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Raccolta di citazioni

tratte da
Cronache Marziane
di Ray Bradbury

Pag.

Citazione

Commento

10

Bevi alla mia salute


solo con i tuoi
Drink to me only with thine eyes; And I will pledge with mine, cant Ylla
occhi; e io brinder
dolcemente, piano, con voce soave. Or leave a kiss within the cup, And I'll not alla tua con i miei,
ask for wine.
o deponi un bacio
nella coppa, e non
cercher pi vino.

72

Noi terrestri abbiamo il genio di rovinare le cose grandi e belle. La sola


ragione per cui non abbiamo messo delle bancarelle di hot dog nell'antico
tempio egizio di Karnak perch si trova fuori mano e commercialmente non
serve a nulla. E l'Egitto una piccola parte della Terra.

117

C'era come un odore di Tempo, nell'aria della notte. Toms sorrise all'idea,
continuando a rimuginarla. Era una strana idea. E che odore aveva il Tempo,
poi? Odorava di polvere, di orologi e di gente. E che suono aveva il Tempo?
Faceva un rumore di acque correnti nei recessi bui d'una grotta, di voci
querule, di terra che risuonava con un tonfo cavo sui coperchi delle casse, e
battere di pioggia. E, per arrivare alle estreme conseguenze: che aspetto aveva
il Tempo? Era come neve che cade senza rumore in una camera buia, o come
un film muto in un'antica sala cinematografica, cento miliardi di facce cadenti
come palloncini di capodanno, gi, sempre pi gi, nel nulla. Cos il Tempo
odorava, questo era il rumore che faceva, era cos che appariva. E quella notte
- Toms immerse una mano nel vento fuori della vettura - quella notte tu quasi
lo potevi toccare, il Tempo.

123

Il mio cuore batte, il mio stomaco ha fame, la mia bocca ha sete. No, n morti
n vivi, tu e io. Pi vivi di ogni altra cosa. Ma presi in mezzo, direi. Due
sconosciuti che si sfiorano nelle tenebre della notte, ecco che cosa siamo. Due
sconosciuti in cammino.

145

Esegu un'architettura di Bach, pietra squisita su pietra squisita, elevando una


cos vasta cattedrale armoniosa che le porte pi lontane erano a Ninive e la
cupola estrema nel palmo sinistro di San Pietro. La musica rimase salda e non
rovin nemmeno alla fine, ma si fuse con una serie di grandi nuvole bianche
che la portarono via, in regioni lontanissime.

180

Diventati adulti senza ricordi, i robot aspettavano. Sotto verdi stoffe di seta
color degli stagni nella foresta, in drappi color delle rane o delle felci,
aspettavano. Con bionde parrucche color del sole o della sabbia, aspettavano.
Bene oliati, le ossa tubolari intagliate nel bronzo e immerse nella gelatina,
aspettavano. In bare per i non morti e i non vivi, in casse di legno, i
metronomi aspettavano di essere messi in moto. C'era un odore acuto di
lubrificanti e metalli torniti. C'era il silenzio dei cimiteri. I robot: sessuati ma

privi di sessualit, battezzati ma senza nome. Con ogni particolare preso a


prestito dall'umanit meno l'umanit stessa, i robot fissavano i coperchi
inchiodati delle casse con la scritta "Franco di porto" in una morte che non era
nemmeno morte, perch non c'era mai stata la vita.

191

La pioggia azzurra cadeva dolce sulla casa. Quella sera, alle nove, andarono a
letto e rimasero sdraiati in silenzio, mano nella mano, lui cinquantacinque
anni, lei sessanta, nel buio mormorante di pioggia.

214

La giovane donna sedeva sul banco del timone, tranquillamente. I suoi polsi
erano come ghiaccioli, gli occhi limpidi e grandi come le due lune, bianchi e
immoti. Il vento la investiva e, come un'immagine che si rifletta sulle fredde
acque, tremolava, con la seta che garriva sul suo corpo fragile in cenci di
pioggia azzurra.