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Lo zelo per la salvezza delle anime

Buone notte ai novizi ( 26/03/2011)


Oggi giorno di apostolato, vorrei fare una piccola menzione allo zelo che deve essere
presente in noi per la salvezza delle anime:
S. Ignazio domand un giorno ad uno dei suoi Padri, che cosa avrebbe scelto fra l'andare
subito in Paradiso o il restare ancora sulla terra a salvare un'anima. Quegli rispose: "Andar
subito in Paradiso!". S. Ignazio invece disse che avrebbe scelto di rimanere sulla terra,
finch c'erano anime da salvare. Cos la pensavano i Santi, i quali per un'anima erano
pronti a dare la vita. E voi ne salverete tante!
lavorare per le anime lopera piu grande che possiamo fare dice S. Dionigi
Areopagita che il cooperare alla salvezza delle anime l'opera pi divina fra le divine
E' la pi degna. Tutto sopporto per amore degli eletti - diceva gi S. Paolo affinch anche loro conseguano la salvezza (608). La creazione, l'Incarnazione, la
Redenzione, la Missione dello Spirito Santo; tutto ha per fine la salvezza delle anime.
S. Giovanni Crisostomo dice che nulla vi di pi caro a Dio, che la salvezza delle
anime (609). S. Agostino aggiunge che la conversione di un peccatore opera pi grande
di quella della creazione (610).
E' poi ancora l'opera pi amabile, dice il beato allamno: rendere felice il
prossimo per tutta l'eternit, mentre assicuriamo la nostra felicit eterna. Chi
salva un'anima, ben pu dirsi che abbia assicurata la propria salvezza.
Finalmente l'opera pi meritoria. "Quante anime, altrettante corone!"
esclama S. Gregorio Nazianzeno (611).
Percio che anche croce: Ricordatevi tuttavia che non basta predicare, ma necessario
compiere tutte le opere e tutti i sacrifici che la vita apostolica richiede, costi quel che costi.
"Lavoriamo, lavoriamo - esclamava S. Giuseppe Cafasso - ci riposeremo in
Paradiso! (613). Egli aveva lo zelo che proviene dalla sete di anime.
La nostra vocazione quella di salvare anime. Secondo S. Giovanni Crisostomo, nessun
sacerdote pu salvarsi, se non lavora alla salvezza delle anime (614).
Tutto faccio per l'Evangelo (616). Lavorare non solo per santificare noi, ma per santificare
ancora gli altri; essere disposti a qualunque sacrificio. Tutto faccio per l'Evangelo! Tutto,
tutto! Mi spender e mi sacrificher!... Ci son di quelli che vogliono sempre morire! Eh,
morire comodo! L in Africa moriremo, s, ma stremati dalle fatiche sostenute per amore
di Dio. Se invece morissimo senza aver lavorato, non potremmo presentare al Signore che
degli affetti, dei desideri. No, dobbiamo presentare dei fatti, delle opere: conversioni e
anime!