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Luciano Dottarelli, Freud.

Un filosofo dietro al divano, Annulli Editori, 2015

Presentazione editoriale
Con la psicoanalisi di Freud sembra davvero realizzarsi una delle aspirazioni pi antiche
della filosofia: quella di ricercare e mettere a disposizione degli uomini un efficace
medicina per curare i mali dellanima e per raggiungere la felicit possibile.
La riflessione e la pratica filosofica, non solo negli ambiti specifici delletica o
dellantropologia, hanno infatti sempre tratto la loro motivazione pi profonda
dallesperienza del limite che, nelle forme del dolore, della sofferenza, dellingiustizia e
della morte, le persone si trovano quotidianamente di fronte nelle loro situazioni di vita.
Il rapporto di Freud con la filosofia si sempre nutrito di una profonda ambivalenza: da un
lato la confessione di un irresistibile attrazione; dallaltro quasi la necessit di rassicurare
se stesso e gli altri su una propria incapacit costituzionale alla pura speculazione e
sulla sua ferma volont di sottrarsi proprio lui, formidabile affabulatore - al fascino delle
narrazioni filosofiche.
Eppure, ad oggi, la creatura intellettuale di Freud, in attesa degli sviluppi di alcune sue
intuizioni che sembrano promettere le neuroscienze, appare sempre pi destinata a
trovare riparo e conforto nel grembo ampio e inclusivo della filosofia.

A ben vedere la responsabilit di quella che T.S. Szasz definisce la palude medica nella
quale oggi impantanata la cura delle anime in realt solo in parte attribuibile a Freud e
al suo assillo di guadagnare una legittimazione scientifica alla psicoanalisi. Nellopera del
fondatore, molto pi che nella successiva scolastica psicoanalitica, si possono anzi
trovare gli antidoti alla medicalizzazione cui la pratica della cura dellanima andata
incontro, soprattutto negli ultimi decenni.