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.La pittura

CARLO PEDRETTI

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ART
DOSSIER

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http://www.scribd.com/Cultura_in_Ita4

http://www.scribd.com/Filosofia_in_Ita4

http://www.scribd.com/Religione_in_Ita2

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LEONARDO
La pittura
Carlo Pedretl'i

SOMMARIO

Il nuovo Ape/le

(( lmpacientissimo al pennello n

2.8

Gli ultimi demoni

42.

Quadro cronologico

48

Bibliografia

so
Qui sopra:
Adorazione del magi

(148 l), particolare


con il presunto
autoritratto;
Firen.~e.

Nello pagina o fianco:

In copertino:

Adorazione d ei m agi

Sant' Anna

(1481),

( Madonna col Bambino


e sant'Anna)

portico/ore;
Firenze, Uf(lzl.

(1510, e dopo), portico/ore;


Parigi. Louvre.

Uffizl.

A diswnw di diciott'aflni dalla. pubblicatione dello prima


mvnogra{a di "tlrt e Doss;er"
dedicow il Leonardo, Carlo
Pedrelii torna sul suo intervento di tU/ora per ricousidt
rare la produzione pittorica

dell'artista. tOX<JsiOI1e per


(11m il pun/o su qWIIlio di ,,.,.
vo emerso nel corso d~gJi

ultimi decenni aitrtwerso gli


studl e i restauri.

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IL NUOVO APELLE

Nello pagina o fianco:


Ambrogio Figino,

Ritratto di Leonardo
(l 590 circo);
Venezia,
Galle rie
de/l'Accademia.
Il foglio,
pubblicato solo
di recente nel corpus
dei disegni
di Leonardo e dello
.sua cerchia o Vene%io

{firenze, Giunti 2004),

reco al verso le antiche


scritte:
ccL VInci) fffjgleSJ>

e ccfigino
do un marmon,
forse un busto
eseguito nel l 5 17
do Antolne Juste
(Antonio GiustJ),
oriundo fiorentino
di base ad Ambo/se,
autore dello tomba
di Luigi Xl/
e Anna di Bretagna
nell'abbazia
d/ S<rlnt Denis
a Parigi.
SI confermo cos
che il celebre disegno
d; Torino veramente
un outorit.tatto.

Del Vinci a suoi disegni


et suoi colori
et moderni et gli antichi
hanno paura. Cos,
nel1493, si affermava
nel sonetto di
un contemporaneo
di Leonardo (e come lui
toscano, quel Bemardo
Bellincioni, poeta di
corte al servizio di
Ludovico Sforza
a Milano, che era
morto l'anno prima
proprio quando
Leonardo compiva

'

..

quarant'anni. n suo libro di poesie appar- Qui sopra:


ve postumo, e chi ne cui l'edizione, Fran- Autoritratto
cesco Tanzi, vi premise una lettera dedica- (15 l 7 circo);
tolia a Ludovico Sforza, esordendo con un Torino,
accenno alla colossale statua equestre che Biblioteca reale.
avrebbe dovuto commemorare il fondatore della dinastia sforzesca -Francesco,
padre di Ludovico - , e che Leonardo, proprio nel 1493, si apprestava a fondere in
5

bronzo: un'impresa impossibile e che infatti falli. Lo stesso Bellincioni inoltre


l'autore del testo di una rappresentazione
teatrale a carattere mitologico, la Festa del
Paradiso, messa in scena da Leonardo e
p t;mo documento delle sue capacit di ingegnere e architetto teatraJe. Questo libro,
nel quale il nome di Leonardo appare per
la prima volta a stampa, il tributo a ungenio che aveva gi offerto prove eloquenti
della sua versatilit e delle sue eccezionali
doti di pittore, scultore c architetto. Come
tale sintesi preziosa di quanto Leonardo
aveva compiut o in dieci anni di pennanenza a Milano, dove si era recato nel l 482,
a ll'et di trent'anni, come inviato di Lorenzo de' Medici. A qu esto periodo appartengono la Vergine delle rocce del Louvre,
a cui si ri ferisce un contratto del 1483, e la
Dama con l'ermellino di Cracovia, il ritratto di Cecilia Gallerani celebrato proprio in
un sonetto del Bellincioni come creazione
artistica che rivaleggia con la Natura.
Il poema col quale si apre la raccolta
delle rime bellincionla ne il r esoconto di
~~-----~-~~---~~-~- ~ un fantasioso dialogo in sogno col defunto duca di Milano, Galeazzo Ma1;a Sforza,
padre di Gian Galeazzo, il giovane duca
affidato alla tutela d ello zio Ludovico.
qui che si ha una vivace rassegna dei propositi di Ludovico eli fare della cot1e milanese l'ambiente umanistico pii: adatto
all'educazione del giovane principe. Ed
qui che riappare Leonardo, men:.::ionato a
margine in una chiosa al verso: Di Firenze u no Apelle qui condotto.
Un nuovo Apelle, dunque: questa era la
reputazione di Leonardo prima che divenisse famoso come p ittore del Cenacolo,
cio anteriormente al 1495- 1497, e forse
, prima ancora che si recasse a Milano. ll
periodo del suo tifocinio presso il Venocchio, ormai lontano nel tempo, ci ricorda
l'avvertimento di Machiavell i, secondo il
quale non si pu addestra1e un buon soldato che abbia passato i trent'anni. E cos, a ben guardare, ci si accorge che i molteplici aspetti della fase formativa di Lecr
nardo preludono profeticamente a tu tto
ci che egli avrebbe realizzato pl tardi ,
e ci indipendentemente dal n tolo dei mecenati che la retorica di un cetto in dirizzo
storico tende ad amplificare.
TI nuovo Apelle com inc i giovanissimo. Ce lo confetma, fra l'altro, u n documento contem poran eo pubblicato solo
nell'Ottocento e stranamente dimenticato,

Nella pagina a fionco,


In olto:
Studio di a ngelo
per il Battesim o
di Cristo de/ Verrocchio
( 1475 circo);

Torino, BJblloteco
reo/e.

Nello pogino o fianco,


in ba sso:
Andrea do/ Vorrocchlo,

Battesimo di Cristo
( 1475 circa),
particolare;
Firenze, Uffizl.

A sinlstM:

Andrea del Vcrrocchio


e leonardo,

Battesim o di Cristo
(1475 circo);
Firenze, U ffiz l.

la Cronica rimata di Giovanni Santi, padre


di Raffaello, che racconta le ta ppe del viaggio a Milano compiuto da Fede.-ico da
Montcfcltro, duca di Urbino, nel 1468. Nel
descrivere la tappa di Firenze. l' eccezionale cronista si soffenna a elencame gli artisti di grido, fra i quali due astri nascenti:

pittura prima ancora di quanto si pensasse.


vero che il Mantegna a diciassette anni
era gi impegnato nella decorazione della
cappelJa Ovetari a Padova, ma non c' dubbio che Leonardo fosse alnettanto precoce.
Non si sa nulla per di opere da lui eseguite pri ma del 1473, la data del suo pi antico disegno che si conosca. vero c he nel
Due giovin par d'etade e par d'amari
1472, ventenne, era gi iscritto neLLa ComLeor~ardo da Vinci e 'l Perusirto
pagnia d~ piltoti, con facolt di ricevere
Pier della Pieve eh e un divin pittore.
commissioni inclipendentemente dal maestro, ma anche vero che nel l 476 risulta
Nel1 468 Leonardo aveva sedici anni. Un ancora presso il Verrocchio. Si p u fu-se
documento del 1469 ci informa che viveva collocare a quel tempo l'episodio riferito
ancora eol padre, da poco rrasferitosi a Fi- dal Vasari a proposito dell'angelo dipinto
renze con tutta la famiglia. Un indizio, dun- da Leonardo nel Ballesimo di Cristo del suo
que, che Leonardo fu awiato al l'arte della maestro. Secondo il Vasari, il Verrocchio fu

A destro:

Andrea del Verrocchlo


e a iuti..
Madon na In trono
con i santi
Giovanni Battista
e Donato,
detf<l Madonna
d i piazza
(1418 circa);
Pistoia, duomo.
Qui .rotto:
Annunciazione,
gi predella per la
Madonna di piazza
del VetTO c chio
(1478 circa);
Parigi, L.ouvre.

Nella pagina a fianco:


Studio di panneggio
per u na figura
femminile

lnglnocchiata
(1478 circa};
Roma.. Gatreria
na~ionale

Corsini.

cos colpito dalla superiorit dell' intervento dell'allievo che decise di abbandomu-e la
pittura e dedican;i solo alla scttura. Naturalmente l'aneddoto va preso con riserve.
Sembra anzi che ancora nel l478 il Verrocchio (spesso assente da Firenze per aver ricevuto l'incarico di eseguire il monumento equestre a Bartolomeo Colleoni a Venezia) si rivolgesse a Leonardo e a un altro
abile aJlievo, Lorenzo di Credi, affidando loro il compito di portare a termine un'importante pala d'altare per il duomo di Pi-

stoia. questa la famosa Madonna di piazz.a, dalla quale infatti proviene la parte di
predella attribuibile a Leonardo. l' Anmmciazione oggi al Louvre. E inoltre risalgono
a quel tempo, se non ptopri.o a quella occasione, gli stupendi studi di panneggi eseguiti da Leonardo a punta di pennello s u
sottilissima tela di lino, oppw-e a punta metallica su carta preparata di rosso.
Da qui venne forse a Leonardo l'idea di
un'Annunciazione pot1ata a] formato di
una pala d'altare, e forse destinata proprio

Qui sopro:
Annunciazione

(1478 circo);
Firenze, Uffiz;.

A destro:
Studio di panneggio
per una figura
femminile
seduta
(1478 circa);
Parigi, Louvre.

Pittura monocromatica

eseguito a tem~ro
a punta di pennello
su tela di lino.

a un altare. Ecco il quadro degli Uffizi. Se


ne han no precedenti illustri, da Simone
Martini a Filippo Lippi e Fra Angelico, via
via fino al Pollaiuolo. Ma nell'impos tazione spaziale, quella di Leonardo ancora vincolata allo schema della p redella
o del bassorilievo e come tale viene a inserirsi in un'altra tradizione, quella degli
intarsiatori, per i quali le figu re servivano a scan dir e u n serrato e scattante sistema spaziale dominato dalla scacchieta
dei pavimenti e dai cassettoni del soffitto .
Con l'Annunciazione degli Uffizi si pu
gi parlare del naturalismo di Leonardo
nel rappresentare il mondo vegetale e nel
cogliere il senso atmosferico delle lontananze. Ma la scena all'aperto anche
straordinariamente teatrale, e pu ben af6ancarsi alle scene urbane che intorno allo stesso tempo Piero della Francesca esegtva per la corte di Urbino.
Leonardo affascnato dalla prospettiva, ma non Piero e commette errori. Come appunto nell'Annunciazione, dove il
braccio della Vergine non pu raggiunge-

re il libro posto su un leggio che nella


profondit dello spazio s.imulato vien prima della Vergine stessa: u n errore che
per la maest e lo splendore de)] e forme
e dei colori contri buiscon o a n on farlo
saltare all'occhio. r: eiTore ha inoltre alimentato la convinzione che il quadro fosse molto giovanile, addirittura dei ptimi
degli anni Settanta, quando i] Ven occhio
stava ancora lavorando alle tombe medicee in San Lorenzo, dove un suo sarcofago h a lo stesso carattere del leggo di
Leonardo . D'altra parte, pu darsi che
Leonar do avesse lavorato per molti anni
a questo quadro, come per farne u n compendio di tu tte le lezioni imp arate. E cos lo stile riconduce al tempo della coJJaborazione alla Madonna di piazza a Pistoia , dall478 in poi. E infatti uno stuclio
per la mano alzata della Vergine si trova
su un foglio di vari studi di mani a Windsor; tutti riferibili - eccetto quello- alle fi.
gure gesticolanti dell'Adorazione. dei magi,
il dipinto che per la pr ima volta impegna
Leonardo su scala monumentale.

Annunciazione
(1478 circa),
particolare
del paesaggio di fondo;
Firenze, Uffzi.

Ili

Qulsopro:
Adorazione dei magi
(148/ eirco};
f iriH!ze, Uffzi.
Nello pagina o fianco,
In o/co:
S tudio prospettico
pe r lo sfond o
dell'Adorazione
de l magi
(l Ila l circa);
Firenze, Uffl:zl.

121

L'incarico gli venne da i m o naci del convento di San Dona to a Scopeto, fuori Fir-enze, nell481. Alla sua panenza per Milano, l'anno dopo, lo lasciava incompiuto
presso il padre di Ginevra Benci, della
quale aveva eseguito il ritratto, oggi alla
National Gallery di Was hington.
Anche l'Adorazione dei magi un tema
tracli:.::ionale che Leonardo affronta consapevole della necessit di te ner con to dei
precedenti. Cos, nell' j mpostazione spazialc si t;f al formato delle fo1melle glbeJ1ianc, mientandosi per verso la caratterizzazione e animazione delle rigure gi
presenti nei bassorilievi di Donatello.
poco pi di un abbozzo, ma ci pennelte di

perccpi rvi un processo crea livo che si pone a conclusio ne di una lunga se1;e di studi preparatori, alcuni dei quali svil uppati
da quelli pe1 una N al ivit che lo aveva occ upatO nel 1478 e della quale non si sa altro. Il fatto stesso eli aver pri ma studiato
una Nativit. (cio il momento della nascita di Cristo, che precede di due settimane
l'Epifania) pu averlo indoLLo a incorporare l'elemento temporale dell'evento,
popri o come in una scena cinematografica. Pe1 far questo si serve della prospettiva, che la sua cinepresa.
La composizione cen trata secondo il
sistema delJe d iagonali che s'incrociano
sul capo delle Vergine. Ma la scena p ro-

spettica ha il suo punto di fuga spostato


a destra fra i due alberi. Ci significa che
la carrellata scenografica sta lasciando
fuori campo quello che a destra, cio la
capanna della nativit, nella quale sono rimasti solo l'asino e il bue parzialmente visibili. questo tm modo di alludere con
l'adorazione dei magi a quello che era avvenuto due settimane prima, la nativi t.
E, a dare enfasi retorica alla narrativa, ecco il giovane in piedi in primo piano sulla destra, lo sguardo r ivolto all'esterno:
l'incon fondib ile autoritratto del regista.
Nello studio preparatorio pe!-lo sfondo,
pure agli Uffizi, si vede chiaramente il
punto di fuga sposta to a destra. Alla parte omessa sulla destra allude, nel disegno,
il pastore appoggiato a un palo della capanna, curvo in avanti a osservare lo spazio fuori campo.
Prospettiva e figura. Leonardo le ha ormai dominate, producendo un'opera che
un riepilogo di tutte le esperienze del
Quattrocento. Al tempo stesso un esperimento che pu essere lasciato incompiuto, un'apertura verso il futuro. Al linguaggio visivo cos acquisito contribuir
un'inesauribile fantasia, ma il linguaggio
lo stesso che presto sar posto al seJ-vizio della scienza.
L'arte, infatti, va intesa come forma di
conoscenza creativa. Non pu limitarsi alla percezione visiva, e con essa all'espressione dello stato d'animo dell'artista. Se
ne pu fare anzi un efficace strumento di
indagine scientifica. Il corpo umano si
presenta a Leonardo nella sua grande variet di attitudini e movimenti. L' apprendista pittore impara a conoscerlo dal modello vivo, seguendo l'esempio dei grandi
maestri fiorentini, da Giotto a Masaccio,
fino al Pollaiuolo. Ora occorre penetrarlo
da morto, e il disegno il mezzo che gli
permette di raggiungere la struttura. Nasce l'anatomia.
La necessit di una conoscenza approfondita della meccanica del corpo
umano si avverte gi nelle figure dell'Adomz.ione dei magi. Il San Gerolamo della Pinacoteca vaticana, dipinto negli stessi anni, ci si presenta quasi come u n modello
anatomico, accostabile a quelli che Leonardo stesso avrebbe adottato quasi
trent'anni dopo, intorno all510. Ma col
San Gerolamo il modello anatorrco vivo,
rappor tato all'ambiente come una struttura architettonica, secondo una veduta dal-

Qui sopra:

Ritratto
di Ginevra Bene ~
mutilo delle mani
(1475 circa);
Woshington,
Notlonal Gallery.

Un noto stud;o
d/ mani a Wlndsor
(a destra)
spe$So riferito
a questo dip into,

ma nello stile
e nella tecnico
appare -pi tordo.

Nella pogna o fianco:


San Gerolamo

Qui sotto, a sinistro:


Studi anatomici

(1480 circa);
Citt de/ Vaticano,

( 15 IO);
Windsotj Royal

Pjnocoteca vaticano.

Library.

l'alto che ne s uggerisce la disposizione in


pianta c alzato. r.: azione in progresso: al
penitente, che si percuote il petto, resta ancora da mettere un ginocchio in ten-a, ma
cosi si sa che appena sceso da una posizione e retta, o in procinto di ti alzarsi. La
Forma umana, pitto ricamente sciolta, ha
compattezza e articolazione scultoree.
come un modello di creta su una piattaforma circolare rotante. Il leone .in primo piano, in veduta quasi perpendicolare
dall'alto, vi si dispone att orno con l'arco teso del suo corpo adagiato.
Analoghi effetti spaziali nella rappresentazione dei corpo umano si ritrovano
gi in altre opere giovanili di Leonardo,
particolarmente negli studi di Madonne
dove entra in campo la vivacit infantile.

Si va infatti dalla disposizione delle forme Qui sopra:


geometricamente compenetrate della ma- Madonna Benois
dre e delbambino nella Madonna Benois (1478 circo);
a San Pietroburgo al turbinio dei gesti ne- San Pletroburgo,
gli studi per la perduta Madom1a del gatto, E.rmitoge.
dove l'irrequieto an imale fa di tutro per
sottrarsi alle perentorie attenzioni del
bambino. E quando la forma portata a
un enfatico primo piano, come nei titratti. il corpo non pu collocarsi in veduta
statica, di fron tali t iconica o di profilo
ara ldico. Va percepito nell'immanenza
della sua vltalil: l'osservatore deve sapere cosa ha fatto e cosa far. come bloc-

care un'immagine cinematografica.


Di qui a nche il tema della Madonna in
piedi, gi presente nella tradizione toscana del Quattrocento come se alla pittura
15

16 1

Dell'alto;

M adonna Una

Madonna del garofano

{ 1490 circo);

( 1478 circo); M onaco,


Alte Plnakotltck.

L.a belle Ferro nni re

San Pietrobu'llo,

Dell'alto: Il musico
( 1490 <i rea);
Milano,

( 1490 circa);
Parigi,

Ermltag&.

Pina coteca ombrosionG.

l ouvre.

fosse passata dalla scultura. S spiega cos il carattere ancora verrocchiesco della
Madonna del garofano a Monaco con l'immagine di primo piano bloccata a ridosso di un parapetto sul quale posto il
Bambino, per aprirsi invece nel grande
angolare di una carrellata sulla distesa d i
una catena montuosa, osservata attraverso le bifore nello sfondo. Lo stesso pu
dirsi della Madonna Litta, anche se gi
lombarda nello stile e nel car attere contrariamente a quanto si era spesso pensato. Ma questa volta la ca1-rellata si svolge
in senso verticale: parte dai piedi per bloccare la figura - in piedi appunto - fin quasi sotto all'anca.
Il tema della Madonna in piedi ha la
controparte nella ritrattislica anche se la
figura spesso rappresentata a mezzo busto_ C' un foglio a Windsor dove un busto
di donna, col girargli attorno, colto in
ben diciotto attitudini diverse. facile capire come fossero proprio questi repertori della dinamica del corpo umano a portare Leonardo alla concezione del cosi.ddetto "ritratto di spalla", esemplificato a
livello di prototipo dalla Dama con l'ermellino a Cracovia, databile nel primo
decennio del suo soggiorno lombardo,
intorno al 1489- 1490, a un tempo, cio.
quando ancora sensibile alla lezione della ritrattistica nordica, che col Mu.sico
dell'Ambrosiana pu sembrare mediata
da Antonello da Messina, e che pi tardi,
intorno al1497, avrebbe riproposto con la
Belle Ferronnire del Louvre, puntando
per sul magnetismo degli occhi per farne
un ritratto parlante come preludio all'an)
cor pi tarda Gioconda.
Nel dipinto di Cracovia l'invenzione
dunque tu tta sua. La bella e colta favorita
di Ludovico Sforza, Cecilia Gallerani, appare a mezza figura. Vista di tre quarti
verso sinistra, si volta a guardare fuori
campo a destra, il volto esposto alla luce
che scende suJJa spalla e sul candore dell'etmellino da lei tenuto in braccio come
un gatto. Nei lineamenti della donna si ti flette il carattere araldico del feli no, emblema che Ludovico aveva adottato nel
1489. Ed cos che dalle affinit elettive si
arriva al "rebus": il nome greco dell'animale, "gal", allude al nobile casato
della dama.
Una giovane donna dello stesso tipo
lombardo appare in un disegno a Torino
nella stessa impostazione spaziale della

"'P""

Qui
Dama con

l'ermellino
(1489-1490);
Cracovia,
Cze~rtoryski

Muzeum.

A sinistra:

Studi di figura
(1490 circo);
Windsor,
Royol Llbrory.

18 1

Nella pagina o fianco:

Qui sotto!

Vergine delle rocce

l'angelo nello primo

(1483 circa);

versione della Vergine

Parigi, Louvre.

delle rocce

(1483 circa):
Parigi, Louvre.
A 1inbtro:
.chemo d ello primo
versione dello
Vergine delle rocce,

dal Richter ( 1883).

A sinistra:
Ritratto di fanciulla

vista di spalla
( 1483 circo);
Torino,
Biblioteca reale.

. .

A destra:
St udio per la
Madonna dei fusi
( l SOO circa);
Windsor,

Royal Library.

l
~

Dama con l'ennellino, ma vista tutta di


spalla. Lo sguardo ora r ivolto allo spettatore. Scoperta la formula, le applicazioni sono moltepHci; e infatti la si riconosce nell'angelo della Ve1gine delle rocce,
la prima opera documentata di Leonardo a Milano. che lo occup dal 1483 in
poi, e alla quale sarebbe l i tornato con altre due versioni eseguite dal 1497 al 1508
co n l' assistenza d i allievi. Ne l suo rapporto for male e strutturale col volto, la
spalla concon-e all'effetto di 1ilievo in pit-

tura, e conferisce al corpo femminile un


senso dinamico della forma. Di qui la vitalit sensuale appropriata al tema mitologico della Leda, che Leonardo svolger
dopo il l 50S. Se ne h a un preludio nella
Mad01ma dei fusi del ISOl: un torso di
co1-posit pagana messo in evidenza in
un disegno p reparatorio a Windsot~ in un
modo che ricorda il ritratto della Gallerani.
Negli ultimi anni del secolo, a Milano,
Leonardo porta avanti con grande assiduit lo studio della figura umana; eque19

Nello pagina a fianco,


in alto:
leonardo
e collaboratore,
Vergine delle rocce
(1497 cin;a);
ub;caz;one ignota
(g.i collezione

Cheromy).
N e lla pagina o fianco,
in bosso, a sinistro:
schema dell'ancona
d ella Vergine
delle rocce secondo
Il documento
dello commitc:enz.a

(l .fU).

Disegno dell'autore.
Nella pagina a fianco,

In basso, al centro:
Testa d i Bambino.,
frammento di cartone
(1483 circa);
Parigi, Louvre.
N ella pagina a fianco,
in bosso, o destro:
copio di allievo
del dito dell'angelo
( 15 17 circa)
nello primo versione

della Vergine
delle rocce
(1483 circo);
Wlndsor,
Royol Llbrary.

A sinistra:
collaboratore
lombardo o francese
di Leonardo,
versione in piedi

sto sotto ognj aspetto: l'anatomia, il moto,


l'espressio ne (e quindi la fisiognomica).
dal ritratto alla caricatura. Profili e grotteschi affollano i suoi fogli, si awicendano in una incalzante successione di tipi e
di caratteri. Personaggi che popolano le
strade, le piazze, i mercati, le chiese e i postriboli. Di quando in quando un soniso
ineffabile, soave o ambiguo, emerge fra le
deformit fisiche e morali di relitti umani.
I.:avarizia, l'astuzia, la lussuria, la lusinga,

l'orgoglio, la pompa e la goffaggine: tuuo


passato in rassegna dall'obbiettivo spietato della CJ1 epresa di Leonardo. Ora l'arti sta pr-onto a orchestrare la pitr formidubil<J assemblea d i tipi uman i che mai
potcss~: porsi a confronto conia divinit.
Ed cos che fra il 1495 e il 1497 dip inge il Ce11acolo a Santa Maria delle Grazie.
Ben poco rimasto degli stu di pr-eparatori per quest' opera rnonumentale. In uno
dei suoi taccuini tascabili Leonardo de-

dell'angelo
nello Vergin e
delle rocce
(1483 circa),
probabile copia
(1497 circa)
di un disegno perduto
di Leonardo;
Parigi, l ouvre.

scrive i gesti degli apostoli, ma ancora


lontano dal coordinamento finale delle loro azioni. Ai gesti osservati nella gente,
per le strade, occorre conferire i sim boli
della narrazio ne evangelica. Occorre rifarsi alla tradizione. Nella tradizionale decorazione dei .refettori, l'Ultima cena
quasi sempre par te di un programma pi
vasto che include gli altri episodi della
Passione. Basta ricordare l'esempio di
Andrea del Castagno che a Firenze aveva
rappresentato la Cena in un edi[icio aperto come un palcoscenico, inserito all'esterno della veduta a volo d'uccello d i un paesaggio nel qua le hanno luogo la Crocifissione, la Deposizione e la l~esw~ezione.
Col Cenacolo di Leonardo si stab ilisce
un rappot"to iconografico fra le due pareti di fondo del refettmi o. A11a parete opposta , infatti , il pittore locale Donato
Montorfano aveva dipi nto nel 1495 una
Crocifissione, opera ordinata e solenne, di

respiro mantcgnesco, con una maestosa


veduta d i Gerusalemrrre nello sfondo. al
centro, che sembra preludere al programma bramantesco di ricostruire il Vatican o. Secondo un'antica tmdizione, che
risale a l Vasad (1550), Leonardo stesso vi
avrebbe aggiunto a olio i ritratti d Ludovico Sfon.a e della conso rte :Beatrice inginocchiati coi loro due figli c un paggetto moro ai lati in basso e oggi qu as i del
tutto scomparsi. comunque probabile
ch e Leonardo avesse tenuto conto della
prospicien te scena delle tre croci nel gc
sto da lui conferito al Cristo: una mano
leva ta al cielo in direzione della croce del
buon !adrone e l'altra r ivolta in basso. di retta alla cr oce del "cattivo". TI Cenacolo
di Leonardo a ppru:e eloquente e di retto,
di semplicit evangelica, ed cosl c he fu
inteso dai prin osservatori.
Ma c' di pi. Prima di descrivere la
straordinaria ani mazione degli apostoli,

Qulsopro:
Donato M ontorfano,
Crocifissione
(1495);
M ilano,

Santo M orlo
delle Grazie, refettOt"lo.
Nella p oclna o flon<o:
il Cenac;olo

nel refettorio di Santo


Mori o delle Grozle

o Mi/ono primo
d el bombonlomnto
del l 943.

o
c

l.

Portico/ore
del Cenacolo
dopo l'ultimo
restauro
(concluso ne/ 1999).

..

..

Luca Pacioli, nel1498, si riferisce alla figu ra di C1isto quale Simulacro de l'ardente desiderio d i nos tTa salute. Ecco
qui l'indizio di u na sequenza temporale
con la quale Leonardo viene a sostiluire il
tradizionale repertorio degli episodi della
Passione. Incorpora cio ailusivamente il
tema dell'istituzione dell'Eucarestia che
nel testo evangelico di Luca appunto
preceduto da quello dell'annuncio del sacrificio ed seguito dalle parole che cau-

.,

'

, .

..(

sano l'agitazione fis ica ed emotiva degli


apostoli: <<la mano di chi mi trad isce
con me sulla tavola . Non importa pi
isolare Giuda conl.e nelle rappesentazioni precedenti. ora attore fra gli altri attori, col gesto intenso di chi si ritrae colpevole. E cos il ges to del Clisto nell'indicare sia il vino ch e il pane suUa tavola
si fa sin1bolo dell' Eucarestia, come lo sono quell i degli apostoli di rimando alla
sua offerta, qu ali app un to si r itrovano

Da sinistra:
Studio per l'apostolo
Filippo
( 1495 circa);
Wind .sor.
Royal Librory.

Studio per l'apostolo


Giacomo m aggiore

(1495 circa};
Windso ~

Royal Libmry.
l

A sinistro:

,.!

y-

'

anonimo artlrto,

forse francese,
GGrtonetto

per una capla


del Cena colo
lncerprecato come
Istituzione
dell'Eucarestia
(1515 circa);

Windtor,
Royal Ubrary.

..

'

nella tradizione iconografica. quindi


sintomatico che una copia antica della
Cena di Leonardo in un disegno a Windsor non mostri altro sul tavolo che un calice e il pane in fronte al Cristo. Tn fi ne, alla componente eucaristica delh1 narrativa
vien e a sovrapporsi l'orchestnlzione dei
moti d'animo degli apostoli. che a gmppi di u-e si espandono ri tmicamente ai lati della figura di Cristo, da quella emanati e verso quella attratti in un continuo

fluire di form e, gesti e sguardi. A questa


drammatizzazione del tema contr ibLsce
il carattere scenografico della pittura. Si
spiega cosi il senso di accelcra:tione prospettica n ello sfondo verso la luminosit
di una vedu ta di paese in lontananza, per
dare risalto alle figure di primo piano. Col
Cellacolo, l'opera che inaugura la grande
stagione del Cinquecento, Leonardo applica alla pittura il linguaggio che sar
quello del cinema.

Nello j><Jf:lno o fianco:


Solo del/e Ane
dumnte lo mottm

degli St udi d i N atura


di Leonardo
dalla Royal Llbrary
nel cartello di W lndsor
organizzata nel 1962.

A sin;stra:
Sala delle Asse
nel Caste llo s:forzesco

a Milano
(1498 circo);
particolare del centro
d ello volra.

'

... ----

Mentre lavora al Cenacolo. Leonardo riceve l' incarico di decol-a-e una grande sala a piantcn-eno nella totre a nod-est del
Castello sforzesco, la Sala delle Asse. L'opera se mbra ispirarsi alle feste con le quali a Milano, nel J 494, si erano celebrate le
nozze della nipote di Ludovico Sforza,
Bianca Maria, con l'imperatore Massimiliano. L'idea di Leonardo di tr~lsforma
re la stanza in un ambiente all'apet-to, un
pe1golato d' alberi le cui fronde s' in trecciano a seguire l'andamen to della volta.
Gli alberi (forse i gelsomori degli emblemi sforzeschi) affondano le radic i in un
terreno roccioso, sezionato in profondit
come a suggerire la presenza delle fonda-

zioni stesse del Castello sforLesco. Il p-o- Qui sopra, da sinistra:


getto assu me un significato poli tico. La St udi di o rna to
metafora visiva vien e a suggerire come i] in un taccuino (Ms. H}
buon govemo possa paragonarsi alla geo- del 1494 circa;
metrica precisione e complessit delle Parigi,
opere di Natura. Nell'inrricato sistema de- /nrtitut de France.
gli intrecci dei rami e delle corde s i avverte -come nel buon governo- la forza Stam pa
che fa sempre capo a un punto posto in dell'Accademia
alto nel cenuo: lo stemma degli Sforza. vinciana (1 495 circa);
l'ultima opera di Leona-do a Milano. Il M ilano, Biblio teca
d uca perse lo stato, la roba e la libert, e ambrosiana .
nessuna opera si finl per lui. Cosl scrive
Leona rdo nel 1500. AJ precipilare degli
eventi l'artista lascia la ciu e ti tom a a Firenze dopo un'assenza di diciotto an ni.

'

{;

\.

IMPACIENTISSIMO
AL PENNELLO

Nel/a pagina a fianco:


Ritratto di
Isabella d'Este,
cartone (l SOO);
Parigi, Louvre.

Nel viaggio di ritorno


a Firenze, fra la fine
del 1499 e l'inizio
del lSOO,Leonardo
sosta a Venezia dove
consultato p er lavori
di ingegneria militare
ai confini orientali
della Serenissima.
Il pittore non passa
inosservato, e si parla
con ammirazione del

eli Isabella d'Est e da luj eseguHo


' aritratto
carboncino
prima, a Mantova. Non
poco
si sa quali altre opere avesse con s, ma indubbiamente dovevano abbondare i manoscritti e i disegni.
d .a vita di Leonardo varia et indeterminata forte, s che pare vivere a giornata. Cos scrive Pietro da Novellara a lsabella d'Este. il 3 aprile l 501 e Leonardo
a Firenze riceve il corrispondente di Isabella. Sappiamo cos che ha con s due
garzoni che tiene occupati a far re trati (cio a eseguire copie), correggendone
alle volte le opere. Sappiamo inoloe che
spera presto eli porere accontentare la mar-

Gian Cristoforo
Romano,
Ritratto

di Isabella d'Este
(1505-1507);
Edimburgo,
Notionol Gollery
of5cotland.

Qui sopra:

Mad onna dei fusi


( /500 circo);

ub/coz/one ignoto
(giil Monrrcol,
collezione Roborr
WiUuon Reford).
......
A destro:

Studio ~r Il prim o
canone
della Sant'Anna
(/501 circo);

Venezia, Gallerie
dei/'Accodem/o.
Nello pagina a fionco:
cartone
dello Sant'Anna
(1508 circo);
Londra, Noi/ono/
Gallery.

chesa col tradun'e lJ cartone del suo r itratto in pittura. Ma si profila la crisi: D
opra forte ad la geometria, im pacientissimo al pennello. E una lettera del successivo 14 aprile non sembra lasciare alcuna
speranza: <nsumma li suoi esperimenti
matematici l'hanno tan to distratto dal dipingere che non pu patire il pennello.
Eppure due opere profetiche di futuri
svilup pi nascono in quesco clima: il primo
cartone della Sant'Anna, perduto, e la Madonna dei ft,si, nota in due versioni esegui te da allievi con l'intervento del maestro. Le descrizioni del Novellara riportano la spiegazione del simbolismo religioso
fornita da Leonardo stesso. U cartone della Sant'AnntJ piccolo, ma le figure sono
in grandezza naturale perch stanno sedute o curve. La Vergine in grembo alla
madre si cnina con trepidazione materna
per allontanare il Figlio dall'agnello (simbolo della Passione) ch'Egli abbraccia
gioioso. Ma sant'Anna cerca di dissuaderla, e foc'Si vole 6gura<e la Chiesa che
non vorrebbe f LLSS impedita la passione
di Christo. Analoga interpretazione fornita dal poeta bolog11ese Gerolamo Casio
con un sonetto dell525. Disegni preparatori ci mostrano il modo di Leonardo di
procedere verso il punto focale dell'iconografia ricorrendo a effetti di scansione e di
equilibrio delle forme in rapporto al paesaggio o all'architettura. La narrazione
chiara, aperta. Forse troppo aperta per
un'iconografia che non lecito portare a
livello umano, quasi domestico, eliminando i simboli pi ovvi della divinit, come
le aureole. Con un senso di idealizzazione
classica della forma, quale si riscontra in
un cartone pi tardo, quello di Londra,
c he del 1508 (data suggerita dallo stile
e confermata da un foglio di studi preparatori al British Museum), l'iconografia si
trasferisce daiJ' affermazione all'allusione.
vero che la Vergine seduta in grem bo
alla madre senza alcuna ten sione apparente. Ma il modo in cui le gambe sono
disposte in rapporto alla torsione del busto mostra che senza alClmo sforzo la Vergine pu levarsi in piedi e andarsene, togliendo il Figlio da un simbolo meno ovvio della Passione, il compagno di giochi
san Giovannino. Ma non lo fa. La madre
la convince con Io sg uardo e col gesto
della mano r ivolto al cielo. E si intuisce
che l'altra mano, non vista, preme affettuosamente contro la sua schiena.

'

.
'

Poi viene il dipinto. quello che Leonardo inizia a Milano intorno al 151 O per
porta.-lo avanti ancora in Francia, (asciandolo per incompleto nella veste della Vergine studiata negli ultimi disegni.
Qui riprende il motivo dell'agnello, ma
evita le mosse bmsche e i gesti enfatici. La
testa di sant'Anna sovrasta ora il gxuppo,
un braccio piegato al fianco e l'altro, non
visto, alzalo dietro la schiena della figlia.
Questa chinata in avanti a sotTeggere il
figlio che ha abbracciato l'agnello e si volge a guardarla con aria di gioioso trionfo.
La madre dal sorriso dolcemente malinconico sa che potrebbe portarselo via con
un semplice levar di testa. la testa, in-

fatti, che tiene il suo corpo in equilibrio: il


piede della gamba piegata. anch'esso non
visto, posto sulla stessa roccia sulla quale siede sant'Anna; quindi il fulcro di una
bilancia uman a, pi volte considerata in
disegni coevi di Leonardo e presente perfino in uno degli atleti nella Cappella sistina d i Michelangelo. Ma una bilancia
che sant'Anna pu controllare con la mano non vista. ll pittore ha messo la sua
scienza al servizio del simbolismo !eligioso. A colpo d'occhio il quadro non rivela
altro che un complesso e a1monioso fluire delle forme di fronte a un maestoso scenario di catene montuose, allegoria fin
troppo ovvia del passare del tempo.

Studia per
il drappeggio
della Sant'Anna
(1517-1518);
Parigi, l.auvre.

Nella pagina a (lonea'


Sant'Anna
(Madonna
col Bambina
e sant'Anna)
(1510,e de>pa);
Parigi, l.auvre.

33

'

Qui sopi'O:
l

Tavola Doria
della Ba.ttaglia
di Anghiari
(1505 circo);
ub/caz/a<ne Ignoto
(opera notificato
gl a Napoli nello
c:ollezione

del principi Doria


d~Angri e oro
all'estero).
A sinistro:
Studio

f.

,, 1

fisiogno;mico

( 1504 circo},
1>orrlcoloi"(J;

Wlndsor,
Royol Librory.
A destra:
Studio di Ercole
(l 504 circa};
Torino,

Biblioteca reale.

Nel 1503, a Firenze. Leo nardo riceve


l'incarico di deco rare la nuova Sala del
Gran Consiglio, costruita dietro a Palazzo
vecch io li-a il 1495 e il 1498. Tema scelto
per la pittura di cara nere stoti co: la battaglia d Anghiari. I.:enom1e composizione
(tre volle quella del Cenacolo) doveva commemorare la vittori a dei fioren tini sui milanesi nel 1440. TI carto ne completato nel
1505. Un anno dopo, la parte centrale della composizio ne t: gi Lrasfei-ita sulla par-ete. Intanto l'ncnrico eli clccoraJe l'altra
met della pa rete viene affidato al giovane
Michelangelo, gi all"crmatosi come scultore del colossale David. Doveva essere una
pittura di analogo soggetto, la Baaaglia di
Casciru/, ma Michelangelo non va oltre al
cartone c nel l 506 ritorna al servizio del
papa. Anche Leonardo rinuncia all'incarico intorno al 1506, al tempo del suo ritorno a Milano. E cosl scom paiono le d ue
opere che per i l Ce llini mentre che stettero in piedi fu rono la scuola del mondo: il
cartone di Michelangclo lacerato nel l 5 12
al r-itorno dei Medici a Firenze; la pittura di
Leonardo scomparsa nel. 1563 con le m odifiche apportate alla sala dal Vasa1i. una
pitttUa che si conosce solo attr-averso copie, stampe e disegni: una composizione di
carntten:: esplosivo, una manifestazione incomparabile di energia negli uomini e negli animali. Ecco allora perfino l'urlo dell'er-oe fisiognomicam ente rapporta to a
quello del leone, simbolo di Firenze presente non solo ne l tradizionale Mar-zocco,
ma addirittura vivo negli esemplari custoditi in un'apposita ga bbia dietro Palazzo
vecchio (nella presente via dei Leoni), che
Leonardo stesso ricorda; l'animale prediletto presente pure nel pmprio nome (leonardo), il sim bolo gi a pparso nei disegni
dell'Ercole colleo11e nemeo, coi q uali studiare come rcaliZ7..are u na colossale statua
dal blocco di marmo che in un primo tempo gli er-a stato a ffidato c dal quale il giovane Michelangelo avrebbe poi ricavato il
David, co mpiuto pmprio nel 1504.
Ma l'ormai a nziano Leo nardo no n si
ferma. Col ri to m o a Milano, dal l506 in
poi, lavore r per i francesi, soprallu tto
con proge tlj d i are h itellu ra e cana lizzazione. Allo stesso tempo appa1tengono gli
studi per un mo numen to equestre a Gian
Giacomo Trivul ~.io, nonch una tetza versione della \!ergine delle rocce, r ipresa con
un'impostazione pi scultorea delle figure e pi arch itellonica dell'ambiente.

Qui sopra:
Ve rgine delle rocce
(terzo versione,
l 508 circo);
Londra, Notionol
Gollery.
A s-inistra:

St udio di panneggio
per la terza versione

della Vergine
de lle nx:ce
( l 508 circo);
W indsor, Royol Ubrory.
Esempio unico
di disegno pittorico
eseguito o tempero
~ olio a punto
di pennello
su corto grave
o cartoncino.

,.

--~

Qui sopror e o destro:

Tre studi
per la Leda col cigno
inginocchl3ta
(l 504 drca);
Wlndsor, Royol Ubrary;
Chcnsworth, coli. Duca
di Devonshire;

Rotterdom,
Museum 8oymonr
van 8euningen {d/segno
rovinato col restauro
e qui riprodotto
dallo stampo
di Giovanni
Vendromini del 1812).

Qui sopro, o destro:


Testa di fanciulla

detto "La scapiliata"


(1 508 circa);
Pormo,

Galleria nazionale.

Poi vengono i tem i mitologici. La Leda,


simbolo delle forze generative della Natu
ra, appare gi al tempo degli studi per la
Batraglia di A11ghiari, in tom o al1504. Leonardo la immagina , in un primo momen
to. nella posizione inginocchiilta del giovanile San Gerolamo, circondata da una
rigogliosa vegetazione che ne accentua l'esuberante sensuaHr. Pilll:Ordi, forse a Mi
lano, svilupper la vesione in piedi. Sul
p iano teodco del lo studi o del moto urna
no non altro che la fase successiva nell'azione dell'alzarsi da temi. TI simbolismo
non cambia. Ma la Leda diventa l'illustrazione di un principio di disegno: la "6gu-

ra ser pentinata" che Michelangelo e Raffaello saranno pronti ad attribuirsi e che


tanta fortuna avr nel Cinquecento.
Lo stupendo bozzetto della Scapiliata a
Parma, r iconosciutogli solo eli recente,
spesso cons ideraLO un o studio per la testa
di Leda come quello del disegno al Castello sforzcsco, ma l'accenno alla posizione fron La le del busto e gli stessi capelli sciolti al vento suggeriscono piu ttosto
l'immagine di una Madonna, un tema peralno del quale Leonardo si occupava
pure a quel tempo, come si appren de da
un su o stesso accenno a du e dipinti che
stava portand o avanti pe1 il1e di Francia.

Giovanni Plott'O R/zzoll


detto Il G/amp/etrlno,
Leda Jnglnocchio.ta
(l 5 l 5 circa);

Kassel,

Staatl/che Musccn
Sch/oss W /lhelmshohe.

Anonimo,
Leda col cigno
( l SOS circa);
Firenu , Uffizi.

Anonimo,
Leda col cigno
(l SOS circo);
Roma, galleria Borghese.
39

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In alto:
Studio per un
Nettuno con l cavalli
marini (1 504 circa);
Wlndsor, Royol Llbrory.

401

Lungo il morrlne
Juperiore
o sinistra s-i legge
di mono d/ Leonordo:
ffobbosso i cavalli.

Qui sopra:
Studi perla
Battaglia di Anghiari
( l 504 circo);
Wlndsor, Roya/ Ubrory.

.... .

Un altro tema mi tologico il Netluno


coi cavalli marini che si avvale delle forme
a spire con le quali dar corpo al concetto
delle fon.e vorticose i n a tura. n motivo
iniziale, ispit-ato all'ovale di una gemma
antica, risale al l 504, al tempo della Bartaglia di Anghiari. I n quell'anno l'amico
Antonio Segni, al quale dona il grande disegno, oggi perd uto, si trasferisce a Roma
perch nomi nato datario del papa. Co n
una nota sull'abbozzo a Windsor Leonardo suggerisce a se stesso di abbassae i cavalli. Un disegno successivo mostra infatti il motivo della posizione eretta del dio
marino: figura non pi concitata nell'azio ne, ma possente nelle proporzioni erculee come un guerriero della Battaglio. di
Angltlri., fiera nell'atteggiamento come il
David di Michelangelo. Da qui forse l'idea
per una fontana. Del resto, il disegno stesso, portato a Roma con la raccolta di Giovanni Gaddi che l'aveva ereditato, avrebbe
attratto l'attcm.ionc degli artisti per tutto
il Ci nquecento e oltre, dal medaglista Alessandro Cesati, aJ qua]e l'aveva raccomandato Anni bal Caro nel 1540, ad Ambrogio Figino che avrebbe volu to tradwlo in
pittura, via via frno al Semini, il cuj Nettuno del1618 sembra raccogli e~ne l'eco.

GLI ULTIMI
DEMONI

Nella pagina o fianco:


Anonimo /eonardesco
(gi ottribujto

a Leonardo),
A ngelo
dell'Annunciazione

( 1504 crco);
Basilea~

Kunrtmuseum
(gl coli. Sorosin).

Un recente restauro

ha rivelato lo presenza
di una 9recedente

venlone in veste
di san Giovanni

Battista con croce


di canna e pelle
di leopardo invece

del velo. Lo presente


riprodut.lone,
1Junlco esistente
o colori, risale o uno

pubblicazione
di Paul Sorosin

del 1919.
Non si tratto dunque
dell'opera perduto
di Leonardo
che il Va.sari ricordo
nel ISSO

come esistente
nel guardaroba
mediceo
o Palazzo vecchio.

Al tempo della Battaglia


di Anghiari risale infine
l'idea di un Angelo
dell'Annunciazione,
noto in un abbozzo
di allievo ritoccato
da Leonardo su un foglio
dello stesso periodo.
Si tratta di una veduta
frontale, a mezza figura,
dell'arcangelo
Gabriele, osservato
dunqu e dal punto
di vista della Vergine.
Lidea, audace, non del tutto nuova, per Antonello do Menino,
ch se ne ha la controparte nella famosa Vergine annunciata
Vergine annunciata di Antonello da Mes- (1475 circo);
s ina del 1475. Ne esistono alcune ver- Palermo,
sioni di scuola, la migliore delle quali era Galleria no%/onole.
ritenuta quella a Basilea, gi nella raccolta del celebre storico Jacob Burckhardt.
Dopo l'espressione di un'aperta, estensibile virilit nelle figure dei guerrieri per la
Battaglia di Anghia1i, e dopo la scrupolosa aderenza ai caratteri femminili che nella Leda esaltano gli aspetti pi seducenti

Qui sopra, o sinistro:


San Giovanni Battista
seduto (1513 circa);
Parig;, Louvre.
Dipinto portato
a termine da un
allievo, forse
Cesare da Sesto.
Qui sopra, a destro:

San Giovanni Battista


(dopo il 1508);
Parig;, Louvre.
La figura in piedi
ripresa (;no
oWanco in veduto
rovvldnoto.
Nella pagina a fianco,

dall'alto:
la Gioconda

(dopo Il 15 J O);
Porigi, Louvre.

"The Pointing Lady"


(1518 circo);
Windsor, Royo/ Llbrory.

44 1

di un'esubeante sensualit, Leonardo arriva, con l'Angelo dell'Annu nciazione, alla


fusione dei sessi, all'ambigui t non solamente fisica ma anche psichica dell'ermafrodi to. Riemergono i demoni dell'adolescenza, delle p .-ime esperien ze omosessuali. !.:insidiosa presenza si colloca fTa la
luce e l'ombra, con un so.JTiso che presiede alle vicende umane, al di l del piacere
e del dolore. Si prospett a una Eilosofia blasfema, che per pu essere satira salutare, sferza contro le convenzioni, un messaggio di speranza. E cosl, s ul modello
dell'angelo, anche l'emaciato S an Giovanni Battista de lla tradizione toscana pu
trasfonn arsi in floddezza bacchica, anche
se non apertamente equivoca come nel
primo Caravaggio, anche se non ancora di
im postazione classica come nella dionisiaca, atletica figura seduta in un paesaggio eli rocce e albed che un allievo (Cesal'e da Sesto)) ela bora in un dipinto del
Louvre da un bellissimo d.isegTJo di Leonardo del 1513 circa, scomparso onn ai da
tempo dal museo de l Sacro Monte sopra
Varese. Ora il santo, a mezzo busto in veduta f1-ontale, occupa invece, quasi nudo,
il primo piano di un fondale nem. n dt-

cheroso pollastrone di Carlo Emilio Gadda si presenta di corposit palpitante che


insieme abbaglia e dpugna, il volto acceso in un sordso che si spande a co.involgere la fissit ipnotica degli occhi grandi,
cerchia ti d'ombra come quelli del coevo,
blasfemo Angelo in.ca.nww. questo un
dipinto pure al Louvre, che concepito a
Fire nze in torno al l 508 e che un allievo
prende a modello nel 1509 anche se Leonardo continue a lavorarci in am successivi, a Milano, a Roma, e forse ancora
in Francia. Nel carattere e nella disposizione delle membra, nei capelli a cascata
d'acqua voriicosa e nel modo di illun nar e la figura sullo sfondo tenebroso si possono seguire, pu ntualmente, i precetti di
pittura di Leonardo di quegli anni.. Egli intende .illust rare una teoria artistica. Spetter alla psicoanalisi andare oltre.
E con questo si aniva alla Gioconda.
Nello svolgimento stilistico dell'mie di Leonardo comun que inevita bile che essa
debba venire per ultima. Anche solo una
rapida t'assegna della sua produzione artistica pu r ivelae l'essenza del carattere
della sua opela, nel senso di un continuo
ricorso alla dcerca e alla sperimentazione.

Per lui la pittura filosofia, cio scienza: il


linguaggio pi appropr iato col quale comunicare la conoscenza del mondo sensibile. Ecco perch egli pu affermare: E d
in effeno ci che nell'universo per essen7.a, presenza o immaginazione, il pittore lo
ha pti.ma nella mente, e poi nelle mani, e
quelle sono di ta n ta eccellenza, che in pari
tempo generano una proporzionata armonia in un solo sgLtan:lo qual fanno le cose.
I:arte dunque. pe.r Leonardo, una seconda creazione. Le fasi dello sviluppo del
suo pensiero scientifico, dallo studio della
meccanica dci pesi all'id raulica, alla geologia, all'anatomia, alla botanica e infi ne
alla geom etria, si rilletlono costantemente
nelle sue opere artistiche, per cui, seguendo lo svolgersi del suo pensiero scientifico
nei suoi manoscri tti, si pu individuare il
filo conduttore lungo il quale si collocano
quelle o pere. E ci si accorge, senza sot-prcsa, che la Gioconda aniva per ultima.
Si sa c he in Prancia Leonardo stava ancora lavorando alla Sant'Anna, e infatti a
quel periodo, dopo il 1517, appartengono
gli studi per La parte incompiuta del panneggio della Vergine, quella che avrebbe lasciato intravedere attravetso i panni la
m eccanica della disposizione delle gambe.
Non esiste alc uno studio per la Gioconda,
ma i veli che la copr'Ono banno lo sresso
carattere degli studi di panneggi eseguiti in
F rancia per la Stmt'Anna. Sono veli che
modellano. c quindi esaltano, le ~plendide
forme da loro coperte. Ba~ ta osservare il
braccio sinistro, che in una buona fotografia si vede tutto, 6no al gomito e oltre.
Non una delle q uaranta e pi copie conosciute t; produce questo particolare. Sebbene vestita, la Gioconda si rivela nella pienezza della sua costi tuzione anatomica.
Lo stesso pu dirsi dj un disegno a carboncino a Windsor, tardissimo, rappresentante una giovane donna in piedi in un
paesaggio di rocce, acque e piante. n vol'
to, illum inato da un ineffabile sorriso,
q uello della Gioconda., i capelli sollevati al
vento, le vesli leggere agitate come le nu~
vole negli ulti mi disegni del Diluvio. Un
,
braccio sollevato al petto a trattenere un '
lembo della veste, l'altro teso a indicare
' .'
'
uno spazio lon 1a no, .i n profondit. Se Walter Pater avesse conosciuto q uesto dise-.
gno al tempo della s ua celebre descrizio' .
ne della Gioconda, non avrebbe ma ncato
eli riconosccrvi lo stesso personaggio del
ritrano del Louvre, personaggio che gi gli

-- ..'

--

... .

:..--~-

'

'
...... ~lo {

~~~JH~

...."'!.. J,..t-l.t~

Stud io di occhio
e ciocca di capelli
(1515 circa);
Milano,
Biblioteca ambrosiano.
Portlcolare
di un foglio
del Codice Atlantico
accostato
o un particolare

de lla Gioconda.

46

<-

,.

era apparso in rapporto simbolico con Leda, madre di Elena di Troia, e sant'Anna,
madre di Maria, quasi a suggel-ire che nell'opera pittorica d Leonardo - concettualmente come stilisticamen te- la Leda e la
Sant'Anna non potevano che aver preceduto la Gioconda. Sembra anzi che intorno al 1515 Leonardo stesse ancora lavorando alta Leda, della quale si trova appu nto u n piccolo schizzo su un foglio di
studi geometrici di quel temp o nel Codice
Atlantico (f. 156 r-b [ 423 r ]). E su un foglio
della stessa serie di stu di geome trici, pure
nel Coclice Atlantico (f. 315 r-a [864 r]), databile con precisione fra il 15 J 5 e il 1516,
si trova un disegno a penna di un occhio
accanto a una caduta di capelli ondulati,
proprio come nella Gioconda. come una
riflessione grafica, sopmppernsiero, su un
particolare ipnotico del dipi nto al quale sta
ancora lavorando.
La questione dell'identit del personaggio passa in secondo ord ine. certo che
non la monna Lisa del racconto del Va sar, anche perch non si pu passare sopra una testimonianza come quella eli Antonio de Beatis, che nel1517 parla di un
ritratto visto nello studio di Leonardo in
Francia e identificato da Leon ardo stesso
come quello di una <<Certa dona Fiorentina facta di naturale ad istantia del quondam magico Juliano de Medici. Fu questi l'ultimo protettore di Leonardo in Italia, dal1513 al 1516. vero che Giuliano,

esiliato da Firenze, si trovava a Venezia nel


1500 propd o al tempo del breve soggiorno di Leonardo in quella citt. Ma le congetture in p1oposito sarebbero ped colose;
e comunque non pi il caso di ancorare
la Gioconda a un tempo, intomo al1505,
ch e avrebbe permesso a Raffaello di trarne ispirazione. A quel tempo la fonnula
"esterna:" della Gioconda era gi diffusa attraverso le altre opere di Leonardo, e basta
riflettere sul ritratto di donna di Lorenzo
di Credi a For lL La formula "interna", invece, unica e irripetibile. Copie e derivazioni si formano alla superficie.
I.:ormai vecchio pittore, non pi <<m pacientissimo al pennello, ritornato alla pittura, e prova eloquente ne fornita
dalla grande quantit di note sulle piante
e il paesaggio nei manoscritti pi tardi, in
particolare in due di quelli di Francia, i
codici E e G, entrambi databili nel periodo 15 10-151 5, nonch in numerosi fogli
dello stesso tempo nel Codice atlantico.
Uno di ques ti (j( folio 184 verso-c [505 v]),
oltre a due note sui colori e sugli effetti atmosferici nel paesaggio, ne contiene una
intitolata Vita del pittore 11e' paesi, con la
parola "fi losofo" (cio studioso della natura) cancellata, dopo "pittore". una
straordinaria confessione au tobiografica
che getta luce sui rapporti di Leonardo coi
suoi ai ut i e allievi e che va meditata tenendo in mente la Gioconda: aAl pittore
necessario le matematiche appartenen-

Da sin;stro:
Raffaello,
Dama con l'unic orno

( 1506 clr<:a);
Roma,
go/leria Sorghee.

lorenzo di Credi,
Ritratto dlslov1111e
donna
( 1490 cJr<:a);
ForfJ, M useo cirieo.

te a essa p ittura e la privazione dj compagn ie che son alieni dal li loro studi; e cervello m ulabile secondo la direzio ne delli
abbietti che di nanti se li oppongono, e remoti da altre cwe. E se nella con templarione e difinizione di un caso se l'in terpone un secondo caso, com e accade quando
l'abbietto muove il senso, allora di tali casi si debbe giudicare q uale di p i faticosa difin izione e q uel segui tare ins ino alla
sua ultima chiarezza e poi seguitare ]a definizione dell'altro. E sopra tutt o essee di
m ente equale alla natura che ha la superfizie dello specchio, la q uale si tasm ula
in tan ti vari colori, q ua nti sono li colod
dciii sua o bbietti. E le sue com pagn ie abbino sim ilitudine co' lui in tali studi e, non
le trovando, usi con se m edesimo n elle
sue con tem plazione, che in fine non trover p i uti le compagnia.
A questo. poco dopo, far eco Paolo Giovio, suo pritno biografo, affcnnando come
il com pianto per la sua mone in Francia
fosse accresciuto dal fatto che tra i giovani che affollavano la sua bottega egli non
lasciasse alcLm discepolo di gr.m fama .
Verr forse il giorno in cui anche la Gioconda sa r saggiamente restau rata (ma
forse sarebbe pi1saggio non roccarla) per
far sl che possa tom are a risplendere nella lum in osit dei colori voluti da Leonardo, intensi e vaporosi nella lontananza,
squillanti e accesi nella m onumentale presenza in primo pian o. E si potr co nfer-

mare che la chiave eli lettura proprio nel


gi.oco delle form e coperte dai veli: quel miracolo di vel azioni. di color i, cio velature, di cui si parla con insistenza nel Libro di pittura , e che i moderni inter preti
non hanno capito, dal momen to che hanno proposto di leggere: relazioni di colori (v. capitolo 205). E intanto il pit1celebre dipinto del mondo continuer a essere
oggetto d i ipotesi e illazioni. !:espressione
del volto e il carattere delle mani hanno
perfin o fatto pensare che si tratti d i una
donna b1d nta.
Eppure, di tutte le interpretazioni che si
sono avute, dai morbosi en tusiasmi dei decadenti nell'Ottocento fino alle recentissim e manipolazioni col com puter, forse questa ancora quella che meglio risponde a
ci che si sa deiJ'ttimo Leonardo, collocandosi nel contesto dei suoi stud i embriologici del! 5 l O- l 5 l 3, e d quel! i di geologia dello stesso periodo, che insistono sul
concetto della vita um ana apportata a
q uella della Len a . Ma l'ultimo Leonardo
no n solo filosofo naturale, in senso aristotelico, non solo il grandissimo filosofo com e il suo ttimo m ecenate, il re di
Francia Francesco I, lo avrebbe pit tardi
ricorda to al Ccllini. anche poeta. E come
tale - no n p i dominato dai demoni dell'adolesccm.a- sa evocare sogni e immagini dell'infa nzia. E cos anche Freud potrebbe avere ragione nel riconoscere nella
Gioconda il ritrauo idealizzato della madre.
-47

QUADRO CRONOLOGICO
AVVENIMENTI

t ~VVENIMENTI STORICI

STORICI'~ ;

E ARTISTICI 4<.:;.l'C::iJ>;,;

'Il"" ~1L:>-

Ad Arezzo Piero della Francesca


lnllia il ciclo di affreschi con la
Lli!JYenda della vem CtOr:e.

. . . .,. E ARlJSTICI ,

1452

Leonardo nasce aVonci il 15 aprilo, figlio naturnla del notaio Piero


di Antonio.

1469

Pfe'lumi b~mente quesranno enba


nella bottega del Verroco;hio.

Gtlooa 1ra i Medici e Voi1Brra per


il possesso delle miniere di alluma. Muore Leon BatlislaAiberti.

1472

i'lasce Nioool~ C<lpemloo. Mildon-

1473

Data (5 agosto) il disegno con il


PaCSii!Jffia d811a vallata ([e/l'Amo.

Antonello da Messina documentato aVerlezia. NaSce a CsJiese Michelangelo.

1475

Risale proba!lilmente a tale anno


la G/nevm 8lJncl conservata nella
Nalional Gailery a Washington.

A Milano Galeazzo Mana SIO<'Za


assassinato in una congiura. Gli
succede il figlio Giangaleazzo.

1476

accusato di sodomia assieme


ad altre pefSOne. Viene assono
dall'accusa.

La coogiura del PaZZI. fomenlata aa


papa S~to IV, fallisce; muore Giullano de' Medici, ma l'autorit del
lrateiiO,LOrenzo Il Magnifico, ne
esce rafforzala.

1478

iscrtto nella Compagnia de' Pittori di Firenze, designata anche


C<lmpagnla di San l uca.

na diJIIe fOS8 di Martin SchofVMJr.

incaricato di eseguire la pala


d'allare ~)el la cappella di San Bernardo net pamzo aella Stgnotia
a Firenze. Inizia a dicembre due
dipinti di Madenna Gol Bambi/10.
C<lntlalto per l'AdOilllll>ne iiei magi
con l monaci di San Donato a Scopeto. per i quali avea gi dipinto
un uriuoiO (opera perduta).

Stampa Preveda~ di Btamante a


Milarlo. B<rtlicel5, Ghirtanaaio, C<lslmo Rosselli a Roma per la decorazione della Cappella sistina.

1481

Arriva a f'irenze Il Tritlic PortifiiJri di Hugo va11 dar Go es.

1482

Si trasferisce a Milano lasciafldo


inc001piula l'Adoiazione dei magi.

Raffaello nasce a Urtino. Muore


l re di Francia Luigi Xl e gl suocede
il figlio Carlo VIli.

1483

AMilano, ll 25 apoo, ~ula il oontratto per la Vergine delle rocce


insieme con l fratelli De Predls.

Madonna della scala di Miche!angelo.

1487

Verrocchio muore aVenezia, dove


stava lavorando al monumento
efiJOSite al Colleon. Bramante a
l'lMa per Il progetto del duomo.

1488

Pl'iliwe di Cct'm1)11oo mizia 1a oompilazione dei suoi MsmoirNS, compiuti in otto libri nel1498 con la
cronaca dei regni rli Luigi Xl e
lo'1111.

1489

Giungea Milano Fr.moosco ti~gio Martini. AFirenze, Ghiflandaio


reaizza gli affreschi in Santa Maria
NoVella.

1490

Muore a Rrenze Lorenro il Magni


fico. Si incrina il sis1Bma di alleanze sancito dalla pace di lodi. ll 12
oiiObreColombo scopre I'ArtJetlca.

1492

car-

Pag001enti per i progetti per il tiburio del duomo di Milano.


Altri pagamenti per i progetli per
il tiburio del duomo di MiiMO, ai
cui iabbricieri scrive una lettera
abbozzata nel Codice Atlantioo.
Apparati provvisori per festeggiare lenozze 1ra Giangaleazzo Storza e Isabella d'Aragona. Riprende Il progetto della colossale statua equestre di Francesco Sforza.
Numerose feste di corte. La pi
famosa quella detta "del Paradiso", del 13 gennaio, su ibretto di
Bernardo Belllncionl.

Il re rli Francia Cerio Vili, alleato del


Moro, scendeIn Italia a rivendica
re il regno di Napoli.

48

1494

A Firenze si inizia la oostruzione


della sala del Gran Consiglio su
progetlo di Simone del Pollaiuolo
detto Il Cronaca.

1495

Antonio Pollaiuolo muore a Roma.


Michelangelo incaricato di scolpire la Piet. AFirenze Savonar~r
la mMdato al rogo.

1498

In occasione del matrimonio tra


Ludovico il Moro e Beatrice d'Este, disegna i coslumi per il corteo di sciti e di tartari.
Lavcri di bortiflca a una tenuta del
duchi presso VIgevano. Studi preparaton per il CenaetJ/o.
Inizia il CenaCOlo e ta decorazlone del camertni del castello sfor
zesco.llel documenti appare come
ingegnere ducate.
Terminato il Ccn:JCOIO esegue la
decorazione della sala delleAsse
nel Cestello sforzesco di Milano.
Prima versiooe del Ulxodipl/f!Jra.

VIrA DI LEONARDO

w ca Slgl10fellllni2ia gli affreschi


della cappella di San Brizio nel
duomo di Orvieto. Milano occupata dal re di Francia wigi Xli.

1499

lascia Milano insieme con Luca


Pacioli e ritiJma a rom~ con soste
a Mantova (dove ritrae Isabella
d'Este) e aVenezia.

A Firenze, Piero di C<lsimo dipnga


la SIJJrfs diJII'umanit pfimitiva. Bottlcelll firma e data la sua Nativit
mistica.

1500

A Venezia progetta un piano di


difesa contro l'Invasione turca. A
fine marzo a Firenze presso i serviU, al convento della Nunziata.

A Roma, Bramante Inizia Il Tempietlo di San Pietro in Montorio e


il cortile del Belvedere.

1502

Entra al servizio di Casare Borgia, il Valentino, come architetto e Ingegnere generale.

Muore papaAlessandro VI Borgia


e gli succede Giulio Il dalla Rove
re. la Francia perde il regno di
Sicilia e di Napoli che passa alla
Spagna.

1503

Ritorna a Firenze. Progetti di deviazione e canalizzazione dell'Amo.


Pubblica committenza della Bartaglia di Anghiari. Forse inizia la
Gioconda e la Leda.

Michelangelo termina la statua


marmorea delllavldccmmissionato tse anni prima dalla Repubblica di f irenze. Raffaello dipin
ge Il Metrlmon/o della Vergine e
si trastensce a Firenze.

1504

Continua a lavorare alla Ba118g//s


difJJlghiari per Palazzo vecchio.
chiamato a far parte della commisslme che deve decidere la co~
locazione in Firenze del Oaviddi
Michelangelo.

OOrer In llalla: va aVerlelia, Bol~r


gna, Ferrara. Bramante Inizia la
costruzione del nuovo San Pietro.

1506

lascia Firenze per Mitano,lmpegrmdooi a rientrare enbo tre mesi.


Ma l'assenza si prolunga oiiJe.

A Roma, Michelangelo lnlzia ad


affrescare la volla della Sistlna. A
Venezia. ~rgione o Tiziano aftro-scano il Fondaco dei Tedeschi.

1508

V111e a Frerue. dove assiste Rustici nella progetlazione del gruppa


con San Giovanni BaUsta per il
battistero, poi ritorna a Milano.

Raffaello a Roma, doe lnllla


la decorazione delle Stanze.

1509

Compie studi geologici delle valli


lombarda.

Moo-e Sandro Bottlcelll. De occulla phi/oscphia di CorneliO Ag~ppa

1510

studi anatomici con Marcantonio


della Torre aii'UniYersitil di Pavia.

Michelangelo porta a termine gli


affreschi sulla volta della Sistina.
Gli Sforza tornano a Milano.

1512

Oopo la mor1B di DellaTome (1511),


conlilla gli studi anatomi:i (entln~r
logia e cuore).

Muore Giulio Il. Gli succede Giovanni de' Medici con il nome di
LeOI\eX. A Firenze, Andrea del Sarto Inizia Il ciclo di affreschi con le
Storie della Vergine.

1513

Parte per Roma, osptato nel Belvedere vaticano ootto la prolezione di Giuliano de' Medici. SI
tratterr tre anni, ocC\Ipandosi di
studi scientifici e tecnologici.

A Rome muore Bramante. Aaflaello gli succede come archltetto della Fabbrica di San Pietro.

1514

Progetti per il prosciugamento delle paludi porrline e per il porto di


Civitavecchia.

Francesco l diventa re di l'lancia e


rloonqulsta Milano. cartcni di Rallaello per gli arazzi della Sistina.

1515

Leone meccanico inviato da Firenzc a Uone per l'ingresso di Francesco l in qoolla citt.

Carlo d'Asburgo diventa re di


Spagna.

1516

Misura la basilica di San Paolo


fiJOn le Mura a Roma.

ARoma, Ratlaello e la sua botlega dipilgooo le logge vaticane e la


Loggia di Psiche della Farnesina.

1517

Si trasferisce ad Amboise, allaca1e di Francesco l di Francia, acoompagnato da Francesco Molzi.

Tiziano termina l'Assunta dei Fra-rl a Venezia. Pontormo dipinge la


Sacra conversazione (pala PuccQ
per San Michele Visdomini.

1518

Partecipa alle celebtazloni per Il


battesimo del Delfino e per Il
matrimonio di Lorenzo di Piero
de' Medici con una nipote del re.

Garlo V d'Asburgo eletto imperatore del Sacro romano impero.


Correggio dipinge la Camera della Badessa nel convento di San
Paolo a Parma.

1519

Il 23 aprile redige il suo testamento. Esecutore testamentario


il pttore e amico Francesco Mel
zl, al quale lascia tuHI i suoi libri
c i suOi disegrl. Moore 11 2 maggo.

Attribuito
al Giampletrlno,

lseguacldileonordo
avrebbero seguito

comperota doll'omante
di quella volse levarne

Ritratto di donna
(15 IO circo).

il Maestro anche

la

ropresento~ione

de

tal deit per poterla


nel Libro di pittura,
baciare se2nzo sospeno,
capitolo 2S; HE gi
ma infine la c-onscienzio
intervenne D me far una vin$e li sospiri e la
-pittura che ropresentava libidine, e fu forza che
nell'esempio ricordato

uno cosa divina, la quale

lui se la levoui di casan.

l'opercr perduto
d/leonardo ercr
uno Maddalena.

Quella qui riprodotto


-per lo -primo voft<>
a colori (londra,
collezione Alex G.
Schlndler) un Ritratto
di donna, gi

uno Lucrezia, del l S l O


circo, che il Sulda
nel 1929 aveva
attribuito
<>l Giompletrlno.
La trosformoz:ione

~onfermtrto

d<>gll esami
di laboratorio.

BIBLIOGRAFIA

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Ceru~Ct>ln l ri>Lnttto i/
dos<oh'Ta rm n Ji C Pe.
d,-etli, n . I.J6, giugno

/999. 1/ doJSi<r " 189


del maggio 201J3 " ' l a
Gio'"ond.;\. ~ a curo tU
P. C. Maroui, col1mo
bmrxluni'O. Glocnnda
in volo, rll C. Pctlrclli.

Su Leonardo piuor e resta fondamentale, per non


dire nsuperalo, illbm di Kcnncth ClaJi:o, La:mardo
da Vinci. An Ac<oun1 o(hisO......elopment as an Artisl,
Londra, 1939 (scconda ed. 1952), corredato, fra l'altro, di una bibliografia essenziale con sobri e puntuali giudizi su ciascuna dclle pubblicazioni citate.
Del resto, le pubblicnzioni pre.;edenti sullo stesso
tema sono analizztlle nello classica Bibliogra{w. vinciana 1493-1930 di Ettore Ver ga (Bolo&onll ! 931 ),
l'autore di un a ltrettanlo utile repertorio, Gli suuii

inromo a /..eonart/11 dtt Vinci tleU'ultimo CI'UJUarUennio, 1882-1922 (Roma 1924), dove il materiale bibliogr.tfico oppor tunamente disposto in categorie
con ampi commenti anc.he su l pian_o comparativo.
A questo pu servite com e complemento il contri
buto di Giorgio Castelfranco, Mom~mi della recenle
crilica vinciana, a pp. 415-417 del volume d a lui
stesso c urato Leo11ardo. Saggi e ricerche. Roma
1954. una miscellanea Jlromossa in occasione delle
celebrazioni del quinto centenario della nascita di
leonardo nel 1952. L:imponente pubblicazione, con
la quale ha inizio la fase moderna dcllo studio di
leonardo, raccoglie fondamentali co ntributi per
una valutazione no n solo eritlcn (da parte di studios i non solo italiani , come Gombrich, Gould,
Popham, Su ida), ma 'mche scientifica (Magdeleine
Hotu'S, fernanda W i trgcns, Piero Samp<1olesi) dell'o pera artistica di Leo11ardo. Di qui la btillante sin
tesi dello stesso Castelfranco, Il piccolo ma p untuale U1pi11ura di wo11ardo (Milano l980) edito anche
in inglese. Su Leonardo In r~pporto con i suoi collaboratori e seguaci, ~ rlncont valida l'opera di W.
Su ida. T..eonardo t.md sen Kreis (Mon aco 1929), or a
riproposta con al''nJ)iO commentario e a.g sioJTUl
ment a cura di Maria Th1"C>a Fiorio e nella tradu
rione in italiano di Mnru Ricci (Vicenza 2001 ). Dei

numerosd libri c ar ticoli apparsi negli ultimi decen


Di. a pane i contributi (anche bibliografici) apparsi
in An e Dossier" c citati qui di fianco, ci s pu li
mitarc a q uelli che hanno offerto nuovi materiali di
srudio e nuove interpretazioni delYopera pittorica
di Leolltlrdo, e questo anche dal punto di vista del
suo contesto storico e culturale e quindi in mpporto con gli aspetti teorici e filosofici della stenninata
produzione m anoscritla di l<:.'Unardo. ora disponibile ncii'Edi~ionc Naz ionale (Firenze, Giunti). l a
ricerca hihliografica in questo caso agevolata da
pubblicazioni pel'iod iche come la Raccolta Vinciana eli Mila no ((ondata nel 1905) e i dieci volumi
dell'annuario "Achndema Leonardi Vi11ci" ( 1988
1997). Del testo ~ impossibile approfondire lo sl.lt
dio dell'opcru ur1.istica di Leonardo sen za acquisire
una conosccnw non supe1ridale di ogni aspetto
della sua produ:done scientlka e tecnologica aur a
verso i suoi manoselitti e le testimonian7..e dei suoi
contemporanei c successoti. Come solo esempio d i
monografie dedicai" a Leonardo piuore considerato nel uo contesto stmico, artistico e culturale (per
il quale si veda. in particolare, C. Vecce, Lec11nrdo,
presentazione di C. Pedretli. Roma l 998), si citano
qui LTe pubblcn?.ioni di [me sewlo (a loro volta fo r
Dite di esaurienti c ac<:ur'8te bibliografie e apparati
critici e documentari): D. Arasse, Lmuml de Vinci.
Le tythme du w;md,c, Paligi 1997; M. Kcmp, Leo
nortlo dn Vinci. The Ma1ve/lous Works o( Natu.re and
Man, Londra 1981 (cd . it. Milano !982); P. C. Mara
Di, Leonardo. U"a Ctll'liera di pittore, Ml,mo 1999.
Dei m iei e<mibuli tni limito a ricordare il Leonardo. A $1tuiy iu Chrorwlow a11d Style, Londr a 1973
(seconda ed . Ncw Yor k 1982), c he almeno ha il pre
gio della brevit, all'opposto del classico "ma ttone''
sempre pi di moda.

Romono Gonero,

Il fio ,.., della Passione

(Cristo contestatore),
lltogroflo ( 1930 circo);
los Angeles,
The Roucna
and Carlo Pedrettl
Foundotlon.

REFERENZE
FOTOGRAFICHE
Le immagini j)ubblicute
pro\'cngono Llali'Art:hh,io
Giunti c dall'urchivto
fotogrnOco ddi'Armand
Hamm.:r Centcr for
Leoaardo Studtcs. pre!,SQ
la Uni,,rsily of
Califomi<l. Lo6 Angeles,

fuorc::h quella irl


C()pertioa c a p. 32
(JE'.rich l..essing/
Contrasto, Milano).
Art e Dossier

ln.serto redazicma}e
allegato al n. 215
ottobre 2005

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l'ubbllcozlone periodica
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Flrenle n. 3384 del
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