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Tantra

ture religiose indiane con varianti induiste, buddhiste,


giainiste e bnpo, con diramazioni diuse in Tibet,
Cina, Corea, Giappone, Indonesia e molte altre aree
dell'Estremo Oriente[4] . In quest'ultima accezione, di
questo insieme di tradizioni e culture spesso adoperato come sinonimo anche il termine occidentale di
tantrismo.

1 I termini, aspetti denitori


1.1 Tantrismo
A proposito di questo termine, tantrismo, occorre subito chiarire due aspetti fondamentali per la comprensione
dell'intero fenomeno.
Il primo che il termine del tutto sconosciuto alla tradizione classica indiana, non esiste in sanscrito. Esso fu
infatti coniato in occidente[5][6] nel XX secolo da studiosi occidentali del mondo religioso indiano. Pare che
il primo a menzionare tantrismo sia stato, nel 1918,
l'avvocato britannico Sir John Woodroe, che rmava
con lo pseudonimo Arthur Avalon i suoi testi in qualit
di orientalista.[7]
Invero, gi dal secolo precedente gli orientalisti avevano individuato nel mondo hindu un insieme di fenomeni, culti e ideologie, che non riuscivano a rapportare al
brahmanesimo,
all'induismo classico fondato sui Veda
Il Dio Bhairava in unione sessuale con la Dea Kl, acquarello
e
sulle
Upaniad
cio. Essi riscontravano queste teorie
del XVIII secolo. Bhairava brandisce il trila (tridente) e mostra
e
pratiche
in
testi
che in buona parte adoperavano coun teschio aperto e capovolto, volgendo le spalle a chi guarda;
Kl, di pelle scura, indossa la ghirlanda di teste e sostiene una me susso il termine "tantra". Di qui i termini tantritesta mozzata mostrando la lingua. La coppia, all'interno di un smo, tantrico, e tantra nel senso di religione o setta
arco di fuoco, si erge sul corpo di iva immobile sulle amme. religiosa.[7]
Queste tre divinit ricorrono con frequenza in molte tradizioni
tantriche: Bhairava, il Tremendo, il distruttore della nescienza,
colui che pu dare lo slancio verso la Conoscenza; Kl, la Nera,
espressione dell'energia divina, principio immanente onnipresente e cuore glorioso di iva stesso. Il loro amplesso, manifestantesi in tutta la sua aggressiva potenzialit, espressione simbolica
del ricongiungimento dell'umano e del divino, dell'uomo con iva, meta, quest'ultimo, di ogni via tantrica monista, Beatitudine
suprema e Coscienza assoluta.

Il secondo aspetto strettamente connesso col precedente: il termine tantrismo n per indicare e caratterizzare un insieme di pratiche e credi ritenuti sostanzialmente dierenti e scollegati da ci che era noto delle religioni dell'India, conoscenze per lo pi teoriche, fondate
sullo studio dei testi. Cos l'accademico francese Andr
Padoux[8] :
Questo errore di inquadramento era per gi stato messo
in evidenza da alcuni studiosi, come l'indologo H. H. Wilson, che sin dal 1832 riconosceva i riti deniti poi tantrici
in tutte le categorie di hindu. Anche Arthur Avalon osservava l'induismo medioevale e moderno essere in larga
parte tantrico.[7]

Tantra un termine sanscrito (in scrittura devangar,


: telaio, ordito[1] ; ma tradotto anche come principio, essenza, sistema, dottrina, tecnica[2] ) per
indicare sia un insieme di testi[3] dalla non univoca classicazione, sia un controverso insieme di insegnamenti spirituali e tradizioni esoteriche originatesi nelle cul- Pur tuttavia si fece largo la convinzione che in India esi1

stessero due fenomeni o tradizioni religiose abbastanza 1.3


distinte tra loro, pregiudizio che tutt'oggi persiste, specie al di fuori degli ambiti accademici. Cos si esprime al
riguardo l'accademico italiano Raaele Torella:

I TERMINI, ASPETTI DEFINITORI

Tantra, i testi

Idea simile era gi presente nel pensiero dello storico


delle religioni Mircea Eliade che, in Techniques du Yoga (1948), nega lo status di nuova religione al tantrismo.
Ancor pi radicale Madeleine Biardoux che nel suo
L'induismo. Antropologia di una civilt (1981) scrive che
il tantrismo non inventa nulla.[7]
In ambito storiograco la categoria Tantrismo
criticata anche da altri studiosi:
Per Herbert Guenther il tantrismo rappresenta
una delle nozioni pi confuse e uno dei maggiori fraintendimenti che la mente occidentale abbia
sviluppato.[9]
Per Andr Padoux non facile fornire una valutazione obiettiva e scientica del tantrismo, in quanto
il soggetto controverso e sconcertante. Non solo gli
specialisti danno denizioni diverse del tantrismo,
ma la sua stessa esistenza stata talvolta negata.[10]
Per Brian K. Smith il tantrismo si pu certamente
classicare come tra le categorie pi problematiche
nello studio della religione in generale e nello studio
dell'induismo in particolare. Praticamente ogni proposizione che riguarda il tantrismo controversa,
partendo dalle sue origini e caratteristiche distintive
no alla valutazione della sua posizione nella storia
delle religioni.[11]

Prvati ascolta gli insegnamenti del suo sposo il signore iva. Datia (Madhya Pradesh, India), aprox. 1750. Molti testi tantra sono
nella forma di dialogo fra il Dio e la Dea; negli aiva tantra la
Dea interroga iva e costui risponde; negli akta tantra la Dea
a rispondere alle domande del Dio.

Esistono in letteratura molti testi deniti come Tantra, sia


in sanscrito sia in lingue vernacolari, come il bengali e
1.2 Tntrika
il tamil. Diverse sono anche le classicazioni di questo
Come si detto, esiste tutta una letteratura indiana, i insieme di testi, non sempre univoche e universalmente
Tantra, i cui testi in buona parte adoperano il susso accettate.
"tantra": in queste opere si denisce tntrika il pratican- La tradizione vuole che siano 92 i tantra rivelati da
te, colui cio che segue il percorso spirituale descritto nei iva[12] , 28 gama e 64 Bhairava tantra. Accanto a quetesti. Il termine poi spesso adoperato, sempre nella let- sti aiva tantra occorre poi aggiungere gli akta tantra,
teratura indiana, in opposizione a vaidika, colui che se- per le tradizioni religiose che invece considerano la Dea
gue i Veda. Gi nel XV secolo il losofo indiano Kull- quale divinit principale; e molti altri insiemi di tantra
ka Bhaa parlava di rivelazione duplice, nei Veda e nei che fanno parte di tradizioni minori.
Tantra, e non, quindi, di due rivelazioni, e nemmeno di
Essendo stati questi testi trasmessi oralmente prima di
un'ortodossia da una lato e eterodossia dall'altro.[7]
darne testimonianza scritta, non possibile fornire una
Il culto vedico originario, tranne qualche raro caso, non datazione certa dell'origine. L'orientalista olandese Jan
esiste pi al giorno d'oggi in India. Continuano per ad Gonda ritiene che essi vadano datati dopo il IV secoesistere riti brahmanici la cui osservanza non aatto re- lo CE[13] ; Andr Padoux sostiene che la Nivsatattva
spinta da chi si ritiene tntrika. Fa notare Padoux che oggi Sahit sia uno dei tantra fra i pi antichi a noi pervenuti,
l'ortodossia hindu riguarda pi il comportamento sociale esso risalirebbe al V-VI secolo[14] .
che quello religioso: non ha tanto importanza quale dio si
adori e come, o quali templi si frequenti, o quali pratiche
spirituali si preferisca seguire nel privato: pi importanti 1.4 Tantra, il termine
sono sicuramente i riti sociali che segnano i passaggi importanti della vita (saskra), e l'osservanza delle caste Etimologicamente il termine tantra si ricollega alla radice verbale TAN, verbo che vuol dire stendere, con
(vara).[7]

3
riferimento a quanto si fa nella lavorazione dei tessuti.
Mantra: l'oralit, la parola (vc), assume un ruolo
Il termine perci generalmente tradotto con telaio,
centrale in tutte le pratiche e riti, i mantra sono onordito[15] , e quindi in senso lato, opera, testo[16] . In
nipresenti; molti di essi altro non sono che la forma
letteratura esistono altre traduzioni del termine, che tenfonica di divinit.
dono pi o meno a dare una chiave interpretativa e del
Yoga: esistenza di uno stretto legame con lo yoga[37] .
termine stesso e del contesto. Osho Rajneesh, moderno
esponente del Tantra, ha reso il termine con tecnica,
E aggiunge: Tuttavia si pu ammettere che il Tantrismo
metodo[17] :
sia una categoria a parte e lo si pu denire in generale
Gavin Flood fa notare che il termine pu anche ricollegar- come una via pratica ai poteri sovrannaturali e alla liberasi alla radice T, col signicato quindi di attraversare, zione; consiste nell'uso di pratiche e tecniche speciche
andare oltre, con riferimento al superamento del ciclo (rituali, corporee e mentali), che sono sempre associate
delle rinascite.[18]
ad una dottrina particolare.[10]
Nella tabella seguente si riporta in ordine cronologico la Sulle peculiarit delle tradizioni tantriche, cos altri
ricorrenza del termine in letteratura e la sua traduzione o studiosi:
accezione. Occorre comunque e in ogni caso tenere pre David Gordon White suggerisce che il principio
sente, nella lettura di questa tabella, che quello che a noi
chiave del tantra risieda nel fatto che l'universo che
lettori di oggi accessibile, pur sempre la traduzione
noi sperimentiamo sia la concreta manifestazione
del termine stesso, quindi un altro termine, o un insieme
dell'energia divina che lo crea e lo mantiene: le pradi parole, eetto di una traduzione.
tiche tantriche cercano di contattare e incanalare
Come indicato dalla tabella cronologica il termine tanquell'energia all'interno del microcosmo umano.[38]
tra : 1) trasversalmente presente in molte delle principali e pi antiche scritture presenti (non solo) nel Lo stesso autore pi recentemente[39] ha evidenziato cocontinente indiano; 2) inizialmente tendeva a denotare me la caratteristica comune delle dottrine e delle pratiche
un mezzo o uno strumento inteso anche soltanto come tantriche consista nell'uso di maala, mantra e pratiche
scrittura[34] , per poi estendersi a signicare dottrina (il rituali allo scopo di mappare, organizzare e controllare un
Skhyakrik, 300 CE cira, principale testo della scuola universo di potenze, impulsi e forze caotiche.[40]
vedica Skhya, identica il Skhya (nella krik 70)
come un tantra)[23][35] ; 3) si poi diuso anche con il si Madeleine Biardeau riassume le dottrine tantriche
gnicato di strategia, insieme di pratiche e rituali che
come un tentativo di porre kma, il desiderio, in
sfoceranno nell'intero corpus della letteratura tantrica traogni suo signicato, al servizio della liberazione.[41]
dizionalmente denita tale. pertanto riduttivo dare un
Prabhat Ranjan Sarkar losofo indiano contemporasignicato univoco al termine.
neo noto anche con il nome spirituale di Shrii Shrii
nandamrti, spiega cos il signicato del termine
tantra: Il signicato del termine tantra libera2 Gli aspetti peculiari
zione dal legame. La lettera ta il seme (suono)
dell'ottusit (staticit). Ed il verbo radice trae susSecondo l'accademico Padoux possibile elencare una
sato da da diventa tra, che signica ci che libera
serie di caratteristiche peculiari dell'universo tantrico in
- cos, quella pratica spirituale che libera l'aspirante
s, aspetti atti a riconoscere ci che tantrico. Essi
dall'ottusit o dall'animalit della forza statica ed
sono[36] :
espande il s spirituale dell'aspirante il Tantra sadhana. Per questo non potrebbe esistere alcuna pra Immanenza: l'universo e gli esseri umani sono pertica spirituale senza Tantra.[42] Lo stesso autore, in
meati dell'energia divina, la akti, personalizzata
un altro volume spiega che i praticanti del tantra pi
come una Dea.
elevato dovrebbero possedere ampie visuali, rinunciando ai pensieri ristretti ed essere disposti a sacri Trasmissione: il tntrika un iniziato, il che implica
carsi al ne di promuovere il benessere altrui. Supela presenza di un maestro, il guru, e una trasmissione
rando in tal modo, attraverso l'autorealizzazione ed
della dottrina (sapradya) di maestro in maestro.
il servizio disinteressato all'umanit, diversi ostacoli
mentali.[43]
Segretezza: le dottrine e le pratiche hanno il
carattere della segretezza.
Pj: il rituale di adorazione di una divinit quello
della pj, che sempre tantrica nella sua struttura
anche se rivolta a una divinit non tantrica.

3 Origini e Storia

Le origini sono tutt'oggi discusse e controverse. Da un la Maala: il pantheon, sempre vasto, organizzato to diversi autori fanno notare come alcuni reperti archeoin maala.
logici, precedenti alla Pietra di Gangdhar in Rajasthan

3 ORIGINI E STORIA
Anna L. Dallapiccola sostiene invece che il Tantrismo ebbe origine in India e nell'Induismo essendo da
considerare il Buddhismo tantrico come successivo,
anche se i due fenomeni religiosi interagirono.[49]

A partire dall'VIII secolo si pu ritenere certa la presenza


diusa del fenomeno tantrico in buona parte del subcontinente indiano, in particolare nel Kashmir, zona cruciale per gli sviluppi e dell'induismo e del buddhismo. Dal
Kashmir provengono loso come Vasugupta (VIII secolo) e Abhinavagupta (X secolo), preceduto quest'ultimo
da una serie di profondi pensatori come Somnanda,
Bhskara, Bhaa Kallaa, eccetera; le maggiori opere
religiose e losoche indiane vengono da questa parte
Il tempio dedicato alle Yogin presso Jabalpur, India. Le Yogin
dell'India, che conserv il suo primato no al XIII secosono divinit tantriche femminili secondarie (la tradizione ne
enumera 64), compagne e assistenti di altri di, come Durga, lo, periodo in cui ebbe inizio l'invasione islamica. Anper esempio. Il tempio risale al IX secolo e presenta, come da che il Bengala e il sud dell'India sono da considerarsi
importanti, soprattutto per l'architettura religiosa.[50]
tradizione, 64 Yogin.
L'espansione delle tradizioni tantriche si accompagn
con la loro evoluzione e diusione in quegli ambiti
risalente al 424 CE e considerata la prima iscrizione epiche erano prettamente brahmanici. Sulle interazioni fra
graca conosciuta contenente aspetti di rituali tantrici, dibrahmanesimo e tantrismo, cos sintetizza Andr Padoux:
mostrino che culti tantrici fossero sicuramente esistenti in
data antecedente al 400 CE. Ad esempio tra i reperti della Civilt della valle dell'Indo (III millennio circa) esistono gure maschili e di divinit femminili in terraccotta, 3.1 Le tradizioni tantriche
le Mtk, di era quindi pre-vedica, che alcuni studiosi
riconducono al culto di iva e Durga.[20][44] Vide Foo- Alcune fra le maggiori tradizioni che presentano elete sostiene di aver trovato egli stesso nell'Altopiano del menti tantrici sono: Aghora, vr, Bul, Gauya,
Deccan simboli fallici (linga) tipici di alcune tradizioni Klmukha, Klkula, Knpaha, Kplika, Kaula,
Krama, Lkula, Ligyat, Ntha, Nyaar, Pcarra,
tantriche.[45]
Pupata, Sahajiy, aivasiddhnta, rvidy, Trika.
Alcuni studiosi hanno voluto rapportare le origini del tantrismo allo sciamanesimo centroasiatico, ma tale connes- possibile considerare e classicare queste tradizioni da
sione non suragata da alcuna prova storica, n le cre- pi punti di vista, per esempio in relazione alla divinit
denze tantriche hanno, secondo Padoux, caratteri che si principale (o alle divinit principali); in relazione all'area
possono far risalire allo sciamanesimo. pi probabile, geograca di appartenenza e al periodo storico (molte
invece, che sia stato il sud dell'India ad aver avuto un ruolo sono estinte); in relazione all'eterodossia del rituale, nel
determinante. Accanto al mondo brahmanico, mondo ri- senso di allontanamento pi o meno marcato dai canoni
cordiamo elitario, probabilmente esistito in India, sin da vedici.
tempi immemori, un sostrato popolare, legato alle potenze Buona parte di queste tradizioni contemplano quale dinaturali, alla terra. A questo erano associati culti popola- vinit principale o comunque determinante iva, l'erede
ri che si svolgevano ai margini del mondo brahmanico, in del dio vedico Rudra, gi oggetto di venerazione sin
segreto, e da questi ebbe probabilmente origine il mondo dai primi secoli della nostra era, e assurto poi a grantantrico.[46]
de dio dell'induismo. Molti studiosi sostengono inoltre
Come si detto, i primi testi di riferimento di queste dottrine e pratiche apparvero in India tra il VI e il VII secolo
CE e si baserebbero, secondo diversi autori, su tradizioni
non scritte molto precedenti (come per i Veda[47] ), cosa che quindi non pu necessariamente implicare che fu
quello il periodo in cui le tradizioni presero inizio:

che il culto di iva, o di altra divinit che ne aveva le


caratteristiche, risalirebbe a epoche pre-vediche, stante
ad alcuni sigilli ritrovati nella Valle dell'Indo e risalenti a un'epoca antecedente l'invasione degli indoari. La
questione comunque controversa.

Altrettanto numerose sono le tradizioni tantriche che invece prediligono il culto della Dea, che si presenta con
David Lorenzen sottolinea come ci che viene co- nomi e caratteristiche dierenti, a volte anche ben conmunemente denominato Tantra considerato di trastanti fra loro. Abbiamo, come dee pi importanti:
origine molto antica e precedente l'espressione in Tripurasundar; Kl, che fa parte di un gruppo di diescrittura formale dei primi documenti conosciuti ri- ci dee, le Mahvidy (le dee della Grande Conoscenza);
salenti al V o VI secolo CE, come ad es. i testi della Durg. Accanto a queste esistono comunque tantissime
altre divinit secondarie, a volte solo locali come le dee
scuola Kplika.[48]

3.1

Le tradizioni tantriche

di villaggio, a volte semplici compagne o assistenti di dee brahmanica e tuttora vivo in India. I seguaci sono devoti
maggiori, quali per esempio le Bhairav e le Yogin.
al dio Nryaa, assimilato a Viu e adorato anche col
nome di Vasudeva. La sua akti My, adorata anche
col nome di Lakm, dea benigna considerata dispensatrice di fortuna e benessere. Da My considerata emanata la natura, prakti, secondo una visione losoca che
molto prossima quella del Skhya. Per il resto i seguaci non adottano riti trasgressivi e utilizzano i mantra e lo
yoga come mezzi per la liberazione.[56] I Bul, tradizione
ancora attiva nel Bengala, hanno raccolto l'eredit dei Sahajiy, setta estinta: sono devoti alla coppia di di Ka
e Rdh, e praticano, fra altri culti devozionali, l'unione
sessuale ritualizzata come mezzo per il raggiungimento
della liberazione.[57]

Statua moderna per l'adorazione di Kl, dea feroce, padrona


di s stessa, comune a molte tradizioni trasgressive e cuore dello
shivaismo kashmiro; qui rappresentata sul corpo immobile di iva
a indicare il rapporto fra causa materiale e causa eciente nel
cosmo.

Non sempre possibile distinguere nettamente fra tradizioni (tantriche) aiva (quelle che si rifanno a iva) e
tradizioni kta (quelle che si rifanno alla Dea: il termine
deriva da akti, letteralmente energia, e in senso lato
Dea, perch nelle tradizioni tantriche aiva la Dea paredra del Dio e sua energia che opera nel mondo, suo
aspetto immanente).[51]
Le tradizioni kta sono tipiche dell'India meridionale,
e certo non erano caratteristica del mondo ariano.[52]
Il mondo ario era essenzialmente patriarcale, n possibile riscontrare un culto della Grande Madre nella
cultura vedica.[53] Queste tradizioni sono dunque molto probabilmente un'eredit delle popolazioni autoctone dell'India meridionale, delle popolazioni dravidiche
o pre-dravidiche, come i munda; come aborigena per
esempio la devozione a una divinit sotto forma di adorazione, la bhakti; come aborigena la forma di culto pi
diusa oggi in India, la pj.[54][55]

Un'altra tradizione moderata la si ritrova nello


aivasiddhnta, una tradizione aiva tuttora presente in India soprattutto nel sud e che risalirebbe almeno
al X secolo[58] . iva adorato nella forma di adaiva,
iva l'eterno, il Signore (pati) che emana l'universo,
lo conserva, lo riassorbe, si cela e si rivela per mezzo
della grazia.[59] Lo aivasiddhnta dualista: da un
lato le singole anime (pau) sono eternamente distinte
dal Signore (causa eciente); dall'altro il mondo, nel
quale agisce la my (causa materiale), distinto da Lui.
Quindi Dio ha creato il mondo e le anime, ma ne resta
sempre separato; l'unico contatto fra le anime e Dio si
ha nella grazia divina. La my non una divinit, ma
soltanto un'energia che non dotata della coscienza di s.
Strumento principale per la liberazione il rito: i seguaci
dello aivasiddhnta sono iper-ritualisti e presentano
una devozione emozionale (bhakti) molto accentuata.
Essendo una dottrina dualista, la liberazione dal ciclo
delle rinascite non implica alcun ricongiungimento
dell'anima col Signore, ma soltanto un'assimilazione
della Sua essenza.[60] Il cammino per la liberazione
aperto a tutte le classi sociali, ma inaccessibile alle
donne, le quali possono soltanto beneciare del percorso
del proprio consorte.[61]

I Ntha costituiscono un'importante tradizione aiva, evolutasi poi nel tempo e oggi rappresentata dai
Knpaha. ai Ntha che si deve, nel IX secolo
CE circa[62] , l'introduzione nel mondo tantrico dello
Hahayoga, sistema Yoga che contempla numerose posture (sana), anche dicili, pratiche di puricazione del
corpo e tecniche di meditazione complesse. La dottrina
non-dualista: tramite i metodi dello Hahayoga ci si pu
ricongiungere con Dio, iva, che attivo nel mondo con
dea ma visualizzata
Nelle tradizioni tantriche si ritrovano dunque, gi in epo- la sua akti, non venerata quindi come
[63]
come
sessualmente
unita
a
iva.
che precedenti, molti elementi tipici dell'induismo attuale
e che non facevano parte del mondo brahmanico: oltre la Una delle pi antiche sette aiva quella dei Kplika
bhakti, la pj, il culto della Dea, il dio iva nella sua for- (portatori di teschio), i cui seguaci erano asceti distinma pre-vedica o meno, va ricordato anche lo Yoga. Su guibili per il fatto di portare con s un cranio umano aperquest'aspetto cos sintetizza Mircea Eliade:
to che usavano come scodella per il cibo. Da costoro e da
In ambito vaiava troviamo essenzialmente le tradizioni altri culti trasgressivi e visionari che prediligevano divisorse, intorno al II secolo CE, la sette dei
del Pcarra e del Sahajiy, essendo le tradizioni tantri- nit terriche,
[64]
Pupata
e
successivamente
quella dei Lkula. Da queche in gran parte o kta o aiva. Il Pcarra, alla cui basti
ebbe
quindi
origine
un
nucleo
di culti che va sotto il
se vi una vasta letteratura, molto vicino all'ortodossia

4 LA VIA DEL TANTRA

nome di Kula.[65]

la tradizione che ha dato poi luogo alla scuola denominata Krama, con le diverse forme di Kl quali dee al
centro dei culti. Il Krama caratterizzato da un sistema
pentadico e il termine sta per successione, con riferimento al percorso spirituale che la coscienza deve seguire
per la liberazione.
Pacima-mnya (tradizione occidentale)
detta anche Kubjikmata[71] , dal nome della divinit
principale, la dea gibbuta Kubjik, il cui culto ancora
vivo nel Nepal.
Dakia-mnya (tradizione meridionale)
detta anche rvidy, e gli di principali sono quelli dell'eros: Kmevara e Kmevar, col culto della
dea Tripurasundar (dea benigna, identicata anche con
Lalit nelle versioni vedantizzate), e di Bhairava.

Una riproduzione schematica del trilbjmaala, il mandala


del tridente e dei loti, adoperato in uno dei culti visionari della
scuola del Trika. Le tre dee del Trika sono immaginate sui rebbi del tridente, che quindi l'adepto visualizza nel proprio corpo
ripercorrendo tutti e 36 i principi costitutivi della manifestazione
cosmica, dalla terra a adaiva, steso immobile sotto i rebbi in
corrispondenza della sommit del suo capo, e oltre, no alle tre
dee supreme, Parpar, Par, Apar, il divino assoluto.

Del Kula originario, come delle altre sette, non si sa molto. Questo nucleo evolse[66] dando luogo a quattro tradizioni, ciascuna coi propri Tantra e ciascuna col proprio
pantheon, ma con le medesime concezioni metasiche:
sono non dualisti; e con un complesso di riti e pratiche
yogiche somiglianti. Sono tradizioni kta, essendo la divinit principale una Dea, personicazione della energia
divina di iva. iva conserva pur sempre una supremazia, che per pi di ordine metasico che devozionale,
e la Dea adorata sotto numerossissime forme, restando
per una[67] e sovrana.[68]
Le quattro tradizioni sono[69] :
Prva-mnya (tradizione orientale)
l'erede del Kaula originale, col dio Kulevara e la dea
Kulevar, le otto madri Bram, Kl, eccetera. Questa
tradizione poi evoluta nella scuola del Trika. Il termine
trika sta per triade, e si riferisce al fatto che la dottrina che espone prevede un insieme di triadi. Per esempio
Par (la Suprema), Apar (la Non-suprema), Parpar (la
Suprema-non suprema) sono le tre dee del pantheon, essenzialmente entit metasiche. Il culto rivolto invece
alla dea Kl. Dopo un'interruzione durata secoli, la scuola del Trika stata ripresa[70] nel XX secolo da Swami
Lakshman Joo (1907 1991).
Uttara-mnya (tradizione settentrionale)

Il Trika e il Krama non sono tradizioni nel senso stretto


del termine, ma scuole esegetiche sviluppatesi come eredi delle rispettive tradizioni. Queste due scuole insieme
a quelle dello Spanda e del Pratyabhij, costituiscono le
quattro scuole dello ivaismo tantrico non dualista, orito nel Kashmir tra la ne del I millennio e l'inizio del
successivo.
I culti delle quattro tradizioni del Kula sono culti trasgressivi e visionari, e in questo si dierenziano molto da altre
tradizioni. Trasgressivi sia per l'uso di sostanze e cibi ritenuti impuri dall'ortodossia brahmanica; sia per l'adozione
di pratiche proibite, quali l'unione sessuale ritualizzata
(tranne che nella tradizione del Dakia-mnya, la pi
moderata fra le quattro). I culti visionari prevedono pratiche di meditazione complesse, sia su yantra, sia sulle
icone adibite al culto e all'adorazione, la pj.[72]
I Ligyat, sono una setta fondata da Basava nel XII secolo e tuttora attiva soprattutto nel Karnataka, avendo
ereditato in qualche modo le tradizioni delle sette aiva
originarie. Pi che essere dediti all'ascetismo, gli adepti
preferiscono la via della devozione, e unico oggetto del
loro culto il lig, il segno di iva, portato anche come pendente al collo (da cui il nome). Sono caratteristici
anche per il fatto di non praticare la cremazione, ma la
sepoltura.[73]
Eredi attuali delle prime sette aiva sono gli Aghora[74]
(non terrico), movimento diuso soprattutto a
Varanasi. Questi asceti mangiano in teschi umani, meditano nei campi di cremazione e utilizzano le secrezioni
del corpo come oerta agli di.[75] Almeno no alla ne
del XIX secolo erano dediti al cannibalismo.[76]

4 La Via del Tantra


Il tantrismo, nel ne che persegue in quanto insieme di
dottrine, non si dierenzia dagli altri movimenti religiosi hindu: anch'esso una via per la liberazione (moka)

4.1

Il guru

dal ciclo delle rinascite (sasra), dalle soerenza che


l'essere in vita comporta. L'uomo vive in universo che
emanato e continuamente animato da Dio[77] , il quale Dio
pu manifestare la sua potenza sia sotto forma di oscuramento (tirodhna), essere cio di ostacolo alla salvezza,
sia concedendo la grazia (anugraha) nel mostrare le vie
per la liberazione.[78]

brahmanica non siano pi adeguate in questa nostra era:


l'uomo ha perso la capacit spirituale di servirsi di quella
tradizione per conseguire la liberazione. N il rito vedico, n l'introspezione avviata nell'epoca delle Upaniad e
nemmeno i metodi dello Yoga classico sono ritenuti sufcienti a questo scopo. In alcune tradizioni tantriche
possibile persino ravvisare un disprezzo per gli asceti: nel
Fra l'umano e il divino sussiste un isomorsmo per Kulrava Tantra si ironizza sul fatto che questi girino
nudi come gli animali, ma non per questo, come gli anicui il corpo risulta permeato di forze sovrannaturali. Il
[85]
Nel Guhyasamja
corpo assume, nelle tradizioni tantriche, un'importanza mali, raggiungono la liberazione.
Tantra si pu leggere:
[79]
nucleare proprio per questa compenetrazione fra umano e divino, fra corpo e universo. La concezione non Il tantrismo ritiene che sia possibile raggiungere
certo nuova: gi nei Veda possibile rintracciare l'idea del l'illuminazione anche nelle peggiori condizioni morali e
corpo umano come microcosmo, e del macrocosmo come sociali: l'et oscura in cui siamo immersi presenta innucorpo; ma proprio nel tantrismo che quest'aspetto si pre- merevoli ostacoli, che rendono dicile la maturazione
senta come dato assolutamente caratteristico, e quasi ogni spirituale. Per questo sono necessarie misure drastiche
aspetto del mondo tantrico inquadrabile in relazione al come, appunto, il metodo tantrico.[85]
corpo.[80] Cos recita una Upaniad dello Yoga:
Per quanto concerne il sistema in s, la via tantrica,
pi che essere una dottrina coerente, un insieme di
pratiche e ideologie, caratterizzato da una grande importanza dei rituali, da pratiche per la manipolazione dell'energia (akti), con azioni talvolta considerate
"trasgressive", dall'uso del mondano per accedere al sopramondano e dall'identicazione del microcosmo con il
macrocosmo.[81]
Tale correlazione consentirebbe al tntrika (l'adepto dei
Tantra) di poter accedere, mediante delle precise tecniche, all'energia cosmica presente nel proprio corpo e
quindi raggiungere la liberazione con questo corpo e in
questa vita (jvanmukti).

4.1 Il guru
Il guru, specie nelle tradizioni tantriche, ben pi che un
maestro spirituale. Egli non si limita ad impartire la dottrina al discepolo (iya) come un ordinario maestro potrebbe fare, per quanto accorato e devoto: il guru come
un dio (gurudeva) che grazie alla propria potenza spirituale (akti) trasmette al discepolo la dottrina e gli oggetti
della tradizione. Per esempio, un mantra non pu essere
appreso semplicemente ascoltandolo (n tantomeno apprendendolo da un testo): deve e pu solo essere passato
dal guru al discepolo (guru iya parampar). Fra i due
si stabilisce una relazione intima che ha i caratteri della
riservatezza, della devozione e dell'obbedienza.[86]

Il tntrika cerca di utilizzare il potere divino che scorre in tutte le manifestazioni universali al ne di otteVa detto che questo stato di cose, questo lignaggio inizianere i propri risultati, siano essi spirituali, materiali o
tico, non esclusivo del tantrismo, bens comune a tutte
entrambi.[82]
le scuole hindu. Nelle tradizioni tantriche alcuni caratteri
I tntrika considerano la guida di un guru un prere- risultano per ben marcati: la segretezza e la devozione.
quisito indispensabile[83] . Nel processo di manipolazio- Come si accennato, il guru considerato manifestazione dell'energia il praticante ha diversi strumenti a dispo- ne divina, a lui si deve non soltanto obbedienza ma anche
sizione: tra questi lo Yoga, con pratiche anche estreme devozione nel senso stretto del termine. Per esempio, la
che portano a un controllo pressoch completo del pro- gurupduk, l'impronta dei piedi del guru, va vista coprio corpo; la visualizzazione e verbalizzazione della di- me il segno della presenza divina, e come tale adorata e
vinit attraverso i mantra, e la meditazione su di essi; omaggiata.[87]
l'identicazione e internalizzazione del divino, con praNelle tradizioni del Kaula (famiglia, intesa come insietiche meditative tendenti a una totale immedesimazione
me di comunit che condividono la medesima tradiziocon una divinit[84] .
ne), il rito di iniziazione (dk) del discepolo alla comuSecondo la visione del mondo hindu, l'evoluzione del nit (cakra; cerchio, nel senso di circolo, setta)
mondo ciclica, e all'interno di ogni ciclo (detto kalpa) una cerimonia piuttosto complessa. Il guru, quando ritiesussistono ere (dette yuga) nelle quali la storia principia ne essere giunto il momento, comunica al discepolo la
da un'et dell'oro (Satya Yuga) per giungere ad ere cosmi- decisione di introdurlo nella setta. Viene quindi organizche di progressivo declino spirituale. L'ultima era, detta zata una cerimonia con gli altri membri del cakra. Questa
Kali Yuga (quella in cui attualmente viviamo), carat- comincia con la recitazione di mantra e oerte alla Dea,
terizzata da ignoranza spirituale, diusione di falsi di o quindi prosegue con la richiesta ritualizzata del guru al
ateismo, commistione delle caste, guerre e sovvertimento Signore del Cerchio (cakrevara). Il discepolo viene indei valori del dharma.
terrogato e preparato, mentre prosegue l'adorazione alla
Gli adepti del Tantra ritengono che i Veda e la tradizione Dea. L'iniziazione propriamente detta ha luogo con il posizionamento del discepolo su un maala appositamen-

8
te tracciato sul suolo; un'aspersione; la trasmissione di un
mantra personalizzato; l'imposizione di un nome nuovo;
quindi l'iniziato ore doni agli astanti. La cerimonia prosegue con riti che includono il pasto e l'unione sessuale
(maithuna).[88]

4 LA VIA DEL TANTRA


trova allo stato latente alla base del canale stesso, pu risalire, con pratiche adeguate, verso l'alto conducendo cos
alla liberazione.[91]

Il losofo Kemarja (X-XI secolo), discepolo di


Abhinavagupta ed esponente della scuola del Trika[92] ,
L'iniziato, il tantrik, continuer la sua via verso la rea- nel commentare un passo degli ivastra, cos descrive
lizzazione spirituale (sdhana) e un giorno potr diven- la kualin quiescente:
tare guru egli stesso. Toccher quindi a lui perpetuare Bindu il seme maschile, la scintilla che pu risvegliare
(sapradya) la dottrina, in quella che una successio- la kualin. In questo caso bindu anche simbolo di iva
ne di maestri (guru parampar) che cos tramandano la in quanto Coscienza.[93]
disciplina.
Il corpo yogico, fondamentale in quasi tutte le pratiche
meditative e rituali, ovviamente immateriale, una
struttura somatica inaccessibile ai sensi che l'adepto crea
4.2 Il corpo yogico e la kualin
immaginandola, visualizzandola. Del resto molti culti
tantrici sono culti visionari.
Va qui detto esplicitamente che lo Yoga cui il Tantra fa
riferimento non n il Kriy Yoga n l'Aga Yoga presentato da Patajali nel suo basilare Yoga Stra (lo Yoga classico cio), ma lo Hahayoga. Altrettanto esplicitamente va fatto notare che qui non si parla dello Hahayoga moderno (occidentale e indiano), invero versione
reinterpretata di elementi tradizionali, ma dello Hahayoga che risulta dai testi classci, come la Gheraa Sahit,
la Hahayogapradpk o la iva Sahit. Proprio per evitare questa confusione, molti autori preferiscono servirsi
del termine "Kualin Yoga".[94]
Secondo una interpretazione classica, il termine hahayoga vuol dire letteralmente: unione (yoga) del Sole (ha) e
della Luna (ha); e questa lettura risponde in pieno alle dottrine tantriche, per le quali la liberazione il ricongiungimento della akti, presente nell'individuo come kualin, con l'assoluto, iva, immaginato risiedere
nell'ultimo cakra.[95] da notare che in questo simbolismo, iva rappresentato dalla Luna: nell'iconograa
classica del Dio, bianco il colore della sua pelle, bianco
come il crescente di Luna che porta fra i capelli, bianco come il colore dello sperma, e sia per Luna sia per
sperma anche utilizzato il termine soma, il succo
sacricale, e il Dio di cui si parla nei Veda.[96]

Il corpo yogico in una illustrazione da un manoscritto del XIX


secolo, India. Sono ben visibili sette cakra, ragurati come ori
di loto (padma), e nel cakra pi in alto, iva.

Molte sono le tecniche che consentono il risveglio della kualin e la sua risalita lungo la suumn[97] . Ne
fa una dettagliata esposizione Abhinavagupta nel suo
Tantrloka, vasto trattato sul mondo del tantra ai suoi
tempi (X secolo circa). Ecco come il losofo descrive la
risalita dell'energia:

Nella interpretazione dello shivaismo tantrico non dualista, commenta l'indologa Lilian Silburn, iva, Essere Supremo, il soggetto conoscente, l'oggetto conosciuto e la
L'individuo immaginato possedere una struttura com- conoscenza stessa, e quindi l'emissione e l'assorbimento
plessa che convive col corpo sico: questo il corpo della kualin restano emissioni di iva.
yogico[89] . Tale corpo yogico costituito di canali (n )
e centri (cakra o padma)[90] , e in esso gioca un ruolo In un testo precedente (IX secolo circa), il
Tantra[98]
(Conoscenza
del
determinante una potenza non umana bens divina, la Vijnabhairava
[99]
Tremendo
),

presentato
concisamente
un
comkualin. Lungo uno dei canali principali, la suumn,
quello che verticalmente collega la regione perineale con pendio di tecniche yogiche; qui un esempio di uso
la sommit del capo, la kualin, che normalmente si del controllo della respirazione per il risveglio della

4.4

Pratiche tantriche

kualin :

4.3

Evoluzione e involuzione

9
mento di stato ontologico: riti di aliazione alla setta
tantrica; riti di passaggio; riti periodici o di occasione
(nainmittika); riti funerari; riti per l'acquisizione di poteri; l'iniziazione a guru (crya); l'iniziazione a glio
spirituale (putraka), eccetera.[104]

Secondo Swami Nikhilananda, esponente dell'Advaita


Elementi pressoch comuni dei riti sono i maala e i
Vednta, nelle dottrine tantriche il Satchitananda[100]
mantra.
ha insieme sia il potere dell'auto-evoluzione che quello
dell'auto-involuzione. La Realt sica (prakti) si evolve
in una molteplicit di cose ed esseri viventi, eppure al
4.4.1 Maala e yantra
tempo stesso resta pura coscienza, essere e beatitudine; in
questo processo di evoluzione, My (illusione) nasconde la realt e la separa in coppie di opposti, come conscio e inconscio, piacevole e spiacevole, e cos via. Queste condizioni limitano o restringono l'individuo (jva) e
trasformano la sua percezione in quella di un animale.[101]
In questo mondo relativo, iva e akti sembrano separati; nel Tantra, per, anche durante l'evoluzione, la Realt
resta identica, sebbene il Tantra non neghi n l'atto n
il fatto di questa evoluzione. Di fatto, il Tantra aerma
che sia il processo di evoluzione universale sia quello individuale sono Realt, prendendo le distanze sia dal puro
dualismo sia dal non-dualismo del Vednta.[101]
Comunque, l'evoluzione o corrente di uscita solo una
delle funzioni di My; l'involuzione, o corrente di ritorno, riporta il jiva alla sorgente o radice della Realt,
rivelando l'innito. Si dice che il Tantra insegni il metodo
per cambiare il verso della corrente, da quella di uscita a
quella di ritorno. Questa idea alla base di due proverbi
tantrici: ci si deve rialzare con quello che ci fa cadere
e lo stesso veleno che uccide diventa l'elisir della vita se Un disegno non tradizionale dello rcakra, noto anche come r
Yantra, utilizzato nella tradizione dello rvidy. Questo yantra
usato dal saggio.[101]

4.4

Pratiche tantriche

Per il tantrik il mondo permeato di potenze divine,


energie che possibile manipolare con la corretta esecuzione dei rituali. Il rito tantrico spesso molto articolato, e implica non soltanto la gestualit e l'oralit,
ma anche la visualizzazione interiore. Il coinvolgimento del corpo pu essere tale da alterare lo stato di coscienza dell'ociante: non intatti infrequente assistere
a fenomeni di possessione (vea).[102]

rappresenta l'attivit cosmica della dea Tripurasundr, la Bella


dei tre mondi: vi si possono distinguere una fascia esterna di forma quadrata con quattro accessi sul mondo; due fasce centrali
disegnate rispettivamente con sedici e otto petali; una parte interna fatta di quattro triangoli con la punta verso l'alto e cinque con
la punta verso il basso, che si intersecano a formare complessivamente 43 triangoli; un punto centrale, il bindu, ove si visualizza
la Dea stessa.

Il termine maala vuol dire letteralmente cerchio,


nel senso di ci che circonda[105] , ed qui utilizzato per indicare un elemento caratteristico della liturgia
tantrica. Esteriormente si presenta come un disegno, o
un'incisione, a volte molto complesso, altre volutamente
schematico, che basandosi su simmetrie e gure geometriche quali il cerchio, il quadrato e il triangolo, spesso inserisce motivi graci anche molto elaborati.[106] I maala non sono aatto una prerogativa del tantrismo, se ne
ritrovano infatti anche in altre culture e religioni, e non
tanto nel tantrismo hindu quanto in quello buddhista che
i maala diventano opere vere e proprie, manufatti che
richiedono anche mesi per poter essere realizzati.

La pratica di culto pi comune la pj, l'omaggio a una


divinit. Il rituale sostanzialmente diviso in due parti:
la puricazione e divinizzazione del corpo dell'ociante
(culto interiore); l'omaggio vero e proprio (culto esteriore). La prima parte consiste nel rendere il corpo
dell'ociante degno di poter eseguire l'omaggio, e prevede pratiche di puricazione con lavacri e mantra, seguito
da pratiche di visualizzazione. La seconda parte continua con mantra e pratiche di visualizzazione accompagnate, con variazioni a seconda della divinit, dal rito di Nel tantrismo hindu pi spesso utilizzato un tipo di
adorazione.[103]
maala pi semplice, lo yantra (letteralmente strumenEsistono poi i riti di iniziazione (dk), il cui ne to, ma anche amuleto)[107] , volutamente schematico
la trasformazione spirituale dell'iniziante, il suo cambia- per poter essere disegnato o inciso con facilt.

10

4 LA VIA DEL TANTRA

Per i tantrik il maala un'immagine del cosmo e una


teofania. In quanto imago mundi possiede un centro, detto bindu, e una geograa costituita di elementi simbolici. In quanto teofania lo yantra dunque anche oggetto sacro oltre che simbolico, e non assurge soltanto a
dimora (temporanea) della divinit, ma diventa anche
espressione dei signicati metasici di cui la divinit
portatrice.

cosmica, il visarga). L'interpretazione del losofo


Abhinavagupta: L'universo, grazie alla presa di coscienza delle tre energie, seme che sta per essere emesso nel
grembo di Bhairava[113] ". SAU quindi l'universo nel
suo stato nascente: in questo senso il mantra anche noto
come il seme del cuore di iva. Esso adoperato nelle
pratiche yogiche per l'ascesa della kualin[114] , e cos
Andr Padoux commenta:

Il maala, o lo yantra, utilizzato in diversi modi: pu


essere tracciato sul suolo, per lo svolgimento di alcune
cerimonie che ne prevedono l'uso (come le iniziazioni);
pu essere disegnato o dipinto su stoa o inciso su pelle
o metallo, per realizzare uno strumento di meditazione o
anche di adorazione di una divinit (spesso la Dea) che
vi viene fatta temporaneamente discendere.[108] Esistono,
inoltre, anche yantra tridimensionali. Cos un testo della
scuola Kaula:

Il bja di certo pi noto O, che pu essere impiegato


da solo, come espressione fonica dell'Assoluto, o adoperato come formula iniziale dei mantra di invocazione, come ad esempio nell'invocazione alla Dea Kl: O Kalyai
nama.

Nelle cerimonie di iniziazione il maala tracciato


sul suolo prevede una fascia esterna dal doppio signicato: impedire l'accesso ai non iniziati e bruciare l'ignoranza che impedisce la conoscenza metasica.
All'interno di questa fascia ve ne un'altra che simboleggia l'illuminazione, nella cui area sono rappresentate
gli aspetti della conoscenza, spesso rappresentati da divinit terriche. Segue un'ulteriore fascia che simboleggia
la rinascita spirituale, nel cui centro si trova il maala
propriamente detto, sede di una o pi divinit.[109]
Un'altra applicazione dello yantra la si ritrova nella costruzione dei templi: la pianta di questi infatti un vero
e proprio yantra, e di pi, la struttura e le proporzione
del tempio stesso non sono opera di architetti, ma sono
dettate dai testi sacri, dai Tantra.[110]

La recitazione ripetitiva di uno stesso mantra detta japa, pratica spesso accompagnata da una precisa gestualit anch'essa densa di signicati, le mudr, e adoperata in molti contesti, quali la pj; i riti collettivi; o anche come ordinario atto di devozione a una particolare
divinit; oppure, connessa alla respirazione, nelle pratiche meditative.[115] L'esempio pi eclatante di tecnica
meditativa con mantra quello della cosiddetta recitazione non recitata (ajapjapa), nella quale il mantra
HASA non in realt pronunciato, ma articolato con
i ussi dell'inspirazione e dell'espirazione. Questo mantra costituito dai bja HA e SA che vengono qui intesi come l'espressione delle frasi aha sa (io sono
Lui) e, in senso inverso, so 'ha (Egli me, con riferimento a iva): la funzione siologica della respirazione qui strettamente connessa con la parola, il tutto inteso come un'espressione complessa dell'identicazione
con Dio.[116]
4.4.3 Riti sessuali

4.4.2

Mantra

I riti sessuali potrebbero essere emersi agli inizi del Tantra


induista anche come un metodo pratico di generare uidi
corporei trasformativi per costituire un'oerta vitale alle
divinit tantriche, oppure essersi evolute da cerimonie di
iniziazione dei clan che comprendevano la transazione di
uidi sessuali.[117]

I mantra, che esistono sin dall'epoca vedica, rivestono nelle tradizioni tantriche un'importanza particolare, e per la
loro onnipresenza nel rituale, e per il loro senso profondo. Mentre nel brahmanesimo il mantra l'inno invocato
nelle oblazioni o la formula rituale, nel contesto tantrico il
mantra si arricchisce di altri signicati, divenendo spesso Nelle tradizioni del Kaula, per esempio, l'iniziato di sesun enunciato privo di senso apparente, denso di energia, so maschile era inseminato o insanguinato con le emisadoperato anche per scopi magici oltre che religiosi.[111] sioni sessuali della consorte femmina, talvolta frammiste
al seme di un guru, ed era cos trasformato in glio del
Spesso, ma non sempre, un mantra inteso come la forma clan (kulaputra) per grazia della consorte; si pensava infonica di una divinit, e quando cos, ritenuto sacro. Ad fatti che il uido del clan (kuladravya) o nettare del clan
esempio, il mantra della dea Tripurasundar :
(kulmita) scorresse naturalmente dalla sua pancia. SviEsso costituito di quindici sillabe ordinate in tre gruppi. luppi successivi del rito enfatizzavano l'importanza della
Queste sillabe sono poi a loro volta mantra, mantra mono- beatitudine e dell'unione divina, che sostituirono le consillabici detti bja (seme), ognuno portatore di un parti- notazioni pi corporee delle forme pi antiche. Sebbene
colare signicato o essi stessi forma fonica di una divini- in Occidente il Tantra sia pensato come coincidente con
t, e possono essere raggruppate per costruire cos mantra i riti sessuali, solo una minoranza di sette vi fa ricorso, e
pi complessi, come quello riportato nell'esempio.[112]
nel tempo per lo pi questi riti hanno subito un processo
[117]
Il bja SAU , per esempio, il mantra della Dea suprema di sublimazione.
del Trika, composto dai tre fonemi S (l'Essere), AU (la Non si ritrovano riti sessuali nelle tradizioni viuite del
congiunzione delle tre energie di iva), (l'emissione Pcartra, per esempio, n nello aivasiddhnta, corren-

4.4

Pratiche tantriche

11

Una rappresentazione moderna di iva e Prvat, Bangalore,


India

nente (il femminile). La akti, il polo femminile, altro


non se non la potenza del Dio[121] , il suo aspetto immanente, la forza vivicante che opera nel mondo.[120]
akti presente nell'essere umano come kualin, energia quiescente, che l'individuo pu risvegliare e utilizzare per ni spirituali. akti presente in ogni donna, nel
senso che ogni donna ritenuta rappresentare e posseLa coppia divina di Ka e Rdh, acquarello del XVII secolo.
L'amore del dio con Rdh, la sua preferita fra le pastorelle, dere naturalmente l'energia divina. Da ci deriva il posto
stato ed tuttora soggetto d'ispirazione per una vasta letteratura in un certo senso privilegiato che la donna occupa nelle tradizioni tantriche, cosa che non possibile risconreligiosa, spesso dai risvolti decisamente erotici.
trare nel brahmanesimo. Di pi, secondo la tradizione
vaiava del Sahajiy (tuttora seguita nel Bengala presso i Bul), e l'uomo e la donna sono ritenuti rappresentate religiosa aiva (dualista e dualista/non-dualista).[118] zioni concrete della coppia divina, in questo caso Ka
per possibile aermare che tratto comune di tutte le e Rdh, e l'unione sessuale ritualizzata mezzo per il
tradizioni tantriche la piena accettazione della variet raggiungimento del samdhi.[122]
del mondo, del piacere in generale e del desiderio sessuale o amoroso (kma) in particolare. Del resto in India il La kualin, forma concreta della akti, si trova normalsesso non certo un'attivit peccaminosa, anche se il per- mente inattiva nell'individuo, arrotolata ( questo il signiseguire il piacere, l'esserne in qualche modo dipendente cato letterale del termine) nella zona perineale del corcio, continua a legare l'individuo al mondo ostacolando po yogico. Secondo le dottrine yogiche del Tantra, questa
la liberazione.[118] Questo contrasto fra il sesso e il ne kualin ha come meta suprema, proprio in quanto akspirituale delle liberazione risolto, in alcune tradizioni ti, il ricongiungimento con la controparte maschile, iva:
tantriche, guardando all'eros come la via maestra per ac- la riunione del maschile e del femminile, il ripristino
cedere al divino, eros qui inteso come principio presente dell'androginit originaria, la realizzazione nel microscoin diverse forme, non solo nei riti e nelle pratiche, ma smo umano dell'Essere Supremo. Nei testi che spiegano le tecniche yogiche per la risalita della kualin, il
anche nelle speculazioni metasiche, nella teologia, nella
linguaggio
adoperato ricco di metafore sessuali.[123]
mitologia, nei pantheon e nello yoga.[119]
Una caratteristica comune ai pantheon tantrici la coppia Cos si esprime Abhinavagupta a proposito dell'unione:
(yamala): ogni dio compagno di una dea, per esempio
iva con Prvat, o anche con Durg o Um; Viu con
Lakm; Bhairava con Tripurasundar; Ka con Rdh;
eccetera. Anche nelle tradizioni kta, dove la Dea a
essere considerata Essere Supremo (per esempio Kl o
Kubjik), pur se meno appariscente, presente la divinit
maschile, quasi sempre iva.[120]

E Jayaratha, aggiunge la Silburn, nel suo commento a


questo passo[124] parla di unione della kualin con iva
come sfregamento che d reciproco godimento.

Una cerimonia tuttora in vigore nel Nepal e nel Bengala,


la kumr-pj (adorazione della ragazza), testimonia il
rapporto fra la donna e la akti. Una fanciulla vergine di
circa dodici anni viene fatta sedere su un trono e tramite
La coppia divina in realt, specie nelle dottrine moniste una funzione complessa, la ragazza viene deicata divedel Kashimir, intesa come l'unica divinit suprema, vi- nendo cos temporaneamente personicazione della Dea
sta nei due aspetti trascendente (il maschile) e imma- stessa, e in quanto tale adorata.[125]

12
Il cakra-pj una cerimonia religiosa di gruppo: cakra
(cerchio) indica qui il circolo di cui fanno parte i membri di una comunit tantrica. Il rito avviene di notte: attorno a un trono dedicato alla Dea, gli ocianti maschi si
dispongono a ferro di cavallo. Il Signore del Cerchio assegna a ogni uomo una donna (a sorte o seguendo un piano
solo a lui noto), che andr a sedersi alla sinistra del compagno. Il rito prosegue con oerte alla Dea, recitazione
di mantra e meditazioni secondo un rituale complicato,
al termine del quale ogni coppia si apparta.[126]
Un rito molto esplicito la yoni-pj (adorazione della
vagina). Il rito fa parte di una tradizione vaiava ed
descritto nello Yoni Tantra. Una donna, opportunamente
preparata e ornata, collocata prima su un maala e poi
fatta accomodare sulla coscia sinistra dello yogin che ocia il rito. Costui procede con la cerimonia facendole bere del vino, recitando mantra e massaggiandole la vagina
con pasta di sandalo, quindi si unisce a lei. Le secrezioni dell'eiaculazione sono poi oerte come oblazione alla
Dea. Diversi altri testi prescrivono l'unione sessuale rituale, talune molto particolari, come quella che si pratica
di notte su cadaveri.[127]

5 VISIONE OCCIDENTALE DEL TANTRA

5 Visione occidentale del Tantra


In Occidente, i primi orientalisti europei vedevano il Tantra come una forza sovversiva, antisociale, licenziosa e
immorale colpevole della corruzione dell'induismo classico; molti oggi lo vedono invece come una celebrazione
dell'uguaglianza sociale, della sessualit, del femminismo
e della cultura del corpo[129] , al punto che se ne formata una variante occidentale (Neotantra), seppure criticata
dai tantristi orientali.

5.1 Sir John Woodroe

Il primo studioso occidentale ad arontare seriamente


lo studio del Tantra fu il magistrato britannico Sir John
Woodroe (1865 1936), giudice presso la Corte Suprema del Bengala, che con lo pseudonimo di Arthur Avalon
scrisse molti testi sul tema, anche traducendo dal sanscrito. Egli comunemente considerato il padre fondatore
degli studi tantrici[130] . A dierenza dei suoi predecessori, Woodroe era apologetico nei confronti del Tantra,
difendendolo contro le innumerevoli critiche e presentanL'unione sessuale e l'uso del vino per ni rituali sono pra- dolo come un sistema etico-losoco compatibile con i
tiche ritenute non ortodosse nel brahmanesimo, anzi proi- Veda e i Vednta[131] .
bite; e proibito al brahmano in ogni caso il consumo di
bevande alcooliche, di carne e pesce, stante al Manusmti
(la Legge di Manu), testo fondamentale del codice e 5.2 Sviluppi successivi
dell'etica hindu. Nelle tradizioni tantriche cosiddette della
mano sinistra (vmcra) sono invece trasgredite pro- Dopo Sir John Woodroe, diversi studiosi cominciaroprio queste raccomandazioni, e la questione nota come no ad analizzare attivamente gli insegnamenti tantrici, alle pratica delle cinque emme: maithuna (unione sessua- cuni restando in ambiti accademici, altri allontanandosele), ms (carne), madya (vino), matsya (pesce), mudr ne. Si ricordano la divulgatrice francese Lilian Silburn
(1908 1993); lo storico delle religioni rumeno Mircea
(cereali arrostiti).[128]
Eliade (1907 1986), uno dei primi a interessarsi delE a proposito del maithuna, questo Tantra della tradizione
lo yoga tantrico; il controverso e reazionario Julius Evola
Kaula (XII secolo circa) sottolinea il signicato spirituale
(1898 1974), che cerc di coniugare tantrismo e cultura
dell'amplesso:
occidentale; l'orentalista e accademico tedesco Heinrich
Quando eseguito in accordo al Tantra il rituale sessua- Zimmer (1890 1943); Agehananda Bharati (1923
le culmina in una sublime esperienza di innita consape- 1991), nome monastico di Leopold Fischer, professore
volezza, per entrambi i partecipanti. I Tantra specica- di antropologia presso la Syracuse University, il quale
no che il sesso ha tre nalit ben distinte - procreazio- diede una lettura personale del mondo Tantra imperniane, piacere e liberazione. Coloro che cercano la libera- ta sull'edonismo e la sessualit; Aleister Crowley (1875
zione evitano l'orgasmo frizionale per una forma pi alta 1947), occultista britannico, che si ispir allo yoga tandi estasi, e la coppia che prende parte al rituale si im- trico per promulgare pratiche di magia sessuale; Omar
mobilizza in un abbraccio statico; diversi rituali sessuali Garrison, che nel 1964 pubblic Tantra. The Yoga of
sono raccomandati e praticati, comprendendo riti puri- Sex, contribuendo alla diusione dell'idea del sesso come
catori e preparatori elaborati e meticolosi. L'atto risulta in componente fondamentale del fenomeno tantrico e come
un equilibrio delle energie che scorrono nell'ida prico salvezza per l'Occidente.[132][133]
nel corpo yogico di entrambi i partecipanti, il suumn
Il padre fondatore della psicologia analitica, Carl Gusi risveglia e la kualin risale dentro di esso. Questo
stav Jung (1875 1961), dedic molti saggi al simbopu inne culminare nel samdhi, dove le rispettive indilismo del maala, considerando l'India come il paese
vidualit di ciascuno sono completamente dissolte nella
dove i simboli dell'inconscio collettivo si manifestano pi
coscienza cosmica. I praticanti interpretano l'atto su molchiaramente.[134]
teplici livelli; i partecipanti maschio e femmina unendosi
sicamente rappresentano il Dio e la Dea, il principio ma- Hugh Urban, Zimmer, Julius Evola, e Eliade vedevano il
schile e quello femminile, e al di l del corpo sico le due Tantra come la culminazione di tutto il pensiero indiano: la forma pi radicale di spiritualit e il cuore arcaienergie si fondono generando un unico indistinto.[83] .
co dell'India aborigena, e lo consideravano come la re-

13
ligione ideale dell'era moderna. Tutti e tre vedevano il
Tantra come il cammino pi trasgressivo e violento
verso il sacro[135] . Zimmer elogi il Tantra per il suo
atteggiamento aermativo nei confronti del mondo:

5.3

Tantra nell'Occidente contemporaneo

tra che si trovano fra gli scaali sono inequivocabilmente


legati al sesso.
Secondo Hugh Urban, la maggior parte degli studiosi occidentali critica il Neotantra: Almeno dal tempo di Agehananda Bharati, la maggior parte degli studiosi occidentali stata fortemente critica di queste nuove forme di
pop-Tantra o neo-Tantra. Questo California Tantra come Georg Feuerstein lo chiama, basato su un profondo fraintendimento del cammino tantrico. Il loro errore
principale di confondere la beatitudine tantrica [...] con
l'ordinario piacere orgasmico[136] . Urban poi chiarisce
che personalmente non considera il neo-Tantra sbagliato o falso ma piuttosto semplicemente una diversa
interpretazione di una specica situazione storica.[136]

Dopo queste prime presentazioni del Tantra, altri autori molto popolari come Joseph Campbell contribuirono
a importare il Tantra nell'immaginario collettivo contemporaneo; il Tantra cominci a essere visto come un culto
dell'estasi che combina spiritualit e sessualit, in modo da agire come una forza correttiva dell'atteggiamento
Saraswati,
direttrice
spirituale
repressivo della cultura occidentale nei confronti del Shambhavi
dell'organizzazione no prot Jaya Kula, riporta
sesso.[136]
una descrizione sintetica ma ecace della dierenza tra
La diusione di una siatta visione del Tantra avvenne
Tantra e Neotantra: Il neo-Tantra ritualizza il sesso. Il
soprattutto negli anni sessanta e in America, in sinergia
vero Tantra sessualizza il rituale.[138]
coi movimenti di liberazione dei costumi, in particolare quelli relativi al sesso e all'uso di sostanze psicotrope.
Alan Watts (1915 1973) fu uno dei pi noti esponenti di questa controcultura, tanto da gaudagnarsi il tito- 6 Note
lo di guru psicehedelico della Beat Generation, il movimento culturale sorto negli anni cinquanta. Questa ver- [1] Vedi Monier-Williams Sanskrit-English Dictionary:
"loom", "warp": telaio, ordito.
sione americanizzata del tantrismo divenne poi un elemento signicativo della New age, movimento degli anni [2] Vedi oltre: aspetti denitori del termine.
ottanta.[137]
Va menzionato, come divulgatore fra i pi recenti, il
guru indiano Osho Rajneesh (1931 1990), che nel
1981 si trasfer negli Stati Uniti, fondando nello stato
dell'Oregon la comune Rajneeshpuram. Al centro di
numerose polemiche e fatti poco chiari, fu espulso e fece
ritorno in India, dove prosegu il suo insegnamento fondando un movimento di ispirazione tantrica (Osho International Meditation Resort), che vanta numerosi adepti. Osho tenne numerose conferenze esponendo un sincretismo fra valori religiosi orientali e occidentali. Negli Stati Uniti, guidato da Nick Douglas, prosegue tuttora
l'insegnamento del guru nell'associazione New Tantric
Order in America.[133]
All'interno della occidentalissima New Age, la visione
del Tantra, diventato ormai popolare in Occidente, sub
un'ulteriore e signicativa trasformazione, dando luoghi
a fenomeni come il neotantrismo, corrente invero molto
dierente dalla tradizione tantrica originale indiana. Per
molti lettori occidentali moderni, Tantra diventato un
sinonimo di sesso spirituale o sessualit sacra, il concetto che il sesso stesso debba essere santicato in quanto capace di elevare la coppia ad un piano di spiritualit
superiore.[136] .
Sebbene il Neotantra adotti molti dei termini e dei concetti del Tantra indiano, in esso le tradizionali fondamenta di guruparampara (la trasmissione della dottrina da
maestro a maestro) e delle regole di condotta rituale sono state epurate. Il fenomeno poi molto evidente, per
esempio, nelle librerie, ove la gran parte dei testi sul Tan-

[3] La datazione dei Tantra non pu essere anteriore al 600


CE, e la maggior parte di questi testi fu probabilmente
composta a partire dall'VIII secolo. (Flood, 2006, p. 215).
[4] White, 2000, p. 7.
[5] Come del resto anche il termine "induismo".
[6] La parola Tantrismo fu coniata nel secolo XIX dal sanscrito tantra che signica trama o telaio quindi una
dottrina, e pertanto anche un'opera, un trattato o un manuale che insegna qualche dottrina, sebbene non necessariamente una dottrina tantrica. Ma accadde che gli studiosi
occidentali scoprirono per la prima volta in opere conosciute come tantra dottrine e pratiche diverse da quelle
del Brahmanesimo e dell'Induismo classico, che allora si
credeva costituisse la totalit della letteratura religiosa induista. Questi testi dierivano inoltre da ci che si conosceva del Buddhismo antico e della losoa Mahyna.
Cos gli esperti occidentali adottarono la parola Tantrismo
per quell'aspetto particolare e per loro molto peculiare,
persino repellente, della religione indiana. Non c' alcuna
parola in sanscrito che designi il Tantrismo. Ci sono testi chiamati tantra; c' il tantraastra cio l'insegnamento
dei tantra; c' anche l'aggettivo tntrika (tantrico) che
usato distintamente da vaidika (vedico) per contrapporre
un aspetto della tradizione induista religiosa e rituale non
al Vedismo propriamente detto, ma all'Induismo non tantrico ortodosso che si tramandato no ai giorni nostri,
prevalentemente nel rituale privato (contrapposto a quello
del tempio), e in particolare nei sacramenti (saskra)
imposti a tutti i maschi induisti due-volti-nati (appartenenti alle classi superiori). La tradizione tantrica si presenta pertanto come una tradizione diversa da quella dei

14

Veda e delle upaniad, e in particolare dotata di riti e pratiche dierenti. (Tantrismo in Enciclopedia delle Religioni,
vol.9 2006, pagg.377 e segg.)
[7] Padoux, 2011, cap. I.
[8] Denito dall'accademico italiano Raaele Torella indiscussa autorit in campo internazionale in questo campo
(dall'introduzione a Andr Padoux, Tantra, Op. cit.).
[9] Herbert Guenther, Life and Theaching of Naropa, New
York, 1971.
[10] Padoux, 2011.
[11] Brian K. Smith, Tantrism: Hindu Tantrism, New York,
2005.
[12] In questo la tradizione tantrica si dierenzia nettamente
da quella vedica: i Veda sono eterni, non rivelati cio, ma
soltanto visti dai veggenti in epoca remota.
[13] Jan Gonda, Veda e antico induismo, Jaca Book, 1981, p.
295.
[14] Padoux, 2011, p. 48.
[15] Vedi Monier-Williams Sanskrit-English Dictionary.
[16] Padoux, 2011, p. 17.
[17] Lo torico delle religioni britannico Gavin Flood ha denito perspicace questa visione di Osho (Rajneesh is
insightful here when he claims that 'tantra is pute technique': Gavin Flood, The tantric body, nota 37, Tauris &
Co., 2006, p. 201).
[18] To cross over: Gavin Flood, The tantric body, nota 37,
Tauris & Co., 2006, p. 201.
[19] Le date della colonna a sinistra della tabella si riferiscono
all'apparizione o all'origine di quella tradizione o corrente,
talvolta prima ancora che venisse trascritta, secondo la datazione riconosciuta dalla maggioranza degli studiosi. Sono esclusi dalla tabella i testi tradizionalmente considerati
tantrici ad eccezione del Tantrloka.
[20] Banerjee, 1988.
[21] "It is called Tantra because it promulgates great knowledge
concerning Tattva and Mantra and because it saves." (Cfr.
Canon of the Saivagama and the Kubjika Tantras of the
Western Kaula Tradition; traduzione dal sanscrito di Sir
John Woodroe, in Shakti and Shakta: Essays and Addresses on the Shakta Tantrashastra, Luzac & Co., London,
1918, p. 38).

NOTE

del West Bengal, aerma [Banerjee, S.C., 1988]: Tantra un termine utilizzato per denotare governance.
Klidsa nell'Abhijnakuntalam usa l'espressione prajah tantrayitva (cio avendo governato o padroneggiato
l'argomento) (tradotto dall'originale in lingua inglese).
[26] Considerata no ad oggi la prima evidenza epigraca di
un culto tantrico.
[27] Harper & Brown, 2002, p. 48.
[28] L'autore sanscrito del VII secolo Banabhatta menziona,
nell'Harshacharita la propiziazione delle Mtk da parte
di un asceta tantrico. (Banerjee, 2002, p. 34, traduzione
propria dall'originale).
[29] Banerjee, 2002, p. 34.
[30] ankara usa il termine Kapilasya-tantra per denotare il sistema esposto da Kapila (la losoa Skhya) e il termine Vainik-tantra per denotare la losoa buddista
dell'esistenza momentanea. (Ci in parte riferito anche
in Arthur Avalon, Shakti and Shakta, Essays and Adresses on the Tantra Shastra, Ganesh & Co, Madras, 1917, p.
47).
[31] Appartenente alla scuola dualista dello aiva Siddhnta.
[32] Christopher D. Wallis, Tantra Illuminated, Anusara Press,
2012, p. 27.
[33] Bhskararya usa il termine tantra per denire il
Mms stra.
[34] Il Tantra venne prima a signicare la scrittura dalla quale viene diusa la conoscenza". Nagendra Singh, Buddhist Tantricism, Global Vision P.H., Delhi, 2004, p. 5.
(traduzione dall'originale in lingua inglese).
[35] Per questo, come osserva lo stesso Arthur Avalon,
Shankara denisce il Skhya un Tantra (Arthur Avalon, Shakti and Shakta, Essays and Adresses on the Tantra
Shastra, Ganesh & Co, Madras, 1917).
[36] Padoux, 2011, p. 27-28.
[37] Va precisato sin d'ora che lo Yoga tantrico non quello
classico di Patajali, ma lo Hahayoga, che opera sul corpo
yogico nel quale si ritiene presente una potenza umana e
divina al contempo, la kualin.

[22] Noto anche con il nome di Kautilya, Vishnugupta, Dramila


o Amgula.

[38] L'autore, pur osservando la dicolt di denire rigorosamente una pratica estremamente variegata, d la seguente denizione operativa: Tantra quel corpus asiatico di credenze e pratiche che, partendo dal principio
che l'universo da noi sperimentato non sia altro che la
manifestazione concreta dell'energia divina che crea e
mantiene quell'universo, tenta di appropriarsi e incanalare quell'energia nel microcosmo umano, con maniere
creative ed emancipatorie. (White, 2000, p. 9).

[23] Bagchi, 1989, p. 6.

[39] White, 2005.

[24] Banerjee, 1988, p. 8.

[40] Tali dottrine e pratiche emergono in India contestualmente al crollo della dinastia Gupta nel VI secolo, dinastia sostituita da un emergere disorganizzato di poteri non legittimati secondo le autorit dottrinali vediche e che quindi
si appoggiavano, per la loro legittimazione, a culti marginali che li investivano proprio mediante l'uso di mantra
alla dignit regale.

[25] Sures Chandra Banerjee, che fu professore di Sanscrito per trent'anni al Department of Education of West Bengal pubblicando pi quaranta opere e trattati
sull'argomento guadagnandosi il Rabindra Memorial, il
pi alto riconoscimento letterario assegnato dal governo

15

[41] Madeleine Biardeau, L'Hindouisme. Anthropologie d'une


civilisation, Paris, 1981.
[42] Shrii Shrii Anandamurti (Ac. Vijayananda Avt. Editor). Discourses on Tantra. Vol. 2. Calcutta: AMPSAnanda Printers, 1994, (traduzione dall'originale in lingua
inglese).
[43] Una persona che, senza considerazione di casta, credo o
religione, aspiri all'espansione spirituale o faccia cose concrete un tantrico. Il Tantra non n una religione, n
un ismo. Il Tantra la scienza spirituale fondamentale.
Cos, ovunque vi sia una pratica spirituale, garantito che
essa sia imperniata sul culto tantrico. Dove non vi siano
pratiche spirituali, quando le persone pregano Dio per la
soddisfazione di ristretti desideri mondani, quando l'unico
slogan dacci questo e poi quest'altro soltanto qui troviamo che il tantra sia sconsigliato. Cos, soltanto coloro
che non comprendono il Tantra o che, dopo averlo compreso non vogliano impegnarsi in alcuna pratica spirituale,
si oppongono al culto del Tantra. (traduzione propria da
Sarkar, Prabhat Ranjan, Tantra and its Eect on Society,
Bhagalpur, 1959).
[44] Padoux fa notare che, alla luce dei pi recenti studi, non
risulta aatto dimostrato il culto di divinit femminili a
Mohenjodaro o Harappa (Padoux, 2011, p. 30).
[45] Vide Foote, Collection of Indian Pre-historic and Protohistoric Antiquities, Madras, 1916.
[46] Padoux, 2011, pp. 29-32. L'accademico imposta la sua
opera (Comprendre le tantrisme, Paris, 2010; Tantra, Torino, 2011) proprio nell'intento di dare dimostrazione di
questa ipotesi.
[47] I testi vedici furono composti e trasmessi oralmente da
maestro a discepolo senza l'uso della scrittura, secondo
una linea ininterrotta di trasmissione formalizzata. Ci assicur una trasmissione testuale impeccabile, superiore ai
testi classici appartenenti ad altre culture; questo metodo pu essere paragonabile ad una registrazione su nastro
eettuata in epoche comprese tra il 1500 ed il 500 BCE
circa. stato cos possibile preservare no al presente non
solo le parole ma anche l'accento tonale da lungo tempo
perduto (come nel caso dell'antico greco o giapponese).
Da una parte i Veda sono stati trascritti soltanto durante
l'inizio del secondo millennio CE, se alcune sezioni come una collezione delle Upaniad, furono forse trascritte
soltanto nella met del primo millennio, alcuni tentativi
precedenti senza successo (vi erano in certe Smti delle
regole che vietavano di trascrivere i Veda) furono fatti attorno alla ne del primo millennio BCE.
Comunque, quasi tutte le edizioni stampate si basano su
manoscritti tardi, dicilmente pi antichi di 500 anni,
piuttosto che sulla superiore tradizione orale ancora esistente. La recitazione corretta di molti testi continua in
alcune aree tradizionali come il Kerala, il Tamil-Nadu del
sud, nella fascia costiera dell'Andhra, Orissa, Kathiawar,
a Poona o a Benares. Nei pochi decenni passati vi stato
il tentativo da parte di studiosi locali e stranieri di conservare, o almeno di registrare, la tradizione orale. Ciononostante non esiste ancora, no ad oggi, alcuna completa
registrazione audio o video di tutte le recensioni vediche
(kh) e alcuni testi sono andati perduti persino nel corso dei pochi decenni passati. (Traduzione dall'originale

in lingua inglese)(Michael Witzel, Vedas and Upaniads;


citato in The Blackwell Companion to Hinduism, a cura di
Gavin Flood, Blackwell Publishing, Oxford, 2003).
[48] David N. Lorenzen, Early Evidence for Tantric Religion in
The Roots of Tantra; citato in Harper & Brown, 2002.
[49] Secondo Anna L. Dallapiccola il Tantrismo ha invece origine nel Buddhismo e da quell'ambito conuisce
nell'Induismo. (Anna L. Dallapiccola, Induismo. Milano,
Bruno Mondadori, 2005, pag. 262).
[50] Padoux, 2011, p. 33.
[51] Flood, 2006, p. 236.
[52] Eliade, 2010, p. 329.
[53] Flood, 2006, p. 244.
[54] Eliade, 2010, pp. 323-325.
[55] Lo stesso Eliade fa notare che l'uso del turbante, sconosciuto nei testi vedici, era invece popolare ad Harappa
(Eliade, 2010, p. 331).
[56] Padoux, 2011, pp. 88-89.
[57] Flood, 2006, p. 261.
[58] Padoux, 2011, p. 73.
[59] Flood, 2006, p. 222.
[60] Padoux, 2011, pp. 74-75.
[61] Flood, 2006, p. 223.
[62] Flood, 2006, p. 133.
[63] Padoux, 2011, pp. 87-88.
[64] I rapporti reciproci fra queste sette, e la cronologia sono
questioni ancora aperte. Secondo Gavin Flood i Pupata risalirebbero appunto al II secolo e sarebbero essi la
setta aiva pi antica di cui si ha notizia; da questa sarebbero derivati i Lkula, dediti a pratiche ascetiche estreme, che andavano in giro ricoperti di cenere e con una
collana fatta di teschi e i capelli scarmigliati a imitazione
dell'iconograa corrente del dio Rudra (Flood, 2006, p.
211-214 e p. 207).
[65] Padoux, 2011, p. 76.
[66] Pi che un'evoluzione si tratta di una classicazione tradizionale della quale non chiaro il rapporto con il contesto
storico e sociale (Flood, 2006, p. 226).
[67] Un detto hindu cos recita: Tutte le madri sono una (ek
hi mt hain) (Padoux, 2011, p. 81).
[68] Padoux, 2011, p. 76 e p. 80.
[69] Padoux, 2011, p. 76 e segg.
[70] John Hughes, Kashmir Shaivism: The Secret Supreme, p.
xvii. Vedi inoltre il sito Kashmir Trika Foundation.

16

[71] proprio in un testo di questa tradizione, il Kubjikmata


Tantra che per la prima volta vengono menzionati i cakra,
i centri del corpo yogico coinvolti nel percorso spirituale
dell'adepto; in questo testo i cakra sono in numero di sei.
(Flood, 2006, p. 254).
[72] Padoux, 2011, p. 77.
[73] Flood, 2006, p. 234.
[74] O anche Aghori, secondo altri autori.
[75] Flood, 2006, pp. 225-226.
[76] Eliade, 2010, p. 278.

NOTE

[98] Il Vijnabhairava Tantra estratto da un testo ben pi


ampio, lo Rdraymala Tantra (in gran parte perduto),
e usualmente lo si considera composto di 112 insegnamenti per un numero complessivo di stanze pari a 136
(o numero a questo molto vicino a seconda dell'edizione).
Nell'edizione citata pi oltre (a cura di A. Sironi), vengono
riportate ulteriori stanze successive alla 136.
[99] Nella scuola del Trika Bhairava (tremendo) iva nel
suo aspetto terricante, inteso come principio immanente,
vivicante dell'universo.
[100] Termine composto da sat (esistenza), cit (coscienza),
nanda (beatitudine): tre qualit che per la losoa
dell'Advaita Vednta rappresentano insieme l'assoluto, il
Brahman.

[77] Dio, l'essere supremo, nominato con nomi dierenti a


seconda della tradizione tantrica: iva, Viu e Kl sono [101] Nikhilananda, 1982, pp. 145-149.
le divinit delle tradizioni maggiori. Variano ovviamente,
a seconda della tradizione, le caratteristiche della divinit [102] Padoux, 2011, pp. 150-151.
e il suo rapporto col mondo e l'uomo.
[103] Padoux, 2011, p. 152 e segg.
[78] Padoux, 2011, p. 65-67.
[104] Padoux, 2011, pp. 157-162.
[79] Sull'importanza del corpo, cos lo storico delle religioni
[105] Vedi anche Monier-Williams Sanskrit-English Dictionary.
Mircea Eliade:
[80] Padoux, 2011, p. 95-96.
[81] Harper & Brown, 2002, p. 2.
[82] Harper & Brown, 2002, p. 3.
[83] Satyananda, 2000.
[84] Harper & Brown, 2002, pp. 3-5.

[106] Eliade, 2010, p. 210.


[107] Vedi anche Monier-Williams Sanskrit-English Dictionary.
[108] Eliade, 2010, pp. 213-216.
[109] Eliade, 2010, p. 211.
[110] Padoux, 2011, p. 193 e segg..
[111] Padoux, 2011, p. 137.

[85] Eliade, 2010, p. 196-197.


[112] Padoux, 2011, p. 140.
[86] Varenne, 2008, pp. 97-101.
[113] Bhairava (letteralmente Il Tremendo) epiteto di iva,
e come divinit ricorre spesso nel tantrismo: in questa
forma che furono, secondo la tradizione, comunicati i 64
[88] Varenne, 2008, pp. 109-111.
Tantra non dualisti. Nelle scuole moniste Bhairava inteso
sia come il distruttore dell'ignoranza metasica, e quindi
[89] In letteratura corpo yogico anche reso con corpo sotcome colui che apre le porte della conoscenza; sia come
tile"; termine improprio, fa notare Andr Padoux, perprincipio immanente, vivicante del cosmo.
ch si presta a essere confuso con il corpo trasmigrante,
il sukmaarra, che letteralmente sta proprio per corpo [114] Padoux, 2011, pp. 145-146.
sottile.
[115] Padoux, 2011, p. 144-145.
[90] Il numero dei cakra, cos come altri particolari del corpo
[116] Padoux, 2011, p. 143.
yogico, variano da tradizione a tradizione.
[87] Padoux, 2011, p. 182.

[91] Padoux, 2011, p. 97.

[117] White, 2000, pp. 15-18.

[92] Cos Raaele Torella in Vasugupta, 1999, p. 33.

[118] Padoux, 2011, p. 115.

[93] Cos Raaele Torella, in Vasugupta, 1999, p. 90, nota 134.


[94] Padoux, 2011, pp. 96-100.
[95] Eliade, 2010, p. 218 e pp. 230-231.

[119] Padoux, 2011, p. 113.


[120] Padoux, 2011, p. 116.
[121] Etimologicamente, akti vuol dire energia.

[122] Flood, 2006, pp. 260-261.


[96] Alain Danilou, Miti e di dell'India, traduzione di Verena
Hefti, BUR, 2008, p. 250.
[123] Padoux, 2011, p. 118.
[97] La suumn detta anche aktimarga: via della akti.

[124] L'opera il Tantrlokaviveka.

7.1

Testi di approfondimento

[125] Flood, 2006, p. 252.


[126] Varenne, 2008, pp. 153-154.
[127] Padoux, 2011, pp. 119-121.
[128] Flood, 2006, p. 258.
[129] Urban, 2002, Vol.6, No.1.
[130] Urban, 2003, p. 22.
[131] Urban, 2003, p. 135.

17
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[132] Urban, 2003, pp. 165-166.


[133] Padoux, 2010, cap. XII.
[134] Flood, 2006, p. 372.
[135] Urban, 2003, pp. 166-167.
[136] Urban, 2003, pp. 204-205.
[137] Padoux, 2010, p. 230 e segg.
[138] "Before I end this installment, I want to say a word about
neo-Tantra. My teacher made the best distinction between
neo-Tantra and authentic Tantra I've ever heard: NeoTantra ritualizes sex. Authentic Tantra sexualizes ritual."
(Shambhavi Saraswati, da Beginning Tantra, 27 agosto
2005).

Bibliograa

7.1 Testi di approfondimento


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Autori e loso
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Abhijnakuntalam
/
Kamikagama / Brahmaymala
/ Divyaprabandha / Gopal-tapani
Upaniad / Kali-santarana Upaniad / varapratyabhijkrik
/ Mukhya Upaniad / Muktika
Upaniad
/
Pcarra
/
Pura / ivati / ivastra
/ Spandkarik / Svacchanda /

19
Tantra (testi induisti) / Tantrloka
/ Tantrasadbhva / Yoga-tattva
Upaniad
/
Vijnabhairava
Tantra
Termini e tecniche
nanda / Bhakti / Brahman / Cakra
/ Kali yuga / Hahayoga / Karma
/ Kualin / Maala / Mantra /
My / Moka / Nadi / O / Prana /
Pj / Sadhana / Samdhi / Sasra
/ Sanscrito / akti / Siddhi / Yantra
/ Yoga

Altri progetti

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Collegamenti esterni

(EN) International Journal of Tantric Studies: edizione online della rivista pubblicata dall'Asiatica
Association.
(EN) Shiva Shakti Mandalam: un sito molto ricco di
materiale sul Tantra.
(EN) Centre for Tantric Studies: il sito per gli Studi
Tantrici dell'Universit di Hamburg.
(IT) Tantra: sito con varie traduzioni in italiano di
testi tantrici.

20

11 FONTI PER TESTO E IMMAGINI; AUTORI; LICENZE

11
11.1

Fonti per testo e immagini; autori; licenze


Testo

Tantra Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Tantra?oldid=73026936 Contributori: DracoRoboter, Robbot, Carlo.Ierna, Bob4, Hill, Simone, MM, Mickey83, C1PB8, Luki-Bot, Moroboshi, YurikBot, Pap3rinik, Mtt, Tinette, Riccardov, FlaBot, Lillolollo, SunBot, CruccoBot,
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Schleck, Idilaunicaila, Massimiliano Panu, MerlIwBot, Cornelius383, AvocatoBot, Atarubot, Andrea Coppola, Pil56-bot, Botcrux, Yuri
Gallo, Addbot e Anonimo: 38

11.2

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