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Confucio.

I DIALOGHI.
BUR 1975. Copyright Rizzoli., Milano 1989. Propriet letteraria riservata.
Prefazione di Pietro citati introduzione, traduzione e note di Edoarda Masi

NOTA DI COPERTINA.
La giusta condotta di vita, il buon governo dello Stato: questa l'essenza dell'insegnamento di Confucio, vissuto in
un periodo d'anarchia e di corruzione che rendeva pi vivo il desiderio di un'illuminata saggezza, fondata sulla
carit e l'osservanza dei riti tramandati dai padri. Il perfezionamento di s, ottenuto attraverso la meditazione, lo
studio (Studiare senza meditare inutile, meditare senza studiare pericoloso), la misura, la carit, il primo
passo verso il perfezionamento universale: questa fede nell'efficacia dell'esempio, dell'azione virtuosa, rappresenta
la differenza pi profonda tra confucianesimo e taoismo. Dalle incantevoli pagine dei Dialoghi, raccolti dai
suoi discepoli, la leggendaria figura del maestro ci balza incontro viva e familiare, la sua voce pacata ci parla con
infinita saggezza, ma anche con arguzia, con sfumata e delicata ironia, con variet d'esempi e d'immagini:
vicinissima a noi, venendo dalla lontananza dei secoli.

SOMMARIO
"L'abito di Confucio" di Pietro Citati.
Introduzione di Edoarda Masi.
Notizia storica.
Confucio o Kongzi (da Sima Qian).
Nota bibliografica.
I DIALOGHI (LUNYU).
Libro 1: Xue er
Libro 2: Wei zheng
Libro 3: Bayi
Libro 4: Li "ren"
Libro 5: Gongye Chang
Libro 6: Yong ye
Libro 7: Shu er
Libro 8: Taibo
Libro 9: Zi han
Libro 10: Xiang dang
Libro 11: Xian jin
Libro 12: Yan Yuan
Libro 13: Zilu
Libro 14: Xian wen
Libro 15: Wei Ling gong
Libro 16: Jishi
Libro 17: Yang Huo
Libro 18: Weizi
Libro 19: Zizhang
Libro 20: Yao yue
Indice dei nomi.
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L'ABITO DI CONFUCIO.
Non sappiamo chi sia stato Confucio: non sappiamo cosa abbia fatto, e se abbia scritto dei libri. Tutte le notizie che
conserviamo di lui appartengono alla leggenda; e le opere che gli vengono attribuite, "Il Grande Studio",
"L'Invariabile Mezzo", "I Dialoghi", sono nate dal suo insegnamento orale o da quello dei discepoli. La sua figura
sfuma, si perde, sembra coincidere con la figura simbolica del saggio cinese. Eppure, non abbiamo desiderio di
sapere altro, perch la leggenda ha intrecciato attorno a Confucio particolari cos veri e incantevoli, come sono
soltanto quelli che si lascia sfuggire la realt. Se gli avvenimenti della sua vita ci sfuggono, leggendo "I Dialoghi"
ci sembra di ascoltare il suono della sua voce. Se nessun ritratto ci ricorda i lineamenti plausibili del suo volto,
conosciamo qualcosa di pi prezioso: come andava vestito. Durante i grandi calori, indossava una semplice tunica
di lino grezzo. D'inverno, quando l'occhio impara a distinguere il bianco della neve, quello delle giade e delle
piume, portava una casacca nera sulla pelliccia d'agnello nero, una casacca bianca sulla pelliccia di cerbiatto
bianco, una casacca gialla sulla pelliccia di volpe, come se il freddo rendesse pi sottile il suo amore per le
sfumature.
Un giorno Confucio disse: A quindici anni, la mia volont fu rivolta allo studio, a trenta fui fermo nei propositi,
a quaranta non ebbi pi incertezze, a cinquanta compresi i decreti del Cielo, a sessanta il mio orecchio divenne un
organo obbediente, a settanta seguii i desideri del mio cuore senza uscire di squadra. Egli cerc di coltivare e di
perfezionare se stesso con l'applicazione accanita dell'artigiano, che intaglia e lima l'avorio o sfaccetta e polisce le
gemme. Alla fine di questo sforzo, dopo aver faticosamente educato l'occhio e l'orecchio, raggiunse la condizione
che ignora ogni sforzo. Ampia e profonda come la terra, onnicomprensiva e vasta, sublime e luminosa come il
Cielo, la sua mente si manifestava senza mostrarsi, si modificava senza muoversi, compiva senza agire. Viveva
nell'invariabile Quiete, nella ferma contemplazione, non piegando mai verso una parte n verso l'altra.
Dall'alto di questa Quiete, Confucio raccomandava la misura nei sentimenti, che non debbono andare al di l n
stare al di qua di un sottilissimo limite. Egli non si proponeva affatto, come tanti teorici della misura, di
mortificare la forza vitale delle passioni. Amava, si adirava, soffriva, gioiva, come tutti gli altri uomini, anzi pi
degli altri uomini, - giacch soltanto il saggio conosce veramente l'odio intenso e il violento amore, e sa vivere nelle
condizioni estreme dell'assoluta sventura e dell'ardente felicit. Con un'arte immaginosa e discreta, Confucio
metteva in rapporto le diverse passioni, correggeva una qualit con l'altra, fondeva gli opposti, riuniva gli estremi.
Cos, dietro il velo tessuto dalla reverenza, i discepoli intravedevano una figura affabile ma solenne, austera ma non
rigida, rispettosa ma naturale: modesta e sicura della sua vocazione, dura e dolcissima, grave e leggera. Questa
figura mutava aspetto secondo le ore e il punto di vista, come se la misura fosse la pi indefinibile tra le qualit
umane.
Circondato dai discepoli, ai quali insegnava la musica, la matematica e il tiro con l'arco, Confucio parlava. La sua
vera attivit era questa: giocare con le domande e le risposte, giocare senza tregua con la sostanza delicata e
sfuggente delle parole. Qualche volta, le sue risposte sembravano semplici, bonarie e quasi banali; ma la
semplicit nascondeva una squisita complicazione e il buon senso sfiorava la pi sublime eleganza. Trascorrendo
dall'infinitamente piccolo all'infinitamente grande, trapassando dall'Uno al Tutto per ritornare all'Uno, le massime
di Confucio fondevano la punta affilata dell'epigramma, la lievit dell'apologo e la ricchezza del pensiero
sistematico. Tuttavia, egli ignorava quelle che noi usiamo chiamare teorie. Quando parlava della Via, non diceva:
la Via questo, la Via quello: conduce verso questa direzione e allontana dall'altra. La Via non si pu
definire insegnare; occupa uno spazio al quale il saggio si accontenta di alludere con un cenno, o con parole che
non raggiungeranno mai il loro oggetto.
Come il vecchio arciere Confucio tendeva l'arco del suo discepolo, ma non scoccava la freccia. Il semplice gesto
bastava. Quando tendeva l'arco, la conoscenza della Via sembrava balzar fuori, pi evidente e chiara agli occhi
del discepolo, che se il maestro l'avesse descritta ogni minuzia: era l, davanti a lui, lontanissima ma prossima e
famigliare. Alla fine di questo lungo esercizio Confucio avrebbe voluto rinunciare alle parole, e nascondersi nel
luogo silenzioso ed esemplare che sta prima di ogni lingua. Un giorno disse: Vorrei non parlare Se il Maestro
non parla obbiett un discepolo, noi che cosa tramanderemo? Confucio rispose: Il Cielo parla forse? Le
quattro stagioni seguono il loro corso tutti gli esseri vengono alla luce per il suo influsso. Forse parla il Cielo?
Il mondo di Confucio conosce due figure fondamentali: il figlio e il discepolo. Il figlio nutre la medesima reverenza
verso il padre, l'imperatore e il vasto Cielo paterno, che distribuisce la luce, i ranghi e i destini. Egli sogna di
trascorrere tutta la vita celebrando i riti degli avi, suonando la musica che essi suonavano, rispettando coloro che
essi onoravano, amando coloro che essi avevano cari, servendoli in morte come fossero ancora presenti, riordinando

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in primavera ed autunno i vasi del tempio ancestrale. Nemmeno il delitto arresta la piet filiale. Se il padre
dell'imperatore uccidesse un uomo, il figlio avrebbe considerato la rinuncia all'impero come l'abbandono di un
paio di sandali logori. Caricandosi nascostamente il padre sulle spalle, fuggirebbe fino alle rive dell'oceano,
vivendo l insieme al padre, dimenticando di avere mai regnato su un trono. Il discepolo dice: Io non sono nato
sapiente: sono uno che ama gli antichi e si sforza di ricercarli. Cos, per tutta la vita, ripete le stesse parole e le
stesse azioni, che sono state prescritte dai padri. Le ama perch formano una venerabile tradizione consacrata dal
tempo; e perch solo le cose ripetute, sempre eguali a se stesse, quasi logorate dall'uso, posseggono la vera
naturalezza.
Il figlio e il discepolo conservano insieme la ricchezza dei riti: i riti che calmano le passioni e le fantasie degli
uomini, costringono ogni individuo entro confini fissati, stabiliscono le distinzioni, le differenze e le gerarchie,
senza le quali la grande musica dell'universo perderebbe il proprio accordo. Se rinunciassimo ai riti, la prudenza
diverrebbe timore, il rispetto fastidio, il coraggio turbolenza, la sincerit rozzezza; ogni virt piomberebbe nel
vizio che le sta accanto come un compagno sinistro. Quando qualcuno gli obbiett che soltanto la sostanza
importa, Confucio rispose: Ahim, tu vorresti parlare da saggio... Forma sostanza, e sostanza forma. Una
pelle di tigre o di leopardo spoglia del pelame come una pelle di cane o di pecora spoglia del pelame. Ma subito
dopo pronunciava la frase opposta, esaltando il puro slancio del cuore, la semplicit senza artificio, l'ingenuit
che ignora ogni forma. Conscio che solo il gioco delle contraddizioni pu disegnare lo spazio mobile dove la
verit si nasconde, stabiliva un codice di norme, lo negava e tornava ad affermarlo; ricamando all'infinito tra le
verit opposte e complementari del rito e del cuore, cos da togliere ai principii qualsiasi fissit e costrizione.
I desideri di Confucio erano modesti. Non inseguiva la ricchezza, n il potere o la gloria mondana. Se pensava a
una gioia, immaginava quella che chiunque di noi pu conoscere: alla fine della primavera, vestirsi di abiti leggeri,
bagnare le mani nelle acque di un fiume, godere della brezza presso l'altare dei sacrifici, e tornare a casa cantando.
Ma la tradizione e i riti debbono essere conservati anche in alto, dal trono dell'imperatore o dal seggio dei prncipi.
Cos Confucio accett di guidare lo Stato. Secondo la leggenda, fu governatore di provincia, ministro della giustizia,
assistente ai lavori pubblici: forse primo ministro; e immaginiamo che vivesse nel mondo pubblico senza aderirvi
mai, poich tutto gli si confaceva e nulla gli si confaceva. Proponeva ai grandi la figura del sovrano mite e
caritatevole, che gioisce e si affligge insieme al suo popolo. Se l'imperatore seguisse questo modello, ad ogni
primavera ed autunno, mentre egli attraversa l'impero immenso ma cos fitto di villaggi che il canto dei galli e
l'abbaiare dei cani si rispondono riecheggiando fino ai quattro confini, - il popolo direbbe: Se il nostro re non si
mettesse in viaggio, come avremmo la prosperit? Se il nostro re non si mettesse in viaggio, come saremmo
aiutati?
Quando Confucio si guardava intorno, non scorgeva spettacoli lieti. Nessuno seguiva la Via: nessuno amava la
carit; la tradizione veniva vilipesa ogni giorno; governare era quasi impossibile; e le stagioni avanzavano o
indietreggiavano, il sole e la luna venivano meno ai loro doveri, il corso del tempo e l'ordine dello spazio erano
turbati. Proprio in questo momento, Confucio pronunci le verit pi consolanti. Per quanto gli uomini siano
indegni o malvagi, ognuno di essi pu conoscere la Via, e seguirla. La natura umana tende al bene come l'acqua
segue il pendio. La Via in voi e la cercate lontano, sta nelle cose facili e la cercate nelle difficili. Anche se la
carit un dono rarissimo, un piccolo atto o un semplice desiderio la fanno discendere nel mondo. Senza illusioni
e speranze, Confucio conservava la fede e tentava di mettere in pratica la giustizia. Con uno sforzo incessante della
memoria, ricercava le tracce della tradizione offesa e perduta; e interrogando i poveri frammenti ritrovati,
ripristinava la figura intera della tradizione, e la proponeva all'esempio, sebbene sapesse che sarebbe stata un'altra
volta distrutta.
PIETRO CITATI.

INTRODUZIONE
Il "Lunyu" (Dialoghi, Conversazioni) attribuito dalla tradizione ai discepoli di Kong Qiu (Kong Zhongni,
Kongzi: 551-479 avanti Cristo), da noi conosciuto col nome latinizzato di Confucius, secondo il modo dei
missionari cattolici. Si tratta in realt di un testo composito, pervenutoci nella redazione del secondo secolo avanti
Cristo (dinastia Han) rivista e commentata dal filosofo Zhu Xi (sec. dodicesimo), il grande organizzatore del
sistema di pensiero noto in Occidente come neoconfuciano, che ha costituito l'ortodossia nella classe dominante dal
tardo medioevo alla fine dell'impero. Il corpus dei classici, fondamento dell'educazione dei letterati e materia degli
esami di Stato per l'accesso alla carriera di funzionari, varia per ampiezza nelle diverse epoche: dai sei testi
dell'antichit si allarga a nove durante la dinastia Tang (618-907). A partire dai Song (960-1279), i classici sono
tredici, di cui cinque principali: "I jing" (Il libro dei mutamenti), "Shu jing" (Il libro della storia), "Shi jing" (Il

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libro della poesia), "Li ji" (Memorie dei riti), "Chun qiu" (Annali - Primavere e autunni). A questi si aggiungono i
Quattro libri: "Da xue" (Il grande insegnamento), "Zhong yong" (L'invariabile mezzo), "Lunyu" (Dialoghi),
"Mengzi". ("Daxue" e "Zhong yong" sono estratti dal "Li ji"). I Quattro libri sono rimasti, fino alla caduta
dell'impero, la base dell'educazione dei cinesi e la prima lettura della minoranza destinata ad avere accesso alla
scrittura. Ogni cinese appena colto era in grado di recitare a memoria il "Lunyu".
Pur non essendo accreditabile come opera autentica e integrale dei discepoli di Confucio (in alcuni capitoli Arthur
Waley ha creduto di riconoscere addirittura la mano di avversari della scuola dei letterati, o confuciana), il "Lunyu"
resta tuttavia, fra i classici indebitamente a lui attribuiti, quello che in modo pi diretto reca le tracce del pensiero
del Maestro, e nel quale con pi immediatezza rappresentata anche la sua figura d'uomo.
Come tutti i testi antichi il "Lunyu" spesso di difficile e non univoca interpretazione; la difficolt accresciuta
dal suo carattere frammentario, e dalle frequenti allusioni a personaggi e situazioni sconosciuti al lettore italiano.
Per un migliore approccio mi sembra utile un rapido sguardo alle vicende storiche della Cina nel tempo al quale
l'opera si riferisce.
E' il periodo "Chun qiu", che convenzionalmente abbraccia gli anni dal 771 al 475 avanti Cristo - qualcuno in pi
di quelli considerati negli "Annali" da cui prende il nome: la prima met dell'epoca dei Zhou orientali (771-221
avanti Cristo). La dinastia Zhou, che regna dalla fine del dodicesimo secolo al 221 avanti Cristo, segna il passaggio
dalla semi-leggenda alla storia. Nel periodo "Chun qiu" e in quello successivo degli "Stati combattenti" (475 o 403221 avanti Cristo) il paese attraversa una trasformazione profonda. Si dissolve un sistema gentilizio fondato sulle
grandi famiglie e su numerose signorie infeudate a un re: l'autorit di quest'ultimo diminuisce, fino a farsi
puramente nominale, sotto una pressione a un tempo centrifuga e accentratrice, che porta all'egemonia un numero
sempre pi ristretto di Stati gi feudali, alla lotta fra di essi per l'estensione e quindi per l'esclusiva del potere,
fino alla formazione, nel secondo secolo avanti Cristo, di un solo Stato unitario, accentrato e accentratore. La
trasformazione politica coincide col passaggio dall'et del bronzo a quella del ferro, alla introduzione e alla
diffusione di nuove tecnologie nell'agricoltura, nei trasporti, nella fabbricazione di oggetti. Nuovi ceti artigiani
crescono nelle campagne e nelle citt. Nasce una propriet della terra distinta dalla signoria, con l'impiego di
mano d'opera dipendente. Le citt prendono forma definita come centri artigianali, commerciali e politici. Cresce
la popolazione in misura rilevante, aumenta la superficie delle terre coltivate. Si rinnovano le tecniche della guerra,
dove emerge la fanteria, composta di gente comune, accanto ai carri signorili. La progressiva dispersione delle
grandi famiglie si accompagna alla perdita della funzione politica dominante dell'aristocrazia, gradualmente
sostituita nella gestione dello Stato da quella che sar poi la figura dei funzionari. Si afferma la legge, e la legge
della forza, contro la forza della consuetudine. Il processo porter alla formazione dello Stato, nel senso pieno del
termine.
Il terremoto che gi nel periodo "Chun qiu" comincia a scuotere la societ, per manifestarsi in pieno durante gli
"Stati combattenti", viene percepito come una catastrofe o come l'inizio di una irrimediabile decadenza dalla
maggioranza degli uomini colti del tempo, i quali ricoprivano varie funzioni politico-culturali (1) presso le grandi
famiglie aristocratiche e le signorie, e ora se ne vedono gradualmente spogliati; mentre sembra crollare l'intero
mondo di valori di cui erano stati portavoce. Viene cos ad emergere una categoria di persone che, in linguaggio
moderno, potremmo chiamare intellettuali privi di ruolo, e in numero crescente disoccupati. Essi sono il prodotto di
una crisi e, ad un tempo, incarnano l'alta coscienza di una trasformazione epocale. Sopravvivono come consiglieri o
ministri dei sovrani dei vari Stati, o semplicemente come "maestri", esercitando cio l'insegnamento delle loro
dottrine, da privati, a discepoli volontari. Si formano le scuole, o famiglie filosofiche: i letterati (si ispirano
all'insegnamento di Confucio, e provengono dallo Stato di Lu, nell'odierno Shandong meridionale); i mohisti
(seguaci dell'insegnamento di Mozi: fra di essi, o vicini ad essi, gli esperti militari); i taoisti (seguaci
dell'insegnamento di Laozi: fra di essi, gli eremiti); i teorici dei nomi, o sofisti; i teorici dello "yin" e dello "yang"
(cosmologi); i legisti (fra i quali i maggiori consiglieri dello stato di Qin, che unificher la Cina in un solo
impero). Le cento scuole disputano fra loro, ma crescono sulla base di una stessa cultura. Una caratteristica di
ordine esistenziale comune ai filosofi di quasi tutte le scuole il frequente spostarsi da luogo a luogo; mentre le
dottrine da essi predicate hanno in generale ispirazione conservatrice e contenuti innovatori. Si ebbe allora in Cina
una fioritura di pensiero confrontabile, per ricchezza, con quella della Grecia nei medesimi secoli. Nelle epoche
successive e fino al presente, nonostante gli apporti del buddhismo e gli straordinari risultati della mistica taobuddhistica Chan (2) nel medioevo, e dell'operazione sincretistica neoconfuciana nelle sue diverse e opposte
correnti, il pensiero cinese non ha pi raggiunto l'originalit e la creativit delle filosofie antiche, e si presenta
come l'immenso lavoro di generazioni di studiosi diligenti, a volte geniali, ma apparentemente incapaci di uscire
dai solchi gi tracciati o di modificarli in modo decisivo. Le modificazioni, anche profonde, nel vivere e nel
pensare, avvengono per lente stratificazioni successive, piuttosto che per l'intervento del genio o ad opera di eventi
traumatici. Una continuit capace di ininterrotta mutazione percorre una storia pur fortemente conflittuale che,
non diversamente da quella dell'universo mediterraneo, ha conosciuto invasioni barbariche, guerre di classe,

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frazionamenti ripetuti del grande Stato imperiale; come pure cambiamenti nei rapporti di produzione ed evoluzione
tecnologica. Ma per quanto profondi siano stati drammi e lacerazioni nel corso della storia, non si pi ripetuto il
trauma, lo sconvolgimento radicale che ha segnato quella societ al tempo delle cento scuole. Occorre giungere
alla Guerra dell'oppio - o poco prima - per vedere la civilt cinese attraversata da una crisi di trasformazione
paragonabile a quella del mondo mediterraneo ed europeo alla fine del medioevo. Chi volesse scindere, almeno in
qualche misura, la storia politica della Cina dalla sua storia culturale, non arriverebbe a comprendere i motivi di
una cos lunga trasformazione nella continuit. Questa infatti non avrebbe potuto verificarsi senza il permanere
della cultura della classe dirigente. La quale ultima mutata, e ripetutamele, nel corso dei secoli: ma non si mai
spenta una cultura che, pur relegata in alcuni periodi in zone periferiche del paese o della societ, ha sempre
saputo riconquistare la posizione preminente. Il nocciolo di quella cultura si consolidato nei primi due secoli
della dinastia Han - che sono i primi due secoli dell'impero cinese unificato - ed ha la sua espressione scritta nei
classici della scuola dei letterati, che fanno riferimento a Confucio.
Dura senza dubbio, fino ai nostri giorni, l'eredit anche di altre fra le cento scuole, in primo luogo di quella
taoista, che pur in assenza di ogni sistematicit maggiormente si avvicina a un pensiero metafisico. Nel medioevo
fu ripresa la tradizione "yin-yang", non senza apporti alla stessa costruzione neoconfuciana, da un lato, e dall'altro
al cosiddetto taoismo popolare, alle ricerche di fisiologia e di alchimia. Per non parlare del pensiero legista, vivo in
alcuni pensatori medioevali, ripetutamente presente fra molti letterati non ortodossi, e tornato in auge anche fra i
comunisti dei nostri anni settanta. Tuttavia il filo che lega nei secoli la trasmissione del pensiero cinese nel suo
complesso dato dalla tradizione dei letterati (3), che nel nome stesso si propone come la dottrina di quella che per
la maggior parte della storia dell'impero ne stata la classe dirigente.
Gli inizi parvero muovere da ben diversi auspici. Qin Shi Huangdi, che alla fine del terzo secolo avanti Cristo
unific la Cina in un grande impero, volle liberarsi da quel residuo del passato che erano i letterati - conservatori
inutili, e dannosi allo Stato nascente ancor pi di quanto non lo fossero i poeti nella "Repubblica" di Platone. Il
suo rispetto andava alle arti utili: la matematica, l'agronomia, l'astronomia, la medicina, la scienza militare... I
vecchi libri di storia, di filosofia, di poesia vennero messi al bando - bruciati, secondo una tradizione che la ricerca
ha almeno in parte smentito. Qin Shi Huangdi colse l'aspetto conservatore di quei testi, e soprattutto non volle
affidare ai letterati una funzione di governo.
I Qin furono presto rovesciati, e si dovuto arrivare al nostro secolo perch la cultura cinese ufficiale riconoscesse
la grandezza politica e i meriti del primo imperatore, che nel giudizio trasmesso soltanto un crudele tiranno. La
dinastia Han, erede dell'impero nel 206 avanti Cristo, lo tenne saldamente per quattrocento anni. Gli imperatori
rifondarono il loro potere sull'alleanza con i letterati nel governo del paese, e con ci ne garantirono la solidit nei
secoli. La Via dei re fu tracciata in opposizione alla Via dei tiranni. La Via dei re l'insegnamento
morale e politico che si legge nei Quattro libri.
Se ora torniamo a quei testi, dalla distanza di tempo e di luogo, nonostante ogni ricorso alla filologia ci quasi
impossibile spogliarli del significato e della funzione che sono andati acquistando nei millenni, per riportarli al
senso che essi dovettero avere nel contesto di origine. Gi nella forma in cui ci sono pervenuti resta poco di quel
che saranno stati - quando pure una loro originaria autenticit si sia mai data. Il "Lunyu", come ho ricordato,
l'opera che pi da vicino pu darci un'immagine di Confucio e un'eco delle sue parole, e non solo quella della
predicazione dei letterati. Eppure il ritorno alla comprensione di un suo pensiero originario (o presunto tale) sembra
non solo poco praticabile, ma in s piuttosto privo di senso. Confucio giunto a noi appunto per la funzione e il
senso che la storia successiva gli ha attribuito. Se si volesse risalire all'uomo che egli fu duemila e cinquecento anni
fa, e al senso primo dei suoi discorsi, ci troveremmo di fronte a poco pi di una serie di massime conservatrici o
di buon senso, con qualche paradosso, e alla figura di un personaggio ridicolmente ossequiente al potere e alle
convenzioni, quale ci viene rappresentato nel decimo capitolo in quella che forse un'interpolazione di mano
avversa (4). Studiosi autorevoli, come H. G. Creel e tiemble (5), hanno voluto vedere in Confucio uno spirito
democratico, in contraddizione con l'uso successivamente fatto del suo pensiero. Credo sia un modo di giudicare
ingenuo o strumentale, analogo a quello di chi riconosce in Ges un precursore della democrazia, quale gli uomini
di oggi la intendono. Assai pi pertinente, fra le interpretazioni occidentali, quella di Levenson e Schurmann
(6), che non scinde il contenuto dei testi confuciani dall'uso che gli uomini e la storia ne hanno fatto, e scopre in
essi lo strumento necessario e non casuale per la formazione della classe dirigente dell'impero cinese.
Non diversamente dai grandi maestri taoisti, Confucio guarda al passato come a un'et dell'oro, e dal presente
viene respinto - al punto di dover riconoscere che solo il Cielo lo comprende. La tentazione per il non-agire e per
l'eremitaggio costante e ripetuta: ma, a differenza dai taoisti, gli si presenta come il cedere alla disperazione.
Confucio si ostina a voler intervenire nella politica, fino alla contraddizione con se stesso e al ridicolo. E' il
maestro che sa che non serve, eppure fa (XIV, 41). La sua rassegnazione a non essere al governo, ad essere
povero ed emarginato, sempre in funzione di un andare al governo a diverse condizioni, e di tracciare un

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modello "signorile" anche nel modo di affrontare la povert. La condizione di signore trova legittimazione nella
superiorit interiore, le forme rituali (nell'accezione pi larga del termine) la trovano nell'autenticit dei
sentimenti. Nell'istruzione non ci sono differenze di classe: significa che il fondamento dell'autorit
nell'istruzione non nella nascita. Il sistema di gerarchie non si basa sulla forza n sul caso, ma sul possesso (per
predisposizione e, largamente, per acquisizione) di determinate qualit interiori, che determinano la collocazione
degli individui sull'uno o sull'altro gradino nella scala sociale e in tutte le manifestazioni esterne. Confucio
ristabilisce la gerarchia sociale e la fonte dell'autorit su principi diversi da quelli della nascita (aristocrazia), che
al suo tempo erano gi vacillanti. Le rifonda su valori non contingenti, di ordine morale e intellettuale, e pertanto
assoluto. Perfino la gerarchia familiare, la pi oggettiva perch derivata da dati di natura, ad un tempo rafforzata
e mutata di segno, quando si prevede che il figlio possa, pur con ogni cautela, rimproverare i genitori (IV, 18): il
modello del suddito che non solo pu, ma deve rimproverare il superiore (in primo luogo il sovrano) in nome del
bene pubblico, fino a pagare con la vita. Senza ribellarsi, in linea di principio. Ma la duttilit politica - "assente il
cinismo" - estrema: pi d'una volta Confucio incline ad accettare cariche governative da ribelli; a
scandalizzarsene sono piuttosto i discepoli, che appaiono meno liberi perch vincolati alla lettera piuttosto che alla
sostanza del "zhong", la lealt dovuta dal suddito al sovrano.
Il bene pubblico il bene dei governati - incluso il popolo lavoratore, i contadini. Al popolo attribuita la pienezza
della qualit umana, non la capacit n il compito di governare, n di occuparsi di politica: erba sotto il vento,
che si piega e si forma secondo l'opera regolatrice della classe dirigente. Ma a chi governer senza virt
rifiuter il suo consenso. Agli occhi moderni, il massimo di democrazia coniugato col massimo di dispotismo; la
cedevolezza senza cedimento; il controllo estremo, che parte dal controllo di s, con il minimo possibile uso della
forza. La gerarchia si estende al campo pi intimo, quello dell'amicizia - il solo rapporto fra uguali nella tradizione
cinese: il signore non sia amico se non di chi suo pari (I, 8).
Proporre la rettifica dei nomi, come osservano Levenson e Schurmann, significa pensare per essenza, e cio
affermare quel che non muta. Ma in linea di principio cos assoluto, da inglobare i cambiamenti. Cos pure, dicono
gli stessi autori: Quando il tradizionalismo implica l'esaltazione dell'anzianit sulla giovinezza, non troviamo
negati alcuni dei valori cruciali del feudalesimo? Confucio difendeva il feudalesimo, ma in termini tali, da negare
una delle basi dell'ordine feudale: il governo per mezzo della forza.
Il valore supremo affermato nel "Lunyu" quello del "ren". La parola suona come uomo e si scrive unendo le
due componenti uomo e due: l'uomo e l'altro, essere uomo in quanto ci si riferisce all'altro uomo. Si tratta
dell'atteggiamento di reciprocit (7) al fondo della mente e del cuore (8), che ne illumina ogni altro. E' stato
tradotto benevolenza: ma troppo poco, se vero che: Solo chi possiede il "ren" capace di amare, e di
odiare. (IV, 3). Il termine forse pi vicino quello di umanit - se non suonasse troppo generico. O
simpatia, nell'accezione originaria: ma l'accento si sposta allora sul pathos, laddove il "ren" pure una disciplina
da praticare. E' la virt di cos universale comprensione, da annullare le discriminazioni di funzioni e di ruoli, le
gerarchie, e la differenza stessa fra governanti e governati. Ma si dice pure: Di signori privi di "ren" ce ne sono.
Ma non c' mai stato un uomo volgare che possedesse il "ren". (XIV, 7). Diventa allora l'attributo fondamentale
del signore e l'affermazione ultima della sua superiorit, giacch grazie al "ren" egli si qualifica come tale. E'
signore, degno di governare, solo chi capace di rispecchiarsi in quei governati che gli sono per definizione
inferiori, eppure uguali.
Su questo paradosso si fondata la classe dirigente pi durevole nella storia mondiale, non ereditaria ma
reclutabile (almeno in teoria) fra tutti gli individui maschi di qualsiasi origine.
Il pi grande scrittore della Cina contemporanea, Lu Xun, scrisse che la civilt fondata sul confucianesimo
stata una civilt di cannibalismo; e che fra la Via dei re e la Via dei tiranni non c' differenza alcuna. La
Cina contemporanea - quella non solo dei rivoluzionari ma anche dei riformatori liberali - nata e cresciuta nel
ripudio pi radicale del confucianesimo. Il carattere di questa dottrina tale, che non pu sostenere una classe
dominante in declino, ipocrita e corrotta. E tuttavia, nell'alternarsi di sovrani e dinastie, il confucianesimo era
sopravvissuto nei secoli: rinasceva ogni volta a sostegno delle forze nuove. Dalla met del secolo scorso si
verificata un'incrinatura, che ha portato al crollo non una dinastia ma l'intera immensa costruzione bimillenaria. Il
confucianesimo n stato travolto perch non era solo un sistema di pensiero, bens l'impalcatura teorica di quella
costruzione.
Eppure ancora nel 1925 un governo conservatore a Pechino arriv a ripristinare lo studio dei classici nelle scuole
elementari. E nella Cina dei nazionalisti e dei comunisti i residui del confucianesimo non finiscono di riaffiorare
nei modi delle menti e nei costumi, se non nell'esplicita citazione dei testi, ogni volta che una sfera dirigente
accenna a coagularsi in corpo di letterati e a riprodurre la gi perenne burocrazia celeste.
***

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titoli dei capitoli non sono stati tradotti: sono privi di significato, e corrispondono agli "incipit" del testo cinese.
Alla latinizzazione "Confucio" ho preferito il cognome originale "Kong". Il suffisso "zi" si pu intendere qui come
"fuzi", maestro. (Questo vale anche per altri personaggi, in particolare per Zengzi, discepolo di Confucio
abbastanza autorevole da esser designato egli stesso come maestro.) Lo stesso "zi", impiegato come prefisso, nel
"Lunyu" indica generalmente i discepoli di Confucio (Ziyou, Zi-gong, eccetera). Naturalmente ci non vale per tutti
i nomi di persona che cominciano per "zi", a causa della omofonia, di caratteri diversi.
Non ho tradotto il termine ren, per i motivi indicati sopra.
Ho reso con "signore" il termine "junzi": in origine significava figlio di sovrano, destinatario degli insegnamenti
del maestro, e indica l'uomo di condizione superiore, educato a governare. Spesso viene tradotto l'uomo
superiore: si pone cos l'accento, correttamente, sulle doti morali e intellettuali che qualificano il "junzi", ma si
perde la nozione del suo ruolo sociale e politico. Al "junzi" si contrappone il "xiao ren" (piccolo uomo), il volgo,
l'uomo volgare. Nella lingua cinese moderna resta come valutazione morale spregiativa.
Ho reso con "letterato" tanto "ru" che "shi". Per il primo non ci sono dubbi. "Shi" pu designare, nei diversi periodi
(e anche nelle diverse interpretazioni), categorie sociali differenti, con il comune carattere di dirigenti a livello
intermedio.
Ho cercato, nella misura del compatibile, di tradurre con gli stessi termini italiani i termini cinesi ricorrenti. In
alcuni casi per non stato possibile, quando la distanza fra i diversi significati dello stesso vocabolo risultava
troppo grande: cos, per esempio, non si pu trovare un equivalente che copra la gamma di significati di "se" (colore,
forma, apparenza, seduzione, espressione, sguardo).
Quanto alla Biografia, anzich ricorrere al rimpasto fatto da Zhu Xi, ho preferito tradurre direttamente dal testo del
grande storico della Cina antica Sima Qian (145 o 135-90 avanti Cristo), abbreviata da un certo numero di tagli.
Nella trascrizione dei nomi ho adottato la latinizzazione "pinyin", ufficiale in Cina e ormai di uso universale anche
in Occidente. Per la pronuncia, si veda l'annessa tabella.
EDOARDA MASI.
Il "pinyin" si discosta in misura rilevante dalla comune pronuncia italiana nei seguenti casi:

"pinyin" - pronuncia italiana.


"e" - fra "e" e "o", gutturale (in fine di sillaba, nelle sillabe in "-er" e in "-eng").
"" - "u" francese.
"ian" - "ien".
"yan" - "ien".
"ong" - fra "ung" e "ong".
"yi" - "i".
"yu" - "u" francese
"c" - "z" aspra.
"ch" - "c" dolce.
"g" - "g" dura.
"h" - "h" aspirata.
"j" - "g" palatale.
"q" - "c" palatale.
"r" - fra "j" francese e "r" (all'inizio della sillaba).
"sh" - "sc" dolce.
"w" - "u".
"x" - "s" palatale.
"z" - "z" dolce.
"zh" - "g" dolce.
"ci" - "z" aspra + "e" muta francese.
"si" - "s" aspra + "e" muta francese.
"zi" - "z" dolce + "e" muta francese.
"chi" - "c" dolce + "e" muta francese

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"shi" - "sc" dolce + "e" muta francese.


"zhi" - "g" dolce + "e" muta francese.
"ju" - "g" palatale + "u" francese.
qu - "c" palatale + "u" francese.
"xu" - "s" palatale + "u" francese.

QUALCHE NOTIZIA SULLA STORIA DELLA CINA


DALLE ORIGINI ALL'UNIFICAZIONE DELL'IMPERO.
La civilt cinese antica si svilupp dapprima nel bacino dello Huanghe dove, secondo gli scavi compiuti finora, il
neolitico risale al quarto millennio avanti Cristo La tradizione ricorda una serie di sovrani mitici nel terzo
millennio, i Tre Augusti e i Cinque Imperatori - personaggi semidivinizzati, che simboleggiano l'inizio della
civilt. A Fu Xi, il primo degli Augusti, attribuita l'invenzione dei diagrammi (i tratti orizzontali dello "Yi jing",
per la formulazione degli oracoli) e, per estensione, della scrittura. Gli ultimi dei cinque imperatori, Yao (Tao
Tang) e Shun (You Yu), sono i sovrani dell'et dell'oro. Ancora semileggendaria la dinastia Xia, sec.
ventiduesimo-diciottesimo avanti Cristo, fondata da Yu il Grande, il regolatore delle acque. La prima dinastia la
cui esistenza provata dai resti archeologici e da testimonianze scritte quella degli Shang (Yin, nel secondo
periodo), dal sec. diciottesimo al dodicesimo avanti Cristo. Nel diciassettesimo secolo ha inizio l'et del bronzo
nel bacino dello Huanghe.
Fra il dodicesimo e l'undicesimo secolo gli Yin sono sopraffatti dai Zhou. Secondo la tradizione - che non
necessariamente coincide con la storia - il duca Chang di Zhou (conosciuto poi col nome di re Wen) combatt
vittoriosamente nello Hunan contro l'ultimo imperatore Yin, il crudele tiranno Zhou Xin, a quel tempo attaccato
anche da popolazioni barbariche. Morto il re Wen in combattimento, gli succedette il figlio, il re Wu, che sconfisse
definitivamente gli Yin e fece decapitare Zhou Xin. Ebbe cos inizio la dinastia Zhou. Mentre il re Wu combatteva,
il potere civile era esercitato da suo fratello, il duca di Zhou. Il re Wen, il duca di Zhou, il re Wu sono considerati
liberatori dalla tirannide e sovrani fondatori. "Wen" significa cultura (civile), "Wu", militare: i due poli del
potere.
I re Zhou si stabiliscono dapprima nella valle del fiume Wei (Zhou Occidentali, 1111-771 avanti Cristo) e, in
seguito a invasioni di barbari nello Shanxi, trasferiscono la capitale a Luoyi, l'odierna Luoyang (Zhou Orientali,
771-221 avanti Cristo). Il primo periodo dei Zhou Orientali (771-475 avanti Cristo) prende il nome "Chun qiu"
("Primavere-autunni") da una cronaca dello Stato di Lu negli anni 722-481 avanti Cristo, entrata nel canone
confuciano e nota comunemente in Occidente col titolo di "Annali". In questi tre secoli il ruolo di imperatori (o re)
di tutto il paese, attribuito ai sovrani di Zhou, diviene sempre pi nominale, mentre sia nella zona centrale
(intorno al bacino dello Huanghe), sia nei numerosi e vasti territori periferici, si sviluppano poteri e potentati locali,
non pi controllabili dai sovrani di Zhou, finch divengono veri e propri Stati. I loro sovrani hanno alle
dipendenze vassalli di diverso grado, anch'essi in continua contesa, latente o esplicita - tanto che il sistema della
Cina antica viene assimilato, per questo e per altri aspetti, al sistema feudale dell'Europa nel medioevo.
Nella perenne guerra fra i diversi Stati, i pi potenti via via assoggettano gli altri. Lottano per la supremazia Qi,
Jin, quindi Chu (nel medio Yangzi, dapprima considerato barbarico) e - al tempo di Confucio, fra il sesto e il quinto
secolo - Wu e Yue, nella Cina centro-meridionale. Il tentativo da parte dei Zhou di frenare il frazionamento e la
guerra perpetua istituendo l'egemonia dell'uno o dell'altro Stato infine non ebbe successo.
Il periodo seguente, 475 (403)-221 avanti Cristo, viene detto degli "Stati combattenti" ("Zhan Guo"). Fra il periodo
"Primavere-autunni" e quello degli "Stati combattenti" si colloca il passaggio dall'et del bronzo all'et del ferro:
le vecchie strutture si dissolvono, si entra in una nuova era. Declina un'aristocrazia e si forma una nuova classe
dirigente. Gli Stati pi piccoli sono assorbiti dai maggiori e cancellati, diminuisce il numero dei contendenti: i
grandi Stati di Zhao, Han, Wei, Qin, Qi, Yan, Chu, alla met del quinto secolo; nel quarto secolo, Qi, Qin, Chu. Il
processo di unificazione si concluder nel 221 avanti Cristo, con la vittoria di Qin e la fondazione di un solo
impero.

CONFUCIO O KONGZI.
(da Sima Qian, "Memorie dello storico", Libro 47, Famiglie ereditarie, 17).

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Kongzi nacque nel villaggio di Zou, distretto Changping di Lu. Suo avo, di Song, era Kong Fangshu, che gener
Boxia. Boxia gener Shulianghe. Questi spos una figlia della famiglia Yan e gener Kongzi. Ebbe Kongzi dopo
aver pregato al tempio di Niqiu. Kongzi nacque nell'anno ventidue del duca Xiang di Lu. Quando nacque aveva
una protuberanza sul capo, perci fu chiamato Qiu (1); appellativo onorifico Zhongni, cognome Kong.
Appena nato Qiu, Shulianghe mor, e fu sepolto sul monte Fang nella parte orientale di Lu. In seguito Kongzi
immagin che l si trovasse la tomba del padre, ma la madre glielo nascose.
Da bambino Kongzi giocava con i vasi per i sacrifici, disponendoli come per il rito. Quando la madre mor, port la
bara nella frequentata via Wufu, per precauzione. Quando la madre di Wan Fu, di Zou, lo inform di dove era la
tomba di suo padre, vi seppell insieme sua madre, sul monte Fang.
Kongzi portava la cintura grezza di lutto, quando la famiglia Ji diede una festa per letterati, ed egli vi si rec. Yang
Hu non lo lasci entrare, dicendo: La famiglia Ji d una festa per letterati, non ti permesso di parteciparvi.
Allora Kongzi se ne and.
Kongzi aveva diciassette anni quando Meng Xizi, grande dignitario di Lu, si ammal mortalmente, e disse al suo
successore Yizi: Kong Qiu discendente di un santo (2), che fu ucciso in Song. Il suo avo Fufuhe, appena ebbe il
governo di Song, lo cedette al duca Li. E Zheng Kaofu (3) serv i duchi Dai, Wu, Xuan, e dopo i tre mandati
cresceva sempre pi il suo rispetto; perci sul suo tripode fu incisa l'iscrizione: 'Al primo mandato chinai il capo,
al secondo mi curvai, al terzo m'inchinai; vado lungo il muro, non c' chi osi insultarmi. Pappa e polentina per
tenermi in vita'. Tale era il suo rispetto. Io ho sentito che chi discende da santi, anche se non ha un incarico, di
sicuro uno destinato a riuscire. Oggi Kong Qiu giovane e osserva bene i riti, forse riuscir. Quando me ne sar
andato, devi prenderlo per maestro. Dopo la morte di Xizi, Yizi e Nangong Jingshu di Lu andarono da lui a
imparare i riti. Lo stesso anno Ji Wuzi mor e gli succedette Pingzi.
Kongzi era povero e umile. Quando, adulto, era intendente della famiglia Ji, misurava il grano correttamente.
Quando ebbe l'incarico di occuparsene, gli animali prosperavano. Cos fu fatto ministro dei lavori. Poi se ne and da
Lu, fu destituito da Qi, scacciato da Song e da Wei, fu in difficolt per le discordie fra Chen e Cai, e infine torn
in Lu.
Kongzi era molto alto, tutti lo chiamavano il gigante e si meravigliavano. Lu lo aveva trattato bene, perci torn
in Lu. Nangong Jingshu disse al sovrano di Lu: Lascia che io accompagni Kongzi a Zhou. Il sovrano di Lu gli
diede un carro, due cavalli, e un garzone. And a Zhou per imparare i riti, e vi incontr Laozi. Quando se ne and,
Laozi nel congedarlo disse: Ho sentito che chi ha ricchezza e prestigio nel dar congedo regala oggetti, e chi
possiede il "ren" offre parole. Io non possiedo ricchezza n prestigio, indegnamente ho il nome di possedere il
"ren", e ti offro queste parole: 'Gli intelligenti, profondi indagatori, sono vicini alla morte, perch amano criticare
gli altri. Quelli che si danno molto da fare aumentano il pericolo per s, perch rendono manifesta la malvagit
altrui. Un buon figlio non deve essere per se stesso, un buon ministro non deve essere per se stesso'..
Da Zhou, Kongzi torn in Lu e a poco a poco raccolse i discepoli.
A quel tempo il duca Ping di Jin era corrotto, sei ministri usurpavano il potere e attaccavano gli altri signori
dell'Est; il re Ling di Chu con le sue truppe devastava gli Stati centrali. Il grande Qi confinava con il Lu. Il Lu era
piccolo e debole, se si avvicinava al Chu provocava il risentimento del Jin; se si avvicinava al Jin, il Chu
l'attaccava; se non prendeva misure difensive, il Qi lo invadeva.
Nel ventesimo anno del duca Zhao di Lu, Kongzi compiva trent'anni. Il duca Jing di Qi e Yan Ying si recarono in
Lu, e il duca Jing domand a Kongzi: Il duca Mu di Qin aveva uno Stato piccolo e isolato, come mai diventato
egemone?. Kongzi rispose: Bench Qin fosse un piccolo Stato, mirava a grandi cose; anche se era isolato, era
condotto correttamente. Il duca scelse Wu Gu e gli confer il rango di grande dignitario, lo liber dai ceppi e dopo
aver parlato con lui per tre giorni gli affid il governo. Da questo si assume che avrebbe potuto essere re, e per lui
era ancora poco essere un egemone. Il duca Jing fu soddisfatto.
Quando Kongzi aveva trentacinque anni, Ji Pingzi a causa di un combattimento di galli con Hou Zhaobo rec
offesa al duca Zhao di Lu, il quale condusse le truppe contro Pingzi. Con Mengsun e Shusun questi attacc il duca,
che fu sconfitto, fugg da Qi e si stabil a Ganhou. Dopo di che in Lu vi furono disordini. Kongzi si rec in Qi, come
dignitario di Gao Zhaozi, desiderando essere introdotto presso il duca Jing. Parl di musica col maestro di Qi, sent
la musica "shao" (4) e, mentre la imparava, per tre mesi non seppe il sapore della carne. La gente di Qi lo lodava.
Quando Kongzi aveva quarantadue anni, il duca Zhao di Lu mor a Ganhou, e gli succedette il duca Ding. Dopo
cinque anni dalla successione del duca Ding, d'estate, Ji Pingzi mor e gli succedette Ji Huanzi.
La famiglia Ji usurpava le funzioni del duca, e i suoi dignitari avevano il governo dello Stato. In Lu, dai dignitari
fino ai livelli inferiori, tutte le funzioni erano usurpate, e la retta Via era abbandonata. Perci Kongzi non entr in

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servizio, si ritir ed emend il Libro delle Poesie, il Libro della Storia e il Libro della Musica; i discepoli erano
sempre pi numerosi, giungevano da luoghi distanti per riceverne l'insegnamento.
Nell'ottavo anno dei duca Ding, Gongshan Buniu, che aveva in odio la famiglia Ji, si ribell insieme con Yang Hu,
nell'intento di rovesciare le tre famiglie discendenti da Huan, e di mettere al loro posto i figli delle concubine, che
Yang Hu aveva sempre favorito. Ji Huanzi fu preso, ma riusc a fuggire. Nel nono anno del duca Ding, Yang Hu fu
sconfitto e fugg in Qi. Kongzi aveva allora cinquant'anni.
Allora Gongshan Buniu, che teneva la citt di Bi, si ribell alla famiglia Ji e mand a chiamare Kongzi. Questi,
che da lungo tempo seguiva la Via ma non poteva metterla in pratica, perch nessuno io impiegava, disse: Wen e
Wu di Zhou cominciando da Feng e Hao divennero re. Oggi, anche se Bi piccola, tutto possibile!. E voleva
andare. Zilu non ne era contento, e lo ferm. Kongzi disse: Se il signore mi chiama, non sar senza motivo. Se
mi impiegher, potr esserci un Zhou dell'Est!. Ma infine non and.
In seguito il duca Ding nomin Kongzi governatore di Zhongdu. In un anno, da ogni parte tutti lo prendevano ad
esempio. Da governatore di Zhongdu fu promosso ministro dei lavori, e da ministro dei lavori, ministro della
giustizia.
Nella primavera del decimo anno del duca Ding, fu fatta la pace col Qi. Nell'estate, Li Chu, dignitario del Qi, disse
al duca Jing: E' pericoloso per il Qi che Lu impieghi Kong Qiu. Allora invitarono il duca del Lu a una riunione
amichevole a Jiagu. Il duca Ding di Lu stava per partire sul carro, quando Kongzi, vice primo ministro, disse: Ho
sentito che in tempo di pace occorre prepararsi alla guerra, e in tempo di guerra occorre prepararsi alla pace. In
antico i vassalli quando varcavano il confine avevano sempre con s dei funzionari. Ti prego di portare due
dirigenti militari.
Nel quattordicesimo anno del duca Ding, Kongzi aveva cinquantasei anni, e da ministro della giustizia fu nominato
primo ministro, e se ne rallegr. I discepoli dissero: Abbiamo sentito che un signore non ha paura nella disgrazia,
e non si rallegra nella fortuna. Kongzi disse: E' vero. Ma non si dice: 'per umilt rallegrarsi d'essere innalzato'?
..
Condann a morte Shaozheng Mao, dignitario di Lu che si era ribellato. Dopo tre mesi che egli governava lo Stato,
polenta di cereali, agnello e maiale non aumentarono di prezzo; uomini e donne non andavano insieme per via; non
ci si appropriava di oggetti lasciati per la strada; gli ospiti, giunti da ogni parte nella citt, erano bene accolti da
tutti senza dover rivolgersi ai funzionari.
Come lo seppero, quelli del Qi si spaventarono, e dissero: Con Kongzi al governo, il Lu certamente diventer
egemone; vicino al nostro territorio, saremo annessi per primi. Se cedessimo del territorio?. Li Chu disse:
Prima proviamo a bloccarli; se non ci riusciamo, cederemo del territorio, non sar troppo tardi!. Quindi
scelsero ottanta fra le pi belle ragazze del Qi, tutte colte ed eleganti e capaci di danzare sulla musica "kang" (5),
e con trenta paia di cavalli pezzati le mandarono in dono al sovrano di Lu. Le musicanti e i cavalli pezzati presero
stanza presso la porta Gao a sud della citt. Ji Huanzi in abiti comuni and tre volte a vedere, ed era incline ad
accettarle. Disse al sovrano di Lu di andar l a fare una passeggiata, e stettero a guardare tutto un giorno,
trascurando gli affari di stato. Zilu disse: Il Maestro se ne pu andare. Kongzi disse: Tra breve in Lu vi sar il
sacrificio. Se dar la carne per il sacrificio ai dignitari, allora potr rimanere. Huanzi infine accett le musicanti,
per tre giorni non si tenne corte, n fu offerta ai dignitari la carne per il sacrificio. Kongzi se ne and, e pernott a
Tun. Shi Yi and ad accompagnarlo, e disse: Non colpa del Maestro. Kongzi disse: Posso cantare una
canzone?. E cant:
La lingua di una donna
pu cacciarti via;
l'incontro con una donna
ti pu portare a morte.
Quanto meglio andar libero
e preservare i miei ultimi anni!.
Shi Yi torn, e Huanzi chiese: Che ha detto Kongzi?. Shi Yi glielo rifer fedelmente. Con un triste sospiro
Huanzi disse: Per un mucchio di ragazze mi sono reso colpevole verso il Maestro!.
Kongzi and nel Wei, e abit a casa di Yan Zhuozou, cognato di Zilu. Il duca Ling di Wei domand a Kongzi:
Quando eri in Lu che stipendio ricevevi?. Rispose: Sessantamila misure di grano. E quelli del Wei gli diedero
sessantamila misure di grano. Qualche tempo dopo, qualcuno diffam Kongzi presso il duca Ling. Questi ordin a
Gongsun Yujia di controllarne i movimenti. Kongzi, temendo di venire arrestato, dopo dieci mesi di soggiorno se
ne and dal Wei.
Sulla via del Chen, pass per Kuang. Yan Ke, che lo accompagnava, accenn con la frusta e disse: Sono gi

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venuto qui, sono entrato da quel passaggio. La gente di Kuang sent, e scambi Kongzi per Yang Hu di Lu. Yang
Hu aveva maltrattato la gente di Kuang, e ora trattennero Kongzi. Egli assomigliava a Yang Hu, e lo tennero in
arresto cinque giorni. Dopo che fu arrivato Yan Hui, Kongzi disse: Credevo che tu fossi morto. Yan Hui
rispose: Finch vivo il Maestro, come oserei morire!. La gente di Kuang che aveva arrestato Kongzi era
sempre pi minacciosa, e i discepoli erano spaventati. Kongzi disse: Dopo la morte del re Wen, la cultura non si
trova in me? Se il Cielo intendeva annientare la cultura, un mortale non l'avrebbe ottenuta. Se il Cielo non intende
annientare la cultura, che pu farmi la gente di Kuang?. Kongzi mand uno dei suoi seguaci al servizio di Ning
Wuzi in Wei, dopo di che riusc ad andarsene.
Pass da Pu, e dopo un mese torn in Wei, e abit a casa di Qu Boyu.
Se ne and dal Wei per il Cao. Quell'anno il duca Ding di Lu mor.
Kongzi dal Cao si rec nel Song.
Nel recarsi in Zheng, Kongzi si divise dai discepoli.
Kongzi raggiunse il Chen, e abit a casa di Sicheng Zhenzi.
Kongzi visse tre anni in Chen. Questo fu invaso pi volte dal Qin e dal Chu, che intendevano assumere il ruolo
del Chen, e fu attaccato dal Wu. Kongzi disse: Torniamo, torniamo! I giovani della mia scuola sono precipitosi e
superficiali, ma nella loro ricerca non dimenticano le proprie origini. E Kongzi se ne and dal Chen.
Quindi Kongzi si rec nel Wei.
Il duca Ling di Wei era vecchio, si disinteressava del governo, e non impieg Kongzi. Questi disse sospirando
tristemente: Se mi impiegasse, in dodici mesi avrei gi fatto abbastanza. In tre anni compirei l'opera. E se ne
and.
Egli torn nel suo villaggio di Zou e compose il "Canto di Zou". Quindi ritorn in Wei, e and ad abitare a casa di
Qu Boyu.
Qualche tempo dopo, il duca Ling lo interrog sull'arte della guerra. Kongzi disse: Dei vasi per i sacrifici
qualcosa so, ma non ho mai imparato nulla di faccende militari. Il giorno seguente, mentre conversava con
Kongzi, il duca vide delle oche selvatiche e alz il capo a guardarle, come se Kongzi non ci fosse. Questi se ne
and, e ritorn in Chen.
D'estate, il duca Ling mor, e gli succedette il nipote Zhe, come duca Chu di Wei. ...Era il terzo anno del duca Ai di
Lu, e Kongzi aveva sessant'anni.
Ji Huanzi si ammal... e dopo qualche giorno mor. Gli succedette Ji Kangzi. Dopo i funerali, volevano richiamare
Zhongni. Gongzhi Yu disse: Il nostro precedente sovrano non lo ha impiegato alla fine, e alla fine gli altri vassalli
ne hanno riso. Se oggi lo impieghiamo di nuovo, e infine non riesce, faremo ancora ridere gli altri vassalli. Kangzi
disse: Allora chi possiamo chiamare?. Chiamiamo Ran Qiu. E cos mandarono a chiamare Ran Qiu. Quando
Ran Qiu stava per andare, Kongzi disse: Se quelli di Lu ti chiamano, non per un piccolo impiego, sar un
grande impiego. Lo stesso giorno, Kongzi disse: Torniamo, torniamo! I giovani della mia scuola sono impetuosi
e precipitosi; bench siano brillanti e colti, non so come regolarli. Zigong sapeva che Kongzi desiderava tornare, e
accompagnando Ran Qiu sinceramente gli disse: Se ti impiegano, fa che Kongzi sia chiamato.
Dopo che Ran Qiu fu partito, l'anno seguente, Kongzi da Chen si trasfer in Cai.
L'anno successivo Kongzi dallo Cai and in She. Il duca di She gli domand del governo. Kongzi disse: La
politica sta nell'attrarre i lontani e avere il consenso dei vicini.
Quando Kongzi si trovava in Cai da tre anni, il Wu attacc il Chen. Il Chu mand le truppe di Chengfu in aiuto del
Chen. Avendo sentito che Kongzi stava fra Chen e Cai, quelli del Chu mandarono a chiamarlo. Kongzi stava per
andare a far visita di cortesia, ma i dignitari di Chen e Cai si consultarono: Kongzi un uomo di talento, ha
messo in ridicolo i malanni di tutti i vassalli. E' rimasto a lungo fra Chen e Cai, e disapprova le iniziative e la
condotta di noi dignitari. Ora lo invita il Chu, che un grande Stato. Che Kongzi venga impiegato nel Chu
pericoloso per i dignitari in servizio in Chen e in Cai. Allora mandarono degli uomini a circondare Kongzi in

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campagna, e gli impedirono di muoversi. Le provviste di viveri erano esaurite, e i seguaci stavano cos male, che
non si reggevano in piedi. Kongzi insegnava e cantava sul liuto, senza cedere. Zilu indignato and a visitarlo e
disse: Un signore deve subire la povert?. Kongzi disse: Il signore sopporta la povert; nella povert, il
volgo si sfrena.
Kongzi mand Zigong in Chu. Il re Zhao di Chu invi le truppe incontro a Kongzi, che finalmente riusc ad andar
via.
Il re Zhao stava per dare in feudo a Kongzi settecento "li" di comunit di campagna. Zixi, primo ministro di Chu,
disse: Il re ha un ambasciatore paragonabile a Zigong?. No. Il re ha un consigliere paragonabile a Yan
Hui?. No. Il re ha un generale paragonabile a Zilu? No. Il re ha un ambasciatore paragonabile a Zai
Yu? No. Il capostipite di Chu era di basso rango, ed ebbe in feudo dai Zhou solo cinquanta "li". Oggi Kong
Qiu segue le orme dei tre re e dei cinque imperatori (6), mostra le capacit del duca Zhou e del duca Shao: se il re
lo impiega, conserver il Chu per molte generazioni le sue decine di migliaia di "li" di territorio? Quando il re
Wen era in Feng, e il re Wu era in Hao, da signori di cento "li" di terra finirono re del mondo. Oggi che Kong Qiu
ottenga in possesso della terra, assistito da discepoli di talento, non una fortuna per il Chu. Allora il re Zhao
desistette. Quell'autunno, il re mor a Chengfu.
Allora Kongzi dal Chu torn in Wei. Aveva allora sessantatr anni, il sesto anno del duca Ai di Lu.
Kong Wenzi di Wei aveva intenzione di attaccare Taishu, e interrog Zhongni sulla strategia. Zhongni si scus di
non saperne nulla, si ritir e ordin il carro per andarsene, dicendo: L'uccello pu scegliere l'albero, ma l'albero pu
forse scegliere l'uccello?. Wenzi insist per trattenerlo. Ji Kangzi mand Gonghua, Gongbin, Gonglin con doni per
invitare Kongzi, e Kongzi torn in Lu. Vi rientr dopo quattordici anni dacch se ne era andato.
Al tempo di Kongzi, la casa dei Zhou era in declino, i riti e la musica erano dimenticati, "Poesia e Storia" erano
lacunose. Raccolse i riti delle Tre Dinastie, compil il "Libro della Storia", cominciando fra Tang e Yu e arrivando
fino a Mu di Qin, riordinando bene i fatti. Egli disse: Dei riti dei Xia potrei parlare, ma i Qi non ne forniscono
sufficiente verifica. Dei riti degli Yin potrei parlare, ma i Song non ne forniscono sufficiente verifica. Se fosse
sufficiente, potrei averne una verifica. Sulle perdite e sui guadagni dai Xia agli Yin, disse: Anche se sono
passate tante generazioni, possiamo conoscere che gli uni possedevano la cultura, gli altri la stoffa. I Zhou hanno
imparato dalle due epoche, e la cultura fiorita. Io seguo i Zhou. Cos il "Libro della Storia" e le "Memorie dei
Riti" furono redatti da Kongzi.
Kongzi mise insieme trecentocinque odi, da cantare sulle musiche "shao", "wu", "ya", "song". Da allora riti e
musica furono raccolti, fu tracciata la Via dei re, e furono stabilite le sei arti (7).
Kongzi da vecchio amava il "Libro dei Mutamenti", l'ordine degli esagrammi, le definizioni, le appendici, le
interpretazioni, le note, i commenti. Studi tanto i "Mutamenti", che il cuoio del volume si logor tre volte. Egli
disse: Se avr ancora un po' di anni, allora nei "Mutamenti" arriver alla perfezione.
Kongzi insegnava le "Poesie", la "Storia", i "Riti", la "Musica"; ebbe tremila discepoli, e fra di essi settantadue
erano esperti nelle sei arti. Molti altri, come Yan Zhuozou, ne ricevettero gli insegnamenti.
Il Maestro disse: Ahim, ahim! Il dolore del signore dopo la morte non aver fama. La mia Via non va, come
potr esser conosciuto dai posteri?. Allora compil gli "Annali" ("Primavere e Autunni"), partendo dal duca Yin
fino al quattordicesimo anno del duca Ai - dodici regni. Fondata su Lu, l'opera simpatizza per i Zhou, pone gli Yin
nell'antichit e prende a guida le Tre Dinastie. Il linguaggio conciso, i riferimenti, universali. I sovrani di Wu e
di Chu si autoproclamarono re, mentre gli "Annali" li chiamano signori; l'imperatore Zhou in realt fu chiamato
all'incontro di Jiantu, mentre negli "Annali" si dice: L'imperatore and a caccia a Heyang: valgano questi esempi
a castigare il proprio tempo. Censurare e criticare secondo un retto giudizio: i re del futuro tengano alto ed
estendano questo metodo. Se si procede secondo la rettitudine degli "Annali", sar il terrore per i ministri ribelli e
per i traditori in tutto il mondo.
Quando Kongzi esercitava la giustizia, usava il linguaggio comune, non quello delle lites. Quanto agli "Annali",
quel che era da scrivere, lo scriveva, quel che era da tagliare, lo tagliava, e neppure i seguaci come Zixia avevano
da aggiungere una parola. Ai discepoli che studiavano gli "Annali", Kongzi disse: I posteri conosceranno Qiu
dagli "Annali", e per gli "Annali" lo condanneranno.
L'anno seguente Zilu mor in Wei. Kongzi si ammal, e Zigong and a visitarlo. Kongzi con un bastone, senza
formalit, venne alla porta, e disse: Si, perch sei venuto cos tardi?. Poi sospir, e cant: Il monte Tai crolla!
La grande trave si spezza! Il filosofo avvizzisce!. E pianse. Disse a Zigong: Al mondo da lungo tempo non si

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segue la Via, nessuno mi segue. La gente di Xia faceva i funerali alle scale orientali, la gente di Zhou alle scale
occidentali, la gente di Yin fra due colonne. Ieri notte ho sognato che per il sacrificio ai morti sedevo fra due
colonne: allora sono uno di Yin. Dopo sette giorni mor.
Kongzi mor a settantatr anni il giorno "jichou" del quarto mese del sedicesimo anno del duca Ai di Lu.
Il duca Ai pronunci il necrologio: Il Cielo benigno non ha avuto piet, non ha risparmiato il vecchio, resto qui
solo, abbandonato e oppresso. Oh dolore! Maestro Ni, non ho pi una guida!. Zigong disse: Il sovrano non
morir in Lu! Il Maestro ha detto: 'Mancare i riti stupidit, mancare i nomi errore. Mancare i fini
stupidit, mancare il ruolo errore'. Da vivo non ha saputo impiegarlo, da morto lo celebra: va contro i riti. Dice
'sono solo': va contro il nome di duca.
Kongzi fu sepolto presso il fiume Si, a nord della citt di Lu, i discepoli per tre anni portarono il lutto. Dopo tre
anni di lutto, si salutarono e se ne andarono. Ma ancora piansero, e ciascuno tornava all'estremo dolore; qualcuno
rimase. Zigong costru una capanna presso la tomba, rest in tutto sei anni, e solo allora se ne and.
I discepoli e la gente di Lu in pi di cento andarono ad abitare presso la tomba, cos quel luogo prese il nome di
villaggio Kong. Di generazione in generazione in Lu dura la tradizione, a fine d'anno, di offrire il sacrifico alla
tomba di Kongzi. Presso la tomba i letterati discutono dei riti, i villaggi fanno festa, gareggiano gli arcieri. La
tomba di Kongzi grande cento "mu" (8). Della casa dove abit, i discendenti di discepoli fecero un tempio, dove
si conservano gli abiti, il copricapo, il "qin" (9), il carro e i libri di Kongzi: ci sono ancora dopo duecento anni,
nella dinastia Han. Quando l'imperatore Gao Huangdi pass per il Lu, vi offr un grande sacrificio. Vassalli e
ministri vi si recarono in visita prima di assumere la carica.
Il grande storico dice: un verso del "Libro della Poesia": La grande montagna, alzo il capo a guardarla; la strada
ampia, la percorro. Se pure non posso raggiungerlo, il mio animo va verso di lui. Quando leggo i libri di Kongzi,
cerco di vedere l'uomo. In Lu ho visitato il suo tempio e ho visto il carro, gli abiti, i vasi per i sacrifici. Gli studiosi
si recano sempre alla sua casa per imparare i riti, io giravo e rigiravo l intorno e non riuscivo ad allontanarmi.
Sono una folla al mondo sovrani e re, e uomini di valore, che al loro tempo furono onorati, e dimenticati da morti.
Kongzi, in vesti di cotone, passate dieci e pi generazioni ancora onorato dagli studiosi. Dall'imperatore ai re ai
vassalli, in Cina chi studia le sei arti si inchina al Maestro. Possiamo chiamarlo il Santo!

NOTA BIBLIOGRAFICA.
TRADUZIONI DEI QUATTRO LIBRI.
"Quatre (Les) Livres"... avec... une double traduction en franais et en latin... par Sraphin Couvreur, 3e. ed. Sien
Hsien, Impr. de la mission catholique, 1930.
"Four (The) Books"... with English Translation... by James Legge, Shanghai, Chinese Book Co., 1933, Ristampa,
Nuova ristampa New York, Dover, 1971.
"Grande (Il) Studio". "L'invariabile Mezzo". "I Dialoghi", Trad. it. Stanislao Lo Kuang, Milano, Ist. cult, italocinese, 1956.
"Testi confuciani", Trad. dal cinese di Fausto Tomassini, Torino, UTET, 1974. [Comprende anche: "Xiao jing, La
piet filiale".]
TRADUZIONI DEI DIALOGHI.
"Analects... of Confucius"... [Testo originale e] transl. into English by William E. Soothill. S.l. [Shanxi], 1910,
Ristampa New York, Paragon, 1968.
"Sayings (The) of Confucius", transl. by Leonard A. Lyall, 2d. ed. London-New York, Longmans, Green, 1925.
"Analects (The) of Confucius", transl.... by Lionel Giles, Shanghai, Commercial P., 1933.
"Analects (The) of Confucius", transl.... by Arthur Waley. London, G. Allen & Unwin, 1938. Nuova ed. 1956.
"Wisdom (The) of Confucius", transl.... by Lin Yutang, New York, The Modera Library, 1938.
"Lun-y. Gesprche des Konfuzius", aus dem Chinesischen von Irmgard Grimm. Heidelberg, Mlich, 1948.
"Confucian Analects", transl. by Ezra Pound, New York, Kasper & Horton, 1952.
"Gedanken und Gesprche des Konfuzius: Lun-y", aus dem chinesischen Urtext neu bertragen und eingeleitet von
Hans O.H. Stange, Mnchen, R. Oldenbourg, 1953.

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"Gesprche (Lun-y)", aus dem Chinesischen verdeutscht und erlutert von Richard Wilhelm, Dsseldorf-Kln, E.
Diederichs, 1955.
"Sayings (The) of Confucius", a New Translation by James R. Ware, New York, New American Library, 1955.
LA CINA ANTICA.
Chou Hsiang-kuang, "The History of Chinese Culture", Allahabad, Central Book Depot, 1958. Capitolo 3.: "The
Age of Feudalism"
Gernet, Jacques, "La Chine ancienne: des origines l'empire", Paris, PUF, 1964.
Granet, Marcel, "La civilt cinese antica" ("La civilisation chinoise"), Torino, Einaudi, 1954.
Levenson, Joseph R. Schurmann, Franz, "China: an Interpretive History. From the Beginnings to the Fall of the
Han", Berkeley & Los Angeles, University of California P., 1969.
Maspero, Henri, "La Chine antique", nouvelle ed. Paris, Impr. Nationale, 1955.
Maspero, Henri, Balazs, tienne, "Histoire et institutions de la Chine ancienne des origines au XIIe siecle aprs J.
Ch.", Paris, PUF, 1967.
Needham Joseph, "Scienza e civilt in Cina" ("Science and Civilisation in China"), Voi. 1.. Torino, Einaudi, 1981,
Capitolo 5.: "Introduzione storica: Il periodo preimperiale".
CONFUCIO E PENSIERO CONFUCIANO.
"Cambridge History of China", Vol. 1: "The Ch'in and Han Empires", 221 B.C. - A.D. 220. London..., Cambridge
U.P., 1986.
Capitolo 14.: "The Development of the Confucian Schools", by R.P. Kramers.
"Confucian (The) Persuasion", ed. by Arthur F. Wright, Stanford, Stanford U.P., 1960.
"Confucianism and Chinese Civilisation", ed. by Arthur F. Wright, Stanford, Stanford U.P., 1975.
Corradini, Piero, "Confucio e il confucianesimo", Fossano, Esperienze, 1973.
Creel, Herrler G., "Chinese Thought from Confucius to Mao Ts-tung". New York, Mentor Books, 1960, capitolo
3.: "Confucius and the Struggle for Human Happiness."
Creel, Herrler G., "Confucius, the Man and the Myth", New York, J. Day, 1949.
Do-Dinh, Pierre, "Confucio", trad. it. Milano, Mondadori, 1962.
Etiemble, "Confucius", Paris, Gallimard, 1966.
Fung Yu-lan. "A History of Chinese Philosophy". Princeton, Princeton U.P., 1952-53. 2 voll. Capitolo 4.:
"Confucius and the Rise of Confucianism". Capitolo 14.: "The Confucians of the Ch'in and Han Dynasties".
Granet, Marcel, "La pense chinoise", Paris, A. Michel, 1950. Livre 4.: "Sectes et coles".
Herbert, Arthur, "A Confucian Notebook", New York, Grove P., 1960.
Lanciotti, Lionello, "Che cosa ha veramente detto Confucio", Roma, Ubaldini, 1968.
Needham, Joseph, "Science and Civilisation in China", Vol. 2., Cambridge, Cambridge U.P., 1956. Capitolo 9.:
"The Ju Ghia (Confucians) and Confucianism".
Weber, Max, "The Religion of China", translated and edited by H.H. Gerth, New York, The Free P., 1968. Parte 2.:
"Orthodoxy".
Il nome Confucio di invenzione e uso europei: deriva dalla latinizzazione delle parole Kong Fuzi (Confutius,
Confucius), in cui indicato il cognome Kong del saggio e il suo titolo fuzi (maestro). Il nome europeo Confucio
significa, quindi, Maestro Kong.

I DIALOGHI.
(LUNYU).
LIBRO 1.: XUE ER.
1. Il Maestro disse: Imparare, e continuamente applicare: non letizia? Amici vengono da lontano: non

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allegria? Non esser riconosciuti dagli uomini, e non inquietarsene: non da signore?.
2. Youzi disse: Quelli che in privato sono pii verso i genitori e rispettano il fratello maggiore, di rado ameranno
resistere ai superiori. Fra quelli che non amano resistere ai superiori, nessuno fomenter rivolte. Il signore opera
alla radice. Se la radice solida, crescer la Via. La piet verso i genitori e il rispetto per il fratello maggiore
sono la radice del "ren".
3. Il Maestro disse: Parole fiorite e belle forme di rado si accompagnano al "ren".
4. Zengzi disse: Ogni giorno su tre punti esamino me stesso: nell'agire per gli altri sono stato leale? nei rapporti
con gli amici sono stato di parola? mi sono applicato a quel che mi fu trasmesso?.
5. Il Maestro disse :Per governare uno Stato con diecimila carri da guerra, occorre gestire con riverente prudenza
ed essere di parola, fare economia e amare gli uomini, impiegare il popolo secondo le stagioni (1).
6. Il Maestro disse: Il giovane in casa sia pio verso i genitori, fuori casa rispetti i pi anziani. Sia prudente e di
parola. Ami tutti in generale, e stringa amicizia con chi possiede il "ren". Se poi gli restano forze, si dedichi alle
lettere.
7. Zixia disse: Chi apprezza il talento e non si lascia sedurre, capace di servire fino all'estremo padre e madre, e
il principe per la vita; chi di parola nel rapporto con gli amici - se pure lo dicono ignorante, per me sicuramente
uno che ha imparato.
8. Il Maestro disse: Se il signore pecca di leggerezza, sar privo di autorit e quel che avr imparato sar
senza fondamento. In primo luogo sia leale e di parola, non sia amico se non di chi suo pari, se ha sbagliato non
tema di correggersi.
9. Zengzi disse: Se si onorano i morti, risalendo ai pi lontani, la virt del popolo torner pura.
10. Ziqin chiese a Zigong: Quando il Maestro arriva in un paese, immancabilmente vuole sapere come
governato. Ne chiede lui, o lo informano?. Zigong rispose: Perch gentile, integro, rispettabile, economo,
cedevole, il Maestro viene informato. Questo suo, un modo di chiedere differente dal consueto.
11. Il Maestro disse: Finch uno ha il padre in vita, se ne vedono i propositi; quando il padre gli morto, se ne
vede la condotta. Se per tre anni non muta la Via del padre, pu dirsi pio verso i genitori.
12. Youzi disse: Nel praticare i riti quel che pi conta l'armonia. Questa la bellezza nella Via degli antichi
re, e ad essa ci si attenga nelle piccole cose e nelle grandi. Conoscere l'armonia, e praticarla senza regolarla col
rito, non va - questo che non va.
13. Youzi disse: Se la parola data in conformit alla rettitudine, potr essere adempiuta. Se il rispetto
conferito in conformit ai riti, si terranno lontani vergogna e disonore. Cos non si mancher verso i propri cari, e
si otterr durevole onore.
14. Il Maestro disse: Se quando mangia il signore non mira a riempirsi, e nell'abitazione non mira all'agio;
nell'agire attivo, e prudente nel parlare; avvicina chi possiede la Via, onde correggersi - allora si pu dire che ama
imparare.
15. Zigong chiese: Un povero non adulatore e un ricco non superbo: che ne pensi?. Il Maestro rispose: Pu
andare. Ma ancora meglio, un povero soddisfatto e un ricco che ami attenersi ai riti. Zigong replic: Il "Libro
della Poesia" dice: 'Come intagliato e limato, come cesellato e levigato' (2). E' questo che intendi?. Rispose il
Maestro: Con Si posso cominciare a parlare del "Libro della Poesia". Io ho esposto un principio, lui ne ha tratto
le conseguenze.
16. Il Maestro disse: Non mi affliggo che gli altri non mi riconoscano. Mi affliggo di non riconoscere gli altri.

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LIBRO 2.: WEI ZHENG.


1. Il Maestro disse: Chi governa con la virt come la stella polare, che sta ferma al suo posto, mentre tutte le
altre le girano intorno.
2. Il Maestro disse: Sono trecento le odi nel "Libro della Poesia", ma il senso ne racchiuso in una frase sola: 'Il
pensiero non perverso' (3).
3. Il Maestro disse: Se lo guidi con le leggi e lo regoli con le pene, il popolo mirer a evitarle, e sar senza
vergogna. Se lo guidi con la virt e lo regoli con i riti, conoscer la vergogna e arriver a migliorarsi.
4. Il Maestro disse: A quindici anni mi impegnai a imparare, a trenta mi sono retto in piedi. A quarant'anni sono
cessati i dubbi. A cinquant'anni ho conosciuto la volont del Cielo. A sessanta l'orecchio si fatto obbediente. A
settanta, posso seguire i desideri dell'animo, senza infrangere regole.
5. Meng Yizi chiese della piet verso i genitori. Il Maestro disse: Non opporsi. Fan Chi guidava il carro.
Rivolto a lui, il Maestro disse: Meng Sun mi ha chiesto della piet verso i genitori. Gli ho risposto: non
opporsi. Che significa? chiese Fan Chi. Il Maestro rispose: Da vivi, servire padre e madre secondo i riti; da
morti, seppellirli secondo i riti, e secondo i riti offrire i sacrifici.
6. Meng Wubo chiese della piet verso i genitori. Il Maestro disse: Padre e madre siano in ansia solo per le
malattie dei figli.
7. Ziyou chiese della piet verso i genitori. Il Maestro disse: Per piet verso i genitori oggi s'intende nutrire
padre e madre. Ma perfino cani e cavalli vengono nutriti. Se manca la riverenza, che diversit c'?.
8. Zixia chiese della piet verso i genitori. Il Maestro disse: La difficolt sta nella forma. Che i figli facciano i
lavori faticosi, che gli anziani siano serviti di vino e di cibo: tutta qui la piet verso i genitori?.
9. Il Maestro disse: Ho parlato con Hui un giorno intero. Non ha opposto nulla, come uno stupido. Dopo che se
ne andato, ho esaminato la sua condotta quando era solo. Era tale, da poter illustrare quel che avevo detto. Hui
non stupido.
10. Il Maestro disse: Di un uomo, osserva quel che fa; guardane i motivi; scopri che cosa lo appaga. Un uomo,
pu nascondersi? Pu forse nascondersi?.
11. Il Maestro disse: Chi ravviva il passato per conoscere il nuovo: ecco un maestro.
12. Il Maestro disse: Il signore non un utensile (4).
13. Zigong chiese del signore. Il Maestro disse: Agisce prima di parlare, e parla di conseguenza.
14. Il Maestro disse: Il signore universale, non unilaterale. Il volgo unilaterale, non universale.
15. Il Maestro disse: Imparare senza pensare porta a nulla; pensare senza imparare pericoloso.
16. Il Maestro disse: Applicarsi a dottrine eterodosse reca veramente danno.
17. Il Maestro disse: You, ti insegner che cos' la sapienza. Quel che sai, riconosci di saperlo. Quel che non sai,
riconosci di non saperlo. Ecco la sapienza.
18. Zizhang voleva imparare a guadagnarsi uno stipendio da funzionario. Il Maestro disse: Ascolta assai, e ci
che dubbio lascialo in sospeso; anche per il resto sii cauto nel parlare, cos sarai meno biasimato. Osserva molto,
e ci che pericoloso lascialo in sospeso; anche per il resto sii cauto nell'agire, cos avrai meno da pentirti. Per le
parole non esser biasimato, e per le azioni non avere da pentirsi: ecco come guadagnarsi uno stipendio da
funzionario.

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19. Il duca Ai domand: Come fare per ottenere la sottomissione del popolo?. Kongzi rispose: Promuovi gli
onesti e rimuovi i disonesti: il popolo ti sar sottomesso. Promuovi i disonesti e rimuovi gli onesti: il popolo non
ti sar sottomesso.
20. Ji Kangzi chiese come rendere il popolo riverente e leale, e impegnato a migliorarsi. Il Maestro disse: Trattalo
con seriet, e sarai riverito. Sii pio verso i genitori e tenero con i figli, e ti sar leale. Promuovi i buoni e insegna
agli incapaci, e si impegner a migliorarsi.
21. Qualcuno domand a Kongzi: Maestro, perch non sei al governo?. Il Maestro disse: Il "Libro della Storia"
dice della piet verso i genitori: 'Se solo ci sar piet verso i genitori e amicizia per i fratelli sar assicurato il
governo'. Anche questo dunque governare. Perch per governare sarebbe necessario essere al governo?.
22. Il Maestro disse: Un uomo non di parola, non so a che valga. Un grande carro senza giogo, un piccolo carro
senza traversa fra le stanghe, come si pu farli andare?.
23. Zizhang chiese se si possa prevedere quel che accadr dopo dieci generazioni. Il Maestro disse: Gli Yin si
sono basati sui riti dei Xia, perci si pu conoscere quel che hanno eliminato e quel che hanno aggiunto. I Zhou si
sono basati sui riti degli Yin, perci si pu conoscere quel che hanno eliminato e quel che hanno aggiunto. Cos quel
che accadr nella dinastia che seguir i Zhou, fosse anche fra cento generazioni, possibile prevederlo.
24. Il Maestro disse: Sacrificare ai mani altrui adulazione. Vedere quel che giusto e non farlo, vilt.
LIBRO 3.: BA YI.
1. Del capo della famiglia Ji, che aveva nella corte otto file di danzatori, Kongzi disse: Se si tollera questo, che
cosa non si tollerer? (5).
2. Le Tre Famiglie sparecchiavano dopo il sacrificio al canto dell'ode "Yong". Il Maestro disse: 'Assistono
principi e duchi, imponente il Figlio del Cielo'. Come possono riferirsi queste parole alla sala delle Tre Famiglie?
(6).
3. Il Maestro disse: Se un uomo non possiede il "ren", a che gli varranno i riti? Se un uomo non possiede il "ren",
a che gli varr la musica?.
4. Lin Fang chiese quali siano i fondamenti dei riti. Il Maestro disse: Che grande questione! Nei riti, piuttosto del
lusso meglio l'economia. Nei riti funebri, piuttosto del conformismo meglio il dolore.
5. Il Maestro disse: I barbari dell'Est e del Nord hanno un sovrano. Non cos la Cina, che ne priva (7).
6. Il capo della famiglia Ji si accingeva al sacrificio al monte Tai. Il Maestro disse a Ran You: Non puoi salvarlo
da questo?. Non posso, rispose. Il Maestro disse: Ahim! Diremo che il monte Tai da meno di Lin Fang?
(8).
7. Il Maestro disse: Il signore non entra in competizione. Deve pur competere nel tiro con l'arco: ma giunge le
mani nell'inchino e lascia il posto agli altri quando sale sul podio, e quando ne discende e beve (9). Anche nella
competizione resta un signore.
8. Zixia domand: Che cosa significa: 'Oh, la bellezza del sorriso sottile, / Oh, il balenare degli occhi belli, / Il
grezzo che sar multicolore'?. Il Maestro disse: Il colore viene dopo. Zixia disse: I riti vengono dopo. Il
Maestro disse: Su Shang posso contare: adesso ho con chi parlare del "Libro della Poesia" (10).
9. Il Maestro disse: Dei riti dei Xia potrei parlare, ma i Qi non ne forniscono sufficiente verifica. Dei riti degli
Yin potrei parlare, ma i Song non ne forniscono sufficiente verifica. Infatti mancano documenti e uomini capaci. Se
non mancassero, potrei averne una verifica.
10. Il Maestro disse: Il sacrificio "di", dopo la libagione, non desidero vederlo (11).

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11. Qualcuno domand del sacrificio "di". Il Maestro disse: Non lo so. Chi lo sapesse, potrebbe trattare le cose
del mondo come si guarda questo: e mostrava il palmo della mano (12).
12. Sacrificava come a chi presente. Sacrificava agli spiriti come se fossero presenti. Il Maestro disse: Se non
fossi presente al sacrificio, sarebbe come se non sacrificassi.
13. Wangsun Jia domand: Che significa: 'Piuttosto che ingraziarsi Ao, meglio ingraziarsi Cao'?. Il Maestro
disse: Non cos. Se si colpevoli verso il Cielo, non c' a chi rivolgere la preghiera (13).
14. Il Maestro disse: I Zhou hanno imparato dalle due epoche, e la cultura fiorita. Io seguo i Zhou.
15. Quando entrava nel grande tempio ancestrale, il Maestro chiedeva di tutto. Qualcuno osserv: Chi direbbe che
il figlio di uno di Zou possa conoscere i riti? Entra nel grande tempio e chiede di tutto. Il Maestro lo ud, e disse:
Proprio questo il rito (14).
16. Il Maestro disse: Nel tiro con l'arco, l'importante non trapassare il cuoio, giacch la forza delle persone non
uguale. Questo il criterio degli antichi (15).
17. Zigong voleva abolire il sacrificio della pecora il giorno della luna nuova. Il Maestro disse: Oh Si, tu ami la
pecora, io amo il rito.
18. Il Maestro disse: Nel servire il sovrano, attenersi fino in fondo ai riti viene considerato adulazione.
19. Il duca Ding chiese come il sovrano debba impiegare i ministri e come i ministri debbano servire il sovrano.
Kongzi rispose: Nell'impiegare i ministri, il sovrano deve attenersi ai riti. Nel servire il sovrano, i ministri
debbono essere leali.
20. Il Maestro disse: L'ode "Guari ju" (16): la gioia e non l'eccesso, il dolore e non la lacerazione.
21. Il duca Ai chiese a Zai Wo dell'altare per gli spiriti della Terra. Zai Wo rispose: I sovrani Xia vi piantarono il
pino. Gli Yin vi piantarono il cipresso. I Zhou vi piantarono il castagno, si dice, affinch il popolo tremasse di
paura (17). Il Maestro lo riseppe, e disse: Di quel che gi compiuto non si parli. Quel che gi seguito,
non si chiede di emendarlo. Quel che trascorso non si censuri (18).
22. Il Maestro disse: Guan Zhong era limitato. Qualcuno disse: Guan Zhong era economo?. Rispose: Guan
aveva la terrazza "San gui" e non riduceva il numero degli uffici. Come ritenerlo economo?. Ma Guan Zhong
conosceva i riti? Rispose: I sovrani di un paese hanno uno schermo alla porta, e anche Guan aveva uno
schermo. I sovrani di un paese hanno due mobili dove riporre le coppe, per gli incontri amichevoli fra sovrani.
Anche Guan aveva quei due mobili. Se Guan conosceva i riti, chi non conosce i riti? (19).
23. Della musica, il Maestro disse al gran maestro di Lu: Come far musica si pu conoscere. All'inizio, sia
all'unisono. Poi si distinguano i singoli suoni, senza confondersi. In un filo continuo, fino alla conclusione (20).
24. La guardia di confine di Yi chiese udienza, dicendo: Di tutti i signori che sono giunti qui, non uno ho mancato
di incontrare. Lo ammisero. Quando usc, disse: Perch voi discepoli vi dolete che abbia perso l'ufficio? Da
lungo tempo al mondo s' perduta la Via. Il Cielo impiegher il Maestro come un batacchio di legno (21).
25. Della musica "shao" il Maestro disse: E' assolutamente bella ed assolutamente buona. Della musica "wu"
disse: E' assolutamente bella ma non assolutamente buona (22).
26. Il Maestro disse: Nelle sfere superiori non c' magnanimit. Si adempiono i riti senza riverenza. Si porta il
lutto senza dolore. Perch guardare a questo?.
LIBRO 4.: LI REN.

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1. Il Maestro disse: Bello fra i vicini il "ren". Pu considerarsi saggio chi sceglie di abitare dove non c' "ren"?
.
2. Il Maestro disse: Senza "ren" non si pu a lungo vivere nella penuria, e non si pu nella prosperit. Chi
possiede il "ren", in esso appagato; chi sapiente, lo ricerca.
3. Il Maestro disse: Solo chi possiede il "ren" capace di amare, e di odiare.
4. Il Maestro disse: Se si vuole seriamente il "ren", non c' luogo al male.
5. Il Maestro disse: Ricchezza e "status" gli uomini desiderano: se non si pu restando virtuosi, non si detengano.
Povert e miseria gli uomini aborriscono. Se non si pu restando virtuosi, non si evitino. Se il signore perde il
"ren", come pu corrispondere al nome del suo ruolo? Neppure per il tempo di un pasto il signore si discosta dal
"ren". Tanto pi in situazioni di urgenza, tanto pi in situazioni disperate.
6. Il Maestro disse: Non ho mai incontrato alcuno che veramente amasse il "ren" e detestasse essere disumano.
Chi ama il "ren" non pone nulla al di sopra di esso. Chi detesta la disumanit, si comporta egli stesso con
umanit e non si lascia accostare da ci che disumano. Ancora non ho incontrato nessuno che non avesse la
forza di applicarsi per un giorno al "ren". Forse esiste, ma io non l'ho incontrato.
7. Il Maestro disse: Gli eccessi degli uomini sono propri di ciascuna categoria (23). Guardando agli eccessi, si
conosce se uno possiede il "ren".
8. Il Maestro disse: Se al mattino ascolti la Via, a sera puoi anche morire.
9. Il Maestro disse: Se il letterato che vuol seguire la Via si vergogna dei brutti vestiti e del cibo cattivo, non
merita discorrere con lui.
10. Il Maestro disse: Nelle cose del mondo, il signore non ha inclinazioni n prevenzioni: procede secondo il retto
giudizio.
11. Il Maestro disse: Il signore ha in mente la virt; il volgo, il suo comodo. Il signore ha in mente le pene; il
volgo, i favori.
12. Il Maestro disse: Se si agisce per interesse, si provoca risentimento.
13. Il Maestro disse: Se si sa governare con i riti e la cedevolezza, dov' la difficolt? Se non si sa governare
con i riti e la cedevolezza, a che servono i riti?.
14. Il Maestro disse: Non mi preoccupo di non venire impiegato. Mi preoccupo di essere in grado di venire
impiegato. Non mi preoccupo che non mi riconoscano. Cerco d'esser degno di riconoscimento.
15. Il Maestro disse: Shen, la mia Via percorsa da un unico principio. Zengzi disse: S. Quando il Maestro
se ne fu andato, i discepoli chiesero: Che intendeva?. Zengzi rispose: La Via del Maestro : lealt e
reciprocit - niente altro.
16. Il Maestro disse: Il signore intende la rettitudine; il volgo, l'interesse.
17. Il Maestro disse: Quando vedete un uomo di valore, cercate di eguagliarlo. Quando vedete uno privo di valore,
volgetevi all'interno a esaminare voi stessi.
18. Il Maestro disse: Nel servire padre e madre, correggerli gentilmente. Se si vede che non ascoltano, pur con
riverenza, non desistere. Maltrattati, non risentirsi.
19. Il Maestro disse: Finch padre e madre sono in vita, non viaggiare lontano. Se si viaggia, sia in un luogo
determinato.

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20. Il Maestro disse: Chi per tre anni non cambia la Via del padre, pu dirsi pio verso i genitori.
21. Il Maestro disse: L'et di padre e madre non pu essere ignorata: per rallegrarsene; per provarne paura.
22. Il Maestro disse: Gli antichi trattenevano le parole, per la vergogna che avrebbero provato a non esserne
all'altezza.
23. Il Maestro disse: Di rado si sbaglia per essersi limitati.
24. Il Maestro disse: Il signore vuoi esser lento nelle parole e pronto nei fatti.
25. Il Maestro disse: La virt non sta sola: avr certo dei vicini.
26. Ziyou disse: Nel servire il sovrano, i rimproveri ripetuti portano alla disgrazia. Nell'amicizia, i rimproveri
ripetuti portano a estraniarsi.
LIBRO 5.: GONGYE CHANG.
1. Di Gongye Chang il Maestro disse che si poteva dargli moglie. Anche se era stato legato e imprigionato, non
aveva colpa alcuna. Gli diede in moglie sua figlia. Di Nan Rong il Maestro disse che in un paese che seguisse la
Via non sarebbe stato messo da parte, e in un paese che non seguisse la Via avrebbe evitato le punizioni. Gli diede
in moglie la figlia del suo fratello maggiore.
2. Di Zijian il Maestro disse: Che signore un uomo simile! Se in Lu non vi fossero signori, da dove avrebbe
imparato ad esser cos?.
3. Zigong domand: Che cosa dici di me - Si?. Il Maestro disse: Tu sei un utensile. Quale utensile? Un
vaso "hulian". (24).
4. Qualcuno disse: Yong possiede il "ren", ma non eloquente. Il Maestro disse: A che serve l'eloquenza? Chi
ha la meglio con l'arte della parola quasi sempre odiato. Non so se egli possieda il "ren", ma a che gli servirebbe
l'eloquenza?.
5. Il Maestro voleva mandare Qidiao Kai ad assumere un ufficio. Ma egli rispose: Per questo non sono ancora
affidabile. Il Maestro si rallegr.
6. Il Maestro disse: La Via non ha successo. M'imbarcher in una zattera e navigher sul mare. Con me verr
certo You. A sentir questo, Zilu era tutto contento. Il Maestro disse: You pi coraggioso di me, ma non ha
giudizio.
7. Meng Wubo chiese se Zilu possedesse il "ren". Il Maestro disse: Non lo so. A una nuova domanda, rispose:
In un paese con mille carri da guerra, You pu essere incaricato di gestire il reclutamento; ma non so se possieda
il "ren". Gli chiese allora di Qiu. Il Maestro disse: In una citt di mille famiglie o in una grande famiglia di
cento carri, pu esser fatto governatore; ma non so se possieda il "ren". E Chi, allora?. Il Maestro disse:
Fasciato con la cintura, ritto in una corte, pu essere incaricato di intrattenere visitatori e ospiti; ma non so se
possieda il "ren".
8. Il Maestro chiese a Zigong: Fra te e Hui, chi la vince?. Rispose: Come oserei io - Si - guardare a Hui? Hui
sente uno, e capisce dieci. Io sento uno, e capisco due. Il Maestro disse: Non sei uguale a lui. Ti assicuro che
non sei uguale a lui.
9. Zai Yu dormiva di giorno. Il Maestro disse: Un legno marcio non si pu intagliare. Un muro di letame non si
pu intonacare. Con Yu a che servono i castighi?. Il Maestro disse: Da principio ascoltavo le parole degli
uomini, e mi fidavo della loro condotta. Oggi ascolto le parole degli uomini, e osservo la loro condotta. E' per Yu
che sono cambiato.

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10. Il Maestro disse: Non ho ancora visto un uomo fermo. Qualcuno obiett: Shen Cheng. Il Maestro disse:
Cheng dominato dal desiderio. Come pu essere fermo?.
11. Zigong disse: Quel che non voglio che gli altri facciano a me, io non voglio farlo agli altri. Il Maestro disse:
Si, ancora non sei arrivato a questo.
12. Zigong disse: Del Maestro, le esposizioni sulla cultura e le maniere dato intenderle; i discorsi sulla natura
umana e sulla Via del Cielo non dato intenderli.
13. Zilu, se aveva imparato qualcosa e ancora non sapeva metterlo in pratica, temeva solo di imparare altro.
14. Zigong domand: Come mai a Kong Wenzi stato attribuito il titolo di "wen"? (25). Il Maestro disse: Era
di intelligenza sensibile e amava imparare, non si vergognava di domandare agli inferiori. Perci detto "wen".
15. Di Zichan il Maestro disse che aveva quattro qualit proprie della Via del signore: nella condotta privata era
rispettabile; nel servizio, riverente verso i superiori; nel nutrire il popolo, benefico; nell'impiegare il popolo, retto.
16. Il Maestro disse: Yan Pingzhong eccellente nei rapporti con gli altri. A lungo si mantiene riverente.
17. Il Maestro disse: Zang Wenzhong mise una tartaruga in una sala con i capitelli decorati da montagne, e le
travi da erbe acquatiche. Quale mai sarebbe la sua sapienza? (26).
18. Zizhang chiese: Il ministro Ziwen tre volte ebbe conferita la carica, e non mostr di rallegrarsene; tre volte la
lasci, e non mostr di dolersene. Al nuovo ministro immancabilmente comunicava quale era stata la politica del
ministero precedente. Come lo giudichi?. Il Maestro disse: Era leale. Possedeva il "ren"? Non lo so.
Perch l'avrebbe posseduto? Quando Cuizi uccise il sovrano di Qi, Chen Wenzi, che possedeva quaranta cavalli,
li lasci e se ne and. Giunto in un altro paese, disse: 'Essi sono come il mio ministro Cuizi', e se ne and. Ancora in
un altro paese, disse di nuovo: 'Essi sono come il mio ministro Cuizi', e se ne and. Come lo giudichi?. Il Maestro
disse: Era puro. Possedeva il "ren"? Non lo so. Perch l'avrebbe posseduto?
19. Ji Wenzi rifletteva tre volte prima di agire. Come venne a saperlo, il Maestro disse: Basta due volte.
20. Il Maestro disse: Quando il paese seguiva la Via, Ning Wuzi fu un sapiente; quando il paese non seguiva la
Via, fu uno stupido. La sua sapienza pu essere uguagliata, la sua stupidit non lo pu (27).
21. Mentre si trovava nel Chen, il Maestro disse: Torniamo! Torniamo! I giovani della mia scuola sono impetuosi
e precipitosi; bench siano brillanti e colti, non so come regolarli (28).
22. Il Maestro disse: Boyi e Shuqi non ricordavano le malvagit passate, cos verso di loro fu raro il
risentimento.
23. Il Maestro disse: Chi dice che Weisheng Gao onesto? Gli hanno chiesto dell'aceto: ne ha chiesto al suo
vicino, e lo ha dato (29).
24. Il Maestro disse: Parole fiorite e belle forme, troppo rispetto: Zuo Qiuming se ne vergognava. Anche io - Qiu
- me ne vergogno. Risentimento segreto, e mostra di amicizia: Zuo Qiuming se ne vergognava. Anche io me ne
vergogno.
25. Yan Yuan e Ji Lu attendevano al Maestro. Egli disse: Perch non parlare ciascuno dei suoi desideri?. Zilu
disse: Vorrei avere carri e cavalli, vestiti e pellicce leggre, da mettere in comune con gli amici, senza rimpianto
se si sciupano. Yan Yuan disse: Vorrei non vantare le mie buone qualit e non esagerare il daffare che mi do.
Zilu disse: Vorrei sentire i desideri del Maestro. Il Maestro disse: Tranquillit per i vecchi, confidenza per gli
amici, affetto per i giovani.
26. Il Maestro disse: Basta. Non ho incontrato nessuno che sappia riconoscere i suoi errori e accusarsi
nell'intimo.

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27. Il Maestro disse: In un villaggio di dieci famiglie certamente c' chi leale e di parola come me - Qiu; ma
non come me amante dell'apprendere.
LIBRO 6.: YONG YE.
1. Il Maestro disse: Yong, lo si potrebbe far sedere con la faccia rivolta a Sud (30). Zhonggong domand di
Zisang Bozi. Il Maestro disse: Pu andare, sbrigativo. Zhonggong disse: Essere riverenti nell'intimo, e
procedere in modo sbrigativo nei confronti del popolo, sia pure. Ma essere sbrigativi nell'intimo e procedere in
modo sbrigativo, non troppo?. Il Maestro disse: Yong ha ragione.
2. Il duca Ai chiese quale dei discepoli amasse imparare. Kongzi rispose: C'era Yan Hui che amava imparare.
Non riversava la collera sugli innocenti, non ripeteva due volte un errore. Disgraziatamente ha avuto in destino vita
breve, ed morto. Ora non c' nessuno e non ho sentito che vi sia nessuno cos amante di apprendere.
3. Zihua fu mandato in missione in Qi. Ranzi chiese del grano per sua madre. Il Maestro disse: Dategliene un
"fu". Ne chiese di pi. Dategliene uno "yu", disse. Ranzi le diede cinque "bing" di grano (31). Il Maestro
disse: Quando Chi si recato in Qi, cavalcava cavalli grassi e indossava pellicce leggre. Ho sentito che il
signore aiuta chi ha bisogno, non aggiunge ricchezza al ricco. Quando Yuan Si fu fatto governatore, gli furono
date novecento misure di grano, ma egli rifiut. Il Maestro disse: Non puoi darlo ai tuoi vicini, e nel tuo
villaggio?.
4. Di Zhonggong il Maestro disse: Se il figlio di un toro pezzato rosso e ha buone corna, quand'anche non
vogliano usarlo (32), montagne e fiumi lo rifiuteranno?.
5. Il Maestro disse: Hui era tale, che il suo animo per tre mesi era attento unicamente al "ren". Altri vi riescono
per un giorno, fino a un mese: non di pi.
6. Ji Kangzi chiese di Zhong You: Gli si pu dare un incarico di governo?. Il Maestro disse: You risoluto.
Perch mai non riuscirebbe come uomo di governo?. E Si? Gli si pu dare un incarico di governo? Rispose:
Si intelligente. Perch mai non riuscirebbe come uomo di governo? E Qiu? Gli si pu dare un incarico di
governo? Qiu ingegnoso. Perch mai non riuscirebbe come uomo di governo?
7. Il capo della famiglia Ji chiam Min Ziqian come governatore di Bi. Min Ziqian disse: Declina a mio nome
l'invito, cortesemente. Se tornano di nuovo, sar costretto ad andarmene sul fiume Wen (33).
8. Boniu era malato. Il Maestro and a trovarlo. Prendendogli la mano dalla finestra, disse: E' finita. E' decreto del
Cielo. Un uomo simile con una simile malattia. Un uomo simile con una simile malattia!.
9. Il Maestro disse: Come era bravo Hui! Un piatto di bamb di riso, un mestolo di zucca d'acqua; abitava nel
suo modesto vicolo. Un disagio simile, altri non l'avrebbero sopportato: ma non mutava la gioia di Hui. Come era
bravo Hui!.
10. Ran Qiu disse: Non che la Via del Maestro non mi piaccia: mi mancano le forze. Il Maestro disse: Se
mancano le forze, ci si ferma a mezza strada: ma tu fin da ora tracci un limite.
11. Il Maestro disse a Zixia: Sii un letterato signore, non un letterato volgare.
12. Ziyou era governatore di Wucheng. Il Maestro disse: Hai trovato uomini?. Rispose: C' Tantai Mieming:
non segue vie traverse, e non viene mai nel mio ufficio se non per faccende pubbliche.
13. Il Maestro disse: Meng Zhifan non si vanta. Durante una fuga era alla retroguardia: raggiunte le porte della
citt, frust il cavallo, e disse: 'Non per coraggio sono rimasto indietro, il cavallo non procedeva'. (34).
14. Il Maestro disse: Senza l'abilit oratoria del predicatore Tuo n la bellezza di Chao di Song (35), di questi
tempi difficile cavarsela.

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15. Il Maestro disse: Chi pu uscire senza passare dalla porta? Come si pu andare senza percorrere questa Via?.
16. Il Maestro disse: Quando la stoffa ha la meglio sulla cultura, ne risulta il rozzo. Quando la cultura ha la
meglio sulla stoffa, ne risulta il pedante. Occorre che cultura e stoffa siano in armonia, perch ne risulti il signore.
17. Il Maestro disse: La vita dell'uomo l'onest; senza di questa, fortunato se si salva.
18. Il Maestro disse: Amare la Via meglio che conoscerla; provarne gioia meglio che amarla.
19. Il Maestro disse: A chi al di sopra della media si pu parlare di cose ancora pi alte. A chi al di sotto
della media non si pu parlare di cose pi alte.
20. Fan Chi chiese della sapienza. Il Maestro disse: Impegnarsi nei doveri verso il popolo. Riverire mani e spiriti
e tenersene lontani, pu dirsi sapienza. Chiese allora del "ren". Rispose: Per chi possiede il "ren", vengono
prima le difficolt, poi il successo. Questo si pu dire "ren".
21. Il Maestro disse: Il sapiente prova gioia nell'acqua, chi possiede il "ren" prova gioia nelle montagne. Il
sapiente si muove, chi possiede il "ren" sta fermo. Il sapiente prova gioia, chi possiede il "ren" ha lunga vita.
22. Il Maestro disse: Con un solo cambiamento, Qi potrebbe raggiungere Lu (36). Con un solo cambiamento, Lu
potrebbe raggiungere la Via.
23. Il Maestro disse: Un bricco senza becchi: che bricco, che bricco! (37).
24. Zai Wo domand: Se a chi possiede il "ren" dicono che c' un uomo nel pozzo, si butta pure nel pozzo?. Il
Maestro disse: Perch dovrebbe? Il signore pu anche andare al pozzo, ma non buttarsi; pu essere ingannato, non
preso in trappola.
25. Il Maestro disse: Il signore estende la conoscenza nella cultura, ha un limite nei riti: cos non sconfina.
26. Il Maestro fece visita a Nanzi. Zilu ne fu dispiaciuto. Il Maestro giur: Se ho commesso del male, mi respinga
il Cielo, mi respinga il Cielo! (38).
27. Il Maestro disse: Eccellente la virt dell'invariabile Mezzo. Da tempo nel popolo s' fatta rara.
28. Zigong disse: Se uno s'impegna tutto nel bene del popolo e sa aiutare la gente, che ne pensi? Si pu dire che
possieda il "ren"?. Il Maestro disse: Perch il "ren"? Santo, dovrebbe essere. Neppure Yao e Shun arrivarono a
tanto. Chi possiede il "ren", se vuole sicurezza per s, vuole sicurezza per gli altri; se vuole la riuscita per s, la
vuole per gli altri. Intendere gli altri per analogia con se stessi: questo pu dirsi il modo del "ren".
LIBRO 7.: SHU ER.
1. Il Maestro disse: Io trasmetto e non creo. Confido negli antichi e li amo. Presumo di confrontarmi al vecchio
Peng.
2. Il Maestro disse: Tacere e conoscere, imparare senza esser mai soddisfatto, insegnare agli altri senza stancarmi:
sono capace di questo?.
3. Il Maestro disse: Non perfezionarmi nelle virt; non interpretare quel che ho imparato; non muovere verso la
rettitudine, di cui pure so; non saper correggere quel che male: questo mi inquieta.
4. Nei momenti di ozio il Maestro era sereno e allegro.
5. Il Maestro disse: Profondo, ahim, il mio declino. Da lungo tempo non sogno pi il duca di Zhou.
6. Il Maestro disse: Applicare la volont alla Via. Fondarsi sulla virt. Confidare nel "ren". Svagarsi con le
arti.

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7. Il Maestro disse: A cominciare da chi veniva solo con un pacchetto di carne secca (39), non ho mai negato a
nessuno l'insegnamento.
8. Il Maestro disse: A chi non ardente non insegno. Non aiuto a dire se non chi cerca la parola. Se rappresento
un angolo, e non si sa comprendere gli altri tre, non mi ripeto.
9. Quando il Maestro mangiava accanto a qualcuno in lutto, non mangiava troppo. Nel giorno stesso in cui aveva
pianto, non cantava.
10. Il Maestro disse a Yan Yuan: Quando si in servizio, agire; quando si messi da parte, nascondersi: solo io
e te ci comportiamo cos. Zilu disse: Se tu, Maestro, comandassi tre armate, chi vorresti con te?. Il Maestro
disse: Uno che affrontasse le tigri e guadasse i fiumi, fino a morire senza rimpianto, io non lo vorrei. Dovrebbe
essere uno che ha paura prima di agire, che fa bene i suoi piani e li realizza (40).
11. Il Maestro disse: Se alla ricchezza si potesse aspirare, farei pure il garzone che tiene la frusta. Come non si
pu aspirarvi, seguir quel che amo.
12. Le cose su cui il Maestro usava la massima prudenza erano il digiuno, la guerra, la malattia.
13. Quando era in Qi, il Maestro sent la musica "shao" (41) e per tre mesi non seppe il sapore della carne. Disse:
Non avrei supposto che la musica potesse arrivare a tanto.
14. Ran You chiese: Il Maestro tiene per il sovrano di Wei?. Zigong disse: Glielo chieder. Ed entr a
chiedere: Che uomini erano Boyi e Shuqi?. Rispose: Uomini valenti dell'antichit. Provarono
risentimento? Cercavano il "ren" e lo possedettero. Come avrebbero potuto risentirsi? Quello usc e disse: Il
Maestro non tiene per il sovrano (42).
15. Il Maestro disse: Mangiare riso non raffinato, bere acqua, il braccio ripiegato per cuscino: in questo pure c'
gioia. Senza rettitudine avere ricchezze e "status", per me come nuvola che passa.
16. Il Maestro disse: Se mi fossero dati anni in pi, ne dedicherei cinquanta allo studio del "Libro dei
Mutamenti". Cos potrei evitare i grandi errori.
17. Erano argomenti di discorso per il Maestro: la "Poesia", la "Storia", l'adempimento dei riti. Di questo parlava
spesso.
18. Il duca di She (43) domand di Kongzi a Zilu. Zilu non gli rispose. Il Maestro disse: Perch non gli hai detto:
'E' un uomo che, preso dall'entusiasmo, dimentica il cibo; preso dalla gioia, dimentica le amarezze; e non conosce
la vecchiaia che sta arrivando'.?.
19. Il Maestro disse: Io non sono nato sapiente. Amo l'antico e sono impegnato a ricercarlo.
20. Il Maestro non parlava di prodigi, violenze, disordini, spiriti.
21. Il Maestro disse: Quando siamo in cammino in tre, c' sempre chi mi fa da maestro. Scelgo il buono dell'uno
per seguirlo, e il cattivo dell'altro per correggermi.
22. Il Maestro disse: Il Cielo ha generato la virt in me. Che pu farmi Huan Tui? (44).
23. Il Maestro disse: Voi discepoli credete che io vi nasconda qualcosa. Io non nascondo nulla. Non faccio nulla
se non davanti ai discepoli. Questo Qiu.
24. Il Maestro impartiva quattro insegnamenti: lettere, condotta, lealt, affidabilit.
25. Il Maestro disse: Un santo non mi dato di vederlo. E' abbastanza che mi sia dato vedere un signore. Il
Maestro disse: Un uomo buono non mi dato di vederlo. E' abbastanza che mi sia dato vedere un uomo costante.

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Il nulla che pretende essere; il vuoto che si pretende pieno; la miseria che si pretende agio: difficile che vi sia un
uomo costante.
26. Il Maestro pescava con l'amo, non con la rete; tirava, ma non a un uccello fermo.
27. Il Maestro disse: Pu esserci chi non ha bisogno di sapere per agire. Io non sono cos. Ascolto assai per
scegliere quel che buono e seguirlo. Guardo assai per conoscere. E' una sapienza di secondo grado.
28. Con la gente di Huxiang era difficile parlare. Un ragazzo chiese udienza. I discepoli erano perplessi. Il Maestro
disse: Prendo in considerazione che sia venuto, non quel che far quando se ne sar andato. Perch esagerare?
Se uno si purificato cos da venire, lo considero puro, pur senza garantire del suo passato.
29. Il Maestro disse: Il "ren" cos lontano? Se voglio il "ren", ecco qui.
30. Il magistrato penale di Chen domand se il duca Zhao conoscesse i riti. Kongzi disse: Li conosceva. Kongzi
se ne and. Il magistrato si inchin a Wuma Qi invitandolo ad entrare, e disse: Ho sentito che il signore
imparziale. Pu essere anche parziale? Il sovrano ha sposato una di Wu, col suo stesso cognome, e l'ha chiamata
Zi, primogenita di Wu. Se il duca conosceva i riti, chi non li conosce?. Quando Wuma Qi gliene rifer, il Maestro
disse: Sono fortunato. Se sbaglio, tutti sicuramente lo sanno (45).
31. Il Maestro, quando sentiva qualcuno cantare bene, immancabilmente lo faceva ripetere, e poi si univa al canto.
2. Il Maestro disse: Nelle lettere non sono superiore agli altri. Quanto a un comportamento da signore, ancora non
l'ho raggiunto.
33. Il Maestro disse: Come oserei pretendere alla santit, o di possedere il "ren"? Tuttavia non mi sazio di
ricercarli, n mi stanco di insegnarli agli altri: questo si pu dire di me. Gongxi Hua disse: Proprio questo noi
discepoli non sappiamo imparare.
34. Il Maestro era gravemente ammalato. Zilu chiese di andare a pregare. Il Maestro disse: E' previsto, questo?.
S, rispose Zilu: In un canto funebre si dice: 'pregammo per te gli spiriti del Cielo e della Terra'.. Il Maestro
disse: Qiu ha pregato da lungo tempo.
35. Il Maestro disse: Lo spreco porta alla disobbedienza, la parsimonia alla meschinit. Piuttosto della
disobbedienza, meglio la meschinit.
36. Il Maestro disse: Il signore calmo e sciolto; il volgo sempre inquieto.
37. Il Maestro era mite eppure severo, autorevole ma non violento, rispettabile ma disinvolto.
LIBRO 8.: TAIBO.
1. Il Maestro disse: Taibo si pu dire abbia raggiunto il colmo della virt. Tre volte rinunci al potere sul mondo.
E il popolo non pot neppure lodarlo.
2. Il Maestro disse: La rispettabilit senza i riti faticosa. La prudenza senza i riti vilt. Il coraggio senza i
riti rivolta. L'onest senza i riti rudezza. Se il signore corretto con i parenti, il popolo sar incitato al "ren".
Se non dimentica i vecchi amici, il popolo non sar meschino.
3. Zengzi era ammalato. Chiam i discepoli e disse: Scopritemi i piedi, scopritemi le mani (46). Il "Libro della
poesia" dice: 'Tremore e timore, come giunti a uno stagno profondo, camminare su ghiaccio sottile' (47). Ora, e per
sempre, io ho saputo scampare. Figli miei!.
4. Zengzi era ammalato. Meng Jingzi and a chieder notizie. Zengzi disse: Quando l'uccello sta per morire, il suo
canto triste. Quando un uomo sta per morire, le sue parole sono buone. Tre virt sono preziose per il signore: da
ogni atto ed espressione tener lontane violenza e arroganza; nel comportamento essere affidabile; nel parlare e nei

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modi tener lontane volgarit e scorrettezza. Quanto ai vassoi per le offerte, vi sono persone addette a questo.
5. Zengzi disse: Capace, domandava agli incapaci; molto dotato, domandava ai poco dotati; avere, come se non
avesse; pieno, come fosse vuoto; offeso, non si confrontava: avevo un amico che si comportava cos.
6. Zengzi disse: Gli si affidi un orfano alto sei palmi; gli si dia il potere in un paese di cento "li" (48) - e
nell'emergenza pi critica non perda la sua integrit: questo un signore? E' un signore.
7. Zengzi disse: Un letterato non pu non essere aperto e risoluto. Il suo carico pesante, e lunga la via.
Considera il "ren" come il proprio carico: non pesante? Dura fino alla morte: non una via lunga?.
8. Il Maestro disse: Ci si sveglia con la "Poesia", ci si consolida con i "Riti", ci si perfeziona con la "Musica".
9. Il Maestro disse: Si pu far s che il popolo segua, non che conosca.
10. Il Maestro disse: Chi audace e odia esser povero, si rivolter. Chi non possiede il "ren", se il suo odio
arriva all'estremo, si rivolter.
11. Il Maestro disse: Anche avendo le splendide doti del duca di Zhou, se uno superbo e avaro, il resto non
merita considerazione.
12. Il Maestro disse: Non facile trovare uno che abbia imparato per tre anni e non arrivi a raccogliere.
13. Il Maestro disse: Con sincerit esser di parola e amare apprendere; perfezionare la Via, fino alla morte. Non
entrare in un paese pericoloso, non abitare in un paese in rivolta. Quando al mondo si segue la Via, mostrarsi.
Quando al mondo non si segue la Via, nascondersi. Se il paese segue la Via, c' da vergognarsi di povert e
miseria. Se il paese non segue la Via, c' da vergognarsi di ricchezza e "status".
14. Il Maestro disse: Chi non ha una competenza, non si occupi di governo.
15. Il Maestro disse: Quando il maestro Zhi cominci a dirigere, la conclusione del "Guan ju" (49) fu stupenda.
L'orecchio ne era pieno.
16. Il Maestro disse: Impetuosi, e disonesti; ignoranti, e non desiderosi di conoscere; ineducati, e non di parola:
non li capisco.
17. Il Maestro disse: Imparate come se non riusciste a raggiungere qualcosa, come se temeste di perdere
qualcosa.
18. Il Maestro disse: Magnifico! Shun e Yu ebbero in mano il mondo: come nulla fosse.
19. Il Maestro disse: Grande fu Yao come sovrano. Magnifico! Solo il Cielo grande; solo Yao lo prese a norma.
Che grandezza! Il popolo non riusc a darle un nome. Magnifiche le opere che egli realizz, splendide la cultura e le
maniere!.
20. Shun aveva cinque ministri, e il mondo era ben governato. Il re Wu disse: Io ho dieci abili ministri. Kongzi
disse: Gli ingegni sono rari: non vero? Al tempo di Tang e Yu furono pi numerosi di ora. Fra i ministri c'era
anche una donna, quindi erano nove uomini. Il re Wen, di tre parti del mondo ne possedeva due, e serviva la
dinastia Yin. La virt di Zhou Wen era la pi alta.
21. Il Maestro disse: In Yu non trovo difetti. Beveva e mangiava poveramente, ed era estremamente pio verso i
mani e verso gli spiriti. Indossava brutti abiti, ma la veste e il copricapo per i sacrifici erano bellissimi. Abitava in
una casetta, e impegnava ogni energia per costruire dighe e canali. In Yu non trovo difetti.
LIBRO 9: ZI HAN.

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1. Il Maestro parlava raramente dell'interesse, del destino e del "ren".


2. Uno del villaggio di Daxiang disse: Com' grande Kongzi! Ha conoscenze vaste e non diventato famoso in
nulla. Il Maestro venne a saperlo, e disse ai discepoli: A che dovrei dedicarmi? A guidare un carro? A tirare con
l'arco? Guider un carro.
3. Il Maestro disse: Il copricapo per i riti era di lino, oggi di seta (50). E' economico. Seguo quel che fanno gli
altri. Ci si inchinava sotto il palco. Oggi ci si inchina di sopra. E' arroganza. Io mi inchino di sotto, anche se mi
allontano dagli altri.
4. Il Maestro era del tutto esente da quattro difetti: pregiudizi, certezze arbitrarie, ostinazione, egoismo.
5. Il Maestro si trov in pericolo in Kuang (51). Disse: Dopo la morte del re Wen, la cultura non si trova in me?
Se il Cielo intendeva annientare la cultura, un mortale non l'avrebbe ottenuta. Se il Cielo non intende annientare la
cultura, che pu farmi la gente di Kuang!.
6. Un ministro chiese a Zigong: Il Maestro un santo? Come mai sa fare tante cose?. Zigong rispose: Certo il
Cielo ha inteso che diventasse un santo; ed egli ha pure molte capacit. Il Maestro venne a saperlo, e disse: Il
ministro mi conosce? Da giovane ero di condizione modesta. Perci ho imparato a fare molte cose comuni. E' da
signore saper fare molte cose? No. Lao disse: Il Maestro dice che non ha avuto altre possibilit, perci pratica
le arti.
7. Il Maestro disse: Possiedo io forse la sapienza? Non la possiedo. Se una persona comune mi fa una domanda,
per quanto vuota sia, sviscero la cosa da ogni lato.
8. Il Maestro disse: L'uccello Fenice non arriva. Dal fiume non escono segni scritti (52). Per me finita.
9. Quando incontrava qualcuno in abiti da lutto, o con copricapo e abiti da cerimonia, o un cieco, anche se erano
giovani, il Maestro non mancava di alzarsi, e se doveva passar loro davanti, affrettava il passo.
10. Con un profondo sospiro, Yan Yuan disse: Guardo in alto, e la Via sempre pi in alto. Cerco di entrarvi,
ed sempre pi impenetrabile. La vedo davanti: e ad un tratto di dietro. Il maestro a passo a passo insegna bene
agli uomini. Mi ha allargato la mente con la cultura, mi ha limitato con i riti. Se volessi fermarmi, non potrei. Ho
gi esaurito ogni mia capacit, e qualcosa si erge davanti a me. Vorrei raggiungerla, ma non c' modo.
11. Il Maestro era gravemente ammalato. Zilu dispose che i discepoli lo servissero come ministri. In una pausa
della malattia, il Maestro disse: Da tempo You si comporta da impostore. Non ho ministri, e dovrei fare come se
li avessi. Chi ingannerei? Ingannerei il Cielo? E poi, piuttosto di morire nelle mani dei ministri, non meglio
morire nelle mani dei discepoli? E' anche se non posso avere grandi funerali, morir forse per la strada?.
12. Zigong disse: C' qui una bella pietra. Nasconderla in una scatola e conservarla? Cercare per un buon prezzo
e venderla?. Il Maestro disse: Venderla, venderla. Ma aspetto per un buon offerente (53).
13. Il Maestro voleva stabilirsi fra le nuove trib dell'Est. Qualcuno disse: Sono barbare. Come possibile?. Il
Maestro disse: Se un signore vi si stabilisce, come possibile che siano barbare?.
14. Il Maestro disse: Da Wei sono tornato a Lu. Dopo, la musica stata riformata, i canti "ya" e "song" hanno
trovato ciascuno la giusta collocazione (54).
15. Il Maestro disse: Fuori casa, servire i duchi e gli alti funzionari; in casa, servire il padre e i fratelli maggiori;
nei doveri del lutto non osare esser trascurati; non farsi intorpidire dal vino: ho adempiuto questo?.
16. Presso un fiume, il Maestro disse: Passa, come questo. Giorno e notte non si arresta.
17. Il Maestro disse: Non ho mai incontrato uno che amasse la virt quanto l'apparenza seducente.
18. Il Maestro disse: E' come innalzare una montagnola. Se per finire mi manca un solo cesto, e smetto -

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comunque, ho smesso. E' come livellare la terra. Anche se rovescio un solo cesto e vado avanti - comunque,
procedo.
19. Il Maestro disse: Quando io parlo, sempre attento: questo Hui.
20. Di Yan Yuan il Maestro disse: Ahim. L'ho sempre visto avanzare, non l'ho mai visto fermarsi.
21. Il Maestro disse: A volte c' il germoglio, e non il fiore. A volte c' il fiore, e non il frutto.
22. Il Maestro disse: I giovani vanno rispettati. Come sapere se in futuro non saranno migliori di noi oggi? Ma se
a quaranta o a cinquant'anni uno non si fatto conoscere, allora non merita rispetto.
23. Il Maestro disse: Alle parole di ammonimento si pu non consentire? Ma quel che conta correggersi. Alle
parole di persuasione si pu non rallegrarsi? Ma quel che conta interpretarle. Se si rallegrano e non interpretano,
consentono e non si correggono, io non posso far nulla.
24. Il Maestro disse: In primo luogo, esser leali e di parola. Non essere amici se non dei propri pari. Quando si
sbaglia, non temere di correggersi.
25. Il Maestro disse: A tre armate pu essere strappato il comandante. A un uomo qualsiasi non pu essere
strappata la volont.
26. Il Maestro disse: Indossare un abito sdrucito di cotone ovattato, e stare fra chi indossa pellicce di volpe e di
tasso, senza vergognarsi: questo da You.
'Non odia, non brama. Nulla fa se non il bene' (55). Zi-lu ripeteva sempre questi versi. Il Maestro disse: Questa
condotta forse sufficiente per il bene?.
27. Il Maestro disse: Quando l'anno si fa freddo, sappiamo allora che il pino e il cipresso saranno gli ultimi a
spogliarsi.
28. Il Maestro disse: Il sapiente non dubita, chi possiede il "ren" non prova angoscia, il coraggioso non teme.
29. Il Maestro disse: Con alcuni possiamo imparare insieme, ma non raggiungere la Via. Con alcuni possiamo
raggiungere la Via, ma non restar fermi in essa. Con alcuni possiamo restar fermi nella Via, ma non valutare.
30. 'I fiori del ciliegio si piegano e girano. Forse che non penso a te? Ma la tua casa lontana' (56). Il Maestro
disse: Non pensava a lei. Non vi sarebbe stata lontananza.
LIBRO 10.: XIANG DANG.
1. Nel suo villaggio Kongzi era un uomo semplice, come se non sapesse parlare. Ma nel tempio ancestrale e a corte
parlava sciolto, se pure con prudenza.
2. A corte, con i funzionari di grado inferiore parlava con decisione e fermezza; con i funzionari di grado superiore
parlava con dolce sicurezza. Quando era presente il sovrano, era rispettoso e circospetto, ma dignitoso.
3. Quando il sovrano lo chiamava per ricevere ospiti, cambiava espressione, girava intorno con le gambe molli,
giungeva le mani a chi gli stava accanto, a sinistra e a destra, con le vesti in ordine davanti e di dietro. Svelto
veniva innanzi, aprendo le braccia come ali. Quando gli ospiti se ne andavano, tornava a riferire: Gli ospiti non si
volgono pi indietro.
4. Nell'entrare dalla prima porta del palazzo, chinava il busto quasi non vi fosse spazio. Da fermo, non stava nel
mezzo della porta; nell'entrare, non calpestava la soglia (57). Davanti al trono cambiava espressione, camminava
con le gambe molli, e pareva gli mancasse la voce. Tenendosi gli abiti saliva nella grande sala, chinava il busto,
tratteneva il respiro come gli mancasse il fiato. Quando ne usciva, appena sceso un gradino, assumeva
un'espressione rilassata, soddisfatta. Alla fine della scala, svelto veniva innanzi, aprendo le braccia come ali.

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Tornava al suo posto, rispettoso e circospetto.


5. Quando portava il "gui" (58), piegava il busto, come se non ce la facesse. Lo teneva non pi alto delle mani
giunte, non pi basso di quando si porge, cambiava espressione, come tremasse di paura, strascicava i piedi come
fossero trattenuti al suolo. Nel porgere i doni aveva un'espressione tranquilla. Nelle udienze private era allegro.
6. Il signore non usa per gli abiti ornamenti purpurei o vermigli, n sottovesti rosse o violette. Nella stagione calda
porta una veste di lino, sopra di una sottoveste. Indossa abiti neri con pelliccia d'agnello, abiti grezzi con pelliccia
di cerbiatto, abiti gialli con pelliccia di volpe. La sottoveste di pelliccia lunga, con la manica destra corta (59). A
casa, indossa pellicce folte di volpe o di tasso. Tranne quando in lutto, porta sempre i pendenti alla cintura. Salvo
che per il grembiule rituale, porta sempre la gonna pi stretta in alto. Pelliccia d'agnello e berretto nero non li
indossa quando visita chi in lutto. Il primo giorno del mese, con gli abiti di corte deve andare a corte.
7. Per il digiuno deve indossare abiti chiari, di tela. La camicia da notte sempre lunga una met pi del suo
corpo. Per il digiuno cambia vitto, e cambia anche il posto dove siede in casa.
8. Il riso, non gli dispiace che sia raffinato; la carne, non gli dispiace che sia finemente tritata. Riso rancido e acido,
pesce guasto e carne non fresca, non ne mangia. Cibo di brutto colore, non ne mangia. Cibo con cattivo odore, non
ne mangia. Cibo malcotto, non ne mangia. Cibo non di stagione, non ne mangia. Carne tagliata male, non ne
mangia. Cibo non condito con la salsa adatta, non ne mangia. Anche se c' molta carne, non lascia che superi di
troppo il sapore del riso. Solo nel vino non ha misura, ma non arriva a restarne confuso. Vino comprato in bottega e
carne secca comprata al mercato, non ne mangia. Non manca di mettere zenzero sui cibi. Non mangia molto. In
occasione del sacrificio del duca, non conserva la carne della notte (60). Dei suoi sacrifici non conserva la carne
oltre tre giorni. Trascorsi tre giorni, non pu esser mangiata. Durante i pasti non conversa. A letto non parla. Anche
se c' riso non raffinato o zuppa di verdura, ne offre un po' in sacrificio, con aria solenne.
9. Se la stuoia non ben stesa, non siede.
10. Quando la gente del villaggio beve il vino, se ne vanno prima quelli col bastone (61), poi se ne va lui. Quando
la gente del villaggio esorcizza gli spiriti, con gli abiti di corte sta sulla sua scala a Oriente (62).
11. Quando manda a salutare qualcuno in un altro paese, si inchina due volte nel congedare il messaggero.
Kangzi mand a Kongzi un medicinale. Si inchin nel riceverlo, e disse: Qiu non se ne intende, non osa
assaggiarlo.
12. Le stalle bruciarono. Kongzi tornando dalla corte chiese: Ci sono feriti?. Non chiese dei cavalli.
13. Se il sovrano gli manda in dono del cibo, il signore deve stendere la stuoia e assaggiarlo per primo. Se il
sovrano gli manda in dono carne cruda, deve cuocerla e offrirla in sacrificio. Se il sovrano gli manda in dono un
animale vivo, deve allevarlo. Quando attende al sovrano durante i pasti, il sovrano offre il sacrificio, ed egli
assaggia prima i cibi. Se ammalato e il sovrano gli fa visita, deve tenere il capo verso Oriente, mettere gli abiti di
corte e stendere la grande cintura. Quando il sovrano lo chiama, va, senza attendere che sia attaccato il carro.
14. Quando Kongzi entrava nel grande tempio ancestrale, si informava di tutto.
15. Quando moriva un amico, se non c'era nessuno a occuparsene, Kongzi diceva: Penso io al funerale. Se un
amico gli faceva un dono, fossero pure carro e cavalli, non si inchinava - a meno che non si trattasse della carne per
il sacrificio.
16. Quando dorme, non giace come un cadavere. A casa non assume atteggiamenti formali. Quando incontra
qualcuno in lutto, per quanto gli sia familiare, deve cambiare contegno. Quando incontra qualcuno col copricapo da
cerimonia, o un cieco, anche se in sottoveste deve assumere l'aspetto appropriato. A chi in abito da lutto
s'inchina dalla traversa del carro. S'inchina dalla traversa del carro a chi porta i registri della popolazione. Di fronte
a una grande ricchezza di vivande, muta contegno e si alza a ringraziare. A un tuono improvviso o a un forte colpo
di vento, cambia espressione.
17. Nel salire sul carro, sta ritto, e si tiene alla corda (63). Sul carro, non si guarda intorno, non parla a sproposito,

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non indica con la mano.


18. 'A quell'espressione, subito si leva. Gira un po' per l'aria, e poi si posa.' Kongzi disse: E' la fagiana sul ponte
della collina. E' il suo tempo, il suo tempo!. Zilu tese le mani. Quella annus tre volte e si lev (64).
LIBRO 11.: XIAN JIN.
1. Il Maestro disse: Gli uomini di un tempo, nei riti e nella musica sono considerati semplici. Gli uomini venuti
dopo, nei riti e nella musica sono considerati signori. Nella pratica, io seguo gli uomini di un tempo.
2. Il Maestro disse: Di quelli che mi seguivano in Chen e in Cai, nessuno entra pi dalla mia porta. Nella
condotta eccellevano Yan Yuan, Min Ziqian, Ran Boniu, Zhong-gong; nell'eloquenza, Zai Wo e Zigong; nella
capacit politica, Ran You e Zilu; nella cultura, Ziyou e Zixia.
3. Il Maestro disse: Hui non mi di aiuto. Accetta tutte le mie parole.
4. Il Maestro disse: Pio verso i genitori Min Ziqian. Di lui la gente non dice niente altro da quel che dicono
padre madre e fratelli.
5. Nan Rong ripeteva tre volte i versi sul "gui" bianco (65). Kongzi gli diede in moglie la figlia del suo fratello
maggiore.
6. Ji Kangzi domand quale dei discepoli amasse imparare. Kongzi rispose: C'era Yan Hui che amava imparare.
Disgraziatamente ha avuto in destino vita breve, ed morto. Ora non c' nessuno.
7. Quando Yan Yuan mor, suo padre Yan Lu chiese di vendere il carro del Maestro per comprare il rivestimento
esterno della bara. Il Maestro disse: Ciascuno parla di suo figlio, che abbia ingegno o meno. Quando Li morto,
ha avuto la bara, non il rivestimento. Non sono andato a piedi per comprare un rivestimento: poich per rango
seguo i grandi funzionari, non conviene che io vada a piedi.
8. Quando Yan Yuan mor, il Maestro disse: Ah! Il Cielo mi distrugge, il Cielo mi distrugge!.
9. Quando Yan Yuan mor, il Maestro lo piangeva oltre ogni limite. I discepoli dissero: Il Maestro esagera. Egli
rispose: Esagero? Se non esagero per un uomo simile, per chi dovrei?.
10. Quando Yan Yuan mor, i discepoli volevano fargli un grande funerale. Il Maestro disse: Non dovete. I
discepoli fecero un grande funerale. Il Maestro disse: Hui mi considerava come un padre. Io non sono riuscito a
trattarlo come mio figlio. Non per colpa mia, ma dei discepoli.
11. Ji Lu domand come servire mani e spiriti. Il Maestro disse: Non sai servire i vivi, come vuoi servire i morti?
. Oso chiedere della morte? Non sai della vita, come vuoi sapere della morte?.
12. Minzi gli stava accanto con dolce sicurezza; Zilu, con aspetto fiero; Ran You e Zigong, franchi e corretti. Il
Maestro ne era contento.
Uno come You non morir di morte naturale.
13. La gente di Lu voleva ricostruire il Lungo Tesoro (66). Min Ziqian disse: Perch non nel vecchio stile? Che
bisogno c' di cambiarlo?. Il Maestro disse: Quest'uomo parla poco, ma quando parla coglie nel segno.
14. Il Maestro disse: Il "se" (67) di You che ha da fare alla mia porta?. Allora i discepoli mancavano di rispetto
a Zilu. Il Maestro disse: You salito nella grande sala senza entrare nelle stanze interne.
15. Zigong domand chi fosse migliore, Shi o Shang. Il Maestro disse: Shi va troppo oltre. Shang non arriva.
Allora, superiore Shi. Il Maestro disse: Andare troppo oltre come non arrivare.
16. Il capo della famiglia Ji era pi ricco del duca di Zhou, eppure Qiu raccoglieva per lui le rendite e ne

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accresceva la ricchezza. Il Maestro disse: Non un mio discepolo. Figlioli, battete il tamburo e attaccatelo, ve lo
permetto.
17. Chai stupido. Shen ottuso. Shi malizioso. You rozzo.
18. Il Maestro disse: Hui quasi arrivato. Spesso vuoto. Si non accetta il destino e moltiplica i suoi beni. Ma il
pi delle volte colpisce nel segno.
19. Zizhang chiese quale sia la Via del buono. Il Maestro disse: Non ricalca le orme altrui, e non entra nelle
camere interne.
20. Il Maestro disse: Se uno parla in modo onesto, lo facciamo tale. E' davvero un signore? O ha solo la parvenza
della seriet?.
21. Zilu chiese se doveva mettere subito in pratica quello che aveva sentito. Il Maestro disse: Ci sono vivi tuo
padre e i fratelli maggiori. Perch mettere subito in pratica quello che senti?. Ran You chiese se doveva mettere in
pratica quello che aveva sentito. Il Maestro disse: Mettilo subito in pratica. Gongxi Hua disse: You ha chiesto
se deve mettere in pratica quel che ha sentito, e il Maestro ha risposto: 'Ci sono vivi tuo padre e i fratelli maggiori'.
Anche Qiu ha chiesto se deve mettere in pratica quel che ha sentito, e il Maestro ha risposto: 'Mettilo in pratica'. Io,
Chi, sono perplesso, e oso domandare. Il Maestro disse: Qiu si ritrae, perci lo sospingo. You tende a strafare,
perci lo trattengo.
22. Il Maestro si trov in pericolo in Kuang. Yan Yuan rest indietro. Il Maestro disse: Credevo che tu fossi
morto. Rispose: Finch vivo il Maestro, come oserei morire?.
23. Ji Ziran chiese se Zhong You e Ran Qiu potessero esser chiamati grandi ministri. Il Maestro disse: Credevo
mi chiedessi di qualche persona straordinaria, e mi chiedi di You e di Qiu. Un grande ministro serve il sovrano
seguendo la Via. Se non pu, si dimette. Ora, You e Qiu possono dirsi comuni ministri. Allora essi obbediranno
in ogni caso?. Il Maestro disse: Se si trattasse di uccidere il padre o il sovrano, non obbediranno.
24. Zilu nomin Zigao governatore di Bi. Il Maestro disse: Tu danneggi il figlio di un uomo (68). Zilu disse: Si
tratta del popolo, degli altari agli dei della terra, del dio del grano: forse che solo lo studio sui libri significa
imparare?. Il Maestro disse: Ecco perch detesto gli ingegni brillanti.
25. Zilu, Zeng Xi, Ran You e Gongxi Hua sedevano accanto al Maestro. Il Maestro disse: Non considerate ora
che sono un po' pi vecchio di voi. Dite sempre di non essere riconosciuti. Se foste riconosciuti, che vorreste fare?
. Zilu rispose senza esitare: Uno Stato di mille carri da guerra, che si trovi fra due grandi Stati, invaso dagli
eserciti nemici, e per di pi nella carestia: se mi fosse dato da governare, in tre anni li farei coraggiosi, e
saprebbero come condursi. Il Maestro sorrise. E tu, Qiu?. Rispose: Sessanta o settanta "li" (69) quadrati, o
anche cinquanta o sessanta. Mi fossero dati da governare, in tre anni procurerei abbondanza fra il popolo. Quanto ai
riti e alla musica, aspetterei un signore. E tu, Chi? Rispose: Non dico che sarei capace. Vorrei imparare. Ai
servizi del tempio ancestrale, o agli incontri dei sovrani, in abito e copricapo da cerimonia, farei da minore
officiante. E tu, Dian? Smise di suonare il "se" (70), depose lo strumento che ancora vibrava, e si alz. Disse:
E' diverso dagli altri tre. Il Maestro disse: Che c' di male? Ciascuno dica quel che desidera. Rispose:
L'ultimo giorno di primavera, vestito in abiti leggeri, in compagnia di cinque o sei giovani col berretto (71) e di
sei o sette ragazzi, vorrei bagnarmi nel fiume Yi, prender l'aria presso l'altare della pioggia, e ritornare cantando. Il
Maestro sospir e disse: Io sono con Dian. Quando gli altri tre se ne andarono, Zeng Xi rest indietro, e chiese:
Che pensa il Maestro di quel che hanno detto i tre?. Il Maestro disse: Hanno solo espresso ciascuno i suoi
desideri. Perch il Maestro ha sorriso di You? Per governare uno Stato bisogna conoscere i riti. Le sue parole
mancano di cedevolezza: perci ho sorriso. Ma Qiu non desidera uno Stato. Dove si trova un territorio di
sessanta o settanta "li" quadrati, o anche di cinquanta o sessanta, che non sia uno Stato? Per Chi non desidera
uno Stato. Servizi del tempio ancestrale, incontri dei sovrani, non sono affare dei vassalli? Se Chi far
l'officiante minore, chi sarebbe il maggiore?
LIBRO 12.: YAN YUAN.

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1. Yan Yuan domand del "ren". Il Maestro disse: Superare l'io e tornare ai riti "ren". Se per un giorno si supera
l'io e si torna ai riti, il mondo risponder al "ren". Il "ren" viene da se stessi; o viene forse dagli altri?. Yan Yuan
disse: Chiedo, prego, una sua descrizione. Il Maestro disse: Non guardare a quel che contrario ai riti; non
ascoltare quel che contrario ai riti; non parlare in modo contrario ai riti; non muoversi in modo contrario ai riti.
Yan Yuan disse: Anche se non sono brillante, cercher, prego, di mettere in pratica queste parole.
2. Zhonggong domand del "ren". Il Maestro disse: Quando sei fuori casa, fa come se incontrassi un grande
ospite: tratta il popolo come se officiassi un grande sacrificio; quel che non desideri per te, non farlo agli altri: nel
paese non ci sar risentimento, e in famiglia non ci sar risentimento. Zhonggong disse: Anche se non sono
brillante, cercher, prego, di mettere in pratica queste parole.
3. Sima Niu domand del "ren". Il Maestro disse: Chi possiede il "ren" misura le parole. Misurare le parole
significa possedere il "ren" il Maestro disse: Quando difficile metterlo in atto, possibile non misurare almeno
le parole?.
4. Sima Niu domand del signore. Il Maestro disse: Il signore non prova angoscia n paura. Non provare
angoscia n paura significa essere signore? Il Maestro disse: Se esaminando se stesso non ha niente da
rimproverarsi, perch dovrebbe provare angoscia e paura?.
5. Sima Niu disse angosciato: Tutti hanno fratelli. Solo io non ne ho. Zixia disse: Ho sentito che morte e vita
sono predestinate, ricchezza e "status" dipendono dal Cielo. Il signore sia riverente e non si renda colpevole,
rispetti gli altri e si attenga ai riti: entro i quattro mari (72) tutti saranno fratelli. Come pu il signore temere di non
aver fratelli?.
6. Zizhang domand dell'intelligenza. Il Maestro disse: Chi resistente all'insinuarsi delle calunnie ed ai colpi
delle denunce, pu essere detto intelligente. Chi resistente all'insinuarsi delle calunnie ed ai colpi delle denunce,
pu esser detto distante.
7. Zigong domand del governo. Il Maestro disse: Cibo a sufficienza. Soldati a sufficienza. Fiducia del popolo.
Zigong chiese: Se inevitabile, a quale di queste tre cose si pu rinunciare per prima?. Fa a meno dei soldati.
Zigong disse: Se inevitabile, a quale delle altre due si pu rinunciare per prima?. Fa a meno del cibo. Da
sempre, tutti debbono morire. Se il popolo non ha fiducia, manca la base.
8. Ji Zicheng disse: Nel signore, quel che conta la stoffa: a che serve la cultura?. Zigong disse: Ahim,
come parli! Per il signore, un attacco di quattro cavalli non svelto come la lingua. La cultura la stoffa, la stoffa
la cultura. Togli il pelo, e la pelle della tigre o del leopardo sar uguale alla pelle di un cane o di una pecora.
72. I quattro mari: significavano simbolicamente i confini del mondo umano - a sua volta coincidente col mondo
cinese.
9. Il duca Ai domand a You Ruo: E' un anno di carestia, le entrate non sono sufficienti. Che fare?. You Ruo
rispose: Perch non riscuotere le decime?. Neppure raddoppiando la decima ne ho a sufficienza. Come pu
bastare la decima? Rispose: Se le cento famiglie (73) hanno a sufficienza, non avr a sufficienza il sovrano?
Se le cento famiglie non hanno a sufficienza, avr a sufficienza il sovrano?.
10. Zizhang chiese come esaltare la virt e discernere l'inganno. Il Maestro disse: Sii leale e di parola, va' verso
la rettitudine - ed esalterai la virt. Se ami un uomo desideri che viva, e se lo odi desideri che muoia. Giacch
desideri che viva, desideri pure che muoia. Questo un inganno.
'Certo non per la ricchezza - solo per qualcosa di diverso' (74).
11. Il duca Jing di Qi chiese a Kongzi del governo. Kong-zi rispose: Il sovrano sia sovrano; il ministro, ministro;
il padre, padre; il figlio, figlio. Il duca disse: Bene. Se il sovrano non fosse sovrano, il ministro, ministro; il
padre, padre; il figlio, figlio: pure con tanto miglio, riuscirei io a mangiarne?.
12. Il Maestro disse: Da mezza parola saper decidere una causa: questo You. Zilu non dormiva su una
promessa.

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13. Il Maestro disse: So far da giudice, come chiunque altro. Per sarebbe bene che non vi fossero controversie.
14. Zizhang chiese del governo. Il Maestro disse: Nell'impegno, non stancarti; nell'agire, sii leale.
15. Il Maestro disse: Estendere la conoscenza nella cultura, avere un limite nei riti: cos non si sconfina.
16. Il Maestro disse: Il signore porta a compimento il bello degli uomini, non il male. Il volgo fa l'opposto.
17. Ji Kangzi chiese a Kongzi del governo. Kongzi rispose: Governare significa correggere. Se si guida verso la
correttezza, chi oser non correggersi?.
18. Ji Kangzi era preoccupato per i rapinatori, e ne chiese a Kongzi. Kongzi rispose: Se tu non fossi avido, non
ruberebbero neppure se li pagassi.
19. Ji Kangzi chiese a Kongzi del governo: Se uccido quelli che non seguono la Via per aiutare quelli che
seguono la Via, che ne pensi?. Kongzi rispose: Per governare, che bisogno c' di uccidere? Se tu vuoi il bene, il
popolo sar buono. La virt del signore quella del vento. La virt del volgo quella dell'erba. Se sopra vi
passa il vento, l'erba deve piegarsi.
20. Zizhang chiese che debba fare il letterato per dirsi riuscito. Il Maestro disse: Che cosa intendi per riuscito?.
Zizhang rispose: Farsi conoscere nel paese e nella famiglia. Il Maestro disse: Questa fama, non riuscita.
Quanto alla riuscita, chi di stoffa onesta e ama la rettitudine, misura le parole e guarda le espressioni, si premura
di farsi inferiore agli altri, riuscir nel paese e nella famiglia. Quanto alla fama, chi ha sulla faccia il "ren" e
agisce al contrario, ed presuntuoso senza dubbi, si far conoscere nel paese e nella famiglia.
21. Fan Chi andava a passeggio dietro il Maestro presso l'altare della pioggia. Disse: Oso chiedere, come esaltare
la virt, riparare alla malvagit, discernere l'inganno?. Il Maestro disse: Una buona domanda! Prima l'opera,
poi il successo: non esaltare la virt? Attaccare il proprio male, non quello degli altri: non riparare alla
malvagit? Per la rabbia di un mattino, dimenticare la vita stessa e i propri familiari. Non un inganno?.
22. Fan Chi chiese del "ren". Il Maestro disse: Amare gli uomini. Chiese della sapienza. Il Maestro disse:
Conoscere gli uomini. Fan Chi non riusciva a capire. Il Maestro disse: Promuovi gli onesti e rimuovi i
disonesti: cos potrai rendere onesti i disonesti. Fan Chi se ne and. Incontrando Zixia, disse: Poco fa ho visto il
Maestro e gli ho chiesto della sapienza. Il Maestro ha detto: 'Promuovi gli onesti e rimuovi i disonesti. Cos potrai
rendere onesti i disonesti'. Che significa?. Zixia disse: Che parole ricche! Quando Shun ebbe il potere sul
mondo, scelse fra tutti e promosse Gao Yao. Quelli privi del "ren" scomparvero. Quando Tang ebbe il potere sul
mondo, scelse fra tutti e promosse Yi Yin. Quelli privi del "ren" scomparvero.
23. Zigong chiese dell'amicizia. Il Maestro disse: Ammonisci con lealt e guida con bont. Se non riesci,
desisti. Non umiliarti.
24. Zengzi disse: Il signore con la cultura stringe le amicizie e con l'amicizia favorisce il "ren".
LIBRO 13: ZILU.
1. Zilu chiese del governo. Il Maestro disse: Guidali, e datti pena. Ti prego di aggiungere altro. Disse: Non
ti stancare.
2. Zhonggong, mentre era ministro della famiglia Ji, chiese del governo. Il Maestro disse: Prima impiega i
funzionari, perdona i piccoli errori, promuovi gli uomini di valore. Chiese: Come conoscere gli uomini di valore
da promuovere?. Rispose: Promuovi quelli che conosci. Quelli che non conosci, non verranno trascurati.
3. Zilu disse: Il sovrano di Wei ti aspetta per affidarti il governo. Che farai per prima cosa?. Il Maestro disse:
E' necessario rettificare i nomi. Zilu disse: Davvero! Il Maestro fuori strada. Perch rettificare i nomi?. Il
Maestro disse: Come sei rozzo, You! Se non capisce qualcosa, il signore ha un atteggiamento di riserva. Se non si
rettificano i nomi, le parole non corrispondono al senso. Se le parole non corrispondono al senso, non si opera con

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successo. Se non si opera con successo, non si promuovono i riti e la musica. Se non si promuovono i riti e la
musica, le pene sono applicate a sproposito. Se le pene sono applicate a sproposito, il popolo non sa come tenere
mani e piedi. Perci il signore fa corrispondere il senso alle parole e le parole ai fatti. Nelle parole, per il signore
nulla trascurabile (75).
4. Fan Chi chiese di imparare a lavorare la terra. Il Maestro disse: Piuttosto che a me, chiedi a un vecchio
contadino. Chiese allora di imparare il giardinaggio. Disse: Piuttosto che a me, chiedi a un vecchio giardiniere.
Fan Chi se ne and. Il Maestro disse: Come volgare Fan Xu. Se chi sta in alto ama i riti, il popolo non oser
mancare di riverenza. Se chi sta in alto ama la rettitudine, il popolo non oser disobbedire. Se chi sta in alto di
parola, il popolo non oser non esser sincero. In questo modo il popolo verr a lui, da ogni parte, con i bambini
sulle spalle. Che bisogno c' di lavorare la terra?.
5. Il Maestro disse: Se uno sa recitare trecento poesie e, ricevuto un incarico di governo, non riesce; oppure,
mandato in missione, non sa rispondere a specifiche domande, avr pure studiato molto, ma a che serve?.
6. Il Maestro disse: Se uno corretto lui stesso, le cose funzioneranno anche senza ordini. Se non corretto,
potr dare ordini, ma non sar obbedito.
7. Il Maestro disse: I governi di Lu e di Wei sono fratelli.
8. Di Jing, dei duchi di Wei, il Maestro disse: Sa amministrare bene la casa. Quando cominci a possedere, disse:
'Eh, si raccoglie'. Quando possedeva gi qualcosa, disse: 'Eh, si completa'. Quando fu ricco, disse: 'Eh, si
abbellisce'..
9. Quando il Maestro and in Wei, Ran You guidava il carro. Il Maestro disse: Come popoloso!. Ran You
disse: Giacch sono cos popolosi, che fare ancora per loro?. Arricchirli. E quando sono ricchi, che altro si
pu fare? Educarli.
10. Il Maestro disse: Se qualcuno mi impiegasse, in dodici mesi avrei gi fatto abbastanza. In tre anni compirei
l'opera.
11. Il Maestro disse: 'Se uomini buoni governassero un paese per cento anni, avrebbero la meglio sui violenti e si
potrebbero abolire le pene capitali'. Parole proprio giuste.
12. Il Maestro disse: Se ci fosse un vero re, dopo una generazione vi sarebbe il "ren".
13. Il Maestro disse: Se uno corretto lui stesso, non avr difficolt a governare. Se uno non corretto lui
stesso, come corregger gli altri?.
14. Ranzi tornava dalla corte. Il Maestro disse: Come mai cos tardi?. Affari di Stato. Il Maestro disse:
Affari privati. Se fossero affari di Stato, ne sarei informato, anche se non sono in servizio.
15. Il duca Ding domand come dare la prosperit a un paese, in una frase. Kongzi rispose: In una frase non si
pu. Ma c' un detto che ci si avvicina: 'Essere un sovrano difficile, essere un ministro non facile'; Conoscere la
difficolt d'esser sovrano non quasi sufficiente per la prosperit di un paese, in una frase?. L'altro chiese poi
come mandare in rovina un paese, in una frase. Kongzi rispose: In una frase non si pu. Ma ci si avvicina un
detto: 'Non provo altra gioia ad esser sovrano, se non che a una mia parola non dato disobbedire'. Se una parola
buona e nessuno disobbedisce, bene. Ma se non buona e nessuno disobbedisce, non basta quasi per rovinare un
paese, in una frase?.
16. Il duca di She (76) domand del governo. Il Maestro disse: I vicini siano contenti, i lontani siano attratti.
17. Zixia, quando era governatore di Jufu, chiese del governo. Il Maestro disse: Non fare in fretta. Non guardare
ai piccoli vantaggi. Se fai in fretta, non riesci. Se guardi ai piccoli vantaggi, fallirai negli affari importanti.
18. Il duca di She disse a Kongzi: Da noi c'era uno detto Gong l'onesto. Suo padre aveva rubato una pecora, e il
figlio testimoni contro di lui. Kongzi disse: Da noi, l'onest un'altra cosa. Il padre copre il figlio e il figlio

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copre il padre. In questo l'onest.


19. Fan Chi chiese del "ren". Il Maestro disse: In casa, essere rispettabili. Nel trattare gli affari pubblici, essere
riverenti. Nei rapporti con gli altri, essere leali. Neppure fra i selvaggi si pu lasciar andare questo.
20. Zigong domand: Come deve essere uno, per poterlo chiamare letterato?. Il Maestro disse: Chi nella
condotta ha il sentimento della vergogna, e mandato in missione fa onore al mandato del sovrano, si pu chiamare
letterato. Oso chiedere, chi si colloca al secondo posto? Chi dai parenti lodato per la piet verso i genitori,
e dal vicinato per il rispetto del fratello maggiore. Oso chiedere, e al terzo posto? Chi non manca alla parola
data, e nell'agire raggiunge un risultato. Ci sono uomini ostinati, fra il volgo, che possono appartenere a questa
categoria. Come sono quelli che oggi governano? Il Maestro disse: Ih! Sono come secchi per misurare il riso,
non merita parlarne.
21. Il Maestro disse: Poich non trovo, per comunicare, chi percorra la via di mezzo, sono costretto a cercare gli
impetuosi e gli impazienti. Gli impetuosi arrivano allo scopo. Gli impazienti lasciano qualcosa di non fatto.
22. Il Maestro disse: C' un detto, fra la gente del Sud: 'Chi non ha perseveranza, non pu fare n il mago n il
medico'.. Ottimo! Chi non persevera nella virt, ne avr umiliazione (77). Il Maestro disse: Non pratica
la divinazione.
23. Il Maestro disse: Il signore cortese, non accomodante. Il volgo accomodante e non cortese.
24. Zigong chiese: Che pensi di un uomo amato da tutti nel villaggio?. Il Maestro disse: Non significativo.
E di uno detestato da tutti nel villaggio? Il Maestro disse: Non significativo. Sarebbe meglio che i buoni del
villaggio lo amassero, e i malvagi lo detestassero.
25. Il Maestro disse: Il signore, facile servirlo e difficile accontentarlo. Se vuoi accontentarlo senza seguire la
Via, non lo potrai. Egli impiega gli uomini secondo la loro capacit. Il volgo difficile da servire e facile da
accontentare. Se vuoi accontentarlo anche senza seguire la Via, lo potrai. Esso impiega gli uomini pretendendo che
ciascuno sappia far tutto.
26. Il Maestro disse: Il signore calmo e non superbo. Il volgo superbo e non calmo.
27. Il Maestro disse: Chi fermo, deciso, semplice, di parola lenta - vicino al "ren".
28. Zilu chiese: Come deve essere uno, per poterlo chiamare letterato?. Il Maestro disse: Chi sollecito,
pressante, cordiale, si pu dire letterato. Sollecito e pressante con gli amici; cordiale con i fratelli.
29. Il Maestro disse: Se un uomo buono educa il popolo per sette anni, questo potr prendere le armi.
30. Il Maestro disse: Portare a combattere un popolo non educato, significa lasciarlo perdere.
LIBRO 14.: XIAN WEN.
1. Xian chiese della vergogna. Il Maestro disse: Quando il paese segue la Via, pensare solo allo stipendio; quando
il paese non segue la Via, pensare solo allo stipendio: questo vergognoso.
2. Quando sopraffazione, vanteria, risentimento, desiderio non sono ammessi, si pu dire vi sia il "ren?" Il
Maestro disse: Si pu dire che difficile da raggiungere. Se poi sia "ren", io non lo so.
3. Il Maestro disse: Il letterato che ama starsene a casa non pu esser considerato un vero letterato.
4. Il Maestro disse: Quando il paese segue la Via, parole e azioni siano audaci. Quando il paese non segue la Via,
le azioni siano audaci, le parole modeste.
5. Il Maestro disse: Chi virtuoso eloquente. Chi eloquente, non necessariamente virtuoso. Chi possiede il
"ren" coraggioso. Chi coraggioso, non necessariamente possiede il "ren".

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6. Nangong Guo domand a Kongzi: Yi era un buon arciere, Ao poteva tirare a terra una barca, ma nessuno dei
due mor di morte naturale. Yu e Qi coltivarono loro stessi la terra, e ottennero il potere sul mondo. Il Maestro non
rispose. Quando Nangong Guo se ne fu andato, il Maestro disse: Che signore quest'uomo! Come apprezza la virt
quest'uomo!.
7. Il Maestro disse: Di signori privi di "ren" ce ne sono: Ma non c' mai stato un uomo volgare che possedesse il
"ren".
8. Il Maestro disse: Pu esservi amore senza pena? Pu esservi lealt senza ammonimenti?.
9. Il Maestro disse: Per preparare un decreto, Pi Chen tracciava prima una bozza; Shi Shu la discuteva; l'addetto
ai rapporti con l'estero Ziyu emendava lo stile; Zichan di Don gli abbelliva la forma.
10. Qualcuno chiese di Zichan. Il Maestro disse: Un uomo gentile. Chiesero di Zixi. Disse: Che uomo! Che
uomo!. Chiesero di Guan Zhong. Disse: Conquist la citt di Pian, di trecento famiglie, dal capo della famiglia
Bo. Questi ebbe per cibo riso non raffinato, ma non pronunci una parola di risentimento.
11. Il Maestro disse: Essere poveri e non risentirsi difficile. Essere ricchi e non insuperbirsi facile.
12. Il Maestro disse: Meng Gong Chuo avrebbe fatto bene il maggiordomo delle famiglie Chao e Wei, non il
ministro di Teng o di Xue.
13. Zilu domand dell'uomo completo. Il Maestro disse: Uno che avesse la sapienza di Zang Wuzhong, la libert
dal desiderio di Gong Chuo, il coraggio di Zhuangzi di Bian, l'abilit di Ran Qiu, e la conoscenza dei riti e della
musica, potremmo considerarlo un uomo completo. Poi disse: Ma che bisogno c' di tutto questo oggi per un
uomo completo? Uno che di fronte all'interesse si preoccupa della rettitudine; di fronte al pericolo pronto a dare
la vita; non dimentica la parola data, per quanto tempo sia trascorso: questo possiamo considerarlo un uomo
completo.
14. Il Maestro domand di Gongshu Wenzi a Gongming Jia: E' vero che il vostro Maestro non parla, non ride, non
prende?. Gongming Jia rispose: Sono esagerazioni di chi l'ha raccontato. A tempo opportuno il Maestro parla, e
la gente non annoiata dalle sue parole. Quando c' motivo di allegria, ride, e la gente non annoiata dal suo riso.
Quando non in contrasto con la rettitudine, prende, e la gente non annoiata dal suo prendere. Il Maestro disse:
Cos. Ma davvero cos?.
15. Il Maestro disse: Zang Wuzhong, presa la citt di Fang, chiese al sovrano di Lu di decretargli un successore.
Anche se si dice che non costrinse il sovrano, io non lo credo (78).
16. Il Maestro disse: Il duca Wen di Jin era astuto ma non onesto, il duca Huan di Qi era onesto ma non astuto.
17. Zilu disse: Quando il duca Huan mise a morte suo fratello Jiu, anche Shao Hu mor, mentre Guan Zhong non
mor. Non era privo di "ren"?. Il Maestro disse: Se il duca Huan riun tutti i vassalli senza impiegare carri da
guerra, fu grazie a Guan Zhong. Quale "ren" in lui, quale "ren".
18. Zigong disse: Guan Zhong era privo di "ren". Quando il duca Huan mise a morte suo fratello Jiu, non seppe
morire. Anzi divenne primo ministro. Il Maestro disse: Guan Zhong da ministro del duca Huan lo fece tiranno
di tutti i principi, mise ordine nel mondo, e il popolo ancora oggi ne trae beneficio. Se non fosse per Guan Zhong,
noi avremmo i capelli gi per le spalle e le giacche abbottonate a sinistra (79). C' forse paragone con la fedelt
coniugale di uomini e donne comuni, che si strangolano in un fosso o in un canale, senza che nessuno ne sappia
nulla?.
19. Il ministro di Gongshu Wenzi, il funzionario Zhuan, sal alla corte del duca insieme a Wenzi. Quando lo seppe,
il Maestro disse: E' davvero un uomo colto (80).
20. Il Maestro disse che il duca Ling di Wei era privo di virt. Kangzi chiese: Giacch cos, come mai non va
in rovina?. Il Maestro disse: Zhongshu Yu gestisce ospiti e stranieri; il predicatore Tuo gestisce il tempio

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ancestrale; Wangsun Jia gestisce gli affari militari. In queste condizioni, come potrebbe andare in rovina?.
21. Il Maestro disse: Se uno parla senza vergogna difficile che metta in pratica quel che dice.
22. Chen Chengzi assassin il duca Jian. Kongzi fece il bagno e and a corte, a riferire al duca Ai: Chen Heng ha
assassinato il suo sovrano. Prego, manda le truppe a reprimere. Il duca disse: Informane i tre dignitari (81).
Kongzi disse: Il mio rango segue quello dei dignitari, e non avrei osato non riferirlo al sovrano. E il sovrano dice
di informarne i dignitari. Ne inform i tre, che non vollero intervenire. Kongzi disse: Il mio rango segue quello
dei dignitari, non avrei osato non riferirlo.
23. Zilu domand come servire il sovrano. Il Maestro disse: Non attaccarlo mai con l'inganno.
24. Il Maestro disse: Il signore riesce in alto; il volgo, in basso.
25. Il Maestro disse: In antico si imparava per se stessi. Oggi si impara in considerazione degli altri.
26. Qu Boyu mand un messaggero da Kongzi. Kongzi sedette con lui e domand: Che fa il tuo signore?-. Il
signore vorrebbe diminuire i suoi errori, e non riesce. Il Maestro disse: Che messaggero! Che messaggero!.
27. Il Maestro disse: Chi non ha una competenza, non si occupi di governo.
28. Zengzi disse: I pensieri del signore non eccedono la sua posizione (82).
29. Il Maestro disse: Il signore ha pudore nelle parole, e le supera nell'agire.
30. Il Maestro disse: La Via del signore ha tre punti: io non ne so realizzare nessuno. Possiede il "ren" e non
prova angoscia. Possiede la sapienza e non s'inganna. Ha coraggio, e non prova paura. Zigong disse: E' la Via
del Maestro.
31. Zigong faceva confronti fra le persone. Il Maestro disse: Sei davvero valente. Io non ho tempo per questo.
32. Il Maestro disse: Non importa che gli altri non ti riconoscano. Importa la tua incapacit.
33. Il Maestro disse: Chi non presuppone l'inganno n che si manchi alla parola, eppure se ne accorge a tempo,
un uomo valente.
34. Weisheng Mu disse a Kongzi: Qiu, perch ti vai appollaiando? Sei forse una sirena?. Rispose: Non sono
una sirena: non sopporto l'ostinazione.
35. Il Maestro disse: Un buon cavallo non si raccomanda per la forza, ma per le sue doti.
36. Qualcuno chiese: Rispondere con la virt al risentimento: che ne pensi?. Il Maestro disse: Come rispondi
allora alla virt? Al risentimento rispondi con l'onest, e alla virt con la virt.
37. Il Maestro disse: Nessuno mi riconosce. Zigong disse: Che significa che il Maestro non riconosciuto?.
Il Maestro disse: Non impreco al Cielo, non mi risento con gli uomini. Imparo sulla terra, riesco in Cielo. E' il
Cielo a riconoscermi.
38. Gongbo Liao sparl di Zilu con i Ji. Zifu Jingbo lo rifer a Kongzi: Il mio signore stato messo in sospetto da
Gongbo Liao, ma ho abbastanza potere per esporne il cadavere in piazza e a corte. Il Maestro disse: Se la Via
andr innanzi, per decreto del Cielo; se si esaurir, per decreto del Cielo. Che cosa pu Gongbo Liao sul
decreto del Cielo?.
39. Il Maestro disse: Uomini di valore si ritirano dal mondo. Gli uni si ritirano da un territorio; o per uno
sguardo; o per una parola.

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40. Il Maestro disse: Quelli che hanno creato sono sette (83).
41. Zilu dorm a Shimen. La guardia della porta disse: Da chi vieni?. Zilu disse: Dal maestro Kong. E'
quello che sa che non serve, eppure fa?
42. Il Maestro, in Wei, stava battendo il "qing" (84). Davanti alla porta dei Kong pass un tale con un cestino sulle
spalle, e disse: Con quanta passione batte il "qing"!. Poco dopo, aggiunse: Che meschina ostinazione. Se uno
non riconosciuto, dovrebbe ritirarsi. 'Se l'acqua profonda, tira su le vesti. Se bassa, sollevale un poco' (85). Il
Maestro disse: In effetti, non sarebbe difficile.
43. Zizhang disse: Il "Libro della storia" dice che Gao Zong visse nella capanna del lutto (86) tre anni senza
parlare. Che significa?. Il Maestro disse: Non solo Gao Zong. Tutti gli antichi facevano questo. Quando il
sovrano moriva, tutti i funzionari adempivano le loro mansioni prendendo gli ordini dal primo ministro, per tre
anni.
44. Il Maestro disse: Quando chi sta in alto ama i riti, facile impiegare il popolo.
45. Zilu chiese del signore. Il Maestro disse: Perfezionare se stessi nella riverente prudenza. Solo questo?
Perfezionare se stessi nel dar pace agli altri. Solo questo? Perfezionare se stessi nel dar pace alle cento
famiglie (87). Anche Yao e Shun si davano pena per questo.
46. Yuan Rang aspettava seduto sui calcagni. Il Maestro disse: Da ragazzo, non comportarsi come conviene ai pi
giovani; da adulto, non far nulla di cui valga parlare; da vecchio, non morire: questo si chiama disgrazia. E gli
batt il bastone sulla tibia.
47. Un ragazzo del villaggio di Que faceva da messaggero. Qualcuno domand: Ne trae profitto?. Il Maestro
disse: Lo vedo occupare un posto da adulto, lo vedo passeggiare con i pi anziani: non cerca di trar profitto,
desidera crescere presto.
LIBRO 15.: WEI LING GONG.
1. Il duca Ling di Wei chiese a Kongzi dell'arte della guerra. Kongzi rispose: Dei vasi per i sacrifici qualcosa so;
ma non ho mai imparato nulla di faccende militari. Il giorno seguente se ne and. In Chen si erano esaurite le
provviste di viveri, e i seguaci stavano cos male, che non si reggevano in piedi. Zilu indignato and dal Maestro e
disse: Un signore deve subire la povert?. Il Maestro disse: Il signore sopporta la povert. Nella povert, il
volgo si sfrena (88).
2. Il Maestro disse: Si, tu credi che io sia uno che impara e ricorda molto?. S. Non cos? No. Un solo filo
passa attraverso tutto.
3. Il Maestro disse: You, sono in pochi a conoscere la virt.
4. Il Maestro disse: Forse che Shun non di quelli che hanno governato senza agire? Che cosa fece? Niente altro
che sedere rispettabile e corretto col viso rivolto a Sud.
5. Zizhang chiese come condursi. Il Maestro disse: Tenere lealmente la parola data. Condursi con impegno e
riverente prudenza. Questo va bene anche nei paesi barbari del Sud e del Nord. Se non si tiene lealmente la parola
data e non ci si conduce con impegno e riverente prudenza, non va bene neppure nel proprio vicinato. Quando sei
in piedi, guarda questi princpi come fossero davanti a te. Quando sei sul carro, guardali come fossero appoggiati al
giogo. Cos ti condurrai bene. Zizhang lo scrisse sulla cintura.
6. Il Maestro disse: Giusto fu lo storico Yu. Quando il paese seguiva la Via, era come una freccia. Quando il
paese non seguiva la Via, era come una freccia. Un signore Qu Boyu. Quando il paese segue la Via, in servizio.
Quando il paese non segue la Via, sa arrotolare il suo ingegno e nasconderselo in petto.
7. Il Maestro disse: Se con uno si pu parlare, non parlargli far torto all'uomo. Se con uno non si pu parlare,

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parlargli parlare a torto. Il sapiente non fa torto all'uomo e non parla a torto.
8. Il Maestro disse: I letterati volonterosi e quelli che possiedono il "ren" non cercano la vita a prezzo del "ren";
c' chi per il "ren" perde la vita.
9. Zigong chiese come praticare il "ren". Il Maestro disse: Se un operaio vuole far bene il suo lavoro, deve prima
affilare gli strumenti. Se vivi in un paese, prendi servizio con funzionari di valore, e fa amicizia con i letterati che
possiedono il "ren".
10. Yan Yuan chiese come governare un paese. Il Maestro disse: Segui il calendario dei Xia; usa il carro di Stato
degli Yin; indossa il berretto da cerimonia dei Zhou; musica e danza siano "shao" (89); proibisci i canti di Zheng;
allontana le sirene. I canti di Zheng sono licenziosi, le sirene sono pericolose.
11. Il Maestro disse: Se uno non considera quel che lontano, soffrir da quel che vicino.
12. Il Maestro disse: Basta. Non ho mai incontrato uno che amasse la virt quanto l'apparenza seducente.
13. Il Maestro disse: Zang Wenzhong non ha rubato la sua posizione? Conosceva il valore di Hui di Liuxia, e non
lo ha voluto con s.
14. Il Maestro disse: Chi esige molto da s, e poco dagli altri, allontaner il risentimento.
15. Il Maestro disse: Con chi non dice: 'Come fare, come fare?' io non so come fare.
16. Il Maestro disse: Se in tanti stanno insieme tutto il giorno e non arrivano a dir nulla sulla rettitudine, mentre
amano le piccole furberie, proprio dura.
17. Il Maestro disse: Il signore ha come stoffa la rettitudine, come condotta si attiene ai riti; come manifestazione
esteriore ha la modestia; come compimento ha l'affidabilit. Questo il signore.
18. Il Maestro disse: Il signore si d pena per la sua incapacit, non si d pena perch gli altri non lo
riconoscono.
19. Il Maestro disse: Il dolore del signore dopo la morte non aver fama.
20. Il Maestro disse: Il signore cerca in se stesso. Il volgo cerca negli altri.
21. Il Maestro disse: Il signore riservato e non compete. Sta in compagnia ma non fa partiti.
22. Il Maestro disse: Il signore non promuove gli uomini in base alle parole, e non respinge le parole a causa
dell'uomo.
23. Zigong domand: C' una parola che faccia da guida per tutta la vita?. Il Maestro disse: E' la reciprocit.
Quel che non desideri per te, non farlo agli altri.
24. Il Maestro disse: Di pochi uomini ho detto male, pochi ho lodato. Se ho lodato qualcuno, in base a una
prova. E' per questo popolo che tre dinastie hanno proceduto sulla giusta Via.
25. Il Maestro disse: Ancora ai miei tempi, gli storici lasciavano dei vuoti nel testo. E uno che aveva un cavallo,
lo prestava ad altri da cavalcare. Ora questo finito.
26. Il Maestro disse: Parole adorne confondono la virt. L'impazienza nelle piccole cose confonde i grandi
piani.
27. Il Maestro disse: Se uno odiato dai molti, bisogna indagare. Se uno amato dai molti, bisogna indagare.
28. Il Maestro disse: L'uomo pu ingrandire la Via. Non la Via che ingrandisce l'uomo.

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29. Il Maestro disse: Sbagliare e non correggersi, questo si chiama sbagliare.


30. Il Maestro disse: Di giorno non ho mangiato, di notte non ho dormito, per pensare. Senza risultato. Meglio
imparare.
31. Il Maestro disse: Il signore cerca la Via, non cerca il mangiare. Per chi dissoda la terra pu esserci fame; per
chi impara, pu esserci uno stipendio. Il signore si preoccupa della Via, non della povert.
32. Il Maestro disse: Se con la sapienza si arriva e manca il "ren" per mantenere, anche quel che si ottiene, di
necessit si perde. Se con la sapienza si arriva, con il "ren" si mantiene, ma non si governa con dignit, il popolo
non sar riverente. Se con la sapienza si arriva, con il "ren" si mantiene, e si governa con dignit, ma non si
sollecita il popolo ai riti, non si ancora perfetti.
33. Il Maestro disse: Il signore non ha sapienza nelle piccole cose, ma pu portare grandi responsabilit. Il volgo
non pu portare grandi responsabilit, ma pu avere sapienza nelle piccole cose.
34. Il Maestro disse: Per il popolo il "ren" pi dell'acqua e del fuoco. Ho visto morire per passare sopra acqua
e fuoco; non ho visto morire per passare sopra il "ren".
35. Il Maestro disse: Quando questione del "ren", non si ceda neppure al Maestro.
36. Il Maestro disse: Il signore fermo, ma non credulo.
37. Il Maestro disse: Nel servire il sovrano, ci si occupi degli affari con riverente prudenza, e solo dopo si pensi al
proprio vitto.
38. Il Maestro disse: Nell'istruzione non ci sono differenze di classe.
39. Il Maestro disse: Se la Via differente, non c' progetto comune.
40. Il Maestro disse: Il linguaggio esprima il senso, e basta.
41. Il maestro Mian and a visitarlo. Quando arriv alle scale, il Maestro disse: Ecco le scale. Arrivati alla stuoia,
il Maestro disse: Ecco la stuoia. Sedettero insieme. Il Maestro gli diceva: Questo qui, quello l. Il
maestro Mian se ne and. Zizhang domand: E' questa la Via per parlare con un maestro di musica?. Il Maestro
disse: E' la Via per aiutare un maestro di musica cieco.
LIBRO 16.: JI SHI.
1. Il capo della famiglia Ji stava per attaccare Juanyu. Ran You e Ji Lu andarono da Kongzi e dissero: Il capo
della famiglia Ji sta per intervenire contro Juanyu. Kongzi disse: Qiu, non colpa tua? A Juanyu da lungo
tempo stato affidato dai re il sacrificio sul monte Dongmeng. Per di pi si trovano nel mezzo del nostro
territorio, e sono ministri del sacrificio al dio della terra e del grano. Che bisogno c' di attaccarli?. Ran You
disse: E' il nostro signore a volerlo: noi due ministri non lo vogliamo. Kongzi disse: Qiu, c' un detto di Zhou
Ren: 'Se puoi farti valere, resta nei ranghi; se non puoi, ritirati'. Uno che nel pericolo non aiuta e non sostiene nella
caduta, puoi forse impiegarlo come ministro? Per di pi le tue parole sono errate. Se la tigre o il rinoceronte
scappano dalla gabbia, se un gioiello di tartaruga o di giada si rompe nel suo astuccio, di chi la colpa?. Ran You
disse: Ma oggi Juanyu forte e vicino a Bi. Se non lo si conquista ora, sar una disgrazia per i discendenti.
Kongzi disse: Qiu, il signore non tollera di dire 'non voglio questo', e poi sostenerne la necessit. Io ho sentito
che i capi degli Stati e delle famiglie non si preoccupano che il popolo non sia numeroso, ma che a ciascuno sia
dato il suo; non si preoccupano che sia povero, ma che non sia in pace. Se a ciascuno sar dato il suo, non sar
povero; se sar in armonia, sar numeroso; se sar in pace, non vi sar sovversione. E' cos. Perci se genti
lontane non si sottomettono, si perfezioni la cultura come forza d'attrazione. Una volta attratte, le si tranquillizzi.
Ora voi, You e Qiu, siete ministri del vostro signore. Le genti lontane non si sottomettono, e non sapete attrarle.
Nel paese ci sono divisioni e rotture, abbandoni e separazioni, e non sapete proteggerlo. Eppure progettate di

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muovere le armi all'interno del paese. Temo che i guai della famiglia Ji non stiano in Juanyu, ma dietro lo schermo
delle sue porte.
2. Kongzi disse: Quando al mondo si segue la Via, riti, musica e spedizioni punitive procedono dal Figlio del
Gelo. Quando al mondo non si segue la Via, riti, musica, e spedizioni punitive procedono dai vassalli. Quando
procedono dai vassalli, c' da aspettarsi che la dinastia duri non pi di dieci generazioni. Quando procedono dai
grandi dignitari, c' da aspettarsi che duri non pi di cinque generazioni. Quando sono i vice-ministri a emettere i
decreti dello Stato, c' da aspettarsi che non duri pi di tre generazioni. Quando al mondo si segue la Via, il
governo non in mano ai grandi dignitari. Quando al mondo si segue la Via, la massa della gente non discute di
politica.
3. Kongzi disse: Le entrate sfuggono alla casa ducale da cinque generazioni. Il governo in mano ai grandi
dignitari da quattro generazioni. Perci i discendenti dei tre Huan sono ridotti a poco.
4. Kongzi disse: Tre amicizie sono vantaggiose, e tre sono dannose. Le amicizie con gli onesti, con i sinceri, con
chi ha molta esperienza, sono vantaggiose. Sono dannose le amicizie con gli adulatori, con gli accomodanti, con le
sirene.
5. Kongzi disse: Tre tipi di piacere sono vantaggiosi, e tre dannosi. Il piacere armonico dei riti e della musica, il
piacere di parlare di quel che negli altri buono, il piacere dell'amicizia con uomini di valore, sono vantaggiosi.
Sono dannosi il piacere fine a se stesso, il piacere di bighellonare, il piacere di feste e banchetti.
6. Kongzi disse: Nell'attendere al signore sono possibili tre errori: parlare a sproposito - si chiama precipitazione;
nel momento opportuno, tacere - si chiama stare nell'ombra; parlare senza tener conto del suo umore - si chiama
cecit.
7. Kongzi disse: Da tre cose il signore deve guardarsi: da giovane, quando la vitalit inquieta, deve guardarsi
dalla seduzione; nella maturit, quando la vitalit vigorosa, deve guardarsi dalla competizione; da vecchio,
quando la vitalit e indebolita, deve guardarsi dall'avarizia.
8. Kongzi disse: Tre cose il signore teme: i decreti del Cielo, i potenti, le parole dei santi. Il volgo ignora i decreti
del Cielo, perci non li teme; non rispetta i potenti, perci non li teme; deride le parole dei santi.
9. Kongzi disse: Quelli che sono sapienti per natura si collocano pi in alto. Quelli che sono sapienti per avere
imparato si collocano al secondo posto. Quelli che comprendono a fatica e imparano si collocano al terzo posto.
Quelli che comprendono a fatica e non imparano, nel popolo sono gli ultimi.
10. Kongzi disse: Il signore bada a nove cose: nel guardare, bada a vedere chiaro; nell'udire, bada a intendere
bene; nell'espressione, bada ad essere cordiale; nell'aspetto, bada ad essere rispettabile; nel parlare, bada ad essere
leale; nel servizio, bada a usare riverente prudenza; nel dubbio, bada a chiedere; nell'ira, bada alle conseguenze
negative; quando si presenta un profitto, bada alla rettitudine.
11. Kongzi disse: Vedono il bene, ed come non riuscissero a raggiungerlo; vedono il male, ed come
mettessero una mano nell'acqua bollente: ho incontrato uomini cos, ne ho udite le parole. Stare nell'ombra perch si
realizzino i propri fini; agire con rettitudine perch riesca la Via: ho sentito queste parole, ma non ho mai incontrato
uomini simili.
12. Il duca Jing di Qi aveva quattromila cavalli. Il giorno della sua morte il popolo non ebbe a lodarlo per una sola
virt. Boyi e Shuqi morirono di fame sotto il monte Shouyang. Ancora oggi il popolo li loda. Una cosa illustra
l'altra.
13. Chen Kang domand a Boyu: Come figlio, hai saputo qualcosa di speciale?. No. Rispose: Una volta era
da solo, in piedi; io attraversavo svelto la sala. Disse: 'Hai imparato la "Libro della poesia"?'. 'Non ancora.' 'Se non
hai imparato la "Poesia", non puoi parlare.' Mi ritirai e imparai la "Poesia". Un altro giorno, era di nuovo solo, in
piedi; io attraversavo svelto la sala. Disse: 'Hai imparato i "Riti"?'. Risposi: 'Non ancora'. 'Se non hai imparato i
"Riti", non puoi prender posizione'. Mi ritirai e imparai i "Riti". Solo queste due cose ho sentito. Chen Kang si
ritir e disse contento: Ho chiesto una cosa, e ne ho ottenute tre. Ho saputo della "Poesia" e ho saputo dei "Riti";

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ho saputo anche che il signore mantiene a distanza i figli.


14. La moglie del sovrano di un paese, il sovrano la chiama "furen" (madonna). Essa chiama se stessa "xiaotong"
(bambina). La gente del paese la chiama "jun furen" (donna del sovrano); presso la gente di altri paesi, essa chiama
se stessa "gua xiaojun" (piccola sovrana); la gente di altri paesi la chiama "jun furen" (donna del sovrano).
LIBRO 17.: YANG HUO.
1. Yang Huo desiderava incontrare Kongzi, ma Kongzi non lo ricevette. Gli mand in dono un porcellino. Quando
lui era assente, Kongzi and a ringraziare. Ma si incontrarono per via. Egli disse a Kongzi: Vieni, ho da parlarti.
Uno che tiene in petto il suo tesoro e lascia andare in rovina il paese, si pu dire possieda il "ren"?. No. Uno
che ama prender parte alla cosa pubblica e ne perde sempre l'occasione, si pu dire sapiente? Rispose: No.
Giorni e mesi passano, gli anni non ci aspettano. Kongzi disse: Entrer in servizio.
2. Il Maestro disse: Le nature si assomigliano. Le pratiche divergono.
3. Il Maestro disse: Solo i molto sapienti e i molto stupidi non si pu cambiarli.
4. A Wucheng, il Maestro sent suoni di strumenti a corda e di canti. Sorridendo e ridendo, disse: Per uccidere un
pollo si usa forse un coltello da bue?. Ziyou rispose: Una volta ho sentito il Maestro dire che quando il signore
ha imparato la Via, ama gli uomini; e quando il volgo ha imparato la Via, facile impiegarlo. Il Maestro disse:
Discepoli, le parole di Yan sono giuste. Prima ho scherzato.
5. Gongshan Furao, che teneva la citt di Bi, si ribell. Mand a chiamare Kongzi. Il Maestro voleva andare. Zi-lu,
scontento, disse: Non andare! Perch andare da Gongshan?. Il Maestro disse: Se il signore mi chiama, non
sar senza motivo. Se mi impiegher, potr esserci un Zhou dell'Est (90).
6. Zizhang chiese a Kongzi del "ren". Kongzi disse: Chi pu mettere in pratica cinque cose, nel mondo si pu dire
possieda il "ren". Chiese quali siano. Disse: Rispettabilit, magnanimit, affidabilit, impegno, benevolenza.
Se sarai rispettabile, non verrai insultato. Se sarai magnanimo, ti guadagnerai i molti. Se sarai affidabile, la gente
avr fiducia. Se ti impegnerai, avrai successo. Se sarai benevolo, riuscirai a impiegare gli uomini.
7. Bi Xi chiam Kongzi. Il Maestro voleva andare. Zilu disse: Una volta ho sentito il Maestro dire: 'Con uno che
commette lui stesso il male, il signore non si associa'. Bi Xi ha in mano Zhongmu in rivolta. Come pu andare il
Maestro?. Il Maestro disse: S, ho detto questo. Ma non si dice che vi sono cose tanto dure, che non si
assottigliano neppure con la mola; che vi sono cose tanto bianche, che non diventano nere neppure con la tinta?
Sono forse una zucca amara, da tenere appesa e da non mangiare?.
8. Il Maestro disse: You, hai sentito le sei parole con i sei offuscamenti?. Rispose: Non ancora. Siedi. Te le
dir. Amare il "ren" e non amare imparare: l'offuscamento la stupidit. Amare la sapienza e non amare
imparare: l'offuscamento la dispersione. Amare esser di parola e non amare imparare: l'offuscamento la
trasgressione. Amare l'onest e non amare imparare: l'offuscamento la rudezza. Amare il coraggio e non amare
imparare: l'offuscamento la rivolta. Amare la fermezza e non amare imparare: l'offuscamento l'impetuosit.
9. Il Maestro disse: Figlioli, perch non imparate il "Libro della poesia"! Le poesie stimolano, insegnano a
osservare, ad aggregarsi, a indignarsi, in casa insegnano a servire il padre, fuori casa, a servire il sovrano; da esse si
impara molto sui nomi degli uccelli, delle bestie, delle erbe e degli alberi.
10. Il Maestro disse a Boyu: Hai studiato il "Zhou Nan" e lo "Shao Nan"? Chi non ha studiato il "Zhou Nan" e lo
"Shao Nan" come uno che si trovasse ritto con la faccia davanti a un muro.
11. Il Maestro disse: I riti, i riti! Sarebbero giade e sete? La musica, la musica! Sarebbero campane e tamburi?.
12. Il Maestro disse: Severit nel contegno esteriore e debolezza interiore sono volgari, sono come il ladro che
perfora o si arrampica sul muro.

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13. Il Maestro disse: Gli onesti di villaggio rubano la virt.


14. Il Maestro disse: Parlare per via di quel che si inteso per strada, significa lasciar perdere la virt.
15. Il Maestro disse: Con gente meschina come possibile servire il sovrano! Quando non hanno ottenuto quel
che vogliono, sono ansiosi di ottenerlo. Quando l'hanno ottenuto, sono timorosi di perderlo. Quando hanno paura di
perderlo, sono capaci di tutto.
16. Il Maestro disse: In antico il popolo aveva tre afflizioni, oggi forse sono estinte. In antico gli impetuosi erano
eccessivi, oggi sono senza freno. In antico i presuntuosi erano riservati, oggi sono risentiti e litigiosi. In antico gli
stupidi erano onesti, oggi sono falsi.
17. Il Maestro disse: Parole fiorite e belle forme di rado si accompagnano al "ren".
18. Il Maestro disse: Detesto che la porpora distrugga il rosso. Detesto che i suoni del Zheng confondano la
musica "ya" (91). Detesto che con la lingua acuta si rovescino paesi e famiglie.
19. Il Maestro disse: Io vorrei non parlare. Zigong disse: Se il Maestro non parla, noi discepoli che cosa
racconteremo?. Il Maestro disse: Forse che il Cielo parla? Le quattro stagioni procedono, le diecimila creature si
generano, e il Cielo forse parla?.
20. Ru Bei voleva incontrare Kongzi. Kongzi si scus dicendosi malato. Appena il messaggero fu uscito dalla porta,
prese il "se" (92) e si mise a cantare, perch lo udisse.
21. Zai Wo chiese dei tre anni di lutto, dicendo: Un anno gi abbastanza lungo. Se il signore per tre anni non
adempie i riti, i riti di necessit decadono. Se per tre anni non fa musica, la musica certamente va in rovina. Il
vecchio grano finito, il nuovo grano germoglia; le bacchette da sfregare hanno acceso nuovi fuochi. Un anno pu
bastare. Il Maestro disse: A mangiare buon riso, indossare abiti di broccato, ti sentiresti tranquillo?. S. Se
ti senti tranquillo, fallo. Il signore nel periodo del lutto non trova dolci le ghiottonerie, non prova piacere a sentire
la musica. Non tranquillo se bene alloggiato. Perci non lo fa. Ora tu ti senti tranquillo, perci puoi farlo. Zai
Wo se ne and. Il Maestro disse: Yu non possiede "ren". Solo dopo tre anni dalla nascita un figlio lascia le
braccia di padre e madre. Tre anni di lutto sono osservati in tutto il mondo. Yu non ha avuto tre anni di amore da
suo padre e sua madre?.
22. Il Maestro disse: Chi si riempie di cibo tutto il giorno senza applicarsi a nulla, difficile da trattare. Non ci
sono i giocatori di scacchi? Sono sempre meglio.
23. Zilu disse: Il signore apprezza il coraggio. Il Maestro disse: Il signore mette pi in alto la rettitudine. Un
signore che sia coraggioso e non retto, un ribelle. L'uomo volgare che coraggioso e non retto, un bandito.
24. Zigong disse: Il signore ha anche lui i suoi odi?. Il Maestro disse: Ha i suoi odi. Odia chi parla di ci che
odioso negli altri. Odia chi, trovandosi al di sotto, deride chi si trova al di sopra. Odia chi ha coraggio ma non
adempie i riti. Odia chi determinato e audace ma limitato. Poi disse: Si, anche tu hai i tuoi odi?. Odio chi
prende la furbizia per sapienza. Odio chi prende l'insubordinazione per coraggio. Odio chi prende per onest la
denuncia delle colpe altrui.
25. Il Maestro disse: Le ragazze e il volgo sono difficili da trattare. Se li tratti con familiarit, si credono uguali.
Se tieni le distanze, provano risentimento.
26. Il Maestro disse: Quando uno detestato a quarant'anni, sar cos fino alla fine.
LIBRO 18.: WEIZI.
1. Il signore di Wei se ne and. Il signore di Ji divent schiavo. Bigan protest, e mor. Kongzi disse: Gli Yin
ebbero tre uomini che possedevano il "ren".

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2. Hui di Liuxia, che era giudice penale, fu destituito tre volte. Gli dissero: Signore, come mai ancora non ti sei
ritirato?. Rispose: Se servo la gente per una via onesta, dove andare per non essere destituito tre volte? Se servo
la gente per una via distorta, che bisogno ho di lasciare il paese di mio padre e di mia madre?.
3. Il duca Jing di Qi sul trattamento da riservare a Kongzi disse: Non posso trattarlo come fosse della famiglia Ji.
Lo tratter in una via di mezzo fra famiglia Ji e famiglia Meng. Disse pure: Sono vecchio. Non posso
impiegarlo. Kongzi se ne and.
4. La gente di Qi mand in dono delle musicanti. Ji Huanzi le accett. Per tre giorni non si tenne corte. Kongzi se ne
and (93).
5. Il pazzo di Chu, Jieyu, pass accanto a Kongzi cantando: Fenice, Fenice, come decaduta la tua virt, per il
passato non c' da recriminare, per il futuro si pu ancora rimediare. Cessa, Cessa! Chi al governo oggi in
pericolo. Kongzi scese dal carro per parlare con lui. Ma quello affrett il passo e se ne and, e non riusc a
parlargli.
6. Changju e Jieni stavano lavorando la terra. Kongzi, che passava di l, mand Zilu a chiedere dove fosse il guado.
Changju disse: Chi quello che guida il carro?. Zilu disse: E' Kong Qiu. E' Kong Qiu di Lu? S. Sa
dov' il guado. Zilu allora chiese a Jieni. Jieni disse: Tu chi sei?. Sono Zhong You. Sei il discepolo di
Kong Qiu di Lu? S. Nel mondo tutta una inondazione. Chi pu cambiare? Tu segui uno che si ritira
dall'uno e dall'altro uomo. Non faresti meglio a seguire uno che si ritirasse dal mondo degli uomini? E riprese a
lavorare la terra senza fermarsi. Zilu torn e rifer. Il Maestro disse sconsolatamente: Non si pu stare con gli
uccelli e con le fiere. Se non sto con gli uomini, con chi dovrei stare? Se al mondo si seguisse la Via, non avrei da
cambiar nulla.
7. Zilu, che seguiva il Maestro, era rimasto indietro. Incontr un vecchio che portava un cesto su un bastone. Zilu gli
chiese: Signore, hai visto il mio maestro?. Il vecchio disse: Con i quattro arti non lavori, non sai distinguere i
cinque grani: chi il tuo maestro?. E piantato a terra il bastone, si mise a sarchiare. Zilu gli si mise davanti a
mani giunte. L'uomo l'ospit per la notte, ammazz una gallina, prepar il miglio per dargli da mangiare, e gli
present i due figli. Il giorno seguente Zilu riprese la strada e raccont la cosa al Maestro. Il Maestro disse: E' un
eremita. E mand Zilu a ricercarlo. Quando questi arriv, l'uomo se ne era andato. Zilu disse: Non entrare in
servizio non retto. Se non ci si pu dispensare dalle regole fra vecchi e giovani, ci si pu forse dispensare dai
doveri fra sovrano e ministro? Ci si vuol tenere puliti personalmente, e lasciare nel disordine i grandi rapporti
umani. Per il signore, fare il funzionario praticare la rettitudine. Che la Via non seguita, egli lo sa (94).
8. Di quelli che vissero in ritiro - Boyi, Shuqi, Yu Zhong, Yi Yi, Zhu Zhang, Hui di Liuxia e Shao Lian - il Maestro
disse: Boyi e Shuqi non piegarono la volont e non si umiliarono. Hui di Liuxia e Shao Lian piegarono la
volont e si umiliarono. Per si attennero ai princpi nel parlare, e furono ponderati nella condotta. Questo di loro.
Quanto a Yu Zhong e Yi Yi, abitarono ritirati e non trattennero le parole. Puri nella persona, nel ritiro equilibrati.
Per me diverso: non c' 'si pu' e 'non si pu'.
9. Il grande maestro di musica Zhi and in Qi. Gan, il maestro di musica del secondo pasto (95), and in Chu. Liao,
il maestro di musica del terzo pasto, and in Cai. Que, il maestro di musica del quarto pasto, and in Qin. Il tamburo
Fangshu and a vivere sul fiume (96). Il tamburino Wu and a vivere sul fiume Han. Il maestro minore Yang e il
suonatore di "qing" (97) Xiang andarono in un'isola.
10. Il duca di Zhou disse al duca di Lu: Il signore non trascura i parenti; non fa che i suoi ministri si risentano per
non essere impiegati; non destituisce senza serio motivo chi in servizio da lungo tempo; non pretende che un
individuo sappia fare tutto.
11. A Zhou c'erano otto dignitari: Boda, Bogua, Zhong-tu, Zhonghu, Shuye, Shuxia, Jisui, Jigua.
LIBRO 19.: ZIZHANG.
1. Zizhang disse: Il letterato che di fronte al pericolo pronto a sacrificare la vita; di fronte al profitto pensa alla
rettitudine; riverente nel fare i sacrifici; prova dolore nel lutto: questi come si deve.

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2. Zizhang disse: Chi possiede la virt ma non la estende, e si affida alla Via ma senza sincerit, possiamo
contarlo fra i vivi, possiamo contarlo fra i morti?.
3. I discepoli di Zixia chiesero a Zizhang dei mutui rapporti. Zizhang disse: Che cosa ne dice Zixia?. Risposero:
Zixia dice: 'Frequentate chi va frequentato, tenete a distanza chi non va frequentato'. Zizhang disse: E' diverso
da quello che io ho sentito. Il signore onora gli uomini di valore ed tollerante con la moltitudine, loda i buoni e
compatisce gli incapaci. Se sono uomo di grande valore, potr non essere tollerante con qualcuno? E se non sono
valente, saranno gli altri a tenermi a distanza. Non questione di tenere a distanza gli altri.
4. Zixia disse: Anche in una piccola Via (98) c' sicuramente qualcosa degno di considerazione. Ma se si va
troppo in l, c' pericolo di restare impantanati. Perci il signore se ne astiene.
5. Zixia disse: Chi giorno per giorno consapevole di quello che gli manca, mese per mese non dimentica quello
di cui capace, si pu dire che ami imparare.
6. Zixia disse: Studio vasto e volont sincera, impegno nel domandare e intima riflessione: in questo si trova il
"ren".
7. Zixia disse: Gli artigiani abitano nelle botteghe per compiere il loro lavoro, il signore impara per seguire la sua
Via.
8. Zixia disse: Quando il volgo commette uno sbaglio, immancabilmente cerca di mascherarlo.
9. Zixia disse: Il signore cambia tre volte: visto da lontano, imponente; quando si avvicina, cordiale; quando
parla, severo.
10. Zixia disse: Il signore prima si guadagna la fiducia, quindi fa lavorare il popolo. Se non si guadagnato la
fiducia, lo considerano oppressivo. Si guadagna la fiducia, quindi presenta le sue critiche al sovrano. Se non si
guadagnato la fiducia, sar considerato un diffamatore.
11. Zixia disse: Nelle grandi virt non oltrepassare i confini. Nelle piccole virt consentito passarli e
ripassarli.
12. Ziyou disse: Se si tratta di spruzzar acqua e spazzare in terra, di rispondere e replicare, di farsi avanti e
ritirarsi, i discepoli e i seguaci di Zixia possono andare. Per non sono queste le questioni essenziali, quel che
fondamentale manca. Come giudicarli?. Zixia lo venne a sapere e disse: Ih! Yan You si sbaglia. Della Via del
signore, che cosa primario e da trasmettere, che cosa secondario e trascurabile? I discepoli sono erba e piante,
vanno distinti per generi. La Via del signore non pu essere un imbroglio. A far tutt'uno del principio e della fine
solo il santo.
13. Zixia disse: Dopo essersi occupati dell'ufficio, si pensi allo studio; dopo avere studiato, ci si occupi
dell'ufficio.
14. Ziyou disse: Il lutto non vada oltre il massimo del dolore.
15. Ziyou disse: Il mio amico Zhang sa fare cose difficili; ma non possiede ancora "ren".
16. Zengzi disse: Zhang cos maestoso, che per chi gli sta vicino difficile praticare il "ren".
17. Zengzi disse: Ho sentito dal Maestro: 'Uno che non ha ancora dato tutto di s, certamente lo dar nel lutto
per i genitori'..
18. Zengzi disse: Ho sentito dal Maestro: 'Della piet verso i genitori di Meng Zhuangzi, tutto il resto pu essere
eguagliato; ma non il suo lasciare immutati i ministri e il modo di governare del padre'..
19. Il capo della famiglia Meng nomin Yang Fu giudice penale. Questi consult Zengzi. Zengzi disse: Chi sta in

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alto ha perduto la Via, e da lungo tempo il popolo diviso. Quando hai appurato i fatti, prova pena e compassione,
non soddisfazione.
20. Zigong disse: La malvagit di Zhou (99) non era cos profonda. Perci il signore detesta scendere in basso:
tutto ci che odioso al mondo gli si rovescer addosso.
21. Zigong disse: Gli errori del signore sono come le eclissi di sole e di luna. Se sbaglia, tutti lo vedono; se
cambia, tutti lo ammirano.
22. Gongsun Chao di Wei domand a Zigong: Da dove ha imparato Zhongni?. Zigong disse: La Via di Wen e
di Wu non ancora caduta a terra. I pi valenti fra gli uomini ne conoscono i grandi princpi, i meno valenti ne
conoscono i princpi minori. Nessuno ignora la Via di Wen e di Wu. Come avrebbe potuto non impararla il
Maestro? Che bisogno aveva di un maestro regolare?.
23. Shusun Wushu disse a corte ai grandi dignitari: Zigong vale pi di Zhongni. Zifu Jingbo lo rifer a Zigong.
Zigong disse: Facciamo il paragone col muro di un edificio. Il mio muro arriva alle spalle. Se ci si affaccia col
capo, si vede la bellezza della casa. Il muro del Maestro alto decine di cubiti, se non se ne trova la porta e non si
entra, non si vede la bellezza del tempio ancestrale n la ricchezza dei cento dignitari. Ma a trovarne la porta sono
pochi. C'era da aspettarsi che il signore dicesse cos.
24. Shusun Wushu diffamava Zhongni. Zigong disse: E' inutile. Non si pu diffamare Zhongni. Il valore degli
altri si pu scavalcare come un monticello di terra. Zhongni sole e luna, non possibile scavalcarlo. Anche se un
uomo volesse separarsene, che danno potrebbe arrecare al sole e alla luna? Darebbe a vedere di non conoscere la
propria misura.
25. Chen Ziqin disse a Zigong:Tu sei troppo rispettoso. Forse che Zhongni vale pi di te?. Zigong disse: Per
una parola il signore considerato sapiente; e per una parola considerato ignorante. Occorre essere prudenti nel
parlare. Il Maestro non pu esser raggiunto, come non si pu scalare il cielo. Se il Maestro avesse il potere in un
paese o in una famiglia, sarebbe come nel detto: li mette in piedi ed essi stanno in piedi; li guida ed essi lo seguono;
li rassicura ed essi vengono; li stimola e sono in armonia. In vita glorioso. In morte compianto. Come sarebbe
possibile raggiungerlo?.
LIBRO 20.: YAO YUE.
1. Yao disse: Oh Shun! Per ordine celeste la successione tocca a te. Lealmente tieni il Mezzo. Se fra i quattro
mari ci saranno difficolt e penuria, i doni del Cielo per sempre finiranno (100). Lo stesso disse Shun nel dare il
mandato a Yu. Tang disse: Io, il giovane Li, oso sacrificare un bue nero, oso dire all'augusto Signore celeste: i
colpevoli, non oser perdonarli. I tuoi ministri non li terr nell'oscurit. La decisione nella mente del Signore. Se
nella mia persona vi saranno colpe, non ricadano per i diecimila luoghi. Se nei diecimila luoghi vi saranno colpe,
ricadano sulla mia persona. Zhou diede grandi doni, i buoni si arricchirono. Ci sono i parenti di Zhou, ma non
contano quanto chi possiede il "ren". Se fra le cento famiglie (101) c' colpa, ricada su me, solo. Egli si occup dei
pesi e delle misure, revision il sistema delle leggi, reintegr i funzionari messi da parte, e per ogni dove instaur un
governo. Restaur gli Stati gi distrutti, diede un seguito alle famiglie gi estinte, promosse le persone che si
erano ritirate. Per tutto il mondo riguadagn gli animi del popolo. Dava importanza al nutrimento del popolo, al
lutto, ai sacrifici. Con la magnanimit si conquist la moltitudine. Col tener fede alla parola si guadagn la fiducia.
Con l'impegno ottenne il successo. Con l'equit rese contenta la gente.
2. Zizhang domand a Kongzi: In che modo si atti a governare?. Il Maestro disse: Onora le cinque cose
ammirevoli, respingi le quattro cose detestabili. Cos sarai atto a governare. Zizhang disse: Che significa 'le
cinque cose ammirevoli?'. Il Maestro disse: Il signore generoso e non prodigo; fa lavorare e non provoca
risentimento; prova desiderio e non avido; dignitoso e non superbo; autorevole e non brutale. Zizhang disse:
Che significa 'generoso e non prodigo'?. Il Maestro disse: Far profittare il popolo di quel che profittevole,
non forse esser generoso e non prodigo? Far lavorare l dove necessario lavorare: chi allora si risentir?
Desiderare il "ren" e praticarlo: chi lo dir avido? Fra la moltitudine o con pochi, nelle cose piccole o grandi, il
signore non osa essere arrogante: non significa questo esser dignitoso e non superbo? Il signore tiene correttamente
abiti e copricapo, guarda dall'alto, severo, cos che la gente si volge a lui con timore: non significa questo essere

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autorevole e non brutale?. Zizhang disse: Che significa 'le quattro cose detestabili'?. Il Maestro disse:
Uccidere invece di ammaestrare - si chiama crudelt. Pretendere il compimento dell'opera senza dare istruzioni si chiama oppressione. Esser lenti nel dar ordini, e pretendere puntualit - si chiama abuso. Cos pure, dare con
avarizia - si chiama modi da burocrate.
3. Il Maestro disse: Se non si conoscono i decreti del Cielo, non si signore. Se non si conoscono i riti, non si ha
la base. Se non si conosce la parola, non si conosce l'uomo.

INDICE DEI NOMI.


(Le cifre che seguono le voci indicano i capitoli e i paragrafi; la lettera B designa la Biografia, da Sima Qian.
Voci interamente omofone, ma rispondenti a diversi ideogrammi nella scrittura, sono contrassegnate da diversi
esponenti numerici.)
AI. Duca di Lu. 494-467 avanti Cristo - 2/19 3/21 6/2 6/13 (n. 34) 12/9 14/22.
"ANNALI (Primavere e Autunni) Chun qiu". Uno dei testi classici (anonimo). E' una cronaca dello Stato di Lu, dal
722 al 481 avanti Cristo - B.
AO. Eroe preistorico. Sec. ventiduesimo avanti Cristo - 14/6.
BI. Citt di Lu. Qui si ribell Gongshan Furao (vedi). - 6/7 11/24 16/1B.
BI Gan. Si oppose con coraggio al tiranno Zhou, ultimo sovrano della dinastia Yin, e fu messo a morte fra i
tormenti. - 18/1.
BI Xi. Governatore di Zhongmu. - 17/6
BO. Famiglia, di Pian. - 14/10
Boda. Dignitario di Zhou. - 18/11.
Bogua. Dignitario di Zhou. - 18/11.
Boniu. vedi: Ran Boniu.
BOxia, Kong Boxia. Nonno di Kongzi. - B.
Boyi. Figlio del sovrano del Guzhu. Perseguitato dal tiranno Zhou, tuttavia con suo fratello Shuqi si lasci morire
di fame per lealt alla dinastia Yin, quando si afferm la nuova dinastia Zhou. Sec. dodicesimo avanti Cristo. 5/22 7/14 16/12 18/8.
BOyu. vedi: Li.
CAI. Stato. - 11/2 18/9 B.
CAO. Stato.
CHAI. vedi: Chai Zigao.
CHAI Zigao, Gao Chai. Seguace di Kongzi. - 11/17 11/24.
CHANGju. - Personaggio probabilmente immaginario. - 18/6.
CHANGping. Distretto di Lu. - B.
CHAO, di Song. Accusato di incesto con la sorellastra Nanzi, entr al servizio del duca Ling di Wei, quando questo
spos Nanzi. Famoso per la sua bellezza. - 6/14.
CHEN. Stato.
CHEN Ministro di Qi, ne assassin il duca. - 14/22.
Chengzi, Chen Heng. Jian . 481 avanti Cristo.
CHEN Heng vedi: Chen Chengzi.
CHEN Kang vedi: Chen Ziqin.
CHEN Wenzi, di Qi. - 5/18.
CHEN Ziqin, Chen Kang, Zikang. Discepolo di Kongzi. - 1/10 16/13 19/25.
CHENGfu. Citt di Chu. - B.
CHI vedi: Gongxi Hua.
CHU. Stato. - 18/5 18/9 B.
CHU. Duca di Wei (Zhe). 492-481 avanti Cristo. - B.
"CHUN qiu" vedi: "Annali" ("Primavere e Autunni").
CUIzi, di Qi. Uccise il sovrano, duca Zhuang. 548 avanti Cristo. - 5/18.
DAI. Duca di Song. 799-766 avanti Cristo. - B.
DING. Duca di Lu. 509-495 avanti Cristo. - 3/19 13/15 B.

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FAN Chi, Fan Xu, Zichi. Discepolo di Kongzi. - 2/2 6/20 12/21 12/22 13/4 13/19.
FAN Xu vedi: Fan Chi.
FANG. Citt. - 14/15.
FANG. Monte. - B.
FANGshu, di Lu. Maestro di tamburo. - 18/9.
FENG. Piccolo feudo dei Zhou. - B.
Fufuhe. Antenato di Kongzi. - B.
GAN, di Lu. Maestro di musica. - 18/9
GANhou. Citt di Qi. - B.
GAO Huangdi. Primo imperatore Han. 206-195 avanti Cristo. - B.
GAO Yao. Ministro dell'imperatore Shun. Sec. ventitresimo-ventiduesimo avanti Cristo. - 12/22.
GAO Zhaozi, di Qi. - B.
GAO Zong, Wuding. Imperatore della dinastia Yin. Sec. quattordicesimo-tredicesimo avanti Cristo. - 14/43.
GONG L'onesto. Personaggio mitico. - 13/18.
GONGbin, di Lu. - B.
GONGbo Liao, di Lu. Da alcuni commentatori considerato discepolo di Kongzi. - 14/38.
GONG Chuo - vedi: Meng Gong Chuo.
GONGhua, di Lu. - B.
GONGlin, di Lu. - B.
GONGming Jia. Probabilmente seguace di Gongshu Wenzi, di Wei. - 14/14.
GONGshan Buniu vedi: Gongshan Furao.
GONGshan Furao, Comandante militare di Bi, legato alla famiglia Ji di Lu. Nel 502 si rivolt. - 17/5 B.
Gongshan Buniu. In seguito fugg nel Qi e nel Wu.
GONGshu Wenzi. di Wei. - 14/14 14/19.
GONGsun Yujia, di Wei. B.
GONGxi Hua, Gongxi Chi, Zihua. Discepolo di Kongzi. - 5/7 6/3 7/33 11/21 11/25.
GONGye Chang. Genero di Kongzi. - 5/1.
GONGzhi Yu, di Lu. - B.
GUAN Zhong, Guan Yiwu, Guanzi. Ministro del duca Huan di Qi. Grazie a lui, questo Stato divenne egemone
sugli altri vassalli. - 3/22 14/10 14/17 14/18.
HAN. Dinastia. 206 avanti Cristo - 220. - B.
HAN. Fiume. - 18/9.
HAO. Piccolo feudo dei Zhou. - B.
HOU. Zhaobo. Familiare del duca Zhao di Lu. - B.
HUxiang. Villaggio di Hu. - 7/28.
HUAN (1). (Tre). Le Tre Famiglie potenti in Lu: Ji, Meng, Shu. Discendevano dal duca Huan (711-694 avanti
Cristo). 16/3.
HUAN (2). Duca di Qi. 685-643 avanti Cristo. - 14/16 14/17.
XIV/18
HUAN Tui. Ministro della guerra di Song. Attent alla vita di Kongzi. - 7/22.
HUANzi vedi: Ji Huanzi.
HUI vedi: Yan Hui.
HUI di Liuxia. di Lu. - 15/13 18/2 18/8.
JI (1). Stato. - 18/1.
JI (2), Jisun. Una delle Tre Famiglie di Lu. - 3/1 3/6 6/7 11/16 13/2 14/38 16/1 B.
JIgua. Dignitario di Zhou. 18/11.
JI Huanzi, di Lu. Figlio di Ji Pingzi. Capo della famiglia Ji. 18/4 B.
JI Kangzi, di Lu. Figlio di Ji Huanzi. Capo della famiglia Ji. - 2/20 6/6 11/2 12/17 12/18 12/19.
JI Lu vedi: Zhong You.
JI Pingzi, di Lu. Figlio di Ji Wuzi. Capo della famiglia Ji. - B.
JIsui. Dignitario di Zhou. - 18/11.
JI Wenzi, di Lu. - 5/19.
JI Wuzi, di Lu. Padre di Ji Pingzi. Capo della famiglia Ji. - B.
JI Zicheng, di Wei. 12/8
JI Ziran, di Lu. Fratello di Ji Huanzi. - 11/23.
Jian. Duca di Qi. 484-481 avanti Cristo. - 14/22.
JIEni. Personaggio probabilmente immaginario. - 18/6.

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JIEyu, Lu Tong, di Lu. Eremita che si fingeva pazzo per evitare gli uffici pubblici. - 18/5.
JIN. Stato. - B.
JING (1). Duca di Qi. 547-490 avanti Cristo. - 12/11 16/12 18/3 B.
JING (2), dei duchi di Wei. - 13/8.
JIU, di Qi. Fratello di Huan, e da questo ucciso, nella contesa per il trono ducale. - 14/17 14/18.
JUfu. Citt. - 13/17.
JUANyu. Stato. - 16/1.
KANGzi vedi: Ji Kangzi.
KONG Fangshu. Avo di Kongzi. - B.
KONG Wenzi, Zhongshu Yu, Ziyu. Ministro di Wei. - 5/14 14/20 B.
KUANG. Citt. - 9/5 11/22 B.
LAO Qin, Lao Zikai, Lao Zishang. Discepolo di Kongzi. - 9/6.
LAOzi. Il grande maestro del taoismo. - B.
LI. Duca di Song. 858-831 avanti Cristo. - B.
LI (1), Kong Li, Boyu. Figlio di Kongzi. - 11/7 16/13 17/10.
LI (2) vedi: Shun.
LI Chu. Dignitario di Qi. - B.
"LI ji" vedi: "Memorie dei riti". - B.
LIAO, di Lu. Maestro di musica. -18/9.
"LIBRO dei mutamenti, Yi jing". Il pi antico dei testi classici, da originarie formule divinatorie. - 13/22 (n. 77)
14/28 (n. 82) B.
"LIBRO della musica, Yue jing". - B.
"LIBRO della poesia, Shi jing". Uno dei testi classici (anonimo). Raccolta di trecentocinque testi poetici (canti
popolari, versi di corte, inni sacrificali). Epoca Zhou. - 1/15 2/2 3/8 3/20 8/8 9/26 12/10 14/42 16/13 17/9 17/10 B.
"LIBRO della storia, Shu jing". Uno dei testi classici (anonimo). Raccolta di brani di cronache, discorsi, notizie
politiche e geografiche, dall'alta antichit ai primi Zhou. - 2/21 14/43 B.
LIN Fang, Ziqiu, di Lu. - 3/4 3/6.
LING. Duca di Wei. 534-493 avanti Cristo. - 14/20 15/1 B.
LING. Re di Chu. 540-529 avanti Cristo. - B.
LU. Stato. - 3/23 5/2 6/22 11/13 14/15 18/10 B.
"MEMORIE dei riti, Liji". Uno dei testi classici. - 3/7 (n. 9).
MENG. Una delle Tre Famiglie (egemoni) di Lu. - XVIII/3 XIX/19.
MENG Gong Chuo, di Lu. Capo della famiglia Meng. - 14/12 14/13.
MENG Jingzi, di Lu. Figlio di Meng Wubo. - 8/4.
MENG Sun vedi: Meng Yizi.
MENG Wubo, di Lu. Figlio di Meng Yizi. - 2/6 5/7.
MENG Xizi, di Lu. Capo della famiglia Meng. - B.
MENG Yizi, Meng Sun, di Lu. Figlio di Meng Xizi. Discepolo di Kongzi. - 2/5 B.
MENG Zhifan, di Lu. - 6/13.
MENG Zhuangzi, di Lu. Capo della famiglia Meng. - 18/18.
MIAN. Maestro di musica. - 15/41.
MINzi vedi: Min Ziqian.
MIN Ziqian, Min Sun. Discepolo di Kongzi. - 6/7 11/2 11/12 11/13.
MU. Duca di Qin. 659-621 avanti Cristo. - B.
NANgong Guo, di Lu. Figlio di Meng Yizi. 14/6.
NANgong Jingshu, di Lu. - B.
NAN Rong. Discepolo di Kongzi. Alcuni commentatori lo identificano con Nangong Guo. - 5/l 11/2.
NANzi, di Song. Corrotta concubina del duca Ling di Wei. Intrattenne rapporti incestuosi col fratellastro Chao. 6/26 7/14 (n. 42).
NIqiu. Tempio. - B.
NING Wuzi. Ministro di Wei. 5/20 B.
PENG (Lao Peng). Antico saggio, non identificato. - 7/1.
PI Chen, di Zheng. - 14/9.
PIAN. Citt. 14/10.
PING. Duca di Jing. 557-532 avanti Cristo - B.
Qi (1)- Stato. - 5/18 6/3 VI/22 7/13 12/11 16/12 18/4 18/9 B.
QI (2). Stato. - 3/9 B.

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QIdiao Kai, Ziruo. Discepolo di Kongzi. 5/5.


QIN. Stato. - 18/9 B.
QIU vedi: Ran You.
QU Boyu. Ministro di Wei. - 14/26 15/6 B.
QUE (1), di Lu. Maestro di musica. - 18/9.
QUE (2). Villaggio. 14/47.
RAN Boniu. Discepolo di Kongzi. - 6/8 11/2.
RAN Qiu vedi: Ran You.
RAN You, Ran Qiu, Qiu, Ranzi. Discepolo di Kongzi. Fu ministro di Ji Kangzi. - 3/6 5/7 6/3 6/6 6/10 7/14 11/2
11/12 11/16 11/21 11/23 11/25 13/9 13/14 14/13 16/1 B.
RANzi vedi: Ran You
RU Bei, di Lu. Personaggio non identificato. - 17/20.
SHANG vedi: Zixia.
SHAO (duca). Ministro dei Zhou. - B.
SHAO Hu, di Qi. Quando il duca Huan uccise il fratello Jiu, suo signore, mor con lui. - 14/17.
SHAO Lian. Probabilmente un barbaro, di origine. - 18/8.
SHAO Nan. Uno dei libri dello "Shi jing". - 17/10.
SHAOzheng Mao. Dignitario di Lu. - B.
SHE. Distretto di Chu. - 718 13/16 13/18 B.
SHEN vedi: Zengzi.
SHEN Cheng, Zizhou. Discepolo di Kongzi. - 5/10.
SHI vedi: Zizhang.
"SHI jing" vedi: "Libro della poesia".
SHImen. Sito geografico. 14/41.
SHIshu, di Zheng. - 14/9.
SHI Yi, di Lu. - B.
SHOUyang. Monte. - 16/12.
SHU. Una delle Tre Famiglie di Lu. - B.
"SHU jing" vedi: "Libro della storia".
SHUlianghe (Kong Shulianghe). Padre di Kongzi. - B.
SHUqi vedi: Boyi.
SHUsun Wushu, di Lu. Membro di una delle Tre Famiglie. 19/23 19/24.
SHUxia. Dignitario di Zhou. - 18/11.
SHUye. Dignitario di Zhou. - 18/11.
SHUN, Yu, Li. Imperatore mitico. Sec. ventitreesimo-ventiduesimo avanti Cristo - 3/25 (n. 22) 6/28 8/18 8/20
8/21 12/22 20/1 - B.
SI vedi: Zigong.
SIcheng Zhengzi. Seguace di Kongzi. - B.
SIma Niu, di Song. Seguace di Kongzi. Fratello di Huan Tui. Discendevano dal duca Huan. Il loro cognome era
Xiang, Sima un soprannome, derivato dalla funzione di governare i cavalli. - 12/3 12/4 12/5.
SONG. Stato. - 3/9 6/14 B.
TAI. Montagna sacra. Nell'odierno Shandong. - 3/6
TAIbo. Figlio del mitico re Tai, antenato dei re Zhou. In disaccordo col padre, che intendeva opporsi alla dinastia
Yin, si ritir con un fratello fra le trib barbariche del Sud e lasci il feudo al fratello minore, padre del futuro re
Wen. - 8/1.
TAIshu, di Wei. - B.
TANtai Mieming. Discepolo di Kongzi? - 6/12.
TANG vedi: Yao.
TENG, Stato. - 14/12.
TRE Dinastie (Le): Xia, Yin, Zhou. - B.
TRE Famiglie (Le) vedi: Huan (Tre).
TUN. Citt di Lu. - B.
TUO, il predicatore. Di Wei. - 6/14 14/20.
WAN Fu, del villaggio di Zou. - B.
WANGsun Grande dignitario di Wei. - 3/13 14/20.
WEI (1). Stato. - 7/14 13/3 13/8 13/9 14/42 18/1 19/22 B.
WEI (2). Famiglia. Di Jin. - 14/12.

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WEIsheng Gao, di Lu. Esempio mitico di affidabilit. - 5/23.


WEIsheng Mu. Personaggio sconosciuto. Probabilmente un eremita. - 14/34.
WEN (1). Duca di Jin. 780-746 avanti Cristo - 14/16.
WEN (1) (Re). Chang, duca di Zhou, padre del re Wu. - 8/20 (sottinteso) 9/5 19/22 B.
WEN (2). Fiume. - 6/7.
WENzi vedi: Kong Wenzi.
WU (1). Stato. - 7/30 B.
WU (2). Duca di Song. 765-748 avanti Cristo - B.
WU (2) (Re). Primo sovrano della dinastia Zhou. Sec. dodicesimo-undicesimo avanti Cristo 8/20 19/22 B.
WU (2), di Lu. Tamburino. - 18/9.
WUcheng. Citt di Lu. - 6/12 17/4.
WU Gu. Ministro di Qin. - B.
WUma Qi. di Lu. Discepolo di Kongzi? - 7/30.
XI. Duca di Lu. 659-626 avanti Cristo - 2/2 (n. 3).
XIzi vedi: Meng Xizi.
XIA. Dinastia. Sec. ventiduesimo-ventitreesimo avanti Cristo. - 2/23 3/9 3/21 15/10 B.
XIAN vedi: Yuan Si.
XIANG. Duca di Lu. 572-542 avanti Cristo. - B.
XIANG, di Lu. Suonatore di "qing". - 18/9.
XUAN. Duca di Song- 747-729 avanti Cristo. - B.
XUE. Stato. - 14/12.
YAN (1). Famiglia della madre di Kongzi. - B.
YAN (2). vedi: Ziyou.
YAN Hui, Yan Yuan. Il discepolo preferito da Kongzi. 2/9 5/8 5/25 6/2 6/5 6/9 7/10 9/10 9/20 11/2 11/3 11/6 11/7
11/8 11/9 11/10 11/18 11/22 12/1 15/10 B.
YAN Ke. Seguace di Kongzi. - B.
YAN Lu. Padre di Yan Hui. - 11/7.
YAN Pingzhong, Yan Ying. Ministro di Qi. - 5/16 B.
YAN Ying vedi: Yan Pingzhong.
YAN You vedi: Ziyou.
YAN Yuan vedi: Yan Hui.
YAN Zhuozou. Cognato di Zilu. - B.
YANG, di Lu. Maestro minore di musica, - 18/9.
YANG Fu, di Lu. Discepolo di Zengzi. - 19/9.
YANG Hu, di Lu. - B.
YANG Huo, di Lu. Amministratore della famiglia Ji. Accentr tutto il potere nelle proprie mani. - 17/1.
YAO, Tang. Imperatore mitico. Sec. ventiquattresimo-ventitreesimo avanti Cristo. - 6/28 8/18 8/20 12/22 20/1 B.
YI (1) Mitico arciere dell'antichit. - 14/6.
YI (2) Citt di Wei. - 3/24.
YI (3) Fiume. - 11/25.
"Yl jing" vedi: "Libro dei mutamenti".
YI Yi. Eremita. Personaggio sconosciuto. - 18/8.
Yizi vedi: Meng Yizi.
YIN (1). Dinastia. Shang-Yin, sec. diciottesimo-dodicesimo avanti Cristo. - 2/23 3/9 3/21 15/10 18/1 B.
YIN (2) Duca di Lu. 722-712 avanti Cristo. - B.
YONG vedi: Zhonggong.
YOU vedi Zhong You.
YOU Ruo, Youzi. Discepolo di Kongzi. - 1/3 1/12 1/13 12/9.
YOUzi vedi: You Ruo.
YU (1). vedi: Shun.
YU (2). Storiografo di Wei. - 15/6.
YU (3) vedi: Zai Wo.
YU Zhong. Fratello di Taibo. - 18/8.
YUAN Rang. Probabilmente, un seguace di Laozi. - 14/46.
YUAN Si, Xian. Discepolo di Kongzi. Dopo la morte del Maestro, eremita. - 6/3 14/1.
"YUE jing" vedi: "Libro della musica".
ZAI Wo, Zai Yu, Yu. Discepolo di Kongzi. - 3/21 5/9 6/24 11/2 17/21 B.

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ZAI Yu vedi: Zai Wo.


ZANG Wenzhong. Dignitario di Lu. - 5/17 15/13.
ZANG Wuzhong, di Lu. Famoso per la sua sapienza. - 11/25.
ZENGzi, Zeng Shen, Shen. Discepolo di Kongzi. - 1/4 1/9 4/15 8/3 8/4 8/5 8/6 8/7 11/17 12/24 14/28 19/16 19/17
19/18 19/19.
ZHANG vedi: Zizhang.
ZHAO (1), di Jin. - 14/12.
ZHAO (2). Duca di Lu. 541-510 avanti Cristo. - 7/30 B.
ZHAO (2). Re di Chu. 515-489 avanti Cristo. - B.
ZHE, nipote del duca Ling di Wei vedi: Chu, duca di Wei.
ZHENG. a) Stato, b) Libro dello "Shi jing" che raccoglie i canti di quello Stato. - 15/10 17/18 B.
ZHENG Kaofu. Antenato di Kongzi, pronipote di Fufuhe. - B.
ZHI, di Lu. Maestro di musica. - 8/15 18/9.
ZHONGdu. Citt di Lu. B.
ZHONGgong Ran Yong, Yong. Discepolo di Kongzi. - 5/4 6/1 6/4 11/2 12/2 13/2.
ZHONGhu. Dignitario di Zhou. - 18/11.
ZHONGmu. Citt di Jin. - 17/7.
ZHONGshu Yu vedi: Kong Wenzi.
ZHONGtu. Dignitario di Zhou. - 18/11.
ZHONG You, You, Ji Lu, Zilu. Discepolo di Kongzi. - 2/17 5/6 5/7 5/13 5/25 6/6 6/26 7/10 7/18 9/11 9/26 10/18
11/2 11/11 11/12 11/14 11/17 11/21 11/23 11/24 11/25 12/12 13/1 13/3 13/28 14/13 14/17 14/38 14/41 14/45 15/1
15/3 16/1 17/5 17/8 17/23 18/6 B.
ZHOU (1). Stato. Dinastia. Sec. tredicesimo-undicesimo- 256 avanti Cristo. - 2/23 3/14 3/21 8/20 15/10 17/5 18/11
B.
ZHOU (1) (duca). Fratello del re Wu di Zhou. - 7/5 8/11 11/16 18/10 B.
ZHOU (2), Zhou Xin. Ultimo sovrano della dinastia Yin. Famoso tiranno. Sec. dodicesimo avanti Cristo. - 19/20.
ZHOU Nan. Uno dei libri dello "Shi jing". - 17/10.
ZHOU Ren. Antico sapiente. 16/1.
ZHU Zhang. Eremita. Personaggio altrimenti sconosciuto. - 18/8.
ZHUAN, di Wei. - 14/19.
ZHUANGzi di Bian. Esempio famoso di coraggio. - 14/13.
ZIchan di Dongli, Gongsun Qiao. Ministro di Zheng. - 5/15 14/9 19/22.
ZIfu Jingbo, diLu. - 14/38 19/23.
Zigao vedi: Chai Zigao.
ZIgong, Duanmu Si, Discepolo di Kongzi. 1/10 1/15 2/13 3/17 5/3 5/8.
Si. 5/11 5/12 5/14 6/6 6/28 7/14 9/6 9/12 9/2 11/12 11/15 11/18 12I/7 12/8 12/23 13/20 13/24 14/18 14/30 14/31
15/2 15/9 15/23 17/19 17/24 19/20 19/21 19/22 19/23 19/24 19/25.
Zlhua vedi: Gongxi Hua.
Zljian, Fu Zijian. Discepolo di Kongzi. - 5/2.
ZIlu vedi: Zhong You.
ZIQIN vedi: Chen Ziqin.
ZIsang Bozi. Personaggio sconosciuto. Da alcuni commentatori identificato con il taoista Zisang, di cui nel
Zhuangzi. - 6/1.
Zlwen, Dou, Ministro. Sec. settimo avanti Cristo. - 5/18.
Gu Yutu.
ZIxi. Primo ministro di Chu. Mori assassinato. - 14/10 B.
Zixia, Bo Shang, Shang. Discepolo di Kongzi. - 1/7 2/8 3/8 6/11 11/2 11/15 12/22 13/17 19/2 19/4 19/5 19/6 19/7
19/8 19/9 19/10 19/11 19/13.
Zlyou, Yan Yan, Yan You. Discepolo di Kongzi. - 2/7 4/26 6/12 11/2 17/4 19/12 19/14 19/15.
Zlyu, di Zheng. - 14/9.
ZIzhang, Discepolo di Kongzi. - 2/18 2/23.
Zhuansun Shi, Zhang, Shi. - 5/18 11/15 11/17 11/19 12/6 12/14 12/20 14/43 15/5 15/41 17/6 19/1 19/2 19/3 19/15
19/16 20/2.
ZOU. Villaggio di Lu. - 3/15 B.
ZUO Qiuming. Personaggio sconosciuto. I letterati gli attribuirono arbitrariamente la paternit dello "Zuo Zhuan",
cronaca commentario del "Chun qiu". - 5/24.

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NOTE.
- Introduzione.
N. 1. Secondo Liu Xin (50 avanti Cristo - 23 dopo Cristo), di consiglieri, storici, astronomi, addetti alla giustizia e
ai riti, alla custodia del tempio, agli affari esteri e all'agricoltura.
N. 2. Lo "Zen" degli epigoni giapponesi.
N. 3. Quella che noi traduciamo confucianesimo.
N. 4. Nella campagna degli anni settanta di critica a Lin Biao e Confucio proprio di queste pagine si fatto
largo uso.
N. 5. H. G. Creel, "Chinese Thought", New York, N.A.L., 1960; tiemble, "Confucius", Paris, Gallimard, 1966.
N. 6. J. R. Levenson, F. Schurmann, "China: An Interpretive History", Berkeley - Los Angeles, University of
California P., 1969.
N. 7. Volere per gli altri quello che si vuole per se stessi, e non volere per gli altri quello che non si vuole per se
stessi.
N. 8. Che coincidevano, nella lingua e nella concezione antica cinese.
- Confucio e Kongzi.
N. 1. "Qiu" significa monticello, collina.
N. 2. Shang Tang.
N. 3. Pronipote del precedente.
N. 4. Vedi nota 22.
N. 5. Tipo di musica cantata e danzata.
N. 6. Sovrani mitici di un'antica et dell'oro.
N. 7. La Via dei re la via del buon governo, contrapposta alla Via dei tiranni. Le sei arti corrispondono ai
sei classici: "Yijing", "Shi jing", "Shu jing", "Li ji", "Chun qiu", "Yue jing" (musica).
N. 8. Le tombe erano tumuli, piccoli o grandi. Il "mu" una misura di superficie, equivalente oggi a circa sei are.
N. 9. Strumento a corde, simile al liuto.
- I Dialoghi.
N. 1. Il popolo, "min", la parte della popolazione il cui ruolo il lavoro - i contadini. Impiegarlo (in lavori
pubblici o nelle armi) secondo le stagioni significa: non nelle stagioni dei lavori agricoli. Uno Stato con diecimila
carri da guerra un grande Stato.
N. 2. "Shi jing", I, 5, I (55). L'ode si riferisce a Wu, sovrano di Wei, che ha saputo perfezionarsi come l'artigiano
leviga i suoi materiali.
N. 3. Shi jing, IV, 4, I (297). Ode in onore di Xi, duca di Lu.
N. 4. Utensile: strumento per un solo uso. Il signore non lo specialista di un'arte, ma un uomo superiore,
poliedrico.
N. 5. Ji, una delle Tre Famiglie che avevano usurpato i poteri ducali in Lu, si comporta come era consentito solo al
sovrano. Nella corte di fronte al tempio ancestrale si svolgevano danze rituali. Il sovrano aveva diritto a otto file di
danzatori, i duchi a sei, e i grandi dignitari (quali i Ji) a quattro.
N. 6. Le Tre Famiglie (egemoni in Lu) si permettono riti riservati al sovrano. L'ode "Yong" ("Shi jing", IV, 2, VII;
282), in onore del re Wen, veniva cantata alla fine del sacrificio agli antenati della dinastia Zhou. I Ji la cantavano
abusivamente: Kongzi ne cita un verso che rende evidente l'abuso.
N. 7. In molti Stati il potere dei sovrani stato usurpato.
N. 8. Il sacrificio sul monte Tai (una delle cinque montagne sacre, nell'odierno Shandong) era riservato al sovrano.
A quel tempo Ran You era ministro della famiglia Ji.
N. 9. Riferimento al complesso rituale che regolava le gare degli arcieri, volte a provare la virt dei partecipanti,
piuttosto che ad accentuare lo spirito di competizione. Il rituale descritto nei dettagli nel "Li ji".
N. 10. Nello "Shi jing" si trovano solo i primi due dei tre versi qui citati, in I, 5, III (57).
N. 11. Il sacrificio "di" qui il grande sacrificio, riservato al sovrano e quindi illecito nello stato vassallo di Lu.
Probabilmente dopo la libagione il sacrificio si svolgeva ora con ulteriore violazione dei riti.
N. 12. Kongzi evita di rispondere.
N. 13. Ao e Cao sono gli spiriti che risiedono in diversi punti della casa. Con l'allusione al diverso ruolo dei due
spiriti, Wangsum Jia vuole esortare Kongzi a raccomandarsi a lui, dignitario potente, piuttosto che al sovrano di
Wei.

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N. 14. Il figlio di uno di Zou: un uomo dappoco, un ignorante. La risposta di Kongzi contro il formalismo, se
vuoto.
N. 15. Il bersaglio era di cuoio.
N. 16. La prima ode dello "Shi jing". Celebra il matrimonio del re Wen.
N. 17. Gioco di parole: castagno, "li", e tremar di paura, "li", sono omofoni.
N. 18. Quel che fatto, fatto: inutile recriminare.
N. 19. Guan usurpa usi riservati al sovrano. La terrazza "San gui" sarebbe un edificio stravagante fatto costruire da
Guan. Secondo altri commentatori, "san gui" significa tre mogli.
N. 20. Il gran maestro di Lu: maestro di musica.
N. 21. Una campana con un batacchio di legno era usata per richiamare la gente.
N. 22. La musica "shao" fu creata da Shun, uno degli imperatori mitici. La musica "wu", dal re Wu, fondatore della
dinastia Zhou. "Wu" significa anche militare, contrapposto e complementare a "wen", cultura (civile).
Ripetutamente a Kongzi attribuito un certo disprezzo per l'arte della guerra.
N. 23. Non tutti gli uomini sono dello stesso livello. A ciascun livello si possono richiedere determinate qualit.
N. 24. Vaso "hulian": vaso di giada riccamente adorno, usato per le offerte di grano al tempio ancestrale del
sovrano - vaso di grande pregio. Con la lode Kongzi attenua la critica: Tu sei un utensile (confer. II, 12).
N. 25. "Wen" significa cultura (in origine: parola, parola scritta).
N. 26. Allusione a una possibile violazione del rituale da parte di Zang o, secondo altri commentatori, a una sua
mancanza di gusto.
N. 27. Ning Wuzi, quando il suo sovrano perdette il trono, anzich ritirarsi ne segu stupidamente le sorti, e
infine lo aiut a recuperare il trono.
N. 28. Vedi Biografia.
N. 29. Ha dato l'aceto del vicino, fingendo che fosse proprio.
N. 30. La posizione del sovrano.
N. 31. Un "bing" equivaleva a dieci "yu"; uno "yu" equivaleva a 2 e mezzo "fu". Secondo le misure di oggi, un
"fu" sarebbe l'equivalente di circa 64 litri. Ma le misure dell'antichit erano differenti.
N. 32. Per essere sacrificato, secondo i riti di Zhou un toro doveva essere rosso e avere buone corna. Kongzi
intende che Zhonggong va apprezzato, bench sia figlio di un uomo spregevole.
N. 33. Il fiume Wen segnava il confine fra il Lu e il Qi. Min Ziqian pensa a rifugiarsi nel Qi. Sulla ribellione di
Gongshan Fugao nella citt di Bi e sulla simpatia di Kongzi e dei suoi discepoli per i ribelli, contro la famiglia Ji,
vedi Biografia.
N. 34. Durante la ritirata, tenersi alla retroguardia un atto di coraggio, perch si coprono i combattenti della
propria parte e si pi esposti al nemico. L'episodio riguarda una sconfitta di Lu ad opera di Qi, nell'undicesimo
anno del duca Ai (484 avanti Cristo).
N. 35. Tuo era un sacerdote incaricato delle preghiere nel tempio ancestrale. Chao di Song: vedi indice dei nomi.
N. 36. Dei due stati confinanti, Qi e Lu, si ritiene che Qi sia pi degenerato di Lu.
N. 37. Allusione alla non corrispondenza fra 'nomi' e realt nel campo politico, quando il sovrano era privo di
autorit e i vassalli ne usurpavano il ruolo.
N. 38. Nanzi di Song era la corrotta concubina del duca Ling di Wei, accusata di rapporti incestuosi col fratellastro
Chao (confer. parag. 14).
N. 39. Era uso che un discepolo si presentasse la prima volta al maestro con un dono.
N. 40. Zilu cerca la lode del Maestro, e viene deluso. Tre armate (12500 uomini) formavano un esercito di notevoli
dimensioni. Kongzi cita un verso dello Shi jing (II, 5, I; 195): Non osare affrontar le tigri, non osar guadare i
fiumi.
N. 41. Vedi nota 22.
N. 42. La questione si riferisce al contrasto fra il duca di Wei, nipote del defunto duca Ling e a lui succeduto sul
trono, e suo padre, esule per aver tentato di assassinare la concubina Nanzi. Per Boyi e Shuqi, vedi indice dei nomi.
N. 43. She era un distretto di Chu: il titolo di duca era abusivo.
N. 44. Huan Ibi, ministro della guerra di Song, attent alla vita di Kongzi.
N. 45. Il duca Zhao di Lu, di cognome Qi, aveva violato il tab dell'endogamia sposando una donna pure di
cognome Qi, e lo aveva mascherato cambiando il cognome alla sposa. Kongzi aveva ignorato l'episodio per lealt
al duca di Lu.
N. 46. Dopo la morte, mani e piedi della salma venivano scoperti. Ma alcuni riti della morte cominciavano in Cina
quando il morente era ancora in vita. Il significato del rito mostrare che gli arti sono stati conservati integri, come
li si ricevuti dai genitori.
N. 47. "Shi jing", II, 5, I (195).
N. 48. "Li", misura di lunghezza, oggi equivalente a circa mezzo chilometro. Qui si deve intendere "li" quadrati.

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N. 49. Vedi nota 16.


N. 50. A quel tempo la seta aveva meno valore del lino.
N. 51. Vedi Biografia.
N. 52. Allusione ai miti, secondo i quali la Fenice apparve ad annunciare Shun, uno degli imperatori fondatori, e il
re Wen di Zhou; mentre un dragone emerso dal fiume con alcuni segni sul dorso avrebbe suggerito a Fu Xi, il pi
antico dei sovrani, l'idea dei diagrammi. Kongzi lamenta di non esser riconosciuto come saggio.
N. 53. Allusione al frequente rifiuto di Kongzi di prender servizio presso l'uno o l'altro sovrano.
N. 54. "Ya" e "song": categorie di canti raccolti nello "Shi jing". Vedi anche Biografia.
N. 55. Versi dello "Shi jing", I, 3, VIII (33).
N. 56. Versi non conservati nello "Shi jing".
N. 57. Star fermo nel mezzo della porta e calpestare la soglia erano atti riservati al sovrano.
N. 58. Il "gui" era una tavoletta di giada, simbolo di autorit.
N. 59. Manica corta, per avere libert di movimento.
N. 60. In occasione del sacrificio, il sovrano distribuiva piccoli pezzi di carne fra i ministri e i dignitari.
N. 61. Gli anziani a sessant'anni portavano il bastone.
N. 62. In posizione di cerimonia.
N. 63. Al carro era attaccata una corda per facilitare chi vi saliva.
N. 64. Frammento di difficile interpretazione.
N. 65. Vedi nota 58. I versi sul "gui" bianco sono in "Shi jing", III, 3, II (256): Un difetto nel "gui" bianco si pu
correggere, a un difetto nelle tue parole non c' rimedio.
N. 66. Edificio del tesoro, presso la residenza del duca.
N. 67. "Se": strumento a corda, simile alla cetra.
N. 68. Danneggi: perch lo nomini governatore di una citt in disordine, e lo sottrai allo studio.
N. 69. "Li": vedi nota 48.
N. 70. Se: vedi nota 67.
N. 71. L'assunzione del copricapo segnava per gli adolescenti il passaggio alla virilit (confer. la "toga virilis" dei
romani).
N. 73. Le cento famiglie: il popolo cinese.
N. 74. Versi dello "Shi jing", II, 4, IV (188).
N. 75. A. Waley ritiene che questo passaggio sia un'interpolazione di data non anteriore alla fine del quarto secolo
avanti Cristo. Osserva, in particolare, che non c' in Mencio alcuna eco relativa alla rettifica dei nomi e che
quest'ultima, in funzione dell'applicazione delle pene, sembra estranea al pensiero originario di Confucio.
N. 76. Vedi nota 43.
N. 77. Dallo "Yi jing", esagramma 32, linea 3.
N. 78. Zang Wuzhong di Lu nel 550 avanti Cristo, accusato di organizzare una rivolta, fu costretto all'esilio. Si
impadron della citt di Fang e di qui propose al sovrano di Lu di andare in esilio, a patto che la citt stessa fosse
data in feudo a suo fratello.
N. 79. Capelli gi per le spalle e giacche abbottonate a sinistra: usi barbarici.
N. 80. Colto: "Wen". Confer nota 25.
N. 81. Appartenenti alle Tre Famiglie dominanti in Lu.
N. 82. Citazione, con una leggera variante, dallo "Yi jing", Prima Appendice, sez. 52.
N. 83. Gli inventori di fuoco, agricoltura, metallurgia, barca, carro, tornio da vasaio, telaio.
N. 84. "Qing": strumento musicale a percussione, di pietra.
N. 85. Versi dello "Shi jing", I, 3, IX (34).
N. 86. Capanna che veniva costruita presso la tomba, come abitazione provvisoria per chi osservava il lutto. "Shu
jing", IV, 8, I, 1.
N. 87. Vedi nota 73.
N. 88. Confer Biografia.
N. 89. Vedi nota 22.
N. 90. Confer Biografia.
N. 91. Vedi nota 54.
N. 92. Se: vedi nota 67.
N. 93. Vedi Biografia.
N. 94. A. Waley propone di inserire il brano finale prima di: L'uomo ospit per una notte Zilu....
N. 95. Ad ogni pasto del sovrano cambiava il maestro che dirigeva l'orchestra.
N. 96. Il fiume: Huanghe.
N. 97. "Qing": vedi nota 84.

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N. 98. Piccola Via: agricoltura, divinazione, medicina...


N. 99. Zhou: l'ultimo sovrano della dinastia Yin, divenuto simbolo tradizionale di malvagit e tirannia.
N. 100. Dallo "Shu jing", probabilmente, nella versione esistente al tempo dei compilatori dei "Dialoghi".
N. 101. Vedi nota 73.

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