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EMILY DICKINSON

I dwell in Possibility A fairer House than Prose More numerous of WindowsSuperior - for Doors Of Chambers as the Cedars Impregnable of Eye And for an Everlasting Roof
The Gambrels of the Sky Of Visitors - the fairest For Occupation - This The spreading wide my narrow Hands
To gather Paradise -

Io abito nella possibilit una casa pi bella della prosa pi ricca di finestre superiore - quanto a porte -

con stanze come cedri impenetrabili dall'occhio e per tetto perenne


la volta del cielo -

come ospiti - i pi belli e l'occupazione - questa allargare le mie piccole mani


per accogliere il Paradiso

BACHMANN

MUSICA E POESIA

tempo di avere occhi per la voce umana, questa voce di una creatura
incatenata, non del tutto capace di dire cosa soffra, di cantare fino in fondo
le altezze e le profondit che pure va misurando. Abbiamo solo
questorgano non del tutto preciso, non del tutto affidabile col suo volume
modesto []
Ma tempo di dare attenzione a questa voce, di consegnare a lei le nostre
parole, i nostri suoni, di farla arrivare fino a chi sta in attesa, a chi s
voltato dallaltra parte, con tutta la bellezza dei suo sforzi. tempo di non
pensarla pi come mezzo, ma come vicaria, sostituto provvisorio fino a
quando poesia e musica troveranno il loro momento di verit,
incontrandosi.

EMILY DICKINSON

Some say good night - at night I say good night by day Good bye - the Going utter me Good night, I still reply -

For parting, that is night,

And presence, simply dawn Itself, the purple on the hight


Denominated morn.

Alcuni dicono buonanotte - la notte Io dico buonanotte quando giorno Arrivederci - mi dice chi va via buonanotte, rispondo -

Perch separazione, quella notte,


e presenza, semplicemente l'alba quel colore di porpora in alto
che si chiama mattino.

SYLVIA PLATH

MORNING SONG

Love set you going like a fat gold watch.


The midwife slapped your footsoles, and your bald cry
Took its place among the elements.
Our voices echo, magnifying your arrival. New statue.

In a drafty museum, your nakedness


Shadows our safety. We stand round blankly as walls.
I'm no more your mother
Than the cloud that distills a mirror to reflect its own slow
Effacement at the wind's hand.
All night your moth-breath
Flickers among the flat pink roses. I wake to listen:
A far sea moves in my ear.
One cry, and I stumble from bed, cow-heavy and floral
In my Victorian nightgown.
Your mouth opens clean as a cat's. The window square
Whitens and swallows its dull stars. And now you try
Your handful of notes;
The clear vowels rise like balloons.

CANTO DEL MATTINO


Lamore ti ha messo in moto come un grosso orologio doro.
La levatrice ti ha schiaffeggiato sotto i piedi e il tuo nudo grido
ha preso il suo posto fra gli elementi.
Le nostre voci echeggiano, esaltando il tuo arrivo. Nuova statua.
In un museo pieno di correnti, la tua nudit ombra sulla nostra sicurezza.
Ti stiamo intorno vacui in viso come pareti.
Non sono tua madre pi di quanto
lo sia la nuvola che distilla uno specchio per riflettere la propria lenta

cancellazione per mano del vento.


Per tutta la notte il tuo respiro di falena tremola
fra le piatte rose rosa. Veglio per ascoltare:
un mare lontano si muove nel mio orecchio.
Un grido, e scendo dal letto incespicando, pesante
come una mucca e floreale
nella mia camicia da notte vittoriana.
La tua bocca si apre pulita come quella di un gatto. Il riquadro della
finestra
simbianca e inghiotte le sue opache stelle. E ora tu provi
la tua manciata di note;
le vocali chiare salgono come palloncini.
trad. Anna Ravano

EMILY DICKINSON

Summer for thee, grant I may be


When Summer days are flown!
Thy music still, when Whippoorwill
And Oriole - are done!

For thee to bloom, I'll skip the tomb


And row my blossoms o'er!
Pray gather me -

Anemone Thy flower - forevermore!


_________
L'estate per te, fa' che io sia
quando i giorni estivi saran volati via !
La tua musica quando il fanello
e loriolo - saranno finiti!

A fiorire per te sapr sfuggire alla tomba


riseminando il mio splendore!
E tu coglimi anemone tuo fiore - per l'eterno!
EMILY DICKINSON

This was a Poet - It is That


Distills amazing sense
From Ordinary Meanings And Attar so immense

From the familiar species


That perished by the Door We wonder it was not Ourselves
Arrested it - before -

Of Pictures, the Discloser -

The Poet - it is He Entitles Us - by Contrast To ceaseless Poverty -

Of portion - so unconscious The Robbing - could not harm Himself - to Him - a Fortune Exterior - to Time -

Questo era un poeta - cio chi


distilla un senso sorprendente
dai significati ordinari e nettare cos immenso

dalle specie familiari


morte alla nostra porta ci stupiamo di non esser stati noi
a fissarlo - per primi -

D'immagini, lo svelatore il poeta - colui che ci assegna - per contrasto una povert illimitata -

del possesso - cos inconsapevole che il furto - non pu nuocergli lui stesso - per s - un patrimonio al di fuori - del tempo -

SYLVIA PLATH

SOLILOQUIO DELLA SOLIPSISTA

Io?
Io cammino sola;
la strada a mezzanotte
si srotola dai miei piedi;
quando chiudo gli occhi
queste case sognanti non ci sono pi;
per un mio capriccio
che la celeste cipolla della luna sta sospesa
sopra i tetti.

Io
faccio rimpicciolisco le case
e riduco gli alberi
se mi allontano; al laccio del mio sguardo
ballonzola la gente-marionetta
che, ignara di scemare,

ride, si bacia, si ubriaca,


e non sa che se solo batto ciglio
morta.

Io,
se di umor lieto,
do all'erba il suo verde,
blasono il cielo d'azzurro e al sole
dono l'oro;
ma nei miei umori pi invernali, detengo
il potere assoluto
di boicottare il colore e di proibire ai fiori
l'esistenza.

Io
so che tu appari
vivido al mio fianco,
e neghi d'esser nato dalla mia testa,
e sostieni che il fuoco
dell'amore che senti prova vera la carne,
ma lampante,
mio caro, che tutta la tua bellezza
e l'ingegno sono un dono mio.

trad. Anna Ravano

EMILY DICKINSON

Bloom - is Result - to meet a Flower


And casually glance
Would scarcely cause one to suspect
The minor Circumstance

Assisting in the Bright Affair


So intricately done
Then offered as a Butterfly
To the Meridian -

To pack the Bud - oppose the Worm Obtain its right of Dew Adjust the Heat - elude the Wind Escape the prowling Bee

Great Nature not to disappoint


Awaiting Her that Day To be a Flower, is profound
Responsibility
_____________
Fiorire - il fine - chi passa un fiore
con uno sguardo distratto

stenter a sospettare
le minime circostanze

coinvolte in quel luminoso fenomeno


costruito in modo cos intricato
poi offerto come una farfalla
al mezzogiorno -

colmare il bocciolo - combattere il verme ottenere quanta rugiada gli spetta regolare il calore - eludere il vento sfuggire allape ladruncola

non deludere la natura grande


che lattende quel giorno essere un fiore, profonda
responsabilit -

SYLVIA PLATH
LETTERA DAMORE

Non facile dire il cambiamento che operasti.


Se adesso sono viva, allora ero morta
anche se, come una pietra, non me ne curavo
e me ne stavo dovero per abitudine.
Tu non ti limitasti a spingermi un po col piede, noe lasciare che rivolgessi il mio piccolo occhio nudo
di nuovo verso il cielo, senza speranza, ovvio,
di comprendere lazzurro, o le stelle.
Non fu questo. Diciamo che ho dormito: un serpente
mascherato da sasso nero tra i sassi neri
nel bianco iato dellinvernocome i miei vicini, senza trarre alcun piacere
dai milioni di guance perfettamente cesellate
che si posavano a ogni istante per sciogliere
la mia guancia di basalto. Si mutavano in lacrime,
angeli piangenti su nature spente,
Ma non mi convincevano. Quelle lacrime gelavano.
Ogni testa morta aveva una visiera di ghiaccio.
E io continuavo a dormire come un dito ripiegato.
La prima cosa che vidi fu laria, aria trasparente,
e le gocce prigioniere che si levavano in rugiada
limpide come spiriti. Tuttintorno giacevano molte
pietre stolide e inespressive,
Io guardavo e non capivo.

Con un brillio di scaglie di mica, mi svolsi


per riversarmi fuori come un liquido
tra le zampe duccello e gli steli delle piante
Non mingannai. Ti riconobbi allistante.
Albero e pietra scintillavano, senzombra.
La mia breve lunghezza divent lucente come vetro.
Cominciai a germogliare come un rametto di marzo:
un braccio e una gamba, un braccio, una gamba.
Da pietra a nuvola, e cos salii in alto.
Ora assomiglio a una specie di dio
e fluttuo per laria nella mia veste danima
pura come una lastra di ghiaccio. E un dono.

trad. Anna Ravano

da UNA STANZA TUTTA PER S


WOOLF

VIRGINIA

A eccezione della nebbia sembrava che egli controllasse ogni cosa. Eppure
era arrabbiato. Capivo che era arrabbiato dal seguente indizio. Quando
leggevo le cose che aveva scritto sulle donne, pensavo non a quel che
luomo diceva ma a lui stesso. Quando una persona che discute lo fa in
maniera imparziale, costui pensa soltanto alloggetto della sua discussione;
e anche chi legge non pu fare a meno di pensare a quellargomento. Se
egli avesse scritto sulle donne con imparzialit, se avesse usato prove
inconfutabili su cui fondare la propria argomentazione e non avesse

mostrato traccia del suo desiderio che il risultato finale fosse uno piuttosto
che un altro, neanche noi ci saremmo arrabbiate. Avremmo accettato la
cosa come accettiamo il fatto che un fagiolino verde o un canarino
giallo. Pazienza, avrei detto. Ma io mi ero arrabbiata perch lui era
arrabbiato. Eppure sembrava assurdo, pensavo sfogliando il giornale, che
un uomo con tutto quel potere debba essere arrabbiato. [] Forse essi non
erano arrabbiati; spesso, a dire il vero, erano individui esemplari nei
rapporti della loro vita privata. Poteva darsi che quando il professore
insisteva un po troppo enfaticamente sulla inferiorit delle donne, egli non
fosse preoccupato tanto della loro inferiorit, quanto della propria
superiorit. Era quella che lui difendeva alquanto impulsivamente e con
troppa enfasi, poich essa rappresentava per lui un gioiello senza prezzo.
La vita, per ambedue i sessi[] ardua, difficile, una lotta senza fine.
Richiede una forza e un coraggio giganteschi. Pi di ogni altra cosa forse,
per creature dellillusione quali siamo, essa richiede fiducia in se stessi.
Privi di fiducia in noi stessi siamo come neonati nella culla. E allora come
possiamo fare a generare, nel pi breve tempo possibile, questa qualit
imponderabile e al tempo stesso cos inestimabile? Pensando che gli altri
sono inferiori a noi. [] Z, luomo pi umano e modesto che ci sia,
dopo aver preso in mano un libro di Rebecca West e averne letto un passo,
aveva esclamato, Sfacciata di una femminista! Dice che gli uomini sono
degli snob! Questa esclamazione, per me sorprendente - perch mai
Rebecca West avrebbe dovuto essere una femminista sfacciata per aver
fatto una affermazione probabilmente vera anche se poco lusinghiera, circa
laltro sesso? - non era solo il grido della vanit ferita; era una protesta
contro qualche infrazione alla capacit di credere in se stesso. Per secoli le
donne hanno avuto la funzione di specchi dal potere magico e delizioso di
riflettere la figura delluomo ingrandita fino a due volte le sue dimensioni
normali. Senza quel potere la terra forse sarebbe ancora tutta giungla e
paludi. [] Quale sia luso che se ne fa nelle societ civili, gli specchi
sono indispensabili a ogni azione violenta ed eroica. questa la ragione
per la quale sia Napoleone che Mussolini insistono con tanta enfasi sulla
inferiorit delle donne, perch se queste non fossero inferiori, verrebbe
meno la loro capacit di ingrandire. Ci serve a spiegare in parte la
necessit che tanto spesso gli uomini hanno delle donne. E serve anche a
spiegare perch gli uomini diventano cos inquieti quando vengono

criticati da una donna[] Perch se lei comincia a dire la verit, la figura


nello specchio si rimpicciolisce; la capacit maschile di adattarsi alla vita
viene sminuita.[] Vedersi allo specchio ha unimportanza suprema
perch carica la loro vitalit; stimola il loro sistema nervoso. Toglietegliela
e luomo potr morirne, come un drogato privo della cocaina. trad. M.
A. Saracino

SAFFO

Venite al tempio sacro delle vergini


dove pi grato il bosco e sulle are
fuma lincenso.
Qui fresca lacqua mormora tra i rami
dei meli: il luogo allombra di roseti,
dallo stormire delle foglie nasce
profonda quiete.

Qui il prato ove meriggiano i cavalli


tutto fiori della primavera,
e gli aneti vi odorano soavi.

E qui con impeto, dominatrice,


versa Afrodite nelle tazze doro
chiaro vino celeste con la gioia

Fr. 5-6 D (trad. Salvatore Quasimodo)

MELANIA MAZZUCCO

da VITA

Se impari lamericano, me lo insegni? disse a un tratto Diamante. E tu che


mi dai in cambio? ribatt Vita, delusa che lui non compatisse la sua
infelicit. Ti racconto dei Paladini, propose lui. Li so gi, disse lei. [] Ti
leggo le avventure di Riccieri e Fegra Albana di Barberia. Non mi piace,
perch lei si uccide. La storia di Fioravante e la bella Drusolina. No,
perch pure questa finisce male, e lei diventa vecchia e brutta prima di
rivedere Fioravante. Le Mille e una notte. Che storia ? sinform Vita,
diffidente. Diamante si pass una mano tra i capelli con aria navigata.
una storia damore col peccato. Vita scroll le spalle, Diamante fissava la
bocca imbronciata-ostile. Strinse i pugni, nervoso. Non voleva perdere
loccasione, ma non capiva cosa potesse convincere quella ragazzina
testarda a non abbandonare la scuola e prestare attenzione al maestro. []

Lui avrebbe dato qualsiasi cosa per non dover inchiodare casse da morto,
per sedersi in una classe e imparare daccapo a parlare, cos che quando
avesse superato Houston non si sarebbero accorti che era un dago, e non
gli avrebbero pi cantato ghini ghini gon. [] Allora non si sarebbe
vergognato di aprire bocca perch tutti capivano subito che veniva
dallItalia, tanto che in America stava sempre zitto sgranando gli occhi
azzurri quando lo guardavano, fissandoli, muto, perch credessero che era
esattamente come loro.
Un bacio, se ne usc a un tratto Vita. [] Voglio un bacio per ogni parola.
Cos la domenica Diamante [] aspettava trepidante che Agnello
scendesse allosteria, che Lena cominciasse a sgrumare la farina, poi tirava
la tenda, si sedeva sulla branda e le faceva posto, perch lei, la piccola Vita
piatta come una frittata e inesorabilmente bambina aveva qualcosa che
mancava a tutte le altre femmine del quartiere: le parole. La prima cosa
dare un nome alle cose. Cos sai sempre dove sono. Se non lo sai, non puoi
cercarle. Job, train, bed, fire, water, earth, heart, hurt, hope. Un bacio sui
capelli, uno sulla guancia, un altro sul naso, sulle mani, nellincavo di un
gomito, sul collo, sulle palpebre, sulle ciglia. Dopo la pelle bruciava come
una scottatura. questo che significa, una storia damore? questa
sensazione di pericolo, gioia e turbamento, che fa arrossire, tumultuare il
sangue nelle vene, tremare le ginocchia? Diamante si alzava sempre tutto
sconvolto, con laria di un ladro. []
La domenica, per esercitarsi, risalivano la Bowery, incrociavano lOttava
strada e leggevano le insegne delle botteghe. La citt si rivelava. La
butchery era semplicemente una chianca, la eleveted nientaltro che un
treno soprelevato. La citt perdeva fascino, potere e mistero. [] La sera,
quando Agnello si addormentava dopo essere salito sopra a Lena,
Diamante scavalcava il corpo inerte di Geremia e Vita sgusciava fra i
secchi, si acquattavano sulle scale buie e bisbigliavano per ore, viso contro
viso, sfiorandosi help, work, cry baciandosi kill, live, pray le
orecchie, le dita, la nuca, il mento, le ginocchia, le unghie, i palmi, i
polpacci, le spalle, le fossette. La bocca.

SAFFO

Eros mi ha squassato il cuore, come vento che sul monte sabbatte sulle
querce.
Fr. 50 D (trad. Manara Valgimigli)

Come uno degli Dei, felice


chi a te vicino cos dolce
suono ascolta mentre tu parli
e ridi amorosa. Subito a me
il cuore in petto sagita sgomento
solo che appena ti veda, e la voce
si perde sulla lingua inerte.
Rapido fuoco affiora alle mie membra,
e ho buio negli occhi e il rombo
del sangue alle orecchie.
E tutta in sudore e tremante
come erba patita scoloro:
e morte non pare lontana
a me rapita di mente.
Fr. 2 D (trad. Salvatore Quasimodo)

Ecco che Amore di nuovo minveste, Amore che scioglie le membra,


dolceamara, invincibile fiera.
Attis, a te venuto a noia di darti cura di me, ma voli verso Andromeda.
Fr. 137 D (trad. Raffaele Cantarella)

Quale la cosa pi bella


sopra la terra bruna? Uno dice una torma
di cavalieri, uno di fanti, uno di navi.
Io, ci che sama.
Farlo capire a tutti cos semplice!
Ecco: la donna pi bella del mondo,
Elena, abbandon
il marito (era un prode) e fugg
verso Troia, per mare.
E non ebbe un pensiero per sua figlia,
per i cari parenti: la travolse
Cipride nella brama.
anche in me dAnattoria
ora desta memoria, ch lontana.

Di lei lamato incedere, il barbaglio


del viso chiaro vorrei scorgere,
pi che i carri dei Lidi e le armi
grevi dei fanti.

Fr. 27 D (trad. Filippo Maria Pontani)

INGEBORG BACHMANN

LA TERRA PRIMA

Verso la mia terra prima, verso sud


migrai e trovai, nudi e in miseria
e fino ai fianchi del mare,
castello e citt.

Schiacciata dalla polvere nel sonno


giacevo nella luce,
e con la chioma salata dallo Ionio
si chinava su di me, scheletrico, un albero.

L non cadeva sogno.

L non fiorisce rosmarino,


n uccello rinfresca il suo canto in sorgenti.

Nella terra mia prima, a sud


massalt la vipera
e lorrore nella luce.

Oh chiudi
gli occhi chiudi!
Premi la bocca sul morso!
E avendo bevuto di me
e la mia terra prima
cullandosi in terremoti,
mi ridestai alla vista.

L mi accadeva la vita.
L non morta la pietra.
Rapido sguizza lo stoppino,
quando uno sguardo lincendia.

trad. Camilla Miglio

EMILY DICKINSON

The Life that tied too tight escapes


Will ever after run
With a prudential look behind

And spectres of the Rein The Horse that scents the living Grass
And sees the Pastures smile
Will be retaken with a shot
If he is caught at all -

Quella vita che, legata troppo stretta, si libera,


poi correr sempre,
con un cauto sguardo indietro
e paura delle briglie il cavallo che fiuta l'erba viva
e vede sorridere i pascoli
sar ripreso solo con uno sparo,
se mai lo si potr prendere -

VIRGINIA WOOLF
UNA STANZA TUTTA PER S

Al pensiero di tutte quelle donne che avevano lavorato anno dopo anno e
avevano avuto tanta difficolt a mettere insieme duemila sterline e che alla
fine il massimo che erano riuscite a raccoglierne erano state trentamila, ci
sentivamo traboccare di sdegno pensando alla riprovevole povert del
nostro sesso. Insomma, che cosa avevano fatto le nostre madri per non
averci lasciato alcuna sostanza? [] Pu darsi che la madre di Mary - se
quella era lei nel tempo libero fosse una vagabonda (aveva avuto tredici
figli da un pastore protestante), ma quandanche fosse stato cos, quella

vita gaia e dissoluta le aveva lasciato sul volto ben poche tracce dei suoi
piaceri. [] Dunque, se quella donna si fosse dedicata agli affari; se si
fosse messa a produrre seta artificiale o fosse diventata un magnate della
Borsa; se avesse lasciato due o trecentomila sterline al college di Fernham,
questa sera noi avremmo potuto starcene qui comodamente sedute e
argomento della conversazione avrebbero potuto essere larcheologia, la
botanica, lantropologia, la fisica, la natura dellatomo, la matematica,
lastronomia, la teoria della relativit, la geografia. Se solo Mrs Seton e
sua madre e la madre della madre avessero appreso la grande arte del far
soldi e avessero lasciato il loro denaro, come avevano fatto i padri, e prima
di loro i nonni, per istituire fondazioni e lettorati e premi e borse di studio,
il tutto appositamente stanziato perch quelli del loro sesso potessero
servirsene, noi avremmo potuto cenare quass da sole, assai
tollerabilmente, con cacciagione e una bottiglia di vino; avremmo potuto
aspettarci, e senza indebita fiducia, una vita futura piacevole e illustre,
trascorsa al riparo di una di quelle professioni generosamente
sovvenzionate. Avremmo potuto dedicarci alle esplorazioni e alla scrittura;
vagare con aria trasognata per i luoghi venerabili della terra; sedere in
contemplazione sui gradini del Partenone o andare in ufficio alle dieci e
poi tornarcene comodamente a casa alle quattro e un quarto e scrivere
qualche rigo di poesia. Solo che, se Mrs Seton e quelle come lei si fossero
dedicate agli affari sin dai quindici anni ed era quello lintoppo del
ragionamento non ci sarebbe stata Mary. [] Se Mrs Seton fosse stata
occupata a far soldi, le dicevo, che ricordo avresti dei giochi e dei litigi?
Che cosa avresti imparato della Scozia, della sua aria pulita, dei suoi dolci
e di tutto il resto? Ma persino inutile porsi queste domande, perch non
saresti venuta al mondo. E poi altrettanto inutile domandarsi che cosa
sarebbe successo se Mrs Seton e sua madre e la madre della madre
avessero ammassato grandi ricchezze e le avessero depositate sotto le
fondamenta di college e biblioteca, dal momento che, tanto per
cominciare, era impossibile che loro facessero soldi, e in secondo luogo, se
anche fosse stato possibile, la legge avrebbe negato loro il diritto di
possedere qualunque somma di denaro avessero guadagnato. [] Un
pensiero che forse pu avere avuto il suo peso nel tenere Mrs Seton e le
sue madri lontano dalla Borsa. Ogni penny che guadagno, potrebbero aver
detto, mi verr tolto e usato secondo il volere di mio marito, forse per

istituire una borsa di studio o per sovvenzionare una fondazione al Balliol


o al Kings college, e dunque guadagnare del denaro, quandanche fossi in
grado di farlo, non faccenda che mi interessi molto. Meglio lasciare la
cosa a mio marito.

ANTONIA POZZI

PREGHIERA ALLA POESIA

Oh, tu bene mi pesi


lanima, poesia:
tu sai se io manco e mi perdo,
tu che allora ti neghi
e taci.
Poesia, mi confesso con te
che sei la mia voce profonda:
tu lo sai,
tu lo sai che ho tradito,
ho camminato sul prato doro
che fu mio cuore,
ho rotto lerba,
rovinata la terra
poesia quella terra
dove tu mi dicesti il pi dolce
di tutti i tuoi canti,
dove un mattino per la prima volta
vidi volar nel sereno lallodola
e con gli occhi cercai di salire
Poesia, poesia che rimani
il mio profondo rimorso,
oh aiutami tu a ritrovare
il mio alto paese abbandonato
Poesia che ti doni soltanto
a chi con occhi di pianto
si cerca
oh rifammi tu degna di te,
poesia che mi guardi.

MARINA CVATAEVA 10
Con le altre che seni profumati
di rose! Che settimane, porzioni
monodose di tempo
Io ti star accanto,
custode delle illusioni
che per caso sulla spiaggia, tra i sassi
ammucchiati, o nel vento, sui binari
vibranti O alla sbarra abbassata
dove aspettava la giovinezza.
Lo scialle, lo riconosci? Intriso
di gelo, pi caldo si spalanca
lAde
Sotto la frangia
Si cela vivo un miracolo:
la poesia! Con questo primogenito
(altro che eredi, altro che Rachele!)
la cavit pulsante delle viscere
colmer di fantasticherie!
11 aprile 1923