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Napoli

tiva di teatro,[33] di una canzone di fama mondiale[34] e


di una peculiare tradizione culinaria[35] che comprende
alimenti che assumono il ruolo di icone globali, come la
pizza napoletana.[36]

Napoli (IPA: ['napoli] ; Npule in napoletano, pronuncia ['npl] oppure ['npul]) un comune italiano di
977 264 abitanti[2] , capoluogo della omonima citt metropolitana e della regione Campania, terzo in Italia per
popolazione, centro di una delle aree urbane pi popolose
e densamente abitate dell'Unione europea[N 1] .

Nel 1995 il centro storico di Napoli, il pi vasto d'Europa,


stato riconosciuto dall'UNESCO come patrimonio
mondiale dell'umanit.[37] Nel 1997 l'apparato vulcanico Somma-Vesuvio stato eletto dalla stessa agenzia internazionale (con il vicino Miglio d'Oro, in cui ricadono anche i quartieri napoletani di San Giovanni a Teduccio, Barra e Ponticelli) tra le riserve mondiali della
biosfera.[38]

Fondata dai Cumani nell'VIII secolo a.C., fu tra le citt


egemoni della Magna Grcia,[4] grazie al rapporto privilegiato con Atene,[5] ed esercit una notevole inuenza commerciale, culturale e religiosa sulle popolazioni
italiche circostanti[6] tanto da diventare il centro della
losoa epicurea in Italia. Dopo il crollo dell'Impero romano, nell'VIII secolo la citt form un ducato autonomo
indipendente dall'Impero bizantino; in seguito, dal XIII
secolo e per circa seicento anni, fu capitale del regno di
Napoli. Divenuta capitale del Regno delle Due Sicilie sotto i Borbone, conobbe un lungo periodo di sviluppo socioeconomico culminato in una serie di primati civili e
tecnologici[7][8] tra cui la costruzione della prima ferrovia in Italia.[9][10] Dopo l'annessione al Regno d'Italia soffr di un sensibile declino[11] esteso anche a tutto il sud
Italia.[12][13] Per motivi storici, artistici, politici ed ambientali stata, dal IX secolo no ad oggi, tra i principali
centri di riferimento culturale d'Europa.[14][15][16]

1 Geograa

Sede della Federico II, la pi antica universit statale d'Europa,[17] ospita altres l'Orientale, la pi antica universit di studi sinologici ed orientalistici del
continente[18] e la Nunziatella, una delle pi antiche
accademie militari al mondo, eletta patrimonio storico e culturale dei Paesi del Mediterraneo da parte
dell'Assemblea parlamentare del Mediterraneo.[19] Luogo d'origine della lingua napoletana, ha esercitato ed esercita un forte ruolo in numerosi campi del sapere, della
cultura e dell'immaginario collettivo a livello nazionale
ed internazionale.
Punto focale dell'Umanesimo attraverso l'Accademia
Pontaniana,[20] centro della losoa naturalistica del
rinascimento,[21] culla dell'illuminismo in Italia,[22] stata
lungamente un punto di riferimento globale per la musica
classica e l'opera attraverso la scuola musicale napoletana,[23] dando tra l'altro origine all'opera bua.[24] Citt
dall'imponente tradizione nel campo delle arti gurative,
che aonda le proprie radici nella pittura pompeiana, ha
dato luogo a movimenti architettonici e pittorici originali, quali il rinascimento[25][26] e il barocco napoletano,[27]
il caravaggismo,[28] la scuola di Posillipo[29] ed il Liberty
napoletano,[30] nonch ad arti minori ma di rilevanza internazionale, quali la porcellana di Capodimonte[31] ed il
presepe napoletano.[32] all'origine di una forma distin-

1.1 Geograa sica


Napoli sorge quasi al centro dell'omonimo golfo, dominato dal massiccio vulcanico Vesuvio e delimitato ad est
dalla penisola sorrentina con Punta Campanella, ad ovest
dai Campi Flegrei con Monte di Procida, a nord ovestest dal versante meridionale della piana campana che si
estende dal lago Patria al nolano.
La citt storica andata sviluppandosi prevalentemente
sulla costa. Il territorio di Napoli composto prevalentemente da colline (molti di questi rilievi superano i 150
1

2
metri d'altezza per giungere no ai 452 m della collina
dei Camaldoli), ma anche da isole, insenature e penisole
a strapiombo sul Mar Tirreno.

2 STORIA

2 Storia
2.1 Preistoria e protostoria

Il territorio urbano, limitato a occidente dal complesso


vulcanico a crateri multipli dei Campi Flegrei, ed a oriente dal Somma-Vesuvio,[39] ha una storia geologicamente
complessa. Il substrato su cui poggia la citt ha origine
eminentemente vulcanica, ed il prodotto di una serie di
eruzioni dei due complessi. Per quanto riguarda il gruppo dei Campi Flegrei, avvenute nel tardo Pliocene o inizio Quaternario. I diversi autori distinguono tre periodi di
attivit, denominati Archiegreo, ciclo antico (che port
alla formazione del caratteristico tufo giallo napoletano)
e ciclo recente dei Campi Flegrei.[39]
I materiali vulcanici costituiscono l'unica fonte
litogenetica dell'area, dato che anche i depositi alluvionali, o quelli provenienti da ambiente di spiaggia,
non sono altro che il risultato del rimaneggiamento
delle rocce eruttive. Da un punto di vista strettamente
petrograco, i materiali possono essere classicati nei
tre macrogruppi: lave, materiali piroclastici lapidei e
materiali piroclastici sciolti. Le lave possono essere grossolanamente suddivise in lave di origine egrea e lave di
origine vesuviana; i piroclasti lapidei comprendono tufo
grigio campano, piperno, tufo giallo straticato e tufo
giallo caotico; i piroclasti sciolti comprendono invece
una serie di elementi di varia origine, che al di l delle
distinzioni litogenetiche possono essere classicati in
rimaneggiati e non rimaneggiati.[39]

Particolare del calco di arature di et neolitica rinvenuto in via


Diaz.

A Napoli, allo stato attuale delle conoscenze, le pi antiche tracce di frequentazione sono quelle del Neolitico
Medio tipo Serra d'Alto trovate a piazza S. Maria degli
Angeli (cio tra l'acropoli e la necropoli di Parthenope,
la parte interna - opposta al mare - della collina di Pizzofalcone[46][47] ), ove noto anche un interessante livello dell'Eneolitico Antico e un altro del Bronzo Antico\Medio; l'Eneolitico Medio, tipo Gaudo, noto pi
Secondo la classicazione sismica nazionale, Napoli all'interno di quest'ultima dai vecchi rinvenimenti di Maubicata in zona 2 (sismicit medio-alta), cos come terdei, mentre il Bronzo Antico o meglio Medio Iniziale
esposto nell'Ordinanza PCM n. 3274 del 20 gennaio presente fuori dal luogo dove sorse Parthenope, a piaz2003.[40]
zale Tecchio[48] , che si pu considerare l'inizio dell'area
egrea (e anche in altri siti minori); inne il Bronzo Finale noto da rinvenimenti nell'area costiera del porto di
1.2 Clima
Napoli[49] .
Napoli gode di un clima mediterraneo, con inverni miti e
piovosi e estati calde e secche, ma comunque rinfrescate
dalla brezza marina che raramente manca sul suo golfo. 2.2
Il sole splende mediamente per 250 giorni l'anno.[41] La
particolare conformazione morfologica del territorio del
capoluogo, comunque, tale da fare in modo che la citt
possieda al suo interno dierenti microclimi, con la possibilit quindi di incontrare variazioni climatiche anche
signicative spostandosi di pochi chilometri. Ad esempio, pi continentale rispetto al centro della citt risulta
essere la zona di Capodichino, al pari della maggior parte dei quartieri della zona nord del capoluogo, come Poggioreale o Secondigliano. Anche la zona dei Camaldoli,
a causa della maggiore altitudine, si caratterizza per un
clima leggermente pi freddo nei mesi invernali, ed un
clima meno afoso in quelli estivi. Non sono mancati per anche episodi di gelo (gli ultimi nel marzo 2005 e nel
febbraio 2012).

Et antica

Secondo la classicazione climatica italiana, Napoli Monte Echia, luogo dove sorse Parthenope
ubicata nella zona C.[42]

2.3

Et medievale

3
2.3.1 Il Ducato di Napoli

Una colonna del Tempio dei Dioscuri di Napoli, incorporata


nella facciata della Basilica di San Paolo Maggiore

Parthenope venne fondata dai Cumani nell'VIII secolo


a.C., secondo la logica di una creazione di approdi e
capisaldi nel golfo (epineion).
La citt seppe prematuramente dierenziarsi dalla metropolis, ossia dalla citt madre, ed assumere una posizione
competitiva rispetto ad essa. [50]
Con l'avvento dell'aristocrazia cumana espulsa dal tiranno Il ducato autonomo di Napoli, provincia bizantina sopravvissuta
Aristodemo di Cuma dopo la vittoria di Aricia nel 507 no al 1139
a.C.[51][52] , la citt venne rifondata come Neapolis (citt
nuova)[53] .
Nel 536 Napoli fu conquistata dai bizantini durante la
La citt nuova seppe in breve tempo sia sostituirsi a guerra gotica e rimase saldamente in mano all'impero anCuma nei commerci marittimi sia assumere il controllo che durante la susseguente invasione longobarda, divesul golfo.[54] Grazie al rapporto privilegiato con Atene di- nendo in seguito ducato autonomo. Il primo duca, seconvent tra i pi importanti porti del Mediterraneo, produ- do la tradizione, sarebbe stato Basilio, nominato nel 660cendo uno sviluppo urbanistico che rimase immutato no 61 dall'Imperatore bizantino Costante II,[58] anche se
probabile che egli fosse stato preceduto da altre persone
alla met del I secolo a.C.
con stesse mansioni, le quali erano comunque espressione
Alla ne del V secolo a.C. Neapolis si alle con la
delle cosiddette famiglie magnatizie cittadine. La vita
popolazione osca, suscitando le ire di Cuma. Nel 326 a.C.
del ducato fu caratterizzata da continue guerre, princivenne conquistata dai Romani, conservando tuttavia la
palmente difensive, contro i potenti principati longobarlingua greca almeno no al II secolo d.C. In questo pedi vicini e i corsari musulmani (genericamente deniti
riodo la citt costitu il punto focale della losoa epicuSaraceni), provenienti per lo pi dal Nordafrica o dalla
rea ed il luogo e residenza del ricco patriziato romano che
Sicilia, che era stata conquistata dagli Aghlabidi a partire
trascorreva qui le pause di governo. Anche gli imperatori
dall'827.
stessi, come Claudio e Nerone, trascorsero a Neapolis le
In realt l'avversione tra cristianesimo e islam trov nel
loro pause dal governo dell'Impero.
meridione italico ampi spazi di convergenza in nome delNel 2 a.C. Augusto la scelse come sede dei giochi Isolimla politica e dei comuni interessi commerciali. Questi
pici, sul modello di Olimpia, poich era la citt pi greca
ultimi determinarono di fatto una sostanziale amicizia
[55][56][57]
.
d'Occidente
tra Napoli ed il mondo musulmano, tanto che si veriCon il termine dell'et antica e l'incalzare delle invasioni c il disinvolto impiego da parte napoletana (ma cambarbariche, la citt si chiuse nelle sue mura. Le zone un pana in genere, dovendosi comprendere in questo ditempo meta dell'aristocrazia romana caddero preda delle scorso anche Amal) di mercenari, per lo pi assoldati
razzie e dell'incuria.
nell'insediamento del Traetto (in arabo rib). Prolungato
Nel 476 l'ultimo imperatore romano d'occidente Romolo artece di questa politica fu il vescovo di Napoli e duca
Augusto fu imprigionato nel Castel dell'Ovo, al tempo Attanasio II, a dispetto della scomunica comminatagli da
papa Giovanni VIII.
villa romana forticata.

2.3

Et medievale

Il X secolo fu caratterizzato da una politica di neutralit,


che mir a tener fuori Napoli dai giochi che si svolgevano
intorno a lei. Da ci trassero giovamento sia l'economia,
che la cultura, consentendo da un lato lo sviluppo delle in-

2 STORIA

dustrie tessili[N 2] e della lavorazione del ferro; dall'altro,


un procuo scambio di materiale letterario e storico sia religioso sia profano, sia greco sia latino - tra la citt e Costantinopoli, da cui provenne ad esempio il greco
Romanzo di Alessandro.[N 3]
Lo sviluppo del movimento iconoclasta da parte di Leone
III l'Isaurico, e la conseguente disputa teologica tra quest'ultimo e Papa Gregorio II, ebbe come conseguenza il
passaggio formale delle diocesi dell'Italia bizantina sotto
l'autorit del patriarcato di Costantinopoli. Nei fatti, tuttavia, la disposizione di Leone III rimase inapplicata, e
Napoli rimase fedele all'autorit del Papa. Come ricompensa per la posizione assunta nella disputa, la citt fu
elevata al rango di provincia ecclesiastica intorno al 990,
e Sergio II ne fu il primo arcivescovo.[59]

2.3.2

Passato il Regno di Sicilia in mano sveva sotto gli


Hohenstaufen, Napoli fu compresa nel giustizierato di
Terra di Lavoro, continuando ad accrescere la propria importanza come centro culturale dell'area. Tale processo
culmin con la fondazione, avvenuta il 5 giugno 1224 ad
opera di Federico II, dell'Universit di Napoli. Si tratta
del pi antico istituto europeo del suo genere, vi si insegnarono n dal principio diritto, arti liberali, teologia
e medicina. Essa fu concepita come scuola indipendente dal potere papale, avendo n dall'inizio lo scopo di
formare i funzionari dello Stato ed in particolare giureconsulti esperti che servissero l'imperatore nelle dispute
dinastiche.
2.3.3 Il periodo angioino

Il periodo normanno-svevo

San Ludovico di Tolosa che incorona il fratello Roberto d'Angi


(dipinto di Simone Martini)

Statua marmorea di Federico II di Svevia, posta all'ingresso del


palazzo Reale di Napoli

Napoli divenne parte del regno angioino in seguito alle vittorie di Carlo I d'Angi su Manfredi di Svevia nel
1266 a Benevento; e su Corradino di Svevia a Tagliacozzo
nel 1268. Sotto il regno di Carlo II d'Angi, furono istituiti formalmente i Sedili, organi amministrativi ripartiti per aree della citt. Essi traevano la propria origine
dalla fratrie dell'epoca greca e dalla Magna cura Regis e
sarebbero rimasti in piedi no al XIX secolo.

Nel 1139 i normanni di Ruggero II d'Altavilla conquistarono la citt, ponendo ne al ducato: Napoli entr cos a
far parte del territorio del Principato di Capua, nel neonato Regno di Sicilia, con capitale Palermo; ciononostante
la citt conserv la sede dell'arcidiocesi e acquis gran- In seguito alla rivolta scoppiata in Sicilia nel 1282 (Vespri
de importanza grazie al porto, che le permise di essere siciliani, causati anche dallo spostamento della capitale da
l'unica citt italiana facente parte della lega anseatica.[60] Palermo a Napoli) e il passaggio dell'isola al dominio ara-

2.4

Et moderna

gonese, Napoli, divenne la capitale del Regno di Napoli e


uno dei pi importanti centri di potere della penisola italiana. Succede a Carlo d'Angi il glio Carlo II ed in seguito il nipote, Roberto d'Angi, detto il Saggio, che fa
di Napoli un centro culturale fra i pi vivaci dell'Europa
e del Mediterraneo. A questo periodo risalgono i soggiorni in citt di Francesco Petrarca, Simone Martini, Giotto
(che vi fonder una scuola pittorica giottesca fra le pi importanti d'Italia) e di Boccaccio, che nella basilica di San
Lorenzo Maggiore conoscer Fiammetta, ovvero Maria
d'Aquino ed in seguito rimpianger i piacevoli anni trascorsi alla corte napoletana. Succeder al re Roberto, la
nipote Giovanna I di Napoli nel 1343 e poi sar il momento dei d'Angi di Durazzo nel 1382 con Carlo di Durazzo,
Ladislao I di Napoli e Giovanna II di Napoli.

5
crebbe notevolmente no a renderla la citt pi popolosa
d'Occidente[62] . In questo periodo furono anche costruiti importanti monumenti cittadini, come l'Arco del Maschio Angioino (iniziativa che diede origine al cosiddetto Clima dell'Arco), Palazzo Filomarino, Porta Capuana,
Palazzo Como.
Anche il clima culturale conobbe un notevole incremento,
grazie al grande impulso dato da Alfonso alla biblioteca
cittadina ed alla fondazione dell'Accademia Pontaniana.
Le grandi somme profuse nella promozione della cultura
diedero impulso ad un orire di attivit, che resero Napoli
protagonista dell'Umanesimo e del Rinascimento.
2.4.2 Il Viceregno spagnolo

L'ultima grande impresa degli angioini napoletani fu la


spedizione militare di Ladislao I di Napoli, il primo tentativo di riunicazione politica d'Italia, agli inizi del XV
secolo.

2.4
2.4.1

Et moderna
Il Regno aragonese Utriusque Siciliae

Pedro lvarez de Toledo

A partire dal 1501, in conseguenza delle Guerre d'Italia,


Napoli perse la sua indipendenza. Dopo essere stata brevemente in mano francese no al 1504, pass sotto la
dominazione spagnola, e per oltre due secoli il regno fu
governato da un vicer per conto di Madrid. Il lungo dominio spagnolo viene generalmente considerato dalla storiograa, specie di stampo crociano, un periodo oscuro e
di regresso[63] . In eetti, esso lasci tracce profonde sia
nella lingua napoletana[64] , che soprattutto nell'assetto urbanistico della citt. Fu ad esempio sotto il vicer Pedro
Alfonso il Magnanimo
lvarez de Toledo y Ziga che fu aperto il famoso asse
Nel 1442 anche Napoli cambi di mano, diventando viario omonimo, e furono costruiti i Quartieri Spagnoli.
una delle citt pi inuenti del dominio aragonese. Sot- Nel 1647 la citt vide la famosa rivolta di Masaniello,
to il regno di e Alfonso il Magnanimo (1442-1458), partita da quella stessa Piazza Mercato in cui era stala citt divenne una delle pi importanti della Corona ta tagliata la testa a Corradino di Svevia, e nata a causa
d'Aragona[61] . Nonostante alcuni episodi di insoerenza del malgoverno spagnolo. Sei mesi dopo vi fu la nascita
come la Congiura dei Baroni, il regno di Alfonso fu carat- di un'emera repubblica indipendente sotto la guida di
terizzato dall'ampliamento della citt, la cui popolazione Gennaro Annese e del nobile francese Enrico II di Guisa.

2 STORIA

La citt fu messa sotto assedio e riconquistata dagli spa- Nel 1860 il Regno delle Due Sicilie fu oggetto della
gnoli, e successivi tentativi francesi di riconquistarla non spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi e successivaebbero buon esito.
mente invaso dal regno di Sardegna. Napoli fu abbandoFu in questo periodo storico che Napoli e il suo territorio nata da Francesco II di Borbone per garantirla dalle rodovettero subire (oltre alla terribile eruzione del Vesuvio vine e dalla guerra ... risparmiare a questa Patria carissiorrori dei disordini interni e i disastri della guerra
del 1631 e alla suddetta rivolta di Masaniello del 1647) ma gli [70]
civile
, e fu tentata una prima difesa con la battaglia
anche la gravissima epidemia della peste che si diuse
e quindi con l'assedio di Gaeta. A seguito
del
Volturno
nel 1656 e dur no all'anno successivo. Nella sola citt
della scontta delle truppe borboniche, Napoli fu annesdi Napoli per il contagio ci furono circa 240.000 morti.
sa al regno d'Italia e perse il proprio status di capitale.
Nel corso della guerra di successione spagnola l'Austria Come conseguenza, le strutture di governo statale preconquist Napoli (1707), ma la tenne per pochi anni, - senti in citt furono smantellate. Con l'unit anche le atno al 1734, anno in cui il regno fu occupato da Carlo tivit industriali andarono in rovina, furono trasferite o
di Borbone, che vi ricostitu uno Stato indipendente che fortemente ridimensionate (come nel caso delle ocine
comprendeva tutto il sud Italia e la Sicilia.
di Pietrarsa)[71] , innescando una profonda crisi socioeconomica. Si riporta, a tal proposito, un giudizio di Gaetano
Salvemini:
2.4.3

Il periodo borbonico e la parentesi francese

Il tesoro del Regno delle Due Sicilie, per la maggior parte


custodito nel Banco omonimo,[N 4] fu utilizzato per rinsanguare i bilanci del regno di Sardegna, che era vicino al fallimento, e degli altri territori annessi, del pari
indebitati. Il sistema scale piemontese fece aumentare
vertiginosamente le tasse a carico dei napoletani; questo aument la crisi sociale ed industriale napoletana,
mentre l'industria ed il commercio piemontese ebbero la
possibilit di essere incrementati.[20]

2.5 Et contemporanea
La povert dei quartieri popolari, iconicamente descritti
da Matilde Serao in Il ventre di Napoli, fu all'origine, a
ne secolo XIX, di una profonda trasformazione urbanistica. A seguito dello scoppio di una grave epidemia di colera nel 1884, fu promulgata la legge per il Risanamento
di Napoli. Essa diede attuazione ai numerosi ma inattuati
progetti di risistemazione urbanistica della citt concepiti durante il periodo borbonico. In questo periodo furono
demoliti numerosi palazzi popolari, costruiti nuovi edici
borghesi detti umbertini ed aperte le arterie di via Duomo
e del Rettilo.

Ferdinando II delle Due Sicilie, met del XIX secolo

Sotto la dinastia dei Borbone di Napoli, la citt raorz


il suo ruolo divenendo, insieme a Parigi e Londra, una tra
le principali capitali europee. Con la rivoluzione francese e le guerre napoleoniche, Napoli vide prima la nascita
di una repubblica giacobina e poi la conseguente restaurazione borbonica. Nel 1806 fu nuovamente conquistata
dalle truppe francesi condotte da Napoleone Bonaparte
che ad il regno a suo fratello Giuseppe e quindi, in
seguito, a Gioacchino Murat. Nel 1815 con la denitiva
scontta di Napoleone e il Congresso di Vienna Napoli
ritorn nuovamente ai Borbone.

24 ottobre 1922, adunata delle camicie nere di Napoli, Mussolini


sul palco delle autorit

Nei primi anni venti del XX secolo, Napoli fu sede di uno


dei pi importanti Fasci di Combattimento italiani, ad
opera in particolare di Aurelio Padovani, Raaele Taran-

2.6

Simboli

tini, Domenico Miranda, Luigi Ricci, Alberto Navarra,


e Nicola Sansanelli. Il 24 ottobre 1922 La citt fu teatro
della grande adunanza di camicie Nere che fu l'atto preparatorio della Marcia su Roma. I dettagli della Marcia furono discussi e decisi dal Consiglio del partito Nazionale
Fascista all'Hotel Vesuvio di via Partenope.

L'avvenimento, che valse alla citt il conferimento della


medaglia d'oro al valor militare, consent alle forze alleate di trovare al loro arrivo, il 1 ottobre 1943, una citt
gi libera dall'occupazione nazista, grazie al coraggio e
all'eroismo dei suoi abitanti ormai esasperati ed allo stremo per i lunghi anni di guerra. Napoli fu la prima, tra
ad insorgere con successo contro
Nel 1926 il territorio comunale venne ampliato con le grandi citt europee,
[76]
l'occupazione
nazista.
l'aggregazione dei comuni limitro di Chiaiano ed Uniti,
Pianura, Secondigliano e Soccavo[73] .
La Napoli contemporanea tra le pi grandi e popolose
metropoli italiane e mediterranee, conservando ancora la
sua storica vocazione di centro culturale di livello internazionale, oltre che di grande citt d'arte e primario polo
turistico.

2.6 Simboli

Logo della citt di Napoli, con lo stemma rosso e oro posto in alto

Lo stemma si compone di uno scudo sannitico diviso in


due parti orizzontali di uguale altezza, quella superiore
Uno scugnizzo armato durante le Quattro Giornate di Napoli colorata d'oro e l'altra di rosso (troncato d'oro e di rosso), sormontato da una corona turrita con cinque bastioData la sua natura di porto strategico per le attivit navali ni merlati visibili, di cui solo uno, quello centrale, dotanel Mediterraneo, Napoli fu, durante la seconda guerra to di porta d'ingresso. Secondo un'ipotesi, gi dichiaramondiale, la citt italiana che sub il numero maggiore di ta infondata dallo storico Bartolomeo Capasso,[77] l'oro
bombardamenti, con circa 200 raid aerei (tra ricognizioni simboleggia il sole, mentre il rosso la luna.[78][N 6]
e bombardamenti) dal 1940 al 1944, principalmente da Il gonfalone riprende i due colori dello stemma, oro e rosparte alleata, di cui ben 181 soltanto nel 1943 e con un so, che occupano rispettivamente la met superiore e la
numero di morti stimato tra le 20 e le 25 000 persone, in met inferiore dell'intero drappo (troncato), riprendengran parte tra la popolazione civile.[74][75]
do simmetricamente la disposizione dei colori dello scudo
Dopo la resa del regno d'Italia agli Alleati, avvenuta l'8
settembre 1943, Napoli fu teatro di una storica insurrezione popolare denominata successivamente le quattro
giornate di Napoli (27-30 settembre 1943). Tale movimento, guidato dalla popolazione civile, con l'apporto di
militari fedeli al cosiddetto regno del Sud, riusc a liberare la citt partenopea dall'occupazione delle forze armate
tedesche.

araldico cittadino.[79]

2.7 Onoricenze
Napoli tra le citt decorate al valor militare per la guerra
di liberazione; stata infatti la prima citt a liberarsi con
le sue sole forze dall'occupazione nazi-fascista e quindi

3 MONUMENTI E LUOGHI D'INTERESSE

insignita della medaglia d'oro al valor militare per i sacri- pu comunque ammirare anche in tutta la citt e nei suoi
ci della popolazione e per le attivit nella lotta partigiana dintorni, che rendono la citt di Napoli un museo a cielo
durante la rivolta detta delle quattro giornate di Napoli.
aperto a tutti gli eetti.

2.8

L'area interessata dalla tutela comprende 14 quartieri.


Avvocata, Montecalvario, San Giuseppe, Porto, Pendino,
Ricorrenze
Mercato, Chiaia, San Ferdinando, Stella, San Carlo
Inaugurazione anno giudiziario, data da scegliere di all'Arena, San Lorenzo e Vicaria e parte delle colline del
volta in volta in base all'ultima settimana di gennaio; Vomero e Posillipo. I quartieri San Giuseppe, Porto, Pendino, Mercato, San Lorenzo e Vicara, nello specico, costituiscono il nucleo antico, corrispondente in buona parte
San Vincenzo Ferreri (5 aprile);
all'area dei decumani.
San Gennaro (19 settembre), la chiesa cattolica e
altre chiese cristiane ricordano la morte di San Tuttavia, la scarsa valorizzazione e la mancanza di fondi
per eventuali restauri, fa s che parte di tale patrimonio,
Gennaro;
in particolare quello corrispondente al centro antico, ovInaugurazione stagione sinfonica al teatro San Carlo vero all'area dei decumani, versi in rovina o in stato di
degrado[82] (sono circa duecento[83] le chiese che solo nel
(30 settembre);
centro storico hanno gravi problemi strutturali, altrettanti
Quattro Giornate di Napoli (1 ottobre);
i palazzi; ma anche fontane, obelischi, architetture antiche, ecc.). Per superare questo problema, un accordo siPlebiscito di adesione al Regno d'Italia (21 ottobre);
glato tra regione Campania, comune e Ministero dei BeInaugurazione stagione lirica al Teatro San Carlo (18 ni Culturali, ha fatto s che venissero stanziati nel giugno
2012 dall'Unione europea 100 milioni di euro per eseguinovembre).
re anche[N 7] lavori di restauro dei monumenti del centro
storico pi a rischio.[84][85]

Monumenti e luoghi d'interesse


3.1 Architetture religiose
Le catacombe cristiane che sorsero fuori le mura rappresentano le prime testimonianze di arte, storia e architettura della Napoli cristiana e che per secoli caratterizzarono
la vita socio-religiosa della citt.

Il centro storico visto da castel Sant'Elmo. In evidenza, il


monastero di Santa Chiara, Spaccanapoli e il centro direzionale

Napoli una delle citt a maggior densit di risorse


culturali e monumenti nel mondo, che ne testimoniano
l'evoluzione storico-artistica. Il centro storico, nel 1995,
stato inserito dall'UNESCO tra i patrimoni dell'umanit
con la seguente motivazione:
Esso il risultato di sovrapposizioni di stili architettonici racchiusi in circa 2 800 anni di storia, testimoniando
cos le varie civilt che vi hanno soggiornato. Tutti fattori questi che gli hanno donato un valore universale senza
eguali.[81] Su un territorio relativamente poco esteso sono
presenti, tra gli altri, un grande numero di castelli, residenze reali, palazzi monumentali, chiese storiche e resti
dell'et classica. L'eredit di questa storia millenaria si

Le varie dominazioni straniere che hanno caratterizzato


la storia di Napoli, inuenzarono notevolmente anche la
religiosit della citt, come nel caso dei regnanti angioini
ed aragonesi; nei secoli successivi la citt fu saldamente
legata alla controriforma, sotto il dominio degli Asburgo
di Spagna.[86] Le chiese di Napoli, con i relativi chiostri,
sono testimonianze artistiche, storiche ed architettoniche
formatesi nell'arco di diciassette secoli; ad esse, seppur
in maniera indiretta, sono legate per lo pi le vicende
storiche della citt, quindi i suoi repentini cambiamenti.
Data la cospicua presenza sul territorio e dato il prestigio degli artisti che vi hanno lavorato al loro interno, gli
edici religiosi costituiscono una parte fondamentale del
patrimonio monumentale cittadino. La cattedrale quella
di Santa Maria Assunta, una delle pi grandi e pi importanti della citt, sia dal punto di vista storico-artistico che
di mero folclore locale (avviene qui infatti il rito dello
scioglimento del sangue di san Gennaro).
Nel XVII secolo a Napoli vi erano un centinaio di conventi e monasteri,[88] mentre circa 500 chiese nel XVIII
secolo, tanto che le valse il soprannome di citt dalle 500
cupole.[89]
In epoca pi moderna, il periodo del risanamento, i terremoti e soprattutto i 181 bombardamenti della seconda

3.1

Architetture religiose

Chiesa del Ges Nuovo, domina la piazza omonima ed una


basilica napoletana simbolo del barocco

Duomo di Santa Maria Assunta, una delle principali chiese


napoletane

Chiesa dei Girolamini, uno dei complessi ecclesiastici pi


importanti della citt

Marcellino e Festo, solo occasionalmente accessibile.[90]


Napoli continua a possedere un numero spropositato di
chiese e conventi, valore che si aggira intorno al migliaio
di unit,[83] il che la pone tra le citt con il pi alto numero
di edici di culto al mondo.[91] Se si considerano solo le
chiese storiche, il numero particolarmente elevato; esse arrivano a superare infatti le 200 unit nel solo centro
antico[92] e le 350 nell'intero centro storico.[93]
Chiesa di San Domenico Maggiore, voluta da Carlo II d'Angi,
tra le chiese napoletane pi interessanti dal punto di vista storicoartistico-culturale

guerra mondiale, hanno sottratto alla citt partenopea pi


di sessanta chiese monumentali. Molte chiese proibite,
dalle porte sbarrate da secoli o abbandonate senza custode, invece, continuano a possedere opere di alto valore
artistico, come ad esempio la chiesa di Santa Maria della
Sapienza su via Costantinopoli, quella dei Santi Severo e
Sossio in largo San Marcellino o come quella dei Santi

Oltre le cinquecento unit, invece, sono le edicole sacre di


Napoli,[94] mentre un centinaio sono i chiostri monumentali,[88] un vero e proprio elemento distintivo della citt.
Alcuni di questi oggi ospitano dipartimenti universitari,
scolastici, ricreativi, oppure musei o addirittura istituti
ospedalieri. Si pensi ai chiostri di San Pietro a Majella
che ospitano l'omonimo conservatorio, oppure a due dei
quattro chiostri di San Domenico Maggiore, che ospitano
una palestra comunale e l'istituto scolastico Alfonso della
Valle di Casanova, o ancora, il chiostro dei Santi Marcellino e Festo, nel quale hanno sede dipartimenti distaccati
dell'Universit Federico II ed il museo di Paleontologia.

10

3 MONUMENTI E LUOGHI D'INTERESSE

La citt possiede inoltre numerose aree cimiteriali mo- zi nobiliari anche con l'intento di prender parte alla vita
numentali. Il cimitero pi vasto e quello storicamente ed di corte.
artisticamente di maggior rilievo il cimitero di Poggioreale, uno dei maggiori d'Europa che vede tra i punti di
maggiore interesse il cosiddetto "quadrato degli uomini
illustri", dove riposano alcune delle personalit che hanno dato lustro alla citt. Un'altra parte importante da segnalare quella della chiesa di Santa Maria del Pianto
dalla quale si pu giungere alle cappelle private di Tot,
Eduardo Scarpetta ed Enrico Caruso.
Di particolar pregio anche il cimitero delle Fontanelle
(sebbene sia considerato dall'opinione comune, pi una
sorta di catacomba legata a rituali pagani che un normale cimitero). Realizzato in una cavit ubicata all'interno
del rione Sanit, all'interno vi sono depositati migliaia di resti di ossa umane delle persone decedute a causa dell'epidemia di colera che invest Napoli nel XVII
secolo.

3.2

Architetture civili

Nel corso della sua storia, per la sua felice posizione e il


suo clima mite, Napoli stata pi volte scelta anche come
luogo di villeggiatura da cui derivarono le prime costruzioni civili, rappresentate da ville imperiali.[95] Secondo
gli esami storici, i primi a scoprirla sotto questo punto
di vista furono i romani[95] (anche se alcune ricerche archeologiche hanno fatto intuire che vari luoghi della citt
furono individuati come zone di ozio anche dai greci);
successivamente, anche tutte le altre dominazioni straniere videro in Napoli un luogo di vacanza, incrementando
l'edicazione di sontuose ville entro e fuori le mura.

Galleria Umberto I, creata alla ne dell'Ottocento durante il


grande intervento urbanistico denito dalla storiograa attuale
risanamento
Palazzo Reale su piazza Plebiscito

L'edilizia civile in epoca medievale risent ampiamente


delle numerose guerre e dell'incertezza politica del periodo, molto pi dell'architettura religiosa; di fatto poco o
nulla resta in citt dei palazzi edicati nel periodo ducale
e vescovile. Successivamente, la classe di feudatari che si
and costituendo con l'instaurarsi della monarchia e che
and a trasferirsi progressivamente in citt dopo l'avvento
della dinastia angioina, inizi ad edicare dimore e palaz-

Nel periodo dell'Umanesimo numerose furono le testimonianze di palazzi lasciate in citt, in particolare da artisti
catalani e, a partire dal XV secolo, pi marcata fu invece l'impronta toscana caratteristica dell'edilizia civile rinascimentale, seppur riletta in chiave partenopea. Furono gli anni in cui la citt con Pedro lvarez de Toledo y
Zuiga allarg i propri conni oltre le mura ed in cui si ebbe la oritura pi cospicua di palazzi nobiliari.[96] Grazie
all'espansione a ovest, che port alla nascita dell'odierna
via Toledo, fu attirata cos l'attenzione di molti nobili stra-

3.3

Architetture militari

11

nieri nell'accaparramento di uno spazio lungo la nuova


arteria cittadina.
La oritura pi cospicua di edici si ebbe tuttavia nel
periodo del barocco, tra il XVII e XVIII secolo, con
l'edicazione di nuovi palazzi o con i rifacimenti delle
facciate di quelli preesistenti. A questo periodo risalgono
infatti le due residenze reali di Napoli. Ancora, sempre
nel corso della met del XVIII secolo, nell'ambito del programma di rinnovamento edilizio del nuovo re Carlo di
Borbone, fu costruito uno dei pi grandi edici d'Europa,
il real Albergo dei Poveri.[97]
Dopo l'unit d'Italia, sul nire del XIX secolo, si avvi
il grande progetto del risanamento di Napoli, che prevedeva l'abbattimento di un cospicuo numero di palazzi fatiscenti e l'edicazione di nuovi edici con l'intento di
riqualicare l'intera area. In questo piano furono interessate tutte le strutture presenti su corso Umberto I, il rione
Amedeo, il borgo Santa Lucia e la zona di Santa Brigida,
dove verr costruita la galleria Umberto I.[98] A questo
periodo, ma gi nel corso del Settecento, risalgono anche
le edicazioni di numerose ville in stile neoclassico negli
spazi non ancora congestionati della citt, come a Chiaia,
al Vomero oppure a Posillipo.
Nel periodo del razionalismo italiano, con la presenza di Port'Alba un'antica porta della citt di Napoli, situata sul lato
architetti venuti da fuori, si progettarono importanti edi- sinistro dell'emiciclo di piazza Dante
ci come il palazzo del Banco di Napoli, il nuovo palazzo
delle Poste (quest'ultimo edicio si present come un vero e proprio manifesto dell'architettura funzionalista e
razionalista della citt) e diversi altri ancora.

3.3

Architetture militari

Sin dall'epoca greca le mura cittadine si estendevano su


un tracciato quadrangolare delimitato a nord sull'odierna
via Foria, a sud dal corso Umberto I, ad ovest su via San
Sebastiano e ad est su via Carbonara.[6] Queste saranno
poi riprese anche in epoca romana,[99] costituendo quindi
il centro antico della citt.
Delle sostanziali modiche furono compiute per acco- Castel Sant'Elmo, con la caratteristica forma di stella a sei punte,
gliere i profughi dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e posto sulla collina del Vomero dalla quale domina l'intera citt
nel 440 per orire rifugio alle popolazioni scampate dalle
invasioni barbariche.[6]
Napoli una citt che nel corso della sua storia ha visto lo, con funzione prettamente difensiva delle coste cittal'avvicendarsi di diverse dominazioni straniere. A queste dine data la sua posizione pressoch centrale rispetto al
successioni sono dunque legati i diversi, numerosi asse- golfo; l'altro il Castel Capuano, costruito nel 1153 per
di che dovette subire, soprattutto nel periodo del duca- volere di Guglielmo I di Sicilia e che aveva sia il compito autonomo. In questo periodo la citt si ritrov infatti to di proteggere l'entroterra di Napoli che di fungere da
in una continua e quasi ininterrotta sequenza di guerre, residenza reale.
prevalentemente difensive, contro i principati longobardi di Benevento, di Salerno e di Capua, nonch contro
gli imperatori bizantini, i ponteci ed inne i normanni
che riuscirono ad espugnarla denitivamente nel 1137. A
questo periodo in particolare, risalgono i primi due castelli cittadini: uno il Castel dell'Ovo, direttamente sul
mare, costruito sulle vestigia della Villa di Licinio Lucul-

In epoca angioina le mura si estendevano per circa 4,5


km comprendendo un'area di circa 200 ettari in cui risiedevano circa 30 000 abitanti. Il fossato a nord fu denominato carbonarius publicus in quanto vi venivano bruciati
i riuti,[6] quello a ovest Lavinaius in cui uivano le acque piovane prima di gettarsi in mare. Ulteriori modiche
furono eettuate nel XIV secolo da Carlo I d'Angi in di-

12

Lo scenograco Maschio Angioino, l'antico Castrum napoletano,


uno dei monumenti-simbolo pi rappresentativi della citt di
Napoli e tra i pi famosi castelli d'Italia[100]

3 MONUMENTI E LUOGHI D'INTERESSE

Via dei Tribunali, il decumano maggiore dell'urbanistica ippodamea. Nell'immagine, il porticato del palazzo Filippo
d'Angi.

3.4 Urbanistica

rezione della marina no ad includere il Castel Nuovo; e


nel 1484 dagli aragonesi in direzione del Carmine no
ad includere l'omonimo castello.[101] In questa fase furono edicati altri tre castelli: il Maschio Angioino,[N 8] che
assunse il ruolo di residenza reale, il Castel Sant'Elmo,
che aveva una funzione di controllo della citt grazie alla sua favorevole posizione in altura e che prese il posto
di una precedente torre d'osservazione normanna, ed il
Castello del Carmine.

Tra le strade e piazze principali della citt, vi sono di certo quelle che caratterizzano l'area dei decumani di Napoli: Spaccanapoli (decumano inferiore), via dei Tribunali
(decumano maggiore), via dell'Anticaglia (decumano superiore), via San Gregorio Armeno, piazza del Ges Nuovo, piazza Bellini, piazza San Domenico Maggiore, largo
Corpo di Napoli, piazza San Gaetano e diverse altre. Il
motivo di ci che in queste strade si concentra gran parte del ricco patrimonio artistico cittadino, in quanto no
al XVI secolo era vietato costruire fuori questi conni.

Durante il vicereame spagnolo furono intrapresi nuovi lavori di murazione, specialmente ad occidente dove si abbarbicava sulla collina no a Santa Maria Apparente.[6]
Nonostante le prammatiche dei vicer che vietavano
l'edilizia abusiva e nonostante il fatto che ci fossero fuori
le mura numerosi villaggi, continu comunque l'ausso
di popolazioni dalle campagne determinando quel boom
demograco che raggiunge il culmine nel 1656 con oltre 300 000 abitanti.[6] Al periodo del viceregno invece,
risalgono il Castello di Nisida ed il forte di Vigliena.[102]
La caserma Garibaldi inne, rappresenta l'ultimo castello
La centrale piazza Plebiscito, la pi nota, grande e rappresentanapoletano, sorto poco prima l'unit d'Italia.
[103]
Con lo sviluppo delle tecnologie belliche, con la liberalizzazione dell'edilizia extra moenia avvenuta grazie agli
austriaci, con i nuovi programmi urbanistici di Carlo III
di Spagna e con le demolizioni dei Borbone di Napoli, le
mura persero via via valore no a scomparire del tutto.
La cinta muraria originale era intervallata da una serie
di torri, dapprima erette in tufo e poi in piperno e pietra lavica[6] accompagnate lungo il percorso da una serie di portali dei quali sono ancora visibili testimonianze:
porta Medina (1640) nell'attuale Montesanto, porta San
Gennaro (1573) nell'attuale piazza Cavour, porta Capuana di vetuste origini, port'Alba (1625) nell'attuale piazza
Dante.

tiva di Napoli

Successivamente, voluta dal vicer Pedro lvarez de Toledo y Ziga che la edic nel 1536, fu pianicata via
Toledo (denominata via Roma durante il ventennio fascista). A Napoli, no al XVI secolo vigeva ancora il divieto assoluto di edicare nuove strutture al di fuori della cinta muraria, pressoch delimitante l'odierna area del
centro antico.[96] Con la nuova strada, vi fu dunque un
immediato sentimento di accaparramento dei nuovi spazi. Grazie alla pedonalizzazione, la strada oggi il fulcro
dello shopping cittadino, oltre che del turismo. La stessa strada, sfocia inne su piazza Trieste e Trento e su
piazza del Plebiscito, quest'ultima una delle pi impor-

3.5

Siti archeologici

13

tanti d'Italia. Vi si aacciano due importanti monumenti: monumentale in cui la funzione del trasporto urbano per
il palazzo Reale e la basilica di San Francesco di Paola. via sotterranea si coniuga con la fruizione di numeroIl lungomare di Napoli prende il nome di via Caraccio- se opere di arte moderna installate nelle stazioni. Alcuni
la Stazione Tolelo, in onore dell'ammiraglio Francesco Caracciolo fatto punti di questa rete, come ad esempio
[104][105][106]
do,
considerata
la
pi
bella
d'Europa
, hanno
impiccare da Orazio Nelson sulla nave Minerva (gi da
conseguito
una
forte
notoriet
internazionale,
diventanlui comandata) nel golfo della citt, per la sua adesione
alla Repubblica Napoletana. La strada in realt recen- do rapidamente una delle attrazioni della citt. Durante
te, risale alla ne dell'Ottocento quando sostitu l'arenile gli scavi necessari per la loro realizzazione, inoltre, sono stati rinvenuti numerosi reperti storici ed archeologiche la villa reale (con l'Unit, villa comunale) separava
dalla riviera di Chiaia. Dal 2012 diventato anch'esso un ci, come ad esempio l'antico porto di Neapolis e le mura
aragonesi della Stazione Municipio o il Tempio dei giochi
tratto interamente pedonale.
Isolimpici della Stazione Duomo.

3.5 Siti archeologici

Il teatro romano di Neapolis. Nell'immagine, in particolare,


ragurato il proscenio, rivestito da opus reticulatum.

Il piano banchine della stazione Toledo della metropolitana

Data la sua peculiarit morfologica, le scale di Napoli sono divenute subito uno strumento di collegamento indispensabile. Le suddette, veri e propri complessi sistemi
urbanistici, sono infatti degli antichi percorsi pedonali
che congiungono le colline con il centro e la costa. I pi
antichi percorsi gradinati della citt, il pi delle volte, sono nati grazie all'interramento di torrenti o sorgenti, che
un tempo scorrevano appena fuori la citt.
Anche la storia di queste rampe riconducibile per lo pi
alle espansioni fuori le mura del XVI secolo e costituiscono, oggi come allora, un tipico elemento caratterizzante
l'urbanistica di Napoli.

L'ossatura dell'assetto urbano di Napoli era gi denita in epoca greca e l'attuale forma del centro antico, rispecchia ancora la rielaborazione degli antichi tracciati
ippodamei. La Napoli greca, oltre al gi citato impianto
urbano, ci ha lasciato altre testimonianze del suo passato:
dalle mura (per esempio quelle di piazza Bellini) alle antiche torri di difesa, resti della necropoli, resti di templi,
agli innumerevoli ambienti ed architetture poste nel suo
sottosuolo.
Con l'avvento della civilt romana, la citt divenne una
rinomata residenza estiva dell'impero, in cui imperatori
e politici, amavano soggiornare per lunghi periodi.[107]
A testimonianza della Napoli romana troviamo anche
acquedotti, terme, mura, resti di templi, domus, ponti,
ipogei.
Il sito archeologico pi importante risulta essere quello
del sottosuolo di Napoli, complesso di cunicoli sotterranei
di et greca e la cui estensione pareggia quasi quella della
citt che sorta in supercie[108] Tra gli stessi ambienti
del sottosuolo, possibile inoltre vedere anche i resti del
teatro romano di Neapolis in cui si esibiva Nerone. Altri
frammenti dello stesso teatro invece, possono essere visti
dall'esterno lungo i decumani.

A partire dal 1996 e no al secondo decennio degli anni Duemila, l'assetto e la fruizione della citt sono cambiati radicalmente grazie alla costruzione delle cosiddet- Come testimonianza della Napoli antica, vi sono anche le
te Stazioni dell'arte. Si tratta di un complesso logistico- opere funerarie; le pi famose sono le catacombe cristia-

14

3 MONUMENTI E LUOGHI D'INTERESSE

ne, anche se ne esistono esempi legati al periodo greco e


preellenico, ed il mausoleo di Virgilio.
Altri importanti siti archeologici della citt sono quelli situati nei sotterranei del complesso di San Lorenzo Maggiore, in cui si ammirano i resti dell'antico mercato;[109]
quelli presenti nel parco archeologico di Posillipo; quelli
relativi alla villa di Licinio Lucullo; e quelli del sottosuolo
di Santa Chiara.

3.6

Aree naturali
Parco sommerso di Gaiola, una piccola area marina protetta nei
pressi del quartiere di Posillipo

Il viale centrale del parco di Capodimonte, la maggiore area


verde della citt di Napoli

Napoli possiede 33 giardini storici e parchi aperti al pubblico. Lo spazio pi rilevante senza dubbio quello del
parco di Capodimonte, immensa distesa di verde di 134
ettari[110] che circonda diversi fabbricati settecenteschi
ed in particolare l'omonima reggia.
La villa Comunale di Napoli (gi villa reale) fu invece fatta realizzare da Ferdinando IV su disegno di
Carlo Vanvitelli nel 1780 per dare alla nobilt napoletana un'oasi di gran ricercatezza sull'allora lungomare,
impreziosendola di statue neoclassiche, fontane e alberi
esotici.

Una veduta particolarmente suggestiva oerta dal parco


Virgiliano a Posillipo (anche detto parco della Rimembranza), posizionato su uno dei punti pi panoramici della citt che permette di osservare contemporaneamente
le isole di Procida, Ischia e Capri, l'isolotto di Nisida,
il golfo di Pozzuoli, l'eremo dei Camaldoli, il golfo di
Bacoli, monte di Procida, il Vesuvio con la costa, la
penisola Sorrentina, la Baia di Trentaremi con i suoi resti
archeologici ed il centro storico di Napoli.
Altri spazi verdi della citt sono il Parco Vergiliano a Piedigrotta (o della tomba di Virgilio), famoso per la presenza al suo interno della tomba monumentale di Giacomo
Leopardi e del mausoleo di Virgilio; la villa Floridiana al Vomero, il cui parco fu realizzato nel 1817 da
Dehnhardt e Antonio Niccolini in stile neoclassico con
statue, nte rovine, boschetti, anfratti e un teatrino di verzura all'aperto; il real orto botanico, voluto dai Borbone
e approvato da Giuseppe Bonaparte nel 1807 durante il
governo napoleonico, che occupa attualmente 12 ettari di
terreno nei quali sono ospitati 25 000 esemplari di piante
di ogni genere disposte in collezioni all'aperto o in serre.
Sulla collina dei Camaldoli vi invece il secondo spazio verde cittadino per estensione, il quale occupa tutta
la zona nord occidentale no al parco del Poggio ai Colli
Aminei.
Oltre agli spazi verdi, Napoli caratterizzata anche da
un'area marina protetta di 42 ettari.[111] Le coste settentrionali di Napoli ospitano infatti il parco sommerso
di Gaiola, esempio raro nel Mediterraneo di parco archeologico sommerso. Il parco, localizzato all'apice del
promontorio di Posillipo intorno all'isolotto della Gaiola incorpora considerevoli valori ambientali a reperti archeologici di et romana, sommersi nel corso dei secoli
da un fenomeno di bradisismo negativo che ha causato
l'aondamento della costa di circa 6/8 metri.[112]

L'isola di Nisida vista dal parco Virgiliano, con sullo sfondo


Capo Miseno e alle spalle Procida ed Ischia

La Riserva naturale Cratere degli Astroni un'oasi


WWF.

4.3

Lingue e dialetti

Societ

4.1

15

Evoluzione demograca

Nel primo censimento dello Stato unitario (1861), Napoli


era il maggior comune italiano per abitanti. Cedette in seguito il primato a Milano e poi a Roma. Ci a causa della
mancanza di nuovi vani abitativi e all'alto costo delle case
rispetto al resto del circondario della citt.[113] Nel 1971
il comune di Napoli raggiunse la popolazione massima di
1 226 594 abitanti.
Abitanti censiti in migliaia[6][114]

4.2

Etnie e minoranze straniere

A partire dal 1 gennaio 2015, ci sono stati 48.565 immigrati che vivono a Napoli, pari al 4,91% della popolazione
totale, il valore pi basso per una grande citt italiana. Ci
dovuto principalmente a maggiori opportunit di lavoro
del centro e nord Italia. La maggior parte degli immigrati
provengono dall'Europa dell'Est e Asia.[115]
Sri Lanka: 12 313

Giambattista Basile, uno dei primi scrittori e letterati in lingua


napoletana

Ucraina: 8 208
Cina: 4 947
Romania: 2 172
Filippine: 1 917
Pakistan: 1 370
Polonia: 1 320
Bangladesh: 1 320
Russia: 1 029
Rep. Dominicana: 1 028

4.3

Lingue e dialetti

La lingua napoletana (napulitano) una lingua romanza.


Il napoletano ha subto nella sua storia, come molte
altre lingue, inuenze e prestiti dai vari popoli che
hanno abitato o dominato la Campania e l'Italia centro-meridionale: i coloni greci ed i mercanti bizantini
nell'epoca del Ducato di Napoli no al IX secolo, gli arabi
e le dominazioni normanna, francese e spagnola.
Le prime testimonianze scritte si hanno gi nel 960 con il
famoso Placito di Capua, mentre la prima opera in prosa
considerata comunemente un testo di Matteo Spinelli,
i Diurnali, un cronicon degli avvenimenti pi importanti
del regno di Sicilia dell'XI secolo no al 1268.

Il napoletano sostitu il latino nei documenti uciali e


nelle assemblee di corte a Napoli, dall'unicazione delle Due Sicilie, per decreto di Alfonso I nel 1442 e per
oltre un secolo fu la lingua uciale del regno. Nel XVI
secolo il re Ferdinando il Cattolico impose il castigliano
come nuova lingua uciale e il napoletano di stato sopravviveva solo nelle udienze regie, negli uci della diplomazia e dei funzionari pubblici. In seguito il cardinale
Girolamo Seripando, nel 1554, stabil poi che in questi
settori venisse sostituito dal volgare toscano.
Il pi celebre poeta napoletano d'et moderna Giulio
Cesare Cortese, di cui si ricorda la Vaiasseide, mentre
la prosa in volgare napoletana diviene celebre grazie a
Giambattista Basile, vissuto nella prima met del Seicento, autore di un'opera famosa come Lo cunto de li cunti
overo lo trattenemiento de peccerille, tradotta in italiano
da Benedetto Croce, che ha regalato al mondo la realt
popolare e fantasiosa delle abe.[116]
Saranno proprio Cortese e Basile a porre le basi per
la dignit letteraria ed artistica della lingua napoletana
moderna.
Negli ultimi tre secoli, infatti, il napoletano stato utilizzato con una certa frequenza e con notevoli risultati anche nell'arte. Nella letteratura e poesia, con Salvatore di
Giacomo, Edoardo Nicolardi, Libero Bovio; nel teatro,
che ha dato luogo al teatro napoletano; nella lirica, che
tra il XVII e XVIII secolo (durante il periodo di maggior
fulgore della scuola musicale napoletana) ha prodotto interi libretti di opere; nella musica, con la canzone classica
napoletana; e nel XX secolo, anche nel cinema.

16

4.4

SOCIET

Religione

Luogo di approdo dell'apostolo Pietro in Italia,[117]


Napoli fu uno dei primi luoghi del Cristianesimo in
Occidente.[N 9]
Le prime catacombe partenopee,[N 10] risalenti al II ed al
III secolo d.C., non furono adibite al culto, ma solo per
usi funebri, secondo quanto stabiliva la legge romana.[118]
L'evangelizzazione della citt si svilupp nei primi secoli
dell'era cristiana,[N 11] e la latinizzazione dei riti avvenne nel XII secolo, soprattutto ad opera di Ruggiero II il
normanno. Per molti secoli le basiliche maggiori ospitarono i sedili di Napoli, organi amministrativi cittadini
cui si deve tra l'altro opposizione all'istituzione del locale
tribunale dell'Inquisizione (1547).
La citt, tranne i quartieri occidentali aerenti alla diocesi di Pozzuoli, appartiene all'arcidiocesi di Napoli, retta
dall'arcivescovo cardinale Crescenzio Sepe.[119] organizzata in base a 13 decanati, con 500 luoghi di culto di
cui 189 parrocchiali.[120]
In ambito islamico, presenze musulmane all'interno della citt partenopea, anche se sporadiche, si ebbero n dal
IX secolo, in quanto essenzialmente avevano instaurato
rapporti commerciali con i napoletani.[121] La diusione dell'islam come chiesa organizzata, invece, avvenne
in concomitanza con i ussi migratori degli anni ottanta quando sorsero le prime due moschee rispettivamente
a piazza Garibaldi e piazza Municipio.[N 12] Pi di recente, un'altra moschea stata aperta a piazza Mercato[122] e,
all'indomani degli attentati delle Torri Gemelle del 2001,
Un vicolo tipico del centro storico di Napoli
la stessa moschea e la Diocesi di Napoli hanno redatto una dichiarazione comune Salam alaikum Pax Vobiscum nella quale si confermano i principi di reciproco i pi classici simboli (utilizzati alcune volte con accerispetto e buona convivenza.[122]
zione dispregiativa) dell'Italia nell'immaginario collettivo
Inne, sono presenti anche una chiesa evangelica, una internazionale.
basilica anglicana e una comunit ebraica.

4.5

Tradizioni e folclore

La ricca e storica tradizione popolare di Napoli e la


sua cultura millenaria hanno determinato nel corso del
tempo un sentimento di napoletanit che sintetizza diverse abitudini e credenze del popolo locale. Questi
elementi, alcuni dei quali anche pittoreschi e talune
volte caricaturizzati, determinano cos nel napoletano
l'acquisizione di un'identit solida ed una forte appartenenza alla citt, riassumendo addirittura il contesto folcloristico e culturale dell'intera regione ed in alcuni casi
anche dell'Italia.[124]
Il bagaglio culturale, che va dalla musica alla cucina, dai riti sacri alle credenze mistiche, fa s che alla citt vengano associati diversi stereotipi che, in alcuni casi, vengono anche allargati al contesto nazionale. Pizza, sole, tarantella e mandolino, quattro simboli di
Napoli,[N 13] sono infatti annoverati e riconosciuti come

Il rito dello scioglimento del sangue di San Gennaro; secondo la leggenda, se quest'ultimo non si scioglie, una catastrofe
prossima ad avvenire

Tante altre invece sono le parole o le immagini che sintetizzano e rappresentano l'identit stereotipata napoletana: come il Vesuvio; il corno o il munaciello, che testi-

17
moniano la superstizione popolare; la mozzarella, simbolo assieme alla pizza della cucina napoletana e italiana;
la tombola[125] tipico gioco natalizio che viene accompagnato alla smora napoletana,[125] altra invenzione popolare napoletana quest'ultima usata anche per il gioco del
lotto, molto diuso in citt; poi c' Pulcinella, una delle
maschere italiane pi famose e spesso usata per rappresentare l'italiano; inne vi l'iconograa classica del vicolo napoletano, dominato dai bassi e dai panni stesi lungo
la strada.[124]
Tra i riti religiosi invece, dominano la storica arte presepiale napoletana,[125] per rappresentare la scena della Nativit; il miracolo di san Gennaro, che testimonia
tutta la devozione religiosa del popolo ed in particolare, l'amore verso questo santo; ed inne il culto della
Madonna dell'Arco.[124]

4.6

Istituzioni, enti ed associazioni

Di seguito sono elencate le istituzioni, enti ed associazioni


avente sede a Napoli:

L'Osservatorio Economico e Tributario, sito presso


la Camera di Commercio di Napoli, che monitora la
situazione economica partenopea;[127]
La Sede della Provincia, ubicata a piazza Matteotti, che si occupa di vari servizi quali istruzione,
ambiente e gestione dei riuti;
La Sede della Regione Campania;
Le Basi militari NATO. Napoli sede del Comando delle forze alleate dell'Europa meridionale e del
Commando delle forze navali alleate dell'Europa
meridionale. La Nato di Bagnoli era una vera e propria citt nella citt occupata dai militari americani per circa cinquant'anni, ora a Lago Patria dove sono sorti i nuovi fabbricati con contributi anche regionali,[128] che si aggiunge alle altre basi a
Capodichino, Camaldoli, Nisida ed Agnano;[129]
La Sede dell'istituzione SRM e dell'Osservatorio
sulle relazioni economiche tra Italia e Paesi Mediterranei, riconosciuta anche dal presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano;
La Fondazione Giovanni Pascale;
L'Ospedale Antonio Cardarelli;
Il Secondo Policlinico;
Il Banco di Napoli, che ha la sede principale a via
Toledo e ha a disposizione 687 liali distribuite nel
sud Italia;
La Sede dell'Eurocities Network, ovvero una rete
istituzionale delle maggiori citt europee;[130]
La Sede del Fidiprof Centro-Sud;[131]

Villa Rosebery, una delle residenze uciali della Presidenza


della Repubblica

L'Allied Joint Force Command Naples (Comando della forza congiunta alleata a Napoli), base di
comando della NATO;
La Villa Rosebery, una delle tre residenze uciali
del Presidente della Repubblica;

La
Sede
europeo;[132]

dell'Osservatorio

parlamentare

Sede del Corpo Italiano della Lazarus Union - CSLI


Corps Saint Lazarus International, ONG che ha sede
centrale a Vienna.

5 Cultura

L'Autorit per le Garanzie nelle Comunicazioni,


un'autorit italiana di regolazione e garanzia, con
5.1
sede principale a Napoli;

Istruzione

L'Authority per i diritti dell'infanzia, ente fondato 5.1.1 Archivi e biblioteche


per la tutela dei diritti dei minori;[126] attualmente
in fase di ridenizione.
L'Archivio di Stato fu istituito nel 1808 al ne di con La Citt della scienza, museo scientico nel quartie- centrare presso un'unica sede tutti gli antichi archivi del
re di Bagnoli, volto a orire una buona visuale del Regno di Napoli.
panorama scientico e culturale italiano;[N 14]

Sul territorio del comune sono attive 14 biblioteche


[133]
L'Osservatorio astronomico di Capodimonte, che comunali.
promuove e realizza progetti a carattere scientico La biblioteca pi antica della citt e seconda in Italia per nascita la biblioteca dei Girolamini, aperta al
e astronomico;

18

5 CULTURA
La Stazione zoologica Anton Dohrn sita all'interno
della villa Comunale, che comprende anche
l'acquario pi antico d'Italia e secondo pi antico
d'Europa (primo tra quelli ancora esistenti).
L'European Marine Biological Resource Centre;
L'Istituto Nazionale Tumori Pascale;
La sede operativa dell'Osservatorio Vesuviano
(quella storica invece adibita a museo e si trova nei pressi del Vesuvio), il pi antico osservatorio
vulcanologico del mondo;

Complesso claustrale dei Girolamini, sede della biblioteca


omonima

pubblico nel 1586.[134] La pi grande, terza nel paese


per dimensioni,[135] invece quella Nazionale, aperta nel
1804 come reale biblioteca di Napoli, nel palazzo degli
Studi. Le collezioni librarie ivi ubicate erano state trasferite dalla reggia di Capodimonte per volont reale. Divenuta reale biblioteca borbonica nel 1816, nel 1860 con
l'unit d'Italia fu poi denominata biblioteca Nazionale.
Altre biblioteche, archivi o raccolte della citt sono quelle dell'Universit di Napoli (BUN), del conservatorio, la
raccolta dell'archivio di Stato, la Fondazione Biblioteca
Benedetto Croce, l'Istituto Italiano per gli Studi Storici,
la biblioteca della societ napoletana di storia patria, la
biblioteca Tarsia.
5.1.2

Ricerca

Il Tigem (Telethon Institute of Genetics and Medicine), il Ceinge-Biotecnologie avanzate, l'Istituto


di Ricerche sulla Combustione presso la Facolt
di Ingegneria dell'Universit degli studi di Napoli
Federico II e diversi istituti del CNR;
L'Osservatorio astronomico di Capodimonte;
La Sezione di Napoli dell'INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) con sede presso il complesso
universitario di Monte Sant'Angelo;
L'Istituto Italiano per gli Studi Storici, fondato da
Benedetto Croce, ha sede a palazzo Filomarino;
L'Accademia Pontaniana, sorta nel XV secolo a Napoli come libera iniziativa di uomini di cultura. Riconosciuta con il regio decreto n. 473 del 10 ottobre
1825, si propone di coltivare le scienze, le lettere e
le arti;
La Societ Nazionale di Scienze, Lettere e Arti.
La Stazione Sperimentale per l'Industria delle Pelli e delle Materie Concianti, fondata nel 1885 per
dare supporto tecnologico all'industria guantaria napoletana ed oggi centro di ricerca riconosciuto a livello internazionale per la chimica e la tecnologia
conciaria.
5.1.3 Scuole
Uno degli istituti pi importanti a Napoli senza dubbio
la scuola militare Nunziatella, la pi antica tra le scuole
militari al mondo ancora attive,[136] nonch il pi antico
istituto italiano di formazione militare.

La stazione zoologica Anton Dohrn, a Mergellina, comprende


l'acquario pi antico d'Italia

Nata nel 1787 ad opera di Ferdinando IV di Borbone sotto la denominazione di Real Accademia Militare, stata
eletta nel 2012 patrimonio culturale dei Paesi del MediLa citt ospita numerosi centri di ricerca di notevole terraneo da parte dell'Assemblea parlamentare del Meimportanza, di seguito alcuni tra i pi rilevanti:
diterraneo. Situata a Pizzofalcone in via Generale Parisi, 16, stata n dalle origini luogo di elevata forma L'Istituto Italiano per gli Studi Filosoci, accademia zione militare e civile, ed ha avuto tra i suoi professori
culturale e scientica di rilevanza internazionale con ed alunni personalit del calibro di Francesco De Sanctis, Mariano d'Ayala, Carlo Pisacane, Enrico Cosenz e
sede nello storico palazzo Serra di Cassano;

5.1

Istruzione

19
5.1.5 Universit

Complesso della Nunziatella, prima scuola militare al mondo tra


quelle ancora operative senza soluzione di continuit
Sede della facolt di Giurisprudenza alla Federico II

persino un re d'Italia, Vittorio Emanuele III. Tra i numerosissimi ex-allievi di prestigio, gurano altissimi gradi delle forze armate,[N 15] Presidenti del Consiglio, ministri, senatori e deputati del Regno delle Due Sicilie,
del Regno d'Italia e della Repubblica Italiana, un presidente della Corte Costituzionale, nonch esponenti di
assoluto rilievo del mondo culturale, politico e professionale italiano ed internazionale, tra cui un vincitore
del premio Sonning. La bandiera della scuola decorata da una croce d'oro al merito dell'Arma dei carabinieri (2012)[137][138] e da una medaglia di bronzo al valore dell'esercito (2008).[139] I suoi ex-allievi hanno meritato 38 medaglie d'oro, 147 medaglie d'argento e 240
medaglie di bronzo al valor militare, 1 al valor civile e
numerosissimi altri riconoscimenti al valore.

Le principali universit di Napoli sono la Federico


II, la SUN, L'Orientale e la Parthenope (ex Istituto
Universitario Navale, gi Regio Istituto Superiore Navale).
Fondata da Federico II nel 1224, l'Universit degli Studi di Napoli, che ha assunto il nome del suo fondatore
con decreto del 7 settembre 1987, la pi antica universit statale e laica del mondo,[140] ed considerato uno
degli atenei pi prestigiosi per gli studi ingegneristici, di
medicina, giuridici e letterari.

L'Universit degli studi di Napoli L'Orientale, fondata


nel Settecento dal padre missionario Matteo Ripa come
Collegio dei Cinesi, la pi antica universit di orientalistica e sinologia del continente ed oggi tra le maggiori
Altri istituti storici napoletani di particolare importan- istituzioni europee per gli studi lologici e linguistici.
za sono il liceo scientico Giuseppe Mercalli, liceo clas- L'universit di pi recente istituzione invece la Seconda
sico Umberto I, il Sannazaro, il Genovesi, il Garibaldi, Universit degli Studi di Napoli, fondata nel 1989 per
il liceo scientico Elio Vittorini, il liceo Giambattista decongestionare quella federiciana; articolata in poli
Vico, l'istituto Statale d'Arte Filippo Palizzi, l'istituto omogenei situati nelle citt di Aversa, Capua, Caserta,
Gian Battista Della Porta, l'istituto Pontano, il Bianchi, Santa Maria Capua Vetere, mentre operativa in citil liceo statale Margherita di Savoia ed il complesso del t la facolt di medicina e chirurgia (quella che prima
Convitto Nazionale.
del decongestionamento era la prima facolt di medicina
dell'universit di Napoli).
5.1.4

Istituti per l'alta formazione

Conservatorio musicale Storica la tradizione del


conservatorio di San Pietro a Majella, fondato nel 1826
come Regio conservatorio di musica a seguito della
fusione di altri quattro precedenti istituti, su volont di
Francesco I di Borbone. Oggi si tengono insegnamenti
per tutti gli strumenti musicali ed ospitato al suo interno
un notevole museo della musica.

Napoli inoltre sede della Ponticia Facolt Teologica


dell'Italia Meridionale che vi opera attraverso la Sezione
San Tommaso d'Aquino e la Sezione San Luigi la prima
delle quali legata al seminario arcivescovile e trae origine dalla facolt teologica gi presente nel primo ordinamento dell'ateneo federiciano nel 1224 e la seconda alla
Compagnia di Ges (gesuiti). Altre universit della citt
sono la Parthenope e la privata Suor Orsola Benincasa.
5.1.6 Musei

Accademia di belle arti L'accademia di belle arti di


Napoli nata nel 1752 per volere di Carlo di Borbone.
Ha ricoperto un ruolo molto importante nello sviluppo
della pittura napoletana del XIX e XX secolo e pi nello
specico, nella formazione della scuola di Posillipo.

Napoli vanta un'oerta museale molto vasta: i musei napoletani, che sono numerosi proprio per l'importante ruolo che la citt ha ricoperto nel corso della sua storia,
espongono le varie opere raccolte o donate alla citt.

20

Museo archeologico nazionale, collezione Farnese.

5 CULTURA
Oltre a questi, altri musei importanti (anche a livello nazionale, per la qualit delle opere e per la loro natura), nonch indispensabili per descrivere e testimoniare
l'evoluzione artistica che ha vissuto la citt nel corso dei
secoli, sono quelli del Pio Monte della Misericordia, dei
Girolamini (prima quadreria pubblica della citt),[141] del
tesoro di San Gennaro, della ceramica duca di Martina, del conservatorio di San Pietro a Majella, il MEMUS del teatro di San Carlo, la galleria di palazzo Zevallos, quelli dell'Opera di San Lorenzo Maggiore e Santa
Chiara, il diocesano, il museo di villa Pignatelli, i civici
Gaetano Filangieri e di Castel Nuovo, il museo di Pietrarsa, la galleria dell'Accademia ed inne quello della
cappella Sansevero, quest'ultimo museo privato e gioiello
di scultura del barocco napoletano.
Sebbene ricca di testimonianze del passato, Napoli anche un laboratorio e un'importante vetrina internazionale
d'arte contemporanea. Molto attivi in questo senso sono
il palazzo delle Arti di Napoli (PAN) ed il museo d'Arte
Contemporanea Donnaregina (M.A.D.R.E.). Pi di recente, negli anni duemila, sono nate inoltre le Stazioni
dell'arte, in cui le stazioni della metropolitana cittadina
non vengono concepite come semplici luoghi di transito,
ma come un vero e proprio spazio espositivo con opere di
artisti di fama mondiale (come Joseph Kosuth, Mimmo
Rotella, Mario Merz) o di artisti emergenti.

Il salone da ballo della reggia di Capodimonte

I pi importanti in assoluto sono il museo archeologico nazionale, ritenuto uno dei pi importanti al mondo
sia per la qualit che per la quantit delle opere esposte, principalmente quelle di epoca greco-romana;[102] il
museo nazionale di Capodimonte, nell'omonima reggia,
che custodisce opere pittoriche dei pi grandi maestri italiani dal Rinascimento al barocco; il museo nazionale di
San Martino, che raccoglie reperti relativi alla storia di Chiostro maiolicato, parte del complesso del museo dell'Opera di
Napoli, e il palazzo Reale di Napoli.
Santa Chiara
Tra i musei scientici, oltre alla Stazione zoologica Anton Dohrn, di particolare interesse sono quelli che fanno parte del Centro musei delle scienze naturali, che
comprende il museo di Zoologia, di Paleontologia, di
antropologia, di mineralogia e di Fisica. Vi sono inoltre l'Osservatorio astronomico di Capodimonte, e, presso
la Seconda Universit di Napoli, il museo di anatomia
umana.

5.2 Media
Una sala del palazzo Reale

Di seguito viene riportato l'elenco dei media di diusione


fruibili a Napoli:

5.3
5.2.1

Cinema
Radio

Radio Kiss Kiss;


Radio Kiss Kiss Napoli;
Radio Kiss Kiss Italia;
Radio Capri
Radio Club 91;
Radio CRC;
Radio Ibiza;
Radio Marte;
Radio Quinta Rete.
5.2.2

Stampa

Roma, fondato nel 1862;


Il Mattino;[N 16]
Il Denaro;

21
Nel 1919 la Polilms, in dicolt economiche, cedette i suoi impianti e teatri di posa a Gustavo Lombardo,
gi titolare della societ di distribuzione SIGLA (Societ
Italiana Gustavo Lombardo Anonima), il quale diede vita
alla Lombardo Film, la futura Titanus.
Napoli inoltre stata ampiamente rappresentata nella cinematograa nazionale e internazionale: grandi registi si
sono succeduti negli anni, a partire dai Fratelli Lumiere che nel 1898 eettuarono alcune delle loro prime riprese sul lungomare di Napoli (rendendola di fatto una
delle citt con la testimonianza cinematograca pi antica), passando attraverso gli anni sessanta e settanta con
i lm di Mario Monicelli, Roberto Rossellini, Pier Paolo Pasolini, Vittorio De Sica, Ettore Scola, Nanni Loy,
Dino Risi e tanti altri, no ad arrivare ai giorni nostri
con Massimo Troisi, Giuseppe Tornatore, Gabriele Salvatores, Matteo Garrone e John Turturro. Tra i pi importanti lm ambientati a Napoli vi sono: Pais, Viaggio
in Italia, L'oro di Napoli, Il giudizio universale, La baia di Napoli, Matrimonio all'italiana, Ieri, Oggi, Domani
e Carosello napoletano, vincitore del Prix International
1954 al festival di Cannes.
5.3.1 Televisione

Corriere del Mezzogiorno;

Retecapri;

Il Giornale di Napoli;

Napoli Canale 21;

Il free press Il Napoli (edizione napoletana del


gruppo edito da E Polis).

Canale 34 Telenapoli;

Tra i giornali partenopei, inne, possibile citare anche


le edizioni napoletane di

Napoli Tiv;
Televomero;
Telecapri.

la Repubblica;

Canale 8;

Leggo;

Tele A;

City.

Canale 9 - Teleoggi;

5.3

Cinema

Nei primi anni del Novecento sorsero proprio a Napoli,


nel quartiere Vomero, alcune tra le prime case di produzione cinematograca italiane. La prima in citt fu
la Partenope Film (originariamente Fratelli Troncone &
C.), fondata da Guglielmo, Vincenzo e Roberto Troncone
nel 1906. Quest'ultima fu attiva per circa vent'anni, con
sede e teatri di posa in via Solimena.
Nel 1915 venne fondata ucialmente la Polilms del
cav. Giuseppe Di Luggo. La casa produttrice, nata nel
1912 come societ di distribuzione cinematograca con
il nome De Luggo & C., nel 1914 venne trasformata
in una manifattura cinematograca, denominata originariamente Napoli Film, con sede e teatro di posa in via
Cimarosa.

Produzione televisiva legata a Napoli:


Un posto al sole;[N 17]
Il ricatto;
Il ricatto 2;
La squadra;
Il covo di Teresa;
La nuova squadra;
Assunta Spina;
Il coraggio di Angela;
Giuseppe Moscati;

22

5 CULTURA

'O professore;
Baciati dall'amore;
Pupetta - Il coraggio e la passione;
L'oro di Scampia;
Gomorra - La serie.

5.4

Stato Ponticio che avevano accompagnato il precedente


regno svevo, nascono le prime chiese della citt, tutte in
stile gotico medievale prevalentemente di matrice italiana
(Santa Chiara, San Pietro a Majella, Sant'Eligio Maggiore ed altre) seppur in taluni casi, come per la basilica di
San Lorenzo Maggiore, unicum in Italia, anche di stampo
francese.

Arte

Napoli ha sempre avuto un ruolo centrale nell'arte e


nell'architettura italiana ed europea. Ci dimostrato dai
numerosi edici monumentali quali chiese, castelli, palazzi nonch dai numerosi musei che sono presenti in
citt.
La citt sede di eventi internazionali, uno fra tutti la
Biennale dei giovani artisti dell'Europa e del Mediterraneo, svoltasi nel 2005 che ha visto partecipare 700
giovani artisti da paesi europei e mediterranei.
Napoli, inne, si aggiudicata l'organizzazione del Forum
Universale delle Culture 2013.[142]
5.4.1

Architettura

Lo scalone monumentale a ali di falco del palazzo dello


Spagnolo, architettura tipica del barocco napoletano

Dopo un successivo periodo rinascimentale, si entra


nell'et dello sfarzoso barocco napoletano, periodo forse
in cui l'architettura cittadina assume maggior consapevolezza di s e che tutt'oggi mostra i suoi maggiori punti
di spessore qualitativo, grazie ai rifacimenti delle facciate dei palazzi preesistenti o alle nuove edicazioni che
vedono nei portali d'ingresso e negli scaloni monumentali i massimi punti caratterizzanti dello stile architettonico locale.[96] Uno degli elementi distintivi dei palazzi
napoletani infatti che, data la particolare conformazione urbanistica della citt, caratterizzata da strette vie che
non davano la possibilit di edicare o semplicemente di
ammirare facciate di ampie vedute, come invece accadeva per i palazzi di altre citt pi aperte quali Roma,
Firenze o Venezia,[96] il gusto artistico-architettonico locale si focalizzato in particolari dell'edicio, come il
Basilica di San Lorenzo Maggiore, abside con deambulatorio in
portale d'ingresso o lo scalone monumentale, elementi
gotico francese
questi tipici proprio dell'architettura rinascimentale e barocca napoletana.[96] Esempi in tal senso sono il palazzo
Sono diverse centinaia i palazzi o le chiese monumentali dello Spagnolo, il palazzo Trabucco, palazzo Pignatelli
della citt che ne testimoniano l'evoluzione artistica.
di Monteleone, di Sangro, il palazzo Filomarino, quello
La storia architettonica nasce sostanzialmente sotto il re- Carafa della Spina e molti altri. Tuttavia, esempi di pagno angioino grazie al quale, terminati i conitti con lo lazzi con facciate di particolare rilevanza si possono am-

5.4

Arte

mirare in quei contesti urbani dominati da slarghi, come il palazzo Doria d'Angri o il palazzo Gravina o il
seppur incompleto palazzo Donn'Anna, edicato sul mare, palazzo Como, il palazzo Sanseverino (divenuto poi
chiesa) e diversi altri.[96]

23
5.4.2 Pittura
L'arte pittorica a Napoli ha origini molto antiche, risalenti
al periodo della sua fondazione. Tuttavia, non sono rimaste tracce apprezzabili n del periodo greco, n di quello
romano. Quest'ultimo pu per essere rappresentato attraverso lo studio della pittura pompeiana, comune a tutte
le citt del golfo di Napoli. Del pari sono poco presenti
testimonianze dell'epoca normanna, sveva e bizantina.
Le continue dominazioni straniere dei secoli successivi
non consentirono il formarsi di una vera e propria scuola
pittorica locale. Tuttavia, i frequenti arrivi in citt di artisti forestieri, principalmente di stampo toscano, come
Pietro Cavallini, Giotto, Simone Martini, Giorgio Vasari
e Marco dal Pino, consentirono, nei secoli tra il XIV ed il
XVII, l'emersione di una serie di personalit autoctone.
Tra tutti, si ricordano Colantonio, Fabrizio Santafede e
Giovanni Antonio Amato.

Palazzo Donn'Anna a Posillipo

Se gli stili rinascimentali e barocchi sono stati comunque due riletture locali di movimenti pi ampi, seppur
raggiungendo caratteristiche e peculiarit di particolare
spessore qualitativo, nel corso del XVIII secolo la citt di Napoli si mostrata all'avanguardia nel campo dal
momento in cui ha dato il via alla corrente del neoclassicismo, nata grazie alla scoperta degli scavi archeologici di Pompei ed Ercolano, i cui frammenti, esposti nel capoluogo campano, furono tra l'altro motivo per
studiosi, curiosi ed artisti di tutto il vecchio continente
dell'epoca, di accorrere in citt. Le pi importanti architetture neoclassiche sono: il teatro San Carlo, la basilica
di San Francesco di Paola e le ville Floridiana, Rosebery
e Pignatelli.[143]

La Scuola pittorica napoletana in senso stretto nacque solo nel XVII secolo con l'arrivo in citt di Caravaggio, sul
solco del quale un attento e cospicuo gruppo di pittori locali diede origine alla corrente del caravaggismo. Si crearono le prime botteghe, dove operarono artisti del calibro
di Jusepe de Ribera, Massimo Stanzione, Salvator Rosa,
Luca Giordano, Battistello Caracciolo e Mattia Preti. Napoli divenne cos molto ricettiva alla pittura, tanto da attirare l'attenzione anche degli esponenti del rinascimento
emiliano come Domenichino, Guido Reni e Giovanni
Lanfranco. Questi ultimi soggiornarono a Napoli per diverso tempo, lasciandovi importanti lavori e fornendo un
punto di vista pi ampio rispetto al consistente nucleo
caravaggista.

Le nuove correnti industriali di ne Ottocento ed inizio Novecento portarono ad elaborazioni eclettiche, sfociando in delicate maniere oreali e innovazioni moderne
che assumono identit locali, caratterizzanti in particolar
modo le nuove ville vomeresi.
Successivamente a questa fase, nei primi decenni del XX
secolo nasce il liberty napoletano, mentre negli anni trenta vi fu il periodo del razionalismo italiano. L'ultima
grande realizzazione architettonica, invece, fu la Mostra
d'Oltremare, un complesso di 720 000 m comprendente
edici, padiglioni espositivi, fontane, ecc.; fu inaugurata nel 1940 e ripristinata negli anni cinquanta dagli stessi
progettisti.

Castel dell'Ovo dalla spiaggia, Anton Sminck van Pitloo (Scuola


di Posillipo)

Il Settecento napoletano vide una continuazione del tardobarocco e un maggiore interesse verso la decorazione. In
Tra gli architetti pi rilevanti che hanno lavorato in particolare si ammirano le opere de Francesco Solimena e
citt vi sono: Novello da San Lucano, Francesco Gri- Francesco De Mura, mentre Fedele Fischetti fu chiamato
maldi, Cosimo Fanzago, Domenico Antonio Vaccaro, ad eseguire areschi in numerosi palazzi nobiliari, tra i
Ferdinando Fuga, Nicola Tagliacozzi Canale, Ferdinando quali la reggia di Caserta.
Sanfelice, Domenico Fontana, Luigi Vanvitelli e Luigi Nel XIX secolo la pittura napoletana abbandon i moviGiura.
menti del passato e, dietro l'eco delle innovazioni di artisti

24
quali John Constable e William Turner, divenne scuola di
un pi vasto movimento artistico, paesaggistico e in parte romantico, che assunse connotati propri. Tra il 1820
e il 1850 nacque cos la scuola di Posillipo, i cui pi alti esponenti furono Anton Sminck van Pitloo e Giacinto
Gigante. L'Accademia di belle arti di Napoli divenne il
centro propulsore dell'attivit della scuola e fu alla base
della nascita di un altro lone di artisti, quali Francesco
Saverio Altamura, Gioacchino Toma, Giacomo Di Chirico, Vincenzo Irolli, Vincenzo Migliaro, Antonio Mancini
e Domenico Morelli.

5 CULTURA
no Giovanni da Nola, Giovanni Domenico e Girolamo
D'Auria, ed inne Annibale Caccavello. Meritano poi citazione anche i lavori riguardanti le fontane di Napoli
che hanno visto le mani di Pietro Bernini e Michelangelo
Naccherino.
Nel Seicento la scultura si manifesta nella realizzazione
degli obelischi di San Domenico e San Gennaro e nelle
gure di Francesco Antonio Picchiatti, Cosimo Fanzago
e Dionisio Lazzari, quest'ultimo che esegu per le chiese
napoletane diversi altari maggiori.

Tra gli scultori del Settecento invece spiccano su tutGli anni ottanta del Novecento videro inne la nascita ti Domenico Antonio Vaccaro e Giuseppe Sanmartino,
della Transavanguardia.
quest'ultimo forse il pi grande scultore napoletano, abilissimo a plasmare gure in terracotta e che diede inizio
ad una vera scuola di artisti del presepio. Il Sanmartino
5.4.3 Scultura
inoltre l'autore di quello che considerato uno dei maggiori capolavori della scultura mondiale, il Cristo velato
(1753), scultura marmorea conservata nella cappella Sansevero in cui sono presenti anche altre pregevoli opere
marmoree di Antonio Corradini (Pudicizia) e Francesco
Queirolo (Disinganno).
Nel corso del XIX secolo invece, dominano la scena le
sculture bronzee ed i busti di Vincenzo Gemito e Tito
Angelini.

5.4.4 Arte minore


Tra le numerose arti minori praticate in citt, la
porcellana di Capodimonte e il presepe napoletano emergono per tradizione storica e rinomanza internazionale.

L'arco trionfale del Castel Nuovo, simbolo della scultura del


rinascimento napoletano

Il Quattrocento e il Cinquecento furono periodi oridi per


la scultura napoletana. La realizzazione dell'arco trionfale del Castel Nuovo ad opera di Francesco Laurana tra il
1452 e il 1471 vide la oritura di un vero e proprio laboratorio di formazione di vari artisti rinascimentali che
riproporranno innovazioni artistiche in tutto il regno. Si
parl allora di "clima dell'arco" per indicare questa prima
diusione dei nuovi modi artistici.

L'origine della prima va fatta risalire al 1743, quando


Carlo di Borbone fond la Real Fabbrica di Capodimonte, con l'intento di arancarsi dalle produzioni straniere, in particolare francesi. I modellatori napoletani raggiunsero presto livelli di assoluta eccellenza, producendo
una serie di opere ranate, oggi conservate nel museo
di Capodimonte e nella villa Floridiana[144] . Quest'antica
tradizione viva ancora oggi, grazie all'impegno di numerose fabbriche nate nella met dell'Ottocento e tuttora
operanti.
L'origine del secondo ancora pi antica, in quanto il presepio a Napoli era gi citato in un documento del 1025,
conservato nella Chiesa di Santa Maria del Presepe; molto anteriore, quindi, alla leggenda che vorrebbe il primo
presepe realizzato da Francesco d'Assisi nel 1223. Nel
corso dei secoli, l'arte del presepe si intrecciata strettamente con il vissuto e l'immaginario napoletano sia colto, che popolare.[145] Il periodo di massimo splendore va
fatto risalire alla ne del XVIII secolo, quando, grazie soprattutto alla passione dei Borbone di Napoli e della loro
corte, esso raggiunse le pi alte vette artistiche.[146] Luogo focale della tradizione presepiale via San Gregorio
Armeno, dove a tutt'oggi si tiene il mercato del presepe a
partire dall'8 dicembre.

Diversi esempi di scultura del Cinquecento napoletano sono visibili nella chiesa di Santa Maria delle Grazie Maggiore a Caponapoli, tanto da essere denita come il museo della scultura napoletana del Cinquecento.
Tra gli scultori principali di questo periodo si annovera- Da ricordare come importante esponente di entrambe le

5.6

Musica

arti, il pittore e modellatore Francesco Celebrano.

5.5
5.5.1

Teatro
Opera napoletana

25
Roberto Bracco, Eduardo Scarpetta (ideatore della mezzamaschera di Felice Sciosciammocca) ed i gli naturali
di quest'ultimo, i fratelli De Filippo:[N 18] Eduardo, Titina
e Peppino.
Eduardo senza dubbio il pi rilevante di tutti. Intraprese un'originale attivit di scrittura e recitazione teatrale, volta a portare sul palcoscenico l'anima di Napoli e
dei suoi abitanti, la napoletanit", attraverso cui evidenziare i caratteri fondamentali dell'umanit e della societ contemporanea. Tra le sue commedie pi importanti
ricordiamo Napoli milionaria!, Il sindaco del rione Sanit, Natale in casa Cupiello, Filumena Marturano, Uomo e
galantuomo, Non ti pago, L'arte della commedia e Questi
fantasmi!. Ammirato da Pirandello, le opere di Eduardo
sono riportate in chiave moderna tutt'oggi, attraverso le
riproposizioni cinematograche o teatrali.
Tra gli autori ed attori contemporanei, notevoli Roberto
De Simone e il trio comico cabarettistico de La Smora composto da Enzo Decaro, Lello Arena e Massimo
Troisi.

Teatro di San Carlo, uno dei pi prestigiosi teatri del mondo

5.6 Musica

Il teatro una delle pi antiche e conosciute tradizioni


artistiche della citt; si narra addirittura che l'imperatore 5.6.1 Composizione
Nerone si esibiva gi nel I secolo d.C., cantando le sue
odi (e spesso ricevendo anche molti plausi), sul palco del Originata da una tradizione orale secolare, la musica nateatro romano di Neapolis.[147]
poletana assunse forma aulica nell'ambito della polifonia
Il secolo d'oro per il teatro napoletano moderno fu il sacra e profana, a partire dal XV secolo e no al XVII
Settecento, quando si edicarono numerosi teatri, tra i secolo.
quali l'imponente real di San Carlo[148][149] (il pi antico L'evoluzione fu possibile grazie ai quattro prestigiosi cond'Europa in attivit ed il pi capiente in Italia).[148][150]
servatori di Santa Maria di Loreto, della Piet dei TurErano quelli gli anni della Napoli capitale della chini, di Sant'Onofrio a Capuana e dei Poveri di Ges
musica[151] con lo straordinario fermento musicale dato Cristo, dai quali uscirono importanti compositori del padal conservatorio cittadino che contribuiva allo sviluppo norama europeo, i quali contribuirono considerevolmente allo sviluppo dell'opera e diedero origine alla scuola
della scuola musicale napoletana.
musicale napoletana. Quest'ultima assunse un ruolo preOggi Napoli vanta un'ampia oerta teatrale potendo minente nel campo della musica sacra e operistica euroannoverare, oltre al sopracitato San Carlo, anche il pea dal XVII secolo in avanti, esprimendosi in musiciMercadante, il San Ferdinando, l'Augusteo, il Sannazaro, sti come Domenico Cimarosa, Alessandro e Domenico
il Trianon, il teatrino di corte, il San Bartolomeo, il Salone Scarlatti, Francesco Durante, Giovan Battista Pergolesi,
Margherita, il teatro della Verzura, quello di villa Patrizi Nicola Porpora, Leonardo Leo, Giovanni Paisiello.[N 19]
ed il teatro Bellini.
La qualit e la quantit della musica prodotta a Napoli duGrazie a questa secolare e duratura tradizione e al cospi- rante il periodo del classicismo esemplicata da una letcuo numero di teatri in citt, Napoli stata scelta come tera che il padre Leopold scrisse al glio Wolfgang Amasede delle prime tre edizioni del Festival Nazionale del deus Mozart nel 1778, nella quale egli comparava favoTeatro tenutesi nel triennio 2007-2009 e successivamente revolmente la scena operistica di Napoli rispetto a quella
prorogato per i successivi tre anni.[152]
di Parigi circa le possibilit di emergere per un giovane
compositore.[155]
5.5.2

Teatro napoletano

I quattro conservatori della citt furono unicati nel


1808 portando alla nascita il conservatorio di San PieIl teatro napoletano in senso stretto nasce con le opere tro a Majella dal quale passarono personalit quali
celebrative alla corte aragonese di Jacopo Sannazaro, a Ruggero Leoncavallo, Riccardo Muti, Vincenzo Bellini,
cavallo tra XV e XVI secolo.
Saverio Mercadante, Salvatore Accardo e Nicola Antonio
I principali attori ed autori teatrali del XIX e XX secolo Zingarelli.
sono Antonio Petito, Raaele Viviani, Vincenzo Torelli, Tra i librettisti sono notevoli le gure di Salvadore

26

5 CULTURA

Cammarano, il pi importante del periodo romantico, e


Andrea Leone Tottola. Tra i direttori d'orchestra di rilievo, spicca il gi citato Riccardo Muti. Fra i cantanti lirici
si ricorda Maria Borsa, (1868-1926).

5.6.2

Canzone napoletana

altri. Attivo da vari anni, presso la sede RAI di Napoli,


invece l'Archivio Sonoro della Canzone Napoletana.
In epoca moderna la canzone napoletana ha visto mutare
il proprio genere aprendo le porte ad altri generi musicali. Dal progressive rock degli Osanna a James Senese
e i Napoli Centrale, Pino Daniele, Edoardo ed Eugenio
Bennato, Consiglia Licciardi, Enzo Gragnaniello, 24 grana, Tullio De Piscopo, Enzo Avitabile, Tony Esposito e il
violinista Lino Cannavacciuolo, sono solo alcuni dei musicisti moderni pi famosi e apprezzati. Da menzionare
nella musica partenopea degli ultimi vent'anni sono anche
il reggae/dub degli Almamegretta e i 99 Posse.

La canzone napoletana si fonda su diversi secoli di storia, legata per lo pi ad una diusa tradizione orale.
Tra le manifestazioni pi antiche si annoverano i balli
popolari della tarantella napoletana, pi genericamente
campana, nata nel corso del XVII secolo e denominata
A partire dagli anni ottanta si aermato inoltre il genere
Tammurriata.
neomelodico"; cantautori di questo genere noti nazionalmente, tuttavia, sono solo il precursore Nino D'Angelo,
Gigi Finizio e Gigi D'Alessio.
Altro fenomeno musicale storico di particolare interesse e protratto no ai giorni nostri inne la cosiddetta
sceneggiata napoletana, che si fonda sulla sceneggiatura di un intero spettacolo teatrale partendo da una canzone di argomento popolare. Furono determinanti nel
suo sviluppo le rappresentazioni di Nino Taranto e, pi
recentemente, di Mario Merola.
Il mandolino napoletano, appartenente alla famiglia dei
cordofoni, uno strumento musicale spesso associato a Napoli

Negli ultimi due secoli prende spazio la cosiddetta


canzone classica napoletana, assurta a grande notoriet
nel corso delle annuali feste di Piedigrotta tra l'Ottocento
e la prima met del Novecento e con i successivi festival
della canzone napoletana. La canzone classica napoletana, repertorio musicale avente come esponenti compositori come Ernesto Murolo, Libero Bovio, Vincenzo Russo e Salvatore Di Giacomo, divenne uno dei simboli della
musica italiana. In questo contesto, il tenore Enrico Caruso emerse come l'interprete pi noto, ed un'icona della
musica napoletana nel mondo.
Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, alcuni autori ed interpreti continuarono nel solco della tradizione classica, come ad esempio Roberto Murolo, ed
Aurelio Fierro. Altri iniziarono invece a dare luogo a contaminazioni tra canzone napoletana ed italiana, avendo in
Peppino di Capri e Massimo Ranieri alcuni tra i maggiori
rappresentanti. Inne, il contatto dei musicisti napoletani
con quelli americani, avvenuto a partire dall'occupazione
statunitense della citt, diede origine ad un ramo musicale
a s stante, in cui i motivi della tradizione si mescolavano
con suoni provenienti dal jazz americano e contemporaneamente con sonorit mediterranee. Il padre di questa
nuova onda musicale fu Renato Carosone.

5.7 Letteratura
Nell'era dell'Impero romano Napoli assunse un ruolo importante nel campo della letteratura con l'arrivo in citt di
uomini come Mecenate, Orazio e Virgilio. Quest'ultimo,
in particolare, si form in citt e vi compose la maggior
parte delle proprie opere,[156] tra cui alcune delle sue pi
importanti: le Bucoliche, le Georgiche e l'Eneide.
Il Trecento invece il periodo dell'Umanesimo; questa
corrente part dall'Italia e proprio in Napoli visse uno
dei centri maggiori, diondendosi poi in tutta l'Europa
contemporanea. Vi risiedettero e vi ebbero feconde produzioni Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio. In
Giovanni Pontano fu riconosciuta una delle pi rilevanti personalit dell'Umanesimo napoletano, denizione questa attribuitagli da un altro illustre umanista partenopeo, Jacopo Sannazaro. Quest'ultimo, nel corso del
Quattrocento e no ai primi decenni del Cinquecento,
fu protagonista nella scena letteraria italiana ed europea
con importanti opere, su tutti il poema dell'Arcadia, da
cui successivamente prese il nome l'omonima accademia
romana.
L'epoca barocca, a cavallo tra il XVI e XVII secolo, fu
invece il periodo di Giambattista Basile e Giulio Cesare Cortese, che posero le basi per la lingua napoletana
(ucialmente riconosciuta). Nella prima met del Seicento fu altres istituita l'Accademia degli Oziosi, luogo di incontro di intellettuali napoletani e spagnoli, fra
i quali si annoverano Francisco de Quevedo e Tommaso
Campanella.[157]

vasta la schiera di cantautori e musicisti che hanno dato e danno il loro contributo alla continuazione della tradizione musicale partenopea; in particolare, si ricordano
Giuseppe Di Stefano, Domenico Modugno, Lucio Dalla,
Claudio Villa, Luciano Pavarotti, Andrea Bocelli e tanti L'Ottocento fu caratterizzato da un altro illustre arrivo in

5.9

Scienza

27

citt, quello di Giacomo Leopardi, che qui compose poco ed il Novecento fu invece Benedetto Croce, abruzzese
prima di morire alcuni dei suoi poemi pi importanti: La di origini ma napoletano di adozione, principale ideologinestra e le Paralipomeni della Batracomiomachia.
go del liberalismo novecentesco italiano ed esponente di
Tra l'Ottocento ed il Novecento, intanto, nascono le pri- spicco dello storicismo. Espressione moderna dello studio
me poesie in napoletano, utilizzate spesso come testi di della losoa a Napoli l'istituto Italiano per gli Studi Ficanzoni, dando luogo alla canzone classica napoletana. losoci, che raccoglie circa 300 000 volumi, tra cui nudenito dall'UNESCO come
Furono infatti gli anni di E.A. Mario, Salvatore Di Gia- merosi originali, ed stato
[162][N 20]
senza
pari
al
mondo.
como, Libero Bovio, Ernesto Murolo, Vincenzo Russo,
Cesare Andrea Bixio, Eduardo Di Capua e Edoardo Nicolardi. Tra i poeti vi furono anche Eduardo De Filippo
5.9
e Tot.

Scienza

Nell'epoca moderna, importanti scrittori napoletani sono A Napoli ha avuto origine la moderna scienza della vulLuciano De Crescenzo, Erri De Luca, Roberto Saviano e canologia, grazie alla prossimit del Vesuvio e dei CamRaaele La Capria.
pi Flegrei alla citt. Nel solco delle prime osservazioni
dell'inglese William Hamilton, e grazie all'opera del sico
Macedonio Melloni, nel 1841 fu costruito l'Osservatorio
5.8 Filosoa
vesuviano, il primo istituto scientico di questo tipo al
mondo.
Fra l'80 ed il 40 a.C. Napoli, citt greca, era un "cenDi notevole spessore la scuola matematica napoletana,
tro naturale di vita culturale, letteraria ed artistica, (...)
che nel XVIII secolo ha annoverato nelle sue la persovera Atene d'Occidente" e divenne il "principale centro
nalit come Nicola Fergola ed i suoi allievi Felice Giand'insegnamento e propaganda dell'epicureismo in Italia.
nattasio, Carlo Forti, Pietro Schioppa, Francesco BruVi insegnavano l'asiatico Sirone (che vi ebbe come alno, Luigi Telesio,[163] Vincenzo Flauti, Giuseppe Scorlievi Publio Virgilio Marone e Quinto Orazio Flacco) e
za e soprattutto Annibale Giordano il quale giovanissiFilodemo di Gadara.[158]
mo, nel 1787, pubblic una generalizzazione del proIl pi importante pensatore medioevale operante a Na- blema di Pappo" (o di Castillon).[164] Nel XX secopoli fu il teologo san Tommaso d'Aquino, il quale vis- lo, la scuola stata incentrata soprattutto intorno alse nel convento di San Domenico. San Tommaso fu in la personalit di Renato Caccioppoli, il quale ha eserparticolare esponente di primissimo piano della losoa citato un'"inuenza decisiva sullo sviluppo della analiscolastica ed elaboratore della visione tomistica.[159]
si matematica in Italia.[165] Altri importanti studiosi di
Punto focale della losoa napoletana del XVI secolo questa scuola sono i suoi allievi Carlo Miranda, Mario
fu invece Giordano Bruno, anch'egli frate del conven- Curzio, Renato Vinciguerra, Donato Greco, don Savino
to di San Domenico, il quale elabor una teologia dove Coronato.
Dio intelletto e ordinatore di tutto ci che in natura, ma nello stesso tempo Natura stessa divinizzata, in
un'inscindibile unit panteistica di pensiero e materia.[159]
Nel vivace ambiente culturale napoletano del XVIII secolo emerse invece la personalit di Giambattista Vico,
esponente di spicco dell'Accademia degli Investiganti, il
quale ebbe modo di entrare in rapporto con il pensiero di
Cartesio, Hobbes, Gassendi, Malebranche e Leibniz, anche se i suoi autori di riferimento risalivano piuttosto alle
dottrine neoplatoniche, rielaborate dalla losoa rinascimentale, aggiornate dalle moderne concezioni scientiche di Francesco Bacone e Galileo Galilei e del pensiero giusnaturalistico. Nonostante la variet dei suoi interessi, Vico non formul un pensiero eclettico ma piuttosto un'originale sintesi tra una razionalit sperimentatrice e tradizione platonica e religiosa. Sulla stessa linea si
muover il suo sodale Antonio Genovesi, il quale successivamente divenne titolare della prima cattedra di economia politica al mondo. Il giurista lucano Mario Pagano, personalit di spicco dell'illuminismo italiano, sar invece l'iniziatore della scuola storica napoletana del
diritto,[160] nonch un precursore del positivismo.[161]

Facciata dell'Osservatorio astronomico di Capodimonte

L'astronomia napoletana ha raggiunto risultati di eccellenza soprattutto grazie all'Osservatorio astronomico di


Capodimonte, fondato da Federico Zuccari.[166] Contributi fondamentali a questa scienza sono venuti da
Giovanni Battista Della Porta, il quale descrisse, circa
vent'anni prima che Galileo Galilei lo costruisse, i prinIl pi alto esponente del pensiero a Napoli tra l'Ottocento cipi del telescopio.[167] Lo stesso Della Porta fu una delle

28

5 CULTURA

gure scientiche di maggior rilievo del XVI secolo, noto anche per i suoi studi di crittograa e scienze naturali. Francesco Fontana, costruttore di telescopi kepleriani, fu invece il primo a tracciare disegni della Luna, di
Marte (del quale scopr e descrisse la rotazione) e degli
altri pianeti maggiori.[167]
Di rilievo anche la scuola botanica, rappresentata soprattutto da Michele Tenore, Domenico Cirillo, Vincenzo Petagna e Guglielmo Gasparrini. L'opera massima di Tenore, Flora Neapolitana, tuttora un punto di riferimento degli studi botanici nell'Italia meridionale.[168] La
scuola zoologica invece rappresentata soprattutto da
Oronzo Gabriele Costa, la cui scoperta nel golfo di Napoli e corretta classicazione tra i cordati dell'anosso
Branchiostoma lanceolatum, consent di individuare in
questa categoria di animali l'anello di congiunzione tra invertebrati e vertebrati, avendo grandissima inuenza sulla formulazione della teoria dell'evoluzione da parte di
Charles Darwin. Di rilievo anche Giuseppe Saverio Poli, sico e naturalista, eminente malacologo e scopritore delle vescicole interradiali del sistema acquifero degli
echinodermi. La scuola mineralogica ha come esponenti di rilievo Matteo Tondi ed Arcangelo Scacchi, ancora
oggi considerate eminenze di primo livello nell'ambiente
scientico internazionale.[169]

L'alimento napoletano pi conosciuto nel mondo e simbolo della


cucina italiana: la pizza

rentina e tanti altri. La cucina raggiunge inoltre un sostanziale equilibrio tra piatti di terra (pasta, verdure, latticini) e piatti di mare (pesce, crostacei, molluschi) e, ancora, grazie alle varie dominazioni ricevute (principalmente
quella francese e quella spagnola) si delineata nel tempo una netta distinzione tra quella che denibile come
cucina aristocratica, caratterizzata da piatti con ingredienti ricchi (questi i casi dei timballi, del sart di riso,
Rilevante inne anche la scuola medica, che vide in ecc.) ed una povera, legata ad ingredienti come cereali,
Domenico Cotugno il suo pi alto rappresentante. Retto- legumi e verdure (questi i casi della pasta e fagioli, degli
re dell'Universit di Napoli, fu protagonista di importan- spaghetti aglio e olio, spaghetti alla puttanesca, ecc.).
ti scoperte neurologiche, conseguite attraverso il metodo Celeberrima anche la tradizione dolciaria napoletana.
della dissezione. Studi inoltre le cause del vaiolo, soste- Tra le diverse specialit la pi nota probabilmente la
nendo la vaccinazione jenneriana, ed introdusse a Napo- sfogliatella; vi sono poi il bab e le zeppole, che a Nali misure prolattiche contro la tubercolosi gi all'inizio poli possono essere fritte o al forno. Ci sono anche dolci
del XIX secolo. Di grande rilievo anche Luigi Ferrarese, legati a festivit, come la pastiera Pasquale; una pietanmassimo esponente italiano della dottrina frenologica, il za napoletana tipica natalizia sono gli struoli, mentre a
quale diede un impulso notevole agli studi europei in que- Carnevale si cucinano le chiacchiere.
sto settore;[170] Giuseppe Moscati, successivamente diveGiocano un ruolo importante nella preparazione dei piatti
nuto santo, autore di ricerche pionieristiche sulle reazioanche i prodotti tipici del circondario napoletano, come la
ni chimiche del glicogeno; Antonio Cardarelli, luminare
pasta locale, l'utilizzo della mozzarella di bufala campana,
della semeiotica e scopritore del cosiddetto segno di Cardel pomodorino vesuviano o San Marzano, i friarielli e
darelli; e Giovanni Ninni, pioniere della chirurgia cardiadiversi altri ancora.
ca, uno dei primi in Italia a suturare il cuore ed il pri[171]
mo a suturare il pancreas.
A Napoli nata la scienza dell'anatomia comparata grazie al medico Marco Au- 5.11 Eventi
relio Severino, autore della Zootomia democritea, primo
trattato generale al mondo su questa materia.[172]
14 aprile: Nauticsud;
ne aprile: Napoli Comicon e Napoli Gamecon;

5.10 Cucina

1 maggio: Maggio dei monumenti;

La cucina napoletana rappresenta un'identit culturale inconfondibile per la citt partenopea ed strettamente collegata alle vicende storiche e culturali della citt. La stessa, infatti, rappresenta all'estero uno dei pi conosciuti
simboli del "made in Italy".[173]

19 maggio: Napoli strit festival;

Il campionario della cucina vanta piatti come la pizza napoletana, gli spaghetti alle vongole, la pasta al rag napoletano, la parmigiana di melanzane, gli gnocchi alla sor-

5 giugno: Napoli Film Festival;


11 giugno: Fiera della Casa;
1 settembre: Maratona natatoria internazionale
Capri-Napoli;
9 settembre: Napoli Folk Festival;

7.2

Suddivisioni amministrative

30 ottobre: Maratona di Spaccanapoli;


26 novembre: Fiera del baratto e dell'usato;
26 novembre: Fiera della Cioccolata;
4 dicembre: Fiera del Sapore;
8 dicembre - 6 gennaio: Stagione natalizia.

Persone legate a Napoli

29
bisogna tener presente che la struttura urbana di Napoli
cresciuta nel tempo ben oltre i suoi conni municipali
e quindi per parlare di citt in senso completo, signica considerare il dato demograco dell'intera citt metropolitana, oggi caratterizzata da un forte fenomeno di
urbanizzazione che ha dato vita ad una delle conurbazioni pi vaste d'Italia, signicativo infatti il trasferimento
di molti abitanti del capoluogo verso nei comuni della ex
provincia,[175][176] che ha una densit abitativa di 2 672
ab/km, la pi elevata tra le citt metropolitane d'Italia e
tra le prime del vecchio continente. [177][178]

Regnanti, loso, letterati, poeti, incisori, scrittori, scultori, musicisti, compositori, scienziati, cinematogra, attori, religiosi, calciatori, politici e tante altre personalit
hanno lasciato traccia di s, in modo materiale o ideale,
stabilendo dei saldi rapporti dalla citt.

Per il resto, Napoli ha una popolazione piuttosto giovane


(il 19% della popolazione risulta sotto i 14 anni, mentre,
il 13% ha pi di 65 anni),[179] un tasso di natalit pi elevato rispetto ad altre zone dell'Italia[179] e un numero di
immigrati relativamente basso.[180]

Si va dall'imperatore Augusto, che la scelse come sede


dei giochi Isolimpici, alle varie dinastie dei sovrani che
hanno regnato sulla citt (i re sono rappresentati nella
successione di statue presente sulla facciata del Palazzo Reale); dal musicista Giovanni Battista Mele a Tot
(cattolico, apostolico e napoletano)[174] a Matilde Serao, fondatrice del quotidiano Il Mattino; da Benedetto
Croce (il losofo napoletano, il cui senso di appartenenza a Napoli, dove non nacque, fu largamente enfatizzato) a Diego Armando Maradona, che milit nel Napoli
durante gli anni ottanta, ed altri ancora.

Inoltre, i quartieri pi popolosi sono quelli corrispondenti al territorio dei casali aggregati in epoca murattiana
(Vomero, Arenella, Fuorigrotta, Bagnoli, Piscinola) e nel
periodo fascista (Barra, Chiaiano, Marianella, Pianura,
Soccavo, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio, San Pietro
a Patierno, Miano, Secondigliano e Scampa). La sovrappopolazione di tali zone, che hanno da sole i due terzi della popolazione del comune, dovuta principalmente alla
scelta politica, poi rivelatasi fallimentare, di individuare in quei luoghi le aree in cui realizzare gli agglomerati
ex legge 167/1962 (edilizia residenziale pubblica) e legge
219/1981 (edilizia residenziale pubblica per i terremotati
del 1980).

Geograa politica
7.2 Suddivisioni amministrative

7.1

Tessuto urbano e popolazione

Le dieci municipalit di Napoli

Fino al 2006, i 30 quartieri formavano 21 circoscrizioni. Con una serie di delibere del consiglio comunale, ai
sensi della legge 142/1990 e della riforma del titolo V
dell'articolo 114 della costituzione italiana, che impone
l'abolizione della provincia e la nascita della citt metroImmagine satellitare della citt metropolitana di Napoli
politana di Napoli, il comune capoluogo stato quindi
Secondo i dati dell'ultimo censimento ISTAT, il comune suddiviso in 10 municipalit di circa centomila abitanti,
di Napoli ha una popolazione di 989 000 abitanti, tuttavia in attesa della statuto normativo del nuovo ente istituito il

30

8 ECONOMIA

1 gennaio 2015.[181] Ogni municipalit ha un presidente


eletto direttamente dal corpo elettorale, una giunta ed un
consiglio municipale di 31 consiglieri.
Il territorio della citt metropolitana invece coincide con
quello della provincia soppressa. Gli organi del nuovo ente sono il consiglio, la conferenza dei sindaci e il sindaco metropolitano. I membri del consiglio sono eletti tra i
sindaci dei 92 comuni dell'area.

Economia
Il Centro Direzionale (spesso abbreviato in CDN) il maggiore

L'economia cittadina, dall'Unit d'Italia ad oggi, ha visto centro nanziario cittadino, realizzato nella seconda met del XX
sempre l'alternarsi di periodi di relativa crescita a perio- secolo su progetto del giapponese Kenzo Tange
di di decadimento, senza avere tuttavia mai un reale e
denitivo decollo.

8.1
8.1.1

Settore primario
Agricoltura

In questo settore l'occupazione si mantiene stabile nonostante la carenza d'investimenti, specialmente nel capitale sso.[183] Nell'ambito partenopeo continua la tradizione delle ciliegie,[184] la sagra della "mela annurca" e
l'eccellenza dei vitigni nei Campi Flegrei.[185]
8.1.2

Artigianato

Al 2003 le imprese registrate alla Camera di Commercio


erano 254833. Dal 1998 al 2003 il tasso di crescita stato del 2,09%, mentre quelle cessate sono state 11721. Le
attivit pi diuse sono quelle relative al mercato immobiliare, informatica, ricerca ed imprenditoria.[186] Buono anche il saldo dell'imprenditoria femminile che rappresenta circa un quarto del totale.[186] Un boom, invece,
costituito dagli imprenditori extracomunitari, specialmente quelli di origine asiatica, con un tasso di crescita
di oltre il 200%.

Tuttavia, dopo l'Unit, lo stabilimento conobbe una fase


di lento declino sino alla cessazione dell'attivit produttiva verso il 1880, mantenendo comunque, no al 1975,
l'attivit di manutenzione e riparazione di locomotive e
locomotori.
Nell'ambito della citt erano presenti anche altri opici metalmeccanici[N 21] In ogni caso, per sottolineare
l'importanza economica della citt basti pensare che la
provincia di Napoli aveva ancora nel 1871, a 10 anni
dall'annessione, un indice di industrializzazione superiore a quello di Torino.[188] Napoli era inoltre sede della
Borsa, della Zecca e del Banco delle Due Sicilie.

In seguito, un forte impulso allo sviluppo industriale si


ebbe in citt con la legge speciale del 1904, quando furono create le due zone industriali, rispettivamente a oriente e a occidente della citt. Questo, pi o meno coincise con il raorzamento della funzione commerciale
Prestigiosa inoltre l'arte presepiale, la lavorazio- che fu provocato dall'intensicazione dell'attivit portuane di ceramiche e porcellane, il settore tessile e le, a sua volta derivante dalla grande ondata migratoria
dell'abbigliamento ed inne la produzione dei gioiel- dell'ultimo decennio dell'Ottocento e del primo decennio
li con corallo e cammei incisi su conchiglia, di que- del Novecento.
st'ultima la manifattura napoletana della vicina Torre del
Greco, rappresenta quasi monopolio della produzione
mondiale.[187]

8.2

Settore secondario

Gi prima dell'Unit d'Italia a Napoli nacque il primo


grande complesso metalmeccanico di Pietrarsa, che conobbe un notevole sviluppo industriale ed economico nel
successivo ventennio: basti pensare che al 1860 era il
maggior stabilimento metalmeccanico italiano.

8.3

Settore terziario

31
fenomeno vengono attuati maggiori controlli, soprattutto
nell'area portuale.

8.3 Settore terziario


La mancanza di un vero e proprio sviluppo industriale
ha determinato l'aermarsi di punti di forza dierenti
che hanno congurato la citt come importante centro
del terziario, soprattutto nei campi: commerciale, amministrativo, nanziario, oltre a quello culturale, sempre
storicamente rilevante, nonch quello editoriale. Il porL'Italsider di Bagnoli, prima e dopo la dismissione degli to della citt uno dei principali scali marini d'Italia,
stabilimenti
nonch un'importante voce di reddito per la citt (il secondo al mondo, dopo quello di Hong Kong, per scalo
Di eettivo avvio all'industrializzazione nel retroterra na- passeggeri).[190]
poletano si pu parlare, per, solo durante il periodo Oltre ad ospitare fra centro e agglomerato urbano un imdel boom economico degli anni sessanta. Un altro for- portante nodo ferroviario e stradale (Napoli il capolinea
te impulso al comparto industriale, con nuovi impianti dell'Autostrada del Sole), la citt, nell'ultimo decennio,
nel campo della siderurgia, dell'industria metalmeccani- ha investito anche su un ambizioso programma di lavori
ca e petrolchimica, in particolare nella periferia orien- pubblici molto articolato, che ha posto le basi del sistema
tale e settentrionale della citt, si avuto alla ne degli metropolitano su scala cittadina e regionale.
anni settanta. Nei decenni successivi, la crisi irreversibile dell'industria di stato, unita ad un generale processo di Il usso turistico, in netto aumento anche grazie a diversi
deindustrializzazione, nonch alla concorrenza dei mer- eventi come l'Americas Cup e la Coppa Davis, vede in
cati emergenti ha portato alla chiusura o, nei casi miglio- Napoli e nella sua provincia raccogliere pi della met
[191]
ri, alla riconversione un gran numero di aziende (emble- dei turisti dell'intera regione.
matici il caso dell'Italsider di Bagnoli e la riconversione Di particolare interesse turistico anche la tradizione
dell'ex Olivetti di Pozzuoli).
artigianale napoletana che vede nel periodo natalizio il
Tuttavia nell'area orientale della citt continuano ad esse- suo apice, con la consueta mostra dell'arte presepiale
re presenti gli stabilimenti della Whirlpool e dell'Ansaldo, napoletana a via San Gregorio Armeno.
mentre gli ultimi grandi poli produttivi dell'area metropolitana sopravvissuti alla crisi industriale sono quelli di
Pomigliano d'Arco e Castellammare di Stabia, sviluppa- 9 Infrastrutture e trasporti
tosi attorno agli stabilimenti Fiat, Alenia e Fincantieri,
con un indotto che fa sentire i suoi eetti in tutto il
9.1 Strade
territorio.
Rimangono comunque presenti ancora numerose attivit industriali nel campo siderurgico, metalmeccanico e
petrolchimico, accanto alle quali sono orite diverse piccole e dinamiche realt di societ di servizi alle imprese, progettazione e consulenza (con un'alta concentrazione in particolare nel Centro Direzionale di Napoli) che
sfruttano sia i mercati industriali presenti sul territorio
che quelli tradizionali del nord Italia. Rilevante anche il
settore dell'industria alimentare, meccanico ed elettrotecnico. Napoli oggi risulta la quarta citt per movimento
economico, dopo Milano, Roma e Torino.[189]

Dalla citt si dipartono l'autostrada del Sole (A1) verso


nord, la A3 verso sud e la A16 verso l'Adriatico.
La tangenziale di Napoli, ucialmente autostrada A56,
scorre lungo la parte interna della citt, attraversandone
le colline con varie gallerie.

Ancora, esistono ottimi collegamenti con la periferia tramite l'Asse mediano, la strada statale 162 dir del Centro
Direzionale e la circumvallazione esterna. Quest'ultima,
in particolare, una strada provinciale che circonda la
citt sul suo bordo pi esterno ed costellata di raccordi
Nonostante questi brevi periodi di miglioramenti che conducono alle autostrade e ai comuni limitro.
l'occupazione non ha mai raggiunto un livello stabile,
soprattutto a causa della presenza di inltrazioni camorristiche che rendono dicile la nascita di nuove imprese 9.2 Ferrovie
e quindi di attrarre investimenti. Le attivit illegali
napoletane hanno un'ingente ripercussione sull'economia Napoli il principale nodo ferroviario dell'Italia meridionazionale, anche grazie agli scambi commerciali con la nale, essendo raggiunta da alcune delle principali linee
Cina, non senza ripercussioni negative sulle strutture ferroviarie italiane: la Roma-Napoli, la Napoli-Salerno e
sociali e ambientali cittadine: per contrastare questo la Napoli-Foggia. Con l'alta velocit, possibile raggiun-

32

10

AMMINISTRAZIONE

gere comunque anche citt quali Roma, Firenze, Bologna, a queste si aggiungono la storica Metropolitana FS dal
Milano, Torino, Venezia.
1997 denominata linea 2 e le tratte ferroviarie urbane
La stazione ferroviaria di Napoli Centrale il principale di Circumvesuviana, Circumegrea e Cumana. I progetscalo ferroviario della citt e dell'Italia meridionale ed ti prevedono ulteriori prolungamenti delle linee esistenla settima stazione italiana per usso di passeggeri. Posta ti e la costruzione di nuove linee, con parcheggi di inin piazza Garibaldi, la prima stazione era stata costrui- terscambio nelle zone periferiche e comprensiva di pi
(al momento 64) su tutta la supercie
ta nel 1886 su progetto dell'urbanista Errico Alvino; la di 100 stazioni
[196]
.
La
metropolitana di Napoli anche un
comunale.
stazione ottocentesca, tuttavia, fu abbattuta nel secondo
museo di arte contemporanea, oltre ad ospitare svariati
dopoguerra per far posto al nuovo fabbricato viaggiatori,
arretrato di 250 metri rispetto all'originale, progettato nel siti archeologici a cielo aperto. Il 30 novembre 2012, la
stazione Toledo stata premiata come la pi impressio1954 da un team di architetti ed ingegneri, tra cui spicca
nante d'Europa dal quotidiano The Daily Telegraph, men[192]
la gura di Pierluigi Nervi.
tre quella di Materdei risultata al 13 posto.[197] Il 4 febAltre due stazioni, Mergellina e Campi Flegrei del braio 2014, la CNN ha eletto la Stazione Toledo come la
passante ferroviario di Napoli, sono state impiegate - pi bella d'Europa[198] .
no al 2009 per fermata dei treni Eurostar; ora sono attraversate esclusivamente dai treni della linea 2 della Oltre alla rete su ferro, sono presenti anche tre ascensori (Chiaia, Sanit, Acton), una rete tranviaria (che metmetropolitana.[193]
te in comunicazione il porto, la stazione Centrale e la
periferia orientale) e un'estesa rete di autobus; riguardo
quest'ultima, la otta dell'ANM, che conta pi di 1 000
9.3 Porti
veicoli[N 22] eettua pi di 500 000 passaggi giornalieri
essendo in servizio su circa 130 linee.[199]
Fra il 1881 e il 1960 l'estesa rete tranviaria urbana, che
nel 1929 incorpor altres le tranvie di Capodimonte, era
integrata dalle tranvie extraurbane gestite dalla Socit
Anonyme des Tramways Provinciaux, che comprendeva le linee Napoli-Aversa/Giugliano, Aversa-Albanova,
Napoli-Frattamaggiore e Napoli-Caivano.
Ulteriori
linee
extraurbane,
esercite
direttamente dall'azienda di trasporto urbano, erano le tranvie Napoli-Portici-Torre del Greco e
Napoli-Bagnoli-Pozzuoli.
Il porto di Napoli, uno dei pi importanti d'Europa, si estende per
alcuni chilometri dal centro della citt verso i quartieri orientali

Il porto di Napoli (di cui fa parte il molo Beverello) uno


dei pi importanti della penisola.

9.4

Aeroporti

10 Amministrazione
10.1 Sindaci
Per la cronotassi dei sindaci succedutisi dal 1806 in avanti, si rimanda alla voce specica. Il sindaco in carica dal
1 giugno 2011 Luigi de Magistris, facente parte del
Movimento Arancione.

L'aeroporto di Napoli-Capodichino si trova a soli 4,5 km


circa dal centro cittadino, precisamente nell'area di San
Pietro a Patierno e Casoria. Sebbene limitato nel suo sviluppo proprio perch collocato in una zona densamente abitata, stato nel 2013 l'ottavo aeroporto d'Italia per 10.2 Consolati
numero di passeggeri.[194]
La citt sede di 86 consolati[200] concentrati soprattutto nei quartieri Chiaia, Posillipo, Mergellina, Vomero
e Porto. Nel 1796 a Napoli, capitale del Regno delle
9.5 Mobilit urbana
Due Sicilie, nacque la prima ambasciata americana nella
[201][202]
Napoli dispone di una capillare rete di trasporti pubblici, penisola italiana (settima nel mondo).
la cui tariazione gestita dal Consorzio UnicoCampania, che serve non solo l'intera area urbana bens anche
10.3
gran parte dell'area metropolitana.

Gemellaggi

La rete poggia innanzitutto su 2 linee di metropolitana Napoli ha siglato gemellaggi con numerose citt di pae(le linee 1 e 6) e su 4 funicolari, gestite da ANM;[195] si terzi tesi a consolidare relazioni che favoriscono lo

11.1

Quadro generale

33

scambio di esperienze e la reciproca conoscenza e a


intensicare i rapporti tra le rispettive societ.[203]
Infatti, Napoli ha stretto protocolli d'intesa con numerose citt di signicativa importanza, tra le quali Milano,
Londra, Atene, Dubai, Budapest, San Francisco, San
Pietroburgo e molte altre.

11

Sport

11.1

Quadro generale
Napoli ha ospitato numerose volte le edizioni dell'Americas Cup;
nell'immagine, del 2012, sono state riprese le vele (tra le quali
ben evidente anche la Luna Rossa italiana), con il Castel dell'Ovo
e il Vesuvio sullo sfondo

Calcio a 5 femminile
Woman Napoli C5
Beach soccer
Napoli Beach Soccer, Serie A (beach soccer)
Pallacanestro maschile
Nuova Pallacanestro Napoli, Serie B Dilettanti
Societ Sportiva Basket Napoli[N 23]
Partenope Napoli Basket, Serie C regionale
Pallacanestro femminile, Dike Basket Napoli Serie
A1 (pallacanestro femminile)
Pallanuoto maschile
Circolo Nautico Posillipo, Serie A1 (pallanuoto maschile)
Diego Armando Maradona, ex calciatore argentino che ha militato nella S.S.C. Napoli dal 1984 al 1991. Oggi considerato da
molti esperti il pi grande calciatore di tutti i tempi.[204][205]

Maggiori societ sportive di Napoli


Calcio
Societ Sportiva Calcio Napoli, Serie A

Circolo Canottieri Napoli, Serie A1 (pallanuoto maschile)


Rari Nantes Napoli, Serie A2 (pallanuoto
maschile)
Associazione Sportiva Acquachiara, Serie A1
(pallanuoto maschile)
Pallavolo femminile

Internapoli Football Club


Napoli Calcio Femminile, Serie A (calcio
femminile)

Centro Ester Pallavolo, Serie B2


Rugby

Calcio a 5 maschile
Partenope Rugby, Serie B di rugby a 15
Societ Sportiva Napoli Calcio a 5, Serie A2
Napoli Barrese Calcio a 5

Hockey Napoli, Serie A2 di Hockey in line

34

12 NOTE

Tiro a segno
Societ del Tiro a Segno Nazionale
Football americano
Briganti Napoli
Impianti sportivi principali
Stadio San Paolo
Piscina Felice Scandone
PalaBarbuto
Ippodromo di Agnano
Sferisterio Partenopeo
Stadio Arturo Collana
Accademia Nazionale di Scherma
PalaVesuvio
Infrastrutture sportive militari del Velodromo generale Alberico Albricci
Impianti sportivi dell'Universit degli Studi di
Napoli Federico II
Manifestazioni sportive
Maratona del Golfo Capri Napoli
Gran Premio Lotteria di Agnano
Giro Ciclistico della Campania
Americas Cup World Series
Tennis Napoli Cup

12
12.1

Note
Annotazioni

[1] . A seconda delle varie stime, l'area metropolitana di Napoli, analizzata da un punto di vista prettamente urbanistico, comprende tra i 3 00 000 e i 5 000 000 abitanti;
la cifra cambia a seconda dei dati a cui si fa riferimento:
Svimez Documenti e Studi per una denizione dell'area
Metropolitana di Napoli (PDF) in Pianicazione urbanistica ed ambientale, 1999, pp. 17-18. (4 434 136)], Worldatlas - U.S. Census Bureau Largest Cities of the World (by metro population) su World Atlas. URL consultato il
23 agosto 2014., CENSIS (4 996 084)
[2] Un'industria tessile particolarmente apprezzata era quella del lino, per il quale i commercianti arabi garantivano
un'ampia importazione dall'Egitto.

[3] Ampiamente conosciuto anche nell'Oriente islamico, dove il condottiero macedone fu identicato nel coranico
Dh l-Qarnayn, Quello delle due corna, per merito del
bibliolo arciprete Leone, che consentir la successiva
traduzione dell'opera in lingua latina e il suo considerevole
successo.
[4] Dopo l'unicazione, il Banco delle Due Sicilie fu
rinominato Banco di Napoli.
[5] Secondo Indro Montanelli questa frase Michele Bianchi
l'avrebbe detta a Dino Grandi, appena rimpatriato da una
missione diplomatica all'estero.
[6] Si tratta di due culti molto frequenti nella Napoli grecoromana, il primo riferito ad Apollo che si celebrava nei
pressi dell'attuale via Duomo, il secondo a Demetra il
quale santuario si ergeva presso l'attuale Sant'Aniello a
Caponapoli.
[7] I suddetti fondi serviranno, infatti, anche per altre opere
strategiche come i lavori per la nuova metropolitana ed il
riassestamento dell'area della Mostra d'Oltremare.
[8] L'aspetto attuale del Castel Nuovo, tuttavia, dovuto ai
rifacimenti della dinastia aragonese: quest'ultimi infatti
lo ricostruirono completamente, aggiungendo anche altre
sculture come il maestoso arco trionfale, capolavoro del
rinascimento napoletano.
[9] Secondo la tradizione, l'apostolo Pietro celebr la prima
messa in Italia nella basilica di San Pietro ad Aram, luogo di propriet di Sant'Aspreno, da lui ordinato primo
vescovo di Napoli.
[10] A Napoli sono presenti cinque catacombe: le catacombe
di San Gennaro, di San Severo, di Sant'Efebo, di Santa
Maria della Vita e le catacombe di San Gaudioso.
[11] Un elenco (seppur parziale) dei martiri napoletani si trova
nel Chronicon Episcoporum Neapolitanorum, la pi antica
fonte per la storia della Chiesa di Napoli.
[12] L'apertura di queste due moschee dovuta a causa di
una forte presenza della comunit islamica partenopea in
territorio campano: nel 1997 i musulmani in Campania
contavano circa 15 000 presenze.
[13] Ciononostante, alcuni di questi simboli vengono associati
anche ad altri luoghi italiani: vedasi a proposito la pizzica
salentina.
[14] Purtroppo, la quasi totalit della struttura che ospitava Citt della Scienza stata distrutta da un incendio di natura
dolosa divampato la sera del 4 marzo 2013.
[15] Tra questi, possibile citare:
un capo dell'European Union Military Committee;
due capi di Stato Maggiore Generale
quattro capi di stato maggiore dell'Esercito;
due capi di stato maggiore della Marina;
un capo di stato maggiore dell'Aeronautica;
due comandanti generali della Guardia di nanza
(nonch due vicecomandanti);

12.2

Fonti

35

otto vicecomandanti dell'Arma dei carabinieri e

[6] Rosi.

due direttori generali dei Servizi di Informazione.

[7] De Crescenzo.

[16] Il quotidiano Il Mattino stati fondato nel 1892 da


Eduardo Scarfoglio e Matilde Serao. Esso risulta essere tra
i primi giornali in citt per numero di copie e diusione
dei lettori (dati ADS).

[8] Michele Vocino (2007) Primati del Regno di Napoli Ordinamenti - Risorse naturali Attivit industriali prima
dell'Unit d'Italia. Napoli, Grimaldi & C.
[9] Gamboni.

[17] Un posto al sole la prima soap opera prodotta in Italia, nonch la pi longeva ction italiana. Prodotta da Rai
Fiction, essa viene trasmessa su Rai 3 dal 1996.

[10] Lucio Militano (2013) Le ferrovie delle Due Sicilie,


Editoriale Il Giglio, 2013

[18] De Filippo era il cognome della madre, la sarta teatrale


Luisa De Filippo.

[11] Gaetano Salvemini (1955) Scritti sulla questione meridionale, 1896-1955, Einaudi, p. 115.

[19] L'intero patrimonio del Settecento musicale napoletano


quasi del tutto inedito: oltre 150 biblioteche nel mondo ne conservano i manoscritti. L'Istituto Internazionale
per lo studio del Settecento musicale napoletano si occupa
di ricercare, studiare e diondere la musica della scuola
napoletana del Settecento

[12] La nascita del Regno d'Italia e l'impoverimento del Sud,


Dei Ricchi.it, 29 settembre 2003. URL consultato il 28
gennaio 2011.

[20] L'Istituto, storicamente ubicato nel palazzo Serra di Cassano, attraversa in questo momento un periodo di grave dicolt. Il suo unico sostenitore e nanziatore,
l'avvocato Gennaro Marotta, non stato pi in grado di
pagare l'atto dei locali, ed i preziosi volumi, sfrattati,
sono stato ricoverati in un magazzino di Casoria.
[21] Tra gli stabilimenti metalmeccanici che sono rimasti aperti nonostante la crisi postunitaria (che comunque inu negativamente sui loro aari), possibile citare la Guppy &
Pattison alla Taverna delle Carcioole, la Zino & Henry al Ponte della Maddalena, nonch, specicamente per
le necessit della Marina e l'Arsenale che dal 1852 disponeva del primo bacino di carenaggio in muratura nel
Mediterraneo.

[13] Caero.
[14] Angelo Forgione: Made in Naples - Edizioni Magenes,
Milano
[15] Croce
[16] Motivazione dell'inserimento del Centro Storico di Napoli
nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco
[17] Norbert Kamp, Federico II di Svevia in Enciclopedia Federiciana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2005.
URL consultato il 5 febbraio 2015.
[18] Sito uciale dell'Orientale. URL consultato il 2 settembre
2012.
[19] Ministero della Difesa, Dichiarazione status Patrimonio
Storico e Culturale dei Paesi del Mediterraneo..

[22] Vi sono circa trenta tipologie di autobus. Ci dovuto


alla particolare morfologia e struttura edilizia della citt
di Napoli, che spesso presenta vicoli stretti (soprattutto
nel centro antico) e strade ripide. A questo proposito, sono state adottate soluzioni alternative come mini-bus, che
riescono agevolmente ad accedere nei vicoli e nelle strade
pi strette, e bus con un punto di snodo al centro, capaci
di portare il doppio dei passeggeri senza andare incontro
a ostacoli dovuti all'eccessiva lunghezza del mezzo.

[20] Gleijeses.

[23] La Societ Sportiva Basket Napoli stata dapprima


radiata dai campionati nazionali e in seguito sciolta.

[26] Zu.

[21] Maei.
[22] Venturi.
[23] Florimo.
[24] Opera bua, Weiss.
[25] De Vecchi.

[27] Laura Savani, Napoli e il Barocco, Baroque.it, 19 ottobre


2010..

12.2

Fonti

[1] Il comune comunedinapoli.it


[2]
[3] Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati
per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993,
n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia
e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25
aprile 2012.

[28] Catalogo della mostra Caravaggio e caravaggeschi, tenutasi al Palazzo Reale dal 10 febbraio al 20 marzo
1963.
[29] Ruotolo.
[30] De Fusco, p. 164.
[31] Spinosa.
[32] Piccoli Catello.

[4] Wanderlingh.

[33] Viviani.

[5] Giudice, pp. 304-305.

[34] Scial (1998).

36

[35] De Bury.
[36] REGOLAMENTO (UE) N. 97/2010 DELLA COMMISSIONE del 4 febbraio 2010 recante registrazione di una
denominazione nel registro delle specialit tradizionali garantite Pizza Napoletana (STG). URL consultato il 19
gennaio 2013.
[37] Sito uciale dell'UNESCO, World Heritage Centre. URL
consultato il 4 luglio 2011.
[38] sito uciale UNESCO - Le 8 riserve della biosfera in
Italia. URL consultato il 21 marzo 2012.
[39] Il sottosuolo di Napoli - relazione della commissione di
studio (PDF), Comune di Napoli, 1967..
[40] Zonasismica.it. URL consultato il 1 dicembre 2007
(archiviato dall'url originale il 27 marzo 2009).
[41] Previsioni del tempo e clima a Napoli, Portanapoli..
[42] Dati Confedilizia. URL consultato il 30 maggio 2010.
[43] (EN) Dati climatici, WeatherBase..
[44] Napoli, Il Meteo..
[45] Atlante climatico - Napoli Capodichino (PDF), Ministero
della Difesa..
[46] Archemail.it
[47] Beniculturali.it

12 NOTE

[58] Francesco Luzzati Lagan, Il ducato di Napoli. In Il


Mezzogiorno dai Bizantini a Federico II, p. 328-29.
[59]

(EN) Umberto Benigni, Catholic Encyclopedia Naples, Wikisource, 1913 (pagina web elaborata nel
2007)..

[60] D'Amato, p. 328-29.


[61] Gioacchino Del Balzo, Storia di Napoli, Delbalzo.net,
2001..
[62] Roberto Barbieri e Emanuela Rodriguez (a cura
di), Mezzogiorno d'Italia (1559-ne XVII) in Storia
dell'Europa moderna: secoli XVI-XIX, Editoriale Jaca
Book, 1993, ISBN 88-16-43906-8.
[63] Giuseppe Coniglio, Il viceregno di Napoli nel sec. XVII:
notizie sulla vita commerciale e nanziaria secondo nuove
ricerche negli archivi italiani e spagnoli, Ed. di Storia e
Letteratura, 1955, p. 28.
[64] Pierangela Izzi, Domenico Delippis e Sebastiano Valerio, Lessicograa a Napoli nel Cinquecento, Adriatica
Editore, 2007, p. 121.
[65] Michele Vocino (2007) Primati del Regno di Napoli Ordinamenti - Risorse naturali attivit industriali prima
dell'Unit d'Italia. Napoli, Grimaldi & C..
[66] E. Detken, Giornale internazionale delle scienze mediche,
pag. 799, 1915.

[48] Tecnoin.it

[67] Gennaro De Crescenzo, Le industrie del Regno di Napoli:


in appendice 50 primati del regno. Grimaldi, 2002.

[49] Mediterranee

[68] D'Ambrosio, p. 189.

[50] Academia.edu

[69] Gamboni; Neri.

[51] Daniela Giampaola (Sopraintendenza archeologica di Napoli e Caserta), Bruno D'Agostino, Noctes Campanae,
Napoli, Luciano Editore, 2005

[70] pag 63, Giordano Bruno Guerri, Il sangue del Sud,


Mondadori, 2011

[52] Academia.edu
[53] M. Lombardo e F. Frisone, Colonie di colonie. Le fondazioni sub-coloniali greche tra colonizzazione e colonialismo, Atti del Convegno Internazionale, Lecce 22-24
giugno 2006, Galatina 2010 p. 198
[54] Magna Grecia: l'Italia meridionale dalle origini leggendarie alla conquista romana, Edipuglia, 1996, p. 23, ISBN
88-7228-158-X.

[71] Fondazione FS, storia del museo: 1875


[72] Salvemini, p. 115.
[73]

Vittorio Emanuele III, R.D.L. 3 giugno 1926, n. 1002 Aggregazione al comune di Napoli dei comuni di Soccavo,
Pianura, Chiaiano ed Uniti e Secondigliano, Wikisource,
19 giugno 1926 (pagina web elaborata nel 2013)..

[74] (EN) Air Raids on Naples in WWII - Around Naples


Encyclopedia. URL consultato il 17 febbraio 2013.

[55] Nel generale decadimento dell'ellenismo della Magna


Grecia e della Sicilia, Neapolis, ancora greca di lingua,
istituzioni, di culti e di costumi di vita, poteva essere considerata nella prima et dell'Impero, la metropoli
dell'ellenismo d'Occidente. Amedeo Maiuri, Sport e Impianti Sportivi nella Campania Antica, Tipograa Artistica
Editrice, Roma, 1960

[75] Lucia Monda, Napoli durante la II guerra mondiale ovvero: i 100 bombardamenti di Napoli (PDF), Relazione convegno I.S.S.E.S Istituto di Studi Storici Economici
e Sociali del 5 marzo 2005 Napoli durante la II guerra
mondiale..

[56] Tacito riporta Neapolim, quasi Graecam urbem (Tac.


Ann. 15.32.2), mentre Strabone descrive la sua ostinata
voglia di vivere alla greca (Strabo, 5.4.7 e 6.1.2)

[77] Savorelli, p. 185.

[57] Isolimpia.org

[79] Il Gonfalone, Comune di Napoli.

[76] Resoconto sommario della seduta del 7 marzo 1946


(PDF), Senato della Repubblica..

[78] Celano, p. 34.

12.2

Fonti

37

[80] Medaglia d'oro al valor militare NAPOLI, Citt di, [107] Storia di Napoli Greca e Romana Donnalbina Storia di
Quirinale. URL consultato il 30 luglio 2007.
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[82] Antonio Pariante, Patrimonio SOS: in difesa dei beni
culturali e ambientali, Patrimoniosos, 21 giugno 2005.. [109] Convento di San Lorenzo Maggiore - Sito uciale. URL
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[83] Il Giornale dell'Arte. URL consultato il 1 settembre 2012.
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[112] Sito uciale. URL consultato il 10 marzo 2012.
[86] Croce; Galasso.
[113] Antonella Scutiero, Gli esperti: Piano casa, un pasticcio,
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[87] Misson, p. 90.
[88] Costa.

[114] Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-122012.

[89] Striano.
[115] Cittadini Stranieri (Italia), ISTAT, 31 dicembre 2014..
[90] Lazzarini.

[116] Basile.

[91] Piedimonte (2006), p. 93.

[117] Grimaldi, p. 41.


[92] Chiesa di Napoli - Sito uciale. URL consultato il 5
[118] Liccardo, p. 10.
settembre 2012.
[93] Programma Integrato Urbano per il Centro Storico [119] Sito uciale dell'arcidiocesi. URL consultato il 4
settembre 2012.
patrimonio Unesco, Comune di Napoli..
[94] Manzo.

[120] Chiesa di Napoli..

[121] Forgione.
[95] Parco della Gaiola - Sito uciale. URL consultato il 2
settembre 2012.
[122] Boccolini, p. 45.
[96] Mazzoleni.

[123] Mastroianni, p. 138.

[97] D'Arbitrio; Ziviello, p. 13, 21, 27, 47, 53.

[124] Signorelli.

[98] Russo.

[125] Ribaud.

[99] D'Ambrosio, p. 9.

[126] Istituita un'Authority per i diritti dellinfanzia, Napolicittasociale.it, 12 settembre 2011..

[100] I castelli napoletani tra storia e mito, Comune di Napoli..


[101] Ruggiero, p. 43, 48.
[102] Napoli e dintorni.
[103] Piazza del Plebiscito, Portanapoli..
[104] www.telegraph.co.uk

[127] Camera di Commercio di Napoli - Osservatorio economico e tributario, Camera di Commercio di Napoli.
[128] Locklear, si fa la base NATO a spese della Regione
Comidad, Anarchismo.Comidad, 7 aprile 2011..
[129] La presenza militare Nato e USA a Napoli (PDF)..

[130] (EN) Naples, Eurocities..


[105] Francesco Tortora, La stazione del metr pi bella
d'Europa si trova a Napoli in Il Corriere della Sera, 30 [131]
Comune di Napoli, A Napoli il Fidiprof Centro Sud,
novembre 2012. URL consultato il 1 dicembre 2012.
YouTube, a 2:29.
Il sito del Daily Telegraph di Londra dedica un reportage fotograco alle stazioni della metro pi aascinanti d'Europa. Tra le
ventidue segnalate, la palma della pi bella
assegnata alla fermata Toledo di Napoli,
inaugurata lo scorso 12 aprile..
[106] Quotidiano La Repubblica

[132] Giuseppe Catapano, Al Centro Direzionale la sede italiana


dellOsservatorio Parlamentare Europeo, Informazione.it,
16 aprile 2009..
[133] Biblioteche comunali, Comune di Napoli..
[134] Biblioteca statale oratoriana del monumento nazionale dei
Girolamini, Internet Culturale..

38

[135] Biblioteca Nazionale di Napoli, Biblioteca Nazionale di


Napoli..

12 NOTE
Elogio di Nicola Fergola scritto da un suo discepolo,
Napoli, 1830;

Appendicetta all'Elogio di Nicola Fergola, Napoli,


[136] Nunziatella: appello per l'Istituto Italiano Studi Filosoci
1836.
(Napoli), Il Mattino, 5 ottobre 2012. URL consultato il 6
ottobre 2012.
[164] Lorgna, p. 4-17.
[137] Croce d'Oro al Merito dell'Arma dei Carabinieri alla [165] Dizionario Treccani. URL consultato il 25 febbraio 2013.
Bandiera della Nunziatella (Napoli), 15 novembre 2012.
[166] De Tipaldo, p. 324.
[138] Esercito: giuramento Nunziatella, gen. Graziano e gen.
Gallitelli a cerimonia, la Repubblica, 17 novembre 2012. [167] Capaccioli; Longo; Cirella, p. 21-22.
[139] Concessione di onoricenze al Valore dell'Esercito [168] Michele Tenore su www.floracampana.unina.it.
(PDF), Associazione Nazionale ex Allievi Nunziatella, 29
[169] Real Museo Mineralogico, www.musei.unina.it, 2009.
novembre 2007..
URL consultato il 7 aprile 2013..
[140] Horst.
[170] Galasso; Romeo; Mozzillo; Marchi, p. 484.
[141] Middione.
[171] Hermitte.
[142] Forum universale delle Culture, Napoli, 2013 (PDF),
[172] Alberto Razzauti, Marco Aurelio Severino, Treccani..
Comune di Napoli..
[143] Middleton; Watkin, p. 291-92.

[173] Comuni italiani - Gastronomia campana. URL consultato


il 26 settembre 2012.

[144] Nicola Spinosa et al. (1993) Porcellane di Capodimonte.


[174] Nella chiesa di San Ferdinando il giubileo degli artisti per
La Real Fabbrica di Carlo di Borbone 1743-1759. Electa
Tot, La Repubblica, 10 dicembre 2011.
Napoli.
[175] Popolazione provincia di Napoli 2001-2013
[145] Il presepe napoletano, Dentronapoli..
[176] Giuseppe Saviano, Divario tra citt ed hinterland, Il
[146] Il presepe napoletano, Conosciamonapoli..
Denaro, 17 dicembre 2010.
[147] Teatro romano di Neapolis, SNAV, 2 dicembre 2011..
[148] Mancini.

[177] Gerardo Mazziotti, Da Bassolino a de Magistris, Roma


Online.

[149] Pianta del San Carlo dal sito uciale. URL consultato il [178] Piano strategico per la Grande Napoli e la Campania,
Il Denaro, 3 giugno 2006. URL consultato il 15 ottobre
16 novembre 2012.
2010.
[150] La curiosit: il pi antico d'Europa, La Repubblica, 22
[179] Demographics, ISTAT.it, 8 gennaio 2008.
ottobre 2008.

[152] Napoli sede stabile del Festival italiano, IGN..

[180] ISTAT, Cittadini Stranieri. Bilancio demograco anno


2006 e popolazione residente al 31 dicembre. URL
consultato il 13 dicembre 2008.

[153] Pezone.

[181] Comunicato stampa (PDF), Palazzo Chigi, 5 luglio 2012..

[151] De Brosses.

[154] (FR) Charles de Brosses, L'Italie il y a cent ans; ou, Let- [182] Rapporto sullo stato dell'economia della Provincia di
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[156] Nardoni.
[184] 37a era delle ciliegie di Chiaiano..
[157] Oltre a C. Jannaco - M. Capucci (a cura di), Il Seicento,
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[158] Maiuri, p. 225-26.
[186] Romano G., Soma M., L'economia napoletana: stato di sa[159] Salerno.
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2004, pp. pagina 15.
[161] Palombi, p. 52.
[162] Klibansky; Pears.
[163] A proposito, si vedano i seguenti documenti:

[187] Nino D'Antonio, Studio sull'economia di Torre del Greco commissionata dalla camera di commercio di Napoli,
Camera di Commercio di Napoli..

13.2

Storia

39

[188] Carlo Ciccarelli; Stefano Fenoaltea, Attraverso la lente dingrandimento: aspetti provinciali della crescita
industriale nellItalia postunitaria (PDF), Banca d'Italia..

Benedetto Croce, Saggi Sulla Letteratura Italiana Del Seicento, Bari, Laterza, 1911, ISBN non
esistente.

[189] (EN) Citymayors.com The 150 richest cities in the world


by GDP in 2005, 2005..

Benedetto Croce, Giuseppe Galasso, Storia del Regno di Napoli, Milano, Adelphi, 1992, ISBN non
esistente.

[190] Il porto di Napoli cresce, IlMediterraneo.it.


[191] Turismo, a Napoli e in provincia +8,5% visitatori nel
2011. URL consultato il 15 febbraio 2013.
[192] Napoli Centrale, Grandi Stazioni..
[193] Linea 2 della metropolitana di Napoli
[194] Dati di Traco, Assaeroporti, 2008..
[195] ANM, Comune di Napoli.
[196] Piano comunale dei trasporti, Comune di Napoli..
[197] La stazione metro pi bella per il Telegraph a Napoli,
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[198] Europes 12 most impressive metro stations, CNN, 4
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[199] Daniele Pizzo, Trasporto di supercie, danpiz.net..
[200] Elenco dei Consolati di Carriera ed Onorari esteri in Italia
redatto dal Ministero degli Esteri (DOC)..
[201] Giovanni Marino, Napoli-Usa, 215 anni insieme Noi
americani, qui come a casa (Napoli), La Repubblica, 17
dicembre 2011.
[202] Messaggio dell'Ambasciatore David H. Thorne in occasione del 215 Anniversario delle relazioni diplomatiche
tra Stati Uniti e Napoli, Consolato Generale degli Stati
Uniti d'America - Napoli Italia, 16 dicembre 2011..
[203] Gemellaggi, Comune di Napoli..
[204] Sacchi: Maradona il pi grande; il Milan voleva
prenderlo (Napoli), Corriere dello Sport, 30 ottobre
2010.
[205] Times: Maradona il pi forte di tutti i tempi,
AreaNapoli, 23 marzo 2010.

13

Bibliograa

13.1

Testi storici

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14 Voci correlate
14.1 Storia
Storia di Napoli
Ducato di Napoli
Regno di Napoli
Regno delle due Sicilie

14.2 Istituzioni
13.8

Varie

Campania

Napoli e dintorni, Milano, Touring Editore, 2005,


ISBN non esistente.

Citt metropolitana di Napoli

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Sindaci di Napoli

Municipalit di Napoli
Trasporti a Napoli

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Enzo Striano, Il resto di niente, Salerno, Loredo
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Geograa

Campi Flegrei
Golfo di Napoli
Quartieri di Napoli
Vesuvio

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14.4 Gastronomia
conoscenza della citt e delle sue fabulae, Istituto
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Cucina napoletana
Pastiera napoletana
Pizza
Antica Pizzeria Port'Alba

42

16

14.5

Arte e cultura

Barocco napoletano
Canzone napoletana
Centro storico di Napoli
Cucina napoletana
Liberty napoletano
Lingua napoletana
Monumenti di Napoli
Pittura napoletana
Porcellana di Capodimonte
Presepe napoletano
Rinascimento napoletano
Scuola musicale napoletana
Teatro napoletano
Napolitudine

15

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Napoli su Treccani.it Enciclopedie on line, Istituto


dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL
consultato l'8 giugno 2013.

COLLEGAMENTI ESTERNI

43

17
17.1

Fonti per testo e immagini; autori; licenze


Testo

Napoli Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Napoli?oldid=74033829 Contributori: Frieda, Renato Caniatti, Twice25, Snowdog, Tomi, Pietro, Sbisolo, Hashar, Suisui, Robbot, Qbert~itwiki, Davide, Blakwolf, Sabine Cretella, Aphaia, Ciro, Archenzo, Gac, Pz-it, Leonard Vertighel, Ruthven, Laurentius, Ary29, Hellis, Afragolese, Paolo da Reggio, Massi cadenti, Patty, Madaki, DonPaolo, Marcok, Pasquale,
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Martini, MauritsBot, Franc rc, Davide.Napoli, Garretgian, Canecamillo, ErNanna, MaxDel, Frigotoni, TobeBot, Fantasma, Campaniameteo, Riccardo.fabris, T137, Lobufalo, Dega180, Pochos, Asdino, Metsm, Geox, SignorX, Allmhurach, L'Alessandrino, Evangelista
Campagnuolo, Vonvikken, Sgrid, Pakkkyyy, Serginho91, Slg, RanZbot, NoolinWacky the Indian, Paskwiki, Elenagm, Theologiae, Edtomass, Zidanie5, Steven Chiefa, Wurk, Franz van Lanzee, TjBot, Ripchip Bot, Karlmax, Lobby, Elmexicano, Ceppicone, Marchisio97,
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DonatoD, Ciao88, Lavico, Zwai, Salernoest, Leveking, Kill o, Aleksander Sestak, SicilianoBot, Galati~itwiki, Taueres, Giacomo Seics,
Abisys.bot, Cucuriello, Eippol, Jbribeiro1, Shivanarayana, Pasqualesax.12, Superninobot, Selvazzano94, ZimbuBot, Raf93, Giovannididio,
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Gi87, Memnone di Rodi, TatsuoTabei, Provolone94, Alphonsus~itwiki, CityClass, Diemme975, Alfagn, Gasparotto98, Sims89, IlSistemone, Massimiliano Panu, Karlos80, Mischa004, MerlIwBot, Sirtalis, Adamanttt, McBoing 99, InfattiVedeteCheViDice, Wonderfuldream,
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Corryx, Maaaaax84, Avarriale1997, Cribac77, Violadimare80, Salsatomato, Nastoshka, WilliamN1975, Fullerene, Abcditaly, Francesco
Pio Silvano, Bellatrovata, E. della Morte, Riviera1, Piotta90, 8Sirlo6, Super-Enciclopedico, Gianca87, LeParisien96, Anonimobibi, Andrea Dario, Caven, Mariafabozzi, Sambucher, Cipcip11, ModickLollo, Bevcador, Pierluca99, Camorrah, Lupo Solitario 2015, Nikbang,
Onavi9000 e Anonimo: 1793

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Immagini

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de Joanes
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Immagini

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17 FONTI PER TESTO E IMMAGINI; AUTORI; LICENZE

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File:Tot.jpg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/6/6c/Tot%C3%B2.jpg Licenza: Pubblico dominio Contributori: ? Artista
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File:Veduta_dal_Parco_Virgiliano.jpg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/19/Veduta_dal_Parco_Virgiliano.
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File:Viale_Centrale_-_parco_di_Capodimonte.jpg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/72/Viale_Centrale_-_
parco_di_Capodimonte.jpg Licenza: Public domain Contributori: Transferred from it.wikipedia; transferred to Commons by User:ZioNicco
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