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DOSSIER LARTE E LA PRIMA GUERRA MONDIALE DI marco bussagli

MENSILE - POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/04 N. 46), ART. 1, COMMA 1 DCB-C1-FI - ANNO XXX - 5,90
DISTRIBUZIONE: ME.PE. MILANO - NUMERO 322 gIUgNO 2015 - ISSN 0394-0179 - CM X5322Q

direttore Philippe Daverio

14,00
pagine 192
ebook

ESPRESSIONISMO
IN MOSTRA A GENOvA
TRA AvANGUARDIA E bOhME

LARTE, LA GUERRA E LA PAcE:


DAI PITTORI GARIbALDINI
A YOkO ONO
PhILIPPE DAvERIO
LA fOLLIA
DELLA GRANDE GUERRA

IN MOSTRA
vIScONTI E SfORzA
ILLUSTRAzIONE DI GUERRA

Qual era lidea di bellezza per il pi grande


genio di tutti i tempi? Questo volume cerca
di dare una risposta a questa domanda
attraverso i disegni di Leonardo che spesso
nulla hanno da invidiare ai dipinti,
divenendo talvolta veri e propri capolavori
destinati a segnare per sempre il corso
della storia dellarte.
Il volume contiene numerosissime immagini
con tutti i dipinti e i disegni pi belli
di Leonardo da Vinci.

cartonato
con sovracoperta
26 x 28,5 cm
240 pp. a colori
prezzo 29,00 euro
edizione in lingua inglese
prezzo 35 euro

Potere e pathos

Bronzi del mondo ellenistico


a cura di Jens Daehner e Kenneth Lapatin

Una grande mostra organizzata in collaborazione


con il J. Paul Getty Museum di Los Angeles e la National Gallery of Art di Washington che vede riuniti
alcuni tra i maggiori capolavori bronzei del mondo
antico. Circa cinquanta sculture raccontano gli sviluppi artistici dellet ellenistica in tutto il bacino del
Mediterraneo: la difusione, con Alessandro Magno,
dei ritratti del potere, e la rivoluzione nello stile classico con lintroduzione del pathos e dellespressivit
nelle fgure rappresentate.
Un percorso ideale tra statue monumentali di atleti,
eroi e personaggi storici, un viaggio alla scoperta delle
afascinanti storie dei ritrovamenti di alcuni capolavori, investigandone anche il processo di produzione.
Brossura con bandelle
24,5 x 29 cm
368 pagine
350 fotografe a colori
prezzo 42 euro

Firenze, Palazzo Strozzi, 14 marzo - 21 giugno 2015

Mensile culturale di GIUNTI EDITORE


Numero 322 - giugno 2015
(chiuso in tipografa il 2 maggio 2015)
Contiene inserti redazionali
Direttore PHILIPPE DAVERIO
Comitato scientifco:
Rosalba Amerio Tardito, Achille Bonito Oliva,
Paolo Dal Poggetto,
Christoph L. Frommel, Augusto Gentili,
Irving Lavin, Jolanda Nigro Covre,
Antonio Paolucci, Giandomenico Romanelli,
Orietta Rossi Pinelli, Nicola Spinosa,
Claudio Strinati, Alessandro Tomei,
Piero Torriti, Matthias Winner
Direttore responsabile
Direttore editoriale
Claudio Pescio
Redazione
Ilaria Ferraris (caporedattore)
Elena Agudio (coordinamento direzione)
Michela Ceccantini (segreteria di redazione),
Sara Draghi, Giovanna Ferri
Grafca e impaginazione
Leonardo Di Bugno
Hanno collaborato a questo numero
Enrica Crispino (redazione Dossier
e controllo fattuale),
Barbara Giovannini,
Irene Nardi
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Antonella Rapaccini
Cecilia Torrini
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Illustrazione di Jean Blanchaert

DaviD
LaChapeLLe
a cura di Gianni Mercurio

Catalogo della mostra

DaviD LaChaPELLE
Dopo il diluvio / After the Deluge

Roma
Palazzo delle Esposizioni
30 aprile - 13 settembre 2015
240 pp.
cm 26 x 28,5
brossura con bandelle
prezzo 42 euro
edizione bilingue
italiano/inglese

Surreale, barocco e al tempo stesso pop, lo statunitense


David LaChapelle uno dei pi noti fotograf contemporanei.
Dagli anni Novanta la sua creativit teatrale, fantastica, irridente
incrocia i linguaggi della pubblicit e della moda, con i suoi
eccessi, con lesibizione plateale del corpo ma anche con
i suoi risvolti amari nascosti dietro le luci colorate dellapparenza. Una grande mostra romana, curata da Gianni Mercurio,
propone ora la sua produzione pi recente, sul tema del Diluvio e del Dopo-Diluvio: una rifessione matura e flosofca in
cui tutto sembra perdere senso in un mondo in disfacimento.

giugno 2015

6
9

Art news
cortoon
Plymptons Folly di Luca Antoccia

11

blow up
LaChapelle, Icone a Volterra, Fotografa futurista di Giovanna Ferri

12

architettura per larte


Unopera senza tempo di Aldo Colonetti

16

XXI secolo
Yoko Ono

Give peace a chance!

22

di Elena Agudio

arte in coppia
Rene Gabri e Ayreen Anastas: Una pratica culturale condivisa
di Cristina Baldacci

26

Studi e riscoperte. 1
Osvaldo Licini: gli anni parigini

Figure incatenate a sogni

32

Studi e riscoperte. 2
Artisti, propaganda e primo confitto mondiale

Fuochi di guerra

38

di Philippe Daverio

Grandi mostre. 1
La Grande guerra a Rovereto

Larma della satira

44

di Enrica Torelli Landini

di Duccio Dogheria

Grandi mostre. 2
Lespressionismo tedesco a Genova

Unatmosfera di eccitante bohme

50

di Michele Dantini

Studi e riscoperte. 3
La guerra nellOttocento

Costruire bello, distruggere sublime


di Cristina Beltrami

56
62
In copertina:

Ernst Ludwig Kirchner,


Artista-Marcella (1910),
in mostra a Genova,
Da Kirchner a Nolde.
Espressionismo tedesco
1905-1913, pp. 44-49.

DOSSIER:
Larte e la prima guerra
mondiale
di Marco Bussagli

la pagina nera
E lo stato malandato si dimentica il privato di Fabio Isman

Grandi mostre. 3
Arte lombarda dai Visconti agli Sforza a Milano

Un bagno di ori

68

di Maurizia Tazartes

Musei da conoscere
Mudec - Museo delle culture a Milano

Il polo della diversit

74
76
78
80
82

di Antonio Aimi

Aste e mercato
a cura di Daniele Liberanome

in tendenza
Piccoli prezzi per grandi opere di Daniele Liberanome
il gusto dellarte
Colazione sullerba di Ludovica Sebregondi

Cataloghi e libri a cura di Gloria Fossi


di che segno sei?
Constable, il pittore delle nuvole e degli arcobaleni
di Hayde Rodinis

84

100 mostre a cura di Ilaria Rossi

art news
GIUGNO 2015

Tutte
le news
sono su
artonline.it

ART BASEL
BASILEA

Art Basel, la pi importante


fera internazionale di arte moderna e contemporanea, giunta
questanno alla sua quarantaseiesima edizione. Dal 18 al 21 giugno
ospita duecentottantatre gallerie
da trentatre paesi, nelle tre sezioni
Galleries (in foto, Yonamine,
Untitled 2014, Cristina Guerra
Contemporary Art), Feature
e Statements e in uno spazio
(Unlimited) dedicato a opere
di notevoli dimensioni che non
possono occupare i tradizionali
stand della fera. I visitatori, accolti
da una grande istallazione nella
Messeplatz, possono anche assistere alla proiezione di importanti
flm e video. Una novit di questanno la collaborazione con il Festival del flm di Locarno. Info: www.
artbasel.com

TOSCANA
900
TOSCANA

MUSEO
PIET RONDANINI
MILANO

Un intervento che non ha soddisfatto i fautori dello


storico e celebrato allestimento di BBPR, ma che ora
permette di ammirare il capolavoro michelangiolesco
da ogni angolazione. La Piet Rondanini di Michelangelo ha trovato una nuova collocazione, sempre
allinterno del Castello sforzesco, in uno spazio tutto
suo, completamente restaurato: il cinquecentesco
Ospedale spagnolo, da oggi sede del Museo Piet
Rondanini. La scultura, collocata su una speciale
piattaforma antisismica, offre al visitatore la propria
struggente espressivit, grazie anche allessenziale
allestimento di Michele De Lucchi (in foto) che ne
accresce lintensit drammatica. Info: www.milanocastello.it
6

dedicato alla Toscana del


Novecento il progetto Piccoli
grandi musei, voluto dalla
Regione Toscana e dallEnte
Cassa di risparmio di Firenze.
Da giugno a dicembre i musei
selezionati (in foto, il Museo
Piaggio di Pontedera) presentano mostre, attivit didattiche,
laboratori per famiglie e visite
guidate, oltre a concerti ed
eventi collaterali che contribuiranno alla valorizzazione
dei luoghi legati alla cultura
del secolo scorso. Info: www.
toscana900.com

Finestre sullArte

un
museo
nuovo
un museo nuovo per i duchi deste
per i duchi deste

di Federico Giannini

Risistemata
dopo i danni subiti
dal sisma,
la Galleria estense
ha fnalmente
riaperto i battenti

A tre anni esatti di distanza dalla


scossa che il 29 maggio 2012
fece tremare rovinosamente lEmilia per la seconda volta nel
giro di appena nove giorni, la
Galleria estense di Modena ha
riaperto fnalmente i battenti. A
seguito degli eventi tellurici il Palazzo dei musei, che ospita la
galleria assieme ai Musei civici,
allarchivio della citt e alla Biblioteca estense, aveva subito
danni estesi. Quando, nellOttocento, ledifcio fu ampliato,
ci fa sapere Stefano Casciu, che in qualit di soprintendente di
Modena e Reggio Emilia ha seguito i lavori, non si tenne conto
dei vincoli statici: cos nel 2012, malgrado le opere non avessero riportato danni, le pareti subirono gravi lesioni. Tanto che
i locali del museo furono dichiarati inagibili. Occorreva, dunque,
mettere in sicurezza ledifcio, dacch la galleria contiene un patrimonio culturale e artistico di altissimo valore: qui conservata gran parte della collezione darte che gli Este spostarono
da Ferrara a Modena nel 1598. Opere di scuola ferrarese,
come il singolare SantAntonio da Padova di Cosm Tura o
il cospicuo gruppo di dipinti di Dosso Dossi, oppure sculture
celebrative, e ancora i sontuosi strumenti musicali o la ricca
raccolta numismatica. In seguito, grazie al raffnato gusto di
Francesco I dEste, la collezione conobbe un signifcativo arricchimento: il duca acquist i celebri sofftti di Modena del
Tintoretto e il Compianto su Cristo morto con i santi Francesco e Bernardino di Cima da Conegliano, ottenne una sua
effge dipinta da Diego Velzquez e si fece scolpire un busto-ritratto da Gian Lorenzo Bernini, oggi considerato simbolo della galleria. I duchi che gli succedettero continuarono
la sua opera di mecenatismo, e le raccolte estensi si ampliarono ancora con i dipinti di Veronese, di Guido Reni, del Guercino, nonch con uno dei principali pezzi della galleria, lAltarolo portatile di El Greco. Senza trascurare le opere provenienti
da Modena e dintorni di Wiligelmo e Nicol dellAbate, e le terrecotte di Guido Mazzoni e Antonio Begarelli.

Questo vasto patrimonio si preVeduta di una sala


della Galleria estense
senta oggi al pubblico con un nuovo
di Modena..
allestimento in ventidue sale tutte
rinnovate. Abbiamo voluto far s
che il percorso museale, continua
Casciu, fosse coerente con il progetto di Leone Pancaldi e Amalia Mezzetti, che lo rinnovarono tra il 1968 e il 1975. Con unaltra novit, il colore degli
allestimenti: il bianco del progetto Pancaldi sarebbe stato
fuori moda, dunque abbiamo optato per un avorio generale e per tre toni di grigio, che hanno lo scopo di esaltare le opere esposte. Gli interventi sono costati 760mila
euro, di cui 55mila euro giunti da donazioni di aziende e
privati cittadini. Il pubblico pu oggi ammirare pi di seicento opere, alcune delle quali provenienti dai depositi e
restituite agli occhi dei visitatori. Sono circa cinquanta
i pezzi usciti dai depositi, conclude Stefano Casciu, e
nella selezione abbiamo privilegiato opere che abbiano
un rapporto signifcativo con la citt. Per esempio quelle
del Settecento modenese, esposte nellultima sala: fno a oggi non Finestre sullArte
www.fnestresullarte.info
erano visibili.
7

bronzi
bronzi e misteri
e misteri

Ilaria Ferraris

Mostra che ha concluso gli oltre


otto anni di direzione di James
Bradburne, e ha inaugurato lincarico di Arturo Galansino, Potere e pathos. Bronzi del mondo
ellenistico, in corso fno al 21
giugno a palazzo Strozzi,
senzaltro un evento da non
perdere, per la qualit e la rarit
dei pezzi esposti, statue bronzee monumentali che, dopo la
tappa forentina, si sposteranno
al J. P. Getty Museum di Los
Angeles e alla National Gallery
of Art di Washington. Sono numerose le attivit collaterali organizzate per i pi piccoli, anche in occasione delle visite con
i genitori, ora che lanno scolastico si avvia alla conclusione.
Le regine, i condottieri, gli atleti
svelano ai bambini la loro storia
grazie a un percorso studiato
appositamente, da seguire in
modo intuitivo con laudioguida

A Palazzo Strozzi
audioguide
per bambini
e un giallo
da risolvere

ad hoc. Sempre per i giovani


visitatori sono pensati il kit per
disegnare e la Valigia della famiglia (la sacca di bronzo), che
contiene giochi e materiali, differenziati per fasce di et, da
utilizzare nelle sale della mostra. A chi ha richiesto la Valigia, alla fne del percorso viene
offerto il Palazzo Strozzi takeaway, per continuare a giocare
anche a casa. Appassionante
e divertente il Mistero della statua scomparsa: i giovani detective dellarte, con laiuto degli
indizi suggeriti da un apposito
kit, possono risolvere il giallo
e partecipare a un concorso
che mette in palio un viaggio ad
Atene. Indossare i panni dellarcheologo la sfda successiva:
con laiuto di alcuni strumenti del
mestiere, le famiglie con bambini
dai sette ai dodici anni ogni domenica possono analizzare alcune fra le statue in mostra e creare poi in laboratorio un proprio
originale reperto. Per i piccolissimi, dai tre ai sei anni, la narrazione durante il laboratorio Larte
a piccoli morsi stimola allosservazione di una scultura e invita
a realizzare
con le proprie mani, neAltre attivit
didattiche su
gli spazi dediartonline.it/
cati, unopera
kids
darte.

Potere e pathos.
Bronzi del mondo ellenistico
fno al 21 giugno
Firenze, Palazzo Strozzi
piazza Strozzi 1
Info e prenotazioni: 055-2469600
prenotazioni@palazzostrozzi.org
www.palazzostrozzi.org
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STUDIO MUSEO
MATTIOLI

PARMA

Nel secentesco palazzo Smeraldi sono state


aperte al pubblico le stanze che furono latelier
di Carlo Mattioli (1911-1994). A ventanni dalla
sua scomparsa possibile vedere una selezione
delle opere dellartista nelle sale dove esse sono
state create, in ambienti lasciati inalterati (in
foto). Lo studio in cui il pittore ha accolto i
pi grandi intellettuali del suo tempo diventer
anche luogo di esposizioni ed eventi musicali e
letterari legati alla cultura del Novecento. Visite
su prenotazione per due giorni a settimana.
Info: www.carlomattioli.it; per prenotazioni
0521-231076/23036.

FOTOGRAFIA
UNDER 40

MOdENA

Per i giovani artisti italiani emergenti fno al


30 giugno possibile partecipare al Premio fotografa italiana Under 40, promosso da Fondazione Fotografa Modena e Sky Arte HD. Il
vincitore, oltre a ricevere un premio di 15mila
euro, entrer con le sue opere a far parte della
collezione della fondazione e potr vedere esposto
il suo lavoro in una mostra personale. Info: fondazionefotografa.org; 059-239888.

BUONGIORNO
CERAMICA!

LAssociazione italiana citt della ceramica promuove, dal 29 al 31 maggio, la prima edizione
di Buongiorno ceramica!, una vera e propria
festa della creativit che ha luogo in trentasette
citt dItalia accomunate da unantica tradizione artigianale. Mostre, conferenze, laboratori allaperto, mercati, spettacoli e attivit
per bambini per far conoscere ai visitatori le
eccellenze artistiche italiane. Info: www.buongiornoceramica.it

PLYmPTONS
FOLLY
di Luca Antoccia

e ancora non vi capitato, andate su YouTube a vedervi The Fan and The Flower, forse la pi bella storia damore tra due oggetti (un ventilatore da sofftto e una piantina
di fori) mai raccontata. Sarebbe un modo
per avvicinarsi a uno dei maggiori animatori statunitensi, Bill Plympton, che ha sforato
la nomination agli Oscar di questanno con
Footprints (ottenuta con Your Face nel 1987).
The Fan and The Flower girato in un bianco e nero essenziale, probabilmente per far risaltare la natura lirica del plot, ma ci d anche unidea della variet di soluzioni e della ricchezza della tavolozza di Plympton. Gli ultimi lavori parlano di un cromatismo molto
interessante che vira verso soluzioni acide, inquadrature sghembe
e tagli di ripresa inusuali come nel lungometraggio Cheatin. Sorprende allora quanto poco da noi si sappia di questo artista e si pu
solo sperare che almeno questultimo flm arrivi nelle sale, altrimenti ci si dovr affdare a qualche meritorio festival o accontentarsi degli estratti presenti su internet.

Il nome di Plympton era tornato alla ribalta


nel variegato team di artisti che aveva frmato quel progetto straordinario e tuttora ancora inedito per le sale che Il profeta. Plympton
nel 2009 aveva realizzato uno strano e inquietante corto dal titolo Santa: The Fascist Years,
supponendo un passato poco raccomandabile per il grande vecchio Santa Claus che negli anni dellultima guerra preparava nel suo
antro, assieme a gnomi malefci, carri armati e armi per le truppe dellAsse. Lartista inoltre non disdegna il bianco e nero pi elaborato: nella ftta tessitura di segni si snoda un noir
di grande suggestione, Shuteye Hotel, capace
di raccontare allo spettatore una storia in modo allusivo. Il suo ultimo lavoro Cheatin pare
aprirsi a unariosit nuova con grandi sequenze dal ritmo e dai tratti quasi sfrontati che ricordano pi certi fumetti europei (addirittura Ranxerox) che le aggraziate
sagome hollywoodiane. Non a
caso allinizio degli anni Novanta Plympton aveva detto no
alla Disney che gli avrebbe affdato Aladdin e altri contratti.
Il titolo del lungometraggio al
quale lartista sta attualmente lavorando Hitlers Folly e,
nellattesa di una sua maggiore visibilit, da noi si possono
vedere in rete tre video musicali cui ha fornito la sua acuta
matita: 245 Days (Peter Himmelman, 1990), Heard Em
Say (Kanye West, 2005), Dont
Download
Due frame
This Song
da Footprints
(Weird Al
(2014),
Yankovic,
di Bill Plympton.
2006).
9

larmenia
larmenia a venezia
a venezia

Sd

Si intitola Armenity dal francese


armnit, espressione che definisce una sorta di nazionalit ideale la mostra ospitata dal
Padiglione nazionale della repubblica di Armenia alla Biennale di
Venezia per commemorare,
nellanno del centenario, il
grande crimine che limpero ottomano commise nei confronti
del popolo armeno. Era il 24 aprile
1915 quando cominciarono gli
arresti di personalit di spicco
armene a Istanbul (allora ancora
Costantinopoli) poi sfociati in una
deportazione di massa che
caus la morte di migliaia di persone. Ebbe cos inizio uno dei
capitoli pi drammatici della storia novecentesca, quello del genocidio delle minoranze etnicoreligiose considerate scomode
dai regimi totalitari: gli armeni in
Turchia, gli ucraini in Russia, gli
ebrei in Germania, i bosniaci mu-

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Cristina Baldacci
Nel centenario
del genocidio
diciotto artisti
di origini armene
alla 56. Biennale
di Venezia
sulmani nella Bosnia-Erzegovina
(per non parlare delle pulizie etniche extraeuropee, in Africa e
nel Sud Est asiatico).
A ospitare la mostra (titolo
completo: Armenity / Haiyutioun.
Contemporary Artists from the
Armenian Diaspora), che presenta il lavoro di diciotto artisti di
origini armene, i nipoti di coloro
che sfuggirono al massacro e
trovarono asilo in diversi paesi del
mondo, una delle roccaforti
della memoria armena, il monastero sullisola di San Lazzaro,
detta degli Armeni da quando,

agli inizi del XVIII secolo, vi si stanzi una comunit di monaci mechitaristi. Lisola dunque
unArmenia in miniatura, un
luogo sacro, nel senso religioso
e metaforico del termine, che custodisce la storia e la cultura di
un popolo. Il fatto che il padiglione
armeno abbia sede proprio in
quel luogo conferma ancora una
volta il valore politico dei padiglioni della Biennale di Venezia,
che negli anni sono stati spesso
criticati a dispetto della loro importanza e unicit.
Questanno il padiglione armeno si carica di un profondo signifcato simbolico: s luogo della
memoria, ma anche terreno comune per una progenie errante,
la cui condizione esistenziale
quella di essere in costante fusso,
alla ricerca di unidentit che va
ricostruita giorno dopo giorno,
perch frammentaria, e che porta,
come ha dichiarato la curatrice
della mostra, Adelina von Frstenberg, a una grande diversit
nellauto-defnizione.
Ci non toglie che il senso di
appartenenza dei discendenti
della diaspora armena sia molto
forte. Lo dimostrano gli artisti presenti nel padiglione che con i loro
lavori cercano di rimettere insieme
i pezzi della loro storia, cos come
quella del loro popolo, indagando
lautenticit delle proprie origini,
rivolgendosi a un personale sentimento etico e di giustizia, riconciliandosi, per quanto possibile,
con il passato e con se stessi.

Molti di loro si confrontano


con lidea di archivio, con la tradizione del libro, che per secoli
stato lunico mezzo di trasmissione della memoria scritta, e con
i codici miniati della preziosissima
biblioteca del monastero di San
Lazzaro. I lavori di Nigole Bezjian
dialogano con quelli del poeta
Daniel Varujan, caposcuola del
cosiddetto Rinascimento armeno a inizio Novecento; le coppie Yervant Gianikian/Angela
Ricci Lucchi e Rene Gabri/Ayreen
Anastas compongono pergamene e rotoli contemporanei;
Hera Byktasyan riprende e
modifca gli stampi tipografci dei
caratteri dellalfabeto armeno.
Oltre a questi artisti, in mostra anche Haig Aivazian, Anna
Boghiguian, Silvina Der-Meguerditchian, Mekhitar Garabedian,
Aikaterini Gegisian, Aram Jibilian, Nina Katchadourian, Melik
Ohanian, Mikayel Ohanjanyan,
Rosana Palazyan, Sarkis, Hrair
Sarkissian. s
Melik Ohanian,
PRESENCE - Belongingness
to Present - Part II, Datcha
Project - A Zone for No
Production, dal 2005.
Armenity
Padiglione armeno
56. Biennale di Venezia
9 maggio - 22 novembre
Venezia, monastero e isola
di San Lazzaro degli Armeni
www.labiennale.org

LAchAPeLLe
icONe A vOLTerrA,
FOTOgrAFiA FuTuriSTA
di Giovanna Ferri

avid LaChapelle. Dopo il Diluvio (Roma, Palazzo


delle esposizioni, fno al 13 settembre, www.
palazzoesposizioni.it) racconta con oltre cento
immagini il percorso del talentuoso americano
(1963) che a partire dagli anni Novanta, superando i canoni di una fotografa legata alla moda
e alle riviste patinate, punta il suo obiettivo su
aspetti socioculturali arricchiti da una rivisitazione della storia dellarte e da una osservazione
implacabile della condizione umana. Su questa scia si colloca The
Deluge (2006), nata dallammirazione di LaChapelle per il capolavoro
di Michelangelo nella Cappella sistina e caratterizzata, come una pice,
da una viva intensit. Unopera che rappresenta un cambio di rotta
delle sue scelte estetiche da quel momento prive di modelli viventi.
Icone a Volterra. Pier Paolo Pasolini e Terry ONeill il titolo di due
rassegne organizzate allinterno delliniziativa Rosso Fiorentino. Rosso
vivo (Volterra, Pinacoteca civica, fno al 31 dicembre, www.rossoforentinovolterra.it) dove lartista toscano (1495-1540) occasione di confronto
da un lato con il grande intellettuale friulano (1922-1975), dallaltro con
il noto fotografo londinese (1938). Pasolini, con cinquanta scatti realizzati, tra gli altri, da Paul Ronald e Angelo Novi sul set dei suoi flm, nel
quarto episodio di RoGoPaG, La ricotta (1963), rivela nella scenografa un
chiaro riferimento iconografco a Rosso (oltrech a Pontormo). ONeill,
con quarantasette ritratti leggendari,
presenta uno stile originale quanto
il manierismo di Rosso, artefce di
uninnovativa lirica fgurativa.
Fotografa futurista (Milano, Galleria Carla Sozzani, dall11 giugno al
1 novembre, www.galleriacarlasozzani.org) esplora le strade intraprese
dai protagonisti dellavanguardia
fondata da Marinetti nelluso del
mezzo fotografco. Oltre cento testimonianze visive di una realt in
divenire: dal fotodinamismo dei
fratelli Bragaglia, impegnati a cogliere llan vital di un gesto immediato alla foto spiritica, perlopi
giocosa, alle immagini sdoppiate,
allhumor dei fotomontaggi. s

In alto,
David LaChapelle,
Pacifc Sunset (2013).
A sinistra,
Italo Bertoglio,
Velocit (1930).

Qui sopra,
Paul Ronald,
tableau vivant
della Deposizione
di Volterra
di Rosso Fiorentino
da La ricotta (1963),
quarto episodio
del flm RoGoPaG
di Pier Paolo Pasolini.

In breve:
FotoLeggendo 2015
Roma, sedi varie
dal 4 giugno al 2 luglio
www.fotoleggendo.it
Franco Fontana Full Color
Pescara, Museo darte moderna Vittoria Colonna
fno al 6 settembre
www.ilpescara.it/eventi/location/museo-d-arte-modernavittoria-colonna
11

archit ettu ra
per l ar t e

unopera
senza tempo
di Aldo Colonetti

Larchitettura una straordinaria miscela, che


fatta di necessit, da quella cosa testardissima che la forza di gravit, dal peso delle
cose e, grazie al cielo, anche dalle aspirazioni
sociali, dai bisogni della comunit. Nessuno ci
aveva chiesto di disegnare un edificio sollevato
da terra, ma era evidente che quello era il modo
giusto per agganciarsi al resto della citt.
Da questa riflessione di Renzo Piano si sviluppa tutto il lavoro progettuale per il nuovo Whitney Museum of American
Art, inaugurato i primi di maggio a New York: siamo nella zona
sud di Manhattan, Meatpacking District, un quartiere industriale in piena trasformazione; in particolare il nuovo museo
affacciato da un lato sul fiume Hudson, e dallaltro esattamente al termine della High Line, dove era stata interrotta durante la demolizione parziale, prima di deciderne il recupero.
Il Whitney (nato dal progetto di Renzo Piano Building Workshop) una grande istituzione dellarte americana, moderna e
contemporanea; la sua sede storica sempre stata, dal 1966, in
unaltra zona della citt, tra la Madison Avenue e la 75ma strada,
progetto di Marcel Breuer, anche se la sua origine, come museo
indipendente, fondato da Gertrude Vanderbilt Whitney, del 1931.
Il cantiere partito nel 2006:
pi di otto anni di lavoro, circa
19.500 metri quadri, sollevati dal
suolo: Questa era unidea importante, condivisa da tutto il
board del museo, in particolare
Le immagini
da Leonard Lauder, presidente,
di questo articolo
e Adam Weinberg, direttore; non
riguardano
prendere possesso dello spazio a
il Whitney Museum
terra, ma lasciarlo alla citt, farsi
of American Art di New York
invadere dalla strada. Un museo
rinnovato dal progetto
accogliente come una piazza, uno
di Renzo Piano
spazio trasparente e accessibile,
Building Workshop
non elitario. un grande volume,
e realizzato
il museo una massa notevole
tra il 2006 e l'aprile del 2015.
12

Un museo accogliente come


una piazza, uno spazio trasparente
e accessibile, non elitario.
Cos Renzo Piano definisce l'ultima
sua creazione: il nuovo Whitney
Museum of American Art di New York.

che si fa vedere da tutti i punti di vista della citt; inoltre una


serie di terrazze dialogano con lo skyline di New York. Allinterno, grandi spazi flessibili e aperti (questa una caratteristica costruttiva di tutti i musei dellarchitetto), uno dei quali,
al quinto piano, una sala rettangolare di 1.675 metri quadri
senza pilastri, lunga 81 metri e larga 22,5. Un luogo ideale per
le grandi sculture, come se fosse una sorta di piazza urbana al
coperto.
Quando si progetta un museo, lassoluta protagonista
larte, non larchitettura. Non bisogna dimenticare che la
base dellarchitettura quella di creare ripari per le funzioni
umane; quando progetti una casa, devono essere le persone che
ci vivranno a guidarti, se fai una sala da concerti, la musica
a comandare.
Ledificio si sviluppa in altezza, per cui la scelta di Piano
stata quella di non nascondere, ma mettere in evidenza tutti
i percorsi verticali, trasformandosi in espressione di movimento. Una sorta di omaggio ai due grandi ascensori al piano
terra delledificio di Marcel Breuer: anche questi riferimenti
fanno parte della cultura della memoria, al centro della poetica di Piano, senza per nostalgie n citazioni inutili.
Nuovi e molto interessanti, rispetto ai lavori precedenti, i
materiali utilizzati: allinterno cemento a vista la cui bellezza
la massa, che deve essere espressa; ad esempio, tutti gli an13

goli sono costituiti da pezzi unici. Il pavimento, come spesso accade nei lavori di Piano, di legno di pino, recuperato da vecchie
assi. La facciata, questa s, totalmente nuova nel suo linguaggio,
rivestita da pannelli di acciaio che avvolgono tutta la struttura come
se fossero nastri. La pelle delledificio, verniciata di un azzurro
molto chiaro, che gioca con la luce, segue le diverse inclinazioni
della costruzione, creando una serie infinita di effetti luminosi.
Il nuovo Whitney sar progressivamente adottato dallo
skyline di New York, perch, come tipico del lavoro di Renzo
14

Piano, il dialogo con la storia avviene


nel segno n dellimitazione n della trasgressione presuntuosa, ma attraverso
ci che Gillo Dorfles definisce, nelle sue
oscillazioni del gusto, con il concetto
di sensibilit contemporanea: Contrariamente al senso comune, il pubblico di
solito pi spontaneamente sensibile, e
accessibile ai fenomeni artistici del pre-

sente e ben poco a quelli del passato.


Certamente il gusto oscilla, ma parallelamente in grado di individuare alcuni
simboli, trasformandoli velocemente
in una testimonianza, nel nostro caso
in unopera senza tempo, come se fosse
sempre stata l. Questo il caso del nuovo
museo di Renzo Piano, come della maggior parte dei suoi progetti.

Whitney Museum of American Art


New York, 99 Gansevoort street
orario 10,30-22, domenica, luned, mercoled 10-18, marted chiuso
www.whitney.org

Tutte le citazioni riportate nel testo sono tratte dal volume Whitney. Whitney Museum of American Art, a cura
di L. Piano e F. Origoni, Genova 2015.

15

XXI secolo
Yoko Ono

give peace
a chance!
Avere pi di ottantanni e rimanere coerente con le scelte
abbracciate in giovane et. Questa Yoko Ono, femminista,
ambientalista, impegnata ancora oggi in campagne
di sensibilizzazione sulla possibilit di coltivare giorno dopo
giorno la pace e il rispetto tra i popoli. Una battaglia portata
avanti anche con John Lennon ed evocata nelle sue opere.
Elena Agudio

chi alle critiche si piega,


faticando a rialzarsi. Ma c
chi continua a camminare
indisturbato a testa alta,
proseguendo nella propria
chiara traiettoria. Alla seconda categoria appartiene
certamente Yoko Ono, lartista di origine giapponese celeberrima non solo come
seconda moglie ma come ispiratrice e compagna artistica di John Lennon.
Ancora una volta tra le chiacchiere e le polemiche,
il MoMA di New York la celebra in una mostra monografica curata da Christophe Cherix e Klaus Biensenbach (pesantemente attaccato dalle penne pi caustiche gi per la scorsa mostra della popstar Bjork):
Yoko Ono: One Woman Show, 1960-1971, unesposi-

16

zione che riflette sullopera e


la poetica della Ono, e che si
concentra sulla decade decisiva della sua carriera culminando nella sua performance
del 1971, quando lartista pubblicizz una sua presunta mostra personale al museo
newyorkese sotto il titolo The Museum of Modern FArt
e accolse i visitatori con un cartello allingresso che
chiedeva loro di ritrovare le mosche che lei aveva disperso nelle sale della galleria.
Proveniente da una sofisticata famiglia dellaristocrazia giapponese, educata nelle migliori scuole e cresciuta secondo letichetta imparando la musica e
larte, Yoko Ono non si mai lasciata apparentemente
disturbare dalle stroncature che la critica ha ripetutamente scagliato contro il suo scarso talento artistico.

Bruno Vagnini,
John & Yoko,
Montreal 1969.

La pace, la lotta
contro lingiustizia sociale
e contro i multiformi razzismi
del mondo hanno costituito
il motivo centrale della poetica
della Ono

Se le attitudini musicali e lestro vocale della Ono non


sono considerabili rilevanti, se il suo genio creativo
talvolta non sembra emergere con carattere dalle sue
opere di arte visiva, non si pu tuttavia affermare che
lo slancio comunicativo e il suo attivismo politico e
mediatico non abbiano saputo e non sappiano ispirare riflessioni importanti.
Femminista, ambientalista, pacifista, lultraottuagenaria artista seguita a lanciare campagne di advocacy, per continuare a disegnare e immaginare un
mondo migliore, come dichiara lei stessa, e per risvegliare le coscienze pi assopite, quelle che ancora non
sembrano essersi accorte di alcuni dei problemi pi urgenti del nostro pianeta.

18

Negli anni pi critici della guerra del Vietnam, dopo


il suo matrimonio con Lennon, lei lispiratrice di una
ininterrotta e radicale campagna pacifista.
All we are saying is give peace a chance
Tutti parlano di rivoluzione, evoluzione, masturbazione, flagellazione, regolamentazione, integrazioni,
meditazioni, Nazioni Unite, congratulazioni.
All we are saying is give peace a chance
Registrata in una stanza di albergo a Montreal il 1
giugno del 1969, questa canzone Give Peace a Chance
per tutti gli anni Settanta si fastidiosamente insinuata nelle orecchie di tutti i potenti del mondo come
un anatema contro la guerra e la violenza geopolitica.
Un testo che stato utilizzato dal movimento pacifista
americano quasi come un inno, e che stato composto
e realizzato nel letto coniugale dal ventinovenne Beatle
e dalla sua nuova sposa Yoko Ono.
Se la forma pi naturale di protesta e lotta nonviolenta
per le strade, le piazze e i luoghi pubblici durante i movimenti studenteschi del Sessantotto stato il sit-in (di
ispirazione gandhiana e tradizione jainista), nessuno pu
dimenticare la straordinaria forma di resistenza antibellica che Yoko Oko e John Lennon decisero di promuovere
insieme, nei giorni della loro luna
Bruno Vagnini,
di miele: il Bed-In for Peace. A
stanza con poster
seguito del loro matrimonio, celepacifsti
brato il 20 marzo 1969 alla Rocca
(Montreal, 1969).
di Gibilterra, i due decisero di

approfittare dellattenzione mediatica per promuovere


la pace mondiale. Rinchiusi per giorni in una stanza di
albergo ad Amsterdam e pi tardi a Montreal, la coppia
invit la stampa a intromettersi nella loro intimit coniugale per assistere a una performance alquanto insolita per
due freschi sposi: a letto, in pigiama, i due consumavano i
primi giorni delle loro nozze in appassionate e interminabili discussioni sulla pace e sullamore universale; dietro
di loro, appesi alle finestre, due provocatori cartelli a mo
di dazebao con scritto Hair Peace e Bed Peace(1).
La loro relazione e la loro intensa liaison artistica
continu nella direzione dellattivismo politico, in crescendo. Sulla scia degli slanci concettuali e fluxus della
Ono, i due si presentarono in una conferenza stampa a
Vienna rinchiusi in un sacco per lanciare la pratica artistica del Bagism: lidea era quella di nascondere in
una specie di sacco (bag) i segni del proprio volto e del
proprio corpo politicizzato, contro i preconcetti razzisti
e machisti di una societ bigotta e impacchettatrice
di giudizi a priori. Nel corso dei successivi otto mesi la
coppia invi a una cinquantina di leader mondiali una
lettera e una scatoletta con due ghiande, chiedendo a
ciascuno di loro di piantare i due frutti nel loro giardino
per far crescere due querce(2). Fino al Natale del 1969,
quando John e Yoko diffusero il loro pi noto e celebrato messaggio di pace: una serie di cartelloni pubblicitari per le maggiori citt del mondo che recavano

Imagine Peace Tower,


le parole WAR IS OVER! If
a Reykjavik,
You Want It - Happy Christmas
dedicata alla memoria
From John & Yoko.
Militante e attivista per i di- di John Lennon. La torre
ritti delle donne nel mondo, viene innalzata ogni anno
dal 9 ottobre
Yoko Ono vanta il merito di aver
all8 dicembre,
sensibilizzato e spinto il marito
rispettivamente giorno
a riconoscere limportanza delle
di nascita e morte
lotte politiche delle femministe
in quegli anni: quando nel 1972 di Lennon. Questo uno
scatto del 2011.
i due scrivono Woman is the
Nigger of the World a quattro
mani, denunciano insieme la condizione di asservimento
della donna in diverse culture del mondo. Il singolo risult commercialmente un tremendo flop dal quale per
qualche anno per il musicista inglese fu difficile riprendersi, ma il messaggio di Lennon che ammise di essere finalmente arrivato, solo grazie a Yoko Ono, a comprendere e accettare la totale parit tra uomo e donna
e le istanze della protesta femminista, e che ammise di
essere stato fino a quel momento un maschilista capace
di maltrattare le donne rappresent un importante momento per le politiche emancipatorie femminili.
La pace, la lotta contro lingiustizia sociale e contro i
multiformi razzismi del mondo hanno costituito il motivo centrale della poetica della Ono anche dopo lassassinio di Lennon.
19

Limmagine pi ricorrente
nella carriera di Yoko Ono
quella degli scacchi:
Play it By Trust fu realizzata
nei suoi anni Fluxus
Ma limmagine pi ricorrente nella carriera della
Ono quella degli scacchi: Play it By Trust fu realizzata
nei suoi anni Fluxus, nel 1966, quando lartista giapponese frequentava lavanguardia artistica newyorchese
e dialogava con figure del calibro di Maciunas, John
Cage o Gustav Metzger, ed stata pi volte da lei riprodotta e ricontestualizzata fino al 2013. In questopera il
sommo gioco della guerra, la strategica battaglia dalle
soluzioni quasi infinite che vede contrapposti i neri e
i bianchi viene neutralizzata dallartista, che disarma
gli eserciti belligeranti trasformando tutti i pezzi in pedine bianche.

Helmets - Pieces
of Sky (2001),
opera esposta
in occasione della mostra
Yoko Ono: To the Light
(Londra, Serpentine
Gallery, 19 giugno 9 settembre 2012).

Oggi, forse pi che per le sue


opere di arte visiva, la ricordiamo
per le sue campagne, per la sua
Imagine Peace Tower dedicata al
marito vicino a Reykjavik, e per
il suo premio per la pace istituito
nel 2002: un assegno di 50mila
dollari per artisti che praticano
e resistono in zone di tensione,
recentemente conferito ad artiste
militanti come le Pussy Riot.
Da ragazza la Ono ha assistito
alla devastazione fisica ed economica del Giappone
durante la seconda guerra mondiale. Aveva dodici
anni, quando la bomba atomica fu lanciata su Hiroshima e Nagasaki nellagosto del 1945. La madre in
quel tempo port lei e i suoi fratelli nella campagna
nord del Giappone, per la loro incolumit. La Ono ha
pi volte scritto e raccontato delle ore interminabili
che lei e il fratello trascorrevano a guardare il cielo e
gli ammassi di nuvole che correvano nel blu, inventandosi menu sofisticati per sconfiggere la fame dovuta
alla carestia. Pi volte nella sua opera ricorre limmagine del cielo, come nei puzzle blu che riempiono gli
elmetti rovesciati e appesi al soffitto di HELMETS Pieces of Sky del 2001.

20

Un messaggio di pace totalizzante,


che probabilmente per non deve aver
appassionato Angela Davis o gli attivisti
neri delle Black Panthers per cui negli
anni Settanta la Ono e Lennon spendevano parole di fratellanza.
(1) terminata il 16 maggio la mostra John Lennon & Yoko Ono:
Suite 1742. Fotografas de Bruno Vagnini (Malaga, La Trmica, www.latermicamalaga.com) sullhappening pacifista Bed-In
contro la guerra del Vietnam di John Lennon e Yoko Ono nella
stanza 1742 del Queen Elizabeth Hotel di Montreal dove la coppia stata, dopo la tappa allHilton Hotel di Amsterdam, nei giorni successivi al matrimonio nel marzo del 1969.
(2) Ancora oggi per ironia della storia forse nel giardino
dellex dimora presidenziale del maresciallo Tito continuano a
crescere le due querce piantate nel 1969, sculture viventi e monito per la pace nel mondo.

A destra,
Yoko Ono e John Lennon,
WAR IS OVER If you want it (1969),
New York, MoMa - Museum of Modern Art,
manifesto esposto in occasione della mostra
Yoko Ono: One Woman Show, 1969-1971,
(New York, MoMa, fno al 7 settembre).

Apple (1966),
opera esposta
in occasione della mostra
Yoko Ono: One Woman
Show, 1969-1971
(New York, MoMa,
fno al 7 settembre).
Play it By Trust
(1966-2013),
installazione esposta
in occasione
della mostra War Is
Over! (If You Want It):
Yoko Ono
(Sidney, MCA - Museum
of Contemporary Art,
15 novembre 2013 23 febbraio 2014).
21

Rene Gabri e Ayreen Anastas

una pratica
culturalE condivisa
di Cristina Baldacci

Larte come opportunit di dialogo,


conoscenza, confronto su temi
di attualit o sul passato ci che sta
a cuore agli armeni Gabri e Anastas,
interessati attraverso opere fatte
di simboli, disegni, annotazioni, citazioni
a interrompere quello stato di torpore
che spesso intacca le nostre coscienze.

ntrambi di origini armene, ma lui di Teheran,


lei di Betlemme, Rene Gabri e Ayreen Anastas si
incontrano nel 1999 a New York e come primo
passo insieme fondano lo spazio per artisti
che anche e soprattutto una piattaforma
di discussione 16 Beaver, il cui nome corrisponde allindirizzo dello spazio nel Financial
District di Manhattan (www.16beavergroup.
org). Questo luogo dove i due condividono con altri artisti-attivisti progetti, idee, questioni di carattere estetico, culturale e
sociopolitico, rispecchia fin dagli inizi il loro metodo di lavoro.
Il dialogo e il confronto sono i cardini della pratica di Gabri
e Anastas, che parte sempre da una serie di domande che i due
artisti pongono a se stessi e agli altri su argomenti di attualit
22

Even before the gates


of Aleppo they were allowed
no rest (2014).

o su problemi del passato rimasti in sospeso. Pi che trovare


risposte, intendono creare opportunit di scambio e critica,
accendere il dibattito pubblico, oggi spesso cos flebile, incoraggiare il passaggio dalla discussione allazione e viceversa.
Come due giornalisti investigativi, fanno lunghe ricerche e interviste, numerosi viaggi e sopralluoghi in giro per il mondo,
e prendono pagine e pagine di appunti o, alle volte, registrano
con la videocamera le loro conversazioni.
23

Pensare. Interrogare. Mettere


in atto. Smuovere le cose, sradicare
i preconcetti, riorganizzare le sfere
percettive, il sensibile

Lesito di questo lungo processo un flusso di idee, unazione conoscitiva e interpretativa che non assume una forma
definitiva, ma rimane aperta. Per questo i progetti di Gabri e
Anastas si presentano come frammenti di un discorso, come
articolati montaggi di parole e immagini che ricordano il concetto di rizoma di Deleuze e Guattari.
In occasione dellultima Documenta di Kassel nel 2012
hanno raccolto le idee scaturite durante una delle loro indagini in una piccola pubblicazione; uno di quei cento notebooks voluti dalla curatrice Carolyn Christov-Bakargiev
come sostrato teorico della mostra. Tramite una serie di dialoghi tra persone libere e persone oppresse sulla crisi di tutto,
ovunque, in Ecce Occupy titolo gi di per s emblematico
Gabri e Anastas hanno ricostruito i cambiamenti avvenuti
dopo il crollo del comunismo tracciando una sorta di cartografia del pensiero.
Le pagine del libro sono le fotocopie dei loro taccuini, con
annotazioni, citazioni, disegni, simboli. La trascrizione dei
colloqui non quasi mai lineare: parole-chiave e nuclei di
idee costellano la superficie del foglio o si addensano in alcuni punti, lasciando spesso spazi bianchi. In questo modo il
metodo speculativo dei due artisti si definisce e si caratterizza
anche visivamente. Come rivela il titolo della pubblicazione
un metodo che segue il modello controculturale che dai movimenti di opposizione ideologica degli anni Sessanta-Settanta
arrivato fino ai giorni nostri nelle cosiddette azioni di protesta Occupy.
Gabri e Anastas lavorano al confine tra attivismo politico
e creazione estetica, stando ben attenti a non favorire limpegno e lazione sul campo a discapito dellarte, ma cercando
sempre nuovi modi per fare coesistere e cooperare un ambito
con laltro. La loro unarte relazionale e di ricerca, una pratica culturale condivisa che non si esaurisce nel compimento
di unopera-oggetto o nellorganizzazione di una mostra: tenta
piuttosto di innescare azioni e processi che superino le restrizioni sociali e i limiti della percezione.
Come hanno dichiarato riguardo a uno dei loro progetti pi
complessi, Camp Campaign, iniziato nel 2006 con un viaggio
che li ha portati ad attraversare gli Stati Uniti per mappare
tutti i tipi di campi (di lavoro, di detenzione, desilio o rifugio) ancora esistenti per poi metterli a confronto con loggetto principale della loro indagine, il campo di prigionia di
Guantnamo a Cuba, il loro traguardo sempre pensare. Interrogare. Mettere in atto. Smuovere
In queste due pagine
le cose, sradicare i preconcetti,
alcune immagini
riorganizzare le sfere percettive, il
di This State is Sinking (2015).
sensibile(1).
24

Per Gabri e Anastas, cos come per Giorgio Agamben, uno


dei teorici a cui i due artisti fanno maggiormente riferimento,
il campo un paradigma biopolitico contemporaneo perch
riunisce tre elementi che descrivono la nostra societ e il rapporto tra il potere e la vita di tutti i giorni: lesclusione o isolamento geografico, la sospensione delle leggi e la diminuzione
dei diritti civili (2).
Il paradigma storico del campo di concentramento sottende
il discorso e riaffiora anche nellultimo progetto della coppia,
quello per il padiglione armeno alla Biennale di Venezia di
questanno. Nel centenario del genocidio dei loro antenati,
Gabri e Anastas si domandano se attraverso larte sia davvero
possibile dire o fare qualcosa in merito a una tale tragedia,
oltretutto a distanza di cos tanti anni. A questo interrogativo
i due artisti danno una risposta deleuziana: latto creativo diventa un atto di resistenza o resilienza, per usare un termine
oggi diventato molto di moda.
Il loro intervento nel padiglione si definisce come un
viaggio nella storia, come una camminata nel cuore di uno
degli scrigni della cultura armena, il monastero mechitarista
sullisola veneziana di San Lazzaro, con la sua antichissima
biblioteca e archivio. Gabri e Anastas sono scesi nei sotterranei delledificio sacro lasciando traccia del loro passaggio
con appunti, grafici, poesie, collages, che formano un atlante
(frammentario) della memoria, una mappa della violenza e dei
soprusi etnico-religiosi tra Oriente e Occidente, e, nello stesso
tempo, quasi un manifesto poetico.
Gli elementi proposti o condivisi possono essere considerati come tracce di un incontro-scontro tra la vita e larchivio, tra
i diagrammi passionali che definiscono il bisogno di arte come
dichiarazione di vita e come resistenza; come resistenza alla
morte, come resistenza al genocidio, come resistenza alla politicizzazione della morte [thanatopolitics] o alla necropolitica
[necropolitics] che affligge e caratterizza il nostro tempo. Cos
i due artisti spiegano il loro lavoro per il padiglione, ma ancor pi
esprimono la loro fede nellarte(3).

(1) Cfr. T.J. Demos, The Migrant Image, Durham-Londra 2013, p. 227.
(2) Per una lettura approfondita dellopera, ivi, p. 225; mentre sullidea di campo come paradigma cfr. G.
Agamben, Homo sacer. Il potere sovrano e la nuda vita, Torino 2005, in particolare, parte terza, p. 129 e sgg.
(3) Dichiarazione di Gabri e Anastas fatta in occasione della preparazione della mostra Armenity/Haiyutioun.
Contemporary Artists from Armenia Diaspora ospitata dal padiglione armeno nella 56. Biennale di Venezia
(Venezia, monastero e isola di San Lazzaro degli Armeni, 9 maggio - 22 novembre).
Sul concetto di politicizzazione della cultura si veda G. Agamben, op. cit., pp. 178-184; su quello di necropolitica, A. Mbembe, Necropolitics, in Public Culture, vol. 15, n. 1, pp. 11-40.

25

Studi e riscoperte. 1
Osvaldo Licini: gli anni parigini

figure
incatenate
a sogni
Enrica Torelli Landini

na cultura gi prescelta e amata


nella Bologna degli anni Dieci, a
fianco di Morandi, e approfondita
nel milieu artistico fiorentino fra
lapertura europea della rivista La
Voce e il futurismo lacerbiano
ci che Licini va a verificare di
persona a Parigi subito dopo la
sua volontaria partecipazione alla
Grande guerra. Czanne, il cubismo e tutto un filone letterario simbolista sono i presupposti della sua curiosit e
voglia di conoscere.
Alla Rotonde conobbi Picasso, Cocteau, Cendrars,
Otiz, Kisling. Ma sono gli incontri burrascosi con
Modigliani nei caff di Montparnasse, lestasi provata di
fronte alle sue figure incatenate a sogni, intraviste in una
soffitta al lume di un cerino, a segnare definitivamente il
suo amore incondizionato per la pittura.
Vistosamente claudicante a causa di una ferita di
guerra, Licini impugna un bastone in modo aggressivo
(immagine che riprender nei suoi angeli) recitando a memoria i Canti orfici di Dino Campana che si confondono
con le feroci invettive di Rimbaud gridate da Modigliani.
Il maestro livornese incide sul modo liciniano di conce-

26

Le opere illustrate
in questo articolo, dove
non diversamente indicato,
sono di Osvaldo Licini.
Il nudo (1925),
Ascoli Piceno,
Galleria civica darte
contemporanea
Osvaldo Licini.

Personaggio singolare e poliedrico, Licini trova a Parigi


il terreno ideale per nutrire la sua curiosit verso le avanguardie
del tempo. Frequenta assiduamente i caff di Montparnasse,
dove espone le sue opere e dove, soprattutto, conosce
Modigliani, artista cruciale per la sua formazione.

Modigliani incide
sul modo liciniano di concepire
la pittura come un atto fisico
di conoscenza
pire la pittura come un atto fisico di conoscenza: lincisione del segno, luso sensuale del colore come materia da
forgiare, evidente soprattutto nei nudi degli anni Venti
dagli scorci prospettici risolti in unatmosfera avvolgente,
sferica, incandescente. Anche quando provvisoriamente
torna nei luoghi natali nelle Marche, Licini dipinge, nel
1920, un duplice Ritratto di Ave, di profilo e di fronte, dove
Ragghianti ha riscontrato, nella linearit sinuosa e affusolata, un riferimento a due teste dello Sposalizio della Vergine di Raffaello, probabilmente derivatogli ancora dagli
esercizi sulle opere del grande bohmien di Montparnasse.
Torna presto a Parigi; abita presso la madre, in faubourg
Poissonnire, una lunga strada popolosa ai piedi del Sacr
Cur. Ritrae la madre in abito da sera, mentre osserva un
fiore, in atteggiamento pensoso sotto un vistoso turbante
o in atto di leggere un libro. Il riferimento in questo caso
sono le liseuses che Henri Matisse esponeva in quegli
anni da Bernheim-Jeune, la celebre galleria frequentata da
Licini, e al Salon dAutomne del 1922 dove esponeva anche
il giovane artista marchigiano. Matisse, Van Gogh e soprattutto Czanne: questi sono i modelli che Licini adesso
sta sperimentando. Lo dimostrano molti schizzi che sono
rimasti, presso gli eredi, una sorta di diario dove il suo au-

28

tore si diletta a esercitarsi, con


Il caff parigino
pochi tratti essenziali, sui pitLa Closerie des Lilas
tori prediletti.
Nonostante la sua pi dove Licini espose nel 1924.
volte documentata ritrosia a
Qui sotto,
esporre, Licini, che finora ha
Amedeo Modigliani,
partecipato a una sola colletNudo coricato col braccio
tiva durante lapprendistato
destro sotto la testa
bolognese, tenta di farsi cono(1919).
scere mediante le sue partecipazioni alle mostre nei caff
di Montparnasse. I tempi persistono difficili dal dopoguerra, scrive il critico Paul Sentenac, la pittura non si
vende, gli amatori stringono i cordoni della borsa. Ciononostante le gallerie si moltiplicano e cos i pittori. Questi

ultimi non si contentano delle bouPaul Czanne,


Ragazzo
tiques dei mercanti; ora offrono le
con panciotto rosso
loro tele nei caff.
(1888-1890), Zurigo,
Gli inizi di Licini a Parigi sono
Fondazione Bhrle
questi: espone i suoi ritratti femminili nei caff di Montparnasse,
In basso,
dalla celebre Rotonde alla pi
Ragazzo col cuore
sofisticata Closerie des Lilas. In
in testa, disegnato
questultimo locale si respira la
sul catalogo
poesia di Verlaine, di Apollinaire,
dellesposizione
di Paul Fort. Il surrealismo
della Compagnie des
ormai alle porte, e il suo trascipeintres et sculpteurs
nante fascino far da guida alle
professionnels
future ricerche sulla surrealt e
alla Closerie des Lilas
allinvenzione delle celebri Ama(febbraio-aprile 1924).
lassunte e degli Angeli ribelli. Sul
catalogo dellesposizione organizzata dalla Compagnie des peintres
et sculpteurs professionnels alla Closerie (febbraio - aprile
1924), disegna Ragazzo col cuore in testa, che oltre alla sua
fuggevole appartenenza ai disegni ispirati a Czanne il
Czanne del Ragazzo con panciotto rosso ci riporta al
tema delle appassionate descrizioni dei Racconti di Bruto
dove il diciannovenne Licini futurista, nel racconto Il
cuore in mano, metteva in atto il primo segnale della sua
sfida contro tutto e contro tutti(1). Durante le riflessioni pi
mature, nelleremo della sua casa marchigiana a Monte
Vidon Corrado solo allora Bruto prender nuova forma
trasformandosi nellAngelo ribelle.
A Parigi, nei primi anni Venti, respira unaria internazionale che lo affascina, lui abituato alla profondissima
quiete di Monte Vidone. Tra le colonie pi numerose c
quella dei russi che espongono al caff del Carrefour du
Montparnasse: Michail Larionov e Natalja Goncarova decorano con i loro disegni il catalogo la cui copertina ha un
aspetto teneramente costruttivista con il suo fondo rosso
acceso e un fotomontaggio che mostra linterno del caff
gremito di gente e di quadri appesi tra tavoli e specchi.
Le mostre degli artisti russi sono organizzate e gestite da
un comitato diretto da Sergej Romoff, cofondatore della
Compagnie ambulante des peintres et sculpteurs(2). Molti
sono i critici che se ne interessano; tra gli altri, Andr
Salmon e Gustave Kahn.
Le numerose mostre nei caff fanno da contraltare
allaccademia dei Salon, sebbene molti dei nomi dei
cento e pi espositori dei caff si possano poi ritrovare
nelle ancor pi numerose liste dei cataloghi delle esposizioni ufficiali tenute al Grand Palais. Che poi la stessa
strada percorsa da Licini, ora a fianco di un carissimo
amico daccademia, ritrovato per caso in questi caff:
Mario Tozzi, giunto a Parigi nel 1919. A Parigi ritrovai
subito Licini, che avevo conosciuto assieme a Morandi
a Bologna, miei compagni, sia pure dei corsi superiori
di quellaccademia, e giornalmente ci si incontrava in
un piccolo caff di Montparnasse dalle pareti curiosamente decorate in esposizione permanente dai dipinti
degli artisti consumatori. Avevo lasciato a Bologna un
Licini futurista e qui lo ritrovavo postimpressionista:
Matisse+Dufy+Friesz, nei paesaggi e nei fiori; un po modiglianesco nelle figure.
29

Licini non passa inosservato al Salon dAutomne e al


Salon des Indpendants dove espone tra il 1921 e il 1925.
Nonostante la folla degli artisti espositori (in parte pompiers ma molti ormai famosi) le sue opere vengono accolte
con un certo interesse dalla critica francese, considerando
che anche la sola citazione del nome era gi un grande
onore nel marasma espositivo dei Salon. A Licini sono invece riservate delle espressioni che riconoscono la qualit
delle opere. Fra gli artisti italiani presenti a Parigi e che
espongono alla mostra Les italiens de Paris (1928), organizzata dallamico Tozzi, Licini forse il pi francese rispetto
ai vari Campigli, Paresce, Severini, de Chirico, fedeli al concetto classico della forma. Il critico Waldemar George identifica questi ultimi come un gruppo di Novecento (in relazione alla prima mostra del gruppo indicato con quel nome,
organizzata da Margherita Sarfatti a Milano) e rivendica la
loro appartenenza allitalianit, mentre per Licini si limita
ad accostarlo a Derain.
Lo stesso Tozzi attratto da altre forme di pittura, dalla
tradizione quattrocentesca e dal valore della forma come
testimonianza di stabilit eterna, in conflitto con limpressionismo; mentre il segno liciniano, costantemente incerto
e impreciso, esprime invece unidea di instabilit, di precariet, testimoniando una forte tensione emotiva. Sono
le opere eseguite intorno alla met degli anni Venti a denunciare la diversit tra Licini e Novecento: le sue nature
morte, esposte vicino a quelle di de Chirico, si presentano
su un piano inclinato, in bilico, quasi vogliano rovinare a
terra(3). Sono decentrate, i colori sono aridi e svuotano le
forme anzich renderle corpose. Licini presto trasformer
i suoi soggetti in pure forme astratte dove la linea diviene
geometria e dove il tema di fondo il bilico.

La linea dei suoi scarni paesaggi, delle marine e dei


sinuosi e svuotati colli marchigiani si prester a questo
squilibrio, ai fiori fantastici dellastrattismo praticato negli
anni Trenta, ricomparendo pi tardi, densa e misteriosa,
nei fondali da cui sorgono le amalassunte-lune e gli irriverenti angeli. Bruto e le figure astrali create dopo una
profonda gestazione metamorfica appaiono come una
sorta di alter ego, attraverso il quale Licini parla di s
rinunciando allespressione apertamente autobiografica;
immagini psichiche dietro le quali lartista tenta di celarsi.
Dei molteplici stimoli ricevuti durante gli anni della
formazione parigina Licini trattiene, facendone tesoro,
quelli a lui pi congeniali e che curiosamente aveva trovato
in quei caff dove gi si respirava laria della nuova avanguardia surrealista. la parola poetica a ispirare le sue
visioni. Ne sono prova gli innumerevoli appunti e i piccoli
disegni di cui affollata la sua biblioteca, che egli sovrapponeva a commento di alcuni passi o versi. Le letture fatte
nelle lunghe, fredde, solitarie notti marchigiane, lasciano
suggestioni di immagini che si sedimentano nella memoria
producendo impronte slegate dal tempo e dallo spazio.
(1) Bruto sera disteso, ma sannoiava un poco. Allora, con una mano, si prese il cuore dal
petto, lo pos sul cuscino e lo guard palpitare. Poi mise il suo cuore nel cavo della mano
e cominci ad ammirare lopera di Dio.
(2) Il catalogo della terza mostra organizzata dalla Compagnie ambulante testimonia spiccati interessi nei confronti di una poesia dada non ortodossa che sicuramente deve aver
coinvolto Licini, autore di poesie e pi tardi affascinato dall'avventura surrealista. Vi un
poema dedicato alla pittura da Blaise Cendrars, prelevato dai Pomes lastiques, quelli recitati dal gruppo dada alla galleria parigina Au sans pareil. Licini legger il romanzo di Cendrars Le Plan de lAiguille appena uscito, nel 1929, ma il primo incontro con il poeta francese risale ai tempi dellamicizia con Modigliani.
(3) A questo proposito, cfr. E. Pontiggia, Osvaldo Licini e il Novecento, in E. Pontiggia, E. Torelli Landini, Licini gli anni Venti, Monte Vidon Corrado (Fermo), 1992.

Natura morta
con limone
(1926-1928 circa).
Nella pagina a fanco,
Amalassunta n. 3
con cuore in mano
(1950).
30

un romanzo per licini


Tre domande di Benedetta Centovalli a Pier Franco Brandimarte,
autore di L'Amalassunta, da poco pubblicato per Giunti Editore.
Un oggetto inusuale L'Amalassunta, perfetto nel suo essere un genere di generi, che emerge con sprezzatura sull'odierna produzione di narrativa e tanto pi notevole trattandosi
del primo libro di un giovane autore. Cos
stato apprezzato dalla giuria del Premio Calvino 2014 che lo ha eletto vincitore di quella edizione.
Come nata l'idea di raccontare la vita di
Osvaldo Licini intrecciandola con la storia del
giovane narratore?
La sosta in un paesino dellentroterra marchigiano, tre anni fa o pi, mi rimase impressa
come una densa fascinazione di cui non sapevo spiegarmi lorigine. Ho conosciuto cos
questo bizzarro artista che l si era ritirato venendo da Parigi, dalla compagnia dei grandissimi del suo tempo, Picasso, Modigliani...
Da quel momento larte e la vita di Licini sono
diventati un enigma da risolvere, qualcosa
che mi riguardava direttamente.

Non un romanzo, non un saggio, non una biografia, per anche tutto questo insieme. Poi ci sono le immagini che fanno parte del
testo, un po' Sebald e un po' Tuena. Come hai lavorato?
La definizione che hanno dato quella di romanzo-inchiesta, che
pu andar bene se teniamo presente la natura rigorosa
dellinchiesta e la libert inventiva del romanzo;
dunque una rigorosa invenzione, dunque un romanzo, che va ancora meglio. La forma cera, la
sentivo, il difficile stata realizzarla con le parole.
Sebald e Tuena sono due dei miei autori preferiti.
La giovinezza e la maturit di Licini, il narratore in
cerca di identit e il paesaggio marchigiano che
si accende sulle colline: tre protagonisti raccontati con una lingua reinventata tra pittura e essenzialit espressiva.
Dovevo tenere insieme spazi e tempi diversi
come fossero un unico flusso continuo, evolvere
nelle tre parti del romanzo, far agire le immagini,
esploderle. Lo stile venuto con la forma: doveva
assecondare le immaginazioni nel miglior modo
possibile, assisterle nella loro formazione, come
succedeva in effetti. Soltanto verso la fine del libro
ho capito dove stavo andando.
31

Studi e riscoperte. 2
Artisti, propaganda e primo conflitto mondiale

fuochi
di guerra
La prima guerra mondiale si accende in pochi mesi
a partire dallestate del 1914. Una follia collettiva sembra
impadronirsi di popoli e governi, con folle di entusiasti bellicisti
e scarsa opposizione. Artisti e letterati si mettono al servizio
della causa e della propaganda. Alcuni di essi sono
fra i moltissimi che vi perdono la vita.
Philippe Daverio

osteneva Candide allinizio


delle sue confessioni nel noto
racconto di Voltaire che amava
la guerra perch vi si facevano
tanti incontri. Ma poi passava,
il malcapitato, fra le peggiori
esperienze possibili in una sequenza di avventure allucinanti.
Il Candide di Voltaire il primo
racconto morale e umoristico che rivendichi nella sostanza il diritto alla pace. Lo leggevano tutti i liceali
di Francia; eppure la chiamata alle armi per linizio
della prima guerra mondiale ha un successo che mai
prima dallora era stato celebrato con simile partecipazione esaltata.
La guerra la conseguenza di tensioni decennali
portate al parossismo. Il 28 luglio del 1914 avviene il
noto assassinio di Sarajevo. Latmosfera si riscalda.

32

Un mese dopo esattamente


lAustria dichiara guerra alla
Serbia, alla quale viene in
soccorso la Russia. Quindi
lAustria dichiara guerra alla
Russia il 5 agosto. La Germania del Kaiser su questultimo caso laveva preceduta
avendo dichiarato guerra il 1 agosto alla Russia, il
3 agosto alla Francia e al Belgio il 4. Il Regno Unito
dichiara guerra alla Germania in quel medesimo 4
agosto e allAustria il 13, la quale a sua volta aveva dichiarato guerra alla Russia il 6 agosto a fianco della
Germania. Il 23 agosto il Giappone affianca gli alleati e dichiara guerra ai tedeschi, e il 1 novembre
limpero ottomano entra in guerra a fianco degli
austrotedeschi. Tutte le colonie controllate dalle potenze europee seguono.

Gino Severini,
Treno blindato in azione
(1915), New York,
MoMA - Museum
of Modern Art.

Gli intellettuali e gli artisti


non restano estranei alla follia
collettiva della guerra nata
nelle ombre delle cancellerie
e scattata per un attentato
assurdo

E tutto sinfiamma in un attimo. La cattedrale di


Reims, simbolo della monarchia di Francia, era gi
stata ridotta in ceneri il 19 settembre. Con lautunno
si contano le prime decine di migliaia di morti. Solo
lItalia sta ad aspettare il mutare degli eventi e dei
venti per tradire lalleanza con le potenze germaniche ed entrare in guerra con gli alleati atlantici il 24
maggio dellanno successivo, ma lo fa sullonda dun
entusiasmo trasversale e frenetico. La guerra era nata
nelle ombre delle cancellerie, scatta per un attentato
assurdo, ma si trova a raccogliere unadesione immediata e incondizionata. Gli intellettuali e gli artisti
non restano estranei alla follia collettiva.

34

Nella pagina a fanco,


in alto,
Franois Flameng,
Convoglio di mitraglieri
alpini sui Vosgi
(1916), Parigi,
Muse de lArme.

A dire il vero la prima ondata di furia battagliera


si era avuta in Italia pochi anni prima della guerra
quando fu lanciata la campagna per la conquista
della Libia, quella porzione di costa mediterranea
dimenticata dellimpero ottomano di cui a Costantinopoli importava ormai quasi nulla, visto che la
Tunisia era gi protettorato francese, lAlgeria colonia e pure il Marocco stava per perdere la sua
indipendenza dopo le diatribe che avevano spinto
Berlino a tentare lavvenGiacomo Balla,
tura coloniale dalle parti di
La guerra
Agadir, passata sotto prote(1919).
zione francese.

LItalia del quarto governo


Egon Schiele,
Prigioniero
Giolitti decide di ridarsi allavdi guerra russo
ventura coloniale per dimen(1915),
ticare le batoste del 1896 dun
Vienna,
giovin regno dItalia che aveva
Albertina.
tentato di tagliarsi una fetta
nella torta africana con la
guerra dAbissinia; decide daffrontare nel 1911 i fucili ad
avancarica dei libici e ha facile
fortuna. I socialisti si oppongono fermamente allavventura e per essi i due esordienti politici romagnoli
Pietro Nenni e Benito Mussolini. Furono gli intellettuali a sostenere lavventura e in modo particolare
Giovanni Pascoli con un accalorato discorso dal titolo La grande proletaria si mossa, e ovviamente
DAnnunzio con le sue appassionate canzoni pubblicate sul Corriere della Sera.
Ma gi nella prima stesura del Manifesto del futurismo di Marinetti la questione era stata posta
con quella bizzarra capacit dellautore di mutare
il pensiero anarchico espresso in francese Nous
voulons glorifier la guerre, seule hygine du monde,
le militarisme, le patriotisme, le geste destructeur
des anarchistes, les belles Ides qui tuent in un
pensiero italiano che si fa premonitore dellinterventismo: Noi vogliamo glorificare la guerra sola
igiene del mondo il militarismo, il patriottismo, il
gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui
si muore, dove gli anarchici si traducono in libertari e dove le idee capaci di uccidere diventano idee
35

Gli artisti minori


dellepoca, quelli che
la storiografia recente
ha lasciato nellombra
del gruppo
degli illustratori,
meriteranno un giorno
dessere ripresi
in considerazione

per le quali morire; erano pronti i futuristi a partire


per il fronte. E il giovane SantElia vi muore nellottobre del 1916 con una pallottola in fronte mentre
Boccioni era gi deceduto per uno stupido incidente
prendendo un calcio da un cavallo che per lui era
animale inconsueto. I maniaci dei motori e dei rumori serano visti arruolare fra le truppe in bici-

36

cletta. E il prode DAnnunzio, gi maturo cinquantenne, si ferisce allocchio perch non sa usare la
mitragliatrice e sullaeroplano prende lotturatore in
faccia. Dallaltro lato si faceva ben pi brutta la faccenda: Franz Marc era morto nellinferno di Verdun
nella primavera del 1916 dopo essere partito immediatamente volontario alla dichiarazione delle ostilit, considerando il conflitto una positive Instanz,
mentre il suo compagno davventura pittorica August Macke, partito con lo stesso entusiasmo, aveva
risolto la sua vita nei primi scontri dellautunno del
1914 quando i tedeschi stavano incendiando con le
bombe la cattedrale di Reims. Lo scultore Henri
Gaudier-Brzeska, tenuto da Ezra Pound in grande
considerazione come animatore dei vorticisti, torna
nella sua Francia dorigine e muore subito, colpito
in fronte appena al di l della Manica, nel giugno
del 1915.
Eppure, mentre gli esaltati andavano a morire o
i pi fortunati tornavano feriti come il genovese
polacco Guillaume Apollinaire che sera arruolato
per sentirsi finalmente francese la vita cittadina
dei teatri non subiva un momento di tregua: il numero degli spettacoli a Parigi quasi non cal. Nel
1917, quando infuriava la pi orribile delle battaglie
navali nello Jutland, quando appariva per la prima
volta fra le trincee di Francia il gas mostarda tedesco, nei giorni di Caporetto e della rotta, i Ballets
Russes continuavano allegri la loro programma-

zione e Pablo Picasso, con la musica di Satie, metteva in scena Parade. La contraddizione era totale.
Gli artisti minori dellepoca, quelli che la storiografia recente ha lasciato nellombra del gruppo
degli illustratori, meriteranno un giorno dessere ripresi in considerazione. Sono loro a inventare per la
carta stampata le immagini dipinte del conflitto in
corso.
Gli artisti alternativi, invece, serano talvolta rifugiati nella sicurezza della neutralit elvetica dove
preparavano la liberazione di Dada nel cabaret Voltaire di Zurigo, mentre de Chirico se ne stava tranquillo nellinfermeria del nevrocomio di Ferrara
a dipingere quadretti piccoli che poteva posare su
una sedia usata come cavalletto mentre convertiva
Carr alla Metafisica, essendosi questo gi convertito al pacifismo dopo essere partito in guerra con
proclami pittorici di fuoco.

In queste due pagine tre


copertine e alcune pagine
di numeri del settimanale
satirico tedesco
Simplicissimus pubblicati
tra il 1914 e il 1918.

37

Grandi mostre. 1
La Grande guerra a Rovereto

larma
della satira
Quando lillustrazione scende sul campo di battaglia e usa
il potente mezzo dellironia, la forza comunicativa diventa
esplosiva. quanto accade allepoca del primo conflitto
mondiale, a cui il Mart dedica una grande retrospettiva.

Duccio Dogheria

a guerra che verr non la prima il


titolo preso da una celebre poesia di
Bertolt Brecht la mostra in corso
al Mart - Museo di arte moderna e
contemporanea di Trento e Rovereto
(fino al 20 settembre) dedicata al centenario dellingresso italiano nella
prima guerra mondiale. La pi importante mostra dEuropa sul tema (le parole sono del
ministro dei Beni e delle Attivit culturali e del Turismo
Franceschini), anche perch il percorso espositivo, che
si sviluppa per oltre un chilometro, bombarda lo spettatore con alcune migliaia tra opere darte (dal futurismo
alla contemporaneit), video, installazioni, fotografie, libri
e documenti darchivio. Un denso fluire che, di tanto in
tanto, come per autogenesi, d origine ad alcune mostre
nella mostra, incentrate perlopi su alcuni media grafici
utilizzati al tempo da entrambi i fronti come veicoli di propaganda e indottrinamento destinati sia alle truppe sia al

38

fronte interno. Lillustrazione,


fino ad allora utilizzata principalmente per finalit moraleggianti
o pi spesso per puro intrattenimento, diventa a tutti gli effetti in
questo nuovo, sconvolgente contesto unarma tagliente scagliata
contro il nemico, attraverso un
doppio binario iconografico: da
una parte leroismo estremo dei
propri combattenti, dallaltra la crudelt e malvagit del
nemico, assetato di terra come di sangue, compreso quello
di donne e bambini.
Anche mezzi grafici tuttaltro che aperti a innovazioni
come i santini vengono intruppati in questa guerra dimmagini: in mostra ne sono esposti oltre un centinaio,
spesso portati al fronte dai soldati con finalit taumaturgiche, alcuni dei quali (denominati luttini) utilizzati per
commemorare i caduti in battaglia.

Achille Luciano Mauzan,


Fate tutti il vostro dovere!
(1917), Treviso,
Musei civici Santa Caterina,
raccolta Salce.

Utilizzare il paradossale
e il grottesco per ridicolizzare
il nemico, rendendolo
meno temibile
allocchio di soldati e civili

Paul Iribe,
Salom,
in La Baonnette,
13 aprile 1916.

Di altro tenore illustrativo sono invece le cartoline propagandistiche diffuse in quegli anni, affidate alle migliori
matite del tempo; per lItalia sono documentati illustratori
come Sacchetti, Wenter Marini, Mauzan, Scarpelli, Golia,
Brunelleschi, Rubino, Mussino e Mateldi, gli stessi, in
molti casi, attivi anche su altri mezzi di propaganda, come
i manifesti e le riviste satiriche. Ed proprio la satira, potente arma di derisione di massa, a svincolarsi dallappiattimento comunicativo della propaganda e dei suoi aut-aut,
utilizzando il paradossale e il grottesco per ridicolizzare il
nemico, rendendolo meno temibile allocchio di soldati e
civili. Tra le circa cinquecento cartoline in mostra, segnaliamo in particolar modo la preziosa serie della Danza macabra europea di Alberto Martini, stampata in litografia
tra il 1914 e il 1916: un allucinante susseguirsi di teatrini
grotteschi e spettrali dominati da una costante idea di
morte e crudelt.
Tralasciando le innovazioni tipografiche futuriste
certo squisitezze a stampa ma tuttaltro che illustrative
intercalate nel percorso tra capolavori di Balla, Carr,
Sironi e Depero, nella sezione dedicata alle
donne e ai bambini che riprende a pieno regime il fil rouge dellillustrazione di guerra.
Incontriamo qui, per fare un primo esempio,
una quarantina di numeri del Corriere dei
Piccoli risalenti al 1915-1918, tutti con tavole a colori di Attilio Mussino e Antonio
Rubino, scandite da iperboliche e irriverenti
esplosioni di tricolori si vedano le avventure di Italino contro il goffo Otto Kartoffeln
e geometriche meccanizzazioni in odore di
futurismo, come nella guerra immaginaria
tra Abetino e Piombino, plumbea allegoria
dellodiato nemico tedesco. Larruolamento
ideologico dellinfanzia viene portato avanti
anche attraverso altre letture profusamente
illustrate, affiancate in mostra da cartoline,
album di figurine e numerosi giocattoli depoca. Tra le opere pi curiose, un abbecedario di guerra disegnato da Eugenio Colmo
(Golia), dove per fare solo un esempio alla
lettera F sono associate e illustrate le parole Forte, Francesco Giuseppe e Forca.
La raffigurazione delluniverso femminile comprende sia ritratti di donne che, nonostante i tempi cupi, mantengono sempre
la propria eleganza, pur se declinata spesso
in chiave patriottica, sia figure femminili
vittime della brutalit del nemico, come nel
caso dellinfermiera britannica Edith Cavel,
trucidata dai tedeschi nel 1915.
Nella pagina a fanco,
in alto, da sinistra:
Il giornale del soldato,
3 marzo 1918, Rovereto,
Museo storico italiano della guerra;
Corriere dei Piccoli,
29 luglio 1917,
illustrato da Antonio Rubino.

40

Assai nutrita anche la sezione genericamente dedicata allillustrazione di propaganda, comprendente


pubblicazioni illustrate di varia natura, dallirriverente album in gran formato Gli Unni e gli altri alle
agende utilizzate dai soldati nelle trincee, da rarit
bibliografiche come Der Krieg di Otto Dix alla carta
da lettere guerresca disegnata da Rubino per i soldati al fronte, senza dimenticare le riviste di varia
umanit come La Lettura e soprattutto la ricca sezione dedicata ai materiali promozionali dei prestiti
di guerra, spesso illustrati da artisti deccezione, a
iniziare da Duilio Cambellotti. Contornano il tutto
numerose tavole originali, come quelle di Rubino per
il giornale di trincea La Tradotta, o quelle rimaste
inedite di Augusto Majani (Nasica), o ancora quelle
realizzate per il quotidiano socialista LAvanti da
Giuseppe Scalarini, tra i pochissimi rappresentanti
dellillustrazione pacifista.
Nel susseguirsi delle sale, ci imbattiamo anche in
unantologia di riviste satiriche della prima guerra
mondiale che documenta lattivit di entrambi i fronti,
attraverso una cinquantina tra periodici destinati ai
combattenti (i cosiddetti giornali di trincea) come
La Tradotta (illustrazioni
Alberto Martini,
di Rubino e Brunelleschi),
Macellai! (1915), dalla serie
Il Montello (illustrazioni
Danza macabra europea,
di Sironi) e La Ghirba
Rovereto, Mart - Museo
(illustrazioni di Soffici) ,
di arte moderna
e con le principali riviste
e contemporanea
destinate al fronte interno,
di Trento e Rovereto.
come la tedesca Lustige
41

Bltter, litaliana Numero o le francesi Le Mot e


La Baonnette, questultima contenente in ogni numero una piccola affiche staccabile. Esposti a parte,
a evidenziarne la diversit, una ventina di numeri di
quella mosca bianca che fu Il Mulo, unico esempio
italiano di periodico satirico pacifista.
Tralasciando una ricca selezione di prime edizioni
letterarie, in cui lillustrazione impreziosisce di tanto
in tanto le sole copertine, la mostra presenta in chiusura altri due approfondimenti incentrati sullattivit
degli illustratori del periodo. Il primo dedicato alle
42

carte geografiche satiriche, brillanti nel declinare


nei profili degli Stati le immagini-simbolo dei paesi,
come il bersagliere per lItalia, il gallo per la Francia
o lorso per la Russia; il secondo focus quello sui
manifesti, denso di una sessantina di esemplari in
gran formato. Ricorrono qui alcune delle iconografie
propagandistiche pi note (e retoriche) del tempo, ma
anche soggetti leggeri e mondani, legati agli spettacoli
teatrali di quegli anni, quasi a ricordarci che, anche
nei momenti pi bui, la vita in un modo o nellaltro
continua a fluire.

Augusto Majani (Nasica),


Disegni bellici di Nasica
(1916), Genova,
Wolfsoniana - Fondazione
regionale per la cultura
e lo spettacolo.

LA MOSTRA

L'Europa nel 1915


(1915),
Rovereto,
Museo storico italiano
della guerra.

In occasione del centenario dellingresso italiano nella prima


guerra mondiale il Mart - Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (Rovereto, corso Bettini 43, telefono
800-397760, orario 10-18, venerd 10-21, chiuso luned; www.
mart.tn.it) propone una grande mostra, La guerra che verr non
la prima. Grande guerra 1914-2014 (fino al 20 settembre), realizzata con il patrocinio della Presidenza del consiglio dei ministri.
Il progetto, diretto da Cristiana Collu, a cura di Nicoletta Boschiero, Saretto Cincinelli, Gustavo Corni, Gabi Scardi, Camillo Zadra, si avvale della collaborazione di esperti di storia e arte contemporanea, nonch scrittori, filosofi e psicologi. Attraverso lo
sviluppo di contributi complementari fra loro l'esposizione si allontana dalla semplice riflessione sulla storia e offre uno sguardo articolato sull'attualit del conflitto, mescolando opere darte
e documenti storici, oggetti quotidiani e installazioni, fotografie
e reperti. La Grande guerra rappresenta il punto di partenza di
un'indagine pi ampia che attraversa il XX secolo e arriva ai nostri giorni. Catalogo Electa.
D.D.
43

Grandi mostre. 2
Lespressionismo tedesco a Genova

unatmosfera
di eccitante bohme
Michele Dantini

ossiamo considerare Die


Brcke (Il ponte) come la
prima avanguardia del Novecento e al tempo stesso una
prosecuzione delle Secessioni
di Berlino, Monaco e Vienna.
Nel 1905, a Dresda, quattro
studenti di architettura uniti
dal culto per Van Gogh, Gauguin e Matisse e dallamore
per Nietzsche si uniscono in unassociazione destinata a lasciare un segno profondo e potente nellarte
prebellica, non solo in Germania: Ernst Ludwig
Kirchner (1880-1938), Erich Heckel (1883-1970), Karl
Schmidt-Rottluff (1884-1976) e Fritz Bleyl (18801966). Nel 1906 anche Emil Nolde (1867-1956) e il
neoimpressionista svizzero Cuno Amiet (1868-1961)
entrano a far parte di Die Brcke. Soggiogati dalle
tempeste di colore di Nolde, pi anziano di una
generazione, i fondatori dellassociazione salutano
in lui il capofila delle nuove tendenze.
Lautofinanziamento (e dunque lindipendenza
economica) il primo obiettivo di Die Brcke. So-

44

stenitori privati versano una


quota annuale in cambio
di un album di incisioni.
Lassociazione trae il proprio nome da un aforisma
del Cos parl Zarathustra
Ernst Ludwig Kirchner,
nietzscheano, pubblicato tra
Bagnanti fra rocce bianche il 1883 e il 1885, che recita
(1912).
profeticamente: Luomo
una corda tesa tra la bestia
e luomo nuovo [...]. La grandezza delluomo sta nel
suo essere ponte, non fine. Lindirizzo specificamente artistico del gruppo non omogeneo n fissato con chiarezza. Si afferma tuttavia il veemente
desiderio di rompere con la retorica del progresso
per aprire larte alla vita. Creativit e desiderio diventano parole dordine che si impongono sulle virt
borghesi e la prudenza dei padri.
Levoluzione di Die Brcke tumultuosa, a testimonianza della rapida circolazione di informazioni
nellEuropa artistica del tempo e del gioco di competizione (e talvolta di emulazione) tra differenti
gruppi di avanguardia. Laggiornamento sulle novit
Tutte le opere illustrate
in questo articolo
sono conservate
nel Brcke-Museum
di Berlino.

Nella Germania prebellica, a Dresda nel 1905, nasce il gruppo


di avanguardia Die Brcke, volto a dare libero corso
alla creativit al di l di modelli precostituiti e di forme
retoriche. Da qui ha origine lespressionismo tedesco
ora celebrato nella rassegna in corso a Palazzo ducale.

45

Si cerca uno scambio avvincente


tra arte e vita in una sorta
di estetismo maledetto

parigine frenetico, ma sbaglieremmo se credessimo che Parigi sia il solo riferimento degli artisti
di Dresda. Le prime composizioni, perlopi ritratti,
autoritratti e vedute di citt, mostrano chiaramente
ladesione a modi pointillisti reinterpretati in chiave
idiosincratica e liberamente espressiva, senza cio
troppa considerazione delle pretese di scientificit
e metodo. In seguito gli esempi di Van Gogh, Matisse e soprattutto Gauguin a lui si deve il precoce
46

interesse degli espressionisti


per la xilografia si intrecciano intimamente nel suggerire composizioni (talvolta
di tema esotico o pastorale)
caratterizzate da ampi campi
di colore e arcaismi disegnativi. Non mancano omaggi
alla tradizione primorinascimentale tedesca, in particolare a Cranach, quasi gli
artisti di Die Brcke desiderassero mostrare la loro
concreta appartenenza a una tradizione schietta e
capricciosa, a tratti umoristicamente brutale. La
familiarit con le collezioni del museo etnografico
di Dresda la Germania al tempo una grande potenza coloniale, con possedimenti in Africa e nel
Pacifico alimenta inoltre linteresse per il disegno
schematico, la deformazione e la caricatura.

Ernst Ludwig Kirchner,


Nudo disteso
davanti allo specchio
(1909-1910).

Attorno al 1910 i nudi en plein air costituiscono


un tema ricorrente. Gli artisti, che in inverno condividono latelier, dipingono in comune e confrontano
tra loro i risultati, in estate scelgono invece prati
e villaggi della campagna attorno a Dresda come
sfondi per il proprio lavoro. Tra di loro dominano
lesigenza di condivisione delle esperienze e unatmosfera di eccitante bohme. I comportamenti si fanno
sperimentali, si danza nudi, ci si veste in maniera
eccentrica, si ritraggono bambine appena giunte alla
soglia della pubert come conturbanti modelle, si
cerca infine uno scambio avvincente tra arte e vita
in una sorta di estetismo maledetto. Tutto accade
o sembra accadere con estrema facilit: talento artistico, devianza, gioco, promiscuit compongono i
diversi momenti di un racconto per immagini (non
solo quadri: anche fotografie) che ha gli artisti come
protagonisti e la provocazione come fine.

Max Pechstein,
La maglia gialla e nera
(1910).

Attraverso e oltre le singole opere, sono i comportamenti ad assumere


importanza. Kirchner ammette nel suo diario: Volevamo dipingere il corpo
in atteggiamenti di libert.
Disegnavamo e dipingevamo, centinaia di fogli al
giorno, ma parlavamo e giocavamo anche, i pittori
posavano e i modelli dipingevano. Gli incontri quotidiani erano trasposti in arte, diventavano pittura.
Le immagini acquistavano cos vita e immediatezza. Laffermazione di Kirchner riflette lentusiastica ricezione del Matisse neopagano dei celebri
nudi del 1906-1907 e delle due versioni della Danza
(1910). Esiste tuttavia una cruciale differenza. I
nudi di Matisse sono accompagnati da propositi
47

Le implicazioni profane
e libertine del corpo androgino
e adolescente si ritrovano nei
ritratti kirchneriani di Marcella
o nelle giovani coppie nude
en plein air evocate
da Pechstein
48

simbolici (o religiosi) che non si lasciano ricondurre alla celebrazione della sensualit o alla ricerca di scandalo. Kirchner (o Pechstein o Heckel o
Otto Mller, che si aggiunge nel 1910 al gruppo) non
accolgono alla lettera lesempio di Matisse. Accentuano invece le implicazioni profane e libertine del
corpo androgino e adolescente ne sono esempio i
ritratti kirchneriani di Marcella o le giovani coppie
nude en plein air evocate da Pechstein.
Nel 1911 Heckel, Kirchner e Schmidt-Rottluff si
trasferiscono a Berlino attratti dalla crescente vivacit culturale della citt e dalle maggiori opportunit professionali. Pechstein abita a Berlino gi
dal 1908. Temi e tecniche figurative cambiano considerevolmente, soprattutto in Kirchner: la rappresentazione della grande citt tende a sostituirsi al

A destra,
Erich Heckel,
Giovane uomo
(Autoritratto) (1906).

In basso,
Ernst Ludwig Kirchner,
Artista-Marcella (1910).

Nella pagina a fanco,


Erich Heckel,
Giovane uomo e ragazza
(1909).

paesaggio e ai nudi primitivistici. Si privilegiano


adesso immagini che ritraggono linquietudine,
lo smarrimento sociale ed esistenziale, la poca
umanit di relazioni centrate sul denaro.
Nei due anni che precedono lo scioglimento di
Die Brcke, datato 1913, i motivi del circo, della
ballerina o della prostituta fissano allegoricamente lesistenza individuale contemporanea. Al
tempo stesso commentano con causticit il futile
ruolo dellartista nella societ europea del tempo.
Noi artisti, lamenta Kirchner, siamo come le
cocottes che ho raffigurato: travolti, destinati a
scomparire. Tuttavia cerco di riportare ordine
nei miei pensieri e creare unimmagine del tempo
presente trovando un senso al caos contemporaneo. Questo mi sembra il mio compito.

Da Kirchner a Nolde. Espressionismo tedesco 1905-1913


a cura di Magdalena M. Moeller e Stefano Zuffi
Genova, Palazzo ducale
piazza Giacomo Matteotti 9
telefono 010-9280010
orario 9-19, luned 14-19, gioved 9-22.30
fino al 12 luglio
catalogo Skira
www.espressionismogenova.it
49

Studi e riscoperte. 3
La guerra nellOttocento

costruire bello
distruggere
sublime
nata con luomo, esiste da sempre e probabilmente sempre
esister. La guerra, che nella storia apparsa, a volte, come
lunica via per raggiungere un fine, una via che genera in ogni
caso sangue, vittime e atrocit. Un duplice aspetto che pu
addirittura esercitare un vero e proprio potere seduttivo,
ben rappresentato in alcuni dipinti del XIX secolo.
Cristina Beltrami

a ricorrenza del centenario del


primo conflitto mondiale ha innescato una puntigliosa analisi
sul fenomeno in senso lato. La
guerra non solo stata messa
sotto la lente dingrandimento
dalle istituzioni ma divenuta
anche soggetto di convegni e
mostre che, bench costruite
con tagli differenti, convergevano sovente sul medesimo disarmante quesito: perch luomo non pu impedirsi di fare la guerra? Come le facce della stessa
medaglia, la guerra atroce e abominevole ma
anche un evento intrinsecamente legato alla natura

50

umana. Che sia mossa


da ragioni di Stato
legate al patriottismo
e alla difesa di un territorio o a un ideale, la
battaglia rievoca anche
una violenza ancestrale
che provoca unemozione intensa al punto di
rappresentare, in casi estremi, una vera attrazione;
perch costruire bello ma distruggere sublime,
come avrebbe ammesso il generale americano
George S. Patton nelle sue memorie della seconda
guerra mondiale (1947).

Jacques-Louis David,
Il primo console supera le Alpi
al Gran San Bernardo
(1801-1805),
Muse national du chteau
de Malmaison.

In Campagna del Volturno,


1 ottobre 1860-1861 tutto partecipa
allesaltazione dellimpresa garibaldina:
il cavallo imbizzarrito,
la concitazione della lotta,
gli sbuffi di fumo dartiglieria

La pittura dellOttocento stata lo specchio di questa


dualit: da un lato la battaglia vissuta come un episodio costruttivo, quanto meno necessario le cui vittime sono il prezzo da pagare per il raggiungimento di
un obiettivo comune, e dallaltra la testimonianza di
sacrifici e barbarie.
Le campagne napoleoniche aprono la storia bellica
del XIX secolo e la pittura coeva costruisce limmagine di un Napoleone impavido condottiero e abile
stratega. Cos lo ritrae Jacques-Louis David, tra il 1801
Andrea Cefaly,
e il 1805, mentre valica il San
Campagna del Volturno,
Bernardo in sella al suo de1 ottobre 1860-1861
striero indicando la via verso
(1861), Reggio Calabria,
lItalia. Lepisodio di pura
Pinacoteca civica.
fantasia visto che Napoleone

52

segu di qualche giorno la discesa delle truppe e lo


fece a dorso di un mulo il frutto di unattenta propaganda che il saldo stile neoclassico di David rende
ancora pi perentoria.
Tre decenni pi tardi lItalia si trova di nuovo a difendersi da un invasore, questa volta austriaco. Lagognata unit, che serpeggia fin dai moti del 1848, si
realizza solo nel 1861 e a costo di aspre battaglie che
divengono il soggetto di tanta pittura ufficiale. Andrea
Cefaly, uno dei protagonisti della pittura meridionale
del secondo Ottocento, si presenta alla prima Esposizione nazionale di Firenze del 1861 con un dipinto,
di commissione reale, che mostra Garibaldi incitare
i soldati contro il nemico. In Campagna del Volturno,
1 ottobre 1860-1861 tutto partecipa allesaltazione
dellimpresa garibaldina: il cavallo imbizzarrito, la
concitazione della lotta, gli sbuffi di fumo dartiglieria
e non uno dei caduti indossa la camicia rossa. Secondo un evidente progetto celebrativo post-unitario,
alla stessa mostra fiorentina compaiono anche due
grandi tele dedicate alla battaglia di Magenta: una pi
magniloquente di Domenico Induno e una versione
pi verista di Giovanni Fattori che, con immediatezza
macchiaiola, d spazio alla devastazione lasciata sul
campo di battaglia.
La stessa vivacit la si ritrova nelle tele che, nel
1860, Filippo Palizzi, dedica ai retroscena della battaglia del Volturno, combattuta il 1 ottobre dello stesso
anno. Le quattro figure di Un gruppo di garibaldini,
ritratti (Napoli) si stagliano su uno sfondo indefinito
in un tono colloquiale e mostrano quattro fisionomie
e atteggiamenti differenti: se i due di sinistra si stanno
accendendo un sigaro con fare amicale, i due di destra
chiacchierano, luno con la barba incolta e la camicia

rossa tenuta fuori dai pantaloni, laltro appoggiato


allenorme fucile. Con la freschezza di unistantanea
e unimmediata descrizione dei dettagli, Palizzi evidenzia il carattere eterogeneo dellesercito garibaldino: nellopera Un garibaldino il volontario avanza

Di Filippo Palizzi,
due opere conservate
alla Gnam - Galleria
nazionale di arte moderna
e contemporanea di Roma:

qui sopra,
Un gruppo di garibaldini, ritratti
(Napoli) 1860 (1860);
qui sotto,
Un garibaldino (Napoli) 1860 (1860).

53

chino e guardingo impugnando la baionetta. La barba e il fazzoletto in testa gli


danno un tono piratesco, a ulteriore testimonianza della natura popolare delle
truppe garibaldine.
Tuttaltro il messaggio del Tiratore di
precisione di Winslow Homer che, appostato su un albero, con piglio professionale e vestito di tutto punto, diviene
lemblema di un esercito ben addestrato
e altrettanto equipaggiato.
Negli stessi anni infatti, dallaltra parte
delloceano, gli artisti si trovano immersi
in una guerra civile che descrivono con
modalit stilistiche differenti, frutto di
una formazione statunitense e un perfezionamento parigino, che si manifesta in
una produzione cronachistica nella quale
il paesaggio gioca un ruolo capitale.
Qui sopra,
Winslow Homer,
Tiratore di precisione
(1863), Portland,
Portland Museum
of Art.

54

Di Sanford Robinson Gifford,


qui sotto, dallalto:
Domenica mattina a campo Cameron
vicino a Washington, maggio 1861 (1862);
Il forte di Federal Hill al tramonto, Baltimora (1862),
New York State Military Museum.

Sanford Robinson Gifford, sensibile paesaggista attento agli effetti luministici, racconta le vicende legate
alla battaglia come un elemento della natura stessa
e la drammaticit della guerra civile viene sublimata
dalla maestosit del paesaggio. In Domenica mattina a
campo Cameron vicino a Washington, maggio 1861 un
prete, al centro della scena, impartisce la predica allesercito da un altare coperto dalla bandiera americana
in uno spazio immenso dominato dal verde dei prati.
Lanno successivo, in una prova pittorica pressoch monocroma, Gifford realizza Il forte di Federal Hill al tramonto, Baltimora nel quale il vero protagonista lintensa luce aranciata del tramonto che mette in ombra
il cannone in primo piano e riduce la figura del soldato
a una sagoma in estatica ammirazione dello spettacolo
naturale. Il dipinto, non a caso, venne accolto alla mostra newyorchese del 1863 come a poem.
Qualche anno pi tardi, Michele Cammarano licenzia il dipinto che incarna limpeto risorgimentale

per eccellenza, la conclusione anzi di quellepisodio


di storia con la definitiva annessione di Roma al
Regno dItalia (1870). Cammarano, cresciuto nel naturalismo napoletano e maturato sulla lezione del
realismo francese, esegue il dipinto nel 1870, subito
dopo il suo rientro da Parigi. I bersaglieri alla presa
di Porta Pia denota un attento studio della disposizione del gruppo dei bersaglieri sulla tela: quel vuoto
in primo piano per lasciare spazio allincedere compatto della massa lanciata contro un nemico invisibile una soluzione di grande teatralit. La frontalit compositiva, il volteggiare delle piume luccicanti
dei copricapi, lincespicare del
Michele Cammarano,
soldato in primo piano, lasI bersaglieri
senza di definizione dei volti
alla presa
delle ultime file creano un imdi Porta Pia (1871),
patto emotivo che coinvolge
Napoli, Museo nazionale
lo spettatore in un impeto
di Capodimonte.
eroico.

e lo stato malanDato
si Dimentica il privato
di Fabio Isman

Tesori dispersi, mancanza di risorse, difcolt


di recupero e tutela del nostro patrimonio;
a volte, donazioni nascoste. La lista lunga.
In questo numero parliamo dellarmeria
Odescalchi e del Museo Bilotti, romani,
per i quali la sola mano pubblica non riesce
a far fronte a situazioni
spesso segnate da gravi emergenze.

a decenni si discute di come integrare il privato nel salvataggio, nel restauro, nella manutenzione, nella valorizzazione
e nella gestione del patrimonio artistico e storico. Lo Stato e
gli enti locali da soli non ce la fanno, lo si abbondantemente
visto. Ma poi, quando un privato capita allorizzonte, armato
di tanta buona volont e perfino disposto a qualche ingente
donazione, non sempre viene trattato comme il faut; anzi,
spesso, Stato e Comuni si dimenticano degli impegni assunti,
nascondono i reperti ricevuti, non li valorizzano come invece
avevano sottoscritto di fare, li mettono in un magazzino. Magari anche perch gli
mancano gli uomini e le risorse per poter provvedere. Cominciamo da un paio di
casi, abbastanza eclatanti; di altri parleremo in un prossimo futuro. Partiamo da
due buchi neri romani: larmeria gi del principe Odescalchi e uno dei musei che,
a Villa Borghese, appartiene al Comune di Roma. Questultimo intitolato al collezionista Carlo Bilotti, che nel momento della sua costituzione, una decina danni
fa, ha donato al museo opere di Giorgio de Chirico, Gino Severini, Andy Warhol e
Larry Rivers, e una scultura di Giacomo Manz.
Larmeria non gentilizia, ma il frutto della passione di un principe: Ladislao
Odescalchi (1846-1922). Quanto mai eterogenea, spazia dagli esemplari pi antichi etruschi, greci e romani, perfino del V secolo fino al Settecento. Si ignora
quale fosse la sua esatta consistenza: i pezzi sono andati parzialmente dispersi
56

In queste pagine e nelle due


successive, alcune immagini
di inizio anni Cinquanta
dellarmeria Odescalchi,
riprese nel palazzo romano
di piazza Santi Apostoli.

per eredit. Larmeria, nel palazzo di piazza Santi Apostoli


gi Colonna e Ludovisi, poi Chigi, con la facciata creata
da Bernini, raddoppiato nel corpo principale da Luigi
Vanvitelli e Nicola Salvi era formata da duemilatrecento
pezzi nel 1925, e costituiva una tra le collezioni darmi pi
importanti dEuropa: alcuni reperti erano perfino pi rari
di quelli famosi conservati nella Torre di Londra. Milleduecento esemplari sono acquistati dallo Stato nel 1953; e
quasi seicento vanno invece nel castello di Bracciano, una
tra le pi belle dimore feudali esistenti, edificata per gli
Orsini nel 1470, attorno a una rocca risalente a duecento
anni prima.
Nel 1957, nel romano palazzo Venezia, ottocento pezzi
sono esposti nei saloni monumentali: quelli gi di Paolo II
Barbo, poi di Mussolini quando era il duce. Allinizio degli
anni Ottanta, tuttavia, spariscono: un paio di mostre allinizio degli anni Duemila, e basta. Non cero ancora, in
quegli anni, dice lattuale direttrice del museo di palazzo
Venezia, Andreina Draghi, per, quelle armi erano state
allora destinate alle sale delle esposizioni temporanee, e
sono state sfrattate da una mostra su Garibaldi.
57

Larmeria Odescalchi, formata


da duemilatrecento pezzi nel 1925,
costituiva una tra le collezioni darmi
pi importanti dEuropa
Da allora, visto che si tratta di armi, sono stati anni di lotte e
di battaglie. Con i collaboratori, ho lavorato quattro anni per riuscire a esporle di nuovo; da settembre 2015, trecento pezzi dovrebbero essere sistemati in quattro sale, che ho chiamato la Galleria
delle armi. Solo nel 2012 siamo riusciti a costruirne le vetrine:
prima non cerano i finanziamenti. E ho provveduto di persona,
con chi mi aiuta, a cavarle fuori dalle casse per collocarvele. Allesposizione permanente affiancheremo una mostra, che si intitoler Larmatura di moda, con abiti di stilisti che si sono ispirati a
questi oggetti bellici. Speriamo che il diavolo non ci metta, una
volta di pi, la coda.

Qui sotto,
barbuta alla veneziana
in ferro dellarmeria
Odescalchi, Roma,
Museo di palazzo Venezia.

58

Ma intanto caduta lidea di affiancare a questa altre simili


collezioni, di cui lo Stato dispone, e mostrarle negli spazi, vuoti
e angusti, di Castel SantAngelo. Poteva non essere una pessima
idea. E per capire ora la magnificenza che la raccolta Odescalchi
possedeva allorigine restano soltanto decine di splendide immagini, riprese nel palazzo di piazza Santi Apostoli. Quello con la
Conversione di Saulo di Caravaggio (chiamato anche Caravaggio
Odescalchi per distinguerlo da un altro dipinto sullo stesso tema
conservato nella basilica romana di Santa Maria del Popolo), e
tanto altro. Alle armi e armature erano dedicati parecchi saloni
affrescati: splendide panoplie; cavalieri in sella e grandi vetrine
che coprivano intere pareti di numerose sale; lance, spade, armi
da fuoco; intere corazze da torneo e da guerra; modelli assai rari
e anche altrettanto decorativi.
Gli Odescalchi erano ricchissimi. Tra laltro, detenevano anche
quattro serie magnifiche dei celebri arazzi gi di Cristina di Svezia,
che ne possedeva addirittura centoquarantuno: alla sua morte, superando nellagone parecchi sovrani europei, una buona parte se
laggiudica, offrendo centoventitremila scudi, Livio I Odescalchi,
nipote di Innocenzo XI papa dal 1676 al 1689 che pose invano
la propria candidatura come re di Polonia.
Lultimo principe Ladislao, nellOttocento, viveva a palazzo
Rondinini (Roma) e nel castello di Palo: la cui Posta vecchia, una
dpendance che ormai un albergo di quelli con pi stelle,
stata a lungo la residenza del miliardario Paul Getty (e, raccontavano Federico Zeri e Alvar Gonzlez-Palacios, che ne erano stati
ospiti, in foresteria esisteva soltanto un telefono a gettone). Anzi,
si narra anche la curiosa storia di una querelle tra il principe

e i birocciai, che trasportavano il vino dai Castelli. Questi, un


bel giorno, incendiano le case attorno al castello; poi, scoppia la
pace; e per siglarla, Ladislao regala loro un vasto appezzamento
di terra, su cui nascer una nuova citt: appunto Ladispoli,
quella di Ladislao. E dispone, per testamento, che non siano ricostruiti i tetti bruciati: un erede vi ottempera ancora, e qualche
edificio rimasto come era. Se non vera, la storia per ben
inventata. Tuttavia, la grande passione del principe, la sua collezione di armature, dacch lo Stato lha acquistata rimasta
per pi tempo chiusa nei depositi che esposta. E ora, finalmente,
speriamo di poterla rivedere, almeno in una sua piccola parte:
trecento esemplari sui milleduecento che erano stati comperati
dallo Stato oltre sessantanni fa.
Diversa la vicenda del Museo Bilotti. Una collezione permanente con le opere donate nel 2005 da Carlo Bilotti, e mostre
temporanee nellex aranciera dei Torlonia a Villa Borghese, che
era gi parte del complesso del cardinal Scipione, cui si deve la

60

Larte applicata
allimprenditoria.
Carlo Bilotti, presidente
della Pierre Cardin (a destra),
commissiona ad Andy Warhol
quadri con i fiori (mimosa
e ylang-ylang) dalle cui essenze
si ricavano i profumi femminili
Pierre Cardin.

regina delle collezioni


Andy Warhol,
private del mondo,
Madre e figlia:
la quadreria, che per
Tina e Lisa Bilotti
(1981),
fortuna esiste ancora.
unico doppio ritratto
A settembre 2014, il
eseguito dallartista
museo si allagato:
a Roma,
tutto finisce nei depositi del Macro, il museo nascosto nei depositi
del Museo Bilotti
comunale darte conper otto mesi.
temporanea di Roma,
nella sede dellex Birreria Peroni. Le sale
restano desolatamente
vuote per oltre sei mesi.
Al Comune spiegavano
che mancavano i cinquecento euro per garantire lassicurazione dei quadri durante il
trasporto, nel viaggio di ritorno (dal Macro
al Museo Bilotti). Sono corse perfino serie
minacce di revoca della donazione. Anche
dellunico doppio ritratto mai eseguito
da Andy Warhol: quello di Tina Bilotti e
della figlia Lisa, morta a ventanni di leucemia. Nel loro nome gi esistono fondazioni darte anche a Cosenza e nel Castello
aragonese di Rende (nella stessa provincia
calabrese).
Poi, finalmente, a met marzo 2015, le
opere sono ritornate nel museo. Non per
due panche di Pietro Consagra, donate
cinque anni dopo, con lespresso vincolo di
essere esposte nel piazzale antistante al
museo. Ci che per non mai accaduto: da
allora sono sempre rimaste in un magazzino, non pi lontano di dieci metri dal
luogo di destinazione. E ora, anche lo stesso
museo in pericolo: dopo i tagli del bilancio comunale che hanno colpito, a Roma,
la cultura: decurtata nella misura del 27 per
cento. E si minaccia perfino di chiudere i
musei con nemmeno ventimila visitatori
allanno: il Barracco (di scultura antica, che
il nobile e deputato nel primo parlamento
italiano Giovanni Barracco, appunto, ha
donato al Comune nel 1902), quello dello
scultore Pietro Canonica (1869-1959),
anchesso a Villa Borghese, e, appunto, il Bilotti. Gli eredi chiederanno la revoca della
donazione, il cui valore viene stimato sui
venti milioni di euro, pi il
Warhol, un cui simile, ancora romano, stato reIl Museo Bilotti
centemente venduto per
a Roma
cento?
rimasto vuoto
Poveri privati: vengono
per oltre sei mesi
invocati e appetiti; ma poi,
quando ci sono e arrivano, dopo lallagamento
nel settembre
sono spesso maltrattati, se
del 2014.
non dimenticati.
61

Grandi mostre. 3
Arte lombarda dai Visconti agli Sforza a Milano

un bagno
di ori
Dal Trecento al Cinquecento Milano la culla di unarte ricca,
composita e preziosa, con tratti che potremmo definire
non solo tipicamente lombardi ma europei. Un linguaggio
dinamico che risponde al gusto internazionale delle corti
dellepoca e che supera i confini territoriali. Come testimonia
lesposizione in corso a Palazzo reale.
Maurizia Tazartes

ellaprile del 1958 si apriva a


Palazzo reale di Milano una
grande mostra dal titolo Arte
lombarda dai Visconti agli
Sforza, curata da Gian Alberto
DellAcqua e Roberto Longhi.
Era la prima grande ricognizione sullarte fiorita in Lombardia dal Trecento al Cinquecento, che seguiva quella
di Zurigo di dieci anni precedente sui Tesori dellarte
di Lombardia. Una mostra pionieristica, frutto di un
lavoro di ricerca, valorizzazione e restauro del patrimonio artistico a opera di personalit come Fernanda Wittgens, Franco Russoli e altri.
Tornando al progetto espositivo del 1958, interessa sottolineare quanto esso risulti ancora oggi
fondamentale per gli studi nel settore, in quanto cercava di individuare un carattere lombardo nelle

62

diverse manifestazioni artistiche di quella terra. Una


terra fertile e dotata, ma che
non aveva avuto un Giorgio
Vasari come la Toscana e rischiava di dimenticare i suoi
valori, come sottolineava
nellintroduzione al catalogo
Longhi, che comunque si era
avvalso del ricco patrimonio
di memorie e scritti dal Settecento al Novecento,
come il prezioso volume del 1912 di Pietro Toesca
Pittura e miniatura nella Lombardia.
Oggi, a distanza di oltre mezzo secolo e in occasione dellExpo milanese, la mostra di allora, o perlomeno il suo titolo, vengono riproposti in una nuova,
ricca e complessa rassegna nello stesso Palazzo reale.
Una manifestazione importante, che ricostruisce
il volto dellarte lombarda dopo decenni di studi, re-

Michelino da Besozzo
o Stefano di Giovanni,
Madonna del roseto
(Madonna col Bambino
e santa Caterina) (1420),
Verona, Civici Musei darte
- Museo di Castelvecchio.

Louvrage de Lombardie
era gi, tra fine Trecento
e Quattrocento, garanzia
di qualit in tutta lEuropa
del Nord
stauri, scoperte, datazioni e attribuzioni, e che si
imporr come una nuova pietra miliare per le ricerche sulla storia dellarte non solo lombarda, ma
anche italiana ed europea. Infatti, la prima differenza rispetto alla mostra precedente, sostengono
i curatori Mauro Natale e Serena Romano, che il
concetto di lombardo stato superato da quello di
europeo. Lintento non era certamente pi quello
di trovare un comune carattere lombardo nella cultura artistica di quel territorio, ma di ricostruire il
panorama dinamico dellarte di epoca viscontea e
sforzesca, in cui convergono elementi che spaziano
in tutta Europa e fanno della Milano del tempo
un centro avanzato di cultura che supera i confini

64

territoriali. Louvraige de Lombardie era gi, tra


fine Trecento e Quattrocento, garanzia di qualit in
tutta lEuropa del Nord.
A dimostrarlo sono arrivate duecentoquarantasette opere, un numero enorme, tra sculture, pitture, miniature, libri dore, affreschi staccati, da
centoventiquattro musei (novanta italiani e trentaquattro stranieri), archivi, biblioteche, fondazioni,
chiese e collezioni private. Una grande ricchezza,
una grande bellezza, un bagno di ori, come diceva Longhi, che si dipana nelle sale le cui pareti
riprendono i colori dei materiali esposti, spaziando
dal grigio rosato al rosso porpora, dal lapislazzulo
alloro. Impressiona lo scintillio delloreficeria che si meDa sinistra:
scola al Gotico fiorito delle
Maestro del Libro
tavole, al candore di grandi
dOre W 323 di Baltimora e imponenti sculture, ai legni
e bottega del Maestro
dipinti,
alla
trasparenza
di Anna Sforza,
delle vetrate colorate sino
Libro dore
alleccezionale numero di
(1440-1450 e 1495 circa), manoscritti miniati. Ci sono
Como, Pinacoteca civica; opere presentate nel 1958,
Giovan Pietro Birago
ma anche oggetti giunti a Mie miniatori lombardi,
lano per la prima volta come
Libro dore di Bona Sforza il Libro dore di Michelino
(1487-1495 circa),
da Besozzo prestato dalla
Londra, British Library.
Morgan Library di New York,

Maestro dellAncona
Barbavara (attivo a Milano
e Pavia tra fne del XIV
e inizi del XV secolo)
e pittore lombardo (1452),
Madonna col Bambino
coronata da angeli
tra san Giovanni
evangelista, santAntonio
abate e un donatore,
Raleigh, North Carolina
Museum of Art.

allora non concesso, il bellissimo Dittico di Francesco Zavattari, di cui sono riunite le due tavole
conservate a Praga e in collezione privata, il mai
esposto Libro dore alluso degli Umiliati, una pergamena di Matteo da Milano e collaboratori, del 14901495/1498, prestato dalla British Library di Londra.
La scelta degli oggetti, spiegano i curatori, narra
lo svolgersi di una straordinaria storia di committenza, quella viscontea e poi sforzesca, il cui ruolo
cruciale abbiamo voluto segnalare fin dallapertura
nel percorso espositivo [] aperto dalla serie di medaglioni tardo quattrocenteschi con i ritratti dei Visconti e degli Sforza.
Sono i profili di quei signori, scolpiti in medaglioni di marmo usciti dalle botteghe di anonimi
scultori lombardi e di Benedetto Briosco, ad accogliere il visitatore per condurlo nelle loro magnifiche committenze, visibili in cinque sezioni

cronologiche, che coprono


i due secoli da Azzone Visconti a Ludovico il Moro.
La prima tappa riguarda
i decenni centrali del Trecento, quando i Visconti
imprimono una svolta alla
cultura lombarda invitando
a Milano e nel territorio circostante artisti forestieri,
come i toscani Giovanni di
Balduccio e Giotto. Aprono
cantieri, fondano biblioteche, come quella di Pavia,
una delle pi prestigiose
dellOccidente. A ricordarlo
ci sono affreschi staccati,
giunti da Como e Brescia,
splendide vetrate di anonimi
artisti lombardi, dipinti su
tavola di Giusto de Menabuoi e Giovanni da Milano,
miniature e sculture come
la massiccia Madonna col
Bambino del Maestro della
Loggia degli Osii del 1320 e
le pi moderne di Giovanni
di Balduccio, del Maestro
di Viboldone e di Bonino da Campione. Opere che
segnano lo sviluppo del linguaggio figurativo lombardo da locale ad aggiornato su novit toscane e
doltralpe.
La seconda tappa porta nellestrosa arte di corte
di Gian Galeazzo Visconti, primo duca di Milano
nel 1395, e nel cantiere del duomo. Il francofilo Gian
Galeazzo collega Milano alle altre corti europee, Parigi, Praga, Vienna, le Fiandre, e favorisce il nascere
di un affascinante Tardogotico testimoniato da una
serie di capolavori, dai poetici Offizioli Visconti di
Giovannino de Grassi ai gioielli di orafi parigini,
dagli oggetti in avorio della bottega degli Embriachi
alla Madonna tra i santi Francesco e Chiara, dipinta
da Gentile da Fabriano verso il 1395 per un convento
di Pavia, dagli straordinari libri dore di Michelino
da Besozzo a opere di vari maestri vetrai, scultori,
intagliatori, noti e meno noti.
65

Il francofilo Gian Galeazzo


collega Milano alle altre corti
europee, Parigi, Praga,
Vienna, le Fiandre,
e favorisce il nascere
di un affascinante
Tardogotico

Orafo parigino,
Fermaglio
con dromedario
(1380-1400 circa),
Firenze, Museo nazionale
del Bargello.

Il Quattrocento di Filippo Maria Visconti la


terza tappa, che rivela la forte vitalit dellarte lombarda, nonostante la crisi del ducato. Il rigoglioso
Tardogotico fiorito e brillante di Michelino da Besozzo, non pi attivo per i duchi, ma per Lombardia
e Veneto, domina con pale daltare e dipinti spettacolari come lo Sposalizio mistico di santa Caterina
con i santi Giovanni Battista e Antonio abate arrivato da Siena o la Madonna del roseto (Madonna col
Bambino e santa Caterina) giunta da Verona (opera
attribuibile dagli studiosi anche a Stefano di Giovanni) o come le Madonne allungate di Stefano di
Giovanni. Dappertutto sfarzo, oro, argenti, avori,
parati, tessuti. Ci sono anche le Carte di tarocco
della bottega dei Bembo.
Poi la volta degli Sforza, Francesco e Galeazzo
Maria, con lavvento di nuove maestranze, nuove
tendenze artistiche, la penetrazione del naturalismo
fiammingo, le grandi imprese decorative del Castello
sforzesco e grandi nomi di artisti, da Vincenzo Foppa
a Bonifacio e Benedetto Bembo, da Zanetto Bugatto
a Bergognone.
E le meraviglie non mancano neppure nellultima
tappa, ricchissima, che riguarda gli anni di Ludovico il Moro sino allarrivo
Maestro della Madonna
dei francesi. Cambia lurbanistica, arrivano ventate Cagnola (Zanetto Bugatto),
Madonna col Bambino
daria nuova e grandi pere angeli (1470-1475),
sonalit come Bramante,
Gazzada (Varese),
Bramantino, predecessori
collezione Villa Cagnola.
e contemporanei di Leo66

nardo. Nonostante la crisi poA destra,


litica e finanziaria del ducato, bottega degli Embriachi,
Cofanetto con la storia
le botteghe lavorano ed espordi Piramo e Tisbe
tano prodotti raffinati, smalti,
(fne del XIV o inizi
gioielli, ricami, manoscritti
del XV secolo),
realizzati su disegno di ottimi
Bologna, Museo civico
artisti.
medievale.
La parata di dipinti eccezionale, con la presenza di maestri
In alto,
come Butinone, De Mottis, Berda sinistra:
gonone, Zenale, Foppa con opere
ormai celebri, e qualche altra Maestro della Madonna
Cagnola
ancora anonima in attesa di ri(Zanetto Bugatto),
cerche future. Tra le tante sorSan Cristoforo
prese c anche il famoso Ritratto
(1470-1475 circa);
di Beatrice dEste, in marmo,
Giovanni Antonio
giunto dal Louvre. La strada apBoltraffo,
pare cos pronta per accogliere
Giovane con freccia
Leonardo, il genio, cui dedicata limponente mostra allestita e mano al cuore in fgura
di san Sebastiano
in occasione di Expo sempre a
(1469 circa),
Palazzo reale (Leonardo 1452Mosca, Museo Pukin.
1519, fino al 19 luglio).

Arte lombarda dai Visconti agli Sforza. Milano al centro dellEuropa


Milano, Palazzo reale
piazza Duomo 12
telefono 02-54911
orario 9.30-19.30, luned 14.30-19.30, gioved 9.30-22.30
fino al 28 giugno
catalogo Skira
www.viscontisforza.it
67

Musei da conoscere
Mudec - Museo delle culture a Milano

il polo
della diversit
Alla fine di marzo finalmente Milano ha festeggiato
lapertura del Mudec - Museo delle culture ospitato
nellex fabbrica Ansaldo. Una risorsa fondamentale per lunica
metropoli europea finora sprovvista di unistituzione in grado
di far dialogare le opere delle culture altre.

Antonio Aimi

inalmente Milano ha un museo


di antropologia: il Mudec - Museo
delle culture.
Confesso che non sono imparziale nel riferire questa notizia
perch in un lontano passato
avevo scritto pi volte che Milano
era lunica metropoli europea
a essere priva di unistituzione
di questo tipo e che la cosa contrastava non poco con le ambizioni mitteleuropee
della citt. Parallelamente avevo dato un certo contributo a superare questa lacuna, prima (erano gli
anni Ottanta) salvando dalla dispersione e dal degrado assieme a Vincenzo De Michele e Alessandro
Morandotti quanto restava del Museo Settala (al-

68

cuni pezzi, incredibilmente, erano stati


venduti dalla Biblioteca ambrosiana), poi
ricostruendo la storia
del collezionismo di
Le opere illustrate
exotica americani a
in questo articolo sono esposte
Milano dal XVI al XX
al Mudec in occasione
secolo e infine facendo
della mostra Africa, terra
capire ad alcuni genedegli spiriti (fno al 30 agosto).
rosi collezionisti (e/o
ai loro eredi) di reperti
indigeni e precolombiani (Segre, Pirri-Torricelli, Ugg, Lo Curto, Balzarotti) che le Civiche raccolte darte applicata, listituzione da cui nato il Mudec, avrebbero favorito
Atelier Suku
della Repubblica
Democratica del Congo,
maschera (inizio XIX secolo),
Zurigo, Museum Rietberg.

Il Mudec il primo importante


museo dantropologia che fa
capo a un polo museale di arte
contemporanea

adeguatamente la conoscenza di quelle culture che


li appassionavano.
Ora fatta. Il museo stato aperto alla fine di
marzo. Anche se non sono mancate le polemiche
dellultima ora, perch il progettista, larchitetto inglese David Chipperfield, ha disconosciuto lopera,
accusando i funzionari del Comune di Milano di
poco interesse per il bene pubblico e sostenendo
che la posa di una pietra [del pavimento] di qualit inferiore ha trasformato [il Mudec] in un museo
degli orrori.
E, a questo proposito, senza entrare nel merito
di querelles che ci porterebbero troppo lontano,

70

occorre dire chiaramente che la nuova costruzione:


1) bella, essenziale ed elegante, per quanto alcune
delle pietre del pavimento siano leggermente disomogenee; 2) per certi versi, decisamente migliore
delle strutture di altri importanti musei europei
aperti negli ultimi anni; 3) rappresenta un risultato
insperato alla luce delle incertezze e delle battute
darresto che hanno caratterizzato i primi anni del
progetto Mudec e che hanno provocato un ritardo
di oltre dieci anni, rispetto alla data annunciata il
24 febbraio del 2000 da Maurizio Lupi, allora assessore comunale allo Sviluppo del territorio.
Il Mudec, che costato complessivamente circa
60 milioni di euro totalmente sostenuti dal Comune di Milano, sorge in via Tortona 56, allinterno
dellarea ex Ansaldo, che ospita anche le OCA - Officine Creative Ansaldo e i depositi della Scala. Ledificio completamente nuovo e si caratterizza per
una grande piazza coperta sormontata da una vetrata in cristallo a forma di rosa camuna. Al suo
interno si susseguono grandi saloni, che presentano una superficie complessiva di diciassettemila
metri quadri e consentono di offrire proposte varie
e asimmetriche che vanno
dalle mostre temporanee alla
Qui sotto e nella pagina
collezione permanente, dai
a fanco, in alto,
depositi aperti al pubblico
due immagini della prima con visite guidate allauditosala della mostra
rium per conferenze e spetAfrica, terra degli spiriti.
tacoli, dal Forum delle cul-

ture agli spazi riservati alla


A destra,
atelier Vili o Sei
didattica e al futuro centro
della Repubblica
per il restauro (una chicca
Democratica
straordinaria considerando
del Congo, Maternit
gli standard dei musei ita(XIX secolo),
liani), dove si pensa di restaurare il mantello tupinamb Zurigo, Museum Rietberg.
dellAmbrosiana, uno degli
otto esistenti al mondo. Complessivamente il Mudec pu
contare su oltre settemila reperti di tutti i continenti, che, considerando anche
la qualit delle opere, lo collocano al terzo posto in
Italia tra i musei di antropologia, subito dopo quelli
di Roma e Firenze.
A questo proposito, tuttavia, considerando: 1) il
permanente stato comatoso del Museo nazionale di
antropologia di Firenze (ma che cosa si aspetta a
fare un radicale piano di rilancio che tagli una volta
per sempre i limiti strutturali, in primo luogo la dipendenza dalluniversit, che lhanno portato nella
situazione attuale?); 2) gli insensati tagli di bilancio
del Museo nazionale preistorico etnografico Luigi
Pigorini di Roma, declassato da Sovrintendenza
a museo regionale e penalizzato da una costante,
scarsa progettualit; 3) le possibilit che si aprono
grazie alla partnership con la societ 24 Ore Cultura, che gestir gli spazi riservati alle mostre temporanee; appare evidente che il Mudec, se giocher

71

Oltre settemila reperti di tutti


i continenti collocano il Mudec
al terzo posto in Italia tra i musei
di antropologia, subito dopo
quelli di Roma e Firenze

Gruppo regale
commemorativo
di Kamwa Mars,
re di Baham, scolpito
da Kwan e ornato
di perle da Kandep,
Baham (Camerun)
(1934 circa).

bene le sue carte, potr diventare il primo


museo antropologico dItalia sia per numero di visitatori, sia per limportanza e
la qualit delle iniziative.
Fatto quasi unico in Europa, per quanto
risulta a chi scrive, il Mudec il primo
importante museo dantropologia che fa
capo a un polo museale di arte contemporanea. Quando mi stata affidata la
direzione delle collezioni del Mudec, ci
ha dichiarato Marina Pugliese, direttrice
del Polo darte moderna e contemporanea
di Milano, mi sono resa conto che il progetto di museo sul quale si era lavorato
per anni era pi adatto alle capitali europee in cui si sono sedimentate imponenti raccolte etnografiche e che il nostro
museo non sarebbe mai stato in grado di
competere con quelli di Londra, Parigi o
Berlino. Per queste ragioni abbiamo progettato un nuovo percorso espositivo, che
mette in primo piano la storia collezionistica di Milano. Si parte col museo Settala, che con la sua trasversalit e interdisciplinarit per me la cifra del Mudec,
per passare ai viaggiatori dellOttocento e
per finire coi collezionisti darte africana
e precolombiana. In questo quadro, nella
parte finale del percorso espositivo si svilupper un dialogo molto interessante tra
larte extraeuropea e le avanguardie del
secolo scorso. Basti dire che abbiamo deciso di spostare dal Museo del Novecento
lo studio di una delle due figure di destra
delle Demoiselles dAvignon, il quadro che
72

tradisce linflusso dellarte africana su Picasso e


segna linizio del cubismo, per collocarlo in dialogo
con le collezioni Monti e Passar di arte africana.
Com noto, il Comune di Milano con una gara dappalto ha affidato a una societ privata, 24 Ore
Cultura, la gestione dei servizi aggiuntivi (bar, ristorante, parcheggio)
e lorganizzazione delle
grandi mostre. Abbiamo
quindi ampliato gli spazi
dedicati alle esposizioni
rendendo per i depositi visitabili. In questo
modo si sono aperte sinergie interessanti tra
il pubblico e il privato,
sollevando il Comune di
Milano dallonere delle
grandi mostre, per liberare risorse che destineremo a iniziative pi
piccole e pi mirate.

Atelier Yoruba di Igbuke a Oyo


(Nigeria),
Coppia di gemelli
(inizio XX secolo).

LE MOSTRE DEL MUDEC


Il Mudec - Museo delle culture (www.mudec.it) comincia la sua attivit con due mostre: Africa. La terra degli spiriti (fino al 30 agosto) e
Mondi a Milano. Culture ed esposizioni 1874-1940 (fino al 19 luglio).
La collezione permanente sar esposta in autunno dopo la chiusura delle mostre.
Delle due esposizioni la pi importante la prima, dato che la seconda, che, presumibilmente, rappresenta un tributo obbligato allExpo,
si limita a una rievocazione delle precedenti esposizioni milanesi, soprattutto di quelle del 1874 e del 1906.
Laltra, invece, presenta una rivisitazione dellarte africana con una
panoramica ricca, varia e, soprattutto, di altissimo livello delle opere,
degli stilemi e delle tipologie delle popolazioni dellAfrica subsahariana, dai fang ai baul, dagli hemba ai dogon, dai senufo ai dan. Complessivamente sono esposti circa duecentosettanta reperti. Si tratta di sculture in legno, bronzo e ottone, oggetti in avorio, maschere,
coltelli da lancio, poggiatesta ecc. Coerentemente con la visione dei
curatori Ezio Bassani, Lorenz Homberger, Gigi Pezzoli e Claudia
Zevi e con le ricerche portate avanti a partire dagli anni Trenta del
secolo scorso sulla tematica delle attribuzioni, la mostra non si limi-

ta a offrire unantologica di opere, pur straordinarie, ma interviene


anche sulle questioni propriamente estetiche. Lesposizione, infatti,
presenta alcuni dei maestri pi importanti e pi famosi e commenta
le loro opere, analizzandone le qualit formali con testi che si tengono ben alla larga dalle analisi desemantizzate, in cui cadono coloro
che credendo di celebrare larte altra (a dir il vero non solo quella
altra), non sanno spiegare che cosa differenzia un capolavoro da
un oggetto artigianale.
Naturalmente in questa logica non sono abbandonate le tematiche,
propriamente etnografiche e antropologiche, che al contrario sono
esaltate dal riconoscimento del ruolo dellarte nel contesto storico e
sociale delle societ africane.
In particolare, da questo punto di vista, significativo osservare che la presenza di opere datate tra il VII e il XX secolo non solo
sottrae lAfrica alla dannazione di un eterno presente, ma costituisce la premessa per una storia dellarte africana che ancora tutta da scrivere.
A.A.
73

aste e mercato
GIUGNO 2015

a cura di Daniele Liberanome

74

Christies

Arte russa
1 giugno

Londra
La storia di mercato di
Ivan Ajvazovsk ij (181719 0 0) e sempla r e p er
larte russa dellOttocento. Quando, a met anni
2000, i magnati con i rubli
compravano di tutto, anche gli Ajvazovskij si vendevano a pi non posso.
Il record risale in realt
al 1994, ma i 48 milioni
di euro spesi per Gregge
di pecore in un paesaggio
fanno pensare male, perch il prezzo assolutamente irreale, lopera di
qualit non eccelsa, la casa dasta Desa Unicum di
Varsavia fuori dai circuiti dellarte internazionale.
Stranezze russe. Nel 2007,
il 13 giugno, uno dei tanti
russi trapiantati in Inghilterra compr da Christies
a Londra Nave americana a
largo di Gibraltar (in foto)
per oltre 4 milioni di euro,
circa sette volte la stima.
Mah. Almeno si pu dire
che lopera tipica di Ajvazovskij, un paesaggio marino al tramonto. Lo stesso
eccentrico acquirente ora
rimette lopera in asta stimandola 2,8-3,5 milioni di

euro, ancora troppo, visto


che quei 4 milioni di euro
rappresentano il miglior
risultato per Ajvazovskij da
un paio di decenni a questa parte. Stranezze russe
a parte, il prezzo dovrebbe
rimanere intorno alla stima minima.

Dorotheum

Arte contemporanea
10-11 giugno

ne fatta di chiodi, scatola


di legno color argento, e
martello (in foto), stimandola 270- 320mila euro.
C da aspettarsi un prezzo finale almeno attorno
ai 300mila euro. Da notare che nellasta vengono
proposte numerose opere
di italiani, incluso Bonalumi, Scheggi, de Chirico.

Christies

Arte vittoriana,
preraffaellita,
impressionista
britannica
16 giugno

Londra

Vienna
Dif f icile non r imanere
affascinati dalle opere di
Gnther Uecker (1930); i
chiodi che pianta su tele
monocrome creano luci,
ombre, sensazioni, pensieri. Tre delle sue opere
pi care di questo genere
sono state aggiudicate lo
scorso anno; il colpo da
novanta lha piazzato Ketterer di Monaco, casa dasta poco nota fuori dalla
Germania, che ha venduto Weisser Wind per oltre
1,1 milioni di euro quasi
triplicando la stima. Da
questa euforia sono meno
coinvolte le sculture, la pi
cara delle quali passata
di mano oltre cinque anni fa (Kunstpranger Aquarell Sothebys, Londra
10 febbraio 2010 410mila euro). Troppo marcata
questa asimmetria perch
duri nel tempo. Se lo augura Dorotheum che offre
Ohne Titel, uninstallazio-

Lasta dominata da tre


opere di Dante Gabriel Rossetti (1828-1882), il preraffellita britannico per eccellenza, con soggetti ricchi di
colore, simbologia, riferimenti a miti e alleros. Fra
il 2013 e il 2014 sono state
vendute tre opere a pi di
3 milioni di euro ciascuna,
incluso il top lot (Canto di
Natale, Sothebys Londra,
4 dicembre 2013, aggiudicato per 5,5 milioni di euro). Christies propone fra
laltro Beatrice: un ritratto
di Jane Morris (in foto), firmato, datato e con citazione autografa di un verso di
Dante. Il contrasto fra lo
sfondo verde intenso e gli
occhi azzurri, la sensualit distaccata della donna
hanno spinto Christies a
una stima di 1-1,4 milioni.
Il prezzo finale non dovrebbe discontarsene.

Piasa

Dipinti antichi, mobilio,


oggettistica
18 giugno

calendario in breve
1 giugno

18 giugno

Christies, Londra

Piasa, Parigi

Arte russa

Dipinti antichi, mobilio, oggettistica

Sothebys, Hong Kong


Arte cinese

22 giugno
Cambi, Genova

2 giugno
Sothebys, Pechino
Arte moderna
e contemporanea cinese

Design

23 giugno
Christies, Londra
Arte impressionista e moderna

3 giugno

Christies, Parigi

Bonhams, Londra

Arte africana e oceanica

The Russian Sale

e dellAmerica settentrionale

Christies, New York

Pandolfini, Firenze

Dipinti antichi

Reperti archeologici

Piasa, Parigi

24 giugno

Arte greca
Sothebys, Parigi

Parigi
In questasta generalista,
Piasa offre un reperto egizio di grande valore, scoperto casualmente durante un inventariazione e
proveniente dalla collezione di un femme fatale.
Si tratta di un quadrato
di lino di Ta-nedjem (in
foto), una tela dipinta policroma risalente alla fine
della XVIII dinastia (circa
1400-1300 a.C.), periodo
di grande fervore artistico. Fa parte di un piccolo
gruppo di esemplari provenienti dal celebre villaggio degli artigiani della
Valle dei re Deir el-Medina , di cui ventidue giunti
a noi. La maggior parte
conservata nelle principali collezioni pubbliche al
mondo, dal Metropolitan
di New-York, al Louvre,
al Museo del Cairo. Vista
leccezionalit del reperto,
Piasa non pubblica alcuna stima ed difficile fare
previsioni, ma comunque
bene sapere che i prezzi dellarcheologia pi rara non raggiungono quelli dellarte contemporanea
pi alla moda.

Arte impressionista e moderna

Piasa, Parigi
Haute poque
Sothebys, Parigi

5 giugno

Arte africana e oceanica

Lempertz, Colonia

25 giugno

Arte asiatica
Villa Grisebach, Berlino

Christies, Londra
Ceramiche di Picasso

Arte moderna

9 giugno
Pandolfini, Firenze

26 giugno
Koller, Zurigo
Art Dco & Art Nouveau

Grafica moderna
e contemporanea

29 giugno

da una collezione italiana

Phillips, Londra

Sothebys, New York

Arte contemporanea

Design del XX secolo

30 giugno

10-11 giugno

Christies, New York

Dorotheum, Vienna

Collezione Richard

Arte contemporanea

Mellon Scaife

Christies, New York

Christies, Parigi

Design del XX-XXI secolo

Fotografia del XX-XXI secolo

12 giugno
Lempertz, Colonia
Arte africana e oceanica

15 giugno
Christies, Londra
Arte europea del XIX secolo

Cambi www.cambiaste.com
Christies www.christies.com
Dorotheum www.dorotheum.com

16 giugno

Koller www.kollerauktionen.ch

Christies, Londra

Lempertz www.lempertz.com

Arte vittoriana, preraffaellita,

Pandolfini www.pandolfini.it

impressionista, britannica

Piasa www.piasa.fr

Tajan, Parigi

Phillips, www.phillips.com

Dipinti antichi

Sothebys www.sothebys.com
Tajan www.tajan.com
Villa Grisebach www.villa-grisebach.de

inarte riaperta,
ed una buona
notizia, unindicazione che il mercato italiano dellarte funziona e funzioner.
Perch i capitani della nuova avventura sono perlopi
di estrazione finanziaria, e
avranno fatto bene i conti.
Hanno preso a riferimento il
modello anglosassone di divisione netta fra proprietari
e management, hanno scelto gestori ed esperti di mercato pescando soprattutto da
Bonhams (come Camilla Prini nel ruolo di capodipartimento di Moderna e Contemporanea), si sono focalizzati
sullarte figurativa abbandonando mobilio, oggetti e argenti dove difficile navigare. Il risultato si vedr alla
prima asta che si terr a novembre, come ci conferma Attilio Meoli, partner in Finarte
e ponte con la vecchia gestione essendo stato CFO ai gloriosi tempi di Porro e Micheli.
Nel frattempo, ci dice, levento di lancio di inizio marzo
stato un successo grazie alla
forza del marchio e ai buoni
contatti degli organizzatori.
Se un taglio particolare avr
la nuova Finarte, sar nella
focalizzazione sul Novecento italiano dellanteguerra,
futurismo e surrealismo inclusi, da miscelare con opere
dei campioni dellarte italiana nel mondo, da Fontana a
Boetti. Larte antica, con tutti i suoi problemi, non verr
tralasciata, accanto alla fotografia, anchessa in una fase
da decifrare. La nuova compagine, che punta a riportare
Finarte al vertice, sta mettendo a punto un pacchetto per
offrire una garanzia finanziaria di vendita ai clienti con i
pezzi pi pregiati. Insomma
i nuovi soci ce la mettono tutta. Buona fortuna.
D. L.
75

piccoli prezzi
per grandi opere

di Daniele Liberanome

istero, ma non troppo: perch il mercato di


un maestro come Osvaldo Licini (1894-1958)
non cresce come per Boetti, Fontana o Manzoni? Eppure Licini ha vissuto a lungo nella
Parigi di Modigliani e di Picasso, li ha frequentati, ha esposto con loro ed diventato
una celebrit internazionale. E comunque,
ha sempre mantenuto forti legami con la
natia zona di Ascoli Piceno, una garanzia
per la postuma formazione di un polo di
studio e di mostre permanenti che fungano da centro propulsore
per il mercato. E difatti esistono la Casa museo Osvaldo Licini
e il Centro studi Osvaldo Licini a Monte Vidon Corrado, paese
natale dellartista, e la Galleria darte contemporanea Osvaldo Licini, che ospita una vasta collezione, ad Ascoli. Anche troppo, a
veder bene, perch al mercato non piace il pluralismo: preferisce
un unico luogo, un punto a cui riferirsi per le autentiche e lorganizzazione di mostre.
Cos non accaduto per Licini, forse anche a causa del suo carattere schivo, del suo attaccamento al borgo di Monte Vidon Corrado, della scarsa frequentazione dei mercanti, soprattutto dopo
la guerra. Uno dei maggiori collezionisti italiani mi ha raccontato
che, per acquistare due tele del maestro, aveva dovuto prendere la
bicicletta e inerpicarsi su per le montagne fino a casa sua.
Ma c dellaltro: le opere pi intriganti, pi note, pi riconoscibili di Licini appartengono al periodo del figurativismo fantastico, sono popolate da strane creature, inquietanti, espressioni
del suo spirito libero. Tutte e dieci i suoi top lot sono di questo
genere. Lo Amalassunta n. 1, cos intitolata riprendendo il nome
della regina ostrogota e divinit mitologica femminile che impersona leros e la vita oltre la morte. Lopera, esposta alla Biennale
del 1950, snodo importante nella carriera di Licini, stata aggiudicata il 24 novembre 2009 da Christies Milano per 391mila
euro. questo il record dellartista in asta, tuttora, a quasi sei
anni di distanza. Ebbene, altri artisti figurativi italiani del Novecento stanno subendo lo stesso infelice trattamento da parte dei
collezionisti. Giorgio de Chirico, un altro gigante con problemi
di autentica, ha un record in asta che detiene dal 2009 (Il Ritornante, Christies, Parigi, 23 febbraio 2009, venduto per 9,8 milioni
di euro); la pi cara opera di Filippo de Pisis passata di mano un
decennio fa per 200mila euro (Natura morta marina, Artcurial,
Parigi, 25 ottobre 2005). Perfino Giorgio Morandi ha un record

76

Anticonformista
nella vita come nellarte,
Licini ha attraversato
fgurativismo
e astrattismo fno a creare
un suo mondo fantastico
vecchio di otto anni (gli oltre 2 milioni di
Natura morta, Christies, Londra, 18 giugno
2007), seppur sia spinto da un centro di
studi ben attrezzato e nonostante sia stabilmente agganciato al treno vincente delle
Italian Sales, le aste di arte italiana del Novecento che si tengono a Londra in ottobre.
I gusti dei collezionisti, insomma, stanno
virando verso lastratto, soprattutto per
gli artisti italiani. Cos un quadro simile
ad Amalassunta n. 1, cio Amalassunta su
fondo blu, dipinto nello stesso anno, esposto
alla Biennale e anchesso dallo sfondo prevalentemente blu, stato aggiudicato recentemente per appena 150mila euro (Sothebys, Milano, 22-23 maggio 2013). Anzi,
il prezzo finale andato ben oltre le stime,
ci sta a indicare che i mercanti si aspettavano un interesse ancora minore.
Certo, il Licini del primo dopoguerra
era un pittore astratto e non poche sono le
opere astratte che ci ha lasciato, ma il loro
equilibrio fra cromatismo e geometria non
ha mai colpito, esse non sono mai apparse
troppo originali e creative. Il risultato che
lopera pi cara del genere Marina con
vela, aggiudicata da Sothebys a Milano nel
lontano 23 novembre 2004 e per non pi di

62mila euro, a livello della stima minima.


E si tratta perfino di una quotazione insolitamente elevata, motivo per cui i venditori, sfiduciati, raramente portano in asta
questo tipo di opere.
Ancora peggiore la situazione per i
quadri giovanili decisamente figurativi.
Si passa dai 49mila euro, valore massimo
di aggiudicazione per una natura morta
(Dorotheum, Vienna, 25 novembre 2008) o
per un soggetto umano dal sapore surrealista (Marina di Saint-Tropez, SantAgostino,
20 novembre 2006), ai 60mila euro per un
paesaggio (Porro, Milano, 26 luglio 2008),
ma come caso del tutto isolato. Tutte aggiudicazioni che, come al solito, risalgono a
diversi anni fa.
Cosa fare, allora? Rinunciare a collezionare un grande maestro
A destra,
come Licini? Niente afAmalassunta n. 1
fatto. Conviene concen(1949).
trarsi sui valori attuali
di mercato che sono di
In alto,
un buon 30% inferiori
Amalassunta
a quelli dei momenti
migliori e aspettare che su fondo blu (1949).

qualche mostra di peso, o un maggior accordo fra studiosi e autenticatori, dia nuovo slancio al mercato. Nel frattempo trarre
godimento dal fatto che con cifre relativamente contenute possibile portarsi a casa opere di grande profondit e bellezza.

77

colazione
sullerba
di Ludovica Sebregondi

angiare allaperto: necessit o piacere? Nei


secoli sono convissute condizioni e percezioni differenti del rifocillarsi immersi nella natura: se per pellegrini, viaggiatori, contadini
e militari si trattava di una esigenza imposta
dalle circostanze, gi presso gli antichi venivano approntati sontuosi banchetti in luoghi
ameni per puro diletto.
Per gli agricoltori era una necessit consumare i pasti sul luogo di lavoro: quanto Pieter Brueghel il Vecchio (1525 circa-1569) descrive nel dipinto La mietitura, appartenuto al mercante Niclaes Jonghelinck di Anversa. La scena parte di
una serie di sei tavole, di cui una andata perduta, dedicate ai mesi
dellanno potrebbe alludere allestate, in particolar modo a luglio
e agosto, quando nel Nord Europa si mietono i cereali. Nellampio paesaggio di campi dorati un gruppo di contadini intento a
mangiare allombra di un pero; la tovaglia distesa per terra tipica dei pasti consumati allaperto, c chi siede sui covoni, chi affetta una pagnotta ben lievitata conservata in un capace canestro
insieme a del formaggio, un uomo
beve, probabilmente della birra,
afferrando il contenitore con entrambe le mani. Ma il pasto non
prevede solo pane e companatico:
i contadini sorbiscono anche una
minestra attingendola con cucchiai da ciotole di legno. Non si
tratta dunque di un cibo di emergenza, ma la sosta parte di un
rituale ben organizzato, dato che
altri agricoltori continuano a lavorare, e forse si mangia e ci si riposa a turno. E anche se di necessit
si tratta, limpressione quella di
un momento piacevole, che i protagonisti stanno assaporando.

Pieter Brueghel il Vecchio,


La mietitura (1565), particolare,
New York, MoMA Metropolitan Museum of Art.
78

Prendendo spunto dal tema


dellExpo, Nutrire il pianeta,
energia per la vita, la rubrica
per questanno cambia,
presentando luoghi
legati al cibo: allaria aperta
Nel Djeuner sur lherbe Claude Monet
(1840-1926) fornisce un diverso contesto al
mangiare allombra di alberi: non c lurgenza di rinfrancarsi durante un faticoso lavoro, ma un piacevole intermezzo in
una giornata festiva. Il dipinto un frammento di una tela di oltre sei metri di lun-

ghezza, iniziata nel 1865 ma mai ultimata, che Monet


vedeva come una sorta di risposta alla famosa, e discussa, opera di ugual titolo di douard Manet. Monet che realizz gli schizzi en plein air a Chailly-enBire ma poi, date le dimensioni, dipinse il quadro nel
suo atelier presenta uno svago borghese per uomini
e signore che utilizzano graziosamente piatti di porcellana, su cui mangeranno pollo, torta, salame, pane e
frutta, bevendo vino bianco e rosso da eleganti bicchieri a calice: un passatempo borghese, un momento piacevole e spensierato. Assai diverso il picnic descritto
da Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo, am-

bientato pochi anni prima del dipinto francese. Durante il viaggio da Palermo a Donnafugata, magistralmente descritto anche da Luchino Visconti nellomonimo
film, per cercare refrigerio dal sole siciliano i camerieri distendono allombra tovaglie di Fiandra e portano cesti colmi di viveri. Ma la natura matrigna per le
delicate nobildonne vestite di
bianco, che si trovano ad afClaude Monet,
frontare solo polvere, disagi,
Le djeuner
caldo, desiderose di rinchiusur lherbe (1865-1866),
dersi in una grande e fresca
Parigi, Muse dOrsay.
dimora.
79

cataloghi e libri
GIUGNO 2015

a cura di Gloria Fossi

80

GiorGio
Morandi
roberto
LonGhi
Opere Lettere Scritti
a cura di Maria Cristina bandera
Silvana Editoriale,
Cinisello Balsamo (Milano) 2014

208 pp., 45 ill. colore


30

Nel cinquantenario della


scomparsa, molte iniziative
hanno celebrato Giorgio Morandi, considerato da Roberto Longhi il pi grande pittore italiano del Novecento.
Morandi non sar secondo a
nessuno, scrisse Longhi alla
morte dellamico (18 giugno
1964), profetizzando che nel
panorama dellarte italiana
forse altri nomi di artisti sarebbero stati col tempo sminuiti, mentre quello di Morandi avrebbe acquisito sempre
maggior rilievo. Della mostra
tenutasi in collaborazione con
la Collezione Merlini nel 2014
a villa Il Tasso a Firenze, dimora di Longhi e della moglie
Anna Banti e ora sede della
Fondazione di storia dellarte, resta un libro ricco di documentazione. Longhi possedeva alcuni capolavori di
Morandi, fra i quali la splendida Natura morta con tovagliolo giallo del 1924 (esposta

nel 1939 alla mostra darte italiana a San Francisco), e altre


tele con fori, bottiglie, paesaggi, oltre alle incisioni. Del lungo sodalizio fra Longhi e Morandi molto si detto e scritto (soprattutto, negli ultimi
anni, se ne occupata Maria
Cristina Bandera), ma mancava unopera cos sistematica, che ripercorresse le vicende di una solida amicizia
attraverso la trascrizione critica di lettere, biglietti, cartoline, articoli. E ovviamente esaminasse i Morandi posseduti
da Longhi oltre a quelli della Collezione Merlini. Notoriamente Morandi selezionava con cura i propri collezionisti, e lui stesso decideva le
opere destinate alle mostre,
come si evince anche dal carteggio fra il pittore e lo studioso, qui pubblicato. Si attraversa cos su un doppio binario
lintero percorso intellettuale del critico e quello dellartista, denso di incontri, scambi epistolari, passioni comuni (come Czanne, Piero della
Francesca, Caravaggio). E si
arriva al 1964, col biglietto listato a lutto delle sorelle Morandi, inviato a Longhi: Illustre professore, la televisione entrata nella nostra casa
esclusivamente per permetterci di assistere allApprodo
[la nota trasmissione televisiva di cultura]. Abbiamo ascoltato con le lacrime agli occhi
le Sue parole, che avrebbero
fatto tremare di commozione
il nostro caro Fratello.

Morandi
LunGo
iL CaMMino
Cesare brandi
a cura di Vittorio brandi rubiu,
con uno scritto di dino buzzati
Castelvecchi, Roma 2014

142 pagine
18

Riuniti al caff Greco\in


questo borgo cieco\Maccari
e Brandi\intorno a Morandi\
eleviamo il pensiero\al critico
severo\ chha caro esser di Sasso\nella Villa del Tasso: sono
le parole riportate sulla cartolina scherzosa del 1941 di Mino Maccari, Giorgio Morandi
e Cesare Brandi inviata a Roberto Longhi. Non si fatica a
credere che sia stato Brandi,
spiritoso toscano, a dettarne i
versi. Era pi giovane di sedici
anni di Longhi e Morandi, ma
anche lui fu amico e critico illustre del pittore emiliano. E
bene ha fatto Castelvecchi a ripubblicarne gli scritti sullartista emiliano (1942-1968), arricchendoli di una bella recensione di Dino Buzzati alla prima
edizione di Morandi lungo il
cammino (1970). Linimitabile descrizione dellopera e del
carattere di Morandi (mirabili le pagine sulla Natura morta
col tovagliolo giallo ma anche
quelle sul risotto al curry) tale da rendere il libretto unopera preziosa e cara.

il medioevo in viaggio

piero
deLLa
franCesCa
alessandro angelini
24 ORE Cultura, Milano 2014

384 pagine, 300 ill. colore


99

Non spaventi la mole di questa monografia, splendidamente illustrata, com nella tradizione della collana.
Fa onore allautore aver saputo scrivere in modo chiaro, senza sacrificare il rigore scientifico. La bibliografia su Piero sterminata e la
valutazione critica del pittore, com noto agli storici
dellarte, parte dai famosi
scritti di Roberto Longhi
(usciti fra 1914 e 1962), cui
segu unininterrotta serie
di studi. Va detto che negli
anni Ottanta ricerche sperimentali, come la microstoria di Carlo Ginzburg
(Indagini su Piero, presto
smentita nei suoi assunti
principali), ebbero il merito di proporre nuovi metodi di lettura, non solo per
Piero. Nel primo capitolo
Angelini ripercorre dunque la ricca fortuna critica, con toni finalmente
distesi (a differenza di altri colleghi). Lautore inoltre cita saggi meno noti come quello del filologo Giovanni Pozzi, ancora poco

letto dagli storici dellarte,


o le documentazioni storico-sociali di James Banker
e Frank Dabell. Dati biografici (dallincerto anno
di nascita, forse il 1412), apprendistati, influenze, sono riesaminati nei capitoli
che compongono lossatura
del volume, partendo dalla giovinezza a Sansepolcro (Arezzo). Si prosegue
con la formazione fiorentina, forse prolungatasi oltre
quanto si credeva, che deve
molto alle teorie di Alberti
(la pittura come una finestra), e non solo ai rapporti con Domenico Veneziano e alla conoscenza di Masaccio. Angelini riesamina
lintero catalogo di Piero,
ora esprimendo personali
opinioni, ora appoggiando
altre teorie, come quelle di
Charles Hope e Paul Taylor
sulla discussa Flagellazione di Urbino, dove le misteriose figure in primo piano
pare non siano da identificare con personaggi storici dellepoca. Il libro prosegue con il riesame del ciclo
di Arezzo, racconta dei due
viaggi nella Roma umanista (1455, 1460) e illustra
le opere di Sansepolcro.
Si sofferma sul dittico di
Montefeltro (che data precocemente, smentendo lipotesi che Battista Sforza
sia stata raffigurata dopo
la morte, come altri ipotizzavano) e infine su tutte le
opere tarde.

iL MedioeVo
in ViaGGio
a cura di benedetta Chiesi, ilaria
Ciseri, beatrice paolozzi strozzi
Giunti Editore, Firenze 2015

240 pagine, 176 ill. colore


32; ebook 19,99

Il tema del viaggio fondamentale per chi studia la societ, larte e larchitettura
fra XII e XIV secolo (compreso chi, in specie tedeschi
e italiani, si occupa del sistema viario nellOccidente
cristiano e delle rotte verso
la Terra santa). Importanti anche gli studi sulle guide (come le Mirabilia Urbis
Romae, che descrivono una
Roma decaduta ma ancora
ideale caput mundi), o sui
diari di viaggio, come quello vivacissimo dello spagnolo ebreo Benjamin de Tudela (XII secolo). Che si viaggiasse tanto, nel Medioevo,
ormai stato analizzato sotto infniti punti di vista. Primo fra gli storici dellarte
se ne occup, agli inizi del
secolo scorso, lamericano
Arthur Kingsley Porter, indagando le chiese sulle vie
di pellegrinaggio ai luoghi
santi della cristianit: Santiago de Compostela, Conques, Mont-Saint Michel, Sagra di San Michele, Roma,
Montesantangelo. Contribu alla possibilit di tappe intermedie la capillare

espansione del monachesimo cluniacense e cistercense. Dallanno 1300 anche i


Giubilei infuirono sul viaggio da ogni angolo del mondo cristiano, e cos proliferarono oggetti per pellegrini
e opere darte mobili. E non
sorprende che artisti, spesso
rimasti ignoti, abbiano percorso grandi distanze. Fra
questi il Maestro di Cabestany, scultore della fne del
XII secolo, che dopo aver lasciato nei Pirenei francesi
testimonianze di un magistrale talento visionario, lavor in Toscana, a SantAntimo, San Casciano, Prato.
Un suo capitello illustrato
in questo bel libro, che resta
a ricordo della mostra ancora in corso al Museo nazionale del Bargello (Il Medioevo in viaggio, fno al 21
giugno 2015), in collaborazione con il Muse de Cluny
di Parigi, lo Schntgen di
Colonia e il Museu Episcopal di Vic a Barcellona. Un
libro divulgativo e impeccabilmente illustrato, che colpir la curiosit del grande
pubblico per i temi trattati
e le opere in mostra: calzature, conchiglie dei pellegrini, forzieri, cofanetti smaltati, ma anche la commovente scultura in pietra di
un crociato che abbraccia
la moglie, o le illustrazioni con i pellegrini dei Giubilei nel bellissimo Codice
Sercambi di Lucca, cronaca del mondo fno al 1400.
81

cartonato
22,3 x 26,5 cm
224 pp. a colori

Quanto cambiata la moda in relazione


al design e alle altre discipline prouali? Il libro traccia il percorso
to cambiamento in una
a assolutamente oriabbracciando un
do che va dagli an-

nquanta a oggi.

Di chese gno sei?


di Hayde Rodinis

CONSTABLE

IL PITTORE DELLE NUVOLE E DEGLI ARCOBALENI

Ramsay Richard Reinagle,


John Constable
(1799 circa),
Londra, National Portrait Gallery.

J ohn Constable, fra i pi

grandi paesaggisti inglesi,


era nato l11 giugno 1776 a
East Bergholt (Suffolk, Inghilterra orientale), sotto il
segno dei Gemelli. Rispetto
al coetano e rivale William
Turner (nato il 21 aprile 1775,
cio Toro; o meglio cuspide
Ariete-Toro), Constable in
Italia stato tutto sommato
poco celebrato: forse anche
perch a differenza di Turner,
come lui sublime paesaggista, non am viaggiare. Constable ebbe una vita molto
stabile, poco propensa agli
spostamenti e alla socialit.
Carattere schivo, riservato,
dedito alla pittura e alla famiglia. Immerso nella natura,
quanto Turner lo fu nella luce,
Constable ha dipinto fra le
pi poetiche nuvole e i pi
affascinanti arcobaleni della
storia dellarte. Ma a cosa
corrispondono i dati del suo
segno zodiacale?
Secondo lastrologia l11 di
giugno il giorno di chi non
molla mai. Come dire che chi
ha visto la luce quel giorno
riesce a oltrepassare i confni
imposti dalla societ o dalla
natura. Dominati dalla Luna,
i nati l11 di giugno riescono
sempre nella meta che si sono
prefssi. Sono atipici, come
Gemelli: non conoscono la
vaghezza, la carenza di spe-

cializzazione che caratterizza


i nati fra il 22 maggio e il 21
giugno. Sono invece Gemelli
tenaci, magari un po monotoni; una volta riusciti a impadronirsi della materia che
hanno scelto, insistono su
quella, non mutano direzione.
La perfezionano ai massimi
vertici. In effetti, gran parte
di queste caratteristiche si
attagliano alla vita e alle opere
di Constable. Nato da una
famiglia di mercanti di cereali,
riusc a ottenere, dopo molto
insistere, di non seguire quel
mestiere per dedicarsi alla
pittura. Cos come poi riusc
a sposare ladorata compa-

gna delladolescenza, Mary


Bicknell, nipote del parroco
di East Bergholt. Quel matrimonio non si doveva fare,
perch la giovane era di una
classe sociale pi elevata.
Solo dopo la morte dei genitori di lei Constable realizz
il suo sogno. Ebbe sette fgli,
e quando Mary mor, a quarantun anni, si vest sempre
di nero e non si riprese pi.
Si dedic ai fgli e alla pittura,
insistendo sullosservazione
della natura: paesaggi quieti,
visioni pacate, straordinarie
osservazioni dal vivo di alberi
e rocce, lontane dalla visionariet di Turner, che pure molto

lo ammirava. Larte di vedere


la natura qualcosa che si impara quasi quanto la capacit
di leggere i geroglifci egizi
diceva Constable. Rovine,
villaggi, carri di feno, campi.
Dipinse allaria aperta, nella
sua campagna, anticipando
di mezzo secolo gli impressionisti. Si dice che i nati l11
giugno hanno diffcolt a seguire una dieta. E per questo
dovrebbero fare pranzi regolari e un sano esercizio. Pare
che Constable sia morto, a
soli sessantun anni, per unindigestione, il 1 marzo 1837.
Grande lavoratore, senza superbia. Straordinario artista.
83

100 mostre
GIUGNO 2015

a cura di Ilaria Rossi

austria

francia

Vienna

Giverny

Mumok - Museum moderner Kunst


MuseumsQuartier, Museumsplatz 1
www.mumok.at
10-19 G 10-21 L 14-19

Muse des impressionnismes


99 rue Claude Monet
www.mdig.fr
10-18

Mein Krper ist das Ereignis


Wiener Aktionismus und
internationale Performance

Degas, un peintre impressionniste?

6 marzo 23 agosto 2015

27 marzo 19 luglio 2015

Laspetto performativo della corrente dellActionism viennese messo a confronto con


quello dei lavori di Marina Abramovic, Joseph Beuys, Gina Pane e Bruce Nauman.

La fgura di Degas (1834-1917) riletta attraverso i contatti con gli impressionisti, la


sua formazione classica, i suoi paesaggi e gli
studi sul movimento. Dossier nn. 76 e 102.

Vienna

Parigi

Leopold Museum
MuseumsQuartier, Museumsplatz 1
www.leopoldmuseum.org
10-18 G 10-21 Ma

Muse dOrsay
1 rue de la Lgion dHonneur
www.musee-orsay.fr
9.30-18 G 9.30-21.45 L

Tracey Emin/Egon Schiele


Where I Want to Go

Pierre Bonnard. Peindre lArcadie

24 aprile 14 settembre 2015

17 marzo 19 luglio 2015

Dipinti, gouaches, video e installazioni di Tracey Emin (1963), rappresentante dei Young
British Artists, posti a dialogo con i lavori di
Egon Schiele. Su Schiele dossier nn. 64 e 188.

La poliedrica attivit di Bonnard (1867-1947)


ricostruita in questa retrospettiva in cui
possibile ammirare dipinti, disegni, incisioni, sculture e fotografie. Dossier n. 277.

Vienna

Parigi

Albertina
Albertinaplatz 1
www.albertina.at
10-18 Me 10-21

Grand Palais, Galeries nationales


3 avenue du Gnral Eisenhower
www.grandpalais.fr
9-22 D-L 10-20

Lee Miller

Velzquez

8 maggio 16 agosto 2015

25 marzo 13 luglio 2015

Lopera della celebre modella-fotografa (19071977), dai primi scatti surrealisti a quelli di
moda, passando per i ritratti, per le fotografie di viaggio, fino ai reportage di guerra.

Le opere di Velzquez (1599-1660) sono poste a confronto con tele di artisti a lui contemporanei e mostrano levoluzione della
pittura del maestro spagnolo. Dossier n. 94.

belgio

Le mostre in Italia
sono spesso soggette
a cambiamenti di date
e di orari. Si consiglia
perci di telefonare alle
gallerie e ai musei prima
di muoversi per visitare
le mostre segnalate
in queste pagine.
Per informazioni,
appuntamenti e news
sul mondo dellarte:
artonline.it

84

Bruxelles

Parigi

Muses royaux des Beaux-Arts de Belgique


3 rue de la Rgence
www.expo-chagall.be
10-17 S-D 11-18 L

Muse de Cluny
6 place Paul-Painlev
www.musee-moyenage.fr
9.15-17.45 Ma

Marc Chagall
Rtrospective

Sculptures souabes de la
fin du Moyen ge

28 febbraio 28 giugno 2015

1 aprile 27 luglio 2015

Ripercorsi i temi principali affrontati dallartista (1887-1985): la cultura ebraica, liconografia del villaggio, le tradizioni popolari e le favole di La Fontaine. Dossier n. 313.

Le opere di Niklaus Weckmann, Daniel Mauch,


Ivo Strigel, Lux Maurus illustrano la ricca
tradizione scultorea sviluppatasi fra il 1460
e il 1530 nella regione tedesca della Svevia.

francia

germania

germania

Parigi

Amburgo

Monaco

Muse du Louvre
Muse du Louvre
www.louvre.fr
9-18 Me V 9-21.45 Ma

Hamburger Kunsthalle
Glockengieerwall 20095
www.hamburger-kunsthalle.de
10-18 G 10-21 L

Pinakothek der Moderne


Barer Strae 40
www.pinakothek.de
10-18 G 10-20 L

Poussin et Dieu

Verzauberte Zeit

Eadweard Muybridge
Animal Locomotion

2 aprile 29 giugno 2015

20 febbraio 16 agosto 2015

23 aprile 4 ottobre 2015

Una celebrazione del genio e delloriginalit


di Poussin (1594-1665), profondo indagatore
delluomo, della storia e dei misteri della
religione. Dossier n. 54.

Una selezione dellimmensa collezione della coppia svizzera Arthur e Hedy HahnloserBhler con opere di Paul Czanne, Vincent
van Gogh, Auguste Renoir ed douard Manet.

Ventidue immagini tratte dal portfolio Animal Locomotion mostrano le pionieristiche


esperienze sulla fotografia di soggetti in movimento effettuate da Muybridge (1830-1904).

Parigi

Berlino

Stoccarda

Muse de lOrangerie
Jardin des Tuileries
www.musee-orangerie.fr
9-18 Ma

Bode-Museum
Am Kupfergraben
www.smb.museum
10-18 G 10-20 L

Kunstmuseum
Kleiner Schlossplatz 1
kunstmuseum-stuttgart.de
10-18 V 10-21 L

Adolfo Wildt (1868-1931)


le dernier symboliste

Das verschwundene Museum. Die Berliner


Skulpturen- und Gemldesammlungen
70 Jahre nach Kriegsende

Buch Kunst Objekt


Sammlung Lucius

15 aprile 13 luglio 2015

19 marzo 27 settembre 2015

28 febbraio 30 agosto 2015

In mostra sculture e disegni dellitaliano


Adolfo Wildt (1868-1931), opere in cui grazia e forza espressiva si mescolano in un
equilibrio perfetto.

In occasione del settantesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale la mostra ricostruisce le perdite subite dalle collezioni berlinesi e le scelte adottate per i restauri.

Una selezione di libri dartista di Picasso,


Matisse, Lger, Dine e Warhol collezionati dal 1945 a oggi dagli editori Wulf D. e
Akka von Lucius.

gran bretagna

Parigi

Bonn

Londra

Muse dArt moderne de la Ville de Paris


11 avenue du prsident Wilson
www.mam.paris.fr
10-18 G 10-22 Ma

Kunstmuseum
Friedrich-Ebert-Allee 2
www.kunstmuseum-bonn.de
11-18 Me 11-21 L

V&A - Victoria and Albert Museum


Cromwell Road
www.vam.ac.uk/savagebeauty
10-17.45 V 10-22

Markus Lpertz
Une rtrospective

New York Painting

Savage Beauty

17 aprile 19 luglio 2015

19 febbraio 30 agosto 2015

14 marzo 19 luglio 2015

La retrospettiva, con oltre centoquaranta


opere, ripercorre lattivit dellartista (1941)
dagli anni Sessanta fino ai giorni nostri.
Esposta anche la recente serie Arcadia (2012).

Una panoramica sulla variegata e vivace


realt della pittura sviluppatasi a New York
negli ultimi decenni dimostra la rinnovata vitalit che si respira in questo ambito.

Arte, tradizione sartoriale, tecnologia si fondono nella visionaria produzione di McQueen


(1969-2010), celebrato in questa retrospettiva con oltre trenta capi, disegni e video.

Parigi

Francoforte

Londra

Centre Pompidou
place Georges Pompidou
www.centrepompidou.fr
11-21 Ma

Stdel Museum
Schaumainkai 63
www.staedelmuseum.de
10-19 G-V 10-21 L

Estorick Collection
39a Canonbury Square
www.estorickcollection.com
11-18 D 12-17 L-Ma

Le Corbusier
Mesures de lhomme

Laster des Lebens


Druckgrafik von William Hogarth

Modigliani
A Unique Artistic Voice

29 aprile 3 agosto 2015

10 giugno 6 settembre 2015

15 aprile 28 giugno 2015

In mostra lo sfaccettato mondo di Le Corbusier (1887-1965), architetto, urbanista visionario, rivoluzionario teorico, ma anche
pittore e scultore.

I vizi e gli aspetti pi squallidi della vita


londinese sono rappresentati e messi alla
berlina nelle ironiche e spietate incisioni
di William Hogarth (1697-1764).

Per la prima volta lEstorick Collection dedica ad Amedeo Modigliani (1884-1920) una
retrospettiva concentrandosi in particolare
sulle opere su carta dellartista. Dossier n. 30.
85

gran bretagna

irlanda

italia

Londra

Dublino

Bologna

Tate Modern
Bankside
www.tate.org.uk
10-18

National Gallery of Ireland


Merrion Square West
www.nationalgallery.ie
9.30-17.30 G 9.30-20.30 D 11-17.30

Palazzo Fava - Palazzo delle esposizioni


via Manzoni 2, 051-19936305
www.genusbononiae.it
9-19 V-S 9-20 L 12-19

The EY Exhibition
Sonia Delaunay

Sean Scully

Da Cimabue a Morandi
Felsina pittrice

15 aprile 9 agosto 2015

12 maggio 20 settembre 2015

14 febbraio 30 agosto 2015

Lo studio del movimento, la fascinazione per


la vita della citt, per la tecnologia e i concetti della teoria dei colori sono indagati e illustrati nelle opere della Delaunay (1885-1979).

La prima retrospettiva di un artista contemporaneo della National Gallery of Ireland


dedicata al pittore astratto Scully (1945)
con una selezione di opere dal 1980 al 2000.

Centottanta opere di artisti come Cimabue,


Raffaello, Reni e Morandi illustrano oltre sette secoli di pittura e mostrano il ruolo svolto
da Bologna nel panorama artistico europeo.

italia

86

Londra

Alessandria

Bologna

Royal Academy
Burlington House
www.royalacademy.org.uk
10-16 S-D 10-18 L-Ma

Palatium Vetus
piazza della Libert 28, 0131-294224
www.fondazionecralessandria.it
10-13 15-18 S-D 15-18 L

Palazzo Albergati - Art Experience


via Saragozza 28, 051-0301015
www.palazzoalbergati.com
10-20

Hide and Seek


Drawings by Eileen Cooper RA

Opere dalla
Fondazione Cassa
di risparmio di Alessandria

Escher

29 maggio 23 agosto 2015

2 maggio 26 luglio 2015

12 marzo 19 luglio 2015

In concomitanza con luscita della monografia dedicata allartista inglese (1953) vengono
esposti i suoi disegni che esplorano i temi della sessualit, della nascita e della creativit.

In mostra dipinti, sculture, disegni di artisti come Pellizza da Volpedo, Bistolfi, Carr, Morbelli, legati al territorio alessandrino per cultura o per natali.

Oltre ai capolavori pi noti di Escher (18981972) anche un approfondimento sullinfluenza che lartista esercit sulleditoria,
la grafica, la moda e il cinema. Dossier n. 196.

Londra

Aosta

Brescia

Tate Britain
Millbank
www.tate.org.uk
10-18

Centro Saint-Bnin
via Festaz 27, 0165-272687
www.regione.vda.it
10-13 14-18 L

Museo di Santa Giulia


via Musei 81/b, 030-2977833
www.bresciamusei.com
9.30-17.30 L dal 16 giugno 10.30-19.00 L

Fighting History

Antonio Canova
Allorigine del mito

BRIXIA
Roma e le genti del Po
Un incontro di culture. III-I secolo a.C.

9 giugno 13 settembre 2015

13 giugno 11 ottobre 2015

9 maggio 2015 17 gennaio 2016

La tradizione del dipinto storico rivisitata


attraverso opere di Singleton Copley, West,
Hamilton, Donagh e uninstallazione di Jeremy Deller intitolata Battle of Orgreave (2001).

Il genio di Canova (1757-1822) documentato da gessi e marmi, fra cui la Danzatrice con
le mani sui fianchi e il busto di Francesco I
dAustria, dipinti e acqueforti. Dossier n. 68.

La ricca esposizione incentrata sulla conquista della valle padana compiuta da Roma
fra il III e il I secolo a.C. che port alla formazione di un nuovo modello sociale e culturale.

Oxford

Asti

Catania

Ashmolean Museum
Beaumont Street
www.ashmolean.org
10-17 L

Palazzo Mazzetti
corso Vittorio Alfieri 357, 0141-530403
www.palazzomazzetti.it
10.30-18.30 L

Museo civico - castello Ursino


piazza Federico II di Svevia, 095-345830
picassoelesuepassioni.comediarting.it
9-19 S-D 9-24

Great British Drawings

Alle origini del gusto


Il cibo a Pompei e nellItalia antica

Picasso e le sue passioni

26 marzo 31 agosto 2015

7 marzo 5 luglio 2015

4 aprile 28 giugno 2015

Oltre cento disegni e acquerelli, molti esposti per la prima volta, di Turner, Rossetti,
Gainsborough, Hockney e altri ancora ripercorrono la storia della grafica inglese.

Archeologia e tecnologia si associano per


ricostruire attraverso reperti, testi antichi e
video le consuetudini alimentari delle popolazioni che abitarono il territorio italiano.

Oltre duecento opere presentano i temi che


influenzarono maggiormente Picasso (18811973), come il teatro, il circo, la tauromachia,
le donne e la politica. Dossier nn. 19, 141 e 157.

GABRIELLA VENTAVOLI
italia

Conegliano (Treviso)
Palazzo Sarcinelli
via XX Settembre 132, 199-151114
www.mostracarpaccio.it
9-18 V 9-21 S-D 9-19 L

Natura Naturans
a cura del Prof. Carlo Franza

Carpaccio
Vittore e Benedetto da Venezia allIstria
Lautunno magico di un maestro
7 marzo 28 giugno 2015

Il San Giorgio che lotta con il drago, il Trittico di Santa Fosca e altre opere illustrano
gli ultimi anni dattivit di Carpaccio (14651526) e della sua bottega. Dossier n. 111.

Cremona
Museo del violino - padiglione
delle esposizioni temporanee
piazza Marconi 5, 0372-801801
www.museodelviolino.org
10-18 L

I magnifci intrecci. La forza di Sansone


negli arazzi della cattedrale di Cremona
2 aprile 30 agosto 2015

Visibili nuovamente dopo oltre sessantanni i dodici grandiosi arazzi con le Storie di
Sansone realizzati dalla manifattura Raes
di Bruxelles nel XVII secolo.

Ferrara
Palazzo dei diamanti
corso Ercole I dEste 21, 0532-244949
www.palazzodiamanti.it
10-20

La rosa di fuoco
La Barcellona di Picasso e Gaud
19 aprile 19 luglio 2015

Il fermento culturale e politico che infiamm Barcellona fra il XIX e il XX secolo illustrato dalle opere di Picasso, Gaud e di Ramon Casas, Santiago Rusiol, Isidre Nonell.

Firenze
Gucci Museo
piazza della Signoria 10, 055-75923302
www.guccimuseo.com
10-20 G 10-23

The Language of Flowers


13 marzo 20 settembre 2015

Valrie Belin (1964), Marlene Dumas (1953),


Latifa Echakhch (1974) e Irving Penn (19172009) si confrontano con liconografia dei fiori
e con i temi della vanit, del tempo e del caos.

NATURA NATURANS, 2015, acrilico su tela 100x150 cm


Natura naturans, natura generante, natura vegetante, morte e vita. La mostra
evento di Gabriella Ventavoli che prende corpo e si fa lezione colta per Expo
Milano 2015, si accoglie e transita in lungo e in largo nel grande tema di
Nutrire il pianeta. Energia per la vita. Da sempre Gabriella Ventavoli vive
l'arte e la pittura come grido di salvaguardia del pianeta terra...

SPAZIO LA PORTA VERDE


Via Andrea Maria Ampre 102 20131 Milano
www.spaziolaportaverde.it
info@spaziolaportaverde.it
cell: 348 2256161

Bartolomeo della Gatta, San Francesco


riceve le stimmate (1486-1487), Castiglion
Fiorentino (Arezzo), Pinacoteca comunale.

firenze

Francesco: arte e devozione


La produzione artistica di matrice francescana e lattivit evangelizzatrice svolta
dallordine mendicante in Asia sono i temi
approfonditi dalla mostra Larte di Francesco. Capolavori darte e terre dAsia dal XIII
al XV secolo (Galleria dellAccademia, via
Ricasoli 58/60, telefono 055-2388612; orario 8.15-18.50, luned chiuso; www.polomuseale.firenze.it; fino all11 ottobre), a cura di
Angelo Tartuferi e Francesco DArelli. Organizzata in collaborazione con lordine dei
frati minori e ideata congiuntamente alla
Commissio Sinica (Scuola superiore di studi
medievali e francescani, Pontificia Universit Antonianum di Roma), la mostra presenta non solo pitture, sculture, oggetti di
arte suntuaria ed eccezionali manoscritti
dedicati allimmagine e alla vita del santo,
ma anche opere frutto della committenza
dei frati o della devozione privata. In mostra capolavori di Giunta di Capitino, il primo
pittore ufficiale dellordine, Coppo di Marcovaldo e ancora esempi di Nicola Pisano,
del Maestro di Figline, di Domenico di Niccol dei Cori, di Tullio Lombardo e Andrea
della Robbia, solo per citarne alcuni. Le
missioni in Asia sono documentate anche
dalla presenza di numerosi oggetti, come
il corno che si crede sia stato donato al
santo dal sultano dEgitto Malik-al-Kamil,
oltre che da opere quali il tardogotico affresco staccato dalla chiesa di San Francesco a Udine, dedicato alla figura del beato Odorico da Pordenone (1286-1331), che
racconta il fervente spirito missionario che
spinse il frate in Asia Minore e in India. Catalogo Giunti Editore.
88

italia

italia

Firenze

Gallipoli (Lecce)

Palazzo Strozzi
piazza Strozzi 1, 055-2645155
www.palazzostrozzi.org
9-20 G 9-23

Museo delle cappelle medicee


piazza Imbriani, 0833-262775
www.castellogallipoli.it
10-21

Potere e pathos
Bronzi del mondo ellenistico

Michelangelo Pistoletto

14 marzo 21 giugno 2015

5 giugno 27 settembre 2015

Cinquanta sculture di grandi dimensioni ripercorrono lo sviluppo dellarte del bronzo


in Grecia e nel bacino del Mediterraneo fra
il IV e il I secolo a.C.

In mostra tre grandi installazioni site-specific fra cui il recente Terzo Paradiso insieme agli storici quadri specchianti dellartista (1933). SullArte povera dossier n. 284.

Firenze

Genova

Ente Cassa di risparmio


via Bufalini 6, 055-5384001
www.entecarifirenze.it
9-19 S-D 10-13 15-19

Palazzo ducale
piazza Giacomo Matteotti 2, 010-5574000
www.palazzoducale.genova.it
9-19 G 9-22.30 L 14-19

Ceramica
Manifatture fiorentine 1880-1920
Collezione Bruno Caini

Espressionismo tedesco
Da Kirchner a Nolde

15 aprile 15 luglio 2015

5 marzo 12 luglio 2015

Un excursus nellarte ceramica fiorentina fra


Ottocento e Novecento con opere realizzate
dai maestri della manifattura Ginori e da Cantagalli, Colonnata, Salvini, Fantechi e Chini.

La rivoluzione dellespressionismo rivive


nei dipinti degli artisti di Die Brcke, accostati a opere dei Fauves, del Blaue Reiter e
dei futuristi. Articolo p. 44. Dossier n. 127.

Firenze

Lucca

Forte di Belvedere
via San Leonardo 1, 055-2768224
www.gormleyfirenze.it
10-20 L

Lu.C.C.A. Lucca Center of Contemporary Art


via della Fratta 36, 0583-492180
www.luccamuseum.com
10-19 L

Antony Gormley
Human

Elliott Erwitt
Retrospective

26 aprile 27 settembre 2015

18 aprile 30 agosto 2015

Oltre cento sculture di figure umane dellartista inglese (1950) popolano il Forte e portano
a interrogarsi sul concetto di corpo e sulla sua
relazione con luniverso, la citt e la natura.

In mostra oltre centotrenta scatti intimisti,


sorprendenti e non privi di sfumature ironiche e anticonvenzionalit, del fotografo
statunitense Elliott Erwitt (1928).

Firenze

Mamiano di
Traversetolo (Parma)

Museo degli argenti


piazza Pitti 1, 055-2388709
www.polomuseale.firenze.it
8.15-18.30 1 4 L del mese

Fondazione Magnani Rocca


via Fondazione Magnani Rocca 4, 0521-848327
www.magnanirocca.it
10-18 S-D 10-19 L

Lapislazzuli
Magia del blu

Roma 900

9 giugno 11 ottobre 2015

21 marzo 5 luglio 2015

Per la prima volta una mostra dedicata a


questo prezioso materiale e al suo utilizzo
sia in campo artistico, sia in quello scientifico, dallantichit allepoca contemporanea.

Dalle ricerche di Balla e Sartorio al secondo


futurismo, dagli studi sullantico di Casorati, Sironi, Carr e della Scuola romana fino
allopera di Guttuso, Turcato e Capogrossi.

Francesco Zuccarelli, La rocca di Arona


(1750), palazzo Borromeo allIsola Bella,
lago Maggiore.
isola bella
(lago maggiore)

Incantate delizie
Fu il pastore anglicano Gilbert Burnet che
durante il suo viaggio in Italia nel 1686 coni
la definizione di Isola Incantata visitando
lIsola Bella, la stessa che oggi viene celebrata, insieme alle altre isole Borromee,
nella mostra Le Isole incantate. Il Grand
Tour e la pittura di veduta nei Domini Borromeo: da Gaspar Van Wittel a Luigi Ashton
(palazzo Borromeo, Isola Bella, telefono
0323-30556, orario 9-17.30; www.borromeoturismo.it; fino al 25 ottobre). Lesposizione, curata da Alessandro Morandotti
con la collaborazione di Fenisia Cennamo,
Veronica Drago ed Elisabetta Silvello, presenta dipinti, disegni, incisioni e fotografie,
insieme a testimonianze letterarie dalla fine
del XVII allinizio del XX secolo, che celebrano la fortuna delle isole Borromee, divenute da quel fatidico 1686 tappa imprescindibile dei viaggiatori europei del Grand Tour.
In mostra oltre alle testimonianze dedicate
alle meraviglie del palazzo e del giardino
dellInchanted Island, progettati da Giulio
Cesare III e Carlo III Borromeo e ampliati e
definiti da Vitaliano VI (1620-1690), anche
vedute delle altre residenze dei Borromeo
sul lago Maggiore (dalla rocca di Angera ai
castelli di Cannero) e delle loro propriet
lombarde. Esposto inoltre anche il gruppo
delle Delizie, dipinte da Francesco Zuccarelli fra il 1748 e il 1750, una serie di tele
riportate al loro originario splendore da un
recente restauro con vedute dei domini
Borromeo sul lago Maggiore, in cui motivi
tratti dal vero ed elementi dinvenzione si
mescolano. Catalogo Scalpendi Editore.

italia

italia

Matera

Milano

MUSMA - Museo della


scultura contemporanea
Palazzo Pomarici, via San Giacomo, 0835-330582
www.musma.it
10-14 16-20 L

Triennale
viale Alemagna 6, 02-724341
www.triennale.org
10-23

Mira!
Ortega a Matera

Arts & Foods


Rituali dal 1851

19 aprile 20 settembre 2015

9 aprile 1 novembre 2015

Gli anni passati dallartista spagnolo (19211990) a Matera sono ripercorsi attraverso
alcune sue sculture e una ricca documentazione che illustra il suo modus operandi.

Pitture, sculture, video, installazioni, fotografie e oggetti di design, insieme a testimonianze di artisti, scrittori, film maker e musicisti, illustrano il rapporto tra arte e cibo.

Milano

Milano

Palazzo reale
piazza Duomo 12, 02-54911
www.viscontisforza.it
9.30-19.30 G S 9.30-22.30 L 14.30-19.30

Pinacoteca di Brera
via Brera 28, 02-72263264
www.brera.beniculturali.it
8.30-19.15 L

Arte lombarda dai Visconti agli Sforza


Milano al centro dellEuropa

Il Primato del Disegno. I disegni dei


grandi maestri a confronto con i dipinti
della Pinacoteca di Brera

12 marzo 28 giugno 2015

28 aprile 19 luglio 2015

Opere di miniatura, oreficeria, dipinti, sculture ed esempi di architettura mostrano levoluzione dellarte lombarda sotto le signorie dei Visconti e degli Sforza. Articolo p. 62.

Unimportante selezione di disegni dal Trecento fino al Novecento con esempi di Mantegna, Leonardo, Raffaello, Parmigianino, Ludovico Carracci, Reni, Modigliani e Morandi.

Milano

Milano

Palazzo reale
piazza Duomo 12, 02-92800375
www.mostraleonardodavinci.it
9.30-19.30 G-D 9.30-24 L 14.30-19.30

Fondazione Prada
largo Isarco 2, 02-56662611
fondazioneprada.org
10-21

Leonardo 1452-1519

Serial Classic

15 aprile 19 luglio 2015

9 maggio 24 agosto 2015

Una selezione di dipinti, codici originali e


oltre cento disegni offrono uno sguardo nuovo sullopera di Leonardo (1452-1519). Dossier nn. 12, 67, 138, 146, 189, 207, 215, 281.

Pi di settanta opere scultoree, fra cui il Discobolo, lApollo di Kassel e la Venere accovacciata, approfondiscono il tema del rapporto
fra originali di epoca classica e le loro copie.

Milano

Milano

Gallerie dItalia - Piazza Scala


piazza Scala 6, 800-167619
www.gallerieditalia.com
9.30-19.30 G 9.30-22.30 L

Museo del Novecento


Palazzo dellArengario, via Marconi 1, 02-88444061
www.museodelnovecento.org
9.30-19.30 G-S 9.30-22.30 L 14.30-19.30

La Grande Guerra
Arte e artisti al fronte

Un museo ideale. Ospiti deccezione


nelle collezioni del Novecento dal
Futurismo al contemporaneo

1 aprile 23 agosto 2015

15 maggio 13 settembre 2015

Oltre duecento opere, divise in tre sezioni,


illustrano la cultura italiana prima, durante
e dopo la Grande guerra. Dalle certezze della Belle poque fino agli albori del fascismo.

Limponente collezione del museo arricchita da opere scelte in collaborazione con


i direttori dei maggiori musei italiani per
realizzare un itinerario ideale di capolavori.
89

90

italia

italia

Monza

Nuoro

Villa reale
viale Brianza 1, 199-151140
www.fascinoemito.it
10-19 V 10-22 L

MAN - Museo darte Provincia di Nuoro


via Sebastiano Satta 27, 0784-252110
www.museoman.it
10-13 15-19 L

Il fascino e il mito dellItalia


Dal Cinquecento al contemporaneo

La costante resistenziale
Venticinque anni di ricerca
artistica in Sardegna

23 aprile 6 settembre 2015

17 aprile 28 giugno 2015

La fascinazione suscitata dai paesaggi, dai


monumenti, dalle opere darte e le tradizioni italiane raccontate dalle opere degli
artisti stranieri che ne furono ammaliati.

Il percorso espositivo intende portare lattenzione sulle pratiche artistiche e sui linguaggi espressivi sviluppatisi in Sardegna
tra il 1957 e il 1983.

Elaine Sturtevant, Warhol Black Marilyn


(2004).

Napoli

Ostia (Roma)

napoli

Museo di Capodimonte
via Miano 2, 081-7499111
www.polomusealenapoli.beniculturali.it
8.30-19.30 Me

Museo e area archeologica


via dei Romagnoli 717, 06-56368003
www.ostiaantica.beniculturali.it/eventi-ostia-antica.php
10.30-13.30 14.30-18.15 L

Il Leone Sturtevant

Vincenzo Gemito, dal salotto Minozzi


al museo di Capodimonte

Manz
Le donne e il fascino della figura

28 novembre 2014 16 luglio 2015

13 marzo 6 novembre 2015

Una selezione di novanta sculture e disegni


di Vincenzo Gemito (1852-1929) appartenenti alla collezione creata da Achille Minozzi, imprenditore e amico dellartista.

Le figure femminili create da Manz (19081991) sono poste in un simbolico dialogo


con le statue delle divinit antiche della collezione del museo. Dossier n. 184.

Napoli

Padova

Gallerie dItalia - palazzo Zevallos Stigliano


via Toledo 185, 800-454229
www.gallerieditalia.com
10-18 S-D 10-20 L

Museo diocesano
Palazzo vescovile, piazza Duomo 12, 049-8761924
museodiocesanopadova.it
10-19 L

La Grande Guerra
Societ, propaganda e consenso

Donatello svelato
Capolavori a confronto

2 aprile 23 agosto 2015

27 marzo 26 luglio 2015

Fulcro della mostra il manifesto, strumento


di comunicazione utilizzato per creare consenso e sensibilizzare un intero popolo, campo di propaganda e di sperimentazione visiva.

Esposti insieme per la prima volta il crocifisso della chiesa dei Servi a Padova, recentemente restaurato, e quelli della basilica del
Santo e di Santa Croce a Firenze. Dossier n. 3.

Napoli

Palermo

Museo archeologico nazionale


piazza Museo 19, 081-442 2149
www.mostrapompeieuropa.it
9-19.30 Ma

Cantieri culturali alla Zisa padiglione ZAC e sedi varie


via Paolo Gili 4, 091-580876
www.civita.it
9.30-18.30 L

Pompei e lEuropa
1748-1943

Estoy Viva

27 maggio 2 novembre 2015

24 aprile 28 giugno 2015

La bellezza e il fascino di Pompei rivivono


in un suggestivo confronto fra reperti antichi e opere di Ingres, Picasso, Le Corbusier, Moreau e Klee. Dossier n. 191.

Un coinvolgente percorso in cui sono trattati


i temi cari allartista guatemalteca Regina
Jos Galindo (1974): la politica, la donna,
la violenza, la morte e lorganico.

Dopo le due retrospettive tenutesi al


MoMA - Museum of Modern Art di New
York e al MoCA - Museum of Contemporary Art di Los Angeles, ora il MADRE
a celebrare Elaine Sturtevant, una delle
pi influenti artiste del XX secolo, insignita
nel 2001 del Leone doro alla 54. Biennale di Venezia, con unesposizone che
sar possibile visitare fino al 21 settembre (Sturtevant sturtevant, MADRE - Museo darte contemporanea Donnaregina,
via Settembrini 79, telefono 081-19313016,
orario 10-19.30, domenica 10-20, chiuso
marted; www.madrenapoli.it). In mostra
alcune delle opere pi conosciute della
Sturtevant che dal 1964, anticipando i
tempi, ha concentrato la sua ricerca sui
concetti di autorialit e originalit iniziando
a ripetere capolavori di artisti contemporanei come Marcel Duchamp, Joseph
Beuys, Andy Warhol, Roy Lichtenstein,
Claes Oldenburg, Frank Stella e Paul McCarthy. Una ricerca poetica che poggia
le sue basi su riferimenti diversificati che
spaziano dalla filosofia platonica e stoica
alla teoria dei simulacri di Baudrillard,
dalle idee su differenza e ripetizione di
Gilles Deleuze alle considerazioni sui meccanismi di produzione e riproduzione
dellopera darte nellepoca contemporanea. Una ricerca che ha inoltre condotto
la Sturtevant a cimentarsi, a partire dal
2000, anche con la videoarte, dando vita
a opere in cui chiaro il riferimento allimmaginario televisivo e pubblicitario e al
cinema hollywoodiano.
La mostra, curata da
Stphanie Moisdon,
Il video della
mostra su
accompagnata dal cayoutube.com/
talogo Electa.
artedossier

italia

Parma
Palazzo del governatore
piazza Giuseppe Garibaldi 2, 0521-218929
www.mostramaterparma.it
9.30-20 S 9.30-23 L

Mater
Percorsi simbolici sulla maternit
8 marzo 28 giugno 2015

Le Grandi madri steatopigie, le opere di Rosso Fiorentino, Veronese, Casorati, Ernst, Giacometti, Pistoletto, Bill Viola indagano laspetto sacrale e archetipico della maternit.

Pavia
Scuderie del castello visconteo
viale XI Febbraio 35, 0382-33676
www.scuderiepavia.com
10-19 G 10-22 S-D 10-20

Capolavori della Johannesburg


Art Gallery da Degas a Picasso
21 marzo 19 luglio 2015

In mostra una parte della collezione del museo sudafricano che vanta opere di Rodin,
Picasso, Monet, Degas e Moore e di artisti
autoctoni quali Sekoto, Sumner e Legae.

Pistoia
Palazzo Sozzifanti
vicolo dei Pedoni 1, 0573-974226
www.mostrefondazionecrpt.it
14.30-19.30 S-D 10-18 L

Burri a Pistoia
La collezione Gori e le
fotografie di Amendola
9 maggio 26 luglio 2015

La rivoluzionaria opera di Burri (1915-1995)


ricostruita attraverso alcuni dei suoi pezzi
pi importanti, fra cui Sacco del 1952, e dalle
fotografie di Aurelio Amendola. Dossier n. 62.

Poggio a Caiano (Prato)


Museo Soffici e del 900 italiano
via Lorenzo il Magnifico 9, 055-8701287
www.museoardengosoffici.it
10-13 14.30-19 L-Ma

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Soffici e Sironi
Silenzio e inquietudine
28 marzo 19 luglio 2015

Unantologia parallela rilegge i capitoli pi


importanti della carriera dei due pittori italiani e la loro influenza sullarte del XX secolo. Su Sironi dossier n. 53.

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Conoscere l'arte per difenderla meglio

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italia

italia

italia

Roma

Roma

Torino

Musei capitolini
piazza del Campidoglio, 06-0608
www.museicapitolini.org
9.30-19.30 L

Colosseo
piazza del Colosseo 1, 06-77400922
archeoroma.beniculturali.it
8.30-18.15

Let dellangoscia
Da Commodo a Diocleziano

Terrantica
Volti, miti e immagini
della terra nel mondo antico

GAM Galleria darte


moderna e contemporanea di Torino
via Magenta 31, 011-4429518
www.gamtorino.it
10-19.30 L

Modigliani e la bohme di Parigi

28 gennaio 4 ottobre 2015

23 aprile 11 ottobre 2015

14 marzo 21 luglio 2015

I mutamenti di Roma con la fine della dinastia degli Antonini visti attraverso larte:
dalla ritrattistica ufficiale a quella privata,
fino alla decorazione funeraria.

La sacralit, la magia e la forza della madre terra sono rievocate nelle settantacinque opere esposte tra reperti antichi (statue,
vasi, rilievi) e fotografie contemporanee.

Lopera e la vita maledetta di Mod (18841920), testimone della realt cosmopolita parigina, sono ripercorse attraverso disegni,
ritratti, sculture e fotografie. Dossier n. 30.

Roma

Roma

Torino

Chiostro del Bramante


via Arco della Pace 5, 06-68809035
www.chiostrodelbramante.it
10-20 S-D 10-21

MAXXI - Museo nazionale


delle arti del XXI secolo
via Guido Reni 4A, 06-3201954
www.fondazionemaxxi.it
11-19 S-D 11-22 L

Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli


Lingotto, via Nizza 230/10, 011-0062713
www.pinacoteca-agnelli.it
10-19 L

Marc Chagall
Love and Life

Food
Dal cucchiaio al mondo

Raffaello
la Madonna del Divino amore

14 marzo 26 luglio 2015

29 maggio 8 novembre 2015

17 marzo 28 giugno 2015

Dipinti, disegni, stampe giovanili e opere


della maturit dedicate al legame con la moglie Bella Rosenfeld, fonte dispirazione del
grande pittore (1887-1985). Dossier n. 313.

Opere di artisti e architetti portano lattenzione sugli effetti che la produzione, il


consumo e lo smaltimento del cibo hanno
sul territorio e sulla societ.

Per la prima volta a Torino la Madonna del


Divino amore insieme alle riflettografie che
mostrano i pentimenti e la struttura interna del dipinto. Dossier nn. 97 e 298.

Roma

Rovereto (Trento)

Urbino

Fondazione Roma museo - palazzo Cipolla


via del Corso 320, 06-22761260
www.mostrabaroccoroma.it
10-20 V-S 10-21.30 L 15-20

MART - Museo darte moderna


e contemporanea di Trento e Rovereto
corso Bettini 43, 800-397760
www.mart.trento.it
10-18 V 10-21 L

Palazzo ducale - Galleria


nazionale delle Marche
piazzale Duca Federico 13, 06-32810
www.mostrastudiolourbino.it
8.30-19.15 L 8.30-14

Barocco a Roma
La meraviglia delle arti

La guerra che verr non la prima


1914 - 2014

Lo Studiolo del Duca. Il ritorno degli


Uomini Illustri alla Corte di Urbino

1 aprile 26 luglio 2015

4 ottobre 2014 20 settembre 2015

12 marzo 4 luglio 2015

Levoluzione dellarte barocca tracciata a


partire dai primi due decenni del Seicento fino alla sua massima esplosione sotto i
pontificati di Urbano VIII e Alessandro VII.

Unanalisi sulleffettiva e tragica attualit


del primo conflitto mondiale svolta attraverso il filtro dellarte, della storia, della
politica e dellantropologia. Articolo p. 38.

Lo Studiolo di Federico da Montefeltro riportato alla sua veste originaria grazie alla ricollocazione dei dipinti con i ritratti degli Uomini illustri oggi conservati fra Parigi e Urbino.

Roma

San Gimignano (Siena)

Venaria (Torino)

MACRO - Museo darte contemporanea Roma


via Nizza 138, 06-0608
www.museomacro.org
10.30-19.30 L

Galleria darte moderna


e contemporanea Raffaele De Grada
via Folgore da San Gimignano 11, 0577-286300
www.sangimignanomusei.it
9.30-19

Reggia di Venaria reale


piazza della Repubblica 4, 011-4992333
www.lavenaria.it
9-17 S-D 9-19 L

Nakis Panayotidis
Guardando linvisibile

900. Una donazione

Una dinastia di orafi


Mario e Gianmaria Buccellati

17 aprile 13 settembre 2015

21 dicembre 2014 30 agosto 2015

21 marzo 30 agosto 2015

Una selezione di opere realizzate negli ultimi dieci anni dallartista greco Nakis Panayotidis (1947): in mostra anche linstallazione Ladro di luce del 2005.

Capolavori di artisti del Novecento italiano


fra cui Campigli, Casorati, de Chirico, Sironi,
De Pisis e Guttuso, donati alla galleria dallo
scrittore Gianfranco Pacchiani (1923-2013).

Una selezione delle creazioni di gioielleria e


oreficeria di Mario e Gianmaria Buccellati,
fra cui nove targhe che DAnnunzio commission per celebrare le sue azioni pi rinomate.

italia

Tamara de Lempicka, La Vergine blu (1934).


torino

italia

italia

Venezia

Venezia

Palazzo ducale
San Marco 1, 041-0988169
www.mostrarousseau.it
9-19 V-S 9-20

Giardini, Arsenale e sedi varie


www.labiennale.org
10-18 L

Henri Rousseau
Il candore arcaico

All the Worlds Futures


56. Esposizione internazionale darte
della Biennale

6 marzo 5 luglio 2015

9 maggio 22 novembre 2015

Capolavori di Rousseau (1844-1910) come lAutoritratto, Il cortile, La guerra o la cavalcata


della discordia (1894) mostrano la forza della pittura dellartista francese. Dossier n. 95.

La mostra del curatore Okwui Enwezor con


opere di centotrentasei artisti affiancata dalle partecipazioni nazionali e da eventi collaterali.

Venezia

Verona

Palazzo Grassi
campo San Samuele 3231, 041-2401356
www.palazzograssi.it
10-19 Ma

Gran Guardia
piazza Br, 0457110127
www.mostraarteevino.it
9.30-20.30 V 9.30-22.30 L

Martial Raysse

Arte e vino

12 aprile 30 novembre 2015

11 aprile 16 agosto 2015

Il ruolo dellartista, il rapporto con la storia dellarte e la politica sono i cardini della
ricerca di Raysse (1936) esplicitati attraverso dipinti, disegni, sculture e installazioni.

Un caleidoscopico itinerario fra raffigurazioni del vino e delluva nellarte dal XVI
al XX secolo e del loro significato simbolico. Dossier n. 268.

Venezia

Vicenza

Collezione Peggy Guggenheim


Palazzo Venier dei Leoni, Dorsoduro 701,
041-2405411

Gallerie dItalia - palazzo Leoni Montanari


contra Santa Corona 25, 800-578875
www.gallerieditalia.com
10-18 L

Madame Tamara
La mostra torinese dedicata a Tamara de
Lempicka unoccasione per ammirare
non solo i capolavori della pittrice, ma
anche per conoscere aspetti meno noti
della sua vita e della sua arte (Tamara de
Lempicka, palazzo Chiablese, piazza San
Giovanni 2, telefono 011-0240113, orario
9.30-19.30, gioved 9.30-22.30, luned
14.30-19.30; www.mostratamara.it; fino
al 30 agosto). In un suggestivo percorso
articolato in sette sezioni, la curatrice
Gioia Mori ha affrontato i temi e i soggetti maggiormente conosciuti della Lempicka come quelli della coppia e dellamore rappresentati da dipinti come la
Prospettiva, il Nudo maschile e la Sottoveste rosa, ispirati agli uomini e alle donne
da lei amati. Ha illustrato inoltre anche il
fecondo rapporto che lartista ebbe con
il mondo della moda con i notissimi Confidenze del 1928, Sciarpa blu del 1930 e
Ritratto di Madame Perrot con calle, mentre la sezione The Artists Daughter
dedicata alle opere che immortalano la
figlia Kizette e che fruttarono alla pittrice
numerosi riconoscimenti. Ma la mostra
arricchita anche da dipinti meno noti
quali le intense pitture devozionali, le giovanili nature morte e alcune opere dedicate alle mani, un soggetto che lartista
riprese da fotografie scattate da Kertsz,
Kollar e Dora Maar qui esposte a confronto. Una particolare attenzione inoltre rivolta anche alle case in cui la Lempicka visse, che sono poste in relazione
con la sua evoluzione artistica. Catalogo
24 ORE Cultura.

www.guggenheim-venice.it
10-18 Ma

Jackson Pollock, Murale


Energia resa visibile

La Grande Guerra
I luoghi e larte feriti

23 aprile 9 novembre 2015

3 aprile 23 agosto 2015

Per la prima volta in Italia, il Murale che Pollock (1912-1956) aveva realizzato per Peggy
Guggenheim. In contemporanea, una mostra
sullopera del fratello Charles. Dossier n. 177.

Dipinti, stampe e disegni testimoniano la


realt del fronte italiano, la vita in trincea
e la devastazione causata dal primo conflitto mondiale.

olanda

Venezia

Amsterdam

Museo Correr
San Marco 52, 041-2405211
correr.visitmuve.it
10-19

Hermitage Amsterdam
Amstel 51
portraitgalleryofthegoldenage.com
10-17

Nuova oggettivit
Arte in Germania al tempo della
Repubblica di Weimar 1919-1933

Hollanders van de Gouden Eeuw

1 maggio 30 agosto 2015

29 novembre 2014 dicembre 2016

Le devastazioni della Grande guerra e le tendenze artistiche nella Repubblica di Weimar illustrate dalle opere di Dix, Schad,
Grosz, Beckmann e altri. Dossier n. 321.

Trenta ritratti di gruppo, di dimensioni


spettacolari, illustrano la realt sociale e
politica, oltre che artistica nei Paesi Bassi
del XVII e del XVIII secolo. Dossier n. 310.
93

spagna

stati uniti

stati uniti

Bilbao

Chicago

Washington

Guggenheim Bilbao
avenida Abandoibarra 2
www.guggenheim-bilbao.es
10-20 L

The Art Institute of Chicago


111 South Michigan Avenue
www.artic.edu
10.30-17 G 10.30-20

National Gallery of Art


Constitution Avenue
www.nga.gov
10-17 D 11-18

Jeff Koons
Retrospectiva

Charles Ray
Sculpture, 1997-2014

Drawing in Silver and Gold


Leonardo to Jasper Johns

9 giugno 27 settembre 2015

15 maggio 4 ottobre 2015

3 maggio 26 giugno 2015

Opere recenti fra cui Gazing Ball e capolavori rinomati come Rabbit, Balloon Dog e la
scandalosa serie Made in Heaven raccontano
lanticonvenzionale carriera di Koons (1955).

In mostra ventuno opere realizzate da Charles Ray (1953) dal 1997 al 2014 fra cui Horse and Rider e Huck and Jim, mai esposte
prima dora.

Per la prima volta una mostra incentrata sui


disegni eseguiti a punta metallica; esposti
fogli di Leonardo, Raffaello, Rembrandt, ma
anche di maestri contemporanei come Johns.

svizzera

Madrid

New York

Chiasso

Museo Nacional del Prado


paseo del Prado
www.museodelprado.es
10-20 D 10-19

Metropolitan Museum of Art


1000 Fifth Avenue
www.metmuseum.org
10.30-17.30 V-S 10-21

m.a.x. museo
via Dante Alighieri 6l
www.maxmuseo.ch
10-13 14-18 L

Diez picassos del Kunstmuseum Basel

Discovering Japanese Art


American Collectors and the Met

Daniel Spoerri
Eat Art in transformation

18 marzo 14 settembre 2015

14 febbraio 27 settembre 2015

1 maggio 30 agosto 2015

Dieci opere eseguite da Picasso fra il 1906 e


il 1967, provenienti dal Kunstmuseum di Basilea, sono poste a confronto con alcuni capolavori del Prado. Dossier nn. 19, 141 e 157.

Una mostra che racconta la nascita della collezione di arte giapponese del museo e che
esplora le tendenze del collezionismo e la ricezione dellarte giapponese negli Stati Uniti.

Retrospettiva su Daniel Spoerri (1930), fondatore della Eat Art, indagatore dei principi fondamentali della nutrizione in rapporto al valore spirituale delluomo.

Madrid

New York

Mendrisio

Museo Thyssen-Bornemisza
paseo del Prado 8
www.museothyssen.org
10-19 S 10-21 L

MoMA - Museum of Modern Art


11 West 53 Street
www.moma.org
10.30-17.30 V 10.30-20

Museo darte
piazza San Giovanni
www.mendrisio.ch/museo
10-12 14-17 S-D 10-18 L

Zurbarn: una nueva mirada

Latin America in Construction


Architecture 19551980

Addio Lugano bella. Anarchia tra


storia e arte. Da Bakunin al Monte
Verit, da Courbet ai dada

9 giugno 13 settembre 2015

29 marzo 19 luglio 2015

22 marzo 5 luglio 2015

Dipinti di carattere religioso, insieme a quelli


dedicati a soggetti mitologici e a intensi ritratti offrono una panoramica dellarte del
pittore spagnolo (1598-1664). Dossier n. 303.

Unanalisi sullo sviluppo dellarchitettura


in America Latina fra il 1955 e il 1980 attraverso lesposizione di disegni, modellini, video e fotografie.

Documenti, testi, sculture, dipinti e opere grafiche ricostruiscono il ruolo svolto dal Ticino nello sviluppo delle idee anarchiche in un
percorso in cui storia e arte si intrecciano.

stati uniti

94

Boston

New York

Riehen (Basilea)

Museum of Fine Arts


Avenue of the Arts, 465 Huntington Avenue
www.mfa.org
10-16.45 Me-G 10-21.45

Whitney Museum of American Art


99 Gansevoort Street
whitney.org
10.30-18 Me-V 10.30-22 Ma

Fondation Beyeler
Baselstrae 101
www.fondationbeyeler.ch
10-18 Me 10-20

Hokusai

America Is Hard to See

Paul Gauguin

5 aprile 9 agosto 2015

1 maggio 27 settembre 2015

8 febbraio 28 giugno 2015

I disegni, le xilografie policrome e i libri illustrati, ma anche lanterne disegnate e diorami introducono il visitatore nel mondo fluttuante di Katsushika Hokusai (1760-1849).

In occasione dellinaugurazione della nuova sede del museo, questa imponente esposizione approfondisce gli aspetti dellarte
americana dallinizio del Novecento a oggi.

Gli autoritratti, i dipinti del periodo bretone, i quadri di Tahiti, insieme a una selezione di sculture, introducono nel mondo di
Gauguin (1848-1903). Dossier nn. 32 e 216.

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Expo!

Arte ed esposizioni universali


Lincrocio di popoli e culture che sta alla base dellorganizzazione delle grandi esposizioni mondiali non ha
mancato di favorire gli scambi tra artisti di ogni genere.
In particolare design, architettura e arti decorative sono
state le protagoniste della scena espositiva fn dalla met
dellOttocento, quando prese forma la versione attuale
di quella che si presenta come una messa in scena del
mondo. Attraverso la storia e le immagini delle expo si
ripercorrono le vicende del gusto, lalternarsi di tendenze e ideologie, levoluzione della tecnica costruttiva, il
difondersi globale di conoscenze ma anche la nascita
di miti intrisi di esotismo.

1986-2015 Giunti Editore S.p.A.,


Firenze - Milano
ISSN 0394-0179
Pubblicazione periodica Reg. Cancell.
Trib. Firenze n. 3384 del 21.11.85
Iva assolta dalleditore a norma
dellart. 74/DPR 633 del 26.10.72
Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in
Abbonamento Postale - D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004
n 46) art. 1, comma 1, DCB-C1- FI.
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Erich Heckel, Osvaldo Licini, Achille
Luciano Mauzan, Max Pechstein, Gino
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2015.
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2010 Tamara Art Heritage, by SIAE
2015.
Arctic-Images/Corbis/Contrasto:
p. 19.
Bruno Vagnini/cortesia uffcio
stampa John Lennon & Yoko Ono:
Suite 1742: pp. 17-18.
Christies Images LTD. 2015:
pp. 74ac, 77b.
Collezione Mottas, Losanna/foto
Daniel Muster/cortesia uffcio stampa
Africa: p. 73.
Corbis/Contrasto: p. 78.
David LaChapelle/cortesia uffcio
stampa David LaChapelle: p. 11a.
2015 Digital image, The Museum of
Modern Art, New York/Scala, Firenze:
p. 33.
Elisabetta Baracchi: p. 7.
Gerhard Merzeder/Collection Jean
David/cortesia uffcio stampa Africa:
p. 72.
Mondadori Portfolio/Akg-Images:
p. 54a.
Museum Rietberg, Zurigo/foto
Rainer Wolfsberger/cortesia uffcio
stampa Africa: pp. 69, 71b.
Yoko Ono/cortesia uffcio stampa
Yoko Ono: One Woman Show, 19601971: p. 21ab.
Paul Ronald/Archivio storico del
cinema/AFE/cortesia uffcio stampa
Icone a Volterra: p. 11b.
PIASA: p. 75.
RENEE NOWYTARGER/NEWSPIX/REX/OLYCOM: pp. 20b-21c.
RMN-Runion des Muses Nationaux/distr. Alinari: p. 35a.
Roger-Viollet/Alinari: p. 28a.
The Stapleton Collection/Bridgeman
Images/Archivi Alinari: pp. 36a, 37c.
Tristan Gregory/CAMERA PRESS/
Contrasto: p. 20a.
Cortesia artista Melik Ohanian:
p. 10.
Cortesia artisti: pp. 22-25.
Cortesia autore: pp. 9, 56-61, 70, 71a.
Cortesia eredi Licini: p. 29b.
Cortesia Galleria Carla Sozzani: p. 11c.
Archivio Giunti: pp. 26-27, 28b, 29a,
30-31, 34, 35b, 36b, 37ab, 51-53, 54bc,
55, 79, 83.
Cortesia uffcio stampa Arte lombarda
dai Visconti agli Sforza: pp. 63-67.
Cortesia uffcio stampa Da Kirchner a
Nolde: copertina, pp. 44-49.
Cortesia uffcio stampa Larte di Francesco: p. 88.

Cortesia uffcio stampa La guerra che


verr non la prima: pp. 40-43.
Cortesia uffcio stampa Le Isole
incantate: p. 89.
Cortesia uffcio stampa Potere e pathos:
p. 8a.
Cortesia uffcio stampa Sturtevant:
p. 90.
Cortesia uffcio stampa Tamara de
Lempicka: p. 93.
Cortesia uffcio stampa Art Basel:
p. 6a.
Cortesia uffcio stampa Museo Piet
Rondanini: p. 6c.
Cortesia uffcio stampa studio Museo
Carlo Mattioli: p. 8b.
Cortesia uffcio stampa Toscana del
900: p. 6b.
Cortesia uffcio stampa Dorotheum:
p. 74b.
Cortesia uffcio stampa Sothebys:
p. 77a.
Foto Nic Lehoux: pp. 12-15.
Su concessione del MiBACT, Soprintendenza BSAE per le province di Ve,
Bl, Pd e Tv/cortesia uffcio stampa La
guerra che verr non la prima: p. 39.
Errata corrige: nella rubrica Aste e
mercato del numero di aprile di Art e
Dossier (320) stato scritto erroneamente, nel testo relativo allasta di Christies Arte moderna e contemporanea (p.
75), che larazzo di Boetti (riprodotto
in foto) offerto da Sothebys anzich
da Christies. Ce ne scusiamo con i
lettori.

Stampato presso Giunti Industrie


Grafche S.p.A., Stabilimento di Prato.

Larte di Francesco

Capolavori darte italiana e terre dAsia


dal XIII al XV secolo
a cura di Angelo Tartuferi, Francesco DArelli

LARTE DI
FRANCESCO
CAPOLAVORI DARTE ITALIANA
E TERRE DASIA
DAL XIII AL XV SECOLO

Una mostra straordinaria, con un catalogo davvero


prezioso. Per la prima volta le opere darte medievale di committenza francescana sono messe a confronto con opere darte asiatica dello stesso periodo
a evidenziare i rapporti che intercorsero fra Tre e
Quattrocento tra lordine francescano e le terre di
evangelizzazione orientale, dallEgitto alla Cina,
da Gerusalemme alla Mongolia.
Opere che spaziano tra dipinti e sculture (Taddeo Gaddi, Carlo Crivelli, Nicola Pisano, Andrea
della Robbia), miniature, arti applicate e testimonianze di viaggiatori come Odorico da Pordenone,
Giovanni da Pian del Carpine e Giovanni da
Montecorvino.
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atraverso la biografa
di Osvaldo Licini:
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lItalia del boom economico.

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Domenico Starnone

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LAmalassunta

Osvaldo Licini, Angelo ribelle su fondo rosso, 1951, Galleria DArte Contemporanea Osvaldo Licini, Ascoli Piceno foto: cortesia Galleria DArte Contemporanea Osvaldo Licini, Ascoli Piceno

Pier Franco Brandimarte

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272.
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314.
99.
271.
107.
160.
37.
28.
230.
76.
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CARAVAGGIO.
Gli anni giovanili
CARAVAGGIO.
Le origini, i modelli
CARAVAGGIO.
Gli ultimi anni
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CELLINI
CZANNE
CZANNE. I temi
CHAGALL
CHARDIN
CIMABUE
CORREGGIO
CORCOS
COURBET
CRANACH
CRIVELLI
DAL
DAVID
DE CHIRICO
DE CHIRICO METAFISICO
DEGAS
DEGAS tra antico e moderno
DELACROIX
DELLA ROBBIA
DE NITTIS
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DOMENICHINO
DONATELLO
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LARTE E LA PRIMA GUERRA MONDIALE MARCO BUSSAGLI

93.
239.
221.
11.
218.
247.
163.
170.
227.
155.
135.
166.
57.
133.
165.
145.
277.
153.
21.
49.
121.
317.
190.
92.
180.
130.
229.
62.
260.
102.
68.
270.
1.
217.

DOSSIER ART N. 322

ARTISTI

Larte e la prima
guerra mondiale
MARCO BUSSAGLI

larte e la
prima guerra
mondiale
Marco Bussagli
SOMMARIO

I mal di pancia della storia


La guerra igiene del mondo

14

Artisti al fronte

26

Larte dei vincitori

36

La rappresentazione della guerra


fuori dei confini italiani
Cronologia
Bibliografia

In copertina:
Achille Luciano
Mauzan,
Fate tutti
il vostro dovere!
(1917),
particolare;
Treviso,
Musei civici Santa Caterina,
raccolta Salce.

42
48
50

che con agghiacciante


professionalit sta
pulendo dal sangue
la sua sciabola
con cui ha appena
tagliato le braccia
Lillustrazione del periodico a un malcapitato
che giace a terra.
Gli Avvenimenti,
Il titolo della litografia
11 aprile 1915, pone
eleva a sistema tedesco
laccento sullindifferenza
questo comportamento
che la guerra porta
che finisce per diventare
con s. Qui, infatti,
cifra distintiva
Sironi, rappresenta
di quella nazione.
un ufficiale tedesco
Nella pagina a fianco:
Mario Sironi,
I nuovi volumi
della Kultur tedesca
(1915).

Qui sopra:
copertina
di Berliner Illustrirte
Zeitung,
27 agosto 1916;
Nanterre,
Bibliothque
de documentation
internationale
contemporaine (Bdic).

I mal dI pancIa
della StorIa

Nel suo celebre saggio


dedicato allidea di
nazione, un classico
della storiografia del
Novecento, Federico
Chabod individuava nel
punto di passaggio fra
la cultura illuministica
Copertina
della Domenica
del Corriere ,
5 luglio 1914
con la scena
dellattentato
di Sarajevo.

e quella romantica la chiave di lettura


per determinare latto di nascita di quel
concetto(1). Non che in precedenza non si
sapessero notare caratteri comuni, fisici
e culturali, grazie ai quali raggruppare
popoli ed etnie, ma il processo non necessariamente doveva sfociare nellidea
dellunit nazionale come, per esempio, si
pu evincere dal pensiero di Dante il quale
auspicava per lItalia il ruolo di giardino
dellimpero, annegando cos, di fatto,
lembrione del tratto nazionale nella grande cornice dellapparato statale di Arrigo
VII, pi volte ricordato nella Divina commedia e nel De monarchia(2). Spiega, infatti,
il grande storico aostano: Il secolo XIX
conosce quel che il Settecento ignorava: le
passioni nazionali e poi chiarisce che
la politica che nel Settecento era apparsa
come unarte, tutta calcolo [] tutta razionalit [] con lOttocento [] acquista
limpeto [] delle grandi passioni. Anzi,
si spinge a dire, con ragione: La politica
acquista pathos religioso [] La nazione
diventa la patria, quasi sconfinando
nella mistica, sicch si fin per parlare di

Franois-Xavier Fabre,
Ritratto
di Vittorio Alfieri
(1796);
Montpellier,
Muse Fabre.

religione della patria, cio della nazione. I due termini sono equivalenti: infatti,
nellunico stato antinazionale europeo,
lImpero austro-ungarico [], la religione
della patria fu sostituita dal culto della
dinastia [] La nazione diviene ora
lideale da attuare nel prossimo avvenire.
Di questo pensiero troviamo traccia, spiega
lo storico, gi negli scritti e negli ideali di
un Alfieri o di un Foscolo per poi vederlo
compiutamente formulato in Mazzini che
enuncia il principio di nazionalit per
il quale il concetto stesso di nazione
passa dalla categoria del sentimento a
quella della volont; con non piccole
conseguenze, aggiungiamo noi, sulla linea politica dellItalia che, alla met del
secondo decennio del XX secolo, appunto,
si scopr interventista(3). Continua, poi,
Chabod: Com ovvio, lidea di nazione
sar particolarmente cara ai popoli non
ancora politicamente uniti [] Quindi
sar soprattutto in Italia e in Germania che
lidea nazionale trover assertori entusiasti
e continui(4). appena il caso di ricordare
che la nostra penisola, con i moti popolari e le guerre del Risorgimento ricuc
la propria unit territoriale fra lacrime e
sangue, nel 1861 (sebbene la presa di Roma si possa datare solo al 1870); mentre la
Germania, con un percorso meno cruento,
si strinse intorno alla Prussia per giungere
allunit poco meno di dieci anni pi tardi, il 18 gennaio 1871, quando nella Sala
degli specchi, a Versailles, Luigi di Baviera
dichiar Guglielmo I imperatore di Germania(5). Si tratta, perci, di percorsi comuni
che oggi possono sembrarci distanti, ma
che in quegli anni si basavano su un sentire
condiviso, bene esemplificato dalla celebre
tela dipinta da Friedrich Overbeck nel 1811
e intitolata Italia e Germania. Unopera
cos ammirata da essere quasi duplicata
nel 1828 da Theodor Rehbenitz cognato
di Overbeck non solo per omaggiare lartista, ma pure per celebrare il rapporto fra
le culture dei due paesi che, negli anni,
si era andato rafforzando. Si pensi per
A sinistra:
artista ignoto,
Ritratto
di Giuseppe Mazzini
(senza data);
Genova,
Musei di Nervi Galleria di arte moderna.
6

In alto:
Franois-Xavier Fabre,
Ritratto di Ugo Foscolo
(1813);
Firenze,
Biblioteca
nazionale centrale.

Michele Cammarano,
I bersaglieri a
porta Pia (1871);
Napoli,
Museo nazionale
di Capodimonte.
Lopera fu realizzata
su commissione di re
Vittorio Emanuele
II in persona
e, come in unistantanea
fotografica, fissa
il momento in cui,
al suono della fanfara,
i bersaglieri entrarono
a Roma grazie
alla breccia praticata
nelle mura a ridosso
di porta Pia.

Cammarano, allievo
di Filippo Palizzi
allAccademia
di Belle Arti di Napoli
(e poi lui stesso
docente), fu anche
un combattente
al seguito di Garibaldi.
Vide coi suoi occhi
la presa di porta Pia
il 20 settembre 1870
e, dopo qualche mese,
la dipinse.

esempio ai Deutsch Rmer, i pittori tedeschi attivi a Roma nellOttocento che,


come pure i Nazareni, loro connazionali,
avevano ampiamente acquisito la nostra
cultura artistica e letteraria grazie al lungo
soggiorno italiano(6). Appare, cos, assai
opportuna la riflessione di Federico Chabod che conclude sullItalia e la Germania,
considerate terre classiche, nella prima
met del secolo scorso [il XIX], dellidea di
nazionalit. E nelluna e nellaltra nazione,
identici pure risuonavano gli appelli al
proprio passato, alla storia come quella
che, dimostrando la presenza secolare e
gloriosa di una nazione italiana (o tedesca)
in ogni campo, essenzialmente in quello
della cultura, arte e pensiero, legittimava le aspirazioni a che questa presenza si
concentrasse anche nel campo politico; a
che cio la nazione, da fatto puramente
linguistico-culturale, si tramutasse in fatto
politico divenendo Stato(7). Si perviene,
cos, per evidenze, alla deduzione, da molti
storici condivisa, che la prima guerra mon-

Friedrich Overbeck,
Italia e Germania
(1811);
Monaco,
Neue Pinakothek.

diale altro non sia che lultima delle guerre


risorgimentali(8). Una convinzione, questa,
considerata corretta gi dai contemporanei
come dimostrano le direttive del Comitato
nazionale per la storia del Risorgimento che, senza mezzi termini, la definiva
quarta guerra dIndipendenza(9). Tuttavia, sarebbe questa una forzatura e una
visione parziale, come si pu ben intuire,
perch, in realt, essa rappresenta anche
il distacco dal periodo risorgimentale, come spiega bene Brunello Vigezzi, uno dei
grandi storici italiani, allievo di Chabod,
che modul e aggiorn la visione storiografica di Benedetto Croce: Lappello al
principio di nazionalit, lirredentismo, la
formula popolare della guerra per Trento
e Trieste; in senso pi ampio, la fiducia
nelle virt del patriottismo tradizionale;
oppure la convinzione, pi complessa e
meno sicura di s, di completare una missione storica, dadempiere lultimo atto
dellItalia liberale, imponendosi allItalia
rossa o nera: tutti questi motivi ristabiliscono, certo, un legame con il periodo
del Risorgimento. Tuttavia, lo si avverte
8

subito, simili motivi non bastano pi, di


per s, a dar ragione dei fatti.
Nel 1914-1915, se non altro, lItalia del
Risorgimento sottoposta alla sua prova
decisiva. E le conseguenze sono immediate. Leredit del Risorgimento opera
ancora; eppure, a un tempo, abbandonata o messa in discussione(10). Sono
allora questi, i mal di pancia della Storia che sfociano nella crisi della prima
guerra mondiale e che non poterono non
aver riflesso sulla produzione artistica di
quegli anni. Un esempio assai eloquente,
in questo senso, lAltare della patria di
Giuseppe Sacconi, la cui costruzione non
solo attraversa tutti gli anni del conflitto,
ma ben si pone come sintesi, per certi versi
irrisolta, delle contraddizioni che attraversarono quegli anni. Infatti, limpeto
dellidea di nazione spingeva verso le ultime conquiste territoriali che sfociarono in
quella che la storiografia ci ha consegnato
come la Grande guerra; ma al tempo stesso
si ponevano le premesse per gli scontri
ideologici degli ultimi decenni nella prima
met del Novecento e oltre. Sebbene per

Giuseppe Sacconi,
Altare della patria
(o Vittoriano)
(1885-1911),
veduta laterale;
Roma.

molto tempo, a dispetto del successo che


riscuote ancora fra i turisti, quello che dal
1921 sarebbe divenuto lAltare della patria
ebbe una pessima letteratura, a cominciare
da quanto scrisse su Lacerba Giovanni
Papini (uno dei fondatori della rivista)
che, nel 1913, lo paragon a un orinatoio
inutilmente pomposo, oppure dallepiteto
popolare che lo paragonava a una (oggi
antica) macchina da scrivere. Tuttavia, se
riflettiamo sul clima culturale nel quale il
monumento fu concepito e allanno in cui
fu iniziato, ossia il 1885 quando si procedette allo spostamento di diversi edifici
(il Viridarium del palazzo di Venezia e la
chiesa di Santa Rita furono letteralmente
smontati e ricostruiti identici nel luogo
attuale), per far spazio alla nuova opera e
lo si paragona con la produzione coeva, si
potr agevolmente constatare che le scelte
stilistiche di Sacconi erano perfettamente
in linea con quelle contemporanee. Anzi,
non sar difficile appurare che il complesso corrisponde pienamente alle diffuse

scelte internazionali, vicine al recupero


della classicit tanto in ambito britannico,
quanto tedesco e che, quindi, quella nuova
architettura, proprio grazie agli accorgimenti retorici che irritavano Papini, ben
rappresentava gli ideali romantici che si
celavano dietro lidea stessa di nazione,
come abbiamo potuto constatare. In particolare, giova il paragone con unopera che
Gustav Klimt, in quegli stessi anni, dipinse
per decorare il soffitto del Burgtheater di
Vienna. Lartista, infatti, aveva immaginato
unideale ricostruzione del Teatro di Taormina che, per luso di marmo e di bronzo,
pareva quasi una sorta di anticipazione
del Vittoriano di Sacconi(11). In realt, non
c alcun rapporto diretto, n luno doveva
essere a conoscenza dellaltro, ma laccostamento anche per questo risulta
particolarmente felice, in quanto lascia
emergere quel gusto europeo che era figlio
delle riflessioni sullidea di cultura grecoromana, come radice comune. Quando,
per, il monumento fu terminato, nel 1911,

Gustav Klimt,
Il teatro antico
di Taormina
(1886-1888);
Vienna,
Burgtheater.

lo strascico del romanticismo politico era


stato del tutto superato: le aspirazioni
dettate dalle radici storiche e culturali
avevano preso ben altra consapevolezza
politica e anche le esperienze artistiche
erano cambiate. In Germania cera gi
stato lespressionismo e, in Italia, allArt
Nouveau, al simbolismo e al divisionismo,
sera poi sostituita lesperienza futurista
che adesso forgiava il gusto dominante,
10

senza contare che la Francia si stava misurando con il cubismo. Come ovvio, il
Vittoriano non si era potuto adeguare e,
quando Vittorio Emanuele III lo inaugur
nel 1911, per il cinquantenario dellUnit
dItalia, il nuovo complesso architettonico
di Sacconi (che intanto era morto nel 1905)
dovette sembrare terribilmente lontano
dalla sensibilit che si andava formando,
tutta proiettata verso la modernit.

Lo scotto da pagare alla modernit fu


la tragedia della prima guerra mondiale.
Limpero austro-ungarico, come si gi
avuto modo di dire, sia per quel suo carattere transnazionale, sia per la storia che
laveva caratterizzato fino a quel momento
si presentava nel nuovo scacchiere europeo, ora caratterizzato dalla presenza di
una Germania e di unItalia unite, come un
evidente residuo del passato, ancora figlio
degli assetti politici successivi al Congresso di Vienna. Si potr obiettare che non
era lunico impero in Europa, a cominciare proprio da quello tedesco, oppure da
quello inglese; ma in realt questultimo
si estendeva nel mondo e non nel Vecchio
continente (India, Canada, Egitto, Australia, Guyana, tanto per ricordare i territori
principali fino al 1922), mentre laltro riuniva solo i tedeschi; n si potr dire che i
sassoni non fossero tali. Gli ungheresi, cos
come i boemi o i bosniaci, non volevano,
invece, stare con gli austriaci, come pure
gli italiani di Trento e Trieste che aspiravano a riunire il loro territorio a quello
della neonata nazione. Diversi furono gli
episodi orientati in questo senso: nel 1868
la Croazia ottenne lautonomia, mentre il

partito slavo sprigionava potenti, ulteriori


forze centrifughe e quello pangermanista creava tensioni allinterno dellimpero
per tentare un avvicinamento alla Germania. Questi aspetti non influirono, per,
sulle condizioni economiche che, anzi,
seguendo il processo di industrializzazione, trasformarono limpero in uno stato
moderno ed efficiente che conquist anche
il primato artistico e culturale con lavvio
nel 1897 della Secessione viennese che
aveva nelle figure di Gustav Klimt (pittura), in quella di Koloman Moser (grafica,
design) e Otto Wagner (architettura) i punti di riferimento pi importanti(12). Tutto
questo, per, non riusc a scongiurare le
diverse tensioni politiche che ebbero un
picco nella crisi dei Balcani del 1913 con
attriti con la Romania e la Bulgaria, anche
se non sfociarono in un intervento diretto
da parte imperiale. Si profilava, perci, il
canto del cigno della Felix Austria, quella
del Danubio blu di Strauss che stava pian
piano avviandosi al tramonto. Tuttavia, ci
che determiner lirrefrenabile precipitare
degli eventi, com noto, fu lassassinio
di Sarajevo, dovuto proprio alla crisi dei
Balcani. Ad armare la mano omicida di

Joseph Maria Olbrich,


Palazzo
della Secessione
viennese
(1897-1898);
Vienna.

Ritratto fotografico
di Gavrilo Princip.

12

Gavrilo Princip fu lorganizzazione rivoluzionaria nota come Giovane Bosnia che


aveva come scopo quello di traghettare il
destino politico di quella regione e della
Erzegovina verso lindipendenza dallimpero, per annettersi al regno di Serbia e dare
cos vita a un nuovo organismo politico da
condividere con gli altri paesi di lingua e
cultura slava che gli storici considerano
figlio dellidea di panslavismo(13).
Il 28 giugno 1914, approfittando delle
incertezze del corteo imperiale, favorito
dalla lentezza dellauto che stava invertendo il senso di marcia ed era impegnata
in una difficile manovra, lattentatore, da

distanza ravvicinata, esplose due colpi di


pistola che colpirono a morte sia Francesco Ferdinando, arciduca dAustria ed
erede al trono, quanto la consorte, Sua
altezza serenissima la principessa Sophie
von Hohenberg, sposata allo scadere del
secolo, il 1 luglio 1900. Nonostante la
tempestivit dei soccorsi, non ci fu nulla
da fare per i reali che quasi spirarono luno
nelle braccia dellaltro(14). Il fatto, com
noto, provoc la risposta dellimpero che
dichiar guerra alla Bosnia innestando una
reazione a catena di schieramenti e di prese di posizione in buona parte inevitabile.
Le responsabilit furono diverse e diffuse,
a iniziare proprio dallimpero, reo di non
aver saputo cogliere il mutar dei tempi e di
essersi incaponito nel voler mantenere in
vita un organismo politico sovranazionale
che era ormai anacronistico. Poi, su questa
sorta di peccato originale della Storia,
chiaro che gli altri lucrarono secondo i
propri interessi. La Serbia, infatti, mirava
a unespansione territoriale nei Balcani. La
Russia vedeva nella guerra un modo per
tentare di distrarre lopinione pubblica
interna da quei problemi che, poi, di l a
poco, sarebbero sfociati nella Rivoluzione
sovietica del 1917 e, nello stesso tempo,
si profilava loccasione di riprendere in
mano la questione balcanica nella quale
aspirava a divenire il punto di riferimento
del panslavismo. La Francia, che ancora
pativa la disfatta napoleonica di Sedan nel
1870, quando fu sconfitta dalla Prussia,
considerava la guerra un mezzo per uscire
dal suo isolamento politico e stringere di
nuovo alleanza con la Russia. La Gran
Bretagna, dal canto suo, pur mantenendo un atteggiamento neutrale, pensava a
una posizione defilata dietro le quinte che
le permettesse di ridimensionare il ruolo
della Germania evitando il rischio che limpero tedesco debordasse nello scacchiere
europeo. Infine, questultimo, che mantenne lalleanza con lAustria-Ungheria,
desiderava la guerra perch appariva lo
strumento pi adatto per perpetuare la
posizione isolata della Francia. Per lItalia
il processo fu graduale e la penisola, per
un anno, rimase al di fuori del conflitto,
vincolata comera dal trattato di Triplice
alleanza stipulato con i due imperi gi
nel 1882. Il che non imped, per, alle
correnti interventiste di rafforzarsi sul
territorio nazionale e di spingere per una
risoluzione bellica(15).

Ritratto di Francesco
Ferdinando,
arciduca dAustria
e di Sua altezza
serenissima
la principessa Sophie
von Hohenberg.

(1) F. Chabod, Lidea di nazione, Roma-Bari


1961.
(2) In particolare si veda il VI canto del Purgatorio e il XXX del Paradiso, dove il poeta si riferisce
ad Arrigo VII (vv. 136-138). Si veda pure il De
monarchia (I, 2-3) dove Dante Alighieri teorizza
lidea dellItalia come giardino dellimpero. Per
ulteriori riferimenti: C. Calabr, Storia e ragione
politica. Tra antico e moderno, Torino 2012,
pp. 225-229.
(3) F. Chabod, op. cit., pp. 61-63. Sullinterventismo: L. Valiani, Le origini della guerra del
1914 e dellintervento italiano nelle ricerche e
nelle pubblicazioni dellultimo ventennio, in Atti
del II convegno degli storici italiani e sovietici
(Roma, maggio 1966), Roma 1968, pp. 213-245.
Si veda pure il diverso punto di vista di R. De
Felice, Mussolini il rivoluzionario. 1886-1920,
Torino 1965, pp. 221-287.
(4) F. Chabod, op. cit., p. 63.
(5) Sullunificazione tedesca: M. Strmer, Das
ruhelose Reich. Deutschland 1866-1918, Berlino

1983; trad. it. Limpero inquieto: la Germania


dal 1866 al 1918, Bologna 1993.
(6) Per lopera di Overbeck e quella di Rehbenitz:
M. Bussagli, Dresda. I dipinti della Gemldegalerie, Udine 2014, pp. 408-409. Sulla vicenda
dei Nazareni, si veda: G. Piantoni, S. Susinno, I
Nazareni a Roma, catalogo della mostra (Roma,
Galleria nazionale darte moderna, 22 gennaio-22
marzo 1981), Roma 1981. Sui tedeschi a Roma:
Ch. H. Heilmann, I Deutsch-Rmer: il mito
dellItalia negli artisti tedeschi, 1850-1900, catalogo della mostra (Roma, Galleria nazionale darte
moderna, 23 aprile-29 maggio 1988), Roma 1988.
(7) F. Chabod, op. cit., p. 65.
(8) Su questa lettura della funzione della prima
guerra mondiale: V. Caprariis, Partiti ed opinione pubblica durante la grande guerra, in Atti
del XLI Congresso di Storia del Risorgimento
(Trento, 9-13 ottobre 1963), Roma 1965, p. 149;
L. Salvatorelli, Neutralismo e interventismo,
ivi, pp. 5-50.
(9) Relazione presentata dal presidente On.

Paolo Boselli sullopera svolta dal Comitato [Ministero dellistruzione - Comitato nazionale per la
storia del Risorgimento] allinizio dei suoi lavori
(4 aprile 1909) al 15 giugno 1916, Roma 1916,
p. 80. Per un accesso ai temi della Grande guerra,
si veda pure: Locchio del nemico. Fotografie
austro ungariche della grande guerra, a cura
di M. Pizzo, Roma 2011; il sito www.14-18.it.
(10) B. Vigezzi, LItalia liberale e la guerra (19141915), in AA. VV., Nuove questioni di storia
contemporanea, Milano 1968, p. 689.
(11) Sul Vittoriano: M. Bussagli, Capire larchitettura, Firenze 2003, pp. 326-327.
(12) In proposito: E. Di Stefano, Secessione viennese. Da Klimt a Wagner, fascicolo monografico
allegato ad Art e Dossier, n. 144, aprile 1999.
(13) Sulla crisi dei Balcani: E. Ivetic, Le guerre
balcaniche, Bologna 2006.
(14) G. Forti, A Sarajevo, il 28 giugno, Milano
1984.
(15) Sulle dinamiche storiche del conflitto: M.
Isnenghi, La Grande Guerra, Firenze 2005.

13

14

La guerra
igiene deL mondo

Le spinte interventiste
erano il risultato di
quella riflessione
sullidea di nazione
che nasceva dal secolo
precedente.
Infatti, il 26 aprile del
1915, lItalia che fino
ad allora era rimasta
neutrale
Copertina di LAsino,
31 gennaio 1915.

sebbene laccordo della Triplice alleanza


prevedesse un patto di reciprocit in virt
del quale sarebbe dovuta intervenire a
fianco della Germania e dellimpero austroungarico ottenne, con il patto segreto di
Londra, limpegno da parte della Triplice
intesa (Francia, Gran Bretagna e Russia)
alla concessione, in caso di vittoria, di quei
territori che il regno dItalia rivendicava.
Fu questo il motivo per il quale, poco meno
di un mese pi tardi, il 23 maggio 1915,
lambasciatore italiano a Vienna, il duca
DAvarna, consegn al ministro degli Esteri
dellimpero austro-ungarico la dichiarazione di guerra nella quale, per altro, simputava allAustria il mancato rispetto della
Triplice alleanza(16). Per capire quanto fosse
sentita lidea che la guerra avrebbe portato
a risolvere lannoso problema di Trento e
Trieste baster riflettere al fatto che perfino
un giornale come LAsino, dindubitabile
fede socialista, non pot resistere alla ten-

Le Figaro, 20 febbraio
1909, con il Manifesto
del futurismo.
I segni di matita blu,
che evidenziano
il testo, sono di Filippo
Tommaso Marinetti.

15

Giulio Aristide Sartorio,


La quadriga dellItalia
(1908-1912),
particolare;
Roma,
palazzo Montecitorio.
il particolare
del tratto centrale
dellenorme fregio
dipinto che gira lungo
le pareti dellaula
parlamentare
di Montecitorio.
La scena si trova
infatti al di sopra
dello scranno su cui
siede il Presidente
della Camera.
Lintero ciclo sispira
alla straordinaria storia
dItalia restituita
in forma allegorica.
LItalia in persona
si erge a al centro
di una quadriga i cui
cavalli sono governati
dai Dioscuri,
simbolo del Nord
e del Sud del paese.
16

tazione di trasformarsi in interventista.


Fondato nel 1892 da Guido Podrecca, allora ventisettenne, e da Gabriele Galantara,
che di anni ne aveva venticinque, questo
settimanale ebbe una vita lunga (fino al
1925), ma tormentata: aderente alle stagioni e alle passioni della politica italiana(17). Lanima socialista dipendeva dalle
convinzioni dei loro ideatori, ma soprattutto da Podrecca che era molto vicino a
Filippo Turati e ad Andrea Costa, fondatori
del Partito socialista italiano, in quello
stesso anno in cui apr i battenti la redazione del giornale satirico. Fortemente
anticlericale, LAsino, da interventista,
si scopr fascista a sostegno della marcia
del 1921, salvo poi trovarsi su nuove posizioni anti-mussoliniane che ne determinarono la chiusura(18). Insomma, il giornale
rifletteva davvero il sentire della gente, ma
non perch seguisse sondaggi o diagrammi
demoscopici, che allora non esistevano;
al contrario solo e soltanto perch tanto
Galantara (che si firmava Rantalaga)
quanto Podrecca (il cui pseudonimo era
Goliardo) finivano per pensare quel che
tutti avevano in testa, ma non sapevano o
non osavano dire. Non per nulla, il sottotitolo della testata spiegava chi fosse lasino: il popolo: utile, paziente e basto-

nato. Per questo una breve analisi delle


vignette e dei testi di quegli anni si pu
considerare quanto di pi fedele al sentire
popolare dellepoca. Naturalmente, la conquista del credo interventista fu graduale.
Un editoriale, pubblicato il 25 gennaio
1914, a firma LAsino (ovvero della redazione), intitolato Il nuovo dio, subito
spiegava chi o cosa si dovesse intendere
con questo idolo: la nazione! E par che
luomo debba sempre averne uno questa
volta di sesso femminile al quale sacrificare se stesso [] Viva dunque la guerra!
grideremo con Francesco Coppola, il
quale ha bandito dalla Tribuna e dal sinedrio nazionalista il nuovo dovere: dare
attivit, beni, vita alla dea Nazione(19).
Non allora difficile cogliere, gi da queste
frasi, lamara ironia del testo, visto il riferimento a Coppola, il giornalista che fu
fra i fondatori dellAssociazione nazionalista italiana e fra gli artefici dellincrocio
del fascismo col nazionalismo. La conclusione del testo, infatti, che dopo aver
trovato nella Storia, ogni volta, un dio
diverso a cui sacrificarsi sarebbe ora che
lindividuo cominciasse ad esprimere la
ferma volont, non di morire, ma di vivere,
e vivere quanto pi lietamente possibile(20).
Quando per, a guerra iniziata, si comin-

Camillo Innocenti,
La sultana (1913);
Roma,
Galleria darte moderna
di Roma capitale.

ciarono a contare i morti e patrioti della


grandezza morale di Cesare Battisti, deputato al parlamento di Vienna, irredentista, sacrific la sua vita per lItalia, il 12
luglio 1916, quando fu impiccato, LAsino
lev alto il proprio grido di dolore: Cesare
Battisti stato impiccato a Trento. Prigioniero di guerra, lAustria non lha rispettato
trascinandolo al capestro come un volgare
malfattore!. Allo stesso modo, non pot
trattenere la propria gioia, quando Gorizia
fu liberata dagli austriaci il 9 agosto di
quello stesso anno: Socialisti Italiani,

esultate anche voi per la vittoria che restituisce Gorizia alla madre Patria e prepara
altre vittorie ed altre restituzioni(21). Gli
argini erano ormai rotti e anche i socialisti
partecipavano alla frenesia patriottica, ma
la retorica non era quella futurista della
guerra igiene del mondo, al contrario,
il linguaggio era quello della graffiante
ironia della grafica di Galantara. Lo dimostrano, per esempio, le grandi tavole a
colori che fungevano da elzeviro visivo,
come la caricatura dellimperatore tedesco
Guglielmo, da Rantalaga raffigurato in

quattro atti che ne rappresentavano la


progressiva decadenza gi nel 1914; mentre lanno successivo un mastodontico
cancelliere, con il suo peso gravato dalle
spese belliche finiva per spezzare la kultur tedesca rovinando sul proprio paese
e, nel 1916, una vignetta con la scritta finis mostrava un soldato austriaco ormai
scheletro, trafitto da una baionetta: chiaro
auspicio su quale dovesse essere lesito
della guerra(22). In realt, per, proprio linterventismo si era alimentato di quella
retorica futurista che, a volte, tale non era
se si pensa, per esempio, a Boccioni che
si arruol per seguire i propri ideali e che
a essi fin per sacrificare la vita, giacch
mor nel corso di unesercitazione militare
il 17 agosto 1916, cadendo dal cavallo,
imbizzarrito alla vista di un convoglio militare(23). Non si pu negare infatti che
i cantori di quel momento storico fossero
proprio i futuristi i quali, meglio degli altri,
interpretavano quella temperie storica allora divisa fra la modernit nascente e
quella classicit che si tingeva di decaden18

tismo, come ben rappresentano le opere


di Giulio Aristide Sartorio o quelle di Adolfo De Carolis. Il panorama artistico, infatti,
era articolato e a esso concorrevano il
sentimento bucolico, interpretato alla luce
dellormai acquisita esperienza impressionista (come emerge dai paesaggi di Prencipe, soffusi di una luce brumosa), oppure
le grafiche sinuose di Giuseppe Cellini o
di Alberto Martini, ancora legate al linguaggio art nouveau. Emblema di questo
momento storico stato, com noto, Gabriele DAnnunzio, personaggio trasversale:
esteta ed edonista da una parte, attratto
dalle atmosfere lascive come quelle evocate
da La sultana dipinta nel 1913 da Camillo
Innocenti fu, dallaltra, capace dimprese
come quella della Beffa di Buccari del 10
febbraio 1918, quando con Rizzo e con
Ciano, lasci messaggi beffardi nella baia
nemica di Buccari, sulle coste istriane ancora sotto gli artigli dellaquila austriaca(24).
Limpiego di un natante moderno come il
MAS (Motoscafo armato silurante) da parte di DAnnunzio mostra bene come la sua

Motoscafo armato
silurante o motoscafo
anti sommergibile
noto come MAS,
prodotto
nei cantieri Orlando
di Livorno nel 1917;
Venezia,
Museo storico navale.

personalit fosse sensibile alla terribile


bellezza delle armi pi moderne da utilizzare sullonda di un eroismo romantico
adesso trasformato nel dirompente ideale
futurista che vedeva nella guerra ligiene
del mondo. Infatti, sebbene gli studi recenti abbiano evidenziato come nel futu-

rismo ci fosse anche una componente


esoterica e quanto un personaggio come
Giacomo Balla, soprattutto dalla fine del
1920, fosse legato al generale Carlo Ballatore, fondatore della Societ teosofica italiana, non si pu negare che buona parte
delle idee che alimentarono le scelte in-

Giacomo Balla,
Lampada
ad arco
(1909);
New York,
MoMa - Museum
of Modern Art.
La novit
di questopera,
concepita
nello stesso anno in cui
Marinetti pubblic
il celebre Manifesto
del futurismo
su Le Figaro,
decretando
la nascita
del movimento,
non sta nella tecnica,
ma nel soggetto.
Nel 1909 infatti,
il pittore torinese
ha ancora un forte
debito nei confronti
dello stile divisionista.
La scelta, per,
di rappresentare
una lampada elettrica
voleva dire elevare
a soggetto artistico
un oggetto tipico
della modernit
e dedicare le proprie
attenzioni, non pi
alla luce naturale
del sole,
ma a quella artificiale.
Due componenti
che saranno tipiche
del futurismo, teso
verso il nuovo
e verso la tecnologia
nascente,
dalle automobili
agli aerei.

19

Carlo Carr,
I funerali
dellanarchico
Galli
(1911);
New York,
MoMa
- Museum
of Modern Art.

Umberto
Boccioni,
Stati danimo.
Gli addii
(1911);
New York,
MoMa
- Museum
of Modern Art.

20

terventiste degli anni della guerra derivarono dal pensiero e dagli slogan futuristi
apparsi per la prima volta alla ribalta della
Storia il 20 febbraio 1909 su Le Figaro.
Di questi, il pi noto, scritto al punto 9, :
Noi vogliamo glorificare la guerra sola
igiene del mondo il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari,
le belle idee per cui si muore, ma poi conclude, senza ragione, con questa grave affermazione: E il disprezzo della donna(25).
Tuttavia, a parte questultima frase infelice,
le altre appartengono di diritto allimmaginario della societ civile italiana negli
anni a ridosso dello scoppio della guerra,
come del resto s potuto percepire dal ri-

cordato editoriale apparso su LAsino che


ne fece volutamente un uso ironico. Lidea
dellazione insita nel futurismo e la ritroviamo bene espressa non solo negli studi
sul movimento sperimentati da Boccioni
e Balla, ma anche in opere dal chiaro tema
politico, come I funerali dellanarchico Galli
dipinto nel 1911 da Carlo Carr che, dal
canto suo, evolve in termini pi geometrici
i presupposti divisionisti presenti in celeberrime opere di Boccioni, realizzate fra
il 1910 e il 1911, come La citt che sale
oppure Rissa in galleria(26). La sperimentazione di Boccioni sfoci nella celebre serie
degli Stati danimo che non affrontano direttamente il tema della guerra.

Umberto Boccioni,
Rissa in galleria
(1910);
Milano,
Pinacoteca di Brera.

21

A destra:
Gino Severini,
Synthse plastique
de lide Guerre
(1915);
Monaco,
Bayerische
Staatsgemldesammlung.
Nella pagina a fianco:
Gino Severini,
Treno blindato
in azione
(1915),
New York,
MoMA - Museum
of Modern Art.

Tuttavia, un capolavoro come Gli addii


della seconda serie, pur non citando esplicitamente il tema, per lambientazione
scelta, ossia la stazione e il convoglio che
parte, evocato dalla caldaia della locomotiva stilizzata e dal numero che rimanda
alla matricola dei treni, fa sospettare che
le due figure abbracciate in primo piano,
con quel grigio-verde dominante, alludano
al saluto frettoloso a un soldato che parte.
Per quanto semplificato, il personaggio a
destra in basso, con tanto di cappello e di
gambali, sembra proprio un militare. Del
resto, il fatto non deve stupire perch, in
unEuropa come quella del 1911, lanno
dinizio della guerra coloniale dellItalia
22

contro la Libia, la scena dei soldati che, in


stazione, salutano o abbracciano fidanzate
e familiari, doveva sembrare limmagine
delladdio per antonomasia(27). Quando
deflagr il conflitto in tutta Europa e coinvolse lItalia, per, il tema bellico irruppe
allinterno della pittura futurista. Infatti, da
ideale programmatico, la guerra divenne
azione concreta ed per questo che Gino
Severini, nel 1915, dipinse la sua Synthse
plastique de lide Guerre. Lopera prende le mosse dallingresso in guerra della
Francia e sintetizza in ununica visione
plastica la presenza dellaeronautica (ala
di un aeroplano), della marina (lancora di
una nave) e della fanteria (la ruota di un

23

Gino Severini,
Treno dei feriti
(1915);
Amsterdam,
Stedelijk Museum.

treno e quella di un cannone), mentre agli


angoli si possono leggere una frase come
ordre de mobilisation gnrale e 1914,
la data dellanno fatidico(28). Ben diversa
era la soluzione che aveva proposto Boccioni con la sua Carica dei lanceri che, sia
pure con uno stile chiaramente futurista,
lascia in fondo scorgere quelleroismo di
stampo romantico gi caro a DAnnunzio.
Un soggetto che aveva ripreso pure Gino
Severini nel 1915, accentuandone la dimensione militare ben evidente nelluso
24

del grigio-verde(29). Del resto, lartista cortonese, quellanno, si dedic pi volte al


soggetto bellico, con altre opere che, tuttavia, non prendevano in considerazione solo
laspetto eroico, come con Treno blindato in
azione, ma anche quello pi umanitario e,
per certi versi, intimista di unopera come
Il treno dei feriti, sebbene trasfigurato dalla
stilizzazione futurista, per nulla dissimile da quella utilizzata nella Synthse de
lide: Guerre(30). Il quadro per ricostruire
lambiente culturale che produsse gli esiti

artistici nel periodo della prima guerra


mondiale, per, non sarebbe completo
se non si ricordasse che il passaggio fra
interventismo e futurismo si deve al ruolo
svolto da una rivista come Lacerba. Nata
il 1 gennaio 1913 per una divergenza fra
Prezzolini, direttore di La Voce e suo
fondatore, con Papini, aveva in Ardengo
Soffici laltro pilastro del nuovo periodico,
allineato su posizioni interventiste. Cos
Lacerba, il cui titolo rimanda a unopera
di Cecco dAscoli della quale compariva
nel sottotitolo il verso Qui non si canta
al modo delle rane, invitava il lettore ad
agire e a non parlare a vanvera. Aderendo
al futurismo, come era inevitabile per la
presenza di Soffici, il settimanale divenne, di fatto, lo strumento che travas le
idee del movimento artistico in quelle pi
strettamente politiche dellinterventismo(31).
Del resto un primo importante risultato si
ebbe quando, sul numero del 15 settembre
1913, fu pubblicato il Programma politico
futurista che recava la firma di Filippo
Tommaso Marinetti e che, nel 1918, sfoci
in un organismo politico vero e proprio
divenendo il Partito politico futurista,
nel cui programma, al secondo punto, si
poteva leggere: LItalia, unico sovrano.

(16) Questo il testo della dichiarazione


di guerra del 23 maggio 1915: Secondo le
istruzioni ricevute da S.M. il re suo augusto sovrano, il sottoscritto [duca DAvarna,
ambasciatore italiano a Vienna] ha lonore
di partecipare a S.E. il Ministro degli Esteri
dAustria-Ungheria la seguente dichiarazione:
Gi il 4 del mese di maggio vennero comunicati al Governo Imperiale e Reale i motivi per
i quali lItalia, fiduciosa del suo buon diritto
ha considerato decaduto il trattato dAlleanza con lAustria-Ungheria, che fu violato dal
Governo Imperiale e Reale, lo ha dichiarato
per lavvenire nullo e senza effetto ed ha ripreso la sua libert dazione. Il Governo del
Re, fermamente deciso di assicurare con tutti
i mezzi a sua disposizione la difesa dei diritti e degli interessi italiani, non trascurer
il suo dovere di prendere contro qualunque
minaccia presente e futura quelle misure che
vengano imposte dagli avvenimenti per realizzare le aspirazioni nazionali. S.M. il Re
dichiara che lItalia si considera in istato di
guerra con lAustria-Ungheria da domani. Il
sottoscritto ha lonore di comunicare nello
stesso tempo a S.E. il Ministro degli Esteri
Austro-Ungarico che i passaporti vengano
oggi consegnati allAmbasciatore Imperiale e
Reale a Roma. Sar grato se vorr provvedere
a fargli consegnare i suoi. Il testo riportato,
anche, in un libro scritto da un testimone

Nazionalismo rivoluzionario per la libert,


il benessere, il miglioramento fisico e intellettuale, la forza, il progresso, la grandezza
e lorgoglio di tutto il popolo italiano(32). Il
che, naturalmente, era sostenuto dai fatti
perch a quella data, il febbraio del 1918,
lItalia avrebbe vinto dopo qualche mese
la prima guerra mondiale.

deccezione, il presidente del Consiglio dei


ministri dal 21 marzo 1914 al 18 maggio 1916:
A. Salandra, Lintervento, [1915]: ricordi e
pensieri, Milano 1930.
(17) G. Candeloro, I temi, le battaglie e gli
smarrimenti di una rivista popolare, in LAsino il popolo: utile, paziente e bastonato
di Podrecca e Galantara (1892/1925), a cura
di G. Candeloro, E. Vallini, Milano 1970, pp.
VII-XXIII.
(18) Ibidem.
(19) Ivi, p. 290.
(20) Ibidem.
(21) LAsino il popolo, cit., p. 345. Larticolo sulla morte di Cesare Battisti usc il 23
luglio 1916; mentre quello su Gorizia liberata
il 20 agosto di quellanno.
(22) Ivi, p. 344. Per le altre illustrazioni citate,
si veda alle pp. 317 e 337.
(23) Si veda: G. Di Milia, Boccioni, fascicolo
monografico allegato ad Art e Dossier, n.
133, aprile 1998.
(24) Su DAnnunzio e lambiente romano: C.
Virno, Il giovane DAnnunzio e larte. I primi
anni romani, in Legami e corrispondenze.
Immagini e parole attraverso il 900 romano,
catalogo della mostra (Roma, Galleria darte
moderna di Roma capitale, 28 febbraio-29
settembre 2013), a cura di F. Pirani, G. Raimondi, Roma 2013, pp. 21-81. Sulla Beffa di
Buccari: F. Favre, La Marina nella Grande

Copertina
del primo numero
di Lacerba,
1 gennaio 1913.

Guerra, Udine 2008, pp. 271-272.


(25) Su Balla esoterico: F. Benzi, Balla. Genio
futurista, Milano 2008, pp. 121- 124, 132,
143. Per il testo del Manifesto futurista, si
veda: Futurismo & Futurismi, catalogo della mostra (Venezia, palazzo Grassi, maggiosettembre 1986), a cura di P. Hulten, Milano
1986, p. 512. Va notato che unanteprima del
Manifesto apparve sul Giornale dellEmilia
di Bologna, in data 5 febbraio 1909.
(26) Su Boccioni: M. Calvesi, s.v. Boccioni,
Umberto, in Futurismo & Futurismi, cit.,
pp. 428-430.
(27) Sulla serie Gli addii di Boccioni: E. Coen,
Futurismo, fascicolo monografico allegato ad
Art e Dossier, n. 2, maggio 1986, pp. 35-38.
(28) Sulle ricordate opere di Gino Severini:
F. Benzi, Il Futurismo, Milano 2008, pp.
207-215.
(29) Sui Lanceri di Boccioni e di Severini,
interessante: U. M. Milizia, Due cariche di
cavalleria. Larte futurista e la guerra, in Ars
militaris. Societ di cultura e storia militare,
www.arsmilitaris.org.
(30) Su Severini: F. Benzi, Il Futurismo, cit.,
pp. 109-122.
(31) Sulla funzione della rivista Lacerba:
ivi, pp. 146-159.
(32) Il testo del programma del Partito politico
futurista pubblicato in G. D. Bonino, Manifesti futuristi, Milano 2009, p. 68.

25

26

Artisti
Al fronte

Il primo conflitto
mondiale fu la prima
guerra moderna,
non solo perch
vennero utilizzate
armi assolutamente
inedite come gli aerei
dellaviazione
Copertina
di La tradotta.
Giornale settimanale
della III Armata,
21 marzo 1918.

e i MAS (di cui si gi parlato) o i sottomarini della marina, oppure nuovi ordigni come le bombe a mano e le mine; ma
perch fu per la prima volta documentata
con le fotografie e i filmati. Tutte le nazioni coinvolte, cos, si dotarono di raccolte
documentarie e lItalia non fece eccezione,
catalogando fin dal 1915 questo materiale,
in modo sistematico, presso le varie sedi
(per esempio: Torino, Milano, Genova,
Brescia, Firenze, Roma, Napoli) dellIstituto del Risorgimento, grazie alla cura di
Paolo Boselli, grande studioso di storia,
politico, pi volte ministro, fondatore del
Museo centrale del Risorgimento al Vittoriano. Le fotografie ritraevano i soldati
in trincea nei momenti di pausa, oppure
gli effetti dei bombardamenti o, ancora, le
cerimonie ufficiali(33). Oltre che da questo
nuovo mezzo di ripresa, per, la storia
del conflitto fu seguita da specifici mezzi
dinformazione diversi da quelli legati alla
cronaca giornalistica. Una delle riviste
pi importanti, in questo senso, fu La
tradotta. Giornale settimanale della III Armata che utilizzava il mezzo del fumetto,

Italico Brass,
Scena di guerra navale
(1915-1918);
Roma,
Museo centrale
del Risorgimento.

27

Due pagine
di Cartoons
Magazine,
gennaio 1916.

28

o meglio, delle vignette con il commento


o il dialogo per fare satira sulle vicende
della guerra, coinvolgendo i migliori illustratori italiani, da Umberto Brunelleschi
a Umberto Gigante, da Giuseppe Mazzoni
ad Antioni Rubino che deve essere considerato lanima del giornale. Si trattava,
infatti, di quegli stessi disegnatori che nel
1909 avevano dato vita al Corriere dei
Piccoli e che adesso mettevano la loro
arte a disposizione dellideale patriottico
per sostenere il morale dei militi e fare
una bonaria satira politica che cementasse
lo spirito di corpo(34). Lironia, del resto,
ebbe un ruolo importante nella diffusione
del messaggio politico legato alla propaganda delle idee che sottesero le ragioni
della prima guerra mondiale. Una figura
di spicco, in questambito, fu senzaltro
il veneziano Amos Scorzon, formatosi a
Roma dove prese parte a tutte le principali
mostre darte in qualit di decoratore e
illustratore, che realizz cartelloni e ca-

ricature di grande successo. Disegnatore


dal tratto potente e inconfondibile, era
capace di lasciar trasparire addirittura un
pensiero pacifista nelle grandi tempere
destinate a divenire manifesti, come nel

caso di Lobiettivo militare del nemico che


mostra il bombardamento di una chiesa
(le cui forme ricordano quelle del Santo
di Padova), a dimostrazione dellassurdit
della guerra(35).

Amos Scorzon,
Lobiettivo militare
del nemico
(1918);
Roma,
Museo centrale
del Risorgimento.

29

30

Lodovico Pogliaghi,
Postazioni degli alpini
sulle Alpi durante
la prima guerra
mondiale
(1915-1916);
Roma,
Museo centrale
del Risorgimento.

Accanto allillustrazione, alla cartellonistica, oppure alla stampa periodica di


propaganda, ci fu una larga produzione
artistica tesa a documentare ufficialmente le vicende belliche e la condizione di
vita dei soldati. Fra gli artisti pi efficaci
nella rappresentazione quasi fotografica
degli avvenimenti di allora c il milanese
Lodovico Pogliaghi che si form ai cavalletti dellAccademia di Brera dove fu pure
allievo di Camillo Boito. Artista a tutto
tondo (architetto, scultore, orafo, pittore
e decoratore), fu fra i protagonisti del
progetto della decorazione del Vittoriano; ma a poco meno di sessantanni era
nato nel 1857 non esit a partire per il
fronte, arruolandosi come soldato-pittore
che, con rara perizia, seppe documentare
le vicende sul fronte orientale del teatro
bellico italiano, come dimostra la bella
tela intitolata Postazioni degli alpini sulle
Alpi durante la prima guerra mondiale,
realizzata fra il 1915 e il 1916 con unattenzione maniacale, quasi miniaturistica, ma non per questo meno grandiosa e
monumentale(36). La schiera degli artisti
che si sono dedicati ai soggetti bellici
piuttosto nutrita dal momento che, per
certi versi, ognuno di loro si disegnato
la propria guerra, non di rado a seguito
della scelta di arruolarsi volontario.

il caso, per esempio, di Aldo Carpi che


abbracci le armi allo scoppio del conflitto, sullonda entusiastica dei suoi ventinove anni. Titolare di uno stile svelto e
fresco, gi apprezzato dai critici (espose
in tutte le Biennali di Venezia dal 1912),
realizz tre serie dincisioni dedicate alle vicende della marina militare che gli
fruttarono la medaglia doro del Ministero della pubblica istruzione di allora.
In servizio sullincrociatore San Marco,
partecip alle azioni per Fiume, Pola e
Durazzo, dalle quali ricav altrettanti
bozzetti(37). Del resto, luso della tecnica
dellincisione e della litografia, in particolare, era assai diffuso fra i pittorisoldato i quali potevano facilmente riprodurre le loro creazioni e diffonderle fra
la vasta schiera di appassionati e di patrioti. il caso della cartella di Anselmo
Bucci dallemblematico titolo, Finis Austriae, pubblicata alla fine del conflitto,
quasi come una sorta di de profundis
dellimpero austro-ungarico, ma che era
anche il punto di arrivo di una carriera
pittorica brillante e felice, iniziata ben
prima della guerra. Formatosi presso
lAccademia di Brera fra il 1904 e il 1905,
soggiorn a lungo a Parigi, dove ebbe
frequentazioni importanti, da Severini
ad Apollinaire, da Modigliani a Picasso,

Anselmo Bucci,
copertina
di Finis Austriae,
(1918).
Nato a Fossombrone,
sulle dolci colline
marchigiane, Bucci
ha trentun anni
quando realizza
questa serie di dodici
litografie che narrano
con immagini forti
lo scontro
fra un mondo destinato
al passato (lAustria)
e quello proiettato
verso il futuro
rappresentato
dallItalia.

31

anche se il suo stile non risent di questi


stimoli che non lo spinsero neppure ad
aderire al futurismo. Tuttavia, con spirito
futurista, allo scoppio del conflitto, si
arruol nel corpo dei Volontari ciclisti
lombardi e produsse una serie di piccoli
dipinti a olio su cartone che coglievano i
momenti di vita quotidiana dei soldati al
fronte o dei marinai sulle navi(38). Ai soldati impegnati in azioni militari, invece,
sispira lopera di Italico Brass, nato in
una Gorizia austriaca e formatosi presso
lAccademia di belle arti di Monaco di
Baviera, dove fu allievo del paesaggista
Karl Raupp, ma poi si perfezion a Parigi, dal 1890, presso latelier di uno degli
ultimi pittori accademici dellOttocento
francese: Jean-Paul Laurens. La carriera
di Brass fu subito segnata dal successo
che lo port a esporre alla I Biennale di
Venezia nel 1895, mentre ledizione del
1910 gli riserv unintera sezione nella
quale pot esporre ben quarantatre opere. I suoi fogli eseguiti con tecnica mista
(matita, carboncino e biacca) ritraggono
con grande efficacia soldati impegnati
nelluso delle armi, accentuando latmosfera cupa del conflitto (39). Tuttavia fra
queste testimonianze spiccano figure
significative di pittori che appartengono
di diritto alla storia della pittura italiana,
come Tommaso Cascella, fratello del pi

In alto:
Anselmo Bucci,
Militari
su una banchina
e nave,
litografia
da Finis Austriae
(1918).
A sinistra:
Anselmo Bucci,
La rada di Pola,
litografia
da Finis Austriae
(1918).
32

noto Michele, che, in veste di pittoresoldato, document con quadretti a olio


tanto piccoli quanto poetici, nonostante
i soggetti obbligati di natura militare, i
trasbordi delle truppe e le azioni belliche
della campagna dAlbania(40). Non possibile prodursi in unindagine accurata
di tutta la creazione artistica che scatur
dalla tragedia della guerra, ma almeno
alcuni nomi non possono essere taciuti
perch, al di l dei cantori della cronaca
bellica che abbiamo appena ricordato, oltre a Cascella, pittori come Fortunato Depero, Achille Funi, Carlo Carr, Giacomo
Balla, Massimo Campigli, Lorenzo Viani,
Gaetano Previati e Gherardo Dottori non
seppero sottrarsi al fascino tremendo
del conflitto mondiale. Tuttavia, il pi
importante dei pittori-soldato, fu Mario
Sironi. In occasione delle ricorrenze del
centenario della Grande guerra, si dato seguito a una profonda ricognizione
sul percorso creativo di questo pittore
che spazi dalla documentazione vera
e propria, ritraendo commilitoni e ufficiali come Il tenente Gori o Il capitano
Fantoni, disegnati a matita e colorati ad

acquerello su carta, fino alla cartellonistica, alla grafica e allillustrazione editoriale, visto che collaborava attivamente
a Il Montello. Quindicinale dei soldati
del medio Piave(41). Non di rado, infatti,
Sironi ricorreva a unironia corrosiva,
anche se amara. il caso del disegno a
china per il periodico Gli Avvenimenti
che mostra un alto ufficiale austriaco,
chiuso nel suo pastrano, con lo spadone
ancora insanguinato in mano, dopo aver
tagliato il braccio di un civile caduto a
terra. In alto, a matita, lartista ha scritto
il titolo del disegno che anche il commento alla situazione dell11 aprile 1915:
I nuovi volumi della Kultur tedesca(42).

Tommaso Cascella,
La baia al porto
di Valona
(1916);
Roma,
Museo centrale
del Risorgimento.

33

Qui a fianco,
da sinistra:
Mario Sironi,
Il tenente Gori
(1918).
Mario Sironi,
La scimmietta
di Montello
(1918),
tavola
del periodico
Il Montello, n. 3,
15 ottobre 1918.
Montello
una lunga collina
che si estende
a sud del letto
del Piave, dopo
la grande ansa
che dal Bellunese
porta il fiume
verso lultimo
tratto che sfocia
nellAdriatico.
Oggi i suoi boschi
sono dominati
dal sacrario che
ricorda quei giorni
di fuoco, ma
allora fu teatro
di unestenuante
guerra
di posizione.
La scimmietta
di Montello
la caricatura
amara
della casualit
della morte,
quando i cecchini
sparavano
da una trincea
allaltra.
Come una scimmia
senza criterio che,
per, ha in mano
il destino
di tutti: tiene
infatti il fucile,
preme il grilletto
alla cieca
e continua
a divertirsi
nel suo orribile
gioco.
34

Allo stesso modo, Sironi non disdegna la


caricatura, realizzata con un tratto graffiante e incisivo, talora messo a disposizione dellinvenzione di personaggi nuovi
che presto diventeranno famosi, come La
scimmietta di Montello, satirica rappresentazione del soldato austriaco, avvicinato a
una scimmia furba e dispettosa, ma ciecamente rispettosa degli ordini, incubo delle
truppe italiane che dovevano misurarsi pure
con limplacabile precisione dei cecchini. Il cecchino, ossia soldato di Cecco
Beppe, aveva una mira spietata che ha
lasciato tracce perfino in alcune credenze
e comportamenti odierni. Sapete perch
non bisogna mai accendere tre sigarette
sempre con la stessa fiamma? Oggi si dice
che porta sfortuna; ma il motivo che, in
trincea, il soldato pi basso in grado doveva accendere prima le sigarette dei suoi
superiori che aveva dinanzi, per cavalleria.
Solo che il cecchino in agguato, soprattutto
di notte, alla prima fiamma imbracciava il
fucile, alla seconda prendeva la mira e alla
terza sparava. Allora, accanto alla Scimmietta di Montello, cera scritto: Cecchino
[] partecipa della scimmia e delluomo,
ma mentre non scimmia non neppure
uomo(43). Tutto questo, per, non sarebbe
stato possibile se non per esperienza diretta. Infatti, come per la maggior parte dei

colleghi artisti, anche Sironi la guerra non


laveva sentita raccontare dagli altri, ma
laveva vissuta in prima persona. Non si era
fatto pregare il pittore sardo quando, con
tutti gli altri futuristi che si trovavano a Milano, quello stesso 23 maggio 1915, giorno
della reciproca dichiarazione di guerra fra
Austria e Italia, sarruol nel Battaglione
volontario ciclisti. La vita militare non gli
imped di proseguire la sua attivit dillustratore e dimpegnarsi in iniziative di
sostegno alla causa italiana collaborando, a
Gallarate, alla Grande serata patriottica(44).
Le scelte stilistiche abbandonarono il rigore
futurista, cui aveva aderito in precedenza,
e cominci ad affiorare quella graffiante
ironia che lo render celebre fra i soldati.
Sironi utilizz, cos, tutte le frecce stilistiche al proprio arco. Lesperienza della
guerra, infatti, fu decisamente formativa
per lartista che dovette adattarsi a tutte le
esigenze e sperimentare tutte le soluzioni
che andarono dalla china alla xilografia,
al collage, allolio e alla tempera su carta,
dando vita a una produzione ampia e varia.
Si avvicendarono, cos, i fogli con i ritratti dei commilitoni (Sironi militava nella
XVI Divisione della II Armata) a quelli di
commento critico alla situazione politica,
come Il borghese, fino alla realizzazione
delle vignette, come quella intitolata Chiaro
di luna, per il periodico Gli Avvenimenti,
nella quale limperatore dAustria Francesco
Giuseppe e il feldmaresciallo, come due innamorati, si abbracciano su una panchina
al chiaro di luna. Solo che non si accorgono
che la falce nel cielo quella della Morte
che tiene la roncola dietro di loro(45).

(33) In proposito: M. Pizzo, Fondo fotografico della Prima Guerra


Mondiale. Inventario, in Fotografie
del Risorgimento Italiano, a cura
di M. Pizzo, in Repertori del Museo
Centrale del Risorgimento, 1, Roma
2004, pp. 291-336.
(34) Della rivista si consultata la
ristampa anastatica: La tradotta.
Giornale della Terza armata, rist.
anast., Milano 1965 e Milano 1968.
Naturalmente, La Tradotta non fu
lunico giornale legato al mondo militare, durante il conflitto. Conviene,
cos, almeno ricordare altri titoli come Il Montello, LAstico. Il giornale
delle trincee, il San Marco, tutte
pubblicazioni ad uso dei soldati in
trincea.
(35) Amos Scorzon e Anselmo Ballester: illustrazione e decorazione agli
inizi del 900, catalogo della mostra
(Roma, Museo centrale del Risorgimento, 2 giugno-30 luglio 2003), a
cura di M. Pizzo, Roma 2003.
(36) M. Pizzo, I pittori-soldato dal
Risorgimento alla prima Guerra
Mondiale, in Venezia tra arte e
guerra 1866-1918. Opere di difesa,

patrimonio culturale, artisti, fotografi, catalogo della mostra (Venezia,


Biblioteca nazionale marciana, Sale
monumentali Libreria sansoviniana , 12 dicembre 2003 21 marzo
2004), a cura di G. Rossini, Venezia
2003, pp. 153-159.
(37) La vicenda di Aldo Carpi (morto
nel 1973), docente dal 1931 allAccademia di Brera, attravers anche la
seconda guerra mondiale, quando fu
deportato a Mauthausen per antifascismo. Alla fine del conflitto, rientrato nella sua Milano nel 1945, fu
nominato direttore dellAccademia di
Brera e tale rimase fino al 1958, quando and in quiescenza. In proposito:
R. Margonari, s.v. Carpi de Resmini,
Aldo, in Dizionario Biografico degli
Italiani, XX, Roma 1977, pp. 604-608.
(38) M. Pergolalto, C. Tonini, Artisti
combattenti e testimoni di guerra
nelle civiche collezioni veneziane
(1915-1918), in Venezia tra arte e guerra 1866-1918, cit., pp.
199-214.
(39) A. Barricelli, s.v. Brass Italico, in
Dizionario Biografico degli Italiani,
XIV, Roma 1972, pp. 334-336.

(40) I Cascella. Basilio, Tommaso,


Michele, Gioacchino, un secolo di
pittura, dal Verismo al Postimpressionismo, catalogo della mostra (Pescara, Museo darte moderna Vittoria
Colonna, 6 luglio-17 novembre 2013),
a cura di G. Benedicenti, R. Cordisco,
Pescara 2013.
(41) Sironi e la Grande Guerra. Larte e la Prima guerra mondiale dai
futuristi a Grosz e Dix, catalogo della
mostra (Chieti, Museo palazzo de
Mayo, 22 febbraio-25 maggio 2014),
a cura di E. Pontiggia, Torino 2014.
Si ringrazia la Fondazione Carichieti
che ha procurato il catalogo, ormai
esaurito. Si veda pure: Mario Sironi 1885-1961, catalogo della mostra
(Roma, Complesso del Vittoriano, 4
ottobre 2014 8 febbraio 2015), a
cura di E. Pontiggia, Milano 2014.
(42) Sironi e la grande guerra, op.
cit., tav. 18.
(43) Ivi, p. 27 e tav. 29.
(44) Ivi, p. 15.
(45) Ivi, p. 23 e tavv. 10, 11, 2 e 20.

Mario Sironi,
Chiaro di luna
(1915),
illustrazione
del periodico
Gli Avvenimenti,
19 settembre 1915.
Limmagine sintetizza
la miopia delle scelte
austriache e tedesche.
I personaggi scambiano
per una romantica luna
la falce che la morte
ha appena levato verso
il cielo, in un movimento
che precede quello
con il quale recider
di netto
le loro povere teste.
35

36

Larte
dei vincitori

Il giorno 4 novembre
del 1918 alle ore 12,
il generale Armando
Diaz, capo del Comando
supremo dellesercito,
diram il bollettino
della vittoria
che iniziava
con queste parole:
Cerimonia
per la consacrazione
del monumento
a Vittorio Emanuele II
ad Altare della patria
con la collocazione
nel sacrario del feretro
del Milite ignoto
(4 novembre 1921).

La guerra contro l Austria-Ungheria che,


sotto lalta guida d S.M. il Re, duce supremo, lEsercito italiano, inferiore per numero e per mezzi, inizi il 24 maggio 1915 e
con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41
mesi, vinta(46). Fu, per la giovane nazione
italiana, il coronamento di un sogno a cui,
con maggiore o minore determinazione,
la penisola aspirava dalla fine dellimpero
romano. La gioia fu immensa e, inevitabilmente, le premesse romantiche della religione della patria della quale parlava
Chabod non poterono non avere riflessi
sulla produzione artistica degli anni successivi al conflitto. I progetti si moltiplicarono, talora sfociando in una retorica dalla
quale, per, nessuno voleva fuggire, ma a
cui spesso si tendeva con giustificata soddisfazione. Il principale atto, in questo
senso, fu la trasformazione, nel 1921, del
monumento a Vittorio Emanuele II, che
dal 1911 si ergeva sul lato meridionale di
piazza Venezia a Roma, in sacrario al Milite

Cartolina
(prima del 1924)
del Monumento
ai caduti a Favara,
in provincia
di Agrigento, realizzato
nel 1922, al centro
di piazza Cavour,
dagli scultori
palermitani
Francesco e Cosmo Sorge.

37

Qui sopra:
Angelo Rossetto,
Monumento
ai caduti
(1923);
Maser (Treviso).

A destra:
Vincenzo Jerace,
Monumento
ai caduti
(1923);
Veroli (Frosinone).

38

ignoto facendolo divenire, cos, lAltare


della patria. Il risultato fu che ogni citt,
ogni borgo della nazione vollero ricordare
i propri eroi con piccoli o grandi monumenti ai caduti che punteggiarono, come
fiori su un prato, il suolo sacro della penisola. Furono, cos, coinvolti artisti e architetti di varia estrazione, accomunati, per,
da un intento celebrativo giustamente encomiastico. Sebbene sia impossibile ricordarli tutti, non si pu tacere il fenomeno
e segnalare che le tipologie furono delle
pi varie, dal semplice obelisco con lo stemma della citt come quello che si erge a
Favara, in provincia di Agrigento, realizzato
nel 1922, al centro di piazza Cavour, dagli
scultori palermitani Francesco e Cosmo
Sorge, al monumento vero e proprio come
quello di Maser, vicino a Treviso, dove la
bronzea allegoria della Patria e quella marmorea del caduto, realizzate nel 1923 dallo
scultore Angelo Rossetto, trovano una collocazione fra le gigantesche schegge di
roccia che alludono alle Alpi e al nostro
territorio montano(47). questo un modello
che ebbe notevole successo e che troviamo
diffuso lungo la penisola, con degli esempi
di qualit come quello della cittadina di

Veroli, vicino a Frosinone, realizzato nello


stesso 1923 dallo scultore Vincenzo Jerace.
Calabrese di nascita, ma formatosi a Napoli, nelle aule dellAccademia di belle arti,
apprezzato dai suoi contemporanei, Jerace
interpret con sensibilit simbolista e romantica insieme la tipologia del monumento ai caduti, trasformandola in una
fontana nella quale lallegoria della Patria
che d da bere al soldato con le mani giunte
che accoglie la sua acqua. Come dire: solo
il sacrificio per la patria pu togliere la sete
di giustizia e di vittoria alla quale anelano
gli italiani(48). Cos, da nord a sud, ogni paese
ebbe il suo sacrario che, nella versione pi
semplice, fu la lastra di marmo con i nomi
dei caduti composti in lettere di bronzo,
oppure solo incisi. Addirittura, come nel
caso di Senigallia (Ancona), il ricordo
affidato a una frase encomiastica soltanto,
anche se la lastra affiancata da due allegorie bronzee della Vittoria e della Patria,
realizzate dallo scultore Mentore Maltoni
cui si deve pure il monumento ai caduti di
Ancona, sua citt natale(49). Nel Comune di
Pontecurone, in provincia di Alessandria,
una statua bronzea che quasi pareva la
fusione iconografica fra la Vittoria e la Fa-

Qui sopra:
Mentore Maltoni,
Monumento ai caduti
(1923);
Senigallia (Ancona).

A destra:
anonimo,
Monumento
ai caduti
(1923);
Pontecurone
(Alessandria).

ma, caratterizza il monumento ai caduti,


dando origine a un ibrido particolarmente
efficace. La statua della Vittoria che planava su un pilastro come la Nike di Paionios fu un altro topos retorico che troviamo, per esempio, nel monumento di colle
della Maddalena vicino a Torino, oppure
a Gaeta, in provincia di Latina. La lista
delle memorie ai caduti potrebbe allungarsi
a dismisura e, a questo proposito, sar bene
ricordare che il tema appassionava gli italiani di allora, dividendoli fra coloro che
temevano di scadere nella pura retorica e
personaggi come il grande Ugo Ojetti che
ribadiva il suo sostegno a queste iniziative
considerate un vero e proprio dovere per
onorare quei sentimenti lodevoli e costumi
antichi quanto lumanit(50). Fra gli artisti
che parteciparono a questa sorta dimmensa celebrazione nazionale ci fu il romano
Duilio Cambellotti che, fra il 1919 e il 1932,
progett e, in parte, esegu opere a Priverno
(Latina; 1919-1932), Terracina (Latina;
1920) e Fiuggi (Frosinone; 1926). Questultima data anche lanno in cui sinaugur
un altro monumento altamente simbolico
della retorica patriottica: il complesso delle
Sale delle bandiere di Castel SantAngelo

a Roma. Fu sicuramente la grande esperienza accumulata dallartista gi a quel


tempo a far cadere su di lui la scelta; ma
di certo a convincere di pi furono i bozzetti che avevano il non piccolo pregio, non
solo di essere potenti, ma di non tradire lo
stile cambellottiano e, per conseguenza, di
depurare tutta lopera, pittorica e scultorea,
di quella componente encomiastica che
sarebbe potuta risultare stucchevole(51). Titolare della cattedra di ornato allAccademia di belle arti di Roma, lartista si era
formato nellambito dellArt Nouveau, ma
aveva piegato quel linguaggio internazionale alle proprie esigenze ricavandone uno
stile potente ed elegante insieme che non
di rado venne utilizzato dalle istituzioni
anche per concepire la grafica di documenti
ufficiali come diplomi o attestati che pure
riflettevano la temperie culturale di allora
improntata alla celebrazione della patria(52).
La decorazione di questo sacrario, articolato in pi sale, coniugava felicemente insieme la decorazione scultorea con quella
pittorica che si estendeva sulle volte. Cos,
nella prima Sala, detta delle colonne per
la presenza di questi elementi architettonici
posti al centro come quattro pilastri, la
39

Qui a fianco,
da sinistra:
Duilio Cambellotti,
Monumento
ai caduti
(1919-1932);
Priverno (Latina).
Duilio Cambellotti,
Sala dei reparti dassalto
(1926);
Roma,
Museo di Castel
SantAngelo.
In basso:
Piero della Francesca,
Battaglia di Eraclio
e Cosroe
(1452-1466),
particolare;
Arezzo,
San Francesco,
Cappella maggiore.

volta pare quasi la rivisitazione della Sala


delle asse di Leonardo dove, per, si sostituisce al gelso-moro lalloro, simbolo
di gloria e di vittoria, il quale si apre verso
il cielo. Accompagna laffresco la presenza
di un ornato in stucco che prende a modello non solo le insegne militari romane,
con tanto di teste daquila, ma anche armi
antiche e moderne che, in forma stilizzata, ripropongono, attraverso questi stru-

40

menti, la storia della guerra, dai rostri


delle navi di Scipione alla mitraglia del
Carso, passando per spade, elmi e pugnali.
Ora, se qui le armi sono solo oggetti ammantati di gloriose testimonianze, nella
Sala dei reparti dassalto sono brandite
dalle mani dei soldati di tutte le epoche
che, con il loro sacrificio, hanno difeso
la patria. La decorazione a stucco, infatti,
rappresenta giovani braccia che, sullo

Duilio Cambellotti,
Sala delle colonne
(1926);
Roma,
Museo di Castel
SantAngelo.
Architetto, pittore,
incisore, scultore,
decoratore e scenografo,
Cambellotti ebbe
una grande influenza
in Italia e a Roma
in particolare, visto
che fu ritenuto,
a ragione, lesponente
di quel gusto art dco
che dallesperienza
liberty andava
verso il modernismo
e, in qualche caso,
il futurismo senza
troppi estremismi.
La decorazione
degli ambienti celebrativi
di Castel SantAngelo,
rientrava in questa
temperie culturale
che si proponeva come
arte ufficiale dellItalia
vittoriosa e unita.

Leonardo da Vinci,
Sala delle asse
(1498);
Milano,
Castello sforzesco.

sfondo di unala di aquila, sintrecciano


e agiscono come se fossero travolte dalla
foga della battaglia. Tengono lance, picche, bombe a mano, frecce, a sottolineare
i momenti concitati della pugna che
sono la gloria dei reparti dassalto. La
sala, infatti, nasce per rendere omaggio
agli Arditi, il reparto speciale omologo
dei Marines doltreoceano, che tanto sangue vers per lItalia. Per questo, sulla
volta, compaiono i labari al vento ed
tutto un garrire di bandiere dipinte ad
affresco, fra tricolori e vessilli dei Savoia,
cui si aggiungono le bandiere storiche
della nazione. Proprio il motivo delle bandiere che sventolano empie la volta della
Sala della cavalleria, i cui stucchi rappresentano vigorose teste di cavallo che sbucano con energia e prepotenza da ciascuna parete. Agli angoli, quattro gagliardetti
mediano fra la decorazione pittorica e
scultorea, sicch alla mente affiorano i
rimandi alle grandi scene di battaglia che
vanno dalle pugnae dipinte da Spinello
Aretino sulle pareti del Palazzo pubblico
di Siena a Paolo Uccello e la Battaglia di
San Romano, alle grandi scene dipinte
nelle Storie della croce di Piero della Francesca, fino al perduto groviglio leonardesco della Battaglia di Anghiari(53). Si con-

clude qui nella mole adrianea di Castel


SantAngelo allora presidio imponente
delle forze armate italiane lo sviluppo
decorativo di questi ambienti dedicati
alla memoria della Grande guerra che di
certo possono considerarsi lesempio monumentale pi vicino alla sensibilit del
rinnovato sentimento nazionale, nellambito del quale la gratitudine nei confronti
dei combattenti e dei caduti ebbe un ruolo
fondamentale.

(46) Il bollettino di guerra pubblicato da G. Fumagalli,


Chi lha detto?, Milano 1921, p. 615.
(47) Su Rossetto: Angelo Rossetto da Maser scultore. 18861927, catalogo della mostra (Maser, Treviso, villa Ca Nani
Sede municipale , 2 ottobre-30 novembre 1988), a cura
di A. Facchin, Montebelluna 1988.
(48) C. Brook, s.v. Jerace Vincenzo, in Dizionario Biografico
degli Italiani, LXII, Roma 2004, pp. 226-229.
(49) G. Santini, Gente anconitana, Fano 1969, pp. 24-27.
(50) Il testo di Ojetti, del 1919, sta in F. Fergonzi, Dalla
monumentomania alla scultura arte monumentale, in La
scultura monumentale negli anni del fascismo. Arturo Martini e il monumento al Duca di Aosta, a cura di P. Fossati,
Torino 1992, p. 136. Per avere unidea della diffusione dei
monumenti ai caduti in Italia, pu essere assai utile visitare
il seguente sito web: http://www.monumentigrandeguerra.it.
(51) A. Villani, Duilio Cambellotti e le glorie militari nazionali: il compito non facile della decorazione delle Sale
delle Bandiere a Castel SantAngelo, in Castel SantAngelo
e la Grande Guerra, catalogo della mostra (Roma, Museo
di Castel SantAngelo, 6 maggio 2014 11 gennaio 2015),
a cura di E. Ludovici, E. Martinez, Roma 2014, pp. 49-79.
(52) R. Bossaglia, s.v. Cambellotti Duilio, in Dizionario
Biografico degli Italiani, XVII, Roma 1974, pp. 126-130.
(53) A. Villani, op. cit., pp. 54-60.

41

42

La rappresentazione
deLLa guerra fuori
dei confini itaLiani

Finora, con piena


ragione, ci siamo
occupati di opere
italiane;
ma per la verit,
il fenomeno artistico
connesso alla prima
guerra mondiale
Christopher Richard
Wynne Nevinson,
Esplosione
di granata
(1915);
Londra,
Tate.

coinvolse anche le altre nazioni, sicch sembra necessario rivolgere sia pure per sommi capi lo sguardo allarte che fu prodotta
in quel periodo negli altri stati europei, pi
o meno coinvolti nelle ostilit. Naturalmente, non tutti avevano lo stesso interesse
italiano allo sviluppo di un percorso cos
ricco e vario. Tuttavia, uno snodo importante fu il futurismo che si diffuse come
linguaggio internazionale e si sovrappose
alla resa dellimmagine stessa della guerra,
tanto da divenirne linterprete per antonomasia, come nel caso dellinglese Christopher Richard Wynne Nevinson. Al tema,
infatti, il pittore londinese dedic buona
parte della propria opera, con soggetti che
descrivono con stile metallico la tragedia
del primo conflitto mondiale. Affascinato
dalla plasticit delle figure dei soldati, ne
restitu i volumi dinamici semplificandoli,
come nel caso di tele quali Ritornando in
trincea del 1914, o Truppe a riposo del 1916,
che celebrano la quotidianit della vita militare fino a farne una sorta di traduzione
moderna dei modelli classici della Colonna
traiana. A composizioni simili, lartista al-

Francisco Goya,
Che affronto!
(1810-1811),
particolare,
da I disastri
della guerra.

43

Christopher Richard
Wynne Nevinson,
Truppe a riposo
(1916);
Londra,
Imperial War Museum.
Incisore e pittore
inglese, divenne
uno degli artisti pi
importanti del periodo
bellico. Capace
di addomesticare
anche gli estremismi
del futurismo, Nevinson
fin per diventare
il cantore dei fatti bellici
della Gran Bretagna,
contribuendo
alla diffusione
dellimmagine
della guerra come
intreccio di fatica, dolore
ed eroica condizione.
44

ternava esperimenti visivi come Esplosione


di granata, della Tate, tutto basato sulla
frantumazione dellimmagine e sul contrasto luministico fra la luce dirompente
dello scoppio e il buio cupo delle schegge(54). Al contrario, lartista cecoslovacco
Buhumil Kubita sera ispirato al cubismo

Colonna traiana
(113 d.C.),
scena con Traiano
che simbarca
su una nave
da guerra,
particolare;
Roma,
Fori imperiali.

che aveva conosciuto a Parigi fra il 1910 e


il 1912, pi che al futurismo. Tuttavia, nei
soggetti di tipo militare, per il dinamismo
che implicito, il linguaggio pittorico non
ha nulla da invidiare a quello teorizzato
da Marinetti, come nel caso di Artiglieria
pesante in azione(55). Certo che gli artisti

Bohumil Kubita,
Artiglieria pesante
in azione
(1913);
Praga,
Nrodn Galerie.

che meglio hanno rappresentato il clima


culturale dellepoca sono stati Otto Dix e
George Grosz, la cui pittura e la cui grafica
corrosiva sapevano porre in evidenza tutti i
limiti di unepoca inquieta, che si dibatteva
fra atrocit e retorica, nellambito di uno
stile di tipo espressionista. Come Grosz,
anche Dix si form nellambito della scuola
di Dresda e, come laltro, ebbe un periodo
futurista nel quale gi affioravano, per, gli
elementi stilistici di matrice espressionista
che si sarebbero sviluppati pi tardi. Lo
dimostra bene una tela conservata presso
il Museum Kunstpalast di Dsseldorf, intitolata Guerra e dipinta nel 1914, dove, fra le
linee di forza determinate dagli scoppi stilizzati dei proiettili dartiglieria, compaiono
i profili dei soldati che gi hanno il piglio
caricaturale delle sue opere mature(56). Non
un caso, infatti, che la sua arte pi celebre,
quella prodotta negli anni Venti, si appunti
sullanalisi spietata della fisionomia umana,

45

Otto Dix,
Guerra
(1914),
Dsseldorf,
Museum Kunstpalast.
Figura di assoluto
rilievo nel panorama
dellarte del XX secolo,
Dix dedic molte
delle sue opere
al tema della guerra,
con lintento
di sottolinearne
la dimensione
di follia e di crudelt.
Il suo tratto, al limite
del caricaturale,
recuperava lesperienza
dellarte fiamminga
di Bosch e, soprattutto,
di Brueghel, nonch
dei tedeschi come
Schngauer o,
in parte, Drer.
Non per nulla,
durante il nazismo,
la sua pittura venne
bollata dallinfame
definizione
di Arte degenerata.

con ritratti che lasciano emergere la pochezza morale delle persone a cui appartengono, come nel caso di Frau H. (Madame),
una tecnica mista del 1924 che sottolinea
la miopia e legoismo della donna. Se si
osservano i ritratti di Dix, si comprende
quanto poco lartista stimasse lumanit e,
46

per conseguenza, come si spiegasse bene


il perch della guerra; un soggetto al quale
dedic ampio spazio nelle sue incisioni.
Realizzate con uno stile forte e puntuto,
volutamente sgradevole, rubato a Van Gogh,
queste stampe sono figlie dirette dei Disastri
della guerra di Francisco Goya, tanto cari al

suo amico Grosz, ma anche della sua diretta


esperienza che lo aveva visto impegnato
sul fronte orientale. Da questo coacervo di
stimoli, nacque unopera che non solo pu
essere considerata il capolavoro di Otto
Dix, ma che deve vedersi come una delle
denunce pittoriche pi efficaci contro la
follia delluomo e la sua foga di distruzione: Il trittico della guerra(57). Sebbene esuli
dalla cronologia di questa breve riflessione
sulla prima guerra mondiale, questopera
assunse anche il valore profetico dellaltro
dramma incipiente. Completato nel 1932,
un anno prima che Hitler prendesse il potere, il trittico pare anticipare le mostruosit
prodotte dalla seconda guerra mondiale
e anche, paradossalmente, la tragedia di
Dresda, la cui pinacoteca (dov a tuttoggi
conservata lopera), il 13 febbraio 1945, fu
completamente distrutta, insieme al resto
della citt.

Otto Dix,
Frau H. (Madame)
(1924).

(54) Sul pittore inglese: J. Lewison, s.v. Nevinson, Christopher, in Futurismo & Futurismi, cit., pp. 529-530.
(55) F. Shemejkal, s.v. Kubishta, Bohumil, ivi, p. 496.
(56) S. Fauchereau, s.v. Dix, Otto, ivi, p. 469.
(57) Sul capolavoro di Otto Dix: M. Bussagli, Dresda.
I dipinti della Gemldegalerie, cit., pp. 486-489.

Otto Dix,
Il trittico della guerra
(1929-1932);
Dresda,
Galerie Neue Meister.
47

quadro cronologico
ARTE: PRIMA GUERRA
MONDIALE E DINTORNI

AVVENIMENTI STORICI

48

La guerra russo-giapponese
raggiunge la sua fase critica: il
2 gennaio Port Arthur, importante
base navale della Russia zarista
in Cina, si arrende ai giapponesi che successivamente, con la
battaglia di Mukden (19 febbraio-10 marzo), sottraggono ai russi
il controllo della Manciuria. Infine,
il 27-28 maggio la flotta giapponese sbaraglia quella russa
nella battaglia di Tsushima. La
vittoria del Giappone sancita il
5 settembre col trattato di Portsmouth. In Russia, il 22 gennaio,
una manifestazione pacifica a
San Pietroburgo, intesa a presentare una petizione allo zar,
viene attaccata dallesercito e
dalla Guardia imperiale il cui
intervento provoca centinaia di
morti e uno strascico di scioperi e
di agitazioni contadine. Il 31 marzo il Kaiser Guglielmo II si reca in
visita in Marocco provocando col
suo gesto la Crisi di Tangeri tra
Germania e Francia. Il 30 ottobre
lo zar Nicola II si vede costretto a
concedere una costituzione: lAssemblea nazionale (la Duma) ha
per poteri molto limitati.

1905

Il 12 luglio viene annullato il verdetto di colpevolezza che condannava ingiustamente allergastolo


il capitano Alfred Dreyfus, accusato di alto tradimento nel 1894.
Si concludeva cos, dopo dodici
anni, un caso che aveva diviso in
due la Francia provocando gravi
tensioni politiche e sociali. Il 1
ottobre nasce la Confederazione
generale italiana del lavoro (CGIL).

1906

Il 31 agosto, a San Pietroburgo, si


stipula un accordo anglo-russo che
porter alla Triplice intesa tra Gran
Bretagna, Francia e Russia. L8 settembre, con lenciclica Pascendi
dominici gregis, Pio X condanna
ufficialmente il modernismo. Il
15 ottobre si chiude, con risultati
piuttosto deludenti, la seconda
conferenza della pace dellAja.

1907

Picasso dipinge una delle sue


opere pi celebri: Les demoiselles
dAvignon, oggi al MoMA di New
York. Retrospettiva di Czanne
alla Galerie Bernheim-Jeune di
Parigi. Wilhelm Worringer scrive Abstraktion und Einfhlung:
ein Beitrag zur Stilpsychologie
che fu tradotto in italiano come
Astrazione e empatia nel 1975.

Il 1 febbraio sono assassinati a


Lisbona il re del Portogallo Carlo I e il principe ereditario Luigi
Filippo di Braganza. Il 5 ottobre
la Bulgaria riacquista la sua indipendenza dallimpero ottomano.
Il 6 ottobre viene proclamata
lannessione della Bosnia-Erzegovina allimpero asburgico, con
conseguente apertura della Crisi
bosniaca. Il 2 dicembre, in Cina,
sale al trono allet di soli due
anni limperatore Pu Yi.

1908

Piet Mondrian dipinge Avond


(Sera), oggi al Gemeentemuseum a LAja, preludio alla celebre serie sugli alberi. In quello
stesso anno, infatti, dipinge
Lalbero rosso, pure conservato
a LAja. Da settembre a novembre
Monet soggiorna a Venezia. Adolf
Loos pubblica a Vienna un testo
fondamentale per lo sviluppo
dellarchitettura razionalista (e
non solo): Ornament und Ver
brechen, ossia Ornamento e
delitto. Giuseppe Prezzolini e
Giovanni Papini fondano a Firenze
la rivista La Voce.

Filippo Tommaso Marinetti fonda a Milano la rivista Poesia e


scrive la satira sulla democrazia
Le roi Bombance. Il 7 giugno, a
Dresda, Ernst Ludwig Kirchner,
Fritz Bleyl, Erich Heckel e Karl
Schmidt-Rottluff fondano Die
Brcke (Il ponte), prima affermazione dellespressionismo.
A ottobre, il giornalista Louis
Vauxcelles pubblica la famosa
frase C Donatello nella gabbia
delle belve che si riferisce allesposizione parigina nel Salon des
Indpendants di un gruppo di artisti che suggeriscono quella particolare immagine, anche in virt
del contrasto con la riproduzione
di unopera dello scultore toscano, posta al centro della sala. Da
allora, quei pittori, ossia Andr
Derain, Henri Matisse, Maurice
de Vlaminck, Henri Manguin,
Charles Camoin furono chiamati
belve: erano nati i Fauves. Pablo Picasso inaugura il Periodo
rosa con la Famiglia di acrobati,
oggi conservato al Konstmuseum
di Gteborg. Picasso e Matisse
sincontrano nel salotto di Gertrude Stein.
Matisse espone al Salon dAutomne di Parigi Joie de vivre
(Gioia di vivere), oggi conservato al museo dellErmitage a
San Pietroburgo. Il 22 ottobre,
muore Czanne. Picasso dipinge
il Ritratto di Gertrude Stein, oggi
al MoMA di New York. Juan Gris
e Amedeo Modigliani si trasferiscono a Parigi. Gaetano Previati
pubblica I principi scientifici del
divisionismo. A Giverny, presso
Parigi, Claude Monet inizia la
serie delle Ninfee.

ARTE: PRIMA GUERRA


MONDIALE E DINTORNI

AVVENIMENTI STORICI
8 febbraio: i governi francese e
tedesco si accordano sulla questione del Marocco. Il 7 marzo le
elezioni politiche italiane rafforzano la maggioranza guidata da
Giovanni Giolitti e vedono un
progresso delle sinistre. Il 17 dicembre muore Leopoldo II del
Belgio che avr come suo successore Alberto I.

1909

Fondazione del movimento del


futurismo. Il 20 febbraio Marinetti pubblica sul quotidiano Le
Figaro il Manifesto del futuri
smo. Picasso inaugura il periodo
del cubismo analitico. Modigliani
dipinge Il suonatore di violino.
Frank Lloyd Wright parte per
lEuropa dove visita, fra laltro,
Firenze e Fiesole.

6 maggio: alla morte di Edoardo VII,


Giorgio V il nuovo sovrano del
Regno Unito. 22 agosto: annessione dellimpero coreano a quello
giapponese. 18-20 novembre: in
Messico scoppia la rivoluzione.

1910

L11 febbraio Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carr, Luigi


Russolo, Gino Severini firmano il
Manifesto tecnico della pittura
futurista e in seguito, l8 marzo,
il Manifesto dei pittori futuristi.
Il 27 aprile i medesimi artisti firmano il Manifesto contro Venezia
passatista presa come esempio
della cultura tradizionalista da
rinnovare. Vasilij Kandinskij
realizza il suo primo acquerello
astratto e pubblica Uber das Gei
stige in der Kunst, ossia Lo spirituale nellarte, testo di grande
importanza, propedeutico a Linea
punto superficie che pubblicher
solo nel 1926. Ardengo Soffici
pubblica su La Voce il suo articolo dedicato a Picasso e Braque.
A Parigi sinaugura una grande
mostra su George Rouault. Anton
Giulio Bragaglia pubblica lo scritto intitolato Fotodinamismo futu
rista con cui rivendica un ruolo
per la fotografia nellambito del
movimento futurista. La pittrice
ucraina Sonia Terk sposa il pittore Robert Delaunay a Parigi.

30 marzo: in Italia si installa il


quarto governo Giolitti. 23 aprile:
intervento militare francese in
Marocco, con occupazione di
Fez. Il 1 luglio la Germania risponde a questa azione inviando
in Marocco la nave Panther: si
apre la Crisi di Agadir tra Germania da un lato e Francia e
Gran Bretagna dallaltro. Il 17
settembre Giolitti comunica al re
dItalia che il governo ha deciso
la guerra contro la Libia, allora
colonia dellimpero ottomano:
il 29 settembre lItalia dichiara
guerra alla Turchia; il 5 novembre viene proclamata lannessione della Libia.

1911

L11 gennaio Francesco Balilla


Pratella firma il Manifesto dei
musicisti futuristi. Boccioni firma la sua opera La risata oggi
al MoMA di New York. Matisse
fonda e dirige lAcadmie Matisse, nella quale forma allievi e
appassionati. A Monaco di Baviera Franz Marc e Vasilij Kandinskij
fondano Der Blaue Reiter, ossia
Il cavaliere azzurro, un gruppo di artisti a cui parteciperanno
anche Paul Klee e August Macke.
Si pubblica anche un almanacco con lo stesso titolo che altro
non se non quello di un quadro
di Kandinskij del 1903. Esce a
Berlino il libro di disegni dellarchitetto americano Frank Lloyd
Wright, intitolato Ausgefhrte
Bauten und Entwrfe von Frank
Lloyd Wright, ossia Progetti e
disegni realizzati da Frank Lloyd
Wright, che altro non sono se
non quelli realizzati nel corso del
viaggio del 1909-1910 in Europa. Emil Nolde inizia la serie di
nove quadri, terminata nel 1912,
dedicata alla Vita di Cristo, oggi
conservata al Nolde Museum
di Seebll. Inizia la costruzione
delle Officine Fagus progettate
da Gropius e Meyer.

ARTE: PRIMA GUERRA


MONDIALE E DINTORNI

AVVENIMENTI STORICI
1 gennaio: viene fondata la repubblica cinese. Il 12 febbraio
lultimo imperatore cinese, Pu Yi,
abdica. Il 4 maggio, nel quadro
della guerra italo-turca, che finir
il 18 ottobre, lItalia occupa Rodi
e, ancora nello stesso mese, altre
isole del Dodecaneso. L8 ottobre
ha inizio la prima guerra balcanica: il regno del Montenegro dichiara guerra allimpero ottomano;
subito dopo, il conflitto si estende allintera penisola balcanica,
quando al Montenegro si uniscono, a formare la Lega balcanica, i
regni di Bulgaria, Serbia e Grecia.
Il 28 novembre lAlbania acquista
lindipendenza.

1912

Il 23 gennaio, il movimento I Giovani turchi prende il potere a Istanbul. 4 marzo: Thomas Woodrow
Wilson viene eletto presidente degli
Stati Uniti. Il 18 marzo, in Grecia,
sale al trono Costantino I successo
a Giorgio I assassinato dagli anarchici. 30 maggio, pace di Londra:
si conclude la prima guerra balcanica. Il 29 giugno ha inizio la seconda guerra balcanica: il regno di
Bulgaria attacca i suoi ex alleati
della Lega balcanica. 10 agosto:
pace di Bucarest e nuovo assetto
della penisola balcanica. Il 29 agosto Pieter Cort van der Linden diviene primo ministro dei Paesi
Bassi conducendo il paese verso
la posizione neutrale sullo scacchiere della prima guerra mondiale.
Il 2 novembre, il Patto Gentiloni
apre allingresso dei cattolici nel
parlamento italiano. 13 novembre:
pace tra regno di Grecia e impero
ottomano.

1913

28 giugno: assassinio dellarciduca Francesco Ferdinando e della


consorte, Sua altezza serenissima la principessa Sophie von
Hohenberg, con un colpo di pistola
dellanarchico bosniaco Gavrilo
Princip. Scoppia la prima guerra
mondiale. Il 3 settembre viene
eletto Benedetto XV, papa Giacomo della Chiesa. 5 settembre:
patto fra Francia, Gran Bretagna
e Russia (Triplice intesa). Il 6-9
settembre ha luogo la battaglia
della Marna: i francesi bloccano
lavanzata tedesca.

1914

Il 5 febbraio, Russolo, Carr, Boccioni, Marinetti e Severini espongono a Parigi presso la Galerie
Bernheim-Jeune in una mostra
intitolata Les Peintres futuristes
italiens. Esce il primo numero di
Der Blaue Reiter Almanach.
L11 maggio Marinetti pubblica il
Manifesto della letteratura futu
rista. Il 27 giugno Valentine de
Saint-Point, artista e letterata,
legge alla Salle Gaveau, a Parigi,
il testo del suo Manifeste de la
femme futuriste scritto il 25 marzo di questanno. Picasso inaugura il periodo del cubismo sintetico. Klee partecipa con diciassette opere alla seconda mostra
del gruppo Der Blaue Reiter.
Anche Jean Arp partecipa alla
seconda mostra del gruppo Der
Blaue Reiter. Guillaume Apollinaire pubblica a Parigi Les Peintre
cubistes. Amedeo Modigliani
espone al Salon dAutomne. A
New York, Marcel Duchamp esegue il Nudo che scende le scale
n. 2, oggi a Filadelfia, Philadelphia Museum of Art.
Il 1 gennaio Giovanni Papini e
Ardengo Soffici fondano Lacerba. Balla realizza una serie di
opere che prendono in esame il
tema della velocit, del rumore
e della luce, come per esempio
Velocit astratta + rumore, oggi conservato al Museo Peggy
Guggenheim di Venezia. Dal
17 febbraio al 15 marzo si tiene a New York la prima grande
mostra di arte contemporanea,
anche americana, presso la caserma del 69th Regiment Armory,
passata alla storia come Armory
Show, ma nota anche come The
International Exhibition of Modern
Art. Michail Larionov pone le basi
teoriche del raggismo e pubblica,
fra laltro, Lucism, Raggismo
appunto. La rivista Lacerba
organizza a Firenze una mostra
di pittori futuristi. Espongono
Boccioni, Balla, Carr, Russolo,
Severini e, naturalmente, Soffici.
Colonia, Esposizione universale. In quel caso il Deutscher
Werkbund, la Lega tedesca
artigiani, dedica una grande
mostra allarte industriale, a cui
partecipano anche Van de Velde e
Gropius. Marinetti tiene una serie
di conferenze in Russia, a Mosca
e a Pietrogrado. Boccioni pubblica
Pittura e scultura futurista. Il 12
marzo prima mostra di Brancusi
a New York. L11 luglio Antonio
SantElia pubblica il Manifesto
dellarchitettura futurista su Lacerba. Paul Klee e Marc Chagall espongono a Berlino. Con lo
scoppio della prima guerra mondiale si scioglie Der Blaue Reiter.

ARTE: PRIMA GUERRA


MONDIALE E DINTORNI

AVVENIMENTI STORICI
Il 24 maggio lItalia dichiara guerra allAustria. 21 agosto: lItalia
dichiara guerra alla Turchia. 19
ottobre: lItalia dichiara guerra
alla Bulgaria.

1915

Kandinskij e Klee conoscono Reiner Maria Rilke. Marinetti, Carr


e Settimelli pubblicano il Manife
sto del teatro futurista sintetico.
Balla e Depero pubblicano il Ma
nifesto della ricostruzione futuri
sta delluniverso. Duchamp inizia
il Grande vetro (La sposa messa
a nudo dai suoi scapoli, anche).
Man Ray stringe amicizia con
Duchamp.

Il 12 luglio vengono impiccati Cesare Battisti e Fabio Filzi, irredentisti, considerati traditori dal governo austriaco. 9 agosto: conquista
di Gorizia. 28 agosto: lItalia dichiara guerra alla Germania. Il 21 novembre muore limperatore Francesco Giuseppe e ascende al trono
imperiale Carlo I dAsburgo. 18
dicembre: conclusione della battaglia di Verdun (iniziata il 21 febbraio), con la sconfitta delle truppe
tedesche. Fu la prima volta che
vennero utilizzati i carri armati.

1916

Il 5 febbraio, apre il Cabaret Voltaire di Zurigo, fondato dal regista


teatrale Hugo Ball. Qui nasce il
dadaismo con Tristan Tzara che
scrive La premire aventure cle
ste de Monsieur Antipyrine. Il 1
giugno, esce il primo numero di
Italia futurista. Il 28 luglio, Hugo
Ball rende pubblico il Manifesto
del movimento Dada. Il 17 agosto,
muore Boccioni. Marinetti, Balla,
Chiti, Corra, Ginna pubblicano il
Manifesto della scenografia futu
rista. Il 10 ottobre, muore SantElia. Frank Lloyd Wright lascia gli
Stati Uniti e si stabilisce a Tokyo
per sette anni, dove apre uno
studio di architettura.

6 aprile: gli Stati Uniti dichiarano


guerra alla Germania. 27 giugno:
la Grecia entra in guerra. Il 30
giugno Filippo Turati chiede la
fine della guerra, anche a fronte
dellofferta di pace separata da
parte dellimpero austro-ungarico
che riconoscerebbe lannessione allItalia del Trentino: richieste
respinte. 24 e 25 ottobre: Rivoluzione dottobre in Russia. 24 ottobre: disfatta italiana a Caporetto.
7 novembre: le truppe italiane si
ritirano fino alla linea del Piave.
7 dicembre: gli Stati Uniti dichiarano guerra allAustria-Ungheria.
15 dicembre: la Russia esce dal
conflitto.

1917

Dallincontro tra Giorgio de Chirico


e Carlo Carr, ormai allontanatosi
dal futurismo, ha inizio la teorizzazione della pittura metafisica.
A Ferrara de Chirico dipinge Le
muse inquietanti. Carr dipinge
Lidolo ermafrodita. Matisse lascia
Parigi e si trasferisce in un sobborgo di Nizza. Il 27 settembre,
muore Edgar Degas. Il 3 dicembre, si tiene alla Galerie Berth
Weill a Parigi la prima personale
di Modigliani. Theo van Doesburg
e Piet Mondrian fondano a Leida
la rivista De Stijl attorno alla
quale si raccoglie un gruppo di
artisti e architetti che d vita alla
corrente del neoplasticismo.

Il 3 marzo Russia e Germania


firmano la pace di Brest-Litovsk.
7 maggio: la Romania firma il
trattato di pace con le potenze
dellEuropa centrale e limpero
ottomano. 17 luglio: fucilazione
dello zar Nicola II e dellintera
famiglia dei Romanov. Il 28 settembre la Bulgaria firma larmistizio. 24 ottobre: offensiva italiana
sul Piave e sfondamento delle linee austriache. Il 4 novembre
lAustria-Ungheria firma larmistizio con gli Alleati. 11 novembre:
la Germania firma larmistizio. Fine
della prima guerra mondiale.

1918

Marinetti pubblica il Manifesto del


Partito futurista italiano e viene
decorato con una medaglia al
valore per le operazioni militari
che conduce a Vittorio Veneto.
Fondazione dei Fasci futuristi a
Ferrara, Firenze, Roma e Taranto.
Il 9 novembre, muore Apollinaire.
A Parigi, Amde Ozenfant e Le
Corbusier firmano a quattro mani
il saggio Aprs le Cubisme dove
pubblicato il Manifesto del pu
rismo. Lartista ed editore Mario
Broglio fonda a Roma la rivista
Valori plastici per un recupero
della forma e per sostenere lidea
del ritorno allordine.

Il 18 gennaio si riunisce la Conferenza di Parigi per ridisegnare


lassetto dellEuropa. Alla Germania sono imposte misure severissime e lo smantellamento dellapparato militare.

1919

A Torino si tiene lEsposizione


internazionale futurista. Klee in
contatto con i dadaisti Jean Arp
e Tristan Tzara. A Weimar Walter
Gropius fonda la scuola del
Bauhaus.

49

bibliografia
Una bibliografa esaustiva sulla prima guerra mondiale e sulle implicazioni artistiche a essa connessa unimpresa che esula dai compiti di questa pubblicazione. Tuttavia, al di l dei testi citati di volta in
volta nelle note, non si pu fare a meno di ricordarne alcuni che non
possono essere taciuti. Inoltre, la ricorrenza del centenario dellingresso italiano nel terribile confitto, da considerarsi pure come ragione
primaria e stimolo alla pubblicazione di questo scritto, ha prodotto
una serie diniziative digitali che costituiscono, non di rado, iniziative
culturali di qualit alle quali fare riferimento. Iniziamo, quindi, citando gli indirizzi dei siti curati anche da istituzioni di garanzia come la
Camera dei deputati, lIstituto per la storia del Risorgimento italiano
e il Museo del Risorgimento: http://www.14-18.it/; http://www.centenario1914-1918.it/it; http://www.lagrandeguerra piu100.it/; http://movio.
beniculturali.it/mcrr/immaginidellagrandeguerra/. Va rammentato inoltre che, a Londra, la riapertura dellImperial War Museum, fondato
proprio in occasione della fne della prima guerra mondiale ha reso
disponibili oltre duecento ore di flmati sullatroce connfitto che possono essere visionati (http://www.iwm.org.uk).
Elementi di bibliografa di storia: B. H. Liddle Hart, A History of
the First World War, Londra 1934, trad. it., La prima guerra mondiale,
Milano 1968; V. Caprariis, Partiti ed opinione pubblica durante la grande guerra, in Atti del XLI Congresso di Storia del Risorgimento (Trento,
9-13 ottobre 1963), Roma 1965, pp.75-87; R. De Felice, Mussolini il
rivoluzionario. 1886-1920, Torino 1965; L. Salvatorelli, Neutralismo
e interventismo, in Atti del XLI Congresso di Storia del Risorgimento
(Trento, 9-13 ottobre 1963), Roma 1965, pp. 5-50; L. Valiani, Le origini
della guerra del 1914 e dellintervento italiano nelle ricerche e nelle pubblicazioni dellultimo ventennio, in Atti del II convegno degli storici italiani
e sovietici (Roma, maggio 1966), Roma 1968, pp. 213-245; H. P. Willmott, First World War, Londra 1980, trad. it. La prima guerra mondiale,
Milano 2004; G. Forti, A Sarajevo, il 28 giugno, Milano 1984; M. Baratto, La mia guerra ignorata dalla storia. Diario di un soldato sul Carso e
in Serbia 1916-1919, Gorizia 1989; L. Fabi, La prima guerra mondiale
1915-1918, Roma 1998; P. Giacomel, Camminavano verso lItalia. 14
maggio 1917 - 18 agosto 1918, diario di guerra di Alfonsino Ciliento,
Novale 2000; F. Minniti, Il Piave, Bologna 2000; J. R. Schindler, Isonzo. Il massacro dimenticato della Grande Guerra, Gorizia 2002; 19151918 cento foto una guerra, a cura di L. Fabi, F. Macchieraldo, Biella
2002; E. Faldella, La Grande Guerra. Le battaglie dellIsonzo 1915-1917,
Chiari 2004; Id., La Grande Guerra. Da Caporetto al Piave 1917-1918,
Chiari 2004; E. Friedrich, Guerra alla guerra. 1914-1918: scene di orrore quotidiano, Milano 2004; M. Isnenghi, La Grande Guerra, Firenze
2005; V. Rabito, Terra matta, Torino 2007; F. Favre, La Marina nella
Grande Guerra, Udine 2008; I segni della guerra. Pisa nel primo conflitto
mondiale, catalogo della mostra (Pisa, Palazzo blu, 28 marzo-5 luglio
2015), a cura di A. Cibelli, C. Stiaccini, Pisa 2015.
Elementi di bibliografa di arte: in realt non esiste ununica pubblicazione che sia dedicata alla foritura dellarte durante o in relazione
alla prima guerra mondiale. Potremmo anzi dire che questo testo
un tentativo di offrire una panoramica in questo senso. Di sicuro il
referenze
fotografiche
Giacomo Balla, Carlo Carr, Tommaso Cascella, Otto
Dix, Achille Luciano Mauzan,
Gino Severini, Mario Sironi,
by SIAE 2015.
Tutte le immagini appartengono allArchivio Giunti, a
eccezione di: copertina (su
concessione del MiBACT, Soprintendenza BSAE per le
province di Ve, Bl, Pd e Tv/cortesia uffcio stampa La guerra
che verr non la prima); p. 4
( Stefano Bianchetti/Corbis/
Contrasto); p. 6a (per concessione del Ministero per i Beni
e le Attivit Culturali/Archivio
Alinari, Firenze); p. 6b ( Nimatallah G./DeA Picture Library, concesso in licenza ad
Alinari); p. 9 ( ChristianFallini - Fotolia.com); p. 10 (

50

Lessing E./DeA Picture Library, concesso in licenza ad Alinari); p. 11 ( Kameraauge


- Fotolia.com); p. 12 ( Photo by Time Life Pictures/Timepix/The LIFE Images Collection/Getty Images); p. 13
(
Keystone-France/Gamma-Keystone via Getty Images); p. 14 ( Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi); p.
16 ( Araldo de Luca/Corbis);
p. 17 ( MONDADORI PORTFOLIO/Electa su concessione del MIBACT); p. 18 ( Dagli Orti A./DeA Picture Library,
concesso in licenza ad Alinari); p. 19 ( 2015 Digital image, The Museum of Modern
Art, New York/Scala, Firenze);
pp. 20-21 ( 2015 Digital image, The Museum of Modern
Art, New York/Scala, Firenze); p. 25 ( Fototeca Storica
Nazionale Ando Gilardi); p. 27

movimento artistico che fu pi direttamente legato allevento bellico in questione il futurismo, anche se bene, per comprendere la problematica italiana, partire dallinizio del Novecento. A questo proposito, pu essere utile
il catalogo di una bella mostra a suo tempo aperta a Roma: Legami e corrispondenze. Immagini e parole attraverso il 900 romano, catalogo della mostra
(Galleria darte moderna di Roma capitale, 28 febbraio-29 settembre 2013),
a cura di F. Pirani, G. Raimondi, Roma 2013. Sul futurismo ricordiamo soltanto: E. Coen, Futurismo, fascicolo monografco allegato ad Art e Dossier,
2, maggio 1986; Futurismo & Futurismi, catalogo della mostra (Venezia, palazzo Grassi, maggio-settembre 1986), a cura di P. Hulten, Milano 1986; F.
Benzi, Il Futurismo, Milano 2008; G. D. Bonino, Manifesti futuristi, Milano
2009. Com ovvio, a questi riferimenti possono aggiungersi quelli relativi alle
biografe dei singoli protagonisti, come Boccioni e Balla; per esempio: G. Di
Milia, Boccioni, fascicolo monografco allegato ad Art e Dossier, 133, aprile
1998;F. Benzi, Balla. Genio futurista, Milano 2008. Per avere un panorama
completo, per, bisogna far riferimento anche ad altri fenomeni come quello
delle illustrazioni di guerra Amos Scorzon e Anselmo Ballester: illustrazione
e decorazione agli inizi del 900, catalogo della mostra (Roma, Museo centrale
del Risorgimento, 2 giugno-30 luglio 2003), a cura di M. Pizzo, Roma 2003
, oppure delle fotografe di guerra M. Pizzo, Fondo fotografico della Prima
Guerra Mondiale. Inventario, in Fotografie del Risorgimento Italiano, a cura di
M. Pizzo, Repertori del Museo Centrale del Risorgimento, 1, Roma 2004
o, ancora, dei pittori-soldato Venezia tra arte e guerra 1866-1918. Opere di
difesa, patrimonio culturale, artisti, fotografi, catalogo della mostra (Venezia,
Biblioteca nazionale marciana, Sale monumentali-Libreria sansoviniana, 12
dicembre 2003 - 21 marzo 2004), a cura di G. Rossini, Venezia 2003 , a cui
devono affancarsi studi monografci mirati a indagare la poetica di alcuni
protagonisti della pittura di allora, come Cascella I Cascella. Basilio, Tommaso, Michele, Gioacchino, un secolo di pittura, dal Verismo al Postimpressionismo, catalogo della mostra (Pescara, Museo darte moderna Vittoria Colonna,
6 luglio-17 novembre 2013), a cura di G. Benedicenti, R. Cordisco, Pescara
2013 , Sironi Sironi e la Grande Guerra. Larte e la Prima guerra mondiale
dai futuristi a Grosz e Dix, catalogo della mostra (Chieti, Museo palazzo de
Mayo, 22 febbraio-25 maggio 2014), a cura di E. Pontiggia, Torino 2014; Mario Sironi 1885-1961, catalogo della mostra (Roma, Complesso del Vittoriano,
4 ottobre 2014 - 8 febbraio 2015), a cura di E. Pontiggia, Milano 2014 o
Cambellotti A. Villani, Duilio Cambellotti e le glorie militari nazionali: il compito non facile della decorazione delle Sale delle Bandiere a Castel SantAngelo,
in Castel SantAngelo e la Grande Guerra, catalogo della mostra (Roma, Castel
SantAngelo, 6 maggio-30 novembre 2014), a cura di E. Ludovici, E. Martinez, Roma 2014, pp. 49-79. Infne, c il grande fenomeno dei monumenti
commemorativi indagato tanto in termini generali La scultura monumentale negli anni del fascismo. Arturo Martini e il monumento al Duca di Aosta,
a cura di P. Fossati, Torino 1992 , quanto esaminando le singole fgure degli
artisti per esempio: Angelo Rossetto da Maser scultore. 1886-1927, catalogo
della mostra (Maser, Treviso, villa Ca Nani-Sede municipale, 2 ottobre-30 novembre 1988), a cura di A. Facchin, Montebelluna 1988. Inoltre, un effcace
strumento dindagine, almeno iniziale come prima ricognizione pu essere il
sito Monumenti Italiani della Grande Guerra (http://www. monumentigrandeguerra.it), attivo dal 2008 e curato tanto dal Museo civico del Risorgimento di
Bologna, quanto dal Museo storico italiano della guerra di Rovereto.

(MCRR Cassetto XLII-34); p.


29 (MCRR Cassetto XLI-38);
pp. 31-32 (cortesia Libreria antiquaria Gonnelli - Casa daste
via Ricasoli 14r, Firenze); pp.
30, 33 (MCRR); p. 36 ( Istituto Luce/Gestione Archivi Alinari, Firenze); p. 37 ( Museo
civico del Risorgimento di Bologna); pp. 38a-39a ( RealyEasyStar); p. 38b (foto Marco
Bussagli); p. 40a ( RealyEasyStar/Luigi Renzi); pp. 40b,
41a ( Giuseppe Schiavinotto,
Roma); p. 40c ( MONDADORI PORTFOLIO/Electa/Antonio Quattrone su concessione
del MIBACT); p. 41b ( Cigolini G./DeA Picture Library, concesso in licenza ad Alinari); p.
44a ( Bridgeman Images/Archivi Alinari); p. 44b ( Giovanni Lattanzi); p. 45 ( DeA
Picture Library, concesso in licenza ad Alinari).

Art e Dossier
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allegato al n. 322
Giugno 2015
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Claudio Pescio
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Il volume affronta, con unamplissima documentazione visiva, il tema


del rapporto tra i regimi dittatoriali del Novecento e le arti.
La macchina propagandistica nella Germania nazista, nellItalia fascista come nellUnione Sovietica coinvolge ogni aspetto della comunicazione. Pittura, scultura, cinema, grafica, ma anche architettura e
progetto urbano diventano vettore di trasmissione di ideali nazionalisti
e ideologici, di unidea di razza, di famiglia, di popolo.

vracoperta

ARTISTI
93.
239.
221.
11.
218.
247.
163.
170.
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1.
217.
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233.
314.
99.
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37.
28.
230.
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74.
134.
296.
251.
219.
226.
118.
3.
305.
173.
193.
78.
231.
147.

ALBERTI L. B.
ALMA-TADEMA
ANTONELLO DA MESSINA
ARCIMBOLDI
ARNOLFO DI CAMBIO
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CARAVAGGIO
CARAVAGGIO.
Gli anni giovanili
CARAVAGGIO.
Le origini, i modelli
CARAVAGGIO.
Gli ultimi anni
CARPACCIO
CARR
ANNIBALE CARRACCI
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CZANNE
CZANNE. I temi
CHAGALL
CHARDIN
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CORREGGIO
CORCOS
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CRIVELLI
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DE CHIRICO
DE CHIRICO METAFISICO
DEGAS
DEGAS tra antico e moderno
DELACROIX
DELLA ROBBIA
DE NITTIS
DEPERO
DE PISIS
DERAIN
DOMENICHINO
DONATELLO
DOSSO DOSSI
DUBUFFET
DUCCIO DI BUONINSEGNA
DUCHAMP
DRER
EL GRECO

63.
196.
101.
265.
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164.
126.
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32.
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290.
246.
154.
220.
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140.
40.
311.
143.
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61.
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162.
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174.
86.
213.
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43.
29.
282.
161.
112.
123.
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67.
189.
215.
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91.
275.
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200.
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55.
225.

ERNST
ESCHER
FATTORI
LEONOR FINI
FONTANA
FRANCESCO
DI GIORGIO MARTINI
FRIEDRICH
FSSLI
GAUD
GAUGUIN
GAUGUIN a Tahiti
GENTILE DA FABRIANO
ARTEMISIA GENTILESCHI
GERICAULT
GHIBERTI
GHIRLANDAIO
GIACOMETTI
GIAMBOLOGNA
GIORGIONE
GIOTTO. La pittura
GIOTTO. Larchitettura
GIULIO ROMANO
GOYA
BENOZZO GOZZOLI
GUARDI
GUERCINO
GUTTUSO
HARING
HAYEZ
HIROSHIGE
HOLBEIN
HOPPER
INGRES
KAHLO
KANDINSKIJ
KLEE
KLIMT
KLIMT. Il modernismo
KLIMT. Le donne
KLINGER
KOKOSCHKA
LEGA
LGER
LEMPICKA
LEONARDO
LEONARDO. Lanatomia
LEONARDO. Il Cenacolo
LEONARDO. I codici
LEONARDO. Il disegno
LEONARDO. La Gioconda
LEONARDO. La pittura
LEONARDO. Il ritratto
LEONARDO.
La tecnica pittorica
LICHTENSTEIN
LIGABUE
FILIPPINO LIPPI
FILIPPINO LIPPI
e lUmanesimo fiorentino
FILIPPO LIPPI
LONGHI
PIETRO E AMBROGIO
LORENZETTI
LOTTO
LOTTO. I simboli
MAGRITTE
MALEVIC

MANET
MAN RAY
MANTEGNA
MANTEGNA
e la corte di Mantova
184. MANZ
56. SIMONE MARTINI
116. MASACCIO

192.
33.
274.
214.
9.
150.
202.
88.
125.
223.
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30.
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48.
171.
201.
50.
117.
312.
106.
96.
98.
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69.
82.
151.
197.
19.
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157.
71.
262.
72.
241.
186.
113.
132.
266.
177.
110.
54.
97.
7.
298.
198.
212.
65.
222.
27.
81.
66.
235.
114.
243.
320.
238.
308.
95.
44.
182.
185.
64.
188.
179.
60.
108.
248.
53.
175.
115.

MASOLINO
MATISSE
MATISSE e il Mediterraneo
MEMLING
MICHELANGELO
MICHELANGELO.
Gli anni giovanili
MICHELANGELO. Il David
MICHELANGELO.
Il Giudizio universale
MICHELANGELO.
La scultura
MICHELANGELO.
Gli ultimi anni
MIR
MODIGLIANI
MONDRIAN e de Stijl
MONET
MONET. I luoghi
MOORE
MORANDI
MOREAU
MORRIS
MUCHA
MUNCH
PALLADIO
PALMA IL VECCHIO
PAOLO UCCELLO
PARMIGIANINO
PELLIZZA DA VOLPEDO
PERUGINO
PICASSO
PICASSO. Da Guernica
a Massacro in Corea
PICASSO. La scultura
PIERO DELLA FRANCESCA
PIERO DI COSIMO
PIETRO DA CORTONA
PINTORICCHIO
PIRANESI
PISANELLO
PISSARRO
I POLLAIOLO. La pittura
POLLOCK
PONTORMO
POUSSIN
RAFFAELLO
RAFFAELLO e le dimore
del Rinascimento
RAFFAELLO in Vaticano
RAUSCHENBERG
REDON
REMBRANDT
REMBRANDT e Amsterdam
RENI
RENOIR
RIBERA
RIVERA
RODIN
SALVATOR ROSA
MEDARDO ROSSO
ROTHKO
ROSSO FIORENTINO
ROUSSEAU IL DOGANIERE
RUBENS
SARGENT
SAVINIO
SCHIELE
SCHIELE. Gli autoritratti
SEGANTINI
SEURAT
SEVERINI
SIGNAC
SIRONI e il Novecento
SISLEY
TIEPOLO

89. TINTORETTO
228. TINTORETTO.
I temi religiosi
285. TINTORETTO.
Ritratti, miti, storie
47. TIZIANO
306. TOULOUSE-LAUTREC
237. COSM TURA
203. TURNER
224. UTAMARO
286. VAN DER WEYDEN
122. VAN DYCK
131. VAN EYCK
22. VAN GOGH
187. VAN GOGH
tra antico e moderno
278. VASARI
94. VELZQUEZ
292. VERMEER
142. VERONESE
209. VERONESE.
La pittura profana
105. WARHOL
256. FRANK LLOYD WRIGHT
303. ZURBARN

TEMI E MOVIMENTI
250. ACTION PAINTING.
La scuola di New York
1943-1959
199. ART DCO
38. ARTE AFRICANA
240. ARTE AMERICANA
1620-1913
15. ARTE A SIENA
da Duccio a Jacopo
della Quercia
23. ARTE BIZANTINA
242. ARTE CINESE
289. ARTE DEL CORPO.
Dallautoritratto alla Body Art
4. ARTE E ALCHIMIA
10. ARTE E ASTROLOGIA
300. ARTE E CIBO
181. ARTE EGIZIA
267. ARTE E ILLUSIONE
322. LARTE E LA PRIMA
GUERRA MONDIALE
156. ARTE ELETTRONICA
253. ARTE E SCIENZA.
Da Leonardo a Galileo
169. ARTE ETRUSCA
268. ARTE E VINO
245. ARTE GRECA
261. LARTE INCA
e le culture preispaniche
del Per
236. ARTE ISLAMICA
294. LARTE MAYA
284. ARTE POVERA
25. ARTE PRECOLOMBIANA
259. ARTE ROMANA
291. LE ARTI E IL FASCISMO.
Italia anni Trenta
31. ART NOUVEAU
52. ASTRATTISMO
41. AVANGUARDIE RUSSE
119. BAUHAUS
26. BIENNALE DI VENEZIA
316. I BRONZI DI RIACE
6. CAPOLAVORI DA SALVARE
109. CARAVAGGISTI
16. CINEMA E PITTURA
299. CUBISMO
90. DADA

DOSSIER IN PREPARAZIONE: EXPO! Arte ed esposizioni universali

194. DER BLAUE REITER


244. DESIGN ITALIANO
del XX secolo
276. DISEGNO ITALIANO
del Quattrocento
127. ESPRESSIONISMO
263. I FAUVES
252. FUTURISMO.
La prima avanguardia
283. I GIOTTESCHI
34. GOTICO
INTERNAZIONALE
20. GUGGENHEIM
73. IMPRESSIONISMO
159. IMPRESSIONISMO.
Le origini
149. IMPRESSIONISMO,
Van Gogh e il Giappone
309. LEONARDESCHI.
Leonardo e gli artisti lombardi
17. MACCHIAIOLI
269. MANIERISMO
279. MARI DEL SUD.
Artisti ai tropici
dal Settecento a Matisse
255. I MEDICI E LE ARTI
24. IL MITO DELLEGITTO
NEL RINASCIMENTO
304. I NABIS
206. NAPOLEONE E LE ARTI
46. LA NATURA MORTA
178. NEOCLASSICISMO
321. NUOVA OGGETTIVIT
83. OROZCO, RIVERA,
SIQUEIROS.
Muralismo messicano
307. OTTOCENTO ITALIANO.
La pittura
288. IL PAESAGGIO
310. PITTURA OLANDESE.
Il Secolo doro
191. POMPEI. La pittura
36. POP ART
5. PRERAFFAELLITI
195. PRIMITIVISMO
273. IL RISORGIMENTO
nella pittura italiana
301. LA ROMA DEI PAPI
Il Rinascimento
258. LA SCAPIGLIATURA
297. SCULTURA
DEL QUATTROCENTO
a Firenze
144. SECESSIONE VIENNESE.
Da Klimt a Wagner
128. SIMBOLISMO
315. STREET ART
318. SURREALISMO
295. TARDO IMPERO.
Arte romana al tempo
di Costantino
18. IL TESORO DEI MEDICI
183. TRANSAVANGUARDIA
8. LA VIA DELLARTE
tra Oriente e Occidente

LARTE E LA PRIMA GUERRA MONDIALE MARCO BUSSAGLI

La pi ricca collana di monografie darte del mondo