Sei sulla pagina 1di 13

IL MARXISMO

di Dagoberto Husayn Bellucci

"Ogni giorno gli ebrei e la loro banca estendono il loro dominio sull'Europa e
sull'illuminismo, su tutta la civilt, ma soprattutto sul socialismo perch sar proprio con il
suo aiuto che l'ebreo eliminer il cristianesimo! Allora non rester che l'anarchia e l'ebreo padrone - potr governare il mondo!"
( Fdor Michajlovic Dostoevskij )
"Tutte le rivoluzioni comuniste sono niente pi che rivoluzioni ebraiche. Pensate,
organizzate, finanziate e personalmente attuate da elementi ebraici"
(Henry Ford - "L'Ebreo Internazionale")
L'apparizione sul palcoscenico della storia mondiale dell'ideologia marxista rappresenta una
delle pi rilevanti questioni relative ai processi di degenerazione intervenuti nell'Europa del
XIXmo secolo ed una ricognizione analitica 'doverosa' per una comprensione pi
approfondita delle dinamiche sovversive che hanno caratterizzato il Vecchio Continente
dall'epoca dei Lumi fino ai giorni nostri.
Inevitabilmente un'analisi del marxismo dovr tener conto sia del clima storico sia della
prassi ideologica e metodologica proprie di una forza rivoluzionaria che - nel senso antitradizionale - si posta fin dalle sue teorizzazioni quale autentica "contro-Chiesa" attuando
un completo ribaltamento dei valori ed operando alla stregua di un virus interno alle societ
europee.
Al di l delle fuorvianti derive reazionarie e borghesi tipiche di una mentalit da destra
beghina e neoconservatrice occorre sottolineare come l'anti-comunismo , intendendo il
comunismo marxista nella sua valenza di forza anti-tradizionale e sovversiva qual',
appartenga di diritto - e anche de facto - al nostro bagaglio culturale , ideologico e politico
nonch risulti 'coerentemente' conforme alla nostra adesione spirituale all'Islam tradizionale
e rivoluzionario del compianto Imam Khomeini (che non casualmente...come 'sempre'...una
volta instaurata la Repubblica Islamica in Iran soppresso i traditori e i nemici dello Stato
rappresentati 'anche' dai dirigenti e militanti del Partito Comunista Iraniano o Tudeh che dir
si voglia (1).... quinte colonne al servizio del Cremlino e di Mosca e nemici spietati dei
valori spirituali dell'Islam come i loro padroni moscoviti) ; ci non modifica 'ovviamente'
quanto gi pi volte sottolineato circa l'inutilit di un'anti-comunismo senza comunismo nel
Terzo Millennio e la necessit di fuoriuscire dalle logiche schmittiane della dicotomia
Fascismo/Anti-fascismo esistenti nella societ italiana dove al mito della "resistenza"
'partigiana' e della "costituzione antifascista" si sono andati parallelamente opponendosi il
nazionalismo senza sovranit nazionale e l'anti-comunismo viscerale delle forze della destra
reazionaria "a stelle e strisce".
A completamento di questo triste quadro generale si deve sottolineare infine l'errata

interpretazione fatta del marxismo , in tutte le sue varianti ideologiche, da ambienti per i
quali era inevitabile (...stava gi nelle 'premesse'...) l'adesione pi o meno 'sbracata' al
moderno 'berlusconismo' imperante.... Per 'intenderci' siamo anti-comunisti prima di , senza
di e meglio del "cavaliere" e soprattutto non abbiamo bisogno di 'lezioni' da chicchessia: n
dei 'revisionismi' funzionali alla Pansa e tantomeno dei "kippizzati" mea culpa dei Fini di
turno...
Analizzando l'ideologia, l'esperienza storica ed alcune delle figure principali - teorici e
dirigenti - dell'esperienza marxista scrivevamo diciassette anni or sono (2) di un "vero volto
del comunismo" ossia dell'influenza giudaica sull'elaborazione dottrinale, la prassi
propagandistica, la metodologia rivoluzionaria e la violenza politica applicate nel corso di
un secolo e mezzo da tutti i capi comunisti eterodiretti dall'Internazionale Ebraica.
Dall'esperienza del movimento degli eguali di Gracco Babeuf all'ondata rivoluzionaria
borghese (la rivoluzione del Terzo Stato) con Karl Mordechai Marx si passer alla
definizione di un'ideologia sovversiva e rivoluzionaria adatta al Quarto Stato , al proletariato
mondiale, che elabora una teoria incentrata sul "mito" della questione sociale creazione
tipicamente ebraica che, come spesso stato ricordato, nasce da crani ebraici. Non sar la
questione sociale a generare il marxismo bens Marx ed i suoi collaboratori ad generare la
questione sociale nel Vecchio Continente dando all'idea socialista una visione messianica e
atea della storia su basi economicistiche.
Marx non mai stato un economista, tutt'al pi si occupato di merci. Premesso ci
importante sottolineare le influenze intervenute nella vita del giovane Marx.
"Inizialmente , il futuro 'inventore' del comunismo moderno, Karl Marx (...) era un fervente
cristiano, almeno stando alle sue prime opere scritte. In un tema scolastico di religione,
intitolato "Unione dei fedeli con Cristo", annotava quanto segue: "L'unione con Cristo dona
elevazione interiore , conforto nel dolore, tranquilla certezza e cuore aperto all'amore del
prossimo, ad ogni cosa nobile e grande, non gi per ambizione n brama di gloria, ma solo
per amore di Cristo". Altri scritti giovanili contengono simili manifestazioni di elogio verso
i temi cristiani. Ma pi avanti , durante gli studi superiori, qualcosa di misterioso trasform
il giovane Marx. Questo avvenne molto tempo prima che Moses Hess nel 1841 lo
conducesse a far sue le convizioni socialiste. Un carattere fragile, in balia delle correnti di
pensiero e di fede? Un avvenimento sconosciuto, un processo trasformativo sfuggito ai
biografi pro e contro Marx, aveva indotto lo stesso a divenire uno strenuo nemico della
religione. "Voglio vendicarmi di Colui che regna al di sopra di noi" scriveva nel poema
"Invocazioni di un disperato". (...) Nel poema appena citato troviamo altre parole
significative che se non risolvono l'arcano che sembrano occultare, perlomeno indicano il
seme della ritorsione: "E ormai non mi rimane pi che la vendetta/ Voglio costruirmi un
trono sulle alture...". Sembra che il posto di Dio sia stato preso nel cuore di Marx da un altro
dio, un dio di angoscia e terrore, ma ugualmente potente. (...) In un altro poema , "Il
Menestrello", Marx ammette: "I vapori infernali mi salgono al cervello/ e lo riempiono
finch io divento pazzo/ E il mio cuore completamente mutato/ Guarda questa spada/ Il
principe delle tenebre me l'ha venduta". E' la confessione di una tragedia reale , interiore?
Un indizio per capire meglio l'allucinante mondo 'marxiano' ci viene dal poco noto dramma
giovanile intitolato "Oulanem" (che corrisponde all'inversione anagrammata del nome sacro
Emanuele, il cui significato biblico "Dio con noi"): "Egli batte il tempo e d il segnale/
Sempre pi arditamente/ io suono la danza della morte/ Ed anch'essi sono Oulanem,
Oulanem/ Questo nome risuona come la morte/ poi si prolunga fino a spegnersi
miseramente/ Smettete! L'ho afferrato!/ S'innalza adesso dal mio spirito/ Chiaro come l'aria,

consistente come le mie proprie ossa". (3)


Ipotesi demonologiche del marxismo ne sono state apportate diverse, da numerosi autori (4)
e in distinte sedi. Realt storiche relative all'influenza di altri soggetti ebrei nella vita del
Marx (anch'egli di origini giudaiche e nipote del rabbino di Treviri) anche; scrivevamo in
proposito: "Fra questi colui che, non a torto, considerato il vero padre del socialismo
scientifico senz'altro Moses Hess colui che influir pi di qualsiasi altro sulle tendenze
rivoluzionarie dell'allora giovane Marx. Ebreo come Marx, comunista come Marx, Moses
Hess fu - come tutti i componenti delle comunit israelitiche - un convinto razzista,
esprimendo nel suo volume "Roma e Gerusalemme" (una requisitoria, serrata contro il
paganesimo e il cristianesimo europei) le principali tesi che circa trent'anni pi tardi
sarebbero state riprese e ampliate da Theodor Herzl e dal movimento sionista. "La lotta di
razza prioritaria, dopo viene quella di classe! Il problema razziale traspare in tutti i
problemi di nazionalit e libert. Tutta la storia del passato una lotta tra classi e razza!" (5)
L'influenza di Hess sar determinante per l'evoluzione del pensiero del giovane Marx il
quale, redattore della rivista tedesca "Rheinische Zeitung", fino a quel momento non dava
alcun credito alle parole d'ordine del comunismo dell'epoca scrivendo tra l'altro che
"tentativi da parte delle masse in vista di promuovere queste idee comuniste devono essere
accolti a colpi di cannone non appena diventano un pericolo..." (6)
"Secondo Hess - scrive Piero Mantero (7) - sar proprio Marx "a dare il colpo di grazia alla
religione e alla politica medievali". Gearg Jung, un amico a quell'epoca di Marx, scrive: "Il
dr. Marx, il dr. Bauer e L. Feuerbach s'associano per fondare una rivista teologico-filosofica.
Il vecchio buon Dio far bene , allora, a circondarsi di tutti i suoi angeli e a compassionarsi,
perch questi tre uomini l'espelleranno sicuramente dal suo paradiso e, per giunta, gli
intenteranno un processo."
E' in questo periodo storico che si deve collocare la conversione di Marx al socialismo
scientifico che dar i suoi frutti immondi nella compilazione del noto "Capitale" e nel
"Manifesto dei Lavoratori Comunisti" i quali per il nipote del rabbino di Treviri nient'altro
dovevano rappresentare che un'esca "per attirare proletari e intellettuali a quest'ideale
diabolico" come sostiene il pastore protestante Wurmbrand nella sua opera.
Il socialismo scientifico marxista resta un'utopia. Un'utopia pericolosa. Un vero e proprio
grimaldello ideologico e filosofico utilizzato per decenni, a partire dalla met del XIXmo
secolo e fino a pochi decenni or sono, da una casta di intellettuali per manovrare a proprio
piacimento e per i propri interessi i lavoratori e le classi disagiate, "il proletariato mondiale",
chiamate alla mobilitazione permanente in vista della conquista terrena di un vero e proprio
eden (...l'assalto al cielo di marxistica memoria...) presentandosi il marxismo come una sorta
di nuova religione, o - per essere pi esatti - come la contro-religione per eccellenza.
L'ideologia marxista avversaria di qualunque valore: nega Dio come nega lo Stato, si
proclama avversaria di qualsivoglia ordine costitutivo, sul piano ideologico ostile a
qualsiasi istituzione che deve essere abbattuta in quanto espressione della societ borghese
da abbattere , disintegrare e sostituire da un nuovo ordine mondiale ateo, socialista,
comunista.
"La verit centrale del bolscevismo : disintegrazione dell'individuo. - scrive Julius Evola
(8) - Il nuovo vangelo, che esso proclama, l'"uomo collettivo", "l'uomo-folla", l'elemento
impersonale di un ente plurimo, titanico, poliartico, arimanico, che "non ha nome" come

non ha capo. La potenza ed il diritto assoluto spettano a quest'ente: a lui l'impero del futuro.
Dichiarato "superiore categoria" , dinanzi a lui il singolo realizzer lo stesso senso di
inanit, che pu avere dinanzi alle forze fatali della natura. E vorr tutto questo. Distruggere
dunque al titolo di un male, di un nucleo negativo, tutto ci che nell'uomo pu aver valore di
autonomia e di individualit, tutto ci che pu comunque costituire un interesse staccato da
questa potenza impersonale - il compito che il bolscevismo assume come sua missione e
che oggi fa oggetto di un metodo preciso, radicale e ragionato, la cui formula :
meccanizzazione, disintellettualizzazione e 'razionalizzazione' di ogni attivit , su tutti i
piani. (...) L'idea che il progresso possa consistere in una "cultura" in senso classico, cio nel
compito di dignificazione , di superamento interno , di sviluppo dei singoli esseri, viene
derisa e respinta come il pi pericoloso dei veleni dell'era borghese. Ci che pu condurre
ad uno stadio superiore si ritiene invece essere una combinazione sociale esterna,
meccanica, puramente cumulativa degli esseri per mezzo dell'organizzazione e del
perfezionamento tecnico delle condizioni dell'esistenza materiale. Quando si tolga ogni
valore alla personalit ed all'interiorit, le membra si trasformano in parti, e la loro unit
deve essere appunto quella estrinseca di un meccanismo. Viceversa, la meccanizzazione il
metodo per cui ogni forma di vita pu essere spersonalizzata e collettivizzata: liberata dal
"male dell'Io", dall' "inutile ingombro della spiritualit" (espressioni dell'ideologia
bolscevica) , essa si ridurr ad un semplice elemento in fatale dipendenza da tutti gli altri
secondo rapporti esteriori collettivi."
Il bolscevismo sovietico , massima espressione e realizzazione dell'ideologia marxista,
dunque come negazione assoluta dell'uomo, dei suoi valori spirituali come della sua stessa
natura umana. Nell'esperienza bolscevica russa, o per esser pi chiari nel GiudeoBolscevismo che instaurer un autentico Golpe Ebraico nella Russia zarista nel 1917, e nella
prassi di sterminio rivoluzionario perpetrata lucidamente e fanaticamente dagli uomini della
Ceka (9) e dei servizi di sicurezza sovietici - dai commissari politici comunisti come dai
dirigenti del PCUS , dagli ufficiali dell'Armata Rossa come dai loro adulatori nei quattro
angoli del pianeta raccolti nell'Internazionale del Comintern - dunque ravvisabile la forma
pi bestiale , escrescenza infera per una collettivit di sub-umani presi al cappio dai loro
dirigenti giudei e dalla propaganda giudaico-marxista, di una societ che sprofonda in una
anarchia organizzata eretta a sistema di sfruttamento totalitario.
"L'anarchia - scrive Evola (10) - sar l'ultima parola e i popoli diverranno gli strumenti di
forze scatenate, fino a quando gli schieramenti irrazionali e materialistici fra "amici" e
"nemici" staranno a determinare ogni valore e a dirigere quindi l'azione: tanto che il
"nemico" , semplicemente in quanto tale, sar l'"ingiusto" e l'"amico" il giusto." in quanto il
nemico , in questo caso il Bolscevismo, non avr parole d'ordine di lealt n conoscer
l'onore e - come tale - dovr essere affrontato in tutta la sua crudele realt ideologica
prim'ancora che storica. Analizzando alcuni elementi fondanti l'esperienza giudaicobolscevica sovietica Evola afferma:
"La personalit , per il bolscevismo, un pregiudizio borghese. Il singolo non esiste. La
realt vera il collettivo. Il collettivo ha il supremo diritto. Esso politicizzato ed assume il
volto dell'ultima delle antiche caste tradizionali, quello dello schiavo da lavoro: il mondo
delle masse come rivoluzione proletaria in marcia. Su questa base il bolscevismo si dichiara
anti-liberale e anti-individualista. (...) L'individualismo sorto attraverso la negazione della
tradizione e della realt sovrannaturale, epper insieme all'illuminismo, al razionalismo e
allo scientismo. Il bolscevismo conduce alle estreme conseguenze tutte queste tendenze.
Esso un umanesimo integrale e solo per questo anche ateismo. Per il bolscevismo non

esiste che la massa umana e la sua evoluzione attraverso processi sociali , economici,
tecnici. Il suo Dio l'umanit, il suo vangelo il messianismo tecnico. (...) Il bolscevismo
totalitario. E' avversario di ogni cultura pura. Nulla deve cader fuori dallo Stato bolscevico.
Le forze dello spirito debbono avere una funzione politico-sociale (naturalmente in funzione
del proletariato) ovvero essere estirpate come veleni disgregatori. Con ci si ha il
capovolgimento dei rapporti gerarchici vigenti in ogni Stato normale e quindi una specie di
contraffazione diabolica del principio dell'unitariet. (...) Il bolscevismo si dichiara
internazionale. Anche il concetto di patria da esso relegato fra i pregiudizi borghesi e i
fantasmi della soggettivit. Di solito, come antitesi a questa attitudine viene posto il
concetto di nazione. Alla rivoluzione bolscevica viene opposta la rivoluzione nazionale.
Questo un punto piuttosto delicato , che purtuttavia bisogna chiarire. Se vero che il
bolscevismo nega ogni unit definita dall'idea di nazione, altrettanto vero che esso tende
ad una forma pi vasta di unit, definita da un nuovo tipo umano: il proletario comunista.
Secondo la costituzione sovietica, se uno straniero proletario comunista, egli fa parte
dell'Unione dei Sovieti e gode di tutti i diritti politici e civili corrispondenti..." (11)
Se queste risulteranno essere le premesse teoretiche e gli obiettivi del marxismo una volta
realizzata la rivoluzione ed edificato uno Stato sovietico (che non sar nient'altro che la
piattaforma utilizzata dal bolscevismo per lanciare ovunque la rivoluzione proletaria
mondiale) - il che porr oltretutto il problema a livello giuridico internazionale del
riconoscimento di un siffatto strumento di disintegrazione delle altrui entit nazionali conforme invece alle premesse di sovversione e al programma di degenerazione in senso
materialista sar anche l'attivit militante dei rivoluzionari "rossi".
Avevamo gi sottolineato come , per lo stesso Marx e per gli altri teorici del socialismo
scientifico, le rivoluzioni dei Lumi e quelle nazionali del 1848 non rappresentassero
nient'altro che manifestazioni dello spirito borghese. La Rivoluzione francese e le seguenti
attivit agitatorio-ribellistiche a tinte patriottiche che si svilupperanno qua e l in tutto il
continente europeo rientravano infatti ancora nello schema della conquista del potere da
parte del Terzo Stato, nella rivendicazioni di diritti civili, nell'affermazione strumentale delle
rivendicazioni su base etnico-nazionalistica dei popoli che , esperti agitatori alla Mazzini e
occulti manipolatori delle differenti logge della Frammassoneria internazionale, vennero
istigati a rivoltarsi in nome di "risorgimenti" essenzialmente avversi all'ancient regime e alla
restaurazione delle monarchie tradizionali.
La rivoluzione sognata dai marxisti arriver qualche decennio pi tardi con l'esperienza
fallimentare ma fondamentale della Comune parigina del 1871. Approfittando del disastro
delle armate di Napoleone III a Sedan , sobillati dai discepoli del Marx e dai teorici
dell'avvento di una societ egualitaria, i ceti pi poveri della capitale francese tentarono di
rovesciare con un colpo di mano le istituzioni nazionali repubblicane. L'esperienza della
Comune rappresent in effetti un momento decisivo per il movimento radicale marxista in
preparazione di quella Grande Rivoluzione che avrebbe trionfato cinquant'anni pi tardi in
Russia: inserendosi nel solco delle precedenti rivoluzioni borghesi del 1789 e del 1848
l'esperienza della comune rappresenter la prova generale per quella "rivoluzione proletaria
che l'Europa ancora non aveva conosciuto. Nella storia la rivoluzione francese stata la
prima rivoluzione della classe media borghese chiamata Terzo Stato. La Comune doveva
essere la prima rivoluzione della classe proletaria (...) del Quarto Stato!" (12)
Il fallimento dell'esperienza comunarda francese - eterodiretta dalla cricca ebraicomassonica dell'Alleanza Universale Israelitica (primo esperimento "lobbistico" di chiara

matrice giudaica promosso fin dal 1860 da Adolphe Cremieux) - non doveva comunque
abbassarsi il livello di scontro che il comunismo intendeva portare contro tutti gli Stati e
contro ogni istituzioni in particolare contro quelle monarchie assolutistiche che ancora si
tenevano attorno ai principii tradizionali in particolare contro l'impero di Russia.
L'ondata rivoluzionaria (della quale ci ha lasciato un chiaro ritratto lo scrittore Dostoevskij
nel suo romanzo "I Demoni") che si abbatter contro il trono dello Zar a partire dal 1860
sar eterodiretta da elementi giudei: "sorsero decine di organizzazioni rivoluzionarie fra cui
ricordiamo la Zemlijia e Volija ("Terra e Libert") del 1865, la Molodaja Rossia ("Giovane
Russia") del 1867, l'anarchica Narodnaja Rasprava ("Giustizia Popolare") il cui
"supervisore" fu il capo-popolo Nechaev. Fra tutte queste organizzazioni si distinse
particolarmente la Narodnaja e Volija ("Giustizia e Libert") creata nel 1879 dall'ebreo
Nicolaj Morozov e dal suo correligionario Pavel Askel'rod. Gli ebrei che furono ai vertici di
tutte queste organizzazioni (e anche delle successive che sorsero sul finire del secolo) si
distinsero anche come i pi temibili terroristi e i pi audaci esecutori materiali dei tanti
episodi di violenza che insanguinarono il paese nell'arco di quasi mezzo secolo. Per
comodit ne elenchiamo qui di seguito in ordine cronologico alcuni:
9/02/1879: il principe Dimitrj Kropotkin, Governatore di Charcov, viene colpito a morte
dall'ebreo Grigorij Goldemberg.
1/03/1881: lo zar Alessandro II cade vittima (dopo sette precedenti tentativi falliti)
dell'attentato dell'ebrea Vera Zalusc (autrice di un altro riuscito attentato nel 1878 al
governatore generale di Mosca, il generale Trepov).
La morte dello zar diede "respiro" alle attivit sovversive e scaten feroci pogrom popolari
contro gli ebrei (...). La sovversione rossa comunque continu a procreare nuove
organizzazioni e nuovi nuclei armati: del 1881 la fondazione dell'Hovezei Sion ("Amanti
di Sion") , movimento nato ad Odessa, che si rifaceva apertamente all'idea biblica del
ritorno in Palestina, vero e proprio precursore del sionismo di Herzl. Nel 1898 venne creato
anche il Partito Operaio Social-Democratico (da cui si sarebbe scissa anni dopo l'ala
bolscevica) in cui 3 ebrei figuravano fra gli uomini del direttivo (che in totale ne
comprendeva 9). Nel 1900 fece la sua apparizione il Partito Social-Rivoluzionario
(denominatosi anche Unione dei Socialisti Rivoluzionari), creato a Charcov dall'ebreo
Andreij Zeliabov (elaboratore dell'attentato allo zar Alessandro II) del quale faceva parte
una sezione combattente nata a Minsk per volere dell'ebreo Grigorij Gersuni. Di Gersuni lo
storico Hugh Seton Watson dir: "Era il massimo propugnatore e professionista del
terrorismo, le cui attrattive come metodo d'azione politico furono notevolmente accresciute
dopo l'uccisione del ministro dell'istruzione Bogoliepov", attentato quest'ultimo avvenuto il
14/02/1901.
Vi inoltre da menzionare la costituzione a Vilna (Lituania) nel 1897 del movimento-partito
"Bund" d'ispirazione socialista ma non "rivoluzionario" almeno secondo la stampa ufficiale,
fondato dall'ebreo Julij Martov , ricco borghese, e costituito in prevalenza da elementi di
razza israelitica.
Gli attentati continuarono:
1/04/1902: il ministro degli interni Sipiagin assassinato dall'ebreo Balmasciov dell'Unione
Social-rivoluzionaria;
29/07/1902: fallito attentato al principe Obelenski, Governatore di Charcov, ad opera
dell'ebreo Kaciura. Due colpi vanno a vuoto, un terzo colpisce mortalmente il capo della
polizia di Kiev;
6/05/1903: cade per mano ebraica il governatore di Ufa, Bogdanovic. Il leader della
"Sezione combattente" Gersuni arrestato. A lui subentrer un altro ebreo, Evno Filipovic

Azev (alias Ivan Nicolaievic alias Valentin Kusmic);


29/07/1903: una bomba dilania il ministro degli interni, von Pleve. I due attentatori sono gli
ebrei Egor Sazonov e Lebib Sikorski.
Nel 1903 Theodore Herzl (il fondatore del Sionismo) , in visita a San Pietroburgo, incontr
il ministro delle finanze, conte Sergeij Vitte, dal quale si sent pronunciare le seguenti
testuali parole: "Ci sono 7 milioni di ebrei tra i complessivi 136 milioni di cittadini russi
eppure, tra gli aderenti ai partiti rivoluzionari, essi hanno ruoli di spicco e sostanzialmente
rappresentano il 60% della loro forza!".
Una rivelatoria dichiarazione che trova conferma anche nella costituzione del Direttivo della
stessa "Sezione" del Partito Social-Rivoluzionario: Azev presidente, Dora Billiant, Boris
Mossejenko (alias Opanass), Maxmilian Schweitzer collaboratori strettissimi di Azev, Boris
Savinkov teorico e successivamente ministro della guerra del foverno Kerensky (1917)."
(13)
E che massiccia, asfittica diremmo, sar la partecipazione di elementi ebrei alla rivoluzione
che si andava preparando e che porter Lenin alla realizzazione del golpe ebraico del
novembre 1917 risulter chiaro anche dai 'numeri' relativi alla presenza ebraica in seno ai
primi organismi direttivi della neonata Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.
Il socialismo marxista era conosciuto , e bene, in tutta Europa come un autentico virus
rivoluzionario da calpestare , bloccandone il contagio prima di una sua possibile estensione
(come di fatto avverr nei confronti dell'URSS immediatamente dopo la prima guerra
mondiale quando le potenze europee crearono una sorta di cordone sanitario in funzione
anti-sovietica isolando anche diplomaticamente questa creatura demoniaca partorita e
fuoriuscita da crani ebraici, progettata e realizzata da altrettanti crani ebraici e vero agente
sovversivo in mano all'Internazionale Ebraica).
Giuseppe Prezzolini scriver nel 1903 su "Il Regno" parlando del socialismo quale prodotto
dello spirito ebraico: "nato, nelle sue teorie, da menti di stranieri per razza e per nazione; da
ebrei e da tedeschi...duro, astruso, noioso alle menti italiane..." composto "...da un'armata
minoranza , audace di grida e vorace nei suoi desideri, fatta di rifiuti d'uomini e di spostati,
di avvocati senza clientele, di persone losche che nulla hanno da perdere." mentre Giovanni
Boine, undici anni dopo, gli faceva eco dalle colonne de "Il Resto del Carlino" sottolineando
come "Borghese o proletario che sia, banchiere o venditore ambulante di cerini, in fondo ad
ogni ebreo fermenta ed pronto a scoppiare lo sconfinante rivoluzionarismo che gli ha
permesso cent'anni fa di uscire dal ghetto.".
Analisi spregiudicatamente profetica quella del giornalista del quotidiano bolognese che
solo tre anni pi tardi, in pieno conflitto mondiale, vedr l'alleanza tra i rivoluzionari
bolscevichi e i banchieri ebrei occidentali (14) abbattere il trono dello zar ed instaurare il
primo Stato socialista della storia:l' URSS.
Un'alleanza, quella tra finanza ebraica occidentale e il "capitalismo di Stato" sovietico , che
avrebbe retto per oltre settant'anni alle intemperie di un conflitto mondiale ed all'apparente
( ...le 'apparenze' spesso ingannano...) confronto con il centro del capitalismo mondiale
(Wall Street) del quale l'URSS diverr l'alter ego e un concorrente solo apparente: Mosca e
Washington si spartiranno le spoglie dilaniate e i resti laceri dell'Europa fuoriuscita a pezzi
dall'assalto concentrico del Giudeo-Capitalismo occidentale e dal Giudeo-Bolscevismo
orientale. Senza il sostegno tecnico e militare degli statunitensi l'Armata Rossa staliniana
sarebbe stata spazzata via dalle truppe dell'Asse nel volgere di una stagione cos ,
analogamente, il capitalismo di stato sovietico non sarebbe sopravvissuto senza i traffici e

l'apertura alle multinazionali capitaliste occidentali come nitidamente posto in luce in tutta
la sua complessit dal volume di Charles Levinson (15) che , fino alla seconda met degli
anni settanta del secolo scorso, evidenzia la sinergia tra capitale multinazionale d'Europa e
di Stati Uniti e dirigenti del Cremlino.
Alcune considerazioni in merito al presunto anti-ebraismo del Maresciallo Stalin, sovente
soggetto di dibattiti revisionistici e peraltro argomento di un'opera (16) di chiara impronta
sionista tesa a demonizzare la figura del dittatore sovietico, solo per sottolineare come il
capo del Cremlino avesse - durante gli anni Venti/Trenta - contratto tre matrimoni tutti con
soggetti femminili di razza ebraica...
In merito all'influenza esercitata dall'elemento ebraico nella storia dell'URSS - dalla sua
costituzione fino alla scomparsa di questo monolitico impero della sovversione mondiale si consulti il volume/intervista realizzato dall'ebreo Guido Valabrega, recentemente
scomparso ed ex docente presso l'Universit di Bologna nonch creatore ed animatore del
Gruppo di ricerca sul Medio Oriente contemporaneo di Milano, al Generale ebreo sovietico
David Dragunsky nel quale sono rivendicate le conquiste ebraiche nei territori dell'ex URSS
, il ruolo agitatorio-terroristico di elementi giudei nella preparazione della "Grande
Rivoluzione del '17", la questione dell'enclave giudaica del Birobigian (Birobidzan), il ruolo
degli ebrei nella "guerra patriottica" anti-fascista lanciata da Stalin nel '41, la partecipazione
politica e culturale nonch la libert di culto e di professare la propria fede per le comunit
israelitiche nell'ateissima terra dei Soviet.
Riconosce il Generale Dragunsky che "...nell'Urss ognuno pu esprimere liberamente la sua
fede e che lo Stato non classifica i cittadini secondo la posizione nei riguardi della religione
(...non ovviamente i cittadini di razza o religione ebraica ... ndr), ricorder che vi sono pi di
90 sinagoghe sparse nel Paese con una variet di partecipazione molto marcata: mentre a
Novosibirsk, Kuybiscev, Leningrado o Mosca la percentuale dei credenti sul totale degli
ebrei del posto va dall'1 al 3 per cento, in Georgia o a Bukhara nell'Asia centrale la
percentuale dei praticanti sale al 18-20 per cento." (17)
Rivelatoria ammissione di un particolare trattamento di riguardo rispetto al culto ebraico
mentre nella stessa Urss i credenti, ortodossi o cattolici o islamici, venivano pesantemente
perseguitati, soppressi i loro luoghi di culto e sicuramente non godevano di simili privilegi.
Motivo sufficientemente valido per confermare una specialissima relazione tra Giudaismo e
Bolscevismo.
Infine sottolineiamo qu , a dare ulteriore validit a quanto affermato in merito alla relazione
privilegiata tra Giudaismo e Bolscevismo, a conferma di quanto detto sul ruolo
preponderante degli elementi ebraici nell'avvento della Rivoluzione sovietica le parole con
le quali il futuro Duce d'Italia, Benito Mussolini, allora direttore del quotidiano "Il Popolo
d'Italia" comment l'instaurazione di un regime dei soviet nella Russia:
"Se Pietrogrado non cade, se Denikin segna il passo gli che cos vogliono i grandi
banchieri ebraici di Londra e di New York, legati da vincoli di razza con gli ebrei che a
Mosca come a Budapest si prendono una rivincita contro la razza ariana che li ha condannati
alla dispersione per tanti secoli. In Russia vi l'ottanta per cento dei dirigenti dei soviets che
sono ebrei...La finanza mondiale in mano degli ebrei. Chi possiede le casseforti dei popoli,
dirige la loro politica. Dietro i fantocci di Parigi, sono i Rothschild, i Warburg, gli Schiff, i
Guggenhein i quali hanno lo stesso sangue dei dominatori di Pietrogrado e di Budapest. La
razza non tradisce la razza. Il bolscevismo difeso dalla plutocrazia internazionale. Questa
la verit sostanziale. La plutocrazia internazionale controllata e dominata dagli ebrei." (18)

Ora qualcuno tra i 'tanti' , 'soliti' , denigratori potranno chiedersi il motivo per il quale stato
stilato questo articolo sulla natura, le origini dottrinarie e l'evoluzione politica del
Marxismo... premesso che l'anti-comunismo senza l'anti-giudaismo non ha alcun 'senso' il
che non ci 'arruoler' ad honorem in alcun Partito delle Libert n porr mai sotto l'ala
'protettrice' di qualche consorteria giornalistica (peraltro controllate tutte, nessuna esclusa,
da soggetti giudei o giudaizzanti) ...noi sottolineiamo come - al di l delle legittime, efficaci
e 'circostanziate' provocazioni politiche (da Che Guevara a Pol Pot) di lattanziana memoria
non abbiamo niente da spartire con alcun 'destro' di qualsivoglia ideologia o colore politico
e tantomeno ci potremmo mai riconoscere in una Si(o)nistra storicamente incapace di
affrontare 'adeguatamente' la questione 'maledetta'.
Il marxismo - escrescenza demoniaca e sviluppo dottrinario e politico, sociale ed
economico, di affioramenti sovversivi in seno alla societ e alla storia europea - rappresenta
una delle tante, diverse e difformi, maschere con le quali le forze dell'anti-tradizione hanno
colpito il Vecchio Continente nel corso degli ultimi due secoli.
Ci non ci impedir mai , per esempio, di riconoscere la valenza rivoluzionaria ed il 'senso'
di vettori "socialisteggianti" nelle esperienze anti-imperialiste di un Patrice Lumumba o
dell'eroica resistenza anti-statunitense dei guerriglieri Vietcong. N d'altro 'lato' abbiamo
'bisogno' di "stampelle" militaristico-reazionarie "made in USA" ( il Cile di Pinochet, la
Grecia dei Colonnelli, le esperienze da repubbliche delle banane delle giunte militar-golpiste
sud-americane )o del 'supporto' cinematografico di "Berretti Verdi" per riconoscere nel
Marxismo un'ideologia perversa e anti-tradizionale.
Un'ideologia per la quale , per il solo semplice "culto" della nostra persona (...c' chi lo
chiama egocentrismo...noi 'preferiamo' "dagocentrismo" ovviamente...) , saremmo
immediatamente passati per le armi. Un'ideologia ed un'esperienza storica che ha negato i
valori fondamentali di Razza, di Nazione e di Spiritualit ai quali abbiamo 'dedicato' una
vita.... basterebbero questi 'dati' per smentire qualsivoglia nostra 'fascinazione' , pi o meno
'esotica', verso il prodotto sovversivo ebraico meglio 'riuscito' del cosiddetto 'socialismo
scientifico'.
Noi , utilizzando l'evoliana eterogenesi dei fini, identifichiamo nella 'valenza' di un vettore
politico la sua realt in funzione di (pro o contro) una visione metastorica che riflette la
radicale dicotomia schmittiana Amico/Nemico estraendone il 'valore' dalla dicotomia
Tradizione/Sovversione.
Questa ricognizione d'analisi non ci impedir, d'altro canto, di continuare una "tradizione di
famiglia" nella frequentazione 'biblica' di "compagne" - in Libano come in Occidente ricordando qu la figura di nostro nonno paterno, Roberto Bellucci, gi ufficiale della
Guardia Nazionale Repubblicana in quel di Piacenza (e per questa sua adesione recluso
nelle carceri della Repubblica antifascista nell'immediato dopoguerra) dove 'contrarr'
rapporti carnali con una affascinante staffetta partigiana delle Brigate Garibaldi. Onore a lui!
N , per ci, ci sar difficile sottolineare la gelida algida personalit ed il rigore politico
espressi attualmente dal solo Massimo D'Alema, politico di una 'razza' in via d'estinzione e
perfetto esponente di quella scuola quadri del PCI che ha rappresentato per decenni la
trasposizione italiana dell'efficiente burocrazia sovietica. In 'questo' - ed 'altro' ancora - i
comunisti sono d'esempio....oggi per tutti. Altro che 'berluskones' e partiti-azienda, altro che
amalgame tricolor-massoniche o girotondinismi populistici alla Di Pietro.

Occorrerebbe , e anche urgentemente, in politica un rigoroso ribaltamento delle 'regole' e ,


soprattutto, un ritorno al passato (...Fini, Casini, Castagnetti, Bertinotti sono pallidi epigoni
dei vari Almirante, Andreotti, De Gasperi, Berlinguer, Togliatti, Craxi...mutatis mutandiis
l'involuzione della politica italiana davanti a chiunque confronti gli attuali 'leader' politici
con i loro predecessori...che non erano 'cime' ma che - rispetto a 'questi' - assurgono a 'vette'
inesplorate di "genialit" e senso della politica...tant' "cos va il mondo/ecco com' che va il
mondo" 'canta' Franco Battiato in una sua canzone dall'omonimo titolo presente nell'album
"L'Imboscata" del 1996...).
Nel film "Scarface" (magistralmente diretto da Brian De Palma e altrettanto realisticamente
interpretato da Al Pacino , con una deliziosa Michelle Pfeiffer) il protagonista, Tony
Montana , esule cubano anti-comunista e di l a poco boss della malavita, dichiara:
"Io un comunista lo ammazzo anche gratis, se poi mi danno la carta verde lo sotterro
pure"
Noi 'aggiungiamo' "semplicemente"..."se pure ebreo ci piantiamo anche un 'croce'
sopra"....A 'spregio' ovviamente. Come 'loro' , peggio di 'loro'.
Sempre!
DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI
Direttore Responsabile Agenzia di Stampa "Islam Italia"
Note 1 - sul ruolo e la funzione contro-rivoluzionario del Tudeh in Iran si consulti "Processo al
Partito Comunista Iraniano" - ediz. Centro Culturale Islamico Europeo - Roma 1982;
2 - si vedano nostri articoli "Il vero volto del comunismo" pubblicati in due parti sul mensile
"Avanguardia" di Trapani ( nr. 81 e 84 - Estate/ Novembre 1992 );
3 - Piero Mantero (a cura di) - "Satana e lo stratagemma della coda" - Ufo , Marxismo e
Rock 'n 'roll armi del grande inganno soprannaturale - ediz. "Segno" - Udine 1991;
4 - si veda in particolare l'interessante volume di Richard Wurmbrand - "Mio caro diavolo Ipotesi demonologiche su Marx e sul marxismo" - ediz. "Paoline" - Roma 1979;
5 - nostro articolo "Il vero volto del comunismo" - 2.a parte - "Avanguardia" - Nr 84 Novembre 1992;
6 - Karl Marx - "Der Kommunismus und die Augsburger Allgemeine Zeitung" - "Die
Rheinische Zeitung" - in MEGA sez. 1, vol. 1, par. 1 , p. 263;
7 - Piero Mantero - op. cit. ;
8 - Julius Evola - saggio "Americanismo e Bolscevismo 1929" nel volume "Il Ciclo si
chiude - Americanismo e Bolscevismo 1929-1969" - Quaderni di Testi Evoliani nr. 24 - a
cura della Fondazione Julius Evola - Roma 1991;
9 - Istituita in ottemperanza ad un decreto di Lenin del 20 dicembre 1917 la Ceka fu la
prima istituzione rivoluzionaria bolscevica sovietica. Per una breve ricostruzione dei diversi
organismi repressivi dell'Unione Sovietica di seguito riportiamo istituzioni e nomi dei
massimi dirigenti dei servizi di sicurezza sovietici dalla loro costituzione fino alla
scomparsa dell'URSS:
- Ceka (Abbreviazione di Veceka, a sua volta acronimo del "Comitato Straordinario di
tutta la Russia per combattere la Controrivoluzione ed il Sabotaggio") (in
russo ????????????? ???????????? ???????? ?? ?????? ? ??????????????? ? ?????????)

Feliks Dzerinskij 1917 - 1918


Jakov Peters 1918
Feliks Dzerinskij 1918 - 1922
6 febbraio 1922 la Ceka diventa Direzione Politica di Stato GPU, una sezione dell'NKVD
della RSSF Russa.
NKVD - "Commissariato del Popolo per gli Affari Interni"
GPU - Direzione Politica di Stato
Feliks Dzerinskij 1922 - 1923
15 novembre 1923 la GPU si riorganizza nell'OGPU alle dipendenze del Consiglio dei
Commissari del Popolo dell'Urss.
OGPU - "Direzione Comune Politica di Stato" o "Ufficio Politico di Stato di tutta
l'Unione"
Feliks Dzerinskij 1923 - 20 luglio 1926
Vjaceslav Meninskij luglio 1926 - maggio 1934
10 luglio 1934 l'OGPU diviene la GUGB dell'NKVD dell'URSS; l'NKVD dell'SFSR cessa
di esistere.
NKVD + GUGB - "Direzione Generale per la Sicurezza dello Stato" (Sia il GUGB sia
l'NKVD sono diretti dalla medesima persona.)
Genrikh Jagoda 1934 - 1936
Nikolaj Eov 1936 - 1938
Lavrentij Berija 1938 - 1945
Il 3 febbraio 1941 il GUGB e l'NKVD sono per un breve periodo separati, poi riuniti e, nel
1943, separati ancora.
NKGB - "Commissariato del Popolo per la Sicurezza dello Stato"
Vsevolod Merkulov 3 febbraio - 20 luglio 1941 (l'NKGB torna a far parte dell'NKVD)
Vsevolod Merkulov 14 aprile 1943 - 1946 (l'NKGB di nuovo separato dall'NKVD)
18 marzo, 1946 tutti i Commissariati del Popolo sono rinominati Ministeri.
MGB - "Ministero per la sicurezza di stato"
Viktor Abakumov 1946 - 1951
Sergej Ogoltsov agosto - dicembre 1951
Semn Ignat'ev 1951 - 1953
Komitet Informatsii (KI) - "Comitato di Informazione"
Peter Fedotov MGB
Fedor Kuznetsov GRU
Jakov Malik Ministero degli Esteri
30 maggio 1947: decisione ufficiale con lo scopo dichiarato di "aggiornare il coordinamento
dei diversi servizi di intelligence e di concentrarne gli sforzi sui filoni principali". Nell'estate
del 1948 il personale militare del KI venne restituito all'esercito sovietico per ricostituire
una sezione estera dell'intelligence militare del GRU. Le sezioni del KI che si occupavano
del blocco orientale e degli emigrati sovietici vennero riportate sotto l'MGB alla fine del
1948. Nel 1951 il KI ritorn all'MGB.
5 marzo 1953: MVD e MGB vengono fuse nell'MVD da Lavrentij Berija.
MVD - "Ministero degli affari interni"
Sergey Kruglov Marzo 1953 - Marzo 1954
13 marzo 1954: con l'epurazione di Berija, le funzioni di polizia segreta vengono
nuovamente separate dal ministero dell'interno (MVD), ma il nuovo organo indipendente
non un ministero (come era il MGB), ma un comitato, sotto il controllo del Consiglio dei
Ministri. Questo assetto del KGB rester stabile sino al 1991.

KGB - Comitato per la sicurezza di stato


Ivan Serov 13 marzo 1954 - 8 dicembre 1958
Aleksandr elepin 25 dicembre 1958 - 13 novembre 1961
Vladimir Semicastnyj 13 novembre 1961 - 18 maggio 1967
Jurij Andropov 18 maggio 1967 - 26 maggio 1982
Vitalij Fedorcuk 26 maggio 1982 - 17 dicembre 1982
Viktor Cebrikov 17 dicembre 1982 - 1 ottobre 1988
Vladimir Krjuckov 1 ottobre 1988 - 22 agosto 1991
Leonid ebarin 22 agosto 1991 - 23 agosto 1991 (facente funzioni)
Vadim Bakatin 23 agosto 1991 - 22 ottobre 1991
Dopo che il Comitato per l'Emergenza di Stato fallisce nel rovesciare Gorbacv e Boris
El'cin prende il controllo, il generale Vadim Bakatin riceve l'ordine di sciogliere il KGB.
Per una breve bibliografia sui servizi di sicurezza sovietici si veda:
a) Le purghe staliniane. I processi di Mosca (1936) e l' eliminazione della vecchia guardia
bolscevica.
EDIZIONI PROMETEO. MILANO. 1997 STRUMENTI DI BATTAGLIA COMUNISTA
N 4
b) ANDREW Christopher GORDIEVSKIJ Oleg
La storia segreta del KGB.
RIZZOLI. MILANO. 1991
c) BECK e GODIN (pseudonimi)
Confessioni e processi nella Russia sovietica.
LA NUOVA ITALIA. FIRENZE. 1953
d) BROSSAT Alain
Agenti di Mosca. Lo stalinismo e la sua ombra.
ED DEDALO. BARI. 1991
e) CACCAVALE Romolo
Comunisti italiani in Unione Sovietica. Proscritti da Mussolini soppressi da Stalin.
MURSIA. MILANO. 1995
f) FRESCAROLI Antonio
La GPU y la NKVD. La alucinante historia de la represion bolchevique.
EDITORIAL DE VECCHI. BARCELONA. 1971
e) HERLING Gustav
Un mondo a parte.
LATERZA. BARI. 1958
h) LEHNER Giancarlo, con Francesco BIGAZZI
Carnefici e vittime. I crimini del Pci in Unione Sovietica.
A. MONDADORI. MILANO. 2006
i) LUCINI Marcello
Ghepe. Storia della polizia segreta sovietica.
BIETTI. MILANO. 1974
l) POLO Max
Storia delle polizie segrete in URSS.
EDIZIONE FERNI. GINEVRA. 1972
m) RAYFIELD Donald
Stalin e i suoi boia. Una analisi del regime e della psicologia stalinisti.
GARZANTI. MILANO. 2005
n) Aa.Vv. - "Il libro nero del comunismo" - ediz. "Mondadori" - Milano 1998;

10 - Julius Evola - "Fenomenologia della sovversione - L'antitradizione in scritti politici del


1933-70" - ediz. "SeaR" - Borzano (Reggio Emilia) 1993;
11 - Julius Evola - ibidem;
12 - Malinsky - "La Guerra Occulta" - ediz. di "Ar" - Padova 1980;
13 - nostro articolo - "Il vero volto del comunismo" (2.a parte) - "Avanguardia" nr 84 Novembre 1992;
14 - in merito ai finanziamenti delle banche ebraiche d'Occidente alla rivoluzione giudeobolscevica di Lenin si consulti , tra gli altri, di Pierre de Villemarest - "A l'ombre de Wall
Street - Complicits et financements sovito-nazis" - ediz. "Godefroy de Bouillon" - Francia
1996;
15 - Charles Levinson - "Vodka-Cola" - ediz. "Vallecchi" - Firenze 1978;
16 - Louis Rapoport - "La Guerra di Stalin contro gli ebrei" - ediz. "Rizzoli" - Milano 1991;
17 - David Dragunsky/Guido Valabrega - "Ebrei e sionismo" - ediz. "Teti" - Milano 1986;
18 - Articolo di Benito Mussolini apparso su "Il Popolo d'Italia" in data 4 Giugno 1919 e
riproposto da Giovanni Preziosi nell'introduzione dal titolo "Il Genio" al suo volume "Come
il Giudaismo ha preparato la guerra" - ediz. "Tumminelli" - Roma 1939;