Sei sulla pagina 1di 9

Universit degli Studi di Udine

Facolt di Scienze della Formazione Primaria (N. O.)


A. A. 2013/2014

Corso di Letteratura per lInfanzia

RELAZIONE SU UN ALBO ILLUSTRATO:

CAPRARO GIORGIA
112510
ALBO ILLUSTRATO, 32 pp.
1

FORMATO: 23 x 34 cm
TITOLO: Mia sorella un quadrifoglio
AUTRICE: Beatrice Masini
ILLUSTRATORE: Svjetlan Junakovi
COLLANA: Ho bisogno di una storia
IDEAZIONE E PROGETTO EDITORIALE: Carthusia Edizioni, Via Caradosso 10,
20123, Milano www.carthusiaedizioni.it
Finito di stampare aprile 2012 presso Deaprinting Officine Grafiche Novara
1901 spa, Novara.

Mia sorella un quadrifoglio edito da Carthusia Edizioni ed stato


realizzato in collaborazione con la Fondazione Paideia e Cepim (Torino). stato
presentato il 13 maggio 2012 presso lo Spazio Book del salone Internazionale
del Libro a Torino.
Mia sorella un quadrifoglio nasce dal desiderio di raccontare una storia capace di
parlare a tanti bambini e famiglie che vivono la disabilit come parte della loro vita
quotidiana. Il libro vuole essere uno strumento di sostegno e di relazione per la
famiglia, per i servizi e gli operatori, per le realt associative: la necessit di una storia
capace di aiutare gli adulti a parlare della disabilit insieme ai bambini, in modo
sereno, stata pi volte sottolineata negli incontri con operatori e genitori, che le
organizzazioni promotrici hanno avuto modo di proporre nel tempo.

Il libro stato realizzato grazie alla collaborazione di psicologi, educatori,


assistenti sociali, genitori, familiari e fratelli/sorelle di bambini con disabilit,
che hanno condiviso pensieri, emozioni, idee. In seguito, la scrittrice Beatrice
Masini, ha saputo cogliere le sfumature pi delicate, dando vita ad un racconto
vivace, originale e coinvolgente, in cui la disabilit viene raccontata, non dalla
protagonista, ma dal particolare punto di vista della sorella.

Beatrice Masini: nata a Milano, dove vive e lavora. Ha due figli. giornalista
(Il Giornale, La Voce), editor della narrativa per ragazzi della Fabbri Editori,
traduttrice, scrive libri per bambini e ragazzi, dagli album illustrati per i pi
piccoli a romanzi per adolescenti. Le sue storie sono tradotte in tutto il mondo.
Con la Casa di bambole non si tocca, pubblicato da Salani nel 1998, ha riscosso
un grande successo di critica e vinto il premio Castello di Sanguinetto (1999).
Con Signore e signorine Corale greca (2002) si aggiudicata la vittoria
delledizione 2004 del Premio Pippi. Con lopera La spada e il cuore Donne

della Bibbia (2009) il Premio Elsa Morante, nonch il Premio Andersen come
miglior autrice del mondo dellinfanzia.
Svjetlan Junakovi: nato a Zagabria. Si diplomato all'Accademia di Belle
Arti di Brera a Milano nel 1985. Illustratore, pittore, graphic designer e scultore,
ha pubblicato oltre trecentocinquanta libri in pi di venti lingue, per i quali ha
ricevuto importanti riconoscimenti e premi internazionali. Nel 2008 stato tra i
cinque finalisti del panorama mondiale per lH. C. Andersen Award. Ha
progettato e realizzato anche divertenti libri gioco e attraverso il libro illustrato
rivolge a tutti linvito a condividere il piacere dellarte. Insegna Illustrazione
allAccademia di Belle Arti di Zagabria e alla Scuola Internazionale di Sarmede
(TV).
PAIDEIA onlus una fondazione privata che opera per migliorare le condizioni
di vita di bambini e famiglie che vivono situazioni di disagio, promuovendo
iniziative specifiche e favorendo lo sviluppo di interventi sociali efficaci e
innovativi. Obiettivo di PAIDEIA quello di diffondere una cultura dellinfanzia e
partecipare alla costruzione di una societ pi inclusiva e responsabile.
Il CEPIM il Centro Persone Down di Torino.

IL TEMA:
Come si evince dalla piccola introduzione, il tema che ho scelto quello della
disabilit. Ritengo che la trattazione di questo argomento sia di fondamentale
importanza, sia per i bambini sia per gli adulti. infatti essenziale parlare della
disabilit con i bambini, trattare il tema apertamente, senza evitarlo perch
complesso, o incomprensibile. Bisogna far esprimere ai bambini i loro
pensieri e le loro idee sullargomento. Ed proprio qui che ci rendiamo conto di
quanto, parlarne, sia in realt pi importante per gli adulti. Come verificheremo
poi nellalbo, il bambino si pone, nei confronti della disabilit, privo di pregiudizi
e preconcetti, rileva la realt cos com, senza connotarla in modo negativo.
La semplicit e lingenuit del bambino quello che invece manca nelladulto,
che generalmente, posto davanti alla situazione, vive una condizione di
empasse, dalla quale finisce per scivolare in un eccesso di buonismo e
perbenismo.

L ALBO:
Mia sorella un quadrifoglio un albo illustrato consigliato per i bambini dai
5 anni. La voce narrante quella di Viola, una bambina che racconta larrivo
della sorellina Mimosa.

Sono andata a trovarla in ospedale


anche carina.

e mi sembrata bruttissima, ma

una delle prime frasi, in cui si accenna gi al tema, attraverso


linterpretazione di Viola. Sar cos per tutto lalbo. Viola racconta di come
questa sorellina abbia creato scompiglio nella vita familiare, e noi possiamo
osservare attraverso i suoi occhi le reazioni degli adulti (la mamma, il pap, le
due nonne..) e sentire attraverso i suoi pensieri, la vasta gamma di sentimenti
da lei provati (gelosia, affetto, gioia ecc.)
E poi dovevo controllare che Mimosa non prendesse il mio posto. I fratelli
piccoli sono tremendi.
Eravamo tutti insieme e io mi sono sentita bene. Io lavevo gi capito da sola
che Mimosa era diversa dagli altri bambini. Ma uno non pu mica chiedere
scusa per quello che . cos e basta.
Il racconto prosegue, e Viola non si fa spaventare dalla Disabilit, come invece
stato per il pap:
Il pap una sera non tornato a dormire. Ho chiesto dovera e la mamma ha detto
che era via per lavoro, ma io lo sapevo che non era vero, perch lui fa il professore di
scuola e non va mai via per lavoro tranne quando c la gita, e allora ce lo dice.

Poi il pap tornato. Aveva la faccia di uno che non ha dormito bene.
Ha detto alla mamma: Scusa, e lha stretta forte.
Mi ha preso in braccio e mi ha stretto forte.
Poi ha preso in braccio Mimosa e lha stretta, ma piano, perch i bambini
piccoli sono molli.
Eravamo tutti insieme e io mi sono sentita bene.
Viola definisce Mimosa come un quadrifoglio, in quanto
qualcosa di diverso ma speciale, e non diverso e
brutto.
I quadrifogli sono rari e sono diversi. Sono rari perch
sono diversi. Sono diversi perch sono rari. Tutti
vorrebbero trovarne uno, ma ci riescono in pochi. I
quadrifogli portano fortuna. Noi abbiamo la fortuna di
averne uno tutto nostro: Mimosa, il quadrifoglio.
In un prato c posto per tutto: i quadrifogli, le farfalle,
le coccinelle, le formiche, i fiori.
Anche nel mondo devessere cos.
1 - S. Junakovi da Mia sorella
un quadrifoglio

Lalbo ha una forma rettangolare (23 x 34 cm), con 36 pagine in aggiunta alla
copertina.
4

TESTO E ILLUSTRAZIONI: Il testo presente quasi in ogni pagina, posto in


alto o in basso, a seconda dellillustrazione, che diventa un tuttuno con esso. Il
carattere abbastanza classico, la scrittura lo stampatello minuscolo, il
colore il nero. Al cambio di ogni scena liniziale della parola che d inizio a
quella nuova molto pi grande, e evidenziata con un colore. Per quanto
riguarda il rapporto tra testo e illustrazioni, possiamo dire sia convergente: le
illustrazioni, cio, vanno nella stessa direzione del testo, evidenziandone
soprattutto gli aspetti emotivi. Sono molto usati i colori appartenenti alla scala
del marrone-arancione, il viola e il giallo che connotano i due personaggi di
Viola e Mimosa. La tecnica usata da Junakovi mista, acrilico e tempera, con
un po di matita, su carta. In particolare, Junakovi, ha eseguito le illustrazioni a
partire dai disegni che un gruppo di bambini dai 3 ai 12 anni, tra cui fratelli e
sorelle di bambini con disabilit, ha fatto dopo aver ascoltato la storia, molto
prima che essa diventasse un libro. stato chiesto loro di disegnare e
raccontare ci che pi li aveva colpiti. Lalbo si presta bene ad una lettura
sincronica, in quanto possibile leggere ci che lillustratore ha rappresentato
in una determinata unit temporale.
La COPERTINA riprende parte di una delle ultime illustrazioni dellalbo.
Lillustratore ha scelto un taglio compositivo che non permette di vedere il
volto della bambina, ma sono visibili solo parte di gambe, busto, braccia e
capelli. Con un braccio rivolto indietro Mimosa tiene in mano due pennelli e
lascia sul muro due strisce colorate: una gialla e una viola. In altre parti di
questo muro possiamo vedere degli schizzi/disegni della bambina, in rosso. In
alto il titolo e il nome dellautrice e dellillustratore, in basso il nome della casa
editrice.
Nella QUARTA DI COPERTINA , troviamo unaltra illustrazione presente nel
testo: un campo di fili derba e trifogli in cui spicca un quadrifoglio giallo. Sopra
il nome della collana, di nuovo il titolo e la trama. In basso a destra il prezzo e il
codice a barre con lISBN.
Sia la copertina che la quarta di copertina sono come incorniciate da un bordo
leggermente pi scuro e opaco.
Le SGUARDIE sono bianche, nella seconda c la dedica dellautrice:
Questa storia per quei bambini e quei grandi che non si accontentano di
essere uguali e che non hanno paura di essere diversi
Il FRONTESPIZIO contiene il titolo, il nome di autrice e illustratore, edizione e
unillustrazione rappresentante Viola.
Il COLOPHON in questo albo si trova alla fine, prima delle ultime sguardie.
Contiene le informazioni sullalbo, sulla sua pubblicazione e la sua creazione in
collaborazione con le associazioni prima citate.
5

UN CONFRONTO:
In letteratura, possiamo citare numerosi altri testi che trattano il tema della
disabilit.
Ho scelto come primo testo per il confronto, lo splendido AD ABBRACCIAR
NESSUNO di Arianna Papini. Il formato di 21 x 30 cm, quindi
rettangolare, let di lettura consigliata dai 4 anni. Edito da Fatatrac, la prima
pubblicazione risale al febbraio del 2010. In questo albo possiamo ritrovare,
intrecciati due temi: oltre a quello della disabilit anche quello delladozione.
Due temi che si uniscono nellunico termine di diversit. Damiano un
bambino che frequenta la scuola dellinfanzia, e che si sta progressivamente
abituando al fatto di doverci andare. affascinato da una bambina, che sta
sempre sola nella sabbiaia, e gioca senza guardare gli altri. Nel corso di tutto il
libro si assiste ad un parallelismo tra Silenzia (cos Damiano chiama Maddalena,
la bambina) e il lago in cui Damiano va a pescare con il padre.
La bambina misteriosa non parla mai. Damiano la chiama Silenzia del Lago.
Ma solo nella mente, con gli altri Maddalena. Lui ne conosce la quiete,
come al lago quando il babbo lo porta a pescare. Anche l deve fare lui il passo,
con un legno piccolo increspa lacqua controvento o posa sulla foglia la rana
verde, il lago attende silenzioso le sue mani e non lo guarda, come la
bambina.
Come il lago si presenta calmo e
tranquillo, in attesa che lui con un
rametto faccia increspare la superficie,
cos anche Silenzia del Lago non parla, e
aspetta quella brezza sottile che un
giorno arriver a spettinarle i capelli.
A volte Damiano felice, perch riesce a
stabilire un contatto con Maddalena, a
volte triste, perch lei tornata nel
suo pianeta:

2 - A. Papini da Ad abbracciar nessuno

Damiano pensa al lago nero dinverno e sente freddo alla schiena.


Lautrice e illustratrice riuscita a veicolare le emozioni del bambino attraverso
lacrilico su tela, con colori tenui su di un filtro nero. In particolare, mi ha colpito
il modo in cui riuscita a rendere lo sguardo dei vari personaggi, in particolare
6

quello di Maddalena, assente e a volte appena percettibilmente triste. Le


pagine sono 32, compresa la copertina e la quarta di copertina. Ogni tavola
(che si espande in due pagine) dominata da un colore, che fa da sfondo.

Un secondo albo, che parla dellautismo NON di Marco Berrettoni


Carrara e Chiara Carrer. Edito da Kalandraka, stato pubblicato la prima
volta nel novembre del 2010. Il formato 22 x 22 cm, un quadrato, let di
lettura consigliata : dai 6 anni. In non il mondo di una bambina affetta
da autismo raccontato dal punto di vista della sorella. Come in Mia sorella
un quadrifoglio, assistiamo alla descrizione della situazione da parte di un
punto di vista esterno e allo stesso tempo molto vicino, una descrizione che
quindi impregnata dai sentimenti che prova la narratrice nei confronti dei
diversi comportamenti della sorella:
Sara cammina e urla in punta di piedi, si torce le dita, si tira le ciocche dei
capelli, si graffia e si fa maletroppe emozioni che strabordano, emozioni di
cui neanche lei conosce il nomea volte mi fa paura!
Il linguaggio usato
dallautore poetico,
metaforico e descrittivo. Il
testo inserito nelle
illustrazioni, che sono state
realizzate con la tecnica del
collage e luso di superfici
diverse. Sono linee, disegni,
ombre, figure che si
applicano appunto
3 - C. Carrer da non
attraverso il collage su delle superfici di diversa consistenza. Trasmettono
visivamente ci che il testo trasmette in modo letterario: astrazione, assenza,
mistero, solitudine, panico, timore, tenerezza, affetto, rabbia..
Questo albo, come gli altri citati finora, contribuisce a rendere visibili i bambini
con bisogni educativi speciali, grazie al linguaggio poetico che descrive in
modo attento le diverse situazioni, senza fuggire dalla realt.
Vorrei citare altri due albi sulla disabilit, che per purtroppo non sono riuscita
a reperire. Sono LAURA di E. Njssen, che parla di una bambina con
problemi alludito e GLI OCCHI NERI di Gilles Tibo e Zau che racconta
invece di un bambino cieco.
Ho voluto aggiungere al confronto, altri due libri, che non sono definiti per albi
illustrati. Si tratta di un libro di unillustratrice che mi piace particolarmente,
Maria Sole Macchia, IL SIGNOR TAZZINA ; e un altro che parla di una
bambina con la Sindrome di Down, come nellalbo Mia sorella un
7

quadrifoglio. Sto parlando di LA BUFFA BAMBINA di Enza Emira Festa e


illustrazioni di Manuela Santini. In questultimo la narrazione avviene in
prima persona, il narratore un bambino, coetaneo e vicino di casa di
Francesca, una bambina buffa, con occhialoni spessi che coprono un paio di
occhi a mandorla, e una pancia tonda che sembra una mela. Marco
incuriosito da questa bambina, e stringe con lei unamicizia, che prosegue
tranquillamente finch i compagni di scuola di Marco iniziano a prenderlo in
giro. Marco non pensa che Francesca sia strana, ma quando i compagni
cominciano a cantilenarlo Marco ama una down, ha una down per fidanzata,
si allontana da lei. Successivamente prende le difese di Francesca, sferrando
un pugno al bambino che la prende sempre in giro. Marco corre a chiamarla,
ma scopre che lei e la sua famiglia hanno traslocato. Questo libro consigliato
a partire dai 6 anni, e ricalca quella che pu essere una situazione frequente a
cui possiamo assistere a scuola: una bambina, che a causa della sua disabilit,
viene derisa e isolata dai compagni. importante, per linsegnante, mediare
queste situazioni e far capire i bambini cosa pu provare quella bambina,
cercando di favorire lintegrazione e il dialogo.
Per quanto riguarda Il signor Tazzina, esso tratta il tema della diversit, pi in
generale. Il signor Tazzina un personaggio a cui lillustratore si dimenticato
di disegnare un orecchio. Egli si risveglia grazie a un soffio di vento e inizia a
vivere la sua storia. Tutti per lo prendono in giro, perch gli manca un
orecchio, chiamandolo signor Tazzina a causa della sua somiglianza con una
tazzina. Allora, triste e sconsolato, il personaggio si rifugia in casa, e si mette
alla finestra, ad osservare i passanti. Facendo ci, si accorge che anche altre
persone hanno qualcosa che le fa sembrare strane: una donna con il collo
lungo sembra un cucchiaino, un signore con i capelli a spazzola, una forchetta
ecc. Nel frattempo il disegnatore si accorge dellerrore commesso e vuole
rimediare disegnando laltro orecchio; ma il nostro personaggio lo ferma,
perch sostiene, ormai tardi. E poi guarda, comincio a piacermi cos. Il libro
si conclude con il signor Tazzina che apre un caff e riscuote un grande
successo.
Penso sia un bel libro, in quanto, con una storiella inventata e originale, riesce
a veicolare il messaggio che unisce tutti i libri e gli albi citati precedentemente.

BIBLIOGRAFIA:

Emira Festa E., La buffa bambina, Milano, Mondadori, 2010


Berrettoni Carrara M., Carrer C., non , Firenze, Kalandraka, 2010
Macchia M. S., Il signor Tazzina, Milano, Fabbri editori, 1999
Masini B., Junakovi S., Mia sorella un quadrifoglio, Milano, Carthusia
Edizioni, 2012
Papini A., Ad abbracciar nessuno, Firenze, Giunti Editore, 2010
http://www.fondazionepaideia.it/ita/home
http://www.fondazionepaideia.it/ita/journal-al-salone-del-libro-di-torino-sipresenta-mia-sorella-e-un-quadrifoglio (consultato il 25.06.14)
http://www.adottalautore.it/index.php?id=19074 (consultato il 25.06.14)
http://www.svjetlanjunakovic.com/ (consultato il 25.06.14)
http://www.sarmedemostra.it/component/content/article/61.html
(consultato il 25.06.14)
http://www.cepim-torino.it/ (consultato il 25.06.14)
http://www.ariannapapini.com/ (consultato il 27.06.14)
http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/e-non-eIT_01.pdf (consultato il 27.06.14)
http://libripersognare.wordpress.com/2013/05/08/e-non-e-marcoberrettoni-carrara-al-salone-del-libro-di-torino-2013/ (consultato il
27.06.14)
http://www.anffasrivierabrenta.it/wp-content/uploads/2014/04/Narrativaragazzi-disabilit%C3%A0.pdf (consultato il 27.06.14)

Potrebbero piacerti anche