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Gavriil Romanovi Deravin

Firma di Deravin

1 Biograa
1.1 Origini, educazione e arruolamento
nell'esercito
Nacque in una nobile famiglia di origini tatare[2]
dell'Orda d'Oro che nel XV secolo si trasfer a Mosca,[3]
divenendo cristiana e vassalla del Gran Principe Basilio
II. Nonostante l'antica nobilt il padre di Deravin era un
semplice piccolo proprietario terriero del governatorato
di Kazan' e mor quando Gavriil Romanovi era ancora giovane. Il ragazzo frequent la scuola superiore del
capoluogo[4] dove ebbe modo di imparare il tedesco.[5]
V. L. Borovikovskij, Ritratto di Gavriil Romanovi Deravin, Nel 1761, all'et di diciotto anni, si trasfer a San Pietroburgo arruolandosi come soldato semplice nei granatieri
1811
del reggimento Preobraenskij, unit militare che ebbe
un ruolo determinante e attivo nell'attuazione del colpo
di stato del 1762 che esautor lo zar Pietro III e port al
potere Caterina II.[2] Con il tempo e senza l'aiuto di personaggi inuenti che avrebbero potuto agevolare la sua
Gavriil Romanovi Deravin in russo: - carriera militare, divenne uciale.[5]
? (Karmai, Governatorato di Kazan',
14 luglio 1743 Zvanka, Velikij Novgorod, 20 luglio
1816) stato un poeta, scrittore e drammaturgo russo. 1.2 Carriera militare
Viene ricordato come il maggiore rappresentante[1] della
poesia russa del XVIII e dell'inizio del XIX secolo.
Nel 1773 Deravin si trovava in licenza nella nata Kazan'
Il suo vigoroso carattere contraddistinse tutte le vicende quando scoppi la vasta insurrezione popolare capeggiata
della sua lunga esistenza, portandolo ad esperire le pi da Emel'jan I. Pugav, che procur notevoli problemi alvarie situazioni: nel campo professionale con un conti- la stabilit interna dell'impero. Facendosi portavoce della
nuo migrare da un incarico all'altro, in quello letterario nobilt della zona, scrisse un messaggio di lealt, rispetto
e deferenza alla zarina, tutto ci per fugare ogni sospetto
arontando diversi generi poetici.
La sua poesia fortemente caratterizzata dall'utilizzo di di simpatia o collusione nei riguardi dei rivoltosi. Queun russo sonoro e virile, e dall'aver introdotto sistematica- sto atto di fedelt sort l'eetto di mettersi in ottima luce
mente nella stessa un elemento realistico, ricco di imma- negli ambienti della corte.
Rientrato in servizio come uciale al seguito dell'allora
comandante di Kazan', generale Aleksandr I. Bibikov,
uno degli arteci della repressione del tentativo eversivo, lo coadiuv con le proprie conoscenze del territorio fornendo un valido aiuto all'arresto del rivoltoso.[6]
La prematura scomparsa del generale, per, lasci De-

gini e spesso autobiograco, senza allontanarsi dal quadro


di una poesia classicista ma qualicandola al tempo stesso con un tratto di novit che ebbe notevole successo ma
non sort una scuola, dal momento che gi con il sentimentalismo di Nikolaj M. Karamzin iniziarono a veder
luce le prime tracce del preromanticismo russo.
1

2 OPERE

ravin senza referenti e senza le testimonianze del suo


ruolo attivo nella gestione della lotta per il soocamento
dell'insurrezione. Nel tentativo di guadagnarsi una promozione nei ranghi militari per meriti di servizio, si appell pi volte al principe Grigorij A. Potmkin ottenendo di fatto solo il congedo[6] e un donativo in terreni
situati in Bielorussia.[7]

1.3

Carriera nel servizio civile

Contestualmente ottenne il trasferimento nei ranghi del


servizio civile, agli ordini del principe Vjazemskij,[6] e
in questa veste di burocrate seppe muoversi con abilit
riuscendo a fare carriera. A San Pietroburgo inizi ad intessere importanti relazioni col tessuto sociale pi elitario
della capitale. A quei tempi la sua fama di poeta era ben
chiara, ma nel 1782 con Oda Kirgiz-kasackoj carevne
Felice, (Ode alla principessa chirghizo-kajsazka Feliza)[8]
unode dedicata a Caterina II, che si conquist unottima
reputazione non solo agli occhi della sovrana;[9] anche in
virt di questo riusc ad avere delle protezioni che gli permisero di salire la scala gerarchica della burocrazia imperiale, nonostante frequenti attriti con le varie autorit
locali, che si risolvevano con un trasferimento per lui pi
vantaggioso.[7]

Sebbene non avesse molta predisposizione per uci politici, nel 1802 il nuovo zar Alessandro I lo nomin
ministro della giustizia;[10] tuttavia, la profonda diversit
di vedute tra il sovrano, cresciuto nell'ambiente permeato dal pensiero illuministico caratteristico della cultura
della nonna Caterina II, e quelle conservatrici di Deravin fecero s che anche questultima esperienza al servizio
dell'impero durasse meno di un anno.[7]

1.5 Ritiro dalla vita pubblica


Nel 1803 lasci il servizio e si ritir nella sua propriet a
Zvanka, vicino Novgorod, dove visse gli ultimi anni della
sua vita in pace e serenit, e mantenendo integro il suo
talento di verseggiatore continu a scrivere no al giorno
della sua morte, avvenuta il 20 luglio 1816.[7]

2 Opere

A causa di dissapori con Vjazemskij[6] fu trasferito nella


sua Kazan' con la prestigiosa carica di governatore, aiutato in questo dall'intervento diretto della zarina. Fu proprio
durante il viaggio per raggiungere la sede del suo incarico
che port a compimento Bog (Ode a Dio).[6]
Il suo carattere non facile, accostato ad una integrit morale ed onest intellettuale non comune negli apparati bu- Aresco con danza macabra nell'Oratorio dei Disciplini, Clusone
rocratici dell'epoca, lo portarono sovente ad avere problemi e dissidi ovunque si presentasse a svolgere il suo
lavoro.[6] Nel 1784 assunse la carica di governatore di 2.1 Tematiche e preferenze letterarie
Olonec e l'anno successivo quella di Tambov.
Durante l'esercizio del suo servizio nelle tre citt, Deravin impegn gran parte della sua attivit letteraria
riassunse in un'ampia documentazione le corruttele nell'ambito della poesia, non considerando alcune opere
nell'amministrazione burocratica di cui era stato diretto teatrali, quali la tragedia Dobrynja, l'unica ad avere un
testimone. Tornato nella capitale nel 1790, chiese ed ot- qualche rilievo, Pozarskij e Groznij ili pokorenie Kazani
[11]
tenne un'udienza alla zarina per produrle e farle valutare (Il terribile o la sottomissione di Kazan') di importan[7]
za relativa e marginale e alcuni lavori in prosa di magil dossier raccolto.[6]
gior spessore come Rassudenie o lirieskoj poezij, ili ob
ode Discorso sulla poesia lirica, ovvero sull'ode[12] e le
sue Memorie, che ci lasciano un acuto ritratto del ruvido
1.4 Presso la corte degli Zar
carattere dellautore.[7]
Nel 1791 divenne senatore e segretario dell'imperatrice
assegnato all'ucio per le petizioni, ruolo che ricopr anche con lo zar Paolo I. In questo modo ebbe l'opportunit
di entrare in contatto e frequentare l'ambiente della corte.
Con il passare del tempo, per, i suoi ottimi rapporti con
Caterina II iniziarono a deteriorarsi, a causa soprattutto
di una sua riscrittura del Salmo 81, che gli procur delle
accuse di giacobinismo, vicenda che non sort grosse conseguenze, anche per merito dell'intercessione del principe
Platon A. Zubov, allepoca favorito della zarina.[6]

I temi portanti della sua produzione sono quelli legati alla


vita, intesa come un bene emero da assecondare attraverso un sereno godimento dei beni terreni, certamente
relazionabile al concetto di epicureismo;[7][13] la morte,
disfacente opera vista e sentita con un riconoscente riguardo e non passiva rassegnazione;[7] l'elemento umano,
con le sue debolezze e virt; l'elemento divino, che non
viene n negato, n idolatrato, ma viene osservato nella sua grandezza e relazionato allo stesso essere umano,
uscendone quest'ultimo piccolo e ridimensionato.

2.3

Primi successi

Nella poesia di Deravin il rapporto tra la vita e la morte risulta frutto di un equilibrio di tensioni e relazioni funzionali, la seconda spesso utilizzata come strumento riduttivo delle attivit terrene, il continuo citarne
l'incombenza, l'ineluttabilit e l'assoluta equit di fronte
a ciascun essere necessita al poeta per contestualizzare in
una prospettiva non miope la transitoriet e la fuggevolezza della vita, ridicolizzarne e ridimensionarne le ansie, le
brame, gli aanni, la gloria, richiamandone la sua caducit, la sua fugacit. Il tema dell'assoluta equit dell'attivit
mortifera ricorrente, quasi a cercare in questo un forma consolatoria per la sua categorica, indierente ed incombente certezza; in tutto questo risultano evidenti i
richiami alle danze macabre di epoca barocca.[14]

2.2

Inizi

La prima pubblicazione di Deravin fu Ody perevednnye


i soinnnye pri gore italagae (Odi tradotte e composte
presso la montagna di italagaj),[15] edita anonima dopo
il 1775, composta da otto lavori, tre odi di Federico II di
Prussia nella sua traduzione in russo, e cinque lavori di
sua produzione. Anche se non ebbero alcun riscontro in
diusione o popolarit, due di queste, Na velikost (Sulla
grandezza) e Na znatnost (Sulla nobilt) gi nei titoli testimoniano quella che sar una delle preferenze di Deravin, ovvero lo sviluppo delle liriche su temi losoci.[16]
Questi tentativi fanno trasparire un'acerbit ed una disorganica eterogeneit, ma nel complesso possono riferirsi
al modello di Michail V. Lomonosov.[15][16]

3
lore e con questa opportunit sviscera le proprie considerazioni sul senso della vita.[18] Con questo il poeta pales
le sue meditazioni sulla pochezza della vita stessa e dellineluttabilit della morte con uno spirito di rassegnazione
assolutamente non pessimistico e riconducibile al carpe
diem di Orazio.[13][19]

2.3 Primi successi


Un anno importante per Deravin fu il 1783. In
quell'anno inizi la sua collaborazione con la rivista Sobesednik e in occasione dell'uscita del primo numero
pubblic Oda Kirgiz-kasackoj carevne Felice, (Ode alla principessa chirghizo-kajsazka Feliza) conosciuta come Felica[18] o Feliza,[20] la cui stesura risaliva all'anno
prima.
In un racconto scritto dalla zarina per i suoi nipoti, Skaza
o carevii Chlore (Fiaba dello zarevi Chlor), la sovrana
utilizz l'allegoria per stendere questo scritto con evidenti
scopi didattici, in cui viene narrata la vicenda, in un contesto orientale, della glia di un khan tataro, Felica, che
cerca di favorire lo zarevi Chlor nella sua ricerca della
rosa senza spine, rappresentazione simbolica della virt,
Deravin sfrutt l'ambientazione esotica e il nome della protagonista per sviluppare il tema della sua ode. I
cortigiani, tra cui il narratore, il poeta stesso, vengono
rappresentati come nobili tatari, murza,[18] che con le loro ignave sottomissioni ai godimenti della vita si contrappongono alla gura della monarca, descritta come
un'entit reale e non simbolica, illuminata, virtuosa, con
tratti profondamente umani[13] e con il suo temperamento e i suoi costumi di gran lunga superiori all'ambiente
che la circonda. La devozione del poeta per la zarina
traspare in tutta l'opera, cos come sfrutt la struttura
dell'ode per ironizzare pesantemente sulla condotta dei
personaggi della corte.[7]

Nel 1779 videro luce i suoi primi lavori di spessore, Klju


(La fonte) e Oda na smert' knjazja Meerskogo (In morte
del principe Meerskij), prodromi di quella che sar la
sua capacit di innovazione dell'espressione lirica. L'ode
celebrativa[15] divent, nei versi di Deravin, una forma
di linguaggio pi libera dalle canonizzazioni tipiche dei
tentativi di seguire la codica dell'uso della lingua russa
nei vari tipi di componimento poetico, caratteristico della L'ode rimane importante per la comprensione
dell'evoluzione stilistica di Deravin, in quanto l'autore
scuola lomonosoviana.
riusc a sviluppare in maniera organica la sua inclinazione
Il grande normatore russo aveva previsto tre stili, alto- all'utilizzo di pi tipologie di componimento letterario
sublime, medio e umile, a ciascuno dei quali corrisponde- all'interno dello stesso lavoro, impiegandoli quasi tutti,
va l'utilizzo di diversi tipi di lingua, lo slavo ecclesiastico dall'idillio alla satira, dalla retorica no al panegirico,[18]
per i componimenti pi solenni, una prevalenza del russo arrivando ad esprimersi anche con un lessico spontaneo
popolare per le opere di stile basso e una sintesi delle due e a tratti spiritoso, a cui diede il nome di zabavnyj russkij
per il genere medio. Il poeta, non riuscendo ad esprimer- slog, (stile russo divertente).[18] Oltre i pregi letterari,
si adeguatamente all'interno di queste schematiche strut- questo lavoro gli consent di raggiungere una buona fama
turazioni, le abbandona parzialmente, avvicinandosi cos e di procurarsi il favore di Caterina II.
alla scuola di Aleksandr P. Sumarokov.[17]
L'originalit di Deravin risiede anche e soprattutto nel
suo rendere le percezioni e le forme con sfumature non
stereotipe, e con tratti di concreto realismo, attraverso
l'utilizzo anche di riferimenti autobiograci, discostandosi cos dalle canoniche espressioni impiegate no a quel
momento, Nella sopraccitata ode In morte del principe
Meerskiji il narratore non un semplice spettatore,
ma completamente immerso nella partecipazione al do-

2.4 Maturit artistica ed evoluzione stilistica


Dopo breve tempo, nel 1784, usc la celebre Bog (Ode a
Dio), in cui la sua ispirazione poetica raggiunse il punto
pi elevato.[22] Incentrata sul rapporto tra Dio e l'uomo,
riette gli umori culturali del tempo, in cui i concetti

3 LISTA DELLE OPERE

2.5 I poemi anacreontici e le sperimentazioni letterarie

I. E. Repin: Il giovane Pukin declama i suoi versi a Gavriil R.


Deravin.[21]

deistici provenienti dalla cultura europea occidentale avevano preso corpo anche nell'Europa orientale. Con questa ode raggiunse la notoriet anche fuori dei conni della
Russia, diondendo la sua fama in tutto il continente.[13]
Videnie murzy, (La visione del murza), del 1789, fu
l'occasione per Deravin di ridare la parola a Felica.
Costru una sorta di autocritica attraverso gli ammonimenti della sovrana contro le facili lusinghe, rammentandogli la vera nalit del talento poetico, inteso come un
dono di Dio, il quale dovrebbe avere ben pi nobili ni
che la retorica adulazione.[23]

L'introduzione, da parte di Deravin, di riferimenti fortemente autobiograci lo spinse a produrre lavori di dimensioni pi ridotte rispetto alle odi,[23] riservando cos
particolare attenzione ai poemi anacreontici: permeati da
una gioia di vivere, uno spirito e una volutt raramente
riscontrabili nel panorama letterario russo, li scrisse negli anni della maturit. La prima raccolta, esplicitamente intitolata Anakreontieskie pesni, (Canti anacreontici),
risale al 1804.[25]
Evgeniju izn' Zvanskaja (A Evgenij, vita a Zvanka), Priglaenie k obedu, (Invito a tavola) e anche la precedente K
pervomu sosedu (Al primo vicino), del 1870 sono i lavori pi signicativi di questo genere. Caratterizzati da una
curiosa, golosa e continua citazione di specialit gastronomiche, Deravin riusc a comporre delle opere in cui i
paesaggi e le atmosfere descritte vengono rese attraverso
l'utilizzo di immagini del tutto originali.[18]

Fra le opere di questo periodo ve ne sono alcune in cui


il poeta si dedica alla ricerca di sonorit linguistiche dolci ed armoniose, arrivando a produrre dei veri e propri
lipogrammi in poesia, nei quali scientemente evit la lettera r per mettere in evidenza la dolcezza della lingua rus[25]
Quando mor, nel 1816, aveva appena nito di
Vel'moa (Il nobile), scritta tra il 1774 e il 1794, rien- sa.
scrivere
la prima parte dellOde sulla mortalit.[7]
tra nel novero delle opere con taglio fortemente critico
nei confronti dei grandi dignitari del suo tempo e con Deravin da ritenersi a tutti gli eetti il maggior poeta
tono polemico e caustico[10] ne descrisse le debolezze. del '700 russo.[15] La sua opera si innesta nella scia del
Altri lavori in cui aronta lo stesso tema sono K vla- classicismo, ma contaminata da elementi di forte realistiteljam i sudijam, (A governanti e giudici) e l'epistola smo molto spesso autobiograco e da una vena ironica
Chrapovickomu, (A Chrapovickij), del 1873.
tutta peculiare, che fecero della sua poesia un momento
I versi de Il pavone e dell'ode Vozvraenie grafa Zubo- di grande novit nel panorama letterario dell'ultimo quarva iz Persii, (Sul ritorno del conte Zubov dalla Persia), si to del XVIII secolo, determinandone l'ampio successo.
ritrova nell'uso libeispessiscono arrivando a notevoli livelli di intensit, quasi L'esatto riesso del suo carattere si[11]
ro
e
spregiudicato,
quasi
arbitrario
della lingua russa:
a voler rispecchiare il carattere dell'autore, prorompente
la
plasm
e
la
forz
alle
sue
esigenze
rappresentative
per
[19]
ed impetuoso.
arrivare a produrre una lirica espressiva e virile, frutto di
Altra opera rilevante Vodopad, (La cascata), scritta tra il un nuovo linguaggio letterario.
1791 e il 1794 per la scomparsa di Grigorij A. Potmkin,
il potentissimo favorito della zarina, in cui il tema della
morte sviscerato con toni pi drammatici.[13] L'uso del3 Lista delle opere
la cascata come simbolo consent al poeta di produrre una
lirica pi potente ed espressiva[19] rispetto all'altra opera
celebrativa, la gi citata In morte del principe Meer- 3.1 Singole opere (elenco parziale)
skij ma come quest'ultima la morale conclusiva rife Na pobedy v Italii, (Per le vittorie in Italia), s.d.
ribile ad una pacata accettazione dell'inesorabilit della
morte e ad un sereno godimento della realt terrena, alla
Na vyzdorovlrnie Mecenata, (Per la guarigione di
caducit della fama e del potere, a dierenza dell'eterna
Mecenate), s.d.
grandezza del creato.[23]
Na vzjatie Izmaila, (per la presa di Izmail), s.d.
Nata come opera commemorativa, in questa ode viene
riscontrato l'utilizzo di temi non precisamente pertinenti
al soggetto protagonista del lavoro, come dei chiari riferimenti ai canti di Ossian,[24] ma in particolare ai temi oraziani, che permisero al poeta di sostenere ecacemente la struttura dell'ode celebrativa in canoni non
pesantemente retorici.[23]

Izobraenie Felicy, (Ragurazione di Felica), s.d.


Raduga, (L'arcobaleno), s.d.
Pochvala selskoj zizni, (Elogio della vita rurale), s.d.
Moj istukan, (La mia statua), s.d.

3.2

Edizioni complete

5
Pochvala selskoj izni, (Elogio della vita di campagna), 1798-1808
Zapiski, (Memorie), 1811-13, pubblicato postumo
nel 1859

3.2 Edizioni complete


Soinenija, Mosca 1864-83, 9 volumi
Stichotvorenija, Leningrado, 1957

3.3 Traduzioni in italiano


Ettore Lo Gatto, Le pi belle pagine della letteratura
russa, Milano, Nuova Accademia, 1957.

4 Onoricenze
4.1 Onoricenze russe
V. L. Borovikovksij: altro ritratto di Deravin

5 Note
Vesna, (La primavera), s.d.
Kapnistu, (A Kapnist), s.d.

[1] M. Colucci R. Picchio, Storia della civilt letteraria russa,


Volume I, UTET, 1997, p. 304, ISBN 88-02-05177-1.

Na smert' grani Rumjancevoj, (In morte della


contessa Rumjanceva), s.d.

[2] S. Speroni Zagrljaca, Letteratura russa, Alpha Test, 2003,


p. 46, ISBN 88-483-0352-8.

K pervomu sosedu, (Al primo vicino), s.d.

[3] S. Speroni Zagrljaca, p. 46

K vtoromu sosedu, (Al secondo vicino), s.d.


Klju, (la sorgente), 1779

[4] M. Colucci R. Picchio, Storia della civilt letteraria russa, Dizionario-Cronologia, UTET, 1997, p. 74, ISBN
88-483-0352-8.

Oda na smert' knjazja Meerskogo, (In morte del


principe Meerskij), 1779

[5] D. P. Mirskij, Storia della letteratura russa, Garzanti,


1998, p. 47, ISBN 88-11-67494-8.

Na rodenie v svere porrorodnogo otroka, (Per la


nascita al nord di un fanciullo porriogenito)

[6] M. Colucci R. Picchio, Diz. Cron. p. 74

K vlastiteliam i sudijam, (Ai governanti e ai giudici)


1780-87

[8] Ettore Lo Gatto, Letteratura russa moderna, Milano,


Nuova Accademia Editrice, 1960, p. 119.

Oda K Felica, (A Felica), 1782

[9] L'enciclopedia, La biblioteca di Repubblica, 2003, vol. 6


p. 274.

Bog, (Ode a Dio), 1784


Vodopad, (La cascata), 1791-94
Priglaenie k obedu, (Invito a pranzo), 1795

[7] D. P. Mirskij, p. 48

[10] L'enciclopedia, vol. 6 p. 274


[11] Ettore Lo Gatto, p. 121
[12] M. Colucci R. Picchio, vol. I p. 307

Na vozvraenie grafa Zubova iz Persii, (Il ritorno


del conte Zubov dalla Persia), 1797

[13] S. Speroni Zagrljaca, p. 47

Vel'moa, (il nobile) 1774-94

[14] Angelo Maria Ripellino, Rileggendo Deravin, Beniamino


Carucci editore, Roma, 1961, p.10

Fonar, (La lanterna), 1803


Evgeniju izn' Zvanskaja, (A Eugenio, vita a
Zvanka), 1807

[15] M. Colucci R. Picchio, Storia della civilt letteraria russa,


volume II, UTET, 1997, p. 304, ISBN 88-483-0352-8.
[16] Ettore Lo Gatto, p. 117

8 ALTRI PROGETTI

[17] Ettore Lo Gatto, p. 118


[18] M. Colucci R. Picchio, vol. II p. 305
[19] D. P. Mirskij, p. 49
[20] Ettore Lo Gatto, p. 119
[21] In questo dipinto di Repin si ricorda il celebre aneddoto secondo il quale l'8 gennaio 1815 all'esame del Liceo
imperiale di Carskoe Selo, l'appena sedicenne A. S. Pukin declama una sua lirica, Vospominanija v Carskom Sele
(Ricordi a Carskoe Selo) davanti all'anziano Deravin che
previde per il ragazzo un brillante futuro come poeta.
[22] Ettore Lo Gatto, p. 120
[23] M. Colucci R. Picchio, vol. II p. 306
[24] Angelo Maria Ripellino, Rileggendo Deravin, Beniamino
Carucci editore, Roma, 1961, p.19
[25] D. P. Mirskij, p. 50

Bibliograa
Ettore Lo Gatto, Storia della letteratura russa,
Sansoni, 1944.
Renato Poggioli, Il ore del verso russo, Einaudi,
1949.
Angelo Maria Ripellino, Rileggendo Deravin,
Carucci, 1961.
Dmitrij Petrovi Mirskij, Storia della letteratura
russa, Garzanti, 1998, ISBN 88-11-67494-8.
Sergeij Speroni Zagrljaca, Letteratura russa, Alpha
Test, 2003, ISBN 88-483-0352-8.

Voci correlate
Epicureismo
Letteratura russa
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9.3

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