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DIRITTO PUBBLICO DEL TURISMO

1) A CHI SPETTA LA COMPETENZA LEGISLATIVA IN MATERIA DI TURISMO?


Innanzitutto occorre distinguere due periodi per la competenza legislativa in materia
turistica: prima della legge di revisione costituzionale del 18 ottobre 2001 n.3 e dopo la
sua emanazione. Prima secondo larticolo n.117 della Costituzione la competenza
legislativa per turismo ed industria alberghiera spettava alle Regioni ed era infatti
previsto che ciascuna Regione a statuto ordinario poteva emanare norme legislative, nei
limiti previsti dalle leggi statali e che non andassero in contrasto con linteresse nazionale
e con quello delle altre Regioni, erano contenute in leggi quadro o cornice le linee guida.
Quindi, prima del 2001, le Regioni a statuto ordinario potevano legiferare in materia di
turismo rispettando i limiti previsti dalle leggi statali.
Dopo la riforma del 2001 le Regioni hanno invece competenza legislativa piena ed
esclusiva e possono emanare leggi nel settore turistico anche contrastanti con specifiche
previsioni contenute nella legislazione statale di principio.
C per da specificare che lambito di competenza legislativa regionale concerne solo il
diritto amministrativo (es: requisiti organizzativi, professionali e finanziari per lesercizio
delle imprese turistiche). Il diritto privato del turismo (es: contratto dalbergo, contratto di
viaggio) di esclusiva competenza della legislazione statale.
Secondo il principio di sussidariet art 118, 1 comma della Costituzione, principio
fondamentale su cui si basata la riforma, le competenze vengono cos ripartite:
- Comuni e Province: attivit di promozione, informazione ed assistenza turistica;
- Regioni: funzione di indirizzo e coordinamento (es: assessorato del turismo),
attivit di promozione turistica allestero (art. 117, 9 comma Costituzione, la
Regione pu concludere accordi con Stati o intese con enti territoriali interni ad
altro Stato);
Il sistema tributario non stato ancora regolamentato con legge statale e non
possono essere quindi essere istituiti specifici tributi collegati al turismo (ex art
119)ma con lavvento del federalismo fiscale municipale per, i comuni capoluogo di
provincia, le unioni di comuni e i comuni inclusi negli elenchi regionali delle localit
turistiche o citt darte possono istituire con apposita deliberazione del consiglio,
unimposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive
ubicate nel proprio territorio (decreto legislativo art 4, del 2011). Il ricavato
destinato a finanziarie gli interventi in materia turistica.
A causa dellinefficienza di alcune Regioni nellesercizio delle funzioni a loro attribuite, lo
Stato ha dovuto emanare disposizioni di indirizzo e coordinamento delle politiche
turistiche sollevando numerose questioni per le quali stato necessario lintervento della
Corte Costituzionale. Una delle sentenze pi importanti la n.88/2007 in cui stato
esplicitato che lo Stato deve intervenire soltanto per definire le disposizioni di indirizzo e
coordinamento delle politiche turistiche ed intervenire solamente rispettando 3 principi:
GIUSTIFICATO, PROPORZIONATO E ATTUATO DINTESA CON LE REGIONI.
Lemanazione del Codice del Turismo da parte dello Stato ha rispettato questi 3 principi,
con la funzione di coordinare le disposizioni vigenti in materia turistica, riordinare
lassetto pubblico dellorganizzazione turistica ed attraverso specifiche norme agevolare
e sostenere le attivit imprenditoriali, stata accompagnata da diversi dubbi sulla
legittimit costituzionale di questo Codice, il quale rappresenta per una legge quadro,
con la sentenza 80/2012 la Consulta intervenuta per ridimensionare tale intervento.

2) QUALI SONO I PRINCIPI COSTITUZIONALI IN MATERIA DI TURISMO?


Il codice del turismo contiene norme necessarie allesercizio unitario delle funzioni
amministrative in materia di turismo e al fine di riordinare, coordinare ed integrare le
molteplici disposizioni presenti allinterno del territorio italiano, in rispetto alle disposizioni
dellUnione Europea e delle attribuzioni delle Regioni e degli enti locali.
In primo luogo si evince dallarticolo 117 2 e 3 comma che lintervento legislativo per
mano dello Stato in materia turistica consentito solo se assistito da una competenza
autonoma in via esclusiva o concorrente, che possa considerarsi prevalente.
Prima della fine degli anni 90 le Regioni coordinavano le strutture per la promozione e
linformazione turistica: entri provinciali del turismo poi sostituiti dalle aziende di
promozione turistica, in coerenza con il principio di parallelismo, secondo il quale
dovevano appartenere alle Regioni le funzioni amministrative delle materie di
competenza legislativa regionale. Il principio di parallelismo fu sostituito dal principio di
sussidiariet, secondo il quale prevede che le funzioni amministrative avrebbero dovuto
essere esercitate dagli enti pi prossimi, maggiormente interessati dai risultati conseguiti.
Tra i principi fondamentali vi sono tre articoli:
- Art 9 comma 2: che riguarda la tutela del paesaggio e dellambiente. E larticolo
pi importante a cui si fa riferimento. Queste risorse sono anche tutelate da dal
Codice dei beni culturali, naturali e storici.
- Art 41: liniziativa economica privata e libera a meno che non vada contro i
principi espressi attraverso larticolo 9.
- Art 16: la libert di soggiorno nel territorio italiano, salvo le limitazioni che la legge
stabilisce per motivi di salute o sicurezza. Non pu esservi nessuna limitazione
politica e i cittadini possono entrare o uscire dal Paese qualora lo vogliano, a meno
che non siano previste limitazioni internazionali.
3) PRINCIPI IN MATERIA TURISTICA PREVISTI DAL TRATTATO SUL
FUNZIONAMENTO DELLUE
Il turismo rappresenta uno dei principali settori delleconomia europea e per questo con il
Trattato di Maastricht nel febbraio del 1992 il tema stato inserito nei settori in cui la
Comunit pu adottare politiche per raggiungere le proprie finalit generali. Per poter
deliberare un provvedimento per necessaria prima lapprovazione unanime del
Consiglio.
Anche per questo motivo stato istituito nel 1986 il comitato consultivo del turismo.
Nel 2007 grazie al Trattato di Lisbona lUE stabil il suo obiettivo fondamentale in campo
turistico: la promozione della competitivit delle imprese che fanno parte dellUnione, del
settore turistico, indicando anche le azioni necessarie per raggiungere tale scopo: creare
un ambiente propizio per lo sviluppo delle imprese e la promozione della cooperazione tra
gli Stati membri, in particolare nello scambio delle best practice (ovvero della miglior
metodologia per raggiungere i risultati auspicati), come esplicitato nellarticolo 195 del
Trattato sul Funzionamento dellUE.
Lordinamento giuridico italiano si conforma automaticamente agli accordi ed alle
consuetudini internazionali, le maggiori fonti internazionali sono:
- Convenzione di Bruxelles sul contratto di viaggio e la tutela internazionale del
turista consumatore nel rapporto contrattuale con gli agenti di viaggio, del 1970;

Sono
-

Convenzione di Parigi del 1962, sulla responsabilit degli albergatori per le cose
appartenenti ai turisti e depositate in albergo;
Organizzazione mondiale del turismo OMT fondata nel 1970 al fine di promuovere
lo sviluppo del turismo mondiale, lOMT come pu anche emanare atti non
vincolanti, che influenzano notevolmente la politica mondiale del turismo ed
ispirano le singole legislazioni nazionali;
presenti anche organizzazioni internazionali non governative di stampo privatistico:
International Air Transport Association (IATA);
Universal Federation of Travel Agents Association (UFTAA);
International Touring Alliance (ITA)

4. ORGANIZZAZIONE PUBBLICA DEL TURISMO: STORIA ED ISTITUZIONI


Prima della Costituzione il fenomeno turistico non aveva raggiunto rilievo tale da far
intervenire lo Stato per regolarlo, la promozione turistica, la valorizzazione e la tutela del
patrimonio artistico erano affidate ad enti di diritto privato: Touring Club Italiano,
Automobile Club dItalia, i quali operavano su tutto il territorio nazionale ed avevano
personalit giuridica.
A livello locale invece amministravano le ProLoco e le Associazioni REGIONALI
PROVINCIALI che sovvenzionate dalle Regioni, svolgevano attivit di informazione ed
accoglienza ai turisti.
Lo Stato per la prima volta interven nel settore turistico attraverso la Legge 11/12/1910
n. 863, la quale consentiva ai Comuni, dotati di stabilimenti idroterapici o di stazioni
climatico-balneari di applicare una tassa di soggiorno ai turisti che soggiornavano almeno
5 giorni.
- In seguito alla fine della prima guerra mondiale, fu istituito grazie al regio decreto
legge del 1919 n. 2099, poi convertito in legge nel 1921, lENIT (ente nazionale
industrie turistiche) dotato di personalit giuridica.
- Nellaprile del 1926 sorsero le stazioni di cura, soggiorno e turismo;
- 1931 venne istituito il commissariato al turismo con lo scopo di coordinare e
dirigere lattivit turistica;
- Nel 1935 sorsero gli enti provinciali del turismo con personalit ed amministrazione
autonoma;
- Nel 1937 tutte le funzioni inerenti al turismo furono trasferite al Ministero della
Cultura popolare.
Nel 1959 con la Legge n 617 venne istituito il Ministero del Turismo, il quale per
prevedeva un accentramento ministeriale delle competenze in materia turistica che
andavano contro ci che la Costituzione sanciva con larticolo 117 riguardo al principio di
sussidiariet (ovvero le competenze in materia turistica spettavano agli enti pi vicini al
territorio).
Per questo motivo le azioni del Ministero del Turismo nel corso degli anni vennero
ridimensionate, fino a quando nel 1993 venne soppresso tramite un referendum
abrogativo e sostituito dal Dipartimento del turismo presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri.
Con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2012 il Dipartimento per gli
Affari regionali ha acquisito funzioni anche in materia di turismo, da esercitare attraverso
il nuovo ufficio per le politiche del turismo. Il ministro per i beni e le attivit culturali
si avvale dellufficio per le politiche del turismo e per esercitare le sue funzioni di

coordinamento della politica nazionale sul turismo, di promozione e comunicazione


dellimmagine dellItalia e di sviluppo delle imprese turistiche.
Nel 2013 il Governo Letta affida le competenze del turismo al Ministero dei Beni e delle
attivit culturali che assume dunque la denominazione attuale di Ministero dei Beni e
delle attivit culturali e del turismo.
Con il decreto del Presidente dei Ministri del 2013 lufficio delle politiche del turismo
passato dalla presidenza del consiglio dei ministri al Ministero dei beni e delle attivit
culturali e del turismo. (85% dei beni nel mondo sono in Italia).
Nonostante la riforma Costituzionale del 2001 abbia trasferito alle Regioni le funzioni in
tema turistico, lo Stato continua ad avere importanti margini dintervento legislativo nella
materia. Per far s che fra Stato e Regioni ci sia coordinamento anche nel settore turistico
vi sono tre strumenti:
- La conferenza permanente: Si occupa di regolare i rapporti tra lo Stato, le
Regioni e le Province autonome. Ha lo scopo fondamentale di promuovere il
coordinamento della programmazione statale e regionale, garantendo la
collaborazione fra soggetti o enti pubblici e privati. La conferenza si occupa inoltre
di assicurare scambi di dati e dinformazioni tra il governo e le regioni e deve
essere obbligatoriamente considerata qualora i soggetti istituzionali competenti
intendano emettere leggi, decreti legislativi o regolamenti su materie che
interessano direttamente le regioni.
- Conferenza Nazionale del turismo: regolamentata dallart 56 del cod. del
turismo e viene indetta ogni due anni o dal Presidente del Consiglio dei Ministri o
dal Ministro delegato. Questo un organismo strettamente consultivo composto
dai rappresentanti delle istituzioni, dellimprenditoria turistica dei consumatori e
delle varie associazioni.
- Comitato permanente di promozione del turismo: regolamentato dallart 58
del codice del turismo. presieduto dal presidente del Consiglio dei Ministri o dal
Ministro delegato. Si occupa di diversi ambiti come ad esempio di dare sostegno
alle imprese che vogliono riqualificare lofferta turistica nazionale, la promozione
dellimmagine dellItalia nel settore turistico
1. ENIT
LENIT venne istituito nel 1919 con il nome di ente nazionale per lincremento delle
industrie turistiche con la funzione di svolgere propaganda turistica allestero.
La Legge n 80 del 2005 ha trasformato lENIT in ENIT AGENZIA NAZIONALE DEL
TURISMO, riordinandone uffici e compiti, mantenendo personalit giuridica di diritto
pubblico, autonomia statutaria, regolamentare, organizzativa, patrimoniale, contabile e di
gestione.
LOrganizzazione dellENIT stata disciplinata dal Decreto del Presidente della Repubblica
del 2006 n. 207, dopo aver raggiunto un accordo con la Conferenza Permanente Stato
Regioni, tale procedura servita a rendere immune il nuovo organismo dalle censure di
legittimit costituzionale.
Con il Decreto del Ministro per il turismo del 2010, lAgenzia stata dotata di una sede
centrale divisa in due macro- aree: una con attivit di marketing ed una con attivit di
amministrazione.
LENIT vigilato dal Ministro dei Beni e delle attivit culturali e del turismo.
Le funzioni dellente sono:

Promozione dellimmagine unitaria, dellofferta turistica nazionale allestero, con il


fine di favorire la commercializzazione dei prodotti turistici italiani sui mercati
internazionali;
- Promuove le varie tipologie dellofferta turistica nazionale;
- Realizza strategie promozionali a livello nazionale ed internazionale;
- D informazioni allestero;
- Svolge attivit di consulenza e assistenza per lo Stato, Regioni e per gli altri
organismi in materia di promozione;
Lattivit dellagenzia diretta principalmente a due categorie di clienti: la domanda
collettiva, organizzata dagli operi italiani e stranieri del settore (TO, ADV) e la domanda
individuale, composta da centinaia di milioni di cittadini esteri, potenziali o attuali utenti
dei servizi turistici italiani.
LENIT riceve finanziamenti da parte dello Stato, Regioni, amministrazioni statali,
regionali, locali ed altri enti, a queste risorse si aggiungo i proventi derivanti dalla
gestione di beni e servizi a soggetti pubblici e privati (consulenze).
2. IMPRESE TURISTICHE
In seguito alla legge di revisione costituzionale del 2001 ha stabilito che il turismo
materia di esclusiva competenza legislativa regionale. Le Regioni per tuttoggi non
hanno esercitato pienamente il proprio ruolo, ovvero non si sono auto coordinate per
definire le linee guida generali su questa materia e quindi anche per la definizione di
impresa turistica.
C per da precisare che le Regioni potrebbero incontrare dei vincoli, i quali potrebbero
essere di 3 tipologie:
- Principi costituzionali: in particolar modo riguardo la libert di iniziativa
economica privata (art. 41 Costituzione), la quale non pu svolgersi in contrasto
con lutilit sociale, oppure se reca danno allambiente, alla dignit umana o alla
libert altrui.
- Ordinamento comunitario, lart 117 al 1 comma specifica nella salvaguardia
della libert di stabilimento delle imprese e della libera prestazione allinterno
dellUE.
- Diritto interno: in particolar modo quello che concerne il diritto privato e la
sicurezza pubblica.
La definizione di impresa turistica vale esclusivamente a delimitare lambito di
applicazione della regolamentazione pubblicistica, la quale prevede controlli allaccesso e
nel corso dellattivit, da parte dellautorit amministrativa a salvaguardia di interessi
pubblici di natura economica e non, come ad esempio ligiene e la sicurezza pubblica.
Dal Codice del Turismo art. 4, si pu apprendere la definizione di impresa turistica: sono
imprese turistiche quelle che esercitano attivit economiche organizzate per la
produzione, la commercializzazione, lintermediazione e la gestione di prodotti,
di servizi, tra cui gli stabilimenti balneari, di infrastrutture e di esercizi,
compresi quelli di somministrazione facenti parte dei sistemi turistici locali,
concorrenti alla formazione dellofferta turistica.
Questa definizione stata ampliata, poich mentre prima vi rientravano solamente le
strutture ricettive (alberghi, residence..), mentre aggiungendo la parte concorrenti alla
formazione dellofferta turistica rientrano nella categoria anche le agenzie di viaggi ed i
tour operator.
Limpresa turistica costituisce un tipico esempio di impresa a statuto speciale, quindi
disciplinata di una peculiare disciplina pubblicistica.

E opportuno collegare questa definizione di impresa turistica alla definizione generale di


imprenditore dettata dal codice civile allart 2082, per evidenziare le differenze tra le due.
I requisiti richiesti dal codice per essere imprenditore sono: la professionalit,
lorganizzazione, la produttivit e la gestione di attivit con metodo economico; quanto
alla professionalit si presuppone lesercizio abituale e non occasionale, di una certa
attivit produttiva, quindi non va considerato imprenditore secondo il codice chi organizza
un singolo pacchetto di viaggio per soddisfare le esigenze di un amico o chi organizza un
evento in discoteca. Non andrebbero quindi considerati imprenditori nemmeno coloro che
gestiscono in modo non professionale una struttura ricettiva a gestione familiare (B&B).
Ma se dovesse essere cos interpretato il codice civile le imprese turistiche che
rientrerebbero nella definizione sarebbero molto limitate, mentre sono considerati
imprenditori turistici coloro che svolgono periodicamente, ma in modo abituale, una
certa attivit: attivit balneari, impianti di risalita nelle localit sciistiche; necessario
quindi il costante ripetersi di atti di impresa.
Limpresa turistica ha tipicamente ad oggetto la produzione di un servizio, chi la esercita
acquista perci, di regola, la qualit di imprenditore commerciale ai sensi dellart 2195
del Codice Civile; limprenditore turistico per di regola, ma non sempre, un
imprenditore commerciale, poich la produzione del servizio turistico pu essere anche
connessa alla selvicoltura o allallevamento, secondo questipotesi chi esercita questo
tipo di attivit imprenditore agricolo (questo il caso dellagruturismo).
Limprenditore turistico pu anche essere un piccolo imprenditore (art 2083), il quale non
ha lobbligo delle scritture contabili e dalliscrizione nel registro delle imprese, questo
ad esempio il caso del gestore del B&B, che svolge professionalmente lattivit ricettiva.
Liscrizione al registro delle imprese quindi non rilevante per esercitare lattivit
commerciale nel turismo, ma fondamentale per accedere alle agevolazioni, ai
contributi, alle sovvenzioni, agli incentivi ed ai benefici di qualsiasi genere ed a qualsiasi
titolo riservate alle sole imprese turistiche, descritte nel 3 comma dellart 4 del codice
del turismo.
In particolar modo sono previste agevolazioni per le reti di imprese ed i distretti
turistici.
Le reti di imprese vengono autenticate o da scrittura pubblica o da scrittura privata
autenticata e sono formate da una rete di pi imprenditori, i quali perseguono lo scopo di
accrescere, individualmente e collettivamente la propria capacit innovativa e la propria
competitivit sul mercato e a tal fine si obbligano a collaborare nellesercizio delle proprie
imprese, scambiandosi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale,
tecnica o tecnologica. Nel contratto devono essere riportate le informazioni di tutti i
partecipanti alla rete, gli obiettivi strategici che vogliono perseguire e il patrimonio della
rete, il quale pu consistere o in un fondo comune alimentato dai contributi delle imprese
partecipanti.
Per quanto riguarda invece i distretti turistici, questi sono stati istituiti con il 4 comma
dellart 3 della legge n. 70 del 2001, quando le imprese turistiche operanti nei territori
costieri ne richiesero listituzione, al fine di riqualificare e rilanciare lofferta turistica a
livello nazionale ed internazionale e di accrescere lo sviluppo delle aree del distretto.
I confini dei distretti effettuata dalle Regioni dintesa con il Ministero delleconomia e
delle finanze e dai comuni interessati.
Diversamente dalle reti di impresa i distretti turistici rappresentano una formula
organizzativa basato non sulla stipulazione di un contratto tra imprenditori, ma su un
procedimento amministrativo dimpulso di pi imprese

turistiche.
3. STRUTTURE RICETTIVE
ART 8. Comma 2: Per attivit ricettiva si intende lattivit diretta alla produzione di
servizi per lospitalit esercitata nelle strutture ricettive. Oltre alla prestazione del
servizio turistico lattivit ricettiva comprende:
- La somministrazione di alimenti e bevande sia a chi alloggia che agli ospiti
- Fornitura di giornali, cartoline, francobolli
- Gestione delle attrezzature, strutture a carattere ricreativo (piscine, campi da
tennis, saune..), i quali possono essere usufruiti solo dalle persone che alloggiano.
- consentito vendere direttamente ai propri clienti, senza specifica licenza, giri
turistici della citt.
La sentenza n.80 del 2012 della Corte Costituzionale ha abrogato quasi lintero
titolo III del codice del turismo (Art 8-17), nel quale era contenuta la disciplina del
coordinamento delle strutture ricettive. Lunica norma sopravvissuta lart 17, La quale
non stata impugnata dai ricorsi regionali.
Tale articolo conferma che deve essere applicata alle strutture ricettive la disciplina di
semplificazione delle autorizzazioni amministrative. (c.d. sportello unico).
Per questo motivo (ovvero semplificare) stato anche introdotto il principio della tacita
autorizzazione da parte delle autorit competenti allo scadere di un determinato termine,
per evitare ritardi e procedure eccessivamente complesse ed onerose.
Art 16 Codice turismo: Sancisce che lavvio e lesercizio delle strutture turistico
ricettive non sono pi subordinati allattesa di unautorizzazione formale e quindi sono
solamente soggetti a segnalazione certificata di inizio attivit. Quindi lattivit
ricettiva pu avere inizio dalla data in cui viene presentata la segnalazione allautorit
competente.
Lautorit competente se accerta la mancanza di requisiti o di presupposti necessari
allesercizio dellattivit ricettiva, entro i 60 giorni dal ricevimento della segnalazione, pu
adottare provvedimenti di divieto di prosecuzione dellattivit ricettiva fino a quando
linteressato non provveda a conformare la sua attivit alla normativa vigente.
Lavvio e lesercizio dellattivit ricettiva devono necessariamente rispettare le norme
urbanistiche, edilizie, di pubblica sicurezza, prevenzione incendi, igenico-sanitarie,
sicurezza nel lavoro, efficienza energetica ecc..
Inoltre lesercizio delle strutture ricettive presuppone il possesso di specifici requisiti di
moralit. Lattivit ricettiva non deve avere connessioni con attivit criminali.
Art 17: Estende alle imprese turistiche la disciplina dello sportello unico ed individua il
SUAP come unico soggetto pubblico di riferimento per tutti i procedimenti che riguardano
lattivit produttiva, prestazione di servizi, ristrutturazione, cessazione, riconversione ecc
delle attivit ricettive. (Le richieste, domande e comunicazione possono essere fatte solo
in modo telematico).
I gestori di esercizi alberghieri possono dare alloggio soltanto a coloro che sono muniti di
documenti di riconoscimento.
Classificazione e tipologie delle strutture ricettive alberghiere e paralberghiere
Nonostante il turismo stato inserito nelle materie di competenza esclusiva regionale, i
parametri generali di classificazione delle strutture devono essere previsti dalla legge
statale e quindi le Regioni devono attenersi a tali norme. Ci per evitare sia la

disomogeneit dei parametri di classificazione e sia per proteggere il turista


consumatore.
Importanti novit sono state introdotte dal codice del turismo il quale prevede un
regolamento governativo nel quale sono disciplinati gli standard qualitativi minimi
nazionali per imprese turistiche ricettive con lo scopo di garantire ai consumatori
adeguate strutture e per ottenere una leale concorrenza tra gli operatori ricettivi ovvero
che tutte le strutture appartenenti ad una certa categoria offrano gli stessi servizi.
Strutture ricettive in Umbria: (Art. 15 legge regionale n.13 del 2013)
- Esercizi alberghieri (Alberghi ovvero esercizi ricettivi aperti al pubblico che
forniscono alloggio eventualmente vitto ed altri servizi accessori in camere ubicate
in uno o pi stabili).
- Esercizi extra alberghieri: (es. case per ferie, unit abitative ammobiliate ad
uso turistico, ostelli per la giovent, centri soggiorno studi ecc..)
- Residenze allaria aperta
- Residenze depoca
- Altre attivit che rientrano di cui al capo V (art 40-42) le quali
conservano le caratteristiche della civile abitazione; lesercizio
dellattivit di ricezione non comporta il cambio di destinazione d'uso
delle unit abitative: affittacamere e bed and breakfast
Umbria: I principali adempimenti e requisiti per esercitare in forma imprenditoriale
lattivit di ricettivit alberghiera o extralberghiera sono:
- Requisiti morali. Nel caso di impresa individuale tali requisiti devono essere
posseduti dal titolare, nel caso di societ, associazione, organismo collettivo,
circolo, da un legale rappresentante o delegato.
- SCIA: segnalazione certificata inizio attivit produttiva ad effetto immediato. Va
presentata al Comune dove ubicata la struttura ricettiva. Possesso dei requisiti
sanitari, urbanistici, di Pubblica Sicurezza e di prevenzione incendi.
Scegliere la forma giuridica dell'azienda (societ di persone o di capitali),
richiedere la partita IVA, scegliendo nel contempo il regime contabile.
Comunicazione Unica (ComUnica) da inoltrare alla Camera di commercio entro
30 giorni dall'inizio dell'attivit, che permette di ottemperare agli obblighi di legge
verso la stessa Cdc e verso INPS, INAIL e Agenzia delle Entrate.
- Classificazione della struttura ricettiva secondo i criteri stabiliti dalla legge
regionale 13/2013.
- Assicurazione per rischi responsabilit civile a tutela della clientela.
- Rispettare le disposizioni in materia igienico-sanitaria e di sicurezza nei
luoghi di lavoro.
- Comunicazione (la prima volta nella Scia, poi allo Iat Informazioni e accoglienza
turistica), delle tariffe minime e massime praticate.
- Comunicazione del periodo di apertura stagionale o annuale.
- Altri adempimenti: legge antifumo; denuncia alla Siae e a SCF(Consorzio
Fonografici) se c musica dambiente, tv nelle camere o nelle sale comuni, etc.;
richiedere autorizzazione per istallazione insegne allesterno dellattivit, etc.
Agenzie di Viaggio e Turismo: Sono attivit economiche organizzate per la
produzione, la commercializzazione, lintermediazione e la gestione di prodotti, servizi
ecc, i quali concorrono allofferta turistica.

Le agenzie di viaggio e turismo sono definite dallart 18 del codice del turismo come:
imprese che esercitano congiuntamente o disgiuntamente attivit di produzione,
organizzazione ed intermediazione di viaggi e soggiorni e ogni altra forma di prestazione
turistica a servizio dei clienti. LArt 18 prevede una definizione molto ampia di Adv,
puntualizzando che deve considerarsi tale anche limpresa turistica che non effettua la
vendita diretta al pubblico dei servizi turistici, quindi compresa nella nozione di ADV
anche i TO.
Questo perch da un lato alle ADV non vietato comportarsi anche come organizzatori di
viaggio e dallaltro lato la diffusione di internet anche per quanto riguarda la vendita di
pacchetti turistici, rende difficoltosa la netta separazione tra i due soggetti.
TO: il soggetto che si obbliga, in nome proprio e ricevendo un corrispettivo forfettario,
di procurare a terzi pacchetti turistici realizzando la combinazione degli elementi o
offrendo al turista la possibilit di realizzare autonomamente il suo pacchetto.
La disciplina delle ADV e turismo in buona parte di diritto privato in quanto ha lo
scopo di regolare il rapporto giuridico che intercorre tra lagente di viaggio e la propria
clientela. Le leggi di riferimento sono quelle statali e le fonti comunitarie.
Va inoltre ricordato che il principio di assicurare ai turisti-consumatori capacit e
correttezza professionale degli operatori del settore rappresenta un pubblico interesse e
quindi le ADV e turismo sono disciplinate anche dal diritto pubblico. La sfera pubblica
delle ADV contenuta nelle leggi regionali poich il turismo materia di esclusiva
competenza delle Regioni. Nonostante ci nel codice del turismo sono sanciti alcuni
principi fondamentali a tutela della concorrenza e della salvaguardia degli utenti.
Sono considerate ADV anche le imprese di trasporto (aereo, crociere)
Vengono esclusi dalla categoria di Adv e turismo coloro che si limitano semplicemente
alla vendita o somministrazione di un servizio alla clientela e che quindi non svolgono
attivit di intermediazione, produzione o organizzazione del viaggio.
La denominazione sociale dellADV non deve trarre in inganno il turista consumatore sulle
sue finalit di esercizio. Inoltre Le ADV non possono assumere denominazioni identiche ad
altre gi esistenti.
vietato ai soggetti che non svolgono le attivit di Adv di utilizzare nella ragione, nella
denominazione sociale, nellinsegna parole che possano trarre in inganno come (TO, ADV,
mediatore ecc..)
Inoltre LADV non pu inserire il nome della Regione.
Alcuni leggi regionali fanno la distinzione tra le attivit dellADV e turismo e tra:
- Attivit distintive: Attivit di produzione, organizzazione di viaggi e soggiorni,
intermediazione con o senza vendita diretta al pubblico..
- Attivit accessorie: prenotazione, vendita biglietti, accoglienza cliente nei porti,
aeroporti, assistenza, rilascio di visti, ritiro e deposito bagagli, noleggio autoveicoli,
polizze assicurative

AGENZIE DI VIAGGIO E TURISMO (ART. 53 L. REG. UMBRIA N. 13/2013) Le agenzie


di viaggio e turismo sono imprese turistiche ai sensi dellarticolo 4 del decreto legislativo
23 maggio 2011, n. 79 che esercitano in via esclusiva attivit di organizzazione,
produzione, intermediazione e vendita di viaggi, soggiorni e crociere per singole persone
o gruppi, curandone la diffusione al pubblico con la fornitura dei servizi connessi di

accoglienza e assistenza ai turisti. 31 Le agenzie di viaggio e turismo possono


fornire al turista i seguenti servizi:
- organizzazione e realizzazione di gite, escursioni individuali o collettive e visite
guidate con ogni mezzo di trasporto e con personale abilitato ai sensi della
normativa vigente;
- b) emissione e vendita di biglietti di trasporto ferroviario, automobilistico,
marittimo e aereo, previo conseguimento delle necessarie autorizzazioni;
c) informazione e assistenza; d) accoglienza nelle stazioni di partenza e di arrivo di
mezzi di trasporto, aeroporti e porti;
e) prenotazione di servizi di ristorazione, di soggiorno in strutture ricettive e
vendita di buoni di credito per detti servizi
- f) assistenza per il rilascio di passaporti e visti consolari;
- g) prenotazione del noleggio di autovetture e di altri mezzi di trasporto;
- h) operazioni di emissione, in nome e per conto di imprese di assicurazioni, di
polizze di garanzia ai viaggiatori e per danni alle cose trasportate;
i) prenotazione e vendita di biglietti per spettacoli, fiere, musei e gallerie e
manifestazioni;
- l) rilascio e pagamento di assegni turistici, assegni circolari e altri titoli di credito
per viaggiatori e di lettere di credito, nel rispetto della normativa vigente.
ASSEGNO TURISTICO: Il pagamento dell'assegno da parte del trattario condizionato
dall'esistenza sul titolo di una doppia firma del prenditore con lo scopo di evitare, in caso
di furto o smarrimento, che l'assegno sia facilmente incassato Questo tipo di assegno (o
traveller's chek) stato previsto per limitare i rischi di derivanti dal furto di denaro o di
assegni a coloro che viaggiano. Il traente , di solito, la stessa banca che d ordine di
pagare l'assegno ad un'altra filiale a favore del prenditore, di regola cliente della banca
stessa. Al momento dell'emissione del titolo il prenditore apporr la propria firma per poi
apporla di nuovo al momento del pagamento. Il titolo pu, comunque, essere girato, ma il
girante dovr apporre la seconda firma sul titolo prima di girarlo.

4. PROFESSIONI TURISTICHE
Le professioni turistiche vengono definite nellart 6 del cod. del turismo come quelle
attivit che hanno come oggetto (scopo) la prestazione di servizi di promozione
dellattivit turistica, nonch servizi di ospitalit, assistenza, accompagnamento e guida,
diretti a consentire ai turisti la migliore fruizione del viaggio o della vacanza, anche sotto
il profilo della conoscenza dei luoghi visitati.
necessario riuscire a distinguere tra attivit imprenditoriali turistiche ed attivit
professionali turistiche un problema affrontato nella legge 135/2001. (Quindi differenza
tra professionista ed imprenditore).
Lorganizzazione di cui si avvale il professionista ha, in ogni caso, funzione ausiliaria,
strumentale o accessoria, in ci pertanto distinguendosi, qualitativamente,
dallorganizzazione di tipo imprenditoriale.
La regolamentazione delle attivit professionali materia di legislazione concorrente
Stato-Regioni (art. 117, comma 3, Cost). Quindi lo Stato deve dettare i principi
fondamentali i quali sono vincolanti per la legislazione regionale.
Lindividuazione delle figure professionali ed i relativi profili ed ordinamenti sono di
competenza statale ci per tutelare il pi possibile i consumatori, mentre spetta alle

Regioni la possibilit di regolare corsi di formazione alle professioni turistiche gi istituite


dallo Stato.
La disciplina generale fa una distinzione tra attivit professionali protette e non, in
particolare le professioni turistiche protette sono caratterizzate dal fatto che sono
soggette ad una disciplina di carattere organizzativo molto articolata che ne subordina
lesercizio alliscrizione in albi o in elenchi tenuti da organi nazioni o di autogoverno della
categoria. Fanno parte di questa categoria: i maestri di scii e le guide alpine. Fanno parte
della categoria di professioni turistiche non protette ad esempio le guide turistiche.
Secondo la legge n. 148/2011 laccesso alle professioni turistiche non protette libero,
ed ogni limitazione consentita unicamente per ragioni di interesse pubblico quindi non
deve esserci nessuna forma di discriminazione. Per questo motivo una volta che si in
possesso dellabilitazione, si pu inoltrare allo sportello unico delle attivit produttive
(SUAP) del Comune di Residenza la segnalazione certificata di inizio attivit (SCIA)
insieme a tutta la documentazione richiesta.
Inoltre previsto lobbligo per il professionista di seguire percorsi di formazione continua
e permanente.
Le professioni turistiche quindi possono dividersi in due gruppi: le attivit legate a singole
discipline sportive e le attivit non sportive.
Lart 6 del codice del turismo contiene un elenco, non tassativo delle professioni
turistiche:
- Guida turistica: ovvero chi per professione, accompagna persone singole o gruppi
di persone nelle visite ad opere darte, musei, gallerie, scavi, illustrando le
attrattive storiche, artistiche, monumentali paesaggistiche e naturali. La
caratteristica qualificante della guida turistica consiste non solo nellaccompagnare
le persone in visita ma di consentire al turista di acquisire unapprofondita
conoscenza di ci che visita.
- Accompagnatore turistico: ovvero chi per professione accompagna persone o
gruppi di persone nei viaggi attraverso il territorio nazionale o allestero fornendo
elementi significativi o notizie di interesse turistico sulle zone di transito al di fuori
dellambito di competenza delle guide. In questo caso la caratteristica qualificante
rispetto alle guide proprio laccompagnamento e lassistenza ai turisti e quindi le
notizie offerte devono considerarsi di cultura generale e non specifiche come le
guide.
- Altre professioni turistiche non sportive: Fanno parte di questa categoria
linterprete turistico, lorganizzatore congressuale, lanimatore turistico, direttore
dalbergo, ispettore ecologico, tecnico comunicazione e marketing turistico ecc..
- Professioni turistiche sportive: costituiscono attivit professionali protette e il
loro regolamento affidato alle Federazioni sportive competenti. Ne fanno parte:
Listruttore nautico, maestro di sci, guida alpina, loperatore di turismo subacqueo,
il maestro di snowboard, il maestro di ciclismo ecc..
Le varie attivit professionali necessitano dellabilitazione con il
superamento di un esame e conseguente iscrizione allalbo per poter
svolgere le loro attivit.
5. AGRITURISMO

La valorizzazione dei beni culturali ad ambientali costituisce materia di legislazione


concorrente e per questo motivo lintervento legislativo dello Stato giustificato in
materia di agriturismo, come spiegato nella legge n.20 del febbraio 2006 che rinvia allart
29 comma 1 del Codice del Turismo, essendo il turismo e lagricoltura argomenti divenuti
materie di legislazione esclusiva regionale a seguito della revisione costituzionale del
2001.
Rientrano oggi fra le attivit agrituristiche, esercitate dallimprenditore agricolo
attraverso lutilizzazione della propria azienda in rapporto di concessione con le attivit
agricole principali:
- le attivit di ricezione ed ospitalit, anche in alloggi in spazi aperti destinati alla
sosta di campeggiatori;
- la somministrazione di pasti e bevande costituiti prevalentemente da prodotti
propri o di aziende agricole della zona;
- lorganizzazione, anche allesterno dei beni fondiari nella disponibilit dellimpresa,
di attivit ricreative, culturali, didattiche, sportive o escursionistiche e di
ippoturismo.
Nella precedente legge, risalente al 1985, lattivit agrituristica veniva qualificata in virt
della sua connessione con lattivit agricola principale, in quanto ad esercitarla doveva
essere limprenditore agricolo individuale o collettivo.
La legge quadro ha dato queste rigide disposizioni, in modo da riuscire a delineare la
sfera degli imprenditori abilitati a godere dei benefici connessi allattivit agrituristica
(agevolazioni tributarie, finanziamenti europei a condizioni agevolate, esenzione del
fallimento..).
Le attivit tipiche dellagriturismo potevano anche essere svolte anche allesterno dei
beni fondiari, purch in aree comprese nellazienda agricola, mentre invece lalloggio e la
somministrazione dei pasti invece dovevano essere erogati nei beni fondiari.
Con lintervento legislativo del 2006 accanto alle tradizionali finalit dellagriturismo
vengono affiancate anche: il sostegno e lincentivazione alla produzioni tipiche, alle
produzioni di qualit ed alle tradizioni enogastronomiche, ma anche alla promozione della
cultura rurale e alleducazione alimentare.
La pi importante novit apportata dalla Legge 96/2006 riguarda il criterio della
prevalenza art. 4 comma 2: il tempo del lavoro necessario allesercizio delle attivit
agrituristiche deve essere minore rispetto a quello impiegato nellattivit agricola.
Lattivit agrituristica pu essere sia esercitata sia da un imprenditore agricolo
individuale, sia da societ di persone, di capitali o cooperative delle quali sia socio
limprenditore agricolo.
Mentre prima limprenditore individuale poteva avvalersi soltanto dellausilio dei familiari
nellimpresa agricola, mentre oggi consentito svolgere lattivit agrituristica con la
prestazione di lavoratori dipendenti a tempo determinato, indeterminato o parziale.
Gli imprenditori agricoli possono anche associarsi ed esercitare collettivamente
lattivit agrituristica, dando vita ai consorzi e le societ consortili.
La nuova legge si presenta in parte pi ampia, in parte pi ristretta. Pi ampia poich
limprenditore agrituristico pu somministrare pasti e bevande, riguardo al rapporto di
prevalenza, deve riferirsi non solo ai prodotti propri ma anche ai prodotti di aziende della
zona, cio la qualifica viene persa se ai clienti vengono somministrati prodotti non
tipicamente locali.
Ma si presenta anche pi ristretta dal punto di vista dellorganizzazione dellattivit di
ricezione ed ospitalit, di organizzazione e di degustazione dei prodotti aziendali e di

vendita di prodotti tipici locali; prima della legge consentiva queste attivit anche al di
fuori del fondo, mentre la norma attuale non le inserisce tra quelle consentite allesterno
dei beni fondiari.
Alcune attivit per possono essere svolte anche allesterno dei beni fondiari come ad
esempio: le attivit ricreative, culturali, didattiche, di pratica sportiva, escursionistiche e
di ippoturismo; infatti queste attivit possono attivare convenzioni con gli enti locali.
Tradizionalmente limpresa agrituristica era caratterizzata dalla stagionalit dellofferta di
ospitalit, al fine di evitare vantaggio competitivo degli agriturismi rispetto alle altre
imprese turistiche o ristorative.
Lart. 2 della Legge del 2006 elimina il requisito della stagionalit dellimpresa
agrituristica, esasperando il problema di coordinamento tra agriturismo e turismo rurale
che consiste principalmente nella garanzia di una sostanziale uguaglianza e parit di
trattamento tra imprenditori operanti in determinate zone del Paese.
Nel turismo rurale le attivit di ricezione, di ristorazione, di organizzazione del tempo
libero e di prestazione di ogni altro servizio finalizzato alla fruizione turistica dei beni
naturalistici, ambientali e culturali di territori rurali extraurbani, rispetto alle quali non
sussistono i requisiti di connessione e prevalenza previsti dalla legge 96/2006 per
limpresa agrituristica.
Per questo motivo lalbergatore ed ristoratore di un paese di campagna devono
considerarsi imprenditori commerciali e non agricoli.
A delineare quali edifici possono essere utilizzati per le attivit agrituristiche lart 3 della
legge del 2006, che consente lutilizzo di queste attivit dei soli edifici o parti di essi gi
esistenti nel fondo, anche se in alcune Regioni, come ad esempio il Lazio, consente
ledificazione di nuovi volumi, sottoponendola a rigide condizioni.
Il legislatore nazionale ha poi demandato alle Regioni la definizione dei requisiti igienicosanitari degli immobili e delle attrezzature da utilizzare nelle attivit.
Lagriturismo pu iniziare il proprio esercizio subito dopo la segnalazione certificata di
inizio dellattivit ed anche gli agriturismi, come accade per gli alberghi, sono soggetti ad
una classificazione a seconda dei servizi offerti, rispettando gli standard nazionali e quindi
rimessi alla competenza statale.
6. USO DEL DEMANIO MARITTIMO
I beni che appartengono allo Stato o ad altri enti pubblici si definiscono beni pubblici e
sono classificati in due categorie:
- Beni demaniali: che si caratterizzano per la loro incommerciabilit, ma possono
diventare oggetto di diritti di godimento per conto di terzi, solo tramite la
concessione amministrativa. Ne fanno parte il lido del mare, spiagge, porti
includendo con gli articoli 28 e 29 del Codice Navale anche le lagune, foci dei fiumi,
i bacini ed i canali.
- Beni patrimoniali: si dividono a loro volta indisponibili e disponibili. I beni
indisponibili possono diventare oggetto di un contratto. Il patrimonio indisponibile
quindi consiste nellimpossibilit di sottrarre i beni che lo compongono alla loro
destinazione, se non nei modi stabiliti dallarticolo 828, 2 comma. I beni
patrimoniali disponibili sono trattati dal legislatore, al pari dei beni privati, salvo
disposizioni speciali.
Larticolo 117 della Costituzione d alle Regioni, la podest legislativa esclusiva, senza
cambiare per la titolarit dello Stato, le funzioni amministrative sono assegnate ai
Comuni, mentre fissazione e riscossione dei canoni spetta allo Stato.

Secondo larticolo 823 del Codice Civile la concessione duso possibile solo se idonea a
soddisfare il collettivo, per conseguirla necessario superare rigidi controlli.
La spiaggia diventa quindi strumento per lesercizio di attivit imprenditoriali di servizi
che devono comprendere: ristorazione, noleggio di imbarcazione, aree sportive e
ricreative.
Ai fini della tutela dellambiente si d la precedenza di concessione a chi utilizza
attrezzature non fisse.
Le deroghe delle concessioni vanno dai 6 anni ad un massimo di 20 anni, gli stabilimenti
balneari devono corrispondere un canone di concessione dello Stato (che ne ha la
titolarit) e costituisce il corrispettivo da pagare per lutilizzo dei beni di propriet statale.
Lestinzione della concessione trattata nel Codice Navale e si pu estinguere per:
- Scadenza del termine previsto dal contratto;
- Cause naturali: il concessionario ha diritto ad una riduzione del canone;
- Revoca: non d diritto ad un indennizzo del concessionario, a meno che la
concessione non abbia dato luogo alla costruzione di opere stabili;
- Revoca parziale: il concessionario pu rinunciare alla concessione dandone
comunicazione allautorit concedente nel termine di 30 giorni dalla notifica di
revoca;
- Decadenza: un provvedimento della pubblica amministrazione, il concessionario
decaduto non potr essere rimborsato.
Il subingresso per atto tra vivi deve eseguire un procedimento abbastanza lungo: il
concessionario inoltra la richiesta di sostituzione allautorit concedente, dove vengono
specificate lidentit e le qualit dellaspirante concessionario.
Tale richiesta apre unistruttoria finalizzata a consentire alla pubblica amministrazione
una valutazione dellidoneit del nuovo concessionario a soddisfare le esigenze di
pubblico interesse.
Gli ostacoli che derivano dal subingresso tra vivi, ha indotto le imprese balneari a
ricorrere a contratti di diritto privato aventi come oggetto il trasferimento dei diritti
derivanti dalla concessione.
Sempre pi frequente lipotesi del contratto daffitto dellazienda balneare, il quale pur
essendo valido ed efficace comportava la decadenza della concessione.
Il primo passo alla risoluzione del problema ci fu con la Legge 494/1993, ma il passo pi
importante fu compiuto con la legge 88 del 16 marzo 2001, la quale rende possibile
laffidamento a terzi.
Il notevole sviluppo del diportismo nautico ha reso inadeguate le infrastrutture portuali
esistenti, anche loro considerate parte del demanio marittimo.
Ci implica che il porto turistico sia di possesso del demanio alla scadenza della
concessione amministrativa e definito dal DPR 509 del 2 dicembre 1997 come un
complesso di strutture amovibili e inamovibili realizzate con opere a terra e a mare.
La legittimazione dellintervento dei privati nella realizzazione dei porti turistici si deve al
DPR 509/1997, il quale prevede un procedimento della concessione per la costruzione
degli stessi.
Manca per una regolamentazione in merito alla loro gestione: si pensato allipotesi di
rendere i porti propriet privata per il periodo della concessione.
Limprenditore concessionario instaura una serie di rapporti giuridici con i turisti che
intendono usufruire della struttura, questi tipi di contratto sono definiti contratti di
ormeggio.

DIRITTO PRIVATO DEL TURISMO


1. LE TRE TESI DI PRENOTAZIONE ALBERGHIERA
Innanzitutto viene definito contratto laccordo tra due o pi parti per costituire, regolare o
estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale. Per stipularlo sono necessari:
- Accordo delle parti: proposta accettata (proposta e controproposta devono
coincidere);
- Causa
- Oggetto: il bene che si vuole trasferire, se loggetto illecito, anche la causa lo
art. 1343;
- Forma: se viene richiesta dalla Legge e non viene rispettata, il contratto nullo.
Le parti sono libere di stipulare o meno un contratto, poich entrambe possiedono: libert
contrattuale positiva (determina obblighi e diritti), ma anche libert contrattuale negativa
(quindi di non concludere art. 1322 del Codice Civile).
Con il termine PRENOTAZIONE si indica la pattuizione preliminare ed accessoria con la
quale ci si garantisce la stipulazione di un contratto finale.
Lestrema variet delle prestazioni e il diverso valore che le caratterizzano comportano
sotto un punto di vista giuridico, si pu quindi affermare che il valore della prestazione
influisce sulla tipologia del vincolo.
Non presente una definizione di prenotazione n sul codice del turismo n su quello
civile, ma esistono diversi tipi di prenotazione:
- Si pu effettuare una prenotazione pura e semplice al telefono, rappresenta
la tipologia pi usuale di formazione del contratto di albergo. Si effettua senza
versamento di un accordo o di una caparra;
Prenotazione effettuata mediante unagenzia di viaggio;
- Prenotazione garantita e confermata.
Si possono andare a verificare 3tesi di prenotazione alberghiera:
1. Tesi dellaccettazione di unofferta al pubblico, viene ritenuta
svantaggiosa per il cliente e vantaggiosa per lalbergatore. Si configura
come un atto unilaterale di accettazione per il cliente. Il cliente pu disdire
implicitamente (attraverso il fenomeno del no show) oppure in maniera
esplicita (che per comporta il recesso unilaterale del vincolo negoziale con
la conseguenza che lalbergatore legittimato a chiedere la risoluzione del
contratto per inadempimento e quindi il cliente tenuto a risarcire il pezzo
della camera per tutto il soggiorno, che pu essere anche maggiorato dagli
eventuali danni).
2. Tesi del rapporto giuridico preparatorio, questopzione gratuita e a
favore del cliente, una volta effettuata il cliente ha infatti il potere di
decidere se concludere o meno il contratto. La prenotazione non va a
concludere il contratto dalbergo, essendo necessaria unulteriore
dichiarazione da parte del cliente o un fatto concludente, entro una data
convenuta.
3. Tesi della prenotazione come contratto atipico, questo tipo di
prenotazione consensuale, tendenzialmente gratuita e le eventuali
prestazioni sono a carico dellalbergatore, anche se i cliente ha un obbligo di
correttezza, deve quindi esserci buona fede.
Questa prenotazione viene ritenuta CONSENSUALE: poich si perfeziona
con laccettazione dellalbergatore, ATIPICO: non riconducibile ad alcuna

figura prevista dal codice civile e GRATUITO: ma pu diventare oneroso nel


caso in cui sia prevista una penale a causa di disdetta tardiva.

2. CAPARRA CONFIRMATORIA
Il contratto di vendita di pacchetti turistici fra gli elementi che ha deve contenere anche
limporto, il quale non deve essere superiore al 25% del prezzo, da versarsi allatto della
prenotazione, nonch il termine per il pagamento del saldo. Tale caparra per non pu
essere definita confirmatoria (ART.1385 Cod. Civ) ma corretto definirla caparra
penitenziale (Art.1386 Cod.Civ), poich il recedente pu perdere la caparra che ha
versato.
Tale procedura viene effettuata poich, essendo il pacchetto turistico un prodotto
complesso e lorganizzatore deve riservare servizi di varia natura come ad esempio
trasporto, vitto, intrattenimento presso altre imprese, uneventuale disdetta del viaggio
risulterebbe sconveniente economicamente per lorganizzatore il quale dovrebbe
comunque pagare i fornitori.
LArt 36 del codice del turismo ha lo scopo di informare il turista riguardante il costo del
recesso del pacchetto turistico, spiegando che lorganizzatore non pu trattenere la
caparra qualora il recesso dipenda o da impossibilit non imputabile o dal grave
inadempimento della controparte.
Prenotazione alberghiera garantita: molto frequente, soprattutto in alta stagione,
che gli albergatori non si accontentino di una prenotazione telefonica pura e semplice e
quindi chiedono al turista conferma scritta della prenotazione. Tale prenotazione
garantita poich vengono richiesti anche gli estremi della carta di credito oppure un
acconto sul prezzo. Questa prassi presenta molte similitudini con le modalit di
conclusione del contratto di vendita di pacchetti turistici questo perch linteresse lo
stesso ovvero quello di scongiurare il danno economico che limprenditore turistico
avesse in seguito ad una disdetta della prenotazione allultimo momento. La prenotazione
comporta la conclusione del contratto definitivo dalbergo.
Lalbergatore concede un termine entro il quale il turista pu disdire la prenotazione
senza lapplicazione di alcuna penalit. Se la disdetta avviene dopo quella data oppure se
il cliente non si presenta, lalbergatore legittimato a trattenere lacconto oppure pu
richiedere il costo totale dei servizi richiesti se il danno subito maggiore.
LArticolo 56 comma 2 cod. cons tutela il consumatore dalluso improprio della carta di
credito, vincolando listituto di emissione della carta al riaccredito dei pagamenti se il
turista dimostra leccedenza rispetto al prezzo pattuito.

3. ALLOTMENT
Lallotment un accordo tra gestori di strutture ricettive e tour operator, in base al quale
il tour operator prenota anticipatamente, ad un prezzo favorevole la disponibilit della
capacit ricettiva della struttura, in una localit specifica, per una dato periodo. Il tour
operator ha il diritto di usufruire dei posti riservati entro un certo termine detto release ,
in questarco di tempo deve assegnare tramite le AdV, i posti letto alla clientela.
Lallotment comporta delle obbligazioni a carico solo di una delle due parti il tour
operator non assume nessun obbligo da parte dei fornitori nel caso di mancata vendita,

poich le camere prenotate vengono pagate solamente se poi vengono effettivamente


vendute alla clientela.
Questo fa si che il tour operator confermi il numero effettivo delle camere riservate entro
il release.
In assenza di conferma lalbergatore riacquista la disponibilit degli alloggi, vendendoli al
pubblico con prezzi pi elevati rispetto a quelli del tour operator.
E possibile per che il contratto di allotment preveda la clausola vuoto per pieno, che
per comporta la tipologia del contratto, che si trasforma in una pre-vendita in blocco di
determinati servizi.
Questa clausola rende laccordo obbligatorio e vincolante per il t.o., perch se il t.o. non
riesce a vendere le stanze deve comunque pagarne il prezzo pattuito.
Questo contratto atipico e va anche a svantaggio dellalbergatore poich non potr
vendere le camere rimaste invendute.
4. CONTRATTO DI OSPITALITA
Si definisce ospitalit la possibilit offerta a qualcuno di alloggiare temporaneamente in
un luogo diverso dalla propria casa. Lalloggio pu essere offerto o per rapporto di
cortesia, quindi senza carattere patrimoniale, oppure in un accordo che ha per oggetto un
rapporto suscettibile di valutazione economica, in questultimo caso si in presenza di un
contratto di ospitalit.
Le due parti sono: il gestore della struttura ricettiva, quindi un imprenditore turistico e il
cliente, quindi un consumatore.
I contratti di ospitalit non trovano un esplicito riscontro nelle fonti normative, ma si
possono individuare due nuclei di regole comuni che possono essere applicati in tutte le
tipologie di strutture:
- Il primo nucleo si trova nel Codice Civile allart 1783 e seguenti, i quali parlano
della responsabilit dellimprenditore per le cose portate o consegnate
allalbergatore nella struttura;
- Il secondo nucleo si trova nel codice del consumo articolo 33 e seguenti, i quali
disciplinano la relazione che intercorre tra gestore e cliente, tra i quali intercorre un
rapporto di consumo. E importante per ricordare che il rapporto di diritto privato
fra gestore e cliente di una struttura ricettiva non regolato, in quanto tale dal
codice del turismo, anche perch il cliente di una struttura ricettiva non
necessariamente un turista.
Il contratto di albergo non trova una esplicita disciplina nel codice civile ed
quindi atipico, poich difficile inquadrare giuridicamente questo tipo di contratto data
dallampia variet, eterogeneit e continua evoluzione delle prestazioni, quindi qualsiasi
definizione di contratto di albergo risulterebbe inadeguata.
Il nucleo di questo contratto consiste nellobbligo dellalbergatore di fornire al cliente,
dietro corrispettivo, un alloggio e altri servizi, necessari o eventuali, che rendono possibile
un soggiorno pi o meno confortevole in locali destinati a questo scopo.
Il contratto di albergo anche misto, perch risulta dalla combinazione di pi tipi di
contratti.
Ha infatti gli estremi per essere considerato:
- Di locazione, come per non pu essere identificato perch il cliente che
soggiorna non ha detenzione qualificata. Lalbergatore un imprenditore
commerciale turistico, caratteristica che lo distingue dal locatore: infatti il primo
ha unorganizzazione di mezzi idonea a fornire al cliente i servizi tipicamente

alberghieri (pulizia locali, cambio biancheria, reception..) mentre il locatore si limita


a concedere in godimento un bene di sua propriet al conduttore e non produce
quindi nessun servizio.;
- Di somministrazione, ma la prestazione di alloggio unitaria ed indivisibile,
mentre la fornitura periodica di cibi e bevande solo eventuale;
- Di appalto: il cliente non ha il potere di controllare lattivit svolta dallalbergatore,
mentre lappaltatore controllato dallappaltante. Oggetto dellappalto un
preciso risultato che il committente obbligato ad ottenere, nel contratto dalbergo
lobbligo dellalbergatore verso il cliente riguarda lerogazione di servizi che
facciano avere al cliente il miglior godimento possibile dellalloggio.
Il cliente di un albergo ha un diritto di godimento precario e provvisorio, non
detiene affatto il locale assegnatogli: lalbergatore dispone delle chiavi e pu accedervi
per il servizio di pulizia e riassetto.
Infatti al cliente vietato apportare allalloggio propri mezzi di chiusura e per motivi di
sicurezza laccesso di visitatori ed ospiti deve essere sottoposto a specifica autorizzazione
dellalbergatore.
Inoltre la prassi prevede che lalloggio purch sia la prestazione fondamentale per il
contratto dalbergo, non sia di per s sufficiente a delineare lessenza del contratto, sono
infatti necessari altri servizi che sono a volte eventuali (lavanderia, stiratura, ristorante e
bar) del quale il cliente libero di avvalersi o meno; ed altri sono invece prestazioni
minime qualificanti (come ad esempio: la pulizia dei locali e del cambio di biancheria,
servizi immancabili in un qualsiasi esercizio alberghiero).
Il codice del consumo inoltre, definisce lalbergatore come professionista ed infatti il
cliente, anche quando anchesso un professionista, si avvale del contratto dalbergo per
ragioni inerenti alla propria attivit lavorativa, deve comunque qualificarsi come
consumatore o utente, risulta quindi contraente debole rispetto allalbergatore.
La nozione di cliente presenta importanti peculiarit, poich si identifica come tale non
solo soltanto chi paga il conto, ma anche qualsiasi beneficiario delle prestazioni
dellalbergatore (art 1783 c.c.)
Inoltre il contratto di albergo spesso stipulato a favore di terzi (1411 c.c.) che
beneficiano degli effetti di un rapporto gi in atto. Come ad esempio accade quando gli
enti locali collaborano con gli alberghi a favore di chi rimane senza casa a seguito di una
calamit naturale; oppure quando una societ per fidelizzare i propri dipendenti ed
incentivarne il rendimento acquista vacanze premio, oppure quando il tour operator o
lAdv acquistano nellambito di un contratto di allotment un certo numero di stanze di
determinate strutture alberghiere per la propria clientela.
Il contratto di albergo consensuale ad effetti obbligatori e si ritiene che il contratto di
albergo si perfezioni con la prenotazione, che costituisce un atto unilaterale di
accettazione di unofferta permanente di alloggio al pubblico effettuata dallalbergatore.
Il contratto viene per raggiunto nel momento in cui lalbergatore conferma al cliente la
disponibilit di alloggio.
Resta il fatto che questo tipo di contratto non ritenuto formale e pu quindi
concludersi: per iscritto (mediante fax), verbalmente (telefonicamente) oppure per fatti
concludenti (consegna delle chiavi o della camera o richiesta di custodia della valigia).
Sempre pi frequente la conclusione per via telematica, ammesso che la struttura
disponga di un proprio sito Internet, in questo caso obbligatorio per lalbergatore
rilasciare una ricevuta dellordine al cliente senza ritardo e in via elettronica, nella quale

devono essere contenute tutte le informazioni relative alle condizioni generali del
contratto (prezzo, servizi inclusi..).
Il contratto dalbergo deve presumersi oneroso e la misura del prezzo pu essere
liberamente stabilire dallalbergatore, a seguito della liberalizzazione delle tariffe.
Non da escludere per che lalbergatore in alcune occasioni possa mettere a
disposizione gratuitamente i propri servizi per ragioni di beneficienza, oppure se per
esempio due sposi organizzano il ricevimento presso il ristorante dellalbergo e viene alla
coppia offerto il soggiorno.
La possibile gratuit non incide sulla natura del contratto e neanche ne fa mutare la
causa.
Il contratto di albergo anche caratterizzato dalla corrispettivit delle prestazioni,
poich una prestazione non ci sarebbe senza laltra ed per questo possibile chiedere la
risoluzione del contratto per adempimento.
Questa tipologia rientra anche fra i contratti commutativi poich le prestazioni sono
stabilite in precedenza, come esito delle trattative avvenute tra le due parti; unaltra
caratteristica di questo contratto la durata, generalmente a tempo indeterminato,
anche se le esigenze organizzative dellalbergatore comportano sempre la fissazione
della permanenza in via anticipata.
Entrambe le parti hanno il dovere reciproco delle informazioni: il cliente deve
informare infatti lalbergatore di tutti i dati che possono permettere allalbergatore di
predisporre le misure adeguate per un soggiorno confortevole. Lalbergatore viceversa
deve fornire al cliente tutte le informazioni utili a far formare nellidea del cliente le
caratteristiche dellalloggio e dei servizi comuni, in modo tale che lidea coincida il pi
possibile con lesperienza che andr a vivere, in modo da aumentare la qualit del suo
soggiorno.
Lalbergatore inoltre soggetto alla normativa sul trattamento dei dati personali e quindi
al rispetto della privacy (decreto legislativo 30/06/2003 n 196).
Il cliente invece ha come principale obbligo il pagamento del prezzo del soggiorno.
A questo proposito i crediti dellalbergatore si prescrivono in sei mesi a partire dal giorno
in cui il cliente ha cessato di utilizzare lalloggio (art 2957 e 2954 comma 47 del cod.
civile) e godono di un particolare privilegio sulle cose da queste portate in albergo
(accessori, bagagli, veicoli..).
Se ne deduce anche che se il cliente si presenta privo di bagaglio, lalbergatore pu
esigere il pagamento del soggiorno anticipatamente e che il cliente debba servirsi
solamente delle cose esclusivamente a sua disposizione e di quelle di uso collettivo. Il
cliente inoltre tenuto a rispettare gli avvisi, i divieti e le raccomandazioni comunicate
dal personale della struttura, a condizione che non comportino lesione dei propri diritti.
Il cliente inoltre tenuto a dare allalbergatore tempestiva disdetta e a lasciare i
locali liberi da persone o cose al termine del periodo di soggiorno, in particolare
se il cliente non rispetta lultimo obbligo secondo lart 1591 del codice civile prevede che
egli debba allalbergatore una mora pari alla somma convenuta fino alla riconsegna e, in
pi se lalbergatore ha subito danno dal suo non rispetto dellobbligo (mancata vendita)
pu richiedere unulteriore somma per il danno.
Anche lalbergatore dalla stipulazione del contratto di albergo tenuto ad avere obblighi
verso il cliente, i quali possono essere convenzionali e legali. Quelli convenzionali
consistono in obblighi di dare e si fare, fra i primi vi per esempio la consegna della
camera con gli oggetti indispensabili, mentre nei secondi il servizio di pulizia e riassetto
della camera.

Lalbergatore ha poi lobbligo di protezione verso il cliente ed ha quindi verso di lui il


dovere di correttezza e lesecuzione del contratto secondo buona fede, in particolar modo
deve essere salvaguardata la sua incolumit del cliente e delle cose di sua propriet
osservando le regole di sicurezza, di igiene e di sanit ambientale.
Lobbligo di protezione non si traduce tuttavia nel dovere di sorveglianza
dellalbergatore sulle attivit del cliente, ovvero non pu impedire che egli si ponga in
situazioni di pericolo, neppure quando questo un minore.
La consuetudine vuole che il contratto di albergo si estingua nelle prime ore del
mattino, indipendentemente dal numero di notti di soggiorno, ma necessario stabilire
con precisione il momento, in modo da definire i limiti di responsabilit dellalbergatore
per le cose portate in albergo.
Si evince quindi che le reciproche obbligazioni delle parti cessano non con il
semplice rilascio dellalloggio o con il versamento del corrispettivo, ma con
lesaurimento di tutte le prestazioni accessorie che rientrano nel normale svolgimento del
rapporto conducendolo alla sua completa definizione (caricamento del bagaglio, trasporto
alla stazione o allaeroporto di partenza..).
Unulteriore causa di estinzione del rapporto la risoluzione per grave
inadempimento, la quale pu avvenire o per insufficienza organizzazione dei servizi in
relazione alla categoria o per rifiuto di ricevere in custodia beni di valore elevato..)
5. RESPONSABILITA DELLALBERGATORE
La responsabilit dellalbergatore una responsabilit oggettiva in relazione al deposito
in albergo.
Sorge, cio in relazione allintroduzione in albergo delle cose da parte del cliente, nasce
quindi per lalbergatore un obbligo di fare, che consiste nel garantire la sicurezza delle
cose portate in albergo.
Si accosta la responsabilit dellalbergatore a quella del depositario anche se in realt
assente un autonomo contratto.
E in oltre fissata una distinzione fra le cose portate dal cliente a lui consegnate e
quelle invece non consegnate.
Anche per quelle non consegnate la disciplina precedente prevedeva una
responsabilit illimitata, ad oggi fissato un limite massimo della responsabilit in
100 volte il prezzo giornaliero dellalloggio.
Infatti per quelle non consegnate, la responsabilit che grava sullalbergatore una
responsabilit limitata e lonere della prova spetta al cliente che deve fornire
elementi utili rispetto anche a quanto ammonta la somma da risarcire: la quale
limitata al valore di quanto sia deteriorato, distrutto e sottratto sempre fino a 100volte il
prezzo dellalloggio.
Al prezzo dellalloggio va tolto il trattamento di mezza pensione o completa, mentre se
una camera doppia va considerato il prezzo complessivo, in quanto si considera
appartenente a tutte e due, a meno che non sia palesemente appartenente ad un solo
soggetto).
Nel risarcimento occorrer considerare anche laspetto del lucro cessante se presente,
perch sarebbe non equo considerare solo il valore di mercato (es: fotografo a cui stata
rubato la sua macchinetta fotografica).
E invece una responsabilit aquilana quella per cose dimenticate in quanto va oltre la
sfera contrattuale e, del quale il cliente tenuto a provare il dolo e la colpa.

Il limite, in ogni caso, di responsabilit non applicabile se il cliente riesca a dimostrare la


colpa anche lieve dellalbergatore, anche nel caso di concorso di colpa con il cliente,
anche se in questo caso dovr ridursi lammontare del risarcimento in favore del cliente.
La responsabilit dellalbergatore invece illimitata per le cose consegnate in
custodia ad esso, se queste vengono distrutte, rovinate o sottratte e si estende
anche a quelle che ha rifiutato di prendere in custodia.
Lunico caso in cui pu infatti rifiutarsi di prendere in custodia un oggetto si verifica
quando questo risulta ingombrante, pericoloso oppure quando il suo valore eccessivo
rispetto allimportanza ed alle condizioni di gestione dellalbergo.
Nel caso in cui ci sia una cassetta di sicurezza lalbergatore risponde verso il cliente
dellintegrit della stessa, salvo il caso fortuito.
Lalbergatore pu esigere che la cosa consegnata sia contenuta in un involucro chiuso e
sigillato ed in tal caso il cliente non potr rifiutarsi altrimenti lalbergatore pu
legittimamente rifiutare la custodia.
Lonere della prova, in questi casi spetta sempre al cliente, che dovr dimostrare oltre
allammontare del danno subito anche lesistenza di un contratto dalbergo.
Lart 1785 prevede tre ipotesi in cui lalbergatore non responsabile:
- Colpa del cliente in relazione al fatto dannoso: lalbergatore prova che il danno
dipende esclusivamente dal cliente;
- forza maggiore: vicenda che anche se prevista non pu essere fronteggiata
(alluvione, catastrofe naturale..);
- natura della cosa: ossia dipende dalle sue qualit intrinseche.
Al di fuori di queste lalbergatore sempre responsabile.

6. IL CONTRATTO DI RISTORAZIONE
Con il contratto di ristorante un imprenditore turistico si obbliga, verso
corrispettivo in denaro, a fornire ad un cliente pasto o bevande da comunicarsi
in un locale arredato ed attrezzato nel quale il ristorante svolge la propria
attivit ed il servizio viene offerto da personale qualificato.
Le obbligazioni del ristorante consistono in una serie di prestazioni di dare e di fare.
Lobbligo del cliente il pagamento del prezzo per i servizi offerti dal ristorante.
Nel caso di recesso unilaterale del committente, possibile anche a prestazione iniziata ma
questo deve tenere indenne il prestatore dopera delle spese, del lavoro effettuato e del
mancato guadagno.
Il contratto di ristorazione un contratto: ATIPICO, MISTO ED ONEROSO, A FORMA
LIBERA E CONSENSUALE.
Atipico: poich non espressamente regolato al Codice Civile;
Oneroso: non gratuito, ma deve essere corrisposta una cifra in denaro.
A forma libera e consensuale: generalmente si conclude per fatti concludenti, la
maggior parte delle volte la prenotazione avviene telefonicamente, ma si tratta di una
prenotazione pura e semplice.
Misto: risultante dalla combinazione di vai elementi di vari contratti tipici, contratto
dopera (in caso di organizzazione stile artigiano) e appalto di servizi (in caso di
organizzazione pi complessa per dimensioni pi consistenti).

Il self service ed il fast food assumono la forma di contratto di bar, dove prevale la
prestazione di dare.
Lobbligazione del ristoratore unobbligazione di risultato, non di mezzi, da eseguirsi
a regola darte.
Su entrambe le parti grava lobbligazione di informazione della controparte.

7. RESPONSABILITA DEL RISTORATORE


Nel contratto di ristorante su entrambi i contraenti grava lobbligo di informazione
della controparte in relazione a determinati elementi che potrebbero compromettere la
corretta esecuzione della prestazione, ad esempio: se il ristoratore tenuto ad avvisare il
cliente riguardo il tempo particolarmente lungo nella preparazione di un piatto, oppure il
cliente deve tempestivamente informare il ristoratore delle proprie allergie o intolleranze
alimentari.
Al ristoratore si applicano le regole delle responsabilit dellalbergatore, in quanto
larticolo 1786 del cod civile riconosce le trattorie come locali assimilati agli
alberghi.
La responsabilit del ristoratore deve a differenza di quelle dellalbergo, ritenersi
circoscritta agli oggetti che seppure non vengono consegnati al ristoratore in
custodia, il cliente se ne libera per aumentare il godimento del servizio (cappotto,
cappello, ombrello), mentre restano sotto sua diretta sorveglianza i beni che non
costituiscono intralcio per il godimento del pasto (portafoglio, telefono cellulare,
accendino..).
Il limite di responsabilit del ristoratore costituita dal costo medio di un pasto, come
previsto dallart 1783 comma 3.
Lobbligo di protezione del cliente che incombe sul ristoratore ha unestensione minore
rispetto a quello che grava sullalbergatore.
Il ristoratore deve comunque salvaguardare lincolumit del cliente e delle cose di
sua propriet mediante losservanza delle regole di sicurezza, di igiene e di sanit
ambientale.
Quindi la responsabilit del ristoratore per linosservanza di tali obblighi di sicurezza
contrattuale e non extracontrattuale, il cliente che ha subito un danno pu quindi provare
lomessa diligenza (art 1218 cod civile) e non anche la sua colpa o dolo (2043 cod. civile).
Lobbligo di protezione non comporta uno specifico dovere di sorveglianza, proprio
come per lalbergatore.

8. CATERING E DIFFERENZA TRA CATERING NAVALE O AEREO


Con il termine catering si intende lintero fenomeno della ristorazione collettiva, sorto
dalla necessit di approvvigionare gli equipaggi ed i passeggeri nelle navi data la
lunghezza del viaggio. Oggi il catering ha lo scopo di soddisfare le esigenze alimentari di
un numero crescente di comunit e di gruppi di persone che trascorrono per lavoro per
svago o per altri motivi, lintera giornata in luoghi comuni. ( Mense aziendali, scolastiche,
ospedali..). Sul piano giuridico tale fenomeno non corrisponde ad ununica tipologia
contrattuale poich sono molteplici e diversificati i segmenti e le applicazioni che il
catering ha lo scopo di realizzare.
Le varie tipologie di catering sono:
- La ristorazione aziendale, quella scolastica, carceri, ospedali

La ristorazione collegata ai trasporti e quindi aerei, navi, autostrade


La ristorazione turistico-commerciale (alberghi, ristoranti, tavole calde, fast food..)
Utilizzo del catering per festeggiare avvenimenti familiari, feste ecc in luoghi
diversi da alberghi e ristoranti. Infatti sempre pi spesso si richiede di organizzare
feste in ville privati, castelli o dimore storiche avvalendosi di formule contrattuali
tutto compreso convenzionalmente definite banqueting.
I contratti di catering diffusi nella ristorazione turistico-commerciale possono essere divisi
in due schemi-tipo:
- Catering che comprenda la gestione diretta del servizio di ristorazione
collettiva, si avvale di una cucina e di una sala ristorante in loco. In questo caso il
cliente si limita a mettere a disposizione oppure prende in affitto i locali e la societ
di catering, percependo un corrispettivo forfettario, si prende lobbligo di: allestire
la sala, assunzione del personale, acquisto e somministrazione del pasto, riordino e
pulizia dei locali. Il catering offre servizi di varia natura in cambio di un
corrispettivo unitario. Non si tratta di un contratto atipico ma di un particolare
contratto di appalto che ha lo scopo di compiere un servizio complesso. (ART 1655
cod. civile). Si ricollega il comodato gratuito Art. 1677 COD CIVILE (Leggere)
(Obblighi di fare)
- Confezionamento esterno del servizio offerto: In questo caso il catering si
limita ad una prestazione di dare ovvero si limita a somministrare pasti preparati
altrove ottenendo un corrispettivo. Ci accade soprattutto nel catering aeronautico
in quanto la prestazione consiste nel somministrare alimenti precotti. Tali
procedure devono attenersi (sono normate) alla disciplina del contratto di
somministrazione (ART. 1559).
Catering navale
Il contratto di catering navale storicamente nato per soddisfare le esigenze di
approvvigionamento di equipaggi e passeggeri nelle navi, data la lunghezza del viaggio.
Oggi il catering navale consiste generalmente in una ristorazione collettiva con cucina e
sala ristorante in loco. La societ di catering offre infatti una serie di prestazioni di fare
(allestimento, riordino e pulizia della sala ristorante ecc..) le quali comprendono quelle di
dare ovvero (la somministrazione di pasti..). Per questo motivo il rapporto contrattuale si
deve ricondurre allo schema dellappalto di servizi al quale si collega il comodato gratuito
dellarmatore relativo a cucina, celle frigo, utensili, materiali vari ecc
Unaltra particolarit del catering navale che il personale di cucina pur prestando
servizio alle dipendenze dellarmatore (chi assume lesercizio di una nave) deve ricevere
il parere favorevole dalla societ di catering ed assume lobbligo di conformarsi alle sue
direttive nella preparazione dei pasti e delle altre fasi di preparazione. Ci rende il
personale di cucina prestatore di lavoro subordinato dellarmatore (ART. 2094 Cod. Civ) e
nello stesso tempo ausiliario (ART. 1228 Cod. Civile) dellimpresa di catering. Quindi il
personale di cucina vincolato da un contratto dopera nei confronti dellarmatore (ART
2222 cod. Civile) cio presta il suo lavoro in cambio di una retribuzione. Dallaltro lato nei
confronti della societ di catering il personale di cucina tenuto ad eseguire lopera nel
migliore dei modi ed in cambio riceve un corrispettivo variabile a seconda delle mansioni
e del grado di responsabilit assegnato.
Sia nel catering navale che in quello aeronautico i passeggeri intossicati da cibi
somministrati nel corso del viaggio possono agire nei confronti della compagnia aerea o
di navigazione, che risponde per fatto degli ausiliari (impresa di catering) ex art. 1228 c.c.

(salvo rivalsa). Larmatore costretto a risarcire i passeggieri intossicati ma pu rivalersi


nei confronti dellimpresa di catering, la quale pu provare la sua innocenza se riesce a
dimostrare che la colpa del personale della compagnia aerea e non della non corretta
conservazione dei pasti precotti somministrati.

9. DEFINIZIONE PACCHETTO TURISTICO+


10.
VENDITA DEI PACCHETTI TURISTICI
Levoluzione del fenomeno turistico (divenuto di massa) ha fatto s che ci fosse, sul piano
economico, una netta divisione di compiti tra gli operatori turistici e la separazione tra il
ramo industriale e quello di produzione del pacchetto turistico, il quale stato definito
con il tempo un bene di consumo di massa.
Questa separazione ha fatto emergere, sul piano giuridico, molti problemi sulla
definizione del contratto di viaggio organizzato, il quale comprende molteplici
prestazioni di vario genere (trasporto, alloggio) ma tale contratto deve anche
comprendere la tutela del turista consumatore, parte debole del contratto poich pu
essere esposto ad inadempimenti pi o meno gravi da parte degli organizzatori del
viaggio.
Definizione pacchetti turistici: Art 34 del codice del turismo. Sono i viaggi o le
vacanze tutto compreso, le crociere ovvero il risultato della combinazioni di almeno due
elementi tra trasporto, alloggio e servizi turistici non accessori al trasporto o allalloggio
(esempio transfer dallaeroporto). Il servizio turistico diverso dallalloggio o dal trasporto
deve costituire una parte significativa della combinazione (ART. 34 Cod. turismo). Tali
servizi hanno lo scopo di soddisfare le specifiche esigenze ricreative del turista. Ulteriore
requisito del pacchetto di viaggio che la vendita deve essere effettuata tramite un
prezzo forfettario mentre non pi richiesta la durata del soggiorno superiore alle 24 ore
ovvero comprendendo una notte.
Lorganizzatore di viaggi ha lo scopo di confezionar un pacchetto di viaggio tutto
compreso ovvero, una serie di prestazioni di vario genere (servizi trasporto, ricreativi,
alloggio, accessori) fornite da altri imprenditori. Tali servizi sono progettati in modo
standardizzato in base alle varie tipologie di turisti, alle localit di riferimento ed alle
attivit esercitabili. Questa tecnica favorisce il conseguimento di economie di scala, in
quanto lorganizzatore pu distribuire il rischio fra i diversi pacchetti che organizza. La
vendita di un pacchetto turistico ad un prezzo forfettario risulta pi vantaggioso del costo
dei singoli servizi che dovrebbe acquistare il turista.
Lorganizzatore di viaggi non pu essere considerato un semplice mandatario poich
deve rispondere, nei confronti del turista, di tutte le prestazioni effettuate da altri
imprenditori, suoi ausiliari (ART.1228 Cod. Civile) i quali materialmente eseguono i singoli
servizi di cui composto il pacchetto. In sostanza si tratta di un appalto di servizi. (ART
1655 cod civile, APPALTO: il contratto col quale una parte assume, con
unorganizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di
unopera o di un sevizio verso un corrispettivo in denaro.) Tra lorganizzatore ed il turista
c un contratto di organizzazione del viaggio.
Lintermediario: ADV vende o si obbliga di procurare a terzi pacchetti turistici gi
organizzati. Tra il turista e lADV c un contratto di intermediazione del viaggio.
Levoluzione della normativa del pacchetto turistico:
Convenzione internazionale sul contratto di viaggio di Bruxelles nel 1970
resa esecutiva in Italia nel 1977. Tale norma sancisce la differenza tra il: contratto

di organizzazione di viaggio ed il contratto di intermediazione di viaggio.


La prima tipologia pu essere inserita nellappalto di servizi ed ha come scopo
lideazione e la realizzazione del viaggio tutto compreso. La seconda tipologia pu
essere compresa nello schema del mandato ed ha lo scopo di procurare ai turisti
un pacchetto di viaggio gi organizzato o la vendita di singole prestazioni. la
tipica attivit delle ADV.
Direttiva 90/314/CEE del giugno 1990: Tale direttiva definisce che gli interessi
economici dellimpresa turistica non devono andare in contrasto con la tutela dei
turisti consumatori ovvero le imprese non possono invogliare allacquisto di una
vacanza mediante messaggi pubblicitari ingannevoli. Questa direttiva stata resa
esecutiva in Italia dal Decreto legislativo nel 1995. Le disposizioni sono state in un
primo momento collocate nel codice del consumo (Art, 82-100) ma
successivamente sono state abrogate dal decreto legislativo 79 del 2011.
Lo sviluppo esponenziale del turismo di massa ha comportato rischi di inadempimenti
maggiori nellesecuzione dei servizi promessi. Il turista riceve le informazioni solo da chi
gli propone il pacchetto di viaggio e quindi le informazioni potrebbero non essere
veritiere. Il turista non ha gli stessi rischi di un semplice consumatore che compra un
bene qualsiasi poich il turista acquista un servizio a scatola chiusa non sapendo in
anticipo se il soggiorno scelto sar poi effettivamente quello illustrato poich egli
impossibilitato dal verificare in anticipo la qualit del servizio prescelto.
Lesigenza di una maggiore protezione del turista rispetto al comune consumatore ha
fatto s che le disposizioni sui servizi turistici venissero trasportate nel codice del
turismo e non pi in quello dei consumatori. Tale intervento ha inciso profondamente sul
sistema di protezione del turista poich si fatto pi ordine eliminando la pluralit di fonti
normative che prima regolavano questa materia. Ad esempio sono state abrogate le
direttive sancite nella Convenzione Internazionale sul contratto di viaggio (CCV
Bruxelles).
Le norme contenute nel codice del turismo hanno lo scopo di disciplinare il rapporto tra
limpresa turistica (TO, ADV) ed il turista. Tali norma trovano applicazione anche se il
pacchetto turistico viene acquistato al di fuori dei locali commerciali quindi con internet.
Nella vendita dei pacchetti turistici pu accadere che il turista non intrattenga
personalmente il rapporto negoziale con lintermediario o lorganizzatore: il viaggio
acquistato da unimpresa che poi lo assegna come premio ai dipendenti pi meritevoli.
(es. viaggi incentive)
Per questo motivo trova conferma la definizione data dal codice del turismo (ART. 33) la
quale definisce il turista: lacquirente, il cessionario di un pacchetto turistico o qualunque
persona, anche da nominare, purch soddisfi tutte le condizioni richieste per la fruizione
del servizio, per conto del quale il contraente principale si impegna ad acquistare senza
remunerazione, un pacchetto turistico (viaggi premio).
Pacchetti dinamici: Accade molto frequentemente che il turista non si rivolga ad
unagenzia di viaggio, ma realizza autonomamente le proprie vacanze con i servizi offerti
dagli organizzatori ad esempio dal vettore aereo, il quale invoglia il consumatore ad
avvalersi di offerte promozionali per lacquisto di un biglietto aereo insieme ad un certo
numero di notti o altri servizi. In questi casi la compagnia aerea diventa unorganizzatrice
di viaggi.
Contratto di intermediazione di viaggio:

Il turista ha lobbligo di disporre dei mezzi necessari per adempiere alle obbligazioni che
lagenzia ha anticipato per suo conto, per rimborsare lagenzia se il viaggio viene disdetto
o per pagare allAdv il compenso pattuito.
LADV ha lobbligo di organizzare il viaggio utilizzando la diligenza professionale poich il
turista che preferisce recarsi in Adv e pagare un prezzo maggiore piuttosto che
organizzarsi autonomamente il viaggio ha lesigenza di ottenere un servizio professionale
ed un prodotto di qualit.
da ricordare per che lAdv assume verso i suoi clienti unobbligazione di mezzi e non di
risultato: tenuta ad informare i clienti su tutte le caratteristiche del viaggio e deve
scegliere il TO che possa offrire il prodotto migliore ma lagenzia risponde solo per
linadempimento di questi obblighi sopracitati ma non risponde per i disagi subiti dal
turista nel corso del viaggio poich vengono imputati allorganizzatore del viaggio.
Contratto di organizzazione di viaggi:
Il To non svolge semplicemente attivit di cooperazione esterna tra il turista e prestatore
di servizi ma si obbliga ad organizzare una serie di prestazioni di diversa natura che
formano il pacchetto turistico. Il TO si assuma lobbligazione tipica dellappaltatore di
servizi per questo motivo ha nei confronti del turista unobbligazione di risultato ovvero,
risponde per linadempimento dei servizi turistici previsti nel pacchetti anche quando
sono stati eseguiti da terzi fornitori.
Il contratto di viaggio organizzato concluso soltanto quando lorganizzatore d conferma
al turista della disponibilit dei posti. Secondo lART 35 cod. turismo, il contratto di
vendita di pacchetti turistici redatto in forma scritta in termini chiari e precisi. (Per
tutelare il turista data lintangibilit del servizio acquistato) . Al turista deve essere
rilasciata una copia del contratto stipulato dallorganizzatore o dallintermediario.
Modificazioni del contratto:
Prima del viaggio:
- Il turista pu scegliere di cedere il contratto a terzi poich impossibilitato.
Per fare ci necessario che: Comunichi per iscritto allorganizzatore o
allintermediario entro e non oltre il termine perentorio di 4 giorni lavorativi prima
della partenza e coloro che devono usufruire del viaggio devono avere tutte le
condizioni richieste per la fruizione del servizio. (visto ecc)
- Revisione del prezzo forfettario: Art 40 cod. turismo possibile che il
viaggio possa subire delle variazioni di prezzo ma non possono essere superiori al
10 % del prezzo pattuito, deve essere espressamente scritto il motivo della
revisione del prezzo (variazione carburante, trasporto, costi imbarco) e tale
aumento non pu essere effettuato nei venti giorni prima della partenza.
- Se laumento superiore al 10% il turista pu scegliere se recidere il
contratto.
Dopo la partenza:
- Parti essenziali dei servizi previsti dal contratto non sono stati eseguiti:
Anche se per cause che non dipendono dallorganizzatore del viaggio egli deve
comunque trovare delle adeguate alternativi per proseguire il viaggio oppure
rimborsare i servizi non effettuati.
Recesso e la risoluzione del contratto:
Il codice del turismo riconosce al turista un inderogabile diritto di recesso se si verificano
alcune ipotesi che possono essere inserite in due gruppi:
- Recesso per mutamento di presupposti:

Revisione del prezzo (sopra)


Modifiche significative delle condizioni contrattuali
Cancellazione del pacchetto turistico prima della partenza da parte
dellorganizzatore.
In questi casi il turista ha il diritto di recedere dal contratto, essere rimborsato delle
somme gi versate alla controparte o di usufruire di un altro viaggio senza supplemento
di prezzo.
Inoltre il turista pu ottenere un risarcimento tranne se la cancellazione del pacchetto
dipende: dal mancato raggiungimento dei partecipanti o causa di forza maggiore.
- Recesso per giusta causa: Il turista pu recedere il contratto se accade un
fatto a lui non imputabile che gli renda impossibile la partenza come una malattia
o un infortunio. Lorganizzatore del viaggio pu recedere il contratto se si
manifestano circostanze di carattere eccezionale come: terremoto, attentati
terroristici ecc..
Penali:
Al fine di recuperare le spese sostenute dallorganizzatore del viaggio e dalle AVD solito
inserire nelle condizioni generali di vendita dei pacchetti turistici delle clausole di recesso
con caparre penitenziali con limporto pi elevato pi si avvicina la data della partenza.
Le clausole penali devono essere approvate per iscritto dal turista.

11.
DANNO VACANZA ROVINATA
(disagio psicofisico da mancato godimento di una vacanza programmata.
Pregiudizio al benessere psichico, dato che la vacanza sinonimo di piacere,
svago e risposo)
LArt 43 del codice del turismo parla del mancato o inesatto inadempimento delle
obbligazioni assunte con la vendita del pacchetto turistico, sulla conformit del servizio
turistico offerto con quello pattuito e se vengono rispettati gli standard qualitativi
promessi e pubblicizzati dato che il turista non pu conoscere leffettiva qualit della
vacanza prima della fruizione.
Il turista ha lobbligo di contestare tempestivamente ogni mancanza nellesecuzione del
contratto, al fine di rendere possibile allorganizzatore, al rappresentante o
allaccompagnatore di trovare una soluzione. Tale pratica viene definita dallart 49 del
codice del turismo contestazione immediata ed nellinteresse sia del turista poich il
responsabile pu cercare una soluzione, sia per lorganizzatore il quale pu raccogliere
prove per agire nei confronti dei terzi responsabili dei disservizi. Lintermediario invece
non risponde dei disservizi provocati da terzi.
Reclamo:
Il turista una volta rientrato dal viaggio deve sporgere il reclamo mediante linvio di
raccomandata o con altri mezzi che garantiscano la prova dellavvenuto ricevimento
allorganizzatore del viaggio o allintermediario entro e non oltre i dieci giorni lavorativi
dalla data di rientro.
Responsabilit dellorganizzatore e dellintermediario di viaggi:
ART 43 cod. turismo: In caso di mancato o inesatto adempimento delle obbligazioni
assunte con la vendita del pacchetto turistico tale articolo obbliga lorganizzatore e
lintermediario a risarcire il danno al cliente secondo le rispettive responsabilit.
Lintermediario non risponde delle obbligazioni nascenti dallorganizzazione del viaggio,
esclusivamente imputabili al TO tranne se gli si pu imputare una colpa in eligendo

ovvero, se la scelta del To con il quale stato concluso il contratto stata compiuta senza
diligenza professionale. Lintermediario inoltre risponde dei suoi errori nella prenotazione
dei servizi richiesti, dellomessa informazione al turista di informazioni essenziali come:
visto, passaporto, vaccinazioni ed eventuali rischi connessi al viaggio.
Lorganizzatore del viaggio risponde di qualsiasi inadempimento degli obblighi
dellorganizzazione del viaggio o di qualsiasi inesattezza sullesecuzione dei servizi
previsti nel pacchetto.
Il TO per non risponde dei disservizi dovuti alla natura del servizio (es. affollamento) e
quelli di umana sopportazione poich vanno in base alla capacit di adattamento dei
turisti.
Il TO responsabile anche dei servizi turistici supplementari aggiunti nel corso del
viaggio (es. escursioni acquistate in loco da ausiliari dellorganizzatore).
Lorganizzatore che si avvale di terzi fornitori di servizi comunque tenuto a risarcire il
danno inflitto al turista. In seguito potr rivalersi nei confronti dei fornitori.
Questo perch per il turista sarebbe molto difficoltoso agire nei confronti dei singoli
fornitori di servizi.
La responsabilit del TO ai sensi del codice del turismo, una responsabilit
oggettiva per rischio dimpresa.
Art 47 cod del turismo: Nel caso in cui linadempimento o linesatta esecuzione delle
prestazioni che formano il pacchetto turistico non sia di scarsa importanza ai sensi
dellarticolo 1455 del codice civile, il turista pu chiedere, oltre ed indipendentemente
dalla risoluzione del contratto, un risarcimento del danno in base al tempo della vacanza
inutilmente trascorso ed allirrepetibilit delloccasione perduta.
Art 2059 corte costituzionale: il danno non patrimoniale della vacanza rovinata,
integrato al malessere del turista che non ha potuto godere a pieno il viaggio organizzato
come occasione di piacere, ha diritto di risarcimento del danno da parte
dellorganizzatore o del venditore anche se la responsabilit di altri. (Danno maggiore
se si tratta del viaggio di nozze poich un viaggio irripetibile.)

Esonero di responsabilit:
- Inadempimento dovuto ad un fatto di forza maggiore o di carattere imprevedibile o
inevitabile (atto terroristico, uragano, terremoto)
- Se linadempimento imputabile al turista (non si presenta in tempo per la
partenza)
- Overbooking