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Quest’anno non è certo cominciato in modo indifferente.

Sono nato io, alle tre del mattino mentre tante persone
ancora bevevano lo spumante e festeggiavano il nuovo anno. Ma prima di andare avanti, mi presento. Io sono
Giacomo, il guerriero vincente. Quando sono nato, mi mancavano ancora i polmoni. Tra molte peripezie, i miei
polmoni si sono formati ed io, ancora tanto piccolino, che avevo appena cominciato a prendermi un assaggio della
vita, ho lottato. Il papà ha fatto un gruppo, chiedendo preghiere per me. Sono accorsi in tanti… oltre 55000
persone trattenevano il respiro, nella speranza che io conquistassi l’indispensabile isola dell’aria a fiotti e potessi
anche io trattenere il respiro un giorno, di mia volontà.

In tanti mi dicevano quanto ero forte, in tanti mi mostravano l’isola già tanto vicina. Sapevo che in quell’isola avrei
trovato un tesoro di valore inestimabile. E malgrado gli squali attaccassero e gli tsunami si unissero contro me, con
la mia piccola barca ho lottato. Ho lottato con tutta la forza, sapendo che avevo il tuo amore, papà. E mamma? La
tua voce mi ha guidato in questa lunga lotta. Sono state tante le battaglie. E tante volte sentivo che la forza mi
abbandonava. Ma prestissimo, arrivava una nuova ondata di delfini che mi guidavano nel mio viaggio e mi
aiutavano pian piano ad arrivare sempre più vicino.

Dall’isola, sentivo che mi si chiamava. Erano tante le voci indistinte. Non capivo cosa dicevano, ma capivo che mi
incoraggiavano. E così, dopo qualche nuova tempesta, sono arrivato. I miei piedi hanno toccato terra. Eccomi, isola
del respiro a fiotti, ti ho finalmente conquistata! Ho vinto la guerra contro gli squali, contro gli tsunami e le
tempeste, contro la nebbia… Ho vinto la guerra contro i mostri marini e ormai sono qua.
Incontro tanti amici che, come me, hanno affrontato questa guerra. Amici per chi è stata meno dura, altri per chi è
stata tanto più difficile. E tutti loro mi parlano di un tesoro che mi è destinato e mi aspetta. Un tesoro che loro
hanno trovato e che io devo cercare.

Sento di esserci sempre più vicino. Quel tesoro si chiama casa!