? Quante possibilit aveva di cadere di nuovo? Stava sfidando il
destino. Per questa volta laveva scampata, ma alla prossima...
Immagini di Quinn. Del suo corpo martoriato. Il suo fratellino. Era stata lei ad andare in
ospedale. Sua madre non ce lavrebbe fatta. Aveva dovuto identificare il cadavere. Il suo bel corpo
per cui non si poteva fare pi nulla. Non sarebbe mai riuscita a togliersi quellimmagine dalla
mente... dal cuore.

Non lo avrebbe sopportato una seconda volta.


Come poteva? Non adesso. Non ora che sapeva di amarlo. Era troppo maledettamente
pericoloso. Avrebbe potuto perderlo.
Te ne andresti comunque. Non resteresti con lui, non ora che sai che lo ami. Perch tu
non puoi amare nessuno.
Si port una mano alla testa che sembrava sul punto di scoppiare.
Dylan? Cera preoccupazione nella voce di Alec. Lei non riusciva nemmeno a
guardarlo. Stai bene? Non ti piace il cibo?
No, no, sto bene.
Non mi pare. Sembra che tu abbia visto un fantasma.
proprio cos.
Dylan allontan la sua mano quando lui tent di farle bere dellacqua.
Ti porto a casa? Dante, ci sentiamo la prossima settimana per definire i dettagli.
Okay. Dylan, mi dispiace che tu non ti senta bene. stato un piacere conoscerti.
Sono sicuro che ci rivedremo.
S, mi dispiace...
Scosse la testa. Non sapeva cosa dire.
Segu Alec in silenzio mentre lui la guidava attraverso il ristorante, ritirava il suo
cappotto e glielo metteva sulle spalle. Non disse una parola nemmeno quando attraversarono la
strada e lui laiut a salire in macchina. Lui era galante come sempre, preoccupato, premuroso, e
questo faceva sanguinare ancora di pi il suo cuore.
Inizi a piovere quando uscirono dal parcheggio. La pioggia batteva dolcemente sul
parabrezza.
Sei sicura di star bene? le chiese Alec.
Lei annu. S, s, certo.
Non riusciva a guardarlo. Ogni volta che lo faceva le era impossibile contenere
lemozione. Non osava quasi respirare per paura di sentire il suo odore. Ma doveva farlo,
naturalmente. Lauto era inondata da quel profumo di bosco e di oceano. Pulito e virile... il sapore
di Alec.
Oddio...
Non voleva perdere il controllo fino a quando non fosse stata a casa da sola. Non voleva
che accadesse in sua presenza. Perch, se cos fosse stato, avrebbe dovuto spiegargli il motivo.
Impossibile!

Si morse le labbra, serr le mani a pugno fino a che le unghie le penetrarono nei palmi,
e il dolore le serv da distrazione.
Teneva lo sguardo fisso davanti a s, lasciando che le si annebbiasse la vista, fino a
quando la pioggia e le luci della strada si confusero insieme in un acquerello indistinto. Alec tent
di prenderle la mano, ma lei lo evit fingendo di cercare un fazzoletto nella borsa, e si schiar la
voce.
Con sua grande sorpresa, Alec non volle parlare, n le pose altre domande. Infine, si
ferm vicino a casa sua e posteggi. Dylan fece per aprire la portiera, ma lui le afferr il braccio.
Okay, Dylan, adesso mi dirai che cosa sta succedendo. Il suo tono era deciso e
non ammetteva rifiuti. Evidentemente aveva capito che cera qualcosa che non andava, che lei non
si fosse sentita davvero male.
Alec...
No, Dylan, dimmelo.
Non posso.
Puoi almeno guardarmi?
Lei scosse la testa, continuando a fissare davanti a s. No.
Si tratta di unaltra scena simile a quando ti rifiutavi di parlarmi di tua madre?
Non ci sar nessuna scena. E, per favore, in questo momento lascia stare mia madre.
Non corretto.
Perch no? Non posso saperlo, se non me lo dici, Dylan. Che cosa diavolo
successo? Ho detto qualcosa che ti ha offeso? O lo ha fatto Dante?
Lei rise, una breve risata abbaiante. No, non mi avete offeso, Alec. Ora posso
andare?
No, a meno che io non salga insieme a te. E ho la sensazione che non me lo
permetterai.
Infatti replic lei in tono pacato. Dovr chiederti di prendere un taxi per
tornare a casa. Posso riavere le mie chiavi?
Fanculo, Dylan. Alec gliele restitu e lei rabbrivid sentendo il calore della sua
mano.
Rimase in silenzio per qualche istante. Dylan poteva sentire il suo respiro nonostante la
pioggia che batteva sul tetto dellauto. Avrebbe voluto scendere, scappare via, ma non aveva la
forza di muoversi.
Forse perch sai che questa lultima volta che lo vedrai.
Allimprovviso le sfugg un singhiozzo che non ebbe il tempo di trattenere.

Ges, Dylan!
Alec la cinse con il braccio sano, ma lei lo respinse, allontanandolo con tutte le sue
forze.
Smettila, Alec, smettila! Non hai pi un ruolo da sostenere, questo non un gioco
BDSM. Tu non sei un dominatore adesso.
Che cosa? Non ci stavo nemmeno pensando. Qui si tratta di noi.
Dylan lo guard, vide la sua espressione sconvolta e la collera che iniziava a montare.
No, Alec, non esiste un noi. Devo andare. Per favore, lasciami andare.
Non vuoi dirmi perch?
Perch? Perch tu non sei tipo da avere una relazione, Alec. E nemmeno io. Il che ha
reso tutto impossibile, sin dallinizio. Ma ora... pi impossibile che mai. Io non posso.
Le lacrime le rigavano il viso. Dylan non si prese nemmeno la briga di asciugarle. Era
troppo tardi. Troppo tardi per qualsiasi cosa.
Dylan, si tratta di questo? Della nostra relazione? Dobbiamo parlarne.
Sono stanca di parlare disse lei a bassa voce, con la gola stretta, strozzandosi.
Gli occhi di Alec fiammeggiavano. Era sbalordito. Aveva laria di sentirsi come si
sentiva lei. Era una sofferenza vederlo in quello stato.
Dylan si volt, apr la portiera e pos i piedi sullasfalto bagnato.
Scese dallauto e, per quanto glielo permettessero i tacchi, si diresse verso casa a passi
rapidi. In pochi secondi la pioggia le inzupp i capelli, gocciolando lungo il bavero del cappotto.
Alec non la segu. Se lo avesse fatto, Dylan avrebbe sentito aprire la portiera dellauto e
i suoi passi sul marciapiede. Con la sua falcata lavrebbe raggiunta subito.
Maledizione, seguimi!
No, non farlo...
Erano passati tre o quattro giorni. Dylan aveva perso il conto. Per la maggior parte del
tempo aveva dormito, alzandosi solo per bere una tazza di t e mangiare una fetta di pane tostato,
poi di nuovo a letto, rannicchiata sotto le lenzuola e i pesanti piumini. Qualsiasi cosa facesse, non
riusciva a scaldarsi.
Non aveva letto, non aveva guardato la televisione, non aveva parlato con nessuno al
telefono. E men che meno aveva lavorato: non aveva scritto una sola parola. Non tollerava lidea di
pensare, ma nemmeno quella di non pensare; parlare con qualcuno di quanto era avvenuto, fosse
anche Mischa, era fuori discussione... non sarebbe mai riuscita a dirlo ad alta voce.
Si alz a sedere sul letto, stringendosi nel piumino bianco, con i cuscini impilati
tuttintorno come un fortino. Sul comodino cera una tazza di t e un pacchetto di fazzoletti. Una

piccola pila di salviette appallottolate era sparsa sul pavimento come fiocchi di neve.
Aveva aperto le tende la prima sera e non le aveva pi richiuse. Osservava il cielo
passare dal buio pesto della notte alla nebbia iridescente del mattino, al grigio pallido del
mezzogiorno. Ma restava sempre di varie tonalit di grigio, proprio come lei si sentiva dentro.
Grigia e parzialmente offuscata, quando non dormiva o singhiozzava come una bambina.
I momenti peggiori erano quelli in cui i singhiozzi esplodevano allimprovviso,
dilaniandola, incendiandole la gola, fino a quando lei si rannicchiava su se stessa, come per evitare
di disintegrarsi fisicamente. Non restava molto in quello stato, se ne vergognava troppo. Era
disgustata dalla propria debolezza. Era troppo... banale. Troppo prosaica. Troppo orribile. Ma
continuava a succedere, ancora e ancora, come se non fosse mai abbastanza. Sembrava che non
riuscisse a liberarsi del dolore.
Pensava a lui costantemente. Alle sue mani forti, al suo bel volto virile. Alle sue spalle
incredibilmente ampie. Al contrasto tra la sua forza e la dolcezza che dimostrava verso di lei. Alla
sua risata, sempre tinta di malizia. Al suo profumo.
Era sicura di sentirlo ancora per tutto lappartamento. Sulla sua pelle. Come qualcosa
che fosse penetrato cos profondamente nel suo letto, nelle pareti, nel suo corpo, da non andarsene
mai pi. Forse ci credeva davvero.
Forse stava davvero impazzendo.
Quasi sperava che fosse cos. In quel caso forse non si sarebbe sentita lacerare dal
dolore quando era sveglia, con il petto oppresso da un peso gelido che sembrava non dissolversi
mai.
Nel sonno le cose non andavano molto meglio. Lo sognava tutte le notti. Sogni erotici
con Alec che la toccava, la baciava, la sculacciava. Sogni orribili in cui litigavano, in cui lui le
urlava che era una stupida e che lavrebbe lasciata. Oppure, il pi orribile di tutti, il sogno in cui una
persona senza volto andava a dirle che Alec era morto, e lei vedeva il suo corpo pallido e immobile,
come aveva visto quello di suo fratello.
Non sapeva che cosa fosse peggio: se svegliarsi desiderandolo o piangere perch se
nera andato. In qualsiasi caso, si sentiva completamente alla deriva. Persa. Abbandonata, sebbene
fosse stata lei ad andarsene.
Prima o poi sarebbe successo. Alec lavrebbe lasciata. E lei non lavrebbe sopportato.
Molto meglio farla finita subito. Soffrire e chiudere ora, perch se fosse rimasta con lui pi a lungo,
lo avrebbe amato sempre di pi e la sofferenza sarebbe stata maggiore.
Aveva afferrato il telefono decine di volte per chiamarlo e poi lo aveva rimesso gi.
Cosa cera da dire? Nessuno dei due era diverso per il semplice fatto che lei lo amasse. No, non era
vero. Lei era diversa. Era distrutta. Senza controllo. Disperata. Paralizzata come non era pi stata
dopo aver perso Quinn. E anche allora aveva continuato ad agire solo il minimo indispensabile,
perch aveva dovuto farlo, per il bene di sua madre. Qualcuno doveva pur prendere in mano la
situazione.
Ma non questa volta. Stavolta doveva pensare solo a se stessa.

Non si era mai sentita cos sola in tutta la sua vita.


Alec non le aveva telefonato. Non che lei avrebbe risposto, ma lui comunque non aveva
cercato di parlarle, di farla tornare sui suoi passi, di vederla. Cosa che rafforzava la sua convinzione
di aver preso la decisione giusta, di aver fatto ci che era necessario.
Questo per non la faceva sentire meglio. Nulla ci sarebbe riuscito.
Prese la tazza e fece un sorso di t, ma era diventato freddo. Ripose la tazza. Si sentiva
troppo debole per alzarsi e prepararne dellaltro.
Avevano bevuto il t insieme la prima volta che si erano visti, nel caff del Museo di
Arte Asiatica. Era sorprendente quanto Alec avesse rivelato di se stesso nel corso di quel primo
incontro. Quanto fosse sembrato a suo agio. Lo era sempre, sia che affrontassero questioni razionali
o fisiche. Lunica cosa di cui si rifiutava di discutere con lei erano le emozioni.
Non che lei fosse da meno.
Le emozioni erano qualcosa che di solito evitava come la peste. Un difetto del suo
carattere, indubbiamente. Ma che laveva sempre fatta sentire al sicuro. Fino a quel momento.
Gli occhi le si riempirono di nuovo di lacrime. Tir su col naso, asciugandosi il viso con
un fazzoletto pulito. Aveva gli occhi arrossati. Era stata unidiota a permettere che questo
accadesse.
Si appoggi ai cuscini, lasci che il suo corpo affondasse nel materasso, rammentando
quanto fossero soffici e bianchi i cuscini di Alec, come si era sentita protetta e al sicuro a casa sua.
Insieme a lui.
Le lacrime sgorgarono, bagnandole le guance e lei le lasci fluire, mentre osservava il
cielo pomeridiano rabbuiarsi e la pioggia che iniziava a cadere. Osservava le gocce fermarsi sulla
finestra e poi scivolare sul vetro in lunghi rivoli. Lasci che i suoi singhiozzi si fondessero con quel
ticchettio ritmico e incessante, in una specie di lamento.
Poi la pioggia si trasform in un vero e proprio acquazzone e lei inizi a piangere pi
forte, con singhiozzi profondi che le scuotevano il corpo.
Era disperata. Impotente. Svuotata. In quel momento pens che non si sarebbe mai pi
ripresa. Che non sarebbe mai stata meglio. Si sentiva sopraffatta dal dolore che aveva cercato di
evitare per tutta la vita. E che ora lei aveva causato a se stessa.
Alec passeggiava su e gi per il suo studio, impaziente e furioso come un animale in
gabbia. Il computer era acceso, il cursore attendeva lampeggiando con insistenza sul documento
aperto. Ma lui non riusciva a sedersi e a scrivere.
Non aveva pi scritto una parola da quando, domenica sera, Dylan se nera andata,
lasciandolo l seduto nella sua auto. Ora era gioved, ma lui non aveva mai pi lavorato, nonostante
le pressanti scadenze.
Era andato a fare lunghi giri in bicicletta, si era ammazzato di fatica in palestra, era

andato a Granite Mountain e aveva fatto unescursione di otto miglia su per impervi sentieri, ma
ancora non riusciva a concentrarsi. Lindomani si sarebbe recato a Camp Muir, sul monte Rainer,
dove era possibile fare una gita molto impegnativa di nove miglia o pi. Probabilmente lo avrebbe
lasciato stremato, esausto. Forse era ci di cui aveva bisogno...
Ma ci di cui aveva davvero bisogno era Dylan.
Maledizione!
Si sedette alla scrivania, fiss lo schermo, poi apr la posta e cerc lindirizzo di Dylan.
Inizi a scrivere. Ma che cosa poteva dirle? Che sentiva la sua mancanza? S, la sentiva. Era come
avere una ferita sul petto che non si rimarginava, che non smetteva di fargli male. Dirle che voleva
vederla? Inutile. Su quel punto Dylan era stata molto chiara. E lui non voleva forzarla. Se lei non
voleva vederlo, lui non lavrebbe obbligata.
Vigliacco!
Sospir, passandosi una mano sul pizzetto.
Era un fottuto vigliacco. Tutte quelle parole sulla volont di non forzarla erano cazzate,
solo cazzate. Un pretesto per non rischiare di perdere la testa.
Ma anche quella era una cazzata. Aveva gi perso la testa, da un bel pezzo.
Amava quella donna.
Ah, Cristo!
Si alz in piedi e ricominci a passeggiare avanti e indietro.
Lo aveva davvero appena ammesso a se stesso?
Che importanza poteva avere che non lo avesse mai detto a nessuno?
Ma lui avrebbe voluto dirlo a qualcuno. Avrebbe voluto dirlo a lei. Se solo non avesse
gi rovinato tutto con quel suo atteggiamento da non-sono-il-tipo-da-relazioneseria. Alec aveva
sempre pensato di essere sincero con le donne con cui usciva. Gli piaceva mettere subito le cose in
chiaro. Ma si trattava semplicemente di autodifesa, di un modo per mantenere le distanze da tutti. E
ora che aveva finalmente conosciuto una persona a cui avrebbe voluto avvicinarsi... Come poteva
Dylan fidarsi dei sentimenti che nutriva per lei dopo quello che lui le aveva detto?
Lui stesso si fidava a malapena dei propri sentimenti, e questo lo feriva come un coltello
piantato nel petto.
Lamava.
Dylan...
Ripens al suo viso, ai suoi zigomi alti e pronunciati, alle sue labbra voluttuose, ai suoi
grandi occhi grigi, chiari come il quarzo puro. Ai suoi capelli, che la incorniciavano come lingue di
fuoco, selvaggi e profumati. Avrebbe voluto sentirne il sapore, sfiorare con la lingua quei boccoli
setosi. Ripens al suo corpo agile e flessuoso.

Dylan rispondeva come se per lei sottomettersi fosse del tutto naturale. Ma in profondit
covava il fuoco, si nascondeva unintelligenza vivace, una donna forte e caparbia, capace di sfidarlo
come non aveva mai fatto nessuno.
Alec non avrebbe voluto provare di nuovo quelle sensazioni con unaltra donna. Solo
con lei.
Dylan...
Avrebbe voluto salire sulla moto e partire a tutta velocit per sfuggire alla verit. Si
sentiva confuso. Ma fuori pioveva troppo forte. E anche una corsa in moto, per quanto lunga, non
avrebbe risolto i suoi problemi.
Amava Dylan.
Il suo cuore batteva allimpazzata. Per amore. In preda a una strana, incalzante paura.
Dun tratto si rese conto di aver avuto paura e di essere sempre fuggito, per tutta la vita. Si rese
conto che per amare avrebbe dovuto modificare le sue concezioni sullamore, le idee che aveva
appreso da suo padre, che aveva sempre mitizzato. Forse troppo, pens in quel momento. Doveva
tirar gi suo padre dal piedistallo su cui lo aveva messo da quando era bambino. Un piedistallo che
si era alzato sempre pi in seguito alla sua morte, fino a diventare un monumento.
Dopo che i suoi genitori avevano divorziato, suo padre aveva vissuto solo per il resto
dei suoi giorni. Concentrato sul lavoro a tal punto da escludere dalla sua vita chiunque, tranne Alec.
E ora lui capiva che, probabilmente, era stato proprio quel suo comportamento la causa della rottura
del matrimonio.
Era stato un buon padre. Era stato lui a trasferirgli lamore per i viaggi. Lo aveva portato
a visitare i siti archeologici in Messico e a studiare i vulcani alle Hawaii. Ma al di fuori di Alec, suo
padre non aveva mai amato nessun altro. Aveva amato solo la pura scienza. Spesso gli aveva detto
di aver bisogno solo di suo figlio e dei suoi studi, che nientaltro aveva importanza per lui. Alec
aveva impiegato trentasei anni per capire che in questo cera qualcosa di sbagliato.
Il fatto che suo padre avesse vissuto senza amore non significava che questo fosse
giusto o auspicabile. Alec dovette ammettere, per la prima volta, che forse suo padre, per quanto
fosse una persona brillante, non sapeva tutto.
Quel pensiero fu come un pugno nello stomaco. Un colpo doloroso. Ma era la verit.
Finalmente.
Suo padre non aveva capito che anche lamore era importante. E Alec, nonostante la sua
ricerca spirituale, si era interrogato solo sulla casualit delluniverso, come lui gli aveva insegnato. I
suoi viaggi, le sue ricerche in Nepal, in Thailandia e in tutta Europa, alla fine non gli avevano
insegnato nulla. Non gli avevano insegnato ci che era davvero importante. Era stato presuntuoso
nel pensare di aver fatto esperienze sorprendenti e formative nei suoi viaggi in Tibet, in India, in
Israele, e in tutti i luoghi spirituali del mondo. Aveva cercato di ottenere il massimo da quelle
esperienze accampandosi sullHimalaya, o nuotando insieme agli squali oltre la barriera corallina,
affrontando la morte animato da una specie durgenza come per dimostrare che la casualit
delluniverso non avrebbe preso anche lui, come aveva fatto con suo padre. Ma non era mai arrivato

alla vera radice della consapevolezza di s. Ora si rendeva conto, con improvvisa e dolorosa
chiarezza, che la vera radice era lamore.
Lui amava Dylan Ivory.
Doveva dirglielo.
La testa gli girava ancora per leuforia e la sorpresa quando prese le chiavi dellauto e
corse fuori sotto la pioggia.
Dylan sent suonare il cellulare. Lo guard e lo vide illuminarsi. Con il cuore in gola
voleva che fosse lui.
Ma sul display comparve il nome di Mischa. Tutta un tratto non riusc a ricordare
perch non lavesse chiamata e cap di dover assolutamente parlare con la sua migliore amica. Ne
aveva bisogno.
Rispose alla chiamata, premendo il tasto con il pollice. Mischa, grazie a Dio sei tu!
Non mi ero resa conto di aver bisogno di... di aver bisogno di te fino a ora. Laltra sera ti ho lasciato
quel ridicolo messaggio...
Messaggio? Io non ho ricevuto nessun messaggio, Dylan. da giorni che non ho tue
notizie. Stai bene? Cos successo? Sembri a pezzi.
Dylan inghiott un singhiozzo. Sono a pezzi.
Raccontami cosa successo.
Lho lasciato. Non che ci fosse niente di stabile tra noi. Non ne abbiamo mai parlato.
Non abbiamo mai definito il nostro rapporto, ma... laltra sera sono scesa dallauto e... me ne sono
andata.
Non vedi pi Alec? questo che stai dicendo?
Un acuto dolore nelludire il suo nome. S. Non ci vediamo pi, non ci vedremo mai
pi.
La sua amica fece una pausa. Sei sicura, tesoro? Perch a me non sembri per niente
convinta.
Sono sicura. la cosa migliore... Le lacrime le scorrevano lungo il viso,
singhiozzava cos forte da non riuscire quasi a parlare. Lo .
Mi dispiace, Dylan.
Lei si soffi il naso e si asciug gli occhi, ma le lacrime continuavano a scorrere. Mi
dispiace, sono distrutta. Non riesco a credere di essere qui a piangere come una bambina.
normale dopo una rottura. Non voglio dire che prima non fossi normale...
Oh, non lo ero, lo so. Ma ora tutto cos diverso per me. Non mi riconosco.
Forse sei cambiata, e questa non una cosa negativa. positivo provare delle

emozioni, tesoro. Non puoi tenere tutto chiuso a chiave dentro di te per tutta la vita.
Fino a questo momento aveva funzionato.
Mischa fece una breve pausa, poi le chiese: Davvero? Ne sei sicura?
Dylan tir su con il naso. Forse. Non lo so. Forse no, dal momento che fino a quando
ho conosciuto te, un paio di anni fa, non avevo mai avuto dei veri amici. Nemmeno da bambina. Ero
troppo impegnata a prendermi cura di mia madre e di mio fratello. E troppo imbarazzata da Darcy,
dalla mia situazione. Poi ho conosciuto te e... com triste che io abbia dovuto aspettare tanto per
avere unamica! E tuttora ho solo te. Fino a questo momento non mai stato un problema. Non ho
mai pensato di aver bisogno... di qualcuno.
Hai anche altri amici scrittori. Alla stessa conferenza in cui hai conosciuto me, hai
incontrato anche C.J. e Jade.
Con loro non ho confidenza.
Credo che a loro piacerebbe approfondire la vostra amicizia, se tu glielo permettessi.
Lo so per certo. Come hai detto tu, ora ci sono delle persone nella tua vita, le cose sono cambiate. Il
fatto che tu lo desideri la dimostrazione del cambiamento, della crescita. Non indugiare nel
passato. Concentrati su quello che sta succedendo adesso. Sulla persona che sei diventata.
Io non so pi chi sono. Non sono mai stata cos debole...
Perch pensi di essere debole?
Perch... perch mi sono innamorata di lui.
Le lacrime si trasformarono in acuti singhiozzi e le ci volle qualche minuto per riuscire
a calmarsi.
Dylan, non so come tu sia riuscita ad arrivare tanto lontano nella tua carriera di
scrittrice, scrivendo di relazioni damore e di sesso e continuando a credere che amare qualcuno sia
un segno di debolezza le disse Mischa con dolcezza. ci che facciamo tutti, fa parte della
condizione umana. Lamore non qualcosa che si pu controllare. Dovresti saperlo ormai.
Lo so, per questo cos terribile per me.
Benvenuta tra gli esseri umani, tesoro disse Mischa, ma non cera sarcasmo nella
sua voce, solo preoccupazione.
Ges, sono cos patetica!
No, sei solo innamorata.
Dylan scosse la testa. Era completamente diverso sentirlo dire da qualcun altro.
Sembrava pi vero.
Sono anche... paralizzata dalla paura. Mischa, Alec ha avuto un incidente in moto.
Niente di grave, ma finito al pronto soccorso e questo mi ha sconvolto. Mi ha proprio mandato in
tilt. La sera stessa mi ha detto che andr a fare un lungo viaggio in moto fino a Baja... Io non ce la

faccio. Non posso vivere nella paura.


Oddio, tesoro, mi dispiace! Devessere stato terribile per te!
Pi che terribile. Mischa, che cosa devo fare?
Sei sicura che la situazione sia irrisolvibile?
S, lo sono. Se avesse voluto, mi avrebbe cercata, ma non lha fatto. Non mi
aspettavo che lo facesse.
A volte gli uomini sono molto testardi. Sai, quella faccenda dellorgoglio maschile...
Ma... se anche lui provasse gli stessi sentimenti... non metterebbe mai lorgoglio da
parte e... Cristo, tutto cos assurdo! Sono una stupida; lo amo e me ne sono andata. Senza
nemmeno offrirgli una possibilit, perch ho troppa paura.
La paura pu essere molto potente. Non puoi permetterle di controllarti, Dylan.
Lei annu, tirando su con il naso. Ha governato tutta la mia vita. Il mio bisogno di
controllo deriva dalla paura. Se non controllo ogni cosa, chi lo far al mio posto?
Forse dovresti offrire ad Alec la possibilit di farlo. E proprio a causa dellorgoglio
maschile che ho menzionato prima, forse dovrai essere tu a fare il primo passo e a dirgli quello che
provi. Se lo ami davvero, vale la pena di rischiare, no?
Dylan impieg qualche minuto ad assimilare ci che Mischa aveva detto, ma percep la
verit in fondo alle sue parole.
Hai ragione, sono stata cos testarda nel restare aggrappata a questi vecchi
preconcetti solo perch mi sono familiari, non volendo accettare che la mia vita cambiata. Che io
sono cambiata, grazie ad Alec. Si pass una mano tra i capelli e le dita le si imprigionarono nei
riccioli arruffati. Devo parlargli. Devo correre il rischio che lui mi rifiuti, che se ne vada.
Potrebbe farlo davvero, soprattutto dopo il modo in cui lho piantato in asso laltra sera. Ma devo
farlo. Sempre meglio che restarmene seduta qui a piangermi addosso. Negli ultimi giorni ho pianto
tanto da bastarmi per il resto della mia vita. arrivato finalmente il momento di impedire alla paura
di controllarmi.
Bene, Dylan, puoi farcela. E io sar qui, qualsiasi cosa accada. Se vuoi che salga
sullaereo e venga da te, lo far. Sia per festeggiare che per aiutarti a dimenticare. Ci sar in ogni
caso, se tu me lo permetterai.
Grazie, Mischa. Sei molto saggia.
Forse no. Ma sono una scrittrice di romanzi damore. Dovrei saperne sullargomento,
e anche tu. arrivato il momento per te di fare esperienza diretta. Te lo meriti.
Adesso mi rimetto in sesto e vado da lui. Ora so cosa fare.
Bene, poi telefonami per farmi sapere com andata. Ah, Dylan... vedrai che ti
sentirai meglio in qualsiasi caso.

Forse. Onestamente, non mi pare possibile stare meglio senza Alec, ma devo
provarci, vedere che cosa succede. Grazie, Mischa.
Dopo aver salutato lamica, Dylan salt gi dal divano, and in bagno e apr il rubinetto
della doccia. Entr e usc il pi rapidamente possibile.
Mentre si asciugava con uno dei suoi soffici asciugamani bianchi, si guard allo
specchio. Era pallida, aveva gli occhi arrossati dal pianto e cerchiati da profonde ombre scure.
Aveva un aspetto orribile. Ma non cera tempo per rimediare. Temeva che se avesse aspettato,
anche solo il tempo necessario per truccarsi, poi le sarebbe mancato il coraggio. Se Alec la voleva,
avrebbe dovuto accettarla cos comera.
Aveva ancora delle resistenze, ma ormai si era convinta a non opporsi allinevitabile.
Doveva smettere di fuggire. E questo la faceva sentire bene, pi forte di quanto non si sentisse da
molto tempo, forse da sempre.
Lasci asciugare i capelli allaria e and in camera a mettersi un paio di jeans, gli stivali
e un morbido maglione di cachemire nero, gettandosi anche una sciarpa intorno al collo per
proteggersi dal freddo e dallumidit.
Prese il cappotto di lana, il portafoglio e le chiavi. Aveva il batticuore per la paura,
temendo quello che sarebbe potuto accadere. Doveva assolutamente dire ad Alec che lo amava.
Forse lamava anche lui, oppure no, ma non cera assolutamente nulla che lei potesse
fare al riguardo.
Doveva dirglielo comunque.
Sal in ascensore e la discesa le parve durare uneternit, con gli ingranaggi che
cigolavano e lo stridio del metallo contro il metallo. Riusciva gi a sentire lodore dei marciapiedi
bagnati e quello polveroso di cemento e legno vecchio che proveniva dalledificio stesso. Lodore
degli anni trascorsi, della storia.
Ne aveva lasciati passare troppi senza riuscire ad apprezzare ci che faceva. Aveva
attraversato la vita, ignorando la storia, le persone, la vita stessa.
Ma non sarebbe pi accaduto. La sua vita iniziava quel giorno. Nel bene o nel male.
Lascensore arriv a. pianterreno e lei attese con il cuore in gola che le porte si
aprissero. Quando infine lo fecero, si diresse verso la porta che dava sulla strada, la spalanc e usc.
Pronta ad affrontare ci che la vita aveva in serbo per lei. Non sarebbe pi fuggita. No, lavrebbe
affrontata a viso aperto.

16
Quando arriv a casa di Alec diluviava cos forte che Dylan riusciva a malapena a
vedere. Aveva lasciato lombrello nel suo loft, ma non le importava. Era esattamente dove voleva
essere. Prese il casco da moto che si era fermata ad acquistare lungo la strada, se lo mise

sottobraccio e, a testa bassa, corse sul marciapiede... andando a urtare contro qualcosa. Barcoll e
quasi cadde. Una mano le afferr il braccio, una stretta forte e sicura, e la voce di Alec.
Dylan, stai bene? Che cosa ci fai qui?
Alec! Stavo venendo da te. Tu cosa fai ci qui fuori?
Stavo venendo da te. Devo dirti una cosa importante.
Anche sotto la pioggia scrosciante, lei pot vedere i suoi occhi seri e brillanti, le
sopracciglia corrugate. Anche lui era senza ombrello, i capelli gocciolavano e il viso era rigato di
pioggia. Dylan rabbrivid, in parte per la sua presenza, per la sua mano sulla spalla, in parte perch
non sapeva cosa voleva dirle, se una cosa bella o brutta.
Anchio devo dirti una cosa.
Lasciami parlare.
Le strinse con urgenza il braccio. Lei trattenne il respiro, il suo corpo si contrasse, in
attesa che lui parlasse, di qualsiasi cosa potesse trattarsi.
Dylan... Alec la scosse lievemente e lei lo guard negli occhi, mentre il suo cuore
aveva un sussulto. Cristo, non guardarmi cos! Come se fossi sul punto di scoppiare a piangere.
Cazzo! Mi dispiace.
Lei scosse la testa in silenzio. Che cosa poteva dire? Avrebbe ricominciato a piangere,
accidenti!
Dylan...
Il cielo sopra di loro esplose in un tuono assordante. Dylan ebbe la sensazione che fosse
esploso dentro di lei. Inizi a tremare.
Alec, ti prego, di quello che devi. Chiuse gli occhi, serrandoli con forza.
Dylan... mi sono innamorato di te.
Cosa?
Lei apr gli occhi. Non era sicura di aver sentito bene, con il rumore della pioggia e
delle ruote delle auto che affondavano nelle pozzanghere.
Ti amo. La scosse di nuovo. Per favore, di qualcosa.
Anchio ti amo, Alec.
Davvero?
Sono venuta a dirtelo. Le lacrime stavano per spuntare, il suo cuore si apriva,
riempiendosi di calore e di sollievo. Ma non era ancora del tutto certa di aver sentito bene.
Sei sicuro?

Certo. Non faccio mai nulla se non lo sono.


Alec lattir a s, stringendola cos forte da mozzarle il respiro. Dylan tentava di
assimilare ci che lui le aveva detto. Lo aveva detto davvero!
Lamava!
Dylan premette il viso contro il suo giubbotto di pelle, inalando il profumo del cuoio
insieme a quello della pioggia. Era bagnata fradicia, ma non le importava.
Dylan, che cosa diavolo questo? Alec le prese di mano il casco.
Volevo chiederti di portarmi a fare un giro.
Che cosa? Ges, questa me la devi spiegare. Ma allontaniamoci da questa pioggia.
Alec le cinse la vita e la guid verso casa, sotto il portico. Dylan lo segu inebetita, con
il cuore che le batteva allimpazzata. Lui mise il casco sul tavolino di ferro battuto e le pos le mani
sulle spalle, guardandola fisso negli occhi. Okay, spiegami un po... avevi detto che non saresti
mai salita sulla mia moto.
Alec, la moto mi terrorizza e dopo che hai avuto quellincidente, quando ho saputo
che avevi intenzione di andare a Baja con Dante... non ce lho fatta. Non potevo sopportare di
amarti e rischiare di perderti nello stesso modo in cui ho perso mio fratello. Ecco perch sono
fuggita. Per un motivo o per laltro, da quando ti ho conosciuto, ho sempre avuto paura. Ma ti amo,
e sono stata costretta a riconoscere che voglio stare con te, anche se ho paura che tu possa morire in
un incidente stradale e che io... non riesca pi ad amare nessun altro. Ero spaventata a morte e
cercavo di non darlo a vedere. Ora devo soltanto superare la paura e stare insieme a te.
Almeno tu ci hai provato. Io non posso dire lo stesso.
Che cosa intendi dire?
Ho passato tutta la vita a scappare, convincendomi che la mia non fosse una fuga, ma
una ricerca interiore. Quando ti ho conosciuto, ho scoperto quello che stavo cercando davvero.
Allinizio non lho capito, perch per tanti anni mi sono convinto che non avrei potuto legarmi a
nessuno. Perch se c una cosa che non possiamo controllare il caso. Lamore casuale. E io ho
passato la mia vita a lottare contro questa legge universale. Ho passato la vita cercando di essere
mio padre. Pensavo che fosse un modello da seguire. Invece era un misantropo. Probabilmente era
molto solo, per sua scelta. Ma io posso fare scelte diverse. Ho dovuto innamorarmi di te per capirlo.
Ero cos testardo da restare aggrappato a quellidea anche quando ho iniziato a sospettare che fosse
sbagliata.
Io sono stata altrettanto testarda disse Dylan, ricacciando indietro le lacrime.
Mi vantavo di essere indipendente, coraggiosa, in grado di affrontare qualsiasi cosa. Lunica che
non riuscivo a concepire era di amare qualcuno. Sono fuggita da te perch avevo paura di perderti.
Io non andr da nessuna parte.
E invece s, andrai a Baja con Dante. E poi andrai da qualche altra parte. Farai i tuoi
viaggi folli e avventurosi e solo Dio sa cosaltro. E io potrei perderti, potrei perderti in modo tragico

e orribile.
Le ultime parole uscirono con un singhiozzo. Alec labbracci, baciandole i capelli
bagnati.
Non mi perderai, no. Ho fatto tutte quelle follie e sono ancora qui, no?
Fino a questo momento.
Alec la tenne stretta e per qualche istante rimasero in silenzio.
Alec, una parte di me desidera disperatamente che tu mi dica che la smetterai, che ti
sbarazzerai della moto e che non farai pi quei viaggi disse infine Dylan. Ma so che non
sarebbe giusto.
Non posso promettertelo. Ti amo, ma non posso farlo. Sarebbe una bugia. Diventerei
irrequieto, nutrirei del risentimento. Una delle cose che mi piacciono di te la tua indipendenza. So
che se io andassi da qualche parte senza di te, tu non resteresti a casa sola a deprimerti, come
farebbero altre donne. Tu non sei indifesa senza un uomo.
No, ma avrei paura.
Posso comprendere perch. Piccola mia, non vorrei mai che tu fossi costretta a subire
quel genere di perdita, ma devo essere sincero con te. Le baci di nuovo i capelli. Allora, che
cosa possiamo fare senza che nessuno dei due rinunci a se stesso?
Alec, in questo caso sono io che devo adattarmi. Non puoi pagare tu per il fatto che
ho perso mio fratello. Io ho gi pagato per troppo tempo, non voglio riversare le mie paure su di te.
Ecco perch ho comprato il casco.
Non devi dimostrarmi nulla.
Dylan scosse la testa. Devo farlo. Per me stessa, forse, oltre che per te.
Non per me, Dylan. Io ti amo cos come sei. Alec le prese la mano e se la port
alle labbra. Ma voglio che tu ti chieda se vuoi davvero stare con me. Si scost da lei per
guardarla negli occhi. Dimmi, Dylan. Dimmi la verit. Non voglio che tu viva nella paura.
Nemmeno io lo voglio, ma tu sei luomo che amo. Amo il tuo coraggio. Tir su
con il naso e lui le asciug le lacrime dal viso. Fa parte di te. Se voglio amarti, devo accettare
tutto. Anchio ti amo cos come sei. Gli occhi le si riempirono di nuovo di lacrime. Dylan se le
asciug con un gesto spazientito della mano. Ah, Alec...
S? le chiese lui.
Perch non mi hai ancora baciato?
Lui le sorrise, poi la prese tra le braccia e la baci sulle labbra.
Fu un bacio passionale, intenso, carico di emozione. Le sue braccia non le erano mai
parse cos forti, il suo corpo cos solido. La sua dolce lingua scivol tra le labbra di Dylan
socchiudendole. Come faceva sempre. E come sempre, lei si sent sciogliere di desiderio. Con

lamore che le sbocciava nel petto.


Ed era meraviglioso.
Ti amo, Dylan mormor Alec contro le sue labbra.
Ti amo, ma per un po temo che avr ancora paura. Mi ci vorr del tempo per
abituarmi allamore e per convincermi che niente e nessuno ti porter via da me... forse non ci
riuscir mai del tutto. Non lo so, ma voglio provarci. Ti amo troppo per non fare almeno un
tentativo.
Brava bambina.
A quelle parole, un brivido di desiderio le percorse la spina dorsale.
Alec...
Lui le scost i capelli dal viso. Dylan lo guard e vide che le ombre scure erano sparite
dai suoi occhi azzurri.
Sssh... basta parlare. Dora in poi staremo insieme e avremo tempo per sistemare
tutto. Adesso ti porter di sopra e ti dimostrer quanto ti amo.
Dylan annu. Alec le cinse la vita e la fece entrare in casa. Continu a baciarla lungo le
scale; i suoi baci si fecero pi appassionati fino a quando si fermarono e lui la sollev tra le braccia,
portandola in camera da letto. Quando apr la porta con un calcio, Dylan gi ansimava, tormentata
dal desiderio.
Alec la pos a terra e, senza staccarsi, si sfilarono i cappotti, lasciandoli cadere sul
pavimento. Poi si tolsero il maglione, gli stivali, i jeans, fino a quando rimasero nudi ai piedi del
letto.
Alec non smise mai di baciarla. Poi inizi ad accarezzarla, a sfiorarla con la punta delle
dita, come piccoli baci che arrivavano ovunque e riscaldavano il suo corpo infreddolito.
Alec era deciso e delicato al tempo stesso, e cos erano la sua bocca, le sue mani e il suo
respiro ansimante. A Dylan sembrava che qualcosa fosse cambiato. Era pi tenero, pi bramoso.
Perch? Non aveva senso. Ma del resto, lamore non seguiva una logica.
Alec scivol lentamente in ginocchio davanti a lei, sfiorandole il collo e lo stomaco,
scendendo poi verso il basso. Il suo alito era bollente tra le gambe di Dylan. Con le mani le
accarezzava la schiena, le natiche, la curva dei fianchi. Lei tremava da capo a piedi, il desiderio le
cresceva dentro in calde ondate. Poi lui si chin, baciandola delicatamente sul pube, e con un
sospiro Dylan immerse le mani tra i suoi capelli bagnati.
Ah, Alec...
Lui la baci di nuovo, solo una leggera pressione delle labbra e lei era gi bagnata,
pulsante, e si contorceva per il desiderio.
Con i pollici Alec dischiuse le labbra del suo sesso e fece scorrere la lingua sulla punta

del clitoride.
Oh...
Lo fece di nuovo, mentre il piacere si diffondeva dentro di lei, nel suo sesso, nei suoi
seni, fra le gambe.
Poi inizi a fare sul serio, leccandola con la lingua calda e umida. A quel punto, Dylan
perse il controllo ed esplose in un orgasmo, mentre il suo corpo era scosso da spasmi di puro
piacere.
Lanci un grido, le gambe iniziarono a tremare, ma lui la sostenne con le sue forti mani
e non si ferm fino a quando lei esal lultimo tremante sospiro.
Poi la sollev da terra e la mise sul letto. Per qualche istante rimase l in piedi,
accontentandosi di guardarla. Ci che Dylan lesse nei suoi occhi le tolse il respiro: desiderio,
ammirazione, e amore sconfinato.
Allung una mano verso di lui e Alec la raggiunse, mettendosi sopra di lei. Nonostante
la mole imponente, era delicato. Tenero. Non la stava dominando in quel momento, eppure ogni
carezza, ogni sussurro, ogni sensazione, era intrisa di sensualit, lesperienza pi erotica che Dylan
avesse mai fatto.
Fece scorrere le mani sulla sua schiena, ammirando le sue forti spalle e i muscoli tesi,
duri come lacciaio che si tendevano sotto la pelle liscia. Quando insinu una mano tra i loro corpi
per chiudere le dita intorno alla sua erezione, Alec trattenne il respiro per un attimo e poi emise un
sospiro, pronunciando il suo nome.
Ah... Dylan... voglio essere dentro di te.
S.
Alec prese un preservativo dal cassetto del comodino e lo infil senza perder tempo.
Alec, sbrigati, ti voglio... voglio...
Piccola...
Le accarezz il viso e il collo, scendendo lentamente fino a chiudere la mano a coppa
intorno al suo seno. Il piacere percorse il corpo di Dylan in lunghi, languidi brividi, i capezzoli le
sindurirono, il suo sesso si contrasse, inturgidendosi di nuovo.
Mentre lo guardava, Alec la penetr. Un lungo, lento colpo di reni, affondando in lei. I
suoi occhi fiammeggiavano, di quellazzurro brillante, mentre la guardava, scrutandola dentro
come nessun altro aveva mai fatto.
Dylan cap che vedeva tutto di lei. E, ci nonostante, lamava. Ancora non riusciva a
capacitarsene. Ma Alec era l insieme a lei, come non era mai stato in precedenza. Forse perch lei,
finalmente, glielo permetteva. Forse perch si erano confessati il reciproco amore, e sebbene fosse
sempre stata una ragazza molto pratica, persino lei ora riusciva a credere a quella magia.

Alec spinse pi a fondo, facendola gemere, e lei si aggrapp alle sue forti spalle.
Alec, baciami.
Lui le sorrise, quel suo sorriso irresistibile, e si abbass. Dylan sollev il viso,
impossessandosi della sua bocca. Le loro lingue si fusero dolcemente. Una passione cocente
avvolgeva i loro corpi che si muovevano ritmicamente. Alec labbracci, tenendola stretta. Lei
immerse le mani tra i suoi capelli ancora umidi di pioggia e respir il suo profumo, un profumo di
pioggia e di terra, che era solo suo, inconfondibile.
Alec...
Era suo.
Piccola bisbigli lui con voce roca ti amo.
Ti amo, Alec... tanto.
Unaltra spinta e il piacere raggiunse ogni singola cellula del suo corpo.
Dimmelo, Dylan, dimmi che sei mia.
S, sono tua.
Lo era davvero. Si appartenevano. E lei avrebbe affrontato qualsiasi cosa, le proprie
paure e quelle di Alec, pur di non perderlo.
Alec le aveva insegnato a essere coraggiosa, a esserlo davvero, non a ostentare
semplicemente una facciata e a fuggire nella direzione opposta. Lamore glielo aveva insegnato.
Una lezione appresa tardi, ma ormai non aveva pi importanza.
Alec si strinse a lei e il suo corpo si tese. Dylan gli prese il viso tra le mani e lo osserv
mentre veniva, mentre i suoi lineamenti si dissolvevano nellestasi. Anche lei fremeva di piacere e,
quando raggiunse lorgasmo, Alec stava ancora tremando, stringendola.
Rimasero cos a lungo, respirando allunisono, i loro corpi allacciati, pelle contro pelle.
Cuore contro cuore.
E per la prima volta Dylan cap che era quella la cosa importante, ci che mancava nella
sua vita. Entrambi avevano vissuto sulla linea di confine, anche se in modi diversi. Entrambi
avevano continuato a fuggire. Ma in qualche modo si erano trovati, pieni di paure e di rabbia. E
malgrado questo avevano conosciuto lamore.
Dylan... La voce di Alec era ancora alterata dalla passione.
Che c?
Non posso sopportare lidea che tu abbia paura, piccola. Come posso aiutarti? Come
posso alleviare i tuoi timori?
Lei si sent sciogliere di fronte alla sua preoccupazione. Nessuno si era mai preoccupato
per lei.

Devo trovare il modo e ci riuscir. Tu... amami, Alec. Il tuo amore mi dar la forza,
mi render coraggiosa come ho finto di essere per tutti questi anni.
Sei pi coraggiosa di quel che pensi, Dylan. Sei bella e coraggiosa... una donna
splendida.
Comera possibile che quelluomo pensasse cose simili di lei? Erano forse reali?
Quel pensiero la colp allimprovviso. Per la prima volta cap che cera del vero, in ci
che lui aveva detto. E ci credette
Ho imparato molto da te, Alec.
Lui le accarezz i capelli e poi il viso. Anche tu mi hai insegnato molto. Forse
questo il motivo per cui ora siamo qui, insieme.
Mischa una volta mi ha detto qualcosa del genere, mentre le parlavo di te, ma allora
non ci ho creduto.
E ora?
Ora ci credo perch ti amo. Ma forse ci credo ancora di pi perch tu ami me.
Alec la baci, con labbra morbide. Quando lei si scost per guardarlo, vide nei suoi
occhi tutto ci che lui provava. Era incredibile. Bello. Vero.
Lamore era la chiave. Lamore le avrebbe dato la forza che lei aveva sempre temuto di
non possedere.
Non doveva pi avere paura. Lamore lavrebbe fatta sentire al sicuro come qualsiasi
altra persona in questo mondo. Alec lavrebbe protetta.
Dylan emise un sospiro profondo, il sospiro che aveva trattenuto per tutta la vita.
Ora era al sicuro.
Era amata.
Finalmente.