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Rivista di Filologia

e Letterature Ispaniche
VII
2004

Edizioni ETS

INDICE

JAMES NELSON NOVOA


El ms. 1057 de la Biblioteca Pblica Municipal de Oporto: una
traduccin castellana desconocida de los Dilogos de amor de
Len Hebreo
STEFANO DE MERICH
Un testo picaresco del 1582: il Dilogo de la falsa destreza di
Jernimo de Carranza
CHIARA TANA
Il Rosario de sonetos lricos (1911) di Miguel de Unamuno
ADA TEJA
Ifigenia cruel de Alfonso Reyes: el arte de superar el crculo de
la venganza
GIOVANNA FIORDALISO
Carmen Martn Gaite e lautobiografia: frammenti di vita e
letteratura
ELENA CARPI
Larte retorica come strumento di riformulazione di testi economici
ROSA MARA GARCA JIMNEZ
De y desde: dominios comunes y dominios diferenciados

43
69

89

123

153
163

RECENSIONE

ANNA BOGNOLO
Bernhard Knig, Novela picaresca y libros de caballeras,
Homenaje ofrecido por sus discpulos y amigos, ed. Folke
Gernert e Javier Gmez-Montero, nota preliminare di Pedro
M. Ctedra e Javier Gmez-Montero, Salamanca, SEMYR &
CERES, 2003, 225 pp.

177

LIBRI RICEVUTI

187

RIVISTA DI FILOLOGIA E LETTERATURE ISPANICHE

MARGINALIA SU TEATRO AUREO

BLANCA PERIN
Presentazione

191

GABRIEL ANDRS
Tramoyas textuales. Teatro y relaciones de fiestas valencianas
del siglo XVII

193

FEDERICA CAPPELLI
Un serafn muy melifluo y sonoroso siento parlar: satira anticulterana in una commedia di Mira de Amescua

209

ENRICO DI PASTENA
Due traduzioni italiane de El desdn, con el desdn

223

BEATRICE GARZELLI
Darlo todo y no dar nada di Caldern: il triangolo AlessandroCampaspe-Apelle e il gioco dei ritratti

239

GIUSEPPINA LEDDA
Varia presenza degli emblemi nella commedia aurea

255

DANIELA PIERUCCI
Travestimenti burleschi della favola ovidiana nel baile dramtico del XVII secolo: Jpiter y Calisto e La fbula de Orfeo

271

MARCELLA TRAMBAIOLI
El primer Lope y el teatro de inspiracin ariostesca (con un estudio de Los celos de Rodamonte)

297

SALOM VUELTA
Una refundicin italiana de Peor est que estaba de Caldern:
Quando sta peggio sta meglio de Giovan Battista Boccabadati
325

DUE TRADUZIONI ITALIANE DE


EL DESDN, CON EL DESDN

El desdn, con el desdn, probabilmente la pice pi nota di Agustn


Moreto, fa parte di quella manciata di opere che in certa misura sono
riuscite ad aggirare i noti impedimenti che, dal XVIII secolo in poi,
hanno limitato la diffusione del teatro aureo spagnolo nella nostra tradizione culturale1. Gli adattamenti e le versioni del testo forse appaiono numericamente poca cosa se paragonati a un qualsiasi classico del
teatro elisabettiano, ma qualora li si rapporti alla fortuna italiana ed europea della produzione teatrale dei Secoli dOro, rivelano unaccoglienza che pu ritenersi soddisfacente: in aggiunta alla moleriana La
princesse dlide (1664), il pi celebre rifacimento de El desdn, con
el desdn, basti ricordare la Donna Diana di Joseph Schreyvogel (Lipsia, 1819) e, ancora in ambito tedesco, la traduzione di Carl August
Dohrn (in Spanische Dramen, vol. III, Berlino, 1843); oppure, tenere
presente ladattamento curato da George Hyde (Loves Victory or The
School for Pride) e portato in scena presso il Theatre Royal di Covent
Garden nel novembre del 1825. In Italia, oltre a un argomento della
commedia rappresentata a Roma nel 1658 in occasione dei festeggiamenti per lelezione a imperatore di Leopoldo I2, al libretto per melodramma di Arcangelo Spagna (Lo sdegno con lo sdegno si vince, 1709)3,
e alla rielaborazione tardosettecentesca di Carlo Gozzi (La principessa
filosofa, o sia il contravveleno, 1772), si registrano due traduzioni dellopera, piuttosto diverse tra loro e separate da circa un centinaio danni: Sdegno contro sdegno (1858), di Giovanni La Cecilia e Disdegno per
1
A questo riguardo, si veda M.G. Profeti, La recepcin del teatro ureo en Italia, in
AA.VV., Caldern en Italia. La Biblioteca Marucelliana. Firenze, Firenze, Alinea, 2002, pp.
11-42, con relativa bibliografia.
2
Una scheda dellopera in S. Franchi, Drammaturgia romana. Repertorio bibliografico
cronologico dei testi drammatici pubblicati a Roma e nel Lazio. Secolo XVII, Roma, Edizioni
di Storia e Letteratura, 1988, pp. 331-332. Devo il ragguaglio alla consueta generosit di Salom Vuelta, che ringrazio.
3
Probabile adattamento della commedia di Moreto (M.G. Profeti, Introduzione, in
Materiali, variazioni, invenzioni, Firenze, Alinea, 1996, p. 18, n. 35).

224

RIVISTA DI FILOLOGIA E LETTERATURE ISPANICHE

disdegno (1957), a cura di Dario Puccini4. Se la versione dello Spagna


non ha ancora meritato uno studio, quella del conte Gozzi, ancorch al
margine rispetto alla sua produzione originale, stata esplorata in pi
duna occasione dalla critica; una succinta disamina delle due traduzioni, disattese quando non sconosciute, costituisce invece loggetto della
presente nota5.
Il lavoro di La Cecilia compreso nel Teatro scelto spagnuolo antico e
moderno, un florilegio in otto volumi di opere teatrali che vanno da Lope de Rueda a Manuel Jos Quintana, e rappresenta dunque una sorta
di canonizzazione de El desdn, con el desdn. Il traduttore, del resto,
apre la brevissima prefazione che precede lopera (p. 301) facendosi eco
di una roboante affermazione: Quest, fuor dogni forse, la migliore
commedia che vantar possa il Teatro Spagnuolo. La Cecilia non esplicita di quale fonte si avvalse. La cronologia lo mise in condizione di usare il testo pubblicato nella collezione Biblioteca de Autores Espaoles (dora in poi, BAE), che miglior sensibilmente ledizione di un
ampio segmento del corpus moretiano e vide la luce nel 18566, un paio
danni prima delluscita del contributo italiano (anche se il primo volume di Teatro spagnuolo risale al 1857, con i preliminari che portano la
data di fine aprile di quellanno). Cionondimeno, La Cecilia non lo fece.
I rilievi testuali portano infatti a ritenere che il traduttore si sia servito
della edizione curata da Eugenio de Ochoa (sigla: O) e inserita nel Tesoro del teatro espaol7, i cui cinque tomi servirono da fonte per la versione adattata dellintero Teatro scelto spagnuolo, come testimoniano, tra
laltro, le coincidenze di gran parte dei titoli selezionati (ivi compresa la
pubblicazione del Discorso storico sullorigine del teatro spagnuolo
di Moratn8) e delle notizie biografiche che precedono diverse opere.
4
La prima, in AA.VV., Teatro scelto spagnuolo antico e moderno. Raccolta dei migliori
drammi, commedie e tragedie, Torino, Unione Tipografico-editrice, 1858, vol. IV, pp. 302355; la seconda, in AA.VV., Teatro spagnolo del secolo doro, a cura di A. Monteverdi, Torino, ERI (Collezione La Spiga), 1957, pp. 241-327.
5
Mi grato segnalare che per la sua redazione mi sono avvalso di alcuni dati contenuti
nella tesi di laurea discussa da Paola Guargaglini, e da me diretta, presso lUniversit di Pisa
nella.a. 2002-2003.
6
A. Moreto, Comedias escogidas, ed. L. Fernndez Guerra y Orbe, Madrid, Rivadeneyra (BAE, 39), 1856; El desdn con el desdn, alle pp. 1-59.
7
E. de Ochoa, Tesoro del teatro espaol desde sus orgenes (ao de 1356) hasta nuestros
das, Paris, Baudry, 1838, tomo IV, pp. 248-278. Ringrazio calorosamente Giuseppe Gentile
per avermi fatto pervenire copia fotografica del testo.
8
Tesoro, cit., tomo I, pp. 13-56. In una delle note alla versione italiana del Discorso,
La Cecilia (Teatro scelto spagnuolo antico e moderno, cit., I, p. 67) rimanda a Ochoa.

DUE TRADUZIONI ITALIANE DE EL DESDN, CON EL DESDN

225

Rispetto al testo de El desdn, con el desdn trasmesso da Ochoa, la


versione di La Cecilia (LC) presenta rispondenze significative nel dramatis personae9, nel numero e nella distribuzione delle scene10, nelle
indicazioni dei movimenti11, che comunque il traduttore non si perita
talvolta di integrare. Permane, tuttavia, di difficile spiegazione il ristabilimento della seguente lettura da parte di La Cecilia, a fronte di una
lectio corrotta in O:
540

Sinn A : Simn B O BAE : Sinone LC

Occorre chiarire che, nella tradizione ecdotica de El desdn, il recupero della difficilior riportata da A e da alcune sueltas stato realizzato
solo in anni relativamente recenti12, mentre la pur plausibile lettura di
B ha tratto in inganno uno stuolo di editori. In questo caso andrebbe
postulato un fortunatissimo intervento ope ingenii del traduttore, forse
favorito dal fatto chegli si era gi imbattuto, in qualche altro testo del
corpus selezionato da Ochoa13, nel falso disertore greco che favor lingresso del fatale cavallo di legno entro le mura di Troia. Pare assai improbabile, daltro canto, che La Cecilia si sia preoccupato di consultare
anche unaltra edizione o qualche stampa antica (come la princeps o
una suelta ad essa correlata). Sono la rilevanza ed il numero degli indizi
extratestuali che rimandano ad Ochoa, a contribuire a rendere meno
incerta una filiazione altrimenti complicata dallesiguit dellapparato
9

Con una sola eccezione, spiegabile con ragioni tipografiche.


Rispettivamente, 10, 8 e 14 in ciascun atto. I casi in cui la distribuzione non corrisponde si giustificano con omissioni (I, 8 e I, 9) o errori (III, 5) di La Cecilia.
11 Cfr. A) 546+ [indicazione assente] A B : Saln en palacio del conde de Barcelona O :
Gabinete de Diana BAE : Sala nel palazzo del conte di Barcellona LC.
B) 1772+ [indicazione assente] A B : Polilla y despus Carlos O : Polilla BAE : Polilla solo, poi Carlos LC.
La numerazione dei versi (che dora innanzi indicheremo per comodit del lettore anche
in aggiunta allipotesto di cui si sono serviti i traduttori) rimanda alla mia edizione de El desdn, con el desdn, Barcelona, Crtica, 1999 (sigla: Crtica); non segnalo, se non per casi di
qualche rilevanza, eventuali discrepanze testuali e di punteggiatura di questa edizione rispetto a quelle impiegate da La Cecilia e da Puccini. Le sigle A e B rinviano rispettivamente alle
edizioni a stampa di Madrid 1554 (in A. Moreto, Primera parte de comedias, Diego Daz de
la Carrera) e Madrid 1677 (in idem, Primera parte de comedias, Andrs Garca de la Iglesia).
12 Cfr. F. Rico, ed., A. Moreto, El desdn, con el desdn, Madrid, Castalia, 1971, p. 87, v.
540 e n.
13 Ad esempio, a Sinone si allude anche ne La entretenida di Cervantes (industrias se
han intentado / del Sinn ms entendido, in Ochoa, Tesoro, cit., tomo I, p. 475b), pur se
nella sua versione La Cecilia non lo menziona (cfr. La burlata, in Teatro scelto spagnuolo, II,
p. 76: Le diligenze che ho fatte toccano con limpossibile).
10

226

RIVISTA DI FILOLOGIA E LETTERATURE ISPANICHE

critico e dal fatto che ci misuriamo con una traduzione non sempre
aderente alloriginale14: colpisce, in particolare, la quasi completa corrispondenza tra i paratesti (biografia di Moreto e prefazione) di Ochoa
e di La Cecilia. Questultimo, nel tradurre senza preoccuparsi di segnalarlo i materiali che precedono la commedia, recupera anche la
frase ricordata sopra (El desdn con el desdn es, sin contradicciones,
la mejor comedia que posee nuestra lengua) ma, a rigore, gli deve essere attribuito solo lultimo paragrafo del prologo che i pi avranno
creduto interamente suo.
La traduzione, che La Cecilia realizza in prosa, manifesta interventi di
diversa indole, non sempre indolori, volti ad avvicinare lopera allorizzonte culturale dei lettori del tempo (ch costoro ne furono, sin dal momento in cui venne concepito il progetto editoriale, i destinatari)15. Pochi esempi, trascelti tra i pi significativi, saranno sufficienti ad illustrare
gli aspetti salienti del lavoro. Al di l di qualche inevitabile svista16, il te14

Un altro errore comune ai due testi, in questa attribuzione di battuta:


487 CONDE Pues qu medio imaginas [para rendir a Diana]? A B BAE : CARLOS Pues
qu medio imaginas? O : CARLO E qual questo rimedio? LC.
E nel seguente caso, la corruttela dellipotesto fuorvia il traduttore: Si alguno correspondido / se vio, par en un despeo, / que al que no su tirana, / le puso [dovrebbe dire:
se opuso] el poder del cielo. (O, p. 258a; Crtica, vv. 861-864).
Se taluno riamato am, se qualche coppia trasse talvolta d lieti, ella pot dirsi salva per
un raro prodigio del cielo dai guai di quella cruda passione. (LC, p. 316).
15 Come si desume anche da talune integrazioni tese ad arricchire le indicazioni di scena: segnalazione delluscita dei personaggi (ad esempio, alla fine della scena II, 5, p. 333);
aggiunte esplicative delle indicazioni implicite nel testo (segnalo lesempio in corsivo): Diana, Cinzia, Polilla, e Carlos nascosto (LC, p. 322); precisazioni relative ai movimenti dei
personaggi e alle modalit di recitazione (emblematico il caso della scena II, 8, pp. 335338). Si tratta di una serie di dati pleonastici per chi assista alla rappresentazione dellopera
ma di indubbio ausilio per chi legge.
16 Cfr., ad esempio, le seguenti incomprensioni del testo di partenza:
A) [] mi desazn / tiene ms naturaleza [] (O, p. 250a; Crtica, vv. 17-18).
Eppure una cosa ben naturale! (LC, p. 303).
B) Que agradece la razn / siempre en nosotras se infiere (O, p. 255a-b; Crtica, vv.
583-584).
Non nimica a ragione la benivoglienza (LC, p. 311).
C) DIANA Por eso he de hacer empeo / de rendir su vanidad. / CINTIA Yo me holgar
mucho de ello (O, p. 259b; Crtica, vv. 1012-1014).
DIANA Per ci appunto voglio vincer la sua vanit. CINZIA Ed io lo temerei pi dogni
altro (LC, p. 318).
D) No me ha visto, o no me ha odo; / Laura, al descuido le advierte / que estoy yo
aqu (O, p. 268b; Crtica, vv. 1905-1907).
O non mha veduta, o non ha udito! Laura, avverti quello stordito chio stommi qui
(LC, p. 336).

DUE TRADUZIONI ITALIANE DE EL DESDN, CON EL DESDN

227

sto offerto da La Cecilia rivela certa coerenza di fondo nei suoi procedimenti caratterizzanti: sintesi17, semplificazione semantica (talvolta non
immune da reinterpretazioni arbitrarie o improprie)18, riduzione19, semplificazione sintattica20, eliminazione di battute o di parti di esse21, sono
17

Si vedano i seguenti casi:


A) Que aunque sea a la codicia / de ms precio lo que alcanza, / que lo que se le retira,
/ slo por la privacin / de ms valor lo imagina / y da el precio a lo difcil, / que su mesmo
ser le quita (O, p. 252a; Crtica, vv. 264-270).
Cosa ottenuta o di facile acquisto perde ogni pregio a tuoi occhi. Se cosa fosse a conseguirsi impossibile, ti sembreria peregrina (LC, p. 306).
B) Desde aquel [A B leggono: que al] albor primero / con que amaneci al discurso / la
luz de mi entendimiento, / y [A B leggono: vi] el da de la razn, / fue de mi vida el empleo,
/ el estudio y la leccin / de la historia [] (O, p. 257b; Crtica, vv. 828-834).
Dacch il crepuscolo della ragione rischiar la mia mente, volsi i miei studii allistoria
[] (LC, p. 315).
C) Siendo una la razn nuestra, / si se venciere la ma, / no es muy segura la vuestra
(O, p. 263a; Crtica, vv. 1382-1384).
In tal caso potria vincer pur anco la vostra [] (LC, p. 325).
18 Basti un solo esempio: Yo, aunque a saberlo he venido, / slo ha sido con pretesto,
/ sin estraar la opinin, / de saber el fundamento [de la aversin de Diana al matrimonio]
(O, p. 257b; Crtica, vv. 819-822).
Io, dacch il seppi, lo credetti un pretesto per velare qualche altro disegno (LC, p. 315).
19 Soprattutto in passi nei quali il periodare di Moreto pare pi pesantemente condizionato dalle necessit della misura sillabica:
A) [] por galantera, / gusto, opinin o violencia / de su hermosura divina (O, p.
250b; Crtica, vv. 78-80).
[] ticchio di galanteria, o culto di verace bellezza (LC, p. 304).
B) Sea amor o sentimiento, / nieve, ardor, llama o ceniza [] (O, p. 253a; Crtica, vv.
353-354).
[] e sia neve o calore o fiamma o cenere [] (LC, p. 307).
20 Generalmente, inclinandosi per la paratassi o certa concisione, rispetto alla ipotassi,
anche elaborata, presente nella fonte. Offro un solo campione: Siendo pues mis alabanzas
/ de todos tan repetidas, / slo en Diana hall siempre / una entereza, tan hija / de su esquiva condicin, / que siendo mis bizarras / dedicadas a su aplauso, / nunca me dej noticia, /
ya que no de favorable, / siquiera de agradecida (O, p. 251a; Crtica, vv. 125-134).
I miei fasti riempivan a tutti la bocca. Diana sola rimanea insensibile. Ritrosa per indole, e
credendo chogni opra mia altro scopo non avesse fuor quello di ottener la sua grazia, non lasciassi mai sfuggir motto di benevolenza non gi, ma nemmeno daggradimento (LC, p. 304).
21 A) [] por si teniendo a la vista / aplausos y rendimientos, / ansias, lisonjas, caricias, / su propio inters la vence, / o la obligacin la inclina: / que en quien la razn no labra,
/ endurece la porfa / del persuadir, y no hay cosa / como dejar, a quien lidia, / con su misma
sinrazn; / pues si ella mesma le gua / al error, en dando en l, / es fuerza quedar vencida: /
porque no hay con el que a escuras / por un mal paso camina, / para que vea su engao, /
mejor luz que la cada (O, 252a; Crtica, vv. 226-242).
[] se i plausi, le blandizie, le palme a suoi piedi deposte domar ponno quellanimo
altero. Miglior insegnamento a colui che sostina a camminare nel buio il lasciarlo cadere,
affinch invochi la luce (LC, p. 305).

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RIVISTA DI FILOLOGIA E LETTERATURE ISPANICHE

orientate principalmente allo snellimento del testo di partenza. Con ogni


evidenza, nel traduttore sussiste il convincimento che lopera di Moreto
possa risultare prolissa o di laboriosa decifrazione, in taluni suoi passi,
per il lettore italiano. Che sugli orientamenti stilistici secenteschi La Cecilia nutra delle riserve, peraltro non dissimili da quelle generalmente
diffuse nellOttocento, paiono confermarlo talune affermazioni accolte
nella parte a lui ascrivibile delle pagine introduttive; affermazioni che finiscono per apparire come una giustificazione assai singolare: La
lunghissima parlata di don Carlo potrebbe ai nostri lettori riuscir noiosetta; ma ove si ponga mente al ruzzo che tutti i grandi di quel secolo
avean di filosofare, i sottili ragionamenti di quel principe non appaiono
pi ammanierati.
C dellaltro. La Cecilia coglie sin troppo bene, e persino sottolinea
(come si evince anche dalla pur esigua addizione nel seguente passo),
quanto a un galn barocco e alla forma mentis del drammaturgo che
gli d voce risulti inaccettabile lintenzione femminile di sottrarsi al
matrimonio:
[A raz de sus estudios, Diana se muestra] tan estable en su opinin, / que da
con sentencia fija / el querer bien, por pasin de las mugeres indigna; / tanto que
siendo heredera / de esta corona, y precisa / la obligacin de casarse, / la renuncia
y desestima, / por no ver que haya quien triunfe / de su condicin altiva. (O, p.
251b; Crtica, vv. 185-194).
Per ell ferma cotanto in suo proposto, che tiene a vile tutte le femmine che
soggiacciono a quella passione, e veggendosi obbligata, comerede di questa corona, a prender marito, il crederesti? preferisce rinunziarla, anzi la disdegna per non
accordar vittoria ad alcuno de suoi amatori (LC, p. 305).

Ci non impedisce al traduttore di operare una censura nei casi in


cui ritiene che il tenore di certe considerazioni, per quanto provenienti
da un servo, possa ledere lonorabilit della contessa di Barcellona:
[] yo me atrever a daros un remedio / con que, aunque ella aborrezca su
presencia, / se le vayan los ojos hechos fuentes, / tras cualquiera galn de los presentes (O, p. 254a; Crtica, vv. 483-486).
[] io additerovvi un rimedio merc del quale gli occhi alteri della principessa si trasformeriano in due fonti di lacrime (LC, p. 309).

Nel passo in questione dovette essere limplicazione erotica della


facezia di Polilla ad apparire irriverente a La Cecilia, dal momento
che altrove questi si astiene dallalterare le reiterate allusioni al cibo
con cui il gracioso trascrive nel suo orizzonte mentale le strategie di
conquista da lui stesso additate al proprio padrone, anchesse non del

DUE TRADUZIONI ITALIANE DE EL DESDN, CON EL DESDN

229

tutto riguardose del decoro di una contessa22.


Allo stesso modo, La Cecilia elimina i riferimenti e le indicazioni in
cui Polilla, nella celebre scena che nel secondo atto si svolge nel giardino della contessa, appoggia la lama della sua daga sulla guancia del padrone per impedirgli di cedere alla malia del canto femminile23. Gi
Molire, pur vituperato da Ochoa (e quindi da La Cecilia) nel prologo,
aveva trovato disturbante la familiarit con cui in questa sequenza il
servo si rapporta al padrone, spingendosi fino al contatto fisico.
E ancora: lefficacia dellidioletto di Polilla risulta un poco svigorita
dalla inadeguata resa degli adagi e delle espressioni colloquiali di cui
costellato24, non mancando casi in cui i proverbi vengono omessi25 o,
peggio, tradotti letteralmente26. La stessa comicit si vede sovente svilita,
B) BEARNE Seor, con tu licencia, / [] / ni del honesto amor, que la procura. / CAREl Prncipe, seor, ha respondido / como galn, bizarro y caballero, / que aun en m, que
he venido / sin ese empeo, slo aventurero, / a festejar, no haciendo competencia, / dejar de
proseguir fuera indecencia. / CONDE Prncipes, lo que siento es empearos / [] / vencer
imaginis su entendimiento? (O, p. 254a; Crtica, vv. 459-480).
BEARNE Perdono, o signore! [] n merita un tal guiderdone lamore da lei ispiratomi. CONTE Principi! Io vi esorto [] di che cosa fia duopo per iscuoterla (LC, p. 308).
22 Forse pi che una mera semplificazione possibile cogliere anche nella resa della seguente indicazione di scena:
Diana y todas las damas en guardapis y justillos, cantando (O, p. 267b; Crtica, 1823+).
Diana circondata da tutte le sue dame donore in gran gala, che cantano (LC, p. 335).
In effetti, il guardapis (veste, tunica) indumento elegante e proprio di personaggi
di alta schiatta o di notevoli mezzi acquisitivi, ma occorre tenere presente che il justillo
(corpetto) poteva considerarsi un capo di abbigliamento intimo; il fatto che Diana e le sue
dame di compagnia si offrano in tale foggia allo sguardo maschile (nella fattispecie, quello
di Carlos e di Polilla), costituisce una considerevole contravvenzione del decoro che va invece perduta nellinfelice versione del passaggio, pi verosimilmente per scelta che per disattenzione: di fatto, pi avanti lesplicita osservazione di Polilla (Qu bravas van las damas
en juardapis y justillo!, Ochoa, p. 268a) viene omessa (cfr. LC, p. 335), al pari della successiva battuta di Carlos (nelloriginale: CARLOS Para qu son los adornos / donde hay sin
ellos tal bro?).
23 Cfr. Pnele la daga en la cara (O, p. 268a; Crtica, 1869+; La Cecilia, p. 336, omette).
Pasan por delante de ellas [Diana y sus damas], llevndole Polilla la daga junto a la cara porque no vuelva (Ochoa, p. 268b; Crtica, 1919+) diviene: [Polilla] conduce Carlo tenendo locchio fisso sul medesimo affinch non miri Diana in volto (LC, p. 337).
24 No es mi prevencin muy vana, / que esto es echar la botana / por si se sale el
pellejo (O, p. 261b; Crtica, vv. 1190-1192).
Il mio presentimento non fu falso. Bisogna tirar la botta a bruciapelo (LC, p. 322).
25 Cfr. POLILLA [] me he hecho mdico de amor, / por ir de ruin a rocn (O,
p. 256a; Crtica, vv. 1190-1192).
POLILLA [] mi son fatto medico dAmore (LC, p. 312).
26 [] y da en la albarda el granizo! (O, p. 269b; Crtica, v. 1985).
La gragnuola ha percosso lasino e il basto! (LC, p. 338).
LOS

230

RIVISTA DI FILOLOGIA E LETTERATURE ISPANICHE

tanto per ragioni forse nuovamente riconducibili al decoro, quanto per


lintrinseca difficolt del prototesto o per la scarsa arguzia delle soluzioni adottate27. Ma il pi generale prevalere dun registro letterario e declamatorio dellintera versione a gravare in modo negativo sullandamento, in origine spumeggiante, della commedia.
Altres curioso appare il fatto che nel segmento conclusivo del testo,
quando, come soleva accadere nelle commedie secentesche, ricorre il
titolo dellopera (qui, in due occasioni), La Cecilia lo traduca in modo
fluttuante (Dunque colui che seppe vincer lo spregio collo spregio sar
mio sposo; E qui finisce lo Spregio contro allo spregio, p. 355 in entrambi i casi; in precedenza, p. 350: costui ha opposto allo spregio il
dispregio), e comunque diverso dal titolo da lui prescelto (che, lo ricordiamo, Sdegno contro sdegno). Quanto si succintamente indicato
estrapolando alcuni esempi porterebbe a considerare con circospezione lasserto iniziale di La Cecilia: La traduzione che qui offriamo
letterale. Tuttavia, sarebbe forse pi rispettoso della temperie culturale in cui si inscrive loperato del traduttore, interpretarne i tagli, le censure e il linguaggio declamatorio come conferma duna diffusa modalit di appropriazione del testo teatrale straniero nel XIX secolo.
Il lavoro svolto da Dario Puccini (sigla: PU) presenta un taglio diverso. Se neanche questi chiarisce la fonte su cui lavora, tuttavia possibile affermare che si bas con ogni probabilit sul testo pubblicato
nella gi ricordata Biblioteca de Autores Espaoles da Fernndez
Guerra e ristampato nel 1873, nel 1911 e soprattutto nel 1950, piuttosto che su quello editato da Alonso Corts nel 1916 (NAC) e ripropo27 Si vedano rispettivamente:
A) POLILLA Yo burlar? Esto es templarte; / mas tu desesperacin / qu tanta es a
esta sazn? / CARLOS La mayor. POLILLA Cosa de ahorcarte? / Que si no poco te ahoga. /
CARLOS No te burles, que me enfado. / POLILLA Pues si ests desesperado, / hago mal en darte soga? CARLOS Si dejaras tu locura, / mi mal te comunicara [] (O, p. 250a; Crtica, vv.
25-34).
POLILLA Io schernirvi? Per piet! Ma la causa fatemi conoscere della vostra disperazione. CARLO Bando alle ciarle! Ti sveler le mie pene [] (LC, p. 303).
B) DIANA De dnde sois? POLILLA De un lugar. / DIANA Fuerza es. POLILLA No he
dicho poco, / que en latn lugar es loco. / DIANA Ya os entiendo (O, p. 256a; Crtica, vv.
659-662).
DIANA Di dove siete? POLILLA Dun loco. DIANA Eh certamente, di qualche luogo!
(LC, p. 312).
C) Enjugate, no le tragues [la princeps dice: Pues enjugate y no tragues] (O, p.
262a; Crtica, v. 1264).
State saldo (LC, p. 323, che lo accompagna con una nota a pie di pagina in cui d
conto dellimpossibilit di tradurre il gioco di parole).

DUE TRADUZIONI ITALIANE DE EL DESDN, CON EL DESDN

231

sto poi in diverse occasioni28, o sulla edizione, tipograficamente deliziosa, della antologia curata da Sinz de Robles29 (S). Questo stanno ad
indicare le seguenti varianti:
PU, che comprensibilmente non ha fatto ricorso alle stampe antiche del testo,
non proviene da NAC:
371
del rigor, la crueldad B NAC : del rigor, de la crueldad A BAE S :
della crudelt e del disdegno PU
1345-1348 Los que aborrecidos son / de la dama que apetecen / no sienten la
desazn / porque cansa su pasin, / sino porque ellos padecen A B
NAC : Los que aborrecidos son / de la dama que apetecen / no
sienten la desazn / porque causa su pasin, / sino porque ellos padecen BAE S : Coloro che sono respinti / dalla dama alla quale
anelano, / non sono tormentati dal cruccio / per colpa della loro
passione PU

Il fatto che Puccini non derivi da NAC confermato anche dalla


mancata corrispondenza tra luno e laltro, e in pi passi, delle indicazioni dei movimenti di scena30. Il quadro della filiazione in un primo
momento risulta complicato dal fatto che sia BAE che S seguono la
edizione di Madrid 1677 (B)31. Occorre dunque dimostrare che Puccini non lesse da Sinz:
911

1174
1228
28

No neguis vos el odo / a las verdades del ruego A BAE NAC : No


neguis vos el olvido / a las verdades del ruego B : No [les] neguis
vos el odio / a las verdades del ruego S : Almeno non rifiutatevi ora
/ di ascoltare le nostre preghiere PU
cintas BAE NAC [correzione opportuna] : flores A B : cinta S : alcuni nastri PU
envidar A BAE NAC : envidiar B S : supplicare PU

N. Alonso Corts, ed., A. Moreto, Teatro: El lindo don Diego. El desdn con el
desdn, Madrid, Ediciones de La Lectura, 1916 e 1922; poi, Espasa-Calpe 1937, 1941,
1955, 1966 e 1976.
29 El desdn con el desdn, in F. Sinz de Robles, El teatro espaol. Historia y antologa
(desde sus orgenes hasta el siglo XIX), Madrid, Aguilar, 1943, tomo III, pp. 883-970.
30 Indicazioni che solo in parte NAC riprende da BAE. Si consideri anche che nel primo atto PU conta una scena in pi rispetto a NAC, in ci corrispondendo esattamente alle
suddivisioni di scena di BAE (9, 10, 13, in ciascuno degli atti).
31 Fernndez Guerra non ebbe modo di basarsi su A (cfr. p. xlix della sua edizione),
poich lunica copia di tale edizione che pot consultare, di propriet di Agustn Durn, era
mutila e conservava solo gli ultimi versi de El desdn; a p. xxxii sostiene di aver collazionato
anche la Primera parte de comedias de Don Agustn Moreto, Benito Mac, Valencia 1676,
edizione che oggi sappiamo essere apocrifa (cfr. E. Cotarelo, La bibliografa de Moreto,
Boletn de la Real Academia Espaola, XIV, 1927, pp. 459-461). A sua volta, F. Sinz (in El
desdn, cit., p. 883, nota) asserisce di essersi basato su B.

232

RIVISTA DI FILOLOGIA E LETTERATURE ISPANICHE

Posto che un errore come lultimo conferma la veridicit dellaffermazione di Sinz riguardo al modello seguito, resta da spiegare la coincidenza delle didascalie tra la sua edizione e la traduzione di PU, ripetutamente in discrepanza rispetto a B. Ne offro solo qualche esempio:
1046+
1477+
2208+

Vase A B NAC : Vase con las damas BAE S : Esce con le dame PU
Pues vuelta A B : Pues vuelta; (Velvese de espaldas) add BAE S :
Bene: mi volto (Si volta di spalle) add PU
Salen todos los galanes con sus damas, y ellos y ellas con sombreros y plumas A B NAC : Cintia, el prncipe, Fenisa, Don Gastn,
damas, galanes y msicos, todos con sombreros y plumas; Carlos
detrs. Dichos BAE : Cintia, el prncipe, Fenisa, Don Gastn,
damas, galanes y msicos, todos con sombreros y plumas; Carlos
detrs; dichos S : Cinzia, il principe, Fenicia, Don Gastone, dame,
cavalieri e musicanti, tutti con un cappello piumato. Dietro a tutti
Carlo e detti PU

Evidentemente, pur seguendo B, Sinz riprese la suddivisione in scene e laggiunta di didascalie del testo di Fernndez Guerra, assecondando gli usi delleditore ottocentesco.
A sua volta, Puccini tenne presente il lavoro di La Cecilia. A rivelarlo, in modo pi chiaro di taluni calchi32, il fatto che entrambe le versioni coincidano in qualche errore:
A) Amor, seora, es congoja, / traicin, tirana villana, / y slo el tiempo le sana, / suplicaciones y aloja (BAE, p. 5a; Crtica, vv. 707-710).
Lamore angustia, tradimento, tirannide villana. Solo il tempo e gli scongiuri
lo ponno sanare (LC, p. 313).
32 Ad esempio:
A) Luego si el gusto es despus / del agrado y la eleccin, / y sta voluntaria es, / ya le debe obligacin, / si no amante, de corts (BAE, p. 9a; Crtica, vv. 1365-1369).
Ma se incoglie talora che la scelta di taluna preceda la vostra inclinazione; se non come
amante, almeno comuom cortese, avrete contratto un debito di riconoscenza (LC, p. 325).
Ma se la scelta duna persona / precede la vostra inclinazione, / se non per amore, almeno / per cortesia, voi dovete / sentirvi molto riconoscente (PU, p. 280).
B) Sacdanse todos bien, / que no soy sino Polilla; / mamla vuesamerced. / Y con esto,
y con un vtor, / que pide humilde y corts / el ingenio [] (BAE, p. 19c; Crtica, vv.
2923-2928).
Plaudite, o signori! Altro io non sono se non Polilla, che chiede perdono ai cortesi uditori (LC, p. 355).
Scrollatevi tutti ben bene, / perch io sono Tignola / e chiedo a tutti perdono. E con
questo e con un applauso, / che vi chiede, umile e gentile, / lingegno [] (PU, p. 327).
Una pi fedele traduzione del passaggio potrebbe essere: Meravigliatevi tutti, / io non son
altri che Tignola: / sua signoria ha abboccato! / E con ci e un evviva, / che vi chiede, umile e cortese, lautore [].

DUE TRADUZIONI ITALIANE DE EL DESDN, CON EL DESDN

233

Lamore, o signora, angoscia, / tradimento, dura tirannia, / e soltanto il tempo lo guarisce, / unito a scongiuri e idromele (PU, p. 260).
B) Polilla, amigo, el pesar / me quita; dale a mi amor / alivio (BAE, p. 5b;
Crtica, vv. 1057-1059).
Polilla! Amico! Il dolore muccide! Consolami! (LC, p. 320).
Tignola, mio amico, il dolore / mi uccide! D un po di sollievo / al mio amore (PU, p. 271).
C) Yo no creo lo que miro; / Ve t al descuido, Fenisa, / y vuelve a dar el aviso (BAE, p. 13a; Crtica, vv. 1931-1933).
Io non credo agli occhi miei! (volgendosi a Fenisa) Fenisa, va tu da quel distrattaccio! (LC, p. 337).
Io non credo pi agli occhi miei. / Va tu, Fenicia, da quel distratto / ad avvertirlo unaltra volta (PU, p. 297).

Tuttavia, lungi da chi scrive lidea di sostenere limprovvida tesi del


plagio da parte di Puccini. Tuttaltro. Disdegno per disdegno, lunica
traduzione in lingua italiana de El desdn, con el desdn che sia stata
data alle stampe nel Novecento33, non opera solo un prevedibile svecchiamento della lingua rispetto al predecessore ottocentesco (un secolo e a maggior ragione quello della diffusione della radio non trascorre invano), ma rivela una superiore fedelt alloriginale, risolvendo
con accuratezza e puntualit molti dei problemi prospettati dalla commedia di Moreto.
Risultano dunque assai occasionali le inesattezze, di cui pure offro
qualche saggio:
A) [] y luego han de pasar estos galanes / delante della y envidando a escote,
/ el uno con seis pollas y dos panes, / el otro con un plato de jigote [] (BAE, p.
3b-c; Crtica, vv. 493-496).
[] provate quindi, signori, a passare / davanti a lei a turno regolare: / uno
con sei polli arrosto e due pani, / un altro con un bel timballo [] (PU, p. 254).
B) Si ahora no llega a rendilla / Carlos, sin maa se viene, / pues ya introducida tiene / en su pecho la polilla (BAE, p. 5b; Crtica, vv. 735-738).
Se il conte Carlo non capace / di farla capitolare adesso / che le entrata in
seno la tignola, / significa che non ha abilit (PU, p. 260).
C) Y ellos mismos son testigos / que van mal, que esta mujer / el alcanzarla ha
de ser / echando por esos trigos (BAE, p. 7b; Crtica, vv. 1077-1080).
E loro stessi si sono accorti / che cos non combinano nulla / e che per vincere quella donna / bisogna parlare a vanvera (PU, p. 271).
D) y, como el pez que introduce / su venenosa violencia / por el hilo y por la
caa, / y al pescador pasma y hiela / el brazo que le detiene [dovrebbe dire: con
que la tiene] [] (BAE, p. 10b; Crtica, vv. 1559-1563).
33

Per questo dato cfr. Profeti, Caldern en Italia, cit., p. 40.

234

RIVISTA DI FILOLOGIA E LETTERATURE ISPANICHE

Come il guizzare violento del pesce si trasmette / attraverso il filo e la canna, /


al braccio e al corpo del pescatore, / e pare quasi paralizzarlo [] (PU, p. 285);
qui non si tratta tanto del guizzare quanto della scarica elettrica trasmessa dalla
torpedine (altri non il pesce in questione)34.

Nellesempio C, in particolare, facile avvertire laffioramento di un


sermo humilis che se da una parte contribuisce a caratterizzare soprattutto la lingua sapida del servo Polilla35, dallaltra partecipa duna pi
generale tendenza dellintera versione di Puccini: con i suoi interventi,
il traduttore pare infatti incline a rendere meno lambiccato il ragionare
concettista dei personaggi de El desdn, con el desdn, ricorrendo di
frequente a un registro pi discorsivo, a costrutti meno letterari, nonch ad aggiunte dal tono colloquiale:
A) Y si llega? (BAE, p. 7a; Crtica, v. 1041).
Se per ipotesi assurda, / dovesse arrivare? (PU, p. 269).
B) [] y el decir que el desdn era / porque no os haba tocado / del veneno
la violencia? (BAE, p. 10c; Crtica, vv. 1610-1613).
[] E quella vostra frase sullo sdegno / che stato in voi sopraffatto / dalla
violenza di quel veleno? / Tutte menzogne? Niente di vero? (PU, p. 287).

Tale manifesta propensione del testo trova una giustificazione anche


nel peculiare canale destinato a veicolarlo. Le versioni di Disdegno per
disdegno e di altri sei drammi, oltre che di undici bozzetti drammatici (ovvero intermezzi), vennero infatti originariamente concepite
per un ciclo di trasmissioni radiofoniche consacrate al teatro spagnolo
dei Secoli dOro36. La grammatica del mezzo dov incidere non poco
sulla ricerca dellefficacia linguistica del testo, infine situato a met
34 Come hanno chiarito edizioni successive, e come, tuttavia, gi La Cecilia (p. 329) colse: Pari a quel pesce che fa trascorrere la venenosa sua possa lungo il filo, e paralizza il
braccio del pescatore chil tiene []. Sullimmagine della torpedine, si veda E. Di Pastena,
Por el sedal y la caa, la mano y brazo hiela. Nota al margen de un topos de historia natural, Anuario Lope de Vega, 5 (1999), pp. 187-195.
35 Cfr. A) Fiesta tras fiesta no tarda, / y con su desdn tirano / hacer fiestas es en vano,
/ porque ella no se las guarda (BAE, p. 7b; Crtica, vv. 1069-1072).
Una festa tiene dietro a unaltra: / ma con il tirannico disdegno / di quella donna tutte
le feste / sono altrettanti buchi nellacqua / perch lei neppure se ne accorge (PU, p. 271).
B) Y ellos mismos son testigos / que van mal [] (BAE, p. 7b; Crtica, vv. 1077-1078).
E loro stessi si sono accorti / che cos non combinano nulla [] (PU, p. 271).
C) [] pero despus de vendido, / slo se come el cogollo (PU, p. 12b; Crtica, vv.
1857-1858).
[] ma quando son belli e venduti, / dei cardi mangi solo il grumolo (PU, p. 294).
36 Si veda A. Monteverdi, ed., Prefazione, in AA.VV., Teatro spagnolo del secolo
doro, cit., p. xxxv.

DUE TRADUZIONI ITALIANE DE EL DESDN, CON EL DESDN

235

strada tra una versione destinata alla mera lettura e una elaborata per
le scene37.
Ad ottenere una maggiore agilit degli scambi di battute, talvolta
piuttosto estese in Moreto, puntano senza meno alcuni tagli38 o riduzioni39 operati dal traduttore. In altri passi, si ravvisa certa propensione
alla parafrasi, che pu essere anche amplificatoria (come nel secondo
esempio offerto), e parrebbe avere intenti chiarificatori, pur se non
sempre rigorosamente rispettosi delloriginale:
A) Oh bajeza del deseo! / Que aunque sea a la codicia / de ms precio lo que
alcanza / que no lo que se retira, / slo por la privacin / de ms valor lo imagina /
y da el precio a lo difcil, / que su mesmo ser le quita (BAE, p. 2b; Crtica, vv.
263-270).
Oh, quanto son bassi i desideri! / Maggior valore dovrebbe avere / per chi tanto desidera e brama / ci che ottiene, non ci che gli sfugge, / e invece la fantasia abbellisce / ci che difficile raggiungere / o magari impossibile toccare (PU, p. 248).
37 Non si pu non concordare con Mario Luzi (Sulla traduzione teatrale, Testo a
fronte, 3, 1990, p. 98) quando scrive: Il linguaggio della poesia drammatica contiene ovviamente il seme dellazione ma solo il passaggio dal testo allattualit scenica rivela fino a che
punto lazione gli sia intrinseca in ogni parola.
38 Tra i tagli si vedano:
A) Siendo esta fiebre mortal / quien corresponde al amor, / bien se ve que es desleal, /
pues le remedia el dolor / dando ms fuerza al mal. / Luego el que amado se viere, / no obliga en corresponder, / si daa, como se infiere. / Pues od cmo en querer / tampoco obliga el
que quiere. / Quien ama con fe ms pura [] (BAE, p. 8a; Crtica, vv. 1320-1330).
Questa malattia micidiale, / che appunto la febbre damore, / ingannevole e traditrice: / perch attutisce il dolore / raddoppiando la forza del male. / Chi ama di puro e vero
amore [] (PU, p. 279).
B) Mirad el sangriento labio, / que fino coral vertiendo, / parece que se ha teido / en
la herida que me ha hecho; / aquel cuello de cristal, / que por ser de garza el cuello, / al cielo
de su hermosura / osa llegar con el vuelo; / aquel talle tan delgado, / que yo pintarle no puedo, / porque es l ms delicado / que todos mis pensamientos (BAE, p. 16c; Crtica, vv.
2481-2492).
Guardate le sue labbra sanguigne / che, spiccando come puro corallo, / sembra che siano state tinte / della ferita fatta al mio cuore. / Guardate la sua fine figura: tanto sottile e
delicata / che neppure posso descriverla, / perch a simile sottigliezza / non giungono i miei
pensieri (PU, p. 315).
39 Tra le riduzioni, mediante sintesi, si veda:
La ocasin de verme entre ellos, / cuando al valor desafan / en pblicas competencias,
/ con que el favor solicitan, / ya que no pudo a mi amor, / empe mi bizarra / ya en fiestas
y ya en torneos, / y otras empresas debidas / al culto de la deidad, / a cuya soberana, / sin
el empeo de amor, / la obligacin sacrifica (BAE, p. 1c; Crtica, vv. 93-104).
Trovandomi cos tra i suoi adoratori, / i quali sollecitano i suoi favori / con sfide e tornei ed altri omaggi, / che obbligo di galanteria / tributare alla bellezza femminile, / mi vidi
costretto, non da amore / ma solo da impegno di cavalleria / a mettere in campo la mia abilit (PU, p. 245).

236

RIVISTA DI FILOLOGIA E LETTERATURE ISPANICHE

B) Lo primero es que contigo / ni voluntad tener puedo, / ni la tengo, porque


slo / mi albedro es tu precepto (BAE, p. 5b; Crtica, vv. 773-776).
Sappiate anzitutto una cosa: / che di fronte a voi io non posso / accampare alcuna volont / n infatti mai laccamper, / perch voi, come padre, agite / sempre
per il mio giovamento (PU, p. 262).
C) Y porque veis que es error / que haya en el mundo quien crea / que el que
quiere lisonjea, / escuchad lo que es amor [] (BAE, p. 9a; Crtica, vv. 13011304).
E affinch vi rendiate conto / che non solo chi ama gentile, / ora vi dir cos
lamore (PU, p. 278).

Risulta solo in apparente contraddizione con la strategia di rendere


pi asciutto qualche intervento dei personaggi la frequenza con cui appare in traduzione, a differenza del testo fonte, il raddoppiamento sintattico40; il procedimento pare rispondere ad esigenze metriche, e si
pu collegare alla scelta di Puccini di tradurre in versi, prevalentemente endecasillabi sciolti, rinunciando dunque alla preservazione di forme
e strofe prefissate e dei relativi schemi rimici. Scelta questultima condivisibile, nella misura in cui determinate forme o combinazioni strofiche (redondillas, quintillas e romances), fuori dellalveo dello spagnolo
secentesco nel quale furono concepite, rischiano di apparire oltremodo
artificiose o esteticamente poco felici41.
La traduzione di Puccini, che non va disgiunta dalla sua diffusione
radiofonica per essere opportunamente valutata, possiede lindubbia
virt di conservare in larga misura il buonumore e gli accenti giocosi
delloriginale:
40

Cfr. A) Es acaso / hermosa la tirana? (BAE, p. 2c; Crtica, vv. 309-310).


forse / graziosa e bella la tirannia? (PU, p. 249).
B) Esto la razn discurre; / mas la voluntad indigna, / toda la razn me arrastra / y todo
el valor me quita (BAE, p. 2c; Crtica, vv. 349-352).
Ecco cosa la ragione minsegna; / ma la mia spudorata passione / la ragione, il senno mi
oscura / e mi toglie ogni forza e valore (PU, p. 250).
C) Y sin esperanza alguna / de sosiego en mis fatigas, / yo padezco en mi silencio []
(BAE, p. 2c; Crtica, vv. 359-361).
E senza pi alcuna speranza / di quiete nei miei affanni, / io soffro e mi tormento in silenzio [] (PU, p. 250).
D) Puede hallar un corazn / ms indigno cautiverio / que rendirle su albedro / quien
no manda su deseo? (BAE, p. 6a; Crtica, vv. 873-876).
Pu un cuore trovare pi triste, pi disprezzabile prigionia / di consegnarsi allarbitrio /
di chi non provoca il suo affetto? (PU, p. 264).
41 Si vedano, al riguardo, le considerazioni di C. Samon, Nota del traduttore, in Lope de Vega, La nascita di Cristo, Torino, Einaudi, 1985, p. 104; quelle di M.G. Profeti (La
recepcin del teatro ureo en Italia, cit., pp. 25-27) tengono conto anche delle perdite che
questa scelta arreca.

DUE TRADUZIONI ITALIANE DE EL DESDN, CON EL DESDN

237

A) DIANA De dnde sois? POLILLA De un lugar. / DIANA Fuerza es. POLILLA


No he dicho poco; / que en latn lugar es loco (BAE, p. 4c; Crtica, vv. 659-661).
DIANA Di dove siete? TIGNOLA Della luna / DIANA Ah! Volete dire che
venite / da lontano TIGNOLA No, voglio dire / che sono un pochino lunatico
(PU, pp. 258-259).
B) Amor es quita-razn, / quita-sueo, quita-bien, / quita-pelillos tambin, /
que har calvo a un motiln. / Y las que l obliga a amar, / todas se acaban en
quita, / Francisquita, Mariquita, / por ser todas al quitar (BAE, p. 5a; Crtica,
vv. 711-718).
Lamore proprio uno strappa-senno, / uno strappa-sonno, uno strappa-tutto, / persino uno strappapeli nelluovo: / spelacchierebbe anche un calvo. / E
quelle che esso costringe ad amare / finiscono senza scampo in aria: / Daria, Rosaria, Ilaria, tutte / pi sciocche, pi leggere dellaria (PU, p. 260).
C) POLILLA Con ese intento / vine yo desde Aover. / DIANA Aover? POLILLA l me cri, / que en este lugar extrao / se ven melones cada ao, / y as
Aover se llam (BAE, p. 5a; Crtica, vv. 721-726).
TIGNOLA Con questo scopo sono partito / da Annovr. DIANA Come dite:
Annovr? TIGNOLA Gi. Laggi sono nato e cresciuto. / In quello strano luogo
nascono / zucche ogni vero e proprio anno: / per questo lo chiamano Anno-vr
(PU, p. 260).
D) Si es cosa de la cabeza, / dos parches de tacamaca, / y que te traigan las
piernas. / DIANA No tienen piernas las damas. / POLILLA Pues por esta razn mesma / digo yo que te las traigan (BAE, p. 11b; Crtica, vv. 1708-1713).
TIGNOLA Se mal di capo ci vogliono / due buoni impiastri di resina, / e una
buona frizione delle gambe. / DIANA Ma le dame non hanno gambe. / TIGNOLA
Proprio per questo motivo dico / che ve le debbono fregare (PU, p. 290); lincoerenza dellultima battuta (come rubare quel che non si ha?) potrebbe essere risolta
ritoccando quella precedente (DIANA Ma le dame non hanno gambe; / nemmeno
le sentono) o quella conclusiva (TIGNOLA Ah beh: freghiamocene di fregarle
oppure: Allora me ne frego di fregarle).
E) La verdad, te entra el Carlillos? (BAE, p. 11b; Crtica, v. 1733).
Insomma, vi sono forse venuti / i grilli-carlini per la testa? (PU, p. 290), soluzione creativa, nella quale tuttavia affiora nuovamente la lontana ascendenza di La
Cecilia (il quale a p. 332 aveva tradotto: Vi sono entrati i grilli in capo?).

Pare congrua la resa dei materiali paremiologici42, compresi quelli


che Moreto adotta implicitamente43 o quei casi in cui, in presenza di
42 A) [] y, escarmentado en su error, / me he hecho mdico de amor, / por ir de ruin
a rocn (BAE, p. 4c; Crtica, vv. 656-658).
Ammaestrato da tutti i suoi inganni / mi son fatto medico damore; / ahim: dalla padella alla brace! (PU, p. 258).
B) Buena va la danza, alcalde, / y da en la albarda el granizo! (BAE, p. 13c; Crtica, vv.
1984-1985).
Cari miei, la danza procede / a meraviglia, se cos presto / le saltata la mosca al naso
(PU, p. 299).
43 Come nel caso di breva e delle sue ulteriori occorrenze nel testo: Verbi gracia:

238

RIVISTA DI FILOLOGIA E LETTERATURE ISPANICHE

espressioni colloquiali, il traduttore si prende maggiori libert44; e adeguato, infine, pu dirsi il modo in cui si conservano i passaggi musicali,
di gran rilevanza nella stessa ambientazione originale45.
Oltre allindubbio merito di aver riscattato per il lettore italiano El
desdn, con el desdn da un lungo silenzio, il lavoro di Puccini mostra
nel suo complesso una positiva appropriazione del testo di partenza e
una buona riuscita nel testo darrivo, configurando delle strategie comunicative coerenti, sia a livello testuale che contestuale, data la concreta circostanza in cui venne inizialmente realizzato il progetto. C da
chiedersi, tuttavia, anche laddove immuni dal soggettivo entusiasmo
di Ochoa e di La Cecilia non volessimo considerare El desdn, con el
desdn lopera principe del teatro spagnolo, se il felice esito a cui approdano le fatiche di Puccini sia ragione sufficiente a giustificare quasi
mezzo secolo di oblio traduttorio, forse interrotto da qualche episodica
versione per la scena46. Dal momento che, come scrive Plinio il Giovane, talora non risulta meno eloquente il tacere del parlare47, ogni risposta superflua.
Enrico Di Pastena
Universit di Pisa

viste una breba en la cima / de una higuera []? (BAE, p. 3a; Crtica, vv. 403-405) diviene: Sentite: / avete mai visto pendere una pera / dal ramo di un albero [] (PU, p. 251).
I proverbi sottotraccia sono rispettivamente La breva dura a pulgaradas madura e
Quando la pera matura casca da s.
44 Que esto es echar la botana / por si se sale el pellejo (BAE, p. 8a; Crtica, vv. 11901192).
Che questo come sturare un otre / per vedere se ne esce un ubriaco (PU, p. 274).
45 Cfr. in particolare la scena del ballo (II, 3, PU, pp. 281-284; BAE, pp. 9b-10a; Crtica,
vv. 1399-1534).
46 Com noto, di scarsa diffusione editoriale nel nostro paese (cfr. solo S. Boselli, La
traduzione teatrale, Testo a fronte, 15, 1996, p. 65).
47 [] non minus interdum oratorium esse tacere quam dicere (C. Plinius Caecilius
Secundus, Epistulae, ed. R.A.B. Mynors, Oxford, University Press, 1982, VII, vi, 7).

Finito di stampare nel mese di febbraio 2005


in Pisa dalle
EDIZIONI ETS

Piazza Carrara, 16-19, I-56126 Pisa


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