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Sulmona IN Provincia - gruppo Facebook

argomento 6 (cultura, turismo e politiche sociali)

6.1. Turisti BIT & byte


cultura del turismo vs. turismo della cultura

ITALIA
Pliiz visit auar cauntri (trad.: per pietà, veniteci a trovà): è passato qualche tempo da quando qualcuno,
su YouTube in inglese fluente, invitava i turisti a farci visita.
A parte l'accento, l'idea era buona: intercettare il mercato globale, con un
mezzo globale (e con un cetriolo minaccioso).
Tante volte non ci ricordassimo quanto ci è costato, (ri)facciamoci male: 45
milioni di euro!
Poi, non contenti, (altro giro, altra corsa!) siamo stati capaci di partorire
questo, stile Galbanino.
Adesso, però, lasciamo perdere, chè è
meglio; piuttosto, scendiamo di scala e
vediamo dalle parti nostre come vanno le cose.
Soprattutto per verificare se l'atteggiamento culturale, prima ancora
che le idee e le risorse finanziarie, alla scala regionale (o provinciale, quello
ci interessa) sia lo stesso.

REGIONE
La Regione Abruzzo quest'anno se l'è cavata: ha speso 168.000,00 euro (tutto compreso?: brochure,
volantini, pieghevoli, carta, carta, carta...). I visitatori sono stati circa 150.000. Ammesso che tutti abbiano
visitato lo stand regionale, a conti fatti noi (abruzzesi) abbiamo speso poco più di 1 euro a visitatore.
Sul web, invece, andiamo forte: SITO 1 o SITO 2 o SITO 3. Tre buste, come a Rischiatutto: troppa
grazia! E, soprattutto, qual'è quello buono?

PROVINCIA
E la Provincia? Veniamo a noi. Alla Provincia dell'Aquila quanto è costata la partecipazione alla BIT?
Boh! Chi ce lo sa dire? In ogni caso soldi che si aggiungono a quelli della Regione.
E sarebbe anche interessante sapere cosa ha proposto la Provincia. Visto che la disponibilità dei
vacanzieri è cambiata, forse idee low cost? Forse pacchetti all inclusive? Forse turismo tematico? Forse...
Boh! Chi ce lo dice?
Adesso andiamo sul web: la Provincia dell'Aquila si propone attraverso questo sontuoso sito. Anche noi,
nel nostro piccolo, facciamo le cose in grande! Ma la cosa peggiore è l'improponibile proposta di pernottamenti
presso gli alberghi (distrutti) del centro storico dell'Aquila...
Di Sulmona non ne parliamo nemmeno: dove dormire? Nessun albergo! Lo stemma comunale è quello
sbagliato, le foto sono riprese da qualche cartolina. Lasciamo perdere. Ma è questo il sito turistico della nostra
Provincia? Boh!
Passiamo al sito istituzionale: provate a leggerlo in inglese; ci risiamo: pliiz visit auar cauntri! La
Provincia sul web è internèscional: la traduzione (inglese e francese) è AUTOMATICA (via Babelfish: provare
per credere); il risultato è da brividi !!! Solo per fare un esempio: Albo Pretorio = White Pretorio.

Web o non web, la questione che sollevo è un'altra: prima del terremoto il turismo in provincia era in
flessione dell'1%, ma soprattutto guardava troppo al mercato nazionale (fonte: rapporto Svimez 2009); e
adesso, dopo che di mezzo c'è stato un terremoto? Che si fa? Continuiamo così? L'atteggiamento vi sembra
adeguato?
La Banca d'Italia ci dice che "Il numero di imprese attive nel settore degli alberghi e ristoranti alla fine
del 2008 era in crescita del 4,3 per cento rispetto alla fine del 2007". Le previsioni per il 2010 parlano di
aumenti nelle presenze di circa il 3-4% (oltre 300.000 turisti in più).
La domanda dei "turismi" (culturale, scolastico, religioso, congressuale, termale, rurale [lo sapevate che
Pescasseroli è il comune più ricercato in Italia dai turisti rurali?], montano, enogastronomico, sociale,

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studentesco, etc., etc., etc.), trova un'offerta ed una promozione adeguati da queste parti?
Se siamo d'accordo che adeguati non sono, partiamo da un paradosso: il marchio “L'Aquila” si è già
imposto (ne avremmo fatto a meno, a queste condizioni) all'attenzione dei media.

Non vi sembra che, a questo punto, si debba lavorare per un vero Progetto Strategico che sviluppi un
Sistema Turistico Provinciale: questa è una possibile leva di riconversione, sia economica che culturale. Ma su
scala globale.
A questo proposito, ad esempio: siamo sicuri che gli scali aerei (anche
internazionali) siano stati fino ad oggi adeguatamente sfruttati? Sempre la Banca
d'Italia ci dice di NO: "La rilevanza strutturale del traffico aereo nella regione sul
dato nazionale si conferma modesta se confrontata con il peso del PIL
abruzzese su quello dell’Italia (1,8 per cento): i passeggeri in arrivo, in partenza
e in transito negli aeroporti abruzzesi hanno rappresentato nel 2008 lo 0,3 per
cento del totale nazionale.
La quota dei flussi di
merci, pur raddoppiata rispetto a 2007 (dallo 0,2 allo 0,4
per cento), rimane contenuta."
Per farla breve: non vi pare che ci manca un "fare
sistema"?
Mi si dirà: "ma lo abbiamo già fatto!". Come?
Così. Qualche paginata sulla stampa e passaggi
televisivi.
Progetto di marketing territoriale provinciale:
493.000,00 euro, non male, di cui 192.000,00 per road-
show ed altro e 42.000,00 per convegno divulgativo. Più
road, che show.
Podcast, applicazioni multimediali, totem,
quellochevipare; ma Piano Strategico e "pensare
globale"? Altrove si sono organizzati: così, così, o
senza andare lontano, così... Ok basta, ci siamo capiti!
Per fermarci al solo web, potremmo accontentarci, tanto per pensare alla grande, di copiare questo;
come vi sembra? Quanto sarà costato? Quante persone raggiunge? Funziona? Lo avranno fatto un convegno
divulgativo o un road-show per presentarlo?
Non lo sappiamo, ma perché chiedercelo: non sappiamo neanche quanto è costato quello della nostra
Provincia (anzi, forse lo sappiamo: determina dir. 84 del 29.12.2006: “Promozione turistica della Provincia
dell’Aquila “La Provincia in rete”. Creazione di un sito Web, tradotto in più lingue, espressamente dedicato alla
promozione turistica del territorio. € 10.000,00) !!!

Benedetto il Signore, ci vuole tanto a copiare?

Cosa ne pensate? I nostri candidati consiglieri pensano di proporre un'offerta turistica ampia,
economica, efficace, moderna? Se si, come si può non mortificare le nostre risorse naturali, storiche,
artistiche, etc., etc., etc.? Quale strategia complessiva, di sistema, mettere in campo?
E soprattutto: che ruolo può e deve avere la nostra città in un'offerta turistico-culturale integrata, che
possa surrogare (non cannibalizzare, non siamo sciacalli) le strutture ricettive dell'Aquila e del cratere?
Come si può (ri)organizzare e promuovere (anche e soprattutto attraverso il web e le nuove tecnologie)
un settore che deve sostenere (più di prima) il PIL provinciale/regionale?

A voi la tastiera!
Giuseppe Consorte
Sulmona, 24 febbraio 2010

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